Seduta n.357 del 16/12/1998
SEDUTA CCCLVII
(Pomeridiana)
Mercoledì 16 dicembre 1998
Presidenza del Vicepresidente Milia
La seduta è aperta alle ore 17 e 25.
CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 14 dicembre 1998 (353), che è approvato.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1999)" (459)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
DIANA (Progr. Fed.). Non è propriamente sull'ordine dei lavori, sulla relazione all'emendamento che è stato approvato stamattina, e che riguardava la legge sui centri storici, mi è stato segnalato, purtroppo dopo l'approvazione, che c'è un problema di coordinamento fra l'articolo 9 comma 3 che è stato soppresso, e l'articolo 13 comma 1° dalle parole "esso è depositato" fino alla fine. Se fosse possibile, in sede di coordinamento, operare il raccordo, sarebbe opportuno, naturalmente se non ci sono opposizioni.
PRESIDENTE. Ci sono opposizioni sulla proposta dell'onorevole Diana?
Riassumo per chi non era in Aula. L'onorevole Diana ha fatto presente che stamane, dopo la soppressione di un comma dell'articolo 9, relativo ai centri storici, è rimasta la stessa dicitura per il comma 1° dell'articolo 13 mi pare, e chiede se in sede di coordinamento si possa ovviare a questa disfunzione.
Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Per quanto riguarda il relatore di maggioranza, nulla osta ad accogliere l'emendamento verbale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.), relatore di minoranza. Non mi pare che ci siano obiezioni da fare.
PRESIDENTE. Non ci sono opposizioni, quindi si può procedere nel senso richiesto.
Proseguiamo con i lavori.
Si dia lettura dell'articolo 11. Anzi, ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Un intervento sull'ordine dei lavori.
Volevo mettere in evidenza che il fatto capitato qui stamattina è un fatto di enorme gravità. Se si considera che in quest'Aula spesse volte le due posizioni non sono lontane le une dalle altre, o l'una dall'altra, per cui magari c'è differenza di un solo voto, questo autorizza a pensare che il fatto deprecabile che si è verificato questa mattina può essersi verificato anche in altre circostanze.
Allora io ritengo che sia veramente necessario adottare tutti i provvedimenti perché fatti di questo genere non si possano ripetere. E` inaudito che noi arriviamo ad esprimere il voto per conto di nostri colleghi. Io ritengo che non faccia onore a quest'Aula che si sia verificato questo fatto, e perciò non si deve assolutamente ripetere.
Io dico che la Presidenza debba adottare tutti gli strumenti necessari per garantire la veridicità dei risultati a quella che è la reale volontà del Consiglio.
PRESIDENTE. Onorevole Casu, prendo atto delle sue buone ragioni. La Presidenza farà in modo che ciò che è avvenuto stamattina, e penso anche altre volte, non si ripeta. Ho chiesto la presenza proprio di due segretari stasera, l'onorevole Concas e l'onorevole Demontis, perché possano far sì che le operazioni di voto avvengano nella maniera che tutti noi auspichiamo, cioè la maniera più corretta possibile.
Si dia lettura dell'articolo 11.
CONCAS, Segretaria:
Art. 11
Rimborsi piani risanamento urbanistico
1. Il comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 21 dicembre 1996, n. 37, é modificato come segue:
"1. I Comuni beneficiari che abbiano utilizzato i finanziamenti di cui all'articolo 35, comma 1, della legge regionale n. 23 del 1985, possono ottenere la proroga del termine per il rimborso di cui al comma 3 dello stesso articolo presentando richiesta di dilazione da effettuarsi sulla base di un piano di rientro di durata non superiore a trentasei mesi; detto piano é approvato dall'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica previa deliberazione della Giunta regionale.".
PRESIDENTE. All'articolo 11 sono stati presentati cinque emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 99.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 99, che è soppressivo dell'articolo, ha la funzione di eliminare che a seguito di inadempienze ripetute e diffuse nell'ambito dell'amministrazione degli enti locali, possa intervenire la Regione che, con un provvedimento di sanatoria, rimetta in termini i soggetti che, con gravi omissioni, si sono resi inadempienti.
PRESIDENTE. Poiché non sono presenti in Aula i presentatori dell'emendamento numero 121, lo stesso si dà per illustrato.
Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 154.
FALCONI (Progr. Fed.) Intervengo molto brevemente. Si tratta di stabilire un criterio di riparto delle somme, per altro già presenti in bilancio, ne abbiamo parlato questa mattina, dei dieci miliardi del fondo per la montagna che va a finire alle comunità montane. Non essendoci un metodo certo di riparto, si propone quello previsto per gli enti sovracomunali, quello previsto dalla legge numero 25, che prevede appunto una quota del venti per cento uguale per tutte le comunità montane, una quota del quaranta per cento in proporzione alla popolazione, ed una quota del quaranta per cento in proporzione alla superficie di ciascuna comunità montana. Questo meccanismo è previsto dalla legge 25 del 1993 al comma 2 dell'articolo 2; non si fa altro che riproporre quello schema.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 159 ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu.
BIANCAREDDU (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Sull'emendamento numero 99 si esprime parere contrario; tende a sopprimere l'articolo 11, quindi evidentemente non può essere accolto.
Parere contrario per l'emendamento numero 10, anche se non lo vedo inserito nell'indicazione degli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Sassu, il 10... è passato all'articolo 9 e sono stati sospesi il 10 e il 74. Il parere è sul 121, sul 154, sul 159.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Sul 121 si esprime parere favorevole, sul 74, 159, io avevo già chiesto la sospensione degli emendamenti numero 128, numero 138 e numero 74 perché c'era stato un impegno, da parte della Giunta regionale, a formulare una proposta che tenesse conto dei contenuti dei vari emendamenti. Adesso noi ci ritroviamo alla formulazione di un quarto emendamento che ha lo stesso contenuto, ma io ritengo che prima di poter chiamare l'aula a pronunciarsi sulla materia di questi vari emendamenti, è opportuno attendere la proposta sintesi della Giunta regionale, per cui ritengo che sia opportuno ancora tenere in sospeso gli emendamenti numero 128, 138, 74, e in questo momento anche l'emendamento numero 159 a firma di Biancareddu e più. Rimane l'emendamento numero 154, per il quale la Commissione non ha avuto tutti gli elementi di valutazione, per cui si chiede il ritiro ai proponenti dell'emendamento stesso.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, intervengo solamente sull'emendamento numero 121 per far notare come i principi si fanno e si disfano sempre in virtù delle firme di chi presenta proposte, che in questo caso si tratta di una norma che con la Finanziaria non ha niente a che vedere, è una norma che riguarda una legge di settore che tende a scavalcare le competenze di una Commissione, che tende a creare situazioni di fatto, quando nella stessa Commissione esiste ormai all'ordine del giorno un provvedimento di legge sul riordino dei consorzi industriali, che tende, per altro, ad attivare una logica, che è velatamente espressa come controllo da parte del Governo regionale, in realtà significa esclusivamente privarli della autonomia che gli è riconosciuta da disposizioni di legge nazionali nell'ambito del settore dei consorzi industriali.
I consorzi industriali sono enti che ormai non sono di diritto pubblico. La legislazione nazionale li equipara alle società per azioni; sono costituiti normalmente fra amministrazioni comunali. Questo è un tentativo di volerli riportare nell'alveo dell'Amministrazione regionale, nell'alveo del potere regionale. Io credo che non stiamo facendo una buona cosa per la Regione, che non stiamo andando nella logica del decentramento delle funzioni, ma anzi quella di continuare nell'accentramento di una amministrazione regionale sempre più accentuata.
Non posso certamente che esprimere il parere mio personale contrario a questo emendamento, ma anche far notare come si tratti di uno sgarbo istituzionale, nel momento in cui in discussione c'è un provvedimento di legge all'ordine del giorno della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, anche io intervengo sull'emendamento numero 121. Il 121 non dovrebbe trovare ospitalità nella finanziaria in quanto determina attribuzioni di organi regionali, e in particolare dell'Assessorato all'industria, ma questo Consiglio, siccome non ha dignità, cancella e calpesta in ogni momento le regole stesse che si è dato. Effettivamente è un articolo, a parte questa questione di contenuto, di introduzione nella finanziaria, un articolo veramente anomalo, perché determina - unico caso nella legislazione regionale - il controllo di un organo monocratico, l'Assessorato all'industria, su enti che non sono enti regionali.
Teniamo conto che per gli stessi enti regionali è prevista comunque una deliberazione collegiale della Giunta, ed è presente una legge di controllo che determina in quali casi si può intervenire e con quali effetti. Questa norma invece è assolutamente indeterminata, e pone, nelle mani di una sola persona, il destino dei consorzi industriali, che sono regolati non solo da normative regionali, ma soprattutto da normative statali.
Chiaramente è una forzatura, è un tentativo di accentrare presso l'Assessorato all'industria la gestione dei consorzi, consentendo interferenze nell'autonomia di questi enti che, ricordiamo, hanno natura consortile, quindi sono di una pluralità di soggetti, in cui la Regione, in genere, nomina un solo rappresentante, tanto che, appunto, questo potere di avere un componente su venti, in genere si trasforma in questa norma invece in un potere di disporre dell'ente. Effettivamente è uno stravolgimento delle regole, una forzatura, un tentativo di infilare di soppiatto, in finanziaria, una norma dalle pesanti conseguenze, una violazione dei principi di controllo, perché si poteva fare una normativa di controllo simile a quella dei consorzi di bonifica, e un tentativo di quella appropriazione di tutto il potere che questa Giunta sta portando avanti. Per cui chiedo che il Consiglio, nel rispetto della legge di contabilità, della 11 dell'83, che impedisce l'introduzione in finanziaria di singole norme, e per i motivi di merito, rimandi la questione alle competenti commissioni in merito, che faranno una legislazione adeguata a quelle che sono le esigenze degli interessi in gioco.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Gianfranco. Ne ha facoltà.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Signor Presidente, anche io intervengo brevemente sull'emendamento numero 121 per esprimere la mia contrarietà, la contrarietà di presidente della sesta Commissione, in quanto vedo in questo emendamento una norma di legge di settore di esclusiva competenza della sesta Commissione, che ha, in esame, una proposta di legge, per altro sospesa su richiesta dell'Assessore all'industria. Quindi io mi chiedo, a questo punto, perché dobbiamo ancora continuare con questi espropri, espropri forzati; ed allora io, nell'esprimere la contrarietà all'emendamento, ma nell'ipotesi questo non venisse ritirato, chiedo che venga comunque sospeso per dare il tempo alla Commissione di poter valutare e decidere; altrimenti io sarei anche dell'avviso di sciogliere la sesta Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Io dico qualche cosa anche in ordine all'articolo e all'emendamento numero 99 che propone la soppressione dell'articolo 11. Ora, in realtà, con l'articolo 11 vengono premiati i comuni, o si vorrebbe premiare i comuni che sono rimasti inadempienti delle disposizioni che questo Consiglio ha emanato con la legge 37 del 1996, e quindi mi pare che sia pertinente anche la soppressione di questo articolo, proprio perché non deve essere premiato chi non adempie le disposizioni di legge.
Relativamente all'emendamento numero 121, di cui già si è detto, anche io mi associo al coro di dissenso che si è levato intorno a questo tentativo di commissariamento, perché questo nient'altro è che un commissariamento dei consorzi industriali, quindi mi associo tranquillamente.
Sottoscrivo in pieno, anche a nome dell'intero Gruppo, le perplessità, e la riprovazione di questo tentativo di commissariamento, che con questo emendamento vuole farsi dei consorzi industriali.
Relativamente all'emendamento numero 159, che sostituisce il 128 e il 138, invece lo stesso va sostenuto, perché è rispondente ai criteri che sono stati concordati stamattina nel corso della discussione, del dibattito, e quindi anche con il parere favorevole sia della Commissione che dell'Assessore, perché in realtà qui non si mira, l'intervento, questo contributo viene destinato esclusivamente ai comuni della Sardegna, né poteva essere diversamente, qualora abbiano subito delle calamità naturali per l'alluvione del 1998. Quindi va sostenuto perché mi pare che sia coerente agli accordi che sono stati raggiunti questa mattina.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, intervengo nell'ordine sull'emendamento numero 99, l'emendamento numero 121 e l'emendamento numero 159.
Il primo emendamento è soppressivo dell'articolo 11 e trae origine dalla necessità di moralizzare la politica e quindi i comportamenti di quei soggetti che istituzionalmente sono preposti all'amministrazione della cosa pubblica, nel caso che ci riguarda sono i comuni.
I comuni interessati da questo provvedimento entro tre mesi, a decorrere dalla data del 21 dicembre 1996, avrebbero dovuto presentare la domanda per la dilazione del rimborso relativo ai finanziamenti che erano stati utilizzati a valere sulla legge 23 dell'85 e, specificamente, quelli previsti dall'articolo 35. Ora, io mi chiedo: è mai possibile che a due anni dall'entrata in vigore di quella legge, che aveva ulteriormente previsto una dilazione, e quindi un'ulteriore remissione in termini, quindi a distanza di due anni, i tre mesi che erano stati loro concessi da quella disposizione, siano stati disattesi e si senta ancora oggi la necessità di intervenire con l'ennesima sanatoria? Noi sappiamo che le sanatorie non sanano alcunché se non intervenire nel caso particolare per dare vantaggi a quei soggetti che sono inadempienti.
Mi chiedo: è norma di buon governo, è norma moralizzatrice quella che consente a chi è inadempiente di non curarsi di quelli che sono i propri obblighi, obblighi che peraltro non nascono solamente, come dovrebbe essere, anche dal rispetto dei propri compiti istituzionali, ma che è sancito e che è disposto da una legge? Una siffatta norma garantisce impunità a chi è inadempiente, a chi non sente il vincolo, sia morale che legato ai doveri dell'amministratore della cosa pubblica e soprattutto a chi viola coscientemente una disposizione di legge.
Un provvedimento siffatto significa autorizzare e consentire a questi enti, a questi soggetti di continuare imperterriti nel mal costume perché tanto interverrà sempre un provvedimento che sana queste irregolarità. Ora io mi rendo conto che la soppressione di questo articolo creerebbe numerosi disguidi e difficoltà nei soggetti che si vedono costretti a rimborsare non avendo le disponibilità, però, signori, se qui non si provvede, se non si assume una determinazione con atto coraggioso, anche se doloroso, per i motivi che ho detto poc'anzi, certamente il modo di amministrare non cambierà affatto.
Per ciò che riguarda l'emendamento numero 121 mi hanno già preceduto i colleghi Bertolotti, Bonesu e Tunis che hanno messo il dito su una piaga che è aperta non da oggi ma che esiste ed è una ferita che esiste dall'inizio della legislatura. Uno dei primi atti politici significativi di Forza Italia è stato proprio quello di presentare una legge di riforma della legge finanziaria che stabiliva in maniera molto perentoria quelle che erano le funzioni dell'articolo 13 della legge di contabilità medesima, e l'articolo 13 di quella legge è proprio la legge finanziaria. Si era detto, e io mi sono fatto interprete di questa posizione di Forza Italia essendo anche il firmatario di quella proposta di legge, ci furono vivaci e fermi dibattiti in Aula e, se ben ricorderete, addirittura, quando si trattò di votare il passaggio agli articoli di quella proposta di legge, il Consiglio ritenne opportuno di non dover approvare il passaggio, tanto è che poi sull'articolato non ci fu la possibilità di discutere. Il problema si poneva sul fatto che la legge finanziaria è diventata una legge onnicomprensiva, cioè un calderone dove in prossimità della scadenza dell'anno, proprio in concomitanza della predisposizione della manovra comprensiva di legge finanziaria, bilancio annuale e bilancio pluriennale, inizia la caccia alla possibilità di ottenere gli stanziamenti più svariati per tutta una serie di necessità che poco o nulla hanno a che vedere con la legge finanziaria che, inutile ripeterlo, ha o avrebbe, nella previsione legislativa della legge 11/83, ben altra funzione e ben altro compito. Ebbene da allora è calata una cortina di silenzio, nessuno più ha proferito verbo, però il mal vezzo di considerare la legge finanziaria come, dicevo e ripeto, un calderone dove possano trovare accoglienza le più disparate norme anche di natura e soprattutto norme che hanno carattere strettamente campanilistico e il carattere strettamente campanilistico molto spesso sposa la esigenza di visibilità del collega proponente l'emendamento, quindi la richiesta, e con essa evidentemente anche i fini di tornaconto elettorale.
Allora le Commissioni di merito, se la legge finanziaria ha questo compito, ripeto, di essere una legge onnicomprensiva, una legge omnibus dove tutto arriva a seconda delle necessità del momento, ha ragione il collega Tunis quando dice che non hanno nessun valore, nessuna funzione e sarebbe opportuno anche eliminarle, così potremmo, in queste circostanze, concentrare il nostro lavoro e le nostre fatiche direttamente all'Aula senza perdere tempo in Commissione ad istruire provvedimenti che poi sono completamente stravolti in sede di finanziaria.
Ribadisco, perché faccio parte anche della Commissione sesta, che sull'argomento c'è una proposta di legge in Commissione sesta in fase avanzata di istruttoria che disciplina, secondo quelli che sono gli orientamenti e le risultanze del confronto tra tutte le forze politiche, la materia in questione. Io direi che veramente è opportuno, se si vuole dare un senso alla legge finanziaria e un senso alle Commissioni di merito, che questo emendamento sia ritirato e la materia oggetto dell'emendamento stesso sia trattata nella sede competente con gli approfondimenti che il caso richiede.
Per l'emendamento numero 159 aggiungo solamente due parole a quanto è già stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto e soprattutto a ciò che ha detto e riferito con molta determinazione, perché dimostra di sentire il problema, il collega Biancareddu nel suo intervento di stamane. Questa è una emergenza, è una situazione che ha necessità di un intervento immediato, riflette bisogni imperativi di una popolazione che non sta bene per fatto proprio, ma che ancora, per effetto dei danni che sono stati causati dalla recente alluvione, ha necessità di un intervento immediato da parte dell'amministrazione regionale. Le somme che sono richieste evidentemente non sono sufficienti a dare una risposta concreta e tangibile di quelle che sono le necessità che il nubifragio ha causato, però, rendendoci conto di quelle che sono le difficoltà della Regione e la limitatezza, la scarsità delle risorse, sarebbe opportuno che il Consiglio e la Giunta stessa desse una dimostrazione di presenza sul territorio, di vicinanza alle popolazioni, ahi loro, colpite da questa grave calamità e sarebbe anche il segno che tutto sommato in questo Consiglio si lavora e le emergenze e le esigenze dei nostri concittadini in quest'Aula trovano accoglimento e talvolta anche soddisfazione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sull'emendamento numero 99, che è soppressivo totale, non c'è bisogno di argomentare. A noi sembra che si tratti di un problema oggettivo quello affrontato dall'articolo e che quindi è utile che vada mantenuto, votato ed approvato dal Consiglio.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 121 credo che sia a questo punto indispensabile fare un rapidissimo ragionamento di carattere più generale. La legge finanziaria '99 è una legge molto snella, poco più di venti articoli; naturalmente ove sussistano comprovati motivi può essere anche opportuno inserire norme sostanziali, ma usando un vaglio, un filtro che non può essere, non sto parlando esclusivamente né principalmente del "121", la casualità della presentazione della umoralità contingente dell'Aula, noi dobbiamo evitare che la finanziaria... Chiederei un attimo di attenzione perché non sto facendo un intervento su un emendamento.Se diventa una legge omnibus è un'altra cosa, la Giunta non sarebbe d'accordo. Allora, ripeto, salvo eccezioni che insieme, con una valutazione seria e responsabile riteniamo vadano apportate, salvo eccezioni, gli emendamenti che comportano modifica di leggi di settore, di norme di merito vanno in Commissione per una seria istruttoria, lo dico per il 121 ma lo dico anche per altri emendamenti, anche perché se il Consiglio vuole avere una rotta razionale, comprensibile, spiegabile, salvo eccezioni comprovate, il criterio non può che essere omogeneo perché altrimenti diventa difficile spiegare perché il 121 sì e il 304 no, perché poi ciascun presentatore, io per primo quando ho presentato emendamenti (con molta sobrietà, per la verità) si affeziona alla propria creatura e non è disposto a sopportare un'ingiustizia. Quindi credo che dobbiamo tornare sull'impianto originario di una legge snella, introducendo quegli emendamenti che comportino modifica della normativa di merito solo se ci sono delle ragioni evidenti, perché altrimenti dalla girandola delle votazioni a scrutinio segreto sugli emendamenti particolareggiati e sulla modifica di norme di merito, io non credo che possa venire una legge finanziaria razionale.
Allora io penso, questa è la proposta della Giunta e la richiesta che rivolgiamo ai presentatori, che il 121 possa essere ritirato perché la Commissione di merito, con gli iter normali delle proposte di legge, faccia una istruttoria ordinaria.
Aggiungo che sarebbe anche difficile gestire la finanziaria dal punto di vista finanziario, da questo momento in avanti, se non si adottasse una linea molto nitida, molto logica e molto coerente. Io vedo emendamenti da 30 - 40 - 50 miliardi, è tutto legittimo, metto semplicemente in guardia dal fatto che poi probabilmente diventa un processo difficilmente governabile.
Per quanto riguarda l'emendamento 154 non entro nel merito, probabilmente il merito è eccellente, la Giunta non l'ha esaminato, quindi la Giunta non si pronuncia e si rimette all'Aula. Ma anche il 154 andrebbe probabilmente esaminato alla luce delle considerazioni che io facevo e chiedo ai proponenti di fare una riflessione in proposito.
Per il 159 non ho capito se abbiamo deciso di agganciarlo a quelli sospesi e in ogni caso chiedo io che sia sospeso perché deve rientrare in quell'esame contestuale di alcuni emendamenti che riguardano la stessa materia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. In merito all'emendamento 121, e riprendendo anche le osservazioni che faceva l'Assessore, per dire che la discussione in Aula ha consentito di mettere maggiormente a fuoco i contenuti della proposta dell'emendamento 121. Le osservazioni che sono state avanzate da tanti colleghi intervenuti in Aula su questo tema sono tutte serie, quasi tutte condivisibili, allora io chiederei ai presentatori di ritirare l'emendamento per consentire alla Commissione di merito, così come tra l'altro proponeva anche il Presidente della sesta Commissione, di approfondire il contenuto e di riproporre il contenuto stesso una volta riesaminato in un prossimo provvedimento.
Debbo anche fare un'annotazione di carattere più generale, che questo atteggiamento di ripensamento, anche rispetto ad un giudizio che era stato espresso dalla Commissione, dimostra quanto a volte può essere utile una discussione in Aula sui vari argomenti e quando non ci sono strumentalismi e quando alla discussione stessa si guarda con oggettività e con serietà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Io mi dichiaro d'accordo con l'intervento del collega Sassu che sul 121 aveva espresso, così come la Commissione, un parere favorevole. Già dal dibattito in Commissione avevamo capito che c'era bisogno, non solo su questo emendamento, ha ragione l'Assessore Scano, ma anche su altri emendamenti, l'esigenza di un approfondimento in aula che vale, a mio giudizio, per gli emendamenti proposti da colleghi della maggioranza e per emendamenti proposti da colleghi dell'opposizione, cioè l'esigenza di un maggiore coordinamento, di un confronto di merito sui temi che vengono sottoposti al nostro esame e in questo quadro, ma con questa sottolineatura per dire che condivido l'esigenza. Qui siamo in presenza di un emendamento 121 che, a giudizio dei diversi colleghi dell'Aula, ha bisogno di un approfondimento superiore, addirittura si dice di un esame in Commissione per arrivare ad una soluzione diversa, magari con un provvedimento specifico. Con questo spirito io lo ritiro, chiaramente lo ritiro, aggiungendo però, come è stato già fatto, che questa impostazione deve guidare la valutazione complessiva della finanziaria, perché sul tema c'era un pronunciamento favorevole da parte della Commissione, un approfondimento dell'aula che suggerisce ulteriori approfondimenti, lo stesso atteggiamento ci sarà e c'è su altri emendamenti, quindi non ho nessuna difficoltà, non per funzione ma per convinzione sull'impostazione, di ritirare l'emendamento 121. Penso di poterlo fare anche a nome del collega Balia e del collega Randaccio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Sull'ordine dei lavori. Per ciò che riguarda l'emendamento 99 mi rincresce che le osservazioni che ho fatto durante la discussione non siano state riprese dall'Aula e se non mi sono distratto, come talvolta succede, anche l'Assessore nella replica non ha detto alcunché, però mi rendo conto che la soppressione di questo emendamento creerebbe grossi e gravi problemi, però le argomentazioni che io ho portato sono ferme, valide e rimangono. Proprio per spirito di responsabilità, ma con la speranza che fatti ed atti di questo genere in sanatoria abbiano a non più ripetersi o a ripetersi con molta rarefazione nel tempo, dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Per annunciare la richiesta di voto segreto sull'emendamento 159.
PRESIDENTE. E` stata chiesta la sospensione dell'emendamento 159, onorevole Masala.
Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
E` stato ritirato l'emendamento 121.
Metto in votazione l'emendamento numero 154. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 159, del quale è stata chiesta la sospensione, era collegato agli emendamenti 128, 138 e 74, che erano stati sospesi per volontà del Consiglio, quindi riprendiamo gli emendamenti sospesi e votiamo anche il 159.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). No, Presidente, noi insistiamo perché venga posto in votazione l'emendamento. Stiamo parlando dell'articolo 11.
PRESIDENTE. Degli altri emendamenti, del 74, del 128 e del 138...
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Il 159 sostituisce il 128 e il 138, ed è scritto chiaramente, quindi si vota il 159 non il 128 o il 138.
PRESIDENTE. Quindi gli emendamenti 128 e 138 sono ritirati.
Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (Popolari). Visto che il 159 sostituisce un emendamento a mia firma e più, visto che la Giunta ha chiesto una sospensione, chiedo all'amico Biancareddu che conceda questa sospensione per coordinare meglio questo emendamento con il 74; una sospensione anche di qualche minuto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Solamente per dire le cose che ha detto in questo momento il collega Giagu. Ci sono quattro emendamenti che toccano lo stesso argomento e mi pare che sia giusto pensare ad una formulazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.). Il 159 è sostitutivo del 128 e del 138, il 74 non l'abbiamo neanche toccato, quindi gli emendamenti sono due, cioè rimangono il 159, di cui chiedo la votazione, e il 74, del quale non ho neanche conoscenza, e il proponente riterrà lui se ritirarlo o farlo votare, quindi non sono quattro gli emendamenti ma sono due. Siccome l'abbiamo già sospeso stamattina chiedo che si voti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Sarebbe sostitutivo se l'emendamento a firma di Giagu venisse ritirato. A me non risulta che il collega Giagu abbia ritirato il suo emendamento, può averlo firmato ma non significa nulla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.
ZUCCA (Progr. Fed.). Solo per ricordare che stamane, con l'approvazione del Consiglio, non c'è stata nessuna obiezione, anche l'emendamento 74 era stato inserito nel novero degli emendamenti da sospendere, in una con il 128 e con il 138; questo lo ricordo perfettamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io credo che questa sia una questione che possa essere dipanata con un certo fair play, con le regole di reciproco rispetto che solitamente animano i nostri lavori.
Qui ci sono tre emendamenti - il 128, il 138 e il 74 - che riguardano la stessa materia.
Stamattina c'è stata una discussione. Si è realizzata anche una convergenza sulla finalità, ma anche la necessità di veder bene sia la modulazione finanziaria e sia la normativa. Si è avviata un'interlocuzione, un'interlocuzione che, non so perché, non me ne risento naturalmente, infatti lo dico con molta serenità, poi non ha continuato a svolgersi anche con la Giunta, ma è legittimo per altro, quindi nessun appunto.
Ora c'è il 159, che riguarda la stessa materia. Che cosa osta a che si continui a cercare una soluzione comune? In ogni caso, anche dal punto di vista regolamentare, se votazione ha da essere, prima della votazione sull'articolo c'è sul votarlo o sul non votarlo, perché c'è una proposta formale della Giunta di sospendere il 159.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.). Mi dispiace dover insistere e fare anche un appello ai colleghi, perché a quanto pare la Giunta ha la pretesa di fare da maestro agli scolaretti consiglieri. Se i consiglieri hanno firmato l'emendamento, e c'è un numero cospicuo di firme, non vedo perché ci debbono bacchettare e impedirci di fare il nostro dovere di legislatori.
Se l'assessore Scano ha tanta voglia di fare l'insegnante, vada alla scuola media, alle elementari o alle superiori e così comanda la classe.
Noi siamo persone elette, grandi e mature, abbiamo l'onere e l'onore di rappresentare i sardi, quindi ci lasci votare e ci lasci lavorare serenamente. Le lezioni di moralità o di regolamento le lasciamo e gliele rimandiamo tutte quante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Naturalmente potrei rispondere tranquillamente, ma evito di rispondere per l'evidente livello dell'intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cadoni. Ne ha facoltà.
CADONI (A.N.). Io sto parlando per cercare di capire cosa volete dire voi.
PRESIDENTE. Onorevole Cadoni, non siamo sull'ordine dei lavori.
CADONI (A.N.). Dico: come si fa ad autorizzare una spesa di lire tre miliardi nel triennio a venire di un fatto calamitoso che è già successo? E` successo nel 1998, e noi andiamo a impegnare una spesa di tre miliardi per il triennio 1999 - 2001. Noi dobbiamo ripristinare quello che è stato il danno del 1998, poi eventualmente accantonare una somma per eventuali alluvioni agli anni a venire, sperando che non ne succedano. Si sta andando a prevenire quello che verrà, e non andiamo a sanare quello che è già avvenuto.
Contrastano uno con l'altro, sono due emendamenti uno diverso dall'altro, e sinceramente qua bisognerebbe riuscire a metterli d'accordo e fare un emendamento unico per i danni che sono già avvenuti. Eventualmente prevedere un fondo di riserva per le alluvioni che dovranno venire, così il Commissario delle acque sarà contento del fatto che avremo l'acqua.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (Popolari). Io credo che qui si sia d'accordo su quello che è il contenuto degli emendamenti. Non a caso, io e il collega Biancareddu abbiamo presentato simili emendamenti. Conosciamo la situazione e vogliamo andare incontro alla situazione. Stessa sensibilità ha manifestato la Giunta, per cui, per raggiungere un accordo serio, credo che si possa sospendere, vedere qual è la proposta della Giunta, che vada in questo senso, che non stravolga proprio il senso dei nostri emendamenti, credo che una votazione si potrà fare entro stasera.
Per questa ragione chiedo al collega Biancareddu che accolga la richiesta di sospensione, perché sennò io mi vedrei costretto ad accettare la richiesta di sospensione per trovare una soluzione adeguata che coinvolga anche altre situazioni, fermo restando che il contenuto non venga stravolto in una eventuale proposta della Giunta.
Chiedo al collega Biancareddu, che un problema che riguarda una parte della nostra Isola non venga non venga strumentalizzato. Nessuno ha intenzione di strumentalizzare quello che è successo in Gallura; siamo tutti vicini alla Gallura; cerchiamo di uscirne nel modo migliore, per dare una risposta migliore a quelle che sono le amministrazioni di quella parte della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Io intervengo in ordine al tema che il Presidente ha posto, e cioè circa la richiesta di sospensione della votazione dell'emendamento numero 159, perché questo non è il momento del merito, perché sul merito il fatto stesso che l'emendamento sia sottoscritto dai presentatori dell'emendamento numero 128 e dell'emendamento numero 138, e che alle firme degli emendamenti numeri 128 e 138 si siano aggiunti numerosi altri consiglieri, evidentemente vuol dire che l'emendamento numero 159 è il risultato di quell'accordo che in mattinata era stato dato per avvenuto nel corso del dibattito. Se, come ha detto l'Assessore, in questa interlocuzione, nella fase finale è stata, diciamo così, non partecipe la Giunta, evidentemente questo non può essere ascritto a responsabilità di coloro che hanno raccolto e recepito l'accordo che si era verificato. Qui, nell'emendamento numero 159, è integralmente riportato quello che in questa Aula è stato detto sia dalla Giunta, sia dai proponenti, e da tutti coloro che sono intervenuti sull'argomento, e io mi assumo la responsabilità personale di svolgere un ruolo notarile essendo stato qua ad ascoltare sia le proposte del relatore, sia le proposte dell'Assessore, sia quelle dell'onorevole Giagu e dell'onorevole Biancareddu, pertanto non esiste motivo alcuno perché si debba accogliere la richiesta di sospensione che ha esclusivamente una finalità, in questo momento almeno appare essere defatigatoria, e pertanto va respinta decisamente. Pertanto invito i colleghi a respingere la richiesta di sospensione avanzata dalla Giunta, e a dar corso all'emendamento in coerenza alle sottoscrizioni che i proponenti hanno fatto dell'emendamento stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Intervengo brevemente sull'emendamento numero 159.
Mi pare che la richiesta dell'assessore Scano sia accoglibile non solo per una questione di forma che è stata richiamata anche dal collega Giagu, ma soprattutto per una questione di sostanza. Si vuole rispondere positivamente al quesito che è stato proposto con gli emendamenti di questa mattina e con l'emendamento numero 159, e si vuole evitare... (Biancareddu, non farti disturbare da Tunis; Biancareddu non ha bisogno di insegnanti, l'ha detto prima)... Dicevo che l'assessore Scano ci propone, propone all'Aula una esigenza di tipo politico: coordiniamo meglio gli emendamenti e gli argomenti che gli emendamenti mettono in discussione. Io mi dichiaro d'accordo. Il collega Giagu, che, pur avendo una tradizione antica di rapporto con la Gallura, è comunque meno gallurese di me, pur avendo anche io un rapporto abbastanza antico con il territorio di Sassari, quindi ci unifica un interesse generale.
Allora, l'emendamento numero 159 è stato firmato da diversi colleghi del Consiglio, a conferma che c'è un interesse per quella soluzione. Adesso non trasformiamo l'interesse per la soluzione in uno scontro tra (lo dico per il collega Pittalis, che so che deve parlare) maggioranza e minoranza. Troviamo un punto d'incontro che affronti la sostanza dell'emendamento, e se non lo votiamo adesso e lo votiamo tra mezz'ora o tra un'ora non cambia nulla; nessuno di noi è influenzabile, nel merito, da nessun collega di questo Consiglio. Proprio con senso di responsabilità (lo dico anche per il collega Masala) evitiamo di misurarci su questa questione, che ci trova molto d'accordo, l'ha detto anche il relatore di maggioranza. Troviamo una soluzione positiva, la Giunta è disponibile per concorrere alla costruzione di una soluzione positiva, muoviamoci in questa direzione. Collega Pittalis, muoviamoci in questa direzione, perché questa è la sostanza dell'emendamento numero 159, per evitare che il voto diventi voto di schieramento invece che voto di sostanza. Non sarebbe utile, mi pare, su un argomento così delicato, su una situazione che, per chi l'ha vissuta direttamente, può essere anche un dramma; lasciamolo a livello alto, così come a livello alto è stato proposto nella discussione di questa mattina, ed anche con l'emendamento numero 159.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, io non avevo chiesto di parlare, anche perché, se noi impieghiamo il tempo in queste discussioni, ritengo che probabilmente il 30 e il 31 dicembre saremo ancora qui. Questo lo dico serenamente; il problema è serio, si tratta di una questione seria, per cui, a questo punto, rinuncio veramente anche ad intervenire.
PRESIDENTE. Mi pare dagli interventi che le posizioni rimangano distanti, perché da quanto espresso dall'onorevole Masala, rispetto alla richiesta dell'Assessore, confortata dal parere dell'onorevole Giagu e dell'onorevole Cugini, il Presidente deve esclusivamente passare alla votazione per alzata di mano sulla questione di sospensiva proposta dall'assessore Scano.
Metto in votazione la questione sospensiva sull'emendamento numero 159. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si dia lettura del Titolo del Capo III, al quale è stato presentato un emendamento.
CONCAS, Segretaria:
CAPO III
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RICERCA, AMBIENTE, AGRICOLTURA, TURISMO E TRASPORTI
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'emendamento numero 18.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 18.
MASALA (A.N.). Il Capo III contiene una titolazione molto mirata, cioè "dDsposizione in materia di ricerca, di ambiente, di agricoltura, turismo e trasporti", quasi che se dovessimo approvare una norma, poniamo sul commercio o sull'artigianato, non sarebbe compresa dal titolo, per cui, molto più semplicemente, mi pare che si possa denominare con "disposizioni in materia di attività produttive".
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. La Commissione ha valutato l'emendamento del collega Masala, e ha ritenuto di dover esprimere un parere contrario, in virtù del fatto che il titolo del capo terzo sembra più ricco e più rispondente ai contenuti del capo stesso, quindi si esprime parere contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Conforme a quello della Commissione, negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Per chiedere lo scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18 al capo terzo.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato del votazione:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 36
Contrari 28
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MASALA - MILIA - MONTIS - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Si dia lettura dell'articolo 13.
CONCAS, Segretaria:
Art. 13
Ricerca scientifica e Parco tecnologico
1. E' autorizzato lo stanziamento di lire 4.000.000.000 nell'anno 1999 per il cofinanziamento del progetto "Grande antenna SRT" in Comune di San Basilio. Alla attuazione di detto intervento provvede l'Assessore della programmazione previa stipulazione di apposita convenzione con il MURST, il CNR e l'Agenzia Spaziale italiana.
2. Per l'attuazione a favore delle imprese, comprese quelle turistiche, di un programma di servizi, di ricerca, di innovazione e trasferimento tecnologico è autorizzato, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lett. a), della legge regionale 23 agosto 1985, n. 21, un finanziamento di lire 7.000.000.000 a favore del Consorzio Ventuno, previa presentazione di un apposito programma, su proposta dell'Assessore della programmazione, da approvarsi da parte della Giunta regionale a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modificazioni ed integrazioni.
3. Nell'ambito della realizzazione del Parco Scientifico e Tecnologico, il programma annuale di interventi è formulato nel rispetto dell'articolazione multipolare sul territorio regionale; la ripartizione tra i soggetti beneficiari del relativo finanziamento deve basarsi su indicatori di efficienza, di dimensione e di capacità del perseguimento degli obiettivi istituzionali del Parco medesimo.
4. E' autorizzata la spesa di lire 9.000.000.000 per i progetti di ricerca concernenti applicazioni informatiche avanzate nel settore dell'elettronica di consumo, capaci di attrarre in Sardegna imprese leader del settore e di consolidare ricadute industriali, nonché di generare nuova occupazione. I progetti dovranno consentire di valorizzare le attività e le esperienze del CRS4 che opera come soggetto proponente.
5. Gli stanziamenti di cui ai precedenti commi, pari complessivamente a lire 20.000.000.000 sono iscritti in conto del capitolo 03034-01 e trasferiti alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della Legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuiti al titolo di spesa 11.3.10/I del Programma di intervento per gli anni 1988-89-90, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.
6. In attuazione della misura 4.6.4.1 del Programma Operativo Plurifondo Sardegna 1994-1999, di cui alla legge regionale 3 maggio 1995, n. 10, il Consorzio Ventuno è delegato a procedere a tutti gli adempimenti necessari per la realizzazione delle opere e l'acquisto delle apparecchiature nei siti di Cagliari-Pula e di Sassari-Alghero - per il quale sono ricomprese anche le spese di gestione in misura non superiore al 20 per cento - del Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna, comprese l'approvazione dei progetti esecutivi e la nomina dei responsabili della verifica attuativa.
7. Per le finalità di cui al comma 6 è autorizzato il trasferimento, in unica soluzione, delle disponibilità sussistenti, in conto competenza ed in conto residui sui capitoli 03211 e 03211/01.
PRESIDENTE. All'articolo 13 sono stati presentati diversi emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 49 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 100 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 100 si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 101 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.).L'emendamento numero 101 si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 102 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 102 si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 103 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 103 si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 61 ha fcoltà di parlare il consigliere Falconi.
FALCONI (Progr. Fed.). L'emendamento numero 61 si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 60 ha facoltà di parlare il consigliere Tunis Gianfranco.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Signor Presidente, con l'emendamento in questione, numero 60, si chiede che anche la Regione faccia la propria parte così come a livello nazionale è stato fatto con la recente legge finanziaria. E` stato infatti previsto uno stanziamento di cinque miliardi a sostegno dei progetti di ricerca sul carbone realizzabili attraverso la "Sotacarbo" (?).
Alla Regione pertanto si chiede di consentire il rilancio della ricerca nazionale sul carbone, nell'ambito del parco tecnologico sardo. Questo in affiancamento e a supporto del progetto industriale di riattivazione del bacino carbonifero del Sulcis.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 78 ha facoltà di parlare il consigliere Randaccio.
RANDACCIO (G.D.R.I. e Ind.). Sia il 78 che il 77 hanno un'identica logica, ed è relativo al problema, o all'opportunità per meglio dire, del piano informatico e telematico regionale.
Questi emendamenti vanno verso una logica che preveda, al di là delle singole attività che vengono e possono essere effettuate dai singoli assessorati, una concertazione complessiva con l'assessorato agli affari generali, che consenta al piano telematico regionale di avere concretezza e completezza nel proprio impianto.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 120 tratta la stessa materia dell'emendamento numero 13 all'articolo 17 bis, sulle agenzie dei porti turistici. Volevo sapere dall'onorevole Cugini se era il caso di accorparli a di trattarli congiuntamente in questo articolo 17 bis.
CUGINI (Progr. Fed.). Presidente, lei dice che trattano lo stesso argomento?
Presidente. Agenzia dei porti turistici, onorevole Cugini.
CUGINI (Progr. Fed.). Penso che si possano accorpare tra di loro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cugini per illustrare l'emendamento.
CUGINI (Progr. Fed.). E` semplice, posso darlo anche per illustrato, sono quattro parole, lo comprendono tutti senza bisogno di insegnanti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Seguo l'ordine degli emendamenti così come proposti dal Presidente.
Sì all'emendamento numero 49 della Giunta regionale; no all'emendamento numero 100; parere contrario all'emendamento numero 101; parere contrario all'emendamento numero 102; parere contrario all'emendamento numero 103. Per quanto riguarda l'emendamento numero 61, che si propone di limitare al solo polo di Oristano e di Nuoro gli interventi dei poli decentrati, mentre nel 447 si parla di una articolazione multipolare, quindi si chiede ai presentatori di ritirarlo per verificare poi, in una fase successiva, una articolazione diversa del contenuto stesso. Si esprime parere contrario per l'emendamento numero 60; parere contrario per l'emendamento numero 78; parere contrario per l'emendamento numero 77; si accoglie invece l'emendamento numero 120, che si differenzia, rispetto all'emendamento a firma di Lorenzoni e più, legato all'altro articolo, sia per il contenuto che anche per le risorse, quindi chiederei al collega Lorenzoni, di valutare l'emendamento numero 120 a firma di Cugini e Balia, ed eventualmente di ritirare l'emendamento a firma di Lorenzoni e Balia stesso.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Noi abbiamo presentato una serie di emendamenti soppressivi dei commi che autorizzano spese, in particolare il comma 1 che prevede l'autorizzazione di spesa per quattro miliardi, e sotto questo aspetto poi se l'Assessore fosse così gentile di indicare quale è la finalizzazione di questi quattro miliardi al comune di San Basilio per la realizzazione o per il cofinanziamento del progetto "grande antenna SRT," perché, così come è detto, poco specifica e quindi necessariamente c'è l'esigenza di avere qualche informazione più precisa.
Con il secondo comma, invece, si prevede uno stanziamento di sette miliardi a favore delle imprese comprese quelle turistiche, di un programma di servizi, di ricerca e di innovazione, però anche a questo proposito va detto che in Commissione sesta, competente in materia di turismo, di industria, di commercio, artigianato e quanto altro, e quindi per tutto il settore delle imprese, esiste, proprio con la specifica indicazione delle imprese turistiche, un progetto di legge che meriterebbe di essere in quella sede meglio approfondito per le argomentazioni che ho evidenziato nel momento in cui si è discusso del precedente emendamento che riguardava, adesso non ricordo bene, ma era un emendamento che abbiamo visto nella discussione del precedente articolo.
Al quarto comma è prevista la spesa di nove miliardi per finanziare un progetto di ricerca concernente applicazioni informatiche, questo avviene a favore del consorzio CRS4, inteso come impresa leader del settore dell'informatica avente, nelle ipotesi del legislatore, la finalità di consolidare ricadute industriali nel settore dell'informatica. Noi non ci dimentichiamo che nel disegno di legge 447, con riferimento al settore della ricerca, sono state stanziate risorse di non poco conto, e a queste vanno ad aggiungersi ulteriori venti miliardi. Ricordiamoci che questi venti miliardi vanno ad aggiungersi al cospicuo finanziamento che per la ricerca era stato fatto nella finanziaria dello scorso anno. Noi ovviamente non abbiamo niente contro la ricerca, perché la ricerca è chiaramente la molla del progresso, senza ricerca non ci sarebbe lo sviluppo e la innovazione tecnologica e probabilmente l'economia e la crescita sociale segnerebbe il passo, però si è detto più di una volta che per parlare di ricerca bisogna parlare di ricerca nell'ambito di un piano che individui quali sono gli ambiti di questa ricerca, che tipo di ricerca deve essere fatta, con quali mezzi, con quali strumenti e in quali luoghi, perché qui potremo aprire un discorso che impegnerebbe tutti per moltissimo tempo, ma non si giungerebbe a nulla di definitivo se non ci fosse la volontà di arrivare a questo benedetto ed ormai fantomatico piano generale sulla ricerca che detterebbe gli indirizzi e darebbe risposte a tutte quelle indicazioni di cui la ricerca deve avere presenti per poter parlare di ricerca vera, fatta bene e che dia speranze di ricadute sul nostro territorio. Quindi, non si è mai parlato di ricerca applicata, non si è mai parlato di ricerca pura, si continua ad investire denaro senza avere e senza sapere neanche dove si va. Ricordiamoci le tristi esperienze del CO.RI.SA., per le quali sono stati necessari ulteriori interventi da parte dell'amministrazione regionale per salvare una struttura che di bello aveva solamente la struttura, ma non certamente bella per i compiti che ha svolto, ricordiamoci che in quella circostanza se qualcuno avesse avuto il coraggio di mettere a fondo le problematiche che emergevano da quella dissennata conduzione ci sarebbero e sarebbero emerse responsabilità anche di ordine non solo amministrativo, ma anche in altre direzioni, ricordiamoci che per il Corisa l'unica cosa che si è ottenuto, al di là delle strutture e degli investimenti, l'unica cosa che la Regione ha saputo fare e ha ottenuto con i suoi interventi a sostegno, sono stati quelli di corrispondere lauti compensi agli organi societari, Consiglio di amministrazione, organi di controllo e di pagare tecnici e ricercatori che sono stati pagati solamente per il semplice fatto di avere avuto l'occupazione garantita.
Quindi, spese notevolissime, senza benefici evidenti, senza ricadute di nessun genere.La sensazione è che anche questa volta si stia procedendo alla cieca. Di ricerca è bello riempirsi la bocca, di ricerca è bello parlare perché fa molto "snob", però al lato pratico sono decine e decine di miliardi che vengono impiegati solamente in consulenze e per la fortuna, come dicevo prima, dei soggetti che hanno avuto la fortuna di trovarsi impegnati in queste strutture. Quindi, un intervento della Regione fatto in questo modo ci trovava contrari negli scorsi anni in occasione di tutti i dibattiti e di tutte le discussioni che si sono incentrate puntualmente su questo punto, ci vede contrari ma solo ed esclusivamente perché la ricerca fatta in questo modo non serve proprio a niente.
Poi mi viene anche un'altra osservazione da fare sull'emendamento della Giunta, esattamente il "49" che sopprime il terzo comma dell'articolo 13, il quale terzo comma, e qui mi rivolgo anche al relatore di maggioranza, è proprio quello che prevede che il programma annuale di intervento debba essere formulato nel rispetto dell'articolazione multipolare e quindi deve fare riferimento ad un piano che esiste e che deve vedere la distribuzione delle strutture e dei centri di ricerca secondo una funzionalità che è tipica di un piano che deve essere proposto, quindi si afferma la multipolarità dell'intervento territoriale con la conseguente ripartizione delle risorse che vengono stanziate.
Allora mi chiedo, e questa è anche la domanda che rivolgo al relatore di maggioranza, al collega Sassu, quando esprime il giudizio relativamente all'emendamento numero 61, che invece parla non più di multipolarità ma parla di allocazione delle risorse ai comuni di Nuoro e di Oristano e ne chiedeva, se non ricordo male, il ritiro proprio in funzione di questo principio della multipolarità. Ma il concetto, il principio della multipolarità è indicata nel comma 3 dello stesso articolo 13 di cui si propone la soppressione da parte della Giunta.
SASSU (Progr.Fed.), relatore di maggioranza. E' nel testo del "447", per questo si chiede la soppressione, perché è lo stesso contenuto.
BALLETTO (F.I.). Ho capito. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Presidente, sull'ordine dei lavori lei avrà senz'altro notato che c'è una esigenza di coordinare emendamenti già illustrati da parte dei colleghi, e nel frattempo ne sono stati presentati altri e c'è l'esigenza di coordinarli. Infatti io volevo parlare prima del collega Balletto proprio per dargli la possibilità di intervenire sull'insieme del ragionamento.
Chiederei a questo punto mezz'ora di sospensione per permettere alla Giunta ed anche ai presentatori degli emendamenti di lavorare per l'accorpamento e per una valutazione di merito. Quindi, chiederei di sospendere fino alle sette e mezza per poter procedere poi in modo tranquillo sul resto del lavoro senza andare ad orari chiaramente impossibili, ma per avere la possibilità di lavorare con maggiore serenità garantendo il confronto tra diversi colleghi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Intervengo sull'ordine dei lavori, per sapere fino a che ora la Presidenza ha programmato la durata dei lavori della seduta odierna, perché se si deve sospendere, sono le 19 passate, per mezz'ora e si va alle 19 e 30, 19 e 40 perché sappiamo che la mezz'ora ha sempre una piccola coda, per poi dover sospendere, così come mi era sembrato, alle 20, allora io ritengo che il Consiglio possa essere aggiornato a domani.
Questo è il quesito che sottopongo alla Presidenza.
PRESIDENTE. La Presidenza ha programmato l'Ufficio di Presidenza alle ore 20, anche se non è ostativo alla prosecuzione dei lavori, però qui mi rimetto all'Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Presidente, se lei propone di concludere la seduta alle 20 è chiaro che io non chiedo di sospendere per mezz'ora, perché a quel punto avrebbe ragione il collega Floris.
Allora proseguiamo ma sapendo che siamo di fronte a questi problemi. Io lo facevo senza sapere che lei aveva in mente un orario di conclusione che poi ha proposto all'attenzione dell'Aula. A questo punto andiamo avanti, però, ripeto, se ci dovessimo trovare di fronte ad una esigenza di coordinare gli emendamenti, a quel punto sospenderemo per qualche minuto. Se no, se i colleghi mi suggeriscono di sospendere ed aggiornare a domani mattina va bene.
Presidente, accolgo la proposta del collega Floris, sospendiamo fino a domani mattina.
PRESIDENTE. Allora il Consiglio riprenderà domani 17 dicembre 1998 alle ore 9 e 30. Correggo, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 03.
Versione per la stampa