Seduta n.54 del 23/05/2000
Seduta LIV
Martedì, 23 Maggio 2000
Presidenza del Presidente Serrentiindi
del Vicepresidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 44.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 14 marzo 2000 (49), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 23 maggio 2000. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. Comunico che nel B.U.R.A.S. numero 13 del 20 aprile 2000 è stata pubblicata l'ordinanza numero 71 del 6 marzo 2000 con la quale la Corte Costituzionale, considerata la rinuncia del Presidente del Consiglio dei Ministri al ricorso contro la legge approvata dal Consiglio regionale il 30 maggio 1996 (Norme per l'esercizio delle competenze in materia di tutela paesistica trasferite alla Regione autonoma della Sardegna con l'articolo 6 del D.P.R. 22 maggio 1975, numero 480, delegate con l'articolo 57 del D.P.R. 19 giugno 1979, numero 348), dichiara estinto il processo.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
"Recepimento ed utilizzo delle risorse finanziarie assegnate dallo Stato alla Regione Sardegna in attuazione dell'art. 7, comma 1 della legge 15.3.1997, n. 59, in relazione alla dismissione dell'applicazione, ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, di norme statali prevedenti incentivi alle imprese, prima di competenza del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, del Ministero per il commercio estero e del Dipartimento del tesoro del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica". (69)
(Pervenuto il 9 marzo 2000 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Modifica e integrazione della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 concernente: 'Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico e di sanatoria di insediamenti ed opere abusive, di snellimento ed accelerazione delle procedure espropriative - Denuncia di inizio attività'". (72)
(Pervenuto il 4 maggio 2000 ed assegnato alla quarta Commissione.)
"Adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura". (75)
(Pervenuto il 12 maggio 2000 ed assegnato alla quinta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dal consigliere ONNIS: "Modifica alla legge regionale 2 gennaio 1997 concernente: 'Riassetto generale delle province e procedure ordinarie per l'istituzione delle nuove province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali'". (67)
(Pervenuta il 12 aprile 2000 ed assegnata alla prima Commissione.)
dal consigliere NUVOLI: "Riduzione dei componenti delle giunte delle Comunità montane". (68)
(Pervenuta il 17 aprile 2000 ed assegnata alla prima Commissione.)
dai consiglieri LA SPISA - FLORIS Emilio - BIANCAREDDU - PILO - CORONA - LOMBARDO - GRANARA - FEDERICI: "Riconoscimento al personale regionale proveniente dai ruoli civili o militari dello Stato, dell'indennità di fine rapporto per il periodo di servizio reso allo Stato". (70)
(Pervenuta il 26 aprile 2000 ed assegnata alla prima Commissione.)
dai consiglieri TUNIS Marco - AMADU - FLORIS Emilio: "Norme in materia di omogeneizzazione della disciplina del vincolo paesaggistico e di pianificazione paesistica". (71)
(Pervenuta il 3 maggio 2000 ed assegnata alla quarta Commissione.)
dai consiglieri DORE - DETTORI Bruno - LODDO: "Incompatibilità fra l'ufficio di Assessore regionale e quello di consigliere e regole in materia di appartenenza ai gruppi consiliari". (73)
(Pervenuta il 10 maggio 2000 ed assegnata alla prima Commissione.)
dai consiglieri DETTORI Bruno - DEIANA - DORE - LODDO: "Interventi a favore dell'olivicoltura". (74)
(Pervenuta il 10 maggio 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dal consigliere CALLEDDA - CUGINI - DETTORI Ivana - PUSCEDDU - LAI - SPISSU: "Norme in materia di musei e raccolte di enti locali". (76)
(Pervenuta il 12 maggio 2000 ed assegnata all'ottava Commissione.)
dai consiglieri DETTORI Ivana - CUGINI - PUSCEDDU - LAI - CALLEDDA - SPISSU - DEMURU - FALCONI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCANO: "Legge-quadro per la tutela dei beni librari e per lo sviluppo dei servizi informativi bibliotecari integrati della Sardegna". (77)
(Pervenuta il 12 maggio 2000 ed assegnata all'ottava Commissione.)
dai consiglieri SANNA Giacomo - MANCA: "Rapporti pubblicitari con vettori aerei". (78)
(Pervenuta il 18 maggio 2000 ed assegnata alla quarta Commissione.)
dai consiglieri SANNA Alberto - CUGINI - CALLEDDA - MORITTU - PIRISI - SANNA Salvatore: "Disciplina ed organizzazione del trasporto pubblico locale in Sardegna, in attuazione del decreto legislativo 19.11.1997, n. 422 e successive modifiche e integrazioni come dal D.Leg.vo 20.9.1999, n. 400 e dalla Legge 7.12.1999, n.472". (79)
(Pervenuta il 18 maggio 2000 ed assegnata alla quarta Commissione.)
dai consiglieri DORE - DEIANA - DETTORI Bruno - LODDO: "Normativa provvisoria in materia di tutela dei campi elettromagnetici". (80)
(Pervenuta il 18 maggio 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale
PRESIDENTE. Si dia annunzio della proposta di legge nazionale pervenuta alla Presidenza.
Dal consigliere CORDA: "Misure urgenti per la ricostruzione e la ripresa delle attività produttive nelle zone della Sardegna colpite dalle eccezionali avversità atmosferiche e da eventi alluvionali". (3)
(Pervenuta il 15 maggio 2000 ed assegnata alla quarta Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione LA SPISA - PIRASTU sull'istituzione dell'Ente foreste della Sardegna" (48)
(Risposta scritta in data 27 aprile 2000.)
"Interrogazione TUNIS Marco sulla mancata pubblicazione della graduatoria degli idonei del concorso per 30 posti di perito agrario (6^ q.f.) nel ruolo unico dell'amministrazione regionale". (117)
(Risposta scritta in data 27 aprile 2000.)
"Interrogazione MARROCU - ORRU' - PIRISI sul trasferimento dell'attività produttiva della G.T.M. da Villacidro a Macomer". (119)
(Risposta scritta in data 27 aprile 2000.)
"Interrogazione LIORI sulla cessione del principale gruppo italiano 'settore alluminio' Operante a livello nazionale e internazionale su tutta la gamma produttiva". (135)
(Risposta scritta in data 3 maggio 2000.)
"Interrogazione VASSALLO sulla situazione di degrado ambientale nell'area industriale di Porto Torres". (57)
(Risposta scritta in data 5 maggio 2000.)
"Interrogazione CALLEDDA - MARROCU - PINNA sui lavori di risanamento della diga di 'Medau Zirimilis'". (105)
(Risposta scritta in data 5 maggio 2000.)
"Interrogazione CUGINI - LAI - MORITTU - SPISSU - GIAGU - DEIANA - DETTORI Bruno - MASIA - VASSALLO sul mancato rilascio del parere di conformità da parte dell'Assessorato della Programmazione che impedisce di fatto di far decollare il contratto di programma nel settore agroalimentare nell'area nord occidentale della Provincia di Sassari". (109)
(Risposta scritta in data 5 maggio 2000.)
"Interrogazione FRAU sull'Istituto alberghiero di Sassari". (37)
(Risposta scritta in data 16 maggio 2000.)
"Interrogazione RASSU sulla mancata attuazione delle disposizioni contenute nell'art. 3 della L.R. n. 37 del 24.12.1998, e sulla necessità che vengano adottati immediati provvedimenti al riguardo". (39)
(Risposta scritta in data 16 maggio 2000.)
"Interrogazione RASSU sulla mancata attuazione delle disposizioni contenute dall'art. 2 della L.R. n. 9 dell'11.3.1998 e sulla necessità che vengano adottati immediati provvedimenti al riguardo". (40)
(Risposta scritta in data 16 maggio 2000.)
Annunzio di interrogazioniPRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, su un incarico a professionisti per 600 milioni all'ERSU di Sassari". (133)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulle agevolazioni riservate a categorie protette per l'utilizzo dei Mezzi pubblici (ARST, ATP)". (134)
"Interrogazione LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla cessione del principale gruppo italiano del settore alluminio operante a livello nazionale e internazionale su tutta la gamma produttiva". (135)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui si trovano le ferrovie della Sardegna, in relazione agli effetti negativi del piano di ristrutturazione". (136)
"Interrogazione ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sul bando di concorso per la formazione di imprese agricole - Esclusione del titolo di agrotecnico". (137)
"Interrogazione VASSALLO - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sui licenziamenti dei lavoratori delle Società di appalti ferroviari". (138)
"Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi rischi ambientali ricadenti sul territorio del comune di Porto Torres". (139)
"Interrogazione ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione debitoria della Cantina sociale di Sant'Antioco". (140)
"Interrogazione ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di adottare provvedimenti urgenti per tutelare cittadini e ambiente in relazione all'uso di sostanze pericolose nella regione di Santu Miali". (141)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sui finanziamenti agrari". (142)
"Interrogazione MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione degli uffici periferici dell'Ispettorato agrario di Orosei e Macomer". (143)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina di un dirigente di struttura complessa da parte della ASL n. 1 di Sassari". (144)
"Interrogazione SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione venutasi a creare nelle marinerie della provincia di Oristano a seguito dell'emanazione del Decreto ministeriale 10 settembre 1999 da parte del Ministero per le politiche agricole e forestali con il quale si vieta l'installazione dei motori fuoribordo nelle imbarcazioni che non superano i 7,5 metri di lunghezza, classificate 'removeliche'". (145)
"Interrogazione CALLEDDA - MORITTU - SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sul reimpiego dei dipendenti licenziati dalla ex S.I.A.C.A.". (146)
"Interrogazione SANNA Salvatore - SANNA Gian Valerio - LODDO - PIRISI - DEMURU, con richiesta di risposta scritta, sul decreto n. 546/P dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione". (147)
"Interrogazione SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sui danni causati dal fenomeno alluvionale nel nord-ovest della Sardegna". (148)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interpellanza PINNA sull'utilizzo propagandistico, da parte del nuovo Commissario liquidatore dell'Ente Minerario Sardo, della delibera della Giunta regionale relativa alla cessione dei beni immobili ex minerari". (36)
"Interpellanza CAPELLI sulla situazione d'incertezza dei venti ospiti della Comunità Alloggio di Lotzorai, costretti da un'ordinanza del Tribunale di Lanusei a lasciare i locali dell'ex Hotel Santa Lucia di Girasole". (37)
Richiesta di inserimento nella programmazione bimestrale dei lavori ex articolo 100 e adozione di procedura abbreviata ai sensi dell'articolo 101 del RegolamentoPRESIDENTE. Comunico all'Aula che in data 19 maggio 2000 è pervenuta a questa Presidenza, da parte dei consiglieri Dore, Bruno Dettori, Deiana e Loddo la seguente lettera:
"Premesso che in data 25 gennaio 2000 gli scriventi hanno presentato la proposta di legge numero 43, avente ad oggetto la normativa transitoria in materia di pianificazione territoriale paesistica, e trattasi di proposta avente carattere di eccezionale urgenza, stante il vuoto legislativo venutosi a creare in conseguenza dell'annullamento dei piani paesistici 2, 3, 4, 5, 8, 9, 12 con il conseguente rischio di cementificazione di territori di grande valenza paesaggistica ed ambientale, ai quali i piani precedenti facevano riferimento; poiché sono ormai trascorsi oltre cento giorni dalla presentazione della proposta di legge, senza che la stessa sia stata discussa nella quarta Commissione competente per materia; nell'interesse generale, non essendo opportuno attendere oltre, gli scriventi, chiedono, che ai sensi dell'articolo 100 del vigente Regolamento consiliare l'argomento venga inserito nella programmazione bimestrale dei lavori e che, ai sensi dell'articolo 101 dello stesso Regolamento, si adotti la procedura abbreviata per l'esame della proposta medesima".
Poiché, in base ai citati articoli 100 e 101 del Regolamento, sulle richieste l'Assemblea decide con votazione per alzata di mano, metto la proposta in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, chiedo ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento l'inserimento nella programmazione bimestrale dei lavori della proposta di legge numero 45. Sono infatti decorsi i sessanta giorni previsti dal Regolamento per la discussione in Commissione, essendo stata presentata il 1° febbraio 2000.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, poiché dal numero della proposta di legge non possiamo risalire all'argomento della medesima, chiederei al collega Sanna se può citare almeno il titolo, così possiamo capire l'oggetto della proposta e di conseguenza sapere qual è la Commissione competente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). La Commissione competente è la quarta Commissione, la proposta di legge è la numero 45, l'oggetto riguarda le norme per il trasporto pubblico locale, in attuazione del decreto legislativo del 19.11.97 numero 422.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, collega Sanna, come Presidente della Commissione debbo dire che abbiamo incontrato delle difficoltà, in relazione alle vicende elettorali, che non ci hanno consentito di dedicare più tempo all'esame dei provvedimenti in carico alla Commissione.
La Commissione lavori pubblici, comunque, ha fatto il possibile per varare alcuni dei provvedimenti più importanti, quale per esempio quello sui danni provocati dalle alluvioni.
Allo stato stiamo esaminando alcuni provvedimenti collegati alla finanziaria, che riguardano le opere pubbliche e i centri storici. Abbiamo inoltre ricevuto la richiesta di un esame dei provvedimenti riguardanti la pianificazione territoriale della Sardegna in riferimento alle zone costiere.
La Commissione ha già un sovraccarico di lavoro e, tra i provvedimenti in esame, vi è anche la proposta di legge a firma Giacomo Sanna e più. Il problema dei trasporti, in applicazione della legge Bassanini, è di così ampia portata da meritare una particolare attenzione. Si trattai di una materia sulla quale occorre varare delle norme di attuazione, per cui il tema è molto complesso. Abbiamo cercato di prendere un po' di tempo in attesa che sulla materia potesse esprimersi la Giunta stessa, che non ha fornito un indirizzo preciso.
Si è anche tenuto, recentemente, a Nuoro un convegno alla presenza del Ministro; e, in quella occasione, nonostante le mie sollecitazioni, lo stesso Ministro non ha dato risposte precise.
Tutto ciò premesso, collega Sanna, io sono dell'opinione che non si possa al momento affrontare in Aula un argomento di questa portata, perché forzeremmo i tempi su un tema troppo delicato.
La legge di riforma Bassanini riguarda le strade, riguarda i trasporti; temi - lo ripeto - talmente importanti che mi inducono a chiedere, personalmente, al collega Sanna Giacomo di ritirare questa richiesta, perché non potrei che esprimere un parere negativo. Infatti non siamo in grado, oggi, come amministrazione regionale, di esprimere un indirizzo preciso su questi problemi. Abbiamo bisogno di approfondire maggiormente la materia.
Se l'Aula venisse chiamata a discutere questa legge, non sarebbe nelle condizioni di affrontarla in maniera compiuta. Chiedo pertanto, se è possibile, una proroga di tre mesi.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, se lei mantiene la richiesta, io la metto in votazione.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, io mantengo la richiesta perché, e questo lo ripeterò in ogni occasione in cui mi verrà consentito, non posso aspettare, personalmente, ma credo che non possa aspettare l'intera Sardegna. La Sardegna è l'unica Regione a non aver attivato le procedure per una riforma complessiva del sistema di trasporto.Il fatto stesso che il Presidente della Commissione dica che la Giunta non ha ancora predisposto la sua proposta ne è la testimonianza.
La riforma Bassanini è del '97, la precedente amministrazione ha perso due anni, noi abbiamo già perso sei mesi in quest'altralegislatura, e credo che sia più che sufficiente, non sarà la Commissione a dare le indicazioni al Consiglio, il Consiglio ha la maggiore età per poter affrontare una legge di riforma e dare risposte definitive ad un settore, ripeto, di così vitale importanza.
Se il collega intende aspettare altri tre mesi, vuol dire che in Commissione il nostro atteggiamento sarà di attesa ma non passiva. Grazie.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna mantiene la sua proposta di abbreviazione dei termini sulla proposta di legge numero 45.
Metto in votazione la proposta. Chi la approva alzi la mano.
(E` approvata)
Sull'ordine del giornoPRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Giacché il Consiglio regionale si appresta a votare per nominare alcuni componenti in diversi organismi regionali, e principalmente nei Comitati circoscrizionali di controllo, io mi permetto, sottoponendo il problema all'attenzione del Consiglio regionale, di richiedere ancora una volta formalmente alla Presidenza del Consiglio quali garanzie sono date, quali atti sono stati predisposti, così come più volte rappresentato nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, perché le votazioni, le nomine, le decisioni che assume il Consiglio regionale possano avere effetto, siano efficaci.
Sono ormai più di quattro mesi che il Consiglio regionale è chiamato a ripetizione a integrare, con elezioni successive, componenti di comitati che sono di vitale importanza per l'ordinato svolgimento delle attività istituzionali della Regione. Accade che alcune di quelle nomine, e in modo specifico le nomine delle persone che vengono indicate dalla maggioranza, che ovviamente porta l'onere maggiore e la responsabilità istituzionale perché tutti gli organismi della Regione funzionino, siano nomine fasulle. Accade cioè che si indichino persone che risulta poi o non abbiano i requisiti, o non dichiarino preventivamente di trovarsi in condizioni di incompatibilità rispetto alle funzioni da svolgere, o non presentino il curriculum, anche dopo che gli è stato richiesto più volte, o che si dimettano.
Questi comportamenti, che in qualche situazione possono apparire casuali, e anche estemporanei, per come si stanno ripetendo, mostrano invece un'azione preordinata tendente a paralizzare il funzionamento di organi vitali della Regione. Perché ancora i comitati tecnici sulle opere pubbliche non sono insediati, e da più di otto mesi le opere pubbliche in Sardegna non sono soggette a quel controllo tecnico necessario in base alle leggi. Più volte il Comitato regionale di controllo è stato posto nella impossibilità di esistere con quello che ne è conseguito, cioè che atti rilevantissimi dell'amministrazione pubblica sono rimasti privi di controllo di legittimità. E' accaduto così che piani urbanistici comunali, di comuni importanti e di comuni costieri, siano entrati in vigore per decorrenza di termini, pur avendo un corredo di atti interni dell'amministrazione, prodotti dagli uffici competenti, che ne dichiaravano la totale illegittimità. Quindi gli uffici tecnici della Regione dichiarano la illegittimità di un PUC di comuni costieri, dove si giocano interessi rilevantissimi, eppure quel PUC, tecnicamente illegittimo, sarebbe in vigore per decorrenza dei termini perché non è istituito il Comitato regionale di controllo per via di tutti questi fatti che sono accaduti e continuano ad accadere in questo Consiglio.
Lo stesso discorso vale per i Comitati circoscrizionali di controllo per i quali, ancora oggi, dovremo nominare altri rappresentanti, tutti appartenenti alla maggioranza perché dalla maggioranza era stato eletto chi si è dimesso, chi non aveva titolo, chi era incompatibile. E, intanto, continua a non esserci il controllo giuridico sugli atti degli enti locali, che si dovrebbe esercitare su materie delicatissime quali i bilanci dei comuni e di altri enti e quali le procedure di appalto. E c'è il rischio che anche le votazioni di oggi cadano nel nulla, siano un buco nell'acqua. Questo io temo, ecco perché ho ritenuto di rappresentare nella Conferenza dei Capigruppo, mi daranno atto di questo il Presidente e gli altri Presidenti di Gruppo che erano sempre presenti, l'esigenza che almeno questa volta si possa porre la parola fine a questa pantomima, a questo scherzo pericoloso. Quindi, prima di votare, ho chiesto in Conferenza dei Presidenti di Gruppo che il Consiglio regionale sia messo in condizione, attraverso gli uffici, di conoscere, preliminarmente, il possesso dei requisiti da parte delle persone che si intendono nominare, la compatibilità eventuale, l'accettazione perché non accada ancora che voi oggi ci proponete nomi dei quali domani uno è incompatibile, uno si dimette e l'altro non ha i requisiti.
Per quanto vale, io deposito agli atti del Consiglio regionale a nome del Gruppo della Rifondazione comunista un documento col quale rappresentiamo alle autorità della Regione e dello Stato che il Consiglio regionale della Sardegna versa da tempo nella condizione di grave violazione di legge; e la grave violazione di legge, voi lo sapete, in base all'articolo 50 dello Statuto, è una delle cause di scioglimento del Consiglio regionale.
C'è una legge che obbliga il Consiglio regionale, entro i 90 giorni precedenti la data della loro scadenza, a rinnovare questi organi, e il Consiglio regionale non è stato posto nella condizione di ottemperare a questo obbligo. Scaduto il termine, sono decorsi altri 4 mesi durante i quali questo Consiglio regionale, inutilmente, ha tentato di nominare i componenti dei Comitati di controllo. Ma non riesce a nominarli, oppure li nomina a vuoto e nessuno vigila, né il Presidente del Consiglio né il Presidente della Giunta regionale.
Chiedo alla Giunta regionale, che ha responsabilità in merito, che comunichi all'Aula in tempi reali, in giornata, quali e quanti sono i piani urbanistici comunali che sono entrati in vigore per decorrenza di termini in assenza di controllo di legittimità, e quale sia stato il parere tecnico degli uffici su quei piani, che significano regolamentazione del territorio e degli interessi enormi che su quei territori esistono.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego, concluda il suo intervento.
COGODI (R. C.). Non sto parlando di cosette!
PRESIDENTE. No, no, sono cose importanti, ma io le devo assegnare il tempo che il Regolamento prevede.
COGODI (R.C.). A lei la legge assegnava 90 giorni per porre all'ordine del giorno del Consiglio il rinnovo di questi Comitati e i 90 giorni sono decorsi e l'argomento è stato portato l'ultimo giorno, e da allora sono passati altri 120 giorni; altro che 4 minuti!
Sto ponendo un problema di legittimità, sto ponendo un problema di grave violazione di legge in cui può incorrere questo Consiglio regionale- Nnn sto parlando di cosette - e di cui lei è massimamente responsabile perché rappresenta il governo interno del Consiglio e di cui, insieme a lei, è responsabile questo Governo, o presunto tale, della Regione che non si preoccupa minimamente neppure della legittimità degli atti della pubblica amministrazione in Sardegna.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Dettori Ivana, rispondo brevemente all'onorevole Cogodi. Io do atto all'onorevole Cogodi di aver posto, tempo fa, il problema alla attenzione della Conferenza dei Capigruppo; il Presidente ne ha tenuto conto e ha inviato una comunicazione a tutti i Gruppi perché mandassero l'elenco degli eventuali candidati in modo tale che si potesse fare una breve istruttoria sui nomi, cosa che è avvenuta, da parte degli uffici. Però le ricordo, onorevole Cogodi, che al di là della giustezza del problema che lei pone, perché i ritardi nelle nomine causano conseguenze, che la verifica circa il possesso dei requisiti prescritti spetta alla Giunta, per legge. Si tratta eventualmente di sollecitare la Giunta perché faccia questa valutazione in tempi brevi per consentire al Consiglio di procedere alla sostituzione. Anche questo richiamo alla Giunta è stato fatto.
Stamattina è in nostro possesso una lista di nomi, sui quali abbiamo fatto le prime verifiche. Naturalmente non sappiamo allo stato se queste persone verranno elette o se ne verranno elette altre o se gli eletti accetteranno, ma questo è un problema di pertinenza della Giunta. Gli uffici mi ricordano che le elezioni sono all'ordine del giorno del Consiglio dal 18 di ottobre del 1999, il Consiglio ha quindi fattociò che era di sua competenza.
(Interruzioni)
COGODI (R.C.). Si tratta di farle queste nomine, non di dire che bisogna farle.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le nomine sono all'ordine del giorno; tra un po', appena avremo sbrigato i preliminari, procederemo subito alle elezioni.
Richiesta di inserimento nella programmazione bimestrale dei lavori, ai sensi dell'articolo 100
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
Dettori ivana (d.s.-f.d.). Presidente, colleghi e colleghe; ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, chiedo che venga inserito nella programmazione bimestrale il progetto di legge numero 4, presentato il 2 luglio 1999, concernente la nuova disciplina in materia di formazione professionale.
E' un argomento del quale stiamo discutendo da troppo tempo; ne discutiamo tutte le volte che parliamo di finanziaria, tutte le volte che parliamo di sviluppo, tutte le volte che parliamo di che cosa questa Regione deve fare in merito. Io credo, a questo punto, che dovremmo iniziare la discussione in Commissione, come diciamo di voler fare; e, comunque sia, io chiedo la decorrenza dei termini.
PRESIDENTE. Onorevole Dettori, i Capigruppo hanno già segnalato le priorità; noi ne abbiamo preso nota e sono tutte all'ordine del giorno della seduta di mercoledì. Tuttavia, in base all'articolo 100 del Regolamento, pongo in votazione la sua richiesta. Chi la approva alzi la mano.
(E` approvata)
Sull'ordine del giornoPRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Su che cosa intende parlare?
FADDA (Popolari- P.S.). Per dichiarazione di voto sulle nomine che stiamo per fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Prima di dare la parola al collega Fadda sulle nomine, io vorrei intervenire in merito al problema posto dal collega Cogodi, la cui grande delicatezza non sfugge a nessuno.
In quest'Aula possiamo essere anche distratti, far finta di non sentire o di sentire al di là delle conseguenze che da questo atteggiamento possono derivare, però se i fatti denunciati dal collega Cogodi avessero una concretezza, fossero effettivamente fondati, , noi, in quanto istituzioni, Consiglio e Giunta, ci troveremmo in una situazione molto delicata.
E` un problema questo che va al di là di una logica di maggioranza o di opposizione. Io sto ponendo un problema richiamandolo all'attenzione della Giunta, del Consiglio, della maggioranza, sto invitando la Giunta a verificare quanto denunciato dal collega Cogodi e a darne comunicazione. .
Il fatto che la carenza funzionale degli organi di controllo consenta che passino, per decorrenza dei termini, piani urbanistici ed atti delle amministrazioni comunali, quali i bilanci, è una cosa di tale delicatezza che non c'entra niente con i ruoli di maggioranza e di opposizione.
Io ho invitato la Giunta a verificare la realtà di questi fatti e, nell'eventualità di un riscontro positivo, dobbiamo chiederci come Giunta, come singoli, come Gruppi, come intendiamo provvedere. Possiamo far finta di nulla e lasciare che gli organi non si insedino "chi si è visto si è visto", e lasciare che divengano efficaci i piani urbanistici e i bilanci per decorrenza dei termini "? Non sarebbe un atto corretto; possiamo anche far finta di essere un momento distratti, questa è una seduta un po' particolare, però invito nuovamente la Giunta, il Consiglio e le Commissioni competenti a pronunciarsi su come questo problema, se dimostrato reale, debba essere affrontato. Occorre una nuova legge? Come dobbiamo fare?
E un problema urgente che, i probabilmente, da parte nostra occorrerà formalizzare, se necessario, attraverso la presentazione di un'interpellanza o di una mozione. Al momento lasciamo da parte gli aspetti formali, è stato posto un problema delicato; decidiamo come affrontarlo. Ecco perché dico che è un problema che attiene alla responsabilità di tutti noie che non vogliamo certo strumentalizzarlo. La Giunta può riferire adesso al Consiglio o in un altro momento; può riferire alla commissione competente; però è un problema di tale delicatezza che ci coinvolge tutti, prima di tutto come singoli investendo la nostra responsabilità individuale, e poi come Giunta e come maggioranza e poi anche come istituzione consiliare.
Su questo problema, previa verifica che chiediamo alla Giunta di fare con la massima celerità, credo che saremo e dobbiamo essere tutti chiamati a fare rapidamente una valutazione e a prendere responsabilmente una decisione.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, purtroppo non siamo in grado di aprire un dibattito su questo argomento che andrebbe certamente approfondito; tuttavia, lei ha rivolto una richiesta alla Giunta e io do la parola alla Giunta perché dia una risposta.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per il garbo istituzionale dovuto nei confronti dei consiglieri che hanno posto un problema, la Giunta invita a formalizzarlo in un atto, quale un'interpellanza o un'interrogazione, che consenta alla Giunta appunto di poter effettuare le dovute verifiche e relazionare in aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Prendo la parola, anche se so che quello che in questa aula diciamo viene dimenticato due minuti dopo. Anzi, forse dalla maggior parte non viene neanche ascoltato, tanto che in questo Consiglio potremmo non prendere più la parola anche di fronte a dei fatti così gravi come quelli denunciati dal collega Cogodi e ripresi dal collega Selis.
Vorrei ricordare che il Gruppo dei Popolari propose di inserire, all'interno della finanziaria, una norma che permettesse lo scioglimento dei co.ci.co, e in quell'occasione sollecitai la Giunta regionale e il Consiglio regionale ad adottare immediatamente gli opportuni provvedimenti. Per questa ragione il Gruppo dei Popolari non p indicò alcun nominativo di persone da eleggere quale componente nei co.ci.co e nei co.re.co ritenendoi CO.CI.CO organismi inutili, che tra l'altro ci costano oltre due miliardi l'anno.
Ora, io mi chiedo, dato che tantissimi colleghi di maggioranza e di opposizione hanno firmato una proposta di legge sulla loro abolizione, e mi rivolgo alla Giunta, se è davvero soltanto un fatto di distrazione o se c'è una volontà precisa da parte dell'Esecutivo di far in modo che gli enti locali non abbiano controllo.
Il collega Cogodi si è riferito in modo particolare ai PUC, ma vi posso garantire che decine di bilanci, decine di regolamenti, decine di statuti delle amministrazioni locali e degli enti strumentali, sono stati approvati per decorrenza dei termini; le cose che sono state preannunciate alcuni mesi fa in quest'Aula si sono regolarmente verificate.
Siccome ci sono, in ordine a queste problematiche, delle responsabilità politiche e morali il Gruppo dei Popolari presenterà, non so se a nome della coalizione, , una interpellanza per conoscere quanti atti soggetti a controllo per legge sono stati approvati per decorrenza dei termini. Qualcuno, politicamente o moralmente comunque si dovrà assumere queste responsabilità.
Per queste ragioni il Gruppo dei Popolari si asterrà dalla votazione; riteniamo infatti che sarebbe stato sufficiente o inserire una piccola norma all'interno della finanziaria, oppure approvare la proposta di legge che è stata presentata da circa 40 consiglieri regionali perché queste cose non potessero verificarsi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.-F.D.). Brevemente, perché l'assessore Pittalis, rispondendo agli interventi degli onorevoli Cogodi e Selis ha chiesto di formalizzare una proposta. Non mi pare che i termini della questione siano risolvibili con quella risposta, perché l'indicazione o gli argomenti portati da Cogodi, così come l'indicazione proposta da Selis, meritano un attimo di riflessione; non è stata fatta una domanda cui dare una risposta tra cinque minuti; qui è stata avanzata una richiesta precisa alla Giunta per sanare una situazione.
Allora, si può rispondere che dobbiamo avanzare una proposta e possiamo anche avanzarla, ma il problema non è risolto.
Invece per mercoledì della prossima settimana è convocato il Consiglio e si può sull'argomento riflettere da qui a mercoledì, e mercoledì la Giunta può proporre al Consiglio un provvedimento che intervenga direttamente per evitare quello che il collega Cogodi e il collega Selis hanno paventato e per risolvere il problema, perché siamo in presenza di atti che, se confermati, creano problemi non alla maggioranza o all'opposizione, ma creano problemi nelle amministrazioni; infatti, come giustamente è stato detto, fanno sorgere diritti in virtù di provvedimenti che erano stati dichiarati illegittimi dagli uffici, e creano aspettative e situazioni di ingovernabilità e di conflitto nei territori.
La mia richiesta, quindi, è che si risponda positivamente sulla proposta di verifica, si faccia la verifica, e mercoledì si proponga all'Aula, dopo un eventuale passaggio, se è da fare, in Commissione, un provvedimento che risponda alle questioni che sono state richiamate nell'intervento dell'onorevole Cogodi e in quello dell'onorevole Selis.
Questo mi pare un modo per non dribblare sull'argomento, ma per affrontarlo seriamente e portarlo all'attenzione dell'Aula accompagnato da un provvedimento che eviti il crearsi di aspettative illegittime o di situazioni di ingovernabilità negli enti locali.
Questa mi sembra una risposta più consona ai temi che sono stati proposti. Capisco che non conoscendo l'argomento si possa chiedere di avanzare una proposta. La proposta è un insieme di indicazioni di lavoro da portare a conclusione con un atto di governo, che nel merito saremo chiamati ad esaminare per vedere se effettivamente risponde appieno ai dubbi e alle argomentazioni che sono state portate alla nostra riflessione.
PRESIDENTE. Se non vi sono altri che devono intervenire sull'argomento comunico all'Aula, come era stato preannunciato dall'onorevole Cogodi, che i consiglieri Cogodi, Ortu e Vassallo hanno presentato un documento da depositare gli atti del Consiglio regionale.
CUGINI (D.S.-F.D.). Vogliamo sapere se l'indicazione che abbiamo dato viene accolta o no. Non lasciamo l'argomento aperto.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, l'onorevole Cugini attende una risposta da lei e dalla Giunta.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non è tenuta a dare risposte in questa sede, in particolare per il modo in cui sono state formulate le proposte. Invita semmai l'onorevole Cugini a colloquiare con iconsiglieri di opposizione e di maggioranza. La Giunta attende la formalizzazione di richieste alle quali risponderà formalmente come il Regolamento prescrive.
Presidenza del Vicepresidente SpissuPRESIDENTE. Procediamo ora alle votazioni. Propongo all'Aula di votare prima i CO.CI.CO. di Cagliari, Nuoro e Oristano, poi quelli di Iglesias, Lanusei e Tempio.
Ricordo che dobbiamo procedere alla elezione dei componenti di CO.CI.CO.. Per le precedenti designazioni il Presidente della Giunta ha fatto pervenire al Consiglio i decreti recanti pronunzia di nullità di cui ora do comunicazione.
Decreto recante pronuncia di nullità della designazione quale componente del CO.CI.CO. di Cagliari, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera e), della legge regionale numero 38 del 1994, come modificata dalla legge regionale numero 4 del 1995, di Alceo Vado perché non in possesso dei requisiti prescritti.
Ricordo che la lettera e) dell'articolo 4 della legge regionale numero 38 riguarda i componenti scelti tra magistrati e avvocati dello Stato in quiescenza, professori di ruolo di Università in materie giuridiche e amministrative, funzionari statali, regionali o degli enti locali in quiescenza con qualifica non inferiore a dirigente e in possesso di diploma di laurea in materie giuridiche o economiche.
Decreto recante la pronunzia di nullità della designazione, quale componente del CO.CI.CO. di Cagliari, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale numero 38 del 1994, come modificata dalla legge regionale numero 4 del 1995, di Carlo Onnis, che ha rinunciato all'incarico.
Ricordo che la lettera c) dell'articolo 4 della legge regionale numero 38 riguarda un componente da eleggere nell'ambito di un elenco di almeno tre nomi di iscritti da almeno dieci anni all'albo degli avvocati, fornito dal relativo ordine professionale.
Decreto recante la pronunzia di nullità della designazione, quale componente del CO.CI.CO. di Oristano, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera a), della legge regionale numero 38 del 1994, come modificata dalla legge regionale numero 4 del 1995, di Pietro Carta perché non in possesso dei requisitiprescritti.
Ricordo che la lettera a) dell'articolo 4 della legge regionale numero 38 prevede che i componenti vengano scelti tra ex sindaci, ex presidenti della provincia, ex consiglieri regionali ed ex parlamentari (in carica per almeno 3 anni e 6 mesi).
Decreto recante la pronunzia di nullità della designazione, quale componente del CO.CI.CO. di Oristano, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera b), della legge regionale numero 38 del 1994, come modificata dalla legge regionale numero 4 del 1995, di Giacomo Meloni che ha rinunciato all'incarico per l'incompatibilità prevista dall'articolo 11, comma 1, lettera a).
Ricordo che la lettera b) dell'articolo 4 della legge regionale numero 38 prevede che i componenti vengano scelti tra segretari comunali o provinciali in quiescenza o tra ex componenti (per almeno 3 anni e 6 mesi) di un comitato di controllo.
Decreto recante la pronunzia di nullità della designazione, quale componente del CO.CI.CO. di Oristano, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, letterae), della legge regionale numero 38 del 1994, come modificata dalla legge regionale numero 4 del 1995, di Giuseppe Demuru perché non in possesso dei requisiti prescritti.
Decreto recante la pronunzia di nullità della designazione, quale componente del CO.CI.CO. di Nuoro, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera e), della legge regionale numero 38 del 1994, come modificata dalla legge regionale numero 4 del 1995, di Mariano Zagone perché non in possesso dei requisiti prescritti.
Ricordo che la lettera e) dell'articolo 4 della legge regionale 38, riguarda i componenti da eleggere tra magistrati e avvocati dello Stato in quiescenza, professori di ruolo di Università in materie giuridiche e amministrative, funzionari statali, regionali o degli enti locali in quiescenza con qualifica non inferiore a dirigente e in possesso di diploma di laurea in materie giuridiche o economiche.
Ricordo infine che la legge regionale numero 38 del 1994 prevede che risulterà eletto chi avrà ottenuto il voto di due terzi dei componenti dell'Assemblea, cioè 54 voti, e, a parità di voti, il più anziano di età. Qualora nessuno ottenga la prescritta maggioranza, la votazione è ripetuta a distanza di non più di 24 ore e risulterà eletto colui che abbia ottenuto la maggioranza assoluta, cioè la metà più uno dei voti.
Prime votazioni segrete per schedePRESIDENTE. Indico ai sensi dell'articolo 9, comma due, della citata legge regionale, e secondo le modalità di cui all'articolo 8, comma 2, della medesima legge, la votazione, a scrutinio segreto, per schede dei componenti dei CO.CI.CO. di Cagliari, Nuoro, Oristano.
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per l'elezione dei componenti dei CO.CI.CO, di Cagliari, Nuoro e Oristano.
presenti 67
votanti 15
astenuti 52
maggioranza 54
(Hanno preso parte alle votazioni i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FALCONI - FRAU - ONIDA.
Si sono astenuti i consiglieri: BIANCAREDDU - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - FADDA - FANTOLA - FLORIS Emilio - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.
.
PRESIDENTE. Poiché non è stata raggiunta la prescritta maggioranza, pari a 54 voti, si deve procedere alle seconde votazioni.
Seconde votazioni segrete per schedePRESIDENTE. Procediamo alle seconde votazioni. Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.
Risultato delle votazioniPRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per l'elezione dei componenti del CO.CI.CO. di Oristano in sostituzione di Pietro Carta, Giacomo Meloni e Giuseppe Demuru, categorie a),b),e).
presenti 65
votanti 53
astenuti 12
maggioranza 27
schede bianche 15
PRESIDENTE. Hanno ottenuto voti: categoria a), Pietro CARTA, 38; categoria b), Giorgio BIAGINI, 38; categoria e), Salvatore FARA, 38.
Vengono quindi proclamati eletti: Carta Pietro, nato a Sedilo il 13 aprile 1949; Biagini Giorgio, nato a Pistoia il 14 settembre 1932; Fara Salvatore, noto "Uccio", via Firenze, Oristano.
Comunico il risultato della votazione per l'elezione di un componente del CO.CI.CO. di Cagliari, categoria c), in sostituzione di Carlo Onnis:
presenti 65
votanti 53
astenuti 12
maggioranza 27
schede bianche 10
Hanno ottenuto voti: Onano Mario 42; Duni Giovanni 1.
Viene proclamato eletto: Onano Mario.
Comunico il risultato della votazione per l'elezione di un componente del CO.CI.CO. di Cagliari categoriae), in sostituzione di Alceo Vado:
presenti 65
votanti 53
astenuti 12
maggioranza 27
schede bianche 16
schede nulle 1
Hanno ottenuto voti: Duni Giovanni 36;
Viene proclamato eletto: Duni Giovanni, nato a Napoli il 27 dicembre 1939.
Comunico il risultato della votazione per l'elezione di un componente del CO.CI.CO. di Nuoro, categoria e), in sostituzione di Mariano Zagone.
presenti 65
votanti 53
astenuti 12
maggioranza 27
schede bianche 16
schede nulle 1
Hanno ottenuto voti Menghi Antonio, 36.
Viene proclamato eletto. Menghi Antonio.
(Hanno preso parte alle votazioni i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FANTOLA - FLORIS Emilio - FRAU - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SANNA Giacomo - SCANO - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: DEIANA - DEMURU - DORE - FADDA - GIAGU -MASIA - MORITTU - PINNA - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca leelezionie suppletive di un componente dei CO.CI.CO. di Iglesias di Tempio Pausania, del Presidente del CO.CI.CO di Oristano, Per le precedenti designazioni il Presidente della Giunta ha fatto pervenire al Consiglio i decreti recantie la pronunzia di nullità della designazione, di cui do comunicazione.
Decreto recante pronunzia di nullità quale componente del CO.CI.CO di Iglesias, ai sensi dell'articolo 4 comma 1, lettera e) della legge regionale numero 38 del 1994, come modificata dalla legge regionale numero 4 del 1995, di Cesare Mazzei, perché non in possesso dei requisiti prescritti.
Ricordo che la lettera e) dell'articolo 4 della legge regionale numero 38 riguarda i componenti da eleggere tra magistrati e avvocati dello Stato in quiescenza, professori di ruolo di Università in materie giuridiche ed amministrative, funzionari statali, regionali o di enti locali in quiescenza, con qualifica non inferiore a dirigente, in possesso di diploma di laurea in materie giuridiche.
Decreto recante la pronunzia di nullità della designazione quale componente del CO.CI.CO di Tempio, ai sensi dell'articolo 4 comma 1, lettera a) della legge regionale numero 38 del 1994, come modificata dalla legge regionale numero 4 del 1995, di Giovanni Benedetto Diana, che ha rinunciato all'incarico.
Ricordo che la lettera a) dell'articolo 4 della legge regionale numero 38prevede che i componenti vengano scelti tra ex sindaci, ex presidenti della Provincia, ex consiglieri regionali ed ex parlamentari in carica per almeno tre anni e 6 mesi. Ricordo ancora che la legge numero 38 del 1994 prevede che risulterà eletto chi avrà ottenuto il voto di due terzi dei componenti dell'Assemblea, cioè 54 voti e, a parità di voti, il più anziano di età. Qualora nessuno ottenga la prescritta maggioranza, la votazione è ripetuta a distanza di non più di 24 ore e risulterà eletto colui che abbia ottenuto la maggioranza assoluta, cioè la metà più uno dei voti. I
Procediamo quindi, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, della citata legge regionale, secondo le modalità di cui all'articolo 8, comma 2 della medesima legge, alle votazioni a scrutinio segreto
Prime votazioni segrete per schede
PRESIDENTE. Indico le votazioni segrete. Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.
Risultato delle votazioniPRESIDENTE. Comunico il risultato delle votazioni:
presenti 62
astenuti 62
maggioranza 54
(Si sono astenuti i consiglieri: AMADU -BALLETTO.BIANCAREDDU-BIGGIO-CALLEDDA-CAPPAI-CARLONI-CASSANO-COGODI-CORDA-CORONA-COSSA-CUGINI-DEIANA-DEMONTIS-DEMURU-DETTORI Bruno-DETTORI-Ivana-DORE-FADDA-FALCONI-FLORIS Emilio-FRAU-GIAGU-IBBA-LA SPISA-LADU-LAI-LICANDRO-LIORI-LOMBARDO-MANCA-MARROCU-MASALA-MASIA-MILIA-MORITTU-MURGIA-NUVOLI-ONIDA-ONNIS-OPPI-ORRU'-PIANA-PILI-PILO-PINNA-PIRISI-PITTALIS-RANDAZZO-RASSU-SANNA NIVOLI-SANNA Alberto-SANNA Giacomo-SANNA Gian Valerio-SANNA Salvatore-SCARPA-SPISSU-TUNIS Gianfranco-TUNIS Marco-USAI-VASSALLO.)
PRESIDENTE. Poiché non è stata raggiunta la prescritta maggioranza di due terzi si dovrà procedere alla seconda votazione nella quale risulteranno eletti coloro che abbiano ottenuto la maggioranza assoluta dei voti.
Seconde votazioni segrete per schede
PRESIDENTE. Invito i consiglieri Segretari a procedere alla seconda chiama
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per l'elezione di un componente del CO.CI.CO. di Tempio
presenti 62
votanti 49
astenuti 13
maggioranza 25
schede bianche 13
Hanno ottenuto voti:Macis Salvatore 36.
Viene proclamato eletto Macis Salvatore nato a Bortigiadas il 23 ottobre 1933.
Comunico il risultato della votazione per l'elezione di un componente del CO.CI.CO. di Iglesias:
presenti 62
votanti 49
astenuti 13
maggioranza 25
schede bianche 13
Hanno ottenuto voti: Demurtas Vanni 36.
Viene proclamato eletto: Demurtas Vanni.
I relativi dati verranno comunicati a fine seduta.
Comunico il risultato della votazione per l'elezione del Presidente del Comitato circoscrizionale di controllo di Oristano.
presenti 62
votanti 49
astenuti 13
maggioranza 25
schede bianche 9
schede nulle 1
Hanno ottenuto voti Pietro Carta 39.
Viene proclamato eletto: Pietro Carta.
(Hanno preso parte alle votazioni i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FALCONI - FLORIS Emilio - FRAU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - DORE - GIAGU - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SPISSU.)
PRESIDENTE. Comunico i dati del rappresentante del CO.CI.CO. di Iglesias che abbiamo proclamato eletto, Demurtas Giovanni Battista, nato il 5 marzo 1935, residente ad Iglesias.
Su richiesta del Presidente del Gruppo di Forza Italia, richiesta condivisa anche da altri Presidenti di Gruppo, si sospende la seduta odierna. I lavori riprenderanno mercoledì prossimo con l'esame degli argomenti già iscritti all'ordine del giorno, più eventuali provvedimenti che venissero nel frattempo licenziati dalle Commissioni. I lavori del Consiglio, sulla base delle intese raggiunte nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, potrebbero proseguire anche nella giornata di giovedì Il Consiglio è riconvocato, quindi, per il 31 maggio alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 13 e 33.
Allegati seduta
(INSERIRE RISPOSTE SCRITTE)
Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA PINNA sull'utilizzo propagandistico, da parte del nuovo Commissario liquidatore dell'Ente Minerario Sardo, della delibera della Giunta regionale relativa alla cessione dei beni immobili ex minerari.
Il sottoscritto,
preso atto che la Giunta regionale ha deliberato, in data 30 marzo 2000 di impartire direttive al Commissario liquidatore dell'Ente Minerario Sardo per la cessione ai Comuni e ad altri enti pubblici di una parte dei beni immobili ex minerari per esclusive finalità sociali e di pubblica utilità, impedendo ad altri soggetti privati (artigiani, imprese, cooperative giovanili, etc.) di poter acquistare la parte restante degli stessi immobili per finalità economico-produttive;
precisato che la richiamata delibera della Giunta regionale non è stata ancora sottoposta all'esame della Commissione consiliare competente, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della legge regionale 4 dicembre 1998, n. 33;
accertato che il Commissario liquidatore dell'Ente Minerario Sardo ha divulgato, trasmettendola via fax dal suo studio privato, ai diversi sindaci dei comuni interessati, copia della richiamata delibera della Giunta regionale non ancora sottoposta al parere del Consiglio regionale;
rilevato che l'azione compiuta dal Commissario liquidatore dell'Ente Minerario Sardo travalica le proprie competenze in dispregio del ruolo del Consiglio regionale, configurandosi come un atto di mera propaganda preelettorale al servizio della Giunta regionale che lo ha recentemente nominato;
ricordato che sull'atto di nomina dell'attuale Commissario liquidatore dell'Ente Minerario Sardo è pendente un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale in relazione alla legittimità della stessa deliberazione della Giunta regionale,
chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) se non ritenga di assumere un atto di formale censura nei confronti del Commissario liquidatore dell'Ente Minerario Sardo per il suo comportamento lesivo della dignità e delle competenze assegnate dalla legge regionale 24 dicembre 198, n. 33, al Consiglio regionale;
2) se non ritenga di limitare i compiti del Commissario liquidatore dell'Ente Minerario Sardo alle sole funzioni di ordinaria amministrazione, in considerazione del fatto che la sua nomina potrebbe essere revocata dal Tribunale Amministrativo Regionale rendendo così illegittimi tutti gli atti compiuti dallo stesso Commissario liquidatore;
3) le ragioni che hanno indotto la Giunta regionale a modificare le precedenti direttive della Giunta di centrosinistra con l'esclusione della cessione dei beni immobili ex minerari dei soggetti privati che hanno avanzato numerose richieste di acquisto per la realizzazione di iniziative economico-produttive, le sole capaci di avviare la riconversione delle aree minerarie dismesse che subiscono gli effetti devastanti della crisi più pesante della loro storia di lavoro e di sviluppo. (36)
INTERPELLANZA CAPELLI, sulla situazione d'incertezza dei venti ospiti della Comunità Alloggio di Lotzorai, costretti da un'ordinanza del Tribunale di Lanusei a lasciare i locali dell'ex Hotel Santa Lucia di Girasole.
Il sottoscritto,
premesso che a seguito di un'ordinanza emessa dal Tribunale di Lanusei, i venti ospiti della Comunità Alloggio di Lotzorai, dovranno lasciare i locali dell'ex Hotel Santa Lucia di Girasole, preso a suo tempo in locazione per alloggiare pazienti affetti da gravi problemi psichici e di reinserimento sociale, provenienti da tutta l'Isola;
considerato che tra le motivazioni del Tribunale al grave provvedimento c'è quello del sequestro preventivo dell'Hotel e l'ordinanza di sospensione dell'attività, notificata a novembre dal Sindaco di Girasole ai titolari della Comunità, con la motivazione della mancata autorizzazione da parte dell'Assessorato della sanità;
tenuto conto che dalla documentazione in nostro possesso risulta che il diniego, a firma dell'ex Coordinatore generale Mariano Girau, sia stato motivato dal ritardo con cui la domanda è stata presentata, senza tenere conto che si è dovuto attendere il pronunciamento del Tribunale di Lanusei riguardo al contenzioso con i proprietari dell'Hotel;
preso atto della situazione e della sopravvenuta emergenza conseguente allo sgombero forzato dell'Hotel che ha costretto a trasferire i malati, molti dei quali d'età superiore ai 70 anni, in locali provvisori presso la struttura della Comunità Santa Rita in zona Tancau di Lotzorai;
osservato che i locali sono nettamente sottodimensionati per le esigenze abitative e terapeutiche di un tale numero di ospiti che si trovano così impossibilitati a proseguire il già difficile percorso terapeutico e a riacquistare la serenità perduta,
chiede di interpellare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale:
- per conoscere quali iniziative intenda adottare per sanare la grave situazione dei venti pazienti e la sopravvivenza di una comunità che opera da tempo con riconosciuta validità e professionalità in un delicato segmento dell'assistenza, senza peraltro percepire alcun finanziamento pubblico;
- affinché non sia vanificata un'esperienza significativa, utile e importante, mettendo sul lastrico una ventina di dipendenti ad alta professionalità in un settore dove, specialmente in Ogliastra, pur presentando gravi carenze continuano, comunque, ad operare in deroga agli stessi parametri fissati da codesto Assessorato. (37)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, su un incarico a professionisti per 600 milioni all'ERSU di Sassari.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione per sapere:
1) se sia a conoscenza che il Consiglio di Amministrazione dell'ERSU di Sassari, con le delibere n. 130 del 27 luglio 1999, n. 156 del 12 ottobre 1999 e n. 12 dell'8 febbraio 2000, ha affidato l'incarico a cinque professionisti esterni (tre ingegneri e due avvocati) per la valutazione degli aspetti tecnici e giuridico-amministrativi per la possibile acquisizione di strutture già edificate e aree edificabili da destinare a residenze universitarie, stanziando per i compensi la consistente somma di lire 600 milioni;
2) con quali criteri siano stati prescelti i cinque illustri professionisti, in quanto non risultano essere stati mai presentati dai cinque fortunati i curriculum di valutazione e comparazione;
3) quali altri incarichi siano stati svolti in precedenza a servizio dell'ERSU dagli stessi cinque professionisti, poiché a leggere la delibera n. 12 dell'8 febbraio 2000 "nella scelta dei professionisti si è privilegiata l'esperienza maturata nelle materie implicate e la fiducia acquisita in precedenti incarichi svolti a servizio dell'Ente" e quali eventuali parcelle siano state pagate;
4) per quali motivi per simile incarico non sia stato utilizzato il personale interno dell'ERSU, che comprende figure professionali nei profili amministrativo e tecnico sicuramente all'altezza, che avrebbe portato ad un risparmio di quattrini pubblici;
5) se sia vero che la delibera n. 156 del 12 ottobre 1999 è stata rinviata dal Coordinatore dell'Assessorato della pubblica istruzione in data 2 dicembre 1999, poiché inviata al controllo non nei termini di legge e perché - nonostante questa bocciatura - i cinque professionisti abbiano potuto iniziare la loro consulenza;
6) se non sia opportuno, alla luce di quanto esposto, bloccare questa convenzione milionaria e censurare l'allegro modo di gestire i fondi pubblici. (133)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulle agevolazioni riservate a categorie protette per l'utilizzo dei mezzi pubblici (ARST, ATP).
Il sottoscritto,
premesso che la Regione Sardegna ha previsto delle agevolazioni riservate alle categorie protette (invalidi, ex combattenti, ecc.) per l'utilizzo dei mezzi pubblici (ARST, ATP) a tariffe speciali;
considerato che per ritirare gli abbonamenti gli aventi diritto alle suddette agevolazioni sono costretti a recarsi personalmente nel capoluogo - spesso anche in zone periferiche e mal servite dal trasporto pubblico - con una frequenza mensile o bimestrale;
evidenziato che i ritardi nella distribuzione delle tessere costringono però gli utenti ad acquistare abbonamenti a tariffa intera e non rimborsabile, costringendo chi già sopravvive grazie alla pensione ad una ulteriore spesa;
ritenuto che le finalità delle agevolazioni sono quelle di rendere il trasporto pubblico più facilmente fruibile e più vantaggioso per le categorie protette, e non di aggiungere altre complicazioni,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se non ritenga opportuno:
- verificare la validità delle richieste di agevolazioni per l'utilizzo dei mezzi pubblici;
- predisporre la distribuzione annuale (o in subordine semestrale) degli abbonamenti spettanti a ciascun utente in tempo utile per il loro utilizzo e in sedi facilmente raggiungibili e collegate dai mezzi pubblici. (134)
INTERROGAZIONE LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla cessione del principale gruppo italiano del settore alluminio operante a livello nazionale e internazionale su tutta la gamma produttiva.
Il sottoscritto,
premesso che negli anni 1995-1996 vennero stipulati atti di vendita del patrimonio dell'allora ALUMIX S.p.A. e di sue società controllate, oggi tutte in fase di liquidazione c.a., con l'impegno formale da parte dell'acquirente ALCOA Italia S.p.A. facente capo al gruppo internazionale ALCOA, del mantenimento degli impianti di produzione nonché del posto di lavoro e quindi dei livelli occupazionali esistenti;
considerato che
- nella cessione sono state comprese le società controllate estere, ALUMIX U.K., ALUMIX France sa, ALUMIX Germany, ALUMIX Spain, Halco (Mining) Inc. e le società italiane SARDAL S.p.A., ALMAX S.p.A. ed ALURES S.p.A. mentre ha rappresentato una trattativa a parte la cessione della quota maggioritaria del capitale di EURALLUMINA S.p.A.;
- nell'impegno assunto e formalizzato della cessione, gli accordi prevedevano la vendita del solo settore industriale,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'industria:
1) per sapere se corrisponda a verità che la trattativa per la vendita del gruppo ALUMIX S.p.A. ad ALCOA sia stata intrapresa dallo Studio Legale Associato del Prof. Molé con sede in Roma e che con questo stesso studio abbia collaborato strettamente l'Ing. Corrado Innocenti ex Presidente ALUMIX già condannato per truffa ed altri reati sul caso "Moberis" per aver sottratto 5/6 miliardi di lire dall'ALUMIX S.p.A., insieme all'ex Senatore Mancini (ex Presidente EFIM) e al Dottor Simeone (ex Presidente del Collegio Sindacale ALUMIX);
2) per sapere se corrisponda a verità che all'acquirente ALCOA S.p.A. siano stati ceduti, da parte della sola società capogruppo ALUMIX S.p.A., crediti verso clienti più rimanenze di magazzino (in gergo professionale meglio definito come "capitale circolante, analizzato e scelto dall'acquirente voce per voce") per un valore complessivo di circa 480 miliardi di lire; sembra siano stati ceduti anche i crediti verso clienti ed il magazzino delle seguenti società già citate in premessa: SARDAL S.p.A., ALMAX S.p.A., ALURES S.p.A. e tutte le società e partecipazioni estere; se con queste società é stata applicata la stessa procedura dell'ALUMIX S.p.A. bisogna dedurre che l'incasso effettivo da parte di ALCOA ammonta ad oltre mille miliardi; all'ALCOA inoltre veniva ceduto tutto il patrimonio (beni mobili ed immobili) dell'ALUMIX e di tutte le società già citate, alla stessa facenti capo per un valore complessivo ammontante a circa duemila miliardi. A tutto questo bisognerebbe aggiungere la voce "avviamento" mai calcolata né valutata. A fronte di tutti l'ALCOA pagava ad ALUMIX S.p.A. in l.c.a. solo 380 miliardi di lire; da tutto ciò si evince che ALCOA non solo non ha pagato alcunché per beni mobili e immobili, visto che i debiti sono rimasti tutti a carico del Ministero del tesoro attraverso ALUMIX, ma ha incassato oltre 600 miliardi di capitale circolante, buono e realizzabile, senza alcuna motivazione;
3) per sapere a che titolo sia stato riconosciuto questo plusvalore di 600 miliardi e se di quanto esposto sopra fossero a conoscenza le tre confederazioni sindacali che avrebbero dovuto essere periodicamente e costantemente informate sulle trattative in corso e se ne erano a conoscenza Consiglieri regionali, Deputati e Senatori della Sardegna che seguirono da vicino il processo di cessione del gruppo ALUMIX. Non é da escludere che nello spirito della trattativa fosse compreso l'onere derivante dalla tutela dei lavoratori per il mantenimento del posto di lavoro; a fronte di tutto ciò risulta che ALCOA sta provvedendo, progressivamente, allo smantellamento di alcuni impianti e provvede continuamente a ridurre il personale in forza;
4) per conoscere quali siano i motivi per cui sono state cedute ad ALCOA ben 15 ville site in località Portopaglietto, comune di Portoscuso (CA), del valore di alcuni miliardi, unitamente ad una villa veneta del Seicento, senza che ALCOA pagasse alcun compenso ad ALUMIX;
5) per sapere se i componenti delle Confederazioni sindacali e i componenti della Giunta regionale sarda, in carica nel 1996, fossero a conoscenza di tali fatti e come mai nessuno abbia denunciato quanto stava accadendo anche attraverso gli organi di stampa;
6) per sapere se corrisponda a verità che all'atto della vendita ALUMIX S.p.A. l'area dell'ex stabilimento ALUMIX sia stata suddivisa in due parti, una dove ha sede l'attuale stabilimento ALCOA, l'altra ancora di appartenenza ALUMIX S.p.A. in l.c.a.; alla seconda si può accedere esclusivamente tramite una servitù di passaggio costituita all'atto della vendita ad ALCOA, che attraversa tutto lo stabilimento di proprietà ALCOA, dove si svolgono le attività produttive e logistiche; nella suddetta area ALUMIX S.p.A. in l.c.a. esiste una discarica a cielo aperto che sempre ALUMIX dovrà bonificare a proprie spese; per tale processo sembra siano stati spesi, fino ad oggi, trenta miliardi mentre per il totale smaltimento dei rifiuti industriali accumulati sembra che debbano essere affrontate ulteriori spese, sempre a carico ALUMIX, per un ammontare di circa centoventi miliardi; una volta bonificata tale area, ALUMIX S.p.A. in l.c.a., non avendo un accesso libero se non attraverso l'utilizzo della suddetta servitù, sarà costretta a cedere ad ALCOA, ad un prezzo irrisorio, tutta l'area bonificata, se non addirittura cederla a costo zero, visto quanto é avvenuto in precedenza;
7) per conoscere quali siano i motivi per cui tutta la parte buona e produttiva dello stabilimento sia stata ceduta a costo zero, mentre la parte improduttiva (perché da bonificare) sia rimasta a carico ALUMIX; si vuol sapere se corrisponda a verità che la Regione Sardegna negli anni passati abbia concesso contributi ammontanti a diversi miliardi, per lo smaltimento e/o la costruzione della discarica suddetta;
8) per sapere se, alla luce di quanto detto in precedenza ed in considerazione che siamo tutti esseri umani, a volte malpensanti, e poiché la differenza tra il "capitale circolante" ceduto e la cifra totale pagata da ALCOA sembra si aggiri intorno ai seicento miliardi, senza peraltro tenere conto del valore dei beni mobili e immobili e dell'avviamento, spesso ci si chiede, così come se lo chiedono tutte le persone che sono state a contatto con l'Azienda, se i seicento miliardi rappresentano un bonus concesso a suo tempo per la garanzia dei posti di lavoro oppure soltanto un bonus per gli acquirenti; premesso quanto sopra e visti i danni che hanno subìto e continuano a subire tutti i dipendenti attualmente ALCOA ed ALUMIX S.p.A. in l.c.a. (cassa integrazione guadagni, pensioni ridotte a causa dei prepensionamenti, posti di lavoro perduti, allontanamenti forzosi e disagi nell'ambito di tutti questi nuclei familiari) si chiede anche di sapere se non sia opportuno pensare che il Ministero del tesoro, a mezzo ALUMIX S.p.A. in l.c.a., risarcisca i tutti i dipendenti, i quali si sono costituiti in associazione "A.S.D.I.D.A.E." per rilevare tutti i danni subiti dai dipendenti stessi e dai rispettivi nuclei familiari;
9) per sapere quale comportamento stiano tenendo i tre Commissari liquidatori di ALUMIX S.p.A. in l.c.a. Dott. Marcellino Bortolomiol, Dott. Angelo Napolitano, Prof. Raffaele Lener (quest'ultimo dello stesso Studio Molé già citato al punto uno e forse per questo motivo lo studio Molé ha incassato tutti i crediti dall'ALUMIX S.p.A. in l.c.a. - 500 milioni - senza attendere la deposizione dello stato passivo così come é avvenuto per tutti gli altri); ci si chiede come stiano operando verso i dipendenti rimasti a loro carico e se, secondo lo spirito della legge, si siano premurati ed abbiano premura tutt'oggi di ricollocare il personale in modo corretto;
10) per sapere se corrisponda a verità che il dirigente preposto alla ricollocazione, che fin dall'inizio aveva ottenuto ottimi risultati ricollocando quasi tutto il personale in esubero (come verbalizzato a suo tempo dagli stessi Commissari liquidatori) sia stato allontanato dall'ALUMIX S.p.A. in l.c.a. senza alcuna motivazione reale ed in sua vece sia stato dato l'incarico ad una professionista di Treviso e quindi "concittadina" di due dei Commissari liquidatori; risulterebbe che la sopra detta professionista non abbia mai svolto attività di ricollocazione a tutt'oggi e non abbia quindi esperienza al riguardo mancando, probabilmente, la conoscenza delle differenti realtà e strutture dello Stato e degli enti parastatali;
11) per sapere se corrisponda a verità che alcuni dipendenti ALUMIX (nel 1996) allora rappresentanti la quasi totalità della forza lavorativa presente, prima che avvenisse la cessione dell'ALUMIX ad ALCOA, chiesero per iscritto di acquistare il gruppo ALUMIX nella sua totalità sostenendo che, quale garanzia, poteva essere concesso il fondo T.F.R. che nel 1996 ammontava a decine di miliardi; questi dipendenti a tutt'oggi non hanno ricevuto alcuna risposta scritta; la cessione dell'azienda ai dipendenti certamente sarebbe stato il modo migliore per garantire i posti di lavoro, visto che, con un'operazione del genere ogni dipendente diveniva azionista della società, formula che allora ed in modo particolare oggi viene indicata come molto valida per la salvaguardia dei posti di lavoro;
12) per sapere in base a quali criteri e presupposti alcuni dipendenti siano stati allontanati dall'ALUMIX S.p.A. in l.c.a. ed altri messi in C.L.G. (tra cui un dipendente grande invalido licenziato per ben due volte) mentre il lavoro viene espletato da diversi studi privati e da molti consulenti, probabilmente molto vicini ai responsabili della liquidazione, con il risultato di gravare la società ALUMIX in l.c.a. e quindi il Ministero del tesoro di pesanti oneri;
13) per sapere, infine, se la Direzione Generale del Ministero del tesoro, preposta alle privatizzazioni ed al controllo delle stesse nella persona del Dottor Mario Draghi, è a conoscenza di tutto quanto detto sopra. (135)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui si trovano le ferrovie della Sardegna, in relazione agli effetti negativi del piano di ristrutturazione.
Il sottoscritto,
premesso che la legge finanziaria del 1997 aveva avviato un piano di ristrutturazione e risanamento delle ferrovie della Sardegna con l'obiettivo di renderle più efficienti;
considerato che in tale circostanza i sindacati, la Regione e il Governo F.S. firmarono un accordo che impegnava le parti interessate nella trasformazione dell'azienda in impresa di trasporto moderna in grado di assicurare qualità all'utenza e futuro certo per l'occupazione dei lavoratori;
rilevato che a distanza di tre anni lo stato degli accordi stipulati è il seguente:
- lo Stato F.S. non ha attuato nessun investimento per migliorare la qualità del servizio, limitandosi a rimodulare vecchi finanziamenti assegnati ai sensi della Legge 910/86;
- la Regione ha stipulato un accordo con gli enti locali che prevede l'avvio dei lavori della metropolitana di Sassari con una prima tranche di investimenti di 70 miliardi provenienti dai Fondi infrastrutturali europei;
- il sindacato ha sottoscritto una riduzione di organico di 500 unità lavorative sarde, abbattendo il costo del personale del 15 per cento nel 1999 rispetto al 1986;
rilevato che in tale contesto emergono le sofferenze di un territorio quale quello de sassarese che più di altri ha creduto nella ristrutturazione dell'azienda perché conscio delle maggior potenzialità e sicuro di voler arrivare ad un sistema efficiente di trasporto pubblico locale;
ritenuto altresì, che tale situazione porterà inevitabilmente alla chiusura totale di questo sistema di trasporto e che non sono stati rispettati gli accordi presi con i lavoratori e le istituzioni sarde,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:
1) se siano a conoscenza della grave situazione in cui versano le Ferrovie della Sardegna, nonostante l'accordo firmato dalla Regione-Governo del 1977 in cui si impegnavano a realizzare forti investimenti per la ristrutturazione delle ferrovie con l'obiettivo di renderle efficienti e migliorarne la qualità del servizio;
2) se intendono intervenire autorevolmente presso il Governo nazionale affinché vengano rispettati gli impegni già adottati per fermare il meccanismo di decadenza aziendale in cui versano le Ferrovie della Sardegna. (136)
INTERROGAZIONE ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sul bando di concorso per la formazione di imprese agricole - Esclusione del titolo di agrotecnico.
Il sottoscritto, premesso che:
- con deliberazione n. 22/5 del 27 aprile 1999, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 2 del 15 gennaio 2000 (relativa a "Accordo di programma fra Regione autonoma della Sardegna - Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale - e la Cassa per la formazione della proprietà contadina), la Giunta regionale ha disposto l'attivazione del bando di concorso per la formazione di imprese agricole e la loro ristrutturazione fondiaria a favore di giovani agricoltori;
- le domande di partecipazione al concorso, da inoltrarsi entro il termine di 90 giorni a decorrere dal giorno successivo alla data di pubblicazione, debbono essere corredate della documentazione tecnica prevista (c.d. piano di miglioramento), elaborata da tecnici agrari abilitati, regolarmente iscritti all'albo professionale;
- la predetta deliberazione individua quali professionisti abilitati alla redazione degli elaborati tecnici soltanto coloro che siano in possesso del titolo di dottore agronomo e forestale e di perito agrario, escludendo - di converso - coloro che siano in possesso dei titoli di agrotecnico;
considerato che:
- la mancata inclusione dei predetti soggetti nell'ambito della categoria dei tecnici agrari abilitati determina una situazione di disparità di trattamento che non trova alcuna plausibile giustificazione nell'ambito della normativa di settore;
- la legislazione nazionale statuisce, infatti, l'equivalenza del diploma di agrotecnico a quello di perito agrario; in tal senso depongono sia l'articolo 31 della Legge n. 754 del 1969, sia l'articolo 197, comma 3, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonché l'articolo 15, comma 8, del D.P.R. 23 luglio 1998, n. 323, in base al quale "il diploma rilasciato in esito all'esame di stato negli istituti professionali è equipollente a quello che si ottiene negli istituti tecnici di analogo indirizzo";
- il decreto del 6 marzo 1997, n. 176, del Ministero della pubblica istruzione include, del resto, fra le materie di esame per l'abilitazione di tale categoria professionale la redazione di piani di miglioramento;
- la normativa comunitaria concernente il sistema di riconoscimento dei titoli professionali (Direttive 92/51 e 89/48 CEE), non opera alcuna preclusione nei confronti del diploma di agrotecnico rispetto a quello di perito agrario;
rilevato che:
- in altre regioni italiane gli agrotecnici sono abilitati alla redazione e alla presentazione di piani di miglioramento fondiario; in particolare:
la Regione Sicilia, con la circolare assessoriale n. 1 del 29 marzo 1994, in riferimento alle disposizione attuative del programma pluriennale del Reg. CEE 2080/92, contempla gli agrotecnici tra le figure professionali abilitate alla presentazione dei progetti di miglioramento fondiario;
la Regione Veneto, con la circolare del 27 novembre 1997 riguardante le attività di progettazione per interventi di imboschimento ai sensi del Reg. CEE 2080/92, riconosce la competenza di tali soggetti nei limiti delle piccole e medie imprese;
la Regione Lazio, con la circolare 15 gennaio 1999, riconosce la competenza degli agrotecnici a sottoscrivere i progetti sul Reg. CEE 2080/92;
la preclusione operata dalla deliberazione della Giunta regionale sopra citata contrasta del resto, inesorabilmente, con la determinazione del Consiglio regionale in data 2 febbraio 1999, che impegna la Giunta regionale a riconoscere agli agrotecnici iscritti all'albo professionale le competenze per gli interventi previsti dalla normativa comunitaria e nazionale, senza discriminazione alcuna tra le figure di pari livello che operano in agricoltura;
appare, inoltre, ancor più priva di qualsiasi sostegno solo se si considera che gli agrotecnici dipendenti della Regione Sardegna svolgono normalmente attività di istruttoria e collaudo di progetti di miglioramento fondiario; essi, pertanto, esaminano e valutano gli elaborati tecnici di agronomi, periti agrari e agrotecnici;
valutato che la riserva operata in favore dei dottori agronomi e dei periti agrari e la pretermissione degli agrotecnici inficia la legittimità dell'intero bando di concorso pubblicato il 15 gennaio 2000; il contrasto della sopra citata deliberazione regionale con la normativa, nazionale e comunitaria, espone l'intera procedura concorsuale alla possibile conseguenza della invalidazione in sede giurisdizionale,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere se non intenda assumere senza indugio le iniziative di sua competenza al fine di modificare la deliberazione della Giunta regionale n. 22/5 adottata in data 27 aprile 1999 - pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna il 15 gennaio 2000 - disponendo l'inserimento degli agrotecnici tra i soggetti professionali abilitati a redigere la documentazione tecnica da allegare alla domanda di partecipazione al concorso. (137)
INTERROGAZIONE VASSALLO - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sui licenziamenti dei lavoratori delle Società di appalti ferroviari.
I sottoscritti,
considerato che l'intesa concordata dalla Giunta regionale con il Ministro dei Trasporti prevede importanti investimenti finalizzati a superare l'arretratezza delle ferrovie della Sardegna;
considerato altresì che le FF.SS. si avvalgono della collaborazione di concessionari di appalti ferroviari favorendo in tal senso l'occupazione indiretta;
appreso che:
- la F.S. S.p.A: ha disposto il ridimensionamento di alcuni servizi, presso l'impianto di Cagliari, con il conseguente licenziamento di alcuni dipendenti delle Società di appalti ferroviari;
- tale politica di razionalizzazione e di riduzione dei servizi realizzati dalle aziende appaltatrici sarà estesa a tutti i compartimenti della Sardegna, contravvenendo in tal modo alle finalità di ampliamento e di ammodernamento delle strutture e dell'ottimizzazione dei servizi offerti ai passeggeri, con conseguenti gravi ripercussioni per la salvaguardia dei livelli occupativi esistenti e per l'efficienza dei servizi offerti;
constatato che tali dipendenti sono in esubero in quanto, allo stato attuale, le FF.SS. non sono disponibili ad operare il rafforzamento di nuovi servizi che favorirebbero il reintegro dei lavoratori già espulsi,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore regionale dei trasporti e l'Assessore regionale del lavoro per sapere se ritengono opportuno attivare immediatamente un tavolo di confronto tra le parti interessate e gli Assessori competenti in materia di trasporto e lavoro, al fine di salvaguardare il livello dei servizi offerti e di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali anche mediante soluzioni alternative e meno traumatiche al licenziamento quali: collocamento presso altri servizi, pensionamenti, dimissioni volontarie incentivate e forme di mobilità, il tutto nell'ambito di un programma di medio periodo che non produca gli effetti nefasti del licenziamento in tronco per sopravvenute riduzioni di commesse di lavoro. (138)
INTERROGAZIONE PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi rischi ambientali ricadenti sul territorio del comune di Porto Torres.
Il sottoscritto, premesso che:
- come risulta da verifiche effettuate dalla Provincia, basate su dati riferiti al 31 dicembre 1999, la discarica privata SIGED di Scala Erre, nella Nurra, dal 25 marzo 1999 ha accolto 15.349 tonnellate di rifiuti provenienti da altre regioni italiane;
- nel marzo 2000 si è registrato un giro di container carichi di rifiuti speciali più ampio del prevedibile (circa 54 solo quelli sbarcati dal mercantile "Robur" più altri 16 intercettati negli altri porti della Sardegna, per un totale di 70) tanto da rendere necessaria l'apertura di un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica e il sequestro dei container sbarcati dalla "Robur";
constatato che a tutt'oggi non si è ancora stabilito se le scorie, stoccate a Porto Torres nello scalo merci per essere trasferite nella discarica di Scala Erre, siano effettivamente inerti;
rilevato che i costi di trasporto e conferimento in discarica superano la spesa normale per lo smaltimento di questo tipo di rifiuti;
visto che il decreto legge n. 22 del 1997 promuove il concetto di una gestione integrata dei rifiuti che permetta comunque lo smaltimento negli impianti appropriati più vicini, al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi;
evidenziato che la discarica di Scala Erre non è tecnicamente adatta ad accogliere questo tipo di rifiuti non avendo il fondo adatto,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente:
1) per avviare una indagine conoscitiva per stabilire la pericolosità di questi rifiuti che, in caso affermativo, arrecherebbero un grosso danno al nostro territorio;
2) per stabilire:
- chi ha autorizzato lo scarico di queste scorie;
- i motivi, in contrasto con la normativa vigente ed antieconomici, che ne hanno indotto il trasferimento in Sardegna. (139)
INTERROGAZIONE ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione debitoria della Cantina sociale di Sant'Antioco.
Il sottoscritto, premesso che:
- la Cantina sociale di Sant'Antioco, da alcuni anni vinifica le uve inquinate da piombo, a causa dei residui tossici della lavorazione scaricati dal polo industriale di Portoscuso;
- il vino ottenuto viene destinato esclusivamente alla distillazione o agli acetifici ed a prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli realizzati dalle vendite del vino sano con le stesse caratteristiche;
- la Cantina sociale ha sempre pagato le uve inquinate allo stesso prezzo di quelle sane;
- la Regione sarda ha accordato, in considerazione del ridotto valore di mercato del vino con eccesso di piombo, un indennizzo al fine di colmare la differenza tra il prezzo medio di vendita di questo prodotto ed il prezzo medio di vendita del vino sano, maggiorato del 3 per cento per oneri aggiuntivi di gestione;
considerato che:
- la Regione sarda non ha provveduto ad erogare integralmente il dovuto indennizzo;
- nelle vendemmie del 1994, 1995 e 1997 la Cantina sociale di Sant'Antioco ha dovuto sostenere un disavanzo totale di lire 1.102.173.575 pari alla differenza tra le somme pagate ai produttori delle uve inquinate e quanto percepito dalla Regione sarda. Negli anni 1994 e 1995, infatti, a fronte di un indennizzo totale di lire 1.407.650.865, l'importo erogato dalla Regione è stato di lire 657.650.865. Nell'anno 1997, invece, dell'indennizzo globale di lire 744.522.710 ne è stata corrisposta soltanto una parte, pari a lire 300.000.000;
- perdurando siffatta situazione debitoria, la stessa, non essendo più in grado di garantire la remunerazione ai produttori delle uve inquinate, sarà costretta a non vinificare le uve inquinate, con gravissimo danno economico in capo ai viticoltori del basso Sulcis,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere se non ritengano di adottare, senza indugio, le misure più adeguate onde sanare la situazione maturata ed eliminare il pesante disavanzo sopportato dalla Cantina sociale di Sant'Antioco. (140)
INTERROGAZIONE ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di adottare provvedimenti urgenti per tutelare cittadini e ambiente in relazione all'uso di sostanze pericolose nella regione di Santu Miali.
Il sottoscritto, premesso che:
1) in data 26 luglio 1999 presentava la seguente interrogazione sull'utilizzo di sostanze pericolose nella lavorazione delle terre aurifere in regione di Santu Miali, il cui testo si riporta integralmente:
" Il sottoscritto, premesso che:
- secondo reiterate notizie di stampa ricorrenti in questi giorni, nella lavorazione delle terre aurifere in atto da anni in regione Santu Miali dell'agro di Furtei e dei comuni confinanti verrebbe utilizzato, unitamente ad altre sostanze chimiche altamente pericolose, anche il cianuro, la cui pericolosità per la salute e per l'equilibrio ambientale è a tutti nota;
- tali notizie circa l'uso dei veleni, provenienti anche da fonte autorevole quale il Sindaco di Furtei, avrebbero trovato conferma - o potrebbero trovare conferma - nel fatto che all'interno delle aree oggetto dello sfruttamento minerario sarebbero state ritrovate le carcasse di due suini morti per cause non naturali;
- testimonianze raccolte sul posto riferiscono di fauna selvatica rinvenuta priva di vita in prossimità di acque defluenti a cielo aperto sempre all'interno delle superfici ricomprese nel bacino minerario;
- le stesse testimonianze riferiscono che il cianuro, impiegato nella fase di lavaggio del minerale, si riverserebbe, insieme alle acque reflue e attraverso un canale scoperto, nell'invaso di Santu Miali, quella che, nei paesi limitrofi, è nota come dighetta di Santu Miali;
- l'acqua dell'invaso di Santu Miali, stante il collegamento tra i due bacini, verrebbe trasferita, in quantità ignote, nel lago di Simbirizzi, in territorio di Quartu Sant'Elena e a brevissima distanza da Cagliari;
- l'acqua di Simbirizzi, per quanto consta, è destinata ad usi potabili, oltreché agricoli;
- conseguentemente l'uso del cianuro potrebbe aver causato un gravissimo inquinamento ambientale e potrebbe costituire un allarmante pericolo per la salute pubblica;
- la gestione della attività estrattiva fa capo alla Sardinia Gold Mining S.p.A. (S.G.M.) titolare di concessione mineraria rilasciata dalla Regione autonoma della Sardegna con decreto n. 397 emesso il 5 ottobre 1994 dall'Assessorato dell'industria;
- la S.G.M., dopo aver consumato nel silenzio generale, anche delle cosiddette associazioni ambientalistiche (solo il consigliere comunale di Serrenti Giuseppe Medda di A.N., aveva interpellato in data 10 febbraio 1997 il sindaco del comune per sapere se nella località Su Canali de s'allumiu, in agro di Serrenti, dovesse essere attivata una discarica dei rifiuti della lavorazione estrattiva dell'oro, se si trattasse di rifiuti contenenti scorie di residui tossici e se fosse stata rilasciata l'autorizzazione) uno scempio ambientale di dimensioni enormi, non ha intrapreso, a distanza di anni, nessuna iniziativa di ripristino ambientale,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere se quanto assunto in premessa corrisponda a verità e se, in caso affermativo, la Giunta regionale ne fosse informata e quali atti abbia assunto a tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente.".
2) peraltro, all'atto di sindacato ispettivo non è stato dato alcun riscontro da parte dell'allora Presidente in carica della Giunta regionale;
3) i recenti fatti di gravissimo inquinamento del fiume Danubio e dei suoi affluenti per immissione di cianuro, residuo della lavorazione di estrazione dell'oro nelle miniere del Centro Europa, hanno provocato un catastrofico disastro ambientale e suscitato notevole allarme in capo a tutta la popolazione;
4) si ha notizia di fatti che potrebbero essere sintomatici di altri e gravissimi rischi per la salute dei cittadini e dell'ambiente: dati di questi giorni raccolti a Serrenti evidenziano, infatti, che numerosi animali sono stati trovati morti sulle rive dell'invaso di Santu Miali,
chiede di poter interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore della difesa dell'ambiente e l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se abbiano intrapreso delle azioni onde porre rimedio alla situazione evidenziata in premessa e, nella denegata ipotesi, se non ritengano di assumere, senza indugio, anche alla luce delle nuove emergenze, le misure e i provvedimenti più idonei a salvaguardare la salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente. (141)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sui finanziamenti agrari.
Il sottoscritto, premesso che:
a) proprio in questi giorni gli Istituti di credito stanno facendo pervenire a centinaia di agricoltori ingiunzioni di pagamento - con decorrenza immediata - per finanziamenti agrari accordati ai sensi delle leggi regionali a suo tempo vigenti;
b) il voler indietro in tempi brevissimi i prestiti agrari erogati rischia di mettere in crisi profonda il mondo agricolo sardo, anche perché le lettere di ingiunzione recitano "se non dovesse provvedere al rimborso saremo costretti ad assumere nei suoi confronti le iniziative che riterremo più opportune per il recupero del nostro credito";
c) moltissimi di questi imprenditori agricoli comunque vantano crediti anche elevati tramite la Regione nei confronti dell'AIMA, quali i contributi per le colture biologiche ed i seminativi (grano, colza, girasole ed altro), che non riescono ad incassare nei tempi preventivati per i soliti ritardi burocratici, e che servirebbero per pagare i debiti,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere:
1) se non sia opportuno - alla luce di quanto succitato - intervenire nei riguardi delle banche affinché vogliano soprassedere alle ingiunzioni di pagamento in attesa che gli imprenditori agricoli riescano ad incassare quanto di competenza;
2) quali passi intenda assumere nei confronti dell'AIMA - che già da molte tempo ha ricevuto le pratiche regolarmente istruite - affinché senza ulteriore indugio emetta i mandati di pagamento nei riguardi degli agricoltori. per mettere gli stessi nelle condizioni di saldare quanto richiesto dalle banche, prima che le aziende agricole vengano pignorate per responsabilità che non sempre sono dei conduttori. (142)
INTERROGAZIONE MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione degli uffici periferici dell'Ispettorato agrario di Orosei e Macomer.
Il sottoscritto, premesso che,
a) con decreto n. 546/P dell'Assessore degli affari generale, personale e riforma della Regione pubblicato nel Bollettino Ufficiale n. 3 dell'11 aprile 2000 si provvedeva, attraverso un'intesa operata con ciascun Assessore, alla riorganizzazione dei settori e delle unità organizzative della Presidenza della Giunta e degli Assessorati;
b) nell'ambito di tale riorganizzazione venivano soppressi gli uffici periferici dell'Ispettorato agrario di Orosei e Macomer;
c) l'ufficio periferico dell'Ispettorato agrario di Orosei esistente dal 1933, primo in provincia di Nuoro, è fondamentale punto di riferimento per gli operatori dei settori agricolo e zootecnico e caso alquanto raro di decentramento dei servizi regionali che opera in struttura di proprietà dell'Assessorato dell'agricoltura, al servizio dei comuni di Orosei, Irgoli, Loculi, Onifai, Galtellì, Dorgali, su una popolazione di circa 22.000 abitanti dove l'80% è dedita all'agricoltura e all'allevamento;
d) il settore agro-zootecnico in queste zone della Sardegna è in continua espansione in termini occupazionali ed economici;
considerato che:
- la Baronia è sede dei primi e più importanti comprensori agropastorali della provincia di Nuoro, con stanziamenti per circa 25 miliardi;
- sono presenti una cantina sociale e due cooperative di trasformazione di prodotti lattiero-caseari;
- il patrimonio zootecnico ammonta a circa 80.000 ovini, 5.000 bovini e 10.000 caprini;
- nel solo comune di Orosei sono presenti 12 impianti vivaistici, che forniscono l'intera regione,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere quali siano stati i criteri di valutazione adottati al fine di giustificare tale provvedimento e se, a fronte di questa notevole attività dell'Ufficio IPA di Orosei, non sia il caso di rivedere tale incomprensibile decisione. (143)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina di un dirigente di struttura complessa da parte della ASL n. 1 di Sassari.
Il sottoscritto, premesso che:
a) la stampa ha dato notizia che il TAR Sardegna ha dichiarato illegittima la nomina del dirigente di struttura complessa della divisione di chirurgia interna dell'Ospedale civile di Alghero;
b) tale nomina, effettuata dal direttore generale della ASL n. 1 di Sassari con delibera n. 3301 del 4 novembre 1999, è avvenuta a parere del TAR "in palese violazione di legge, nonché di eccesso di potere", poiché non è stata esperita alcuna procedura concorsuale, bensì attraverso un sistema di chiamata diretta non prevista dalla vigente normativa;
c) la ASL n. 1 si è costituita in giudizio sostenendo tesi insostenibili, pur con la consapevolezza di aver agito al di fuori della norma non essendo configurata discrezionalità alcuna, con un conseguente onere economico a carico delle casse dell'Azienda e quindi della collettività,
chiede di interrogare l'Assessore della sanità per sapere:
1) se sia a conoscenza di quanto succitato e se tale "sistema" sia stato adottato per coprire altri posti;
2) se il comportamento del direttore generale della ASL n. 1 non sia - alla luce del provvedimento dei giudici del TAR Sardegna - da censurare, poiché si configura - oltre che una palese violazione di legge e lesivo degli interessi soggettivi - come un modo clientelare di gestire la cosa pubblica, degno dei fasti della prima repubblica;
3) a chi verranno addebitate tutte le spese legali che la ASL n. 1 ha sostenuto e che dovrà ancora sostenere per la resistenza in giudizio;
4) se non sia opportuno che tutte le spese vengano addebitate ai responsabili dell'atto dichiarato illegittimo, poiché non è pensabile che gli oneri derivanti da errori e "sviste di qualcuno" ricadano sulla collettività. (144)
INTERROGAZIONE SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione venutasi a creare nelle marinerie della provincia di Oristano a seguito dell'emanazione del Decreto ministeriale 10 settembre 1999 da parte del Ministero per le politiche agricole e forestali con il quale si vieta l'installazione dei motori fuoribordo nelle imbarcazioni che non superano i 7,5 metri di lunghezza, classificate "removeliche".
Il sottoscritto,
premesso che per effetto del Decreto ministeriale 10 settembre 1999 (pubblicato nella G.U. n. 258 del 3 novembre 1999) emanato dal Ministero per le politiche agricole e forestali, in vigore dal 1° marzo 2000, è vietato installare motori fuoribordo nelle imbarcazioni che non superano i 7,5 metri di lunghezza (classificate "removeliche");
considerato che:
- le imbarcazioni "removeliche" sono comunemente usate per praticare la pesca negli stagni, nelle lagune e in mare entro le tre miglia dalla costa;
- inoltre, questo tipo di pesca è molto diffusa in provincia di Oristano in particolare negli stagni di Cabras, Santa Giusta, Marceddì e nell'ampio golfo omonimo e che interessa 243 imbarcazioni con oltre 300 addetti;
tenuto conto che le disposizioni ministeriali in oggetto, ottemperando a precise direttive comunitarie, hanno lo scopo di vietare l'installazione di apparati motore che possano aumentare lo sforzo di pesca;
considerato che nel caso specifico delle imbarcazioni removeliche il motore fuoribordo non ha lo scopo di aumentare lo sforzo di pesca, ma semplicemente di imprimere all'imbarcazione la spinta necessaria per gli spostamenti in laguna e sotto costa;
tenuto conto, inoltre, che l'uso del motore fuoribordo nelle imbarcazioni in questione è previsto dalle norme in materia di "Sicurezza nel lavoro a bordo delle navi da pesca" contenute nel D.M. 271-272-298 del 1999, in aperto contrasto con quanto disposto dal D.M.1999 in oggetto;
considerato, infine, che se non si interviene rapidamente le disposizioni in oggetto porteranno al blocco dell'attività di pesca delle imbarcazioni removeliche con conseguenze molto gravi sia sul piano dell'occupazione (300 addetti) che su quello economico più generale;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere quali iniziative intendano mettere in atto per sensibilizzare il Ministero per le politiche agricole e forestali competente in materia di pesca, al fine di modificare quanto più rapidamente possibile il D.M. 10 settembre 1999 e ristabilire le condizioni precedenti che garantivano l'esercizio regolare dell'attività di pesca alle imbarcazioni "removeliche". (145)
INTERROGAZIONE CALLEDDA - MORITTU - SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sul reimpiego dei dipendenti licenziati dalla ex S.I.A.C.A..
I sottoscritti, premesso che:
- la S.I.A.C.A (Società Sviluppo Infrastrutturale Area di Cagliari) veniva liquidata volontariamente nel dicembre del 1998;
- l'attività, per modifica statutaria, era stata prorogata fino al 2022 per consentire l'esecuzione di grandi opere nell'ambito regionale in conseguenza della capacità produttiva e tecnica dimostrata nel corso dei 20 anni di attività;
- nella politica degli ultimi due anni del Consorzio c'è stato un cambiamento dei piani di sviluppo che ha portato alla valorizzazione di altre società le quali hanno proceduto a dar corso a nuove assunzioni esterne, impedendo, in questo modo, l'utilizzo delle risorse umane interne alla S.I.A.C.A. con figure professionali con esperienza maturata in vent'anni di attività;
- nel corso del 1999 sette unità sono state licenziate in tronco con la garanzia, sia ai dipendenti che ai sindacati, della mobilità e del reimpiego (solo uno è stato riassunto dalla stessa S.I.A.C.A., senza peraltro tenere conto né dell'anzianità di servizio né delle competenze) ma, nonostante ciò, i sei dipendenti non sono mai stati inseriti negli elenchi di nuove assunzioni effettuate successivamente nelle imprese consorziate;
considerato che:
- le caratteristiche professionali dei dipendenti licenziati rispondono ai requisiti richiesti per le nuove assunzioni e risultano essere di verificabile ed efficace valore;
- gli impegni assunti prevedevano il diritto alla priorità dell'assunzione, per i dipendenti in mobilità e comunque interni al Consorzio, a parità di livello e di categoria,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per sapere quali atti abbiano compiuto o intendano compiere per ottenere il reintegro dei suddetti lavoratori e valorizzare così le loro competenze e professionalità. (146)
INTERROGAZIONE SANNA Salvatore - SANNA Gian Valerio - LODDO - PIRISI - DEMURU, con richiesta di risposta scritta, sul decreto n. 546/P dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione.
I sottoscritti chiedono di interrogare l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere se corrisponda al vero che, nel suo decreto n. 546/P dell'11 aprile 2000 di conferma provvisoria dei settori e delle unità organizzative in cui si articolano i servizi dell'Amministrazione regionale:
a) siano stati "confermati" anche settori che non esistevano alla data del 2 dicembre 1999;
b) in diversi casi siano state individuate nuove e diverse articolazioni rispetto a quelle indicate nella tabella A allegata alla L.R. n. 31 del 1998.
Chiedono infine di sapere in quale considerazione siano state tenute, nella definizione del decreto di cui sopra, le reali necessità organizzative e i relativi costi. (147)
INTERROGAZIONE SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sui danni causati dal fenomeno alluvionale nel nord-ovest della Sardegna.
Il sottoscritto, premesso che:
- a seguito delle piogge torrenziali che hanno investito nei giorni scorsi i territori di Sassari ed Alghero, numerosi operatori industriali, commerciali ed agricoltori hanno riportato ingenti danni ad aziende e strutture produttive;
- secondo quanto denunciato pubblicamente dai titolari delle imprese, le improvvise piogge torrenziali, hanno causato danni economici valutabili nell'ordine di diversi miliardi di lire con grave compromissione della produttività diretta delle aziende medesime e sull'indotto rappresentato da numerose intraprese economico-commerciali ad esse collegato;
considerato che:
- la situazione denunciata dagli operatori economici, che coinvolge comparti strategici per l'area industriale e agricola di Sassari e di Alghero, potrebbe determinare gravi disagi anche per quanti si trovassero in scadenza di mutui bancari,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere quali provvedimenti intenda adottare al fine di verificare ed accertare quanto denunciato dai numerosi operatori economici delle aree colpite dalle piogge torrenziali e quali provvedimenti intenda adottare al fine di provvedere ad un celere censimento dei danni subiti e al reperimento delle risorse finanziarie necessarie per compensare il danno economico subito dagli imprenditori del territorio. (148)
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