Seduta n.273 del 17/01/2007
CCLXXIII SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 17 Gennaio 2007
Presidenza del Vicepresidente SECCI
La seduta è aperta alle ore 10 e 46.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 9 gennaio 2007 (267), che è approvato.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Interrogazione Murgioni - Ladu - Gallus, con richiesta di risposta scritta, sulla concessione di aree da assentire per il noleggio di ombrelloni e sdraio nelle spiagge". (726)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sul mancato avvio delle tratte aeree Alghero-Torino e Alghero-Bologna in regime di continuità territoriale, previsto a partire dal 15 gennaio 2007". (727)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato dei documenti 11 e 11bis/A. Dobbiamo procedere all'esame della Parte II, capitolo 3, paragrafo 3.3 ter, al quale sono stati presentati settantuno emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo del paragrafo 3.3 ter e dei relativi emendamenti:
3.3 ter La riorganizzazione della rete ospedaliera nelle Aziende SanitarieSulla base delle considerazioni di cui in precedenza e tenuto conto dei dati attualmente disponibili sulla rete ospedaliera nelle singole realtà territoriali, si propone una scheda sintetica per ciascuna azienda sanitaria. La scheda contiene i principali elementi di riorganizzazione dell'offerta di ricovero, in conformità con i principi e gli standard già illustrati, comprese indicazioni su singoli presidi ospedalieri meritevoli di specifica attenzione. Si rileva che la riorganizzazione della rete nelle singole aziende sanitarie locali dovrà prevedere un'attenta valutazione della possibilità di accorpare a fini funzionali le diverse strutture presenti sul territorio.
Le schede riprendono parzialmente alcune previsioni, ove non attuate e ancora attuali, contenute nel documento di "Razionalizzazione dei servizi ospedalieri della Regione Sarda. Stralcio del Piano Sanitario Regionale ai sensi dell'articolo 1, comma 2 ter del decreto-legge 17 maggio 1996, n. 280, convertito nella legge 20 luglio 1996, n. 382" approvato dal Consiglio Regionale il 22 luglio 1998.
Provincia di Sassari - ASL 1L'ASL 1 di Sassari, la seconda azienda sanitaria della Regione dal punto di vista demografico, presenta una dotazione di posti letto ospedalieri superiore alla media regionale; tale eccesso è in parte giustificato dalla funzione di centro di riferimento di livello sovra-aziendale (per alcune discipline specialistiche "rare") propria delle aree di maggiori dimensioni, mentre in parte deve essere oggetto di un'azione di riequilibrio a favore delle aree meno dotate. Per l'ASL 1 è quindi prevista una riduzione complessiva della capacità ricettiva nell'area delle acuzie. L'aumento dell'attività per post-acuti è significativa, ancorché definita tenuto conto della rilevante presenza nel territorio di RSA (realizzate o in via di realizzazione) che consente di contenere l'offerta di lungodegenza pura ospedaliera: 2,4 posti letto in RSA per 1.000 ab, contro una media regionale di 1,9.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede diverse strutture ospedaliere:
· Presidio Santissima Annunziata di Sassari, ospedale di rete, sede di DEA di 2° livello, centro di alta specializzazione per il trattamento delle lesioni traumetiche complesse, con 2 ospedali di comunità a Ittiri e Thiesi;
· Presidio di Alghero, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello, articolato nelle sedi del Civile e del Marino;
· Presidio Segni di Ozieri, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello.
Tenuto conto della vetustà della struttura ospedaliera del Santissima Annunziata, inadeguato sotto il profilo della sicurezza e in gran parte obsoleto rispetto ai più moderni standard di qualità dell'assistenza, con il presente Piano si avvia la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nella città di Sassari.
Per motivi analoghi, il presente Piano prevede la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nella città di Alghero.
Per l'ospedale Segni di Ozieri è previsto il completamento della nuova ala, con i pronto soccorso, la nefrologia e le sale operatorie e l'ammodernamento delle dotazioni tecnologiche finalizzate a garantire l'elevazione delle qualità dell'assistenza ospedaliera.
I presidi di Ittiri e di Thiesi presentano le caratteristiche proprie dei presidi ospedalieri di piccole dimensioni: trattano una casistica molto limitata (spesso non sufficiente a garantire gli standard di qualità che dovrebbero essere propri delle strutture ospedaliere), registrano un basso indice di occupazione, una degenza media spesso anomala e rilevanti diseconomie di scala.
Per tali presidi, individuati come ospedali di comunità, integrati con il presidio di Sassari Santissima Annunziata, è prevista la riconversione della funzione ospedaliera ordinaria, attraverso un progetto-obiettivo a finanziamento regionale e l'accentramento nella stessa sede di funzioni più propriamente territoriali all'interno di un centro polifunzionale.
Tali strutture saranno un punto di riferimento delle rete di servizi di emergenza in grado di garantire il primo intervento medico, la stabilizzazione del paziente critico, il trattamento o il trasporto protetto, tramite ambulanza e auto medicalizzata.
Nel territorio dell'ASL opera una casa di cura privata per la quale è previsto l'utilizzo in parte per l'acuzie e in parte per la post-acuzie.
Sul territorio della provincia di Sassari insiste inoltre l'Azienda Ospedaliera Universitaria, istituita ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale n. 10 del 2006, sulla base di quanto definito nel Protocollo d'Intesa siglato l'11 ottobre 2004 e nell'accordo preliminare sottoscritto dalla Regione Sardegna e dall'Università degli Studi di Sassari in data 12 luglio 2005.
Provincia di Olbia-Tempio - ASL 2Si tratta di un'azienda sanitaria di medie dimensioni ma con una capacità ricettiva ospedaliera particolarmente inadeguata sotto il profilo sia quantitativo (la dotazione di posti letto per 1.000 abitanti è inferiore a quella di tutte le altre aziende dell'isola con la sola eccezione dell'ASL 6 di Sanluri) sia qualitativo (a causa della particolare vetustà dell'attuale struttura ospedaliera di Olbia e della carenza di alcune specialità).
Per l'ASL 2 di Olbia è pertanto previsto l'aumento della dotazione di posti letto sia per acuti che, in particolare, per post-acuti, e la riqualificazione dell'offerta ospedaliera pubblica attraverso la definitiva realizzazione del nuovo Presidio di Olbia.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Presidio di Olbia, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello, con sede distaccata a La Maddalena, con PS 24 h;
· Presidio di Tempio, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello.
Il presidio di La Maddalena presenta le caratteristiche proprie degli ospedali di piccole dimensioni (attualmente 39 posti letto). La particolare localizzazione (a forte valenza turistica), l'insularità del territorio (che rende problematico in alcuni mesi dell'anno il trasporto dei pazienti presso il presidio di Olbia) portano a ritenere necessario il mantenimento presso il presidio di La Maddalena delle funzioni ospedaliere di ricovero ordinario ed a ciclo diurno. Il presidio, per il quale è opportuno l'accorpamento funzionale con il'Presidio di Olbia, può essere organizzato in un unico dipartimento ospedaliero con posti letto multidisciplinari.
Tenuto conto della particolare situazione della provincia di Olbia-Tempio, caratterizzata da crescita demografica ed economica e da consistenti flussi turistici, è ipotizzata la presenza di una struttura privata, proposta dall'IRCCS, fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, delle dimensioni di 150-180 posti letto, strettamente integrata con l'offerta ospedaliera pubblica, operante nell'area medica, nell'area chirurgica e nell'area della riabilitazione, nel rispetto di quanto previsto dal presente Piano in particolare con riguardo alle discipline specialistiche operanti all'interno delle diverse Aziende sanitarie.
In particolare, in tale struttura, si prevede la presenza di attività nell'ambito della nefro-urologia (in particolare con indirizzo oncologico), delle neuroscienze, della chirurgia vascolare, nonché un centro dialisi (in particolare a supporto dell'attività svolta nei periodi di massima affluenza turistica). L'attività specialistica ambulatoriale è sviluppata esclusivamente nelle specialità per le quali è prevista l'attività di degenza presso la struttura privata ubicata a Olbia. L'Azienda sanitaria locale di Olbia stipula, ai sensi della legge regionale n. 10 del 2006, contratti con la struttura privata (sulla base dei piani annuali preventivi e nell'ambito dei livelli di spesa stabiliti dalla programmazione regionale) con obiettivi definiti di contenimento delle mobilità passiva extraregionale, in termini di spesa e di attività.
Provincia di Nuoro - ASL 3L'istituzione della nuova provincia di Nuoro ha determinato un significativo contenimento delle sue dimensioni demografiche (-45 mila abitanti) e il passaggio a Oristano e Cagliari rispettivamente dei presidi ospedalieri di Bosa e Isili. Nella graduatoria delle province sarde per dimensione della popolazione, la provincia di Nuoro è passata quindi dal terzo posto (dopo Cagliari e Sassari) al quarto (preceduta anche da Oristano) mantenendo tuttavia, per distanza dai due poli principali e per posizione geografica, un ruolo di riferimento sovraziendale.
Per questo, nonostante la riduzione della popolazione assistita, è previsto un lieve incremento della dotazione complessiva di posti letto, con un riequilibrio tra posti letto per acuti (degenze ordinarie e a ciclo diurno) e posti letto post-acuzie.
L'attuale presenza di un certo numero di specialità cliniche di media diffusione, conferma il ruolo sovraziendale dell'ASL 3.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Ospedale San Francesco di Nuoro, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello, con due presidi ospedalieri distaccati, uno specializzato a prevalente vocazione pneumologica e riabilitativa (Ospedale Zonchello di Nuoro) e uno a Sorgono, con PS 24.
Il presidio montano di Sorgono, al centro della Barbagia, opera in una realtà caratterizzata da una bassa densità della popolazione e da rilevanti difficoltà di collegamento con gli altri presidi ospedalieri. Si prevede pertanto il mantenimento delle funzioni ospedaliere (ordinarie e a ciclo diurno, accorpate in un unico dipartimento polispecialistico) e lo sviluppo del post-acuzie, riabilitazione e lungodegenza.
La previsione di un centro per l'assistenza radioterapica permette la valorizzazione dell'ASL di Nuoro nell'ambito della rete regionale per la radioterapia.
Al fine di valorizzare la struttura di Macomer, mai entrata in funzione come presidio ospedaliero per ricoveri ordinari, si conferma il ruolo del presidio quale unico punto di riferimento per molti problemi sanitari della popolazione, grazie all'attività ambulatoriale e territoriale svolta al suo interno, l'attività oncologica a ciclo diurno e lo sviluppo di attività sanitaria di tipo riabilitativo (in rete con l'Ospedale Zonchello di Nuoro).
Provincia dell'Ogliastra - ASL 4Si tratta della più piccola azienda dell'intera regione, con una dimensione demografica e territoriale che giustifica la presenza di un'azienda solo in considerazione delle particolari condizioni geografiche e di isolamento. Tali caratteristiche suggeriscono il mantenimento dell'attuale dotazione complessiva, con un potenziamento dei posti letto a ciclo diurno ed un modesto incremento della dotazione di posti letto per post-acuti (in ragione della robusta presenza di RSA).
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Presidio di Lanusei, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello.
L'ASL presenta una elevata dotazione di posti letto in RSA, complessivamente pari a 4,1 per 1.000 abitanti (comprendendo le strutture realizzate e in corso di realizzazione), valore più che doppio rispetto alla media regionale (1,9 per 1.000 ab). Anche quando analizzata rispetto alla sola popolazione anziana, la dotazione di RSA appare molto elevata.
Nel territorio dell'ASL opera una casa di cura privata per la quale è previsto l'utilizzo in parte per l'acuzie ed in parte per la post-acuzie.
Provincia di Oristano - ASL 5La definizione dei nuovi confini della Provincia ha determinato un aumento del numero degli abitanti (attualmente è la terza provincia quanto a residenti) e l'inclusione di un presidio ospedaliero (Presidio Civile di Bosa). Nel prossimo triennio, in considerazione anche delle rilevanti opere di ristrutturazione ed ammodernamento dei presidi ospedalieri ed in particolare dell'Ospedale San Martino di Oristano, si ritiene di poter prevedere a regime un aumento complessivo dei posti letto dell'ASL, con un potenziamento dei posti letto a ciclo diurno e un significativo aumento dei posti per post-acuti, e lo sviluppo dell'assistenza ospedaliera per i malati affetti da patologie neurologiche.
Occorre programmare la graduale trasformazione di posti letto per acuti in post-acuzie.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Presidio San Martino di Oristano, ospedale di rete, sede di DEA di 1 ° livello, con due sedi ospedaliere distaccate , Presidio Delogu di Ghilarza e Presidio Civile di Bosa, entrambi con PS h 24. La specifica vocazione dei due presidi è quella di sperimentazione e di integrazione di attività ospedaliere con attività distrettuali, nonché di forme alternative ai ricoveri ordinari per acuti (day hospital, day surgery, day service) in coordinamento dipartimentale con il PO di Oristano.
Nell'ambito della ASL opera una casa di cura, che si prevede di utilizzare in parte per l'acuzie e in parte per la post-acuzie. Inoltre opera nello stesso territorio un presidio extraospedaliero di riabilitazione globale intensiva (delibera della Giunta regionale n. 47/63 del 22 dicembre 2003), con attività post-acuzie in particolare in campo neuroriabilitativo, unico nella regione.
Nell'ambito della strutturazione e rafforzamento della rete regionale dell'attività post-acuzie di riabilitazione, tale struttura viene riconosciuta come Centro di riabilitazione ad alta specialità per le grandi patologie, in particolare per le attività neuroriabilitative con unità di risveglio comi, riabilitazione cardiologica e per le patologie complesse.
Si ritiene che per tale struttura, considerata l'esigenza strategica, possano essere configurate forme di gestione integrata con attività riabilitative a diretta gestione pubblica, nella logica di assicurare continuità ai percorsi diagnostico-terapeutici specifici, non escludendo forme miste pubblico/privato o la diretta acquisizione al sistema pubblico della struttura e dell'attività. Tale ipotesi è in accordo con il principio della progettazione e realizzazione di servizi sanitari in rete, nella logica del presente Piano.
Provincia del Medio Campidano - ASL 6Si tratta di un'Azienda sanitaria di piccole dimensioni (con la riorganizzazione delle ASL ha perso il distretto di Senorbì) ma con una capacità ricettiva ospedaliera particolarmente inadeguata sia sotto il profilo quantitativo (la dotazione di posti letto per 1.000 abitanti è la più bassa della Regione) sia qualitativo (a causa delle carenze di alcune specialità di base e della vetustà della struttura ospedaliera).
Per l'ASL 6 è previsto pertanto un importante aumento dell'offerta ospedaliera per acuti a ciclo diurno e per post-acuti nonché il completamento dei servizi e delle specialità carenti.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Presidio di San Gavino, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello.
Tenuto conto della vetustà della struttura ospedaliera di San Gavino, inadeguata sotto il profilo della sicurezza ed in gran parte obsoleta rispetto ai più moderni standard di qualità, il presente Piano prevede la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nel Comune di San Gavino, in parte con risorse già stanziate nel programma di investimenti ex articolo 20 della Legge 11 marzo 1988, n. 67, ed in parte con risorse regionali all'interno del Piano straordinario per le nuove strutture ospedaliere.
Provincia di Carbonia - Iglesias - ASL 7
Si tratta di un'Azienda con una buona capacità ricettiva (ove comparata ad altre aziende di pari dimensioni) che negli anni ha subito notevoli interventi di ristrutturazione, alcuni dei quali importanti (si veda il caso del CTO, in fase di ultimazione).
La dotazione di posti letto ha subito nel corso dell'ultimo decennio un'adeguata ristrutturazione; la proposta contenuta nel presente Piano tiene conto degli indici di occupazione delle unità operative, della perdita di quote di popolazione (Siliqua e Teulada) e della necessità di riorganizzare la rete dei servizi ospedalieri di Iglesias. Occorre quindi programmare una riduzione dei posti letto per acuti ed un aumento dei posti letto per post-acuti nonché un rafforzamento dei posti letto a ciclo diurno ed il completamento dei servizi e delle specialità carenti, anche al fine di ridurre la rilevante mobilità passiva intraregionale nelle specialità di media e bassa complessità.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Presidio Sirai di Carbonia, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello;
· Presidio CTO di Iglesias, ospedale di rete, con PS h 24, con importante vocazione ortopedico-traumatologica da integrare nel breve periodo con le attività dell'area chirurgica attualmente erogate in altri presidi ospedalieri del territorio;
· Presidio S. Barbara di Iglesias, destinato a riconvertirsi in ospedale post-acuzie, riabilitazione e lungodegenza ed a sviluppare attività nell'ambito della rete regionale delle cure palliative - hospice.
Il Presidio Crobu di Iglesias sarà interessato da un importante intervento di riconversione, attraverso il superamento della funzione ospedaliera per acuti (destinata ad essere trasferita al CTO di Iglesias) e la trasformazione in struttura per le attività ambulatoriali e specialistiche non adeguatamente collocabili negli altri presidi territoriali.
Provincia di Cagliari - ASL 8Si tratta di un'Azienda che per estensione territoriale e per numero di abitanti (il 33% dei residenti della regione) è la più grande della Regione, avendo recentemente assorbito parte delle ASL 3, 6 e 7 (con un aumento degli assistibili di circa 72 mila unità).
Essa ha una particolare densità di strutture ospedaliere pubbliche e private; nel suo territorio insistono 3 ospedali generali con DEA di 1 livello, 3 presidi ospedalieri specializzati, 2 presidi territoriali, un istituto a carattere scientifico, una azienda di rilievo nazionale, un policlinico universitario, 10 case di cura private per un totale di ben 11 strutture pubbliche e 10 private.
Tale particolare concentrazione di strutture ospedaliere, alcune delle quali ad alto livello di specializzazione, ha contribuito a determinare la più alta dotazione di posti letto per 1.000 abitanti di tutta la Sardegna. Appare pertanto non più rinviabile una robusta azione di riorganizzazione con una riduzione dei posti letto per acuti per ricovero ordinario, una progressiva parziale riconversione in posti letto per ricoveri a ciclo diurni e per post-acuti.
La riorganizzazione della rete ospedaliera pubblica prevede il superamento dell'attuale frammentazione dell'offerta e la concentrazione - a regime - dell'attività in non più di 5 grandi strutture o poli ospedalieri, di cui 3 dell'Azienda sanitaria locale.
In particolare, oltre all'azienda di rilievo nazionale (Brotzu) e l'Azienda ospedaliero-universitaria (di nuova istituzione), nel territorio della provincia di Cagliari è prevista la presenza delle seguenti strutture o poli ospedalieri:
· nuovo ospedale policentrico destinato a operare in una struttura di nuova costruzione (in sostituzione di quelle del Santissima Trinità e del Marino, inadeguate sotto il profilo organizzativo, logistico e assistenziale), ospedale generale con funzioni di riferimento sovra aziendale per l'ortopedia-traumatologia, sede di DEA di 1° livello, operante in rete, con tre presidi ospedalieri distaccati, uno con forte integrazione con il territorio (presidio Binaghi), uno a Muravera (presidio S. Marcellino) e uno a Isili (presidio S. Giuseppe);
· ospedale oncologico "Businco", ospedale specializzato in oncologia con funzioni di riferimento regionale nell'ambito della nuova rete oncologica; il previsto nuovo centro per la radioterapia, dotato di modernissime apparecchiature e con elevata capacità produttiva, svolge funzioni di riferimento all'interno della rete regionale e persegue obiettivi di valorizzazione delle proprie potenzialità anche a livello interregionale;
· ospedale pediatrico "Microcitemico", ospedale specializzato, presso l'ospedale regionale per le Microcitemie, centro di riferimento regionale per la lotta alle microcitemie e alle malattie rare, con funzioni di riferimento sovraziendale per l'attività pediatrica, compresa quella chirurgica. Per la struttura si ipotizza una vocazione internazionale, in particolare nelle aree del Mediterraneo interessate alla lotta alle microcitemie, nel settore della prevenzione, della diagnosi precoce e della cura.
In relazione al riordino della disciplina degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, di cui al decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288, le attività svolte dalla sede di Cagliari dell'INRCA (Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per Anziani) vengono attribuite alle strutture sanitarie operanti nella provincia di Cagliari.
Insistono inoltre nel territorio della provincia di Cagliari:
· Azienda Ospedaliera Brotzu, ospedale di rilievo nazionale sede di DEA di 2° livello;
· Azienda Ospedaliero-Universitaria, destinata ad avere sede presso il Policlinico Universitario ed il Presidio San Giovanni di Dio.
Il nuovo ospedale policentrico risponde all'esigenza di mettere a disposizione delta popolazione una struttura ospedaliera moderna, sotto il profilo strutturale, tecnologico e funzionale, superando le criticità proprie dei due presidi ospedalieri attualmente esistenti. Dall'analisi dello specifico contesto dell'area metropolitana di Cagliari risulta infatti che i presidi Santissima Trinità e Marino presentano gravi elementi di criticità (il primo perché organizzato a padiglioni con conseguenti diseconomie sotto il profilo logistico e organizzativo oltre che operante in una zona ad alta densità abitativa e di traffico; il secondo in quanto risente dei limiti propri di una struttura nata con destinazione alberghiera). Tenuto conto di tali criticità, il presente Piano prevede il superamento di tali strutture ed il trasferimento delle attività in esse ospitate in una sede realizzata secondo i più aggiornati criteri di progettazione dei moderni ospedali. Fino a che non sarà realizzata la nuova struttura, i presidi ospedalieri Santissima Trinità e Marino continueranno a garantire l'assistenza sanitaria.
Il nuovo ospedale policentrico opererà in rete, oltre che nella struttura di nuova costruzione, su ulteriori tre sedi distaccate:
1. il presidio Binaghi, ospedale a forte integrazione con il territorio, polo pneumologico della rete regionale, con Sassari e Nuoro, riferimento territoriale per il sistema respiratorio. È previsto il potenziamento delle post-acuzie, della riabilitazione respiratoria e della terapia respiratoria sub-intensiva;
2. il presidio "San Marcellino" di Muravera che, in considerazione della sua posizione geografica e della forte vocazione turistica, è destinato a mantenere le funzioni di degenza ordinaria per acuti, affiancate dall'attività a ciclo diurno e da un pronto soccorso inserito nella rete di emergenza e dimensionato anche alle peculiari esigenze del periodo estivo. È prevista la riconversione di parte dei posti letto da acuti in post-acuzie. Le attività sono organizzate in un unico dipartimento polispecialistico, comprendente l'area medica, l'area chirurgica, l'emergenza-urgenza e la post-acuzie;
3. il presidio "San Giuseppe" di Isili che, in considerazione della sua posizione geografica, è destinato a mantenere le funzioni di degenza ordinaria per acuti, affiancate dall'attività a ciclo diurno e da un pronto soccorso inserito nella rete di emergenza. È prevista la riconversione di parte dei posti letto da acuti in post-acuzie. Le attività sono organizzate in un unico dipartimento polispecialistico, comprendente l'area medica, l'area chirurgica, l'emergenza-urgenza e la post-acuzie.
Nell'ambito dell'ASL operano 10 case di cura, che si prevede di utilizzare in parte per l'acuzie e in parte per la post-acuzie, con una riduzione dei posti letto che tenga conto dell'attuale tasso di utilizzo e che contribuisca, proporzionalmente, alla complessiva riduzione della dotazione di posti letto.
Il patrimonio strutturale e tecnologico attualmente disponibile presso l'ASL 8 presenta gravi carenze: è in parte inadeguato sotto il profilo della sicurezza e della messa a norma, appare in gran parte obsoleto rispetto ai più moderni standard di qualità dell'assistenza; risulta lacunoso quanto a tecnologie disponibili e richiede continui e costanti interventi di ristrutturazione e manutenzione. I numerosi investimenti programmati in passato (spesso ancora in corso) hanno risentito di una eccessiva frammentarietà delle opere, di una particolare lentezza nella loro realizzazione, di una difficoltà a garantire rinnovamento ed efficienza gestionale delle strutture.
Azienda Ospedaliera BrotzuL'Azienda Brotzu, integrata all'interno del Sistema sanitario regionale - in particolare con l'Azienda sanitaria locale di Cagliari e la costituenda Azienda Ospedaliero-Universitaria, persegue obiettivi di rafforzamento dei requisiti previsti dalla normativa nazionale per le aziende ospedaliere, con l'obiettivo di acquisire per alcune specialità un ruolo sovraregionale (nei confronti del Mezzogiorno d'Italia e, in prospettiva, del bacino del Mediterraneo).
Nel triennio di validità del Piano, l'Azienda Brotzu persegue ì seguenti obiettivi:
consolida e rafforza l'attività nel campo dei trapianti, in particolare di rene, fegato e rene-pancreas, anche attraverso una reale integrazione organizzativa e funzionale delle professionalità mediche e chirurgiche (attualmente presenti in urologia, nefrologia, gastroenterologia);
· consolida e rafforza l'attività nel settore cardiovascolare, prevedendo l'integrazione delle diverse professionalità attualmente presenti in cardiologia, compresa la cardiologia pediatrica, cardiochirurgia, emodinamica, chirurgia vascolare, fisiopatologia respiratoria, potenziando l'attività trapiantologica, sviluppando l'innovazione nelle tecniche di intervento ed assicurando uno stretto raccordo con la rete delle emergenze cardiologiche;
· consolida e rafforza l'attività nel campo dell'ostetricia-ginecologia, quale struttura di terzo livello coinvolta nei più recenti processi di diversificazione delle risposte assistenziali;
· consolida e rafforza l'attività nel campo della traumatologia, nella fase acuta e riabilitativa, attraverso il completamento del centro di alta specializzazione per il trattamento delle lesioni traumatiche complesse;
· qualifica l'attività di ricovero delle medicine generali potenziando in particolare l'offerta assistenziale nelle aree complementari rispetto a .quelle specialistiche di cui sopra;
· qualifica l'attività delle chirurgie generali, valorizzando le competenze di eccellenza già presenti all'interno e sviluppando le attività in relazione alle esigenze della popolazione;
· consolida e rafforza l'area dei servizi diagnostici, e delle attività ambulatoriali a favore di pazienti interni ed esterni, tenendo conto della rete assistenziale esistente sul territorio.
Più in generale, l'Azienda Brotzu:
· contribuisce al riordino della rete regionale ospedaliera attraverso il contenimento dei posti letto ordinari e l'aumento di quelli a ciclo diurno, il potenziamento della riabilitazione intensiva, cardiologica, neurologica e traumatologica;
· sviluppa processi di miglioramento continuo della qualità e dell'efficacia perseguendo obiettivi di eccellenza clinica in ambito regionale e sovraregionale.
EMENDAMENTO all'emendamento numero 111 sostitutivo totale RASSU - LICANDRO - VARGIU - CASSANO - PETRINI - CONTU - DIANA - LIORI - AMADU - MORO - ARTIZZU.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
L'emendamento numero 11 è sostituito dal seguente:
Nel paragrafo intitolato "Provincia di Sassari ASL 1" alla 37° riga, al termine del capoverso sui presidi di Ittiri e Chiesi, è aggiunto il seguente:
Nei presidi di Ittiri e Chiesi è garantita:
a) la presenza di un presidio di Pronto Soccorso attivo 24H con la costante disponibilità di un'ambulanza medicalizzata del 118.
b) Il mantenimento funzionale e potenziamento degli attuali servizi e dell'attuale livello di prestazioni sanitarie dei vari reparti.
c) L'attivazione del reparto dialisi già predisposto nell'Ospedale di Chiesi.
d) L'utilizzo delle Sale chirurgiche esistenti per il mantenimento e potenziamento delle attività di DAY SURGERY.
Nel contempo, in contemporaneità con l'attivazione in tutto il territorio dell'Assistenza Domiciliare Integrata e, dopo aver attivato ogni necessario confronto con i rappresentanti Istituzionali degli Enti Locali, Provincia, confederazioni Sindacali Territoriali, i rappresentanti delle Categorie Professionali del settore, e tenuto conto delle proposte in merito rivenienti dalla stessa concertazione, la Giunta Regionale predispone un piano di riconversione degli Ospedali di Ittiri e Chiesi in cui viene valutata la possibilità di destinare parte delle loro Strutture in Ospedali di Comunità.
Il Piano di riconversione deve essere trasmesso alla Commissione Consiliare Sanità per esprimere il parere di merito entro quindici giorni. (599)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - LA SPISA - LICANDRO - PETRINI - CONTU - RANDAZZO Vittorio - ARTIZZU - CHERCHI Oscar.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Il 4° capoverso di pag. 98 (riga 16) da "per tali presidi"….. fino a ….."Centro Polifunzionale", è soppresso. (111)
EMENDAMENTO SOSTITUTIVO PARZIALE RASSU - PETRINI - LA SPISA - CONTU - LICANDRO.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis
Al 4° capoverso della pag. dopo le parole "Santissima Annunziata" le parole da: " è prevista…. sino a ….Polifunzionale" sono sostituite dalle parole: "è prevista la funzione ospedaliera ordinaria". (199)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine della trentunesima riga del paragrafo intitolato "Provincia di Sassari ASL 1", dopo le parole "…assistenza ospedaliera.", è aggiunto il seguente:
"Entro novanta giorni dalla data di approvazione del presente Piano, la Giunta Regionale si impegna a presentare alla competente Commissione Sanità, che si esprime entro quindici giorni, un progetto che indichi i tempi tecnici previsti per il superamento delle due strutture obsolete, e per la realizzazione della nuova ala del Segni, le azioni sui posti letto e sui singoli reparti programmate durante le fasi della transizione negli Ospedali dichiarati obsoleti, gli interventi necessari per evitare che nella fase di transizione i Presidi Ospedalieri dichiarati obsoleti subiscano un danno nella dotazione tecnologica, organica e strutturale che si rifletterebbe in maniera pesantemente negativa sulla qualità dell'offerta assistenziale, la proposta sulla destinazione futura degli attuali stabili". (451)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CONTU - LA SPISA - LICANDRO - PETRINI - RANDAZZO Vittorio - ARTIZZU - CHERCHI Oscar.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Dopo il 5° capoverso di pagina 98 (riga 24) è aggiunto il seguente capoverso:
"Gli ospedali di Thiesi e Ittiri vengono collocati nella rete ospedaliera territoriale di Sassari ubicando nei medesimi specialità mancanti nel territorio, potenziando la specialistica ambulatoriale; la diagnostica strumentale (ecografia, mammografia); saranno attivate le sale operatorie con reparto di day surgery in entrambe le strutture; i pronti soccorso, in particolare quello di Thiesi, saranno potenziati attivando un organico proprio; sarà potenziata la cardiologia con ulteriori risorse umane mediche ed infermieristiche; sarà potenziata la cardiologia con ulteriori risorse umane mediche ed infermieristiche; sarà attivato il centro dialisi con organico proprio e la disponibilità del nefrologo; in entrambi gli ospedali si prevedono 20 posti letto post-acuti non gestibili a domicilio e un reparto di RSA; nell'ospedale di Thiesi si prevede un reparto per acuti con 15 posti letto.". (198)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del primo capoverso del paragrafo intitolato "Provincia di Sassari - ASL 1", dopo le parole "…auto medicalizzata.", è aggiunto il seguente:
"Tali attività legate all'emergenza dovranno essere garantite con il massimo dell'efficienza, dell'efficacia e dell'appropriatezza, per cui saranno predisposti interventi mirati per l'adeguamento dei servizi alle necessità dell'emergenza.". (452)
EMENDAMENTO aggiuntivo GALLUS - LADU - MURGIONI - VARGIU - DIANA - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - RANDAZZO Alberto - AMADU - CONTU - RANDAZZO Vittorio - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
A pag. 98, al termine del sub paragrafo relativo alla ASL 1 di Sassari è aggiunto il seguente periodo: "Alla clinica dermatologica dell'Università di Sassari al fine di assicurare la continuità nelle prestazioni di carattere specialistico sono assegnati 4 posti letto D.O. e 4 posti in D.H.". (205)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - LIORI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del primo capoverso del paragrafo intitolato "Provincia di Sassari - ASL 1", è aggiunto il seguente:
"La Giunta Regionale è comunque impegnata a presentare quanto prima alla Commissione consiliare Sanità il progetto di integrazione della risposta assistenziale tra RSA e presidi ospedalieri con dotazione per post acuti, relativo alla Provincia di Sassari.". (450)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - GALLUS - MURGIONI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del paragrafo Provincia di Sassari - ASL 1, dopo le parole "…12 luglio 2005", è aggiunto il seguente:
", per quanto compatibili con la programmazione disposta dal presente Piano.". (453)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - LADU - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel secondo paragrafo, intitolato "Provincia di Olbia - Tempio - ASL 2, al secondo capoverso, alla decima riga, la parte che inizia con le parole "Tenuto conto..." e termina con le parole: "…Aziende Sanitarie.", è sostituita dalla seguente:
"Tenuto conto della particolare situazione della Provincia di Olbia - Tempio, caratterizzata da carenza di offerta sanitaria, da crescita demografica ed economica, da consistenti flussi turistici e da buona accessibilità attraverso la rete viaria, è compresa nella programmazione del presente Piano una struttura privata, proposta dall'IRCCS, Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, delle dimensioni di 180 posti letto, strettamente integrata con l'offerta ospedaliera pubblica, secondo le indicazioni del presente Piano.". (456)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - LADU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel secondo paragrafo, intitolato "Provincia di Olbia - Tempio - ASL 2, dopo il primo capoverso, è aggiunto il seguente:
"Per quanto attiene al Presidio di Tempio, si prevede la valorizzazione delle notevoli capacità recettive della struttura, attraverso il potenziamento dei servizi e la garanzia della miglior attività dell'offerta chirurgica, attraverso l'istituzione del Reparto di Terapia Intensiva e Rianimazione. Nello stesso nosocomio si provvederà al potenziamento, all'aggiornamento e al completamento dei servizi generali dell'Ospedale, con particolare riferimento alle apparecchiature radiologiche e di laboratorio. Verrà altresì completato l'organico del Servizio di Farmacia.". (455)
EMENDAMENTO aggiuntivo UGGIAS - COCCO - LAI - SABATINI - MELONI - SANNA Francesco.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Alla pagina 99, secondo capoverso (riga 11), dopo il termine "portano" inserire le seguenti parole: "garantendo i servizi assistenziali nell'isola.". (224)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel secondo paragrafo, intitolato "Provincia di Olbia - Tempio - ASL 2, al secondo capoverso,alla nona riga, dopo le parole "letto multidisciplinari.", è aggiunto il seguente: "In considerazione delle difficoltà di trasporto legate all'insularità e alle condizioni meterologiche, nel Presidio di La Maddalena dovranno essere rafforzate le risposte legate all'emergenza-urgenza, in particolare per quanto riguarda la terapia semintensiva e la stabilizzazione del politraumatizzato e dell'evento vascolare acuto. In tal senso, i servizi ospedalieri di supporto dovranno essere potenziati e dotati di adeguate attrezzature tecnologiche." (454)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - LADU - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel secondo paragrafo, intitolato "Provincia di Olbia - Tempio - ASL 2, al secondo capoverso, alla diciottesima riga, dopo le parole: "…Aziende Sanitarie.", è aggiunto il seguente:
"Tale dotazione di 180 posti letto della struttura San Raffaele Monte Tabor si intende aggiuntiva rispetto alla dotazione di posti letto dell'ospedalità privata che si evince dalla diciottesima riga della tabella 3, a pag. 95 del Piano.". (457)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - LIORI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel paragrafo, intitolato "Provincia di Nuoro - ASL 3, nel secondo capoverso, alla dodicesima riga, dopo le parole: "…PS 24.", è aggiunto il seguente:
"Il P.O. Zonchello di Nuoro nasce negli anni trenta come struttura specializzata per il trattamento delle malattie polmonari e beneficia di un parco circostante di circa ove ettari. E' un fiore all'occhiello nel trattamento delle malattie polmonari e respiratorie. Attualmente ospita un reparto di pneumologia con 49 posti letto, che si trova nella sede ideale, perfettamente integrato con un DH pneumologico con 15 posti letto, con un servizio di Fisiopatologia respiratoria, con un servizio di Allergologia, con un servizio di Prevenzione della TBC (attualmente in fase di reìcridescenza, specie nella popolazione extracomunitaria) ed altri indispensabili servizi. Nel triennio di vigenza del Piano, si conferma la vocazione pneumologica dell'Ospedale Zonchello, che verrà potenziata attraverso l'introduzione dell'offerta di riabilitazione respiratoria e della terapia semintensiva respiratoria.". (519)
EMENDAMENTO aggiuntivo PIRISI - FLORIS - BARRACCIU - CERINA - SANNA Francesco.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel subparagrafo Provincia di Nuoro - ASL 3, alla fine dell'ultimo capoverso sono aggiunte le parole:
"E' prevista presso la struttura di Macomer, l'istituzione del 118.". (184)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DIANA - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - RANDAZZO Alberto - AMADU - RANDAZZO Vittorio - CONTU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Dopo il paragrafo relativo alla ASL n. 3 della Provincia di Nuoro, dopo le parole "in rete con l'Ospedale Zonchello di Nuoro", è aggiunto il seguente paragrafo:
"Al fine di dotare la Baronia e il Margine di un servizio sanitario decentrato e adeguato è istituito un ospedale di comunità a Siniscola e a Macomer.". (203)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DIANA - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - RANDAZZO Alberto - AMADU - RANDAZZO Vittorio - CONTU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
A pag. 100, al termine del sub-paragrafo relativo alla ASL n. 3 della Provincia di Nuoro, è aggiunto il seguente periodo:
"Al fine di venire incontro alle accresciute esigenze di fornire un servizio sanitario efficace e decentrato è istituito un punto di Primo intervento nel comune di Siniscola e in quello di Macomer.". (207)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - RASSU - PETRINI DIANA - RANDAZZO Vittorio - LADU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel quarto paragrafo, intitolato "Provincia dell'Ogliastra - ASL 4", le ultime due righe sono sostituite dal seguente:
"Nel territorio della ASL opera una Casa di Cura privata con fortissimo radicamento territoriale e integrazione storica con la rete pubblica, il cui ruolo va conservato e salvaguardato, anche attraverso la possibile riconsiderazione attraverso gli accordi aziendali del numero dei posti letto attribuito dal presente Piano, che possono essere aumentati sino ad un massimo del 20% per l parte che concerne il DH e la post-acuzie.". (459)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - RASSU - PETRINI DIANA - RANDAZZO Vittorio - LADU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel quarto paragrafo, intitolato "Provincia dell'Ogliastra - ASL 4, dopo la nona riga, è aggiunto il seguente:
L'Ospedale di Lanusei rappresenta attualmente l'unica offerta sanitaria di degenza pubblica nel territorio dell'Ogliastra. La tutela della sua funzione, delle specialità presenti e delle professionalità che operano all'interno dell'Ospedale appare dunque una garanzia importante della qualità dell'offerta territoriale ed una conferma della presenza della Regione nella garanzia dei diritti dei cittadini delle zone più periferiche e disagiate. All'interno dell'Ospedale sono indispensabili alcuni adeguamenti dell'offerta, che diventano pertanto priorità del presente Piano:
- Istituzione di un'Astanteria - Osservazione Breve nel P.S., che sani le attuali intollerabili carenze strutturali e logistiche di un servizio che è ricavato in spazi angusti e assolutamente privi dell'adeguata funzionalità.
- Risanamento logistico dei reparti di Ortopedia e Chirurgia, che mantengano la propria individualità ed identità.
- Istituzione dell'indispensabile Servizio di UTTC, con almeno i tre posti letto che discendono dai parametri standard nazionali, con adeguamento dell'organico sanitario della Cardiologia, attualmente in grave sofferenza e sua autonomia funzionale, come Unità Operativa Complessa.
- Adeguamento degli organici di Pediatria, Centro Trasfusionale.
- Attivazione dei Servizi di Otorino, Oculistica, Neurologia, Urologia e Oncologia.
Attivazione degli interventi necessari a rafforzare la centralità ospedaliera nella rete dell'emergenza urgenza, migliorando il sevizio che, nel territorio dell'Ogliastra, scarsamente collegato dalla rete dei trasporti viari e quindi difficilmente accessibile nei tempi standard ottimali, sconta deficit di efficienza.(458)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LICANDRO - LA SPISA - CONTU - PETRINI - DIANA - SANJUST - RANDAZZO - CHERCHI Oscar - DEDONI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis
Nella tabella numero 3, alla ASL di Oristano, il numero dei posti letto totali assegnati al privato sono aumentati a 150, di cui 110 per acuti. (322)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - RASSU - PETRINI DIANA - RANDAZZO Vittorio - LADU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel quinto paragrafo, intitolato "Provincia di Oristano - ASL 5, alla ventunesima riga, il periodo che inizia con le parole "Nell'ambito…" e finisce con le parole "…post-acuzie.", è sostituito dal seguente:
"Nell'ambito della ASL opera una Casa di Cura, fortemente radicata nella risposta sanitaria aziendale e pienamente e storicamente integrata con l'ospedalità pubblica, che si prevede di utilizzare in parte per l'acuzie e in parte per la post-acuzie. Il ruolo della Casa di Cura va salvaguardato, anche attraverso la possibile riconsiderazione nel corso della contrattazione aziendale, del numero massimo di posti letto attribuito dal Piano, che possono pertanto essere aumentati, sino ad un massimo del 20% del totale, esclusivamente se assegnati al DH e alla post-acuzie.". (461)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - GALLUS - RASSU - PETRINI DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel quinto paragrafo, intitolato "Provincia di Oristano - ASL 5, alla ventesima riga, dopo le parole "…di Oristano", è aggiunto il seguente:
"I Presidi di Ghilarza e di Bosa sono fortemente radicati nella risposta sanitaria del territorio e rappresentano anelli fondamentali del sistema dell'emergenza urgenza. La Regione si impegna pertanto a studiare per ciascuno di essi una specificità di risposta sanitaria che possa consentire di mantenerne e rafforzarne la riconoscibilità e il ruolo di riferimento al servizio del territorio. La Regione si impegna altresì a garantire le risorse economiche necessarie per il rafforzamento dei servizi generali ospedalieri, in particolare per quanto attiene alla risposta tecnologica radiologica e di laboratorio e la stabilizzazione del paziente politraumatizzato e vascolare acuto". (460)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del quinto paragrafo, intitolato "Provincia di Oristano - ASL 5, è aggiunto il seguente:
"I posti letto dell'offerta relativa a tale struttura non vengono comunque computati nel contesto quantitativo dei posti letto complessivamente attribuiti all'Ospedalità privata, nella ASL di Oristano, ex tabella 3.". (462)
EMENDAMENTO aggiuntivo GALLUS - LADU - MURGIONI - VARGIU - DIANA - CAPELLI - LICANDRO - CHERCHI Oscar - RASSU - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CONTU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del paragrafo 3.3 ter, a pag. 95, è aggiunto il seguente capoverso: "In considerazione dell'alto indice di vecchiaia del territorio, è prevista la realizzazione presso il Presidio Ospedaliero di Ghilarza di un centro di riferimento di valenza aziendale per il trattamento dell'ALZHEIMER e delle Demenze, dotato di adeguate tecnologie diagnostiche e in rete con il Presidio Ospedaliero San Martino di Oristano.". (201)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - LADU - RANDAZZO Vittorio - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del sesto paragrafo, intitolato "Provincia del Medio Campidano - ASL 6, è aggiunto il seguente:
"Entro novanta giorni dalla data di approvazione del presente Piano, la Giunta regionale si impegna a presentare alla competente Commissione Sanità, che esprime il proprio parere entro i successivi quindici giorni, un progetto che indichi i tempi tecnici previsti per il superamento dell'Ospedale dichiarato vetusto, la ipotesi di calendarizzazione degli interventi di trasferimento dei reparti, le azioni di difesa della qualità delle prestazioni nella vecchia struttura nel tempo necessario al suo superamento, l'eventuale proposta di destinazione futura dell'attuale stabile.". (463)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - LADU - RANDAZZO Vittorio - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del sesto paragrafo, intitolato "Provincia del Medio Campidano - ASL 6, è aggiunto il seguente:
"Tale struttura sarà realizzata nel triennio di vigenza del Piano, attraverso la costruzione del nuovo blocco ospedaliero, collegato con un tunnel al vecchio blocco che nel frattempo verrà ristrutturato, per il quale sarà stanziata la cifra di 22 milioni di euro nella Legge Finanziaria Regionale 2007, con l'obiettivo di portare da 172 a 252 l'offerta di posti letto.
Il Nuovo Ospedale garantirà posti letto nelle specialità di Neurologia, Pediatria, Oculistica, Oncologi, per le quali il territorio del Medio Campidano paga il più alto prezzo nella mobilità interaziendale.
La struttura Ospedaliera sarà altresì dotata dell'indispensabile Servizio di Terapia Intensiva.". (464)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del sesto paragrafo, intitolato "Provincia del Medio Campidano - ASL 6, è aggiunto il seguente:
"All'interno dell'Azienda 7 verrà conservata l'attività di Chirurgia Pediatrica". (465)
EMENDAMENTO all'EMENDAMENTO numero 8 sostitutivo parziale IBBA - COCCO.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Sostituire a pag. 104 il paragrafo "In relazione al riordino della disciplina degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, di cui al decreto legislativo 16 ottobre 2003 n. 288, le attività svolte dalla sede di Cagliari dell'INRCA (Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani) vengono attribuite alle strutture sanitarie operanti nella provincia di Cagliari.'' Con il seguente paragrafo: "Nelle more del riordino degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, di cui al decreto legislativo 16 ottobre 2003 n. 288, e del perfezionamento degli accordi fra la Regione e le istituzioni nazionali e regionali competenti, l'attività svolta presso la sede di Cagliari dell'INRCA (Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani) continua ad essere svolta presso la stessa struttura. (597)
EMENDAMENTO soppressivo parziale IBBA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
A pagina 104 il 4° capoverso da "in relazione al…" fino a: "operanti nella Provincia di Cagliari", è soppresso. (8)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla diciottesima riga, il punto che inizia con le parole "Il presidio Binaghi…", è soppresso. (477)
EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quinto capoverso, alla quinta riga, la parte che va dalle parole "Il patrimonio…", alle parole "…gestionale delle strutture.", è soppressa. (485)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", il primo capoverso, dalle parole "Si tratta…", alle parole "…mila unità).", è sostituito dal seguente:
"Si tratta dell'Azienda più grande della Regione, sia per estensione territoriale, che per numero di abitanti (il 33% dei residenti in Sardegna), che ha recentemente assorbito parte delle ASL 3, 6 e 7, aumentando i propri assistiti di circa 72 mila unità. Nel contesto del suo territorio si trova la città capoluogo di Regione e hanno sede l'Azienda Mista e l'Azienda Ospedaliera ad alta specializzazione. La forte infrastrutturazione del capoluogo e del suo hinterland, la sua accessibilità viaria relativamente favorevole, l'accentramento di uffici e servizi a valenza regionale rendono le strutture sanitarie cagliaritane particolarmente idonee a fornire quelle peculiari risposte di assistenza che hanno la caratteristica di nascere per la soddisfazione dell'utenza dell'intera Regione". (466)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla undicesima riga, la parte compresa tra le parole "Tale particolare…", e le parole "…post-acuti.", è sostituita dal seguente:
"Tale particolare concentrazione di strutture ospedaliere, alcune delle quali ad alto livello di specializzazione, determina il più alto tasso di posti letto della Sardegna. Tale situazione necessita di una riorganizzazione che, conservando la peculiarità di risposta sanitaria che mal troverebbero soddisfazione in sedi meno centrali ed ampliando il ventaglio di tali risposte alle nuove esigenze di sanità emergenti, possa comportare un riassestamento dell'offerta di posti letto per ricovero ordinario, che tenga comunque conto della necessità di garantire adeguate risposte nel contesto urbano della città". (467)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla ventesima riga, le parole "in non più di 5 grandi strutture o poli ospedalieri, di cui tre dell'Azienda Sanitaria Locale", sono sostituite dalle seguenti: "in almeno sei grandi strutture o poli ospedalieri, di cui almeno quattro dell'Azienda Sanitaria Locale". (468)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ultimo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla ventinovesima riga, la parte compresa tra le parole da "operante in rete con tre presidi…" sino a "…San Giuseppe);", sono sostituite dal seguente: "…operante in rete con due presidi ospedalieri distaccati, uno a Muravera (presidio San Marcellino e uno a Isili (presidio San Giuseppe)". (470)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8" , al primo capoverso, alla trentatreesima riga, il punto che inizia con le parole: "Ospedale oncologico Businco...", è sostituito con il seguente: L'Ospedale Oncologico assume la funzione di Ospedale di riferimento regionale.
Nell'ambito del modello hub and spoke, esso rappresenta pertanto il Centro di coordinamento e di riferimento per la diagnosi e la terapia della patologia oncologica, anche attraverso la valorizzazione dei rapporti di collaborazione con altre strutture nazionali e internazionali che possano essere di riferimento per i pazienti sardi che necessitano di trattamenti indisponibili nella nostra Regione. All'interno della struttura ospedaliera saranno pertanto valorizzate le eccellenze mediche e chirurgiche, con l'obiettivo dell'ampliamento dell'offerta di qualità e della conseguente riduzione dell'attrazione dal resto della Regione delle patologie che possono essere adeguatamente trattate presso i servizi degli territorialmente competenti.
Priorità assoluta della ASL 8 dovrà essere quella di dotare di organici professionali e risorse finanziarie adeguate il Servizio di Radioterapia. Dovrà essere garantita la più ampia autonomia e ogni necessario supporto finanziario alle unità operative ospedaliere che si occupano di Terapia del Dolore, di Melanoma, di Terapia Radiometabolica, di Terapia con Radiofrequenze. Dovrà essere garantita la piena funzionalità del Servizio PET. All'interno dell'ospedale Oncologico dovrà essere attivato un servizio di Riabilitazione Neuromotoria.
Nel triennio di vigenza del Piano, in stretta connessione con l'Ospedale Oncologico dovrà essere operativa l'assistenza dei malati terminali fornita dall'Hospice e dovrà essere attivato ed efficiente un servizio di sostegno psicologico per i pazienti oncologici e per le loro famiglie. Nel triennio di vigenza del Piano, la Regione si impegna inoltre a garantire un contributo stabile di 200.000 euro/annui per la gestione della Casa di Accoglienza per i malati Oncologici. (492)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla quarantatreesima riga, il periodo che inizia con le parole "Per la struttura…", è sostituito dal seguente:
"Per la struttura, in piena integrazione con le attività trapiantologiche che avranno sede presso l'Ospedale Binaghi, si auspica una vocazione internazionale, in particolare nelle aree del Mediterraneo interessate alla lotta alle microcitemie, nel settore della diagnosi precoce e della cura.". (472)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla decima riga, dopo le parole "…destinazione alberghiera)." il periodo che va dalle parole "tenuto conto…" alle parole "moderni ospedali", è sostituito dal seguente:
"tenuto conto di tale criticità, ma anche del radicamento storico di tali Ospedali all'interno del contesto urbano della città e del suo litorale, il presente Piano prevede un adeguato progetto di studio che verifichi la reale possibilità di arrivare al superamento dei due Ospedali storici e valuti l'eventuale impatto negativo sulle risposte sanitarie della città di Cagliari che deriverebbe da un'eventuale ipotesi di delocalizzazione della nuova struttura rispetto alle aree del centro cittadino". (474)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla tredicesima riga, dopo le parole "…moderni ospedali)." il periodo che va dalle parole "Fino a che…" alle parole "…assistenza sanitaria.", è sostituito dal seguente:
"Entro novanta giorni dall'approvazione del presente Piano, la giunta regionale si impegna a presentare alla competente Commissione Sanità, che si esprime entro i successivi quindici giorni, un progetto che indichi la eventuale sussistenza delle fattibilità necessarie al superamento delle due strutture sanitarie, che individui i tempi tecnici in cui dovrà essere realizzato tale superamento, che ipotizzi un percorso per la definizione del destino dei posti letto e dei reparti oggi ricompresi all'interno dei due Presidi Ospedalieri, che proponga con chiarezza gli interventi necessari per evitare che nella fase di transizione i Presidi dichiarati obsoleti subiscano un danno nella dotazione tecnologica, organica e strutturale che si rifletterebbe in maniera pesantemente negativa sulla qualità dell'offerta assistenziale, che contenga la proposta sulla futura destinazione degli stabili che non saranno più destinati ad attività assistenziale ospedaliera". (475)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla sedicesima riga, il periodo che inizia con "Il nuovo…", è sostituito dal seguente:
"Il nuovo Ospedale policentrico opererà in rete, oltre che nella struttura di nuova costruzione, su ulteriori due sedi staccate:". (476)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari -ASL 8-" , al quarto capoverso, alla ventitreesima riga, il secondo punto, che inizia con le parole "Il presidio San Marcellino...", è sostituito dal seguente punto:
Il Presidio di Muravera, in considerazione della sua posizione geografica e della forte vocazione turistica, è destinato a mantenere le funzioni degenza ordinaria per acuti, affiancate dall'atttività a ciclo diurno e da un pronto soccorso, dotato di almeno 4 posti letto di osservazione breve e di 2 posti letto di terapia semintensiva destinati alla stabilizzazione del paziente critico, inserito nella rete di emergenza e dimensionato anche alle peculiari esigenze del periodo estivo. E' indispensabile il collegamento con elisoccorso, che rende prioritario entro sei mesi l'adeguamento dell'eliporto alla normativa vigente. Nell'Ospedale di Muravera verranno rafforzati i servizi di base, con potenziamento
dell'organico e rinnovamento tecnologico delle attrezzature della radiologia e del laboratorio.
Verrà garantito il potenziamento del servizio di dialisi, sia attraverso l'adeguamento della dotazione organica, che attraverso il rinnovo della tecnologia, con l'obiettivo di garantire 30-40 posti disponibili, durante la stagione estiva. Verrà potenziato l'organico e adeguate le attrezzature del servizio di anestesia.
Per il Presidio di Muravera è prevista l'attivazione di un unico dipartimento polispecialistico con 3 aree (medica, chirurgica ed emergenza urgenza) e con circa 40 posti letto. I restanti posti letto verranno convertiti per post-acuti e lungodegenti (479)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quinto capoverso, alla seconda riga, la parte che va dalle parole "con una riduzione..." alle parole "tasso di utilizzo", è sostituita con il seguente:
"con una riduzione dei posti letto di ciascuna struttura che sia modulata sui rispettivi tassi di utilizzo, sull'indice di appropriatezza dei ricoveri e sulla localizzazione topografica dell'offerta rispetto al contesto urbano e abitativo". (484)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", alla nona riga, il punto che inizia con le parole "consolida e rafforza..", è sostituito dal seguente:
"Rafforzamento dell'offerta nel campo dei trapianti, cuore, fegato, rene e rene-pancreas, al fine di pervenire nel triennio di vigenza del Piano ad un aumento del 30% degli organi raccolti e trapiantati; a tal fine la rianimazione dovrà essere portata da otto a 12 letti in attività, con il correlato incremento del personale medico di tre unità e di quello infermieristico di otto unità.
La spesa derivante sarà più che coperta dall'aumento del numero dei donatori e dei conseguenti trapianti di rene, ognuno dei quali consente un risparmio di costi dialitici di circa 100.000 €.". (487)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", alla ventitreesima riga, il punto che inizia con le parole "consolida e rafforza..", è sostituito con il seguente:
"Consolida e rafforza l'attività nel campo della traumatologia nella fase acuta e riabilitativa, con il riconoscimento del centro quale Trauma Center di primo livello per tutta la Sardegna del sud, il suo completamento mediante un finanziamento mirato nel triennio di vigenza del Piano, e la sua adeguata dotazione di attrezzature tecnologiche.". (490)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MARRACINI - ATZERI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al punto 4 del sub-paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu" la parola Traumatologia" è sostituita dalle seguenti: "Patologie Traumatiche complesse". (97)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale PACIFICO - LAI Silvio - MATTANA - SANNA Franco - BARRACCIU - CORRIAS.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu", nel 4° punto (riga 25) sostituire le parole "della traumatologia", con le parole "delle patologie traumatiche complesse". (146)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CASSANO - PISANO - DEDONI - SANCIU - LA SPISA - LOMBARDO - CONTU - RANDAZZO Vittorio - AMADU - CAPPAI - ARTIZZU.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al nono paragrafo, dal titolo "Azienda Ospedaliera Brotzu", al primo capoverso, il settimo obiettivo, che inizia con le parole "consolida e rafforza l'area dei servizi…", è sostituito dal seguente:
"consolida e rafforza l'area dei servizi diagnostici, con specifica attenzione all'aggiornamento tecnologico delle apparecchiature radiologiche, indispensabili al mantenimento dell'eccellenza e, in particolare, alla specifica offerta neuroradiologica, intrinsecamente correlata alle attività ultraspecialistiche della Stroke Unit e della Neurochirurgia. Le attività dei servizi, così come quelle ambulatoriali, soddisfatte le specifiche esigenze interne dell'Azienda, sono aperte ai pazienti esterni, a supporto ed integrazione della rete assistenziale esistente sul territorio.". (520)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari -ASL 8-" , al primo capoverso, alla diciasettesima riga, dopo la parola "acuti.", è aggiunto il seguente: Il patrimonio strutturale e tecnologico attualmente afferente alla ASL 8 presenta gravi carenze.
In particolare, per quanto attiene ai P.O. della città di Cagliari, tali criticità appaiono difficilmente superabili, in quanto quasi sempre discendenti dalla vetustà degli stabili, da difficoltà nel sistema viario urbano di accesso, da obsolescenza delle tecnologie di base. Nel triennio di vigenza del Piano, la Giunta Regionale è pertanto impegnata ad approfondire tale situazione attraverso uno studio organico, i cui risultati devono essere sottoposti all'attenzione della competente Commissione Consiliare, per poter essere utilizzati come base di conoscenza e di partenza per un progetto di riconversione delle attuali strutture ospedaliere, che non escluda l'ipotesi della realizzazione di una nuova struttura ospedaliera, più moderna e adeguata alle esigenze dei tempi, che si inserisca nel futuro panorama dell'offerta in modo da rispettare rigorosamente la necessità del rafforzamento della presenza della struttura pubblica all'interno dell'area urbana e del territorio comunale di Cagliari. (480)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla ventunesima riga, dopo le parole "…sanitaria locale", è aggiunto il seguente:
"Localizzati, come gli attuali, all'interno del territorio della Città di Cagliari". (469)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari -ASL 8-" , al primo capoverso, alla venticinquesima riga, dopo le parole "o poli ospedalieri:", è aggiunto il seguente punto: "Ospedale Marino di Cagliari, che svolge un ruolo insostituibile nel sistema dell'emergenza urgenza e, con la sua attività traumatologica, ortopedica e chirurgica in genere, garantisce un fondamentale presidio nella chirurgia d'elezione. E' per questo che la sua attuale offerta sanitaria deve essere tutelata e potenziata, anche in relazione alla sua centralità geografica rispetto al Comune di Quartu e alla fascia costiera, ad alta densità di popolazione, che innalza significativamente i propri livelli demografici demografici nel corso del periodo estivo. Le carenze logistiche dell'Ospedale Marino, conseguenti all'utilizzo dì locali con precedente destinazione alberghiera, devono essere superate con l'obiettivo della piena integrazione tra le strutture di nuova concezione (unità spinale e terapia iperbarica) e quelle ospitate nel corpo di fabbrica principale. In particolare, appare indispensabile agire sul sistema dei percorsi sporco- pulito, creando un sistema di elevatori e di ascensori adeguato alle moderne esigenze del nosocomio. La presenza di numerose chirurgie all'interno dell'Ospedale rende indispensabile l'attivazione della quinta sala chirurgica, adeguando alle normative quella già esistente per piccoli interventi, e rende indifferibile il potenziamento degli organici medici (con particolare riferimento agli anestesisti) e soprattutto del personale, che rappresenta oggi una delle più significative criticità del nosocomio (in particolare di quello di sala, la cui attuale carenza riduce di molto l'operatività chirurgica, e infermieristico). L'attività complessiva dell'Ospedale rende indispensabile il potenziamento del Servizio di Cardiologia, con l'istituzione di almeno 4 posti letto di terapia semintensiva. Appaiono ancora urgenti e indispensabili i lavori di ripristino tecnologico per riabilitare la fornitura dell'acqua calda nell'ala della struttura ospedaliera che ne è attualmente sprovvista, con grave sofferenza per la qualità dell'assistenza ai pazienti. Si rende inoltre indispensabile la ristrutturazione dei locali adibiti a camera mortuaria, che oggi non consentono una sistemazione dignitosa per i familiari, mentre i locali che stanno per essere rilasciati dal P.S. saranno utilizzati per creare servizi generali di accoglienza (bar, ristoro, offerta commerciale), in grado di migliorare la complessiva vivibilità della struttura ospedaliera. Appare altresì utile la localizzazione all'interno dell'Ospedale di un reparto di riabilitazione ortopedica, con la riattivazione della piscina a fini terapeutici." . (482)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari -ASL 8-" , al primo capoverso, alla trentatreesima riga, è aggiunto il seguente punto: L'Ospedale Binaghi, che ha una sede e una tradizione che gli consentono di essere struttura regionale di riferimento per il trattamento delle malattie dell'apparato respiratorio.
Già d'ora, esso svolge un ruolo fondamentale nel panorama sanitaria sardo, costituendo l'unica offerta pneumologica per almeno quattro province sarde: Cagliari, Oristano, Medio Campidano e Sulcis.
La localizzazione all'interno dello stesso Presidio di reparti di degenza medica e chirurgica consente l'integrazione delle specialità e permette il trattamento specifico di patologie che rischierebbero altrimenti di disperdersi all'interno di Presidi a valenza generale. La programmata chiusura dell'INRCA porterà un'ulteriore riduzione dell'offerta di professionalità specificamente dedicata alle patologie respiratorie. E' per questo che obiettivo del Piano è il rafforzamento della vocazione dell'Ospedale Binaghi, come Centro Regionale di riferimento per le patologie respiratorie, con l'obiettivo della sua trasformazione in Azienda Autonoma, specificamente dedicata.
In questo senso, nel triennio di vigenza del Piano dovrà essere portata a termine l'attività di razionalizzazione dei Reparti di Pneumologia con la creazione di un unico Dipartimento d'organo, la riduzione complessiva del numero dei posti Ietto, in relazione ai livelli di occupazione e all'appropriatezza dei ricoveri, il potenziamento della Chirurgia Toracica e l'istituzione di un'unità, dotata di almeno 30 posti letto, che si occupi di riabilitazione respiratoria e di un'altra unità che si occupi di terapia respiratoria subintensiva.
Il servizio di Rianimazione dell'Ospedale Binaghi dovrà essere potenziato e adeguato per consentire l'accoglienza dei pazienti che necessitano di terapia ventilatoria assistita. (478)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla trentasettesima riga, dopo le parole "…anche a livello interregionale.", è aggiunto il seguente:
"In preparazione della sua piena funzionalità, la Regione si attiva presso il Direttore Generale della ASL 8 perché siano disposti gli opportuni accordi con l'Università per la formazione del personale dirigente medico e tecnico che dovrà occuparsi della gestione del centro e autorizza gli adeguamenti di organico necessari alla piena efficienza della risposta assistenziale a regime". (471)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al secondo capoverso, dopo l'ultima parola ("Cagliari"), è aggiunto il seguente:
", previo accordo tra la Regione Sardegna e la sede centrale dell'INRCA, da sottoporre per l'approvazione alla competente Commissione Consiliare, che esprime il proprio parere entro quindici giorni". (473)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO -SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - LIORI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla quarta riga, dopo le parole "attualmente esistenti.", è aggiunto il seguente punto:
"Verrà attivato un percorso di concertazione con la città di Cagliari, per garantire l'ubicazione del nuovo Ospedale all'interno del territorio comunale.". (483)
EMENDAMENTO aggiuntivo COCCO - PACIFICO - UGGIAS - FRAU - BRUNO.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Alla settima riga della pagina 105 del sottoparagrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", dopo le parole "garantire l'assistenza sanitaria" aggiungere le seguenti: "L'ubicazione del nuovo ospedale policentrico dovrà essere assunta tenendo conto della necessità di garantire la massima fruibilità da parte dei cittadini.". (221)
EMENDAMENTO aggiuntivo FRAU - COCCO - LAI - UGGIAS - BRUNO.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
A pagina 105 al punto 1, dopo le parole "sistema respiratorio" (riga 12) sono inserite le seguenti parole:
"e al cui interno opera il centro per il trapianto di cellule staminali". (149)
EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
(pagina 105) al punto 3 dopo le parole "comprendente l'area medica, l'area chirurgica," aggiungere "quella ostetrica-ginecologica". (93)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla trentanovesima riga, al termine del punto che inizia con le parole "Il Presidio San Giuseppe…", è aggiunto il seguente:
"E' indispensabile il potenziamento dei servizi generali dell'Ospedale (radiologia, laboratorio, terapia semintensiva, farmacia), per poter garantire efficienza alla risposta sanitaria, in particolare al riconoscimento della criticità e alla stabilizzazione in regime di emergenza-urgenza del paziente politraumatizzato e del vascolare acuto". (481)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO -LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - LADU.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo, al termine del quarto capoverso, è aggiunto il seguente:
"Il numero dei posti letto dell'Ospedale è fissato complessivamente in 63, come si evince dallo stesso Piano Aziendale, già presentato dal DG. Quarantatre di tali posti letto saranno riservati agli acuti. Di tali posti letto per acuti, tre saranno destinati alla oncologia. Gli altri 20 posti letto saranno destinati al DH e alla post-acuzie." (500)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO -LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", alla sesta riga, dopo le parole "del Mediterraneo).", è aggiunto il seguente:
"Per ottenere tali obiettivi, appare indispensabile che la Regione confermi e rafforzi la propria scelta strategica di investire sull'Azienda consistenti risorse finanziarie, finalizzate all'aggiornamento tecnologico delle apparecchiature, al potenziamento dei servizi comuni dell'Ospedale, all'eliminazione delle criticità strutturali che possono incidere negativamente sulla qualità dell'offerta, alla selezione delle eccellenze, al potenziamento degli organici sanitari (anche attraverso il superamento delle attuali forme di precariato), in particolare nei settori di eccellenza e nei servizi generali che costituiscono l'infrastrutturazione dell'Azienda". (486)
EMENDAMENTO aggiuntivo PACIFICO - LAI Silvio - MATTANA - SANNA Franco - BARRACCIU - CORRIAS.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu" dopo il secondo punto a pagina 106, è aggiunto il seguente:
"Rafforzamento della risposta in Cardiologia Pediatrica, al fine di ridurre il consistente ricorso a strutture extra-regionali, garantendo specifica assistenza all'interno del territorio regionale ad una fascia di domanda sanitaria particolarmente debole e delicata.". (147)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO -LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", dopo la diciannovesima riga, dopo il secondo punto e le parole "emergenze cardiologiche;", è aggiunto il seguente:
-Specificamente, per quanto attiene alla Cardiologia, alla Cardiochirurgia e all'Emodinamica, il potenziamento delle risposte dovrà avvenire a partire dal 2007, mediante un rafforzamento delle risorse umane pari per i tre reparti a quattro medici (due cardiochirurghi e due cardiologi) nonché a cinque infermieri (due per la CCH e per la Cardiologia e uno per l'emodinamica), con un aumento del budget per consentire l'incremento dell'uso dei pace-maker e dei più moderni defibrillatori impiantabili di almeno 1 milione di €. (488)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO -LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", dopo la diciannovesima riga, dopo il secondo punto e le parole "emergenze cardiologiche;", è aggiunto il seguente:
Rafforzamento della risposta in Cardiologia Pediatrica, al fine di ridurre il consistente ricorso a strutture extraregionali, garantendo specifica assistenza all'interno del territorio regionale ad una fascia di domanda sanitaria particolarmente debole e delicata. Alla Cardiologia Pediatrica viene attribuito il riconoscimento del ruolo di Centro di riferimento regionale, collegata in hub and spoke con eventuali altre strutture affini. Essa è costituita in struttura complessa e ne viene completata la dotazione organica con un medico e due infermieri. Viene inoltre adeguatamente potenziata la dotazione tecnologica e strumentale con il finanziamento per il 2007 dell'acquisto di un nuovo ecocardiografo tridimensionale.". (489)
EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LICANDRO - RASSU - CONTU - PETRINI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel quarto punto del sottoparagrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu", dopo le parole "lesioni traumatiche complesse" aggiungere: "eventualmente con la creazione di un centro multispecialistico rivolto a pazienti con politraumi complessi, organizzato in una struttura centrale con i requisiti di un trauma center.". (10)
EMENDAMENTO aggiuntivo MARRACINI - ATZERI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al punto 6 dopo le parole "qualifica l'attività delle chirurgie generali", sono aggiunte le seguenti:
"diversificandole dall'attività del Centro Trapianti.". (94)
EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LICANDRO - RASSU - CONTU - PETRINI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel sesto punto del sottoparagrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu", dopo le parole "alle esigenze della popolazione" si aggiunge: "con la centralizzazione di tutte le sale operatorie con concomitante potenziamento del personale medico ed infermieristico della rianimazione e delle sale operatorie.". (11)
EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LICANDRO - RASSU - CONTU - PETRINI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Dopo l'ultimo punto del sottoparagrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu" è aggiunto il seguente:
· "crea nuovi posti letto in una unità di terapia intensiva post-operatoria, dedicati a pazienti sottoposti ad interventi rilevanti di neurochirurgia, chirurgia generale e vascolare.". (9)
EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LICANDRO - RASSU - CONTU - PETRINI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Dopo l'ultimo punto del sottoparagrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu" è aggiunto il seguente: "istituisce in un centro antiveleni con coordinamento della gestione degli antidoti per il quale la rianimazione si propone come centro di riferimento regionale.". (12)
EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LICANDRO - RASSU - CONTU - PETRINI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Dopo l'ultimo punto del sottoparagrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu" è aggiunto il seguente:
"potenzia l'attività di terapia antalgica per garantire un "ospedale senza dolore" a tutti i pazienti sottoposti a terapia chirurgica.". (13)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", alla fine del primo capoverso, dopo il settimo punto, è aggiunta il seguente:
"Sviluppo dell'attività del Centro di riferimento per l'Autismo, che consente oggi di dare risposta adeguata a tante famiglie, intervenendo nella diagnosi precoce della patologia e nel trattamento terapeutico che garantisca il massimo recupero ed integrazione del paziente. Tale Centro dovrà essere dotato entro il 2007 di una pianta organica di personale di ruolo almeno pari alle figure che già oggi effettuano l'attività presso il centro in modo da stabilizzare gli operatori mantenendo il regime di contratto solo per gli operatori esterni. Il Centro avrà il ruolo di riferimento regionale per l'Autismo e collaborerà con le analoghe realtà delle ASL, al fine di garantire la circolazione delle informazioni ed il trasferimento di competenze e di protocolli diagnostici e terapeutici.". (491).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo una sospensione di quindici minuti.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, la seduta è sospesa sino alle ore 11 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 50, viene ripresa alle ore 11 e 51.)
PRESIDENTE. Prego un Segretario di prendere posto al banco della Presidenza.
E' iscritto a parlare il consigliere Serra. Ne ha facoltà.
SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, sul paragrafo 3.3 ter e relativi emendamenti voglio fare una piccola premessa per ringraziare il Presidente della Commissione, l'Assessore della sanità e la Commissione tutta per il lavoro svolto, che condivido quasi completamente.
Il mio intervento sarà settoriale, nel senso che farò riferimento a un aspetto particolare del Piano, ma ritengo che sia doveroso procedere in questo modo. Mi riferisco a una questione settoriale, che riguarda un territorio particolare della Sardegna, e cioè le zone interne. Io credo che una delle motivazioni per cui il Consiglio regionale è formato da ottantacinque consiglieri sia dovuta anche al fatto che ciascuno di noi, pur cosciente di doversi occupare di questioni che riguardano l'intero territorio regionale, sia qui anche per sostenere le ragioni e provvedere ai bisogni del proprio territorio di provenienza. Credo che anche gli interventi di questo genere siano legittimi e intendo fare un intervento proprio in questo senso.
Ho già detto qual è il mio parere sul Piano sanitario in generale. Si tratta di questo: già nella parte generale, che riguarda la rete ospedaliera, si dice che "obiettivo strategico del Piano 2006-2008 è la riorganizzazione della rete ospedaliera" e che "la riqualificazione degli ospedali delle zone interne sarà delineata tenuto conto del ruolo che tali strutture possono svolgere anche in termini di coesione sociale, di mantenimento delle persone in difficoltà nel proprio ambiente di vita e di contrasto alle tendenze allo spopolamento". Io condivido totalmente questa frase e credo che nella stesura del Piano questi aspetti siano stati tutti salvaguardati, in particolare per quanto riguarda le zone interne. C'è un ospedale, a Isili, che è appunto un ospedale delle zone interne, che svolge questa funzione.
Sempre nella parte generale del Piano è scritto che una delle tre sedi staccate del nuovo ospedale policentrico è "il presidio San Giuseppe di Isili che, in considerazione della sua posizione geografica, è destinato a mantenere le funzioni di degenza ordinaria per acuti, affiancate dall'attività a ciclo diurno e da un pronto soccorso inserito nella rete di emergenza. E' prevista la riconversione di parte dei posti letto da acuti in post-acuzie". Siamo perfettamente d'accordo anche con questa idea. "Le attività sono organizzate in un unico dipartimento polispecialistico, comprendente l'area medica, l'area chirurgica, l'emergenza-urgenza e la post-acuzie. Siamo d'accordo su tutto questo, c'è però un piccolo problema: in quell'ospedale opera anche un reparto di ostetricia e ginecologia, ma nell'elenco delle aree che rimangono in quell'ospedale non è inserita l'area di ostetricia e ginecologia. Io ritengo che quest'area debba essere mantenuta e cercherò brevemente di spiegarne i motivi. Ho anche presentato un emendamento che sostiene questa tesi. Conosco, anche per averli sentiti ripetere più volte, i dati che riguardano la sicurezza di questi reparti. Qualcuno dice che se un reparto di ostetricia non effettua un certo numero di parti all'anno le condizioni di sicurezza del reparto stesso non sono rispettate. Su questo sono d'accordo, non voglio discutere questioni che non sono completamente di mia pertinenza o competenza, però abbiamo detto che ci sono delle condizioni di difficoltà che superano questo problema. Per cui la mancanza, in questi nostri ospedali, di un reparto di ostetricia e ginecologia, per quanto ci possano essere dei problemi di sicurezza, anche a causa della scarsità della popolazione e quindi dello scarso numero di parti, sarebbe un danno di gran lunga superiore a quello che si avrebbe mantenendo i reparti tuttora esistenti. Conosco le cifre: qualcuno dice che si devono effettuare almeno 450 parti in ciascuno di questi reparti ospedalieri. In quello di cui sto parlando, in particolare, ne vengono effettuati circa 150-200 all'anno, ma ritengo che questo sia dovuto non tanto a una popolazione insufficiente a garantire un numero di parti superiore, ma al fatto che in quell'ospedale non sono garantite certe condizioni di sicurezza. Insomma, per quanto riguarda questo tema ripeto quello che ha detto l'altro giorno, ripreso anche in un emendamento, l'onorevole Vargiu: bisogna mettere un po' più di soldi per sostenere questi presidi che, come è scritto nel Piano, rappresentano dei presidi sociali oltre che sanitari.
Voglio semplicemente citare qualche dato per quanto riguarda i problemi delle zone interne; problemi legati fondamentalmente alle distanze chilometriche tra i diversi comuni, e anche di questo si è parlato parecchio. Io ho qui una tabella: i comuni che gravitano intorno all'Ospedale di Isili sono una quarantina. In termini di tempi di percorrenza, per esempio, Gadoni dista un'ora da Isili e due ore da Cagliari; Seulo dista un'ora e un quarto da Isili e due ore e un quarto da Cagliari; Seui dista un'ora da Isili e due ore e un quarto da Cagliari; Esterzili dista sessantacinque minuti da Isili e due ore e cinque minuti da Cagliari. Potrei citarli tutti, ma i tempi sono più o meno questi per tutti i paesi. Mi fermo qui, ma tengo questi dati a disposizione. Ritengo che questa questione sia fondamentale, perché non si può pensare - ma posso anche essere d'accordo sul fatto che questa sia la realtà - che per una donna sia più sicuro partorire in un reparto ostetrico di un ospedale di Cagliari. Allora bisogna garantire un po' più di sicurezza nei presidi periferici, per consentire ai cittadini di restare nelle loro zone. Non sto chiedendo, si badi bene, l'istituzione di un reparto di ostetricia nell'Ospedale di Isili né in nessun altro ospedale. Sto semplicemente dicendo che a Isili questo reparto ha funzionato fino a oggi, e nonostante ci siano state delle difficoltà non si è mai verificato un caso grave, un caso irrisolvibile. Quindi ritengo che nel Piano sanitario si debba introdurre la dicitura che ho richiamato nell'emendamento numero 93, per fare in modo che le popolazioni di quel territorio siano garantite anche in questo senso. E' un diritto di tutti continuare a vivere nelle proprie zone, è un diritto di tutti nascere nei paesi in cui risiedono le rispettive famiglie, altrimenti si perpetua quel circolo perverso in cui lo spopolamento porta disagio, il disagio porta spopolamento e non se ne esce più. Gavino Ledda, che tutti conoscete, una ventina d'anni fa denunciò la nascita del figlio, avvenuta all'ospedale di Carbonia, nel suo paese di origine, e cioè a Siligo, perché anche questo significa mantenere la propria identità. Io credo che questa garanzia la dobbiamo tenere per le nostre zone interne, per questo chiedo l'approvazione dell'emendamento numero 93.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Intervengo per avere notizie sull'organizzazione dei lavori della giornata odierna e soprattutto per sapere se, in questa fase, abbiamo riaperto o comunque stiamo facendo una discussione sulla parte generale, quindi sul capitolo 3. Grazie.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda il modo di procedere, onorevole Marracini, lavoreremo sino alle ore 14, poi decideremo a che ora riprendere in funzione del punto a cui saremo arrivati. Non è stata assunta una decisione in maniera definitiva. Sul merito, invece, è in discussione il paragrafo 3.3 e i relativi emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, credo che l'intervento del collega Serra abbia dimostrato come il Piano sanitario, pur condivisibile nelle linee generali, quindi nella sua filosofia, sia in parte carente, laddove non pone la doverosa attenzione alla realtà delle zone interne. E questa, consentitemi di dirlo, è una falla enorme che nessuno strumento di sviluppo sociale - perché di uno strumento di sviluppo sociale si tratta - può permettersi in Sardegna.
Ho spiegato nei miei precedenti interventi che è necessario seguire sempre la filosofia di quel che si afferma per poter dimostrare, almeno in parte, che ciò che si dice si basa su concetti reali e non su preconcetti, e tanto meno su posizioni politiche polemiche o di contrapposizione. L'esigenza posta dal collega Serra è quella degli ospedali territoriali; come ho detto ieri, almeno due di queste strutture, ubicate nella provincia di Sassari, praticamente sono state eliminate dalla rete ospedaliera. Io affermo ancora che è necessario riflettere, perché queste strutture rappresentano pur sempre, per il territorio in cui sussistono, un riferimento certo, insostituibile e indifferibile, di cui non si può fare a meno.
Nel Piano si dice che, in Sardegna, la media dei posti letto è pari al 4,7 per cento, superiore dello 0,2 per cento alla media nazionale. Io dico, Assessore, che questo è un miracolo. Perché dico che è un miracolo? Perché nella Premessa del Piano si parla di malattie ad alta specificità per la Sardegna, come il diabete mellito, la sclerosi multipla e le malattie rare, la cui incidenza è tale da far spavento se confrontata con i dati relativi al resto del territorio italiano ed europeo. Quindi io dico che questo 0,2 per cento ha del miracoloso, perché dimostra, ancora una volta, che malgrado tutto il numero dei ricoveri non è tale da giustificare una procedura di sperimentazione nei due centri periferici di cui dicevo, che possono invece rappresentare, per determinate specificità, un supporto indispensabile in funzione del decongestionamento e della specializzazione che deve essere individuata anche in quei territori dove il diabete mellito e l'insufficienza renale hanno l'incidenza più alta a livello regionale. Ecco perché sono d'accordo con il collega Serra.
Si è trascurato, però, un elemento importantissimo, e cioè che la Sardegna, l'abbiamo detto in tutte le lingue, è la regione d'Italia più vasta e la meno servita dal punto di vista della viabilità e dell'assistenza sanitaria. Se poi continuiamo a leggere il Piano, vediamo che c'è un forte esubero di posti letto per acuti, mentre la disponibilità di posti letto per post-acuti è inferiore alla richiesta. Ecco quindi che è necessario, giustamente, come dice il Piano, eliminare questa particolare discrasia.
Andando ancora avanti nella lettura del documento, si legge che l'utilizzo dei posti letto in Sardegna è inferiore del 6-7-8 per cento al tasso nazionale di riferimento e che l'offerta di posti letto diurni per acuti è attualmente inferiore al tasso minimo nazionale del 10 per cento. Comunque sia, si chiudono gli ospedali. Ora, sarò ignorante in materia, non sono un medico, me ne intendo poco di sanità, ma di matematica un po' ne capisco, essendo sempre stato il mio pane quotidiano, ma qui si dice, in parole povere, che per determinate specializzazioni ci sono carenze di posti letto in alcuni territori ed esuberi in altri, perché sussistono degli squilibri territoriali. Però bisogna chiudere gli ospedali! Ma non è questa, scusatemi, una illogicità manifesta? Si continua a dire che la distribuzione dei posti letto tra le varie specialità presenta da una parte delle lacune e dall'altra degli esuberi, soprattutto nelle singole aree territoriali, e si vuole sopperire a questa carenza con l'ospedale di comunità? Ospedale tra virgolette, perché non fa parte della rete ospedaliera, bisogna dire le cose come stanno. Ha un bel nome, roboante, ammiccante, complice, ma si tratta pur sempre di una struttura ricettiva - io la chiamo ospizio -, dove vengono ricoverati, come dice giustamente il Piano, i malati terminali, i malati colpiti da ictus e tenuti sotto controllo da medici di base diretti da un medico del distretto sanitario. Praticamente, questi pazienti sono assistiti solo ed esclusivamente da infermieri. Ma questi medici di base, come chiedevo ieri, come verranno convenzionati?
Si punta sull'assistenza domiciliare integrata, senza tener conto, collega Lai, ne parlavamo ieri, della particolarità del nostro territorio e della nostra società, nonché della forte carenza di servizi, perché se noi avessimo, Assessore, un'assistenza domiciliare integrata a regime sufficiente, completa, soddisfacente, nessuno si sognerebbe di andarsene all'ospedale. E allora io dico ancora: pensiamoci, perché nessuno può impedire che una parte di queste strutture possa essere destinata a strutture sperimentali, come gli ospedali di comunità, mantenendo però quei servizi indispensabili per decongestionare le strutture destinate alla funzione ospedaliera ordinaria, che sono già congestionate oggi, immaginiamoci quanto lo saranno domani, quando si dovranno far carico di utenza aumentata di 30.000 abitanti. Facciamo in modo che gli interventi di piccolo cabotaggio possano essere effettuati in quelle strutture che hanno, tra l'altro, attrezzature e sale operatorie funzionali, che ci sia un numero minimo di posti letto per il day hospital assolutamente necessari per rispondere alla richiesta di salute delle zone interne.
Chiedevo ieri che fine faranno i 195 posti letto ospedalieri per post-acuti previsti nel Piano, ma di cui non si conosce l'ubicazione. Queste sono le domande che ci poniamo per quanto riguarda i diversi territori, perché chi vive nel proprio territorio ne conosce bene anche le esigenze. Voglio fare appello alla sensibilità dei consiglieri regionali del centrosinistra affinché non si sacrifichino le piccole strutture presenti nei territori, in nome della filosofia di uno strumento di sviluppo che pure ritengo necessario e indispensabile; una filosofia che può essere in buona parte giusta, ma in parte anche sbagliata, perché se si sbaglia con la sperimentazione chi ci rimette sono i malati, la gente che non ha la possibilità di rivolgersi immediatamente alle strutture sanitarie provinciali.
Ha detto bene il collega Serra, ci sono paesi - Assessore, la prego di ascoltarmi - che distano settanta chilometri dal capoluogo di provincia e dai quali è necessaria almeno un'ora, data la viabilità esistente, per raggiungere l'ospedale più vicino. E che cosa diciamo agli abitanti di questi paesi? Nicola Rassu e altri hanno la possibilità di contattare immediatamente uno specialista, altre persone questa possibilità non l'hanno - purtroppo questa è la vita - e se non trovano nel raggio di pochi chilometri una struttura sanitaria che possa dare loro assistenza rischiano di perdere la vita o di subire lesioni permanenti. La prego, quindi, assessore Dirindin, di prestare attenzione a questa necessità, perché la nostra realtà territoriale e sociale è completamente diversa da quella di regioni come l'Emilia-Romagna, il Piemonte o la Lombardia, che sono più avanti di noi di cinquant'anni sotto questo aspetto. Vi prego, cari colleghi, di riflettere.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colgo l'occasione per ribadire alcune questioni che sono state oggetto del mio intervento di ieri, ma che ritengo, non avendo avuto alcuna risposta, di dover richiamare all'attenzione dell'Aula.
Intanto volevo sottolineare che condivido quanto affermato dall'onorevole Tore Serra relativamente all'emendamento numero 93 sull'area ostetrica-ginecologica. Ritengo, però, che sia ugualmente importante e significativo l'emendamento numero 8 del collega Ibba sull'Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani, che è un presidio di prevenzione inspiegabilmente cancellato. Per cui, ho fiducia che sarà accolto proprio nella riformulazione che è stata data al testo anche con la firma dell'onorevole Cocco. Volevo però anche richiamare l'attenzione per dissolvere qualunque dubbio sulla questione degli ospedali Santissima Trinità e Marino, che, in attesa della costruzione del nuovo ospedale, hanno comunque la necessità di svolgere un ruolo importante all'interno del tessuto territoriale e soprattutto dell'area cagliaritana. Ebbene, l'emendamento che è stato proposto precisa l'ubicazione di questo ospedale policentrico, che dovrà essere appunto in un luogo di massima fruibilità. Resta sospesa, però, la questione dei tempi. Allora, proprio perché si tratta di una struttura importante, vorrei intanto sapere se è possibile definire in modo meno approssimativo la questione dei tempi, perché questa nuova struttura va ben al di là dei limiti temporali a cui si rivolge il Piano sanitario regionale. Per cui chiedo all'assessore Dirindin o eventualmente al relatore, l'onorevole Pacifico, se è possibile dare indicazioni relativamente ai tempi per la definizione dell'area, in modo tale che anche quest'area abbia una connotazione. Vorrei capire, insomma, se è nell'ampia area territoriale del cagliaritano, in un'area metropolitana, che si pensa di ubicare questa importante struttura e quali sono i tempi della fase di progettazione, quindi dell'avvio e della conclusione dei lavori, perché non si può dimenticare che nel frattempo gli ospedali Santissima Trinità e Marino dovranno continuare a operare nelle condizioni migliori, per cui si pone da un lato un problema di carattere, io direi, psicologico da parte degli operatori che si sentiranno comunque in una situazione di disagio e dall'altro si pone anche una questione legata proprio alla infrastrutturazione, alla dotazione tecnica, agli aspetti, diciamo così, quotidiani di questi ospedali.
Per cui credo sia importante fare chiarezza su questo punto, anche perché così sarà possibile dare tranquillità ai cittadini che rivolgendosi agli ospedali sanno bene che, pur destinati alla chiusura, quegli ospedali sono a tutti gli effetti al massimo delle loro dotazioni sia di carattere medico sia di carattere tecnico. Anche perché, lo dicevo ieri, sono stati fatti dei lavori molto importanti in queste strutture e quindi lasciarle decadere sarebbe un errore.
Intendo anche riprendere il discorso sulla cardiochirurgia pediatrica, perché anche questo è un punto delicato e dolente, per capire esattamente come si concilia con l'emendamento numero 147 il rafforzamento della capacità di risposta all'emergenza cardiologica con il problema della cardiochirurgia pediatrica. Sarei grata di un chiarimento anche su questo punto, proprio perché sappiamo tutti che c'è un problema relativo ai viaggi della speranza, fuori dall'Isola, e al fatto che qui operano spesso professionalità straniere anche a titolo gratuito. Ribadisco la necessità di avere questi chiarimenti, perché credo che il Piano sanitario, che per altro viene proposto dopo tanto tempo, non possa ovviare la questione dei tempi relativamente alle grandi strutture per dare garanzie a tutti i cittadini sul territorio. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, la razionalizzazione dei servizi ospedalieri è forse il tema più importante di questo Piano, la cui strategia è quella di una riorganizzazione che necessariamente passa attraverso la rivisitazione di quelle che sono le componenti della rete ospedaliera attuale e l'analisi che è riportata nella tabella 3 e che dà la chiave di lettura che si intende adottare per ottenere questa razionalizzazione. I dati complessivamente parlano di una riduzione della disponibilità di posti letto per acuti e di un aumento dei posti letto per post-acuti. Questi dati ci inducono a fare alcune riflessioni, soprattutto per quel che riguarda il ridimensionamento della disponibilità di posti letto nel settore pubblico rispetto a quello privato. La scure si eleva fino a raggiungere nel privato, nell'area di Sassari, un taglio di posti letto superiore al 30 per cento. Questo lo possiamo verificare non solo per quanto riguarda Sassari, ma anche Lanusei, Oristano e Cagliari. La scure che si intende abbattere rompe quel concetto di competitività tra i due sistemi, pubblico e privato, in cui noi, per ispirazione politica e di politica sanitaria in particolare, abbiamo sempre creduto, perché dalla competitività può generarsi non solo una razionalizzazione dei servizi sanitari, ma soprattutto un miglioramento degli standard di qualità dei servizi stessi.
Si è detto che il tasso di utilizzo dei posti letto nel privato non è rispondente ai dati indicati nel Piano sanitario nazionale e agli obiettivi di questo Piano regionale. Bene, se questa è la valutazione, molto probabilmente, anche nell'ambito del sistema di verifica e controllo che, comunque sia, doveva essere esercitato per quanto riguarda gli accordi che sono stati presi e che si pensa di portare avanti, bisognava ragionare di più e meglio in merito agli aspetti della qualità dei servizi. Noi sappiamo benissimo che il privato, per poter competere con il pubblico, ha la necessità di fare investimenti e soprattutto di fare esperienza nel campo dell'offerta di servizi di qualità. Non vedo perché dobbiamo andare a ricercare i servizi di qualità fuori della Sardegna, perché il sistema non riesce a garantire l'alta specializzazione, non riesce a garantire soprattutto servizi rispondenti all'alta specializzazione, e non individuiamo, Assessore, proprio nel privato quelli che sono gli investimenti necessari per offrire servizi non ordinari, ma di qualità, che può fornire anche il pubblico. Addirittura, nei servizi di base, l'offerta del privato si sostituisce a quella pubblica, e questo lo vediamo soprattutto nella ASL di Lanusei, dove addirittura c'è un'eccedenza dei posti in RSA, che sono in numero ben superiore alla media regionale, ma soprattutto a quelli che sono gli obiettivi indicati nel Piano.
La riduzione così perseguita, senza dei criteri sui quali basare, con molta trasparenza, i tagli, porta il numero complessivo dei posti letto da 7.800 a 7.100, come previsto negli obiettivi di questa razionalizzazione. Questo taglio di più di 700 posti letto molto probabilmente va meditato e il percorso di questo ridimensionamento va mediato attraverso excursus di programmazione che portino a stabilire un cronoprogramma nella riorganizzazione stessa, senza pensare, al contrario di quanto attualmente si sta facendo, nonostante il Piano non abbia ancora visto la luce, di stravolgere nel frattempo anche i dati oggi in discussione, chiudendo o trasferendo reparti da un'azienda sanitaria all'altra.
Noi sappiamo benissimo che alcune parti di questo Piano sono condivisibili, soprattutto quando la riorganizzazione passa attraverso una razionale elaborazione di questi passaggi, e sappiamo anche che la realizzazione di nuove strutture, anche se dotate di un numero di posti letto non eccezionale - parlo di strutture di 250 posti letto, come previsto per Sanluri e Alghero o addirittura di 400 o 500 posti letto, come previsto per Cagliari - richiede tempi lunghi e forse non sbaglio se parlo di una previsione minima di 4 o 5 anni, per cui usciamo completamente dalla tesi che la razionalità dovrebbe guidare l'azione e usciamo soprattutto dall'obiettivo di questo Piano di avviare la riforma e soprattutto la riorganizzazione della sanità, perché sappiamo benissimo che i tempi che abbiamo a disposizione sono brevissimi. Del resto, per vostra stessa ammissione, questo Piano sarà attuativo soltanto per quindici o diciotto mesi, dopo di che si dovrà passare alla verifica di quanto esso ha saputo offrire, soprattutto nella prima fase di attuazione. E' certo che, secondo quanto è stato approvato ieri, la ridistribuzione dei posti letto per specialità è un lavoro impegnativo che richiederà almeno un anno, ma deve essere il primo passo nell'attuazione di questo Piano. Questo la dice lunga sulle difficoltà esistenti e forse è l'unico punto sul quale ci trovate d'accordo. Non credo che quelli che sono stati definiti degli accordi, anche da chi media i discorsi tra l'Aula e l'esterno, siano andati oltre una serena discussione. Questo tema meritava, invece, di essere approfondito e soprattutto analizzato a fondo, perché i nodi devono essere non solo riconosciuti, ma anche affrontati e sciolti. Il contributo che complessivamente si dà a questo paragrafo è quello di verificare, ospedale per ospedale, quali sono i punti critici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, signori della Giunta, onorevoli colleghi, stiamo dibattendo il tema della riorganizzazione della rete ospedaliera nelle Aziende sanitarie ben identificate nel territorio. Mi rendo conto, Presidente, che forse siamo stanchi per il lungo percorso di questo documento che ancora non è finito né noi intendiamo finire, perché vogliamo approfondire quelli che sono i passi salienti di questo Piano sanitario, che certamente non offre le garanzie dovute alle genti di Sardegna, soprattutto a quelle che vivono nelle zone più periferiche, nelle zone interne dove difettano i collegamenti e la rete viaria è ferma a oltre un secolo fa.
Ora, il collega Serra, giustamente e in maniera inequivoca, ha sollevato il tema di un piccolo ospedale, ma anche un problema esistente all'interno di quello specifico ospedale, che però non è, onorevoli colleghi, un problema esclusivo di quell'ospedale. Infatti, vi è assonanza con quanto dibattuto da quest'Aula in altre circostanze, addirittura con una mozione specifica riguardante l'ospedale di Ghilarza, dove è stato chiuso il reparto di ostetricia e non c'è più la possibilità per le mamme di quel territorio di partorire in quell'ospedale. Si è chiuso, quindi, un reparto, si è concentrata l'azione, ancora una volta, su una città, annichilendo il territorio circostante, e ci si propone di sintetizzare, di chiudere, di far sì che non ci sia permeabilità nel servizio che la sanità dovrebbe offrire a ogni cittadino sardo, qualunque sia il luogo di residenza.
Richiamavo, ieri, le difficoltà dovute all'orografia della Sardegna, che certamente non agevola la percorrenza, la non perfetta agibilità del sistema del 118, l'inesistenza di un elisoccorso e quanto si confonde dietro bandi di concorso non certamente trasparenti e limpidi. Richiamavo anche il fatto che il Piano sanitario, essendo un atto di pianificazione, dovrebbe tenere in considerazione tutto quel che è necessario mantenere per consentire una corretta distribuzione di questo servizio. E' stato rimarcato a più voci che l'uomo è al centro della politica, che la persona è la destinataria ultima della programmazione sanitaria e in particolare questo servizio ne è il momento più importante. Eppure continuiamo con un sistema di razionalizzazione che sa più che altro di tagli, non solo di posti letto, ma anche di servizi, soprattutto per quanto riguarda le lande deserte del centro Sardegna. Ci si riempie spesso la bocca di discorsi sulle politiche delle zone interne, poi, nei fatti, si tradisce quanto si dichiara. Ma c'è qualcosa che mi preoccupa ancora di più e vorrei che questo mio turbamento fosse fatto svanire non solo dalla dottoressa Dirindin, che è l'Assessore della sanità e che avrebbe dovuto fare una difesa d'ufficio degli interessi del suo Assessorato all'interno della manovra finanziaria, ma anche dal Presidente. Vorrei, cioè, che fossero fugati quei dubbi di cui da giorni noi qui andiamo dicendo.
Questo è un Piano finanziario della cui importanza ci si riempie la bocca, di cui si fa propaganda, ma voi avete la responsabilità di provvedere a una copertura finanziaria adeguata che consenta di realizzare quei servizi che sono dichiarati. Sarà un Piano che non tutelerà, lo dico a chi li ha incontrati ieri, né i lavoratori precari del Policlinico né quelli presenti in altre situazioni. E' un Piano che non risulta avere copertura finanziaria, allora mi chiedo se non sarebbe più giusto, anziché comparire sulla stampa… Anzi, mi sorge un dubbio, mi viene un tormento: sta iniziando oggi o ha iniziato ieri, data la circostanza, il presidente Soru, a sentire le parti sociali sul bilancio? Se è così è gravissimo, stiamo rischiando il quinto mese di esercizio provvisorio! In sessant'anni circa di autonomia regionale la finanziaria non è mai stata presentata a questa data. Così pare che sia, e se le coperture finanziarie per il 2007 per quanto riguarda la sanità non sono certe noi qui di che cosa discutiamo?
Vorrei che fossimo tutti pienamente convinti di questo, soprattutto voi del centrosinistra, che pagherete questa mancanza di corrispondenza tra le concezioni di largo respiro che vengono proclamate e il fatto che il Piano non avrà soddisfazione sotto l'aspetto finanziario, perché mutilo in quella che è la possibilità di avere le risorse che garantirebbero quei servizi. Io vi chiedo: non sarà il caso che verifichiate, voi prima di noi, se vi sono queste risorse nel bilancio della Regione sarda, posto che già in altre occasioni, pur di raggiungere un equilibrio di bilancio (peraltro raggiunto in termini obiettivamente illegittimi, se non illegali, come riconosciuto dal professor Pubusa) sono state poste in bilancio risorse inesistenti? Non si può andare avanti, ipotizzando che ci sia un pareggio di bilancio, laddove invece non esistono garanzie sulla copertura finanziaria di quel che si mette in legge per garantire al popolo sardo certi servizi.
Se così è, e ve ne chiedo contezza, credo che sia opportuno che la legge finanziaria venga divulgata al più presto perché si conoscano i numeri che riguardano la sanità e si sappia se effettivamente ci sono le risorse non per gli anni a venire, ma anche solo per il 2007.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, colgo l'occasione della discussione sul paragrafo 3.3 ter, che riguarda la riorganizzazione della rete ospedaliera nelle Aziende sanitarie, per provare a fare un ragionamento di carattere generale sull'articolazione della rete ospedaliera nel nostro territorio, che per motivi oggettivi, per mancanza di tempo e per l'impossibilità di toccare tutti i punti, non è stato possibile fare durante la discussione generale del provvedimento.
Pertanto, mi voglio limitare a esprimere alcuni concetti di carattere generale, nel senso che se noi dobbiamo pensare a un'articolazione della rete ospedaliera all'interno del Servizio sanitario regionale che serva a garantire l'assistenza sanitaria ai cittadini ricoverati nelle strutture ospedaliere, dobbiamo fare uno sforzo di fantasia per proiettarci quanto meno nei prossimi dieci anni, forse anche nei prossimi vent'anni, evitando di fermare la nostra attenzione sulle condizioni assistenziali attuali, perché se così facessimo non riusciremmo a svolgere nessuna funzione progettuale in ordine all'organizzazione della rete ospedaliera. Per cui il problema è quello di dirci che cosa intendiamo fare degli ospedali e come intendiamo garantire l'assistenza ai cittadini sardi e l'utilizzo di quei servizi.
Innanzitutto dobbiamo convenire sul fatto che, come principio e come criterio di carattere generale, la degenza presso le strutture ospedaliere non può essere più concepita così come è stata concepita sino ad oggi, e cioè per risolvere problemi di carattere eminentemente diagnostico. L'ospedale prossimo futuro deve essere concepito come sede dell'intervento terapeutico, non come spazio all'interno del quale arrivare alla conclusione diagnostica. Pertanto, dobbiamo sfilare, alleggerire, liberare la concezione attuale dell'organizzazione ospedaliera da questa funzione per circoscriverla alla funzione eminentemente terapeutica. Ma non possiamo pensare a questo se contemporaneamente non pensiamo a costruire, a monte del momento assistenziale ospedaliero, tutta la parte relativa agli interventi di carattere diagnostico e quanto più tempestivamente diagnostico, e quindi anche preventivo, per alleggerire il carico della funzione ospedaliera. Al di fuori di questa impostazione, di questa cornice, credo che faremmo comunque un ragionamento vecchio sulla rete ospedaliera. Pertanto ritengo che questo Piano faccia bene a ragionare in termini di hub and spoke. Considerato, infatti, che la rete ospedaliera della nostra regione è dedicata a 1.650.000 abitanti, quindi tutto sommato a una popolazione numericamente non molto consistente, spalmata su una superficie di 24.000 chilometri quadrati, c'è la necessità di costruire un'assistenza ospedaliera per poli di riferimento, fatta salva una base comune che deve essere comunque garantita in tutti i territori articolati per province, oggi per Aziende sanitarie locali.
Se questo è il sistema, ciò significa che le strutture ospedaliere vanno articolate, come peraltro bene abbiamo fatto a fare, per gradi diversi di responsabilità e di importanza, tenendo conto della diffusione dei problemi assistenziali, della eventuale presenza di particolari difficoltà e dell'impegno sulla qualità dell'assistenza.
Va anche detto, come terzo punto, che esiste un rapporto inverso tra la diffusione dei problemi assistenziali e la loro specificità e la risposta in termini qualitativi, perché i due piatti della bilancia, da questo punto di vista, vanno in un rapporto, appunto, inverso. Se così non fosse, non avrebbe senso la logica hub and spoke. Allora, questo ragionamento, che è di carattere generale e va tenuto presente, va calato, però, nella specificità della realtà territoriale della nostra regione, che non è uniforme, ma è costituita da pezzi di territorio che non sempre sono corrispondenti alle caratteristiche geografiche, sociali, economiche territoriali ed epidemiologiche alle quali si deve dare risposta. Bisogna pensare, quindi, fatta salva questa impostazione di carattere generale, all'applicazione di questa logica in questa realtà territoriale. Allora, la nostra regione solo amministrativamente è divisa in otto parti; in realtà è costituita da molte altre parti, da molte altre regioni, nel senso topografico del termine, che rappresentano unità omogenee per cultura, per organizzazione territoriale, per tessuto sociale ed economico (il Parteolla, la Planargia, il Marghine, la Gallura, l'Ogliastra, la Trexenta, il Sarrabus-Gerrei), per le quali non possiamo fare ragionamenti indistinti, come se costruissimo una griglia a quadrati ben definiti e se chi ci sta dentro sta comodo bene, se invece, calando dall'alto, questa griglia amputa parti di assistenza, di funzioni e di benefici, pazienza, chi prende prende, peggio per chi avrà questa sfortuna. Non può essere questa la logica!
Da questo punto di vista, comprendo e condivido il senso del ragionamento svolto dal collega Serra, per quanto riguarda, per esempio, l'assistenza sanitaria nel Sarcidano, anche se l'ha limitato esclusivamente alla parte più appariscente e pregnante, forse la più toccante, che è la parte ostetrico-ginecologica, che oggi viene rimessa in discussione da questo Piano. Io sono dell'opinione che, fatti salvi i principi di carattere generale, ci sia la necessità di limare alcune parti di questa organizzazione, che devono essere, come dire, eccezionalmente estrapolate e riconsiderate in maniera specifica, anche se ciò comporta degli oneri in parte riorganizzativi e in parte finanziari, per poter dare risposte che, pur non rientrando in una logica di economia di scala, pur non essendo precise e coerenti come per altri territori più completi e più vasti, comunque devono essere date a queste realtà territoriali. Se così non fosse, commetteremmo davvero un ingiustizia.
Scusi, Presidente, quanti minuti ho per fare questo intervento?
PRESIDENTE. Ha venticinque secondi, onorevole Ibba.
IBBA (Gruppo Misto). Ma questa è una cosa barbara, non si riesce mai a sviluppare un ragionamento con questa modalità! Grazie, Presidente, gentilissimo.
PRESIDENTE. Ha avuto dieci minuti come tutti, onorevole Ibba. Mi dispiace.
IBBA (Gruppo Misto). Non me ne sono accorto!
DIANA (A.N.). Quando si dicono cose importanti è così!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Ladu rinuncia. Gli interventi sul paragrafo 3.3 ter sono terminati, perché l'onorevole Cappai si è iscritto in ritardo, quindi approfitterà dell'occasione delle dichiarazioni di voto sugli emendamenti per esprimere il suo parere.
Siamo al parere del relatore e della Giunta sugli emendamenti. Sarebbe utile che almeno il relatore e l'Assessore rimanessero in aula, quando è possibile.
IBBA (Gruppo Misto). Bisogna cambiare il relatore e l'Assessore!
PRESIDENTE. Molte cose bisognerebbe cambiare, onorevole Ibba.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. L'emendamento numero 111 è sostituito dal 599, sul quale esprimo parere contrario. Il parere è contrario anche sugli emendamenti numero 199, 451, 198, 205, 453, 456, 454, 457, 519, 184, 203, 207, 459, 461, 460, 462, 463 e 464.
L'emendamento numero 452 è accolto con una correzione; il 450 resta sospeso. Sull'emendamento numero 455, emendato in alcune parti il parere è favorevole, così pure sul 224, anche se la frase che si chiede di aggiungere non viene inserita nel punto indicato nell'emendamento steso. Sugli emendamenti numero 201 e 465, che è stato già approvato con le modifiche apportate alla tabella relativa ai posti letto di specialità, il parere è favorevole. Sull'emendamento numero 8, che è sostituito dal 597, esprimo parere contrario.
Le chiedo cortesemente, Presidente, di poter esprimere in seguito il parere sull'emendamento numero 477 e tutti quelli a seguire, essendo ancora in corso un'interlocuzione con l'opposizione.
PRESIDENTE. Va bene. Quindi sono sospesi gli emendamenti che riguardano la provincia di Cagliari.
Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). La ringrazio, Presidente. Mi scuso, vi era anche un emendamento orale da proporre per una correzione al secondo capoverso della pagina 100 del testo, e cioè l'eliminazione del periodo "(ordinarie e a ciclo diurno, accorpate in un unico dipartimento polispecialistico)".
PRESIDENTE. Quando voteremo il testo, onorevole Pacifico, ce lo ricordi.
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 599, sostitutivo totale del 111. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 599.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Balia ha votato contro e il consigliere Amadu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - LADU - LICANDRO - LIORI - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto il consigliere: ATZERI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 70
astenuti 1
maggioranza 35
favorevoli 26
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 199. Chiedo scusa, gli Uffici giustamente mi segnalano che, siccome l'emendamento numero 599 non è stato approvato, deve essere messo in votazione l'emendamento numero 111, sul quale sia il relatore sia la Giunta hanno espresso parere contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, vorrei farle rilevare che nella riunione della Conferenza dei Capigruppo che si è tenuta all'inizio della discussione del Piano sanitario regionale, si era stabilito che per quanto riguarda la riorganizzazione della rete ospedaliera nelle Aziende sanitarie i consiglieri che lo avessero ritenuto avrebbero potuto intervenire su ogni singola ASL.
Se poi i colleghi non hanno intenzione di far figurare un loro intervento o di iniziare un dibattito sulle singole Aziende sanitarie, possono rinunciarvi, però volevo semplicemente ricordare al Presidente - che forse non era presente o è possibile che passati parecchi giorni non se ne abbia il ricordo - che si era stabilita la possibilità di effettuare per ogni singola ASL un intervento di commento sulle scelte prospettate nel Piano. Commento a cui, ovviamente, ciascuno è libero di rinunciare, qualora non lo voglia esprimere, ma questa era stata la modalità di discussione che l'onorevole Spissu, Presidente del Consiglio, in seguito alla Conferenza dei Capigruppo, aveva deciso che sarebbe stata adottata per la rete ospedaliera.
Questo giusto per consentire a chi vuole esprimere il proprio parere in merito a ogni singola Azienda di poterlo fare senza doversi limitare alla dichiarazione di voto sugli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, io ho partecipato alla riunione dei Capigruppo e non ho memoria di questo, però mi accerterò della cosa presso il Presidente.
Si era deciso, per quanto riguarda la rete ospedaliera, di discutere distintamente i singoli paragrafi, ed è ciò che stiamo facendo: abbiamo discusso prima il paragrafo 3.1, poi il 3.2 e il 3.3 assieme, il 3.3 bis e ora stiamo esaminando separatamente il paragrafo 3.3 ter. Esamineremo, poi, insieme i paragrafi 3.4 e 3.5, così come stabilito.
Comunque, verificherò se il presidente Spissu ha preso impegni diversi e nulla osterà rispetto a quanto lei ha detto, onorevole Vargiu. Per adesso continuiamo a lavorare come abbiamo fatto finora, con l'esame degli emendamenti. Tra l'altro, se quella era la proposta, avrei gradito che fosse stata fatta presente prima della discussione generale, si sarebbe forse evitata qualche altra incomprensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). L'emendamento numero 111 è decaduto con l'emendamento numero 599?
PRESIDENTE. L'emendamento numero 599 è stato bocciato, onorevole Rassu. Quindi rimane in piedi l'emendamento numero 111, che va votato, onorevole Rassu.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Sinceramente speravo in un po' di sensibilità non per l'accoglimento in toto dell'emendamento numero 599, ma per recepirne il messaggio. Pur accettando l'impostazione che la Giunta ha dato con la riconversione dei due ospedali di Ittiri e Thiesi in ospedali di comunità, si proponeva che solo una parte di queste strutture potesse essere destinata, in via sperimentale, perché questo dice il Piano, a ospedali di comunità. Gli esperimenti, come si sa, si fanno a piccole dosi e non a macro dosi, perché il danno conseguente può essere incalcolabile e irreversibile. Quindi, dicevo, destiniamo una parte pure di questi due piccoli presidi ospedalieri a ospedali di comunità, pur lasciando vivi alcuni servizi.
Ho parlato dell'incidenza preponderante che ha la disfunzione renale nel territorio del Meilogu e del Logudoro, la più alta in provincia di Sassari e forse in Sardegna, e della necessità di individuare lì dei posti di dialisi. Ho parlato della presenza in misura preoccupante del diabete mellito e quindi insisto nel richiamare la sensibilità dei colleghi. E' chiaro che l'emendamento numero 111 prevede il mantenimento dei presidi sanitari di Ittiri e Thiesi, mentre il 599 tendeva a consentire alcuni servizi indispensabili, come la day surgery, che non comporta assolutamente niente di più di quello che ha comportato sinora, lasciando almeno 30 posti per il day hospital, perché questo è ciò che serve per decongestionare il presidio di Sassari, pur destinando una parte di quei due presidi a ospedale di comunità.
Richiamo ancora l'attenzione dei colleghi sul territorio della provincia di Sassari, che pian piano è stato depauperato di tutto, ma dove ci sono potenzialità di sviluppo enormi, vista la vitalità di centri come Thiesi, Banari, Torralba, Bonorva. Perché si vuole portar via a questo territorio anche l'ultima speranza di una sanità funzionale, al contrario di quella che si è avuta sino a ieri? Certamente non darà risposte l'ospedale di comunità, perché a parte il nome bello e ammiccante, si tratta, come dicevo poc'anzi, di un vero e proprio ospizio, dove saranno portati i malati terminali e i vecchi.
La provincia di Sassari non merita questo, per cui richiamo ancora una volta l'attenzione dei consiglieri sulle esigenze di questo territorio. Anche se mi dispiace parlare del mio territorio di appartenenza, devo dire che questo emendamento si colloca comunque all'interno di un Piano che riguarda tutti i territori della Sardegna ed è doveroso che io, espressione di quel territorio difenda, non l'impossibile, ma quel che è possibile fare, nel rispetto del Piano e innanzitutto del cittadino che ne è al centro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 111, che prevede l'integrazione dei presidi di Ittiri e Thiesi con il Santissima Annunziata di Sassari. Il paragrafo che contiene la scheda sulla ospedalità pubblica prevista per la ASL 1 di Sassari prevede la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nella città di Sassari e quindi la dismissione del Santissima Annunziata, definito struttura obsoleta. Poi vedremo quali saranno i tempi di programmazione di questo intervento. L'ospedale Segni di Ozieri va completato con una nuova ala; gli attuali ospedali di Ittiri e Thiesi invece vengono ridimensionati e sperimentalmente riconvertiti in ospedali di comunità.
Ma se davvero questo tipo di ospedale è all'interno di queste strutture e se c'è la volontà di garantire gli interventi medici d'urgenza e soprattutto la stabilizzazione dei pazienti critici, vorremmo capire, per quanto riguarda la ASL numero 1 di Sassari, dove si prevede un taglio di circa 450 posti letto, attraverso quali scelte e quali vie si intende assicurare a questa ASL, considerato anche il ridimensionamento del 30 per cento dei posti letto nel privato, una disponibilità di servizi sanitari ospedalieri rispondente alle esigenze del territorio. Questa è la domanda che ci poniamo dal momento che, praticamente, stiamo ridimensionando tutto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, intanto desidero chiarire, sollecitato dall'intervento del collega Rassu, che il Piano sanitario nasce dall'esigenza del passaggio da un sistema di tipo frammentato a un sistema più organico e quindi capace di fare prevenzione e programmazione. Gli ospedali di comunità nascono e vanno in questa direzione.
Abbiamo chiarito, proprio a pagina 113 del Piano, che negli ospedali di comunità sono presenti tutti i centri polifunzionali: una diagnostica strumentale che comprende anche la radiologia, un punto di prelievo ematico, di ecografia, endoscopia e quant'altro. Inoltre, gli ODC sono strutture adatte al ricovero di pazienti post-acuti anziani fragili e acuti a basso rischio non gestibili a domicilio. Sono tutti servizi che vanno nella direzione di dare una risposta concreta a quel territorio, in particolare al Meilogu. Tra l'altro, proprio in questi giorni, sarà inaugurato il Centro di dialisi, che è un centro moderno rispetto a quelli presenti in altre parti della Sardegna e anche questa è una risposta concreta alle esigenze di quel territorio.
Proprio in questi giorni, si è tenuto un incontro con operatori del settore e sindaci e, nonostante inizialmente ci siano state delle perplessità, anche gli amministratori del territorio, dopo un approfondimento dell'argomento con l'Assessore regionale della sanità, sono giunti alla conclusione che è importante iniziare questa sperimentazione, certamente con il coinvolgimento pieno degli operatori e anche dei sindaci del territorio.
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione dell'emendamento numero 111.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere LADU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 111.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri IBBA e PISU hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - LADU - LICANDRO - MILIA - MURGIONI - RANDAZZO Alberto - RASSU.
Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 56
maggioranza 29
favorevoli 12
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 199.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, non mi piace essere pedante, ma quando io difendo una posizione la difendo con coscienza, cioè con la sicurezza d'animo che sia una posizione giusta. Forse mi sbaglio, però voglio dire al collega Licheri, senza polemica ma con amicizia, che il documento che è stato distribuito a tutta l'Aula dice testualmente: "I sottoscritti sindaci tengono a precisare che la trasformazione della struttura di Thiesi in ospedale di comunità non rappresenta una scelta condivisa né concordata con i rappresentanti istituzionali del territorio". Dice poi che, in ultima analisi, i sindaci possono essere d'accordo se viene garantita la presenza di una struttura di pronto soccorso attivo ventiquattr'ore al giorno, accompagnato da ambulanze medicalizzate; se c'è la garanzia che, eseguito in fase sperimentale il nuovo servizio con esiti positivi verificati e valutati congiuntamente con i rappresentanti istituzionali del territorio, non si procederà alla dismissione dei servizi; se si valorizzeranno le strutture esistenti, ivi comprese le sale operatorie, e sarà attivata la day surgery. Questo dice il documento dei sindaci, ma non voglio soffermarmi su questo. Credo di aver già detto abbastanza.
Storicamente la responsabilità sarà di chi probabilmente non vuole capire che, in nome di un principio ragionieristico, si stanno chiudendo gli unici due ospedali periferici di tutta la Sardegna. Non dimentichiamoci che sono stati potenziati, giustamente, ospedali che distano venti chilometri dal capoluogo di provincia. Venti chilometri, non cinquanta! Sono cose gravi per questo territorio, andremo a perdere una struttura sanitaria indispensabile che non funziona, come ha detto il collega Licheri, perché sono stati rimossi tutti i medici, cioè è stata messa in condizioni di non funzionare appositamente per farle fare questa fine.
Potrei chiedere se sono stati interpellati i medici di base. Non sono stati interpellati. I medici di base verranno convenzionati, quindi dovranno essere retribuiti secondo convenzione; l'assistenza domiciliare integrata ha un costo enorme, superiore a quello del mantenimento dell'ospedale, e chi la pagherà? Non lo so. I medici ospedalieri attualmente in servizio dove andranno? Saranno i medici di base che gestiranno la struttura, non i medici dell'ospedale. Non ci sarà ospedale! L'ODC sarà un ospizio dove il medico di base accompagnerà il malato che poi seguirà, diretto da un medico di medicina generale del dipartimento sanitario. Non si tratta più di un ospedale, ma di un poliambulatorio per il ricovero di anziani e malati terminali!
Perché questo è previsto solo a Ittiri e Thiesi e non anche in altri centri? Perché gli altri territori hanno difeso gli ospedali. Giustamente, i colleghi hanno difeso le strutture presenti in altri territori, qui invece le si vuole chiudere! Quindi a ognuno la propria responsabilità, perché data la nostra struttura sociale sarà impossibile, in questi anni, mandare avanti funzionalmente quell'idea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie. Intervengo per esprimere il voto a favore all'emendamento numero 199.
Io credo che quanto il collega Rassu sta testimoniando in questo Consiglio regionale nella discussione sul Piano sanitario, in particolare su alcuni aspetti riguardanti la ASL numero 1 di Sassari, sia riconducibile...
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, ha appena concluso il suo intervento, abbia pazienza, adesso ascolti lei!
CONTU (F.I.). ...sia riconducibile a richieste ed enunciazioni relative a quelli che sono i bisogni di sanità nel Sassarese, ed è chiaro che il ridimensionamento della rete ospedaliera della ASL numero 1 preoccupa, perché tutto viene rimandato alla realizzazione di un nuovo ospedale ad Alghero, di un nuovo ospedale a Sassari e di due ospedali di comunità a Ittiri e Thiesi. Insomma, diciamo che questo Piano prevede un cantiere edile infinito, ma non si riesce a capire dove sono le risorse per garantire la funzionalità delle strutture che devono assicurare i servizi sanitari nel periodo di transizione.
Il ridimensionamento è condivisibile come concetto generale, ma non può essere condiviso né nel metodo né tanto meno nella strategia, che non è chiara, perché non vengono precisati i passaggi attraverso i quali si arriva a ottenere questa razionalizzazione. Se sapessimo che esiste un cronoprogramma, cioè un indirizzo su quali devono essere i primi interventi e anche gli ultimi, potremmo eventualmente condividere le scelte che si stanno facendo, perché nel frattempo avremmo la possibilità di verificare che quanto si intende portare avanti comincia a dare quelle risposte di cui attualmente c'è carenza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'emendamento numero 199, e spiego le motivazioni del voto favorevole. Sono motivazioni identiche a quelle che ha espresso il collega Rassu, il quale ha fatto un intervento in difesa dei presidi ospedalieri del Sassarese, ma in realtà in difesa dei livelli di qualità della sanità che viene offerta alla gente di quel territorio.
Voglio spiegare, aggiungendo qualche motivazione a quel che ha detto il collega Rassu, ciò a cui andrete incontro, nel senso che la trasformazione di due presidi in ospedali di comunità non è di per sé una cosa negativa se avviene d'intesa con le popolazioni e con i soldi in tasca per poter effettivamente realizzare il meccanismo di trasformazione. Data l'inconsistenza delle risorse finanziarie destinate a questo Piano e visti gli infernali meccanismi che avete messo in essere con la legge numero 10 del 2006, la trasformazione sarà sostanzialmente impossibile, ed è per questo che l'unica soluzione sarà la chiusura dei presidi di Thiesi e Ittiri o la loro trasformazione in una sorta di casa protetta, di casa per anziani o di ospizio, chiamatelo come volete.
Il collega Rassu vi ha prospettato ciò che davvero succederà agli ospedali di Thiesi e Ittiri ed è per questo, colleghi del centrosinistra, che io ritengo indispensabile che l'assessore Dirindin resti per i restanti due anni e mezzo di legislatura, che coincideranno con la fase attuativa di questo Piano, perché le perplessità che oggi stiamo esprimendo a lei e anche a voi ci accompagneranno nei prossimi due anni e mezzo, quando si manifesteranno gli effetti di questo Piano, e cioè si porranno in essere atti amministrativi che determineranno una vera e propria contrazione delle prestazioni sanitarie fornite alla gente. Allora è indispensabile che la guida sia la stessa che ha pensato questo Piano, perché le domande che rimangono senza risposta oggi in Aula, durante la discussione del Piano, possano essere riproposte fra sei mesi, un anno o un anno e mezzo, quando sarete voi a verificare in prima persona che senza soldi non si possono fare azioni virtuose.
Le uniche azioni che rimangono sono quelle di smantellamento, che provocano danni al tessuto sanitario del territorio e finiscono per determinare quelle sofferenze che il collega Rassu vi ha illustrato benissimo nel corso della sua dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Il mio Gruppo ed io voteremo a favore dell'emendamento numero 199, perché riteniamo che esso ponga un problema fondamentale per quanto riguarda l'assistenza sanitaria in alcune zone periferiche della Sardegna.
Credo che questo Piano sanitario, fra le tante incongruenze che presenta, contenga alcune scelte che sono nettamente in contrasto con la volontà delle popolazioni direttamente interessate. Bene avrebbe fatto l'Assessore a spiegare che cosa si vuole fare, qual è la logica, la filosofia che ha ispirato il Piano stesso, per fare in modo che alcune scelte vengano accettate dalla popolazione. Noi non crediamo che i sindaci e gli amministratori locali non vogliano ascoltare le ragioni del legislatore, però ci pare che gli interventi che annunciano la chiusura delle strutture ospedaliere di Ittiri e Thiesi… Assessore, lei propone la trasformazione di queste strutture in ospedali di comunità, però, stranamente, la richiesta di un ospedale di comunità proveniente da altre zone non viene accettata. Stiamo parlando di ospedali attualmente funzionanti, che sicuramente abbisognano di una riorganizzazione, e siamo del parere che, in una nuova filosofia di gestione della sanità pubblica, questi ospedali debbano avere un ruolo, una funzione diversa, ma crediamo che quello che si sta tentando di fare sia un danno per i territori che vengono privati di queste due importanti strutture, anche perché siamo convinti che non si sta dicendo la verità alle popolazioni ivi residenti. Infatti, gli interventi di cui parla la Giunta regionale non possono essere fatti, perché mancano le risorse e tutta una serie di condizioni necessarie perché gli ODC possano decollare.
Io sono del parere che l'ospedale di comunità sia qualcosa di importante, però facciamolo dove viene richiesto, dove ci sono le condizioni perché possa decollare. Noi riteniamo che gli ospedali di comunità forzati, come li intende la Giunta, non decolleranno, perché non sono voluti dalle popolazioni e quindi si tradurranno in un danno per tutto il territorio che oggi usufruisce di due ospedali importanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, preannuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 199, su cui chiedo la votazione nominale.
Credo che il contenuto di questo emendamento, lungi dall'essere privo di significato, sia importante. E' importante perché riporta all'attenzione di questa Assemblea una tematica di non poco conto, che attiene all'offerta sanitaria per una popolazione notevole, anche sotto il profilo numerico, e per una parte importante del nord-ovest della Sardegna. Dico anche che, trattandosi di una sorta di conversione con dismissione di una struttura ospedaliera importante in una realtà altrettanto importante, si dovrebbe misurare la capacità di ascolto e di interpretazione dei reali bisogni delle popolazioni da parte della classe politica, in questo caso della classe politica regionale. Io non vedo questa volontà, vedo anzi una sorta di disprezzo delle posizioni assunte da molti sindaci, da amministrazioni comunali di differente colore politico, ma in quei territori non c'è una volontà politico-amministrativa preponderante, che faccia capo a un singolo schieramento, per cui questo particolare caso si sarebbe potuto prestare a una strumentalizzazione. Siamo invece davanti a un'azione degli amministratori di diversi comuni, i quali, interpretando i bisogni della popolazione, avanzano delle richieste. Il dato concreto è che di queste richieste non si è tenuto conto, direi anzi che non c'è stata neanche la volontà di ascoltare quegli amministrazioni da parte della Commissione sanità, cosa che noi avevamo chiesto, in risposta a un loro appello. E questo la dice lunga sulla volontà di concertare!
Quando gli atti della programmazione sanitaria verranno messi in essere, come si potrà conciliare la responsabilità di queste amministrazioni? Quando i sindaci saranno chiamati a pronunciarsi, con quale volontà, con quale serenità, con quale disponibilità costruttiva potranno pronunciarsi, se non sono stati ascoltati al momento opportuno, quando avrebbero potuto prospettare i loro bisogni reali e presentare le loro istanze? Io invito tutto il centrosinistra a riflettere su questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MILIA (U.D.C.). Signor Presidente, mi associo al voto favorevole sull'emendamento numero 199, così come espresso dai colleghi che mi hanno preceduto. Intendo fare delle brevissime riflessioni in ordine a questo emendamento e alla sostanza della parte del Piano sanitario che riguarda il nord-ovest della Sardegna.
Nelle precedenti legislature, tutte le parti politiche, che condividevano l'esigenza di salvaguardia dei piccoli presidi, si sono espresse all'unanimità, con grandi manifestazioni non solo pubbliche, ma anche istituzionali, per la conservazione dei presidi di Ittiri e Thiesi. Tutte, mi riferisco al centrosinistra e al centrodestra. Oggi, con un colpo di mano, e con un'abile mistificazione di quella che sarà la realtà degli ospedali di comunità di Ittiri e Thiesi, si dice che la razionalizzazione deve andare in quella direzione, e per far questo, il giorno della Befana, consiglieri di centrosinistra e Assessore hanno dispensato cenere a Ittiri, non so se anche Thiesi, ma la sostanza del discorso è la prossima chiusura di queste due strutture che tanto hanno fatto per quei territori.
Ora, bisogna avere il coraggio, quando si fa politica, di assumersi le proprie responsabilità, e la maggioranza se le sta assumendo, però bisogna anche avere il coraggio di dire la verità, perché ricordo che uno dei pochi governatori di centrodestra che si azzardò a prevedere la razionalizzazione della rete ospedaliera - mi riferisco a Raffaele Fitto, Presidente della Regione Puglia - fu aggredito, malmenato, bastonato e poi perse le elezioni. Noi non auguriamo certamente niente di tutto questo ai colleghi del centrosinistra che non hanno detto la verità sugli ospedali di comunità, ma credo che i risultati futuri daranno ragione a noi e a questo emendamento che tende a difendere, purtroppo con poche forze e pochi numeri, quelle che sono le realtà più disagiate dei nostri territori.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 199. L'onorevole Amadu ha chiesto la votazione nominale, chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 199.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Balia ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - FARIGU - GALLUS - LADU - LIORI - MILIA - MURGIONI - RANDAZZO Vittorio - RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto il consigliere: SERRA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 56
Astenuto 1
Maggioranza 29
Favorevoli 15
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione del testo della parte relativa alla provincia di Sassari.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'introduzione del paragrafo 3.3 ter e del sub paragrafo "Provincia di Sassari - ASL 1".
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglierI Lai e Pittalis hanno votato a favore e il consigliere Murgioni si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: MURGIONI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 44
Votanti 43
Astenuto 1
Maggioranza 22
Favorevoli 43
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 451. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole all'emendamento numero 451, che sostiene una tesi, che è quella della conoscenza della gestione della fase di transizione.
Abbiamo detto e verificato che nella ospedalità della ASL numero 1 di Sassari sussistono grossi problemi strutturali. Stiamo esaminando la proposta di razionalizzazione della rete ospedaliera di questa ASL, ma non si capisce come le azioni sui posti letto, sui reparti e quant'altro possano essere esercitate, ovvero non si capisce come si possa effettuare la cancellazione di complessivi 350 posti letto in questa ASL se poi dobbiamo realizzare due nuovi ospedali, completare un nosocomio e, soprattutto, trasformare gli ospedali di Ittiri e Thiesi in ODC.
Ecco, la possibilità di capire attraverso quali fasi possono essere portate avanti tutte queste azioni probabilmente avrebbe favorito anche un'eventuale condivisione di questo processo, invece il tutto viene lasciato all'estemporaneità della situazione.
Io non so, come si domandava il collega Vargiu, se negando la conoscenza piena di questi processi si possa continuare a sostenere che saranno garantiti non solo certi servizi, ma soprattutto l'assistenza sanitaria in quei territori. Credo che su questo ci sarà bisogno di riflettere tantissimo, non solo per quanto riguarda questa Azienda sanitaria, ma anche le altre. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 451.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Manca e Cappai hanno votato il primo contro, il secondo a favore.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - CONTU - LA SPISA - LOMBARDO - MURGIONI - RASSU - SANCIU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 10
Contrari 45
(Il Consiglio non approva).
E' in votazione l'emendamento numero 198.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Presidente, io insisto affinché l'Assessore faccia una riflessione sulle due strutture ospedaliere di Ittiri e Thiesi, e non ripeto tutto quello che ho già detto in merito.
Poc'anzi domandavo dove andranno a finire i 195 posti letto ospedalieri per post-acuti, perché non se ne fa menzione nel Piano. Ciò che è riportato in questo emendamento è esattamente quello che riportò il direttore generale Zanaroli, nella sua proposta, dopo aver sentito i rappresentanti del territorio, gli operatori sanitari, i colleghi del centrosinistra e anche il sottoscritto. Da quella riunione, il dottor Zanaroli fece una proposta per gli ospedali di Ittiri e Thiesi, che è riportata in questo emendamento.
Non mi dilungo, perché tanto la volontà politica è quella di cancellare questi ospedali. Quindi, caro collega Licheri, quando ci saranno finanziamenti per piccoli ospedali, questi presidi non potranno usufruirne, perché non saranno considerati ospedali. Sono ospedali di comunità, che è altra cosa, esclusi dalla rete ospedaliera. In questa esposizione non se ne fa menzione.
In un precedente intervento ho detto che è utile una parziale riconversione delle due strutture ospedaliere, ma prevedendo un congruo numero di posti letto ospedalieri per post-acuti e sub-acuti (25-30 posti per ciascun ospedale), con il necessario supporto specialistico riabilitativo, ortopedico, diabetologico, neurologico, oncologico, e così via, a integrazione dei servizi già presenti, come il servizio di radiologia, il servizio di laboratorio analisi e quello di cardiologia, che pure deve essere potenziato, perché il 40 per cento dei pazienti è cardiopatico. Quindi il paziente proveniente dalla struttura per acuti proseguirebbe lì la cura per il tempo dovuto. Si libererebbero, tra l'altro, dei posti letto destinati agli acuti nelle grandi strutture. Non dovrebbe essere, invece, vietato il ricovero negli ODC di pazienti con patologie acute di lieve e media gravità provenienti dal territorio, evitando così ingolfamenti nelle strutture per acuti. Lo ripeto, perché questa è la realtà.
Tale attività, comunque, verrebbe svolta dai medici ospedalieri già presenti negli ospedali periferici, perché attualmente è previsto che operino in questi ospizi soltanto i medici di base, che rispondono alla struttura nazionale ospedaliera. Chi li pagherà ancora non è detto. Si attiverebbe, quindi, contemporaneamente l'attività ambulatoriale polispecialistica.
E' questo ciò che si chiede, cioè di non smantellare tutto per un esperimento che non si sa che fine farà e di tenere in vita i servizi indispensabili di day hospital e day surgery e i riferimenti polispecialistici e di destinare solo una parte di queste due strutture a ospedale di comunità. Si chiede questo, Assessore, senza polemica, perché gli esperimenti hanno sempre lasciato, in Sardegna, tracce negative. Inoltre, la composizione sociale ed economica di quei territori e la loro conformazione geofisica non permettono che siano realizzate cose di questo genere. Vi stiamo solo chiedendo di riflettere su questo, pur nell'ottica di una sperimentazione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 198 e devo dire che il collega Rassu, che normalmente prima di fare i suoi interventi premette di non intendersi di sanità, evidentemente ha seguito con tanta attenzione il dibattito che si è fatto in questi giorni in Aula, tanto da diventare esperto quanto noi - per il fatto che ce ne occupiamo, non intendevo dire che noi siamo particolarmente esperti - almeno per quanto riguarda la segnalazione delle principali criticità.
E la segnalazione che il collega Rassu sta facendo in questo momento è sostanziale, perché nei contatti d'aula che normalmente comunque si verificano, è successo che il collega Licheri, in assoluta buona fede ovviamente, è venuto da noi e ci ha detto che è assai verosimile, dai dati della stampa, che nella finanziaria ci sia un finanziamento specifico di 15 milioni di euro per il 2007, destinato alla trasformazione degli ospedali di Ittiri e Thiesi da presidi a bassa intensità assistenziale in ospedali di comunità.
Cari colleghi, se oggi noi avessimo in mano la legge finanziaria staremmo discutendo d'altro, nel senso che se avessimo idea di che cosa la finanziaria dice sul finanziamento degli interventi previsti in questo Piano sanitario potremmo veramente dare quella accelerazione che voi ogni volta ci sollecitate e che sarebbe indispensabile nei lavori d'Aula.
Uno dei motivi per cui siamo inchiodati in Aula da molto tempo è che stiamo facendo un ragionamento su cifre possibili, su azioni virtuose da porre in essere, ma non abbiamo idea se siano già previste delle azioni, nella finanziaria 2007, che noi stessi in diversi emendamenti abbiamo giudicato necessarie, emendamenti peraltro da voi stralciati in quanto, come avete detto, il Piano non si deve occupare di economia. Potremmo anche essere d'accordo, se avessimo in mano un documento che si occupa di economia, nel senso che dal 30 settembre 2006 noi dovremmo avere in mano il documento di programmazione che ci fa capire qual è l'azione finanziaria che voi state affiancando al Piano per il 2007. Siamo al 17 gennaio 2007 e nessuno di noi ha niente in mano, e il collega Licheri ci fa leggere una riga di un articolo pubblicato su "La Nuova Sardegna", che sicuramente è interpretabile come lui dice, ma nessuno di noi è in grado di confermare, forse neanche lo stesso collega Licheri, l'indicazione che da questa riga trasparirebbe. E' evidente che se noi stessimo ragionando di fronte a uno stanziamento di 15 milioni di euro per la trasformazione dei presidi sanitari di Thiesi e Ittiri, lo stesso collega Rassu vi direbbe che il ragionamento da fare è diverso da quello che ci costringe ora a esprimere un voto favorevole sull'emendamento numero 198.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 198, su cui chiedo la votazione nominale.
E' chiaro che questo emendamento va letto in netta correlazione con gli altri emendamenti che sono stati discussi e analizzati e su cui l'Assemblea si è pronunciata poc'anzi, ma mi pare che esso indichi quel progetto del quale avremmo avuto piacere di poter disporre qualora fosse passato l'emendamento precedente, che invogliava alla riapertura di un dialogo su questa problematica e che è stato evidentemente rifiutato.
Io credo che questo emendamento contenga indubbiamente delle ipotesi operative, le sole che possano indicare che vi è una precisa volontà di garantire alle popolazioni dei territori interessati determinate offerte di carattere sanitario. Se questa volontà non c'è evidentemente questo emendamento non potrà essere interpretato positivamente. Non vorrei, però, che la finanziaria regionale 2007 seguisse l'esempio di quella nazionale, sulla quale un giorno si indica una cifra, poi si fa retromarcia, in un susseguirsi di bozze.
Siamo all'ennesima scorrettezza politico-istituzionale: le bozze della finanziaria vengono consegnate ai partiti, ai Capigruppo del centrosinistra, divulgate alle parti sociali, però nessuna copia viene consegnata direttamente all'opposizione. Io non capisco questo metodo; non so se sia un metodo intelligente o tonto, credo che sia un metodo comunque scorretto. Parlare in quest'Aula di cifre che si riferiscono a un progetto che noi ignoriamo per volontà della Giunta regionale, evidentemente è un fatto grave, così come è grave che la legge finanziaria non sia ancora arrivata in Aula, dopo che negli anni scorsi chi era al governo veniva costantemente accusato di non rispettare i tempi di presentazione della finanziaria. Qui siamo alla farsa, Presidente, ed è un fatto molto grave quello che si sta verificando, perché si fa riferimento a qualcosa di cui noi ignoriamo l'esistenza solo per sminuire il ruolo della minoranza, che pone problemi concreti riguardo alla copertura finanziaria di questo Piano, che rischia di essere un libro dei sogni.
Credo, signor Presidente, che, essendo venuto a conoscenza di questo fatto, lei debba tutelare i nostri diritti e le nostre prerogative e debba invitare la Giunta regionale a consegnare immediatamente la bozza della finanziaria anche ai consiglieri della minoranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi votiamo a favore dell'emendamento numero 198, anche perché siamo sempre più convinti che la chiusura di due ospedali di periferia sia un grave errore politico da parte della Giunta regionale. E' un grave errore politico, perché sappiamo quanto importanti siano questi presidi ospedalieri per i territori circostanti e quale ruolo abbiano svolto nel passato.
In nome di una riorganizzazione della rete ospedaliera oggi si vogliono cancellare due strutture che hanno avuto un'importanza storica nel territorio del nord Sardegna. Ma quel che si coglie è la contraddizione di questa Giunta regionale che da una parte dice di voler demolire alcuni ospedali, ad esempio nell'area di Cagliari, per costruirne di nuovi, mentre questi che sono degli ospedali funzionanti dovrebbero essere trasformati in ospedali di comunità. Allora, bisogna intendersi: se altre strutture ospedaliere vengono demolite per realizzare nuovi ospedali, non è pensabile che queste strutture siano trasformate in ODC, che hanno caratteristiche completamente diverse. Se questa è la situazione, evidentemente c'è una volontà diversa da quella che viene dichiarata, non si vuole dire cosa si intende esattamente fare in queste strutture. Sarebbe stato meglio dire la verità: "Questi ospedali vengono chiusi, non se ne fa più nulla", senza manifestare la volontà di fare cose che sappiamo essere irrealizzabili, soprattutto perché sappiamo che non ci sono risorse disponibili.
Noi stiamo aspettando da giorni la proposta di legge finanziaria regionale. So che il Presidente l'ha già presentata, forse ai sindacati, o comunque a delle associazioni. Noi non la conosciamo, però sappiamo, per vie traverse, che per la sanità è rimasto molto poco. Allora, noi non sappiamo come la Regione intenda migliorare e modernizzare le strutture sanitarie esistenti se non ci sono risorse e soprattutto non capiamo quale nuova situazione voglia creare in certe aree della Sardegna, ma riteniamo che privare le popolazioni di alcuni territori di due presidi ospedalieri contro la volontà, come si diceva prima, dei locali amministratori sia un grave errore.
PRESIDENTE. L'onorevole Amadu ha chiesto la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 198.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - MURGIONI - PETRINI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: SANCIU - SERRA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 61
Astenuti 2
Maggioranza 31
Favorevoli 19
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Volevo chiedere di sospendere i lavori a questo punto, per dare la possibilità a molti di noi di partecipare al funerale dell'ex presidente Corrias. Grazie.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, concludiamo a questo punto i lavori antimeridiani.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Presidente, la ringrazio. Lei sa che io sono rispettoso del ruolo della Presidenza, ma nel dichiararmi d'accordo sulla proposta del collega Biancu, ribadisco la richiesta che le ho fatto poc'anzi. La invito a intervenire presso la Giunta perché entro questo pomeriggio anche la minoranza abbia una copia della legge finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Il Consiglio è riconvocato per le ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 13 e 48.
Allegati seduta
CCLXXIII SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 17 Gennaio 2007
Presidenza del Vicepresidente SECCI
La seduta è aperta alle ore 10 e 46.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 9 gennaio 2007 (267), che è approvato.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Interrogazione Murgioni - Ladu - Gallus, con richiesta di risposta scritta, sulla concessione di aree da assentire per il noleggio di ombrelloni e sdraio nelle spiagge". (726)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sul mancato avvio delle tratte aeree Alghero-Torino e Alghero-Bologna in regime di continuità territoriale, previsto a partire dal 15 gennaio 2007". (727)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato dei documenti 11 e 11bis/A. Dobbiamo procedere all'esame della Parte II, capitolo 3, paragrafo 3.3 ter, al quale sono stati presentati settantuno emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo del paragrafo 3.3 ter e dei relativi emendamenti:
3.3 ter La riorganizzazione della rete ospedaliera nelle Aziende SanitarieSulla base delle considerazioni di cui in precedenza e tenuto conto dei dati attualmente disponibili sulla rete ospedaliera nelle singole realtà territoriali, si propone una scheda sintetica per ciascuna azienda sanitaria. La scheda contiene i principali elementi di riorganizzazione dell'offerta di ricovero, in conformità con i principi e gli standard già illustrati, comprese indicazioni su singoli presidi ospedalieri meritevoli di specifica attenzione. Si rileva che la riorganizzazione della rete nelle singole aziende sanitarie locali dovrà prevedere un'attenta valutazione della possibilità di accorpare a fini funzionali le diverse strutture presenti sul territorio.
Le schede riprendono parzialmente alcune previsioni, ove non attuate e ancora attuali, contenute nel documento di "Razionalizzazione dei servizi ospedalieri della Regione Sarda. Stralcio del Piano Sanitario Regionale ai sensi dell'articolo 1, comma 2 ter del decreto-legge 17 maggio 1996, n. 280, convertito nella legge 20 luglio 1996, n. 382" approvato dal Consiglio Regionale il 22 luglio 1998.
Provincia di Sassari - ASL 1L'ASL 1 di Sassari, la seconda azienda sanitaria della Regione dal punto di vista demografico, presenta una dotazione di posti letto ospedalieri superiore alla media regionale; tale eccesso è in parte giustificato dalla funzione di centro di riferimento di livello sovra-aziendale (per alcune discipline specialistiche "rare") propria delle aree di maggiori dimensioni, mentre in parte deve essere oggetto di un'azione di riequilibrio a favore delle aree meno dotate. Per l'ASL 1 è quindi prevista una riduzione complessiva della capacità ricettiva nell'area delle acuzie. L'aumento dell'attività per post-acuti è significativa, ancorché definita tenuto conto della rilevante presenza nel territorio di RSA (realizzate o in via di realizzazione) che consente di contenere l'offerta di lungodegenza pura ospedaliera: 2,4 posti letto in RSA per 1.000 ab, contro una media regionale di 1,9.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede diverse strutture ospedaliere:
· Presidio Santissima Annunziata di Sassari, ospedale di rete, sede di DEA di 2° livello, centro di alta specializzazione per il trattamento delle lesioni traumetiche complesse, con 2 ospedali di comunità a Ittiri e Thiesi;
· Presidio di Alghero, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello, articolato nelle sedi del Civile e del Marino;
· Presidio Segni di Ozieri, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello.
Tenuto conto della vetustà della struttura ospedaliera del Santissima Annunziata, inadeguato sotto il profilo della sicurezza e in gran parte obsoleto rispetto ai più moderni standard di qualità dell'assistenza, con il presente Piano si avvia la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nella città di Sassari.
Per motivi analoghi, il presente Piano prevede la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nella città di Alghero.
Per l'ospedale Segni di Ozieri è previsto il completamento della nuova ala, con i pronto soccorso, la nefrologia e le sale operatorie e l'ammodernamento delle dotazioni tecnologiche finalizzate a garantire l'elevazione delle qualità dell'assistenza ospedaliera.
I presidi di Ittiri e di Thiesi presentano le caratteristiche proprie dei presidi ospedalieri di piccole dimensioni: trattano una casistica molto limitata (spesso non sufficiente a garantire gli standard di qualità che dovrebbero essere propri delle strutture ospedaliere), registrano un basso indice di occupazione, una degenza media spesso anomala e rilevanti diseconomie di scala.
Per tali presidi, individuati come ospedali di comunità, integrati con il presidio di Sassari Santissima Annunziata, è prevista la riconversione della funzione ospedaliera ordinaria, attraverso un progetto-obiettivo a finanziamento regionale e l'accentramento nella stessa sede di funzioni più propriamente territoriali all'interno di un centro polifunzionale.
Tali strutture saranno un punto di riferimento delle rete di servizi di emergenza in grado di garantire il primo intervento medico, la stabilizzazione del paziente critico, il trattamento o il trasporto protetto, tramite ambulanza e auto medicalizzata.
Nel territorio dell'ASL opera una casa di cura privata per la quale è previsto l'utilizzo in parte per l'acuzie e in parte per la post-acuzie.
Sul territorio della provincia di Sassari insiste inoltre l'Azienda Ospedaliera Universitaria, istituita ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale n. 10 del 2006, sulla base di quanto definito nel Protocollo d'Intesa siglato l'11 ottobre 2004 e nell'accordo preliminare sottoscritto dalla Regione Sardegna e dall'Università degli Studi di Sassari in data 12 luglio 2005.
Provincia di Olbia-Tempio - ASL 2Si tratta di un'azienda sanitaria di medie dimensioni ma con una capacità ricettiva ospedaliera particolarmente inadeguata sotto il profilo sia quantitativo (la dotazione di posti letto per 1.000 abitanti è inferiore a quella di tutte le altre aziende dell'isola con la sola eccezione dell'ASL 6 di Sanluri) sia qualitativo (a causa della particolare vetustà dell'attuale struttura ospedaliera di Olbia e della carenza di alcune specialità).
Per l'ASL 2 di Olbia è pertanto previsto l'aumento della dotazione di posti letto sia per acuti che, in particolare, per post-acuti, e la riqualificazione dell'offerta ospedaliera pubblica attraverso la definitiva realizzazione del nuovo Presidio di Olbia.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Presidio di Olbia, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello, con sede distaccata a La Maddalena, con PS 24 h;
· Presidio di Tempio, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello.
Il presidio di La Maddalena presenta le caratteristiche proprie degli ospedali di piccole dimensioni (attualmente 39 posti letto). La particolare localizzazione (a forte valenza turistica), l'insularità del territorio (che rende problematico in alcuni mesi dell'anno il trasporto dei pazienti presso il presidio di Olbia) portano a ritenere necessario il mantenimento presso il presidio di La Maddalena delle funzioni ospedaliere di ricovero ordinario ed a ciclo diurno. Il presidio, per il quale è opportuno l'accorpamento funzionale con il'Presidio di Olbia, può essere organizzato in un unico dipartimento ospedaliero con posti letto multidisciplinari.
Tenuto conto della particolare situazione della provincia di Olbia-Tempio, caratterizzata da crescita demografica ed economica e da consistenti flussi turistici, è ipotizzata la presenza di una struttura privata, proposta dall'IRCCS, fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, delle dimensioni di 150-180 posti letto, strettamente integrata con l'offerta ospedaliera pubblica, operante nell'area medica, nell'area chirurgica e nell'area della riabilitazione, nel rispetto di quanto previsto dal presente Piano in particolare con riguardo alle discipline specialistiche operanti all'interno delle diverse Aziende sanitarie.
In particolare, in tale struttura, si prevede la presenza di attività nell'ambito della nefro-urologia (in particolare con indirizzo oncologico), delle neuroscienze, della chirurgia vascolare, nonché un centro dialisi (in particolare a supporto dell'attività svolta nei periodi di massima affluenza turistica). L'attività specialistica ambulatoriale è sviluppata esclusivamente nelle specialità per le quali è prevista l'attività di degenza presso la struttura privata ubicata a Olbia. L'Azienda sanitaria locale di Olbia stipula, ai sensi della legge regionale n. 10 del 2006, contratti con la struttura privata (sulla base dei piani annuali preventivi e nell'ambito dei livelli di spesa stabiliti dalla programmazione regionale) con obiettivi definiti di contenimento delle mobilità passiva extraregionale, in termini di spesa e di attività.
Provincia di Nuoro - ASL 3L'istituzione della nuova provincia di Nuoro ha determinato un significativo contenimento delle sue dimensioni demografiche (-45 mila abitanti) e il passaggio a Oristano e Cagliari rispettivamente dei presidi ospedalieri di Bosa e Isili. Nella graduatoria delle province sarde per dimensione della popolazione, la provincia di Nuoro è passata quindi dal terzo posto (dopo Cagliari e Sassari) al quarto (preceduta anche da Oristano) mantenendo tuttavia, per distanza dai due poli principali e per posizione geografica, un ruolo di riferimento sovraziendale.
Per questo, nonostante la riduzione della popolazione assistita, è previsto un lieve incremento della dotazione complessiva di posti letto, con un riequilibrio tra posti letto per acuti (degenze ordinarie e a ciclo diurno) e posti letto post-acuzie.
L'attuale presenza di un certo numero di specialità cliniche di media diffusione, conferma il ruolo sovraziendale dell'ASL 3.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Ospedale San Francesco di Nuoro, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello, con due presidi ospedalieri distaccati, uno specializzato a prevalente vocazione pneumologica e riabilitativa (Ospedale Zonchello di Nuoro) e uno a Sorgono, con PS 24.
Il presidio montano di Sorgono, al centro della Barbagia, opera in una realtà caratterizzata da una bassa densità della popolazione e da rilevanti difficoltà di collegamento con gli altri presidi ospedalieri. Si prevede pertanto il mantenimento delle funzioni ospedaliere (ordinarie e a ciclo diurno, accorpate in un unico dipartimento polispecialistico) e lo sviluppo del post-acuzie, riabilitazione e lungodegenza.
La previsione di un centro per l'assistenza radioterapica permette la valorizzazione dell'ASL di Nuoro nell'ambito della rete regionale per la radioterapia.
Al fine di valorizzare la struttura di Macomer, mai entrata in funzione come presidio ospedaliero per ricoveri ordinari, si conferma il ruolo del presidio quale unico punto di riferimento per molti problemi sanitari della popolazione, grazie all'attività ambulatoriale e territoriale svolta al suo interno, l'attività oncologica a ciclo diurno e lo sviluppo di attività sanitaria di tipo riabilitativo (in rete con l'Ospedale Zonchello di Nuoro).
Provincia dell'Ogliastra - ASL 4Si tratta della più piccola azienda dell'intera regione, con una dimensione demografica e territoriale che giustifica la presenza di un'azienda solo in considerazione delle particolari condizioni geografiche e di isolamento. Tali caratteristiche suggeriscono il mantenimento dell'attuale dotazione complessiva, con un potenziamento dei posti letto a ciclo diurno ed un modesto incremento della dotazione di posti letto per post-acuti (in ragione della robusta presenza di RSA).
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Presidio di Lanusei, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello.
L'ASL presenta una elevata dotazione di posti letto in RSA, complessivamente pari a 4,1 per 1.000 abitanti (comprendendo le strutture realizzate e in corso di realizzazione), valore più che doppio rispetto alla media regionale (1,9 per 1.000 ab). Anche quando analizzata rispetto alla sola popolazione anziana, la dotazione di RSA appare molto elevata.
Nel territorio dell'ASL opera una casa di cura privata per la quale è previsto l'utilizzo in parte per l'acuzie ed in parte per la post-acuzie.
Provincia di Oristano - ASL 5La definizione dei nuovi confini della Provincia ha determinato un aumento del numero degli abitanti (attualmente è la terza provincia quanto a residenti) e l'inclusione di un presidio ospedaliero (Presidio Civile di Bosa). Nel prossimo triennio, in considerazione anche delle rilevanti opere di ristrutturazione ed ammodernamento dei presidi ospedalieri ed in particolare dell'Ospedale San Martino di Oristano, si ritiene di poter prevedere a regime un aumento complessivo dei posti letto dell'ASL, con un potenziamento dei posti letto a ciclo diurno e un significativo aumento dei posti per post-acuti, e lo sviluppo dell'assistenza ospedaliera per i malati affetti da patologie neurologiche.
Occorre programmare la graduale trasformazione di posti letto per acuti in post-acuzie.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Presidio San Martino di Oristano, ospedale di rete, sede di DEA di 1 ° livello, con due sedi ospedaliere distaccate , Presidio Delogu di Ghilarza e Presidio Civile di Bosa, entrambi con PS h 24. La specifica vocazione dei due presidi è quella di sperimentazione e di integrazione di attività ospedaliere con attività distrettuali, nonché di forme alternative ai ricoveri ordinari per acuti (day hospital, day surgery, day service) in coordinamento dipartimentale con il PO di Oristano.
Nell'ambito della ASL opera una casa di cura, che si prevede di utilizzare in parte per l'acuzie e in parte per la post-acuzie. Inoltre opera nello stesso territorio un presidio extraospedaliero di riabilitazione globale intensiva (delibera della Giunta regionale n. 47/63 del 22 dicembre 2003), con attività post-acuzie in particolare in campo neuroriabilitativo, unico nella regione.
Nell'ambito della strutturazione e rafforzamento della rete regionale dell'attività post-acuzie di riabilitazione, tale struttura viene riconosciuta come Centro di riabilitazione ad alta specialità per le grandi patologie, in particolare per le attività neuroriabilitative con unità di risveglio comi, riabilitazione cardiologica e per le patologie complesse.
Si ritiene che per tale struttura, considerata l'esigenza strategica, possano essere configurate forme di gestione integrata con attività riabilitative a diretta gestione pubblica, nella logica di assicurare continuità ai percorsi diagnostico-terapeutici specifici, non escludendo forme miste pubblico/privato o la diretta acquisizione al sistema pubblico della struttura e dell'attività. Tale ipotesi è in accordo con il principio della progettazione e realizzazione di servizi sanitari in rete, nella logica del presente Piano.
Provincia del Medio Campidano - ASL 6Si tratta di un'Azienda sanitaria di piccole dimensioni (con la riorganizzazione delle ASL ha perso il distretto di Senorbì) ma con una capacità ricettiva ospedaliera particolarmente inadeguata sia sotto il profilo quantitativo (la dotazione di posti letto per 1.000 abitanti è la più bassa della Regione) sia qualitativo (a causa delle carenze di alcune specialità di base e della vetustà della struttura ospedaliera).
Per l'ASL 6 è previsto pertanto un importante aumento dell'offerta ospedaliera per acuti a ciclo diurno e per post-acuti nonché il completamento dei servizi e delle specialità carenti.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Presidio di San Gavino, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello.
Tenuto conto della vetustà della struttura ospedaliera di San Gavino, inadeguata sotto il profilo della sicurezza ed in gran parte obsoleta rispetto ai più moderni standard di qualità, il presente Piano prevede la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nel Comune di San Gavino, in parte con risorse già stanziate nel programma di investimenti ex articolo 20 della Legge 11 marzo 1988, n. 67, ed in parte con risorse regionali all'interno del Piano straordinario per le nuove strutture ospedaliere.
Provincia di Carbonia - Iglesias - ASL 7
Si tratta di un'Azienda con una buona capacità ricettiva (ove comparata ad altre aziende di pari dimensioni) che negli anni ha subito notevoli interventi di ristrutturazione, alcuni dei quali importanti (si veda il caso del CTO, in fase di ultimazione).
La dotazione di posti letto ha subito nel corso dell'ultimo decennio un'adeguata ristrutturazione; la proposta contenuta nel presente Piano tiene conto degli indici di occupazione delle unità operative, della perdita di quote di popolazione (Siliqua e Teulada) e della necessità di riorganizzare la rete dei servizi ospedalieri di Iglesias. Occorre quindi programmare una riduzione dei posti letto per acuti ed un aumento dei posti letto per post-acuti nonché un rafforzamento dei posti letto a ciclo diurno ed il completamento dei servizi e delle specialità carenti, anche al fine di ridurre la rilevante mobilità passiva intraregionale nelle specialità di media e bassa complessità.
La rete ospedaliera pubblica a regime prevede:
· Presidio Sirai di Carbonia, ospedale di rete, sede di DEA di 1° livello;
· Presidio CTO di Iglesias, ospedale di rete, con PS h 24, con importante vocazione ortopedico-traumatologica da integrare nel breve periodo con le attività dell'area chirurgica attualmente erogate in altri presidi ospedalieri del territorio;
· Presidio S. Barbara di Iglesias, destinato a riconvertirsi in ospedale post-acuzie, riabilitazione e lungodegenza ed a sviluppare attività nell'ambito della rete regionale delle cure palliative - hospice.
Il Presidio Crobu di Iglesias sarà interessato da un importante intervento di riconversione, attraverso il superamento della funzione ospedaliera per acuti (destinata ad essere trasferita al CTO di Iglesias) e la trasformazione in struttura per le attività ambulatoriali e specialistiche non adeguatamente collocabili negli altri presidi territoriali.
Provincia di Cagliari - ASL 8Si tratta di un'Azienda che per estensione territoriale e per numero di abitanti (il 33% dei residenti della regione) è la più grande della Regione, avendo recentemente assorbito parte delle ASL 3, 6 e 7 (con un aumento degli assistibili di circa 72 mila unità).
Essa ha una particolare densità di strutture ospedaliere pubbliche e private; nel suo territorio insistono 3 ospedali generali con DEA di 1 livello, 3 presidi ospedalieri specializzati, 2 presidi territoriali, un istituto a carattere scientifico, una azienda di rilievo nazionale, un policlinico universitario, 10 case di cura private per un totale di ben 11 strutture pubbliche e 10 private.
Tale particolare concentrazione di strutture ospedaliere, alcune delle quali ad alto livello di specializzazione, ha contribuito a determinare la più alta dotazione di posti letto per 1.000 abitanti di tutta la Sardegna. Appare pertanto non più rinviabile una robusta azione di riorganizzazione con una riduzione dei posti letto per acuti per ricovero ordinario, una progressiva parziale riconversione in posti letto per ricoveri a ciclo diurni e per post-acuti.
La riorganizzazione della rete ospedaliera pubblica prevede il superamento dell'attuale frammentazione dell'offerta e la concentrazione - a regime - dell'attività in non più di 5 grandi strutture o poli ospedalieri, di cui 3 dell'Azienda sanitaria locale.
In particolare, oltre all'azienda di rilievo nazionale (Brotzu) e l'Azienda ospedaliero-universitaria (di nuova istituzione), nel territorio della provincia di Cagliari è prevista la presenza delle seguenti strutture o poli ospedalieri:
· nuovo ospedale policentrico destinato a operare in una struttura di nuova costruzione (in sostituzione di quelle del Santissima Trinità e del Marino, inadeguate sotto il profilo organizzativo, logistico e assistenziale), ospedale generale con funzioni di riferimento sovra aziendale per l'ortopedia-traumatologia, sede di DEA di 1° livello, operante in rete, con tre presidi ospedalieri distaccati, uno con forte integrazione con il territorio (presidio Binaghi), uno a Muravera (presidio S. Marcellino) e uno a Isili (presidio S. Giuseppe);
· ospedale oncologico "Businco", ospedale specializzato in oncologia con funzioni di riferimento regionale nell'ambito della nuova rete oncologica; il previsto nuovo centro per la radioterapia, dotato di modernissime apparecchiature e con elevata capacità produttiva, svolge funzioni di riferimento all'interno della rete regionale e persegue obiettivi di valorizzazione delle proprie potenzialità anche a livello interregionale;
· ospedale pediatrico "Microcitemico", ospedale specializzato, presso l'ospedale regionale per le Microcitemie, centro di riferimento regionale per la lotta alle microcitemie e alle malattie rare, con funzioni di riferimento sovraziendale per l'attività pediatrica, compresa quella chirurgica. Per la struttura si ipotizza una vocazione internazionale, in particolare nelle aree del Mediterraneo interessate alla lotta alle microcitemie, nel settore della prevenzione, della diagnosi precoce e della cura.
In relazione al riordino della disciplina degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, di cui al decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288, le attività svolte dalla sede di Cagliari dell'INRCA (Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per Anziani) vengono attribuite alle strutture sanitarie operanti nella provincia di Cagliari.
Insistono inoltre nel territorio della provincia di Cagliari:
· Azienda Ospedaliera Brotzu, ospedale di rilievo nazionale sede di DEA di 2° livello;
· Azienda Ospedaliero-Universitaria, destinata ad avere sede presso il Policlinico Universitario ed il Presidio San Giovanni di Dio.
Il nuovo ospedale policentrico risponde all'esigenza di mettere a disposizione delta popolazione una struttura ospedaliera moderna, sotto il profilo strutturale, tecnologico e funzionale, superando le criticità proprie dei due presidi ospedalieri attualmente esistenti. Dall'analisi dello specifico contesto dell'area metropolitana di Cagliari risulta infatti che i presidi Santissima Trinità e Marino presentano gravi elementi di criticità (il primo perché organizzato a padiglioni con conseguenti diseconomie sotto il profilo logistico e organizzativo oltre che operante in una zona ad alta densità abitativa e di traffico; il secondo in quanto risente dei limiti propri di una struttura nata con destinazione alberghiera). Tenuto conto di tali criticità, il presente Piano prevede il superamento di tali strutture ed il trasferimento delle attività in esse ospitate in una sede realizzata secondo i più aggiornati criteri di progettazione dei moderni ospedali. Fino a che non sarà realizzata la nuova struttura, i presidi ospedalieri Santissima Trinità e Marino continueranno a garantire l'assistenza sanitaria.
Il nuovo ospedale policentrico opererà in rete, oltre che nella struttura di nuova costruzione, su ulteriori tre sedi distaccate:
1. il presidio Binaghi, ospedale a forte integrazione con il territorio, polo pneumologico della rete regionale, con Sassari e Nuoro, riferimento territoriale per il sistema respiratorio. È previsto il potenziamento delle post-acuzie, della riabilitazione respiratoria e della terapia respiratoria sub-intensiva;
2. il presidio "San Marcellino" di Muravera che, in considerazione della sua posizione geografica e della forte vocazione turistica, è destinato a mantenere le funzioni di degenza ordinaria per acuti, affiancate dall'attività a ciclo diurno e da un pronto soccorso inserito nella rete di emergenza e dimensionato anche alle peculiari esigenze del periodo estivo. È prevista la riconversione di parte dei posti letto da acuti in post-acuzie. Le attività sono organizzate in un unico dipartimento polispecialistico, comprendente l'area medica, l'area chirurgica, l'emergenza-urgenza e la post-acuzie;
3. il presidio "San Giuseppe" di Isili che, in considerazione della sua posizione geografica, è destinato a mantenere le funzioni di degenza ordinaria per acuti, affiancate dall'attività a ciclo diurno e da un pronto soccorso inserito nella rete di emergenza. È prevista la riconversione di parte dei posti letto da acuti in post-acuzie. Le attività sono organizzate in un unico dipartimento polispecialistico, comprendente l'area medica, l'area chirurgica, l'emergenza-urgenza e la post-acuzie.
Nell'ambito dell'ASL operano 10 case di cura, che si prevede di utilizzare in parte per l'acuzie e in parte per la post-acuzie, con una riduzione dei posti letto che tenga conto dell'attuale tasso di utilizzo e che contribuisca, proporzionalmente, alla complessiva riduzione della dotazione di posti letto.
Il patrimonio strutturale e tecnologico attualmente disponibile presso l'ASL 8 presenta gravi carenze: è in parte inadeguato sotto il profilo della sicurezza e della messa a norma, appare in gran parte obsoleto rispetto ai più moderni standard di qualità dell'assistenza; risulta lacunoso quanto a tecnologie disponibili e richiede continui e costanti interventi di ristrutturazione e manutenzione. I numerosi investimenti programmati in passato (spesso ancora in corso) hanno risentito di una eccessiva frammentarietà delle opere, di una particolare lentezza nella loro realizzazione, di una difficoltà a garantire rinnovamento ed efficienza gestionale delle strutture.
Azienda Ospedaliera BrotzuL'Azienda Brotzu, integrata all'interno del Sistema sanitario regionale - in particolare con l'Azienda sanitaria locale di Cagliari e la costituenda Azienda Ospedaliero-Universitaria, persegue obiettivi di rafforzamento dei requisiti previsti dalla normativa nazionale per le aziende ospedaliere, con l'obiettivo di acquisire per alcune specialità un ruolo sovraregionale (nei confronti del Mezzogiorno d'Italia e, in prospettiva, del bacino del Mediterraneo).
Nel triennio di validità del Piano, l'Azienda Brotzu persegue ì seguenti obiettivi:
consolida e rafforza l'attività nel campo dei trapianti, in particolare di rene, fegato e rene-pancreas, anche attraverso una reale integrazione organizzativa e funzionale delle professionalità mediche e chirurgiche (attualmente presenti in urologia, nefrologia, gastroenterologia);
· consolida e rafforza l'attività nel settore cardiovascolare, prevedendo l'integrazione delle diverse professionalità attualmente presenti in cardiologia, compresa la cardiologia pediatrica, cardiochirurgia, emodinamica, chirurgia vascolare, fisiopatologia respiratoria, potenziando l'attività trapiantologica, sviluppando l'innovazione nelle tecniche di intervento ed assicurando uno stretto raccordo con la rete delle emergenze cardiologiche;
· consolida e rafforza l'attività nel campo dell'ostetricia-ginecologia, quale struttura di terzo livello coinvolta nei più recenti processi di diversificazione delle risposte assistenziali;
· consolida e rafforza l'attività nel campo della traumatologia, nella fase acuta e riabilitativa, attraverso il completamento del centro di alta specializzazione per il trattamento delle lesioni traumatiche complesse;
· qualifica l'attività di ricovero delle medicine generali potenziando in particolare l'offerta assistenziale nelle aree complementari rispetto a .quelle specialistiche di cui sopra;
· qualifica l'attività delle chirurgie generali, valorizzando le competenze di eccellenza già presenti all'interno e sviluppando le attività in relazione alle esigenze della popolazione;
· consolida e rafforza l'area dei servizi diagnostici, e delle attività ambulatoriali a favore di pazienti interni ed esterni, tenendo conto della rete assistenziale esistente sul territorio.
Più in generale, l'Azienda Brotzu:
· contribuisce al riordino della rete regionale ospedaliera attraverso il contenimento dei posti letto ordinari e l'aumento di quelli a ciclo diurno, il potenziamento della riabilitazione intensiva, cardiologica, neurologica e traumatologica;
· sviluppa processi di miglioramento continuo della qualità e dell'efficacia perseguendo obiettivi di eccellenza clinica in ambito regionale e sovraregionale.
EMENDAMENTO all'emendamento numero 111 sostitutivo totale RASSU - LICANDRO - VARGIU - CASSANO - PETRINI - CONTU - DIANA - LIORI - AMADU - MORO - ARTIZZU.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
L'emendamento numero 11 è sostituito dal seguente:
Nel paragrafo intitolato "Provincia di Sassari ASL 1" alla 37° riga, al termine del capoverso sui presidi di Ittiri e Chiesi, è aggiunto il seguente:
Nei presidi di Ittiri e Chiesi è garantita:
a) la presenza di un presidio di Pronto Soccorso attivo 24H con la costante disponibilità di un'ambulanza medicalizzata del 118.
b) Il mantenimento funzionale e potenziamento degli attuali servizi e dell'attuale livello di prestazioni sanitarie dei vari reparti.
c) L'attivazione del reparto dialisi già predisposto nell'Ospedale di Chiesi.
d) L'utilizzo delle Sale chirurgiche esistenti per il mantenimento e potenziamento delle attività di DAY SURGERY.
Nel contempo, in contemporaneità con l'attivazione in tutto il territorio dell'Assistenza Domiciliare Integrata e, dopo aver attivato ogni necessario confronto con i rappresentanti Istituzionali degli Enti Locali, Provincia, confederazioni Sindacali Territoriali, i rappresentanti delle Categorie Professionali del settore, e tenuto conto delle proposte in merito rivenienti dalla stessa concertazione, la Giunta Regionale predispone un piano di riconversione degli Ospedali di Ittiri e Chiesi in cui viene valutata la possibilità di destinare parte delle loro Strutture in Ospedali di Comunità.
Il Piano di riconversione deve essere trasmesso alla Commissione Consiliare Sanità per esprimere il parere di merito entro quindici giorni. (599)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - LA SPISA - LICANDRO - PETRINI - CONTU - RANDAZZO Vittorio - ARTIZZU - CHERCHI Oscar.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Il 4° capoverso di pag. 98 (riga 16) da "per tali presidi"….. fino a ….."Centro Polifunzionale", è soppresso. (111)
EMENDAMENTO SOSTITUTIVO PARZIALE RASSU - PETRINI - LA SPISA - CONTU - LICANDRO.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis
Al 4° capoverso della pag. dopo le parole "Santissima Annunziata" le parole da: " è prevista…. sino a ….Polifunzionale" sono sostituite dalle parole: "è prevista la funzione ospedaliera ordinaria". (199)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine della trentunesima riga del paragrafo intitolato "Provincia di Sassari ASL 1", dopo le parole "…assistenza ospedaliera.", è aggiunto il seguente:
"Entro novanta giorni dalla data di approvazione del presente Piano, la Giunta Regionale si impegna a presentare alla competente Commissione Sanità, che si esprime entro quindici giorni, un progetto che indichi i tempi tecnici previsti per il superamento delle due strutture obsolete, e per la realizzazione della nuova ala del Segni, le azioni sui posti letto e sui singoli reparti programmate durante le fasi della transizione negli Ospedali dichiarati obsoleti, gli interventi necessari per evitare che nella fase di transizione i Presidi Ospedalieri dichiarati obsoleti subiscano un danno nella dotazione tecnologica, organica e strutturale che si rifletterebbe in maniera pesantemente negativa sulla qualità dell'offerta assistenziale, la proposta sulla destinazione futura degli attuali stabili". (451)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CONTU - LA SPISA - LICANDRO - PETRINI - RANDAZZO Vittorio - ARTIZZU - CHERCHI Oscar.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Dopo il 5° capoverso di pagina 98 (riga 24) è aggiunto il seguente capoverso:
"Gli ospedali di Thiesi e Ittiri vengono collocati nella rete ospedaliera territoriale di Sassari ubicando nei medesimi specialità mancanti nel territorio, potenziando la specialistica ambulatoriale; la diagnostica strumentale (ecografia, mammografia); saranno attivate le sale operatorie con reparto di day surgery in entrambe le strutture; i pronti soccorso, in particolare quello di Thiesi, saranno potenziati attivando un organico proprio; sarà potenziata la cardiologia con ulteriori risorse umane mediche ed infermieristiche; sarà potenziata la cardiologia con ulteriori risorse umane mediche ed infermieristiche; sarà attivato il centro dialisi con organico proprio e la disponibilità del nefrologo; in entrambi gli ospedali si prevedono 20 posti letto post-acuti non gestibili a domicilio e un reparto di RSA; nell'ospedale di Thiesi si prevede un reparto per acuti con 15 posti letto.". (198)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del primo capoverso del paragrafo intitolato "Provincia di Sassari - ASL 1", dopo le parole "…auto medicalizzata.", è aggiunto il seguente:
"Tali attività legate all'emergenza dovranno essere garantite con il massimo dell'efficienza, dell'efficacia e dell'appropriatezza, per cui saranno predisposti interventi mirati per l'adeguamento dei servizi alle necessità dell'emergenza.". (452)
EMENDAMENTO aggiuntivo GALLUS - LADU - MURGIONI - VARGIU - DIANA - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - RANDAZZO Alberto - AMADU - CONTU - RANDAZZO Vittorio - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
A pag. 98, al termine del sub paragrafo relativo alla ASL 1 di Sassari è aggiunto il seguente periodo: "Alla clinica dermatologica dell'Università di Sassari al fine di assicurare la continuità nelle prestazioni di carattere specialistico sono assegnati 4 posti letto D.O. e 4 posti in D.H.". (205)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - LIORI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del primo capoverso del paragrafo intitolato "Provincia di Sassari - ASL 1", è aggiunto il seguente:
"La Giunta Regionale è comunque impegnata a presentare quanto prima alla Commissione consiliare Sanità il progetto di integrazione della risposta assistenziale tra RSA e presidi ospedalieri con dotazione per post acuti, relativo alla Provincia di Sassari.". (450)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - GALLUS - MURGIONI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del paragrafo Provincia di Sassari - ASL 1, dopo le parole "…12 luglio 2005", è aggiunto il seguente:
", per quanto compatibili con la programmazione disposta dal presente Piano.". (453)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - LADU - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel secondo paragrafo, intitolato "Provincia di Olbia - Tempio - ASL 2, al secondo capoverso, alla decima riga, la parte che inizia con le parole "Tenuto conto..." e termina con le parole: "…Aziende Sanitarie.", è sostituita dalla seguente:
"Tenuto conto della particolare situazione della Provincia di Olbia - Tempio, caratterizzata da carenza di offerta sanitaria, da crescita demografica ed economica, da consistenti flussi turistici e da buona accessibilità attraverso la rete viaria, è compresa nella programmazione del presente Piano una struttura privata, proposta dall'IRCCS, Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, delle dimensioni di 180 posti letto, strettamente integrata con l'offerta ospedaliera pubblica, secondo le indicazioni del presente Piano.". (456)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - LADU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel secondo paragrafo, intitolato "Provincia di Olbia - Tempio - ASL 2, dopo il primo capoverso, è aggiunto il seguente:
"Per quanto attiene al Presidio di Tempio, si prevede la valorizzazione delle notevoli capacità recettive della struttura, attraverso il potenziamento dei servizi e la garanzia della miglior attività dell'offerta chirurgica, attraverso l'istituzione del Reparto di Terapia Intensiva e Rianimazione. Nello stesso nosocomio si provvederà al potenziamento, all'aggiornamento e al completamento dei servizi generali dell'Ospedale, con particolare riferimento alle apparecchiature radiologiche e di laboratorio. Verrà altresì completato l'organico del Servizio di Farmacia.". (455)
EMENDAMENTO aggiuntivo UGGIAS - COCCO - LAI - SABATINI - MELONI - SANNA Francesco.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Alla pagina 99, secondo capoverso (riga 11), dopo il termine "portano" inserire le seguenti parole: "garantendo i servizi assistenziali nell'isola.". (224)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel secondo paragrafo, intitolato "Provincia di Olbia - Tempio - ASL 2, al secondo capoverso,alla nona riga, dopo le parole "letto multidisciplinari.", è aggiunto il seguente: "In considerazione delle difficoltà di trasporto legate all'insularità e alle condizioni meterologiche, nel Presidio di La Maddalena dovranno essere rafforzate le risposte legate all'emergenza-urgenza, in particolare per quanto riguarda la terapia semintensiva e la stabilizzazione del politraumatizzato e dell'evento vascolare acuto. In tal senso, i servizi ospedalieri di supporto dovranno essere potenziati e dotati di adeguate attrezzature tecnologiche." (454)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - LADU - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel secondo paragrafo, intitolato "Provincia di Olbia - Tempio - ASL 2, al secondo capoverso, alla diciottesima riga, dopo le parole: "…Aziende Sanitarie.", è aggiunto il seguente:
"Tale dotazione di 180 posti letto della struttura San Raffaele Monte Tabor si intende aggiuntiva rispetto alla dotazione di posti letto dell'ospedalità privata che si evince dalla diciottesima riga della tabella 3, a pag. 95 del Piano.". (457)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - LIORI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel paragrafo, intitolato "Provincia di Nuoro - ASL 3, nel secondo capoverso, alla dodicesima riga, dopo le parole: "…PS 24.", è aggiunto il seguente:
"Il P.O. Zonchello di Nuoro nasce negli anni trenta come struttura specializzata per il trattamento delle malattie polmonari e beneficia di un parco circostante di circa ove ettari. E' un fiore all'occhiello nel trattamento delle malattie polmonari e respiratorie. Attualmente ospita un reparto di pneumologia con 49 posti letto, che si trova nella sede ideale, perfettamente integrato con un DH pneumologico con 15 posti letto, con un servizio di Fisiopatologia respiratoria, con un servizio di Allergologia, con un servizio di Prevenzione della TBC (attualmente in fase di reìcridescenza, specie nella popolazione extracomunitaria) ed altri indispensabili servizi. Nel triennio di vigenza del Piano, si conferma la vocazione pneumologica dell'Ospedale Zonchello, che verrà potenziata attraverso l'introduzione dell'offerta di riabilitazione respiratoria e della terapia semintensiva respiratoria.". (519)
EMENDAMENTO aggiuntivo PIRISI - FLORIS - BARRACCIU - CERINA - SANNA Francesco.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel subparagrafo Provincia di Nuoro - ASL 3, alla fine dell'ultimo capoverso sono aggiunte le parole:
"E' prevista presso la struttura di Macomer, l'istituzione del 118.". (184)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DIANA - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - RANDAZZO Alberto - AMADU - RANDAZZO Vittorio - CONTU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Dopo il paragrafo relativo alla ASL n. 3 della Provincia di Nuoro, dopo le parole "in rete con l'Ospedale Zonchello di Nuoro", è aggiunto il seguente paragrafo:
"Al fine di dotare la Baronia e il Margine di un servizio sanitario decentrato e adeguato è istituito un ospedale di comunità a Siniscola e a Macomer.". (203)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DIANA - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - RANDAZZO Alberto - AMADU - RANDAZZO Vittorio - CONTU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
A pag. 100, al termine del sub-paragrafo relativo alla ASL n. 3 della Provincia di Nuoro, è aggiunto il seguente periodo:
"Al fine di venire incontro alle accresciute esigenze di fornire un servizio sanitario efficace e decentrato è istituito un punto di Primo intervento nel comune di Siniscola e in quello di Macomer.". (207)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - RASSU - PETRINI DIANA - RANDAZZO Vittorio - LADU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel quarto paragrafo, intitolato "Provincia dell'Ogliastra - ASL 4", le ultime due righe sono sostituite dal seguente:
"Nel territorio della ASL opera una Casa di Cura privata con fortissimo radicamento territoriale e integrazione storica con la rete pubblica, il cui ruolo va conservato e salvaguardato, anche attraverso la possibile riconsiderazione attraverso gli accordi aziendali del numero dei posti letto attribuito dal presente Piano, che possono essere aumentati sino ad un massimo del 20% per l parte che concerne il DH e la post-acuzie.". (459)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - RASSU - PETRINI DIANA - RANDAZZO Vittorio - LADU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel quarto paragrafo, intitolato "Provincia dell'Ogliastra - ASL 4, dopo la nona riga, è aggiunto il seguente:
L'Ospedale di Lanusei rappresenta attualmente l'unica offerta sanitaria di degenza pubblica nel territorio dell'Ogliastra. La tutela della sua funzione, delle specialità presenti e delle professionalità che operano all'interno dell'Ospedale appare dunque una garanzia importante della qualità dell'offerta territoriale ed una conferma della presenza della Regione nella garanzia dei diritti dei cittadini delle zone più periferiche e disagiate. All'interno dell'Ospedale sono indispensabili alcuni adeguamenti dell'offerta, che diventano pertanto priorità del presente Piano:
- Istituzione di un'Astanteria - Osservazione Breve nel P.S., che sani le attuali intollerabili carenze strutturali e logistiche di un servizio che è ricavato in spazi angusti e assolutamente privi dell'adeguata funzionalità.
- Risanamento logistico dei reparti di Ortopedia e Chirurgia, che mantengano la propria individualità ed identità.
- Istituzione dell'indispensabile Servizio di UTTC, con almeno i tre posti letto che discendono dai parametri standard nazionali, con adeguamento dell'organico sanitario della Cardiologia, attualmente in grave sofferenza e sua autonomia funzionale, come Unità Operativa Complessa.
- Adeguamento degli organici di Pediatria, Centro Trasfusionale.
- Attivazione dei Servizi di Otorino, Oculistica, Neurologia, Urologia e Oncologia.
Attivazione degli interventi necessari a rafforzare la centralità ospedaliera nella rete dell'emergenza urgenza, migliorando il sevizio che, nel territorio dell'Ogliastra, scarsamente collegato dalla rete dei trasporti viari e quindi difficilmente accessibile nei tempi standard ottimali, sconta deficit di efficienza.(458)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LICANDRO - LA SPISA - CONTU - PETRINI - DIANA - SANJUST - RANDAZZO - CHERCHI Oscar - DEDONI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis
Nella tabella numero 3, alla ASL di Oristano, il numero dei posti letto totali assegnati al privato sono aumentati a 150, di cui 110 per acuti. (322)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - RASSU - PETRINI DIANA - RANDAZZO Vittorio - LADU - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel quinto paragrafo, intitolato "Provincia di Oristano - ASL 5, alla ventunesima riga, il periodo che inizia con le parole "Nell'ambito…" e finisce con le parole "…post-acuzie.", è sostituito dal seguente:
"Nell'ambito della ASL opera una Casa di Cura, fortemente radicata nella risposta sanitaria aziendale e pienamente e storicamente integrata con l'ospedalità pubblica, che si prevede di utilizzare in parte per l'acuzie e in parte per la post-acuzie. Il ruolo della Casa di Cura va salvaguardato, anche attraverso la possibile riconsiderazione nel corso della contrattazione aziendale, del numero massimo di posti letto attribuito dal Piano, che possono pertanto essere aumentati, sino ad un massimo del 20% del totale, esclusivamente se assegnati al DH e alla post-acuzie.". (461)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - GALLUS - RASSU - PETRINI DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel quinto paragrafo, intitolato "Provincia di Oristano - ASL 5, alla ventesima riga, dopo le parole "…di Oristano", è aggiunto il seguente:
"I Presidi di Ghilarza e di Bosa sono fortemente radicati nella risposta sanitaria del territorio e rappresentano anelli fondamentali del sistema dell'emergenza urgenza. La Regione si impegna pertanto a studiare per ciascuno di essi una specificità di risposta sanitaria che possa consentire di mantenerne e rafforzarne la riconoscibilità e il ruolo di riferimento al servizio del territorio. La Regione si impegna altresì a garantire le risorse economiche necessarie per il rafforzamento dei servizi generali ospedalieri, in particolare per quanto attiene alla risposta tecnologica radiologica e di laboratorio e la stabilizzazione del paziente politraumatizzato e vascolare acuto". (460)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del quinto paragrafo, intitolato "Provincia di Oristano - ASL 5, è aggiunto il seguente:
"I posti letto dell'offerta relativa a tale struttura non vengono comunque computati nel contesto quantitativo dei posti letto complessivamente attribuiti all'Ospedalità privata, nella ASL di Oristano, ex tabella 3.". (462)
EMENDAMENTO aggiuntivo GALLUS - LADU - MURGIONI - VARGIU - DIANA - CAPELLI - LICANDRO - CHERCHI Oscar - RASSU - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CONTU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del paragrafo 3.3 ter, a pag. 95, è aggiunto il seguente capoverso: "In considerazione dell'alto indice di vecchiaia del territorio, è prevista la realizzazione presso il Presidio Ospedaliero di Ghilarza di un centro di riferimento di valenza aziendale per il trattamento dell'ALZHEIMER e delle Demenze, dotato di adeguate tecnologie diagnostiche e in rete con il Presidio Ospedaliero San Martino di Oristano.". (201)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - LADU - RANDAZZO Vittorio - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del sesto paragrafo, intitolato "Provincia del Medio Campidano - ASL 6, è aggiunto il seguente:
"Entro novanta giorni dalla data di approvazione del presente Piano, la Giunta regionale si impegna a presentare alla competente Commissione Sanità, che esprime il proprio parere entro i successivi quindici giorni, un progetto che indichi i tempi tecnici previsti per il superamento dell'Ospedale dichiarato vetusto, la ipotesi di calendarizzazione degli interventi di trasferimento dei reparti, le azioni di difesa della qualità delle prestazioni nella vecchia struttura nel tempo necessario al suo superamento, l'eventuale proposta di destinazione futura dell'attuale stabile.". (463)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - LADU - RANDAZZO Vittorio - AMADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del sesto paragrafo, intitolato "Provincia del Medio Campidano - ASL 6, è aggiunto il seguente:
"Tale struttura sarà realizzata nel triennio di vigenza del Piano, attraverso la costruzione del nuovo blocco ospedaliero, collegato con un tunnel al vecchio blocco che nel frattempo verrà ristrutturato, per il quale sarà stanziata la cifra di 22 milioni di euro nella Legge Finanziaria Regionale 2007, con l'obiettivo di portare da 172 a 252 l'offerta di posti letto.
Il Nuovo Ospedale garantirà posti letto nelle specialità di Neurologia, Pediatria, Oculistica, Oncologi, per le quali il territorio del Medio Campidano paga il più alto prezzo nella mobilità interaziendale.
La struttura Ospedaliera sarà altresì dotata dell'indispensabile Servizio di Terapia Intensiva.". (464)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al termine del sesto paragrafo, intitolato "Provincia del Medio Campidano - ASL 6, è aggiunto il seguente:
"All'interno dell'Azienda 7 verrà conservata l'attività di Chirurgia Pediatrica". (465)
EMENDAMENTO all'EMENDAMENTO numero 8 sostitutivo parziale IBBA - COCCO.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Sostituire a pag. 104 il paragrafo "In relazione al riordino della disciplina degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, di cui al decreto legislativo 16 ottobre 2003 n. 288, le attività svolte dalla sede di Cagliari dell'INRCA (Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani) vengono attribuite alle strutture sanitarie operanti nella provincia di Cagliari.'' Con il seguente paragrafo: "Nelle more del riordino degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, di cui al decreto legislativo 16 ottobre 2003 n. 288, e del perfezionamento degli accordi fra la Regione e le istituzioni nazionali e regionali competenti, l'attività svolta presso la sede di Cagliari dell'INRCA (Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani) continua ad essere svolta presso la stessa struttura. (597)
EMENDAMENTO soppressivo parziale IBBA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
A pagina 104 il 4° capoverso da "in relazione al…" fino a: "operanti nella Provincia di Cagliari", è soppresso. (8)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla diciottesima riga, il punto che inizia con le parole "Il presidio Binaghi…", è soppresso. (477)
EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quinto capoverso, alla quinta riga, la parte che va dalle parole "Il patrimonio…", alle parole "…gestionale delle strutture.", è soppressa. (485)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", il primo capoverso, dalle parole "Si tratta…", alle parole "…mila unità).", è sostituito dal seguente:
"Si tratta dell'Azienda più grande della Regione, sia per estensione territoriale, che per numero di abitanti (il 33% dei residenti in Sardegna), che ha recentemente assorbito parte delle ASL 3, 6 e 7, aumentando i propri assistiti di circa 72 mila unità. Nel contesto del suo territorio si trova la città capoluogo di Regione e hanno sede l'Azienda Mista e l'Azienda Ospedaliera ad alta specializzazione. La forte infrastrutturazione del capoluogo e del suo hinterland, la sua accessibilità viaria relativamente favorevole, l'accentramento di uffici e servizi a valenza regionale rendono le strutture sanitarie cagliaritane particolarmente idonee a fornire quelle peculiari risposte di assistenza che hanno la caratteristica di nascere per la soddisfazione dell'utenza dell'intera Regione". (466)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla undicesima riga, la parte compresa tra le parole "Tale particolare…", e le parole "…post-acuti.", è sostituita dal seguente:
"Tale particolare concentrazione di strutture ospedaliere, alcune delle quali ad alto livello di specializzazione, determina il più alto tasso di posti letto della Sardegna. Tale situazione necessita di una riorganizzazione che, conservando la peculiarità di risposta sanitaria che mal troverebbero soddisfazione in sedi meno centrali ed ampliando il ventaglio di tali risposte alle nuove esigenze di sanità emergenti, possa comportare un riassestamento dell'offerta di posti letto per ricovero ordinario, che tenga comunque conto della necessità di garantire adeguate risposte nel contesto urbano della città". (467)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla ventesima riga, le parole "in non più di 5 grandi strutture o poli ospedalieri, di cui tre dell'Azienda Sanitaria Locale", sono sostituite dalle seguenti: "in almeno sei grandi strutture o poli ospedalieri, di cui almeno quattro dell'Azienda Sanitaria Locale". (468)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ultimo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla ventinovesima riga, la parte compresa tra le parole da "operante in rete con tre presidi…" sino a "…San Giuseppe);", sono sostituite dal seguente: "…operante in rete con due presidi ospedalieri distaccati, uno a Muravera (presidio San Marcellino e uno a Isili (presidio San Giuseppe)". (470)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8" , al primo capoverso, alla trentatreesima riga, il punto che inizia con le parole: "Ospedale oncologico Businco...", è sostituito con il seguente: L'Ospedale Oncologico assume la funzione di Ospedale di riferimento regionale.
Nell'ambito del modello hub and spoke, esso rappresenta pertanto il Centro di coordinamento e di riferimento per la diagnosi e la terapia della patologia oncologica, anche attraverso la valorizzazione dei rapporti di collaborazione con altre strutture nazionali e internazionali che possano essere di riferimento per i pazienti sardi che necessitano di trattamenti indisponibili nella nostra Regione. All'interno della struttura ospedaliera saranno pertanto valorizzate le eccellenze mediche e chirurgiche, con l'obiettivo dell'ampliamento dell'offerta di qualità e della conseguente riduzione dell'attrazione dal resto della Regione delle patologie che possono essere adeguatamente trattate presso i servizi degli territorialmente competenti.
Priorità assoluta della ASL 8 dovrà essere quella di dotare di organici professionali e risorse finanziarie adeguate il Servizio di Radioterapia. Dovrà essere garantita la più ampia autonomia e ogni necessario supporto finanziario alle unità operative ospedaliere che si occupano di Terapia del Dolore, di Melanoma, di Terapia Radiometabolica, di Terapia con Radiofrequenze. Dovrà essere garantita la piena funzionalità del Servizio PET. All'interno dell'ospedale Oncologico dovrà essere attivato un servizio di Riabilitazione Neuromotoria.
Nel triennio di vigenza del Piano, in stretta connessione con l'Ospedale Oncologico dovrà essere operativa l'assistenza dei malati terminali fornita dall'Hospice e dovrà essere attivato ed efficiente un servizio di sostegno psicologico per i pazienti oncologici e per le loro famiglie. Nel triennio di vigenza del Piano, la Regione si impegna inoltre a garantire un contributo stabile di 200.000 euro/annui per la gestione della Casa di Accoglienza per i malati Oncologici. (492)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla quarantatreesima riga, il periodo che inizia con le parole "Per la struttura…", è sostituito dal seguente:
"Per la struttura, in piena integrazione con le attività trapiantologiche che avranno sede presso l'Ospedale Binaghi, si auspica una vocazione internazionale, in particolare nelle aree del Mediterraneo interessate alla lotta alle microcitemie, nel settore della diagnosi precoce e della cura.". (472)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla decima riga, dopo le parole "…destinazione alberghiera)." il periodo che va dalle parole "tenuto conto…" alle parole "moderni ospedali", è sostituito dal seguente:
"tenuto conto di tale criticità, ma anche del radicamento storico di tali Ospedali all'interno del contesto urbano della città e del suo litorale, il presente Piano prevede un adeguato progetto di studio che verifichi la reale possibilità di arrivare al superamento dei due Ospedali storici e valuti l'eventuale impatto negativo sulle risposte sanitarie della città di Cagliari che deriverebbe da un'eventuale ipotesi di delocalizzazione della nuova struttura rispetto alle aree del centro cittadino". (474)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla tredicesima riga, dopo le parole "…moderni ospedali)." il periodo che va dalle parole "Fino a che…" alle parole "…assistenza sanitaria.", è sostituito dal seguente:
"Entro novanta giorni dall'approvazione del presente Piano, la giunta regionale si impegna a presentare alla competente Commissione Sanità, che si esprime entro i successivi quindici giorni, un progetto che indichi la eventuale sussistenza delle fattibilità necessarie al superamento delle due strutture sanitarie, che individui i tempi tecnici in cui dovrà essere realizzato tale superamento, che ipotizzi un percorso per la definizione del destino dei posti letto e dei reparti oggi ricompresi all'interno dei due Presidi Ospedalieri, che proponga con chiarezza gli interventi necessari per evitare che nella fase di transizione i Presidi dichiarati obsoleti subiscano un danno nella dotazione tecnologica, organica e strutturale che si rifletterebbe in maniera pesantemente negativa sulla qualità dell'offerta assistenziale, che contenga la proposta sulla futura destinazione degli stabili che non saranno più destinati ad attività assistenziale ospedaliera". (475)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla sedicesima riga, il periodo che inizia con "Il nuovo…", è sostituito dal seguente:
"Il nuovo Ospedale policentrico opererà in rete, oltre che nella struttura di nuova costruzione, su ulteriori due sedi staccate:". (476)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari -ASL 8-" , al quarto capoverso, alla ventitreesima riga, il secondo punto, che inizia con le parole "Il presidio San Marcellino...", è sostituito dal seguente punto:
Il Presidio di Muravera, in considerazione della sua posizione geografica e della forte vocazione turistica, è destinato a mantenere le funzioni degenza ordinaria per acuti, affiancate dall'atttività a ciclo diurno e da un pronto soccorso, dotato di almeno 4 posti letto di osservazione breve e di 2 posti letto di terapia semintensiva destinati alla stabilizzazione del paziente critico, inserito nella rete di emergenza e dimensionato anche alle peculiari esigenze del periodo estivo. E' indispensabile il collegamento con elisoccorso, che rende prioritario entro sei mesi l'adeguamento dell'eliporto alla normativa vigente. Nell'Ospedale di Muravera verranno rafforzati i servizi di base, con potenziamento
dell'organico e rinnovamento tecnologico delle attrezzature della radiologia e del laboratorio.
Verrà garantito il potenziamento del servizio di dialisi, sia attraverso l'adeguamento della dotazione organica, che attraverso il rinnovo della tecnologia, con l'obiettivo di garantire 30-40 posti disponibili, durante la stagione estiva. Verrà potenziato l'organico e adeguate le attrezzature del servizio di anestesia.
Per il Presidio di Muravera è prevista l'attivazione di un unico dipartimento polispecialistico con 3 aree (medica, chirurgica ed emergenza urgenza) e con circa 40 posti letto. I restanti posti letto verranno convertiti per post-acuti e lungodegenti (479)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quinto capoverso, alla seconda riga, la parte che va dalle parole "con una riduzione..." alle parole "tasso di utilizzo", è sostituita con il seguente:
"con una riduzione dei posti letto di ciascuna struttura che sia modulata sui rispettivi tassi di utilizzo, sull'indice di appropriatezza dei ricoveri e sulla localizzazione topografica dell'offerta rispetto al contesto urbano e abitativo". (484)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", alla nona riga, il punto che inizia con le parole "consolida e rafforza..", è sostituito dal seguente:
"Rafforzamento dell'offerta nel campo dei trapianti, cuore, fegato, rene e rene-pancreas, al fine di pervenire nel triennio di vigenza del Piano ad un aumento del 30% degli organi raccolti e trapiantati; a tal fine la rianimazione dovrà essere portata da otto a 12 letti in attività, con il correlato incremento del personale medico di tre unità e di quello infermieristico di otto unità.
La spesa derivante sarà più che coperta dall'aumento del numero dei donatori e dei conseguenti trapianti di rene, ognuno dei quali consente un risparmio di costi dialitici di circa 100.000 €.". (487)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", alla ventitreesima riga, il punto che inizia con le parole "consolida e rafforza..", è sostituito con il seguente:
"Consolida e rafforza l'attività nel campo della traumatologia nella fase acuta e riabilitativa, con il riconoscimento del centro quale Trauma Center di primo livello per tutta la Sardegna del sud, il suo completamento mediante un finanziamento mirato nel triennio di vigenza del Piano, e la sua adeguata dotazione di attrezzature tecnologiche.". (490)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MARRACINI - ATZERI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al punto 4 del sub-paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu" la parola Traumatologia" è sostituita dalle seguenti: "Patologie Traumatiche complesse". (97)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale PACIFICO - LAI Silvio - MATTANA - SANNA Franco - BARRACCIU - CORRIAS.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu", nel 4° punto (riga 25) sostituire le parole "della traumatologia", con le parole "delle patologie traumatiche complesse". (146)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CASSANO - PISANO - DEDONI - SANCIU - LA SPISA - LOMBARDO - CONTU - RANDAZZO Vittorio - AMADU - CAPPAI - ARTIZZU.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al nono paragrafo, dal titolo "Azienda Ospedaliera Brotzu", al primo capoverso, il settimo obiettivo, che inizia con le parole "consolida e rafforza l'area dei servizi…", è sostituito dal seguente:
"consolida e rafforza l'area dei servizi diagnostici, con specifica attenzione all'aggiornamento tecnologico delle apparecchiature radiologiche, indispensabili al mantenimento dell'eccellenza e, in particolare, alla specifica offerta neuroradiologica, intrinsecamente correlata alle attività ultraspecialistiche della Stroke Unit e della Neurochirurgia. Le attività dei servizi, così come quelle ambulatoriali, soddisfatte le specifiche esigenze interne dell'Azienda, sono aperte ai pazienti esterni, a supporto ed integrazione della rete assistenziale esistente sul territorio.". (520)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari -ASL 8-" , al primo capoverso, alla diciasettesima riga, dopo la parola "acuti.", è aggiunto il seguente: Il patrimonio strutturale e tecnologico attualmente afferente alla ASL 8 presenta gravi carenze.
In particolare, per quanto attiene ai P.O. della città di Cagliari, tali criticità appaiono difficilmente superabili, in quanto quasi sempre discendenti dalla vetustà degli stabili, da difficoltà nel sistema viario urbano di accesso, da obsolescenza delle tecnologie di base. Nel triennio di vigenza del Piano, la Giunta Regionale è pertanto impegnata ad approfondire tale situazione attraverso uno studio organico, i cui risultati devono essere sottoposti all'attenzione della competente Commissione Consiliare, per poter essere utilizzati come base di conoscenza e di partenza per un progetto di riconversione delle attuali strutture ospedaliere, che non escluda l'ipotesi della realizzazione di una nuova struttura ospedaliera, più moderna e adeguata alle esigenze dei tempi, che si inserisca nel futuro panorama dell'offerta in modo da rispettare rigorosamente la necessità del rafforzamento della presenza della struttura pubblica all'interno dell'area urbana e del territorio comunale di Cagliari. (480)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla ventunesima riga, dopo le parole "…sanitaria locale", è aggiunto il seguente:
"Localizzati, come gli attuali, all'interno del territorio della Città di Cagliari". (469)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari -ASL 8-" , al primo capoverso, alla venticinquesima riga, dopo le parole "o poli ospedalieri:", è aggiunto il seguente punto: "Ospedale Marino di Cagliari, che svolge un ruolo insostituibile nel sistema dell'emergenza urgenza e, con la sua attività traumatologica, ortopedica e chirurgica in genere, garantisce un fondamentale presidio nella chirurgia d'elezione. E' per questo che la sua attuale offerta sanitaria deve essere tutelata e potenziata, anche in relazione alla sua centralità geografica rispetto al Comune di Quartu e alla fascia costiera, ad alta densità di popolazione, che innalza significativamente i propri livelli demografici demografici nel corso del periodo estivo. Le carenze logistiche dell'Ospedale Marino, conseguenti all'utilizzo dì locali con precedente destinazione alberghiera, devono essere superate con l'obiettivo della piena integrazione tra le strutture di nuova concezione (unità spinale e terapia iperbarica) e quelle ospitate nel corpo di fabbrica principale. In particolare, appare indispensabile agire sul sistema dei percorsi sporco- pulito, creando un sistema di elevatori e di ascensori adeguato alle moderne esigenze del nosocomio. La presenza di numerose chirurgie all'interno dell'Ospedale rende indispensabile l'attivazione della quinta sala chirurgica, adeguando alle normative quella già esistente per piccoli interventi, e rende indifferibile il potenziamento degli organici medici (con particolare riferimento agli anestesisti) e soprattutto del personale, che rappresenta oggi una delle più significative criticità del nosocomio (in particolare di quello di sala, la cui attuale carenza riduce di molto l'operatività chirurgica, e infermieristico). L'attività complessiva dell'Ospedale rende indispensabile il potenziamento del Servizio di Cardiologia, con l'istituzione di almeno 4 posti letto di terapia semintensiva. Appaiono ancora urgenti e indispensabili i lavori di ripristino tecnologico per riabilitare la fornitura dell'acqua calda nell'ala della struttura ospedaliera che ne è attualmente sprovvista, con grave sofferenza per la qualità dell'assistenza ai pazienti. Si rende inoltre indispensabile la ristrutturazione dei locali adibiti a camera mortuaria, che oggi non consentono una sistemazione dignitosa per i familiari, mentre i locali che stanno per essere rilasciati dal P.S. saranno utilizzati per creare servizi generali di accoglienza (bar, ristoro, offerta commerciale), in grado di migliorare la complessiva vivibilità della struttura ospedaliera. Appare altresì utile la localizzazione all'interno dell'Ospedale di un reparto di riabilitazione ortopedica, con la riattivazione della piscina a fini terapeutici." . (482)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari -ASL 8-" , al primo capoverso, alla trentatreesima riga, è aggiunto il seguente punto: L'Ospedale Binaghi, che ha una sede e una tradizione che gli consentono di essere struttura regionale di riferimento per il trattamento delle malattie dell'apparato respiratorio.
Già d'ora, esso svolge un ruolo fondamentale nel panorama sanitaria sardo, costituendo l'unica offerta pneumologica per almeno quattro province sarde: Cagliari, Oristano, Medio Campidano e Sulcis.
La localizzazione all'interno dello stesso Presidio di reparti di degenza medica e chirurgica consente l'integrazione delle specialità e permette il trattamento specifico di patologie che rischierebbero altrimenti di disperdersi all'interno di Presidi a valenza generale. La programmata chiusura dell'INRCA porterà un'ulteriore riduzione dell'offerta di professionalità specificamente dedicata alle patologie respiratorie. E' per questo che obiettivo del Piano è il rafforzamento della vocazione dell'Ospedale Binaghi, come Centro Regionale di riferimento per le patologie respiratorie, con l'obiettivo della sua trasformazione in Azienda Autonoma, specificamente dedicata.
In questo senso, nel triennio di vigenza del Piano dovrà essere portata a termine l'attività di razionalizzazione dei Reparti di Pneumologia con la creazione di un unico Dipartimento d'organo, la riduzione complessiva del numero dei posti Ietto, in relazione ai livelli di occupazione e all'appropriatezza dei ricoveri, il potenziamento della Chirurgia Toracica e l'istituzione di un'unità, dotata di almeno 30 posti letto, che si occupi di riabilitazione respiratoria e di un'altra unità che si occupi di terapia respiratoria subintensiva.
Il servizio di Rianimazione dell'Ospedale Binaghi dovrà essere potenziato e adeguato per consentire l'accoglienza dei pazienti che necessitano di terapia ventilatoria assistita. (478)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al primo capoverso, alla trentasettesima riga, dopo le parole "…anche a livello interregionale.", è aggiunto il seguente:
"In preparazione della sua piena funzionalità, la Regione si attiva presso il Direttore Generale della ASL 8 perché siano disposti gli opportuni accordi con l'Università per la formazione del personale dirigente medico e tecnico che dovrà occuparsi della gestione del centro e autorizza gli adeguamenti di organico necessari alla piena efficienza della risposta assistenziale a regime". (471)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - FARIGU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
All'ottavo paragrafo, "Provincia di Cagliari - ASL 8", al secondo capoverso, dopo l'ultima parola ("Cagliari"), è aggiunto il seguente:
", previo accordo tra la Regione Sardegna e la sede centrale dell'INRCA, da sottoporre per l'approvazione alla competente Commissione Consiliare, che esprime il proprio parere entro quindici giorni". (473)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO -SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - LIORI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla quarta riga, dopo le parole "attualmente esistenti.", è aggiunto il seguente punto:
"Verrà attivato un percorso di concertazione con la città di Cagliari, per garantire l'ubicazione del nuovo Ospedale all'interno del territorio comunale.". (483)
EMENDAMENTO aggiuntivo COCCO - PACIFICO - UGGIAS - FRAU - BRUNO.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Alla settima riga della pagina 105 del sottoparagrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", dopo le parole "garantire l'assistenza sanitaria" aggiungere le seguenti: "L'ubicazione del nuovo ospedale policentrico dovrà essere assunta tenendo conto della necessità di garantire la massima fruibilità da parte dei cittadini.". (221)
EMENDAMENTO aggiuntivo FRAU - COCCO - LAI - UGGIAS - BRUNO.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
A pagina 105 al punto 1, dopo le parole "sistema respiratorio" (riga 12) sono inserite le seguenti parole:
"e al cui interno opera il centro per il trapianto di cellule staminali". (149)
EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
(pagina 105) al punto 3 dopo le parole "comprendente l'area medica, l'area chirurgica," aggiungere "quella ostetrica-ginecologica". (93)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", al quarto capoverso, alla trentanovesima riga, al termine del punto che inizia con le parole "Il Presidio San Giuseppe…", è aggiunto il seguente:
"E' indispensabile il potenziamento dei servizi generali dell'Ospedale (radiologia, laboratorio, terapia semintensiva, farmacia), per poter garantire efficienza alla risposta sanitaria, in particolare al riconoscimento della criticità e alla stabilizzazione in regime di emergenza-urgenza del paziente politraumatizzato e del vascolare acuto". (481)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO -LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - LADU.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nell'ottavo paragrafo, al termine del quarto capoverso, è aggiunto il seguente:
"Il numero dei posti letto dell'Ospedale è fissato complessivamente in 63, come si evince dallo stesso Piano Aziendale, già presentato dal DG. Quarantatre di tali posti letto saranno riservati agli acuti. Di tali posti letto per acuti, tre saranno destinati alla oncologia. Gli altri 20 posti letto saranno destinati al DH e alla post-acuzie." (500)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO -LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", alla sesta riga, dopo le parole "del Mediterraneo).", è aggiunto il seguente:
"Per ottenere tali obiettivi, appare indispensabile che la Regione confermi e rafforzi la propria scelta strategica di investire sull'Azienda consistenti risorse finanziarie, finalizzate all'aggiornamento tecnologico delle apparecchiature, al potenziamento dei servizi comuni dell'Ospedale, all'eliminazione delle criticità strutturali che possono incidere negativamente sulla qualità dell'offerta, alla selezione delle eccellenze, al potenziamento degli organici sanitari (anche attraverso il superamento delle attuali forme di precariato), in particolare nei settori di eccellenza e nei servizi generali che costituiscono l'infrastrutturazione dell'Azienda". (486)
EMENDAMENTO aggiuntivo PACIFICO - LAI Silvio - MATTANA - SANNA Franco - BARRACCIU - CORRIAS.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu" dopo il secondo punto a pagina 106, è aggiunto il seguente:
"Rafforzamento della risposta in Cardiologia Pediatrica, al fine di ridurre il consistente ricorso a strutture extra-regionali, garantendo specifica assistenza all'interno del territorio regionale ad una fascia di domanda sanitaria particolarmente debole e delicata.". (147)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO -LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", dopo la diciannovesima riga, dopo il secondo punto e le parole "emergenze cardiologiche;", è aggiunto il seguente:
-Specificamente, per quanto attiene alla Cardiologia, alla Cardiochirurgia e all'Emodinamica, il potenziamento delle risposte dovrà avvenire a partire dal 2007, mediante un rafforzamento delle risorse umane pari per i tre reparti a quattro medici (due cardiochirurghi e due cardiologi) nonché a cinque infermieri (due per la CCH e per la Cardiologia e uno per l'emodinamica), con un aumento del budget per consentire l'incremento dell'uso dei pace-maker e dei più moderni defibrillatori impiantabili di almeno 1 milione di €. (488)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO -LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", dopo la diciannovesima riga, dopo il secondo punto e le parole "emergenze cardiologiche;", è aggiunto il seguente:
Rafforzamento della risposta in Cardiologia Pediatrica, al fine di ridurre il consistente ricorso a strutture extraregionali, garantendo specifica assistenza all'interno del territorio regionale ad una fascia di domanda sanitaria particolarmente debole e delicata. Alla Cardiologia Pediatrica viene attribuito il riconoscimento del ruolo di Centro di riferimento regionale, collegata in hub and spoke con eventuali altre strutture affini. Essa è costituita in struttura complessa e ne viene completata la dotazione organica con un medico e due infermieri. Viene inoltre adeguatamente potenziata la dotazione tecnologica e strumentale con il finanziamento per il 2007 dell'acquisto di un nuovo ecocardiografo tridimensionale.". (489)
EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LICANDRO - RASSU - CONTU - PETRINI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel quarto punto del sottoparagrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu", dopo le parole "lesioni traumatiche complesse" aggiungere: "eventualmente con la creazione di un centro multispecialistico rivolto a pazienti con politraumi complessi, organizzato in una struttura centrale con i requisiti di un trauma center.". (10)
EMENDAMENTO aggiuntivo MARRACINI - ATZERI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Al punto 6 dopo le parole "qualifica l'attività delle chirurgie generali", sono aggiunte le seguenti:
"diversificandole dall'attività del Centro Trapianti.". (94)
EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LICANDRO - RASSU - CONTU - PETRINI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel sesto punto del sottoparagrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu", dopo le parole "alle esigenze della popolazione" si aggiunge: "con la centralizzazione di tutte le sale operatorie con concomitante potenziamento del personale medico ed infermieristico della rianimazione e delle sale operatorie.". (11)
EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LICANDRO - RASSU - CONTU - PETRINI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Dopo l'ultimo punto del sottoparagrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu" è aggiunto il seguente:
· "crea nuovi posti letto in una unità di terapia intensiva post-operatoria, dedicati a pazienti sottoposti ad interventi rilevanti di neurochirurgia, chirurgia generale e vascolare.". (9)
EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LICANDRO - RASSU - CONTU - PETRINI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Dopo l'ultimo punto del sottoparagrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu" è aggiunto il seguente: "istituisce in un centro antiveleni con coordinamento della gestione degli antidoti per il quale la rianimazione si propone come centro di riferimento regionale.". (12)
EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - ARTIZZU - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LICANDRO - RASSU - CONTU - PETRINI.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Dopo l'ultimo punto del sottoparagrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu" è aggiunto il seguente:
"potenzia l'attività di terapia antalgica per garantire un "ospedale senza dolore" a tutti i pazienti sottoposti a terapia chirurgica.". (13)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - AMADU - LADU - LA SPISA.
Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 ter
Nel nono paragrafo "Azienda Ospedaliera Brotzu-", alla fine del primo capoverso, dopo il settimo punto, è aggiunta il seguente:
"Sviluppo dell'attività del Centro di riferimento per l'Autismo, che consente oggi di dare risposta adeguata a tante famiglie, intervenendo nella diagnosi precoce della patologia e nel trattamento terapeutico che garantisca il massimo recupero ed integrazione del paziente. Tale Centro dovrà essere dotato entro il 2007 di una pianta organica di personale di ruolo almeno pari alle figure che già oggi effettuano l'attività presso il centro in modo da stabilizzare gli operatori mantenendo il regime di contratto solo per gli operatori esterni. Il Centro avrà il ruolo di riferimento regionale per l'Autismo e collaborerà con le analoghe realtà delle ASL, al fine di garantire la circolazione delle informazioni ed il trasferimento di competenze e di protocolli diagnostici e terapeutici.". (491).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo una sospensione di quindici minuti.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, la seduta è sospesa sino alle ore 11 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 50, viene ripresa alle ore 11 e 51.)
PRESIDENTE. Prego un Segretario di prendere posto al banco della Presidenza.
E' iscritto a parlare il consigliere Serra. Ne ha facoltà.
SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, sul paragrafo 3.3 ter e relativi emendamenti voglio fare una piccola premessa per ringraziare il Presidente della Commissione, l'Assessore della sanità e la Commissione tutta per il lavoro svolto, che condivido quasi completamente.
Il mio intervento sarà settoriale, nel senso che farò riferimento a un aspetto particolare del Piano, ma ritengo che sia doveroso procedere in questo modo. Mi riferisco a una questione settoriale, che riguarda un territorio particolare della Sardegna, e cioè le zone interne. Io credo che una delle motivazioni per cui il Consiglio regionale è formato da ottantacinque consiglieri sia dovuta anche al fatto che ciascuno di noi, pur cosciente di doversi occupare di questioni che riguardano l'intero territorio regionale, sia qui anche per sostenere le ragioni e provvedere ai bisogni del proprio territorio di provenienza. Credo che anche gli interventi di questo genere siano legittimi e intendo fare un intervento proprio in questo senso.
Ho già detto qual è il mio parere sul Piano sanitario in generale. Si tratta di questo: già nella parte generale, che riguarda la rete ospedaliera, si dice che "obiettivo strategico del Piano 2006-2008 è la riorganizzazione della rete ospedaliera" e che "la riqualificazione degli ospedali delle zone interne sarà delineata tenuto conto del ruolo che tali strutture possono svolgere anche in termini di coesione sociale, di mantenimento delle persone in difficoltà nel proprio ambiente di vita e di contrasto alle tendenze allo spopolamento". Io condivido totalmente questa frase e credo che nella stesura del Piano questi aspetti siano stati tutti salvaguardati, in particolare per quanto riguarda le zone interne. C'è un ospedale, a Isili, che è appunto un ospedale delle zone interne, che svolge questa funzione.
Sempre nella parte generale del Piano è scritto che una delle tre sedi staccate del nuovo ospedale policentrico è "il presidio San Giuseppe di Isili che, in considerazione della sua posizione geografica, è destinato a mantenere le funzioni di degenza ordinaria per acuti, affiancate dall'attività a ciclo diurno e da un pronto soccorso inserito nella rete di emergenza. E' prevista la riconversione di parte dei posti letto da acuti in post-acuzie". Siamo perfettamente d'accordo anche con questa idea. "Le attività sono organizzate in un unico dipartimento polispecialistico, comprendente l'area medica, l'area chirurgica, l'emergenza-urgenza e la post-acuzie. Siamo d'accordo su tutto questo, c'è però un piccolo problema: in quell'ospedale opera anche un reparto di ostetricia e ginecologia, ma nell'elenco delle aree che rimangono in quell'ospedale non è inserita l'area di ostetricia e ginecologia. Io ritengo che quest'area debba essere mantenuta e cercherò brevemente di spiegarne i motivi. Ho anche presentato un emendamento che sostiene questa tesi. Conosco, anche per averli sentiti ripetere più volte, i dati che riguardano la sicurezza di questi reparti. Qualcuno dice che se un reparto di ostetricia non effettua un certo numero di parti all'anno le condizioni di sicurezza del reparto stesso non sono rispettate. Su questo sono d'accordo, non voglio discutere questioni che non sono completamente di mia pertinenza o competenza, però abbiamo detto che ci sono delle condizioni di difficoltà che superano questo problema. Per cui la mancanza, in questi nostri ospedali, di un reparto di ostetricia e ginecologia, per quanto ci possano essere dei problemi di sicurezza, anche a causa della scarsità della popolazione e quindi dello scarso numero di parti, sarebbe un danno di gran lunga superiore a quello che si avrebbe mantenendo i reparti tuttora esistenti. Conosco le cifre: qualcuno dice che si devono effettuare almeno 450 parti in ciascuno di questi reparti ospedalieri. In quello di cui sto parlando, in particolare, ne vengono effettuati circa 150-200 all'anno, ma ritengo che questo sia dovuto non tanto a una popolazione insufficiente a garantire un numero di parti superiore, ma al fatto che in quell'ospedale non sono garantite certe condizioni di sicurezza. Insomma, per quanto riguarda questo tema ripeto quello che ha detto l'altro giorno, ripreso anche in un emendamento, l'onorevole Vargiu: bisogna mettere un po' più di soldi per sostenere questi presidi che, come è scritto nel Piano, rappresentano dei presidi sociali oltre che sanitari.
Voglio semplicemente citare qualche dato per quanto riguarda i problemi delle zone interne; problemi legati fondamentalmente alle distanze chilometriche tra i diversi comuni, e anche di questo si è parlato parecchio. Io ho qui una tabella: i comuni che gravitano intorno all'Ospedale di Isili sono una quarantina. In termini di tempi di percorrenza, per esempio, Gadoni dista un'ora da Isili e due ore da Cagliari; Seulo dista un'ora e un quarto da Isili e due ore e un quarto da Cagliari; Seui dista un'ora da Isili e due ore e un quarto da Cagliari; Esterzili dista sessantacinque minuti da Isili e due ore e cinque minuti da Cagliari. Potrei citarli tutti, ma i tempi sono più o meno questi per tutti i paesi. Mi fermo qui, ma tengo questi dati a disposizione. Ritengo che questa questione sia fondamentale, perché non si può pensare - ma posso anche essere d'accordo sul fatto che questa sia la realtà - che per una donna sia più sicuro partorire in un reparto ostetrico di un ospedale di Cagliari. Allora bisogna garantire un po' più di sicurezza nei presidi periferici, per consentire ai cittadini di restare nelle loro zone. Non sto chiedendo, si badi bene, l'istituzione di un reparto di ostetricia nell'Ospedale di Isili né in nessun altro ospedale. Sto semplicemente dicendo che a Isili questo reparto ha funzionato fino a oggi, e nonostante ci siano state delle difficoltà non si è mai verificato un caso grave, un caso irrisolvibile. Quindi ritengo che nel Piano sanitario si debba introdurre la dicitura che ho richiamato nell'emendamento numero 93, per fare in modo che le popolazioni di quel territorio siano garantite anche in questo senso. E' un diritto di tutti continuare a vivere nelle proprie zone, è un diritto di tutti nascere nei paesi in cui risiedono le rispettive famiglie, altrimenti si perpetua quel circolo perverso in cui lo spopolamento porta disagio, il disagio porta spopolamento e non se ne esce più. Gavino Ledda, che tutti conoscete, una ventina d'anni fa denunciò la nascita del figlio, avvenuta all'ospedale di Carbonia, nel suo paese di origine, e cioè a Siligo, perché anche questo significa mantenere la propria identità. Io credo che questa garanzia la dobbiamo tenere per le nostre zone interne, per questo chiedo l'approvazione dell'emendamento numero 93.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Intervengo per avere notizie sull'organizzazione dei lavori della giornata odierna e soprattutto per sapere se, in questa fase, abbiamo riaperto o comunque stiamo facendo una discussione sulla parte generale, quindi sul capitolo 3. Grazie.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda il modo di procedere, onorevole Marracini, lavoreremo sino alle ore 14, poi decideremo a che ora riprendere in funzione del punto a cui saremo arrivati. Non è stata assunta una decisione in maniera definitiva. Sul merito, invece, è in discussione il paragrafo 3.3 e i relativi emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, credo che l'intervento del collega Serra abbia dimostrato come il Piano sanitario, pur condivisibile nelle linee generali, quindi nella sua filosofia, sia in parte carente, laddove non pone la doverosa attenzione alla realtà delle zone interne. E questa, consentitemi di dirlo, è una falla enorme che nessuno strumento di sviluppo sociale - perché di uno strumento di sviluppo sociale si tratta - può permettersi in Sardegna.
Ho spiegato nei miei precedenti interventi che è necessario seguire sempre la filosofia di quel che si afferma per poter dimostrare, almeno in parte, che ciò che si dice si basa su concetti reali e non su preconcetti, e tanto meno su posizioni politiche polemiche o di contrapposizione. L'esigenza posta dal collega Serra è quella degli ospedali territoriali; come ho detto ieri, almeno due di queste strutture, ubicate nella provincia di Sassari, praticamente sono state eliminate dalla rete ospedaliera. Io affermo ancora che è necessario riflettere, perché queste strutture rappresentano pur sempre, per il territorio in cui sussistono, un riferimento certo, insostituibile e indifferibile, di cui non si può fare a meno.
Nel Piano si dice che, in Sardegna, la media dei posti letto è pari al 4,7 per cento, superiore dello 0,2 per cento alla media nazionale. Io dico, Assessore, che questo è un miracolo. Perché dico che è un miracolo? Perché nella Premessa del Piano si parla di malattie ad alta specificità per la Sardegna, come il diabete mellito, la sclerosi multipla e le malattie rare, la cui incidenza è tale da far spavento se confrontata con i dati relativi al resto del territorio italiano ed europeo. Quindi io dico che questo 0,2 per cento ha del miracoloso, perché dimostra, ancora una volta, che malgrado tutto il numero dei ricoveri non è tale da giustificare una procedura di sperimentazione nei due centri periferici di cui dicevo, che possono invece rappresentare, per determinate specificità, un supporto indispensabile in funzione del decongestionamento e della specializzazione che deve essere individuata anche in quei territori dove il diabete mellito e l'insufficienza renale hanno l'incidenza più alta a livello regionale. Ecco perché sono d'accordo con il collega Serra.
Si è trascurato, però, un elemento importantissimo, e cioè che la Sardegna, l'abbiamo detto in tutte le lingue, è la regione d'Italia più vasta e la meno servita dal punto di vista della viabilità e dell'assistenza sanitaria. Se poi continuiamo a leggere il Piano, vediamo che c'è un forte esubero di posti letto per acuti, mentre la disponibilità di posti letto per post-acuti è inferiore alla richiesta. Ecco quindi che è necessario, giustamente, come dice il Piano, eliminare questa particolare discrasia.
Andando ancora avanti nella lettura del documento, si legge che l'utilizzo dei posti letto in Sardegna è inferiore del 6-7-8 per cento al tasso nazionale di riferimento e che l'offerta di posti letto diurni per acuti è attualmente inferiore al tasso minimo nazionale del 10 per cento. Comunque sia, si chiudono gli ospedali. Ora, sarò ignorante in materia, non sono un medico, me ne intendo poco di sanità, ma di matematica un po' ne capisco, essendo sempre stato il mio pane quotidiano, ma qui si dice, in parole povere, che per determinate specializzazioni ci sono carenze di posti letto in alcuni territori ed esuberi in altri, perché sussistono degli squilibri territoriali. Però bisogna chiudere gli ospedali! Ma non è questa, scusatemi, una illogicità manifesta? Si continua a dire che la distribuzione dei posti letto tra le varie specialità presenta da una parte delle lacune e dall'altra degli esuberi, soprattutto nelle singole aree territoriali, e si vuole sopperire a questa carenza con l'ospedale di comunità? Ospedale tra virgolette, perché non fa parte della rete ospedaliera, bisogna dire le cose come stanno. Ha un bel nome, roboante, ammiccante, complice, ma si tratta pur sempre di una struttura ricettiva - io la chiamo ospizio -, dove vengono ricoverati, come dice giustamente il Piano, i malati terminali, i malati colpiti da ictus e tenuti sotto controllo da medici di base diretti da un medico del distretto sanitario. Praticamente, questi pazienti sono assistiti solo ed esclusivamente da infermieri. Ma questi medici di base, come chiedevo ieri, come verranno convenzionati?
Si punta sull'assistenza domiciliare integrata, senza tener conto, collega Lai, ne parlavamo ieri, della particolarità del nostro territorio e della nostra società, nonché della forte carenza di servizi, perché se noi avessimo, Assessore, un'assistenza domiciliare integrata a regime sufficiente, completa, soddisfacente, nessuno si sognerebbe di andarsene all'ospedale. E allora io dico ancora: pensiamoci, perché nessuno può impedire che una parte di queste strutture possa essere destinata a strutture sperimentali, come gli ospedali di comunità, mantenendo però quei servizi indispensabili per decongestionare le strutture destinate alla funzione ospedaliera ordinaria, che sono già congestionate oggi, immaginiamoci quanto lo saranno domani, quando si dovranno far carico di utenza aumentata di 30.000 abitanti. Facciamo in modo che gli interventi di piccolo cabotaggio possano essere effettuati in quelle strutture che hanno, tra l'altro, attrezzature e sale operatorie funzionali, che ci sia un numero minimo di posti letto per il day hospital assolutamente necessari per rispondere alla richiesta di salute delle zone interne.
Chiedevo ieri che fine faranno i 195 posti letto ospedalieri per post-acuti previsti nel Piano, ma di cui non si conosce l'ubicazione. Queste sono le domande che ci poniamo per quanto riguarda i diversi territori, perché chi vive nel proprio territorio ne conosce bene anche le esigenze. Voglio fare appello alla sensibilità dei consiglieri regionali del centrosinistra affinché non si sacrifichino le piccole strutture presenti nei territori, in nome della filosofia di uno strumento di sviluppo che pure ritengo necessario e indispensabile; una filosofia che può essere in buona parte giusta, ma in parte anche sbagliata, perché se si sbaglia con la sperimentazione chi ci rimette sono i malati, la gente che non ha la possibilità di rivolgersi immediatamente alle strutture sanitarie provinciali.
Ha detto bene il collega Serra, ci sono paesi - Assessore, la prego di ascoltarmi - che distano settanta chilometri dal capoluogo di provincia e dai quali è necessaria almeno un'ora, data la viabilità esistente, per raggiungere l'ospedale più vicino. E che cosa diciamo agli abitanti di questi paesi? Nicola Rassu e altri hanno la possibilità di contattare immediatamente uno specialista, altre persone questa possibilità non l'hanno - purtroppo questa è la vita - e se non trovano nel raggio di pochi chilometri una struttura sanitaria che possa dare loro assistenza rischiano di perdere la vita o di subire lesioni permanenti. La prego, quindi, assessore Dirindin, di prestare attenzione a questa necessità, perché la nostra realtà territoriale e sociale è completamente diversa da quella di regioni come l'Emilia-Romagna, il Piemonte o la Lombardia, che sono più avanti di noi di cinquant'anni sotto questo aspetto. Vi prego, cari colleghi, di riflettere.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colgo l'occasione per ribadire alcune questioni che sono state oggetto del mio intervento di ieri, ma che ritengo, non avendo avuto alcuna risposta, di dover richiamare all'attenzione dell'Aula.
Intanto volevo sottolineare che condivido quanto affermato dall'onorevole Tore Serra relativamente all'emendamento numero 93 sull'area ostetrica-ginecologica. Ritengo, però, che sia ugualmente importante e significativo l'emendamento numero 8 del collega Ibba sull'Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani, che è un presidio di prevenzione inspiegabilmente cancellato. Per cui, ho fiducia che sarà accolto proprio nella riformulazione che è stata data al testo anche con la firma dell'onorevole Cocco. Volevo però anche richiamare l'attenzione per dissolvere qualunque dubbio sulla questione degli ospedali Santissima Trinità e Marino, che, in attesa della costruzione del nuovo ospedale, hanno comunque la necessità di svolgere un ruolo importante all'interno del tessuto territoriale e soprattutto dell'area cagliaritana. Ebbene, l'emendamento che è stato proposto precisa l'ubicazione di questo ospedale policentrico, che dovrà essere appunto in un luogo di massima fruibilità. Resta sospesa, però, la questione dei tempi. Allora, proprio perché si tratta di una struttura importante, vorrei intanto sapere se è possibile definire in modo meno approssimativo la questione dei tempi, perché questa nuova struttura va ben al di là dei limiti temporali a cui si rivolge il Piano sanitario regionale. Per cui chiedo all'assessore Dirindin o eventualmente al relatore, l'onorevole Pacifico, se è possibile dare indicazioni relativamente ai tempi per la definizione dell'area, in modo tale che anche quest'area abbia una connotazione. Vorrei capire, insomma, se è nell'ampia area territoriale del cagliaritano, in un'area metropolitana, che si pensa di ubicare questa importante struttura e quali sono i tempi della fase di progettazione, quindi dell'avvio e della conclusione dei lavori, perché non si può dimenticare che nel frattempo gli ospedali Santissima Trinità e Marino dovranno continuare a operare nelle condizioni migliori, per cui si pone da un lato un problema di carattere, io direi, psicologico da parte degli operatori che si sentiranno comunque in una situazione di disagio e dall'altro si pone anche una questione legata proprio alla infrastrutturazione, alla dotazione tecnica, agli aspetti, diciamo così, quotidiani di questi ospedali.
Per cui credo sia importante fare chiarezza su questo punto, anche perché così sarà possibile dare tranquillità ai cittadini che rivolgendosi agli ospedali sanno bene che, pur destinati alla chiusura, quegli ospedali sono a tutti gli effetti al massimo delle loro dotazioni sia di carattere medico sia di carattere tecnico. Anche perché, lo dicevo ieri, sono stati fatti dei lavori molto importanti in queste strutture e quindi lasciarle decadere sarebbe un errore.
Intendo anche riprendere il discorso sulla cardiochirurgia pediatrica, perché anche questo è un punto delicato e dolente, per capire esattamente come si concilia con l'emendamento numero 147 il rafforzamento della capacità di risposta all'emergenza cardiologica con il problema della cardiochirurgia pediatrica. Sarei grata di un chiarimento anche su questo punto, proprio perché sappiamo tutti che c'è un problema relativo ai viaggi della speranza, fuori dall'Isola, e al fatto che qui operano spesso professionalità straniere anche a titolo gratuito. Ribadisco la necessità di avere questi chiarimenti, perché credo che il Piano sanitario, che per altro viene proposto dopo tanto tempo, non possa ovviare la questione dei tempi relativamente alle grandi strutture per dare garanzie a tutti i cittadini sul territorio. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, la razionalizzazione dei servizi ospedalieri è forse il tema più importante di questo Piano, la cui strategia è quella di una riorganizzazione che necessariamente passa attraverso la rivisitazione di quelle che sono le componenti della rete ospedaliera attuale e l'analisi che è riportata nella tabella 3 e che dà la chiave di lettura che si intende adottare per ottenere questa razionalizzazione. I dati complessivamente parlano di una riduzione della disponibilità di posti letto per acuti e di un aumento dei posti letto per post-acuti. Questi dati ci inducono a fare alcune riflessioni, soprattutto per quel che riguarda il ridimensionamento della disponibilità di posti letto nel settore pubblico rispetto a quello privato. La scure si eleva fino a raggiungere nel privato, nell'area di Sassari, un taglio di posti letto superiore al 30 per cento. Questo lo possiamo verificare non solo per quanto riguarda Sassari, ma anche Lanusei, Oristano e Cagliari. La scure che si intende abbattere rompe quel concetto di competitività tra i due sistemi, pubblico e privato, in cui noi, per ispirazione politica e di politica sanitaria in particolare, abbiamo sempre creduto, perché dalla competitività può generarsi non solo una razionalizzazione dei servizi sanitari, ma soprattutto un miglioramento degli standard di qualità dei servizi stessi.
Si è detto che il tasso di utilizzo dei posti letto nel privato non è rispondente ai dati indicati nel Piano sanitario nazionale e agli obiettivi di questo Piano regionale. Bene, se questa è la valutazione, molto probabilmente, anche nell'ambito del sistema di verifica e controllo che, comunque sia, doveva essere esercitato per quanto riguarda gli accordi che sono stati presi e che si pensa di portare avanti, bisognava ragionare di più e meglio in merito agli aspetti della qualità dei servizi. Noi sappiamo benissimo che il privato, per poter competere con il pubblico, ha la necessità di fare investimenti e soprattutto di fare esperienza nel campo dell'offerta di servizi di qualità. Non vedo perché dobbiamo andare a ricercare i servizi di qualità fuori della Sardegna, perché il sistema non riesce a garantire l'alta specializzazione, non riesce a garantire soprattutto servizi rispondenti all'alta specializzazione, e non individuiamo, Assessore, proprio nel privato quelli che sono gli investimenti necessari per offrire servizi non ordinari, ma di qualità, che può fornire anche il pubblico. Addirittura, nei servizi di base, l'offerta del privato si sostituisce a quella pubblica, e questo lo vediamo soprattutto nella ASL di Lanusei, dove addirittura c'è un'eccedenza dei posti in RSA, che sono in numero ben superiore alla media regionale, ma soprattutto a quelli che sono gli obiettivi indicati nel Piano.
La riduzione così perseguita, senza dei criteri sui quali basare, con molta trasparenza, i tagli, porta il numero complessivo dei posti letto da 7.800 a 7.100, come previsto negli obiettivi di questa razionalizzazione. Questo taglio di più di 700 posti letto molto probabilmente va meditato e il percorso di questo ridimensionamento va mediato attraverso excursus di programmazione che portino a stabilire un cronoprogramma nella riorganizzazione stessa, senza pensare, al contrario di quanto attualmente si sta facendo, nonostante il Piano non abbia ancora visto la luce, di stravolgere nel frattempo anche i dati oggi in discussione, chiudendo o trasferendo reparti da un'azienda sanitaria all'altra.
Noi sappiamo benissimo che alcune parti di questo Piano sono condivisibili, soprattutto quando la riorganizzazione passa attraverso una razionale elaborazione di questi passaggi, e sappiamo anche che la realizzazione di nuove strutture, anche se dotate di un numero di posti letto non eccezionale - parlo di strutture di 250 posti letto, come previsto per Sanluri e Alghero o addirittura di 400 o 500 posti letto, come previsto per Cagliari - richiede tempi lunghi e forse non sbaglio se parlo di una previsione minima di 4 o 5 anni, per cui usciamo completamente dalla tesi che la razionalità dovrebbe guidare l'azione e usciamo soprattutto dall'obiettivo di questo Piano di avviare la riforma e soprattutto la riorganizzazione della sanità, perché sappiamo benissimo che i tempi che abbiamo a disposizione sono brevissimi. Del resto, per vostra stessa ammissione, questo Piano sarà attuativo soltanto per quindici o diciotto mesi, dopo di che si dovrà passare alla verifica di quanto esso ha saputo offrire, soprattutto nella prima fase di attuazione. E' certo che, secondo quanto è stato approvato ieri, la ridistribuzione dei posti letto per specialità è un lavoro impegnativo che richiederà almeno un anno, ma deve essere il primo passo nell'attuazione di questo Piano. Questo la dice lunga sulle difficoltà esistenti e forse è l'unico punto sul quale ci trovate d'accordo. Non credo che quelli che sono stati definiti degli accordi, anche da chi media i discorsi tra l'Aula e l'esterno, siano andati oltre una serena discussione. Questo tema meritava, invece, di essere approfondito e soprattutto analizzato a fondo, perché i nodi devono essere non solo riconosciuti, ma anche affrontati e sciolti. Il contributo che complessivamente si dà a questo paragrafo è quello di verificare, ospedale per ospedale, quali sono i punti critici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, signori della Giunta, onorevoli colleghi, stiamo dibattendo il tema della riorganizzazione della rete ospedaliera nelle Aziende sanitarie ben identificate nel territorio. Mi rendo conto, Presidente, che forse siamo stanchi per il lungo percorso di questo documento che ancora non è finito né noi intendiamo finire, perché vogliamo approfondire quelli che sono i passi salienti di questo Piano sanitario, che certamente non offre le garanzie dovute alle genti di Sardegna, soprattutto a quelle che vivono nelle zone più periferiche, nelle zone interne dove difettano i collegamenti e la rete viaria è ferma a oltre un secolo fa.
Ora, il collega Serra, giustamente e in maniera inequivoca, ha sollevato il tema di un piccolo ospedale, ma anche un problema esistente all'interno di quello specifico ospedale, che però non è, onorevoli colleghi, un problema esclusivo di quell'ospedale. Infatti, vi è assonanza con quanto dibattuto da quest'Aula in altre circostanze, addirittura con una mozione specifica riguardante l'ospedale di Ghilarza, dove è stato chiuso il reparto di ostetricia e non c'è più la possibilità per le mamme di quel territorio di partorire in quell'ospedale. Si è chiuso, quindi, un reparto, si è concentrata l'azione, ancora una volta, su una città, annichilendo il territorio circostante, e ci si propone di sintetizzare, di chiudere, di far sì che non ci sia permeabilità nel servizio che la sanità dovrebbe offrire a ogni cittadino sardo, qualunque sia il luogo di residenza.
Richiamavo, ieri, le difficoltà dovute all'orografia della Sardegna, che certamente non agevola la percorrenza, la non perfetta agibilità del sistema del 118, l'inesistenza di un elisoccorso e quanto si confonde dietro bandi di concorso non certamente trasparenti e limpidi. Richiamavo anche il fatto che il Piano sanitario, essendo un atto di pianificazione, dovrebbe tenere in considerazione tutto quel che è necessario mantenere per consentire una corretta distribuzione di questo servizio. E' stato rimarcato a più voci che l'uomo è al centro della politica, che la persona è la destinataria ultima della programmazione sanitaria e in particolare questo servizio ne è il momento più importante. Eppure continuiamo con un sistema di razionalizzazione che sa più che altro di tagli, non solo di posti letto, ma anche di servizi, soprattutto per quanto riguarda le lande deserte del centro Sardegna. Ci si riempie spesso la bocca di discorsi sulle politiche delle zone interne, poi, nei fatti, si tradisce quanto si dichiara. Ma c'è qualcosa che mi preoccupa ancora di più e vorrei che questo mio turbamento fosse fatto svanire non solo dalla dottoressa Dirindin, che è l'Assessore della sanità e che avrebbe dovuto fare una difesa d'ufficio degli interessi del suo Assessorato all'interno della manovra finanziaria, ma anche dal Presidente. Vorrei, cioè, che fossero fugati quei dubbi di cui da giorni noi qui andiamo dicendo.
Questo è un Piano finanziario della cui importanza ci si riempie la bocca, di cui si fa propaganda, ma voi avete la responsabilità di provvedere a una copertura finanziaria adeguata che consenta di realizzare quei servizi che sono dichiarati. Sarà un Piano che non tutelerà, lo dico a chi li ha incontrati ieri, né i lavoratori precari del Policlinico né quelli presenti in altre situazioni. E' un Piano che non risulta avere copertura finanziaria, allora mi chiedo se non sarebbe più giusto, anziché comparire sulla stampa… Anzi, mi sorge un dubbio, mi viene un tormento: sta iniziando oggi o ha iniziato ieri, data la circostanza, il presidente Soru, a sentire le parti sociali sul bilancio? Se è così è gravissimo, stiamo rischiando il quinto mese di esercizio provvisorio! In sessant'anni circa di autonomia regionale la finanziaria non è mai stata presentata a questa data. Così pare che sia, e se le coperture finanziarie per il 2007 per quanto riguarda la sanità non sono certe noi qui di che cosa discutiamo?
Vorrei che fossimo tutti pienamente convinti di questo, soprattutto voi del centrosinistra, che pagherete questa mancanza di corrispondenza tra le concezioni di largo respiro che vengono proclamate e il fatto che il Piano non avrà soddisfazione sotto l'aspetto finanziario, perché mutilo in quella che è la possibilità di avere le risorse che garantirebbero quei servizi. Io vi chiedo: non sarà il caso che verifichiate, voi prima di noi, se vi sono queste risorse nel bilancio della Regione sarda, posto che già in altre occasioni, pur di raggiungere un equilibrio di bilancio (peraltro raggiunto in termini obiettivamente illegittimi, se non illegali, come riconosciuto dal professor Pubusa) sono state poste in bilancio risorse inesistenti? Non si può andare avanti, ipotizzando che ci sia un pareggio di bilancio, laddove invece non esistono garanzie sulla copertura finanziaria di quel che si mette in legge per garantire al popolo sardo certi servizi.
Se così è, e ve ne chiedo contezza, credo che sia opportuno che la legge finanziaria venga divulgata al più presto perché si conoscano i numeri che riguardano la sanità e si sappia se effettivamente ci sono le risorse non per gli anni a venire, ma anche solo per il 2007.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, colgo l'occasione della discussione sul paragrafo 3.3 ter, che riguarda la riorganizzazione della rete ospedaliera nelle Aziende sanitarie, per provare a fare un ragionamento di carattere generale sull'articolazione della rete ospedaliera nel nostro territorio, che per motivi oggettivi, per mancanza di tempo e per l'impossibilità di toccare tutti i punti, non è stato possibile fare durante la discussione generale del provvedimento.
Pertanto, mi voglio limitare a esprimere alcuni concetti di carattere generale, nel senso che se noi dobbiamo pensare a un'articolazione della rete ospedaliera all'interno del Servizio sanitario regionale che serva a garantire l'assistenza sanitaria ai cittadini ricoverati nelle strutture ospedaliere, dobbiamo fare uno sforzo di fantasia per proiettarci quanto meno nei prossimi dieci anni, forse anche nei prossimi vent'anni, evitando di fermare la nostra attenzione sulle condizioni assistenziali attuali, perché se così facessimo non riusciremmo a svolgere nessuna funzione progettuale in ordine all'organizzazione della rete ospedaliera. Per cui il problema è quello di dirci che cosa intendiamo fare degli ospedali e come intendiamo garantire l'assistenza ai cittadini sardi e l'utilizzo di quei servizi.
Innanzitutto dobbiamo convenire sul fatto che, come principio e come criterio di carattere generale, la degenza presso le strutture ospedaliere non può essere più concepita così come è stata concepita sino ad oggi, e cioè per risolvere problemi di carattere eminentemente diagnostico. L'ospedale prossimo futuro deve essere concepito come sede dell'intervento terapeutico, non come spazio all'interno del quale arrivare alla conclusione diagnostica. Pertanto, dobbiamo sfilare, alleggerire, liberare la concezione attuale dell'organizzazione ospedaliera da questa funzione per circoscriverla alla funzione eminentemente terapeutica. Ma non possiamo pensare a questo se contemporaneamente non pensiamo a costruire, a monte del momento assistenziale ospedaliero, tutta la parte relativa agli interventi di carattere diagnostico e quanto più tempestivamente diagnostico, e quindi anche preventivo, per alleggerire il carico della funzione ospedaliera. Al di fuori di questa impostazione, di questa cornice, credo che faremmo comunque un ragionamento vecchio sulla rete ospedaliera. Pertanto ritengo che questo Piano faccia bene a ragionare in termini di hub and spoke. Considerato, infatti, che la rete ospedaliera della nostra regione è dedicata a 1.650.000 abitanti, quindi tutto sommato a una popolazione numericamente non molto consistente, spalmata su una superficie di 24.000 chilometri quadrati, c'è la necessità di costruire un'assistenza ospedaliera per poli di riferimento, fatta salva una base comune che deve essere comunque garantita in tutti i territori articolati per province, oggi per Aziende sanitarie locali.
Se questo è il sistema, ciò significa che le strutture ospedaliere vanno articolate, come peraltro bene abbiamo fatto a fare, per gradi diversi di responsabilità e di importanza, tenendo conto della diffusione dei problemi assistenziali, della eventuale presenza di particolari difficoltà e dell'impegno sulla qualità dell'assistenza.
Va anche detto, come terzo punto, che esiste un rapporto inverso tra la diffusione dei problemi assistenziali e la loro specificità e la risposta in termini qualitativi, perché i due piatti della bilancia, da questo punto di vista, vanno in un rapporto, appunto, inverso. Se così non fosse, non avrebbe senso la logica hub and spoke. Allora, questo ragionamento, che è di carattere generale e va tenuto presente, va calato, però, nella specificità della realtà territoriale della nostra regione, che non è uniforme, ma è costituita da pezzi di territorio che non sempre sono corrispondenti alle caratteristiche geografiche, sociali, economiche territoriali ed epidemiologiche alle quali si deve dare risposta. Bisogna pensare, quindi, fatta salva questa impostazione di carattere generale, all'applicazione di questa logica in questa realtà territoriale. Allora, la nostra regione solo amministrativamente è divisa in otto parti; in realtà è costituita da molte altre parti, da molte altre regioni, nel senso topografico del termine, che rappresentano unità omogenee per cultura, per organizzazione territoriale, per tessuto sociale ed economico (il Parteolla, la Planargia, il Marghine, la Gallura, l'Ogliastra, la Trexenta, il Sarrabus-Gerrei), per le quali non possiamo fare ragionamenti indistinti, come se costruissimo una griglia a quadrati ben definiti e se chi ci sta dentro sta comodo bene, se invece, calando dall'alto, questa griglia amputa parti di assistenza, di funzioni e di benefici, pazienza, chi prende prende, peggio per chi avrà questa sfortuna. Non può essere questa la logica!
Da questo punto di vista, comprendo e condivido il senso del ragionamento svolto dal collega Serra, per quanto riguarda, per esempio, l'assistenza sanitaria nel Sarcidano, anche se l'ha limitato esclusivamente alla parte più appariscente e pregnante, forse la più toccante, che è la parte ostetrico-ginecologica, che oggi viene rimessa in discussione da questo Piano. Io sono dell'opinione che, fatti salvi i principi di carattere generale, ci sia la necessità di limare alcune parti di questa organizzazione, che devono essere, come dire, eccezionalmente estrapolate e riconsiderate in maniera specifica, anche se ciò comporta degli oneri in parte riorganizzativi e in parte finanziari, per poter dare risposte che, pur non rientrando in una logica di economia di scala, pur non essendo precise e coerenti come per altri territori più completi e più vasti, comunque devono essere date a queste realtà territoriali. Se così non fosse, commetteremmo davvero un ingiustizia.
Scusi, Presidente, quanti minuti ho per fare questo intervento?
PRESIDENTE. Ha venticinque secondi, onorevole Ibba.
IBBA (Gruppo Misto). Ma questa è una cosa barbara, non si riesce mai a sviluppare un ragionamento con questa modalità! Grazie, Presidente, gentilissimo.
PRESIDENTE. Ha avuto dieci minuti come tutti, onorevole Ibba. Mi dispiace.
IBBA (Gruppo Misto). Non me ne sono accorto!
DIANA (A.N.). Quando si dicono cose importanti è così!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Ladu rinuncia. Gli interventi sul paragrafo 3.3 ter sono terminati, perché l'onorevole Cappai si è iscritto in ritardo, quindi approfitterà dell'occasione delle dichiarazioni di voto sugli emendamenti per esprimere il suo parere.
Siamo al parere del relatore e della Giunta sugli emendamenti. Sarebbe utile che almeno il relatore e l'Assessore rimanessero in aula, quando è possibile.
IBBA (Gruppo Misto). Bisogna cambiare il relatore e l'Assessore!
PRESIDENTE. Molte cose bisognerebbe cambiare, onorevole Ibba.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. L'emendamento numero 111 è sostituito dal 599, sul quale esprimo parere contrario. Il parere è contrario anche sugli emendamenti numero 199, 451, 198, 205, 453, 456, 454, 457, 519, 184, 203, 207, 459, 461, 460, 462, 463 e 464.
L'emendamento numero 452 è accolto con una correzione; il 450 resta sospeso. Sull'emendamento numero 455, emendato in alcune parti il parere è favorevole, così pure sul 224, anche se la frase che si chiede di aggiungere non viene inserita nel punto indicato nell'emendamento steso. Sugli emendamenti numero 201 e 465, che è stato già approvato con le modifiche apportate alla tabella relativa ai posti letto di specialità, il parere è favorevole. Sull'emendamento numero 8, che è sostituito dal 597, esprimo parere contrario.
Le chiedo cortesemente, Presidente, di poter esprimere in seguito il parere sull'emendamento numero 477 e tutti quelli a seguire, essendo ancora in corso un'interlocuzione con l'opposizione.
PRESIDENTE. Va bene. Quindi sono sospesi gli emendamenti che riguardano la provincia di Cagliari.
Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). La ringrazio, Presidente. Mi scuso, vi era anche un emendamento orale da proporre per una correzione al secondo capoverso della pagina 100 del testo, e cioè l'eliminazione del periodo "(ordinarie e a ciclo diurno, accorpate in un unico dipartimento polispecialistico)".
PRESIDENTE. Quando voteremo il testo, onorevole Pacifico, ce lo ricordi.
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 599, sostitutivo totale del 111. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 599.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Balia ha votato contro e il consigliere Amadu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - LADU - LICANDRO - LIORI - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto il consigliere: ATZERI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 70
astenuti 1
maggioranza 35
favorevoli 26
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 199. Chiedo scusa, gli Uffici giustamente mi segnalano che, siccome l'emendamento numero 599 non è stato approvato, deve essere messo in votazione l'emendamento numero 111, sul quale sia il relatore sia la Giunta hanno espresso parere contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, vorrei farle rilevare che nella riunione della Conferenza dei Capigruppo che si è tenuta all'inizio della discussione del Piano sanitario regionale, si era stabilito che per quanto riguarda la riorganizzazione della rete ospedaliera nelle Aziende sanitarie i consiglieri che lo avessero ritenuto avrebbero potuto intervenire su ogni singola ASL.
Se poi i colleghi non hanno intenzione di far figurare un loro intervento o di iniziare un dibattito sulle singole Aziende sanitarie, possono rinunciarvi, però volevo semplicemente ricordare al Presidente - che forse non era presente o è possibile che passati parecchi giorni non se ne abbia il ricordo - che si era stabilita la possibilità di effettuare per ogni singola ASL un intervento di commento sulle scelte prospettate nel Piano. Commento a cui, ovviamente, ciascuno è libero di rinunciare, qualora non lo voglia esprimere, ma questa era stata la modalità di discussione che l'onorevole Spissu, Presidente del Consiglio, in seguito alla Conferenza dei Capigruppo, aveva deciso che sarebbe stata adottata per la rete ospedaliera.
Questo giusto per consentire a chi vuole esprimere il proprio parere in merito a ogni singola Azienda di poterlo fare senza doversi limitare alla dichiarazione di voto sugli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, io ho partecipato alla riunione dei Capigruppo e non ho memoria di questo, però mi accerterò della cosa presso il Presidente.
Si era deciso, per quanto riguarda la rete ospedaliera, di discutere distintamente i singoli paragrafi, ed è ciò che stiamo facendo: abbiamo discusso prima il paragrafo 3.1, poi il 3.2 e il 3.3 assieme, il 3.3 bis e ora stiamo esaminando separatamente il paragrafo 3.3 ter. Esamineremo, poi, insieme i paragrafi 3.4 e 3.5, così come stabilito.
Comunque, verificherò se il presidente Spissu ha preso impegni diversi e nulla osterà rispetto a quanto lei ha detto, onorevole Vargiu. Per adesso continuiamo a lavorare come abbiamo fatto finora, con l'esame degli emendamenti. Tra l'altro, se quella era la proposta, avrei gradito che fosse stata fatta presente prima della discussione generale, si sarebbe forse evitata qualche altra incomprensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). L'emendamento numero 111 è decaduto con l'emendamento numero 599?
PRESIDENTE. L'emendamento numero 599 è stato bocciato, onorevole Rassu. Quindi rimane in piedi l'emendamento numero 111, che va votato, onorevole Rassu.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Sinceramente speravo in un po' di sensibilità non per l'accoglimento in toto dell'emendamento numero 599, ma per recepirne il messaggio. Pur accettando l'impostazione che la Giunta ha dato con la riconversione dei due ospedali di Ittiri e Thiesi in ospedali di comunità, si proponeva che solo una parte di queste strutture potesse essere destinata, in via sperimentale, perché questo dice il Piano, a ospedali di comunità. Gli esperimenti, come si sa, si fanno a piccole dosi e non a macro dosi, perché il danno conseguente può essere incalcolabile e irreversibile. Quindi, dicevo, destiniamo una parte pure di questi due piccoli presidi ospedalieri a ospedali di comunità, pur lasciando vivi alcuni servizi.
Ho parlato dell'incidenza preponderante che ha la disfunzione renale nel territorio del Meilogu e del Logudoro, la più alta in provincia di Sassari e forse in Sardegna, e della necessità di individuare lì dei posti di dialisi. Ho parlato della presenza in misura preoccupante del diabete mellito e quindi insisto nel richiamare la sensibilità dei colleghi. E' chiaro che l'emendamento numero 111 prevede il mantenimento dei presidi sanitari di Ittiri e Thiesi, mentre il 599 tendeva a consentire alcuni servizi indispensabili, come la day surgery, che non comporta assolutamente niente di più di quello che ha comportato sinora, lasciando almeno 30 posti per il day hospital, perché questo è ciò che serve per decongestionare il presidio di Sassari, pur destinando una parte di quei due presidi a ospedale di comunità.
Richiamo ancora l'attenzione dei colleghi sul territorio della provincia di Sassari, che pian piano è stato depauperato di tutto, ma dove ci sono potenzialità di sviluppo enormi, vista la vitalità di centri come Thiesi, Banari, Torralba, Bonorva. Perché si vuole portar via a questo territorio anche l'ultima speranza di una sanità funzionale, al contrario di quella che si è avuta sino a ieri? Certamente non darà risposte l'ospedale di comunità, perché a parte il nome bello e ammiccante, si tratta, come dicevo poc'anzi, di un vero e proprio ospizio, dove saranno portati i malati terminali e i vecchi.
La provincia di Sassari non merita questo, per cui richiamo ancora una volta l'attenzione dei consiglieri sulle esigenze di questo territorio. Anche se mi dispiace parlare del mio territorio di appartenenza, devo dire che questo emendamento si colloca comunque all'interno di un Piano che riguarda tutti i territori della Sardegna ed è doveroso che io, espressione di quel territorio difenda, non l'impossibile, ma quel che è possibile fare, nel rispetto del Piano e innanzitutto del cittadino che ne è al centro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 111, che prevede l'integrazione dei presidi di Ittiri e Thiesi con il Santissima Annunziata di Sassari. Il paragrafo che contiene la scheda sulla ospedalità pubblica prevista per la ASL 1 di Sassari prevede la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nella città di Sassari e quindi la dismissione del Santissima Annunziata, definito struttura obsoleta. Poi vedremo quali saranno i tempi di programmazione di questo intervento. L'ospedale Segni di Ozieri va completato con una nuova ala; gli attuali ospedali di Ittiri e Thiesi invece vengono ridimensionati e sperimentalmente riconvertiti in ospedali di comunità.
Ma se davvero questo tipo di ospedale è all'interno di queste strutture e se c'è la volontà di garantire gli interventi medici d'urgenza e soprattutto la stabilizzazione dei pazienti critici, vorremmo capire, per quanto riguarda la ASL numero 1 di Sassari, dove si prevede un taglio di circa 450 posti letto, attraverso quali scelte e quali vie si intende assicurare a questa ASL, considerato anche il ridimensionamento del 30 per cento dei posti letto nel privato, una disponibilità di servizi sanitari ospedalieri rispondente alle esigenze del territorio. Questa è la domanda che ci poniamo dal momento che, praticamente, stiamo ridimensionando tutto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, intanto desidero chiarire, sollecitato dall'intervento del collega Rassu, che il Piano sanitario nasce dall'esigenza del passaggio da un sistema di tipo frammentato a un sistema più organico e quindi capace di fare prevenzione e programmazione. Gli ospedali di comunità nascono e vanno in questa direzione.
Abbiamo chiarito, proprio a pagina 113 del Piano, che negli ospedali di comunità sono presenti tutti i centri polifunzionali: una diagnostica strumentale che comprende anche la radiologia, un punto di prelievo ematico, di ecografia, endoscopia e quant'altro. Inoltre, gli ODC sono strutture adatte al ricovero di pazienti post-acuti anziani fragili e acuti a basso rischio non gestibili a domicilio. Sono tutti servizi che vanno nella direzione di dare una risposta concreta a quel territorio, in particolare al Meilogu. Tra l'altro, proprio in questi giorni, sarà inaugurato il Centro di dialisi, che è un centro moderno rispetto a quelli presenti in altre parti della Sardegna e anche questa è una risposta concreta alle esigenze di quel territorio.
Proprio in questi giorni, si è tenuto un incontro con operatori del settore e sindaci e, nonostante inizialmente ci siano state delle perplessità, anche gli amministratori del territorio, dopo un approfondimento dell'argomento con l'Assessore regionale della sanità, sono giunti alla conclusione che è importante iniziare questa sperimentazione, certamente con il coinvolgimento pieno degli operatori e anche dei sindaci del territorio.
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione dell'emendamento numero 111.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere LADU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 111.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri IBBA e PISU hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - LADU - LICANDRO - MILIA - MURGIONI - RANDAZZO Alberto - RASSU.
Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 56
maggioranza 29
favorevoli 12
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 199.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, non mi piace essere pedante, ma quando io difendo una posizione la difendo con coscienza, cioè con la sicurezza d'animo che sia una posizione giusta. Forse mi sbaglio, però voglio dire al collega Licheri, senza polemica ma con amicizia, che il documento che è stato distribuito a tutta l'Aula dice testualmente: "I sottoscritti sindaci tengono a precisare che la trasformazione della struttura di Thiesi in ospedale di comunità non rappresenta una scelta condivisa né concordata con i rappresentanti istituzionali del territorio". Dice poi che, in ultima analisi, i sindaci possono essere d'accordo se viene garantita la presenza di una struttura di pronto soccorso attivo ventiquattr'ore al giorno, accompagnato da ambulanze medicalizzate; se c'è la garanzia che, eseguito in fase sperimentale il nuovo servizio con esiti positivi verificati e valutati congiuntamente con i rappresentanti istituzionali del territorio, non si procederà alla dismissione dei servizi; se si valorizzeranno le strutture esistenti, ivi comprese le sale operatorie, e sarà attivata la day surgery. Questo dice il documento dei sindaci, ma non voglio soffermarmi su questo. Credo di aver già detto abbastanza.
Storicamente la responsabilità sarà di chi probabilmente non vuole capire che, in nome di un principio ragionieristico, si stanno chiudendo gli unici due ospedali periferici di tutta la Sardegna. Non dimentichiamoci che sono stati potenziati, giustamente, ospedali che distano venti chilometri dal capoluogo di provincia. Venti chilometri, non cinquanta! Sono cose gravi per questo territorio, andremo a perdere una struttura sanitaria indispensabile che non funziona, come ha detto il collega Licheri, perché sono stati rimossi tutti i medici, cioè è stata messa in condizioni di non funzionare appositamente per farle fare questa fine.
Potrei chiedere se sono stati interpellati i medici di base. Non sono stati interpellati. I medici di base verranno convenzionati, quindi dovranno essere retribuiti secondo convenzione; l'assistenza domiciliare integrata ha un costo enorme, superiore a quello del mantenimento dell'ospedale, e chi la pagherà? Non lo so. I medici ospedalieri attualmente in servizio dove andranno? Saranno i medici di base che gestiranno la struttura, non i medici dell'ospedale. Non ci sarà ospedale! L'ODC sarà un ospizio dove il medico di base accompagnerà il malato che poi seguirà, diretto da un medico di medicina generale del dipartimento sanitario. Non si tratta più di un ospedale, ma di un poliambulatorio per il ricovero di anziani e malati terminali!
Perché questo è previsto solo a Ittiri e Thiesi e non anche in altri centri? Perché gli altri territori hanno difeso gli ospedali. Giustamente, i colleghi hanno difeso le strutture presenti in altri territori, qui invece le si vuole chiudere! Quindi a ognuno la propria responsabilità, perché data la nostra struttura sociale sarà impossibile, in questi anni, mandare avanti funzionalmente quell'idea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie. Intervengo per esprimere il voto a favore all'emendamento numero 199.
Io credo che quanto il collega Rassu sta testimoniando in questo Consiglio regionale nella discussione sul Piano sanitario, in particolare su alcuni aspetti riguardanti la ASL numero 1 di Sassari, sia riconducibile...
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, ha appena concluso il suo intervento, abbia pazienza, adesso ascolti lei!
CONTU (F.I.). ...sia riconducibile a richieste ed enunciazioni relative a quelli che sono i bisogni di sanità nel Sassarese, ed è chiaro che il ridimensionamento della rete ospedaliera della ASL numero 1 preoccupa, perché tutto viene rimandato alla realizzazione di un nuovo ospedale ad Alghero, di un nuovo ospedale a Sassari e di due ospedali di comunità a Ittiri e Thiesi. Insomma, diciamo che questo Piano prevede un cantiere edile infinito, ma non si riesce a capire dove sono le risorse per garantire la funzionalità delle strutture che devono assicurare i servizi sanitari nel periodo di transizione.
Il ridimensionamento è condivisibile come concetto generale, ma non può essere condiviso né nel metodo né tanto meno nella strategia, che non è chiara, perché non vengono precisati i passaggi attraverso i quali si arriva a ottenere questa razionalizzazione. Se sapessimo che esiste un cronoprogramma, cioè un indirizzo su quali devono essere i primi interventi e anche gli ultimi, potremmo eventualmente condividere le scelte che si stanno facendo, perché nel frattempo avremmo la possibilità di verificare che quanto si intende portare avanti comincia a dare quelle risposte di cui attualmente c'è carenza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'emendamento numero 199, e spiego le motivazioni del voto favorevole. Sono motivazioni identiche a quelle che ha espresso il collega Rassu, il quale ha fatto un intervento in difesa dei presidi ospedalieri del Sassarese, ma in realtà in difesa dei livelli di qualità della sanità che viene offerta alla gente di quel territorio.
Voglio spiegare, aggiungendo qualche motivazione a quel che ha detto il collega Rassu, ciò a cui andrete incontro, nel senso che la trasformazione di due presidi in ospedali di comunità non è di per sé una cosa negativa se avviene d'intesa con le popolazioni e con i soldi in tasca per poter effettivamente realizzare il meccanismo di trasformazione. Data l'inconsistenza delle risorse finanziarie destinate a questo Piano e visti gli infernali meccanismi che avete messo in essere con la legge numero 10 del 2006, la trasformazione sarà sostanzialmente impossibile, ed è per questo che l'unica soluzione sarà la chiusura dei presidi di Thiesi e Ittiri o la loro trasformazione in una sorta di casa protetta, di casa per anziani o di ospizio, chiamatelo come volete.
Il collega Rassu vi ha prospettato ciò che davvero succederà agli ospedali di Thiesi e Ittiri ed è per questo, colleghi del centrosinistra, che io ritengo indispensabile che l'assessore Dirindin resti per i restanti due anni e mezzo di legislatura, che coincideranno con la fase attuativa di questo Piano, perché le perplessità che oggi stiamo esprimendo a lei e anche a voi ci accompagneranno nei prossimi due anni e mezzo, quando si manifesteranno gli effetti di questo Piano, e cioè si porranno in essere atti amministrativi che determineranno una vera e propria contrazione delle prestazioni sanitarie fornite alla gente. Allora è indispensabile che la guida sia la stessa che ha pensato questo Piano, perché le domande che rimangono senza risposta oggi in Aula, durante la discussione del Piano, possano essere riproposte fra sei mesi, un anno o un anno e mezzo, quando sarete voi a verificare in prima persona che senza soldi non si possono fare azioni virtuose.
Le uniche azioni che rimangono sono quelle di smantellamento, che provocano danni al tessuto sanitario del territorio e finiscono per determinare quelle sofferenze che il collega Rassu vi ha illustrato benissimo nel corso della sua dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Il mio Gruppo ed io voteremo a favore dell'emendamento numero 199, perché riteniamo che esso ponga un problema fondamentale per quanto riguarda l'assistenza sanitaria in alcune zone periferiche della Sardegna.
Credo che questo Piano sanitario, fra le tante incongruenze che presenta, contenga alcune scelte che sono nettamente in contrasto con la volontà delle popolazioni direttamente interessate. Bene avrebbe fatto l'Assessore a spiegare che cosa si vuole fare, qual è la logica, la filosofia che ha ispirato il Piano stesso, per fare in modo che alcune scelte vengano accettate dalla popolazione. Noi non crediamo che i sindaci e gli amministratori locali non vogliano ascoltare le ragioni del legislatore, però ci pare che gli interventi che annunciano la chiusura delle strutture ospedaliere di Ittiri e Thiesi… Assessore, lei propone la trasformazione di queste strutture in ospedali di comunità, però, stranamente, la richiesta di un ospedale di comunità proveniente da altre zone non viene accettata. Stiamo parlando di ospedali attualmente funzionanti, che sicuramente abbisognano di una riorganizzazione, e siamo del parere che, in una nuova filosofia di gestione della sanità pubblica, questi ospedali debbano avere un ruolo, una funzione diversa, ma crediamo che quello che si sta tentando di fare sia un danno per i territori che vengono privati di queste due importanti strutture, anche perché siamo convinti che non si sta dicendo la verità alle popolazioni ivi residenti. Infatti, gli interventi di cui parla la Giunta regionale non possono essere fatti, perché mancano le risorse e tutta una serie di condizioni necessarie perché gli ODC possano decollare.
Io sono del parere che l'ospedale di comunità sia qualcosa di importante, però facciamolo dove viene richiesto, dove ci sono le condizioni perché possa decollare. Noi riteniamo che gli ospedali di comunità forzati, come li intende la Giunta, non decolleranno, perché non sono voluti dalle popolazioni e quindi si tradurranno in un danno per tutto il territorio che oggi usufruisce di due ospedali importanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, preannuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 199, su cui chiedo la votazione nominale.
Credo che il contenuto di questo emendamento, lungi dall'essere privo di significato, sia importante. E' importante perché riporta all'attenzione di questa Assemblea una tematica di non poco conto, che attiene all'offerta sanitaria per una popolazione notevole, anche sotto il profilo numerico, e per una parte importante del nord-ovest della Sardegna. Dico anche che, trattandosi di una sorta di conversione con dismissione di una struttura ospedaliera importante in una realtà altrettanto importante, si dovrebbe misurare la capacità di ascolto e di interpretazione dei reali bisogni delle popolazioni da parte della classe politica, in questo caso della classe politica regionale. Io non vedo questa volontà, vedo anzi una sorta di disprezzo delle posizioni assunte da molti sindaci, da amministrazioni comunali di differente colore politico, ma in quei territori non c'è una volontà politico-amministrativa preponderante, che faccia capo a un singolo schieramento, per cui questo particolare caso si sarebbe potuto prestare a una strumentalizzazione. Siamo invece davanti a un'azione degli amministratori di diversi comuni, i quali, interpretando i bisogni della popolazione, avanzano delle richieste. Il dato concreto è che di queste richieste non si è tenuto conto, direi anzi che non c'è stata neanche la volontà di ascoltare quegli amministrazioni da parte della Commissione sanità, cosa che noi avevamo chiesto, in risposta a un loro appello. E questo la dice lunga sulla volontà di concertare!
Quando gli atti della programmazione sanitaria verranno messi in essere, come si potrà conciliare la responsabilità di queste amministrazioni? Quando i sindaci saranno chiamati a pronunciarsi, con quale volontà, con quale serenità, con quale disponibilità costruttiva potranno pronunciarsi, se non sono stati ascoltati al momento opportuno, quando avrebbero potuto prospettare i loro bisogni reali e presentare le loro istanze? Io invito tutto il centrosinistra a riflettere su questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MILIA (U.D.C.). Signor Presidente, mi associo al voto favorevole sull'emendamento numero 199, così come espresso dai colleghi che mi hanno preceduto. Intendo fare delle brevissime riflessioni in ordine a questo emendamento e alla sostanza della parte del Piano sanitario che riguarda il nord-ovest della Sardegna.
Nelle precedenti legislature, tutte le parti politiche, che condividevano l'esigenza di salvaguardia dei piccoli presidi, si sono espresse all'unanimità, con grandi manifestazioni non solo pubbliche, ma anche istituzionali, per la conservazione dei presidi di Ittiri e Thiesi. Tutte, mi riferisco al centrosinistra e al centrodestra. Oggi, con un colpo di mano, e con un'abile mistificazione di quella che sarà la realtà degli ospedali di comunità di Ittiri e Thiesi, si dice che la razionalizzazione deve andare in quella direzione, e per far questo, il giorno della Befana, consiglieri di centrosinistra e Assessore hanno dispensato cenere a Ittiri, non so se anche Thiesi, ma la sostanza del discorso è la prossima chiusura di queste due strutture che tanto hanno fatto per quei territori.
Ora, bisogna avere il coraggio, quando si fa politica, di assumersi le proprie responsabilità, e la maggioranza se le sta assumendo, però bisogna anche avere il coraggio di dire la verità, perché ricordo che uno dei pochi governatori di centrodestra che si azzardò a prevedere la razionalizzazione della rete ospedaliera - mi riferisco a Raffaele Fitto, Presidente della Regione Puglia - fu aggredito, malmenato, bastonato e poi perse le elezioni. Noi non auguriamo certamente niente di tutto questo ai colleghi del centrosinistra che non hanno detto la verità sugli ospedali di comunità, ma credo che i risultati futuri daranno ragione a noi e a questo emendamento che tende a difendere, purtroppo con poche forze e pochi numeri, quelle che sono le realtà più disagiate dei nostri territori.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 199. L'onorevole Amadu ha chiesto la votazione nominale, chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 199.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Balia ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - FARIGU - GALLUS - LADU - LIORI - MILIA - MURGIONI - RANDAZZO Vittorio - RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto il consigliere: SERRA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 56
Astenuto 1
Maggioranza 29
Favorevoli 15
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione del testo della parte relativa alla provincia di Sassari.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'introduzione del paragrafo 3.3 ter e del sub paragrafo "Provincia di Sassari - ASL 1".
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglierI Lai e Pittalis hanno votato a favore e il consigliere Murgioni si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: MURGIONI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 44
Votanti 43
Astenuto 1
Maggioranza 22
Favorevoli 43
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 451. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole all'emendamento numero 451, che sostiene una tesi, che è quella della conoscenza della gestione della fase di transizione.
Abbiamo detto e verificato che nella ospedalità della ASL numero 1 di Sassari sussistono grossi problemi strutturali. Stiamo esaminando la proposta di razionalizzazione della rete ospedaliera di questa ASL, ma non si capisce come le azioni sui posti letto, sui reparti e quant'altro possano essere esercitate, ovvero non si capisce come si possa effettuare la cancellazione di complessivi 350 posti letto in questa ASL se poi dobbiamo realizzare due nuovi ospedali, completare un nosocomio e, soprattutto, trasformare gli ospedali di Ittiri e Thiesi in ODC.
Ecco, la possibilità di capire attraverso quali fasi possono essere portate avanti tutte queste azioni probabilmente avrebbe favorito anche un'eventuale condivisione di questo processo, invece il tutto viene lasciato all'estemporaneità della situazione.
Io non so, come si domandava il collega Vargiu, se negando la conoscenza piena di questi processi si possa continuare a sostenere che saranno garantiti non solo certi servizi, ma soprattutto l'assistenza sanitaria in quei territori. Credo che su questo ci sarà bisogno di riflettere tantissimo, non solo per quanto riguarda questa Azienda sanitaria, ma anche le altre. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 451.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Manca e Cappai hanno votato il primo contro, il secondo a favore.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - CONTU - LA SPISA - LOMBARDO - MURGIONI - RASSU - SANCIU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 10
Contrari 45
(Il Consiglio non approva).
E' in votazione l'emendamento numero 198.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Presidente, io insisto affinché l'Assessore faccia una riflessione sulle due strutture ospedaliere di Ittiri e Thiesi, e non ripeto tutto quello che ho già detto in merito.
Poc'anzi domandavo dove andranno a finire i 195 posti letto ospedalieri per post-acuti, perché non se ne fa menzione nel Piano. Ciò che è riportato in questo emendamento è esattamente quello che riportò il direttore generale Zanaroli, nella sua proposta, dopo aver sentito i rappresentanti del territorio, gli operatori sanitari, i colleghi del centrosinistra e anche il sottoscritto. Da quella riunione, il dottor Zanaroli fece una proposta per gli ospedali di Ittiri e Thiesi, che è riportata in questo emendamento.
Non mi dilungo, perché tanto la volontà politica è quella di cancellare questi ospedali. Quindi, caro collega Licheri, quando ci saranno finanziamenti per piccoli ospedali, questi presidi non potranno usufruirne, perché non saranno considerati ospedali. Sono ospedali di comunità, che è altra cosa, esclusi dalla rete ospedaliera. In questa esposizione non se ne fa menzione.
In un precedente intervento ho detto che è utile una parziale riconversione delle due strutture ospedaliere, ma prevedendo un congruo numero di posti letto ospedalieri per post-acuti e sub-acuti (25-30 posti per ciascun ospedale), con il necessario supporto specialistico riabilitativo, ortopedico, diabetologico, neurologico, oncologico, e così via, a integrazione dei servizi già presenti, come il servizio di radiologia, il servizio di laboratorio analisi e quello di cardiologia, che pure deve essere potenziato, perché il 40 per cento dei pazienti è cardiopatico. Quindi il paziente proveniente dalla struttura per acuti proseguirebbe lì la cura per il tempo dovuto. Si libererebbero, tra l'altro, dei posti letto destinati agli acuti nelle grandi strutture. Non dovrebbe essere, invece, vietato il ricovero negli ODC di pazienti con patologie acute di lieve e media gravità provenienti dal territorio, evitando così ingolfamenti nelle strutture per acuti. Lo ripeto, perché questa è la realtà.
Tale attività, comunque, verrebbe svolta dai medici ospedalieri già presenti negli ospedali periferici, perché attualmente è previsto che operino in questi ospizi soltanto i medici di base, che rispondono alla struttura nazionale ospedaliera. Chi li pagherà ancora non è detto. Si attiverebbe, quindi, contemporaneamente l'attività ambulatoriale polispecialistica.
E' questo ciò che si chiede, cioè di non smantellare tutto per un esperimento che non si sa che fine farà e di tenere in vita i servizi indispensabili di day hospital e day surgery e i riferimenti polispecialistici e di destinare solo una parte di queste due strutture a ospedale di comunità. Si chiede questo, Assessore, senza polemica, perché gli esperimenti hanno sempre lasciato, in Sardegna, tracce negative. Inoltre, la composizione sociale ed economica di quei territori e la loro conformazione geofisica non permettono che siano realizzate cose di questo genere. Vi stiamo solo chiedendo di riflettere su questo, pur nell'ottica di una sperimentazione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 198 e devo dire che il collega Rassu, che normalmente prima di fare i suoi interventi premette di non intendersi di sanità, evidentemente ha seguito con tanta attenzione il dibattito che si è fatto in questi giorni in Aula, tanto da diventare esperto quanto noi - per il fatto che ce ne occupiamo, non intendevo dire che noi siamo particolarmente esperti - almeno per quanto riguarda la segnalazione delle principali criticità.
E la segnalazione che il collega Rassu sta facendo in questo momento è sostanziale, perché nei contatti d'aula che normalmente comunque si verificano, è successo che il collega Licheri, in assoluta buona fede ovviamente, è venuto da noi e ci ha detto che è assai verosimile, dai dati della stampa, che nella finanziaria ci sia un finanziamento specifico di 15 milioni di euro per il 2007, destinato alla trasformazione degli ospedali di Ittiri e Thiesi da presidi a bassa intensità assistenziale in ospedali di comunità.
Cari colleghi, se oggi noi avessimo in mano la legge finanziaria staremmo discutendo d'altro, nel senso che se avessimo idea di che cosa la finanziaria dice sul finanziamento degli interventi previsti in questo Piano sanitario potremmo veramente dare quella accelerazione che voi ogni volta ci sollecitate e che sarebbe indispensabile nei lavori d'Aula.
Uno dei motivi per cui siamo inchiodati in Aula da molto tempo è che stiamo facendo un ragionamento su cifre possibili, su azioni virtuose da porre in essere, ma non abbiamo idea se siano già previste delle azioni, nella finanziaria 2007, che noi stessi in diversi emendamenti abbiamo giudicato necessarie, emendamenti peraltro da voi stralciati in quanto, come avete detto, il Piano non si deve occupare di economia. Potremmo anche essere d'accordo, se avessimo in mano un documento che si occupa di economia, nel senso che dal 30 settembre 2006 noi dovremmo avere in mano il documento di programmazione che ci fa capire qual è l'azione finanziaria che voi state affiancando al Piano per il 2007. Siamo al 17 gennaio 2007 e nessuno di noi ha niente in mano, e il collega Licheri ci fa leggere una riga di un articolo pubblicato su "La Nuova Sardegna", che sicuramente è interpretabile come lui dice, ma nessuno di noi è in grado di confermare, forse neanche lo stesso collega Licheri, l'indicazione che da questa riga trasparirebbe. E' evidente che se noi stessimo ragionando di fronte a uno stanziamento di 15 milioni di euro per la trasformazione dei presidi sanitari di Thiesi e Ittiri, lo stesso collega Rassu vi direbbe che il ragionamento da fare è diverso da quello che ci costringe ora a esprimere un voto favorevole sull'emendamento numero 198.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 198, su cui chiedo la votazione nominale.
E' chiaro che questo emendamento va letto in netta correlazione con gli altri emendamenti che sono stati discussi e analizzati e su cui l'Assemblea si è pronunciata poc'anzi, ma mi pare che esso indichi quel progetto del quale avremmo avuto piacere di poter disporre qualora fosse passato l'emendamento precedente, che invogliava alla riapertura di un dialogo su questa problematica e che è stato evidentemente rifiutato.
Io credo che questo emendamento contenga indubbiamente delle ipotesi operative, le sole che possano indicare che vi è una precisa volontà di garantire alle popolazioni dei territori interessati determinate offerte di carattere sanitario. Se questa volontà non c'è evidentemente questo emendamento non potrà essere interpretato positivamente. Non vorrei, però, che la finanziaria regionale 2007 seguisse l'esempio di quella nazionale, sulla quale un giorno si indica una cifra, poi si fa retromarcia, in un susseguirsi di bozze.
Siamo all'ennesima scorrettezza politico-istituzionale: le bozze della finanziaria vengono consegnate ai partiti, ai Capigruppo del centrosinistra, divulgate alle parti sociali, però nessuna copia viene consegnata direttamente all'opposizione. Io non capisco questo metodo; non so se sia un metodo intelligente o tonto, credo che sia un metodo comunque scorretto. Parlare in quest'Aula di cifre che si riferiscono a un progetto che noi ignoriamo per volontà della Giunta regionale, evidentemente è un fatto grave, così come è grave che la legge finanziaria non sia ancora arrivata in Aula, dopo che negli anni scorsi chi era al governo veniva costantemente accusato di non rispettare i tempi di presentazione della finanziaria. Qui siamo alla farsa, Presidente, ed è un fatto molto grave quello che si sta verificando, perché si fa riferimento a qualcosa di cui noi ignoriamo l'esistenza solo per sminuire il ruolo della minoranza, che pone problemi concreti riguardo alla copertura finanziaria di questo Piano, che rischia di essere un libro dei sogni.
Credo, signor Presidente, che, essendo venuto a conoscenza di questo fatto, lei debba tutelare i nostri diritti e le nostre prerogative e debba invitare la Giunta regionale a consegnare immediatamente la bozza della finanziaria anche ai consiglieri della minoranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi votiamo a favore dell'emendamento numero 198, anche perché siamo sempre più convinti che la chiusura di due ospedali di periferia sia un grave errore politico da parte della Giunta regionale. E' un grave errore politico, perché sappiamo quanto importanti siano questi presidi ospedalieri per i territori circostanti e quale ruolo abbiano svolto nel passato.
In nome di una riorganizzazione della rete ospedaliera oggi si vogliono cancellare due strutture che hanno avuto un'importanza storica nel territorio del nord Sardegna. Ma quel che si coglie è la contraddizione di questa Giunta regionale che da una parte dice di voler demolire alcuni ospedali, ad esempio nell'area di Cagliari, per costruirne di nuovi, mentre questi che sono degli ospedali funzionanti dovrebbero essere trasformati in ospedali di comunità. Allora, bisogna intendersi: se altre strutture ospedaliere vengono demolite per realizzare nuovi ospedali, non è pensabile che queste strutture siano trasformate in ODC, che hanno caratteristiche completamente diverse. Se questa è la situazione, evidentemente c'è una volontà diversa da quella che viene dichiarata, non si vuole dire cosa si intende esattamente fare in queste strutture. Sarebbe stato meglio dire la verità: "Questi ospedali vengono chiusi, non se ne fa più nulla", senza manifestare la volontà di fare cose che sappiamo essere irrealizzabili, soprattutto perché sappiamo che non ci sono risorse disponibili.
Noi stiamo aspettando da giorni la proposta di legge finanziaria regionale. So che il Presidente l'ha già presentata, forse ai sindacati, o comunque a delle associazioni. Noi non la conosciamo, però sappiamo, per vie traverse, che per la sanità è rimasto molto poco. Allora, noi non sappiamo come la Regione intenda migliorare e modernizzare le strutture sanitarie esistenti se non ci sono risorse e soprattutto non capiamo quale nuova situazione voglia creare in certe aree della Sardegna, ma riteniamo che privare le popolazioni di alcuni territori di due presidi ospedalieri contro la volontà, come si diceva prima, dei locali amministratori sia un grave errore.
PRESIDENTE. L'onorevole Amadu ha chiesto la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 198.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - MURGIONI - PETRINI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: SANCIU - SERRA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 61
Astenuti 2
Maggioranza 31
Favorevoli 19
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Volevo chiedere di sospendere i lavori a questo punto, per dare la possibilità a molti di noi di partecipare al funerale dell'ex presidente Corrias. Grazie.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, concludiamo a questo punto i lavori antimeridiani.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Presidente, la ringrazio. Lei sa che io sono rispettoso del ruolo della Presidenza, ma nel dichiararmi d'accordo sulla proposta del collega Biancu, ribadisco la richiesta che le ho fatto poc'anzi. La invito a intervenire presso la Giunta perché entro questo pomeriggio anche la minoranza abbia una copia della legge finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Il Consiglio è riconvocato per le ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 13 e 48.
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