Seduta n.205 del 18/07/2006 

CCV SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

MARTEDÌ 18 LUGLIO 2006

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 11 e 52.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 31 maggio 2006 (199), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Elia Corda e Paolo Maninchedda hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 18 luglio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Balia - Masia sull'esigenza di effettuare controlli nelle aziende che a qualunque titolo usano l'amianto". (145)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

"Interrogazione Sanna Matteo sulla nascita della Consulta regionale dello spettacolo e delle arti". (185)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

"Interrogazione Manca sulla gravissima situazione determinatasi per l'esclusione dal campionato nazionale C1 della società Torres calcio spa". (284)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

"Interrogazione Dedoni sull'esclusione del progetto cinematografico "Su Re" dai finanziamenti ministeriali". (290)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

"Interrogazione Marrocu - Biancu - Pinna - Licheri - Cachia - Atzeri sulla cause della mancata conclusione delle trattative per il rinnovo contrattuale per il periodo 2002-2005 dei dipendenti della Regione". (291)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

"Interrogazione Cherchi Oscar sul mancato inserimento del museo dei fenici nell'accordo di programma quadro". (346)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

"Interrogazione Dedoni sul canale tematico Film Commission presente sul sito web della Regione Sardegna". (395)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

"Interrogazione Corda - Porcu sulle gravi conseguenze delle discutibili modalità con cui si è provveduto agli interventi di asportazione della poseidonia da alcune spiagge della Costa Smeralda". (501)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

"Interrogazione Cassano - Pisano sulla mancata corresponsione delle indennità ai disoccupati frequentanti i corsi per operatore socio sanitario". (503)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

"Interrogazione Sanciu sull'istituzione dell'Università on-line". (505)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar sulla nomina quasi clandestina a capo redattore del portale regionale "Conoscere.it" di un dipendente Tiscali". (519)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

"Interrogazione Marracini sulla situazione del reparto di chirurgia generale dell'Azienda ospedaliera Brotzu". (538)

(Risposta scritta in data 13 luglio 2006.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sui requisiti per le assunzioni in Abbanoa Spa". (557)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di sbloccare le concessioni edilizie nella zona di Predda Niedda (Sassari)". (558)

"Interrogazione Caligaris - Ibba, con richiesta di risposta scritta, sul grave episodio di inquinamento nella spiaggia di Portopaglietto nel Comune di Portoscuso". (559)

"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle assunzioni a tempo indeterminato al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale". (560)

"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sull'operatività del Comitato misto paritetico per le servitù militari". (561)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile riconversione della centrale elettrica di Fiumesanto". (562)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sul rischio di perdita del finanziamento assegnato al Comune di Nuoro per urgenti lavori di sistemazione stradale". (176)

Discussione generale del testo unificato 45-53-68-202-211/A "Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna" della proposta di legge: Biancu - Addis - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Modifica alla legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5, concernente: "Norme di riforma del Servizio sanitario regionale" (45/A); della proposta di legge Lai - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità" (53/A); della proposta di legge Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano: "Istituzione dell'agenzia regionale per la sanità" (68/A); del disegno di legge: "Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna" (202/A) e della proposta di legge Oppi - Capelli - La Spisa - Diana -Ladu: "Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità" (211/A)

PRESIDENTE. Colleghi, la discussione sui primi due argomenti all'ordine del giorno, relativi all'apertura del confronto tra la Regione e lo Stato, resta sospesa in attesa di una verifica delle condizioni per pervenire a un ordine del giorno unitario. La prevista elezione di un Vicepresidente sarà fatta appena i Gruppi della maggioranza ci diranno se ci sono le condizioni per procedere in tal senso.

L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 45-53-68-202-211/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.

IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento relativo alla tutela della salute e al riordino del Servizio sanitario regionale è stato approvato dalla Commissione sanità dopo molti mesi di discussione, dopo numerose audizioni e dopo un intenso processo istruttorio che ha portato, appunto, in data 6 luglio ultimo scorso, all'approvazione del testo a maggioranza, con il voto contrario dei componenti dell'opposizione.

Il testo del provvedimento in esame è in qualche modo di sintesi, e pertanto unificato, delle proposte di legge numero 45, 53, 68 e 211 e del disegno di legge numero 202; la proposta di legge numero 45 e il disegno di legge numero 202 hanno ad oggetto norme relative al riordino del Servizio sanitario regionale, mentre le proposte di legge numero 53, 68 e 211 riguardano norme relative all'Agenzia regionale della sanità.

Per quanto attiene alla proposta di legge numero 45 e al disegno di legge numero 202, la Commissione ha svolto un'intensa opera istruttoria, nominando una sottocommissione che si è particolarmente dedicata a studiare gli aspetti comuni che i due provvedimenti proposti tendevano a disciplinare in maniera diversa, con particolare riferimento agli organi delle aziende sanitarie e al loro funzionamento, alle modalità di partecipazione degli enti locali e alle attività di programmazione, indirizzo e controllo dei servizi sanitari. Da questo processo istruttorio, articolato e particolareggiato, dal quale la sottocommissione non ha tratto delle conclusioni, rimettendole alla valutazione complessiva della Commissione, è scaturito il testo unificato del quale oggi iniziamo la disamina.

Per quanto riguarda, invece, le proposte di legge numero 53, 68 e 211 relative all'Agenzia regionale della sanità, il testo unificato ha portato a sintesi unitaria e armonica le proposte iniziali. Ne consegue che il documento che noi presentiamo, in qualche modo, abroga integralmente la legge regionale numero 5 del 1995, abroga parzialmente la legge regionale numero 10 del 1997 e adegua la disciplina del Servizio sanitario regionale ai contenuti del decreto legislativo numero 229 del 1999, la cosiddetta riforma ter della sanità, che faceva seguito alla legge numero 833 del 1978, cioè alla prima riforma in materia di sanità, che istituiva il Servizio sanitario nazionale in sostituzione del vecchio sistema mutualistico, e al decreto legislativo numero 502 del 1992, noto come decreto De Lorenzo, che ha trasformato le Unità sanitarie locali in Aziende USL e si caratterizzava per il controllo sui costi economici del sistema sanitario e sulla uniformità delle prestazioni.

Raccogliendo queste premesse, questo provvedimento porta a perfezionamento il processo di aziendalizzazione e reintroduce i comuni nelle funzioni di verifica e di programmazione dei servizi, riequilibrando le modalità di competizione fra le strutture pubbliche e private. Quando parliamo di privato intendiamo riferirci al privato che opera come terzo soggetto rispetto al Sistema sanitario di garanzia pubblica e non al privato che sta al di fuori della logica e del senso dell'atto che stiamo proponendo.

Tutto ciò accade nell'ambito di una nuova cornice istituzionale e normativa, che è quella connessa alla revisione del Titolo V, Parte II della Costituzione, che concretamente prevede, per la sanità, la possibilità di ritagliare su misura dei bisogni sanitari regionali l'abito organizzativo e funzionale che il Servizio sanitario regionale deve vestire per poter dare una migliore risposta ai bisogni sanitari specifici dei cittadini, in funzione delle caratteristiche territoriali, ambientali, sociali, culturali ed economiche.

I livelli essenziali di assistenza, definiti dal decreto legislativo numero 229, rappresentano, in tal senso, il minimo comune denominatore che uniforma e lega i servizi sanitari regionali delle varie realtà italiane, che, nel loro insieme, danno luogo, a differenza del precedente sistema normativo, all'attuale Servizio sanitario nazionale. Oltre ai LEA, c'è la personalizzazione e l'adattamento su misura del Servizio sanitario regionale, che pertanto si caratterizza con una propria identità e una propria specificità sanitaria, in funzione dei bisogni di assistenza, di qualità della vita e di salute che deve soddisfare. Pertanto non stupisce se questo contesto ha dato luogo negli anni a diversi e distinti modelli regionali di assistenza. Sino ad oggi mancava, nel panorama nazionale, il modello regionale sardo, ma dall'approvazione di questo provvedimento in poi, oltre al modello toscano, a quello emiliano, a quello lombardo e così via, potrà essere citato anche il nostro, perché colma una lacuna, un vuoto che, fino a questo momento, vedeva la Sardegna ultima nel panorama nazionale.

I distinti e diversi modelli regionali di assistenza impongono oggi alle Regioni di far fronte, con risorse proprie, ai bisogni sanitari ben oltre quanto a loro compete, in coerenza con la filosofia della legislazione nazionale di riferimento. Tanto che la Commissione, al suo interno, ha più volte richiamato la necessità di un intervento sullo Stato per una più ampia e nuova modalità di approccio a favore degli interventi globalmente considerati, che sono finalizzati a garantire la tutela della salute.

Il presente testo unificato ha la caratteristica di porre al centro dell'attenzione e delle finalità del Servizio sanitario regionale il cittadino utente, la persona che ha necessità di essere tutelata dal punto di vista del suo diritto alla salute, inteso non soltanto come guarigione dalla malattia, ma come benessere psicofisico e sociale, che garantisce l'integrazione sociale a tutti i livelli, ma anche l'universalità ed equità nell'accesso alle prestazioni sanitarie. Utilizza, perciò, un'organizzazione articolata per territori e per distretti, prevedendo interventi individuali e collettivi sulla salute e sulla qualità della vita, attraverso l'assistenza ospedaliera e quella territoriale, di primo livello e specialistica, a prevalente orientamento preventivo, in forte connessione col sistema di prevenzione di tutta quella parte del disagio sociale che sbocca, poi, in patologie organiche che richiedono assistenza sanitaria diretta. L'obiettivo di una sanità di qualità viene perseguito anche attraverso la definizione di livelli di assistenza intesi come livelli necessari e appropriati per il raggiungimento di tale obiettivo, e la conseguente individuazione delle risorse necessarie a garantire il soddisfacimento dei bisogni sanitari. A questo riguardo la Commissione ha fatto propria l'enunciazione dei principi di sistema presenti nel disegno di legge della Giunta regionale, apportandovi ulteriori specificazioni. Ha così definito i criteri che consentono una specifica distinzione tra tipologie di assistenza, servizi e prestazioni posti a carico del Servizio sanitario regionale, in quanto produttivi di un significativo beneficio in termini di salute o esclusi dai livelli di assistenza in quanto non soddisfino i criteri di efficacia e appropriatezza o il principio di economicità nell'impiego delle risorse.

Il principio della centralità della persona come destinataria del diritto alla salute è stato affermato e reso completamente applicabile attraverso la previsione di interventi finalizzati alla comunicazione, educazione alla salute e promozione della stessa, all'attuazione del consenso informato e della libera scelta nell'accesso alle strutture sanitarie e ai luoghi di cura, all'istituzione di uffici di pubblica tutela e di punti di accesso unitario in ogni presidio ospedaliero e in ogni distretto.

La discussione in Commissione si è incentrata prevalentemente su alcune tematiche fra le tante. Per quanto attiene alle norme di carattere generale relative all'organizzazione delle aziende sanitarie, la Commissione ha apportato ai progetti di legge in esame alcune modifiche soffermandosi, in particolare, sugli elementi che la Giunta regionale dovrà tenere in considerazione nella formulazione delle linee di indirizzo per l'atto aziendale, all'interno delle quali ha confermato, pur con ulteriori specificazioni, la scelta del dipartimento come modello ordinario di gestione operativa delle attività delle aziende sanitarie. Si tratta di un modello organizzativo che vede l'integrazione e l'utilizzo in comune di risorse (professionali, logistiche, tecnologiche) tra più unità operative affini e/o complementari, che conservano comunque la loro specifica autonomia e responsabilità professionale, ma che possono concorrere, attraverso l'impiego in comune di risorse umane e materiali, a una migliore utilizzazione dell'esistente, a ottimizzare i risultati anche attraverso una diversa politica di gestione del personale, alla eliminazione di duplicazioni di servizi e di strutture e al perseguimento degli obiettivi di efficienza e qualità dei servizi sanitari. Si è, inoltre, definita la composizione delle rappresentanze del Consiglio delle professioni sanitarie.

Particolare rilievo è stato attribuito alle disposizioni riguardanti le aziende ospedaliero-universitarie, non solo per il ruolo importante che l'Università ricopre nel panorama scientifico e culturale della nostra regione, ma anche dal punto di vista formativo e della sollecitazione di iniziative ed intraprese in questo o in altri ambiti, ma anche per l'integrazione fra l'attività assistenziale e le funzioni di didattica e di ricerca, come i protocolli d'intesa stipulati tra Regione e Università prevedono. Sia all'interno di tali norme sia attraverso disposizioni specifiche, la Commissione ha posto una particolare attenzione anche al perseguimento dell'integrazione tra politiche sanitarie e sociali, prevedendo il collegamento tra assistenza ospedaliera e assistenza territoriale, soffermandosi in maniera dettagliata sulle disposizioni in materia di distretti socio-sanitari come luogo proprio di tale integrazione, nel quale sono attivati l'appropriato svolgimento dei percorsi assistenziali per la presa in carico del bisogno del cittadino ed esplicitando il raccordo con la legge regionale sul sistema integrato dei servizi alla persona.

Una riflessione particolare è stata riservata al ruolo degli enti locali nel sistema sanitario. Le recenti modifiche costituzionali, che hanno conferito agli enti locali una dignità pari a quella degli altri soggetti istituzionali, affidando ad essi compiti e funzioni riguardanti il proprio territorio, hanno giustamente accresciuto le aspettative di un adeguamento del sistema complessivo a tali principi e hanno nel contempo evidenziato, nel rapporto con il servizio sanitario, la compressione del loro ruolo fin quasi all'esclusione di fronte all'esasperarsi di profili e di culture eminentemente aziendalistiche, che rischiano di posporre il valore economico al bene salute.

Per tali ragioni la Commissione si è soffermata, con particolare attenzione, sul tema della programmazione regionale e locale, conferendo rilievo sia ai contenuti del piano regionale dei servizi sanitari sia, in modo particolare, alla partecipazione degli enti locali alla programmazione regionale e attuativa locale dei servizi sanitari, introducendo strumenti che ne riconfermino il ruolo valutativo, di verifica, di controllo e di partecipazione democratica ai processi organizzativi riguardanti il proprio territorio. Si è inteso, in sostanza, riequilibrare il ruolo eccessivo assunto dalle aziende sanitarie in una prospettiva prevalentemente aziendalistica ed economicistica, affiancando ai criteri della corretta ed efficiente gestione economica il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei rappresentanti delle comunità locali, primi interpreti delle esigenze dei cittadini e portatori delle loro istanze di affermazione del diritto alla salute. Sulla base di tali intendimenti oltre alla definizione dei comitati di distretto, già presenti nel precedente ordinamento, si è istituita, in ogni provincia, la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria, che sostituisce ed amplia la preesistente Conferenza d'azienda, e che è composta dal presidente della provincia e dai sindaci dei comuni ricadenti nell'ambito territoriale della provincia stessa. Alla Conferenza sono state attribuite funzioni di indirizzo e di verifica periodica delle attività delle aziende sanitarie, attraverso la possibilità di esprimere valutazioni sull'operato rivolte al direttore generale dell'azienda e alla Regione, funzioni consultive sull'atto aziendale, sui programmi aziendali, sui bilanci delle aziende e sugli accordi tra aziende e università, attuativi dei protocolli d'intesa, sulla sostituzione del direttore generale, funzioni di valutazione dell'attuazione degli obiettivi previsti dal Piano locale unitario dei servizi e dalla programmazione locale e dell'operato del direttore generale. Alla Conferenza si è inoltre conferito il compito di esprimere un parere sulla riconferma del direttore generale dell'azienda sanitaria, del quale la stessa può anche richiedere la revoca in caso di manifesta inattuazione dei programmi aziendali. Tali facoltà sono attribuite, in analogia per quanto riguarda le aziende ospedaliere, alla Conferenza permanente Regione-enti locali. L'introduzione nella legislazione nazionale e regionale del principio secondo cui le prestazioni erogate dal servizio sanitario debbono rispondere ai criteri di qualità, efficienza ed efficacia, ha reso necessaria la creazione di strumenti operativi che ne controllino i processi.

La Commissione, per tali ragioni e a questo scopo, ha previsto l'istituzione dell'Agenzia regionale della sanità quale strumento indispensabile a supporto delle attività dell'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale in materia di programmazione sanitaria, verifica della qualità, congruità e quantità delle prestazioni, ma anche a supporto delle Aziende USL…

PRESIDENTE. Prego, concluda, onorevole Ibba.

IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. …per quanto attiene allo sviluppo delle tecnologie, degli strumenti e delle metodologie per il controllo di gestione e di valutazione di atti e contratti che comportino impegni di spesa pluriennali, e di valutazione del fabbisogno formativo. La creazione dell'Agenzia regionale della sanità , cioè di un organismo tecnico-scientifico dotato di particolari forme di autonomia, è apparsa la soluzione più rispondente alle esigenze prospettate in sede di discussione.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ibba. Eh sì, sono trascorsi venti minuti.

IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Per tali motivi si raccomanda l'accoglimento di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ibba. Venti minuti passano velocemente, sì.

Ha facoltà di parlare il consigliere Gallus, relatore di minoranza.

GALLUS (Fortza Paris), relatore di minoranza. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghe e colleghi, il provvedimento esitato dalla competente Commissione consiliare tende a colmare un vuoto legislativo ultradecennale; tempo evidentemente eccessivo vista la grande rilevanza che la sanità riveste per i cittadini e per tutti i settori della vita pubblica. A fronte di questa lunghissima attesa ci si sarebbe logicamente e conseguentemente aspettato un testo puntuale, incisivo e comprensivo di tutte le problematiche legate alla sanità sarda. Era ed è necessaria una razionalizzazione qualitativa di tutta l'organizzazione sanitaria regionale per renderla efficiente ai massimi livelli e per adeguarla alle mutate e accresciute esigenze di offrire un'assistenza sanitaria moderna, dotata di mezzi all'avanguardia, vicina agli assistiti e solidale con i loro familiari.

Non posso esimermi dal rimarcare il fatto che proprio su una materia che così tanto incide nella nostra società, per via della costante ricerca dei più alti livelli di prevenzione, di migliore qualità di assistenza e della vita, mi sarei aspettato, da parte di chi oggi ha la responsabilità di governare la sanità regionale, una maggiore apertura e sensibilità verso le forze di opposizione, al fine di creare un clima di fattiva collaborazione verso la ricerca di soluzioni ottimali e ampiamente condivise.

E' un fatto certo che qualsiasi proposta giunta da parte delle opposizioni, sia sotto forma di suggerimento o anche di emendamento, per migliorare la qualità del testo, sia stata insensibilmente e insensatamente rigettata e respinta dalla maggioranza, senza che peraltro si potesse approfondire il merito di quanto si andava proponendo.

Certo, risentiamo tutti di un clima di grande contrapposizione e litigiosità, che sin dall'avvio di questa tormentata legislatura ha caratterizzato e guastato i rapporti istituzionali all'interno del Consiglio, ma questo non certamente per scelta di chi oggi siede sui banchi dell'opposizione, piuttosto direi per gli atteggiamenti della Giunta e della maggioranza che la sostiene. Anche se, in questa sede, mi corre l'obbligo di riconoscere che il Presidente della Commissione, onorevole Masia, è sempre stato all'altezza del suo difficile compito che ha svolto con competenza e puntualità, a dispetto degli atteggiamenti a volte non sempre costruttivi della maggioranza che lo ha espresso. E qui, se mi permettete, vorrei aprire una piccola parentesi che, se poco ha di attinente sull'argomento in oggetto, è chiaro che ne ha per la tranquillità del prosieguo dei lavori nella Commissione settima. Infatti, com'è chiaro, la legge in discussione oggi è sicuramente un tassello importante di un processo riformatore della sanità sarda, la piena realizzazione della quale si avrà solamente col varo e con l'approdo in Aula del Piano sanitario regionale. E, purtroppo, se il buongiorno si vede dal mattino, i lavori in Commissione per l'approdo in Aula del provvedimento non sono nati sotto una buona stella. Come voi saprete, sicuramente, la settimana scorsa i lavori sono andati quasi deserti per il mancato numero legale, non garantito, appunto, dalla maggioranza. L'opposizione, infatti, non è più disponibile ad essere usata dalla maggioranza solamente per poter fare il numero legale. Noi abbiamo mantenuto un impegno, che era quello di consentire il varo di questa legge, e abbiamo in questo concluso la nostra promessa e mantenuto la parola. Adesso la maggioranza consiliare, se non vuole esporre ad ulteriori brutte figure la Giunta, con l'Assessore della sanità, e il Presidente del Consiglio, che a più riprese hanno fatto proclami riguardo all'approvazione in Consiglio del Piano sanitari, prima addirittura durante l'esame del collegato alla legge finanziaria, poi durante questa tornata di lavori, dovrà chiaramente e responsabilmente garantire i lavori in Commissione, perché i componenti di minoranza non sono più disponibili a concessioni sul tema del numero legale. Ci sono dei fatti, signor Presidente della Giunta, signor Assessore, che vanno chiariti. Necessitano risposte da parte della maggioranza in Commissione e la questione principale sulla quale si basa il nostro malcontento e dissenso riguarda i termini con cui sono stati definiti i commissari d'opposizione da parte del dottor Gumirato, durante una nostra visita presso i presidi ospedalieri. Questo è un problema che ancora non è stato chiarito. Noi siamo stati definiti, devo dire arbitrariamente, dei "cacciatori di topi", e vogliamo capire se dobbiamo continuare a cacciare topi oppure lavorare in serenità in Commissione. Qui c'era stato un impegno da parte del Presidente della Giunta, onorevole Soru, che ci aveva garantito che in caso di veridicità e di accertamento di questa eventuale verità - io dico ancora eventuale - ci sarebbero state delle censure nei confronti del direttore generale. Non ne abbiamo saputo più niente, sono passati un paio di mesi e credo che sia importante per un tranquillo prosieguo dei lavori in Commissione, dove si dovrà affrontare lo scoglio del Piano sanitario, che credo sia la madre di tutte le battaglie, la legge che dovrà consentire un rinnovo puntuale e riformista della sanità, che questo punto sia chiarito. Approfittiamo della presenza del Presidente e dell'Assessore per chiedere loro di chiarirci questo dubbio, anche perché chi vi parla, in modo del tutto regolare, aveva richiesto al presidente Masia e a tutta la Commissione, visto il suo insediamento come vicepresidente, risalente all'ottobre scorso, di poter visitare, in via ufficiale, tutti i presidi ospedalieri per rendersi conto delle realtà degli stessi. Non ho ancora avuto risposta, quindi mi sono permesso di farlo di mia iniziativa. La mia iniziativa è stata chiaramente stroncata dal punto di vista verbale, però noi continueremo a fare i nostri sopralluoghi, le nostre ispezioni ogni volta che lo riterremo opportuno. Vorremmo anche sentire la vostra voce ufficiale riguardo a questo problema che, ripeto, è una condicio che noi poniamo per le future collaborazioni in Commissione, e quindi credo che, approfittando della vostra presenza, ci possa essere già un primo chiarimento in questo consesso. A tal proposito ringrazio ancora il mio Presidente di Commissione, onorevole Masia, che comunque sia è stato l'unico a venir fuori con un comunicato stampa che condanna determinati atteggiamenti. Questo ringraziamento è a nome di tutti i commissari di opposizione.

Prima di entrare nel merito del provvedimento in discussione, vorrei fare una considerazione di carattere generale per richiedere che venga riservata una maggiore attenzione e sia dato maggiore sostegno a tutte le piccole aziende sanitarie della Sardegna, che in maniera più rilevante partono da uno stato di sofferenza, più volte lamentato e posto nella giusta evidenza, e alle quali va conferito un sostegno finanziario, di mezzi e organizzativo che chiaramente non trova riscontro nel testo di legge oggi in discussione.

Passando, invece, all'analisi del testo, soffermerei l'attenzione sull'articolo 5 in materia di "autorizzazione alla realizzazione di strutture sanitarie" per evidenziare la necessità che la Regione e il competente Assessorato dell'igiene e sanità debbono, attraverso i loro apparati, garantire uguale dignità a tutti gli operatori e alle organizzazioni, sia pubbliche che private, per quanto attiene ai requisiti richiesti nella fase di autorizzazione e di accreditamento e del rispetto, nel tempo, dei requisiti e degli standard verificati nelle fasi citate.

Infatti, bisogna raggiungere il traguardo di conferire al cittadino che chiede una prestazione al Servizio sanitario della Regione sarda, per un qualsiasi problema di salute, la garanzia non solo di qualità e appropriatezza, ma anche di sicurezza, di accessibilità e di diritto di scelta. Debbono essere garantiti, insomma, i suoi diritti di utente e il paziente va considerato nella sua dignità di uomo all'interno di una visione olistica.

Sempre in merito all'articolo 5, va rilevato che la Regione, per l'espletamento dell'iter autorizzativo, deve continuare a potersi avvalere di un nucleo tecnico che a tale scopo è già stato istituito, da tempo, in seno al competente Assessorato dell'igiene e sanità. Questo risponde all'esigenza di non lasciare ad altri enti tale prerogativa. Non è pensabile che il controllato divenga controllore di se stesso e dei suoi concorrenti. Per garantire al cittadino onestà, trasparenza e affidabilità deve esservi un organismo super partes, quale la Regione appunto, che garantisca la collaborazione tra i diversi soggetti attori della sanità in Sardegna e che faccia rispettare, sempre nell'interesse del paziente, le norme, la qualità e i requisiti richiesti.

A tal fine, proporrei una variazione dell'articolo 5, e precisamente del suo primo comma, che suggerisco di completare con l'inserimento del concetto secondo cui la Regione, per l'espletamento della sua attività istruttoria relativa alla verifica, si avvale del nucleo tecnico esistente, semmai potenziandolo. Per quanto attiene al secondo comma, proporrei l'inserimento nel testo della previsione che l'obbligo di autorizzazione alla realizzazione di strutture sanitarie sia esteso anche ai soggetti rientranti nell'ambito di applicazione del comma 2 dell'articolo 8 ter del decreto legislativo numero 502 del 1992. Non è infatti pensabile che per le attività richiamate nel suddetto articolo 8 non sia applicabile l'obbligo di autorizzazione alla realizzazione.

Quest'articolo recita più o meno così: "L'autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie è, altresì, richiesta per gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale". La ratio di quanto sto proponendo si fonda sull'esigenza di non consentire che la sanità possa viaggiare con regole e criteri diversi e diversificati; il cittadino deve avere uguale dignità e diritti. Non possiamo pensare che per una parte dell'assistenza erogata ai cittadini si torni indietro, lasciando che qualsiasi professionista decida in proprio le sue regole.

Rilevo, altresì, la necessità di intervenire anche nel testo dell'articolo 6, in materia di autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie, dove, al comma 2, va inserito il principio che funzioni amministrative concernenti l'autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie spettino alla Regione per le strutture a bassa ed elevata complessità e gli studi professionali, in armonia con quanto determinato nel comma precedente del testo in esame.

Anche qui il provvedimento ha una sua logica, in quanto non è assolutamente pensabile che si possa lasciare ai comuni sardi un onere di tal guisa, vista l'innumerevole mole di lavoro che gli uffici tecnici comunali espletano quotidianamente, con gli attuali risicati organici; vieppiù, oggi, detti uffici non hanno al loro interno le professionalità e l'esperienza necessarie per ottemperare alle norme in campo di edilizia sanitaria. Per queste motivazioni potrebbe succedere in breve tempo, non essendovi un controllo centralizzato, che nei diversi comuni della Sardegna la stessa problematica venga vista e autorizzata in maniera diversa: per cui lo studio dello specialista odontoiatra di Palau, di Lanusei, di Santadi, di Norbello o di Bonorva, subisca un iter differente e che i requisiti richiesti siano anch'essi differenti. Questo ricadrebbe in termini negativi sul cittadino fruitore di tali studi professionali, con buona pace delle norme, della sicurezza e della qualità garantitagli, solo a parole, dal Servizio sanitario della Regione Sardegna.

Mentre nel comma 3 dello stesso articolo 6 ravviso la necessità di una modifica tesa a far sì che, per lo svolgimento delle funzioni previste per le strutture a più elevata complessità, presso il competente Assessorato regionale permanga, come detto precedentemente, il nucleo tecnico per le autorizzazioni e gli accreditamenti, che deve essere potenziato anche con "qualificate personalità anche esterne al personale dell'amministrazione e delle aziende sanitarie".

In riferimento all'articolo 7, accreditamento istituzionale, al comma 5 va rilevato come non si possa dilazionare in tempi eccessivamente lunghi un istituto così importante ai fini della rispondenza a precisi requisiti per erogare prestazioni per il Servizio sanitario regionale. Al fine di evitare l'accumulo di un ritardo non sostenibile, si rende necessaria una modifica della previsione temporale, limitando tale ambito a un solo anno dall'entrata in vigore del testo di legge in discussione, rispetto ai due previsti.

Nell'articolo 9, la previsione della lettera e) del comma 4, che impone la scelta del direttore del presidio ospedaliero tra le figure del direttore amministrativo e di quello sanitario, deve essere, secondo noi, riportata in un alveo di competenza specifica prevedendo la nomina, in via esclusiva, del direttore sanitario appunto come direttore del presidio ospedaliero.

Per quanto attiene al successivo articolo 10, che detta le norme generali in materia di organizzazione delle aziende sanitarie locali, nell'individuazione del direttore sanitario, si rende necessario richiedere che il titolo di studio specificatamente richiesto debba essere certamente la laurea in medicina e chirurgia, ma con l'imprescindibile specializzazione nell'area di sanità pubblica. E' impensabile, cari colleghi, che, fatte le debite proporzioni, anche uno solo di noi possa mandare un familiare, un amico o un semplice cittadino a farsi operare di appendicite da un medico specialista, per esempio, in otorinolaringoiatria. Ebbene, se non si interviene con la modifica suggerita, cioè con la specializzazione adeguata, noi potremmo correre questo rischio. Infatti, come potrà, chi non ha avuto formazione ed esperienza sul campo, dare le giuste indicazioni al direttore generale di un'azienda sarda, il giusto apporto in una materia così vasta che tocca molteplici aspetti organizzativi: dall'ospedale al territorio, dalla medicina di base alla sicurezza nei luoghi di lavoro, dall'assistenza domiciliare alla riabilitazione, dalla prevenzione alla medicina specialistica.

Sarebbe opportuno evitare quello che quotidianamente possiamo constatare nella realtà sanitaria sarda, dove seguendo logiche non di natura scientifica o di formazione, ma semplicemente di appartenenza a schieramenti o a compagini politiche, si rischia di snaturare le finalità dell'assistenza sanitaria. Tale visione è condivisa e sostenuta da diverse società scientifiche che non trovano corrispondenza nella formazione, nei percorsi formativi intrapresi a livello nazionale con le scelte operate sino ad oggi. Il mondo della sanità regionale ha, e deve sentire, il dovere di operare una svolta per porre fine a questo stato di cose. Bisogna avere il coraggio di lasciar fare ai nostri professionisti quello per cui si sono formati, dando spazio alle qualità professionali dei dirigenti sanitari.

Passando, inoltre, ad analizzare il primo comma dell'articolo 20, che disciplina la composizione del collegio di direzione sulla base degli indirizzi regionali, ravviso la necessità che, all'interno del collegio, venga ricompresa di diritto la presenza del direttore medico di presidio ospedaliero, del direttore di distretto e del direttore di dipartimento. Essi si aggiungeranno agli altri dirigenti che già fanno parte di diritto del predetto collegio di direzione, e cioè il direttore generale, il direttore sanitario e il direttore amministrativo aziendali.

Infine, spaventa la pletora di commissioni e conferenze di amministratori di ogni ordine e grado. Un appesantimento che, burocratizzando eccessivamente la struttura, tenderebbe a rallentare l'efficacia nell'azione e la puntualità nelle risposte, ingessando di fatto la dirigenza aziendale.

Al termine di questa disamina, desidero sottolineare in positivo il contenuto dell'articolo 4, che riguarda la tutela del diritto del cittadino alla salute e al benessere, e dell'articolo 24 in materia di ricerca biomedica e sanitaria. Due articoli pienamente condivisibili che hanno saputo cogliere la vera essenza riformatrice, così come doveva essere, posta alla base della finalità di questo testo di legge, che potrà fornire un valido supporto all'Assessorato regionale della sanità, e mi sto riferendo alla nuova Agenzia che è stata creata.

In conclusione, avrete avuto modo di constatare che, pur contenendo elementi di criticità che non possono mancare a causa delle tante lacune e manchevolezze che le forze di opposizione hanno lamentato esservi nel testo di legge in discussione, con la presente relazione si è cercato di mantenere un profilo elevato, evitando accuratamente inutili velleità polemiche ed entrando nel merito di specifiche argomentazioni per rilevare la necessità di introdurre modificazioni migliorative. Spero che, almeno in questa sede, si comprenda che lo spirito che ha mosso le forze di opposizione è quello di dare un contributo al miglioramento del nostro Servizio sanitario regionale, anche sulla base delle specifiche competenze acquisite sia a livello professionale che politico-istituzionale, con la speranza che esso non venga vanificato dal perseverare di un atteggiamento, a questo punto davvero incomprensibile, di insensibilità e rigetto delle nostre proposte da parte della maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE. E' consuetudine, nella discussione di progetti di legge, che dopo gli interventi dei relatori la seduta sia sospesa. Pertanto, se i colleghi sono d'accordo, sospendiamo la seduta e riprendiamo i lavori questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 12 e 36.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione BALIA - MASIA sull'esigenza di effettuare controlli nelle aziende che a qualunque titolo usano l'amianto. (145)

In risposta all'interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta.

L'emanazione della L. 27 marzo 1992 n. 257, che ha disposto la cessazione dell'utilizzo dell'amianto e dei materiali che lo contengono, ha comportato la scomparsa sia delle lavorazioni che utilizzavano questi materiali come materia prima sia dell'esposizione degli addetti in tali ambiti. Attualmente le attività che permettono eventuali esposizioni occupazionali a fibre di amianto sono quelle che prevedono la rimozione, la bonifica e lo smaltimento di questi materiali.

Nel capo IV art. 13 della medesima legge viene introdotta, come misura di sostegno per i lavoratori esposti all'amianto per un apprezzabile periodo di tempo (almeno 10 anni) un beneficio previdenziale in funzione compensativa della pericolosità insita nell'attività svolta. Tale disposizione normativa negli anni è stata oggetto di modifiche da parte del legislatore, la stessa Corte Costituzionale è intervenuta con diverse sentenze, di cui citiamo la n. 5 del 12 Gennaio 2000, fino ad arrivare al Decreto 27 ottobre 2004, con il quale si è esplicitamente inteso "delineare un efficace raccordo" tra le disposizioni precedenti "ai fini della razionale operatività delle modalità di riconoscimento dei benefici pensionistici" Tale Decreto prevede, all'art. 3, che la sussistenza e la durata dell'esposizione all'amianto sono accertate e certificate dall'INAIL.

La prevenzione del rischio morbigeno di cui l'amianto può essere responsabile, qualora presente nell'ambiente di lavoro, viene definita nel DLgs 15 agosto 1991 n° 277 che affida infatti al Servizio Sanitario Nazionale la tutela della salute dei lavoratori esposti alle fibre di amianto. Tale tutela viene esercitata dalle Aziende USL, attraverso i propri Servizi di Vigilanza, con il costante controllo e il coordinamento degli accertamenti sanitari che il Datore di Lavoro, attraverso il proprio Medico Competente, ha obbligo di effettuare nei confronti dei lavoratori esposti e con la puntuale verifica della effettiva attuazione di tutte le misure di prevenzione da parte dei soggetti destinatari degli obblighi. Questa attività dei Servizi viene monitorata dall'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale attraverso la raccolta dei dati annuali di attività. I dati disponibili indicano per l'anno 2004 n° 814 esami di piani di lavoro ex art. 34 del DLgs 277/91 ed altrettanti sopralluoghi effettuati dagli operatori nei cantieri di bonifica.

Le caratteristiche del processo cancerogenetico dell'amianto hanno portato il legislatore, con l'art. 29 comma 4 del DLgs 15 agosto 1991 n° 277, a considerare la necessità di sottoporre questi lavoratori ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività lavorativa. Tale disposizione è stata disciplinata, nella nostra Regione, dalla L. R. 7 dicembre 2005 n° 22 art. 9 comma 2, ed è attuata dai Servizi di Prevenzione delle Aziende USL con spese poste a carico dell'Amministrazione Regionale.

Il censimento degli edifici nei quali siano presenti materiali o prodotti contenenti amianto, previsto dall'art. 10 comma 2 lett. L della L. 27 marzo 1992 n. 257, è stato avviato nel 1996 dai Servizi di Prevenzione delle Aziende USL, attualmente è in corso la raccolta dei dati, effettuata dal Servizio di Prevenzione dell'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale, con il quale collabora l'Azienda USL n. 6 di Sanluri, individuata ASL capofila per le problematiche relative alla tutela della popolazione e dei lavoratori dal rischio di esposizione all'amianto

Risposta scritta dell'assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione SANNA Matteo sulla nascita della Consulta regionale dello spettacolo e delle arti. (185)

In risposta all'interrogazione in oggetto, si chiarisce che la stampa locale ha riportato la notizia dell'istituzione di una Consulta Regionale dello Spettacolo e delle Arti, attribuendo tale evento allo svolgimento di incontri con gli operatori, che l'Assessorato ha promosso per verificarne le aspettative e le esigenze.

Effettivamente nel corso di tali riunioni molti dei presenti hanno avanzato l'idea di costituire forme di coordinamento tra operatori, che, poi, alcuni di loro hanno anche effettivamente iniziato a porre in essere, in autonomia e senza coinvolgere la Regione.

Per quanto riguarda l'Assessorato, lo stesso ha sempre esteso a tutti i possibili interessati l'invito a partecipare ad ogni riunione, utilizzando, per trasparenza, i mezzi di stampa e lo spazio news del sito istituzionale.

Si ricorda, infine, che la manovra di bilancio 2006 ha dato ampia risposta alle sollecitazioni dell'On.le interrogante e alle richieste degli operatori, ripristinando gli stanziamenti a favore della cultura e dello spettacolo, che le esigenze di risanamento del bilancio 2005 avevano parzialmente contratto.

Risposta scritta dell'assessore pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione MANCA sulla gravissima situazione determinatasi per l'esclusione dal campionato nazionale C1 della società Torres calcio spa. (284)

In risposta all'interrogazione in oggetto, si riscontra che la Società Sportiva Torres Calcio è stata riammessa al campionato di calcio C/1 per l'anno 2005/2006 e che la Regione ha stipulato con la stessa un regolare contratto di sponsorizzazione sportiva

Risposta scritta dell'assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione DEDONI sull'esclusione del progetto cinematografico "Su Re" dai finanziamenti ministeriali. (290)

In risposta all'interrogazione in oggetto, si conferma che:

1. L'Assessore della Pubblica Istruzione è a conoscenza del grave fatto avvenuto.

2. L'Assessore della Pubblica Istruzione si è più volte attivato, in sede di coordinamento degli Assessori Regionali alla Cultura, per stigmatizzare gli inaccettabili comportamenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nei confronti di situazioni quali quella oggetto dell'interrogazione

Risposta scritta dell'assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione all'interrogazione MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - CACHIA - ATZERI sulle cause della mancata conclusione delle trattative per il rinnovo contrattuale per il periodo 2002-2005 dei dipendenti della Regione. (291)

Con riferimento all'interrogazione in oggetto si comunica che il contratto collettivo di lavoro dei dipendenti della Regione relativo al periodo 2002-2005 è stato sottoscritto il 6 dicembre 2005.

Risposta scritta dell'assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione CHERCHI Oscar sul mancato inserimento del museo dei fenici nell'accordo di programma quadro. (346)

L'Accordo di Programma Quadro in materia di Beni culturali, firmato il 30 settembre 2005, tiene conto, per il comparto musei, di quanto contenuto nel documento d'indirizzo politico-amministrativo "Sistema regionale dei musei. Piano di razionalizzazione e sviluppo", approvato con Deliberazione n. 36/5 del 26/7/2005. In coerenza con il documento, l'APQ prevede la creazione di nuovi musei, di strutture per la promozione della cultura nonché il potenziamento di alcune realtà esistenti. Le scelte sono state operate sulla base di un'attenta valutazione dal punto di vista storico culturale e della distribuzione geografica delle strutture esistenti e tenuto conto dei programmi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Successivamente, con un documento di condivisione siglato dal Presidente della Regione, dal Presidente della Provincia di Oristano e dai Sindaci dei Comuni interessati, è stato istituito il polo museale fenicio, costituito dai musei di Santa Giusta, Cabras, Oristano e dal Museo PHOINIX, da localizzarsi presso Torre Grande. Il Museo della Civiltà Fenicia della Sardegna del Mediterraneo prescinde dal carattere topografico dei musei archeologici, per presentare un quadro della civiltà fenicia nell'isola nell' ambito del fenomeno della colonizzazione fenicia mediterranea ed atlantica.

Considerata la valenza di tale iniziativa, la Giunta Regionale, su proposta dell'Assessore della P.I., ha previsto un finanziamento di Euro 500.000 per la realizzazione della rete museale dei Fenici. L'intervento è stato inserito nella deliberazione n. 13/1 del 30.03.2006, che assegna i fondi di cui alla Delibera CIPE n. 35 /2005, e sarà compreso nell'Atto Integrativo all'Accordo di Programma Quadro in materia di Beni Culturali che sarà siglato entro il 30 settembre 2006.

Risposta scritta dell'assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione DEDONI sul canale tematico Film Commission presente sul sito web della Regione Sardegna. (395)

In risposta all'interrogazione in oggetto, si chiarisce che lo sportello Sardegna Film Commission non è l'unico caso di struttura pubblica a servizio delle produzioni cinematografiche attivato senza autorizzazione normativa, infatti in tutta Italia le Film Commission esistono a prescindere da norme nazionali e regionali e anche il coordinamento italiano delle Film Commission richiede solo una delibera di Giunta a quanti vogliano aderire.

Lo sportello Sardegna Film Commission è nato nel 2002 in attuazione di una delibera della Giunta Regionale e il sito istituzionale della Regione ha fin d'allora riservato delle pagine per illustrarne i servizi.

Nel sito non è assolutamente menzionata la disponibilità di risorse finanziarie, mentre, per quanto riguarda le capacità operative dello sportello, si precisa che è stata completata la banca dati dei professionisti e dei servizi professionali ed è stato emanato un bando ad evidenza pubblica per l'archivio delle location, scaduto il 15 giugno, cui hanno aderito diversi fotografi professionisti. Tutti i dati rinvenienti saranno inseriti nel sito, compatibilmente con i tempi d'implementazione dello stesso.

Al momento lo sportello, che opera con le risorse umane a disposizione (2 funzionari regionali), ha evaso diverse richieste da parte di produzioni cinematografiche, televisive e pubblicitarie in materia di permessi e autorizzazioni da parte degli Enti Locali ed altre Amministrazioni Pubbliche. Allo sportello, inoltre, pervengono regolarmente, inoltrate o segnalate da diversi uffici della Regione, richieste di patrocini gratuiti (che possono essere evase) o di finanziamenti per la realizzazione di produzioni, che potranno essere soddisfatte solo quando sarà approvata la legge sul cinema e se la stessa lo prevedrà.

Nella Legge Finanziaria 2006, è stato previsto uno stanziamento di € 200.000,00 per lo sviluppo dell'attività dello sportello. Ancora una volta, la Regione Sardegna non è l'unica ad utilizzare questo strumento normativo in mancanza di legge organica. Si cita, a titolo di esempio, la Regione Friuli, che, con la sua legge finanziaria, non solo stanzia i fondi per il funzionamento della Film Commission, ma autorizza anche un film fund (fondo per le produzioni cinematografiche) per sostenere finanziariamente chi gira film nel suo territorio.

Per fugare ogni dubbio sulla possibilità che il sito veicoli messaggi ambigui su opportunità contributive e di lavoro, se ne riporta per esteso il contenuto:

"La Film Commission Sardegna sta predisponendo una banca dati che raccoglie le informazioni relative alle risorse umane, ai supporti tecnici e agli altri servizi presenti nella regione. L'obiettivo è quello di offrire un servizio qualificato di consulenza alle produzioni nazionali e internazionali per il reperimento delle figure professionali e di tutti i servizi disponibili in Sardegna".

"Iscriviti alla banca dati.

Gli operatori, i professionisti e tutte le imprese fornitrici di beni e servizi interessati ad essere inseriti nella banca dati della Film Commission Sardegna, possono compilare la modulistica disponibile in questa pagina.

Si pregano tutti coloro già iscritti alla banca dati di firmare questa nuova liberatoria predisposta secondo le ultime disposizioni di legge."

Risposta scritta dell'assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione CORDA - PORCU sulle gravi conseguenze delle discutibili modalità con cui si è provveduto agli interventi di asportazione della poseidonia da alcune spiagge della Costa Smeralda. (501)

Con riferimento alla nota prot. n. 3089/GAB del 12.5.2006, relativa all'interrogazione indicata in oggetto, si trasmette la relazione tecnica contenente elementi di risposta alla stessa, forniti dagli Uffici della Direzione generale degli Enti locali e Finanze, cui compete la materia oggetto dell'interrogazione medesima.

In relazione alla interrogazione in oggetto, con la quale i Consiglieri regionali Corda e Porcu chiedono notizie in ordine alle .modalità con le quali si è provveduto agli interventi di asportazione della posidonia da alcune spiagge della Costa Smeralda sì comunica quanto segue.

Nella determinazione n. 86/2006 del Direttore del Servizio territoriale demanio e patrimonio di Tempio Olbia relativa alla autorizzazione ai Comuni costieri ricadenti nella circoscrizione territoriale di competenza, alla pulizia delle spiagge nella stagione in corso, risultano puntualmente specificati e differenziati in ragione delle caratteristiche dei siti (ampiezza degli arenili e quantità di rifiuti ed alghe da rimuovere) le modalità di espletamento delle operazioni in esame. Considerato, soprattutto, l'importantissimo ruolo svolto dagli accumuli di posidonia oceanica nella protezione delle spiagge dall'erosione, ne è stato previsto lo stoccaggio nelle zone retrostanti gli arenili o lo spostamento in siti poco accessibili o non frequentati da bagnanti ed il riposizionamento, durante la stagione invernale, nell'arenile di provenienza.

Nel trasmettere ai Comuni interessati il provvedimento in esame, si è precisato che gli stessi debbono subordinare l'accoglimento delle istanze di pulizia dei siti, presentate da soggetti privati, al rispetto di tutte le indicazioni contenute nel provvedimento medesimo.

Fermo restando che ai sensi del punto 3 della determinazione in esame, la pulizia degli arenili deve, di regola, essere espletata a mano, il ricorso a mezzi meccanici leggeri e gommati, appare, al momento, necessario nei siti di maggior vastità e nei quali l'accumulo della posidonia spiaggiata è di entità particolarmente rilevante.

Ciò detto, si fa presente che, a seguito della interrogazione in argomento, il Servizio territoriale demanio e patrimonio di Tempio Olbia, competente per territorio, ha investito della questione il Comune di Arzachena.

Con nota del 09 06.2006, il Servizio territoriale competente ha chiesto al Comune di Arzachena di conoscere le ragioni della mancata comunicazione al medesimo Servizio, della data di inizio dei lavori di pulizia degli arenili da parte della Società di gestione a ciò autorizzata con provvedimento n. 20503 del 17 maggio 2006 del Dirigente del Settore lavori pubblici del citato Comune.

Nella stessa nota, si è ricordato che tale adempimento, per quanto disposto dalla determinazione del dirigente regionale competente n. 86/2006 più sopra richiamata, è posto a carico delle amministrazioni comunali.

A tutt'oggi il Comune di Arzachena non ha fornito i richiesti chiarimenti.

Si ritiene, infine, condivisibile, la proposta dei consiglieri firmatari della interrogazione, in ordine alla previsione di puntuali e specifici vincoli, cui condizionare, in futuro, le autorizzazioni per la pulizia degli arenili, con connessi oneri di vigilanza

Risposta scritta dell'assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione CASSANO - PISANO sulla mancata corresponsione delle indennità ai disoccupati frequentanti i corsi per operatore socio sanitario. (503)

In merito all'interrogazione in oggetto, si forniscono i seguenti elementi di risposta:

Il Bando pubblico del 16.05.2004, relativo al finanziamento dei corsi di qualificazione per operatore socio-sanitario a favore di disoccupati, per mero errore materiale non ha evidenziato, nella sezione del preventivo economico-finanziario, alla voce "spese per gli allievi", la specificazione relativa all'indennità di frequenza sostitutiva di mensa e all'indennità di trasporto.

Con l'avvio dei corsi di formazione, verificate tale omissione, è stata richiesta a tutti gli Enti gestori delle attività formative, la rimodulazione del preventivo finanziario al fine di ricomprendere, tra le somme stanziate in convenzione, tutte le indennità da erogare agli allievi.

All'Ente gestore dei corsi dì Cagliari e Sassari, è stata formalizzata apposita richiesta di riformulazione del preventivo finanziario da garantire la corresponsione delle indennità spettanti.

In seguito a segnalazioni pervenute, questo Assessorato ha ulteriormente richiamato l'agenzia formativa, invitandola ad un puntuale e immediato rispetto di quanto previsto sulla corresponsione delle indennità e dei rimborsi dovuti ai corsisti non occupati, in base a quanto previsto nelle "Linee guida alla rendicontazione dei progetti formativi a finanziamento pubblico", approvate con Determinazione del Direttore Generale n.1336/D.G. del 05.05.2005.

Sono attualmente in corso le attività ispettive volte a verificare il rispetto di quanto sopra. Dalla documentazione attualmente verificata risulta avvenuto il pagamento dei rimborsi relativi alle indennità di viaggio per gli allievi residenti fuori sede, riferite a tutto il periodo entro il 30.04.2006, nonché il pagamento delle prestazioni sanitarie sostenute dagli stessi allievi.

Per la corresponsione delle altre indennità spettanti, in caso di ulteriore ritardo nell'erogazione delle stesse, l'Amministrazione provvedere alla sospensione del pagamento dei futuri acconti spettanti su tali attività.

Risposta scritta dell'assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione SANCIU sull'istituzione dell'Università on-line. (505)

In merito alla interrogazione dell'On. Sanciu riguardante l'istituzione dell'Università on-line con particolare riferimento al bando di selezione per la realizzazione di un Progetto Integrato regionale di servizi di orientamento e di formazione universitaria on line, pubblicato il 21/11/2005 a valere sui fondi POR Sardegna 2000-2006, Asse III, Misura 3.7 "Formazione Superiore e Universitaria". Azione 3.7. B "Corsi di laurea on line" si fa presente quanto segue:

1. Il Consorzio Unitel, costituito dalle Università di Cagliari e Sassari, per partecipare alla gara, che prevede tra l'altro servizi di collegamento tra il sistema scolastico e il sistema universitario (corsi di orientamento e corsi di riallineamento on-line) ha autonomamente deciso di fare riferimento all'ATS che si era aggiudicata nell'anno 2002 il bando di gara relativo al progetto M@rte, ad eccezione di HP (capogruppo) e De Agostani, che non hanno aderito per difficoltà interne di contabilizzazione dei fondi POR.

2. Per valutare le proposte presentate è stata nominata una Commissione autorevole, costituita dal Prof. Roberto Maragliano, unanimemente ritenuto uno dei maggiori esperti, a livello nazionale e internazionale, di applicazione delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione alla formazione on line e a distanza e ai processi di insegnamento/apprendimento, dal il Prof. Ivo De Lotto, presidente dell'AICA ed esperto di fama internazionale di organizzazione di servizi telematici, della loro applicazione a sistemi complessi e della loro gestione, e dalla dottoressa Cristiana Alfonsi, che per conto della CRUI {Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) segue da anni tutti i progetti di sperimentazione e applicazione dell'e-learning nelle università italiane ed europee. Questa commissione ha concluso i lavori attribuendo il punteggio di 94/100 al progetto presentato dal Consorzio Universitario per l'Università telematica in Sardegna, con capogruppo il Consorzio Unitel, costituito dalle Università di Cagliari e Sassari, che ha ottenuto un giudizio pienamente positivo rispetto alla complessità delle azioni previste in progetto. È stato invece assegnato il punteggio di 61/100 al progetto "Learning Focus", presentato da un Consorzio con capogruppo l'Università di Firenze, in quanto è stato ritenuto complessivamente accettabile, ma non adeguato alla complessità dell'impegno richiesto. Sono stati inoltre esclusi dalla fase di valutazione, per gravi carenze di contenuto e documentali, i progetti "C.A.U. Centro di ascolto universitario", presentato dall'Istituto Tecnico Industriale Statale Othoca di Oristano e "Futur.Form 2006", presentato dal Centro Professionale Europeo "Leonardo" di Cagliari.

3. La proroga dei termini dì presentazione delle domande è stata concessa a seguito della presa d'atto che, per mero errore materiale, è stata inserita tra la modulistica allegata al Bando di selezione una scheda non conforme alla normativa in materia di accreditamento (Allegato D), in quanto faceva riferimento alla Delibera della G.R. n° 6/26 del 25.02.2003 e non al Decreto dell'Assessore del Lavoro n° 10/05 del 12.04.2005 che approva, ai sensi della deliberazione della Giunta Regionale n° 7/10 del 22.02.2005, il Sistema di accreditamento delle Agenzie e delle loro sedi formative. La proroga, pertanto, è stata disposta al fine di consentire agli organismi partecipanti di uniformarsi a quanto sopra riportato. Inoltre, sulla base di quanto evidenziato dall'Università di Firenze, in merito alle difficoltà incontrate nel convocare tempestivamente durante le festività di fine anno il Senato accademico, è stato ritenuto opportuno posticipare il termine di presentazione delle domande per facilitare la partecipazione alla gara del maggior numero possibile di concorrenti. Si chiarisce che la proroga è stata disposta dal Direttore del Servizio Istruzione con Determinazione n° 1 del 05.01,2006 e non del 01.01.2006 come erroneamente riportato nel sito internet della R.A.S.

Risposta scritta dell'assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione FLORIS Mario - CHERCHI Oscar sulla nomina quasi clandestina a capo redattore del portale regionale "Conoscere.it" di un dipendente Tiscali. (519)

Con riferimento all'interrogazione urgente degli Onorevoli Mario Floris ed Oscar Cherchi sulla nomina del capo redattore del portale regionale "Conoscere.it", si fa presente quanto segue:

1. La figura professionale del "Capo Redattore" del portale Conoscere è stata individuata attraverso un avviso pubblicato sul sito internet della Regione il 24 gennaio 2006 che prevedeva la possibilità di inviare le candidature fino al 31.12.2006. Per una prima scadenza urgente, relativa alla selezione del capo redattore citato della Web Agency, veniva fissata la data del 31.01.2006; l'avviso pubblico ha avuto efficacia e risonanza, come dimostrato dal fatto che all'Assessorato sono pervenute 55 domande.

2. Per quanto riguarda la compilazione della graduatoria si fa presente che la funzione di responsabile di Web Agency è assai differente da quella di responsabile di un ufficio stampa. Infatti l'unità di Web Agency coordina il processo redazionale del portale Conoscere. Nell'assolvimento di tale compito deve condividere gli obiettivi di comunicazione dell'Assessorato e recepire le sue indicazioni; sulla base di queste ultime deve individuare il target dell'utenza, gestire tutte le fasi di ricerca delle fonti e dì sviluppo dei contenuti informativi del portale e deve infine ottimizzare l'utilizzo degli spazi e degli strumenti, con successiva verifica dei risultati dell'attività svolta. Dal punto di vista delle competenze questo responsabile deve possedere una profonda conoscenza del settore web (prodotti/servizi, fornitori/produttori, tendenze dì mercato), un'ottima padronanza delle logiche di comunicazione e di veicolazione delle informazioni sui web stesso (strutturazione delle informazioni, loro usabilità, navigabilità ed accessibilità), un'elevata capacità di pianificazione delle attività ed infine una comprovata capacità di gestione delle risorse facenti capo alla Web Agency (aspettative, risultati, crescita professionale).

3. La persona che è stata individuata dalla commissione, è in possesso dei requisiti suddetti nonché ritenuta più idonea a svolgere il ruolo richiesto rispetto agli altri concorrenti, compresi i dipendenti regionali che hanno aderito al bando, che se pur con competenze e professionalità estremamente valide, hanno maturato la loro esperienza in altri ambiti (soprattutto in quelli della carta stampata e della comunicazione video).

4. Risponde al vero che la candidata prescelta, Dott.ssa Alessandra Mulas, è dipendente, in aspettativa, della società Tiscali, fattore che non può però costituire, a giudizio dell'Assessorato, elemento ostativo alla sua nomina dato il profilo delle competenze richieste, per la maturazione delle quali un'esperienza presso una società di questo genere costituisce, anzi, una garanzia.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione MARRACINI sulla situazione del reparto di chirurgia generale dell'Azienda ospedaliera Brotzu. (538)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota Prot. n° 21948 del 4 luglio 2006 predisposta dalla Direttore Generale dell'Azienda ospedaliera Brotzu.

Al fine di fornire elementi per la risposta all'interrogazione di cui all'oggetto, si espongono di seguito i dati in possesso dell'amministrazione.

- Attività di trapianto di fegato

Dal mese di agosto dell'anno 2004 a tutt'oggi, sono stati effettuati 54 tx con una mortalità pari al 5.6% (3 morti). La sopravvivenza ad un anno è, nel reparto, del 92.9%, mentre il dato nazionale è dell'85.1 %.

- Indice di mortalità post-operatoria

Essa è stata dell'1.2% nel 2003, dell'I.4% nel 2004, dell'1.6% nel 2005 e dell'1.6% nell'anno in corso.

Nello stesso anno i decessi sono stati 11, le cui cause sono state le seguenti: 4 tumori epatici e delle vie biliari, 3 peritoniti perforate, 1 tumore del colon con peritonite, 1 tumore del pancreas, 1 insuff cardiaca in post-operatorio di by-pass coronario, 1 politrauma. Sì fa presente al riguardo che la mortalità post-operatoria nell'anno 2000 ( periodo pre-Zamboni) è stata del 2.2%. Si precisa inoltre che l'età media dei paz deceduti negli anni 2003,2004,2005, 2006 è stata di 75 anni.

- Interventi chirurgici e complicanze

Nell'anno 2005 sono stati effettuati 847 interventi chirurgici con un numero di reinterventi di 76, pari al 9%, mentre nell'anno in corso sono stati effettuati 284 interventi con 14 rcinterventi, pari al 5% (nell'anno 2000 il dato dei reinterventi è stato del 4.4%).

- Problema delle consulenze

Al riguardo si sottolinea che il prof Uscher, tra l'altro uno dei massimi esperti in chirurgia laparoscopica, ha effettuato due sedute operatorie nell'anno 2005, durante le quali ha eseguito rispettivamente uno e due interventi chirurgici, interventi peraltro programmati, senza ricevere alcun compenso. Per quanto riguarda poi il trasferimento di una paz a Bologna, si segnala che si è trattato di una paz ricoverata in Rianimazione e per la quale i parenti hanno chiesto, ed ottenuto, una consulenza da parte del prof Antonio Pinna, un luminare in campo epatologico, decidendo poi autonomamente, con il parere favorevole dei medici della Rianimazione, il trasferimento della stessa al Policlinico di Bologna

- Obiettivi aziendali

Obiettivi assegnati per l'anno 2004: dimessi > 1400, peso medio > 1

Obiettivi raggiunti nello stesso anno: dimessi 1442, peso medio 1.41

Obiettivi assegnati per l'anno 2005: dimessi > 1400, peso medio > 1

Obiettivi raggiunti nello stesso anno: dimessi 1431, peso medio 1.63

In conclusione si vorrebbe ricordare che l'Azienda Ospedaliera Brotzu è, per definizione, un'azienda ad alta specialità, ed in quanto tale, le si chiedono non prestazioni "mìnime", ma al contrario attività ad elevata complessità

Testo dell'interpellanza e delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA BALIA - MANINCHEDDA - MASIA - SALIS - SERRA sul rischio di perdita del finanziamento assegnato al Comune di Nuoro per urgenti lavori di sistemazione stradale.

I sottoscritti,

premesso che:

- la Regione autonoma della Sardegna ha concesso un finanziamento pari a 1.300.000 euro al Comune di Nuoro per lavori di sistemazione ed allargamento della strada Farcana-Jacupiu;

- i lavori previsti sono relativi alla messa in sicurezza delle scarpate, al consolidamento dei rilevati stradali, alla sistemazione e regimentazione idraulica del terreno;

- l'intervento riveste carattere d'urgenza per il rischio di frane in una zona dove insiste il parco giochi e la pista di pattinaggio a rotelle;

considerato che l'amministrazione comunale di Nuoro ha predisposto un progetto approvato dalla Giunta nel luglio del 2005;

visto che l'Ufficio tutela del paesaggio ha richiesto alcune modifiche ed integrazioni progettuali, puntualmente predisposte dai professionisti incaricati della redazione del progetto;

verificato che, nonostante la puntuale trasmissione di tutti gli elaborati ed i ripetuti solleciti, l'Ufficio tutela del paesaggio osserva un rigoroso silenzio;

rilevato che la tempistica per la predisposizione dell'asta pubblica e la conseguente aggiudicazione soggiacciono al rispetto di rigorosi percorsi previsti dal legislatore, preceduti dalla procedura espropriativa, dall'approntamento del progetto esecutivo, dalla sua approvazione e pubblicazione;

appurato che il 31 dicembre 2006 il finanziamento concesso dalla Regione trova la sua naturale scadenza anche nell'ipotesi di mancata aggiudicazione dei lavori, con l'obbligo per il comune di restituzione delle somme qualora i lavori non siano stati aggiudicati,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere, in linea generale:

1) in base a quali principi il legislatore regionale stabilisca un termine perentorio per la retrocessione delle risorse assegnate nell'ipotesi in cui il ritardo sia esclusivamente imputabile ad articolazioni territoriali della stessa Regione;

2) quali iniziative urgenti intendano assumere, nel caso in specie e nei numerosi casi analoghi, per imporre agli uffici periferici un puntuale esame delle pratiche e comunque l'obbligo di fornire puntuali risposte alle istanze e sollecitazioni;

3) quali procedure intendano avviare per individuare eventuali responsabilità;

4) se ritengano giusto e legittimo che precise responsabilità degli uffici regionali possano produrre un danno alle amministrazioni locali ed alle popolazioni;

5) se non ritengano opportuno, nel caso in specie e nei casi analoghi, prorogare con la prossima finanziaria regionale i termini già previsti per il concreto impegno delle risorse assegnate. (176)

Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sui requisiti per le assunzioni in Abbanoa Spa.

Il sottoscritto,

venuto a conoscenza che:

- dallo scorso 30 giugno oltre 120 dipendenti stagionali, impiegati in Abbanoa, hanno cessato di lavorare;

- ancora oggi sul loro futuro lavorativo non c'è in alcun modo chiarezza;

- gli oltre 120 precari hanno attuato in queste settimane varie forme di protesta, occupando le sedi Abbanoa di tutta la Sardegna;

- la sola rivendicazione che portano avanti i lavoratori è quella di un posto di lavoro garantito e sicuro;

- la vertenza Abbanoa ha notevoli risvolti sociale nell'intero territorio della Sardegna;

- gli stessi lavoratori sono in attesa di sapere quando e come verranno reintegrati in Abbanoa;

considerato che sarà opportuno che si valutino attentamente le modalità di assunzione per i precari;

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:

1) quali iniziative saranno assunte dalla Regione per tutelare i precari che lavorano in uno dei settori strategici per la competitività della Sardegna;

2) quali saranno i requisiti che la Regione Sardegna intenderà adottare per stabilizzare i lavoratori precari di Abbanoa;

3) se risultano essere vere le voci secondo le quali è prevista una nuova integrazione di precari che prevede l'assunzione di nuova manodopera temporanea, che potrebbe portare ad assunzioni di tipo clientelare.(557)

Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di sbloccare le concessioni edilizie nella zona di Predda Niedda (Sassari).

Il sottoscritto,

valutato che, tra le conseguenze fortemente dannose per l'economia isolana causate dalla deliberazione della Giunta regionale del 25 maggio u.s. relativa all'adozione del Piano paesaggistico regionale, vi è il blocco totale dell'attività edilizia anche nelle zone industriali e artigianali della Sardegna;

considerato che questa situazione sta determinando la paralisi dell'attività edilizia nella zona di Predda Niedda (Sassari), dato che il Comune di Sassari, come recentemente evidenziato da dirigenti del competente consorzio, non rilascia più concessioni edilizie a far data dal 25 maggio u.s.;

ritenuto che:

- questa situazione sia molto grave per le inevitabili conseguenze negative, di carattere economico, sociale, occupativo e produttivo, in un momento di particolare crisi attraversato dal territorio del sassarese anche per responsabilità politiche precise della Giunta regionale;

- la Giunta regionale debba immediatamente intervenire presso il Comune di Sassari al fine di concordare tempestivamente una via d'uscita che sblocchi il rilascio delle concessioni edilizie in Predda Niedda, trattandosi di un zona abbondantemente urbanizzata e dotata degli indispensabili servizi,

chiede

di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica e l'Assessore regionale dell'industria per conoscere i provvedimenti che intendono adottare per consentire l'immediato rilascio delle concessioni edilizie nella zona di Predda Niedda in Sassari. (558)

Interrogazione Caligaris - Ibba, con richiesta di risposta scritta, sul grave episodio di inquinamento nella spiaggia di Portopaglietto nel Comune di Portoscuso.

I sottoscritti,

appreso che:

- si sono verificati, nell'arco di un mese, due gravi episodi di inquinamento da liquami fognari nella suggestiva spiaggia di Portopaglietto ubicata nel territorio del Comune di Portoscuso;

- il secondo inconveniente, oltre a suscitare disagio e preoccupazioni tra i numerosi bagnanti e i frequentatori della rinomata località costiera, apprezzata meta turistica del territorio del Sulcis-Iglesiente, ha determinato, dopo l'esito dei campionamenti eseguiti dai tecnici del presidio multizonale di prevenzione, l'interdizione alla balneazione di un considerevole tratto di mare e, di conseguenza, alla fruizione della spiaggia;

- analogo episodio, a conoscenza dei competenti uffici del Comune di Portoscuso, si era verificato anche quattro anni fa,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere se sia a conoscenza degli episodi di inquinamento nella località turistica di Portopaglietto e se non ritenga opportuno:

1) disporre un sopralluogo dei tecnici dell'Assessorato per verificare l'entità e l'origine dell'inconveniente;

2) individuare, d'intesa con l'amministrazione del Comune di Portoscuso, interventi idonei per eliminare definitivamente le cause dell'inquinamento;

3) accertare le responsabilità di episodi che provocano allarme tra la popolazione e un grave danno all'immagine di una delle più belle spiagge del Sulcis-Iglesiente. (559)

Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle assunzioni a tempo indeterminato al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale

I sottoscritti,

premesso che il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale attraversa da tempo una grave crisi economica dovuta al mancato pagamento di tributi a carico degli agricoltori e dei possessori di terreni ricadenti nel comprensorio consortile;

considerato che più volte la Regione è intervenuta finanziariamente per abbattere tali tributi ed evitare un salasso agli agricoltori sardi già colpiti duramente dai periodi di crisi dell'intero comparto;

valutato che il Consorzio di bonifica da sei anni ha nel proprio organico dieci tecnici (un agronomo, un ingegnere, tre periti agrari, tre geometri, due operatori professionali) assunti con contratto a tempo determinato e che, in questi sei anni, è stata loro più volte negata la trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato;

considerato che i dieci tecnici lavorano all'interno del Consorzio dal 16 ottobre 2000 per seguire la realizzazione del progetto di ricomposizione fondiaria e che nei primi mesi del 2004 hanno impugnato, presso il Tribunale amministrativo regionale della Sardegna, la determinazione dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale di negare la concessione del contratto a tempo indeterminato;

visto, pertanto, che il Consorzio aveva già nel proprio organico dei tecnici preparati per eseguire i compiti di loro pertinenza e inseriti nell'attività consortile,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere:

1) le motivazioni che hanno spinto la struttura dell'Assessorato dell'agricoltura, alla fine dell'anno 2004, ad approvare gli atti per l'assunzione di personale a tempo indeterminato quando, solo alcuni mesi prima, era stata bocciata la determinazione riguardante i dieci tecnici operanti da anni all'interno del Consorzio, adducendo motivazioni di carattere finanziario e amministrativo;

2) se tra il personale assunto dal Consorzio alla fine del 2004 vi siano una o più unità che abbiano uno stretto legame di parentela con dirigenti o funzionari dell'Assessorato che esercitano attività di controllo sugli atti del Consorzio stesso;

3) le strategie dell'Assessorato per quanto concerne il personale del Consorzio, che ancora oggi ha in organico i dieci tecnici testé menzionati, il cui contratto scadrà il 31 dicembre prossimo venturo. (560)

Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sull'operatività del Comitato misto paritetico per le servitù militari.

Il sottoscritto,

premesso che:

- con la Legge n. 898 del 1976 è stato istituito il Comitato misto paritetico Stato-Regione per le servitù militari;

- il funzionamento del Comitato è ulteriormente disciplinato dal regolamento attuativo della Legge n. 898 del 1976, dal decreto del Presidente della Repubblica n. 780 del 1979 e dalla Legge n. 104 del 1990;

- la composizione del Comitato è stata rinnovata nel corso dello scorso anno;

- il Presidente della Regione, ai sensi della normativa testé citata, ha provveduto per mezzo del decreto n. 55 del 2006 a nominare i rappresentanti della Regione in seno al Comitato, indicati dal Presidente del Consiglio regionale su delega del Consiglio stesso;

come segnalato in una precedente interrogazione:

- dal suo insediamento risulta essersi tenuta una sola riunione del Comitato, poiché nelle altre occasioni in cui è stato convocato non è mai stato raggiunto il numero legale dei componenti;

- in almeno un'occasione il geometra Aramu avrebbe sollecitato i rappresentanti della Regione ad abbandonare la riunione del Comitato al fine di far mancare il numero legale, sostenendo di agire su precise indicazioni del Presidente della Regione;

- nell'unica occasione in cui il Comitato ha potuto riunirsi non è stato possibile pervenire ad alcuna decisione a causa del voto contrario dei rappresentanti della Regione;

venuto a conoscenza che:

- è pervenuta presso gli uffici della Presidenza della Giunta regionale della Sardegna una lettera inviata dal Presidente del Co.Mi.Pa, l'ammiraglio di divisione Roberto Baggioni;

- tale lettera mette in evidenza la grave situazione, non casuale, venutasi a creare con la continua assenza dei rappresentanti della Regione;.

considerato che:

- in caso di impossibilità del Comitato a deliberare sugli argomenti oggetto delle riunioni decide in piena autonomia il Ministro della difesa;

- gli argomenti oggetto delle riunioni riguardano tematiche di grande importanza per la sicurezza delle popolazioni residenti nelle zone limitrofe alle installazioni militari;

- la mancanza del numero legale o il voto contrario dei rappresentanti della Regione toglie di fatto alla Regione stessa il diritto di partecipare alle decisioni relative alle servitù militari,

chiede di interrogare il Presidente della Regione affinché riferisca:

1) se abbia mai impartito, direttamente o per mezzo di terzi, precise direttive ai rappresentanti della Regione affinché le riunioni del Comitato andassero deserte e per quale ragione;

2) cosa intende fare la Giunta per esercitare il suo diritto a partecipare alle decisioni in materia di servitù militari. (561)

Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile riconversione della centrale elettrica di Fiumesanto.

I sottoscritti,

premesso che:

- da diverso tempo la società Endesa Spa, proprietaria della centrale elettrica a olio combustibile di Fiumesanto, chiede alla Regione la possibilità di riconvertire l'impianto al fine di permettere l'utilizzo del carbone quale fonte energetica;

- le richieste di Endesa sono state finora respinte dalla Giunta regionale, la quale ha più volte reso noto di preferire una riconversione che preveda l'utilizzo del metano come combustibile;

- in Sardegna non esiste ancora una rete di distribuzione del metano, pertanto la forma di riconversione maggiormente gradita dalla Giunta non è immediatamente praticabile;

considerato che:

- stando alle notizie apparse il 13 luglio 2006 sulla stampa locale la Regione si sarebbe detta disponibile a concedere a Endesa la riconversione della centrale di Fiumesanto, subordinando tale concessione alla riduzione di due terzi dei costi dell'energia elettrica sostenuti dalle industrie del Sulcis-Iglesiente;

- tale riduzione costerebbe alla società 40 milioni di euro l'anno;

- le rappresentanze sindacali dell'area di Porto Torres hanno manifestato indignazione per l'offerta che la Regione avrebbe avanzato nei confronti di Endesa;

valutato che:

- se dovesse rivelarsi veritiera, l'offerta avanzata dalla Regione avrebbe l'effetto di creare un inutile e deleterio conflitto tra i comparti produttivi del Sulcis-Iglesiente e di Porto Torres, con quest'ultimo che si troverebbe escluso dalla fornitura di energia elettrica a condizioni agevolate;

- l'accettazione di un'offerta simile da parte di Endesa, visti i costi elevati a carico della società, potrebbe mettere a rischio il tessuto occupazionale dell'area industriale di Porto Torres;

- l'offerta della Regione rischia di innescare un pericoloso conflitto sociale nell'area turritana,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'industria affinché riferiscano:

1) se corrispondono a verità le notizie riportate oggi dalla stampa;

2) quali misure la Giunta intende adottare per salvaguardare la competitività delle industrie del comparto di Porto Torres;

3) quali misure la Giunta intende adottare per salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti della centrale elettrica di Fiumesanto e, più in generale, dell'area industriale turritana. (562)