Seduta n.397 del 15/02/2008
CCCXCVII Seduta
Venerdì 15 febbraio 2008
(POMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SPISSU
Indi
Del Vicepresidente Biancu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 44.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 12 febbraio 2008 (390), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cugini, Farigu, Pacifico, Pittalis, Francesco Sanna, Matteo Sanna e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di venerdì 15 febbraio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:
"Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008". (313/A)
(Pervenuto il 15 febbraio 2008 e assegnato alla terza Commissione.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.
Colleghi, abbiamo una brevissima comunicazione. Abbiamo esaminato quegli emendamenti sui quali alcuni colleghi stamani ci avevano chiesto di valutare ancora più approfonditamente la loro decadenza che era stata da me dichiara questa mattina. Confermiamo, per motivi vari e articolati, che secondo la Presidenza e gli Uffici decadono, abbiamo avuto anche una breve interlocuzione con qualche collega dell'opposizione, perché naturalmente era giusto che facessimo una valutazione approfondita e conclusivamente quegli emendamenti vengono considerati decaduti.
Abbiamo votato l'emendamento numero 199 e l'emendamento numero 253 è stato ritirato.
Passiamo all'emendamento sostitutivo parziale numero 122.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 386.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Elettronico, Presidente.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 386.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Ladu e Murgioni hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Rassu - Sanjust.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Lai Renato - Marracini.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 59
astenuti 4
maggioranza 30
favorevoli 21
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
L'emendamento numero 512 era sospeso all'Aula.
Per esprimere il parere sull'emendamento numero 512 ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Viene rimesso all'Aula, Presidente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme al parere del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, molto brevemente, perché questo emendamento porta all'attenzione dell'Aula, e mi compiaccio che sia stato presentato, la questione legata ai consorzi fidi. Qui si parla dei consorzi di garanzia fidi unificati e io volevo, appunto, richiamare l'attenzione su questo che è un problema perché è necessario garantire, laddove si parla di consorzi fidi, il pluralismo. E' uno dei problemi che ho posto all'attenzione dell'Aula in occasione della discussione generale ed emerge con chiarezza, per come è formulato il testo, che non tutti i consorzi fidi sono garantiti. Quindi, mi riservo di intervenire ulteriormente, avendo anche presentato un emendamento, vorrei però che questo aspetto, siccome è stato già dato un parere negativo, venga tenuto nella corretta considerazione perché altrimenti creiamo delle condizioni veramente sperequative rispetto a diverse componenti che hanno dei diritti acquisiti e che non possono certamente essere trascurate. Quindi, conformo il voto a favore, Presidente, e la ringrazio.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 128.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Grazie, per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Anch'io per questo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 128.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri Amadu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Licandro - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Lai Renato - Marracini.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 62
astenuti 4
maggioranza 32
favorevoli 23
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 129.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, mi prenoto per il prossimo. Chiedo scusa.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 288.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io credo che questo emendamento non sia stato considerato nella corretta luce, anche perché richiama una questione semplicissima, si tratta di far passare un provvedimento della Giunta, che attiene la promozione e la pubblicità, anche in Commissione informazione e politiche comunitarie, che fa parte di questo Consiglio e che è presieduta da una delle personalità di quest'Aula. Io credo che siccome nessun parere delle Commissioni è talmente restrittivo da porre delle questioni e siccome è una Commissione competente in materia, il fatto che non venga presa in considerazione mi fa ritenere che ci sia stato un errore di valutazione su questo emendamento, oppure non lo so, si vuole escludere un Istituto che è in questo Consiglio regionale e che svolge un compito specifico in materia di informazione e di politiche comunitarie. Grazie, Presidente. Naturalmente voterò a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per dire, Presidente, che nel comma 11 è previsto che la Giunta trasmetta al Consiglio, per il parere della Commissione competente nella materia, il parere. La competenza a chi attribuire le funzioni di supporto la dà il Presidente del Consiglio e quindi penso che la richiesta dell'onorevole Caligaris sia assolutamente superflua. Per questo inviterei il presentatore al ritiro dell'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, intende ritirarlo, con questa precisazione, che ovviamente confermiamo?
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, senta, io vorrei capire se si tratta di una questione soltanto legata al singolare o al plurale, perché chiaramente questo provvedimento si rivolge fondamentalmente a questioni legate all'agricoltura. Ora io non vorrei che alla fine si facesse una contrapposizione, soltanto perché non si vuole accettare che anziché il singolare si usi il plurale. Comunque, siccome rilevo un'incapacità di ragionare in termini banali, ritiro l'emendamento, Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Cureremo questo aspetto nell'affidamento alle Commissioni dei provvedimenti.
L'emendamento numero 288 è ritirato.
(E' approvato)
Emendamento numero 424, a cui è stato presentato l'emendamento numero 958, che è un emendamento soppressivo parziale, degli onorevoli Diana, Artizzu e più.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Per dichiarare il voto contrario, sia all'uno che all'altro. Il 958, secondo me, è anche un errore, perché propone di sopprimere quello che nel comma non c'è. Ovviamente siamo contrari anche al 424.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Sulle modalità di voto. Per chiedere il voto elettronico sull'emendamento numero 424.
PRESIDENTE. Allora stiamo votando con il sistema elettronico palese l'emendamento numero 958...
Chiedo scusa, onorevole Marracini, si metta in piedi e ci dica su quale intende chiedere la votazione elettronica palese.
MARRACINI (Gruppo Misto). Sull'emendamento numero 424.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 424. Prima però votiamo l'emendamento soppressivo numero 958, colleghi.
(Non è approvato)
Votiamo adesso l'emendamento numero 424, che è uguale all'emendamento numero 838.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sull'emendamento numero 424, sì. Soltanto per una questione, Presidente, vede, io condivido quello che quest'emendamento vuole proporre, però voterò contro, perché mi sembra dalle indicazioni che emergono, che addirittura non ci sia un'adeguata considerazione, qui, proprio del Consiglio regionale, che ha licenziato, come dice, un'organica generale proposta di legge, e che chiede che, entro novanta giorni, siano create le condizioni perché diventi operativa. Quest'emendamento era contenuto in una delle proposte che erano state fatte anche dai socialisti, però nella formula in cui si presenta adesso appare, forse, contraddittorio rispetto a tutto quello che era stato espresso precedentemente. Quindi, benché io accolga il senso di quest'emendamento, voterò contro.
PRESIDENTE. Grazie. E' stata chiesta la votazione elettronica palese dall'onorevole Marracini, chi si associa alla richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 424.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Floris Mario - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Balia - Masia.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 63
astenuti 3
maggioranza 32
favorevoli 25
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
L'emendamento numero 838 era uguale al numero 424.
Emendamento numero 903, a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 964. Sull'emendamento numero 964 io ho il parere positivo della Giunta regionale e il parere negativo della Commissione. È un emendamento della Giunta.
E' un sostitutivo totale, è un foglio non impaginato.
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Presidente, si può forse ottemperare, rispettando la volontà della Commissione, con un emendamento orale che faremo nell'approvazione del testo, dove si fa riferimento ai sovracomunali, occorre fare riferimento ai provinciali, sia sulla tabella che sui commi. Però, lo possiamo vedere poi nel voto del testo. Per il resto la Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Quindi è ritirato Assessore?
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ritirato!
PRESIDENTE. Ritirato.
C'è l'emendamento numero 903, che è sempre della Giunta, Assessore?
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ritirato!
PRESIDENTE. Ritirato anche l'emendamento numero 903.
(Non è approvato)
Emendamento numero 946, degli onorevoli Pisu, Uras e più, che è alternativo a quello successivo, all'830, dell'onorevole Amadu e più. C'è il parere negativo della Giunta e della Commissione, e l'invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Grazie Presidente. Non accetto il ritiro dell'emendamento, anzi mi sento di riconfermarlo. Io penso, infatti, che almeno in quest'ultima parte della legislatura ci debba essere un segnale forte e chiaro da parte di questo Consiglio regionale verso le categorie del mondo del lavoro autonomo, come i contadini, pastori e artigiani, soprattutto appartenenti al livello socio-economico-finanziario medio basso. Non è certo un caso che le gravi crisi delle zone interne, ormai al collasso, coincida col fatto che quelle comunità siano quasi esclusivamente composte da lavoratori del settore primario e da piccoli artigiani. Proprio questi ultimi, gli artigiani appunto, che contano 42.000 aziende e danno all'Isola 100.000 posti di lavoro, hanno subito una ristrettezza di risorse e una serie di ritardi evidenti. Per cui io sostengo che non sia il caso di aggiungere altri elementi di accanimento di altra natura, come quelli posti nei commi 38 e 40. Si tratta del tema dei confidi, che sono uno strumento validissimo per favorire l'accesso al credito delle piccole imprese, che con l'entrata in vigore dei parametri di Basilea 2, si trasformano in strumenti che le loro associazioni definiscono indispensabili. E' facile comprendere che mentre i confidi operanti ai sensi dell'articolo 106, non sono venditori di prodotti finanziari, bensì hanno un rapporto diretto con le imprese associate ed intervengono esclusivamente per favorirne l'accesso al credito, mentre quelli che operano ai sensi dell'articolo 107 si muovono su un profilo più commerciale, e di soft-bancario, basato su interessi che, spesso, esulano da quelli dell'impresa sociale. La Regione Sardegna punta, secondo me sbagliando, a restringere i soggetti dei confidi sostanzialmente ad un duopolio, proprio nel momento in cui tale processo è oggetto di ripensamento nelle regioni nelle quali si è già realizzato. Infatti, la grande dimensione dei confidi, come dicevo, sospende il rapporto con l'impresa. Il cosiddetto rating rischia di essere un'operazione fredda e incapace di compiere valutazioni della reale situazione aziendale, penalizzando proprio le micro-imprese che invece dovrebbero proprio essere aiutate a crescere. Gli artigiani sono stati ulteriormente penalizzati da tutto questo, per cui le difficoltà stanno aumentando. Io credo che questa scelta produrrà effetti negativi, per cui non si comprende come si vuol procedere a favore di queste categorie, con l'emendamento che abbiamo presentato…
PRESIDENTE. Concluda, è solo una dichiarazione di voto, onorevole Pisu.
PISU (R.C.). …con l'emendamento che abbiamo presentato, che ho firmato, vogliamo garantire non soltanto ai consorzi ma anche alle cooperative fidi, sempre avendo sede operativa in Sardegna, i benefici di queste provvidenze. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente. Anch'io ho presentato un emendamento che credo che sia collegato a questo, visto e considerato che quando sono stati presi in considerazione, mi riferisco nello specifico al numero 289, erano stati messi insieme se non ricordo male. Ad ogni modo Presidente questo riguarda la questione che ponevo anche precedentemente, io non entrerò nel dettaglio come ha fatto l'onorevole Pisu, voglio solo richiamare una questione di equità e una questione legata al pluralismo. E' assurdo che essendoci già una legge definita che stabilisce dei criteri si voglia invece limitare questo accesso determinando veramente una condizione di inferiorità, per aziende che si trovano veramente già in una situazione difficile. Io penso e spero che la Giunta possa tenere in considerazione questo aspetto, perché si tratta di inserire questo principio, in modo tale che ci sia davvero equilibrio in questa regione e che non vengano puniti coloro i quali tentano in ogni modo, anche creando un tessuto imprenditoriale, di piccola e imprenditoria e dell'artigianato, che tanto ci ha dato in questi anni, si trovino nella condizione di essere puniti perché sono piccoli e quindi vogliamo non solo che non crescano, ma se muoiono sembra che sia meglio. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie, signor Presidente. Intanto il mio è un intervento più che altro tecnico perché condivido chiaramente i contenuti, anche perché ho firmato gli emendamenti, ha ragione il collega Pisu che si tratta di un segnale forte alle categorie del mondo autonomo, però ci sono altri due emendamenti che vanno nella stessa direzione, che sono l'emendamento numero 229 e 228 che sono emendamenti aggiuntivi, e il contenuto è identico. Quindi, secondo me questo emendamento andrebbe spostato ed accorpato con quelli aggiuntivi. Perché leggendolo si tratta di un argomento aggiuntivo rispetto a ciò che c'è già scritta in norma. E' un emendamento aggiuntivo, ce ne sono altri tre dentici, andrebbe spostato.
PRESIDENTE. Onorevole Licheri, i colleghi che lo hanno presentato vogliono sostituire i commi 38 e 40 dell'articolo 7, quindi è un sostitutivo parziale e non si configura come un aggiuntivo.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Per dire Presidente che siccome la finalità è esattamente questa, è più utile sospenderlo adesso, verificarlo insieme agli aggiuntivi, per poi vedere se c'è una soluzione praticabile e condivisa. Ecco perché chiediamo la sospensione.
PRESIDENTE. O noi lo facciamo diventare un aggiuntivo, allora non è sostitutivo di nessun comma già presente nell'articolo, oppure essendo un sostitutivo parziale non possiamo procedere alla votazione dell'articolo sospendendolo. Questa è la sostanza.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Sì, in pratica un po' quello che ha già chiesto il collega Uras, effettivamente sono aggiuntivi perché aggiungono le parole "le cooperative fidi operanti entro i limiti dell'articolo 13 della legge 326/203". Quindi, anch'io sono per sospendere però vorrei solo fare una piccola considerazione non c'entrano nulla artigiani, contadini e pastori, diciamo la verità ogni volta che c'è una politica tendente a rafforzare e a consorziare e a irrobustire, ogni piccola organizzazione difende il suo piccolino e non sempre quegli interessi coincidono con gli interessi degli artigiani, dei pastori e dei contadini. Sono più interessi delle singole organizzazioni che hanno il suo piccolo e non vogliono cedere perché hanno poco interesse a consorziarsi e irrobustirsi. Mentre io penso che gli interessi degli artigiani siano quelli di avere consorzi fidi veri, robusti in grado di tutelare e di dare garanzie vere. Però siccome su questo tema credo che chiederemo la sospensione anche di altri, quello dell'abbattimento degli interessi e di aumenti delle risorse per le garanzie reali, magari è giusto sospenderli e trovare un momento in cui ci si incontra e si trova, su questa materia, una sintesi unitaria più alta rispetto al testo attuale. Anch'io concordo sulla sospensione trasformandoli in emendamenti aggiuntivi, perché effettivamente aggiungono e non sostituiscono nulla rispetto al testo originario della Commissione.
PRESIDENTE. Allora lo facciamo diventare aggiuntivo e quindi lo discutiamo insieme agli aggiuntivi.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Presidente, le chiedo se posso intervenire sull'emendamento numero 830.
PRESIDENTE. Sì, prego.
AMADU (F.I.). Grazie, Presidente. Per rivolgere un appello alla Giunta e ai colleghi sul tema appunto dei consorzi fidi e sulla necessità di una integrazione del fondo rischi, finalizzato ad agevolare appunto l'accesso al credito delle piccole e medie imprese. Noi sappiamo quanto sia difficile oggi il cammino di tante piccole e micro-imprese, soprattutto quelle commerciali ma non solo, quindi si pone il problema non solo di prevedere anche per il 2008 un intervento finanziario integrativo della Regione, ma riteniamo che sia più congruo e più importante, perché innesca un effetto moltiplicatore, prevedere lo stanziamento anche per gli anni successivi, vale a dire fino al 2011. Quindi, questo emendamento per il quale richieda l'attenzione dei colleghi tende a questo, cioè a rafforzare appunto l'intervento del fondo rischi, ma soprattutto a far sì che ci sia un intervento e sia riferito fino al 2011. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, penso sia superato perché ho presentato due emendamenti, uno sostitutivo parziale e uno aggiuntivo, ma credo che tecnicamente si sia trovata la soluzione. Non voglio entrare nel merito ancora di questi emendamenti, ma sarebbe opportuno che anche il Capogruppo del P.D. non commentasse gli emendamenti illustrati anche per non rovinare questa nobile funzione biologica post-prandiale, perché sono d'accordo con ciò che sosteneva l'onorevole Pisu, perché qui c'è una forte penalizzazione di agricoltori, di pastori, di artigiani e quindi non è vero che all'insegna dell'efficacia e dell'efficienza sempre le cose girano in questo modo globalizzante, all'insegna poi del risparmio di tutti questi bei discorsi che lasciano il deserto alle spalle.
PRESIDENTE. Dunque colleghi, se li spostiamo e li facciamo diventare aggiuntivi incluso l'emendamento numero 32 dell'onorevole Atzeri, il 289 dell'onorevole Caligaris, il 926 dell'onorevole Marracini. Invece penso che dobbiamo lasciare perché è più corposo ed è proprio un emendamento sostitutivo parziale l'emendamento numero 830 dell'onorevole Amadu. Un attimo, onorevole Marrocu. Che ha una copertura insufficiente, onorevole Marrocu, poi l'onorevole Giagu…
Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIAGU (P.D.). Presidente, per chiedere la sospensione sia dell'emendamento 830, che dell'emendamento numero 530.
PRESIDENTE. La sospensione, se resta come emendamento sostitutivo parziale non è possibile perché questo determina la sospensione della votazione sull'articolo alla fine possiamo procedere sospendendoli momentaneamente e però fra tre emendamenti ci dobbiamo tornare.
GIAGU (P.D.). Li sospendiamo momentaneamente e poi torniamo. Ci fermiamo.
PRESIDENTE. Va bene li trasformiamo tutti in aggiuntivi, anche quello dell'onorevole Amadu. Va bene, così possiamo procedere e prenderci più tempo per la valutazione, fino all'emendamento numero 926, anche il 530. Allora anche l'emendamento numero 399, che ha una posta diversa anziché 10 mila… 15 milioni di euro, no?! Va bene li discutiamo insieme, Assessore. Sono la stessa materia, quindi poi alla fine vediamo se magari si trova un emendamento di sintesi che li comprenda tutti.
Passiamo all'emendamento numero 831, a pagina 46. C'è l'invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Grazie, Presidente, solo per chiedere, appunto, si tratta di un intervento su quel comma, per far sì che il testo del comma si riduca al testo dell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Quindi intende farlo votare, onorevole Amadu? Va bene. Onorevole Salis, siamo all'emendamento numero 831.
SALIS (Gruppo Misto). Ho sbagliato, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Silvio Cherchi ho una sua prenotazione, ma forse è precedente sui consorzi fidi…
CHERCHI SILVIO (P.D.). No riguardava gli emendamenti che abbiamo spostato.
PRESIDENTE. Va bene, votiamo l'emendamento 831.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo al testo dell'articolo. Onorevole Caligaris prego…
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente…
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, no siamo all'articolo, sulle modalità di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, vorrei chiedere la votazione per parti dell'articolo, quando ritiene posso illustrarle la richiesta.
PRESIDENTE. Sì, ci dica quali parti.
CAPELLI (U.D.C.). Allora, il comma 1 vorrei l'elettronico palese; dal comma 2 al comma 4, compresi, l'elettronico segreto; dal comma 5 al comma 28 elettronico palese; dal comma 29 al comma 36 segreto; dal comma 37 al 41 elettronico palese
PRESIDENTE. Va bene colleghi, l'onorevole Capelli propone di votare il comma 1 con il sistema elettronico, e ovviamente non c'è nessuna questione nel senso che è il sistema elettronico; dal comma 2 al comma 4 chiede il voto segreto, dal comma 5 al comma 28 chiede il voto palese, dal 29 al 36 chiede il voto segreto, ma li abbiamo già votato quindi non possono essere stralciati e votati separatamente, si votano insieme all'articolo, si può votare solo il comma 36, se lo ritiene, onorevole Capelli. Dal 37 al 41 è palese. Prego?
CAPELLI (U.D.C.). Articolo giusto? Lei ha sostenuto si votano insieme all'articolo, sull'articolo vorrei il segreto…
PRESIDENTE. Cioè prima votiamo per parti e poi votiamo…
CAPELLI (U.D.C.). Se è così… Io ho proposto
PRESIDENTE. Se si votano le parti non si vota il tutto la somma delle parti fa il tutto…
CAPELLI (U.D.C.). Senta, Presidente, io non ho nessuna intenzione di polemizzare, non mi interessa, sto chiedendo spiegazioni, cortesemente. Poi le mie domande possono essere anche banali. Io chiedo dal 29 al 36, che è diversa dalla votazione precedente, precedentemente effettuata.
PRESIDENTE. E' la stessa c'è un comma in più, c'è il 36. Va bene sugli altri…
CAPELLI (U.D.C.). Va bene lascio ad altri le spiegazioni non è così, perché è diversa la votazione, scusi è diversa… poi se qualche collega vuole spiegare meglio di me…
PRESIDENTE. Colleghi stiamo votando, intanto incominciamo con il comma 1.
Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO (F.I.). Presidente, il Regolamento dice che è sempre ammessa la votazione per parti purché le singole parti abbiano contenuto normativo autonomo. Il Consiglio si è espresso dal comma 29 al comma 35, qua si chiede la votazione su una parte diversa che ingloba un comma aggiuntivo, che è il comma 36. Se fosse come dice lei, visto che il Consiglio si è già espresso dal comma 29 al comma 35, allora nel momento della votazione dell'articolo dovremo escludere anche quella parte, visto che il Consiglio si è già espresso. La votazione per parti è consentita, si sta chiedendo di votare su una parte diversa e non si può addurre, che siccome ingloba una parte su cui si è già votato, allora non si può mettere in votazione, perché a quel punto quella parte dovrebbe essere stralciata dalla votazione dell'articolo.
PRESIDENTE. Dunque, onorevole Lombardo, se l'articolo si vota per parti poi non si vota il tutto, va bene? Non si vota il tutto, e le parti che sono già state oggetto di votazione non si rivotano perché il Consiglio si è già pronunciato su quelle parti, tranne che sul comma 36, su cui non è stata chiesta la votazione… non dobbiamo fare... non dobbiamo aprire una discussione sulle modalità ogni volta, colleghi. Ci sono una serie di questioni, anche regolamentari, sulle quali poi torneremo, ma non adesso.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo di modificare la richiesta.
PRESIDENTE. Modifichiamo la richiesta. Senza rivotare cose che abbiamo già votato, peraltro con le stesse modalità di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Ripeto la richiesta, Presidente, per gli Uffici affinché ne prendano nota: comma 1 palese; dal 2 al 4 segreto, dal 5 al 28 palese; 29 da solo, segreto; dal 30 al 35 segreto, e se è già votato...
PRESIDENTE. Ascolti, li abbiamo già votati, abbiamo fatto una lunga discussione e confermo quello che ho detto.
CAPELLI (U.D.C.). Va bene, il comma 29 non l'abbiamo votato. L'abbiamo votato il comma 29?
PRESIDENTE. Sì.
CAPELLI (U.D.C.). E dal 29 al 41, li abbiamo votati tutti?
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, andiamo avanti. Cominciamo con il comma 1.
(Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione)
No, non funziona così, colleghi, non funziona neanche la richiesta del voto segreto in questo modo!
LOMBARDO (F.I.). Ma cosa c'entra?
PRESIDENTE. C'entra, c'entra tutto, tutto c'entra! Altrimenti qualcuno fa una dichiarazione di voto di qui all'ultimo comma dell'articolo 8.
LOMBARDO (F.I.). Cosa c'entra?
PRESIDENTE. No, glielo sto dicendo, in anticipo.
Proviamo ad andare con ordine, senza inventare nuove regole.
CAPPAI (U.D.C.). Sul Regolamento, Presidente!
PRESIDENTE. Sì, sul Regolamento, stiamo parlando di Regolamento, tutti, ma non è aperta una discussione sul Regolamento.
Ha domandato di parlare consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Sull'ordine dei lavori, per far notare che sul comma 2 abbiamo votato a voto segreto e l'emendamento soppressivo al comma 2 è stato respinto, 35 e 36; che sul comma 29 e 35 abbiamo votato ed è stato respinto l'emendamento soppressivo; che sul comma 36 abbiamo votato a voto segreto e che l'emendamento soppressivo del comma 36 è stato respinto, e quindi abbiamo già votato. Quindi, si chiede di rivotare gli stessi commi sui quali abbiamo già votato e abbiamo già respinto, a voto segreto.
Ah, Presidente, in più volevo chiedere - ovviamente se l'Aula è d'accordo - che al comma 34, volevamo chiedere, prima del voto finale, di sostituire la parola novanta giorni aggiungendo sessanta giorni, portandolo a centocinquanta giorni.
PRESIDENTE. Cinque minuti di sospensione che facciamo ordine tra tutte queste richieste.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 32 viene ripresa alle ore 17 e 48.)
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo precisato la richiesta sulle modalità di voto. Prestate attenzione perché è complicato anche per noi.
Allora, sul comma 1 è stata richiesta la votazione elettronica palese, dal comma 2 al comma 4 è stata richiesta la votazione elettronica segreta, dal comma 5 al comma 29 - tranne naturalmente quei commi che abbiamo già bocciato - è stata richiesta la votazione elettronica palese; dal comma 30 al comma 41 è stata richiesta la votazione per scrutinio elettronico segreto.
Onorevole Capelli, la richiesta è questa?
CAPELLI (U.D.C.). Sì, sì.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, è tutto chiaro?
MARROCU (P.D.). Sì.
Metto dunque in votazione il comma 1.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Una breve dichiarazione in cui, serenamente e pacatamente, come direbbe qualcuno molto importante del mondo politico italiano, ma anche con chiarezza, intendo svolgere una considerazione. Mi spiace rilevare che il clima di confusione che si registra è il risultato di un mancato coinvolgimento delle diverse parti politiche del Consiglio, della mancanza di ascolto e della incapacità di soprassedere a scelte non condivise, quasi si dovesse rispondere ad un capriccio. Non mi sorprende inoltre, ma mi induce a riflettere, anche la proposta di emendamento orale al comma 34 ponendo un ulteriore limite temporale alla potestà propria del Consiglio di legiferare: non si è mai visto, che io ricordi, nella cultura e tradizione parlamentare che si registri una limitazione di questo tipo, un aspetto che mi rafforza anche nell'opportunità di aver sostenuto il referendum sulla statutaria.
Infine, una considerazione sul ruolo dei Socialisti...
PRESIDENTE. Siamo al comma 1, onorevole Caligaris, io sono molto rispettoso dei Socialisti e della loro storia ma non è che lei, ad ogni dichiarazione di voto, ne approfitta per parlare dei Socialisti, abbia pazienza.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Io non approfitto di alcunché, sto chiedendo e ho chiesto semplicemente, in tre minuti, di fare una dichiarazione, non ho chiesto di più.
Dicevo che chiunque, anche distratto, può rilevare l'impossibilità, non già di imprimere un tratto della nostra cultura che è dentro il socialismo europeo ma addirittura di accogliere qualsivoglia modifica, perfino scontata. Del resto, in questo articolo è contenuta una riforma che, avendo evidenziato e avendo io evidenziato la necessità delle azioni riformatrici di questi anni in modo adeguato e oggettivo, ecco, io annuncio il voto di astensione sul primo comma, quello che voteremo adesso a scrutinio palese.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Io cerco di fare uno sforzo per comprendere le ragioni dei consiglieri, bisogna che i consiglieri facciano uno sforzo per comprendere le ragioni dell'Aula, del Consiglio, e il senso delle cose che, di volta in volta, facciamo. Capisco che sia una buona tribuna, una buona palestra, però non tutti gli argomenti possono essere utilizzati ogni volta che si prende la parola.
Votazione elettronica palese sul comma 1.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 1 dell'articolo 7.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere ESPA ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Caligaris - Marracini.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 72
votanti 68
astenuti 4
maggioranza 35
favorevoli 43
contrari 25
(Il Consiglio approva).
Votiamo adesso, colleghi, i commi 2, 3 e 4, con votazione elettronica segreta.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dei commi 2, 3 e 4 dell'articolo 7.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 72
votanti 71
astenuti 1
maggioranza 36
favorevoli 45
contrari 26
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto Il Presidente Spissu.)
Adesso, la votazione elettronica palese dal comma 5 al comma 29.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7 commi dal 5 al 29 tranne il 26.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Caligaris - Lai Renato - Marracini.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 67
astenuti 4
maggioranza 34
favorevoli 42
contrari 25
(Il Consiglio approva).
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Presidente, chiedo scusa purtroppo, ma è una cosa che, secondo me, può essere riparata, nel senso che è la Commissione ha approvato un testo nel comma 14, che poi per un refuso non è stato riportato nel testo. Il refuso è questo, la parte dimenticata: "L'articolo 16 della legge regionale numero 21, del 14 novembre del 2000, continua ad applicarsi sino alla data del 31 dicembre 2013". E' l'intervento sull'ARA per quello che sappiamo, perché gli aiuti di Stato sono scaduti il 31 dicembre 2006, e quindi occorre prorogare la norma della legge numero 21. La Commissione lo ha fatto questo, è soltanto saltato nel testo che è stato trascritto. Se vuole, chieda ai funzionari.
PRESIDENTE. Ce lo può dare, per cortesia, Assessore?
Colleghi, chiedo scusa, siccome abbiamo già votato, questo si può presentare come un emendamento aggiuntivo, che è il seguente: "L'articolo 16, di cui alla legge regionale numero 21 del 14 novembre 2000, continua ad applicarsi sino alla data del 31 dicembre 2013". Va al comma 14. Lo mettiamo in votazione. Chi è favorevole?
UGGIAS (Gruppo Misto). Presidente?
PRESIDENTE. Onorevole Uggias, stiamo facendo una correzione tecnica e stiamo rivotando per maggiore tranquillità. Va bene? Lo mettiamo fra gli emendamenti aggiuntivi, onorevole Uggias, quindi ne parliamo con gli aggiuntivi.
Colleghi, stiamo votando dal comma 30 al comma 41, con scrutinio segreto.
Onorevole Marrocu, il suo emendamento orale, dove era, lo riproponga all'Aula.
MARROCU (P.D.). Il comma 34 prevede "entro centocinquanta giorni" anziché "entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge"
PRESIDENTE. Il comma 34 che inizia così: "entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge". L'onorevole Marrocu propone "entro centocinquanta giorni". Ammettiamo l'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Dobbiamo votarlo questo emendamento?
PRESIDENTE. Se siamo tutti d'accordo, è incluso nel testo, votiamo il testo con questa modifica.
CAPELLI (U.D.C.). Mi scusi, Presidente, non ho nessuna difficoltà ad accettare l'emendamento orale, il che significa che viene modificato il comma 34.
PRESIDENTE. Significa che il comma 34, anziché "novanta giorni", contiene centocinquanta giorni, se ovviamente siamo d'accordo, colleghi.
CAPELLI (U.D.C.). Io sono d'accordo, però questo modifica il senso della richiesta del voto segreto precedente, perché è modificato il comma, e perciò posso modificare la richiesta.
PRESIDENTE. Però, onorevole Capelli, questa è una sua facoltà. Quindi facciamo due operazioni, la prima è quella di valutare la proposta che viene dall'onorevole Marrocu, se accogliamo questa richiesta, lei, ovviamente, in presenza di un quadro modificato, può…
CAPELLI (U.D.C.). Per esprimere il mio sostegno alla richiesta dell'onorevole Marrocu.
PRESIDENTE. Che significa questo, che votiamo col voto elettronico palese?
CAPELLI (U.D.C.). Dal 30 al 35 voto segreto, dal 36 al 41 palese.
PRESIDENTE. Dal comma 30 al comma 35 voto segreto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Votiamo dal comma 30 al comma 35 con votazione elettronica segreta.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 7, dal comma 30 al 35.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 72
votanti 70
astenuti 2
maggioranza 36
favorevoli 42
contrari 28
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Caligaris.)
Il resto, onorevole Capelli, è palese?
CAPELLI (U.D.C.). Palese dal comma 36 al 41.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7, dal comma 36 al 41.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Caligaris - Lai Renato - Marracini.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 68
votanti 64
astenuti 4
maggioranza 33
favorevoli 42
contrari 22
(Il Consiglio approva).
Siamo agli emendamenti aggiuntivi.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 266. C'è un invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie Presidente. L'emendamento non si ritira e se ne sostengono le ragioni con le valutazioni che ho avuto modo di fare ad un'Aula poco rappresentata alle 10 meno quarto ieri sera.
Invito i colleghi a valutare quelli che sono gli elementi di pericolosità che il mancato ripristino dell'integrità dei boschi può comportare soprattutto per i rischi incendi e la diffusione di malattie parassitarie che possono, per le ramaglie depositate, costituire fonte di gravi pericoli. Ricordiamo che un incendio non si circoscrive alle aree che sono interessate - mi dispiace davvero che non sia presente l'Assessore -, sto parlando di cose molto serie che possono creare danni molto gravi. Mi affido alla sensibilità dei colleghi e penso che se visitassero i luoghi interessati da questo grave fenomeno potrebbero probabilmente modificare. Io penso che sia opportuno in ogni caso, a prescindere dall'interesse che può anche non esserci per questo emendamento, che l'Ente foreste venga coinvolto e che possa essere anticipata di un mese la campagna antincendi. Ripeto, questo è un emendamento che vorrei venisse valutato con attenzione e quindi lo sostengo e chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi sulla valenza dell'emendamento pur essendo consapevole, assessore Secci, che non ci sono le condizioni per la praticabilità del campo e quindi per l'ottenimento dell'approvazione dell'emendamento, però penso che, e mi riferisco anche all'assessore Foddis, possa essere rivolto all'Aula un richiamo ad una sensibilizzazione sul problema. Cioè nei boschi e nelle sugherete, collega…
(Interruzione)
No, il collega Pirisi non m'interessa, ma il collega Elio Corda dovrebbe richiamare il collega Pirisi, perché stiamo parlando di una cosa che lo riguarda particolarmente. Allora, dicevo questo: è un invito alla Giunta ad intervenire attraverso l'Ente foreste per evitare che i problemi di questo genere, cioè che la situazione che si è venuta a creare a seguito di quest'eccezionale nevicata che ha spezzato…
Capisco, però…
(Interruzione)
Ecco, però sono anche in grado di perdere il filo in mezzo a questa…chiedo scusa. Dicevo, chiedevo un interessamento alla Giunta, in particolare all'assessore Foddis, per farsi carico del problema sia attraverso un intervento dell'Ente foreste, sia attraverso, lei mi diceva di un piano che è in preparazione per quanto riguarda la coltivazione del sughero e l'estrazione del sughero, che possa tener presente il problema e quindi garantire un intervento specifico per porre rimedio a questa grave situazione che si è venuta a creare.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Per cortesia, il microfono dell'onorevole Marrocu. Provi quello a fianco.
MARROCU (P.D.). Mi sposto. Non è un posto che cedo volentieri quello!
Dicevo, la mia riflessione vale sia per quest'emendamento che per quelli successivi e vorrei che i colleghi che sono interessati mi ascoltassero un po'.
Nel '98 il Consiglio regionale approvò la legge numero 8 e all'articolo 23 aveva approvato una norma che consentiva alla Giunta regionale di risarcire i danni per le aziende colpite da calamità sia che fossero calamità naturali (siccità, neve, acqua e così via) sia da epizoozie (si pensi alla tubercolosi e altre malattie che possono coinvolgere gli animali) per risarcire senza che ci fosse bisogno ogni volta di una norma di legge, proprio per evitare che il risarcimento del danno subito, del mancato reddito, del rimborso della carcassa per l'animale che è morto e così via, venisse rinviato ad un'apposita legge, la quale poi aveva tutto il suo iter e ritardasse nel tempo. E allora avevamo approvato la legge numero 8 che all'articolo 23 prevedeva una norma quadro, dentro il quale avevamo messo tante risorse, tra l'altro, nel passato, che serviva di volta in volta a risarcire il danno. Cioè è sufficiente un atto amministrativo della Giunta che riconosce che il danno c'è stato, che c'è la calamità, che la calamità ha colpito quella produzione per quella percentuale del PIL, tanto da avere riconosciuto poi il decreto che riconosce la calamità, o che la malattia ha determinato l'abbattimento - pensiamo alla tubercolosi bovina di cui collega Licheri si è fatto carico nell'emendamento - per consentire alla Giunta di fare gli atti di riconoscimento di quella calamità, di quella epizoozia e di rimborsarla. Reintrodurre, secondo me - lo dico al collega Lai e agli altri colleghi -, che ogni volta che c'è un'epizoozia, una malattia, una calamità si debba intervenire per legge con riserva, secondo me è un errore che noi facciamo ed è un errore che noi facciamo ed è un errore che in seguito ci creerà secondo me delle difficoltà, per cui io sono perché questi emendamenti vengano ritirati, se all'articolo 23 della legge numero 8 e a quel capitolo, a quel UPB, non ci sono risorse si interviene nel bilancio e si integrano le risorse e la Giunta non aspetti che ci sia un intervento legislativo per avviare, se non l'ha ancora fatto, io penso di sì, il rimborso di tutti i danni che sono stati subiti dalle nevicate, dalla siccità, dalla pioggia o dalla tubercolosi. Ritengo che non sia necessario aggiungere nessuna norma alle norme che già ci sono e che ci consentono di indennizzare per via amministrativa, e quindi per via di atto e di Giunta senza norma di legge, per questo invito i colleghi a ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì grazie Presidente, anche io per sostenere questo emendamento per il quale, eventualmente, chiederei anche di apporre la mia firma, effettivamente questo emendamento pone in risalto un gravissimo problema che hanno subito alcuni comuni della Gallura e del nuorese, quindi è molto centrato e la risposta deve essere anche immediata. E' ovvio che se il problema non può essere risolto, come ha detto chi mi ha preceduto con l'emendamento, ma applicando un articolo di legge, cioè l'articolo 23 della legge numero 8, ci dovrebbe quanto meno essere, nel caso in cui i presentatori dell'emendamento decidessero di ritirarlo, un impegno preciso e puntuale da parte della Giunta, altrimenti l'emendamento io credo che non possa essere ritirato.
PRESIDENTE. Per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Io volevo cogliere l'invito e la sollecitazione dell'onorevole Uggias per tranquillizzarlo, non soltanto dell'attenzione, ma riportare in maniera più compiuta che anche il programma di sviluppo rurale prevede degli appositi interventi a tutela e per la ricostituzione delle sugherette, ma questo si deve aggiungere che lunedì 18, proprio a Tempio e a Calangianus ci sarà un momento di sintesi con il sottosegretario Tampieri, nel quale si definiranno il piano d'azione nazionale per le sugherette quindi è un intervento per il comparto sugherifero della Sardegna di grande valore, evidentemente queste attività si sommano e si integrano a quanto, in maniera chiara l'onorevole Marrocu ha poc'anzi esposto, tanto che sono in corso gli accertamenti per quantificare i danni derivanti dalla nevicata. Grazie.
PRESIDENTE. L' onorevole Lai ritira l'emendamento?
LAI RENATO (Gruppo Misto). Io prendo atto Assessore del suo impegno che deve essere davvero espresso e ne avremo occasione lunedì per liberare almeno i boschi e per riportarli ad uno stato tale per cui il rischio di incendi e l'anticipazione della campagna antincendi venga effettuata. Su questo chiedo che si raccordi, se c'è questo impegno da parte sua, mi è parso di coglierlo, io lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 266 è ritirato.
Emendamento numero 234. Il numero 234 è simile al numero 1, tranne che per le cifre e per gli anni, sull'emendamento numero 1 era stato espresso il parere favorevole della Commissione, anche della Giunta, relativamente all'annualità, cioè includendo anche l'annualità del 2006.
Quindi votiamo il numero 1 anche perché il 2, il 3, il 4 sono privi di copertura finanziaria.
Per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì Presidente, per correggere il Capitolo che è sbagliato, è lo 06(0)6970.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Mi scusi, era per il Capitolo l'ha già proposto l'Assessore, il 970.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licheri. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Io vorrei sapere dall'Assessore all'agricoltura, se i danni sono stati calcolati oppure no per la tubercolosi bovina perché questo emendamento fa una riserva di risorse e dice e 600 mila euro sono riservati a quest'obiettivo, se i danni sono superiori a 600 mila euro perché la tubercolosi bovina consente di ripagare il danno dell'animale che muore, il danno di tutti gli animali che pur non malati stanno in quella stalla e in quella azienda vanno abbattuti per evitare che siano sviluppati. E il mancato reddito per quella azienda, per un certo periodo sino a che c'è il voto biologico per consentire che la malattia sia superata. Allora, se noi mettiamo una riserva di 600 mila, lo dico anche al collega licheni e agli altri e i danni sono superiori, vuol dire che oltre quel danno non si può risarcire, se i danni fossero inferiori noi stiamo bloccando 600 mila euro che magari possono essere utilizzati, e se i danni sono 200 mila euro, per magari rimborsare i danni delle aziende delle nevicate di cui parlava il collega Lai perché magari c'è il rischio di non avere risorse perché le abbiamo bloccate per la tubercolosi. Io penso questo, cosa impedisce alla Giunta a dire: i danni sono accertati, ci sono 300 mila euro di danni e si fa la delibera di Giunta, senza bisogno della norma di legge. Io ho dei dubbi sulla norma di legge, ho dei dubbi a bloccare i 600 mila euro, sono contrario a far sì che i danni… ci sia bisogno della norma. Chiederei alla Giunta di verifica se si è accertato o no i danni della tubercolosi bovina di questi comuni e quanto è il danno, in modo che la riserva che noi mettiamo a disposizione sia necessaria - io penso che la Giunta non ne abbia bisogno, sulla base dei danni e non sulla base di una semplice indicazione che viene dall'Aula: 1 milione, 200 mila e così via… Cosa ha impedito sino ad oggi alla Giunta di deliberare il risarcimento di questi danni, visto che le risorse ci sono.
PRESIDENTE. Per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Io tengo a precisare che l'accertamento dei danni è una cosa abbastanza complessa perché, come giustamente metteva in evidenza l'onorevole Marrocu poc'anzi, il risarcimento è in funzione della razza, dell'attitudine dell'animale, dell'età dell'animale, se si tratta della linea vacca vitello piuttosto che di una razza per il grasso, piuttosto che una produttrice di latte. Questi accertamenti evidentemente sono stati ultimati qualche giorno fa da parte dell'assessorato alla sanità per il tramite degli assessorati competenti, rispetto ai quali è in corso di quantificazione complessiva del danno che in via presuntiva si pensa possano essere intorno ai 700 mila euro alla data odierna, ma colgo ancora l'occasione per rimarcare che quella epizoozia era una epizoozia assicurabile, prevista dal piano assicurativo, i relativi allevatori interessati avrebbero potuto assicurarsi questa epizoozia al costo di 2 euro per capo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Prima avevo rinunciato perché c'era il parere positivo della Commissione e della Giunta, chiedevano soltanto un cambio per quanto riguarda il capitolo, noi stiamo parlando del mancato reddito, non stiamo parlando della parte riguardante la sanità, ci sono soltanto in Goceano 54 aziende in cui è accertato il fatto che questi imprenditori agricoli sono danneggiati dalla TBC bovina, è un emendamento che chiaramente va nella direzione generale, non risponde esclusivamente alle questioni del Goceano, da lì siamo partiti per dire che è necessario un fondo per il mancato reddito che dia risposta, in Sardegna, al tema della TBC bovina. Quindi, tutta la parte riguardante la sanità non c'entra nulla, quindi l'emendamento rimane in piedi, deve essere votato e, a mio giudizio, deve essere anche finanziato perché è uno degli elementi più importanti in questo momento che sta mettendo in ginocchio tutto il comparto bovino in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Bene, io non ho difficoltà ad ammettere che sotto certi aspetti l'assessore Foddis ha perfettamente ragione: i nostri allevatori dovrebbero, in qualche maniera, acculturarsi e non aver paura di spendere qualche migliaio di euro per poi avere i danni assicurati. Però, l'emendamento parla di danni, ha ragione il presidente Licheri, e i danni non li hanno sopportati solo gli allevatori del Goceano, ma bensì li hanno riscontrati tutti quegli allevatori che a causa della tubercolosi bovina non hanno potuto far partire i vitelli da ingrasso in continente e stiamo parlando di centinaia di aziende che non riguardano solo il Goceano, ma che vanno sino all'alta Gallura. Per cui, la quantificazione di 600 mila euro è nata anche da incontri avuti nel territorio, anche con i tecnici, che stimavano in questa cifra l'ipotetica cifra da rimborsare per i danni subìti, per i danni subìti dagli allevamenti, danni e anche il blocco animale. Quindi, io sono del parere che l'emendamento deve essere approvato così com'è stato proposto, dopodiché la Giunta, nel caso in cui non dovessero bastare i fondi proposti, ha tutti gli strumenti atti ad incrementare gli stessi fondi ed affrontare quella che è diventata una emergenza per l'hinterland di tutta la provincia di Sassari, l'importante è che si intervenga e che si intervenga subito, restando il fatto che è necessario, giustamente, istruire e acculturare gli allevatori affinché d'ora in avanti pensino doverosamente, almeno per alcuni aspetti, ad assicurare contro epizoozie e contro eventi del genere i loro allevamenti. Sarebbe bene che questo venga fatto anche per fare risparmiare soldi all'economia pubblica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, mentre distrattamente ascoltavo l'Assessore che parlava, ho avuto un sussulto, l'Assessore ha avuto l'ardire di dire una cosa che assolutamente, a mio parere, non è condivisibile, perchè sembra quasi che la tua colpa di questa epizoozia che si è diffusa sia degli allevatori e di tutte le conseguenze che ne arrivano. E no, Assessore, lei sorride, ma non è proprio così! Perchè in quest'Aula sono state presentate tutta una serie di interrogazioni riguardanti la tubercolosi, avvisando l'assessore Dirindin sul fatto che in Sardegna c'è una recrudescenza di tubercolosi umana, tutte evenienze negate dall'Assessore, dei focolai di tubercolosi polmonare, intestinale e l'avvio della tubercolosi intestinale passa sempre attraverso la tubercolosi bovina. Su questo tema della tubercolosi bovina in Sardegna si sono spesi molti soldi di denaro pubblico nelle campagne di eradicazione della tubercolosi e questa tubercolosi, che era stata dichiarata in pompa magna assolutamente eliminata dal territorio della Sardegna, quindi un grande risultato raggiunto perché da quel momento in poi tutto il patrimonio bovino della Sardegna avrebbe dovuto valere molto di più, è stato inficiato dalla negligenza di una Giunta che si è dimenticata di vigilare sull'ingresso dei capi bovini infetti, perché la tubercolosi bovina è ritornata in Sardegna con i capi bovini infetti, verso i quali voi dovevate vigilare attraverso le strutture della Regione che non avete creato, nonostante di allarmi che da moltissimi anni vengono lanciati in quest'Aula per evitare che arrivino le innumerevoli malattie che già sono entrate in Sardegna! Gliene potrei citare a memoria una ventina che sono accadute almeno in questi ultimi trent'anni, Assessore. Quindi, i colpevoli siete voi, non sono gli allevatori che non hanno voluto spendere uno o due euro a capo per assicurarsi, perché non avrebbero comunque evitato i danni, ci sarebbe stato sempre un colpevole per un'epidemia che si diffonde per una negligenza! In ogni caso, Assessore, gli allevatori, in questo periodo, non se la passano troppo bene, anche per i fondi che avete perso, anche per tutte le opportunità che vengono loro negate, è così, Assessore, dispiace dirlo, lei può sorridere quanto vuole, però io penso che l'Aula farebbe bene a prestare più attenzione a un problema come questo che ha risvolti sociali senz'altro sulle famiglie degli agricoltori, ma economici su tutto un settore importante della Sardegna che potrebbe essere trainante e che, ahimè, sia per le conseguenze della lingua blu, sia per questa epizoozia, langue.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Grazie, Presidente. Il mio intervento sarà molto breve per aggiungere il mio modesto sostegno all'emendamento numero 1, significando ai colleghi il fatto che siamo davanti a una di quelle rare occasioni nelle quali, con tempestività, si riesce a fronteggiare e a dare risposta adeguata e concreta ad una problematica quale quella indicata nell'emendamento, che richiede tempestività. Quindi, l'iniziativa della Commissione, mi pare in modo unanime e in modo condiviso, credo debba essere apprezzata e quindi auspico un atteggiamento favorevole di tutto il Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Assessore, Presidente, sono favorevole all'emendamento, però io volevo fare un'altra considerazione, Assessore. La considerazione riguarda le valutazioni che lei ha fatto in merito all'emendamento. Io, per dire la verità, non condivido l'idea che uno basta che si assicuri e quindi non c'è bisogno che la Regione intervenga, perché secondo questo ragionamento uno si dovrebbe assicurare per tutte le cose e quindi la Regione se ne lava le mani sempre e comunque. Allora, io sono contro questa logica perché è impossibile che uno si assicuri, può pensare di assicurarsi un allevatore per un possibile mancato reddito? Non è possibile, perché allora si dovrebbe assicurare per mille altre cose, non sono 2 euro, se si dovesse assicurare non gli basterebbe sicuramente neanche... Allora, io credo che le assicurazioni ci sono, ma ci sono per determinate situazioni, non certo per tutto, come sta dicendo lei. Quindi, quando non si vuole fare nulla, se noi vogliamo dire questo, io credo che noi stiamo facendo un grave errore e un grave danno nei confronti di queste popolazioni, perché io ho sentito il presidente Soru, due anni fa, che è andato nella zona di Fonni dopo che è successo un temporale e ha detto ai pastori che si lamentavano e chiedevano aiuti: "Ma potevate assicurarvi". Ma io credo che non sia questo il modo per affrontare certe situazioni. Allora, ci sono situazioni di emergenza che non dipendono sicuramente dall'allevatore, e chiudo, anche perché vedo che il tempo è scaduto, credo che non sia corretto rispondere in questo modo, "Basta che vi assicuriate e il problema è risolto". Certe situazioni bisogna affrontarle, bisogna quantificare i danni effettivamente perché c'è una situazione di totale confusione in tutta questa materia e credo che se avessimo avuto dati chiari su tutti questi danni e su altre questioni che stiamo discutendo, forse avremo fatto più in fretta e avremo fatto sicuramente un lavoro migliore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Presidente, grazie. Per sostenere l'emendamento numero 1 ed annunciare il voto favorevole. A me pare che la problematica contenuta in quest'emendamento sia una problematica assolutamente meritevole di attenzione, e che i nostri allevatori siano in grosse difficoltà, per cui il risarcimento per eventuali danni da tubercolosi bovina ci pare opportuno. L'importo previsto nell'emendamento numero 1 riteniamo che, in questa fase, sia un importo sufficiente, piuttosto chiedo di valutare se non sia più logica la dicitura "imprenditori agricoli", ritrasformarla o comunque interpretarla come "allevatori".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie signor Presidente. Brevemente, per dire che voterò a favore di quest'emendamento, anzi intendo porre la mia firma a questo emendamento, anche perché ritengo che sia una richiesta legittima, e me ne dispiace che l'Assessore, veramente, non voglia rispondere positivamente, unitamente alla Giunta, nel senso che l'importo non è un importo eccessivo, stiamo parlando di 600 mila euro. Tra l'altro si vuole intervenire, si vuole risarcire tutti coloro, gli allevatori, tutti coloro che eventualmente la certificazione, rilasciatagli dagli uffici provinciali dei veterinari, certifica che realmente quei danni sono stati subiti. Non è che si sta chiedendo assistenza a pioggia di interventi per gli allevatori, si sta chiedendo di risarcire i danni realmente subiti e certificati, e quindi lei a tutti gli strumenti per verificare se ci sono le condizioni o meno. Quindi su questo emendamento, intendo sostenerlo e quindi votarlo a favore.
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Io chiedo scusa ai signori consiglieri, ma dagli interventi successivi mi è sembrato di capire che non abbia avuto la capacità di esprimere il pensiero della Giunta. E allora, nel confermare che su questo emendamento la posizione della Giunta è favorevole, mi corre l'obbligo però di riprendere un concetto che deve essere estremamente chiaro. Noi non vogliamo attribuire responsabilità alcuna agli allevatori, che sono vittime di queste situazioni, però c'è un orientamento comunitario e nazionale, recepito anche dalla Sardegna, che dice: "laddove il danno è assicurabile", si ha sempre più difficoltà a farsi apprezzare il risarcimento. Questo Consiglio, da ormai tre anni, dedica risorse significative affinché i premi assicurativi dell'assicurazione prevista, e con tutti i rischi a livello nazionale, possano essere facilmente sopportati da parte degli agricoltori e degli allevatori. Esistono quindi! Ma i Consorzi di difesa, i Consorzi dei produttori quindi, i Consorzi che sono gestiti dai produttori stessi, e che gestiscono il rapporto assicurativo, sanno bene quali sono le varie fitopatie, quali sono le varie epizoozie, anche la mancata resa, caro onorevole Ladu, la mancata resa, il pluri-rischio, sono una miriade di opportunità che l'agricoltore e l'allevatore deve saper cogliere, perché la norma, gli orientamenti comunitari dicono che, laddove il rischio è assicurabile, non sarà più possibile risarcire. Quindi non è che la Giunta si vuole sottrarre alla sua responsabilità di intervenire, interviene ancora una volta, è d'accordo su quest'emendamento, la norma c'è già peraltro, però dobbiamo capire ed orientarci, affinché vengano utilizzati gli strumenti innovativi, che l'imprenditore agricolo, oggi, deve saper utilizzare, peraltro quasi a totale costo della collettività. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1, che include l'emendamento numero 234.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Petrini ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Petrini - Pileri - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: Il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 53
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 53
(Il Consiglio approva).
Emendamento 227, era sospeso, col parere negativo della Giunta regionale.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, ci si rimette all'Aula per questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Sì, noi abbiamo presentato quest'emendamento a favore dei fungicultori, per i danni provocati dall'attacco del patogeno "Trichoderma harzianum", sia negli anni 2006, sia nel 2007. Ora bisogna capire quali sono le rassicurazioni della Giunta e dell'Assessore, perché di questo tema va interessata anche l'agenzia AGRIS, che deve certamente avviare uno studio scientifico per comprendere quali sono le cause che provocano questo patogeno. Quindi, vogliamo capire qual è la risposta della Giunta, se effettivamente si sta facendo uno studio in merito, e capire quali sono i tempi, e se quindi, subito dopo lo studio, ci sarà un intervento anche di tipo finanziario per questi operatori del settore. Ad oggi, non abbiamo questa conferma, quindi è importante capire che cosa pensa l'Assessore, perché non vorremmo che il Trichoderma "harzianum" diventi Trichoderma "anzianum", e cioè passi troppo tempo, e quindi certificare la morte di queste aziende.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ma, certamente la fitopatia è una fitopatia che in Sardegna non è usuale, e sulla quale AGRIS si è prontamente interessata, affinché possa arrivare ad interpretare l'origine di questo problema, che è stato scoperto da un'università del continente, e quindi si stanno avviando delle collaborazioni direttamente con gli esperti, affinché si possa non soltanto individuare, ma prevedere delle azioni di prevenzione da un punto di vista fito-sanitario. Il problema non è esclusivamente agricolo, è un problema scientifico molto complesso, ma anche su questa partita stiamo verificando, col Ministero dell'agricoltura, la possibilità di inserire questa particolare fitopatia tra i rischi, anch'essi, assicurabili. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Licheri, ritira?
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Per una volta siamo soddisfatti, e quindi ritiriamo l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licheri, per la comprensione.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 495. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 126 non ha una disponibilità sufficiente.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 49.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Brevemente, Presidente, per chiedere il voto elettronico palese. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Brevemente, non ruberò tempo. E' solo per ricordare la situazione di drammaticità in cui vivono gran parte degli imprenditori agricoli della Sardegna. Ora, se si riuscisse in qualche maniera e misura, non solo con questo emendamento, a trovare soluzioni che sveltiscano la spesa della Regione consentendo di far arrivare i contributi e i finanziamenti alle imprese agricole, probabilmente riusciremmo ad agevolare anche in misura ridotta, ma certamente importante, quelle che sono le situazioni di difficoltà che vive questo settore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Come ben sanno anche i colleghi, se c'è una strada che è in salita è proprio che sia incaricata la SFIRS, che è una banca, quindi sottostà alle leggi dalle banche e al controllo del Banco d'Italia, per quanto riguarda quest'obiettivo. Il problema dell'indebitamento delle aziende agricole però è un problema vero, serio… quindi, io invito a ritirare l'emendamento ed eventualmente invece su questo tema proporrei un ordine del giorno del Consiglio che sia di mandato politico all'azione che la Giunta sta facendo anche col Governo, a seguito anche della normativa approvata dallo Stato nella finanziaria per consentire di affrontare il tema dell'indebitamento e delle aziende all'asta, che tra l'altro come vediamo tutti i giorni sono… in modo che ci sia il supporto politico all'azione del Governo da parte del Consiglio regionale. Quindi, io invito il collega a ritirare l'emendamento e a predisporre un ordine del giorno finale di questo Consiglio sul tema dell'indebitamento, perché probabilmente la strada non è quella indicata in quest'emendamento ma è un'altra strada, di cui discuteremo successivamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Questo è uno degli argomenti sui quali siamo intervenuti nel dibattito generale relativo all'articolo 7. E' un problema che rischia di assumere aspetti di drammaticità, io convengo con le considerazioni che faceva adesso l'onorevole Marrocu, che questo non è un modo risolutivo del problema perché rischierebbe in ogni caso un impugnativa. Però, al di là della generica affermazione di un impegno a votare un ordine del giorno, attraverso il quale non riesco a comprendere a quale impegno si sottoponga poi la Giunta regionale, io gradirei molto se l'assessore Foddis, in modo molto rapido, riuscisse ad illustrarci la situazione e ad illustrare anche, al Consiglio regionale, eventuali iniziative che può fossero all'esame della Giunta per porre riparo a questa situazione abbastanza drammatica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Cortesemente, allentatelo questa roba perché finisce che si spezza. Io non sarei intervenuto ma intervengo provocatoriamente, allora io ho presentato un emendamento quasi similare allora, da cosa nasce l'emendamento? L'emendamento io l'ho presentato in Commissione articolato, con nove articoli per essere chiari, non così striminzito, da cosa nasceva? Nasceva da una dichiarazione che ha fatto il Presidente in pubblico assieme all'Assessore nella quale ha affermato che avrebbe fatto carico alla SFIRS di intervenire sui debiti in agricoltura. E' chiaro che la SFIRS non può intervenire perché come ha detto Marrocu è soggetta al controllo della Banca d'Italia, però è chiaro anche che la SFIRS può creare un soggetto terzo che possa acquisire i crediti maturati dalle altre banche e quindi poi con una operazione, l'ha detto anche l'Assessore, con un'operazione prettamente bancaria non interessando in alcun modo la Regione e quindi non interessando in alcun modo eventuali provvedimenti di censura da parte dell'Unione Europea, può benissimo acquistare i crediti, le società di factoring di solito li acquistano, attorno al 30 per cento per essere chiari, dalle banche, quindi rimettere i crediti sul mercato ridando giustamente dando la possibilità agli agricoltori e allevatori di acquisire un prestito ammortizzato, magari dai cinque ai quindici anni indipendentemente dalla consistenza del debito, e quindi mettendo a tasso di riferimento o a tasso legale gli allevatori, in condizione di ridare indietro i soldi alle banche, ammortizzandoli in quindici anni. Ecco quindi, però per far questo è indispensabile e necessario capitalizzare la SFIRS, allora le cose sono due non si può andare a dire facciamo intervenire la SFIRS e poi buttando una pietra nel lago, se così è che la Giunta predisponga un provvedimento affinché ciò avvenga e affinché la SFIRS sia capitalizzata, affinché si faccia l'operazione che testé ho illustrato nella dichiarazione. Perché non c'è altra possibilità di fare intervenire la SFIRS se non questa. Mi domando anche perché non sono state abbinate a questo gli altri due emendamenti similari che sono presenti, proprio simile a questo, che parlano di ricapitalizzazione e io ho integrato con l'ammortamento. Ecco perché sto intervenendo. Quindi, non è un discorso da affrontare in finanziaria ma se le cose si dicono devo essere mantenute, perché credo che questi agricoltori abbiano avuto già delle prese in giro non più sopportabili. Il problema esiste, bisogna affrontarlo subito nell'immediato senza perdere ulteriore tempo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Brevemente ne approfitto per dire che condivido perfettamente ciò che diceva il collega Marrocu, io non avrei alcun problema, come credo tutti gli altri colleghi che hanno firmato l'emendamento a ritirarlo, sempre che l'Assessore degni almeno qualcosa… nel senso che anche lui confermi ciò che ha chiesto il Capogruppo della maggioranza. Poi, relativamente a ciò che è iscritto, credo che gli emendamenti non vadano valutati né a peso né tanto meno in base alle righe che si iscrivono, ma quello che conta è la sostanza, quello che conta è richiamare il problema, a questo miravamo e ci siamo riusciti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente. Anche io condivido l'idea suggerita dall'onorevole Siro Marrocu di un ordine del giorno, però oggettivamente esiste una condizione tale di disagio, di preoccupazione, di disperazione in molte famiglie per cui chiedo che negli indirizzi di carattere politico, che verranno inseriti in quest'ordine del giorno, si stabilisca in questo caso davvero una data entro la quale si provvederà a far fronte a questioni che ormai sono annose e che stanno indebolendo tutto il nostro sistema creando veramente condizioni particolarmente delicate. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Grazie signor Presidente. Signori consiglieri in relazione a questa partita, una partita estremamente complessa e difficile, abbiamo comunque il dovere di essere particolarmente chiari e trasparenti onde evitare che si creino aspettative che poi non siamo nelle condizioni di poter soddisfare. Quando si parla di indebitamento in agricoltura dobbiamo individuare di quale indebitamento parliamo, la situazione per quanto riguarda la Sardegna al 31/12 del 2006, ultimo dato Istat che abbiamo attendibile, ci diceva che il debito complessivo era intorno ai 700 milioni per tutta l'agricoltura, la silvicoltura la pesca. In questi 700 milioni circa vi erano compresi quelli che erano l'indebitamento fisiologico di tutte le aziende, c'erano invece 198 milioni di contenzioso. All'interno di questo contenzioso, vi erano attribuibili alla ex legge "44", partite in contenzioso per circa 80 milioni di euro a valere sull'articolo 5, laddove la legge si era impegnata ad intervenire con i contributi sugli interessi e a valere, invece, sulle garanzie prestate ex articolo 1, dove c'era la garanzia diretta della Regione. I valori sono relativi a circa 230 posizioni appartenenti a tutto al gruppo B per Banco di Sardegna, stante il fatto che originariamente, le aziende che hanno acquisito mutui a valere su quelle opportunità erano 4734, ma di queste… volevo dire 4947, di queste 4784 Banco di Sardegna. Quindi il Banco che aveva oltre il 90 percento delle posizioni contabili. Ed è per questo che con il Banco di Sardegna si è trovata un'intesa per cui quegli 80 milioni complessivi che sono a fronte di 230 posizioni, quindi 85 milioni 0.75 mila e su quello che si sta applicando l'intesa che è stata raggiunta con il Banco di Sardegna. Tengo a precisare che l'intesa è stata, come posso dire, accompagnata dalla Giunta regionale, dal Presidente, dal sottoscritto e dal Ministero, ma l'operazione è un'operazione di carattere privatistico perché altrimenti non poteva essere, quindi lo sconto sul capitale al 20 percento, la rimodulazione sul tasso degli interessi riportando al tasso di interesse legale tempo per tempo è un onere che si è accollato direttamente il Banco di Sardegna, non c'è quindi intervento pubblico, perché non potrebbe esserci. Non avremo copertura con aiuti di Stato. Su questa partita, che è ed depurata di questi sconti che accennavo, portano l'esposizione complessiva a 50 milioni di euro è in corso una (…)diligens tra il Banco di Sardegna, la SFIRS per verificare la bontà delle pretese del Banco ma soprattutto per verificare la capacità del singolo produttore di poter essere rimesso nelle condizioni di produrre e magari con dei limiti di intervento finanziario mirate ad hoc affinché questi possano riprendere ed essere reinseriti in produzione, produrre reddito, utile un cache poi in grado di restituire gli interessi, che chiaramente una rimodulazione del mutuo anche quindicennale comporta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, per dire che noi ritiriamo l'emendamento, ma con l'auspicio che la dichiarazione dell'onorevole Marrocu non sia quella per cui un ordine del giorno non si nega a nessuno. Certo che le dichiarazioni fatta adesso dall'Assessore rimetterebbero in pristino ben altro come argomentazioni anche legandole alla SFIRS e alla propria capacità di intervento nel riguardo. Però il problema che resta serio, pressante, forte è quello che c'è un indebitamento di un settore importante, che è quello dell'agricoltura in Sardegna, e l'imprenditoria va salvaguardata. Credo che su questo la Giunta farebbe bene ad aprire ulteriormente gli occhi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Un secondo, Assessore, io voglio un attimino la sua attenzione alcune cose. Primo è necessario stare attenti che non vengano inclusi nel caso della trattativa solo i debiti divenienti dalla legge numero 44, perché non è solo la legge numero 44 ci sono debiti divenienti anche da prestiti normali. E siccome lo stato di crisi riguarda tutto. Primo. Secondo è indispensabile verificare e stare attenti affinché il Banco, che nel corso di questi anni chiaramente ha giocato come ha voluto giocare con gli allevatori, parlo degli interessi, dove ci sono anche casi di anatocismo da appurare, giustamente non giochi in questo caso. Terzo è chiaro che lì la SFIRS non può intervenire come ho detto, è necessario che si crea un soggetto terzo perché deve essere un rapporto, come ha detto lei, privatistico deve essere un rapporto privatistico. Quinto, è necessario verificare che le aste vengano effettivamente bloccate, abbiamo visto l'esempio di tre giorni fa, è stata bloccata. Quindi è necessario intervenire presso il tribunale affinché le aste vengano bloccate, prima che si concluda tutta l'operazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Possiamo votare. E' stato ritirato.
Passiamo all'emendamento numero 19, a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 973, sull'uno e sull'altro c'è il parere negativo della Commissione e della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente, prego l'attenzione dell'Assessore. Questi emendamenti riguardano le competenze dell'istituto zooprofilattico. Noi sappiamo perfettamente che la nuova normativa sulla sicurezza alimentare conferisce ormai, dà all'allevatore, responsabilità legali rispetto alle caratteristiche igieniche e sanitarie dei propri prodotti, dei prodotti praticamente che produce in azienda. In quest'ottica l'allevatore sempre di più viene chiesta, in base alla normativa, vengono chiesti una serie di adempimenti, talvolta anche gravosi e impegnativi dei quali molte volte, stante, giustamente il grado di cultura non così eccelso dell'allevatore, l'allevatore spesso non riesce a sopperire, e comunque anche difficilmente può sinceramente rispondere. Sicuramente una realtà come quella pastorale sarda la dove noi sappiamo non esistono quasi, o comunque nella maggioranza dei casi, non esistono aziende razionali tali che possano appunto sopperire a queste incombenze. Ora dico questo, in una situazione di autocontrollo aziendale, che è finalizzata alla sicurezza alimentare dei prodotti è richiesto che cosa, un approccio multi disciplinare laddove infatti interviene sia LAORE, sia l'AGRIS per le competenze. L'ultimo esempio che abbiamo a rafforzare la mia tesi qual è, la tubercolosi bovina. Allora non abbiamo in Sardegna l'istituto zooprofilattico sperimentale, che non può essere relegato a un istituto di analista, solo fare analisi di sieri, analisi di sangue, analisi. E' indispensabile questa struttura dal momento che la Regione sopperisce a nominare il consiglio di amministrazione, sopperisce al suo mantenimento sopperisce al suo funzionamento, domanda è questa: perché non si utilizza l'istituto zooprofilattico di concerto con l'assistenza tecnica di LAORE, laddove è indispensabile, necessaria affinché venga fatta un'opera di prevenzione reale negli allevamenti e affinché non possa succedere quello che è successo attualmente con la tubercolosi bovina. L'ha detto poc'anzi è necessario che gli allevatori e gli agricoltori si attrezzino di strumenti innovativi. Noi gli strumenti li abbiamo con l'istituto zooprofilattico allora la richiesta è questa, dare all'istituto zooprofilattico la competenza di intervenire proprio di concerto con le altre agenzie che operano nel settore affinché, appunto, l'opera di prevenzione, di controllo e di sensibilizzazione sia completa, dal momento che li abbiamo i tecnici che non fanno altro che a fare analisi di sieri analisi di sangue e quando invece possono essere utilizzati direttamente sul campo assieme all'assistenza tecnica. Questa è la richiesta e credo che sia una richiesta così campata in aria. E' una richiesta pratica, operativa e che darà i suoi frutti proprio sull'igiene animale, sull'igiene dei prodotti su quanto riguarda attualmente la cronaca attuale. Mi rivolgo alla tubercolosi proprio bovina. Grazie.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 963 è in votazione… chi è favorevole…
RASSU (F.I.)…. anche se avrei rivoluto una risposta dall'Assessore, è stata chiesta una risposta…
PRESIDENTE. Assessore deve dire qualcosa, magari lo ritira l'onorevole Rassu, no? Allora… onorevole Rassu sembriamo a lascia e raddoppia, sembriamo a domanda risponde…dai.
Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Volevo solo dare atto di una cosa, che stiamo parlando dell'istituto zooprofilattico la cui competenza è del Ministero della sanità, noi non possiamo dare incarichi al Ministero della sanità, noi possiamo auspicare nella collaborazione che loro collaborino, ma questo già avviene. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene, diciamo che l'Assessore ha parzialmente risposto, non siamo ad un question time, quindi andiamo avanti se i colleghi intendono mantenere l'emendamento mettiamo in votazione l'emendamento, chi sostiene la richiesta dell'onorevole Rassu?
(Appoggiano richiesta i consiglieri Ladu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 973.
(Segue la votazione)
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Lai Silvio ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Dedoni - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Liori - Lombardo - Marracini - Murgioni - Petrini - Pileri - Rassu - Sanjust.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 54
astenuti 2
maggioranza 28
favorevoli 12
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 19. Onorevole Rassu, cosa fa? Tra l'altro il suo voto era nullo, prima, era verde. Ritira l'emendamento? Onorevole Rassu.
Abbiamo votato l'emendamento sostitutivo parziale, il numero 973. Cosa fa, lo ritira?
Onorevole Silvio Lai, il suo voto era nullo, come ha votato?
LAI SILVIO (P.D.). Rosso.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu.
RASSU (F.I.). Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie.
Passiamo agli emendamenti numero 239 e 419, sono simili, il 419 contiene però anche una collocazione del servizio nella città di Ozieri, e su questo c'è qualche problema quindi eventualmente eliminiamo questo ultimo comma dell'emendamento numero 419.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente, molto velocemente, intanto per esprimere il voto favorevole a questo emendamento ma anche per evidenziare che c'è una proposta di emendamento orale: alla terza riga, dopo le parole "sono assunte" c'è scritto "a far data dall'approvazione della presente legge", le parole "a far data dall'approvazione della presente legge" si vorrebbero sostituire con le parole "entro 60 giorni, sulla base di apposito decreto dell'Assessore dell'agricoltura".
Detto questo, si rende necessario, questo emendamento, stante le caratteristiche di questo Istituto, che è noto e sappiamo ha una sua rinomanza che va anche oltre quelli che sono i confini regionali, e che questa esigenza nasce in particolar modo dal fatto che sviluppa, almeno in massima parte, la sua attività in attività di promozione e di ricerca relativamente allo sviluppo del settore equino. In funzione di questo nascono queste esigenze, in funzione di questo già altre volte, ancor prima di ora, era stata proposta, anche con l'accoglienza da parte della Giunta, già dall'anno scorso una proposta e quindi un'ipotesi di trasferire tutte quelle che sono le funzioni svolte dall'attività dell'Istituto di incremento ippico, dall'attuale agenzia LAORE all'agenzia AGRIS.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Intervengo chiaramente su tutti e due gli emendamenti, non solo sul mio. Chiedo che il 419, il secondo comma, venga cancellato in quanto norma intrusa. Credo che questi due emendamenti che hanno ambedue lo stesso scopo che è quello, come ha precisato il collega Masia, di portare dall'agenzia Agris il Dipartimento dell'incremento ippico dato che l'Istituto di incremento ippico non fa assistenza tecnica vera e propria come l'agenzia LAORE ma bensì è un istituto, nella sua conformazione, nella sua natura, per i compiti e le funzioni che svolge, un istituto principalmente dedito alla ricerca. Anche se sembra una cosa abbastanza leggera, quando un allevatore porta la sua fattrice all'Istituto affinché questa venga fecondata, è l'Istituto che decide quale stallone, di quale linea, per ottenere quel determinato prodotto da dare a quella fattrice, questo dice in sintesi quale può essere uno degli aspetti dei compiti dell'Istituto di incremento ippico.
Attualmente l'Istituto, almeno nei suoi compiti, nell'agenzia LAORE si vede un po' messo all'angolo in quanto non riesce ad esplicare completamente quelle funzioni che gli sono devolute. Ecco, magari, con la nascita delle agenzie probabilmente al momento non si è valutato bene questo aspetto, peraltro in Commissione con l'Assessore questo aspetto era stato rimarcato e messo in evidenza e c'era stata già da allora la disponibilità ad esaminare il fatto. Oggi, con questi due emendamenti, con il 419 e con il 239, si vuole dare risposta a questa esigenza pratica che ha l'Istituto di incremento ippico affinché lo stesso venga inquadrato nell'agenzia AGRIS e non più nell'agenzia LAORE. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (P.D.). Grazie. Per esprimere il parere favorevole per l'emendamento 239 e per esternare, non dico le preoccupazioni o le perplessità, ma perlomeno per dare conto della complessità di questo processo, perché il Dipartimento dell'incremento ippico, che la legge 13 ha definito in un certo modo e per il quale sono state riconosciute anche le funzioni, diciamo la mission del Dipartimento stesso, non può essere riconducibile solo ed esclusivamente alla ricerca, perché vi è ricerca, vi è promozione ma anche valorizzazione. La storia dell'Istituto di incremento ippico è una storia un po' complessa, quasi atipica, che, a voler essere precisi, non si colloca perfettamente né in LAORE né in AGRIS. Da questo punto di vista, credo che l'emendamento debba fare riferimento non solo all'articolo 20 ma in qualche modo debba fare riferimento anche all'articolo 15, in modo particolare al comma 2 lettera b), perché queste funzioni, che sono di ricerca applicata ma di promozione e di valorizzazione, che è al confine anche con l'esperienza di tipo sportivo, in certi casi, e in certi altri casi anche di tipo turistico, beh, questa funzione deve andare completamente in AGRIS, cioè AGRIS, in qualche modo, accogliendo in questo momento il Dipartimento dell'incremento ippico sta di fatto assumendo una funzione nuova, in qualche modo. Ma questo sarebbe successo comunque, dovunque il Dipartimento di incremento ippico fosse andato a finire, perché la storia dell'incremento ippico presenta questa caratteristica per cui non è possibile, in nessun modo, la semplificazione. A queste condizioni, cioè nella consapevolezza che AGRIS accogliere questo pacchetto complessivo e si impegna perché tutto venga incrementato e sviluppato, credo che sia possibile votare positivamente per questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. Sulla proposta di emendamento orale dell'onorevole Masia, solo per dire che è sufficiente parlare di "entro 60 giorni", tutto il resto, la procedura, è automatica.
PRESIDENTE. Va bene: "sono assunte entro 60 giorni dall'approvazione della presente legge", senza specificare che verrà fatto con provvedimento dell'Assessore dell'agricoltura.
(E' approvato)
L'emendamento numero 20 era già incluso.
(Non è approvato)
(Non sono approvati)
L'emendamento numero 510 è sospeso, e non indica la copertura. E' ritirato.
Emendamento numero 233.
MARROCU (P.D.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, ritiri i suoi. Capisco che lei sia un grande Capogruppo, ma ancora non le hanno dato la delega per tutti.
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Non comprende anche la Sinistra Arcobaleno, per il momento si ferma al Partito Democratico.
Gli Uffici ci dicono che i fondi ci sono. Siccome l'ARPA, che è l'associazione provinciale allevatori, viene finanziata con fondi ministeriali, che coprono però quasi sempre dal 70 all'80 per cento della funzione regionale, che però è diversa dai parametri nazionali, parliamo di veterinari che intervengono sul campo, sia sui capi bovini, ovini, caprini. Per superare questo emendamento, occorre però un decreto dell'Assessorato del bilancio, della programmazione, chiaramente sotto l'invito dell'Assessorato dell'agricoltura, che copra il 100 per cento del costo complessivo del servizio, attraverso un'integrazione che deve essere fatta, però, in base allo studio regionale che è diverso da quello nazionale. Quindi, se c'è un impegno, poiché i fondi ci sono, dell'Assessore del bilancio e dell'Assessore dell'agricoltura, in questo senso, abbiamo risposto al problema.
PRESIDENTE. Va bene, quindi è ritirato.
C'è un impegno, annuivano tutti gli Assessori contemporaneamente.
E' ritirato.
Colleghi, abbiamo distribuito quell'emendamento che l'Assessore ha proposto, un emendamento orale che abbiamo scritto, e che era al comma 14, che diceva: "L'articolo 16, di cui alla legge regionale numero 21 del 14 novembre 2000, continua ad applicarsi sino alla data del 31 dicembre 2013". Lo devo mettere formalmente in votazione.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Emendamento numero 861. Ritirato? Era sospeso.
Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Infatti, Presidente, l'emendamento numero 861, sia il relatore che l'Assessore avevano chiesto di sospenderlo perchè, nel frattempo, si doveva fare una verifica, e capire se c'erano le risorse per far sì che i consorzi di bonifica, nelle more e in attesa che si arrivi e si determini la riforma che ormai è quasi pronta, possono far fronte alle situazioni nelle quali si trovano sino a questo momento. Mi risulta che si è lavorato, e che sia la Giunta sia la quinta Commissione abbiano trovato una sintesi e una mediazione, e quindi credo, signor Presidente e Assessore, se ci sono le condizioni, di leggere e affrontare la questione così come è stata definita.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calledda. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Per chiedere la sospensione dell'emendamento numero 861. Il testo nuovo abbiamo bisogno di… lo sospendiamo e arriviamo poi al testo. Chiedo la sospensione.
PRESIDENTE. E' sospeso.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 826 è intruso e inoltre è decaduto.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Emendamenti numero 257 e 436. C'è l'invito al ritiro. L'emendamento numero 436 è privo della copertura finanziaria e decade.
Emendamento 257.
Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Faccio una dichiarazione unica per gli emendamenti dal numero 257 al numero 437. L'invito al ritiro può anche essere accolto se però, assessore Rau…
Le ragioni, i contenuti di questi emendamenti sono stati illustrati nella seduta di ieri sera. C'era un clima molto familiare, mi è sembrato di aver colto da parte sua elementi di interesse per le valutazioni e per le osservazioni che avevamo fatto. Penso che le crisi di settore, soprattutto per quanto riguarda quello del granito e quello del sughero, al di là di quello che è il destino di questi emendamenti, che sottrarremo all'attenzione dell'Aula e che ritireremo, meriti, per le sue competenze, anche per il suo dichiarato interesse, che siano chiariti quelli che sono gli interventi di sostegno a questi settori in crisi, ricchi di potenzialità. Le formulo comunque questa richiesta tenendo conto anche della sua risposta e degli elementi che lei ha prospettato all'attenzione del Consiglio, relativamente all'esigenza di contestualizzare l'articolo 6 in una logica più ampia di carattere generale dell'interpretazione, e io vorrei che lei riconoscesse che questi emendamenti, così come sono formulati - faccia eccezione per quello della bertonite, che ha aspetti più complessi - rispondono a quei criteri di competitività, di ricerca, innovazione, internazionalizzazione, qualità e certificazione delle risorse, che sia il sughero che i graniti sardi hanno, in un momento in cui pare che, per quanto riguarda i graniti si stia invertendo la tendenza, e addirittura i cinesi stiano acquistando i nostri graniti, riconoscendone la qualità, per quanto riguarda il sughero, è sicuramente un settore degno di attenzione per la certificazione, per la qualità e per tutta una campagna necessaria di promozione dei prodotti, non solo del tappo del sughero, ma di quelli diversificati, con un'attenzione a un settore che vive, sì, la parcellizzazione delle aziende, ma merita sicuramente le sue riflessioni.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lai.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.
RAU, Assessore tecnicodell'industria.Grazie, Presidente, onorevoli. Condivido gli interventi che l'onorevole Lai ha inserito, ma vorrei precisare che ci sono già in essere degli strumenti che possono adempiere a queste finalità che sono scritte negli emendamenti. In particolare, per quanto riguarda le certificazioni di qualità e l'innovazione tecnologica, che anche dall'intervento dell'onorevole Lai è stato messo come uno dei principali fabbisogni di questi comparti che sono strategici, esistono delle leggi che sono anche facilmente utilizzabili, per esempio la "598", che questa finanziaria in parte cofinanzia e una parte di questi fondi vengono anche trasferiti dallo Stato. Quindi abbiamo capienza, è una legge che funziona e anche le procedure sono molto snelle da parte delle imprese. Inoltre per quanto riguarda il comparto lapideo, quindi anche naturalmente quello del granito, è stato promosso dalla Giunta regionale in collaborazione con l'ICE un programma interregionale con le principali Regioni che hanno questo settore come specificità, come ad esempio la Toscana, il Lazio, il Trentino Alto Adige e la Sicilia, in cui sono state promosse tutta una serie di interventi proprio per aumentare la propensione all'internazionalizzazione e quindi connettere maggiormente i produttori di granito con i principali mercati europei e mondiali. Nella legge degli appalti vorrei anche ricordare che noi abbiamo inserito che laddove ci sono risorse pubbliche devono essere utilizzate le pietre ornamentali locali e non si possono utilizzare materiali di importazione laddove abbiamo materiale di pregio.
Inoltre per tutta la parte in comunicazione, attraverso l'articolo 37 della legge del programma del '98, che era quello di marketing territoriale che svolge la SFIRS, abbiamo inserito nei settori che promuovono interventi sia il lapideo che il sughero per tutto ciò che concerne la promozione, le azioni di comunicazione e soprattutto - si rilevava anche dall'intervento dell'onorevole Lai - quello volto ad individuare quali sono le specificità del nostro prodotto e laddove ci sono elementi maggiori di qualità che possono differenziare il nostro prodotto rispetto a quello dei Paesi a basso costo di produzione. Naturalmente questi settori hanno necessità di un cambiamento culturale, hanno necessità molto spesso di aggregarsi tra di loro e fare politiche congiunte perché molti soffrono soprattutto il fatto di non avere potere contrattuale per determinate fasi che diventano strategiche, per esempio il comparto del sughero e per quanto riguarda l'acquisto della materia prima. Tanto è vero che sono in sofferenza i piccoli produttori, mentre invece non hanno difficoltà le imprese più strutturate. Anche su questo gli strumenti che ha messo in atto la Regione prevedono e privilegiano l'aggregazione di impresa e tutti noi dobbiamo lavorare affinché questo sistema si evolva in questa direzione perché solo in questa maniera qua può avere competitività.
Quindi io credo che non ci sia necessità di un intervento specifico, ma gli interventi che sono già in atto ricoprono i fabbisogni di questi settori.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Lai, gli emendamenti a questo punto?
Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Sono ritirati, ringraziando l'Assessore delle esaustive risposte che ha fornito. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, sono ritirati gli emendamenti numero 257, 436, 438, 261, 262 e 437.
Metto in votazione l'emendamento numero 557, pagina 81.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, per cortesia, lo scrutinio elettronico palese. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 557.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Petrini - Pileri - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Corrias - Lai Renato - Marracini.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 47
votanti 42
astenuti 5
maggioranza 22
favorevoli 7
contrari 35
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 558. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 558 che pone in evidenza un problema ben conosciuto anche da quest'Aula e che è quello che si riferisce alla impossibilità attuale nei comuni dell'interno, e soprattutto nei piccoli comuni, di realizzare piccoli impianti eolici. Perché dico piccoli? Perché parla, quest'emendamento, almeno di impianti al di sotto di 20 megawatt. Noi non abbiamo alcuna possibilità, a seguito della circolare emanata dalla Regione, esattamente la circolare del 26 luglio del 2007, di poter realizzare nemmeno piccoli impianti per la produzione di energia elettrica di autosufficienza di piccoli comuni.
MARROCU (P.D.). Eh, 20 megawatt!
PISANO (Riformatori Sardi). 20 megawatt non sono assolutamente tanti, comunque costituiscono una soglia e noi potremmo addivenire anche ad un accordo minimo, se consideri, onorevole Marrocu, che ogni autogeneratore di produzione di energia elettrica da eolico è di circa due megawatt, quindi significherebbero dieci pali, significherebbero pochi pali, anzi anche meno perché ormai la potenza nominale di un generatore di produzione di energia elettrica da eolico è dell'ordine di 2,5 megawatt, quindi evidentemente pochissimi pali. Però noi interpretando quella circolare oggi priviamo tutti i comuni dell'interno di poter realizzare energia elettrica da fonte eolica, perché lo possiamo fare soltanto ovviamente in quei siti che indica quella circolare. E questo non è assolutamente giusto perché noi non abbiamo, grazie al cielo naturalmente, cosiddette località a basso degrado ambientale, come è stato denominato, non abbiamo zone industriali, non abbiamo quelle localizzazioni che infelicemente la Giunta ha generalizzato anche per i piccoli impianti di produzione di energia elettrica da fonte eolica.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente approfitto brevemente del fatto che lei mi dà parola e della presenza in aula dell'Assessore all'industria per dire che io sarei orientato ad esaminare con estremo interesse quest'emendamento. Con estremo interesse. Non so se ci siano oggi le condizioni per poterlo approvare, però sono convinto che quest'emendamento numero 558 pone un problema importante per la nostra isola, anche alla luce dei risultati del convegno che il seminario che il CREL ha organizzato alcuni giorni fa, in cui è stato messo in evidenza il fatto che la Sardegna non è vicina agli obiettivi posti da Kyoto e soprattutto non è vicina, sembrerebbe, a meno che… sarei ben felice che l'Assessore potesse smentirmi, sembra che la nostra Sardegna abbia necessità di uno scatto in più sulle energie rinnovabili per riuscire ad avvicinarsi e possibilmente a superare, come è nei nostri obiettivi, gli standard previsti da Kyoto. Per cui io, ripeto, non so se ci siano le condizioni per approvare quest'emendamento, però pregherei l'Assessore, la Giunta e il Consiglio di valutarlo con estrema attenzione perché mi sembra questo dell'eolico non potenzialmente elevato, non da impianti di produzione, ma bensì di utilizzazione diretta sui territori, una delle nuove soglie di intervento sull'energia rinnovabile che potrebbe vedere la nostra Sardegna presente sullo scenario nazionale e internazionale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie. Io spero che il ragionamento che ha fatto il collega Salis sia il segnale di un'attenzione nei confronti di un emendamento che noi Riformatori abbiamo proposto con l'idea della discussione, non con l'idea di mettere qualche cosa all'attenzione dell'Aula che andasse incontro insensibilmente come sta succedendo per tanti emendamenti questa sera, alla bocciatura. Perché? Perché il problema che solleviamo è un problema che dovrebbe trovare sensibile innanzitutto la Giunta regionale, nel senso che terminata quella fase, che forse si potrebbe definire un po' isterica, del rifiuto dell'eolico, che ha caratterizzato la prima parte dell'amministrazione regionale in questa legislatura, mi sembra che siamo arrivati al quarto anno della legislatura in un momento in cui si dovrebbe cercare di capire se l'eolico è meno interessante rispetto ad altre forme di energia, soprattutto dal punto di vista dell'impatto ambientale e se le aperture che la Giunta regionale ha iniziato a fare, dicendo che nelle zone che hanno necessità di riqualificazione, le zone industriali, sia possibile incominciare a ragionare sull'eolico, e un'apertura reale che dice che laddove non c'è un problema di impatto paesaggistico sia possibile pensare che l'energia pulita possa essere quella derivante dalle pale che girano, oppure non è un'apertura reale nel senso che le condizioni che vengono poste per consentire l'impianto dell'energia eolica in quelle aree sono talmente complesse e talmente difficili da realizzarsi che in realtà, nessun comune, men che mai quelli di dimensione piccola, possano trovarsi nelle condizioni di iniziare ad avere una produzione di energia che venga da quella che comunque Greenpeace, ma non solo Greenpeace, continuano a definire la fonte più pulita e più compatibile alle esigenze complessive di salvaguardia ambientale che in questo momento esista.
Per cui l'emendamento numero 558 non è né un emendamento di provocazione né un emendamento di cui noi ci strapperemo le vesti se l'Aula decidesse di non approvarlo. E' un emendamento di riflessione, la cui approvazione, se venisse realizzata, probabilmente senza ampliare di molto quelle che sono le opportunità comunque già da adesso teoricamente previste, dà uno spazio per i comuni di dimensioni più piccole per poter iniziare una produzione energetica che non sia impattante dal punto di vista ambientale e soprattutto che impattante dal punto di vista dell'inquinamento complessivo dell'ambiente nel quale la produzione di energia esiste. Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Io non sono sicuramente uno che può essere moderato contro la produzione di energia eolica perché è stato argomento, tra l'altro con questa famoso articolo 18 della legge numero 2, di lunga discussione e di confronto dentro la maggioranza l'anno scorso e anche in Consiglio regionale. Modestamente se parliamo di 20 megawatt non si parla di auto-consumo, non sono 20 chilowatt, sono 20 megawatt e quindi sono 10 torri da 80 metri l'una, ed è un parco eolico. Parchi eolici in Sardegna con più di 20 megawatt ce ne sono pochissimi, sono 20,30 e così via. L'assessore Morittu l'altro giorno ha presentato la Sardegna come la seconda regione d'Italia per produzione di energia eolica, non siamo l'ultima regione d'Italia, siamo la seconda. Il Piano energetico non ha concluso ancora il suo iter, perché manca il VAS, e secondo me è lì che bisogna intervenire, non modificando la normativa, che va a gara, che chi vuole costruire 20 megawatt, che è un bel investimento, non lo può fare il singolo privato o il comune, stiamo parlando di decine e decine di milioni di euro, deve dire cosa fa ricadere in quel territorio, in quelle industrie, in quelle popolazioni, a quei comuni, a quel territorio e quindi deve partecipare ad una gara per poter avere la possibilità di costruire 20 megawatt, come previsto dalla legge approvata l'anno scorso. L'articolo 112 del PPR è già in attuazione perché la Giunta regionale ha già approvato la delibera che individua le aree dove possono essere utilizzati ed installati dei parchi eolici, e ha anche individuato dove si può fare il …. eolico, quello sì da 25 kilowatt e non megawatt. Per cui personalmente, pur condividendo lo spirito di proseguire, anche andando oltre l'attuale limite di 550 megawatt previsti dal Piano energetico perché per me fa meno impatto una torre da 80 metri, per fare due megawatt, che quattro ettari di specchi per fare due megawatt per fotovoltaico. Fa meno impatto nel territorio. Quindi io condivido lo spirito dell'emendamento, penso che possa essere utilizzato come raccomandazione alla Giunta, e anche al Consiglio, che dovrà esaminare il Piano energetico, perché l'attuale limite di 550 megawatt sia superato e la Sardegna possa arrivare a 750-800 megawatt di energia eolica, per consentire anche che ci sia il … eolico vero, c'è quello rivolto alle singole aziende e perché si possa dare ulteriormente spazio all'eolico nelle aree industriali, come previsto lì, … aree industriali, quattro chilometri di circonferenza nel limite di area industriale…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Marrocu.
MARROCU (P.D.). …cioè gran parte delle cose che qui ci sono ci sono già nell'attuazione del "112" del relativo.. del PPR e così via, si tratta solo di rivedere il Piano energetico e il Piano energetico non solo per rivederlo in legge, solo perché il Piano energetico abbia il suo excursus e li vada modificato e non una legge che una volta tira da una parte e una volta tira dall'altra. Quindi direi come raccomandazione alla Giunta di rivedere il Piano energetico e consentire altri 200 o 300 megawatt di energia eolica in Sardegna, mandandoli a bando però.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Presidente, dopo l'intervento del mio Capogruppo credo che sia superfluo aggiungere qualcosa, soltanto un invito i colleghi Riformatori che c'è una grande attenzione da parte di tutti su questo problema, e quindi un invito al ritiro dell'emendamento perché sarebbe spiacevole votare contro, perché si tratta di un tema che riveste grande attualità e ha anche una grande importanza e credo anche che forse sia passato quello che strumentalmente in alcune fasi è stato utilizzato come una sorta di grimaldello per cercare a suo tempo di scardinare qualche atteggiamento da parte della Giunta che sembrava eccessivamente rigida su questo tema e che comunque c'è stata molta strumentalità nell'affrontarlo. Io credo che oggi la posizione espressa dal Capogruppo del mio partito, del Partito democratico, sia una posizione assolutamente condivisibile e credo che questo argomento possa essere ripreso e quindi invito davvero accoratamente i colleghi riformatori a ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). La ringrazio Presidente, io per sottolineare due aspetti il primo è che l'onorevole Marrocu ha posto l'accento sulla necessità di superare un tetto che sembrava fino ad oggi assolutamente non superabile e che quindi si sta aprendo una strada e il secondo è per sottolineare la questione del pluralismo delle fonti rinnovabili ma anche per rimarcare che non può essere soltanto un accordo tra Regione ed Enel a stabilire e a definire lasciando totalmente fuori da una possibilità di una contrattazione di avere anche dei benefici sotto il profilo economico per i cittadini quindi io credo che questa raccomandazione che l'onorevole Marrocu suggerisce non solo debba essere accolta ed è per questo che sono intervenuta sull'emendamento cogliendo lo spirito espresso dall'onorevole Vargiu e dall'onorevole Pisano che si tratta di una proposta tesa proprio a riprendere l'argomento senza, diciamo così, atteggiamenti, preconcetti, e senza porre dei limiti, che poi si dimostra nella pratica che possono portare più problemi che soluzioni. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
RAU, Assessore tecnico dell'industria. Grazie Presidente, onorevoli consiglieri, certamente questo dell'energia e delle fonti rinnovabili è un tema cruciale che non è certo trascurato dalla Giunta, io volevo sottolineare che intanto il limite di 550 megawatt di eolico è un limite tecnico, che ci ha ufficialmente trasmesso l'allora GRTN, che oggi è diventato TERNA, perché noi siamo un sistema chiuso e quindi proprio l'energia prodotta dall'eolico metteva a rischio la rete di distribuzione dell'energia elettrica, quindi c'era stato uno studio, fatto fra l'altro attraverso il Ministero che spingeva l'energia alternativa e quella eolica, quindi noi oggi questo limite l'abbiamo.
Il piano energetico, tra l'altro, dice anche che le fonti di energia rinnovabile devono essere flessibili, anche perché sono suscettibili di normativa e di provvedimenti che non competono la Regione, ma sono nazionali e anche comunitari e che quindi proprio lo strumento del Piano energetico regionale deve essere, su queste fonti, flessibile. Io però ne approfittano per far riflettere anche i consiglieri, noi abbiamo queste fonti di energia alternativa che sono particolarmente incentivate e si vede dal numero di investitori che vorrebbero realizzare nella nostra regione parchi di energia eolica, tutte le domande giacevano per le autorizzazioni nell'Assessorato all'ambiente. Quest'energia, dato che, come abbiamo visto, anche stamattina è stato ricordato più volte, l'energia è costosa in Italia, per varie ragioni, non in Sardegna, è costosa in Italia, perché c'è un sistema di distribuzione e anche di borsa dell'energia elettrica che rende il prezzo dell'energia molto più elevato e noi abbiamo anche una caratteristica diversa dalle altre regioni, abbiamo un gruppo di imprese che sono altamente energivore. Io credo che noi dobbiamo riflettere a chi destinare i profitti dell'energia eolica, non darli indifferentemente a tutti, ma poterli utilizzare per colmare i gap di costi che imprese oggi hanno e quindi poter offrire al nostro comparto produttivo anche prospettive di medio-lungo termine. Ragioneremo su questo in maniera più approfondita e credo che quindi sia necessario e chiedo che venga ritirato e possiamo discutere in maniera più puntuale su tutti gli interventi che sono necessari.
PRESIDENTE. L'appello al ritiro?
VARGIU (Riformatori Sardi). Cade nel vuoto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 558.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pileri ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Cassano - La Spisa - Ladu - Lombardo - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Lai Renato.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 53
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 13
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 12.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 556.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Quindici secondi soltanto, Presidente, per dire che questo è un emendamento che aspettavamo, che aspettava l'intera Aula perché ieri si è detto: "Ci vedremo nel momento in cui si parlerà di maggiori investimenti nel settore del sistema produttivo della Sardegna". Questo è l'emendamento che attendevamo, quindi mi immagino che ci sarà una unanimità e che quindi verrà votato e il tabellone si illuminerà di verde.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Ovviamente per dichiarare il mio voto contrario a questo emendamento, ma anche per motivarlo. Cioè, quando si parla di qualificazione e di sviluppo dell'attività industriale e la sua integrazione con la programmazione economica della Regione bisogna capire a che cosa si pensa e siccome non si possono mettere 30 milioni di euro così, in modo anche un po' strumentale, dentro una legge finanziaria, forse bisogna ragionare con altri strumenti. Io, in modo neppure provocatorio, è un invito che faccio ai colleghi Riformatori e ai colleghi del Consiglio regionale, è stata depositata... poi si discute spesso che senso abbia o non abbia il nostro Statuto, se sia stato attuato o non attuato, noi riteniamo che l'articolo 13 dello Statuto, quello che parla di rinascita, sia ancora pienamente in vigore e in grado di esplicare effetti. Noi riteniamo che lo Stato debba concorrere allo sviluppo e riteniamo anche che bisogna dare un taglio a questo sviluppo. Che tipo di taglio? Intanto un grande processo di risanamento, quasi di rinaturalizzazione della Sardegna e attorno a questo la costruzione di un sistema industriale per l'ambiente, cioè come contribuisce la Sardegna a salvare il pianeta sperimentando, ricercando e anche realizzando modi di produrre che siano assolutamente puliti e quindi anche esportabili in un mondo che questo problema sicuramente ce l'ha e ce l'ha in maniera drammatica. Questo lo dico perché mentre si chiudono tutte le attività, ivi comprese quelle estrattive e anche quelle che hanno tecnologie importanti, si parla di Carbonsulcis e Carbonsulcis sta sperimentando sistemi attraverso i quali si cattura l'anidride carbonica e la si immette all'interno delle gallerie facendole diventare di nuovo roccia. Questi tipi di processi sono all'attenzione del mondo produttivo, anche del mondo scientifico e l'Unione Europea ci manda in un angolo e ci impedisce di andare avanti. Su questo bisognerebbe discutere, io interverrò alcune altre volte per spiegare meglio questo concetto e voterò contro l'emendamento numero 556.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ringrazio, esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 556, chiedo la votazione con scrutinio elettronico palese. Avrei chiuso qui se non fosse intervenuto il collega Uras che ha una capacità, fa sognare chi l'ascolta, è una capacità positiva ed è una cosa buona quando ancora succede pur con la stanchezza d'Aula accumulata dopo una giornata di lavoro. Ecco, collega Uras, lei ha ragione, nel senso che noi abbiamo fatto il peccato di omissione in quest'emendamento, di non avere specificato e dettagliato, quindi reso quasi strumentale, lei così l'ha definito, l'emendamento in cui diciamo di mettere 30 milioni di euro per i settori produttivi attraverso la legge numero 15. La legge numero 15 non impedisce di utilizzare esattamente, come lei ha sognato, questi 30 milioni di euro, anzi sarebbe l'indicazione di un modo alternativo di vedere l'industria in Sardegna, dove addirittura l'industria sarda diventa una sorta di centro di sperimentazione, come lei stesso l'ha definito, di un modo alternativo di fare industria, che sia compatibile con le condizioni di sviluppo ambientale che noi vogliamo mantenere in Sardegna e che sia addirittura esportabile fuori dalla Sardegna come modello di sviluppo. Mi sembra una cosa buona, però dopo quattro anni di Governo della vostra Giunta, questo lo avreste dovuto scrivere voi nella finanziaria e cioè avreste dovuto mettere i soldi e dire. "Siccome c'è questo sogno che è un sogno realizzabile perché va nella direzione delle direttive delle Unione Europea eccetera, eccetera, eccetera, allora noi mettiamo dei soldi e diciamo già da oggi che il bando che noi stiamo pensando va in questa direzione". Se ciò fosse, l'assessore Rau fa sì con la testa, quindi forse c'è in qualche punto e noi non l'abbiamo visto, magari noi invece di chiedere la votazione dell'emendamento saremo colpiti dal fatto che voi avevate già pensato a quello che invece sembrava fosse soltanto il sogno d'Aula dell'onorevole Uras.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi votiamo a favore di questo emendamento, non solo perché riteniamo che sia giusto un intervento finanziario per quanto riguarda il finanziamento della legge numero 15 del 1993, ma per fare anche un ragionamento su come è impostata tutta questa finanziaria e come, praticamente, questa finanziaria ha tentato di impegnare risorse importanti su altri settori, ma trascurando completamente tutte quelle leggi di settore importanti, che sicuramente sarebbero state in grado di creare vera occupazione in Sardegna. Allora, io credo che, mai come in questa finanziaria, abbiamo visto il depauperamento delle risorse, per quanto riguarda non solo la legge 15, ma la 17, la 9, la 51, praticamente questo Governo regionale, anche in occasione del maxi emendamento, ha cercato di impegnare risorse per fare interventi assistenziali, mentre avrebbe fatto bene a rifinanziare le leggi-settore importanti, che sicuramente avrebbero creato molta, ma molta, più occupazione di quanta non ne possano creare quegli interventi che la maggioranza sta tentando di finanziare.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIANCU
(Segue LADU.) Allora ci sono due logiche, due culture diverse che si stanno contrapponendo. La cultura assistenziale del Centrosinistra, che sta tentando di tappare qualche buco; e invece un'altra cultura che prevede di impegnare risorse in modo produttivo, per creare occupazione vera. Purtroppo voi avete scelto questa seconda strada sbagliata, di cancellare quasi completamente le leggi di settore, mentre preferite continuare a fare assistenzialismo, però io credo che, alla fine, non credo che sia una cosa giusta nei confronti dei disoccupati sardi, che sono sempre in aumento, e che purtroppo stanno emigrando, e voi continuate ancora a finanziare interventi, che sicuramente sapete che non creeranno nessuna occupazione nel futuro in Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 556.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cappai - La Spisa - Ladu - Lombardo - Pileri - Pisano - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto il consigliere Atzeri.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 50
Astenuti 1
Maggioranza 26
Favorevoli 9
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 555.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io intendo esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 555, per il quale chiedo lo scrutinio elettronico palese. E vorrei, anche in questo caso, sottolineare e, magari, rivolgermi in maniera informale all'assessore Rau, per indicare come, anche in questo emendamento, in realtà, noi tendiamo a proporre una linea di sviluppo, nel senso che i 10 milioni di euro che noi proponiamo di stanziare sono in realtà nonuno stanziamento afinalistico, ma uno stanziamento che, a nostro avviso, è assolutamente integrato con quello che è il progetto complessivo di riuscire a realizzare lo sviluppo della Sardegna, attraverso la valorizzazione di alcune filiere che facciano sistema nel loro complesso. E tra queste filiere, quella dell'artigianato tipico è sicuramente una filiera che, almeno a parole, anche la Giunta dice di privilegiare. La seconda considerazione, comunque va fatta a margine di quest'emendamento, è che noi siamo costretti a proporre l'affidamento dei quattrini all'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio, in questo momento è assente purtroppo l'assessore Depau, in quanto… Eh, molenti nominau!
In quanto…, sì, sì, non la vedevo, chiedo scusa, non la volevo insolentire, ci mancherebbe altro! In quanto, purtroppo, è un ufo "Sardegna promozione", uno dei tanti ufo, che sono stati partoriti dalla Giunta regionale in questa legislatura. Abbiamo assistito ad un primo bando che doveva far partire "Sardegna promozione", attraverso la nomina del direttore, il bando è finito male, nel senso che non ha esitato un direttore, è stato fatto un secondo bando, e c'è stato detto che avevamo pescato una professionalità sarda, una professionista di grande valore, che se non sbaglio era stata anche pubblicizzata in un libro, presentato da un consigliere regionale, che lavorava presso la Banca europea, insomma, mondiale, addirittura, europea è poco, nella sede turca, e abbiamo aspettato che iniziasse a dare l'impulso di partenza a "Sardegna promozione". Ci risulta che, a oggi, questa brillante professionista, recuperata con un master and back straordinario, non sia ancora arrivate in Sardegna. Sarebbe curioso e interessante capire, se possibile, che fine abbia fatto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 555.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cappai - La Spisa - Ladu - Lombardo - Pisano - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Lai Renato - Marracini.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 48
Astenuti 3
Maggioranza 25
Favorevoli 8
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 902.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' ritirato!
PRESIDENTE. L'emendamento numero 902 è ritirato.
Emendamento numero 250.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie. Io dichiaro l'astensione sull'emendamento numero 250, però visto che magari una risposta d'Aula è cortesia, e visto che ho presentato due interrogazioni su "Sardegna promozione", a cui non ho avuto risposta, magari se l'assessore Depau ha recuperato la sede, quindi ha sentito, nel caso glielo ripeto, per poterne avere maggiore contezza, io sarei interessato a sapere se il direttore dell'agenzia Sardegna promozione ha iniziato la sua attività, presso l'agenzia Sardegna promozione, e se Sardegna promozione è diventato uno strumento operativo della Regione sarda. Così, il prossimo emendamento, sappiamo se deve finanziare direttamente Sardegna promozione, o se deve finanziare l'Assessorato, in quanto Sardegna promozione ancora…
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, la vorrei richiamare al tema dell'emendamento numero 250.
VARGIU (Riformatori Sardi). Certo, era quello dell'emendamento precedente, non ho avuto risposta. Volevo sapere se la risposta non mi viene data perché non si ritiene di dovermela dare, oppure se semplicemente non si era sentita la domanda, e quindi l'Assessore aveva bisogno di qualche minuto per dare la risposta. Solo questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Sì, l'emendamento numero 250, secondo me, non si può votare, è improponibile, voterei contro comunque, perché quanto dispone l'emendamento 250 è in contrasto con quanto già votato al comma 32, dell'articolo 7. I consorzi di cui alla lettera F, parte prima, sono stati regolati dal comma 32, già votato. Questa norma entrerebbe in netto contrasto con quanto già votato, e quindi è chiaro che decade, secondo me.
PRESIDENTE. Sì, effettivamente l'emendamento numero 250 è decaduto, in quanto risulterebbero normati, in modo duplice, gli enti di cui alla tabella F, parte prima, che è stato già normato con il comma 32. Il 250 è decaduto.
Emendamento numero 238.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Intanto per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 238, a firma Masia, Balia, il cui significato mi pare assolutamente chiaro. Evidentemente parte, quest'emendamento, dal presupposto che se non si interviene con un blocco che tenda a modificare le piante organiche, si possono, in alcuni consorzi industriali, evidentemente, correre dei rischi, dei quali, evidentemente, si hanno già segnali. Relativamente all'emendamento precedente, per il quale mi ero iscritto a parlare, naturalmente se fosse stato messo in votazione noi avremmo votato favorevolmente ma mi ero iscritto a parlare per un fatto di correttezza, Presidente e segnalarle ciò che poi ha segnalato l'onorevole Marrocu che era di fatto superato dai voti che ci sono stati sugli articoli precedenti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Balia, le chiedo scusa ma non avevo visto la richiesta di parlare per emendamento numero 250.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Chiedo scusa per la distrazione, ero preso perché stavo verificando un altro emendamento di sintesi. E' un emendamento che abbiamo presentato in particolare perché si sta verificando che, nelle more dell'approvazione della legge che in qualche modo entri in merito a quelle che sono le situazioni consorzi industriali, c'è chi sta un po' modificando piante organiche e incarichi dirigenziali. E tendeva a questo, ma è stato accolto sia dalla Commissione che dalla Giunta, per cui in linea di massima per me va bene. Grazie.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 904. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 547.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente. Per dichiarare il nostro voto favorevole all'emendamento numero 547 che ripropone ancora una volta all'attenzione di questa Aula il problema dell'artigianato e della legge numero 51, l'assessore Secci, in maniera molto significativa, mi fa cenno che probabilmente non c'è capienza nella copertura finanziaria, se lo ritiene l'Aula noi potremmo anche accontentarci di qualcosa in meno e quindi magari togliere anche uno zero, se voi ritenete utile. In modo che vi sia sufficiente copertura finanziaria e che comunque significativamente dia una indicazione agli artigiani della Sardegna che ci sono i soldi della legge numero 51 per i quali naturalmente voi sapete c'è molta attesa. Lo sviluppo locale passa attraverso le leggi di incentivazione e la "51" è una delle leggi che maggiormente ha dato risposte sia in termini occupazionali, sia in termini di sviluppo locale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Chiedo che venga aggiunta la mia firma a questo emendamento. Intervengo sicurissimo che questa è l'intenzione anche dall'Assessore all'artigianato e commercio che intimamente senz'altro vorrebbe dire ciò che in questo momento io voglio esprimere. Certamente forse 100 milioni di euro senz'altro è un'esagerazione, ma io credo che a quei 25 milioni di euro ne possono essere aggiunti altri 20 milioni di euro probabilmente si risponderebbe completamente a quella che è la domanda di incentivazione della piccola e media impresa artigiana. E' vero che ci sono le misure POR ma è pur vero che le misure POR, per la stragrande maggioranza, sono facile preda degli investimenti industriali Assessore. Per cui, di fatto il piccolo artigiano e la piccola impresa viene di fatto tagliato fuori e comunque sia sono sempre soggette a progettazione di nuovi investimenti. La legge numero 51 ha rappresentato e rappresenta ancora una delle basi di sviluppo della piccola e media impresa artigiana, l'impresa artigiana ha estrema necessità di essere incentivata specialmente in un periodo di crisi economica, come quello che stiamo attualmente attraversando. Per cui io spero non mi illudo, che almeno in bilancio possa essere corretta la posta ed incrementata la posta. Questo va ad onore dell'Assessore, senz'altro, e va comunque a favore dell'esigenza di una categoria che ha sofferto e ancora sta soffrendo troppo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Mi scusi io prima di intervenire sull'emendamento numero 547, avrei bisogno di un'informazione da parte della Presidenza del Consiglio. Cioè vorrei sapere se in caso di bocciatura di questo emendamento, permane la possibilità in ogni caso di intervenire direttamente sul bilancio, relativamente alla stessa UPB.
PRESIDENTE. Sicuramente, onorevole Balia, è possibile intervenire sul bilancio.
BALIA (Gruppo Misto). Ho capito. Allora, qualche breve considerazione. Io è dall'inizio del dibattito sulla legge finanziaria, abbiamo presentato un emendamento anche a questo articolo 7, un emendamento a un emendamento che credo non sia stato ricompreso perché non hanno trovato a quale legarlo. Mi pare strano perché poi io ora scopro che di fatto c'era questo emendamento qua e quindi la possibilità di legame esisteva. Comunque, al di là di questo, è dall'inizio della finanziaria, dicevo, che sollecitiamo l'assessore Secci per un impegno in questa direzione, noi riteniamo che la "51" debba essere rimessa in moto, ma con risorse decenti oltre quelle che sono state previste e, colleghi, io personalmente ritengo che bisogna, anche per una quota superiore a quella prevista, uscire dalla logica dei bandi e riaprire la "51" a sportello, non più per i 25 e 30 mila euro attualmente previsti, ma almeno per il de minimis previsto dalla Comunità Economica Europea. Relativamente a queste ipotesi sarei molto grato all'assessore Secci se volesse darmi una risposta e naturalmente il voto, ma credo anche la permanenza dell'emendamento o il ritiro dello stesso, credo che sia molto condizionato dall'opinione che l'assessore Secci esprimerà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Grazie, Presidente, colleghe e colleghi. Per manifestare, dal mio punto di vista, una valutazione in riferimento al tema trattato in questo emendamento con particolare riferimento all'azione che la Giunta e la maggioranza in questi anni ha svolto per riformare le leggi che funzionavano. Una delle leggi che funzionavano e che oggi funziona male è la "51", il collega Balia ha accennato poc'anzi a un'esigenza di fondo cioè quella di evitare la burocrazia che fa perdere tempo, evitare la contrapposizione fra artigiani, evitare l'impossibilità a programmare un'attività aziendale sempre più difficile nei tempi in cui si vivono nei quali in particolare il mondo dell'artigianato affronta sfide veramente importanti. Allora, anch'io esprimo questa esigenza, questo auspicio e cioè che si ritorni ad una "51" che veda gli artigiani concorrere a sportello, vale a dire con la possibilità di accedere ai finanziamenti attraverso l'ordine cronologico, ma attraverso un modo diretto, un rapporto con le banche, ma in maniera che ci sia la possibilità di tempistiche e di valutazione del programma economico e aziendale tale da consentire una produzione ed uno sviluppo occupativo adeguati all'esigenza della aziende. E' un'esigenza, credo, estremamente importante e si sta andando verso un altro errore, colleghe e colleghi, in particolare con la legge "32" sulla prima casa, la si vuole smantellare per utilizzare un altro sistema, io credo che bisogna operare perché si mantengano in piedi le leggi che funzionano e la "51", così come era partita inizialmente funzionava, non vedo perché si debbano trovare una sede di cavilli e di procedure che impediscono lo sviluppo e quindi il sostegno reale all'artigianato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Intanto per chiedere se i firmatari dell'emendamento sono d'accordo di apporre la firma mia e dell'onorevole Murgioni all'emendamento. Noi siamo, è naturalmente un segnale questo, un segnale per dire, che noi siamo d'accordo con l'emendamento, ma soprattutto con lo spirito dell'emendamento, perché così come ho detto nell'intervento precedente, quando noi diciamo che vorremmo che le leggi di settore, quelle leggi importanti, tipo la legge numero 51 che hanno dato grandi risultati nel passato in Sardegna dove spendendo anche poche risorse si è avuto un effetto moltiplicatore creando molti posti di lavoro dove poi l'intervento pubblico non è stato reso più necessario. Bene noi invece chissà perché stiamo approvando uno strumento finanziario che di fatto ha ridotto al lumicino gli interventi di legge importanti. Io voglio dire, vorrei invitare la Giunta, ma soprattutto i colleghi della maggioranza a rivedere effettivamente dove è possibile di rimpinguare queste leggi che sono leggi importanti. La legge numero 51 se noi oggi dovessimo fare un referendum sicuramente ci sarebbe una gran parte che la popolazione che direbbe che questa è una delle leggi più riuscite più importanti della Sardegna abbia fatto, anche perché si sta intervenendo in un settore che è in grande crescita e che è soprattutto ha grandi prospettive. Pertanto io non sono per niente scandalizzato per la cifra, anzi forse sarebbe stato più opportuno anche spendere qualcosa in più. Però, voglio dire, credo che bisognerà rivedere effettivamente prima di chiudere, io capisco che voi avete impegnato i soldi in altro modo, sicuramente poco produttivo, però io credo che responsabilmente dovremo rivedere un po' queste leggi importanti di settore, e mettere risorse in più perché sicuramente darebbero risultati diversi per quanto riguarda questa finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Quando ho visto i cenni dell'Assessore al bilancio, che faceva una connotazione a un po' al ribasso del…
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parlavo di un'altra cosa, che con l'onorevole Pisano.
DEDONI (Riformatori Sardi). Siccome… pensavo si riferisse all'emendamento. Comunque sia, grazie, Presidente. Volevo semplicemente far presente che probabilmente, per quel che abbiamo sentito da parte di tutti, la legge numero 51 è una legge che non si discute, e capisco anche che ci sono difficoltà di bilancio, perché dovremmo rimodulare il bilancio allorché e allorquando dovremmo pareggiare le entrate con le uscite, se non sbaglio, non vorrei che si toccasse ancora una volta questa legge di settore, ma vorrei anche chiedere all'Assessore al bilancio se si scherzava quando si è parlato di programmazione nella Regione Sardegna. Quando si sono fatti i bandi sui PIT, quando i bandi sui PIT diceva che bisognava concorrere attraverso i settori produttivi. I settori produttivi sono anche quelli dell'artigianato. Io voglio dire, se vengono soddisfatte o hanno ragion d'essere soddisfatte quelle necessità presentate dal mondo delle impresa, dell'artigianato, se non si vogliono fare, e qui sul serio che bisogna vedere, se si ha voglia di fare programmazione e sviluppo corretto in Sardegna o si vuole prendere in giro ancora la gente. Perché la gente si prende in giro dicendo, presentate domande, tanto vedrete che attraverso PIT, attraverso la programmazione saranno finanziate, è questa la risposta che diamo? Se è questa la risposta che diamo, io mi auguro che tra un anno la risposta la diano non solo agli artigiani, ma un popolo sardo che si sente abbandonato dalla Giunta incapace di decidere il proprio futuro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). La ringrazio, Presidente. Io sono intervenuta su questo tema, sia in discussione generale che quando si è parlato di queste problematiche relativamente agli artigiani. E volevo, come ho detto stamattina, credo che non sia un problema dell'assessora Depau, ma volevo evidenziare una sorta di paradosso di questa legislatura di questa Giunta laddove addirittura in Giunta c'è l'assessore Broccia, che è stato lungamente, a lungo tempo segretario della CNA il quale ha fatto delle battaglie per il finanziamento della legge numero 51 a sportello, e credo che non si possa neanche dimenticare, che questa legge è stata voluta fortemente da questo Consiglio regionale, proprio perché la proposta che aveva in sé dava risposte concrete agli artigiani, che come sappiamo bene, non navigano certo in condizioni tali da poter tra l'altro subire con i bandi tutta una serie di questioni burocratiche che poi li rendono impraticabili. Per cui io non voterò a favore dell'emendamento dell'onorevole Pisano, che da quello che ho capito, ha anche intenzione di ritirarlo, ma, perché è soltanto…
(Interruzioni)
Però, scusate. E' tardi siamo tutti stanchi, almeno mantenere un minimo di… non riesco…
PRESIDENTE. Ha ragione l'onorevole Caligaris, onorevole Ladu, la lasci parlare per gentilezza.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Per concludere, Presidente, io non voterò a favore, però veramente sarebbe opportuno aprire un discorso più ampio su questo tema, perché rappresenta, l'artigianato, e non lo dico banalmente o per ripetere un reframe ma rappresenta veramente una parte importante della nostra economia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Io penso che ci sia da parte della maggioranza e quindi penso da parte della Giunta, un'attenzione rispetto a due categorie che in questi giorni hanno avuto modo di manifestare le loro esigenze. Mi riferisco al settore del commercio e al settore dell'artigianato. Il settore del commercio riguarda la possibilità di andare oltre un anno per quanto riguarda il fondo di garanzia e quindi Consorzio fidi, e anche un eventuale utilizzo e rafforzamento della legge numero 2. E per quanto riguarda gli artigiani volevo cogliere un po' l'occasione di questo intervento perché capire se è possibile in qualche modo accogliere le istanze che adesso faceva il collega Balia. Mentre la bocciatura dell'emendamento, il ritiro, dell'emendamento numero 547, consente comunque che qualora si recuperassero risorse e si volessero incentivare per aumentare le risorse della legge numero 51 si può fare nel bilancio, il collega Balia poneva un altro problema. Il problema del rapporto bando-sportello. La decisione di passare dallo sportello, dal cosiddetto intervento a rubinetto, all'intervento a bando, aveva due elementi, che io ritengo molto positivi. Il primo è, che non è che il primo che arriva indifferentemente che il progetto sia valido oppure no, prende i soldi, ma semplicemente…
(Interruzioni)
Lasciatemi dire, che poi magari dopo la fine a condividete quello che volevo dire. La seconda che non c'era diciamo una comparazione di valore e di punteggio di qualità tra i vari progetti. Il secondo elemento è che uno acquisiva un diritto e doveva poi aspettare anni che questo diritto venisse riconosciuto perché le risorse non c'erano, allora si è detto: le risorse sono queste, mettiamole a bando, i progetti migliori vengono finanziati. Io condivido ancora il bando, però il collega Balia poneva un problema: ci sono alcune piccole pratiche dove i costi per poter partecipare al bando sono tali e tanti che diventa poco conveniente per quel piccolo artigiano, che non ha bisogno del grande intervento generale di costruzione della sua attività o di riammodernamento, magari ha bisogno di due, tre cose piccole che gli servono ad integrare la sua azienda e non ha bisogno per poter fare questo di partecipare a un bando, business plan, commercialisti, studi, costi e così via. Allora, le due corsie, quella del bando per l'attività artigiana ma anche quella di uno sportello per le piccole attività, è una cosa che se fosse possibile studiare con un emendamento orale, quindi magari mantenendo questo come aggancio, io lo accetterei.
Anche quando si parla di sportello, si intende ovviamente nella disponibilità delle risorse: sino a che risorse ce ne sono uno attinge, se non ce ne sono aspetta l'anno successivo, cioè non acquisisce un diritto. Quindi, io penso che si potrebbe studiare una norma che vada incontro alla questione posta dal collega Balia che non è invece risolvibile con il bilancio: mentre con il bilancio si può risolvere la questione della disponibilità di risorse, non si può risolvere il problema che poneva il collega Balia, sul quale non c'è nessun emendamento; magari, quindi, se gli Uffici ritengono che, per poter fare un emendamento orale bisogna trovare un aggancio, io proporrei di sospendere questo emendamento per consentirci l'aggancio a questo emendamento per eventualmente valutare l'emendamento orale di cui parlava il collega Balia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu.
Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.
DEPAU, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, per precisare che esistono già le direttive di Giunta dove, del fondo annuale che viene messo nella legge numero 51, un terzo è predisposto per sportello per le piccole richieste, fino a 70.000 euro, due terzi a bando. Questa cosa è stata concertata con le associazioni di categoria, così come il bando è stato stabilito con loro, anche con le priorità che si sono volute definire, proprio per risolvere i problemi che aveva creato la legge 51 nel passato che, pur dando chiaramente un contributo importante allo sviluppo dell'artigianato, però nella pratica dello sportello andava a finire con il dare soldi a tutti indiscriminatamente senza selezionare le imprese delle quali secondo noi era più importante stimolare la crescita proprio per creare un circuito economico virtuoso. Questo procedimento è stato fatto in concertazione con le associazioni di categoria.
Fino a questo momento l'attivazione della procedura a sportello non è stata fatta nelle annualità precedenti per una sola motivazione, perché quella parte è stata utilizzata per finire il contenzioso delle pratiche pregresse che erano depositate nell'Assessorato e perché in precedenza, nonostante ci fosse una dotazione finanziaria annuale, anche delle annualità precedenti alla nostra Giunta, non c'era controllo nell'Assessorato per cui non si capiva e si andava molto oltre quello che era il fondo a disposizione, per cui ci siamo ritrovati con quello che dicevo stamattina che noi, fino al 2006, abbiamo dato 98 milioni di euro, esaurendo 3500 domande che costituivano il cosiddetto pregresso. Però, tranquillamente, dopo questa finanziaria, noi abbiamo le direttive che ci permettono di fare immediatamente l'apertura della procedura a sportello per un terzo dei fondi che non mettiamo in questa finanziaria e dare risposte a quelle domande, come veniva segnalato dall'onorevole Balia e da altri consiglieri in questa sede, e d'altra parte la predisposizione del bando secondo i criteri di priorità che sono stati ugualmente definiti sempre in concertazione con le associazioni.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Depau.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). La proposta dell'onorevole Marrocu credo che sia condivisibile, quindi, anche noi avevamo presentato un emendamento alla tabella di bilancio e credo che si possa magari anche sospendere un minuto per vedere se ci sono le condizioni per... oppure lo sospendiamo e lo possiamo fare dopo, per trovare una soluzione condivisa su questa ipotesi. Grazie.
PRESIDENTE. Siccome c'è una proposta di sospensione dell'emendamento 547, e anch'io accoglierei questa proposta, per cui passeremo all'emendamento numero 553 e l'emendamento numero 547 risulta sospeso.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento 554.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Io davvero ringrazio, anche per le sensibilità che ha avuto l'Aula nel votare l'emendamento precedente, credo che vi sarà coerenza e quindi anche questo mi immagino che verrà accolto, e comunque porta un problema analogo a quello precedente, che è la legge numero 9. Siccome nell'intendimento del consigliere Marrocu mi è parso di capire che veniva coinvolto, insieme alla legge 51, anche la legge 9 sul commercio, probabilmente verrà chiesta la sospensione anche di questo con l'intendimento sempre di trovare... vedo che il cenno è negativo, comunque, la legge 9, che è la legge che consente di dare risposte al piccolo commercio, ci consentirebbe, se avesse una copertura finanziaria sufficiente, davvero di incoraggiare l'attività commerciale e il recupero delle piccole attività commerciali nei centri soprattutto dell'interno. Non dimenticate che l'ultimo bando, che tra l'altro mi pare ancora non sia nemmeno scaduto, consente di intervenire prioritariamente per i centri commerciali naturali, quindi questo ha significato che nei piccoli centri diventa difficile costituire delle associazioni che si trasformino in centri commerciali naturali perché non vi è nemmeno il numero sufficiente perché si possa costituire un centro commerciale naturale. Quindi, io credo che si debbano dare delle risposte attraverso la norma che è la legge 9, che esiste, e davvero finalmente dare risposte ai territori interni e quindi allo sviluppo locale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Io credo che il problema che ha posto il collega Pisano sia un problema reale, almeno per il fatto che se incentivi devono essere dati, devono essere dati a tutti. E' chiaro che i commercianti, che hanno una funzione sociale importantissima nei piccoli centri, in quanto rappresentano non solo una realtà commerciale ma rappresentano in quel centro anche la storia commerciale di quel centro e tengono in quel rione vivo l'attaccamento stesso della gente all'esercizio commerciale. Diciamo che l'esercizio commerciale di un piccolo centro, quei due o tre esercizi che ancora resistono malgrado i supermercati e le grandi realtà commerciali, oggi rappresentano proprio la storia vera del commercio isolano. Quindi, io credo che questo emendamento è motivato, che a questo emendamento deve essere data una particolare attenzione affinché tutti gli esercizi commerciali possano avere gli incentivi a parità uno dell'altro, ma la maggior motivazione è che, trattandosi di esercizi nei piccoli centri, rappresentano tutt'oggi anche la tenuta della vitalità di quei centri - quindi anche un compito sociale non indifferente - alla pari di quei piccoli esercizi commerciali che nei centri storici delle grandi città tengono vivo, in quel particolare rione, l'attaccamento degli abitanti allo stesso rione. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie, signor Presidente. Brevemente, per dire che voterò a favore di questo emendamento, ma, allo stesso tempo, vorrei ricordare all'Assessore che questa legge, l'anno scorso, ha finanziato settanta pratiche. Adesso, io mi domando, mi chiedo - onestamente, lo diciamo pubblicamente in Aula questo, siamo tutti amministratori, tutti padri di famiglia e tutte persone intelligenti - ma è possibile che una Regione sarda possa finanziare pratiche per un numero di novanta in Sardegna Ha fatto finanziare, non novanta, settanta pratiche l'anno scorso, col bando precedente a questo, che si vuole che scada il 28 di febbraio, sono state finanziate settanta pratiche. Adesso lei mi documenti in maniera diversa se io sto sbagliando. Quindi, come può il commercio in Sardegna andare avanti a queste condizioni? Allora, delle due, una, o lei non ha la forza - io questo lo capisco perfettamente - in Giunta, per riuscire ad imporre, eventualmente ad avere quei risultati che vorrebbe anche lei probabilmente ottenere, oppure, veramente, la Giunta è insensibile, sta pensando ad altro, sta pensando ad altri interessi e ad altri affari, probabilmente. Questa è la verità. Questa maggioranza si deve ribellare, perché i commercianti non sono amici del centrodestra, sono amici di tutti, dal centrodestra al centrosinistra. Quindi vi dovete ribellare, mettere risorse necessarie, così come sta facendo il collega Pisano con questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cassano.
(Non è approvato)
Ci sono sospesi gli emendamenti numero 546, 830, 32, 289, 926 e 530. Se viene mantenuta la sospensione di questi emendamenti, bisogna tenerli sospesi, e, oltre a questi, gli emendamenti numero 228, 488, 528, 832, 834, 529, 829, 31, 229, 290, 487, 927, 30, 928, 489, 833 e 439.
Metto in votazione l'emendamento numero 848, a pagina 114. C'è il voto favorevole della Commisione e della Giunta.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione era favorevole a condizione che nel terzo rigo "numero 4 del 2007, finanziaria regionale 2007", subito dopo, prima della parola "conservate", si aggiunga la parola "sono". Proseguendo, " conservate con le residue di stanziamento", dopo "stanziamento", si tolga "ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale numero 1 del 2008", e si aggiunga "e". Quindi risulta in questo mondo: "sono conservate con le residue di stanziamento, e sono utilizzate per lo scorrimento delle graduatorie e delle istanze considerate idonee, eccetera".
PRESIDENTE. Con le rettifiche orali, dopo "finanziaria regionale del 2007" è inserito "sono". Viene cancellato "ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale numero 1 del 2008", e sostituito l'intero periodo dalla parola "e", "e sono utilizzate per…" e continua così come era precedentemente.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Grazie, Presidente. Per integrare ulteriormente il primo paragrafo: "Le risorse stanziate dal bilancio regionale per l'anno 2007"; poi, la legge regionale alla quale si fa riferimento è l'articolo 35 della legge numero 2 del 2007, non della legge numero 4.
PRESIDENTE. Rileggiamo l'intero periodo dell'emendamento numero 848: "Le risorse già stanziate nel bilancio regionale per l'anno 2007, paria a euro 1 milione e 800 mila, quale cofinanziamento disposto ai sensi della legge regionale numero 26 del 2000, articolo 3, e ricompreso nell'articolo 35 della legge regionale numero 2 del 2007, finanziaria regionale 2007, sono conservate quale residuo di stanziamento, e sono utilizzate per lo scorrimento delle graduatorie e delle istanze considerate idonee, relative al sesto bando della legge numero 215 del 1992, e del relativo Regolamento attuativo D.P.R. 314 del 2000, norme in favore dell'imprenditoria femminile.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 905, della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Emendamento numero 230. E' ritirato.
Risultano trasferiti gli emendamenti numero 7, 8, 9, 10, 533 e 527. Gli emendamenti numero 9 e 10 sono norma intrusa.
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Per una questione tecnica, cioè per avere un minuto per avere i fogli sotto mano, perché, essendo rinviati, probabilmente non li abbiamo.
PRESIDENTE. Sono stati predisposti dei fascicoli, onorevole La Spisa, e sono gli emendamenti spostati all'articolo 7, ai quali va ad aggiungersi l'emendamento numero 527.
PRESIDENTE. Possiamo riprendere?
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Gli emendamenti numero 9 e 10 sono stati dichiarati norme intruse.
Metto in votazione l'emendamento numero 533.
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Era in corso con l'assessore Foddis un'interlocuzione per la verifica circa la disponibilità di fondi in bilancio, che sono i fondi citati dal comma 18 dell'articolo 7, e che non necessiterebbero eventualmente della votazione di quest'emendamento. Per cui chiederei all'assessore Foddis se ha avuto la possibilità di fare la verifica ovvero se i fondi rivenienti dalla legge numero 3 del 2006 possono essere utilizzati per il pagamento di questi danni creati in seguito agli eventi alluvionali del 2004, perché in questo caso io ritirerei l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.Io per onestà interiore debbo dire che in quest'arco di tempo, anche data l'ora, non sono stato nelle condizioni di poter verificare con puntualità il fatto se la legge numero 3, che è una legge che disciplina la pesca, di recentissima approvazione, ma sulla quale comunque pendono ancora confronti per alcuni articoli con la Commissione europea, ecco, io non sono in grado in questo momento di assumere l'impegno con assoluta certezza che quella tipologia di danno accaduto nel 2004 possa trovare collocazione precisa all'interno della legge numero 3. L'impegno mio…
UGGIAS (Gruppo Misto). L'impegno è a verificarlo?
FODDIS, Assessore tecnicodell'agricoltura e riforma agro-pastorale. L'impegno mio non è solo a verificarlo, l'impegno mio è a verificarlo e, qualora ci siano le condizioni di compatibilità con la norma nostra e con l'Unione Europea, di attivarmi in tempi brevi, così come peraltro è accaduto per i pescatori di Orosei per la stessa fattispecie alla quale lei faceva riferimento. Grazie.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie. E' ritirato, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie assessore Foddis.
L'emendamento numero 533 è ritirato.
Passiamo all'emendamento numero 527. Allora, mi viene fatta la proposta di tenerlo sospeso. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente, era per proporre proprio la stessa richiesta, quella di tenerlo sospeso o, al limite, di rinviarlo alla fine, che poi sarebbe la stessa cosa, insieme a tanti altri che abbiamo sospeso.
PRESIDENTE. Allora, c'è una proposta di tenere sospeso l'emendamento numero 527, che quindi rimane sospeso assieme agli altri che ho annunciato poc'anzi. Risulta invece…
(Interruzioni)
Mentre c'è in votazione l'emendamento numero 861… un attimo, un attimo.
DEDONI (Riformatori Sardi). Così è impossibile seguire!
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, la capisco che anche lei è stanco, ma anche gli altri siamo stanchi. Allora, c'è un emendamento orale di sintesi all'emendamento numero 861, che è stato peraltro distribuito, quindi ce lo troviamo tutti al proprio posto, che ha sostituito integralmente l'emendamento numero 861.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Sì, Presidente. Se l'emendamento è considerabile emendamento di sintesi, è stato distribuito quindi non c'è bisogno di darne lettura; se così non fosse, come mi è sembrato di capire, lo proponiamo come emendamento orale, cioè accoglie nella sostanza le cose che proponeva l'emendamento numero 861, c'è bisogno di una riformulazione perché la copertura finanziaria soprattutto ha bisogno di essere rimodulata.
PRESIDENTE. Grazie assessore Secci.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io ho chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori. Devo dirle che non sono stanco, però ho davvero difficoltà a seguire gli emendamenti che vengono messi in discussione, perché questo metodo che noi abbiamo introdotto in questa finanziaria, della sospensione plurima di molti emendamenti, rende difficile comprendere quelli che sono sospesi, quelli che vengono spostati da un articolo all'altro e rende difficile anche comprendere quando sono in discussione gli emendamenti sospesi, perché saltando da una parte all'altra del libro, che invece è ordinato, diventa difficilissimo capire qual è l'emendamento in discussione. Siccome gli emendamenti vengono discussi in questa fase con una certa rapidità, senza che sia neanche possibile comprendere quello che è in discussione in quel momento, le volevo chiedere se cortesemente fosse possibile avere un riepilogo degli emendamenti… siccome siamo arrivati alla pagina 121, poi abbiamo fatto quelli sospesi negli altri articoli, io vorrei comprendere quali sono gli emendamenti all'articolo 7 che ancora non abbiamo votato, magari pagina per pagina in maniera tale che capisco che ce ne sono ancora 10, 15, 8, 7, 20 da votare, quali sono e mi preparo, qualora dovessi intervenire, a sapere quali sono gli emendamenti ancora in discussione.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Vargiu, io direi che procediamo con la votazione dell'emendamento riscritto del numero 861 e dopo diamo lettura degli emendamenti che risulteranno ancora sospesi.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, solo per capire. Noi stasera abbiamo esaminato una serie di emendamenti relativi ai consorzi fidi. Questi emendamenti sono stati…
PRESIDENTE. Sono sospesi questi, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). E quindi li esamineremo…
PRESIDENTE. Dopo che votiamo quest'emendamento diamo lettura degli emendamenti sospesi e verifichiamo se l'Aula ha intenzione di lasciarli sospesi oppure ha intenzione di esaminarli.
Allora, metto in votazione l'emendamento numero 861, riscritto come nel testo che è stato distribuito. Chi l'approva alzi la mano.
(Interruzione)
Questo non è stato emendato.
(Interruzione)
Sì, è un emendamento all'861, è la riscrittura dell'861 questo. Stiamo votando la riscrittura dell'emendamento numero 861.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Grazie Presidente. Dalla lettura della stesura finale di quest'emendamento proposto dalla Giunta, nell'ultimo comma si dice che "la Giunta regionale stabilisce criteri e priorità per la ripartizione delle risorse dai consorzi di bonifica". Io non voglio sollevare una questione di legittimità di una norma di questo genere dato che viene attribuita alla Giunta la facoltà di stabilire criteri e priorità, non voglio creare questo problema, però ritengo che sia superabile ponendo un riferimento al fatto che occorra un parere della Commissione consiliare competente. Quindi proporrei di aggiungere che "la Giunta regionale stabilisce i criteri di priorità per la ripartizione delle risorse tra i consorzi di bonifica sentito il parere della Commissione consiliare competente. Grazie.
PRESIDENTE. C'è la proposta di un ulteriore emendamento orale che dopo "tra i Consorzi di bonifica viene inserito sentito il parere della competente Commissione consiliare.
Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Allora, se l'onorevole Amadu lo mantiene dovremmo votarlo per parti.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Presidente insisto sul fatto che una delega alla Giunta per stabilire criteri e priorità su questa materia sia un atto di illegittimità, allora per superare questa illegittimità palese, perché non è mai successo che la Giunta possa stabilire criteri, è il Consiglio che stabilisce criteri, caso mai la Giunta li attua quei criteri, allora per superare questa situazione volevo proporre quella integrazione che altro non fa che consentire alla Commissione consiliare competente di avere il quadro della situazione quindi di poter esprimere un parere su un programma che la Giunta deve attuare. Non può la Giunta stabilire criteri e priorità sia chiaro che questo lo deve stabilire il Consiglio e la Giunta li attua.
PRESIDENTE. L'onorevole Amadu mantiene il suo emendamento orale per cui votiamo per parti, votiamo il testo così com'è e successivamente votiamo il "sentito il parere della Commissione competente" che andrebbe inserito per le finalità.
Stiamo votando la prima parte. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Diamo lettura degli emendamenti che risultano sospesi all'articolo numero 7, l'emendamento numero 946, 830…
MARROCU (P.D.). Tutti gli emendamenti al comma 38 e 40, per noi sono sospesi.
PRESIDENTE. Allora sono sospesi quindi per brevità, se poi riteniamo utile li elenchiamo uno per uno, sono sospesi tutti gli emendamenti al comma numero 38, al comma numero 40, e il numero 439 al comma 41, il 527 che proviene dall'articolo 3, e il 547. Per cui se l'Aula intende mantenerli sospesi, li consideriamo sospesi per cui a questo punto i lavori dell'Aula sono sospesi si riunisce la Commissione bilancio per il parere all'esercizio provvisorio nella saletta accanto, quindi i colleghi sono pregati di non andar via.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 58, viene ripresa alle ore 21 e 10)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Va bene colleghi la Commissione ha esitato, con qualche astensione, il disegno di legge numero 313, "proroga dell'autorizzazione per l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008"
(Si riporta di seguito il testo del disegno di legge numero 313/A:
Art. 1
Proroga esercizio provvisorio
L'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008, già autorizzato con la legge regionale 24 gennaio 2008, n. 1, è prorogato, con le modalità e i criteri stabiliti dalla stessa legge, fino al 29 febbraio 2008.
Art. 2
Entrata in vigore
La presente legge entra in vigore dal 1° febbraio 2008..)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, li metto in votazione.
(Sono approvati.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 313/A.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Biancu e Marrocu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Amadu - Artizzu - Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Murgioni - Pileri - Pisano - Sanjust - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 42
Astenuti 15
Maggioranza 22
Favorevoli 42
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proroga di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio.
Invito i colleghi Questori del Consiglio a prendere posto nei banchi della Giunta. Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda, questore.
~FADDA (Sinistra Autonomista), Questore. Sarò breve, io mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale. Va bene, approviamo la proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio del Consiglio.
(Si riporta di seguito il testo:
Articolo unico
E' autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio dal 1° gennaio al 31 gennaio 2008 secondo lo schema degli stati di previsione delle entrate e delle spese del bilancio per l'esercizio finanziario 2007 e dei relativi provvedimenti di variazione.
Durante l'esercizio provvisorio gli impegni di spesa non potranno superare, su ciascun capitolo dello stato di previsione di cui al comma precedente, un dodicesimo dello stanziamento complessivo; tale limite non si applica qualora si tratti di spesa obbligatoria e non suscettibile di impegni o di pagamenti frazionati in dodicesimi.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proroga della deliberazione di autorizzazione all'esercizio provvisorio del Bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2008.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Amadu, Cappai e Manca votano a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Cassano - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 52
Astenuti 2
Maggioranza 27
Favorevoli 52
(Il Consiglio approva).
La seduta è tolta, il Consiglio è convocato per martedì alle ore 10 inizieremo dalla discussione generale sull'articolo numero 8.
La seduta è tolta alle ore 21 e 15.
Versione per la stampa