Seduta n.225 del 04/11/1997
CCXXV SEDUTA
Martedì 4 Novembre 1997
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Milia
La seduta è aperta alle ore 17 e 13.
PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 2 ottobre 1997, che è approvato.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione LIPPI sulla Legge 22 marzo 1973, n. 269, che disciplina la produzione ed il commercio di sementi e di piante da rimboschimento". (774)
(Risposta scritta in data 28 ottobre 1997.)
"Interrogazione BERRIA sulla situazione delle maestranze Rimisa S.p.A.". (791)
(Risposta scritta in data 28 ottobre 1997.)
"Interrogazione LADU sulla riduzione dei finanziamenti destinati ad alcune zone industriali della Sardegna". (799)
(Risposta scritta in data 28 ottobre 1997.)
"Interrogazione SASSU - DIANA - DETTORI Ivana - ZUCCA sulla soppressione del tempo pieno in alcune scuole dell'Isola". (839)
(Risposta scritta in data 28 ottobre 1997.)
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
PIRAS, Segretario:
"Interrogazioni BUSONERA DETTORI Ivana - CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla tragica morte del giovane Simone a Cagliari". (869)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata concessione di una terza classe "per studenti lavoratori" nell'Istituto tecnico commerciale n. 3 di Sassari". (870)
"Interrogazione LOCCI, con richiesta di risposta scritta, sulla procedure per la vendita ad opera della SIPAS delle aziende della Nuova Valriso S.p.A., Nuova Casar S.r.l., Anglona Alimentari S.r.l.". (871)
"Interrogazione GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione ambientale nel bacino portuale di Portovesme". (872)
"Interrogazione FALCONI, con richiesta di risposta scritta, sul quadro comunitario di sostegno, Opere assegnate al Consorzio Govossai". (873)
"Interrogazione BONESU, con richiesta di risposta scritta, sulla sezione di ostetricia dell'Ospedale di Ghilarza". (874)
"Interrogazione PITTALIS - CASU sui finanziamenti alle associazioni culturali della Sardegna, ai sensi della legge regionale n. 17 del 1950 per manifestazioni di spettacolo per l'esercizio finanziario 1997". (875)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi nell'erogazione dei sussidi per i malati di mente, ai sensi della legge regionale n. 15 del 1992, vista l'iniziativa del CODACONS di Sassari". (876)
"Interrogazione LADU, con richiesta di risposta scritta, sulle modifiche al programma del Quadro comunitario di sostegno - Opere idriche". (877)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla pericolosità della strada statale n. 131 'Carlo Felice'". (878)
"Interrogazione ARESU, con richiesta di risposta scritta, sulla progressiva contrazione dei servizi offerti dal poliambulatorio di Orroli per mancanza di personale amministrativo, di assistenza agli specialisti e per la diminuzione degli orari delle prestazioni mediche". (879)
"Interrogazione TUNIS Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sulla emergenza relativa al servizio di trasporto delle ambulanze tra Carloforte e la terraferma". (880)
"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulla carenza di carri ferroviari per il trasporto di merci e materiali alla rinfusa presso le Ferrovie dello Stato e di Porto Torres e Campomela". (881)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di una autolinea urbana a Valledoria (Sassari)". (882)
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
PIRAS, Segretario:
"Interpellanza CASU - PITTALIS - SANNA NIVOLI sulla mancata presentazione al Consiglio regionale di una maggiore specificazione delle somme stanziate dallo Stato per l'attuazione del Piano di rinascita in Sardegna". (394)
"Interpellanza AMADU sulle gravi difficoltà e ritardi nell'erogazione dei contributi alle imprese sarde da parte dell'Agenzia regionale per il lavoro". (395)
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenute alla Presidenza.
PIRAS, Segretario:
"Mozione BIANCAREDDU - PITTALIS - MILIA - TUNIS Marco Fabrizio - OPPIA - FLORIS - LIPPI sulla violazione da parte della Giunta dell'articolo 4, comma 3, della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4, per il riassetto generale delle Province". (139)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dai consiglieri LA ROSA - TUNIS Gianfranco - AMADU - ARESU - BIGGIO - DEMONTIS - TUNIS Marco - VASSALLO: "Misure urgenti e straordinarie per favorire l'occupazione". (363)
(Pervenuta il 23 ottobre 1997 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Dai consiglieri LA ROSA - MARROCU - ARESU - CONCAS - DEMONTIS - DIANA - FOIS Paolo - GHIRRA - LIPPI - OBINO - PIRAS: "Istituzione della riserva naturale 'Capo Spartivento-Stagni di Chia'". (364)
(Pervenuta il 23 ottobre 1997 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Dal consigliere BONESU: "Interventi per l'Isola dell'Asinara". (365)
(Pervenuta il 29 ottobre 1997 ed assegnata alla prima Commissione.)
Dai consiglieri FANTOLA - AMADU - DEMONTIS - MANUNZA - MARRACINI: "Abrogazione della Legislazione regionale". (366)
(Pervenuta il 30 ottobre 1997 ed assegnata alla prima Commissione.)
Discussione generale congiunta dei disegni di legge: "Modifiche e integrazioni alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997) e disposizioni varie" (359) e "Variazioni ai bilanci di previsione della Regione per l'anno finanziario 1997 e per gli anni 1997-1999 e variazioni al bilancio di previsione dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione sarda per l'anno 1997" (360)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta del disegno di legge numero 359 e del disegno di legge numero 360. Relatore di maggioranza il consigliere Sassu, relatore di minoranza il consigliere Casu.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore di maggioranza.
SASSU (Progr. Fed.) relatore di maggioranza. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, la Commissione bilancio, nella seduta del 23 ottobre 1997, ha approvato a maggioranza la manovra di assestamento del bilancio 1997 che è compresa nei disegni di legge numero 359 e 360. La Commissione, nell'approvare il provvedimento, ha sostanzialmente condiviso la manovra finanziaria proposta dalla Giunta regionale ed ha integrato la stessa con alcuni interventi di particolare urgenza ed importanza. E' una manovra che prevede movimenti di risorse per un totale di circa 327 miliardi, ed è una quota consistente della manovra, che è pari ad oltre 91 miliardi, è destinata ad integrare, con risorse della Regione, la quota del fondo sanitario nazionale per la parte di spesa corrente. La Commissione terza, ancora una volta, ha espresso preoccupazione per il peso rilevante che assume, sul piano finanziario, l'utilizzo di risorse regionali per contribuire al fondo sanitario nazionale. La relazione della Giunta, nel disegno di legge numero 359, chiarisce molto bene come si è determinata la necessità dell'integrazione con i fondi della Regione. Da una parte l'inasprimento della detrazione da parte dello Stato sulla quota del fondo sanitario nazionale, è stata portata dal 25 per cento al 29 per cento e che ha determinato per la nostra Regione un ulteriore impegno finanziario di oltre 108 miliardi che non sono stati completamente contemplati dalla finanziaria del '97. Dall'altra parte un aumento di oneri previdenziali, di maggiori costi per l'assistenza farmaceutica e l'applicazione dei rinnovi contrattuali. Tuttavia l'impiego di ingenti risorse regionali per il fondo sanitario regionale, anche se ampiamente motivate, ripropone, con urgenza, il tema della razionalizzazione del risparmio e della spesa sanitaria che concorre, in modo massiccio, a rendere rigido il bilancio. Meritano un cenno particolare, inoltre, l'intervento per la realizzazione di infrastrutture industriali, il fondo di partecipazione al capitale delle società e degli enti di cui alla legge regionale numero 22 del 1953, il fondo per la tutela dei livelli occupativi, l'intervento per il riciclaggio di rifiuti soggetti a valorizzazione specifica e i contributi alle cooperative e società giovanili nel settore della pesca. In particolare la manovra complessiva e relativa al provvedimento di variazione di bilancio e riferita alle sole risorse regionali è specificata nella tabella che è acclusa la relazione di maggioranza. Si tratta, signor Presidente, di una manovra che tende a rivisitare le dotazioni finanziarie del bilancio previste dalla legge regionale numero 9 del 1997 che completa e integra le norme della legge regionale numero 8 del 1997. In questa manovra si è cercato di evitare di introdurre contenuti di merito che non riguardino la natura finanziaria della manovra. E' stato questo infatti un limite nelle manovre del passato, sul quale molto spesso si è soffermata la riflessione del Consiglio e della stessa Commissione programmazione e bilancio. E' stato rilevato, infatti, che l'uso improprio della legge finanziaria e del bilancio ha determinato rilevanti effetti negativi quali una eccessiva frammentazione della legislazione di settore e una assenza di reciprocità tra la spesa e la programmazione pi ù complessiva.
A questa indicazione, debbo dirlo, si è ancorata la proposta attuale della Giunta regionale e questo stesso criterio ha cercato di rispettare la Commissione programmazione e bilancio nei propri lavori. Occorre dire, tuttavia, signor Presidente, che si è reso necessario introdurre su aspetti rilevanti, quali l'agricoltura, lo sviluppo locale, l'accelerazione della spesa, alcune norme che, sebbene non in sintonia con quanto precedentemente affermato, potranno avere e dovranno avere effetti positivi nell'immediato. Per quanto riguarda l'agricoltura va detto che si è reso indispensabile intervenire con norma per evitare conseguenze disastrose derivanti dall'annullamento da parte dell'Unione europea della legge regionale numero 44 del 1988, che è relativa all'assestamento dei debiti a favore delle aziende agricole, deciso dalla Regione sarda a seguito di un periodo prolungato di siccità. Questo provvedimento di annullamento da parte dell'Unione europea venne adottato nell'aprile del 1997 e costringerebbe, di fatto, la Regione da un lato a dover richiedere la restituzione delle agevolazioni regionali a circa seimila operatori agricoli, e dall'altro lato a dover sospendere le agevolazioni per il futuro. Come è facilmente intuibile, l'attuazione di tale decisione da parte dell'Unione europea determinerebbe il tracollo di molte aziende agricole regionali. La normativa prevista nel disegno di legge numero 359 introdotta dai lavori della Commissione, invece, potrà consentire di trasferire con una semplice partita di giro i fondi della legge regionale numero 44 del 1988, non più utilizzabili per effetto dell'annullamento da parte dell'Unione europea, nel fondo di solidarietà per il pagamento delle calamità naturali.
Il secondo aspetto, introdotto anche questo nella proposta di assestamento, riguarda la programmazione dello sviluppo locale. La legge regionale numero 14 del 1996, con l'approvazione dei primi (?) accordi di programma previsti dalla legge sta iniziando a produrre effetti amministrativi. Si tratta, come si sa, di una legge fortemente innovativa e pertanto non perfetta, di non facile attuazione, che ha bisogno nella sua fase di avvio di una vera e propria sperimentazione, che non esclude interventi correttivi e migliorativi. Il disegno di legge 359 prevede in particolare, quindi, la possibilità, qualora si verifichino situazioni che richiedano modificazioni degli interventi o delle opere, la possibilità di rimodulare il programma, ai fini della stipula degli accordi di programma e della loro attuazione.
Infine è importante sottolineare il contenuto dell'articolo relativo alla modifica della legge di contabilità della legge regionale numero 11 del 1983. Questa modifica chiarisce l'ambito di competenza nel Servizio di ragioneria generale della Regione e, molto opportunamente, lo limita alla verifica dell'esistenza delle disponibilità finanziarie, e non anche invece, come poteva apparire nel passato, alla estensione dell'esame ad altri profili di legittimità.
Voglio, in ultimo, soffermarmi brevemente su un aspetto sul quale in questi giorni si è sviluppata una forte critica interna ed esterna al Consiglio in relazione ai tempi dell'assestamento. Richiamo questo aspetto perché sono state affermazioni che non corrispondono sempre alla realtà. La polemica e la critica hanno senso quando attengono al merito e si basano su dati reali. Io introduco una prima segnalazione che proviene dall'esterno del Consiglio, da parte di un quotidiano locale, in cui si dice che la non approvazione dell'assestamento entro il 30 di giugno sembra aver determinato un esercizio provvisorio, e quindi gravi conseguenze per l'economia della Sardegna. Questo, naturalmente, come è a tutti noi noto non corrisponde al vero. La seconda, invece, proviene dal Consiglio stesso, se non vado errato dal Capogruppo di Forza Italia quando esprime una censura per la non ottemperanza della legge, e l'inottemperanza riguarderebbe la non approvazione dell'assestamento entro e non oltre il 30 di giugno. Ora tutti noi sappiamo che l'articolo 22 della legge regionale numero 11 del 1983 indica nel 30 di giugno di ciascun anno il termine entro il quale la Giunta regionale presenta al Consiglio il disegno di legge di assestamento degli stanziamenti di bilancio. La legge quindi non prevede nessuna approvazione entro questa data, e quindi non prevede alcun esercizio provvisorio. Si tratta, quello, ovviamente di un termine non perentorio che, com'è comprensibile, si deve intrecciare strettamente con la vita politica del Consiglio, ma si deve intrecciare molto strettamente con le leggi finanziarie e di bilancio. Una manovra di assestamento ha una sua ragione di esistere solo in funzione di una rivisitazione, di un completamento, di una integrazione della legge finanziaria e del bilancio, e rivisitazione, completamento e integrazione alla luce dei programmi predisposti dagli Assessori e approvati dalla Giunta regionale. Per il 1997 il bilancio e la finanziaria sono stati approvati nel mese di marzo, poi naturalmente sono stati necessari i tempi di predisposizione dei programmi da parte degli Assessorati e la necessaria approvazione da parte della Giunta regionale, quindi gli slittamenti sono oggettivi. Naturalmente, invece, è condivisibile il richiamo, così come fa il consigliere Casu nella sua relazione di minoranza, a un puntuale rispetto dei tempi indicati nella legge, sia per quanto riguarda l'assestamento di bilancio, sia per quanto riguarda il rendiconto generale della Regione e soprattutto per quanto riguarda i disegni di legge della finanziaria e del bilancio.
Infine, signor Presidente, per concludere, la Commissione, in considerazione della ormai imminente scadenza dell'esercizio finanziario, e quindi della necessità di dare immediata attuazione agli interventi proposti, auspica una rapida approvazione da parte dell'Assemblea della manovra di assestamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghi, uno dei settori nei quali si deve sviluppare l'opposizione da parte delle minoranze ritengo che sia quello del richiamo alla maggioranza delle regole esistenti. Cosa che io ho fatto spesse volte in quest'Aula e devo ripetere ancora una volta anche in questa relazione di minoranza all'assestamento del bilancio dell'anno 1997. Devo fare alcuni richiami, è preferibile per una maggiore puntualizzazione che veda la relazione scritta che ho preparato. In data 23 ottobre la Commissione bilancio e programmazione economica ha licenziato i disegni di legge che costituiscono l'assestamento del bilancio anno 1997. Sotto il profilo formale ritengo doveroso far rilevare che la legge di contabilità regionale (legge regionale 5 maggio 1983, numero 11) nell'articolo 22, assestamento e variazioni di bilancio, stabilisce: "Entro il mese di giunto di ciascun anno, la Giunta regionale presenta, ove risulti necessario al Consiglio, il disegno di legge di assestamento di bilancio, anche in relazione alla consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto il 31 dicembre precedente. Io direi che è ben articolato questo articolo di legge, scusate la ripetizione, cioè nello stabilire quali sono gli adempimenti che devono essere fatti da parte della Giunta regionale, solo che molte volte nel presentare la manovra di assestamento e il rendiconto la Giunta non ha letto questo articolo, io cerco di ricordarglielo. Dall'articolo 22 scaturiscono alcune considerazioni, prima considerazione: entro quale termine deve essere presentato il disegno di legge di assestamento degli stanziamenti di bilancio? Entro il 30 giugno. E' precisa la legge, non ci sono dubbi. Siamo ai primi di novembre e arriva solo ora in Consiglio, 4 novembre. Non facciamo commenti, la puntualità del Governo regionale si commenta da sé. Seconda considerazione: si presenta il disegno di legge di assestamento anche in relazione alla consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto il 31 dicembre precedente. Si è tenuto conto della consistenza dei residui? Neanche per sogno. Il rendiconto dell'anno 1996 non è stato ancora preparato, nonostante siamo già al mese di novembre. Mi dispiace a tale proposito dover ricordare in quest'Aula all'Assessore del bilancio e della programmazione economica, che promise, assicurò, si impegnò con mia richiesta precisa di presentare entro il 30 giugno 1997 il rendiconto dell'anno 1996. Si impegnò altresì ad adempiere al disposto dell'articolo 65 della legge regionale numero 11 del 5 maggio 1983 di redigere unitariamente al conto del bilancio, articolo 64 della stessa legge, anche finalmente il conto del patrimonio. Io credo che molti dei colleghi ricordino che qui si disse, da parte della maggioranza, si disse: è vero che non è stato ancora presentato il conto del patrimonio, se lo ricorda anche lei, onorevole Presidente del Consiglio, però promettiamo che il rendiconto dell'anno 1996 verrà presentato entro e non oltre il 30 giugno. E unitamente al rendiconto finanziario dell'anno 1996 verrà presentato, finalmente, il rendiconto del patrimonio; ciò non è avvenuto. Io credo che tutti voi abbiate constatato che il conto del patrimonio della Regione noi non lo abbiamo ancora visto. Quindi anche quest'anno il 30 giugno è passato e non è pervenuto in Aula né il rendiconto finanziario dell'anno 1996, né tanto meno il conto del patrimonio. Anche se questo Consiglio sembra abbia rinunciato ad operare i controlli dell'attività della Giunta, che la legge gli conferisce, ritengo che a nessuno sfugge l'enorme importanza che il problema riveste. Non conosciamo, nonostante l'obbligo a carico dell'organo esecutivo, posto dalla legge di presentare in Aula il documento contenente il patrimonio dell'ente, qual è la situazione patrimoniale della Regione. Io ritengo che sia una cosa vergognosa che noi non siamo in grado, dopo tre anni e mezzo di carica nel Consiglio, di stabilire qual è a tutt'oggi il patrimonio dell'ente Regione. Quando venne esaminato durante l'attuale legislatura il rendiconto dell'anno 1992, feci rilevare con forza l'incompletezza documentale in quanto mancante del conto del patrimonio. Il fatto si è ripetuto con analoga richiesta da parte mia nell'esame dei rendiconti solo finanziari degli anni '93-'94-'95, è da tempo immemorabile che non viene presentato nonostante il preciso obbligo sancito dalla legge il conto del patrimonio dell'ente. E lo vede il più elementare che le leggi e la prassi pongono a carico di coloro che amministrano beni altrui di redigere alla fine di ogni periodo amministrativo il rendiconto della propria attività svolta. Non credo d'altra parte che in questo Consiglio ci sia qualche consigliere che ignori l'importanza che assume nella vita dell'ente la redazione del conto del patrimonio, è un documento che riconduce ad unità la estremamente frammentaria contabilità della Regione. Noi contabilmente navighiamo in un mare confuso di disposizioni in materia di gestione delle tasse e tesorerie regionali. L'anno scorso infatti venne a galla l'esistenza di fondi di rotazione presso alcuni istituti di credito per ben 1215 miliardi, di cui tanta gente ignorava l'esistenza e la consistenza così rilevante. Questo fatto determinò la presentazione da parte della Giunta di una manovra finanziaria aggiuntiva che rivoluzionò la prima bozza già distribuita e in avanzata discussione presso la Commissione bilancio e programmazione economica. La Regione è in possesso di conti speciali, di fondi di rotazione, di tesoreria ordinaria, che devono essere condotti ad unità, non esiste attualmente un documento che unifichi le centinaia di voci e di conti delle casse regionali. Il conto del patrimonio ha infatti questa finalità. Uno, indicare la globalità dei fondi di cassa dell'ente esistenti al 31 dicembre dell'anno al cui conto si riferisce, presso qualunque banca; due, riportare con riferimento sempre al 31 dicembre tutti i debiti e i crediti di qualunque natura essi siano; mettere in evidenza, numero tre, tutti i beni mobili e immobili di cui l'ente dispone; quattro, precisare l'entità dei residui attivi e passivi alla data della chiusura dell'esercizio finanziario 31 dicembre dell'anno. E' evidente che tutta questa serie di dati consente all'osservatore attento di stabilire a quanto ammonta il patrimonio della Regione autonoma della Sardegna, qual è l'entità dei debiti dell'ente, cosa non trascurabile. Terza considerazione, l'articolo 22 sostiene: la Giunta presenta il disegno di legge di assestamento degli stanziamenti di bilancio; niente affatto. La Giunta ha presentato non un disegno di legge di assestamento ma due. Perché ne ha presentato due? E' ormai abitudine per la Giunta in carica di sottoporre al Consiglio, oltre all'assestamento di bilancio, una piccola manovra finanziaria, in essa non ci sono solo problemi di assestamento ma sono contenuti nuovi e numerosi provvedimenti di spesa i quali scatenano gli appetiti della Giunta e dei consiglieri di maggioranza. Nonostante il forte impegno della Commissione bilancio e programmazione economica di controllare con particolare attenzione tutti i provvedimenti di spesa, esistono nell'assestamento spese per svariate decine di miliardi, ma c'è da mettere anche in evidenza che la maggior parte di esse vanno nella solita direzione, copertura di perdite, di disavanzi di gestione, di aziende, enti e società regionali, o provvedimenti di carattere assistenzialistico, a nessun consigliere attento ai problemi di carattere finanziario della Regione sfuggirà la variazione tanto per citarne qualcuna, relativa al capitolo 09037 Fondo partecipazione al capitale di società e enti, legge regionale 22/53 per un ammontare di 36 miliardi e 650 milioni. Dalla lettura del capitolo sembrerebbe che la Regione intende assumere una partecipazione in una società a capitale regionale. Niente affatto, si tratta del consolidamento dei debiti nei confronti di tutta una serie di istituti di credito, i maggiori operanti nell'Isola, del gruppo SIPAS. La Regione è costretta a pagare due rate nell'anno 1997, e altre due negli anni successivi, 31/12/1998-31/12/1999. L'ammontare complessivo è di 144 miliardi e 919 milioni. Si fa presente che questo intervento della Regione nelle società del gruppo SIPAS avviene dopo che essa è già intervenuta anno per anno per coprire le perdite di bilancio; dette perdite ammontano a trenta miliardi l'anno. Se si aggiungono alle altre perdite del gruppo EMSA, oltre cento miliardi, scaturisce un quadro desolante della Regione sarda che assume la veste di imprenditore. La maggioranza di governo anziché aver delineato un modello di sviluppo dell'isola capace di produrre ricchezza, reddito e occupazione, ha continuato a fornire mezzi finanziari enormi alle società a partecipazione regionale allo scopo non confessato di alimentare le clientele che danno in cambio il consenso elettorale. Se anche qui in Sardegna ci fosse stato un pool Mani pulite forse ne avremmo visto delle belle. Preciso a tale proposito che non intendo riferirmi a problemi di carattere penale, intendo riferirmi a problemi di carattere economico, finanziario, le risorse che sono state bruciate da queste società per centinaia e centinaia di miliardi. Se si dovessero rileggere, qualcuno ha la memoria corta, le linee programmatiche del governo Palomba, ci si accorgerebbe che tutte le promesse elettorali e quelle fatte al momento dell'insediamento della Giunta sono diventate amare bugie. Sì, amare bugie soprattutto per i meno abbienti e per i disoccupati. Come ci si sta preparando per entrare in Europa, nella moneta unica? L'economia dell'isola è caratterizzata dalla scarsa competitività di tutto il suo sistema produttivo. Se l'Italia entra a far parte di questo ampio mercato con la moneta unificata verranno messe a nudo le inefficienze, la marginalità della nostra economia pubblica, una serie immensa di partecipazioni regionali, e privata. La maggioranza che governa la Sardegna non si è mai preoccupata di tracciare le linee di un possibile sviluppo della nostra economia; essa ha fatto, come si è messo in evidenza in altre parti della relazione, solo assistenzialismo e clientelismo. In questo modo noi entreremo in Europa con il nostro operaio, se occupato, con il salario di 100 e l'operaio tedesco con il salario di 200 delle stesse unità monetarie. Vale a dire che con il biglietto per l'Europa noi ci troveremo in Africa. Non ci dobbiamo, non ci possiamo aspettare il benessere e lo sviluppo dall'Europa, le nostre condizioni di vita le dobbiamo costruire noi con le nostre mani. La nostra isola ha delle possibilità di sviluppo immense, è necessaria la volontà politica che porti verso questa direzione, creare le infrastrutture necessarie per l'insediamento delle imprese, stimolare le attività produttive capaci di creare ricchezza e occupazione; è inoltre necessario garantire l'incolumità anche fisica di coloro che vogliono investire capitali in Sardegna. Domando alla maggioranza: avete individuato quali sono i settori economici suscettibili di crescita in termini di ricchezza e di produttività? Se li avete individuati quali provvedimenti avete adottato per migliorarne la redditività, considerato il fatto che i costi di produzione in Sardegna sono molto più elevati che nel resto dell'Italia e dell'estero? Avete chiesto e ottenuto dallo Stato centrale la tutela dell'ordine pubblico? Pensate che la Sardegna potrà entrare nel cosiddetto mercato globalizzato, o sarà costretta a rimanere ai margini della produzione? Sono domande alle quali dovete rispondere con la massima urgenza. Io penso che una buona volta se la Giunta è stata attenta dovrebbe incominciare a porsi questi problemi e dovrebbe incominciare a fornire non tanto a me quanto al popolo sardo qualche risposta.
PRESIDENTE. Dopo l'esposizione dei relatori chiedo ai colleghi che intendono intervenire di iscriversi a parlare per consentire alla Presidenza di definire la programmazione degli interventi, secondo i principi del Regolamento, a rotazione. Io ho iscritto a parlare soltanto l'onorevole Balletto, ma avendo appena parlato l'onorevole Casu avrei dovuto dare la parola ad un esponente della maggioranza. Se non ci sono altri interventi devo dare la parola all'onorevole Balletto; lo consideriamo il primo intervento perché gli altri due erano le relazioni e chiedo ai colleghi che intendono parlare di iscriversi durante l'intervento dell'onorevole Balletto.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, preliminarmente vorrei confutare alcune affermazioni fatte dal relatore di maggioranza, nel momento in cui ha argomentato sostenendo che il mio capogruppo avesse fatto dichiarazioni di un certo tipo. Il mio capogruppo, nel criticare il ritardo con il quale sono stati presentati i disegni di legge numero 359 e 360, voleva far rilevare solamente un fatto; e cioè l'estremo ritardo, rispetto alla indicazione della legge numero 11 dell'83, con il quale la manovra di assestamento viene presentata. Una manovra di assestamento, come vedremo in seguito, ha la sua utilità e la sua efficacia se viene presentata e viene predisposta in tempi utili. Si chiedeva il mio capogruppo, evidentemente, che senso ha assestare un bilancio alla fine dell'esercizio. Detto questo, i rilievi e le censure mosse poc'anzi dal collega Casu sui disegni di legge numero 359 e 360, relativi all'assestamento di bilancio per il 1997, sono da me pienamente condivise e non solo perché fatte da un autorevole esponente del Gruppo al quale appartengo, ma perché sono ineccepibili tanto dal punto di vista formale quanto da quello sostanziale. Sui primi rilievi, quelli di natura formale, non mi soffermerò poiché è del tutto inutile insistere nel cercare di ottenere un dialogo con chi dimostra totale indifferenza sull'argomento. E' vero infatti che a poco più di tre anni dall'inizio della legislatura, l'Esecutivo ha sempre dimostrato di essere totalmente insensibile ai giusti richiami della opposizione, all'osservanza delle prescrizioni, portate dalle leggi di contabilità e, segnatamente, dalla legge regionale numero 11 dell'83. Altrettanto vero è ancor più preoccupante è il disinteresse alle problematiche indicate che ha dimostrato questa squinternata maggioranza, la quale appare sempre più impegnata a garantirsi la sopravvivenza e a ricucire i ripetuti e laceranti strappi, da sempre esistenti al suo interno. Nella totale assenza di dignità, prima ancora di un qualsiasi, se pur minimo, senso di responsabilità verso gli elettori, per l'assoluta inefficienza e inconcludenza fin qui dimostrata dalla Giunta e dalla coalizione che la sostiene, va ricercata la causa di tutti i mali della Sardegna. E non è affatto vero, come spesso si sente affermare dai banchi della maggioranza, che le responsabilità del passato non sono a loro riconducibili. E' vero infatti che dall'85 ad oggi della vecchia maggioranza è solo cambiato il nome: ieri eravate il "governissimo", oggi siete l'Ulivo, ma siete sempre gli stessi. In questo scenario ben si comprende quanto siano insignificanti per Giunta e maggioranza, i problemi che puntualmente noi solleviamo e che purtroppo sono perennemente destinati a rimanere lettera morta. Ma badate, onorevoli colleghi, come sovente si afferma, anche la forma, spesso e volentieri, si traduce in sostanza. E niente di più è vero quando si verte in materia di contabilità e degli atti che da essa discendono, quali sono, per l'appunto, il bilancio consuntivo, il conto del patrimonio, la legge finanziaria, il bilancio preventivo e la manovra di assestamento in corso di esercizio. Questi documenti incarnano e sono l'espressione compiuta delle scelte effettuate nell'ambito della propedeutica attività di programmazione con la quale si definiscono gli obiettivi da raggiungere e le priorità da assegnare a ciascuno di essi. In altre parole, con detti atti, si manifesta in pieno il progetto politico della maggioranza al potere e la sua consonanza alle linee programmatiche in relazione alle quali l'Esecutivo, a suo tempo, ha ottenuto la fiducia da parte del Consiglio. Domanda: ma come può sussistere una valida programmazione quando anche allo stesso Esecutivo non è dato di sapere, o quanto meno di avere una chiara e tempestiva conoscenza delle risorse proprie e disponibili. I principali strumenti contabili che soddisfano a questa primaria e indefettibile esigenza, lo ha appena detto il collega Casu, sono rappresentati, per l'appunto, dal bilancio consuntivo e dal conto del patrimonio, e qui, ancora una volta, dobbiamo registrare la vana promessa, lo ha ricordato il collega Casu, solennemente effettuata in quest'Aula da parte dell'assessore Sassu, che entro il 30 giugno scorso questi atti sarebbero stati presentati all'esame e all'attenzione del Consiglio. Perché dico tutto questo? Il motivo è semplice e si ricollega al processo di approvazione della finanziaria '97 e della legge di bilancio per lo stesso anno. Ricorderete tutti quanti, certamente, che lo scorso anno il disegno di legge sulla manovra finanziaria, soffriva, nella sua stesura originaria, di ridimensionamenti in quasi tutti i suoi comparti per la riduzione delle risorse disponibili in seguito all'aumento della quota a carico della Regione per far fronte alle spese del servizio sanitario. Le vibrate proteste delle commissioni di merito indussero l'assessore Sassu, il quale non perse occasione per farsene merito e vanto, a reperire nelle pieghe e nei risvolti di fondi e stanziamenti quasi sconosciuti e dimenticati, centinaia e centinaia di miliardi depositati nelle banche (i famosi fondi di rotazione) 450 miliardi, per l'esattezza, non lire, centinaia e centinaia di miliardi. Con quell'operazione egli riuscì a tappare le fameliche bocche dei vari commissari della maggioranza i quali poterono così presentare, come da abusata e malsana consuetudine, gli emendamenti per stanziamenti di spesa non certamente rispondenti all'esigenza di sana ed efficace programmazione ma, al contrario, volti a soddisfare esigenze campanilistiche collegate a necessità di maggiore personale visibilità. I fini di tornaconto, per costoro, in termini di consenso elettorale, non possono sfuggire ad alcuno. Ebbene, colleghi, la tempestiva predisposizione del conto del patrimonio e del conto consuntivo, avrebbe evitato tutto questo. Tornando ai disegni di legge numero 359 e 360 va subito detto che essi soffrono dell'originario peccato mortale, e cioè della totale improvvisazione e di mancanza di qualsiasi nesso tra la programmazione dell'impiego di risorse da una parte e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo dall'altra parte. Su quanto ho appena affermato valgano i contraddittori comportamenti della Giunta e, per esso, dell'Assessorato alla programmazione. Come si può sbandierare, come è avvenuto negli scorsi esercizi finanziari, che il bilancio regionale valga 12 mila miliardi di interventi, quando alcune migliaia di miliardi, per l'esattezza 3 mila e 91, riguardano spese per investimenti per opere permanente e dei mutui relativi dei quali si è avuto autorizzazione nell'articolo 1 della legge finanziaria non ne è stato contratto nemmeno uno? Quando circa 3 mila miliardi e forse più del complessivo riguardano le spese per far fronte al servizio sanitario nazionale; quando ulteriori circa mille miliardi e forse più (parlo sempre con un'approssimazione per difetto) riguardano la spesa corrente per il mantenimento della struttura regionale e degli enti, ulteriori 1200 miliardi riguardano prestiti o altre operazioni creditizie. Quanto rimane, assessore Sassu, disponibile per agire sugli investimenti produttivi, quelli cioè capaci di dare impulso alla ripresa dell'economia? Fate voi le somme, e se si considera la cronica lentezza della spesa, la quale sembra correre (scusate il bisticcio di parole) solo per finanziare le spese correnti, mi si dica a voce alta, affinché possano udire i sardi che aspettano, quanto è stato impiegato per sostenere la ripresa e lo sviluppo economico. Poco, molto poco certamente. Allora, colleghi della maggioranza, se la parola dignità non trova accoglienza in questo sito, che dire di questo sconcio? Tornando ai disegni di legge in discussione, si può senza dubbio affermare che la mini manovra finanziaria e l'assestamento di bilancio si presentano ancora una volta con i difetti di sempre. Infatti reintroducono con arroganza e totale noncuranza della volontà espressa dal Consiglio, gli stanziamenti originari di spesa indicati nel disegno di legge della finanziaria '97 che il Consiglio stesso, a torto o a ragione, ma qui non interessa stabilire la validità o meno delle scelte che il Consiglio allora aveva fatto. La validità, dicevo, o meno aveva deciso di cassare o di ridurre. Ciò vale non solo per la finanziaria ma anche per i vari disegni di legge istitutivi di maggiori spese presentati dall'Esecutivo nel corso del 1997 e molto spesso sonoramente bocciati da quest'Aula.
Invadono con estrema leggerezza, come più volte segnalato, la competenza delle commissioni di merito, con conseguente loro mortificazione. Esse così risultano spogliate, o quanto meno limitate nelle loro attribuzioni e prerogative, attraverso interventi che modificano anche gli aspetti normativi delle leggi di settore, oltre che, ovviamente, a stabilire nuovi incrementi o diminuzioni di stanziamenti di fondi esistenti.
E qui, collega Sassu, non mi si venga a dire che questa volta si è voluto prendere atto di questa negativa situazione e si è voluto dare all'assestamento un'impronta diversa e innovativa rispetto al passato. Infatti, per quanto il livello di scolarizzazione in Sardegna sia basso e il livello medio culturale del popolo italiano sia considerato insufficiente, tutti quanti sanno leggere per capire i reali contenuti di questa manovra. Sarebbe stato più opportuno e intelligente da parte vostra sorvolare su questo aspetto ed evitare tali dichiarazioni di principio per poi nicchiare, come fanno a Napoli, e a Napoli pure dicono accà nisciuno è fesso.
Presidenza del Vicepresidente MILIA
(Segue BALLETTO.) Dispongono, in assenza di qualsiasi logica programmatoria, una miriade di interventi di natura assistenziale, i cui beneficiari niente hanno a che fare con la ripresa produttiva: consulenze, contributi ad associazioni culturali, spese per convegni, per manifestazioni di grande interesse artistico, e chi più ne ha più ne metta. Inoltre i due provvedimenti in esame, come già rilevato dal collega Casu, contemplano i soliti interventi tampone a sostegno dell'apparato produttivo, che vede impegnata la Regione nella sconcertante veste di imprenditore. Significativi in proposito appaiono gli interventi a favore della SIPAS e dell'ente minerario sardo: dimostrano tutta l'intempestività dell'Esecutivo nel predisporre lo strumento correttivo di errate previsioni iniziali alla legge di bilancio per il 1997. Non a caso, come si ricordava in precedenza, la legge numero 11 del 1983 dispone che l'assestamento debba essere predisposto entro il giorno 30 del mese di giugno, dell'anno in corso naturalmente, non dell'anno prossimo. Ma come è possibile, mi chiedo, assestare il bilancio 1997 nel mese di novembre quando in questo momento dovremmo, sempre per imperativo di legge, discutere il bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1998. Gli aggiustamenti e i correttivi alle errate valutazioni iniziali avrebbero trovato, come sarebbe stato più ragionevole attendersi, sede propria nella prossima manovra finanziaria. E questo era il senso delle dichiarazioni del mio Capogruppo. Si amministra quindi alla giornata, non si investe nelle giuste direzioni a sostegno dello sviluppo con la creazione delle adeguate infrastrutture, progettazioni e consulenza tantissime, opere nessuna, e con interventi mirati a rimuovere gli handicap di sempre, causa primaria di arretratezza del sistema produttivi isolano e, al contrario, si spende, o meglio si sprecano risorse per dispensare privilegi, mantenere sé stessi e i propri inutili e elefantiaci apparati.
Così, signori della maggioranza, proprio non va. E la riprova di quanto vado affermando la si può riscontrare nell'esame della composizione della lentissima spesa regionale. Infatti, per gli stanziamenti relativi alla spesa improduttiva le erogazioni sono prossime al cento per cento, come dicevo poc'anzi, rispetto alle previsioni iniziali, con la quasi certezza che vengano superati gli interi importi e quindi si superi il cento per cento, considerato che con la manovra di assestamento per quel tipo di spese l'Esecutivo invoca, ma anche la Commissione terza, ulteriori stanziamenti. Al contrario, si rileva una insignificante misura di pochi punti percentuali per la spesa cosiddetta produttiva. Tuttavia, quest'ultimo dato non deve stupire: come vi può essere, infatti, spesa celere in questa direzione se non esiste ancora il fantomatico piano generale di sviluppo, strumento cardine di ogni attività di programmazione?
Caro assessore Sassu, si ha la netta sensazione, mi si corregga se sbaglio, che tutti gli stanziamenti per investimenti produttivi, ma in realtà improduttivi, indicati finora nei bilanci da lei approntati non ve ne siano, o se presenti siano veramente ben poca cosa. Non saranno forse state manovre per allodole, dove i famigerati specchietti altro non erano che gli investimenti mai effettuati? In proposito significative appaiono le autorizzazioni contenute nelle leggi finanziarie finora succedutesi a stipulare mutui per investimenti in opere permanenti, ma in realtà, come dicevo prima, mai contratti.
Colleghi, l'assestamento così concepito e congegnato e che giunge in aula oltre ogni tempo massimo consentito non solo dalla legge di contabilità regionale, ma anche da una minima dose di buon senso, rappresenta e costituisce la negazione di ogni regola che deve presiedere a una sana e corretta attività di amministrazione da parte dell'Esecutivo. Non si può consentire a nessuno di gestire così maldestramente le esigue risorse disponibili. Da tempo è cessata l'epoca degli sprechi, e di un'impunita attività di governo dispensatrice di privilegi agli amici e agli amici degli amici, mentre tutti i problemi della Sardegna, dall'emergenza idrica alla viabilità, dalla ricerca all'energia, dai trasporti alla continuità territoriale e, per dirla in poche riassuntive parole, dal rilancio dell'economia, della conseguente dilagante disoccupazione e della crescita sociale rimangono - ahinoi - tristemente irrisolti.
I disegni di legge numero 359 e 360, per questi motivi, non possono meritare il mio consenso e tanto meno la mia approvazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la manovra di assestamento per sua natura poco si presta a discorsi generali. E' una manovra che dovrebbe chiaramente cercare la via per l'utilizzazione migliore dei fondi già stanziati in bilancio. Sta di fatto che, peraltro, è diventata un'occasione per discutere globalmente della impostazione finanziaria della Regione e, soprattutto, della sua gestione. Questo anche perché vi è stata negli ultimi giorni un'attenzione della stampa su questi problemi, attenzione doverosa ma non sempre esatta. In particolare, per esempio, la vignetta che c'è oggi su un giornale, che parla di interessi su fondi accantonati in banca per 8.000 miliardi. Niente di più falso perché quei fondi non sono affatto accantonati in banda; sono fondi che si trovano nelle casse dello Stato e la Regione non gode di alcun interesse. Quindi la situazione sull'economia sarda ottenuta rallentando la spesa sicuramente non è una situazione positiva. Peraltro si rilevava, andando a vedere gli ultimi dati, che la spesa regionale sta subendo da alcuni anni un'accelerazione, accelerazione nel corso dell'esercizio, ma che non va, a partire da gennaio a dicembre, in modo proporzionale. E questo deriva da un meccanismo di erogazione della spesa regionale che credo vada profondamente rivisto, cioè il fatto che gran parte dei fondi si spendono per programmi annuali, il che vuol dire che fino a quando non si approva il programma annuale non si spende neanche una lira, per cui la maggior parte delle somme finisce impegnata a dicembre. Non è un caso che l'Assessorato che figura avere una maggiore percentuale di impegni di spesa è l'Assessorato degli affari generali. Questo certamente non per merito dell'Assessore o delle strutture dell'Assessorato, ma semplicemente perché l' erogazione di quell'Assessorato è soprattutto di stipendi che per loro natura vengono pagati ogni mese, per cui chiaramente quell'Assessorato figura che spende nei mesi dell'anno praticamente delle somme che sono tra loro pressoché pari, mentre negli altri Assessorati questo fatto non avviene. Negli altri Assessorati chiaramente le complesse procedure di preparazione del programma annuo fanno sì che gran parte degli impegni venga assunto proprio alla fine dell'anno e molto spesso proprio al limite del 31 dicembre, per cui non figurano né impegnate né spese nel corso dell'esercizio e tanto meno nelle verifiche che si fanno in corso di esercizio e in particolare nel mese di ottobre. Quindi l'impostazione dell'erogazione della spesa rappresenta un grave limite perché le risorse finanziarie entrano nel circolo dell'economia regionale con grave ritardo, entrano quando va bene alla fine dell'anno o all'inizio dell'anno seguente, quindi noi operiamo in effetti sotto il profilo spesa praticamente con un anno di ritardo pressappoco, questo è un meccanismo che doveva garantire la perequazione delle aree programma ma poi quando andiamo a vedere i singoli programmi ci accorgiamo che perequazione fra le sette aree programma non ce n'è, perché molto spesso i programmi hanno delle variazioni rispetto alle percentuali garantite per le aree programma che sono estremamente sensibili, quindi questo sistema di programmi annui è chiaramente un sistema che non funziona, che non adempie ad alcuna utilità e, credo, che sia un appesantimento così come è. Chiaramente una velocizzazione della spesa dovrebbe portare a programmi che siano infrannuali e non un unico programma annuo. Però la macchina regionale è in grado di farli, quando questa macchina affanna per farli alla fine dell'anno? Chiaramente si tratta di una situazione che va profondamente rivista e credo che vadano adottate non solo modifiche alla legge di contabilità e di bilancio, ma anche modifiche strutturali all'organizzazione e al personale della Regione. L'attuazione della legge numero 421 in Sardegna, responsabilizzando i dirigenti, deve avere una funzione in questo senso, staccando l'attività gestionale dall'attività politica dovrebbe consentire una capacità dell'amministrazione chiaramente di organizzarsi in tempi più rapidi per l'erogazione delle somme, per la spendita, ma chiaramente, questo presuppone non solo una legge ma anche un cambiamento di mentalità, un cambiamento di modo di muoversi, il che non possiamo ottenere se l'attuazione della legge numero 421 sarà la razionalizzazione di una struttura burocratica già esistente che non può, per suoi difetti anche di mentalità, funzionare ai ritmi che la situazione impone. Per cui, chiaramente, l'innesto di nuove energie provenienti dall'esterno sulla macchina regionale si presenta come una necessità. Ma detto questo, non credo di dover condividere le osservazioni dell'onorevole Balletto circa il fatto che la spesa si disperde in mille rivoli clientelari. E' vero che siamo vittime di una legislazione che è andata stratificandosi, per cui tutto si crea e nulla si distrugge, al limite certi capitoli restano per memoria e non si ha il coraggio di sopprimere e di ristrutturare in testi unici e misure omogenee una situazione di bilancio che chiaramente ha dell'allucinante. Quando noi ci troviamo a pubblicare un volume che ha due chili di peso, come il bilancio regionale, vuol dire che c'è qualcosa che non va, che cioè qua è avvenuta una identificazione delle singole norme di legge con i singoli capitoli di bilancio che è estremamente pericolosa, perché non consente una mobilità di spesa, cioè la spesa deve avvenire con quelle norme che magari risalgono al 1950, a quarantasette anni fa quando la Sardegna, ma anche la stessa Regione era qualcosa di completamente diversa; c'è bisogno di uno sforzo di razionalizzazione. Il fallimento di questa legislatura, perché di fallimento sino a questo momento si deve parlare, è anche di non aver razionalizzato la spesa attraverso una semplificazione della legislazione; non possiamo restare vittime di una legislazione, appunto, che è andata avanti a stratificazione, abbiamo bisogno di una legislazione che sia adeguata alle esigenze di intervento oggi. Per esempio, gran parte della nostra legislazione non tiene affatto conto dei vincoli dell'Unione Europea, il che chiaramente ci pone ogni tanto di fronte a qualche brutta sorpresa con la necessità di tornare indietro, anziché andare avanti, con categorie scontente che poi rinfacciano alla Regione colpe che la Regione non ha se non quelle di una incapacità di organizzare la propria legislazione e la propria capacità di intervento. La redazione di testi unici, quindi, doveva porsi e deve porsi per il Consiglio come un qualcosa di primario, occorre andare alla semplificazione, all'adattamento alle nuove esigenze, alla chiarezza che talvolta non vi è in una legislazione caotica e molto spesso gestita anche da soggetti lontani dalla Regione come sono le banche. Il discorso del rapporto con le banche è affrontato con la storia dei fondi di rotazione, deve trovare però uno sviluppo compiuto, con una razionalizzazione che levi alle banche i poteri dispositivi dei fondi regionali, che poi molto spesso si tratta di poteri anche di non disporre e di lasciar fermi, in questo caso significa che i forzieri delle banche o in utilizzazione assolutamente impropria, i fondi che sono di pertinenza regionale. Ci troviamo quindi con questo assestamento a dover fare il punto di una situazione e d'altra parte le pressioni di una situazione in completa evoluzione, la farraginosità di questo sistema ha portato la stessa Giunta a proporre un assestamento che molto spesso andava oltre i limiti dell'assestamento stesso, con modifiche sui bilanci futuri, in questo senso la Commissione ha appena operato cercando di ricondurre la manovra di assestamento a quelli che devono essere i suoi compiti e credo che però i problemi si riproporranno al momento della presentazione della legge finanziaria, corriamo il rischio di avere una legge finanziaria che sia una serie di provvedimenti staccati al di fuori di un disegno complessivo, disegno complessivo che chiaramente non può cercarsi solo sotto il profilo delle spese, vi è anche un problema di entrate che va affrontato. Perché se vi è lentezza nella spesa, vi è lentezza anche nell'entrata essendo gran parte delle entrate derivate, questo non può essere posto a carico dell'amministrazione statale per cui occorre un'azione rivendicativa della celerità dei trasferimenti. Ma il discorso della gestione finanziaria non può che tacere sull'insufficienza delle risorse regionali, insufficienza che ormai sta negli accresciuti compiti della Regione e in una finanza che invece è bloccata per cui ogni legge finanziaria statale tende ancora di più a bloccarla facendo sì che le nuove maggiori entrate vadano allo Stato e non alla Regione, mentre la Regione viene a perdere, magari per abolizione di tributi o altre manovre, entrate che aveva precedentemente. Ma vi è da notare che parte delle diminuzione delle entrate effettive della Regione e delle entrate effettivamente spendibili deriva anche da un bubbone che ci stiamo trascinando che è quello della spesa sanitaria, anche questa manovra di assestamento prevede un aumento della spesa sanitaria. Il che, mentre altre regioni stanno andando senza diminuire le prestazioni, è una diminuzione delle spesa sanitaria, dispiace che non sia presente l'Assessore della sanità perché io credo che anche questo sistema dei direttori generali, preposti alle USL in Sardegna, non sia assolutamente funzionando come elemento moderatore della spesa. Noi assistiamo a una maggiore spesa sanitaria, il che vuol dire che questo sistema di gestione tra l'altro privo di un controllo pubblico affidato a un solo controllo centralizzato dell'Assessorato, essendo stati spogliati dal controllo sulle USL anche organi come i Comitati regionali e circoscrizionali di controllo, nonché assemblee rappresentative fa sì che la gestione della spesa sanitaria si svolga nella completa autarchia di questo sistema e anzi si da dei premi per una gestione ottimale che nessun cittadino sardo vede. La gestione della spesa sanitaria sta rappresentando uno scandalo di fronte ad un sistema sanitario che certamente non assicura migliori o maggiori prestazioni noi assistiamo a un lievitare continuo della spesa; non vi sono provvedimenti che contengono la spesa e se provvedimenti vengono studiati sono nel taglio di prestazioni, non sono nella razionalizzazione, nel risparmio all'interno dello stesso numero per quantità e qualità delle prestazioni; sono nel taglio puro e semplice e nel far mancare l'assistenza. Questa non è la via del miglioramento dei conti della sanità: non è la via. Tutta la managerialità di questi nominati non si esprime in effettivi risparmi, per cui effettivamente la situazione continua ad essere poco allegra ed è presumibile che anche in sede di manovra finanziaria l'Assessore della programmazione sarà costretto a sacrificare altri capitoli di bilancio per far fronte alle esigenze poco chiare di questa grande macchina sanitaria che chiaramente non ha né capo né coda. Effettivamente è una situazione assolutamente intollerabile; noi non siamo in questo Consiglio regionale per tagliare a pie' di lista le spese del servizio sanitario nazionale e delle sue articolazioni in Sardegna. Non possiamo andare con il 40 per cento del bilancio che è dominato da una spesa crescente, assolutamente ingiustificata; e i dati delle altre regioni, a partire dalla Emilia Romagna, confermano ciò: che è possibile ridurre la spesa sanitaria senza peggiorare le prestazioni, ma questo in Sardegna non avviene, non avviene nel modo più assoluto. Per cui richiamo l'attenzione della Giunta su questo fatto che non può restare competenza limitata nell'ambito di un Assessorato. Quando si invade il 40 per cento del bilancio regionale il problema è della Giunta nella sua espressione collegiale e del Consiglio, che probabilmente farebbe bene a dedicare a questo argomento una apposita sessione, perché altrimenti noi paghiamo a pie' di lista il servizio sanitario nazionale e assolutamente non governiamo più gli altri fenomeni di spesa regionale perché sono fenomeni di spesa assolutamente limitati, insufficienti per le necessità che la Sardegna ha. Passando ad altre spese assolutamente incontrollate vi è il problema delle società controllate dalla Regione e dagli enti regionali, anche qua ci troviamo a pagare a pie' di lista le perdite che vengono subite. E' iscritta all'ordine del giorno di questa sessione una mia proposta di legge, la numero 171, per porre un freno a questo, facendo sì che il Consiglio debba decidere se continuare a finanziare una per una con decisioni singole le società che presentano continui e ripetuti passivi. Si ha un bel parlare di privatizzazioni; esistono società controllate dalla Regione che non è possibile privatizzare, che non è possibile ricondurre a termini economici perché sono nate già al di fuori di ogni criterio economico, sono state gestite al di fuori di ogni criterio economico e non può avvenire il miracolo che queste società rientrino nelle regole di mercato. Salvi i problemi sociali creati dai dipendenti occorre che la Regione si liberi di queste spese inutili, di questo spreco; molto spesso il passivo supera il fatturato e sempre, o quasi sempre, supera il costo del personale impiegato. Per cui i veri beneficiari di queste società non è neppure il personale, non è neppure la situazione economica sarda, sono i tanti fornitori, consulenti, appaltatori che sul corpo di queste società vivono e prosperano, ovviamente il tutto a spese della Regione. E qua occorre appunto una razionalizzazione portando il Consiglio a decidere su questi flussi di spesa che altrimenti sfuggono completamente all'esame del Consiglio. Occorre infine esaminare l'utilità pubblica di tanti rivoli di spesa, di tanti rivoli di spesa che vanno nelle direzioni più incontrollate e incontrollabili. Non possiamo essere una Regione che dà tutto a tutti, occorre fare un elenco di priorità e vedere quali spese sono utili, quali attivano l'economia generale, quali rispondono a esigenze sociali ed economiche, occorre monitorare la spesa; e monitorare la spesa significa vedere le ricadute, i veri benefici alla società sarda di tante spese. Altrimenti noi andremo a disperdere spese, e ne diamo tante in contributi alle organizzazioni più varie in particolare in studi, progettazioni, eccetera, ma l'effettiva ricaduta poi qual è sulla società sarda e sui livelli occupativi. Qua si dice che dobbiamo dedicare un terzo del bilancio ai problemi della occupazione; ma io dico che dobbiamo dedicare tutto il bilancio ai problemi della occupazione, ma per fare ciò dobbiamo vedere ogni spesa quali ricadute occupative, quali ricadute sociali ha. E un lavoro del genere non è stato assolutamente fatto, si continua ad erogare su certi capitoli perché così si fa da trenta o quarant'anni senza renderci conto quali effettive ricadute ha questa spesa. Detto ciò, io credo che l'esame dell'assestamento non possa essere un esame generale, articolo per articolo, capitolo per capitolo credo che il Consiglio debba esprimere la sua opinione, chiaramente tenendo conto del limite che si tratta di una manovra di assestamento e tenendo conto che non si possono contraddire gli orientamenti emersi nella manovra finanziaria e di bilancio.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, credo che abbia fatto bene l'onorevole Bonesu a dire che una manovra di assestamento normalmente non dovrebbe richiedere una discussione sulle politiche economiche del governo regionale, tenuto presente che soprattutto nel caso in questione una manovra di assestamento non modifica le linee fondamentali della politica economica e finanziaria approvata dal Consiglio all'inizio dell'anno, e in modo particolare, come ripeto nel caso di quest'anno, si tratta di variazioni assolutamente marginali, prevalentemente all'interno dei vari stati di previsione. Come ha fatto rilevare giustamente il relatore di maggioranza, l'onorevole Sassu, la manovra più importante riguarda la sanità che è il risultato, in ultima analisi, della finanziaria nazionale che ci impone una variazione del contributo regionale al fondo sanitario nazionale passando dal 25 al 29 per cento. Allora io non mi soffermerò molto, per la verità, sulle caratteristiche di questa manovra per altro illustrate già dal relatore. Credo invece che valga la pena, signor Presidente, prendere in considerazione le osservazioni critiche che sono state avanzate soprattutto dall'onorevole Casu e dall'onorevole Balletto e che riguardano innanzitutto aspetti di principio e solo in pochissimi casi aspetti che riguardano la manovra di assestamento vera e propria. Inizierò con l'esaminare una delle osservazioni con cui non si può non essere d'accordo, e cioè il ritardo con cui la manovra viene discussa in Consiglio regionale. E' vero che io mi ero impegnato a predisporre e a presentare la manovra secondo la data prevista dalla norma, e cioè il 30 giugno. E così, mi sia consentito di dire, ho fatto. Ma si ricorderà pure che il giorno 27 di giugno di quest'anno, la Giunta regionale è entrata in crisi e, per un rispetto del Consiglio, la Giunta e io in particolare ho deciso di non presentare la manovra di assestamento. Non è corretto né dal punto di vista formale, né dal punto di vista politico e, pertanto, io e il Presidente, correttamente, non ha trasmesso al Consiglio il testo del disegno di legge che già era stato approvato dalla Giunta regionale. Chi legge le cronache di quel periodo, il giorno 26 di giugno si è fatta una Giunta regionale, l'ultima, se non vado errato, in cui era stato approvato l'assestamento; cosa che è stata successivamente ripresa perché solo dopo il primo di agosto, solo dopo la fine di luglio, la Giunta è stata riconfermata. Allora, certamente, ritardo su cui non si può non essere d'accordo, ma vorrei ribadire che qui non c'è, come è stato affermato in maniera, mi sia permesso anche di aggiungere, ingiusta, non c'è mancanza di sensibilità nei confronti del Consiglio. Vorrei anche, con riferimento al ritardo, con cui viene presentata la manovra finanziaria di ogni anno, questo è in gran parte il risultato di un governo regionale che in linea di massima cade puntualmente in previsione della manovra finanziaria. Allora, questa non è naturalmente una scusante, evidentemente, ma è certamente una spiegazione del fatto che riconosciamo che la norma va rispettata e che non c'è, nel nostro comportamento, una mancanza di sensibilità; c'è certamente un ritardo, di questo ne siamo consapevoli e, per quanto mi riguarda, sono comunque pronto a chiedere le scuse, naturalmente. Ma, veniamo invece alle cose più importanti che sono state affermate con riferimento ai risultati che si sono verificati in quest'ultimo periodo e, in particolare, ad alcuni commenti non particolarmente competenti che sono apparsi ultimamente sulla stampa quotidiana. Le cose dette dall'onorevole Balletto mi confermano certamente l'incompetenza della persona che ha scritto in questi giorni sul giornale ma, allo stesso tempo, mi confermano che l'onorevole Balletto non ha saputo resistere anche lui ad alcuni commenti che non sono particolarmente adeguati. L'incompetenza, come è stato dimostrato dall'onorevole Balletto, che è data dal fatto che, pur essendo scritto che il bilancio regionale vale oltre 12 mila miliardi, solo poco più di 9 mila miliardi sono le disponibilità. Chi non sa leggere un bilancio non si rende conto di questo. L'onorevole Balletto, che ha conoscenza e delle tecniche di bilancio e delle cose di quest'Aula è il primo a dire: la disponibilità non è di 12 mila miliardi è di poco più di 9 mila miliardi e questo noi lo confermiamo, 9 mila miliardi di cui oltre 3 mila sono assegnazioni statali. Le disponibilità dei fondi regionali sono poco più di 5 mila e 500 miliardi. Allora, nel momento in cui si fa una valutazione delle spese regionali e di quello che sta succedendo non è possibile non prendere in considerazione questi aspetti. Lascio alla fine del mio discorso una nota dettagliata per tutti i consiglieri sul modo corretto con cui va valutato anche un bilancio, e il primo elemento che ho ricordato poc'anzi è che la disponibilità di risorse è diversa da quella che appare contabilmente per via del fatto che i mutui non contratti, non ha importanza onorevole Balletto, ma solo autorizzati e che si riferiscono, non a spese di quest'anno, ma a spese degli anni precedenti, per cui, tenuto presente la normativa di questo Consiglio, che dice che comunque i mutui vanno autorizzati ogni anno, noi, per il fatto che negli anni precedenti non abbiamo contratto i mutui ma abbiamo autorizzato gli impegni, cioè spese giuridicamente perfette, siamo obbligati a riportarci nell'articolo 1 la somma relativa ai mutui, ma non sono disponibilità, non sono chiaramente disponibilità. In quel caso sono cassa. Allora, di fronte a un importo complessivo di 12 mila 494 miliardi, se eliminiamo i 2 mila e 600 miliardi per il deficit, eliminiamo 585 miliardi per i fondi di riserva, per le rate di ammortamento di nuovi mutui, che comunque non vengono contratti, costi per anticipazioni di cassa e così via, noi arriviamo ad una disponibilità effettiva solo di 9 mila 309 miliardi; su questi semmai è possibile calcolare quale sono gli impegni e quali sono le spese e i pagamenti. Allora, alla data dell'8 ottobre, i dati che sono stati pubblicati, gli impegni sono 4 mila 900 miliardi, cioè 53 per cento, e il totale dei pagamenti sono 3 mila 620 miliardi, cioè il 39 per cento complessivo degli stanziamenti. Questo le fa capire, onorevole Balletto, che differenza c'è, enorme, fra chi non sa leggere il bilancio e chi lo sa leggere. E per questo mi ha stupito molto che lei sia in qualche modo scivolato in un commento che non era adeguato. Ma io potrei aggiungere qualcosa di più: che dei 9 mila 309 miliardi che costituiscono gli stanziamenti, soprattutto di parte corrente, non può essere impegnata e pagata in un'unica soluzione la somma, perché gli stipendi, per esempio, non possono essere pagati, evidentemente, in un'unica soluzione; vanno pagati mese per mese, sono impegnati e spesi. Ma questo vuol dire che all'8 ottobre tutte le somme di quel capitolo sono necessariamente spese, sono spese al cento per cento. Non ci sono spese che non sono state effettuate per ritardi; no. Tutte le spese che dovevano essere effettuate a quella data sono state effettuate. Allora, si capisce che tipo di cattiva interpretazione c'è nei commenti che sono stati pubblicati recentemente. Ci sono dei capitoli che prevedono delle somme che devono essere spese a cavallo di due anni: diritto allo studio. Allora, le somme che nel 1997 sono in bilancio saranno spese solo a partire dall'ottobre successivo, perché nel gennaio, nel febbraio, e così via, si fanno le spese relative agli impegni che sono stati presi nel bilancio dell'anno precedente. Questo, ancora una volta, onorevole Balletto, le fa capire quanto cattiva interpretazione è...
BALLETTO (F.I.). Si rivolga alla stampa non si rivolga a me! (?)
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io l'ho detto perché mi ha colpito molto che, dopo avere precisato correttamente che le disponibilità erano quelle, lei scivolato in qualche modo concordando...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Assessore, forse si è distratto quando io facevo quelle affermazioni, perché non sono esattamente come sta dicendo lei. Avevo detto tutt'altre cose.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Bene, allora io ne prendo atto e mi congratulo, prendo atto correttamente di questo. Vedo naturalmente che si è diffuso sulle spese di parte corrente, che sono elevate, mentre non sono altrettanto elevate le spese per investimenti. Allora, su questo posso anche aggiungere qualche cosa di più: certamente i consiglieri ricorderanno che fra il giugno e il luglio di quest'anno, cioè quando la Giunta era ancora in crisi, sono stati programmati, e la stampa ne ha dato abbondante rilievo, circa mille miliardi di lire. I PIA, che sono stati approvati in data 1° agosto, comportavano qualcosa come 350 miliardi, adesso non ricordo bene, forse 400 miliardi. Le spese relative alla Sardegna centrale e le spese relative alle aree industriali comportavano altri 400 miliardi. Complessivamente, in quel periodo sono stati programmati circa 1000 miliardi. Siamo in agosto, in agosto la Corte dei conti non lavora, c'è il periodo della registrazione da parte della Corte dei conti e quindi dell'impegno successivo. Con ciò voglio dire che da una parte c'è una cattiva interpretazione, ed è corretto, io credo, precisare bene queste cose in Consiglio, perché tutti noi ne siamo consapevoli, e, secondo, va anche precisato che soprattutto per gli investimenti sono i programmi il risultato del lavoro della Giunta regionale. Certo, se a questi seguono immediatamente gli impegni, le spese procedono più rapidamente, ma è normale che questi impegni relativi a questi programmi avvengano normalmente nella seconda metà dell'anno. D'altra parte, se noi confrontiamo i dati di questo bilancio rispetto agli anni precedenti, in corrispondenza di questa data si vedrà che, nonostante una pesante crisi regionale, nonostante questo, il livello di impegni e di spesa non è certamente inferiore a quello degli anni precedenti. Io, ripeto, sono convinto che delle disponibilità esistenti in bilancio noi copriremo il 95 per cento, ne sono convinto. L'esercizio finanziario dura fino al 31 dicembre e se all'8 ottobre noi avevamo impegnato circa il 60 per cento, e voi sapete che il periodo prevalente in cui i programmi arrivano a compimento è la seconda metà dell'anno, considerato anche il periodo di ritardo con cui è stato approvato il bilancio, allora c'è la ragionevole aspettativa che gli impegni certamente supereranno il 90 per cento. Di questo ne sono convinto. Allora credo che questi sforzi abbiano prodotto un qualche risultato nell'economia regionale; fornisco pure qualche dato relativo alla performance dell'economia regionale: nel 1994 l'occupazione media era di 496.000 unità; nel 1995, 489.000 con una diminuzione di 7.000 unità; nel 1996 ancora 489.000; nel 1997 la rilevazione dell'aprile di quest'anno 500.000 unità, e nel luglio del 1997 503.000 unità. Il saggio di disoccupazione è sceso, nell'ultimo periodo, dal 21,4 per cento, al 21,01 per cento, al 20,3 per cento. Non aggiungo nessun commento, credo che si spieghi e si commenti da solo. Il saggio di crescita del PIL dell'economia regionale è passato da valori negativi nel 1994, nel 1995, in cui si registrava - 0,4 per cento e 0,6 per cento nel 1995, è passato nel 1996 allo 0,7 per cento, e nel 1997 a un valore intermedio, le stime, fra 0,9 e 1,7 per cento. Questi sono risultati che si spiegano con una politica della spesa pubblica che certamente è accelerata, oltre che con una generale ripresa dell'economia.
I dati relativi alle importazioni e alle esportazioni al saldo della bilancia commerciale che sono stati riportati recentemente sulla stampa quotidiana rappresentano un ulteriore dimostrazione che il sistema produttivo sardo ha ripreso a marciare e ha soprattutto fiducia, perché le esportazioni sono un indice del fatto che l'imprenditore esamina a medio e lungo periodo gli ordini. Allora, ci sono motivi per dire molte cose possiamo e dobbiamo fare ancora, ma io credo che sia ingiusto non riconoscere che fra tante difficoltà, fra le crisi che purtroppo questo governo regionale registra periodicamente, questi risultati, questi indicatori sono comunque una rappresentazione importante dei risultati e degli effetti della nostra politica economica e finanziaria.
Diceva l'onorevole Casu: siamo noi che dobbiamo costruire il nostro futuro. Di questo sono perfettamente convinto, ma la politica che noi abbiamo impostato, la politica dello sviluppo locale, in modo particolare, è una politica che ha alla base il principio che lei ha enunciato. Sono gli uomini, le risorse locali, i saperi locali, che sono alla base di un processo di sviluppo il governo regionale sta puntando per il prossimo futuro. Allora, credo che i risultati come sono stati illustrati possano rendere giustizia, in un certo senso, di quello che viene fatto, ed è con questa considerazione che noi ci muoviamo a fare anche la finanziaria per il prossimo anno, una finanziaria che tiene conto delle osservazioni fatte durante la sessione dell'approvazione del bilancio nel marzo scorso, una finanziaria certamente molto snella, una finanziaria che contiene alcuni elementi di manovra particolarmente importanti per far crescere ulteriormente l'economia. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie assessore Sassu, vista anche la mole di emendamenti pervenuta, convoco una brevissima Conferenza di Capigruppo per decidere il proseguo dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 46, viene ripresa alle ore 19 e 06.)
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito di riprendere i lavori domani mattina alle ore 10 e 30 per permettere alla Commissione programmazione e bilancio di esaminare gli emendamenti pervenuti sin d'ora. Quindi aggiorniamo la seduta alle ore 10 e 30 di domani mattina.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, solo per chiarire che, pur comprendendo l'esigenza e la necessità di un esame in Commissione degli emendamenti, il Gruppo Forza Italia ha proposto, e la proposta non è stata accolta, di sospendere i lavori perché la Commissione si riunisse testé e i lavori dell'Aula potessero proseguire fino anche a tarda notte. Questo nasce dall'esigenza si accelerare i lavori relativi ad una legge fondamentale quale quella appunto di assestamento del bilancio, che già gravi ritardi ha accumulato nel corso di questi mesi. Prendiamo atto però che ci è parso di capire che problemi che sono tutti interni alla maggioranza non consentono una accelerazione che noi avremmo voluto dell'iter di questa legge e perciò ci rimettiamo a quella che era ed è la volontà della maggioranza dei Capigruppo facendo presente che questa opposizione sarà non di meno vigile in ordine all'esame di questo testo che paradossalmente proprio dalla maggioranza viene rinviato, speriamo di capire anche le ragioni politiche. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Domani mattina alle ore 10 e 30 riprenderanno i lavori, sempre che la Commissione abbia assolto il suo compito dell'esame degli emendamenti. Buonasera. La Commissione bilancio è convocata per le ore 9 e 30 di domani mattina.
La seduta è tolta alle ore 19 e 09.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA CASU - PITTALIS - SANNA NIVOLI sulla mancata presentazione al Consiglio regionale di una maggiore specificazione delle somme stanziate dallo Stato per l'attuazione del Piano di rinascita in Sardegna.
I sottoscritti,
visto il decreto legge 26 aprile 1994, n. 248, convertito dalla Legge 23 giugno 1994, n. 402, concernente provvedimenti urgenti per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna in attuazione dell'articolo 13 dello Statuto Speciale della Sardegna;
considerato il fatto che le risorse destinate dallo Stato alla Regione Autonoma della Sardegna erano, nonostante le difficoltà finanziarie dello Stato, pur sempre, di una certa rilevanza (era prevista una spesa globale di lire 910.000.000.000 da ripartire originariamente in 5 anni, dal 1994 al 1998, ma il termine ultimo 1998 è slittato al 1999 e pertanto il periodo globale è di 6 anni);
tenuto conto che ormai sta per concludersi il quarto anno e dovrebbero essere spese o almeno impegnate 4 annualità per un ammontare globale che si dovrebbe aggirare intorno ai 600 miliardi. Questa iniezione finanziaria è orientata:
1) alla promozione e allo sviluppo delle attività produttive;
2) alla promozione delle strutture e delle attrezzature di formazione professionale;
3) al miglioramento quantitativo e qualitativo dei servizi;
4) all'adeguamento della dotazione infrastrutturale alle esigenze dello sviluppo economico con particolare riferimento al settore dei trasporti;
visto l'articolo 1, comma 3, del citato decreto che stabilisce che la ripartizione delle somme deve essere fatta dalla Regione (Consiglio regionale) ed approvata dal CIPE, nonché il comma 4 dello stesso articolo che impone alla Regione il versamento delle somme, annualmente incamerate, in una contabilità speciale, ripartita secondo i titoli di spesa corrispondenti agli interventi autorizzati;
preso atto che il testo del programma di spesa, ripartito in 16 titoli, approvato dal Consiglio regionale in data 17 febbraio 1995 non venne approvato dal CIPE a causa della troppa genericità dei titoli di spesa (rilievo fatto con insistenza in Consiglio da parte delle opposizioni - famose maglie larghe che venivano respinte) e che il Consiglio non è stato più investito del problema del riparto delle somme;
presa visione di una nota dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio e assetto del territorio rivolta al Presidente della Giunta contenente una "maggiore specificazione operativa per ciascun titolo di spesa" dei fondi messi a disposizione dallo Stato,
chiede di interpellare il Presidente della Giunta e l'Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio per sapere:
a) perché la proposta di riparto più analitica, così come richiesta dal CIPE, non è stata riportata all'esame del Consiglio, organo abilitato ad esprimere il giudizio sulla destinazione delle somme stanziate dallo Stato per l'attuazione del Piano di rinascita dell'Isola;
b) quali sono le spese effettuate dalla Regione, anno per anno, secondo il titolo di spesa così come richiesto dall'articolo 1, comma 4, del citato decreto legge n. 248/94, nonché l'ammontare degli interessi, prodotti dalle somme stesse, maturati anno per anno;
c) quando intendono presentare in Consiglio il prospetto di ripartizione delle somme di cui alla contabilità speciale, dato che oltre all'anno 1994/95 è ormai passato il 1996 ed è agli sgoccioli anche l'anno 1997;
d) data l'importanza dell'argomento in relazione alla produzione ed alla occupazione, se intendono promuovere un approfondito dibattito il Consiglio regionale per trattare analiticamente il Piano di rinascita;
e) quale rilievo ha assunto il finanziamento della legge n. 402 nella profonda crisi in cui è precipitato l'agro-alimentare oristanese con la serrata della Greensar S.p.A. ed il blocco del lavoro per una cinquantina di dipendenti. E' il caso di ricordare che la Legge n. 402 nella sua previsione originaria prevedeva uno stanziamento di 50 miliardi per l'agro-alimentare dell'oristanese. (394)
INTERPELLANZA AMADU sulle gravi difficoltà e ritardi nell'erogazione dei contributi alle imprese sarde da parte dell'Agenzia regionale per il lavoro.
Il sottoscritto,
appreso che l'Agenzia regionale per il lavoro attualmente sta ancora esaminando le domande per gli incentivi alle imprese risalenti al settembre 1993 e che circa seimila pratiche sono state congelate sia per mancanza di personale che le evada, sia per carenza di fondi, in quanto i 260 miliardi che servirebbero per finanziarle sono indisponibili;
constatato che le lentezze burocratiche sono legate non solo ai pochi dipendenti dell'Agenzia e all'indisponibilità dei fondi per i contributi ma, soprattutto, al fatto che non si è riusciti ad individuare quali siano i veri bisogni delle aziende e imprese sarde e che ciò sta creando notevoli difficoltà per il loro sviluppo;
rilevato che il blocco dei contributi alle imprese evidenzia ancora di più lo stato di crisi dell'economia sarda, che invece avrebbe estremo bisogno di essere incentivata in modo da creare finalmente nuova occupazione; proprio per rispondere a questa esigenza, infatti, è stata creata l'Agenzia del lavoro;
ritenuta necessaria da parte dell'Assessorato competente una revisione dei criteri di smaltimento delle domande di contributo che permetta lo sveltimento delle procedure, nonché lo stanziamento di nuovi fondi destinati agli incentivi per le imprese,
chiede di interpellare l'Assessore regionale del lavoro affinché intervenga:
- per risolvere la grave situazione di stallo in cui versa l'attività dell'Agenzia regionale per il lavoro a causa dell'alto numero di domande per contributo inevase;
- per permettere alle numerosissime imprese e aziende sarde, che attendono da anni di creare nuova occupazione mediante un celere smaltimento delle richieste di incentivo, in modo da sbloccare almeno in parte la grave crisi in cui versa l'economia sarda;
- per prevedere uno stanziamento di fondi sufficiente a coprire le esigenze del settore, importante volano dello sviluppo economico della Sardegna. (395)
INTERROGAZIONE BUSONERA - DETTORI Ivana - CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla tragica morte del giovane Simone a Cagliari.
I sottoscritti, considerato:
- il grande risalto che la stampa sta dando alla tragica morte di Simone, giovane di diciotto anni, da diverso tempo malato di mente e con plurimi ricoveri nel reparto di psichiatria del SS. Trinità, la cui vita si è conclusa con un disperato volo dal cornicione del Bastione S. Remy di Cagliari;
- che il giorno in cui si è verificato tale gesto estremo il giovane Simone avrebbe dovuto, di fatto, risultare ricoverato presso il servizio di diagnosi e cura del SS. Trinità, giacché della sua dimissione, ammesso che sia stata effettuata, nessuno era stato ufficialmente avvisato, nemmeno i genitori che pure avevano telefonato la mattina al presidio ospedaliero per avere notizie del figliolo;
- che il trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.), cui il giovane Simone era stato sottoposto il giorno prima della tragica morte, presso il servizio di diagnosi e cura del SS. Trinità, dura in media sette giorni, ma che qualunque sua variazione in più o in meno deve essere immediatamente comunicata all'autorità sanitaria che ha ordinato il T.S.O.;
- che dopo il T.S.O. il paziente deve comunque essere rinviato al servizio territoriale competente con un progetto terapeutico da realizzare in collaborazione tra il servizio di diagnosi e cura del SS. Trinità e il servizio territoriale medesimo;
rilevato che:
- nessuna comunicazione ufficiale dell'avvenuta dimissione del giovane paziente risulta essere stata effettuata né alla autorità sanitaria del territorio né ai genitori;
- nessuna procedura terapeutica riguardante il malato mentale in questione risulta essere stata avviata con il servizio territoriale da parte del servizio di diagnosi e cura del SS. Trinità che pure deve lavorare in collaborazione con il servizio territoriale essendo esso un pezzo, non indipendente, del "Dipartimento di Salute Mentale",
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere quali atti abbia compiuto o intenda compiere per accertare le dinamiche che hanno portato alla morte il giovane Simone e per verificare se non sussistano inadempienze e insufficienze nella gestione di servizi destinati agli ammalati mentali che pure sono obbligatori per legge. (869)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata concessioni di una terza classe "per studenti lavoratori" nell'Istituto tecnico commerciale n. 3 di Sassari.
Il sottoscritto,
premesso che:
a) continua inesorabile la scure tagliaclassi in nome della "razionalizzazione scolastica";
b) questi tagli, spesso senza criterio, stanno giustamente provocando le ire di studenti e loro familiari, che vedono vanificare il tanto propagandato "diritto allo studio";
c) il Provveditore agli Studi non ha concesso una delle due terze classi "per studenti lavoratori" nell'Istituto Tecnico Commerciale n. 3 di Sassari, nonostante le richieste di iscrizione siano state pari a 41 unità;
d) questa ulteriore terza classe fu preventivata - se pur su dati presunti - fin dal gennaio 1997 (nonostante le iscrizioni scadano il 15 luglio di ogni anno) e confermata dai dati finali con 41 iscrizioni di studenti lavoratori di età compresa fra i 20 ed i 60 anni;
e) pertanto - con la mancata istituzione di una nuova terza classe - e non potendo quella regolarmente costituita accogliere tutti e 41 iscritti, ben 13 di essi (buona parte dei quali hanno regolarmente frequentato la classe seconda nell'anno scolastico 1996/97) saranno, di fatto, cacciati dalla scuola, col rischio di dover abbandonare gli studi, vanificando sacrifici e progetti futuri;
f) questa terza classe "per studenti lavoratori" dell'Istituto tecnico commerciale n. 3 è forse l'unica in tutta Italia a non aver diritto di esistenza, nonostante la richiesta di istituzione sia stata fatta per tempo,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della pubblica istruzione per sapere:
1) se siano a conoscenza che il Provveditore agli Studi non ha concesso la costituzione di una ulteriore terza classe "per studenti lavoratori" presso l'Istituto tecnico commerciale n.3 di Sassari, nonostante le iscrizioni siano state pari a 41 unità;
2) che fine faranno i 13 "studenti lavoratori in sovrannumero", che allo stato delle cose rischiano di essere cacciati dalla scuola, impedendo loro di esercitare il dettato costituzionale del diritto allo studio;
3) quali criteri verranno seguiti per la eliminazione dei 13 "studenti lavoratori in sovrannumero";
4) se i criteri che saranno adottati avranno come parametri l'altezza dei candidati l'essere biondi o bruni, simpatici o antipatici, belli o brutti, uomini o donne oppure se verrà adottato il metodo della "decimazione" e chi saranno i selezionatori;
5) se sia vero che il Provveditore agli Studi, contestato dagli studenti lavoratori, ha, come motivazione politica, affermato: "potevate svegliarvi prima e frequentare la scuola a tempo debito";
6) quali interventi urgenti intendano assumere presso il Ministro della Pubblica Istruzione al fine di far recedere il Provveditore agli Studi di Sassari da una scelta incomprensibile che di fatto punisce 41 cittadini che hanno chiesto - nei termini di legge - di poter continuare gli studi ed arrivare al diploma. (870)
INTERROGAZIONE LOCCI, con richiesta di risposta scritta, sulle procedure per la vendita ad opera della SIPAS delle aziende della Nuova Valriso S.p.A., Nuova Casar S.r.l., Anglona Alimentari S.r.l..
Il sottoscritto, premesso che:
- la SIPAS S.p.A. - ad intera partecipazione regionale - socio unico delle Società Nuova Valriso S.p.A., Nuova Casar S.r.l. e Anglona Alimentari S.r.l. ha di recente pubblicato avviso pubblico per la cessione dell'intera partecipazione delle società suddette o, in alternativa, per la vendita delle medesime;
I. nelle condizioni di gara, ad avviso dello scrivente, formulate in modo generico e lacunoso:
A. non veniva previsto alcun importo da porre a base d'asta, ma una semplice offerta distinta per ciascuna delle società;
B. veniva indicata quale condizione per i partecipanti la "presentazione di adeguato progetto che preveda il potenziamento e lo sviluppo, oltreché dei processi industriali interessati, anche dei relativi settori agricoli";
C. veniva previsto che l'acquirente proseguisse l'attività per un periodo di tempo determinato;
considerato che nella rigorosa osservanza del principio della trasparenza, ad avviso dell'interrogante, il bando di gara avrebbe invece dovuto contenere:
1) l'indicazione del valore di mercato delle singole aziende, nonché la situazione economico - finanziaria, da porre a base dell'offerta, a tutela dell'interesse pubblico e di quello privato;
2) la presentazione di dettagliato progetto in ordine allo sviluppo delle attività in cessione, con riferimento alla utilizzazione della manodopera, da reperirsi preferibilmente nella Sardegna;
3) l'indicazione del periodo minimo per la prosecuzione delle attività, riferito agli obiettivi inderogabilmente previsti dal progetto;
4) la salvaguardia degli attuali livelli occupativi anche mediante garanzia fideiussoria,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
- quali motivazioni abbiano indotto la SIPAS a formulare l'avviso in assenza di tali indicazioni;
- se il Presidente ritenga corretta la procedura adottata e, in caso contrario, se non ritenga di intervenire presso la SIPAS per far revocare l'avviso in parola. (871)
INTERROGAZIONE GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione ambientale nel bacino portuale di Portovesme.
Il sottoscritto,
appresa con viva preoccupazione la notizia apparsa sugli organi di informazione dei giorni scorsi con la quale viene denunciato un grave attentato ambientale che interessa la zona portuale di Portovesme e l'immediato territorio limitrofo a seguito di incontrollate operazioni di scarico da parte delle società utilizzatrici di blende, minerali e carboni;
considerato che nonostante le puntuali minimizzazioni dei tecnici dell'Enirisorse la polvere finissima di zinco costituisce sicuramente un grave pericolo per il territorio e le popolazioni residenti;
valutato inoltre che simili sistemi di "abbandono" delle merci trasportate sulle banchine e delle relative operazioni di carico e scarico non sono più usuali neppure per i più sperduti scali portuali del Terzo Mondo e che, nonostante le numerose sollecitazioni delle popolazioni interessate, nulla è ancora cambiato;
verificato che la stessa banchina è utilizzata dai traghetti che fanno servizio per Carloforte con 21 approdi giornalieri e che alcune migliaia di persone sono giornalmente sottoposte a tale disagio e lo saranno ancora per decenni se non verranno immediatamente realizzate ed avviate opere funzionali;
atteso, infine, che la responsabilità dell'operazione di scarico e della singolare "dimenticanza" sarebbe ascrivibile alla responsabilità diretta di un tecnico dell'Enirisorse, attuale Assessore alla "difesa dell'ambiente" del comune sulcitano, per cui l'amministrazione locale ha evidenti ragioni nel minimizzare l'episodio,
chiede di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente - invitando lo stesso a denunziare i fatti in questione alla competente Procura ed a costituirsi parte civile nel relativo processo penale - al fine di sapere se non ritenga opportuno e doveroso attivare un'immediata inchiesta tecnica capace di accertare la dinamica dei fatti denunciati da parte delle autorità competenti, le eventuali omissioni da parte dell'amministrazione locale, offrendo all'opinione pubblica un esatto quadro della situazione ambientale della zona interessata al fenomeno che renda consapevole la collettività degli eventuali rischi cui viene sottoposta a causa dell'imperizia e della leggerezza degli "addetti ai lavori". (872)
INTERROGAZIONE FALCONI, con richiesta di risposta scritta, sul quadro comunitario di sostegno. Opere assegnate al Consorzio Govossai.
Il sottoscritto,
premesso che il Ministero dei lavori pubblici ha approvato in data 28 luglio 1995 il programma in oggetto e che tale programma di realizzazione di importanti opere idriche ricadenti nel nuorese erano suddivise nelle annualità 1996-1997;
specificato che questi interventi erano stati approvati dalla Giunta regionale con il parere favorevole della Commissione competente del Consiglio regionale, così come prevedeva la procedura;
considerato che i programmi contenuti nel piano sono identificati come obiettivo 1, priorità A, contengono progetti esecutivi e sono immediatamente cantierabili,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere se corrisponda al vero la notizia riportata dagli organi di stampa che questo piano, che prevede un investimento di 24 miliardi, è stato stralciato a favore della rete idrica interna della città di Sassari. (873)
INTERROGAZIONE BONESU, con richiesta di risposta scritta, sulla sezione di ostetricia dell'Ospedale di Ghilarza.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale, per sapere:
u se sia a conoscenza che nell'Ospedale Delogu di Ghilarza, gestito dall'A.S.L. n. 5, opera in condizioni estremamente disagiate, all'interno della divisione chirurgia, una sezione di ostetricia con quindici posti letto, che si trova spesso a ospitare anche venti ricoverate;
u se sia a conoscenza che tale sezione, anziché poter contare sui sei medici necessari, opera attualmente con soli due medici, di cui uno formalmente addetto al consultorio familiare; tale situazione comporta che, a prescindere dalla situazione personale dei due medici, costretti a turni massacranti, eccedenti enormemente gli orari contrattuali, ogni emergenza viene affrontata da un solo medico, che difficilmente può contare sull'aiuto dei colleghi della divisione chirurgia, in cui sono in servizio solo quattro medici contro i sette che sarebbero necessari. Anzi i due medici di ostetricia sono tenuti ad effettuare ogni settimana due turni settimanali di pronto soccorso per ventiquattro ore a testa.
Si chiede altresì se l'Assessore sia a conoscenza che nell'Ospedale di Ghilarza non sussiste alcun pronto soccorso pediatrico, per cui i neonati con problemi devono essere trasferiti all'Ospedale di Oristano, con perdita di tempo che può rivelarsi nefasta.
Si chiede infine di conoscere quali provvedimenti l'ASL o l'Assessorato intendano adottare o se la situazione di disservizio sia funzionale ad una futura dimostrazione di inadeguatezza e di inutilità dell'Ospedale di Ghilarza, al fine di propiziarne la chiusura. (874)
INTERROGAZIONE PITTALIS - CASU sui finanziamenti alle associazioni culturali della Sardegna, ai sensi della legge regionale n. 17 del 1950 per manifestazioni di spettacolo per l'esercizio finanziario 1997.
I sottoscritti, considerato che:
- diverse associazioni culturali della provincia di Nuoro, così come delle altre province sarde, hanno fatto richiesta di poter accedere ai finanziamenti previsti dalla legge regionale n. 17 del 1950 per poter organizzare manifestazioni e spettacoli;
- tali associazioni sono state fortemente penalizzate, se non addirittura escluse, dalla ammissione ai finanziamenti di cui sopra;
- un esame comparativo dei fondi assegnati alle associazioni culturali della Regione evidenzia una rilevante attenzione dei competenti uffici regionali per le associazioni della provincia di Cagliari;
- stando ai dati in possesso degli interroganti, la provincia di Cagliari godrebbe di finanziamenti per complessive lire 1.213.400.000 contro gli 87.900.000 lire della provincia di Nuoro o i 40.900.000 lire della provincia di Oristano;
- una simile sperequazione pare davvero ingiustificata, soprattutto in considerazione dello svantaggio che soffrono le associazioni culturali di zone disagiate,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) se sia a conoscenza delle sperequazioni di cui sopra;
2) quali siano le ragioni di tali disparità;
3) quali siano i criteri adottati per la suddivisione dei fondi disponibili;
4) se non si ritenga opportuna una immediata revisione delle decisioni, sì da consentire a tutte le associazioni un trattamento equo. (875)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi nell'erogazione dei sussidi per i malati di mente, ai sensi della legge regionale n. 15 del 1992, vista l'iniziativa del CODACONS di Sassari.
Il sottoscritto,
premesso che da cinque anni la Regione non paga i sussidi previsti dalla legge regionale n. 15 del 1992 sulle provvidenze a favore dei malati di mente e minorati psichici appositamente varata per accelerare le procedure di erogazione delle provvidenze rispetto alla precedente legge regionale n. 44 del 1987;
considerato che il CODACONS Sardegna, l'Associazione in difesa dei diritti dei cittadini, e in particolare il dipartimento di Sassari, ha denunciato la grave situazione in cui versano le famiglie dei malati di mente preannunciando un interessamento dell'autorità giudiziaria per la tutela dei malati e delle stesse famiglie;
rilevato che secondo la citata associazione, con la legge regionale n. 15 del 1992, i ritardi sui pagamenti dei sussidi sarebbero addirittura aumentati e la situazione peggiorata rispetto alla precedente normativa superata, per così dire, da quest'ultima dal punto di vista temporale ma non dei risultati;
ritenuto urgente intervenire da parte della Regione per sanare gli inaccettabili ritardi burocratici che stanno creando alle famiglie interessate problemi di ordine economico e umano, in quanto i malati di mente hanno continuo bisogno di assistenza e non tutte le famiglie possono adempiere a tutti i gravosi oneri economici,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per conoscere quali iniziative urgenti intende adottare per favorire al più presto lo sblocco dei sussidi destinati ai malati di mente e minorati psichici, in modo da consentire alle loro famiglie di assistere degnamente tali malati e da garantire agli stessi sicurezza e dignità, senza ulteriori ritardi delle procedure burocratiche. (876)
INTERROGAZIONE LADU, con richiesta di risposta scritta, sulle modifiche al programma del Quadro comunitario di sostegno - Opere idriche.
Il sottoscritto, premesso che:
- è di questi giorni la notizia che il programma del Quadro comunitario di sostegno 1994-1999 Obiettivo 1 relativo alle opere idriche sia stato incredibilmente stravolto, nonostante avesse già avuto l'approvazione della Giunta e del Consiglio regionale;
- in un incontro del 19 giugno 1997, la conferenza Stato - Regione abbia deciso di depennare, senza plausibili motivazioni, una serie di opere già appaltabili con i fondi dello Stato e dell'U.E. che avevano già avuto le relative approvazioni da parte degli organi competenti per un valore complessivo di circa 200 miliardi;
- fra le opere scomparse dal programma risulta il completamento dello schema idrico del Consorzio Govossai - Goceano, alleggerito di circa 23 miliardi, e lo schema idrico di Siniscola, scippato dell'intero finanziamento di 30 miliardi;
- tali finanziamenti sono stati stranamente dirottati verso la città di Sassari e dintorni anche se è risaputo che tale realtà non disponeva di progetti pronti e cantierabili, il che dimostra il grado di spregiudicatezza dell'intera operazione;
- si tratta di un vero e proprio atto di pirateria politica che non fa onore a chi guida le sorti del governo regionale e penalizza ulteriormente e umilia una provincia che sta vivendo un momento drammatico dal punto di vista sociale ed economico,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) chi erano i delegati che rappresentavano la Sardegna nella conferenza Stato - Regione del 19 giugno 1997;
2) se era a conoscenza di un così grave e irresponsabile colpo di mano a danno di progetti di vitale importanza che riguardano ben determinate zone del nuorese e delle zone interne in generale;
3) quali provvedimenti intenda adottare per restituire il mal tolto e per evitare una ulteriore delegittimazione del Consiglio regionale che in merito si era già espresso. (877)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla pericolosità della strada statale n. 131 "Carlo Felice".
Il sottoscritto chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere:
1) se siano a conoscenza che interi tratti dalla strada statale 131, la principale arteria della Sardegna, si presentano inadeguati a garantire il traffico in maniera sicura ed ordinata: infatti, causa la consumazione del manto d'asfalto, la strada è piena di buche, avvallamenti, fessure, gradini longitudinali e quant'altro, che provocano paurose sbandate mettendo a repentaglio la vita dei guidatori, situazione che si acuisce con l'asfalto bagnato;
2) per quali motivi siano stati sospesi i lavori di manutenzione e gli interventi straordinari programmati e se non sia opportuno intervenire presso l'ANAS per la eliminazione urgente degli inconvenienti più macroscopici;
3) quando avranno inizio i lavori strutturali, i cui progetti furono a suo tempo commissionati a vari professionisti e di cui si è tanto parlato, affinché la "Carlo Felice" sia realmente una strada veloce e sicura. (878)
INTERROGAZIONE ARESU, con richiesta di risposta scritta, sulla progressiva contrazione dei servizi offerti dal poliambulatorio di Orroli per mancanza di personale amministrativo, di assistenza agli specialisti e per la diminuzione degli orari delle prestazioni mediche.
Il sottoscritto,
premesso che il poliambulatorio di Orroli, che dovrebbe coprire i bisogni di una popolazione di circa 10.000 unità, da tempo sta subendo una contrazione delle proprie prestazioni a causa della progressiva diminuzione degli orari di prestazione medica e della mancanza di personale di assistenza agli specialisti in parte dirottato alla struttura ospedaliera di Isili;
considerato che questa situazione sta creando grave disagio agli utenti del presidio medico che si trovano ad affrontare lunghe liste di attesa e che, pertanto, preferiscono rivolgersi all'ospedale di Isili o ad altre strutture private;
rilevata l'importanza del presidio in questione per la popolazione della zona e ritenuti incomprensibili i motivi per cui la struttura di Orroli è stata deprivata del personale per l'assistenza agli specialisti, dirottato in parte presso l'ospedale di Isili e in parte mancante proprio in quei settori, come ad esempio la diabetologia, per i quali sarebbe necessario, vista l'alta percentuale di diabetici presenti nel territorio;
ritenuto inspiegabile il fatto che, dopo regolare bando di concorso per l'assunzione di una unità amministrativa, tale funzionario sia invece di stanza presso l'ospedale di Isili, costringendo così gli utenti di Orroli, Nurri ed Escalaplano a recarsi ad Isili per un servizio, il pagamento del ticket, che dovrebbe essere garantito nel presidio di Orroli,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:
- per quale motivo i servizi previsti presso il poliambulatorio specialistico di Orroli hanno progressivamente subito una contrazione, sia a causa della mancanza di personale ausiliario, sia a causa della diminuzione degli orari per le prestazioni, sia, ancora, per il trasferimento presso la struttura ospedaliera di Isili di personale destinato al presidio di Orroli;
- quali iniziative intenda adottare per evitare il progressivo congelamento delle prestazioni specialistiche del poliambulatorio di Orroli, la cui utenza è particolarmente importante per una popolazione di 10.000 persone, per far sì che tale presidio possa funzionare a pieno regime, nonché per evitare che gli utenti debbano rivolgersi in gran numero all'ospedale di Isili o, fatto ancora più grave, alle strutture private;
- se, per motivi di pareggio di bilancio, l'obiettivo della ASL n. 3 non sia quello della progressiva chiusura del presidio medico orrolese, deprivato delle strutture medico - amministrative necessarie al suo funzionamento, nonché di mantenere in funzione nella zona il solo presidio ospedaliero di Isili: (879)
INTERROGAZIONE TUNIS Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sulla emergenza relativa al servizio di trasporto delle ambulanze tra Carloforte e la terraferma.
Il sottoscritto,
premesso che da tempo esiste l'esigenza, da parte della popolazione di Carloforte di un idoneo e tempestivo servizio di trasferimento delle ambulanze per il trasporto notturno di ammalati e infortunati gravi verso i più vicini ospedali della terraferma;
rilevato che, proprio a tal fine la Società SAREMAR in accordo con le segreterie sindacali della categoria ha sottoscritto un accordo con quale si rendeva disponibile a destinare al pronto intervento di trasporto notturno n. 8 persone del proprio organico in grado di garantire detto servizio;
atteso che lo stesso Ministero della Marina Mercantile con telex del 9 gennaio 1993 ha autorizzato la stipula di tale convenzione, a patto però che la stessa non comporti oneri aggiuntivi diretti o indiretti a carico dell'erario;
considerato che la spesa quantificata per l'idoneo svolgimento del servizio, secondo analisi approssimative, oscillerebbe tra i 50 e 70 milioni all'anno che potrebbero essere attinti presso il competente Assessorato regionale della sanità e destinati alla ASL di competenza,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:
1) se è a conoscenza dei problemi che ricadono sulla popolazione di Carloforte a seguito di tale carenza nel servizio;
2) se esiste la volontà politica di reperire la copertura finanziaria necessaria a garantire lo svolgimento del servizio di trasporto per le emergenze. (880)
INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulla carenza di carri ferroviari per il trasporto di merci e materiali alla rinfusa presso le Ferrovie dello Stato di Porto Torres e Campomela.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:
1) se sia a conoscenza della grave situazione in cui si trova chi opera nel settore dei trasporti per via delle carenze di vagoni ferroviari destinati al trasporto delle merci e materiali alla rinfusa nella zona di Porto Torres e Campomela, comportando disfunzioni e disservizi non più accettabili per chi usufruisce di tale servizio;
2) se non ritenga opportuno intervenire con urgenza presso le Ferrovie dello Stato al fine di provvedere al potenziamento degli attuali vagoni ferroviari per non penalizzare ulteriormente un settore già gravemente compromesso dall'attuale crisi. (881)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di una autolinea urbana a Valledoria (Sassari).
Il sottoscritto, premesso che:
a) in data 26 giugno 1997 presentava una interrogazione all'Assessorato dei trasporti per conoscere i motivi che ostavano alla confessione di una autolinea urbana destinata a servire i componenti dell'aggregato comunale di Valledoria, ed in particolare quelli di La Muddizza, La Ciaccia ed i vari centri residenziali ubicati nei pressi della costa, col corpo municipale del comune;
b) nonostante siano trascorsi oltre quattro mesi, e conclusa un'altra stagione turistica, nessuna risposta è pervenuta allo scrivente a dimostrazione della poca attenzione che l'Assessorato pone verso questo annoso problema, molto sentito sia dalla amministrazione locale che della popolazione residente;
c) il servizio lungamente richiesto - è bene ricordarlo ancora - risponde ad una esigenza non più procrastinabile per lo sviluppo urbanistico frazionato di questo centro della bassa Gallura, che punta il suo sviluppo sul turismo;
d) le lamentele ed i disagi sono pertanto all'ordine del giorno ed a risentirne sono, oltre i residenti, le migliaia di turisti che frequentano quella zona,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei trasporti per sapere:
1) per quali motivi l'interrogazione del 26 giugno scorso, che evidenziava un problema urgente collegato allo sviluppo turistico di quel territorio, sia rimasta senza risposta, confermando i dubbi che probabilmente - con l'inspiegabile diniego alla concessione della autolinea urbana - si volesse colpire una popolazione ed una amministrazione comunale non omologhe all'Ulivo sardo;
2) se non sia pertanto opportuno - alla luce della abbondante documentazione inoltrata dall'imprenditore richiedente col supporto della amministrazione comunale - dare in tempi brevi una risposta positiva per un servizio di grande utilità sia per i residenti che per le migliaia di turisti, le cui presenze nel periodo delle ferie portano al raddoppio della popolazione. (882)
MOZIONE BIANCAREDDU - PITTALIS - MILIA - TUNIS Marco Fabrizio - OPPIA - FLORIS - LIPPI sulla violazione da parte della Giunta dell'articolo 4, comma 3, della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4, per il riassetto generale delle Province.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che in base al dettato dell'articolo 4, comma 3, della legge regionale surrichiamata, la Giunta regionale, tenendo conto degli elementi emersi nelle conferenze e degli orientamenti espressi dai comuni entro tre mesi dallo svolgimento dell'ultima conferenza provinciale, propone al Consiglio uno schema di nuovo assetto delle province corredato dai pareri espressi su di esso dai consigli provinciali, contenente la previsione di tutte le province dell'Isola e l'indicazione dei comuni che di ciascuna di esse potrebbero far parte;
CONSIDERATO che l'ultima conferenza provinciale si è tenuta ad Oristano nel lontano 14 aprile 1997, per cui il termine previsto dall'articolo 4 scadeva il 14 luglio 1997 mentre a tutt'oggi nulla è stato presentato al Consiglio;
CONSTATATO che, essendo un adempimento previsto per legge, è fattibile anche durante i periodi di crisi per cui le giustificazioni addotte dall'Esecutivo appaiono del tutto infondate;
RILEVATO che, mentre appare da tempo chiara ed inequivoca la volontà delle popolazioni della Gallura, dell'Ogliastra, del Sulcis, dell'Iglesiente e del Medio Campidano di creare i nuovi enti locali, nella Giunta e nella maggioranza che la sostiene sembra prevalere la teoria del rinvio a dopo le elezioni regionali al solo fine di non mutare le circoscrizioni elettorali e permettere ai vecchi signori della politica di raccogliere preferenze in lungo e in largo per le vecchie province;
PRESO ATTO che tutto ciò, oltre a perpetuare una palese violazione di legge, costituisce l'ennesima presa in giro per i cittadini sardi,
censura
il comportamento omissivo della Giunta regionale e
la impegna
a presentare al Consiglio, entro dieci giorni, uno schema di nuovo assetto provinciale così come previsto per legge. (139)
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