Seduta n.298 del 20/02/2007
CCXCVIII Seduta
(Pomeridiana)
Martedì 20 febbraio 2007
Presidenza del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 10.
CASSANO, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 14 febbraio 2007 (292), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Carmelo Cachia, Mario Diana, Giuseppe Fadda, Gerolamo Licandro, Marco Meloni, Giovanni Pileri, Carlo Sanjust e Pierpaolo Vargiu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 20 febbraio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
Tenuto conto della "cospicua" presenza di consiglieri in aula, sospendo la seduta fino alle ore 16 e 30.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, alla ripresa dei lavori chiederò la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. L'onorevole Artizzu chiede che alla riapertura dei lavori si proceda alla verifica del numero legale. Così sarà fatto, ovviamente se un collega Capogruppo, in quel momento, appoggerà la sua richiesta.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 11, viene ripresa alle ore 16 e 36.)
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta di verifica del numero legare avanzata dall'onorevole Artizzu?
(Appoggia la richiesta il consigliere Alberto Randazzo)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Licheri e Caligaris sono presenti.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Sono presenti 35 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Biancu - Bruno - Caligaris - Cassano - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci.)
Poiché il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 38, viene ripresa alle ore 17 e 09.)
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, conferma la richiesta di verifica del numero legale?
ARTIZZU (A.N.). Sì.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Cassano, Pittalis e Dedoni sono presenti.
PRESIDENTE. Sono presenti 43 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Barracciu - Biancu - Bruno - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Dedoni - Farigu - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Licheri - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias - Uras.)
Poiché il Consiglio è in numero legale, possiamo riprendere i nostri lavori.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 5-Stat/A. Siamo all'esame dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'articolo 12 dovrebbe rappresentare per quest'Aula lo snodo politico più importante, perché si entra nel merito della forma di governo e del Consiglio regionale. L'emendamento presentato a tal proposito, che non ha, magari, una ricaduta mediatica devastante, tende a dare centralità al Consiglio regionale, perché non appare congrua la norma relativa all'elezione del Presidente e dei consiglieri regionali, che avviene in contemporanea.
Nonostante questa evidenza, vi è una discriminazione intollerabile: il Presidente può esercitare le funzioni pur non avendo prestato il prescritto giuramento, i consiglieri, invece, devono obbligatoriamente prestare prima giuramento. Quindi la ricerca di un equilibrio dei poteri, proprio perché abbiamo sempre manifestato la paura che un Consiglio delegittimato, impaurito e intimidito possa spianare la strada all'autoritarismo, è sempre stata coerente nelle nostre proposte. Quando, a conclusione della discussione generale, intervenne l'assessore Dadea, in un mare abbastanza tempestoso, io mi trovavo, a dire il vero, assente dall'aula, però, stando alle notizie che venivano propagate via radio, mi sono dovuto documentare chiedendo al Servizio Resoconti la sintesi dell'intervento dell'Assessore tecnico, fatto l'8 febbraio. E da quel mare agitato, mi sono permesso di togliere una perla, non tanto brillante, costituita dalla conclusione di quell'intervento, che denunciava, appunto, lesioni dell'autorevolezza del Consiglio regionale, ma anche delle intelligenze in esso presenti, e soprattutto la scarsa correttezza nel riportare i commenti di autorevoli costituzionalisti. Ma ciò che mi aveva colpito - e non è una polemica nella polemica - era l'amarezza dell'Assessore nel ritenere i titolari di cattedra esposti anch'essi al rischio di dire delle stupidaggini.
E' da diverso tempo che degli ex "scienziati" della Costituzione, ex parlamentaristi, sia perché va di moda il presidenzialismo sia perché ossessionati dalle prebende e anche dalla ricerca di una buona dose di visibilità, svendono la scienza e si appiattiscono servilmente sui desiderata del Governatore. Dico questo perché in una delle autorevolissime riviste che hanno attirato la mia attenzione - mi riferisco a "Le Regioni", edita da "i[s1] l Mulino", dove trova spazio il fratellino di Romano Prodi e la lobby tosco-emiliana dei parlamentari - la professoressa Carlassare aveva fatto chiarezza su questa ineluttabile riforma del parlamentarismo, perché tutta una classe di scienziati sardi ha fatto passare il messaggio che ci troviamo di fronte a un Consiglio regionale sterile e impotente e a un presidenzialismo invasivo e ormai ineluttabile. Questa persona libera, in tutti i sensi, ci ha ricordato che esistono ben due Regioni a statuto speciale, la Valle d'Aosta e il Trentino Alto Adige, che non hanno adottato il sistema elettorale presidenziale, eppure, cari colleghi consiglieri, in queste Regioni non c'è ingovernabilità e neanche instabilità. Ecco perché mi sembra esagerata la difesa d'ufficio di questo presidenzialismo che sta mortificando sempre più il Consiglio regionale.
E questa autorevole e libera costituzionalista, che non credo dica stupidaggini più di quante ne dicano altri personaggi, magari prezzolati, ha detto che il monstrum giuridico a cui ci troviamo di fronte esiste solo in questa Repubblica. Cioè, non esiste in Europa il monstrum, l'anomalia, che invece c'è in Italia, dell'elezione a suffragio universale e diretto del Presidente. Non esiste da nessuna parte! Però, in questo dibattito, chissà perché, si sono tenuti in sordina i giudizi e i commenti di autorevoli e rispettabilissime persone. Perché? Per far passare ciò che vediamo davanti ai nostri occhi. E' stato ricordato anche da altri colleghi che noi, assumendo un atteggiamento, oserei dire, schizofrenico, quando abbiamo dovuto combattere il presidenzialismo, il premierato forte, il pericolo di accentrare in un'unica persona troppi poteri, ci siamo strappati le vesti, abbiamo investito risorse mentali e finanziarie, abbiamo parlato, se non ricordo male, quasi di attentato alla Costituzione, per poi dimenticarci che lo stesso sistema lo si vuole attuare qui in Sardegna, che fa parte anch'essa di questa Repubblica italiana.
Tutte queste contraddizioni, questo tormentone, oserei dire questa scarsa serietà da parte di "scienziati" della Costituzione, che si svendono perché non hanno dignità professionale, non ci deve impedire, come consiglieri, di andare a fondo e soprattutto di sottrarci alla trappola dei difensori del parlamentarismo, degli esaltatori innamorati del parlamentarismo alla Palomba di una precedente esperienza di governo, in cui non c'erano certi contrappesi. Noi non vogliamo tornare certamente a quelle stagioni, dove non si poteva decidere nulla perché c'era un equilibrio instabile e lo stesso sistema non favoriva la stabilità. Noi abbiamo, invece, invitato a fare esperienza di quelle tristi stagioni, ma direi anche di quella attuale, perché se l'obiettivo è la stabilità non possiamo non riconoscere che confligge con questa anche la caduta di questo intero apparato politico regionale che è legato al caso fortuito, all'evenienza di una sola persona al comando.
Questa tanto declamata e conclamata stabilità tradisce la volontà degli elettori, che hanno scelto un programma politico-programmatico che vedono vulnerato e vanificato dai capricci o da un fatto accidentale, per non scomodare la morte, ma la salute. Quindi è un sistema perfido, ignobile. Io forse mi appassiono nell'esporre le mie tesi, ma non vorrei che la passione venisse fraintesa con la maleducazione o con il mancato rispetto dell'opinione altrui. Se ho dato questa impressione mi dispiace, però non è giusto che in Sardegna e in quest'Aula non arrivino voci autorevoli e libere che ci aiutino a riflettere con più serenità, che ci facciano capire qual è la trappola. Non mi stancherò mai di dire che vedo nell'azione di questo Governo forti contraddizioni e schizofrenia. Non è democratico questo modo di agire, perché, come sardisti, stiamo pensando a una riforma per i prossimi cinquant'anni, non per il momento contingente di questa stagione politica, che può gratificare i pruriti di qualche partito. Attenzione, la ruota gira!
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti numero 35, 252, 345, 78, 369, 510, 175, 711, 240, 212, 511, 512, 79, 368, 205, 699, 513, 514, 515, 223, 366, 174, 700, 323, 171, 172, 81, 701, 173, 516 e 232, favorevole sul 334, chiedo però che venga riformulato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
Anche la Giunta invita i presentatori dell'emendamento numero 334, gli onorevoli Corrias, Barracciu, Lombardo, Lanzi, Sanna, Cerina, a riformulare questo emendamento. Naturalmente ciò è lasciato alla libera scelta dei proponenti, ma ritengo che sarebbe opportuno riformularlo.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 35. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Presidente, chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, desidero fare soltanto una breve riflessione su questo emendamento, che è stato proposto dagli onorevoli Floris e Cherchi.
Credo che sia chiaro a tutti noi che la proposta che viene avanzata è in contrasto con l'articolo 16 dello Statuto speciale della Sardegna, per cui, essendo la legge statutaria di rango inferiore rispetto allo Statuto, è chiaro che questo fatto verrà assunto, anche da parte di chi condivide la proposta, come motivazione per non votarla. Quelli che sono invece impegnati in una riflessione non qualunquista, ma seria sulla questione della riduzione dei costi della politica, che prevede sicuramente anche la riduzione dell'abnorme presenza di consiglieri regionali nella Regione sarda, credo che debbano tenere nella dovuta considerazione questo fatto.
Io sono sicuramente tra coloro che si dichiarano sensibili a questo problema e condivido l'idea che il numero dei consiglieri regionali della Sardegna sia ridotto a sessanta. Non ripeto, qui, le argomentazioni che già sono state addotte, e che conosciamo tutti, sui costi della politica, dico solo che in altre Regioni italiane, con una popolazione tre o quattro volte superiore a quella della Sardegna, i consiglieri regionali sono circa la metà di quelli del Consiglio regionale sardo. E' anche vero che questo discorso l'onorevole Floris lo ha distaccato in maniera abbastanza netta dal discorso sullo status del consigliere regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Voterò contro l'emendamento numero 35, che propone una norma di chiaro taglio presidenzialista. E' prevista l'elezione diretta del Presidente e del Vicepresidente della Regione e le votazioni per l'elezione del Presidente e del Vicepresidente della Regione e per l'elezione dei consiglieri regionali avvengono mediante due schede distinte, quindi questa norma interviene nel definire anche le modalità di voto. Essendo convintamente non presidenzialista, nel senso che io penso, e il mio Partito altrettanto pensa, a un governo collettivo dell'istituzione pubblica, dell'istituzione democratica, a un governo partecipato della cosa pubblica, dell'interesse generale, ed è complicato, problematico e molto difficile che questo si possa sintetizzare in una persona dalla quale discende, non solo per ragioni politiche ma anche per ragioni di salute, di umore e quant'altro, la vita di una legislatura, la sua operatività, la sua capacità di rispondere ai bisogni e agli interessi del popolo sardo.
Mi sembra che questo sia un modo sbagliato di pensare, che sia un processo di semplificazione per ridurre il consenso. C'è anche chi pensa a sistemi bipartitici, cioè a governi delle minoranze anziché delle maggioranze. Credo che questo, poi, non si traduca né in maggiore stabilità né tanto meno in maggiore rappresentatività.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, anch'io voterò contro l'emendamento numero 35, perché ritengo che non si possa modificare lo Statuto. Penso che la materia sia di pertinenza della legge elettorale e voto contro nonostante condivida per moltissimi versi questo emendamento. Voglio, però, cogliere l'occasione per ricordare che rispetto a questa legge chiedere e imporre il vincolo di coalizione equivale a impedire la libera espressione del pensiero su valori ideali a cui personalmente non posso rinunciare.
Ricordo, inoltre, che mi sono espressa coerentemente in Aula e nella riunione di maggioranza svoltasi ad Ala Birdi, alla presenza del Presidente della Regione, Renato Soru. Da parlamentarista non pentita e nel solco delle posizioni da sempre sostenute dal Partito socialista, di cui faccio parte, sono convinta che in materia di legge statutaria non possano esserci vincoli di schieramento elettorali e quindi di maggioranza. In questo senso intendo proseguire con determinazione la battaglia che ho intrapreso presentando cinquantacinque emendamenti e coerentemente difendendoli. Sono convinta delle argomentazioni che sostengo e in questo senso so di avere il consenso dei dirigenti nazionali del Partito socialista democratico italiano. Se, poi, qualcuno dimostrerà che quanto affermo è in contrasto con le idee e i valori dello S.D.I., il partito di Boselli, di cui faccio parte, ebbene, sono perfino disposta a riflettere sulla mia presenza in quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per dire che, ovviamente, voterò a favore dell'emendamento numero 35, pur condividendo appieno tutte le affermazioni formulate dal Gruppo della Rifondazione Comunista. Quando si tratterà di votare se il Presidente dovrà essere eletto a suffragio universale dal popolo o dal Parlamento ci misureremo su questo. Non vedo, però, la ragione per la quale all'articolo 12 si sia ripetuta una norma statutaria, riconfermando il numero di ottanta consiglieri regionali anziché indicarne un altro. Se questa materia era da riservare alla legge elettorale doveva essere riservata alla legge elettorale; se era da riservare allo Statuto bisognava riservarla allo Statuto. Siccome abbiamo detto che in questa legge c'è un po' di tutto, di Statuto, di legge elettorale, di riforma della Regione e quant'altro, ho ritenuto di porre l'accento su un problema che a me pareva importante e ho seguito le orme di un presidenzialismo che non condivido, ma che esiste e vorrei che non fosse rafforzato, ma temperato. Quindi, con l'obiettivo di temperare questo presidenzialismo, noi abbiamo ritenuto di presentare questo emendamento.
D'altra parte, signor Presidente, colleghi del Consiglio, noi siamo degli scimmiottanti. Ma perché stiamo parlando di una legge statutaria? Stiamo parlando di una legge statutaria che per noi, Regione a statuto speciale, non esiste. Questa è una legge ordinaria; la statutaria esiste per le Regioni a statuto ordinario. Dal momento che lo statuto è stato decostituzionalizzato questa legge è rinforzata nelle procedure, ma ha il valore di una legge ordinaria, come un'altra qualunque legge, precisa e identica.
Perché non togliere almeno questo e scrivere che si tratta dell'applicazione dell'articolo 15, anziché scimmiottare le Regioni a statuto ordinario? Ma che razza di autonomia speciale vogliamo se non siamo neanche capaci di modificare un testo statuario che non è adatto a noi, ma è adatto ad altre Regioni, che modificano il loro statuto quando e come vogliono lasciando al Governo la possibilità di impugnarlo nanti la Corte Costituzionale?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Intervengo intanto per esprimere il mio voto contrario all'emendamento numero 35 e per riprendere la considerazione fatta dal collega Floris.
Non a caso l'articolo 1 che abbiamo sospeso non parla di legge statutaria, ma definisce l'oggetto della legge, in attuazione dell'articolo 15 dello Statuto. Il mio voto è contrario per alcune delle considerazioni fatte dai colleghi che mi hanno preceduto. La ripetizione del numero dei componenti previsti per il Consiglio regionale trova la sua ragione proprio nel fatto che coincide con la norma statutaria. Qualora fosse differente ci sarebbe un vulnus nei confronti dello Statuto.
La seconda ragione è che, trattandosi di una legge sovraordinata, lo Statuto può sempre modificare il numero dei consiglieri, ovviamente determinando la necessità di modificare la legge statutaria, che ne attua, ripeto, l'articolo 15. Questo anche per non lasciare esclusivamente nelle mani del Parlamento la determinazione del numero dei componenti il Consiglio regionale, che invece deriva da una scelta autonoma della Regione.
Sono contrario all'emendamento numero 35, perché ciò che vi si prevede è un modo per introdurre uno schema di legge elettorale che difficilmente otterrebbe il consenso del 10 per cento di quest'Aula e che ha un intento provocatorio, lo si intuisce. Si prevede, infatti, l'elezione diretta del vicepresidente, la soglia di sbarramento, l'attribuzione dei seggi sulla base di un collegio unico regionale, sacrificando le circoscrizioni piccole, e la rappresentanza di genere è affidata alla buona sorte o alla buona volontà. Credo che tutti questi elementi non ottengano il consenso neanche di una minima parte dell'Assemblea. La legge elettorale va discussa separatamente, non attraverso un emendamento che comprende alcune linee provocatorie che, ovviamente, hanno un obiettivo politico comprensibile, che può non essere condiviso, ma è del tutto evidente.
Per tutta questa serie di ragioni penso sia giusto mantenere la formulazione che è stata avanzata dalla Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, ho chiesto di parlare per invitare il collega Mario Floris, conseguito il risultato provocatorio, a ritirare l'emendamento numero 35, perché qualcuno potrebbe non averne compreso perfettamente l'intento provocatorio e potrebbero palesarsi delle ambiguità.
Francamente, per come si stanno svolgendo le cose, desidero rivolgere ancora una volta l'appello a trovare il modo di sospendere questo po' po' di roba. Ho sentito il parere espresso dal relatore, che è anche Presidente della Commissione, il suo slancio quasi spasmodico nel dire "no" a tutti gli emendamenti e mi son detto: speriamo che, alla fine, gli venga la voglia di esprimere un parere contrario anche sulla legge. Non lo ha fatto e me ne dispiaccio. Spero che lo faccia in qualunque altro momento, in un recupero straordinario del senso di responsabilità e della volontà di realizzare un cambiamento effettivo e non di giocare a fare le riforme. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, anch'io ho voluto raccogliere la palese provocazione dell'emendamento numero 35, di cui condivido in parte il contenuto.
Durante il dibattito di questi giorni credo che ognuno di noi abbia fatto tesoro delle esperienze e di ciò che si è detto nei vari interventi e abbia anche acquisito, man mano, non dico competenza, ma quanto meno un bagaglio di notizie tale da trasformare molti dei dubbi che nella discussione generale alcuni di noi avevano manifestato in certezze. Perché dico questo? Poc'anzi ho sentito il collega Orrù dire che non abbiamo ancora discusso l'articolo 1, dove si dice che la legge statutaria dà attuazione all'articolo 15 dello Statuto, però il titolo parla di legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna. Giustamente, vanno recepite anche le perplessità testé espresse dal collega Floris, il quale diceva che siamo una Regione a statuto speciale che non può e non deve scimmiottare quanto fanno le altre Regioni. E anch'io aspetto al "varco" - un varco, diciamo così, virtuale - il collega Uras, quando parleremo di presidenzialismo vero e proprio.
Vedete, si dice che il presidenzialismo sia il sistema che dà stabilità ai Governi, ma io credo che questo sia un grosso bluff e una grossa inesattezza, perché se la stabilità di un Consiglio regionale è legata solo alla facoltà del Presidente della Regione - e non mi riferisco al Presidente attuale, ma a chiunque presiederà la Regione d'ora in avanti - di dimettersi quando vuole, a suo piacimento, voi dovete dirmi dove sta la stabilità. Non c'è affatto stabilità, ma c'è un'instabilità continua, e non solo, c'è anche un condizionamento assolutamente insopportabile, una mancanza di democrazia inaccettabile in quest'Aula. Ecco perché voto a favore dell'emendamento numero 35. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 35, di cui condivido soprattutto il comma 1, che propone la riduzione del numero dei consiglieri regionali da ottanta a sessanta.
Voglio ribadire, come ho detto nel corso della mattinata e durante la discussione generale, e come è stato poc'anzi ripreso dall'onorevole Orrù, che richiamare l'articolo 16 dello Statuto, indicando nel primo comma dell'articolo 12 di questa legge statutaria che il numero dei consiglieri è pari a ottanta, significa davvero fare una cosa inutile, significa dimostrare che le intenzioni, evidentemente, erano ben diverse. Non si capisce, infatti, come si possa ribadire che il Consiglio regionale è costituito da ottanta consiglieri stante il fatto che per di più il nostro Statuto già lo indica e che si tratta, come ha detto l'onorevole Floris, di una statutaria che non ha nemmeno la valenza di una legge di questa natura.
Noi ritenevamo che la volontà riformatrice, che, come dicevamo, è nella mente del presidente Soru e doveva essere rappresentata dalla proposta contenuta in questa legge statutaria, dovesse indicare a tutti gli effetti la riduzione del numero dei consiglieri da ottanta a sessanta, un provvedimento fortemente condiviso dalla Giunta, perché in sintonia con lo spirito di riforma che si voleva affermare. Oggi si sta rinunciando a quello spirito di riforma, che non è più sintonico rispetto alla riduzione del numero degli Assessori e alla semplificazione che si voleva realizzare dell'organizzazione complessiva di questa Regione.
Per questo noi crediamo che occorra un atto di volontà, una riflessione che coinvolga tutti. E se davvero vogliamo fare una riforma che possa apparire tale e che consenta di rinegoziare la nostra autonomia e la sovranità del popolo sardo dobbiamo fare le cose con coraggio, altrimenti quello che stiamo facendo non servirà a niente.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 35, cu cui l'onorevole Randazzo ha chiesto la votazione nominale.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 35.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, posso chiedere la votazione separata del primo comma?
PRESIDENTE. Sempre con votazione nominale?
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sì.
PRESIDENTE. Poiché la votazione era stata aperta prima che l'onorevole Floris avanzasse la richiesta di votazione separata del primo comma dell'emendamento numero 35, la votazione stessa è annullata e sarà quindi ripetuta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 1 dell'emendamento numero 35.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Davoli - Floris Mario - Ladu - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Soru - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Lai Renato - Marracini - Pisu - Pittalis.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 43
votanti 39
astenuti 4
maggioranza 20
favorevoli 6
contrari 33
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei restanti commi dell'emendamento numero 35.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Floris Mario - Randazzo Vittorio - Rassu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Soru - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Liori.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 44
votanti 43
astenuti 1
maggioranza 22
favorevoli 3
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Prego i colleghi che intendono chiedere la controprova di farlo in modo udibile.
Passiamo agli emendamenti numero 345 e 512, che hanno uguale contenuto.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 345.
Come ho avuto modo di sottolineare durante la discussione generale, questo emendamento sostanzialmente tende a non definire in questa fase e a rinviare alla legge elettorale la modalità di elezione del Presidente della Regione. Cioè, con questo emendamento, che appare minimale rispetto all'ipotesi che noi perseguiamo, che è quella del parlamentarismo, tendiamo a introdurre una metodica diversa qualora il presidenzialismo venisse confermato.
Naturalmente, nel rinviare tale modalità alla legge elettorale, siamo anche consapevoli dell'esigenza di introdurre una modifica statutaria. A questo punto, con l'eliminazione delle parole "è eletto contestualmente al Consiglio" affermiamo che il Presidente della Regione è parte del Consiglio, però rinviamo a una seconda fase la scelta della metodica della sua elezione e quindi procrastiniamo anche l'ipotesi che oggi con il presidenzialismo fa il paio e al quale è connaturata, quella del simul stabunt simul cadent.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intanto intervengo per sostenere che questo emendamento conferma quanto già stabilito dallo Statuto speciale: il Presidente della Regione deve essere parte del Consiglio, deve cioè essere consigliere regionale. E' eletto contestualmente al Consiglio? Io direi che necessariamente è eletto contestualmente al Consiglio, perché ogni consigliere regionale, per essere Presidente, deve essere eletto quando si elegge il Consiglio. Ma dico di più: noi abbiamo avuto esperienza diretta, nella legislatura 1994-1999, di un sistema elettorale con indicazione del candidato Presidente, che è stato eletto consigliere regionale contestualmente al Consiglio ed è stato poi eletto dal Consiglio Presidente della Regione.
Quindi questa formulazione ci soddisfa, non contrasta con il nostro sentimento politico, con la nostra posizione che, ripeto, non appartiene solo a questo Gruppo, ma è la posizione del nostro partito in Sardegna e in Italia, cioè quella di non condividere un'architettura istituzionale di tipo presidenziale. Noi voteremo, quindi, a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, penso anch'io che il tema della stabilità e della rappresentatività non possa passare attraverso questo articolo. Voterò a favore dell'emendamento numero 345 ritenendo che l'approvazione di questa proposta modificativa possa essere utile proprio alla norma che stiamo definendo. Inoltre, l'emendamento è perfettamente in linea con i principi che precedentemente ho dichiarato, che sono, appunto, quelli che attengono a un forte parlamentarismo e che ispirano l'impegno politico mio e del mio partito a livello nazionale e in tutte le regioni italiane, sia dentro che fuori le aule parlamentari. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 345, per sottolineare la nostra posizione di parlamentaristi e per evidenziare che, essendo tutta la legge statutaria impregnata, al contrario, di presidenzialismo, riteniamo che sarebbe meglio affrontarne soltanto alcuni aspetti concentrandoli in un solo articolo, piuttosto che trattarli in maniera diffusa, così come abbiamo riscontrato.
Questo emendamento non fa altro che ribadire che il Presidente deve essere parte del Consiglio, ma il termine "contestualmente" noi vorremmo che non fosse scritto, perché sarebbe significativo di una scelta che vorremmo, invece, fosse contenuta in un altro articolo. Naturalmente, la sottolineatura che noi stiamo facendo è anche dovuta alla nostra posizione di partito, che è quella di voler evidenziare un'esperienza che da tempo si sta portando avanti e che sicuramente non è positiva. Vorremmo che ci fosse un modo diverso di intendere la posizione del Presidente all'interno di questa e di altre leggi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, credo che il problema non attenga solo alla modalità tecnica attraverso la quale si procede all'elezione del Presidente della Regione. Probabilmente ci occorre ancora un po' di tempo per riflettere sul fatto che l'esperienza che stiamo vivendo non deve condizionare questa scelta e non deve condizionare il nostro atteggiamento in questo momento. Probabilmente dobbiamo incontrarci sul concetto di democrazia al giorno d'oggi, perché parlamentarismo e presidenzialismo sono ambedue concetti che raccolgono in sé il senso della partecipazione democratica attraverso due forme e due modalità diverse, così diverse che possono essere tra loro contrastanti, se interpretate in maniera differente.
Credo che su questo sia importante che le coalizioni e i Gruppi trovino dei punti di convergenza. In questo momento non mi pare che ci sia questa condizione e quindi ritengo serio e responsabile, ma soprattutto opportuno, prendere fiato e guadagnare ancora qualche tempo, rimandando al momento dell'approvazione della legge elettorale la decisione sulla modalità con cui si individua la titolarità della Presidenza della Regione. Sicuramente sarebbe una cosa ben fatta, perché diamo la possibilità di entrare in questo dibattito, e quindi di svolgere un ruolo e una funzione, alle istituzioni "partiti", che in questa legge hanno sinora trovato poca ospitalità.
Siccome sono ancora convinto che larga parte della democrazia sia veicolata dal ruolo e dalla figura dei partiti, se davvero prendiamo fiato e recuperiamo un minimo di confronto anche su questo piano, sicuramente non sbagliamo. Pertanto, non essendo lesivo di nulla, credo sia opportuno accogliere l'emendamento numero 345.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di ascoltare chi parla, se è possibile.
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Signor Presidente, dichiaro il mio voto a favore di questo emendamento perché, tra l'altro, per distrazione non avevo neanche fatto la dichiarazione di voto sull'emendamento numero 252, che io stesso avevo presentato, giusto per eliminare la questione dell'elezione contestuale del Presidente e del Consiglio regionale e per poter meglio dibattere, come credo di aver detto nella discussione generale, il contenuto dell'articolo 18.
Voto a favore dell'emendamento numero 345 per ribadire la mia ferma e coerente volontà di andare in direzione del parlamentarismo. Se i presidenzialisti volessero proprio eleggere direttamente il Presidente e se proprio si volesse creare uno sbilanciamento tra poteri, ebbene, la mia idea è che sarebbe assai più opportuno e democratico eleggere direttamente anche il Presidente del Consiglio! E se deve esserci uno sbilanciamento tra poteri, è meglio che sia a favore del potere legislativo rappresentato dal Consiglio, il che soddisferebbe anche l'esigenza di stabilità, perché un Presidente del Consiglio così eletto sarebbe al di fuori dei giochi.
PRESIDENTE. Colleghi, è possibile prestare un attimo di attenzione a chi sta parlando?
FARIGU (Gruppo Misto). Non è indispensabile, Presidente!
PRESIDENTE. E' indispensabile, onorevole Farigu.
FARIGU (Gruppo Misto). Oggi è martedì grasso!
PRESIDENTE. Ma da un'altra parte, non qui. Prego, onorevole Farigu.
FARIGU (Gruppo Misto). Sono arrivato a un tal punto di confusione che non riesco più a distinguere nemmeno le parti come zone, come luoghi.
Comunque, Presidente, ribadisco che semmai dovremmo esaminare la possibilità di rafforzare il ruolo del Consiglio, perché il distacco del cittadino dalle istituzioni è dovuto alla costante regressione dei poteri effettivi del Consiglio, che è espressione del popolo. Se vogliamo riavvicinare i cittadini alle istituzioni, la cosa primaria da fare è esaltare l'organo che ne è espressione diretta, cioè il Consiglio! E' il Consiglio, attraverso il rafforzamento dei partiti, che riuscirà a ridare gusto democratico, voglia di partecipazione ai cittadini, che sono invece sempre più distanti dalla politica e dalle istituzioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, chiedo la votazione nominale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, ma l'aveva già chiesta l'onorevole La Spisa.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 345 e 512.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Rassu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Caligaris - Capelli - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Farigu - Floris Mario - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Masia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pisu - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Manca - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Soru.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 64
maggioranza 33
favorevoli 34
contrari 30
(Il Consiglio approva).
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, chiedo alla cortesia del Consiglio una sospensione di trenta minuti.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni la richiesta è accolta. I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 18 e 34.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 04, viene ripresa alle ore 20 e 10.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali personale e riforma della Regione Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, naturalmente da parte della Giunta non c'è nessuna volontà di minimizzare l'incidente che si è verificato in occasione dell'approvazione dell'emendamento numero 345. Riteniamo, però, che possa costituire un elemento di chiarezza il fatto che il Consiglio si pronunci immediatamente, senza indugi, su quello che è il fulcro, il nodo politico-istituzionale più importante di questo disegno di legge.
Noi pensiamo che l'approvazione dell'emendamento numero 345 non pregiudichi assolutamente la configurazione istituzionale indicata dal disegno di legge statutaria e che sia utile, per fare chiarezza, che il Consiglio stesso si pronunci immediatamente sull'articolo 18, che è forse l'articolo più importante dell'intero disegno di legge. Chiediamo, quindi, a lei, signor Presidente, e all'Aula che venga sospeso l'esame degli articoli dal 12 al 17 e si passi direttamente al Capo III, che riguarda il Presidente della Regione, e specificatamente all'articolo 18, di modo che il Consiglio possa pronunciarsi in maniera chiara e definitiva sull'elezione a suffragio universale e diretto del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, su che cosa intende intervenire?
CAPELLI (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori e sulle dichiarazioni dell'Assessore.
PRESIDENTE. Possono parlare un consigliere a favore e uno contro, poi ci si rimette all'Aula.
CAPELLI (U.D.C.). Non intendo parlare a favore o contro, ma sull'ordine dei lavori. Interverrà qualcun altro, se lo ritiene, a favore o contro. Credo che dopo due ore di sospensione, anziché la mezz'ora che era stata concessa, intervenire sull'ordine dei lavori sia il minimo. Cercherò di essere brevissimo.
Intanto suggerirei alla Giunta di fare in altro luogo i test di maggioranza. E anche i test sui letterati presenti in Giunta li faccia in altro luogo e non sulla pelle nostra e dei sardi! Questo è il mio giudizio in merito.
Ho, però, necessità di confrontarmi col mio Gruppo e con gli altri colleghi della minoranza per comprendere meglio gli esiti della proposta avanzata dall'Assessore, perciò chiedo un'ulteriore mezz'ora di sospensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Vorrei anch'io formulare una proposta, perché non mi pare che siamo nelle condizioni in cui possano parlare soltanto un consigliere a favore e uno contro, visto che dopo due ore di attesa le dichiarazioni della Giunta sono puntualmente arrivate.
Ora, ciò che è avvenuto per quanto riguarda l'emendamento numero 345 è vecchio quanto il cucco, non è nato adesso. Si sapeva che ci sono consiglieri regionali che la pensano in maniera diversa sull'elezione diretta del Presidente della Regione. Tante volte abbiamo detto, alla luce anche di quello che è avvenuto in questi anni, che questa è una legge nata, purtroppo, in un momento in cui tutti rivendicavano il diritto-dovere di non fare né ribaltoni né ribaltini. Forse avremmo potuto correggere tutto questo con altri strumenti, non l'abbiamo fatto, ma rimane in tutto il Paese l'idea che questo sistema non va bene. Non va bene perché il Presidente della Regione può dare le dimissioni volontarie senza che il Consiglio c'entri per nulla; non va bene perché il Presidente può sciogliere il Consiglio senza che questo possa dire una parola chiara sulla vicenda. Sappiamo, inoltre, che il Presidente della Regione può avere degli impedimenti nell'esercizio delle sue funzioni e noi non possiamo fare niente durante il periodo di impedimento; sappiamo che può formare una nuova maggioranza e noi non possiamo fare niente contro la formazione di una maggioranza diversa da quella che era stata proposta agli elettori e sappiamo che anche in caso di morte del Presidente non possiamo fare nulla. Facciamo le corna, signor Presidente, è chiaro, ma la situazione è questa.
Mi pare, quindi, che stiamo giocando una partita importante e che passare direttamente all'articolo 18, senza trattare la questione relativa al ruolo e alle competenze del Consiglio regionale, sia una bestialità giuridica. Perché il punto non è neanche l'elezione diretta del Presidente. Io mi domando: che cosa c'entra la Giunta regionale con le regole che il Consiglio regionale deve darsi? Il Consiglio regionale vuole essere libero, non vuole essere prigioniero di terrorismi politici. Noi dobbiamo andare avanti secondo quello che abbiamo fatto in queste settimane, per vedere quale relazione esiste tra gli emendamenti e tra gli altri articoli di questo testo e arrivare a discutere delle funzioni del Presidente e quindi anche del sistema di elezione. Se la maggioranza ha un problema, lo risolva al proprio interno, ma non blocchi il Consiglio tutta la sera in aula per fare ragionamenti che a noi interessano nella totalità, ma non da un punto di vista di maggioranza o minoranza.
Ecco, anche questa è un'opera di terrorismo, signor Presidente. Cosa c'entra la Giunta regionale nella determinazione delle regole che il Consiglio regionale, in maniera sovrana, si vuole dare? Io ero contrario a che la Giunta presentasse questa legge statutaria, che doveva essere di competenza del Consiglio regionale. Lo ha fatto, ma adesso non si impegni politicamente su un argomento nel quale non c'entra nulla! Non è un problema di maggioranza, è un problema del popolo sardo e del Consiglio regionale.
Quindi, signor Presidente, non acceda a certe richieste. Il problema non è quello di decidere di passare direttamente all'articolo 18, saltando gli articoli precedenti, parlando uno a favore e uno contro, perché questo non è un modo di legiferare. Non è mai successo nella storia di nessuna Assemblea. Questo argomento lo stiamo trattando da tempo, non l'abbiamo inventato oggi. Non è che il presidente Soru sia arrivato oggi e improvvisamente abbiamo scoperto che nella maggioranza e anche nella minoranza ci sono posizioni differenziate su questo argomento. Lo sapevamo dall'inizio! Quindi procediamo secondo le regole che ci siamo dati.
Avanzo quindi la richiesta di sospendere i lavori a questo punto e di rinviarli a domani mattina, affinché tutti quanti possiamo riflettere meglio sulle proposte che sono state formulate.
PRESIDENTE. E' stata avanzata una richiesta di rinvio dei lavori a domani mattina, quindi vorrei sapere se ci sono opposizioni. E la sua richiesta, onorevole Capelli?
CAPELLI (U.D.C.). Io avevo chiesto una sospensione di mezz'ora.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sul Regolamento. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Precisamente, intendo fare riferimento al comma 16 dell'articolo 84 e all'articolo 88.
Riguardo alla proposta che ha fatto la Giunta, ci sarebbe forse da sorvolare sul fatto che l'Assessore ha qualificato la votazione di un emendamento, che è diventato legge, salvo il voto finale, e che ha modificato l'articolo 12 con un chiaro, inequivocabile e non controvertibile orientamento di voto dell'Aula, che nella sostanza ha detto che l'elezione del Presidente non deve essere contestuale a quella del Consiglio. Questo sul piano sostanziale.
Sul piano formale, non si può prendere in considerazione la proposta della Giunta di passare alla votazione dell'articolo 18, tal quale, prima che la Presidenza assuma una decisione molto importante e delicata, quella cioè di verificare se non siamo nella fattispecie dell'articolo 88 del Regolamento, che prevede che il Presidente dichiari inammissibili ordini del giorno emendamenti e proposte che siano estranei all'oggetto della discussione o formulati in termini sconvenienti, ovvero siano in contrasto con precedenti deliberazioni adottate dal Consiglio nel corso della discussione. Il comma 16 dell'articolo 84 parla ancora del fatto che non possono essere proposti, sotto qualsiasi forma, articoli aggiuntivi o emendamenti contrastanti con precedenti deliberazioni adottate dal Consiglio sul medesimo provvedimento.
E' evidente che formalmente non siamo nella fattispecie del comma 16, ma sicuramente, dalla lettura combinata di queste due disposizioni, emerge la volontà del legislatore, seguita da anni di prassi consolidata, consolidatissima, di dichiarare inammissibili le parti che contrastano con questioni già decise. Evidentemente non si può tornare sul punto e quindi l'articolo 18 non può essere votato così com'è stato presentato.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, la ringrazio per averci ricordato il sedicesimo comma dell'articolo 84 e anche l'articolo 88 del Regolamento, che ovviamente sono a noi ben presenti, ma non capisco perché precediamo una discussione che deve ancora avvenire.
Quando arriveremo all'articolo 18 o ad altri articoli che contengano parti sulle quali il Consiglio si è chiaramente pronunciato, è evidente che osserveremo il Regolamento e la prassi consolidata. Quindi la ringrazio per questo avvertimento ai naviganti, che naturalmente era a noi presente.
PRESIDENTE. Tornerei, se me lo consentite, alla richiesta di sospensione formulata dall'onorevole Capelli a nome della opposizione. Chiedo ai colleghi della maggioranza se questa proposta è accoglibile, e qualora lo fosse, naturalmente sospenderei i lavori a questo punto per riprenderli domani mattina.
Resta la proposta dell'Assessore, su cui comunque l'Aula si deve pronunciare.
Penso che la maggioranza abbia preso del tempo, stasera, per affrontare le questioni che si sono aperte a seguito di una votazione.
CAPELLI (U.D.C.). E la minoranza?
PRESIDENTE. Stavo dicendo, appunto, che ritengo la richiesta della minoranza corretta.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, credo che la richiesta che ha formulato l'opposizione sia accoglibile, anche se ritengo che prima vada votata la richiesta di sospensione dell'articolo 12 e degli articoli successivi, per affrontare direttamente l'articolo 18.
Quindi propongo di votare il passaggio all'esame dell'articolo 18 e di aggiornare i lavori a domani mattina, in modo da consentire ai colleghi della minoranza di potersi confrontare tra loro.
(Interruzioni)
ARTIZZU (A.N.). Presidente, lei si deve far garante del corretto svolgersi dei lavori. Questa è una proposta assurda! E' Carnevale veramente!
PRESIDENTE. Colleghi, propongo di sospendere la seduta e di aggiornare i lavori a domani mattina, per consentire anche a me di valutare la richiesta di sospensione degli articoli 12 e seguenti, lasciando impregiudicata la decisione, se me lo consentite. I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 24.
[s1]minuscolo
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