Seduta n.176 del 21/04/2006 

CLXXVI Seduta

Venerdì 21 aprile 2006

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 9 e 33.

OrrU', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 11 aprile 2006 (170), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Salvatore Serra, Ignazio Artizzu, Paola Lanzi, Renato Cugini, Roberto Capelli, Gianluigi Gessa, Gerolamo Licandro e Beniamino Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta del 21 aprile 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Data la scarsa presenza di consiglieri in Aula sospendo la seduta sino alle ore 10 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 35, viene ripresa alle ore 10 e 05.)

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Giovanni Moro ha chiesto congedo per la seduta odierna. Poichè non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 216/A.

E' in votazione l'emendamento numero 24 sul quale era stata chiesta la votazione nominale, richiesta reiterata dal consigliere La Spisa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 24.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Giorico e Caligaris hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: MURGIONI - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GIAGU - GIORICO - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SORU - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SANNA Matteo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 45

astenuti 3

maggioranza 23

favorevoli 3

contrari 42

(Il Consiglio non approva).

Sospendo l'esame dell'articolo 5 in quanto strettamente collegato con gli articoli 2 3 e 4 precedentemente sospesi. L'esame dei suddetti articoli è rinviato a mercoledì della prossima settimana con l'eventuale presentazione, prima dell'inizio della seduta, di emendamenti agli emendamenti presentati dalla Giunta.

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Disposizioni in materia di contabilità

1. Nell'articolo 56 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e successive modificazioni ed integrazioni, sono introdotte le seguenti modifiche:

- nel comma 3 le parole "venti giorni" sono sostituite con le parole "quindici giorni" e l'espressione "gli stessi devono avere regolare corso" è sostituita con "gli stessi devono essere registrati";

- il comma 5 è sostituito dal seguente:

"5. La Ragioneria generale provvede, entro i successivi quindici giorni dalla data di registrazione dell'atto di impegno di cui al comma 2, al controllo di legalità contabile. Tale controllo è diretto esclusivamente a verificare la legittimità dell'impegno a' termini dell'articolo 40. Nel caso in cui la Ragioneria riscontri vizi di legittimità contabile nell'atto ne dà comunicazione al soggetto emittente, che dispone circa il seguito da dare allo stesso atto, all'organo gerarchicamente superiore nonché al competente organo politico. La Giunta regionale può limitare il controllo di cui al comma 5 a specifiche categorie di atti da individuarsi secondo criteri di campionamento, stabiliti dalla Giunta medesima.".

2. Per le spese effettuate a valere sui conti detenuti dalla Regione presso la Tesoreria centrale dello Stato, la Ragioneria generale provvede, sulla base del programma di riparto delle risorse a favore del settore sanitario effettuato con delibera della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessorato competente in materia di sanità, a contabilizzare il relativo impegno e il relativo accertamento e ad effettuare il pagamento mediante commutazione in quietanza d'entrata da imputarsi ai competenti capitoli di bilancio regionale.

3. Nell'ambito dei vigenti sistemi di pagamento è ammessa l'utilizzazione da parte del Presidente, degli Assessori, dei dirigenti e dipendenti dell'Amministrazione regionale, delle carte di credito per il pagamento delle spese dagli stessi sostenute per missioni in territorio nazionale ed estero. La Giunta regionale, con propria delibera adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di personale, disciplina le procedure per la rendicontazione ed il controllo sull'utilizzo della carta di credito. Per le finalità di cui al presente comma è stipulata apposita convenzione secondo le indicazioni contenute nel comma 2 dell'articolo 5 del decreto ministeriale 9 dicembre 1996, n. 701, e successive modifiche ed integrazioni; le spese per l'acquisto delle carte di credito e quelle accessorie sono imputate ai competenti capitoli di spesa relativi alle missioni.

4. La Ragioneria provvede all'incasso delle somme riscosse a titolo di deposito provvisorio, qualora le stesse, decorsi i termini di giacenza previsti dal decreto ministeriale 30 giugno 1939 (Istruzioni generali sui servizi del Tesoro), dovessero risultare, in tutto o in parte, ancora presenti su tale conto.

5. La Tesoreria regionale, tenuto conto dei termini di cui al comma 4, provvede a trasmettere alla Ragioneria gli elenchi dei depositi provvisori, articolati per tipologia, dei quali non risulti effettuata la restituzione.

6. I servizi competenti per materia sono informati, a cura della Ragioneria, affinché procedano allo svincolo per i depositi provvisori cauzionali, alla richiesta motivata di mantenimento del deposito per i depositi provvisori per concorrere alle aste, ovvero, producano tutti gli elementi utili all'eliminazione del deposito.

7. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione senza che i medesimi servizi abbiano provveduto a quanto richiesto, la Ragioneria generale procede all'accertamento e al versamento in conto entrate del bilancio regionale dei depositi provvisori dei quali non risulti, in tutto o in parte, effettuata la restituzione, nel termine di sei mesi, se trattasi di depositi per concorrere alle aste e, nel termine del secondo esercizio successivo a quello in cui vennero effettuati, per tutti gli altri.

8. In sede di prima applicazione la Ragioneria procede al versamento d'ufficio di tutti i depositi provvisori derivanti da titoli di spesa non andati a buon fine provenienti dall'esercizio 2004 e precedenti (UPB E01.081).

9. Le somme per le quali si è provveduto all'incasso possono, su richiesta dell'avente diritto e previa verifica della sussistenza del credito, essere riassegnate ai competenti capitoli di spesa, mediante utilizzo del fondo di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983.

10. La competenza in materia di entrate relative ad assegnazioni statali è attribuita all'Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio; restano fermi, in capo ai competenti Assessorati, gli adempimenti necessari all'effettiva acquisizione delle entrate medesime.)

PRESIDENTE. .

Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti :

Capo II

Disposizioni per favorire lo sviluppo economico

Art. 7

Agenzia regionale di promozione economica
"Sardegna Promozione"

1. È istituita l'Agenzia governativa regionale denominata "Sardegna Promozione", agenzia regionale di promozione economica per il coordinamento, la gestione delle attività di promozione economica e il sostegno della capacità di esportazione e penetrazione dei prodotti sardi nei mercati esterni, con personalità giuridica di diritto pubblico nonché autonomia regolamentare, organizzativa, contabile, finanziaria e gestionale. L'Agenzia promuove l'immagine unitaria della Sardegna, fornisce servizi nei processi di internazionalizzazione, coordina programmi di marketing territoriale, promuove, tutela e salvaguarda l'artigianato tipico tradizionale; realizza, inoltre, tutte le azioni ad essa delegate dalla Giunta regionale dirette a perseguire le proprie finalità statutarie. L'Agenzia, articolata nell'area di promozione e internazionalizzazione e in quella di promozione degli investimenti, è regolata da un apposito statuto, approvato con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta congiunta degli Assessori competenti per materia, previo parere della Commissione consiliare competente che deve essere espresso entro venti giorni decorsi i quali il parere si intende acquisito, col quale sono disciplinate l'organizzazione della struttura operativa e il funzionamento degli organi.

2. L'Agenzia è soggetta alle disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998, e successive modifiche ed integrazioni, ed è inserita nel comparto di contrattazione del personale dell'Amministrazione e degli enti disciplinato dalla medesima legge.

3. L'Istituito sardo per l'organizzazione del lavoro artigiano (ISOLA) è soppresso. Le funzioni e i compiti svolti dall'ISOLA in materia di promozione e commercializzazione dei prodotti dell'artigianato tipico, tradizionale ed artistico, sono trasferiti all'Agenzia "Sardegna Promozione"; le altre attività e competenze sono svolte dall'Assessorato competente per materia. Con decreto del Presidente della Regione, previa conforme deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi su proposta dell'Assessore competente entro trenta giorni dall'approvazione della presente legge, sono nominati un commissario liquidatore ed un collegio sindacale. Entro trenta giorni dalla nomina il commissario liquidatore presenta alla Giunta regionale, per il tramite dell'Assessore competente, un programma di liquidazione. Dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino all'approvazione del programma della gestione liquidatoria sono sospese tutte le procedure eventualmente in atto per la vendita dei beni immobili dell'ente. Alla cessazione della gestione liquidatoria dell'ISOLA, l'Amministrazione regionale succede in tutti i rapporti di carattere finanziario o patrimoniale di cui l'ISOLA era titolare e negli obblighi derivanti da contratti, convenzioni o da disposizioni di legge. Il personale inquadrato nell'Amministrazione regionale è iscritto al Fondo integrativo del trattamento di quiescenza (FITQ) al quale, a cura della gestione liquidatoria, sono versate le quote rivalutate dei contributi, a carico dell'Amministrazione e del dipendente, provenienti dal fondo integrativo dell'ente soppresso.

4. Il personale del BIC Sardegna con contratto a tempo indeterminato e nelle categorie non dirigenziali, in servizio alla data del 31 dicembre 2005, può essere inquadrato nell'Agenzia "Sardegna Promozione" subordinatamente al superamento di apposite procedure concorsuali, nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative in materia.

5. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo sono valutati in euro 5.000.000 annui (UPB S07.013).)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LA SPISA - SANNA Matteo - MORO - ARTIZZU - LIORI

Art. 7

Il comma 3 dell'articolo 7 è soppresso. (38)

EMENDAMENTO soppressivo parziale ARTIZZU - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - LA SPISA - LADU - GALLUS - MURGIONI - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 7

Al comma 4 dell'articolo 7 dopo le parole "Sardegna promozione" il rimanente testo è soppresso. (45)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LA SPISA - SANNA Matteo - MORO - ARTIZZU - LIORI

Art. 7

Il comma 4 dell'articolo 7 è sostituito dal seguente:

"Il personale del BIC Sardegna è inquadrato nell'Agenzia "Sardegna promozione".". (37)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANNA Francesco - CUCCA - SABATINI - MANCA - SANNA Simonetta - UGGIAS - CUCCU

Art. 7

Il comma 4 è così sostituito:

"4. Il personale del BIC Sardegna inquadrato giuridicamente nelle categorie non dirigenziali con contratto a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2005 può essere inquadrato nell'Agenzia "Sardegna promozione" subordinatamente al superamento di apposite procedure concorsuali, nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative in materia.". (154)

EMENDAMENTO modificativo CUCCU Giuseppe - CUCCA - UGGIAS - SANNA Francesco - SABATINI

Art. 7

Nel comma 4, dopo le parole "...contratto a tempo determinato, ..." sono aggiunte le seguenti: "determinato, co.co.co...."; le parole "...alla data del 31 dicembre 2005..." sono sostituite dalle seguenti: "...alla data del 1 dicembre 2005....". (133)

EMENDAMENTO aggiuntivo BALIA - MASIA

Art. 7Al comma 1 dell'art. 16, dopo le parole "... promozione economica ..." sono aggiunte le parole "assistenza tecnico-artistica alle aziende artigiane". (149)

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 7

Al comma 1 dell'articolo 7 «Agenzia regionale di promozione economica "Sardegna promozione"» dopo le parole "l'artigianato tipico tradizionale" aggiungere "ed artistico". (7)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - LADU - MURGIONI - GALLUS - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 7

Nel comma 1, dopo le parole "...artigianato tipico tradizionale..." sono aggiunte le parole: ", anche attraverso l'assistenza tecnico-artistica alle aziende artigiane". (44)

EMENDAMENTO aggiuntivo PISU - DAVOLI - URAS

Art. 7

Dopo il comma 4 è introdotto il seguente comma:

"4 bis. Il personale del BIC con contratto a termine o atipico, impegnato nella attuazione di progetti a titolarità pubblica è mantenuto in servizio con il trattamento economico e giuridico del personale di pari qualifica delle strutture regionali o degli enti locali presso le quali operano, per un periodi di 24 mesi e comunque fino alla esecuzione integrale degli interventi ai quali sono preposti. Le amministrazioni interessate attuano il presente comma con proprio provvedimento nell'ambito delle proprie disponibilità finanziarie.". (90). )

PRESIDENTE..

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris che illustrerà anche l'emendamento numero 7. Ne ha facoltà. Ricordo ai colleghi consiglieri che chi volesse intervenire deve iscriversi a parlare nel corso del primo intervento.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento numero 7 è stato necessitato da un evidente errore di scrittura. Si parla, infatti, nell'articolo di artigianato tipico tradizionale, ma manca l'espressione "artistico". Colgo però l'occasione per sottolineare un aspetto che a me sembra rilevante proprio parlando di artigianato tipico tradizionale ed artistico. Per la prima volta, e indubbiamente se ne sentiva la necessità, con "Sardegna Promozione" si esce da una concezione atomistica, parcellizzata dell'isola per abbracciarne la totale realtà, la sua interezza. Sardegna è, quindi, in ogni produzione: dal tappeto agli orecchini di filigrana ma anche nell'olio, nel formaggio, nello zafferano. È una nuova visione unitaria dell'isola che contempla ogni suo specifico aspetto e lo valorizza sia come particolare che come elemento generale di una terra nella sua completezza.

Formulo però l'auspicio i che l'Agenzia possa avvalersi di produzioni in grado di soddisfare sempre il mercato sia sul piano quantitativo che qualitativo. Sappiamo infatti che uno dei limiti che ha caratterizzato finora le produzioni è stato quello di non poter soddisfare pienamente e completamente le necessità del mercato. E' un aspetto delicato ma importante per consentire alla Sardegna di affermarsi. Sono però necessarie politiche di incentivazione alle produzioni e di tutela con un apposito marchio, in modo da contribuire a rafforzare l'identificazione dei nostri prodotti e battere la concorrenza, interna ed estera, che si fa sempre più agguerrita e che minaccia gli sforzi per difendere l'identità e valorizzare le nostre produzioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, questa è un'altra perla, una di quelle iniziative che lascerà il segno e inciderà chissà quanto profondamente sull'economia della Sardegna. La soppressione dell'ISOLA era l'obiettivo principale, perseguito dal presidente Soru inizialmente con il commissariamento dell'ente che il TAR, come tutti ben sanno, ha ritenuto illegittimo contraddicendo per l'ennesima volta la Giunta regionale. Non si capisce per quale motivo la Regione Sardegna abbia speso dei danari pubblici per affrontare il giudizio di fronte al TAR, a seguito del ricorso presentato dagli amministratori, visto che in tempi brevissimi il Consiglio regionale avrebbe dovuto esaminare il maxi collegato che all'articolo 7 (sarà sicuramente approvato) prevede appunto lo scioglimento dell'ISOLA. Un'operazione trasparente, legittima, alla quale nessuno si sarebbe potuto opporre; no, bisognava perseguire, perseguitare, come è solito fare il presidente Soru, gli amministratori nominati dalla maggioranza di centrodestra. E' un accanimento che non riusciamo a comprendere.

Questa operazione ha chiaramente comportato dei costi, mentre questa Giunta regionale vorrebbe passare nella conoscenza dei posteri come un'amministrazione che spende meno rispetto a quelle che l'hanno preceduta, che non sperpera o che non dovrebbe sperperare. Ma voi sapete benissimo, cari colleghi, che questa Giunta regionale per mettere in piedi questo articolato (non lo diciamo noi, ma ci viene riferito in Aula dagli stessi Assessori non in confidenza, è la realtà, lo dicono in maniera palese) ha commissionato studia fior di consulenti che hanno fornito supporto tecnico-giuridico.

Ripeto, quindi, perché spendere ulteriori risorse per commissariare l'ISOLA quando già dal mese di novembre ne era previsto lo scioglimento nel maxi collegato?.

Ma, poiché è chiaro che da questo articolato non si evince in quale modo l' Agenzia "Sardegna Promozione" si caratterizzi come soggetto indispensabile e fondamentale per risolvere i problemi dell'artigianato in Sardegna, mi pare anche strano che i sardi possano avere la certezza che "Sardegna Promozione" sarà l'organismo giusto, corretto ed efficace per far sì che i prodotti tipici artigianali, artistici, abbiano un mercato. Ha fatto bene la collega Caligaris a introdurre il termine "artistico", perché se ci appiattiamo su una produzione artigianale tipo Prato o tipo Calenzano o tipo mercato cinese siamo perdenti su tutti i fronti.

E' necessario quindi caratterizzare i nostri prodotti con un marchio che altri non possono e non debbono avere;e questo era lo scopo dell'ISOLA, ma non è questo il momento per discutere se abbia lavorato bene o male per raggiungerlo.

Al comma 4 poi, improvvisamente, si parla del BIC, un altro organismo che si deve punire, di questo si tratta, perché non c'era bisogno di inserirlo in questo contesto; ma del BIC se ne può fare a meno? Può darsi che se ne possa fare a meno, però non capisco per quale motivo il personale debba essere penalizzato in questo modo e neanche perché alcune figure professionali debbano avere un certo riconoscimento e altre figure professionali no.

Il comma infatti recita: "Il personale del BIC Sardegna con contratto a tempo indeterminato e nelle categorie non dirigenziali…", ma guarda un po'! Presidente Soru, perché mai questa categoria non dirigenziale deve essere discriminata? Perché ha un contratto privatistico, è per questo? Allora lei mi dovrebbe spiegare per quale motivo tutti i dirigenti che erano in capo agli Enti provinciali per il turismo, sua sponte, per decisione solo sua, sono stati trasferiti agli enti locali, in questo caso le Province, mantenendo il ruolo di dirigente. La regola o vale per tutti o non vale per nessuno, non si possono fare figli e figliastri!

Io non conosco i dirigenti del BIC, non so neanche se ne ce siano, ma dalla lettura dell'articolo direi che ci sono altrimenti non sarebbero stati menzionati. Guarda caso, invece, le figure che probabilmente hanno caratterizzato anche in termini, io credo, positivi l'operato del BIC, quelle vengono escluse, non si dice che per loro si adopererà la Giunta o chi per essa, l'Assessore, a trovare una soluzione, no! Quelle sono persone che per quindici anni, vent'anni, hanno lavorato all'interno di una struttura regionale, ma arriva il presidente Soru…! Ovviamente io faccio riferimento a lei perché è il Presidente, è comunque il responsabile dato che chi presenta questo disegno di legge è la Giunta regionale da lei presieduta.

Io credo che l'operazione prevista in questo comma non sia un'operazione corretta, credo che non sia un'operazione legittima e che si presterà anche questa ad una serie di ricorsi. La prima cosa che mi viene da pensare è che si vuole penalizzare e punire qualcuno, ed è questa l'interpretazione comune a chiunque legga questo testo. Possibile che la Giunta regionale non abbia dato questa stessa interpretazione ? A questo punto o non l'ha data, o non la vuole dare, e allora vale la mia affermazione che si vuole penalizzare e punire qualcuno.

Gli oneri di questo articolo sono valutati in cinque milioni di euro annui. Io sfido chiunque a spiegare come verranno spesi questi cinque milioni di euro sulla base del contenuto dell'articolo, dal comma 1 al comma 5. Non si parla di personale se non di quello del BIC che, guarda caso (l'onorevole Caligaris è andata via) con l'artigianato e con la promozione ha un rapporto molto distante perché finora si è occupato sempre d'altro; conosciamo infatti benissimo qual è il lavoro del BIC e quindi sappiamo anche qual è l'impostazione professionale dei dipendenti del BIC. Stanziamo cinque milioni di euro su questo articolo quando il terzo comma è dedicato completamente alla soppressione dell'ISOLA, il quarto comma è dedicato completamente allo smantellamento del BIC, il quinto comma sono gli oneri, cinque milioni di euro, il secondo comma detta le disposizioni relative alla legge 31 quindi non risolve nessun problema; il tutto si limita al comma 1 che istituisce l'agenzia governativa regionale denominata "Sardegna Promozione" e ne elenca i compiti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'articolo 7 prevede, così come l'articolo 1, una nuova agenzia regionale; altre leggi approvate in questo Consiglio regionale in questa prima parte della legislatura hanno previsto l'istituzione di nuove agenzie. Noi crediamo che, in parte l'abbiamo detto discutendo l'articolo 1, a due anni ormai dall'insediamento di questo Consiglio regionale e dopo due anni, quindi, di attività di governo, si possa già tracciare un primo bilancio su questa attività e, in particolare, sull'azione riformatrice svolta dall'amministrazione regionale e dagli enti strumentali, al fine di valutare quale livello di novità, di efficienza, di capacità di incidere sull'economia sia stato raggiunto.

Io credo che il primo bilancio non sia certamente positivo. Stando anche alle dichiarazioni rese prima e dopo la campagna elettorale del 2004, in due anni si sarebbe dovuto già imprimere un'accelerazione nel processo di sostegno allo sviluppo economico, supportando tutti i settori coinvolti nella produzione, dalla ricerca alla commercializzazione. Noi, per l'ennesima volta, stiamo vedendo soltanto un'intenzione: dopo due anni si istituisce un'agenzia chiamata "Sardegna Promozione" di cui si intravedono vagamente i connotati, le funzioni, la struttura, la modalità di azione, gli obiettivi. Per ora noi in questo articolato vediamo soltanto un nome, uno dei tanti trovati dal governo regionale in questi due anni. Nulla da dire sul nome, "Sardegna Promozione", che fotografa perfettamente quello che può essere un obiettivo sicuramente importante: la promozione economica, il coordinamento, la gestione dell'attività di promozione e di sostegno alla capacità di esportazione e penetrazione dei prodotti sardi nei mercati esterni, eccetera, eccetera.

Voi avete trovato una realtà, quella rappresentata dall'istituto regionale e dai suoi enti, che è stata costruita nel corso di non pochi decenni, con una stratificazione spesso confusa, disomogenea, con dei tentativi iniziati, alcuni percorsi, altri in qualche modo inariditi, persi in qualche strada che non ha dato grandi risultati. Però credo che noi e tutti i sardi, ci aspettassimo da un'azione di governo enfaticamente proposta come un'azione di forte discontinuità rispetto al passato, la creazione di un sistema in grado di imprimere una velocità diversa al raggiungimento di obiettivi diversi.

A distanza di due anni noi vediamo soltanto che viene aperta una nuova scatola, di cui non percepiamo ancora le reali caratteristiche; voi nell'articolo rinviate a uno statuto che la Giunta regionale approverà con propria deliberazione, ma al momento non capiamo i rapporti tra questa agenzia e tutte le diverse ramificazioni delle attività produttive, perchè nel primo comma si fa riferimento in particolare alla promozione, tutela e salvaguardia dell'artigianato tipico tradizionale ma non si parla del rapporto con altre attività produttive (industriali, agricole, dei servizi).

In riferimento al settore dell'artigianato nello stesso articolo si avanza anche una proposta operativa, forse l'unica, che ricalca le altre portate avanti in questi mesi di governo da Presidente, Assessori e maggioranza: la cancellazione dell'esistente. Avete brillato molto per la messa in opera di un'azione determinata, in certi casi fino all'accanimento, naturalmente nei confronti di alcuni soggetti, e questo certamente è il caso dell'ISOLA.

Il collega Diana ha già descritto il percorso effettuato, condivido totalmente le suo valutazioni, conosciamo ciò che viene cancellato e sappiamo anche che questo Istituto viene cancellato con un'azione anche maldestra, visto che lo stesso Tribunale Amministrativo Regionale ha dato ragione ai ricorrenti riguardo al commissariamento; la "furia commissariatrice" in questi mesi si è scatenata, ed è veramente l'unica azione forte portata avanti da questa Giunta.

Noi non vediamo che cosa state costruendo, spero che lo facciate vedere a tutta la Sardegna, noi per ora vediamo soltanto quello che in maniera confusa, certamente in maniera disomogenea, ma su alcune cose direi invece in maniera chiaramente lucida, state cancellando.

Il quarto comma, l'abbiamo detto anche in Commissione, lo ribadisco, sembra stilato avendo di fronte didascalie e fotografie di persone che vengono premiate e di persone che vengono castigate. I lavoratori sardi in questa opera, cosiddetta riformatrice, per voi non sono uguali. Ci sono lavoratori che vengono salvati e immessi nell'amministrazione regionale, ci sono lavoratori, categorie, che vengono trattate in modo totalmente diverso; questo è il caso certamente, già citato dal collega Diana, dei rappresentanti della funzione dirigenziale del BIC che vengono esclusi dall'inquadramento.

Noi ci chiediamo se la Sardegna meritasse davvero questo cosiddetto rinnovamento, noi ci chiediamo se quello che voi volete raggiungere è uno sviluppo che, così come ha detto il vostro leader nazionale, tende davvero a pacificare, a unire, o se invece voi non vogliate rinnovare punendo qualcuno, ovviamente seguendo i criteri arbitrari propri ormai del potere esecutivo che dimostra di saperli e volerli usare con molta decisione, rispetto all'obiettivo molto più grande della costruzione di un sistema razionale.

Noi abbiamo proposto degli emendamenti per tentare di correggere alcune storture; nel corso dei lavori in Commissione non abbiamo notato alcuna disponibilità a cercare almeno di comprendere le ragioni contenute nei nostri emendamenti che abbiamo riproposto in quest'Aula. Andando avanti così pensiamo che si possano aprire soltanto nuovi fronti di contenzioso, certamente non pensiamo si possa costruire una valida alternativa per il futuro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, se il clima, tutto sommato sereno e rilassato, nel quale si sta svolgendo la discussione odierna consente una battuta direi che forse la Giunta regionale, forse il Consiglio, forse il Presidente del Consiglio bene avrebbero fatto a spostare anche l'articolo 7 tra quelli che devono essere trattati nella giornata di mercoledì, perché l'argomento "aeronautico" ricorre anche nell'articolo 7. Anche questo articolo rappresenta, purtroppo non è possibile non dirlo, l'ennesimo dirigibile che viene messo in quota da questa amministrazione regionale, l'ennesima riforma annunciata di cui nei prossimi mesi sarà difficile cogliere i contorni e verificare il modo in cui procederà.

Colleghi del centrosinistra, dopo due anni di governo il nostro pensiero è volto a capire - e aspettiamo risposte che se non volete dare a noi dovrete dare comunque fuori da quest'Aula - quale sia il progetto complessivo che avete in mente per sostituire ciò che man mano state smantellando. Questa appendice di Finanziaria attualmente in discussione assomiglia, da questo punto di vista, alla Finanziaria discussa l'anno passato: le demolizioni continuano.

Sono demolizioni lucide, sono, lo dico con partecipazione al vostro lavoro, in parte condivisibili, perchè quando voi dite che l'ISOLA, in questo caso, non è più adeguata, o che l'ESIT o gli EPT o gli enti dell'agricoltura non sono più adeguati al ruolo per cui sono stati pensati, è difficile darvi torto; però non è neanche possibile sostituire all'esistente un'intuizione, scrivere, come si è fatto nel comma 1 di questa legge, il contenuto dell'intuizione e, una volta scritto il contenuto dell'intuizione, fermarsi, aspettare, lasciare che in futuro si faccia l'opera di ricostruzione.

Una casa dove andare a dormire è comunque necessario averla, quindi possiamo dire che la casa dove dormiamo adesso è inadeguata dal punto di vista igienico, ci piove dentro, ci sono gli spifferi e non è la casa che nel 2006 i sardi sognano di avere, ma nel frattempo che voi edificate la casa nuova, ammesso che abbiate le idee chiare su come deve essere costruita la casa nuova, i sardi dove vanno a dormire? Nel frattempo che voi chiudete la formazione professionale, nel frattempo che portate il vostro attacco alla scuola non statale, nel frattempo che chiudete l'eolico anche dove non avete titolo e diritto per chiuderlo, nel frattempo che bloccate l'edilizia sia nelle zone costiere che in quelle interne, nel frattempo che chiudete gli EPT, l'ESIT, l'ISOLA, gli enti agricoli, nel frattempo che dite tutto ciò che non va bene (e su una parte di quello che dite noi vi potremmo anche seguire), diteci anche quali sono le proposte, quali sono i progetti, quali sono le realizzazioni che avete fatto in questi due anni e che hanno consentito di sostituire quello che avete chiuso, quello che avete smantellato, quello che avete detto che non funzionava. Ce lo dite? Un consigliere della maggioranza può alzarsi e dirci quali sono state le cose che oggi sono a regime, che oggi funzionano, che hanno sostituito quelle che avete, in parte legittimamente, chiuso in Sardegna?

Questo è il problema grosso che noi abbiamo oggi in discussione in quest'Aula, ma non solo in quest'Aula, è il problema sul quale ci sarà il confronto politico nei prossimi mesi, nei prossimi anni in Sardegna e sui quali verrete giudicati alla fine degli ulteriori tre anni, se tre anni saranno, di questa amministrazione regionale; e continuano ad esserci le contraddizioni e sono contraddizioni importanti, quelle sul personale per esempio, che anche altri colleghi che sono intervenuti prima di me hanno rilevato. Sono contraddizioni sostanziali, fondamentali.

Poi abbiamo ricevuto tutti, l'avete ricevuto anche voi, un richiamo da parte dei sindacati che ci chiedono di conoscere nel dettaglio la sorte del personale dell'ISOLA, siete sempre stati attenti come parte sociale, come rappresentanti di una parte sociale, alle sorti del personale dell'ISOLA su cui non sembra che i sindacati siano stati in alcun modo coinvolti. Per quanto riguarda il BIC poi, a parte la valutazione sui funzionari che vi ha fatto il collega Diana e sulla quale sarebbe interessante comunque avere una risposta, io vi faccio presente che voi tentate una sorta di "emendamento-sanatoria" di cui non si capiscono i supporti giuridici (speriamo per la correttezza della vostra azione legislativa che ci siano), sul personale a tempo indeterminato che svolge funzioni non dirigenziali.

All'interno di questo stesso articolo, all'interno dell'intero disegno di legge, ricorrono spesso le problematiche legate al personale, ma voi siete maestri della tecnica dei due pesi e delle due misure perché esistono emendamenti della minoranza, ma ne sono stati presentati anche dalla maggioranza sul personale a tempo determinato presente all'interno dell'ente, del BIC; esiste un emendamento dei colleghi di Rifondazione Comunista, esiste un emendamento dei colleghi della maggioranza con il quale si chiede che anche il personale a tempo determinato, che è in servizio al 1° dicembre del 2005, venga reinserito all'interno della struttura che sostituirà il BIC.

Il ragionamento sul personale andrebbe inserito in un disegno organico perchè noi sappiamo perfettamente che il personale a tempo determinato, che è in carico oggi negli enti regionali e nelle strutture che comunque hanno un riferimento con la Regione è una messe sostanzialmente immensa; non è possibile perciò che nei vari disegni di legge siano inseriti emendamenti o articoletti che sanano il problema a pezzettini. E' stato presentato a questo disegno di legge un emendamento che sana la posizione di 19 lavoratori impiegati presso l'Istituto zooprofilattico, ma presso questo Istituto i lavoratori a tempo determinato sono 140, non se ne possono sanare 19 e ignorare i diritti, se ci sono diritti, degli altri 120.

Un articolo prevede una sanatoria per il personale a tempo determinato dall'Agenzia regionale del lavoro, cosa è l'Agenzia regionale del lavoro? Un tempo si diceva: "I figli dell'Agenzia regionale del lavoro sono forse i figli della gallina bianca" non è possibile, vale il ragionamento che ha fatto l'assessore Pigliaru in Commissione ieri, quando ha detto che la posizione della Giunta è una posizione chiara e univoca, i lavoratori a tempo determinato sanno di essere lavoratori a tempo determinato, cioè sanno che il loro contratto di lavoro ha un inizio e un termine, dopo di che si fanno i concorsi.

Fateci sapere se questa è la posizione della Giunta regionale ma non è quella della maggioranza o se la maggioranza ritiene di aver convinto la Giunta regionale della necessità di sanare la posizione dei lavoratori a tempo determinato che magari sono da cinque, otto, dieci, quindici anni a carico della Regione. Noi su questo problema saremo disponibili a dare una mano perché può essere ragionevole inquadrare nei ruoli regionali persone che hanno costruito una loro professionalità all'interno degli enti regionali, anziché sostituirle con persone che, non conoscendo il lavoro, riporterebbero indietro di anni il livello di operatività degli enti medesimi.

Facciamo allora una ricognizione complessiva e non inseriamo due mezzi emendamenti, due pezzetti di articolo, due "arrogalla" di comma all'interno di un disegno di legge chiedendo la sanatoria "a spot" ora di questi, ora di quelli, creando dei privilegiati tra coloro che sperano in un lavoro non precario ma stabile a cui ha diritto ciascun cittadino sardo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Sanna che illustrerà anche l'emendamento numero 154. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Una breve spiegazione dell'emendamento numero 154 del quale sono firmatario. L'emendamento, sostitutivo parziale del comma 4, intende rendere più esplicito che tra i destinatari del provvedimento rientrano anche quanti potrebbero non essere materialmente in servizio, con contratto a tempo indeterminato, alla data del 31 dicembre 2005 solo in quanto beneficiano di una delle ipotesi di sospensione del rapporto di lavoro senza diritto alla retribuzione, ovvero sono in attesa della definizione giudiziaria di una controversia circa la decorrenza del rapporto di lavoro.

Quindi vengono mantenute entrambe le condizioni che politicamente la maggioranza e la Giunta hanno sottolineato e che sono la costante dei riconoscimenti che nel maxi collegato si fanno alle situazioni da definire e da consolidare; quindi in questo caso il rapporto a tempo indeterminato, la procedura di evidenza pubblica. Noi, presentatori di questo emendamento chiediamo in effetti che la norma recepisca anche eventuali provvedimenti di natura giurisdizionale che affermino l'esistenza del rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2005. La definirei una norma di natura interpretativa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, io sono del parere che se le iniziative sono utili ben vengano poiché se ne sente la necessità. Il problema è capire se questa iniziativa è inserita in un progetto organico; a mio avviso non lo è. Consideriamo innanzitutto le tre parole chiave, miracolose, che hanno caratterizzato il DPEF regionale: coesione, sviluppo e competitività; tre parole su cui si basa una filosofia di sviluppo internazionale ed europeo ma che se non coordinate in un progetto organico restano tre parole a sé stanti, roboanti e demagogiche.

Dico questo perché in questo articolo 7 si istituisce l'Agenzia "Sardegna Promozione", che senz'altro può essere uno strumento utile per lo sviluppo socio-economico della Sardegna, usando un metro diverso rispetto a quello che si è usato per istituire l'Agenzia perle entrate. Vorrei sapere cioè perché la struttura di questa Agenzia (Agenzia che ritengo utile, pur evidenziandone successivamente le carenze) viene formata sulla base della legge regionale numero 31 del '98, quindi utilizzando personale regionale, mentre il personale dell'Agenzia per le entrate, come ho rimarcato ieri, viene "pescato" all'esterno con tanto di direttori generali, di probiviri e quant' altro.

Ecco quali sono le discrasie, ecco dove diventa poco credibile l'organicità delle iniziative; se si implementano le iniziative volte al contenimento della spesa, come mai l'Agenzia di promozione economica viene strutturata utilizzando personale regionale, mentre l'Agenzia per le entrate viene strutturata utilizzando personale esterno quando all'interno della Regione, che conta quasi tre mila dipendenti, senz'altro esistono professionalità in grado di sopperire alle esigenze di entrambe le Agenzie?

Questa è una dimostrazione dell'approssimazione e della superficialità con cui si stanno affrontando tutte le problematiche proposte in questo maxi collegato, è la dimostrazione chiara che non esiste un progetto organico di sviluppo socio-economico. Non è possibile usare anche in questo caso due pesi e due misure; qual è la motivazione che giustifica la chiamata di personale esterno per l'Agenzia per le entrate e di personale già presente in Regione per l'Agenzia di promozione economica ? Questa scelta, su cui ci dovete una spiegazione, è per noi la dimostrazione della mancanza di un progetto di sviluppo univoco, organico, da articolare nei diversi settori attraverso le varie strutture che si vogliono costituire.

Guardate, se in Sardegna oggi esiste un artigianato tradizionale ed artistico competitivo e unico a livello internazionale lo si deve solo ed esclusivamente all'azione che l'ISOLA ha portato avanti, dal dopo guerra in poi, esaltando il lavoro di grandi maestri nel campo dei tappeti, della ceramica, del ferro e di quant'altro. Con un colpo di spugna si è "fatto fuori" l'ISOLA.

Bene, io posso anche ammettere che non deve chiamarsi più ISOLA ma deve pur avere un altro nome dal momento che questa Agenzia di promozione economica è istituita per " il sostegno delle capacità, di esportazione e penetrazione dei prodotti sardi nei mercati esterni…fornisce servizi nei processi di internazionalizzazione, coordina i programmi di marketing territoriale, promuove e tutela e salvaguarda l'artigianato tipico tradizionale…" e concordo sull'inserimento del termine " artistico", proposto dalla collega Caligaris, "…realizza inoltre tutte le azioni ad essa delegate dalla Giunta".

Ma chi tutela i beni ambientali, artistici, architettonici che attualmente ha la Sardegna, , l'agroalimentare, tutto ciò che allo stato esiste e che non è citato? Qual è la struttura che salvaguarderà d'ora in avanti, signori della Giunta, l'artigianato tradizionale, l'artigianato artistico, i nostri prodotti biologici, i nostri prodotti agroalimentari unici? Non è detto, si parla solo di un'Agenzia di promozione (necessaria e indispensabile come struttura di promozione economica), ma ci sono carenze su cui bisogna riflettere.

Queste sono alcune mie osservazioni su questa iniziativa che, come l'ha definita il collega Vargiu, rischia di essere un altro dirigibile mandato in quota come manovra pubblicitaria, ma che poi di fatto non si riesce a capire bene su quali basi concrete poggi; quando noi togliamo il substrato, quando noi "facciamo fuori" gli organismi che sostengono le produzioni artigianali, agroalimentari, biologiche che cosa promuoviamo all'esterno, che marketing può fare l'Agenzia quando si taglia l'ISOLA?

Io non voglio difendere l'ISOLA a tutti i costi, sinceramente non ho alcun interesse a farlo, ma quando dico che si cancella una struttura che per 50 anni ha creato, ripeto, ha creato, tutelato, difeso, migliorato il nostro prodotto artigianale e artistico, mi chiedo anche dove e chi d'ora in avanti insegnerà ai nostri giovani come e quando bisogna fare un tappeto o creare un oggetto artistico tradizionale. Che cosa promuoverà questa agenzia? I prodotti cinesi? Assessore dell'artigianato e del turismo, ci si è posti questa domanda? Perché seppure per esigenze dettate dall'avvio di una nuova politica di sviluppo era necessario "far fuori" l'ISOLA, voglio sapere chi d'ora in avanti tutelerà tutto quello che l'ISOLA ha creato.

Se noi oggi abbiamo un settore dell'artigianato competitivo lo dobbiamo all'ISOLA., L'ISOLA ha costituito in Sardegna una rampa di sviluppo socio-economico perché in tutti i paesi a tradizione principalmente artigianale, parlo di Mogoro, parlo di Bonorva, parlo di Ploaghe, parlo di Nule, parlo di Samugheo, i maestri, gli artigiani sono stati formati dall'ISOLA. Ma, se viene "fatto fuori" l'ISOLA che cosa sostituirà questa importantissima struttura? L'Agenzia di promozione? No, perché l'Agenzia di promozione promuove prodotti e fa marketing, così è detto.

Queste sono delle riflessioni oggettive, pur riconoscendo, lo ribadisco, l'importanza e l'utilità, anzi forse l'indispensabilità, di una struttura per la commercializzazione dei nostri prodotti all'esterno della Sardegna.

Concludo chiedendo perché l'Agenzia per le entrate ricorra a personale esterno mentre l'Agenzia di promozione economica sia supportata da personale regionale sulla base della legge numero 31. Assessore, dove sta allora il contenimento della spesa? Dove sta la razionalizzazione del progetto? Spiegatecelo!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras che illustrerà anche l'emendamento numero 90. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Molto brevemente, nell'articolo 7 è trattato l'argomento del recupero, attraverso procedure concorsuali, del personale del BIC. Il personale presente nelle agenzie governative come il BIC o negli enti come l'ESAF, l'EAF e altri, non è sempre assunto, tutto, a tempo indeterminato, noi abbiamo situazioni di precariato diffuso nella pubblica amministrazione. Il tentativo, secondo me maldestro, di contenere la spesa evitando le assunzioni quando sono necessarie ha determinato più confusione che benefici; questo è personale chiamato a svolgere, rispetto al personale a tempo indeterminato, funzioni aggiuntive o a realizzare progetti forse anche tra i più innovativi. In genere si tratta quindi di personale particolarmente qualificato, provvisto spesso di titoli accademici e di studio di prima qualità, che è una risorsa per la pubblica amministrazione e che quindi merita di essere considerato e utilizzato pienamente.

Noi abbiamo presentato l'emendamento numero 90 per sanare queste situazioni; ho visto che ve ne sono anche altri che mirano a ottenere lo stesso scopo, magari formulati in modo diverso, poi probabilmente nel corso del dibattito si potrà capire se l'obiettivo viene raggiunto con questo o con un altro degli emendamenti presentati, però io richiamerei l'attenzione dell'Aula, dei colleghi e della Giunta proprio su questo argomento.

Un'ultima considerazione che voglio svolgere è in ragione del disegno che è contenuto in questo collegato. Tutti i processi di riforma per capire se effettivamente promuovono davvero le riforme devono essere sperimentati. Io nell'ambito dell'amministrazione regionale ho visto avviare molti processi di riforma, alcuni si sono anche parzialmente conclusi, di altri ho visto il fallimento. Un fallimento che non sempre è stato determinato dai contenuti della proposta; qualche volta il fallimento è stato determinato da altri ragionamenti, da altre condizioni.

Nel collegato è presente un'idea, che io peraltro condivido, sul superamento dell'ente pubblico, il potenziamento degli assessorati sul piano della direzione politica e la costituzione di agenzie operative. Si fece l'Agenzia regionale del lavoro in quel contesto, si incominciò a parlare delle agenzie per l'ambiente, di agenzie per i servizi sanitari. L'Agenzia del lavoro fu mortificata per quasi un decennio, forse anche qualcosa di più, dal dualismo esistente tra l'Assessorato, la sua burocrazia e l'Agenzia quale strumento innovativo che, peraltro, attingeva il personale di direzione dall'esterno considerando che non fosse conformato alla cultura burocratica più pesante propria dell'amministrazione regionale.

Questa operazione oggi, a mio avviso, ci richiama ad essere fortemente coerenti rispetto al progetto; gli strumenti che noi dobbiamo mettere in campo devono essere conseguenti e non invece divergenti rispetto al progetto, non ci debbono essere momenti di compromesso che rischiano di pregiudicare l'operazione di riforma. Le agenzie devono godere quindi di una certa autonomia, devono poter attingere personale dall'esterno, soprattutto quello che ha professionalità e competenze specifiche che possono utilmente servire a dare forma alla struttura dell'agenzia che deve essere uno strumento operativo agile: deve agire.

In quest'ottica mi dispiace ancora di più che non sia stato accolto l'emendamento presentato da Rifondazione Comunista sull'azione anti evasione ed anti elusione fiscale da attribuire all'Agenzia per le entrate. -

L'evasione fiscale, l'elusione fiscale sono frutto di una cultura dove l'illegalità diventa valore e mette a rischio, incrina, la stabilità delle istituzioni democratiche, le rende deboli, poco credibili, lontane dal cittadino; un cittadino, badate, che vuole partecipare, un cittadino che si aspetta che lo Stato svolga bene le sue funzioni, non quelle sociali, quelle proprie dello Stato e le funzioni proprie dello Stato si pagano con il contributo di tutti proporzionalmente al proprio reddito. Combattere l'evasione fiscale significa portare il cittadino a capire pienamente l'utilità del suo contributo anche in funzione di se stesso, per la costruzione di una società armonica, priva possibilmente di ingiustizie, più efficiente, più capace, più intelligente, più contenta di se stessa.

L'unica critica che io mi sento di muovere, ma proprio perché la ritengo utile alla realizzazione che ci si propone, è che qualche volta bisogna essere più precisi nella costruzione della norma per non lasciare ambiti di ambiguità che poi ne potrebbero pregiudicarne l'operatività. Io ritengo che dobbiamo continuare questa esperienza. PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia che illustrerà anche l'emendamento numero 149. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, innanzitutto per chiarire, relativamente all'emendamento numero 149, che per un mio errore era stato attribuito ad altro articolo ma che gli uffici, giustamente, hanno ricondotto all'articolo 7. Nella sostanza l'emendamento numero 149 ripropone in termini abbastanza similari, direi, l'emendamento numero 7 dell'onorevole Caligaris e anche qualche altro che mi pare di aver letto. Si tratterà di valutare, quando si arriverà alla conclusione dell'esame dell'articolo e degli emendamenti, quale sia la formulazione più opportuna ma, in ogni caso, qualunque formulazione si utilizzi si recupera il concetto dell'assistenza tecnica all'artigianato artistico che era scomparso dalla formulazione originaria dell'articolo.

Io vorrei fare inoltre qualche considerazione sull'Agenzia quale soggetto unitario che finalmente assomma in sé funzioni prima frammentate e quindi ha una funzione di promozione economica e di sostegno ai processi di internazionalizzazione in più settori; sotto questo profilo credo che non si possa che essere d'accordo sulla filosofia della proposta e sull'obiettivo che si vuole raggiungere.

Sotto altri profili nasce invece qualche inquietudine. Intanto si parte dall'affermazione che l'ISOLA è soppresso per stabilire che entro 30 giorni dall'approvazione della presente legge si deve provvedere alla nomina di un commissario liquidatore e di un collegio sindacale che dovranno adempiere alle successive formalità. Ovviamente l'artigianato è uno dei settori importanti del nostro sistema economico, all'interno dell'artigianato tradizionale c'è il comparto dell'artigianato artistico che custodisce anche un patrimonio di inestimabile valore.

L'artigianato artistico è fatto di sapere, di conoscenze, di arte, di cultura che parte dalle nostre radici e rappresenta in qualche modo la memoria storica di un popolo, il nostro. Dal punto di vista economico il comparto è costituito da circa500 imprese con circa 1300 addetti e un volume d'affari quantificabile intorno ai 40 milioni di euro.

Io credo perciò che non dobbiamo commettere errori. Allora è anche legittimo, consentitemi onorevoli colleghi della Giunta, onorevoli Assessori, porsi qualche dubbio, qualche domanda. Forse è vero che il processo riformatore, se lo si vuole portare a compimento, necessita obbligatoriamente di una accelerazione dei ritmi; forse è anche vero che è difficile studiare le riforme ma lasciare poi scorrere i tempi e attuarle dopo anni. Se è comprensibile l'esigenza della Giunta regionale di avviare un processo riformatore per via accelerata, va sottolineato che la via accelerata, molto spesso, astrae dall'esigenza di varare una legge di riforma completa e organica e riconduce il processo riformatore all'interno di un unico articolo fatto di più commi.

Comprendo l'utilità, comprendo l'esigenza, comprendo gli obiettivi di una accelerazione delle riforme, però consentitemi di avanzare qualche preoccupazione; l'accelerazione qualche volta comporta infatti anche errori di percorso, c'è il rischio che non si perseguano tutti gli obiettivi, che rimangano sul tappeto problemi legati al personale rispetto ai quali dovremo dare successivamente risposte.

L'istituzione dell'Agenzia prevede un accorpamento di funzioni, presumibilmente non solo all'interno di un unico organismo, ma con una concentrazione territoriale che non è ancora individuata e che non sappiamo cosa comporterà rispetto al personale in forza oggi nell'ISOLA. Si comprende tutto, tutto è giusto e tutto è utile, però io vorrei che l'Assessore del turismo, cui mi rivolgo nello specifico, promuovesse una indagine e ci riferisse, nel più breve tempo possibile, sullo stato di attuazione del processo riformatore che voi avete avviato e che questo Consiglio regionale ha avvallato con un voto finale relativamente ad Enti provinciali per il turismo e Aziende di soggiorno.

Per intenderci, vorrei conoscere, e credo che sia utile, se quelle funzioni vengono ugualmente svolte oggi con la stessa efficacia ed efficienza di allora, chi le svolge, che fine abbia fatto il personale di quegli enti e chi, al di là delle competenze che sono transitate nell'Assessorato, di fatto se ne stia occupando; inoltre, se chi se ne occupa oggi sia congruente con chi se ne è occupato prima. Avere queste informazioni ci permetterà di dire che se un processo riformatore, pure accelerato, dà risultati positivi allora vale la pena di perseguirlo e, se sarà il caso, piano piano di introdurre eventuali e successivi adattamenti.

Se però le risposte non dovessero essere conseguenti, allora dovremmo adottare un processo riformatore più attento, più ponderato, più meditato, forse più lungo ma alla fine più utile e produttivo. Io, poiché non conosco i dati non posso esprimermi, però in maniera molto amichevole li sollecito e spero che arrivino nel più breve tempo possibile.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, se la questione in gioco non fosse drammaticamente seria verrebbe da domandarsi se la Regione, predisponendo un domani una guida delle proprie attività, avrebbe il dilemma se annoverare nell'insieme di agenzie che sta istituendo anche le agenzie funebri, perché credo che ormai ci si stia muovendo in questa direzione. Io introdurrò, rispetto a quello che hanno già fatto i colleghi, un ulteriore elemento di dimostrazione delle gravi contraddizioni della maggioranza e della stessa inesistenza di questa Giunta regionale.

Una Giunta regionale succube di scelte che vengono adottate altrove, composta da Assessori succubi a loro volta di scelte effettuate senza alcun tipo di razionalità istituzionale. Ogni qualvolta viene istituita un'agenzia l'obiettivo che passa nella mente del Presidente è quello di delegittimare l'Assessore competente per materia e di sottrarre alla competenza della maggioranza e quindi del Consiglio quel determinato settore.

Cercherò di spiegare meglio questa mia osservazione richiamando (forse ai colleghi della coalizione che governa la Regione questo dato è sfuggito), la deliberazione numero 15 del 2006 con la quale il Presidente della Regione, sostanzialmente, ha compiuto a danno di tutti gli Assessori per manifesta incapacità (nella delibera della Giunta regionale approvata il 13 aprile del 2006 è scritto: "per manifesta incapacità della Giunta regionale") uno scippo da 54 miliardi delle vecchie lire; sto parlando di risorse che erano destinate alla attività di comunicazione e promozione della Sardegna.

L'Assessore dell'agricoltura, che mi sta guardando, non avrà più i soldi a disposizione del suo Assessorato: sette milioni e mezzo di euro gli sono stati sottratti per manifesta incapacità; l'Assessore del turismo, che pure è presente, aveva a disposizione per il suo Assessorato 5 milioni e 460 mila euro, gli sono stati sottratti per manifesta incapacità. Il Presidente della Regione nella delibera sostiene che la vera agenzia non è quella che state costituendo, ma è quella che prevede di privatizzare in Sardegna, collega Uras, la comunicazione istituzionale e la promozione dello sviluppo della Sardegna.

In questa delibera si parla di un unico soggetto esterno - questo è il vero golpe istituzionale - che comprerà e tenterà di comprare, giornali, , televisioni, radio; questo è il vero obiettivo che questa delibera si sta proponendo, altro che Agenzia per la promozione della Sardegna senza mille lire per gestire la promozione, chi avrà le risorse sarà uno solo! Nella delibera si dice ancora che "…è quindi opportuno disciplinare l'utilizzo delle risorse finanziarie da destinare all'attuazione della strategia complessiva di promozione interna ed esterna della Sardegna. E' quindi necessario predisporre un'unica procedura ad evidenza pubblica finalizzata all'individuazione di un unico soggetto esterno…". Per la prima volta, in una storia autonomistica di 50 e passa anni, la Regione si affida totalmente ad un soggetto privato e se le regole sono quelle che ha indicato Gavino Sanna in un famoso libercolo "La pipì contro vento" credo che noi avremo un triste primato.

Le agenzie diventerebbero veramente pompe funebri per la Sardegna, per la libertà decisionale di questo Consiglio regionale: gli statuti di un'agenzia come questa sono soggetti ad un potere regolamentare sì o no, colleghi? E voi tutti sapete che il potere regolamentare non è in capo all'esecutivo, ma è una delle prerogative istituzionalmente riconosciute del Consiglio regionale;e voi sapete che tutte queste agenzie saranno normate, saranno regolamentate, attraverso gli statuti, dalla sola Giunta regionale.

Colleghi, quindi state abdicando, state regalando non tanto agli Assessori che, lo ripeto, non contano niente, quindi non incidono assolutamente, ma state delegando a quel soggetto privato la gestione di 54 miliardi di vecchie lire. Vi ricordate, nella scorsa legislatura, le accuse dell'onorevole Selis che chiedeva di sapere come venivano spesi i soldi della pubblicità istituzionale. Bene, allora furono rendicontati e non ci fu niente da ridire sulle spese istituzionali per la comunicazione pubblica. Oggi è invece, con un blitz, si trasforma veramente questo Consiglio regionale in un semplicissimo passa carte senza dignità istituzionale e politica. Colleghi, questo è davvero l'aspetto più grave di questa norma che, esaminata nel dettaglio, potrebbe riservare ulteriori sorprese.

Il termine "governative" che l'Assessore della programmazione, credo, ha voluto introdurre è un termine che negli anni passati ha richiamato un po' tutti alla necessità di utilizzare uno strumento interno alla Regione per spendere in termini più efficaci le risorse finanziarie del POR. Io credo, assessore Pigliaru, che sia un'ulteriore follia, , si tratta di affidare le ultime ore di volo del POR della Sardegna a un pilota che non ha mai guidato nemmeno un aquilone. Pensare di affidare queste risorse finanziarie a un'Agenzia, perché si chiama governativa e perché come tale vorreste legittimarla, che non solo non è nata ma che non potrà mai nascere, è evidentemente un atto scellerato di incompetenza e di incredibile gestione delle risorse finanziarie della Regione.

Colleghi, concludo; voi continuate a proporre fabbriche di contenitori di gassosa, non vi è una sola idea concreta di sviluppo su cui costruire la promozione della Sardegna, non si vede su quali settori si vuole puntare, non vi è una scelta sostanziale; il fatto che vi dimentichiate dell'artigianato artistico non è casuale, è la confusione che regna nella pianificazione della gestione dell'economia della nostra Isola. Avete forse necessità di sistemare qualche ulteriore manager del settore privato? Avete bisogno forse di sistemare qualche ulteriore revisore dei conti?

Con l'istituzione di queste agenzie state moltiplicando quelle strutture della cui chiusura in questi anni avete parlato; avete chiuso qualcosa, ma avete riproposto e moltiplicato all'eccesso tutto quello che è stato chiuso. Siete una Giunta, una maggioranza, che sta creando ulteriori sottoboschi del potere da gestire sicuramente in termini privatistici piuttosto che in termini pubblici.

I colleghi di Rifondazione Comunista, alcuni di loro, continuano a distinguersi, collega Uras, e io ne ammiro la coerenza, ma Rifondazione fa parte di questa maggioranza; io non voglio strumentalizzare le situazioni e non mi permetto nemmeno di pensare di poter operare differenziazioni e di favorire la divisione interna della coalizione. Voi siete unitariamente centrosinistra in questo Consiglio regionale perché avete avuto e avete l'onere di sostenere questa Giunta che agisce solo in termini privatistici sulle risorse, private in questo caso alla Regione, per perseguire interessi che certamente non sono quelli di un ente pubblico istituzionalmente riconosciuto come la Regione autonoma della Sardegna.

Quindi, colleghi, è evidente che ritorneremo su questo tema che considero un esempio emblematico di come si voglia trasformare la Regione in una grande agenzia, in questo caso davvero in un'agenzia funebre.

PRESIDENTE.

E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Il collega Pili prima di salpare per altri lidi vuole lasciare un forte segno del suo passaggio in questo Consiglio regionale.

Devo dirgli però che il segno è già forte, è vivo in tutti noi grazie alle sue dichiarazioni programmatiche, nella precedente legislatura, in cui parlava di undici province del turismo alpino, grazie alle trappole che ordiva con altri colleghi del centrodestra contro il suo stesso governo con i franchi tiratori che hanno fatto cadere più volte la stessa Giunta da lui sostenuta, è grazie all'isterismo col quale dopo essere stato sconfitto alle elezioni del 2004 ha cercato di portare l'opposizione su una posizione isterica, perdente.

I colleghi leggeranno oggi sui quotidiani che ieri, nel corso di una conferenza stampa della cosiddetta Casa delle Libertà, si è detto che siccome a Quartu il risultato del voto per le elezioni politiche, tenute pochi giorni fa, è in controtendenza rispetto al risultato delle elezioni comunali di undici mesi fa, il sindaco di Quartu dovrebbe dimettersi perché i suoi concittadini hanno espresso su di lui un giudizio negativo.

Io mi auguro che i colleghi della Casa delle Libertà del Consiglio regionale organizzino una conferenza stampa per sancire invece che il giudizio dei sardi è estremamente positivo sul governo regionale, perché se a Quartu ha perso il sindaco in Sardegna ha vinto Soru e ha perso Pili, questo è il risultato elettorale e per coerenza dovreste convocare una conferenza stampa per sottolineare anche questo risultato.

La maggioranza non avalla semplicemente le scelte della Giunta sulle riforme, la maggioranza le condivide e partecipa a queste riforme, io condivido pienamente l'articolo 7 del maxi collegato, nessuno può mettere in dubbio che c'è bisogno di mettere ordine in relazione sia alla promozione dei prodotti sardi fuori dalla Sardegna, sia in relazione all'esigenza di un marketing territoriale unificato in Sardegna: mille soggetti operavano sia in funzione della promozione, sia in funzione del marketing territoriale spesso in concorrenza fra di loro, quasi sempre in modo pasticciato e sempre comunque utilizzando risorse regionali.

Nessuno può mettere in dubbio l'esigenza di pensare ad un unico soggetto che rappresenti la Sardegna a livello sia di promozione del suo territorio, del suo ambiente, dei suoi prodotti, che di marketing territoriale per avvicinare investimenti che non siano soltanto quelli immobiliari sulle coste. Quindi partecipazione e condivisione totale, di questo processo.

Ma chi può mettere in dubbio che possa essere vanificata o non utilizzata l'esperienza maturata nel settore dall'ISOLA? Ma io credo che anche il personale che è stato per anni utilizzato in questa struttura, con queste funzioni abbia interesse ad essere coinvolto in un processo di rinnovamento e innovazione, perché è questo stesso personale che rappresentava l'esigenza di avere un momento unificante di rappresentazione della Sardegna all'esterno.

Vorrei fare un'ultima riflessione; io condivido totalmente le osservazioni del collega Vargiu sul precariato. Credo sia giusto avviare una pausa di riflessione per effettuare una ricognizione su ciò che è avvenuto in materia di personale. Badate, in questi anni può essere che si sia ricorso a forme anomale di assunzioni in qualche caso per sopperire a esigenze, vere, di carenze di organico, di carenze di professionalità specifiche in quell'ente; in altri casi può essere anche che si siano eluse le normali forme di reclutamento per consentire di rispondere positivamente a sollecitazioni provenienti da Tizio, Caio o Sempronio.

Oppure l'assunzione può essere avvenuta a termine perché entro quel termine si esauriva evidentemente la funzione così ricoperta. In conclusione, ribadisco che condivido le osservazioni del collega Vargiu che, a sua volta, difendeva le affermazioni dell'assessore Pigliaru sulla necessità di effettuare una valutazione complessiva delle diverse situazioni che si sono venute a creare in questi anni nell'amministrazione regionale e nei vari enti per capire quali rapporti di lavoro giustificano una sanatoria, e quindi il superamento del precariato, e quali invece saranno mantenuti a termine anche nel futuro perché rispondono a esigenze particolari e limitate nel tempo. Soprattutto occorre risolvere il problema adottando criteri uguali per tutti i lavoratori.

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PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

DEPAU, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, ho ascoltato con molta attenzione gli interventi, anche critici e preoccupati, relativi a questo articolo 7 istitutivo dell'agenzia "Sardegna Promozione",. Io ribadisco la correttezza della scelta della Giunta, dettata da una necessità di semplificazione, di istituire un unico soggetto che sia il motore per la programmazione dell'immagine della Sardegna, che sia di sostegno ai processi dell'internazionalizzazione delle imprese e di attrazione per gli investimenti in Sardegna.

Non credo di dire niente di assurdo ricordando ai colleghi del centrodestra che, sette anni fa, quando costituirono il loro Esecutivo, parlarono di chiudere gli enti e di attuare le riforme. Credo sia all'attenzione di tutti che in Sardegna vi fosse una pluralità di enti nei comparti del turismo, dell'artigianato, dell'agricoltura e quant'altro, e soprattutto che questi enti fossero divenuti autoreferenziali e non svolgessero più il loro compito. L'ESIT è stato indubbiamente un ente importantissimo, storicamente, per lo sviluppo del turismo, così come l'ISOLA per il rilancio dell'artigianato; ma erano enti praticamente morti. Quindi non si sta operando la scelta di chiudere qualcosa di vivo e vitale, si sta semplicemente procedendo ad una riorganizzazione perché di vitale non c'è quasi più nulla.

Questo non significa che si butta a mare il patrimonio importantissimo dell'ISOLA; dirò anzi che anche il marchio ISOLA rimarrà come il marchio di qualità dell'artigianato tradizionale, tipico ed artistico della Sardegna. Ribadisco che si sentiva la necessità di istituire un soggetto che promuovesse in modo unitario l'immagine dei prodotti della Sardegna su richiesta, l'ha detto bene l'onorevole Marrocu prima, dello stesso territorio..

Non credo, quindi, che si possa criticare questo progetto, è chiaramente una sfida importante che affrontiamo perché abbiamo necessità di creare le condizioni per uno sviluppo economico della Sardegna. In merito all'intervento dell'onorevole Rassu vorrei chiarire che teniamo conto del calo costante subito dalle nostre esportazioni negli ultimi anni, anche questa è una dimostrazione del fatto che questi organismi, oggettivamente, avevano perso le loro funzioni vitali.

Ringrazio l'onorevole Balia per il quesito che mi ha posto a cui vorrei rispondere. E' vero, i processi di riforma sono complicati, gli enti provinciali del turismo nati nel 1935 forse il 30 aprile saranno chiusi a seguito della definizione, ultimo procedimento burocratico nell'ambito della Conferenza Regione - enti locali, delle ripartizioni. Li chiuderemo e credo che questo procedimento sia servito perché le province, già in questo anno di transizione, hanno utilizzato il personale degli EPT nei ruoli di provenienza.

Chiaramente il personale ha risentito del cambiamento, questo è umano; i passaggi costano fatica, soprattutto alle persone, anche se rimangono inalterate le condizioni di lavoro, la sede e le garanzie.. Questo processo di trasferimento nelle altre Regioni è avvenuto più di vent'anni fa, noi siamo l'unica Regione che ha difficoltà ad attivare dei cambiamenti; va detto però che, purè avendo riserve e preoccupazioni, se non affrontiamo con coraggio i cambiamenti non possiamo pensare di poter migliorare.

Penso sia importante anche osservare quanto avviene in merito nelle altre regioni. Ci sono regioni che istituiscono una agenzia e dopo due anni magari la modificano per attualizzarla, per adattarla alle indicazioni che vengono dal mercato o da altri istituti di riferimento. Noi, invece, abbiamo difficoltà ad affrontare le riforme, ma credo che dobbiamo superare questo limite. Dobbiamo affrontare con molta serietà, ma anche con molta serenità un processo di cambiamento, perché comunque abbiamo dato le dovute garanzie a tutti sul mantenimento del posto di lavoro e delle relative funzioni.

Mi sembra che la situazione sia più serena, mi sembra che ci siano le condizioni favorevoli per ripartire nella attività di promozione e quant'altro che ora è nelle competenze di province e comuni.

Mi sembra che non ci fossero altre domande a cui rispondere. Ribadisco semplicemente la correttezza della posizione della Giunta, e mi auguro che questa sfida venga affrontata in modo unitario per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione..

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, senza anticipare il contenuto di un dibattito che, soprattutto sulle questioni del personale, si svolgerà nel corso dell'esame degli articoli successivi, ritengo che gli interventi che si sono susseguiti, soprattutto quelli dell'onorevole Vargiu e dell'onorevole Marrocu necessitino di una puntualizzazione relativamente all'atteggiamento che la Giunta regionale, e nella fattispecie l'Assessore del personale, ha tenuto e intende tenere nei confronti delle diverse proposte contenute all'interno degli emendamenti che sono stati presentati.

Voglio ribadire alcuni concetti con molta chiarezza. Ebbi modo di prendere in Consiglio regionale, nel momento in cui si discusse il disegno di legge sui servizi all'impiego, l'impegno ben preciso di tentare di mettere in atto una serie di iniziative che, pur con la necessaria gradualità, avrebbero portato al superamento della condizione di precariato esistente all'interno dell'Amministrazione regionale; e la Giunta regionale si è mossa in tutti questi mesi sulla base di questo impegno.

Per prima cosa abbiamo tagliato tutti i rapporti di tipo interinale; all'interno dell'Amministrazione regionale non ci sono rapporti di lavoro di questo tipo. La seconda iniziativa è stata quella naturalmente di porre le condizioni perché le situazioni di precariato potessero essere superate. Noi abbiamo posto due condizioni fondamentali. La prima è che si possano sanare solo le situazioni legate ad un rapporto di lavoro di tipo subordinato, , svolto a tempo determinato all'interno dell'Amministrazione regionale; e che naturalmente il rapporto di lavoro a tempo determinato sia stato il frutto di una modalità concorsuale ad evidenza pubblica così come stabilito dalla legge numero 31.

Questo per quanto riguarda la soluzione del precariato all'interno dell'Amministrazione regionale; e noi, naturalmente con la necessaria gradualità, stiamo portando avanti questo discorso attraverso interventi previsti nella finanziaria dell'anno scorso e nel collegato alla finanziaria di quest'anno.

Per quanto riguarda invece le questioni legate al precariato esterno, relativo cioè a personale facente parte o di società di tipo privatistico o di agenzie regionali, quindi alle iniziative tese ad inserire questo personale all'interno dell'Amministrazione regionale, noi abbiamo posto e poniamo come condizione non superabile che questo personale entri all'interno dell'Amministrazione regionale solo attraverso concorso pubblico, perché all'interno dell'Amministrazione regionale si entra solo ed esclusivamente attraverso un concorso pubblico. Dovranno superare una selezione ad evidenza pubblica così come previsto dalla legge numero 31. Queste sono le condizioni, questo è il tentativo che con coerenza l'Assessore del personale e la Giunta regionale stanno cercando di portare avanti. Sono sicuro che il Consiglio, maggioranza e minoranza, possa agevolare con coerenza questa iniziativa .

Colgo le parole del Capogruppo dei Democratici di Sinistra ,onorevole Marrocu, e quindi mi auguro che su un certo numero di emendamenti, nel proseguo dei lavori, si proceda con un atteggiamento responsabile così come è stato evidenziato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere contrario sugli emendamenti numero 38, 45, 37, 154, 133, 149, 44 e 90. Esprimere parere positivo sul numero 7. .

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, sull'emendamento numero 154, a seguito delle considerazioni svolte dall'onorevole Sanna, direi che le condizioni previste nell'articolato sono ben precise. Si deve trattare di personale con un contratto di lavoro a tempo indeterminato al 31 dicembre 2005 . Naturalmente qualunque sentenza di carattere giudiziario deve intervenire prima dell'espletamento del concorso ad evidenza pubblica, al quale evidentemente quel personale deve avere la possibilità di partecipare. Pregherei l'onorevole Sanna, che mi pare sia il primo firmatario dell'emendamento, di ritirarlo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 38. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Mentre parlavano l'onorevole Marrocu e poi l'assessore Dadea ho pensato al proverbio: "Passata la festa, gabbato lo santo". Torneremo sull'argomento che l'Assessore ha voluto anticipare su questo articolo, quando affronteremo altri articoli più rilevanti ai fini dell'intervento svolto dall'Assessore. Mi limito, per il momento, ad intervenire sull'emendamento numero 38 che propone la soppressione del comma 3 dell'articolo 7.

L'Assessore del turismo nel sul intervento anziché offrirci qualche spunto di condivisione non ha fatto altro invece che acuire la nostra contrarietà nei confronti di questo articolato. L'Assessore ha parlato di attrazione di capitali stranieri e di capitali italiani; ma, Assessore, attrazione su che cosa? Sull'artigianato artistico che l'ISOLA ha tutelato in questi anni nel bene e nel male? L'ISOLA nasce come Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano, organizzazione lavoro artigiano, questo era lo scopo dell'ISOLA, non quello del marketing e della promozione, o forse anche quello. Voi volete creare un'agenzia di promozione, un'agenzia di marketing, un'agenzia che si occupi dei rapporti con i mercati internazionali? Benissimo, createla, ma l'ISOLA aveva uno scopo ben diverso; e le figure professionali che in tanti anni, alternativamente nel bene e nel male, hanno lavorato perché l'artigianato artistico isolano avesse un futuro, voi le state smantellando, questo è quello che ci meraviglia, insieme all'accanimento contro un consiglio di amministrazione che non è un "frutto vostro", che ugualmente avete provato a smantellare trovando l'opposizione del TAR.

Ma perché continuare su questa strada? Ma non sarebbe stato più corretto attribuire nuove competenze all'ISOLA d'ora in avanti, oppure che l'Assessore si assumesse la responsabilità di dire, qualora l'ISOLA finora non avesse svolto bene i suoi compiti, come gestirla? .

No, non avete fatto questi ragionamenti, perché l'organizzazione del lavoro artigiano in Sardegna non può essere portata avanti sulla base dei presupposti del comma 1 di questo articolo, non è possibile. Voi, al primo comma, parlate di redigere uno statuto dove individuerete...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Diana il tempo a sua disposizione è scaduto. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo oltre che per la dichiarazione di voto anche per chiedere la votazione nominale con procedimento elettronico. Noi voteremo a favore del nostro emendamento ovviamente; e, anche a seguito della discussione, ribadiamo che la Giunta e la maggioranza, pur cercando di riaffermare le motivazioni della razionalizzazione del sistema, hanno di fatto confermato i nostri dubbi sul fatto che si tenda nell'azione riformatrice a guardare innanzitutto agli elementi negativi invece di valorizzare quelli positivi.

Non credo si possa dire che l'ISOLA sia un istituto, una realtà non più viva, non più vitale, credo occorresse e occorra ancora una valutazione sulle attività dell'ente al fine di una valorizzazione e di un mantenimento dell'esistente; procediamo invece a smantellare in una prospettiva di incertezze, vista anche la genericità delle indicazioni riguardanti lo statuto, gli scopi, la capacità organizzativa di questo nuovo soggetto.

Sulla questione del personale credo che occorra sottolineare che da tempo si chiede che gli ingressi nella pubblica amministrazione regionale siano regolati da procedure chiare, concorsuali o meno, ma mi sembra che agli enunciati della Giunta sull'argomento non seguano atti coerenti . Ci sono comportamenti diversi in funzione delle diverse categorie di persone, credo quindi che la riflessione chiesta da alcuni sia doverosa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.) Ascoltando la replica dell'Assessore dell'artigianato sulla parte che riguarda l'ISOLA sono inorridito perchè non è ammissibile che uno dei dodici componenti del governo regionale ignori, nel modo più completo ed assoluto, le posizioni e gli atti ufficiali della Regione sarda. Se lei, Assessore, avesse letto gli atti della Conferenza regionale per l'artigianato di Cala Gonone, 1983 (l'ultima oconvocata), alla quale parteciparono gli stati generali del comparto e tutti coloro che direttamente o indirettamente lavoravano in questo settore, lei non avrebbe potuto fare questo discorso.

Lei parla dell'ISOLA relativamente al settore artigiano, come se l'ISOLA si occupasse solo di artigianato artistico; un ramo che incide per un 5 per cento, cioè su 40 mila aziende artigiane poco meno di duemila sono impegnate nell'artigianato artistico. Comunque, se lei avesse letto quegli atti,avrebbe scoperto che già 23 anni fa gli operatori del settore dichiaravano che l'ISOLA non può fare programmazione perchè nasce per l'organizzazione del lavoro artigiano, il lavoro di produzione di manufatti, il lavoro di produzione di servizi generali e alla persona.

Il settore artistico veniva considerato marginale nell'operato dell'ISOLA che, come ente,- (allora usciva da un commissariamento durato tredici anni), andava profondamente ristrutturato per offrire al comparto artigiano tutti i servizi all'impresa, non l'impresa più tipicamente definita e che meglio conosciamo, ma l'impresa artigiana intesa come lavoratore autonomo dotato di bassissimi mezzi e possibilità per usufruire di reti di assistenza da reperire sul mercato delle consulenze.

L'Assessore ha anche detto che il marchio dell'ISOLA verrà conservato: un altro elemento negativo. Il marchio dell'ISOLA ha umiliato la professionalità di bravissimi artigiani sardi quali i Barra, i Nioi, i Farci, i Manis, che sono stati massificati attraverso un marchio generico, come appunto quello ISOLA, che non consentiva di leggere chi era l'artigiano che aveva prodotto il tappeto.

Un esempio famoso: i tappeti di Elisabetta Barra che adornano i palazzi del Vaticano hanno il marchio "Elisabetta Barra - Samugheo", non hanno il marchio ISOLA. Naturalmente voterò contro.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Quando si interviene per sopprimere un ente ed istituirne un altro ovviamente nascono problemi, anche di natura tecnica e non solo, che riguardano le titolarità e gli obblighi, derivanti da contratti, del personale che fino a quel momento è stato adibito alle funzioni che erano proprie di quell'ente. Nel comma 2 si dice: "l'Agenzia è soggetta alle disposizioni della legge regionale numero 31…", quindi potrà assumere personale solo secondo le modalità stabilite da quella legge; ma quando si agisce così radicalmente, la nostra preoccupazione, Assessore, è che alla volontà, che io le riconosco, di porre un freno all'assunzione di nuovo personale presso l'Amministrazione regionale con contratto atipico corrisponda (viviamo in questo mondo e vediamo quello che succede), invece, un incremento quasi esorbitante di chiamate a convenzione, di stipula di rapporti di lavoro particolari anche con dipendenti di società posti magari in aspettativa dalle società medesime.

Questo ci preoccupa perché un domani ci ritroveremo a dover affrontare un problema del quale sarebbe molto complicato spiegare l'origine. Voto contro l'emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 38.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MASIA - PETRINI - PILI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 57

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 18

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 45. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). L'emendamento numero 45 prevede la soppressione del testo dopo le parole "Sardegna Promozione", perché noi riteniamo che da questo articolato non emerga chiaramente la volontà della Giunta in materia di personale; ed è l'argomento che intendevo affrontare con l'assessore Dadea. Assessore, lei ha affermato in quest'Aula che avrebbe confermato tutti i lavoratori a tempo indeterminato. Le comunico che i dirigenti del BIC sono dipendenti a tempo indeterminato perché sono stati promossi a questa funzione con il pensionamento dei precedenti dirigenti. Scrivere in norma che questi dipendenti non sono equiparati ad altri dipendenti credo non sia legittimo. Siete ancora in tempo quindi per modificare questo articolo e sopprimere le parole successive alle parole "Sardegna Promozione".

Non si può sottoporre a concorso del personale che da tanti anni è già dipendente a tempo indeterminato. Ma se anche questo dovesse avvenire mi dovete far capire per quale motivo ci sono figli e dei figliastri, per quale motivo tutti i dipendenti possono accedere senza concorso nel nuovo ente e i dirigenti no, pur essendo dipendenti a tempo indeterminato come tutti gli altri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo per una questione di coscienza. Sono stato educato infatti al rispetto delle norme e al rispetto dei principi scritti nelle norme, così come al rispetto della gerarchia delle fonti da cui discende che alcuni principi siano allocati in fonti normative superiori. Fare eccezione in una norma per il direttore del BIC, di cui si conosce nome e cognome, è sgradevole, oltre che molto dubbio dal punto di vista della legittimità sul piano giuridico.

Conosco personalmente quel dirigente con il quale ho collaborato alla stesura di progetti nell'interesse dell'Amministrazione regionale, non mi sento in coscienza di sostenere con il mio voto un articolo, un comma, che pare sia pensato per colpire la persona più che per finalità di miglior funzionamento dell'Amministrazione pubblica. Se io derogassi a questo principio avrei difficoltà da oggi innanzi a portare avanti quelle battaglie che, pure con fatica, continuo a sostenere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intendo richiamare l'attenzione su un altro aspetto che, secondo me, si lega a questo emendamento e, più in generale, alle condizioni che si stanno creando per quanto riguarda i lavoratori del BIC. Trovo francamente singolare che si permetta in modo specifico al personale non dirigenziale del BIC di essere inquadrato nell'agenzia "Sardegna Promozione" pur dopo il superamento di un concorso, ma che queste analoghe condizioni non vengano garantite anche ai lavoratori dell'Agrosarda assunti a tempo indeterminato e licenziati illegittimamente il 16 giugno 2004.

Ritengo che all'interno del maxi emendamento si debba trovare una formula per sanare anche questa situazione che non solo è anomala, ma è un atto di ingiustizia. A meno che non si voglia procedere attraverso ritratti, affidati a fotografi o a pittori, di persone dalle capacità superiori e veramente di alto livello e si intenda punire chi invece questo lignaggio non ce l'ha. Sono convinta che da un lato non sia possibile creare delle disparità tra dirigenti e non dirigenti e dall'altro che sia necessario equiparare le condizioni di tutti i lavoratori. Quindi sull'emendamento 45 mi asterrò e annuncio fin d'ora invece il mio voto favorevole all'emendamento 90 perché anche lì c'è un caso evidentissimo che riguarda i precari. Mi riservo comunque di intervenire successivamente sull'argomento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Fin dal primo momento in cui mi sono avvicinato alla politica l'ho fatto perché ho sempre dato a questa un valore altissimo. Mi sono avvicinato alla politica nella convinzione che questa dovesse servire se non a risolvere i problemi della collettività e di ogni singola persona, quanto meno a cercare di attenuarli, quanto meno a cercare di ridurli.

Il comma quattro dell'articolo 7, e richiamo quanto poc'anzi il collega Uras ha fatto presente all'Aula con grande serietà, con grande sincerità, ricordando i sentimenti che dovrebbero animare ognuno di noi non come politici ma come uomini, mi dispiace dire che sembra proprio una lista di proscrizione. Mi rivolgo a lei, assessore Pigliaru, ma soprattutto all'assessore Dadea che è assessore del personale, per dire che non voglio assolutamente difendere un amico, un conoscente, ma voglio e ritengo in cuor mio di dover difendere un lavoratore che per decenni ha prestato il suo servizio al BIC Sardegna prescindendo dalle ideologie politiche, che sicuramente ha ma che non dobbiamo, soprattutto in questo caso, portare all'interno di quest'Aula.

Vi invito ad una riflessione e lo faccio con il cuore, lo faccio cercando di toccare i vostri sentimenti non solo ed esclusivamente per cercare di salvare una situazione, che continuo a sperare non sia irreparabile, ma per cercare veramente di salvare la dignità di un uomo. Oggi è lui e domani purtroppo, se continuiamo in questo modo, sarà un'altra persona.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Vorrei tornare un attimo sui temi relativi al personale, che sono quelli contenuti nell'emendamento numero 45 ma anche nei numeri 37, 139, 133 e 90, giusto per verificare se ho capito bene il ragionamento, a mio avviso lineare e corretto, svolto dall'assessore Dadea. Assessore Dadea, se io non ho capito male, l'Amministrazione regionale avrebbe in mente di procedere ad una stabilizzazione, quindi abolendo il precariato, di tutti coloro che lavorano all'interno delle strutture regionali a seguito di assunzioni a tempo determinato previo il superamento di una selezione pubblica.

Se questo fosse sarebbe interessante per ciascuno di noi, ma credo anche per gli interessati, avere un quadro complessivo di riferimento della situazione esistente all'interno dell'Amministrazione regionale affinché da oggi, da subito, tutti possano sapere qual è la loro condizione, quali sono le loro aspettative di lavoro. Mi riferisco nuovamente alla situazione dell'Istituto Zooprofilattico; all'interno di questo disegno di legge un articolo prevede la sanatoria di 19 figure professionali presenti nell'Istituto Zooprofilattico. L'Istituto Zooprofilattico, con una lettera, ci ha comunicato che oltre il 40 per cento dei dipendenti dell'Istituto è precario in quanto lavoratore a tempo determinato. Probabilmente questi dipendenti non rientrano nella fattispecie di assunzione con avviso di pubblica selezione di cui lei parla, ma chissà negli altri enti regionali qual è la situazione!

Quindi è necessario che gente che lavora da dieci anni, da dodici anni, da otto anni all'interno di un ente sappia quando finisce il suo rapporto, sappia se l'Amministrazione regionale sta scegliendo una via preferenziale di concorso pubblico riservato o se tutto questo non è e quindi l'Amministrazione sta optando per una scelta di elasticità del mercato del lavoro di cui tutti usufruiranno. E' legittimo che la scelta si conosca e che valga per tutti, che sia una cornice di riferimento all'interno della quale poi ci si muova in maniera omogenea, identica, affine per tutti i casi simili, senza che esistano i figli della gallina bianca, perché questo sarebbe intollerabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei dichiarare il voto sull'emendamento numero 45, sul 37 e, anche se non formalmente, sul comma 4 in quanto tale, ponendo l'accento su una questione: il BIC Sardegna non è un ente regionale, è una società partecipata in minima parte, credo, dalla Regione, in gran parte se non ricordo male dalla SFIRS e dalla Camera di Commercio di Cagliari, o anche da altre Camere di Commercio, in ogni caso da soggetti altri rispetto alla Regione.

Voi, con questo comma 4, state facendo un pasticcio dalle molte sfaccettature. In primo luogo, poiché non potete sopprimere questa struttura la svuotate dall'interno dando la possibilità al personale di transitare nei ruoli della Regione, tra l'altro discriminando tra personale dirigenziale e non dirigenziale.

Fateci capire che nesso c'è tra questa scelta e quanto enunciato poco fa dall'Assessore del personale sul fatto che in Regione si entra solo per concorso. Quello che vi apprestate a fare sulla base di questo quarto comma, cercare di fare un concorso per distogliere da un ente, che non è regionale, che collabora ed ha sempre collaborato con la Regione nelle azioni promozionali, il personale facendogli balenare la possibilità di un concorso, evidentemente, appetibile ma solo per alcuni e non per altri, può essere considerato serio?! E' questa la razionalizzazione di cui avete parlato e continuate a parlare?!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Onorevoli colleghi, la questione del BIC è stata da me segnalata in apertura della discussione generale della legge proprio come caso di trattamento diverso di fronte alla legge per cittadini che invece dovrebbero godere degli stessi diritti. È chiaramente una norma ad personam, come ebbi modo di dire nelle riunioni di maggioranza nelle quali si discusse di questo articolo: non venni ascoltato. L'argomento addotto per giustificare il contenuto della norma è un argomento a mio avviso discutibile, in quanto si dice che i dirigenti sono professionisti che stanno sul mercato e quindi debbono accettare la precarietà della loro professione. È evidente che non è questo il punto, ma si pone la questione della legalità su cui io vorrei tornare dopo per dare qualche risposta su altri articoli ad alcuni assessori zelanti.

Sul merito della questione BIC, anche accettando ciò che viene detto, e cioè che i dirigenti sono dei professionisti, vorrei rispondere all'assessore Pigliaru che in Aula ha dichiarato che, secondo l'ISTAT, abbiamo registrato un aumento degli occupati pari all'un per cento.

Io vorrei aggiungere che si registra nello stesso periodo una riduzione della forza lavoro, il che significa che meno gente cerca lavoro, che è aumentata un po' la disperazione, che gli occupati sono tutti nel settore maschile e che, guarda caso, analizzando per settori di attività, si verifica che l'incremento maggiore è nell'agricoltura. Insomma bisogna stare molto attenti a fare riforme qui in Sardegna che mettono le persone in una condizione di precarietà in un mercato del lavoro difficilissimo (non siamo a Milano), per cui i dirigenti che perdono il posto di lavoro a cinquant'anni sono condannati a vivere una condizione molto grave. È un provvedimento palesemente ingiusto e ad personam che chiedo venga modificato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, ormai da più parti vengono esternate una serie di perplessità e di preoccupazioni. Una delle preoccupazioni, ribadita adesso dall'onorevole Maninchedda, ma già richiamata sia dall'onorevole Uras che dall'onorevole Caligaris, riguarda l'adozione anche in questo disegno di legge come già in altri, per esempio intendo riferirmi al disegno di legge sui consorzi industriali, di una discriminante nei confronti della categoria dirigenziale alla quale viene riservato un trattamento completamente diverso rispetto ad altre categorie nel caso di passaggi tra enti.

Alla mia richiesta di spiegazioni, anche relativamente a questa ipotesi presente nel maxi collegato, si è risposto che il dirigente si mette nel mercato e sicuramente sul mercato il bravo dirigente riesce a trovare un suo spazio e un nuovo incarico.

Assessore Pigliaru, lei avrebbe ragione se fossimo a Milano,. ma siamo in Sardegna, le condizioni della Sardegna sono davanti agli occhi di tutti, tutti le conosciamo. Un dirigente che dovesse essere licenziato è destinato, probabilmente, a diventare un disoccupato. Allora io chiedo, prima di passare al voto, cinque minuti di sospensione per una più accurata valutazione del problema. Diversamente, mi asterrò sull'emendamento 45, ma chiederò una votazione per parti del comma 4.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, io mi associo alla richiesta dell'onorevole Balia, cioè di sospendere brevemente la seduta, al fine di operare una valutazione attenta, anche con la Giunta, per evitare l'adozione di un provvedimento ad personam; e su questo concordo con le cose che sono state dette, cioè che un dirigente possa , per legge, così come stiamo facendo con la norma prevista al comma 4, essere messo sulla strada.

Quindi, io sono dell'avviso, Presidente, che si acceda alla richiesta avanzata dall'onorevole Balia per riflettere attentamente sull'adozione di un principio che potrebbe portarci molto lontano. PRESIDENTE. Colleghi, noi siamo nella fase delle dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 45 che cassa una parte precisa del comma 4, quella relativa alle procedure concorsuali. Il tema che è stato introdotto, invece, su una eventuale esclusione ad personam, è un altro tema, diverso, che non riguarda l'emendamento numero 45 e che può essere risolto se c'è un'intesa politica per eliminare la parte che esclude le categorie dirigenziali.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, io, naturalmente, ritengo che non ci siano assolutamente preclusioni ad accogliere l'invito per una breve sospensiva dei lavori per esaminare questo aspetto in particolare.

Però vorrei sgomberare il terreno da alcuni equivoci; io ribadisco che non si mette per strada nessuno e nessuno viene, ope legis, inserito all'interno dell'Amministrazione regionale in quanto anche il personale non dirigenziale deve fare un concorso ad evidenza pubblica e non è detto che tutti lo vincano. Il concorso ad evidenza pubblica va espletato perché questo è un personale che viene da una società di tipo privatistico. Questo è il primo punto da chiarire. Poi possiamo fare tutte le altre considerazioni, ma ricordo che l'Amministrazione regionale sta predisponendo i concorsi per dirigenti e quindi, anche da questo punto di vista, c'è un'ulteriore opportunità.

Non è detto inoltre, qualora noi accogliessimo questa istanza su questa persona di cui voi parlate, che questa persona debba vincere l'eventuale concorso pubblico, assolutamente! L'Amministrazione regionale sta per bandire il concorso per dirigenti al quale questa persona può partecipare come può partecipare a qualunque concorso pubblico. . Questo per sgomberare il terreno da qualunque equivoco.

Io posso concordare sulla necessità di fare una pausa per affrontare più in dettaglio questo problema,però l'importante è che si ragioni sulle questioni avendo chiari i termini del problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, ancor prima della dichiarazione di voto, io riterrei di cogliere sia l'indicazione del collega Pirisi che quella dell'assessore Dadea sulla necessità di una sospensione dei lavori, perché le parole dell'Assessore hanno confermato, anzi direi aggravato, per quanto mi riguarda, la nostra preoccupazione.

Si pone effettivamente un problema di ricollocazione di un personale che, in maniera artificiosa, era soggetto a un trattamento di natura privatistica pur essendo il BIC comunque una struttura di natura sostanzialmente pubblica, personale che oggi viene sottoposto al superamento di apposite procedure concorsuali, quindi con tutti i rischi che l'Assessore ha richiamato. E' evidente che, poiché si pone per queste figure un problema in termini di occupazione, non può essere scelto a cuor leggero di bocciare l'emendamento numero 45.

Io chiedo quindi o di soprassedere su questo emendamento e quindi sul proseguo dell'esame dell'articolo, oppure di decidere una breve sospensione di cinque, dieci minuti, il tempo necessario, perché possa essere trovata un'intesa, al fine di salvare anche un solo posto di lavoro. PRESIDENTE. Colleghi, sospendo la seduta fino alle ore 12 e 35

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 28, viene ripresa alle ore 12 e 45.)

PRESIDENTE. Colleghi, spero che la sospensione sia stata utile per chiarire il problema posto nell'emendamento numero 45.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente, mi sembra che dalle interlocuzioni tenute nel corso della sospensione sia emersa la possibilità di pervenire ad un emendamento di sintesi che avrebbe una incidenza anche sugli emendamenti in votazione. Se la Presidenza verifica questo, non procediamo nella votazione di emendamenti che verrebbero bocciati e che sarebbero in contraddizione con la stesura di un emendamento di sintesi a cui anche l'opposizione intende contribuire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Noi proponiamo di votare separatamente la parte "e nelle categorie non dirigenziali" del comma 4. Invito chiaramente i colleghi proponenti degli emendamenti sul personale a ritirarli.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Io sono primo firmatario dell'emendamento numero 133 che tendeva a eliminare la discriminazione presente nel comma 4 dell'articolo 7; discriminazione che riguarda non solo la figura del dirigente, ma anche quella di altro personale a tempo determinato impegnato per anni nel BIC. Il comma 4 ha introdotto delle forti discriminazioni che riguardano tutto quanto il personale. Noi stiamo dando un'opportunità al personale del BIC inquadrato a tempo indeterminato ad una certa data di partecipare alla procedura concorsuale, io chiedo di dare questa possibilità anche al personale assunto a tempo determinato.

Se vogliamo ridurre la precarizzazione consentiamo a questi lavoratori, sono due, a tempo determinato di partecipare a questa selezione. Propongo quindi la votazione separata anche della frase "con contratto a tempo indeterminato".

PRESIDENTE. Il suo emendamento, onorevole Cuccu, rimane in piedi e verrà posto in votazione. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Un chiarimento su che cosa dobbiamo votare, perché dall'ultimo intervento sembrerebbe che venga posta anche la questione del personale a tempo determinato.. In questa ipotesi chiedo la votazione separata delle parole "con contratto a tempo indeterminato.", in modo tale da porre i due problemi e lasciar decidere all'Aula.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Onorevole La Spisa c'è un emendamento apposito su questo sul quale si esprimerà l'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io ho proposto non un voto per parti ma un emendamento sostitutivo totale del comma 4 con la possibilità, ovviamente se passasse, di votare gli emendamenti aggiuntivi, perché c'è l'emendamento aggiuntivo numero 7 che è stato accolto e così via. L'emendamento di sintesi è questo

Quindi io proporrei adesso di votare l'emendamento di sintesi togliendo la frase "non dirigenziale" poi dopo si votano gli emendamenti aggiuntivi che sono il 7, il 133 e così via.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si vota o l'articolo o la sua proposta, gli emendamenti rimangono o si ritirano.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, se gli emendamenti numero 45, 37, 154, 133 non vengono ritirati (il 133 è modificativo), si devono votare prima dell'articolo. Poi c'è una proposta di emendamento soppressivo di una parte dell'articolo, che riguarda quattro parole "...e nelle categorie non dirigenziali" che viene votato prima che si voti l'articolo e poi si procede alla votazione degli emendamenti aggiuntivi. Quindi chiedo ai presentatori degli emendamenti 45, 37, 154 e del modificativo 133 se intendono mantenerli in piedi, nel qual caso si votano. E' stato accolto l'emendamento che sopprime le parole "...e nelle categorie non dirigenziali".

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Ritiro gli emendamenti numero 45 e 37 che sono evidentemente ricompresi in questo emendamento di sintesi. PRESIDENTE. Sono stati ritirati gli emendamenti 45 e 37. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Per annunciare il ritiro dell'emendamento numero 154 dopo i chiarimenti sulla posizione della Giunta e confermando la raccomandazione del recepimento dell'esito delle questioni giurisdizionali che in questo momento colpiscono i lavoratori del BIC; e ricordando anche che da qualche anno il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, come ci siamo detti molte volte in campagna elettorale, non è più il rapporto di lavoro standard del settore privato, cui appartiene il BIC, nel nostro Paese. Quindi l'attenzione,in queste situazioni di trasferimento o di opportunità, va posta anche alle altre figure lavoristiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, per reiterare la richiesta di votazione nominale..

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento di sintesi

che sopprime le parole "e nelle categorie non dirigenziali".

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - DAVOLI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - COCCO - SANNA Francesco - SORU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 49

Astenuti 4

Maggioranza 25

Favorevoli 49

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento modificativo numero 133.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Per ribadire che l'emendamento aveva lo scopo di evitare una discriminazione nei confronti di lavoratori che si trovavano in una situazione di precarietà. Poichè la Giunta ha assunto l'impegno di esaminare il problema del precariato, per evitare di pregiudicare la possibilità che il problema di questi lavoratori possa essere affrontato in maniera serena, ritiro l'emendamento 133.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Anche noi, analogamente al collega Cuccu, avevamo presentato un emendamento che si poneva lo stesso obiettivo; a fronte dell'impegno assunto dall'Assessore di affrontare in modo complessivo il problema del precariato nel sistema pubblico regionale, io credo che la prima Commissione sia la sede più adatta per istruire questo argomento anche in funzione degli eventuali provvedimenti da assumere. Va fatto, secondo me, al più presto possibile perché non possiamo, in ogni provvedimento finanziario o collegato che sia, trovarci nella condizione di dover affrontare pezzi, segmenti di questa situazione. Ritiro l'emendamento numero 90.

PRESIDENTE. Metto in votazione, l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 149. Chi lo approva alzi la mano.. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 44. Chi lo approva alzi la mano.. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7 bis. (Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:

Art. 7 bis

Soppressione degli enti provinciali del turismo

1. Gli enti di cui all'articolo 23 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, sono soppressi.

2. L'Amministrazione regionale succede in tutti i rapporti e obblighi amministrativi e giuridici, debitori o creditizi, di carattere finanziario, fiscale o patrimoniale di cui gli stessi enti sono titolari alla data della cessazione della gestione liquidatoria.

3. L'Amministrazione regionale succede inoltre in tutte le cause pendenti e/o pretese in corso o future facenti capo agli stessi enti. A tal fine è disposto l'accertamento delle risorse che residuano al termine della gestione liquidatoria, salvo capienza dei rispettivi fondi; l'Assessore competente in materia di bilancio provvede, con proprio decreto, alle conseguenti variazioni di bilancio.

4. Agli oneri di cui all'articolo 25 della legge regionale n. 7 del 2005 si fa fronte annualmente con apposito stanziamento di bilancio.

EMENDAMENTO soppressivo totale ARTIZZU - LADU - MURGIONI - GALLUS - LA SPISA - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 7 bis

L'articolo 7 bis è soppresso. (39).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda per illustrare l'emendamento. Ne ha facoltà. Chi intende iscriversi a parlare può farlo durante il suo intervento.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). L'articolo 7 bis riguarda le politiche turistiche, politiche importanti sulle quali si stanno avviando dei processi di riforma. I processi di riforma, credo sia anche giusto sottolinearlo, hanno necessità di coraggio: devono rompere le abitudini, gli interessi consolidati. I processi di riforma hanno bisogno di accettare anche il rischio dell'errore e io penso che la politica che si sta realizzando abbia queste caratteristiche e queste virtù, cioè la volontà di produrre un'innovazione rilevante in questo settore, anche nel sistema della semplificazione amministrativa e quindi nella riduzione degli oneri, come accade col 7 bis.

Che cosa ho voluto segnalare in discussione generale? Che accade che nei processi di riforma che, concordo, hanno anche necessità di processi di concentrazione della decisione, spesso la concentrazione delle decisioni produce un fenomeno collaterale che è la burocratizzazione delle decisioni e anche la distorsione della legalità quando produce difformità di trattamento rispetto a situazioni analoghe.

Ho segnalato questo fatto e ho segnalato il caso dell'hotel costruito in territorio di Santa Teresa di Gallura. Ieri ho ricevuto una lettera dell'Assessore dell'ambiente che, evidentemente, ha frainteso alcune mie dichiarazioni, perché io non intendo segnalare un comportamento della Giunta regionale di favore per taluni e non per altri. Io intendo dire che l'Amministrazione regionale ha, secondo me, commesso un grave errore.

L'Assessore mi dice che il comune di Santa Teresa di Gallura, avendo il PUC approvato, non rientra nella legge numero 8; però è vero che, pur con il PUC approvato, non abbiamo un automatismo nella realizzazione dei piani attuativi. Sempre lo stesso Assessore mi dice che il progetto inizialmente è stato sottoposto alla valutazione d'impatto ambientale e successivamente modificato. Se il progetto è stato modificato rientra in una fattispecie diversa della legge numero 8 e doveva soggiacere ad un nuovo accertamento; ma, se consultiamo gli atti del BURAS, noi vediamo che la modifica non ha comportato alcuna riduzione di cubatura. Tra i due atti vengono indicati esattamente gli stessi metri cubi; probabilmente sono state ingrandite le camere e in questo senso si è ridotto, come dire, il carico antropico. Ma se questa dovesse essere una motivazione per cui non si viene sottoposti al VIA, dovrebbe essere generalizzata.

Ma a me risulta , e chiedo conferma all'Assessore dell'ambiente, che la Giunta deliberi anche per presa d'atto di VIA con parere negativo; perché quindi non è stato portato in Giunta questo non utilizzo della procedura della valutazione di impatto ambientale per un intervento che interessa l'unico albergo rilevante costruito dal 2004 a 200 metri dal mare?

Io ho voluto segnalare queste cose e lascio perdere le risposte che mi sono state fornite riguardo alla società che mette su una centrale elettrica a Giave; lo faccio per un riguardo verso il Governo regionale, però inviterei a leggere l'atto costituivo della società, il capitale sociale, chi c'è dentro; non ho voglia di ripeterlequi queste cose come atto di carità verso l'Assessore.

Però ho voluto segnalare che la percezione esterna è che si usi la frusta con i piccoli e la piuma col più grande imprenditore alberghiero che la Sardegna conosca. Ribadisco che questo è un errore, ribadisco che sul piano della procedura doveva esserci una valutazione della Giunta, Non aggiungo niente di più perché non ho altro da dire, non sto ipotizzando comportamenti privilegiati, di privilegio politico; sto dicendo che quando si centralizzano le decisioni, aumenta un margine di discrezionalità delle strutture e le strutture dell'Assessorato dell'ambiente e quelle del lavoro andrebbero ripulite, ripulite! Spero che chi ha verbalizzato abbia verbalizzato verbum ad verbum. Ripulite, ripeto, perché garantiscano uguaglianza davanti alla legge per tutti i cittadini.

PRESIDENTE. Devo ricordare ai colleghi di stare nel tema dell'argomento in discussione. Siamo all'articolo 7 bis. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io inizio l'intervento sicuramente stando all'interno del tema, nel senso che io credo che l'articolo 7 bis, l'ho sottolineato anche in Commissione, sia un "necrologio di quarta giornata", nel senso che per la quarta volta noi apprendiamo della soppressione degli enti provinciali del turismo, peraltro soppressi dallo Stato nel 1981, successivamente soppressi da varie Giunte regionali, attraverso atti legislativi, soppressi l'anno scorso e soppressi nuovamente quest'anno. Speriamo che gli enti provinciali del turismo non siano come degli zombie e quindi che, mettendosi intorno al collo una catena con talismano speciale, possano riavere qualche istante di finta vita e ricomparire, per essere soppressi, in qualche legge anche l'anno venturo.

Quello che mi preme sottolineare però è che la soppressione degli enti provinciali del turismo, che obbedisce ad un'indicazione che già l'anno scorso noi sottolineammo di condividere totalmente, come l'avevamo condivisa nella scorsa legislatura, quando la stessa decisione era stata presa e poi non portata sino alle conseguenze estreme della liquidazione totale che questi enti meritavano, comporta che all'intuizione politica - stesso ragionamento che facevamo prima - debba comunque conseguire la praticabilità della transizione. Nella stampa di oggi compare un'intervista all'Assessore del turismo, dottoressa Depau, la quale dice che non è possibile fornire e pubblicare i dati sui movimenti turistici del 2005. Smentisca, Assessore, se quello che io dico non è vero, smentisca e quereli chi scrive queste cose, perché nell'articolo si dice anche che nella fase di transizione tra gli EPT, che sta durando qualche decennio, e le Province non è possibile disporre dei dati sul turismo in Sardegna per la loro pubblicazione. Allora stante che a questo infortunio, negli opuscoli portati alla BIT di Milano, se ne associano degli altri (vedi T Hotel e Hotel Flora Cagliari) la raccomandazione che viene dall'Aula è che le fasi di transizione da un'amministrazione all'altra avvengano con meno proclami e con più attenzione alla funzionalità delle cose.

Concludo il mio intervento con un riferimento all'intervento dell'onorevole Maninchedda perché non è possibile fare altrimenti. L'onorevole Maninchedda non ha parlato infatti in camera caritatis, all'interno di una riunione di amici personali; l'onorevole Maninchedda ha parlato nell'Aula del Consiglio regionale, cioè nell'Aula che è la massima assise del Parlamento dei sardi. Allora, se io non raccogliessi niente di quello che l'onorevole Maninchedda ha detto, sarei esattamente come gli EPT: un morto certificato da venticinque anni che però ancora cammina e si siede da qualche parte.

Io non posso che ascoltare con estrema attenzione ciò che con grande coraggio e onestà culturale il collega Maninchedda dice; senza entrare nel merito delle questioni riportate, che devo dire onestamente di non conoscere nel dettaglio, mi sono rimaste impresse alcune frasi del suo intervento, e cioè quando ha detto che non si vorrebbe avere la sensazione (non la vorrebbe avere Maninchedda, non la vorrebbe avere Vargiu, non la vorrebbe avere nessun sardo) che in Sardegna sia cessata l'esistenza dello Stato di diritto, per cui nella valutazione degli atti posti in essere dai cittadini con qualcuno si usi la piuma, parole dell'onorevole Maninchedda, e con qualche altro la frusta. Devo dire che questa sensazione, nel corso di questi due anni di amministrazione, l'ha avuta anche qualche altro esponente del Consiglio regionale.

Se questa sensazione, oggi denunciata in maniera chiara, pacata, ma assolutamente penetrante dal collega Maninchedda in Consiglio regionale, avesse dei fondamenti e delle ragioni d'essere in una latitanza dello Stato di diritto relativa a incapacità, relativa a necessità di ripulitura della burocrazia regionale, relativa a ciò che si vuole, io credo che sia interesse di questo Consiglio regionale, di tutte le parti politiche, di tutti i consiglieri regionali, ma soprattutto interesse dei sardi, soprattutto interesse della legge e della certezza del diritto nella quale tutti quanti crediamo, che venga sgombrato il campo da ogni riflessione di questo tipo.

Nessun Assessore speriamo si debba appellare alla carità di cui l'onorevole Maninchedda ha fatto menzione nel suo intervento perchè l'unica carità che chiediamo, carità nel senso latino del termine, è quella del pieno rispetto delle leggi e dell'uguaglianza di ciascun cittadino sardo di fronte alle leggi stesse.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 39 ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 39 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 7 bis. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7 ter.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 ter e dei relativi emendamenti:

Art. 7 ter

Interventi nel settore dell'artigianato

1. La costituzione delle commissioni provinciali per l'artigianato di cui alla legge regionale 10 settembre 1990, n. 41 (Organi di rappresentanza e di tutela dell'artigianato), avviene mediante designazione dei componenti da parte delle organizzazioni artigiane di categoria maggiormente rappresentative.

2. I commi 3 bis e 3 ter dell'articolo 12 della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51, sono sostituiti dai seguenti:

"3 bis. I fondi di garanzia costituiti con versamenti dei soci, purché di ammontare non inferiore ad euro 25.000 presso gli enti creditizi convenzionati, dalle cooperative artigiane di garanzia che dimostrino la costituzione del fondo rischi il cui ammontare non deve essere inferiore ad euro 500.000, sono integrati a domanda da contributi concessi dall'Amministrazione regionale. L'ammontare dei contributi è ripartito tra gli aventi diritto per un terzo sulla base del capitale sociale sottoscritto e versato, per un terzo sull'ammontare dei finanziamenti garantiti ed effettivamente erogati nell'anno dagli enti creditizi convenzionati e per un terzo sull'ammontare del fondo rischi.

3 ter. I fondi di garanzia costituiti con versamenti dei soci, purché di ammontare non inferiore ad euro 50.000, presso gli enti creditizi convenzionati, dai consorzi fidi che dimostrino la costituzione del fondo rischi il cui ammontare non deve essere inferiore ad euro 500.000, sono integrati a domanda da contributi concessi dall'Amministrazione regionale. L'ammontare di contributi è ripartito tra gli aventi diritto per un terzo sulla base del capitale sociale sottoscritto e versato, per un terzo sull'ammontare dei finanziamenti garantiti ed effettivamente erogati nell'anno dagli enti creditizi convenzionati e per un terzo sull'ammontare del fondo rischi.".

EMENDAMENTO soppressivo totale LA SPISA - OPPI - VARGIU - CAPELLI - LADU - MURGIONI - GALLUS - CONTU - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 7 ter

L'articolo 7 ter è soppresso. (42)

EMENDAMENTO sostitutivo totale SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA

Art. 7 ter

Il testo dell'emendamento n. 113 è così sostituito:

"2 bis. A valere sulle disponibilità sussistenti nel conto dei residui della UPB S07.038 (cap. 07136) una quota pari a euro 4.000.000 è destinata alla concessione di contributi alle imprese artigiane, ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale n. 51 del 1993.". (162)

EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA

Art. 7 ter

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

"2. bis. È disposto lo spostamento di euro 4.000.000 di cui all'impegno n. 2309/art del 9.12.2002 gravante sul capitolo 07136-00 UPB S07.038 "Contributi in conto occupazione alle imprese artigiane per l'assunzione di apprendisti (legge regionale 13 agosto 2001, n. 12)" da iscrivere in conto competenza sul Cap. 07130-00 UPB S07.038 "Versamenti ai fondi costituiti per la concessione di contributi in conto capitale alle imprese artigiane (comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, e lettera b) dell'articolo 8 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4)" per l'esercizio 2006.". (113).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Signor Presidente, l'articolo 7 ter, introdotto dalla Commissione, sostituisce la formulazione dei commi 3 bis e 3 ter dell'articolo 12 della legge numero 51 del 1993 sui contributi integrativi concessi dall'Amministrazione regionale ai fondi di garanzia costituiti dalle cooperative artigiane di garanzia e dai consorzi fidi. Nella nuova formulazione dei commi 3 bis e 3 ter si indica la concomitanza di due requisiti. Un primo requisito è che i fondi di garanzia costituiti con versamenti dei soci ammontino a non meno di euro 25 mila, nel caso delle cooperative artigiane e a non meno di euro 50 mila nel caso dei consorzi fidi, il secondo requisito prevede che entrambi questi organismi dimostrino la costituzione del fondo rischio il cui ammontare non deve essere inferiore ad euro 500 mila.

Il fondo rischi è l'ammontare, come tutti sanno, del fondo a disposizione della banca per le insolvenze in base al quale la banca concede alla cooperativail finanziamento; in genere per 500 mila euro di fondo rischi, ponendo una percentuale di venti a uno, la banca finanzia fino a dieci milioni.

Ora,se una cooperativa di garanzia ha raccolto con i versamenti dei soci la somma minima richiesta, quindi 25 mila euro, ma non ha avuto partecipazioni di altri organismi, enti o soggetti, per arrivare ad una costituzione complessiva di 500 mila euro di fondo rischi, di fatto il requisito principale è insufficiente. Credo che sarebbe più corretta la formulazione che prevedesse che possano entrare nella ripartizione delle risorse le cooperative che hanno un fondo rischi di 500 mila euro, almeno 25 mila dei quali provenienti dalla partecipazione dei soci,.

Il secondo rilievo che voglio fare è sulla ripartizione dell'ammontare dei contributi tra gli aventi diritto che avviene per un terzo sulla base del capitale sociale sottoscritto e versato, per un terzo sull'ammontare dei finanziamenti garantiti ed effettivamente erogati nell'anno dagli enti creditizi convenzionati e per un altro terzo sull'ammontare del fondo rischi. A prescindere dal fatto che non è prevista nemmeno una quota di pariteticità, il che significa che le cooperative e i consorzi maggiori continuano ad avere più fondi mentre i piccoli continuano ad avere difficoltà ad aumentare il ventaglio di intervento, mi pare che manchi il parametro più importante.

Il problema che aveva portato quasi all'estinzione delle cooperative di garanzia fidi era infatti l'insolvenza. Di fatto, siccome erano pratiche di imprese artigiane, esaminate da imprenditori artigiani che formavano il consiglio d'amministrazione, quasi mai veniva espresso un parere negativo, contando sul fatto che poi comunque l'istruttoria formale approfondita l'avrebbe fatta l'istituto bancario convenzionato. La realtà è che alle banche in questo caso, se mi si passa il termine, non gliene può "fregar di meno", finché il fondo rischi presenta disponibilità concedono i fondi e poi le insolvenze arrivano a valanga.

Quindi, mi pare che l'articolo sia sicuramente da rivedere, seppure mi rendo conto che non è possibile farlo nel momento in cui si affronta questa discussione. Personalmente condivido la necessità di prestare maggiore attenzione alla questione del sostegno al credito dell'impresa artigiana che, per la sua configurazione quasi esclusiva di lavoro autonomo, ha nella mancanza di liquidità uno dei punti di maggiore criticità.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il relatore non accoglie l'emendamento numero 42, accoglie invece l'emendamento numero 162, sostitutivo dell'emendamento numero 113.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 7 ter. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 162.. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e dei relativi emendamenti:

Art. 8

Disposizioni a favore degli enti locali

1. Per la realizzazione di progetti pilota finalizzati alla progettazione del riuso turistico e del marketing e per la realizzazione di attività nei centri storici di paesi siti in prossimità della costa, è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 5.000.000; il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di urbanistica, a' termini della lettera i) dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche ed integrazioni (UPB S04.130).

2. Il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, è sostituito dal seguente:

"2. La quota del medesimo fondo destinata alle province è ripartita fra di esse sulla base dei parametri per la ripartizione delle risorse individuati dalla Giunta regionale ai sensi del comma 14 dell'articolo 1 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7.".

3. Il comma 5 dell'articolo 19 della legge regionale 2 agosto 2005, n. 12 (Norme per le unioni di comuni e le comunità montane. Ambiti adeguati per l'esercizio associato di funzioni. Misure di sostegno per i piccoli comuni), è sostituito dal seguente:

"5. Le modifiche e le abrogazioni disposte dal presente articolo entrano in vigore all'atto dell'istituzione delle comunità montane ai sensi della presente legge.".

4. Una quota fino ad euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 dello stanziamento iscritto in conto dell'UPB S04.019 (cap. 04019) è ripartita fra i comuni singoli o associati e le province che attuano processi di mobilità volontaria e di riorganizzazione per l'inserimento nelle proprie dotazioni organiche del personale delle comunità montane che cessa per effetto dell'applicazione della legge regionale n. 12 del 2005. I contributi sono commisurati al 50 per cento dell'entità degli oneri corrispondenti alle unità assorbite.

5. Il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1, è sostituito dal seguente:

"2. è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 3.000.000 per la concessione di contributi a favore degli enti locali che hanno già attivato la raccolta differenziata e provvedono, in tutto o in parte, allo smaltimento dei rifiuti urbani mediante l'utilizzo di impianti di incenerimento e termovalorizzazione, sulla base dei quantitativi dei rifiuti urbani conferiti nel corso dell'anno precedente. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale ai sensi della lettera i) dell'articolo 4 della legge regionale n. 1 del 1977 (UPB S05.021).".

6. I beni contenuti nella parte prima dell'ottavo elenco annuale dei beni immobili regionale alienabili, di cui alla delibera della Giunta regionale n. 7/12 del 21 febbraio 2006 sono trasferiti, in deroga alle norme di cui alla legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35, ai comuni interessati al prezzo simbolico di euro 1 ciascuno.)

EMENDAMENTO soppressivo parziale MORO - ARTIZZU - LIORI - SANNA Matteo - DIANA - MURGIONI - GALLUS - OPPI - LA SPISA - VARGIU - CAPELLI - CONTU - LADU

Art. 8

Il comma 3 dell'articolo 8 è soppresso. (80)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MORO - ARTIZZU - LIORI - SANNA Matteo - DIANA - GALLUS - MURGIONI - OPPI - LA SPISA - VARGIU - CAPELLI - CONTU - LADU

Art. 8

Lo stanziamento di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 di cui al comma 4 dell'articolo 8 è rideterminato per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 in euro 3.000.000.

Copertura finanziaria

in aumento

UPB S04.019

Cap. 04019-00

2006 euro 1.000.000

2007 euro 1.000.000

2008 euro 1.000.000

in diminuzione

UPB S03.006

2006 euro 1.000.000

2007 euro 1.000.000

2008 euro 1.000.000. (79)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 8

Al comma 4, ultimo capoverso, la cifra del 50 per cento è sostituita dal 100 per cento. (109)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MORO - ARTIZZU - LIORI - SANNA Matteo - DIANA - GALLUS - MURGIONI - OPPI - LA SPISA - VARGIU - CAPELLI - CONTU - LADU

Art. 8

La percentuale dei contributi di cui al comma 4 dell'articolo 8 è rideterminata nel 90 per cento.

I maggiori oneri, da determinare, vanno a valere sull'UPB S04.019 - cap. 04019-00. (82)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - MARROCCU - BIANCU - PORCU - LICHERI

Art. 8

Il comma 5 dell'articolo 8 è sostituito dal seguente:

"5. Il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1, è sostituito:

"è autorizzata per l'anno 2006 la spesa di euro 3 milioni per la concessione di contributi a favore degli enti locali che abbiano attivato la raccolta differenziata, raggiungendo nell'anno 2005 percentuali non inferiori al 10 per cento e che provvedono allo smaltimento dei rifiuti urbani mediante l'utilizzo di impianti di incenerimento e termovalorizzazione. Nella ripartizione di terrà conto del costo sostenuto al termovalorizzatore, dei quantitativi conferiti nell'anno precedente e, a titolo di premialità, dell'assenza di penali dal 31 agosto 2005, relative al mancato raggiungimento della percentuale sulla raccolta dell'umido.

Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale ai sensi della lettera i) dell'articolo 4 della legge regionale n. 1 del 1977 (UPB 305.021).". (151)

EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - LA SPISA - LADU - GALLUS - MURGIONI - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 8

Nel comma 1 dell'articolo 8 dopo le parole "nei centri storici di paesi siti in prossimità della costa" sono aggiunte le seguenti parole "e nelle zone interne della Sardegna soggette a vincoli e limitazioni paesaggistiche e/o di particolare interesse storico o archeologico". (40)

EMENDAMENTO aggiuntivo MORO - ARTIZZU - LIORI - SANNA Matteo - DIANA - MURGIONI - GALLUS - OPPI - LA SPISA - VARGIU - CAPELLI - CONTU - LADU

Art. 8

Dopo il comma 2 dell'articolo 8 è aggiunto il seguente comma:

"2bis. L'articolo 19 della legge regionale 2 agosto 2005, n. 12, è soppresso.". (81)

EMENDAMENTO sostitutivo totale SECCI - MARROCU - BIANCO - PORCU - LICHERI - BALIA - CALLEDDA - SANNA F.

Art. 8

L'emendamento 132 è sostituito dal seguente:

L'Assessore regionale dei lavori pubblici è autorizzato al trasferimento del patrimonio IACP destinato a uso pubblico ai comuni e alle province che ne facciano richiesta al prezzo simbolico di 1 euro.

Il provvedimento motivato di trasferimento è trasmesso alla Commissione consiliare competente per la presa d'atto. (160)

EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Francesco - CALLEDDA - SABATINI - UGGIAS - CUCCA

Art. 8

Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

"6 bis. È autorizzato il trasferimento alla Provincia di Carbonia - Iglesias dei seguenti beni immobili di proprietà dell'Istituto autonomo case popolari (IACP) della Provincia di Cagliari, siti nel Comune di Carbonia e destinati all'uso pubblico di istituti scolastici, al prezzo simbolico di 1 euro:

a) edificio sito in via Mazzini n. 39 e 41;

b) edificio sito in via Lubiana n. 27;

c) edificio sito in via Caresias n. 2;

d) edificio sito in piazza Repubblica n. 213.

È autorizzato il trasferimento dei seguenti beni immobili di proprietà dell'Istituto autonomo case popolari (IACP) della Provincia di Cagliari, siti nel territorio dei Comune di Carbonia al medesimo comune al prezzo simbolico di 1 euro:

a) i seguenti fabbricati adibiti ad uso pubblico:

- immobile adibito a Museo comunale sito in via Campania;

- immobile adibito a Centro aggregazione Cortoghiana, sito in viale Savoia n. 19, Cortoghiana;

- immobile adibito a Centro aggregazione sito in via Satta n. 151, Carbonia;

b) le seguenti aree:

- area distinta in catasto al foglio 28 mappale 1473 parte (zona antistante ufficio di collocamento via Dalmazia) per la realizzazione di un parcheggio ad uso pubblico;

- area distinta in catasto al foglio 23 mappali 166, 854 (ex 167), 161 (area adiacente Stadio comunale, compresa tra lo Stadio comunale e la via Costituente) per la realizzazione di un parcheggio ad uso pubblico;

- area compresa tra Monte Rosmarino, via Tirso e canale "Cannas Acque Alte" per la realizzazione di un parcheggio ad uso pubblico;

- area distinta in catasto al foglio 28 mappali 1530 e 105 (area compresa tra via Marche e via XVIII Dicembre) per la realizzazione di un parcheggio ad uso pubblico;

- area compresa tra la via XVIII dicembre e Corso Iglesias (adiacente Tribunale) per la realizzazione di un asse viario;

- area ingresso Carbonia (rotonda ingresso) per la realizzazione di un intervento di miglioramento della viabilità;

- area distinta in catasto al foglio 28, mappale 1189 parte (area adiacente alla scuola media via Balilla) per la realizzazione di edifici ad uso pubblico;

- aree comprese tra la via Dalmazia e via della Stazione, per la realizzazione di servizi pubblici di quartiere;

- aree comprese tra via Stazione e Strada statale 126 (adiacenti alle aree dei Mercati generali ingrosso), per la realizzazione di servizi pubblici;

- reliquiati IACP limitatamente stradelli ovvero strade di collegamento tra la viabilità esterna e gli IACP.

Con uno o più decreti del Presidente della Regione, da emanarsi in esecuzione delle disposizioni del presente articolo, sentiti, per quanto di rispettiva competenza, la Provincia di Carbonia-Iglesias, il Comune di Carbonia e lo IACP, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, viene stabilito il trasferimento dei beni e dei rapporti giuridici attivi e passivi ad essi inerenti e definite le modalità per la relativa consegna.". (132).)

PRESIDENTE. Poiché non vi sono iscritti a parlare sull'articolo e sugli emendamenti,per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo sugli emendamenti numero 80, 79, 82, 40, 81. Invita al ritiro degli emendamenti numero 109, e 151, in relazione a quest'ultimo si ritiene migliore il testo esitato dalla Commissione, . Nel caso venisse mantenuto il parere sul 151 è negativo. Si invita anche al ritiro dell'emendamento numero 132 qualora non venga approvato l'emendamento numero 160, che lo sostituisce e sul quale il parere è chiaramente positivo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta, il cui parere è conforme a quello del relatore, ritira l'emendamento numero 109 proponendo di cassare l'ultimo periodo del comma 4 dell'articolo. La motivazione della richiesta è semplice; poiché si tratta di un richiamo all'esigenza di attivare mobilità volontarie, è del tutto evidente che la commisurazione del contributo non può essere stabilito preventivamente perché ci sono enti locali che essendo in carenza di organico possiedono già a copertura finanziaria per poter provvedere. Quindi servirà regolamentare l'uso di queste risorse in rapporto all'assorbimento da parte degli enti locali di questo personale in mobilità.

PRESIDENTE. . Metto in votazione l'emendamento numero 80. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 79. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 82. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 151 è stato ritirato. Mettiamo in votazione l'articolo 8 accogliendo, se non ci sono opinioni contrarie, la proposta emendativa dell'Assessore che cassa dal comma 4 dell'articolo le seguenti parole: "I contributi sono commisurati al 50 per cento delle entità degli oneri corrispondenti alle unità assorbite".

. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 81. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 160. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, vorrei un chiarimento. Nel testo dell'emendamento si dice che: "L'assessore regionale dei lavori pubblici è autorizzato al trasferimento…"; Il termine "è autorizzato" significa che l'Assessore regionale è tenuto a trasferire ai comuni e alle province che ne facciano richiesta, o significa che l'Assessore regionale sceglie che cosa rispondere ai comuni e alle province che ne facciano richiesta?

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA Gian Valerio, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. L'obiezione necessita di una precisazione. L'Aula è sempre reiteratamente sottoposta alle esigenze di trasferire immobili di proprietà dello IACP destinati ad uso pubblico (stiamo parlando di scuole, infatti, ho precisato "destinati ad uso pubblico"), agli enti locali che ne devono legittimamente avere la gestione e la cura. Ora, per evitare di reiterare con l'emendamento numero 132 la solita procedura, posto il fatto che con l'articolo 8 la Regione trasferisce ai comuni interessati beni immobili a prezzo simbolico, quindi superando i vincoli posti dalla legge numero 35 citata nel medesimo articolo, non soggiacendo a procedure valutative dal punto di vista del valore dell'immobile, proprio perché si tratta di beni destinati ad uso pubblico, si autorizza l'Assessore dei lavori pubblici su richiesta degli enti locali. Quindi ci deve essere una motivata richiesta e deve essere motivato il provvedimento dell'Assessore, al fine di attivare un processo indiretto di controllo, che deve essere comunicato alla Commissione consiliare competente per la sua presa d'atto. Quindi c'è un processo di valutazione anche della congruità del trasferimento, però, ripeto, legato esclusivamente alla destinazione pubblica di questi immobili.

PRESIDENTE E' in votazione l'emendamento numero 160. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

A seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 160 decade l'emendamento numero 132.

Passiamo all'articolo 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti:

Art. 9

Conservatoria delle coste

1. La Regione promuove la valorizzazione delle coste dell'Isola con studi e ricerche finalizzati alla tutela attiva secondo i principi dello sviluppo sostenibile; per tale finalità è autorizzata, per l'anno 2006, la spesa di euro 500.000 (UPB S01.077).)

EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - LA SPISA - LADU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - OPPI - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 9

L'articolo 9 è soppresso. (43)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale ATZERI - SCARPA

Art. 9

Sostituire le parole da "l. La Regione" sino alle parole "sviluppo sostenibile" dell'articolo 9 con il seguente testo:

"1. La Regione istituisce la Conservatoria delle coste.

2. La Conservatoria definisce i criteri della gestione integrata delle coste della Sardegna, nel rispetto dei principi di cui al Piano paesaggistico regionale, alle vigenti norme statali e alle raccomandazioni europee in materia.

3. La Conservatoria svolge in particolare le seguenti attività:

a) definizione di piani di gestione e acquisizione di terreni e immobili siti nella fascia costiera;

b) progettazione integrata del patrimonio costiero, affidato ai Comuni e ad altri soggetti pubblici e privati;

c) programmazione, monitoraggio e coordinamento delle politiche di gestione integrata costiera e delle trasformazioni territoriali.

4. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale definisce con proprio decreto, sentito il parere della Commissione consiliare competente, le modalità e le procedure relative all'operatività della Conservatoria.

5. Per le finalità di cui ai commi precedenti è autorizzata, per l'anno 2006, la spesa di euro 500.000 (UPB S01.077).". (14).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana che illustra l'emendamento numero 43. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Dispiace che non sia presente l'onorevole Maninchedda il quale, visto che si interessa molto di conservare il patrimonio ambientale della Sardegna, probabilmente avrebbe avuto parole di conforto per questo emendamento. L'onorevole Maninchedda ha citato infatti un esempio molto preciso che ormai è conosciuto, credo, da tutti. Ma non ha citato altri interventi che, proprio in questi giorni, si stanno realizzando, grosso modo nella stessa zona menzionata nel suo intervento. Si tratta di opere che stanno deturpando letteralmente il paesaggio, la flora, addirittura il mare. Sembrerebbe che la Sardegna stia diventando come l'Olanda, che è l'unica nazione in Europa il cui territorio aumenta anziché diminuire, Questo è un fatto stranissimo per la Sardegna che è una terra antica, sottoposta all'erosione marina e a quella delle intemperie, mentre l'Olanda non ha questo problema, anzi ha il problema contrario, quindi aumenta la sua estensione, la sua superficie "rubando" spazi al mare da destinare alla coltivazione di colture particolari, e alla costruzione di infrastrutture.

Ovviamente il termine "rubare al mare" in Olanda è forse un termine non troppo corretto, si utilizza una parte delle superfici marine per realizzare delle opere utili al conseguimento di certi obiettivi. In Sardegna questa operazione mal si presta ad essere portata avanti, soprattutto in presenza di un articolo di questo maxi collegato che vorrebbe istituire la Conservatoria delle coste. Da un lato vogliamo conservare e dall'altro stiamo deturpando e per una volta tanto non si parla della Costa Smeralda, si parla di altre realtà. E mi risulta che nessuno sia andato a verificare se questi interventi siano stati sottoposti a verifiche e controlli.

Mi risulta invece che nelle settimane passate qualcosa come 150 o 200 alberi secolari di ginepro siano stati estirpati. Pensate che estirpare un solo albero di ginepro vuol dire creare dei danni incalcolabili. Nella località di cui parlo sembrerebbe che le ruspe abbiano fatto scempio, dico sembrerebbe perché ancora non ho avuto modo di avere tutta la documentazione, appena l'avrò ovviamente ne farò l'uso che ne deve fare un consigliere regionale, in modo che tutti quanti sappiano chi ha dato le concessioni, chi ha firmato, chi ha sottoscritto e quali siano gli interessi che si muovono dietro questa grande iniziativa turistica. È chiaro che poi se qualcuno ha chiuso gli occhi le bende dei mori di Sardegna dovranno funzionare in un certo senso.

Nel momento in cui abbiamo predisposto l'emendamento numero 43 la situazione era parzialmente conosciuta, ma che questo emendamento sia provocatorio credo lo abbiano capito tutti. Infatti, mentre all'articolo 9 si dice che la Regione promuove la valorizzazione delle coste dell'Isola con studi e ricerche finalizzate alla tutela attiva secondo i principi dello sviluppo sostenibile e che per tale finalità è autorizzata per l'anno la spesa di euro 500.000 (siamo stati bassi questa volta, non abbiamo autorizzato grandi risorse), quindi stiamo istituendo la Conservatoria delle coste, sulla base dei bei principi ispiratori di questo articolo, in una bella parte della Sardegna che si affaccia su coste appartenenti ai nostri cugini francesi si svolge uno scempio incalcolabile; e io domando con l'avvallo di chi, nell'interesse di quali persone, di quali imprenditori, di quali società? Di chi ha comprato, di chi ha venduto, di chi ha buttato giù e di chi, guarda caso, probabilmente ha lasciato in piedi un qualcosa?

Per quale motivo votare un articolo come questo? E' veramente un volerci prendere per degli allocchi, per delle persone che vivono in un altro mondo! Io non vivo in Olanda, io vivo in Sardegna e ho la fortuna di viverci da quasi 600 anni documentati, per cui mi porto appresso tutta una storia, una tradizione, una cultura! Quei ginepri che sono stati estirpati probabilmente 600 anni fa c'erano già, eppure tutti i sardi, quando demoliscono le case dei centri storici che si vorrebbero recuperare, conservano anche le parti infinitesimali dei ginepri che una volta si usavano per sostenere i tetti, i solai.

Quindi, abbiamo testimonianze di questo ginepro che vive da mille anni, da duemila anni in Sardegna, ovviamente è un ginepro secco, ma noi abbiamo la fortuna, in Sardegna, di avere boschi interi di ginepri,sia di ginepro marino che di ginepro delle zone interne. Abbiamo due fattispecie e quella di cui sto parlando è la fattispecie di ginepro marino, che è ancora più raro, è ancora più da salvaguardare, e invece in Sardegna, mentre noi siamo qua, accade anche questo.

Documenterò le cose che sto dicendo, le documenteremo con fotografie, con rilievi, con copie delle autorizzazioni e delle concessioni, con tutto ciò che è necessario per dimostrare ancora una volta che probabilmente neanche la presenza di un ambientalista convinto come il presidente Soru riesce a far sì che questa Regione punti in tutte le circostanze ad uno sviluppo sostenibile, alla salvaguardia del capitale ambientale, tutte belle parole, roboanti, tutte quante, ma poi accade, non nel 2003, non alla fine del 2003 o anche all'inizio del 2004, accade nel 2006 e sta accadendo in queste ore questo danno ambientale e tutti tacciono!

Si è taciuto anche sulle questioni sollevate dall'onorevole Maninchedda che avrebbero meritato, per quanto mi riguarda, una sospensione immediata dei lavori per verificare se quanto detto - e non compiutamente - dall'onorevole Maninchedda corrisponda al vero.

Se la situazione descritta è reale credo che il residente Soru dovrebbe chiedere all'Aula di sospendere i lavori perché, sì, è bello istituire la Conservatoria delle coste, non c'è dubbio, ma ci sono argomenti molto più importanti, ci sono i lavoratori dell'antincendio che aspettano risposte per esempio, ci sono altri articoli decisamente importanti, ci sono tre articoli che sono stati stralciati e sui quali non stiamo discutendo, discuteremo la settimana prossima, e nessuno di questi articoli però ha la valenza e la portata politica, e non solo politica, delle dichiarazioni dell'onorevole Maninchedda.

Allora, credo che sarebbe stato opportuno che il presidente Soru, presente in Aula, e lo ringrazio per essere presente, avesse chiesto all'Aula di sospendere i lavori per affrontare questi problemi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Pur nell'assottigliarsi del tempo e del numero delle persone presenti in quest'Aula non si può tacere su questo articolo che istituisce la Conservatoria delle coste. Io, continuando il ragionamento dell'onorevole Diana, vorrei concentrare l'attenzione sul testo, nella stesura del proponente e in quella esitata dalla Commissione che ha una formulazione molto diversa.

L'articolo, così come inizialmente proposto, prevedeva l'istituzione della Conservatoria allo scopo di provvedere alla gestione integrata delle coste dell'Isola, nel rispetto del Piano paesaggistico regionale, e si autorizzava una spesa annua di 500.000 euro per una serie di attività e di funzioni quali l'acquisizione in gestione di terreni e immobili ricadenti nella fascia costiera (dotazione finanziaria fin troppo ristretta); progettazione e gestione integrata del patrimonio costiero affidata alla Conservatoria anche in compartecipazione con altri soggetti pubblici e privati; programmazione, monitoraggio e coordinamento delle politiche di gestione integrata costiera e delle trasformazioni territoriali. Strumentalmente a queste funzioni fondamentali, principali e corpose alla lettera d) si prevedeva anche l'utilizzo delle risorse, 500.000 euro, per studi, ricerche, informazione e prodotti della tutela attiva delle coste.

Dal testo del proponente arriviamo al testo esitato dalla Commissione, votato dalla maggioranza, in cui rimangono i 500.000 euro, ma delle funzioni previste rimane solo l'ultima e cioè studi, ricerche e informazioni. Che cosa è accaduto? Il progetto ci risulta che sia stato non voluto, non concordato, non condiviso dalla stessa maggioranza che evidentemente ha lasciato cadere tutte le grandi proclamazioni di intenti fatte nei mesi precedenti; quel che rimane però è una delle costanti di questa Amministrazione regionale, di questa maggioranza, di questo Governo regionale e cioè il generoso finanziamento di studi e ricerche.

Vorremmo capire, saremmo molto curiosi di sapere come verranno utilizzati questi soldi; crediamo però che, come minimo, bisognerebbe modificare la rubrica dell'articolo. Non si capisce infatti come possa chiamarsi "Conservatoria delle coste" l'articolo 9, visto che si tratta semplicemente di un comma che finanzia studi e ricerche sul problema della valorizzazione delle coste dell'Isola. È ben poca cosa rispetto alle grandi promesse che avete fatto, ma non è l'unico caso in cui in questi vostri due anni di Governo viene verificato e riscontrato in quest'Aula questo decadimento delle intenzioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Effettivamente non c'è molto da aggiungere a quanto hanno puntualmente rilevato i colleghi Diana e La Spisa, però forse noi siamo abituati in quest'Aula a parlarci sempre con un linguaggio da politici, allora io vorrei cercare, se è possibile, pur essendo tra politici, di utilizzare un linguaggio di più immediata comprensione ragionando per punti di semplicità estrema e magari anche di corta durata.

Non è la prima volta che in quest'Aula parliamo di Conservatoria delle coste, non è la prima volta che i giornali, i mass media si occupano della Conservatoria delle coste; conseguentemente tutti quanti noi siamo andati a vedere i modelli di riferimento, in particolare il modello corso privilegiato dal presidente Soru e dalla Giunta. Naturalmente ci siamo fatti un'idea di che cosa sia questa Conservatoria delle coste.

Bene, voi ritenete che una cosa seria come la Conservatoria delle coste non richieda lo sforzo di elaborazione di un disegno o di una proposta di legge, a seconda che lo voglia presentare la Giunta o la maggioranza consiliare, che consenta di discutere sull'argomento per una settimana e poi ci faccia partire sul serio la Conservatoria delle coste, anziché citare la Conservatoria delle coste in alcune leggi senza che veda effettivamente la luce?

Anche questo articolo 9 accende in persone, che esaminassero superficialmente questo testo, delle speranze e delle aspettative che poi sono di fatto fondate sulle sabbie mobili; si legge il titolo: "Conservatoria delle coste", si pensa che se n'è già parlato e che lo si è già scritto in altra legge, si pensa che ci siano gli strumenti per farla funzionare, che ci sia scritto cosa è, come deve avere il patrimonio che le serve per poter esplicitare la sua azione di acquisizione delle coste, cioè che si parli sul serio della Conservatoria delle coste.

Poi bisognerebbe, come ha suggerito l'onorevole La Spisa, operare un raffronto tra il testo pervenuto in Commissione, testo già povero, carente e senza costrutto, assolutamente non adeguato agli obiettivi, perché stanziare 500.000 euro per la Conservatoria delle coste significa sostanzialmente non stanziare niente, e il testo finale; io chiederei a questo punto ad un collega del centrosinistra di alzarsi, di prendere il microfono e dire: "Vargiu, ti sbagli; non è vero, hai capito male. Il testo finale è l'autorizzazione di una consulenza, nel senso che noi riteniamo che autorizzare una consulenza da un miliardo di lire, o 500.000 euro che dir si voglia, sia meritevole di un articolo di legge e sia meritevole di un articolo di legge che pomposamente prende il nome di 'Conservatoria delle coste'". Io credo che sia mortificante! Presidente Soru, credo che per lei sia mortificante! La mia posizione politica, che è differente dalla sua, ovviamente mi mette in condizione di contestare e di non essere d'accordo su una parte delle cose che lei fa. Sulla Conservatoria delle coste sarei stimolato a ragionare, mi sembra un'intuizione sulla quale valga la pena di riflettere, allora lei non si sente mortificato che un'idea stimolante, sulla quale vale la pena di riflettere, sulla quale vale la pena di coinvolgere intelligenze, di stimolare ragionamenti, di avere intuizioni alte, di essere appassionati di politica, venga poi liquidata in un articoletto di cinque righe in cui per legge si autorizza quello che si poteva fare con un semplice atto normativo, con una determinazione del dirigente?

C'è un gruppo di esperti (che siano tre, cinque, due, sette, che siano amici del centrosinistra, del centrodestra, non mi interessa), che dà una consulenza e a questa consulenza noi, in maniera illustre, quasi che volesse accendere sentimenti, passioni, che però non ci sono - perché non c'è il tanto dentro l'articolo della legge - diamo il nome di "Conservatoria delle coste"! È questo che poi riduce la possibilità di confronto tra la maggioranza e la minoranza, cioè il fatto che anche sulle cose su cui sarebbe bello, desiderabile, appassionante, ragionare e discutere, in realtà non c'è niente da ragionare e discutere perché si dice che c'è la montagna, in realtà c'è il topolino, quindi non si può discutere della cima e della vetta se siamo a livello del mare, non si può discutere della Conservatoria delle coste se in realtà stiamo discutendo di una consulenza che verrà affidata, con la discrezionalità giusta che la Giunta deve avere, a degli esperti i quali fra sei mesi, fra un anno, fra due anni, ci diranno qualcosa di illustre sulla valorizzazione delle coste dell'Isola, con studi e ricerche finalizzate, eccetera, eccetera, eccetera.

Io credo che sia mortificante per tutti noi iniziare a parlare di una struttura che sembra essere davvero importante per la nostra terra, che sembra aprire prospettive di confronto, di discussione, di dibattito, anche al nostro interno, ma in maniera costruttiva, per fare qualcosa per il futuro che non si è fatto nel passato, e poi alla fine scoprire che non c'è bisogno di discutere, che non c'è niente da discutere perché in realtà l'argomento che è celato da un titolo roboante, da un grande annuncio, da uno spettacolo di fuochi d'artificio è come lo spettacolo dei fuochi d'artificio: finisce con l'ultimo fuoco d'artificio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Signor Presidente, l'articolo 9, nel testo della Commissione, è nient'altro che un emendamento presentato dalla quarta Commissione, della quale io faccio parte, e condiviso dalla maggioranza e dalla minoranza. Ovviamente c'è stato un momento di confronto, è stato fatto un ragionamento sul testo che era stato proposto all'attenzione della Commissione.

La Conservatoria delle coste viene istituita con delibera di Giunta il 9 marzo del 2005. Nella delibera la Giunta individua un comitato di indirizzo interassessoriale e un comitato scientifico, nonché un Servizio allocato presso la Presidenza della Regione; indica una serie di ambiti operativi e di finalità e quindi, riprendendo l'argomento con la delibera 36/1 del 26 luglio 2005, delibera di approvare il piano di attività del Servizio della Conservatoria delle coste così come rappresentato e, in particolare, di dare mandato al Presidente perché individui i componenti del comitato scientifico nel numero massimo di cinque, secondo i criteri espressi nella precedente deliberazione 9/2 del 9 marzo 2005, di dare inoltre mandato al Presidente perché coordini l'attività di elaborazione e di predisposizione del disegno di legge regionale istitutivo del conservatore delle coste della Sardegna. Questo è il contenuto della delibera del 26 luglio.

La Commissione, , nel momento in cui si esaminava un articolo che, di fatto, nei punti a), b), c) e d) anticipava degli obiettivi che, per espressa volontà della Giunta, dovevano comunque scaturire da un disegno di legge della cui predisposizione era incaricato il Presidente, tenendo conto che più volte questo Consiglio ha palesato l'intenzione di non rinunciare alla propria prerogativa di legiferare, ha ritenuto più serio, più corretto, più coinvolgente dell'intera Assemblea attendere il disegno di legge. Con questo articolo ha comunque creato un momento di attenzione attorno alla Conservatoria, ma ha preferito rinviare a quel momento il coinvolgimento del Consiglio in una discussione sicuramente difficile e complessa e piena di risvolti che non possono essere racchiusi nei quattro punti a), b), c), d), indicati nel testo dell'articolo 9 proposto dalla Giunta.

D'altra parte la Commissione ha anche ritenuto che la proposta di soppressione dell'articolo 9 non fosse rispondente al convincimento, trasversalmente presente tra le forze politiche dell'Assemblea, che sia utile ed opportuno, oltre che necessario, che la Sardegna istituisca una Conservatoria delle coste che serva a tutelarle, a proteggerle e ad utilizzarle nei limiti di uno sviluppo sostenibile.

Quindi, di fatto, l'emendamento della Commissione quarta, poi accolto in Commissione terza, tendeva a racchiudere in quelle cinque righe una formulazione che ci sembrava rispettosa del principio di Conservatoria delle coste. Quindi si è scritto: "La Regione promuove….", e vorrei sottolineare che è stato cambiato un verbo, da provvede a promuove, proprio perché ci si stava limitando ad indicare una manifestazione di principio del funzionamento corretto di una Conservatoria regionale, "…la valorizzazione delle coste dell'Isola con studi e ricerche finalizzate alla tutela attiva, secondo i principi dello sviluppo sostenibile". Non so se poi ci sia riuscita totalmente, però quello che la Commissione, unitariamente, almeno per quanto a me è sembrato di capire, intendeva dire era che riconosceva il principio, lo condivideva, però riteneva necessario che la definizione di questo delicatissimo aspetto avvenisse attraverso il normale iter parlamentare e cioè attraverso l'esame, la definizione, se necessario la modificazione, in parte oppure no, del disegno di legge che la Giunta con la delibera del 26 luglio si era impegnata a presentare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Signor Presidente, signori consiglieri,, intervengo esclusivamente nel merito di questo articolo. Intanto mi fa piacere apprendere che tutti gli oratori, anche quelli della minoranza, si sono espressi nella necessità di avere pienamente operante in Sardegna un qualche istituto che tuteli, che salvaguardi, che valorizzi le nostre coste; un istituto simile ad altri già operanti in diversi paesi, come la Conservatoria delle coste francesi, il National Trust inglese, e altri analoghi.

E' stato detto che forse è stata un'intuizione felice di questa maggioranza, come altre ce ne sono state che poi devono essere effettivamente portate a compimento. Sappiamo tutti che il lavoro della politica, il nostro lavoro qui in Consiglio regionale, non è dei più semplici e spesso tra l'intuizione, la volontà e l'effettiva esecuzione di una volontà possono passare molti mesi, qualche volta passano anche diversi anni, delle volte ne passano talmente tanti che nel frattempo ci siamo dimenticati della volontà, oppure la volontà ha perso di importanza e ha perso di momento.

La Conservatoria delle coste è una felice intuizione, oggi condivisa da più parti, condivisa anche da chi mi ha preceduto. Chi mi ha preceduto diceva: "E' importante oggi parlare di Conservatoria delle coste, visto che nel frattempo si stanno comunque facendo degli scempi ambientali davanti alle coste corse?". Se si fanno degli scempi ambientali forse non è importante parlare oggi della Conservatoria? Mi sembra un po' incongruente, sarebbe come dire: "Non dobbiamo parlare di polizia perché ci sono i ladri". A maggior ragione, poiché ci sono i ladri dobbiamo parlare di polizia e dobbiamo parlarne più speditamente e più in fretta, e con maggiore convinzione.

Proprio perché eventualmente ci sono degli scempi dobbiamo parlare della Conservatoria delle coste che può essere uno degli strumenti per una politica complessiva sulle coste, insieme al Piano paesaggistico, insieme ad una giusta vigilanza ambientale ed urbanistica. Quindi, è prezioso, è importante, parlare di Conservatoria delle coste.

Per quanto riguarda gli scempi ambientali che poi verranno documentati con fotografie, eccetera, io non li conosco. Già altre volte in quest'Aula ho sentito parlare di scempi ambientali documentati con fotografie che si sono manifestati per quello che poi erano: niente! Staremo a vedere questa volta, sicuramente è importante averne parlato e quindi mi farò parte attiva di promuovere immediatamente un'ispezione del servizio di vigilanza urbanistica e ambientale.

Cosa voleva essere questo articolo 9? Esattamente questo: abbiamo avuto una bella intuizione che ci permette nelle more della discussione e approvazione del disegno di legge previsto, di iniziare sommessamente a fare qualcosa. Il senso di questo articolo 9 è proprio questo: in attesa di una legge abbiamo istituito, come ricordava l'onorevole Cuccu, il Servizio Conservatoria delle coste presso la Presidenza. È composto da un dirigente, e credo abbia una persona che lo aiuti, per iniziare a fare qualcosa.

Che cosa può fare? Intanto l'inventario dei beni regionali perché la Regione ha beni sulle coste attraverso SBS, l'ERSAT, le ex società minerarie, spesso sono abbandonati da molti anni, possiamo iniziare ad immaginare qualche progetto di utilizzo, secondo i principi dello sviluppo sostenibile. Possiamo vedere se magari non si possa immaginare qualche progetto pilota di miglior tutela e valorizzazione di questo patrimonio regionale. Questo sì, in attesa che in futuro, con una legge di più ampio respiro, si trovi anche il modo di finanziare questa legge e piano piano acquisire al patrimonio pubblico tratti di costa di particolare pregio.

Tenete presente che in altri Paesi esteri la maggior parte del territorio costiero appartiene ormai al patrimonio pubblico, quindi sarebbe auspicabile che gradualmente anche in Sardegna possa avvenire una cosa di questo genere.

Quindi, si tratta di iniziare a fare delle cose, con pochi mezzi, anticipando i tempi più ampi, necessariamente dovuti per l'approvazione di una legge compiuta. La Giunta cercherà di essere più veloce e proporrà lei il suo disegno di legge, ci abbiamo già lavorato, ce l'abbiamo pronto, qualche volta non siamo particolarmente felici di presentare un altro disegno di legge perché ce ne sono tanti e c'è un certo ingorgo di leggi che dovrebbero portare a termine una felice intuizione ed eseguirla, quindi anche per questo forse non l'abbiamo ancora fatto, però nel frattempo pensavamo fosse prezioso iniziare a fare delle cose e pur nella diversa articolazione dell'articolo 9 queste cose possiamo iniziare a farle.

Verificare attentamente quindi il nostro patrimonio regionale; vederne la consistenza; fare in modo che nessuno continui a venderlo in maniera strana, come è capitato anche nel recente passato; fare in modo che nessuno lo occupi abusivamente, come è capitato da decenni; fare in modo che questo bene possa essere valorizzato e nel frattempo avviare qualche esperimento come per esempio il progetto di sviluppo sostenibile che si sta avviando nelle vecchie proprietà dell'ERSAT sulla costa di Pula.

Io posso assicurare che non c'è nessuna consulenza dietro e posso promettere che non chiederemo nessuna consulenza, ma andremo avanti con le capacità della Regione e degli uffici dell'Urbanistica che nel frattempo hanno accresciuto la loro esperienza in questo anno di progettazione del Piano paesaggistico regionale.

Quindi, credo che sia importante approvare questo articolo ed è un passo avanti che la Regione fa nella tutela e nella valorizzazione delle coste. E' la prima Regione d'Italia che lo fa ed è un buon segno, qualche volta la nostra Regione, come potrebbe essere in tantissime occasioni, è prima e fa anche da battistrada rispetto ad altre Regioni. Ecco perché sono 'orgoglioso di ricordare una cosa che certamente non sarà sfuggita a nessuno di voi: l'Organizzazione per le Nazioni Unite ha lanciato due settimane fa un allarme sul fatto che il Mediterraneo sia a rischio;un'agenzia dell'ONU si è posta l'obiettivo, entro il 2007, di approvare un trattato internazionale tra tutti gli Stati costieri che si ispirerà alla legge sulla salvaguardia delle coste approvata da questo Consiglio regionale.

E devo anche dire che l'assessore Sanna in questo momento non c'è perché è stato chiamato a presentare una relazione in un convegno delle diverse Regioni del Mezzogiorno d'Italia, laddove c'è interesse nelle Regioni del Mezzogiorno d'Italia a portare avanti dei progetti del tutto analoghi o simili a quelli che hanno ispirato il Piano paesaggistico regionale. Cito fra tutte la Regione Sicilia, governata dal centrodestra, il cui Assessore del turismo, o dell'ambiente espresso da Alleanza Nazionale ha promosso un progetto simile al nostro.

Alle dichiarazioni dell'onorevole Maninchedda, che in questo momento non c'è,in un primo momento avevo deciso di non rispondere, poi però è stato richiamato che questo luogo, essendo il Parlamento dei sardi, merita la massima attenzione ed il massimo rispetto; ed allora per il rispetto e per l'attenzione verso questo luogo, più che per quelle parole, all'onorevole Maninchedda vorrei dire che a nessuno di noi farebbe piacere che qualcuno ci dicesse: "Per carità, onorevole Maninchedda, taccio di dire tutto quello che so su di lei". Questo lo dico anche a lei, onorevole Vargiu. Entrambi direste subito: "No, calma, che cosa sai su di me?". Oppure, per il rispetto verso quest'Aula, direi che tutti quelli che sanno qualcosa la dicano, per iscritto, in modo chiarissimo. A chi ha parlato di una legge con nomi e fotografie,. chiedo quali sono i nomi e quali sono le fotografie perché io non conosco né nomi, né volti So che questa Giunta ha mille difetti, io stesso li rappresento tutti, mille incapacità, siamo indietro su tante cose, ma una cosa so: stiamo perseguendo unicamente obiettivi e interessi generali e non si stanno facendo favoritismi, non c'è la piuma con i forti e la frusta con i deboli, la Giunta adotta un solo peso e una sola misura per tutti !

L'onorevole Maninchedda concludeva il suo intervento chiedendo di fare piazza pulita nell'Assessorato dell'ambiente e nell'Assessorato del lavoro. Io non darei un giudizio così disastroso di nessuna parte dell'Amministrazione regionale, intanto per il rispetto che ho per la gran parte di chi vi lavora, e poi perchè non si può fare piazza pulita in quanto i dirigenti regionali quelli sono e non si possono nemmeno rimuovere dal loro incarico. Forse grazie a qualche norma che approveremo oggi sarà più facile rimuoverli dal loro incarico e quindi sollecitarli a prestare una maggiore attenzione alle loro azioni.

E' vero che la Giunta è responsabile di un maggior controllo, ma questo controllo lo stiamo attuando e mi sembrava precisa la risposta dell'Assessore dell'ambiente che invito tutti quanti a leggere. Se qualcuno ha altre storie, io lo invito a renderle manifeste perché seminare veleni non è una cosa né nobile né giusta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri che illustrerà l'emendamento numero 14. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, il presidente Soru ha contribuito a creare ancora più confusione perché confrontando questo articolo "plasmoniano" presentato dalla Giunta, dove sforzandosi un po' ritrovavamo quella filosofia ricca di richiami e di petizioni altisonanti che ancora una volta il presidente Soru ci ha trasfuso, con quello esitato dalla Commissione, siamo di fronte a una dieta forzata e viene vanificato tutto quel percorso.

Perché se è vero che alla fine del 1800 gli inglesi avevano adottato questo strumento prezioso come porcellino in terracotta dove conservare tutti i beni, i risparmi della comunità, e poi i francesi nel '75 con ottimi risultati hanno adottato questo strumento, e lo stesso presidente Soru, lo ricordava l'onorevole Cucca, con delibera marzo 2005 riteneva indispensabile dotarsi di uno strumento del genere, noi Sardisti abbiamo presentato questo emendamento per rafforzare l'idea originaria di istituire questa Conservatoria, perché al di là del club dei maligni, nel vedere il testo definitivo si pensa al solito "consulentificio".

Questi 500 mila euro servono esclusivamente per studi e ricerche finalizzate. Certo, ci sono colleghi che pare abbiano la vocazione a fare gli ispettori ambientali, mentre io sono fermo alla mia prospettiva naif, ricordando i casotti da dove a quest'ora fuoriusciva un profumo di malloreddus con salsiccia, non ho questa fantasia a cui lei ci ha richiamato. Se ho argomenti validi mi rivolgo alle autorità competenti e non trasformo quest'Aula in una bolgia di insinuazioni, anche abbastanza terribili.

Con questo emendamento intendiamo restituire alla Regione sarda uno strumento indispensabile che, l'abbiamo visto in altri paesi, ha un ruolo fondamentale, perché la Conservatoria non deve limitarsi solo ad affidare a professionisti autorevolissimi, rispettabilissimi, studi e ricerche, ma deve definire piani di gestione, acquisizione di terreni e immobili, progettazione integrata del patrimonio costiero, programmazione, monitoraggio e coordinamento delle politiche di gestione integrali: cose importanti. Ecco perché siamo rimasti sinceramente un po' stupiti nel vedere quest'articolo subire questa dieta impressionante e volevamo solo contribuire a dotare la Regione di uno strumento che riteniamo importantissimo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo sia sull'emendamento 43 che sull'emendamento 14, ritenendo, in riferimento a quest'ultimo, per le ragioni esposte in diversi interventi. che sia più corretta la stesura dell'articolo 9 adottata dalla Commissione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Colleghi, il Consiglio è convocato mercoledì 26 alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 14 e 23.



Allegati seduta

CLXXVI Seduta

Venerdì 21 aprile 2006

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 9 e 33.

OrrU', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 11 aprile 2006 (170), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Salvatore Serra, Ignazio Artizzu, Paola Lanzi, Renato Cugini, Roberto Capelli, Gianluigi Gessa, Gerolamo Licandro e Beniamino Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta del 21 aprile 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Data la scarsa presenza di consiglieri in Aula sospendo la seduta sino alle ore 10 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 35, viene ripresa alle ore 10 e 05.)

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Giovanni Moro ha chiesto congedo per la seduta odierna. Poichè non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 216/A.

E' in votazione l'emendamento numero 24 sul quale era stata chiesta la votazione nominale, richiesta reiterata dal consigliere La Spisa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 24.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Giorico e Caligaris hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: MURGIONI - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GIAGU - GIORICO - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SORU - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SANNA Matteo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 45

astenuti 3

maggioranza 23

favorevoli 3

contrari 42

(Il Consiglio non approva).

Sospendo l'esame dell'articolo 5 in quanto strettamente collegato con gli articoli 2 3 e 4 precedentemente sospesi. L'esame dei suddetti articoli è rinviato a mercoledì della prossima settimana con l'eventuale presentazione, prima dell'inizio della seduta, di emendamenti agli emendamenti presentati dalla Giunta.

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Disposizioni in materia di contabilità

1. Nell'articolo 56 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e successive modificazioni ed integrazioni, sono introdotte le seguenti modifiche:

- nel comma 3 le parole "venti giorni" sono sostituite con le parole "quindici giorni" e l'espressione "gli stessi devono avere regolare corso" è sostituita con "gli stessi devono essere registrati";

- il comma 5 è sostituito dal seguente:

"5. La Ragioneria generale provvede, entro i successivi quindici giorni dalla data di registrazione dell'atto di impegno di cui al comma 2, al controllo di legalità contabile. Tale controllo è diretto esclusivamente a verificare la legittimità dell'impegno a' termini dell'articolo 40. Nel caso in cui la Ragioneria riscontri vizi di legittimità contabile nell'atto ne dà comunicazione al soggetto emittente, che dispone circa il seguito da dare allo stesso atto, all'organo gerarchicamente superiore nonché al competente organo politico. La Giunta regionale può limitare il controllo di cui al comma 5 a specifiche categorie di atti da individuarsi secondo criteri di campionamento, stabiliti dalla Giunta medesima.".

2. Per le spese effettuate a valere sui conti detenuti dalla Regione presso la Tesoreria centrale dello Stato, la Ragioneria generale provvede, sulla base del programma di riparto delle risorse a favore del settore sanitario effettuato con delibera della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessorato competente in materia di sanità, a contabilizzare il relativo impegno e il relativo accertamento e ad effettuare il pagamento mediante commutazione in quietanza d'entrata da imputarsi ai competenti capitoli di bilancio regionale.

3. Nell'ambito dei vigenti sistemi di pagamento è ammessa l'utilizzazione da parte del Presidente, degli Assessori, dei dirigenti e dipendenti dell'Amministrazione regionale, delle carte di credito per il pagamento delle spese dagli stessi sostenute per missioni in territorio nazionale ed estero. La Giunta regionale, con propria delibera adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di personale, disciplina le procedure per la rendicontazione ed il controllo sull'utilizzo della carta di credito. Per le finalità di cui al presente comma è stipulata apposita convenzione secondo le indicazioni contenute nel comma 2 dell'articolo 5 del decreto ministeriale 9 dicembre 1996, n. 701, e successive modifiche ed integrazioni; le spese per l'acquisto delle carte di credito e quelle accessorie sono imputate ai competenti capitoli di spesa relativi alle missioni.

4. La Ragioneria provvede all'incasso delle somme riscosse a titolo di deposito provvisorio, qualora le stesse, decorsi i termini di giacenza previsti dal decreto ministeriale 30 giugno 1939 (Istruzioni generali sui servizi del Tesoro), dovessero risultare, in tutto o in parte, ancora presenti su tale conto.

5. La Tesoreria regionale, tenuto conto dei termini di cui al comma 4, provvede a trasmettere alla Ragioneria gli elenchi dei depositi provvisori, articolati per tipologia, dei quali non risulti effettuata la restituzione.

6. I servizi competenti per materia sono informati, a cura della Ragioneria, affinché procedano allo svincolo per i depositi provvisori cauzionali, alla richiesta motivata di mantenimento del deposito per i depositi provvisori per concorrere alle aste, ovvero, producano tutti gli elementi utili all'eliminazione del deposito.

7. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione senza che i medesimi servizi abbiano provveduto a quanto richiesto, la Ragioneria generale procede all'accertamento e al versamento in conto entrate del bilancio regionale dei depositi provvisori dei quali non risulti, in tutto o in parte, effettuata la restituzione, nel termine di sei mesi, se trattasi di depositi per concorrere alle aste e, nel termine del secondo esercizio successivo a quello in cui vennero effettuati, per tutti gli altri.

8. In sede di prima applicazione la Ragioneria procede al versamento d'ufficio di tutti i depositi provvisori derivanti da titoli di spesa non andati a buon fine provenienti dall'esercizio 2004 e precedenti (UPB E01.081).

9. Le somme per le quali si è provveduto all'incasso possono, su richiesta dell'avente diritto e previa verifica della sussistenza del credito, essere riassegnate ai competenti capitoli di spesa, mediante utilizzo del fondo di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983.

10. La competenza in materia di entrate relative ad assegnazioni statali è attribuita all'Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio; restano fermi, in capo ai competenti Assessorati, gli adempimenti necessari all'effettiva acquisizione delle entrate medesime.)

PRESIDENTE. .

Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti :

Capo II

Disposizioni per favorire lo sviluppo economico

Art. 7

Agenzia regionale di promozione economica
"Sardegna Promozione"

1. È istituita l'Agenzia governativa regionale denominata "Sardegna Promozione", agenzia regionale di promozione economica per il coordinamento, la gestione delle attività di promozione economica e il sostegno della capacità di esportazione e penetrazione dei prodotti sardi nei mercati esterni, con personalità giuridica di diritto pubblico nonché autonomia regolamentare, organizzativa, contabile, finanziaria e gestionale. L'Agenzia promuove l'immagine unitaria della Sardegna, fornisce servizi nei processi di internazionalizzazione, coordina programmi di marketing territoriale, promuove, tutela e salvaguarda l'artigianato tipico tradizionale; realizza, inoltre, tutte le azioni ad essa delegate dalla Giunta regionale dirette a perseguire le proprie finalità statutarie. L'Agenzia, articolata nell'area di promozione e internazionalizzazione e in quella di promozione degli investimenti, è regolata da un apposito statuto, approvato con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta congiunta degli Assessori competenti per materia, previo parere della Commissione consiliare competente che deve essere espresso entro venti giorni decorsi i quali il parere si intende acquisito, col quale sono disciplinate l'organizzazione della struttura operativa e il funzionamento degli organi.

2. L'Agenzia è soggetta alle disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998, e successive modifiche ed integrazioni, ed è inserita nel comparto di contrattazione del personale dell'Amministrazione e degli enti disciplinato dalla medesima legge.

3. L'Istituito sardo per l'organizzazione del lavoro artigiano (ISOLA) è soppresso. Le funzioni e i compiti svolti dall'ISOLA in materia di promozione e commercializzazione dei prodotti dell'artigianato tipico, tradizionale ed artistico, sono trasferiti all'Agenzia "Sardegna Promozione"; le altre attività e competenze sono svolte dall'Assessorato competente per materia. Con decreto del Presidente della Regione, previa conforme deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi su proposta dell'Assessore competente entro trenta giorni dall'approvazione della presente legge, sono nominati un commissario liquidatore ed un collegio sindacale. Entro trenta giorni dalla nomina il commissario liquidatore presenta alla Giunta regionale, per il tramite dell'Assessore competente, un programma di liquidazione. Dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino all'approvazione del programma della gestione liquidatoria sono sospese tutte le procedure eventualmente in atto per la vendita dei beni immobili dell'ente. Alla cessazione della gestione liquidatoria dell'ISOLA, l'Amministrazione regionale succede in tutti i rapporti di carattere finanziario o patrimoniale di cui l'ISOLA era titolare e negli obblighi derivanti da contratti, convenzioni o da disposizioni di legge. Il personale inquadrato nell'Amministrazione regionale è iscritto al Fondo integrativo del trattamento di quiescenza (FITQ) al quale, a cura della gestione liquidatoria, sono versate le quote rivalutate dei contributi, a carico dell'Amministrazione e del dipendente, provenienti dal fondo integrativo dell'ente soppresso.

4. Il personale del BIC Sardegna con contratto a tempo indeterminato e nelle categorie non dirigenziali, in servizio alla data del 31 dicembre 2005, può essere inquadrato nell'Agenzia "Sardegna Promozione" subordinatamente al superamento di apposite procedure concorsuali, nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative in materia.

5. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo sono valutati in euro 5.000.000 annui (UPB S07.013).)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LA SPISA - SANNA Matteo - MORO - ARTIZZU - LIORI

Art. 7

Il comma 3 dell'articolo 7 è soppresso. (38)

EMENDAMENTO soppressivo parziale ARTIZZU - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - LA SPISA - LADU - GALLUS - MURGIONI - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 7

Al comma 4 dell'articolo 7 dopo le parole "Sardegna promozione" il rimanente testo è soppresso. (45)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LA SPISA - SANNA Matteo - MORO - ARTIZZU - LIORI

Art. 7

Il comma 4 dell'articolo 7 è sostituito dal seguente:

"Il personale del BIC Sardegna è inquadrato nell'Agenzia "Sardegna promozione".". (37)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANNA Francesco - CUCCA - SABATINI - MANCA - SANNA Simonetta - UGGIAS - CUCCU

Art. 7

Il comma 4 è così sostituito:

"4. Il personale del BIC Sardegna inquadrato giuridicamente nelle categorie non dirigenziali con contratto a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2005 può essere inquadrato nell'Agenzia "Sardegna promozione" subordinatamente al superamento di apposite procedure concorsuali, nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative in materia.". (154)

EMENDAMENTO modificativo CUCCU Giuseppe - CUCCA - UGGIAS - SANNA Francesco - SABATINI

Art. 7

Nel comma 4, dopo le parole "...contratto a tempo determinato, ..." sono aggiunte le seguenti: "determinato, co.co.co...."; le parole "...alla data del 31 dicembre 2005..." sono sostituite dalle seguenti: "...alla data del 1 dicembre 2005....". (133)

EMENDAMENTO aggiuntivo BALIA - MASIA

Art. 7Al comma 1 dell'art. 16, dopo le parole "... promozione economica ..." sono aggiunte le parole "assistenza tecnico-artistica alle aziende artigiane". (149)

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 7

Al comma 1 dell'articolo 7 «Agenzia regionale di promozione economica "Sardegna promozione"» dopo le parole "l'artigianato tipico tradizionale" aggiungere "ed artistico". (7)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - LADU - MURGIONI - GALLUS - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 7

Nel comma 1, dopo le parole "...artigianato tipico tradizionale..." sono aggiunte le parole: ", anche attraverso l'assistenza tecnico-artistica alle aziende artigiane". (44)

EMENDAMENTO aggiuntivo PISU - DAVOLI - URAS

Art. 7

Dopo il comma 4 è introdotto il seguente comma:

"4 bis. Il personale del BIC con contratto a termine o atipico, impegnato nella attuazione di progetti a titolarità pubblica è mantenuto in servizio con il trattamento economico e giuridico del personale di pari qualifica delle strutture regionali o degli enti locali presso le quali operano, per un periodi di 24 mesi e comunque fino alla esecuzione integrale degli interventi ai quali sono preposti. Le amministrazioni interessate attuano il presente comma con proprio provvedimento nell'ambito delle proprie disponibilità finanziarie.". (90). )

PRESIDENTE..

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris che illustrerà anche l'emendamento numero 7. Ne ha facoltà. Ricordo ai colleghi consiglieri che chi volesse intervenire deve iscriversi a parlare nel corso del primo intervento.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento numero 7 è stato necessitato da un evidente errore di scrittura. Si parla, infatti, nell'articolo di artigianato tipico tradizionale, ma manca l'espressione "artistico". Colgo però l'occasione per sottolineare un aspetto che a me sembra rilevante proprio parlando di artigianato tipico tradizionale ed artistico. Per la prima volta, e indubbiamente se ne sentiva la necessità, con "Sardegna Promozione" si esce da una concezione atomistica, parcellizzata dell'isola per abbracciarne la totale realtà, la sua interezza. Sardegna è, quindi, in ogni produzione: dal tappeto agli orecchini di filigrana ma anche nell'olio, nel formaggio, nello zafferano. È una nuova visione unitaria dell'isola che contempla ogni suo specifico aspetto e lo valorizza sia come particolare che come elemento generale di una terra nella sua completezza.

Formulo però l'auspicio i che l'Agenzia possa avvalersi di produzioni in grado di soddisfare sempre il mercato sia sul piano quantitativo che qualitativo. Sappiamo infatti che uno dei limiti che ha caratterizzato finora le produzioni è stato quello di non poter soddisfare pienamente e completamente le necessità del mercato. E' un aspetto delicato ma importante per consentire alla Sardegna di affermarsi. Sono però necessarie politiche di incentivazione alle produzioni e di tutela con un apposito marchio, in modo da contribuire a rafforzare l'identificazione dei nostri prodotti e battere la concorrenza, interna ed estera, che si fa sempre più agguerrita e che minaccia gli sforzi per difendere l'identità e valorizzare le nostre produzioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, questa è un'altra perla, una di quelle iniziative che lascerà il segno e inciderà chissà quanto profondamente sull'economia della Sardegna. La soppressione dell'ISOLA era l'obiettivo principale, perseguito dal presidente Soru inizialmente con il commissariamento dell'ente che il TAR, come tutti ben sanno, ha ritenuto illegittimo contraddicendo per l'ennesima volta la Giunta regionale. Non si capisce per quale motivo la Regione Sardegna abbia speso dei danari pubblici per affrontare il giudizio di fronte al TAR, a seguito del ricorso presentato dagli amministratori, visto che in tempi brevissimi il Consiglio regionale avrebbe dovuto esaminare il maxi collegato che all'articolo 7 (sarà sicuramente approvato) prevede appunto lo scioglimento dell'ISOLA. Un'operazione trasparente, legittima, alla quale nessuno si sarebbe potuto opporre; no, bisognava perseguire, perseguitare, come è solito fare il presidente Soru, gli amministratori nominati dalla maggioranza di centrodestra. E' un accanimento che non riusciamo a comprendere.

Questa operazione ha chiaramente comportato dei costi, mentre questa Giunta regionale vorrebbe passare nella conoscenza dei posteri come un'amministrazione che spende meno rispetto a quelle che l'hanno preceduta, che non sperpera o che non dovrebbe sperperare. Ma voi sapete benissimo, cari colleghi, che questa Giunta regionale per mettere in piedi questo articolato (non lo diciamo noi, ma ci viene riferito in Aula dagli stessi Assessori non in confidenza, è la realtà, lo dicono in maniera palese) ha commissionato studia fior di consulenti che hanno fornito supporto tecnico-giuridico.

Ripeto, quindi, perché spendere ulteriori risorse per commissariare l'ISOLA quando già dal mese di novembre ne era previsto lo scioglimento nel maxi collegato?.

Ma, poiché è chiaro che da questo articolato non si evince in quale modo l' Agenzia "Sardegna Promozione" si caratterizzi come soggetto indispensabile e fondamentale per risolvere i problemi dell'artigianato in Sardegna, mi pare anche strano che i sardi possano avere la certezza che "Sardegna Promozione" sarà l'organismo giusto, corretto ed efficace per far sì che i prodotti tipici artigianali, artistici, abbiano un mercato. Ha fatto bene la collega Caligaris a introdurre il termine "artistico", perché se ci appiattiamo su una produzione artigianale tipo Prato o tipo Calenzano o tipo mercato cinese siamo perdenti su tutti i fronti.

E' necessario quindi caratterizzare i nostri prodotti con un marchio che altri non possono e non debbono avere;e questo era lo scopo dell'ISOLA, ma non è questo il momento per discutere se abbia lavorato bene o male per raggiungerlo.

Al comma 4 poi, improvvisamente, si parla del BIC, un altro organismo che si deve punire, di questo si tratta, perché non c'era bisogno di inserirlo in questo contesto; ma del BIC se ne può fare a meno? Può darsi che se ne possa fare a meno, però non capisco per quale motivo il personale debba essere penalizzato in questo modo e neanche perché alcune figure professionali debbano avere un certo riconoscimento e altre figure professionali no.

Il comma infatti recita: "Il personale del BIC Sardegna con contratto a tempo indeterminato e nelle categorie non dirigenziali…", ma guarda un po'! Presidente Soru, perché mai questa categoria non dirigenziale deve essere discriminata? Perché ha un contratto privatistico, è per questo? Allora lei mi dovrebbe spiegare per quale motivo tutti i dirigenti che erano in capo agli Enti provinciali per il turismo, sua sponte, per decisione solo sua, sono stati trasferiti agli enti locali, in questo caso le Province, mantenendo il ruolo di dirigente. La regola o vale per tutti o non vale per nessuno, non si possono fare figli e figliastri!

Io non conosco i dirigenti del BIC, non so neanche se ne ce siano, ma dalla lettura dell'articolo direi che ci sono altrimenti non sarebbero stati menzionati. Guarda caso, invece, le figure che probabilmente hanno caratterizzato anche in termini, io credo, positivi l'operato del BIC, quelle vengono escluse, non si dice che per loro si adopererà la Giunta o chi per essa, l'Assessore, a trovare una soluzione, no! Quelle sono persone che per quindici anni, vent'anni, hanno lavorato all'interno di una struttura regionale, ma arriva il presidente Soru…! Ovviamente io faccio riferimento a lei perché è il Presidente, è comunque il responsabile dato che chi presenta questo disegno di legge è la Giunta regionale da lei presieduta.

Io credo che l'operazione prevista in questo comma non sia un'operazione corretta, credo che non sia un'operazione legittima e che si presterà anche questa ad una serie di ricorsi. La prima cosa che mi viene da pensare è che si vuole penalizzare e punire qualcuno, ed è questa l'interpretazione comune a chiunque legga questo testo. Possibile che la Giunta regionale non abbia dato questa stessa interpretazione ? A questo punto o non l'ha data, o non la vuole dare, e allora vale la mia affermazione che si vuole penalizzare e punire qualcuno.

Gli oneri di questo articolo sono valutati in cinque milioni di euro annui. Io sfido chiunque a spiegare come verranno spesi questi cinque milioni di euro sulla base del contenuto dell'articolo, dal comma 1 al comma 5. Non si parla di personale se non di quello del BIC che, guarda caso (l'onorevole Caligaris è andata via) con l'artigianato e con la promozione ha un rapporto molto distante perché finora si è occupato sempre d'altro; conosciamo infatti benissimo qual è il lavoro del BIC e quindi sappiamo anche qual è l'impostazione professionale dei dipendenti del BIC. Stanziamo cinque milioni di euro su questo articolo quando il terzo comma è dedicato completamente alla soppressione dell'ISOLA, il quarto comma è dedicato completamente allo smantellamento del BIC, il quinto comma sono gli oneri, cinque milioni di euro, il secondo comma detta le disposizioni relative alla legge 31 quindi non risolve nessun problema; il tutto si limita al comma 1 che istituisce l'agenzia governativa regionale denominata "Sardegna Promozione" e ne elenca i compiti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'articolo 7 prevede, così come l'articolo 1, una nuova agenzia regionale; altre leggi approvate in questo Consiglio regionale in questa prima parte della legislatura hanno previsto l'istituzione di nuove agenzie. Noi crediamo che, in parte l'abbiamo detto discutendo l'articolo 1, a due anni ormai dall'insediamento di questo Consiglio regionale e dopo due anni, quindi, di attività di governo, si possa già tracciare un primo bilancio su questa attività e, in particolare, sull'azione riformatrice svolta dall'amministrazione regionale e dagli enti strumentali, al fine di valutare quale livello di novità, di efficienza, di capacità di incidere sull'economia sia stato raggiunto.

Io credo che il primo bilancio non sia certamente positivo. Stando anche alle dichiarazioni rese prima e dopo la campagna elettorale del 2004, in due anni si sarebbe dovuto già imprimere un'accelerazione nel processo di sostegno allo sviluppo economico, supportando tutti i settori coinvolti nella produzione, dalla ricerca alla commercializzazione. Noi, per l'ennesima volta, stiamo vedendo soltanto un'intenzione: dopo due anni si istituisce un'agenzia chiamata "Sardegna Promozione" di cui si intravedono vagamente i connotati, le funzioni, la struttura, la modalità di azione, gli obiettivi. Per ora noi in questo articolato vediamo soltanto un nome, uno dei tanti trovati dal governo regionale in questi due anni. Nulla da dire sul nome, "Sardegna Promozione", che fotografa perfettamente quello che può essere un obiettivo sicuramente importante: la promozione economica, il coordinamento, la gestione dell'attività di promozione e di sostegno alla capacità di esportazione e penetrazione dei prodotti sardi nei mercati esterni, eccetera, eccetera.

Voi avete trovato una realtà, quella rappresentata dall'istituto regionale e dai suoi enti, che è stata costruita nel corso di non pochi decenni, con una stratificazione spesso confusa, disomogenea, con dei tentativi iniziati, alcuni percorsi, altri in qualche modo inariditi, persi in qualche strada che non ha dato grandi risultati. Però credo che noi e tutti i sardi, ci aspettassimo da un'azione di governo enfaticamente proposta come un'azione di forte discontinuità rispetto al passato, la creazione di un sistema in grado di imprimere una velocità diversa al raggiungimento di obiettivi diversi.

A distanza di due anni noi vediamo soltanto che viene aperta una nuova scatola, di cui non percepiamo ancora le reali caratteristiche; voi nell'articolo rinviate a uno statuto che la Giunta regionale approverà con propria deliberazione, ma al momento non capiamo i rapporti tra questa agenzia e tutte le diverse ramificazioni delle attività produttive, perchè nel primo comma si fa riferimento in particolare alla promozione, tutela e salvaguardia dell'artigianato tipico tradizionale ma non si parla del rapporto con altre attività produttive (industriali, agricole, dei servizi).

In riferimento al settore dell'artigianato nello stesso articolo si avanza anche una proposta operativa, forse l'unica, che ricalca le altre portate avanti in questi mesi di governo da Presidente, Assessori e maggioranza: la cancellazione dell'esistente. Avete brillato molto per la messa in opera di un'azione determinata, in certi casi fino all'accanimento, naturalmente nei confronti di alcuni soggetti, e questo certamente è il caso dell'ISOLA.

Il collega Diana ha già descritto il percorso effettuato, condivido totalmente le suo valutazioni, conosciamo ciò che viene cancellato e sappiamo anche che questo Istituto viene cancellato con un'azione anche maldestra, visto che lo stesso Tribunale Amministrativo Regionale ha dato ragione ai ricorrenti riguardo al commissariamento; la "furia commissariatrice" in questi mesi si è scatenata, ed è veramente l'unica azione forte portata avanti da questa Giunta.

Noi non vediamo che cosa state costruendo, spero che lo facciate vedere a tutta la Sardegna, noi per ora vediamo soltanto quello che in maniera confusa, certamente in maniera disomogenea, ma su alcune cose direi invece in maniera chiaramente lucida, state cancellando.

Il quarto comma, l'abbiamo detto anche in Commissione, lo ribadisco, sembra stilato avendo di fronte didascalie e fotografie di persone che vengono premiate e di persone che vengono castigate. I lavoratori sardi in questa opera, cosiddetta riformatrice, per voi non sono uguali. Ci sono lavoratori che vengono salvati e immessi nell'amministrazione regionale, ci sono lavoratori, categorie, che vengono trattate in modo totalmente diverso; questo è il caso certamente, già citato dal collega Diana, dei rappresentanti della funzione dirigenziale del BIC che vengono esclusi dall'inquadramento.

Noi ci chiediamo se la Sardegna meritasse davvero questo cosiddetto rinnovamento, noi ci chiediamo se quello che voi volete raggiungere è uno sviluppo che, così come ha detto il vostro leader nazionale, tende davvero a pacificare, a unire, o se invece voi non vogliate rinnovare punendo qualcuno, ovviamente seguendo i criteri arbitrari propri ormai del potere esecutivo che dimostra di saperli e volerli usare con molta decisione, rispetto all'obiettivo molto più grande della costruzione di un sistema razionale.

Noi abbiamo proposto degli emendamenti per tentare di correggere alcune storture; nel corso dei lavori in Commissione non abbiamo notato alcuna disponibilità a cercare almeno di comprendere le ragioni contenute nei nostri emendamenti che abbiamo riproposto in quest'Aula. Andando avanti così pensiamo che si possano aprire soltanto nuovi fronti di contenzioso, certamente non pensiamo si possa costruire una valida alternativa per il futuro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, se il clima, tutto sommato sereno e rilassato, nel quale si sta svolgendo la discussione odierna consente una battuta direi che forse la Giunta regionale, forse il Consiglio, forse il Presidente del Consiglio bene avrebbero fatto a spostare anche l'articolo 7 tra quelli che devono essere trattati nella giornata di mercoledì, perché l'argomento "aeronautico" ricorre anche nell'articolo 7. Anche questo articolo rappresenta, purtroppo non è possibile non dirlo, l'ennesimo dirigibile che viene messo in quota da questa amministrazione regionale, l'ennesima riforma annunciata di cui nei prossimi mesi sarà difficile cogliere i contorni e verificare il modo in cui procederà.

Colleghi del centrosinistra, dopo due anni di governo il nostro pensiero è volto a capire - e aspettiamo risposte che se non volete dare a noi dovrete dare comunque fuori da quest'Aula - quale sia il progetto complessivo che avete in mente per sostituire ciò che man mano state smantellando. Questa appendice di Finanziaria attualmente in discussione assomiglia, da questo punto di vista, alla Finanziaria discussa l'anno passato: le demolizioni continuano.

Sono demolizioni lucide, sono, lo dico con partecipazione al vostro lavoro, in parte condivisibili, perchè quando voi dite che l'ISOLA, in questo caso, non è più adeguata, o che l'ESIT o gli EPT o gli enti dell'agricoltura non sono più adeguati al ruolo per cui sono stati pensati, è difficile darvi torto; però non è neanche possibile sostituire all'esistente un'intuizione, scrivere, come si è fatto nel comma 1 di questa legge, il contenuto dell'intuizione e, una volta scritto il contenuto dell'intuizione, fermarsi, aspettare, lasciare che in futuro si faccia l'opera di ricostruzione.

Una casa dove andare a dormire è comunque necessario averla, quindi possiamo dire che la casa dove dormiamo adesso è inadeguata dal punto di vista igienico, ci piove dentro, ci sono gli spifferi e non è la casa che nel 2006 i sardi sognano di avere, ma nel frattempo che voi edificate la casa nuova, ammesso che abbiate le idee chiare su come deve essere costruita la casa nuova, i sardi dove vanno a dormire? Nel frattempo che voi chiudete la formazione professionale, nel frattempo che portate il vostro attacco alla scuola non statale, nel frattempo che chiudete l'eolico anche dove non avete titolo e diritto per chiuderlo, nel frattempo che bloccate l'edilizia sia nelle zone costiere che in quelle interne, nel frattempo che chiudete gli EPT, l'ESIT, l'ISOLA, gli enti agricoli, nel frattempo che dite tutto ciò che non va bene (e su una parte di quello che dite noi vi potremmo anche seguire), diteci anche quali sono le proposte, quali sono i progetti, quali sono le realizzazioni che avete fatto in questi due anni e che hanno consentito di sostituire quello che avete chiuso, quello che avete smantellato, quello che avete detto che non funzionava. Ce lo dite? Un consigliere della maggioranza può alzarsi e dirci quali sono state le cose che oggi sono a regime, che oggi funzionano, che hanno sostituito quelle che avete, in parte legittimamente, chiuso in Sardegna?

Questo è il problema grosso che noi abbiamo oggi in discussione in quest'Aula, ma non solo in quest'Aula, è il problema sul quale ci sarà il confronto politico nei prossimi mesi, nei prossimi anni in Sardegna e sui quali verrete giudicati alla fine degli ulteriori tre anni, se tre anni saranno, di questa amministrazione regionale; e continuano ad esserci le contraddizioni e sono contraddizioni importanti, quelle sul personale per esempio, che anche altri colleghi che sono intervenuti prima di me hanno rilevato. Sono contraddizioni sostanziali, fondamentali.

Poi abbiamo ricevuto tutti, l'avete ricevuto anche voi, un richiamo da parte dei sindacati che ci chiedono di conoscere nel dettaglio la sorte del personale dell'ISOLA, siete sempre stati attenti come parte sociale, come rappresentanti di una parte sociale, alle sorti del personale dell'ISOLA su cui non sembra che i sindacati siano stati in alcun modo coinvolti. Per quanto riguarda il BIC poi, a parte la valutazione sui funzionari che vi ha fatto il collega Diana e sulla quale sarebbe interessante comunque avere una risposta, io vi faccio presente che voi tentate una sorta di "emendamento-sanatoria" di cui non si capiscono i supporti giuridici (speriamo per la correttezza della vostra azione legislativa che ci siano), sul personale a tempo indeterminato che svolge funzioni non dirigenziali.

All'interno di questo stesso articolo, all'interno dell'intero disegno di legge, ricorrono spesso le problematiche legate al personale, ma voi siete maestri della tecnica dei due pesi e delle due misure perché esistono emendamenti della minoranza, ma ne sono stati presentati anche dalla maggioranza sul personale a tempo determinato presente all'interno dell'ente, del BIC; esiste un emendamento dei colleghi di Rifondazione Comunista, esiste un emendamento dei colleghi della maggioranza con il quale si chiede che anche il personale a tempo determinato, che è in servizio al 1° dicembre del 2005, venga reinserito all'interno della struttura che sostituirà il BIC.

Il ragionamento sul personale andrebbe inserito in un disegno organico perchè noi sappiamo perfettamente che il personale a tempo determinato, che è in carico oggi negli enti regionali e nelle strutture che comunque hanno un riferimento con la Regione è una messe sostanzialmente immensa; non è possibile perciò che nei vari disegni di legge siano inseriti emendamenti o articoletti che sanano il problema a pezzettini. E' stato presentato a questo disegno di legge un emendamento che sana la posizione di 19 lavoratori impiegati presso l'Istituto zooprofilattico, ma presso questo Istituto i lavoratori a tempo determinato sono 140, non se ne possono sanare 19 e ignorare i diritti, se ci sono diritti, degli altri 120.

Un articolo prevede una sanatoria per il personale a tempo determinato dall'Agenzia regionale del lavoro, cosa è l'Agenzia regionale del lavoro? Un tempo si diceva: "I figli dell'Agenzia regionale del lavoro sono forse i figli della gallina bianca" non è possibile, vale il ragionamento che ha fatto l'assessore Pigliaru in Commissione ieri, quando ha detto che la posizione della Giunta è una posizione chiara e univoca, i lavoratori a tempo determinato sanno di essere lavoratori a tempo determinato, cioè sanno che il loro contratto di lavoro ha un inizio e un termine, dopo di che si fanno i concorsi.

Fateci sapere se questa è la posizione della Giunta regionale ma non è quella della maggioranza o se la maggioranza ritiene di aver convinto la Giunta regionale della necessità di sanare la posizione dei lavoratori a tempo determinato che magari sono da cinque, otto, dieci, quindici anni a carico della Regione. Noi su questo problema saremo disponibili a dare una mano perché può essere ragionevole inquadrare nei ruoli regionali persone che hanno costruito una loro professionalità all'interno degli enti regionali, anziché sostituirle con persone che, non conoscendo il lavoro, riporterebbero indietro di anni il livello di operatività degli enti medesimi.

Facciamo allora una ricognizione complessiva e non inseriamo due mezzi emendamenti, due pezzetti di articolo, due "arrogalla" di comma all'interno di un disegno di legge chiedendo la sanatoria "a spot" ora di questi, ora di quelli, creando dei privilegiati tra coloro che sperano in un lavoro non precario ma stabile a cui ha diritto ciascun cittadino sardo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Sanna che illustrerà anche l'emendamento numero 154. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Una breve spiegazione dell'emendamento numero 154 del quale sono firmatario. L'emendamento, sostitutivo parziale del comma 4, intende rendere più esplicito che tra i destinatari del provvedimento rientrano anche quanti potrebbero non essere materialmente in servizio, con contratto a tempo indeterminato, alla data del 31 dicembre 2005 solo in quanto beneficiano di una delle ipotesi di sospensione del rapporto di lavoro senza diritto alla retribuzione, ovvero sono in attesa della definizione giudiziaria di una controversia circa la decorrenza del rapporto di lavoro.

Quindi vengono mantenute entrambe le condizioni che politicamente la maggioranza e la Giunta hanno sottolineato e che sono la costante dei riconoscimenti che nel maxi collegato si fanno alle situazioni da definire e da consolidare; quindi in questo caso il rapporto a tempo indeterminato, la procedura di evidenza pubblica. Noi, presentatori di questo emendamento chiediamo in effetti che la norma recepisca anche eventuali provvedimenti di natura giurisdizionale che affermino l'esistenza del rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2005. La definirei una norma di natura interpretativa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, io sono del parere che se le iniziative sono utili ben vengano poiché se ne sente la necessità. Il problema è capire se questa iniziativa è inserita in un progetto organico; a mio avviso non lo è. Consideriamo innanzitutto le tre parole chiave, miracolose, che hanno caratterizzato il DPEF regionale: coesione, sviluppo e competitività; tre parole su cui si basa una filosofia di sviluppo internazionale ed europeo ma che se non coordinate in un progetto organico restano tre parole a sé stanti, roboanti e demagogiche.

Dico questo perché in questo articolo 7 si istituisce l'Agenzia "Sardegna Promozione", che senz'altro può essere uno strumento utile per lo sviluppo socio-economico della Sardegna, usando un metro diverso rispetto a quello che si è usato per istituire l'Agenzia perle entrate. Vorrei sapere cioè perché la struttura di questa Agenzia (Agenzia che ritengo utile, pur evidenziandone successivamente le carenze) viene formata sulla base della legge regionale numero 31 del '98, quindi utilizzando personale regionale, mentre il personale dell'Agenzia per le entrate, come ho rimarcato ieri, viene "pescato" all'esterno con tanto di direttori generali, di probiviri e quant' altro.

Ecco quali sono le discrasie, ecco dove diventa poco credibile l'organicità delle iniziative; se si implementano le iniziative volte al contenimento della spesa, come mai l'Agenzia di promozione economica viene strutturata utilizzando personale regionale, mentre l'Agenzia per le entrate viene strutturata utilizzando personale esterno quando all'interno della Regione, che conta quasi tre mila dipendenti, senz'altro esistono professionalità in grado di sopperire alle esigenze di entrambe le Agenzie?

Questa è una dimostrazione dell'approssimazione e della superficialità con cui si stanno affrontando tutte le problematiche proposte in questo maxi collegato, è la dimostrazione chiara che non esiste un progetto organico di sviluppo socio-economico. Non è possibile usare anche in questo caso due pesi e due misure; qual è la motivazione che giustifica la chiamata di personale esterno per l'Agenzia per le entrate e di personale già presente in Regione per l'Agenzia di promozione economica ? Questa scelta, su cui ci dovete una spiegazione, è per noi la dimostrazione della mancanza di un progetto di sviluppo univoco, organico, da articolare nei diversi settori attraverso le varie strutture che si vogliono costituire.

Guardate, se in Sardegna oggi esiste un artigianato tradizionale ed artistico competitivo e unico a livello internazionale lo si deve solo ed esclusivamente all'azione che l'ISOLA ha portato avanti, dal dopo guerra in poi, esaltando il lavoro di grandi maestri nel campo dei tappeti, della ceramica, del ferro e di quant'altro. Con un colpo di spugna si è "fatto fuori" l'ISOLA.

Bene, io posso anche ammettere che non deve chiamarsi più ISOLA ma deve pur avere un altro nome dal momento che questa Agenzia di promozione economica è istituita per " il sostegno delle capacità, di esportazione e penetrazione dei prodotti sardi nei mercati esterni…fornisce servizi nei processi di internazionalizzazione, coordina i programmi di marketing territoriale, promuove e tutela e salvaguarda l'artigianato tipico tradizionale…" e concordo sull'inserimento del termine " artistico", proposto dalla collega Caligaris, "…realizza inoltre tutte le azioni ad essa delegate dalla Giunta".

Ma chi tutela i beni ambientali, artistici, architettonici che attualmente ha la Sardegna, , l'agroalimentare, tutto ciò che allo stato esiste e che non è citato? Qual è la struttura che salvaguarderà d'ora in avanti, signori della Giunta, l'artigianato tradizionale, l'artigianato artistico, i nostri prodotti biologici, i nostri prodotti agroalimentari unici? Non è detto, si parla solo di un'Agenzia di promozione (necessaria e indispensabile come struttura di promozione economica), ma ci sono carenze su cui bisogna riflettere.

Queste sono alcune mie osservazioni su questa iniziativa che, come l'ha definita il collega Vargiu, rischia di essere un altro dirigibile mandato in quota come manovra pubblicitaria, ma che poi di fatto non si riesce a capire bene su quali basi concrete poggi; quando noi togliamo il substrato, quando noi "facciamo fuori" gli organismi che sostengono le produzioni artigianali, agroalimentari, biologiche che cosa promuoviamo all'esterno, che marketing può fare l'Agenzia quando si taglia l'ISOLA?

Io non voglio difendere l'ISOLA a tutti i costi, sinceramente non ho alcun interesse a farlo, ma quando dico che si cancella una struttura che per 50 anni ha creato, ripeto, ha creato, tutelato, difeso, migliorato il nostro prodotto artigianale e artistico, mi chiedo anche dove e chi d'ora in avanti insegnerà ai nostri giovani come e quando bisogna fare un tappeto o creare un oggetto artistico tradizionale. Che cosa promuoverà questa agenzia? I prodotti cinesi? Assessore dell'artigianato e del turismo, ci si è posti questa domanda? Perché seppure per esigenze dettate dall'avvio di una nuova politica di sviluppo era necessario "far fuori" l'ISOLA, voglio sapere chi d'ora in avanti tutelerà tutto quello che l'ISOLA ha creato.

Se noi oggi abbiamo un settore dell'artigianato competitivo lo dobbiamo all'ISOLA., L'ISOLA ha costituito in Sardegna una rampa di sviluppo socio-economico perché in tutti i paesi a tradizione principalmente artigianale, parlo di Mogoro, parlo di Bonorva, parlo di Ploaghe, parlo di Nule, parlo di Samugheo, i maestri, gli artigiani sono stati formati dall'ISOLA. Ma, se viene "fatto fuori" l'ISOLA che cosa sostituirà questa importantissima struttura? L'Agenzia di promozione? No, perché l'Agenzia di promozione promuove prodotti e fa marketing, così è detto.

Queste sono delle riflessioni oggettive, pur riconoscendo, lo ribadisco, l'importanza e l'utilità, anzi forse l'indispensabilità, di una struttura per la commercializzazione dei nostri prodotti all'esterno della Sardegna.

Concludo chiedendo perché l'Agenzia per le entrate ricorra a personale esterno mentre l'Agenzia di promozione economica sia supportata da personale regionale sulla base della legge numero 31. Assessore, dove sta allora il contenimento della spesa? Dove sta la razionalizzazione del progetto? Spiegatecelo!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras che illustrerà anche l'emendamento numero 90. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Molto brevemente, nell'articolo 7 è trattato l'argomento del recupero, attraverso procedure concorsuali, del personale del BIC. Il personale presente nelle agenzie governative come il BIC o negli enti come l'ESAF, l'EAF e altri, non è sempre assunto, tutto, a tempo indeterminato, noi abbiamo situazioni di precariato diffuso nella pubblica amministrazione. Il tentativo, secondo me maldestro, di contenere la spesa evitando le assunzioni quando sono necessarie ha determinato più confusione che benefici; questo è personale chiamato a svolgere, rispetto al personale a tempo indeterminato, funzioni aggiuntive o a realizzare progetti forse anche tra i più innovativi. In genere si tratta quindi di personale particolarmente qualificato, provvisto spesso di titoli accademici e di studio di prima qualità, che è una risorsa per la pubblica amministrazione e che quindi merita di essere considerato e utilizzato pienamente.

Noi abbiamo presentato l'emendamento numero 90 per sanare queste situazioni; ho visto che ve ne sono anche altri che mirano a ottenere lo stesso scopo, magari formulati in modo diverso, poi probabilmente nel corso del dibattito si potrà capire se l'obiettivo viene raggiunto con questo o con un altro degli emendamenti presentati, però io richiamerei l'attenzione dell'Aula, dei colleghi e della Giunta proprio su questo argomento.

Un'ultima considerazione che voglio svolgere è in ragione del disegno che è contenuto in questo collegato. Tutti i processi di riforma per capire se effettivamente promuovono davvero le riforme devono essere sperimentati. Io nell'ambito dell'amministrazione regionale ho visto avviare molti processi di riforma, alcuni si sono anche parzialmente conclusi, di altri ho visto il fallimento. Un fallimento che non sempre è stato determinato dai contenuti della proposta; qualche volta il fallimento è stato determinato da altri ragionamenti, da altre condizioni.

Nel collegato è presente un'idea, che io peraltro condivido, sul superamento dell'ente pubblico, il potenziamento degli assessorati sul piano della direzione politica e la costituzione di agenzie operative. Si fece l'Agenzia regionale del lavoro in quel contesto, si incominciò a parlare delle agenzie per l'ambiente, di agenzie per i servizi sanitari. L'Agenzia del lavoro fu mortificata per quasi un decennio, forse anche qualcosa di più, dal dualismo esistente tra l'Assessorato, la sua burocrazia e l'Agenzia quale strumento innovativo che, peraltro, attingeva il personale di direzione dall'esterno considerando che non fosse conformato alla cultura burocratica più pesante propria dell'amministrazione regionale.

Questa operazione oggi, a mio avviso, ci richiama ad essere fortemente coerenti rispetto al progetto; gli strumenti che noi dobbiamo mettere in campo devono essere conseguenti e non invece divergenti rispetto al progetto, non ci debbono essere momenti di compromesso che rischiano di pregiudicare l'operazione di riforma. Le agenzie devono godere quindi di una certa autonomia, devono poter attingere personale dall'esterno, soprattutto quello che ha professionalità e competenze specifiche che possono utilmente servire a dare forma alla struttura dell'agenzia che deve essere uno strumento operativo agile: deve agire.

In quest'ottica mi dispiace ancora di più che non sia stato accolto l'emendamento presentato da Rifondazione Comunista sull'azione anti evasione ed anti elusione fiscale da attribuire all'Agenzia per le entrate. -

L'evasione fiscale, l'elusione fiscale sono frutto di una cultura dove l'illegalità diventa valore e mette a rischio, incrina, la stabilità delle istituzioni democratiche, le rende deboli, poco credibili, lontane dal cittadino; un cittadino, badate, che vuole partecipare, un cittadino che si aspetta che lo Stato svolga bene le sue funzioni, non quelle sociali, quelle proprie dello Stato e le funzioni proprie dello Stato si pagano con il contributo di tutti proporzionalmente al proprio reddito. Combattere l'evasione fiscale significa portare il cittadino a capire pienamente l'utilità del suo contributo anche in funzione di se stesso, per la costruzione di una società armonica, priva possibilmente di ingiustizie, più efficiente, più capace, più intelligente, più contenta di se stessa.

L'unica critica che io mi sento di muovere, ma proprio perché la ritengo utile alla realizzazione che ci si propone, è che qualche volta bisogna essere più precisi nella costruzione della norma per non lasciare ambiti di ambiguità che poi ne potrebbero pregiudicarne l'operatività. Io ritengo che dobbiamo continuare questa esperienza. PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia che illustrerà anche l'emendamento numero 149. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, innanzitutto per chiarire, relativamente all'emendamento numero 149, che per un mio errore era stato attribuito ad altro articolo ma che gli uffici, giustamente, hanno ricondotto all'articolo 7. Nella sostanza l'emendamento numero 149 ripropone in termini abbastanza similari, direi, l'emendamento numero 7 dell'onorevole Caligaris e anche qualche altro che mi pare di aver letto. Si tratterà di valutare, quando si arriverà alla conclusione dell'esame dell'articolo e degli emendamenti, quale sia la formulazione più opportuna ma, in ogni caso, qualunque formulazione si utilizzi si recupera il concetto dell'assistenza tecnica all'artigianato artistico che era scomparso dalla formulazione originaria dell'articolo.

Io vorrei fare inoltre qualche considerazione sull'Agenzia quale soggetto unitario che finalmente assomma in sé funzioni prima frammentate e quindi ha una funzione di promozione economica e di sostegno ai processi di internazionalizzazione in più settori; sotto questo profilo credo che non si possa che essere d'accordo sulla filosofia della proposta e sull'obiettivo che si vuole raggiungere.

Sotto altri profili nasce invece qualche inquietudine. Intanto si parte dall'affermazione che l'ISOLA è soppresso per stabilire che entro 30 giorni dall'approvazione della presente legge si deve provvedere alla nomina di un commissario liquidatore e di un collegio sindacale che dovranno adempiere alle successive formalità. Ovviamente l'artigianato è uno dei settori importanti del nostro sistema economico, all'interno dell'artigianato tradizionale c'è il comparto dell'artigianato artistico che custodisce anche un patrimonio di inestimabile valore.

L'artigianato artistico è fatto di sapere, di conoscenze, di arte, di cultura che parte dalle nostre radici e rappresenta in qualche modo la memoria storica di un popolo, il nostro. Dal punto di vista economico il comparto è costituito da circa500 imprese con circa 1300 addetti e un volume d'affari quantificabile intorno ai 40 milioni di euro.

Io credo perciò che non dobbiamo commettere errori. Allora è anche legittimo, consentitemi onorevoli colleghi della Giunta, onorevoli Assessori, porsi qualche dubbio, qualche domanda. Forse è vero che il processo riformatore, se lo si vuole portare a compimento, necessita obbligatoriamente di una accelerazione dei ritmi; forse è anche vero che è difficile studiare le riforme ma lasciare poi scorrere i tempi e attuarle dopo anni. Se è comprensibile l'esigenza della Giunta regionale di avviare un processo riformatore per via accelerata, va sottolineato che la via accelerata, molto spesso, astrae dall'esigenza di varare una legge di riforma completa e organica e riconduce il processo riformatore all'interno di un unico articolo fatto di più commi.

Comprendo l'utilità, comprendo l'esigenza, comprendo gli obiettivi di una accelerazione delle riforme, però consentitemi di avanzare qualche preoccupazione; l'accelerazione qualche volta comporta infatti anche errori di percorso, c'è il rischio che non si perseguano tutti gli obiettivi, che rimangano sul tappeto problemi legati al personale rispetto ai quali dovremo dare successivamente risposte.

L'istituzione dell'Agenzia prevede un accorpamento di funzioni, presumibilmente non solo all'interno di un unico organismo, ma con una concentrazione territoriale che non è ancora individuata e che non sappiamo cosa comporterà rispetto al personale in forza oggi nell'ISOLA. Si comprende tutto, tutto è giusto e tutto è utile, però io vorrei che l'Assessore del turismo, cui mi rivolgo nello specifico, promuovesse una indagine e ci riferisse, nel più breve tempo possibile, sullo stato di attuazione del processo riformatore che voi avete avviato e che questo Consiglio regionale ha avvallato con un voto finale relativamente ad Enti provinciali per il turismo e Aziende di soggiorno.

Per intenderci, vorrei conoscere, e credo che sia utile, se quelle funzioni vengono ugualmente svolte oggi con la stessa efficacia ed efficienza di allora, chi le svolge, che fine abbia fatto il personale di quegli enti e chi, al di là delle competenze che sono transitate nell'Assessorato, di fatto se ne stia occupando; inoltre, se chi se ne occupa oggi sia congruente con chi se ne è occupato prima. Avere queste informazioni ci permetterà di dire che se un processo riformatore, pure accelerato, dà risultati positivi allora vale la pena di perseguirlo e, se sarà il caso, piano piano di introdurre eventuali e successivi adattamenti.

Se però le risposte non dovessero essere conseguenti, allora dovremmo adottare un processo riformatore più attento, più ponderato, più meditato, forse più lungo ma alla fine più utile e produttivo. Io, poiché non conosco i dati non posso esprimermi, però in maniera molto amichevole li sollecito e spero che arrivino nel più breve tempo possibile.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, se la questione in gioco non fosse drammaticamente seria verrebbe da domandarsi se la Regione, predisponendo un domani una guida delle proprie attività, avrebbe il dilemma se annoverare nell'insieme di agenzie che sta istituendo anche le agenzie funebri, perché credo che ormai ci si stia muovendo in questa direzione. Io introdurrò, rispetto a quello che hanno già fatto i colleghi, un ulteriore elemento di dimostrazione delle gravi contraddizioni della maggioranza e della stessa inesistenza di questa Giunta regionale.

Una Giunta regionale succube di scelte che vengono adottate altrove, composta da Assessori succubi a loro volta di scelte effettuate senza alcun tipo di razionalità istituzionale. Ogni qualvolta viene istituita un'agenzia l'obiettivo che passa nella mente del Presidente è quello di delegittimare l'Assessore competente per materia e di sottrarre alla competenza della maggioranza e quindi del Consiglio quel determinato settore.

Cercherò di spiegare meglio questa mia osservazione richiamando (forse ai colleghi della coalizione che governa la Regione questo dato è sfuggito), la deliberazione numero 15 del 2006 con la quale il Presidente della Regione, sostanzialmente, ha compiuto a danno di tutti gli Assessori per manifesta incapacità (nella delibera della Giunta regionale approvata il 13 aprile del 2006 è scritto: "per manifesta incapacità della Giunta regionale") uno scippo da 54 miliardi delle vecchie lire; sto parlando di risorse che erano destinate alla attività di comunicazione e promozione della Sardegna.

L'Assessore dell'agricoltura, che mi sta guardando, non avrà più i soldi a disposizione del suo Assessorato: sette milioni e mezzo di euro gli sono stati sottratti per manifesta incapacità; l'Assessore del turismo, che pure è presente, aveva a disposizione per il suo Assessorato 5 milioni e 460 mila euro, gli sono stati sottratti per manifesta incapacità. Il Presidente della Regione nella delibera sostiene che la vera agenzia non è quella che state costituendo, ma è quella che prevede di privatizzare in Sardegna, collega Uras, la comunicazione istituzionale e la promozione dello sviluppo della Sardegna.

In questa delibera si parla di un unico soggetto esterno - questo è il vero golpe istituzionale - che comprerà e tenterà di comprare, giornali, , televisioni, radio; questo è il vero obiettivo che questa delibera si sta proponendo, altro che Agenzia per la promozione della Sardegna senza mille lire per gestire la promozione, chi avrà le risorse sarà uno solo! Nella delibera si dice ancora che "…è quindi opportuno disciplinare l'utilizzo delle risorse finanziarie da destinare all'attuazione della strategia complessiva di promozione interna ed esterna della Sardegna. E' quindi necessario predisporre un'unica procedura ad evidenza pubblica finalizzata all'individuazione di un unico soggetto esterno…". Per la prima volta, in una storia autonomistica di 50 e passa anni, la Regione si affida totalmente ad un soggetto privato e se le regole sono quelle che ha indicato Gavino Sanna in un famoso libercolo "La pipì contro vento" credo che noi avremo un triste primato.

Le agenzie diventerebbero veramente pompe funebri per la Sardegna, per la libertà decisionale di questo Consiglio regionale: gli statuti di un'agenzia come questa sono soggetti ad un potere regolamentare sì o no, colleghi? E voi tutti sapete che il potere regolamentare non è in capo all'esecutivo, ma è una delle prerogative istituzionalmente riconosciute del Consiglio regionale;e voi sapete che tutte queste agenzie saranno normate, saranno regolamentate, attraverso gli statuti, dalla sola Giunta regionale.

Colleghi, quindi state abdicando, state regalando non tanto agli Assessori che, lo ripeto, non contano niente, quindi non incidono assolutamente, ma state delegando a quel soggetto privato la gestione di 54 miliardi di vecchie lire. Vi ricordate, nella scorsa legislatura, le accuse dell'onorevole Selis che chiedeva di sapere come venivano spesi i soldi della pubblicità istituzionale. Bene, allora furono rendicontati e non ci fu niente da ridire sulle spese istituzionali per la comunicazione pubblica. Oggi è invece, con un blitz, si trasforma veramente questo Consiglio regionale in un semplicissimo passa carte senza dignità istituzionale e politica. Colleghi, questo è davvero l'aspetto più grave di questa norma che, esaminata nel dettaglio, potrebbe riservare ulteriori sorprese.

Il termine "governative" che l'Assessore della programmazione, credo, ha voluto introdurre è un termine che negli anni passati ha richiamato un po' tutti alla necessità di utilizzare uno strumento interno alla Regione per spendere in termini più efficaci le risorse finanziarie del POR. Io credo, assessore Pigliaru, che sia un'ulteriore follia, , si tratta di affidare le ultime ore di volo del POR della Sardegna a un pilota che non ha mai guidato nemmeno un aquilone. Pensare di affidare queste risorse finanziarie a un'Agenzia, perché si chiama governativa e perché come tale vorreste legittimarla, che non solo non è nata ma che non potrà mai nascere, è evidentemente un atto scellerato di incompetenza e di incredibile gestione delle risorse finanziarie della Regione.

Colleghi, concludo; voi continuate a proporre fabbriche di contenitori di gassosa, non vi è una sola idea concreta di sviluppo su cui costruire la promozione della Sardegna, non si vede su quali settori si vuole puntare, non vi è una scelta sostanziale; il fatto che vi dimentichiate dell'artigianato artistico non è casuale, è la confusione che regna nella pianificazione della gestione dell'economia della nostra Isola. Avete forse necessità di sistemare qualche ulteriore manager del settore privato? Avete bisogno forse di sistemare qualche ulteriore revisore dei conti?

Con l'istituzione di queste agenzie state moltiplicando quelle strutture della cui chiusura in questi anni avete parlato; avete chiuso qualcosa, ma avete riproposto e moltiplicato all'eccesso tutto quello che è stato chiuso. Siete una Giunta, una maggioranza, che sta creando ulteriori sottoboschi del potere da gestire sicuramente in termini privatistici piuttosto che in termini pubblici.

I colleghi di Rifondazione Comunista, alcuni di loro, continuano a distinguersi, collega Uras, e io ne ammiro la coerenza, ma Rifondazione fa parte di questa maggioranza; io non voglio strumentalizzare le situazioni e non mi permetto nemmeno di pensare di poter operare differenziazioni e di favorire la divisione interna della coalizione. Voi siete unitariamente centrosinistra in questo Consiglio regionale perché avete avuto e avete l'onere di sostenere questa Giunta che agisce solo in termini privatistici sulle risorse, private in questo caso alla Regione, per perseguire interessi che certamente non sono quelli di un ente pubblico istituzionalmente riconosciuto come la Regione autonoma della Sardegna.

Quindi, colleghi, è evidente che ritorneremo su questo tema che considero un esempio emblematico di come si voglia trasformare la Regione in una grande agenzia, in questo caso davvero in un'agenzia funebre.

PRESIDENTE.

E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Il collega Pili prima di salpare per altri lidi vuole lasciare un forte segno del suo passaggio in questo Consiglio regionale.

Devo dirgli però che il segno è già forte, è vivo in tutti noi grazie alle sue dichiarazioni programmatiche, nella precedente legislatura, in cui parlava di undici province del turismo alpino, grazie alle trappole che ordiva con altri colleghi del centrodestra contro il suo stesso governo con i franchi tiratori che hanno fatto cadere più volte la stessa Giunta da lui sostenuta, è grazie all'isterismo col quale dopo essere stato sconfitto alle elezioni del 2004 ha cercato di portare l'opposizione su una posizione isterica, perdente.

I colleghi leggeranno oggi sui quotidiani che ieri, nel corso di una conferenza stampa della cosiddetta Casa delle Libertà, si è detto che siccome a Quartu il risultato del voto per le elezioni politiche, tenute pochi giorni fa, è in controtendenza rispetto al risultato delle elezioni comunali di undici mesi fa, il sindaco di Quartu dovrebbe dimettersi perché i suoi concittadini hanno espresso su di lui un giudizio negativo.

Io mi auguro che i colleghi della Casa delle Libertà del Consiglio regionale organizzino una conferenza stampa per sancire invece che il giudizio dei sardi è estremamente positivo sul governo regionale, perché se a Quartu ha perso il sindaco in Sardegna ha vinto Soru e ha perso Pili, questo è il risultato elettorale e per coerenza dovreste convocare una conferenza stampa per sottolineare anche questo risultato.

La maggioranza non avalla semplicemente le scelte della Giunta sulle riforme, la maggioranza le condivide e partecipa a queste riforme, io condivido pienamente l'articolo 7 del maxi collegato, nessuno può mettere in dubbio che c'è bisogno di mettere ordine in relazione sia alla promozione dei prodotti sardi fuori dalla Sardegna, sia in relazione all'esigenza di un marketing territoriale unificato in Sardegna: mille soggetti operavano sia in funzione della promozione, sia in funzione del marketing territoriale spesso in concorrenza fra di loro, quasi sempre in modo pasticciato e sempre comunque utilizzando risorse regionali.

Nessuno può mettere in dubbio l'esigenza di pensare ad un unico soggetto che rappresenti la Sardegna a livello sia di promozione del suo territorio, del suo ambiente, dei suoi prodotti, che di marketing territoriale per avvicinare investimenti che non siano soltanto quelli immobiliari sulle coste. Quindi partecipazione e condivisione totale, di questo processo.

Ma chi può mettere in dubbio che possa essere vanificata o non utilizzata l'esperienza maturata nel settore dall'ISOLA? Ma io credo che anche il personale che è stato per anni utilizzato in questa struttura, con queste funzioni abbia interesse ad essere coinvolto in un processo di rinnovamento e innovazione, perché è questo stesso personale che rappresentava l'esigenza di avere un momento unificante di rappresentazione della Sardegna all'esterno.

Vorrei fare un'ultima riflessione; io condivido totalmente le osservazioni del collega Vargiu sul precariato. Credo sia giusto avviare una pausa di riflessione per effettuare una ricognizione su ciò che è avvenuto in materia di personale. Badate, in questi anni può essere che si sia ricorso a forme anomale di assunzioni in qualche caso per sopperire a esigenze, vere, di carenze di organico, di carenze di professionalità specifiche in quell'ente; in altri casi può essere anche che si siano eluse le normali forme di reclutamento per consentire di rispondere positivamente a sollecitazioni provenienti da Tizio, Caio o Sempronio.

Oppure l'assunzione può essere avvenuta a termine perché entro quel termine si esauriva evidentemente la funzione così ricoperta. In conclusione, ribadisco che condivido le osservazioni del collega Vargiu che, a sua volta, difendeva le affermazioni dell'assessore Pigliaru sulla necessità di effettuare una valutazione complessiva delle diverse situazioni che si sono venute a creare in questi anni nell'amministrazione regionale e nei vari enti per capire quali rapporti di lavoro giustificano una sanatoria, e quindi il superamento del precariato, e quali invece saranno mantenuti a termine anche nel futuro perché rispondono a esigenze particolari e limitate nel tempo. Soprattutto occorre risolvere il problema adottando criteri uguali per tutti i lavoratori.

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PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

DEPAU, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, ho ascoltato con molta attenzione gli interventi, anche critici e preoccupati, relativi a questo articolo 7 istitutivo dell'agenzia "Sardegna Promozione",. Io ribadisco la correttezza della scelta della Giunta, dettata da una necessità di semplificazione, di istituire un unico soggetto che sia il motore per la programmazione dell'immagine della Sardegna, che sia di sostegno ai processi dell'internazionalizzazione delle imprese e di attrazione per gli investimenti in Sardegna.

Non credo di dire niente di assurdo ricordando ai colleghi del centrodestra che, sette anni fa, quando costituirono il loro Esecutivo, parlarono di chiudere gli enti e di attuare le riforme. Credo sia all'attenzione di tutti che in Sardegna vi fosse una pluralità di enti nei comparti del turismo, dell'artigianato, dell'agricoltura e quant'altro, e soprattutto che questi enti fossero divenuti autoreferenziali e non svolgessero più il loro compito. L'ESIT è stato indubbiamente un ente importantissimo, storicamente, per lo sviluppo del turismo, così come l'ISOLA per il rilancio dell'artigianato; ma erano enti praticamente morti. Quindi non si sta operando la scelta di chiudere qualcosa di vivo e vitale, si sta semplicemente procedendo ad una riorganizzazione perché di vitale non c'è quasi più nulla.

Questo non significa che si butta a mare il patrimonio importantissimo dell'ISOLA; dirò anzi che anche il marchio ISOLA rimarrà come il marchio di qualità dell'artigianato tradizionale, tipico ed artistico della Sardegna. Ribadisco che si sentiva la necessità di istituire un soggetto che promuovesse in modo unitario l'immagine dei prodotti della Sardegna su richiesta, l'ha detto bene l'onorevole Marrocu prima, dello stesso territorio..

Non credo, quindi, che si possa criticare questo progetto, è chiaramente una sfida importante che affrontiamo perché abbiamo necessità di creare le condizioni per uno sviluppo economico della Sardegna. In merito all'intervento dell'onorevole Rassu vorrei chiarire che teniamo conto del calo costante subito dalle nostre esportazioni negli ultimi anni, anche questa è una dimostrazione del fatto che questi organismi, oggettivamente, avevano perso le loro funzioni vitali.

Ringrazio l'onorevole Balia per il quesito che mi ha posto a cui vorrei rispondere. E' vero, i processi di riforma sono complicati, gli enti provinciali del turismo nati nel 1935 forse il 30 aprile saranno chiusi a seguito della definizione, ultimo procedimento burocratico nell'ambito della Conferenza Regione - enti locali, delle ripartizioni. Li chiuderemo e credo che questo procedimento sia servito perché le province, già in questo anno di transizione, hanno utilizzato il personale degli EPT nei ruoli di provenienza.

Chiaramente il personale ha risentito del cambiamento, questo è umano; i passaggi costano fatica, soprattutto alle persone, anche se rimangono inalterate le condizioni di lavoro, la sede e le garanzie.. Questo processo di trasferimento nelle altre Regioni è avvenuto più di vent'anni fa, noi siamo l'unica Regione che ha difficoltà ad attivare dei cambiamenti; va detto però che, purè avendo riserve e preoccupazioni, se non affrontiamo con coraggio i cambiamenti non possiamo pensare di poter migliorare.

Penso sia importante anche osservare quanto avviene in merito nelle altre regioni. Ci sono regioni che istituiscono una agenzia e dopo due anni magari la modificano per attualizzarla, per adattarla alle indicazioni che vengono dal mercato o da altri istituti di riferimento. Noi, invece, abbiamo difficoltà ad affrontare le riforme, ma credo che dobbiamo superare questo limite. Dobbiamo affrontare con molta serietà, ma anche con molta serenità un processo di cambiamento, perché comunque abbiamo dato le dovute garanzie a tutti sul mantenimento del posto di lavoro e delle relative funzioni.

Mi sembra che la situazione sia più serena, mi sembra che ci siano le condizioni favorevoli per ripartire nella attività di promozione e quant'altro che ora è nelle competenze di province e comuni.

Mi sembra che non ci fossero altre domande a cui rispondere. Ribadisco semplicemente la correttezza della posizione della Giunta, e mi auguro che questa sfida venga affrontata in modo unitario per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione..

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, senza anticipare il contenuto di un dibattito che, soprattutto sulle questioni del personale, si svolgerà nel corso dell'esame degli articoli successivi, ritengo che gli interventi che si sono susseguiti, soprattutto quelli dell'onorevole Vargiu e dell'onorevole Marrocu necessitino di una puntualizzazione relativamente all'atteggiamento che la Giunta regionale, e nella fattispecie l'Assessore del personale, ha tenuto e intende tenere nei confronti delle diverse proposte contenute all'interno degli emendamenti che sono stati presentati.

Voglio ribadire alcuni concetti con molta chiarezza. Ebbi modo di prendere in Consiglio regionale, nel momento in cui si discusse il disegno di legge sui servizi all'impiego, l'impegno ben preciso di tentare di mettere in atto una serie di iniziative che, pur con la necessaria gradualità, avrebbero portato al superamento della condizione di precariato esistente all'interno dell'Amministrazione regionale; e la Giunta regionale si è mossa in tutti questi mesi sulla base di questo impegno.

Per prima cosa abbiamo tagliato tutti i rapporti di tipo interinale; all'interno dell'Amministrazione regionale non ci sono rapporti di lavoro di questo tipo. La seconda iniziativa è stata quella naturalmente di porre le condizioni perché le situazioni di precariato potessero essere superate. Noi abbiamo posto due condizioni fondamentali. La prima è che si possano sanare solo le situazioni legate ad un rapporto di lavoro di tipo subordinato, , svolto a tempo determinato all'interno dell'Amministrazione regionale; e che naturalmente il rapporto di lavoro a tempo determinato sia stato il frutto di una modalità concorsuale ad evidenza pubblica così come stabilito dalla legge numero 31.

Questo per quanto riguarda la soluzione del precariato all'interno dell'Amministrazione regionale; e noi, naturalmente con la necessaria gradualità, stiamo portando avanti questo discorso attraverso interventi previsti nella finanziaria dell'anno scorso e nel collegato alla finanziaria di quest'anno.

Per quanto riguarda invece le questioni legate al precariato esterno, relativo cioè a personale facente parte o di società di tipo privatistico o di agenzie regionali, quindi alle iniziative tese ad inserire questo personale all'interno dell'Amministrazione regionale, noi abbiamo posto e poniamo come condizione non superabile che questo personale entri all'interno dell'Amministrazione regionale solo attraverso concorso pubblico, perché all'interno dell'Amministrazione regionale si entra solo ed esclusivamente attraverso un concorso pubblico. Dovranno superare una selezione ad evidenza pubblica così come previsto dalla legge numero 31. Queste sono le condizioni, questo è il tentativo che con coerenza l'Assessore del personale e la Giunta regionale stanno cercando di portare avanti. Sono sicuro che il Consiglio, maggioranza e minoranza, possa agevolare con coerenza questa iniziativa .

Colgo le parole del Capogruppo dei Democratici di Sinistra ,onorevole Marrocu, e quindi mi auguro che su un certo numero di emendamenti, nel proseguo dei lavori, si proceda con un atteggiamento responsabile così come è stato evidenziato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere contrario sugli emendamenti numero 38, 45, 37, 154, 133, 149, 44 e 90. Esprimere parere positivo sul numero 7. .

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, sull'emendamento numero 154, a seguito delle considerazioni svolte dall'onorevole Sanna, direi che le condizioni previste nell'articolato sono ben precise. Si deve trattare di personale con un contratto di lavoro a tempo indeterminato al 31 dicembre 2005 . Naturalmente qualunque sentenza di carattere giudiziario deve intervenire prima dell'espletamento del concorso ad evidenza pubblica, al quale evidentemente quel personale deve avere la possibilità di partecipare. Pregherei l'onorevole Sanna, che mi pare sia il primo firmatario dell'emendamento, di ritirarlo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 38. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Mentre parlavano l'onorevole Marrocu e poi l'assessore Dadea ho pensato al proverbio: "Passata la festa, gabbato lo santo". Torneremo sull'argomento che l'Assessore ha voluto anticipare su questo articolo, quando affronteremo altri articoli più rilevanti ai fini dell'intervento svolto dall'Assessore. Mi limito, per il momento, ad intervenire sull'emendamento numero 38 che propone la soppressione del comma 3 dell'articolo 7.

L'Assessore del turismo nel sul intervento anziché offrirci qualche spunto di condivisione non ha fatto altro invece che acuire la nostra contrarietà nei confronti di questo articolato. L'Assessore ha parlato di attrazione di capitali stranieri e di capitali italiani; ma, Assessore, attrazione su che cosa? Sull'artigianato artistico che l'ISOLA ha tutelato in questi anni nel bene e nel male? L'ISOLA nasce come Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano, organizzazione lavoro artigiano, questo era lo scopo dell'ISOLA, non quello del marketing e della promozione, o forse anche quello. Voi volete creare un'agenzia di promozione, un'agenzia di marketing, un'agenzia che si occupi dei rapporti con i mercati internazionali? Benissimo, createla, ma l'ISOLA aveva uno scopo ben diverso; e le figure professionali che in tanti anni, alternativamente nel bene e nel male, hanno lavorato perché l'artigianato artistico isolano avesse un futuro, voi le state smantellando, questo è quello che ci meraviglia, insieme all'accanimento contro un consiglio di amministrazione che non è un "frutto vostro", che ugualmente avete provato a smantellare trovando l'opposizione del TAR.

Ma perché continuare su questa strada? Ma non sarebbe stato più corretto attribuire nuove competenze all'ISOLA d'ora in avanti, oppure che l'Assessore si assumesse la responsabilità di dire, qualora l'ISOLA finora non avesse svolto bene i suoi compiti, come gestirla? .

No, non avete fatto questi ragionamenti, perché l'organizzazione del lavoro artigiano in Sardegna non può essere portata avanti sulla base dei presupposti del comma 1 di questo articolo, non è possibile. Voi, al primo comma, parlate di redigere uno statuto dove individuerete...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Diana il tempo a sua disposizione è scaduto. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo oltre che per la dichiarazione di voto anche per chiedere la votazione nominale con procedimento elettronico. Noi voteremo a favore del nostro emendamento ovviamente; e, anche a seguito della discussione, ribadiamo che la Giunta e la maggioranza, pur cercando di riaffermare le motivazioni della razionalizzazione del sistema, hanno di fatto confermato i nostri dubbi sul fatto che si tenda nell'azione riformatrice a guardare innanzitutto agli elementi negativi invece di valorizzare quelli positivi.

Non credo si possa dire che l'ISOLA sia un istituto, una realtà non più viva, non più vitale, credo occorresse e occorra ancora una valutazione sulle attività dell'ente al fine di una valorizzazione e di un mantenimento dell'esistente; procediamo invece a smantellare in una prospettiva di incertezze, vista anche la genericità delle indicazioni riguardanti lo statuto, gli scopi, la capacità organizzativa di questo nuovo soggetto.

Sulla questione del personale credo che occorra sottolineare che da tempo si chiede che gli ingressi nella pubblica amministrazione regionale siano regolati da procedure chiare, concorsuali o meno, ma mi sembra che agli enunciati della Giunta sull'argomento non seguano atti coerenti . Ci sono comportamenti diversi in funzione delle diverse categorie di persone, credo quindi che la riflessione chiesta da alcuni sia doverosa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.) Ascoltando la replica dell'Assessore dell'artigianato sulla parte che riguarda l'ISOLA sono inorridito perchè non è ammissibile che uno dei dodici componenti del governo regionale ignori, nel modo più completo ed assoluto, le posizioni e gli atti ufficiali della Regione sarda. Se lei, Assessore, avesse letto gli atti della Conferenza regionale per l'artigianato di Cala Gonone, 1983 (l'ultima oconvocata), alla quale parteciparono gli stati generali del comparto e tutti coloro che direttamente o indirettamente lavoravano in questo settore, lei non avrebbe potuto fare questo discorso.

Lei parla dell'ISOLA relativamente al settore artigiano, come se l'ISOLA si occupasse solo di artigianato artistico; un ramo che incide per un 5 per cento, cioè su 40 mila aziende artigiane poco meno di duemila sono impegnate nell'artigianato artistico. Comunque, se lei avesse letto quegli atti,avrebbe scoperto che già 23 anni fa gli operatori del settore dichiaravano che l'ISOLA non può fare programmazione perchè nasce per l'organizzazione del lavoro artigiano, il lavoro di produzione di manufatti, il lavoro di produzione di servizi generali e alla persona.

Il settore artistico veniva considerato marginale nell'operato dell'ISOLA che, come ente,- (allora usciva da un commissariamento durato tredici anni), andava profondamente ristrutturato per offrire al comparto artigiano tutti i servizi all'impresa, non l'impresa più tipicamente definita e che meglio conosciamo, ma l'impresa artigiana intesa come lavoratore autonomo dotato di bassissimi mezzi e possibilità per usufruire di reti di assistenza da reperire sul mercato delle consulenze.

L'Assessore ha anche detto che il marchio dell'ISOLA verrà conservato: un altro elemento negativo. Il marchio dell'ISOLA ha umiliato la professionalità di bravissimi artigiani sardi quali i Barra, i Nioi, i Farci, i Manis, che sono stati massificati attraverso un marchio generico, come appunto quello ISOLA, che non consentiva di leggere chi era l'artigiano che aveva prodotto il tappeto.

Un esempio famoso: i tappeti di Elisabetta Barra che adornano i palazzi del Vaticano hanno il marchio "Elisabetta Barra - Samugheo", non hanno il marchio ISOLA. Naturalmente voterò contro.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Quando si interviene per sopprimere un ente ed istituirne un altro ovviamente nascono problemi, anche di natura tecnica e non solo, che riguardano le titolarità e gli obblighi, derivanti da contratti, del personale che fino a quel momento è stato adibito alle funzioni che erano proprie di quell'ente. Nel comma 2 si dice: "l'Agenzia è soggetta alle disposizioni della legge regionale numero 31…", quindi potrà assumere personale solo secondo le modalità stabilite da quella legge; ma quando si agisce così radicalmente, la nostra preoccupazione, Assessore, è che alla volontà, che io le riconosco, di porre un freno all'assunzione di nuovo personale presso l'Amministrazione regionale con contratto atipico corrisponda (viviamo in questo mondo e vediamo quello che succede), invece, un incremento quasi esorbitante di chiamate a convenzione, di stipula di rapporti di lavoro particolari anche con dipendenti di società posti magari in aspettativa dalle società medesime.

Questo ci preoccupa perché un domani ci ritroveremo a dover affrontare un problema del quale sarebbe molto complicato spiegare l'origine. Voto contro l'emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 38.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MASIA - PETRINI - PILI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 57

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 18

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 45. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). L'emendamento numero 45 prevede la soppressione del testo dopo le parole "Sardegna Promozione", perché noi riteniamo che da questo articolato non emerga chiaramente la volontà della Giunta in materia di personale; ed è l'argomento che intendevo affrontare con l'assessore Dadea. Assessore, lei ha affermato in quest'Aula che avrebbe confermato tutti i lavoratori a tempo indeterminato. Le comunico che i dirigenti del BIC sono dipendenti a tempo indeterminato perché sono stati promossi a questa funzione con il pensionamento dei precedenti dirigenti. Scrivere in norma che questi dipendenti non sono equiparati ad altri dipendenti credo non sia legittimo. Siete ancora in tempo quindi per modificare questo articolo e sopprimere le parole successive alle parole "Sardegna Promozione".

Non si può sottoporre a concorso del personale che da tanti anni è già dipendente a tempo indeterminato. Ma se anche questo dovesse avvenire mi dovete far capire per quale motivo ci sono figli e dei figliastri, per quale motivo tutti i dipendenti possono accedere senza concorso nel nuovo ente e i dirigenti no, pur essendo dipendenti a tempo indeterminato come tutti gli altri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo per una questione di coscienza. Sono stato educato infatti al rispetto delle norme e al rispetto dei principi scritti nelle norme, così come al rispetto della gerarchia delle fonti da cui discende che alcuni principi siano allocati in fonti normative superiori. Fare eccezione in una norma per il direttore del BIC, di cui si conosce nome e cognome, è sgradevole, oltre che molto dubbio dal punto di vista della legittimità sul piano giuridico.

Conosco personalmente quel dirigente con il quale ho collaborato alla stesura di progetti nell'interesse dell'Amministrazione regionale, non mi sento in coscienza di sostenere con il mio voto un articolo, un comma, che pare sia pensato per colpire la persona più che per finalità di miglior funzionamento dell'Amministrazione pubblica. Se io derogassi a questo principio avrei difficoltà da oggi innanzi a portare avanti quelle battaglie che, pure con fatica, continuo a sostenere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intendo richiamare l'attenzione su un altro aspetto che, secondo me, si lega a questo emendamento e, più in generale, alle condizioni che si stanno creando per quanto riguarda i lavoratori del BIC. Trovo francamente singolare che si permetta in modo specifico al personale non dirigenziale del BIC di essere inquadrato nell'agenzia "Sardegna Promozione" pur dopo il superamento di un concorso, ma che queste analoghe condizioni non vengano garantite anche ai lavoratori dell'Agrosarda assunti a tempo indeterminato e licenziati illegittimamente il 16 giugno 2004.

Ritengo che all'interno del maxi emendamento si debba trovare una formula per sanare anche questa situazione che non solo è anomala, ma è un atto di ingiustizia. A meno che non si voglia procedere attraverso ritratti, affidati a fotografi o a pittori, di persone dalle capacità superiori e veramente di alto livello e si intenda punire chi invece questo lignaggio non ce l'ha. Sono convinta che da un lato non sia possibile creare delle disparità tra dirigenti e non dirigenti e dall'altro che sia necessario equiparare le condizioni di tutti i lavoratori. Quindi sull'emendamento 45 mi asterrò e annuncio fin d'ora invece il mio voto favorevole all'emendamento 90 perché anche lì c'è un caso evidentissimo che riguarda i precari. Mi riservo comunque di intervenire successivamente sull'argomento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Fin dal primo momento in cui mi sono avvicinato alla politica l'ho fatto perché ho sempre dato a questa un valore altissimo. Mi sono avvicinato alla politica nella convinzione che questa dovesse servire se non a risolvere i problemi della collettività e di ogni singola persona, quanto meno a cercare di attenuarli, quanto meno a cercare di ridurli.

Il comma quattro dell'articolo 7, e richiamo quanto poc'anzi il collega Uras ha fatto presente all'Aula con grande serietà, con grande sincerità, ricordando i sentimenti che dovrebbero animare ognuno di noi non come politici ma come uomini, mi dispiace dire che sembra proprio una lista di proscrizione. Mi rivolgo a lei, assessore Pigliaru, ma soprattutto all'assessore Dadea che è assessore del personale, per dire che non voglio assolutamente difendere un amico, un conoscente, ma voglio e ritengo in cuor mio di dover difendere un lavoratore che per decenni ha prestato il suo servizio al BIC Sardegna prescindendo dalle ideologie politiche, che sicuramente ha ma che non dobbiamo, soprattutto in questo caso, portare all'interno di quest'Aula.

Vi invito ad una riflessione e lo faccio con il cuore, lo faccio cercando di toccare i vostri sentimenti non solo ed esclusivamente per cercare di salvare una situazione, che continuo a sperare non sia irreparabile, ma per cercare veramente di salvare la dignità di un uomo. Oggi è lui e domani purtroppo, se continuiamo in questo modo, sarà un'altra persona.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Vorrei tornare un attimo sui temi relativi al personale, che sono quelli contenuti nell'emendamento numero 45 ma anche nei numeri 37, 139, 133 e 90, giusto per verificare se ho capito bene il ragionamento, a mio avviso lineare e corretto, svolto dall'assessore Dadea. Assessore Dadea, se io non ho capito male, l'Amministrazione regionale avrebbe in mente di procedere ad una stabilizzazione, quindi abolendo il precariato, di tutti coloro che lavorano all'interno delle strutture regionali a seguito di assunzioni a tempo determinato previo il superamento di una selezione pubblica.

Se questo fosse sarebbe interessante per ciascuno di noi, ma credo anche per gli interessati, avere un quadro complessivo di riferimento della situazione esistente all'interno dell'Amministrazione regionale affinché da oggi, da subito, tutti possano sapere qual è la loro condizione, quali sono le loro aspettative di lavoro. Mi riferisco nuovamente alla situazione dell'Istituto Zooprofilattico; all'interno di questo disegno di legge un articolo prevede la sanatoria di 19 figure professionali presenti nell'Istituto Zooprofilattico. L'Istituto Zooprofilattico, con una lettera, ci ha comunicato che oltre il 40 per cento dei dipendenti dell'Istituto è precario in quanto lavoratore a tempo determinato. Probabilmente questi dipendenti non rientrano nella fattispecie di assunzione con avviso di pubblica selezione di cui lei parla, ma chissà negli altri enti regionali qual è la situazione!

Quindi è necessario che gente che lavora da dieci anni, da dodici anni, da otto anni all'interno di un ente sappia quando finisce il suo rapporto, sappia se l'Amministrazione regionale sta scegliendo una via preferenziale di concorso pubblico riservato o se tutto questo non è e quindi l'Amministrazione sta optando per una scelta di elasticità del mercato del lavoro di cui tutti usufruiranno. E' legittimo che la scelta si conosca e che valga per tutti, che sia una cornice di riferimento all'interno della quale poi ci si muova in maniera omogenea, identica, affine per tutti i casi simili, senza che esistano i figli della gallina bianca, perché questo sarebbe intollerabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei dichiarare il voto sull'emendamento numero 45, sul 37 e, anche se non formalmente, sul comma 4 in quanto tale, ponendo l'accento su una questione: il BIC Sardegna non è un ente regionale, è una società partecipata in minima parte, credo, dalla Regione, in gran parte se non ricordo male dalla SFIRS e dalla Camera di Commercio di Cagliari, o anche da altre Camere di Commercio, in ogni caso da soggetti altri rispetto alla Regione.

Voi, con questo comma 4, state facendo un pasticcio dalle molte sfaccettature. In primo luogo, poiché non potete sopprimere questa struttura la svuotate dall'interno dando la possibilità al personale di transitare nei ruoli della Regione, tra l'altro discriminando tra personale dirigenziale e non dirigenziale.

Fateci capire che nesso c'è tra questa scelta e quanto enunciato poco fa dall'Assessore del personale sul fatto che in Regione si entra solo per concorso. Quello che vi apprestate a fare sulla base di questo quarto comma, cercare di fare un concorso per distogliere da un ente, che non è regionale, che collabora ed ha sempre collaborato con la Regione nelle azioni promozionali, il personale facendogli balenare la possibilità di un concorso, evidentemente, appetibile ma solo per alcuni e non per altri, può essere considerato serio?! E' questa la razionalizzazione di cui avete parlato e continuate a parlare?!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Onorevoli colleghi, la questione del BIC è stata da me segnalata in apertura della discussione generale della legge proprio come caso di trattamento diverso di fronte alla legge per cittadini che invece dovrebbero godere degli stessi diritti. È chiaramente una norma ad personam, come ebbi modo di dire nelle riunioni di maggioranza nelle quali si discusse di questo articolo: non venni ascoltato. L'argomento addotto per giustificare il contenuto della norma è un argomento a mio avviso discutibile, in quanto si dice che i dirigenti sono professionisti che stanno sul mercato e quindi debbono accettare la precarietà della loro professione. È evidente che non è questo il punto, ma si pone la questione della legalità su cui io vorrei tornare dopo per dare qualche risposta su altri articoli ad alcuni assessori zelanti.

Sul merito della questione BIC, anche accettando ciò che viene detto, e cioè che i dirigenti sono dei professionisti, vorrei rispondere all'assessore Pigliaru che in Aula ha dichiarato che, secondo l'ISTAT, abbiamo registrato un aumento degli occupati pari all'un per cento.

Io vorrei aggiungere che si registra nello stesso periodo una riduzione della forza lavoro, il che significa che meno gente cerca lavoro, che è aumentata un po' la disperazione, che gli occupati sono tutti nel settore maschile e che, guarda caso, analizzando per settori di attività, si verifica che l'incremento maggiore è nell'agricoltura. Insomma bisogna stare molto attenti a fare riforme qui in Sardegna che mettono le persone in una condizione di precarietà in un mercato del lavoro difficilissimo (non siamo a Milano), per cui i dirigenti che perdono il posto di lavoro a cinquant'anni sono condannati a vivere una condizione molto grave. È un provvedimento palesemente ingiusto e ad personam che chiedo venga modificato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, ormai da più parti vengono esternate una serie di perplessità e di preoccupazioni. Una delle preoccupazioni, ribadita adesso dall'onorevole Maninchedda, ma già richiamata sia dall'onorevole Uras che dall'onorevole Caligaris, riguarda l'adozione anche in questo disegno di legge come già in altri, per esempio intendo riferirmi al disegno di legge sui consorzi industriali, di una discriminante nei confronti della categoria dirigenziale alla quale viene riservato un trattamento completamente diverso rispetto ad altre categorie nel caso di passaggi tra enti.

Alla mia richiesta di spiegazioni, anche relativamente a questa ipotesi presente nel maxi collegato, si è risposto che il dirigente si mette nel mercato e sicuramente sul mercato il bravo dirigente riesce a trovare un suo spazio e un nuovo incarico.

Assessore Pigliaru, lei avrebbe ragione se fossimo a Milano,. ma siamo in Sardegna, le condizioni della Sardegna sono davanti agli occhi di tutti, tutti le conosciamo. Un dirigente che dovesse essere licenziato è destinato, probabilmente, a diventare un disoccupato. Allora io chiedo, prima di passare al voto, cinque minuti di sospensione per una più accurata valutazione del problema. Diversamente, mi asterrò sull'emendamento 45, ma chiederò una votazione per parti del comma 4.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, io mi associo alla richiesta dell'onorevole Balia, cioè di sospendere brevemente la seduta, al fine di operare una valutazione attenta, anche con la Giunta, per evitare l'adozione di un provvedimento ad personam; e su questo concordo con le cose che sono state dette, cioè che un dirigente possa , per legge, così come stiamo facendo con la norma prevista al comma 4, essere messo sulla strada.

Quindi, io sono dell'avviso, Presidente, che si acceda alla richiesta avanzata dall'onorevole Balia per riflettere attentamente sull'adozione di un principio che potrebbe portarci molto lontano. PRESIDENTE. Colleghi, noi siamo nella fase delle dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 45 che cassa una parte precisa del comma 4, quella relativa alle procedure concorsuali. Il tema che è stato introdotto, invece, su una eventuale esclusione ad personam, è un altro tema, diverso, che non riguarda l'emendamento numero 45 e che può essere risolto se c'è un'intesa politica per eliminare la parte che esclude le categorie dirigenziali.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, io, naturalmente, ritengo che non ci siano assolutamente preclusioni ad accogliere l'invito per una breve sospensiva dei lavori per esaminare questo aspetto in particolare.

Però vorrei sgomberare il terreno da alcuni equivoci; io ribadisco che non si mette per strada nessuno e nessuno viene, ope legis, inserito all'interno dell'Amministrazione regionale in quanto anche il personale non dirigenziale deve fare un concorso ad evidenza pubblica e non è detto che tutti lo vincano. Il concorso ad evidenza pubblica va espletato perché questo è un personale che viene da una società di tipo privatistico. Questo è il primo punto da chiarire. Poi possiamo fare tutte le altre considerazioni, ma ricordo che l'Amministrazione regionale sta predisponendo i concorsi per dirigenti e quindi, anche da questo punto di vista, c'è un'ulteriore opportunità.

Non è detto inoltre, qualora noi accogliessimo questa istanza su questa persona di cui voi parlate, che questa persona debba vincere l'eventuale concorso pubblico, assolutamente! L'Amministrazione regionale sta per bandire il concorso per dirigenti al quale questa persona può partecipare come può partecipare a qualunque concorso pubblico. . Questo per sgomberare il terreno da qualunque equivoco.

Io posso concordare sulla necessità di fare una pausa per affrontare più in dettaglio questo problema,però l'importante è che si ragioni sulle questioni avendo chiari i termini del problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, ancor prima della dichiarazione di voto, io riterrei di cogliere sia l'indicazione del collega Pirisi che quella dell'assessore Dadea sulla necessità di una sospensione dei lavori, perché le parole dell'Assessore hanno confermato, anzi direi aggravato, per quanto mi riguarda, la nostra preoccupazione.

Si pone effettivamente un problema di ricollocazione di un personale che, in maniera artificiosa, era soggetto a un trattamento di natura privatistica pur essendo il BIC comunque una struttura di natura sostanzialmente pubblica, personale che oggi viene sottoposto al superamento di apposite procedure concorsuali, quindi con tutti i rischi che l'Assessore ha richiamato. E' evidente che, poiché si pone per queste figure un problema in termini di occupazione, non può essere scelto a cuor leggero di bocciare l'emendamento numero 45.

Io chiedo quindi o di soprassedere su questo emendamento e quindi sul proseguo dell'esame dell'articolo, oppure di decidere una breve sospensione di cinque, dieci minuti, il tempo necessario, perché possa essere trovata un'intesa, al fine di salvare anche un solo posto di lavoro. PRESIDENTE. Colleghi, sospendo la seduta fino alle ore 12 e 35

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 28, viene ripresa alle ore 12 e 45.)

PRESIDENTE. Colleghi, spero che la sospensione sia stata utile per chiarire il problema posto nell'emendamento numero 45.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente, mi sembra che dalle interlocuzioni tenute nel corso della sospensione sia emersa la possibilità di pervenire ad un emendamento di sintesi che avrebbe una incidenza anche sugli emendamenti in votazione. Se la Presidenza verifica questo, non procediamo nella votazione di emendamenti che verrebbero bocciati e che sarebbero in contraddizione con la stesura di un emendamento di sintesi a cui anche l'opposizione intende contribuire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Noi proponiamo di votare separatamente la parte "e nelle categorie non dirigenziali" del comma 4. Invito chiaramente i colleghi proponenti degli emendamenti sul personale a ritirarli.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Io sono primo firmatario dell'emendamento numero 133 che tendeva a eliminare la discriminazione presente nel comma 4 dell'articolo 7; discriminazione che riguarda non solo la figura del dirigente, ma anche quella di altro personale a tempo determinato impegnato per anni nel BIC. Il comma 4 ha introdotto delle forti discriminazioni che riguardano tutto quanto il personale. Noi stiamo dando un'opportunità al personale del BIC inquadrato a tempo indeterminato ad una certa data di partecipare alla procedura concorsuale, io chiedo di dare questa possibilità anche al personale assunto a tempo determinato.

Se vogliamo ridurre la precarizzazione consentiamo a questi lavoratori, sono due, a tempo determinato di partecipare a questa selezione. Propongo quindi la votazione separata anche della frase "con contratto a tempo indeterminato".

PRESIDENTE. Il suo emendamento, onorevole Cuccu, rimane in piedi e verrà posto in votazione. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Un chiarimento su che cosa dobbiamo votare, perché dall'ultimo intervento sembrerebbe che venga posta anche la questione del personale a tempo determinato.. In questa ipotesi chiedo la votazione separata delle parole "con contratto a tempo indeterminato.", in modo tale da porre i due problemi e lasciar decidere all'Aula.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Onorevole La Spisa c'è un emendamento apposito su questo sul quale si esprimerà l'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io ho proposto non un voto per parti ma un emendamento sostitutivo totale del comma 4 con la possibilità, ovviamente se passasse, di votare gli emendamenti aggiuntivi, perché c'è l'emendamento aggiuntivo numero 7 che è stato accolto e così via. L'emendamento di sintesi è questo

Quindi io proporrei adesso di votare l'emendamento di sintesi togliendo la frase "non dirigenziale" poi dopo si votano gli emendamenti aggiuntivi che sono il 7, il 133 e così via.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si vota o l'articolo o la sua proposta, gli emendamenti rimangono o si ritirano.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, se gli emendamenti numero 45, 37, 154, 133 non vengono ritirati (il 133 è modificativo), si devono votare prima dell'articolo. Poi c'è una proposta di emendamento soppressivo di una parte dell'articolo, che riguarda quattro parole "...e nelle categorie non dirigenziali" che viene votato prima che si voti l'articolo e poi si procede alla votazione degli emendamenti aggiuntivi. Quindi chiedo ai presentatori degli emendamenti 45, 37, 154 e del modificativo 133 se intendono mantenerli in piedi, nel qual caso si votano. E' stato accolto l'emendamento che sopprime le parole "...e nelle categorie non dirigenziali".

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Ritiro gli emendamenti numero 45 e 37 che sono evidentemente ricompresi in questo emendamento di sintesi. PRESIDENTE. Sono stati ritirati gli emendamenti 45 e 37. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Per annunciare il ritiro dell'emendamento numero 154 dopo i chiarimenti sulla posizione della Giunta e confermando la raccomandazione del recepimento dell'esito delle questioni giurisdizionali che in questo momento colpiscono i lavoratori del BIC; e ricordando anche che da qualche anno il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, come ci siamo detti molte volte in campagna elettorale, non è più il rapporto di lavoro standard del settore privato, cui appartiene il BIC, nel nostro Paese. Quindi l'attenzione,in queste situazioni di trasferimento o di opportunità, va posta anche alle altre figure lavoristiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, per reiterare la richiesta di votazione nominale..

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento di sintesi

che sopprime le parole "e nelle categorie non dirigenziali".

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - DAVOLI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - COCCO - SANNA Francesco - SORU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 49

Astenuti 4

Maggioranza 25

Favorevoli 49

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento modificativo numero 133.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Per ribadire che l'emendamento aveva lo scopo di evitare una discriminazione nei confronti di lavoratori che si trovavano in una situazione di precarietà. Poichè la Giunta ha assunto l'impegno di esaminare il problema del precariato, per evitare di pregiudicare la possibilità che il problema di questi lavoratori possa essere affrontato in maniera serena, ritiro l'emendamento 133.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Anche noi, analogamente al collega Cuccu, avevamo presentato un emendamento che si poneva lo stesso obiettivo; a fronte dell'impegno assunto dall'Assessore di affrontare in modo complessivo il problema del precariato nel sistema pubblico regionale, io credo che la prima Commissione sia la sede più adatta per istruire questo argomento anche in funzione degli eventuali provvedimenti da assumere. Va fatto, secondo me, al più presto possibile perché non possiamo, in ogni provvedimento finanziario o collegato che sia, trovarci nella condizione di dover affrontare pezzi, segmenti di questa situazione. Ritiro l'emendamento numero 90.

PRESIDENTE. Metto in votazione, l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 149. Chi lo approva alzi la mano.. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 44. Chi lo approva alzi la mano.. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7 bis. (Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:

Art. 7 bis

Soppressione degli enti provinciali del turismo

1. Gli enti di cui all'articolo 23 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, sono soppressi.

2. L'Amministrazione regionale succede in tutti i rapporti e obblighi amministrativi e giuridici, debitori o creditizi, di carattere finanziario, fiscale o patrimoniale di cui gli stessi enti sono titolari alla data della cessazione della gestione liquidatoria.

3. L'Amministrazione regionale succede inoltre in tutte le cause pendenti e/o pretese in corso o future facenti capo agli stessi enti. A tal fine è disposto l'accertamento delle risorse che residuano al termine della gestione liquidatoria, salvo capienza dei rispettivi fondi; l'Assessore competente in materia di bilancio provvede, con proprio decreto, alle conseguenti variazioni di bilancio.

4. Agli oneri di cui all'articolo 25 della legge regionale n. 7 del 2005 si fa fronte annualmente con apposito stanziamento di bilancio.

EMENDAMENTO soppressivo totale ARTIZZU - LADU - MURGIONI - GALLUS - LA SPISA - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 7 bis

L'articolo 7 bis è soppresso. (39).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda per illustrare l'emendamento. Ne ha facoltà. Chi intende iscriversi a parlare può farlo durante il suo intervento.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). L'articolo 7 bis riguarda le politiche turistiche, politiche importanti sulle quali si stanno avviando dei processi di riforma. I processi di riforma, credo sia anche giusto sottolinearlo, hanno necessità di coraggio: devono rompere le abitudini, gli interessi consolidati. I processi di riforma hanno bisogno di accettare anche il rischio dell'errore e io penso che la politica che si sta realizzando abbia queste caratteristiche e queste virtù, cioè la volontà di produrre un'innovazione rilevante in questo settore, anche nel sistema della semplificazione amministrativa e quindi nella riduzione degli oneri, come accade col 7 bis.

Che cosa ho voluto segnalare in discussione generale? Che accade che nei processi di riforma che, concordo, hanno anche necessità di processi di concentrazione della decisione, spesso la concentrazione delle decisioni produce un fenomeno collaterale che è la burocratizzazione delle decisioni e anche la distorsione della legalità quando produce difformità di trattamento rispetto a situazioni analoghe.

Ho segnalato questo fatto e ho segnalato il caso dell'hotel costruito in territorio di Santa Teresa di Gallura. Ieri ho ricevuto una lettera dell'Assessore dell'ambiente che, evidentemente, ha frainteso alcune mie dichiarazioni, perché io non intendo segnalare un comportamento della Giunta regionale di favore per taluni e non per altri. Io intendo dire che l'Amministrazione regionale ha, secondo me, commesso un grave errore.

L'Assessore mi dice che il comune di Santa Teresa di Gallura, avendo il PUC approvato, non rientra nella legge numero 8; però è vero che, pur con il PUC approvato, non abbiamo un automatismo nella realizzazione dei piani attuativi. Sempre lo stesso Assessore mi dice che il progetto inizialmente è stato sottoposto alla valutazione d'impatto ambientale e successivamente modificato. Se il progetto è stato modificato rientra in una fattispecie diversa della legge numero 8 e doveva soggiacere ad un nuovo accertamento; ma, se consultiamo gli atti del BURAS, noi vediamo che la modifica non ha comportato alcuna riduzione di cubatura. Tra i due atti vengono indicati esattamente gli stessi metri cubi; probabilmente sono state ingrandite le camere e in questo senso si è ridotto, come dire, il carico antropico. Ma se questa dovesse essere una motivazione per cui non si viene sottoposti al VIA, dovrebbe essere generalizzata.

Ma a me risulta , e chiedo conferma all'Assessore dell'ambiente, che la Giunta deliberi anche per presa d'atto di VIA con parere negativo; perché quindi non è stato portato in Giunta questo non utilizzo della procedura della valutazione di impatto ambientale per un intervento che interessa l'unico albergo rilevante costruito dal 2004 a 200 metri dal mare?

Io ho voluto segnalare queste cose e lascio perdere le risposte che mi sono state fornite riguardo alla società che mette su una centrale elettrica a Giave; lo faccio per un riguardo verso il Governo regionale, però inviterei a leggere l'atto costituivo della società, il capitale sociale, chi c'è dentro; non ho voglia di ripeterlequi queste cose come atto di carità verso l'Assessore.

Però ho voluto segnalare che la percezione esterna è che si usi la frusta con i piccoli e la piuma col più grande imprenditore alberghiero che la Sardegna conosca. Ribadisco che questo è un errore, ribadisco che sul piano della procedura doveva esserci una valutazione della Giunta, Non aggiungo niente di più perché non ho altro da dire, non sto ipotizzando comportamenti privilegiati, di privilegio politico; sto dicendo che quando si centralizzano le decisioni, aumenta un margine di discrezionalità delle strutture e le strutture dell'Assessorato dell'ambiente e quelle del lavoro andrebbero ripulite, ripulite! Spero che chi ha verbalizzato abbia verbalizzato verbum ad verbum. Ripulite, ripeto, perché garantiscano uguaglianza davanti alla legge per tutti i cittadini.

PRESIDENTE. Devo ricordare ai colleghi di stare nel tema dell'argomento in discussione. Siamo all'articolo 7 bis. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io inizio l'intervento sicuramente stando all'interno del tema, nel senso che io credo che l'articolo 7 bis, l'ho sottolineato anche in Commissione, sia un "necrologio di quarta giornata", nel senso che per la quarta volta noi apprendiamo della soppressione degli enti provinciali del turismo, peraltro soppressi dallo Stato nel 1981, successivamente soppressi da varie Giunte regionali, attraverso atti legislativi, soppressi l'anno scorso e soppressi nuovamente quest'anno. Speriamo che gli enti provinciali del turismo non siano come degli zombie e quindi che, mettendosi intorno al collo una catena con talismano speciale, possano riavere qualche istante di finta vita e ricomparire, per essere soppressi, in qualche legge anche l'anno venturo.

Quello che mi preme sottolineare però è che la soppressione degli enti provinciali del turismo, che obbedisce ad un'indicazione che già l'anno scorso noi sottolineammo di condividere totalmente, come l'avevamo condivisa nella scorsa legislatura, quando la stessa decisione era stata presa e poi non portata sino alle conseguenze estreme della liquidazione totale che questi enti meritavano, comporta che all'intuizione politica - stesso ragionamento che facevamo prima - debba comunque conseguire la praticabilità della transizione. Nella stampa di oggi compare un'intervista all'Assessore del turismo, dottoressa Depau, la quale dice che non è possibile fornire e pubblicare i dati sui movimenti turistici del 2005. Smentisca, Assessore, se quello che io dico non è vero, smentisca e quereli chi scrive queste cose, perché nell'articolo si dice anche che nella fase di transizione tra gli EPT, che sta durando qualche decennio, e le Province non è possibile disporre dei dati sul turismo in Sardegna per la loro pubblicazione. Allora stante che a questo infortunio, negli opuscoli portati alla BIT di Milano, se ne associano degli altri (vedi T Hotel e Hotel Flora Cagliari) la raccomandazione che viene dall'Aula è che le fasi di transizione da un'amministrazione all'altra avvengano con meno proclami e con più attenzione alla funzionalità delle cose.

Concludo il mio intervento con un riferimento all'intervento dell'onorevole Maninchedda perché non è possibile fare altrimenti. L'onorevole Maninchedda non ha parlato infatti in camera caritatis, all'interno di una riunione di amici personali; l'onorevole Maninchedda ha parlato nell'Aula del Consiglio regionale, cioè nell'Aula che è la massima assise del Parlamento dei sardi. Allora, se io non raccogliessi niente di quello che l'onorevole Maninchedda ha detto, sarei esattamente come gli EPT: un morto certificato da venticinque anni che però ancora cammina e si siede da qualche parte.

Io non posso che ascoltare con estrema attenzione ciò che con grande coraggio e onestà culturale il collega Maninchedda dice; senza entrare nel merito delle questioni riportate, che devo dire onestamente di non conoscere nel dettaglio, mi sono rimaste impresse alcune frasi del suo intervento, e cioè quando ha detto che non si vorrebbe avere la sensazione (non la vorrebbe avere Maninchedda, non la vorrebbe avere Vargiu, non la vorrebbe avere nessun sardo) che in Sardegna sia cessata l'esistenza dello Stato di diritto, per cui nella valutazione degli atti posti in essere dai cittadini con qualcuno si usi la piuma, parole dell'onorevole Maninchedda, e con qualche altro la frusta. Devo dire che questa sensazione, nel corso di questi due anni di amministrazione, l'ha avuta anche qualche altro esponente del Consiglio regionale.

Se questa sensazione, oggi denunciata in maniera chiara, pacata, ma assolutamente penetrante dal collega Maninchedda in Consiglio regionale, avesse dei fondamenti e delle ragioni d'essere in una latitanza dello Stato di diritto relativa a incapacità, relativa a necessità di ripulitura della burocrazia regionale, relativa a ciò che si vuole, io credo che sia interesse di questo Consiglio regionale, di tutte le parti politiche, di tutti i consiglieri regionali, ma soprattutto interesse dei sardi, soprattutto interesse della legge e della certezza del diritto nella quale tutti quanti crediamo, che venga sgombrato il campo da ogni riflessione di questo tipo.

Nessun Assessore speriamo si debba appellare alla carità di cui l'onorevole Maninchedda ha fatto menzione nel suo intervento perchè l'unica carità che chiediamo, carità nel senso latino del termine, è quella del pieno rispetto delle leggi e dell'uguaglianza di ciascun cittadino sardo di fronte alle leggi stesse.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 39 ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 39 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 7 bis. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7 ter.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 ter e dei relativi emendamenti:

Art. 7 ter

Interventi nel settore dell'artigianato

1. La costituzione delle commissioni provinciali per l'artigianato di cui alla legge regionale 10 settembre 1990, n. 41 (Organi di rappresentanza e di tutela dell'artigianato), avviene mediante designazione dei componenti da parte delle organizzazioni artigiane di categoria maggiormente rappresentative.

2. I commi 3 bis e 3 ter dell'articolo 12 della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51, sono sostituiti dai seguenti:

"3 bis. I fondi di garanzia costituiti con versamenti dei soci, purché di ammontare non inferiore ad euro 25.000 presso gli enti creditizi convenzionati, dalle cooperative artigiane di garanzia che dimostrino la costituzione del fondo rischi il cui ammontare non deve essere inferiore ad euro 500.000, sono integrati a domanda da contributi concessi dall'Amministrazione regionale. L'ammontare dei contributi è ripartito tra gli aventi diritto per un terzo sulla base del capitale sociale sottoscritto e versato, per un terzo sull'ammontare dei finanziamenti garantiti ed effettivamente erogati nell'anno dagli enti creditizi convenzionati e per un terzo sull'ammontare del fondo rischi.

3 ter. I fondi di garanzia costituiti con versamenti dei soci, purché di ammontare non inferiore ad euro 50.000, presso gli enti creditizi convenzionati, dai consorzi fidi che dimostrino la costituzione del fondo rischi il cui ammontare non deve essere inferiore ad euro 500.000, sono integrati a domanda da contributi concessi dall'Amministrazione regionale. L'ammontare di contributi è ripartito tra gli aventi diritto per un terzo sulla base del capitale sociale sottoscritto e versato, per un terzo sull'ammontare dei finanziamenti garantiti ed effettivamente erogati nell'anno dagli enti creditizi convenzionati e per un terzo sull'ammontare del fondo rischi.".

EMENDAMENTO soppressivo totale LA SPISA - OPPI - VARGIU - CAPELLI - LADU - MURGIONI - GALLUS - CONTU - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 7 ter

L'articolo 7 ter è soppresso. (42)

EMENDAMENTO sostitutivo totale SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA

Art. 7 ter

Il testo dell'emendamento n. 113 è così sostituito:

"2 bis. A valere sulle disponibilità sussistenti nel conto dei residui della UPB S07.038 (cap. 07136) una quota pari a euro 4.000.000 è destinata alla concessione di contributi alle imprese artigiane, ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale n. 51 del 1993.". (162)

EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA

Art. 7 ter

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

"2. bis. È disposto lo spostamento di euro 4.000.000 di cui all'impegno n. 2309/art del 9.12.2002 gravante sul capitolo 07136-00 UPB S07.038 "Contributi in conto occupazione alle imprese artigiane per l'assunzione di apprendisti (legge regionale 13 agosto 2001, n. 12)" da iscrivere in conto competenza sul Cap. 07130-00 UPB S07.038 "Versamenti ai fondi costituiti per la concessione di contributi in conto capitale alle imprese artigiane (comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, e lettera b) dell'articolo 8 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4)" per l'esercizio 2006.". (113).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Signor Presidente, l'articolo 7 ter, introdotto dalla Commissione, sostituisce la formulazione dei commi 3 bis e 3 ter dell'articolo 12 della legge numero 51 del 1993 sui contributi integrativi concessi dall'Amministrazione regionale ai fondi di garanzia costituiti dalle cooperative artigiane di garanzia e dai consorzi fidi. Nella nuova formulazione dei commi 3 bis e 3 ter si indica la concomitanza di due requisiti. Un primo requisito è che i fondi di garanzia costituiti con versamenti dei soci ammontino a non meno di euro 25 mila, nel caso delle cooperative artigiane e a non meno di euro 50 mila nel caso dei consorzi fidi, il secondo requisito prevede che entrambi questi organismi dimostrino la costituzione del fondo rischio il cui ammontare non deve essere inferiore ad euro 500 mila.

Il fondo rischi è l'ammontare, come tutti sanno, del fondo a disposizione della banca per le insolvenze in base al quale la banca concede alla cooperativail finanziamento; in genere per 500 mila euro di fondo rischi, ponendo una percentuale di venti a uno, la banca finanzia fino a dieci milioni.

Ora,se una cooperativa di garanzia ha raccolto con i versamenti dei soci la somma minima richiesta, quindi 25 mila euro, ma non ha avuto partecipazioni di altri organismi, enti o soggetti, per arrivare ad una costituzione complessiva di 500 mila euro di fondo rischi, di fatto il requisito principale è insufficiente. Credo che sarebbe più corretta la formulazione che prevedesse che possano entrare nella ripartizione delle risorse le cooperative che hanno un fondo rischi di 500 mila euro, almeno 25 mila dei quali provenienti dalla partecipazione dei soci,.

Il secondo rilievo che voglio fare è sulla ripartizione dell'ammontare dei contributi tra gli aventi diritto che avviene per un terzo sulla base del capitale sociale sottoscritto e versato, per un terzo sull'ammontare dei finanziamenti garantiti ed effettivamente erogati nell'anno dagli enti creditizi convenzionati e per un altro terzo sull'ammontare del fondo rischi. A prescindere dal fatto che non è prevista nemmeno una quota di pariteticità, il che significa che le cooperative e i consorzi maggiori continuano ad avere più fondi mentre i piccoli continuano ad avere difficoltà ad aumentare il ventaglio di intervento, mi pare che manchi il parametro più importante.

Il problema che aveva portato quasi all'estinzione delle cooperative di garanzia fidi era infatti l'insolvenza. Di fatto, siccome erano pratiche di imprese artigiane, esaminate da imprenditori artigiani che formavano il consiglio d'amministrazione, quasi mai veniva espresso un parere negativo, contando sul fatto che poi comunque l'istruttoria formale approfondita l'avrebbe fatta l'istituto bancario convenzionato. La realtà è che alle banche in questo caso, se mi si passa il termine, non gliene può "fregar di meno", finché il fondo rischi presenta disponibilità concedono i fondi e poi le insolvenze arrivano a valanga.

Quindi, mi pare che l'articolo sia sicuramente da rivedere, seppure mi rendo conto che non è possibile farlo nel momento in cui si affronta questa discussione. Personalmente condivido la necessità di prestare maggiore attenzione alla questione del sostegno al credito dell'impresa artigiana che, per la sua configurazione quasi esclusiva di lavoro autonomo, ha nella mancanza di liquidità uno dei punti di maggiore criticità.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il relatore non accoglie l'emendamento numero 42, accoglie invece l'emendamento numero 162, sostitutivo dell'emendamento numero 113.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 7 ter. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 162.. Chi lo approva alzi la mano..

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e dei relativi emendamenti:

Art. 8

Disposizioni a favore degli enti locali

1. Per la realizzazione di progetti pilota finalizzati alla progettazione del riuso turistico e del marketing e per la realizzazione di attività nei centri storici di paesi siti in prossimità della costa, è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 5.000.000; il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di urbanistica, a' termini della lettera i) dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche ed integrazioni (UPB S04.130).

2. Il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, è sostituito dal seguente:

"2. La quota del medesimo fondo destinata alle province è ripartita fra di esse sulla base dei parametri per la ripartizione delle risorse individuati dalla Giunta regionale ai sensi del comma 14 dell'articolo 1 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7.".

3. Il comma 5 dell'articolo 19 della legge regionale 2 agosto 2005, n. 12 (Norme per le unioni di comuni e le comunità montane. Ambiti adeguati per l'esercizio associato di funzioni. Misure di sostegno per i piccoli comuni), è sostituito dal seguente:

"5. Le modifiche e le abrogazioni disposte dal presente articolo entrano in vigore all'atto dell'istituzione delle comunità montane ai sensi della presente legge.".

4. Una quota fino ad euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 dello stanziamento iscritto in conto dell'UPB S04.019 (cap. 04019) è ripartita fra i comuni singoli o associati e le province che attuano processi di mobilità volontaria e di riorganizzazione per l'inserimento nelle proprie dotazioni organiche del personale delle comunità montane che cessa per effetto dell'applicazione della legge regionale n. 12 del 2005. I contributi sono commisurati al 50 per cento dell'entità degli oneri corrispondenti alle unità assorbite.

5. Il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1, è sostituito dal seguente:

"2. è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 3.000.000 per la concessione di contributi a favore degli enti locali che hanno già attivato la raccolta differenziata e provvedono, in tutto o in parte, allo smaltimento dei rifiuti urbani mediante l'utilizzo di impianti di incenerimento e termovalorizzazione, sulla base dei quantitativi dei rifiuti urbani conferiti nel corso dell'anno precedente. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale ai sensi della lettera i) dell'articolo 4 della legge regionale n. 1 del 1977 (UPB S05.021).".

6. I beni contenuti nella parte prima dell'ottavo elenco annuale dei beni immobili regionale alienabili, di cui alla delibera della Giunta regionale n. 7/12 del 21 febbraio 2006 sono trasferiti, in deroga alle norme di cui alla legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35, ai comuni interessati al prezzo simbolico di euro 1 ciascuno.)

EMENDAMENTO soppressivo parziale MORO - ARTIZZU - LIORI - SANNA Matteo - DIANA - MURGIONI - GALLUS - OPPI - LA SPISA - VARGIU - CAPELLI - CONTU - LADU

Art. 8

Il comma 3 dell'articolo 8 è soppresso. (80)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MORO - ARTIZZU - LIORI - SANNA Matteo - DIANA - GALLUS - MURGIONI - OPPI - LA SPISA - VARGIU - CAPELLI - CONTU - LADU

Art. 8

Lo stanziamento di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 di cui al comma 4 dell'articolo 8 è rideterminato per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 in euro 3.000.000.

Copertura finanziaria

in aumento

UPB S04.019

Cap. 04019-00

2006 euro 1.000.000

2007 euro 1.000.000

2008 euro 1.000.000

in diminuzione

UPB S03.006

2006 euro 1.000.000

2007 euro 1.000.000

2008 euro 1.000.000. (79)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 8

Al comma 4, ultimo capoverso, la cifra del 50 per cento è sostituita dal 100 per cento. (109)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MORO - ARTIZZU - LIORI - SANNA Matteo - DIANA - GALLUS - MURGIONI - OPPI - LA SPISA - VARGIU - CAPELLI - CONTU - LADU

Art. 8

La percentuale dei contributi di cui al comma 4 dell'articolo 8 è rideterminata nel 90 per cento.

I maggiori oneri, da determinare, vanno a valere sull'UPB S04.019 - cap. 04019-00. (82)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - MARROCCU - BIANCU - PORCU - LICHERI

Art. 8

Il comma 5 dell'articolo 8 è sostituito dal seguente:

"5. Il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1, è sostituito:

"è autorizzata per l'anno 2006 la spesa di euro 3 milioni per la concessione di contributi a favore degli enti locali che abbiano attivato la raccolta differenziata, raggiungendo nell'anno 2005 percentuali non inferiori al 10 per cento e che provvedono allo smaltimento dei rifiuti urbani mediante l'utilizzo di impianti di incenerimento e termovalorizzazione. Nella ripartizione di terrà conto del costo sostenuto al termovalorizzatore, dei quantitativi conferiti nell'anno precedente e, a titolo di premialità, dell'assenza di penali dal 31 agosto 2005, relative al mancato raggiungimento della percentuale sulla raccolta dell'umido.

Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale ai sensi della lettera i) dell'articolo 4 della legge regionale n. 1 del 1977 (UPB 305.021).". (151)

EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - LA SPISA - LADU - GALLUS - MURGIONI - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 8

Nel comma 1 dell'articolo 8 dopo le parole "nei centri storici di paesi siti in prossimità della costa" sono aggiunte le seguenti parole "e nelle zone interne della Sardegna soggette a vincoli e limitazioni paesaggistiche e/o di particolare interesse storico o archeologico". (40)

EMENDAMENTO aggiuntivo MORO - ARTIZZU - LIORI - SANNA Matteo - DIANA - MURGIONI - GALLUS - OPPI - LA SPISA - VARGIU - CAPELLI - CONTU - LADU

Art. 8

Dopo il comma 2 dell'articolo 8 è aggiunto il seguente comma:

"2bis. L'articolo 19 della legge regionale 2 agosto 2005, n. 12, è soppresso.". (81)

EMENDAMENTO sostitutivo totale SECCI - MARROCU - BIANCO - PORCU - LICHERI - BALIA - CALLEDDA - SANNA F.

Art. 8

L'emendamento 132 è sostituito dal seguente:

L'Assessore regionale dei lavori pubblici è autorizzato al trasferimento del patrimonio IACP destinato a uso pubblico ai comuni e alle province che ne facciano richiesta al prezzo simbolico di 1 euro.

Il provvedimento motivato di trasferimento è trasmesso alla Commissione consiliare competente per la presa d'atto. (160)

EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Francesco - CALLEDDA - SABATINI - UGGIAS - CUCCA

Art. 8

Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

"6 bis. È autorizzato il trasferimento alla Provincia di Carbonia - Iglesias dei seguenti beni immobili di proprietà dell'Istituto autonomo case popolari (IACP) della Provincia di Cagliari, siti nel Comune di Carbonia e destinati all'uso pubblico di istituti scolastici, al prezzo simbolico di 1 euro:

a) edificio sito in via Mazzini n. 39 e 41;

b) edificio sito in via Lubiana n. 27;

c) edificio sito in via Caresias n. 2;

d) edificio sito in piazza Repubblica n. 213.

È autorizzato il trasferimento dei seguenti beni immobili di proprietà dell'Istituto autonomo case popolari (IACP) della Provincia di Cagliari, siti nel territorio dei Comune di Carbonia al medesimo comune al prezzo simbolico di 1 euro:

a) i seguenti fabbricati adibiti ad uso pubblico:

- immobile adibito a Museo comunale sito in via Campania;

- immobile adibito a Centro aggregazione Cortoghiana, sito in viale Savoia n. 19, Cortoghiana;

- immobile adibito a Centro aggregazione sito in via Satta n. 151, Carbonia;

b) le seguenti aree:

- area distinta in catasto al foglio 28 mappale 1473 parte (zona antistante ufficio di collocamento via Dalmazia) per la realizzazione di un parcheggio ad uso pubblico;

- area distinta in catasto al foglio 23 mappali 166, 854 (ex 167), 161 (area adiacente Stadio comunale, compresa tra lo Stadio comunale e la via Costituente) per la realizzazione di un parcheggio ad uso pubblico;

- area compresa tra Monte Rosmarino, via Tirso e canale "Cannas Acque Alte" per la realizzazione di un parcheggio ad uso pubblico;

- area distinta in catasto al foglio 28 mappali 1530 e 105 (area compresa tra via Marche e via XVIII Dicembre) per la realizzazione di un parcheggio ad uso pubblico;

- area compresa tra la via XVIII dicembre e Corso Iglesias (adiacente Tribunale) per la realizzazione di un asse viario;

- area ingresso Carbonia (rotonda ingresso) per la realizzazione di un intervento di miglioramento della viabilità;

- area distinta in catasto al foglio 28, mappale 1189 parte (area adiacente alla scuola media via Balilla) per la realizzazione di edifici ad uso pubblico;

- aree comprese tra la via Dalmazia e via della Stazione, per la realizzazione di servizi pubblici di quartiere;

- aree comprese tra via Stazione e Strada statale 126 (adiacenti alle aree dei Mercati generali ingrosso), per la realizzazione di servizi pubblici;

- reliquiati IACP limitatamente stradelli ovvero strade di collegamento tra la viabilità esterna e gli IACP.

Con uno o più decreti del Presidente della Regione, da emanarsi in esecuzione delle disposizioni del presente articolo, sentiti, per quanto di rispettiva competenza, la Provincia di Carbonia-Iglesias, il Comune di Carbonia e lo IACP, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, viene stabilito il trasferimento dei beni e dei rapporti giuridici attivi e passivi ad essi inerenti e definite le modalità per la relativa consegna.". (132).)

PRESIDENTE. Poiché non vi sono iscritti a parlare sull'articolo e sugli emendamenti,per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo sugli emendamenti numero 80, 79, 82, 40, 81. Invita al ritiro degli emendamenti numero 109, e 151, in relazione a quest'ultimo si ritiene migliore il testo esitato dalla Commissione, . Nel caso venisse mantenuto il parere sul 151 è negativo. Si invita anche al ritiro dell'emendamento numero 132 qualora non venga approvato l'emendamento numero 160, che lo sostituisce e sul quale il parere è chiaramente positivo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta, il cui parere è conforme a quello del relatore, ritira l'emendamento numero 109 proponendo di cassare l'ultimo periodo del comma 4 dell'articolo. La motivazione della richiesta è semplice; poiché si tratta di un richiamo all'esigenza di attivare mobilità volontarie, è del tutto evidente che la commisurazione del contributo non può essere stabilito preventivamente perché ci sono enti locali che essendo in carenza di organico possiedono già a copertura finanziaria per poter provvedere. Quindi servirà regolamentare l'uso di queste risorse in rapporto all'assorbimento da parte degli enti locali di questo personale in mobilità.

PRESIDENTE. . Metto in votazione l'emendamento numero 80. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 79. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 82. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 151 è stato ritirato. Mettiamo in votazione l'articolo 8 accogliendo, se non ci sono opinioni contrarie, la proposta emendativa dell'Assessore che cassa dal comma 4 dell'articolo le seguenti parole: "I contributi sono commisurati al 50 per cento delle entità degli oneri corrispondenti alle unità assorbite".

. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 81. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 160. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, vorrei un chiarimento. Nel testo dell'emendamento si dice che: "L'assessore regionale dei lavori pubblici è autorizzato al trasferimento…"; Il termine "è autorizzato" significa che l'Assessore regionale è tenuto a trasferire ai comuni e alle province che ne facciano richiesta, o significa che l'Assessore regionale sceglie che cosa rispondere ai comuni e alle province che ne facciano richiesta?

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA Gian Valerio, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. L'obiezione necessita di una precisazione. L'Aula è sempre reiteratamente sottoposta alle esigenze di trasferire immobili di proprietà dello IACP destinati ad uso pubblico (stiamo parlando di scuole, infatti, ho precisato "destinati ad uso pubblico"), agli enti locali che ne devono legittimamente avere la gestione e la cura. Ora, per evitare di reiterare con l'emendamento numero 132 la solita procedura, posto il fatto che con l'articolo 8 la Regione trasferisce ai comuni interessati beni immobili a prezzo simbolico, quindi superando i vincoli posti dalla legge numero 35 citata nel medesimo articolo, non soggiacendo a procedure valutative dal punto di vista del valore dell'immobile, proprio perché si tratta di beni destinati ad uso pubblico, si autorizza l'Assessore dei lavori pubblici su richiesta degli enti locali. Quindi ci deve essere una motivata richiesta e deve essere motivato il provvedimento dell'Assessore, al fine di attivare un processo indiretto di controllo, che deve essere comunicato alla Commissione consiliare competente per la sua presa d'atto. Quindi c'è un processo di valutazione anche della congruità del trasferimento, però, ripeto, legato esclusivamente alla destinazione pubblica di questi immobili.

PRESIDENTE E' in votazione l'emendamento numero 160. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

A seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 160 decade l'emendamento numero 132.

Passiamo all'articolo 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti:

Art. 9

Conservatoria delle coste

1. La Regione promuove la valorizzazione delle coste dell'Isola con studi e ricerche finalizzati alla tutela attiva secondo i principi dello sviluppo sostenibile; per tale finalità è autorizzata, per l'anno 2006, la spesa di euro 500.000 (UPB S01.077).)

EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - LA SPISA - LADU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - OPPI - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI

Art. 9

L'articolo 9 è soppresso. (43)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale ATZERI - SCARPA

Art. 9

Sostituire le parole da "l. La Regione" sino alle parole "sviluppo sostenibile" dell'articolo 9 con il seguente testo:

"1. La Regione istituisce la Conservatoria delle coste.

2. La Conservatoria definisce i criteri della gestione integrata delle coste della Sardegna, nel rispetto dei principi di cui al Piano paesaggistico regionale, alle vigenti norme statali e alle raccomandazioni europee in materia.

3. La Conservatoria svolge in particolare le seguenti attività:

a) definizione di piani di gestione e acquisizione di terreni e immobili siti nella fascia costiera;

b) progettazione integrata del patrimonio costiero, affidato ai Comuni e ad altri soggetti pubblici e privati;

c) programmazione, monitoraggio e coordinamento delle politiche di gestione integrata costiera e delle trasformazioni territoriali.

4. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale definisce con proprio decreto, sentito il parere della Commissione consiliare competente, le modalità e le procedure relative all'operatività della Conservatoria.

5. Per le finalità di cui ai commi precedenti è autorizzata, per l'anno 2006, la spesa di euro 500.000 (UPB S01.077).". (14).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana che illustra l'emendamento numero 43. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Dispiace che non sia presente l'onorevole Maninchedda il quale, visto che si interessa molto di conservare il patrimonio ambientale della Sardegna, probabilmente avrebbe avuto parole di conforto per questo emendamento. L'onorevole Maninchedda ha citato infatti un esempio molto preciso che ormai è conosciuto, credo, da tutti. Ma non ha citato altri interventi che, proprio in questi giorni, si stanno realizzando, grosso modo nella stessa zona menzionata nel suo intervento. Si tratta di opere che stanno deturpando letteralmente il paesaggio, la flora, addirittura il mare. Sembrerebbe che la Sardegna stia diventando come l'Olanda, che è l'unica nazione in Europa il cui territorio aumenta anziché diminuire, Questo è un fatto stranissimo per la Sardegna che è una terra antica, sottoposta all'erosione marina e a quella delle intemperie, mentre l'Olanda non ha questo problema, anzi ha il problema contrario, quindi aumenta la sua estensione, la sua superficie "rubando" spazi al mare da destinare alla coltivazione di colture particolari, e alla costruzione di infrastrutture.

Ovviamente il termine "rubare al mare" in Olanda è forse un termine non troppo corretto, si utilizza una parte delle superfici marine per realizzare delle opere utili al conseguimento di certi obiettivi. In Sardegna questa operazione mal si presta ad essere portata avanti, soprattutto in presenza di un articolo di questo maxi collegato che vorrebbe istituire la Conservatoria delle coste. Da un lato vogliamo conservare e dall'altro stiamo deturpando e per una volta tanto non si parla della Costa Smeralda, si parla di altre realtà. E mi risulta che nessuno sia andato a verificare se questi interventi siano stati sottoposti a verifiche e controlli.

Mi risulta invece che nelle settimane passate qualcosa come 150 o 200 alberi secolari di ginepro siano stati estirpati. Pensate che estirpare un solo albero di ginepro vuol dire creare dei danni incalcolabili. Nella località di cui parlo sembrerebbe che le ruspe abbiano fatto scempio, dico sembrerebbe perché ancora non ho avuto modo di avere tutta la documentazione, appena l'avrò ovviamente ne farò l'uso che ne deve fare un consigliere regionale, in modo che tutti quanti sappiano chi ha dato le concessioni, chi ha firmato, chi ha sottoscritto e quali siano gli interessi che si muovono dietro questa grande iniziativa turistica. È chiaro che poi se qualcuno ha chiuso gli occhi le bende dei mori di Sardegna dovranno funzionare in un certo senso.

Nel momento in cui abbiamo predisposto l'emendamento numero 43 la situazione era parzialmente conosciuta, ma che questo emendamento sia provocatorio credo lo abbiano capito tutti. Infatti, mentre all'articolo 9 si dice che la Regione promuove la valorizzazione delle coste dell'Isola con studi e ricerche finalizzate alla tutela attiva secondo i principi dello sviluppo sostenibile e che per tale finalità è autorizzata per l'anno la spesa di euro 500.000 (siamo stati bassi questa volta, non abbiamo autorizzato grandi risorse), quindi stiamo istituendo la Conservatoria delle coste, sulla base dei bei principi ispiratori di questo articolo, in una bella parte della Sardegna che si affaccia su coste appartenenti ai nostri cugini francesi si svolge uno scempio incalcolabile; e io domando con l'avvallo di chi, nell'interesse di quali persone, di quali imprenditori, di quali società? Di chi ha comprato, di chi ha venduto, di chi ha buttato giù e di chi, guarda caso, probabilmente ha lasciato in piedi un qualcosa?

Per quale motivo votare un articolo come questo? E' veramente un volerci prendere per degli allocchi, per delle persone che vivono in un altro mondo! Io non vivo in Olanda, io vivo in Sardegna e ho la fortuna di viverci da quasi 600 anni documentati, per cui mi porto appresso tutta una storia, una tradizione, una cultura! Quei ginepri che sono stati estirpati probabilmente 600 anni fa c'erano già, eppure tutti i sardi, quando demoliscono le case dei centri storici che si vorrebbero recuperare, conservano anche le parti infinitesimali dei ginepri che una volta si usavano per sostenere i tetti, i solai.

Quindi, abbiamo testimonianze di questo ginepro che vive da mille anni, da duemila anni in Sardegna, ovviamente è un ginepro secco, ma noi abbiamo la fortuna, in Sardegna, di avere boschi interi di ginepri,sia di ginepro marino che di ginepro delle zone interne. Abbiamo due fattispecie e quella di cui sto parlando è la fattispecie di ginepro marino, che è ancora più raro, è ancora più da salvaguardare, e invece in Sardegna, mentre noi siamo qua, accade anche questo.

Documenterò le cose che sto dicendo, le documenteremo con fotografie, con rilievi, con copie delle autorizzazioni e delle concessioni, con tutto ciò che è necessario per dimostrare ancora una volta che probabilmente neanche la presenza di un ambientalista convinto come il presidente Soru riesce a far sì che questa Regione punti in tutte le circostanze ad uno sviluppo sostenibile, alla salvaguardia del capitale ambientale, tutte belle parole, roboanti, tutte quante, ma poi accade, non nel 2003, non alla fine del 2003 o anche all'inizio del 2004, accade nel 2006 e sta accadendo in queste ore questo danno ambientale e tutti tacciono!

Si è taciuto anche sulle questioni sollevate dall'onorevole Maninchedda che avrebbero meritato, per quanto mi riguarda, una sospensione immediata dei lavori per verificare se quanto detto - e non compiutamente - dall'onorevole Maninchedda corrisponda al vero.

Se la situazione descritta è reale credo che il residente Soru dovrebbe chiedere all'Aula di sospendere i lavori perché, sì, è bello istituire la Conservatoria delle coste, non c'è dubbio, ma ci sono argomenti molto più importanti, ci sono i lavoratori dell'antincendio che aspettano risposte per esempio, ci sono altri articoli decisamente importanti, ci sono tre articoli che sono stati stralciati e sui quali non stiamo discutendo, discuteremo la settimana prossima, e nessuno di questi articoli però ha la valenza e la portata politica, e non solo politica, delle dichiarazioni dell'onorevole Maninchedda.

Allora, credo che sarebbe stato opportuno che il presidente Soru, presente in Aula, e lo ringrazio per essere presente, avesse chiesto all'Aula di sospendere i lavori per affrontare questi problemi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Pur nell'assottigliarsi del tempo e del numero delle persone presenti in quest'Aula non si può tacere su questo articolo che istituisce la Conservatoria delle coste. Io, continuando il ragionamento dell'onorevole Diana, vorrei concentrare l'attenzione sul testo, nella stesura del proponente e in quella esitata dalla Commissione che ha una formulazione molto diversa.

L'articolo, così come inizialmente proposto, prevedeva l'istituzione della Conservatoria allo scopo di provvedere alla gestione integrata delle coste dell'Isola, nel rispetto del Piano paesaggistico regionale, e si autorizzava una spesa annua di 500.000 euro per una serie di attività e di funzioni quali l'acquisizione in gestione di terreni e immobili ricadenti nella fascia costiera (dotazione finanziaria fin troppo ristretta); progettazione e gestione integrata del patrimonio costiero affidata alla Conservatoria anche in compartecipazione con altri soggetti pubblici e privati; programmazione, monitoraggio e coordinamento delle politiche di gestione integrata costiera e delle trasformazioni territoriali. Strumentalmente a queste funzioni fondamentali, principali e corpose alla lettera d) si prevedeva anche l'utilizzo delle risorse, 500.000 euro, per studi, ricerche, informazione e prodotti della tutela attiva delle coste.

Dal testo del proponente arriviamo al testo esitato dalla Commissione, votato dalla maggioranza, in cui rimangono i 500.000 euro, ma delle funzioni previste rimane solo l'ultima e cioè studi, ricerche e informazioni. Che cosa è accaduto? Il progetto ci risulta che sia stato non voluto, non concordato, non condiviso dalla stessa maggioranza che evidentemente ha lasciato cadere tutte le grandi proclamazioni di intenti fatte nei mesi precedenti; quel che rimane però è una delle costanti di questa Amministrazione regionale, di questa maggioranza, di questo Governo regionale e cioè il generoso finanziamento di studi e ricerche.

Vorremmo capire, saremmo molto curiosi di sapere come verranno utilizzati questi soldi; crediamo però che, come minimo, bisognerebbe modificare la rubrica dell'articolo. Non si capisce infatti come possa chiamarsi "Conservatoria delle coste" l'articolo 9, visto che si tratta semplicemente di un comma che finanzia studi e ricerche sul problema della valorizzazione delle coste dell'Isola. È ben poca cosa rispetto alle grandi promesse che avete fatto, ma non è l'unico caso in cui in questi vostri due anni di Governo viene verificato e riscontrato in quest'Aula questo decadimento delle intenzioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Effettivamente non c'è molto da aggiungere a quanto hanno puntualmente rilevato i colleghi Diana e La Spisa, però forse noi siamo abituati in quest'Aula a parlarci sempre con un linguaggio da politici, allora io vorrei cercare, se è possibile, pur essendo tra politici, di utilizzare un linguaggio di più immediata comprensione ragionando per punti di semplicità estrema e magari anche di corta durata.

Non è la prima volta che in quest'Aula parliamo di Conservatoria delle coste, non è la prima volta che i giornali, i mass media si occupano della Conservatoria delle coste; conseguentemente tutti quanti noi siamo andati a vedere i modelli di riferimento, in particolare il modello corso privilegiato dal presidente Soru e dalla Giunta. Naturalmente ci siamo fatti un'idea di che cosa sia questa Conservatoria delle coste.

Bene, voi ritenete che una cosa seria come la Conservatoria delle coste non richieda lo sforzo di elaborazione di un disegno o di una proposta di legge, a seconda che lo voglia presentare la Giunta o la maggioranza consiliare, che consenta di discutere sull'argomento per una settimana e poi ci faccia partire sul serio la Conservatoria delle coste, anziché citare la Conservatoria delle coste in alcune leggi senza che veda effettivamente la luce?

Anche questo articolo 9 accende in persone, che esaminassero superficialmente questo testo, delle speranze e delle aspettative che poi sono di fatto fondate sulle sabbie mobili; si legge il titolo: "Conservatoria delle coste", si pensa che se n'è già parlato e che lo si è già scritto in altra legge, si pensa che ci siano gli strumenti per farla funzionare, che ci sia scritto cosa è, come deve avere il patrimonio che le serve per poter esplicitare la sua azione di acquisizione delle coste, cioè che si parli sul serio della Conservatoria delle coste.

Poi bisognerebbe, come ha suggerito l'onorevole La Spisa, operare un raffronto tra il testo pervenuto in Commissione, testo già povero, carente e senza costrutto, assolutamente non adeguato agli obiettivi, perché stanziare 500.000 euro per la Conservatoria delle coste significa sostanzialmente non stanziare niente, e il testo finale; io chiederei a questo punto ad un collega del centrosinistra di alzarsi, di prendere il microfono e dire: "Vargiu, ti sbagli; non è vero, hai capito male. Il testo finale è l'autorizzazione di una consulenza, nel senso che noi riteniamo che autorizzare una consulenza da un miliardo di lire, o 500.000 euro che dir si voglia, sia meritevole di un articolo di legge e sia meritevole di un articolo di legge che pomposamente prende il nome di 'Conservatoria delle coste'". Io credo che sia mortificante! Presidente Soru, credo che per lei sia mortificante! La mia posizione politica, che è differente dalla sua, ovviamente mi mette in condizione di contestare e di non essere d'accordo su una parte delle cose che lei fa. Sulla Conservatoria delle coste sarei stimolato a ragionare, mi sembra un'intuizione sulla quale valga la pena di riflettere, allora lei non si sente mortificato che un'idea stimolante, sulla quale vale la pena di riflettere, sulla quale vale la pena di coinvolgere intelligenze, di stimolare ragionamenti, di avere intuizioni alte, di essere appassionati di politica, venga poi liquidata in un articoletto di cinque righe in cui per legge si autorizza quello che si poteva fare con un semplice atto normativo, con una determinazione del dirigente?

C'è un gruppo di esperti (che siano tre, cinque, due, sette, che siano amici del centrosinistra, del centrodestra, non mi interessa), che dà una consulenza e a questa consulenza noi, in maniera illustre, quasi che volesse accendere sentimenti, passioni, che però non ci sono - perché non c'è il tanto dentro l'articolo della legge - diamo il nome di "Conservatoria delle coste"! È questo che poi riduce la possibilità di confronto tra la maggioranza e la minoranza, cioè il fatto che anche sulle cose su cui sarebbe bello, desiderabile, appassionante, ragionare e discutere, in realtà non c'è niente da ragionare e discutere perché si dice che c'è la montagna, in realtà c'è il topolino, quindi non si può discutere della cima e della vetta se siamo a livello del mare, non si può discutere della Conservatoria delle coste se in realtà stiamo discutendo di una consulenza che verrà affidata, con la discrezionalità giusta che la Giunta deve avere, a degli esperti i quali fra sei mesi, fra un anno, fra due anni, ci diranno qualcosa di illustre sulla valorizzazione delle coste dell'Isola, con studi e ricerche finalizzate, eccetera, eccetera, eccetera.

Io credo che sia mortificante per tutti noi iniziare a parlare di una struttura che sembra essere davvero importante per la nostra terra, che sembra aprire prospettive di confronto, di discussione, di dibattito, anche al nostro interno, ma in maniera costruttiva, per fare qualcosa per il futuro che non si è fatto nel passato, e poi alla fine scoprire che non c'è bisogno di discutere, che non c'è niente da discutere perché in realtà l'argomento che è celato da un titolo roboante, da un grande annuncio, da uno spettacolo di fuochi d'artificio è come lo spettacolo dei fuochi d'artificio: finisce con l'ultimo fuoco d'artificio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Signor Presidente, l'articolo 9, nel testo della Commissione, è nient'altro che un emendamento presentato dalla quarta Commissione, della quale io faccio parte, e condiviso dalla maggioranza e dalla minoranza. Ovviamente c'è stato un momento di confronto, è stato fatto un ragionamento sul testo che era stato proposto all'attenzione della Commissione.

La Conservatoria delle coste viene istituita con delibera di Giunta il 9 marzo del 2005. Nella delibera la Giunta individua un comitato di indirizzo interassessoriale e un comitato scientifico, nonché un Servizio allocato presso la Presidenza della Regione; indica una serie di ambiti operativi e di finalità e quindi, riprendendo l'argomento con la delibera 36/1 del 26 luglio 2005, delibera di approvare il piano di attività del Servizio della Conservatoria delle coste così come rappresentato e, in particolare, di dare mandato al Presidente perché individui i componenti del comitato scientifico nel numero massimo di cinque, secondo i criteri espressi nella precedente deliberazione 9/2 del 9 marzo 2005, di dare inoltre mandato al Presidente perché coordini l'attività di elaborazione e di predisposizione del disegno di legge regionale istitutivo del conservatore delle coste della Sardegna. Questo è il contenuto della delibera del 26 luglio.

La Commissione, , nel momento in cui si esaminava un articolo che, di fatto, nei punti a), b), c) e d) anticipava degli obiettivi che, per espressa volontà della Giunta, dovevano comunque scaturire da un disegno di legge della cui predisposizione era incaricato il Presidente, tenendo conto che più volte questo Consiglio ha palesato l'intenzione di non rinunciare alla propria prerogativa di legiferare, ha ritenuto più serio, più corretto, più coinvolgente dell'intera Assemblea attendere il disegno di legge. Con questo articolo ha comunque creato un momento di attenzione attorno alla Conservatoria, ma ha preferito rinviare a quel momento il coinvolgimento del Consiglio in una discussione sicuramente difficile e complessa e piena di risvolti che non possono essere racchiusi nei quattro punti a), b), c), d), indicati nel testo dell'articolo 9 proposto dalla Giunta.

D'altra parte la Commissione ha anche ritenuto che la proposta di soppressione dell'articolo 9 non fosse rispondente al convincimento, trasversalmente presente tra le forze politiche dell'Assemblea, che sia utile ed opportuno, oltre che necessario, che la Sardegna istituisca una Conservatoria delle coste che serva a tutelarle, a proteggerle e ad utilizzarle nei limiti di uno sviluppo sostenibile.

Quindi, di fatto, l'emendamento della Commissione quarta, poi accolto in Commissione terza, tendeva a racchiudere in quelle cinque righe una formulazione che ci sembrava rispettosa del principio di Conservatoria delle coste. Quindi si è scritto: "La Regione promuove….", e vorrei sottolineare che è stato cambiato un verbo, da provvede a promuove, proprio perché ci si stava limitando ad indicare una manifestazione di principio del funzionamento corretto di una Conservatoria regionale, "…la valorizzazione delle coste dell'Isola con studi e ricerche finalizzate alla tutela attiva, secondo i principi dello sviluppo sostenibile". Non so se poi ci sia riuscita totalmente, però quello che la Commissione, unitariamente, almeno per quanto a me è sembrato di capire, intendeva dire era che riconosceva il principio, lo condivideva, però riteneva necessario che la definizione di questo delicatissimo aspetto avvenisse attraverso il normale iter parlamentare e cioè attraverso l'esame, la definizione, se necessario la modificazione, in parte oppure no, del disegno di legge che la Giunta con la delibera del 26 luglio si era impegnata a presentare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Signor Presidente, signori consiglieri,, intervengo esclusivamente nel merito di questo articolo. Intanto mi fa piacere apprendere che tutti gli oratori, anche quelli della minoranza, si sono espressi nella necessità di avere pienamente operante in Sardegna un qualche istituto che tuteli, che salvaguardi, che valorizzi le nostre coste; un istituto simile ad altri già operanti in diversi paesi, come la Conservatoria delle coste francesi, il National Trust inglese, e altri analoghi.

E' stato detto che forse è stata un'intuizione felice di questa maggioranza, come altre ce ne sono state che poi devono essere effettivamente portate a compimento. Sappiamo tutti che il lavoro della politica, il nostro lavoro qui in Consiglio regionale, non è dei più semplici e spesso tra l'intuizione, la volontà e l'effettiva esecuzione di una volontà possono passare molti mesi, qualche volta passano anche diversi anni, delle volte ne passano talmente tanti che nel frattempo ci siamo dimenticati della volontà, oppure la volontà ha perso di importanza e ha perso di momento.

La Conservatoria delle coste è una felice intuizione, oggi condivisa da più parti, condivisa anche da chi mi ha preceduto. Chi mi ha preceduto diceva: "E' importante oggi parlare di Conservatoria delle coste, visto che nel frattempo si stanno comunque facendo degli scempi ambientali davanti alle coste corse?". Se si fanno degli scempi ambientali forse non è importante parlare oggi della Conservatoria? Mi sembra un po' incongruente, sarebbe come dire: "Non dobbiamo parlare di polizia perché ci sono i ladri". A maggior ragione, poiché ci sono i ladri dobbiamo parlare di polizia e dobbiamo parlarne più speditamente e più in fretta, e con maggiore convinzione.

Proprio perché eventualmente ci sono degli scempi dobbiamo parlare della Conservatoria delle coste che può essere uno degli strumenti per una politica complessiva sulle coste, insieme al Piano paesaggistico, insieme ad una giusta vigilanza ambientale ed urbanistica. Quindi, è prezioso, è importante, parlare di Conservatoria delle coste.

Per quanto riguarda gli scempi ambientali che poi verranno documentati con fotografie, eccetera, io non li conosco. Già altre volte in quest'Aula ho sentito parlare di scempi ambientali documentati con fotografie che si sono manifestati per quello che poi erano: niente! Staremo a vedere questa volta, sicuramente è importante averne parlato e quindi mi farò parte attiva di promuovere immediatamente un'ispezione del servizio di vigilanza urbanistica e ambientale.

Cosa voleva essere questo articolo 9? Esattamente questo: abbiamo avuto una bella intuizione che ci permette nelle more della discussione e approvazione del disegno di legge previsto, di iniziare sommessamente a fare qualcosa. Il senso di questo articolo 9 è proprio questo: in attesa di una legge abbiamo istituito, come ricordava l'onorevole Cuccu, il Servizio Conservatoria delle coste presso la Presidenza. È composto da un dirigente, e credo abbia una persona che lo aiuti, per iniziare a fare qualcosa.

Che cosa può fare? Intanto l'inventario dei beni regionali perché la Regione ha beni sulle coste attraverso SBS, l'ERSAT, le ex società minerarie, spesso sono abbandonati da molti anni, possiamo iniziare ad immaginare qualche progetto di utilizzo, secondo i principi dello sviluppo sostenibile. Possiamo vedere se magari non si possa immaginare qualche progetto pilota di miglior tutela e valorizzazione di questo patrimonio regionale. Questo sì, in attesa che in futuro, con una legge di più ampio respiro, si trovi anche il modo di finanziare questa legge e piano piano acquisire al patrimonio pubblico tratti di costa di particolare pregio.

Tenete presente che in altri Paesi esteri la maggior parte del territorio costiero appartiene ormai al patrimonio pubblico, quindi sarebbe auspicabile che gradualmente anche in Sardegna possa avvenire una cosa di questo genere.

Quindi, si tratta di iniziare a fare delle cose, con pochi mezzi, anticipando i tempi più ampi, necessariamente dovuti per l'approvazione di una legge compiuta. La Giunta cercherà di essere più veloce e proporrà lei il suo disegno di legge, ci abbiamo già lavorato, ce l'abbiamo pronto, qualche volta non siamo particolarmente felici di presentare un altro disegno di legge perché ce ne sono tanti e c'è un certo ingorgo di leggi che dovrebbero portare a termine una felice intuizione ed eseguirla, quindi anche per questo forse non l'abbiamo ancora fatto, però nel frattempo pensavamo fosse prezioso iniziare a fare delle cose e pur nella diversa articolazione dell'articolo 9 queste cose possiamo iniziare a farle.

Verificare attentamente quindi il nostro patrimonio regionale; vederne la consistenza; fare in modo che nessuno continui a venderlo in maniera strana, come è capitato anche nel recente passato; fare in modo che nessuno lo occupi abusivamente, come è capitato da decenni; fare in modo che questo bene possa essere valorizzato e nel frattempo avviare qualche esperimento come per esempio il progetto di sviluppo sostenibile che si sta avviando nelle vecchie proprietà dell'ERSAT sulla costa di Pula.

Io posso assicurare che non c'è nessuna consulenza dietro e posso promettere che non chiederemo nessuna consulenza, ma andremo avanti con le capacità della Regione e degli uffici dell'Urbanistica che nel frattempo hanno accresciuto la loro esperienza in questo anno di progettazione del Piano paesaggistico regionale.

Quindi, credo che sia importante approvare questo articolo ed è un passo avanti che la Regione fa nella tutela e nella valorizzazione delle coste. E' la prima Regione d'Italia che lo fa ed è un buon segno, qualche volta la nostra Regione, come potrebbe essere in tantissime occasioni, è prima e fa anche da battistrada rispetto ad altre Regioni. Ecco perché sono 'orgoglioso di ricordare una cosa che certamente non sarà sfuggita a nessuno di voi: l'Organizzazione per le Nazioni Unite ha lanciato due settimane fa un allarme sul fatto che il Mediterraneo sia a rischio;un'agenzia dell'ONU si è posta l'obiettivo, entro il 2007, di approvare un trattato internazionale tra tutti gli Stati costieri che si ispirerà alla legge sulla salvaguardia delle coste approvata da questo Consiglio regionale.

E devo anche dire che l'assessore Sanna in questo momento non c'è perché è stato chiamato a presentare una relazione in un convegno delle diverse Regioni del Mezzogiorno d'Italia, laddove c'è interesse nelle Regioni del Mezzogiorno d'Italia a portare avanti dei progetti del tutto analoghi o simili a quelli che hanno ispirato il Piano paesaggistico regionale. Cito fra tutte la Regione Sicilia, governata dal centrodestra, il cui Assessore del turismo, o dell'ambiente espresso da Alleanza Nazionale ha promosso un progetto simile al nostro.

Alle dichiarazioni dell'onorevole Maninchedda, che in questo momento non c'è,in un primo momento avevo deciso di non rispondere, poi però è stato richiamato che questo luogo, essendo il Parlamento dei sardi, merita la massima attenzione ed il massimo rispetto; ed allora per il rispetto e per l'attenzione verso questo luogo, più che per quelle parole, all'onorevole Maninchedda vorrei dire che a nessuno di noi farebbe piacere che qualcuno ci dicesse: "Per carità, onorevole Maninchedda, taccio di dire tutto quello che so su di lei". Questo lo dico anche a lei, onorevole Vargiu. Entrambi direste subito: "No, calma, che cosa sai su di me?". Oppure, per il rispetto verso quest'Aula, direi che tutti quelli che sanno qualcosa la dicano, per iscritto, in modo chiarissimo. A chi ha parlato di una legge con nomi e fotografie,. chiedo quali sono i nomi e quali sono le fotografie perché io non conosco né nomi, né volti So che questa Giunta ha mille difetti, io stesso li rappresento tutti, mille incapacità, siamo indietro su tante cose, ma una cosa so: stiamo perseguendo unicamente obiettivi e interessi generali e non si stanno facendo favoritismi, non c'è la piuma con i forti e la frusta con i deboli, la Giunta adotta un solo peso e una sola misura per tutti !

L'onorevole Maninchedda concludeva il suo intervento chiedendo di fare piazza pulita nell'Assessorato dell'ambiente e nell'Assessorato del lavoro. Io non darei un giudizio così disastroso di nessuna parte dell'Amministrazione regionale, intanto per il rispetto che ho per la gran parte di chi vi lavora, e poi perchè non si può fare piazza pulita in quanto i dirigenti regionali quelli sono e non si possono nemmeno rimuovere dal loro incarico. Forse grazie a qualche norma che approveremo oggi sarà più facile rimuoverli dal loro incarico e quindi sollecitarli a prestare una maggiore attenzione alle loro azioni.

E' vero che la Giunta è responsabile di un maggior controllo, ma questo controllo lo stiamo attuando e mi sembrava precisa la risposta dell'Assessore dell'ambiente che invito tutti quanti a leggere. Se qualcuno ha altre storie, io lo invito a renderle manifeste perché seminare veleni non è una cosa né nobile né giusta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri che illustrerà l'emendamento numero 14. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, il presidente Soru ha contribuito a creare ancora più confusione perché confrontando questo articolo "plasmoniano" presentato dalla Giunta, dove sforzandosi un po' ritrovavamo quella filosofia ricca di richiami e di petizioni altisonanti che ancora una volta il presidente Soru ci ha trasfuso, con quello esitato dalla Commissione, siamo di fronte a una dieta forzata e viene vanificato tutto quel percorso.

Perché se è vero che alla fine del 1800 gli inglesi avevano adottato questo strumento prezioso come porcellino in terracotta dove conservare tutti i beni, i risparmi della comunità, e poi i francesi nel '75 con ottimi risultati hanno adottato questo strumento, e lo stesso presidente Soru, lo ricordava l'onorevole Cucca, con delibera marzo 2005 riteneva indispensabile dotarsi di uno strumento del genere, noi Sardisti abbiamo presentato questo emendamento per rafforzare l'idea originaria di istituire questa Conservatoria, perché al di là del club dei maligni, nel vedere il testo definitivo si pensa al solito "consulentificio".

Questi 500 mila euro servono esclusivamente per studi e ricerche finalizzate. Certo, ci sono colleghi che pare abbiano la vocazione a fare gli ispettori ambientali, mentre io sono fermo alla mia prospettiva naif, ricordando i casotti da dove a quest'ora fuoriusciva un profumo di malloreddus con salsiccia, non ho questa fantasia a cui lei ci ha richiamato. Se ho argomenti validi mi rivolgo alle autorità competenti e non trasformo quest'Aula in una bolgia di insinuazioni, anche abbastanza terribili.

Con questo emendamento intendiamo restituire alla Regione sarda uno strumento indispensabile che, l'abbiamo visto in altri paesi, ha un ruolo fondamentale, perché la Conservatoria non deve limitarsi solo ad affidare a professionisti autorevolissimi, rispettabilissimi, studi e ricerche, ma deve definire piani di gestione, acquisizione di terreni e immobili, progettazione integrata del patrimonio costiero, programmazione, monitoraggio e coordinamento delle politiche di gestione integrali: cose importanti. Ecco perché siamo rimasti sinceramente un po' stupiti nel vedere quest'articolo subire questa dieta impressionante e volevamo solo contribuire a dotare la Regione di uno strumento che riteniamo importantissimo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo sia sull'emendamento 43 che sull'emendamento 14, ritenendo, in riferimento a quest'ultimo, per le ragioni esposte in diversi interventi. che sia più corretta la stesura dell'articolo 9 adottata dalla Commissione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Colleghi, il Consiglio è convocato mercoledì 26 alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 14 e 23.