Seduta n.367 del 28/01/1999 

SEDUTA CCCLXVII

Giovedì 28 Gennaio 1999

Presidenza del Vicepresidente Zucca

La seduta è aperta alle ore 10 e 10.

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 26 gennaio 1999 (363), che è approvato.

CONGEDO

PRESIDENTE. Il consigliere regionale Bruno Montis ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 28 gennaio.

Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri Diana - Obino - Marrocu - Dettori Bruno - La Rosa - Montis:

"Istituzione della riserva naturale "Capo Figari e Figarolo" . (483)

(Pervenuta il 21 gennaio 1999 ed assegnata alla quinta Commissione.)

dal consigliere Diana:

"Norme sulla promozione del consumo dei prodotti agricoli biologici" . (484)

(Pervenuta il 25 gennaio 1999 ed assegnata alla quinta Commissione.)

dal consigliere Pittalis:

"Istituzione dell'assicurazione regionale volontaria per la pensione alle persone casalinghe". (485)

(Pervenuta il 26 gennaio 1999 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dal consigliere Pittalis:

"Indennità regionale a favore dei lavoratori disoccupati inseriti nelle liste di mobilità e disposizioni in materia di previdenza integrativa". (486)

(Pervenuta il 26 gennaio 1999 ed assegnata alla sesta Commissione.)

Discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni in materia di programmazione e finanziamenti per i servizi socio assistenziali" (445)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori per l'esaurimento dell'ordine del giorno. La discussione generale era stata chiusa nella seduta di ieri.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Malauguratamente ho annunciato che si sarebbe potuto votare, però dall'annuncio, a termini di Regolamento, dovrebbero passare comunque venti minuti. A partire dalle 10 e 11, venti minuti significano le 10 e 31, quindi a termini di Regolamento non possiamo procedere alla votazione col sistema elettronico prima delle 10 e 31.

Sospendiamo il Consiglio fino alle ore 10 e 31.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 14, viene ripresa alle ore 10 e 38.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Onorevole Bonesu è anche vigente la richiesta di votazione segreta sul passaggio all'esame degli articoli?

BONESU (P.S. d'Az.). Ovviamente sì, Presidente.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sul passaggio all'esame degli articoli della legge numero 445 "Disposizioni in materia di programmazione e finanziamenti per i servizi socio-assistenziali".

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 43

votanti 43

maggioranza 22

favorevoli 31

contrari 12

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LADU - LIORI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - OPPIA - PITTALIS - SANNA Giacomo - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Si dia lettura del titolo.

SERRENTI, Segretario:

Titolo: disposizioni in materia di programmazione e finanziamenti per i servizi socio-assistenziali. (?)

PRESIDENTE. Al titolo è stato presentato l'emendamento numero 1. Se ne dia lettura.

SERRENTI, Segretario:


PRESIDENTE. Si tratta di una modifica nella dicitura del titolo, e poi l'articolo 01 precede l'articolo 1 del testo originario. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (Progr. Fed.), relatore. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Il Consiglio regionale a luglio approva un programma che riguarda il '98-2000 e questo programma lo si vuol far diventare '99-2001. Un programma è legato a risorse finanziarie, a tempi, eccetera. Che cosa significa che un programma approvato per tre anni viene cambiato in programma per altri tre anni. Effettivamente questo è andare contro la logica della programmazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ho ritenuto opportuno presentare questo emendamento per far conciliare la programmazione regionale con la programmazione comunale.

Siccome all'interno di questo provvedimento sono previsti i piani triennali comunali, per non sfalzare la programmazione regionale da quella comunale è utile fare in modo che abbiano la stessa scadenza nel triennio. Quindi la motivazione è cercare di armonizzare, per quanto è possibile, tutte le programmazioni comunali con quella regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'AZ.). Per chiedere che si proceda con la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento.

Prima votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, sull'emendamento numero 1 al titolo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 32

Votanti 32

Maggioranza 17

Favorevoli 26

Contrari 5

Nulli 1

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BERRIA - BONESU - BUSONERA - CADONI - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - LADU - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARTEDDU - OBINO - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Non essendo stato raggiunto il numero legale i lavori sono aggiornati alle ore 11 e 47.

Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Per chiedere una brevissima Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta sospesa alle ore 10 e 47, viene ripresa alle ore 11 e 48.)

Congedo

PRESIDENTE. La consigliera Maria Teresa Petrini chiede, per la giornata di giovedì 28, un giorno di congedo. Se non ci sono obiezioni la richiesta di congedo si considera accolta.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Comunico le decisioni della Conferenza dei Capigruppo. Si è deciso di proseguire nella mattinata di oggi con l'esame del disegno di legge numero 445, il cui esame è già iniziato, e poi con l'esame del provvedimento numero 415 "Riutilizzo delle risorse provenienti dalle contabilità speciali". Poi aggiorneremo i lavori a lunedì, si tratta di seduta statutaria, mentre martedì saranno reinserite al primo punto all'ordine del giorno le mozioni come richiesto dal Gruppo sardista, poi si continuerà con l'ordine del giorno.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni in materia di programmazione e finanziamenti per i servizi socio assistenziali" (445)

PRESIDENTE. Continuiamo con il disegno di legge numero 445. Il consigliere Bonesu non insiste nella sua richiesta di votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Per chiedere a nome del Gruppo di Forza Italia la votazione a scrutinio segreto.

Seconda votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 1 al titolo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 49

Votanti 48

Astenuti 1

Maggioranza 25

Favorevoli 36

Contrari 12

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BERRIA - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - OPPIA - PIRASTU - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto il consigliere: BIGGIO.)

Si dia lettura dell'articolo 1.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 1

Programma comunale d'intervento

1. Il comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 25 gennaio 1988, n. 4, come già modificato dal comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 10 dicembre 1990, n. 44, è sostituito dai seguenti:

"1. I Comuni, i consorzi volontari e le associazioni di Comuni finalizzate all'attuazione degli interventi della presente legge, predispongono programmi triennali d'intervento in conformità agli indirizzi e alle direttive del piano regionale socio - assistenziale.

1 bis. I Comuni predispongono il primo programma triennale d'intervento entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

1 ter. Il programma triennale d'intervento deve essere verificato e aggiornato entro il 30 novembre di ogni anno, al fine di adeguarlo alle eventuali nuove esigenze e di ricostituirne l'estensione temporale.".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 2.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 2

Informazione e ricerca

1. Dopo il comma 3 dell'articolo 22 della legge regionale n. 4 del 1988, sono aggiunti i seguenti:

"3 bis. Per il conseguimento degli obiettivi di cui ai commi 1 e 3, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, può disporre della collaborazione di istituzioni pubbliche e di organismi privati nonché finanziare studi e ricerche attraverso l'assegnazione di borse di studio per tesi di laurea o di diploma universitario attinenti alle materie di cui alla legge regionale n. 4 del 1988.

3 ter. La Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale può stipulare convenzioni di collaborazione e consulenze finalizzate alla predisposizione, all'aggiornamento annuale e alla realizzazione del piano regionale socio - assistenziale nonché alla diffusione dei suoi contenuti.".

2. Gli oneri per l'attuazione del comma 1 sono valutati in lire 200.000.000 annue (cap. 12001/06).

PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Schirru per illustrare gli emendamenti.

SCHIRRU (Progr. Fed.). Brevemente per dire che si tratta di una nota di specificazione a quanto già previsto all'articolo 22, dove si prevede un'attività di informazione, ricerca e studio. Però si ritiene opportuno, per dare concretezza e stabilità a quelle attività, prevedere proprio l'istituzione dell'osservatorio, in modo da organizzare, a livello di struttura assessoriale, l'attività in modo continua e stabile.

Pertanto è stata prevista l'istituzione dell'osservatorio con quei compiti di studio, ricerca, informazioni e soprattutto assistenza tecnica di cui oggi hanno estremamente bisogno sia gli enti pubblici che gli enti privati che operano nel settore.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (Progr. Fed.)., relatore. Accoglie l'8, il 9 e il 12.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Conforme.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 2 Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero8. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 3

Sussidi e servizi a favore

di particolari categorie di cittadini

1. Sono trasferite ai Comuni le funzioni amministrative concernenti la concessione e l'erogazione dei sussidi in favore dei talassemici, degli emofilici e dei linfopatici maligni di cui agli articoli 1, 6 e 7 della legge regionale 25 novembre 1983, n. 27.

2. Sono trasferite ai Comuni le funzioni amministrative concernenti la concessione e l'erogazione dei sussidi in favore dei nefropatici di cui agli articoli 1 e 2 della legge regionale 8 maggio 1985, n. 11, come modificata dalle leggi regionali 25 luglio 1990, n. 30 e 14 settembre 1994, n. 43.

3. Sono trasferite ai Comuni le funzioni amministrative concernenti la concessione e l'erogazione dei sussidi di cui all'articolo 11 della legge regionale 27 agosto 1992, n. 15, come sostituito dall'articolo 8 della legge regionale 30 maggio 1997, n. 20.

4. Per gli anni 1999 e 2000 le risorse necessarie al pagamento dei sussidi di cui ai commi 1, 2 e 3 sono assegnate ai Comuni con vincolo di destinazione in misura non superiore a quella prevista per l'anno 1997.

5. Per gli anni successivi l'importo è aggiornato con cadenza triennale, sulla base delle occorrenze accertate e certificate al 30 ottobre dell'ultimo anno del vigente triennio del bilancio pluriennale 1998 - 1999 e 2000.

6. L'erogazione dei finanziamenti è disposta con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di enti locali, secondo i tempi e le modalità indicate dall'articolo 6 della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, e successive modificazioni.

7. Con le modalità di cui ai commi 4, 5 e 6, sono quantificate e trasferite ai Comuni le risorse necessarie per:

I. il rimborso delle spese per il trasporto di soggetti handicappati di cui all'articolo 92 della legge regionale 28 maggio 1985, n. 12, e successive modificazioni;

II. il pagamento delle rette di ricovero per l'assistenza residenziale a soggetti handicappati già di competenza delle aziende USL, trasferite ai Comuni a seguito della revisione di trattamenti riabilitativi precedentemente in atto;

III. il pagamento delle rette di ricovero a favore delle persone affette da patologie psichiatriche di cui all'articolo 14 della legge regionale 30 maggio 1997, n. 20, nonché di quelle dimesse dagli ospedali psichiatrici al termine dei processi riabilitativi in atto.

8. La Regione determina gli indirizzi e i parametri in base ai quali devono essere svolte le funzioni trasferite al fine di assicurare l'efficacia, l'efficienza e l'economicità dell'impiego dei fondi erogati.

9. I Comuni, attraverso il programma d'intervento e la rendicontazione annuale dell'attività svolta, danno conto degli obiettivi programmati, degli interventi realizzati e delle spese sostenute sulle funzioni e le materie trasferite.

PRESIDENTE. All'articolo 3 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:


PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE.Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (Progr. Fed.), relatore. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 4

Attività socio - assistenziali

già attribuite alla soppressa ONMI

1. Per gli anni 1999 e 2000 le risorse necessarie alle Province per lo svolgimento delle attività socio - assistenziali già attribuite alla soppressa ONMI sono assegnate alle stesse Province con vincolo di destinazione nella misura prevista per l'anno 1997.

2. Per gli anni successivi l'importo è aggiornato con cadenza triennale, sulla base delle occorrenze accertate e certificate al 30 ottobre dell'ultimo anno del vigente triennio del bilancio pluriennale 1998-1999 e 2000.

3. L'erogazione dei finanziamenti è disposta con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di enti locali, secondo i tempi e le modalità indicate dall'articolo 6 della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, e successive modificazioni.

4. Le Province inviano annualmente alla Regione apposita relazione contenente una rendicontazione delle attività svolte e degli interventi realizzati in rapporto agli obiettivi programmati.

PRESIDENTE. All'articolo 4 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:


PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'assessore dell'igene e sanita e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (Progr. Fed.), relatore. Si accoglie

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3 all'articolo 4.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 50

Votanti 50

Maggioranza 26

Favorevoli 34

Contrari 16

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 5

Contributi ai Comuni per il convenzionamento di operatori sociali

1. I Comuni che nell'anno 1992 e negli anni 1996 e 1997 non abbiano beneficiato in tutto o in parte dei contributi di cui all'articolo 55 della legge regionale n. 4 del 1988, possono richiedere all'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, per l'anno 1998, la concessione di contributi per la stipula di convenzioni o per l'assunzione di operatori sociali.

2. L'onere derivante dall'applicazione del presente articolo, valutato in lire 300.000.000, fa carico allo stanziamento iscritto in conto del capitolo 12001/01 e a partire dall'anno 1999 confluisce nel fondo di cui alla lettera c), dell'articolo 1 della legge regionale n. 25 del 1993.

3. A decorrere dall'anno 2000 i Comuni che abbiano beneficiato, in tutto o in parte per almeno cinque anni, anche non consecutivi, del contributo per il convenzionamento di operatori sociali di cui all'articolo 55 della legge regionale n. 4 del 1988 e non abbiano provveduto ad assumere nel proprio organico le figure di coordinamento e/o il personale occorrente per l'esercizio delle funzioni socio - assistenziali cessano dal diritto a tale contributo con corrispondente riduzione del finanziamento attribuito ai sensi della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25 e successive modificazioni.

4. Per i Comuni che si vengono a trovare nella condizione di cui al comma 3 gli oneri relativi alla prosecuzione delle convenzioni con gli operatori sociali sono posti a totale carico dei bilanci comunali.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, per illustrare l'emendamento.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si dà per illustrato. Intervengo solo per proporre un emendamento orale: al comma due anziché "confluisce nel fondo" credo che sia più corretto scrivere "fa carico al fondo".

PRESIDENTE. E' un emendamento di natura meramente linguistica che può essere accolto.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (Progr.Fed.), relatore. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Vorrei intervenire sul comma tre dell'articolo 5 e sull'emendamento numero 4, per la parte in cui intervenire a modifica di detto comma.

La disposizione alla quale ho fatto riferimento prevede che con decorrenza dall'anno 2000 i comuni che abbiano beneficiato dei contributi anche in maniera non consecutiva per almeno 5 anni e, che non abbiano provveduto ad assumere nel proprio organico, e quindi ad assumere quali dipendenti con contratto a tempo indeterminato il personale occorrente per le funzioni socio-assistenziali, perdano il diritto ad ottenere il contributo. Così perlomeno mi pare di capire, Assessore.

Allora io chiedo, ed è questa la mia perplessità, se è vero che molti comuni, che hanno evidentemente problemi di bilancio, non possono provvedere all'assunzione di queste figure perché devono contribuire per il 20 per cento dell'importo del costo e quindi della contribuzione con risorse proprie. Quindi, la maggior parte dei comuni che hanno problemi di bilancio e noi sappiamo che in Sardegna lo sono quasi tutti, soprattutto quelli piccoli, non hanno provveduto alle assunzioni proprio perché con il sistema del convenzionamento trasferiscono agli operatori socio assistenziali le somme che la Regione mette a disposizione a titolo di contributo. Cioè, la Regione trasferisce l'80 per cento e loro convenzionano per l'80 per cento nei confronti di questi operatori. L'Assessore mi conferma che avviene così.

Allora, mi chiedo: se i comuni non possono e non assumono perché non hanno i mezzi e le risorse necessarie per trasformare un rapporto di convenzionamento in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, com'è possibile che perdano i contributi? Mi sembra un qualcosa che penalizza i comuni che di per sé sono già in condizioni di difficoltà per la modestia delle risorse e per la modestia dell'organizzazione che riescono a darsi in questo modo.

Allora, io ho visto l'emendamento della Giunta che differisce di un anno il decorso del provvedimento inserito nel comma tre; però io mi chiedo se è una cosa sostanzialmente giusta, e se non è meglio, in attesa di dare ai comuni la possibilità di regolarizzarsi secondo la previsione, addirittura prevedere un termine più ampio o addirittura, Assessore, lasciare le cose come stanno, perché io non credo che i comuni non assumano perché non vogliono assumere, non assumono perché non possono. Se poi gli togliamo anche i contributi come la fanno l'assistenza socio-sanitaria?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Schirru. Ne ha facoltà.

SCHIRRU (Progr. Fed.). Intanto voglio dire che l'articolo 5 è un provvedimento molto atteso dagli operatori sociali, che da anni sono impegnati nei comuni con un sistema di contratto di convenzione, spesso rinnovato di sei mesi in sei mesi e quindi, vivono in una forma di preoccupazione e di non sicurezza, non solo per la perdita del posto di lavoro ma anche perché difficilmente si riesce ad attivare programmi e attività stabili nel tempo.

Quindi, il contenuto di questo articolo è molto importante e bene si fa anche ad affermare il principio che la Regione incentiva i comuni e li richiama a fare delle scelte ben precise, in questo campo, così come si fa in altri settori, dotandosi delle figure necessarie per portare avanti programmi e progetti secondo i piani socio assistenziali.


Però, anch'io nutro una preoccupazione soprattutto per l'ultima parte del comma 3, dove si afferma che comunque i comuni che non riescono ad assumere e a prevedere nei propri organici l'assunzione dell'operatore cessano di avere il contributo. Anch'io riflettevo già da qualche mese come tutto questo si concilia con questa forte esigenza che è dramma che vivono i comuni, soprattutto i comuni più piccoli, dove a volte non hanno proprio la possibilità di prevedere nel proprio organico altre figure professionali, e in particolar modo quelle figure come assistenti sociali o pedagogisti che hanno un livello anche professionale di qualifica superiore. Spesso c'è questa difficoltà nonostante impongano anche tasse o altri provvedimenti per avere le risorse finanziarie, non riescono ad avere questo personale nei propri organici.

La mia preoccupazione è questa: che quel principio così forte venga poi snaturato dal fatto che comunque quei piccoli comuni che non hanno questa possibilità, che non hanno né la possibilità di inserire quella figura nella pianta organica né le risorse finanziarie per poter addirittura continuare ad attivare rapporti di convenzione, si rischi di affidare questo compito così complesso come la gestione dei servizi sociali ad operatori - così come prevede la legge numero 127, la legge nazionale sulla semplificazione amministrativa e sulla determinazione delle competenze e funzioni delle autonomie locali - che questa attività, ripeto, alla fine venga messa in mano, quando va bene in mano al segretario comunale, quando va male magari al ragioniere che magari è l'unica figura di quella qualifica capace, in quel comune, di poter gestire quei servizi. Il rischio ancora più forte sarebbe che l'amministratore non potendo avere questa figura nel proprio organico, nel proprio comune, affidi la gestione di questi servizi addirittura all'assessore di turno; tutto questo però snaturando anche quel principio che ormai deve caratterizzare tutte le pubbliche amministrazioni della distinzione delle funzioni, distinguere le funzioni politiche di indirizzo da quelle gestionali.

Ripeto, io voglio esprimere questa preoccupazione perché intravedo anche l'annullamento di quella volontà politica forte che con questo articolo si vuole manifestare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (Progr. Fed.). Molto sinteticamente, colleghi e signor Presidente; la questione che ha posto or ora la collega Schirru è una delle riflessioni che noi abbiamo fatto in Commissione Sanità durante la discussione del piano socio-assistenziale, cui poi dirò molto sinteticamente. Durante la discussione abbiamo anche fatto una ricognizione delle situazioni reali nei comuni, e bisogna dire che situazioni in cui i comuni non abbiano pianta organica gli assistenti sociali sono veramente molto pochi. Per cui io credo che da parte dei legislatori sia importante, così come quando andiamo a dire nella nostra programmazione che è fondamentale per i comuni la programmazione dei servizi sociali per la ricaduta nel territorio, credo che sia anche necessario che noi facciamo diventare cogenti alcuni dei nostri indirizzi.

Per cui in Commissione avevamo ritenuto opportuno che i comuni fossero chiamati ad ottemperare a ciò, proprio prevedendo che assumessero in pianta organica le figure che tutti i comuni hanno già nella pianta organica, e molti di questi in cui è ancora assente hanno già bandito i concorsi che devono sostanzialmente attivare. Per questo motivo la Regione interviene con un contributo pari all'80 per cento aggiuntivo al finanziamento che viene erogato, per fare in modo che vi sia una stabilizzazione di questa figura.

Credo che gli enti locali debbano iniziare anche a fare delle scelte, fare delle scelte è importante ed è fondamentale soprattutto quando queste scelte negli enti locali non sono mai andate, in alcuni comuni naturalmente non è questo estensivo a tutti, nella scelta di stabilizzare le figure sociali. Credo anche che, se ricordiamo quanto scritto nel piano socio-assistenziale nel paragrafo 93, noi abbiamo anche previsto - per cui chiedo all'Assessore che interverrà dopo se non sarà possibile fare un'estensione anche per la figura dell'assistente sociale, tra virgolette, stabile - abbiamo anche previsto perché proprio abbiamo una complessività dei fenomeni sociali, i comuni che si consorzino, perché vogliamo anche far in modo che vi sia un consorzio dei comuni, possano prevedere nei loro programmi un equipe di operatori sociali che possano di volta in volta rispondere a quella complessività dei problemi ed anche della preparazione dei progetti e dei programmi per il piano socio-assistenziale comunale e che faccia sì che vi sia un risparmio reale di risorse. Nel paragrafo 93 per quanto riguarda gli operatori, nell'introduzione, è molto chiaro bisognerebbe anche capire se i comuni con un numero di abitanti molto basso, al di sotto di mille abitanti, possano ad esempio consorziare, questo però è un problema che noi non avevamo risolto perché piuttosto complesso e neanche l'Assessorato, consorziare, che so, l'assistente sociale che risulti in pianta organica di un comune ma che possa contemporaneamente prestare servizio anche presso altri comuni. Un punto interrogativo che probabilmente è necessario di una legislazione più ampia, ma io credo che l'indirizzo che il Consiglio regionale ha dato approvando il piano socio-assistenziale, sia quello invece di andare a stabilizzare almeno la figura dell'assistente sociale in tutti i comuni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Signor Presidente e signor Assessore, anch'io voglio brevemente intervenire forse in modo ancora più breve dei colleghi che mi hanno preceduto, per sottolineare che, pur essendo lo spirito della proposta abbastanza lodevole perché tende alla stabilizzazione di una delle figure importanti e vitali per l'assistenza, tuttavia le difficoltà finanziarie dei comuni che si troverebbero ad un esborso del 20 per cento rispetto alle attuali possibilità credo che metta e possa mettere in ginocchio moltissimi di quei comuni, soprattutto i più piccoli, che si trovano a dibattersi con un bilancio sempre più magro.

Quindi pur apprezzando lo spirito della proposta, io chiedo se è possibile che questi provvedimenti abbiano la possibilità di essere meno drastici e di lasciare in capo alle autonomie locali la possibilità di gestire queste possibilità di convenzionamento, o perlomeno che vengano stabiliti dei tempi un po' più lunghi.

Questo diciamo è il suggerimento che intendo proporre, perché effettivamente ci sarebbero molte preoccupazioni, tanto più che i comuni in particolare, vorrebbero davvero avere queste figure degli assistenti sociali in modo stabile, però le difficoltà finanziarie purtroppo non gli consentono di farlo. Quindi, io chiederei che questo provvedimento fosse meno drastico e non fissasse dei limiti così perentori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Franca Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI (Progr. Fed.). Signor Presidente, premetto che sono d'accordo sui contenuti dell'emendamento numero 4, presentato dalla Giunta, di proroga di alcuni termini. Volevo svolgere solo brevi considerazioni in ordine alla reale possibilità per alcuni comuni di dotarsi in pianta stabile di queste figure. Non tanto per la indisponibilità o l'impellenza di fondi, ma perché sulla base delle leggi finanziarie nazionali i comuni hanno l'obbligo naturalmente di non superare come spesa per il personale certi limiti percentuali rispetto alle entrate correnti che ogni anno la stessa amministrazione comunale realizza. In più la legge finanziaria, sia quella che riguarda il 1998, che quella del 1999 e del 2000, comportano anche l'obbligo per gli enti locali di una riduzione delle spese per il personale, cosa che molto difficilmente si è potuta realizzare. E` evidente che un qualunque comune della Sardegna, dovendo privilegiare una figura professionale da inserire nella pianta organica, privilegierà quelle figure che consentiranno non soltanto di spendere molte risorse ma anche di favorire l'introito di nuove risorse, e per esempio, da questo punto di vista, è molto importante che ciascun comune abbia l'ufficio tributi. Allora, per quel che riguarda le mie valutazioni, ben vengano queste proroghe perché potrebbero consentire a molti enti locali di andare con una figura, una professionalità specifica che riordini la materia delle entrate locali, potrebbe andare a reperire ulteriori risorse che potrebbero consentire effettivamente la stabilizzazione della figura dell'assistente sociale o di altri operatori sociali, ma potrebbe reperire proprio tutte quelle risorse che consentano anche di fare tutti quei risparmi che la legge finanziaria nazionale prevede obbligatoriamente.

Un solo dato, l'indice di spesa per il personale, per esempio, per un comune normale della Sardegna sfiora il 49 per cento quando il limite è il 50 per cento per legge. La percentuale ottimale sarebbe invece intorno al 40 o al 41 per cento, cosa che ben pochi comuni d'Italia hanno finora realizzato, ma l'hanno realizzato soltanto quei comuni che possono dimostrare una grande capacità di reperire entrate perché hanno naturalmente gli uffici tributi che funzionano perfettamente. Quindi, svolte queste considerazioni, mi dichiaro assolutamente d'accordo, anzi ringrazio l'Assessore per aver presentato questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (A.N.). Signor Presidente, non conosco il testo dell'emendamento, ma se si limitasse unicamente a prorogare rimangono in piedi tutti i temi che sono stati svolti fino adesso.

Io credo che non sia unicamente un problema di stabilizzazione del posto di lavoro di quei dipendenti che i comuni hanno a convenzione; credo anche che rimanga in piedi un aspetto doppio. Uno, che questa norma in qualche misura va ad invadere la sfera dell'autonomia, della potestà di autonomia dei comuni verso i quali stiamo, come dire, suggerendo una sorta di ricatto legittimo "o tu assumi il personale di cui hai necessità all'interno delle piante organiche viceversa io non ti do più i contributi". Per cui i comuni non si troverebbero più a poter esercitare la loro autonomia, questa è una norma che restringe l'autonomia dei comuni.

Dall'altro, io volevo invece svolgere molto brevemente anche un'altra considerazione che va contro le considerazioni che ho sentito. Se è vero che da un lato vi è la necessità di dotare i comuni dei servizi, che differenza fa per l'utenza avere un'assistente sociale, una pedagogista a convenzione o in pianta organica? Perché io credo che abbiamo anche il dovere di porci in relazione ai servizi che la pubblica amministrazione deve erogare, sulla qualità del servizio vista dal punto di vista per quanto attiene l'organizzazione per l'utente, primo.

Secondo, credo che noi dobbiamo andare ad un sistema anche di flessibilità nell'ambito del personale di cui sono dotate le pubbliche amministrazioni. Voglio dire che non è indifferente che una amministrazione trovi in pianta organica un bravissimo assistente sociale, ovvero che trovi in pianta organica un assistente sociale incapace.

Il sistema delle convenzioni che potrà avere mille difetti tra cui quello della precarietà, io non vedo precarietà perché io credo che un professionista iscritto, titolare di una partita iva, non abbia precarietà, sennò io faccio l'Avvocato e sono un precario, io non sono precario, io ho la mia partita iva, offro il mio servizio al comune così come lo offro al cittadino, per cui non esiste il problema della precarietà. Esiste invece un problema di flessibilità e di adeguamento e quindi anche di libertà delle pubbliche amministrazioni; io posso plasmare ed organizzare i miei servizi sociali a seconda del piano socio - assistenziale che programmo. In alcuni anni posso avere l'emergenza delle tossicodipendenze che sono prevalenti rispetto al problema anziani, e posso plasmare il mio ufficio attraverso dei professionisti che sappiano affrontare quella tematica, mentre alcuni anni dopo potrei avere emergenze invece minori, per cui anche in quel caso col sistema delle convenzioni avrei una struttura flessibile che mi consente di affrontare di volta in volta le tematiche che io debbo affrontare, però questo sarà tema dei prossimi anni. In America quando si cambia il Presidente degli Stati Uniti si cambiano quaranta mila dipendenti proprio perché ogni amministrazione ha degli obiettivi da conseguire, molto spesso la struttura burocratica rigida impedisce il conseguimento di obiettivi che, al contrario, invece una struttura burocratica più flessibile consente di raggiungere.

Io chiedo se su questo tema non valga la pena di sospendere anche magari l'articolo, per vedere se realmente gli obiettivi che vogliamo conseguire sono degli obiettivi realmente utili o se al contrario invece forse non convenga riflettere un momento su questo argomento, sentiamo la replica dell'Assessore e poi decidiamo se sospenderlo un attimo e rifletterci un momento. Perché magari poi facciamo una scelta che potrebbe essere contraria agli interessi generali.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io ringrazio il collega Balletto che ha sollevato un problema che per le politiche sociali è davvero importante. Diciamo che questo articolo sta perpetuando una ingiustizia da parecchi anni, cioè se noi oggi stessimo stabilendo una data, io comprendo le perplessità del collega Balletto. Noi stiamo prorogando dal 1988, perché erano previsti 4 anni perché i comuni adeguassero le proprie piante organiche alle figure professionali necessarie nei servizi sociali, allora noi abbiamo l'80 per cento, anzi dovrei dire il 90 per cento dei comuni che si sono dotati in pianta organica di queste figure professionali. Oltre il 90 per cento! Ora, c'è poca credibilità anche dell'istituzione del Consiglio regionale, io dico della Regione, se fa una legge e dice che è obbligatoria l'assunzione, poi spiego anche le ragioni perché l'intervento del collega Locci ha sollevato anche altri problemi. E` poco credibile l'istituzione che ogni anno deve prorogare e dare la possibilità ai comuni di poter immettere nella propria pianta organica delle figure professionali che sono, tra virgolette, del tutto particolari. La legge numero 4 prevedeva l'obbligatorietà dell'emissione in ruolo di questo personale; io condivido ancora lo spirito della legge numero 4, perché mentre comprendo il rapporto di convenzione con il ragioniere e con il tecnico, signori noi stiamo parlando di figure professionali che devono conoscere a meraviglia lo stato sociale di quel paese, non è pensabile che ogni amministrazione cambi l'assistente sociale - per fare un esempio - che deve ricominciare la conoscenza di un territorio, di un paese; se vogliamo incidere davvero nel sociale se c'è una figura che deve essere in pianta stabile deve essere proprio quella dell'assistente sociale, mentre cambierei il ragioniere, che deve fare soltanto dei conti o cambierei al limite il geometra comunale, ma non una figura come quella dell'assistente sociale che deve trattare gli aspetti umani, gli aspetti sociali di un paese.

Quindi, se vogliamo - questo è un indirizzo credo che il Consiglio regionale deve dare - non perpetuare un'ingiustizia nei confronti di tutti quei comuni, del 90 per cento dei comuni, che hanno assunto queste figure professionali e, se vogliamo davvero fare una nuova politica sociale all'interno dei comuni dando anche quella sicurezza; perché guardate il ruolo dell'assistente sociale deve avere quell'autonomia e quella sicurezza al di là delle amministrazioni comunali, perché altrimenti i contributi che vengono dati chiaramente sono condizionati dal fatto che ti rinnovo o non ti rinnovo la convenzione che c'è in atto. Quindi, se vogliamo che la politica anche in questo settore faccia alcune passi indietro, io credo che i comuni siano obbligati e debbano essere obbligati a fare in modo che queste figure siano assunte in pianta stabile.

Poi, comprendo quanto ha detto l'onorevole Balletto, che ha detto anche l'onorevole Tunis ed anche altri colleghi hanno detto delle risorse non sufficienti. Però, vorrei ricordare anche un'altra cosa: forse è il primo caso nella storia della nostra autonomia, che una legge regionale, la numero 4 del 1988, ha previsto non soltanto il trasferimento delle competenze ma ha previsto anche il trasferimento delle risorse, quindi è la prima volta che capita nella storia, e sto parlando di una legge del 1988, che i comuni non sono stati oberati di nuove competenze senza poter dare la possibilità di fare le politiche sociali. Quindi io rimango fermo nella validità dell'emendamento, perchè sono convinto che una nuova mentalità, una nuova cultura deve crescere nei nostri comuni e che figure particolarmente delicate come quelle degli assistenti sociali, non possono essere soggette, non che capiti ma potrebbe capitare, a ricatti degli amministratori, degli assessori per i contributi e tutto quanto deve essere fatto.

Mi auguro che questo non sia necessario e che veramente questa sia l'ultima proroga, noi abbiamo già dato 6 proroghe ai comuni, perchè non dobbiamo permettere a tutti di rispettare la legge? Perchè l'80 - 90 per cento dei comuni hanno rispettato una legge del Consiglio regionale e noi ogni hanno siamo costretti? E non è per carenza di soldi! Guardate che i comuni che hanno voglia di occuparsi delle politiche sociali, hanno assunto nella pianta organica, non è mancanza di soldi, credo che sia proprio una mancanza di cultura che dobbiamo cercare di diffondere su tutto il territorio della nostra regione.

Quindi, ritengo - ripeto - se ci dovessero essere ancora delle eccezioni, lo vedremo nella finanziaria, come abbiamo prorogato ogni anno, però costringiamo davvero i comuni a fare in modo che le politiche sociali assumano una veste uniforme su tutto il territorio regionale, e tutti i sindaci e gli amministratori comunali siano messi nelle stesse condizioni. Non possiamo avere una regione a pelle di leopardo, con comuni che hanno rispettato le norme e altri che sperano sempre che il Consiglio regionale proroghi anno dopo anno, e abbiamo prorogato per ben 7 volte l'assunzione. Quindi, per questi motivi invito il Consiglio regionale a mantenere e ad approvare questo emendamento, perchè siamo cresciuti tanto nelle politiche sociali, i comuni hanno fatto davvero grandissimi sforzi, però credo che questo contribuisca a fare in modo che davvero su tutto il territorio regionale vi sia un'uniformità d'interventi e anche d'intenti.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura l'articolo 6.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 6

Autorizzazione al funzionamento
delle strutture socio - assistenziali

1. Per l'anno 1999 si prescinde dall'autorizzazione al funzionamento delle strutture socio - assistenziali di cui all'articolo 41 della legge regionale n. 4 del 1988, purché tali strutture risultino attivate da almeno un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge e sia dimostrata, mediante attestazione dell'Assessorato regionale competente in materia di assistenza sociale, l'avvenuta presentazione della domanda e della prescritta documentazione.

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda parlare sull'articolo 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura l'articolo 7.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 7

Interventi per l'adeguamento delle strutture socio - assistenziali agli standard del piano socio - assistenziale e del regolamento di attuazione della legge regionale n. 4 del 1988

1. A partire dal 1999 e fatti salvi gli interventi già inseriti nei programmi pluriennali approvati, a valere sul capitolo 12001/02 del bilancio regionale, possono essere finanziati anche gli interventi di adeguamento, ammodernamento e ristrutturazione delle strutture socio - assistenziali già in funzione per il rispetto degli standard fissati dal piano socio - assistenziale e dal regolamento di attuazione della legge regionale n. 4 approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale 14 febbraio 1989, n. 12.

2. Per le finalità di cui al comma 1 e sulla base delle risorse finanziarie disponibili e non programmate, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, delibera il piano di ripartizione dei contributi da erogare ai comuni e alle istituzioni private iscritte al registro regionale di cui all'articolo 42 della legge regionale n. 4 del 1988 a' termini dell'articolo 47 della medesima legge regionale.

3. Il riparto dei finanziamenti, con riferimento alle disponibilità di bilancio come definite dal comma 2, avverrà nella misura del 60 per cento dello stanziamento annuale a favore dei Comuni, e del restante 40 per cento a favore delle istituzioni private iscritte al registro regionale di cui all'articolo 42 della legge regionale n. 4 del 1988, tenute presenti in particolare le prescrizioni di adeguamento disposte dagli enti competenti.

4. L'erogazione del contributo non può superare l'80 per cento della spesa ammissibile ed è subordinato alla presentazione della certificazione finanziaria e patrimoniale dell'ente richiedente.

5. La concessione del contributo alle istituzioni private iscritte al registro regionale di cui all'articolo 42 della legge regionale n. 4 del 1988 è concesso alle seguenti condizioni:

I. che le stesse siano convenzionate con almeno un Comune da non meno di cinque anni o che assumano e dichiarino l'impegno a convenzionarsi con i Comuni riservando a questo fine il 50 per cento della loro capienza per i cinque anni successivi alla concessione del citato contributo;

II. che deliberino il vincolo di destinazione d'uso della struttura di venti anni per finalità socio - assistenziali.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:


PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si dà per illustrato.

Presidente. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

Cucca (Progr. Fed.), relatore. Lo spirito dell'emendamento è quello d'inserire il volontariato che ci è sfuggito nella legge, quindi si accoglie.

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo numero 8.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 8

Contributi per l'adattamento

dei mezzi di locomozione

1. Il comma 4 dell'articolo 32 della legge regionale n. 4 del 1988 è sostituito dal seguente:

"4. Il limite di reddito di cui al comma 3 può essere adeguato in correlazione con l'aumento del costo della vita rilevato dagli indici ISTAT, mediante deliberazione della Giunta regionale.".

PRESIDENTE. Poichè nessuno chiede di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo numero 9.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 9

Contributi in favore dei comuni e delle Aziende USL per il trasporto degli handicappati

1. Il contributo giornaliero pro - capite previsto dall'articolo 92 della legge regionale 2 maggio 1985, n. 12, e successive modifiche e integrazioni, è elevato per l'anno 1998 a lire 13.000.

2. Il contributo così come aggiornato dal comma 1 è concesso altresì alle Aziende USL che provvedono al trasporto degli handicappati dalla propria abitazione ai centri pubblici di riabilitazione.

3. La maggiore spesa per l'aggiornamento del contributo di cui ai commi 1 e 2 è valutata in lire 500.000.000 annue (cap. 12001/01).

4. Per gli anni successivi l'importo del contributo può essere aggiornato in correlazione con l'andamento del costo della vita rilevato dagli indici ISTAT mediante deliberazione della Giunta regionale.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 6 che è stato ritirato, ma rimane in vigore l'articolo emendamento sostituivo parziale numero 13. Se ne dia lettura.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità per illustrare l'emendamento numero 13.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (Progr.Fed.), relatore.Lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Faccio notare che se al primo comma è stato sostituito l'anno 1998 con l'anno 1999, probabilmente bisognerà adeguare anche nel comma 3 la previsione della spesa con riferimento all'anno 1999.

PRESIDENTE. E` una precisazione di natura contabile che io non sono in grado di fornire. Chiedo agli Assessori competenti di dare una risposta all'interrogativo.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sarà adeguato.

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 10.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 10

Provvedimenti urgenti e inderogabili

1. Per esigenze di particolare urgenza e inderogabilità quali l'affidamento di minori e di anziani disposte dai giudici o altre gravi emergenze documentate dai comuni, nonché per eventuali sopraggiunte esigenze derivanti da nuovi compiti trasferiti ai comuni con le presenti disposizioni, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, è autorizzata ad erogare finanziamenti straordinari ai comuni.

2. Gli oneri per l'attuazione del comma 1 sono valutati in lire 1.000.000.000 annue (cap. 12001/01).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 7, che è stato ritirato, e l'emendamento numero 14. Si dia lettura dell'emendamento numero 14.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:


PRESIDENTE. Per illustrare questo emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Questa è l'unica competenza che viene tenuta presso l'Assessorato perché tantissimi comuni si trovano in difficoltà quando vi sono delle ordinanze da parte del Tribunale per i minori. Non è pensabile che un piccolo comune che si trova nelle condizioni di dover ricoverare in un istituto tre ragazzi, per cui si spendono, diciamo, 200 milioni, che sarebbe tutto il bilancio del comune. Quindi abbiamo tenuto un capitolo presso l'Assessorato perchè altrimenti questi piccoli comuni in modo particolare, avrebbero dovuto affrontare delle spese non sopportabili da parte degli enti locali.

Presidente. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore

CUCCA (Progr.Fed.), relatore. Lo accoglie.

PRESIDENTE.Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 11.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 11

Copertura finanziaria

1. I nuovi e maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, valutati in lire 37.377.000.000, a decorrere dall'anno 1999 fanno carico ai sottocitati capitoli del bilancio della Regione per gli anni 1998/2000 e ai capitoli corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.

2. Nel bilancio della Regione per l'anno 1998 e per gli anni 1998/2000 sono introdotto le seguenti variazioni:

In diminuzione:

12 - IGIENE E SANITA'

Cap. 12001/01-

Fondo regionale per i servizi socio-assistenziali e per il finanziamento dei progetti-obiettivo - quota risorse regionali (artt. 20 e 46, L.R. 25 gennaio 1988 n. 4, art. 104, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 65, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 2, L.R. 28 settembre 1990, n. 43, L.R. 27 agosto 1992, n. 15, L.R. 1 giugno 1993, n. 25, L.R. 14 settembre 1993, n. 43, art. 11, comma 1, L.R. 26 aprile 1994, n. 27, art. 57, commi 4 e 5, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, artt. 69 e 70, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 42, L.R. 15 aprile 1998, n. 11)

1998 lire --------

1999 lire 33.177.000.000

2000 lire 33.177.000.000

Cap. 12001/07 -

Contributi ai comuni per gli oneri di ricovero presso strutture socio-assistenziali di utenti dimessi dai centri di riabilitazione (art. 56, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 68, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9)

1998 lire --------

1999 lire 3.700.000.000

2000 lire 3.700.000.000

In aumento:

04 - ENTI LOCALI

Cap. 04020 -

Fondo per le spese correnti relative ai servizi socio - assistenziali, del diritto allo studio e per lo sviluppo dello sport (L.R. 1° giugno 1993, n. 25, L.R. 9 giugno 1993, n. 26, art. 75, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 5, comma 2, della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 300.000.000

2000 lire 300.000.000

Cap. 04020/02 - (N.I.) - 2.1.1.5.2.2.08.07 (05.01)

Finanziamenti ai comuni per l'erogazione di provvidenze a favore dei talassemici, dei linfopatici ed emofilici e dei nefropatici; per il trasporto di handicappati, per rette di ricovero ed erogazione dei sussidi a persone affette da patologie psichiatriche di cui all'articolo 11 della legge regionale 27 agosto 1992, n. 15, come sostituito dall'articolo 8 della legge regionale 30 maggio 1997, n. 20 (artt. 3, commi 1, 2, 3 e 9, comma 1, della presente legge)

1998 lire ---------

1999 lire 33.100.000.000

2000 lire 33.100.000.000

Cap. 04020/03 - (N.I.) - 2.1.1.5.3.2.08.07 (05.01)

Finanziamenti alle province per lo svolgimento delle attività socio - assistenziali (art. 4 della presente legge)

1998 lire ----------

1999 lire 1.877.000.000

2000 lire 1.877.000.000

12 - IGIENE E SANITA'

Cap. 12001/01 -

Fondo regionale per i servizi socio-assistenziali e per il finanziamento dei progetti-obiettivo - quota risorse regionali (artt. 20 e 46, L.R. 25 gennaio 1988 n. 4, art. 104, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 65, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 2, L.R. 28 settembre 1990, n. 43, L.R. 27 agosto 1992, n. 15, L.R. 1 giugno 1993, n. 25, L.R. 14 settembre 1993, n. 43, art. 11, comma 1, L.R. 26 aprile 1994, n. 27, art. 57, commi 4 e 5, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, artt. 69 e 70, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 42, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e artt. 9 e 10 della presente legge)

1998 lire --------

1999 lire 1.500.000.000

2000 lire 1.500.000.000

Cap. 12001/06 -

Spese per la rilevazione e l'elaborazione di dati sull'attività dei servizi socio - assistenziali nonché per studi e ricerche sulle cause che determinano situazioni di bisogno e di emarginazione sociale (art. 22, L.R. 25 gennaio 1988, n. 4, art. 65, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 2, L.R. 28 settembre 1990, n. 43 e art. 57, comma 9, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 2 della presente legge)

1998 lire -------

1999 lire 100.000.000

2000 lire 100.000.000

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamente numero 15 e 16. Se ne dia lettura.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:


PRESIDENTE. Per illustrare gli emendametni ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (Progr.Fed.), relatore. Li accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 445.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI -FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LOCCI - LODDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - OPPIA - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 51

Votanti 51

Maggioranza 26

Favorevoli 51

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Riutilizzo di risorse provenienti dalle contabilità speciali di cui alle leggi 11 giugno 1962, n. 588 e 24 giugno 1974, n. 268" (415)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 415. Nella Conferenza dei Capigruppo si è osservato che non ci sono dissonanze tra i Capigruppo su questo provvedimento. L'ho annunciato in aula all'inizio.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). ...(?) quindi se andiamo su un'altra legge tipo quella io non mi oppongo, ma chiedo 10 minuti di tempo per vederla.

PRESIDENTE. Ha ragione l'onorevole Bonesu. In Conferenza dei Capigruppo è stato detto che si sarebbe continuato l'esame dell'ordine del giorno, ma con la precisazione che si sarebbe esaminato un testo che vedeva unanimità di opzioni e di valutazione per rendere i lavori più agili. Allora, i dieci minuti che l'onorevole Bonesu chiede sono ampiamente giustificati, quindi sospendiamo i lavori e riprendiamo alle 13 e 15.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 55, viene ripresa alle ore 13 e21.)

PRESIDENTE. Dobbiamo esaminare il disegno di legge numero 415 della Giunta regionale, con titolo "Riutilizzo di risorse provenienti dalle contabilità speciali di cui alle leggi 588 del '62, e 24 giugno '74, numero 268", relatore il consigliere Secci.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Credo che due parole siano necessarie per dare il senso a questo disegno di legge e alle cose che contiene. Il senso, con una brevissima considerazione, è questo: noi abbiamo parlato in moltissime circostanze esaminando le manovre finanziarie degli ultimi anni, di residui che esistono e che sono in qualche maniera una palla al piede nella gestione finanziaria delle risorse regionali. Mi sembra che con questo provvedimento bisogna dare atto che si compie un primo passo per quanto riguarda alcuni tipi di residui che esistono e che sono della contabilità speciale. Quindi, mi sembra che si sia posta veramente l'attenzione al recupero dei residui che se si potesse estendere nel breve periodo questo tipo d'intervento anche a tutta la gestione ordinaria del bilancio, sicuramente si troverebbero risorse aggiuntive per risolvere i problemi importanti della nostra Sardegna. Per quanto riguarda specificamente il provvedimento, esso prevede il disimpegno di somme impegnate al 31 dicembre 1992 ed evidentemente non utilizzate nell'ambito del piano di rinascita e di un altro intervento, e prevede (ovviamente senza modificare la programmazione esistente se non nella parte finanziaria) di destinare e incrementare l'utilizzo di risorse invece al piano di rinascita approvato e che è in vigore. Mi sembra uno strumento importante che va nel segno e nella direzione giusta. Spero che il Consiglio voglia valutarlo nella stessa maniera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Questo disegno di legge veramente mi lascia un po' perplesso perchè si tratta di fondi, niente po' po' di meno, relativi alla legge 588 del 1962 ed alla legge 268 del 1974. Cioè, abbiamo ancora delle risorse relative al primo piano di rinascita e al secondo piano di rinascita del 1974. Allora il collega Secci dice "Ben venga, perchè vengono disimpegnati questi fondi che finalmente troveranno una collocazione". A mio avviso, però, manifestano d'altra parte la scarsa efficacia dell'azione governativa della Giunta regionale in tutti questi anni, perchè solo in gennaio dell'anno 1999, si cerca di utilizzare questi fondi. Eppure questa Giunta ha avuto 4 anni e mezzo per poter fare questo lavoro, con tutta calma invece si fanno all'ultimo momento. I tempi europei mi piacciono anche, ma quando si tratta di problemi di carattere finanziario, voglio avere i tempi sufficienti per esaminare i problemi.

Se si va a controllare nell'articolo 1 si parla di disimpegno di fondi impegnati alla data del 1 gennaio 1993. A quanto ammontano questi fondi? Non lo sappiamo, si dà la destinazione in misura percentuale, però non conosciamo qual è l'ammontare globale di questi fondi. Credo che il minimo che io possa pretendere quando parliamo di problemi di carattere finanziario, sia quello di conoscerne l'ammontare. Noi riprendiamo fondi per la 588 e per la 268, a quanto ammontano? A quanto ammontano i fondi che riprendiamo della 268 del '62 e della 588 del '74? Voi mi direte che la ripartizione è fatta in misura percentuale, se c'è 100 andrà il 10 per cento allo stanziamento integrativo del fondo di cui spesa 11.4 011 lettera A. Ma io non sono in grado di stabilire qual è l'ammontare dei fondi che vanno a finire in questo titolo di bilancio.

Dico che un disegno di legge così concepito è un disegno di legge che non può trovare il nostro consenso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Il disegno di legge che esaminiamo va nella direzione giusta, solo che quest'operazione andrebbe fatta a maggior ragione sulla contabilità ordinaria per cui, per successive proroghe degli impegni, praticamente abbiamo degli impegni risalenti ad anni e anni fa che effettivamente mi chiedo che senso abbiano, molto spesso ci troviamo a portare avanti opere pubbliche che non si sono volute realizzare e, nonostante questo, noi teniamo l'impegno, il che ci grava notevolmente sulle disponibilità del bilancio mentre impegnando queste cifre, probabilmente potremmo fare quelle opere che riteniamo necessarie.

Per questo auspico e invito la Giunta a procedere ad una revisione dei residui sulla contabilità ordinaria.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io mi sforzerei di essere più che europeo se non vedessi larghi vuoti nell'Assemblea che mi inducono a qualche prudenza, ma sarò comunque molto breve. Questo provvedimento (al quale durante le discussioni della sessione di bilancio, credo di aver fatto riferimento almeno 35 volte, per cui non sento la necessità di diffondermi(?)), è un provvedimento che ha sicuramente un carattere positivo, credo che sia difficile contestarlo, infatti non mi pare che venga contestato.

Le cose parlano da sè. Noi stiamo riutilizzando risorse provenienti dalle leggi numero 588 del 1962 e della numero 268 del 1974, nella misura (rispondo alla questione posta dal consigliere Casu) rispettivamente di 12 miliardi e 950 per la prima, e di 134 miliardi e 050 per la seconda, per un totale di circa 150 miliardi. Potrebbero essere fatti molti ragionamenti sul funzionamento della macchina regionale, sui deficit della politica e dell'amministrazione regionale, non li facciamo, sono discorsi che abbiamo già fatto.

E` importante che, in un momento nel quale da una parte stiamo cercando di mettere mano agli strumenti di programmazione e di bilancio, dall'altra parte stiamo cercando di raggranellare tutte le risorse per fare uno sforzo forte, determinato nella direzione dello sviluppo e dell'occupazione, si riutilizzino risorse che ormai erano inutilizzate.

Le destinazioni sono note, sono scritte in legge mi pare con sufficiente visibilità; segnalo i 60 miliardi che vanno per le opere di miglioramento fondiario, i 40 miliardi circa che vanno all'articolo 11 della 268, la legge che per tanto tempo ha sostenuto o si proponeva di sostenere - i giudizi sono controversi - l'esportazione, comunque è un sostegno sicuramente al sistema imprenditoriale.

Proprio l'altro ieri, mi pare che il collega Lippi dicesse: "Ma quand'è che approviamo questo disegno di legge che consente, sia pure in misura ridotta, di riprendere un canale di finanziamento?". Era una sollecitazione ad approvare questa legge che veniva non dalle fila della maggioranza, ma da quelle dell'opposizione, da Forza Italia. Ci sono 13 miliardi che vanno alla legge numero 28 sul turismo, c'è poi il fondo di riserva alle spese di funzionamento, ma insomma, diciamo che nel ragionamento complessivo che abbiamo fatto sulle risorse durante il piano del lavoro e la sessione di bilancio, erano ricomprese, si teneva conto, sapevamo (ed infatti il Consiglio ne è stato informato), che su un altro disegno di legge che viaggiava parallelamente si andava a queste scelte di stanziamento. Volevo dire questo. Mi pare che se il Consiglio approverà (come io penso) questo disegno di legge, farà una cosa giusta, apprezzata anche nel senso che diceva Salvatore Bonesu per quanto riguarda il riordino dei residui. Naturalmente, partiamo dalle contabilità speciali perchè è anche più agevole dal punto di vista tecnico, ma non c'è dubbio che un lavoro analogo, seppure differente, perchè si tratta di tipologie diverse di residui, dovremo fare però anche nella direzione indicata dal consigliere Salvatore Bonesu poc'anzi.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame dell'articolo. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

Art. 1

1. E' disposto il disimpegno delle somme che alla data di entrata in vigore della presente legge risultino impegnate a carico degli stanziamenti dei titoli di spesa dei programmi esecutivi istituiti per l'attuazione delle Leggi 11 giugno 1962, n. 588 e 24 giugno 1974, n. 268, qualora il provvedimento di impegno sia di data anteriore al 1° gennaio 1993, ad esclusione di quelle relative a "Fondi di riserva" o assimilati ed al Programma d'intervento per gli anni 1988-1990 approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.

2. In conto delle contabilità speciali di cui alle suddette leggi, le somme non impegnate, i recuperi e i rimborsi non utilizzati alla data di entrata in vigore della presente legge, le somme disimpegnate ai sensi del comma 1, nonché, limitatamente alla contabilità speciale di cui alla Legge n. 588 del 1962, gli interessi attivi maturati a tutto il 31 dicembre 1997 sono utilizzati:

I. relativamente alle somme provenienti dalla contabilità di cui alla Legge n. 588 del 1962, per impinguare il titolo di spesa 5.6.02 - strumentazione operativa del quinto programma esecutivo;

II. relativamente alle somme provenienti dalla contabilità di cui al titolo I della Legge n. 268 del 1974, a favore del programma di intervento per gli anni 1988-1989-1990 di cui alla medesima Legge n. 268 del 1974, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991, per:

1) una quota pari al 10 per cento, quale stanziamento integrativo del titolo di spesa 11.4.01/I, lett. a) - Funzionamento organi programmazione, studi e ricerche;

2) una quota pari al 5 per cento, quale integrazione degli stanziamenti del titolo di spesa 11.4.02/I - Fondo di riserva - tra le cui finalità sono comprese quelle relative alla riproduzione delle somme disimpegnate sulle contabilità speciali di cui al comma 1, per le quali sussista per l'Amministrazione regionale l'obbligo di pagare; a decorrere dall'anno 1998, gli stanziamenti del medesimo titolo sono integrati con gli interessi attivi maturati sulla contabilità speciale di cui alla Legge n. 588 del 1962;

3) una quota pari al 45 per cento, quale stanziamento integrativo del titolo di spesa 11.1.02/I - Interventi per opere di miglioramento dell'efficienza delle strutture agrarie;

4) una quota pari al 30 per cento, quale stanziamento integrativo del titolo di spesa 11.2.02/I - Contributi per l'occupazione;

5) una quota pari al 10 per cento, quale stanziamento integrativo del titolo di spesa 11.3.01/I - Imprenditorialità giovanile nel settore turistico.

3. E' disposto, nell'anno 1998, l'ulteriore versamento alle entrate delle contabilità speciali di cui alle Leggi n. 588 del 1962 e n. 268 del 1974, rispettivamente, della somma di lire 1.265.996.301 e di lire 1.705.478.814 dai sottoelencati fondi di rotazione:

a) lire 406.014.445 dal fondo per la concessione di prestiti di esercizio a medio termine alle industrie ai sensi dell'articolo 31 della Legge n. 588 del 1962 nella misura di lire 35.881.140 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna e di lire 370.133.305 da quello costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

b) lire 149.776.355 dal fondo per la concessione di prestiti agevolati a imprese artigiane ai sensi dell'articolo 35 della Legge n. 588 del 1962 nella misura di lire 113.588.832 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna e di lire 36.187.523 da quello costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

c) lire 710.205.501 dal fondo per la concessione di mutui all'industria alberghiera di cui alla Legge n. 588 del 1962, costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

d) lire 1.536.644.893 dal fondo per la concessione di prestiti per acquisto scorte e mutui di cui alla Legge n. 268 del 1974, costituito presso il Banco di Sardegna;

e) lire 168.833.921 dal fondo per la riforma e il riassetto agro-pastorale di cui alla Legge n. 268 del 1974, costituito presso la Banca di Sassari.

4. Le somme riversate di cui al comma 3 sono attribuite al titolo di spesa 11.4.02/I richiamato nel comma 2, lett. b), punto 2).

5. Con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio si provvede alle conseguenti variazioni nelle predette contabilità speciali.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento modificativo numero 1. Se ne dia lettura.

MACCIOTTA, Segretario f.f.:

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Se il relatore lo conoscesse! Un secondo soltanto, almeno il tempo di leggerlo. Il relatore accoglie l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Pur rispettando i tempi europei, mondiali, comunque devo dire due parole; in mezzo a tanta euforia per l'approvazione di questo disegno di legge che va nella giusta direzione, devo dire che però la Giunta in quest'ultimo periodo ha raschiato anche il fondo del barile, e l'ha raschiato nel mese di novembre, dicembre 1998 e gennaio 1999. L'Assemblea, evidentemente non ha una buona memoria perchè quando abbiamo approvato il bilancio per l'anno 1999, abbiamo visto che le entrate e le uscite regionali per il 1999 ammontano a 9000- 9.500 miliardi. Le entrate e le uscite per il 2000 ammontano a 7.500 miliardi! Allora, se voi inserite in questo discorso della previsione per gli altri due anni del triennio, vi accorgete qual'è il significato della frase: "E` stato raschiato anche il fondo del barile" che sta a significare che noi veramente nell'anno 2000 e 2001 ci troveremo piuttosto a disagio nella discussione ed approvazione del bilancio annuale. Dice: "Ma noi non ci saremo, ci saranno altri". Se noi ci vogliamo confortare con questa speranza, allora sta bene, ma siccome io credo che ci debba essere una certa continuità nell'amministrazione e che si debba pensare anche per il futuro, questo discorso io non lo faccio. Per ciò esprimerò voto contrario all'approvazione di questo disegno di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Voglio solo rassicurare Desiderio Casu sul fatto che noi vorremo esserci, e per dire che c'è barile e barile, nel senso che ci sono barili che è bene che rimangano pieni, ma il barile dei residui delle contabilità speciali non c'è alcun dubbio che deve essere svuotato, ed è positivo che venga svuotato. Siccome ci sono sempre punti di vista diversi nel valutare le cose, io interpreto rispettando naturalmente e comprendendo l'intervento del consigliere Casu, ma interpreto il suo intervento come un elogio alla Giunta.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 415.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LADU - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si sono astenuti i consiglieri: BALLETTO - BONESU - CARLONI - CASU - FRAU - LOCCI - MASALA - PITTALIS - SANNA NIVOLI - USAI Edoardo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 36

Astenuti 10

Maggioranza 19

Favorevoli 36

(Il Consiglio approva)

I lavori sono aggiornati a lunedì prossimo, 1 febbraio 1999 per la seduta statutaria alle ore 17., poi continueranno martedì con l'esame delle mozioni e con la prosecuzione dell'esame degli altri punti all'ordine del giorno, CREL e subacquei, e anche gli altri punti all'ordine del giorno che oggi non sono stati esaminati. Proseguirà martedì e forse anche mercoledì, ma questo è da definire in base all'andamento dei lavori.

La seduta è tolta alle ore 13 e 45