Seduta n.95 del 24/10/2000 

XCV SEDUTA

(POMERIDIANA)

Martedì, 24 Ottobre 2000

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 16 e 06.

PIANA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 4 ottobre 2000, che è approvato.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri Morittu - Cugini - Fadda - Balia - Dettori Bruno - Pusceddu - Lai - Pirisi - Sanna Giacomo:

"Costituzione della Fondazione "Maria Carta". (119)

(Pervenuta il 18 ottobre 2000 ed assegnata all'ottava Commissione.)

dai consiglieri Deiana - Dettori Bruno - Biancu - Dore - Cugini - Balia - Sanna Giacomo - Sanna Emanuele - Lai - Sanna Alberto - Spissu - Marrocu - Selis - Manca - Pusceddu - Demuru - Morittu - Masia - Vassallo - Calledda - Ortu:

"Promozione del patrimonio enologico sardo, del territorio viticolo ed istituzione delle "Strade del vino"". (120)

(Pervenuta il 20 ottobre 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)

dai consiglieri Deiana - Dettori Bruno - Biancu - Dore - Cugini - Balia - Sanna Giacomo - Sanna Emanuele - Lai - Sanna Alberto - Spissu - Marrocu - Selis - Manca - Pusceddu - Demuru - Morittu - Masia - Vassallo - Calledda - Ortu:

"Disciplina delle "Strade dell'olio di oliva e dei frantoi oleari".(121)

(Pervenuta il 20 ottobre 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

PIANA, Segretario:

"Interrogazione FOIS, con richiesta di risposta scritta, sui fatti verificatesi recentemente nell'Isola dell'Asinara e sui sintomi di degrado del parco". (235)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla nuova figura dell'igienista dentale". (236)

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di inziative urgenti in favore dei lavoratori socialmente utili, impegnati nell'Amministrazione regionale, negli enti regionali e negli enti locali della Sardegna". (237)

"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione in Sassari della commissione tributaria regionale". (238)

"Interrogazione VASSALLO - COGODI - ORTU, con richiesta di risposta scritta, su disposizioni in materia di impatto ambientale". (239)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di potenziare il Centro di cardiochirurgia presso la A.S.L. n. 1 di Sassari". (240)

"Interrogazione FOIS, con richiesta di risposta scritta, sugli inopportuni e incomprensibili atti di gestione dei bacini idrici dell'ENEL". (241)

"Interrogazione GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sull'inaugurazione della stazione del Corpo forestale nel Parco nazionale dell'Asinara". (242)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

PIANA, Segretario:

"Interpellanza IBBA - BALIA - MASIA sullo stato di totale abbandono del servizio di Guardia Medica nottorno e festivo e sulla pericolosità ad operare nel medesimo a causa dei recenti episodi di violenza". (91)

"Interpellanza SPISSU - CUGINI - PACIFICO - LAI - PUSCEDDU - PIRISI sulla ripartizione dei fondi destinati nel capitolo 07001/03, della legge regionale 5 settembre 2000, n. 17, a "Manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico". (92)

"Interpellanza DORE - FADDA - BIANCU - SELIS - SCANO - DETTORI Ivana - PUSCEDDU - DETTORI Bruno - PACIFICO - SANNA Emanuele sulla necessità di rimuovere le sovrastrutture in legno e metallo ancora attualmente presenti nell'Anfiteatro romano di Cagliari". (93)

"Interpellanza FADDA - SELIS - GIAGU - SANNA Gian Valerio sulla polemica ingenerata a seguito della ripartizione dei contributi regionali per promuovere manifestazioni pubbliche di interesse turistico". (94)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). Signor Presidente, le Commissioni agricoltura e sanità erano riunite in seduta congiunta; dei tre pareri attesi due sono già pervenuti; non è ancora pervenuto il parere della prima Commissione. Chiediamo quindi che il Consiglio venga "sconvocato" per permettere alle Commissioni di riunirsi di nuovo alle 17 e 30.

PRESIDENTE. Il Consiglio non può essere "sconvocato", onorevole Onnis, ma possiamo sospendere i nostri lavori per un'ora e mezzo.

CUGINI (D.S.). La richiesta di sospensione deve essere avanzata dal collega Contu, cioè dal Capogruppo.

PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo aveva deciso di mettere al primo punto dell'ordine del giorno il disegno di legge relativo agli interventi a favore degli allevatori per fronteggiare la blue tongue. Visto che le Commissioni stanno ancora lavorando, se non vi sono osservazioni, possiamo sospendere la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, le osservazioni vi sono e avrei gradito svolgerle senza i condizionamenti che spesso si verificano in quest'aula da parte sua. Quando si discute sull'ordine dei lavori, oppure quando c'è una proposta su questo tema, è utile che il Consiglio si pronunci e poi si traggano le conclusioni.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, non la capisco, lei si sta pronunciando?

ORTU (R.C.). Sì.

PRESIDENTE. Non ho capito quali sono i miei condizionamenti; le ho dato la parola, dica quello che ritiene di dover dire. Io non la sto affatto limitando, se poi lei si sente limitato è un problema suo.

ORTU (R.C.). Presidente, io non mi sento affatto limitato da lei. Le ho posto un problema ben diverso, ho posto il problema della possibilità per i consiglieri di parlare in quest'Aula senza che lei faccia la chiosa ad ogni intervento, perché non abbiamo bisogno di un presentatore, abbiamo bisogno di un Presidente che garantisca a quest'Assemblea la possibilità di svolgere i propri lavori. E siccome io voglio prendere la parola in relazione a queste questioni, mi consenta di fare le osservazioni che ritengo opportune per poter lavorare meglio. Questo Consiglio non è stato convocato con al primo punto dell'ordine del giorno l'argomento da lei richiamato. Questo Consiglio è stato convocato con un determinato ordine del giorno, può anche esserci un accordo dei Presidenti di Gruppo, sul quale io non voglio discutere e al quale tra l'altro non sono affatto contrario, ma è il Consiglio che deve eventualmente decidere di invertire l'ordine del giorno. Però il problema non è questo.

Io ho chiesto la parola per rivolgermi a lei che deve garantire la possibilità a questo Consiglio di funzionare in tutte le sue articolazioni. Noi stiamo assistendo, Presidente, da mercoledì scorso a tutta una serie di atti che tendono a condizionare i lavori di quest'Aula, e lei deve evitare che questo accada, perché già mercoledì si è messo il Consiglio con le spalle al muro, accreditando la tesi che quelli che chiedevano di parlare in quest'Aula volevano solo perdere tempo mentre gli altri avrebbero voluto assumere una decisione, che tra l'altro non poteva essere assunta, perché il disegno di legge non era ancora istruito. Noi ci siamo fatti carico di avanzare una proposta; perché riteniamo che la questione sia urgente e vada discussa, e crediamo che i provvedimenti debbano essere approvati, però vogliamo avere la possibilità di esaminarli e discuterli. E lei deve garantire al Consiglio, ai consiglieri, a tutte le articolazioni di questo Consiglio la possibilità di svolgere i propri lavori.

Noi abbiamo chiesto la sospensione della seduta del Consiglio, e il rinvio del disegno di legge in Commissione perché potesse essere poi discussa in Aula. Venerdì, a mezzanotte meno un quarto, per concludere i lavori relativi all'esame del disegno di legge numero 114, abbiamo addirittura chiesto e dato la nostra disponibilità a riunirci il sabato, il lunedì, il martedì mattina. Ebbene, io qui, Presidente, voglio esprimere a lei e al Consiglio l'esigenza di essere messo nelle condizioni, come consigliere regionale, di poter svolgere il mio mandato. Non si può, sapendo che la Commissione è convocata alle 15 e che il Consiglio regionale si deve riunire alle 16, chiedere di invertire l'ordine del giorno per decidere su questa materia. Tra l'altro, la Commissione bilancio che doveva esprimere il parere è stata convocata alle 12. I relativi atti sono stati quindi trasmessi nelle Commissioni dell'Agricoltura e della Sanità alle 15 e noi dobbiamo avere la possibilità di esaminarli. Addirittura una delle altre Commissioni che dovevano esprimere il parere è stata convocata alle 15 e 30.

Presidente, io esprimo quindi un'esigenza che è quella di poter discutere i provvedimenti con consapevolezza avendo la possibilità di esaminarli, quindi lei deve garantire un ordinato svolgimento dei lavori di questo Consiglio e delle Commissioni nei tempi che sono necessari, Presidente. Non si possono convocare le Commissioni competenti per le 15 e successivamente le altre Commissioni interessate. Ad ora non abbiamo nemmeno ancora la possibilità di esprimere il parere conclusivo, e si viene qui in Aula a chiedere una sospensione. Di quanto, Presidente, per fare che cosa e per esaminare quali atti? Questo è il punto.

Io mi sono rivolto a lei, Presidente, con la convinzione, inizialmente, che lei fosse in grado di garantire lo svolgimento regolare dei lavori di quest'Aula. Forse debbo prendere atto invece che, nel corso di queste ultime sedute del Consiglio, si è mosso in direzione diametralmente opposta.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, io mi attengo agli accordi raggiunti nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Mettere al primo punto dell'ordine del giorno questo argomento non è una mia iniziativa; è stato raggiunto un accordo nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo che si è riunita subito dopo la precedente seduta del Consiglio.

Naturalmente, io ho convocato il Consiglio alle 16 e come lei sa io a quell'ora ero in Aula; non so nulla della convocazione della Commissione alle 15, posso solo prendere atto che c'è una Commissione che sta ancora lavorando; poi naturalmente, l'Assemblea nella sua sovranità potrà decidere quello che riterrà. Se sarà necessario convocherò un'ulteriore Conferenza dei Presidenti dei Gruppi.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). I rilievi del collega Ortu sono giusti, chi ha seguito i lavori delle Commissioni sa che le cose stanno così. Però noi, nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, accogliendo la proposta del Presidente Floris, avevamo stabilito di organizzare i lavori, nella giornata di oggi, facendo in modo che le Commissioni competenti potessero esprimere il parere sul testo che avrebbero licenziato in seduta congiunta le Commissioni dell'Agricoltura e della Sanità.

Questa mattina si sono pronunciate la terza Commissione sulla parte finanziaria - e la seconda. Non è stato possibile, in questo primo pomeriggio, tenere la riunione della prima Commissione perché il Presidente Nuvoli, anche in questa occasione, era assente; quindi i colleghi delle Commissioni dell'Agricoltura e della Sanità non hanno potuto esitare il provvedimento perché mancava il parere della prima Commissione.

Noi, ripeto, accogliendo la proposta della Conferenza dei Presidenti di Gruppo confermiamo il nostro parere favorevole sull'inversione dell'ordine del giorno per mettere questo argomento al primo punto. Però la disponibilità della minoranza non è una giustificazione perché la maggioranza non partecipi ai lavori del Consiglio. Io penso che sia giusto aggiornare i lavori dell'Assemblea per fare in modo che le Commissioni che si devono pronunciare si pronuncino; penso che sia giusto mettere all'ordine del giorno la legge che è in discussione, ma penso che sia non giusto ma indispensabile che i colleghi della maggioranza siano presenti; perché diversamente la disponibilità che la minoranza ha espresso e che è stata accolta dai colleghi della maggioranza avrà difficoltà ad affermarsi perché la legge non può essere approvata col solo voto dei consiglieri presenti.

Io penso, onorevole Serrenti, che sia giusto sospendere i lavori e dare alle Commissioni la possibilità di riunirsi e, per evitare di tornare in Aula prima che esse esprimano il proprio parere, sospendiamo la seduta per il tempo che riteniamo necessario perché le Commissioni si riuniscano e perché i colleghi della maggioranza vengano chiamati a essere presenti in Aula e naturalmente in Commissione per poter esitare il provvedimento in discussione. L'onorevole Contu non può che confermare questa posizione, perché se così non fosse, si aprirà la discussione, e accada quel che accada.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, credo che quella dell'onorevole Cugini sia solo una battuta. Io so molto bene che cosa posso dire. Il mio quindi è un semplice richiamo all'ordine del giorno, perché di questo stiamo parlando. La mia opinione è che c'è stata una richiesta di sospensione irrituale, perché avrebbe dovuto essere fatta da un Presidente di Gruppo.

Sull'argomento io mi sento di dare ragione all'onorevole Ortu che ha fatto una considerazione che mi ha colpito, cioè che non si riuniscono le Commissioni alle ore 15 quando si sa che l'Assemblea inizia i propri lavori alle ore 16.

Questa, oltre che essere una mancanza di riguardo verso i colleghi, secondo me, va anche contro una programmazione che, quando viene decisa dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo e quando viene fatta propria dal Presidente dell'Assemblea, è cogente per tutti coloro che appartengono a questa Assemblea. Quindi, siccome la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha stabilito che stasera come primo punto all'ordine del giorno avremmo discusso questo provvedimento di legge, e lei, Presidente, ha fatto propria questa decisione, era ovvio che la programmazione dei lavori della Commissione doveva essere conseguente alla programmazione dei lavori dell'Assemblea. .

Presidente, io non voglio fare osservazioni, mi limito a dire che anche i Presidenti delle Commissioni devono capire che le loro esigenze personali devono essere condizionate dalla programmazione dei lavori dell'Assemblea, quindi mi sento di dare ragione all'onorevole Ortu.

Detto questo, capisco però che siamo in una piccola "impasse", che credo sia superabile perchè mi si dice che in questo momento la Commissione Autonomia ha dato il proprio parere; ma se anche così non fosse, sono dell'opinione che possiamo aspettare per cinque o dieci minuti; però per la mia dignità di consigliere di questa Assemblea, e perché ho concorso alla programmazione dei lavori, esigo che questa programmazione venga attuata. Pertanto, a mio giudizio, se non si acclara che la Commissione autonomia ha già espresso il parere, chiedo al Presidente di sospendere la seduta per mezz'ora o anche per tre quarti d'ora se è necessario. Possiamo riprendere i nostri lavori anche alle cinque e mezzo, non è questo il problema; ma io credo che debbano essere messi in atto tutti gli strumenti che consentono a noi consiglieri regionali di iniziare stasera l'esame del provvedimento di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS (C.S.), Presidente della Giunta. Io credo che i lavori delle Commissioni siano direttamente collegati con le discussioni che stiamo facendo in Aula, perché più passa il tempo meno le Commissioni si possono riunire.

D'altra parte, non mi pare che, in questo momento, anche se la Commissione autonomia avesse licenziato il testo, siamo in condizioni di affrontare un disegno di legge così importante, quindi io propongo di sospendere i lavori del Consiglio per un'ora, in modo da dare ai colleghi la possibilità di leggere il testo che è stato licenziato dalle Commissioni competenti.

PRESIDENTE. Accogliendo la richiesta del Presidente della Giunta, sospendo la seduta per un ora.

(La seduta sospesa alle ore 16 e 26, viene ripresa alle ore 17 e 37.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.

Sull'ordine dei lavori ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, le Commissioni agricoltura e sanità hanno esitato il disegno di legge numero114. Poiché sono state apportate alcune modifiche principalmente di tipo grammaticale bisogna dare la possibilità agli uffici di riscrivere il testo e di distribuirlo ai consiglieri.

Pertanto, gli uffici hanno necessità di circa un'ora per predisporre gli atti e distribuirli.

Chiedo quindi un'ulteriore sospensione di un'ora per riprendere subito dopo i nostri lavori con la discussione del disegno di legge numero 114 sugli interventi a favore degli allevatori per fronteggiare l'epidemia di "lingua blu".

PRESIDENTE.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La comunicazione del collega Frau corrisponde alle indicazioni della Commissione. Però, siccome si tratta di un lavoro che deve essere fatto dagli uffici, non mi pare giusto sospendere i lavori del Consiglio.

Possiamo procedere all'esame del primo punto dell'ordine del giorno originario e licenziarlo entro un'ora, perché questo è il tempo chiesto dal collega Frau a nome delle due Commissioni. Successivamente possiamo fare l'inversione dell'ordine del giorno e discutere il testo licenziato dalla Commissione, perché se devono lavorare gli uffici e non i consiglieri, è giusto che i consiglieri, compresi quelli della maggioranza che sono assenti, rimangano in aula..

PRESIDENTE.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Io concordo con il collega Cugini perché mi pare giusto che i consiglieri lavorino mentre gli Uffici preparano il testo, a meno che, per preparare il testo, non sia necessaria la presenza dei commissari, ma non credo, tutt'al più sarà necessaria la presenza del Presidente.

PRESIDENTE. D'accordo. Possiamo cominciare con lo svolgimento delle interpellanze. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 66 a firma Pinna, Selis, Cogodi e più, sull'immediata acquisizione del patrimonio della Regione al compendio produttivo mobiliare delle saline della Sardegna da parte del monopolio, ma l'Assessore competente non è presente.

L'ordine del giorno reca poi lo svolgimento dell'interpellanza numero 83 a firma Biancu, Dettori Bruno, Deiana, Dore per la riapertura temporanea dei macelli pubblici a capacità limitata.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Ho ribadito più volte che abbiamo l'esigenza di conoscere esattamente i tempi di svolgimento delle interpellanze. Io sono venuto la settimana scorsa in Aula per rispondere a questa interpellanza con una serie di documenti che al momento non ho. Chiedo, se é possibile, che sia rinviata a domani mattina, del resto ho già dato ragguagli e sono in grado di dare puntualmente delle risposte su questo tema specifico.

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, noi abbiamo mandato alla Presidenza della Giunta tutto il materiale concernente le interpellanze giovedì, quindi la Giunta dovrebbe essere pronta a discuterle.

FLORIS (C. S.), Presidente della Giunta. Noi siamo pronti ma non abbiamo i documenti.

PRESIDENTE. Colleghi, credo che continuare questa discussione in Aula sia estremamente complicato. Sospendo la seduta per dieci minuti e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore17 e 42, viene ripresa alle ore18 e 06.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di procedere, in attesa che il testo del disegno di legge venga battuto a macchina, fotocopiato e distribuito, alle elezioni all'ordine del giorno.

Elezione di un consigliere Questore

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di un Questore del Consiglio in sostituzione del collega Vincenzo Demontis che è decaduto. Per il combinato disposto dei commi 3 e 5 dell'articolo 5 del Regolamento, nelle elezioni suppletive, quando si deve coprire un solo posto, è eletto chi al primo scrutinio abbia raggiunto la metà più uno dei voti. Se nessun candidato ha riportato la metà più uno dei voti, si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età".

Prego il consigliere Segretario di procedere alla chiama.

Votazione segreta per schede

PRESIDENTE. Indico la votazione segreta per schede per l'elezione di un Questore del Consiglio.

MANCA, Segretario, procede all'appello.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE. Colleghi, dobbiamo ripetere la votazione; otto colleghi hanno preso la scheda e non l'hanno inserita nell'urna, pertanto mancano otto schede e la votazione non può essere valida.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Diversi colleghi della maggioranza hanno ritirato la scheda e non hanno votato, il che vuol dire o che non c'è convergenza sul nome o che ci sono altri problemi, quindi chiedo di verificare se la maggioranza è in grado di eleggere il Questore. Se non é in grado di farlo, è bene passare al successivo punto all'ordine del giorno perché diversamente impieghiamo tutta la sera per la votazione. Se la maggioranza è in grado di eleggere il Questore si proceda a questa elezione, se non è in grado, perché manca mezza Giunta e molti consiglieri ritirano la scheda e non la inseriscono nell'urna, penso che sia opportuno decidere come procedere.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, ormai la votazione è cominciata e io la devo proseguire. Abbiamo annullato la votazione perché mancavano otto schede, spero che adesso non ne manchino, per questo ho chiesto ai colleghi di stare seduti al proprio posto, così controlliamo chi vota e chi non vota.

CUGINI (D.S.). Ritiro la mia richiesta.

Votazione segreta per schede

PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di un Questore del Consiglio.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 67

astenuti 4

maggioranza 34

schede bianche 24

Hanno ottenuto voti: CASSANO Gavino Raimondo, 42; TUNIS Marco Fabrizio, 1.

Viene proclamato eletto Questore del Consiglio il consigliere Gavino Raimondo CASSANO.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU.

Si sono astenuti: il Vicepresidente SPISSU - COGODI - ORTU - VASSALLO.)

Elezioni di un componente del CO.CI.CO. di Oristano e di un componente del CO.CI.CO. di Lanusei

PRESIDENTE. Il Presidente della Giunta ha comunicato che Antonio Loi, nominato componente del CO.CI.CO. di Oristano, ai sensi dell'articolo 4 comma 1 lettera c) della legge regionale numero 38 del 1994, come modificata dalla legge regionale numero 4 del 1995, ha rassegnato le dimissioni dall'incarico avendo appurato di trovarsi nelle condizioni di incompatibilità previste dall'articolo 11 lettera d) della legge regionale numero 38 del 1994, il quale prevede che decadano dalla carica i componenti dei comitati che prestino attività professionale di consulenza o di collaborazione presso le province, i comuni e gli altri enti sottoposti al controllo dei medesimi o del comitato e che Giuseppe Quartu, nominato componente del CO.CI.CO. di Lanusei - ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lett. d), della medesima legge citata - ha rassegnato le dimissioni dall'incarico.

Ricordo che la lettera c) dell'articolo 4 della citata legge regionale numero 38, riguarda un componente da eleggere nell'ambito di un elenco di almeno tre nomi di iscritti da almeno dieci anni all'albo degli avvocati, fornito dal relativo ordine professionale e che la lettera d) del medesimo articolo riguarda un componente eletto nell'ambito di elenchi di almeno tre nomi di iscritti da almeno 10 anni all'albo dei dottori commercialisti o dei ragionieri, forniti dai rispettivi ordini professionali.

Ricordo ancora che la legge numero 38 del 1994 prevede che risulterà eletto chi avrà ottenuto il voto di due terzi dei componenti dell'Assemblea, cioè 54 voti. Qualora nessuno ottenga la prescritta maggioranza, la votazione è ripetuta a distanza di non più di ventiquattro ore e risulterà eletto colui che abbia ottenuto la maggioranza assoluta, cioè la metà più uno dei voti.

Prime votazioni segrete per schede

PRESIDENTE. Indico quindi ai sensi dell'articolo 9 comma 2 della citata legge regionale secondo le modalità di cui all'articolo 8 della stessa legge, la votazione a scrutinio segreto di un componente del CO.CI.CO. di Oristano e di un componente del CO.CI.CO. di Lanusei.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Seguono le votazioni.)

(Hanno preso parte alle votazioni i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCU - CALLEDDA.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEMURU - DETTORI Ivana - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCARPA - SPISSU - TUNIS Marco - VARGIU - VASSALLO.)

PRESIDENTE. Colleghi, poiché alla votazione hanno partecipato solo quattro consiglieri non è stata raggiunta la prescritta maggioranza. Dobbiamo quindi procedere alle seconde votazioni sempre con un'unica chiama.

Seconde votazioni segrete per schede

PRESIDENTE. Indico le votazioni per schede di un componente del CO.CI.CO. di Oristano e di un componente del C.CI.CO. di Lanusei.

Invito i Segretari a procedere nuova chiama.

(Seguono le votazioni e lo spoglio delle schede.)

Risultato delle votazioni

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione di un rappresentante del Co.ci.co. di Oristano:

presenti 62

votanti 37

astenuti 25

maggioranza 14

schede bianche 3

Ha ottenuto voti. Carta Simonetta, 34.

Viene pertanto proclamata eletta Carta Simonetta.

Comunico il risultato della votazione di un rappresentante nel Co.ci.co. di Lanusei:

presenti 62

votanti 37

astenuti 25

maggioranza 14

schede bianche 3

Ha ottenuto voti: Usai Valerio, 34.

Viene pertanto proclamato eletto Usai Valerio.

(Hanno preso parte alle votazioni i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU -BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI Bruno - FALCONI - IBBA - MANCA - MARROCU - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - VASSALLO.)

Come concordato precedentemente, sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per discutere sul proseguo dei lavori.

(La seduta, sospesa alle ore19 e 59, viene ripresa alle ore20 e 29.)

Discussione generale del disegno di legge: "Interventi a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata "febbre catarrale degli ovini" (blue tongue)" (114/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero114.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore di maggioranza.

FRAU (A.N.), relatore di maggioranza. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, le Commissioni agricoltura e sanità, nella seduta del 24 ottobre 2000 (quindi qualche ora fa), hanno approvato a maggioranza il disegno di legge numero 114 inerente agli interventi a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata "febbre catarrale degli ovini".

L'esame del disegno di legge in oggetto ha impegnato le due Commissioni in seduta congiunta in un approfondito esame, nel corso del quale le stesse Commissioni hanno svolto le audizioni degli assessori regionali competenti in materia, l'onorevole Oppi e l'onorevole Usai, e dell'assessore del bilancio, onorevole Pittalis. Hanno inoltre ricevuto una delegazione dell'Unità di crisi costituita presso l'assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e delle organizzazioni professionali agricole.

Le Commissioni, dopo queste audizioni, hanno apportato alcune modifiche al testo dei proponenti; in particolare si è elevato da 25 a 70 miliardi lo stanziamento previsto dall'articolo 1 destinato all'anticipazione a valere sui fondi statali di risorse per l'erogazione di indennizzi agli allevatori per l'abbattimento dei capi infetti, ordinato dall'unità sanitaria, nonché il rimborso delle spese sostenute dai comuni per la distruzione degli animali infetti, i costi per le operazioni di disinfezione e disinfestazione sostenuti dagli enti locali e dalle aziende U.S.L. e da organismi privati all'uopo deputati, i costi per la stipula di convenzioni con i veterinari coadiutori da impiegare per rafforzare l'azione di prevenzione e di controllo della malattia.

Le Commissioni hanno inoltre previsto che il programma relativo all'attuazione degli interventi sopra citati, sia sottoposto al parere della Commissione consiliare competente che dovrà essere reso noto entro sette giorni dalla ricezione del programma.

E` stato inoltre elevato da 35 a 70 miliardi lo stanziamento destinato alla concessione degli aiuti previsti dall'articolo 23 della legge regionale 11 marzo 1998, numero 8: "Norme per l'accelerazione della spesa delle risorse del Feoga- Orientamento e interventi urgenti per l'agricoltura." .

Le Commissioni invece non hanno apportato alcuna modifica al testo dell'articolo 3 che prevede un aiuto agli allevatori per i maggiori oneri sostenuti per l'alimentazione del bestiame causati dal divieto di spostamento dello stesso.

Al fine poi di venire incontro alle necessità delle aziende agricole di raccolta e trasformazione dei prodotti agro - alimentari che subiscono un aggravio di oneri derivante da riduzioni nei conferimenti, è stata prevista la concessione di un apposito contributo non superiore alle perdite subite, per il quale è prevista la spesa di 5 miliardi. Anche sugli interventi di attuazione di tale norma le Commissioni consiliari competenti sono chiamate ad esprimere il loro parere.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Segue FRAU.) Al fine poi di permettere la ricostituzione del capitale bestiame, si è previsto, con una norma apposita, che le aziende agro - pastorali danneggiate dall'epidemia di blue tongue, godranno della priorità nella concessione delle provvidenze regionali per l'acquisto delle scorte vive.

Per le concessioni di aiuti previsti da alcuni articoli, anche accogliendo quanto suggerito nel parere espresso dalla prima Commissione, si è ritenuto opportuno attribuire lo svolgimento di tali competenze ai comuni competenti, perché più vicini al mondo dell'allevamento, prevedendo nel contempo il supporto agli stessi dell'Amministrazione regionale e dei suoi enti, e la possibilità da parte della Regione di sostituirsi ad essi qualora inadempienti.

La necessità di contrastare un possibile calo nel consumo di prodotti agro - alimentari da parte di una opinione pubblica ingiustificatamente allarmata dall'epidemia, ha indotto le due Commissioni ad introdurre una norma che prevede la realizzazione, da parte dell'Amministrazione regionale, di una campagna informativa sulla carenza di effetti nocivi per l'uomo derivanti dal consumo di tali prodotti.

Le Commissioni poi, accogliendo il preventivo parere della prima Commissione, hanno modificato l'articolo 4, prevedendo che la struttura amministrativa degli assessorati competenti in materia di agricoltura e di sanità veterinaria, sia rinforzata attraverso l'utilizzo dell'istituto del comando anziché quello del distacco di un certo numero di unità di personale dipendente (20 per l'esattezza) dagli enti regionali e dalle aziende U.S.L.. Le Commissioni hanno poi acquisito i pareri delle Commissioni consiliari prima, seconda e terza, accogliendo alcuni dei suggerimenti proposti principalmente dalla prima e dalla terza.

Per quanto riguarda il parere espresso dalla seconda Commissione, si è ritenuto di non accogliere l'inserimento dell'intervento contenuto nell'articolo 3 quinqiues, all'interno dell'articolo 5, il quale prevede la sospensione degli aiuti fino all'approvazione degli stessi da parte della Commissione europea, non considerando quindi questo aiuto quale aiuto di stato.

Pertanto, onorevoli colleghi, data l'importanza del provvedimento esitato, le due Commissioni che hanno lavorato per tanti giorni fino a notte inoltrata, comprendendo tutti, maggioranza ed opposizione, quanto sia devastante questa epizoozia, auspicano una rapida approvazione di questo disegno di legge che vuol dare i primi aiuti al mondo dell'allevamento, da parte di questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore di minoranza.

Sanna Alberto (D.S.), relatore di minoranza. Onorevoli colleghi e onorevole Presidente, non mi sento relatore di minoranza, per il semplice motivo che questo disegno di legge presentato dalla Giunta arriva in Aula dopo un lavoro intensissimo portato avanti dal centro sinistra e il provvedimento che abbiamo in discussione è un provvedimento che sentiamo nostro. Poi dirò nel dettaglio per quali motivi lo sentiamo nostro. Intanto mi sembra giusto e doveroso fare alcune considerazioni di ordine generale su come si è arrivati all'approvazione di questo provvedimento e su quelli che sono stati i passaggi fondamentali di questa vicenda in queste settimane. Come altre volte ho avuto modo di rilevare, abbiamo osservato su questa questione due livelli di comportamento da parte della Giunta e della maggioranza: da una parte abbiamo assistito a un'azione propagandistica molto forte, fatta di dichiarazioni, di interviste, di conferenze stampa, nelle quali si dicono cose estremamente contraddittorie. Si dice che la responsabilità è tutta di chi ha soppresso il glorioso CRAAI, che il Governo è assente, che l'opposizione svolge un'azione strumentale ed ostruzionistica, si dice anche che la situazione è sotto controllo, salvo poi prendere atto che il male si è diffuso in tutta la Sardegna e che non è sotto controllo. In un primo momento la Giunta aveva detto che le vaccinazioni si sarebbero potute fare, successivamente ha detto che sono controindicate; non si capisce se la disinfestazione va fatta, se non va fatta, se quella che si sta facendo sia efficace o sia dannosa, per non parlare poi di tutto quello che si è detto in questi giorni anche sulle risorse finanziarie disponibili e sulla loro provenienza.

Insomma, c'è un piano di grande confusione e di agitazione. Sull'altro piano, che è quello dell'azione concreta della Giunta, che dovrebbe quindi essere quello delle risposte ai problemi, emerge, nella sua dimensione vera e drammatica, l'incapacità di questa Giunta di dare risposte ai problemi. Voglio ricordare, a questo proposito, alcuni aspetti che caratterizzano la debolezza dell'azione della Giunta relativamente a questo problema: prima di tutto, l'assenza di una strategia di lotta contro questa malattia, in particolare contro il vettore, i limiti di fondo che la Giunta sconta sul piano del rapporto col Governo e con l'Unione Europea. Rispetto al Governo e all'Unione Europea, questa Giunta ha un atteggiamento di rivendicazione sterile e astratta e, di fatto, di subalternità. Questa Giunta non è stata capace di dare direttive chiare, precise alle A.S.L., ai Comuni e agli allevatori. Ancora oggi, andando in giro per la Sardegna, ci sentiamo dire: "Non sappiamo come ci dobbiamo comportare". Ancora oggi gli allevatori non sanno quali sono i comportamenti minimi che debbono seguire.

Manca un'informazione corretta rivolta ai consumatori, con la quale si dica che le carni sono buone, che i prodotti sono sani e che, quindi, non ci sono problemi da questo punto di vista. Manca insomma un piano complessivo capace di fronteggiare l'emergenza sia sul piano della lotta all'insetto, sia per quanto riguarda i servizi sanitari veterinari nei porti, l'ambiente, il potenziamento dei servizi veterinari.

Questo è lo sfondo nel quale si svolge la discussione di oggi. Il disegno di legge numero 114, che arriva in quest'Aula con due mesi di ritardo, è stato proposto con una forzatura evidente, la settimana scorsa, in occasione della discussione in Consiglio della mozione del centrosinistra, appunto sull'epidemia della "lingua blu". Insomma, si voleva far passare l'idea che la Giunta, con questo disegno di legge, desse risposte concrete a questo problema, e che il centrosinistra, con la sua mozione, volesse solo perdere tempo. Invece, anche su questo aspetto, i fatti si sono incaricati di rimettere le cose a posto.

Andando a vedere che cosa conteneva il disegno di legge presentato dalla Giunta, scopriamo che si trattava di una semplice variazione di bilancio, che metteva a disposizione 70 miliardi: 25 per le anticipazioni rispetto alle risorse di provenienza statale e il resto per gli interventi dell'amministrazione regionale. Quindi, non era un disegno di legge, era una variazione di bilancio. Poi vedremo che cosa è stato necessario fare per farlo diventare un provvedimento, non dico organico, perché in due giorni non si fa una legge organica, ma che almeno avesse quel minimo di dignità che una norma di legge deve avere.

Noi abbiamo chiesto anche che, prima di procedere all'approvazione del disegno di legge, si desse corso alle audizioni delle organizzazioni di categoria e dell'Unità di crisi, condizione, questa, fondamentale per avere il polso della situazione, per sentire direttamente da chi opera sul versante sanitario e sul versante delle aziende colpite, quali sono i problemi dell'emergenza ai quali il Consiglio regionale ha il dovere di rispondere. Non si voleva fare neanche questo. La maggioranza non voleva neanche fare le audizioni; c'è stata una lotta anche su queste cose, perché sembrava che tutto fosse finalizzato a perdere tempo, come se approvare la legge dopo due mesi e un giorno o dopo due mesi cambiasse qualche cosa. Noi abbiamo insistito su questa posizione e ci siamo trovati a scegliere, a un certo punto, tra due ipotesi: o lasciare che il disegno di legge restasse così come la Giunta l'aveva proposto, una scatola vuota che non prevedeva neanche un minimo di programmazione, neanche uno straccio di piano per combattere la malattia e quindi non prevedeva le condizioni minime perché l'Unione Europea potesse giudicare il disegno di legge che il Consiglio regionale stava per approvare compatibile con le norme dell'Unione.

Il problema che noi ci ponevamo era se fosse opportuno lasciare che le cose andassero avanti così. Il che significava che l'Unione Europea avrebbe bocciato il provvedimento, che si sarebbero allungati i tempi e si sarebbero aggiunte, nelle campagne della nostra regione, ulteriori difficoltà a una situazione già di grande sconforto e di difficoltà. Insomma, se avessimo voluto cavalcare questa situazione, quella era la strada. Ma noi non facciamo l'opposizione agli interessi della nostra comunità regionale, facciamo l'opposizione all'inefficienza di questa Giunta regionale e abbiamo scelto l'altra strada, più faticosa, che è quella di fare un intervento corposo, anche se nel giro di qualche giorno non era facile, di trasformazione profonda del disegno di legge presentato dalla giunta, proponendo una serie di interventi che sono diventati parte integrante del testo che stiamo discutendo e che approveremo.

Questa è la scelta che noi abbiamo fatto e di questa scelta ci assumiamo fino in fondo la responsabilità e ne andiamo orgogliosi, perché è una scelta che va incontro agli interessi degli allevatori, della zootecnia sarda che è il comparto fondamentale della nostra economia. Altro che ostruzionismo! L'ostruzionismo vero sarebbe stato lasciare che quel provvedimento vuoto andasse avanti così come la Giunta l'aveva proposto.

Qual è il risultato di questa nostra azione? Il risultato è che il provvedimento della Giunta è stato profondamente modificato, è diventato altra cosa, in particolare sono stati previsti i punti che adesso voglio rapidamente ricordare.

Le risorse proposte originariamente ammontavano a 70 miliardi; fra l'altro, 45 di questi miliardi provenivano dai fondi stanziati per un altro evento calamitoso, cioè si toglievano delle risorse a comunità disastrate dall'alluvione del novembre scorso per destinarle agli allevatori colpiti da quest'altro disastro, quindi si mettevano l'una contro l'altra delle comunità colpite da calamità naturali diverse, ma sempre calamità. Mi pare che fosse una scelta assolutamente inaccettabile. Si portato lo stanziamento da 70 miliardi a 212 miliardi, questo è il primo risultato. La Giunta non aveva neanche calcolato quale fosse effettivamente la dimensione del disastro e proponeva 70 miliardi senza avere la dimensione reale della situazione.

Il lavoro di questi giorni, ci ha convinti della necessità di prevedere un piano per combattere la malattia. Questo non è previsto nel testo in discussione, però mi auguro che sia rispettato l'accordo di presentare un emendamento. Un'altra modifica introdotta dalla Commissione è che si prevede che i programmi della Giunta siano sottoposti al controllo della Commissione. E` stato previsto anche un intervento a sostegno delle imprese di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti perché anche queste sono colpite da questa calamità. E` stato inserito un articolo nel quale si stabilisce che le aziende danneggiate avranno la priorità nella concessione dei finanziamenti previsti dalla normativa regionale per l'acquisto di scorte vive. La Commissione ha anche scelto di decentrare ai comuni la competenza di erogare i contributi e di essere i referenti degli allevatori. Questo mi sembra un aspetto molto importante che eviterà lungaggini burocratiche ed altre difficoltà.

E` stata prevista anche una campagna per informare la popolazione sulla situazione reale di questa malattia e dei prodotti dei nostri allevamenti. E` stata modificata la norma che prevedeva il distacco di un certo numero di dipendenti regionali per l'attuazione degli interventi previsti trasformando il distacco in comando, che è una cosa molto diversa. È stata inoltre prevista l'istituzione di un fondo di solidarietà in agricoltura che consentirà di intervenire, nel caso di eventi calamitosi, senza dover approvare una nuova legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, rinuncio a svolgere la relazione di minoranza, perché condivido le cose dette dal collega Sanna, ma anche perché in questo modo, concretamente, vogliamo dimostrare che non c'era da parte nostra alcuna intenzione di ritardare i lavori relativi alla discussione di questo provvedimento di legge. Nel corso di questi giorni siamo stati presenti dalla mattina alla sera, in Aula e in Commissione, domani continueremo la discussione in Aula e nel corso della discussione generale farò le altre considerazioni che avrei voluto esporre nella relazione di minoranza.

Con questo, ripeto, vogliamo dimostrare la nostra volontà di accelerare la discussione e l'approvazione di questo provvedimento, che arriva in Aula con tutte le deroghe possibili, a conferma del fatto che noi volevamo lavorare, che non volevamo perdere tempo e che il tempo l'ha perso chi, nel corso di questi giorni, con tante dichiarazioni, ha ostacolato i lavori, prima dell'Aula e poi delle relative Commissioni.

Con questa motivazione, per consentire una discussione più rapida del provvedimento di legge, rinuncio a svolgere la relazione di minoranza, anche perché condivido le cose dette dall'onorevole Sanna, e mi iscrivo a parlare per la discussione generale di domani mattina.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Presidente, l'onorevole Serrenti le ha ceduto giustamente il posto, però era garante dell'accordo sullo svolgimento di questa prima parte del dibattito che forse è bene richiamare, però poiché il Presidente della Giunta non è in Aula, chiedo che lo si chiami perché si possa riprendere la discussione.

Come concordato nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, il Presidente della Giunta dovrebbe infatti rispondere a dei quesiti che sono stati posti nel corso degli interventi dei relatori che non ha sentito. Io posso anche riassumerli brevemente, visto che l'argomento lo conosce e poi decideremo come procedere.

PRESIDENTE. Mi pare di capire che nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo è stato concordato un intervento del Presidente della Giunta dopo lo svolgimento delle relazioni.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sono sollecitato ad intervenire per ripetere l'intervento già fatto in Commissione bilancio con riferimento alla copertura finanziaria del disegno di legge.

Noi abbiamo apprezzato il lavoro fatto dalle Commissioni di merito che hanno sicuramente articolato meglio e sviluppato il disegno di legge ed è certo che abbiamo fatto uno sforzo non indifferente per cercare di risolvere questo gravissimo problema, prevedendo addirittura uno stanziamento di 157 miliardi e 400 milioni a copertura di questa legge, copertura che abbiamo assicurato nel modo che già conoscete e che, per una migliore informativa al Consiglio, posso illustrare anche in Aula.

Abbiamo reperito le risorse innanzitutto tenendo conto delle maggiori entrate, 63 miliardi e 575 milioni dalle eccedenze annuali di risorse finanziarie derivanti dall'IRAP,, abbiamo inoltre utilizzato la quota di interessi delle rate di ammortamento dei mutui a suo tempo autorizzati per il ripiano dei disavanzi delle unità sanitarie locali, relative agli esercizi '90-'91, perché non c'è stata la necessità di contrarli. Quindi, non c'è stata nessuna incidenza sui programmi previsti, qui ci riferiamo addirittura ai disavanzi delle Unità Sanitarie Locali relativi agli esercizi '90-'91 come abbiamo riportato espressamente nei capitoli di riferimento. Abbiamo evidenziato anche la necessità che il Consiglio si renda partecipe, in questo momento particolare, attraverso la previsione di un taglio di 9 miliardi e 500 milioni per l'annualità 2001 al proprio bilancio interno. E` un onere che il Consiglio pone a carico di se stesso, è un atto di buona volontà che tutti i consiglieri regionali di maggioranza e di minoranza fanno, in un momento di emergenza, a favore dell'agricoltura.

Questa, sostanzialmente, è la copertura finanziaria del disegno di legge, in uno con i 50 miliardi, di cui potremo disporre subito dopo l'approvazione del disegno di legge, con un'anticipazione delle banche, mediante la contrazione, in una o più soluzioni, in relazione alle effettive esigenze di cassa della Regione, di un prestito di pari importo che verrà rimborsato, con un tasso di interesse da corrispondere posticipatamente, entro il 31 dicembre del 2001.

Tutta questa massa non indifferente di risorse, pari a 157 miliardi e 400 milioni che sono immediatamente spendibili nell'anno 2000, andrà quindi a coprire i capitoli di questo disegno di legge, in particolare, per la promozione dell'informazione, che dev'essere data correttamente, nel comparto agricolo, su questo morbo e su tutte le azioni positive che gli Assessorati della sanità e dell'agricoltura porranno in essere, per le spese per il personale comandato presso l'amministrazione regionale, per i contributi alle aziende agricole, con un fondo che viene portato complessivamente a 80 miliardi. Inoltre sono previsti, nel capitolo di pertinenza dell'Assessore della sanità, altri 70 miliardi, sotto forma di anticipazioni di assegnazioni dello Stato per fronteggiare l'epizoozia.

Questo, in estrema sintesi, è il quadro relativo alle risorse finanziarie che abbiamo deciso tenendo conto della necessità di non scardinare poste di bilancio riguardanti programmi in stato avanzato di attuazione. Per esempio, nel disegno di legge, così come originariamente è stato esitato dalle Commissioni, era previsto un taglio di 30 miliardi su un capitolo di pertinenza dell'Ersat, ma si tratta di risorse già impegnate e per i 3/4 addirittura già spese, quindi si sarebbe operata una copertura assolutamente insussistente con le conseguenze che potete immaginare. Confermiamo quindi la copertura che abbiamo individuato, salvo una modifica che riguarda un capitolo a valere sul turismo, che verrà proposta dalla Giunta regionale nel corso dei lavori, manteniamo ferme le poste, perché sono poste corrette, poste che danno certezza della copertura per questo importante provvedimento esitato dalle Commissioni di merito.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La risposta del collega Pittalis è coerente con i ragionamenti che sono stati fatti nelle Commissioni che hanno lavorato all'elaborazione del nuovo testo del disegno di legge.

Penso quindi che si possa procedere a una discussione che impegni il Consiglio, così come l'ha impegnato nei giorni passati, per licenziare rapidamente la legge così come avevamo deciso nelle sedute precedenti ed anche nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Tutti i consiglieri del Gruppo dei D.S. sono iscritti a parlare perché intendiamo partecipare alla discussione. Penso che altrettanto faranno i colleghi della maggioranza che hanno partecipato in Commissione alla costruzione della nuova legge, quindi ritengo che sia opportuno organizzare i lavori in modo tale che ci confrontiamo e che possiamo definire insieme in Aula la parte che resta da definire, come diceva anche adesso il collega Pittalis, perché ritengo che la convergenza che è stata costruita, nonostante le posizioni differenziate al momento della partenza, , possa essere mantenuta in Aula e che, quindi, possa essere confermata la disponibilità al licenziamento rapido del testo proposto dalle Commissioni congiunte.

Le chiediamo quindi, Presidente, di organizzare i lavori in modo tale da consentire la partecipazione di tutti coloro che intendono intervenire nel dibattito, e da arrivare al licenziamento del testo nelle prime ore di domani mattina.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, prendo atto delle iscrizioni a parlare dei componenti del suo Gruppo, ma le rammento che i consiglieri possono iscriversi a parlare prima della conclusione del primo intervento della discussione generale; per cui, io propongo di aprire la discussione generale. Quando conosceremo il numero degli iscritti a parlare, perché non so quanti consiglieri della maggioranza vorranno intervenire, decideremo come proseguire. Ritengo quindi che sia opportuno aprire la discussione generale.

E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). I relatori, anche il collega Frau (bisogna essere corretti tra di noi) hanno dato una lettura della costruzione del disegno di legge che risponde al vero.

Siamo partiti da considerazioni molto lontane nelle giornate passate, però il lavoro che i commissari della maggioranza e della minoranza hanno fatto nelle due Commissioni ha prodotto un nuovo testo.

Stamattina, ho confrontato il testo della Giunta con il testo licenziato dalle Commissioni e ho contato quante nuove righe sono state introdotte per produrre un testo più rispondente alle esigenze emerse nelle audizioni che sono state svolte. Però, poi mi sono limitato alla verifica delle risorse, siamo partiti da una cifra che aveva un obiettivo e con l'aumento delle risorse, che sono state quasi triplicate, abbiamo potuto predisporre un testo che non risponde solo all'emergenza. Abbiamo contribuito anche a chiarire il confronto che c'è stato nei giorni passati anche in Aula, sulla necessità di mettere a disposizione le risorse necessarie senza danneggiare altre realtà territoriali o altri cittadini sardi colpiti nei mesi passati da difficoltà simili a quelle degli amici imprenditori agricoli e pastori. Quindi mi pare che le risorse previste possano permetterci di rispondere positivamente all'emergenza e darci la possibilità di intervenire sulla situazione per evitare, almeno in questa fase, che il fenomeno si possa ulteriormente diffondere, anche se i colleghi relatori hanno giustamente, nei giorni passati, ma anche in Aula, messo le mani avanti, per dire che non ci dobbiamo fare grandi illusioni, che dobbiamo lavorare e, soprattutto, che chi ha la responsabilità diretta del settore, deve lavorare per evitare che i focolai si estendano a tutto il territorio regionale. Il fenomeno ormai interessa anche altre regioni del nostro Paese, il ché ci deve far stare all'erta per sostenere questa categoria colpita da questa situazione di emergenza. Cosa voglio dire? Voglio dire che noi abbiamo cercato di fare uno sforzo diverso da quello della Giunta: abbiamo cercato di collegare l'emergenza, che è stata oggetto di discussione, con l'intervento per evitare il diffondersi del fenomeno e per cercare, per il futuro prossimo, di evitare che esso possa ripetersi. Però, occorre essere puntuali nella valutazione. I tecnici che sono stati sentiti dalle Commissioni hanno dato, con grande competenza, un insieme di informazioni, rispetto a quello che può succedere nei prossimi anni. Potrebbe succedere che il fenomeno si riproponga, potrebbe succedere che si riproponga in termini che nessuno a questo punto può ipotizzare, dunque è bene che le risorse che abbiamo messo a disposizione vengano utilizzate, così come prevede la legge, ma è bene che nella nostra discussione di domani, si richiami un argomento che è stato oggetto di valutazione e che non ci ha trovato d'accordo.

Noi abbiamo sostenuto nella discussione che occorre reperire le risorse per collegare l'emergenza con la prospettiva, però occorre, stante quello che haanno detto i tecnici, che non possiamo prevedere quello che succederà nei prossimi anni, creare un cospicuo fondo da utilizzare qualora ci dovessimo trovare di fronte ad ulteriori emergenze.

Su questo punto è bene che riprendiamo il confronto nella discussione generale, perché se noi avessimo avuto, oggi, delle risorse nostre a disposizione, anche che se stiamo anticipando in parte quello ci che dovrà chiaramente restituire lo Stato, ma se noi avessimo avuto oggi un fondo a disposizione, avremmo ragionato, nelle Commissioni apposite, solo sulle direttive della Giunta per verificare la loro corrispondenza con le aspettative della categoria. Non abbiamo questo fondo, se lo avessimo avuto avremmo risparmiato giorni di discussione tra di noi, ci saremmo confrontati sulle conseguenze positive o negative dell'intervento realizzato e avremmo occupato il nostro tempo su una parte diversa dell'intervento per far fronte a questa emergenza.

Noi vogliamo richiamare qui - lo dico al Presidente della Giunta regionale e agli assessori competenti - questo punto che abbiamo sottoposto alla vostra attenzione e che non vi ha trovato d'accordo, perché penso che noi lo possiamo e lo dobbiamo riprendere, Crediamo infatti che sia uno strumento che, se utilizzato nei termini dei quali si è parlato in Commissione, darà a tutte le categorie, a tutte le realtà della Sardegna, la garanzia di un intervento rapido e conseguentemente positivo.

Io, così come hanno fatto i colleghi che sono intervenuti precedentemente, non voglio attribuire al centro sinistra il merito di aver riscritto la legge, perché non è così. Molti colleghi del centro destra avevano opinioni uguali a quelle che abbiamo espresso noi. Questa non è una legge che nasce perché il centro sinistra ha meglio rappresentato le aspirazioni, le attese, le indicazioni, sul piano tecnico ed anche sul piano politico, della categoria, nasce da una convergenza che si è determinata appena abbiamo lasciato spazio al confronto sulle cose da fare. Diversamente le risorse non sarebbero state triplicate. Questo è bene chiarirlo. Io sto facendo il primo intervento, normalmente un Presidente di Gruppo non interviene per primo nella discussione generale, ma lo faccio perché voglio sottolineare che la prima Commissione ha esitato un testo approvato dalla Commissione all'unanimità, che corregge nella sostanza il disegno di legge proposto dalla Giunta. Difendendo quindi il lavoro che era stato fatto con la legge "31", di cui era relatore il collega Masala, che oggi ha responsabilità di governo ed era allora rappresentante della minoranza, è stato recuperato uno spirito che conferma un'indicazione di lavoro che noi abbiamo dato. Devo quindi salutare positivamente lo sforzo che è stato fatto, anche quando i colleghi della maggioranza della prima Commissione hanno accolto e hanno elaborato insieme ai colleghi del centro sinistra le indicazioni di lavoro che sono state proposte all'attenzione anche delle altre commissioni. Penso che un ulteriore confronto su quella parte del testo che ancora può essere migliorata e che è oggetto - lo devo dire per i colleghi che prenderanno la parola - di emendamenti già presentati, possa permetterci di superare le difficoltà che sono emerse nel corso dei lavori della Commissione. Siamo convinti che, anche quando non dovesse essere accolta qualche nostra indicazione, se questo avvenisse attraverso un confronto sul merito, sarebbe utile per il proseguo del dibattito in Aula.

Questa è la nostra impostazione. L'abbiamo esposta nella conferenza dei Presidenti di Gruppo. Penso che possano essere apprezzate la nostra disponibilità, la nostra indicazione di lavoro e la nostra partecipazione attiva alla costruzione del nuovo testo. Con questa impostazione si risponde anche a qualche eccesso di propaganda che c'è stato nelle giornate passate, che ha coinvolto prevalentemente colleghi della maggioranza che volevano attribuirci una funzione diversa da quella che abbiamo svolto in Commissione. Ora che sono state rimesse a posto le pedine del ragionamento, che sono state reperite le risorse che noi consideriamo, a questo punto, corrispondenti alle attese attuali della categoria, e abbiamo dato anche un'indicazione per l'intervento nei prossimi mesi, confermando la nostra indicazione sulla necessità di prevedere un fondo che ci consenta di intervenire nelle situazioni di emergenza che dovessero verificarsi nella nostra regione, penso che si possa migliorare ulteriormente il testo licenziato dalle Commissioni e si possa passare rapidamente alla votazione finale dopo il dibattito.

Posso dire già da adesso che, se non vi farete prendere dalla fretta e se non riproporrete le posizioni che sono state superate nei giorni passati, ma terrete - lo dico con una battuta - l'atteggiamento che ha tenuto il collega Frau nella sua relazione, sono convinto che anche nel voto finale ci possa essere la stessa convergenza che c'è stata nel lavoro in Commissione.

PRESIDENTE. Devo informare il Consiglio che si sono iscritti a parlare oltre 40 consiglieri. Credo che concludere la discussione stasera sia estremamente difficile. Sarebbe opportuno sospendere ora i nostri lavori e riprendere domani mattina con l'intento di chiudere in giornata. Io invito tutti i colleghi della maggioranza e dell'opposizione, se è possibile, a contenere il numero degli interventi per riuscire ad esitare la legge entro domani.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

Cugini (D.S.). Io penso che si possa accogliere la proposta, dobbiamo però ricordare che abbiamo proposto l'inversione dell'ordine del giorno per mettere al primo punto questo provvedimento, ma dobbiamo anche concludere gli altri punti all'ordine del giorno. Io penso che si possa concludere anche domani mattina, perciò propongo, se il collega Contu che deve parlare dopo di me è d'accordo, di vederci alle 9 in Conferenza dei Presidenti di Gruppo e di trovare un accordo come l'onorevole Serrenti proponeva all'Assemblea.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente io prendo atto che, poiché come il Presidente del Consiglio regionale ci ha detto si sono iscritti a parlare trentun consiglieri più i Presidenti dei Gruppi, se anche continuassimo stanotte, certamente non potremmo concludere la discussione di questo provvedimento. Dovremmo necessariamente andare a domani e forse anche a domani sera. Però, vorrei, sempre per amore della verità, che si dicesse anche che trenta dei consiglieri iscritti a parlare sono dell'opposizione. Ce n'è anche uno della maggioranza che però potrebbe anche ritirarsi.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, mi perdoni, se vuole leggo i nomi.

CONTU (C.C.D.). Io vorrei capire, perché, a mio modesto avviso, se l'iscrizione a parlare di molti consiglieri è un tentativo per andare a domani, francamente non mi pare uno strumento idoneo, perché possiamo metterci d'accordo ed andare a domani a prescindere dal fatto che si iscrivano a parlare decine e decine di consiglieri, perché questo dà la possibilità a chiunque di noi di far risaltare che si vuole fare ancora un po' di quella che è stata chiamata "propaganda". Mi rendo realisticamente conto che, comunque, gli iscritti sono tanti, e che quindi bisogna necessariamente andare a domani.

Piuttosto, vorrei capire l'iter che si intende seguire domani, perché mi è sembrato di capire, tra le righe, che domani si potrebbe chiudere anche entro la mattinata, ma che questo è condizionato a eventuali modifiche da apportare ancora alla norma finanziaria. Dico questo per chiamare le cose con il nome e il cognome; la cosa non mi spaventa, non mi meraviglia, ma sarebbe meglio che così non fosse, che cioè non ci fosse questo condizionamento e quindi quest'obbligo di modificare la norma finanziaria. Perché se così fosse si riaprirebbe un discorso sul quale certamente molti di noi vorrebbero intervenire.

In conclusione, prendo atto che è impossibile chiudere entro stanotte l'esame del disegno di legge e sono anch'io d'accordo perché si vada a domani mattina.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, sono iscritti a parlare anche molti consiglieri della maggioranza, almeno dieci. Lo dico per chiarire.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io ho il dovere di richiamare rapidamente in Aula quanto ho sostenuto in diverse circostanze, cioè in tutte le riunioni della Conferenza dei Presidenti di Gruppo. È inutile per tutti, per il Consiglio che deve decidere responsabilmente e deve elaborare ed approvare una legge e per i cittadini che aspettano con ansia, continuare questa specie di balletto. Io mi sono permesso di dire in tutta chiarezza, e ho il dovere di ripeterlo qui, che si sta ancora camminando all'interno di una certa ambiguità: da una parte si dice che c'è una sostanziale unità, che è maturata una forte e risolutiva convergenza fra l'impostazione della maggioranza - che avrà pure da impostare qualcosa, - e quella dell'opposizione - che ha pure il diritto di impostare qualcosa -, e quindi si arriva a un punto che è di equilibrio, che ognuno ritiene essere il migliore possibile nella situazione data e quindi tutti già cominciano a vantarsi di aver ottenuto un risultato. Noi, per pochi che siamo, tre consiglieri regionali di Rifondazione Comunista, in questo largo consesso, non facciamo che chiedere che si chiarisca esattamente in che cosa consiste questa convergenza. Solo nell'avere moltiplicato per tre i finanziamenti da erogare, cioè nell'averli portati da 50 miliardi a circa 150? Sarebbe già una cosa importante, ma non sarebbe la novità risolutiva che già si comincia a decantare. Due sono i punti che erano e rimangono sul tappeto e che bisogna risolvere preliminarmente, perché poi tutto il resto è una conseguenza di questo, anche che si facciano trenta interventi o tre, tre giorni o tre ore di discussione. Il primo punto, come l'opposizione ha detto nella sua mozione e ha continuato a sostenere in aula e fuori dell'aula, è che questo intervento finanziario deve essere tale da affrontare l'emergenza, ma all'interno di un progetto strategico di eradicazione, per affrontare nell'insieme complessivamente il problema. Si è richiamata anche la direttiva comunitaria e si è detto che si rischierebbe di fare un buco nell'acqua se si stanziassero 50 o anche 500 miliardi all'interno di un quadro di interventi non compatibili con le norme comunitarie. Allora sì che si farebbe propaganda. Però questa norma che si dice che è stata sostanzialmente concordata, nel testo non c'è. Si dice che però è concordata. Se è concordata la si scriva. Noi abbiamo presentato un emendamento, la maggioranza presenti emendamento analogo, se non proprio identico, e su questo primo punto si stabilisce una convergenza vera. Ecco, allora, che le trenta ore di discussione possono diventare tre ore.

Il secondo punto che non si può non chiarire, perché altrimenti si perderebbe tempo dopo, è quello delle risorse. La Giunta ha già dato qualche parziale chiarimento nell'intervento dell'Assessore del bilancio Pittalis, poc'anzi, per esempio in riferimento alle ulteriori modifiche che intende apportare a quella che ha introdotto, modificando l'assestamento di bilancio, caldo caldo di stampa.

Come può avere credibilità una Regione, una istituzione, un Consiglio regionale che, a poche settimane dall'approvazione di un assestamento di bilancio nel quale ha deciso di destinare dei finanziamenti a determinati interventi nel settore agricolo, rinnega le proprie decisioni decidendo di modificarle? Nessuna delle leggi, nessuno dei finanziamenti approvati dal Consiglio sarebbero credibili, se ogni tre settimane tutto si rimettesse in discussione senza ragione! Non c'è ritardo alcuno, non c'è ritardo nella spesa perché si tratta di una decisione di poche settimane fa, come si fa a incidere sull'assestamento appena approvato? La Giunta ha già dettoche ci ha ripensato, e che proporrà una nuova modifica. E questo è un primo chiarimento.

Il secondo chiarimento necessario è quello relativo ai fondi per il lavoro sui quali il Presidente della Giunta in Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha detto parole un pochino più chiare, ma deve dirle anche in Aula, rispetto all'ipotesi originaria di tappare buco con buco o disgrazia con disgrazia. Siete partiti dicendo: "Affrontiamo l'emergenza dell'epidemia di lingua blu con i soldi destinati agli alluvionati." Poi avete detto: "Stavamo sbagliando, i fondi per l'alluvione non si toccano". Adesso lasciate i fondi per l'alluvione agli alluvionati e incidete sul piano per il lavoro.

Badate, se noi volessimo rispondere alla categoria degli allevatori, che è una categoria che vive in questo momento un'emergenza drammatica e terribile, togliendo i danari ai disoccupati che aspettano il lavoro, faremmo un'altra operazione in perdita. La Giunta dice che ha individuato dei meccanismi tecnici tali che il piano per il lavoro non è a rischio. Si chiarisca questo, lo si dica più chiaramente, si modifichi anche questa norma e, per favore, rispondiamo all'emergenza agricoltura, pastorizia, allevamento, sanità e quant'altro, ma non tocchiamo un'altra emergenza come quella della disoccupazione in questa nostra Regione. Anche perché su questo si è già maturata un'intesa politica, non è che le intese politiche…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, vorrei solo capire se lei sta facendo il suo intervento o se invece...

COGODI (R.C.). Ho finito. Voglio dire che chiariti questi due punti, che sono i punti di fondo dell'accordo o del non accordo, della convergenza o della non convergenza, tutto il resto segue. Queste cose le abbiamo dette nei confronti che sono avvenuti nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, se ci fosse stata la buona volontà di fermarsi mezz'ora e di chiarire principalmente questi due elementi e qualche altro ancora, ci sarebbero state le condizioni per approvare la legge stasera. Però su questi due punti ancora non si è sciolta l'ambiguità. Si sciolga questa ambiguità e tutto sarà più chiaro ed anche più celere e spedito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente ho avuto modo, durante la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, di esprimere in maniera compiuta la posizione della Giunta regionale, cosa che è stata fatta anche in quest'Aula dall'Assessore della programmazione e del bilancio.

Noi confermiamo le cose che abbiamo detto. Ci siamo trovati di fronte ad una tragedia, ad un'epidemia, senza avere un fondo a disposizione per intervenire per rimediare ai danni causati da eventi tragici come le alluvioni, la siccità, il vento grecale, la lingua blu. Io ho pregato anche, lo dico chiaramente in quest'Aula, tutti i Capigruppo di evitare la rincorsa allo stanziamento di risorse per questi problemi, senza avere una visione chiara del perché si stanziano le risorse e di come verranno spese. È evidente che la Giunta si è trovata nella condizione, posto che il Consiglio ha stabilito di aumentare queste risorse, di dover andare ad attingere dai capitoli di bilancio nei quali c'erano delle somme a disposizione. Questo impianto non può essere toccato, la Giunta non sente questa necessità, ma riconferma che gli impegni che sono stati assunti vengono riconfermati, sia per quanto riguarda il piano straordinario del lavoro, sia per quanto riguarda altri impegni, che non sono in discussione.

E` chiaro che si tratta delle stesse cose che si sono sempre dette, quando abbiamo rinviato gli investimenti destinati alla metanizzazione dal 1999 al 2000 o dal 2000 al 2001, siamo stati accusati di non voler fare la metanizzazione. Non è vero, la metanizzazione verrà fatta in quanto i fondi verranno inseriti nel bilancio del 2001. Questa è la riconferma, ma qui c'è anche la novità, sulla quale credo che il Consiglio non possa essere disattento, che finalmente, a decorrere dall'anno 2001, i capitoli 06124 e 06141/01 sono soppressi e confluiscono nel capitolo 06141, il quale assume la seguente denominazione: "Indennizzi per i danni subiti dalle aziende agricole per eventi calamitosi, per eccezionali avversità atmosferiche e per epizoozie e malattie vegetali". Quindi finalmente abbiamo un capitolo di bilancio che possiamo impinguare o ridurre, senza dover fare una legge tutte le volte che accade un evento calamitoso.

Quindi io riconfermo che gli accordi politici che sono stati raggiunti non vanno modificati. Se mi permettete, invito tutti quanti, poiché ormai abbiamo sviscerato abbondantemente l'argomento in discussione, ad accelerare al massimo i lavori, senza il bisogno di continue raccomandazioni da parte di nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Presidente, io condivido la posizione espressa dal collega Contu nel suo intervento. Ritengo però che sia difficile convocare la Conferenza dei Presidenti di Gruppo domani mattina alle 9 per programmare i lavori.

Io suggerisco caso mai di decidere stasera come proseguire i lavori.

PRESIDENTE. La sua proposta è quella di fare adesso la Conferenza dei Capigruppo e continuare domani mattina una volta che abbiamo deciso come proseguire i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Prendo lo spunto da quanto detto dal collega Cogodi nel suo intervento, non so se fosse un intervento sull'ordine dei lavori oppure sul disegno di legge.

Il collega Cogodi ha detto che, laddove si fosse trovato un accordo con la Giunta sul reperimento delle risorse - e a me pare che la Giunta per ben due volte stasera, prima per bocca dell'assessore Pittalis e poi per bocca del Presidente, abbia confermato il reperimento delle risorse e confermato che si andrà ad attingere da quei capitoli, salvo piccoli spostamenti che lo stesso Pittalis ha enunciato prima - sarebbe stato disponibile ad andare avanti anche stasera e a chiudere la discussione del disegno di legge in breve tempo. Ora poiché a me pare che gli interventi dell'assessore Pittalis prima, e del Presidente dopo, abbiano chiarito i problemi relativi al reperimento delle risorse, vorrei sapere se questo chiarimento fa sì che noi possiamo affrontare la legge e chiuderla in breve tempo anche stasera. Questo lo chiedo naturalmente all'onorevole Cogodi, il quale si dimostra per l'ennesima volta insoddisfatto sul reperimento delle risorse stesse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Mi fa specie che qualche collega chieda un'ulteriore interruzione per riunire una Conferenza dei Capigruppo ad appena un'ora dalla precedente riunione. Qui c'è una proposta, che è quella fatta da Renato Cugini nel suo intervento, che riprende il discorso interrotto nella Conferenza dei Capigruppo, nella quale i Presidenti di Gruppo della maggioranza hanno ritenuto di non accettare la proposta delle opposizioni di portare avanti il dibattito stasera, presentando le tre relazioni, una di maggioranza e due dell'opposizione, per verificare successivamente gli intendimenti del Presidente della Giunta.

Prendiamo atto che il Presidente della Giunta non parla e chiede all'assessore Pittalis di intervenire lui. L'assessore Pittalis non era presente in Conferenza, credo che se fosse venuto in Conferenza avrebbe spiegato certamente quelli che erano gli intendimenti al riguardo delle risorse.

Invece si è fatta fa una forzatura, i colleghi della maggioranza hanno deciso di affrontare questa sera non solo la relazione, ma anche la discussione, pur sapendo di non avere i numeri per farlo. Io ho rimarcato che non c'erano i numeri, ho proposto di affrontare il discorso con maggior serenità in Conferenza dei Capigruppo e di trovare un accordo per non perdere tempo e affrontare domani il dibattito con quella serenità e quella chiarezza che si richiedeva nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo stessi.

Oggi il Presidente del Consiglio si rende conto che ci sono 32 colleghi iscritti a parlare, più i Capigruppo, il calcolo del tempo necessario credo che sia abbastanza facile da fare. L'apertura di Cugini non viene recepita, c'è un'interpretazione un po' larga del collega Contu, si vuole ritornare al discorso già fatto in Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

BIGGIO (A.N.). E' il passaggio precedente a questo.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). E` il passaggio precedente a questo, ma se non lo si fa in Conferenza dei Presidenti di Gruppo e si rimanda all'aula, senza sapere che cosa vogliamo fare, si continuerà a discutere in quest'Aula, senza capire se si è aperta la discussione oppure no. Ma la soluzione vera, cioè l'approvazione della legge nei tempi che tutti diciamo di volere, poi però nella pratica così non è, si allontanerà è richiederà non solo la giornata di domani, ma anche quella di dopodomani.

Per evitare questo credo che sia necessario avere un minimo di fiducia nella disponibilità che viene dichiarata qua dentro, negli interventi che vengono fatti e che sono verbalizzati, perché credo che nessuno abbia interesse a rimangiarsi quello che ha detto la sera prima. Questa fiducia, e questo vale sia per la maggioranza che per l'opposizione, nella parola data, credo che sia necessaria, diversamente ognuno se ne sta nel proprio angolo, convinto di vedere più chiaramente degli altri la realtà cose e di possedere la medicina per ogni evenienza.

Credo che le dichiarazioni fatte siano degne di attenzione, e ad esse si deve rispondere con i fatti concreti. Non è vero che non si possa fare una Conferenza dei Capigruppo domani mattina alle nove, perché si è sempre fatto c'è stata un'emergenza. Io appoggio appieno le dichiarazioni fatte dal collega Cugini e ne condivido il percorso; se su questo siamo d'accordo e domani mattina c'è la volontà di chiudere, sono sicuro che gli iscritti a parlare diminuiranno, ci sarà la sensibilità necessaria, e forse questa legge si potrà approvare domani mattina.

PRESIDENTE. Ritengo sia opportuno per arrivare più celermente alla soluzione del problema, interrompere i lavori del Consiglio.

Chiudo pertanto la seduta e convoco la Conferenza dei Capigruppo per domani mattina alle 9 e 30.

I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle 10.00.

La seduta è tolta alle ore 21 e 45.



Allegati seduta

Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

Interpellanza Ibba - Balia - Masia sullo stato di totale abbandono del servizio di Guardia Medica notturno e festivo e sulla pericolosità ad operare nel medesimo a causa dei recenti episodi di violenza.

I sottoscritti,

premesso che in data 8 ottobre u.s. presso l'ambulatorio comunale di Dolianova è stata perpetrata l'ennesima aggressione ai medici operanti nel servizio di Guardia Medica in questa provincia, causando al medico stesso danni fisici tali per cui questi è stato obbligato al ricovero presso una Clinica Universitaria della nostra città;

rilevato che quanto accaduto è solo l'ultimo di una lunghissima serie di episodi simili - e in taluni casi anche più gravi- che si verificano nella nostra provincia e nella nostra Regione a causa del totale abbandono in cui versano i presidi adibiti al servizio di Guardia Medica, sia per quanto riguarda la sicurezza e l'incolumità fisica dei medici che vi operano, sia per quanto riguarda la dotazione tecnica e strumentale, utile al fine di garantire gli interventi terapeutici d'urgenza ed emergenza che il servizio si propone di assicurare ai cittadini;

considerato che a tutt'oggi tali presidi sono null'altro che avamposti isolati e spesso abbandonati, nel buio delle nostre campagne e dei nostri paesi, nelle mani di balordi, ubriachi, sbandati, di giovani aggressivi e violenti che nella noia delle notti trovano sfogo e divertimento nell'aggredire e provocare e picchiare il medico della Guardia Medica, spesso dopo aver abbondantemente bevuto, come si evince dalle denunce fino ad oggi presentate;

ricordato che dal 1990 ad oggi, oltre cento sono state le aggressioni denunciate in tutta la nostra Regione all'Assessore regionale della sanità di turno, ai Presidenti - oggi Direttori Generali - delle Aziende USL, ai Sindaci dei comuni di volta in volta sede del reato, all'Arma dei Carabinieri, ai Prefetti, e che più di una volta si è dovuto occupare dell'argomento anche il Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico e il Difensore Civico, tanta era la preoccupazione che tale cultura dell'aggressività a questi presidi sanitari induceva nei responsabili di quel Comitato;

osservato che si sta riproponendo la preoccupazione di una ulteriore escalation di tale grave situazione dell'assalto alle Guardie Mediche, che crea tensione e sfiducia negli operatori medici facendo venir meno la serenità necessaria per poter adempiere al difficile compito di intervenire su patologie con i caratteri dell'urgenza e dell'emergenza, qualora non si dovesse porre un freno allo stato di pericolosità emergente;

confermato che negli anni in cui il servizio di Guardia Medica era protetto dalla presenza all'interno dell'ambulatorio di una Guardia giurata all'uopo destinata, nessuna aggressione né altro atto violento è mai stato posto in essere da alcuno, ma anzi , la presenza del Vigilante induceva anche ad una migliore utilizzazione del Servizio da parte dei cittadini, che con maggiore difficoltà ricercavano l'abuso del servizio, rendendo lo stesso disponibile per i casi di effettiva necessità;

riferito che dal 1995 (Legge finanziaria 1994) il servizio di vigilanza è stato sospeso per ridotte disponibilità economiche delle USL, e che tale irresponsabile decisione espone i medici, soli nell'orario di servizio, al rischio di essere picchiati, pugnalati - in alcuni casi gli aggressori sono stati riconosciuti colpevoli di tentato omicidio - talora con le proprie auto bruciate, più spesso con tutte le quattro ruote squarciate;

rilevato che in merito a tale problematica l'Assessorato dell'igiene e sanità è sempre stato assente perché disinteressato al problema, se si esclude una Circolare molto generica che il 14 giugno 1990 (prot. N. 28707/ II /1) era stata diramata dall'Assessore Oppi, anche allora responsabile dell'Assessorato della sanità, ma alla quale nessuno si è mai curato di dare pratica attuazione,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:

1) se intendano prendere urgenti provvedimenti per porre fine a questa insostenibile situazione;

2) se non ritengano opportuno, nell'ambito dei loro poteri di coordinamento e di indirizzo nei confronti delle Aziende USL, diramare le disposizioni necessarie affinché l'incolumità fisica degli operatori del Servizio di Guardia Medica venga tutelata e salvaguardata attraverso l'istituzione di un Servizio di vigilanza notturno, che agisca all'interno della struttura nella quale si eroga il servizio;

3) se non ritengano di dover intervenire con i poteri sostitutivi in caso di inadempienza e/o di disimpegno da parte delle Aziende USL;

4) se non ritengano ormai non più rinviabile l'assorbimento dell'attuale Servizio di Guardia Medica notturno e festivo nel più ampio comparto del 118 e della sua attuazione in tutto il territorio regionale. (91)

Interpellanza Spissu - Cugini - Pacifico - Lai - Pusceddu - Pirisi sulla ripartizione dei fondi destinati nel capitolo 07001/03, della legge regionale 5 settembre 2000, n. 17, a "Manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico".

I sottoscritti, premesso che:

- il Consiglio regionale ha destinato nel capitolo 07001/03 della legge regionale 5 settembre 2000, n. 17, la somma di lire 4,5 miliardi per manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico;

- tale somma andava destinata, con apposito programma, a migliorare la qualità dell'offerta di servizi ai turisti e a promuovere, non necessariamente nel periodo estivo, l'immagine della Sardegna con apposite iniziative;

- nella Regione si svolgono numerose iniziative e manifestazioni di eccezionale valenza promozionale, artistica, culturale che coinvolgono decine di migliaia di persone, in modo particolare turisti;

- spesso con pochi investimenti si svolgono in Sardegna manifestazioni di grande richiamo turistico e fortemente partecipate;

- i fondi regionali devono essere ripartiti secondo precisi criteri settoriali e/o territoriali;

tutto ciò premesso, i sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del turismo per conoscere:

1) sulla base di quali analisi e valutazioni abbiano ritenuto il "Festival Anfiteatro di Cagliari" di una valenza promozionale tale da destinare ad esso la quasi totalità delle risorse disponibili;

2) per quali motivi abbiano ritenuto meno promozionali altre iniziative ed eventi culturali, sportivi, spettacolari che si sono svolti o si debbono ancora svolgere in Sardegna;

3) perché abbiano ritenuto, e in forza di quali poteri, di non ottemperare in materia di programmazione delle attività a quanto previsto dalla norma regionale sulla ripartizione dei fondi per aree-programma e dall'articolo 19, legge regionale n. 40 del 1990 per quanto attiene nello specifico le attività culturali e di spettacolo;

4) sulla base di quali analisi e valutazioni economiche, culturali e turistiche sia stata destinata la somma di lire 3,8 miliardi;

5) se sia stata prodotta una rendicontazione dell'attività;

6) se siano state puntualmente accertate le manifestazioni svolte e il numero degli spettatori. (92)

Interpellanza Dore - Fadda - Biancu - Selis - Scano - Dettori Ivana - Pusceddu - Dettori Bruno - Pacifico - Sanna Emanuele sulla necessità di rimuovere le sovrastrutture in legno e metallo ancora attualmente presenti nell'Anfiteatro romano di Cagliari.

I sottoscritti, premesso che:

- con nullaosta prot. N° 9164 del 30 novembre 1999, l'Assessorato regionale della pubblica istruzione beni culturali, informazione, spettacolo e sport, Ufficio Tutela del Paesaggio, ha autorizzato - ai sensi delle Leggi n. 1497 del 1939 e n. 437 del 1985 - la realizzazione del progetto di adeguamento funzionale dell'Anfiteatro romano di Cagliari, consistente nella posa in opera di una serie di strutture in legno e metallo sulla platea e sulle gradinate, nonché di manufatti ad uso palcoscenico, spogliatoi e servizi; il tutto in vista dell'allestimento della stagione lirica estiva e sulla base del progetto approvato dal Comune di Cagliari e delle autorizzazioni concesse dalle Sovrintendenze per la tutela dei beni culturali e ambientali di Cagliari;

- nel provvedimento del Comune di Cagliari di approvazione definitiva del progetto in questione (delibera del Consiglio Comunale n. 21 del 23 febbraio 1999) si evidenziava che il progetto stesso era "costituito essenzialmente da strutture di adeguamento quasi interamente amovibili ad eccezione di alcuni locali di modesto volume";

- il citato nullaosta dell'Assessorato regionale del 30 novembre 1999, così come del resto quelli delle Sovrintendenze, aveva come espresso e inderogabile presupposto il predetto "carattere di amovibilità e temporaneità dell'intervento";

- nonostante la stagione lirica estiva si sia definitivamente conclusa ormai da oltre un mese, le invasive strutture in legno e metallo realizzate, che coprono gran parte delle originarie strutture dell'Anfiteatro romano non sono state finora rimosse;

- stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Sindaco di Cagliari, parrebbe non ci sia alcuna intenzione di rimuovere le anzidette strutture, anche in considerazione degli alti costi che l'operazione comporterebbe,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere con urgenza:

1) quali iniziative intendano porre in essere per indurre il Comune di Cagliari a rispettare l'impegno di rimuovere le strutture realizzate nell'anfiteatro;

2) in particolare se non ritengano di assegnare un termine perentorio perché si dia corso alla rimozione medesima;

3) se, tenuto conto del mancato rispetto dell'impegno, non ritengano per il futuro di assumere una posizione molto più rigorosa e restrittiva;

4) se infine, tenuto conto del disperante e contestato impatto provocato dalle strutture realizzate, non ritengano per il futuro di prevedere quanto meno un radicale alleggerimento per salvaguardare comunque il profilo storico e architettonico di un bene culturale considerato fra i monumenti più significativi della storia della città di Cagliari e della Sardegna. (93)

Interpellanza Fadda - Selis - Giagu - Sanna Gian Valerio sulla polemica ingenerata a seguito della ripartizione dei contributi regionali per promuovere manifestazioni pubbliche di interesse turistico.

I sottoscritti,

premesso che la legge regionale n. 17 del 2000 ha disposto, con una variazione al bilancio, in capo all'Assessorato del turismo uno stanziamento ulteriore di 4,5 miliardi da destinarsi ai comuni della Sardegna per promuovere manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico;

premesso che con una deliberazione proposta dall'Assessore del turismo e adottata dalla Giunta regionale è stata effettuata una ripartizione di tale somma, per effetto della quale 3 miliardi e 800 milioni sono stati destinati al Consorzio Golfo degli Angeli;

constatato che agli altri operatori, circa 170 che hanno chiesto un aiuto regionale, è stata destinata la somma residuale di 700 milioni;

constatato che dalle dichiarazioni rese alla stampa da parte di alcuni amministratori locali di diversi comuni della Sardegna, si lamenta la poca chiarezza nei criteri di scelta e di assegnazione dei contributi da parte dell'Assessorato;

premesso che tali criteri non possono esclusivamente basarsi sulla potenzialità delle infrastrutture, la cui carenza in alcuni luoghi è da attribuire all'insensibilità della Regione;

accertato che nel provvedimento si tralasciano alcuni parametri dei quali invece, bisogna tener conto in quanto si tratta di "manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico";

accertato che questa attività ha raccolto, in termini di spettatori e in termini economici, molto meno del previsto;

accertato che le uniche manifestazioni di un certo rilievo e successo sono state organizzate da operatori privati e che un contributo così elevato, come quello destinato al Consorzio da parte dell'Assessorato del turismo, si giustifica unicamente per coprire le perdite derivanti da un flop organizzativo, da previsioni errate circa i rientri economici e da una dispendiosa promozione della stagione estiva in cartellone nell'ormai "famigerato" Anfiteatro di Cagliari;

considerato che la stessa città di Cagliari ha visto numerosissimi eventi, a pagamento e gratuiti, non targati Fondazione Teatro Lirico & Consorzio Golfo degli Angeli, il cui successo di pubblico ha premiato gli stessi organizzatori che ora rischiano di non avere alcun contributo;

tutto ciò premesso chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del turismo per conoscere:

- i criteri adottati per la ripartizione del contributo e se questi sono rispondenti alle normative in vigore;

- se non si è ritenuto indispensabile fare un esame più approfondito delle spese sostenute dal Consorzio prima di assegnare a quest'ultimo un contributo così elevato;

- se è corretto parlare di promozione turistica dell'Isola per giustificare un tale atto amministrativo;

- se corrisponde al vero la contestazione di alcuni amministratori locali che lamentano l'insensibilità della Regione di fronte alle richieste dei Comuni volte al potenziamento di infrastrutture capaci di contenere rilevanti manifestazioni pubbliche;

- se siano stati seriamente presi in esame quali effetti sul turismo hanno avuto le manifestazioni organizzate dal Consorzio e se questi giustificano l'erogazione del contributo stesso;

- se sia stata provocata un'indagine per verificare se la Fondazione, stante la legge, poteva produrre tutte le manifestazioni in cartellone;

chiede, altresì, se l'Assessore del turismo considerando la "valenza turistica" non ritenga opportuno ritirare il provvedimento e formularne un altro che tenga conto di criteri più chiari. (94)

Interrogazione Fois, con richiesta di risposta scritta, sui fatti verificatisi recentemente nell'isola dell'Asinara e sui sintomi di degrado del parco.

Il sottoscritto, premesso che:

- gli organi di stampa odierni hanno riportato la notizia che un branco di cinghiali ha aggredito e divorato un asinello appena partorito, segnale inequivocabile, questo, di un disequilibrio e degrado ambientale in atto;

- tale disequilibrio e degrado, certamente in concomitanza con altri fattori, ha determinato una troppo massiccia presenza di qualche specie animale, come i cinghiali, che potrebbe alla lunga rivelarsi estremamente pericolosa oltre che per il delicato equilibrio ecologico anche per gli abitanti e i visitatori dell'isola;

- è convincimento del sottoscritto che il parco deve essere necessariamente armonizzato al fine di non creare una riserva naturalistica chiusa, non fruibile e forse inutile per il territorio;

- l'importanza di un parco come quello dell'Asinara, che travalica l'ambito locale e regionale, richiede perlomeno un maggiore coinvolgimento, interesse e attenzione da parte delle popolazioni dei territori circostanti,

chiede di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere quali iniziative intenda adottare, anche alla luce della sua recentissima visita all'Asinara, per fermare il degrado e giungere finalmente ad un decollo concreto ed efficace del parco e se non ritenga opportuna una sua azione perché anche i comuni di Sassari e Stintino, col conferimento di loro territori, vengano chiamati a far parte del parco e dell'imminente nuovo Comitato di gestione. (235)

Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sulla nuova figura dell'igienista dentale.

Il sottoscritto, premesso che:

a) la Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ha pubblicato, in data 3 dicembre 1994 nel n. 283, il regolamento concernente la individuazione della figura e relativo profilo professionale dell'igienista dentale;

b) l'igienista dentale può svolgere la sua attività in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale;

c) già dall'anno accademico 1993-1994 in varie università italiane vengono organizzati corsi per il conseguimento del diploma universitario (la cosiddetta "laurea breve") di igienista dentale, diploma che abilita all'esercizio della professione;

d) anche presso l'Università di Sassari molti giovani hanno conseguito negli anni tale "laurea breve" ma a tutt'oggi in Sardegna tale figura professionale non risulta inserita negli organici di alcuna struttura pubblica, mortificando e lasciando a spasso chi aveva creduto nella bontà del corso e del riconoscimento giuridico,

chiede di interrogare l'Assessore della sanità per sapere:

1) se sia a conoscenza che molti giovani sardi hanno conseguito negli ultimi anni il diploma universitario di igienista dentale, che dà la possibilità di svolgere la propria attività sanitaria nelle strutture pubbliche o private, con "compiti relativi alla prevenzione delle affezioni orodentali, nell'ambito del sistema sanitario pubblico", giovani specializzati che purtroppo in Sardegna ancora non riescono a far valere - nonostante il riconoscimento giuridico - il loro titolo di studio e la loro professionalità;

2) se non sia opportuno pertanto che questa nuova figura professionale venga recepita nel nuovo piano sanitario regionale e inserita negli organici delle AA.SS.LL. della Sardegna, valorizzando quanti con sacrifici hanno conseguito tale titolo e impedendo nel contempo che gli stessi siano costretti ad emigrare dall'Isola. (236)

Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di iniziative urgenti in favore dei lavoratori socialmente utili, impegnati nell'Amministrazione regionale, negli enti regionali e negli enti locali della Sardegna.

Il sottoscritto,

premesso che entro il 31 ottobre p.v. scadono i contratti dei lavoratori socialmente utili impegnati nei progetti in atto e che detti contratti possono essere prorogati con il concorso finanziario della Regione e degli enti attuatori, in particolare degli enti locali;

considerato che, al riguardo, per venire incontro alle pressanti esigenze dei lavoratori, il Consiglio regionale, nella legge regionale 4 agosto 2000 recante "Modifiche e integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie", ha previsto otto miliardi per l'anno 2000 da destinare ai progetti promossi dall'Amministrazione regionale, dai suoi enti strumentali e dagli enti locali, da destinare a progetti da inserire in un piano regionale per l'impiego e per la stabilizzazione occupazionale, previsto nell'apposita norma;

preso atto delle legittime richieste dei lavoratori interessati, che rischiano dal 1° novembre p.v. di rimanere privi di un seppur modesto reddito e senza prospettive di nuove opportunità di impiego;

ritenuto che occorre intervenire presso tutti gli organismi pubblici preposti, compresi gli enti locali, al fine di sollecitarne concrete iniziative a sostegno dei lavoratori socialmente utili,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, degli enti locali, finanze e urbanistica e della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per conoscere quali provvedimenti abbiano assunto o intendano adottare a sostegno dei lavoratori socialmente utili, con particolare riferimento all'approvazione del piano regionale per l'impiego e per la stabilizzazione occupazionale, in attuazione della recente normativa approvata dal Consiglio regionale della Sardegna. (237)

Interrogazione Sanna Giacomo - Manca, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione in Sassari della Commissione tributaria regionale.

I sottoscritti, premesso che:

- con l'entrata in vigore del decreto legislativo n. 545 del 13 dicembre 1992, sono state costituite in tutte le Regioni italiane, con decorrenza dal 1° aprile 1996, le Commissioni tributarie regionali come organi giurisdizionali di appello nel processo tributario;

- con decreto ministeriale 6 giugno 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6 luglio 2000, il Ministero delle Finanze ha concesso la possibilità di istituire a Sassari, con competenza territoriale per le Province di Sassari e Nuoro, una sezione staccata della Commissione tributaria regionale della Sardegna,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

- se sia a conoscenza che a tutt'oggi nessuna iniziativa è stata posta in essere dal Presidente della Commissione Tributaria regionale, nonostante a Sassari, nell'Ufficio del Ministero delle Finanze, in località Piandanna, siano stati individuati appositi locali, con arredi ed attrezzature, per i quali vengono corrisposti regolari canoni di locazione;

- se sia a conoscenza che il carico della Commissione tributaria regionale di Cagliari è costituito per il 70 per cento da pratiche delle Province di Sassari e Nuoro, stante il fatto che nei citati capoluoghi di provincia, per alcuni anni, non ha operato l'allora Commissione tributaria di secondo grado;

- quali siano le iniziative che intenda intraprendere per far sì che a Sassari possa finalmente istituirsi la sezione staccata della Commissione tributaria regionale della Sardegna, in considerazione dei disagi che quotidianamente subiscono professionisti e contribuenti sottoposti a continui e dispendiosi pellegrinaggi verso il capoluogo;

- se intenda intervenire presso il Ministero delle Finanze ed il Presidente della Commissione tributaria regionale della Sardegna, per porre fine ad una vicenda che da troppo tempo è causa di penalizzazioni per numerosi cittadini sardi. (238)

Interrogazione Vassallo - Cogodi - Ortu, con richiesta di risposta scritta, su disposizioni in materia di impatto ambientale.

I sottoscritti,

considerato che il Consiglio regionale della Sardegna, nell'ambito dell'approvazione della finanziaria regionale 2000, ha introdotto, con l'articolo 18, profonde modifiche normative in materia di valutazione di impatto ambientale, modificando e integrando l'articolo 31 della legge regionale n. 1 del 1999;

considerato che la normativa in questione prevede che:

1) gli impianti di combustione con potenza termina uguale o superiore a 50 MW, compresi quelli per la produzione di energia elettrica, anche policombustibili, che successivamente alla loro installazione subiscano interventi di modifica strutturale o impieghino per il loro funzionamento combustibili differenti da quelli previsti dal progetto originario, devono essere sottoposti, entro i sei mesi immediatamente successivi, ad ulteriore valutazione di impatto ambientale con le procedure previste dalle normative comunitarie, nazionali e regionali in materia;

2) gli impianti oltre i 200 MW di potenza termica che abbiano subìto, antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge regionale citata, interventi di modifica strutturale o stiano impiegando per il loro funzionamento combustibili differenti da quelli previsti dal progetto originario, devono essere sottoposti a nuova valutazione di impatto ambientale entro sei mesi dalla pubblicazione della legge regionale finanziaria per l'anno 2000;

3) tale valutazione non si rende necessaria nel caso in cui, per il funzionamento dell'impianto, venga utilizzato gas metano in sostituzione di combustibili a più elevato rischio ambientale;

4) per il funzionamento dell'impianto si deve impiegare, comunque, il combustibile precedentemente utilizzato o altro di dimostrato minor tasso di inquinamento, qualora si siano verificati fatti incidentali che abbiano determinato inquinamento ambientale, o abbia dato esito negativo la valutazione di impatto ambientale o non sia stata effettuata entro i termini indicati nella normativa regionale;

ritenuto che tale disposto legislativo vede concretamente interessata la centrale termoelettrica di Fiumesanto, in quanto rientrante nella fattispecie precisata nei capoversi precedenti, ma preso atto che nessuna ulteriore valutazione di impatto ambientale è stata posta in essere;

considerato che:

- non risulta che il Sindaco di Sassari abbia provveduto a richiedere il rispetto della normativa citata alla società proprietaria di tale insediamento energetico, al fine di una reale tutela della salute dei cittadini della propria città e soprattutto delle popolazioni limitrofe a tale insediamento energetico;

- il primo cittadino di Sassari sembrerebbe venir meno al suo valido impegno a tutela dell'ambiente, esplicato nel passato in qualità di Senatore della Repubblica, rivolgendo oggi, e contraddicendosi nell'attuale incarico, la sua attenzione a questioni e intromissioni su territori di competenza di altre comunità;

appreso, altresì, che i responsabili della centrale termoelettrica hanno preannunciato l'intenzione di voler oltretutto utilizzare il carbone come combustibile per tale sito energetico;

accertato che non risulta che le popolazioni del nord Sardegna abbiano cambiato opinione rispetto a tale combustibile, considerandolo incompatibile sia con le aspirazioni socio turistiche ambientali del golfo dell'Asinara sia con il parco prospiciente tale insediamento,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:

1) quali azioni intenda intraprendere l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente per garantire il rigoroso rispetto del dettato legislativo, considerato che sembrerebbe che il Comune di Sassari nulla abbia prodotto per far sì che venga attuato l'articolo 18 della finanziaria 2000;

2) quali provvedimenti si intendano adottare per evitare che l'arroganza della società proprietaria del sito energetico di Fiumesanto prevarichi la volontà di migliaia di cittadini sardi, che attraverso un referendum si sono espressi contro l'utilizzo del carbone in detta realtà energetica industriale. (239)

Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di potenziare il Centro di cardiochirurgia presso la A.S.L. n. 1 di Sassari.

Il sottoscritto,

premesso che dallo scorso mese di febbraio, dopo ripetute sollecitazioni, sta operando nella A.S.L. n. 1 di Sassari il Centro di cardiochirurgia per pochi giorni alla settimana;

premesso che la carenza organizzativa del Centro di cardiochirurgia nella A.S.L. n. 1 di Sassari sta creando notevoli disagi ai cittadini e continua a determinare ingenti spese per la Azienda sanitaria stessa;

tenuto conto che il movimento dei pazienti interessati ai singoli interventi nell'ambito della A.S.L. n. 1 supera il numero di oltre 1500 unità all'anno;

visto che viene eseguito un basso numero di interventi presso il Brotzu di Cagliari, unico centro funzionante in tutto il territorio isolano, con ritardi a volte determinanti per la stessa sopravvivenza del paziente;

considerato che la stragrande maggioranza degli interventi viene eseguita nel continente con notevoli disagi ed incalcolabili spese per i cittadini;

visto che la A.S.L. n. 1 di Sassari se rendesse funzionante il servizio in oggetto risparmierebbe per i suddetti interventi svariati miliardi all'anno;

evidenziato che il nuovo Centro di cardiochirurgia sta operando a tempo parziale per mancanza di personale;

ritenuto che detta situazione stia creando viva preoccupazione, ma soprattutto sfiducia nella stessa attuale dirigenza della A.S.L. che ha ereditato dette disfunzioni,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per conoscere quali provvedimenti intenda intraprendere per alleviare questi disagi e, in particolare, se non ritenga porre in essere tutti gli interventi necessari per fare in modo che l'A.S.L. n. 1 di Sassari assicuri il personale necessario (medici ed infermieri) ponendo così fine al lungo calvario ed ai rischi, a volte mortali, cui va incontro la stragrande maggioranza dei cittadini affetti da patologie cardiochirurgiche. (240)

Interrogazione Fois, con richiesta di risposta scritta, sugli inopportuni e incomprensibili atti di gestione dei bacini idrici dell'ENEL.

Il sottoscritto,

premesso che nel corso della discussione presso la Quarta Commissione Permanente del Consiglio regionale del disegno di legge "Misure urgenti per l'accelerazione della spesa nel settore delle opere pubbliche ammesse a finanziamento regionale" è stato presentato un emendamento che prevede l'autorizzazione dello stanziamento, nell'anno 2000, di lire 3.000.000.000 (€ 1.549.370,70) "per la concessione di un contributo straordinario a favore dell'Ente Autonomo del Flumendosa finalizzato a fronteggiare gli oneri conseguenti all'acquisizione di risorse idriche aggiuntive a quelle disponibili nei bacini del Medio Flumendosa…", come già verificatosi diverse volte nel passato e che in periodi di non straordinarietà climatica potevamo anche comprendere;

premesso altresì che il beneficiario di tale stanziamento destinato a risarcire i mancati proventi di produzione e vendita di energia elettrica, a seguito del rilascio di risorse idriche per usi civili e irrigui, è l'ENEL;

valutato che le recentissime operazioni di acquisizione come INFOSTRADA, con una spesa dell'ordine di 21.000 miliardi, consentirà all'ENEL, nella sua doppia personalità di azienda pubblica e privata, di operare fuori dai compiti istituzionali e di consentire, a quanto riporta la stampa specializzata, qualche stock option, naturalmente secretata, di circa 110 miliardi;

considerato che se l'emendamento non verrà ritirato il sottoscritto voterà contro;

valutato che le somme impiegate in tali investimenti e che derivano anche dagli utili di gestione, meglio sarebbero state utilizzate per incrementare, tra le altre cose, l'insufficienza cronica della potenza elettrica dell'Isola dotandola di centrali adeguate tecnologicamente per il miglior rispetto possibile dell'ambiente;

valutato che è improcrastinabile l'aggiornamento del sistema del trasporto e distribuzione dell'energia elettrica, la cui inadeguatezza pone la Sardegna al primo posto tra le regioni italiane per la durata media delle interruzioni lunghe senza preavviso e le sue strutture molto al di sotto degli standard italiani;

considerato che la Sardegna è stata fortemente penalizzata in tutti questi anni da una bolletta energetica che non ha corrispondenza nel resto dell'Italia e che grava in maniera abnorme non solo sui bilanci familiari, ma anche sulle imprese e attività produttive in genere limitandone fortemente l'insediamento e lo sviluppo;

osservato che la Sardegna continua a pagare costi altissimi in termini di inquinamento e che l'ENEL, indirettamente, ha contribuito ad un ulteriore e gravissimo danno per le coste della Sardegna, economico e di immagine per il turismo di cui solamente in futuro si potranno quantificare esattamente le ripercussioni, con l'affondamento nel canale dell'isola di San Pietro della nave carboniera Eurobulker IV, non certamente una regina dei mari, noleggiata dall'ENEL per il trasporto di carbone da bruciare nelle sue centrali;

osservato, altresì, che altri gravi disagi subiscono le popolazioni e le attività economiche a causa della gestione dell'ENEL dei bacini idrici (vedasi il caso del territorio di Valledoria che, nei periodi di maggior affluenza turistica, non riesce a garantire la bellezza e la trasparenza del proprio mare a causa delle improvvise aperture delle paratie della diga del Coghinas);

considerato che, anche in occasione della costruzione del nuovo invaso sul Tirso, l'ENEL ha preteso dalla Regione sarda la cifra di sei miliardi di lire per disattivare la vecchia diga;

osservato che i pur importanti timidi tentativi di partecipazione alla vita sociale e culturale dell'Isola non sono altro che estemporanee sponsorizzazioni;

evidenziato che nel momento in cui la nostra Isola si ritrova ancora in posizioni di ritardo economico nei confronti delle altre Regioni e viene colpita nel giro di pochi mesi in due dei settori portanti della sua economia, agricoltura e allevamento, da calamità naturali quali siccità e alluvioni e da epidemie molto pericolose per il patrimonio zootecnico come forse mai visto in precedenza,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici perché:

- adottino atti opportuni affinché l'Ente Autonomo del Flumendosa, e quindi la Regione sarda, in questo momento di straordinaria difficoltà economica e sociale, non sia costretto a rifondere l'ENEL;

- notifichino con la massima urgenza questa posizione all'Amministratore delegato Tatò e al Presidente Testa, affinché adottino direttive immediate perché i tre miliardi richiesti siano convertiti in un fondo di solidarietà a favore dei nostri agricoltori e allevatori lasciando all'ENEL la scelta per le modalità d'intervento;

- evidenzino che un eventuale atteggiamento da parte dell'ENEL di distacco dal problema costringerebbe tutti noi a reazioni forti e a dare la solita lettura, ormai nota, di indifferenza e scarsa solidarietà per la nostra terra mentre ci attendiamo, in un momento difficile come questo, di leggere sui giornali oltre alle notizie di grandi strategie e fusioni anche di interventi e di atti visibili, coraggiosi, ma soprattutto concreti. (241)

Interrogazione Giagu, con richiesta di risposta scritta, sull'inaugurazione della stazione del Corpo forestale nel Parco nazionale dell'Asinara.

Il sottoscritto, in merito alle notizie di stampa apparse nei giorni scorsi relativamente all'inaugurazione di una stazione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale nel Parco nazionale dell'Asinara,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere:

1) con quale logica istituzionale l'Assessore della difesa dell'ambiente ha ritenuto di invitare alla cerimonia il Sindaco di Sassari e un Assessore di quel comune e non ha ritenuto altrettanto necessario invitare i rappresentanti del Comune di Porto Torres, comune nel cui territorio il Parco ricade interamente, e i rappresentanti del Comune di Stintino, comune che per storia e geografia è legato all'isola dell'Asinara;

2) con quale logica si è ritenuto di invitare un solo consigliere regionale, di parte politica comune a quella dell'Assessore, e non si è ritenuto di invitare gli altri consiglieri regionali della Provincia di Sassari, come non è stato invitato alcun rappresentante dell'Amministrazione provinciale di Sassari;

3) quali sono i motivi che hanno indotto l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, che rappresenta una istituzione regionale, a ignorare volutamente il Comitato di gestione del Parco al quale, previa un'intesa Stato-Regione, la legge attribuisce compiti di salvaguardia e gestione dell'area protetta;

4) se intitolare la stazione forestale dell'isola dell'Asinara ai giudici Falcone e Borsellino è un'iniziativa solennizzata attraverso un fatto formale, del quale per altro il Consiglio non è stato informato e di cui si vorrebbero conoscere gli estremi e i contenuti, o se invece ci si trovi di fronte ad una trovata estemporanea per cercare di nobilitare una inaugurazione che, per come è stata preparata e realizzata, ha gli sgradevoli connotati di una sagra di partito. (242)