Seduta n.426 del 18/12/2003
CDXXVI Seduta
(Pomeridiana)
Giovedì 18 Dicembre 2003
Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 16 e 40.
Randazzo, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 11 dicembre 2003 (420), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Antonio Cappai ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta pomeridiana del 18 dicembre 2003. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 478, 487, 490. Ricordo ai colleghi che a conclusione della seduta antimeridiana è stato approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Si dia lettura del titolo.
Randazzo, Segretario:
Titolo
Interventi urgenti a favore dell'agricoltura e modifica della legge regionale n. 21 del 2000
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta perché la votazione non può avere luogo prima delle ore 16 e 50. Si rincomincerà con la votazione sul titolo a scrutinio palese, voto elettronico. Ricordo ai colleghi che l'eventuale assenza del numero legale comporta uno slittamento ulteriore dell'inizio della seduta di un'altra mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 42, viene ripresa alle ore 16 e 50.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Sette colleghi che appoggino la richiesta di votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta del consigliere Gian Valerio SANNA i consiglieri: SECCI, ORTU, PIRISI, DETTORI, GRANELLA, LADU, PACIFICO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del titolo del provvedimento.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCU - CAPELLI - CASSANO - CORONA - FANTOLA - FOIS - FRAU - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - PIANA - PILI - RANDAZZO - RASSU - TUNIS - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: CONTU - DETTORI - GRANELLA - LADU - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCARPA - SECCI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 29
Votanti 18
Astenuti 11
Maggioranza 10
Favorevoli 18
Poiché non è presente il numero legale, la seduta viene sospesa e i lavori riprenderanno alle ore 17 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 50, viene ripresa alle ore 17 e 43.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo in votazione il titolo del testo unificato. Onorevole Sanna Gian Valerio, conferma la richiesta di voto elettronico palese?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Si.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Brevemente Presidente, sull'ordine del giorno. Dico "adesso" perché adesso ci sono in Aula un po' di consiglieri; l'onorevole Sanna ha confermato il voto elettronico. Noi vogliamo fare la legge. Vogliamo farla in tempi rapidi, allora i consiglieri di maggioranza fanno la cortesia e si impegnano anche loro in Aula, bisogna evitare che si ripeta in Aula quello che le vicende che abbiamo conosciuto in Commissione ed allora tutti vogliamo fare la legge, la vogliamo fare rapidamente però vogliamo anche discuterla, per farla rapidamente e discuterla è necessario garantire una presenza in Aula, altrimenti il voto per scrutinio palese verrà richiesto anche in altre occasioni.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del titolo del testo unificato.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 65
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1.
Randazzo, Segretario:
Art. 1
Rifinanziamento dell'articolo 23
della legge regionale n. 8 del 1998
1. Al fine di fronteggiare i danni causati, negli anni 2003 e 2004, dalla epizoozia "blue tongue" è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 15.000.000 e nell'anno 2004, la spesa di euro 5.000.000 per la concessione agli allevatori degli aiuti previsti dall'articolo 23 della legge regionale 11 marzo 1998, n. 8: "Norme per l'accelerazione della spesa delle risorse del Feoga - Orientamento e interventi urgenti per l'agricoltura" (UPB S06.025).
2. Al fine di fronteggiare i danni causati, nelle annate agrarie 2002/2003 e 2003/2004, dalla virosi del pomodoro è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 5.000.000 per la concessione agli imprenditori agricoli degli aiuti previsti dall'articolo 23 della legge regionale n. 8 del 1998 (UPB S060.025).
3. Per la concessione agli imprenditori agricoli degli aiuti per il pagamento dei premi di assicurazione, previsti dall'articolo 23 della legge regionale n. 8 del 1998, è autorizzata per ciascuno degli anni 2004 e 2005 la spesa di euro 4.000.000 (UPB S060.025).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
Randazzo, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Nel comma 2 dell'articolo 1 la cifra "5.000.000" è sostituita da "10.000.000".
Copertura finanziaria
Al maggior onere si fa fronte mediante l'utilizzo delle disponibilità sussistenti in conto della UPB S06.025 (capitolo 06103). (7)
Emendamento aggiuntivo Ortu - Sanna Alberto - Demuru - Marrocu - Granella - Manca
Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:
"Art. 1 bis
L'amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto capitale, fino al 60 per cento della spesa ritenuta ammissibile, per la costruzione o l'adeguamento senza aumento della capacità produttiva, per fronteggiare le greggi nelle aree di maggior esposizione e aggressività dell'insetto vettore della febbre catarrale degli ovini."
Gli oneri derivanti dal presente articolo sono valutati in 3,5 milioni di euro per l'anno 2004.
UPB S06.072 + 500 euro
UPB S06.079 + 500
UPB S06.086 + 500
UPB S06.092 + 500
UPB S06.099 + 500
UPB S06.107 + 500
UPB S06.114 + 500
In diminuzione
03051 3,500.000
(8)
Emendamento aggiuntivo Ortu - Sanna Alberto - Demuru - Marrocu - Granella - Manca
Art. 1 bis
L'amministrazione regionale è autorizzata ad attuare misure di prevenzione attraverso una capillare opera di informazione agli allevatori sulle razionali pratiche di conduzione per contenere l'espressione della febbre catarrale degli ovini.
In aumento
UPB S12.078 1.000.000 2004
In diminuzione
UPB S12.078 1.000.000 2004
(9)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 7 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro - pastorale. L'emendamento 7 è un emendamento finanziario che riguarda un incremento dello stanziamento per la virosi. Per la virosi sono stati stanziati cinque milioni di euro per il progetto di legge, licenziato dalla Commissione, ma dall'indagine effettuata dagli ispettorati il fenomeno della virosi si è verificato come un fenomeno molto diffuso, non solo nella zona di Decimoputzu ma anche nella zona di Pula, Sarroch e quant'altro e quindi i cinque milioni non sono sufficienti, bisogna aggiungere altri cinque milioni in modo da portare lo stanziamento per la virosi a dieci milioni. Il capitolo a cui si fa fronte è il capitolo 06103 dell'U.P.B. S06025 che ha la sua capienza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ortu per illustrare gli emendamenti 8 e 9.
ORTU (R.C.). Raccolgo l'osservazione: stringato al massimo. Faccio un'unica illustrazione dell'emendamento numero 8 e dell'emendamento numero 9. L'emendamento numero 8 e l'emendamento numero 9 riprendono e propongono in legge alcune delle questioni che ho già affrontato stamattina nella discussione generale, e per evitare le conseguenze nefaste della blue tongue, ma io in generale dico anche perfino della virosi del pomodoro, occorre realizzare interventi strutturali nelle aziende agricole, cioè occorre in sostanza avere delle strutture e quindi dei locali, delle costruzioni che consentano il ricovero del bestiame in condizioni igieniche e sanitarie decenti, cosa che oggi non avviene. Tra l'altro in condizioni tali da evitare che ci sia una esposizione o che ci sia l'esposizione maggiore possibile all'aggressione dell'insetto vettore. Quindi noi proponiamo con l'emendamento numero 8 che siano estese le provvidenze fino al massimo del sessanta per cento per operare questi interventi di risanamento rispetto alle strutture esistenti, così come consente anche un provvedimento di carattere nazionale. Sarebbe stato perfino utile e necessario che questo provvedimento a suo tempo fosse stato incluso nel Por perché forse era uno degli strumenti che ci avrebbe consentito di intervenire e davvero compiere quell'operazione di risanamento delle aziende e di adeguamento igienicosanitario che sono indispensabili per tentare di contenere l'espandersi della malattia ma anche per evitare il riproporsi della malattia così com'è avvenuto nel corso di questa estate.
Ecco, l'intervento ha questa finalità per quanto riguarda l'emendamento numero 8, invece per quanto riguarda l'emendamento numero 9 noi riteniamo che debbano essere introdotte misure di prevenzione attraverso una capillare opera di informazione agli allevatori sulle razionali pratiche di condizione per contenere l'espansione dell'infezione. Anche qui è una cosa che abbiamo sottolineato nel corso della discussione generale, noi riteniamo che questi interventi addirittura dovevano far parte del piano di eradicazione, occorre responsabilizzare gli allevatori in modo tale che siano loro i primi ad avere una condizione anche igienicosanitaria dell'azienda che sia accettabile e che consenta di eliminare al massimo i rischi del proliferare della malattia. Questo è lo scopo dei due emendamenti, li abbiamo riproposti perché è un intervento che in qualche misura ci è sfuggito nel corso della stesura della legge, altrimenti lo avremmo già fatto in sede di Commissione.
Riteniamo utile riproporlo con gli emendamenti che abbiamo presentato e ci auguriamo che il Consiglio raccolga, approvando gli emendamenti, i suggerimenti che sono in essi contenuti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (A.N.), relatore. Voglio dire subito che non posso dare un parere a nome della Commissione perché la Commissione non li ha visti e pertanto, chiaramente cercherò così di argomentare qualche cosa per quanto possa essere la mia posizione personale. Io credo che per quanto riguarda l'articolo 7 credo che la Commissione, se avessimo potuto, così, discutere dell'emendamento stesso, sarebbe stata sicuramente favorevole, se é vero come è vero che noi avevamo messo come posta di bilancio per la virosi del pomodoro cinque milioni di euro. Perché cinque milioni di euro? Perché non avevamo altri quattrini a disposizione in quel momento, pur avendo compreso che questa virosi era molto diffusa, così dicevano gli uffici; pertanto, credo che l'emendamento possa essere accolto proprio perché aumenta la posta per non dover poi tornare indietro e trovare in qualche altra legge o in un altro momento delle somme sufficienti. Per quanto concerne gli emendamenti 8 e 9 io credo che siano degli argomenti importanti quelli che gli amici del centrosinistra hanno posto all'attenzione del Consiglio, però io dico che mi rimetto all'Aula perché i due emendamenti contemplano una posta finanziaria e non so se ci sia la copertura stessa. Pertanto, io non posso dire altro che rimettermi all'Aula su questi due emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 8 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro - pastorale. Sull'emendamento 8 vorrei fare delle osservazioni pur essendo in linea di massima favorevole. Le osservazioni sono le seguenti e cioè, non riesco a capire bene la dizione dell'articolo che dice: "articolo 1 bis, l'amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto capitale fino al sessanta per cento della spesa, ritenuta (?) ammissibile, per la costruzione e l'adeguamento senza aumento delle capacità produttive", cioè si intende dire forse per costruire stalle o per costruire che cosa? Ecco, non mi è chiara la ratio dell'emendamento, vorrei che mi venisse chiarito di che cosa si tratta. Cioè, questo 60 per cento di contributo per che cosa va dato? Perché parla qui di capacità produttive, ma non ho idea di che cosa si tratti onestamente. Locali di che cosa? Locali stalle? Ma le stalle sono già finanziate con il POR!
ORTU (R.C.). Per i locali di ricovero.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Per i locali di ricovero, stalle. Ma le stalle vengono finanziate attraverso il POR, attraverso cioè contributi ordinari. Piuttosto, tra l'altro, credo che la CE difficilmente ci farà passare il contributo al 60 per cento, perché per la CE il contributo al 60 per cento è previsto solo per i giovani agricoltori, mentre non è previsto per gli agricoltori che non siano giovani. Io faccio questa osservazione perché tanto poi la legge deve andare sotto il controllo della CE, e quindi forse sarebbe più opportuno mettere 50, caso mai. Io faccio delle osservazioni, onorevole Ortu, per migliorare, non sono contrario, ho detto, alla sostanza; si tratta di precisare meglio l'entità del contributo e di precisare meglio cos'è che vogliamo fare. Devo anche informarla che il Ministero ha da poco stanziato alcuni miliardi di lire proprio per la cosiddetta prevenzione, nel senso che ci consente di fare qualche operazione contributiva non solo per quanto riguarda i locali di ricovero, ma anche per zanzariere e anche per pulizia dei cortili interni delle corti attinenti alle stalle. Quindi, abbiamo già qualche cosa, però dico, non sono contrario se viene precisato esattamente di che cos'è che si tratta, perché non riesco a capirlo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 9 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, sull'emendamento 9 io direi che forse è meglio ricordare quanto ci siamo detti in Commissione. Anche stamattina io ho preferito non intervenire in replica, perché alcuni consiglieri, alcuni colleghi hanno riportato quanto è avvenuto in sede di audizione in Commissione agricoltura, ripetendo le stesse domande poste in quella sede, perciò evito di dare le stesse risposte, sennonché il monitoraggio è sempre costante e l'informazione è sempre costante e precisa nei confronti della Commissione che settimanalmente viene informata sull'andamento dell'epidemia della blue tongue. Per quanto attiene specificatamente all'emendamento 9 voglio ricordare che la Giunta ha già dei fondi disponibili, che sta utilizzando per l'informazione degli allevatori. In particolare è alla firma e all'attenzione della Giunta quanto previsto nella delibera del 2002 di un intervento per 1 milione di euro, che è stato dato in gestione alle associazioni di categoria: CIA, Confagricoltura e Coldiretti, con la guida da parte della Coldiretti per corrette iniziative per l'informazione per quanto richiesto nell'emendamento numero 9. Il programma è già stato presentato, è già stato approvato, per cui oltre ai fondi normali, vi ricordo per tutti la stampa di un opuscolo sul corretto comportamento per affrontare l'epidemia della blue tongue, che è stato replicato, oltre all'informazione continua che avviene attraverso le associazioni di categoria più rappresentative abbiamo a disposizione questo milione di euro per un programma informativo guidato dalle associazioni di categoria, perciò riterrei che questa è una cifra che è aggiuntiva, non spendibile e superflua, in quanto i fondi a disposizione già consentono una corretta informazione e divulgazione di tutte le pratiche di prevenzione che è utile e necessario mettere in atto per combattere l'epidemia. Per cui ritengo che l'emendamento numero 9 sia superato dalle azioni già portate avanti dalla Giunta regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Assessore Contu, se fossi cattivo le direi in che mani siamo finiti, e in che mani abbiamo l'agricoltura in Sardegna.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Capita, capita!
ORTU (R.C.). Ma siccome io voglio essere buono con lei, perché siamo a Natale, allora le voglio far presente che c'è un decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali di un anno fa, anzi del 25 giugno 2001, di due anni fa, poi gliene farò avere una copia, perché mi sembra che sia utile che l'Assessore e l'Assessorato sia informato. Allora, il decreto consente, anzi pone il problema, per prevenire la lingua blu negli allevamenti ovini prevede interventi finalizzati alla costruzione e all'adeguamento dei ricoveri del bestiame e prevede l'estensione del finanziamento proprio con questa finalità di realizzare i ricoveri che siano atti e adatti.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. C'è scritto.
ORTU (R.C.). Assessore, c'è scritto, se vuole, siccome è sfuggita la parola esatta, "locali di ricovero", non è che stiamo parlando della luna, Assessore, altrimenti poi divento cattivo e allora non le faccio nemmeno lo sconto che le ho promesso per Natale. Se ce qualcun altro che vuole interloquire io non ho problemi!
Dicevo, questo provvedimento già prevede che si possa estendere al 60 per cento, ma è un intervento indispensabile se vogliamo adeguare e se vogliamo intervenire. Certo, comporta una spesa, ma badate, oggi noi stiamo risarcendo ulteriori danni che magari sarebbero stati molto inferiori se avessimo realizzato questi interventi già tre anni fa e avremmo messo in atto un processo di miglioramento e di adeguamento delle strutture delle nostre aziende, quello che ci siamo ripetuti a lungo stamattina e quello che non viene fatto. Io capisco anche la preoccupazione, perché se non mettiamo soldi sulla 21, Assessore, cioè se non mettiamo soldi sul miglioramento, l'adeguamento modernizzazione e razionalizzazione del nostro sistema produttivo in agricoltura, è chiaro che queste cose non possono essere fatte e continueremo a pagare danni. Allora io prendo atto anche della considerazione fatta dall'Assessore della sanità, badi, intervenire vuol dire anche introdurre - chiedo scusa se torno per un secondo alla questione precedente -, intervenire vuol dire anche realizzare nelle stalle tutta una serie di sistemi di protezione rispetto all'aggressività che ha il moscerino in certe ore della giornata. E lei dovrebbe saperlo, è Assessore dell'agricoltura! Allora il ricovero non deve essere concepito solo come una sorta di tettoia sotto la quale mettere tutto e tutti, ma deve essere concepito come una stalla che è in grado davvero di ospitare, in condizioni igieniche e sanitarie, e quindi di poter anche salvaguardare in questo modo l'azienda il processo produttivo che avviene utilizzando gli animali nelle nostre aziende zootecniche.
Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 9, io prendo atto delle considerazioni fatte dall'Assessore, ma ritengo che proprio perché l'Assessore dice che sono interventi che anche lui ritiene non solo necessari, ma addirittura già programmati, allora a maggior ragione l'articolo può stare tranquillamente nella legge, perché detta un indirizzo che non deve essere perseguito solo con quell'intervento, ma deve essere mantenuto nel tempo. Io, Assessore, come lei, come l'assessore Contu e come tanti altri, ho fatto tante riunioni, ho per lo meno partecipato a tante riunioni e così via, e la cosa che lamentano gli allevatori è che non c'è un'informazione adeguata, che vogliono essere messi loro in condizione di fare l'intervento da questo punto di vista di disinfestazione all'interno dell'azienda, come intervento ordinario che deve far parte della pratica di conduzione dell'azienda agraria. Così come deve essere pulita la sala di mungitura, così come deve essere lavato l'impianto di mungitura, così come ci debbono essere le piastrelle nella sala di mungitura, ci devono essere purtroppo, perché c'è questa malattia, anche le zanzariere nelle stalle. Non scandalizziamoci. E non solo, debbono essere dotati delle attrezzature e delle informazioni anche per fare periodicamente e normalmente, ordinariamente la pulizia e la disinfestazione e anche la disinfestazione.
Allora, si dirà che è superfluo, però se davvero le cose che diciamo non ci fosse stata la necessità di ribadirle in legge, non avremmo messo nemmeno il monitoraggio, per essere chiari, e non metteremmo nemmeno queste cose, perché se siamo costretti a intervenire con un nuovo provvedimento, torno a ripetere una considerazione che ho già fatto, stanziando decine e decine di miliardi nuovamente è perché forse queste pratiche non sono state curate a sufficienza precedentemente. Allora può darsi che alcune di queste cose siano già state anche realizzate, ma noi riteniamo che debbano essere fatte sulla base di un piano e poi debbano essere ricondotte a pratica ordinaria, sulla base di una buona e corretta gestione di un'azienda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, sinceramente fare una difesa d'ufficio dell'Assessore non mi tocca, anche perché ho visto che è molto attento a ciò che si dice da una parte e non dall'altra, l'ho potuto appurare stamattina, senza fargli una colpa. Però ho sentito alcune cose esatte e giuste del collega Ortu e alcune altre dimostrano probabilmente, e mi corregga se sbaglio, che effettivamente non conosce il mondo pastorale. E mi spiego: non conosce la pratica di conduzione di un gregge ovino, e le spiego il perché.
(Interruzione)
Glielo dice uno che ha fatto il pastore fino ai ventiquattro (?) anni, quindi su questo almeno non può insegnarmi niente e non come qualcuno che dice di essere di origine agropastorale quando non lo è. Ma mi consenta, io spiego perché secondo me ha detto qualche eresia, senza voler contestare assolutamente quello che sta dicendo.
FADDA (La Margherita-D.L.). Eresia?
RASSU (F.I.-Sardegna). Eresia, eresia! Dopodiché io ascolto quando parlano i colleghi e non mi sogno manco lontanamente di tentare di bloccare un collega quando molte volte dice cose che a parer mio non sono esatte.
Io ero curioso di sapere quali sono le opere da fare in una stalla quando si dice "adeguamento senza aumento" - e questo lo capisco cosa vuol dire - "delle capacità produttive per proteggere il gregge nelle aree di maggiore esposizione e aggressività dell'insetto vettore". Le aree sono tutta la Sardegna, per essere chiari, perché ancora qualche rarissima area ristretta che non è stata colpita o almeno è stata colpita meno. Cosa siano queste opere che si possono fare per bloccare le zanzare, ho sentito poi alla fine (?) perché è geometra il collega, le zanzariere, ma guardi che quando uno fa un progetto di... Aspetti, ma bisogna dire quali sono le opere.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, forse la soluzione può aiutare un po' tutti: ere nell'emendamento 8, al quarto rigo, dopo "per la costruzione e l'adeguamento", occorre aggiungere "di locali di ricovero".
RASSU (F.I.-Sardegna). Sì, stiamo parlando di locali di ricovero.
PRESIDENTE. Per essere precisi, perché l'Aula possa meglio seguire.
RASSU (F.I.-Sardegna). Stiamo parlando di locali di ricovero, Presidente, certamente. La nostra pecora è un animale rustico e siccome l'insetto vettore colpisce d'estate e quindi lei d'estate non è che possa rinchiudere dentro quattro mura blindate, non so, centinaia di pecore perché l'indomani le troverebbe crepate dalla prima sino all'ultima. Io ammetto la buona volontà e la buona fede del collega Ortu, bisogna dire: bisogna rifinanziare la 21, trovare un emendamento giustamente che giustifichi l'investimento, ma non bisogna dire che, anche se magari fosse possibile e giusto far questo, perché quando uno presenta un progetto di miglioramento fondiario in una stalla presenta tutti quegli accorgimenti che ormai sono obbligatori per norma CE a livello igienico per la salvaguardia e l'igiene del bestiame, sennò non è neanche ammissibile attualmente per legge, ivi comprese le zanzariere dove le zanzariere ci vogliono. Ma che mi si dica che bisogna d'estate quando c'è la punta massima della blue tongue, oppure nel mese di settembre, rinchiudere le pecore in quattro mura blindate affinché non entri la zanzara io questo lo contesto dal punto di vista logico. Quindi, però, dico che il collega Ortu ha ragione quando dice che è necessario rimpinguare i fondi per la 21, per quanto riguarda gli investimenti e quindi il ricovero anche del bestiame, per essere chiari, il ricovero in stalle di ricovero del bestiame, perché questo è uno dei metodi di salvaguardia, ma non dalla blue tongue, ma di salvaguardia del nostro patrimonio di miglioramento, del nostro patrimonio zootecnico. Mentre mi trova completamente d'accordo sull'emendamento numero 9, non so se si sia provveduto o meno in materia, perché una campagna di informazione capillare preventiva senz'altro informa i nostri allevatori di cosa è possibile fare probabilmente, di cosa è possibile se ciò è possibile fare, affinché possano diminuire, diciamo così, o almeno limitare il danno. Ma da geometra, io non lo dico al collega, sinceramente da consigliere regionale, perché so che lei è geometra e progetti ne avrà fatto, quindi che io senta dire una cosa del genere, mi creda, non è una cosa possibile, mentre sono d'accordo nel dire che se la 21 deve essere integrata di risorse è giusto che lo sia, se poi questa è una maniera, se questo è il modo per poter arrivare a questo, allora va bene anche questo. Ma non bisogna dire cose, senza difendere l'Assessore, per essere chiari, cose che sinceramente, se lo dice anche un allevatore, non stanno né in cielo né in terra. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Brevissimo Presidente, due osservazioni: una sul 9 e un'altra sul 10, che non è stato richiamato nella discussione. Io credo, onorevole Capelli, che l'emendamento 9 sia sacrosanto, perché in quasi tutte le assemblee alle quali abbiamo partecipato in questi anni gli allevatori hanno lamentato scarsa informazione; scarsa informazione e scarso coinvolgimento. L'emendamento 9 semplicemente vuole colmare questa lacuna, quindi mi sembra accoglibile, mi sembra che risponda a questa esigenza reale.
L'emendamento 10, di cui non si è parlato, prevede che oltre all'informazione ci sia anche il coinvolgimento degli allevatori nella lotta per combattere l'epidemia di lingua blu. Anche questo è stato lamentato a più riprese anche dalle organizzazioni professionali agricole. Quindi prevediamo, con questo emendamento, che ci sia un sostegno anche economico per le aziende, al fine di portare avanti nell'area di pertinenza e nell'area di pascolo di quell'azienda tutte le azioni di disinfestazione che si renderanno opportune e necessarie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, io pensavo di andare avanti più speditamente su questo disegno di legge. Vorrei rispondere anche al collega Rassu, però magari quando entra in Aula avrò buone parole anche per lui.
Io non ho detto, vi prego in particolare, onorevole Sanna, io cerco di esprimermi nel modo possibile, quello che fa parte delle mie capacità, con i miei limiti, non ho mai detto che non è corretto fare un progetto e un piano di informazione, io ho detto - e forse questa Aula non è abituata a queste dichiarazioni - che abbiamo i soldi sufficienti per farla, perciò, siccome qui c'è una corsa, io sono per difendere il mondo agricolo pastorale eccetera e sono perchè venga sostenuto in questo momento di crisi, però quando c'è la corsa di tutti noi a fare i più amici degli allevatori, i più vicini agli allevatori spendendo i soldi pubblici, su questo il Consiglio non mi trova d'accordo, nel senso che noi stiamo inserendo dei fondi che non vanno agli allevatori, che non servono agli allevatori, però stiamo spendendo miliardi e non sono diretti agli allevatori. Quando io nel precedente intervento dico che è già previsto uno stanziamento di un milione di euro, concordato con le associazioni di categoria più altri spiccioli o meglio, per qualcuno sono spiccioli, diverse centinaie di milioni, per l'informazione che è stata fatta prima e secondo un progetto di informazione che è in corso per due miliardi di lire, non vedo perchè questo milione di euro che voi prevedete qui, non lo stanziate per cose che siano più dirette agli allevatori e meno buttate all'aria o al vento perchè qui c'è la corsa a dare più soldi possibili alla categoria in crisi del momento, che sia l'industria, che sia il turismo, che sia l'agricoltura e quant'altro, pensando che tutto questo ci produca un beneficio elettorale. Noi dobbiamo ragionare per quello che la legge produce. In questo caso la legge e l'emendamento non produce nulla, buttiamo via dei denari, per cui, siccome la Regione, la Giunta è già pronta per una corretta informazione, voi mi dite che partecipate a degli incontri con gli allevatori, come tutti noi partecipiamo, allora gli allevatori non possono lamentare mancanza di informazione, perchè le stesse categorie, maggiori categorie Coldiretti, Cia e Confagricoltura, sono presenti affianco della struttura veterinaria e affianco all'Istituto zooprofilattico di Sassari, affianco alla provincia, alle province, per una corretta informazione, così come, mi permetterete a questo punto di intervenire, anche in materia di interventi strutturali, condivido quanto sostenuto dal collega Contu, ma per quanto riguarda anche la disinfestazione è totalmente delegata alle province. A chi dovremmo dare o per chi dovremmo spendere quanto previsto in altri emendamenti o quando parliamo del 10 che lei ha richiamato onorevole Sanna, il contributo di cui… sono diretti a compensare gli allevatori per i costi sopportati per l'azione volta alla disinfestazione. Cosa vuol dire? I costi sono a carico della provincia, noi diamo soldi alla provincia per una corretta azione preventiva, che è partita, che è ottimale, che bisognerà in qualche modo migliorare perchè sono d'accordo che la blue tongue, l'epidemia si combatte con la prevenzione e profilassi e non necessariamente ricorrendo sempre alle azioni di emergenza, ma che bisogna curare il territorio e poi io credo che non ci sia allevatore a cui noi dobbiamo insegnare o pretendiamo di insegnare come debba essere tenuto il suo gregge, la sua stalla e il suo terreno, non glielo insegniamo noi sicuramente, perciò dobbiamo dargli i denari perchè lo pulisca. Guardate che lo puliscono, sanno fare i pastori e non glielo insegniamo noi con due lire in ogni caso e poi non ho capito perchè dovremmo pagare perchè puliscano o tengano adeguatamente il loro gregge e il loro terreno agricolo. Mi sembra che sia un loro dovere di impresa prima di tutto, ricade su di loro perché sono imprenditori, e allora se li trattiamo come imprenditori, non possiamo pagare per il respiro che emettono perchè questo è togliere dignità a una categoria che ci insegna ad avere dignità e che non ci compriamo con questi interventi che non producono nulla. Per cui, io sono per sostenere tutte le azioni necessarie perchè si provveda a tamponare le emergenze che non sono dovute sicuramente da una loro cattiva gestione, ma non esageriamo perchè anche socialmente sono interventi che non gratificano la popolazione sarda, sono interventi che mettono in discussione una categoria, non possiamo sempre intervenire in questo modo, i nostri pastori vogliono lavorare serenamente e non vogliono elemosine di sorta.
Per questo motivo dicevo, se abbiamo un milione di euro da spendere, spendiamolo in altro modo perchè l'Assessorato della sanità non ha bisogno di questo milione di euro per perseguire questi obiettivi, poi potrei anche dire che mi farebbero comodo perchè potrei fare un programma di spesa in più, bene, dichiaro che non servono e che non c'è necessità di questo ulteriore programma di spesa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Si era ipotizzato un percorso abbastanza rapido di questo provvedimento di legge, ma ritengo che le osservazioni che i colleghi stanno svolgendo siano tutte puntuali, precise ed utili per migliorare la proposta di legge e avere un ottimo risultato. Io non intervento in materia di tecnica di coltivazione o di capacità professionale dei pastori, degli allevatori e degli agricoltori, perchè il nostro mestiere in questa fase della vita non è di essere né agricoltori, né pastori, è di essere legislatori, e quindi dobbiamo essere attenti a fare norme che si compongono di tot risorse finanziarie che affrontino le emergenze e rimettano gli operatori, i produttori, nella condizione di operare e di produrre. Compito della legge non è quello né di comprare i prodotti dell'agricoltura, né quello di sostituire la capacità produttiva di un comparto. Dico questo perchè vorrei capire meglio la ragione per la quale in riferimento per esempio al comma 2 dell'articolo 1 la Giunta propone d'ambleè di raddoppiare l'ammontare della risorsa finanziaria da devolvere per indennizzare i danni della virosi del pomodoro. Io non esprimo contrarietà, ritengo che se quella proposta viene avanzata vuol dire che si rappresenta quella esigenza. Ma quell'esigenza, la Giunta regionale che non fa l'indovina, non fa la cartomante, la Giunta regionale attinge le informazioni dagli uffici di cui dispone e in materia di uffici l'agricoltura ne ha anche troppi, perchè quando si dice nel computo finale che questa Regione destina alla spesa agricola tante risorse, tanti danari, l'apparenza è vera, è così; ma la spesa cosiddetta agricola in termini contabili la gran parte in questa Regione è impegnata dagli uffici agricoli, non dagli agricoltori. La burocrazia agricola, o che dovrebbe essere agricola, assorbe la gran parte degli impegni ordinari di questa Regione, pensiamo che solo l'ente di assistenza tecnica, uno degli enti, solo l'ERSAT, conta mille, 1200, 1400 dipendenti, quanti tecnici specializzati che assistono gli agricoltori ha? La gran parte sono impiegati amministrativi, gente che opera con le carte nel chiuso di un ufficio, non che non serva operare con le carte, però sicuramente, enti così pletorici, perchè sono pletorici, ho detto uno dei tanti enti di assistenza agricola, assorbono risorse che vengono conteggiate in conto agricoltura che in realtà è conto di amministrazione, amministrazione ordinaria della Regione.
Ma più che altro l'osservazione che io mi permetto di fare ora relativamente al comma 2 e all'emendamento numero 7 presentato dalla Giunta è il seguente, disponendo la Regione di cotanti uffici e quindi di capacità di avere informazioni e riferendoci ad una coltura particolare, visibilissima, quella del pomodoro, com'è che fino a tre giorni fa, quando questa legge si discuteva in Commissione, si elaborava e poi è arrivata giustamente con urgenza in Aula, si ipotizzava un indennizzo intorno ai dieci miliardi ed oggi invece un emendamento dice non dieci miliardi, venti miliardi in tre giorni…
(Interruzione del consigliere Secci)
(Segue Cogodi). Noi anziani pensiamo ancora in lire, sto parlando di lire ovviamente, perché ci capiamo meglio, perchè è più chiaro il senso. Sento dire perché gli uffici hanno informato che il danno è superiore a quello che pensavamo. Ma hanno informato in questi tre giorni? Questi uffici, in tutto il tempo pregresso, che facevano? In questi tre giorni, dove per altro la coltura del pomodoro immagino che sia la coltura di serra, perchè la coltura di campo adesso d'inverno non c'è, in questi tre giorni si sono informati e hanno capito che i danni non erano dieci ma erano venti miliardi, così! A me pare che ci sia molta approssimazione, questo voglio dire, magari i danni invece di venti sono trenta miliardi, non sto dicendo che non va bene quello che si propone, dico che non va bene il modo, che c'è molto del casuale e del casaccio in tutta questa cosa ancora una volta. Né mi si può dire: "Ma noi sapevamo che il fabbisogno era venti, abbiamo detto dieci perchè non sapevamo dove attingere.". E no, attingete da un UPB che ha una disponibilità, come ce l'ha oggi, ce l'aveva anche tre giorni fa, non è che quella UPB è stata rimpinguata in questi tre giorni, quindi quella disponibilità così come c'è oggi c'era tre giorni fa. Com'è che si raddoppia così? D'altronde stiamo parlando di una malattia della pianta del pomodoro se ho ben capito, da quanto ho appreso dalle conversazioni e dall'esposizione che i rappresentanti dei coltivatori e i coltivatori stessi fanno quando protestano, quando fanno le assemblee, quando incontrano qui le delegazioni, vorrei chiedere: ma questa malattia, questa virosi del pomodoro, è cessata o è ancora in corso? Mi si dice "ancora in corso". Allora qui che cosa stiamo risarcendo? Un danno che è in riferimento ad una pianta che ha un ciclo breve, stagionale, comporta una malattia virale che determina un danno, ma questo avviene principalmente per una volta, perchè il coltivatore sa che se una pianta o una coltivazione in una serra la ripianta e rimuovere non la pianta più, pianta un'altra cosa. Quindi c'è qualcosa che non funziona perchè se no tra tante serre anche abbandonate che ci sono purtroppo nei nostri campidani, e non solo nei campidani, potrebbe accadere che nasce una nuova industria, quella del pomodoro viroso, perchè tanto c'è un fondo che me lo ripaga. Ci deve essere qualcosa che dev'essere in altro modo, secondo me, anche affrontato in questa materia. Io ritengo che quando c'è danno, bisogna intervenire. Quando c'è la difficoltà e l'emergenza bisogna sopperire, e questo vale per l'allevamento e per l'agricoltura, però bisogna intervenire in modo più funzionale, più proprio. Si dice: bisogna intervenire di più nell'assetto strutturale. Sì, ci mancherebbe, però la gran parte degli interventi regionali da tanti anni avvengono solo per l'emergenza, e si attiva un capitolo al comma tre finalmente perchè si aiutino a pagare le assicurazioni. Da quanti anni si dice che bisogna pure che i rischi vengano assicurati e che se con alcuni miliardi si aiutano a pagare i rischi dell'assicurazione, l'assicurazione poi valuta il danno effettivo e almeno una parte del danno viene in qualche modo alleggerito. Io so che quando si indennizza, quando si paga un danno prima di fa la constatazione del danno, prima si sa quanto è il danno e poi se si può si paga il danno. Qui non si è fatta constatazione del danno, perchè tre giorni fa si dice che pareva sufficiente dieci e adesso si dice venti, così!
Volevo per ora solo rappresentare questo tratto di questa vicenda, mi pare ancora una volta questa legge indispensabile, essenziale, urgente, da fare quanto prima, ma senza che troppo ci si addentri nelle modalità attraverso cui con leggi di tal fatta si risolveranno i problemi dell'agricoltura e dell'allevamento, perchè con leggi di tal fatta, di questa fatta, non si risolveranno i problemi dell'agricoltura e dell'allevamento, bisognerà tornarci con altre proposte e con altre leggi e anche con altri danari ovviamente, questo non vuol dire che questo provvedimento non sia utile e indispensabile, vuol dire solo che forse conviene tenerlo nei limiti nei quali l'emergenza, il passaggio difficile di questo tempo, suggerisce.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, solo per comprendere come dobbiamo andare avanti nei lavori, visto che si tratta di un provvedimento esitato alla unanimità, qui rischiamo veramente di non dare quelle risposte che l'intero Consiglio regionale e tutte le forze politiche hanno sollecitato, quindi un invito a tutti quanti noi perchè se vi sono i problemi, si pongano, ma si dia celere definizione all'iter di questo importante provvedimento.
PRESIDENTE. Onorevole Demuru, voleva intervenire? Passiamo alle votazioni, votiamo prima di tutto l'emendamento sostitutivo parziale.. Assessore Contu, vuole intervenire?
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per chiedere la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione con sistema elettronico palese, chi appoggia la richiesta? Grazie colleghi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri DEMURU, PUSCEDDU, SCARPA, MANCA, Giacomo SANNA, SCANO, DETTORI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MURGIA - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: BIGGIO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 54
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 54
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo agli emendamenti aggiuntivi. Metto in votazione l'emendamento numero 8. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io credo che, al di là delle motivazioni che ha portato il collega nell'illustrare questo emendamento, che questo emendamento non sia comunque applicabile se non si presentano altri emendamenti, perchè collega Ortu, a che legge lei fa riferimento e a quale direttiva fa riferimento? Qual è la procedura che deve compiere l'Assessorato nell'esaminare le domande? C'è qualcuno che ha fatto la proposta, al di là dei riferimenti di carattere nazionale che lei ha portato, in che modo l'Assessore deve applicare questa legge.
Io chiedo che almeno un emendamento orale sia consentito per poterlo applicare che si applichi l'articolo 11 anche all'articolo 1 bis sulle direttive, perchè altrimenti io credo che queste risorse non potranno essere utilizzate. La cosa più semplice sarebbe stata quella di favorire il rifinanziamento della 21, di una norma già esistente consolidata nel tempo; però se vogliamo comunque che vi sia la possibilità di utilizzare queste risorse credo che almeno il punto di riferimento all'articolo 11 sulle direttive, sulla approvazione da parte anche dalla Commissione debba essere apportato. Lo dico questo se è possibile farlo perchè altrimenti non è..
Piuttosto, assessore Contu, approfitto di questa brevissima dichiarazione di voto per dirle che sono rimasto deluso rispetto alle dichiarazioni che lei aveva fatto alcune settimane fa quando noi avevamo dibattuto la mozione o le dichiarazioni del Presidente sullo stato di salute del mondo agricolo e delle aziende agricole. Il problema del risanamento non possiamo risolverlo come lei ha detto. Lei aveva preso impegni diversi, lei aveva detto che ormai era stata fatta da parte delle banche un'analisi puntuale, perfetta precisa, erano stati presi degli impegni anche in Commissione, mi lasci dire perchè ho seguito questo problema, che non era possibile metterlo all'interno della norma perchè questo avrebbe comportato delle osservazioni da parte dell'Unione Europea.
Io credo che lei debba andare oltre le cose che ha detto stamattina, impegnarsi nel giro di trenta giorni, sessanta giorni, perchè rimandare questo problema, lei stesso ha detto oggi che ci sono delle aziende che sono messe all'asta, se non si interviene immediatamente, se non si fa un piano immediatamente rispettando quelle che sono le norme e le direttive europee, io credo che quando si interverrà sarà troppo tardi e tante aziende siano state messe all'asta dalle banche.
Assessore Contu, lei stamattina ha usato una frase troppo buona nei confronti degli istituti di credito, io credo che molti istituti di credito si stiano comportando da usurai legalizzati, non c'entrano niente i debiti e quanto è stato contratto da parte degli agricoltori, sono degli usurai legalizzati, quindi come minimo la ricontrattazione deve essere fatta con un impegno preciso della Giunta regionale. Credo che queste cose si possono fare, c'è la disponibilità da parte di tutte le opposizioni, c'è la disponibilità da parte della Giunta regionale. Assessore, se interveniamo fra tre, quattro mesi, credo che non servirà a nulla perchè tante aziende saranno messe all'asta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Naturalmente prendo la parola per dichiarare, per quanto concerne l'emendamento 8 la mia perplessità e anche per l'emendamento 9 per le osservazioni che ho fatto prima, cioè la non chiarezza assoluta dell'emendamento 8.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue CONTU.) Poi anche per la parte finanziaria l'Assessore del bilancio mi dice che non c'è capienza finanziaria, ma lo dirà l'Assessore del bilancio perché io questa partita la conosco un po' meno.
Voglio invece dire qualcosa in risposta a quanto ha detto il collega Fadda, e cioè la dizione che era stata fatta nel testo di legge presentato dal centrosinistra è il seguente: "per il risanamento e il rientro del debito delle aziende agricole l'Assessorato regionale entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge effettua una ricognizione della situazione e predispone, sentita la competente Commissione consiliare e le associazioni più rappresentative del mondo agricolo, con il concorso degli istituti di credito e del Governo nazionale, un piano di risanamento e di rientro del debito. Il piano è approvato dalla Giunta regionale a condizione che riceva il parere favorevole della Commissione Europea, e gli eventuali oneri per l'attuazione del piano sono determinati con successiva norma regionale".
Questo articolo 11, sul quale in sede di Commissione ho espresso non la mia contrarietà, io sono favorevole all'articolo 11 così come è stato scritto dai proponenti del centrosinistra, sono favorevole, ho detto soltanto che bisogna stare attenti, perchè un argomento siffatto può essere che possa trovare censura dalla CEE. Però, stando così le cose, io preferisco di gran lunga il testo dell'articolo 11 che è stato tolto dal testo presentato dal centrosinistra piuttosto che non dire nulla. Perchè lei non può dirmi, onorevole Fadda, che io entro trenta giorni risolva il problema che per dieci anni nessun essere Assessore regionale ha mai risolto. Ma stiamo scherzando? O vogliamo ingannarci tra di noi.
Sappiamo benissimo che cosa significa avere un debito di 1300 miliardi per cui le banche non è che domani o in trenta giorni ti dicono: "Noi abbuoniamo i 1300 miliardi". Per abbuonare 1300 miliardi ci vogliono centinaia di miliardi. Questo è un problema così grosso che ha non soltanto problemi di natura finanziaria enormi, ma avrà problemi di natura finanziaria enormi anche per quanto riguarda la CEE, perchè questi saranno considerati aiuti di Stato e difficilmente passeranno.
Quindi non è un problema che si possa risolvere così dall'oggi al domani, io francamente ringrazio i colleghi del centrosinistra che, con molta serietà, hanno riconosciuto che per preparare un piano di questo genere ci vogliono minimo sei mesi e che questo piano non può essere attuato se non trova il beneplacito della CEE; e che questo piano, successivamente, deve trovare i così detti fondi per potervi far fronte, non si tratta di tre lire. In questo assestamento di bilancio o nel bilancio futuro se non ci sono centinaia di miliardi questo argomento non si può assolutamente affrontare. Quindi è giusto, ed è la prima volta, datemi almeno atto di questo, che un Assessore costituisce un comitato tecnico almeno per capire qual è il debito, non sapevamo fino ad oggi neanche quale era il vero debito, almeno oggi sappiamo qual è il debito, ma dalla ricognizione alla risoluzione in trenta giorni, francamente, questa è solo demagogia e io, siccome non sono demagogo, mi rifiuto di farlo. Se fossi un demagogo direi: "in trenta giorni ho la bacchetta magica e risolvo il problema". Ma questa è una partita difficile per la quale occorrono purtroppo mezzi finanziari di un certo livello e occorre soprattutto una trattativa con la CEE che sarà difficilissima.
Quindi, io faccio una proposta, faccio mio, anzi, dato che lei parla di emendamento orale, io faccio l'emendamento orale per cui l'articolo 11, che è stato tolto dal testo presentato dal centrosinistra, venga invece riportato in questo testo. Io sono favorevole a riportare l'articolo 11 nel vecchio testo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS (U.D.S.-Centro). Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole vorrei ricordare all'Assessore e alla Giunta che quando abbiamo discusso le mozioni tra le mozioni c'era quella presentata dal mio Gruppo che riguardava esattamente i debiti in agricoltura. Questa legge non ne ha tenuto conto se non in una fase programmatica.
Noi abbiamo presentato la legge, il Presidente della Commissione ha ritenuto di non prendere atto che esisteva una legge di questo genere, la nostra legge rimane in vita. Per cui io credo, onorevole Fadda, che questo problema che lei ha sollecitato, giustamente, perchè è un problema che abbiamo dibattuto, che esiste e che forse è anche più forte dei provvedimenti che oggi stiamo trattando in quest'Aula, va trattato separatamente in Commissione e portato all'attenzione del Consiglio regionale.
Onorevole Assessore questo credo che sia il senso, non che noi stiamo affrontando il problema dei debiti in agricoltura con un articolo programmatico e con un'indagine che per altro il Presidente attuale della Regione aveva già, quando era Assessore della programmazione, messo in movimento e sostiene anche, e ha sostenuto, che questo accertamento sia già stato fatto o sia possibile farlo in un tempo ragionevole. L'altra volta avevamo detto: "non si preoccupi dei fondi che occorrono, c'è un problema, i fondi li troveremo".
Ma questo problema va affrontato, perchè se no non aspettiamoci che la gente, come ha fatto per questi che stiamo trattando, arrivi qui a porci questo problema che è drammatico perchè le aziende stanno per chiudere. C'è un fallimento totale per questo motivo delle aziende agricole ed è inutile che noi facciamo riferimento all'Unione Europea, ai soldi, abbiamo trovato tante volte i fondi, si ricorda quando abbiamo trovato i 600 miliardi per la siccità? E adesso noi stiamo parlando di un problema che può essere affrontato e che ho l'impressione che non voglia essere affrontato.
Ma allora noi che abbiamo contribuito, vero onorevole Fadda, a calmare gli animi, e a dire: "stiamo affrontando questo problema", cosa vogliamo far scattare la rivoluzione? Assumiamoci allora la responsabilità di quello che avverrà! Allora questa legge non tiene conto di questo problema ed è inutile che noi facciamo cose programmatiche, attendiamo che l'Unione Europea ci dia un avvallo su una proposta che non esiste; dovremmo prendere l'assenso su quale proposta, su che cosa? È chiaro che noi dobbiamo fare gli accertamenti dei debiti in agricoltura, dobbiamo trattare come si diceva con le banche, cercare di diluire questo debito in quindici anni, vent'anni, non si sta chiedendo altro che quello che altre Regioni hanno ottenuto.
Quindi, onorevole Assessore, la prego, su questa materia non c'è da scherzare, non c'è da scherzare affatto. Per altro io credo che possa essere affrontata e debba essere affrontata seriamente. Quindi esiste la proposta di legge 495 che io mi permetto di proporre al Consiglio, signor Presidente, per dare un termine alla Commissione competente perchè la esamini il più rapidamente possibile, quindi chiedo i termini per l'esame della proposta di legge numero 495.
PRESIDENTE. Onorevole Floris le faccio notare, a parte la correttezza della sua richiesta che esamineremo in altro momento, che adesso stiamo facendo le dichiarazioni di voto sull'emendamento 8, non possiamo accettare altro se non dichiarazioni di voto sull'emendamento 8. Lei questa proposta la ripropone al momento opportuno poi l'Aula deciderà nel merito.
Ha domandato di parlare il consigliere Demuru sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Sarò brevissimo, Presidente, perchè lei ha richiamato il punto che io pongo con questo mio intervento. Noi in Commissione abbiamo scelto di non introdurre in legge quel famoso articolo 11 che testé la letto l'Assessore proprio per parlare di debito in modo totalmente autonomo e fuori da questa norma; era solo l'invito, ma lei mi ha preceduto, a rimanere all'ordine del giorno che stiamo discutendo.
PRESIDENTE. Continuiamo con le dichiarazioni. Presidente Masala io riterrei opportuno che lei svolga il suo intervento alla fine anche perchè i colleghi interverranno in maniera problematica, porranno questioni, lei così forse può dare nel breve spazio di cinque minuti anche qualche risposta, se lei è d'accordo, se no le do da parola immediatamente. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Per dire che sono favorevole all'emendamento 8 così come è stato integrato dagli uffici con quella specificazione, perchè si capisce benissimo che l'emendamento 8 è finalizzato a sostenere piccoli interventi di adeguamento dei ricoveri del bestiame per difendere il bestiame da questa malattia, tutto qui, quindi si tratta di piccoli interventi però di interventi fondamentali. Quindi sono favorevole perchè questo emendamento sia approvato con l'integrazione che è stata proposta dagli uffici.
Sulle questioni dell'indebitamento, voglio fare solo un passaggio rapidissimo, a me meraviglia molto che il presidente Floris che ha fatto il Presidente fino a qualche mese fa, ha guidato l'amministrazione regionale per diversi anni e anche a più riprese e adesso si accorge che c'è l'indebitamento delle aziende agricole? Questo mi fa piacere, onorevole Floris, però poteva anche accorgersene un po' prima. Quando arriveremo a discutere l'emendamento orale dell'onorevole Contu discuteremo dall'indebitamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento 8 mi asterrò, non voglio che si dica che voti contro ad un intervento proposto per l'agricoltura, anche se ho spiegato nella discussione generale dell'articolo quali sono le motivazioni che mi lasciano perplesso su questo emendamento. Voglio appena collegarmi con il problema dell'indebitamento che a me e a tutti noi è caro, di cui se ne parla tanto, concordo però con l'onorevole Floris, del quale si ascolta poco e niente, come in questo momento che l'Assessore...
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, mi perdoni un secondo, mi ascolti un secondo solo non la prenda come una scortesia da parte del Presidente.
RASSU (F.I.-Sardegna). Se poi l'onorevole Rassu non può più intervenire non interviene più, perchè se gli altri intervengono su altri argomenti anch'io ho il diritto di intervenire.
PRESIDENTE. Le sto dicendo che io cerco di non impedire al relatore di dire quello che deve dire, però le faccio notare, e l'ho fatto notare anche ad altri, che in questo momento noi accettiamo e bisogna fare dichiarazioni di voto sull'emendamento 8, ci saranno altre questioni, siamo solo all'articolo 1, siamo solo all'emendamento 8, lei avrà credo molte occasioni per dire quello che deve dire su altre questioni, per cui la prego di attenersi alle dichiarazioni di voto, poi le darò volentieri la parola per parlare dell'indebitamento e di ciò che riterrà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Mi atterrò subito, io le dimostro che è inerente a questo emendamento, perchè in questo emendamento sono riportate misure di intervento finanziario o riguardanti strutture ed investimenti fissi in agricoltura, quindi l'argomento è strettamente collegato. Cioè un settore che è indebitato sino al collo anche per il problema della blue tongue…
SPISSU (D.S.). L'Assessore non ti ascolta!
RASSU (F.I.-Sardegna). L'Assessore che ascolti o non ascolti sono convinto che conti poco perchè per quello che possiamo vedere conta poco e niente, voglio solo dire questo, io credo che sull'argomento...
PRESIDENTE. Colleghi, facciamo concludere l'onorevole Rassu, non alimentiamo la discussione così. Prego Onorevole Rassu.
RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente, molto democratico e molto umano. Credo che sull'argomento, come ha giustamente detto il collega Floris, non si voglia ascoltare e non si vogliano prendere iniziative, perchè quando si dice che ci vogliono centinaia di miliardi si stanno dicendo balle ed anche grosse, perchè non può la Regione intervenire sulla reintegrazione del capitale, del residuo debito, la Regione deve intervenire nel caso sull'abbattimento del tasso di intersesse e cioè sulla rinegoziazione, sul consolidamento dei debiti, l'intervento riguarda solo ed esclusivamente un abbattimento del tasso. E nel caso, poiché noi abbiamo complessivamente 273 milioni di Euro a sofferenze ad incaglio nel settore agro - pastorale, ammettendo un abbattimento del 3 per cento perchè il tasso di riferimento in agricoltura attualmente è il 4,75 per cento, anche caricandosi del 3 per cento, noi abbiamo un intervento inferiore ai dieci miliardi.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, le chiedo che cosa c'entra tutto questo con l'emendamento 8, abbia pazienza, lei mi deve ascoltare, io l'ho pregata di prendere la parola in altro momento e potrà in maniera più articolata dire tutto quello che pensa, adesso concluda con l'articolo8, per cortesia.
RASSU (F.I.- Sardegna). Per concludere, quindi questo come il problema della blue tongue, di questo emendamento di cui stiamo discutendo su cui farò la mia astensione per la motivazione che ho detto prima, ma sull'argomento principale, perchè questo è l'argomento principale, è necessario che veramente qualcuno ci si metta a sedere e studiarlo con serietà e con competenza se se ne ha voglia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
LADU (P.P.S. - Sardistas). Signor Presidente, devo dire che per quanto riguarda l'emendamento numero 8 che prevede i contributi in conto capitale fino al 60 per cento della spesa per la costruzione di strutture in alcune zone dove particolarmente è attiva....
PRESIDENTE. Colleghi, vogliamo ascoltare un pò in silenzio?
LADU (P.P.S. - Sardistas). Per dire che io sono d'accordo sull'emendamento numero 8, e spero che si trovino le risorse finanziarie, perchè io ho esperienza in questa materia che praticamente dove il bestiame è stato rinchiuso in ambienti chiusi c'è stato un miglioramento per quanto riguarda la malattia della lingua blu, perchè tutti quanti sappiamo che l'insetto vettore è attivo soprattutto in alcune ore della giornata. Pertanto io credo che l'idea di poter dare contributi per la costruzione di infrastrutture dove queste non ci sono, ritengo che sia una proposta giusta che merita attenzione.
Due cose soltanto devo dire, perchè fra l'altro non ho partecipato per questioni di famiglia alla discussione di questa mattina, per quanto riguarda l'indebitamento delle aziende, che è un problema serio, serissimo, che purtroppo non è stato contemplato nel testo di legge che stiamo discutendo oggi in Commissione, però devo dire che l'impegno della Commissione è che venga affrontato a parte questo argomento che è uno degli argomenti più importanti che oggi stanno affrontando le aziende agricole in Sardegna. Così come lo devo dire relativamente al prezzo del latte che è un altro dei problemi grossi che sta affrontando oggi l'agricoltura ed è uno dei temi principali sul quale siamo chiamati a dare risposte, purtroppo in questo testo che noi stiamo portando in Consiglio non è contenuto nulla, però confido molto sulla Giunta e sull'Assessore dell'agricoltura perchè, per quanto riguarda il prezzo del latte, sicuramente qualcosa può essere fatta, non tanto intervenendo direttamente sull'aumento del prezzo del latte, però creando quelle condizioni affinché intervenendo sia sulla diversificazione della produzione, sia facendo altri interventi importanti nel settore agricolo, sono convinto che il prezzo del latte comunque aumenterà. Pertanto io credo che sicuramente, se ci saranno gli interventi giusti da parte della Giunta e dell'Assessore competente in modo particolare, credo che una risposta importante, per quanto riguarda il prezzo del latte, possa essere data perchè è la più importante per la soluzione oggi dell'emergenza del mondo agro -pastorale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Frau per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà. Per cortesia onorevole Frau, si attenga all'emendamento 8.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente io mi attengo, vorrei dire ai colleghi tutti che se continuiamo con questo ritmo probabilmente noi questa legge non la esiteremo né oggi, né domani, nè prima di Natale e né dopo. Queste discussioni, colleghi, le abbiamo fatte, ne abbiamo fatte troppe, abbiamo lavorato per quasi quindici giorni di filato, ne abbiamo parlato, quindi partecipate e alle Commissioni possono partecipare oltre i commissari anche gli altri.
FADDA (La Margherita - D.L.). Lo dica ai suoi della maggioranza; i nostri c'erano.
FRAU (A.N.). Io sto parlando in generale. Mentre mi riservo eventualmente se ancora questi argomenti saranno posti all'attenzione del Consiglio su queste argomentazioni e su qualche altra cosetta che è stata detta e che non è esatta, per quanto riguarda l'emendamento 8 ho detto, quando sono intervenuto, che diventa un problema, però credo che avremmo dovuto far parlare il Presidente Masala perchè ho detto: se ce la copertura finanziaria credo che si possa anche discutere il tutto. Ho l'impressione che la copertura finanziaria non ci sia. Pertanto, se è senza copertura finanziaria, è chiaro che non posso dare il mio voto favorevole, quindi restando all'interno dell'emendamento 8, pur conoscendo che indubbiamente alcune cose si possono fare.. Mi fermo qui per adesso Presidente, poi cercherò di intervenire su altri argomenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà. Anche a lei la raccomandazione di attenersi all'emendamento 8.
ORTU (R.C.). Io mi attengo all'emendamento numero 8, quando discuteremo di indebitamento ne vedremo delle belle e sarei curioso che questa discussione si affronti quanto prima. Però chiedo ai colleghi che ho qui di fronte che in qualche modo mi consentano di dire due cose che mi preme dire.
L'emendamento numero 8, intanto per capirci bene, estende i contributi sulla base di una normativa straordinaria che è stata emanata a livello ministeriale in accordo con la Comunità Economica Europea consente di portare i contributi in via straordinaria ed eccezionale solo per interventi di miglioramento delle stalle che abbiano la finalità di combattere e creare condizioni più salubri e quindi che evitino l'effetto devastante della lingua blu, consente l'emendamento numero 8 di estendere questi interventi fino al 60 per cento del contributo.
Io non voglio entrare nel merito della tecnica o delle tecniche costruttive che bisogna utilizzare per realizzare questo miglioramenti, onorevole Rassu, è vero che lei ha fatto il pastore fino a quattro anni e da cinquanta forse...
RASSU (F.I. Sardegna). Fino a 24 anni.
ORTU (R.C.). Allora ha imparato poco. Io posso assicurarle che da sindaco ho lavorato e realizzato un piano di sviluppo agro - pastorale, 22 B, nel comune di Guspini, che era ed è un gioiello, la inviterei volentieri a venire a vedere alcune aziende, il problema è che purtroppo quella strada è stata abbandonata e non è stata perseguita. Così come sottolineava il collega Ladu, io concordo con chi dice che d'estate, ad agosto, a settembre è un problema tenere il bestiame dentro le stalle, ma purtroppo, siccome abbiamo il problema della lingua blu, ci dovremmo adattare a condizioni straordinarie se vogliamo combattere gli effetti negativi, effetti negativi che già oggi sono costati a questa amministrazione regionale tra i 350 e 400 miliardi. Chiaro è che bisogna adottare misure straordinarie con tecniche anche di conduzione delle aziende anche straordinarie perchè è vera la considerazione che faceva il collega Ladu, che è già stato rilevato non da me, ma dall'Università di Sassari, da chi opera, da chi fa davvero monitoraggio, che il bestiame quando di notte viene rinchiuso nelle stalle, perchè viene colpito soprattutto in alcune ore della giornata, per quanto riguarda gli effetti negativi sono inferiori al bestiame che invece viene condotto lasciandolo all'aperto. A maggior ragione, perchè c'è questa necessità, le stalle devono essere adeguate, quindi devono essere dotate anche di superfici di ventilazione adeguate e le superficie di ventilazione adeguate devono essere pur protette. Può darsi che all'onorevole Rassu che c'è stato fino a 24 anni e poi dopo non c'è andato più lo scandalizzi l'osservazione che io ho fatto sul piano tecnico, però lungi da me l'idea di volermi addentrare in questa materia. Saranno le direttive dell'Assessore, e qui mi riferisco anche al collega Fadda, chiedo scusa, io davo per scontato che nell'articolo 11 che stabilisce le modalità attraverso le quali l'Amministrazione regionale dovrà intervenire, così come viene fatto richiamo dell'articolo 2 e dell'articolo 3 e dell'articolo 8, l'emendamento 8 se approvato diventa 1 bis o 2, allora anche l'emendamento 8 dovrà entrare nel coordinamento, io pensavo che questa fosse una questione di coordinamento tecnico come lo è, onorevole Fadda, è una questione che andava risolta e poteva essere tranquillamente risolta in sede di coordinamento, però io accetto anche suggerimenti dai professori, quindi anche da questo punto di visto in modo abbastanza umile sono disponile a raccogliere l'osservazione dell'onorevole Fadda che io davo per scontata che dovesse avvenire in sede di coordinamento tecnico. Però fondamentalmente l'obiettivo di questo emendamento è di allargare il contributo portandolo fino al 60 per cento per quelle opere e per un intervento straordinario che possa allargare il fondo perduto sino al 60 per cento. Questa è la sostanza dell'emendamento numero 8 che, peraltro, recepisce un decreto ministeriale, quindi non capisco tutto questo scandalo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sarò brevissimo. A me pare che l'emendamento 8 debba essere accolto perché è una delle poche cose che giustifica la legge, perché i primi articoli sono semplicemente una manovra finanziaria, cioè si stanno mettendo le risorse sull'articolo 23 della legge 8 che consente, già oggi, di intervenire così come si sta intervenendo. Nessuno si spaventi della manovra finanziaria perché si tratta, almeno per quanto riguarda la blue tongue, di un'anticipazione che viene fatta sui soldi che poi paga lo Stato, la parte dell'abbattimento è così. Ci sono due novità importanti nella legge, che sono le stalle di sosta e il monitoraggio dei danni procurati dalle vaccinazioni, e una delle cose che è giustificatissima in questa legge è proprio l'emendamento 8, cioè quegli interventi strutturali che servono a evitare che ci sia un ulteriore sviluppo dell'epizoozia che crea danni, che può creare un danno economico alla Sardegna, per cui io penso che sia stata una discussione eccessiva e che sia giusto approvare l'articolo 8 perché è giustificatissimo, e che si debba anche, secondo me, andare avanti e possibilmente approvare la legge entro stasera, visto che è stata discussa approfonditamente in Commissione tra le forze politiche, perché il dibattito sulle questioni generali l'abbiamo fatto all'inizio di discussione di questa legge, ma soprattutto l'abbiamo fatto quando abbiamo approvato un ordine del giorno comune sulla grave situazione agricola regionale, quindi io voto a favore dell'emendamento 8. Chiederei al Presidente Masala, nonché Assessore alla programmazione, di trovare la copertura finanziaria adeguata e giusta magari migliore rispetto a quella che indica l'emendamento, e che si possa appunto andare avanti perché questo emendamento migliora la legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (AN), Presidente della Regione. Grazie Presidente. Io sono intervenuto sull'emendamento 8 per due ordini di motivi. Il primo è per evitare che possa passare l'idea che con riferimento all'articolo 8 si parli invece dell'indebitamento, che è una cosa diversa ed è disciplinato, caso mai, dall'articolo 11, che era nella proposta ma che comunque non è nel testo della Commissione e che sarebbe dovuto essere introdotto attraverso un emendamento che non è stato presentato e quindi non è possibile in questo momento, a meno che non si accolga l'emendamento orale presentato dall'Assessore all'agricoltura. Il secondo motivo è più di carattere tecnico. Le motivazioni e le finalità che sono previste nell'emendamento numero 8 sono le stesse previste dal decreto ministeriale che pure accompagna il decreto, si accompagna anche a sei miliardi di lire che sono state messe a disposizione della Regione per queste finalità. Quindi io non intervengo sull'oggetto dell'emendamento, ma intervengo sotto l'aspetto esclusivamente finanziario. Se questo emendamento viene messo in relazione all'emendamento numero 5 della Giunta, si scopre che la Giunta nelle UPB 60, 72 e seguenti, fino al 14, mette non più 500, ma mette più 6250, 2525, 5175, 4025, per cui l'aspetto finanziario a mio giudizio dovrebbe essere considerato assorbito, e quindi non aggiuntivo rispetto a questo anche perché non c'è niente da aggiungere perché stamattina l'Assessore all'agricoltura ha presentato gli emendamenti aggiuntivi inserendo in questa legge tutto quello che era stato possibile rastrellare e che è avanzato dall'assestamento di bilancio, quindi anche per dire tutto quello, quindi non esiste sul capitolo, sulla UPB 30, 51 non esiste una lira e quindi non è possibile inserirlo, quindi è da considerare assorbito. Pertanto, se si vuole incrementare, l'emendamento dev'essere modificato nel modo seguente, cioè la valutazione che viene fatta di 3500 dev'essere considerata a valere sugli emendamenti perché le somme sono abbondantemente indicate nelle UPB, perché in caso contrario non sarebbe possibile accoglierlo, ma in questo modo...
(Interruzione)
MASALA (AN), Presidente della Regione. A valere sulle disponibilità di bilancio, che sono notevoli.
ORTU (R.C.). Siccome siamo ragionevoli, va bene.
(È approvato)
Emendamento numero 9, presentato dai colleghi Ortu, Sanna, Demuru.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Mi faccio condizionare dalla saggezza dei colleghi, però, prima di dichiarare che lo ritiro voglio fare una piccola osservazione, senza esagerare. Io so qual è l'intervento che è previsto in quel programma dell'Assessore.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, su che cosa sta intervenendo?
ORTU (R.C.). Sull'emendamento numero 9.
PRESIDENTE. Quindi sta argomentando un'ipotesi di ritiro dell'emendamento numero 9. Siccome lei è presentatore ha diritto di farlo. Prego.
ORTU (R.C.). Conosco i programmi dell'Assessorato e così via, però ribadisco che l'informazione non può essere fatta solo ed esclusivamente con gli opuscoli, non può essere fatta solo ed esclusivamente - che pure io ritengo utile - con il concorso delle organizzami professionali. Io non sono qui per sminuire il ruolo di nessuno. Io torno a dire che occorre porre attenzione a una formazione capillare sulle tecniche di conduzione delle aziende in relazione alla blue tongue, o tecniche, quindi tecniche di disinfestazione, ma perfino per dare un'informazione corretta sugli orari in cui dev'essere ritirato il bestiame, per essere chiari.
Io ritengo che questa opera possa essere fatta tranquillamente, tra l'altro anche con poche risorse, utilizzando le strutture di cui già dispone l'amministrazione regionale, cioè i servizi veterinari che, con poche risorse, possono fare, così come mi hanno chiesto. Questo concetto lo ha ribadito il veterinario del comune di Vallermosa, che diceva che con poche lire si potevano fare una serie di incontri dove, con l'ausilio anche di audiovisivi e così via, di una serie di materiale informativo, ecco, poteva essere fatta un'opera di informazione per tentare di ridurre al minimo il danno.
Io ritiro l'emendamento perché questa voleva essere la finalità. Mi auguro che il piano che io conosco, badate, che non prevede tutte queste cose, in qualche modo possa avere una correzione anche da questo punto di vista e raccolga lo spirito dell'emendamento, che non era quello di sperperare risorse.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 2.
MASIA, Segretario:
Art. 2
Monitoraggio sugli effetti della febbre catarrale degli ovini e sulla relativa vaccinazione e interventi a favore degli allevatori che partecipano al piano vaccinale
1. L'Amministrazione regionale è tenuta ad effettuare un monitoraggio permanente sugli effetti e sulle conseguenze che la febbre catarrale degli ovini e le relative vaccinazioni comportano sul comparto zootecnico regionale; le risultanze del monitoraggio sono trasmesse ogni sei mesi alle competenti Commissioni consiliari.
2. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo a favore delle aziende agricole con allevamento zootecnico ovino, caprino, bovino e bufalino, al fine di indennizzare i danni conseguenti alla vaccinazione obbligatoria disposta nell'ambito della lotta alla febbre catarrale degli ovini; il contributo consiste in:
a) un aiuto a compensazione del danno subìto dagli allevatori per gli aborti che siano diretta conseguenza della vaccinazione;
b) un aiuto a compensazione dei capi morti in conseguenza della vaccinazione;
c) un aiuto a compensazione della ridotta produzione di latte in conseguenza della vaccinazione;
d) un aiuto per la sostituzione del bestiame che, in conseguenza della vaccinazione, abbia subìto una riduzione permanente della propria produttività.
3. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano anche alle conseguenze relative alle vaccinazioni effettuate dall'anno 2001.
4. Per l'attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa di euro 1.000.000 per l'anno 2003 (UPB S06.025)
PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti numero 1 e 2. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Manca - Sanna Alberto - Granella - Giagu - Ortu
Art. 2
Al comma 4 dell'art. 2 la somma di "1.000.000" di euro è sostituita da "3.000.000" di euro.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S06.025 Spesa 2003 2.000.000
UPB E03.017 Entrata 2003 2.000.000 (1)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 2
Al comma 2 dell'art. 2 lettera c) aggiungere:
"Nella valutazione della ridotta produzione si terrà conto della media dei conferimenti effettuati sull'annata agraria trascorsa, ai caseifici industriali e sociali e per aree di conferimento possibilmente omogenee." (2)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà di illustrarlo.
MANCA (Gruppo Misto). Velocemente Presidente. E' un emendamento tendente ad aumentare le somme che in Commissione era stato deciso di apporre, cioè di 1 milione di euro, viene sostituito con 3 milioni di euro. Ritengo questa somma molto più adeguata, data l'entità dei fenomeni collaterali legati alla esecuzione della vaccinazione.
Siccome la prossima vaccinazione che si intende effettuare sicuramente è anche molto più pericolosa rispetto a quella che si è attuata nei due anni precedenti, ritengo che l'aumento e l'adeguamento di questa somma sia oltremodo indispensabile. E' chiaro che sono anche d'accordo sull'emendamento numero 2 relativamente a quei casi dove effettivamente ci sia un'analisi, un presupposto scientifico-tecnico, quindi di laboratorio, che comprovi l'effettiva correlazione tra l'effetto indiretto della vaccinazione e la vaccinazione stessa.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. La Giunta lo ritira.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 è ritirato. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, il problema finanziario è un problema cardine che ci ha interessato per tanto tempo. Ci era stato detto che più o meno avevamo a disposizione 35 milioni di euro in quel momento; abbiamo trovato qualche altra cosa ma siamo dovuti stare entro dei limiti.
Per quanto riguarda questo articolo avevamo quindi pensato, in quel momento, di mettere a disposizione 1 milione di euro per l'anno 2003. Io, chiaramente, di questo non ne ho parlato, come ho detto prima, con i colleghi della Commissione, quindi non posso parlare a nome della Commissione. Se c'è la copertura finanziaria ben venga, perché sicuramente 1 milione di euro potrebbero non essere sufficienti, però, come ho detto prima mi rimetto all'Aula anche per quanto riguarda questo argomento finanziario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, io ritengo che questo emendamento, che si riferisce al comma 4 dell'articolo 2 è sicuramente, così come l'emendamento, una cifra che può essere adeguata e, come l'articolo 2 e come il comma 4 e tutto l'articolo 2, è un articolo di prevenzione perché, così come detto stamattina, e mi stupisce che l'onorevole Manca faccia queste osservazioni, come quelle che ha fatto poc'anzi, riferendosi al fatto che si sa già, o meglio lui sa già gli esiti della vaccinazione, conosce già gli esiti della vaccinazione, parla di creazione sul campo di nuovi sierotipi, di strategie discutibili, di atteggiamento passivo, di disastro biologico degli ultimi cinquant'anni. Purtroppo ne abbiamo avuto anche altri, come la peste suina, per esempio, onorevole Manca. Poi anche nell'articolato, come ho avuto modo di dire anche in Commissione, facciamo il processo alle intenzioni, perché la vaccinazione del sierotipo 2, dai dati e dal monitoraggio effettuato, così come trasmesso alla Commissione, un'analisi dettagliata degli esiti della vaccinazione sul sierotipo 2, non ha prodotto tutti gli effetti che alcuna stampa diffonde o alcune teorie, consentitemi di non definirle scientifiche, diffondono, anche per chi ha conoscenza del settore molto più di me. Allora quando i veterinari agiscono nel territorio - permettetemi questa breve divagazione - agiscono in nome e per conto della struttura regionale, e devo dire che - continuo a insistere su questo - agiscono a loro rischio e pericolo, e quando i veterinari vanno sul campo, cioè in campagna, non devono essere, come dire, attaccati dalla stessa struttura, dalle stesse autorità che li inviano presso le campagne, perché si crea uno stato sociale non sicuramente sereno e noi dovremmo stare attenti alle cose che dichiariamo, soprattutto perché, onorevole Manca, suoi colleghi vanno per le campagne e lei sa meglio di me cosa vuol dire andare per le campagne. Perciò tenere il livello di attenzione e il livello sociale sereno non dispiacerebbe a nessuno. Gli effetti della vaccinazione sul sierotipo 2 sono monitorati, dichiarati dalle nostre strutture, che sono altamente qualificate e delle quali credo alcuni di voi facciano parte a pieno titolo, a pieno merito. Per cui è un articolo preventivo e come tale, così come l'emendamento, nel caso ci fosse la copertura finanziaria, sarebbe un emendamento accoglibile ed è accoglibile. Ma voglio sottolineare ancora che sulla vaccinazione questa Giunta ha già delegato l'Istituto Zooprofilattico per la Sardegna di Sassari, perché con un piano di sperimentazione di circa 300 milioni si sperimentino preventivamente gli effetti della vaccinazione, che teoricamente dovrebbe svolgersi con il sierotipo 2 e il sierotipo 4. Tutti gli altri effetti dichiarati e non dimostrati, che ho sentito riportare anche stamattina in quest'aula, non appartengono a rilevazioni attendibili di tipo scientifico, perché io mi fido ciecamente della struttura veterinaria della nostra amministrazione, dell'Istituto Zooprofilattico di Sassari, e preventivamente stiamo sperimentando gli effetti su vari tipi di capi, su capi provenienti da diverse zone, su capi che sono in gestazione, su capi di diverso tipo. Soltanto dopo noi daremo il nostro parere sulla vaccinazione, che sarà solo un parere perché, come voi sapete, la vaccinazione è resa obbligatoria, nel caso si decida di farla partire entro gennaio, nel caso arrivino anche i vaccini, perché anche oggi, stamattina, abbiamo sollecitato i quattro milioni di vaccini al ministero. Soltanto in quel caso, cioè ai primi di gennaio, si potrà, nei tempi giusti, intervenire con la vaccinazione, dopo adeguata sperimentazione, perciò verificare prima gli effetti che questa vaccinazione produrrà sul nostro patrimonio zootecnico. Così come non mi risulta in Sardegna nessuna creazione sul campo di nuovi sierotipi. Se altre regioni, in maniera infausta e in maniera inopportuna, in maniera non scientifica, abbiano sperimentato o si siano avventurate su vaccinazioni non adeguate, sicuramente questo non è avvenuto in Sardegna e sicuramente non avverrà, per cui tutte le azioni di tipo scientifico, basate su un'attenta analisi scientifica, con tutti gli strumenti a disposizione dell'amministrazione, che sono notevoli per professionalità e capacità, saranno posti in essere per salvaguardare il patrimonio zootecnico. Ripeto, l'unico riferimento è quello scientifico provato. Per cui, sulla base di queste considerazioni, ritengo che preventivamente e giustamente preventivamente, possa essere accolto l'emendamento numero 1.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Grazie, Presidente. Noi avevamo preso l'impegno di cercare di velocizzare l'approvazione di questa legge, perché abbiamo ampiamente discusso in lunghe ore in Commissione. Sto notando che molti dei colleghi membri della Commissione intervengono su tutto. E' chiaro che sto facendo una critica e mi scuso per il mio intervento.
Allora, proprio per evitare di essere lungo, io intervengo sull'articolo 2 solo e semplicemente perché ho delle perplessità, mentre su tutti gli altri articoli ho espresso il mio parere favorevole e ho contribuito anche alla costruzione degli articoli, su questo articolo 2 io ho delle perplessità e le voglio appalesare, manifestare. E' evidente che l'Assessore della sanità, l'onorevole Capelli, qualche volta interviene con un tono un po' così, provocatorio, perché quasi quasi fa cambiare idea a chi già la pensava come lui. Parlo del monitoraggio, monitoraggio pregresso. Noi, chiaramente, ci dobbiamo affidare a ciò che l'Assessorato ci dice e che l'Assessore riferisce in base ai dati che ha. Ahimè, sul monitoraggio della vaccinazione in effetti abbiamo avuto un piccolo resoconto e dobbiamo credere, fino a prova contraria, ma non possiamo avere la prova contraria se non abbiamo i dati. Pertanto dell'articolo 2 io condivido totalmente quello che è il comma 1, che obbliga l'amministrazione a presentare al Consiglio ogni sei mesi una relazione sui risultati del monitoraggio, intendendo per risultati anche le metodiche usate. Però concordo con l'Assessore quando sostiene che l'articolo ma anche l'emendamento numero 1 sono un po' un atto ipotetico preventivo, e io non sono d'accordo, infatti inviterò i proponenti, io non l'ho firmato per questa motivazione, non sappiamo ancora se ci sarà la vaccinazione, perché so che ci sono ancora delle perplessità anche da parte dell'Assessorato, per cui immobilizzare altri 4 miliardi di vecchie lire in un capitolo che probabilmente, se poi non dovesse verificarsi la vaccinazione, oppure se la vaccinazione non avesse danni, mi sembra un eccesso. E questo per quanto riguarda l'emendamento e anche l'articolo in generale, ma in particolare io ho questo tipo di timore, e l'ho espresso in Commissione, ed è il motivo per cui io mi asterrei e mi asterrò dal votare non tanto l'articolo 2, il comma 1 va bene, ma mi preoccupano gli altri commi, e cioè c'è il rischio che noi andiamo a medicalizzare l'allevamento. Ora io non ho niente sulla prevenzione, anzi sono uno spirito che va per la prevenzione, però non illudiamoci. Qui il rischio qual è? Che, come nella sanità umana, alla prevenzione si dicano tante parole e poi il risultato è che il 5 per cento dei bilanci va alla prevenzione e tutto il resto va alla cura o quasi. Non vorrei che succedesse anche questo, intendendo per cura chiaramente la cura dei bilanci degli allevamenti.
Io richiamo in particolare la nota della CE per quanto riguarda gli indennizzi agli aborti, e la CE li autorizza solo ed esclusivamente intanto si verificano entro venti giorni successivi alla vaccinazione, e va bene, ma se sono certificati con diagnosi degli Istituti Zooprofilattici e con diagnosi differenziale su altre cause. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che noi rischiamo di dover utilizzare un'enorme quantità di soldi pubblici per andare a certificare questi tipi di effetti collaterali eventuali. Io inviterei a riflettere attentamente il Consiglio e soprattutto gli Assessori che dovranno, se questo articolo venisse approvato, fare le direttive. Attenzione a non creare la mutua degli animali, perché diventerebbe controproducente per l'agricoltura e sicuramente a vantaggio di altre strutture e categorie che c'entrano sì con gli allevamenti e con l'agricoltura, perché è valido anche per la virosi questo ragionamento, perché le perplessità che ha manifestato l'onorevole Cogodi quando parlava dell'articolo 1 sono vere, cioè noi continuiamo a indennizzare danni, ma non so se stiamo facendo qualcosa di positivo per evitare questi danni, perché a quel punto conviene fare le serre o fare allevamenti infetti. Questo è il mio problema e il mio dubbio, e qui chiudo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Riprendo l'elemento di perplessità e di riflessione, a fin di bene, che poc'anzi esprimeva il collega Demuru. Bisognerebbe dare un senso buono all'articolo 2 di questa legge, perché così com'è è un articolo che può anche determinare degli effetti perversi. Qui si prevede che l'amministrazione regionale indennizzi i danni conseguenti alla vaccinazione obbligatoria e quindi bisogna che si comprenda che cos'è che la Regione vuol fare. Se la Regione fa la vaccinazione e questa vaccinazione è obbligatoria, e se la vaccinazione è ritenuta una cura, un antidoto per superare uno stato di malattia, non può dirsi poi che la Regione obbligata e obbligante a vaccinare, con questo obbligo che ha e con questo obbligo che impone poi debba procurare dei danni, perché nessuno in questo mondo, almeno nel mondo giuridico e anche nel mondo della civiltà normale, può essere obbligato a procurare danni. Nessuno, nessun soggetto individuale e nessun soggetto giuridico può essere obbligato a procurare danni!
Ora, sulla vaccinazione noi abbiamo sentito, proprio dagli allevatori, critiche severissime in assemblee infuocate, in assemblee non di poche persone che la pensavano così perché ognuno la pensa come vuole, ma assemblee di migliaia di persone che consentivano sul fatto che la vaccinazione crea questi effetti dannosi. Ma se crea questi effetti dannosi allora non è una cura e colleghi capaci, stimati, autorevoli e competenti, anche in questo Consiglio regionale, non solo il collega che per competenza specifica questa materia l'ha trattata più volte, Pasqualino Manca, Emanuele Sanna e altri, non è che non abbiano reso edotto il Consiglio regionale, cioè noi tutti sul rischio che la vaccinazione poteva comportare; però la vaccinazione si è fatta, addirittura si è imposta. E adesso si pagano i danni di una cosa che si è voluta fare, cioè lo stesso soggetto che ha fatto la cosa e l'ha pure imposta, adesso dovrebbe pagare i danni. Ma quali danni? Io comprendo che quando un animale, anche uno di noi, che siamo pure tutti animali, mammiferi e "babbiferi" anche, che ognuno di noi se deve curare una malattia può sopportare anche un danno collaterale, se è una malattia grave, per salvare la pelle, uno accetta anche una menomazione, quindi ne può avere un danno benissimo da una cura, ma il danno che ne ha dev'essere inferiore al danno che avrebbe avuto senza medicina, perché se il danno che ne ha è uguale o addirittura superiore a quello che ne avrebbe avuto senza medicina, senza medico e senza veterinario, almeno si risparmia i soldi della medicina e del medico, e invece qui si prevede che si debbano indennizzare addirittura i capi morti in conseguenza della vaccinazione. Io capirei se si dovessero indennizzare i capi morti nonostante la vaccinazione, ma indennizzare i capi morti in conseguenza, qui è scritto che tu l'hai ammazzato con la vaccinazione, perché la causa della morte è la vaccinazione, e il soggetto della vaccinazione sei tu. Allora stai creando l'industria della malattia. Qui, Nino, non è che sta medicalizzando l'allevamento, qui si sta ammalando l'allevamento, qui si sta appestando l'allevamento, qui c'è l'industria del danno voluto, procurato e risarcito. È scritto qui esattamente così. Ripeto: io capisco che si possa indennizzare se nonostante la cura, si tenta, in un soggetto la cura non va bene, e allora il danno c'è comunque, ci ho perso anche la medicina e il paziente è morto lo stesso, ma dire che si indennizza l'animale che muore in conseguenza, vuol dire che l'hai ammazzato tu. Così è scritto. Ma questo animale vaccinato per essere curato, nel frattempo non è che solo, come dire, muore, e quindi va indennizzato perché muore ma, nel frattempo se non è morto ancora, ha abortito. E se una pecora abortisce, voi capite che, insomma, una capra, insomma, che è già la gran parte del reddito di una delle nostre pecore o capre, è già una gran parte del reddito che se ne va, ma quello stesso animale, quello stesso ovino, nel frattempo, se prima non è ancora morto nel frattempo ha abortito e c'è anche una diminuzione della produzione del latte. Ma con questo vaccino non doveva guarire, farlo guarire? Gli fa diminuire la produzione, lo fa abortire, poi alla fine lo fa pure morire. Allora non ho capito, dov'è la bontà del vaccino? E non conviene appunto abolire il vaccino prima di tutti questi disastri, che pure devono essere pagati? Io mi fermo qui perché mi pare che la domanda richieda, essendo puntuale la domanda, anche una risposta puntuale, e che così scritta questa norma non abbia né logica né consequenzialità, soprattutto non abbia bontà, e che sia dannosa e che serva un supplemento di indagine istruttoria per scrivere almeno in modo diverso questa norma che consenta di impedire che chi è obbligato o viene obbligato a fare una cosa poi sia obbligato anche a subire il danno successivo, ma anche di impedire che qui, con il provvedimento obbligato e obbligante si determini poi una successiva perversione nelle conseguenze di questo genere.
Sulla bontà dei vaccini ci sono i medici, ci dicano gli altri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Alcune considerazioni su quanto è stata la replica anche dell'Assessore. È chiaro che questo è un articolo di prevenzione. Presidente, dicevo, è chiaro che questo è un articolo di prevenzione, visti i risultati che la precedente e le precedenti campagne di vaccinazione hanno comportato, diversissimi casi di effetti collaterali molto gravi, certificati, diagnosticati dall'Istituto zooprofilattico di competenza, non sono stati risarciti perché non esisteva una norma specifica, come io andavo rimarcando in diverse situazioni, che consentisse appunto il rimborso di questi effetti collaterali. Io ho sempre avuto dei dubbi sulla vaccinazione e non mi nascondo; io avevo fatto anche un'interpellanza sulla manipolazione del virus della lingua blu a marzo del 2003 quando una direttiva ministeriale della Direzione Generale del Ministero della Sanità impose a chiunque, escluso l'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Teramo, di importare, detenere, alienare in qualunque maniera il virus della blue tongue.
Io, caro assessore Capelli, che adesso non vedo, mi fido strettissimamente dei colleghi e delle strutture veterinarie, mi sono sempre fidato e mi continuerò a fidare. Io non so quali prove stiano effettuando, non so dove, in quali condizioni, con quali sierotipi e quant'altro, sono tutte prove scientifiche che andranno valutate da coloro i quali ne sono veramente conoscitori approfonditi. Io non sono uno studioso, io sono un semplice veterinario di campo che ha sempre agito in conseguenza di determinazioni che il potere politico gli ha demandato. Lei mi parlava del sierotipo 2, delle conseguenze del sierotipo 2, compare il sierotipo 4, non riesco a capire come è entrato il sierotipo 4. Il Ministro della Repubblica ha detto che è entrato in maniera fraudolenta, e può essere anche un'ipotesi. Lei sa benissimo, caro Assessore, che il sierotipo 4 quando è comparso si diceva non avesse nessun potere patogeno perché era un virus così, labile, siamo a oltre 82 mila capi morti, arriveremo quasi sicuramente a centomila e nel frattempo aspettiamo che cosa? Che il mondo scientifico determini e stabilisca quanto effettivamente doveva essere fatto preventivamente due anni fa, perché lei sa benissimo che tutti i vaccini prodotti fuori dal territorio comunitario devono essere sottoposti a dei test per comprovarne l'efficacia e l'innocuità, io non sono contro il vaccino, non ho mai detto di essere contro il vaccino. Io ho solo detto che prima di utilizzare un prodotto di così siffatta pericolosità andava provato nelle maniere più adeguate. Lei sa benissimo che la malattia blue tongue è una malattia condizionata, ha un comportamento diverso da 0 a 100 metri, da 100 a 200 ne ha un altro, da 300 a 400 ne ha un altro ancora. Sono mai stati fatti studi? Sono state fatte prove a Teramo su sei pecore e su cinque ratti. Queste sono le prove per stabilire l'innocuità e l'efficacia del vaccino sierotipo 2. Il Presidente della Giunta regionale il 20 novembre ha parlato di vaccinazione con un vaccino trivalente o pentavalente. Noi abbiamo due sierotipi, glielo ho già detto in Commissione. Il Ministero ha imposto la vaccinazione con il tetravalente, una direttiva del Ministero parlava di vaccino tetravalente. Dunque 2, 4, 9, 16.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non è una direttiva.
MANCA (Gruppo Misto). Non la conosce? Certo che c'è, la procurerò, farò di tutto per fargliela avere, è un'indicazione precisa e chiara del dottor Romano Marabelli, nonché direttore generale di Servizi Veterinari del Ministero, che dice che si vaccinerà dal 1° dicembre al 30 aprile con i sierotipi 2, 4, 9 e 16. Che cos'è quella lì? Un'ordinanza? Cos'è? Poi mi spiegherà cos'è questa roba qui. Il nostro Presidente della Giunta parla invece di vaccinazione con un vaccino trivalente o con un pentavalente.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il Presidente della Giunta nostra?
MANCA (Gruppo Misto). Il Presidente della Giunta, Assessore, il 20 novembre ha parlato di vaccinazione con trivalente e con un pentavalente. Si faccia procurare gli atti e vedrà la veridicità di quello che io le dico.
Allora noi abbiamo due sierotipi, il 2 e il 4. Il Ministero vuole imporre il 4, voi volete vaccinare col 3 o col 5, spiegateci un pochino che cosa dobbiamo fare. A me che vacciniate o meno mi interessa ben poco; a me interessa la salute dei nostri animali, mi interessa che ciò che viene utilizzato in Sardegna subisca tutte le prove per dimostrarne l'innocuità e l'efficacia, quello che fino a oggi non è stato fatto. I danni che questo vaccino, che questo prodotto provocava sui nostri animali erano chiari e certi, voi avete vaccinato in condizioni epidemiologicamente non certe, non sicure, voi avete vaccinato col sierotipo 2 selvaggio in circolazione, cosa che è totalmente, dal punto di vista epidemiologico e preventivo non consigliabile, avete fatto tante di quelle cose che io non sto qui a ripetervi. Quindi una strategia di vaccinazione che andava affrontata territorio per territorio. Avete vaccinato i bovini, l'unica Regione al mondo! Avete vaccinato i bovini che non aveva senso vaccinare. Lo dicono tutti. Ci sono segnalazioni anche di professori universitari, di tutti i maggiori professori universitari. Perché avete vaccinato i bovini? Avete vaccinato pecore che, come qualche collega rimarcava questa mattina, avevano già subito la malattia e che quindi guariti avevano già l'immunità al loro interno, e avete vaccinato lo stesso. È chiaro che non esisteva una strategia, si voleva vaccinare e basta. Io non ero contrario alla vaccinazione. Poi, quando uno si assume l'onere di vaccinare, risarcisca tutto ciò che sono i danni collaterali che questa vaccinazione comporta e i danni collaterali diretti e indiretti erano specificati all'interno del bugiardino contenuto nel farmaco, scritto in inglese, solo che i colleghi veterinari non sono mai stati messi in condizione di leggerlo, mai, perché il bugiardino non è stato mai consegnato a nessun veterinario. Arrivavano le bottigliette con i flaconi di solvente, di liofilizzato, senza che loro fossero mai messi in condizione di sapere, di conoscere, di dare agli allevatori tutte le giuste indicazioni per poter effettuare una vaccinazione in stato di sicurezza. Questo non è assolutamente avvenuto. Io non sono mai stato né contro i veterinari di cui ho una stima enorme, però i dubbi, tutte le preoccupazioni che sono state, con le metodiche più politiche diciamo così, predisposte e sottoposte all'attenzione delle autorità politiche sono state totalmente disattese e questi sono i risultati. I danni sono evidenti, sono da certificare o quantificare, questo non lo so, però sicuramente i danni sono ingenti. Quando in un allevamento bovino che si vaccina l'indomani mancano duecento litri di latte non è dovuto a chissà che cosa, è dovuto alla vaccinazione, non è avvenuto nient'altro in quell'allevamento, è avvenuta solo la vaccinazione, e per un mese a questo poveraccio gli mancano duecento litri di latte, mi dovete dire voi chi li deve rimborsare! È chiaro che non ci sarà mai una prova scientifica certa che possa dire che in quell'allevamento è successo chissà che cosa, non esiste, è avvenuta solo la vaccinazione. Bisogna valutare caso per caso, bisogna evitare come diceva il collega Demuru la medicalizzazione, però abbiamo le potenzialità, abbiamo le capacità tecniche, le capacità scientifiche per poter provare tutto questo. Non c'è nessun tipo di criminalizzazione sugli allevatori, sugli agricoltori e quant'altro. Se abbiamo qualcosa da dire diciamoglielo chiaramente di fronte, però è necessario intervenire e la somma che, ripeto, in questo articolo è stata immessa, è risibile. E' necessario un incremento e io penso che quell'emendamento vada approvato così come è stato predisposto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, ancora per chiedere una cortesia ai colleghi. Ci siamo dati dei tempi, ne abbiamo discusso molto, è vero che il Consiglio può parlare, può discutere eccetera, ma io credo che se continuiamo in questo modo veramente noi non arriveremo alla fine, e vorrei dire anche, permettetemi questo, a colleghi che hanno presentato proposte di legge, quindi dovrebbero aver letto le proposte di legge che hanno firmato, che poi la Commissione ha fatto proprie quella parte di quelle proposte di legge, non possono venire qui a dire che quella parte va male, o eravamo in mala fede prima o eravamo in mala fede dopo. Non si può, perché il problema virosi lo troviamo nell'ambito delle varie proposte di legge firmate da tutti. Il problema degli interventi a favore degli allevatori che partecipano al piano vaccinale per la febbre catarrale degli ovini la stessa cosa. Non possiamo perdere tempo in questo modo, colleghi! Non possiamo perché se qualcuno non credeva in quelle cose non avrebbe, a mio avviso, dovuto firmare le proposte di legge, e mi fermo qui.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Frau. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, io sarò brevissimo, non utilizzerò i dieci minuti su questo argomento. Noi abbiamo discusso a lungo in Commissione sull'articolo 2 e soprattutto su questa parte, cioè se estendere il risarcimento agli effetti collaterali. Abbiamo discusso a lungo anche perché, tra l'altro, questa richiesta è stata posta da tutte le associazioni, dalle organizzazioni professionali ma anche dai movimenti, è stata posta l'esigenza, e quindi in qualche modo doveva essere valutata, ma non solo, ci sono alcune regioni che già questi aspetti li hanno colti e li hanno tradotti in legge e già realizzano l'intervento anche per quanto riguarda questa materia. Certo, poi si può discutere su quanto ha impegnato e speso la Regione Sardegna, si può anche discutere sull'entità degli indennizzi a capo eccetera insomma, però la realtà è che il problema esiste e va in qualche misura discusso e affrontato. Ripeto: c'è stata anche in Commissione una discussione abbastanza intensa, e io dico anche che abbiamo condotto con grande senso di responsabilità arrivando a una soluzione, sapendo che questa norma, soprattutto per quanto riguarda il comma 2, si può prestare a un'utilizzazione anche scorretta, però qui il punto è che seppure ci sono o seppure ci saranno tentativi di utilizzare la norma in modo scorretto, non si può penalizzare chi invece guarda alle leggi con il rispetto dovuto, presenta le domande sulla base delle provvidenze in modo corretto. Ecco, non si può fare di tutta l'erba un fascio e non si può criminalizzare, non si possono criminalizzare tutti i potenziali interessati. Allora si tratta qui di fare le verifiche e i controlli che sono necessari e di dare direttive che siano adeguate, però, e concludo anche, perché così rispetto l'impegno di non utilizzare tutto il tempo. Il problema qual è? Anche qui ci dobbiamo dire con grande chiarezza la verità, perché noi, badate, abbiamo già vaccinato, abbiamo già maturato un'esperienza, adesso io qui non sto a discutere vaccino sì, vaccino no, quali sono gli effetti. Non sono un tecnico, non sono uno che è in grado di pronunciarsi su questa materia, lo facciano i tecnici, e l'amministrazione regionale si avvalga delle strutture tecniche, di chi in materia è chiamato a pronunciarsi. Allora io quindi non voglio addentrarmi su questo aspetto, né se il vaccino o non utile, è una discussione che secondo me a noi non compete. Ma siccome sono anche io consapevole della delicatezza della seconda parte, del secondo comma di questo articolo, dico che soprattutto quando si tratta di attuare il provvedimento si adottino le cautele che sono necessarie.
Però torno ad una considerazione e chiudo, noi badate, e questa è anche la considerazione che in qualche misura costituisce un rammarico, noi abbiamo in Sardegna fatto una sperimentazione che non ha precedenti, non è una sperimentazione limitata, fatta in laboratorio, fatta a campione in qualche ovile da qualche parte, noi abbiamo vaccinato tre milioni e settecentomila capi ovi-caprini, questo è quello che dice l'Assessore della sanità.
Allora il problema è quali effetti, quali sono i risultati, cosa è accaduto, perchè badate noi potevamo essere già oggi in grado di dire: "Badate, per quanto riguarda il comma 2 le conseguenze sono queste, per quanto riguarda la vaccinazione la moria da vaccinazione ammonta allo 0,5 per cento, allo 0,7 per cento, allo 0,1000 per cento e così via". Oppure, per quanto riguarda, invece, gli aborti la percentuale di incidenza è questa; oppure per quanto riguarda la perdita di produzione di latte l'incidenza è questa.
Allora, se noi avessimo fatto, io l'ho detto prima nell'intervento che ho fatto nella discussione generale, oggi eravamo in grado davvero di utilizzare perfino in termini positivi una grande sventura che si è riversata sulla nostra Isola, eravamo in grado di utilizzarla in termini positivi perchè potevamo diventare il punto di riferimento. Questo non è stato e di questo la Giunta porta una responsabilità, per questo abbiamo introdotto l'articolo 2, che è preceduto dal comma 1, non è a caso che c'è il comma 1, e ho concluso. Il comma 1 dice e obbliga la Giunta ad informare e quindi a comunicare al Consiglio ogni 6 mesi quello che sta accadendo per quanto riguarda questo problema, per quanto riguarda questo aspetto.
Secondo me più che una discussione tecnica o tecnicistica dobbiamo ricondurre il problema al suo aspetto originale, alla sua valenza politica, e di fronte all'esigenza che pone la valenza politica non possiamo chiudere gli occhi e in qualche modo confidando nell'applicazione seria, corretta ed oculata da parte dell'Amministrazione regionale, per queste ragioni io ritengo che l'articolo 2 va votato così com'è.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Grazie Presidente. Io inizialmente mi scuso con l'onorevole Demuru se ha visto in me un atteggiamento provocatorio, ma lungi da me assumere atteggiamenti provocatori, forse è derivato soltanto da un po' di stanchezza, non mi permetterei mai nei confronti dei colleghi di assumere atteggiamenti provocatori.
Però a questo punto io devo intervenire in apertura per dire che condivido totalmente, così come ho fatto in precedenza, l'intervento e le perplessità sollevate dall'onorevole Cogodi in merito all'articolo 2. Quando dicevo che questo era un articolo preventivo, e comunque non voglio andare contro quanto stabilito dalla Commissione, erano dentro di me le stesse perplessità che ha sollevato il collega Cogodi, perchè noi se decidiamo una vaccinazione siamo anche coscienti del fatto che quella debba intervenire, non è corretto dire come terapia, ma come effetto positivo contro il diffondersi dell'epidemia.
Quando noi al comma a) dichiariamo che siamo pronti a pagare gli aborti in diretta conseguenza della vaccinazione stiamo quasi dichiarando gli effetti negativi, ancor prima di conoscerli, della vaccinazione stessa; e così valga per i capi morti o per la produzione di latte. Anche sul comma 1 dello stesso articolo, che condivido e su cui non c'è nessuna ostativa, mi permetto però di richiamare l'attenzione dei colleghi, soprattutto i colleghi della Commissione, che il monitoraggio di quanto avviene ed è avvenuto è costantemente a loro disposizione. È a disposizione non solo dei colleghi della Commissione, ma è a disposizione di tutti i cittadini perchè il sito dell'Istituto zooprofilattico, che è anche il gestore unico dell'Osservatorio epidemiologico, riporta fedelmente e tempestivamente tutti gli effetti e tutti i dati sulla situazione epidemiologica della blue tongue. Per cui costantemente i cittadini sardi, e chiunque si voglia collegare su internet, sono al corrente di quanto avviene, con tutti i dati scientifici.
Così come in risposta alla Commissione il 10 dicembre 2003 comunicavo gli effetti e i dati in possesso dell'Istituto zooprofilattico e dell'Assessorato in riferimento all'unica vaccinazione che è avvenuta in Sardegna, cioè quella sul sierotipo 2. Nel 2002 si sono avuti sei focolai, due capi morti, dieci capi abbattuti, pari all'1 per mille rispetto alle ondate epidemiologiche del 2000/2001, questo significa che la vaccinazione è intervenuta in maniera positiva nel caso del sierotipo 2. Perciò questi dati sono stati trasmessi alla Commissione, sono sottoscritti, e ovviamente mi assumo la responsabilità di quanto comunicato alla Commissione. Perciò sulla vaccinazione, prima ed unica vaccinazione, avvenuta tempestivamente e non in presenza di picco epidemiologico, perchè a differenza di altre regioni che si sono consentite di vaccinare in presenza di picco epidemiologico la Sardegna, ripeto, con grande attenzione e professionalità è intervenuta nel momento giusto.
La possibilità di vaccinazione parte dal 1° gennaio al 30 di aprile. Perché a tutt'oggi noi non abbiamo ancora determinato insieme al Ministero la possibilità di vaccinare? Perché, come ho detto poc'anzi, vogliamo vaccinare dopo aver sperimentato il vaccino bivalente del sierotipo 2 sul quale ovviamente dobbiamo intervenire come richiamo e del sierotipo 4, unico presente in Sardegna. Si sono ipotizzate in passato possibilità di vaccinazione con il tetravalente o il trivalente, ma sono state subito scartate perchè il sierotipo 9 dà ricombinazione sierologica.
Per cui chiunque abbia dichiarato il contrario, la Sardegna infatti non ha attivato - mi scusi onorevole Manca - di fatto, al di là di quello che è stato scritto, detto, dichiarato eccetera, la Sardegna non ha attivato la vaccinazione; questo è un dato di fatto, e sta sperimentando con suoi 300 milioni con l'Istituto zooprofilattico della Sardegna gli effetti della vaccinazione sul sierotipo 2 e 4.
Perciò noi vorremmo capire cosa avviene prima ed è chiaro che se ci sono migliaia di aborti, se ci dovessero essere capi morti in conseguenza della vaccinazione, se ci dovesse essere una ridotta produzione del latte come conseguenza della vaccinazione, è chiaro allora che una riflessione sull'opportunità di vaccinare ci dovrà essere, per cui noi prevediamo già in legge che siamo nelle condizioni di applicare - permettetemi il termine non corretto - una terapia che già produce danni. Non sarà così, non sarà e non potrà essere così. Io più che dichiararlo non so cosa fare, l'ho anche scritto, per cui non so cosa fare.
Così come noi diceva l'onorevole Ortu che potevano essere punto di riferimento. Noi siamo punto di riferimento europeo nella lotta alla epidemia della lingua blu. Noi siamo punto di riferimento per il protocollo europeo, visto che non riusciamo a far emergere le cose produttive che quest'Aula fa, che le strutture fanno, e le strutture non sono di proprietà della Giunta di turno, che le strutture mettono in atto, non siamo in grado di valorizzarle noi, ce le valorizzano gli altri. È chiaro che non siamo paragonabili all'inefficacia, all'inefficienza delle Puglie, della Calabria o di altre regioni che non sono state in grado, e non avendo le nostre capacità professionali, nostre intendo della struttura, non sicuramente mie, di combattere adeguatamente un'epidemia come quella della lingua blu.
Noi siamo portati ad esempio in Europa, e forse soltanto noi cerchiamo il pelo nell'uovo per non vantarci delle cose belle e buone che riusciamo a fare, che le nostre strutture riescono a fare. Perciò le richieste delle associazioni di categoria anche a me sono pervenute e non dicono che vogliono gli interventi per gli aborti conseguenti alla vaccinazione, o per la mancata produzione conseguente alla vaccinazione, ma così come correttamente rappresentato anche dalla legge 22 del 17 novembre 2000, una nostra legge, sono i danni derivati dalla presenza dell'epidemia, come citato nella legge che noi, che questo Consiglio ha fatto. Perché danni riferentesi alla vaccinazione, ve li ho letto poc'anzi e sono in possesso della Commissione agricoltura, sono in possesso di tutti i cittadini sardi attraverso internet, non ci sono danni rilevanti o statisticamente importanti. Sei focolai, due capi morti, dieci capi abbattuti che potrebbero essere riferiti, potrebbero, alla vaccinazione. Ma questi non sono numeri degni di nota.
Nel periodo 2003, maggio 2004, a fronte di un patrimonio ovicaprino vaccinato al 95 per cento non è stato accertato alcun focolaio di malattia da sierotipo 2, cioè quello per il quale si è effettuata la vaccinazione. Ecco perchè condivido quanto ha sostenuto l'onorevole Cogodi, questo è un articolo che al comma 1 è condivisibile ma richiama quella che già si fa. Quello che già si fa, cioè una corretta informazione della Commissione, quindi del Consiglio. Si fa tempestivamente e, ripeto, lo fa per tutti i cittadini sardi, basta collegarsi al sito. Però se questo deve essere scritto ben venga e sono d'accordo nel sottoscrivere il comma 1 dell'articolo 2. Per il resto io credo che ci stiamo fasciando la testa prima di rompercela. La vaccinazione, ripeto, non sarà effettuata se i dati della sperimentazione non saranno confortanti, e non si farà la vaccinazione.
Tra l'altro devo rendere edotta l'Aula sugli ultimi incontri avuti al Ministero; non è detto neanche che la vaccinazione sarà obbligatoria, perchè se passa quanto previsto nel convegno di Taormina, che sarà consentita la movimentazione dei capi vaccinati, ogni allevatore potrebbe essere messo nelle condizioni di chiedere esso, se vorrà, la vaccinazione. Di chiederla lui, nel senso che la Regione sarda pagherà eventuali danni derivati dalla vaccinazione, eventuali, possibili, spero percentualmente irrilevanti, o derivati dall'epidemia sempre che abbia scelto l'allevatore di vaccinare il capo. Perciò, in ogni caso, la decisione sulla vaccinazione è rimandata al dopo sperimentazione e dopo l'incontro successivo che ci sarà a gennaio, il 7 di gennaio, presso il Ministero della salute.
PRESIDENTE. Poiché la legge ha due aspetti che sono quello della sanità e quello dell'agricoltura è opportuno che sentiamo anche l'Assessore dell'agricoltura. Ha facoltà di parlare l'Assessore della agricoltura e riforma agro-pastorale.
CONTU (U..D.C.), Assessore della agricoltura e riforma agro-pastorale. Grazie Presidente, molto rapidamente, io ho ascoltato con attenzione le perplessità sollevate in Aula, rimangono anche in me. Io vorrei, però, così richiamare l'attenzione dei colleghi sul punto c) e sul punto d) del comma 2 dell'articolo 2 che recitano: "l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo a compensazione della ridotta produzione di latte in conseguenza della vaccinazione e un aiuto per la sostituzione di bestiame che abbia subito una riduzione permanente della propria produttività".
Ecco, io mi sono domandato come è possibile che noi riusciamo a capire e a valutare e a determinare la ridotta produzione di ogni pecora, se questo sia dovuto alla vaccinazione o sia dovuto ad altre cause, quando si tratta di dover monitorare addirittura 2 milioni e 700 mila pecore. Ma quello che è ancora più grave è che le disposizioni contenute in questo articolo, così è detto, si applicano anche alle conseguenze relative alla vaccinazioni effettuate nell'anno 2001. È come diavolo si fa ora, essendo già passati due anni, a sapere quali sono state le mancate produzioni di latte del 2001 pecora per pecora, questa è una pura follia.
Mi si dice che la Regione Toscana ha fatto la stessa cosa, non è vero, io ho parlato con l'Assessore toscano e con l'Assessore della Basilicata che hanno presentato due analoghi progetti di legge e per quanto riguarda la Regione Toscana essa si limita soltanto a dare un aiuto per gli aborti e a dare un aiuto per i capi che fossero morti in base alla vaccinazione; ma non prevede la legge Toscana, assolutamente, nessun aiuto per la mancata produzione di latte né per la cosiddetta rimonta.
Ecco, io mi permetterei di chiedere a questo punto se non sia il caso di votare per parti, perchè probabilmente sulla lettera c), sulla lettera d), ma soprattutto sull'articolo 3, che è retroattivo, per cui non si potrebbe neanche pensare, immaginare che si possa sapere che cosa hanno prodotto o non hanno prodotto ogni singola pecora nel 2001, perchè ormai il 2001 è passato da tempo, io vorrei chiedere che sulla lettera c) e sulla lettera d) del comma 2 dell'articolo 2 e sul comma 3 dell'articolo 2 si voti, appunto, per parti separate; cioè questa parte venga espunta in modo venga votata singolarmente.
Diversamente se dobbiamo andare a domani chiederei che sull'articolo 2 non si voti stasera per vedere se insieme ai colleghi della Commissione possiamo trovare qualche soluzione che ci consenta, senza commettere errori, anche perchè questa legge va a Bruxelles, dovremmo anche cercare di non fare brutte figure. Ripeto, la Regione Toscana e tutte le altre regioni si sono limitate soltanto ai punti a) e b), ma i punti c) e d) non sono stati mai toccati.
Quindi, la mia proposta, Presidente, è che se si vota stasera si voti per parti, poi io chiederei per quali parti, diversamente se si deve andare domani, come mi è sembrato di capire, ci blocchiamo qui e la votazione la facciamo domani, in modo da dare la possibilità all'Assessore anche di interloquire con i membri della Commissione per vedere se è possibile trovare una qualche soluzione.
PRESIDENTE. La proposta fatta dall'assessore Contu io credo possa essere accettata, anche perchè stiamo parlando di due voti, un emendamento e l'articolo. Se serve qualche ora per vedere domani come votare io sono del parere che sarebbe opportuno concedere questo tempo.
Pertanto, colleghi, per stasera i lavori del Consiglio finiscono qui. Il Consiglio è convocato domani mattina alle 10.30, rettifico, alle 10.00.
La seduta è tolta alle ore 20 e 16.
Allegati seduta
CDXXVI Seduta
(Pomeridiana)
Giovedì 18 Dicembre 2003
Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 16 e 40.
Randazzo, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 11 dicembre 2003 (420), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Antonio Cappai ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta pomeridiana del 18 dicembre 2003. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 478, 487, 490. Ricordo ai colleghi che a conclusione della seduta antimeridiana è stato approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Si dia lettura del titolo.
Randazzo, Segretario:
Titolo
Interventi urgenti a favore dell'agricoltura e modifica della legge regionale n. 21 del 2000
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta perché la votazione non può avere luogo prima delle ore 16 e 50. Si rincomincerà con la votazione sul titolo a scrutinio palese, voto elettronico. Ricordo ai colleghi che l'eventuale assenza del numero legale comporta uno slittamento ulteriore dell'inizio della seduta di un'altra mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 42, viene ripresa alle ore 16 e 50.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Sette colleghi che appoggino la richiesta di votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta del consigliere Gian Valerio SANNA i consiglieri: SECCI, ORTU, PIRISI, DETTORI, GRANELLA, LADU, PACIFICO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del titolo del provvedimento.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCU - CAPELLI - CASSANO - CORONA - FANTOLA - FOIS - FRAU - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - PIANA - PILI - RANDAZZO - RASSU - TUNIS - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: CONTU - DETTORI - GRANELLA - LADU - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCARPA - SECCI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 29
Votanti 18
Astenuti 11
Maggioranza 10
Favorevoli 18
Poiché non è presente il numero legale, la seduta viene sospesa e i lavori riprenderanno alle ore 17 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 50, viene ripresa alle ore 17 e 43.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo in votazione il titolo del testo unificato. Onorevole Sanna Gian Valerio, conferma la richiesta di voto elettronico palese?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Si.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Brevemente Presidente, sull'ordine del giorno. Dico "adesso" perché adesso ci sono in Aula un po' di consiglieri; l'onorevole Sanna ha confermato il voto elettronico. Noi vogliamo fare la legge. Vogliamo farla in tempi rapidi, allora i consiglieri di maggioranza fanno la cortesia e si impegnano anche loro in Aula, bisogna evitare che si ripeta in Aula quello che le vicende che abbiamo conosciuto in Commissione ed allora tutti vogliamo fare la legge, la vogliamo fare rapidamente però vogliamo anche discuterla, per farla rapidamente e discuterla è necessario garantire una presenza in Aula, altrimenti il voto per scrutinio palese verrà richiesto anche in altre occasioni.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del titolo del testo unificato.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 65
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1.
Randazzo, Segretario:
Art. 1
Rifinanziamento dell'articolo 23
della legge regionale n. 8 del 1998
1. Al fine di fronteggiare i danni causati, negli anni 2003 e 2004, dalla epizoozia "blue tongue" è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 15.000.000 e nell'anno 2004, la spesa di euro 5.000.000 per la concessione agli allevatori degli aiuti previsti dall'articolo 23 della legge regionale 11 marzo 1998, n. 8: "Norme per l'accelerazione della spesa delle risorse del Feoga - Orientamento e interventi urgenti per l'agricoltura" (UPB S06.025).
2. Al fine di fronteggiare i danni causati, nelle annate agrarie 2002/2003 e 2003/2004, dalla virosi del pomodoro è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 5.000.000 per la concessione agli imprenditori agricoli degli aiuti previsti dall'articolo 23 della legge regionale n. 8 del 1998 (UPB S060.025).
3. Per la concessione agli imprenditori agricoli degli aiuti per il pagamento dei premi di assicurazione, previsti dall'articolo 23 della legge regionale n. 8 del 1998, è autorizzata per ciascuno degli anni 2004 e 2005 la spesa di euro 4.000.000 (UPB S060.025).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
Randazzo, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Nel comma 2 dell'articolo 1 la cifra "5.000.000" è sostituita da "10.000.000".
Copertura finanziaria
Al maggior onere si fa fronte mediante l'utilizzo delle disponibilità sussistenti in conto della UPB S06.025 (capitolo 06103). (7)
Emendamento aggiuntivo Ortu - Sanna Alberto - Demuru - Marrocu - Granella - Manca
Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:
"Art. 1 bis
L'amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto capitale, fino al 60 per cento della spesa ritenuta ammissibile, per la costruzione o l'adeguamento senza aumento della capacità produttiva, per fronteggiare le greggi nelle aree di maggior esposizione e aggressività dell'insetto vettore della febbre catarrale degli ovini."
Gli oneri derivanti dal presente articolo sono valutati in 3,5 milioni di euro per l'anno 2004.
UPB S06.072 + 500 euro
UPB S06.079 + 500
UPB S06.086 + 500
UPB S06.092 + 500
UPB S06.099 + 500
UPB S06.107 + 500
UPB S06.114 + 500
In diminuzione
03051 3,500.000
(8)
Emendamento aggiuntivo Ortu - Sanna Alberto - Demuru - Marrocu - Granella - Manca
Art. 1 bis
L'amministrazione regionale è autorizzata ad attuare misure di prevenzione attraverso una capillare opera di informazione agli allevatori sulle razionali pratiche di conduzione per contenere l'espressione della febbre catarrale degli ovini.
In aumento
UPB S12.078 1.000.000 2004
In diminuzione
UPB S12.078 1.000.000 2004
(9)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 7 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro - pastorale. L'emendamento 7 è un emendamento finanziario che riguarda un incremento dello stanziamento per la virosi. Per la virosi sono stati stanziati cinque milioni di euro per il progetto di legge, licenziato dalla Commissione, ma dall'indagine effettuata dagli ispettorati il fenomeno della virosi si è verificato come un fenomeno molto diffuso, non solo nella zona di Decimoputzu ma anche nella zona di Pula, Sarroch e quant'altro e quindi i cinque milioni non sono sufficienti, bisogna aggiungere altri cinque milioni in modo da portare lo stanziamento per la virosi a dieci milioni. Il capitolo a cui si fa fronte è il capitolo 06103 dell'U.P.B. S06025 che ha la sua capienza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ortu per illustrare gli emendamenti 8 e 9.
ORTU (R.C.). Raccolgo l'osservazione: stringato al massimo. Faccio un'unica illustrazione dell'emendamento numero 8 e dell'emendamento numero 9. L'emendamento numero 8 e l'emendamento numero 9 riprendono e propongono in legge alcune delle questioni che ho già affrontato stamattina nella discussione generale, e per evitare le conseguenze nefaste della blue tongue, ma io in generale dico anche perfino della virosi del pomodoro, occorre realizzare interventi strutturali nelle aziende agricole, cioè occorre in sostanza avere delle strutture e quindi dei locali, delle costruzioni che consentano il ricovero del bestiame in condizioni igieniche e sanitarie decenti, cosa che oggi non avviene. Tra l'altro in condizioni tali da evitare che ci sia una esposizione o che ci sia l'esposizione maggiore possibile all'aggressione dell'insetto vettore. Quindi noi proponiamo con l'emendamento numero 8 che siano estese le provvidenze fino al massimo del sessanta per cento per operare questi interventi di risanamento rispetto alle strutture esistenti, così come consente anche un provvedimento di carattere nazionale. Sarebbe stato perfino utile e necessario che questo provvedimento a suo tempo fosse stato incluso nel Por perché forse era uno degli strumenti che ci avrebbe consentito di intervenire e davvero compiere quell'operazione di risanamento delle aziende e di adeguamento igienicosanitario che sono indispensabili per tentare di contenere l'espandersi della malattia ma anche per evitare il riproporsi della malattia così com'è avvenuto nel corso di questa estate.
Ecco, l'intervento ha questa finalità per quanto riguarda l'emendamento numero 8, invece per quanto riguarda l'emendamento numero 9 noi riteniamo che debbano essere introdotte misure di prevenzione attraverso una capillare opera di informazione agli allevatori sulle razionali pratiche di condizione per contenere l'espansione dell'infezione. Anche qui è una cosa che abbiamo sottolineato nel corso della discussione generale, noi riteniamo che questi interventi addirittura dovevano far parte del piano di eradicazione, occorre responsabilizzare gli allevatori in modo tale che siano loro i primi ad avere una condizione anche igienicosanitaria dell'azienda che sia accettabile e che consenta di eliminare al massimo i rischi del proliferare della malattia. Questo è lo scopo dei due emendamenti, li abbiamo riproposti perché è un intervento che in qualche misura ci è sfuggito nel corso della stesura della legge, altrimenti lo avremmo già fatto in sede di Commissione.
Riteniamo utile riproporlo con gli emendamenti che abbiamo presentato e ci auguriamo che il Consiglio raccolga, approvando gli emendamenti, i suggerimenti che sono in essi contenuti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (A.N.), relatore. Voglio dire subito che non posso dare un parere a nome della Commissione perché la Commissione non li ha visti e pertanto, chiaramente cercherò così di argomentare qualche cosa per quanto possa essere la mia posizione personale. Io credo che per quanto riguarda l'articolo 7 credo che la Commissione, se avessimo potuto, così, discutere dell'emendamento stesso, sarebbe stata sicuramente favorevole, se é vero come è vero che noi avevamo messo come posta di bilancio per la virosi del pomodoro cinque milioni di euro. Perché cinque milioni di euro? Perché non avevamo altri quattrini a disposizione in quel momento, pur avendo compreso che questa virosi era molto diffusa, così dicevano gli uffici; pertanto, credo che l'emendamento possa essere accolto proprio perché aumenta la posta per non dover poi tornare indietro e trovare in qualche altra legge o in un altro momento delle somme sufficienti. Per quanto concerne gli emendamenti 8 e 9 io credo che siano degli argomenti importanti quelli che gli amici del centrosinistra hanno posto all'attenzione del Consiglio, però io dico che mi rimetto all'Aula perché i due emendamenti contemplano una posta finanziaria e non so se ci sia la copertura stessa. Pertanto, io non posso dire altro che rimettermi all'Aula su questi due emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 8 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro - pastorale. Sull'emendamento 8 vorrei fare delle osservazioni pur essendo in linea di massima favorevole. Le osservazioni sono le seguenti e cioè, non riesco a capire bene la dizione dell'articolo che dice: "articolo 1 bis, l'amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto capitale fino al sessanta per cento della spesa, ritenuta (?) ammissibile, per la costruzione e l'adeguamento senza aumento delle capacità produttive", cioè si intende dire forse per costruire stalle o per costruire che cosa? Ecco, non mi è chiara la ratio dell'emendamento, vorrei che mi venisse chiarito di che cosa si tratta. Cioè, questo 60 per cento di contributo per che cosa va dato? Perché parla qui di capacità produttive, ma non ho idea di che cosa si tratti onestamente. Locali di che cosa? Locali stalle? Ma le stalle sono già finanziate con il POR!
ORTU (R.C.). Per i locali di ricovero.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Per i locali di ricovero, stalle. Ma le stalle vengono finanziate attraverso il POR, attraverso cioè contributi ordinari. Piuttosto, tra l'altro, credo che la CE difficilmente ci farà passare il contributo al 60 per cento, perché per la CE il contributo al 60 per cento è previsto solo per i giovani agricoltori, mentre non è previsto per gli agricoltori che non siano giovani. Io faccio questa osservazione perché tanto poi la legge deve andare sotto il controllo della CE, e quindi forse sarebbe più opportuno mettere 50, caso mai. Io faccio delle osservazioni, onorevole Ortu, per migliorare, non sono contrario, ho detto, alla sostanza; si tratta di precisare meglio l'entità del contributo e di precisare meglio cos'è che vogliamo fare. Devo anche informarla che il Ministero ha da poco stanziato alcuni miliardi di lire proprio per la cosiddetta prevenzione, nel senso che ci consente di fare qualche operazione contributiva non solo per quanto riguarda i locali di ricovero, ma anche per zanzariere e anche per pulizia dei cortili interni delle corti attinenti alle stalle. Quindi, abbiamo già qualche cosa, però dico, non sono contrario se viene precisato esattamente di che cos'è che si tratta, perché non riesco a capirlo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 9 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, sull'emendamento 9 io direi che forse è meglio ricordare quanto ci siamo detti in Commissione. Anche stamattina io ho preferito non intervenire in replica, perché alcuni consiglieri, alcuni colleghi hanno riportato quanto è avvenuto in sede di audizione in Commissione agricoltura, ripetendo le stesse domande poste in quella sede, perciò evito di dare le stesse risposte, sennonché il monitoraggio è sempre costante e l'informazione è sempre costante e precisa nei confronti della Commissione che settimanalmente viene informata sull'andamento dell'epidemia della blue tongue. Per quanto attiene specificatamente all'emendamento 9 voglio ricordare che la Giunta ha già dei fondi disponibili, che sta utilizzando per l'informazione degli allevatori. In particolare è alla firma e all'attenzione della Giunta quanto previsto nella delibera del 2002 di un intervento per 1 milione di euro, che è stato dato in gestione alle associazioni di categoria: CIA, Confagricoltura e Coldiretti, con la guida da parte della Coldiretti per corrette iniziative per l'informazione per quanto richiesto nell'emendamento numero 9. Il programma è già stato presentato, è già stato approvato, per cui oltre ai fondi normali, vi ricordo per tutti la stampa di un opuscolo sul corretto comportamento per affrontare l'epidemia della blue tongue, che è stato replicato, oltre all'informazione continua che avviene attraverso le associazioni di categoria più rappresentative abbiamo a disposizione questo milione di euro per un programma informativo guidato dalle associazioni di categoria, perciò riterrei che questa è una cifra che è aggiuntiva, non spendibile e superflua, in quanto i fondi a disposizione già consentono una corretta informazione e divulgazione di tutte le pratiche di prevenzione che è utile e necessario mettere in atto per combattere l'epidemia. Per cui ritengo che l'emendamento numero 9 sia superato dalle azioni già portate avanti dalla Giunta regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Assessore Contu, se fossi cattivo le direi in che mani siamo finiti, e in che mani abbiamo l'agricoltura in Sardegna.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Capita, capita!
ORTU (R.C.). Ma siccome io voglio essere buono con lei, perché siamo a Natale, allora le voglio far presente che c'è un decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali di un anno fa, anzi del 25 giugno 2001, di due anni fa, poi gliene farò avere una copia, perché mi sembra che sia utile che l'Assessore e l'Assessorato sia informato. Allora, il decreto consente, anzi pone il problema, per prevenire la lingua blu negli allevamenti ovini prevede interventi finalizzati alla costruzione e all'adeguamento dei ricoveri del bestiame e prevede l'estensione del finanziamento proprio con questa finalità di realizzare i ricoveri che siano atti e adatti.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. C'è scritto.
ORTU (R.C.). Assessore, c'è scritto, se vuole, siccome è sfuggita la parola esatta, "locali di ricovero", non è che stiamo parlando della luna, Assessore, altrimenti poi divento cattivo e allora non le faccio nemmeno lo sconto che le ho promesso per Natale. Se ce qualcun altro che vuole interloquire io non ho problemi!
Dicevo, questo provvedimento già prevede che si possa estendere al 60 per cento, ma è un intervento indispensabile se vogliamo adeguare e se vogliamo intervenire. Certo, comporta una spesa, ma badate, oggi noi stiamo risarcendo ulteriori danni che magari sarebbero stati molto inferiori se avessimo realizzato questi interventi già tre anni fa e avremmo messo in atto un processo di miglioramento e di adeguamento delle strutture delle nostre aziende, quello che ci siamo ripetuti a lungo stamattina e quello che non viene fatto. Io capisco anche la preoccupazione, perché se non mettiamo soldi sulla 21, Assessore, cioè se non mettiamo soldi sul miglioramento, l'adeguamento modernizzazione e razionalizzazione del nostro sistema produttivo in agricoltura, è chiaro che queste cose non possono essere fatte e continueremo a pagare danni. Allora io prendo atto anche della considerazione fatta dall'Assessore della sanità, badi, intervenire vuol dire anche introdurre - chiedo scusa se torno per un secondo alla questione precedente -, intervenire vuol dire anche realizzare nelle stalle tutta una serie di sistemi di protezione rispetto all'aggressività che ha il moscerino in certe ore della giornata. E lei dovrebbe saperlo, è Assessore dell'agricoltura! Allora il ricovero non deve essere concepito solo come una sorta di tettoia sotto la quale mettere tutto e tutti, ma deve essere concepito come una stalla che è in grado davvero di ospitare, in condizioni igieniche e sanitarie, e quindi di poter anche salvaguardare in questo modo l'azienda il processo produttivo che avviene utilizzando gli animali nelle nostre aziende zootecniche.
Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 9, io prendo atto delle considerazioni fatte dall'Assessore, ma ritengo che proprio perché l'Assessore dice che sono interventi che anche lui ritiene non solo necessari, ma addirittura già programmati, allora a maggior ragione l'articolo può stare tranquillamente nella legge, perché detta un indirizzo che non deve essere perseguito solo con quell'intervento, ma deve essere mantenuto nel tempo. Io, Assessore, come lei, come l'assessore Contu e come tanti altri, ho fatto tante riunioni, ho per lo meno partecipato a tante riunioni e così via, e la cosa che lamentano gli allevatori è che non c'è un'informazione adeguata, che vogliono essere messi loro in condizione di fare l'intervento da questo punto di vista di disinfestazione all'interno dell'azienda, come intervento ordinario che deve far parte della pratica di conduzione dell'azienda agraria. Così come deve essere pulita la sala di mungitura, così come deve essere lavato l'impianto di mungitura, così come ci debbono essere le piastrelle nella sala di mungitura, ci devono essere purtroppo, perché c'è questa malattia, anche le zanzariere nelle stalle. Non scandalizziamoci. E non solo, debbono essere dotati delle attrezzature e delle informazioni anche per fare periodicamente e normalmente, ordinariamente la pulizia e la disinfestazione e anche la disinfestazione.
Allora, si dirà che è superfluo, però se davvero le cose che diciamo non ci fosse stata la necessità di ribadirle in legge, non avremmo messo nemmeno il monitoraggio, per essere chiari, e non metteremmo nemmeno queste cose, perché se siamo costretti a intervenire con un nuovo provvedimento, torno a ripetere una considerazione che ho già fatto, stanziando decine e decine di miliardi nuovamente è perché forse queste pratiche non sono state curate a sufficienza precedentemente. Allora può darsi che alcune di queste cose siano già state anche realizzate, ma noi riteniamo che debbano essere fatte sulla base di un piano e poi debbano essere ricondotte a pratica ordinaria, sulla base di una buona e corretta gestione di un'azienda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, sinceramente fare una difesa d'ufficio dell'Assessore non mi tocca, anche perché ho visto che è molto attento a ciò che si dice da una parte e non dall'altra, l'ho potuto appurare stamattina, senza fargli una colpa. Però ho sentito alcune cose esatte e giuste del collega Ortu e alcune altre dimostrano probabilmente, e mi corregga se sbaglio, che effettivamente non conosce il mondo pastorale. E mi spiego: non conosce la pratica di conduzione di un gregge ovino, e le spiego il perché.
(Interruzione)
Glielo dice uno che ha fatto il pastore fino ai ventiquattro (?) anni, quindi su questo almeno non può insegnarmi niente e non come qualcuno che dice di essere di origine agropastorale quando non lo è. Ma mi consenta, io spiego perché secondo me ha detto qualche eresia, senza voler contestare assolutamente quello che sta dicendo.
FADDA (La Margherita-D.L.). Eresia?
RASSU (F.I.-Sardegna). Eresia, eresia! Dopodiché io ascolto quando parlano i colleghi e non mi sogno manco lontanamente di tentare di bloccare un collega quando molte volte dice cose che a parer mio non sono esatte.
Io ero curioso di sapere quali sono le opere da fare in una stalla quando si dice "adeguamento senza aumento" - e questo lo capisco cosa vuol dire - "delle capacità produttive per proteggere il gregge nelle aree di maggiore esposizione e aggressività dell'insetto vettore". Le aree sono tutta la Sardegna, per essere chiari, perché ancora qualche rarissima area ristretta che non è stata colpita o almeno è stata colpita meno. Cosa siano queste opere che si possono fare per bloccare le zanzare, ho sentito poi alla fine (?) perché è geometra il collega, le zanzariere, ma guardi che quando uno fa un progetto di... Aspetti, ma bisogna dire quali sono le opere.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, forse la soluzione può aiutare un po' tutti: ere nell'emendamento 8, al quarto rigo, dopo "per la costruzione e l'adeguamento", occorre aggiungere "di locali di ricovero".
RASSU (F.I.-Sardegna). Sì, stiamo parlando di locali di ricovero.
PRESIDENTE. Per essere precisi, perché l'Aula possa meglio seguire.
RASSU (F.I.-Sardegna). Stiamo parlando di locali di ricovero, Presidente, certamente. La nostra pecora è un animale rustico e siccome l'insetto vettore colpisce d'estate e quindi lei d'estate non è che possa rinchiudere dentro quattro mura blindate, non so, centinaia di pecore perché l'indomani le troverebbe crepate dalla prima sino all'ultima. Io ammetto la buona volontà e la buona fede del collega Ortu, bisogna dire: bisogna rifinanziare la 21, trovare un emendamento giustamente che giustifichi l'investimento, ma non bisogna dire che, anche se magari fosse possibile e giusto far questo, perché quando uno presenta un progetto di miglioramento fondiario in una stalla presenta tutti quegli accorgimenti che ormai sono obbligatori per norma CE a livello igienico per la salvaguardia e l'igiene del bestiame, sennò non è neanche ammissibile attualmente per legge, ivi comprese le zanzariere dove le zanzariere ci vogliono. Ma che mi si dica che bisogna d'estate quando c'è la punta massima della blue tongue, oppure nel mese di settembre, rinchiudere le pecore in quattro mura blindate affinché non entri la zanzara io questo lo contesto dal punto di vista logico. Quindi, però, dico che il collega Ortu ha ragione quando dice che è necessario rimpinguare i fondi per la 21, per quanto riguarda gli investimenti e quindi il ricovero anche del bestiame, per essere chiari, il ricovero in stalle di ricovero del bestiame, perché questo è uno dei metodi di salvaguardia, ma non dalla blue tongue, ma di salvaguardia del nostro patrimonio di miglioramento, del nostro patrimonio zootecnico. Mentre mi trova completamente d'accordo sull'emendamento numero 9, non so se si sia provveduto o meno in materia, perché una campagna di informazione capillare preventiva senz'altro informa i nostri allevatori di cosa è possibile fare probabilmente, di cosa è possibile se ciò è possibile fare, affinché possano diminuire, diciamo così, o almeno limitare il danno. Ma da geometra, io non lo dico al collega, sinceramente da consigliere regionale, perché so che lei è geometra e progetti ne avrà fatto, quindi che io senta dire una cosa del genere, mi creda, non è una cosa possibile, mentre sono d'accordo nel dire che se la 21 deve essere integrata di risorse è giusto che lo sia, se poi questa è una maniera, se questo è il modo per poter arrivare a questo, allora va bene anche questo. Ma non bisogna dire cose, senza difendere l'Assessore, per essere chiari, cose che sinceramente, se lo dice anche un allevatore, non stanno né in cielo né in terra. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Brevissimo Presidente, due osservazioni: una sul 9 e un'altra sul 10, che non è stato richiamato nella discussione. Io credo, onorevole Capelli, che l'emendamento 9 sia sacrosanto, perché in quasi tutte le assemblee alle quali abbiamo partecipato in questi anni gli allevatori hanno lamentato scarsa informazione; scarsa informazione e scarso coinvolgimento. L'emendamento 9 semplicemente vuole colmare questa lacuna, quindi mi sembra accoglibile, mi sembra che risponda a questa esigenza reale.
L'emendamento 10, di cui non si è parlato, prevede che oltre all'informazione ci sia anche il coinvolgimento degli allevatori nella lotta per combattere l'epidemia di lingua blu. Anche questo è stato lamentato a più riprese anche dalle organizzazioni professionali agricole. Quindi prevediamo, con questo emendamento, che ci sia un sostegno anche economico per le aziende, al fine di portare avanti nell'area di pertinenza e nell'area di pascolo di quell'azienda tutte le azioni di disinfestazione che si renderanno opportune e necessarie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, io pensavo di andare avanti più speditamente su questo disegno di legge. Vorrei rispondere anche al collega Rassu, però magari quando entra in Aula avrò buone parole anche per lui.
Io non ho detto, vi prego in particolare, onorevole Sanna, io cerco di esprimermi nel modo possibile, quello che fa parte delle mie capacità, con i miei limiti, non ho mai detto che non è corretto fare un progetto e un piano di informazione, io ho detto - e forse questa Aula non è abituata a queste dichiarazioni - che abbiamo i soldi sufficienti per farla, perciò, siccome qui c'è una corsa, io sono per difendere il mondo agricolo pastorale eccetera e sono perchè venga sostenuto in questo momento di crisi, però quando c'è la corsa di tutti noi a fare i più amici degli allevatori, i più vicini agli allevatori spendendo i soldi pubblici, su questo il Consiglio non mi trova d'accordo, nel senso che noi stiamo inserendo dei fondi che non vanno agli allevatori, che non servono agli allevatori, però stiamo spendendo miliardi e non sono diretti agli allevatori. Quando io nel precedente intervento dico che è già previsto uno stanziamento di un milione di euro, concordato con le associazioni di categoria più altri spiccioli o meglio, per qualcuno sono spiccioli, diverse centinaie di milioni, per l'informazione che è stata fatta prima e secondo un progetto di informazione che è in corso per due miliardi di lire, non vedo perchè questo milione di euro che voi prevedete qui, non lo stanziate per cose che siano più dirette agli allevatori e meno buttate all'aria o al vento perchè qui c'è la corsa a dare più soldi possibili alla categoria in crisi del momento, che sia l'industria, che sia il turismo, che sia l'agricoltura e quant'altro, pensando che tutto questo ci produca un beneficio elettorale. Noi dobbiamo ragionare per quello che la legge produce. In questo caso la legge e l'emendamento non produce nulla, buttiamo via dei denari, per cui, siccome la Regione, la Giunta è già pronta per una corretta informazione, voi mi dite che partecipate a degli incontri con gli allevatori, come tutti noi partecipiamo, allora gli allevatori non possono lamentare mancanza di informazione, perchè le stesse categorie, maggiori categorie Coldiretti, Cia e Confagricoltura, sono presenti affianco della struttura veterinaria e affianco all'Istituto zooprofilattico di Sassari, affianco alla provincia, alle province, per una corretta informazione, così come, mi permetterete a questo punto di intervenire, anche in materia di interventi strutturali, condivido quanto sostenuto dal collega Contu, ma per quanto riguarda anche la disinfestazione è totalmente delegata alle province. A chi dovremmo dare o per chi dovremmo spendere quanto previsto in altri emendamenti o quando parliamo del 10 che lei ha richiamato onorevole Sanna, il contributo di cui… sono diretti a compensare gli allevatori per i costi sopportati per l'azione volta alla disinfestazione. Cosa vuol dire? I costi sono a carico della provincia, noi diamo soldi alla provincia per una corretta azione preventiva, che è partita, che è ottimale, che bisognerà in qualche modo migliorare perchè sono d'accordo che la blue tongue, l'epidemia si combatte con la prevenzione e profilassi e non necessariamente ricorrendo sempre alle azioni di emergenza, ma che bisogna curare il territorio e poi io credo che non ci sia allevatore a cui noi dobbiamo insegnare o pretendiamo di insegnare come debba essere tenuto il suo gregge, la sua stalla e il suo terreno, non glielo insegniamo noi sicuramente, perciò dobbiamo dargli i denari perchè lo pulisca. Guardate che lo puliscono, sanno fare i pastori e non glielo insegniamo noi con due lire in ogni caso e poi non ho capito perchè dovremmo pagare perchè puliscano o tengano adeguatamente il loro gregge e il loro terreno agricolo. Mi sembra che sia un loro dovere di impresa prima di tutto, ricade su di loro perché sono imprenditori, e allora se li trattiamo come imprenditori, non possiamo pagare per il respiro che emettono perchè questo è togliere dignità a una categoria che ci insegna ad avere dignità e che non ci compriamo con questi interventi che non producono nulla. Per cui, io sono per sostenere tutte le azioni necessarie perchè si provveda a tamponare le emergenze che non sono dovute sicuramente da una loro cattiva gestione, ma non esageriamo perchè anche socialmente sono interventi che non gratificano la popolazione sarda, sono interventi che mettono in discussione una categoria, non possiamo sempre intervenire in questo modo, i nostri pastori vogliono lavorare serenamente e non vogliono elemosine di sorta.
Per questo motivo dicevo, se abbiamo un milione di euro da spendere, spendiamolo in altro modo perchè l'Assessorato della sanità non ha bisogno di questo milione di euro per perseguire questi obiettivi, poi potrei anche dire che mi farebbero comodo perchè potrei fare un programma di spesa in più, bene, dichiaro che non servono e che non c'è necessità di questo ulteriore programma di spesa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Si era ipotizzato un percorso abbastanza rapido di questo provvedimento di legge, ma ritengo che le osservazioni che i colleghi stanno svolgendo siano tutte puntuali, precise ed utili per migliorare la proposta di legge e avere un ottimo risultato. Io non intervento in materia di tecnica di coltivazione o di capacità professionale dei pastori, degli allevatori e degli agricoltori, perchè il nostro mestiere in questa fase della vita non è di essere né agricoltori, né pastori, è di essere legislatori, e quindi dobbiamo essere attenti a fare norme che si compongono di tot risorse finanziarie che affrontino le emergenze e rimettano gli operatori, i produttori, nella condizione di operare e di produrre. Compito della legge non è quello né di comprare i prodotti dell'agricoltura, né quello di sostituire la capacità produttiva di un comparto. Dico questo perchè vorrei capire meglio la ragione per la quale in riferimento per esempio al comma 2 dell'articolo 1 la Giunta propone d'ambleè di raddoppiare l'ammontare della risorsa finanziaria da devolvere per indennizzare i danni della virosi del pomodoro. Io non esprimo contrarietà, ritengo che se quella proposta viene avanzata vuol dire che si rappresenta quella esigenza. Ma quell'esigenza, la Giunta regionale che non fa l'indovina, non fa la cartomante, la Giunta regionale attinge le informazioni dagli uffici di cui dispone e in materia di uffici l'agricoltura ne ha anche troppi, perchè quando si dice nel computo finale che questa Regione destina alla spesa agricola tante risorse, tanti danari, l'apparenza è vera, è così; ma la spesa cosiddetta agricola in termini contabili la gran parte in questa Regione è impegnata dagli uffici agricoli, non dagli agricoltori. La burocrazia agricola, o che dovrebbe essere agricola, assorbe la gran parte degli impegni ordinari di questa Regione, pensiamo che solo l'ente di assistenza tecnica, uno degli enti, solo l'ERSAT, conta mille, 1200, 1400 dipendenti, quanti tecnici specializzati che assistono gli agricoltori ha? La gran parte sono impiegati amministrativi, gente che opera con le carte nel chiuso di un ufficio, non che non serva operare con le carte, però sicuramente, enti così pletorici, perchè sono pletorici, ho detto uno dei tanti enti di assistenza agricola, assorbono risorse che vengono conteggiate in conto agricoltura che in realtà è conto di amministrazione, amministrazione ordinaria della Regione.
Ma più che altro l'osservazione che io mi permetto di fare ora relativamente al comma 2 e all'emendamento numero 7 presentato dalla Giunta è il seguente, disponendo la Regione di cotanti uffici e quindi di capacità di avere informazioni e riferendoci ad una coltura particolare, visibilissima, quella del pomodoro, com'è che fino a tre giorni fa, quando questa legge si discuteva in Commissione, si elaborava e poi è arrivata giustamente con urgenza in Aula, si ipotizzava un indennizzo intorno ai dieci miliardi ed oggi invece un emendamento dice non dieci miliardi, venti miliardi in tre giorni…
(Interruzione del consigliere Secci)
(Segue Cogodi). Noi anziani pensiamo ancora in lire, sto parlando di lire ovviamente, perché ci capiamo meglio, perchè è più chiaro il senso. Sento dire perché gli uffici hanno informato che il danno è superiore a quello che pensavamo. Ma hanno informato in questi tre giorni? Questi uffici, in tutto il tempo pregresso, che facevano? In questi tre giorni, dove per altro la coltura del pomodoro immagino che sia la coltura di serra, perchè la coltura di campo adesso d'inverno non c'è, in questi tre giorni si sono informati e hanno capito che i danni non erano dieci ma erano venti miliardi, così! A me pare che ci sia molta approssimazione, questo voglio dire, magari i danni invece di venti sono trenta miliardi, non sto dicendo che non va bene quello che si propone, dico che non va bene il modo, che c'è molto del casuale e del casaccio in tutta questa cosa ancora una volta. Né mi si può dire: "Ma noi sapevamo che il fabbisogno era venti, abbiamo detto dieci perchè non sapevamo dove attingere.". E no, attingete da un UPB che ha una disponibilità, come ce l'ha oggi, ce l'aveva anche tre giorni fa, non è che quella UPB è stata rimpinguata in questi tre giorni, quindi quella disponibilità così come c'è oggi c'era tre giorni fa. Com'è che si raddoppia così? D'altronde stiamo parlando di una malattia della pianta del pomodoro se ho ben capito, da quanto ho appreso dalle conversazioni e dall'esposizione che i rappresentanti dei coltivatori e i coltivatori stessi fanno quando protestano, quando fanno le assemblee, quando incontrano qui le delegazioni, vorrei chiedere: ma questa malattia, questa virosi del pomodoro, è cessata o è ancora in corso? Mi si dice "ancora in corso". Allora qui che cosa stiamo risarcendo? Un danno che è in riferimento ad una pianta che ha un ciclo breve, stagionale, comporta una malattia virale che determina un danno, ma questo avviene principalmente per una volta, perchè il coltivatore sa che se una pianta o una coltivazione in una serra la ripianta e rimuovere non la pianta più, pianta un'altra cosa. Quindi c'è qualcosa che non funziona perchè se no tra tante serre anche abbandonate che ci sono purtroppo nei nostri campidani, e non solo nei campidani, potrebbe accadere che nasce una nuova industria, quella del pomodoro viroso, perchè tanto c'è un fondo che me lo ripaga. Ci deve essere qualcosa che dev'essere in altro modo, secondo me, anche affrontato in questa materia. Io ritengo che quando c'è danno, bisogna intervenire. Quando c'è la difficoltà e l'emergenza bisogna sopperire, e questo vale per l'allevamento e per l'agricoltura, però bisogna intervenire in modo più funzionale, più proprio. Si dice: bisogna intervenire di più nell'assetto strutturale. Sì, ci mancherebbe, però la gran parte degli interventi regionali da tanti anni avvengono solo per l'emergenza, e si attiva un capitolo al comma tre finalmente perchè si aiutino a pagare le assicurazioni. Da quanti anni si dice che bisogna pure che i rischi vengano assicurati e che se con alcuni miliardi si aiutano a pagare i rischi dell'assicurazione, l'assicurazione poi valuta il danno effettivo e almeno una parte del danno viene in qualche modo alleggerito. Io so che quando si indennizza, quando si paga un danno prima di fa la constatazione del danno, prima si sa quanto è il danno e poi se si può si paga il danno. Qui non si è fatta constatazione del danno, perchè tre giorni fa si dice che pareva sufficiente dieci e adesso si dice venti, così!
Volevo per ora solo rappresentare questo tratto di questa vicenda, mi pare ancora una volta questa legge indispensabile, essenziale, urgente, da fare quanto prima, ma senza che troppo ci si addentri nelle modalità attraverso cui con leggi di tal fatta si risolveranno i problemi dell'agricoltura e dell'allevamento, perchè con leggi di tal fatta, di questa fatta, non si risolveranno i problemi dell'agricoltura e dell'allevamento, bisognerà tornarci con altre proposte e con altre leggi e anche con altri danari ovviamente, questo non vuol dire che questo provvedimento non sia utile e indispensabile, vuol dire solo che forse conviene tenerlo nei limiti nei quali l'emergenza, il passaggio difficile di questo tempo, suggerisce.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, solo per comprendere come dobbiamo andare avanti nei lavori, visto che si tratta di un provvedimento esitato alla unanimità, qui rischiamo veramente di non dare quelle risposte che l'intero Consiglio regionale e tutte le forze politiche hanno sollecitato, quindi un invito a tutti quanti noi perchè se vi sono i problemi, si pongano, ma si dia celere definizione all'iter di questo importante provvedimento.
PRESIDENTE. Onorevole Demuru, voleva intervenire? Passiamo alle votazioni, votiamo prima di tutto l'emendamento sostitutivo parziale.. Assessore Contu, vuole intervenire?
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per chiedere la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione con sistema elettronico palese, chi appoggia la richiesta? Grazie colleghi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri DEMURU, PUSCEDDU, SCARPA, MANCA, Giacomo SANNA, SCANO, DETTORI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MURGIA - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: BIGGIO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 54
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 54
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo agli emendamenti aggiuntivi. Metto in votazione l'emendamento numero 8. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io credo che, al di là delle motivazioni che ha portato il collega nell'illustrare questo emendamento, che questo emendamento non sia comunque applicabile se non si presentano altri emendamenti, perchè collega Ortu, a che legge lei fa riferimento e a quale direttiva fa riferimento? Qual è la procedura che deve compiere l'Assessorato nell'esaminare le domande? C'è qualcuno che ha fatto la proposta, al di là dei riferimenti di carattere nazionale che lei ha portato, in che modo l'Assessore deve applicare questa legge.
Io chiedo che almeno un emendamento orale sia consentito per poterlo applicare che si applichi l'articolo 11 anche all'articolo 1 bis sulle direttive, perchè altrimenti io credo che queste risorse non potranno essere utilizzate. La cosa più semplice sarebbe stata quella di favorire il rifinanziamento della 21, di una norma già esistente consolidata nel tempo; però se vogliamo comunque che vi sia la possibilità di utilizzare queste risorse credo che almeno il punto di riferimento all'articolo 11 sulle direttive, sulla approvazione da parte anche dalla Commissione debba essere apportato. Lo dico questo se è possibile farlo perchè altrimenti non è..
Piuttosto, assessore Contu, approfitto di questa brevissima dichiarazione di voto per dirle che sono rimasto deluso rispetto alle dichiarazioni che lei aveva fatto alcune settimane fa quando noi avevamo dibattuto la mozione o le dichiarazioni del Presidente sullo stato di salute del mondo agricolo e delle aziende agricole. Il problema del risanamento non possiamo risolverlo come lei ha detto. Lei aveva preso impegni diversi, lei aveva detto che ormai era stata fatta da parte delle banche un'analisi puntuale, perfetta precisa, erano stati presi degli impegni anche in Commissione, mi lasci dire perchè ho seguito questo problema, che non era possibile metterlo all'interno della norma perchè questo avrebbe comportato delle osservazioni da parte dell'Unione Europea.
Io credo che lei debba andare oltre le cose che ha detto stamattina, impegnarsi nel giro di trenta giorni, sessanta giorni, perchè rimandare questo problema, lei stesso ha detto oggi che ci sono delle aziende che sono messe all'asta, se non si interviene immediatamente, se non si fa un piano immediatamente rispettando quelle che sono le norme e le direttive europee, io credo che quando si interverrà sarà troppo tardi e tante aziende siano state messe all'asta dalle banche.
Assessore Contu, lei stamattina ha usato una frase troppo buona nei confronti degli istituti di credito, io credo che molti istituti di credito si stiano comportando da usurai legalizzati, non c'entrano niente i debiti e quanto è stato contratto da parte degli agricoltori, sono degli usurai legalizzati, quindi come minimo la ricontrattazione deve essere fatta con un impegno preciso della Giunta regionale. Credo che queste cose si possono fare, c'è la disponibilità da parte di tutte le opposizioni, c'è la disponibilità da parte della Giunta regionale. Assessore, se interveniamo fra tre, quattro mesi, credo che non servirà a nulla perchè tante aziende saranno messe all'asta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Naturalmente prendo la parola per dichiarare, per quanto concerne l'emendamento 8 la mia perplessità e anche per l'emendamento 9 per le osservazioni che ho fatto prima, cioè la non chiarezza assoluta dell'emendamento 8.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue CONTU.) Poi anche per la parte finanziaria l'Assessore del bilancio mi dice che non c'è capienza finanziaria, ma lo dirà l'Assessore del bilancio perché io questa partita la conosco un po' meno.
Voglio invece dire qualcosa in risposta a quanto ha detto il collega Fadda, e cioè la dizione che era stata fatta nel testo di legge presentato dal centrosinistra è il seguente: "per il risanamento e il rientro del debito delle aziende agricole l'Assessorato regionale entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge effettua una ricognizione della situazione e predispone, sentita la competente Commissione consiliare e le associazioni più rappresentative del mondo agricolo, con il concorso degli istituti di credito e del Governo nazionale, un piano di risanamento e di rientro del debito. Il piano è approvato dalla Giunta regionale a condizione che riceva il parere favorevole della Commissione Europea, e gli eventuali oneri per l'attuazione del piano sono determinati con successiva norma regionale".
Questo articolo 11, sul quale in sede di Commissione ho espresso non la mia contrarietà, io sono favorevole all'articolo 11 così come è stato scritto dai proponenti del centrosinistra, sono favorevole, ho detto soltanto che bisogna stare attenti, perchè un argomento siffatto può essere che possa trovare censura dalla CEE. Però, stando così le cose, io preferisco di gran lunga il testo dell'articolo 11 che è stato tolto dal testo presentato dal centrosinistra piuttosto che non dire nulla. Perchè lei non può dirmi, onorevole Fadda, che io entro trenta giorni risolva il problema che per dieci anni nessun essere Assessore regionale ha mai risolto. Ma stiamo scherzando? O vogliamo ingannarci tra di noi.
Sappiamo benissimo che cosa significa avere un debito di 1300 miliardi per cui le banche non è che domani o in trenta giorni ti dicono: "Noi abbuoniamo i 1300 miliardi". Per abbuonare 1300 miliardi ci vogliono centinaia di miliardi. Questo è un problema così grosso che ha non soltanto problemi di natura finanziaria enormi, ma avrà problemi di natura finanziaria enormi anche per quanto riguarda la CEE, perchè questi saranno considerati aiuti di Stato e difficilmente passeranno.
Quindi non è un problema che si possa risolvere così dall'oggi al domani, io francamente ringrazio i colleghi del centrosinistra che, con molta serietà, hanno riconosciuto che per preparare un piano di questo genere ci vogliono minimo sei mesi e che questo piano non può essere attuato se non trova il beneplacito della CEE; e che questo piano, successivamente, deve trovare i così detti fondi per potervi far fronte, non si tratta di tre lire. In questo assestamento di bilancio o nel bilancio futuro se non ci sono centinaia di miliardi questo argomento non si può assolutamente affrontare. Quindi è giusto, ed è la prima volta, datemi almeno atto di questo, che un Assessore costituisce un comitato tecnico almeno per capire qual è il debito, non sapevamo fino ad oggi neanche quale era il vero debito, almeno oggi sappiamo qual è il debito, ma dalla ricognizione alla risoluzione in trenta giorni, francamente, questa è solo demagogia e io, siccome non sono demagogo, mi rifiuto di farlo. Se fossi un demagogo direi: "in trenta giorni ho la bacchetta magica e risolvo il problema". Ma questa è una partita difficile per la quale occorrono purtroppo mezzi finanziari di un certo livello e occorre soprattutto una trattativa con la CEE che sarà difficilissima.
Quindi, io faccio una proposta, faccio mio, anzi, dato che lei parla di emendamento orale, io faccio l'emendamento orale per cui l'articolo 11, che è stato tolto dal testo presentato dal centrosinistra, venga invece riportato in questo testo. Io sono favorevole a riportare l'articolo 11 nel vecchio testo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS (U.D.S.-Centro). Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole vorrei ricordare all'Assessore e alla Giunta che quando abbiamo discusso le mozioni tra le mozioni c'era quella presentata dal mio Gruppo che riguardava esattamente i debiti in agricoltura. Questa legge non ne ha tenuto conto se non in una fase programmatica.
Noi abbiamo presentato la legge, il Presidente della Commissione ha ritenuto di non prendere atto che esisteva una legge di questo genere, la nostra legge rimane in vita. Per cui io credo, onorevole Fadda, che questo problema che lei ha sollecitato, giustamente, perchè è un problema che abbiamo dibattuto, che esiste e che forse è anche più forte dei provvedimenti che oggi stiamo trattando in quest'Aula, va trattato separatamente in Commissione e portato all'attenzione del Consiglio regionale.
Onorevole Assessore questo credo che sia il senso, non che noi stiamo affrontando il problema dei debiti in agricoltura con un articolo programmatico e con un'indagine che per altro il Presidente attuale della Regione aveva già, quando era Assessore della programmazione, messo in movimento e sostiene anche, e ha sostenuto, che questo accertamento sia già stato fatto o sia possibile farlo in un tempo ragionevole. L'altra volta avevamo detto: "non si preoccupi dei fondi che occorrono, c'è un problema, i fondi li troveremo".
Ma questo problema va affrontato, perchè se no non aspettiamoci che la gente, come ha fatto per questi che stiamo trattando, arrivi qui a porci questo problema che è drammatico perchè le aziende stanno per chiudere. C'è un fallimento totale per questo motivo delle aziende agricole ed è inutile che noi facciamo riferimento all'Unione Europea, ai soldi, abbiamo trovato tante volte i fondi, si ricorda quando abbiamo trovato i 600 miliardi per la siccità? E adesso noi stiamo parlando di un problema che può essere affrontato e che ho l'impressione che non voglia essere affrontato.
Ma allora noi che abbiamo contribuito, vero onorevole Fadda, a calmare gli animi, e a dire: "stiamo affrontando questo problema", cosa vogliamo far scattare la rivoluzione? Assumiamoci allora la responsabilità di quello che avverrà! Allora questa legge non tiene conto di questo problema ed è inutile che noi facciamo cose programmatiche, attendiamo che l'Unione Europea ci dia un avvallo su una proposta che non esiste; dovremmo prendere l'assenso su quale proposta, su che cosa? È chiaro che noi dobbiamo fare gli accertamenti dei debiti in agricoltura, dobbiamo trattare come si diceva con le banche, cercare di diluire questo debito in quindici anni, vent'anni, non si sta chiedendo altro che quello che altre Regioni hanno ottenuto.
Quindi, onorevole Assessore, la prego, su questa materia non c'è da scherzare, non c'è da scherzare affatto. Per altro io credo che possa essere affrontata e debba essere affrontata seriamente. Quindi esiste la proposta di legge 495 che io mi permetto di proporre al Consiglio, signor Presidente, per dare un termine alla Commissione competente perchè la esamini il più rapidamente possibile, quindi chiedo i termini per l'esame della proposta di legge numero 495.
PRESIDENTE. Onorevole Floris le faccio notare, a parte la correttezza della sua richiesta che esamineremo in altro momento, che adesso stiamo facendo le dichiarazioni di voto sull'emendamento 8, non possiamo accettare altro se non dichiarazioni di voto sull'emendamento 8. Lei questa proposta la ripropone al momento opportuno poi l'Aula deciderà nel merito.
Ha domandato di parlare il consigliere Demuru sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Sarò brevissimo, Presidente, perchè lei ha richiamato il punto che io pongo con questo mio intervento. Noi in Commissione abbiamo scelto di non introdurre in legge quel famoso articolo 11 che testé la letto l'Assessore proprio per parlare di debito in modo totalmente autonomo e fuori da questa norma; era solo l'invito, ma lei mi ha preceduto, a rimanere all'ordine del giorno che stiamo discutendo.
PRESIDENTE. Continuiamo con le dichiarazioni. Presidente Masala io riterrei opportuno che lei svolga il suo intervento alla fine anche perchè i colleghi interverranno in maniera problematica, porranno questioni, lei così forse può dare nel breve spazio di cinque minuti anche qualche risposta, se lei è d'accordo, se no le do da parola immediatamente. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Per dire che sono favorevole all'emendamento 8 così come è stato integrato dagli uffici con quella specificazione, perchè si capisce benissimo che l'emendamento 8 è finalizzato a sostenere piccoli interventi di adeguamento dei ricoveri del bestiame per difendere il bestiame da questa malattia, tutto qui, quindi si tratta di piccoli interventi però di interventi fondamentali. Quindi sono favorevole perchè questo emendamento sia approvato con l'integrazione che è stata proposta dagli uffici.
Sulle questioni dell'indebitamento, voglio fare solo un passaggio rapidissimo, a me meraviglia molto che il presidente Floris che ha fatto il Presidente fino a qualche mese fa, ha guidato l'amministrazione regionale per diversi anni e anche a più riprese e adesso si accorge che c'è l'indebitamento delle aziende agricole? Questo mi fa piacere, onorevole Floris, però poteva anche accorgersene un po' prima. Quando arriveremo a discutere l'emendamento orale dell'onorevole Contu discuteremo dall'indebitamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento 8 mi asterrò, non voglio che si dica che voti contro ad un intervento proposto per l'agricoltura, anche se ho spiegato nella discussione generale dell'articolo quali sono le motivazioni che mi lasciano perplesso su questo emendamento. Voglio appena collegarmi con il problema dell'indebitamento che a me e a tutti noi è caro, di cui se ne parla tanto, concordo però con l'onorevole Floris, del quale si ascolta poco e niente, come in questo momento che l'Assessore...
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, mi perdoni un secondo, mi ascolti un secondo solo non la prenda come una scortesia da parte del Presidente.
RASSU (F.I.-Sardegna). Se poi l'onorevole Rassu non può più intervenire non interviene più, perchè se gli altri intervengono su altri argomenti anch'io ho il diritto di intervenire.
PRESIDENTE. Le sto dicendo che io cerco di non impedire al relatore di dire quello che deve dire, però le faccio notare, e l'ho fatto notare anche ad altri, che in questo momento noi accettiamo e bisogna fare dichiarazioni di voto sull'emendamento 8, ci saranno altre questioni, siamo solo all'articolo 1, siamo solo all'emendamento 8, lei avrà credo molte occasioni per dire quello che deve dire su altre questioni, per cui la prego di attenersi alle dichiarazioni di voto, poi le darò volentieri la parola per parlare dell'indebitamento e di ciò che riterrà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Mi atterrò subito, io le dimostro che è inerente a questo emendamento, perchè in questo emendamento sono riportate misure di intervento finanziario o riguardanti strutture ed investimenti fissi in agricoltura, quindi l'argomento è strettamente collegato. Cioè un settore che è indebitato sino al collo anche per il problema della blue tongue…
SPISSU (D.S.). L'Assessore non ti ascolta!
RASSU (F.I.-Sardegna). L'Assessore che ascolti o non ascolti sono convinto che conti poco perchè per quello che possiamo vedere conta poco e niente, voglio solo dire questo, io credo che sull'argomento...
PRESIDENTE. Colleghi, facciamo concludere l'onorevole Rassu, non alimentiamo la discussione così. Prego Onorevole Rassu.
RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente, molto democratico e molto umano. Credo che sull'argomento, come ha giustamente detto il collega Floris, non si voglia ascoltare e non si vogliano prendere iniziative, perchè quando si dice che ci vogliono centinaia di miliardi si stanno dicendo balle ed anche grosse, perchè non può la Regione intervenire sulla reintegrazione del capitale, del residuo debito, la Regione deve intervenire nel caso sull'abbattimento del tasso di intersesse e cioè sulla rinegoziazione, sul consolidamento dei debiti, l'intervento riguarda solo ed esclusivamente un abbattimento del tasso. E nel caso, poiché noi abbiamo complessivamente 273 milioni di Euro a sofferenze ad incaglio nel settore agro - pastorale, ammettendo un abbattimento del 3 per cento perchè il tasso di riferimento in agricoltura attualmente è il 4,75 per cento, anche caricandosi del 3 per cento, noi abbiamo un intervento inferiore ai dieci miliardi.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, le chiedo che cosa c'entra tutto questo con l'emendamento 8, abbia pazienza, lei mi deve ascoltare, io l'ho pregata di prendere la parola in altro momento e potrà in maniera più articolata dire tutto quello che pensa, adesso concluda con l'articolo8, per cortesia.
RASSU (F.I.- Sardegna). Per concludere, quindi questo come il problema della blue tongue, di questo emendamento di cui stiamo discutendo su cui farò la mia astensione per la motivazione che ho detto prima, ma sull'argomento principale, perchè questo è l'argomento principale, è necessario che veramente qualcuno ci si metta a sedere e studiarlo con serietà e con competenza se se ne ha voglia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
LADU (P.P.S. - Sardistas). Signor Presidente, devo dire che per quanto riguarda l'emendamento numero 8 che prevede i contributi in conto capitale fino al 60 per cento della spesa per la costruzione di strutture in alcune zone dove particolarmente è attiva....
PRESIDENTE. Colleghi, vogliamo ascoltare un pò in silenzio?
LADU (P.P.S. - Sardistas). Per dire che io sono d'accordo sull'emendamento numero 8, e spero che si trovino le risorse finanziarie, perchè io ho esperienza in questa materia che praticamente dove il bestiame è stato rinchiuso in ambienti chiusi c'è stato un miglioramento per quanto riguarda la malattia della lingua blu, perchè tutti quanti sappiamo che l'insetto vettore è attivo soprattutto in alcune ore della giornata. Pertanto io credo che l'idea di poter dare contributi per la costruzione di infrastrutture dove queste non ci sono, ritengo che sia una proposta giusta che merita attenzione.
Due cose soltanto devo dire, perchè fra l'altro non ho partecipato per questioni di famiglia alla discussione di questa mattina, per quanto riguarda l'indebitamento delle aziende, che è un problema serio, serissimo, che purtroppo non è stato contemplato nel testo di legge che stiamo discutendo oggi in Commissione, però devo dire che l'impegno della Commissione è che venga affrontato a parte questo argomento che è uno degli argomenti più importanti che oggi stanno affrontando le aziende agricole in Sardegna. Così come lo devo dire relativamente al prezzo del latte che è un altro dei problemi grossi che sta affrontando oggi l'agricoltura ed è uno dei temi principali sul quale siamo chiamati a dare risposte, purtroppo in questo testo che noi stiamo portando in Consiglio non è contenuto nulla, però confido molto sulla Giunta e sull'Assessore dell'agricoltura perchè, per quanto riguarda il prezzo del latte, sicuramente qualcosa può essere fatta, non tanto intervenendo direttamente sull'aumento del prezzo del latte, però creando quelle condizioni affinché intervenendo sia sulla diversificazione della produzione, sia facendo altri interventi importanti nel settore agricolo, sono convinto che il prezzo del latte comunque aumenterà. Pertanto io credo che sicuramente, se ci saranno gli interventi giusti da parte della Giunta e dell'Assessore competente in modo particolare, credo che una risposta importante, per quanto riguarda il prezzo del latte, possa essere data perchè è la più importante per la soluzione oggi dell'emergenza del mondo agro -pastorale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Frau per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà. Per cortesia onorevole Frau, si attenga all'emendamento 8.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente io mi attengo, vorrei dire ai colleghi tutti che se continuiamo con questo ritmo probabilmente noi questa legge non la esiteremo né oggi, né domani, nè prima di Natale e né dopo. Queste discussioni, colleghi, le abbiamo fatte, ne abbiamo fatte troppe, abbiamo lavorato per quasi quindici giorni di filato, ne abbiamo parlato, quindi partecipate e alle Commissioni possono partecipare oltre i commissari anche gli altri.
FADDA (La Margherita - D.L.). Lo dica ai suoi della maggioranza; i nostri c'erano.
FRAU (A.N.). Io sto parlando in generale. Mentre mi riservo eventualmente se ancora questi argomenti saranno posti all'attenzione del Consiglio su queste argomentazioni e su qualche altra cosetta che è stata detta e che non è esatta, per quanto riguarda l'emendamento 8 ho detto, quando sono intervenuto, che diventa un problema, però credo che avremmo dovuto far parlare il Presidente Masala perchè ho detto: se ce la copertura finanziaria credo che si possa anche discutere il tutto. Ho l'impressione che la copertura finanziaria non ci sia. Pertanto, se è senza copertura finanziaria, è chiaro che non posso dare il mio voto favorevole, quindi restando all'interno dell'emendamento 8, pur conoscendo che indubbiamente alcune cose si possono fare.. Mi fermo qui per adesso Presidente, poi cercherò di intervenire su altri argomenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà. Anche a lei la raccomandazione di attenersi all'emendamento 8.
ORTU (R.C.). Io mi attengo all'emendamento numero 8, quando discuteremo di indebitamento ne vedremo delle belle e sarei curioso che questa discussione si affronti quanto prima. Però chiedo ai colleghi che ho qui di fronte che in qualche modo mi consentano di dire due cose che mi preme dire.
L'emendamento numero 8, intanto per capirci bene, estende i contributi sulla base di una normativa straordinaria che è stata emanata a livello ministeriale in accordo con la Comunità Economica Europea consente di portare i contributi in via straordinaria ed eccezionale solo per interventi di miglioramento delle stalle che abbiano la finalità di combattere e creare condizioni più salubri e quindi che evitino l'effetto devastante della lingua blu, consente l'emendamento numero 8 di estendere questi interventi fino al 60 per cento del contributo.
Io non voglio entrare nel merito della tecnica o delle tecniche costruttive che bisogna utilizzare per realizzare questo miglioramenti, onorevole Rassu, è vero che lei ha fatto il pastore fino a quattro anni e da cinquanta forse...
RASSU (F.I. Sardegna). Fino a 24 anni.
ORTU (R.C.). Allora ha imparato poco. Io posso assicurarle che da sindaco ho lavorato e realizzato un piano di sviluppo agro - pastorale, 22 B, nel comune di Guspini, che era ed è un gioiello, la inviterei volentieri a venire a vedere alcune aziende, il problema è che purtroppo quella strada è stata abbandonata e non è stata perseguita. Così come sottolineava il collega Ladu, io concordo con chi dice che d'estate, ad agosto, a settembre è un problema tenere il bestiame dentro le stalle, ma purtroppo, siccome abbiamo il problema della lingua blu, ci dovremmo adattare a condizioni straordinarie se vogliamo combattere gli effetti negativi, effetti negativi che già oggi sono costati a questa amministrazione regionale tra i 350 e 400 miliardi. Chiaro è che bisogna adottare misure straordinarie con tecniche anche di conduzione delle aziende anche straordinarie perchè è vera la considerazione che faceva il collega Ladu, che è già stato rilevato non da me, ma dall'Università di Sassari, da chi opera, da chi fa davvero monitoraggio, che il bestiame quando di notte viene rinchiuso nelle stalle, perchè viene colpito soprattutto in alcune ore della giornata, per quanto riguarda gli effetti negativi sono inferiori al bestiame che invece viene condotto lasciandolo all'aperto. A maggior ragione, perchè c'è questa necessità, le stalle devono essere adeguate, quindi devono essere dotate anche di superfici di ventilazione adeguate e le superficie di ventilazione adeguate devono essere pur protette. Può darsi che all'onorevole Rassu che c'è stato fino a 24 anni e poi dopo non c'è andato più lo scandalizzi l'osservazione che io ho fatto sul piano tecnico, però lungi da me l'idea di volermi addentrare in questa materia. Saranno le direttive dell'Assessore, e qui mi riferisco anche al collega Fadda, chiedo scusa, io davo per scontato che nell'articolo 11 che stabilisce le modalità attraverso le quali l'Amministrazione regionale dovrà intervenire, così come viene fatto richiamo dell'articolo 2 e dell'articolo 3 e dell'articolo 8, l'emendamento 8 se approvato diventa 1 bis o 2, allora anche l'emendamento 8 dovrà entrare nel coordinamento, io pensavo che questa fosse una questione di coordinamento tecnico come lo è, onorevole Fadda, è una questione che andava risolta e poteva essere tranquillamente risolta in sede di coordinamento, però io accetto anche suggerimenti dai professori, quindi anche da questo punto di visto in modo abbastanza umile sono disponile a raccogliere l'osservazione dell'onorevole Fadda che io davo per scontata che dovesse avvenire in sede di coordinamento tecnico. Però fondamentalmente l'obiettivo di questo emendamento è di allargare il contributo portandolo fino al 60 per cento per quelle opere e per un intervento straordinario che possa allargare il fondo perduto sino al 60 per cento. Questa è la sostanza dell'emendamento numero 8 che, peraltro, recepisce un decreto ministeriale, quindi non capisco tutto questo scandalo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sarò brevissimo. A me pare che l'emendamento 8 debba essere accolto perché è una delle poche cose che giustifica la legge, perché i primi articoli sono semplicemente una manovra finanziaria, cioè si stanno mettendo le risorse sull'articolo 23 della legge 8 che consente, già oggi, di intervenire così come si sta intervenendo. Nessuno si spaventi della manovra finanziaria perché si tratta, almeno per quanto riguarda la blue tongue, di un'anticipazione che viene fatta sui soldi che poi paga lo Stato, la parte dell'abbattimento è così. Ci sono due novità importanti nella legge, che sono le stalle di sosta e il monitoraggio dei danni procurati dalle vaccinazioni, e una delle cose che è giustificatissima in questa legge è proprio l'emendamento 8, cioè quegli interventi strutturali che servono a evitare che ci sia un ulteriore sviluppo dell'epizoozia che crea danni, che può creare un danno economico alla Sardegna, per cui io penso che sia stata una discussione eccessiva e che sia giusto approvare l'articolo 8 perché è giustificatissimo, e che si debba anche, secondo me, andare avanti e possibilmente approvare la legge entro stasera, visto che è stata discussa approfonditamente in Commissione tra le forze politiche, perché il dibattito sulle questioni generali l'abbiamo fatto all'inizio di discussione di questa legge, ma soprattutto l'abbiamo fatto quando abbiamo approvato un ordine del giorno comune sulla grave situazione agricola regionale, quindi io voto a favore dell'emendamento 8. Chiederei al Presidente Masala, nonché Assessore alla programmazione, di trovare la copertura finanziaria adeguata e giusta magari migliore rispetto a quella che indica l'emendamento, e che si possa appunto andare avanti perché questo emendamento migliora la legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (AN), Presidente della Regione. Grazie Presidente. Io sono intervenuto sull'emendamento 8 per due ordini di motivi. Il primo è per evitare che possa passare l'idea che con riferimento all'articolo 8 si parli invece dell'indebitamento, che è una cosa diversa ed è disciplinato, caso mai, dall'articolo 11, che era nella proposta ma che comunque non è nel testo della Commissione e che sarebbe dovuto essere introdotto attraverso un emendamento che non è stato presentato e quindi non è possibile in questo momento, a meno che non si accolga l'emendamento orale presentato dall'Assessore all'agricoltura. Il secondo motivo è più di carattere tecnico. Le motivazioni e le finalità che sono previste nell'emendamento numero 8 sono le stesse previste dal decreto ministeriale che pure accompagna il decreto, si accompagna anche a sei miliardi di lire che sono state messe a disposizione della Regione per queste finalità. Quindi io non intervengo sull'oggetto dell'emendamento, ma intervengo sotto l'aspetto esclusivamente finanziario. Se questo emendamento viene messo in relazione all'emendamento numero 5 della Giunta, si scopre che la Giunta nelle UPB 60, 72 e seguenti, fino al 14, mette non più 500, ma mette più 6250, 2525, 5175, 4025, per cui l'aspetto finanziario a mio giudizio dovrebbe essere considerato assorbito, e quindi non aggiuntivo rispetto a questo anche perché non c'è niente da aggiungere perché stamattina l'Assessore all'agricoltura ha presentato gli emendamenti aggiuntivi inserendo in questa legge tutto quello che era stato possibile rastrellare e che è avanzato dall'assestamento di bilancio, quindi anche per dire tutto quello, quindi non esiste sul capitolo, sulla UPB 30, 51 non esiste una lira e quindi non è possibile inserirlo, quindi è da considerare assorbito. Pertanto, se si vuole incrementare, l'emendamento dev'essere modificato nel modo seguente, cioè la valutazione che viene fatta di 3500 dev'essere considerata a valere sugli emendamenti perché le somme sono abbondantemente indicate nelle UPB, perché in caso contrario non sarebbe possibile accoglierlo, ma in questo modo...
(Interruzione)
MASALA (AN), Presidente della Regione. A valere sulle disponibilità di bilancio, che sono notevoli.
ORTU (R.C.). Siccome siamo ragionevoli, va bene.
(È approvato)
Emendamento numero 9, presentato dai colleghi Ortu, Sanna, Demuru.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Mi faccio condizionare dalla saggezza dei colleghi, però, prima di dichiarare che lo ritiro voglio fare una piccola osservazione, senza esagerare. Io so qual è l'intervento che è previsto in quel programma dell'Assessore.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, su che cosa sta intervenendo?
ORTU (R.C.). Sull'emendamento numero 9.
PRESIDENTE. Quindi sta argomentando un'ipotesi di ritiro dell'emendamento numero 9. Siccome lei è presentatore ha diritto di farlo. Prego.
ORTU (R.C.). Conosco i programmi dell'Assessorato e così via, però ribadisco che l'informazione non può essere fatta solo ed esclusivamente con gli opuscoli, non può essere fatta solo ed esclusivamente - che pure io ritengo utile - con il concorso delle organizzami professionali. Io non sono qui per sminuire il ruolo di nessuno. Io torno a dire che occorre porre attenzione a una formazione capillare sulle tecniche di conduzione delle aziende in relazione alla blue tongue, o tecniche, quindi tecniche di disinfestazione, ma perfino per dare un'informazione corretta sugli orari in cui dev'essere ritirato il bestiame, per essere chiari.
Io ritengo che questa opera possa essere fatta tranquillamente, tra l'altro anche con poche risorse, utilizzando le strutture di cui già dispone l'amministrazione regionale, cioè i servizi veterinari che, con poche risorse, possono fare, così come mi hanno chiesto. Questo concetto lo ha ribadito il veterinario del comune di Vallermosa, che diceva che con poche lire si potevano fare una serie di incontri dove, con l'ausilio anche di audiovisivi e così via, di una serie di materiale informativo, ecco, poteva essere fatta un'opera di informazione per tentare di ridurre al minimo il danno.
Io ritiro l'emendamento perché questa voleva essere la finalità. Mi auguro che il piano che io conosco, badate, che non prevede tutte queste cose, in qualche modo possa avere una correzione anche da questo punto di vista e raccolga lo spirito dell'emendamento, che non era quello di sperperare risorse.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 2.
MASIA, Segretario:
Art. 2
Monitoraggio sugli effetti della febbre catarrale degli ovini e sulla relativa vaccinazione e interventi a favore degli allevatori che partecipano al piano vaccinale
1. L'Amministrazione regionale è tenuta ad effettuare un monitoraggio permanente sugli effetti e sulle conseguenze che la febbre catarrale degli ovini e le relative vaccinazioni comportano sul comparto zootecnico regionale; le risultanze del monitoraggio sono trasmesse ogni sei mesi alle competenti Commissioni consiliari.
2. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo a favore delle aziende agricole con allevamento zootecnico ovino, caprino, bovino e bufalino, al fine di indennizzare i danni conseguenti alla vaccinazione obbligatoria disposta nell'ambito della lotta alla febbre catarrale degli ovini; il contributo consiste in:
a) un aiuto a compensazione del danno subìto dagli allevatori per gli aborti che siano diretta conseguenza della vaccinazione;
b) un aiuto a compensazione dei capi morti in conseguenza della vaccinazione;
c) un aiuto a compensazione della ridotta produzione di latte in conseguenza della vaccinazione;
d) un aiuto per la sostituzione del bestiame che, in conseguenza della vaccinazione, abbia subìto una riduzione permanente della propria produttività.
3. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano anche alle conseguenze relative alle vaccinazioni effettuate dall'anno 2001.
4. Per l'attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa di euro 1.000.000 per l'anno 2003 (UPB S06.025)
PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti numero 1 e 2. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Manca - Sanna Alberto - Granella - Giagu - Ortu
Art. 2
Al comma 4 dell'art. 2 la somma di "1.000.000" di euro è sostituita da "3.000.000" di euro.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S06.025 Spesa 2003 2.000.000
UPB E03.017 Entrata 2003 2.000.000 (1)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 2
Al comma 2 dell'art. 2 lettera c) aggiungere:
"Nella valutazione della ridotta produzione si terrà conto della media dei conferimenti effettuati sull'annata agraria trascorsa, ai caseifici industriali e sociali e per aree di conferimento possibilmente omogenee." (2)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà di illustrarlo.
MANCA (Gruppo Misto). Velocemente Presidente. E' un emendamento tendente ad aumentare le somme che in Commissione era stato deciso di apporre, cioè di 1 milione di euro, viene sostituito con 3 milioni di euro. Ritengo questa somma molto più adeguata, data l'entità dei fenomeni collaterali legati alla esecuzione della vaccinazione.
Siccome la prossima vaccinazione che si intende effettuare sicuramente è anche molto più pericolosa rispetto a quella che si è attuata nei due anni precedenti, ritengo che l'aumento e l'adeguamento di questa somma sia oltremodo indispensabile. E' chiaro che sono anche d'accordo sull'emendamento numero 2 relativamente a quei casi dove effettivamente ci sia un'analisi, un presupposto scientifico-tecnico, quindi di laboratorio, che comprovi l'effettiva correlazione tra l'effetto indiretto della vaccinazione e la vaccinazione stessa.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. La Giunta lo ritira.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 è ritirato. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, il problema finanziario è un problema cardine che ci ha interessato per tanto tempo. Ci era stato detto che più o meno avevamo a disposizione 35 milioni di euro in quel momento; abbiamo trovato qualche altra cosa ma siamo dovuti stare entro dei limiti.
Per quanto riguarda questo articolo avevamo quindi pensato, in quel momento, di mettere a disposizione 1 milione di euro per l'anno 2003. Io, chiaramente, di questo non ne ho parlato, come ho detto prima, con i colleghi della Commissione, quindi non posso parlare a nome della Commissione. Se c'è la copertura finanziaria ben venga, perché sicuramente 1 milione di euro potrebbero non essere sufficienti, però, come ho detto prima mi rimetto all'Aula anche per quanto riguarda questo argomento finanziario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, io ritengo che questo emendamento, che si riferisce al comma 4 dell'articolo 2 è sicuramente, così come l'emendamento, una cifra che può essere adeguata e, come l'articolo 2 e come il comma 4 e tutto l'articolo 2, è un articolo di prevenzione perché, così come detto stamattina, e mi stupisce che l'onorevole Manca faccia queste osservazioni, come quelle che ha fatto poc'anzi, riferendosi al fatto che si sa già, o meglio lui sa già gli esiti della vaccinazione, conosce già gli esiti della vaccinazione, parla di creazione sul campo di nuovi sierotipi, di strategie discutibili, di atteggiamento passivo, di disastro biologico degli ultimi cinquant'anni. Purtroppo ne abbiamo avuto anche altri, come la peste suina, per esempio, onorevole Manca. Poi anche nell'articolato, come ho avuto modo di dire anche in Commissione, facciamo il processo alle intenzioni, perché la vaccinazione del sierotipo 2, dai dati e dal monitoraggio effettuato, così come trasmesso alla Commissione, un'analisi dettagliata degli esiti della vaccinazione sul sierotipo 2, non ha prodotto tutti gli effetti che alcuna stampa diffonde o alcune teorie, consentitemi di non definirle scientifiche, diffondono, anche per chi ha conoscenza del settore molto più di me. Allora quando i veterinari agiscono nel territorio - permettetemi questa breve divagazione - agiscono in nome e per conto della struttura regionale, e devo dire che - continuo a insistere su questo - agiscono a loro rischio e pericolo, e quando i veterinari vanno sul campo, cioè in campagna, non devono essere, come dire, attaccati dalla stessa struttura, dalle stesse autorità che li inviano presso le campagne, perché si crea uno stato sociale non sicuramente sereno e noi dovremmo stare attenti alle cose che dichiariamo, soprattutto perché, onorevole Manca, suoi colleghi vanno per le campagne e lei sa meglio di me cosa vuol dire andare per le campagne. Perciò tenere il livello di attenzione e il livello sociale sereno non dispiacerebbe a nessuno. Gli effetti della vaccinazione sul sierotipo 2 sono monitorati, dichiarati dalle nostre strutture, che sono altamente qualificate e delle quali credo alcuni di voi facciano parte a pieno titolo, a pieno merito. Per cui è un articolo preventivo e come tale, così come l'emendamento, nel caso ci fosse la copertura finanziaria, sarebbe un emendamento accoglibile ed è accoglibile. Ma voglio sottolineare ancora che sulla vaccinazione questa Giunta ha già delegato l'Istituto Zooprofilattico per la Sardegna di Sassari, perché con un piano di sperimentazione di circa 300 milioni si sperimentino preventivamente gli effetti della vaccinazione, che teoricamente dovrebbe svolgersi con il sierotipo 2 e il sierotipo 4. Tutti gli altri effetti dichiarati e non dimostrati, che ho sentito riportare anche stamattina in quest'aula, non appartengono a rilevazioni attendibili di tipo scientifico, perché io mi fido ciecamente della struttura veterinaria della nostra amministrazione, dell'Istituto Zooprofilattico di Sassari, e preventivamente stiamo sperimentando gli effetti su vari tipi di capi, su capi provenienti da diverse zone, su capi che sono in gestazione, su capi di diverso tipo. Soltanto dopo noi daremo il nostro parere sulla vaccinazione, che sarà solo un parere perché, come voi sapete, la vaccinazione è resa obbligatoria, nel caso si decida di farla partire entro gennaio, nel caso arrivino anche i vaccini, perché anche oggi, stamattina, abbiamo sollecitato i quattro milioni di vaccini al ministero. Soltanto in quel caso, cioè ai primi di gennaio, si potrà, nei tempi giusti, intervenire con la vaccinazione, dopo adeguata sperimentazione, perciò verificare prima gli effetti che questa vaccinazione produrrà sul nostro patrimonio zootecnico. Così come non mi risulta in Sardegna nessuna creazione sul campo di nuovi sierotipi. Se altre regioni, in maniera infausta e in maniera inopportuna, in maniera non scientifica, abbiano sperimentato o si siano avventurate su vaccinazioni non adeguate, sicuramente questo non è avvenuto in Sardegna e sicuramente non avverrà, per cui tutte le azioni di tipo scientifico, basate su un'attenta analisi scientifica, con tutti gli strumenti a disposizione dell'amministrazione, che sono notevoli per professionalità e capacità, saranno posti in essere per salvaguardare il patrimonio zootecnico. Ripeto, l'unico riferimento è quello scientifico provato. Per cui, sulla base di queste considerazioni, ritengo che preventivamente e giustamente preventivamente, possa essere accolto l'emendamento numero 1.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Grazie, Presidente. Noi avevamo preso l'impegno di cercare di velocizzare l'approvazione di questa legge, perché abbiamo ampiamente discusso in lunghe ore in Commissione. Sto notando che molti dei colleghi membri della Commissione intervengono su tutto. E' chiaro che sto facendo una critica e mi scuso per il mio intervento.
Allora, proprio per evitare di essere lungo, io intervengo sull'articolo 2 solo e semplicemente perché ho delle perplessità, mentre su tutti gli altri articoli ho espresso il mio parere favorevole e ho contribuito anche alla costruzione degli articoli, su questo articolo 2 io ho delle perplessità e le voglio appalesare, manifestare. E' evidente che l'Assessore della sanità, l'onorevole Capelli, qualche volta interviene con un tono un po' così, provocatorio, perché quasi quasi fa cambiare idea a chi già la pensava come lui. Parlo del monitoraggio, monitoraggio pregresso. Noi, chiaramente, ci dobbiamo affidare a ciò che l'Assessorato ci dice e che l'Assessore riferisce in base ai dati che ha. Ahimè, sul monitoraggio della vaccinazione in effetti abbiamo avuto un piccolo resoconto e dobbiamo credere, fino a prova contraria, ma non possiamo avere la prova contraria se non abbiamo i dati. Pertanto dell'articolo 2 io condivido totalmente quello che è il comma 1, che obbliga l'amministrazione a presentare al Consiglio ogni sei mesi una relazione sui risultati del monitoraggio, intendendo per risultati anche le metodiche usate. Però concordo con l'Assessore quando sostiene che l'articolo ma anche l'emendamento numero 1 sono un po' un atto ipotetico preventivo, e io non sono d'accordo, infatti inviterò i proponenti, io non l'ho firmato per questa motivazione, non sappiamo ancora se ci sarà la vaccinazione, perché so che ci sono ancora delle perplessità anche da parte dell'Assessorato, per cui immobilizzare altri 4 miliardi di vecchie lire in un capitolo che probabilmente, se poi non dovesse verificarsi la vaccinazione, oppure se la vaccinazione non avesse danni, mi sembra un eccesso. E questo per quanto riguarda l'emendamento e anche l'articolo in generale, ma in particolare io ho questo tipo di timore, e l'ho espresso in Commissione, ed è il motivo per cui io mi asterrei e mi asterrò dal votare non tanto l'articolo 2, il comma 1 va bene, ma mi preoccupano gli altri commi, e cioè c'è il rischio che noi andiamo a medicalizzare l'allevamento. Ora io non ho niente sulla prevenzione, anzi sono uno spirito che va per la prevenzione, però non illudiamoci. Qui il rischio qual è? Che, come nella sanità umana, alla prevenzione si dicano tante parole e poi il risultato è che il 5 per cento dei bilanci va alla prevenzione e tutto il resto va alla cura o quasi. Non vorrei che succedesse anche questo, intendendo per cura chiaramente la cura dei bilanci degli allevamenti.
Io richiamo in particolare la nota della CE per quanto riguarda gli indennizzi agli aborti, e la CE li autorizza solo ed esclusivamente intanto si verificano entro venti giorni successivi alla vaccinazione, e va bene, ma se sono certificati con diagnosi degli Istituti Zooprofilattici e con diagnosi differenziale su altre cause. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che noi rischiamo di dover utilizzare un'enorme quantità di soldi pubblici per andare a certificare questi tipi di effetti collaterali eventuali. Io inviterei a riflettere attentamente il Consiglio e soprattutto gli Assessori che dovranno, se questo articolo venisse approvato, fare le direttive. Attenzione a non creare la mutua degli animali, perché diventerebbe controproducente per l'agricoltura e sicuramente a vantaggio di altre strutture e categorie che c'entrano sì con gli allevamenti e con l'agricoltura, perché è valido anche per la virosi questo ragionamento, perché le perplessità che ha manifestato l'onorevole Cogodi quando parlava dell'articolo 1 sono vere, cioè noi continuiamo a indennizzare danni, ma non so se stiamo facendo qualcosa di positivo per evitare questi danni, perché a quel punto conviene fare le serre o fare allevamenti infetti. Questo è il mio problema e il mio dubbio, e qui chiudo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Riprendo l'elemento di perplessità e di riflessione, a fin di bene, che poc'anzi esprimeva il collega Demuru. Bisognerebbe dare un senso buono all'articolo 2 di questa legge, perché così com'è è un articolo che può anche determinare degli effetti perversi. Qui si prevede che l'amministrazione regionale indennizzi i danni conseguenti alla vaccinazione obbligatoria e quindi bisogna che si comprenda che cos'è che la Regione vuol fare. Se la Regione fa la vaccinazione e questa vaccinazione è obbligatoria, e se la vaccinazione è ritenuta una cura, un antidoto per superare uno stato di malattia, non può dirsi poi che la Regione obbligata e obbligante a vaccinare, con questo obbligo che ha e con questo obbligo che impone poi debba procurare dei danni, perché nessuno in questo mondo, almeno nel mondo giuridico e anche nel mondo della civiltà normale, può essere obbligato a procurare danni. Nessuno, nessun soggetto individuale e nessun soggetto giuridico può essere obbligato a procurare danni!
Ora, sulla vaccinazione noi abbiamo sentito, proprio dagli allevatori, critiche severissime in assemblee infuocate, in assemblee non di poche persone che la pensavano così perché ognuno la pensa come vuole, ma assemblee di migliaia di persone che consentivano sul fatto che la vaccinazione crea questi effetti dannosi. Ma se crea questi effetti dannosi allora non è una cura e colleghi capaci, stimati, autorevoli e competenti, anche in questo Consiglio regionale, non solo il collega che per competenza specifica questa materia l'ha trattata più volte, Pasqualino Manca, Emanuele Sanna e altri, non è che non abbiano reso edotto il Consiglio regionale, cioè noi tutti sul rischio che la vaccinazione poteva comportare; però la vaccinazione si è fatta, addirittura si è imposta. E adesso si pagano i danni di una cosa che si è voluta fare, cioè lo stesso soggetto che ha fatto la cosa e l'ha pure imposta, adesso dovrebbe pagare i danni. Ma quali danni? Io comprendo che quando un animale, anche uno di noi, che siamo pure tutti animali, mammiferi e "babbiferi" anche, che ognuno di noi se deve curare una malattia può sopportare anche un danno collaterale, se è una malattia grave, per salvare la pelle, uno accetta anche una menomazione, quindi ne può avere un danno benissimo da una cura, ma il danno che ne ha dev'essere inferiore al danno che avrebbe avuto senza medicina, perché se il danno che ne ha è uguale o addirittura superiore a quello che ne avrebbe avuto senza medicina, senza medico e senza veterinario, almeno si risparmia i soldi della medicina e del medico, e invece qui si prevede che si debbano indennizzare addirittura i capi morti in conseguenza della vaccinazione. Io capirei se si dovessero indennizzare i capi morti nonostante la vaccinazione, ma indennizzare i capi morti in conseguenza, qui è scritto che tu l'hai ammazzato con la vaccinazione, perché la causa della morte è la vaccinazione, e il soggetto della vaccinazione sei tu. Allora stai creando l'industria della malattia. Qui, Nino, non è che sta medicalizzando l'allevamento, qui si sta ammalando l'allevamento, qui si sta appestando l'allevamento, qui c'è l'industria del danno voluto, procurato e risarcito. È scritto qui esattamente così. Ripeto: io capisco che si possa indennizzare se nonostante la cura, si tenta, in un soggetto la cura non va bene, e allora il danno c'è comunque, ci ho perso anche la medicina e il paziente è morto lo stesso, ma dire che si indennizza l'animale che muore in conseguenza, vuol dire che l'hai ammazzato tu. Così è scritto. Ma questo animale vaccinato per essere curato, nel frattempo non è che solo, come dire, muore, e quindi va indennizzato perché muore ma, nel frattempo se non è morto ancora, ha abortito. E se una pecora abortisce, voi capite che, insomma, una capra, insomma, che è già la gran parte del reddito di una delle nostre pecore o capre, è già una gran parte del reddito che se ne va, ma quello stesso animale, quello stesso ovino, nel frattempo, se prima non è ancora morto nel frattempo ha abortito e c'è anche una diminuzione della produzione del latte. Ma con questo vaccino non doveva guarire, farlo guarire? Gli fa diminuire la produzione, lo fa abortire, poi alla fine lo fa pure morire. Allora non ho capito, dov'è la bontà del vaccino? E non conviene appunto abolire il vaccino prima di tutti questi disastri, che pure devono essere pagati? Io mi fermo qui perché mi pare che la domanda richieda, essendo puntuale la domanda, anche una risposta puntuale, e che così scritta questa norma non abbia né logica né consequenzialità, soprattutto non abbia bontà, e che sia dannosa e che serva un supplemento di indagine istruttoria per scrivere almeno in modo diverso questa norma che consenta di impedire che chi è obbligato o viene obbligato a fare una cosa poi sia obbligato anche a subire il danno successivo, ma anche di impedire che qui, con il provvedimento obbligato e obbligante si determini poi una successiva perversione nelle conseguenze di questo genere.
Sulla bontà dei vaccini ci sono i medici, ci dicano gli altri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Alcune considerazioni su quanto è stata la replica anche dell'Assessore. È chiaro che questo è un articolo di prevenzione. Presidente, dicevo, è chiaro che questo è un articolo di prevenzione, visti i risultati che la precedente e le precedenti campagne di vaccinazione hanno comportato, diversissimi casi di effetti collaterali molto gravi, certificati, diagnosticati dall'Istituto zooprofilattico di competenza, non sono stati risarciti perché non esisteva una norma specifica, come io andavo rimarcando in diverse situazioni, che consentisse appunto il rimborso di questi effetti collaterali. Io ho sempre avuto dei dubbi sulla vaccinazione e non mi nascondo; io avevo fatto anche un'interpellanza sulla manipolazione del virus della lingua blu a marzo del 2003 quando una direttiva ministeriale della Direzione Generale del Ministero della Sanità impose a chiunque, escluso l'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Teramo, di importare, detenere, alienare in qualunque maniera il virus della blue tongue.
Io, caro assessore Capelli, che adesso non vedo, mi fido strettissimamente dei colleghi e delle strutture veterinarie, mi sono sempre fidato e mi continuerò a fidare. Io non so quali prove stiano effettuando, non so dove, in quali condizioni, con quali sierotipi e quant'altro, sono tutte prove scientifiche che andranno valutate da coloro i quali ne sono veramente conoscitori approfonditi. Io non sono uno studioso, io sono un semplice veterinario di campo che ha sempre agito in conseguenza di determinazioni che il potere politico gli ha demandato. Lei mi parlava del sierotipo 2, delle conseguenze del sierotipo 2, compare il sierotipo 4, non riesco a capire come è entrato il sierotipo 4. Il Ministro della Repubblica ha detto che è entrato in maniera fraudolenta, e può essere anche un'ipotesi. Lei sa benissimo, caro Assessore, che il sierotipo 4 quando è comparso si diceva non avesse nessun potere patogeno perché era un virus così, labile, siamo a oltre 82 mila capi morti, arriveremo quasi sicuramente a centomila e nel frattempo aspettiamo che cosa? Che il mondo scientifico determini e stabilisca quanto effettivamente doveva essere fatto preventivamente due anni fa, perché lei sa benissimo che tutti i vaccini prodotti fuori dal territorio comunitario devono essere sottoposti a dei test per comprovarne l'efficacia e l'innocuità, io non sono contro il vaccino, non ho mai detto di essere contro il vaccino. Io ho solo detto che prima di utilizzare un prodotto di così siffatta pericolosità andava provato nelle maniere più adeguate. Lei sa benissimo che la malattia blue tongue è una malattia condizionata, ha un comportamento diverso da 0 a 100 metri, da 100 a 200 ne ha un altro, da 300 a 400 ne ha un altro ancora. Sono mai stati fatti studi? Sono state fatte prove a Teramo su sei pecore e su cinque ratti. Queste sono le prove per stabilire l'innocuità e l'efficacia del vaccino sierotipo 2. Il Presidente della Giunta regionale il 20 novembre ha parlato di vaccinazione con un vaccino trivalente o pentavalente. Noi abbiamo due sierotipi, glielo ho già detto in Commissione. Il Ministero ha imposto la vaccinazione con il tetravalente, una direttiva del Ministero parlava di vaccino tetravalente. Dunque 2, 4, 9, 16.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non è una direttiva.
MANCA (Gruppo Misto). Non la conosce? Certo che c'è, la procurerò, farò di tutto per fargliela avere, è un'indicazione precisa e chiara del dottor Romano Marabelli, nonché direttore generale di Servizi Veterinari del Ministero, che dice che si vaccinerà dal 1° dicembre al 30 aprile con i sierotipi 2, 4, 9 e 16. Che cos'è quella lì? Un'ordinanza? Cos'è? Poi mi spiegherà cos'è questa roba qui. Il nostro Presidente della Giunta parla invece di vaccinazione con un vaccino trivalente o con un pentavalente.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il Presidente della Giunta nostra?
MANCA (Gruppo Misto). Il Presidente della Giunta, Assessore, il 20 novembre ha parlato di vaccinazione con trivalente e con un pentavalente. Si faccia procurare gli atti e vedrà la veridicità di quello che io le dico.
Allora noi abbiamo due sierotipi, il 2 e il 4. Il Ministero vuole imporre il 4, voi volete vaccinare col 3 o col 5, spiegateci un pochino che cosa dobbiamo fare. A me che vacciniate o meno mi interessa ben poco; a me interessa la salute dei nostri animali, mi interessa che ciò che viene utilizzato in Sardegna subisca tutte le prove per dimostrarne l'innocuità e l'efficacia, quello che fino a oggi non è stato fatto. I danni che questo vaccino, che questo prodotto provocava sui nostri animali erano chiari e certi, voi avete vaccinato in condizioni epidemiologicamente non certe, non sicure, voi avete vaccinato col sierotipo 2 selvaggio in circolazione, cosa che è totalmente, dal punto di vista epidemiologico e preventivo non consigliabile, avete fatto tante di quelle cose che io non sto qui a ripetervi. Quindi una strategia di vaccinazione che andava affrontata territorio per territorio. Avete vaccinato i bovini, l'unica Regione al mondo! Avete vaccinato i bovini che non aveva senso vaccinare. Lo dicono tutti. Ci sono segnalazioni anche di professori universitari, di tutti i maggiori professori universitari. Perché avete vaccinato i bovini? Avete vaccinato pecore che, come qualche collega rimarcava questa mattina, avevano già subito la malattia e che quindi guariti avevano già l'immunità al loro interno, e avete vaccinato lo stesso. È chiaro che non esisteva una strategia, si voleva vaccinare e basta. Io non ero contrario alla vaccinazione. Poi, quando uno si assume l'onere di vaccinare, risarcisca tutto ciò che sono i danni collaterali che questa vaccinazione comporta e i danni collaterali diretti e indiretti erano specificati all'interno del bugiardino contenuto nel farmaco, scritto in inglese, solo che i colleghi veterinari non sono mai stati messi in condizione di leggerlo, mai, perché il bugiardino non è stato mai consegnato a nessun veterinario. Arrivavano le bottigliette con i flaconi di solvente, di liofilizzato, senza che loro fossero mai messi in condizione di sapere, di conoscere, di dare agli allevatori tutte le giuste indicazioni per poter effettuare una vaccinazione in stato di sicurezza. Questo non è assolutamente avvenuto. Io non sono mai stato né contro i veterinari di cui ho una stima enorme, però i dubbi, tutte le preoccupazioni che sono state, con le metodiche più politiche diciamo così, predisposte e sottoposte all'attenzione delle autorità politiche sono state totalmente disattese e questi sono i risultati. I danni sono evidenti, sono da certificare o quantificare, questo non lo so, però sicuramente i danni sono ingenti. Quando in un allevamento bovino che si vaccina l'indomani mancano duecento litri di latte non è dovuto a chissà che cosa, è dovuto alla vaccinazione, non è avvenuto nient'altro in quell'allevamento, è avvenuta solo la vaccinazione, e per un mese a questo poveraccio gli mancano duecento litri di latte, mi dovete dire voi chi li deve rimborsare! È chiaro che non ci sarà mai una prova scientifica certa che possa dire che in quell'allevamento è successo chissà che cosa, non esiste, è avvenuta solo la vaccinazione. Bisogna valutare caso per caso, bisogna evitare come diceva il collega Demuru la medicalizzazione, però abbiamo le potenzialità, abbiamo le capacità tecniche, le capacità scientifiche per poter provare tutto questo. Non c'è nessun tipo di criminalizzazione sugli allevatori, sugli agricoltori e quant'altro. Se abbiamo qualcosa da dire diciamoglielo chiaramente di fronte, però è necessario intervenire e la somma che, ripeto, in questo articolo è stata immessa, è risibile. E' necessario un incremento e io penso che quell'emendamento vada approvato così come è stato predisposto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, ancora per chiedere una cortesia ai colleghi. Ci siamo dati dei tempi, ne abbiamo discusso molto, è vero che il Consiglio può parlare, può discutere eccetera, ma io credo che se continuiamo in questo modo veramente noi non arriveremo alla fine, e vorrei dire anche, permettetemi questo, a colleghi che hanno presentato proposte di legge, quindi dovrebbero aver letto le proposte di legge che hanno firmato, che poi la Commissione ha fatto proprie quella parte di quelle proposte di legge, non possono venire qui a dire che quella parte va male, o eravamo in mala fede prima o eravamo in mala fede dopo. Non si può, perché il problema virosi lo troviamo nell'ambito delle varie proposte di legge firmate da tutti. Il problema degli interventi a favore degli allevatori che partecipano al piano vaccinale per la febbre catarrale degli ovini la stessa cosa. Non possiamo perdere tempo in questo modo, colleghi! Non possiamo perché se qualcuno non credeva in quelle cose non avrebbe, a mio avviso, dovuto firmare le proposte di legge, e mi fermo qui.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Frau. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, io sarò brevissimo, non utilizzerò i dieci minuti su questo argomento. Noi abbiamo discusso a lungo in Commissione sull'articolo 2 e soprattutto su questa parte, cioè se estendere il risarcimento agli effetti collaterali. Abbiamo discusso a lungo anche perché, tra l'altro, questa richiesta è stata posta da tutte le associazioni, dalle organizzazioni professionali ma anche dai movimenti, è stata posta l'esigenza, e quindi in qualche modo doveva essere valutata, ma non solo, ci sono alcune regioni che già questi aspetti li hanno colti e li hanno tradotti in legge e già realizzano l'intervento anche per quanto riguarda questa materia. Certo, poi si può discutere su quanto ha impegnato e speso la Regione Sardegna, si può anche discutere sull'entità degli indennizzi a capo eccetera insomma, però la realtà è che il problema esiste e va in qualche misura discusso e affrontato. Ripeto: c'è stata anche in Commissione una discussione abbastanza intensa, e io dico anche che abbiamo condotto con grande senso di responsabilità arrivando a una soluzione, sapendo che questa norma, soprattutto per quanto riguarda il comma 2, si può prestare a un'utilizzazione anche scorretta, però qui il punto è che seppure ci sono o seppure ci saranno tentativi di utilizzare la norma in modo scorretto, non si può penalizzare chi invece guarda alle leggi con il rispetto dovuto, presenta le domande sulla base delle provvidenze in modo corretto. Ecco, non si può fare di tutta l'erba un fascio e non si può criminalizzare, non si possono criminalizzare tutti i potenziali interessati. Allora si tratta qui di fare le verifiche e i controlli che sono necessari e di dare direttive che siano adeguate, però, e concludo anche, perché così rispetto l'impegno di non utilizzare tutto il tempo. Il problema qual è? Anche qui ci dobbiamo dire con grande chiarezza la verità, perché noi, badate, abbiamo già vaccinato, abbiamo già maturato un'esperienza, adesso io qui non sto a discutere vaccino sì, vaccino no, quali sono gli effetti. Non sono un tecnico, non sono uno che è in grado di pronunciarsi su questa materia, lo facciano i tecnici, e l'amministrazione regionale si avvalga delle strutture tecniche, di chi in materia è chiamato a pronunciarsi. Allora io quindi non voglio addentrarmi su questo aspetto, né se il vaccino o non utile, è una discussione che secondo me a noi non compete. Ma siccome sono anche io consapevole della delicatezza della seconda parte, del secondo comma di questo articolo, dico che soprattutto quando si tratta di attuare il provvedimento si adottino le cautele che sono necessarie.
Però torno ad una considerazione e chiudo, noi badate, e questa è anche la considerazione che in qualche misura costituisce un rammarico, noi abbiamo in Sardegna fatto una sperimentazione che non ha precedenti, non è una sperimentazione limitata, fatta in laboratorio, fatta a campione in qualche ovile da qualche parte, noi abbiamo vaccinato tre milioni e settecentomila capi ovi-caprini, questo è quello che dice l'Assessore della sanità.
Allora il problema è quali effetti, quali sono i risultati, cosa è accaduto, perchè badate noi potevamo essere già oggi in grado di dire: "Badate, per quanto riguarda il comma 2 le conseguenze sono queste, per quanto riguarda la vaccinazione la moria da vaccinazione ammonta allo 0,5 per cento, allo 0,7 per cento, allo 0,1000 per cento e così via". Oppure, per quanto riguarda, invece, gli aborti la percentuale di incidenza è questa; oppure per quanto riguarda la perdita di produzione di latte l'incidenza è questa.
Allora, se noi avessimo fatto, io l'ho detto prima nell'intervento che ho fatto nella discussione generale, oggi eravamo in grado davvero di utilizzare perfino in termini positivi una grande sventura che si è riversata sulla nostra Isola, eravamo in grado di utilizzarla in termini positivi perchè potevamo diventare il punto di riferimento. Questo non è stato e di questo la Giunta porta una responsabilità, per questo abbiamo introdotto l'articolo 2, che è preceduto dal comma 1, non è a caso che c'è il comma 1, e ho concluso. Il comma 1 dice e obbliga la Giunta ad informare e quindi a comunicare al Consiglio ogni 6 mesi quello che sta accadendo per quanto riguarda questo problema, per quanto riguarda questo aspetto.
Secondo me più che una discussione tecnica o tecnicistica dobbiamo ricondurre il problema al suo aspetto originale, alla sua valenza politica, e di fronte all'esigenza che pone la valenza politica non possiamo chiudere gli occhi e in qualche modo confidando nell'applicazione seria, corretta ed oculata da parte dell'Amministrazione regionale, per queste ragioni io ritengo che l'articolo 2 va votato così com'è.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Grazie Presidente. Io inizialmente mi scuso con l'onorevole Demuru se ha visto in me un atteggiamento provocatorio, ma lungi da me assumere atteggiamenti provocatori, forse è derivato soltanto da un po' di stanchezza, non mi permetterei mai nei confronti dei colleghi di assumere atteggiamenti provocatori.
Però a questo punto io devo intervenire in apertura per dire che condivido totalmente, così come ho fatto in precedenza, l'intervento e le perplessità sollevate dall'onorevole Cogodi in merito all'articolo 2. Quando dicevo che questo era un articolo preventivo, e comunque non voglio andare contro quanto stabilito dalla Commissione, erano dentro di me le stesse perplessità che ha sollevato il collega Cogodi, perchè noi se decidiamo una vaccinazione siamo anche coscienti del fatto che quella debba intervenire, non è corretto dire come terapia, ma come effetto positivo contro il diffondersi dell'epidemia.
Quando noi al comma a) dichiariamo che siamo pronti a pagare gli aborti in diretta conseguenza della vaccinazione stiamo quasi dichiarando gli effetti negativi, ancor prima di conoscerli, della vaccinazione stessa; e così valga per i capi morti o per la produzione di latte. Anche sul comma 1 dello stesso articolo, che condivido e su cui non c'è nessuna ostativa, mi permetto però di richiamare l'attenzione dei colleghi, soprattutto i colleghi della Commissione, che il monitoraggio di quanto avviene ed è avvenuto è costantemente a loro disposizione. È a disposizione non solo dei colleghi della Commissione, ma è a disposizione di tutti i cittadini perchè il sito dell'Istituto zooprofilattico, che è anche il gestore unico dell'Osservatorio epidemiologico, riporta fedelmente e tempestivamente tutti gli effetti e tutti i dati sulla situazione epidemiologica della blue tongue. Per cui costantemente i cittadini sardi, e chiunque si voglia collegare su internet, sono al corrente di quanto avviene, con tutti i dati scientifici.
Così come in risposta alla Commissione il 10 dicembre 2003 comunicavo gli effetti e i dati in possesso dell'Istituto zooprofilattico e dell'Assessorato in riferimento all'unica vaccinazione che è avvenuta in Sardegna, cioè quella sul sierotipo 2. Nel 2002 si sono avuti sei focolai, due capi morti, dieci capi abbattuti, pari all'1 per mille rispetto alle ondate epidemiologiche del 2000/2001, questo significa che la vaccinazione è intervenuta in maniera positiva nel caso del sierotipo 2. Perciò questi dati sono stati trasmessi alla Commissione, sono sottoscritti, e ovviamente mi assumo la responsabilità di quanto comunicato alla Commissione. Perciò sulla vaccinazione, prima ed unica vaccinazione, avvenuta tempestivamente e non in presenza di picco epidemiologico, perchè a differenza di altre regioni che si sono consentite di vaccinare in presenza di picco epidemiologico la Sardegna, ripeto, con grande attenzione e professionalità è intervenuta nel momento giusto.
La possibilità di vaccinazione parte dal 1° gennaio al 30 di aprile. Perché a tutt'oggi noi non abbiamo ancora determinato insieme al Ministero la possibilità di vaccinare? Perché, come ho detto poc'anzi, vogliamo vaccinare dopo aver sperimentato il vaccino bivalente del sierotipo 2 sul quale ovviamente dobbiamo intervenire come richiamo e del sierotipo 4, unico presente in Sardegna. Si sono ipotizzate in passato possibilità di vaccinazione con il tetravalente o il trivalente, ma sono state subito scartate perchè il sierotipo 9 dà ricombinazione sierologica.
Per cui chiunque abbia dichiarato il contrario, la Sardegna infatti non ha attivato - mi scusi onorevole Manca - di fatto, al di là di quello che è stato scritto, detto, dichiarato eccetera, la Sardegna non ha attivato la vaccinazione; questo è un dato di fatto, e sta sperimentando con suoi 300 milioni con l'Istituto zooprofilattico della Sardegna gli effetti della vaccinazione sul sierotipo 2 e 4.
Perciò noi vorremmo capire cosa avviene prima ed è chiaro che se ci sono migliaia di aborti, se ci dovessero essere capi morti in conseguenza della vaccinazione, se ci dovesse essere una ridotta produzione del latte come conseguenza della vaccinazione, è chiaro allora che una riflessione sull'opportunità di vaccinare ci dovrà essere, per cui noi prevediamo già in legge che siamo nelle condizioni di applicare - permettetemi il termine non corretto - una terapia che già produce danni. Non sarà così, non sarà e non potrà essere così. Io più che dichiararlo non so cosa fare, l'ho anche scritto, per cui non so cosa fare.
Così come noi diceva l'onorevole Ortu che potevano essere punto di riferimento. Noi siamo punto di riferimento europeo nella lotta alla epidemia della lingua blu. Noi siamo punto di riferimento per il protocollo europeo, visto che non riusciamo a far emergere le cose produttive che quest'Aula fa, che le strutture fanno, e le strutture non sono di proprietà della Giunta di turno, che le strutture mettono in atto, non siamo in grado di valorizzarle noi, ce le valorizzano gli altri. È chiaro che non siamo paragonabili all'inefficacia, all'inefficienza delle Puglie, della Calabria o di altre regioni che non sono state in grado, e non avendo le nostre capacità professionali, nostre intendo della struttura, non sicuramente mie, di combattere adeguatamente un'epidemia come quella della lingua blu.
Noi siamo portati ad esempio in Europa, e forse soltanto noi cerchiamo il pelo nell'uovo per non vantarci delle cose belle e buone che riusciamo a fare, che le nostre strutture riescono a fare. Perciò le richieste delle associazioni di categoria anche a me sono pervenute e non dicono che vogliono gli interventi per gli aborti conseguenti alla vaccinazione, o per la mancata produzione conseguente alla vaccinazione, ma così come correttamente rappresentato anche dalla legge 22 del 17 novembre 2000, una nostra legge, sono i danni derivati dalla presenza dell'epidemia, come citato nella legge che noi, che questo Consiglio ha fatto. Perché danni riferentesi alla vaccinazione, ve li ho letto poc'anzi e sono in possesso della Commissione agricoltura, sono in possesso di tutti i cittadini sardi attraverso internet, non ci sono danni rilevanti o statisticamente importanti. Sei focolai, due capi morti, dieci capi abbattuti che potrebbero essere riferiti, potrebbero, alla vaccinazione. Ma questi non sono numeri degni di nota.
Nel periodo 2003, maggio 2004, a fronte di un patrimonio ovicaprino vaccinato al 95 per cento non è stato accertato alcun focolaio di malattia da sierotipo 2, cioè quello per il quale si è effettuata la vaccinazione. Ecco perchè condivido quanto ha sostenuto l'onorevole Cogodi, questo è un articolo che al comma 1 è condivisibile ma richiama quella che già si fa. Quello che già si fa, cioè una corretta informazione della Commissione, quindi del Consiglio. Si fa tempestivamente e, ripeto, lo fa per tutti i cittadini sardi, basta collegarsi al sito. Però se questo deve essere scritto ben venga e sono d'accordo nel sottoscrivere il comma 1 dell'articolo 2. Per il resto io credo che ci stiamo fasciando la testa prima di rompercela. La vaccinazione, ripeto, non sarà effettuata se i dati della sperimentazione non saranno confortanti, e non si farà la vaccinazione.
Tra l'altro devo rendere edotta l'Aula sugli ultimi incontri avuti al Ministero; non è detto neanche che la vaccinazione sarà obbligatoria, perchè se passa quanto previsto nel convegno di Taormina, che sarà consentita la movimentazione dei capi vaccinati, ogni allevatore potrebbe essere messo nelle condizioni di chiedere esso, se vorrà, la vaccinazione. Di chiederla lui, nel senso che la Regione sarda pagherà eventuali danni derivati dalla vaccinazione, eventuali, possibili, spero percentualmente irrilevanti, o derivati dall'epidemia sempre che abbia scelto l'allevatore di vaccinare il capo. Perciò, in ogni caso, la decisione sulla vaccinazione è rimandata al dopo sperimentazione e dopo l'incontro successivo che ci sarà a gennaio, il 7 di gennaio, presso il Ministero della salute.
PRESIDENTE. Poiché la legge ha due aspetti che sono quello della sanità e quello dell'agricoltura è opportuno che sentiamo anche l'Assessore dell'agricoltura. Ha facoltà di parlare l'Assessore della agricoltura e riforma agro-pastorale.
CONTU (U..D.C.), Assessore della agricoltura e riforma agro-pastorale. Grazie Presidente, molto rapidamente, io ho ascoltato con attenzione le perplessità sollevate in Aula, rimangono anche in me. Io vorrei, però, così richiamare l'attenzione dei colleghi sul punto c) e sul punto d) del comma 2 dell'articolo 2 che recitano: "l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo a compensazione della ridotta produzione di latte in conseguenza della vaccinazione e un aiuto per la sostituzione di bestiame che abbia subito una riduzione permanente della propria produttività".
Ecco, io mi sono domandato come è possibile che noi riusciamo a capire e a valutare e a determinare la ridotta produzione di ogni pecora, se questo sia dovuto alla vaccinazione o sia dovuto ad altre cause, quando si tratta di dover monitorare addirittura 2 milioni e 700 mila pecore. Ma quello che è ancora più grave è che le disposizioni contenute in questo articolo, così è detto, si applicano anche alle conseguenze relative alla vaccinazioni effettuate nell'anno 2001. È come diavolo si fa ora, essendo già passati due anni, a sapere quali sono state le mancate produzioni di latte del 2001 pecora per pecora, questa è una pura follia.
Mi si dice che la Regione Toscana ha fatto la stessa cosa, non è vero, io ho parlato con l'Assessore toscano e con l'Assessore della Basilicata che hanno presentato due analoghi progetti di legge e per quanto riguarda la Regione Toscana essa si limita soltanto a dare un aiuto per gli aborti e a dare un aiuto per i capi che fossero morti in base alla vaccinazione; ma non prevede la legge Toscana, assolutamente, nessun aiuto per la mancata produzione di latte né per la cosiddetta rimonta.
Ecco, io mi permetterei di chiedere a questo punto se non sia il caso di votare per parti, perchè probabilmente sulla lettera c), sulla lettera d), ma soprattutto sull'articolo 3, che è retroattivo, per cui non si potrebbe neanche pensare, immaginare che si possa sapere che cosa hanno prodotto o non hanno prodotto ogni singola pecora nel 2001, perchè ormai il 2001 è passato da tempo, io vorrei chiedere che sulla lettera c) e sulla lettera d) del comma 2 dell'articolo 2 e sul comma 3 dell'articolo 2 si voti, appunto, per parti separate; cioè questa parte venga espunta in modo venga votata singolarmente.
Diversamente se dobbiamo andare a domani chiederei che sull'articolo 2 non si voti stasera per vedere se insieme ai colleghi della Commissione possiamo trovare qualche soluzione che ci consenta, senza commettere errori, anche perchè questa legge va a Bruxelles, dovremmo anche cercare di non fare brutte figure. Ripeto, la Regione Toscana e tutte le altre regioni si sono limitate soltanto ai punti a) e b), ma i punti c) e d) non sono stati mai toccati.
Quindi, la mia proposta, Presidente, è che se si vota stasera si voti per parti, poi io chiederei per quali parti, diversamente se si deve andare domani, come mi è sembrato di capire, ci blocchiamo qui e la votazione la facciamo domani, in modo da dare la possibilità all'Assessore anche di interloquire con i membri della Commissione per vedere se è possibile trovare una qualche soluzione.
PRESIDENTE. La proposta fatta dall'assessore Contu io credo possa essere accettata, anche perchè stiamo parlando di due voti, un emendamento e l'articolo. Se serve qualche ora per vedere domani come votare io sono del parere che sarebbe opportuno concedere questo tempo.
Pertanto, colleghi, per stasera i lavori del Consiglio finiscono qui. Il Consiglio è convocato domani mattina alle 10.30, rettifico, alle 10.00.
La seduta è tolta alle ore 20 e 16.
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