Seduta n.428 del 22/12/2003
CDXXVIII Seduta
Lunedì 22 dicembre 2003
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 11 e 38.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 16 Dicembre 2003 (422), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Massimo Fantola ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 22 dicembre 2003. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I. - Sardegna). Presidente, per chiedere una Conferenza dei Capigruppo prima che inizino i lavori.
FADDA (La Margherita - D.L.). Non è possibile! Non abbiamo neanche iniziato.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, sulla richiesta di convocazione dei Capigruppo, la informo che il Presidente se c'è una richiesta in tal senso non può fare niente, ho sempre concesso la Conferenza.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Sì, va beh, ma almeno per capire le ragioni che hanno spinto il collega Corona dopo che abbiamo terminato i lavori la scorsa settimana con una Conferenza dei Capigruppo. Quindi, o ci sono motivazioni veramente importanti altrimenti io credo che sia giusto almeno fare questo punto all'ordine del giorno per poi semmai, successivamente, fare la Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Io non ho chiesto, ma ritengo, se l'onorevole Corona ha chiesto la convocazione, che si tratti di una cosa urgente.
Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente; sì mi sembra una cosa importante riuscire a parlare in Capigruppo prima di iniziare la seduta.
PRESIDENTE. Evidentemente ci sono comunicazioni o problemi da porre, la Conferenza è convocata. Chiedo ai colleghi di seguirmi; il Consiglio è sospeso fino alla conclusione della Conferenza.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 41, viene ripresa alle ore 11 e 57.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori; l'onorevole Fadda esige le mie scuse perchè abbiamo interrotto, poi, in realtà la Conferenza dei Capigruppo non si è ottenuta, mi scusi onorevole Fadda. Però, lei comprende, io devo tener conto di tutte le richieste che vengo dall'Aula.
Detto questo, ricordo che l'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero. Dichiaro aperta la discussione generale. Il relatore di maggioranza è il consigliere Balletto, che non è presente in Aula.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi, relatore di minoranza.
COGODI (R.C.), relatore di minoranza. Per quanto è dato riconoscere ancora alle istituzioni pubbliche e quindi anche al Consiglio regionale una sua dignità, vorrei preliminarmente rappresentare il fatto che manca il Presidente della Regione, che evidentemente cammina piano perché è sovraccaricato di tutti questi interim, ivi compreso l'interim del bilancio, e sarà opportuno che almeno il responsabile, il Presidente che è anche responsabile della competenza in materia di bilancio, sia presente in Aula. E` anche però del tutto assente in Aula l'intero Gruppo di Forza Italia, il quale prima attraverso il suo Presidente ha chiesto che si interrompessero i lavori del Consiglio per una Conferenza dei Presidenti di Gruppo, riunione che il Presidente del Consiglio ha benevolmente accordato, pur non enunciandosi le ragioni, che è stata disertata la Conferenza in modo plateale ed anche maleducato, scortese, ingiustificato da parte di chi l'ha chiesta, e peraltro torniamo in Aula nell'assenza dell'intero Gruppo di Forza Italia che ha chiesto un'interruzione che poi, esce dall'Aula.
Io mi domando se siamo in una condizione di percorribilità sul piano politico, mancando il Presidente della Giunta, che è anche responsabile competente nella materia, e mancando un intero Gruppo politico nelle condizioni e con quanto poc'anzi è accaduto. Se noi dovessimo svolgere una cerimonia, la cerimonia si può svolgere, se vogliamo invece procedere all'attento esame di una legge importante qual è, in queste condizioni attuali, l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, credo che il Consiglio debba comporsi in modo più adeguato, e quindi, consentire che ci sia un confronto politico ed una successiva, soppesata e confrontata valutazione e decisione. Chiedo pertanto, in queste condizioni, di sospendere i lavori del Consiglio, tanto quanto consenta che la riunione riprenda in modo appena, come dire, soddisfacente.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi io credo che le questioni che lei ha posto siano assolutamente fondate, soprattutto per ciò che riguarda la non presenza del Presidente della Giunta, che è anche l'Assessore ad interim alla programmazione, non sapendo le ragioni per le quali Forza Italia non è presente potrebbe essere anche legittima un'assenza di Forza Italia, se si tratta di una scelta politica. Però mi pare che la percorribilità della riunione di stamattina sull'esercizio provvisorio, sia davvero limitata se non è presente il Presidente della Giunta, che, come dicevamo, è anche Assessore ad interim alla programmazione. Pertanto, la richiesta è accolta. Sospendiamo una mezzoretta o meno se serve, direi mezz'ora. Il Consiglio può riprendere alle 12 e 30, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 03, viene ripresa alle ore 12 e 47.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, io dovrei dare la parola al relatore di maggioranza che continuo a non vedere Aula, però c'è il Presidente della Giunta, c'è il relatore di minoranza, io dò la parola all'onorevole Cogodi perchè svolga la sua relazione.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi, relatore di minoranza.
COGODI (R.C.), relatore di minoranza. Presidente, se deve essere consumato il rito per il rispetto profondo che ho e che sicuramente hanno tutti coloro che in Aula sono presenti, potrei anche svolgere alcune considerazioni che attengono alle motivazioni e alle ragioni dell'opposizione e quindi, della relazione di minoranza. Reputo tuttavia che pur avuta la presenza del Presidente della Giunta, pure competente e responsabile del dicastero, chiamiamolo così, del bilancio, nel frattempo sono intercorse alcune altre novità sul piano politico che attengono anche alla vitalità, diciamo così, del Consiglio regionale. Parte del Consiglio regionale e, specificatamente, il Gruppo di maggioranza relativo della presunta maggioranza, dichiara apertamente di non volere essere presente in Aula, avendo richiesto chiarimenti di ordine politico al Presidente della Giunta regionale ed essendo in attesa dei ritenuti, per loro, chiarimenti. Io mi permetto di rappresentare ancora che in queste condizioni non vi sia una situazione di percorribilità del confronto politico. L'autorizzazione alla spesa, l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio, che si presume essere non un passaggio fugace di un mese, ma in partenza mi pare si voglia chiedere tre mesi e poi sicuramente saranno tutti quelli che il sistema legislativo prevede perchè il bilancio non risulta neppure inviato al Consiglio ancora, non non approdato in Aula, risulta neppure approvato dalla Giunta ancora. Risulta forse neppure istruito dalla Giunta, ancora. Per cui nessuno penserà che l'autorizzazione della spesa per un terzo di anno prossimo sia un passaggio tecnico, un fatto necessitato, e un fatto prevalentemente politico ed eminentemente politico. Per cui rinnovo e credo che sia opinione dei gruppi e dei consiglieri di opposizione, che sono larga maggioranza in questo momento in Aula, ritengo che questa valutazione imponga purtroppo ancora la sospensione dei lavori del Consiglio. Si tratta di un'imposizione immotivata per conto di chi lascia l'Aula, indica assessori, dice di essere maggioranza, maggioranza di Governo, e diserta il Consiglio, il Parlamento. Se questo è un Parlamento, e lo è, deve avere il senso di sé, la dignità non dico minima ma massima, o comunque adeguata per prendere in considerazione una condizione di non procedibilità politica, e il Presidente della Giunta dovrebbe dichiarare al Consiglio, al Parlamento dei Sardi quali sono queste vere ragioni che ancora bloccano l'operatività del Consiglio, e recano gravissimo danno alla Regione. Il Presidente della Giunta non si può sottrarre all'obbligo, in questo momento, di enunciare chiaramente al Consiglio, all'Aula, quali siano le ragioni politiche di questa condizione in cui si trova a non poter operare in Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Lei ha fatto una domanda e il Presidente è qua, ha sentito e decide lui se rispondere o no, non lo può obbligare lei e neanche io possiamo obbligare il Presidente della Giunta, anche se lei è il relatore di minoranza...
COGODI (R.C.). Io ho posto una pregiudiziale; non ho svolto la relazione di minoranza.
PRESIDENTE. Io le ho dato la parola perchè facesse questo. Onorevole Cogodi, mi scusi, le ho dato la parola per svolgere la relazione di minoranza, poi non sono entrato nel merito delle valutazioni che lei ha fatto, tutte politiche; adesso io devo aprire la discussione generale. Se il Presidente vorrà mi potrà chiedere la parola e io gliela darò, se non me la chiede io devo aprire la discussione e io devo far parlare chi chiede di parlare. Questo è il mio dovere. Non voglio prevaricare nessuno, tanto meno lei, poi sarebbe abbastanza difficile! Chi chiede di parlare?
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Ma, Presidente, a lei non sfugge, come non è sfuggito a noi, che questo Consiglio regionale, convocato per le undici e trenta, inizia alle ore tredici, non perché siano accaduti fatti gravi ma perché prima il Capogruppo di Forza Italia ha richiesto una breve Conferenza dei Capigruppo che non si è tenuta perché poi il Presidente del Gruppo di Forza Italia stesso ha rinunciato a questo, c'è stata un'ulteriore interruzione richiesta a lei dal Presidente della Giunta regionale, riprendiamo la discussione sull'esercizio provvisorio, penso che sia dovuta, Presidente, senza far finta di niente, senza far finta che siamo in discussione sull'esercizio provvisorio e che quindi siamo alle relazioni di maggioranza, di minoranza, e alla discussione generale, penso che sia dovuta al Consiglio una spiegazione su quanto sta accadendo, e che il Presidente che ha chiesto un'ora e mezza di interruzione debba spiegare al Consiglio che cosa è accaduto. Che cosa accade se un Gruppo di maggioranza, di quella maggioranza che ha annunciato un accordo politico per la nomina degli assessori qualche giorno fa, oggi non entra in Aula. Penso che al Consiglio sia dovuta una spiegazione, poi possiamo proseguire all'approvazione di un importante documento per l'esercizio provvisorio che, a lei ancora non sfuggirà, Presidente, non può essere votato, se l'opposizione non resterà in Aula e deciderà di partecipare al voto, perché la maggioranza non esiste!
Allora, se il nostro atteggiamento deve essere deciso, vorremmo decidere dopo aver capito che cosa capita e vorremmo anche che ci venisse chiesto se questo è un atteggiamento di responsabilità che consenta l'approvazione dell'esercizio provvisorio, che altrimenti non potrebbe essere approvato e noi, appunto, in mancanza di spiegazioni soddisfacenti, potremmo assumere un atteggiamento che impedirebbe l'approvazione dell'esercizio provvisorio, che è certamente importante ma la maggioranza è bene che faccia la maggioranza, se esiste una maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, le assicuro che a me, al Presidente del Consiglio non sfugge assolutamente nulla, anche perché è ben visibile che il partito più grande della maggioranza, se vuole, della presunta tale, di quella che era la maggioranza, adesso io non saprei come definirla, non è presente. E' una scelta politica, le ragioni di questa scelta politica io non le conosco. Il Presidente della Giunta, che è stato chiamato in causa da lei e dall'onorevole Cogodi, ha buone orecchie per sentire, se vorrà rispondere potrà rispondere. Se non risponde è una sua scelta, anche questa politica; ognuno qua si assume le proprie responsabilità, è evidente, così come l'opposizione - me ne rendo conto - si assumerà le proprie responsabilità come la maggioranza. So benissimo che se quel partito continuerà ad essere assente la presenza dell'opposizione sarà determinante per l'esercizio provvisorio, ma qui siamo tutti di fronte alle nostre proprie responsabilità, naturalmente chi dovrà valutare valuterà.
Io non posso, in assenza di richieste specifiche di sospensione o la parola per chiarire da parte di chi è stato chiamato a dare spiegazioni, io non posso in assenza di fatti nuovi fermarmi, devo continuare Siamo sede di discussione generale, lo ricordo. Se qualcuno chiede la parola io la do, se nessuno chiede la parola io passo alla fase successiva, facciamo votare il passaggio agli articoli.
Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà. Sulla discussione generale.
DORE (La Margherita-D.L.). Sull'ordine dei lavori. Presidente, noi, insieme a tutti i cittadini sardi, abbiamo letto nei giorni scorsi le dichiarazioni che lei ha fatto alla stampa con riferimento alle...
PRESIDENTE. Cosa c'entra adesso? Stiamo parlando d'altro, onorevole Dore, abbia pazienza! Guardi, le cose che dobbiamo discutere non vengono decise in questo modo. Adesso stiamo discutendo dell'esercizio provvisorio e delle cose che attengono a questo. Tutto il resto, guardi, lo discuteremo in altro momento, abbia pazienza.
DORE (La Margherita-D.L.). Arriviamo a questo, perché è un fatto recentissimo e lei ha dichiarato formalmente...
PRESIDENTE. Ma non è all'ordine del giorno. Onorevole Dore, le tolgo la parola. Se lei insiste le tolgo la parola.
DORE (La Margherita-D.L.). Mi tolga la parola, faccia quello che crede!
PRESIDENTE. Benissimo, stia comodo. Sulla discussione generale chi prende la parola?
spissu (d.s.). Cosa vuol dire che non può parlare?
PRESIDENTE. Non possiamo parlare a ruota libera, onorevole Spissu. Ci sono temi che sono stati concordati con lei e con gli altri e a quelli ci dobbiamo attenere. Quando poi discuteremo d'altro, discuteremo d'altro! C'è tempo per discutere di tutto, senza mischiare le cose.
spissu (d.s.). Questo è collegato, stia tranquillo, discuteremo di questo anche oggi anche perché è un tema pertinente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io non annoierò i colleghi e non occuperò molto del loro tempo, anche perché in queste condizioni sarebbe un tempo occupato per davvero male, non essendovi la possibilità di un contraddittorio e di un confronto minimo, nel merito, essendo evidente che chi ha presentato la proposta di autorizzazione all'esercizio provvisorio se ne va, diserta, si nasconde, non dice il perché, e lascia il Consiglio in queste condizioni, in una condizione di sostanziale inagibilità, inoperatività. Vero è che l'opposizione, le opposizioni sono presenti quasi interamente, e che quindi le opposizioni stanno garantendo la dignità di questa Assemblea, però non può accadere, e io continuo a pensare che non accadrà, che in una democrazia almeno decente, non dico una democrazia compiuta, una democrazia vissuta, una democrazia molto sentita, avvertita e partecipata, dico anche in una semplice democrazia appena decente, nessuno può continuare a ipotizzare che sui banchi del Governo siedano gli onorevoli Masala e Contu, e ogni altro onorevole lì presente, in nome e per conto di una maggioranza che sta da quella parte, che è il centrodestra, e continuino a sedere lì, perché questa parte, che è il centrosinistra, che è la sinistra, che è Rifondazione, che sono i sardisti, che sono le opposizioni vi tengano lì, vi consentano di stare lì, apparentemente governando o essendo al governo, in realtà solo scaldando la sedia inutilmente e dannosamente!
Quindi, quanto abbiamo prima rappresentato, il fatto che io non ho svolto le considerazioni di merito che sono parte della relazione di minoranza sull'autorizzazione all'esercizio provvisorio, e sul fatto che, potendo intervenire adesso in sede di discussione generale, intervengo per dire che questa è una rappresentazione scenica, il teatrino della politica che un tempo i signori della destra indicavano come la condizione nella quale la politica sarda si svolgeva, al quale teatrino loro avrebbero posto rimedio in questi anni. Ecco a che cosa si è ridotta, alla farsa! Perché anche nel teatro ci sono diversi generi che si possono degnamente rappresentare: c'è l'opera buona e c'è l'avanspettacolo, e anche l'avanspettacolo può essere un'opera, come dire, ben rappresentata. Parlo dell'avanspettacolo di un tempo, quello di prima, quello che precedeva lo spettacolo, che intratteneva il pubblico così, bonariamente, tanto per trattenerlo, in modo estemporaneo. Questo è questo Governo, questa Giunta e questa presunta maggioranza. Si vuol fare finta che non è così, non si vuol dire il perché, non si ha la dignità di andarsene. State lì, a recitare questa rappresentazione penosa!
Così come di questi tempi continuiamo ad assistere alle recite a soggetto, e qui nessuno di noi è solo soggetto singolare, certo con la sua coscienza, nella sua responsabilità sì, ma tutti noi siamo a vario titolo rappresentanti di qualcuno e di qualcosa e io non dirò cose che vanno fuori tema. Se parlandosi di autorizzazione alla spesa regionale, anche in via provvisoria per alcuni mesi, e quindi di un pezzo di bilancio della Regione, io non dirò cose fuori tema, se sfioro almeno l'argomento, che tra le spese ipotizzate vi potrebbero essere - io vorrei capire se vi sono - quelle relative al pagamento di indennizzi per invalidità a causa di servizio dei consiglieri regionali della Sardegna. Verrà depositato un documento formale in quest'Aula, che ponga una parola chiara, definitiva, precisa, degna, a una vicenda che la gran parte del Consiglio regionale ha ritenuto essere stato un errore di valutazione a suo tempo, e non muore nessuno in questo mondo se riconosce un errore di valutazione! Un errore di valutazione tecnico-giuridico, un errore di valutazione politica, un percorso non garantito, non dico di pubblica conoscenza, ma neppure di conoscenza interna, e ne discuteremo esattamente di questo, perché penso che qui nessuno, dal primo all'ultimo, abbia di che sconvolgersi. Io ritengo che chiunque possa commettere un errore di valutazione politica e anche e soprattutto di valutazione tecnico-giuridica e che riconoscere un errore di valutazione fa onore a chi lo riconosce e rinsalda il rapporto di fiducia con i cittadini. Non dire che una cosa è fatta in un modo e invece è un altro! Non dire che una questione è risolta e superata e poi dire che non è vero! Non dire che una cosa si revoca perché sbagliata e poi, invece, si ripropone perché sarebbe giusta! Così nessuno capirebbe nulla di che cosa accade, di chi decide e perché decide, della bontà delle decisioni della politica. E sto parlando di bilancio, sto parlando di risorse pubbliche e non vorrei che questa, come altre questioni, siano - come dire - trascinate dal fiume in piena delle cose dette e non dette, delle confusioni, degli equivoci, delle ambivalenze o trivalenze o quant'altro si vuole. Si dice di questo e si dirà di ogni altra cosa, qui, con chiarezza, perché la sede dell'autonomia è la sede della chiarezza e della legalità massima, e della legalità massima fa parte anche, ripeto, l'errore di valutazione, che quando è corretto fa onore e non induce nessuno a dire che non è integralmente rappresentante del popolo sardo. Ma dicendo le cose come sono, non in modo diverso.
Torneremo sul punto perché, ripeto, è utile per tutti: è utile per i colleghi che a suo tempo non conoscevano di questo fatto; è utile per chi dice che tutti conoscevano di questo fatto, dire perché dice questo e su che cosa basa, non dico una convinzione, ma una dimostrazione che invece deve essere data; è utile per i colleghi che, in totale buona fede, a fronte del funzionario che gli annuncia che c'è un istituto giuridico che gli consente di avere un beneficio, fa quella domanda, ovviamente la fa. Ed è utile che quel collega sia nelle condizioni di dire: "Un funzionario degli uffici mi ha detto che c'è un istituto giuridico che consente legittimamente l'accesso", non a un privilegio, a un ritenuto diritto e che cosa si fa? Quel collega non presenta una domanda, non compila un modulo, se così gli è stato detto? Rimane il fatto del perché quel funzionario non ha detto a tutti i consiglieri o a tutti i destinatari possibili, in modo formale, che vi era questa eventualità, perché può essere che quello che non vedono due occhi lo vedano quattro e quello che non vedono quattro, lo vedano quattrocento, e può essere che un Consiglio, come in altre circostanze è accaduto, non perché uno di noi sia migliore degli altri, lo voglio dire, almeno trattando di queste cose, ma perché ognuno di noi, l'ho detto altre volte, c'è chi sa di più in una materia e chi ne sa di più in un'altra e quindi c'è chi comprende l'effetto che può derivarne sul piano tecnico-giuridico, così come un altro collega meglio comprende l'effetto che può derivare da una norma sul piano tecnico-edilizio, per esempio. Quindi non c'è nulla che porti a dire, ma io dico che quattro occhi vedono più di due, quattrocento più di quattro. Però quello che non è accaduto non si può dare per accaduto e quello che deve accadere è una chiarezza su tutto e soprattutto è una decisione definitiva, che se la gran parte di questo Consiglio ha dichiarato pubblicamente di fronte al popolo che vi è stata una errata comprensione di una cosa, quella errata comprensione si supera superandola davvero, per oggi e nell'intenzione di domani, perché se una cosa si ritiene giusta domani ed è giusta anche oggi, allora si fa oggi e si difende oggi. Ma ci sono qui aspetti che meglio debbono essere chiariti sia sul piano politico, sia sul piano fattuale, sia sul piano tecnico-giuridico e che potranno essere chiariti quando partitamente, attraverso gli strumenti regolamentari, arriveremo al punto specifico, perché anche di questo e anche trattando di questo stiamo trattando di bilancio, cioè di risorse pubbliche della Regione e del modo migliore di utilizzarle.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (U.D.S.-Centro). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io ho sempre ritenuto che i modi e i tempi della discussione dei problemi in Consiglio regionale siano importanti, determinanti, perché dettano e segnano il ritmo degli avvenimenti che si susseguono nella nostra Regione. Credo che qualunque consesso farebbe la stessa cosa.
Quando il Consiglio regionale sarà chiamato a discutere del completamento dell'Esecutivo, della Giunta regionale, avremo modo di chiarire la nostra posizione ma non soltanto noi, credo tutti in quest'Aula, tutti i partiti politici. Non si tratta di un avvenimento secondario; si tratta di un avvenimento importante, che segnerà le future alleanze in questa Regione, che segnerà lo stato dei rapporti tra le forze politiche che hanno governato quest'Isola in questi anni e quelle che governeranno in un prossimo futuro. Siamo alle soglie di una rivoluzione culturale e politica con l'elezione diretta del Presidente, ritengo che quella sia l'occasione importante, meditata, riflettuta, non affrettata per discutere e per dire ognuno di noi come la pensa e come si pone per quanto riguarda il Governo della Regione oggi, ma in particolare per quanto riguarderà il futuro della nostra Regione.
Allora qui non siamo per fare un chiarimento di natura politica; c'è stata la richiesta di iscrizione all'ordine del giorno di un argomento, che è avvenuta, siamo qui per discutere di un fatto importantissimo, che riguarda l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione. E l'autorizzazione - onorevole Cogodi - all'esercizio provvisorio fa riferimento al bilancio consolidato e non alle proposte del bilancio in itinere dell'esercizio in corso e quindi, mi sembra evidente che si tratta di un atto dovuto, di un anno politico che non è discrezionale, ma che deve essere dato immediatamente, senza perdere tempo; si tratta di adempimenti che attengono all'esercizio del potere di ogni singolo consigliere regionale, dei singoli partiti politici, del Consiglio regionale in quanto istituzione proposta a garantire la funzionalità della Regione. E credo che l'appello vada rivolto a tutte le forze politiche ed ai singoli consiglieri regionali che non si possono sottrarre a questo dovere fondamentale di non chiudere la Regione, di non paralizzare la vita della Regione, ma di poter consentire di continuare almeno nell'ordinaria amministrazione per garantire a tutti quelli che ci guardano e che spettano questo atto dovuto del Consiglio regionale, per continuare a marciare in attesa poi di chiarire le posizioni politiche definitive. Ecco perché io mi sento di dire che noi oggi siamo qua non per divertirci, ma perché dobbiamo compiere un atto che è nostro dovere compiere, ed è per questo che credo che noi prima lo approviamo e meglio è.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, intende parlare?
CAPPAI (U.D.C.).No.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Presidente, solo due parole per dire che ci troviamo in una situazione veramente paradossale. La maggioranza, chiamiamola così per convenzione, non è in grado di far passare, non dico il Dpef, non dico la manovra di bilancio, non è in grado di far passare l'esercizio provvisorio. E' come dire che non è in grado nemmeno di respirare, però pretende di esistere.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE Salvatore SANNA
(Segue SCANO.) Io non dico altro su questo tema, mi limito ad affermare a ragion veduta che mai si è determinata una situazione del genere, mai! Non ci sono precedenti di questo tipo. Concludo con un riferimento ad una questione che non è esattamente attinente all'esercizio provvisorio ma che come è stato già detto da un collega rientra nell'ordine del giorno, perché riguarda le risorse della Regione. Mi dispiace che non ci sia in questo momento il Presidente Serrenti, può essere che abbia capacità divinatorie! Io ho letto con grande disappunto, credo come molti altri consiglieri, le dichiarazioni del Presidente del Consiglio regionale sul tema delle invalidità dei consiglieri regionali.
Ed allora, voglio dire con molta chiarezza due cose. Uno, non risponde al vero che tutti sapessero, e quando si fanno quelle affermazioni bisogna pensarci bene, perché esistono anche profili legali, è chiaro cosa sto dicendo? Quindi, non risponde al vero che tutti sapessero. Il Presidente del Consiglio regionale mente! C'era chi non sapeva nulla, c'era sicuramente chi sapeva qualcosa, ma non i termini esatti, c'era chi sapeva tutto, e c'era chi ha pensato, progettato per trarne un utile.
Secondo, l'opinione espressa dal Presidente del Consiglio regionale all'opinione pubblica molto rassicurante, tranquilli che reintrodurremmo tutto, io spero che sia solo una sua opinione personale, sicuramente non è l'opinione della gran parte di questo Consiglio regionale, se verrà presentato - come è stato preannunciato - un ordine del giorno su questa materia, io non solo lo voterò ma chiedo il privilegio di poterlo firmare.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Molto brevemente, io credo, Presidente Masala, non abbiamo più voglia neanche di arrabbiarci, che cosa intende fare? E` lei che si deve rivolgere al Consiglio. Non si riesce ad approvare nessun provvedimento, non si riesce a riunire le Commissioni, ci chiamate sempre a dimostrare un grande senso di responsabilità per assicurare il numero legale, per poi trovare occasione per insultarci appena siete poco poco ricompattati nuovamente. Che senso ha, Presidente Masala, che lei passi alla storia come il Presidente che ha gestito quattro Assessorati ad interim, che non riesce a portare avanti neanche l'esercizio provvisorio? Che senso ha che lei passi alla storia, comunque, come un Presidente che amministrerà anche l'esercizio provvisorio senza i voti del partito di maggioranza relativa? Io credo che lei abbia, Presidente, un'unica possibilità, lei sta violando la legge, lo sa benissimo che non era assolutamente possibile che lei avesse un'altra proroga di tre mesi per quanto concerne gli interim, lei lo sa, faccia una cosa, Presidente, guardi, così trascorriamo anche un Natale in tranquillità tutti, anche i sardi, ma soprattutto i sardi, si dimetta, non è in condizioni di poter governare, rassegni immediatamente le dimissioni, lei non ha avuto ancora la fiducia! Lei non ha ancora avuto la fiducia! Lei è stato eletto con 28, 29 voti. Se non ci sono le condizioni politiche perché lei possa governare la Sardegna, rassegni immediatamente le dimissioni, poi ci può essere il senso di responsabilità, il senso di responsabilità delle opposizioni, così come l'abbiamo dimostrato in altre occasioni, però non ci sono le condizioni. Ci sono drammi in ogni angolo della nostra Isola. Allora l'invito che io le faccio con molta serenità, come vede, è che veramente riacquistiamo tutti un minimo di dignità e i sardi credo che la ringrazieranno per questo atto, si dimetta perché non ci sono davvero le condizioni per poter governare.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Purtroppo un momento fa mi è stata tolta la parola ed è una cosa che non capita mai in questo Consiglio, nel quale si parla di tutto quello di cui è possibile parlare ed anche di quello di cui sarebbe impossibile parlare e comunque non si dovrebbe parlare. In ogni caso, quello che si può dire con riferimento a questa altra giornata squallida, la giornata è bella dal punto di via meteorologico, però è squallida perché la cosiddetta maggioranza è presente con una scarsissima rappresentanza, mancano interi gruppi politici e questa è ancora una volta la certificazione di un fallimento. Dispiace sul piano umano per il Presidente che è persona che ha tante qualità, però è vero, Presidente, voler sbattere la testa contro il muro, o meglio, a sbattere la testa contro il muro, di solito alla fine si finisce per rompersela ed è grave, ed anche per certi aspetti doloroso, che ciò capiti ad una persona come lei ed anche ad alcuni dei componenti della Giunta che sicuramente sul piano personale sono egualmente rispettabili ed apprezzabili; però, purtroppo, questa Giunta come è già stato detto e mi dispiace che nessuno ne abbia voluto tener conto, Presidente, non è mai nata, l'abbiamo già detto, la legge fondamentale della Regione in materia, la numero 1 del 1977, prevede che la Giunta deve essere formata da un Presidente e da 12 Assessori, non può nascere una Giunta con otto Assessori con riserva di nominare gli altri. Questo è contro legge, può dispiacere, può dar fastidio ma è così, lo vogliamo capire o non lo vogliamo capire? Quello che sta succedendo, che è successo in questi mesi, e che sta succedendo oggi, ripeto un'ulteriore certificazione è la conseguenza di quella origine, è la conseguenza di quella origine, di una Giunta che nasce con otto componenti e con il Presidente che sperando e credendo di poter fare i salti mortali, assume quattro interim, gli interim possono essere assunti strada facendo, quando capitano delle questioni ad una Giunta costituita regolarmente, non possono essere usati, non è mai successo nella storia dell'autonomia della Sardegna, ma soprattutto non è mai successo da quando c'è questa legge che ha disciplinato con precisione questa situazione. Allora anch'io vorrei invitarla a prendere atto della situazione e con riferimento alle dichiarazioni alla stampa rese dal Presidente Serrenti, non ho altro che da confermare ciò che è stato detto dal collega Scano e che prima mi è stato impedito con violenza di dire. Molti di noi non sapevano assolutamente niente della vicenda ed è veramente spiacevole che veniamo coinvolti tutti in una questione che, fermo il rispetto, il grande rispetto che dobbiamo alle persone che erano coinvolte sul piano della salute in questa questione, perché vanno rispettate e certamente erano tutte in perfetta buona fede perché stavano usando uno strumento, posto a disposizione dall'organo competente, e quindi stavano esercitando nient'altro che un diritto, e questo va sottolineato, però chi ha ispirato la questione ed anche l'organismo, l'organo che ha approvato questa questione, l'ha approvata con un discorso improprio, cioè paragonando i consiglieri regionali ai pubblici dipendenti, il che giuridicamente è impossibile. Detto questo, il Presidente dovrebbe aver maggiore rispetto nei confronti del Consiglio e dei singoli componenti del Consiglio, soprattutto in un'occasione come quella degli auguri natalizi alla stampa o dello scambio degli auguri natalizi, nel quale parlava a ruota libera e senza alcun possibile contradditore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Certamente non era prevedibile questa situazione, però l'intervento dell'onorevole Floris mi spinge ad esprimere anch'io una considerazione. Qui ci sono stati due colleghi che appartengono allo stesso Gruppo, il collega Dore e il collega Fadda, che hanno richiesto le dimissioni del Presidente. Io penso che l'abbiano fatto perché il momento è particolare, ma li invito a riflettere. Le dimissioni del Presidente in questo momento probabilmente vuol dire creare un danno all'intera Sardegna, perché vuol dire non approvare l'esercizio provvisorio, vuol dire non consentire al sistema economico e produttivo della nostra Isola di poter andare avanti.
Noi coerenti come siamo sempre stati rivolgiamo un invito a tutti i colleghi perché si discuta l'esercizio provvisorio e lo si approvi, una volta approvato l'esercizio provvisorio si possono aprire tanti tavoli, ma io penso che sia doveroso per ognuno di noi mettere davanti alla politica l'interesse precipuo dell'Amministrazione. Ed allora, visto e considerato che oggi non siamo parlando né della politica, né delle invalidità, né delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, ma siamo stati convocati per esaminare il disegno di legge sull'esercizio provvisorio, l'invito che come Gruppo facciamo a tutti i colleghi è quello di procedere all'esame del disegno di legge, lasciando magari a fra qualche giorno l'apertura di tanti tavoli di trattative che oggi sicuramente non si possono aprire. Però, stiamo attenti, non lasciamo la Sardegna senza un atto amministrativo che, come ha giustamente detto il collega Floris, probabilmente è l'atto più importante che questo consesso deve approvare.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (AN), Presidente della Regione. Grazie Presidente. Ma, indubbiamente io dubito molto che passerò alla storia, ma se questo dovesse accadere vorrei passare non tanto per gli interim, per la maggioranza che esiste o che non esiste, ma certamente vorrei essere ricordato per uno che sa assumere le sue responsabilità e che non scappa di fronte ad esse, e questa è una di quelle occasioni. Credo che sia più o meno uguale a quella nella quale mi sono trovato ai primi di settembre, un senso di responsabilità ed io sono qui, di fronte al Consiglio, che è lo stesso di allora, forse con gli stessi interlocutori di allora, ma io ho il privilegio in questo momento di poter dire che non scappo di fronte alle responsabilità perché credo che il dovere del Presidente in questo momento fosse e sia quello di presentare al Consiglio l'esercizio provvisorio, perché senza l'autorizzazione all'esercizio provvisorio evidentemente si ferma la macchina regionale, chiunque sia a dover poi assumere responsabilità di governo, perché è un fatto che è nelle cose, qualcuno ha ricordato che è un atto dovuto; l'assessore Contu, che di queste cose se ne intende, mi ricordava, mi sottolineava che quello dell'esercizio provvisorio è un atto dovuto. Anch'io l'ho imparato in ritardo perché in altre occasioni ho ritenuto che fosse un dovere del Consiglio nel suo insieme o che fosse solo ed esclusivamente un dovere della maggioranza, non è così, è un dovere del Consiglio quello di approvare l'esercizio provvisorio; ci sono tanti modi per approvarlo, dando il consenso, astenendosi, insomma, quelle sono le strade che vengono lasciate alla discrezione dei Gruppi. Io ho anche cercato di agevolare il percorso dell'approvazione dell'esercizio provvisorio presentando un emendamento di modifica ad uno dei commi che è stato, diciamo così, contestato in Commissione e, quindi, diciamo che possiamo anche alleggerire il testo del disegno di legge pur di raggiungere l'obiettivo dell'approvazione.
Non sono neppure insensibile a tutte le questioni che sono state fatte, io le registro, però cerco di metterle in un piatto della bilancia, ci sono le esigenze di carattere politico e ci sono le esigenze di carattere istituzionale. È oggi il momento di privilegiare le questioni di carattere istituzionale, quando sarà il momento valuteremo anche le questioni che sono sulla bilancia della politica, perché anche in quelle circostanze sicuramente io non scapperò da fronte alle responsabilità, ecco perché mi rivolgo all'interno Consiglio, chiedendo al Consiglio un atto istituzionale, non un atto politico, o più che un atto politico, un atto istituzionale, agevolando il percorso di approvazione di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Possiamo passare al voto. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà. Sulle modalità del voto?
SPISSU (D.S.). No, Presidente, per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Noi, Presidente, abbiamo rappresentato come opposizione una situazione politica grave, di pesantezza che continua a durare nonostante i proclami di ricomposizione dei dissidi nella maggioranza, nonostante l'indicazione del raggiungimento di un accordo per la nomina degli Assessori, noi continuiamo a registrare all'interno della maggioranza un forte dissidio politico. Un dissidio politico tanto forte da aver impedito nella scorsa riunione dei Presidenti dei Gruppi consiliari che la sostituzione, la nomina degli Assessori venisse inserita all'ordine del giorno perché è stato detto in quella sede dovevano essere risolti alcuni nodi politici. Questi nodi politici non sono stati risolti fino ad oggi, è stata richiesta un'interruzione del Consiglio per un'ora e trenta, il Gruppo più grande della maggioranza o che dovrebbe ritornare a far parte della maggioranza, quello di Forza Italia è assente dai banchi del Consiglio perché evidentemente continua a registrarsi un problema politico irrisolto, di una maggioranza che è tale e quale dal momento della sua costituzione.
Il Presidente Masala potremmo definirlo il Presidente del senso della responsabilità, perché è nato per senso di responsabilità e perché dovevano essere varate sostanziali riforme in questo scorcio di legislatura, per la verità di riforme ne abbiamo visto poche, abbiamo visto molta ordinaria amministrazione, variamo oggi e chiede anche a noi dell'opposizione un senso di responsabilità per consentire che si possa spendere dal 1° di gennaio per dodicesimi così come prevede la nostra legge di contabilità. Noi senso di responsabilità, onorevole Masala, ne abbiamo molto e confermiamo a distanza di quattro mesi, quasi, dalla nascita di questa Giunta che questa Giunta manca del presupposto fondamentale, quello cioè di avere una maggioranza politica. Questa è una Giunta che per senso di responsabilità è senza numeri, con quattro assessorati ad interim continua a galleggiare come un sughero che continua a stare a galla, nonostante tutto; temo che finiremo la legislatura per senso di responsabilità di atto in atto, rotolando fino alla sua naturale conclusione.
Si può andare avanti naturalmente anche così, senso di responsabilità, secondo noi questa volta sì verso i sardi vorrebbe che questo Esecutivo si dimettesse prendendo atto del fatto che non ce la fa a vivere perché mancante di uno dei presupposti fondamentali. E tuttavia siccome oggi siamo qui per approvare e per discutere dell'esercizio provvisorio, noi per senso di responsabilità verso i sardi, registrando e confermando il dissenso politico profondo verso questo modo di condurre le vicende verso i sardi, noi ci asterremo, nel senso che voteremo giallo, e quindi resteremo in Aula a votare, questo esercizio provvisorio emendato di tutte quelle parti che a noi sembrano assolutamente spurie, rispetto al testo, tranne una che è stata concordata all'unanimità in Commissione, e che per un incidente regolamentare era saltata nell'assestamento di bilancio, che è la questione relativa agli occupanti degli alloggi popolari.
Quindi, con quest'unica eccezione all'unanimità approvata in Commissione io penso che ci asterremo sull'esercizio provvisorio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, per dichiarare che permetteremo comunque i tre mesi di esercizio provvisorio garantendo la presenza e quindi astenendoci, che venga approvato, poi per quanto riguarda altre parti intruse che ci sono credo che dovranno essere fatte delle valutazioni. Mi permetto poi di chiedere modalità di voto differenziate, insomma, chiederò per esempio, signor Presidente, che si voti col sistema elettronico e che si voti l'articolo 1 sino al comma cinque, per poi chiedere anche altro, ma su altre parti dirò successivamente.
Presidente Masala, noi prendiamo atto che lei non scappa di fronte alle responsabilità; però quello che noi le abbiamo detto è un'altra cosa, che è scappata Forza Italia e che quindi lei è un abusivo! Cioè, noi non stiamo dicendo che lei scappa, non scappa, è scappata Forza Italia e quindi di fronte alle responsabilità, di fronte alla mancata nomina degli assessori, io credo che lei si trovi in una posizione dall'inizio del suo mandato senza maggioranza. E di questo noi le abbiamo chiesto che prendesse atto!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Grazie Presidente. Il Presidente Masala è stato definito da più parti come il Presidente con senso di responsabilità perché resta al suo posto per compiere in alcuni casi atti necessitati quale è questo, e non scappa, non fugge così come altri, Presidente, fanno! Per essere però definito il Presidente della responsabilità è necessario che vi sia anche equilibrio da un lato, consapevolezza anche dei propri limiti in maniera costante e, perché no, autorevolezza.
Ecco, lei Presidente sarà pure il Presidente della responsabilità che resta al suo posto, ma l'equilibrio, l'autorevolezza, la consapevolezza anche dei limiti evidentemente manca e, in ogni caso, io credo che più che Presidente della responsabilità, lei possa essere considerato un Presidente prigioniero. Prigioniero non su un atto, non su un fatto, non per un giorno, Presidente, ma per tempi ormai lunghi, perché lei è prigioniero da lungo tempo ed è prigioniero di una giustizia politica che non decide, di una giustizia politica che prende tempo e che sceglie, così come in altre occasioni ha fatto, anziché la partecipazione, anziché la decisione e la determinazione politica, e quindi anziché la responsabilità, sceglie la fuga.
Certo, se fossero loro, quelli che fuggono, a dover subire un giudizio dovrebbero essere giudicati in contumacia, lei contumace non è, ma la condanna politica credo che in ogni caso non potrà mancare.
Ed allora, Presidente, per passare da Presidente prigioniero, per essere il Presidente della consapevolezza dei limiti, le resta solo un atto da compiere, l'atto più naturale, l'atto più dignitoso, un atto politico che è assolutamente ineludibile, quello della presa d'atto della situazione che si è creata e delle dimissioni sue e degli altri componenti del suo Esecutivo; così forse con questa azione da Presidente prigioniero diventa Presidente della responsabilità reale.
Il voto, signor Presidente, anche nostro, sarà davvero per senso di responsabilità di astensione, ma anche noi ci riserviamo al momento opportuno di chiedere il voto per parti perché il provvedimento è infarcito anche di aspetti più complessi, rispetto a quelli esclusivi del voto per l'esercizio provvisorio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ma, si è chiesto qualche collega anche autorevole per la responsabilità, che essendo parte costitutiva nella presunta maggioranza, ma quando mai si è visto che non si voti l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, ma quando mai si è visto che chi presenta una proposta dopo che l'ha presentata se ne va! Che chi è titolare della proposta stia fuori dall'Aula e che si abbia la pretesa che l'approvino gli altri, ma quando mai si è visto! Perché è chiaro ed evidente che la parte residua di chi propone in quest'Aula è palesemente minoranza. Quindi, è di altrettanta evidenza che o di "riffa o di raffo" se qualcosa passerà di autorizzazione alla spesa provvisoriamente della Regione, passa perché concorda o si astiene l'opposizione.
Ma questo, caro collega, stimatissimo ed espertissimo Felice Contu, rientra nelle tradizioni? No. Che sia l'opposizione ad approvare le proposte della maggioranza? Solo se concorda nel merito o se la maggioranza se lo merita, ma lei ritiene davvero di meritarsi qualcosa del genere, penso che neppure lei in coscienza lo immagini, lo pensi o lo pretenda, no proprio. Perché credo che la condizione miserrima, in termini politici, ed anche in qualche modo l'offesa che si arreca all'istituzione autonomistica in questo modo e con questi comportamenti, pesi su tutti, ivi compresa quella parte residua di maggioranza che ancora deve sopportare questo fardello. Potremmo dire "affari vostri che sopportate fardelli di tal fatta!" E non comprendiamo il perché li vogliate sopportare se proprio non siete politicamente masochisti! E per molti versi autolesionisti!
Però, dice il presidente Masala: "non scappo!" Infatti, appena ha detto non scappo se n'è andato. Perché qui in questo mondo siamo tutti arditi! Tutti leoni! Salvo poi non concludere nulla. Chi è leone fa qualcosa da leone! Chi è gatto, rimane gatto, fa qualcosa da gatto! Anche un altro Presidente prima di Masala aveva detto: "Lascio, ma non mollo!" E poi invece ha mollato e non ha lasciato! E, così pure Masala, non scappa però se ne va.
E così ognuno pensa che si possa campicchiare in politica. La situazione è grave in questa Regione ed è inutile che ce lo ripetiamo e lo ripetiamo tutti tra di noi vicendevolmente, tutti lo avvertono che la situazione è grave; la condizione sociale, la condizione economica è grave e voi state decidendo che questa Regione per molti mesi a venire non abbia bilancio, lo state decidendo voi, in gran parte lo avete già deciso, ma oggi non è che mettete le ali ai piedi per recuperare il ritardo, state continuando ad andare lentamente così, lungo quella strada perversa che avete iniziato a percorrere.
Forza Italia è in maggioranza, però fa finta di non nominare assessori, poi Forza Italia nomina assessori, però non viene in Aula, però non ha assessori formali, non ne ha quattro formali o tre o quanti gliene dovete dare, però ne ha quaranta di assessori informali, perché in questa Regione ormai sono tutti assessori. Gli uffici di staff, i consulenti, gli occasionali passanti da quelle parti sono tutti assessori ed ogni tanto vediamo in sovra impressione anche nei comunicati ufficiali, nelle televisioni, gente che accompagna, delegazioni a Roma, vanno negli uffici e nei Ministeri, un impiegato, un consulente, un segretario, del segretario e del segretario, tizio o tizio, o caia, Regione Sardegna!
Ma, che succede se non si approva questo provvisorio? Non succede nulla! Succede che c'è l'obbligo di presentarne un altro, ed allora siccome questo lo propone chi lo propone noi riteniamo di non poterlo votare; se un esercizio provvisorio in termini meramente tecnici nasce in Consiglio perché c'è la necessità di non bloccare responsabilmente la Regione, allora la Giunta ritiri questo e tra un'ora ne presentiamo un altro, però non daremo il vantaggio politico a questo pezzo residuo di Giunta, e di maggioranza che fugge, di concorrere a ché approvino una loro proposta così formulata e così titolata. Ecco perché il nostro voto nella fase attuale è comunque un voto contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Molto brevemente, signor Presidente, intervengo anche con un senso di imbarazzo, ma la partita che stiamo discutendo, cioè l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, io in questi quattro anni di esperienza in Consiglio regionale, chi mi è stato vicino, mi ha sempre fatto capire che era un fatto tecnico e quindi un atto dovuto anche; quindi intervengo perché tutti possiamo essere liberi di esprimere anche il proprio pensiero su quella che comunque è la situazione politica ma in modo particolare su questa legge che autorizza l'esercizio provvisorio per tre mesi del 2004, sino al 31 marzo.
Credo che dichiarare che voterò a favore perché appartengo ad un partito, ma un partito che è abituato, un partito anche di Governo, sia una cosa doverosa e quindi esprimerò il mio voto a favore per l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, perché non me la sento sinceramente di dover assumere una posizione diversa che significa anche non autorizzare, non assumere impegni di spesa per gli stipendi, per non poter finanziare importantissime leggi di settore, di tutti i settori produttivi di questa Regione.
Quindi, con grande senso di responsabilità, in un momento anche difficile, in un momento anche di grande imbarazzo esprimo e dichiaro il mio voto favorevole all'autorizzazione dell'esercizio provvisorio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Qui uno se non ha voglia di intervenire lo costringete ad intervenire! Non è che adesso arrivano anche le dichiarazioni di voto dai banchi della cosiddetta maggioranza, eh, ci mancherebbe! Ma, il senso di responsabilità al quale fate riferimento è ben altra cosa, guardate; certo l'esercizio provvisorio è necessario approvarlo perché sennò magari crolla il Palazzo e non è così perché lo sappiamo tutti, e passi questo. Ma che non si voglia prendere atto di una situazione politica di una gravità che credo di poter tranquillamente affermare che nella storia dell'autonomia non si è mai verificata, e far finta che il senso di responsabilità autorizzi chiunque ad andare avanti, stiamo dicendo cose non vere. Diverso sarebbe stato, presidente Masala, approvare nel modo in cui lo stiamo facendo, nel significato politico che questa situazione ci obbliga a trarne le conseguenze è quello di approvare è vero l'esercizio provvisorio, ma poi di andare via. Non è che s'inizia un altro giro e un'altra corsa!
Qui non siamo in un parco giochi! Un'analisi politica va fatta, il senso di responsabilità lasciamolo perdere, per grazia di Dio, ed ogni tanto qualcuno riesce a rovinarlo il senso di responsabilità. Però, quattro mesi in queste condizioni, senza una maggioranza, con una situazione che non trova giustificazione alcuna, io avrei pensato di dover sentire dalla viva voce del Presidente che subito dopo l'approvazione dell'esercizio provvisorio si sarebbe dimesso. Così mi hanno insegnato; così la maggior parte di noi intende la politica, non nel far finta di niente e nel riprendere daccapo come se niente sia avvenuto. Il fatto che il Gruppo di Forza Italia non resti in Aula non è solo il senso di responsabilità che viene meno, è una situazione politica che viene manifestata apertamente, dopo quattro mesi non intendono ancora far parte di questa maggioranza, se non alle condizioni che loro pongono e che gli altri non accettano e mi sembra normale, perché non si può giocare sempre da una posizione di forza, pur non avendo quella forza; però guarda caso negli assessorati che il Presidente ancora oggi dopo quattro mesi mantiene in interim, succede che le segreterie sono formate dalle stesse persone che in precedenza, quegli assessori di Forza Italia avevano nella loro collaborazione e che molti di quegli assessori ancora stiano lì a pascolare ogni mattina, presidente Masala, in quegli assessorati, quindi hanno le segreterie, ci vanno senza essere assessori e si pretende di tenere il silenzio su una situazione come questa, la cui gravità la conosciamo tutti e la vogliamo tener nascosta. Bisogna denunciarle queste cose. Se uno non è Assessore non si tiene le proprie segreterie e tanto meno va dentro gli assessorati a far finta di essere ancora l'Assessore, magari ombra in attesa di nomina. Questo sta accadendo e, quindi, non si può restare senza numeri, senza una maggioranza numerica, perché politica non lo siete mai stati, siete stati sin dall'inizio una maggioranza numerica. Oggi quei numeri non ci sono e grazie a Dio l'abbiamo toccato con mano tutti quanti ed è necessario riazzerare la situazione, con la speranza che qualcuno riesca a ritrovare il bandolo della matassa. Comunque, il voto di astensione per l'approvazione, come dicevano i colleghi che mi hanno preceduto, lo daremo, ma non potete pensare di proseguire - facendo finta di niente - il vostro percorso per raggiungere quegli obiettivi, che la prossima campagna elettorale qualcuno vi ha dato. Non sono quelli gli obiettivi; l'obiettivo è quello di governare se si hanno i numeri e se si ha la forza politica per poterlo fare, e voi oggi non ce l'avete.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Chiedo la votazione nominale sul passaggio all'esame degli articoli.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, PUSCEDDU, DEMURU, COGODI, DEIANA, DORE, BIANCU.)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - DIANA - FLORIS - FOIS - FRAU - LADU - LIORI - LOCCI - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PIRASTU - PISANO - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: COGODI - ORTU - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 31
Astenuti 29
Maggioranza 16
Favorevoli 28
Contrari 3
(Il Consiglio approva).
Si dia lettura dell'articolo 1.
LICANDRO, Segretario:
Art. 1
Esercizio provvisorio
1. Ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e successive modifiche e integrazioni, e in deroga al comma 2 del medesimo articolo, la Giunta regionale è autorizzata ad esercitare provvisoriamente, e fino a quando sia approvato con legge, e comunque non oltre il 31 marzo 2004, il bilancio della Regione per l'anno 2004, secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa, le eventuali note di variazione con le disposizioni e le modalità previste nella legge regionale 29 aprile 2003, n. 4, ad esclusione delle autorizzazioni di spesa una tantum o incrementative di stanziamenti determinati da apposite disposizioni normative.
2. Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare i tre dodicesimi degli stanziamenti previsti per ciascuna unità previsionale di base degli stati di previsione della spesa.
3. Nei pagamenti di spesa la Giunta regionale è autorizzata al pagamento dell'intero ammontare dei residui nonché degli impegni di spesa assunti in conto competenza a' termini del comma 2.
4. Il limite di cui al comma 2 non si applica ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.
5. Sulla UPB S03.053 (cap. 03209) è autorizzata l'assunzione di impegni sino al limite dello stanziamento previsto per la stessa UPB nella proposta di bilancio di cui al comma 1.
6. Sugli stanziamenti in conto dei capitoli 05321 (UPB S05.087) e 05291 (UPB S05.079) possono essere assunti impegni estesi a carico degli esercizi successivi a' termini dell'articolo 20 della Legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modifiche, senza i limiti di cui al comma 2.
7. È accertata al 31 dicembre 2003 l'economia degli impegni assunti a tutto il 31 dicembre 1999; è, altresì, accertata l'economia dei residui di stanziamento a tutto il 31 dicembre 2003; sono fatti salvi gli impegni e i residui di stanziamento destinati: agli interventi finanziati o cofinanziati dall'Unione Europea, alla realizzazione di opere pubbliche in esecuzione diretta limitatamente agli importi degli appalti comprensivi delle somme a disposizione per i quali i relativi bandi siano stati pubblicati prima della chiusura dell'esercizio, agli interventi di programmazione negoziata, agli indennizzi per danni subiti dalle aziende agricole per eventi calamitosi, ai fondi degli accordi sindacali, al fermo biologico, nonché i residui derivanti dall'applicazione dei commi 4 bis, 4 ter, 5 bis e 5 quater dell'articolo 62 di cui alla legge regionale n. 11 del 1983, e successive modifiche e integrazioni.
8. Sono fatte salve, altresì, le somme sussistenti nel conto residui non impegnate alla data del 31 dicembre 2003 relative al capitolo 10295 e quelle disimpegnate entro la medesima data relative ai capitoli 10292 e 10295 dellaa UPB S10.075 nonché le somme non impegnate alla suddetta data relative agli stanziamenti di cui al disegno di legge presentato al Consiglio regionale il 14 ottobre 2003 concernente "Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria), variazioni di bilancio e disposizioni varie".
9. All'assolvimento delle obbligazioni giuridicamente perfezionate persistenti in capo all'Amministrazione regionale in conseguenza dell'applicazione del comma 7 si provvede mediante attingimento dai fondi speciali di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983 e con la procedura ivi prevista.
PRESIDENTE. All'articolo 1 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 1
Il comma 7 è sostituito dal seguente:
Le somme sussistenti nel conto della competenza e dei residui sui capitoli destinati agli interenti di programmazione negoziata, ai fondi accordi sindacali e al fermo biologico, non impegnate alla data del 31 dicembre 2003, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo. (5)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per illustrare l'emendamento.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. È una proposta di sostituzione del comma settimo mediante un'autorizzazione alla conservazione di residui, sui fondi di accordi sindacali, fermo biologico, quelle eventualmente non impegnate al 31 dicembre.
PRESIDENTE. Il parere del relatore mi pare sia inutile perché non c'è il relatore. Il parere della Giunta è stato già espresso in sede di presentazione dell'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Rinnovo, Presidente, così non lo faccio successivamente, la richiesta di votazione con scrutinio elettronico sino al comma 5 dell'articolo 1. Poi inviterei la Giunta a ritirare quell'emendamento,perché l'impegno che le opposizioni stanno prendendo è di approvare semplicemente, perché altrimenti le richieste sono tantissime, l'esercizio provvisorio, solo l'esercizio provvisorio. Cioè, questo deve essere fatto perché è un impegno che stiamo facendo con gran senso di responsabilità, altrimenti le richieste sono tantissime e però credo che di fronte a fatti politici gravissimi, come quelli che noi stiamo vivendo in questo momento a causa vostra, vi permettiamo che venga approvato l'esercizio provvisorio, semplicemente questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io non ho difficoltà a ritirare l'emendamento, ho però il dovere di informare l'Aula dei contenuti sia dell'emendamento che degli altri articoli ai quali vogliamo far riferimento.
FADDA (La Margherita - D.L.). Altrimenti parliamo delle norme sulla contabilità che non possono essere inserite.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io ho detto e ripeto quello che ho già detto, cioè, non ho difficoltà a ritirare l'emendamento però ho il dovere di informare del contenuto dell'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 5 è stato ritirato. Mettiamo quindi in votazione l'articolo 1, sino al comma 5 compreso.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale palese con procedimento elettronico dell'articolo 1 sino al comma 5.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - DIANA - FLORIS - FOIS - FRAU - LADU - LIORI - LOCCI - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PIRASTU - PISANO - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: COGODI - ORTU - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 31
Astenuti 29
Maggioranza 16
Favorevoli 28
Contrari 3
(Il Consiglio approva).
(Non è approvata)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1 bis.
LICANDRO, Segretario:
Art. 1 bis
Proroga termini
1. Il comma 9 dell'articolo 9 della legge regionale 5 luglio 2000, n. 7 (Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Modifiche e integrazioni alle leggi regionali 6 aprile 1989, n. 13 e 22 agosto 1995, n. 22), è sostituito dal seguente:
"9. Il termine previsto dal comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale 6 aprile 1989, n. 13 (Disciplina regionale delle assegnazioni e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica), prorogato dall'articolo 9 della legge regionale 10 giugno 1991, n. 17 (Programma regionale per la cessione del patrimonio abitativo degli enti pubblici ed il reimpiego delle entrate finanziarie), dall'articolo 4, comma 9, della legge regionale 23 agosto 1995, n. 22 (Abrogazione della L.R. 10 giugno 1991, n. 17, concernente il "Programma regionale per la cessione del patrimonio abitativo degli enti pubblici e il reimpiego delle entrate finanziarie" e attuazione della Legge 24 dicembre 1993, n. 560, concernente "Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica". Disposizioni eccezionali concernenti il programma di cessione del patrimonio ex S.M.C.S. del Comune di Carbonia) e dall'articolo 7, comma 1, della presente legge, è ulteriormente prorogato al 31 gennaio 2004.".
(E` approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 2.
LICANDRO, Segretario:
Art. 2
Norme in materia di lavoro temporaneo
1. Agli oneri relativi al personale assunto ai sensi della legge regionale 29 maggio 1996, n. 22, e successive modificazioni, e comunque al personale assunto a tempo determinato secondo la disciplina del contratto collettivo di lavoro, si fa fronte con gli stanziamenti iscritti nelle unità previsionali di base relative al personale a tempo indeterminato.
2. Per le finalità previste dall'articolo 10, comma 6, della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, al fine di sopperire ad esigenze di carattere straordinario e transitorio cui non si possa far fronte con il personale in servizio o mediante procedimenti di mobilità e in applicazione della normativa statale in materia vigente alla data di entrata in vigore della predetta legge regionale n. 7 del 2002, è autorizzata una spesa annua valutata in euro 1.000.000 a decorrere dall'anno 2003 (UPB S02.044 - Cap. 02067); alla relativa spesa per gli anni 2003-2005 si fa fronte con le variazioni di cui al comma 4; agli oneri per gli anni successivi si provvede con legge di bilancio.
3. Le somme di cui al comma 2 non impegnate alla data del 31 dicembre 2003 sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
4. Nel bilancio della Regione per gli anni 2003-2005 sono apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.050 - Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari
2003 euro 1.000.000
2004 euro 1.000.000
2005 euro 1.000.000
In aumento
02 - AFFARI GENERALI
UPB S02.044 - Oneri per lavoro temporaneo
2003 euro 1.000.000
2004 euro 1.000.000
2005 euro 1.000.000
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati quattro emendamenti. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia
Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente
Art. 2 bis
1. E' autorizzata nell'anno 2003 la concessione di un contributo straordinario a favore del Consorzio per la zona industriale della Valle del Tirso di euro 700.000 per l'acquisto del secondo lotto della struttura destinata ad uffici (UPB S09.033).
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S09.033 - Interventi infrastrutturali nelle aree attrezzate
Anno 2003 euro 700.000
In diminuzione
UPB S03.008 - Programmazione negoziata
Anno 2003 euro 700.000 (1)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 2 bis
(Interpretazione autentica dell'art. 55 della L.R. 5/1995 e s.m.i.)
1. I termini per il controllo degli atti indicati ai commi 2, 3 e dell'art. 55 della legge regionale 26 gennaio 1995 e successive modificazioni e integrazioni, devono intendersi, in via di interpretazione autentica, giorni lavorativi per l'organo di controllo. (2)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 2 bis
(Differimento termine di cui agli articoli 43 e 44 della L.R. 5/1995 e s.m.i.)
1. In deroga al termine indicato al comma 7 dell'art. 43 e al comma 4 dell'art. 44 della legge regionale 26 gennaio 1995 e successive modifiche e integrazioni, il Programma sanitario 2004 e il Piano generale 2004-2006 delle aziende sanitarie sono approvati dalla Giunta regionale entro 90 giorni dall'approvazione della presente legge. (3)
Emendamento aggiuntivo Sanna Giacomo - Balia
Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente
Art. 2 bis
1. Per la prosecuzione degli interventi previsti dall'articolo 1, comma 4, della L.R. n. 15/2002 è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di € dieci milioni.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB E03.031 (cap. 36103) - recuperi da Istituti e Enti creditizi
Anno 2003 € 10.000.000
UPB S08.073 (cap. 08238) - Finanziamenti agli Enti locali per la realizzazione di opere di loro interesse
Anno 2003 € 10.000.000 (4)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 1.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente, solo ritirare questo emendamento. Il senso di responsabilità mi impone di ritirare un emendamento che credo avesse tutte le motivazioni già in assestamento per essere preso in considerazione dal Consiglio. Non si è ritenuto in quella sede, spero che ci siano altri momenti per i quali questo emendamento possa essere approvato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 1 è stato ritirato. Per illustrare gli emendamenti numero 2 e 3 ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 4 è ritirato. Per il parere del relatore vale quanto detto sopra, qualcuno suggeriva in contumacia. Per esprimere il parere della Giunta, sugli emendamenti numero 2 e 3 ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. La Giunta si rimette all'Aula su entrambi.
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 2. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sempre sul discorso del voto segreto, però chiedo la votazione per parti, tenendo assieme il comma 1 ed il comma 2. Anzi, distinti.
PRESIDENTE. Possiamo votare per commi partendo dal comma 1 e poi votiamo per il comma 2 ed eventualmente per tutto il resto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 1 dell'articolo 2.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 37
Contrari 21
Voti nulli 1
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - LIORI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Onorevole Giacomo Sanna, la parte rimanente di tutto l'articolo o preferisce il comma 2 separatamente dall'altro? Tenga conto che solo collegati.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Tutto l'articolo.
PRESIDENTE. Tutto l'articolo rimanente, allora dal comma 2 sino alla parte finale dell'articolo. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). In precedenza il collega Sanna mi pare avesse chiesto il comma 2, di votare per parti, ma non aveva chiesto il 3 e il 4.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). E adesso chiedo il 3 e il 4.
CAPPAI (U.D.C.). Comunque resta la richiesta di voto segreto.
PRESIDENTE. Rimane la richiesta di voto segreto. Ribadisco: c'è un collegamento tra il comma 3 e l'altro e il comma 2 e quindi è chiaro che se cade il comma 2 eventualmente, in tutti i casi votiamo tutto assieme.
Stiamo votando il comma 2, il comma 3 e il comma 4 dell'articolo 2, quindi tutto l'articolo, tranne il comma 1 che abbiamo già votato.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dei commi 2, 3 e 4 dell'articolo 2.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 61
Maggioranza 32
Favorevoli 26
Contrari 34
Nulli 1
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - LIORI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Passiamo alla votazione degli emendamenti 2 e 3 della Giunta regionale, ricordo che la Giunta si è rimessa alla volontà dell'Aula.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 3 è ritira[s1] to. Si dia lettura dell'articolo 3.
MASIA , Segretario:
Art. 3
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
(E' approvato)
E' stato presentato un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO COGODI - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - SCANO -MARROCU - CALLEDDA - FALCONI - PIRISI - MORITTU - SANNA Emanuele - LAI - PUSCEDDU - SECCI - VASSALLO - ORTU - DEMURU - DORE - BIANCU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SELIS - GIAGU - MANCA - DEIANA - PINNA - PACIFICO - IBBA - ORTU - CUGINI - MASIA - SANNA Salvatore - DETTORI - FLORIS - PIRASTU -BUSINCO sulla delibera dell'ufficio di Presidenza in materia di equo indennizzo.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sull'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2004;
ATTESO che in data 29.9.2003 l'Ufficio di Presidenza del Consiglio ha provveduto ad "abrogare" la sua precedente deliberazione n. 187 del 13.6.2002 in materia di equo indennizzo per causa di servizio dei consiglieri regionali;
CONSIDERATOche le motivazioni addotte ("non compiuta regolamentazione"; "aspetti di difficoltà applicative") e la stessa formula deliberativa usata "abrogazione" anziché dichiarazione di radicale ed originaria inefficacia dell'istituto (annullamento ex tunc) lasciano adito a due distinti dubbi interpretativi:
a) che possano ritenersi efficaci le pratiche istruite nel tempo intermedio;
b) che l'istituto possa essere riadottato una volta eliminate le incompletezze formali;
PRESO ATTO che la volontà già manifestata dalla gran parte dei componenti il Consiglio regionale e lo stesso moto di evidentissima contrarietà manifestato dalla opinione pubblica indicano in modo univoco la necessità che detto istituto non debba assolutamente esistere nel mondo giuridico regionale per palese illegittimità e totale inopportunità;
RITENUTO che alcuna responsabilità può essere ascritta ai singoli consiglieri regionali che non hanno avuto modo neppure di conoscere a suo tempo il regolamento approvato o a quanti consiglieri regionali, informati dai funzionari tecnici sulla possibilità di attivare una procedura di riconoscimento di equo indennizzo, a ciò abbiano proceduto in totale buona fede ritenendolo perciò giuridicamente fondato;
VALUTATO che detta vicenda debba essere totalmente superata, in assoluta chiarezza ed efficacia degli atti amministrativi interni, senza possibilità alcuna di dubbio interpretativo o di possibile reviviscenza in favore di alcun componente attuale, passato o futuro del Consiglio regionale della Sardegna;
RIFLETTUTOche anche il riconoscimento di un errore di valutazione sia sul versante tecnico-giuridico sia sul campo politico può non recare nocumento alle pubbliche istituzioni, anzi può rappresentare elemento di recupero di fiducia nella considerazione dei cittadini,
delibera
a) di ritenere l'istituto dell'equo indennizzo per causa di servizio, come configurato dalla legislazione vigente in relazione ai pubblici dipendenti, in nulla pertinente con la diversa configurazione e funzione del consigliere regionale;
b) di dare mandato all'Ufficio di Presidenza perché adotti una delibera definitiva atta a determinare, con assoluta sicurezza, il dianzi indicato effetto di portata generale. (1)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). L'ordine del giorno è collegato all'esercizio provvisorio del Consiglio.
PRESIDENTE. E' stato fatto osservare dall'onorevole Spissu che l'ordine del giorno numero 1, primo firmatario l'onorevole Cogodi, poi seguono molte firme, andrebbe discusso in sede di discussione dell'esercizio provvisorio del bilancio del Consiglio. Non ci sono problemi. Passiamo quindi al voto finale sull'esercizio provvisorio.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 501/A.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Onorevole Biggio?
BIGGIO (A.N.). Presidente, ho sbagliato, intendevo votare a favore.
PRESIDENTE. Onorevole Morittu?
Morittu (d.s.). Astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - DIANA - FLORIS - FOIS - FRAU - LADU - LIORI - LOCCI - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PIRASTU - PISANO - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: COGODI - ORTU - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SPISSU.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 31
Astenuti 28
Maggioranza 16
Favorevoli 28
Contrari 3
(Il Consiglio approva).
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno
del Consiglio regionale per l'anno 2004
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio. I consiglieri Questori sono invitati a prendere posto presso i banchi della Giunta.
(I consiglieri Questori GIAGU e CASSANO prendono posto presso i banchi della Giunta)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il Questore Cassano.
CASSANO (Rif. Sardi). Grazie, Presidente. Così come per la Regione, si rende necessario chiedere al Consiglio l'autorizzazione all'esercizio provvisorio dal periodo che va dal 1° al 31 marzo rispetto alla proposta che invece era al 28 febbraio. Siccome il Consiglio regionale ha modificato quello della Regione, intendiamo anche noi proporre al 31 marzo 2004. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io una parola intendo dirla anche in relazione e in ragione dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio del Consiglio, del bilancio interno del Consiglio. Mi rendo conto, chiedo chiusa ai colleghi, l'ora è tarda, ma non è tarda purtroppo né per colpa mia né di nessuno di noi che è qui.
Chiedo scusa perché la relazione del collega Cassano, effettivamente, essendo puntuale, profonda, esauriente, avrebbe meritato un miglior credito, un totale credito, però non mi pare giusto, la mia è un'opinione in questa materia, valgono più che in altre situazioni anche le opinioni, i convincimenti di carattere e di ordine anche dei singoli, io ho l'impressione e avanzo l'esigenza che riterrei possa essere compiutamente soddisfatta almeno quando si tratterà di approvare il bilancio interno del Consiglio, non più provvisorio ma quello effettivo, di introdurre nella relazione dei Questori che allora ci saranno e lo presenteranno, un briciolo, almeno un briciolo di considerazione critica, di valutazione critica sul funzionamento del Consiglio, non del Consiglio questo, come istituzione, che non compete ai Questori, ma sul funzionamento dei servizi del Consiglio, che sono appunto garantiti attraverso la spesa che adesso si sta autorizzando. Questo è un Consiglio dove ci sono sale perfettamente climatizzate e pure ben "zappettate", dove non passa quasi mai nessuno; ci sono parti dove si lavora e lavorano i consiglieri, ma lavora anche il personale del Consiglio o tante altre persone che responsabilmente seguono i lavori e dovrebbero seguire meglio i lavori del Consiglio che sono in condizioni pietose, dove si toglie perfino una sedia per potersi sedere o appoggiare un cappello o un cappotto, c'è un pezzo di questo Consiglio dove da anni, con le estati torride che imperversano, non è che si sudano le sette camicie, se ne sudano settanta! Non si respira, non si può lavorare. E c'è gente che anche nella lunga, lunghissima stagione torrida in questo Consiglio regionale fa il suo lavoro, frequenta gli uffici e non sono solo consiglieri regionali. E non c'è niente da fare! Misteriosamente pezzi di Consiglio sono serviti, altrettanto misteriosamente pezzi di Consiglio e di servizi del Consiglio sono puniti e non si riesce mai a saperne di più se non "peggio per il Consiglio regionale che ha bocciato quell'emendamento che doveva rimettere tutto, il riscaldamento e tutta l'aereazione" e tutto non so che cosa. Ma che c'entra? Ma nel frattempo tutte le altre spese, siete proprio convinti che siano tutte le spese - ne sono convinti i Questori, ne sono convinti tutti quelli che presiedono alla spesa che le priorità che si accordano alla spesa regionale, definite appunto nel bilancio interno siano davvero le spese prioritarie per lavorare bene chi ha intenzione di lavorare in questo palazzo? Io so di no, che non sono definite bene, anzi sono definite pessimamente e non va bene che a metà anno improvvisamente appaiano centinaia di milioni per fare certe cose ancorché non fossero previste nel bilancio preventivo e poi non si trovi il modo di far circolare l'aria o di rendere respirabile l'aria dove si lavora per intere lunghe stagioni.
Tutto questo è conosciuto, tutto questo non è rimediato, tutto questo merita di essere appena appena considerato e riferito al Consiglio regionale. Io avrei anche contestazioni puntuali da svolgere, che ritengo possono essere riservate se non vengono eliminate prima, come auspico, le ragioni che danno adito ad opposizioni e a critiche puntuali che potranno essere meglio argomentate in occasione della discussione propria del bilancio interno del Consiglio e non dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio. Tuttavia, in queste condizioni, il massimo di disponibilità alla quale ritengo di poter accedere è quella di un voto di astensione.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, prima della votazione sull'esercizio provvisorio del Consiglio, si dia lettura dell'ordine del giorno numero 1 che è stato presentato. Mi pare che ne sia già stata data lettura. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione per voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io credo che una fugace considerazione debba essere fatta almeno per motivare la ragione della presentazione e anche la ragione del voto favorevole a questo ordine del giorno. Per farla breve, siccome l'argomento è chiaro a noi e anche oltre noi all'opinione pubblica, questo ordine del giorno intende fare chiarezza, rendere in qualche modo anche considerazione a tutto il Consiglio regionale e ai singoli consiglieri regionali, quanti cioè questa considerazione, e io vorrei pensare, vorrei immaginare, vorrei anche credere che siano tutti, ma sono sicuro che sono quasi tutti, almeno, questa considerazione la meritano. Dicevo, per farla breve potremmo definire questo ordine del giorno o questo adempimento come la decisione del Consiglio regionale, se l'approverà, la risoluzione del Consiglio regionale della Befana mancata. Ed è un guaio che manchi la Befana, quella vera, perché la Befana è una bella fantasia, la Befana è un sogno per i bambini e per quanti ancora mantengono sgombro il campo da considerazioni malevole ed è ben per questo che la Befana, che era stata abolita come festa solenne, poi è stata addirittura riabilitata e si è reintrodotta come festa solenne, perché ha un valore anche il sogno, ha valore anche credere che qualcosa di benefico e di giusto possa da qualche parte pervenire.
Così non è stato, non è e parrebbe che non debba essere per il futuro per la questione di cui ci occupiamo. Questo ordine del giorno intende quindi mettere per davvero un punto fermo e chiaro, che il Consiglio dica nella sua più larga espressione possibile che istituti che sono dalla legislazione previsti per determinate situazioni permangano per quelle situazioni, cioè per i dipendenti pubblici e che non siano adottati per altre situazioni cioè per quanti esercitano un servizio parlamentare che non sono dipendenti pubblici ma svolgono un ancor più delicato e diversamente disciplinato, e diversamente dovrebbe essere considerato con onore, il servizio. Il secondo punto è relativo alla chiarezza della determinazione perché avendo appreso che l'istituto si ritiene che possa essere reintrodotto perché è buono, perché e giusto, perché avendo appreso che al Consiglio regionale nel suo insieme, a ogni singolo componente del Consiglio regionale si è voluta attribuire una corresponsabilità come quella di chi crede alla Befana da adulto, e in questa valutazione noi riteniamo che debba rimanere indenne il Consiglio e i singoli consiglieri - in questa valutazione negativa - noi riteniamo che, da parte del Consiglio, debba essere decisa una cosa chiara, decisa una cosa sicura e siccome pure la gran parte dell'Ufficio di Presidenza condivide questa impostazione, e lo sappiamo perché è firmataria dello stesso ordine del giorno, questo ci fa intendere che anche la reale espressione di volontà dello stesso Ufficio di presidenza o della sua maggioranza era o comunque è quella di una parola di chiarezza e di superamento, e che se incomprensioni ci sono state rimangono incomprensioni, se carenze anche di informazione ci sono state rimangono carenze, se difetto e anche parziale responsabilità vi può essere, fa onore riconoscere che si può essere anche errato - io ritengo e così condivido quanto è scritto nell'ordine del giorno - in punto di valutazione e quindi in buona fede, ma altra cosa è la buona fede nell'errore, altra cosa è che la buona fede di per sé superi l'errore, è il riconoscimento che fa onore al Consiglio, è il riconoscimento di un'errata valutazione che può portare a superare davvero in positivo questa vicenda, chiarezza per tutti. Com'è detto nell'ordine del giorno, per quelli che sono consiglieri regionali, per quelli che lo sono stati e per quelli per quanto è nell'intendimento di chi oggi è chiamato a votare, per quelli che lo saranno, in modo che la cosa sia chiara in termini politici, in termini istituzionali e giuridici, ma anche in termini di chiarezza e responsabilità. Tutto chiaro in questo modo, senza equivoco, perché una cosa è la Befana che porta doni che sarebbero suoi, altra cosa sono le altre befane che portano doni che portano via agli altri e questo non va bene, neppure per la Befana.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione per voto. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, se ne sentono di tutti i colori, perfino inviti a non intervenire o ad abbreviare. Io ho sempre seguito tutti in silenzio, rare volte, rarissime - anche scusandomi - ho interferito, spesso anche con ragione. Detto questo io voterò invece contro questo provvedimento che trovo pleonastico, che trovo che non possa impedire in futuro alcunché a gente che del proprio destino decide di fare quello che decide, se lo decide, nessuno glielo può impedire con nessun documento, perché crediamo e credo veramente nella libertà di scelta delle persone, ancorché ricoprono certi incarichi e voterò contro perché tutto lo scandalo montato che è andato benissimo, ha avuto una grande efficacia, tra l'altro scopro che ci sono stregoni qui dentro, indovini perché c'è chi è convinto di mala fede di alcuni e invece di buona fede di altri, come entrano dentro l'animo, lo spirito, bravissimi! Mi rivolgerò per qualche pratica di stregoneria quando dovessi averne bisogno.
Con questo scandalo vergognoso si è ottenuto un risultato politico che era ricercato nella manovra che era stata fatta intorno a quanto è avvenuto per l'equo indennizzo, far fuori qualcuno dalla corsa per la futura Presidenza della Regione. Siccome è uno strumento che è stato usato per questi fini soprattutto e non per altri e soprattutto per questa ragione, e per le altre che ne discendono, io voterò contro questo documento. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Velio Ortu?
(Interruzione del consigliere Ortu Velio)
PRESIDENTE.E` stato chiesto il voto elettronico e quindi invito colleghi a prendere posto. Sette colleghi che appoggino la richiesta. Grazie.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VASSALLO, COGODI, PUSCEDDU, DEMURU , MANCA, SCANO, DETTORI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale palese, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - FLORIS - FRAU - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LIORI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Risponde no il consigliere: BIGGIO.
Si sono astenuti i consiglieri: CAPELLI - CAPPAI - FOIS - OPPI - PIANA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 49
Astenuti 5
Maggioranza 25
Favorevoli 48
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale palese, con procedimento elettronico, dell'esercizio provvisorio del Consiglio.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LIORI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PIANA - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SCANO - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - SANNA Salvatore - SELIS - VASSALLO.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 50
Astenuti 4
Maggioranza 26
Favorevoli 50
(Il Consiglio approva).
I lavori terminano qui colleghi, il Consiglio verrà riconvocato a domicilio. Naturalmente i miei migliori auguri a tutti i colleghi consiglieri, al personale e a tutti quanti. Buone feste.
La seduta è tolta alle ore 14 e 46.
[s1]Da Masala?
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