Seduta n.417 del 28/05/2008
CDXVII Seduta
Mercoledì 28 maggio 2008
Presidenza del Vicepresidente Rassu
Indi
del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 25.
CALLEDDA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di lunedì 28 aprile 2008 (408), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Atzeri e Francesco Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di mercoledì 28 maggio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Colleghi, io sospendo i lavori sino alle ore 10 e 40. Vi prego di avvisare i colleghi che siano presenti in Aula. Bene, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 28, viene ripresa alle ore 10 e 47.)
Discussione della mozioneLa Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu - Amadu - Contu - Petrini - Licandro - Lombardo - Sanjust - Pileri - Pittalis - Rassu - Cappai - Milia - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Gallus - Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni - Farigu sulla mancata erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche in base alla legge regionale n. 17 del 1999, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo
54 del Regolamento (180)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo i lavori dell'Aula, prego un Segretario di prendere posto al tavolo della Presidenza, grazie. A seguire l'ordine del giorno di ieri, abbiamo in discussione la mozione numero 180, di cui è primo firmatario l'onorevole Giorgio La Spisa, sulla mancata erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche, in base alla legge 17.
(Si riporta di seguito il testo della mozione:
Mozione La Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu - Amadu - Contu - Petrini - Licandro - Lombardo - Sanjust - Pileri - Pittalis - Rassu - Cappai - Milia - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Gallus - Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni - Farigu sulla mancata erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche in base alla legge regionale n. 17 del 1999, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.
IL CONSIGLIO REGIONALEPREMESSOche, con deliberazione della Giunta regionale n. 42/22 del 24 ottobre 2007, è stato varato il piano triennale dei provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna, in base all'articolo 2 della legge regionale n. 17 del 1999;
VERIFICATO che:
nella ripartizione dei finanziamenti allo sport, erogati in base alla legge regionale n. 17 del 1999, risulta che, in capo alla Presidenza della Regione, sono stati assegnati i contributi da destinare alle società sportive professionistiche, per un importo di euro 1.800.000;
tale somma deriva dall'articolo 29, comma 1, lettera h), della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007);
al momento risulta che una sola società professionistica ha potuto usufruire del contributo, mentre la gran parte dell'importo, da assegnare alle restanti società sportive professionistiche, non è stata ancora erogata e resta ancora a disposizione della Presidenza, la quale non potrebbe utilizzarlo per altri fini;
gravi e incomprensibili motivi stanno ritardando l'erogazione del contributo alle società sportive professionistiche mentre, una sola ha già potuto godere del finanziamento regionale;
sussistono problemi per la mancata erogazione contestuale del contributo regionale previsto per legge alle società sportive professionistiche;
il ritardo nell'erogazione del contributo sta compromettendo l'attività delle società sportive e vanificando gli sforzi di chi, in attesa del finanziamento regionale, è costretto a far quadrare i bilanci con finanziamenti bancari i cui interessi incidono notevolmente sull'attività e sulla promozione sportiva,
impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale
a provvedere, entro trenta giorni dall'approvazione della suddetta mozione, a compiere gli atti amministrativi finalizzati all'erogazione dei contributi come previsto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 42/22 del 24 ottobre 2007.(180).)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarla.
LA SPISA (F.I.). Grazie. La mozione numero 180 deriva dalla trasformazione di una interpellanza, avente lo stesso oggetto e sostanzialmente lo stesso contenuto, presentata al Consiglio regionale a seguito della discussione avvenuta in Aula durante l'esame e l'approvazione dell'ultima legge finanziaria, e riguarda la questione molto controversa dell'erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche sportive, sulla base cioè della legge 17 del '99 sullo sport, ma anche avendo particolare riferimento all'articolo 29, la lettera h) per la precisione, della legge finanziaria del 2007, la numero 2, in cui si prevedeva uno stanziamento di una somma destinata proprio a sostegno delle attività sportive, ed anche a quelle professionistiche. Nella ripartizione dei fondi, derivanti da questi stanziamenti, o meglio, per la ripartizione dei fondi è stato varato il piano triennale dalla Giunta regionale con la deliberazione del 24 ottobre 2007, la numero 42. In questa ripartizione dei fondi risulta che sia stata assegnata alla Presidenza della Regione la competenza nell'amministrare la somma di 1.800.000 euro da destinare alle società sportive professionistiche. Nel momento in cui l'interpellanza e quindi poi anche la mozione è stata fatta risultava, e per ora ancora a noi risulta, che soltanto una società professionistica ha usufruito del contributo, mentre la gran parte dell'importo stanziato risulta ancora da assegnare alle altre società sportive. Non sono quindi somme che sono state ancora erogate, sono ancora, per quanto ci risulta, a disposizione della Presidenza, e non si capisce quali siano i motivi, se si tratta di motivi amministrativi, oppure semplicemente di valutazioni sull'opportunità o meno di spendere queste risorse, che però dipendono da una decisione, se non ricordo male, unanime del Consiglio regionale per sostenere l'attività sportiva, anche nel livello professionistico, avendo come intento quello di sostenere un livello dell'attività sportiva che, pur essendo di tipo professionistico, ha comunque, svolge una funzione di promozione sociale. Perché alle attività professionistiche, alle attività delle società che operano a livello professionistico però sono collegate tantissime altre attività, pensiamo soltanto ai settori giovanili, alle squadre del settore giovanile, ma pensiamo anche alla funzione promozionale per l'intera immagine dello sport e la stessa immagine della Sardegna, che questi contributi possono aiutare a sostenere, considerando proprio che, oggettivamente, le buone prestazioni delle nostre società sportive professionistiche, in qualche modo, fanno ricadere a favore della Sardegna… hanno un effetto di ricaduta positivo proprio nella promozione della stessa immagine dell'Isola. Tutti noi sappiamo, anche se questo può essere condiviso più o meno, ma sappiamo bene che la più grande squadra, con le più grandi tradizioni, il Cagliari calcio, rispetto a tutte le altre squadre che militano nella serie A, o comunque nei massimi livelli, in qualche modo costituiscono e rappresentano l'immagine di un'isola, che anche nello sport è riuscita a farsi valere. E questo noi tutti lo sappiamo, e l'intento di chi in quest'Aula ha sempre proposto che la Regione svolgesse un ruolo, certamente non predominante, certamente non particolarmente forte, certamente ridotto rispetto al passato in termini di quantità di risorse stanziate spese, però che la Regione sia presente a favore di queste società, che d'altra parte sappiamo per poter competere a livello nazionale devono sobbarcarsi dei costi che sono certamente superiori a quelli che devono sopportare le altre società che competono negli stessi campionati. Ora, il ritardo nell'erogazione di questo contributo di fatto rischia di compromettere l'attività di alcune società sportive, certamente non di quella maggiore, che ha forse, evidentemente, militando nel massimo campionato del calcio, ha possibilità di, in qualche modo, inserirsi nei circuiti finanziari che possono sostenere anche l'attività sportiva, ma i danni maggiori, evidentemente, ricadono sulle altre società, che sono sì professionistiche, ma militano in campionati di livello inferiore e, soprattutto, appartengono anche a contesti territoriali ed economici che certamente non sono così favorevoli, trattandosi appunto di squadre che per la gran parte, o almeno alcune delle quali hanno anche una presenza su territori, che sul piano proprio economico non hanno certamente una grandissima spinta e grandissime forme di affermazione. La mozione quindi si conclude con l'impegno che il Consiglio regionale dovrebbe rivolgere e chiedere alla Giunta regionale, perché entro un termine congruo si provveda all'approvazione di quanto disposto dalla delibera di Giunta, e perché vengano avviati tutti i procedimenti amministrativi che siano finalizzati all'erogazione dei contributi, così come previsto dalla stessa delibera d'altra parte, che la stessa Giunta regionale ha approvato. Non si capisce perché una decisione presa dal Consiglio regionale e poi anche attuata in parte, almeno come inizio del procedimento, dalla Giunta regionale si sia poi arenata per motivazioni che non sono veramente comprensibili. Se c'è una volontà di non attuare quanto stabilito dal Consiglio regionale e dalla stessa Giunta regionale, noi crediamo che, se questo venisse accertato, ci troveremo di fronte veramente ad un esercizio arbitrario del potere della Presidenza della Regione riguardo ad un intendimento, ad una decisioneche sostanzialmente, sia il Consiglio regionale sia la Giunta regionale, hanno già disposto di attuare. Per questo chiediamo che venga data attuazione a questa delibera. Grazie onorevole La Spisa, dichiaro aperta la discussione.
E' iscritto a parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Grazie Presidente, ritengo doveroso intervenire su questa tematica per definire la vicenda una "vicenda abbastanza triste di questa politica regionale" e mi dispiace che, ancora una volta e soprattutto relativamente a questa mozione, manchi il Presidente della Regione.
Il Presidente della Regione ha gestito questa problematica quasi in proprio, con un atteggiamento politicamente inqualificabile, quasi che stesse elemosinando denari propri mentre qui ci troviamo davanti ad una precisa scelta del Consiglio regionale che ha destinato, alle società professionistiche e sportive determinati benefici di carattere economico. Una vicenda triste che si prolunga, si trascina, da mesi e mesi, con un atteggiamento di arroganza politica che non ha precedenti nella storia dell'autonomia regionale. A fronte di richieste legittime, recepita dal Consiglio regionale, la Giunta regionale, soprattutto il Presidente, ha tergiversato a lungo e non so fino a che punto vi siano le responsabilità dell'Assessore della pubblica istruzione e sport ma essendo qui presente ci potrà rispondere esaurientemente immagino, ringrazierei anche se potessimo disporre della deliberazione che la Giunta ha recentemente votato, disporne subito, magari averla immediatamente, proprio in questo momento, a disposizione durante il dibattito. Non si capisce che cosa ci sia dietro, che cosa finora abbia impedito l'erogazione materiale dei finanziamenti. Le società interessate hanno ripetutamente, civilmente, proposto le proprie ragioni, a fronte di questa proposizione nulla c'è stato se non alcuni atteggiamenti di politica inqualificabile. Per altro, ma questa rientra nella prassi ormai in contrasto con il Regolamento vigente, io ho proposto delle interrogazioni e nessuna risposta, nessun cenno è stato espresso e questo la dice lunga sul modo e sul metodo di governare la cosa pubblica da parte di questa Giunta regionale. Quindi, mi auguro che l'Assessore possa dare tempi e certezze per consentire a chi, con fatica, porta avanti alcune società in Sardegna, possa disporre di quanto il Consiglio regionale ha deciso già da molto tempo grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Amadu.
E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, correva l'anno 2007, esattamente il 29 maggio del 2007 quando venne approvata la finanziaria regionale che disponeva 1.800.000 euro per il sostegno alle squadre professionistiche sarde. Ci fu una discussione in quest'Aula, c'è ovviamente chi è del parere che le squadre professionistiche non debbano avere sostegni finanziari da parte dell'istituzione regionale, c'è chi sostiene il contrario, ma comunque l'Aula detta alla Presidenza e alla Giunta precise indicazioni affinché la Regione Sardegna, come negli anni è sempre avvenuto, desse l'opportuno sostegno alle squadre professionistiche, più precisamente: Cagliari, Torres, Nuorese, Olbia e Dinamo di Sassari, con intervento complessivo di 1.800.000 euro. Voglio promettere questo, questo 1.800.000 euro suddiviso per cinque squadre, non è altro che un terzo di quanto altre regioni destinano alle squadre professionistiche appartenenti alla loro Regione, in alcuni casi, in altri casi un quinto, in altri casi un sesto. Perciò l'intervento regionale è dimensionato in basso verso le squadre professionistiche isolane. Correva l'anno 2007, e cioè un anno fa, si era data disposizione da parte del Consiglio regionale alla Giunta perchè si provvedesse a dare sostegno alle squadre professionistiche, non vorrei ritornare sulle argomentazioni a sostegno di questo contributo, voglio soltanto portare alcuni piccoli esempi, in alcune cittadine: quali di Olbia quali Nuoro, la stessa Sassari, queste attività professionistiche hanno rivitalizzato, in piccola parte, ma comunque una piccola parte che è importante in alcune realtà, anche gli scambi economici e commerciali. Non che i casi e le occasioni per un effettivo ritrovo di tipo sociale fra i tifosi, fra gli appassionati, tra l'altro da tanti anni non si vedeva, parlo per esempio della città di Nuoro, dei giovani diciottenni che potessero finalmente praticare lo sport a livello nazionale e confrontarsi con altre realtà nazionali, parlo delle attività giovanili delle squadre professionistiche. Questo non avveniva per quanto riguarda la città di Nuoro da circa otto anni, grazie all'attività della società professionistica, appunto la Nuorese, questi ragazzi, di tutta la provincia, si sono potuti confrontare con i pari età del Lazio, con i pari età della Campania, con i pari età del Piemonte e si è potuto riprendere un'attività che storicamente ha interessato la città di Nuoro e che da anni invece non poteva essere più oggetto di attività sportiva giovanile, questo è uno degli argomenti, qualche albergo ha rivitalizzato la sua attività, il nome di Nuoro e di Olbia e di Sassari si è riproposto all'attenzione nazionale. Ci sono tutti gli argomenti che non vorrei riportare, poi uno ci crede, non ci crede. Però quest'aula a maggioranza ha deciso che così doveva essere, al di là del fatto che uno ci creda o non ci creda, tra l'altro, in quel 2007, lei non c'era Assessore, fu data disposizione all'Assessorato alla pubblica istruzione, come al solito e con il silenzio complice di questa maggioranza, i fondi, con una manovra di bilancio sono state trasferite alla presidenza, tant'è che qui noi abbiamo oggi a rispondere a questa mozione l'assessore Mongiu, ma come potete ben leggere, anche nella attività di Giunta, dalle delibere fatte, sono proposte di Giunta del Presidente perché i fondi sono stati assegnati, o meglio, se li è accaparrati la Presidenza. Fin dal primo momento il Presidente della Giunta ha dichiarato che non avrebbe distribuito quei soldi! Bene, sapete tutti che sono vitali questi contributi a queste società perché possano sopravvivere, perché possano iscriversi al campionato, perché è un campionato medio di C1 costa intorno ai 2 milioni di euro, e noi stiamo intervenendo per un massimo di 500, poi anche su questo, sulla deliberazione, andrà discusso chi stabilisce il massimo e il minimo, in base a che cosa, ma sicuramente ci saranno dei criteri che dovranno essere adottati. Ma mi chiedo, vi chiedo e le chiedo Assessore, per quanto di sua competenza, sarebbe stato opportuno avere il Presidente qua, ma il Presidente preferisce andare in giro per la Sardegna a tagliare nastri platealmente, a fare demagogia e populismo con opere che di cui vediamo soltanto, per il momento, pagamento delle parcelle. Allora, dicevo, non so quanto potrà dirci se non in riferimento alla delibera adottata dalla Giunta, l'assessore Mongiu, ma mi chiedo se questi criteri nuovi, illustrati nella delibera di Giunta, peraltro esposti dal Presidente e voluti dal Presidente come recita la delibera stessa, vincolandoli a tutta una serie di attività rivolta alle istituzioni scolastiche locali per favorire i processi positivi di collaborazione e integrazione delle politiche sportive e quant'altro; perché questi criteri e queste valutazioni non sono state richieste nel momento in cui il Presidente, bontà sua, ha deciso, diversi mesi fa, di assegnare parte di questo milione 800 mila euro soltanto alla Dinamo di Sassari. C'era la richiesta di questi criteri per la Dinamo di Sassari? Che tra l'altro sta attendendo ancora la seconda tranche? Perché si usano due metri e due misure? Perché la delibera adottata per dare i danari alla Dinamo di Sassari non richiede quanto invece richiesto nella delibera numero 28/4 del 16/05/08, è completamente diversa. Criteri diversi, valutazioni diverse e perciò non so sulla base di che cosa sono stati assegnati i circa 300 mila euro alla Dinamo, non perché non dovessero essere assegnati, fortunatamente almeno una di queste squadre ha avuto la contribuzione e, ripeto, aspetta ancora la liquidazione della seconda tranche, ma mi chiedo perché ci debba essere questa disparità eppure i campionati sono conclusi, e non gli si può chiedere a posteriori "fai questa attività". Anche perché questa delibera è del 2007 e non era vincolata a questi criteri nel mentre, ripeto i campionati si sono conclusi, nel mentre si sta procedendo all'iscrizione ai nuovi campionati; non parlo del Cagliari perché credo che ci sia poco da aggiungere, è una squadra che comunque porta lontano il nome della Sardegna, e chiedergli di attivarsi perché sia valorizzato il nome della Sardegna, una squadra che si chiama Cagliari insomma, mi sembra un po' con un eufemismo posso dire che può essere considerato diciamo eccessivo, per non usare altri termini. Ripeto, al di là delle valutazioni che ognuno di noi può fare sull'opportunità o meno, qui c'è da rispettare un dettato del Consiglio regionale che a maggioranza ha deciso, le valutazioni sul merito se è opportuno, non opportuno in questo momento le abbiamo tutti trattate queste valutazioni e fatte, nel momento in cui abbiamo deciso di portare all'attenzione dell'aula l'opportunità di intervenire. Ognuno di noi ha espresso la sua valutazione ma l'Aula ha deciso. Perciò, quello che deve fare l'aula in questo momento, nella valutazione di questa mozione, è di dare continuità, di obbligare la Giunta all'attuazione di un atto che l'aula ha deciso nel 2007 e, vi ricordo, ha ripreso nella finanziaria 2008 ribadendo questi concetti e iscrivendo in un comma, in un articolo della finanziaria 2008 che questa procedura doveva essere conclusa immediatamente; e non si può chiedere a posteriori di intervenire su una stagione agonistica la prima 2006/2007, la seconda 2007/2008 entrambe già concluse.
Concludo Presidente, perché vedo che il tempo sta per scadere, ricordando un'altra cosa: è stato chiesto tutto ciò nell'intervento, diversi interventi che sono stati fatti nella finanziaria 2008 e anche 2007 per esempio per la Tiscali Pallavolo dove siamo intervenuti certo lì c'è stato un raggiro di questa norma dicendo che finanziavamo delle manifestazioni collaterali. Però le abbiamo sempre fatto avere i danari alla Tiscali Pallavolo e condivido il fatto che siano stati dati, però perché continuiamo a fare valutazioni diverse a seconda della rappresentanza, a seconda dei paladini che difendono questa o quella squadra, a seconda della scritta che si ha sulla maglietta, per non parlare della Tiscali Cup, della Tiscali Pallavolo e quant'altro di Tiscali si è portato avanti con finanziamenti privati, sui quali non discuto, ma che molto spesso sono stati affiancati da finanziamenti pubblici regionali.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.
E' iscritto a parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie signor Presidente, colleghi e colleghe.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cassano, prego i colleghi di prestare attenzione perché c'è un ronzio sinceramente che disturba sia il relatore, che chi ascolta. Grazie.
CASSANO (Riformatori Sardi). Ho chiesto la parola non tanto perché sono firmatario di questa mozione, quanto per denunciare pubblicamente l'autoritarismo, l'arroganza del Presidente della Giunta regionale che puntualmente disattende quello che è il deliberato del Consiglio regionale. Questa è un'offesa, non solo ai colleghi di minoranza, ma soprattutto ai colleghi di maggioranza che a suo tempo avevano sottoscritto insieme a noi il deliberato che imponeva alla Giunta regionale, allo stesso Presidente, di erogare in tempo debito i contributi alle società sportive professionistiche. Mi riferisco alla società sportiva Torres, alla Dinamo, alla Nuorese Calcio e al Tempio. Bene, a tutt'oggi non mi risulta che questa Giunta regionale e che questo Presidente abbia adempiuto eventualmente a quello che era il deliberato del Consiglio regionale. Intanto vi sono società sportive, come la Torres, che non è in grado probabilmente, e questo va in danno agli sportivi sassaresi, di iscrivere la società sportiva proprio perché manca di risorse certe e queste erano risorse certe, cosa che invece la Giunta regionale non ha fatto. Io non so se lei Assessore sia in grado eventualmente di poter garantire e dare una risposta in assenza del Presidente, dal momento che il Presidente continua ad essere latitante in questo Consiglio regionale, mentre invece preferisce andare in giro per la Sardegna per millantare, per dare ciò che non ha dato in questi quattro anni di governo di centrosinistra. Ma la cosa più grave è che ci siano consiglieri regionali del territorio che sostengono ancora questo Presidente della Giunta regionale, che puntualmente, come dicevo, disattende ciò che invece è il deliberato del Consiglio regionale. Ma non solo, caro Assessore, le ricordo che le società sportive non professionistiche versano in condizioni gravissime col passaggio di competenze con la legge numero 9 alle Province, non se ne capisce più niente, la Provincia scarica sulla Regione e la Regione scarica sulla Provincia. Ebbene le società sportive che hanno a suo tempo anticipato con risorse proprie non riescono ad avere neppure le spese che hanno affrontato per le visite di idoneità sportiva per gli atleti. Bene, questo argomento lo deve prendere a cuore caro Assessore, non può fare solo dichiarazioni sulla stampa e dire che tutto si vuole fare e tutto si vuole risolvere e poi non si risolve niente. Quindi, io sono qui per denunciare questa gravità, questa omissione pubblica da parte del Presidente della Giunta che continua a disattendere puntualmente, non solo in questo settore ma anche in altri, quella che è la volontà del Consiglio regionale. Io ebbi modo di presentare un ordine del giorno, cosa che il Consiglio ebbe modo anche di approvare all'unanimità dei presenti. Bene a tutt'oggi quest'ordine del giorno è stato puntualmente disatteso, noi vorremmo che questo non si verificasse e che le società sportive chiamate in causa abbiano il giusto riconoscimento di quanto hanno chiesto e quindi gli si deve dare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cassano.
E' iscritto a parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.
MILIA (U.D.C.). Grazie, Presidente, signora Assessore e colleghi. Da troppi anni si parla, molte volte a sproposito, di questo problema legato alle sponsorizzazioni, ai contributi regionali per le società professionistiche, io vorrei in questo intervento, visto che i colleghi che mi hanno preceduto hanno illustrato a tinte anche, io direi, non forti il comportamento inqualificabile di un Presidente che si rifiuta di fare quello che il Consiglio ha statuito, con voto unanime o quasi in quest'Aula. Io vorrei con l'assessore Mongiu, che ho apprezzato già in quest'aula per la sua capacità e per la sua concretezza, affrontare il problema che non si ha il coraggio di affrontare in relazione allo sport in Sardegna e cioè quello che, da una riguarda il professionismo - e cioè coloro che per status, per legge vengono identificati come professionisti e le società che svolgono attività professionistiche - e dall'altro il pseudodilettantismo che viene finanziato con ingenti risorse dalla stessa Regione, e dove molti, anche in quest'Aula, si nascondono raccontando che la Regione, per una scelta ideologica, è contro le società o perlomeno non vuol aiutare le società professionistiche, però d'altro canto, con l'altra mano, elargisce milioni di euro a coloro che apparentemente non sono professionisti ma che svolgono attività da professionisti evadendo quello che i professionisti fanno mensilmente, cioè pagare le tasse oltre il 50 per cento, e con una semplice ritenuta d'acconto, quando va bene, pagano invece stipendi che superano quelli di queste società professionistiche tanto deprecate.
Assessore, l'atletica è la regina dello sport. Sappiamo che da anni, lodevolmente, questo Assessorato e questa Regione, con qualunque Giunta di qualunque colore, ha sempre sponsorizzato i grandi meeting di atletica, ma per che cosa servono quei soldi del famoso "Meeting Terra Sarda"? Per finanziare l'attività dilettantistica o per pagare gli ingaggi dei professionisti-dilettanti, quelli che partecipano alle Olimpiadi e che vengono a dar lustro a quel meeting? Di questi esempi, lasciando perdere la Tiscali e tutta la pallavolo perché la pallavolo è inquadrata sotto il regime dilettantistico sia in A1 che in A2, ma andando alla quarta serie di calcio dove i superprofessionisti guadagnano più di quello che guadagnano in C2, magari nella Nuorese, nell'Olbia e nella Torres... Allora, non prendiamoci in giro; occorre, Assessore fare luce su questo mondo sportivo che deve essere aiutato, perché tante cose in Sardegna devono essere aiutate.
Io ricordo, faccio un esempio di tanti anni fa, quando l'Assessorato dell'agricoltura gestiva le risorse per le sponsorizzazioni si facevano delle lodevoli iniziative da parte dell'Assessorato: le squadre professionistiche promuovevano in tutta Italia grandi incontri; si pubblicizzavano i prodotti agroalimentari sardi; si faceva una certa attività sociale coinvolgendo i circoli dei sardi, eccetera, queste sono iniziative che si possono riprendere certamente ma saranno l'Assessorato e la Giunta a decidere che cosa fare. Ora, però, al termine del campionato si vuole richiedere una prestazione assolutamente irrichiedibile alle società che dovevano avere già incamerato quelle cifre che servono alla sopravvivenza.
E' inutile che diciamo quale è l'apporto sociale, il valore che lo sport professionistico porta nei centri della Sardegna: è un apporto che questa Regione, povera di eventi in senso lato, colma durante quei 6-8 mesi di attività sportiva e cerca di riempire quegli spazi che non sarebbero riempiti altrimenti se non con queste manifestazioni che aggregano, queste manifestazioni che servono da stimolo ai giovani, queste manifestazioni insomma che nel tessuto economico e sociale delle città e delle province nelle quali militano queste squadre, che poi hanno riflesso nazionale, sono assolutamente necessarie.
Allora, Assessore, il dispositivo della mozione è molto chiaro: credo che il Presidente non possa nascondere ancora una volta la testa sotto la sabbia e debba procedere con la massima celerità a far sì che un disastro annunciato non si compia perché sarebbe veramente un macigno per tutto lo sport isolano. Poi, sul problema dilettantismo e professionismo potremmo magari tornare qua, con una seduta assolutamente dedicata, per evitare che da una parte o dall'altra si speculi su questa materia che assolutamente è una materia che fa parte del mondo civile, che fa parte della società sarda, per fortuna, e che deve essere una materia (così come tante altre, ripeto) alla quale la Regione deve dedicare sforzi e risorse. Quindi, noi chiediamo che lei si faccia carico di queste istanze che vengono da questa mozione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Milia.
E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, periodicamente torniamo su questo argomento e lo facciamo rifacendo una discussione di tipo generale sulla politica sportiva di questa Regione che io non ritengo particolarmente utile, perché rischiamo di parlare di principi e non magari più concretamente del problema che affrontiamo oggi. Per cui alcuni appelli dei colleghi sulla, per esempio, opportunità o meno di finanziare le società sportive ci riportano alla discussione che abbiamo già fatto due anni fa, e io personalmente sono tra quelli che ritengono che il fatto che la Regione sponsorizzi per legge le società professionistiche sia un'aberrazione, per cui sono tra quelli che ha approvato e ha ritenuto importante il superamento dell'articolo 31, così come era stato congegnato un tempo, e che ritiene che quindi non vadano finanziate per legge, (o comunque non all'interno di una legge per lo sport) ma che, se la Regione, su singoli progetti e per singole iniziative, intende avvalersi delle società sportive come traino e come veicolo di comunicazione, lo può fare all'interno di progetti di comunicazione e di marketing. Quindi, due cose separate: una cosa è lo sport è tutto quello che la Regione può fare per un sostegno allo sport non professionistico (e le sponsorizzazioni non si possono fare per legge perché devono essere su piani mirati di marketing, con obiettivi precisi che non possono essere definiti una volta per sempre, né resi obbligatori perché sennò verrebbe meno la natura del rapporto tra Regione e società professionistiche e non avverrebbe su particolari esigenze), e d'altra parte lo sport. Quindi io ritengo che su questo non dobbiamo tornare e sarebbe abbastanza superfluo, ritengo invece che dovremmo concentrarci sull'oggetto della mozione, e non solo sull'oggetto della mozione ma anche su quello che la Regione ha fatto nel frattempo perché oggi dire che la Regione non ha adempiuto e che in qualche modo non si è dato seguito al deliberato del Consiglio mi sembra quanto meno errato, visto che c'è una delibera del 18 maggio 2008 che parla proprio di contributi alle società sportive professionistiche e di come dare attuazione a quanto previsto nella finanziaria regionale del 2007. Quindi io parlerei di questo, a meno che non vogliamo aprire un dibattito sulla politica sportiva, ma io credo che non sia il caso.
Io, quando ci fu la mozione scorsa che vincolava la Regione ad adempiere alla legge finanziaria regionale del 2007, mi astenni perché ritengo giusto che se il Consiglio dà un indirizzo alla Giunta sull'utilizzo delle risorse per la promozione e questa promozione deve essere fatta attraverso le società sportive, la Giunta non possa che adempiere. E quindi questo non è un problema di merito della politica sportiva ma è un problema di rapporti tra Giunta e Consiglio.
Quindi, io dedicherei la seconda parte del mio breve intervento al merito della delibera e, da questo punto di vista, dico all'Assessore che alcune osservazioni fatte dai colleghi del centrodestra in qualche modo hanno un fondamento di verità, inducono alla riflessione: è chiaro che una delibera che si riferisce ad una, chiamiamola, forma di sponsorizzazione che in qualche modo riguarda un periodo precedente, o un periodo che si sta per ultimare perché stiamo parlando del 2007-2008, difficilmente può prevedere di adempiere a cose come mettere il simbolo sulla maglia o i tabelloni, eccetera, perché il campionato è già finito, questo è contraddittorio, ma io -e parlo del merito della delibera perché vorrei dare un contributo costruttivo - sono anche fortemente in disaccordo con la delibera quando rende obbligatorio per le società sportive avere il logo della Regione sulla maglia, perché qui torniamo le sponsorizzazioni uniche, qui torniamo alle sponsorizzazioni obbligatorie per legge, qui non rendiamo possibile alle società professionistiche rivolgersi ad altri soggetti per arricchire le proprie entrate con sponsorizzazioni da altre realtà che possono magari integrare la sponsorizzazione della Regione che avviene con finalità - come la delibera dice quando per esempio parla di promozione dei valori sportivi, eccetera - relative a tematiche di tipo sociale e culturale.
Quindi, io credo che da un lato la discussione che abbiamo fatto è infondata, perché la Regione ha deliberato sull'assegnazione delle risorse e stabilito dei criteri, dall'altro credo però, Assessore, che questi criteri in qualche modo non siano coerenti o applicabili con il fatto che stiamo parlando del campionato scorso, e oltretutto introducono un principio - di cui mi occuperò in un ordine del giorno che scriverò e che spero possa trovare l'accoglimento dei colleghi -, il principio della sponsorizzazione unica della Regione, cioè torniamo all'antico, cioè scacciamo risorse private, ce ne andiamo a fare un po' il contrario di quello che avevamo detto di fare, e cioè che essendo una società professionistica facciamo sì che questa società professionistica che paghi lauti stipendi abbia degli interventi della Regione, magari soltanto finalizzati a dei progetti che hanno un valore culturale e sociale, ma le lasciamo anche libere e le abituiamo a confrontarsi con il mercato e quindi a cercare anche risorse private. In ultimo, colgo una nota del collega Capelli che credo che sia utile, il collega Capelli dice: ma le società professionistiche fanno anche attività giovanile, e quando fanno attività giovanile fanno attività meritoria, perché le leghe giovanili sono dilettantistiche per eccellenza. Quindi la riflessione che farei, ma non è materia di oggi, le società professionistiche quando fanno attività giovanile la fanno all'interno di leghe dilettantistiche, sì, onorevole Capelli. I campionati giovanile non sono campionati professionistici, questo le dico. Quindi oggi come oggi invece l'articolo 22 impedisce comunque alle società professionistiche, l'articolo sulle attività giovanili di accedere a quei contributi. La riflessione che si potrebbe fare con i colleghi è eventualmente valorizzare questa parte della società dell'attività delle società professionistiche positiva, e vedere se invece questa parte si in legge può essere aperta anche alle società professionistica limitatamente alle attività giovanile. Questo giusto per dare un contributo di merito. Quindi la mia riflessione è che comunque nell'ordine del giorno così come è stato proposto dalla mozione sia già decaduto ed eventualmente si può trovare il modo di renderlo più cogente, più applicabile rispetto a quello che è successo nel frattempo; e io con qualche collega proporrò che l'ordine del giorno faccia riferimento alla delibera, appunto, del 16 maggio 2008. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Sì grazie Presidente. Ma, io non voglio esprimere giudizi sul fatto che l'anno scorso sia stato votato un ordine del giorno da parte del Consiglio che prevedeva, appunto, i contributi alle società professionistiche, io non l'ho votato. Ma intervengo perché su questo argomento in quest'Aula ogni tanto aleggia un disinteresse verso le società professionistiche. Sembrerebbe quasi che l'intervento e il contributo da dare a queste società professionistiche determini una situazione ideale per diffondere le politiche sportive e la diffusione dei messaggi sportivi. Scusate, io mi sono stufato letteralmente. Quando qualche giorno fa qualche presidente di queste società sportiva minacciava ripetutamente: "O la Regione mi dà i soldi, o la Regione rispetta i patti... oppure chiudiamo". Minacce fatte e costruite da alcune società sportive, che peraltro nei suoi ranghi ha qualcuno che non rispetta i regolamenti delle federazioni, tant'è vero che qualcuno è stato arrestato, e viene qui a lanciare messaggi di questo tipo.
L'onorevole Capelli ha descritto una situazione di Nuoro e della Provincia di Nuoro che non corrisponde al vero; perché non è assolutamente vero che nel nuorese la presenza di questa straordinaria società sportiva che si chiama Nuorese, che gestisce lo sport in maniera quasi privata, ha permesso al territorio, e ha dato al territorio, possibilità di confronto con altre realtà, perfino quelle continentali. No, nel nuorese c'è un impoverimento generale della pratica sportiva, c'è una diminuzione consistente, evidente, visibile del numero dei partecipanti la pratica sportiva, in questo caso il calcio. Addirittura si arriva a scontri, scontri quasi fisici tra una parte dello sport che è l'atletica leggera per l'utilizzo di un campo sportivo quello di piazza Veneto, e invece il calcio professionistico, ma quale educazione! Quali elementi educativi pensate che davvero queste società diano ai nostri giovani, no non è affatto così. Per cui io non voglio discutere la delibera votata l'anno scorso, non m'interessa, sto parlando in termini generali.
Qualcuno parlava addirittura delle visite mediche, ma l'onorevole Cassano sa che i genitori, i genitori dei ragazzi dei paesi dell'interno dei quartieri periferici delle grosse città si pagano di tasca le visite mediche delle piccole società sportive, altro che della Torres o dell'Olbia o della Nuorese...
CASSANO (Riformatori Sardi). Ma non sai neanche quello che stai dicendo!
PRESIDENTE. Prego onorevole Davoli... onorevole Cassano... onorevole Davoli si rivolga alla Presidenza.
DAVOLI (R.C.). ...tu non lo sai... quando finisce l'onorevole Cassano posso riprendere, voglio polemizzare proprio. Per cui quando si discute di sport e di pratica sportiva cerchiamo di avere una fotografia vera di quello che accade delle nostre zone e nella nostra Isola, altrimenti non ci comprendiamo, altrimenti sembra che lo sport debba essere fatto esclusivamente finanziando le società professionistiche. Vedete la stessa finanziaria nazionale del Governo Prodi è riuscito a fare in tempo a farla, ha previsto, anche se non è tanto, ma ha previsto un capitolo specifico per finanziare lo sport per tutti.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue DAVOLI.) E qualcuno di questi caporioni della politica sportiva regionale sta cercando addirittura di mettere mano sull'articolo, sul finanziamento sport per tutti. O questa Regione, e penso che sia stato fatto già comunque un lavoro, un inizio di discussione su questo argomento, pensa che lo sport sia uno strumento educativo, sia un momento di confronto per combattere la violenza, per combattere il doping - vorrei sapere davvero nelle società professionistiche che cosa succede da questo punto di vista, rimane tutto nascosto - ogni tanto qualcosa viene fuori. Allora o la Regione discute seriamente di questi argomenti dello sport per tutti, dello sport di massa, dello sport come diritto di cittadinanza, oppure continueremo ad illuderci e a costruirci dei sogni e dei paradisi pensando che società come il Cagliari, la Torres, l'Olbia e la Nuorese, forse quest'anno forse salirà qualcun altra nella serie C, pensano di risolvere i problemi dello sforzo. Non è affatto così, io non condivido assolutamente per nulla questo tipo di atteggiamento. Lo sport sta rischiando di diventare un mercato, un supermercato, infatti qualcuno ha pensato che lo sport deve essere in qualche modo considerato come un elemento collaterale per il commercio. Beh può anche darsi che questo possa servire a creare qualche posto in più, qualche così, qualcosa in più, ma non è questo il problema dello sport.
Nella scuola, avete pensato, vi rendete conto che cos'è lo sport nella scuola? Addirittura c'era qualcuno che la voleva escludere, che voleva ridurre le ore di pratica sportiva nelle scuole e noi qui stiamo parlando di Cagliari, di Nuorese, di Olbia e di Torres. Rendere obbligatorio il finanziamento il contributo alle società professionistiche, vi ricordo che sono società per azioni, sono società per azioni. Allora, Assessore, io sono intervenuto perché volevo soprattutto rendere evidente e visibile una differenziazione netta del concetto di pratica sportiva, ripeto voto contro per motivi di carattere politico, per motivi di carattere concettuale, capisco che è stato approvato l'anno scorso una delibera a stragrande maggioranza, con qualche voto contrario e il mio e quella deve essere rispettata, non metto in discussione questo punto però la Regione comunque ha pubblicato i criteri, ci sono, non credo che possa tornare indietro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Davoli.
E' iscritto a parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (P.D.). Sì, grazie, signor Presidente, Assessore, colleghi consiglieri. Io penso che sia difficile in quest'Aula, oggi, non ammettere che siamo in ritardo, che la Giunta su questa tematica è in ritardo, ed è difficile anche non ammettere che certe volte le difficoltà ce le cerchiamo. Lo dico serenamente, lo dico all'Assessore che, tra l'altro, esercita il ruolo non dall'inizio della legislatura, quindi ha sicuramente soltanto parte di responsabilità, però è anche vero che su questa tematica ci stiamo un po' inseguendo da troppo tempo. Penso anche che noi stiamo mischiando - lo dico con affetto anche all'amico Ciriaco Davoli, al collega Davoli in questo momento - due situazioni diverse, due elementi oggettivamente diversi, che partono da due situazioni diverse: una è un'ipotesi di finanziamento rispetto a un messaggio, ad una comunicazione di pubblicità istituzionale che le società professionistiche potrebbero fare, da una parte, e tutto il mondo dello sport, dall'altro, il mondo dello sport dilettantistico, quello che esso deve rappresentare. L'onorevole Davoli parlava anche dell'attività dello sport all'interno delle scuole, cioè stiamo mischiando un po' tutto e il contrario di tutto. Io penso che la mozione debba servire oggi in quest'Aula per riportare e per dare senso a quella che era la volontà del Consiglio regionale, che dice esclusivamente questo: le società professionistiche della nostra regione, che è una regione particolare, che è una regione che non ha le capacità imprenditoriali per sostenere attività del genere con sponsor in maniera così forte e adeguata, non è l'Emilia Romagna, non è la Lombardia, non è la Toscana, e sappiamo benissimo che queste realtà, queste società professionistiche rappresentano ugualmente una meta per tanti giovani, una meta per quanto riguarda la crescita sportiva e culturale di tanti giovani.
Quindi, la Regione e il Consiglio regionale hanno voluto esprimere in questo modo un aiuto a queste società professionistiche, un aiuto che è assolutamente parziale, marginale, che non è totalità di sistemi che costano tanti e tanti denari, tanti soldi. Quindi, questa era la volontà del Consiglio, questa è la volta del consiglio espresse in maniera forte, siamo in ritardo, le società professionistiche sono in difficoltà, e io penso che si debba accelerare, si debba definire quanto a ciascuna società professionistica debba essere erogato. In questo senso, faccio anche un piccolo ragionamento: noi abbiamo equiparato cinque livelli di società professionistiche, e sono quelle che meritano i campionati professionistici. Io penso che - e lo dico serenamente, senza che nessuno se ne abbia a male - il Cagliari rappresenti, abbia un ruolo di società professionistica totalmente diverso dalle altre, per la serie nella quale gioca, per i livelli di finanziamenti che girano attorno al campionato di calcio di serie A, per i livelli di sponsor; quindi, probabilmente, rispetto alle altre realtà, io penso che chiaramente dovrebbero essere trattate nella stessa maniera nel momento in cui dovessero arrivare agli stessi livelli del Cagliari, chiaramente, quindi, lo dico come indirizzo e come livello generale, dovrebbero essere trattate, probabilmente, con obiettivi e con idee diverse. Questo mi permette di collegarmi alla seconda parte del ragionamento, che è collegato alla delibera della Giunta regionale. Io l'ho letta, ho grosse perplessità, perché qua noi chiediamo alle società professionistiche in trenta giorni di definire tutta una serie di cose per le quali noi le impegnammo a dire esattamente che esiste soltanto la Regione Sardegna; e così non è, perché sappiamo benissimo che queste società professionistiche vivono di sponsor, di altre realtà, perché sennò non potrebbero sopravvivere, non potrebbero andare avanti. Quindi, io penso che anche sulla delibera debbano essere fatti dei ragionamenti, e penso anche che probabilmente un indirizzo debba essere dato e possa essere dato anche dalla Commissione competente. Dico anche che la delibera riflette e fa riferimento a quello che è accaduto relativamente al 2007. Dico che esiste un ordine del giorno firmato praticamente all'unanimità dal Consiglio regionale, sono solo due i contrari, che erano l'onorevole Davoli e l'onorevole Salis, glielo riconosco. Ha detto anche alla Giunta regionale che il Consiglio regionale ti dà un indirizzo anche per l'anno 2008 e per gli anni successivi. Quindi, in questo senso, io dico che, siccome, anche se risolviamo questo problema relativo agli arretrati del 2007, fra cinque mesi, sei mesi ci ritroveremo nelle stesse condizioni, probabilmente bisogna accelerare i tempi, fermarsi un secondino, e dare indirizzi chiari anche per il 2008, in maniera tale che - sempre distinguendo i due tipi di finanziamenti, che sono due tipi di finanziamenti totalmente diversi - si possa dare un piccolo sostegno alle società professionistiche, e il sostegno adeguato, per le quali c'è una legge, allo sport dilettantistico, allo sport nelle scuole e a tutto quello che necessita. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca. Gli onorevoli Salis e Farigu si sono iscritti fuori tempo massimo. Potranno eventualmente intervenire per dichiarazioni di voto.
Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, formazione, spettacolo e sport.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, formazione, spettacolo e sport. Io saluto il Consiglio, in particolare l'onorevole Liori, che ho intravisto poco fa, qui, se posso esprimere anche pubblicamente la mia affettuosa solidarietà, e parlo adesso della mozione e delle cose che ho ascoltato anche con grande interesse. Vorrei partire dall'affermazione dell'onorevole Milia, che trovo di grande cogenza per certi aspetti. Una discussione sulla discussione, sull'atteggiamento che si debba avere in relazione allo sport, in maniera puntuale, in realtà è lungi dall'essere iniziata, e, come diceva l'onorevole Porcu insieme all'onorevole Davoli, siamo nelle secche di dire ancora che cosa è sport professionistico e che cosa è sport dilettante. Quando ho iniziato a fare questo lavoro, una radio privata disse che mi si poteva interrogare su molte cose, e avrei trovato una risposta, ma non sullo sport. Ignorava che io vengo da una famiglia di sportivi e, in gioventù, io stessa, quando allora passavo per alta, ho praticato un po' di pallacanestro. Conosco molto bene il mondo dello sport, e la prima cosa che ho fatto diventando Assessore è lavorare sul piano triennale insieme a tutto il mondo sportivo sardo con reciproca e credo anche soddisfazione. Le contraddizioni che diversi interventi, a partire da quello dell'onorevole Capelli a quello più appassionato o passionale dell'Onorevole Cassano, tutti sottolineano che c'è un'ambiguità, c'è un'ambiguità di fondo, caro onorevole Davoli, il fatto che spesso, con l'attività di tipo dilettantesco, ci siano nelle maglie di queste attività professionisti del dilettantismo. Questo è vero, credo che tutto il mondo sportivo lo sappia, ed è un mondo comunque trasversale, pecunia non olet, i soldi comunque al mondo dello sport arrivano. Allora, bisogna capire che cosa noi intendiamo fare. La delibera cui si fa riferimento ovvia, naturalmente, a quello che era un giusto mandato da parte del Consiglio, lo recepisce, ma inizia a introdurre, e qui si fa molto strada l'idea di una discussione all'interno della Giunta, non di un'autocefalismo presidenziale, non è così, tanto è vero che inizia a configurarsi una distinzione netta tra il finanziamento che si deve dare allo sport professionale, se si intende darlo, e quello che è il ruolo che, in qualche modo, un'istituzione pubblica deve avere rispetto al mondo dello sport. Un'istituzione pubblica, rispetto al mondo dello sport, deve avere un atteggiamento che, in altri Paesi europei, si chiama di prosocialità. C'è questo termine, che fa riferimento ad attività di prosocialità. E' molto difficile che chi fa un professionismo a livelli altissimi, con altissimi stipendi, possa, a meno che non voglia sposarlo in prima persona come comportamento, avere una mission di prosocialità, mentre - e credo che tutti voi ne converrete, ieri sera ho ascoltato con molta attenzione - si chiede all'istituzione che sia dentro lo sport di prosocialità. E' anche vero che, a quel punto, quello che è contenuto nella Giunta chiede a chi fa lo sport a quei livelli, ed è autosufficiente sul piano economico, altrimenti non sono professionisti, se sono dentro, è un po' come le fondazioni culturali, che vogliono totalmente i soldi dai finanziamenti pubblici. Allora non sono esattamente quello che dichiarano di essere. Lo sport dei professionisti è quello che è autosufficiente, ha la capacità, attraverso la propria attività, di reperire soldi nel mercato delle sponsorizzazioni, infatti qui non si dice che il nome "Sardegna" deve essere… dev'essere preminente, non esclusivo, preminente. Si chiede che cosa? Per andar per le brevi; si chiede allo sport dei professionisti, a quello che ha molta presenza nei media, di usare la percezione che si ha di loro in termini positivi. Allora, noi vorremmo che loro, i professionisti, dicessero delle cose rispetto al Doping, e lo dicessero non per far finta di dirlo, lo dicessero nei luoghi dove loro hanno un appeal molto forte, cioè, ad esempio nelle scuole. Ancora; lo dicessero, esprimessero tutta la loro capacità di essere positivi nei luoghi della sofferenza, ad esempio negli ospedali. A me è capitato di accompagnare la squadra del basket nazionale, che era nostra ospite questa estate, all'ospedale di Cagliari, nel reparto di pediatria, ma anche in un altro reparto, quello di cardiochirurgia pediatrica e, devo dire che, essendo una persona che non a pregiudizi, non soltanto ho molto apprezzato, ho pensato e ne ho discusso con tutti quelli che, essendo una dialettica fino allo sfinimento, con chiunque incontrassi, che era giusto dare i soldi anche alle squadre di forte riferimento, a patto che queste, sostanzialmente, si prestassero a fare quello che in tutto il mondo fanno, e lo facessero esattamente per meritarsi anche i soldi che la Regione da. Quindi, onorevole Milia, in fondo noi stiamo chiedendo a costoro di rendersi disponibili per azioni positive e non semplicemente per aumentare il loro budget di stipendio e cose di questo genere. Chiudo dicendo che, effettivamente, essendo noi quasi a metà dell'anno, è un po' complicato poter intervenire sulle maglie, lo so perché mi hanno segnalato, in prima persona, sportivi con cui, ripeto, ho un rapporto assolutamente intenso… onorevole Cassano, io dico e dichiaro le cose che faccio. Io ho partecipato a molte iniziative sportive, a molte discussioni, a molti dibattiti che sono in corso, compresa alla presentazione del fatto che l'andata a Roma e la discussione intorno a queste cose porta alla Sardegna 300 mila euro sullo sport di cittadinanza, e noi dobbiamo discutere che cosa è lo sport di cittadinanza, e dobbiamo fare chiarezza definitiva. Nelle iniziative del comma 4, ci sono alcune iniziative che, in realtà, sono un po' diverse da quelle che vengono rappresentate, sono entrata molto nel merito. Allora, il mio ragionamento, in questo momento, del tutto positivo è: diamo soldi e finanziamenti alle squadre che praticano lo sport professionistico, glielo diamo vincolato. Io mi assumo molta responsabilità, sono stata addestrata per assumermi responsabilità, come voi d'altra parte, se siamo classe dirigente ci assumiamo responsabilità. Io le sto dicendo, onorevole Amadu, che posso condividere molto del suo ragionamento, non condivido mai, in nessuna situazione, l'arroccarsi e il non sbloccare le situazioni; bisogna essere pragmatici, sbloccarla, abbiamo queste disponibilità, 30 giorni dalla pubblicazione nel BURAS, presentano progetti che sono progetti di azioni positive. Allora, ci sono forse alcuni correttivi; è possibile che durante il campionato in corso mettere il nome "Sardegna" nelle maglie possa essere anche più complicato, non v'è ombra di dubbio, le sto dicendo che a me sembra che questa delibera, ne vedo il lato positivo, sia l'inizio di un percorso che, finalmente, ci aiuta tutti ad uscire da una contraddizione, da un'ambiguità, da una sorta di discrezionalità riguardo ad alcuni comportamenti che si hanno nei confronti delle squadre sportive. Dico una cosa molto semplice: la legge numero 9 che delega alle province molte competenze in materia sportiva, e son stata voluta da questo Consiglio, io credo che dare possibilità al decentramento sia un fatto positivo, non può essere che ogni volta che c'è qualche difficoltà, qualche criticità nei territori, ancora una volta questo debba essere, come dire, ribaltato sulla Regione. Io sono andata in giro molto spesso a dire: noi abbiamo dato alle province quanto era legittimo e necessario comprese le indicazioni. Io sono del parere che intorno allo sport, a quello che lo sport rappresenta, finalmente si debba aprire una discussione proprio in questo luogo. Io vorrei che venisse tolto, lo dico, è la prima cosa che ho detto ai primi di agosto quando ho visto per la prima volta il Comitato regionale dello sporto, io vorrei che lo sport venisse emancipato e riscattato dalle suburre della politica e entrasse, invece, nella centralità della cultura e della società; tutto il movimento che c'è nei nostri territori sullo sporto di cittadinanza e sulla partecipazione attiva delle comunità, io credo che noi lo dobbiamo accogliere positivamente, e ciascuno di noi deve modificare l'atteggiamento e anche la percezione rispetto allo sporto. La percezione rispetto allo sport è ancora, anche nei protagonisti, non del tutto positiva. Io sono molto per lo sportdi cittadinanza, sono anche per il merito, per il confronto leale e, come voi sapete, noi stiamo finanziando molto anche eccellenze sportive, stiamo finanziando la scuola dello sport, stiamo finanziando gli impianti sportivi, abbiamo finanziato i Palazzetti dello sport che stentano comunque a nascere. Io, l'altro giorno, sono stata all'incontro di Volley tra la Spagna e l'Italia e un po' mi sono vergognata di quel Palazzetto, ma noi i soldi glieli avevamo già dati al Comune di Cagliari e ancora non inizia quel procedimento. Dunque c'è una complessità che non può essere semplificata in arroccamenti. Del tutto disponibile alla discussione, pensando che la delibera che è stata fatta nei confronti delle squadre professionistiche sia l'inizio di un percorso, e credo che tutti dobbiamo dare un contributo perché si arrivi al vero risultato, e cioè al fatto che i cittadini e le cittadine utenti e praticanti sport diventino sempre di più e non vengano ricacciati quando volessero curare il proprio benessere fisico. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Assessore.
Ha domandato di replicare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Assessore, lei, con molta onestà intellettuale, ha cercato di dare risposte a tutta una serie di argomenti che non sono comunque all'ordine del giorno della mozione, ma che, le argomentazioni portate in Aula nella discussione, hanno portato comunque su un altro piano il confronto sullo sport. Continuo a non entrare nel merito di questo, ho avuto già modo in quest'Aula, in diverse occasioni, di illustrarle la mia posizione, credo e spero che ci saranno altre occasioni, qui stiamo discutendo di un'altra cosa, stiamo discutendo su ciò che il Consiglio regionale ha deliberato nel 2007, e ha deliberato in modo tale che i fondi resi disponibili in quella finanziaria fossero destinati alle società professionistiche immediatamente. Ricordo anche che a firma dell'onorevole Marrocu ci fu un emendamento nella finanziaria 2008 che rimpegnava la Giunta ulteriormente e la invitava a rispettare quello che il Consiglio regionale aveva deliberato. Nel merito, invece, di alcune considerazioni, e non ho avuto risposta, lei, Assessore, può prendere parola quando vuole, in qualsiasi occasione può richiedere la parola, non ho avuto risposta, per esempio, né dai colleghi, né dalla Giunta del perché su quel milione e 800 siano già state deliberate delle somme a una squadra professionistica non rispondente ai criteri richiesti nella delibera numero 28/4. Io ho chiesto questo, qualcuno mi dia una risposta. Perché si chiedono ora, a posteriori quei criteri giusti o sbagliati che siano, non li discuto in questo momento, ce ne sono di discutibili, forse possono essere anche ampliati per maggiore garanzia. Perché non sono stati chiesti quando si è utilizzato quel capitolo di bilancio per finanziare una di queste squadre professionistiche? Perché non sono stati richiesti questi criteri alla Villacidrese, società dilettantistica che ha avuto ben più di 180 mila euro? E non gli sono stati richiesti questi criteri!
Io ho fatto queste precise domande per una questione di equità e per rispetto della volontà, a maggioranza, del Consiglio regionale. Anche colleghi che non sono d'accordo sulla linea, che hanno votato contro, credo che abbiano a cuore il rispetto istituzionale della volontà della maggioranza, perché mai vorrei trovarmi nella posizione di dover dire o riprendere perché me ne viene data l'occasione, di rinnegare quello che la maggioranza ha stabilito. Noi stiamo discutendo di un'altra cosa qui dentro, cioè stiamo dicendo alla Giunta - è già questo è un fatto anomalo, già questo è un fatto abbastanza discutibile - "rispetta quello che il Consiglio ha deliberato". Perciò tutte le valutazioni corrette, discutibili, è l'inizio di un percorso. Assessore, qui stiamo determinando la fine di un percorso. In che senso? Vede, è una particolarità di questa Giunta; mi riviene in mente la formazione professionale. Quando si iniziano nuovi percorsi non si chiudono le saracinesche, quando si inizia un nuovo percorso si programma una modifica, una riforma, qualsiasi cosa la maggioranza, la Giunta, il Consiglio vogliano portare avanti, ma non si chiude di botto una saracinesca dicendo: "E' chiuso, arrangiatevi".
Anche le valutazioni sulla ricerca dei fondi da parte delle società professionistiche nel mercato. Assessore, ma lei conosce il mercato di alcuni territori? Me la trova lei un'azienda nel nuorese che è disponibile, perché fa utili e quindi può scaricare anche dalle tasse? Mi vuol portare la Legler forse o la Rosmary? Quale azienda mi vuole portare? La ASL di Nuoro probabilmente lo può fare, visto che va a sperperare e a pagare servizi non resi per oltre 60 milioni di euro. La ASL è la più grande azienda nel nuorese, che finanzia professionisti… e non voglio andare oltre perché rischierei la querela in questo momento finché non ho i documenti che possono provare quello che intendo dire nel prossimo futuro. Me la cerca lei una società, un'impresa privata nel nuorese che sia in grado di finanziare a certi livelli le società? Non c'è Tiscali nel nuorese, che finanzia tutto e di più, e che collega ai finanziamenti suoi quelli pubblici della Regione Sardegna. Non c'è! Questo è un altro discorso che dovremo riprendere. Mentre, per esempio, le posso dire che ci sono fiorenti attività di tipo commerciale e industriale in quel di Villacidro, però la Regione interviene finanziando quella società dilettantistica. Giustamente, aggiungo io.
Solidarietà. Guardi, se c'è una cosa che non apprezzo è di pagare la solidarietà. La solidarietà è un fatto spontaneo che molti sportivi hanno dimostrato di possedere e non obbligandoli contrattualmente ad andare negli ospedali o nei reparti di pediatria. Lo fanno già spontaneamente e credo che quanto riportato, sia nella delibera sia nelle sue affermazioni che, secondo me, probabilmente ho male interpretato, diciamo così, ma non può essere obbligatorio per contratto. La solidarietà è un fatto spontaneo, è un fatto che nasce dentro, e molti sportivi hanno dimostrato di possedere lo spirito di solidarietà e il valore della solidarietà. Ecco perchhé l'autosufficienza da lei richiamata per le società professionistiche la lascerei un attimino da parte in questo momento. Certo dovrebbero tendere tutti a questo, ma è molto più semplice tendere per chi lo sport l'ha fatto davvero e ha guidato società dilettantistiche e/o professionistiche, e si lasci dire che è molto più semplice ritrovare solo fondi per le società dilettantistiche che per quelle professionistiche, perché i valori di contribuzione sono ben altri. Ed è discutibile tutto questo. Sono d'accordo con Davoli, è discutibile! Ma la Sardegna è nel mondo in questo momento; modifichiamo alcuni valori, facciamo battaglie comuni, sono d'accordo, ma noi dobbiamo stare anche su quel mercato. In questo momento noi non possiamo essere l'isola felice che manda indietro il professionismo o condanna il professionismo, condanna lo sperpero di denaro pubblico e privato, gli stipendi miliardari. Sono d'accordo su tutto, ma non possiamo starne fuori in questa fase, continuiamo a stare al passo con gli altri tendendo a modificare e a riformare questo stato di cose. E sono d'accordo, confrontiamoci su questo, ma - ripeto - questo è aprire altri fronti, è discutere di altri argomenti che non sono quelli riportati dalla mozione.
La mozione chiede per l'ennesima volta, scusate se mi ripeto, scusate se purtroppo giornalmente ritorniamo su questo argomento, è di far rispettare ciò che il Consiglio ha deliberato, far rispettare le leggi. Guardate che è abbastanza antipatico - anche qui uso un eufemismo - venire in quest'aula per dire alla Giunta, all'Esecutivo e al Presidente… mi perdoni, Assessore, perché lei non c'entra nulla con questa delibera e lo ha già dimostrato il Presidente assumendo determinazioni in quel finanziamento, sempre riguardante questo capitolo, destinato ad altra squadra professionistica. Avremmo tutti auspicato, e questa è stata la discussione nella finanziaria del 2008, che ci fosse stato un seguito a quel provvedimento anche per le altre squadre professionistiche. E perché dico che lei non c'entra niente? Perché le affermazioni pubbliche del Presidente sono state che lui non avrebbe reso disponibili questi fondi per le altre società professionistiche. L'ha detto lui, mica l'ho detto io! L'ha detto lui! L'ha affermato lui perché non ne condivide lo spirito e il principio. Ma poco importa che non lo condivida lui, lo ha condiviso il Consiglio e lui deve essere esecutore del mandato consiliare e non può mettere i paletti a posteriori creati da questa delibera, che può avere un seguito per il futuro. Programmate il futuro! Nel futuro si deve iniziare da questa delibera. Per il futuro! Ma non a campionati conclusi, a iscrizioni chiuse. E tra l'altro, le chiedo, chi la paga, dal 2005 ad oggi, tutta la pubblicità alla Sardegna fatta nei campi e nelle palestre con il marchio Regione Sardegna portato dentro le palestre, sulla stampa, sulle maglie perché si può fare anche campionato…
PRESIDENTE. Concluda, prego.
CAPELLI (U.D.C.). E mi permetta di correggerla, non ci vuole niente a metterlo anche in corso di campionato un marchio, tant'è che alcune squadre lo hanno fatto ponendo, sull'apice del braccio destro, il marchio Sardegna con i quattro mori e la scritta Sardegna, cosa che è avvenuta e che è stata fatta a campionato in corso. L'importante è dimostrare la volontà di dare seguito a un mandato e a un preciso obbligo imposto dal Consiglio che spero possa essere recepito nell'ordine del giorno che, insieme ai colleghi, presenteremo a momenti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Siamo nella fase conclusiva, quindi i colleghi mi devono spiegare come intendiamo procedere, se c'è un'intesa per votare la mozione o se c'è un ordine del giorno. Facciamo qualche minuto di sospensione in aula per consentire di raggiungere un accordo. Cinque minuti di sospensione in aula.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 04, viene ripresa alle ore 12 e 46.)
PRESIDENTE. Colleghi, pare che conclusivamente ci siamo. L'ordine del giorno è stato distribuito con le firme che voi potete vedere, alle quali sono state aggiunte le firme degli onorevoli Rassu, Farigu e Petrini. Quindi, l'ordine del giorno è firmato anche da questi ultimi colleghi che ho citato.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno:
Ordine Del GiornoBiancu - Capelli - Masia - La Spisa - Manca - Cucca - Giagu - Ladu - Artizzu - Milia - Amadu - Lai Renato - Uggias - Cassano - Pittalis - Balia - Rassu - Farigu - Petrini - Cachia sull'erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche in base alla legge regionale n. 17 del 1999.
IL CONSIGLIO REGIONALE a conclusione del dibattito sulla mozione n. 180 (LA SPISA e più) sulla mancata erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche in base alla legge regionale n. 17 del 1999,PREMESSO CHE:
- l'articolo 29, comma 1, lettera h, della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2, aveva previsto un contributo di euro 1.800.000 da destinare per attività di comunicazione tramite società sportive professionistiche;
- tuttavia ad oggi una sola società sportiva professionistica ha potuto usufruire della sponsorizzazione;
- con deliberazione n. 28/04 del 16 maggio 2008, la Giunta regionale ha approvato l'erogazione delle risorse regionali di cui all'articolo 29, comma 1, lettera h), della legge regionale n. 2 del 2007 stabilendo condizioni a posteriori che possono portare ad una sua difficile applicazione;
- il ritardo nella erogazione prevista sta comportando disagi per l'attività delle società sportive professionistiche che non hanno ancora ricevuto la sponsorizzazione,
impegna la Giunta regionale
- a utilizzare, per quanto applicabili per l'anno 2007/2008, i criteri contenuti nella delibera n. 28/4 del 16 maggio 2005;
- a procedere alla effettiva ripartizione dei fondi, analogamente a quanto precedentemente disposto per la società "Dinamo Sassari", ai sensi della legge regionale n. 2 del 2007, articolo 29, comma 1, lettera h);
- a programmare, nei tempi adeguati, anche per la stagione 2008/2009 interventi di comunicazione che possano vedere coinvolte le società professionistiche isolane. (1))
PRESIDENTE. Se ci sono dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno è consentito.
Ha domandato di parlare il consigliere Cachia. Ne ha facoltà.
CACHIA (P.D.). Vorrei apporre anche la mia firma, grazie.
PRESIDENTE. Va bene.
Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Balia.
BALIA (Gruppo Misto). Io ho firmato l'ordine del giorno, naturalmente la Commissione non si è riunita per esprimere alcun parere, Presidente.
PRESIDENTE. Questa è la forma, onorevole Balia. La Commissione non si deve riunire, siccome ci vuole il parere del Presidente...
BALIA (Gruppo Misto). Io l'ho firmato, il mio parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Io integrerei "a utilizzare, per quanto applicabili per l'anno 2007-2008, i criteri contenuti nella delibera numero 28/4 del 16 maggio 2008", c'è un piccolo errore, in modo da rendere possibile l'erogazione dei fondi. Grazie.
PRESIDENTE. Quindi, l'Assessore dà il parere favorevole e propone nel dispositivo, dopo "impegna la Giunta regionale", "per quanto applicabili a posteriori per l'anno 2007-2008, i criteri contenuti nella delibera numero 28/4 del 16 maggio 2008". E' chiaro?
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, io credo che l'emendamento orale possa essere accoglibile se c'è però un chiarimento da parte dell'Assessore, cioè questa modifica orale ha un senso se viene specificato da parte dell'Assessore quale sarà l'applicazione di quanto contenuto nel dispositivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Per una correttezza anche formale di dire "utilizzabili per quanto applicabili", non a posteriori, "per l'anno 2007-2008", per evitare di scivolare nelle fattispecie che ieri sera su "a posteriori" venivano posti dall'opposizione. E di dire che, in maniera molto chiara, una volta pubblicato nel BURAS, ci sono trenta giorni di tempo perché le società presentino un piano di marketing sociale, chiamiamolo così, e mio mi impegno, per quanto è nelle mie possibilità, evidentemente, e quindi della Giunta, a fare in modo che entro trenta giorni dalla presentazione dei progetti si possa addivenire ad avere un soddisfacimento delle parti, come si suol dire, tenuto conto dei criteri che sono stati individuati.
PRESIDENTE. Va bene, la frase quindi risulta così: "a utilizzare, per quanto applicabili per l'anno 2007-2008, i criteri contenuti nella delibera numero 28/4 del 16 maggio 2008". Va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Dunque, a maggior chiarimento sull'emendamento proposto dalla Giunta: "a utilizzare, per quanto applicabili per l'anno 2007-2008", Assessore mi corregga se sbaglio, significa che i campionati professionistici 2007-2008 si sono tutti già conclusi. Il che significa che non si può richiedere a una squadra professionistica: "Metti la scritta sulla maglia per l'anno precedente", non si può! "Vai a fare atti di solidarietà per l'anno precedente", non si può! Può nascere l'impegno per l'anno successivo, ma il contributo è riferito all'annualità 2007-2008. E' così, Assessore?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ci sono anche altri colleghi, facciamo rispondere all'Assessore per chiarire questo punto. Poi solo per dichiarazione di voto.
Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Stiamo discutendo di specifici che sono, non vorrei neanche entrare troppo nel merito, se è previsto un marketing sociale, questo si sta dicendo, del fatto che non è detto che azioni di questo genere, di promozione ad esempio di politiche e di azioni contro il doping possano essere fatti entro il giugno del 2008 e non a settembre del 2008. Cioè, ci sono azioni indicate dalla Giunta che sono sul piano temporale poco rigide e molto pregnante sul piano della qualità. Dunque, io credo che non chiediamo alle squadre di andare a luglio, giacché le scuole sono chiuse a luglio, a fare azione di promozione sociale su alcuni comportamenti virtuosi, glielo chiederemo per settembre. Appena è necessario comunque e chiunque portatore di interessi di questo tipo in quest'Aula, sarà nostra cura anche molto pubblicizzare questa cosa, pubblicato nel BURAS, ciò deve avere una tempistica assolutamente conseguente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io se è possibile chiederei di votare per parti l'ordine del giorno, altrimenti sono costretto a votare contro. Sono costretto a votare contro perché nell'impegno della Giunta regionale, non voglio richiamare altre questioni che sono già state trattate, peraltro mi preme dire che concordo totalmente con l'intervento di prospettiva per quel che riguarda le politiche per lo sport in Sardegna che ha svolto l'assessore Mongiu, concordo totalmente, ma non sono assolutamente d'accordo sull'ultimo comma dell'impegno che si chiede alla Giunta regionale, lo leggo: "a programmare, nei tempi adeguati, anche per la stagione 2008-2009 interventi di comunicazione che possano vedere coinvolte le società professionistiche isolane.". Questo vuol dire che con quest'ordine del giorno il Consiglio regionale sta assumendo l'impegno e chiede alla Giunta di impegnarsi a riproporre negli anni successivi un intervento che è stato considerato invece straordinario per il 2007 e con quest'ordine del giorno lo stiamo reiterando. Quindi, questo Consiglio sta impegnando la Giunta a riproporre il finanziamento di 1 milione e 800 mila euro anche per gli anni successivi. Io su questo, Assessore, non sono assolutamente d'accordo, io sono perché se 1 miliardo e 800 milioni sono disponibili vengano utilizzati per mutui per il credito sportivo, per il potenziamento e la messa a norma dell'impiantistica sportiva di base nelle scuole, nei comuni e nei quartieri. Io non sono assolutamente d'accordo con un ordine del giorno - e non ero d'accordo con la mozione -, dove in maniera velatamente ipocrita, consentitemi questo termine, si dichiarava che le società sportive professionistiche isolane, le cinque società sportive, sono sull'orlo del fallimento perché la Regione non ha erogato i 500 milioni. Ebbene, cari colleghi, le società sportive, soprattutto quelle di calcio e di basket, guarda caso dove il professionismo esasperato sta producendo dei difetti e dei vizi che a scendere stanno interessando anche le società cosiddette dilettantistiche, le società sono malate, non è il problema dei contributi regionali, il problema è che il calcio è malato, prendete Repubblica di oggi, nella pagina dello sport, a pagina 62, badate, i disastri che il calcio professionistico…
PRESIDENTE. Sì, concluda.
SALIS (Gruppo Misto). Ho finito Presidente, la ringrazio. Che il calcio professionistico sta dimostrando, 75 milioni di euro che l'Inter, una società anche sarda, l'avrebbe potuto utilizzare Moratti che ne so, la butto giù così, per abbattere un po' i costi della benzina in Sardegna visto che la SARAS è ubicata in una località pur importante anche dal punto paesaggistico della zona di Cagliari. 75 milioni in tre anni per rescindere il contratto dell'allenatore e per ingaggiare il nuovo allenatore, un'altra domanda, quanti soldi sono stati buttati per le rescissioni dei contratti degli allenatori del Presidente del Cagliari, Cellino e quanti soldi si buttano per stipendi esageratamente alti anche nelle categorie più basse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Nella consapevolezza che una delibera di un Consiglio regionale deve essere assolutamente rispettata, e mi riferisco appunto all'approvazione dell'ordine del giorno fatta l'anno scorso per il contributo del 2007- 2008, siamo consapevoli che bisogna rispettarla, però il nostro intervento e parlo a nome di tutta la sinistra di questo Consiglio regionale, travalica questo aspetto. E' un ragionamento che riguarda il principio in sé, è un ragionamento che riguarda l'immagine che noi abbiamo dello sport in genere, e in questo Consiglio regionale interveniamo proprio perché si porti alla luce, perché si discuta e comprendiamo e approviamo la proposta fatta dall'Assessore di un Consiglio tematico per discutere appunto dello sport di cittadinanza, noi interveniamo perché ci sia questa voce, questa voce che viene offuscata e in qualche modo nascosta dai tambureggiamenti massmediatici delle grandi società sportive. Ha ragione il collega Salis a riportare questi esempi, Ballardini che viene estromesso semplicemente perché evidentemente il contratto richiesto non è quello che il presidente Cellino condivide, ma non è questo il problema, pensavamo che l'ordine del giorno riguardasse solo l'aspetto della legittimità e del rispetto di una delibera presa dal Consiglio regionale, invece si ripropone lo stesso meccanismo, si ripropone e si fa la stessa proposta di rifinanziamento e di contribuzione anche per il prossimo campionato delle società professionistiche. Noi ci asterremo nella prima parte e voteremo contro nel dispositivo finale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, molto brevemente, io ho condiviso spesso con i colleghi Davoli e Salis la posizione sulla inopportunità che la Regione sponsorizzi per legge le società professionistiche, ma intendo votare in maniera favorevole questo ordine del giorno perché non interpreto, ed è per questo che intervengo nello stesso modo quanto riportato nel dispositivo. Secondo me il dispositivo non dice che c'è un impegno a riprogrammare un intervento analogo, ma semplicemente ricorda che se questo intervento c'è, va fatto nei tempi adeguati, infatti si usa il termine "possano" e si invita se si intende utilizzare questo strumento a farlo nei tempi.
Quindi per me non è un invito a riprogrammare pari pari la stessa cifra o un intervento analogo, ma è un invito, se lo si fa, a farlo nei tempi adeguati. Allora, se così è, se ho capito bene, almeno io ho capito così perché così c'è scritto, non credo che noi possiamo adesso discutere se dobbiamo escludere che in futuro la Regione per qualche motivo, per qualche obiettivo di comunicazione sociale come ricordava l'Assessore, possa utilizzare le società professionistiche, sarebbe improprio, non lo possiamo escludere. Io che credo che molto più modestamente quest'ordine del giorno e questa parte mi sento di accoglierla, impegna la Regione se lo fa a farlo nei tempi e nei modi adeguati. Cioè non farlo a posteriori, facendo un programma che sia precedente alla stagione in modo che le società professionistiche sappiano l'impegno a cui debbono assolvere e che tutte due le parti, la società e la Regione ne abbiano i benefici che richiedono da un rapporto, quindi da un rapporto di tipo commerciale perché richiede un corrispettivo di servizio. Quindi, io intendo votare a favore perché, come dire, non vedo le preoccupazioni dei colleghi, ma vedo semplicemente un impegno, se lo si fa, a farlo nei tempi e nei modi adeguati. Quindi voterò a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì Presidente, per annunciare il mio voto contrario all'ordine del giorno, per due ordini di motivi, non tanto e non solo per una impostazione che in altre circostanze in questo Consiglio ho avuto modo di illustrare a favore dello sport dilettantesco, ma per questi motivi: primo, è noto che le società professionistiche non sono luoghi dove si fanno molti utili, nonostante questo sia noto, molti finanzieri o imprenditori investono nelle società sportive. C'è un livello di non adeguata trasparenza nel rapporto tra il mondo dei professionisti e il mondo della finanza che a me non convince, pertanto non convince neanche che la Regione autonoma della Sardegna con eccessiva leggerezza possa dare soldi in un luogo dove ripetutamente i bilanci non sono stati propriamente cristallini, né esiste una normativa che li obbliga ad esser tali. Il secondo motivo per cui io non voterò quest'ordine del giorno è che in qualche modo istituisce un privilegio nell'accesso ai fondi della pubblicità istituzionale alle società professionistiche. La pubblicità istituzionale purtroppo in questa Regione non è regolamentata in maniera adeguata, è regolamentata rispetto a un obiettivo generale, non capisco perché un pezzo della pubblicità istituzionale debba essere ipotecata dalle società sportive professionistiche e non dal sistema sportivo isolano. Moltissime società dilettantesche vanno e girano l'Italia e l'Europa con sport meno noti e meno onerosi, non si capisce perché l'accesso a quel fondo sia riservato alle società professionistiche o meglio lo si capisce ed è un privilegio, una disparità dei cittadini sardi rispetto all'accesso al bilancio regionale che peraltro andrebbe ragionato meglio perché spesso la titolarità delle società non è di imprenditori neanche isolani. E questa disparità, a mio avviso, è un vizio anche di tipo normativo che non mi consente di votare quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, abbiamo esaurito le dichiarazioni di voto.
Metto in votazione l'ordine del giorno votandolo per parti come richiesto. La premessa e poi il dispositivo. E' stato richiesto il voto elettronico.
Onorevole Salis, c'è una sua iscrizione a parlare su?
SALIS (Gruppo Misto). Sulla richiesta di votazione per parti, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Chiediamo di poter votare l'ordine del giorno fino all'ultimo comma, separando l'ultimo comma.
PRESIDENTE. L'ultimo comma, il dispositivo.
SALIS (Gruppo Misto). Sì, del dispositivo, "a programmare nei tempi adeguati anche per la stagione".
PRESIDENTE. Cioè, quindi votiamo anche il dispositivo tranne…
SALIS (Gruppo Misto). Tranne: "…a programmare nei tempi adeguati…".
PRESIDENTE. Il terzo comma del dispositivo. Va bene?
SALIS (Gruppo Misto). Sì, perfetto. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno sino al penultimo comma incluso; articolo 29, comma 1, lettera h).
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere MELONI ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Espa - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licandro - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Uggias - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Maninchedda.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Cerina - Cugini - Davoli - Fadda - Giorico - Lanzi - Licheri - Randazzo Vittorio - Salis - Sanjust - Serra.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 75
Votanti 63
Astenuti 12
Maggioranza 32
Favorevoli 62
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ultimo comma dell'ordine del giorno: "a programmare nei tempi adeguati…", fino alla fine.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Diana - Espa - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licandro - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Uggias - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Cerina - Corda - Cugini - Davoli - Fadda - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Salis - Serra.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Giorico - Randazzo Vittorio - Sanjust.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 69
Astenuti 4
Maggioranza 35
Favorevoli 59
Contrari 10
(Il Consiglio approva).
Colleghi, dobbiamo esaminare adesso l'istituzione della consulta regionale… Onorevole Mario Floris su cosa intende intervenire?
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori Presidente, per chiedere a lei quando intende discutere la mozione relativa alle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione sarda nel compendio di Tuvixeddu. Questa mozione è stata presentata il 28 di aprile, porta la firma di quasi 40 consiglieri regionali. Lei, ai sensi… per gli effetti dell'articolo 114, è quello che fa l'ordine del giorno delle mozioni, anche se deve sentire la Conferenza dei Capigruppo e la programmazione generale dei lavori. Ma io ritengo che per la delicatezza dell'argomento, per la rilevanza politica, istituzionale e giuridica, e per i riflessi che ha avuto in tutta la stampa nazionale e isolana, il Consiglio regionale abbia il diritto-dovere di esprimersi su questo argomento e di assumersi le proprie responsabilità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Floris. Come lei sa l'ordine del giorno viene stilato insieme ai Presidenti dei gruppi, e le mozioni che sono state inserite fin qui, erano mozioni sulle quali è stata richiesta la discussione con urgenza, ai sensi del nostro Regolamento, e altre potrebbero essere chiamate così come abbiamo fatto stavolta. Nessuno dei Presidenti dei gruppi ha segnalato la discussione di questa mozione. Io prendo nota della sua segnalazione e la inseriremo nella prima discussione utile del Consiglio regionale. Diciamo che in questa sessione abbiamo fatto molte mozioni, la sua, quella che lei richiama, è pervenuta il 26 di febbraio, penso che la inseriremo all'ordine del giorno, insomma. Grazie.
i problemi dei disabili" (281/A)
PRESIDENTE. Dicevo, colleghi, che dobbiamo adesso esaminare il testo unificato 224-281/A, relativo all'istituzione della Consulta regionale per i problemi dei disabili. Io proporrei di svolgere questa mattina la relazione, e di rinviare a stasera la discussione. Inoltre, sulla base di un'intesa raggiunta con i Capigruppo, inseriamo nell'ordine del giorno il PL 316 e 321, che reca: "Interventi urgenti a favore dei familiari delle vittime degli incidenti sul lavoro", esitata unanimemente dalla Commissione. Quindi io svolgerei la relazione e riprenderei la discussione questa sera alle 16 e 30, per dare anche modo ai colleghi, eventualmente, di presentare emendamenti.
L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 224-281/A.
Ha facoltà di parlare la consigliera Lanzi, relatrice.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prego colleghi, non è orario di conclusione ancora, quindi…
LANZI (Sinistra Autonomista), relatrice. Chiedo ai colleghi di non abbandonare l'Aula, altrimenti non svolgo la relazione.
PRESIDENTE. Ci penso io onorevole Lanzi. Invito i colleghi a prendere posto, per il tempo necessario allo svolgimento della relazione da parte dell'onorevole Lanzi.
LANZI (Sinistra Autonomista), relatrice. Grazie Presidente. La disabilità è stata considerata, fino agli anni '60, un problema di carattere medico-sanitario, da affrontare con gli strumenti messi a disposizione della scienza medica, dallo Stato sociale, per colmare e compensare il divario tra le persone disabili e quelle che disabili non sono. Da allora è maturato lentamente un cambiamento di modello. Oggi la disabilità è ritenuta il frutto di un'organizzazione sociale fondata su una norma che esclude o emargina coloro i quali non aderiscono o non si avvicinano ad essa. Tale cambiamento impone di considerare la disabilità il prodotto dell'interazione tra lo stato di salute della persona e la condizione ambientale in cui vive. Quindi non più solo un problema della persona, ma della società nel suo complesso. Infatti, nel 2001 l'Organizzazione mondiale della sanità ha espresso un approccio radicalmente diverso, basato sulla descrizione dello stato di salute dell'individuo e dell'ambiente in cui vive, nella convinzione che la condizione di salute di ciascuno, interagendo sfavorevolmente con l'ambiente circostante può provocare una disabilità. Lo stesso diritto comparato mostra come il principio di eguaglianza, ancor prima di quello di solidarietà sociale, sia patrimonio di diverse carte costituzionali, o con divieti espliciti di discriminazione, o con la promozione di politiche di protezione e sociale. Le legislazioni nazionali riguardanti i disabili hanno registrato rilevanti evoluzioni negli ultimi decenni, visto e considerato che i 40 Stati, su 189 membri, delle Nazioni Unite hanno oggi al loro attivo una normativa che tutela i diritti dei disabili nel campo del lavoro, dell'istruzione, della fruizione dei servizi pubblici, in relazione all'abbattimento delle barriere architettoniche. La stessa Unione Europea stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. Ha costituito un incentivo, questo, all'approvazione, al livello di legislazioni nazionali, di norme volte a tutelare i disabili da discriminazioni dirette e indirette nel rapporto di lavoro. Manca però, questo è andato in tutta Europa, ma anche nel mondo, il necessario legame che si deve instaurare tra la politica, le istituzioni ed i cittadini disabili. Premessa che ha caratterizzato le due proposte di legge di cui si è discusso in Commissione sanità, per dotare anche la nostra Regione di uno strumento di consultazione. L'evoluzione e lo sviluppo degli interventi adottati ai vari livelli dalle istituzioni regionali, per le politiche sociali a favore dei cittadini, richiedono una nuova e più puntuale partecipazione delle associazioni delle persone con disabilità, sia nel momento in cui gli atti amministrativi o i provvedimenti sono definiti, sia quando è necessario svolgere un intervento che mira all'unitarietà e all'armonizzazione, al coordinamento degli interventi programmati dall'istituzione regionale. Per realizzare infatti tale scopo è necessario che le associazioni dei disabili esprimano le proprie idee, confrontino le proprie proposte con gli amministratori, con gli operatori del settore, indichino alla politica le loro azioni progettuali. Due le proposte di legge quindi da cui la commissione è partita, ma uno il testo che giunge in Aula. Questo anche perché l'obiettivo principale di ambedue le proposte, che vorrei non si perdessero durante la discussione della stessa legge, è quella di dare fondamentalmente voce al mondo che rappresenta la disabilità, quindi uno strumento di garanzia per l'avviamento di una rete di servizi stabili, volti al superamento di quelle condizioni di emarginazione. Il testo terrà conto di tutte le audizioni che si sono svolte in Commissione, dall'audizione dell'Assessore sino a tutte le associazioni e i sindacati che rappresentano il mondo della disabilità. Il titolo della proposta di legge indica da subito che l'intento della Commissione sanità è stata quella di dare una connotazione positiva alla disabilità eliminando il termine "problema" e sostituendolo con istituzione della Consulta. La Consulta istituita presso la presidenza della Giunta regionale è composto dai rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità, è prevista la partecipazione delle aziende sanitarie locali sarde, dal Consiglio delle autonomie locali sarde, dalle istituzioni scolastiche e dall'assessorato al lavoro. La Consulta fornisce un supporto competente e costruttivo al Consiglio e alla Giunta regionale, esprimendo pareri sugli atti di programmazione, sui provvedimenti amministrativi, sulle proposta e disegni di legge, al contempo l'organismo promuove anche iniziative di informazione sull'integrazione sociale, assistenza sanitaria, integrazione scolastica, inserimento lavorativo dei disabili, dà corso ad indagini conoscitive sui problemi della categoria. In definitiva la Consulta, al pari di quanto accade in altre regioni italiane ha il fondamentale compito di proporre e stimolare la realizzazione di tutte le iniziative necessarie volte a garantire il rispetto dei diritti del cittadino disabile, La Consulta, nelle intenzioni dei proponenti, deve dare voce ai cittadini e alle loro famiglie, attenta a recepirne e a sopportarne le istanze rendendosi, per quanto le compete ovviamente, punto di riferimento e di ascolto e di presenza propositiva.
La discussione sulla legge ha evidenziato anche alcuni punti critici relativi in particolare all'articolo 2 sulla composizione della Consulta, nel merito sono emerse posizioni differenti sulla rappresentanza delle associazioni dei disabili all'interno della Consulta, in particolare le associazioni sostengono la necessità di avere dei propri rappresentanti all' interno della Consulta stessa e quindi di designarne. Ma le esigenze, condividendo appunto le esigenze espresse dalle associazioni di cui la Consulta diventa fondamentale strumento di dialogo con le situazioni che rappresentano un'altra parte, cioè la parte politica, ci sembra evidente che sia forse più utile che la Consulta sia effettiva rappresentanza del mondo della disabilità.
Per concludere l'auspicio è che la discussione sulla legge abbia come obiettivo principale quello di dare voce e ruolo ad una parte importante della nostra società evitando una discussione e una divisione sterile piuttosto che valorizzare un percorso importante che è stato avviato dalla Commissione. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lanzi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Senta Presidente, so che lei l'avrà notato sicuramente, però io volevo sottolineare che la presenza dell'assessore Dirindin, trattandosi di un argomento così delicato, forse sarebbe opportuna, tenendo anche conto che senz'altro il tema della disabilità è un tema trasversale che interessa tutto il Governo regionale ma non credo che esclusivamente all'Assessore Mongiu possa farsi carico di affrontare in solitudine questo argomento. Quindi chiederei al Presidente che ci sia la certezza che, quanto meno nel pomeriggio, l'Assessore Dirindin partecipi ai lavori. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris, l'assessore Dirindin sarà qui, puntualissima, alle 16 e 30, la relazione la conosce, non ha potuto essere presente questa mattina ma stasera sarà presente al dibattito e alla conclusione del nostro lavoro. La seduta è tolta, i lavori riprenderanno alle ore 16 e 30, il primo collega iscritto a parlare è l'onorevole Gallus, durante il suo intervento devono essere fatte le prenotazioni per intervenire, se i colleghi devono presentare emendamenti possono farlo fino al voto sul passaggio all'esame degli articoli. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore13 e 20.
Allegati seduta
CDXVII Seduta
Mercoledì 28 maggio 2008
Presidenza del Vicepresidente Rassu
Indi
del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 25.
CALLEDDA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di lunedì 28 aprile 2008 (408), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Atzeri e Francesco Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di mercoledì 28 maggio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Colleghi, io sospendo i lavori sino alle ore 10 e 40. Vi prego di avvisare i colleghi che siano presenti in Aula. Bene, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 28, viene ripresa alle ore 10 e 47.)
Discussione della mozioneLa Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu - Amadu - Contu - Petrini - Licandro - Lombardo - Sanjust - Pileri - Pittalis - Rassu - Cappai - Milia - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Gallus - Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni - Farigu sulla mancata erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche in base alla legge regionale n. 17 del 1999, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo
54 del Regolamento (180)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo i lavori dell'Aula, prego un Segretario di prendere posto al tavolo della Presidenza, grazie. A seguire l'ordine del giorno di ieri, abbiamo in discussione la mozione numero 180, di cui è primo firmatario l'onorevole Giorgio La Spisa, sulla mancata erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche, in base alla legge 17.
(Si riporta di seguito il testo della mozione:
Mozione La Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu - Amadu - Contu - Petrini - Licandro - Lombardo - Sanjust - Pileri - Pittalis - Rassu - Cappai - Milia - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Gallus - Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni - Farigu sulla mancata erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche in base alla legge regionale n. 17 del 1999, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.
IL CONSIGLIO REGIONALEPREMESSOche, con deliberazione della Giunta regionale n. 42/22 del 24 ottobre 2007, è stato varato il piano triennale dei provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna, in base all'articolo 2 della legge regionale n. 17 del 1999;
VERIFICATO che:
nella ripartizione dei finanziamenti allo sport, erogati in base alla legge regionale n. 17 del 1999, risulta che, in capo alla Presidenza della Regione, sono stati assegnati i contributi da destinare alle società sportive professionistiche, per un importo di euro 1.800.000;
tale somma deriva dall'articolo 29, comma 1, lettera h), della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007);
al momento risulta che una sola società professionistica ha potuto usufruire del contributo, mentre la gran parte dell'importo, da assegnare alle restanti società sportive professionistiche, non è stata ancora erogata e resta ancora a disposizione della Presidenza, la quale non potrebbe utilizzarlo per altri fini;
gravi e incomprensibili motivi stanno ritardando l'erogazione del contributo alle società sportive professionistiche mentre, una sola ha già potuto godere del finanziamento regionale;
sussistono problemi per la mancata erogazione contestuale del contributo regionale previsto per legge alle società sportive professionistiche;
il ritardo nell'erogazione del contributo sta compromettendo l'attività delle società sportive e vanificando gli sforzi di chi, in attesa del finanziamento regionale, è costretto a far quadrare i bilanci con finanziamenti bancari i cui interessi incidono notevolmente sull'attività e sulla promozione sportiva,
impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale
a provvedere, entro trenta giorni dall'approvazione della suddetta mozione, a compiere gli atti amministrativi finalizzati all'erogazione dei contributi come previsto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 42/22 del 24 ottobre 2007.(180).)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarla.
LA SPISA (F.I.). Grazie. La mozione numero 180 deriva dalla trasformazione di una interpellanza, avente lo stesso oggetto e sostanzialmente lo stesso contenuto, presentata al Consiglio regionale a seguito della discussione avvenuta in Aula durante l'esame e l'approvazione dell'ultima legge finanziaria, e riguarda la questione molto controversa dell'erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche sportive, sulla base cioè della legge 17 del '99 sullo sport, ma anche avendo particolare riferimento all'articolo 29, la lettera h) per la precisione, della legge finanziaria del 2007, la numero 2, in cui si prevedeva uno stanziamento di una somma destinata proprio a sostegno delle attività sportive, ed anche a quelle professionistiche. Nella ripartizione dei fondi, derivanti da questi stanziamenti, o meglio, per la ripartizione dei fondi è stato varato il piano triennale dalla Giunta regionale con la deliberazione del 24 ottobre 2007, la numero 42. In questa ripartizione dei fondi risulta che sia stata assegnata alla Presidenza della Regione la competenza nell'amministrare la somma di 1.800.000 euro da destinare alle società sportive professionistiche. Nel momento in cui l'interpellanza e quindi poi anche la mozione è stata fatta risultava, e per ora ancora a noi risulta, che soltanto una società professionistica ha usufruito del contributo, mentre la gran parte dell'importo stanziato risulta ancora da assegnare alle altre società sportive. Non sono quindi somme che sono state ancora erogate, sono ancora, per quanto ci risulta, a disposizione della Presidenza, e non si capisce quali siano i motivi, se si tratta di motivi amministrativi, oppure semplicemente di valutazioni sull'opportunità o meno di spendere queste risorse, che però dipendono da una decisione, se non ricordo male, unanime del Consiglio regionale per sostenere l'attività sportiva, anche nel livello professionistico, avendo come intento quello di sostenere un livello dell'attività sportiva che, pur essendo di tipo professionistico, ha comunque, svolge una funzione di promozione sociale. Perché alle attività professionistiche, alle attività delle società che operano a livello professionistico però sono collegate tantissime altre attività, pensiamo soltanto ai settori giovanili, alle squadre del settore giovanile, ma pensiamo anche alla funzione promozionale per l'intera immagine dello sport e la stessa immagine della Sardegna, che questi contributi possono aiutare a sostenere, considerando proprio che, oggettivamente, le buone prestazioni delle nostre società sportive professionistiche, in qualche modo, fanno ricadere a favore della Sardegna… hanno un effetto di ricaduta positivo proprio nella promozione della stessa immagine dell'Isola. Tutti noi sappiamo, anche se questo può essere condiviso più o meno, ma sappiamo bene che la più grande squadra, con le più grandi tradizioni, il Cagliari calcio, rispetto a tutte le altre squadre che militano nella serie A, o comunque nei massimi livelli, in qualche modo costituiscono e rappresentano l'immagine di un'isola, che anche nello sport è riuscita a farsi valere. E questo noi tutti lo sappiamo, e l'intento di chi in quest'Aula ha sempre proposto che la Regione svolgesse un ruolo, certamente non predominante, certamente non particolarmente forte, certamente ridotto rispetto al passato in termini di quantità di risorse stanziate spese, però che la Regione sia presente a favore di queste società, che d'altra parte sappiamo per poter competere a livello nazionale devono sobbarcarsi dei costi che sono certamente superiori a quelli che devono sopportare le altre società che competono negli stessi campionati. Ora, il ritardo nell'erogazione di questo contributo di fatto rischia di compromettere l'attività di alcune società sportive, certamente non di quella maggiore, che ha forse, evidentemente, militando nel massimo campionato del calcio, ha possibilità di, in qualche modo, inserirsi nei circuiti finanziari che possono sostenere anche l'attività sportiva, ma i danni maggiori, evidentemente, ricadono sulle altre società, che sono sì professionistiche, ma militano in campionati di livello inferiore e, soprattutto, appartengono anche a contesti territoriali ed economici che certamente non sono così favorevoli, trattandosi appunto di squadre che per la gran parte, o almeno alcune delle quali hanno anche una presenza su territori, che sul piano proprio economico non hanno certamente una grandissima spinta e grandissime forme di affermazione. La mozione quindi si conclude con l'impegno che il Consiglio regionale dovrebbe rivolgere e chiedere alla Giunta regionale, perché entro un termine congruo si provveda all'approvazione di quanto disposto dalla delibera di Giunta, e perché vengano avviati tutti i procedimenti amministrativi che siano finalizzati all'erogazione dei contributi, così come previsto dalla stessa delibera d'altra parte, che la stessa Giunta regionale ha approvato. Non si capisce perché una decisione presa dal Consiglio regionale e poi anche attuata in parte, almeno come inizio del procedimento, dalla Giunta regionale si sia poi arenata per motivazioni che non sono veramente comprensibili. Se c'è una volontà di non attuare quanto stabilito dal Consiglio regionale e dalla stessa Giunta regionale, noi crediamo che, se questo venisse accertato, ci troveremo di fronte veramente ad un esercizio arbitrario del potere della Presidenza della Regione riguardo ad un intendimento, ad una decisioneche sostanzialmente, sia il Consiglio regionale sia la Giunta regionale, hanno già disposto di attuare. Per questo chiediamo che venga data attuazione a questa delibera. Grazie onorevole La Spisa, dichiaro aperta la discussione.
E' iscritto a parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Grazie Presidente, ritengo doveroso intervenire su questa tematica per definire la vicenda una "vicenda abbastanza triste di questa politica regionale" e mi dispiace che, ancora una volta e soprattutto relativamente a questa mozione, manchi il Presidente della Regione.
Il Presidente della Regione ha gestito questa problematica quasi in proprio, con un atteggiamento politicamente inqualificabile, quasi che stesse elemosinando denari propri mentre qui ci troviamo davanti ad una precisa scelta del Consiglio regionale che ha destinato, alle società professionistiche e sportive determinati benefici di carattere economico. Una vicenda triste che si prolunga, si trascina, da mesi e mesi, con un atteggiamento di arroganza politica che non ha precedenti nella storia dell'autonomia regionale. A fronte di richieste legittime, recepita dal Consiglio regionale, la Giunta regionale, soprattutto il Presidente, ha tergiversato a lungo e non so fino a che punto vi siano le responsabilità dell'Assessore della pubblica istruzione e sport ma essendo qui presente ci potrà rispondere esaurientemente immagino, ringrazierei anche se potessimo disporre della deliberazione che la Giunta ha recentemente votato, disporne subito, magari averla immediatamente, proprio in questo momento, a disposizione durante il dibattito. Non si capisce che cosa ci sia dietro, che cosa finora abbia impedito l'erogazione materiale dei finanziamenti. Le società interessate hanno ripetutamente, civilmente, proposto le proprie ragioni, a fronte di questa proposizione nulla c'è stato se non alcuni atteggiamenti di politica inqualificabile. Per altro, ma questa rientra nella prassi ormai in contrasto con il Regolamento vigente, io ho proposto delle interrogazioni e nessuna risposta, nessun cenno è stato espresso e questo la dice lunga sul modo e sul metodo di governare la cosa pubblica da parte di questa Giunta regionale. Quindi, mi auguro che l'Assessore possa dare tempi e certezze per consentire a chi, con fatica, porta avanti alcune società in Sardegna, possa disporre di quanto il Consiglio regionale ha deciso già da molto tempo grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Amadu.
E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, correva l'anno 2007, esattamente il 29 maggio del 2007 quando venne approvata la finanziaria regionale che disponeva 1.800.000 euro per il sostegno alle squadre professionistiche sarde. Ci fu una discussione in quest'Aula, c'è ovviamente chi è del parere che le squadre professionistiche non debbano avere sostegni finanziari da parte dell'istituzione regionale, c'è chi sostiene il contrario, ma comunque l'Aula detta alla Presidenza e alla Giunta precise indicazioni affinché la Regione Sardegna, come negli anni è sempre avvenuto, desse l'opportuno sostegno alle squadre professionistiche, più precisamente: Cagliari, Torres, Nuorese, Olbia e Dinamo di Sassari, con intervento complessivo di 1.800.000 euro. Voglio promettere questo, questo 1.800.000 euro suddiviso per cinque squadre, non è altro che un terzo di quanto altre regioni destinano alle squadre professionistiche appartenenti alla loro Regione, in alcuni casi, in altri casi un quinto, in altri casi un sesto. Perciò l'intervento regionale è dimensionato in basso verso le squadre professionistiche isolane. Correva l'anno 2007, e cioè un anno fa, si era data disposizione da parte del Consiglio regionale alla Giunta perchè si provvedesse a dare sostegno alle squadre professionistiche, non vorrei ritornare sulle argomentazioni a sostegno di questo contributo, voglio soltanto portare alcuni piccoli esempi, in alcune cittadine: quali di Olbia quali Nuoro, la stessa Sassari, queste attività professionistiche hanno rivitalizzato, in piccola parte, ma comunque una piccola parte che è importante in alcune realtà, anche gli scambi economici e commerciali. Non che i casi e le occasioni per un effettivo ritrovo di tipo sociale fra i tifosi, fra gli appassionati, tra l'altro da tanti anni non si vedeva, parlo per esempio della città di Nuoro, dei giovani diciottenni che potessero finalmente praticare lo sport a livello nazionale e confrontarsi con altre realtà nazionali, parlo delle attività giovanili delle squadre professionistiche. Questo non avveniva per quanto riguarda la città di Nuoro da circa otto anni, grazie all'attività della società professionistica, appunto la Nuorese, questi ragazzi, di tutta la provincia, si sono potuti confrontare con i pari età del Lazio, con i pari età della Campania, con i pari età del Piemonte e si è potuto riprendere un'attività che storicamente ha interessato la città di Nuoro e che da anni invece non poteva essere più oggetto di attività sportiva giovanile, questo è uno degli argomenti, qualche albergo ha rivitalizzato la sua attività, il nome di Nuoro e di Olbia e di Sassari si è riproposto all'attenzione nazionale. Ci sono tutti gli argomenti che non vorrei riportare, poi uno ci crede, non ci crede. Però quest'aula a maggioranza ha deciso che così doveva essere, al di là del fatto che uno ci creda o non ci creda, tra l'altro, in quel 2007, lei non c'era Assessore, fu data disposizione all'Assessorato alla pubblica istruzione, come al solito e con il silenzio complice di questa maggioranza, i fondi, con una manovra di bilancio sono state trasferite alla presidenza, tant'è che qui noi abbiamo oggi a rispondere a questa mozione l'assessore Mongiu, ma come potete ben leggere, anche nella attività di Giunta, dalle delibere fatte, sono proposte di Giunta del Presidente perché i fondi sono stati assegnati, o meglio, se li è accaparrati la Presidenza. Fin dal primo momento il Presidente della Giunta ha dichiarato che non avrebbe distribuito quei soldi! Bene, sapete tutti che sono vitali questi contributi a queste società perché possano sopravvivere, perché possano iscriversi al campionato, perché è un campionato medio di C1 costa intorno ai 2 milioni di euro, e noi stiamo intervenendo per un massimo di 500, poi anche su questo, sulla deliberazione, andrà discusso chi stabilisce il massimo e il minimo, in base a che cosa, ma sicuramente ci saranno dei criteri che dovranno essere adottati. Ma mi chiedo, vi chiedo e le chiedo Assessore, per quanto di sua competenza, sarebbe stato opportuno avere il Presidente qua, ma il Presidente preferisce andare in giro per la Sardegna a tagliare nastri platealmente, a fare demagogia e populismo con opere che di cui vediamo soltanto, per il momento, pagamento delle parcelle. Allora, dicevo, non so quanto potrà dirci se non in riferimento alla delibera adottata dalla Giunta, l'assessore Mongiu, ma mi chiedo se questi criteri nuovi, illustrati nella delibera di Giunta, peraltro esposti dal Presidente e voluti dal Presidente come recita la delibera stessa, vincolandoli a tutta una serie di attività rivolta alle istituzioni scolastiche locali per favorire i processi positivi di collaborazione e integrazione delle politiche sportive e quant'altro; perché questi criteri e queste valutazioni non sono state richieste nel momento in cui il Presidente, bontà sua, ha deciso, diversi mesi fa, di assegnare parte di questo milione 800 mila euro soltanto alla Dinamo di Sassari. C'era la richiesta di questi criteri per la Dinamo di Sassari? Che tra l'altro sta attendendo ancora la seconda tranche? Perché si usano due metri e due misure? Perché la delibera adottata per dare i danari alla Dinamo di Sassari non richiede quanto invece richiesto nella delibera numero 28/4 del 16/05/08, è completamente diversa. Criteri diversi, valutazioni diverse e perciò non so sulla base di che cosa sono stati assegnati i circa 300 mila euro alla Dinamo, non perché non dovessero essere assegnati, fortunatamente almeno una di queste squadre ha avuto la contribuzione e, ripeto, aspetta ancora la liquidazione della seconda tranche, ma mi chiedo perché ci debba essere questa disparità eppure i campionati sono conclusi, e non gli si può chiedere a posteriori "fai questa attività". Anche perché questa delibera è del 2007 e non era vincolata a questi criteri nel mentre, ripeto i campionati si sono conclusi, nel mentre si sta procedendo all'iscrizione ai nuovi campionati; non parlo del Cagliari perché credo che ci sia poco da aggiungere, è una squadra che comunque porta lontano il nome della Sardegna, e chiedergli di attivarsi perché sia valorizzato il nome della Sardegna, una squadra che si chiama Cagliari insomma, mi sembra un po' con un eufemismo posso dire che può essere considerato diciamo eccessivo, per non usare altri termini. Ripeto, al di là delle valutazioni che ognuno di noi può fare sull'opportunità o meno, qui c'è da rispettare un dettato del Consiglio regionale che a maggioranza ha deciso, le valutazioni sul merito se è opportuno, non opportuno in questo momento le abbiamo tutti trattate queste valutazioni e fatte, nel momento in cui abbiamo deciso di portare all'attenzione dell'aula l'opportunità di intervenire. Ognuno di noi ha espresso la sua valutazione ma l'Aula ha deciso. Perciò, quello che deve fare l'aula in questo momento, nella valutazione di questa mozione, è di dare continuità, di obbligare la Giunta all'attuazione di un atto che l'aula ha deciso nel 2007 e, vi ricordo, ha ripreso nella finanziaria 2008 ribadendo questi concetti e iscrivendo in un comma, in un articolo della finanziaria 2008 che questa procedura doveva essere conclusa immediatamente; e non si può chiedere a posteriori di intervenire su una stagione agonistica la prima 2006/2007, la seconda 2007/2008 entrambe già concluse.
Concludo Presidente, perché vedo che il tempo sta per scadere, ricordando un'altra cosa: è stato chiesto tutto ciò nell'intervento, diversi interventi che sono stati fatti nella finanziaria 2008 e anche 2007 per esempio per la Tiscali Pallavolo dove siamo intervenuti certo lì c'è stato un raggiro di questa norma dicendo che finanziavamo delle manifestazioni collaterali. Però le abbiamo sempre fatto avere i danari alla Tiscali Pallavolo e condivido il fatto che siano stati dati, però perché continuiamo a fare valutazioni diverse a seconda della rappresentanza, a seconda dei paladini che difendono questa o quella squadra, a seconda della scritta che si ha sulla maglietta, per non parlare della Tiscali Cup, della Tiscali Pallavolo e quant'altro di Tiscali si è portato avanti con finanziamenti privati, sui quali non discuto, ma che molto spesso sono stati affiancati da finanziamenti pubblici regionali.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.
E' iscritto a parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie signor Presidente, colleghi e colleghe.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cassano, prego i colleghi di prestare attenzione perché c'è un ronzio sinceramente che disturba sia il relatore, che chi ascolta. Grazie.
CASSANO (Riformatori Sardi). Ho chiesto la parola non tanto perché sono firmatario di questa mozione, quanto per denunciare pubblicamente l'autoritarismo, l'arroganza del Presidente della Giunta regionale che puntualmente disattende quello che è il deliberato del Consiglio regionale. Questa è un'offesa, non solo ai colleghi di minoranza, ma soprattutto ai colleghi di maggioranza che a suo tempo avevano sottoscritto insieme a noi il deliberato che imponeva alla Giunta regionale, allo stesso Presidente, di erogare in tempo debito i contributi alle società sportive professionistiche. Mi riferisco alla società sportiva Torres, alla Dinamo, alla Nuorese Calcio e al Tempio. Bene, a tutt'oggi non mi risulta che questa Giunta regionale e che questo Presidente abbia adempiuto eventualmente a quello che era il deliberato del Consiglio regionale. Intanto vi sono società sportive, come la Torres, che non è in grado probabilmente, e questo va in danno agli sportivi sassaresi, di iscrivere la società sportiva proprio perché manca di risorse certe e queste erano risorse certe, cosa che invece la Giunta regionale non ha fatto. Io non so se lei Assessore sia in grado eventualmente di poter garantire e dare una risposta in assenza del Presidente, dal momento che il Presidente continua ad essere latitante in questo Consiglio regionale, mentre invece preferisce andare in giro per la Sardegna per millantare, per dare ciò che non ha dato in questi quattro anni di governo di centrosinistra. Ma la cosa più grave è che ci siano consiglieri regionali del territorio che sostengono ancora questo Presidente della Giunta regionale, che puntualmente, come dicevo, disattende ciò che invece è il deliberato del Consiglio regionale. Ma non solo, caro Assessore, le ricordo che le società sportive non professionistiche versano in condizioni gravissime col passaggio di competenze con la legge numero 9 alle Province, non se ne capisce più niente, la Provincia scarica sulla Regione e la Regione scarica sulla Provincia. Ebbene le società sportive che hanno a suo tempo anticipato con risorse proprie non riescono ad avere neppure le spese che hanno affrontato per le visite di idoneità sportiva per gli atleti. Bene, questo argomento lo deve prendere a cuore caro Assessore, non può fare solo dichiarazioni sulla stampa e dire che tutto si vuole fare e tutto si vuole risolvere e poi non si risolve niente. Quindi, io sono qui per denunciare questa gravità, questa omissione pubblica da parte del Presidente della Giunta che continua a disattendere puntualmente, non solo in questo settore ma anche in altri, quella che è la volontà del Consiglio regionale. Io ebbi modo di presentare un ordine del giorno, cosa che il Consiglio ebbe modo anche di approvare all'unanimità dei presenti. Bene a tutt'oggi quest'ordine del giorno è stato puntualmente disatteso, noi vorremmo che questo non si verificasse e che le società sportive chiamate in causa abbiano il giusto riconoscimento di quanto hanno chiesto e quindi gli si deve dare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cassano.
E' iscritto a parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.
MILIA (U.D.C.). Grazie, Presidente, signora Assessore e colleghi. Da troppi anni si parla, molte volte a sproposito, di questo problema legato alle sponsorizzazioni, ai contributi regionali per le società professionistiche, io vorrei in questo intervento, visto che i colleghi che mi hanno preceduto hanno illustrato a tinte anche, io direi, non forti il comportamento inqualificabile di un Presidente che si rifiuta di fare quello che il Consiglio ha statuito, con voto unanime o quasi in quest'Aula. Io vorrei con l'assessore Mongiu, che ho apprezzato già in quest'aula per la sua capacità e per la sua concretezza, affrontare il problema che non si ha il coraggio di affrontare in relazione allo sport in Sardegna e cioè quello che, da una riguarda il professionismo - e cioè coloro che per status, per legge vengono identificati come professionisti e le società che svolgono attività professionistiche - e dall'altro il pseudodilettantismo che viene finanziato con ingenti risorse dalla stessa Regione, e dove molti, anche in quest'Aula, si nascondono raccontando che la Regione, per una scelta ideologica, è contro le società o perlomeno non vuol aiutare le società professionistiche, però d'altro canto, con l'altra mano, elargisce milioni di euro a coloro che apparentemente non sono professionisti ma che svolgono attività da professionisti evadendo quello che i professionisti fanno mensilmente, cioè pagare le tasse oltre il 50 per cento, e con una semplice ritenuta d'acconto, quando va bene, pagano invece stipendi che superano quelli di queste società professionistiche tanto deprecate.
Assessore, l'atletica è la regina dello sport. Sappiamo che da anni, lodevolmente, questo Assessorato e questa Regione, con qualunque Giunta di qualunque colore, ha sempre sponsorizzato i grandi meeting di atletica, ma per che cosa servono quei soldi del famoso "Meeting Terra Sarda"? Per finanziare l'attività dilettantistica o per pagare gli ingaggi dei professionisti-dilettanti, quelli che partecipano alle Olimpiadi e che vengono a dar lustro a quel meeting? Di questi esempi, lasciando perdere la Tiscali e tutta la pallavolo perché la pallavolo è inquadrata sotto il regime dilettantistico sia in A1 che in A2, ma andando alla quarta serie di calcio dove i superprofessionisti guadagnano più di quello che guadagnano in C2, magari nella Nuorese, nell'Olbia e nella Torres... Allora, non prendiamoci in giro; occorre, Assessore fare luce su questo mondo sportivo che deve essere aiutato, perché tante cose in Sardegna devono essere aiutate.
Io ricordo, faccio un esempio di tanti anni fa, quando l'Assessorato dell'agricoltura gestiva le risorse per le sponsorizzazioni si facevano delle lodevoli iniziative da parte dell'Assessorato: le squadre professionistiche promuovevano in tutta Italia grandi incontri; si pubblicizzavano i prodotti agroalimentari sardi; si faceva una certa attività sociale coinvolgendo i circoli dei sardi, eccetera, queste sono iniziative che si possono riprendere certamente ma saranno l'Assessorato e la Giunta a decidere che cosa fare. Ora, però, al termine del campionato si vuole richiedere una prestazione assolutamente irrichiedibile alle società che dovevano avere già incamerato quelle cifre che servono alla sopravvivenza.
E' inutile che diciamo quale è l'apporto sociale, il valore che lo sport professionistico porta nei centri della Sardegna: è un apporto che questa Regione, povera di eventi in senso lato, colma durante quei 6-8 mesi di attività sportiva e cerca di riempire quegli spazi che non sarebbero riempiti altrimenti se non con queste manifestazioni che aggregano, queste manifestazioni che servono da stimolo ai giovani, queste manifestazioni insomma che nel tessuto economico e sociale delle città e delle province nelle quali militano queste squadre, che poi hanno riflesso nazionale, sono assolutamente necessarie.
Allora, Assessore, il dispositivo della mozione è molto chiaro: credo che il Presidente non possa nascondere ancora una volta la testa sotto la sabbia e debba procedere con la massima celerità a far sì che un disastro annunciato non si compia perché sarebbe veramente un macigno per tutto lo sport isolano. Poi, sul problema dilettantismo e professionismo potremmo magari tornare qua, con una seduta assolutamente dedicata, per evitare che da una parte o dall'altra si speculi su questa materia che assolutamente è una materia che fa parte del mondo civile, che fa parte della società sarda, per fortuna, e che deve essere una materia (così come tante altre, ripeto) alla quale la Regione deve dedicare sforzi e risorse. Quindi, noi chiediamo che lei si faccia carico di queste istanze che vengono da questa mozione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Milia.
E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, periodicamente torniamo su questo argomento e lo facciamo rifacendo una discussione di tipo generale sulla politica sportiva di questa Regione che io non ritengo particolarmente utile, perché rischiamo di parlare di principi e non magari più concretamente del problema che affrontiamo oggi. Per cui alcuni appelli dei colleghi sulla, per esempio, opportunità o meno di finanziare le società sportive ci riportano alla discussione che abbiamo già fatto due anni fa, e io personalmente sono tra quelli che ritengono che il fatto che la Regione sponsorizzi per legge le società professionistiche sia un'aberrazione, per cui sono tra quelli che ha approvato e ha ritenuto importante il superamento dell'articolo 31, così come era stato congegnato un tempo, e che ritiene che quindi non vadano finanziate per legge, (o comunque non all'interno di una legge per lo sport) ma che, se la Regione, su singoli progetti e per singole iniziative, intende avvalersi delle società sportive come traino e come veicolo di comunicazione, lo può fare all'interno di progetti di comunicazione e di marketing. Quindi, due cose separate: una cosa è lo sport è tutto quello che la Regione può fare per un sostegno allo sport non professionistico (e le sponsorizzazioni non si possono fare per legge perché devono essere su piani mirati di marketing, con obiettivi precisi che non possono essere definiti una volta per sempre, né resi obbligatori perché sennò verrebbe meno la natura del rapporto tra Regione e società professionistiche e non avverrebbe su particolari esigenze), e d'altra parte lo sport. Quindi io ritengo che su questo non dobbiamo tornare e sarebbe abbastanza superfluo, ritengo invece che dovremmo concentrarci sull'oggetto della mozione, e non solo sull'oggetto della mozione ma anche su quello che la Regione ha fatto nel frattempo perché oggi dire che la Regione non ha adempiuto e che in qualche modo non si è dato seguito al deliberato del Consiglio mi sembra quanto meno errato, visto che c'è una delibera del 18 maggio 2008 che parla proprio di contributi alle società sportive professionistiche e di come dare attuazione a quanto previsto nella finanziaria regionale del 2007. Quindi io parlerei di questo, a meno che non vogliamo aprire un dibattito sulla politica sportiva, ma io credo che non sia il caso.
Io, quando ci fu la mozione scorsa che vincolava la Regione ad adempiere alla legge finanziaria regionale del 2007, mi astenni perché ritengo giusto che se il Consiglio dà un indirizzo alla Giunta sull'utilizzo delle risorse per la promozione e questa promozione deve essere fatta attraverso le società sportive, la Giunta non possa che adempiere. E quindi questo non è un problema di merito della politica sportiva ma è un problema di rapporti tra Giunta e Consiglio.
Quindi, io dedicherei la seconda parte del mio breve intervento al merito della delibera e, da questo punto di vista, dico all'Assessore che alcune osservazioni fatte dai colleghi del centrodestra in qualche modo hanno un fondamento di verità, inducono alla riflessione: è chiaro che una delibera che si riferisce ad una, chiamiamola, forma di sponsorizzazione che in qualche modo riguarda un periodo precedente, o un periodo che si sta per ultimare perché stiamo parlando del 2007-2008, difficilmente può prevedere di adempiere a cose come mettere il simbolo sulla maglia o i tabelloni, eccetera, perché il campionato è già finito, questo è contraddittorio, ma io -e parlo del merito della delibera perché vorrei dare un contributo costruttivo - sono anche fortemente in disaccordo con la delibera quando rende obbligatorio per le società sportive avere il logo della Regione sulla maglia, perché qui torniamo le sponsorizzazioni uniche, qui torniamo alle sponsorizzazioni obbligatorie per legge, qui non rendiamo possibile alle società professionistiche rivolgersi ad altri soggetti per arricchire le proprie entrate con sponsorizzazioni da altre realtà che possono magari integrare la sponsorizzazione della Regione che avviene con finalità - come la delibera dice quando per esempio parla di promozione dei valori sportivi, eccetera - relative a tematiche di tipo sociale e culturale.
Quindi, io credo che da un lato la discussione che abbiamo fatto è infondata, perché la Regione ha deliberato sull'assegnazione delle risorse e stabilito dei criteri, dall'altro credo però, Assessore, che questi criteri in qualche modo non siano coerenti o applicabili con il fatto che stiamo parlando del campionato scorso, e oltretutto introducono un principio - di cui mi occuperò in un ordine del giorno che scriverò e che spero possa trovare l'accoglimento dei colleghi -, il principio della sponsorizzazione unica della Regione, cioè torniamo all'antico, cioè scacciamo risorse private, ce ne andiamo a fare un po' il contrario di quello che avevamo detto di fare, e cioè che essendo una società professionistica facciamo sì che questa società professionistica che paghi lauti stipendi abbia degli interventi della Regione, magari soltanto finalizzati a dei progetti che hanno un valore culturale e sociale, ma le lasciamo anche libere e le abituiamo a confrontarsi con il mercato e quindi a cercare anche risorse private. In ultimo, colgo una nota del collega Capelli che credo che sia utile, il collega Capelli dice: ma le società professionistiche fanno anche attività giovanile, e quando fanno attività giovanile fanno attività meritoria, perché le leghe giovanili sono dilettantistiche per eccellenza. Quindi la riflessione che farei, ma non è materia di oggi, le società professionistiche quando fanno attività giovanile la fanno all'interno di leghe dilettantistiche, sì, onorevole Capelli. I campionati giovanile non sono campionati professionistici, questo le dico. Quindi oggi come oggi invece l'articolo 22 impedisce comunque alle società professionistiche, l'articolo sulle attività giovanili di accedere a quei contributi. La riflessione che si potrebbe fare con i colleghi è eventualmente valorizzare questa parte della società dell'attività delle società professionistiche positiva, e vedere se invece questa parte si in legge può essere aperta anche alle società professionistica limitatamente alle attività giovanile. Questo giusto per dare un contributo di merito. Quindi la mia riflessione è che comunque nell'ordine del giorno così come è stato proposto dalla mozione sia già decaduto ed eventualmente si può trovare il modo di renderlo più cogente, più applicabile rispetto a quello che è successo nel frattempo; e io con qualche collega proporrò che l'ordine del giorno faccia riferimento alla delibera, appunto, del 16 maggio 2008. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Sì grazie Presidente. Ma, io non voglio esprimere giudizi sul fatto che l'anno scorso sia stato votato un ordine del giorno da parte del Consiglio che prevedeva, appunto, i contributi alle società professionistiche, io non l'ho votato. Ma intervengo perché su questo argomento in quest'Aula ogni tanto aleggia un disinteresse verso le società professionistiche. Sembrerebbe quasi che l'intervento e il contributo da dare a queste società professionistiche determini una situazione ideale per diffondere le politiche sportive e la diffusione dei messaggi sportivi. Scusate, io mi sono stufato letteralmente. Quando qualche giorno fa qualche presidente di queste società sportiva minacciava ripetutamente: "O la Regione mi dà i soldi, o la Regione rispetta i patti... oppure chiudiamo". Minacce fatte e costruite da alcune società sportive, che peraltro nei suoi ranghi ha qualcuno che non rispetta i regolamenti delle federazioni, tant'è vero che qualcuno è stato arrestato, e viene qui a lanciare messaggi di questo tipo.
L'onorevole Capelli ha descritto una situazione di Nuoro e della Provincia di Nuoro che non corrisponde al vero; perché non è assolutamente vero che nel nuorese la presenza di questa straordinaria società sportiva che si chiama Nuorese, che gestisce lo sport in maniera quasi privata, ha permesso al territorio, e ha dato al territorio, possibilità di confronto con altre realtà, perfino quelle continentali. No, nel nuorese c'è un impoverimento generale della pratica sportiva, c'è una diminuzione consistente, evidente, visibile del numero dei partecipanti la pratica sportiva, in questo caso il calcio. Addirittura si arriva a scontri, scontri quasi fisici tra una parte dello sport che è l'atletica leggera per l'utilizzo di un campo sportivo quello di piazza Veneto, e invece il calcio professionistico, ma quale educazione! Quali elementi educativi pensate che davvero queste società diano ai nostri giovani, no non è affatto così. Per cui io non voglio discutere la delibera votata l'anno scorso, non m'interessa, sto parlando in termini generali.
Qualcuno parlava addirittura delle visite mediche, ma l'onorevole Cassano sa che i genitori, i genitori dei ragazzi dei paesi dell'interno dei quartieri periferici delle grosse città si pagano di tasca le visite mediche delle piccole società sportive, altro che della Torres o dell'Olbia o della Nuorese...
CASSANO (Riformatori Sardi). Ma non sai neanche quello che stai dicendo!
PRESIDENTE. Prego onorevole Davoli... onorevole Cassano... onorevole Davoli si rivolga alla Presidenza.
DAVOLI (R.C.). ...tu non lo sai... quando finisce l'onorevole Cassano posso riprendere, voglio polemizzare proprio. Per cui quando si discute di sport e di pratica sportiva cerchiamo di avere una fotografia vera di quello che accade delle nostre zone e nella nostra Isola, altrimenti non ci comprendiamo, altrimenti sembra che lo sport debba essere fatto esclusivamente finanziando le società professionistiche. Vedete la stessa finanziaria nazionale del Governo Prodi è riuscito a fare in tempo a farla, ha previsto, anche se non è tanto, ma ha previsto un capitolo specifico per finanziare lo sport per tutti.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue DAVOLI.) E qualcuno di questi caporioni della politica sportiva regionale sta cercando addirittura di mettere mano sull'articolo, sul finanziamento sport per tutti. O questa Regione, e penso che sia stato fatto già comunque un lavoro, un inizio di discussione su questo argomento, pensa che lo sport sia uno strumento educativo, sia un momento di confronto per combattere la violenza, per combattere il doping - vorrei sapere davvero nelle società professionistiche che cosa succede da questo punto di vista, rimane tutto nascosto - ogni tanto qualcosa viene fuori. Allora o la Regione discute seriamente di questi argomenti dello sport per tutti, dello sport di massa, dello sport come diritto di cittadinanza, oppure continueremo ad illuderci e a costruirci dei sogni e dei paradisi pensando che società come il Cagliari, la Torres, l'Olbia e la Nuorese, forse quest'anno forse salirà qualcun altra nella serie C, pensano di risolvere i problemi dello sforzo. Non è affatto così, io non condivido assolutamente per nulla questo tipo di atteggiamento. Lo sport sta rischiando di diventare un mercato, un supermercato, infatti qualcuno ha pensato che lo sport deve essere in qualche modo considerato come un elemento collaterale per il commercio. Beh può anche darsi che questo possa servire a creare qualche posto in più, qualche così, qualcosa in più, ma non è questo il problema dello sport.
Nella scuola, avete pensato, vi rendete conto che cos'è lo sport nella scuola? Addirittura c'era qualcuno che la voleva escludere, che voleva ridurre le ore di pratica sportiva nelle scuole e noi qui stiamo parlando di Cagliari, di Nuorese, di Olbia e di Torres. Rendere obbligatorio il finanziamento il contributo alle società professionistiche, vi ricordo che sono società per azioni, sono società per azioni. Allora, Assessore, io sono intervenuto perché volevo soprattutto rendere evidente e visibile una differenziazione netta del concetto di pratica sportiva, ripeto voto contro per motivi di carattere politico, per motivi di carattere concettuale, capisco che è stato approvato l'anno scorso una delibera a stragrande maggioranza, con qualche voto contrario e il mio e quella deve essere rispettata, non metto in discussione questo punto però la Regione comunque ha pubblicato i criteri, ci sono, non credo che possa tornare indietro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Davoli.
E' iscritto a parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (P.D.). Sì, grazie, signor Presidente, Assessore, colleghi consiglieri. Io penso che sia difficile in quest'Aula, oggi, non ammettere che siamo in ritardo, che la Giunta su questa tematica è in ritardo, ed è difficile anche non ammettere che certe volte le difficoltà ce le cerchiamo. Lo dico serenamente, lo dico all'Assessore che, tra l'altro, esercita il ruolo non dall'inizio della legislatura, quindi ha sicuramente soltanto parte di responsabilità, però è anche vero che su questa tematica ci stiamo un po' inseguendo da troppo tempo. Penso anche che noi stiamo mischiando - lo dico con affetto anche all'amico Ciriaco Davoli, al collega Davoli in questo momento - due situazioni diverse, due elementi oggettivamente diversi, che partono da due situazioni diverse: una è un'ipotesi di finanziamento rispetto a un messaggio, ad una comunicazione di pubblicità istituzionale che le società professionistiche potrebbero fare, da una parte, e tutto il mondo dello sport, dall'altro, il mondo dello sport dilettantistico, quello che esso deve rappresentare. L'onorevole Davoli parlava anche dell'attività dello sport all'interno delle scuole, cioè stiamo mischiando un po' tutto e il contrario di tutto. Io penso che la mozione debba servire oggi in quest'Aula per riportare e per dare senso a quella che era la volontà del Consiglio regionale, che dice esclusivamente questo: le società professionistiche della nostra regione, che è una regione particolare, che è una regione che non ha le capacità imprenditoriali per sostenere attività del genere con sponsor in maniera così forte e adeguata, non è l'Emilia Romagna, non è la Lombardia, non è la Toscana, e sappiamo benissimo che queste realtà, queste società professionistiche rappresentano ugualmente una meta per tanti giovani, una meta per quanto riguarda la crescita sportiva e culturale di tanti giovani.
Quindi, la Regione e il Consiglio regionale hanno voluto esprimere in questo modo un aiuto a queste società professionistiche, un aiuto che è assolutamente parziale, marginale, che non è totalità di sistemi che costano tanti e tanti denari, tanti soldi. Quindi, questa era la volontà del Consiglio, questa è la volta del consiglio espresse in maniera forte, siamo in ritardo, le società professionistiche sono in difficoltà, e io penso che si debba accelerare, si debba definire quanto a ciascuna società professionistica debba essere erogato. In questo senso, faccio anche un piccolo ragionamento: noi abbiamo equiparato cinque livelli di società professionistiche, e sono quelle che meritano i campionati professionistici. Io penso che - e lo dico serenamente, senza che nessuno se ne abbia a male - il Cagliari rappresenti, abbia un ruolo di società professionistica totalmente diverso dalle altre, per la serie nella quale gioca, per i livelli di finanziamenti che girano attorno al campionato di calcio di serie A, per i livelli di sponsor; quindi, probabilmente, rispetto alle altre realtà, io penso che chiaramente dovrebbero essere trattate nella stessa maniera nel momento in cui dovessero arrivare agli stessi livelli del Cagliari, chiaramente, quindi, lo dico come indirizzo e come livello generale, dovrebbero essere trattate, probabilmente, con obiettivi e con idee diverse. Questo mi permette di collegarmi alla seconda parte del ragionamento, che è collegato alla delibera della Giunta regionale. Io l'ho letta, ho grosse perplessità, perché qua noi chiediamo alle società professionistiche in trenta giorni di definire tutta una serie di cose per le quali noi le impegnammo a dire esattamente che esiste soltanto la Regione Sardegna; e così non è, perché sappiamo benissimo che queste società professionistiche vivono di sponsor, di altre realtà, perché sennò non potrebbero sopravvivere, non potrebbero andare avanti. Quindi, io penso che anche sulla delibera debbano essere fatti dei ragionamenti, e penso anche che probabilmente un indirizzo debba essere dato e possa essere dato anche dalla Commissione competente. Dico anche che la delibera riflette e fa riferimento a quello che è accaduto relativamente al 2007. Dico che esiste un ordine del giorno firmato praticamente all'unanimità dal Consiglio regionale, sono solo due i contrari, che erano l'onorevole Davoli e l'onorevole Salis, glielo riconosco. Ha detto anche alla Giunta regionale che il Consiglio regionale ti dà un indirizzo anche per l'anno 2008 e per gli anni successivi. Quindi, in questo senso, io dico che, siccome, anche se risolviamo questo problema relativo agli arretrati del 2007, fra cinque mesi, sei mesi ci ritroveremo nelle stesse condizioni, probabilmente bisogna accelerare i tempi, fermarsi un secondino, e dare indirizzi chiari anche per il 2008, in maniera tale che - sempre distinguendo i due tipi di finanziamenti, che sono due tipi di finanziamenti totalmente diversi - si possa dare un piccolo sostegno alle società professionistiche, e il sostegno adeguato, per le quali c'è una legge, allo sport dilettantistico, allo sport nelle scuole e a tutto quello che necessita. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca. Gli onorevoli Salis e Farigu si sono iscritti fuori tempo massimo. Potranno eventualmente intervenire per dichiarazioni di voto.
Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, formazione, spettacolo e sport.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, formazione, spettacolo e sport. Io saluto il Consiglio, in particolare l'onorevole Liori, che ho intravisto poco fa, qui, se posso esprimere anche pubblicamente la mia affettuosa solidarietà, e parlo adesso della mozione e delle cose che ho ascoltato anche con grande interesse. Vorrei partire dall'affermazione dell'onorevole Milia, che trovo di grande cogenza per certi aspetti. Una discussione sulla discussione, sull'atteggiamento che si debba avere in relazione allo sport, in maniera puntuale, in realtà è lungi dall'essere iniziata, e, come diceva l'onorevole Porcu insieme all'onorevole Davoli, siamo nelle secche di dire ancora che cosa è sport professionistico e che cosa è sport dilettante. Quando ho iniziato a fare questo lavoro, una radio privata disse che mi si poteva interrogare su molte cose, e avrei trovato una risposta, ma non sullo sport. Ignorava che io vengo da una famiglia di sportivi e, in gioventù, io stessa, quando allora passavo per alta, ho praticato un po' di pallacanestro. Conosco molto bene il mondo dello sport, e la prima cosa che ho fatto diventando Assessore è lavorare sul piano triennale insieme a tutto il mondo sportivo sardo con reciproca e credo anche soddisfazione. Le contraddizioni che diversi interventi, a partire da quello dell'onorevole Capelli a quello più appassionato o passionale dell'Onorevole Cassano, tutti sottolineano che c'è un'ambiguità, c'è un'ambiguità di fondo, caro onorevole Davoli, il fatto che spesso, con l'attività di tipo dilettantesco, ci siano nelle maglie di queste attività professionisti del dilettantismo. Questo è vero, credo che tutto il mondo sportivo lo sappia, ed è un mondo comunque trasversale, pecunia non olet, i soldi comunque al mondo dello sport arrivano. Allora, bisogna capire che cosa noi intendiamo fare. La delibera cui si fa riferimento ovvia, naturalmente, a quello che era un giusto mandato da parte del Consiglio, lo recepisce, ma inizia a introdurre, e qui si fa molto strada l'idea di una discussione all'interno della Giunta, non di un'autocefalismo presidenziale, non è così, tanto è vero che inizia a configurarsi una distinzione netta tra il finanziamento che si deve dare allo sport professionale, se si intende darlo, e quello che è il ruolo che, in qualche modo, un'istituzione pubblica deve avere rispetto al mondo dello sport. Un'istituzione pubblica, rispetto al mondo dello sport, deve avere un atteggiamento che, in altri Paesi europei, si chiama di prosocialità. C'è questo termine, che fa riferimento ad attività di prosocialità. E' molto difficile che chi fa un professionismo a livelli altissimi, con altissimi stipendi, possa, a meno che non voglia sposarlo in prima persona come comportamento, avere una mission di prosocialità, mentre - e credo che tutti voi ne converrete, ieri sera ho ascoltato con molta attenzione - si chiede all'istituzione che sia dentro lo sport di prosocialità. E' anche vero che, a quel punto, quello che è contenuto nella Giunta chiede a chi fa lo sport a quei livelli, ed è autosufficiente sul piano economico, altrimenti non sono professionisti, se sono dentro, è un po' come le fondazioni culturali, che vogliono totalmente i soldi dai finanziamenti pubblici. Allora non sono esattamente quello che dichiarano di essere. Lo sport dei professionisti è quello che è autosufficiente, ha la capacità, attraverso la propria attività, di reperire soldi nel mercato delle sponsorizzazioni, infatti qui non si dice che il nome "Sardegna" deve essere… dev'essere preminente, non esclusivo, preminente. Si chiede che cosa? Per andar per le brevi; si chiede allo sport dei professionisti, a quello che ha molta presenza nei media, di usare la percezione che si ha di loro in termini positivi. Allora, noi vorremmo che loro, i professionisti, dicessero delle cose rispetto al Doping, e lo dicessero non per far finta di dirlo, lo dicessero nei luoghi dove loro hanno un appeal molto forte, cioè, ad esempio nelle scuole. Ancora; lo dicessero, esprimessero tutta la loro capacità di essere positivi nei luoghi della sofferenza, ad esempio negli ospedali. A me è capitato di accompagnare la squadra del basket nazionale, che era nostra ospite questa estate, all'ospedale di Cagliari, nel reparto di pediatria, ma anche in un altro reparto, quello di cardiochirurgia pediatrica e, devo dire che, essendo una persona che non a pregiudizi, non soltanto ho molto apprezzato, ho pensato e ne ho discusso con tutti quelli che, essendo una dialettica fino allo sfinimento, con chiunque incontrassi, che era giusto dare i soldi anche alle squadre di forte riferimento, a patto che queste, sostanzialmente, si prestassero a fare quello che in tutto il mondo fanno, e lo facessero esattamente per meritarsi anche i soldi che la Regione da. Quindi, onorevole Milia, in fondo noi stiamo chiedendo a costoro di rendersi disponibili per azioni positive e non semplicemente per aumentare il loro budget di stipendio e cose di questo genere. Chiudo dicendo che, effettivamente, essendo noi quasi a metà dell'anno, è un po' complicato poter intervenire sulle maglie, lo so perché mi hanno segnalato, in prima persona, sportivi con cui, ripeto, ho un rapporto assolutamente intenso… onorevole Cassano, io dico e dichiaro le cose che faccio. Io ho partecipato a molte iniziative sportive, a molte discussioni, a molti dibattiti che sono in corso, compresa alla presentazione del fatto che l'andata a Roma e la discussione intorno a queste cose porta alla Sardegna 300 mila euro sullo sport di cittadinanza, e noi dobbiamo discutere che cosa è lo sport di cittadinanza, e dobbiamo fare chiarezza definitiva. Nelle iniziative del comma 4, ci sono alcune iniziative che, in realtà, sono un po' diverse da quelle che vengono rappresentate, sono entrata molto nel merito. Allora, il mio ragionamento, in questo momento, del tutto positivo è: diamo soldi e finanziamenti alle squadre che praticano lo sport professionistico, glielo diamo vincolato. Io mi assumo molta responsabilità, sono stata addestrata per assumermi responsabilità, come voi d'altra parte, se siamo classe dirigente ci assumiamo responsabilità. Io le sto dicendo, onorevole Amadu, che posso condividere molto del suo ragionamento, non condivido mai, in nessuna situazione, l'arroccarsi e il non sbloccare le situazioni; bisogna essere pragmatici, sbloccarla, abbiamo queste disponibilità, 30 giorni dalla pubblicazione nel BURAS, presentano progetti che sono progetti di azioni positive. Allora, ci sono forse alcuni correttivi; è possibile che durante il campionato in corso mettere il nome "Sardegna" nelle maglie possa essere anche più complicato, non v'è ombra di dubbio, le sto dicendo che a me sembra che questa delibera, ne vedo il lato positivo, sia l'inizio di un percorso che, finalmente, ci aiuta tutti ad uscire da una contraddizione, da un'ambiguità, da una sorta di discrezionalità riguardo ad alcuni comportamenti che si hanno nei confronti delle squadre sportive. Dico una cosa molto semplice: la legge numero 9 che delega alle province molte competenze in materia sportiva, e son stata voluta da questo Consiglio, io credo che dare possibilità al decentramento sia un fatto positivo, non può essere che ogni volta che c'è qualche difficoltà, qualche criticità nei territori, ancora una volta questo debba essere, come dire, ribaltato sulla Regione. Io sono andata in giro molto spesso a dire: noi abbiamo dato alle province quanto era legittimo e necessario comprese le indicazioni. Io sono del parere che intorno allo sport, a quello che lo sport rappresenta, finalmente si debba aprire una discussione proprio in questo luogo. Io vorrei che venisse tolto, lo dico, è la prima cosa che ho detto ai primi di agosto quando ho visto per la prima volta il Comitato regionale dello sporto, io vorrei che lo sport venisse emancipato e riscattato dalle suburre della politica e entrasse, invece, nella centralità della cultura e della società; tutto il movimento che c'è nei nostri territori sullo sporto di cittadinanza e sulla partecipazione attiva delle comunità, io credo che noi lo dobbiamo accogliere positivamente, e ciascuno di noi deve modificare l'atteggiamento e anche la percezione rispetto allo sporto. La percezione rispetto allo sport è ancora, anche nei protagonisti, non del tutto positiva. Io sono molto per lo sportdi cittadinanza, sono anche per il merito, per il confronto leale e, come voi sapete, noi stiamo finanziando molto anche eccellenze sportive, stiamo finanziando la scuola dello sport, stiamo finanziando gli impianti sportivi, abbiamo finanziato i Palazzetti dello sport che stentano comunque a nascere. Io, l'altro giorno, sono stata all'incontro di Volley tra la Spagna e l'Italia e un po' mi sono vergognata di quel Palazzetto, ma noi i soldi glieli avevamo già dati al Comune di Cagliari e ancora non inizia quel procedimento. Dunque c'è una complessità che non può essere semplificata in arroccamenti. Del tutto disponibile alla discussione, pensando che la delibera che è stata fatta nei confronti delle squadre professionistiche sia l'inizio di un percorso, e credo che tutti dobbiamo dare un contributo perché si arrivi al vero risultato, e cioè al fatto che i cittadini e le cittadine utenti e praticanti sport diventino sempre di più e non vengano ricacciati quando volessero curare il proprio benessere fisico. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Assessore.
Ha domandato di replicare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Assessore, lei, con molta onestà intellettuale, ha cercato di dare risposte a tutta una serie di argomenti che non sono comunque all'ordine del giorno della mozione, ma che, le argomentazioni portate in Aula nella discussione, hanno portato comunque su un altro piano il confronto sullo sport. Continuo a non entrare nel merito di questo, ho avuto già modo in quest'Aula, in diverse occasioni, di illustrarle la mia posizione, credo e spero che ci saranno altre occasioni, qui stiamo discutendo di un'altra cosa, stiamo discutendo su ciò che il Consiglio regionale ha deliberato nel 2007, e ha deliberato in modo tale che i fondi resi disponibili in quella finanziaria fossero destinati alle società professionistiche immediatamente. Ricordo anche che a firma dell'onorevole Marrocu ci fu un emendamento nella finanziaria 2008 che rimpegnava la Giunta ulteriormente e la invitava a rispettare quello che il Consiglio regionale aveva deliberato. Nel merito, invece, di alcune considerazioni, e non ho avuto risposta, lei, Assessore, può prendere parola quando vuole, in qualsiasi occasione può richiedere la parola, non ho avuto risposta, per esempio, né dai colleghi, né dalla Giunta del perché su quel milione e 800 siano già state deliberate delle somme a una squadra professionistica non rispondente ai criteri richiesti nella delibera numero 28/4. Io ho chiesto questo, qualcuno mi dia una risposta. Perché si chiedono ora, a posteriori quei criteri giusti o sbagliati che siano, non li discuto in questo momento, ce ne sono di discutibili, forse possono essere anche ampliati per maggiore garanzia. Perché non sono stati chiesti quando si è utilizzato quel capitolo di bilancio per finanziare una di queste squadre professionistiche? Perché non sono stati richiesti questi criteri alla Villacidrese, società dilettantistica che ha avuto ben più di 180 mila euro? E non gli sono stati richiesti questi criteri!
Io ho fatto queste precise domande per una questione di equità e per rispetto della volontà, a maggioranza, del Consiglio regionale. Anche colleghi che non sono d'accordo sulla linea, che hanno votato contro, credo che abbiano a cuore il rispetto istituzionale della volontà della maggioranza, perché mai vorrei trovarmi nella posizione di dover dire o riprendere perché me ne viene data l'occasione, di rinnegare quello che la maggioranza ha stabilito. Noi stiamo discutendo di un'altra cosa qui dentro, cioè stiamo dicendo alla Giunta - è già questo è un fatto anomalo, già questo è un fatto abbastanza discutibile - "rispetta quello che il Consiglio ha deliberato". Perciò tutte le valutazioni corrette, discutibili, è l'inizio di un percorso. Assessore, qui stiamo determinando la fine di un percorso. In che senso? Vede, è una particolarità di questa Giunta; mi riviene in mente la formazione professionale. Quando si iniziano nuovi percorsi non si chiudono le saracinesche, quando si inizia un nuovo percorso si programma una modifica, una riforma, qualsiasi cosa la maggioranza, la Giunta, il Consiglio vogliano portare avanti, ma non si chiude di botto una saracinesca dicendo: "E' chiuso, arrangiatevi".
Anche le valutazioni sulla ricerca dei fondi da parte delle società professionistiche nel mercato. Assessore, ma lei conosce il mercato di alcuni territori? Me la trova lei un'azienda nel nuorese che è disponibile, perché fa utili e quindi può scaricare anche dalle tasse? Mi vuol portare la Legler forse o la Rosmary? Quale azienda mi vuole portare? La ASL di Nuoro probabilmente lo può fare, visto che va a sperperare e a pagare servizi non resi per oltre 60 milioni di euro. La ASL è la più grande azienda nel nuorese, che finanzia professionisti… e non voglio andare oltre perché rischierei la querela in questo momento finché non ho i documenti che possono provare quello che intendo dire nel prossimo futuro. Me la cerca lei una società, un'impresa privata nel nuorese che sia in grado di finanziare a certi livelli le società? Non c'è Tiscali nel nuorese, che finanzia tutto e di più, e che collega ai finanziamenti suoi quelli pubblici della Regione Sardegna. Non c'è! Questo è un altro discorso che dovremo riprendere. Mentre, per esempio, le posso dire che ci sono fiorenti attività di tipo commerciale e industriale in quel di Villacidro, però la Regione interviene finanziando quella società dilettantistica. Giustamente, aggiungo io.
Solidarietà. Guardi, se c'è una cosa che non apprezzo è di pagare la solidarietà. La solidarietà è un fatto spontaneo che molti sportivi hanno dimostrato di possedere e non obbligandoli contrattualmente ad andare negli ospedali o nei reparti di pediatria. Lo fanno già spontaneamente e credo che quanto riportato, sia nella delibera sia nelle sue affermazioni che, secondo me, probabilmente ho male interpretato, diciamo così, ma non può essere obbligatorio per contratto. La solidarietà è un fatto spontaneo, è un fatto che nasce dentro, e molti sportivi hanno dimostrato di possedere lo spirito di solidarietà e il valore della solidarietà. Ecco perchhé l'autosufficienza da lei richiamata per le società professionistiche la lascerei un attimino da parte in questo momento. Certo dovrebbero tendere tutti a questo, ma è molto più semplice tendere per chi lo sport l'ha fatto davvero e ha guidato società dilettantistiche e/o professionistiche, e si lasci dire che è molto più semplice ritrovare solo fondi per le società dilettantistiche che per quelle professionistiche, perché i valori di contribuzione sono ben altri. Ed è discutibile tutto questo. Sono d'accordo con Davoli, è discutibile! Ma la Sardegna è nel mondo in questo momento; modifichiamo alcuni valori, facciamo battaglie comuni, sono d'accordo, ma noi dobbiamo stare anche su quel mercato. In questo momento noi non possiamo essere l'isola felice che manda indietro il professionismo o condanna il professionismo, condanna lo sperpero di denaro pubblico e privato, gli stipendi miliardari. Sono d'accordo su tutto, ma non possiamo starne fuori in questa fase, continuiamo a stare al passo con gli altri tendendo a modificare e a riformare questo stato di cose. E sono d'accordo, confrontiamoci su questo, ma - ripeto - questo è aprire altri fronti, è discutere di altri argomenti che non sono quelli riportati dalla mozione.
La mozione chiede per l'ennesima volta, scusate se mi ripeto, scusate se purtroppo giornalmente ritorniamo su questo argomento, è di far rispettare ciò che il Consiglio ha deliberato, far rispettare le leggi. Guardate che è abbastanza antipatico - anche qui uso un eufemismo - venire in quest'aula per dire alla Giunta, all'Esecutivo e al Presidente… mi perdoni, Assessore, perché lei non c'entra nulla con questa delibera e lo ha già dimostrato il Presidente assumendo determinazioni in quel finanziamento, sempre riguardante questo capitolo, destinato ad altra squadra professionistica. Avremmo tutti auspicato, e questa è stata la discussione nella finanziaria del 2008, che ci fosse stato un seguito a quel provvedimento anche per le altre squadre professionistiche. E perché dico che lei non c'entra niente? Perché le affermazioni pubbliche del Presidente sono state che lui non avrebbe reso disponibili questi fondi per le altre società professionistiche. L'ha detto lui, mica l'ho detto io! L'ha detto lui! L'ha affermato lui perché non ne condivide lo spirito e il principio. Ma poco importa che non lo condivida lui, lo ha condiviso il Consiglio e lui deve essere esecutore del mandato consiliare e non può mettere i paletti a posteriori creati da questa delibera, che può avere un seguito per il futuro. Programmate il futuro! Nel futuro si deve iniziare da questa delibera. Per il futuro! Ma non a campionati conclusi, a iscrizioni chiuse. E tra l'altro, le chiedo, chi la paga, dal 2005 ad oggi, tutta la pubblicità alla Sardegna fatta nei campi e nelle palestre con il marchio Regione Sardegna portato dentro le palestre, sulla stampa, sulle maglie perché si può fare anche campionato…
PRESIDENTE. Concluda, prego.
CAPELLI (U.D.C.). E mi permetta di correggerla, non ci vuole niente a metterlo anche in corso di campionato un marchio, tant'è che alcune squadre lo hanno fatto ponendo, sull'apice del braccio destro, il marchio Sardegna con i quattro mori e la scritta Sardegna, cosa che è avvenuta e che è stata fatta a campionato in corso. L'importante è dimostrare la volontà di dare seguito a un mandato e a un preciso obbligo imposto dal Consiglio che spero possa essere recepito nell'ordine del giorno che, insieme ai colleghi, presenteremo a momenti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Siamo nella fase conclusiva, quindi i colleghi mi devono spiegare come intendiamo procedere, se c'è un'intesa per votare la mozione o se c'è un ordine del giorno. Facciamo qualche minuto di sospensione in aula per consentire di raggiungere un accordo. Cinque minuti di sospensione in aula.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 04, viene ripresa alle ore 12 e 46.)
PRESIDENTE. Colleghi, pare che conclusivamente ci siamo. L'ordine del giorno è stato distribuito con le firme che voi potete vedere, alle quali sono state aggiunte le firme degli onorevoli Rassu, Farigu e Petrini. Quindi, l'ordine del giorno è firmato anche da questi ultimi colleghi che ho citato.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno:
Ordine Del GiornoBiancu - Capelli - Masia - La Spisa - Manca - Cucca - Giagu - Ladu - Artizzu - Milia - Amadu - Lai Renato - Uggias - Cassano - Pittalis - Balia - Rassu - Farigu - Petrini - Cachia sull'erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche in base alla legge regionale n. 17 del 1999.
IL CONSIGLIO REGIONALE a conclusione del dibattito sulla mozione n. 180 (LA SPISA e più) sulla mancata erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche in base alla legge regionale n. 17 del 1999,PREMESSO CHE:
- l'articolo 29, comma 1, lettera h, della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2, aveva previsto un contributo di euro 1.800.000 da destinare per attività di comunicazione tramite società sportive professionistiche;
- tuttavia ad oggi una sola società sportiva professionistica ha potuto usufruire della sponsorizzazione;
- con deliberazione n. 28/04 del 16 maggio 2008, la Giunta regionale ha approvato l'erogazione delle risorse regionali di cui all'articolo 29, comma 1, lettera h), della legge regionale n. 2 del 2007 stabilendo condizioni a posteriori che possono portare ad una sua difficile applicazione;
- il ritardo nella erogazione prevista sta comportando disagi per l'attività delle società sportive professionistiche che non hanno ancora ricevuto la sponsorizzazione,
impegna la Giunta regionale
- a utilizzare, per quanto applicabili per l'anno 2007/2008, i criteri contenuti nella delibera n. 28/4 del 16 maggio 2005;
- a procedere alla effettiva ripartizione dei fondi, analogamente a quanto precedentemente disposto per la società "Dinamo Sassari", ai sensi della legge regionale n. 2 del 2007, articolo 29, comma 1, lettera h);
- a programmare, nei tempi adeguati, anche per la stagione 2008/2009 interventi di comunicazione che possano vedere coinvolte le società professionistiche isolane. (1))
PRESIDENTE. Se ci sono dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno è consentito.
Ha domandato di parlare il consigliere Cachia. Ne ha facoltà.
CACHIA (P.D.). Vorrei apporre anche la mia firma, grazie.
PRESIDENTE. Va bene.
Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Balia.
BALIA (Gruppo Misto). Io ho firmato l'ordine del giorno, naturalmente la Commissione non si è riunita per esprimere alcun parere, Presidente.
PRESIDENTE. Questa è la forma, onorevole Balia. La Commissione non si deve riunire, siccome ci vuole il parere del Presidente...
BALIA (Gruppo Misto). Io l'ho firmato, il mio parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Io integrerei "a utilizzare, per quanto applicabili per l'anno 2007-2008, i criteri contenuti nella delibera numero 28/4 del 16 maggio 2008", c'è un piccolo errore, in modo da rendere possibile l'erogazione dei fondi. Grazie.
PRESIDENTE. Quindi, l'Assessore dà il parere favorevole e propone nel dispositivo, dopo "impegna la Giunta regionale", "per quanto applicabili a posteriori per l'anno 2007-2008, i criteri contenuti nella delibera numero 28/4 del 16 maggio 2008". E' chiaro?
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, io credo che l'emendamento orale possa essere accoglibile se c'è però un chiarimento da parte dell'Assessore, cioè questa modifica orale ha un senso se viene specificato da parte dell'Assessore quale sarà l'applicazione di quanto contenuto nel dispositivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Per una correttezza anche formale di dire "utilizzabili per quanto applicabili", non a posteriori, "per l'anno 2007-2008", per evitare di scivolare nelle fattispecie che ieri sera su "a posteriori" venivano posti dall'opposizione. E di dire che, in maniera molto chiara, una volta pubblicato nel BURAS, ci sono trenta giorni di tempo perché le società presentino un piano di marketing sociale, chiamiamolo così, e mio mi impegno, per quanto è nelle mie possibilità, evidentemente, e quindi della Giunta, a fare in modo che entro trenta giorni dalla presentazione dei progetti si possa addivenire ad avere un soddisfacimento delle parti, come si suol dire, tenuto conto dei criteri che sono stati individuati.
PRESIDENTE. Va bene, la frase quindi risulta così: "a utilizzare, per quanto applicabili per l'anno 2007-2008, i criteri contenuti nella delibera numero 28/4 del 16 maggio 2008". Va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Dunque, a maggior chiarimento sull'emendamento proposto dalla Giunta: "a utilizzare, per quanto applicabili per l'anno 2007-2008", Assessore mi corregga se sbaglio, significa che i campionati professionistici 2007-2008 si sono tutti già conclusi. Il che significa che non si può richiedere a una squadra professionistica: "Metti la scritta sulla maglia per l'anno precedente", non si può! "Vai a fare atti di solidarietà per l'anno precedente", non si può! Può nascere l'impegno per l'anno successivo, ma il contributo è riferito all'annualità 2007-2008. E' così, Assessore?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ci sono anche altri colleghi, facciamo rispondere all'Assessore per chiarire questo punto. Poi solo per dichiarazione di voto.
Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Stiamo discutendo di specifici che sono, non vorrei neanche entrare troppo nel merito, se è previsto un marketing sociale, questo si sta dicendo, del fatto che non è detto che azioni di questo genere, di promozione ad esempio di politiche e di azioni contro il doping possano essere fatti entro il giugno del 2008 e non a settembre del 2008. Cioè, ci sono azioni indicate dalla Giunta che sono sul piano temporale poco rigide e molto pregnante sul piano della qualità. Dunque, io credo che non chiediamo alle squadre di andare a luglio, giacché le scuole sono chiuse a luglio, a fare azione di promozione sociale su alcuni comportamenti virtuosi, glielo chiederemo per settembre. Appena è necessario comunque e chiunque portatore di interessi di questo tipo in quest'Aula, sarà nostra cura anche molto pubblicizzare questa cosa, pubblicato nel BURAS, ciò deve avere una tempistica assolutamente conseguente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io se è possibile chiederei di votare per parti l'ordine del giorno, altrimenti sono costretto a votare contro. Sono costretto a votare contro perché nell'impegno della Giunta regionale, non voglio richiamare altre questioni che sono già state trattate, peraltro mi preme dire che concordo totalmente con l'intervento di prospettiva per quel che riguarda le politiche per lo sport in Sardegna che ha svolto l'assessore Mongiu, concordo totalmente, ma non sono assolutamente d'accordo sull'ultimo comma dell'impegno che si chiede alla Giunta regionale, lo leggo: "a programmare, nei tempi adeguati, anche per la stagione 2008-2009 interventi di comunicazione che possano vedere coinvolte le società professionistiche isolane.". Questo vuol dire che con quest'ordine del giorno il Consiglio regionale sta assumendo l'impegno e chiede alla Giunta di impegnarsi a riproporre negli anni successivi un intervento che è stato considerato invece straordinario per il 2007 e con quest'ordine del giorno lo stiamo reiterando. Quindi, questo Consiglio sta impegnando la Giunta a riproporre il finanziamento di 1 milione e 800 mila euro anche per gli anni successivi. Io su questo, Assessore, non sono assolutamente d'accordo, io sono perché se 1 miliardo e 800 milioni sono disponibili vengano utilizzati per mutui per il credito sportivo, per il potenziamento e la messa a norma dell'impiantistica sportiva di base nelle scuole, nei comuni e nei quartieri. Io non sono assolutamente d'accordo con un ordine del giorno - e non ero d'accordo con la mozione -, dove in maniera velatamente ipocrita, consentitemi questo termine, si dichiarava che le società sportive professionistiche isolane, le cinque società sportive, sono sull'orlo del fallimento perché la Regione non ha erogato i 500 milioni. Ebbene, cari colleghi, le società sportive, soprattutto quelle di calcio e di basket, guarda caso dove il professionismo esasperato sta producendo dei difetti e dei vizi che a scendere stanno interessando anche le società cosiddette dilettantistiche, le società sono malate, non è il problema dei contributi regionali, il problema è che il calcio è malato, prendete Repubblica di oggi, nella pagina dello sport, a pagina 62, badate, i disastri che il calcio professionistico…
PRESIDENTE. Sì, concluda.
SALIS (Gruppo Misto). Ho finito Presidente, la ringrazio. Che il calcio professionistico sta dimostrando, 75 milioni di euro che l'Inter, una società anche sarda, l'avrebbe potuto utilizzare Moratti che ne so, la butto giù così, per abbattere un po' i costi della benzina in Sardegna visto che la SARAS è ubicata in una località pur importante anche dal punto paesaggistico della zona di Cagliari. 75 milioni in tre anni per rescindere il contratto dell'allenatore e per ingaggiare il nuovo allenatore, un'altra domanda, quanti soldi sono stati buttati per le rescissioni dei contratti degli allenatori del Presidente del Cagliari, Cellino e quanti soldi si buttano per stipendi esageratamente alti anche nelle categorie più basse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Nella consapevolezza che una delibera di un Consiglio regionale deve essere assolutamente rispettata, e mi riferisco appunto all'approvazione dell'ordine del giorno fatta l'anno scorso per il contributo del 2007- 2008, siamo consapevoli che bisogna rispettarla, però il nostro intervento e parlo a nome di tutta la sinistra di questo Consiglio regionale, travalica questo aspetto. E' un ragionamento che riguarda il principio in sé, è un ragionamento che riguarda l'immagine che noi abbiamo dello sport in genere, e in questo Consiglio regionale interveniamo proprio perché si porti alla luce, perché si discuta e comprendiamo e approviamo la proposta fatta dall'Assessore di un Consiglio tematico per discutere appunto dello sport di cittadinanza, noi interveniamo perché ci sia questa voce, questa voce che viene offuscata e in qualche modo nascosta dai tambureggiamenti massmediatici delle grandi società sportive. Ha ragione il collega Salis a riportare questi esempi, Ballardini che viene estromesso semplicemente perché evidentemente il contratto richiesto non è quello che il presidente Cellino condivide, ma non è questo il problema, pensavamo che l'ordine del giorno riguardasse solo l'aspetto della legittimità e del rispetto di una delibera presa dal Consiglio regionale, invece si ripropone lo stesso meccanismo, si ripropone e si fa la stessa proposta di rifinanziamento e di contribuzione anche per il prossimo campionato delle società professionistiche. Noi ci asterremo nella prima parte e voteremo contro nel dispositivo finale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, molto brevemente, io ho condiviso spesso con i colleghi Davoli e Salis la posizione sulla inopportunità che la Regione sponsorizzi per legge le società professionistiche, ma intendo votare in maniera favorevole questo ordine del giorno perché non interpreto, ed è per questo che intervengo nello stesso modo quanto riportato nel dispositivo. Secondo me il dispositivo non dice che c'è un impegno a riprogrammare un intervento analogo, ma semplicemente ricorda che se questo intervento c'è, va fatto nei tempi adeguati, infatti si usa il termine "possano" e si invita se si intende utilizzare questo strumento a farlo nei tempi.
Quindi per me non è un invito a riprogrammare pari pari la stessa cifra o un intervento analogo, ma è un invito, se lo si fa, a farlo nei tempi adeguati. Allora, se così è, se ho capito bene, almeno io ho capito così perché così c'è scritto, non credo che noi possiamo adesso discutere se dobbiamo escludere che in futuro la Regione per qualche motivo, per qualche obiettivo di comunicazione sociale come ricordava l'Assessore, possa utilizzare le società professionistiche, sarebbe improprio, non lo possiamo escludere. Io che credo che molto più modestamente quest'ordine del giorno e questa parte mi sento di accoglierla, impegna la Regione se lo fa a farlo nei tempi e nei modi adeguati. Cioè non farlo a posteriori, facendo un programma che sia precedente alla stagione in modo che le società professionistiche sappiano l'impegno a cui debbono assolvere e che tutte due le parti, la società e la Regione ne abbiano i benefici che richiedono da un rapporto, quindi da un rapporto di tipo commerciale perché richiede un corrispettivo di servizio. Quindi, io intendo votare a favore perché, come dire, non vedo le preoccupazioni dei colleghi, ma vedo semplicemente un impegno, se lo si fa, a farlo nei tempi e nei modi adeguati. Quindi voterò a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì Presidente, per annunciare il mio voto contrario all'ordine del giorno, per due ordini di motivi, non tanto e non solo per una impostazione che in altre circostanze in questo Consiglio ho avuto modo di illustrare a favore dello sport dilettantesco, ma per questi motivi: primo, è noto che le società professionistiche non sono luoghi dove si fanno molti utili, nonostante questo sia noto, molti finanzieri o imprenditori investono nelle società sportive. C'è un livello di non adeguata trasparenza nel rapporto tra il mondo dei professionisti e il mondo della finanza che a me non convince, pertanto non convince neanche che la Regione autonoma della Sardegna con eccessiva leggerezza possa dare soldi in un luogo dove ripetutamente i bilanci non sono stati propriamente cristallini, né esiste una normativa che li obbliga ad esser tali. Il secondo motivo per cui io non voterò quest'ordine del giorno è che in qualche modo istituisce un privilegio nell'accesso ai fondi della pubblicità istituzionale alle società professionistiche. La pubblicità istituzionale purtroppo in questa Regione non è regolamentata in maniera adeguata, è regolamentata rispetto a un obiettivo generale, non capisco perché un pezzo della pubblicità istituzionale debba essere ipotecata dalle società sportive professionistiche e non dal sistema sportivo isolano. Moltissime società dilettantesche vanno e girano l'Italia e l'Europa con sport meno noti e meno onerosi, non si capisce perché l'accesso a quel fondo sia riservato alle società professionistiche o meglio lo si capisce ed è un privilegio, una disparità dei cittadini sardi rispetto all'accesso al bilancio regionale che peraltro andrebbe ragionato meglio perché spesso la titolarità delle società non è di imprenditori neanche isolani. E questa disparità, a mio avviso, è un vizio anche di tipo normativo che non mi consente di votare quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, abbiamo esaurito le dichiarazioni di voto.
Metto in votazione l'ordine del giorno votandolo per parti come richiesto. La premessa e poi il dispositivo. E' stato richiesto il voto elettronico.
Onorevole Salis, c'è una sua iscrizione a parlare su?
SALIS (Gruppo Misto). Sulla richiesta di votazione per parti, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Chiediamo di poter votare l'ordine del giorno fino all'ultimo comma, separando l'ultimo comma.
PRESIDENTE. L'ultimo comma, il dispositivo.
SALIS (Gruppo Misto). Sì, del dispositivo, "a programmare nei tempi adeguati anche per la stagione".
PRESIDENTE. Cioè, quindi votiamo anche il dispositivo tranne…
SALIS (Gruppo Misto). Tranne: "…a programmare nei tempi adeguati…".
PRESIDENTE. Il terzo comma del dispositivo. Va bene?
SALIS (Gruppo Misto). Sì, perfetto. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno sino al penultimo comma incluso; articolo 29, comma 1, lettera h).
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere MELONI ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Espa - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licandro - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Uggias - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Maninchedda.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Cerina - Cugini - Davoli - Fadda - Giorico - Lanzi - Licheri - Randazzo Vittorio - Salis - Sanjust - Serra.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 75
Votanti 63
Astenuti 12
Maggioranza 32
Favorevoli 62
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ultimo comma dell'ordine del giorno: "a programmare nei tempi adeguati…", fino alla fine.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Diana - Espa - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licandro - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Uggias - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Cerina - Corda - Cugini - Davoli - Fadda - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Salis - Serra.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Giorico - Randazzo Vittorio - Sanjust.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 69
Astenuti 4
Maggioranza 35
Favorevoli 59
Contrari 10
(Il Consiglio approva).
Colleghi, dobbiamo esaminare adesso l'istituzione della consulta regionale… Onorevole Mario Floris su cosa intende intervenire?
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori Presidente, per chiedere a lei quando intende discutere la mozione relativa alle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione sarda nel compendio di Tuvixeddu. Questa mozione è stata presentata il 28 di aprile, porta la firma di quasi 40 consiglieri regionali. Lei, ai sensi… per gli effetti dell'articolo 114, è quello che fa l'ordine del giorno delle mozioni, anche se deve sentire la Conferenza dei Capigruppo e la programmazione generale dei lavori. Ma io ritengo che per la delicatezza dell'argomento, per la rilevanza politica, istituzionale e giuridica, e per i riflessi che ha avuto in tutta la stampa nazionale e isolana, il Consiglio regionale abbia il diritto-dovere di esprimersi su questo argomento e di assumersi le proprie responsabilità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Floris. Come lei sa l'ordine del giorno viene stilato insieme ai Presidenti dei gruppi, e le mozioni che sono state inserite fin qui, erano mozioni sulle quali è stata richiesta la discussione con urgenza, ai sensi del nostro Regolamento, e altre potrebbero essere chiamate così come abbiamo fatto stavolta. Nessuno dei Presidenti dei gruppi ha segnalato la discussione di questa mozione. Io prendo nota della sua segnalazione e la inseriremo nella prima discussione utile del Consiglio regionale. Diciamo che in questa sessione abbiamo fatto molte mozioni, la sua, quella che lei richiama, è pervenuta il 26 di febbraio, penso che la inseriremo all'ordine del giorno, insomma. Grazie.
i problemi dei disabili" (281/A)
PRESIDENTE. Dicevo, colleghi, che dobbiamo adesso esaminare il testo unificato 224-281/A, relativo all'istituzione della Consulta regionale per i problemi dei disabili. Io proporrei di svolgere questa mattina la relazione, e di rinviare a stasera la discussione. Inoltre, sulla base di un'intesa raggiunta con i Capigruppo, inseriamo nell'ordine del giorno il PL 316 e 321, che reca: "Interventi urgenti a favore dei familiari delle vittime degli incidenti sul lavoro", esitata unanimemente dalla Commissione. Quindi io svolgerei la relazione e riprenderei la discussione questa sera alle 16 e 30, per dare anche modo ai colleghi, eventualmente, di presentare emendamenti.
L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 224-281/A.
Ha facoltà di parlare la consigliera Lanzi, relatrice.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prego colleghi, non è orario di conclusione ancora, quindi…
LANZI (Sinistra Autonomista), relatrice. Chiedo ai colleghi di non abbandonare l'Aula, altrimenti non svolgo la relazione.
PRESIDENTE. Ci penso io onorevole Lanzi. Invito i colleghi a prendere posto, per il tempo necessario allo svolgimento della relazione da parte dell'onorevole Lanzi.
LANZI (Sinistra Autonomista), relatrice. Grazie Presidente. La disabilità è stata considerata, fino agli anni '60, un problema di carattere medico-sanitario, da affrontare con gli strumenti messi a disposizione della scienza medica, dallo Stato sociale, per colmare e compensare il divario tra le persone disabili e quelle che disabili non sono. Da allora è maturato lentamente un cambiamento di modello. Oggi la disabilità è ritenuta il frutto di un'organizzazione sociale fondata su una norma che esclude o emargina coloro i quali non aderiscono o non si avvicinano ad essa. Tale cambiamento impone di considerare la disabilità il prodotto dell'interazione tra lo stato di salute della persona e la condizione ambientale in cui vive. Quindi non più solo un problema della persona, ma della società nel suo complesso. Infatti, nel 2001 l'Organizzazione mondiale della sanità ha espresso un approccio radicalmente diverso, basato sulla descrizione dello stato di salute dell'individuo e dell'ambiente in cui vive, nella convinzione che la condizione di salute di ciascuno, interagendo sfavorevolmente con l'ambiente circostante può provocare una disabilità. Lo stesso diritto comparato mostra come il principio di eguaglianza, ancor prima di quello di solidarietà sociale, sia patrimonio di diverse carte costituzionali, o con divieti espliciti di discriminazione, o con la promozione di politiche di protezione e sociale. Le legislazioni nazionali riguardanti i disabili hanno registrato rilevanti evoluzioni negli ultimi decenni, visto e considerato che i 40 Stati, su 189 membri, delle Nazioni Unite hanno oggi al loro attivo una normativa che tutela i diritti dei disabili nel campo del lavoro, dell'istruzione, della fruizione dei servizi pubblici, in relazione all'abbattimento delle barriere architettoniche. La stessa Unione Europea stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. Ha costituito un incentivo, questo, all'approvazione, al livello di legislazioni nazionali, di norme volte a tutelare i disabili da discriminazioni dirette e indirette nel rapporto di lavoro. Manca però, questo è andato in tutta Europa, ma anche nel mondo, il necessario legame che si deve instaurare tra la politica, le istituzioni ed i cittadini disabili. Premessa che ha caratterizzato le due proposte di legge di cui si è discusso in Commissione sanità, per dotare anche la nostra Regione di uno strumento di consultazione. L'evoluzione e lo sviluppo degli interventi adottati ai vari livelli dalle istituzioni regionali, per le politiche sociali a favore dei cittadini, richiedono una nuova e più puntuale partecipazione delle associazioni delle persone con disabilità, sia nel momento in cui gli atti amministrativi o i provvedimenti sono definiti, sia quando è necessario svolgere un intervento che mira all'unitarietà e all'armonizzazione, al coordinamento degli interventi programmati dall'istituzione regionale. Per realizzare infatti tale scopo è necessario che le associazioni dei disabili esprimano le proprie idee, confrontino le proprie proposte con gli amministratori, con gli operatori del settore, indichino alla politica le loro azioni progettuali. Due le proposte di legge quindi da cui la commissione è partita, ma uno il testo che giunge in Aula. Questo anche perché l'obiettivo principale di ambedue le proposte, che vorrei non si perdessero durante la discussione della stessa legge, è quella di dare fondamentalmente voce al mondo che rappresenta la disabilità, quindi uno strumento di garanzia per l'avviamento di una rete di servizi stabili, volti al superamento di quelle condizioni di emarginazione. Il testo terrà conto di tutte le audizioni che si sono svolte in Commissione, dall'audizione dell'Assessore sino a tutte le associazioni e i sindacati che rappresentano il mondo della disabilità. Il titolo della proposta di legge indica da subito che l'intento della Commissione sanità è stata quella di dare una connotazione positiva alla disabilità eliminando il termine "problema" e sostituendolo con istituzione della Consulta. La Consulta istituita presso la presidenza della Giunta regionale è composto dai rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità, è prevista la partecipazione delle aziende sanitarie locali sarde, dal Consiglio delle autonomie locali sarde, dalle istituzioni scolastiche e dall'assessorato al lavoro. La Consulta fornisce un supporto competente e costruttivo al Consiglio e alla Giunta regionale, esprimendo pareri sugli atti di programmazione, sui provvedimenti amministrativi, sulle proposta e disegni di legge, al contempo l'organismo promuove anche iniziative di informazione sull'integrazione sociale, assistenza sanitaria, integrazione scolastica, inserimento lavorativo dei disabili, dà corso ad indagini conoscitive sui problemi della categoria. In definitiva la Consulta, al pari di quanto accade in altre regioni italiane ha il fondamentale compito di proporre e stimolare la realizzazione di tutte le iniziative necessarie volte a garantire il rispetto dei diritti del cittadino disabile, La Consulta, nelle intenzioni dei proponenti, deve dare voce ai cittadini e alle loro famiglie, attenta a recepirne e a sopportarne le istanze rendendosi, per quanto le compete ovviamente, punto di riferimento e di ascolto e di presenza propositiva.
La discussione sulla legge ha evidenziato anche alcuni punti critici relativi in particolare all'articolo 2 sulla composizione della Consulta, nel merito sono emerse posizioni differenti sulla rappresentanza delle associazioni dei disabili all'interno della Consulta, in particolare le associazioni sostengono la necessità di avere dei propri rappresentanti all' interno della Consulta stessa e quindi di designarne. Ma le esigenze, condividendo appunto le esigenze espresse dalle associazioni di cui la Consulta diventa fondamentale strumento di dialogo con le situazioni che rappresentano un'altra parte, cioè la parte politica, ci sembra evidente che sia forse più utile che la Consulta sia effettiva rappresentanza del mondo della disabilità.
Per concludere l'auspicio è che la discussione sulla legge abbia come obiettivo principale quello di dare voce e ruolo ad una parte importante della nostra società evitando una discussione e una divisione sterile piuttosto che valorizzare un percorso importante che è stato avviato dalla Commissione. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lanzi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Senta Presidente, so che lei l'avrà notato sicuramente, però io volevo sottolineare che la presenza dell'assessore Dirindin, trattandosi di un argomento così delicato, forse sarebbe opportuna, tenendo anche conto che senz'altro il tema della disabilità è un tema trasversale che interessa tutto il Governo regionale ma non credo che esclusivamente all'Assessore Mongiu possa farsi carico di affrontare in solitudine questo argomento. Quindi chiederei al Presidente che ci sia la certezza che, quanto meno nel pomeriggio, l'Assessore Dirindin partecipi ai lavori. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris, l'assessore Dirindin sarà qui, puntualissima, alle 16 e 30, la relazione la conosce, non ha potuto essere presente questa mattina ma stasera sarà presente al dibattito e alla conclusione del nostro lavoro. La seduta è tolta, i lavori riprenderanno alle ore 16 e 30, il primo collega iscritto a parlare è l'onorevole Gallus, durante il suo intervento devono essere fatte le prenotazioni per intervenire, se i colleghi devono presentare emendamenti possono farlo fino al voto sul passaggio all'esame degli articoli. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore13 e 20.
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