Seduta n.247 del 03/02/1998
CCXLVII SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Martedì 3 febbraio 1998
Presidenza del Vicepresidente ZUCCA
indi
del Vicepresidente MILIA
La seduta è aperta alle ore 9 e 38.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del 15 gennaio 1998, che è approvato.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
FRAU, Segretario f.f.:
"Interrogazione TUNIS Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sul problema relativo agli esuberi nelle aziende d'appalto del polo industriale di Portovesme". (914)
"Interrogazione GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di disagio degli operatori di pesca". (915)
"Interrogazione BONESU, con richiesta di risposta scritta, sulla cura Di Bella contro i tumori". (916)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul deposito degli automezzi della società SLIA ad Alghero". (917)
"Interrogazione LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulle retribuzioni dei dipendenti SIPAS S.p.A.". (918)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulle provvidenze ai nefropatici". (919)
"Interrogazione BONESU, con richiesta di risposta scritta, sul 'riposo biologico'". (920)
"Interrogazione LIPPI, con richiesta di risposta scritta, sul passaggio del pacchetto azionario delle società Terrecotte ed Elephant di Guspini". (921)
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
FRAU, Segretario f.f.:
"Interpellanza GRANARA - BIGGIO sui disservizi SAREMAR nel collegamento con l'Isola di San Pietro". (414)
"Interpellanza AMADU sui tagli previsti dalla manovra finanziaria 1998 per il fermo biologico in Sardegna". (415)
"Interpellanza AMADU sulla necessità da parte dell'Assessorato della sanità di assicurare l'assistenza medico-farmacologica gratuita con il metodo Di Bella ai malati di tumore che ne facciano richiesta alle ASL della Sardegna". (416)
"Interpellanza AMADU sulla necessità di intervenire per risolvere il problema dell'emergenza idrica in Gallura al fine di favorire lo sviluppo del territorio". (417)
"Interpellanza BONESU sulla costituzione di parte civile della Regione nel processo per il sequestro Vinci". (418)
"Interpellanza VASSALLO - MONTIS - CONCAS sulla richiesta degli allevatori e delle popolazioni della Comunità Montana delle Baronie di un contributo per la costruzione di un caseificio consortile". (419)
Discussione della proposta di regolamento - Giunta regionale: "Modifiche al regolamento di esecuzione del titolo VIII della Legge 31 ottobre 1991, n. 35 - Commercio su aree pubbliche - Proroga termini - Conversioni e adeguamento alla normativa nazionale - D.P.G.R. del 15 marzo 1995, n. 60" (Reg. n. 15)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno prevede al secondo punto l'elezione di un Questore del Consiglio. Va da sé che questa elezione viene spostata a un momento in cui il Consiglio sarà più frequentato. Passiamo quindi al terzo punto all'ordine del giorno che reca la discussione del Regolamento numero 15 della Giunta regionale.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Gianfranco Tunis, relatore.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari), relatore. Signor Presidente, colleghi, con il provvedimento in esame viene previsto l'adeguamento della normativa regionale alle modifiche intercorse nella legislazione nazionale in materia di commercio su aree pubbliche. In particolare viene uniformata la scadenza dei termini per la conversione delle autorizzazioni già rilasciate agli ambulanti, ai sensi della legge numero 398, in quanto i commercianti sardi sono stati penalizzati dai differenti termini posti dalla legislazione nazionale. Inoltre, il decreto ministeriale numero 350 ha modificato, integrandolo, il regolamento di esecuzione della legge 112, per cui si rende indispensabile adeguare la normativa regionale così come anche fermamente auspicato dalle confederazioni dei commercianti. Quindi, anche la Commissione, che ha esaminato attentamente il testo proposto, il testo del regolamento presentato dalla Giunta regionale, lo ha condiviso e ne auspica anche una pronta approvazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, questo provvedimento è un provvedimento chiamiamoli anche tecnici, perché si tratta del recepimento e dell'adattamento delle normative europee a quelle regionali. Se non lo facessimo, e siamo anche in ritardo, chi paga sono sempre gli operatori del settore, e questo riguarda essenzialmente gli operatori ambulanti a cui si danno almeno delle certezze. Un fatto positivo è che, quanto meno, si disciplina in un preciso articolo anche la possibilità delle concessioni delle aree, che non sono più frutto arbitrario dei comuni nel doverle concedere in maniera diversa da comune a comune, si fissano dei parametri precisi. Per cui, trattandosi di una norma tecnica, questo provvedimento ha visto l'approvazione di tutti i componenti della Commissione stessa.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
PABA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta è d'accordo sulle osservazioni fatte dal Presidente della Commissione e quindi si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del Titolo.
CONCAS, Segretaria:
Titolo
Modifiche al regolamento di esecuzione del titolo VIII della Legge 31 ottobre 1991, n. 35 - Commercio su aree pubbliche - Proroga termini - Conversioni e adeguamento alla normativa nazionale - D.P.G.R. del 15 marzo 1995, n. 60.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CONCAS, Segretaria:
Art. 1
1. All'articolo 2 del D.P.G.R. 15 marzo 1995, n. 60, sono aggiunti i seguenti commi:
"5. La domanda per ottenere la modifica o l'integrazione del contenuto merceologico dell'autorizzazione, presentata dal soggetto interessato, è accolta alla sola condizione che questi sia iscritto nel registro per le specializzazioni merceologiche richieste.
6. Nei casi in cui l'autorizzazione prevista dall'articolo 42, comma 3, della legge, può essere ottenuta con riferimento a più posteggi, l'interessato ha facoltà di chiedere che gli siano rilasciati tanti provvedimenti autorizzatori quanti sono i posteggi concedibili.".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CONCAS, Segretaria:
Art. 2
1. I commi 5, 6, 7 e 8 dell'articolo 6 del D.P.G.R. n. 60 del 1995 sono sostituiti dai seguenti:
"5. Hanno titolo di priorità nell'assegnazione dei posteggi nelle aree suddette i soggetti titolari esclusivamente dell'autorizzazione di cui all'articolo 42, comma 4, della legge e fra questi coloro che sono titolari dell'autorizzazione ottenuta per conversione di quella precedente prevista dalla Legge 19 maggio 1976, n. 398. A parità di condizione si tiene conto del più alto numero di presenze sulla fiera o mercato di cui trattasi.
6. Le domande di concessione del posteggio debbono pervenire al Comune almeno sessanta giorni prima dello svolgimento della fiera o del mercato.
7. La graduatoria per l'assegnazione dei posteggi è affissa nell'albo comunale almeno dieci giorni prima dello svolgimento della fiera o mercato.
8. Il possesso del titolo di priorità relativo al maggior numero di presenze è attestato dall'organo comunale competente sulla base di documenti probanti l'assegnazione di area pubblica o l'effettiva partecipazione alla manifestazione. Per coloro per i quali non possa essere documentato il numero di presenze sulla fiera o mercato la graduatoria è formata tenuto conto dell'anzianità di iscrizione al registro delle ditte.".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
CONCAS, Segretaria:
Art. 3
1. Il comma 5 dell'articolo 7 del D.P.G.R. n. 60 del 1995 è sostituito dal seguente:
"5. Nelle aree di cui all'articolo 41, comma 2, lettera c) della legge, i posteggi temporaneamente non occupati dai titolari delle relative concessioni sono assegnati giornalmente, durante il periodo di non utilizzazione da parte del titolare, ai soggetti legittimati ad esercitare il commercio su aree pubbliche che vantino il più alto numero di presenze sulla fiera o mercato di cui trattasi, quale che sia la loro residenza o sede o nazionalità. L'area in concessione suindicata non può essere assegnata qualora si tratti di un box o chiosco o locale o in essa si trovino strutture o attrezzature fissate stabilmente al suolo di proprietà del titolare della concessione.".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
CONCAS, Segretaria:
Art. 4
1. Il comma 2 dell'articolo 8 del D.P.G.R. n. 60 del 1995 è sostituito dal seguente:
"2. Il mancato rispetto delle norme sull'esercizio dell'attività dà luogo alla decadenza dalla concessione del posteggio nel quale è stata commessa l'infrazione.".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
CONCAS, Segretaria:
Art. 5
1. L'articolo 11 del D.P.G.R. n. 60 del 1995 è abrogato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
CONCAS, Segretaria:
Art. 6
1. Il comma 2 dell'articolo 13 del D.P.G.R. n. 60 del 1995 è abrogato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
CONCAS, Segretaria:
Art. 7
1. Il termine per l'esercizio della facoltà prevista dall'articolo 18, comma 11, del D.P.G.R. n. 60 del 1995 è differito al novantesimo giorno successivo all'entrata in vigore del presente regolamento.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dovrebbe passare alla votazione della legge, ma mi pare opportuno rinviare di qualche minuto in attesa che l'Aula registri una presenza sufficiente all'approvazione della legge.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che la consigliera Petrini ha chiesto un giorno di congedo per il giorno 3 febbraio. Se non vi sono obiezioni, il congedo si intende accordato.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. In attesa di poter votare la legge testé esaminata, passiamo al disegno di legge numero 334 "Interventi vari in agricoltura", relatore il consigliere Obino al quale, se ci fosse, darei la parola. Passiamo al successivo punto cinque dell'ordine del giorno perché mi dicono che il consigliere Obino sta procedendo ad esaminare emendamenti relativi alla legge di cui è relatore.
Discussione della proposta di legge SANNA Salvatore - LIPPI - MACCIOTTA - MURGIA - BONESU - BUSONERA - CUGINI - MANUNZA - MARTEDDU - MASALA - PITTALIS: "Modifiche alla legge regionale 13 dicembre 1994, n. 38 (Nuove norme sul controllo sugli atti degli enti locali) modificata con legge regionale 13 gennaio 1995, n. 4" (352)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 352. Relatore il consigliere Sanna Salvatore.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore Salvatore Sanna.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.), relatore. Questa proposta di legge, che è stata esitata dalla prima Commissione, è una proposta di legge che a suo tempo venne presentata da tutti i componenti della prima Commissione. E' stata esaminata congiuntamente a un disegno di legge presentato dalla Giunta regionale nel giugno del 1997, è il cosiddetto provvedimento che deve recepire l'abolizione dei controlli sugli atti degli enti locali, così come peraltro previsto dalla legge cosiddetta Bassanini. C'è da dire che il disegno di legge presentato dalla Giunta regionale era un disegno di legge molto articolato, un disegno di legge di riforma anche della legge regionale numero 38, è un disegno di legge che conteneva anche altre proposte che sicuramente sono e saranno da rivedere e da recepire con provvedimenti successivi per dare corpo e per dare completamento a questo processo di riforma. Si è avviata in Commissione la discussione generale su tutti questi provvedimenti, però si è deciso, anche per una questione di urgenza, di stralciare le norme esclusivamente relative a quanto previsto dalla Bassanini e si è proceduto in tal senso. Rispetto a quanto previsto dalla Bassanini le norme che in qualche modo si discostano sono le seguenti: in Sardegna, come i colleghi sanno, noi abbiamo una legislazione primaria in materia urbanistica e quindi si è deciso di aggiungere alle categorie generali gli atti da mandare al controllo preventivo di legittimità previste dalla Bassanini, anche gli strumenti urbanistici generali dei comuni, i cosiddetti Piani urbanistici comunali che quindi vengono inviati al controllo preventivo di legittimità mentre invece per quanto riguarda i piani attuativi degli strumenti generali, questi andranno, tra gli altri i cosiddetti piani di lottizzazione, al controllo eventuale, al controllo cioè che dovesse scaturire da un ricorso presentato da consiglieri comunali. Le altre categorie generali di atti da mandare al controllo di legittimità sono quelli previsti dalla Bassanini, li voglio ricordare rapidamente, sono il bilancio di previsione, il rendiconto di gestione, i regolamenti di competenza consiliare, lo statuto, per quanto riguarda le materie di competenza consiliare; per quanto riguarda i controlli eventuali, c'è qualche differenza rispetto alla Bassanini, perché la Bassanini prevedeva per esempio che il ricorso venisse presentato al Difensore civico, il ricorso eventuale, e noi abbiamo proposto che il ricorso venga tenuto in capo al Comitato regionale di controllo, l'altra differenza è che mentre la Bassanini eleva il numero dei consiglieri che possono presentare ricorso, noi lo abbiamo mantenuto basso così come peraltro era previsto dalla legge regionale numero 38, questo anche per facilitare un esercizio di controllo da parte del Consiglio comunale da un lato nei confronti degli esecutivi e da parte delle opposizioni, dall'altro nei confronti delle maggioranze. Quindi la previsione, la proposta è mantenuta all'interno di quanto già previsto al suo interno dalla legge regionale numero 38. Infine l'altra differenza rispetto alla Bassanini è che, mentre la Bassanini a fronte di un controllo eventuale, il Difensore civico doveva rinviare, all'organo che aveva assunto la deliberazione, la deliberazione ma senza procedere all'annullamento, noi stiamo proponendo che laddove si ravvisino eccezioni di legittimità il CORECO non rinvii all'organo la materia ma procede direttamente all'annullamento. Anche questo naturalmente per mantenere e per dare una effettiva concretezza all'azione delle minoranze o comunque di quelli che in un qualche modo adiscono il controllo eventuale. Questi sono i contenuti fondamentali di questa proposta di legge, voglio ribadire che non si tratta della riforma di carattere generale ma di un provvedimento che è stato proposto e che si auspica venga approvato dal Consiglio anche perché tutti i colleghi sanno benissimo quanto forte sia la richiesta che proviene da parte dei comuni, da parte degli amministratori in generale senza distinzione di appartenenza politica perché rapidamente si approvi questa legge che, voglio ricordare, nelle altre regioni d'Italia è già in esercizio da poco tempo dopo l'approvazione della Bassanini. Quindi l'auspicio è che oggi il Consiglio voglia approvare questa legge e che poi in un tempo successivo si torni su questi argomenti. La commissione sta già procedendo in questo senso per poter poi completare meglio questo processo di riforma.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il provvedimento piccolo in se stesso però rappresenti uno dei nodi del rapporto che dobbiamo avere con lo Stato e con gli enti locali. Noi ci siamo trovati negli ultimi anni a dover recepire una legislazione statale in genere poco adatta alle esigenze dei nostri enti locali che sono piccoli, piccolissimi e che operano nella situazione sociale ed economica che ben conosciamo. Chiaramente noi, come Regione, siamo largamente inadempienti perché nonostante la legge numero 2 del 1993 ci abbia dato potestà primaria in materia di enti locali, ben poco abbiamo fatto; l'unica legge che abbiamo fatto in questo senso è la legge sul riassetto delle provincie, ma anche questa legge viene boicottata, uso questo termine perché altro termine non si può usare, dalla inattività della Giunta che aveva come termine il 14 luglio per provvedere ad inviare lo schema di assetto provinciale al Consiglio e non ha provveduto. Questa legge quindi cerca di mettere un tampone di fronte ad una legislazione nazionale che riduce i controlli sugli enti locali, cercando di adattare quella normativa alle nostre particolari esigenze. Però chiaramente stiamo rinunciando anche con questa legge ad un disegno nostro. Io credo che la via dei controlli sugli enti locali debba essere perseguita abolendo il "sugli enti locali". Io credo che i controlli debbano come in tutte le amministrazioni essere esercitati dagli enti locali per se stessi, e quindi dovremmo trovare soluzioni originali in questo senso, ma le potremmo trovare semplicemente quando troveremo modo di far sì che gli enti locali della Sardegna abbiano un proprio ordinamento autonomo, che gli enti locali della Sardegna abbiano un proprio inquadramento in un rapporto stretto con la Regione, rapporto che sia di stretta collaborazione e di interdipendenza, e non certamente di dipendenza degli enti locali dalla Regione. Anche perché la Regione si sta sostituendo allo Stato nei rapporti con gli enti locali, ma si sta sostituendo con l'identico modello. La Regione non sta puntando a far sì che gli enti locali siano il mattone basilare della costruzione della Regione stessa. Per questi motivi la legge che pur appare un atto quasi obbligato non risolve questi problemi e semplicemente risolve qualche problema spicciolo e cartaceo che non è il grande problema della riforma degli enti locali. PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Presidente, la Giunta esprime parere favorevole; si tratta, come è chiaro, soltanto di uno stralcio di un più generale provvedimento di trasferimento di funzioni agli enti locali in una dimensione di governo diffuso che deve vedere tutto il sistema delle autonomie contribuire, secondo differenze di funzioni e non secondo differenze di rango e di dignità, contribuire al governo della Regione. In questa dimensione la questione dei controlli, che viene stralciata dal più generale disegno di riforma è un problema di grande urgenza che attiene strettamente all'autonomia delle amministrazioni locali. La Giunta ritiene che sia opportuno che questo disegno di legge sia oggi approvato, anche precedendo il più generale disegno di legge, già peraltro all'esame della Commissione.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del titolo
CONCAS, Segretaria:
Titolo
Riduzione dei controlli sugli atti degli enti locali. Modifiche alla legge regionale 13 dicembre 1994, n. 38 (Nuove norme sul controllo sugli atti degli enti locali)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CONCAS, Segretaria:
Art. 1
Atti soggetti al controllo
1. Il comma 1 dell'articolo 29 della legge regionale 13 dicembre 1994, n. 38, è sostituito dal seguente:
"1. Sono soggetti al controllo preventivo di legittimità gli statuti, i regolamenti di competenza degli organi assembleari degli enti, esclusi quelli attinenti all'autonomia organizzativa e contabile, i bilanci annuali e pluriennali e le relative variazioni, i rendiconti della gestione e i piani urbanistici provinciali, comunali, intercomunali e delle comunità montane, ai sensi della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45 (Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale).".
2. Nel comma 3 dell'articolo 29 della legge regionale n. 38 del 1994, dopo le parole "degli organi esecutivi" sono inserite le parole "ed assembleari". Nel medesimo comma le lettere a), b) e c) sono sostituite dalle seguenti:
"a) appalti e affidamento di servizi o forniture di importo superiore alla soglia di rilievo comunitario;
b) assunzioni del personale, piante organiche e relative variazioni;
c) strumenti di attuazione dei piani urbanistici.".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CONCAS, Segretaria:
Art. 2
Principi sul controllo
1. Nel comma 3 dell'articolo 24 della legge regionale n. 38 del 1994 sono aggiunte al termine le parole: ", per quanto riguarda la competenza, la forma e la procedura.".
2. Nel comma 5 del medesimo articolo sono abrogate le parole ", anche con riferimento ai principi generali dell'ordinamento".
3. Dopo il comma 5 del medesimo articolo è aggiunto il seguente comma:
"5 bis. Qualora una decisione negativa di controllo sia annullata in sede giurisdizionale il comitato di controllo non può più riesaminare il provvedimento sottoposto a controllo.".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2 bis.
CONCAS, Segretaria:
Art. 2 bis
Urgenza
1. La presente legge è dichiarata urgente, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Poiché l'articolo successivo è soppresso l'esame del disegno di legge è concluso.
Poiché pare che non ci siano i numeri per votare il progetto di legge nel suo complesso, sospendo la seduta per 10 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 03, viene ripresa alle ore 10 e 18.)
Votazione nominale della proposta di regolamento numero 15
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Regolamento numero 15.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BONESU - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FRAU - GIORDO - LA ROSA - LIORI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - OPPIA - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 43
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 43
(Il Consiglio approva).
Votazione nominale della proposta di legge numero 352
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 352.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BONESU - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PITTALIS - SANNA Salvatore - SASSU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
Sull'elezione di un consigliere Questore
PRESIDENTE. Mi pare che si siano create le condizioni per procedere alla elezione di un questore del Consiglio regionale. Il sistema di votazione lo conoscete, ma ad ogni buon conto ne diamo lettura: "Per il combinato disposto dei commi 3 e 5 dell'articolo 5 del Regolamento nelle elezioni suppletive quando si deve coprire un solo posto è eletto chi al primo scrutinio abbia raggiunto la metà dei voti più uno. Se nessun candidato ha riportato la metà più uno si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano d'età."
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, si deve procedere, così come ha detto lei adesso, alla elezione di un questore in sostituzione dell'onorevole Loddo, che è stato nominato Assessore. Lei ha citato il combinato disposto dei commi 3 e 5 dell'articolo 5, richiamandosi cioè soltanto alle modalità di elezione. A me pare, invece, che nel caso di specie debba essere rivisitato anche l'articolo 4 del Regolamento, perché in realtà attraverso le elezioni suppletive, e cioè da una elezione suppletiva all'altra, viene stravolta completamente la ratio dell'articolo 4 del Regolamento. E allora non sarebbe male andarlo a rileggere, perché in realtà l'Ufficio di Presidenza, chiamiamolo così, effettivo, diciamo quello titolare, è costituito soltanto dal Presidente, da due Vicepresidenti, da tre Questori e da un Segretario. Gli altri Segretari, che sono aggiuntivi, servono soltanto per garantire il disposto del secondo comma del medesimo articolo 4, secondo il quale debbono essere rappresentati nell'Ufficio di Presidenza tutti i Gruppi, compresi i Gruppi autorizzati dal Presidente ai sensi dell'articolo 20, nonché il Gruppo Misto che abbia almeno tre componenti. Ora, nella situazione nella quale oggi ci si trova non esiste Gruppo che non sia rappresentato nell'Ufficio di Presidenza, fatta eccezione per il Gruppo sardista, perché tutti gli altri Gruppi hanno un loro rappresentante in seno all'Ufficio di Presidenza. E allora, se l'elezione del Questore, che oggi ci viene proposta, serve per consentire al Gruppo del Partito Sardo d'Azione di avere anch'esso il suo rappresentante nell'Ufficio di Presidenza, allora la cosa sarebbe anche normale perché si tratterebbe attraverso questa elezione di avere un posto nell'Ufficio di Presidenza, anche se è sbagliato questo ragionamento che io sto facendo, perché in realtà il diritto del Gruppo dei sardisti non è quello di avere un componente nell'Ufficio di Presidenza, punto e basta, qualunque posto, no, ma soltanto a un posto di Segretario. Quindi l'elezione del Questore non sarebbe utile ai fini di soddisfare questa esigenza che viene indicata nel Regolamento. Se venisse invece individuato in altro Gruppo si corre il rischio di creare una situazione nella quale esiste una contraddizione interna, quindi in una sorta di situazione di illegalità sotto il profilo del Regolamento perché un determinato Gruppo che si è già avvalso della facoltà e del diritto di cui al secondo comma dell'articolo 4, cioè di aver avuto un suo Segretario d'ufficio nominato per garantire la sua presenza, si verrebbe a trovare con l'esercizio di un diritto oggi che non ha più ragione di essere. Voglio dire in parole povere che se il Gruppo X ha avuto nell'Ufficio di Presidenza la nomina di un Segretario perché venga garantita l'osservanza del secondo comma, se poi il Questore viene eletto nello stesso Gruppo X quello che era stato nominato Segretario, legittimamente nominato, si trova in una situazione di decadenza, di sorta di decadenza. E allora, attenzione, qui non siamo, perché non è dichiarata la decadenza, nel Regolamento non è prevista la decadenza - io richiamo l'Aula su questa questione - e siccome non è prevista una sorta di mozione di sfiducia dei componenti dell'Ufficio di Presidenza, qui non è che dobbiamo regalare i posti così, non è che la maggioranza debba, per esempio, far quadrare i conti ai fini dei numerini che servono per la fiducia alle giunte utilizzando le cariche istituzionali. Le cariche istituzionali debbono rimanere al di fuori di questa cosa, e se non debbono rimanere al di fuori che vengano utilizzate correttamente senza stravolgere la ratio del Regolamento medesimo e senza consentire le nomine che hanno carattere premiale nei confronti di questo o di quel Gruppo, di questo o quel settore o sottosettore di Gruppo. Perché finché un Gruppo si chiama con una denominazione ha diritto soltanto a un posto di Segretario, se non è tra i Gruppi "privilegiati" che hanno dato vita al primo impianto del... Qui io ho voluto richiamare l'attenzione dell'Aula su questo punto perché noi ci stiamo accingendo, forse, secondo come va la votazione, a creare una situazione di illegalità interna a questo ...
Su questo terreno, se sarà necessario, io tornerò. Qualcuno dirà: potevate sollevare la questione quando l'onorevole Loddo era Questore, ma non più facente parte di un Gruppo politico, ma nel momento in cui, sciolto il Gruppo politico, lo stesso si è trovato a far parte del Gruppo Misto, che già aveva un Segretario. Il problema è diverso, è leggermente diverso, perché intanto l'assessore Loddo fu eletto alla carica di Questore nel momento in cui faceva parte di un Gruppo politico, e poiché non esiste, come è stato ricordato, l'istituto della mozione di sfiducia, della decadenza, è chiaro che doveva rimanere. Ma una cosa è il fatto di rimanere un determinato soggetto in una determinata posizione, altra cosa è quello a cui ci si trova di fronte allorquando si vuole perpetuare questa situazione chiamiamola di illegalità sotto il profilo regolamentare. Questo è quanto io volevo rappresentare a quest'Aula.
PRESIDENTE. Mi pare che l'onorevole Masala abbia, come suo solito, sollevato un problema regolamentare abbastanza fondato. La mia opinione a occhio e croce, ma non ne traggo conseguenze operative, sarebbe che comunque si dovrebbe procedere alla elezione del Questore per poi porre il problema della permanenza o meno del Segretario. Però essendo di delicatezza estrema la questione, ritengo opportuno che la Presidenza abbia il tempo per una riflessione attenta e ponderata, magari nella tarda mattinata torneremo sull'argomento. Io propongo al Consiglio di passare ad un altro punto all'ordine del giorno. Se non ci sono obiezioni passiamo al punto 6 dell'ordine del giorno.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, prendo atto che lei saggiamente ha disposto di soprassedere sulla questione altrimenti io a nome del mio Gruppo avrei chiesto dieci minuti di sospensione dei lavori.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis.
Discussione della proposta di legge nazionale FANTOLA - SCANO - PITTALIS - MARTEDDU - MASALA - BALIA - AMADU - BONESU: "Autonomia statutaria della Regione Sardegna in materia di forma di governo" (P.L.N. n. 18).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge nazionale numero 18. Relatore il consigliere Fantola.
Dichiaro aperta la discussione generale, darei la parola al consigliere Fantola se ci fosse, ma non essendo presente passiamo al punto successivo dell'ordine del giorno.
MARTEDDU (Popolari). Si dà per illustrata!
PRESIDENTE. Non ho capito, onorevole Marteddu. Allora si dà per illustrata la proposta di legge nazionale numero 18.
E' iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Anche se è un po' inutile perché tanto è un unico articolo e quindi si potrebbe intervenire anche sull'articolo, noi abbiamo firmato questa proposta di legge nazionale pur in un momento di acuta crisi sulle questioni di assetto istituzionale della Regione, in quanto riteniamo che questa proposta, se accolta dal Parlamento, il che dubitiamo considerato che la Bicamerale sta tornando indietro nel senso del rafforzamento dell'autonomia delle Regioni a statuto speciale, se venisse approvata darebbe comunque alla Regione sarda una capacità di auto-organizzarsi sugli aspetti fondamentali come la forma di governo, la legge elettorale che indubbiamente gioverebbe a creare nella Regione sarda uno strumento più attento e più adatto alla realtà sarda. In questo senso questa legge che rappresenta comunque una conquista di autonomia, un rafforzamento dei poteri regionali e la non interferenza dello Stato nell'organizzazione interna della Regione, per cui io ritengo che il Consiglio farebbe bene ad approvarla, però farebbero bene anche le forze politiche poi a seguirla in Parlamento e portarla ad una rapida approvazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, signori della Giunta, colleghe e colleghi, come ha detto poc'anzi l'onorevole Bonesu, questa proposta di legge consta di un solo articolo e quindi la discussione generale avrebbe potuto svolgersi tranquillamente anche nel corso della discussione dell'articolo medesimo. In realtà, pur contenendo un solo articolo, propone al Governo nazionale delle modifiche sostanziali non tanto e non solo allo Statuto, ma per i punti che dello Statuto intende toccare, consente di indicare alcuni elementi che, se approvati. portano ad una radicale trasformazione dell'ente Regione. Quando cioè in una proposta di legge si chiede di modificare lo Statuto e si rivendica alla sovranità del Consiglio la possibilità di stabilire quale sia la forma di governo che la Regione deve darsi, quando si rivendica al Consiglio regionale il diritto di poter stabilire se il Presidente della Regione debba essere eletto direttamente dal corpo elettorale oppure dall'Assemblea consiliare, quando si introducono argomenti volti a stabilire un rapporto nuovo e diverso tra gli organi della Regione e gli organi del governo nazionale e dello Stato in genere, evidentemente si sta incidendo profondamente, nella forma, nell'essenza stessa dell'autonomia sarda e naturalmente una problematica di questo genere richiede una attenzione, richiede un approfondimento, richiede una reale autentica presa di coscienza. Si dirà, ma intanto noi lasciamo in pregiudicato tutto quello che dovrà essere scritto domani, cioè lasciamo in pregiudicato se il Presidente della Regione dovrà essere eletto direttamente, se si dovrà scegliere per un sistema elettorale proporzionale o maggioritario, o se al contrario dovremo scegliere un sistema elettorale misto. E' vero che questa legge riguarda soltanto la cornice, è vero, si tratta solo di rivendicare al Consiglio la potestà di modificare lo Statuto direttamente e da solo con riferimento a questi aspetti fondanti e fondamentali dello Statuto medesimo. Però non è che questa proposta di legge cade in un nulla più assoluto, non è che cade in un momento in cui non si sta parlando di riforme costituzionali e istituzionali, non è che cade in un momento, come dire, di tranquillità dal punto di vista istituzionale. No, cade nel momento in cui si sta discutendo, non solo qui ma soprattutto altrove, a Roma della sistemazione e del sistema costituzionale e istituzionale sia dello Stato che delle Regioni. Si sta in un parola, ed è finita l'altro giorno la discussione generale, sulla riforma della Costituzione italiana, quindi cade in un momento in cui i problemi di natura costituzionale e istituzionale debbono occupare una parte fondamentale importante di questa Assemblea. E allora, poiché anche le decisioni che vengono prese con riferimento ai lavori della Bicamerale, anche le decisioni che vengono prese in questa sede con riferimento a quella che sarà l'organizzazione regionale, avvengono e vengono prese sulla base di quelli che saranno poi i quadri politici nel senso cioè che si cercherà di stabilire in prospettiva quale debba essere il sistema che consenta di realizzare questo o quell'altro sistema. Be' evidentemente forse anche qui è giunta o è cominciata a giungere l'occasione per incominciare a dire a ciascuno di noi come prevede, come intende riempire, con quali contenuti intende riempire la cornice che questa proposta di legge, se approvata dal Parlamento nazionale, dovrà rappresentare. Per esempio, sarebbe, incomincerebbe a essere utile conoscere se per esempio il Gruppo di Alleanza Nazionale è o non è per l'elezione diretta del Presidente della Regione, se per esempio gli altri Gruppi sono o saranno favorevoli all'elezione diretta del Presidente della Regione, oppure se non lo saranno, forse incomincia ad essere opportuno chiarire se si sarà per un sistema elettorale maggioritario o un sistema proporzionale, forse sarà importante cominciare a chiarire se questa Regione si vuole veramente avviare ad un processo di trasformazione del sistema della sua democrazia verso un sistema di democrazia di alternanza e autenticamente bipolare oppure se si vogliono fare decenni di passi indietro e ricreare un sistema politico che consenta di vivacchiare, che consenta di essere imprecisi e di non chiarire al corpo elettorale con chi e con quali modalità si andrà a governare, se si chiederanno in una parola prima i voti, come è avvenuto nel passato, e cioè "datemi prima i voti e poi vedrò a seconda del risultato con chi andrò a governare", anziché invece esaminare con coerenza, con correttezza, con lealtà nei confronti del corpo elettorale e dire adesso: "sentite, noi vi chiediamo i voti per governare con Tizio, con Caio e con Sempronio, punto.". Questo è il punto.
Occorre cioè che sin da questo momento anche cogliendo l'occasione di un dibattito che apparentemente riguarda soltanto una legge di cornice, in realtà bisogna stare molto attenti perché una volta approvata questa legge di cornice, dobbiamo riempire di contenuti questo provvedimento e dovremo chiarire, dovremo essere precisi sin da questo momento su ciò che noi intendiamo realizzare.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, credo che le preoccupazioni dell'onorevole Masala circa la necessità di riempire di contenuti una proposta che rischia altrimenti di essere soltanto una cornice, siano sicuramente da condividere e che pertanto questo non sia che il primo passo per fare delle scelte concrete e compiute in ordine alla materia elettorale in discussione. Questo provvedimento si inserisce all'interno di quanto si sta discutendo in Parlamento, anche per le regioni a statuto speciale, e quindi possiamo dire che in qualche modo questa proposta di legge anticipa le decisioni che già il Parlamento sta per assumere. Io credo comunque che questa anticipazione debba essere vista in modo positivo, in quanto rivendica alla Sardegna un ruolo che è conforme alla propria autonomia, e quindi facendo forza su questa autonomia noi crediamo di poter chiedere con forza al Parlamento di autorizzarci a queste modifiche statutarie. Naturalmente il provvedimento non entra nel merito e nulla decide nella fattispecie di quanto si dovrà poi affermare in seguito. Nulla decide infatti sul sistema elettorale, nulla sul numero dei componenti l'Assemblea ed anche sui casi di ineleggibilità e di incompatibilità per i consiglieri regionali. Si limita semplicemente a disciplinare, come è detto nella seconda parte dell'articolo, le forme di approvazione delle modifiche, laddove si parla dei referendum popolari e laddove si dice che non si dà luogo a referendum quando le modifiche siano state approvate a maggioranza dei due terzi dei componenti il Consiglio regionale. Pertanto ritengo che si possa esprimere a nome della Giunta un parere favorevole all'approvazione di questa proposta di legge.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo unico.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 1
1. Dopo il quinto comma dell'articolo 54 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna) sono aggiunti i seguenti commi:
"Possono essere modificate con deliberazione legislativa del Consiglio regionale, adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, le disposizioni del presente Statuto relative alla forma di governo della Regione, anche con riferimento ai rapporti tra Consiglio, Giunta e Presidente della Regione, al sistema di elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale, al numero dei suoi componenti, ai casi di ineleggibilità e di incompatibilità dei consiglieri regionali".
"Le modifiche dello Statuto approvate ai sensi del precedente comma sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda 40.000 elettori della Regione o un quinto dei consiglieri regionali e non sono promulgate se non sono approvate dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se le modifiche sono state approvate a maggioranza di due terzi dei componenti il Consiglio regionale".
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale col sistema elettronico della proposta di legge nazionale numero 18.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, la ringrazio. Intervengo per dire che noi votiamo a favore di questa proposta di legge, avendo chiara e nitida la consapevolezza che non stiamo assolutamente cambiando lo Statuto da una parte, dall'altra, almeno da parte mia, da parte nostra, avendo chiara la consapevolezza che non stiamo neanche mettendo in stand by il problema della riforma della legge elettorale e della riforma, per quanto è possibile anche a Statuto vigente, della forma di governo e dei rapporti Consiglio, Giunta e Presidente della Regione. Nel titolo, o meglio nell'articolo unico, mi colpisce la data del 26 febbraio 1948, io non ero ancora nato; noi stiamo discutendo di una riforma che è riferita ad uno Statuto che ormai è invecchiato notevolmente, che manifesta per intero il suo appesantimento e le sue rughe. D'altro canto anche questa proposta, come tutti sappiamo, è un po' la coda di quella lacerazione che è avvenuta, che si è determinata in quest'Aula, in questo Consiglio all'atto dell'approvazione di quella riformetta elettorale che era riferita solo all'abolizione della terza lista regionale del cosiddetto trilottaggio. Non vorremmo però neanche che sia vista questa proposta come una sorta di lunga pausa rispetto agli obiettivi che comunque possiamo raggiungere, anche utilizzando tutte le potenzialità che lo Statuto vigente ci consente in questa materia. Io non so se il dibattito in Parlamento sulle conclusioni della Bicamerale approderà in termini giusti per noi ad una sua conclusione. Io non so oggi, nessuno può saperlo, se noi potremo accompagnare il nostro dibattito istituzionale interno alle conclusioni del dibattito parlamentare sulla Bicamerale. Ma su questo punto, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo di essere molto chiaro; ritengo cioè che dobbiamo accompagnare i lavori del Parlamento sulla Bicamerale con un'attenzione maggiore rispetto a quella che in questa fase stiamo dedicando. Dobbiamo, a mio parere, iniziare a precisare se per riformulare lo Statuto dobbiamo eleggere una Commissione speciale o se la Commissione prima deve iniziare ad occuparsi della riforma dello Statuto. Dobbiamo decidere in quest'Aula, posto che la riforma costituzionale, la riforma dello Statuto e la riforma di questa parte fondamentale dello Statuto, che attiene alla regola fondamentale della democrazia, cioè l'espressione della rappresentanza politica e della forma di governo, dobbiamo sapere, posto che non è un problema di maggioranza ma è un problema di tutto il Consiglio regionale, se siamo nelle condizioni, nei tempi politici corretti prima delle elezioni del Consiglio regionale, di apportare le modifiche possibili allo Statuto vigente. Io credo, onorevole Masala, che oggi sia questo il nodo, il punto politico fondamentale. Noi riteniamo che la legge elettorale, per esempio, così come oggi è riformulata, sia una legge devastante per la prossima Assemblea regionale, perché non consente la predisposizione e la presentazione ai cittadini sardi di una chiara posizione dei Gruppi politici e dei partiti riferita al governo, alla possibilità di governo, non consenta ai cittadini sardi di scegliere tra diverse formule, fra formule alternative di governo, sarebbe un'ulteriore accentuazione di quel sistema perverso di frammentazione del Consiglio regionale che potrebbe rendere ancora di più la prossima legislatura assolutamente ingovernabile. Noi dobbiamo avere questa consapevolezza, oggi, signor Presidente. Io credo che da queste battute deve nascere la volontà del Consiglio di arrivare in tempi brevi e rapidi a una ridiscussione della legge elettorale, a una rivisitazione di tutte le potenzialità che l'attuale Statuto può offrirci, sia per ridefinire la forma di governo, sia per ridefinire i poteri del Presidente della Giunta regionale, sia per ridefinire la regola della rappresentanza. Noi votiamo sì a questa legge con queste preoccupazioni, con questi auspici e con l'auspicio soprattutto che, entro breve termine, si ritorni in quest'Aula a parlare di questi problemi.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge nazionale numero 18.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BOERO - BONESU - CARLONI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GRANARA - LA ROSA - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PIRAS - PITTALIS - SANNA Salvatore - SASSU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.
Si sono astenuti i consiglieri: CASU - SCANO - VASSALLO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 49
Votanti 46
Astenuti 2
Maggioranza 24
Favorevoli 46
Nulli 1
(Il Consiglio approva).
Discussione generale del disegno di legge: "Interventi vari in agricoltura" (334)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 334. Gli emendamenti sono stati esaminati. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Obino, relatore.
OBINO (Progr. Fed.), relatore. Brevemente, signor Presidente perché, come lei giustamente ha detto, la legge deve essere emendata. Questo disegno di legge, proposto nel maggio del '97, si proponeva di intervenire sulle misure previste dal programma operativo plurifondo per accelerarne la spesa, anche con l'utilizzo di risorse a carico del bilancio regionale. Assieme alle norme sul salvataggio delle aziende agricole e della legge sull'agriturismo già esitate dall'Aula e dalla Commissione, quella sull'agriturismo deve essere esitata ancora dall'Aula, si intendeva dare una risposta al mondo agricolo che vive una situazione di particolare difficoltà in questo momento ma che dà segnali di ripresa. Con queste norme e con quelle citate, quindi, si interveniva in questo importante settore della nostra economia per qualificarne l'intervento e le attività. In particolare il disegno di legge numero 334 prevedeva, come è detto, l'anticipazione da parte della Regione di risorse finanziarie sulle misure previste dal FEOGA-Orientamento, in particolare sulle attività agrituristiche, agrituristiche e venatorie, il recupero di agglomerati (?) tipici urbani, sul risparmio idrico, sull'indennità compensativa, sull'adeguamento delle aziende ovicaprine e la viabilità rurale. Ora l'Unione Europea ha approvato, il 22 dicembre, mi pare, il programma, per cui si pone un problema di emendare dal punto di vista tecnico il disegno di legge. L'Assessorato le ha predisposte per cui le affronteremo nella discussione. Poi sono previsti alcuni altri interventi, in particolare io brevemente sottolineo gli interventi a favore dei consorzi fidi e delle cooperative di garanzia costituite tra gli imprenditori agricoli che costituiscono uno strumento importante nel settore del credito, di questo settore, interventi sull'assistenza tecnica, interventi nel settore idrico, ho già detto, aiuti alla produzione agricola, contributi per l'acquisto di tacchini e struzzi, quindi produzioni innovative che stanno avendo una qualche importanza, aiuti al settore avi... (?) e interventi all'EAF per la compensazione dei minori introiti a causa della diminuita erogazione al consorzio della Sardegna meridionale.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MILIA
(Segue OBINO.) Io, signor Presidente, rimando, per le ulteriori specifiche, alla relazione scritta, e credo che la legge che è stata esitata all'unanimità dalla Commissione sia una legge importante a cui dobbiamo prestare grande attenzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.) Signor Presidente, colleghi consiglieri, intendo prendere la parola per esprimere anche il giudizio della mia parte politica su questo provvedimento. Ha detto bene il relatore: era uno dei provvedimenti che, insieme ad altri, intendeva incidere nel mondo agricolo per portare un aiuto in un momento molto difficile. Per una serie di incomprensioni si è avuto che alcuni di questi provvedimenti sono stati votati prima, e questo è avvenuto dopo; probabilmente se ci fossimo capiti nel momento in cui stavamo trattando l'argomento del salvataggio delle aziende agricole, avremmo dovuto trattare anche questo. Ricordo che di fronte agli operatori del settore stavamo dando un esempio poco edificante. Meno male che poi dopo, in Aula, abbiamo dato, invece, un esempio di compattezza, e quel provvedimento sta dando una speranza e un respiro a queste aziende, nonostante però le banche stiano ancora mandando, in questo periodo, delle lettere di sequestro alle aziende agricole. Ricordo ai colleghi che non lo sapessero che la Commissione agricoltura ha invitato l'Assessore a predisporre una lettera a firma del Presidente della Giunta regionale, diretta alle banche perché intervenissero (?) a bloccare questa ulteriore emorragia. E questo è stato ottenuto la settimana scorsa. Quindi un insieme di provvedimenti tesi a portare una boccata di ossigeno alle aziende in difficoltà. La verità è che oltre agli aspetti che ha voluto indicare il relatore ve ne sono degli altri di tipo socioculturale, cioè poter favorire il recupero dei cosiddetti agglomerati tipici, che stanno in campagna in tutte le zone della Sardegna, i cosiddetti stazzi o furriadroxus. Con questo provvedimento noi vorremmo far sì di poterli rivedere alla luce, in modo da poter offrire un ulteriore strumento ai turisti di quella che è la nostra realtà nel nostro mondo agricolo.
Un altro aspetto positivo che io tengo a rilevare e che ha visto la nostra parte politica portare un contributo di positività e abbiamo votato la proposta di legge, il disegno di legge, è quello che prevede degli incentivi per le carni alternative, a iniziare dagli struzzi. Perché si è tentata una timida via qui, tramite la Dipenta (?) a Ortacesus e debbo dire molti altri hanno sentito di voler sperimentare questa carne un po' per curiosità. Però non c'è stata una vera e propria legge che incentivasse la produzione di questo tipo di carne, che si dice essere squisita e consente in un rapporto prezzo-peso dei risultati ottimi. La provincia di Cagliari, ricordo, ha tentato di portare al riguardo un esperimento, perché la provincia pur non avendo competenza primaria ha fatto un'attività di sperimentazione in acquacoltura a Sant'Antioco, e anche per gli struzzi si stava tentando, poi per difficoltà finanziarie non è stata mandata avanti. Quindi ritengo che noi, come Regione sarda, non ci dobbiamo fermare agli allevamenti tipici, dobbiamo cercare di produrre qualche altro prodotto tipico che possa dare uno sviluppo migliore a un settore che vegeta. E mi riferisco, anche oggi si è parlato degli struzzi, un domani non me ne vogliano i colleghi, si potrebbe pensare anche a quello dei piccioni, che a Todi rappresenta l'attività prevalente di sviluppo. Cioè, bisogna fare in modo un domani di favorire sistemi che consentano al nostro patrimonio zootecnico di essere più articolato.
Per non dilungarmi troppo concludo rilevando che questo progetto intende essere una parte di un programma che tende a portare una miglioria in questo settore dell'agricoltura.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che tutti gli anni noi siamo chiamati a discutere di interventi vari in agricoltura, dove c'è un po' di tutto e il contrario di tutto. Sicuramente degli interventi importanti, ma interventi settoriali, che servono a risolvere momentaneamente la situazione, ma io credo che non sia questo ciò che vogliono, ciò che desiderano, ciò che aspettano gli agricoltori sardi. E hanno fatto capire queste cose a noi del Consiglio regionale, ma un po' a tutta la popolazione, con le manifestazioni che hanno tenuto l'anno scorso, manifestazioni grandi, grosse e importanti. E io voglio rifarmi proprio a queste manifestazioni per ricordare che cosa gli stessi agricoltori, ormai oberati dai debiti, chiedono dal punto di vista strutturale all'amministrazione regionale. Faccio mio un documento presentato in data 25 novembre 1997 durante la mobilitazione dei coltivatori diretti. Ricordiamo che in quella occasione sono scesi in piazza in Sardegna, ma un po' in tutte le parti d'Italia, gli allevatori, gli agricoltori aderenti alla Coltivatori diretti principalmente, ma credo anche aderenti ad altre associazioni. Durante quella manifestazione gli agricoltori, nel ricordare che le responsabilità per la mancata attuazione di una seria politica per il rilancio dell'agricoltura non possono essere addebitate esclusivamente all'Unione Europea o al Governo nazionale, ricordano al Consiglio regionale, ma principalmente alla Giunta regionale, il rispetto degli impegni assunti e in particolare: trasformazione degli enti regionali che nonostante i commissariamenti continuano a pesare sul bilancio dell'agricoltura per centinaia di miliardi, senza nessun rapporto fra costi e benefici; definizione della ormai cronica situazione di indebitamento delle aziende agricole, per il quale fino a questo momento esistono più promesse che fatti; garanzia di una seria politica per il comparto agroalimentare, con il coinvolgimento delle forze produttive del settore, per evitare che ad ogni inizio di campagne i produttori debbano rischiare in proprio; attuazione di una seria politica per l'utilizzo delle risorse idriche e normalizzazione della situazione dei consorzi di bonifica che debbono essere rapidamente restituiti alla gestione e al controllo democratico dei produttori; rilancio del settore agropastorale, con una seria politica di tipicizzazione, valorizzazione e commercializzazione di tutti i prodotti del settore, con un ruolo attivo e trainante della Regione già nella fase di contrattazione del prezzo del latte; definizione e attuazione della continuità territoriale (se ne è parlato molto ieri sera durante il question time) per assicurare alle imprese agricole parità di costo e di condizioni per il trasporto di prodotti agricoli e mezzi di produzione da e per la Sardegna; proroga dei termini della legge 54/97 per l'adeguamento delle aziende pastorali per sopperire ai cronici ritardi della Regione, la quale, fino a questo momento, su 9500 aziende interessate, ha finanziato soltanto 2333 progetti. Questi, onorevoli colleghi, onorevole Presidente, i punti qualificanti del documento della Coldiretti durante la mobilitazione del 25 novembre 1997. Ma la situazione agricola regionale e nazionale in generale credo che sia grave in tutti i suoi comparti. E voglio così ricordare un lavoro che è stato fatto dall'Eurostat, che è l'istituto di statistica dell'Unione Europea, secondo il quale per gli agricoltori italiani, e quindi principalmente per gli agricoltori sardi, il 1997 è stato un anno davvero nero. Che cosa ha detto il lavoro dell'Eurostat? Che a fronte di un calo medio del reddito degli agricoltori comunitari pari al 3,1 per cento, in Italia e in Sardegna si è registrato un vero e proprio crollo pari al 4,7 per cento, un record pertanto negativo e assoluto. Quindi una riduzione che apre nuove ferite nel corpo del settore primario dell'agricoltura sarda che dovrebbe essere uno dei pilastri trainanti della nostra economia; un corpo già abbondantemente piegato dagli errori della politica e nazionale prima e della politica regionale poi. E poi esiste il peso praticamente nullo del nostro Paese dimostrato da un dato ancora agghiacciante: Bruxelles assegna agli allevatori italiani contributi pari per esempio a 230 lire per ogni chilo di carne prodotto, contro le 650 lire assegnate ai tedeschi, le 1050 lire assegnate agli irlandesi e così via. Non solo, però anche, e questo è stato detto dai comunicati e degli studi della Confagricoltura, a livello comunitario si preparano revisioni peggiorative delle normative e punitive in particolare delle produzioni mediterranee quindi che verranno a colpire principalmente i prodotti sardi. Quindi credo, per concludere, che dobbiamo stare molto ma molto attenti, che la Regione debba intervenire principalmente con interventi concreti, corposi che incidano in profondità sul comparto. Come dicevo prima, è vero che gli interventi tampone di cui parliamo oggi, le strade rurali, il risparmio idrico, i contributi straordinari a questo o a quell'altro ente, possono servire ma possono servire momentaneamente. Io credo che tutte queste cose però non siano sufficienti e che sia necessario, onorevole Assessore, neo-assessore, auguri per questo, che siano necessari interventi importanti, non è opportuno credo lesinare in contributi in fondi per migliorare l'agricoltura sarda. Ricordiamoci che insieme al turismo l'agricoltura sarda è uno dei pilastri, chiaramente se crolla questo pilastro io credo che crolli tutta la nostra economia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Io gradisco intervenire perché questo provvedimento che arriva in Aula estremamente in ritardo, e anche con un percorso molto sofferto, credo che alla fine non riesca ad accontentare nessuno. Sono convinto anche che la fatica fatta dall'Assessore nel comporre questo provvedimento di legge, tutti i biglietti che si trovava in tasca nell'esercizio della sua attività di Assessore, finisce per dare una immagine all'apparato regionale che ritengo debba essere in qualche misura superata. Io mi domando se l'ambito rurale, di cui l'agricoltura fa parte, meriti da parte del Consiglio e da parte della Regione un'inversione di rotta totale, cioè una considerazione diversa. Io penso che ci siano le energie, sia in quest'Aula che in Giunta, perché si possano fare ragionamenti che non siano la risposta solamente delle tirature di giacca, ma siano veramente risposte organiche che affrontino nella complessità delle problematiche che ci troviamo di fronte, che affrontino con energia il problema e diano a questo una risposta decisiva. Non so se questo può essere argomento da Consiglio straordinario, io lo proporrei, che quest'Aula si riunisse per capire in quale direzione si vuole puntare, verso quale direzione si vuole puntare lo sviluppo della Sardegna. Io credo che ci sia un ritardo, comunque, anche in questa materia, tuttavia se ci soffermassimo a riflettere, credo che nessuno si sottrarrebbe dalla considerazione che proprio nell'ambito rurale e dall'ambito rurale noi possiamo trarre quelle risposte che da tempo stiamo cercando di invocare e che stiamo cercando di attuare. Io credo che l'ambito rurale, l'agricoltura, la forestazione e tutto quello che avviene meriti un approfondimento della materia. L'Assessore, il neo-assessore dell'agricoltura, ritengo che questo si debba porre come obiettivo. Quello di restituire un indirizzo che sia un indirizzo propositivo, che sia un indirizzo coraggioso ma soprattutto sia un indirizzo corretto non pasticciato dal quale si capisca in quale direzione si vuole andare e si capisca quali siano i comparti che devono essere valorizzati, le strutture che devono essere messe in piedi, il tipo di iniziativa anche culturale che deve essere fatta all'interno regionale. C'è oggi una distanza, è segnata una distanza tra il mondo della produzione agricola e la società isolana. Oggi gli agricoltori vengono visti come coloro che per qualsiasi motivo finiscono per avere delle provvidenze. Piove e loro devono avere delle provvidenze, non piove e loro devono avere delle provvidenze; questo è un modo errato di concepire nella nostra società gli equilibri che devono essere sviluppati. Ecco perché io parlo di invertire la rotta, ecco perché io parlo che è opportuno che verso questo mondo la politica abbia una considerazione che non sia una considerazione di ritaglio ma sia una considerazione primaria, io ritengo che sia giunto il momento, anche se siamo alla fine di questa legislatura, che questo Consiglio dia questo segnale, dia la priorità al mondo rurale, la priorità di considerazione perché le istanze che provengono da questo mondo credo che essere legittime, io credo che siano quelle istanze che possono mettere una volta per tutte l'indirizzo di sviluppo della Sardegna in sintonia con le reali risorse che la Sardegna offre. Se riusciamo a capire e cogliere questo momento, se riusciamo a dare a questo momento una importanza così come esso merita credo che tutti noi faremo veramente il nostro dovere. Per chiudere, dico che questo è un provvedimento che viene definito tampone e che si può meglio definire comunque un provvedimento che tenta di pacificare gli animi, di colmare quel debito che la politica ha nei confronti di questo settore. Per me lo fa molto male. Io credo che noi ci dobbiamo sentire in dovere di dare risposte più organiche e più vere. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Signor Presidente, vi è un tempo nella nostra attività politica che è il tempo della segnalazione, della lamentazione, ma vi è anche un altro tempo che è quello della presa d'atto se iniziative vengono costruite e portate avanti. La segnalazione, che faceva giustamente l'onorevole Frau poc'anzi, circa alcune manifestazioni, alcune rivendicazioni di organizzazioni professionali sono certamente significative e certamente sono un po' lo specchio di quella che è la realtà agricola regionale e più in generale quella nazionale. Non credo che questo disegno di legge che noi stiamo oggi esaminando sia la sanatoria di tutte quelle segnalazioni che sono state fatte dalle organizzazioni professionali circa i ritardi della politica nei confronti del settore. Però bisogna dire con altrettanta chiarezza che questo intervento è un intervento intelligente, un intervento interessante che dà risposte a diverse di quelle segnalazioni che sono state fatte. E quando questo avviene, a mio avviso, bisogna avere conseguentemente anche il coraggio di prenderne atto e di darne atto. Non è che questo sani uno dei mali, quello a mio avviso peggiore, quello che sta minando alla radice l'agricoltura sarda, non lo sana assolutamente, e mi riferisco evidentemente all'indebitamento delle aziende agricole per le quali questo Consiglio ha votato una legge generale di principi che ha necessità di regolamenti di attuazione e quindi ha necessità di evoluzioni. Non lo sana e non ha nemmeno questo intendimento, quindi rimane in carico anche alla prossima finanziaria nella quale bisognerà assolutamente tenerne conto che questo settore ha bisogno di interventi consistenti, per cui è necessario che questo Consiglio, in questa direzione al momento opportuno faccia anche scelte coraggiose; se vogliamo la sopravvivenza del settore, se vogliamo che questo settore, come molti che mi hanno preceduto hanno segnalato, sia un settore cardine, un settore traino dell'economia sarda. Però bisogna dare atto, come dicevo poc'anzi, che questo disegno di legge è un disegno di legge che contiene alcune innovazioni, che contiene alcune risposta a tutte quelle segnalazioni che sono state fatte nel passato. Le contiene all'interno dei programmi FEOGA, dove ci sono dei consistenti e seri stanziamenti per l'ammodernamento dell'intero comparto agricolo, per l'adeguamento delle strutture alle nuove esigenze europee, per il rispetto dei parametri che l'Unione Europea ci ha posto, vi sono interessanti iniziative per esempio nel settore del recupero degli insediamenti abitativi rurali. Insediamenti abitativi rurali che non hanno solamente una funzione abitativa per coloro che vivono in campagna, ma che hanno oggi, nella riscoperta della campagna come risorsa, anche una forte valenza per lo sviluppo del turismo rurale, per lo sviluppo dell'agriturismo. E in questo disegno di legge c'è uno specifico intervento che prevede i recuperi abitativi.
E l'agriturismo, provvedimento di cui sicuramente parleremo più avanti in questa tornata, o nella prossima, immediata tornata del Consiglio, è una grande risorsa sulla quale credo che la Sardegna faccia una scommessa, ma una scommessa seria prima con la possibilità di poter adeguare le aziende per poter fare agriturismo in maniera organizzata, concorrenziale con le altre regioni che forse sono più avanti in questa materia; ma è a mio avviso una di quelle possibilità innovative che può dare alla Sardegna nuove risorse e nuove potenzialità economiche ed occupative. La viabilità rurale che in questo disegno di legge è citata in maniera interessante, è una risposta a tutte quelle domande che ci chiedono di poter raggiungere le aziende in maniera non disastrata, oramai con mezzi adeguati ai tempi. Qui c'è una risposta, seppure una risposta parziale. Così come ci sono risposte per quanto riguarda il nuovo meccanismo di finanziamento del credito, che sono i consorzi fidi, anche in questo bisogna dare atto di una forte innovazione nella materia.
Si esce un po' dalla schiavitù del sistema creditizio bancario per creare una sorta di consorzi che sono fatti tra gli stessi operatori del settore e quindi in una forma, chiamiamola così, di autogestione. Questo evidentemente non significa che ci dimentichiamo del fatto che vi è la necessità di completare il piano di elettrificazione rurale, non ci dimentichiamo che ancora gran parte della Sardegna non ha realizzato i progetti di irrigazione, e ove questi sono realizzati sono ancora a costi troppo alti, che vi è una situazione di emergenza idrica gravissima già da domani e che evidentemente bisogna mettere in campo gli strumenti operativi, realizzando finalmente il piano per l'emergenza idrica del quale si è tanto discusso, ma che poi nella sostanza non ha avuto risultati pratici. Né, evidentemente, abbiamo concluso l'iter del riordino fondiario delle aziende, né quello dell'accorpamento delle aziende; tutte queste cose non sono realizzate. Io so bene che il nuovo Assessore, che è un collega con il quale abbiamo condiviso momenti di Commissione e che è anche un esperto della materia, non ha un compito facile, anzi ha un compito estremamente difficile ed io ne approfitto per fargli i migliori auguri per la riuscita, però io sono consapevole che è stato nominato in quel settore un esperto, uno che queste problematiche le conosce e che ha anche la capacità e la coerenza per affrontarle. E questa è forse una delle risposte, una sfida che noi lanciamo alle problematiche in generale, tenuto conto che queste problematiche, come dicevo, non saranno semplici, probabilmente non sarà questa legislatura che riuscirà a concludere l'iter di alcune innovazioni. Ma io non mi preoccuperei molto della riduzione di alcune produzioni, anzi debbo dire che se alcune produzioni diminuissero sarebbe un fatto estremamente positivo, perché la nostra potenzialità non è tanto sulla quantità di produzione, quanto di produrre prodotti di qualità, prodotti che si possono immettere sui mercati attraverso i mercati di nicchia e non di largo consumo, quanto quella di scegliere con coraggio la via del biologico che sicuramente può portare l'agricoltura della Sardegna, che è vocata per questo tipo di scelta, ad avere una collocazione nel resto delle agricolture, sia italiane che europee, che hanno evidentemente un rilievo consistente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Brevemente, la Commissione, come ricordava anche il collega Obino, ha esitato questo disegno di legge senza alcun voto contrario. Personalmente mi auguro che al di là delle differenziazioni, al di là delle diverse accentuazioni del dibattito dei colleghi che hanno già preso la parola su questo progetto di legge, riesca l'Aula a trovare quell'unità che ha già portato ad esprimerci rispetto ad un altro progetto di legge, a dicembre, sul piano di salvataggio.
Il collega vi ricordava che in Sardegna ci sono stati, i dati lo confermavano, dei segnali di ripresa del settore agricolo, l'aumento del prodotto interno lordo ne è un dato, e quando venivano pubblicati questi dati è sembrato strano che rispetto ad un settore che viveva un malessere, una crisi, ci fossero dati che andavano nella direzione contraria, cioè questi segnali positivi dell'aumento del prodotto interno lordo in Sardegna nel settore agricolo ed anche l'aumento delle esportazioni dei prodotti del settore agroalimentare. Io cito questi due dati non tanto per segnalare un'azione di governo positiva di questi anni nel settore agricolo, o per portare merito all'azione del governo o del Consiglio nel settore agricolo. Li cito questi segnali positivi di ripresa nel settore agricolo per segnare invece un qualcosa che anche il collega Dettori poneva nel suo intervento, e cioè che c'è ancora bisogno, e che c'è ancora chi crede in Sardegna nel settore agricolo, e che nonostante la situazione di difficoltà, nonostante la situazione di calamità, come quella della siccità, nonostante anche una mancata riforma reale che noi avremmo dovuto dare al settore agricolo, alle politiche del settore agricolo, comunque la gente sarda ha creduto e crede ancora nel settore agricolo. Quindi nonostante queste avversità ha continuato ad investire, ha continuato a produrre e i segnali si cominciano a cogliere. Allora io coglierei anche questo momento per raccogliere quello che secondo me viene anche dalla società sarda, come segnale per continuare a credere nel settore agricolo, perché possa veramente impegnarsi l'azione di governo, maggiormente, in funzione di questo segnale di ripresa che è stato colto nel settore agricolo e agroalimentare.
Infine il collega ricordava una cosa e io ci tengo a sottolinearla. C'erano tre progetti di legge che la Commissione ha esitato; da questo disegno di legge erano spariti gli articoli che riguardavano l'agriturismo, perché quando la Commissione ha approvato questo disegno di legge aveva già approvato tre mesi prima il disegno di legge sull'agriturismo. Io lo segnalo perché dispiace che non sia ancora all'ordine del giorno il disegno di legge sull'agriturismo, non so quali siano stati i motivi che hanno portato la Presidenza, i Capigruppo a toglierlo nel mese di dicembre, mi dispiace che non sia stato reinserito perché il settore agricolo ha bisogno del piano di salvataggio che intervenga per le aziende in difficoltà e per le aziende che hanno bisogno anche di sostegno e di capitalizzazione rispetto ad una situazione debitoria e di messe all'asta, ha anche bisogno però di programmi di sviluppo, ha bisogno cioè di offrire al settore agricolo nuove opportunità. E l'agriturismo è una di queste opportunità che vengono offerte all'agricoltore e all'agricoltura per avere la possibilità di integrare il proprio reddito di azienda e quindi dare nuovi sbocchi anche al prodotto agricolo. Quindi colgo l'occasione per sollecitare comunque la messa in discussione del progetto di legge sull'agriturismo, che consente insieme ai tre progetti di legge che erano tra di loro collegati, da un lato il piano di salvataggio, quindi la legge che ci mette in ordine rispetto alle politiche comunitarie, per intervenire nelle situazioni di difficoltà, da un lato una legge che è stata presentata come interventi vari, alla quale la Commissione però ha proposto un titolo diverso, che parla di accelerazione della spesa, in funzione di fondi FEOGA e di fondi ... (?) del POP, e che parla di interventi urgenti. Certo il paradosso vuole che mentre diamo un titolo di legge che tende ad accelerare la spesa, arriva in Aula dopo un anno che è stata presentata. Ma di questo ovviamente ognuno di noi sa quali sono state le situazioni che hanno determinato questo ritardo, e però non possiamo aumentare ritardo in ritardo. Questo fatto però che la legge è stata pensata, ideata, voluta in funzione soprattutto dei fondi comunitari, da spendere nel '97 e che arrivi in Aula nel '98, determinerà, a mio avviso, l'Aula una serie di emendamenti correttivi che la Giunta ha predisposto e che ha illustrato anche correttamente alla Commissione, per chiedere alla Commissione di farli propri in Aula, raggiungendo anche l'assenso della Commissione, determinerà anche una serie di emendamenti correttivi del progetto di legge in discussione, in funzione proprio della presa d'atto di un ritardo col quale questo disegno di legge arriva. Quindi, in conclusione, non voglio dilungarmi, chiedo che, al di là delle singole distinzioni che hanno animato il dibattito oggi un Aula, comunque si sappia intorno a questo progetto di legge, intorno all'agriturismo, intorno al piano di salvataggio, ritrovare quell'unità che ha caratterizzato il lavoro della Commissione, che lo ha esitato, ripeto, senza voti contrari, e che ha caratterizzato anche il voto col quale l'Aula ha votato la legge sul piano di salvataggio a dicembre, che è un'importante risposta a questo mondo agricolo che, ripeto, nonostante la calamità, nonostante fosse una mancata azione forte, adeguata, anche di governo, quale sarebbe stata forse necessaria, ha segnato un forte segnale di ripresa e quindi ha segnato che i sardi credono ancora nell'agricoltura e nello sviluppo agroalimentare e questa legge va in questa direzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, gentili colleghe e colleghi, ancora una volta ci ritroviamo a discutere in modo particolare, per il settore dell'agricoltura, di un provvedimento minestrone. Oddio, il minestrone deriva dai prodotti dell'agricoltura dei campi, ma non era certo il caso di continuare con questo tipo di ricetta per la cucina legislativa sarda. Invece Giunta nuova mali vecchi, si continua sempre con un tipo di provvedimento che concettualmente, per vari articoli è dovuto, se pure in modo parziale, al mondo dell'agricoltura. Praticamente si può leggere, in certi articoli che poi saranno oggetto di alcuni miei emendamenti, un finanziamento così misero che fa venire il dubbio che quella cifra limitata sia per uno o pochi beneficiari facilmente individuati o individuabili. Quindi di certo non si risolve neanche parzialmente la vastità dei problemi dell'agricoltura, sia contingenti a varie forme di calamità, sia derivanti da varie imprevidenze legislative e da notevoli carenze strutturali per il mondo stesso dell'agricoltura. Quindi è un provvedimento che non ha trovato, neanche da parte mia e del mio collega Carloni, quindi non è giusto dire che, da parte del Presidente della Commissione, che non ha avuto voti contrari. Ci siamo praticamente astenuti; non abbiamo votato a favore di questo provvedimento perché? Perché forti di quella filosofia che anche su pagu aggiudara e su nudda struppiara (?) ci sono alcuni articoli, alcune voci che non possono essere comunque disattese, che fanno parte di quello che dovrebbe essere ben altro provvedimento, più organico, più generale ma più consistente e che, per esempio, per l'articolo 18 rimanda il tutto alla determinazione della legge finanziaria, perché l'articolo 18 come altri articoli, può avere una certa valenza se il contenuto finanziario, economico, la possibilità di spesa di detti articoli è adeguata. Ed ecco che qui, caro Presidente della Commissione, in quel momento, durante la finanziaria, si vedrà se sono parole, non parlo, ovvio, a livello personale, però parlo a livello politico, se sono parole gettate al vento, di credere in agricoltura, perché la cartina di tornasole viene fuori al momento della finanziaria. Lì le parole diventano verità o falso. Perché, per credere in agricoltura, occorre cambiare tutta la filosofia che ha ispirato le sei giunte Palomba, o le cinque, la sesta deve ancora, tra virgolette, funzionare. Cioè per l'agricoltura non ci ha creduto per niente, e questo si leggeva facilmente dalle disponibilità che le varie finanziarie, bilancio, eccetera, determinavano per il mondo dell'agricoltura. Allora credere in agricoltura innanzitutto lo si deve dimostrare al momento della finanziaria. E siccome l'articolo 18 quater, come altri, parlano degli investimenti nelle aziende agricole, però non li determinano, e al fondo degli articoli gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono determinati con la legge finanziaria, ecco che è lì che esce la verità, è lì che si legge se si vuol credere o scommettere ancora in agricoltura o se gli altri assessorati, caro onorevole collega Ferrari, faranno come al solito manbassa, chi più chi meno delle disponibilità del nostro bilancio e l'agricoltura, per ciò che rappresenta per la nostra Isola, che dovrebbe essere al vertice della spesa, continuerà a fare la figura della Cenerentola. Quindi poter esprimere un giudizio favorevole su questo intervento legislativo, che non è colpa soggettiva del neo Assessore ma è colpa complessiva di un quadro politico, che in agricoltura, fino ad oggi, non ci ha assolutamente creduto. Quindi tanti auguri, assessore, quando deve combattere e sta combattendo, immagino le sue battaglie all'interno di questa Giunta, perché il suo buon nome soggettivamente venga salvato da un quadro politico che di certo buon nome non ne ha. E tanti auguri per il mondo dell'agricoltura, perché se riuscirà all'interno del quadro politico assai deprimente, ad ottenere quella sostanza necessaria per far passare anche questo provvedimento credibile volentieri gliene darò e gliene daremo atto, diversamente ci ritroveremo e mi ritroverò a dover esprimere le costanti lamentazioni della poca considerazione del sacrosanto mondo dell'agricoltura. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Il mio breve intervento prende le mosse dagli auguri che il collega Boero ha rivolto al neo Assessore dell'agricoltura. Gli auguri li rivolgo anch'io e glieli rivolgo perché, se è vero che questo provvedimento non destina abbastanza al mondo dell'agricoltura, le colpe, le responsabilità non sono né di questo né dei precedenti Assessori, ed è comunque quello dell'entità della spesa non il problema maggiore che dobbiamo fronteggiare. Il problema maggiore che dobbiamo fronteggiare in materia di agricoltura è il come e perché spendere. Dico questo perché è diciamo una tesi condivisa da tutti che oramai le scelte che noi operiamo nel campo dell'agricoltura sono profondamente condizionate da decisioni prese altrove e gli obiettivi che dobbiamo perseguire sono quelli fissati in sede di Unione Europea che ha una competenza esclusiva per quanto riguarda gli indirizzi generali dell'agricoltura europea. Allora, chiaramente, anche se questo provvedimento ricorda un po' un piatto tanto amato dagli italiani, questo è il risultato del fatto che dovendo dare attuazione a provvedimenti comunitari di natura diversa, di contenuto diverso, come quello in materia di aiuti, come quello che riguarda l'adeguamento alle direttive nel settore ovicaprino o altro, necessariamente questo provvedimento doveva avere un po' le caratteristiche dell'abito di Arlecchino, proprio perché si trattava di dare attuazione a delle norme comunitarie che non avevano tutte il contenuto uniforme, ma che devono trovare immediata applicazione. Quindi, d'accordo per la necessità di procedere a questo adeguamento che per varie cause ha subito dei ritardi, però, primo: noi dobbiamo evidentemente porci il problema dell'adeguatezza di questi indirizzi stabiliti dalla Unione Europea in materia di agricoltura alle nostre esigenze; si sa che l'Unione Europea ha fatto delle scelte che favoriscono soprattutto l'agricoltura continentale, che non ha avuto un occhio di particolare riguardo per l'agricoltura mediterranea, noi ritengo correttamente dobbiamo oggi sforzarci di dare corretta applicazione a questi atti, ma dobbiamo al tempo stesso porci il problema di una loro modifica, perché questi indirizzi di politica agricola siano sempre più conformi alle esigenze dell'agricoltura mediterranea, alle esigenze dell'agricoltura insulare. Il problema si pone in termini particolarmente acuti perché l'Unione Europea, nel momento in cui noi ci adeguiamo alle sue direttive, ai suoi atti, sta in questi giorni definendo le grandi linee della riforma della politica agricola comune, quindi con la eventualità che quegli indirizzi che oggi ci sono imposti e ai quali noi ci adeguiamo vengano modificati per effetto di indirizzi che tengano conto da un lato dell'apertura dell'Unione Europea verso i mercati dell'Est e della nuova politica mediterranea, con la possibilità che sia creata una zona di libero scambio con condizioni più favorevoli per le produzioni agricole del sul del Mediterraneo.
Stando così le cose io credo che noi dobbiamo correttamente, da subito, approvare questo provvedimento che risponde a esigenze profondamente sentite, ma dobbiamo porci anche il problema di seguire con attenzione gli sviluppi di questa nuova politica mediterranea, di questa nuova politica agricola della Comunità europea, per non trovarci all'ultimo momento di fronte a decisioni già prese, imposte, alle quali dobbiamo adeguarci. L'azione che facciamo sul piano mediterraneo, sul piano della insularità risponde a queste esigenze, credo che secondo quanto già auspicato da alcuni interventi che mi hanno preceduto credo che un dibattito, non con riferimento a un progetto di legge, ma per esempio con riferimento al piano agricolo regionale che è stato nelle grandi linee predisposto dal precedente Assessore, in quella sede, dicevo, possiamo definire quelle che sono le nostre esigenza, parlare degli indirizzi della politica agricola europea futura e affrontare quei rimedi che la situazione, per quanto si delinea a livello europeo, richiede da parte nostra.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
FERRARI (F.D.S.-Progr.Sard.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vi ringrazio tutti per gli auguri, ma debbo constatare immediatamente che siamo rimasti in pochi in trincea oggi, per discutere, per difendere le sorti dell'agricoltura. Ma, presumo, comunque, che la sensibilità dei consiglieri anche non presenti ci aiuterà a risollevare le sorti di questo settore economico della nostra Isola.
Io intervengo per la prima volta da questa parte dei banchi del Consiglio su un argomento che spesso ho trattato dall'altra parte dei banchi del Consiglio, un argomento non facile che riguarda un settore difficile. Io mi rendo conto del lavoro improbo che mi aspetta. Le necessità del mondo agricolo sono tante e non le potrò certamente risolvere io nello spazio di un anno e mezzo, non le potrà certamente risolvere questa Giunta in questo fine legislatura. Abbiamo difficoltà enormi da superare, e abbiamo pochissime risorse da mettere in campo. Io mi propongo, sarei tentato di fare un excursus lungo sui problemi dell'agricoltura, ma oggi abbiamo all'esame un provvedimento specifico e di questo parlerò, non senza precisare che il mio orientamento, il mio impegno di assessore dell'agricoltura si svilupperà su due percorsi: un percorso relativo alle difficoltà immediate, contingenti. Non c'è bisogno che io ve ne parli perché le conoscete tutti. E' una situazione di fronte alla quale non ci possiamo sottrarre, è una situazione di fronte alla quale tutto il Consiglio dovrà essere impegnato, perché i problemi irrisolti, i problemi che sembravano risolti e invece non erano stati risolti, come sapete uno di questi problemi, forse il più grosso, anzi il più grosso problema, quello dell'intervento che avevamo fatto per il ripianamento dei debiti delle aziende agricole è un provvedimento che è stato cassato dall'Unione Europea e adesso dobbiamo rimediare, cioè la Regione interviene con un provvedimento a beneficio delle aziende agricole, l'Unione Europea boccia il provvedimento e le aziende agricole dovrebbero restituire i benefici ottenuti dalla regione. Purtroppo questa strada la dobbiamo percorrere, però dobbiamo trovare la soluzione che ci permetta comunque di salvare queste aziende e su questa strada ci stiamo muovendo. Questa è una delle cose contingenti urgenti, ma dobbiamo percorrere anche l'altra strada, la strada della programmazione, della pianificazione, della progettazione attraverso gli strumenti di cui disponiamo, attraverso i documenti della programmazione economica e finanziaria attraverso la dotazione di un piano agricolo regionale. Non partiamo da zero su questo piano, qualche cosa è stata già fatta. Uno studio per la realizzazione di un piano agricolo regionale è stato fatto, utilizziamo anche questo studio per arrivare a dotarci davvero di un piano agricolo regionale che dovrà essere la premessa per l'utilizzazione di tutti i fondi comunitari, di tutti i fondi, seppure pochi, di cui disponiamo nel nostro bilancio. Detto questo, io tratto brevemente, brevissimamente, l'intervento che stiamo discutendo oggi e mi limito a dire due cose: è un intervento senz'altro non risolutivo, è un intervento che contiene, come dire, finanziamenti in varie branche dell'agricoltura, che può essere persino considerato dispersivo ma è un intervento comunque utile e necessario e, come è stato detto in quest'Aula, integra provvedimenti già approvati con provvedimenti da approvare. Però io voglio sottolineare due cose fondamentali di questo provvedimento che oggi approviamo: il fatto che oggi a distanza di qualche settimana soltanto dall'approvazione del programma operativo plurifondo da parte dell'Unione Europea, noi impegniamo i fondi previsti in quel programma, noi oggi andiamo ad impegnare, a poche settimane di distanza dal provvedimento dell'Unione Europea, andiamo ad impegnare 486 miliardi. Badate che nel bilancio ordinario oggi parliamo, per gli investimenti in agricoltura, di 270 miliardi, quindi stiamo approvato un provvedimento di notevole importanza. L'impegno nostro, di tutti i consiglieri, deve esser quello di inserire nei documenti finanziari, nei bilanci regionali l'agricoltura con un peso maggiore, sono d'accordo con chi sostiene queste cose, io parlo dell'agricoltura soltanto perché questo è il mio compito, non è il solo settore ma è un settore portante e importante. Ora l'altro provvedimento che si inserisce sulla questione che trattavo prima, è quello di dare corpo, di dare vita ai consorzi di garanzia per le imprese agricole nel momento in cui vengono a cessare i benefici della Regione per i prestiti di esercizio e di conduzione, cioè è una cosa anche questa di grande rilevanza e gravità, la gravità è quella del venir meno degli aiuti in quanto concorso interessi sui prestiti alle aziende agricole, dall'altro l'importanza di intervenire subito, per tempo per costituire i consorzi di garanzia per le aziende agricole. Ecco, io cito soltanto questi due aspetti di questo provvedimento, per il resto concordo con le cose che sono state dette in termini critici e in termini positivi perché sono tutte cose vere. Concludo dicendo però ed è una raccomandazione che rivolgo ai Capigruppo, ai consiglieri, agli stessi membri della Giunta, una cosa che io ho già detto anche in Giunta, che questo provvedimento per un aspetto deve essere integrato dalla legge sull'agriturismo, dall'approvazione del disegno di legge sull'agriturismo, perché tutta la parte, come è stato già ricordato, normativa, non quella finanziaria ma quella normativa non è dentro questo provvedimento ma è dentro l'altro provvedimento. Quindi queste due cose devono viaggiare parallelamente. Ecco, detto questo e concludo, siccome io ritengo che la nostra maggiore attenzione nel momento in cui i fondi di assegnazione statale, i fondi regionali diminuiscono sempre di più, io devo dire che concordo con chi sostiene in particolare modo il Presidente della Commissione che tratta le questioni europee, il presidente Fois, io concordo nel dire che il nostro sforzo, il nostro impegno deve essere orientato non solo a cercare di non perdere i finanziamenti e oggi con questo provvedimento stiamo fondando una pietra importante, ma dobbiamo concorrere anche a definire la politica agricola comunitaria perché non dobbiamo aspettare le situazioni gravi per poi lamentarci, dobbiamo prevenire le situazioni gravi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, pongo un problema all'attenzione dell'Aula che ha già costituito oggetto di valutazione da parte dell'Assemblea e cioè tutti quei provvedimenti portati in aula che comportano spesa, questa è una proposta, un disegno di legge che comporta spese e noi siamo ancora nell'esercizio provvisorio del bilancio. Quindi mi pare che questa come altre leggi, che sono chiamate oggi per essere approvate dall'aula, su questo io invito il Presidente dell'Assemblea se non sia il caso anche di convocare una breve Conferenza dei Capigruppo per dirimere un problema che è stato peraltro risolto positivamente nella seduta relativa, mi pare, del 1997, relativa proprio alla sessione che riguardava l'esame di leggi nel corso dell'esercizio provvisorio rispetto alle quali appunto non si è proceduto alla loro né discussione né approvazione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Chiedo il parere della Commissione al presidente Marrocu su questo, anzi al presidente della Commissione bilancio onorevole Sassu. Sono stati presentati diversi emendamenti in relazione alla richiesta del consigliere Pittalis, io vorrei che il relatore potesse rispondere, diversamente sospendo cinque minuti la seduta e convoco una brevissima Conferenza dei Capigruppo
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 05, viene ripresa alle ore 12 e 33.)
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Capigruppo in ordine al disegno di legge numero 334 ha stabilito di sospenderne l'esame in attesa che la Commissione bilancio prenda visione degli emendamenti. Commissione bilancio che è convocata domani mattina alle ore 9. Proseguiamo quindi con gli altri argomenti all'ordine del giorno.
Discussione della proposta di programma - Giunta regionale: "Programma di intervento per gli anni 1988-1989-1990 ex lege 268/74. Modifica destinazione dei fondi di cui al titolo di spesa 11.2.04./I" (Doc. n. 30)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Documento numero 30, che concerne il programma di interventi per gli anni '88-'89-'90 ex lege numero 268 del '64; relatore il consigliere Secci.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, arriva in Aula finalmente un programma di modifica per gli interventi della legge numero 268 del '64 per gli anni 88-89-90. Come è possibile leggere nel testo del documento il programma a cui si fa riferimento stanziava nell'ambito dei fondi della legge numero 268, 50 miliardi per la realizzazione di un raccordo ferroviario tra la zona industriale di Portovesme e la stazione ferroviaria di Carbonia. Tutto questo sulla base del presupposto che lo studio fatto di sviluppo del traffico gommato creava sulla viabilità di collegamento, appunto, con questi due territori in funzione della crescita dello sviluppo del sistema imprenditoriale di Portovesme, un carico di traffico eccessivo e quindi la necessità di diversificare il carico medesimo.
A questo proposito è stata messa in essere tutta una serie di atti da parte dell'amministrazione, con la delega al Consorzio industriale di Portovesme, che ha avuto già liquidati allo scopo in due soluzioni diverse la somma di 12 miliardi e 500 milioni. Di questi 12 miliardi e 500 milioni utilizzati fino ad ora, anche se non sono quantificabili in maniera definita, ce ne sono pochissimi e comunque non si è messo in atto sino ad ora nessun atto che renda la somma complessiva ormai considerata impegnata attraverso meccanismi di appalti di opere o quant'altro. Quindi di fatto è ancora tutto il procedimento disponibile.
Nel frattempo, come è a tutti noto, è venuto a maturazione il problema della realizzazione nel sistema di Portovesme, nel sistema del Sulcis, del gassificatore del carbone Sulcis, con tutto quello che ne consegue. E assieme a questo grande progetto che impegna parecchi miliardi, la necessità anche di adeguare alla bisogna tutte le strutture del porto industriale di Portovesme; bisogno che trova allocazione in parte con i fondi stanziati dal CIPE con la delibera del 18 dicembre '96, che stanziava per la Sardegna 180 miliardi e 700 milioni. Ovviamente per tutta la Sardegna allo scopo di interventi d'area. Ed evidentemente è tranquillamente possibile determinare che tutta questa somma non possa andare al Sulcis. Allora la Giunta ha pensato che data la priorità che esiste di adeguamento del porto, di creazione di una nuova banchina e di altre strutture, e data anche la non immediata necessità o la rivisitazione del problema del raccordo ferroviario, che trova molti contrasti rispetto a tanta invece condivisione di un tempo, propone di modificare la destinazione delle risorse a cui si fa riferimento, cioè quei 50 miliardi meno le somme già impegnate e non più disponibili, destinate alla creazione del raccordo ferroviario, per la creazione di strutture nel porto, sempre con delega al Consorzio per lo sviluppo della zona del Sulcis Iglesiente per la realizzazione di lavori di sistemazione del porto stesso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, per confermare l'esigenza della realizzazione della realizzazione delle opere portuali che stiamo esaminando e da cui la delibera della Giunta, perché si ha un duplice effetto: di creare l'infrastruttura necessaria per quei progetti di industrializzazione in essere e liberare una parte dell'attuale porto di Portovesme per il resto del traffico che si crea per le produzioni di quelle società che producono metalli e si approvvigionano di minerali che sono attualmente penalizzate dalla scarsissima disponibilità di banchina. Per cui hanno tutto il naviglio costantemente (in termine tecnico si dice in contro stallie (?) ) in ritardo, per cui oltre agli oneri di trasporto devono sopportare anche gli oneri di sosta delle navi che sono notevoli. Per confermare anche la futilità e la fragilità della teoria delle Ferrovie, del tronco ferroviario, perché le stesse aziende consultate in merito alla possibile economia hanno sostenuto e hanno dichiarato la irrisorietà delle economie che le deriverebbero dal tronco ferroviario portato da Carbonia fino a Portovesme, per cui si è preferito e si preferisce dirottare i fondi su opere portuali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. Non c'è nulla da aggiungere alle considerazioni svolte dall'onorevole Secci e ora dal collega Biggio. Si tratta di utilizzare i fondi che erano stati stanziati nell'accordo ferroviario per realizzare la banchina est, che è poi la così detta banchina a carbone. E' un'opera assolutamente indispensabile, rimane naturalmente nei suoi profili, cui ora accennava il collega Biggio, rimane da esaminare il problema del raccordo ferroviario perché, tra l'altro, nel documento numero 30 è detto esplicitamente di adoperarsi affinché altre ulteriori risorse, eventualmente disponibili, siano destinate alla realizzazione del raccordo ferroviario sopraddetto. E' un problema che rimane; intanto risolviamo il problema della banchina est.
PRESIDENTE. Si dia lettura del documento numero 30.
(Segue lettura)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con sistema elettronico, del documento numero 30.
Rispondono sì i consiglieri AMADU - ARESU - BALIA - BERRIA - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GIAGU - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - ZUCCA.
Si sono astenuti i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - CASU - GIORDO - MILIA - OPPIA - PITTALIS - TUNIS Marco.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 43
Astenuti 8
Maggioranza 22
Favorevoli 43
(Il Consiglio approva).
Discussione della proposta di "Determinazione ammontare
contributo cacciatori per l'annata venatoria 1997-1998
(Art. 22, lett. d), L.R. 32/78)" (Doc. n. 32)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 32. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu, relatore.
MARROCU (Progr. Fed.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. La Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. Al documento numero 32 è stato presentato un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
ORDINE DEL GIORNO MARROCU - OBINO - FERRARI - LORENZONI - PIRAS - LODDO sull'ammontare del contributo di cui all'articolo 22, lettera d) della legge regionale 28 aprile 1978, n. 32, per l'annata venatoria 1997-1998.
IL CONSIGLIO REGIONALE
VISTA la lettera d.) dell'articolo 22 della legge regionale 28 aprile 1978, n. 32;
VISTA la proposta formulata dal Comitato regionale faunistico nella seduta del 27 marzo 1997, per fissare il contributo per l'annata venatoria 1997-1998 in lire 25.000 per qualsiasi tipo di fucile;
VISTO il parere favorevole della Commissione consiliare agricoltura, forestazione produttiva, bonifica, acquacoltura, caccia e pesca, pesca industriale e marittima, alimentazione, tutela dell'ambiente, forestazione ambientale, recupero ambientale, parchi e riserve naturali, difesa del suolo,
delibera
che l'ammontare del contributo di cui all'articolo 22, lettera d), della legge regionale 28 aprile 1978, n. 32, per l'annata venatoria 1997-1998 è fissato in lire 25.000 per qualsiasi tipo di fucile. (1)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno può essere illustrato.
MARROCU (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Chiedo che venga illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Va bene, illustro l'ordine del giorno. Si tratta del contributo che rimane invariato sino a che, ovviamente, non ci sarà la nuova legge. Colgo l'occasione per informare il Consiglio che la Corte costituzionale il 10 marzo si pronuncerà sulla legge che il Consiglio approvò nel 1996 relativa alla questione caccia. Dentro la legge ci sarà la modifica anche di questa norma, perché adeguerà il contributo dei cacciatori a quella che è la norma prevista nella 157 a livello nazionale. In attesa che ci sia una legge regionale pubblicata, quindi in attesa che la Corte decida sul ricorso del Governo in materia di calendario venatorio, insomma del periodo di caccia, abbiamo ritenuto come Commissione e anche la Giunta ha proposto lo stesso contributo dei cacciatori che è fermo da anni in base alla legge 32. Quindi, di fatto, si tratta si determina che il contributo rimane fermo a quello previsto dalla legge 32, verrà modificato quando la legge regionale che si adegua alla 157 prevederà anche qui un adeguamento di questo contributo sulla base della 157. Colgo l'occasione, comunque, per dire che ho condiviso l'azione dell'assessore Onida in relazione ai fatti recenti per quanto riguarda il calendario venatorio, quindi per dare il mio plauso all'Assessore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Per dichiarazione di voto?
BIGGIO (A.N.). No, per una dichiarazione, poi il voto decideremo in libertà se darlo oppure no, Presidente, se consente.
PRESIDENTE. Onorevole Biggio...
BIGGIO (A.N.). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Rilevo una discrasia fra i firmatari del documento che ci hanno proposto, documento numero 1 in merito all'argomento in discussione, e il disposto contenuto nella relazione della Commissione competente in materia. Ora, più volte qualche altro collega ed io abbiamo richiamato l'Aula a un maggiore ordine, richiamerei ancora la Presidenza, i Questori e tutto l'apparato di Presidenza a questo, è un inciso questa mia battuta, ma vorrei richiamare anche all'osservanza di quelle regole non scritte che talvolta sarebbe opportuno rispettare. Tutto questo volevo far osservare, fondamentalmente la mancanza di qualche firma nel documento che ci è stato proposto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Si tratta di un qualcosa ....(?) gli uffici, i firmatari sono quelli che erano presenti in Commissione nel momento in cui è stato predisposto l'ordine del giorno. Non è sicuramente volontà di escludere maggioranza o minoranza. L'ordine del giorno è stato predisposto sulla base di chi era presente in quel momento mentre si è votato in Commissione. Tra l'altro c'è il collega Ferrari che adesso non è più in Commissione perché è Assessore, c'è il collega Loddo che per lo stesso motivo non è più in Commissione, quindi le firme sono solo dei consiglieri che erano presenti, non si è voluto sicuramente escludere nessuno tanto meno su un argomento che rimane da anni lo stesso. Quindi non aveva nessun'altra volontà. In quel momento risultavano presenti questi consiglieri.
PRESIDENTE. Metto in votazione il documento numero 32. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Discussione della proposta di programma - Giunta regionale: "Programma operativo plurifondo - Sardegna 1994/1999 - Rimodulazione e riprogrammazione del sottoprogramma FESR" (Progr. n. 34)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del programma numero 34. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Fois, relatore.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.), relatore. Molto brevemente, signor Presidente, colleghi, sui contenuti e sulle procedure seguite per quanto riguarda i tre programmi che dobbiamo ora approvare. Si tratta di due programmi che riguardano il sottoprogramma FEOGA, in particolare il 37 A riguarda le modifiche, nuovo programma per quanto riguarda il periodo 1997-1999, e il 38 A invece delle modifiche per quanto riguarda il precedente periodo e triennio 1994-1996. Invece il 34 A riguarda il sottoprogramma fondo europeo di sviluppo regionale, appunto per alcune modifiche che sono state apportate. Quali modifiche in sintesi sono state introdotte? Per quanto riguarda il FEOGA possiamo dire che si tratta nel caso del periodo 1997-99 di un nuovo programma, perché a suo tempo non era stato formulato il programma per l'intero arco dei cinque anni, mentre per quanto riguarda il periodo '94-'96 sono state introdotte delle leggere modifiche a seguito della impossibilità di realizzare alcune misure che a suo tempo erano state disposte.
Le Commissioni competenti che sono quella per le politiche comunitarie, la Commissione programmazione e la Commissione agricoltura hanno condiviso gli orientamenti della Giunta con eccezione di uno stralcio operato rispetto alle iniziali proposte della parte relativa alla gassificazione del carbone Sulcis, che non avrebbe dovuto più essere finanziato con questi programmi, e appunto lo stesso programma, la stessa misura ora figura inserita nella legge finanziaria, e di questo, della questione del gassificatore, di cui le commissioni non si sono occupate, discuteremo in occasione della legge finanziaria.
Questo per quanto riguarda i contenuti, quindi appunto una approvazione della totalità delle misura predisposte all'interno della rimodulazione dei programmi operativi plurifondo da parte della Giunta. Per quanto riguarda le competenze e la procedura noi sappiamo che la materia adesso è regolata dalla legge del novembre 1995, che ha previsto correttamente che le modifiche apportate dalla Giunta devono essere approvate dal Consiglio regionale. Queste modifiche erano state introdotte per assicurare un livello di spesa pari o comunque che si avvicinasse a quello definito nell'accordo Ciampi-Wulf Matthies (?) il 38 per cento, e a queste modifiche per accelerare le procedure di spesa le commissioni consiliari si sono adeguate condividendo le scelte operate dalla Giunta. Questa legge è corretta nei suoi principi ispiratori, il fatto che le modifiche apportate dalla Giunta devono essere approvate dal Consiglio, così come i programmi nel loro insieme sono stati approvati dal Consiglio. C'è comunque una lacuna per quanto riguarda la legislazione, perché la legislazione vigente si limita a dire che i programmi modificati dalla Giunta devono essere approvati dal Consiglio. Non dice che cosa deve verificarsi quanto alle procedure nella fase ascendente, cioè nella fase ascendente, cioè nella fase in cui i programmi vengono elaborati. Questa lacuna a livello di seconda Commissione è stata presa in esame, c'è una proposta di legge che dice come questi progetti debbano formare oggetto di uno scambio di punti di vista nella fase di definizione del programma tra Consiglio e Giunta quanto meno la Commissione e questa proposta di legge che dovrà essere posta all'esame del Consiglio, prossimamente, integra e completa un quadro legislativo che è incompleto. Allora, per questi motivi, per il fatto che le procedure sono state rispettate, per il fatto che i contenuti sono stati condivisi all'unanimità dalle Commissioni coinvolte dal fatto che gli obiettivi perseguiti dalla Giunta erano quelli di permettere un piano di elevato livello della spesa dei fondi comunitari, le Commissioni hanno auspicato appunto che il parere sia dato favorevole da parte dell'aula anche se per le ragioni connesse alla crisi politica e i ritardi considerevoli che si sono verificati rispetto all'approvazione da parte delle commissioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io vorrei intervenire per chiedere notizie in ordine alle procedure che sono state utilizzate. Poc'anzi il collega Fois ha detto che queste forse non sono state rispettate per intero perché probabilmente si riferisce al fatto che il programma, così come è stato rimodulato e approvato dalle Commissioni seconda e terza, risulta per informazioni che io ho, mi risulta che sia stato già approvato dall'Unione Europea il che significa che l'Aula, quindi questo Consiglio, è stato completamente scavalcato perché giunge in Aula per la sua approvazione, dopo che è già stato approvato in sede europea, e quindi a che pro discutere su una rimodulazione di un programma che è un atto della Giunta, che in sua autonomia ha stabilito e deciso. Quindi vorrei sapere intanto se è vero che il programma è già stato approvato e se è già stato approvato, vorrei che quest'Aula si domandasse di che cosa sta discutendo e che cosa dovrebbe approvare. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). In questa rimodulazione ci sono delle risorse che dalla "402" mi pare vadano a finire nel programma operativo plurifondo. Io sto chiedendo in questo Consiglio, già da parecchio tempo, quale è la situazione della spesa della "402". Vi ricordo che la "402" prevedeva una spesa di 990 miliardi suddivisa in cinque anni, 94-98 poi è andata a finire nel 99 per esigenza di cassa del ministro Ciampi ma non siamo ancora riusciti a sapere quale è la situazione della spesa relativamente alla "402". Il finanziamento, ripeto, era di 140 miliardi, se non ricordo male, per il 1994, 150 miliardi annui per gli anni successivi, ormai siamo alla fine dell'intervento previsto e non sappiamo ancora che cosa si è impegnato, che cosa si è speso, quali sono le opere che sono state realizzate. Ecco, adesso io vedo trasferire delle risorse dalla "402" al programma operativo plurifondo senza conoscere quale è la situazione della spesa relativamente alla "402". Vi ricordo anche che il programma della "402" venne presentato in Consiglio, approvato dal Consiglio, modificato in seguito da parte della Giunta in base a delle richieste operate dal CIPE mai ripresentato però in Consiglio per ottenere l'approvazione. Io ritengo che fino a quando non si fa chiarezza sulla situazione della spesa della "402" non si possa esprimere parere favorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.), relatore. Io volevo soffermarmi un attimo sulla considerazione sviluppata dal collega Balletto a proposito della procedura seguita. Ho detto che le Commissioni coinvolte che sono appunto quella per le politiche comunitarie e quella per le politiche agricole, quella dell'agricoltura e della programmazione, hanno espresso il loro parere in tempi sufficientemente rapidi, tenendo conto anche del fatto che la questione del gassificatore ha comportato una serie di sedute che sono state dedicate a questa questione. La Commissione europea ha approvato il programma nel suo complesso nel dicembre dell'anno scorso, del 1997, quindi prima del voto da parte del Consiglio regionale. Il Consiglio regionale aveva all'ordine del giorno la questione più volte, poi ovviamente anche per le note vicende collegate con la crisi non ha potuto esprimere il voto, però si tratta di una approvazione che non ha affatto, quella da parte dell'Unione Europea effetti sul piano giuridico, cioè l'Unione Europea ha detto: per quanto mi riguarda questo programma va bene, e io sono disposto a finanziarlo con le modifiche che esso ha avuto. Allora noi ci troviamo in presenza, a seconda di come lo vogliamo vedere, di una sorta di atto complesso, o di una procedura di ratifica di un accordo che in questo momento è soltanto tra Giunta e Unione Europea. Quindi occorre che il terzo elemento prima che l'atto abbia attuazione, cioè che siano disposte spese in sua esecuzione, possa appunto essere applicato. Allora questo documento, questo programma approvato dall'Unione Europea, per il momento non ha avuto alcuna applicazione né ne poteva avere prima dell'atto della decisione da parte del Consiglio. Io credo che il fatto stesso che, per una serie di circostanze, questo voto avvenga mi auguro favorevolmente prima del voto della legge che riguarda gli interventi vari in agricoltura in cui questo adeguamento è previsto, sia un fatto positivo e il coinvolgimento dei tre soggetti che sono appunto Unione Europea, Giunta che propone e Consiglio, si abbia totalmente, anche se per le considerazioni che sviluppavo prima è opportuno che una legge sulle procedure, che prevedendo un coinvolgimento nella fase ascendente del Consiglio, proprio per evitare delle disfunzioni che in questo caso si sono verificate, possa essere approvata in tempi brevi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Presidente, prendo brevemente la parola su questo Programma per inserire una brevissima riflessione su un problema che riguarda l'oggetto del provvedimento e sul problema che riguarda in maniera più ampia ma senza discostarsi dall'argomento il modello che si è seguito nel passato nell'approvare o modificare gli atti della programmazione. Questo argomento è stato più volte all'ordine del giorno della Commissione terza che ha adottato anche dei provvedimenti formali, non è sicuramente sfuggito a nessuno in Consiglio che questo provvedimento è accompagnato da una risoluzione congiunta, in questo caso, delle Commissioni seconda e terza, dove si chiede conto alla Giunta di che cosa significhino nella relazione che accompagna il provvedimento "le difficoltà che si sono incontrate nell'utilizzo dei fondi"; e sulla necessità in questo caso di modificare con provvedimento distinto il programma che riguarda la legge numero 402. Se aggiungiamo a questi due elementi fondamentali altre materie che sono state oggetto di modifica rispetto agli atti della programmazione approvati dal Consiglio e che riguardano interventi nel settore idrico, e se si aggiungono a questi provvedimenti di utilizzo di risorse nel settore ambientale, che ancora non abbiamo la conoscenza a quali atti di programmazione facciano riferimento, approvati dal Consiglio regionale, mi sembra che l'occasione sia utile per dire che il provvedimento che stiamo discutendo e che andiamo ad approvare, che voteremo con favore di sicuro, è una cosa giusta, è una cosa valida, è una cosa seria, è una cosa che risponde sia agli obiettivi di confermare il 38 per cento ed il 55 per cento, quando sarà, per il '98 dell'utilizzo dei fondi comunitari a questo scopo, però deve rispondere, e l'invito è fatto senza che chiaramente nessuna colpa ci sia da parte del nuovo Assessore della programmazione, ma ripeto, l'invito è fatto alla Giunta e soprattutto all'Assessore della programmazione perché sull'adozione e sulla modifica degli atti di programmazione a legge vigente, perché è anche possibile che occorra inserire elementi di modifica nella normativa che stabilisce come si approvano gli atti, però sino a quando non ci sarà una determinazione del Consiglio regionale che modifica, che quindi attribuisce alla Giunta compiti di modifica senza che il Consiglio venga chiamato ad approvarli, non esistono deleghe. Chi ha la responsabilità, chi ha l'autorità, chi ha il dovere e il diritto di approvare gli atti di programmazione sino a questo momento è il Consiglio regionale, la Giunta regionale ha il dovere, evidentemente, di attuare nel più breve tempo possibile gli strumenti di cui si parla. E' chiaro che si tratta di provvedimenti che molto spesso tengono conto di una dinamicità e di una modifica di contorni che possono richiedere modifiche, perché nessuno mette in discussione questo, però è giusto ed è legittimo pretendere che il Consiglio venga tempestivamente messo in condizioni di adottare i provvedimenti in maniera tale che tutti gli atti esecutivi che ne conseguono, compresi gli aspetti di contrattazione, di concertazione con lo Stato e con l'Unione Europea avvengano attraverso le decisioni assunte dall'organo che è prioritariamente preposto ad assumerle.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento che stiamo discutendo e le considerazioni che questo argomento ha stimolato nei colleghi intervenuti nel dibattito dicono nel modo più chiaro che non si tratta di un argomento banale, ed è un tema al quale dovremo dedicare forse un'attenzione maggiore di quella che sento nell'Aula. C'è stata di recente, l'altra settimana, una importante sessione del Comitato di sorveglianza sulla spesa comunitaria che ha avuto, come base del suo lavoro, proprio i documenti di programmazione che ora sono all'attenzione e al vaglio dell'Aula. Svolgerò poche considerazioni sui punti che mi sembrano essenziali. Intanto si è resa necessaria la riprogrammazione dei due sottoprogrammi, proprio per accelerare l'attuazione dei medesimi e per avvicinarci e per raggiungere tendenzialmente l'obiettivo fissato nell'accordo Ciampi-Wulff Matthies(?), l'obiettivo cioè del 38 per cento al 31 dicembre '97. Noi siamo arrivati al 34 per cento, quindi non abbiamo centrato l'obiettivo, ma per la verità ci siamo andati abbastanza vicini. Il punto è che dobbiamo fare una riflessione non tanto sul passato quanto sul presente e sulla prospettiva, perché nel medesimo accordo a cui ho fatto riferimento, Ciampi-Wulff Matthies, è fissato anche l'obiettivo che occorre raggiungere (vale per tutti i soggetti e quindi vale anche per la Regione Sardegna) al 31 dicembre 1998; l'obiettivo che dobbiamo raggiungere è quello del 55 per cento. Un obiettivo che rappresenta per noi una grande sfida. Perché non si pianga poi sul latte versato quando non si può più mettere riparo è bene che ci parliamo con molta chiarezza ora e che la Giunta in primo luogo abbia chiaro, io credo di averlo chiaro, che se procediamo con l'attuale ritmo non ce la facciamo. Quindi dobbiamo assolutamente cambiare marcia per porci appunto concretamente la sfida del 55 per cento della spesa programmata. Questa è una delle ragioni per cui il governo della Regione si è impegnato a proporre a questo Consiglio, alle forze sociali e alle espressioni istituzionali, nel mentre che mettiamo mano sia al completamento della programmazione '98, sia alla programmazione '99, si è impegnato a portare al Consiglio entro il primo semestre del '98 il documento di indirizzi per anticipare la fase di programmazione relativa al sessennio 2000-2006. E' un impegno corposo questo che sta assumendo la Giunta. Aggiungo e vengo all'altro punto che è stato toccato da vari interventi, che è vero che la riprogrammazione, lo ricordava il collega Fois all'inizio, lo ha ribadito ora, replicando con una serie di osservazioni acute che io condivido, la questione della riprogrammazione è stata già approvata dalla Commissione europea. E' chiaro che questo ci pone un problema, ma il problema non è tanto sull'interrogativo se il lavoro che stiamo facendo oggi ha senso o no, se è un passaggio rituale; non è un passaggio rituale, collega Balletto, perché se il Consiglio non approvasse questi atti sottoposti al suo esame salterebbe per aria tutta la nostra programmazione relativa alla spesa dei fondi strutturali. Non è un fatto banale, non è un fatto rituale; ci pone un problema il fatto che noi arriviamo una volta che la Commissione europea ha già approvato e che il Comitato di sorveglianza di dieci giorni fa ha già proceduto alla verifica dello stato dell'arte sulla base della riprogrammazione approvata appunto dalla Commissione europea.
L'Aula non è stata scavalcata dalla Giunta in questo caso, altre volte può essere accaduto questo; poi dedico una considerazione anche al tema che poneva il collega Secci, presidente della terza Commissione. L'Aula non è stata scavalcata dalla Giunta, anche perché la Commissione seconda e terza hanno per tempo esaminato e valutato ed espresso il loro parere, e sono articolazioni del Consiglio naturalmente. L'Aula è stata scavalcata dai tempi ed è stata scavalcata dalla Commissione europea, che è stata più veloce di noi. Naturalmente questo anche per effetto, è stato ricordato, della contingenza politica e della crisi che abbiamo avuto. Forse però, crisi o non crisi, dovremmo ragionare sul fatto che su materie di questo genere e di questa rilevanza dovremmo comunque investire tempestivamente, quale che sia la contingenza politica, l'Assemblea regionale. Io penso che si ponga (questo è un tema che non è questo il momento di affrontare ma faccio solo un cenno) si pone anche l'esigenza di una riflessione per quanto riguarda la programmazione sulle attribuzioni dell'Assemblea e del Governo; è tema che poneva ora l'onorevole Secci. Nel senso, primo, non c'è alcun dubbio che le leggi sinché ci sono vanno rispettate e noi, Giunta, Esecutivo, dobbiamo impegnarci a rispettarle. Secondo, dobbiamo però anche valutare l'opportunità di modifiche migliorative della legislazione. Non c'è alcun dubbio che l'impianto della strumentazione della programmazione è obsoleto, va rivisto profondamente, va ammodernato, va reso più agile, più elastico, più duttile, più pronto, e credo che dovremmo farlo anche velocemente. Infine, l'ultima considerazione, il collega Balletto e anche il collega Casu ponevano il tema della "402" e toccano una nota dolente, perché la "402" avrebbe dovuto viaggiare con la riprogrammazione, proprio per le connessioni e le interrelazioni che c'erano tra le due operazioni. Questo non è stato e non costituisce un fatto positivo di cui siamo consapevoli. Io credo di poter portare, già durante la sessione di bilancio, lo stato di attuazione della "402", come chiede il collega Casu; non sono in condizioni di dire la data entro cui la Giunta presenterà il programma della "402" ma sarà cura dell'Assessore della programmazione e di tutta la Giunta sveltire al massimo, accelerare al massimo i tempi perché ci rendiamo conto che portando il programma della "402" porteremo qualcosa che avremmo già dovuto portare.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dei vari sottocapitoli. Si dia lettura della premessa.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla premessa, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura del sottoprogramma numero 1.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo sottoprogramma, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del sottoprogramma numero 2.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo sottoprogramma, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del sottoprogramma numero 3.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo sottoprogramma, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del sottoprogramma numero 4.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo sottoprogramma, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del sottoprogramma numero 5.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo sottoprogramma, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della sintesi.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla sintesi, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella numero 1.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella numero 2.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella numero 3.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella numero 4.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella numero 5.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io riconosco al collega assessore Scano grande capacità dialettica e grande attività politica nel rappresentare, nel riuscire a rappresentare situazioni che a mio modo di vedere sono gravi, come fatti di modesta entità, e comunque sia, con situazioni e fatti che per le ricadute, per l'importanza che rivestono per la nostra Regione, devono comunque essere oggetto di una discussione e quindi di una deliberazione. Vede, Assessore, le Commissioni riunite, hanno pronunciato la risoluzione a completamento dei propri lavori nella data del 7 ottobre 1997 e, se ben ricordo, l'assessore Sassu sollecitava alle commissioni una delibera, e quindi il parere, entro termini ristrettissimi proprio perché c'era necessità che l'Aula, quindi il Consiglio, approvasse la rimodulazione del POP perché quella era rappresentata come una scadenza inderogabile per ottenere appunto i benefici che dal trasferimento di risorse derivavano. Ricordo che il Presidente della Commissione terza si è fatto parte diligente e ha convocato più volte la Commissione proprio per pervenire nei tempi richiesti alla formulazione dei pareri, e si lavorò anche assiduamente e anche con contrapposizioni, tanto è vero che la posizione di Forza Italia era ben distinta e per taluni aspetti molto critica, per la verità lo fu anche quella di Alleanza Nazionale, in particolare con gli interventi della collega Sanna. Quello che fu il voto in relazione al parere da parte delle forze di opposizione è agli atti e non è necessario riproporlo qui. Quello che si ripropone qui è il problema della procedura, perché l'aver formulato il parere il 7 ottobre, esattamente oltre due mesi e mezzo prima della scadenza del termine per la approvazione da parte della Commissione europea la dice lunga sull'interesse che ha avuto la Giunta o quale interesse, o meglio quale attenzione abbia dimostrato per un provvedimento che invece riveste quella importanza alla quale lei giustamente, Assessore, ha fatto prima riferimento, un'importanza fondamentale per la nostra regione, per la nostra economia. Ciò nonostante si è trascurato. La crisi è del 20 di dicembre, se non ricordo male, quindi dal 7 di ottobre al 20 dicembre, 19 o giù di lì, erano oltre due mesi. Quindi la Giunta avrebbe potuto giustamente, come è nei propri diritti e nelle proprie spettanze chiedere la procedura accelerata perché il provvedimento, già licenziato dalle commissioni in tempi evidentemente capienti, venisse in Aula per essere sottoposto al giudizio dell'Aula, che è quella che deve approvare il provvedimento e non certamente si può intendere come approvato se è stato licenziato dalle commissioni. Le commissioni hanno la giusta importanza, hanno il giusto ruolo, quello di svolgere un lavoro istruttorio e preparatorio, ma l'Aula è sovrana, le commissioni non si possono ad essa sostituire.
Quindi io rimarco la gravità e la tardività del momento in cui il programma operativo plurifondo, così come rimodulato, arriva in Aula. Siamo nel mese di febbraio 1998, quando lo stesso programma è già stato approvato (?) da parte della Commissione europea. Quindi in conclusione, il mio voto è contrario, e parlo ovviamente a titolo personale, per tutte le argomentazioni e motivazioni già espresse in Commissione terza, è altresì contrario proprio perché censuro fortemente dal mio punto di vista e per le argomentazioni che ho sviluppato poc'anzi la procedura utilizzata, che a mio modo di vedere è certamente non rispettosa delle prerogative del Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, i consiglieri sardisti si asterranno su questo programma operativo non perché non lo condividano, ma semplicemente perché la votazione di oggi del Consiglio appare come un atto inutile considerato che la Giunta, contrariamente a quello che prevede l'ordinamento regionale ha mandato a Bruxelles il programma operativo senza nessuna approvazione da parte del Consiglio. Io capisco le ragioni di urgenza però capisco anche che non si può andare a presentare come una decisione della Regione una decisione che il Consiglio regionale non ha ancora preso. Io credo che in materia di programmi operativi su fondi europei forse il Consiglio farebbe bene a fare una legge con procedure più snelle, ma sin quando vi sono le leggi vanno osservato e semmai, considerato che vi era il pericolo di perdita di fondi, bene avrebbe fatto la Giunta, cosa che non fa mai a chiedere al Consiglio l'assoluta urgenza. Il Regolamento prevede che la Giunta possa, nella fissazione dell'ordine del giorno del Consiglio, dire quali sono i punti che devono avere assoluta priorità. Dal 7 ottobre ci siamo riuniti numerose volte e mai la Giunta ha chiesto l'approvazione con procedura d'urgenza di questo programma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Prendo atto dei chiarimenti forniti dall'Assessore del bilancio e della programmazione economica e soprattutto della sua volontà di operare e di fornire alle opposizioni tutte, non solo a me, finalmente quella situazione che noi chiediamo da tempo relativamente agli impegni e alle spese operate per quanto riguarda la 402.
In attesa che l'Assessore operi in tal senso, ritengo che possa esprimere voto di astensione dando tempo al nuovo Assessore perché proceda con maggiore celerità rispetto a quanto si è fatto finora.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del programma numero 34.
Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - LA ROSA - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - OBINO - PALOMBA - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Risponde no il consigliere BALLETTO.
Si sono astenuti i consiglieri: AMADU - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - CARLONI - CASU - FEDERICI - FRAU - GIORDO - GRANARA - LIORI - LIPPI - MASALA -MILIA - OPPIA - PITTALIS - SERRENTI - USAI Edoardo.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 34
Astenuti 19
Maggioranza 18
Favorevoli 32
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 13 e 41.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA GRANARA - BIGGIO sui disservizi SAREMAR nel collegamento con l'Isola di San Pietro.
I sottoscritti,
tenuto conto che per un'isola il servizio di collegamento marittimo rappresenta il problema vitale per garantirne lo sviluppo e la crescita;
verificato che tali servizi sono gestiti da società di Stato quale SAREMAR, sembrerebbe finanziata a suon di miliardi pagati dalle tasche dei contribuenti;
constatato che oltre seimila abitanti vivono in ostaggio delle immotivate scelte e delle incapacità gestionali di tale Compagnia Armatoriale, sempre lautamente finanziata per dare un servizio che spetta alla cittadinanza;
osservato che da sempre sembrerebbe che qualsiasi innovazione in termini di orari e di mezzi sia stata avviata per mantenere cronicamente carente tale servizio e pertanto continuando nella politica più assurda dei disagi;
considerato che nel piano quinquennale di ristrutturazione della SAREMAR all'Isola di San Pietro saranno destinate navi mai adeguate alla tratta marittima di cui trattasi e che SAREMAR acquisisce poiché in disuso ed escluse da altre rotte;
preso atto che a seguito del maltempo invernale spesso i collegamenti con Portovesme, effettuati dalla M/N "Vesta", sono impossibilitati a causa delle grandi difficoltà e dei pericoli nella fase di attracco della stessa e che tale nave sarà sostituita con altre due simili e con le stesse caratteristiche tecniche;
appurato che l'incremento delle corse così come proposte dalla Dirigenza SAREMAR riesce solamente ad aumentare sempre più i disagi della popolazione oramai troppo stanca di subire inopportune e dannose decisioni;
rilevato che i suggerimenti dell'Agenzia Marittima locale e degli equipaggi carlofortini imbarcati che hanno dato sempre esempio di grande professionalità e responsabilità nel servizio effettuato, non vengono mai presi in considerazione dalla dirigenza SAREMAR;
chiede di interpellare il Presidente e l'Assessore dei trasporti affinché intervengano immediatamente per garantire anche all'Isola di San Pietro il principio della continuità territoriale invocato da tuffi i Sardi ed evitare che la comunità carlofortina a suo tempo prigioniera, debba essere oggi ostaggio di una Società di Navigazione non sensibile né garante del ruolo ad essa assegnato. (414)
INTERPELLANZA AMADU sui tagli previsti dalla manovra finanziaria 1998 per il fermo biologico in Sardegna.
Il sottoscritto,
premesso che i tagli apportati dalla Regione ai fondi del bilancio riguardanti il fermo biologico del 1997 e allo stanziamento per il fermo biologico 1998 hanno provocato le proteste delle associazioni del settore pesca;
considerato che tali proteste troveranno prossimamente voce in un'assemblea unitaria di tutte le organizzazioni, in cui si chiederà alla Giunta regionale di completare i pagamenti degli indennizzi per il fermo 1997 e di rivedere gli stanziamenti per il fermo 1998 e per tutte le attività di ristrutturazione e incentivazione del settore pesca, compresa la gestione da parte della Regione dei canoni demaniali;
ritenute legittime tali richieste da parte del settore della pesca, così importante per l'economia isolana, ma sofferente a causa della spietata concorrenza degli armatori delle altre regioni italiane e paesi stranieri gravitanti nell'area del Mediterraneo più attrezzati rispetto ai nostri e operanti nelle nostre acque;
non compresa la ragione per cui il settore della pesca, già penalizzato anche lo scorso anno, debba ancora subire nella manovra finanziaria in corso altri tagli,
chiede di interpellare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente affinché proponga alla Giunta regionale una revisione dei criteri di finanziamento, previsti dal bilancio 1998 per l'intero settore della pesca, che preveda il pagamento dei due terzi rimasti degli indennizzi per il fermo biologico dello scorso anno e stanziamenti più consistenti per il rilancio e lo sviluppo dell'importante settore economico.(415)
INTERPELLANZA AMADU sulla necessità da parte dell'Assessorato della sanità di assicurare l'assistenza medico-farmacologica gratuita con il metodo Di Bella ai malati di tumore che ne facciano richiesta alle ASL della Sardegna.
Il sottoscritto,
premesso che anche in Sardegna è giunta l'eco dell'efficacia della terapia Di Bella, utilizzata già in altre Regioni italiane per la cura dei tumori e somministrata ai malati gratuitamente, alimentando la speranza di guarigione in molti pazienti;
considerato che alcuni malati si sono rivolti alle ASL per richiedere l'assistenza farmacologica con il cocktail a base di somatostatina e, avendo ricevuto risposta negativa, si sono trovati costretti a rivolgersi al Pretore, come nel recente caso di Tempio, che ne ha ordinato la somministrazione;
rilevato che la posizione dell'Assessore regionale della Sanità a questo proposito è principalmente indirizzata verso la sperimentazione medico - scientifica da attuarsi nei presidi ospedalieri, piuttosto che nell'agevolare economicamente, attraverso l'assistenza sanitaria da parte delle ASL sarde, i pazienti che facciano richiesta della suddetta terapia Di Bella,
ritenuto quindi necessario che siano le ASL ad assumere un ruolo fondamentale nel concedere gratuitamente ai malati di tumore una ulteriore speranza di miglioramento, se non addirittura di guarigione, con la somministrazione dei farmaci previsti dal metodo Di Bella,
chiede di interpellare l'Assessore regionale della sanità affinché intervenga autorizzando, oltre che la sperimentazione del metodo Di Bella nei presidi ospedalieri preposti, la somministrazione gratuita da parte delle Aziende Sanitarie Locali della Sardegna dei farmaci necessari per tale terapia antitumorale ai pazienti che ne facciano richiesta, senza per ciò doversi rivolgere al Pretore, come è già avvenuto, consentendo agli stessi interessati, già provati da questo male incurabile, di sperare in un miglioramento, se non addirittura nella guarigione.(416)
INTERPELLANZA AMADU sulla necessità di intervenire per risolvere il problema dell'emergenza idrica in Gallura al fine di favorire lo sviluppo del territorio.
Il sottoscritto,
premesso che il 10 gennaio u.s. si è riunita la consulta per lo sviluppo agricolo, turistico ed economico della Gallura per l'esame dei "progetti per le risorse idriche e lo sviluppo economico e sociale della Gallura;
considerato che la risoluzione sull'emergenza idrica della Gallura, approvata ad Arzachena il 27 ottobre 1997, ha trovato positivo riscontro nella nota della Prefettura di Sassari e del Ministro per le politiche agricole, ma non ha invece trovato eco da parte della Giunta regionale e dello stesso Presidente nel suo incarico di Commissario per l'emergenza idrica;
ribadita la necessità di interventi urgenti e prioritari sull'emergenza idrica quali:
1) aumento della capacità dell'invaso del Liscia;
2) sostituzione della condotta verso Olbia e Arzachena;
3) realizzazione di un collegamento alternativo del lago Coghinas con il lago del Liscia;
4) necessità di evitare gli scarichi dei reflui nei corsi d'acqua che si riversano nel Liscia;
5) la realizzazione della diga di San Simone e la diga sul rio Vignola;
6) l'attuazione del Progetto obiettivo n. 32 relativo al potenziamento schemi idrici del Nord Sardegna;
7) la predisposizione di un piano organico di infrastrutture (viabilità, elettrificazione, risorse idriche) che valorizzi il territorio della Gallura;
8) la realizzazione del Piano delle acque,
chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale, in qualità di Commissario per l'emergenza idrica, l'Assessore dei lavori pubblici e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro - pastorale affinché predispongano l'attuazione degli interventi prioritari sopra richiamati al fine di creare i presupposti per nuove prospettive di sviluppo agricolo, turistico, economico e sociale per la Gallura.(417)
INTERPELLANZA BONESU sulla costituzione di parte civile della Regione nel processo per il sequestro Vinci.
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale sui seguenti fatti.
Il Presidente della Giunta regionale, avvalendosi del servizio legale della Regione, si è costituito parte civile nel processo che si tiene davanti al Tribunale di Oristano contro i presunti responsabili del sequestro di Giuseppe Vinci.
Nonostante le contestazioni della difesa, il Tribunale ha ritenuto ammissibile la costituzione di parte civile della Regione, creando un importante precedente sul piano giuridico, ma soprattutto riconoscendo che l'istituzione e la comunità regionale sono danneggiati da coloro che commettono reati contro ciò che la persona umana ha di più sacro ed inviolabile e cioè la libertà.
Se non che le modalità di costituzione di parte civile destano notevoli perplessità, considerato che l'azione è stata rivolta contro tutti gli imputati. Non solo contro quelli accusati di aver partecipato all'esecuzione del sequestro, ma anche contro un imputato di favoreggiamento semplicemente colpevole di essersi messo a disposizione della famiglia Vinci quale emissario per il versamento del riscatto che ha consentito la liberazione dell'ostaggio.
Nella coscienza dei sardi tale comportamento non viene considerato un disvalore ma anzi viene ritenuto lodevole in quanto espletamento di attività rischiosa e disinteressata volta a salvare una vita umana.
Di tali diffusi sentimenti, nonché di considerazioni in ordine all'efficacia della criminalizzazione degli emissari nella lotta ai sequestri, si è fatto interprete il Consiglio Regionale, che con l'ordine del giorno-voto approvato all'unanimità il 17 dicembre 1997 ha chiesto che il Parlamento abroghi le norme punitive nei confronti degli emissari.
La decisione di costituirsi parte civile nei confronti di un emissario si pone quindi in contrasto con gli orientamenti espressi dal Consiglio, che la Giunta ed il suo Presidente sono tenuti a rispettare nella loro azione di governo.
Si chiede quindi di conoscere per quali motivi si sia proceduto a tale costituzione, e se, trattandosi di un mero errore tecnico, non si ritenga di dovervi rinunziare.
Tutto ciò ovviamente ove il motivo di tale costituzione non vada ricercato nella volontà di creare un precedente da utilizzare contro emissari in altri sequestri, la cui identità è ben conosciuta data la gran pubblicità fornita su tali vicende dai mezzi di informazione ed in rapporti poco amichevoli col Presidente e la sua parte politica. (418)
INTERPELLANZA VASSALLO - MONTIS - CONCAS sulla richiesta degli allevatori e delle popolazioni della Comunità Montana delle Baronie di un contributo per la costruzione di un caseificio consortile.
I sottoscritti, rilevato che:
- gli allevatori dei Comuni di Onanì, Osidda e Lula hanno costituito una cooperativa che attualmente conta circa cento iscritti, al fine di costruire un caseificio consortile per la lavorazione del latte;
- trattasi di comuni a prevalente economia agro - pastorale, che stanno subendo una gravissima crisi economica e sociale con conseguente progressivo spopolamento dei comuni;
considerato che il territorio interessato dispone di un allevamento ovino che supera i centomila capi la cui produzione viene attualmente lavorata in diverse zone della Sardegna;
appurato che:
- attraverso una delibera (n. 90 del 2 aprile 1996 della Giunta della Comunità Montana n. 10 - Baronia) sono state approvate delle schede (contenenti il progetto generale di massima per la realizzazione di un caseificio consortile nei paesi nella zona montana che comprende i paesi di Bitti, Onanì, Lula, Osidda e Lodè) presentate dai vari organismi, per l'inserimento degli interventi e delle opere ivi previste, all'interno del programma pluriennale 1996/1998 relativo al Programma Integrato d'Area della legge regionale n. 14 del 1996;
- una delibera del Consiglio della Comunità Montana (n. 4 del 21 febbraio 1997) approva la relazione previsionale e programmatica per l'esercizio finanziario 1997 e del triennio 97/98/99 ai sensi dell'articolo 12 del D.Lgs. n. 77/95 all'interno della quale è prevista la costruzione della struttura consortile per la lavorazione del latte e derivati;
- l'imminente applicazione della direttiva Comunitaria 92/46 permetterà, attraverso gli incentivi del Reg. CEE 2081/93, un adeguamento delle aziende ovine favorendo in particolare una eccellente qualità dei prodotti e un considerevole valore aggiunto in un territorio che non possiede altre strutture agro - industriali, consentendo in tempi brevi l'alternanza con le giovani generazioni sottraendole alla disoccupazione e alla emigrazione,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro - pastorale affinché intervenga:
- per incentivare il settore agro - pastorale e la trasformazione del prodotto in loco;
- per erogare in tempi brevi il finanziamento richiesto.(419)
INTERROGAZIONE TUNIS Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sul problema relativo agli esuberi nelle aziende d'appalto del polo industriale di Portovesme.
Il sottoscritto,
premesso che con l'inizio del nuovo anno e la ripresa dell'attività lavorativa una decina di lavoratori delle imprese d'appalto del polo industriale di Portovesme sono sull'orlo del licenziamento, annunciato dall'Alcoa Italia;
evidenziato che questa prima fase di "verifica di livelli occupativi" potrebbe essere seguita da altri 50 possibili licenziamenti nell'arco di alcuni mesi;
sottolineato che il raggiungimento dell'obiettivo di maggiore efficienza produttiva e migliori risultati economici-aziendali non può penalizzare esclusivamente le maestranze dirette e indirette della stessa Alcoa Italia, la quale nell'ultimo esercizio sociale ha realizzato profitti notevoli per merito sia dei propri dipendenti sia degli addetti alla manutenzione degli impianti,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'industria per sapere:
1) se la situazione descritta corrisponde al vero;
quali iniziative intendano intraprendere per evitare che ai 28.000 iscritti nelle liste di collocamento del Sulcis-Iglesiente si aggiungano altri 50 "disperati". (914)
INTERROGAZIONE GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di disagio degli operatori di pesca.
Il sottoscritto,
premesso che nella nostra Isola operano circa 1.200 titolari di licenza di pesca e che mediamente in ogni imbarcazione sono impiegati tre addetti;
considerato che nel passato la Regione Autonoma della Sardegna ha trascurato tale settore vitale, rendendo sempre più aleatoria tale attività, non sostenendola con le dovute attenzioni e i giusti aiuti;
rilevato che l'unico valido sussidio avviato nell'interesse di tali categorie (fermo biologico) fu determinato da indirizzi nazionali e comunitari e che oggi l'Unione Europea intende revisionare tempi e modi di tale provvedimento;
valutato che nell'anno 1997 il fermo biologico già effettuato dal naviglio di pesca è stato riconosciuto integralmente solo ad un terzo dell'intera categoria e che sembrerebbe non si vogliano reperire i fondi necessari a completare tale dovuto riconoscimento;
verificato che nel bilancio 1998 sono state notevolmente contenute le risorse finanziarie a disposizione del settore pesca e che tale mancanza non consentirà la conversione di alcune attività di pesca in linea con quanto previsto dalla normativa europea;
appurato che nell'interesse dei sardi, dell'ambiente marino e della sua produttività tale comparto necessità di una continua attenzione che garantisca la dovuta evoluzione dei sistemi di pesca, aiutando gli addetti nell'ammodernamento delle attrezzature e del naviglio, continuando a sensibilizzare la categoria al fine di garantire un giusto equilibrio dell'attività di cui trattasi;
preso atto che finalmente un Assessore si è fatto parte diligente avviando e sostenendo la discussione dei problemi del comparto,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente per sapere:
1) come si intendono pagare i debiti contratti nei confronti della categoria;
2) quale rilievo si intenda dare a tali figure professionali e quali aiuti si intendano predisporre per il mantenimento dei livelli occupazionali, proteggendo parimenti l'ambiente di pesca;
3) come ovviare alle difficoltà del settore, particolarmente colpito negli ultimi tempi a causa delle avverse condizioni meteorologiche che hanno limitato tale attività e l'hanno resa estremamente pericolosa. (915)
INTERROGAZIONE BONESU, con richiesta di risposta scritta, sulla cura Di Bella contro i tumori.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale sui seguenti fatti relativi alla cosiddetta "cura Di Bella" e in particolare di conoscere:
- se l'impossibilità di accedere alla "cura Di Bella" derivi unicamente dalla mancata sperimentazione o siano emersi elementi negativi in tale cura;
- quale sia il costo di detta cura e quello delle cure autorizzate;
- se siano in corso speculazioni da parte di case farmaceutiche considerata l'enorme differenza di prezzo della somatostatina fra l'Italia e gli altri paesi;
- se risponda a verità il fatto che alcuni medici abbiano prescritto ai loro pazienti la somatostatina e che le ASL ne abbiano addebitato il costo ai medici stessi e come si concili tale fatto con l'autonomia professionale del medico e con l'economicità dell'azione amministrativa, considerato che l'azione di tali medici ha impedito che altri pazienti si rivolgessero alla magistratura, evitando spese alle ASL ed alla Regione;
- se la Regione o le ASL si siano costituite nei giudizi promossi davanti ai Pretori, quali argomenti abbiano portato per denegare il diritto alla cura e perché tali tesi siano state respinte dai giudici;
- se risponde a verità che la Regione intende impugnare le decisioni pretorili e, in caso affermativo, con quali argomenti;
- perché l'Assessorato non abbia, sull'esempio della Lombardia e della Puglia, ammesso alla "cura Di Bella" i richiedenti, evitando spese giudiziarie alla Regione e spese e disagi a persone in precarie condizioni fisiche e psichiche. (916)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul deposito degli automezzi della società SLIA ad Alghero.
Il sottoscritto, premesso che:
I. la società SLIA, concessionaria per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, ha dislocato in prossimità del centro abitato di Alghero, ed esattamente al Km 1,8 della "strada dei due mari", il deposito per le attrezzature e gli automezzi utilizzati per il servizio;
II. nella stessa area vengono lavati tutti i mezzi atti alla raccolta e l'acqua utilizzata scorre a cielo aperto spandendosi nelle aree circostanti, situazione che si aggrava d'inverno quando, anche per le piogge, le acque luride tendono a percolare in profondità con conseguente inquinamento della falde acquifere, da dove gli abitanti della zona attingono l'acqua tramite pozzi;
III. d'estate tutta la zona è ammorbata da un fetore insopportabile ed è invasa da zanzare, mosche, ratti e altri parassiti;
IV. il tutto è estremamente pericoloso e pregiudizievole sia per la salute degli abitanti che per le conseguente devastanti sull'ambiente,
chiede di interrogare gli Assessori regionale dell'ambiente e dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto succitato;
2) quali passi vogliano intraprendere con urgenza presso l'Amministrazione comunale di Alghero, affinché il deposito venga trasferito in una zona più decentrata e lontana dagli insediamenti umani di cui è ricca la campagna algherese, comunque nel pieno rispetto delle norme in materia di sicurezza e igiene ambientale;
3) se non sia poi necessario chiedere alla società SLIA di procedere alla bonifica di tutta la zona inquinata, al fine di ripristinare le condizioni ambientali e igienico - sanitarie che avevano portato molti algheresi ad insediarsi in quel territorio. (917)
INTERROGAZIONE LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulle retribuzioni dei dipendenti SIPAS S.p.A..
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere se risponda al vero che un dirigente della SIPAS S.p.A. - per la quale è attualmente in corso la procedura per la vendita da parte del socio unico, la Regione sarda - percepisca annualmente emolumenti per un ammontare (destino crudele!) di 250 milioni circa e per conoscere altresì , in caso affermativo, quale sia l'inquadramento in capo al predetto dirigente ed inoltre quali i compiti e le funzioni del medesimo, tali da giustificare in una società ad intero capitale pubblico emolumenti di tale rilevanza, data anche la fallimentare gestione che ha condotto allo sfascio economico dell'azienda.(918)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulle provvidenze ai nefropatici.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) quali siano i motivi che impediscono all'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale di erogare con puntualità le provvidenze in favore dei nefropatici, i quali aspettano da anni questi sussidi, salvo sporadiche anticipazioni da parte di comuni con disponibilità di fondi dal proprio bilancio;
2) quali iniziative intenda assumere per sanare questa situazione che sta creando gravi problemi economici, principalmente a quegli assistiti per i quali i sussidi rappresentano le uniche risorse finanziarie. (919)
INTERROGAZIONE BONESU, con richiesta di risposta scritta, sul "riposo biologico".
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente sui seguenti fatti.
L'Assessore della difesa dell'ambiente ha disposto nel 1997 il fermo temporaneo dell'attività di pesca con le stesse modalità degli anni precedenti, pur presentando il bilancio regionale per tale anno un dimezzamento della somma stanziata per gli indennizzi.
Considerato che, né in fase di assestamento di bilancio, né nella proposta di bilancio di previsione per il 1998, sono state stanziate le somme necessarie a far fronte alla maggiore spesa, si chiede quante domande di indennizzo sono pervenute all'Assessorato da parte degli armatori di imbarcazioni di pesca della Sardegna, quante siano state quelle accolte e liquidate, con quale spesa, quante siano quelle da liquidare e quale ulteriore spesa sia prevedibile, nonché ovviamente come si intenda far fronte alla spesa che supererà lo stanziamento in bilancio.
Considerato che il bilancio di previsione 1998 e quello triennale 1998-2000 non prevedono, nella proposta della Giunta, alcuno stanziamento per il fermo di pesca, né misure sostitutive, né comunque stanziamenti per la conservazione delle risorse ittiche, si chiede se la sottrazione ai pescatori della Sardegna degli oltre venti miliardi annui che venivano erogati per indennizzo per riposo biologico non sia da considerare la dimostrazione che gli impegni più volte sbandierati per la pesca sono pura propaganda, a cui non segue alcun fatto concreto, o se tale taglio di risorse destinate ad un settore produttivo non rappresenti altro che il primo passo per reperire i mille miliardi annui previsti dal programma della nuova Giunta e destinati a ripulire le strade dall'erba o ad altri lavori consimili che accrescono la produttività del sistema Sardegna e la credibilità europea dell'Italia.
Ove rispondesse a realtà questa ultima ipotesi si chiede se la Giunta intenda assumere con precedenza, per tali lavori così socialmente utili, i pescatori che resteranno disoccupati, o comunque privi di concrete possibilità di pesca, per effetto dei tagli di bilancio e dell'insussistenza di misure atte ad incrementare la produttività delle acque costiere della Sardegna. (920)
INTERROGAZIONE LIPPI, con richiesta di risposta scritta, sul passaggio del pacchetto azionario delle società Terrecotte ed Elephant di Guspini.
Il sottoscritto,
verificato il totale fallimento della gestione delle società Terrecotte ed Elephant di Guspini da parte del gruppo aziendale facente capo all'imprenditore Carlo Lucchese, con gravi responsabilità imputabili anche all'EMSA proprietaria del 30 per cento del pacchetto azionario;
appurato che i 117 lavoratori dipendenti delle due società, ancora oggi indicate quali importanti realtà economiche produttive in un'area da sempre considerata "di crisi", non solo da tempo non percepiscono stipendio, ma da ottobre gli è negata anche la cassintegrazione, rischiando quindi la mobilità, anticamera del licenziamento definitivo;
constatata la disponibilità del gruppo Borghi - Anselmi di acquisire l 'intero pacchetto azionario delle due società, potendo quindi godere del finanziamento di otto miliardi stanziati attraverso la legge regionale n. 15 del 1994 sui nuovi contributi per iniziative industriali nelle aree di crisi per la realizzazione di Ceramica mediterranea, nuova struttura che consentirebbe la realizzazione definitiva di quello che viene denominato "polo della ceramica",
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per conoscere:
- se le offerte avanzate dal gruppo Borghi - Anselmi garantiscano le maestranze oggi impiegate nelle società Terrecotte ed Elephant;
- se esistano altre offerte per l'acquisto di queste società;
- in che modo la Regione, attraverso l'Assessorato, possa garantire la cassintegrazione ai 117 lavoratori;
- quali problemi, visto il grande interesse dimostrato dal gruppo Borghi - Anselmi, hanno fino ad oggi impedito la vendita delle quote azionarie. (921)
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