Seduta n.324 del 09/05/2007 

CCCXXIV Seduta

(Pomeridiana)

Mercoledì 9 maggio 2007

Presidenza del Presidente Secci

indi

del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 15.11

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 2 maggio 2007 (317), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Bruno, Lai, Lanzi, Licheri, Meloni e Serra hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 9 maggio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato disegno di legge numero 274/S/A con l'esame dell'articolo 3, più esattamente dell'emendamento numero 458 durante la votazione del quale era venuto meno il numero legale.

E' rinnovata la richiesta di voto elettronico palese chi la fa? L'onorevole Licandro, l'onorevole Contu, onorevole Liori….come? Chiedo scusa non l'avevo vista, prego onorevole Randazzo non se la prenda, la vita è solo agli inizi!

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Siamo alla prima votazione quindi aspettiamo 10 minuti, si vota alle 16 e 27.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 18, viene ripresa alle ore 16 e 27.)

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto diamo inizio ai nostri lavori.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 458.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Capelli e Cappai hanno votato a favore e il consigliere Salis ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Lai Renato - Liori - Lombardo - Marracini - Milia - Moro - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Rassu - Scarpa.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias - Uras.

Si è astenuto il consigliere: Murgioni.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 60

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 26

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 91.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente per chiarezza il numero 472 o il 91 quello che abbiamo?

PRESIDENTE. Stiamo votando l'emendamento numero 91.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Allora faccio la dichiarazione di voto Presidente.

PRESIDENTE. Prego onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Allora, molto spesso…

PRESIDENTE. Scusi?

BIANCU (La Margherita-D.L.). Il numero 472 non l'abbiamo votato?

PRESIDENTE. Adesso c'è il numero 91, il 472 viene dopo. Il 472 viene dopo il 102.

Votiamo prima il 91 poi il 102 poi il 472.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Posso Presidente?

PRESIDENTE. Prego onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Io ovviamente voterò a favore dell'emendamento numero 91 perché mi sembra uno strumento utile per fare in modo che l'imposta sia più equa e anche per ristabilire quel rapporto corretto con gli emigrati. Molto spesso in quest'Aula si è parlato di ridare vigore alla buona politica, cioè una politica che dà risposte ai cittadini. Io non comprendo perché mentre sulle imbarcazioni vengono indicati i metri, io non sono esperta in barche, non sono esperta in aerei, tuttavia vengono date delle indicazioni precise,per quanto riguarda invece le abitazioni si naviga, come dire, al buio. Il concetto contenuto in questo emendamento è proprio nell'ottica di fare una buona politica, fare in modo che l'imposta sulle seconde case sia il più possibile coerente con l'equità, un caposaldo della politica dei socialisti, la buona politica non può giocare con l'utile qui ed ora, e neppure con l'opportunismo di prospettiva, non deve screditare le istituzioni, a nessun livello, nei partiti, nei sindacati, nelle province, nei consiglieri, e neppure oso dire le associazioni degli emigrati.

La buona pratica politica forse non è premiante perché restituisce autonomia ai cittadini, mi permetto di far rilevare che anche l'epiteto di ribelle che mi è stato attribuito in queste ore dai giornalisti lo accetto come sintesi ma non corrisponde alla realtà, questo tema specifico che stiamo affrontando non era inserito nel programma, non è stato oggetto di una riunione apposita, e pur essendo d'accordo sul principio che viene affermato, e l'ho detto quindi in questo senso, non mi sento affatto ribelle perché non capisco perché se si può fare un intervento mirato, preciso, graduale, non lo si voglia fare! L'emendamento infatti prevede soltanto un accurato monitoraggio sulle proprietà immobiliari, non adibite ad abitazione principale, e l'applicazione di un'imposta equa, credo che dia anche valore all'Agenzia regionale delle entrate e credo che consentirebbe di verificare tutta una serie di frasi, che si dicono, che si lanciano per aria e che forse non corrispondono alla realtà. Ci sono emigrati ricchi ed emigrati poveri, così come ci sono proprietari di ville e proprietari di piccole dimore. Essere equi fa parte della cultura del centrosinistra e credo che l'equità sia un valore positivo e sociale.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Voterò contro l'emendamento però faccio una richiesta all'Assessore della programmazione che va in questa direzione, mentre non c'è molto da discutere sulle plusvalenze, perché le plusvalenze sono definite nelle quantità e non hanno rilievo nel reddito, nella dislocazione dell'immobile, né altri criteri. Per quanto riguarda invece l'imposta prevista al comma 2, ci sono elementi che richiamano una migliore articolazione di questo istituto per cui chiedo all'Assessore, fatto salvo che ritengo assolutamente utile, anzi indispensabile, che la norma venga approvata e diventi efficace nel più breve tempo possibile, che all'indomani della conclusione della discussione della finanziaria si approfondisca il tema di una migliore gestione in funzione di maggiore equità di quell'istituto, individuando parametri che a mio avviso dovrebbero essere contenuti in legge, e che possono essere oggetto di successiva modificazione del provvedimento. Quindi in questo senso chiederei all'Assessore, nel corso del dibattito, di accogliere questa raccomandazione che mi pare sia orientata a recepire esigenze legittime che sono state più volte manifestate nel corso della discussione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 91 per il quale chiedo lo scrutinio elettronico palese, e devo dire che l'emendamento numero 91 è un emendamento di cui comprendo perfettamente la ratio, che però rende ancora più evidente quanto sia inquietante l'ombra di questo ARASE che si profila in Sardegna per fare di tutto e di più, la collega Caligaris e il collega Ibba e il collega Atzeri aggiungono compiti all'ARASE. Devo dire che i compiti che aggiungono non sono in linea di principio dei compiti che mi sembrano confliggenti con lo spirito generale però se voi pensate che l'ARASE è disciplinato in legge attraverso il comma 4 dell'articolo 4 che dice che gli impiegati dell'ARASE, ve lo leggo è bello: "appositamente autorizzati dal direttore", quindi già si pensa che possa esserci qualche impiegato dell'ARASE che faccia controspionaggio senza essere neanche autorizzato dal direttore, "muniti di appositi cartellini identificativi", cioè è necessario precisare in legge quello che forse è una circolare basterebbe per poter dire…" possono effettuare direttamente controlli presso gli scali, i porti, gli approdi e i punti di ormeggio ubicati nel territorio regionale", andatevi a leggere le altre tre pagine che questo testo dedica all'ARASE e vi rifarete una idea di sorta di agenti segreti omnicomprensivi, di polizia fiscale dotata di ogni tipo di potere che chiede, entra, interviene, verifica e controlla. Vorremmo sapere qual è l'organico dell'ARASE, perché per fare un'opera di riscossione, di verifica, di controllo, di investigazione quale quella che è postulata all'interno della legge, noi pensiamo che un sardo su quattro debba essere dentro l'organico dell'ARASE, perché all'ARASE vengono attribuiti dei compiti che richiedono una legione di persone! Allora noi stiamo dicendo che vogliamo semplificare il ruolo e la funzione degli enti regionali, che vogliamo cancellare gli enti regionali, ne stiamo istituendo uno che sembra di dimensioni gigantesche, che sembra una sorta di --------- alle dipendenze dirette di chi sta pensando a questa nuova fiscalità sarda che per riscuotere due lire ne spende molte di più. A Laconi verranno chiesti soldi per pagare l'ARASE, altro che redistribuzione verso le zone interne, perché questo meccanismo di riscossione, con questa sorta di megaente controllore, richiederà una quantità di esborsi finanziari che non lascerà nella redistribuzione per i comuni e per le zone svantaggiate, neanche un centesimo di euro, colleghi, allora nel fare le leggi bisogna leggersele tutte e quando trovate delle incongruenze, quali sono contenute nelle tre pagine dedicate all'ARASE bisogna avere il coraggio di segnalarle, bisogna chiedere alla Giunta che ritiri e riformuli.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io condivido integralmente il sentimento che ha portato la collega e i colleghi a formulare l'emendamento, probabilmente questo sentimento poteva trovare una formulazione più compatibile ai programmi della Giunta, il fatto che però la Giunta non abbia a sua volta formulato nessuna proposta mi induce a votare favorevolmente per l'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Io voterò contro questo emendamento, come già avevo annunciato essendo anche questo il parere espresso dalla Commissione, debbo comunque sottolineare ed evidenziare per la collega Caligaris, che in effetti non significa questo un rifiuto di accogliere il principio che è stabilito qui, è emerso nel corso della discussione di ieri e anche di stamattina che effettivamente questa norma è migliorabile, sono state anche portate all'attenzione dell'opposizione delle proposte che anche in relazione a questo secondo comma sicuramente manifestavano la volontà di rendere l'intera norma più equa rispetto al testo attuale e anche rispetto agli altri commi è evidente che ci sono possibilità di miglioramento espressi anche nell'emendamento, richiamato di sintesi, che abbiamo presentato ieri e che non è stato preso in considerazione dall'opposizione. E' evidente che sarà compito di questo Consiglio, negli appuntamenti a venire, trovare delle soluzioni che rendano la norma più equa, tutto è migliorabile come sempre, anche questa norma reputiamo che possa essere migliorata, sarà compito di questo Consiglio, nei prossimi appuntamenti, cercare di renderla più equa possibile senza tuttavia svilire il principio dell'applicabilità delle tasse in Sardegna secondo i principi che sono stabiliti con questi articoli che abbiamo in discussione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cucca. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente, io voterò contro questo emendamento condividendo le osservazioni fatte dal collega Vargiu, ma aggiungo, arriva molto in ritardo soprattutto perché l'attività di monitoraggio che da un anno e mezzo circa vi chiediamo, da quando si è iniziato a parlare di tasse sul lusso, doveva essere fatta in maniera propedeutica per centrare una legge. Mi sembra che i buoi siano già scappati per cui mi sembra un intervento che non porta a niente quello proposto soprattutto perché continua ad aggravare i costi sulla riscossione delle tasse. Il saldo è decisamente negativo ancora prima di partire, perché sappiamo bene che l'ARASE assorbirà una gran parte delle risorse che verranno riscosse ma soprattutto perché si è iniziato nel spendere e pagare delle convenzioni di decine di migliaia di euro a diversi convenzionati della Regione che avevano il compito di studiare la formulazione delle tasse sul lusso e della struttura dell'ARASE. Se quello che hanno prodotto è questo, avendo già speso decine di migliaia di euro in convenzioni, mi immagino che cosa possa avvenire prima, fior di convenzionati che non hanno minimamente pensato, nonostante i suggerimenti arrivati da quest'Aula nei mesi e negli anni precedenti di dire: "monitoriamo prima i costi per conoscerne anche i benefici, monitoriamo il numero delle case, monitoriamo il numero degli approdi, monitoriamo e cerchiamo di trovare l'equità tra la tassazione di una casa a Porto Cervo e di una a Santa Giusta di pescatori, non identificandola soltanto nei metri quadri, come meglio di me ha esposto l'onorevole Cuccu nel suo intervento. Tutto questo noi siamo un anno e mezzo che lo chiediamo perciò mi sembra che adesso questo intervento proposto, condivisibile negli intenti, sia arrivato in ritardo. Un'ultima cosa Presidente, abbiamo già sospeso l'Aula diverse volte per la mancanza del numero legale, in alcuni casi è mancato sempre un numero alla maggioranza, la prego e la invito a richiamare il Presidente Soru, che vota in quest'aula, ad una maggiore presenza al fine di non far mancare il numero legale, lui che ha sempre accusato di assenteismo e di poca capacità produttiva questo Consiglio, sta dando il buon esempio, è sempre assente e la sua assenza costituisce quella mancanza che favorisce la mancanza, appunto, del numero legale.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io devo dire che l'emendamento numero 91, presentato dall'onorevole Caligaris e più, io lo condivido perché pone alcuni problemi per quanto riguarda questa imposta, e cioè dice che dobbiamo tentare di non far pagare tutti allo stesso modo e quindi dobbiamo indicare qual è l'anno di costruzione perché chiaramente una casa costruita cento anni fa vale molto meno di una casa costruita cinque anni fa, oppure il reddito del proprietario, anche questa è una cosa importante, così come è importante se la casa è ubicata in una zona a sviluppo altamente turistico oppure in una zona che ha scarsissimo interesse dal punto di vista turistico. Quindi, per dire che io i contenuti di questo emendamento li condivido in pieno. Il vero problema è che è inserito tutto in un sistema che non va assolutamente bene.

Già questa ARASE, che evoca certamente situazioni non favorevoli, ma, voglio dire, noi pensiamo di creare tutto un sistema di burocratizzazione, quello che noi abbiamo denunciato in fase di discussione generale quando si diceva che questa finanziaria, al di là di snellire le situazioni, sta creando ulteriori intralci, ulteriori situazioni che faranno perdere tempo e risorse alla Regione stessa, comunque con vantaggi che sicuramente saranno minimi. Allora, man mano che noi andiamo avanti con questa finanziaria noi ci rendiamo conto effettivamente di quante siano le inadeguatezze che sono contenute nella manovra ed è per questo motivo che, pur considerando i suggerimenti contenuti all'interno dell'emendamento, noi riteniamo che non serva veramente e assolutamente a nulla, anche perché ci rendiamo ancora più conto che questa manovra, almeno questa parte, non è manco emendabile. Questa parte è da bocciare, punto e basta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io intervengo a favore di quest'emendamento non solo perché ne sono coautore, ma perché rimango effettivamente strabiliato dalla discontinuità e dalla in qualche modo incoerenza che ritrovo tra le dichiarazioni rese dai colleghi di centrodestra mentre si parlava del comma 1, quindi quello sulle plusvalenze, nel quale si parlava di case, e adesso che si parla di case e quindi si dovrebbero confermare quegli atteggiamenti espressi in quell'occasione, seppure fuori tema, invece il comportamento diventa schizoide. Allora, io sono dell'opinione - lo dico da grasso - che le tasse sono come le diete: quanto più una dieta è dura, severa e rigorosa, tanto più è difficilmente seguibile e applicabile. Lo stesso ragionamento vale per le tasse. E allora, nel momento in cui proponiamo attraverso quest'emendamento una dosatura graduale che passi attraverso la verifica di qualità e di quantità, che serve non a creare sacche di privilegio di questo 35 per cento di case che stanno dentro i 300 metri e dentro i 3 chilometri e che afferiscono a sardi che stanno in Italia e che non stanno in Sardegna né all'estero, sui quali andrebbe comunque garantita l'applicazione dei contenuti della legge numero 7, che prevede che c'è un pezzo di Sardegna che sta in Sardegna e un pezzo di Sardegna che sta fuori della Sardegna, alla quale vanno comunque dedicati e destinati lo stesso tipo di rispetto e lo stesso tipo di considerazione. Beh, perché non si può fare questa dosatura e questa applicazione quali-quantitativa appropriata? Soltanto perché comporta del tempo per farla e per farla bene e forse in maniera determinante e definitiva? Mi sembra una giustificazione insufficiente. E non credo neanche che sia possibile quanto dice il Presidente della Commissione, che siccome questa non è perfetta ma può essere perfettibile è meglio che la riprendiamo dopo. Forse è meglio che prendiamo di questo quanto già si può utilizzare ed applicare e completiamo il perfezionamento e la perfettibilità in una fase successiva.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ibba. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Grazie, Presidente. L'emendamento dei colleghi pone innegabilmente il dito su un problema che rimbalza in quest'Aula dall'inizio della discussione, cioè la necessità di identificare con chiarezza il metro quadro, per qualità e tipo, sul quale deve essere applicata un'imposizione. Non ci sono… poi gli sforzi e la fantasia spingono a mille definizioni, ma non bisogna inventare niente in questo campo, tutto è già stato inventato. Gli immobili sono soggetti ad una classificazione che voi trovate sul vostro versamento ICI, nella denuncia che viene compilata, troverete una lettera dell'alfabeto, la lettera A, con un numero affianco che indica A/1, A/2, A/3, A/4; quella è una classificazione dell'immobile che tiene conto di tutta una serie di cose tra le quali la qualità, il tipo, il livello di finitura, l'ubicazione, la posizione di mercato. Tutto l'altro non significa nulla. Può sembrare ad un certo punto, qualche collega ha detto: "Ma se è molto antico forse vale meno di un appartamento…". Beh, io cambierei il mio che è recente con Villa Devoto che ha più di cento anni! Non significa nulla! Il Quirinale è vecchissimo, però è un palazzo che vale un tesoro. Cioè non bisogna sforzarsi di trovare nuovi criteri, ci sono già questi criteri. Piuttosto la cosa che a me pare - e mi perdonerà il collega Ibba - assolutamente incongruente è proprio il discorso politico. L'Assessore stamane ha spiegato, con estrema chiarezza e con pacatezza, le logiche che hanno guidato il ragionamento della Giunta. Ha detto: "Ci siamo trovati davanti a due posizioni possibili". La prima era quella di applicare un'imposta a tutto il patrimonio costiero, a prevalente utilizzazione turistica, per tutti i sardi; la seconda di non applicarlo a chi già pagava le imposte in Sardegna, quindi dava un contributo fiscale alla vita di questa regione. Bene, cosa c'entra l'aggancio al modello unico della dichiarazione dei redditi? E' esattamente il contrario di quanto affermava l'Assessore. Non può essere questo un momento nel quale si va in maniera confusa ad un generale regolamento di conti. Secondo il ragionamento che ha fatto l'assessore Dadea stamane l'emendamento è assolutamente incoerente con la filosofia che ha ispirato la Giunta nello studiare l'imposta sugli immobili.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cuccu. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Ma proprio perché è incoerente il centrodestra dovrebbe votarlo, perché se è incoerente con quanto proposto dalla Giunta mi sembrerebbe automatico che il centrodestra dovesse votarlo, visto che non era d'accordo sui principi! Io, invece, credo che noi su questo principio abbiamo già espresso il nostro parere favorevole. Nella giornata di ieri più di una volta abbiamo chiesto che quantomeno venisse valutato un diverso livello di capacità patrimoniale rispetto alla quale distinguere quindi i vari livelli di tassazione. Questo mi sembra che questo emendamento lo richiami e quantomeno si cerca di porre una logica anche che non sia soltanto quella della dimensione dell'immobile, sulla quale abbiamo sino adesso lavorato e per la quale, appunto, è stato creato il regolamento di tassazione previsto, appunto, nell'articolo 3, e questo emendamento servirebbe per scomporre e riportare anche verso una logica che, ripeto, noi pensiamo più condivisibile rispetto a una logica proprio di perequazione e di tassazione. Per cui noi crediamo che questo possa essere un emendamento che anche la maggioranza, ma soprattutto l'opposizione, proprio per non essere incongruente, dovrebbe votarlo per poter riportare - visto che tanto l'articolo 3, l'articolo sulle tasse passerà - per riportare un criterio diverso a questa norma. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Marracini.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, grazie, Presidente. Vorrei solo fare alcune considerazioni che naturalmente, sono sicuro, non saranno esaustive delle domande e dei dubbi che sono stati posti dagli intervenuti. Onorevole Caligaris, io le posso assicurare che il meccanismo e la struttura organizzativa che è stata ideata, che è stata costruita e che è contenuta all'interno dell'articolo 4, è il frutto di una elaborazione abbastanza complicata e che non può essere semplificata, naturalmente, in due battute. Io capisco e comprendo lo spirito del suo emendamento e capisco anche la finalità che si pone l'emendamento, ma le devo dire onestamente che il meccanismo che lei prefigura, ma non definisce nell'emendamento, in qualche modo entra in contraddizione con quanto noi abbiamo previsto attraverso l'istituzione dell'Agenzia regionale delle entrate. Questo non significa, però, che nella sua attività ordinaria e quotidiana l'Agenzia delle entrate non possa tenere conto delle osservazioni che lei ha fatto, che ne debba tenere conto nelle attività quotidiane e che, quindi, comunque l'attività e le finalità dell'Agenzia possono essere, eventualmente, modificate sulla base delle esperienze.

Per quanto riguarda poi le cose che sono state sollevate, onorevole Vargiu, io naturalmente non mi riconosco in questa definizione un po' demoniaca, pervasiva, una sorta di "Grande fratello" che si attribuisce all'Agenzia delle entrate, e neanche si tratta di una struttura elefantiaca così com'è stata prefigurata. L'Agenzia delle entrate lavorerà attraverso convenzioni e collaborazioni: collaborazione molto stretta con l'Agenzia statale delle entrate, collaborazione molto stretta con gli Uffici della Regione, col corpo di vigilanza ambientale, ad esempio, e con gli Uffici tributi dei Comuni. Queste sono le modalità attraverso cui l'Agenzia regionale delle entrate lavorerà. Quindi, nessuna struttura demoniaca, nessuna struttura pervasiva, nessun "Grande fratello", ma qualcosa di agile, di snello, quale quello che noi abbiamo prefigurato per l'Agenzia.

Devo ammettere che la spiegazione e l'interpretazione che ha dato l'onorevole Cuccu è perfettamente coerente con lo spirito con cui la Giunta regionale ha stabilito e ideato le imposte regionali.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Siamo alla votazione dell'emendamento numero 91 per il quale è stato richiesto il voto elettronico palese. Prego un segretario della maggioranza di accomodarsi alla Presidenza.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 91.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Ibba - Lai Renato - Maninchedda - Marracini - Pittalis - Rassu - Scarpa.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ladu - Licandro - Lombardo - Manca - Marrocu - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias - Uras - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 56

maggioranza 29

favorevoli 9

contrari 47

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 102 è decaduto.

DIANA (A.N.). Perchè?

PRESIDENTE. Perché sul comma 2 il problema che pone è stato già votato, onorevole Diana. Più esattamente all'emendamento numero 458, se lei guarda, è la stessa cosa.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sull'ordine dei lavori.

DIANA (A.N.). No, no, Presidente, sono affatto d'accordo.

PRESIDENTE. Può essere, onorevole Diana, ma è così. Se lei guarda il contenuto dell'emendamento è già stato votato. Prego, onorevole La Spisa.

DIANA (A.N.). Io devo parlare!

PRESIDENTE. La dà il Presidente la parola, onorevole La Spisa.

LA SPISA (F.I.). Se c'è un problema da risolvere, Presidente, io non vorrei...

PRESIDENTE. Lei faccia il suo intervento.

LA SPISA (F.I.). Va bene, l'intervento è sull'ordine dei lavori, onorevole Diana. Sull'ordine dei lavori, Presidente, per chiedere che l'Aula, quindi la Presidenza, ma anche i colleghi, possano prendere in considerazione l'esigenza - senza interferire minimamente sull'andamento dei lavori di esame della legge finanziaria - della richiesta, che a questo punto diventa urgente e direi indilazionabile, fatta in Commissione bilancio dall'opposizione, ma condivisa direi da tutta la Commissione, di una audizione in tempi urgenti e rapidi del Presidente della Fondazione del Banco di Sardegna, dell'ex Presidente del Banco Spa e dell'amministratore delegato della Banca Popolare dell'Emilia-Romagna, sulla questione delle nomine dei vertici del Banco di Sardegna.

E' di queste ultime ore la notizia della mancata accettazione del Presidente designato, crediamo che il Consiglio regionale nel suo complesso, per la responsabilità che ha in materia di credito, non possa su questo non essere messo in condizione di conoscere adeguatamente la situazione e di intervenire con atti di indirizzo che gli sono propri; indirizzo di politica del credito, non per fare nomi, non per fare indebite interferenze del sistema politico nel sistema bancario, ma per salvaguardare - a maggior ragione - invece, l'autonomia del sistema bancario dal sistema politico o di alcune parti del sistema politico. Credo sia un'esigenza politica fondamentale su cui ritengo che si debba richiamare la sensibilità di tutti i colleghi, innanzitutto quella del Presidente della Commissione e della Presidenza del Consiglio regionale e, naturalmente, dei colleghi Capigruppo, che dovrebbero, naturalmente, autorizzare la realizzazione di questa riunione nel corso dei lavori della finanziaria, magari nella pausa canonica, non togliendo neanche un minuto all'esame della manovra finanziaria, ma potendo dare a questo Consiglio la possibilità di intervenire su un problema del genere.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, si è dato anche la risposta. Nel senso che lei che è stato illustre Presidente della Commissione bilancio, sa perfettamente quali sono le prerogative della Commissione. La Commissione, se non sbaglio, è riunita per domani mattina alle 9 per parlare di finanziaria, in quella sede lei può porre probabilmente il problema e la Commissione deciderà se e come fare le audizioni che ritiene, perché le audizioni sono compito della Commissione, la Commissione vedrà in quella sede come operare.

LA SPISA (F.I.). Chiedo che su questo punto ci sia già una disponibilità.

MARROCU (D.S.). Siamo totalmente d'accordo.

PRESIDENTE. Domani mattina ne parlate, quando vi riunite. Non è aperta una discussione su questo problema, onorevole Cucca, mi dispiace. Se ne parla in Commissione, la sede propria che è prevista per questi atteggiamenti. Capisco le ragioni, onorevole La Spisa, per cui lei lo pone qui...

BIANCU (La Margherita-D.L.). Era per comunicare la disponibilità.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, gliela comunica nelle vie brevi, non è argomento d'Aula, onorevole Biancu, lei condivide sicuramente con me.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sull'emendamento numero 102.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 102 è decaduto, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Presidente, insisto nel dire che l'emendamento di cui ha fatto menzione lei parla dei familiari degli emigrati, io i familiari non li ho considerati, io parlo degli emigrati, ovunque residenti. Quindi non si tratta della stessa fattispecie, ma si tratta di un argomento completamente diverso. Pertanto io credo che questo emendamento debba essere posto all'attenzione dell'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Due minuti di sospensione per verificare.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 03, viene ripresa alle ore 17 e 04.)

PRESIDENTE. Bene, onorevole Diana giusto per togliere ogni dubbio.

L'emendamento numero 458 votato e bocciato dal Consiglio parla "ad esclusione degli emigrati e dei loro familiari". Quindi prevede una fattispecie e ne prevede un'altra, gli emigrati e i loro familiari. Il suo emendamento numero 102 parla dei cittadini sardi emigrati ovunque residenti. Mi spiega per cortesia qual è la sostanza diversa dall'emendamento già votato. L'emendamento numero 102 è decaduto, passiamo all'esame dell'emendamento numero 472. Metto in votazione l'emendamento numero 472.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). No, era per dare la disponibilità, condividendo molte delle osservazioni del collega La Spisa.

PRESIDENTE. La ringrazio.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 472. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 489.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Io volevo esprimere il mio voto contrario all'emendamento numero 489 e valutare un aspetto che ovviamente quando si tratta di argomenti così delicati, è ovvio che tutto è frutto di elaborazioni complicate e che esistono dei meccanismi specifici che a volte sono veramente, diciamo, impegnativi sotto il profilo organizzativo. Io credo che comunque, proprio perché si fa un ragionamento relativamente a delle imposte che toccano le persone in maniera diretta, non solo si debba fare un monitoraggio "pre" e l'assessore Salerno in Commissione emigrazione ci ha informati del fatto che era stato avviato proprio un monitoraggio con specifico riferimento alle case che si trovavano sulle coste, ma credo anche che ci si debba dotare di un modo e di un'applicazione, di una strumentazione che via via nel tempo crea le condizioni per cui anziché preoccuparsi esclusivamente di un'applicazione immediata, si creano le condizioni perché questa applicazione diventi una prassi consolidata se si crede fermamente in ciò che viene affermato. D'altra parte nella mia proposta sin da quando è iniziata la discussione generale, ho chiesto e ho detto che qualora questa formulazione non fosse adeguata, mi rimettevo nelle mani di persone più capaci e più preparate di me per trovare la soluzione migliore. Io devo rilevare che ancora una volta questo non è stato fatto, lo dico con dispiacere perché penso che la gradualità, il confronto, le proposte debbano comunque costituire parte integrante della cultura che noi portiamo avanti, altrimenti si corre il rischio di ritenere che certe iniziative si configurino quasi come capricci non comprensibili e non accettabili da chiunque vengano. Forse è per questo che ribadisco, sono molto dispiaciuta di come si sono svolti, anche perché le risposte si possono dare anche subito senza aspettare sempre all'ultimo momento, quando l'emendamento poi diventa un'occasione anche di contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, io voterò contro l'emendamento numero 489 perché non entra, non tocca gli elementi essenziali della norma, però ci tengo a precisare alcuni voti dati durante la discussione dell'articolo 3. Io credo che l'articolo 3, Assessore, abbia un deficit sostanziale, a mio avviso la Regione sarda non ha titolo, a determinare un'imposta sulle plusvalenze o un'imposta sulle seconde case. Non è materia ricadente nello Statuto sardo, non ha questa potestà. E qualora anche il governo non la eccepisca, la eccepirà per l'ennesima volta il cittadino a cui verrà applicata e si riaprirà come metodo di regolazione dei rapporti tra la Regione e i cittadini, il Tar. C'è un profilo secondo me alto di incostituzionalità perché non stiamo parlando di turismo .... ma un profilo che è stato sollevato da diversi autorevoli commentatori a suo tempo che non è di giustizia, perché badate, le plusvalenze realizzate dai sardi non è che concorrono al gettito dell'Irpef e dell'IVA, quelle sono al netto quindi non concorrono al gettito della compartecipazione della Regione, e allora gli effetti redistributivi di questa norma non colpiranno i ricchi della Sardegna e se vogliamo vedere la distribuzione dei redditi in Sardegna, ci sono degli scaloni molto alti. La norma che dovrebbe quindi colpire l'accumulo di ricchezza che il paesaggistico ha determinato su chi era già ricco non funziona, non funziona. E allora per ragioni di, a mio avviso, mancato coordinamento con la fiscalità nazionale, per ragioni di mancato coordinamento di strategia delle politiche fiscali e per ragioni di non equità della norma, io ho espresso come fatto circoscritto all'articolo 3 un parere negativo sull'articolo che ribadisco con le ragioni che ho illustrato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 489. E' stata richiesta la controprova.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Per chiedere lo scrutinio elettronico palese, grazie.

PRESIDENTE. E' stato chiesto lo scrutinio elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 489.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Salis ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Ibba - Lombardo - Murgioni - Pisano - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias.

Si sono astenuti i consiglieri: Marracini - Pittalis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 49

astenuti 2

maggioranza 25

favorevoli 13

contrari 36

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 103 è decaduto. Abbiamo finito di votare gli emendamenti all'articolo 3.

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati i seguenti emendamenti: soppressivi parziali numero 500, 501, 504, 505, sostitutivi parziali numero 503 e 937, aggiuntivo numero 502.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:

Art. 4

Disciplina regionale IRAP

1. Il presente articolo disciplina, ai sensi del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali) e successive modifiche e integrazioni e nel rispetto dei principi generali in materia di imposte sui redditi, l'esercizio delle competenze regionali relative all'imposta regionale sulle attività produttive, nonché le connesse procedure applicative.

2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione si ispira ai seguenti principi e criteri direttivi:

a) miglioramento del rapporto con il contribuente;

b) economicità, efficienza ed efficacia nell'attività di gestione dell'imposta;

c) semplificazione nei rapporti tra contribuente e amministrazione regionale;

d) armonizzazione delle procedure applicative dell'imposta con quelle delle altre regioni, dello Stato e degli enti locali;

e) azione di contrasto all'evasione e deterrenza.

3. A decorrere dal periodo di imposta in corso al 1° gennaio 2008 sono di competenza della Regione, quale ente titolare del tributo, le attività di liquidazione, accertamento, riscossione dell'imposta regionale sulle attività produttive, la constatazione delle violazioni, il contenzioso ed i rimborsi ad essa relativi e la determinazione delle relative aliquote di imposta. Per effetto dell'articolo 1 della legge regionale n. 4 del 2006, la gestione globale dell'imposta è attribuita alla competenza dell'Agenzia della Regione autonoma della Sardegna delle entrate.

4. A decorrere dal medesimo termine di cui al comma 3, la Regione è titolare dell'archivio dei dati e delle informazioni relativi all'imposta, organizzati in proprie banche dati rese disponibili all'amministrazione finanziaria centrale e alle altre regioni secondo procedure e modalità definite anche da specifici protocolli d'intesa ai sensi dell'articolo 6, comma 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la conferenza Stato-città ed autonomie locali).

5. La gestione delle attività di cui al comma 3 è affidata all'ARASE, che può avvalersi dell'Agenzia delle entrate, mediante stipula di apposita convenzione.

6. L'ARASE è autorizzata alla stipula delle convenzioni di cui al comma 5, secondo i criteri e le limitazioni stabiliti con apposita delibera della Giunta regionale proposta dall'Assessore regionale competente in materia di entrate.

7. L'imposta dovuta è riscossa mediante versamento da parte del soggetto passivo da eseguire con le modalità e nei termini stabiliti per le imposte sui redditi dal decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973.

8. L'imposta risultante dalle dichiarazioni annuali non è dovuta o, se il saldo è negativo, non è rimborsabile, se i relativi importi spettanti alla Regione non superano i 12 euro; per lo stesso importo non si fa luogo ad iscrizioni nei ruoli né a rimborso. Se l'importo dovuto o rimborsabile supera i 12 euro, lo stesso è dovuto o rimborsabile per l'intero.

9. La riscossione coattiva dell'imposta avviene mediante ruolo sulla base delle disposizioni che regolano la riscossione coattiva delle imposte sui redditi dal decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973.

10. In coerenza con gli indirizzi forniti entro il 1° ottobre di ogni anno dalla Giunta regionale, entro il 15 dicembre di ogni anno l'ARASE dispone i criteri relativi al piano dei controlli dell'anno successivo.

11. L'accertamento dell'imposta è eseguito in applicazione delle disposizioni in materia di imposte sui redditi previste dal decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973. Gli accessi, le ispezioni e le verifiche, possono essere eseguite anche dal personale dell'ARASE, previa autorizzazione del direttore della medesima, esercitando le funzioni secondo le disposizioni e le facoltà di cui all'articolo 33 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, e successive modifiche e integrazioni.

12. Gli uffici dell'Amministrazione finanziaria e i comandi della Guardia di finanza cooperano con l'ARASE nell'acquisizione e nel reperimento degli elementi utili per l'accertamento dell'IRAP e per la repressione anche delle violazioni della relativa disciplina, trasmettendo i dati emergenti dai relativi verbali e rapporti, ove possibile, per via telematica all'Anagrafe tributaria regionale, di cui ai commi da 13 a 20.

13. L'ARASE è autorizzata ad istituire un idoneo sistema informativo per la gestione dei tributi regionali e locali e per la sua connessione al sistema di comunicazione di cui all'articolo 3, comma 153, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) e relativi provvedimenti di attuazione.

14. L'Anagrafe tributaria regionale raccoglie e ordina su scala regionale i dati e le notizie risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce presentate agli uffici dell'amministrazione regionale e dai relativi accertamenti, nonché i dati e le notizie che possono comunque assumere rilevanza ai fini tributari.

15. In particolare l'Anagrafe tributaria regionale è costituita dal sistema di identificazione soggetti e dai sistemi tributi regionali, così definiti:

a) il sistema identificazione soggetti riguarda le persone fisiche, le società, gli enti ed altri. L'archivio delle persone fisiche viene aggiornato sulla base dei dati dei comuni e delle agenzie fiscali facenti capo al Ministero dell'economia e delle finanze, garantendo l'unicità del codice fiscale come chiave identificativa dei soggetti e la trasmissione delle informazioni relative a residenza e decesso. L'archivio delle società, degli enti e di altri soggetti utilizza dati del Ministero dell'economia e delle finanze e del registro delle imprese;

b) il sistema tributi regionali riguarda tutti i tributi regionali e degli enti locali.

16. I dati e le notizie raccolti sono detenuti dall'ARASE, nel rispetto dei principi generali fissati dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675 (Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali).

17. I dati e le notizie raccolti dall'Anagrafe tributaria regionale sono sottoposti al segreto d'ufficio e gestiti dall'ARASE che ha facoltà di rendere pubbliche statistiche ed elaborazioni relative ai dati di cui detiene la gestione.

18. L'Anagrafe tributaria regionale conforma la propria attività ai principi contenuti nel decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605 (Disposizioni relative all'anagrafe tributaria e al codice fiscale dei contribuenti) e successive modifiche e integrazioni.

19. Responsabile degli accessi all'Anagrafe tributaria regionale è il direttore dell'ARASE, che delimita i livelli di accesso e di sicurezza.

20. Fino all'effettivo espletamento delle attività di cui al comma 3 da parte dell'ARASE, le stesse permangono in capo all'amministrazione finanziaria centrale.

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 4

Nel comma 2 la lettera a) è soppressa.(500)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Rassu - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 4

Nel comma 2 la lettera d) è soppressa.(501)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 4

Nell'art. 4 al comma 11, dopo le parole: possono essere eseguite, la parola anche è soppressa.(504)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 4

Nell'art. 4, il comma 12, è soppresso.(505)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 4

Nell'art. 4 al comma 8 , la somma di 12 euro è sostituita ovunque in 5 euro.(503)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale.

Articolo 4

Nel comma 16 le parole "dalla Legge 31 dicembre 1996, n. 675 (Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali)" sono sostituite dalle seguenti: "dal D.Lgs 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali)".(937)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 4

Nel comma 6, dopo le parole "proposta dall'assessore regionale competente in materia di entrate, sono aggiunte le seguenti parole: "e previo parere del Consiglio regionale"..(502).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Onorevole Diana per 10 minuti. Ricordo ai colleghi che si devono iscrivere durante l'intervento dell'onorevole Diana.

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). No, no Presidente, mi ero iscritto prima ma...

PRESIDENTE. Il primo intervento diventa quello dell'onorevole Vargiu.

E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Onorevole Diana, intanto la ringrazio per la cortesia per avermi ceduto il ruolo di apripista, la ringrazio molto. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io credo che riprendendo le ultime considerazioni che sono state svolte dall'assessore Dadea che io ho ascoltato con attenzione ovviamente, sul ruolo della ARASE, abbiamo qualche spunto nell'articolo 4 per comprendere meglio quale sarà il ruolo di questa costituenda agenzia, nel senso che nessuno di noi ovviamente, ha in linea di principio niente da eccepire sul fatto che la Regione si attivi direttamente per la riscossione direttamente all'interno del proprio territorio dell'Irap, imposta che le è direttamente dovuta. I dubbi vengono quando iniziamo a ragionare sui metodi attraverso il quale avverrà questa riscossione e sui meccanismi che la Regione sta mettendo in campo, nel senso che, assessore Dadea mi consenta, sorge il dubbio che l'agenzia che prende il brutto nome di ARASE - ma è un acronimo, immagino, per cui ci accontentiamo di quello che esce fuori -, sembra francamente investita di ruoli e di compiti in cui inquieta, cioè turba l'osservatore che non conosca con esattezza la genesi del processo che ha portato alla costituzione dell'agenzia, turba persino il dettaglio, quasi maniacale, con cui vengono elencati i compiti e vengono dipinte queste figure di dipendenti dell'ARASE, provvisti di cartellino fotografico, che vanno in giro ad effettuare ispezioni. Però, al di là del sorriso che è facile strappare con queste considerazioni, mi creda, turba veramente il lessico che è utilizzato all'interno della legge.

Io vorrei portare alla sua attenzione, che appunto è quella di persona liberal nei sentimenti e sicuramente non pervasivo nelle logiche, il contenuto ad esempio, ma lo faccio esclusivamente a titolo d'esempio, del comma 11 dell'articolo 4, dove si dice che gli accessi, le ispezioni, le verifiche… e già le terminologie, che vengono reiterate per dare tutta un'ampia gamma di attività inquisitorie, che vengono affidate all'ARASE turbano. Poi dice: "Possono essere eseguite anche dal personale dell'ARASE, previa autorizzazione del direttore della medesima", sembra quasi che il legislatore, sapendo che si tratta di un'attività quasi di controspionaggio, di detective, di un'attività che deve entrare nel più reposto, recondito di ciascun sardo e di ciascuna persona che sia di passaggio in Sardegna, si preoccupi di eventuali deviazioni dell'ARASE, quasi che all'interno dell'ARASE ci fosse una sorte di SISMI deviato, una sorta di servizio segreto deviato, per cui si deve precisare in legge, che se non ce l'autorizzazione del direttore i singoli dipendenti dell'ARASE non possono andare a fare ispezioni, verifiche e accesi.

Insomma, io credo che sia evidente che in qualsiasi struttura organizzata dal punto di vista gerarchico, il dipendente senza autorizzazione non fa niente. Cioè sarebbe come a dire se noi sentissimo il bisogno di precisare in una legge che il chirurgo, che è dipendente di una chirurgia, non può operare senza l'autorizzazione del primario, e ci mancherebbe altro, nel senso che non si entra in sala se non secondo la lista che il Primario ha stilato. Ma nessuno di noi, collega Dadea, si preoccuperebbe, scrivendo una legge, di dire - ed è già la seconda volta che voi lo dite, perché l'avete detto anche nell'articolo 3 -, che le ispezioni, gli accessi, i controlli, le verifiche e le intromissioni, non possono essere fatte dai singoli dipendenti dell'ARASE, se non con l'autorizzazione del direttore, del caposervizio, di quello che ha la filosofia di indirizzo con cui l'ARASE deve funzionare. Ci sembra assolutamente evidente, quindi il fatto che sia stato necessario, secondo la Giunta regionale, secondo la maggioranza, precisarlo in legge, ci fa pensare che voi vi siate posti il problema di questa struttura di investigazione, di questa sorta di polizia fiscale, che voi state individuando, che noi dovremmo iniziare a temere come una sorta di OVRA, che entra all'interno di qualsiasi attività produttiva che riguarda la Sardegna. Perché non sono soltanto le aziende, ovviamente, non sono soltanto coloro i quali operano come figure giuridiche complesse all'interno del sistema, sono anche le persone giuridiche singole, quindi sono anche i singoli sardi che si dovranno guardare da questo ARASE; il quale raccoglie, ordina su scala regionale i dati e le notizie risultanti nelle dichiarazioni, tiene l'archivio delle persone fisiche, che viene aggiornato sulla base dei dati dei comuni e delle agenzie fiscali, sostiene un idoneo sistema informativo per la gestione di tutti tipi di tributi.

Insomma, lei ci dice che è un'agenzia agenzia agile, che si interfaccia e collabora. L'impressione è che non sia affatto un'agenzia agile, l'impressione è che si prefiguri una specie di corpo speciale dello Stato-Regione Sardegna, che ha addossato dei compiti di polizia fiscale, soprattutto dal punto di vista investigativo, che deve andare ad assolvere ad una serie di compiti, ripeto, soprattutto di raccolta dati, di informatizzazione, di gestione, di controllo, che sia a norma rispetto alla legge 675 sulla privacy, tale che rendono assai difficile pensare che questa struttura sia una struttura snella che si interfaccia. Questa sembra una sorta di armata dalla quale noi dovremo guardarci e che dovremo temere, se sarà in divisa la riconosceremo da lontano, altrimenti ci sarà il problema, come con gli autovelox, di capire dove sono localizzati, per potersi difendere preventivamente, ma che entra un po' da per tutto, non con una logica, come l'articolo dice, di semplificazione nei rapporti tra contribuente e amministrazione regionale, ma con una logica che è più vicina al comma e), azione di contrasto all'evasione, ma soprattutto alle ultime parole del comma e), alla deterrenza, perché sostanzialmente questa sorta di esercito che verrebbe localizzato nelle strutture della Sardegna alla ricerca di evasori, con tutta una serie di compiti di tipo informatico e di investigazione, sembra avere nella ottica di chi lo propone un'azione di sostanziale deterrenza. Però, ogni qualvolta noi proponiamo azioni di deterrenza in campo fiscale, dobbiamo stare attenti a non passare da un estremo all'altro. Nel senso che i principi della lotta nei confronti dell'evasione e dell'elusione, credo che siano dei principi sui quali difficilmente non si può essere che d'accordo. Però, una volta che siamo d'accordo sui principi, dobbiamo cercare di dotarci di strumenti che realizzino i principi, che non siano improvvisamente esuberanti e ipertrofici rispetto a quelli che sono gli obiettivi, nel senso che noi non abbiamo dichiarato la Sardegna terra del Far West fiscale, per cui riteniamo che tutto ciò che sinora lo Stato ha fatto, e non è poco, anche con l'ultimo governo Prodi, nella lotta contro l'evasione, che si traduce oltre che in misure antievasione, anche in una serie di carichi burocratici per il semplice cittadino, che rendono difficile l'attività quotidiana delle imprese e talora anche l'esercizio di libertà quotidiana delle persone fisiche. Per cui noi sappiamo perfettamente che ogni azione di lotta nei confronti dell'evasione ha in sé un elemento virtuoso, che è quello di ridurre eventuali fasce di evasione, ma ha anche in sé un elemento che non è virtuoso per chi le tasse le paga, e cioè di portare un sovraccarico di burocrazia e un sovraccarico di controllo, che comunque determina dei fastidi nelle persone nei confronti delle quali viene applicato, in particolar modo sono persone che pagano regolarmente le tasse.

Allora, assessore Dadea, ci dica qual è l'organico che voi prevedete di avere nell'Agenzia delle entrate, perché soltanto avendo la semplice risposta sull'organico, forse riusciamo a sgomberare qualcuna delle perplessità e delle preoccupazioni che ci stiamo ponendo, perché di questa Agenzia delle entrate, ARASE, nella vostra legge finanziaria se ne parla troppo a lungo, e troppo nel dettaglio vengono definiti i compiti, e troppo assomigliano a quelli di una polizia fiscale onnipresente e occhiuta, da cui guardarsi, più che collaborarci insieme.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Sarò velocissimo. Io mi sono visto bene il comma 11 dell'articolo 3. In effetti, ha ragione il collega Vargiu, siamo istituendo un corpo di polizia tributaria regionale. E vorrei chiedere questo: "Con quale autorizzazione questi signori, che sono poi dei civili a quanto ho capito, degli impiegati, possono accedere a fare ispezioni e verifiche nelle abitazioni private dei cittadini? Questi sono atti che possono e debbono essere autorizzati solo ed esclusivamente dalla Magistratura, perché neanche la polizia giudiziaria, in sede di indagine, si permette di accedere ad un domicilio privato se non è autorizzato da un Magistrato. Perché qui si dice, al comma 11: "L'accertamento d'imposta è eseguito in applicazione eccetera… gli accesi, le ispezioni, le verifiche, possono essere anche eseguite dal personale dell'ARASE, previa autorizzazione del Direttore". Cioè qui abbiamo un corpo speciale di polizia tributaria, che può rivoltare come un calzino sia le persone fisiche, che le abitazioni delle stesse persone. Sinceramente è una cosa un po' preoccupante questa, cioè lo Stato che è lo Stato per percepire l'ICI lascia al cittadino, giustamente, la facoltà di denunciare il proprio immobile, che viene accertato o meno da che cosa? Dagli uffici tecnici comunali, che autorizzano la costruzione di quell'immobile, ne verificano la liceità, dopodiché vengono espletate le relative denunce. Qui stiamo istituendo un corpo di polizia tributaria dove si dice al comma 11 chiaramente che possono "accedere", accedere, penso, accedere, non so, alle abitazioni, non so dove, a fare ispezioni, verifiche, cose che oggi - ripeto ancora - possono essere fatte su input della magistratura ordinaria.

Eh, ma qui c'è scritto così, Assessore, c'è scritto testualmente che: " gli accessi...", accedere vuol dire entrare, vuol dire entrare dentro; gli accessi, le ispezioni, le verifiche possano essere fatte anche dall'ARASE, su ordine del direttore. Questi sono dei civili, dipendenti regionali, a cui si sta dando, probabilmente - non so se questo sia possibile o meno - la patente di ufficiale di polizia giudiziaria, questo è quanto è scritto in queste tre righe; perché a casa mia, se non c'è un ordine del magistrato, non ci entra l'ARASE, manco se ha tre cartellini attaccati alla giacca o al capottino, perché è una cosa solo assurda a pensarla. Cioè, stiamo istituendo un'OVRA, stiamo istituendo un KGB regionale; sinceramente io, forse mi sbaglio, ma è una cosa preoccupante che magari qui sta passando sotto tono... Ben vengano giustamente gli accertamenti, ma che si istituisca un corpo di polizia ad hoc per queste cose credo che se ne possa anche fare a meno, dal punto di vista che ho detto poc'anzi sulla privacy, non solo, ma sulla libertà di ogni cittadino; ma l'altro aspetto è anche un aspetto economico perché - come giustamente ha detto il collega Vargiu - questa è una legione che costerà non quello che si andrà ad incassare ma minimo cinque o sei volte tanto. E allora, perché? Stiamo diventando una Regione, ci vogliamo a tutti i costi identificare come una Regione messa sotto tutela: abbiamo messo sotto tutela l'ambiente, abbiamo messo sotto tutela i centri storici, abbiamo messo sotto tutela tutto e tutti, ora stanno mettendo sotto tutela anche i cittadini; sinceramente questa io la vedo come una norma esagerata, una norma esagerata! Quando si dice, al comma 12, che gli uffici dell'Amministrazione finanziaria e i comandi della Guardia di Finanza, assieme agli impiegati dell'ARASE, vanno... mi vedo già, paese per paese, cinque, sei o dieci di questi individui che passano al settaccio il paese casa per casa, per verificare che cosa? Ma stiamo scherzando?

Questo è scritto in legge, guardate, è scritto in legge! L'interpretazione della legge la fa sempre colui il quale deve andare ad adottarla, perché qui dentro possiamo fare sorrisetti... Io non credo che questa sia una norma che possa avere applicazione e tanto meno essere approvata però, sinceramente, è un po' preoccupante, sinceramente, poi può darsi che mi sbagli ma davvero è molto, molto preoccupante.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Io sono stato stimolato, Presidente, dagli interventi del collega Vargiu e del collega Rassu e parto, appunto, dall'affermazione del collega Rassu che diceva "a casa mia l'ARASE non entra"; e ha ragione: se non c'è una disposizione di questo genere, che è quella che stiamo attivando noi, nessuno può entrare a casa sua; però, siccome la Regione ha il diritto-dovere di esercitare i compiti per i quali è chiamata dal legislatore regionale, cioè applicare le imposte, ci deve essere qualcuno che queste imposte le applica. E per la sua garanzia e la garanzia del contribuente, del cittadino, questo deve avvenire solo ed esclusivamente attraverso delle modalità precisamente indicate dalla legge. Con questo provvedimento, noi stiamo dicendo con quali limiti e in quali modi, solo in questi limiti e solo in questi modi, si può eseguire l'accertamento, si può eseguire l'ispezione, si può eseguire la verifica.

Quel dire, al quale faceva riferimento il collega Vargiu, cioè che solo su indicazione del direttore si può accedere, è per evitare che un qualsiasi impiegato dell'ARASE o un qualsiasi soggetto del Corpo forestale possa venire e dire "io sto facendo un'ispezione, sto facendo una verifica". Non è una materia nuova, questa, e la memoria è andata proprio a quelli che sono gli innumerevoli casi e le decisioni delle Commissioni tributarie, fino alla Corte di Cassazione anche alla Corte Costituzionale che sono entrate nel merito di quella che originariamente fu la disposizione dell'articolo 33 del testo unico numero 600 del '73. Proprio in quella sede si andò a verificare quando, come e con quali limiti poteva essere esercitata l'attività, proprio per evitare questo tipo di problemi. La disciplina è così dettagliata non per entrare nel merito di un KGB, di un'OVRA o di altro, ma proprio per la garanzia del cittadino, per rispetto di quei limiti che la nostra Costituzione dà a chi esercita un'attività di imposizione, nei confronti della tutela del cittadino stesso. Quindi, credo - e finisco, Presidente - che il dettaglio debba essere inquadrato, anche dai colleghi della minoranza, in questi termini e quindi a garanzia del cittadino e a garanzia della Regione stessa.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Allora, sugli emendamenti numero 500, 501, 504, 505 e 503 il parere è contrario; sull'emendamento numero 937 il parere è favorevole; sull'emendamento numero 502 il parere è contrario.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca.

Per esprimere parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. Grazie, assessore Dadea.

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 500.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Per dichiarare il mio voto favorevole, ma io voglio tornare un po' sull'argomento, principalmente perché il collega Uggias che è un legale ne sa senz'altro più di me.

Io faccio un esempio: oggi esiste l'ICI, che è un'imposta sugli immobili, lo Stato non si è sognato, tanto meno i Comuni, di allertare o istituire una polizia, o chiamiamola come la si voglia, ad hoc per l'accertamento dell'ICI, perché? Perché gli immobili sono classati, innanzitutto, quelli che non sono classati che sono stati costruiti, sono stati costruiti tramite una concessione edilizia, esiste tutta la documentazione tecnica necessaria nei Comuni, nel caso ciò non fosse vuol dire che il fabbricato non è completato; e, né lo Stato, né i Comuni, né nessuno fino ad oggi si è sognato minimamente di istituire un corpo speciale per andare a misurare, oppure ad accertare... perché non ho capito cosa debbano accertare ancora, perché, giustamente, una volta che c'è la legge obbliga il cittadino a denunciare quel tipo di immobili, oppure obbliga il Comune ad accertare la destinazione d'uso di quel determinato immobile; bene, questo si dice. Oggi, la Guardia di Finanza, giustamente, esegue ispezioni dove? In aziende o in imprese laddove esiste una contabilità e verifica se questa contabilità e i bilanci rispondono o meno a quella che è la reale attività che quell'impresa o quell'azienda fa, ma mica si sogna di andare a misurare, a fare una cosa del genere; perché qui si dice che l'ARASE, assieme alla Guardia di Finanza, può andare... E' il concetto, cioè è il principio che non riesco a capire: qui stiamo parlando di immobili urbani e non, che sono stati regolarmente autorizzati, quindi presenti come entità urbanistica nei comuni, cosa debbano accertare non l'ho capito io. Quando si dice che possono accedere, verificare e ispezionare - ed è questa la domanda che ho fatto - questo corpo di polizia tributaria, perché di questo si tratta, dove può accedere, cosa può ispezionare e cosa deve verificare, dal momento che stiamo parlando di imposta, di imposta sugli immobili? Ecco, questo è il quesito, e allora voglio che mi sia chiarito questo. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.

Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Ricordo, così, di passaggio, ai colleghi che il nostro Regolamento prevede che quando si parla degli emendamenti l'oggetto dell'interloquire sia riferito agli emendamenti. E' chiaro che non è che ci sia una prassi così rigida, però che si torni almeno un pochino al seminato non sarebbe una cosa inutile.

Chiedo scusa, ovviamente non è una raccomandazione a lei, onorevole Salis. Prego.

SALIS (Federalista-Autonomista Sardo). No, anzi, la raccolgo con rispetto. Infatti, io mi voglio solamente riferire all'emendamento 500, Presidente, che è in discussione adesso: "Nel comma 2, la lettera a) è soppressa", è l'emendamento che stiamo discutendo adesso. Io sono contro quest'emendamento perché la lettera a), ci riferiamo al testo e allo spirito della legge che stiamo discutendo, dice che per le finalità di cui al comma 1 la Regione si ispira ai seguenti principi e criteri direttivi, la lettera a), badate bene, parla di "miglioramento del rapporto con il contribuente". Io non capisco come sia possibile presentare un emendamento che sopprime un principio di questo tipo, tenendo conto del fatto, signor Presidente, mi riferisco a lei ma anche all'intervento del collega Rassu, che tutti gli economisti, i più importanti e autorevoli economisti italiani, non perdono occasione per dire che in Italia, e quindi anche in Sardegna per la parte che ci compete, il problema principale della nostra economia è l'evasione fiscale. Cento miliardi di euro di evasione all'anno, devo dire che la finanziaria di quest'anno, che tante polemiche ha creato, è una finanziaria da quaranta miliardi di euro, quindi stiamo parlando di un'evasione annuale di due volte e mezzo una finanziaria importante, qual è quella del 2007. Allora, noi diciamo che per il miglioramento del rapporto con il contribuente bisogna sicuramente far sì che il contribuente onesto sia tutelato. La legislazione attuale, dove i controlli non ci sono, fa sì che invece i contribuenti furbi abbiano la possibilità di evadere, scaricando tutto il peso fiscale dell'acquisizione delle risorse del fisco da parte dello Stato, sia scaricato su chi? All'80 per cento su lavoratori dipendenti e pensionati. Io penso che per migliorare il rapporto con il contribuente, così come detto dal punto a) della dal comma 2 dell'articolo 4, sia necessario che i controlli che scoraggiano i furbi ed i furbetti dei quartieri dei quartierini siano potenziati. Questo articolo, questo comma e l'articolo 4 in particolare, va in questa direzione. Su questo articolo e su questo comma non dovrebbe esserci nessuna differenza tra maggioranza e opposizione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Salis.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Siccome io ho molta stima dell'onorevole Rassu, quindi mi dispiaceva non dare alcune delucidazioni intorno a questo articolo. Onorevole Rassu, in questo caso l'articolo norma essenzialmente, solo ed esclusivamente, l'IRAP, che è l'imposta sulle attività produttive, quindi non entra nel merito, naturalmente, né dell'ICI quindi né di edifici o cose di questo genere qui. Perché c'è una particolare attenzione all'IRAP? Perché vengono messe in capo all'amministrazione regionale tutte le attività legate alla liquidazione, all'accertamento e alla riscossione dell'IRAP, che sono in carico all'amministrazione regionale. E questo sa perché, onorevole Rassu? Perché dall'IRAP dipende la possibilità di trovare le risorse per la sanità e sempre di più questo aspetto, quindi la possibilità di trovare le risorse per la sanità, sarà legato alla possibilità che noi avremo di avere un accertamento sull'IRAP che sia il più fedele possibile. Da qui quindi la necessità che noi normiamo, quindi, in maniera anche dettagliata, come diceva l'onorevole Uggias, perché il dettaglio è un elemento di garanzia del cittadino. Siccome noi non abbiamo delle norme tributarie, la nostra Regione non ha mai avuto delle norme tributarie, a valere in questo caso, siccome viene in capo all'amministrazione regionale l'IRAP, noi dobbiamo dotarci di norme che siano di carattere tributario. Da qui quindi la meticolosità, anche il dettaglio, che è stato posto, ma il dettaglio è a garanzia del cittadino. Non è un elemento di vessazione nei confronti del cittadino, è un elemento di garanzia.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo lo scrutinio elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 500.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Dedoni - Murgioni.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Renato - Manca - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias - Uras.

Si è astenuto il consigliere: La Spisa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 38

votanti 37

astenuti 1

maggioranza 19

favorevoli 2

contrari 35

Bene, non è presente il numero legale. I lavori sono sospesi e riprendono alle ore 18 e 10.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 40, viene ripresa alle ore 18 e 11.)

PRESIDENTE. Bene, riprendiamo i nostri lavori. Siamo in votazione dell'emendamento numero 500, onorevole La Spisa…

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). E' aperta?

PRESIDENTE. No, non c'è la richiesta.

(Interruzioni)

Permane la richiesta onorevole La Spisa?

LA SPISA (F.I.). Sì.

PRESIDENTE. Solo per capirsi. Sono solo io che non avevo capito quindi.

LA SPISA (F.I.). Penso proprio di sì.

PRESIDENTE. Spero di no.

Seconda votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 500.

(Segue la votazione)

Risponde sì il consigliere: Murgioni.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Floris Vincenzo - Giagu - Lai Renato - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Uggias.

Si è astenuto il consigliere: La Spisa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 32

Votanti 31

Astenuti 1

Maggioranza 16

Favorevoli 1

Contrari 30

Bene, non è presente il numero legale, la seduta è sospesa, riprende alle ore 18 e 43.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 13, viene ripresa alle ore 18 e 46.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Avevamo interrotto la seduta per la mancanza di numero legale, quindi rifacciamo la votazione. Rifacciamo la votazione sull'emendamento numero 500. Prego i colleghi di prendere posto.

Terza votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 500.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Murgioni - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - La Spisa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 42

astenuti 1

maggioranza 22

favorevoli 2

contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 501, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 504, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 505. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Elettronico palese, Presidente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 505.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cappai - Diana - La Spisa - Lombardo - Murgioni - Petrini - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 52

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 12

contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento sostitutivo parziale numero 503, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 937, parere favorevole della Commissione è della Giunta, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sul testo dell'articolo numero 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento aggiuntivo numero 502, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo sono stati presentati: gli emendamenti numero 104, 513, 855, i soppressivi parziali dal 517 a 531, e i sostitutivi parziali dal 408 a 512 e gli aggiuntivi dal 514 al 106.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:

Art. 5

Imposta di soggiorno

1. È istituita l'imposta regionale di soggiorno, da destinare ad interventi nel settore del turismo sostenibile con particolare riguardo al miglioramento dei servizi rivolti ai turisti e alla fruizione della risorsa ambientale.

2. È data facoltà ai comuni di applicarla nell'ambito del proprio territorio a decorrere dall'anno 2008.

3. Presupposto dell'imposta è il soggiorno nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 30 settembre:

a) nelle aziende ricettive di cui alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22 (Norme per la classificazione delle aziende ricettive);

b) nelle strutture ricettive extra-alberghiere di cui alla legge regionale 12 agosto 1998, n. 27 (Disciplina delle strutture ricettive extra alberghiere);

c) nelle strutture ricettive di cui alla legge regionale 23 giugno 1998, n. 18 (Nuove norme per l'esercizio dell'agriturismo);

d) nelle unità immobiliari adibite ad abitazioni principali così come definite dall'articolo 8, comma 2, del decreto legislativo n. 504 del 1992, concesse in comodato o in locazione;

e) nelle unità immobiliari non adibite ad abitazioni principali; per il soggiorno nelle unità immobiliari di cui alla presente lettera l'imposta non si applica nei confronti del proprietario, del coniuge, degli affini e dei parenti in linea retta, dei collaterali fino al terzo grado, e nei confronti degli ospiti che soggiornano unitamente ad almeno uno dei componenti la famiglia del proprietario.

4. Sono comprese tra le aziende ricettive di cui alla lettera a) del comma 3:

a) alberghi (da 1 a 5 stelle);

b) alberghi residenziali (da 2 a 4 stelle);

c) villaggi turistici (da 2 a 4 stelle);

d) campeggi (da 1 a 4 stelle);

e) aree attrezzate per camper e roulottes.

5. Sono comprese tra le strutture ricettive di cui alla lettera b) del comma 3:

a) case per ferie (III categoria);

b) ostelli per la gioventù (III categoria);

c) esercizi di affittacamere (dalla I alla III categoria);

d) case ed appartamenti per vacanze (dalla I alla III categoria);

e) alloggi turistico-rurali;

f) residence (dalla I alla III categoria);

g) bed and breakfast.

6. Sono comprese tra le strutture ricettive di cui alla lettera c) del comma 3 le aziende agrituristiche.

7. All'imposta sono soggetti coloro che non risultano iscritti nell'anagrafe della popolazione residente nei comuni della Sardegna.

8. L'imposta si applica, per persona e per ogni giornata di soggiorno, in tutte le strutture nella misura di un euro, ad eccezione dei soggiorni negli alberghi a quattro stelle e superiori, per i quali l'imposta è stabilita nella misura di due euro al giorno per persona.

9. Sono esenti dal pagamento dell'imposta i lavoratori dipendenti che soggiornano per ragioni di servizio attestati dal datore di lavoro e gli studenti che soggiornano per ragioni di studio o per periodi di formazione professionale attestati dalle rispettive università, scuole od enti di formazione e i minori di diciotto anni.

10. Il titolare o gestore delle strutture di cui al comma 3, lettere a), b), e c) e il proprietario degli immobili di cui al comma 3, lettere d) ed e), operano in veste di sostituti d'imposta e pertanto devono:

a) comunicare al comune, entro ventiquattro ore dall'inizio del soggiorno, i dati identificativi dei soggetti all'imposta ed il relativo periodo di permanenza secondo modalità regolamentate dal comune;

b) provvedere al versamento al comune entro i quindici giorni successivi dalla fine del soggiorno.

11. Il Comune provvede al recupero delle imposte dovute e non versate, ai sensi del comma 10, lettera b), mediante avviso di accertamento recante la liquidazione dell'imposta dovuta e delle relative sanzioni ed interessi al tasso legale, da notificarsi, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere eseguito il pagamento dell'imposta.

12. La notificazione dell'avviso di accertamento, può essere effettuata, oltre che con le regole previste dall'articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, anche a mezzo posta mediante raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero dai messi notificatori comunali, incaricati ai sensi dell'articolo 1, comma 158 e seguenti della legge n. 296 del 2006.

13. L'avviso di accertamento deve essere motivato in relazione ai presupposti di fatto e alle ragioni giuridiche che lo hanno determinato. Se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto né ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all'atto che lo richiama, salvo che quest'ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale.

14. L'omissione della comunicazione di cui al comma 10, lettera a) o la compilazione della stessa in modo incompleto, tale da non consentire l'identificazione dei soggetti alloggiati o del periodo di alloggio, è punita con la pena pecuniaria da euro 500 ad euro 2.000.

15. L'omissione del versamento dell'imposta riscossa ai sensi del comma 10, lettera b), è punita con la pena pecuniaria pari al 30 per cento dell'imposta evasa.

16. L'omissione della riscossione da parte del sostituto d'imposta di cui al comma 10, è punita con pena pecuniaria dal 100 per cento al 200 per cento dell'imposta non riscossa.

17. Le sanzioni sono irrogate dal comune ai sensi dei commi 14, 15 e 16, in conformità ai criteri di cui al decreto legislativo n. 472 del 1997.

18. L'imposta riscossa nell'ambito territoriale di competenza è attribuita per il 50 per cento al comune e per il restante 50 per cento alla Regione autonoma della Sardegna, ai fini dell'istituzione di un fondo di riequilibrio e solidarietà, destinato agli investimenti nel settore turistico delle aree interne.

19. I comuni riversano in Tesoreria regionale il 50 per cento dell'imposta, secondo le modalità da stabilirsi con deliberazione della Giunta regionale. Le quote di spettanza comunale, se non utilizzate entro due anni dalla riscossione per le finalità di cui al comma 1, sono riversate al Fondo regionale per lo sviluppo e la coesione territoriale di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 4 del 2006.

20. Le sanzioni irrogate vengono trattenute interamente dai comuni competenti, a titolo di risarcimento dell'attività accertativa.

21. I comuni sono tenuti a comunicare, secondo la normativa prevista per le rilevazioni ISTAT, all'Amministrazione regionale, i dati relativi alle comunicazioni di cui al comma 10.

22. Agli obblighi di cui al comma 10, sono tenuti, in luogo del proprietario o del possessore delle unità immobiliari di cui al comma 3, lettere d) ed e), le agenzie immobiliari o i soggetti comunque incaricati della locazione. I soggetti che, in riferimento agli immobili di cui al comma 3, lettere d) ed e), eseguono attività di intermediazione immobiliare, comunicano al comune i dati relativi ai soggetti per i quali hanno prestato opera di intermediazione entro cinque giorni lavorativi dalla conclusione dell'affare. L'omissione degli obblighi di cui al presente comma è sanzionata a mente del comma 14.

23. Le comunicazioni di cui ai commi 21 e 22 sono effettuate su modulistica conforme a quella stabilita dall'ARASE.

24. Ai fini dell'esercizio dell'attività di liquidazione ed accertamento i comuni possono invitare i contribuenti, indicandone il motivo, a esibire o trasmettere atti e documenti; inviare ai contribuenti questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico, con invito a restituirli compilati e firmati; richiedere dati, notizie ed elementi rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti agli uffici pubblici competenti, con esenzione di spese e diritti.

Emendamento soppressivo totale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 5

L'art. 5 è soppresso. (104)

Emendamento soppressivo totale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

L'art. 5 è soppresso. (513)

Emendamento sostitutivo totale Capelli - Milia - Cuccu Franco Ignazio - Cappai - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto.

Articolo 5

L'articolo è così sostituito:

"Articolo 5

1. È istituito il contributo di soggiorno.

2. Il contributo di soggiorno è dovuto da coloro che non sono registrati nell'anagrafe della popolazione residente dei comuni della regione, ma vi dimorano temporaneamente a fine turistico, in case o natanti di proprietà ovvero in qualità di ospiti di alberghi, pensioni, locande, bed and breakfast, camere ammobiliate, case per ferie, campeggi, foresterie, agriturismo ed assimilati.

3. Il contributo di soggiorno è determinato in euro 10 per persona, indipendentemente dalla durata del soggiorno.

4. L'obbligo della corresponsione del contributo sorge contestualmente all'arrivo nei porti ed aeroporti sardi.

5. Sono sostituti d'imposta i vettori navali e aerei, relativamente al servizio di trasporto pubblico, e i soggetti che gestiscono gli aeroporti, i porti, gli approdi e i punti d'ormeggio per le imbarcazioni e gli aeromobili privati.

6. Il gettito dell'imposta di cui ai precedenti commi è destinato al Fondo perequativo per lo sviluppo e la coesione territoriale di cui ai successivi commi.

7. La Giunta regionale, sentito l'ente regionale competente in materia di turismo e previo parere della competente Commissione consiliare, con deliberazione da adottarsi non oltre il 30 giugno di ogni anno, può apportare aumenti del contributo fino alla misura massima del 100 per cento.

8. La deliberazione di cui al comma 2 entra in vigore il 1° gennaio dell'anno successivo a quello nel quale è divenuta esecutiva a norma di legge.

9. È istituito il Fondo regionale per lo sviluppo e la coesione territoriale; esso è alimentato dal gettito derivante dal contributo di soggiorno ai precedenti commi.

10. Il Fondo regionale per lo sviluppo e la coesione territoriale è destinato a finanziare:

a) per il 40 per cento programmi di interesse regionale;

b) per il 40 per cento programmi di interesse comunale;

c) per il 20 per cento programmi di interesse provinciale.

11. I programmi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2 sono individuati e regolamentati con deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, sentite le competenti Commissioni consiliari.

12. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede alle variazioni di bilancio conseguenti all'applicazione dei precedenti commi.

13. Non sono soggetti passivi dell'imposta i nati in Sardegna e i rispettivi coniugi; coloro che giungono in Sardegna per svolgervi prestazioni di lavoro dipendente dovuto in loco e ciò sia dimostrato da attestazione del datore di lavoro; le comitive scolastiche di almeno dodici persone organizzate da istituti scolastici pubblici o riconosciuti legalmente; i gruppi di almeno dieci persone pensionate organizzati direttamente da aziende sanitarie locali o da altri enti pubblici a fini sociali o sanitari; le società sportive, per il regolare svolgimento delle competizioni agonistiche.

14. Spetta alla Regione, per il tramite dell'Agenzia della Regione autonoma della Sardegna per le entrate, procedere agli accertamenti ritenuti opportuni per le rilevazioni dirette degli arrivi per finalità di turismo.

15. Per gli adempimenti di cui al comma 14 sono attribuiti al personale della predetta Agenzia i necessari poteri di accesso, di ispezione e di verifica.

16. I soggetti individuati ai precedenti commi quali sostituti d'imposta, previa stipula di apposita convenzione nella quale è previsto in loro favore il riconoscimento di un aggio pari al 5 per cento del gettito del tributo riscosso, procedono mensilmente, con le modalità previste da apposita deliberazione della Giunta regionale, al riversamento in tesoreria regionale del tributo percepito, al netto degli aggi ad essi spettanti.

17. I soggetti incaricati della riscossione sono obbligati a verificare il corretto adempimento dell'obbligazione tributaria e a trasmettere periodicamente i dati e le informazioni concernenti l'individuazione dell'effettivo numero degli arrivi nell'Isola per fini turistici.

18. Entro il 31 ottobre di ciascun anno, i medesimi soggetti sono obbligati a presentare all'Amministrazione regionale un rendiconto amministrativo delle somme incassate, secondo le modalità previste con deliberazione della Giunta regionale.

19. L'agente della riscossione che non provvede, in tutto o in parte, a riversare mensilmente in tesoreria regionale il gettito riscosso, è soggetto alla sanzione amministrativa pari al 30 per cento dell'imposta non versata. Per il mancato o ritardato adempimento degli obblighi previsti al comma 16, è soggetto alla sanzione amministrativa da determinarsi con apposito atto della Giunta regionale.

20. I dipendenti dell'Agenzia della Regione autonoma della Sardegna per le entrate, appositamente autorizzati e muniti di appositi cartellini identificativi, possono effettuare direttamente controlli presso gli scali portuali ed aeroportuali.

21. Sono abrogati gli articoli 2 (Imposta regionale sulle plusvalenze dei fabbricati adibiti a seconde case), 3 (Imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico), 4 (Imposta regionale su aeromobili ed unità da diporto) e 5 (Fondo regionale per lo sviluppo e la coesione territoriale) della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo).". (885)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 3 la lettera b) è soppressa. (517)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri -Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 3 la lettera e) è soppressa. (518)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 4 la lettera d) è soppressa. (522)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 4 la lettera e) è soppressa. (523)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 5 la lettera a) è soppressa. (524)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 5 la lettera b) è soppressa. (525)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 5 la lettera e) è soppressa. (528)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 5 la lettera g) è soppressa. (530)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 il comma 6 è soppresso. (531)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano.

Articolo 5

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

"Tale imposta potrà essere applicata esclusivamente in quei Comuni in cui la percentuale di occupazione dei letti è superiore al 40% del totale, secondo le rilevazioni fornite dalla Provincia o da altro Ufficio idoneo alla rilevazione di tali dati". (408)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri -Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Il comma 2 è sostituito dal seguente: "è data facoltà ai soli comuni aventi sbocchi a mare di applicarla nell'ambito del proprio territorio". (515)

Emendamento sostitutivo parziale Balia - Masia.

Articolo 5

Nel comma 2 "l'anno 2008" è sostituito con "l'anno 2009". (187)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 3 dopo le parole "nel periodo compreso dal 1° maggio al 30 settembre, sono sostituite dalle seguenti: "nel periodo compreso tra il 1° agosto e il 31 di agosto.". (516)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano.

Articolo 5

Nel comma 3, le parole "..nel periodo compreso tra il 1 maggio e il 30 settembre..", sono sostituite dalie seguenti: "...nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 agosto..". (412)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Rassu - Murgioni - Amadu - Sanna Matteo - Moro - Licandro - Petrini - Contu.

Articolo 5

Nell'art 5 al comma 3 le parole "nel periodo compreso dal 1 maggio al 30 settembre, sono sostituite dalle seguenti: "nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 agosto". (506)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 4 la lettera a) è sostituita dalia seguente: "alberghi (da 4 a 5 stelle)". (519)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 4 la lettera b) è sostituita dalla seguente: "alberghi residenziali (da 4 stelle)". (520)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 4 la lettera c) è sostituita dalla seguente: "villaggi turistici (da 4 stelle)". (521)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5, al comma 5 la lettera c) è sostituita dalla seguente: "esercizi di affittacamere di III categoria". (526)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5, al comma 5 la lettera d) è sostituita dalla seguente: "appartamenti per vacanze (di III categoria)". (527)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5, al comma 5 la lettera f) è sostituita dalla seguente: "residence (di III categoria)". (529)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Rassu - Murgioni - Amadu - Sanna Matteo - Moro - Licandro - Petrini - Contu.

Articolo 5

Nell'art. 5, comma 7, le parole : "iscritti nell'anagrafe della popolazione residente nel comune" sono sostituite dalle parole : " residenti nella Regione Sardegna.". (507)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Rassu - Murgioni - Amadu - Sanna Matteo - Moro - Licandro - Petrini - Contu.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 10 la lettera a è sostituita dalla presente:

"a) comunicare al Comune, entro 48 ore dall'inizio del soggiorno, i dati identificativi dei soggetti dell'imposta e il relativo periodo di permanenza secondo modalità regolamentate dal comune.". (508)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Rassu - Murgioni - Amadu - Sanna Matteo - Moro - Licandro - Petrini - Contu.

Articolo 5

Nell'art. 5 al comma 14 le parole "è punita con la pena pecuniaria da euro 500 a euro 2000", sono sostituite dalle presenti "è punita con la pena pecuniaria di pari importo all'imposta evasa qualora la comunicazione non avvenga entro le successive 48 ore". (509)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Rassu - Murgioni - Amadu - Sanna Matteo - Moro - Licandro - Petrini - Contu.

Articolo 5

Nell'art. 5 il comma 18 è così sostituito: "L'imposta riscossa nell'ambito territoriale di competenza è attribuita per il 75% al Comune per la promozione turistica, storico culturale del territorio e per il restante 25% alla Regione Autonoma della Sardegna ai fini dell'istituzione fondo di riequilibrio e solidarietà, destinato agli investimenti nel settore turistico delle aree interne.". (510)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Rassu - Murgioni - Amadu - Sanna Matteo - Moro - Licandro - Petrini - Contu.

Articolo 5

Nell'art 5 il comma 18 è così sostituito: "L'imposta riscossa nell'ambito territoriale di competenza è attribuita per il 75% al Comune per la promozione turistica, storico culturale del territorio e per il restante 25% alla associazione dei Comuni sardi facenti parte della rete di integrazione turistica tra territori costieri e zone interne.". (511)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Rassu - Murgioni - Amadu - Sanna Matteo - Moro - Licandro - Petrini - Contu.

Articolo 5

Nell'art 5 al comma 19 "il 50% dell'imposta" è sostituito con "il 25% dell'imposta". (512)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri -Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nel comma 1 dopo le parole "da destinare" è aggiunta la seguente parola: "esclusivamente". (514)

Emendamento Aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 5

Nell'art. 5, al comma 7, dopo le parole "residente nei comuni", sono aggiunte le seguenti parole: "ad esclusione degli emigrati e dei componenti il loro nucleo familiare". (532)

Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 5

Al termine del comma 9 è aggiunto: "Sono inoltre esenti i lavoratori autonomi che soggiornano per ragioni di lavoro documentabili". (105)

Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 5

Al termine del comma 9 è aggiunto: "Sono inoltre esenti i cittadini sardi emigrati, ovunque residenti". (106).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Questa serie di emendamenti inizia con l'emendamento numero 104, che è soppressivo totale dell'articolo 5; so che probabilmente saranno altre parole buttate al vento, nel senso che i colleghi se ne guarderanno bene da esaminare questa ennesima imposta, questa ennesima vessazione, che viene compiuta da questa maggioranza e da questa Giunta regionale.

Intanto questo tipo di imposta non è frutto di nessun tipo di concertazione con quei soggetti, che poi dovrebbero applicarla, parlo quindi dei Comuni, non risulta che ci sia stata una interlocuzione seria e corretta, né con l'associazione nazionale dei Comuni, né con l'UPS insomma con quei soggetti che avrebbero la facoltà e la possibilità di applicare questa imposta. Questa imposta, colleghi, che era già frutto della finanziaria nazionale, poi venne a cadere, quindi, una maggioranza di centrosinistra il Governo presieduto dal presidente Prodi, omologo a quello della Giunta regionale e del Governo regionale. Questa imposta, poi, proprio a seguito delle vigorose proteste di organizzazioni che fanno capo al turismo, hanno fatto sì che questa norma venisse cassata dalla finanziaria. Dare la possibilità ai Comuni di applicare questo tipo di imposta già di per sé crea delle discordanze, potrebbe succedere, per esempio, che il Comune di Quartu applichi questa imposta e il Comune di Cagliari non la applichi; già questo determinerebbe che un qualsiasi frequentatore delle strutture alberghiere o comunque di quanti vogliano venire in Sardegna, prediliga Cagliari piuttosto che Quartu a distanza di 150 metri, da due alberghi a quattro stelle perché in uno si paga e nell'altro non si paga la tassa. Quindi già questo è un altro elemento che dovrebbe farvi meditare. Cosa determina poi di fatto questa imposta, dovrebbe determinare un gettito che serve per che cosa? Beh andatevelo a leggere nella legge, andate a leggere per che cosa servono gli eventuali utili che deriverebbero da questa imposta; c'è una qualche motivazione di tipo turistica, di tipo ricettivo, di tipo di servizi, che possa giustificare un'imposta di questo genere? Perché se tale imposta, per la quale comunque siamo totalmente contrari, per così come è concepita, che poi si possono studiare altri tipi di impostazione. Ma così come è concepita non c'è una finalizzazione e una finalità degli eventuali introiti che ne derivano, perché la legge su questo nulla dice. Allora, mi chiedo, si può, a fronte di una imposta di questo genere, quantificare a quanto ammonta o a quanto ammonterebbe il totale delle imposte che verranno versate come imposta di soggiorno ? Ma io non lo so se sia possibile fare un conteggio esatto, però qualcuno ci ha provato. Siccome è un documento abbastanza fresco di giornata, quasi, mi si dice che il totale del gettito, se tutti i comuni della Sardegna applicassero la tassa, tra esercizi ricettivi ed esercizi complementari, pur, dice, "al netto della mancanza di rilevazione degli agriturismo" - non si capisce perché non debbano essere rilevati gli agriturismo, ma, comunque, li escludiamo - si avrebbe un gettito pari a 10 milioni e 765 mila euro, ciò significa che ai comuni resterebbe poco più del 50 per cento, anzi il 50 per cento, quindi poco più di 5 milioni di euro. Se, anche frutto di questa imposta, i turisti italiani, e non solo, decidessero che comunque, siccome si paga vengono di più in Sardegna, quindi potessero raddoppiare la loro presenza in Sardegna, una cosa da non credere, è impossibile che si possa verificare un fatto di questo genere, i 10 milioni diventerebbero 20 milioni, considerando che solo il 50 per cento va ai comuni, beh, una Provincia come quella di Cagliari, comprese Carbonia, Iglesias e Medio Campidano, avrebbe circa un milione e 750 mila euro, se le presenze turistiche in Sardegna venissero raddoppiate, altrimenti il conto è presto fatto, stiamo parlando di 850 mila euro. Il Comune di Cagliari dovrebbe impegnarsi a fare tutto questo cataclisma, dovrebbe impegnarsi a raccogliere queste risorse per avere la modica cifra di 110 mila euro. Ma voi pensate che al Comune di Cagliari possano cambiare la vita 110 mila euro? Ma per quale motivo un Comune come quello di Cagliari dovrebbe addossarsi la responsabilità sua e sui cittadini di Cagliari e sugli albergatori di Cagliari di applicare tale imposta? Per quale motivo, per avere 110 mila euro in cambio? Io credo che questo non sia assolutamente un fatto normale. Per quale motivo la Costa Smeralda, che vi sta tanto a cuore, non ho capito perché, ma che certamente ha delle presenze turistiche straordinariamente importanti, il Comune di Arzachena, Olbia, Palau e Santa Teresa, che da soli raccolgono circa il 50 per cento di quello che è il movimento turistico isolano, dovrebbero fare tutta questa operazione per mettersi nei loro bilanci qualcosa come 50 o 60 mila euro a testa. Io credo che se ne guarderanno bene. Cosa succederà in questo caso? Che proprio quelle strutture alberghiere, proprio quei territori che più hanno una vocazione, quindi una presenza turistica, non faranno pagare questa tassa, perché nessuno glielo può imporre - e ci mancherebbe anche che glielo vorreste imporre -, di conseguenza, per quei famosi territori che stanno molto a cuore al collega Pisu rimarrebbero le briciole, rimarrebbero proprio miserie, già rimarrebbero miserie comunque, perché su 10 milioni di euro cosa volete che gli tocchi al Consorzio de "Sa Perda Iddocca" o al Consorzio delle "Due Giare" o al Consorzio de "Su Pane turrau", perché a questo stiamo riducendoci, ci stiamo riducendo a questo. Sì, c'è un Consorzio, su Consorzio de "Su Pane turrau", del pane abbrustolito, tanto per essere chiari. Ora, in questa legge non essendo prevista la destinazione, più che la destinazione l'utilizzo che i comuni debbono fare di questa imposta, insomma è lasciato tutto alla lungimiranza dei sindaci della Sardegna. Restano fuori, guarda caso, da questa imposizione, gli alberghi diffusi e le Posadas, dice la legge, le Posada che ancora non sappiamo cosa sono, perché sono l'araba fenice, non sappiamo ancora cosa sono perché non ci siamo ancora arrivati all'articolato che le prevede; però già, antecedentemente diciamo che, comunque, coloro che frequentano le Posadas non dovranno versare alcunché di imposta. Allora, voglio dire, è possibile che si vada avanti all'improvvisazione? E' possibile che si possa pensare in una sola manovra finanziaria, e quando alludevo al Messaggero Sardo, non se ne dolga la collega Caligaris, so benissimo che sono tre mesi che non esce, e lei bene ha fatto a ricordarlo, ma avrebbe dovuto ricordare un altro particolare però, collega Caligaris, per quale motivo… ho terminato, in attimo solo.

PRESIDENTE. Esce sempre lungo, lei, un po'. Concluda, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Avrebbe dovuto, la collega Caligaris, comunicare a quest'Aula per quale motivo il Messaggero Sardo non sta andando in stampa. Certamente, non per responsabilità mia o della collega, e certamente non per responsabilità di questo Consiglio regionale, certamente per responsabilità del Presidente della Regione, che non ha rinnovato la convenzione con il Messaggero Sardo, questa è la verità, collega Caligaris. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie lei.

E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie, Presidente, colleghi del Consiglio. Io credo che l'articolo 5 sia il compendio di quell'attività assolutamente estemporanea, casuale, di vendicatività che la Regione Sardegna sta attuando nei confronti di chi dovrebbe contribuire, cioè il settore turistico, in primo luogo, al miglioramento della situazione fissata attraverso forme di sviluppo economico compatibili con l'ambiente. Questa attività incomprensibile e non supportata da un disegno lucido, perché anche un'attività di tipo vendicativo nei confronti del territorio e dei suoi fruitori potrebbe avere una sua finalità lucida se tutte le azioni poste in essere fossero coordinate tra loro, congruenti e omogenee rispetto a uno scopo e ad una finalità. Ciò non è per quanto riguarda l'articolo 5 nè per quanto riguarda gli altri articoli che riguardano tassazioni, imposte contenute all'interno di questa legge, perché? Lo abbiamo sottolineato più volte, in più maniere, e cioè non esiste una razionalità logica in ciò che voi state facendo, oltre a non esistere una legittimità normativa in ciò che state facendo. Forse è più facile liquidare il secondo aspetto con velocità, nel senso che, se questa logica di tipo persecutorio nei confronti del libero scambio delle persone dovesse andare ulteriormente avanti, e quindi tutte le autonomie regionali italiane dovessero adottare meccanismi di protezionismo simili a quelli che sta utilizzando la Regione Sardegna, beh, voi capite bene che a farne le spese sarebbero i più deboli, quindi sarebbe la Regione Sardegna, non certo le regioni che hanno maggior numero di abitanti e maggiore attrazione rispetto alla nostra, dal punto di vista dei flussi delle persone. Io credo che sia nostro interesse aumentare il flusso delle persone, aumentarlo in tutti i modi possibili, sia perché culturalmente siamo un'isola dal flusso di persone e abbiamo tutto da guadagnare dal punto di vista della nostra crescita culturale, dal punto di vista del no out, dal punto di vista dell'acquisizione di nuove competenze da parte dei cittadini sardi, non ha senso dire, come fa il presidente Soru, che bisogna crescere in cultura, che la nostra scommessa è un investimento sulla cultura e sulla crescita delle competenze quando poi si riducono, di fatto, le occasioni di scambio, e sia perché dal libero scambio e dal transito delle persone noi traiamo guadagno, perché il nostro mercato è un piccolo mercato che ha necessità di essere ampliato, e l'ampliamento avviene anche attraverso l'afflusso di persone che da fuori Sardegna arrivino in Sardegna, ma non basta questa considerazione, ne aggiungo un'altra che è la più importante: quale è la congruenza delle tasse che voi state impostando? Ci avete stordito dicendo che le tasse erano inquadrate nell'ambito di un contenzioso complessivo con lo Stato, che non esiste più e quindi cade la motivazione numero uno, ci avete detto che le tasse non erano tasse di cassa, cioè non erano tasse per fare dedito, ma erano tasse per educare sardi e non sardi al corretto uso del territorio e mi sembra che qui state scrivendo una cosa diversa rispetto a quello che avete detto, ci avete detto che sono tasse per ristorare i comuni dell'interno e verificheremo, nel caso dell'articolo 5, quanto di questo ristoro deve arrivare sul serio ai comuni dell'interno, lo verificheremo con i dati che avete ricevuto tutti, che sono quelli della Confindustria, che calcano cifre veramente irrisorie nella loro esiguità sul ristoro verso l'interno, cifre che oltretutto sono calcolate senza far conto di quella mitica ARASE, di quel leggendario cane a 64 teste che ha una testa nel comma 23 di questo articolo. Ecco, allora colleghi, il ragionamento è tutto all'interno di questo comma 1 della tassa di soggiorno; a cosa serve questa tassa di soggiorno che voi state imponendo? Ce lo spiegate a cosa serve? Ce lo dite quale è la finalità con cui la state ponendo? Non è quella di far cassa, perché abbiamo detto che la quantità di somme che arriverà dall'introduzione di questa tassa è talmente esigua da non essere in grado, in nessun modo, di dar ristoro a nessuno. Quindi non è far cassa. Allora, si potrebbe pensare che sia una tassa che, e allora io vi seguirei culturalmente, che è una tassa che ha come significato quello di far comprendere ai sardi l'importanza della risorsa ambientale di cui dispongono, che è tanto importante che i continentali debbono addirittura pagare per venire, e se voi ci diceste che è una tassa di consumo, cioè che serve a ristorare quei territori dove viene consumato l'ambiente, quindi voi ci dite che il comune di Villasimius, che subisce un carico antropico nel periodo estivo tale per cui le proprie risorse vengono messe a dura prova, le proprie risorse ambientali, dal carico di persone che vi arrivano, e allora io cercherei di venirmi dietro per capire che cosa volete dire, ma non è questo che volete dire voi, perché voi ci dite, con una formula criptica di cui non abbiamo capito neanche in Commissione il significato, voi ci dite che questi soldi verranno utilizzati per interventi nel settore del turismo sostenibile: cosa vuol dire? Ce lo volete spiegare in italiano al di là degli slogan e delle formule? Ci dite; "con particolare miglioramento dei servizi rivolti ai turisti", quali servizi rivolti ai turisti. Al comune di Villasimius probabilmente interessa potenziare il servizio di rimozione dei rifiuti, perché durante la stagione estiva i rifiuti prodotti nel comune di Villasimius si decuplicano o si centuplicano rispetto alle altre stagioni dell'anno, e alla funzione della risorsa ambientale. Insomma, è un contributo che serve al ripristino di quello che il carico antropico può avere consumato? Ma se è un contributo che serve al ripristino di ciò che il carico antropico ha consumato, è assurdo che voi diciate che è facoltativo imporlo, perché è evidente che potrebbe capitare che proprio i comuni con maggior carico antropico e con maggior interesse a far arrivare la gente, non mettano la tassa di soggiorno, e quindi che alla fine la tassa di soggiorno di quei comuni venga pagata proprio da quelli che voi invece dite di voler privilegiare, cioè la tassa di soggiorno dei comuni che non la ammettono è a carico della collettività, cioè a carico di tutti i sardi, cioè a carico di quelli che invece hanno imposto all'interno del loro territorio comunale della tassa di soggiorno; questo è assurdo se noi abbiamo come idea che questa tassa deve servire al ripristino ambientale, a fare quello che Soru dice sempre, e cioè riconsegnare alle generazioni che vengono dopo, un patrimonio che sia stato consumato il meno possibile da quelle che stanno cercando di camparci sopra adesso. Ed è altrettanto non intelligente, se questo fosse il motivo, e io penso che non lo sia, perché nella vostra confusione non avete individuato il motivo, volete soltanto mettere tasse, tasse e tasse, perché questo è il sentimento che in questo momento vi anima, ma se il motivo fosse quello di, in qualche maniera, ristorare un consumo ambientale, beh, insomma, il consumo ambientale, colleghi, viene fatto anche dai sardi, nel senso che il cagliaritano che va a trascorrere quindici giorni di vacanza a Stintino, consuma l'ambiente esattamente come il napoletano, il piemontese o il belga che fa la stessa cosa, quindi se noi vogliamo dare un messaggio educativo, che sia quello che chi consuma deve contribuire al ripristino della risorsa e deve contribuire ai servizi necessari a far sì che il consumo della risorsa sia il minimo possibile, dovremo chiederlo anche ai sardi, dovremo iniziare ad educare anche i sardi in questa direzione, e quindi dovremo cambiare il testo della norma che voi state proponendo. Per non parlare poi dei meccanismi di riscossione. Io credo che sia stato un esperto della settimana enigmistica quello che ha suggerito al Presidente della Regione il meccanismo di riscossione, perché un Bartezaghi è più facile che non acchiappare 1 euro da quelli che verranno in Sardegna a pagare la tassa di soggiorno, e io vorrò vedere l'organico della ARASE in cui la metà dei consiglieri regionali dovrà essere per forza arruolato, perché non c'è numero di uomini sufficiente a fare questa azione di riscossione così capillare e così poliziesca come quella che voi proponete a carico di coloro che dovranno essere assoggettati a questa ennesima imposta.

PRESIDENTE. Grazie.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Anch'io vorrei partire da alcune considerazioni sul documento che è stato consegnato a tutti i componenti della Commissione, ma credo a tutti i consiglieri, da parte dell'associazione industriale. Faccio una premessa; io credo che qualsiasi organismo che operi in sede di concertazione debba essere obbligatoriamente edotto e debba prendere conoscenza della produzione legislativa di questo Consiglio, soltanto così, conoscendo ognuno le intenzioni degli altri, può esprimere giudizi e dare contributi. Mi stupisce molto, ma nello stesso tempo mi compiaccio, del fatto che la Confindustria finisca la propria analisi con la proposta della tassa di scopo, dicendo che ritiene che sarebbe preferibile cassare il provvedimento proposto ed introdurre eventualmente una tassa di scopo, da prelevare come tassa di ingresso e non di soggiorno all'atto dell'emissione del biglietto aereo e quant'altro, e in seguito, nell'ultima pagina, porta le ragioni del perché condivide una eventuale tassa di scopo. Dimentica solo una cosa, come credo l'abbiano dimenticata molti consiglieri di questa Aula, volutamente dimenticata dalla Giunta e non presa in esame dalla Commissione competente. Nel giugno 2006, il Gruppo dell'U.D.C. ha presentato una proposta di contributo di soggiorno, il cui affetto era anche quello di cancellare le tasse sul lusso, contributo di soggiorno che è legittimo, costituzionalmente accettabile, che raggiunge uno scopo, perché tutti voi sapete che la tassa di soggiorno e, tra l'altro, anche illegittima, uno degli altri motivi per i quali il Governo centrale ha deciso di non applicarla, e, soprattutto, interviene in maniera equa, perché per quanto ci riguarda noi siamo totalmente consapevoli, colleghi, che la tutela, la valorizzazione dei nostri beni paesaggistici e ambientali non possono gravare solo sui residenti; di questo siamo totalmente consapevoli, così come siamo consapevoli del danno prodotto dalle tasse sul lusso, dalla discriminazione che viene creata, siamo però anche propositivi nel dire: non siamo per negare tutto, vogliamo fare anche noi la nostra proposta. Ieri siamo stati sollecitati dall'intervento di qualche collega nel dire: "Voi fate solo emendamenti soppressivi, non discutete, non proponete". Questa è una falsità. L'abbiamo dimostrato in questi anni e lo dimostriamo con l'emendamento proposto all'articolo 5, che è la riproposizione da parte nostra, accettare un principio che condividiamo, che è quello della valorizzazione dei nostri beni paesaggistici che non possono gravare soltanto sulla popolazione residente, sull'uso dell'ambiente e su questo convergiamo tutti quanti.

Lo strumento: tassa di soggiorno o contributo di soggiorno, che è sostanzialmente diverso. E' l'antitesi l'uno dell'altro.

Tra l'altro la tassa di soggiorno, come esplicitato anche nel documento dell'Associazione industriali, che deve responsabilizzare tutta una serie di soggetti, albergatori, ristoratori e tanti, tantissimi soggetti, perciò difficilmente esigibile o quanto meno costosa e macchinosa l'esigibilità. Noi come isola abbiamo un vantaggio rispetto alle altre Regioni d'Italia: chi deve venire in Sardegna arriva per via aerea o attraverso il mare, perciò siamo in grado di catalogare tutti quelli che arrivano e abbiamo modo di semplificare l'esazione. Cioè al momento dell'ingresso in Sardegna, al momento della sottoscrizione del biglietto aereo o navale, la nostra proposta dice: vi chiediamo un contributo di scopo, un 10 euro indicati, che possono essere 5, 15, 20, non ha importanza il quanto in questa sede e in questo momento perché dobbiamo esaminare i principi. Facilissima esazione. Tutto ciò che viene richiesto poi nel documento successivo dell'Associazione industriali. Non viene data delega ai Comuni perché allora c'è la concorrenza sleale tra l'albergatore che è costretto in quel Comune ad applicare la tassa di soggiorno perché quel Comune ha fatto quella scelta e il Comune limitrofo che invece non la applica e incide per 16 euro, per esempio, per un nucleo familiare, come meglio esposto.

E' facilmente deducibile nell'immediato. Dai dati del 2005, gli unici disponibili in Sardegna sugli ingressi in Sardegna, sappiamo che 16 milioni sono stati gli ingressi in Sardegna, quindi possiamo facilmente dedurre quanto inserire in bilancio come entrata dal contributo di scopo che equivale, badate bene, se vi leggete anche bene i conti della Confindustria, ma se leggete anche la relazione che noi abbiamo prodotto allegata alla proposta di legge, equivalgono, né più né meno, a quanto voi prevedete di incassare con le tasse del lusso. Ecco perché alla fine della nostra proposta si dice anche: abroghiamo gli articoli sulla tassa del lusso, riferiti alla finanziaria 2006, perché lo stesso introito, più certo, più definibile, più quantificabile lo otteniamo con la tassa di scopo. Bene, ma la nostra proposta che da un anno è depositata in Commissione, che è stata richiamata in Aula decorsi i termini secondo Regolamento, che abbiamo ripreso e riproposto alla discussione della Commissione, che riproponiamo alla discussione non è una negazione del confronto. Non è dire: "No, non dobbiamo far pagare nessuno". Certo, noi escludiamo chi? I residenti, escludiamo gli emigrati, escludiamo i ragazzi, i giovani, escludiamo le società sportive che vi siete dimenticati di escludere nella vostra proposta, escludiamo anche, e perché no, chiediamo che venga preso in considerazione anche il turismo sanitario. Tutte fasce che nella vostra proposta non sono escluse od esentate, ma che entra in contrasto comunque con la nostra proposta che ha come obiettivo un obiettivo condivisibile, come scopo uno scopo condivisibile, ma nel merito e nel metodo è totalmente diversa, più semplice, più equa, più giusta, più legittima.

Questi sono i motivi del perché con il nostro emendamento numero 885 che spero pregiudizialmente non venga scartato, ma che magari, e sarebbe bello, venga scartato dopo un approfondito confronto, è accettabile. Confrontiamoci sul merito, confrontiamoci sul metodo, diciamo il perché sì una forma e il perché no un'altra di quelle proposte. E questa è un'occasione. E' un'occasione che non viene da stimoli esterni, che non viene da sollecitazioni consiliari, che non viene da volontà di contrastare, ma dalla volontà di proporre, dalla volontà di dire: noi condividiamo fino in fondo il fatto che altri debbano contribuire all'uso del territorio, ma condividiamo anche che debbano contribuire non solo chi arriva via nave, via aerea, ma anche chi arriva col camper, anche chi usa le nostre strade, anche chi usa le nostre infrastrutture nelle zone interne, costiere o quel che sia. E condividiamo anche che queste somme che vengono riscosse, o che verranno riscosse, vadano ad un fondo di solidarietà di cui assegniamo gran parte, una buona parte, ai Comuni direttamente interessati, che viene distribuita livello provinciale, che viene distribuita a livello regionale.

Bene, io credo che nell'esame dell'articolato e se c'è - un termine che ho usato, purtroppo devo dire, in maniera ripetitiva in questi giorni e in questi mesi - da parte di tutti noi, me per primo, onestà intellettuale nel confronto potremo sicuramente costruire qualcosa. Certo stupisce che l'allora Presidente del Gruppo di Rifondazione Comunista, che oggi si appresta a votare come Gruppo questa legge, in una forma o nell'altra, disse valutando la proposta dell'U.D.C.: "La proposta dell'U.D.C. colpisce i deboli. Non accederemo mai ad una proposta di tassa di soggiorno". E lo dice attraverso i comunicati stampa, critica la nostra proposta che è evidentemente più equa della vostra, più razionale, più lineare, però allora espresse questi giudizi che sono a disposizione di tutti e oggi…

Ho concluso, solo una battuta, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, concluda.

CAPELLI (U.D.C.). E oggi, come è successo in Commissione, ha favorito con il suo voto l'inserimento di una tassa di soggiorno nel testo che sicuramente di equo ha poco, se non niente.

PRESIDENTE. Grazie.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente.

Assessore Dadea, colleghe e colleghi, io volevo condividere un ragionamento perché in tutta franchezza non condivido la filosofia di questa imposta. Intanto perché è una novità assoluta su cui non si è mai discusso e non mi risulta che faccia parte del programma di Sardegna Insieme e poi perché scarica sugli amministratori locali la responsabilità di applicarla, facendo scattare un meccanismo per il quale si esprime comunque una valutazione negativa sulla norma che poi si ripercuote inevitabilmente sul sindaco che è chiamato ad amministrare il centro.

La proposta inoltre sarà applicabile non prima del 2008; c'è un emendamento addirittura che ne propone lo slittamento al 2009. Allora, io voglio fare un ragionamento di buon senso. Non c'è ragione, secondo me, in questo momento di affrettarsi ad approvarla senza il necessario approfondimento sulla questione. Mi sembra, inoltre, che mostri una contraddizione palese con tutte le campagne di promozione per i flussi turistici verso la Sardegna, in particolare nella stagione di spalla. Mi riferisco nello specifico ai mesi di maggio e settembre. Non riesco inoltre a capire in che modo possa conciliarsi con l'impegno che gli Assessori del turismo e dei trasporti stanno profondendo per incentivare le linee e i voli a basso costo. Così come è strutturata mi sembra oggettivamente di difficile applicazione e, francamente, ho l'impressione che favorirà l'evasione.

Per quanto riguarda i controlli, specialmente quelli relativi alle case, sono impraticabili e da un certo punto di vista appaiono addirittura assurdi. Si applica in modo indiscriminato anche - ritorniamo al discorso - agli emigrati in Italia e non è prevista neppure l'esclusione per gli iscritti all'AIRE. Si potrebbe arrivare al paradosso che gli emigrati pagano la tassa di soggiorno quando vengono a votare! Abbiamo un'esperienza precedente che risale al 1987, esattamente venti anni fa, quando il socialista Emidio Casula se ne fece il promotore: era orientata esclusivamente al turismo nelle strutture ricettive, non venne mai tradotta in legge proprio per le preoccupazioni che suscitò all'epoca negli operatori turistici. Ci fu poi una riproposizione nel '96, se non erro, ma ci sono dei consiglieri in aula che forse da questo punto di vista ricordano ancora meglio il dettaglio; ci fu una proposta di legge e anche questa non arrivò a conclusione. Quindi, io in tutta onestà ritengo che debba essere un argomento da mettere tra parentesi, togliere in questo momento dalla finanziaria, che debba essere ripensato, eventualmente si può provvedere a stendere una disciplina che risponda meglio alle finalità che si intendono perseguire e che sono assolutamente condivisibili, però senza far ricadere sui Sindaci responsabilità di accertamento, di verifica e di riscossione. Io, per tutte queste ragioni, voterò contro l'articolo 5 e quindi sono a favore della sua soppressione anche perché ragione ultima, ma non ultima, di considerazione da parte mia, questa norma, questa imposta, rischia di dare vita in Sardegna a un turismo d'elite, soggetto questo sì ai capricci dell'elite che seguono mode e tempi tutti particolari. Allora, io propongo di fare una campagna di informazione per un sostegno volontario in tutti i porti e in tutti gli aeroporti per i servizi e l'ambiente in Sardegna, in questo modo si potrebbe testare anche il gradimento dell'imposta di soggiorno, calibrarla meglio, fare trasferire veramente un messaggio positivo ed evitare di ricadere in una condizione di debolezza.

Volevo poi, a conclusione, dire anche all'onorevole Diana che io sono informata essendo in Commissione informazione sulle vicende del Messaggero sardo, ma non solo del Messaggero sardo che, peraltro, in finanziaria ci sono i finanziamenti per sostenerlo, ma anche di tutto ciò che riguarda le pubblicazioni periodiche, le radio e tutto il patrimonio dell'informazione periodica che si sta disperdendo in Sardegna. Ho chiesto, sono testimoni gli atti della Commissione, che anche la legge 22, oltre che il ripristino del Messaggero sardo, in tempi brevi anche la legge 22 venga finanziata adeguatamente. In questo senso ho presentato anche degli emendamenti. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Stavo quasi andando via, visto e considerato che ce n'erano altri due prima di me, e quindi stavo pensando di allontanarmi. Intanto, prima di addentrarmi sull'articolo 5 della manovra, vorrei sottolineare ancora una volta un aspetto poco edificante in questa Aula, cioè il fatto che il Presidente continui ad essere latitante, l'Assessore al turismo idem, e in questo caso, anche l'Assessore agli enti locali, dal momento che l'articolo 5 riguarda anche, per buona parte, gli enti locali. Sarà pure un bravo Assessore, l'assessore Dadea, sarà pure competente in materia di bilancio, sarà pure competente in materia di turismo, ma se gli attribuiamo anche la competenza in materia di enti locali, forse gli stiamo attribuendo troppo e probabilmente non riesce a seguire tutti i settori della manovra finanziaria, in questo caso, ma anche della Amministrazione regionale.

Io vorrei fare una domanda ai colleghi, vorrei che qualcuno mi rispondesse, se ha letto attentamente il disposto dell'articolo 5 della finanziaria. Integro ciò che ha detto il mio collega Capelli, evidentemente in quest'Aula si devono approvare solo disegni di legge portati dalla Giunta, non si vuole esaminare mai la proposta di legge presentata dai consiglieri, la proposta di legge presentata dai consiglieri, in questo caso, sulla materia, dal Gruppo del U.D.C. Era una proposta seria, chiara, limpida e coerente con quello che può essere lo spirito che ha portato Soru a inserire questa imposta in finanziaria. Ciò che non condivido è il fatto che mettiate il Comune di Muravera con quello di Villasimius in concorrenza, sì, in concorrenza, perché se uno vuole attirare i turisti - visto e considerato che volete ancora colpire i turisti e dirò perché volete continuare a colpire i turisti - e allora chi vuole attirare i turisti non delibererà mai l'applicazione di queste imposte e, quindi, il Comune di Muravera che vuole che Costa Rei cresca, non applicherà mai quest'imposta, mentre il Comune di Villasimius che ha finito tutta la volumetria e, quindi, ha già satura la volumetria e già saturo il numero dei turisti che può ricevere, la applicherà e quindi continuerà ad incassare, forse per rendere maggiori disservizi ai turisti e anche ai propri cittadini. Quando dico che volete continuare a colpire chi arriva in Sardegna, e cioè il turista, vi invito a leggere il comma 3 della vostra proposta: "Presupposto dell'imposta è il soggiorno nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 30 settembre". Stiamo creando una disparità di trattamento, chi viene dopo il 30 settembre non paga più l'imposta di soggiorno? E perché? Perché non utilizza l'ambiente, perché non trascorre un periodo in Sardegna? Oppure chi viene nel mese di gennaio e si reca Fonni a sciare per una settimana - sempre che siano stati capaci a portare la neve -, ma chi si reca a Fonni nel mese di gennaio non paga l'imposta di soggiorno. Ma allora, state classificando i turisti di serie A e di serie B. Cioè, anche su questo, l'avete letta la proposta di legge, cari colleghi? Io penso che non l'abbiate letta per niente. Poi, vado avanti, sempre all'articolo 5 "E' presupposto dell'imposta il soggiorno nel periodo compreso tra... nelle seguenti: a) aziende ricettive... nelle strutture ricettive e poi nelle aziende agrituristiche". Allora, noi sappiamo che abbiamo fatto una legge finanziando le aziende agrituristiche per venire incontro ai coltivatori diretti perché potessero integrare il proprio reddito, siccome era al minimo vitale allora, diciamo, vi concediamo il contributo per realizzarsi l'agriturismo, arrotonda il reddito, arriva un reddito compatibile, adesso gli diciamo: "No, però devi anche applicare una tassa o imposta di soggiorno". Cioè, da una parte gli veniamo incontro perché doveva realizzare la struttura e quindi gli diamo i contributi, dall'altro gli stiamo dicendo: "Applica quest'imposta così non avrei più neanche i clienti". E quindi io penso che questa proposta, questo articolo 5 sia da sopprimere e quindi sarei perché l'aula votasse l'emendamento numero 104 oppure sarei perché l'aula votasse l'emendamento successivo, l'885 che altro non fa che riportare ciò che era la proposta di legge dell'UDC che la Commissione dopo un anno e qualche mese non ha ancora esaminato. Ecco, ci sono degli elementi per cui questo articolo 5 non può essere votato così com'è, ha ragione la Caligaris, anch'io sono andato a rileggermi il programma di Sardegna Insieme, non c'era questa spesa. Ma vede, onorevole Caligaris, non è che non ci fosse solo questo, anche altre cose che Soru ha imposto non c'erano, eppure lei le ha votate. Altre cose che non c'erano nel programma e che Soru ha imposto a quest'Aula, eppure lei le ha votate e quindi mi meraviglia che solo in questo caso dica: "Non lo voto, sono contraria perché non era previsto nel programma di Sardegna Insieme". Il presidente Soru spesso e volentieri ama venire in quest'Aula nelle ore notturne e soprattutto quando sa che in Aula ci sono delle difficoltà. La stessa cosa ha fatto ieri nel momento in cui alle 13 e 55 si stava per votare l'articolo 3 che probabilmente sarebbe stato eliminato da questa manovra finanziaria, però con un sistema che ormai va di moda, con gli sms, si chiedeva a qualche Gruppo di ritirare, di modificare il proprio atteggiamento creando anche problemi all'interno di quel Gruppo e io non riesco a capire invece anziché essere collegato telefonicamente, non venga qua e ascolti ciò che i consiglieri dicono, ciò che ogni consigliere dell'opposizione sta dicendo, dal momento che sulla materia nessuno ancora del centrosinistra si è espresso. Chiudo facendo una domanda all'onorevole Pisu, che ha un albergo a Laconi, non lei, però lei è molto amico del proprietario lei era anche il sindaco di Laconi e lei è anche quello che guida l'attuale amministrazione anche se... cosa proporrà di applicarla questa imposta o no?

PIRISI (D.S.). E' esente!

CAPPAI (U.D.C.). Cosa proporrà di applicarla o no al suo Comune, al suo sindaco? Peccato che non ci sia l'onorevole Serra perché la stessa domanda dovevo farla all'onorevole Serra per vedere se a Isili...

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ho scoperto grazie all'onorevole Cappai dove andrò a fare le vacanze quest'estate perché il mio compagno, l'onorevole Pisu, sarà così gentile da ospitarmi nel suo presunto albergo, anche perché nella versione attuale della tassa di soggiorno non incorro in questa gravosissima mannaia fiscale. Perché effettivamente, voglio dire, noi siamo qualche giorno che stiamo discutendo sul sistema impositivo regionale e non sulle seconde case, abbiamo discusso su come siamo vessatori nel mondo dell'emigrazione, sull'Irap e adesso sulla tassa di soggiorno. Che cos'è questa tassa di soggiorno così a prescindere da come è scritto l'articolo e da come potrà funzionare e non funzionare, da come sono complesse o non complesse le procedure, io devo dire la verità, sono anche poco interessato a questo. Per due motivi, primo motivo: perché non si applica immediatamente, quindi abbiamo tutto il tempo di verificare questo testo anche alla luce dell'organizzazione che va messa in piedi per sostenere e assistere l'obiettivo; secondo: perché è una tassa di soggiorno cosiddetta facoltativa e introduce un principio. Rispetto ad una possibilità dell'ente locale di intervenire fiscalmente, l'ordinamento gliene dà opportunità. E gliene dà opportunità, mi dispiace che non ci sia l'onorevole Vargiu che anche in Commissione si è azzardato a dire, come non fosse sufficientemente chiara la finalità della tassa di soggiorno e come non si comprendesse il motivo per il quale a ripristinare una situazione ambientale compromessa dovesse essere solo il contributo di chi arriva in un territorio comunale dato da località diverse da quelle dei Comuni della Sardegna.

Una realtà è che la finalità è un'altra. La finalità è quella di migliorare, quindi anche ad integrare, i servizi rivolti ai turisti, cioè rispetto ad un servizio più generale che viene già fornito, intanto, le nostre bellezze naturali, intanto la nostra qualità ambientale, la nostra gastronomia, il nostro folclore, la nostra musica, la nostra proverbiale accoglienza. Se integriamo nell'ambito del territorio comunale alcuni servizi che vengono forniti al turista, il turista concorre alla spesa per la realizzazione di questi servizi attraverso un contributo minimo che è complesso forse anche alla luce di quello è introdotto, complesso tecnicamente, alla luce di quello che contiene l'articolo anche, diciamo raccogliere, però è un contributo che il turista dà da per sè stesso, per migliorare la qualità del servizio che è destinato a sè stesso. Allora, diceva bene l'Assessore prima: noi qua dobbiamo decidere su una cosa di fondo, lo scontro è sempre quello cioè tra destra e sinistra. Da una parte c'è qualcuno che vuole tutte le cose al meglio possibilmente, senza contribuire a pagarle. In questa categoria c'è una fetta importante della società italiana e sarda, c'è la fetta che prende dal bilancio dello Stato, che non dà. C'è la fetta che non paga le imposte, che le evade. C'è la fetta di quei cittadini che dirige, governa i processi, ne trae beneficio sotto ogni profilo, ha assegnato a se stessa la gran parte della finanza pubblica. Andiamo a vedere le statistiche, quanti sono quelli che contribuiscono a sostenere spese per le strutture dello Stato, e a chi vanno i benefici? Poi ci sono quelli che devono organizzarsi collettivamente, cioè che concorrono a pagare le tasse per avere i servizi necessari per vivere. Cioè, se il lavoratore dipendente, quello super sfruttato dai sostenitori della flessibilità, dai grandi geni della finanza e dell'imprenditoria, da buona parte delle sistema politico di destra e di sinistra, se questa gente illuminata non fosse sorretta dalla gran parte dei lavoratori dipendenti, quelli cioè che devono presentare la dichiarazione dei redditi e che hanno, alla fonte, cioè ogni mese, qualcuno che gli trattiene un pezzo dalla busta paga, se non ci fossero questi, questi che sorreggono lo Stato, questo popolo sarebbe in balia di tutto e di più. Ma non v'è dubbio che l'onorevole Berlusconi, che è stato Capo del governo, che è un supermiliardario, proprietario di grandi televisioni, che ha una gran bella villa in Sardegna, anche meglio organizzata per le funzioni pubbliche a cui deve assolvere, gliela devono anche ben proteggere, che non si sa mai che qualche indipendentista vada a piazzare una bandierina in una delle buche del campo da golf privato, o in uno dei canottini che ha parcheggiati nella piscina. Allora, cioè, è chiaro che non ha bisogno di tasse di soggiorno, di implementazione dei servizi turistici, di organizzazione di svago, di fuochi d'artificio la sera di Ferragosto, di un po' di musica, di una mostra, di un pezzo di cultura, di una presentazione di un libro, dove fa vacanza; di questo ne hanno bisogno i lavoratori dipendenti che pagano sistematicamente e sono disponibili anche a pagare l'euro di tassa di soggiorno, perché per loro quei dieci giorni, quei quindici giorni che devono passare in una località turistica, anche piacevole, di questa nostra terra, più sono zeppi di iniziative, che li fanno conoscere anche il luogo dove stanno, e più sono contenti, perché vanno via arricchiti dalla loro presenza in questa nostra regione. E allora, a questi noi dobbiamo pensare. Queste persone hanno all'assistenza sanitaria perché se la pagano collettivamente, queste persone hanno la possibilità di un'istruzione perché se la pagano collettivamente, queste persone potranno avere una possibilità di svago, perché se la pagano collettivamente. E solo quelli che fanno riferimento a voi, e qualche volta anche a qualche pezzo che qua si sviluppa, che non hanno bisogno di niente e anzi hanno fastidio, hanno fastidio del fatto che, collettivamente, qualcuno voglia pensare al benessere della società, della popolazione, delle comunità, alla loro crescita, anche culturale, al loro svago, al loro tempo libero.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Anche su questo articolo, su questa nuova imposta si sta svolgendo un dibattito che mi sembra non ispirato a valutazioni oggettive. Gli ultimi ragionamenti fatti da Uras rispecchiano, in molti casi, mi permetterà se lo dico molto francamente, la ripetizione di slogan e il ricorso ad argomentazioni evidentemente forzate, anche chiaramente difficili da condividere per la stessa persona che le fa, ma capisco bene che quando uno abbraccia un'ideologia deve anche difenderla a tutti i costi. Quindi pazienza, perché d'altra parte come ha detto giustamente Capelli, il suo Gruppo precedentemente si era pronunciato in maniera completamente diversa sulla questione della tassa di soggiorno. Ma, al di là di queste polemiche, più politiche o di partito che altro, la realtà dei fatti, che credo qualunque cittadino sardo possa constatare di fronte a questa disposizione di legge, è molto semplice. Si possono fare alcune argomentazioni elementari. La prima è che questa nuova tassa si aggiunge ad altre, e fra le imposizioni possibili, e che riguardano in particolare il sistema turistico, che è un sistema che porta, sì, reddito, ma porta anche sicuramente consumazione del territorio, dell'ambiente, poteva essere, tra le diverse tasse previste, tra le diverse imposte, quella di soggiorno, poteva essere in teoria una di quelle su cui ragionare, seriamente, organicamente, in un quadro di politica fiscale da istituire in Sardegna, con un confronto serio, sereno, ampio, che coinvolgesse i rappresentanti delle istituzioni locali oltre che il Consiglio regionale e le forze politiche, che coinvolgesse gli operatori del settore, ad esempio, e che avrebbe potuto portare ad un provvedimento che, proposto e poi migliorato attraverso un confronto adeguato, potesse effettivamente portare qualche beneficio al sistema della Sardegna. E' evidente che le imposte, in qualche modo, costituiscono uno strumento fondamentale della politica, e quindi anche del governo e della legislazione per il sistema pubblico, che ha servizi da rendere. Ed è fuor di dubbio che il sistema dei Comuni, che hanno un impatto dalla presenza turistica, abbiano dei problemi ulteriori che richiedono interventi, servizi pubblici, adeguamento di uno standard di intervento utile per migliorare, in questo caso, l'ambiente e quindi anche promuovere ulteriormente il nostro territorio, come territorio a vocazione turistica. Ma questa è un'imposta pensata frettolosamente, in maniera pasticciata, migliorata in parte in Commissione, sia con l'innalzamento, diciamo, del livello di età per i soggetti su cui si impone la tassazione, sia per quanto riguarda la modifica che ha portato l'imponibilità ai residenti nei comuni non della Sardegna, che almeno ha evitato, attraverso questo modo, due evidentissime strutture. Ma altre distorsioni permangono, tra cui quella della esclusione dall'esenzione di questa tassa, di una parte di categorie - condivido totalmente quanto detto dal collega Capelli riguardo ad alcune categorie, che vengono in Sardegna non per motivi soltanto di piacere, o che comunque hanno delle finalità sociali, si è parlato delle competizioni sportive, si è parlato del turismo sanitario, e così si potrebbe certamente ancora ulteriormente andare ad individuare possibili giustificate ragioni di imposizione -, evidentemente non parliamo dei sardi nel mondo, degli emigranti, che anch'essi devono essere riconsiderati fra i soggetti a cui l'esenzione si applica o può applicarsi. Ma è il sistema, e il modo con cui è congegnata questa imposta che evidentemente non funziona. In breve, si può dire che grava, è concepita in maniera così farraginosa nel sistema della riscossione, che grava in gran parte della procedura sui Comuni, che vorranno attuarla, e poi soprattutto sulle imprese ricettive, sugli alberi, sulle albergatori, su tutti coloro che operano nel settore ricettivo turistico, che diventano sostituti d'imposta senza nessun ristoro, tra l'altro, consistente nell'incarico che si vedano addossati e con un'ulteriore distorsione che si può definire, molto chiaramente, in questo e cioè che si faciliterà, con questo meccanismo di riscossione, di individuazione di questa imposta, si faciliteranno le strutture non registrate, quindi l'abusivismo, in materia di ricezione turistica e si aggraveranno ugualmente invece gli oneri, le procedure e, di riflesso, si avrà anche un incremento del costo e quindi del costo dell'offerta dei servizi turistici a carico proprio di coloro che sono operatori regolarmente censiti, che operano con bilanci pubblici, con strutture trasparenti. Mentre, si favorirà attraverso una vastissima quota di evasione invece quel livello, quella quota di ricezione turistica non registrata che è proprio quella che, tra l'altro, più facilmente e più direttamente contribuisce a determinare effetti distorsivi sull'ambiente. Credo che non esista quindi un ragionevole motivo per cui difendere politicamente questo ennesimo tentativo, ennesimo e pasticciato tentativo di nuove imposte in posizione. Che sia pasticciato, che sia non chiaro, farraginoso il sistema che voi avete proposto attraverso questa finanziaria è testimoniato, innanzitutto, dal fatto che voi in Commissione avete trasferito, avete traslato l'operatività di questa disposizione dall'anno in corso al 2008. Proprio perché evidentemente anche voi, e qualcuno lo ha detto anche esplicitamente, ritenete molto chiaramente che il sistema, il meccanismo dovrà essere rivisto. Allora, a quel punto che senso ha prevedere oggi nella finanziaria una nuova imposta, che comunque avrà degli effetti sul mercato, avrà comunque degli effetti sull'immagine del sistema turistico della Sardegna. Che senso ha inserirla in legge oggi e non ammettere sinceramente, onestamente che si tratta di una materia da affrontare in maniera più organica, con un confronto più serio e più interessante, più fruttuoso ed eventualmente aggiornare l'esame di questa ipotesi all'esercizio successivo. Che senso ha prevedere oggi una disciplina che dovrà entrare in vigore nel 2008, non ci sarà neanche il tempo di sperimentarne l'attuazione. Non ha veramente senso logico quanto voi proponete e in fondo non ha senso logico neanche l'insieme delle modifiche che, pure con buona volontà, alcuni della maggioranza hanno voluto apportare nei lavori in Commissione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.

E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Credo che dopo una resistenza quasi curda che i Popolari UDEUR hanno posto all'articolo 3, ci troviamo in questa fase a dover affrontare, invece, una tassazione ben diversa rispetto a quella che c'ha visto combattere aspramente e anche qualche risultato raggiunto in termini di diversificazione rispetto al testo originale dell'articolo 3. Abbiamo in questo articolo 5 invece una tassazione di cui tutto sommato in Sardegna si parla da anni e, come diceva anche il collega La Spisa, l'individuazione di una tassa sulla quale si pensava già da tempo politicamente di incidere. Devo dire anche che in Commissione abbiamo avuto un notevole miglioramento di quest'articolo, rispetto alla stesura originaria, siamo riusciti a eliminare questa imposta di soggiorno per i residenti, siamo riusciti a eliminare questa imposta di soggiorno per i giovani sotto i 18 anni. Credo che dare un giudizio adesso, come diceva la collega Caligaris, che ha espresso un giudizio negativo, esprimendo anche un voto finale, sia prematuro perché possiamo anche, probabilmente, dare qualche altro contributo in aula migliorativo, rispetto a questo articolo. Per esempio, si potrebbe pensare di escludere gli ostelli della gioventù dalla catena delle strutture che vanno ad essere interessate. Questo per alleggerire ancora, rispetto a un concetto che abbiamo sempre espresso anche nell'articolo 3, che era quello di una diversificazione delle fasce su cui intervenire a livello di tassazione. Quindi, si può ancora vedere di limare questo. Ecco, io direi al collega Vargiu che non deve vedere questa tassa di soggiorno, questa imposta di soggiorno come un risarcimento rispetto a un cumulo, come li ha chiamati, di residui antropici, perché altrimenti ci vediamo noi tutti questi turisti con camion di residui già arrivare in Sardegna, ma non è questo il senso, non penso fosse questo e non penso sia questo il senso della imposta di soggiorno che stiamo andando a discutere. Penso invece che questa, magari sbagliando nella dicitura, magari si poteva trovare un'altra formula per individuare questo balzello, questa sia quella che da tempo veniva individuata come una tassa sulla quale si sarebbe dovuto incidere per avere, da parte dei turisti, un contributo, diciamo così, a quella che era l'offerta che invece gli si dava in cambio, appunto, di questo balzello. Noi abbiamo fatto, ripeto, una battaglia curda, dura e abbiamo votato contro la tassa sulle case, facendo anche riferimento a quello che potrà incidere sugli emigrati. Su questa invece devo dire che i risultati ottenuti in Commissione ci vedono abbastanza soddisfacenti. Riteniamo che in aula, se il Presidente della Commissione, mantiene quella sensibilità che ha avuto durante i lavori su quest'articolo, e che forse avrebbe potuto avere maggiore sull'articolo 3, noi pensiamo che possa ancora maggiormente, come dire, rendere questo articolo 5 confacente allo spirito che gli volevamo dare.

Un riferimento lo possiamo fare ancora allo strumento, al momento della tassazione. Effettivamente, il carico che diamo alle strutture ricettive, rispetto a questo problema, questo carico potevamo, come spesso succede, come succede in altri paesi, chi è stato all'estero quindi sa come funziona, questo meccanismo lo potevamo attivare maniera molto più snella attraverso i vettori di comunicazione, dove, infilare in mezzo al passaporto 20 euro, 50 euro, 100 euro, sicuramente avrebbe avuto meno significato, meno peso, meno tutto (visto anche il momento psicologico particolare in cui si sarebbe trovato il turista che arrivava) e sarebbe stato fatto, come spesso abbiamo fatto tutti noi, con molta nonchalance all'arrivo, anzi, durante ancora la fase di atterraggio, di arrivo, se si tratta di una imbarcazione. Ecco, questo, probabilmente, si poteva fare diversamente, non so se si possa, probabilmente non più in questa fase perché l'articolato è abbastanza complesso e andrebbe modificato a fondo, però sicuramente ci sono dei disguidi. Poi, voglio dire, rispetto a questa finanziaria, sulla quale - ripeto e ribadisco ancora una volta -, relativamente all'articolo 3, siamo stati fortemente contrari, abbiamo una finanziaria che ha una durata di una finanziaria; ecco, non è che possiamo considerare che abbiamo rivoltato la Sardegna come un calzino e che così dovrà rimanere per i prossimi vent'anni: è anche questa una fase che avrà un suo inizio e la sua fine; abbiamo detto più volte che siamo ancora in una fase di prova, di tentativo terapeutico, sul quale ci stiamo tutti quanti impegnando per verificare i dosaggi e i tempi di terapia sui quali intervenire. Questo è un momento di terapia intensiva, riteniamo che abbiamo il dovere di fare tutti i tentativi che sono utili per ridare ossigeno, per ridare slancio alla Sardegna e ai sardi. Sicuramente l'articolo 3 non era una terapia utile, e questo lo abbiamo detto e l'abbiamo ribadito, e per cui non lo abbiamo votato, però riteniamo che tutti quegli altri tentativi che invece possono essere in qualche modo portati avanti abbiamo il dovere, da parte nostra come partito e come partito di maggioranza, di dover intervenire per aggiustare questa terapia affinché sia una terapia utile e non una terapia nociva.

Il lavoro fatto in Commissione sull'articolo 5 ha dato risultati abbastanza positivi e quindi auspichiamo che anche in Aula si possa continuare a lavorare sull'articolo 5 per migliorarlo ulteriormente. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Anche questo provvedimento io lo trovo un po' approssimativo, o almeno non studiato nei modi nei quali avrebbe dovuto essere affinché tutti, dico tutti, potessero e venissero trattati allo stesso modo; é come l'imposta sulla seconda casa dove chi deve pagarla e chi no, e pagano come al solito coloro i quali rispettano la legge e coloro i quali con sacrifici si hanno potuto edificare la casa dei loro sogni dopo anni e anni di sacrifici all'estero.

Ma torniamo all'imposta di soggiorno. Io sono assertore convinto che bisogna pagare la tassa di soggiorno, non c'è ombra di dubbio, perché noi quando andiamo fuori ci fanno pagare anche l'aria che respiriamo ed è giusto che, anche in Sardegna, giustamente, venga adottato questo provvedimento.

Ma torniamo alla maniera e ai modi in cui il provvedimento vuole essere approvato, o vuole essere messo in esecuzione. Io dico che tutti, tutti i turisti che entrano in Sardegna, non è che devono essere vessati o sovraccaricati, debbono contribuire ad alleviare l'onere che la Sardegna sopporta per l'uso ambientale, per ripristinare i servizi, per aumentare i servizi, per rendere anche il soggiorno dei turisti più agevole e più consono alle aspettative che oggigiorno il turismo moderno richiede; ma, se andiamo a leggere il provvedimento, questo non è assolutamente visibile né tanto meno toccabile.

Innanzitutto io dico questo: se l'imposta, o tassa, come la si vuol chiamare, deve essere adottata, deve essere adottata da tutti. Io parto da un principio che, così come è impostata, non può essere adottata da tutti perché, quando si dà la possibilità ai Comuni di adottare o meno il provvedimento, e cioè di far pagare o meno l'imposta, ecco che già in questo momento il provvedimento è viziato, viziato perché - io ho letto il documento della Confindustria ma su questo ero convinto ancora da prima - perchè in un Comune in cui esiste un albergo... facciamo l'esempio di due Comuni contigui della costa, dove esistono delle strutture ricettive, e un Comune adotta il provvedimento e l'altro Comune non adotta la legge, è chiaro che si innesca un sistema di concorrenza quasi sleale. Ma allora, se il principio dalla legge è quello di poter recuperare fondi affinché gli stessi fondi debbano e possano essere reinvestiti nel settore turistico, è indispensabile e necessario che tutti paghino e non dare la possibilità di adottare o meno il provvedimento. Ecco quindi che già alla base questa norma presenta delle lacune.

Da un calcolo che è stato effettuato, e poc'anzi mi ha accennato il collega Diana, se dovesse calcolarsi il gettito d'imposta nelle strutture ricettive attualmente in Sardegna, calcolando la presenza turistica del 2005, si andrebbe ad incassare in totale sui 10 milioni di euro, ai Comuni andrebbe sui 5 milioni di euro, cioè praticamente delle cifre risibili e irrisorie che non vanno senz'altro a coprire, né tanto meno a sfiorare minimamente, quello che secondo me può essere l'idea di un apporto finanziario che la Giunta regionale giustamente può fare con questo progetto.

E allora, dico io, se si hanno queste lacune, se si hanno questi punti bui nell'impostazione della legge, è necessario tornare indietro; se è vero com'è vero che questa legge deve essere adottata dal 2008 in poi, quindi tra un anno, riflettiamoci. Io, leggendo il provvedimento, ad esempio, -ripeto ancora, così come è impostato il provvedimento - dico che non è giusto che un turista che viene in Sardegna... Presidente, però, se io posso intervenire intervengo, sennò pazienza. Grazie. Sinceramente, io intervengo per dare un contributo, non per perdere tempo, cercando di dare un contributo, ritengo, fattivo all'Aula.

Ripeto ancora, se - così come stavo poc'anzi dicendo - noi dobbiamo andare a far pagare questa imposta identica nel mese di luglio e agosto anche nel mese di ottobre, cioè in quel mese in cui abbiamo tutto l'interesse a portare del turismo fuori stagione, e a quel vecchio - perché di fatto il turismo dei mesi di ottobre, dei mesi di pausa è rappresentato dal turismo culturale e dal turismo degli anziani - non ritengo che sia giusto che quel turista paghi lo stesso onere che paga un turista che viene nel mese di agosto e di luglio dove la concentrazione numerica dei turisti è effettivamente enorme; non solo non trova in quel periodo proprio i servizi idonei, sia i servizi che tutto ciò che in quei due mesi di punta la Sardegna può dare loro. Quindi, anche in questo caso non ritengo assolutamente giusto il provvedimento; ma tutto parte dal difetto di origine, tutto parte perché l'imposta viene regolamentata e data da che cosa? Dalle presenze nelle strutture ricettive, dimenticandosi di un'altra cosa importantissima, che nelle case... Io quando vado, è anni che non vado ma quando sono andato al mare per un mese, ho preso in affitto un appartamento privato ad Alghero; non mi risulta che lì abbia mai pagato tasse il proprietario, e perché? Perché principalmente la presenza dei turisti è presente dove, principalmente, questo è un dato scontato, un dato di fatto nelle case private dove vengono affittate in nero. Bene quel tipo di turisti che sono minimo il doppio di quelli che alloggiano negli alberghi non pagano, non pagherebbero un soldo, perché, perché è difficile o impossibile l'accertamento della loro presenza, anche se il proprietario dell'immobile è obbligato a denunciare in Questura, cosa che non farebbe mai. E allora io dico questo, perché non si riflette su questo? La tassa o imposta deve essere pagata da tutti i turisti, da tutti. Quando andiamo in Corsica noi paghiamo la tassa di soggiorno sul biglietto della nave, nel biglietto della nave è insito l'onere che si paga per la tassa di soggiorno, quindi tutti coloro che entrano in nave, in aereo o in qualsiasi mezzo in Corsica, io vi parlo della Corsica perché mi è capitato, paga direttamente e tutti pagano. Scusate un attimo è così semplice, senza creare, un diciamo così, un contenitore così enorme, che non viene pagata l'imposta bisogna recuperare coattivamente, bisogna attivare tutto un processo di recupero, spese e contro spese. Allora io dico questo, ed è giusta la proposta che fa la Confindustria, credetemi, basta mettersi creare delle convenzioni con gli aeromobili con le navi, con tutti i mezzi che collegano la nostra Isola dall'esterno, e includere la tassa nel biglietto punto e basta. Giustamente moderandola nei periodi di punta del turismo e dimensionandole, chiaramente, al tempo di soggiorno, al periodo di soggiorno, in questa maniera si incasserebbe di più, si spenderebbe di meno e pagherebbero tutti. Allora se la questione è così semplice, perché la si complica così tanto? Perché dico io la si complica così tanto, perché chi andrà a pagare è colui il quale andrà ad alloggiare in albergo, mentre tutti gli altri che inquinano alla maggior stregua di questi, che sporcano alla stessa stregua di questi che utilizzano tutto e tutti come quelli che vanno in albergo non pagano niente. Non solo, non solo è un'osservazione giusta comunque, non perché l'ha fatta la Confindustria, è un'osservazione giusta, perché quando andiamo in altre Nazioni non paghiamo nel soggiorno, sulla camera dell'albergo, paghiamo sul biglietto di ingresso a quella Nazione. Perché tutti pagano, indistintamente. Dove poi ci si possono giustamente inserire le specialità, coloro i quali non hanno compiuto i 18 anni, eccetera eccetera eccetera. Ma comunque sia, come provvedimento è incompleto è un po' è pasticciato e non risponde assolutamente alle esigenze di recuperare risorse, così come, giustamente, vorrebbe, perché io, ripeto ancora, sono favorevole alla tassa di soggiorno, ma il metodo sinceramente lo vedo abbastanza incompleto e abbastanza lacunoso, dal momento che si deve adottare tra un anno pensiamoci, o pensateci e si faccia in maniera che sia un provvedimento equo e un provvedimento, che risponda effettivamente a quello che sono le aspettative, non solo della Giunta, ma in questa fase, io credo anche di tutti i sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). L'articolo 5 di questa manovra è un'altra tappa della via crucis della manovra stessa, perché praticamente stiamo continuando a sfornare articoli che parlano di imposte, di balzelli, io credo che dobbiamo avere anche rispetto dei cittadini sardi e di quelli che vengono in Sardegna. E dopo l'imposta, veramente impopolare, secondo me, e scorretta, per certi aspetti, sulla seconda casa ad uso non abitativo, dopo l'imposta sugli aeromobili e sulle plusvalenze, adesso siamo arrivati all'ulteriore tappa, che è quella della tassa di soggiorno.

Io dico subito che non sono d'accordo per due motivi: prima non sono d'accordo sul merito, ma non sono d'accordo neanche sul metodo, che viene utilizzato per applicare questa imposta. Intanto io credo che dovremmo tutti fare una valutazione, mi riferisco soprattutto alla maggioranza e alla Giunta, Assessore, perché, praticamente, quando noi diciamo, che dobbiamo inserire un'imposta di soggiorno dal 1º maggio al 30 settembre, noi stiamo già dimostrando di non conoscere l'andamento turistico in Sardegna, e quindi non sappiamo manco quando è che eventualmente ci potrebbe essere l'opportunità di fare questo tipo di operazione. E partire dal 1º maggio significa, che è già da 10 giorni fa, se fossimo stati già a regime, avremmo dovuto applicare la tassa di soggiorno. Allora, Assessore, lo sa oggi qual è la presenza turistica in Sardegna, sia negli alberghi che nelle seconde case e nelle strutture ricettive in generale? Cioè siamo quasi zero, ecco in periodi come questi, nel mese di maggio, quando sappiamo che non c'è nulla in questo territorio, ma noi dovremo pagare la gente perché venga in Sardegna, è una cosa veramente assurda, completamente assurda, che noi in un momento in cui questa Regione non registra presenze significative, sarà al 5 percento della sua ricettività in tutto il territorio della Sardegna, noi non facciamo altro che inventarci una tassa per recuperare chissà quali risorse. Una tassa, si dice, per il ripristino ambientale, è sempre il solito ritornello delle tasse insomma per migliorare l'ambiente in Sardegna, per migliorare i servizi, questo potrebbe essere anche una motivazione valida, ma non è certamente tentando di recuperare risorse in questo modo, che noi possiamo pensare di migliorare i servizi in Sardegna, sia per quanto riguarda la presenza turistica, come per quanto riguarda qualsiasi presenza oggi che c'è in Sardegna.

Io credo che invece questa Giunta regionale avrebbe dovuto utilizzare meglio le risorse che ha a disposizione. Non è qui che deve recuperare le risorse, la Giunta regionale deve soprattutto risparmiare, deve tentare di utilizzare in modo più oculato, più intelligente le risorse che ha a disposizione. Quando una Giunta regionale spende 120 miliardi per la pubblicità, per fare la pubblicità a se stessa, non certo allo sviluppo della Sardegna, allora significa che noi stiamo sprecando risorse, quando si spendono centinaia di miliardi in convenzioni di soldi spesi male, buttati veramente, allora è lì che noi stiamo danneggiando l'economia della Sardegna. Noi dovremo utilizzare meglio quelle risorse, mentre noi da una parte sperperiamo le risorse, poi dall'altra pensiamo che in questo modo tartassando i cittadini, che vengono in Sardegna, perché noi questi cittadini li stiamo tartassando da tutte le parti, perché lo tartassiamo perché ha la seconda casa, lo tartassiamo perché ha la barca, ma non è possibile! Perché la gente non ci viene più, ma lo vogliamo capire? Noi siamo convinti che in questa Regione la gente viene comunque, ma non è, nessuno più è disponibile a venire qui a farsi spennare, come si suol dire, perché noi offriamo ai turisti un bel mare, belle spiagge, belle coste. Ma queste possibilità ci possono essere anche in altre parti fuori della Sardegna. Io l'anno scorso sono andato in Tunisia e devo dire che sono stato benissimo, ho speso un terzo di quanto si può spendere in Sardegna e sono stato benissimo. C'era un bel mare, c'erano belle coste, ma adesso vi dovete chiedere perché un cittadino deve venire qui a farsi spennare, a spendere tre volte tanto, quando c'è la possibilità a due passi dalla Sardegna di passare un soggiorno di vacanza ottimo spendendo nulla o quasi nulla. Io credo che noi queste riflessioni le dobbiamo fare e, purtroppo, vedo che non c'è questa volontà di capire come si stanno muovendo le dinamiche del turismo, mentre non stiamo facendo nulla per far crescere il turismo veramente, perché alla fin fine la nostra stagione turistica si esaurisce nei due mesi di luglio e agosto, ma poi tutti gli altri mesi sono mesi in cui non si recuperano neanche le spese, le strutture ricettive. Allora, questo è il vero problema. Riusciamo noi a fare una politica che riesca a portare la stagione turistica da cinque a sei mesi l'anno?

PIRISI (D.S.). Però noi ci ricordiamo che cosa avete fatto voi nella passata legislatura.

LADU (Fortza Paris). Tu non mi devi interrompere, devi semplicemente ascoltare e prendere appunti, perché così, almeno, poi, ne farai l'uso più giusto e corretto. Allora, per dire che non c'è molto da scherzare, perché, effettivamente, su questo noi stiamo praticamente decidendo su situazioni importanti che possono condizionare anche lo sviluppo non solo turistico della Sardegna, e mi preoccupa che voi che siete uomini di sinistra, tutti, non vi poniate, e ci metto naturalmente anche Eliseo, perché ormai anche lui è diventato socialdemocratico, un tempo era democristiano, ma questo ha poca importanza, questi sono problemi suoi; il vero problema è che, effettivamente, noi non ci stiamo rendendo conto, non stiamo facendo assolutamente nulla affinché ci siano situazioni diverse per allargare la stagione turistica, per fare in modo che il turismo crei occupazione, crei sviluppo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Assessore, non utilizzerò tutto il tempo a mia disposizione, volevo solo… già siamo messi bene, Silvè, dai…

LADU (Fortza Paris). Mi pare che i dieci minuti non siano passati.

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, il tempo passa , come abbiamo detto ieri, e finisce anche, e quando è finito è finito.

Prego, onorevole Maninchedda.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Dicevo, due brevi annotazioni, se lei ne vorrà tener conto. La tassa di soggiorno si inserisce in un dibattito italiano; tutte le città d'arte stanno valutando, ultima Venezia, la possibilità che ci siano delle tasse, sono di scopo, sono sostanzialmente tasse di scopo, ed è corretto che si pensi che queste tasse abbiano una natura municipale non regionale, perché perderebbero la caratteristica di una tassa di scopo, prenderebbero il sapore di un dazio, di un dazio che va a coincidere con i confini degli Stati nazionali precedenti al 1861. Ora è chiaro che, però, questo tipo di tassazione, in tutta Italia, si sta confrontando col problema che le casse degli enti locali stanno patendo una difficoltà e quindi non riescono a far fronte ad alcuni impegni, ma per far fronte a questi impegni devono aumentare la pressione sui cittadini. Ed è iscritto nel dibattito nazionale, non ultima la questione dell'eventuale abolizione dell'ICI, il fatto che si debba coordinare ciò che si farà a livello di fiscalità nazionale e ciò che si fa a livello di fiscalità locale. Noi abbiamo una grande occasione, che è quella prevista dal comma 4 dell'articolo 10 della finanziaria, che ridisegna il federalismo fiscale sardo. In vista di questo appuntamento, vorrei farle notare, se lei ne volesse tenere conto, che, probabilmente, noi dobbiamo fare un passo in avanti in vista del riequilibrio delle ricchezze e delle esazioni rispetto ai territori dell'interno, perché è evidente a tutti che l'imposta di soggiorno non produce un trasferimento rilevante. Però, noi possiamo, se ragioniamo nella conferenza Stato-Regioni, se ragioniamo in vista della norma che stiamo proponendo, se ragioniamo col Governo nazionale possiamo rivedere la disciplina attuale dell'IVA. L'IVA, attualmente, viene calcolata sui consumi della popolazione residente, per cui tutti i flussi dell'IVA che noi abbiamo in aumento d'estate non ci producono un gettito, che sarebbe di grande portata rispetto alle piccole cose che producono queste imposte. Qualora noi riuscissimo ad ottenere che l'IVA si calcoli sul consumo non solo della popolazione residente, ma anche della popolazione temporaneamente residente, e noi siamo nella condizione, in tutta Italia, oltre alla Sicilia, di censirla, perché le altre, quelle che hanno una continuità geografica, hanno difficoltà a censire questa cosa, noi abbiamo i porti, gli aeroporti, ingressi che ci consentono di calcolare quanto è la popolazione anche temporaneamente residente. Quella è una manovra che produrrebbe un aumento di gettito che potrebbe produrre il riequilibrio territoriale seriamente, e potrebbe finanziarie seriamente i servizi dei comuni che patiscono di più la pressione fiscale, e ci consentirebbe anche, in un quadro generale, di valutare i luoghi dove applicare una tassa di scopo e dove non applicarla. Io la pregherei, perché il mio sì all'articolo 5 è condizionato a una possibilità di ridiscutere di questa materia, però tenendo conto che se puntiamo al calcolo dei consumi sulla popolazione, anche temporaneamente residente, la Sardegna intercetta una ricchezza che attualmente gli sfugge totalmente. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, grazie Presidente, signor Assessore. Io non nascondo che nutro molte perplessità sul modo in cui è formulato questo articolo relativo all'imposta di soggiorno, così come non nascondo che nutrivo parte di perplessità anche su altri articoli relativamente alle entrate, ma non tanto perché non ne condividessi la filosofia e gli obiettivi, quanto invece perché resto profondamente convinto che quegli altri articoli potessero essere scritti in modo più puntuale e potessero perseguire in maniera più certa l'obiettivo. Restano, per quanto mi riguarda, dubbi sull'utilità, invece, relativamente agli aeromobili e alle navi da diporto, anche perché, in assenza di dati certi, permane fortemente il dubbio che gli introiti che derivano da quel tipo di tassazione siano introiti notevolmente ridotti e che rischiano, da un lato, di avere un effetto rispetto a fughe di turisti che prima, invece, avrebbero potuto approdare nei nostri porti. Peraltro, quei provvedimenti, presumibilmente, visto che contengono un temperamento, il temperamento è dato dalla possibilità, per il diportista, di soggiornare con la propria barca in loco ed evitare così il pagamento di quell'imposta, andrebbe eventualmente accompagnato da una seria politica ricettiva, anche a livello di cultura, di accoglienza nei porti turistici, politica ricettiva, invece, che allo stato attuale è molto limitata e molto contenuta, ed è resa possibile solo in alcuni porti della Sardegna e non in maniera diffusa. Ecco, i dubbi invece che nascono relativamente all'articolo 5 non trovano sostanza, onorevole Cappai, nelle osservazioni che lei faceva, in quanto si tratterebbe di provvedimenti non contenuti negli impegni programmatici, gli impegni programmatici contengono linee programmatiche di larga massima e poi vanno naturalmente riempiti di contenuti, quindi la motivazione non è certamente da ricercarsi in argomenti di questo tipo, ma in altri argomenti che da altri colleghi sono stati toccati e in un punto al quale poi, in conclusione, farò riferimento. Intanto lo stesso Governo Prodi che aveva studiato, esaminato la possibilità di introdurre imposte di questo tipo attraverso la finanziaria ha preferito poi, in una seconda fase, rifletterci e diluire probabilmente a ragionamenti e a riflessioni successive. Ora, la preoccupazione che da alcuni viene avanzata rispetto a lesioni della competitività e della concorrenzialità potrebbe parzialmente essere vera, ma non solo per il peso che l'imposta di soggiorno ha, ma in quanto questo peso è da sommarsi ad una maggiore imposizione fiscale alla quale sono assoggettate le strutture ricettive in Italia rispetto a strutture ricettive di altri paesi concorrenti. Faccio un esempio; l'IVA che grava sulle strutture ricettive in Italia è nella misura del 10 percento, l'IVA che grava sulle strutture ricettive di paesi concorrenti rispetto all'Italia e quindi rispetto anche alla Sardegna, è contenuta in una percentuale che varia dai 3 ai 5 punti inferiore rispetto a quella italiana, e l'IVA è naturalmente un'imposta che poi ricadrà obbligatoriamente sul consumatore finale, e quindi sull'utilizzatore di quelle strutture. Quindi c'è una preoccupazione di un'imposta pure contenuta, pure lasciata nella liberalità di applicazione dei singoli enti locali, va in ogni caso a gravare e a sommarsi ad un aggravio già abbastanza pesante che è contenuto sull'imposta sul valore aggiunto che pesa in misura superiore in Italia rispetto ad altri paesi. Ecco, infine un'osservazione rispetto alla quale io chiedo la massima attenzione e la massima sensibilità dall'Assessore e dal Presidente della Commissione. Un'immediata introduzione di questa imposta avrebbe l'effetto di farla ricadere direttamente sugli albergatori, molti dei contratti stipulati dai tour operator dispiegano efficacia neanche da qui a fra un anno, ma, in molti casi, da qui a fra due anni. Per cui, sotto questo profilo, pur lasciando intatta la possibilità di applicazione, credo che risulterebbe molto utile, perché ricada su chi deve ricadere e non su chi svolge per professione abituale la funzione ricettiva, credo che sarebbe utile una traslazione non al 2008, ma al 2009, in maniera da lasciare libero l'operatore nella disponibilità di assolvere agli impegni assunti con i tour operator e non gravare sui costi che, diversamente, all'operatore turistico sarebbero direttamente imputabili. Quindi io chiedo un approfondimento, che darebbe anche l'opportunità di intervenire in futuro e introdurre ulteriori migliorie, ma, in ogni caso, soprattutto ai fini prima illustrati, io chiedo che vi sia una traslazione della possibilità di applicazione dell'imposta al 2009.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, grazie Presidente. Sono stati posti alcuni quesiti, sono state avanzate alcune perplessità e non pochi dubbi sui contenuti dell'articolo 5 e sull'imposta di soggiorno. Beh, ancora una volta si contrappongono due visioni completamente diverse, e cioè quella di chi è pregiudizialmente coontrario a una imposizione regionale, e chi, invece, reputa che le imposte regionali, per le finalità con cui sono state individuate da parte del Governo regionale, siano invece funzionali a creare, non solo quel riequilibrio di carattere territoriale, ma anche a determinare un fondo di solidarietà che deve appunto intercorrere tra le zone più svantaggiate della nostra Regione, e quelle invece che sono fortunatamente sede di un insediamento turistico, di un movimento turistico molto sviluppato. Una volta però che c'è una chiara indicazione, almeno da parte del Governo regionale, da parte della maggioranza sulla necessità di un'imposizione sottoforma di tassa di soggiorno, io, da questo punto di vista, concordo naturalmente su chi dice: siamo d'accordo sulla necessità e sulla possibilità di introdurre la tassa di soggiorno, dissento invece sulle modalità attraverso cui si può esigere la tassa stessa. E' evidente che è perfettamente legittima, anzi, ha anche un suo fascino, l'ipotesi che è stata qui affacciata, che è anche contenuta all'interno di alcuni emendamenti, cioè la possibilità di esigere la tassa di soggiorno direttamente alla fonte, cioè nel momento in cui il turista entra nella nostra Regione. La valutazione che però è stata fatta dal Governo regionale, cioè quella di studiare una procedura che rende protagonisti i comuni e che rende protagoniste appunto le aziende recettive ha, a nostro modo di vedere, naturalmente, dei vantaggi che sono superiori rispetto a quelli che sono indubbiamente presenti anche nell'ipotesi che è stata affacciata, mi pare dall'onorevole Capelli, ma non solo, da altri, che sono contenuti anche in proposte di legge, ma che sono contenuti anche negli emendamenti. Poi, naturalmente questa è un'elaborazione che ci ha visto riflettere; si è riflettuto abbondantemente all'interno del Governo regionale, si è riflettuto, direi in maniera approfondita anche in Commissione, non pensiamo che questa sia una procedura o un meccanismo perfetto, sono procedure che possono essere naturalmente anche modificate, il fatto che la Commissione abbia deciso di traslare l'entrata in vigore della tassa al 2008 ci consente di fare tutte quelle verifiche che sono necessarie, e quindi anche di verificare… onorevole Maninchedda, lei ha fatto una proposta che naturalmente merita un approfondimento, e c'è la possibilità che noi possiamo, in qualche modo, agire sull'IVA determinata dai consumi delle persone che sono temporaneamente presenti in Sardegna, è un'ipotesi naturalmente che deve essere attentamente verificata, io penso che abbiamo tutto il tempo, da qui al 2008, per poter verificare attentamente anche altre possibilità. Ecco, in definitiva quello che penso è che la tassa di soggiorno sia una tassa che viene imposta per una finalità nobile, ancora una volta, e la finalità nobile è quella di migliorare la capacità ricettiva dei comuni costieri, di migliorare i servizi che vengono posti a disposizione del turismo e, soprattutto, è una tassa di solidarietà, la solidarietà che deve esistere e che deve essere concretamente, tangibilmente posta a favore di quel riequilibrio territoriale tra le zone più avvantaggiate della nostra regione e le zone, invece, che sono in questo momento svantaggiate e che noi naturalmente pensiamo di potere in qualche modo innescare dei meccanismi di sviluppo. Ripeto, da parte della Giunta regionale c'è non solo la disponibilità ma c'è il tempo perché altre ipotesi possano essere verificate da qui al 2008. Si tratta naturalmente di verificarle attentamente, c'è la disponibilità, abbiamo il tempo, penso che possiamo costruire un'ipotesi che possa essere quella più rispondente ai bisogni della nostra isola.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 104, 513, 885, 517, 518, 522, 523, 524, sul "525" il parere è favorevole, a pagina 117… è favorevole. E' sugli ostelli della gioventù, poi interverremo. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 528, 530, 531, 408, 515. Sul "187", anche alla luce di quanto ha esposto l'Assessore adesso, il parere è contrario e c'è l'invito al ritiro ai presentatori. Parere contrario sugli emendamenti numero 516, 412, 506, 519, 520, 521, 526, 527, 529, 507, favorevole sul "508", contrario sugli emendamenti numero 509, 510, 511, 512, 514, 532, favorevole sul "105" e contrario sul "106".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente, però vorrei cogliere l'occasione per, siccome soltanto per un vuoto di memoria non sono intervenuto sulla proposta che è stata fatta dall'onorevole Balia a proposito della possibilità di traslare ulteriormente l'entrata in vigore della legge dal 2008 al 2009, io penso, onorevole Balia, che noi abbiamo un tempo necessario per fare una valutazione attendibile. Se da qui al 2008, da qui alla prossima finanziaria anche, verosimilmente, noi ci rendiamo conto che ci possa essere la necessità di un'ulteriore traslazione noi abbiamo tutta la possibilità di intervenire e di traslarla successivamente. Sui tour operator, onorevole Balia, noi abbiamo proprio accettato e abbiamo accolto favorevolmente l'indicazione che è venuta dalla Commissione di traslarla fino al 2008 proprio perché c'è stato detto che avrebbe inciso durante questa stagione turistica. Penso che ci siano i tempi necessari perché anche i tour operator possano adeguarsi con sufficiente facilità, però se dovessimo accertare che possa essere necessaria un'ulteriore traslazione abbiamo tutto il tempo per farla. Quindi la inviterei, onorevole Balia, a ritirare l'emendamento numero 187.

PRESIDENTE. Metto in votazione l' emendamento numero 104, insieme all'emendamento numero 513, che sono uguali. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Voterò a favore e vorrei spiegare perché. E' evidente che dal dibattito è emerso che non ci sono le idee chiare sulla tassa di soggiorno, sul contributo di soggiorno. Così come è evidente che i provvedimenti legislativi presi in visione nell'articolo 3, nei commi dell'articolo 3 e in particolare l'articolo 5 sono delle vere e proprie leggi, perciò meriterebbero la dignità di legge, non di articolo della finanziaria, per i loro riflessi, per la loro importanza, per decisioni fondamentali anche di impostazione di linea politica. Allora, cogliendo anche le aperture nell'intervento dell'assessore Dadea mi chiedo se dobbiamo andare al 2008, e possibilmente al 2009, se abbiamo modo e tempo per riflettere. Non lo abbiamo fatto per l'articolo 3, sbagliando a mio avviso, perché anche quelle proposte meritavano una discussione di legge, non di articolo o di commi, un approfondimento serio di un'Aula legislativa. E se vogliamo realmente essere dei legislatori in questo caso almeno dare un segnale, permettetemi il termine forse eccessivo, di ulteriore serietà dicendo: discutiamo! Discutiamone come legge, perciò rinviamola a un momento successivo, perché sui fini e sugli obiettivi della tassa di soggiorno, o del contributo di soggiorno meglio, siamo tutti d'accordo. Allora diamogli dignità, discutiamola nei modi, nei tempi e nella sede più opportuna: la discussione di una legge. Lo proponga la Giunta, lo proponga come disegno di legge, lo discuta la Commissione competente, si effettui la necessaria e opportuna concertazione con gli enti locali, con gli operatori del turismo, con gli operatori dei trasporti. Facciamo i passaggi giusti con l'impegno da parte nostra di fare una discussione seria, non ostruttiva e soprattutto con l'impegno a liquidarla entro l'anno 2007. Ecco perché voto a favore della soppressione. Perciò avendo già dichiarato in precedenza di essere d'accordo con il fine e l'obiettivo credo che questa soppressione sia da leggere eventualmente come un impegno a dare dignità di legge a un provvedimento di tale portata e importanza.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie. Sottoscrivo quello che ha appena detto il collega Capelli. Lo sottoscrivo anche perché ho presentato nella scorsa legislatura, da solo, non a nome del mio Gruppo, e l'ho rifatto in questa legislatura, una proposta di legge per l'istituzione del contributo ambientale che è l'equivalente di quello che voi ora chiamate tassa di soggiorno, però una volta tanto nella proposta di legge di cui sono firmatario è esattamente opposto rispetto al vostro l'obiettivo. Nel senso che nella mia proposta di legge il contributo ambientale era una tassa di scopo, cioè era il tentativo di introdurre una contribuzione da parte di chi consumava le risorse affinché le risorse potessero essere preservate quanto più possibile e consegnate alla posterità. Lo slogan Soru per intenderci. Invece voi l'avete trasformata questa contribuzione in una tassa di cassa, di poca cassa, perché tra i 10 milioni di euro che sono il gettito preventivato e quello che costerà riscuoterla, per fare solidarietà con i Comuni dell'interno o per garantire i servizi ai turisti rimarrà ben poco. E oltretutto anche nei Comuni in cui rimarrà qualche cosa, ammesso che introducano la tassa, ci sarà da discutere che cosa vuol dire quel comma 1 indeterminato del vostro articolo di legge da cui non è possibile comprendere come debbano essere utilizzate le risorse; se debbano essere utilizzate per fare sagre, perché tutto sommato si tratta di servizi rivolti ai turisti, oppure per aprire uffici di informazione, oppure per rinforzare il ritiro dei rifiuti in quelle località che hanno maggior carico antropico.

Il percorso doveva essere diverso, sarebbe dovuto essere diverso e sarebbe dovuto essere quello di una discussione in Consiglio su un tema per il quale si riesce a trovare una sensibilità diffusa che va al di là delle contrapposizioni di schieramento e che oltretutto dovrebbe coinvolgere nella sua definizione tutte quelle forme di partecipazione, dai Comuni alle Province, alle associazioni degli albergatori, alle associazioni di turismo che sono presenti in Sardegna, anche per individuare quale sia il meccanismo migliore per la riscossione. Anche io avevo individuato nella proposta di legge di cui ero firmatario le strutture ricettive, ho cambiato idea a seguito delle interlocuzioni avute con le strutture ricettive, penso che il modo migliore per la riscossione del contributo sia quello dei vettori. Per cui, ragionare aiuta a migliorare la proposta, se voi avete sempre la verità in tasca saranno i fatti...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Anch'io concordo sulla necessità che la Regione si doti di strumenti che facciano in modo che i visitatori contribuiscano alle esigenze che si creano a seguito della loro presenza sul nostro territorio. Però, le perplessità che destano le modalità applicative e gli strumenti che ci vengono proposti dalla Giunta sono tali e tante che mi inducono a votare favorevolmente questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, anch'io come annunciato in precedenza voterò a favore di questo emendamento, per le ragioni che ho esposto precedentemente. Volevo però anche sottolineare che la questione dei tour operator e dei tempi, io ho apprezzato l'emendamento dell'onorevole Balia, ma mi sembra anche questa una questione un po' infondata, perché se sono i singoli Comuni a dover poi decidere se applicare o meno l'imposta, mi domando quando mai i tour operator potranno programmare veramente se questa imposta ci sarà o no. Quindi, volevo sottolineare che, magari, rimandare al 2009 forse permetterebbe, anche considerando più che altro le Amministrazioni locali, di assumere delle decisioni. Per questo e per il fatto che comunque si configura come un'imposta veramente difficile da applicare e da riscuotere, voterò a favore dell'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente e colleghi, questo emendamento soppressivo per il quale anticipo e annuncio il voto contrario, mio e del nostro Gruppo, ci aiuta a capire che, contrariamente a quanto affermava il collega Vargiu anche nella discussione di ieri, cioè sul fatto che questa maggioranza non avrebbe un'idea chiara sullo sviluppo e anche sull'utilizzo di queste tasse, mi sembra che dai ragionamenti della minoranza venga fuori che le idee poco chiare ce le hanno i colleghi del centrodestra, perché si affannano a non capire che lo scopo di questa tassa è del tutto diverso dalle altre appena proposte. Innanzitutto, dobbiamo ricordare che questa tassa è del tutto facoltativa, e sorprende che colleghi che si sono sempre fatti paladini di una forma di federalismo fiscale e del dare maggiore autonomia e capacità di decisione, di responsabilità, agli enti locali e ai Comuni, nel momento in cui questa capacità di decisione, questa autonomia, ai Comuni viene data per fare propria politica di attrazione turistica, si trovino qui per motivi del tutto incomprensibile a negarla. Ho dovuto ascoltare anche qualche collega che dice che in qualche modo questa rappresenta uno scaricare responsabilità, che dovremmo dire ai nostri cosa devono fare di queste risorse, ma è esattamente l'opposto di quello che ci proponiamo di fare, esattamente l'opposto che anima non solo questo articolo, ma anche la finanziaria nei momenti in cui noi chiediamo agli enti locali di essere protagonisti anche attraverso la creazione di un fondo unico, protagonisti delle proprie politiche. Allora, la cosa che avete difficoltà a capire, che è quello che conta in un mercato moderno del turismo, non è come diceva il collega, Vargiu far venire in Sardegna tanti più turisti possibile, ma far sì che questi turisti si possano integrare con la nostra economia, possano comprare i nostri servizi e prodotti, possano ritornare in Sardegna e possibilmente grazie alle azioni di promozione, possano venire Sardegna anche e non soltanto nel periodo estivo. Quindi, collega Cappai è molto ben congegnata la tassa, perché punta a destagionalizzare una stagione che altrimenti rischia di essere concentrata in poche settimane all'anno.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 104 e 513.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Per cortesia, elettronico palese.

PRESIDENTE. Elettronico palese, prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 104 e 513.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Pacifico e Cachia hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Caligaris - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Petrini - Pisano - Sanjust - Scarpa - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 45

astenuti 1

maggioranza 22

favorevoli 10

contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 885, può essere discusso e votato tutto tranne che per l'ultimo comma che interessa articoli che sono già stati bocciati.

Poiché nessuno ha domandato di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 517. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 518. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 522. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 523. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 524. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 525. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 528. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 530. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 531. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 408. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 515. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 187, c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie Presidente. Non ritiro l'emendamento rispetto al quale annuncio, naturalmente, il mio voto favorevole. Continuo a non capire due cose, la prima è per quale motivo in Commissione non si sia espresso alcun parere, si è sospeso, poi si arriva in Aula e si esprime in ogni caso un parere. Vorrei capire a questo punto se il parere è il parere del relatore o è il parere della Commissione che non si è affatto espressa.

Rispetto poi alle osservazioni che faceva l'assessore Dadea, l'assessore Dadea e gli altri sono perfettamente consapevoli che i contratti stipulati dai tour operator hanno efficacia per periodi notevolmente più lunghi di un anno, che proprio per ottenere particolari condizioni sono mediamente di due anni. Quindi, riservarsi poi la possibilità di incidere successivamente mi pare cosa inutile su un aspetto, invece, che può essere determinato già da oggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io di norma tendo a non esprimere un voto a favore nei confronti degli emendamenti presentati da una parte dei colleghi della maggioranza perché credo che sia utile che chi ha il ruolo di governo regionale risolva prima al proprio interno quelle che sono eventuali contraddizioni o differenze di pensiero e l'utilizzo strumentale della minoranza per sostenere emendamenti di parte della maggioranza, non mi trova particolarmente d'accordo. Però nel caso di questo emendamento devo dire che il collega Balia ha ragione, nel senso che noi in Commissione abbiamo esaminato diverse volte quest'emendamento senza arrivare all'espressione di un parere...

DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Vargiu, la Commissione si è espressa per il no.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io avevo quest'emendamento senza aver scritto sopra né sì né no e sostanzialmente quello che ho fatto...

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Eri distratto!

VARGIU (Riformatori Sardi). Può capitare quando si lavora con ritmi di 14, 15 ore al giorno quali sono quelli che voi ci avete imposto per recuperare i vostri ritardi, può capitare anche qualche distrazione. Ammesso che la Commissione abbia espresso un parere negativo quindi che anche il collega Balia non si sia informato di questo, lo slittamento nel 2009 andrebbe incontro a quell'esigenza che si è espressa più volte, di ragionare, riflettere meglio sul contenuto della norma e magari di utilizzare virtuosamente qualche mese per far arrivare in aula i progetti di legge specifici che riguardano l'argomento e avere un'attività legislativa della Regione sull'argomento specifico che sia più compiuta. Quindi credo che l'emendamento dei colleghi Balia e Masia sia un emendamento di buonsenso e per questo esprimo voto favorevole e chiedo lo scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, grazie Presidente. No, era soltanto per confermare il parere della Commissione negativo e voglio anche chiarire che sicuramente non ho molta esperienza in qualità di Presidente, ma certamente ho capacità e discernimento sufficiente per comprendere che quando devo dare il parere della Commissione do quello della Commissione e non certamente quello del relatore. L'avevo dato in precedenza con l'invito al ritiro, e nella copia mia, come credo nelle copie di tutti quelli che erano presenti in Commissione quando è stato esaminato quest'emendamento c'è scritto sicuramente "no" con invito al ritiro secondo le indicazioni che erano emerse dalla Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Io non ero presente in Commissione, però siccome questo emendamento consente quanto meno di rimandare di un anno il provvedimento, io, beh, un anno rispetto al 2008 onorevole Cherchi, quindi allontana ancora di più la norma e quindi ritengo di doverlo sostenere con il mio voto perché se non altro è in linea con quanto io sostengo e cioè che questa norma non deve proprio essere applicata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, grazie Presidente. Come credo che i colleghi hanno notato, io mi sono prevenuto, ho votato contro l'emendamento che prevedeva la soppressione di questo articolo perché condivido che ci debba essere in qualche modo l'opportunità di far sì che una risorsa così importante possa essere in qualche modo distribuita anche nel resto del territorio della Sardegna.

Ciò non toglie comunque che così come è stato espresso anche da altri colleghi, che all'interno di questa legge ci siano, di questo articolo in particolare, per ciò che riguarda la tassa di soggiorno, diversi aspetti che non ci convincono. La richiesta che fa l'onorevole Balia e il sottoscritto con quell'emendamento, ma mi pare che non siamo nemmeno da soli, è quella appunto di verificare l'ipotesi di scivolare ancora di un anno per capire meglio come applicare questa legge, perché in effetti alcune incongruenze ci fanno pensare, ci fanno capire che la sua applicabilità non è normale e non è normale nemmeno pensare che si possa in qualche modo applicare una tassa di questo genere sapendo che sono dei contratti che sono ormai partiti, i contratti partono sempre da febbraio, Assessore, quando si fanno tutte le fiere e quando in qualche modo si chiudono i pacchetti. Io ho, e parlo al Presidente della Commissione, partecipato alla Commissione e ho anche la copia dove risulta che c'era un primo no e alla mia protesta, perché non era soltanto mia, è stato detto: "lo riverifichiamo", infatti mi risulta chiaramente che la pratica è stata, relativamente a questo specifico argomento, sospesa ed è bello segnato qui davanti. Non è una mia, come posso dire, iniziativa. Detto questo, io naturalmente voto a favore a quest'emendamento, ma lo faccio sollecitando naturalmente quella che è la giusta attenzione ad un emendamento che serve a far sì che di questa legge in qualche modo all'interno di questo Consiglio e di questo articolo in particolare, insomma, ci sia la giusta attenzione, perché non è corretto cambiare le regole quando è già partita tutta una serie di aspetti, in particolare per ciò che riguarda il turismo, la tassa di soggiorno, che creano, ma davvero, tanti e tanti problemi.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 187.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Uras ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Masia - Petrini - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Sanjust - Scarpa - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Manca - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 23

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 412 che è uguale al 506. Li mettiamo in votazione insieme.

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La Commissione aveva espresso su questi emendamenti parere contrario, tuttavia intende proporre anche ai presentatori dell'emendamento, un emendamento orale che modifichi il periodo anziché com'è nel testo della legge "dal 1 maggio al 30 settembre" com'è nell'emendamento dal "1 luglio al 31 agosto", si propone la modifica "dal 15 di giugno al 15 di settembre". Se chi ha presentato l'emendamento, l'opposizione, è disponibile ad accogliere questo emendamento orale, la proposta che viene fatta in aula è questa.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, nel periodo compreso tra il 15 giugno...

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Tra il 15 giugno e il 15 settembre, dal 15 giugno al 15 settembre.

PRESIDENTE. I presentatori dell'emendamento accolgono questa proposta di modifica?

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, nulla osta all'ammissibilità in aula dell'emendamento orale per cui noi voteremo contrari, però nulla osta all'ammissibilità.

PRESIDENTE. Va bene, quindi votiamo il 412 e il 506 che sono uguali con una modifica: "nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 15 settembre".

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Voterò a favore degli emendamenti, ma colgo l'occasione soprattutto per rimarcare che l'atteggiamento di onestà intellettuale del collega Vargiu è dimostrato anche dall'intera minoranza nei confronti di un emendamento pur presentato da alcuni colleghi della maggioranza, nella fattispecie l'onorevole Masia e più, e trova, come dire, una certa apertura mentale e disponibilità della minoranza. Nello stesso tempo mi voglio scusare con quei colleghi che coraggiosamente, comunque, in una situazione molto difficile, derivata appunto dall'impostazione data dal Presidente a questa legislatura, cercano con i mezzi a loro disposizione di difendere alcuni principi. Chiedo scusa perché non hanno il dovuto sostegno da parte della minoranza. Perciò mi scuso per le assenze nella minoranza, che non hanno consentito, come in questo caso e come non è successo ieri e in altri casi, di rendere giustizia a delle iniziative, a volte della minoranza e a volte della maggioranza, che mi sento di definire coraggiose, che tendono a sostenere dei principi, dei convincimenti, che purtroppo noi esprimiamo in assenza del maggior responsabile di questo disegno di legge. Non me ne voglia l'assessore Dadea, che da più tempo è costretto ad arrampicarsi sugli specchi per difendere delle proposte non sue, a fungere, e non vuole essere dispregiativo questo, da portavoce del presidente Soru. E perciò, in questa situazione ancor più difficile, apprezzo politicamente, per la posizione politica che ha il mio partito e che io sostengo, queste azioni di onestà intellettuale. E ripeto, mi scuso per l'incapacità, e per forse anche per mancanza di senso di responsabilità della minoranza nel partecipare attivamente a queste iniziative.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numeri 412 e 506, con le modifiche che ho esplicitato prima delle dichiarazioni di voto.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - La Spisa - Lombardo - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presedenti Spissu - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 48

astenuti 2

maggioranza 25

favorevoli 40

contrari 8

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 516 è decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 519. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 520. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 521. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 526. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 527. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 529. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 507. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 508, c'è il parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 509. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 510. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 511. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 512. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli emendamenti aggiuntivi.

Metto in votazione l'emendamento numero 514. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 532. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 105, c'è il parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 106 decade.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì, per chiedere, data la complessità dell'articolo 6, di poter riprendere domani mattina.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni sostanziali, chiudiamo la seduta qui e, domani, il Consiglio è convocato alle ore 10. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 21 e 20.