Seduta n.326 del 10/05/2007
CCCXXVI Seduta
(POMERIDIANA)
Giovedì 10 maggio 2007
Presidenza del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 32.
CHERCHI OSCAR, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 3 maggio 2007 (319), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Silvio Lai e Paolo Antonio Licheri hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 10 maggio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
CHERCHI OSCAR, Segretario f.f.:
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sui licenziamenti decisi dal Consorzio per l'area di sviluppo industriale della Sardegna centrale". (853)
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
CHERCHI OSCAR, Segretario f.f.:
"Mozione Atzeri sulle regole etiche nella gestione della cosa pubblica e sul conflitto d'interessi". (122)
PRESIDENTE L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge n. 274/S/A. Siamo in fase di votazione degli emendamenti all'articolo 6..
A seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 30, comunico al Consiglio che sono decaduti gli emendamenti numero 555, 556, 559, il comma 3 dell'articolo 6, il riferimento alla lettera b) del comma 4, e inoltre gli emendamenti numero 31, 836, 837, 32, 558, 560, 179, 180, 557, 181.
E' in votazione l'emendamento numero 561.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 561.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Gallus ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CASSANO - CHERCHI Oscar - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALIGARIS - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI Renato - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 50
Astenuti 2
Maggioranza 26
Favorevoli 20
Contrari 30
(Il Consiglio non approva).
E' in votazione l'emendamento numero 911.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. E' stato ritirato.
PRESIDENTE. Il ritiro deve essere comunicato dal proponente, cioè dall'onorevole Uras.
URAS (R.C.). Sì, è stato ritirato.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 567.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa.Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 567.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: DIANA - LICANDRO - LIORI - MURGIONI - PITTALIS.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI Renato - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - LA SPISA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 38
Votanti 36
Astenuti 2
Maggioranza 19
Favorevoli 5
Contrari 31
Poichè il Consiglio non è in numero legale sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 41, viene ripresa alle ore 17 e 13.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori Chiedo se viene reiterata la richiesta di votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 567.
LA SPISA (F.I.). Reitero la richiesta di votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 567
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Capelli, Cassano, Cuccu Franco Ignazio, Ladu e Farigu hanno votato a favore, il consigliere Scarpa si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 59
Astenuti 2
Maggioranza 30
Favorevoli 16
Contrari 43
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(E' approvato)
L'emendamento numero 573 decade. No, chiedo scusa. Metto in votazione l'emendamento numero 573. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 576 .
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, chiedo una breve sospensione.
PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 20, viene ripresa alle ore 17 e 29.)
PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che in seguito alla votazione e approvazione dell'emendamento numero 78, sono decaduti gli emendamenti numero 573, votato erroneamente, 574, 575, 577 e 108. E' in votazione l'emendamento numero 576.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 576.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Serra e Salis hanno votato contro, il consigliere La Spisa si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - DEDONI - MILIA - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: CAPELLI - LA SPISA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 48
Astenuti 3
Maggioranza 25
Favorevoli 4
Contrari 44
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 537.
Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 537.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 29
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LANZI - LIORI - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.)
Metto ora in votazione gli emendamenti numero 79 e 538, identici, sui quali ricordo che la Commissione e la Giunta hanno espresso parere favorevole. Chi li approva alzi la mano.
L'emendamento numero 539 decade.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 951, aggiuntivo all'emendamento numero 400.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, non abbiamo a disposizione una copia di questo emendamento.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta dieci minuti al fine di consentire la distribuzione dell'emendamento numero 951.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 38, viene ripresa alle ore 17 e 50.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, propongo al comma 2 dell'articolo 6, dopo le parole "l'Amministrazione regionale" di aggiungere le parole "e gli enti regionali".
PRESIDENTE. Colleghi, in primo luogo devo precisare che l'emendamento numero 400 decade in quanto il suo contenuto è esattamente uguale al testo in vigore, pertanto l'emendamento numero 951, che è un emendamento all'emendamento numero 400, non può essere votato . Va invece votata la modifica, sotto forma di emendamento orale, proposta al testo dal relatore .
L'emendamento numero 541 è decaduto. Metto in votazione l'emendamento numero 562, sul quale il relatore aveva invitato i proponenti al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Avevamo detto in Commissione che avremmo ritirato l'emendamento e adesso confermiamo la decisione.
PRESIDENTE.
(Non sono approvati)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 563.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 563.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI Renato - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto il consigliere: SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 62
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 21
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 565.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 872 sul quale il relatore si è rimesso all'Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Vorrei un chiarimento su questo emendamento che, relativamente al suo contenuto, richiama altri emendamenti. Però, l'Aula - a mio parere - dovrebbe essere messa a conoscenza più precisamente del contenuto e dell'intenzione che esso persegue. Anche noi abbiamo presentato degli emendamenti dello stesso tenore, per cui vorrei precisare che il senso corretto della nostra proposta sull'utilizzo delle graduatorie nelle selezioni interne è che nell'Amministrazione regionale, così come negli enti e nelle Agenzie, sia possibile utilizzare questo criterio, non (a mio parere è questa l'intenzione di chi l'ha scritto) che si possano utilizzare, senza distinzioni, graduatorie di concorsi interni svolti nell'Amministrazione regionale, negli enti o nelle Agenzie; è evidente infatti che, qualora si leggesse la norma in questo senso, si avrebbe un effetto distorsivo.
Tra l'altro, vi è un'indicazione di legge, una sentenza, ne abbiamo discusso anche in Commissione, che mette dei limiti; ora, questi limiti riteniamo sia giusto, corretto applicarli amministrazione per amministrazione non consentendo di transitare, ovviamente, calpestando gli interessi dei dipendenti del ruolo unico regionale, o come viene definito più correttamente.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intervengo sull'ordine dei lavori per chiedere una breve sospensione, al fine di poterci consultare con la Giunta dato l'elevato numero di emendamenti presentati anche da parte della maggioranza.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Vorrei chiedere alla Giunta che specifichi la fonte giuridica del limite del 50 per cento, perchè a me tale limite non risulta.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 59, viene ripresa alle ore 18 e 11.)
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i nostri lavori.
Ricordo che è in votazione l'emendamento numero 872.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, chiedo se sia possibile sospendere l'emendamento numero 872 ed eventuali altri emendamenti collegati al comma 5 dell'articolo 6, lettere a), b) e c).
PRESIDENTE. Onorevole Biancu, se dovessimo accogliere la sua richiesta non potremmo procedere con l'esame e la votazione di altri emendamenti in quanto collegati all'esito della votazione dell'emendamento numero 872 e sarebbe impedita la stessa votazione dell'articolo 6 e degli emendamenti aggiuntivi. Di conseguenza propongo di sospendere l'esame dell'articolo 6 e degli emendamenti relativi; l'esame riprenderà dalla votazione dell'emendamento numero 872.
Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati diciassette emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7
Modifiche alla legge regionale n. 31 del 1998 (Disciplina del personale regionale)
1. Il comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale n. 31 del 1998, è soppresso.
2. Dopo l'articolo 6 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente:
"Art. 6 bis (Attribuzioni di incarichi di elevata professionalità)
1. L'Amministrazione, le agenzie e gli enti, per obiettivi e progetti specifici attinenti alle competenze loro attribuite dall'ordinamento, possono conferire ad esperti, la cui competenza risulti adeguatamente documentata, incarichi individuali per prestazioni di elevata professionalità, quando la complessità o la straordinarietà dei problemi da risolvere richiede conoscenze ed esperienze eccedenti le normali competenze del personale dell'Amministrazione conferente e questa abbia preliminarmente accertato l'impossibilità di farvi fronte con le risorse professionali presenti al suo interno.
2. Gli incarichi sono disciplinati con contratti di lavoro autonomo di natura occasionale o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nei quali sono indicati l'oggetto della prestazione, che deve essere di natura temporanea, la durata, il luogo, i contenuti, i criteri per lo svolgimento dell'incarico e il compenso.
3. Gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa sono conferiti previo espletamento di procedure comparative rese pubbliche preventivamente.
4. L'Amministrazione, le agenzie e gli enti rendono noti mediante inserimento nelle loro banche dati, accessibili al pubblico per via telematica e nel BURAS, gli incarichi conferiti ai propri consulenti, indicando l'oggetto, l'importo e la durata dell'incarico, intendendosi soppresse le altre diverse forme di pubblicità previste da norme vigenti.".
3. Nell'anno 2007 e seguenti, le spese per gli incarichi di cui al comma 1 non possono superare il 60 per cento delle risorse destinate a tali finalità nell'anno 2006; la limitazione non si applica relativamente alle risorse provenienti da finanziamenti statali e comunitari.
4. Dopo l'articolo 33 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente:
"Art. 33 bis (Conferimento di funzioni dirigenziali presso altre amministrazioni)
1. I dirigenti dell'Amministrazione, delle agenzie e degli enti regionali del comparto ai quali siano conferite le funzioni di direttore generale o altra funzione dirigenziale presso amministrazione diversa da quella di appartenenza sono collocati in posizione di comando, con oneri a carico dell'ente di assegnazione, fatta salva l'applicazione di speciali disposizioni.
2. I dirigenti dell'Amministrazione, delle agenzie e degli enti possono, a domanda, salvo diniego, essere collocati in aspettativa per lo svolgimento di attività presso soggetti ed organismi pubblici o privati, senza alcun onere di natura retributiva o previdenziale a carico dell'Amministrazione o degli enti. Si applicano le limitazioni e i divieti previsti nell'articolo 23 bis, commi 4, 5 e 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.".
5. Il comma 2 dell'articolo 42 della legge regionale n. 31 del 1998, è sostituito dal seguente:
"2. I dipendenti dell'Amministrazione, delle agenzie e degli enti ai quali con contratto a tempo determinato sia conferito, in organismi o enti pubblici, un incarico di funzione dirigenziale o di funzionario dell'area direttiva possono, salvo divieto dell'amministrazione di appartenenza, essere collocati in aspettativa senza assegni, per il periodo di durata del contratto, senza oneri di natura retributiva e previdenziale a carico dell'amministrazione di provenienza ma senza soluzione di continuità, ai fini giuridici, nel rapporto di lavoro con l'Amministrazione.".
6. Alla fine del comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale n. 31 del 1998 è aggiunto il seguente periodo:
"Per i professionisti che svolgono compiti tecnico-scientifici e di ricerca, la Giunta regionale, nella formulazione degli indirizzi di cui all'articolo 63, si ispira alle definizioni e ai criteri contenuti nella Raccomandazione della Commissione europea dell'11 marzo 2005, riguardante la Carta europea dei ricercatori.".
Emendamento soppressivo totale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
L'art. 7 è soppresso. (113)
Emendamento soppressivo totale Atzeri - Maninchedda.
Articolo 7
L'art. 7 è soppresso. (170)
Emendamento soppressivo totale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
L'art. 7 è soppresso. (582)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 1 dopo le parole "l. L'amministrazione", le parole ",le agenzie e gli enti," sono soppresse. (583)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 1 dopo le parole "Gli incarichi sono disciplinati" le parole "con contratti di lavoro autonomo di natura occasionale o" sono soppresse. (585)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 1 il testo compreso dalle parole " intendendosi soppresse" alle parole "da norme vigenti" è soppresso. (588)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Il comma 4 è soppresso. (590)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Il comma 4 è soppresso. (828)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Il comma 6 è soppresso. (827)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 1 le parole "espletamento di procedure comparative rese pubbliche preventivamente" sono sostituite con le parole " bando pubblico". (587)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Il comma 2 è sostituito con il seguente:
"2. Dopo l'articolo 6 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente: 'Art. 6 bis (Attribuzioni di incarichi di elevata professionalità)
1. L'Amministrazione, le agenzie e gli enti, per obiettivi e progetti specifici attinenti alle competenze loro attribuite dall'ordinamento, possono conferire ad esperti, la cui competenza risulti adeguatamente documentata, incarichi individuali per prestazioni di elevata professionalità, solo ed esclusivamente se nel loro organico non sono presenti le figure professionali richieste.
2. Gli incarichi sono disciplinati con contratti di lavoro a tempo determinato.
3. L'Amministrazione, le agenzie e gli enti rendono noti mediante inserimento nelle loro banche dati, accessibili al pubblico per via telematica, nel BURAS e per mezzo delle altre forme di pubblicità previste dalle normative vigenti, gli incarichi conferiti al personale assunto con contratto a tempo determinato, indicando la tipologia, l'importo, la durata del contratto e le eventuali modificazioni che dovessero sopravvenire nel corso della durata.'.". (114)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Al comma 3, le parole "il 60 per cento" sono così sostituite: "il 40 per cento". (115)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 3 le parole "il 60 per cento" sono sostituite con le parole "il 50 per cento". (589)
Emendamento sostitutivo parziale Cucca - Biancu - Sabatini.
Articolo 7
Nel comma 3 "il 60 per cento" è sostituito con "il 50 per cento". (873)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 1 dopo le parole "abbia preliminarmente accertato"sono aggiunte le seguenti parole ", di concerto con le organizzazioni sindacali". (584)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 2 della novella dopo le parole "coordinata e continuativa," sono aggiunte le seguenti parole "non eccedenti la durata massima di dodici mesi,". (586)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini.
Articolo 7
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
6 bis. Il comma 6 dell'art. 63 della L.R. n. 31/1998, è sostituito dal seguente:
"6. in ogni caso la procedura deve concludersi entro quaranta giorni dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo, decorsi i quali i contratti sono efficaci, fermo restando che, ai fini dell'esame dell'ipotesi di accordo da parte della Giunta regionale, il predetto termine può essere sospeso una sola volta e per non più di quindici giorni, per motivate esigenze istruttorie.
Il Coran provvede a fornire eventuali chiarimenti richiesti entro i primi sette giorni e la deliberazione della Giunta regionale deve essere emessa entro i successivi otto giorni. In ogni caso l'accordo contrattuale diviene efficace decorso il cinquantacinquesimo giorno dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo, che è trasmesso dal Coran alla Direzione generale di Organizzazione e del Personale, entro tre giorni dalla definitiva sottoscrizione. Resta escluso comunque dall'applicazione del presente articolo ogni onere aggiuntivo rispetto allo specifico finanziamento previsto dal precedente articolo 62.". (581) .)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, il primo degli emendamenti da noi presentati è un soppressivo totale dell'articolo 7; articolo sul quale, anche in Commissione, siamo intervenuti modificandone alcune parti. Una parte che noi chiediamo di modificare con l'emendamento numero 115 (chiaramente tratto gli emendamenti che recano la mia firma), è esattamente al comma 3 laddove si dice che "Nell'anno 2007 e seguenti le spese per gli incarichi di cui al comma 1 non possono superare il 60 per cento…". noi sostituiamo il 60 per cento con il 40 per cento; una percentuale che riteniamo sia più che sufficiente perché a nostro avviso all'interno dell'Amministrazione regionale esistono sufficienti professionalità in grado di garantire l'espletamento dei compiti della stessa Amministrazione.
Passando al comma 2, la dizione: "L'amministrazione, le agenzie e gli enti per obiettivi e progetti specifici attinenti…", ci sembra piuttosto generica; noi riteniamo che non si possa concedere alla Giunta un potere così elevato di discernere volta per volta le professionalità occorrenti per particolari materie. Con l'emendamento numero 114 proponiamo di modificare il comma 2; in questo comma non è chiara la disposizione relativa a "Gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa" che, si dice: "sono conferiti previo espletamento di procedure comparative rese pubbliche preventivamente". Non si capisce con quale facoltà l'amministrazione regionale intenda assumere queste persone.
Condivido invece ciò che è previsto sempre al comma 2, comma 4 della novella dove si dice che l'Amministrazione, le agenzie e gli enti rendono noti mediante inserimento nelle loro banche dati, accessibili al pubblico per via telematica e nel BURAS, gli incarichi conferiti ai propri consulenti indicando l'oggetto, l'importo e la durata dell'incarico.
Bene avrebbe fatto l'amministrazione regionale, ma io credo la Giunta, a rispondere alle numerosissime interrogazioni sugli incarichi di consulenza (è vero, vengono pubblicati sul Buras), dei quali abbiamo chiesto di avere l'elenco aggiornato con i relativi importi. Ma avere questi dati non è sufficiente perché io credo che il Consiglio regionale, nella sua attività di controllo, debba verificare anche se questi incarichi hanno raggiunto o meno un risultato. Molti di voi sapranno che soprattutto per la preparazione della legge statutaria, ma anche per altri provvedimenti di legge portati all'attenzione di questo Consiglio regionale, sono stati nominati dei professionisti, dei docenti universitari, dei collaboratori che sono costati a questa amministrazione decine e decine di migliaia di euro. Molti di questi provvedimenti non sono mai arrivati all'attenzione dell'Aula.
Assessore, noi vorremmo capire quanto queste collaborazioni siano utili al buon espletamento del nostro mandato e al mandato della Giunta, quanto piuttosto costituiscano attività di studio e di supporto, magari legittimo, al Presidente della Regione, con scarsa attinenza però con le azioni che si intende perseguire. Noi abbiamo ricevuto un elenco, piuttosto corposo, di docenti universitari che hanno prestato la loro opera per studiare e preparare una serie di riforme che dovevano essere affrontate da questo Consiglio regionale; ma questi studi non sono serviti assolutamente allo scopo.
Capisco che questa sia una materia che non interessi più di tanto il Consiglio regionale, però io credo che la soppressione di questo articolo, o comunque una sua rivisitazione totale, sia fondamentale al fine di dare al Consiglio regionale una qualche garanzia relativamente alla disponibilità delle risorse che nell'articolo in questione vengono impegnate.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, abbiamo già discusso e siamo intervenuti, devo dire in maniera radicale, sopprimendo alcuni commi dell'articolo 6; articolo che non ho avuto difficoltà a definire, in precedenti interventi, come l'esempio del tentativo di porre in essere, da parte di questa Giunta, con tesi discutibili, un sistema di "rottamazione" del personale regionale e degli enti. Il fatto che l'impostazione della Giunta sia discutibile però non vuol dire che non si possa accedere all'ipotesi di rivedere, riorganizzare, razionalizzare la struttura del personale della Regione Sardegna.
E' chiaro che per effettuare questi percorsi è più che mai opportuno che si attivino i tavoli di concertazione adeguati e che non ci sia un'imposizione da parte dell'Amministrazione regionale, quanto meno non ci siano scelte unilaterali. Questo perché sempre di più intravedo nell'azione politica della Giunta regionale (penso di intravederlo anche nell'articolo 7 in discussione, sulle "Modifiche della legge regionale numero 31 del '98), una aziendalizzazione della struttura regionale. E io credo che le strutture aziendali abbiano molti pregi e che alcune di queste possano anche essere riportate come modello nell'organizzazione della struttura regionale.
Per fare qualche esempio, è opportuno che ci sia un aumento della produttività. Però, nel settore privato per favorire un aumento della produttività l'azienda investe in formazione continua delle proprie classi dirigenti e, più in generale, del personale stesso. Tutto questo avviene in un quadro generale dove vengono riepilogate le professionalità esistenti, si individua un organigramma, si studiano i carichi di lavoro, si concordano gli obiettivi da raggiungere, cosa che la "31" già prevede, e sulla base degli obiettivi e di tutti i parametri precedentemente illustrati si forma il quadro delle professionalità, il numero di dipendenti per categoria che possono contribuire tutti insieme al raggiungimento di determinati obiettivi.
Questo è l'aspetto positivo dell'aziendalizzazione, quando invece il concetto di aziendalizzazione lo si vuole portare all'interno della pubblica amministrazione come decisione unilaterale, e questo raramente avviene anche nell'azienda privata, ma comunque avviene, come decisione unilaterale da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendente, bene, allora pur essendo un liberista, pur non eccessivamente spinto, non accetto il concetto di aziendalizzazione della pubblica amministrazione in questi termini, e il concetto di "rottamazione del personale", semplificato, che ho usato precedentemente, va verso questa direzione.
Un altro esempio. Quando il Governo italiano ha deciso di proporre e approvare il decreto di rottamazione delle auto a favore della Fiat, anche in quel caso c'è stata una fase concertativa, su richiesta dell'azienda ma anche del Governo nazionale, con le parti sociali per conoscere gli effetti, i costi e i benefici di un'azione di questo tipo. In questo caso, per fortuna, per la sensibilità dimostrata dall'Aula che ha rigettato la proposta della Giunta, bocciandola per l'ennesima volta, si è cassato questo attacco al sistema di contrattazione sul personale, che le lettere a) e ) del precedente comma 2, dell'articolo 6 hanno cercato di imporre all'Aula e ai dipendenti regionali. Perché dico questo?
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, le chiedo scusa ma sento la necessità di richiamare i consiglieri al rispetto del Regolamento, non disturbando l'oratore e non dando le spalle alla Presidenza.
Prego, onorevole Capelli, prosegua il suo intervento.
CAPELLI (U.D.C.). Allora, questa premessa serviva, non avendo avuto l'occasione di intervenire sul precedente articolo 6, in maniera diffusa, per spiegare e per portare le mie ragioni sulla necessità, a mio avviso, di cassare l'intero Capo II. Però, a questo l'Aula non ha acceduto, perciò dopo aver parzialmente cassato l'articolo 6, nell'esame dell'articolo 7 alcune perplessità nascono.
Stiamo modificando, con dei commi che determineranno degli articoli aggiuntivi, la legge numero 31 del '98, e questo relativamente ad alcune parti è anche condivisibile. E' condivisibile soprattutto il fatto che l'Aula riprenda la legge 31 del '98, la riveda, la aggiorni, la discuta in maniera approfondita; questa è un'esigenza che ormai, sin dalla scorsa legislatura, è sentita da più parti, da parte dello stesso personale regionale e anche delle parti politiche.
Allora, noi stiamo continuando ad esaminare e modificare, a spizzichi e bocconi, alcune parti di leggi vigenti, all'interno della legge finanziaria. Abbiamo visto che questo è successo per le "tasse sul lusso, , in particolare mi riferisco all'articolo 3 e all'articolo 5. Abbiamo ridotto a commi, o a sub-articoli della legge finanziaria degli argomenti di portata significativa; lo stesso stiamo cercando di fare con la modifica della legge numero 31; e, abbandonandoci alla semplificazione, ma devo dire anche alla superficialità, proponiamo delle modifiche importanti, che nascondono problemi ben più importanti. Prendiamo per esempio nel comma 2 il comma 4, già richiamato dal collega Diana che mi ha preceduto, in cui si decide che l'amministrazione regionale e gli enti rendono noti, mediante via telematica e Buras, cosa apprezzabile, cosa giusta, corretta, i provvedimenti relativi agli incarichi conferiti ai propri consulenti. E fin qui sicuramente si può condividere; ma non posso condividere, invece, la conclusione del comma per cui si intendono soppresse le altre diverse forme di pubblicità previste da norme vigenti. Perché? Quando si vuole essere trasparenti si possono utilizzare in via prioritaria le forme che si ritiene più opportune, quale la via telematica o il Buras, ma perché vietare che a queste si possono aggiungere, si possano non si debbano , altre forme di comunicazione? Che senso ha vietarle?
Ecco perché, a mio avviso, l'intero articolo 7 meriterebbe maggiore attenzione, affinché alla rottamazione del personale, che si è tentata nell'articolo precedente e che fortunatamente l'Aula ha respinto, non si aggiunga anche la rottamazione della trasparenza; cioè la volontà di dichiararsi costantemente paladini della trasparenza, però lì dove è possibile, pur nella trasparenza, cercare di spegnere anche quelle poche luci che possono, ancora oggi, illuminare gli atti della pubblica amministrazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sicuramente tra le norme inserite in questa finanziaria in materia di personale l'articolo 7 è il più breve o, comunque, ha una destinazione, come contenuti, molto specifica. Sul contenuto dell'articolo vorrei dire che io continuo ad avere, ne abbiamo parlato a più riprese in Commissione, e l'argomento è importante, perplessità sul testo ma anche, e soprattutto, sulla prassi che si è instaurata, dopo l'approvazione della legge numero 31, riguardo al conferimento di incarichi esterni all'amministrazione, ed anche alle modalità contrattuali attraverso cui le collaborazioni esterne vengono condotte.
Nel corso di questa legislatura, abbiamo assistito a una proliferazione eccessiva di consulenze esterne, motivate dalla mancanza all'interno dell'amministrazione di professionalità adeguate. In certi casi può essere vero e in certi altri casi non lo è assolutamente , perché è accertato ormai (ci sono testimonianze, proteste, spesso un po' contenute più per paura che per mancanza di convinzione di chi le fa) che vi è un'eccessiva facilità di ricorso all'esterno, non utilizzando e non promuovendo le professionalità interne esistenti. Questo è un danno grave, oltre che uno sperpero di risorse.
Oltre a questo aspetto, che deve essere assolutamente corretto, vi è anche il fatto che la formulazione di queste norme, prevedendo che gli incarichi esterni possano essere disciplinati con contratti di lavoro autonomo o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, permette il mantenimento del precariato e delle modalità attraverso cui si forma; e' inutile pertanto dire di voler fare la lotta al precariato. Con norme come quelle che abbiamo sospeso poco fa, poi, si rischia di colmare artificiosamente le disponibilità esistenti nella pianta organica ma, oltre a questo, con le norme che prevedono la stabilizzazione del precariato atipico, così come ha precisato l'Assessore, si fa certamente un'operazione di giustizia sul piano personale per quelle persone che, appunto, sono state assunte, utilizzate dall'amministrazione, hanno avuto un contratto di qualche tipo e poi, dopo anni magari, rischiano di rimanere per strada; ma, se non si ferma la fonte del precariato, noi ci ritroveremo progressivamente a stabilizzare persone che, qualche anno prima, qualcun altro ha fatto entrare grazie a queste norme.
Bisogna avere il coraggio di dire, di affermare con nettezza che nella pubblica amministrazione regionale si entra per concorso, bisogna avere la coerenza e anche la forza di resistere a pressioni che portano chi governa, di volta in volta, a cercare scorciatoie che generano situazioni che devono essere sanate successivamente.
Questa è la perplessità di fondo che noi abbiamo; quindi, mentre diciamo sì a soluzioni volte a risolvere il problema del precariato nella pubblica amministrazione, diciamo anche che bisogna avere la coerenza di dire no alle norme e alla prassi applicativa di queste norme che generano di fatto quel precariato.
Un'ultima considerazione sull'emendamento numero 581 relativo alle modalità, alle procedure e ai tempi soprattutto di conclusione degli accordi sui contratti collettivi. Noi non sappiamo quale sarà il parere del relatore. Però, sottolineiamo ancora l'intenzione, attraverso questo emendamento, di dare dei tempi certi, delle regole più precise in modo tale che la contrattazione con il CORAN possa avere tempi certi e modalità ben precise, per far sì che non si ripetano altri inconvenienti o distorsioni del sistema così come è accaduto nel passato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, non utilizzerò tutto il tempo a disposizione, però vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi sull'importanza di questo articolo. L'Assessore mi perdonerà se riprendo una frase che egli disse in Commissione in occasione della discussione della finanziaria dell'anno scorso, e cioè che bisognava mettere mano alla "31".
Il Presidente del Consiglio dichiarò poi inammissibili le norme sul personale che vennero ripresentate con un collegato. E' trascorso un anno e l'Assessore del personale non si è prodigato per presentare un disegno di legge di modifica della "31" e quindi si ricorre sempre…
Interruzione dell'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio)
CAPPAI (U.D.C.). Sì, ma di fatto non è stato portato in discussione in Commissione alcun provvedimento organico. Si continua ad andare avanti con articoli, o mezzi articoli, a seconda della convenienza del momento, in finanziaria. E in questa finanziaria si parla in tre articoli sempre di personale. Sarebbe stato più opportuno, Assessore, sospendere questi tre articoli, preparare il disegno di legge, portarlo in Commissione, sviluppare la materia, ragionarci e poi, eventualmente, modificare la "31" e inserire tutto ciò che avete voluto inserire in questi tre articoli: il 6, il 7, e l'8.
In questo caso, però, io mi soffermo sull'articolo 7, comma 2, e vorrei leggere il titolo di questo articolo 6 bis che seguirà l'articolo 6 della "31": "Attribuzioni di incarichi di elevata professionalità". Mi domando che cosa si intende per elevata professionalità. Chi giudica l'elevata professionalità e in base a quali criteri. Cioè stiamo dicendo che noi nell'amministrazione regionale non abbiamo personale all'altezza di svolgere i compiti istituzionali della Regione. Stiamo dicendo questo! E stiamo sanando tutte le operazioni strane, sottolineo strane, che hanno fatto Soru, i suoi Assessori e i direttori generali di alcuni enti.
Ieri ho presentato un'interpellanza sugli incarichi che ha dato ultimamente il direttore generale di un ente di cui anche lei, come me, è dipendente: l'Azienda ospedaliera Brotzu. Questo direttore generale ha affidato due incarichi senza gara d'appalto a una società di Montevarchi, in provincia di Arezzo, per simpatia. Sono in attesa di conoscere i nomi dei componenti il consiglio di amministrazione di questa società. Sicuramente nella parte dispositiva dell'atto si dirà che sono esperti nella predisposizione dell'atto aziendale. Lei che come me ha vissuto in quell'azienda è buon testimone nell'affermare che non si è mai spesa una lira per predisporre l'atto aziendale, così come non si è mai spesa una lira per il controllo di gestione. Invece, quel direttore generale, scelto da voi perché altamente, elevatamente professionalizzato è ricorso all'esterno per dare due incarichi che tranquillamente potevano essere svolti dal personale dipendente. Non vorrei che con l'approvazione dell'articolo 7 di questa legge finanziaria, che al comma 2 introduce dopo l'articolo 6 della "31"l'articolo 6 bis si volessero mascherare operazioni del genere. In effetti si dice: "la cui competenza risulti adeguatamente documentata, incarichi individuali per prestazione di elevata professionalità, quando la complessità o la straordinarietà" - sottolineo la straordinarietà - "dei problemi da risolvere richiede conoscenze ed esperienze eccedenti le normali competenze del personale dell'Amministrazione…". Salvo poi contraddirsi nel comma successivo che recita: "Gli incarichi sono disciplinati con contratti di lavoro autonomo di natura occasionale o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa". Se è un evento straordinario che va risolto subito perché si ricorre al contratto di lavoro autonomo, oppure di collaborazione coordinata e continuativa? Ce lo dovrebbe spiegare il presidente Soru.
Perché dico il presidente Soru, Assessore? Non me ne voglia, perché questo è frutto della sua intelligenza, ogni tanto. Perché con questo disposto vuole ricorrere agli architetti fuori dell'Italia, vuole ricorrere ai grandi manager che hanno seguito le sue operazioni, tipo, e ripeto ancora una volta: Saatchi & Saatchi; lo sapevamo tutti che questa società doveva vincere, non sapevamo però che erano stati affidati alla Saatchi & Saatchi, senza gara, altri lavori. E quindi lui vuole sempre ricorrere agli amici e agli amici degli amici senza gara.
Io domando al centrosinistra, poiché dite che l'amministrazione ricorrerà a forme di pubblicità prima di affidare questi incarichi, mi sapete dire chi valuterà e in base a quali criteri? Nella norma non c'è scritto, perciò pongo la domanda. Assessore, a chi verrà dato questo compito? Al direttore generale della Giunta regionale? Non ci fidiamo più. Al Presidente della Regione? Non ci fidiamo più. Dovreste scrivere anche da chi verranno valutate queste professionalità, visto e considerato che non c'è professionalità all'interno dall'Amministrazione regionale che possa valutare professionalità più elevate. Ricorreremo all'esterno? Ci volete spiegare quale criterio seguirete?
Nel caso dell'architetto brasiliano, adesso non ricordo...
il nome, che è stato contattato, chi deciderà che lui è migliore degli altri? Dovremo magari contattare un esperto in Argentina, ancora più preparato, che ci confermi che quella persona può svolgere il proprio compito.
Con queste mie considerazioni voglio invitare la Giunta a sospendere anche questo articolo, perché non ha senso, Assessore, non ha senso! Potremo riprenderlo quando il Presidente verrà in Aula (è ancora latitante) a spiegare, anziché continuare a nascondersi, come dirà ai dipendenti regionali che sono incapaci, che non sono all'altezza di svolgere i propri compiti.
Non entro nel merito dei commi successivi ma, se resterà tempo, cercheremo di capire perché è stata stabilita questa percentuale del 60 per cento e non del 40 o del 30.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 113, 170, 582, 583, 585, 588, 590, 828, 827, 587, 114 e 115, 584, 586 e 581. Si esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 589 e 873, identici.
PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime un parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Sono in votazione gli emendamenti numero 113, 170 e 582 il cui contenuto è identico.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io sono totalmente favorevole alla soppressione di questo articolo per le ragioni che ho sostenuto nell'intervento in discussione generale, ma devo dire anche, opportunamente è stato approfondito dal collega Cappai, del perché di tanta sfiducia nei confronti delle norme proposte.
Gli annali del Consiglio regionale, ormai, sono pieni di interrogazioni e interpellanze, senza risposta, sui concorsi che si sono svolti in questo ultimo periodo, sulle modalità dei bandi, corretti una, due, tre volte, fino a disegnare il vestitino giusto per il vincitore designato. Sono stati disegnati modelli da alta sartoria per facilitare l'accesso alla pubblica Amministrazione degli amici degli amici, dei compari e dei compagni di merenda.
Allora, mi chiedo come si fa nella modifica della "31", al comma 2, con l'inserimento dell'articolo 6 bis, a ripristinare i CO.CO.CO. Come voi tutti sapete, a livello nazionale si sta cercando di eliminare i CO.CO.CO., per le stesse caratteristiche del contratto di lavoro. I CO.CO.CO. erano utilizzati nella impossibilità di fare concorsi pubblici e assunzioni a tempo indeterminato. In questa norma si propone l'impiego di CO.CO.CO. per prestazioni di elevata professionalità; cosa impossibile, tra l'altro, perché questa professionalità è regolata, fortunatamente, da altre norme, perché si ricorre a fondi della Comunità Europea.
All'architetto Koolhaas non potrà essere dato l'incarico come CO.CO.CO., perché sarebbe alquanto inopportuno, ma soprattutto perché in questo caso il riferimento sarebbe a norme comunitarie. Però si arriva a pensare di mettere sotto contratto un'alta professionalità con un contratto CO.CO.CO.; questo è assurdo, è totalmente assurdo. Ecco perché le modifiche, anche con articoli aggiuntivi della legge 31, è opportuno destinarle ad altra sede, dove poter approfondire l'argomento con meno superficialità e, permettetemi, con meno dilettantismo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io non riesco a essere più convincente dal collega Capelli che dichiara di essere "totalmente" contrario all'articolo 7, più di "totalmente" non c'è niente, quindi mi posso soltanto adeguare alla sua espressione di massima disapprovazione nei confronti del contenuto dell'articolo.
Io aggiungerei però un'ulteriore motivazione, e cioè che questo articolo 7 sembra veramente il completamento della filosofia, contenuta all'interno dell'articolo 6, che è già stata a più riprese esplicitata dal Presidente della Regione e dall'amministrazione di centrosinistra, durante le valutazioni espresse sulle risorse umane regionali. L'articolo 6 prevedeva infatti l'esodo forzato che, per fortuna, il Consiglio regionale ha ritenuto non fosse il modo migliore per gratificare chi aveva dato 35-40 anni del suo tempo, della sua passione, della sua vita all'amministrazione regionale.
L'articolo 7 certifica che siccome all'interno dell'amministrazione regionale le risorse umane sono carenti e inadeguate, cioè quello che si è sempre sostenuto, è possibile attingere all'esterno dell'amministrazione regionale. Il che, di per sé stesso, assessore Dadea, non sarebbe, un elemento negativo, nel senso che nessuno di noi pensa che l'amministrazione regionale sia dotata di tutte le competenze, soprattutto di quelle più adeguate rispetto all'innovazione tecnologica e alle nuove richieste di mercato.
Noi, però, avremmo voluto che insieme a questa politica, che continua a deprezzare ciò che c'è in casa e a guardare con estremo interesse a tutto ciò che c'è fuori, ci fosse stata una politica di incentivazione del personale della Regione; cioè una politica con cui la Regione premia quella parte del personale che svolge un'attività positiva e tende a professionalizzare quanto più possibile il proprio personale. Vorremmo che la Regione, oltre a pubblicare all'interno dei propri siti le convenzioni e le consulenze, ci dica anche qual è il risultato di queste convenzioni, ci dica se queste convenzioni hanno consentito anche una crescita delle nostre risorse, nel senso che i convenzionati non devono venire qui, fare il loro lavoretto e scappare via, ammesso lo facciano bene, Ma devono trasferire competenze, cioè devono dimostrare di essere in grado di portare know how all'interno dell'amministrazione regionale, perché le risorse dell'amministrazione rimangono, mentre i professionisti che fanno consulenze "mordi e fuggi" prendono i soldi e non lasciano niente se non, qualche volta, il risultato del loro lavoro, e soltanto quello.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Avrei voluto che fosse in Aula il Presidente, il Presidentissimo, re Soru, o re-Nato, ma vedo che continua ad essere latitante, perché volevo commentare con lui, l'articolo 7 il comma 2, comma 4 della novella di questa finanziaria che recita: " L'amministrazione, le agenzie e gli enti rendono noti mediante inserimento nelle loro banche dati, accessibili al pubblico per via telematica e nel BURAS, gli incarichi conferiti …". Assessore, a me è capitato di chiedere dei dati al Presidente perché ho scoperto che lui, di fatto, ha declassato l'ufficio legislativo della Regione autonoma della Sardegna e ha affidato una serie di cause all'avvocato Macciotta, ripeto, all'avvocato Macciotta (faccio il nome, perché l'ho già citato in quest'Aula), senza nessun criterio.
Ho poi verificato dove erano caricate le determine di incarico a favore dell'avvocato Macciotta, e ho scoperto che sarebbero state pubblicate l'anno successivo. Allora come fa un povero Cristo come me a sapere quante convenzioni, quanti incarichi di elevatissima professionalità ha dato questa Giunta regionale, se vengono pubblicati l'anno successivo?
Ciò che mi lascia ancora più perplesso è che il presidente Soru, rispondendo a quella mia interrogazione in Aula disse che a quell'avvocato aveva affidato solo due incarichi, per un importo di 38.640 euro. Verificate, invece, quanti incarichi ha ottenuto quell'avvocato! Improvvisamente, per difendere la Regione contro i ricorsi sul PPR vediamo che affida all'avvocato….
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, dichiaro il mio voto contrario all'emendamento soppressivo di un articolo che io ritengo assolutamente utile; risolve infatti alcune questioni aperte, non ha nulla di scandaloso, anzi, se vogliamo, interviene a regolare alcuni ricorsi a situazioni, a posizioni contrattuali, in via straordinaria, che prima non erano regolate. Cioè questo è un classico articolo che non solo serve, non solo è complessivamente ben fatto, ma ha anche una funzione, nell'ottica della minoranza, moralizzatrice dell'azione dell'amministrazione. Tra l'altro, mi si deve spiegare perché i dipendenti dell'amministrazione regionale che possono essere correttamente impegnati da altre amministrazioni in funzione di dirigenti, se sono posti in aspettativa senza assegni, non possono spostarsi, differentemente dai dirigenti di tutte le amministrazioni pubbliche dello Stato e degli enti locali. Nell'articolo c'è scritto questo, c'è scritto che viene regolato l'accesso agli istituti di convenzionamento.
E contrariamente a quanto dice l'onorevole Capelli, i contratti di collaborazione coordinata e continuativa sono stati prevalentemente utilizzati, nella degenerazione dell'applicazione, per qualifiche basse, ma nascono esattamente per creare rapporti convenzionali per le qualifiche alte che hanno contenuti professionali di specializzazione, dopodiché dalla flessibilità siamo passati alla precarietà e i CO.CO.CO. sono diventati qualcosa di anomalo che si è utilizzato prevalentemente nel settore privato, soprattutto nei call center.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io, a differenza dei colleghi del centrodestra, sono invece totalmente d'accordo con la norma perchè credo sia giusto e condivisibile che l'amministrazione regionale possa aver bisogno, per problemi straordinari e complessi, di ricorrere all'affidamento di incarichi di alta professionalità, limitati nel tempo.
(Interruzione del consigliere Capelli)
MARROCU (D.S.). E concordo con questa norma non perché non apprezzi e non stimi le alte professionalità presenti nell'amministrazione regionale. Ammetto però che non sempre l'utilizzo della norma avviene nel rispetto delle priorità per le quali la stessa nasce; pertanto, pur difendendola, mi auguro che venga utilizzata per la finalità che noi oggi definiamo, per evitare che sia uno strumento utilizzato impropriamente sia per fare entrare nell'amministrazione regionale figure che invece non potrebbero entrare se non attraverso il concorso pubblico, sia per svilire il ruolo e la funzione dei dipendenti regionali, che invece va confermato e apprezzato e, da parte mia, lo apprezzo.
E' anche un modo per non riprodurre quello che ad ogni finanziaria ci troviamo a dover affrontare (come dimostra la presenza, anche in questi giorni, di tanti giovani che lavorano negli enti attraverso il ricorso ai contratti anomali), e cioè il problema del superamento di questo precariato. La norma è giusta, la si utilizzi per le finalità per le quali la stiamo votando, cioè per poter conferire incarichi di alta professionalità per affrontare problemi complessi e straordinari ma limitati nel tempo. Se la norma viene utilizzata per questo (non sempre anche in questa legislatura ciò è successo), è giusta e va votata.
Concordo anche sulla riduzione della percentuale al 50 percento, anzi io avrei fatto ricorso a questo strumento in misura inferiore anche negli anni precedenti. Perché più si riduce l'utilizzo, più si riesce a dimostrare che vi si fa ricorso in via straordinaria e per alte professionalità, più si estende più se ne fa un uso improprio. Oggi, però, non possiamo fare un processo alle intenzioni e votare contro la norma perché se ne potrebbe fare un uso improprio. Se questo avverrà, sarà denunciato; lo facevate voi con le vostre conferenze stampa, e lo stesso potremo fare anche noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, preliminarmente dico quello che ancora non può dire il compagno Marrocu. Pensar male, dice Andreotti, è peccato, ma spesso "ci si azzecca". E ci si azzecca molto facilmente, quando i sospetti attengono all'azione amministrativa di questo Governo regionale. Quasi tutte le norme contengono dei principi che, in assoluto, sono validi; però bisogna vedere in quale contesto si calano.
Io colgo strumentalmente questa dichiarazione di voto, per dire il mio pensiero, le mie riflessioni sul piano più generale. Di fronte alle riforme straordinarie che sono state introdotte (nuovi enti, riforma della Regione, riforma del decentramento che è in corso, proclamata decisione di riformare addirittura l'assetto istituzionale), io direi che questo problema andrebbe affrontato seriamente, in maniera organica, in un provvedimento apposito e non nel contesto della finanziaria. Il presupposto di una seria disposizione di legge che disciplini questa materia è, infatti, una certificazione della situazione che si è venuta a determinare nella Regione per le competenze residue e per le nuove competenze attribuite agli enti regionali, e a seguito di questa certificazione configurare l'effettivo fabbisogno di personale, cioè la pianta organica, necessario rispetto alle competenze attualmente in capo rispettivamente alla Regione e agli enti regionali. E sottolineo che le piante organiche e le competenze, attuali, vanno rapportate alle nuove tecnologie che hanno profondamente cambiato le procedure.
Un'altra esigenza di fondo è che nella pubblica amministrazione i poteri discrezionali vanno contenuti al massimo; perché se questo limite non è forte, al di là dei sospetti o non sospetti, evidentemente si guazza nei poteri discrezionali per distorcere gli interessi generali della pubblica amministrazione. Quindi, ribadisco che questa materia andava assolutamente estrapolata da questa finanziaria per essere disciplinata in un apposito disegno di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io voterò a favore dell'emendamento, anche se, come diceva anche il collega Marrocu, la norma prevista in questo articolo potrebbe essere utilizzata dall'amministrazione regionale. Però, l'esperienza che stiamo vivendo, che abbiamo vissuto in questi anni, ci induce a pensare che sicuramente della norma in questione si farà un uso distorto. Io sono convinto infatti che si ricorrerà molto più spesso al personale esterno anche se fossero disponibili all'interno dell'amministrazione regionale le professionalità necessarie.
Io devo ricordare che noi pochissime volte abbiamo fatto ricorso a professionalità esterne, perché l'amministrazione regionale è formata da figure di altissimo profilo che, motivate e messe nelle condizioni di lavorare, hanno raggiunto obiettivi di altissimo livello. Non mi pare pertanto corretto che oggi l'amministrazione regionale affidi una serie di incarichi all'esterno sprecando, fra virgolette, anche risorse.
A mio avviso l'amministrazione regionale dovrebbe invece preoccuparsi maggiormente delle persone che non hanno lavoro, delle persone in cerca di prima occupazione. Anche perché, a proposito di risorse, noi stiamo imponendo una serie di balzelli per recuperare qualche soldo (magari quei soldi che recuperiamo li togliamo a chi non ne ha neanche molti da spendere) che poi spendiamo in questo modo. Ma io credo, l'ho detto anche ieri, che se noi amministriamo bene le nostre risorse non c'è bisogno di tassare ulteriormente tutto il popolo sardo. Impariamo quindi ad amministrare bene le nostre risorse e a valorizzare soprattutto il personale interno alla Regione e agli enti. Sono convinto che si riuscirà a fare un ottimo lavoro e, volendo, a creare anche nuove possibilità di lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dichiaro il mio voto favorevole alla soppressione dell'articolo perché, nonostante le dichiarazioni dei colleghi della sinistra, noi manteniamo le perplessità. Io ho perplessità sul fatto che, il limite sostanziale e anche in percentuale della spesa venga effettivamente rispettato, perché vi è un margine di discrezionalità veramente altissimo, ma soprattutto perché la prassi di questi anni ci ha dimostrato che è stato ampiamente superato. Tra l'altro, vorrei capire (magari nel corso delle altre dichiarazioni) in merito alle limitazioni previste al comma 2, terzo comma della novella, che recita: "Nell'anno 2007 e seguenti, le spese per gli incarichi di cui al comma 1 non possono superare il 60 per cento delle risorse…" eccetera, (Marrocu ha parlato del 50, vi è un emendamento che chiede di portare questa percentuale al 40) se la dotazione finanziaria viene automaticamente ridotta e se viene fissato rigidamente il tetto anche degli stanziamenti nei capitoli appositi, posto che vi è, nello stesso comma 3, una via di uscita che francamente non è molto comprensibile perché la limitazione non si applica alle risorse provenienti da finanziamenti statali e comunitari.
La gran parte delle necessità di ricorso all'esterno deriva proprio dall'adempimento di funzioni legate magari a bandi collegati ai fondi comunitari o a stanziamenti statali. Mi interesserebbe molto capire se il meccanismo è coerentemente collegato con la norma finanziaria e con gli stanziamenti dei capitoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, mi consenta di fare alcune precisazioni sulle considerazioni svolte dai consiglieri intervenuti. Io, forse un po' ingenuamente, pensavo che almeno alcuni dei contenuti di questo articolo potessero trovare l'accoglimento anche da parte delle minoranze; mi riferisco soprattutto alla norma che, per la prima volta nella nostra Regione, prevede che si pongano dei limiti alle consulenze, ai rapporti di collaborazione continuativa.
Soprattutto si stabiliscono dei requisiti la cui presenza consente di attingere a queste forme di collaborazione. E' detto infatti, espressamente, che si possono attivare consulenze o convenzioni solo ed esclusivamente se le competenze e le professionalità richieste non sono presenti all'interno dell'amministrazione regionale. Questa non è una dichiarazione di intenti, per la prima volta viene messa in legge una disposizione vincolante, onorevole La Spisa, che dice che si ha una riduzione della spesa per quanto riguarda le consulenze e le convenzioni del 40 o del 50 per cento.
Tutto questo io pensavo potesse trovare l'accoglimento da parte delle minoranze, anche perchè ha espresso un parere positivo la Corte dei conti. Quest'ultima ha svolto un'indagine sull'amministrazione regionale relativamente a tutti i rapporti contrattuali, chiamiamoli così, atipici; ha fatto una mappatura analitica, poi ha preso in considerazione le proposte contenute nel disegno di legge finanziaria e ha dato un parere positivo perché per la prima volta, così si è espressa la Corte dei conti, si indicano dei requisiti, si pongono dei limiti di spesa. Ritenevo pertanto che, al di là della normale, consueta dialettica tra maggioranza e di opposizione, al di là della polemica politica, forse questo obiettivo meritasse ben altra considerazione.
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 113, 170 e 582, identici. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 585.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 585 per le considerazioni già fatte in sede di discussione e, soprattutto, perché sono contrario all'adozione dei Co.Co.Co. per le alte professionalità nonostante l'onorevole Uras dica che sono nati proprio per queste categorie di prestazioni.
Mi vorrei soffermare, però, su quanto ha detto l'onorevole Marrocu poc'anzi, sul fatto che l'articolo 7 sia condivisibile perché l'importante è l'uso che se ne fa. Bene, noi abbiamo dimostrato con una nostra mozione che si sono sperperati diversi milioni di euro in consulenze inopportune; non abbiamo ancora avuto risposte. Perciò l'onorevole Marrocu ci sta chiedendo di dare fiducia a questa Giunta, che ha già sperperato abbastanza in consulenze inopportune e di cattivo gusto, oserei dire, perché ritiene che farà buon uso di queste norme. A mio avviso sarebbe come dare in gestione a Callisto Tanzi o a Baldini i pochi risparmi che può avere un operaio
MARROCU (D.S.). O alla Ranno.
CAPELLI (U.D.C.). O alla Ranno, perfetto, ha detto bene. Ma Callisto Tanzi è noto a tutti, Baldini, per chi segue Fiorello, è noto anche lui a tutti e anche la Ranno lo è; perciò lei ci sta chiedendo di dare fiducia a questa Giunta che ha già scommesso tutto e perso tutto, a questa Giunta che ha già preso i risparmi della Regione Sardegna e li ha investiti in consulenze di altissimo costo e bassissima professionalità, senza nessun beneficio per la Regione Sardegna, sostituendo professionalità interne della Regione; professionalità che sono superiori a quelle dei consulenti chiamati ad esprimersi, e abbiamo visto che cosa sono riusciti a fare , sul Piano sanitario regionale, sul PPR, su diverse azioni della Giunta, comprese quelle previste negli articoli 3 e 5 di questa finanziaria.
Allora dobbiamo dire: "Finanziamo questa Giunta perché così la bancarotta è certa ed è sicura"? E no! Io credo che finché ognuno rischia del suo può essere padrone di fare quello che vuole, ma quando si rischiano i denari e il futuro di chi siamo chiamati a rappresentare non abbiamo questo diritto e abbiamo il dovere di respingere queste azioni.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 588.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione gli emendamenti numero 590 e 828, identici.
Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
Metto in votazione l'emendamento numero 827.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 587.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 115.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto su questo emendamento.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 115.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 32
Contrari 31
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DIANA - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LANZI - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.)
Sono in votazione gli emendamenti numero 589 e 873, identici.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, chiedo una breve sospensione in quanto è arrivata notizia che rileva in merito all'atteggiamento da assumere sulla finanziaria da parte del mio Gruppo. Abbiamo pertanto necessità di conferire con l'assessore Dadea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Scusi Presidente, io sono sicuro che sia arrivata una notizia che rileva per l'onorevole Uras, ma il Consiglio regionale non può essere ostaggio delle notizie che rilevano per un Gruppo.
(Interruzione del consigliere Marrocu)
VARGIU (Riformatori Sardi). Un Capogruppo certamente può chiedere una sospensione e va benissimo; ma un Capogruppo non può chiedere che il Consiglio si fermi perché c'è una notizia che rileva. Ci si esprime in maniera diversa.
PRESIDENTE. Infatti, il Consiglio si ferma se è d'accordo, onorevole Vargiu; però l'onorevole Uras ha tutti i diritti, come tutti, di chiedere una sospensione.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, non si può chiedere una sospensione senza un motivo, deve essere espressa anche la motivazione.
PRESIDENTE.
Onorevole Vargiu, se il Consiglio non è d'accordo si vota.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, ma anche nel merito delle richieste che effettuano i colleghi…
PRESIDENTE. Nel merito delle richieste purtroppo non possiamo entrare.
VARGIU (Riformatori Sardi). …va detto che non si possono interrompere i lavori del Consiglio regionale con richieste estemporanee di questo tipo.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, lei sta dicendo di non essere d'accordo, oppure ho capito male?
Se lei non è d'accordo votiamo!
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io sto chiedendo che quando un collega chiede, anche a nome di un Gruppo consiliare, un'interruzione dei lavori del Consiglio, cosa che di norma, non sempre, viene consentita, per lo meno motivi la sua richiesta in maniera diversa.
URAS (R.C.). Presidente, ritiro la richiesta.
PRESIDENTE. L'onorevole Uras ha ritirato la richiesta di sospensione, quindi cessa l'oggetto del contendere.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, le chiederei, comunque sia, che le richieste siano motivate in una maniera non offensiva del Consiglio, quindi che sia esplicitato il motivo.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, abbiamo capito. La ringrazio.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie a lei.
PRESIDENTE. Continuiamo i nostri lavori. Metto in votazione gli emendamenti numero 589 e 873, identici, sui quali ricordo che era stato espresso un parere favorevole da parte del relatore e della Giunta.
(Interruzioni)
La Giunta è presente in Aula.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, chiedo la parola per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Doveva iscriversi prima, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi sono iscritta prima!
PRESIDENTE. Colleghi, l'unico iscritto per dichiarazione di voto era l'onorevole Uras che ha chiesto la sospensione. Adesso siamo in fase di votazione e dobbiamo votare.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, vorrei intervenire per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Stiamo già votando gli emendamenti.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, non è così! Le
. dichiarazioni di voto non sono state fatte.
PRESIDENTE. Io ho messo in votazione gli emendamenti e nessuno ha chiesto di parlare.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Ma non è così!
PRESIDENTE.
Metto in votazione gli emendamenti numero 589 e 873, identici. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
E' in votazione l'articolo 7.
(Interruzioni)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, prendete posto.
E' in votazione l'articolo 7.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, voterò a favore di questo articolo perché tende al contenimento della spesa anche se ritengo che la riorganizzazione generale della Regione dovrebbe limitare i rapporti di consulenza e, al contempo, creare quelle condizioni di professionalizzazione, di qualificazione del personale proprio attraverso pubblici concorsi, come del resto l'assessore Dadea ha suggerito, perché comunque è necessario ripristinare un ordine ed è anche indispensabile moralizzare la pubblica amministrazione.
Mi permetto di sottolineare che ciò garantirebbe una politica che, quanto meno, tenta di non fare clientele e di ridurre il sistema discrezionale che continua a persistere. Per queste ragioni, e soprattutto grazie anche all'emendamento che ha ridotto al 50 per cento l'impiego delle consulenze, voterò convintamente a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, vorrei conoscere l'esito della votazione sugli emendamenti numero 589 e 873 e chiedere a ogni singolo collega se qualcuno di loro ha votato perché non mi risulta che l'Aula si sia espressa.. Perciò io chiedo che si torni al voto degli emendamenti numero 589 e 873,Nel caso si sia già votato vorrei conoscere l'esito.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, il Presidente di turno ha dichiarato che gli emendamenti sono stati approvati.
(Interruzioni)
Colleghi, per cortesia! Ci sono due Segretari che hanno preso atto della votazione e del risultato . Quindi, siamo in fase di dichiarazione di voto sull'articolo 7.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, non intervengo più perchè lei ha già dato la risposta. Se i Segretari hanno confermato che la votazione è già avvenuta non ho niente da aggiungere. Non mi risulta però che i Segretari abbiano verificato quante persone hanno votato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, io avrei invitato il Presidente di turno, perché il tutto è avvenuto nel momento in cui lei ha sostituito il Presidente di turno, il presidente Secci. Il presidente Secci, è vero, ha messo in votazione e noi abbiamo chiesto di poter intervenire per dichiarazione di voto, e lo abbiamo chiesto da più parti, dal centro, dalla sinistra e dalla destra. Pertanto, di fronte ad una richiesta di questo genere non capisco per quale motivo…
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, evitiamo di tornare su un argomento che è acquisito agli atti del Consiglio e sul quale ci si è espressi nei modi e nelle forme dovute.
Il Presidente di turno ha indetto la votazione e ha proclamato l'esito della votazione.
DIANA (A.N.). Non ha proclamato proprio un bel niente! Ha capito che non ha proclamato niente?
Questa è una grande scorrettezza, non da parte sua ma da parte del presidente Secci!
PRESIDENTE. Onorevole Diana,per nostra fortuna gli atti vengono registrati anche quando noi siamo distratti, per cui agli atti del Consiglio risulta che la votazione è avvenuta. E' in votazione l'articolo 7.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo sul Regolamento, per contestualizzare la situazione che si è creata e che non è certamente utile al lavoro del Consiglio. La votazione che si chiede di verificare, eventualmente sospendendo la questione, riprendendo la registrazione e quel che può essere utile per capire, molto semplicemente nasce dal fatto che è stata chiesta, ma non concessa, una sospensione, ed essendo l'Assessore del bilancio in quel momento assente dall'Aula per vari motivi l'Aula ha vissuto dei momenti di confusione, di chiasso, che hanno impedito, tra l'altro, di poter intervenire sull'emendamento per fare dichiarazioni di voto ed eventualmente precisazioni sul contenuto.
Allora, credo che ci sia la volontà da parte di tutti di esaminare la questione serenamente e correttamente, probabilmente il Presidente che conduceva i lavori non ha inteso questo, però non per questo si deve - per evitare chissà quali rischi o per non intaccare l'onorabilità di qualcuno - negare all'Aula la possibilità di disciplinare più adeguatamente una materia che tutti volevamo correggere. Credo che la Presidenza possa un attimo sospendere la questione, verificarla e tentare di dare all'Aula la possibilità di esprimersi nuovamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Mi pare giusto riconoscere che quando è stato chiesto di intervenire il Presidente aveva già aperto la votazione e, quindi, non mi pare che sia utile rivotare sugli emendamenti, non sarebbe corretto.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, un attimo di pazienza, stiamo effettuando la verifica. I segretari hanno certificato che la votazione è avvenuta ma, per ulteriore tranquillità e come elemento di garanzia, si sta verificando la registrazione.
MARROCU (D.S.). Presidente, poiché alcuni colleghi intendevano intervenire non tanto per fare la dichiarazione di voto, quanto per presentare un emendamento orale di riduzione della percentuale dal 50 al 41 per cento, chiedo se sia possibile presentare un emendamento orale al testo recante questa modifica senza rivotare gli emendamenti, perché a me pare che sia stato proclamato il risultato del voto.
(Interruzione del Vicepresidente Secci)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per alcuni minuti al fine di effettuare le verifiche necessarie.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 40, viene ripresa alle ore 19 e 43.)
PRESIDENTE. Colleghi, dalla verifica effettuata risulta che gli emendamenti numero 589 e 873 sono stati regolarmente votati e approvati.
La proposta dell'onorevole Marrocu, certamente apprezzabile perchè cerca di recuperare una situazione che si è determinata in un momento di confusione, non può essere accolta perché il testo è stato modificato con l'approvazione degli emendamenti ed è quello che verrà messo in votazione.
PRESIDENTE. Ricordo che è in votazione l'articolo 7. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, avevo chiesto di intervenire perché volevo sostenere la richiesta che è stata formulata dal collega Marrocu; lei ha già detto che non è praticabile, purtroppo, e mi rammarico di questo anche perché c'erano tutti gli elementi per una evoluzione positiva della proposta, e avevamo appositamente chiesto al collega Artizzu di non chiedere il voto segreto sugli emendamenti.
Io voto a favore dell'articolo 7 perché mi sembra che, al di là di alcune obiezioni o perplessità sulle percentuali e sull'applicazione in generale dell'articolo che la minoranza ha avanzato, è indubbio che l'articolo stabilisce per la prima volta una serie di regole, di indicazioni, di limitazioni sul ricorso alle consulenze; ricorso che finora (e non sto parlando degli ultimi anni, ma di parecchi anni), non seguiva nessuna regola ed era legato al caso o alla volontà di poche persone.
Quindi all'interno di una riflessione ampia, anche sulla limitazione dei costi della politica, l'inserimento dell'articolo 7 all'interno di questa finanziaria, che sta portando molte novità, a mio avviso è un elemento molto positivo che io apprezzo personalmente e per conto del mio partito, l'Italia dei valori; un elemento che ritengo debba essere preso in considerazione per favorire l'efficacia e l'efficienza nella gestione dei fondi pubblici.
Mi unisco alla sorpresa dell'assessore Dadea perchè anche io pensavo, visto che c'è stata sintonia anche su considerazioni portate dalla minoranza, che su questa proposta si potesse trovare un'utile convergenza; invece ho visto emendamenti che chiedevano addirittura la soppressione dell'articolo 7.
Comunque ribadisco di votare con convinzione a favore di questo articolo, considerando che possa essere l'inizio di un processo di utilizzo delle risorse sempre efficiente e di limitazione degli sprechi, e con l'auspicio che il personale della Regione possa essere utilizzato al massimo delle sue potenzialità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, annuncio ovviamente il voto contrario a questo articolo che ha creato, come era prevedibile, dei problemi. Senza entrare in polemica ovviamente col collega Salis, che ha testé parlato di norma introdotta per la prima volta, ricordo che già nella finanziaria dell'anno scorso venne affrontata la questione delle consulenze; nel testo della Giunta la percentuale era del 70 per cento, in Commissione venne portata al 60 per cento, una cifra ancora troppo alta per noi e rimaniamo convinti di questo.
Chiaramente io non voto contro l'articolo solo per questo, voto contro l'articolo anche per altre questioni fra le quali vi è proprio la razionalizzazione della spesa; nel momento in cui il Consorzio industriale di Nuoro si permette, di licenziare in tronco, sette lavoratori che per anni hanno prestato la loro opera come addetti alla depurazione nel depuratore consortile (lavoratori che pur non essendo dipendenti pubblici hanno prestato un servizio pubblico per 15, 18, 20 anni), e che subiscono una discriminazione in quanto su 14 dipendenti, 7 sono stati riassunti a tempo indeterminato dalla "Nuoro Servizi" per conto dell'ASI di Nuoro e sette invece sono a casa, scusate, colleghi, per quale motivo noi dovremmo favorire un ulteriore 10 per cento di possibili convenzioni rispetto al 40 per cento che mi pare fosse poi anche accettato da gran parte della maggioranza? E' chiaro che non sono risorse che possono risolvere la questione da me posta, però, santa pazienza, io credo di dover tutelare sette padri di famiglia che si trovano sul lastrico perché il 31 dicembre 2006 sono stati licenziati.
Noi, già dalla manovra finanziaria dell'anno scorso, abbiamo acquistato le quote della Idrocontrol assumendo a tempo indeterminato, con tutte le clausole che l'Assessore ci vorrà illustrare, tutti gli occupati. Ora non capisco per quale motivo sette dipendenti di quelle due imprese private che per anni, decine d'anni, hanno svolto mansioni di supplenza nei confronti dell'ASI di Nuoro, vengano cacciati via.
E' normale che un consigliere regionale dell'opposizione assuma questo tono? Io credo di sì, credo che sia normale. E' ovvio che se non si dà risposta anche a questo, Assessore, aumenteremo il numero dei nostri interventi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, io voterò contro l'articolo 7 perché credo che contenga delle incongruenze abbastanza evidenti che sono state anche già ampiamente rilevate, nel corso della discussione generale, da tutti i colleghi che sono intervenuti. Però in particolare a me preme indicare a tutti i colleghi che sono qui presenti e che vogliono eventualmente far propria questa osservazione, che stiamo prendendo una direzione anomala sotto ogni punto di vista.
Oggi, il governo Prodi, attraverso la sua finanziaria, si sta muovendo in direzione opposta alla precarizzazione stabilizzando soprattutto questi contratti flessibili dei Co.Co.Co.. Noi, invece, con i commi 2 e 3 stiamo reintroducendo la precarizzazione in questa Regione. Credo che questo non lo voglia nessuno, nemmeno il collega Salis che infatti mi fa un cenno di conferma.
Pertanto, credo proprio che noi dovremmo assolutamente evitare che si possano instaurare contratti di collaborazione coordinata e continuativa all'interno dell'amministrazione regionale (è una tipologia contrattuale che nessuno più vuole), per di più attraverso una selezione di comparazione, che sarebbe la procedura selettiva indicata, che non ha niente di trasparente, che è esattamente l'opposto di quel che dovrebbe essere invece una procedura concorsuale vera e propria. Inoltre c'è la quota dei fondi comunitari e dei fondi statali, che verrebbero eventualmente trasferiti, e che possono essere impiegati senza nessun limite percentuale per utilizzi contrattuali di questo genere. Non c'è nessuna novità.
L'onorevole Uras dice che finalmente c'è una norma, io dico che "finalmente" c'è una norma che non dice niente. Finalmente c'è qualcosa che non dice assolutamente qual è il bando di evidenza pubblica che dovrà essere preso a riferimento per poter conferire questi incarichi professionali a questi alti professionisti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io voterò contro e vorrei ricordare all'Aula che non avendo avuto la possibilità, purtroppo, di ridurre la percentuale al 40 per cento, noi stiamo autorizzando sulla base dei dati del 2006 (14 milioni di euro), denunciati e portati all'attenzione dell'Aula e dell'opinione pubblica, spese per circa 8 milioni e 400.000 euro per il 2007, pari a 16 miliardi di lire …
MARROCU (D.S.). La percentuale è del 50 percento!
CAPELLI (U.D.C.). Allora sono 7 milioni di euro, pari a circa 14 miliardi di lire. Non so se vi sembra poco o se vi sembra congruo! Ma, soprattutto, in condizioni normali, queste autorizzazioni e queste deleghe alla Giunta potevano anche passare, ma le condizioni normali da un paio d'anni a questa parte, in quest'Aula e in questa Regione, non ci sono.
Non è normale che un Presidente della Regione sia soggetto ad accertamenti di tipo giudiziario, perché probabilmente ha speso impropriamente 56 milioni di euro. Non è normale, non è un caso normale! Non è un caso normale "Sardegna fatti bella", non è un caso normale l'assegnazione del logo agli amici degli amici. Non sono condizioni normali! In condizioni normali noi avremmo potuto porre in essere questa e anche altre azioni di fiducia e di delega alla Giunta. Ma questi due anni e mezzo non sono serviti a niente per capire che stiamo esagerando?
E poi mi spiace constatare che l'esempio portato dal Presidente della Regione si stia diffondendo. Anche poc'anzi nel governo dell'Aula si è verificata una situazione che poteva essere risolta col buon senso. Non lo si è voluto fare e si è dovuto retrocedere perché anche in questo caso ci sono state minacce di dimissioni. E' un'usanza che ci sta portando molto lontano! È un'usanza che noi dobbiamo respingere! Non è possibile che quando si viene messi in discussione si minaccino le dimissioni. ! E se avessimo un po' di buonsenso respingeremmo, per questi atteggiamenti, l'intero articolo. E non faremmo sicuramente danno alla Regione e ai sardi, anzi ripristineremmo, probabilmente, un po' più di trasparenza e un po' più di serietà in quest'Aula e nel governo della Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Collega Capelli, le dimissioni in politica sono spesso minacciate e raramente date.
Però, nel votare contro l'articolo 7, io vorrei motivare in maniera di poco diversa rispetto ai colleghi, aggiungendo una sfaccettatura che i colleghi non hanno sottolineato come merita. Non è tanto relativa alla percentuale delle risorse, che viene confermata, destinata alle consulenze rispetto all'anno passato, ma a quanta parte di queste risorse (noi non ne abbiamo idea), collega Capelli, gravi sui fondi comunitari o statali, e quanta sulle risorse proprie della Regione. Se lo sapessimo, se l'assessore Dadea ce lo dicesse, forse ci renderemmo conto, in maniera più compiuta, di quanto questo emendamento avrebbe inciso, davvero, sul ricorso alle consulenze.
Però, il ragionamento che voglio fare io, collega Dadea, è un altro; alcuni hanno rilevato con entusiasmo che per la prima volta si riduceva in maniera significativa l'utilizzo delle consulenze; ma io sarei stato più contento se la Regione, oltre a pubblicare oggetto, importo e durata dell'incarico, avesse detto anche che cosa ha prodotto l'incarico, cioè avesse spiegato, consulenza per consulenza, quale beneficio ha portato alla Regione e ai sardi quella specifica consulenza. Perché lei dice che la consulenza si chiede perché mancano le professionalità. Io le chiedo, allora, se la consulenza ha prodotto qualcosa che le professionalità presenti all'interno della Regione non potevano produrre. Ci venga detto che cosa ha prodotto, quindi ci venga detto se la consulenza è stata una consulenza utile o meno per la Regione Sardegna. E dopo che ci è stato detto se è stata utile, ci venga detto se le competenze della consulenza sono state trasferite alle nostre risorse umane, cioè se c'è stato un dipendente della Regione che ha imparato a fare quello che il consulente è venuto a fare, affinché domani non sia più necessario avere una consulenza, perchè le risorse che noi abbiamo in house, come dice il presidente Soru, sono state valorizzate e rese competenti al punto che la Regione non deve più spendere per la consulenza, perché queste è l'obiettivo, questo è l'arricchimento.
Quando lei, collega Dadea, fa venire un grande medico in Sardegna, il grande medico deve "lasciare la scuola", perché se lascia soltanto la polvere delle scarpe con cui cammina, non ha arricchito in nessuna maniera la nostra Regione, anzi, noi ci siamo impoveriti con quella consulenza. Quindi, questa sarebbe stata la grande novità che noi avremmo voluto vedere nell'articolo 7.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi voteremo contro l'articolo 7 perché, nonostante sia stato dichiarato stasera che finalmente verrà normato anche questo sistema degli studi e delle convenzioni esterne, io credo che invece succederà l'esatto contrario. Non è vero che si mette un limite a questi studi e a queste consulenze esterne delle quali si è abusato in tutti questi anni, al contrario, noi stiamo autorizzando la Giunta a ricorrere al personale esterno, a ricorrervi in modo indiscriminato.
Io non credo che oggi sarebbe stato opportuno dare una delega in bianco alla Giunta, dopo tutto quello che è successo in questi anni e che ancora sta succedendo in quest'ultimo periodo; credo, invece, che sarebbe stato opportuno porre dei paletti, perché io vedo troppa discrezionalità per quanto riguarda questo ricorso al personale esterno, perché non è scritto da nessuna parte quali criteri verranno adottati per selezionare questo personale specializzato che verrà utilizzato dalla Giunta regionale. Allora io temo che con questo provvedimento, questo Governo della Regione continuerà a sistemare gli amici, gli amici degli amici, come ha fatto in questi ultimi tempi.
Pertanto io, con convinzione, voterò contro questo articolo 7, perché sono convinto che, eliminandolo, potrebbe se non migliorare molto il testo, almeno venir fuori qualcosa di più interessante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Alberto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale dell'articolo 7.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Gessa e Sanna Simonetta hanno votato a favore, Moro contro.
Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: CAPELLI - FARIGU - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CUCCU Franco Ignazio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 52
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 39
contrari 13
(Il Consiglio approva).
E' in votazione l'emendamento numero 584.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 584.
(Segue la votazione)
Risponde sì il consigliere: MURGIONI.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - DIANA - LAI Renato - RASSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 42
votanti 38
astenuti 4
maggioranza 20
favorevoli 1
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 581.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Una breve dichiarazione di voto perché francamente mi sorprende che sia stato espresso il parere contrario su questo emendamento. Nella stessa discussione in Commissione, ma anche nel corso della discussione sull'articolo, mi sembrava di aver percepito da parte della stessa maggioranza un certo interesse per questa norma, che può dare delle regole certe e dei tempi certi in materia di chiusura dei contratti.
Dichiaro il mio voto favorevole francamente non capendo perché, una disposizione come questa, che tende a rendere più certo il percorso, non venga accolta dalla maggioranza.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati ventuno emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e dei relativi emendamenti:
Art. 8
Norme varie sul personale
1. Agli enti locali che, con le modalità di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, inquadrino nei propri organici dipendenti a tempo indeterminato dell'Amministrazione regionale, anche di qualifica dirigenziale, è attribuito, per tre anni, un contributo pari al 70 per cento del trattamento economico fondamentale annuo, spettante al dipendente secondo il contratto collettivo di lavoro applicato nell'ente di destinazione. A titolo di incentivazione, al dirigente o al dipendente inquadrato, è corrisposta una indennità commisurata a due mensilità, rispettivamente del trattamento fondamentale previsto per il personale dirigente o della retribuzione base per il restante personale, in godimento all'atto del trasferimento.
2. Nel comma 11 dell'articolo 20 della legge regionale n. 4 del 2006, le parole "non superiore al 50 per cento dei posti" sono sostituite dalle parole "non superiore ai posti".
3. Per assicurare con carattere di continuità la prosecuzione delle attività svolte, gli enti di cui alla legge regionale n. 31 del 1998 e le agenzie regionali sono autorizzati ad inquadrare i dipendenti in servizio alla data del 1° gennaio 2007 con rapporto di lavoro a tempo determinato, a condizione che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta e che il contratto sia stato preceduto da selezione pubblica conforme ai principi della legge regionale n. 31 del 1998. L'inquadramento è disposto, nei limiti delle vacanze in organico e delle risorse ad esso destinate, nel livello iniziale della categoria corrispondente a quella di assunzione, secondo il contratto collettivo di lavoro regionale.
4. Per far fronte alle esigenze organizzative dell'Ufficio di Roma, anche in relazione ai compiti derivanti dall'attuazione del programma comunitario ENPI, la Giunta regionale ne ridefinisce funzioni e compiti e determina il contingente delle figure professionali necessarie. Entro trenta giorni dall'adozione del provvedimento, il personale in servizio presso l'ufficio di Roma non riconducibile alle professionalità indicate nel provvedimento medesimo è posto in mobilità per la destinazione ad uffici della Regione autonoma della Sardegna o della pubblica amministrazione.
5. Per l'attuazione delle disposizioni dei contratti collettivi regionali di lavoro relative agli istituti incentivanti, le somme non utilizzate alla chiusura dell'esercizio finanziario negli appositi fondi sono conservate nel conto dei residui, per essere utilizzate nell'esercizio successivo. Le variazioni di bilancio, occorrenti per la ripartizione delle risorse relative alla retribuzione accessoria in applicazione dei contratti collettivi, sono disposte dall'Assessore regionale competente in materia di bilancio, su proposta della direzione generale competente in materia di personale.
EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Il comma 2 è soppresso. (829)
EMENDAMENTO soppressivo parziale BALIA - MASIA.
Articolo 8
Al comma 3 dell'art. 8 sono cancellate le parole "che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta". (186)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 186 sostitutivo totale BALIA - MASIA.
Articolo 8
Nell'articolo 8, comma 3, le parole "a condizione che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta" sono sostituite dalle seguenti: "a condizione che lo stesso personale abbia prestato servizio, eventualmente anche a seguito di proroga, per almeno due anni o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente al 30 aprile 2007.". (952)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Il comma 4 è soppresso. (830)
EMENDAMENTO soppressivo parziale ATZERI - MANINCHEDDA.
Articolo 8
Il comma 6 dell'art. 8 è soppresso. (171)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - SANJUST - PILERI - RASSU - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Il primo periodo del comma 3 è modificato come segue:
3. "Per assicurare con carattere di continuità la prosecuzione delle attività svolte, gli enti di cui alla legge regionale n.31 del 1998 e le agenzie regionali sono autorizzati ad inquadrare i dipendenti in servizio alla data del 30 aprile 2007 con rapporto di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa, a condizione che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta e almeno il primo contratto sia stato instaurato a seguito di selezione pubblica conforme ai principi della legge regionale n.31 del 1998". (591)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CUCCA - BIANCU - SABATINI.
Articolo 8
Il primo periodo del comma 3 è modificato come segue:
3. "Per assicurare con carattere di continuità la prosecuzione delle attività svolte, gli enti di cui alla legge regionale n.31 del 1998 e le agenzie regionali sono autorizzati ad inquadrare i dipendenti in servizio alla data del 30 aprile 2007 con rapporto di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa, a condizione che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta e almeno il primo contratto sia stato instaurato a seguito di selezione pubblica conforme ai principi della legge regionale n.31 del 1998.". (859)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 859 sostitutivo totale BIANCU - CUCCA - SABATINI.
Articolo 8
Il primo periodo del comma 3 è modificato come segue:
3. "Per assicurare con caratteri di continuità la prosecuzione delle attività svolte, gli enti di cui alla legge regionale n. 31 del 1998 e le agenzie regionali sono autorizzati ad inquadrare i dipendenti in servizio alla data del 30 aprile 2007 con rapporto di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa, a condizione che abbiano prestato servizio per almeno due anni o che conseguano tale requisito per effetto di contratti stipulati entro la data predetta, e che almeno il primo rapporto di lavoro sia stato instaurato a seguito di selezione pubblica conforme ai principi della legge regionale n. 31 del 1998.". (953)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DEDONI - VARGIU - CASSANO - PISANO.
Articolo 8
All'art. 8 comma 4 le parole "o della pubblica amministrazione" sono sostituite dalle seguenti "o ad altri della pubblica amministratone aventi sede nel territorio della regone Lazio". (399)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - LA SPISA - RANDAZZO Alberto - ARTIZZU - VARGIU.
Articolo 8
Al termine del comma 1, è aggiunto il seguente comma 1 bis:
"In alternativa all'indennità sopra indicata e solo in prima applicazione, ai dipendenti a tempo indeterminato dell'Amministrazione Regionale inquadrati nella categoria professionale B4 e C3 che presentino domanda di inquadramento negli Enti Locali è attribuito, all'atto del loro trasferimento, il primo livello economico della categoria immediatamente superiore, fatta salva la più favorevole posizione derivante dal contratto di lavoro 2006-2007, purché in possesso del titolo di studio previsto per l'accesso dall'esterno in attinenza alle funzioni trasferite e di un'anzianità di servizio superiore ad anni quindici". (405)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - CONTU - SANJUST - PILERI - RASSU - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Dopo il comma 3 , è aggiunto il seguente comma 3 bis:
3 bis: "L'Ente delle risorse idriche della Sardegna è autorizzato a dare priorità, per la copertura dei posti vacanti nelle categorie A e B per attività di tipo amministrativo-contabile, tecniche di laboratorio e di operatore semplice, al personale impiegato in tali mansioni a tempo determinato nel quadriennio 1.1.2003 - 31.12.2006, che sia stato reclutato con le procedure di cui all'art.52 della legge regionale n.31 del 1998 e che abbia avuto rinnovato almeno una volta il contratto di assunzione, per una durata complessiva del rapporto di lavoro superiore ad un anno.". (592)
EMENDAMENTO aggiuntivo BIANCU - SABATINI - CUCCA.
Articolo 8
Dopo il comma 3 , è aggiunto il seguente comma 3 bis:
3 bis: "L'Ente delle risorse idriche della Sardegna è autorizzato a dare priorità, per la copertura dei posti vacanti nelle categorie A e B per attività di tipo amministrativo-contabile, tecniche di laboratorio e di operatore semplice, al personale impiegato in tali mansioni a tempo determinato nel quadriennio 1.1.2003 - 31.12.2006, che sia stato reclutato con le procedure di cui all'art.52 della legge regionale n.31 del 1998 e che abbia avuto rinnovato almeno una volta il contratto di assunzione, per una durata complessiva del rapporto di lavoro superiore ad un anno.". (858)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.
Articolo 8
Nell'articolo 8, dopo il comma 3, è inserito il seguente comma:
3.bis. Nel triennio 2007 - 2009, i bandi dei concorsi pubblici per titoli ed esami, indetti nell'ambito della programmazione del fabbisogno di cui all'articolo 54, comma 01, della legge regionale n. 31 del 1998, possono prevedere che il punteggio riservato ai titoli sia attribuito, nella misura massima del 25%, alle esperienze lavorative maturate con rapporti di lavoro a tempo determinato e alle attività rese in esecuzione di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, esclusi gli incarichi di nomina politica. Sono valutate esclusivamente le prestazioni lavorative rese, anche non continuativamente, sulla base di contratti di lavoro costituiti nel quinquennio antecedente al 1° gennaio 2007, ascrivibili alla categoria cui si riferisce il concorso e attribuendo il punteggio minimo alla durata annuale e massimo alla durata quinquennale. (923)
EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Nel comma 4 dopo le parole "la Giunta regionale" sono aggiunte le seguenti parole "di concerto con le organizzazioni sindacali". (831)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 8
Dopo il comma 5 dell'articolo 8 è aggiunto il seguente:
5bis) La Regione in attuazione degli orientamenti nazionali per la stabilizzazione del personale del pubblico impiego e al fine di garantire il regolare funzionamento dell'apparato amministrativo per il quale è in corso un rapido processo di adeguamento e modernizzazione provvederà nell'arco del triennio 2007-2009 ad inquadrare a tempo indeterminato nel ruolo del proprio organico, il personale precario che presenta i seguenti requisiti:
a) Aver prestato lavoro anche non continuativo, con qualsiasi forma contrattuale riferita a personale inquadrato nell'area D del personale dell'Amministrazione Regionale , diretto e indiretto, anche con rapporto di lavoro prestato presso società di lavoro interinale, per un periodo di almeno 36 mesi nell'arco degli ultimi cinque anni alla data di entrata in vigore della presente legge;
b) possesso del titolo di laurea o equipollente richiesto per l'accesso alle categorie di cui al comma a);
5ter) Il personale in possesso dei requisiti di cui alle lettere a) e b) saranno inseriti in una graduatoria permanente formulata sulla base del parametro dell'anzianità di servizio acquisita e dalla quale si attingeranno i nominativi per la stabilizzazione nell'arco temporale del triennio 2007-2009. (3)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS - ATZERI.
Articolo 8
Dopo il comma 5 dell'art. 8 è aggiunto:
5bis. La Regione ,in attuazione degli orientamenti nazionali per la stabilizzazione del personale del pubblico impiego ed al fine ddi garantire il regolare funzionamento dell'apparato amministrativo per il quale è in corso un rapido processo di adeguamento e modernizzazione, provvederà con la presente finanziaria ed in quelle degli anni 2008 e 2009, ad inquadrare a tempo indeterminato nel ruolo del proprio organico, il personale precario che presenta i seguenti requisiti:
a) aver prestato attività anche con continuativa, con qualsiasi forma contrattuale riferita a personale inquadrato nell'area D dei dipendenti regionali, diretta e indiretta, anche con rapporto di lavoro prestato attraverso società interinali, per un periodo dì almeno 36 mesi negli ultimi 5 anni alla data di entrata in vigore della presente legge;
b) possesso del titolo di laurea del vecchio ordinamento o equipollente richiesto per l'accesso alle categorie di cui al comma a);
Il personale in possesso dei requisiti di cui alle lettere a) e b) sarà inserito in una graduatoria permanente dalla quale si attingerà per la stabilizzazione nell'arco temporale del triennio 2007-2009. (883)
EMENDAMENTO aggiuntivo URAS - DAVOLI - PISU - LANZI - LICHERI.
Articolo 8
Dopo il comma 5 dell'articolo 8 è aggiunto il seguente:
8bis. La Regione in attuazione degli orientamenti nazionali per la stabilizzazione del personale del pubblico impiego ed al fine di garantire il regolare funzionamento dell'apparato amministrativo per il quale è in corso un rapido processo di adeguamento e modernizzazione provvederà con la presente finanziaria ed in quelle degli anni 2008 e 2009, ad inquadrare a tempo indeterminato nel ruolo del proprio organico, il personale precario che presenta i seguenti requisiti:
a) Aver prestato lavoro anche non continuativo, con qualsiasi forma contrattuale riferita a personale inquadrato nell'area D del personale dell'Amministrazione Regionale, diretto e indiretto, anche con rapporto di lavoro prestato presso società di lavoro interinale, per un periodo di almeno 24 mesi nell'arco degli ultimi cinque anni alla data di entrata in vigore della presente legge;
b) possesso del titolo di laurea del vecchio ordinamento o equipollente richiesto per l'accesso alle categorie di cui al comma a);
Il personale in possesso dei requisiti di cui alle lettere a) e b) saranno inseriti in una graduatoria permanente dalla quale si attingerà per la loro stabilizzazione nell'arco temporale del triennio 2007-2009. (916)
EMENDAMENTO di sintesi degli emendamenti numero 33 e 916 URAS - PITTALIS - MARRACINI - LAI - LANZI - PISU - DAVOLI - FADDA Paolo - LICHERI - ORRÙ - SANNA Francesco - SECCI - MASIA.
Articolo 8
Nell'articolo 8, dopo il comma 3 è inserito il seguente comma:
"Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di personale, in accordo con le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva del comparto dei dipendenti regionali, è approvato un piano pluriennale di stabilizzazione dei lavoratori precari impiegati con contratti di lavoro a termine, o con forme contrattuali flessibili o atipiche dall'Amministrazione regionale, dagli enti o dalle agenzie regionali, Il piano è predisposto previa puntuale ricognizione, avuto riguardo al personale non dirigente che abbia svolto attività per almeno ventiquattro mesi, anche non continuativi, nell'ultimo quinquennio. Nel predetto personale non è compreso quello impiegato con funzioni di comunicazione esterna o di addetto stampa, o ai sensi della normativa in materia di uffici di gabinetto o strutture ausiliare del Presidente della Regione o dei componenti della Giunta. Nel piano, che ha durata massima di quattro anni, sono definiti tempi e modalità di esecuzione dello stesso, nel rispetto delle dotazioni finanziarie allo scopo stanziate. Il personale il cui rapporto di lavoro sia stato instaurato sulla base di procedure selettive di natura concorsuale è stabilizzato a domanda; il restante personale è sottoposto a prove selettive concorsuali. Per l'applicazione del presente articolo è istituito nell'UPB S01.02.001 un apposito fondo con una dotazione di euro 1.500.000 per l'anno 2007 e di euro 3.000.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. L'Assessore della programmazione è autorizzato alle conseguenti variazioni di bilancio."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S01.02.001
Anno 2007 1.500.000
Anno 2008 3.000.000
Anno 2009 3.000.000
Anno 2010 3.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.003
Anno 2007 1.500.000
Anno 2008 3.000.000
Anno 2009 3.000.000
Anno 2010 3.000.000 (955)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - CONTU - SANJUST - PILERI - RASSU - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Dopo il comma 5, è aggiunto il seguente comma 5bis:
5bis. L'amministrazione regionale e gli enti, agenzie ed aziende del comparto regionale, sono autorizzati a promuovere la ricostruzione dei contributi validi ai fini pensionistici, presso l'Inpdap o l'Inps, per i dipendenti di ruolo impiegati, nel periodo 1.1.1997 - 31.12.2002, in progetti attivati ai sensi del decreto legislativo n.468/97, per i medesimi periodi di lavoro.". (593)
EMENDAMENTO aggiuntivo FADDA - LANZI - URAS - PISU - DAVOLI - LICHERI.
Articolo 8
Dopo il comma 5, è aggiunto il seguente comma 5bis:
5bis. L'amministrazione regionale e gli enti, agenzie ed aziende del comparto regionale, sono autorizzati a promuovere la ricostruzione dei contributi validi ai fini pensionistici, presso l'Inpdap o l'Inps, per i dipendenti di ruolo impiegati, nel periodo 1.1.1997 - 31.12.2002, in progetti attivati ai sensi del decreto legislativo n.468/97, per i medesimi periodi di lavoro.". (913)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 8
Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma:
5bis. Gli ufficiali del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna con incarico di direzione dei servizi in possesso delle qualifiche di Polizia Giudiziaria da almeno cinque anni, che abbiano conseguito gli obiettivi assegnati nel 2006, sono inserti nel ruolo dirigenziale alla data di pubblicazione della presente legge." (116).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, l'articolo 8, che è intitolato "Norme varie sul personale" tende ad affrontare alcune situazioni presenti nell'amministrazione regionale che non possono essere tollerate, soprattutto in un ente pubblico qual è la Regione. A questo articolo ho presentato un emendamento, con il supporto tecnico del Presidente del Gruppo misto; si tratta dell'emendamento numero 883, che si pone l'obiettivo di porre rimedio ad un'applicazione veramente scorretta della legge sulla flessibilità e al ricorso ai contratti di collaborazione. Ne avevo fatto cenno nel corso della discussione sull'articolo 6. Ribadisco, quindi, la necessità che si evitino situazioni di precariato acquisite, spesso, talvolta e purtroppo, anche con la complicità degli stessi lavoratori, proprio attraverso il ricorso a contratti atipici.
I contratti atipici non possono essere utilizzati in modo scorretto creando della autentiche situazioni di sfruttamento. Devono essere applicati da chi li mette in essere nel rispetto della legge, e da chi li utilizza, anche se indirettamente, in modo da non creare presupposti per giuste rivendicazioni di regolarizzazione di rapporti diretti di dipendenza. Ripropongo quindi con forza la necessità che la Giunta dia vita ad un'indagine su tutti i contratti atipici in essere nell'amministrazione regionale, negli enti e nelle agenzie collegati, proprio con particolare riferimento alle modalità e alla durata di applicazione.
Colgo l'occasione per porre all'attenzione della Giunta e dell'Aula, ovviamente, il comportamento delle agenzie interinali e delle società che in attuazione di bandi pubblici, o per chiamata diretta, mettono a disposizione dell'amministrazione pubblica figure professionali creando situazioni che definisco, in modo eufemistico, antipatiche per discrezionalità e che nascondono veramente degli aspetti clientelari preoccupanti. Mentre infatti è opportuno, come ha affermato l'assessore Dadea, che si svolgano i concorsi per coprire le esigenze di organico, quando dovesse essere indispensabile ricorrere ad organizzazioni e ad agenzie esterne, per reclutare figure professionali o per svolgere attività nell'amministrazione pubblica, ebbene devono essere effettuati severi controlli sulle modalità di assunzione e sull'attuazione dei contratti di lavoro.
E' palese ciò che accade con i lavoratori cosiddetti esternalizzati; ma abbiamo anche testimonianze che riguardano direttamente l'amministrazione regionale e si riferiscono alle situazioni che, appunto, con l'emendamento 883 si intende avviare a soluzione. Dalle testimonianze emerge, infatti, da una parte la continuità delle mansioni svolte, degli orari di lavoro, delle responsabilità nei rapporti con i funzionari e i dirigenti regionali dei Servizi, delle professionalità ormai acquisite, e dall'altra l'evoluzione delle diverse tipologie contrattuali: dal lavoratore a tempo determinato al collaboratore a progetto, al lavoratore autonomo con partita IVA. Quindi c'è una involuzione che crea veramente un disagio notevole, non soltanto ai lavoratori ma anche all'intera Amministrazione.
Tutto ciò - e mi sembra ovvio sottolinearlo - stride con le normative vigenti a tutela del lavoratore e in primis con la normativa contrattuale prevista per le assunzioni, ma vi è anche l'uso distorto della riforma Biagi che tanti hanno denunciato a più riprese in diverse circostanze. Mi sembra opportuno evidenziare che, a livello nazionale, anche con la finanziaria recentemente approvata, si sta cercando di arginare queste situazioni di evidente precariato nella pubblica Amministrazione.
Per essere più esplicita, preciso che nell'Amministrazione regionale, nelle agenzie e negli enti vi sono contratti di collaborazione coordinata e continuativa, contratti di collaborazione a progetto (CO.CO.CO. e CO.CO.PRO.), contratti di libero professionista con partita IVA e contratti con agenzie interinali. I lavoratori interessati, alcuni anche laureati, svolgono mansioni e orari di lavoro e funzioni di responsabilità esattamente identiche a quelle dei dipendenti regionali a tempo indeterminato, per contro la loro retribuzione è irrisoria, le tutele sindacali e previdenziali pressoché inesistenti.
Le agenzie interinali o le società vincitrici di bandi pubblici alla fine sono quelle che traggono i maggiori vantaggi a scapito dei lavoratori, e facilitate in questo proprio perché latitano i controlli. Del resto ciò è molto chiaro ai lavoratori delle imprese appaltatrici, a tutti i livelli, e in particolare ne fanno le spese le donne delle imprese di pulizia. Conosco la sensibilità e l'impegno dell'assessore Dadea e della Giunta in merito a queste situazioni che, però, senza un effettivo e necessario controllo purtroppo sono destinate a perpetuarsi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, colleghi del Consiglio, colleghi del centrosinistra , se è possibile avere un attimo di attenzione da parte vostra, credo che con l'articolo 8 stia succedendo qualche cosa che non è utile al buon e corretto rapporto tra una maggioranza e una minoranza consiliari. Voi avete in gestazione una legge finanziaria da diversi mesi e, in data 10 maggio 2007, oggi, ci presentate l'emendamento numero 955, che a occhio e croce sembra firmato sostanzialmente dall'intera maggioranza, il quale dà un tono totalmente diverso rispetto a quello originario allo stesso articolo 8.
Con l'emendamento numero 955, voi introducete un piano di stabilizzazione del precariato che è assolutamente positivo nelle intenzioni dei proponenti, ma che è letto in questo momento, per la prima volta, da ciascun consigliere della minoranza. Ne consegue che la valutazione su questo piano è ovviamente assai difficile da farsi attraverso un emendamento introdotto estemporaneamente in Aula un attimo prima, o qualche minuto prima, o un'ora prima della discussione dell'articolo.
E'evidente che è utile, durante la discussione degli articoli, introdurre emendamenti che possano in qualche modo modificare, magari anche sull'onda di ciò che si è discusso a lungo, una parte del testo, singole frasi del testo, ma questo è il piano di stabilizzazione del precariato, che è possibile anche che sia perfetto (nel senso che gli estensori è possibile lo abbiano studiato in maniera talmente raffinata e precisa da essere il miglior piano possibile per la stabilizzazione del precariato) ma è normale che noi abbiamo la possibilità di esaminarlo, di richiedere e avere spiegazioni non con l'estemporaneità della dichiarazione di voto in Aula, ma dai proponenti e sentendo anche la valutazione della Giunta.
Cioè, è normale che su un argomento dell'importanza quale quella dell'emendamento numero 955, ci sia un rapporto corretto tra maggioranza e minoranza che consenta alla minoranza di conoscere quanto meno gli elementi fondamentali sui quali si regge l'impianto dell'emendamento in questione.
Credetemi, non è una osservazione di carattere formale quella che sto facendo, è una osservazione di carattere sostanziale; nel senso che un rapporto tra le componenti dell'Aula si svolge nel rispetto delle differenze, delle divergenze e dei contrasti, però si svolge in maniera dialettica, in maniera corretta, in maniera che ciascuno possa avere consapevolezza di ciò che si sta proponendo, di ciò che si sta votando, in maniera tale che ciascuno di noi possa avere contezza di ciò che diventa legge della Regione e, in qualche maniera, interloquire su ciò che diventa legge della Regione.
Quindi, ovviamente, nulla osta, dal punto di vista formale, probabilmente a che questo articolo e questo emendamento vengano discussi e votati, ma sarebbe utile perlomeno ipotizzare la sospensione dell'emendamento 955 per dare modo alla minoranza di capirlo, di comprenderlo, di dare eventualmente qualche suggerimento migliorativo se, per caso, ci venisse in mente.
Voi dite, nell'emendamento 955 (ormai concentro su questo, come non avrei voluto, la riflessione dell'intervento in discussione generale)che sarebbe opportuno che le questioni si risolvessero in concorso con i sindacati, e quindi che il piano nasca entro i novanta giorni con il concorso dei sindacati; ma noi vi avremmo chiesto che il concorso dei sindacati fosse preliminare all'estensione dell'emendamento numero 955, perchè questo emendamento postula una serie di disposizioni normative che rimarranno come scheletro del piano di stabilizzazione; ciò significa che qualora dal mondo sindacale provenissero indicazioni eventualmente difformi , non si potrà fare un piano che si discosti da ciò che avete scritto.
Io comincerei pertanto a chiedere alcune cose perché, ad una prima lettura superficiale, alcune domande sorgono spontanee. Chiederei, per esempio, se l'Istituto Zooprofilattico, una struttura con il cui precariato ci siamo più volte confrontati, sia compreso all'interno degli enti e delle agenzie regionali , perchè a mio avviso non è compreso in questa predizione che voi avete postulato, e noi vorremmo garanzie in tal senso.. Perché sono venute delegazioni che hanno incontrato i Capigruppo di maggioranza e di minoranza, che hanno parlato con l'Assessore del personale, che hanno portato all'attenzione del Consiglio regionale i problemi dei precari dell'Istituto Zooprofilattico.
Negli articoli successivi parleremo dell'Osservatorio economico; sappiamo, perché ci siamo informati dopo il dibattito in Commissione, che l'Osservatorio economico, che passa in carico alla Regione, è strutturato su professionalità di tipo precario o comunque a tempo determinato che riguardano, come voi avete scritto, le professionalità non dirigenziali. Sappiamo anche che la struttura fondante che lavora da anni all'interno dell'Osservatorio economico è basata su contratti atipici o su consulenze, ma si sono formate professionalità significative, importanti, di elevato livello che sono quelle sulla base delle quali l'Osservatorio economico funziona.
Se queste professionalità non dovessero passare in carico all'Osservatorio economico, diventato nel frattempo agenzia presidenziale in house, è possibile che ci siano delle difficoltà di funzionamento dell'Osservatorio economico, oltre che persone sulla strada. Quindi anche di questo problema vorremmo capire la ricaduta all'interno dell'emendamento numero 955.
Ma per essere meno aulici, e tornare ad argomenti più banali, vorremmo capire come si ricollocano, all'interno dell'emendamento numero 955, le Aziende sanitarie locali e le Aziende miste. Abbiamo letto ieri sulla stampa che il rettore dell'Università di Cagliari ha annunciato la stabilizzazione di 54 operatori sociosanitari, quelli che tutti abbiamo conosciuto perché hanno a lungo occupato i portici sotto il Consiglio regionale per segnalarci la loro situazione. Ora vorremmo capire qual è il percorso normativo utilizzato dal rettore dell'Università di Cagliari, che non dovrebbe avere più nessuna competenza, visto che è nata l'Azienda mista che ha un suo direttore generale, per annunciare questa stabilizzazione e per individuarne 54 su 100 e tot che diventeranno operatori sociosanitari nell'Azienda mista di Cagliari, mentre gli altri resteranno fuori. Vorremmo capire qual è il motivo per cui entreranno questi a preferenza degli operatori sociosanitari già professionalizzati dalla Regione sostanzialmente con un concorso pubblico, perché c'è stata una graduatoria d'accesso ai corsi di formazione professionale, espletati negli anni scorsi dalla Regione, per 900operatori sociosanitari, una larga parte dei quali non ha in questo momento un'attività di lavoro.
Quindi, colleghi, l'emendamento numero 955 è un emendamento da sospendere, per lo meno finché ci venga data garanzia che i problemi che noi vi stiamo ponendo in Aula in questo momento, voi li avete affrontati, avete dato loro risposta e soluzione. Non vogliamo avere il patema d'animo, nel votarlo, di pensare che dopo averlo votato avremo precari, che voi non avete tenuto in considerazione in questo emendamento, che occuperanno nuovamente i portici per segnalarci la drammaticità della loro situazione. Non è questo il modo migliore per stabilire rapporti corretti tra maggioranza e minoranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). L'articolo 8 è uno degli articoli importanti, non l'unico, di questa legge finanziaria. Alcune osservazioni del collega Vargiu sono condivisibili; e, come in altre circostanze abbiamo tentato di fare, come in altre situazioni si è poi proceduto, io credo che anche in questo caso sia importante la stesura di una disposizione normativa che attiene alle condizioni di lavoratori precari. Stiamo parlando di lavoratori precari, che hanno svolto attività di servizio per anni, anche se non in modo continuativo, all'interno della pubblica amministrazione, e l'hanno svolta non in funzione sostitutiva ma in ragione di esigenze permanenti dell'amministrazione.
E questi lavoratori non hanno potuto essere inquadrati attraverso una corretta procedura concorsuale, perché questa amministrazione pubblica, l'amministrazione regionale, gli enti, le agenzie hanno dovuto vivere in un'incertezza normativa ormai datata, pesantissima, di anni, nella quale si sono susseguite disposizioni che impedivano alle pubbliche amministrazioni di attrezzarsi in modo adeguato allo svolgimento dei compiti, perché c'erano vincoli di natura finanziaria, limiti di spesa, limiti nel poter aggiornare le proprie dotazioni organiche, anche in ragione delle qualifiche, dei profili professionali.
In questo senso io penso che l'onorevole Vargiu facesse osservazioni utili alla discussione e utili anche alla decisione; confrontiamoci insieme sul merito fatto salvo che sull'obiettivo, come in altre circostanze abbiamo verificato, siamo d'accordo. Noi pensiamo che la pubblica amministrazione, fatta salva una quota di flessibilità per esigenze straordinarie, che pure dobbiamo prevedere, possa avere al proprio interno professionalità, che operano in modo stabilmente precario, pare che sia una contraddizione, ma in effetti è così.
Io ritengo che in questo articolo si debba affrontare il tema del personale precario, del personale a contratto flessibile o atipico, del personale a contratto di lavoro a termine, personale che ha operato nell'ambito dell'amministrazione centrale della Regione, degli enti e delle agenzie regionali. Ritengo che per altre amministrazioni, come abbiamo fatto nel Piano sanitario regionale, per quanto attiene l'amministrazione sanitaria, le amministrazioni sanitarie tutte, questa materia debba essere meglio precisata in altri articoli, anche di questa finanziaria, con gli stessi principi, con gli stessi riferimenti e criteri generali.
Ritengo anche che il problema del precariato non debba essere trattato solo ed esclusivamente nell'ambito pubblico, ma che debba essere attrezzato un dispositivo in altri articoli di questa finanziaria, sull'emersione dalla condizione di precarietà di lavoratori che operano nel settore privato; chiaramente nelle forme consentite, più o meno come quelle che si sono applicate nel caso dell'emersione dal lavoro nero. Questo perché? Questo perché bisogna mettere ordine, questo perché bisogna dare una risposta politica al buon funzionamento dell'apparato produttivo e delle pubbliche amministrazioni, questo perché bisogna dare una risposta al bisogno sociale di poter costruire sulla base di certezze la propria esistenza, di poter contare su un reddito stabile nel tempo, perché questa è una società che ha bisogno di salute, e questa salute non è certamente possibile se la condizione di vita è una condizione di vita precaria.
Rifondazione Comunista, pur essendo da anni impegnata sui temi del lavoro, del precariato, del contrasto alla precarizzazione della condizione di vita dei lavoratori e delle lavoratrici, in queste settimane ha accentuato il suo impegno, e a seguito di questo gli è successo di tutto, gli è successo di tutto! Io non vorrei, allora, che questa manovra finanziaria fosse caratterizzata da due elementi; un primo elemento sarebbe quello di una non soluzione del problema dei precari, della condizione di precarizzazione della vita dei lavoratori, della condizione di non lavoro, della condizione di povertà; un secondo elemento sarebbe quello di vedere il partito, che più di ogni formazione politica ha fatto di questo terreno il terreno privilegiato dell'iniziativa, dimezzato, messo in un angolo, accantonato, oggetto di processi di aggressione e di riduzione della propria capacità di penetrazione su questi argomenti, di intervento su queste vicende.
Io non vorrei che ci fosse una sintesi di questo tipo, sul contenuto e sul contenitore, perché se questo fosse l'obiettivo noi non subiremmo passivamente, noi accentueremmo l'iniziativa sociale e politica, noi promuoveremmo sempre di più i processi di aggregazione attorno a queste questioni, perché questa società sarda non avrà sviluppo se non risolverà questo tipo di problemi: la disoccupazione, la condizione di povertà, la condizione di precarizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Non ci sarà futuro, non ci sarà futuro!
Noi potremo avere milioni di siti informatici, potremo avere le più grandi tecnologie che passano attraverso la computerizzazione di ogni respiro delle persone di questa Regione, noi forse potremo avere anche i robot più evoluti sul piano tecnologico, ma non avremo una società giusta, capace di organizzare sviluppo, capace di essere riferimento di buona condizione di vita.
Ecco perché, anche accogliendo l'ipotesi che veniva avanzata, io sono perché la discussione coinvolga tutti, tutte le forze politiche in Consiglio e che ci sia un primo segnale con questo articolo sul tema del precariato e della precarizzazione della vita dei lavoratori e delle lavoratrici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Per quanto l'amico e collega Vargiu abbia avuto parole pesanti sull'emendamento numero 955 e su come è stato portato all'attenzione dell'Aula, io mi permetto di dire che con questo emendamento l'articolo 8 diventerà una pietra miliare di questa finanziaria. Questo articolo 8, grazie a questo emendamento, sarà uno schiaffo morale dato a chi voleva vedere in questa finanziaria solo una manovra di costrizione e di penitenza; sarà quel Gran Premio della montagna che ci vedrà vittoriosi al traguardo e ci permetterà di arrivare anche alla fine della corsa.
Su questo emendamento, per quanto possa avere avuto un travaglio difficile, e una gestazione completa, ci siamo impegnati tutti, collega Vargiu, anche lei in Commissione ha avuto parole di elogio su questo emendamento che era finalizzato a rendere giustizia ad una situazione di instabilità di tutto un mondo che abbiamo definito di precariato, ma che è formato da ingegneri, medici, biologi, ragionieri, gente che ha fatto del suo impegno lavorativo anche un'esperienza e una professione e rispetto alla quale non poteva venir meno la nostra attenzione. Quindi, anche se con un difficile travaglio, nonostante le minacce di aborto sulle quali siamo intervenuti anche con manovre complesse, è stato partorito, e questo, ripeto e ribadisco, è una grande vittoria per questa finanziaria.
Di questo, colleghi della maggioranza, ma anche dell'opposizione, credo vada dato atto a tutta la Commissione, perché soprattutto con questo emendamento (emendamento diventato - l'abbiamo sentito anche dal collega Uras oltre che dal collega Vargiu - il momento pregnante, caratterizzante di questo articolo) l'articolo 8, che sembrava dover passare come un gregario di una finanziaria fatta, invece, di altri momenti di spicco, è diventato una pietra miliare.
Io penso che di questo noi dovremmo essere orgogliosi e perciò dobbiamo insistere sulla linea delle politiche del lavoro, dell'occupazione, politiche finalizzate all'impresa, alle attività artigianali, al commercio, cioè, tutto ciò che noi possiamo mettere in questa finanziaria, che dia ai sardi una speranza di vita che guardi verso un orizzonte più chiaro e più sereno. Noi Popolari-Udeur siamo stati, lo devo dire molto modestamente, tra i più accaniti sostenitori di questo emendamento che adesso è diventato, e ne siamo orgogliosi, un emendamento di tutti; però, noi riteniamo che questo orgoglio, che ci deriva dal fatto che sia stato condiviso da tutta la maggioranza, debba avere anche una nicchia rispetto a un partito piccolo che si sta impegnando su diversi aspetti di questa finanziaria, utilizzando anche toni accesi, ma mirati a migliorarla, a renderla più giusta, più equa, meno giacobina.
Una finanziaria, comunque, che dia risposte alle linee politiche che i Popolari-Udeur hanno tracciato in questa legislatura, che stanno tracciando con forza anche nella loro attività di periferia, nei territori della Regione Sardegna. Per questi motivi noi sosterremo con forza questo articolo e l'emendamento, e continueremo ad impegnarci nel proseguo dell'articolato per renderlo migliore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo ovviamente cambiando un po' i termini del mio contributo alla discussione in funzione di questa novità piuttosto rilevante, anche se annunciata, rappresentata da un emendamento firmato da gran parte dei consiglieri della maggioranza; un emendamento che, a mio giudizio, come ha già sottolineato anche il mio collega Pierpaolo Vargiu, reca alcune novità importantissime che meriterebbero un'attenzione approfondita anche nell'interpretazione lessicale di alcuni termini che sono stati usati.
La prima osservazione che vorrei fare attiene al perché non si sia preso come riferimento il modello di stabilizzazione utilizzato dal Governo Prodi nella sua finanziaria, monitorando ad una certa data che fosse comprensiva dei rapporti di lavoro in atto. Quindi la valutazione si sarebbe dovuta fare non già al 30 marzo 2007, come pare sia stato scritto (tra l'altro la data non è leggibile per chi ha avuto la fotocopia), ma al 31 di dicembre del 2007; questo perché? E' ciò che era stato anche riferito. Sant'Agostino prima di entrare a Damasco si dice che avesse chiesto al Signore il dono della castità in questi termini: "Signore dammi il dono della castità, ma non darmelo subito", quindi aveva chiesto un periodo di franchigia. Se questo periodo di franchigia è stato utile a Sant'Agostino figuriamoci se non è utile anche a noi. Io mi appello ai quattro Assessori presenti in Aula, perché si facciano interpreti di questa esigenza.
Un'altra osservazione che mi viene spontanea e immediata riguarda la copertura finanziaria che mi sembra non congrua, perché con 1 milione e 500 mila euro per il primo anno, e 3 milioni di euro per ciascuna delle tre annualità successive, "a occhiometro" (capisco bene che non si dovrebbero fare conteggi di questo genere), disponiamo di un finanziamento appena sufficiente a stabilizzare circa 120 persone, non di più, in quattro anni, perché un'unità lavorativa stabilizzata, orientativamente, costa 50 mila euro. Non so, infatti, se ci sia l'intenzione di utilizzare altre risorse oltre quelle che destiniamo in questo nuovo fondo istituito con una UPB 01, quindi evidentemente allocato presso la Presidenza.
La terza osservazione è relativa a questa duplice via alla stabilizzazione, cosa molto logica e apprezzabile, che però non mi consente di capire dove finisce il diritto di chi sta all'interno del primo percorso di stabilizzazione e il diritto di chi invece sta all'interno del secondo percorso. Perché voi dite che chi ha avuto un rapporto di lavoro a tempo determinato, diretto, con l'amministrazione regionale, a domanda potrà essere stabilizzato, a domanda, è ovvio ed è comprensibile. Chi invece ha avuto un rapporto indiretto e quindi attraverso naturalmente anche un rapporto di lavoro interinale, leggo tra le virgole, è evidente che potrebbe essere pure stabilizzato ma attraverso una procedura concorsuale.
Ciò significa che per forza devo disporre di due graduatorie distinte, come faccio altrimenti a pescare dall'una e dall'altra contestualmente? Non sarebbe possibile. Quindi, come misuriamo la dotazione finanziaria riservata alla stabilizzazione diretta, chiamiamola così, e la dotazione finanziaria riferita alla stabilizzazione del precariato indiretto ? E' evidente che vi sono, dei margini di incertezza che, per forza, vanno chiariti, altrimenti stiamo creando un'ingiustizia ulteriore che di sicuro poi si ritorcerà contro di noi nel momento in cui verrà data attuazione al disposto legislativo.
Il principio della stabilizzazione noi lo dobbiamo intendere in maniera universale, lo diceva anche il collega Uras e io condivido pienamente, nel senso che non possiamo scrivere questo pensando a ciò che noi vogliamo stabilizzare, ma dobbiamo scrivere questo pensando anche a ciò che in questo momento probabilmente non è molto percepibile da tutti i consiglieri regionali qui presenti. Ci sono infatti forme di precariato che evidentemente mal si adattano a questo caso. Diceva ad esempio Sergio Marracini poco fa che sono ricompresi anche i medici , ma i medici sono dirigenti e in quanto tali non sono ricompresi; è bene quindi chiarire questo punto. E' evidente che la cosa più saggia è intenderci sul fatto che , probabilmente, unanimemente, vogliamo tutti la stessa cosa.
Io proporrei, se abbiamo buona volontà, una breve, brevissima sospensione che ci consenta di chiarire alcuni punti di questo emendamento che nessuno, ovviamente, ha avuto la possibilità concreta di valutare e, in maniera molto spassionata, ognuno dia il proprio contributo perché si raggiunga finalmente, almeno su questo punto, un'unanimità totale dell'Aula.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, le chiederei, se è possibile, una breve sospensione, prima di esprimere il parere, in considerazione anche della richiesta di un'interlocuzione avanzata dall'opposizione, in ordine all'emendamento di sintesi proposto, per verificare la possibilità di pervenire ad una soluzione condivisa.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni sospendo la seduta per quindici minuti e convoco una Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 53, viene ripresa alle ore 21 e 57.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Comunico che non è stato possibile pervenire alla formulazione di un emendamento di sintesi al quale si sta ancora lavorando. Pertanto il Consiglio è riconvocato domani, venerdì 11 maggio, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 21 e 57.
Allegati seduta
CCCXXVI Seduta
(POMERIDIANA)
Giovedì 10 maggio 2007
Presidenza del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 32.
CHERCHI OSCAR, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 3 maggio 2007 (319), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Silvio Lai e Paolo Antonio Licheri hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 10 maggio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
CHERCHI OSCAR, Segretario f.f.:
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sui licenziamenti decisi dal Consorzio per l'area di sviluppo industriale della Sardegna centrale". (853)
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
CHERCHI OSCAR, Segretario f.f.:
"Mozione Atzeri sulle regole etiche nella gestione della cosa pubblica e sul conflitto d'interessi". (122)
PRESIDENTE L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge n. 274/S/A. Siamo in fase di votazione degli emendamenti all'articolo 6..
A seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 30, comunico al Consiglio che sono decaduti gli emendamenti numero 555, 556, 559, il comma 3 dell'articolo 6, il riferimento alla lettera b) del comma 4, e inoltre gli emendamenti numero 31, 836, 837, 32, 558, 560, 179, 180, 557, 181.
E' in votazione l'emendamento numero 561.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 561.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Gallus ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CASSANO - CHERCHI Oscar - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALIGARIS - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI Renato - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 50
Astenuti 2
Maggioranza 26
Favorevoli 20
Contrari 30
(Il Consiglio non approva).
E' in votazione l'emendamento numero 911.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. E' stato ritirato.
PRESIDENTE. Il ritiro deve essere comunicato dal proponente, cioè dall'onorevole Uras.
URAS (R.C.). Sì, è stato ritirato.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 567.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa.Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 567.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: DIANA - LICANDRO - LIORI - MURGIONI - PITTALIS.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI Renato - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - LA SPISA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 38
Votanti 36
Astenuti 2
Maggioranza 19
Favorevoli 5
Contrari 31
Poichè il Consiglio non è in numero legale sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 41, viene ripresa alle ore 17 e 13.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori Chiedo se viene reiterata la richiesta di votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 567.
LA SPISA (F.I.). Reitero la richiesta di votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 567
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Capelli, Cassano, Cuccu Franco Ignazio, Ladu e Farigu hanno votato a favore, il consigliere Scarpa si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 59
Astenuti 2
Maggioranza 30
Favorevoli 16
Contrari 43
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(E' approvato)
L'emendamento numero 573 decade. No, chiedo scusa. Metto in votazione l'emendamento numero 573. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 576 .
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, chiedo una breve sospensione.
PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 20, viene ripresa alle ore 17 e 29.)
PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che in seguito alla votazione e approvazione dell'emendamento numero 78, sono decaduti gli emendamenti numero 573, votato erroneamente, 574, 575, 577 e 108. E' in votazione l'emendamento numero 576.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 576.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Serra e Salis hanno votato contro, il consigliere La Spisa si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - DEDONI - MILIA - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: CAPELLI - LA SPISA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 48
Astenuti 3
Maggioranza 25
Favorevoli 4
Contrari 44
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 537.
Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 537.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 29
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LANZI - LIORI - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.)
Metto ora in votazione gli emendamenti numero 79 e 538, identici, sui quali ricordo che la Commissione e la Giunta hanno espresso parere favorevole. Chi li approva alzi la mano.
L'emendamento numero 539 decade.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 951, aggiuntivo all'emendamento numero 400.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, non abbiamo a disposizione una copia di questo emendamento.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta dieci minuti al fine di consentire la distribuzione dell'emendamento numero 951.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 38, viene ripresa alle ore 17 e 50.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, propongo al comma 2 dell'articolo 6, dopo le parole "l'Amministrazione regionale" di aggiungere le parole "e gli enti regionali".
PRESIDENTE. Colleghi, in primo luogo devo precisare che l'emendamento numero 400 decade in quanto il suo contenuto è esattamente uguale al testo in vigore, pertanto l'emendamento numero 951, che è un emendamento all'emendamento numero 400, non può essere votato . Va invece votata la modifica, sotto forma di emendamento orale, proposta al testo dal relatore .
L'emendamento numero 541 è decaduto. Metto in votazione l'emendamento numero 562, sul quale il relatore aveva invitato i proponenti al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Avevamo detto in Commissione che avremmo ritirato l'emendamento e adesso confermiamo la decisione.
PRESIDENTE.
(Non sono approvati)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 563.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 563.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI Renato - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto il consigliere: SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 62
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 21
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 565.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 872 sul quale il relatore si è rimesso all'Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Vorrei un chiarimento su questo emendamento che, relativamente al suo contenuto, richiama altri emendamenti. Però, l'Aula - a mio parere - dovrebbe essere messa a conoscenza più precisamente del contenuto e dell'intenzione che esso persegue. Anche noi abbiamo presentato degli emendamenti dello stesso tenore, per cui vorrei precisare che il senso corretto della nostra proposta sull'utilizzo delle graduatorie nelle selezioni interne è che nell'Amministrazione regionale, così come negli enti e nelle Agenzie, sia possibile utilizzare questo criterio, non (a mio parere è questa l'intenzione di chi l'ha scritto) che si possano utilizzare, senza distinzioni, graduatorie di concorsi interni svolti nell'Amministrazione regionale, negli enti o nelle Agenzie; è evidente infatti che, qualora si leggesse la norma in questo senso, si avrebbe un effetto distorsivo.
Tra l'altro, vi è un'indicazione di legge, una sentenza, ne abbiamo discusso anche in Commissione, che mette dei limiti; ora, questi limiti riteniamo sia giusto, corretto applicarli amministrazione per amministrazione non consentendo di transitare, ovviamente, calpestando gli interessi dei dipendenti del ruolo unico regionale, o come viene definito più correttamente.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intervengo sull'ordine dei lavori per chiedere una breve sospensione, al fine di poterci consultare con la Giunta dato l'elevato numero di emendamenti presentati anche da parte della maggioranza.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Vorrei chiedere alla Giunta che specifichi la fonte giuridica del limite del 50 per cento, perchè a me tale limite non risulta.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 59, viene ripresa alle ore 18 e 11.)
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i nostri lavori.
Ricordo che è in votazione l'emendamento numero 872.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, chiedo se sia possibile sospendere l'emendamento numero 872 ed eventuali altri emendamenti collegati al comma 5 dell'articolo 6, lettere a), b) e c).
PRESIDENTE. Onorevole Biancu, se dovessimo accogliere la sua richiesta non potremmo procedere con l'esame e la votazione di altri emendamenti in quanto collegati all'esito della votazione dell'emendamento numero 872 e sarebbe impedita la stessa votazione dell'articolo 6 e degli emendamenti aggiuntivi. Di conseguenza propongo di sospendere l'esame dell'articolo 6 e degli emendamenti relativi; l'esame riprenderà dalla votazione dell'emendamento numero 872.
Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati diciassette emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7
Modifiche alla legge regionale n. 31 del 1998 (Disciplina del personale regionale)
1. Il comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale n. 31 del 1998, è soppresso.
2. Dopo l'articolo 6 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente:
"Art. 6 bis (Attribuzioni di incarichi di elevata professionalità)
1. L'Amministrazione, le agenzie e gli enti, per obiettivi e progetti specifici attinenti alle competenze loro attribuite dall'ordinamento, possono conferire ad esperti, la cui competenza risulti adeguatamente documentata, incarichi individuali per prestazioni di elevata professionalità, quando la complessità o la straordinarietà dei problemi da risolvere richiede conoscenze ed esperienze eccedenti le normali competenze del personale dell'Amministrazione conferente e questa abbia preliminarmente accertato l'impossibilità di farvi fronte con le risorse professionali presenti al suo interno.
2. Gli incarichi sono disciplinati con contratti di lavoro autonomo di natura occasionale o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nei quali sono indicati l'oggetto della prestazione, che deve essere di natura temporanea, la durata, il luogo, i contenuti, i criteri per lo svolgimento dell'incarico e il compenso.
3. Gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa sono conferiti previo espletamento di procedure comparative rese pubbliche preventivamente.
4. L'Amministrazione, le agenzie e gli enti rendono noti mediante inserimento nelle loro banche dati, accessibili al pubblico per via telematica e nel BURAS, gli incarichi conferiti ai propri consulenti, indicando l'oggetto, l'importo e la durata dell'incarico, intendendosi soppresse le altre diverse forme di pubblicità previste da norme vigenti.".
3. Nell'anno 2007 e seguenti, le spese per gli incarichi di cui al comma 1 non possono superare il 60 per cento delle risorse destinate a tali finalità nell'anno 2006; la limitazione non si applica relativamente alle risorse provenienti da finanziamenti statali e comunitari.
4. Dopo l'articolo 33 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente:
"Art. 33 bis (Conferimento di funzioni dirigenziali presso altre amministrazioni)
1. I dirigenti dell'Amministrazione, delle agenzie e degli enti regionali del comparto ai quali siano conferite le funzioni di direttore generale o altra funzione dirigenziale presso amministrazione diversa da quella di appartenenza sono collocati in posizione di comando, con oneri a carico dell'ente di assegnazione, fatta salva l'applicazione di speciali disposizioni.
2. I dirigenti dell'Amministrazione, delle agenzie e degli enti possono, a domanda, salvo diniego, essere collocati in aspettativa per lo svolgimento di attività presso soggetti ed organismi pubblici o privati, senza alcun onere di natura retributiva o previdenziale a carico dell'Amministrazione o degli enti. Si applicano le limitazioni e i divieti previsti nell'articolo 23 bis, commi 4, 5 e 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.".
5. Il comma 2 dell'articolo 42 della legge regionale n. 31 del 1998, è sostituito dal seguente:
"2. I dipendenti dell'Amministrazione, delle agenzie e degli enti ai quali con contratto a tempo determinato sia conferito, in organismi o enti pubblici, un incarico di funzione dirigenziale o di funzionario dell'area direttiva possono, salvo divieto dell'amministrazione di appartenenza, essere collocati in aspettativa senza assegni, per il periodo di durata del contratto, senza oneri di natura retributiva e previdenziale a carico dell'amministrazione di provenienza ma senza soluzione di continuità, ai fini giuridici, nel rapporto di lavoro con l'Amministrazione.".
6. Alla fine del comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale n. 31 del 1998 è aggiunto il seguente periodo:
"Per i professionisti che svolgono compiti tecnico-scientifici e di ricerca, la Giunta regionale, nella formulazione degli indirizzi di cui all'articolo 63, si ispira alle definizioni e ai criteri contenuti nella Raccomandazione della Commissione europea dell'11 marzo 2005, riguardante la Carta europea dei ricercatori.".
Emendamento soppressivo totale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
L'art. 7 è soppresso. (113)
Emendamento soppressivo totale Atzeri - Maninchedda.
Articolo 7
L'art. 7 è soppresso. (170)
Emendamento soppressivo totale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
L'art. 7 è soppresso. (582)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 1 dopo le parole "l. L'amministrazione", le parole ",le agenzie e gli enti," sono soppresse. (583)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 1 dopo le parole "Gli incarichi sono disciplinati" le parole "con contratti di lavoro autonomo di natura occasionale o" sono soppresse. (585)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 1 il testo compreso dalle parole " intendendosi soppresse" alle parole "da norme vigenti" è soppresso. (588)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Il comma 4 è soppresso. (590)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Il comma 4 è soppresso. (828)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Il comma 6 è soppresso. (827)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 1 le parole "espletamento di procedure comparative rese pubbliche preventivamente" sono sostituite con le parole " bando pubblico". (587)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Il comma 2 è sostituito con il seguente:
"2. Dopo l'articolo 6 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente: 'Art. 6 bis (Attribuzioni di incarichi di elevata professionalità)
1. L'Amministrazione, le agenzie e gli enti, per obiettivi e progetti specifici attinenti alle competenze loro attribuite dall'ordinamento, possono conferire ad esperti, la cui competenza risulti adeguatamente documentata, incarichi individuali per prestazioni di elevata professionalità, solo ed esclusivamente se nel loro organico non sono presenti le figure professionali richieste.
2. Gli incarichi sono disciplinati con contratti di lavoro a tempo determinato.
3. L'Amministrazione, le agenzie e gli enti rendono noti mediante inserimento nelle loro banche dati, accessibili al pubblico per via telematica, nel BURAS e per mezzo delle altre forme di pubblicità previste dalle normative vigenti, gli incarichi conferiti al personale assunto con contratto a tempo determinato, indicando la tipologia, l'importo, la durata del contratto e le eventuali modificazioni che dovessero sopravvenire nel corso della durata.'.". (114)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Al comma 3, le parole "il 60 per cento" sono così sostituite: "il 40 per cento". (115)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 3 le parole "il 60 per cento" sono sostituite con le parole "il 50 per cento". (589)
Emendamento sostitutivo parziale Cucca - Biancu - Sabatini.
Articolo 7
Nel comma 3 "il 60 per cento" è sostituito con "il 50 per cento". (873)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 1 dopo le parole "abbia preliminarmente accertato"sono aggiunte le seguenti parole ", di concerto con le organizzazioni sindacali". (584)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 2 della novella dopo le parole "coordinata e continuativa," sono aggiunte le seguenti parole "non eccedenti la durata massima di dodici mesi,". (586)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini.
Articolo 7
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
6 bis. Il comma 6 dell'art. 63 della L.R. n. 31/1998, è sostituito dal seguente:
"6. in ogni caso la procedura deve concludersi entro quaranta giorni dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo, decorsi i quali i contratti sono efficaci, fermo restando che, ai fini dell'esame dell'ipotesi di accordo da parte della Giunta regionale, il predetto termine può essere sospeso una sola volta e per non più di quindici giorni, per motivate esigenze istruttorie.
Il Coran provvede a fornire eventuali chiarimenti richiesti entro i primi sette giorni e la deliberazione della Giunta regionale deve essere emessa entro i successivi otto giorni. In ogni caso l'accordo contrattuale diviene efficace decorso il cinquantacinquesimo giorno dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo, che è trasmesso dal Coran alla Direzione generale di Organizzazione e del Personale, entro tre giorni dalla definitiva sottoscrizione. Resta escluso comunque dall'applicazione del presente articolo ogni onere aggiuntivo rispetto allo specifico finanziamento previsto dal precedente articolo 62.". (581) .)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, il primo degli emendamenti da noi presentati è un soppressivo totale dell'articolo 7; articolo sul quale, anche in Commissione, siamo intervenuti modificandone alcune parti. Una parte che noi chiediamo di modificare con l'emendamento numero 115 (chiaramente tratto gli emendamenti che recano la mia firma), è esattamente al comma 3 laddove si dice che "Nell'anno 2007 e seguenti le spese per gli incarichi di cui al comma 1 non possono superare il 60 per cento…". noi sostituiamo il 60 per cento con il 40 per cento; una percentuale che riteniamo sia più che sufficiente perché a nostro avviso all'interno dell'Amministrazione regionale esistono sufficienti professionalità in grado di garantire l'espletamento dei compiti della stessa Amministrazione.
Passando al comma 2, la dizione: "L'amministrazione, le agenzie e gli enti per obiettivi e progetti specifici attinenti…", ci sembra piuttosto generica; noi riteniamo che non si possa concedere alla Giunta un potere così elevato di discernere volta per volta le professionalità occorrenti per particolari materie. Con l'emendamento numero 114 proponiamo di modificare il comma 2; in questo comma non è chiara la disposizione relativa a "Gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa" che, si dice: "sono conferiti previo espletamento di procedure comparative rese pubbliche preventivamente". Non si capisce con quale facoltà l'amministrazione regionale intenda assumere queste persone.
Condivido invece ciò che è previsto sempre al comma 2, comma 4 della novella dove si dice che l'Amministrazione, le agenzie e gli enti rendono noti mediante inserimento nelle loro banche dati, accessibili al pubblico per via telematica e nel BURAS, gli incarichi conferiti ai propri consulenti indicando l'oggetto, l'importo e la durata dell'incarico.
Bene avrebbe fatto l'amministrazione regionale, ma io credo la Giunta, a rispondere alle numerosissime interrogazioni sugli incarichi di consulenza (è vero, vengono pubblicati sul Buras), dei quali abbiamo chiesto di avere l'elenco aggiornato con i relativi importi. Ma avere questi dati non è sufficiente perché io credo che il Consiglio regionale, nella sua attività di controllo, debba verificare anche se questi incarichi hanno raggiunto o meno un risultato. Molti di voi sapranno che soprattutto per la preparazione della legge statutaria, ma anche per altri provvedimenti di legge portati all'attenzione di questo Consiglio regionale, sono stati nominati dei professionisti, dei docenti universitari, dei collaboratori che sono costati a questa amministrazione decine e decine di migliaia di euro. Molti di questi provvedimenti non sono mai arrivati all'attenzione dell'Aula.
Assessore, noi vorremmo capire quanto queste collaborazioni siano utili al buon espletamento del nostro mandato e al mandato della Giunta, quanto piuttosto costituiscano attività di studio e di supporto, magari legittimo, al Presidente della Regione, con scarsa attinenza però con le azioni che si intende perseguire. Noi abbiamo ricevuto un elenco, piuttosto corposo, di docenti universitari che hanno prestato la loro opera per studiare e preparare una serie di riforme che dovevano essere affrontate da questo Consiglio regionale; ma questi studi non sono serviti assolutamente allo scopo.
Capisco che questa sia una materia che non interessi più di tanto il Consiglio regionale, però io credo che la soppressione di questo articolo, o comunque una sua rivisitazione totale, sia fondamentale al fine di dare al Consiglio regionale una qualche garanzia relativamente alla disponibilità delle risorse che nell'articolo in questione vengono impegnate.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, abbiamo già discusso e siamo intervenuti, devo dire in maniera radicale, sopprimendo alcuni commi dell'articolo 6; articolo che non ho avuto difficoltà a definire, in precedenti interventi, come l'esempio del tentativo di porre in essere, da parte di questa Giunta, con tesi discutibili, un sistema di "rottamazione" del personale regionale e degli enti. Il fatto che l'impostazione della Giunta sia discutibile però non vuol dire che non si possa accedere all'ipotesi di rivedere, riorganizzare, razionalizzare la struttura del personale della Regione Sardegna.
E' chiaro che per effettuare questi percorsi è più che mai opportuno che si attivino i tavoli di concertazione adeguati e che non ci sia un'imposizione da parte dell'Amministrazione regionale, quanto meno non ci siano scelte unilaterali. Questo perché sempre di più intravedo nell'azione politica della Giunta regionale (penso di intravederlo anche nell'articolo 7 in discussione, sulle "Modifiche della legge regionale numero 31 del '98), una aziendalizzazione della struttura regionale. E io credo che le strutture aziendali abbiano molti pregi e che alcune di queste possano anche essere riportate come modello nell'organizzazione della struttura regionale.
Per fare qualche esempio, è opportuno che ci sia un aumento della produttività. Però, nel settore privato per favorire un aumento della produttività l'azienda investe in formazione continua delle proprie classi dirigenti e, più in generale, del personale stesso. Tutto questo avviene in un quadro generale dove vengono riepilogate le professionalità esistenti, si individua un organigramma, si studiano i carichi di lavoro, si concordano gli obiettivi da raggiungere, cosa che la "31" già prevede, e sulla base degli obiettivi e di tutti i parametri precedentemente illustrati si forma il quadro delle professionalità, il numero di dipendenti per categoria che possono contribuire tutti insieme al raggiungimento di determinati obiettivi.
Questo è l'aspetto positivo dell'aziendalizzazione, quando invece il concetto di aziendalizzazione lo si vuole portare all'interno della pubblica amministrazione come decisione unilaterale, e questo raramente avviene anche nell'azienda privata, ma comunque avviene, come decisione unilaterale da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendente, bene, allora pur essendo un liberista, pur non eccessivamente spinto, non accetto il concetto di aziendalizzazione della pubblica amministrazione in questi termini, e il concetto di "rottamazione del personale", semplificato, che ho usato precedentemente, va verso questa direzione.
Un altro esempio. Quando il Governo italiano ha deciso di proporre e approvare il decreto di rottamazione delle auto a favore della Fiat, anche in quel caso c'è stata una fase concertativa, su richiesta dell'azienda ma anche del Governo nazionale, con le parti sociali per conoscere gli effetti, i costi e i benefici di un'azione di questo tipo. In questo caso, per fortuna, per la sensibilità dimostrata dall'Aula che ha rigettato la proposta della Giunta, bocciandola per l'ennesima volta, si è cassato questo attacco al sistema di contrattazione sul personale, che le lettere a) e ) del precedente comma 2, dell'articolo 6 hanno cercato di imporre all'Aula e ai dipendenti regionali. Perché dico questo?
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, le chiedo scusa ma sento la necessità di richiamare i consiglieri al rispetto del Regolamento, non disturbando l'oratore e non dando le spalle alla Presidenza.
Prego, onorevole Capelli, prosegua il suo intervento.
CAPELLI (U.D.C.). Allora, questa premessa serviva, non avendo avuto l'occasione di intervenire sul precedente articolo 6, in maniera diffusa, per spiegare e per portare le mie ragioni sulla necessità, a mio avviso, di cassare l'intero Capo II. Però, a questo l'Aula non ha acceduto, perciò dopo aver parzialmente cassato l'articolo 6, nell'esame dell'articolo 7 alcune perplessità nascono.
Stiamo modificando, con dei commi che determineranno degli articoli aggiuntivi, la legge numero 31 del '98, e questo relativamente ad alcune parti è anche condivisibile. E' condivisibile soprattutto il fatto che l'Aula riprenda la legge 31 del '98, la riveda, la aggiorni, la discuta in maniera approfondita; questa è un'esigenza che ormai, sin dalla scorsa legislatura, è sentita da più parti, da parte dello stesso personale regionale e anche delle parti politiche.
Allora, noi stiamo continuando ad esaminare e modificare, a spizzichi e bocconi, alcune parti di leggi vigenti, all'interno della legge finanziaria. Abbiamo visto che questo è successo per le "tasse sul lusso, , in particolare mi riferisco all'articolo 3 e all'articolo 5. Abbiamo ridotto a commi, o a sub-articoli della legge finanziaria degli argomenti di portata significativa; lo stesso stiamo cercando di fare con la modifica della legge numero 31; e, abbandonandoci alla semplificazione, ma devo dire anche alla superficialità, proponiamo delle modifiche importanti, che nascondono problemi ben più importanti. Prendiamo per esempio nel comma 2 il comma 4, già richiamato dal collega Diana che mi ha preceduto, in cui si decide che l'amministrazione regionale e gli enti rendono noti, mediante via telematica e Buras, cosa apprezzabile, cosa giusta, corretta, i provvedimenti relativi agli incarichi conferiti ai propri consulenti. E fin qui sicuramente si può condividere; ma non posso condividere, invece, la conclusione del comma per cui si intendono soppresse le altre diverse forme di pubblicità previste da norme vigenti. Perché? Quando si vuole essere trasparenti si possono utilizzare in via prioritaria le forme che si ritiene più opportune, quale la via telematica o il Buras, ma perché vietare che a queste si possono aggiungere, si possano non si debbano , altre forme di comunicazione? Che senso ha vietarle?
Ecco perché, a mio avviso, l'intero articolo 7 meriterebbe maggiore attenzione, affinché alla rottamazione del personale, che si è tentata nell'articolo precedente e che fortunatamente l'Aula ha respinto, non si aggiunga anche la rottamazione della trasparenza; cioè la volontà di dichiararsi costantemente paladini della trasparenza, però lì dove è possibile, pur nella trasparenza, cercare di spegnere anche quelle poche luci che possono, ancora oggi, illuminare gli atti della pubblica amministrazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sicuramente tra le norme inserite in questa finanziaria in materia di personale l'articolo 7 è il più breve o, comunque, ha una destinazione, come contenuti, molto specifica. Sul contenuto dell'articolo vorrei dire che io continuo ad avere, ne abbiamo parlato a più riprese in Commissione, e l'argomento è importante, perplessità sul testo ma anche, e soprattutto, sulla prassi che si è instaurata, dopo l'approvazione della legge numero 31, riguardo al conferimento di incarichi esterni all'amministrazione, ed anche alle modalità contrattuali attraverso cui le collaborazioni esterne vengono condotte.
Nel corso di questa legislatura, abbiamo assistito a una proliferazione eccessiva di consulenze esterne, motivate dalla mancanza all'interno dell'amministrazione di professionalità adeguate. In certi casi può essere vero e in certi altri casi non lo è assolutamente , perché è accertato ormai (ci sono testimonianze, proteste, spesso un po' contenute più per paura che per mancanza di convinzione di chi le fa) che vi è un'eccessiva facilità di ricorso all'esterno, non utilizzando e non promuovendo le professionalità interne esistenti. Questo è un danno grave, oltre che uno sperpero di risorse.
Oltre a questo aspetto, che deve essere assolutamente corretto, vi è anche il fatto che la formulazione di queste norme, prevedendo che gli incarichi esterni possano essere disciplinati con contratti di lavoro autonomo o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, permette il mantenimento del precariato e delle modalità attraverso cui si forma; e' inutile pertanto dire di voler fare la lotta al precariato. Con norme come quelle che abbiamo sospeso poco fa, poi, si rischia di colmare artificiosamente le disponibilità esistenti nella pianta organica ma, oltre a questo, con le norme che prevedono la stabilizzazione del precariato atipico, così come ha precisato l'Assessore, si fa certamente un'operazione di giustizia sul piano personale per quelle persone che, appunto, sono state assunte, utilizzate dall'amministrazione, hanno avuto un contratto di qualche tipo e poi, dopo anni magari, rischiano di rimanere per strada; ma, se non si ferma la fonte del precariato, noi ci ritroveremo progressivamente a stabilizzare persone che, qualche anno prima, qualcun altro ha fatto entrare grazie a queste norme.
Bisogna avere il coraggio di dire, di affermare con nettezza che nella pubblica amministrazione regionale si entra per concorso, bisogna avere la coerenza e anche la forza di resistere a pressioni che portano chi governa, di volta in volta, a cercare scorciatoie che generano situazioni che devono essere sanate successivamente.
Questa è la perplessità di fondo che noi abbiamo; quindi, mentre diciamo sì a soluzioni volte a risolvere il problema del precariato nella pubblica amministrazione, diciamo anche che bisogna avere la coerenza di dire no alle norme e alla prassi applicativa di queste norme che generano di fatto quel precariato.
Un'ultima considerazione sull'emendamento numero 581 relativo alle modalità, alle procedure e ai tempi soprattutto di conclusione degli accordi sui contratti collettivi. Noi non sappiamo quale sarà il parere del relatore. Però, sottolineiamo ancora l'intenzione, attraverso questo emendamento, di dare dei tempi certi, delle regole più precise in modo tale che la contrattazione con il CORAN possa avere tempi certi e modalità ben precise, per far sì che non si ripetano altri inconvenienti o distorsioni del sistema così come è accaduto nel passato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, non utilizzerò tutto il tempo a disposizione, però vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi sull'importanza di questo articolo. L'Assessore mi perdonerà se riprendo una frase che egli disse in Commissione in occasione della discussione della finanziaria dell'anno scorso, e cioè che bisognava mettere mano alla "31".
Il Presidente del Consiglio dichiarò poi inammissibili le norme sul personale che vennero ripresentate con un collegato. E' trascorso un anno e l'Assessore del personale non si è prodigato per presentare un disegno di legge di modifica della "31" e quindi si ricorre sempre…
Interruzione dell'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio)
CAPPAI (U.D.C.). Sì, ma di fatto non è stato portato in discussione in Commissione alcun provvedimento organico. Si continua ad andare avanti con articoli, o mezzi articoli, a seconda della convenienza del momento, in finanziaria. E in questa finanziaria si parla in tre articoli sempre di personale. Sarebbe stato più opportuno, Assessore, sospendere questi tre articoli, preparare il disegno di legge, portarlo in Commissione, sviluppare la materia, ragionarci e poi, eventualmente, modificare la "31" e inserire tutto ciò che avete voluto inserire in questi tre articoli: il 6, il 7, e l'8.
In questo caso, però, io mi soffermo sull'articolo 7, comma 2, e vorrei leggere il titolo di questo articolo 6 bis che seguirà l'articolo 6 della "31": "Attribuzioni di incarichi di elevata professionalità". Mi domando che cosa si intende per elevata professionalità. Chi giudica l'elevata professionalità e in base a quali criteri. Cioè stiamo dicendo che noi nell'amministrazione regionale non abbiamo personale all'altezza di svolgere i compiti istituzionali della Regione. Stiamo dicendo questo! E stiamo sanando tutte le operazioni strane, sottolineo strane, che hanno fatto Soru, i suoi Assessori e i direttori generali di alcuni enti.
Ieri ho presentato un'interpellanza sugli incarichi che ha dato ultimamente il direttore generale di un ente di cui anche lei, come me, è dipendente: l'Azienda ospedaliera Brotzu. Questo direttore generale ha affidato due incarichi senza gara d'appalto a una società di Montevarchi, in provincia di Arezzo, per simpatia. Sono in attesa di conoscere i nomi dei componenti il consiglio di amministrazione di questa società. Sicuramente nella parte dispositiva dell'atto si dirà che sono esperti nella predisposizione dell'atto aziendale. Lei che come me ha vissuto in quell'azienda è buon testimone nell'affermare che non si è mai spesa una lira per predisporre l'atto aziendale, così come non si è mai spesa una lira per il controllo di gestione. Invece, quel direttore generale, scelto da voi perché altamente, elevatamente professionalizzato è ricorso all'esterno per dare due incarichi che tranquillamente potevano essere svolti dal personale dipendente. Non vorrei che con l'approvazione dell'articolo 7 di questa legge finanziaria, che al comma 2 introduce dopo l'articolo 6 della "31"l'articolo 6 bis si volessero mascherare operazioni del genere. In effetti si dice: "la cui competenza risulti adeguatamente documentata, incarichi individuali per prestazione di elevata professionalità, quando la complessità o la straordinarietà" - sottolineo la straordinarietà - "dei problemi da risolvere richiede conoscenze ed esperienze eccedenti le normali competenze del personale dell'Amministrazione…". Salvo poi contraddirsi nel comma successivo che recita: "Gli incarichi sono disciplinati con contratti di lavoro autonomo di natura occasionale o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa". Se è un evento straordinario che va risolto subito perché si ricorre al contratto di lavoro autonomo, oppure di collaborazione coordinata e continuativa? Ce lo dovrebbe spiegare il presidente Soru.
Perché dico il presidente Soru, Assessore? Non me ne voglia, perché questo è frutto della sua intelligenza, ogni tanto. Perché con questo disposto vuole ricorrere agli architetti fuori dell'Italia, vuole ricorrere ai grandi manager che hanno seguito le sue operazioni, tipo, e ripeto ancora una volta: Saatchi & Saatchi; lo sapevamo tutti che questa società doveva vincere, non sapevamo però che erano stati affidati alla Saatchi & Saatchi, senza gara, altri lavori. E quindi lui vuole sempre ricorrere agli amici e agli amici degli amici senza gara.
Io domando al centrosinistra, poiché dite che l'amministrazione ricorrerà a forme di pubblicità prima di affidare questi incarichi, mi sapete dire chi valuterà e in base a quali criteri? Nella norma non c'è scritto, perciò pongo la domanda. Assessore, a chi verrà dato questo compito? Al direttore generale della Giunta regionale? Non ci fidiamo più. Al Presidente della Regione? Non ci fidiamo più. Dovreste scrivere anche da chi verranno valutate queste professionalità, visto e considerato che non c'è professionalità all'interno dall'Amministrazione regionale che possa valutare professionalità più elevate. Ricorreremo all'esterno? Ci volete spiegare quale criterio seguirete?
Nel caso dell'architetto brasiliano, adesso non ricordo...
il nome, che è stato contattato, chi deciderà che lui è migliore degli altri? Dovremo magari contattare un esperto in Argentina, ancora più preparato, che ci confermi che quella persona può svolgere il proprio compito.
Con queste mie considerazioni voglio invitare la Giunta a sospendere anche questo articolo, perché non ha senso, Assessore, non ha senso! Potremo riprenderlo quando il Presidente verrà in Aula (è ancora latitante) a spiegare, anziché continuare a nascondersi, come dirà ai dipendenti regionali che sono incapaci, che non sono all'altezza di svolgere i propri compiti.
Non entro nel merito dei commi successivi ma, se resterà tempo, cercheremo di capire perché è stata stabilita questa percentuale del 60 per cento e non del 40 o del 30.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 113, 170, 582, 583, 585, 588, 590, 828, 827, 587, 114 e 115, 584, 586 e 581. Si esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 589 e 873, identici.
PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime un parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Sono in votazione gli emendamenti numero 113, 170 e 582 il cui contenuto è identico.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io sono totalmente favorevole alla soppressione di questo articolo per le ragioni che ho sostenuto nell'intervento in discussione generale, ma devo dire anche, opportunamente è stato approfondito dal collega Cappai, del perché di tanta sfiducia nei confronti delle norme proposte.
Gli annali del Consiglio regionale, ormai, sono pieni di interrogazioni e interpellanze, senza risposta, sui concorsi che si sono svolti in questo ultimo periodo, sulle modalità dei bandi, corretti una, due, tre volte, fino a disegnare il vestitino giusto per il vincitore designato. Sono stati disegnati modelli da alta sartoria per facilitare l'accesso alla pubblica Amministrazione degli amici degli amici, dei compari e dei compagni di merenda.
Allora, mi chiedo come si fa nella modifica della "31", al comma 2, con l'inserimento dell'articolo 6 bis, a ripristinare i CO.CO.CO. Come voi tutti sapete, a livello nazionale si sta cercando di eliminare i CO.CO.CO., per le stesse caratteristiche del contratto di lavoro. I CO.CO.CO. erano utilizzati nella impossibilità di fare concorsi pubblici e assunzioni a tempo indeterminato. In questa norma si propone l'impiego di CO.CO.CO. per prestazioni di elevata professionalità; cosa impossibile, tra l'altro, perché questa professionalità è regolata, fortunatamente, da altre norme, perché si ricorre a fondi della Comunità Europea.
All'architetto Koolhaas non potrà essere dato l'incarico come CO.CO.CO., perché sarebbe alquanto inopportuno, ma soprattutto perché in questo caso il riferimento sarebbe a norme comunitarie. Però si arriva a pensare di mettere sotto contratto un'alta professionalità con un contratto CO.CO.CO.; questo è assurdo, è totalmente assurdo. Ecco perché le modifiche, anche con articoli aggiuntivi della legge 31, è opportuno destinarle ad altra sede, dove poter approfondire l'argomento con meno superficialità e, permettetemi, con meno dilettantismo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io non riesco a essere più convincente dal collega Capelli che dichiara di essere "totalmente" contrario all'articolo 7, più di "totalmente" non c'è niente, quindi mi posso soltanto adeguare alla sua espressione di massima disapprovazione nei confronti del contenuto dell'articolo.
Io aggiungerei però un'ulteriore motivazione, e cioè che questo articolo 7 sembra veramente il completamento della filosofia, contenuta all'interno dell'articolo 6, che è già stata a più riprese esplicitata dal Presidente della Regione e dall'amministrazione di centrosinistra, durante le valutazioni espresse sulle risorse umane regionali. L'articolo 6 prevedeva infatti l'esodo forzato che, per fortuna, il Consiglio regionale ha ritenuto non fosse il modo migliore per gratificare chi aveva dato 35-40 anni del suo tempo, della sua passione, della sua vita all'amministrazione regionale.
L'articolo 7 certifica che siccome all'interno dell'amministrazione regionale le risorse umane sono carenti e inadeguate, cioè quello che si è sempre sostenuto, è possibile attingere all'esterno dell'amministrazione regionale. Il che, di per sé stesso, assessore Dadea, non sarebbe, un elemento negativo, nel senso che nessuno di noi pensa che l'amministrazione regionale sia dotata di tutte le competenze, soprattutto di quelle più adeguate rispetto all'innovazione tecnologica e alle nuove richieste di mercato.
Noi, però, avremmo voluto che insieme a questa politica, che continua a deprezzare ciò che c'è in casa e a guardare con estremo interesse a tutto ciò che c'è fuori, ci fosse stata una politica di incentivazione del personale della Regione; cioè una politica con cui la Regione premia quella parte del personale che svolge un'attività positiva e tende a professionalizzare quanto più possibile il proprio personale. Vorremmo che la Regione, oltre a pubblicare all'interno dei propri siti le convenzioni e le consulenze, ci dica anche qual è il risultato di queste convenzioni, ci dica se queste convenzioni hanno consentito anche una crescita delle nostre risorse, nel senso che i convenzionati non devono venire qui, fare il loro lavoretto e scappare via, ammesso lo facciano bene, Ma devono trasferire competenze, cioè devono dimostrare di essere in grado di portare know how all'interno dell'amministrazione regionale, perché le risorse dell'amministrazione rimangono, mentre i professionisti che fanno consulenze "mordi e fuggi" prendono i soldi e non lasciano niente se non, qualche volta, il risultato del loro lavoro, e soltanto quello.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Avrei voluto che fosse in Aula il Presidente, il Presidentissimo, re Soru, o re-Nato, ma vedo che continua ad essere latitante, perché volevo commentare con lui, l'articolo 7 il comma 2, comma 4 della novella di questa finanziaria che recita: " L'amministrazione, le agenzie e gli enti rendono noti mediante inserimento nelle loro banche dati, accessibili al pubblico per via telematica e nel BURAS, gli incarichi conferiti …". Assessore, a me è capitato di chiedere dei dati al Presidente perché ho scoperto che lui, di fatto, ha declassato l'ufficio legislativo della Regione autonoma della Sardegna e ha affidato una serie di cause all'avvocato Macciotta, ripeto, all'avvocato Macciotta (faccio il nome, perché l'ho già citato in quest'Aula), senza nessun criterio.
Ho poi verificato dove erano caricate le determine di incarico a favore dell'avvocato Macciotta, e ho scoperto che sarebbero state pubblicate l'anno successivo. Allora come fa un povero Cristo come me a sapere quante convenzioni, quanti incarichi di elevatissima professionalità ha dato questa Giunta regionale, se vengono pubblicati l'anno successivo?
Ciò che mi lascia ancora più perplesso è che il presidente Soru, rispondendo a quella mia interrogazione in Aula disse che a quell'avvocato aveva affidato solo due incarichi, per un importo di 38.640 euro. Verificate, invece, quanti incarichi ha ottenuto quell'avvocato! Improvvisamente, per difendere la Regione contro i ricorsi sul PPR vediamo che affida all'avvocato….
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, dichiaro il mio voto contrario all'emendamento soppressivo di un articolo che io ritengo assolutamente utile; risolve infatti alcune questioni aperte, non ha nulla di scandaloso, anzi, se vogliamo, interviene a regolare alcuni ricorsi a situazioni, a posizioni contrattuali, in via straordinaria, che prima non erano regolate. Cioè questo è un classico articolo che non solo serve, non solo è complessivamente ben fatto, ma ha anche una funzione, nell'ottica della minoranza, moralizzatrice dell'azione dell'amministrazione. Tra l'altro, mi si deve spiegare perché i dipendenti dell'amministrazione regionale che possono essere correttamente impegnati da altre amministrazioni in funzione di dirigenti, se sono posti in aspettativa senza assegni, non possono spostarsi, differentemente dai dirigenti di tutte le amministrazioni pubbliche dello Stato e degli enti locali. Nell'articolo c'è scritto questo, c'è scritto che viene regolato l'accesso agli istituti di convenzionamento.
E contrariamente a quanto dice l'onorevole Capelli, i contratti di collaborazione coordinata e continuativa sono stati prevalentemente utilizzati, nella degenerazione dell'applicazione, per qualifiche basse, ma nascono esattamente per creare rapporti convenzionali per le qualifiche alte che hanno contenuti professionali di specializzazione, dopodiché dalla flessibilità siamo passati alla precarietà e i CO.CO.CO. sono diventati qualcosa di anomalo che si è utilizzato prevalentemente nel settore privato, soprattutto nei call center.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io, a differenza dei colleghi del centrodestra, sono invece totalmente d'accordo con la norma perchè credo sia giusto e condivisibile che l'amministrazione regionale possa aver bisogno, per problemi straordinari e complessi, di ricorrere all'affidamento di incarichi di alta professionalità, limitati nel tempo.
(Interruzione del consigliere Capelli)
MARROCU (D.S.). E concordo con questa norma non perché non apprezzi e non stimi le alte professionalità presenti nell'amministrazione regionale. Ammetto però che non sempre l'utilizzo della norma avviene nel rispetto delle priorità per le quali la stessa nasce; pertanto, pur difendendola, mi auguro che venga utilizzata per la finalità che noi oggi definiamo, per evitare che sia uno strumento utilizzato impropriamente sia per fare entrare nell'amministrazione regionale figure che invece non potrebbero entrare se non attraverso il concorso pubblico, sia per svilire il ruolo e la funzione dei dipendenti regionali, che invece va confermato e apprezzato e, da parte mia, lo apprezzo.
E' anche un modo per non riprodurre quello che ad ogni finanziaria ci troviamo a dover affrontare (come dimostra la presenza, anche in questi giorni, di tanti giovani che lavorano negli enti attraverso il ricorso ai contratti anomali), e cioè il problema del superamento di questo precariato. La norma è giusta, la si utilizzi per le finalità per le quali la stiamo votando, cioè per poter conferire incarichi di alta professionalità per affrontare problemi complessi e straordinari ma limitati nel tempo. Se la norma viene utilizzata per questo (non sempre anche in questa legislatura ciò è successo), è giusta e va votata.
Concordo anche sulla riduzione della percentuale al 50 percento, anzi io avrei fatto ricorso a questo strumento in misura inferiore anche negli anni precedenti. Perché più si riduce l'utilizzo, più si riesce a dimostrare che vi si fa ricorso in via straordinaria e per alte professionalità, più si estende più se ne fa un uso improprio. Oggi, però, non possiamo fare un processo alle intenzioni e votare contro la norma perché se ne potrebbe fare un uso improprio. Se questo avverrà, sarà denunciato; lo facevate voi con le vostre conferenze stampa, e lo stesso potremo fare anche noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, preliminarmente dico quello che ancora non può dire il compagno Marrocu. Pensar male, dice Andreotti, è peccato, ma spesso "ci si azzecca". E ci si azzecca molto facilmente, quando i sospetti attengono all'azione amministrativa di questo Governo regionale. Quasi tutte le norme contengono dei principi che, in assoluto, sono validi; però bisogna vedere in quale contesto si calano.
Io colgo strumentalmente questa dichiarazione di voto, per dire il mio pensiero, le mie riflessioni sul piano più generale. Di fronte alle riforme straordinarie che sono state introdotte (nuovi enti, riforma della Regione, riforma del decentramento che è in corso, proclamata decisione di riformare addirittura l'assetto istituzionale), io direi che questo problema andrebbe affrontato seriamente, in maniera organica, in un provvedimento apposito e non nel contesto della finanziaria. Il presupposto di una seria disposizione di legge che disciplini questa materia è, infatti, una certificazione della situazione che si è venuta a determinare nella Regione per le competenze residue e per le nuove competenze attribuite agli enti regionali, e a seguito di questa certificazione configurare l'effettivo fabbisogno di personale, cioè la pianta organica, necessario rispetto alle competenze attualmente in capo rispettivamente alla Regione e agli enti regionali. E sottolineo che le piante organiche e le competenze, attuali, vanno rapportate alle nuove tecnologie che hanno profondamente cambiato le procedure.
Un'altra esigenza di fondo è che nella pubblica amministrazione i poteri discrezionali vanno contenuti al massimo; perché se questo limite non è forte, al di là dei sospetti o non sospetti, evidentemente si guazza nei poteri discrezionali per distorcere gli interessi generali della pubblica amministrazione. Quindi, ribadisco che questa materia andava assolutamente estrapolata da questa finanziaria per essere disciplinata in un apposito disegno di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io voterò a favore dell'emendamento, anche se, come diceva anche il collega Marrocu, la norma prevista in questo articolo potrebbe essere utilizzata dall'amministrazione regionale. Però, l'esperienza che stiamo vivendo, che abbiamo vissuto in questi anni, ci induce a pensare che sicuramente della norma in questione si farà un uso distorto. Io sono convinto infatti che si ricorrerà molto più spesso al personale esterno anche se fossero disponibili all'interno dell'amministrazione regionale le professionalità necessarie.
Io devo ricordare che noi pochissime volte abbiamo fatto ricorso a professionalità esterne, perché l'amministrazione regionale è formata da figure di altissimo profilo che, motivate e messe nelle condizioni di lavorare, hanno raggiunto obiettivi di altissimo livello. Non mi pare pertanto corretto che oggi l'amministrazione regionale affidi una serie di incarichi all'esterno sprecando, fra virgolette, anche risorse.
A mio avviso l'amministrazione regionale dovrebbe invece preoccuparsi maggiormente delle persone che non hanno lavoro, delle persone in cerca di prima occupazione. Anche perché, a proposito di risorse, noi stiamo imponendo una serie di balzelli per recuperare qualche soldo (magari quei soldi che recuperiamo li togliamo a chi non ne ha neanche molti da spendere) che poi spendiamo in questo modo. Ma io credo, l'ho detto anche ieri, che se noi amministriamo bene le nostre risorse non c'è bisogno di tassare ulteriormente tutto il popolo sardo. Impariamo quindi ad amministrare bene le nostre risorse e a valorizzare soprattutto il personale interno alla Regione e agli enti. Sono convinto che si riuscirà a fare un ottimo lavoro e, volendo, a creare anche nuove possibilità di lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dichiaro il mio voto favorevole alla soppressione dell'articolo perché, nonostante le dichiarazioni dei colleghi della sinistra, noi manteniamo le perplessità. Io ho perplessità sul fatto che, il limite sostanziale e anche in percentuale della spesa venga effettivamente rispettato, perché vi è un margine di discrezionalità veramente altissimo, ma soprattutto perché la prassi di questi anni ci ha dimostrato che è stato ampiamente superato. Tra l'altro, vorrei capire (magari nel corso delle altre dichiarazioni) in merito alle limitazioni previste al comma 2, terzo comma della novella, che recita: "Nell'anno 2007 e seguenti, le spese per gli incarichi di cui al comma 1 non possono superare il 60 per cento delle risorse…" eccetera, (Marrocu ha parlato del 50, vi è un emendamento che chiede di portare questa percentuale al 40) se la dotazione finanziaria viene automaticamente ridotta e se viene fissato rigidamente il tetto anche degli stanziamenti nei capitoli appositi, posto che vi è, nello stesso comma 3, una via di uscita che francamente non è molto comprensibile perché la limitazione non si applica alle risorse provenienti da finanziamenti statali e comunitari.
La gran parte delle necessità di ricorso all'esterno deriva proprio dall'adempimento di funzioni legate magari a bandi collegati ai fondi comunitari o a stanziamenti statali. Mi interesserebbe molto capire se il meccanismo è coerentemente collegato con la norma finanziaria e con gli stanziamenti dei capitoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, mi consenta di fare alcune precisazioni sulle considerazioni svolte dai consiglieri intervenuti. Io, forse un po' ingenuamente, pensavo che almeno alcuni dei contenuti di questo articolo potessero trovare l'accoglimento anche da parte delle minoranze; mi riferisco soprattutto alla norma che, per la prima volta nella nostra Regione, prevede che si pongano dei limiti alle consulenze, ai rapporti di collaborazione continuativa.
Soprattutto si stabiliscono dei requisiti la cui presenza consente di attingere a queste forme di collaborazione. E' detto infatti, espressamente, che si possono attivare consulenze o convenzioni solo ed esclusivamente se le competenze e le professionalità richieste non sono presenti all'interno dell'amministrazione regionale. Questa non è una dichiarazione di intenti, per la prima volta viene messa in legge una disposizione vincolante, onorevole La Spisa, che dice che si ha una riduzione della spesa per quanto riguarda le consulenze e le convenzioni del 40 o del 50 per cento.
Tutto questo io pensavo potesse trovare l'accoglimento da parte delle minoranze, anche perchè ha espresso un parere positivo la Corte dei conti. Quest'ultima ha svolto un'indagine sull'amministrazione regionale relativamente a tutti i rapporti contrattuali, chiamiamoli così, atipici; ha fatto una mappatura analitica, poi ha preso in considerazione le proposte contenute nel disegno di legge finanziaria e ha dato un parere positivo perché per la prima volta, così si è espressa la Corte dei conti, si indicano dei requisiti, si pongono dei limiti di spesa. Ritenevo pertanto che, al di là della normale, consueta dialettica tra maggioranza e di opposizione, al di là della polemica politica, forse questo obiettivo meritasse ben altra considerazione.
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 113, 170 e 582, identici. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 585.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 585 per le considerazioni già fatte in sede di discussione e, soprattutto, perché sono contrario all'adozione dei Co.Co.Co. per le alte professionalità nonostante l'onorevole Uras dica che sono nati proprio per queste categorie di prestazioni.
Mi vorrei soffermare, però, su quanto ha detto l'onorevole Marrocu poc'anzi, sul fatto che l'articolo 7 sia condivisibile perché l'importante è l'uso che se ne fa. Bene, noi abbiamo dimostrato con una nostra mozione che si sono sperperati diversi milioni di euro in consulenze inopportune; non abbiamo ancora avuto risposte. Perciò l'onorevole Marrocu ci sta chiedendo di dare fiducia a questa Giunta, che ha già sperperato abbastanza in consulenze inopportune e di cattivo gusto, oserei dire, perché ritiene che farà buon uso di queste norme. A mio avviso sarebbe come dare in gestione a Callisto Tanzi o a Baldini i pochi risparmi che può avere un operaio
MARROCU (D.S.). O alla Ranno.
CAPELLI (U.D.C.). O alla Ranno, perfetto, ha detto bene. Ma Callisto Tanzi è noto a tutti, Baldini, per chi segue Fiorello, è noto anche lui a tutti e anche la Ranno lo è; perciò lei ci sta chiedendo di dare fiducia a questa Giunta che ha già scommesso tutto e perso tutto, a questa Giunta che ha già preso i risparmi della Regione Sardegna e li ha investiti in consulenze di altissimo costo e bassissima professionalità, senza nessun beneficio per la Regione Sardegna, sostituendo professionalità interne della Regione; professionalità che sono superiori a quelle dei consulenti chiamati ad esprimersi, e abbiamo visto che cosa sono riusciti a fare , sul Piano sanitario regionale, sul PPR, su diverse azioni della Giunta, comprese quelle previste negli articoli 3 e 5 di questa finanziaria.
Allora dobbiamo dire: "Finanziamo questa Giunta perché così la bancarotta è certa ed è sicura"? E no! Io credo che finché ognuno rischia del suo può essere padrone di fare quello che vuole, ma quando si rischiano i denari e il futuro di chi siamo chiamati a rappresentare non abbiamo questo diritto e abbiamo il dovere di respingere queste azioni.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 588.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione gli emendamenti numero 590 e 828, identici.
Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
Metto in votazione l'emendamento numero 827.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 587.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 115.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto su questo emendamento.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 115.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 32
Contrari 31
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DIANA - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LANZI - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.)
Sono in votazione gli emendamenti numero 589 e 873, identici.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, chiedo una breve sospensione in quanto è arrivata notizia che rileva in merito all'atteggiamento da assumere sulla finanziaria da parte del mio Gruppo. Abbiamo pertanto necessità di conferire con l'assessore Dadea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Scusi Presidente, io sono sicuro che sia arrivata una notizia che rileva per l'onorevole Uras, ma il Consiglio regionale non può essere ostaggio delle notizie che rilevano per un Gruppo.
(Interruzione del consigliere Marrocu)
VARGIU (Riformatori Sardi). Un Capogruppo certamente può chiedere una sospensione e va benissimo; ma un Capogruppo non può chiedere che il Consiglio si fermi perché c'è una notizia che rileva. Ci si esprime in maniera diversa.
PRESIDENTE. Infatti, il Consiglio si ferma se è d'accordo, onorevole Vargiu; però l'onorevole Uras ha tutti i diritti, come tutti, di chiedere una sospensione.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, non si può chiedere una sospensione senza un motivo, deve essere espressa anche la motivazione.
PRESIDENTE.
Onorevole Vargiu, se il Consiglio non è d'accordo si vota.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, ma anche nel merito delle richieste che effettuano i colleghi…
PRESIDENTE. Nel merito delle richieste purtroppo non possiamo entrare.
VARGIU (Riformatori Sardi). …va detto che non si possono interrompere i lavori del Consiglio regionale con richieste estemporanee di questo tipo.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, lei sta dicendo di non essere d'accordo, oppure ho capito male?
Se lei non è d'accordo votiamo!
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io sto chiedendo che quando un collega chiede, anche a nome di un Gruppo consiliare, un'interruzione dei lavori del Consiglio, cosa che di norma, non sempre, viene consentita, per lo meno motivi la sua richiesta in maniera diversa.
URAS (R.C.). Presidente, ritiro la richiesta.
PRESIDENTE. L'onorevole Uras ha ritirato la richiesta di sospensione, quindi cessa l'oggetto del contendere.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, le chiederei, comunque sia, che le richieste siano motivate in una maniera non offensiva del Consiglio, quindi che sia esplicitato il motivo.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, abbiamo capito. La ringrazio.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie a lei.
PRESIDENTE. Continuiamo i nostri lavori. Metto in votazione gli emendamenti numero 589 e 873, identici, sui quali ricordo che era stato espresso un parere favorevole da parte del relatore e della Giunta.
(Interruzioni)
La Giunta è presente in Aula.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, chiedo la parola per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Doveva iscriversi prima, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi sono iscritta prima!
PRESIDENTE. Colleghi, l'unico iscritto per dichiarazione di voto era l'onorevole Uras che ha chiesto la sospensione. Adesso siamo in fase di votazione e dobbiamo votare.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, vorrei intervenire per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Stiamo già votando gli emendamenti.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, non è così! Le
. dichiarazioni di voto non sono state fatte.
PRESIDENTE. Io ho messo in votazione gli emendamenti e nessuno ha chiesto di parlare.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Ma non è così!
PRESIDENTE.
Metto in votazione gli emendamenti numero 589 e 873, identici. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
E' in votazione l'articolo 7.
(Interruzioni)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, prendete posto.
E' in votazione l'articolo 7.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, voterò a favore di questo articolo perché tende al contenimento della spesa anche se ritengo che la riorganizzazione generale della Regione dovrebbe limitare i rapporti di consulenza e, al contempo, creare quelle condizioni di professionalizzazione, di qualificazione del personale proprio attraverso pubblici concorsi, come del resto l'assessore Dadea ha suggerito, perché comunque è necessario ripristinare un ordine ed è anche indispensabile moralizzare la pubblica amministrazione.
Mi permetto di sottolineare che ciò garantirebbe una politica che, quanto meno, tenta di non fare clientele e di ridurre il sistema discrezionale che continua a persistere. Per queste ragioni, e soprattutto grazie anche all'emendamento che ha ridotto al 50 per cento l'impiego delle consulenze, voterò convintamente a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, vorrei conoscere l'esito della votazione sugli emendamenti numero 589 e 873 e chiedere a ogni singolo collega se qualcuno di loro ha votato perché non mi risulta che l'Aula si sia espressa.. Perciò io chiedo che si torni al voto degli emendamenti numero 589 e 873,Nel caso si sia già votato vorrei conoscere l'esito.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, il Presidente di turno ha dichiarato che gli emendamenti sono stati approvati.
(Interruzioni)
Colleghi, per cortesia! Ci sono due Segretari che hanno preso atto della votazione e del risultato . Quindi, siamo in fase di dichiarazione di voto sull'articolo 7.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, non intervengo più perchè lei ha già dato la risposta. Se i Segretari hanno confermato che la votazione è già avvenuta non ho niente da aggiungere. Non mi risulta però che i Segretari abbiano verificato quante persone hanno votato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, io avrei invitato il Presidente di turno, perché il tutto è avvenuto nel momento in cui lei ha sostituito il Presidente di turno, il presidente Secci. Il presidente Secci, è vero, ha messo in votazione e noi abbiamo chiesto di poter intervenire per dichiarazione di voto, e lo abbiamo chiesto da più parti, dal centro, dalla sinistra e dalla destra. Pertanto, di fronte ad una richiesta di questo genere non capisco per quale motivo…
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, evitiamo di tornare su un argomento che è acquisito agli atti del Consiglio e sul quale ci si è espressi nei modi e nelle forme dovute.
Il Presidente di turno ha indetto la votazione e ha proclamato l'esito della votazione.
DIANA (A.N.). Non ha proclamato proprio un bel niente! Ha capito che non ha proclamato niente?
Questa è una grande scorrettezza, non da parte sua ma da parte del presidente Secci!
PRESIDENTE. Onorevole Diana,per nostra fortuna gli atti vengono registrati anche quando noi siamo distratti, per cui agli atti del Consiglio risulta che la votazione è avvenuta. E' in votazione l'articolo 7.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo sul Regolamento, per contestualizzare la situazione che si è creata e che non è certamente utile al lavoro del Consiglio. La votazione che si chiede di verificare, eventualmente sospendendo la questione, riprendendo la registrazione e quel che può essere utile per capire, molto semplicemente nasce dal fatto che è stata chiesta, ma non concessa, una sospensione, ed essendo l'Assessore del bilancio in quel momento assente dall'Aula per vari motivi l'Aula ha vissuto dei momenti di confusione, di chiasso, che hanno impedito, tra l'altro, di poter intervenire sull'emendamento per fare dichiarazioni di voto ed eventualmente precisazioni sul contenuto.
Allora, credo che ci sia la volontà da parte di tutti di esaminare la questione serenamente e correttamente, probabilmente il Presidente che conduceva i lavori non ha inteso questo, però non per questo si deve - per evitare chissà quali rischi o per non intaccare l'onorabilità di qualcuno - negare all'Aula la possibilità di disciplinare più adeguatamente una materia che tutti volevamo correggere. Credo che la Presidenza possa un attimo sospendere la questione, verificarla e tentare di dare all'Aula la possibilità di esprimersi nuovamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Mi pare giusto riconoscere che quando è stato chiesto di intervenire il Presidente aveva già aperto la votazione e, quindi, non mi pare che sia utile rivotare sugli emendamenti, non sarebbe corretto.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, un attimo di pazienza, stiamo effettuando la verifica. I segretari hanno certificato che la votazione è avvenuta ma, per ulteriore tranquillità e come elemento di garanzia, si sta verificando la registrazione.
MARROCU (D.S.). Presidente, poiché alcuni colleghi intendevano intervenire non tanto per fare la dichiarazione di voto, quanto per presentare un emendamento orale di riduzione della percentuale dal 50 al 41 per cento, chiedo se sia possibile presentare un emendamento orale al testo recante questa modifica senza rivotare gli emendamenti, perché a me pare che sia stato proclamato il risultato del voto.
(Interruzione del Vicepresidente Secci)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per alcuni minuti al fine di effettuare le verifiche necessarie.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 40, viene ripresa alle ore 19 e 43.)
PRESIDENTE. Colleghi, dalla verifica effettuata risulta che gli emendamenti numero 589 e 873 sono stati regolarmente votati e approvati.
La proposta dell'onorevole Marrocu, certamente apprezzabile perchè cerca di recuperare una situazione che si è determinata in un momento di confusione, non può essere accolta perché il testo è stato modificato con l'approvazione degli emendamenti ed è quello che verrà messo in votazione.
PRESIDENTE. Ricordo che è in votazione l'articolo 7. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, avevo chiesto di intervenire perché volevo sostenere la richiesta che è stata formulata dal collega Marrocu; lei ha già detto che non è praticabile, purtroppo, e mi rammarico di questo anche perché c'erano tutti gli elementi per una evoluzione positiva della proposta, e avevamo appositamente chiesto al collega Artizzu di non chiedere il voto segreto sugli emendamenti.
Io voto a favore dell'articolo 7 perché mi sembra che, al di là di alcune obiezioni o perplessità sulle percentuali e sull'applicazione in generale dell'articolo che la minoranza ha avanzato, è indubbio che l'articolo stabilisce per la prima volta una serie di regole, di indicazioni, di limitazioni sul ricorso alle consulenze; ricorso che finora (e non sto parlando degli ultimi anni, ma di parecchi anni), non seguiva nessuna regola ed era legato al caso o alla volontà di poche persone.
Quindi all'interno di una riflessione ampia, anche sulla limitazione dei costi della politica, l'inserimento dell'articolo 7 all'interno di questa finanziaria, che sta portando molte novità, a mio avviso è un elemento molto positivo che io apprezzo personalmente e per conto del mio partito, l'Italia dei valori; un elemento che ritengo debba essere preso in considerazione per favorire l'efficacia e l'efficienza nella gestione dei fondi pubblici.
Mi unisco alla sorpresa dell'assessore Dadea perchè anche io pensavo, visto che c'è stata sintonia anche su considerazioni portate dalla minoranza, che su questa proposta si potesse trovare un'utile convergenza; invece ho visto emendamenti che chiedevano addirittura la soppressione dell'articolo 7.
Comunque ribadisco di votare con convinzione a favore di questo articolo, considerando che possa essere l'inizio di un processo di utilizzo delle risorse sempre efficiente e di limitazione degli sprechi, e con l'auspicio che il personale della Regione possa essere utilizzato al massimo delle sue potenzialità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, annuncio ovviamente il voto contrario a questo articolo che ha creato, come era prevedibile, dei problemi. Senza entrare in polemica ovviamente col collega Salis, che ha testé parlato di norma introdotta per la prima volta, ricordo che già nella finanziaria dell'anno scorso venne affrontata la questione delle consulenze; nel testo della Giunta la percentuale era del 70 per cento, in Commissione venne portata al 60 per cento, una cifra ancora troppo alta per noi e rimaniamo convinti di questo.
Chiaramente io non voto contro l'articolo solo per questo, voto contro l'articolo anche per altre questioni fra le quali vi è proprio la razionalizzazione della spesa; nel momento in cui il Consorzio industriale di Nuoro si permette, di licenziare in tronco, sette lavoratori che per anni hanno prestato la loro opera come addetti alla depurazione nel depuratore consortile (lavoratori che pur non essendo dipendenti pubblici hanno prestato un servizio pubblico per 15, 18, 20 anni), e che subiscono una discriminazione in quanto su 14 dipendenti, 7 sono stati riassunti a tempo indeterminato dalla "Nuoro Servizi" per conto dell'ASI di Nuoro e sette invece sono a casa, scusate, colleghi, per quale motivo noi dovremmo favorire un ulteriore 10 per cento di possibili convenzioni rispetto al 40 per cento che mi pare fosse poi anche accettato da gran parte della maggioranza? E' chiaro che non sono risorse che possono risolvere la questione da me posta, però, santa pazienza, io credo di dover tutelare sette padri di famiglia che si trovano sul lastrico perché il 31 dicembre 2006 sono stati licenziati.
Noi, già dalla manovra finanziaria dell'anno scorso, abbiamo acquistato le quote della Idrocontrol assumendo a tempo indeterminato, con tutte le clausole che l'Assessore ci vorrà illustrare, tutti gli occupati. Ora non capisco per quale motivo sette dipendenti di quelle due imprese private che per anni, decine d'anni, hanno svolto mansioni di supplenza nei confronti dell'ASI di Nuoro, vengano cacciati via.
E' normale che un consigliere regionale dell'opposizione assuma questo tono? Io credo di sì, credo che sia normale. E' ovvio che se non si dà risposta anche a questo, Assessore, aumenteremo il numero dei nostri interventi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, io voterò contro l'articolo 7 perché credo che contenga delle incongruenze abbastanza evidenti che sono state anche già ampiamente rilevate, nel corso della discussione generale, da tutti i colleghi che sono intervenuti. Però in particolare a me preme indicare a tutti i colleghi che sono qui presenti e che vogliono eventualmente far propria questa osservazione, che stiamo prendendo una direzione anomala sotto ogni punto di vista.
Oggi, il governo Prodi, attraverso la sua finanziaria, si sta muovendo in direzione opposta alla precarizzazione stabilizzando soprattutto questi contratti flessibili dei Co.Co.Co.. Noi, invece, con i commi 2 e 3 stiamo reintroducendo la precarizzazione in questa Regione. Credo che questo non lo voglia nessuno, nemmeno il collega Salis che infatti mi fa un cenno di conferma.
Pertanto, credo proprio che noi dovremmo assolutamente evitare che si possano instaurare contratti di collaborazione coordinata e continuativa all'interno dell'amministrazione regionale (è una tipologia contrattuale che nessuno più vuole), per di più attraverso una selezione di comparazione, che sarebbe la procedura selettiva indicata, che non ha niente di trasparente, che è esattamente l'opposto di quel che dovrebbe essere invece una procedura concorsuale vera e propria. Inoltre c'è la quota dei fondi comunitari e dei fondi statali, che verrebbero eventualmente trasferiti, e che possono essere impiegati senza nessun limite percentuale per utilizzi contrattuali di questo genere. Non c'è nessuna novità.
L'onorevole Uras dice che finalmente c'è una norma, io dico che "finalmente" c'è una norma che non dice niente. Finalmente c'è qualcosa che non dice assolutamente qual è il bando di evidenza pubblica che dovrà essere preso a riferimento per poter conferire questi incarichi professionali a questi alti professionisti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io voterò contro e vorrei ricordare all'Aula che non avendo avuto la possibilità, purtroppo, di ridurre la percentuale al 40 per cento, noi stiamo autorizzando sulla base dei dati del 2006 (14 milioni di euro), denunciati e portati all'attenzione dell'Aula e dell'opinione pubblica, spese per circa 8 milioni e 400.000 euro per il 2007, pari a 16 miliardi di lire …
MARROCU (D.S.). La percentuale è del 50 percento!
CAPELLI (U.D.C.). Allora sono 7 milioni di euro, pari a circa 14 miliardi di lire. Non so se vi sembra poco o se vi sembra congruo! Ma, soprattutto, in condizioni normali, queste autorizzazioni e queste deleghe alla Giunta potevano anche passare, ma le condizioni normali da un paio d'anni a questa parte, in quest'Aula e in questa Regione, non ci sono.
Non è normale che un Presidente della Regione sia soggetto ad accertamenti di tipo giudiziario, perché probabilmente ha speso impropriamente 56 milioni di euro. Non è normale, non è un caso normale! Non è un caso normale "Sardegna fatti bella", non è un caso normale l'assegnazione del logo agli amici degli amici. Non sono condizioni normali! In condizioni normali noi avremmo potuto porre in essere questa e anche altre azioni di fiducia e di delega alla Giunta. Ma questi due anni e mezzo non sono serviti a niente per capire che stiamo esagerando?
E poi mi spiace constatare che l'esempio portato dal Presidente della Regione si stia diffondendo. Anche poc'anzi nel governo dell'Aula si è verificata una situazione che poteva essere risolta col buon senso. Non lo si è voluto fare e si è dovuto retrocedere perché anche in questo caso ci sono state minacce di dimissioni. E' un'usanza che ci sta portando molto lontano! È un'usanza che noi dobbiamo respingere! Non è possibile che quando si viene messi in discussione si minaccino le dimissioni. ! E se avessimo un po' di buonsenso respingeremmo, per questi atteggiamenti, l'intero articolo. E non faremmo sicuramente danno alla Regione e ai sardi, anzi ripristineremmo, probabilmente, un po' più di trasparenza e un po' più di serietà in quest'Aula e nel governo della Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Collega Capelli, le dimissioni in politica sono spesso minacciate e raramente date.
Però, nel votare contro l'articolo 7, io vorrei motivare in maniera di poco diversa rispetto ai colleghi, aggiungendo una sfaccettatura che i colleghi non hanno sottolineato come merita. Non è tanto relativa alla percentuale delle risorse, che viene confermata, destinata alle consulenze rispetto all'anno passato, ma a quanta parte di queste risorse (noi non ne abbiamo idea), collega Capelli, gravi sui fondi comunitari o statali, e quanta sulle risorse proprie della Regione. Se lo sapessimo, se l'assessore Dadea ce lo dicesse, forse ci renderemmo conto, in maniera più compiuta, di quanto questo emendamento avrebbe inciso, davvero, sul ricorso alle consulenze.
Però, il ragionamento che voglio fare io, collega Dadea, è un altro; alcuni hanno rilevato con entusiasmo che per la prima volta si riduceva in maniera significativa l'utilizzo delle consulenze; ma io sarei stato più contento se la Regione, oltre a pubblicare oggetto, importo e durata dell'incarico, avesse detto anche che cosa ha prodotto l'incarico, cioè avesse spiegato, consulenza per consulenza, quale beneficio ha portato alla Regione e ai sardi quella specifica consulenza. Perché lei dice che la consulenza si chiede perché mancano le professionalità. Io le chiedo, allora, se la consulenza ha prodotto qualcosa che le professionalità presenti all'interno della Regione non potevano produrre. Ci venga detto che cosa ha prodotto, quindi ci venga detto se la consulenza è stata una consulenza utile o meno per la Regione Sardegna. E dopo che ci è stato detto se è stata utile, ci venga detto se le competenze della consulenza sono state trasferite alle nostre risorse umane, cioè se c'è stato un dipendente della Regione che ha imparato a fare quello che il consulente è venuto a fare, affinché domani non sia più necessario avere una consulenza, perchè le risorse che noi abbiamo in house, come dice il presidente Soru, sono state valorizzate e rese competenti al punto che la Regione non deve più spendere per la consulenza, perché queste è l'obiettivo, questo è l'arricchimento.
Quando lei, collega Dadea, fa venire un grande medico in Sardegna, il grande medico deve "lasciare la scuola", perché se lascia soltanto la polvere delle scarpe con cui cammina, non ha arricchito in nessuna maniera la nostra Regione, anzi, noi ci siamo impoveriti con quella consulenza. Quindi, questa sarebbe stata la grande novità che noi avremmo voluto vedere nell'articolo 7.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi voteremo contro l'articolo 7 perché, nonostante sia stato dichiarato stasera che finalmente verrà normato anche questo sistema degli studi e delle convenzioni esterne, io credo che invece succederà l'esatto contrario. Non è vero che si mette un limite a questi studi e a queste consulenze esterne delle quali si è abusato in tutti questi anni, al contrario, noi stiamo autorizzando la Giunta a ricorrere al personale esterno, a ricorrervi in modo indiscriminato.
Io non credo che oggi sarebbe stato opportuno dare una delega in bianco alla Giunta, dopo tutto quello che è successo in questi anni e che ancora sta succedendo in quest'ultimo periodo; credo, invece, che sarebbe stato opportuno porre dei paletti, perché io vedo troppa discrezionalità per quanto riguarda questo ricorso al personale esterno, perché non è scritto da nessuna parte quali criteri verranno adottati per selezionare questo personale specializzato che verrà utilizzato dalla Giunta regionale. Allora io temo che con questo provvedimento, questo Governo della Regione continuerà a sistemare gli amici, gli amici degli amici, come ha fatto in questi ultimi tempi.
Pertanto io, con convinzione, voterò contro questo articolo 7, perché sono convinto che, eliminandolo, potrebbe se non migliorare molto il testo, almeno venir fuori qualcosa di più interessante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Alberto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale dell'articolo 7.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Gessa e Sanna Simonetta hanno votato a favore, Moro contro.
Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: CAPELLI - FARIGU - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CUCCU Franco Ignazio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 52
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 39
contrari 13
(Il Consiglio approva).
E' in votazione l'emendamento numero 584.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 584.
(Segue la votazione)
Risponde sì il consigliere: MURGIONI.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - DIANA - LAI Renato - RASSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 42
votanti 38
astenuti 4
maggioranza 20
favorevoli 1
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 581.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Una breve dichiarazione di voto perché francamente mi sorprende che sia stato espresso il parere contrario su questo emendamento. Nella stessa discussione in Commissione, ma anche nel corso della discussione sull'articolo, mi sembrava di aver percepito da parte della stessa maggioranza un certo interesse per questa norma, che può dare delle regole certe e dei tempi certi in materia di chiusura dei contratti.
Dichiaro il mio voto favorevole francamente non capendo perché, una disposizione come questa, che tende a rendere più certo il percorso, non venga accolta dalla maggioranza.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati ventuno emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e dei relativi emendamenti:
Art. 8
Norme varie sul personale
1. Agli enti locali che, con le modalità di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, inquadrino nei propri organici dipendenti a tempo indeterminato dell'Amministrazione regionale, anche di qualifica dirigenziale, è attribuito, per tre anni, un contributo pari al 70 per cento del trattamento economico fondamentale annuo, spettante al dipendente secondo il contratto collettivo di lavoro applicato nell'ente di destinazione. A titolo di incentivazione, al dirigente o al dipendente inquadrato, è corrisposta una indennità commisurata a due mensilità, rispettivamente del trattamento fondamentale previsto per il personale dirigente o della retribuzione base per il restante personale, in godimento all'atto del trasferimento.
2. Nel comma 11 dell'articolo 20 della legge regionale n. 4 del 2006, le parole "non superiore al 50 per cento dei posti" sono sostituite dalle parole "non superiore ai posti".
3. Per assicurare con carattere di continuità la prosecuzione delle attività svolte, gli enti di cui alla legge regionale n. 31 del 1998 e le agenzie regionali sono autorizzati ad inquadrare i dipendenti in servizio alla data del 1° gennaio 2007 con rapporto di lavoro a tempo determinato, a condizione che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta e che il contratto sia stato preceduto da selezione pubblica conforme ai principi della legge regionale n. 31 del 1998. L'inquadramento è disposto, nei limiti delle vacanze in organico e delle risorse ad esso destinate, nel livello iniziale della categoria corrispondente a quella di assunzione, secondo il contratto collettivo di lavoro regionale.
4. Per far fronte alle esigenze organizzative dell'Ufficio di Roma, anche in relazione ai compiti derivanti dall'attuazione del programma comunitario ENPI, la Giunta regionale ne ridefinisce funzioni e compiti e determina il contingente delle figure professionali necessarie. Entro trenta giorni dall'adozione del provvedimento, il personale in servizio presso l'ufficio di Roma non riconducibile alle professionalità indicate nel provvedimento medesimo è posto in mobilità per la destinazione ad uffici della Regione autonoma della Sardegna o della pubblica amministrazione.
5. Per l'attuazione delle disposizioni dei contratti collettivi regionali di lavoro relative agli istituti incentivanti, le somme non utilizzate alla chiusura dell'esercizio finanziario negli appositi fondi sono conservate nel conto dei residui, per essere utilizzate nell'esercizio successivo. Le variazioni di bilancio, occorrenti per la ripartizione delle risorse relative alla retribuzione accessoria in applicazione dei contratti collettivi, sono disposte dall'Assessore regionale competente in materia di bilancio, su proposta della direzione generale competente in materia di personale.
EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Il comma 2 è soppresso. (829)
EMENDAMENTO soppressivo parziale BALIA - MASIA.
Articolo 8
Al comma 3 dell'art. 8 sono cancellate le parole "che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta". (186)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 186 sostitutivo totale BALIA - MASIA.
Articolo 8
Nell'articolo 8, comma 3, le parole "a condizione che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta" sono sostituite dalle seguenti: "a condizione che lo stesso personale abbia prestato servizio, eventualmente anche a seguito di proroga, per almeno due anni o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente al 30 aprile 2007.". (952)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Il comma 4 è soppresso. (830)
EMENDAMENTO soppressivo parziale ATZERI - MANINCHEDDA.
Articolo 8
Il comma 6 dell'art. 8 è soppresso. (171)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - SANJUST - PILERI - RASSU - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Il primo periodo del comma 3 è modificato come segue:
3. "Per assicurare con carattere di continuità la prosecuzione delle attività svolte, gli enti di cui alla legge regionale n.31 del 1998 e le agenzie regionali sono autorizzati ad inquadrare i dipendenti in servizio alla data del 30 aprile 2007 con rapporto di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa, a condizione che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta e almeno il primo contratto sia stato instaurato a seguito di selezione pubblica conforme ai principi della legge regionale n.31 del 1998". (591)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CUCCA - BIANCU - SABATINI.
Articolo 8
Il primo periodo del comma 3 è modificato come segue:
3. "Per assicurare con carattere di continuità la prosecuzione delle attività svolte, gli enti di cui alla legge regionale n.31 del 1998 e le agenzie regionali sono autorizzati ad inquadrare i dipendenti in servizio alla data del 30 aprile 2007 con rapporto di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa, a condizione che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta e almeno il primo contratto sia stato instaurato a seguito di selezione pubblica conforme ai principi della legge regionale n.31 del 1998.". (859)
EMENDAMENTO all'emendamento numero 859 sostitutivo totale BIANCU - CUCCA - SABATINI.
Articolo 8
Il primo periodo del comma 3 è modificato come segue:
3. "Per assicurare con caratteri di continuità la prosecuzione delle attività svolte, gli enti di cui alla legge regionale n. 31 del 1998 e le agenzie regionali sono autorizzati ad inquadrare i dipendenti in servizio alla data del 30 aprile 2007 con rapporto di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa, a condizione che abbiano prestato servizio per almeno due anni o che conseguano tale requisito per effetto di contratti stipulati entro la data predetta, e che almeno il primo rapporto di lavoro sia stato instaurato a seguito di selezione pubblica conforme ai principi della legge regionale n. 31 del 1998.". (953)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DEDONI - VARGIU - CASSANO - PISANO.
Articolo 8
All'art. 8 comma 4 le parole "o della pubblica amministrazione" sono sostituite dalle seguenti "o ad altri della pubblica amministratone aventi sede nel territorio della regone Lazio". (399)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - LA SPISA - RANDAZZO Alberto - ARTIZZU - VARGIU.
Articolo 8
Al termine del comma 1, è aggiunto il seguente comma 1 bis:
"In alternativa all'indennità sopra indicata e solo in prima applicazione, ai dipendenti a tempo indeterminato dell'Amministrazione Regionale inquadrati nella categoria professionale B4 e C3 che presentino domanda di inquadramento negli Enti Locali è attribuito, all'atto del loro trasferimento, il primo livello economico della categoria immediatamente superiore, fatta salva la più favorevole posizione derivante dal contratto di lavoro 2006-2007, purché in possesso del titolo di studio previsto per l'accesso dall'esterno in attinenza alle funzioni trasferite e di un'anzianità di servizio superiore ad anni quindici". (405)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - CONTU - SANJUST - PILERI - RASSU - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Dopo il comma 3 , è aggiunto il seguente comma 3 bis:
3 bis: "L'Ente delle risorse idriche della Sardegna è autorizzato a dare priorità, per la copertura dei posti vacanti nelle categorie A e B per attività di tipo amministrativo-contabile, tecniche di laboratorio e di operatore semplice, al personale impiegato in tali mansioni a tempo determinato nel quadriennio 1.1.2003 - 31.12.2006, che sia stato reclutato con le procedure di cui all'art.52 della legge regionale n.31 del 1998 e che abbia avuto rinnovato almeno una volta il contratto di assunzione, per una durata complessiva del rapporto di lavoro superiore ad un anno.". (592)
EMENDAMENTO aggiuntivo BIANCU - SABATINI - CUCCA.
Articolo 8
Dopo il comma 3 , è aggiunto il seguente comma 3 bis:
3 bis: "L'Ente delle risorse idriche della Sardegna è autorizzato a dare priorità, per la copertura dei posti vacanti nelle categorie A e B per attività di tipo amministrativo-contabile, tecniche di laboratorio e di operatore semplice, al personale impiegato in tali mansioni a tempo determinato nel quadriennio 1.1.2003 - 31.12.2006, che sia stato reclutato con le procedure di cui all'art.52 della legge regionale n.31 del 1998 e che abbia avuto rinnovato almeno una volta il contratto di assunzione, per una durata complessiva del rapporto di lavoro superiore ad un anno.". (858)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.
Articolo 8
Nell'articolo 8, dopo il comma 3, è inserito il seguente comma:
3.bis. Nel triennio 2007 - 2009, i bandi dei concorsi pubblici per titoli ed esami, indetti nell'ambito della programmazione del fabbisogno di cui all'articolo 54, comma 01, della legge regionale n. 31 del 1998, possono prevedere che il punteggio riservato ai titoli sia attribuito, nella misura massima del 25%, alle esperienze lavorative maturate con rapporti di lavoro a tempo determinato e alle attività rese in esecuzione di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, esclusi gli incarichi di nomina politica. Sono valutate esclusivamente le prestazioni lavorative rese, anche non continuativamente, sulla base di contratti di lavoro costituiti nel quinquennio antecedente al 1° gennaio 2007, ascrivibili alla categoria cui si riferisce il concorso e attribuendo il punteggio minimo alla durata annuale e massimo alla durata quinquennale. (923)
EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LADU - VARGIU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI - RASSU - DIANA - ARTIZZU - FARIGU - MURGIONI - SANJUST - PILERI - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Nel comma 4 dopo le parole "la Giunta regionale" sono aggiunte le seguenti parole "di concerto con le organizzazioni sindacali". (831)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 8
Dopo il comma 5 dell'articolo 8 è aggiunto il seguente:
5bis) La Regione in attuazione degli orientamenti nazionali per la stabilizzazione del personale del pubblico impiego e al fine di garantire il regolare funzionamento dell'apparato amministrativo per il quale è in corso un rapido processo di adeguamento e modernizzazione provvederà nell'arco del triennio 2007-2009 ad inquadrare a tempo indeterminato nel ruolo del proprio organico, il personale precario che presenta i seguenti requisiti:
a) Aver prestato lavoro anche non continuativo, con qualsiasi forma contrattuale riferita a personale inquadrato nell'area D del personale dell'Amministrazione Regionale , diretto e indiretto, anche con rapporto di lavoro prestato presso società di lavoro interinale, per un periodo di almeno 36 mesi nell'arco degli ultimi cinque anni alla data di entrata in vigore della presente legge;
b) possesso del titolo di laurea o equipollente richiesto per l'accesso alle categorie di cui al comma a);
5ter) Il personale in possesso dei requisiti di cui alle lettere a) e b) saranno inseriti in una graduatoria permanente formulata sulla base del parametro dell'anzianità di servizio acquisita e dalla quale si attingeranno i nominativi per la stabilizzazione nell'arco temporale del triennio 2007-2009. (3)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS - ATZERI.
Articolo 8
Dopo il comma 5 dell'art. 8 è aggiunto:
5bis. La Regione ,in attuazione degli orientamenti nazionali per la stabilizzazione del personale del pubblico impiego ed al fine ddi garantire il regolare funzionamento dell'apparato amministrativo per il quale è in corso un rapido processo di adeguamento e modernizzazione, provvederà con la presente finanziaria ed in quelle degli anni 2008 e 2009, ad inquadrare a tempo indeterminato nel ruolo del proprio organico, il personale precario che presenta i seguenti requisiti:
a) aver prestato attività anche con continuativa, con qualsiasi forma contrattuale riferita a personale inquadrato nell'area D dei dipendenti regionali, diretta e indiretta, anche con rapporto di lavoro prestato attraverso società interinali, per un periodo dì almeno 36 mesi negli ultimi 5 anni alla data di entrata in vigore della presente legge;
b) possesso del titolo di laurea del vecchio ordinamento o equipollente richiesto per l'accesso alle categorie di cui al comma a);
Il personale in possesso dei requisiti di cui alle lettere a) e b) sarà inserito in una graduatoria permanente dalla quale si attingerà per la stabilizzazione nell'arco temporale del triennio 2007-2009. (883)
EMENDAMENTO aggiuntivo URAS - DAVOLI - PISU - LANZI - LICHERI.
Articolo 8
Dopo il comma 5 dell'articolo 8 è aggiunto il seguente:
8bis. La Regione in attuazione degli orientamenti nazionali per la stabilizzazione del personale del pubblico impiego ed al fine di garantire il regolare funzionamento dell'apparato amministrativo per il quale è in corso un rapido processo di adeguamento e modernizzazione provvederà con la presente finanziaria ed in quelle degli anni 2008 e 2009, ad inquadrare a tempo indeterminato nel ruolo del proprio organico, il personale precario che presenta i seguenti requisiti:
a) Aver prestato lavoro anche non continuativo, con qualsiasi forma contrattuale riferita a personale inquadrato nell'area D del personale dell'Amministrazione Regionale, diretto e indiretto, anche con rapporto di lavoro prestato presso società di lavoro interinale, per un periodo di almeno 24 mesi nell'arco degli ultimi cinque anni alla data di entrata in vigore della presente legge;
b) possesso del titolo di laurea del vecchio ordinamento o equipollente richiesto per l'accesso alle categorie di cui al comma a);
Il personale in possesso dei requisiti di cui alle lettere a) e b) saranno inseriti in una graduatoria permanente dalla quale si attingerà per la loro stabilizzazione nell'arco temporale del triennio 2007-2009. (916)
EMENDAMENTO di sintesi degli emendamenti numero 33 e 916 URAS - PITTALIS - MARRACINI - LAI - LANZI - PISU - DAVOLI - FADDA Paolo - LICHERI - ORRÙ - SANNA Francesco - SECCI - MASIA.
Articolo 8
Nell'articolo 8, dopo il comma 3 è inserito il seguente comma:
"Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di personale, in accordo con le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva del comparto dei dipendenti regionali, è approvato un piano pluriennale di stabilizzazione dei lavoratori precari impiegati con contratti di lavoro a termine, o con forme contrattuali flessibili o atipiche dall'Amministrazione regionale, dagli enti o dalle agenzie regionali, Il piano è predisposto previa puntuale ricognizione, avuto riguardo al personale non dirigente che abbia svolto attività per almeno ventiquattro mesi, anche non continuativi, nell'ultimo quinquennio. Nel predetto personale non è compreso quello impiegato con funzioni di comunicazione esterna o di addetto stampa, o ai sensi della normativa in materia di uffici di gabinetto o strutture ausiliare del Presidente della Regione o dei componenti della Giunta. Nel piano, che ha durata massima di quattro anni, sono definiti tempi e modalità di esecuzione dello stesso, nel rispetto delle dotazioni finanziarie allo scopo stanziate. Il personale il cui rapporto di lavoro sia stato instaurato sulla base di procedure selettive di natura concorsuale è stabilizzato a domanda; il restante personale è sottoposto a prove selettive concorsuali. Per l'applicazione del presente articolo è istituito nell'UPB S01.02.001 un apposito fondo con una dotazione di euro 1.500.000 per l'anno 2007 e di euro 3.000.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. L'Assessore della programmazione è autorizzato alle conseguenti variazioni di bilancio."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S01.02.001
Anno 2007 1.500.000
Anno 2008 3.000.000
Anno 2009 3.000.000
Anno 2010 3.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.003
Anno 2007 1.500.000
Anno 2008 3.000.000
Anno 2009 3.000.000
Anno 2010 3.000.000 (955)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - CONTU - SANJUST - PILERI - RASSU - LIORI - PETRINI.
Articolo 8
Dopo il comma 5, è aggiunto il seguente comma 5bis:
5bis. L'amministrazione regionale e gli enti, agenzie ed aziende del comparto regionale, sono autorizzati a promuovere la ricostruzione dei contributi validi ai fini pensionistici, presso l'Inpdap o l'Inps, per i dipendenti di ruolo impiegati, nel periodo 1.1.1997 - 31.12.2002, in progetti attivati ai sensi del decreto legislativo n.468/97, per i medesimi periodi di lavoro.". (593)
EMENDAMENTO aggiuntivo FADDA - LANZI - URAS - PISU - DAVOLI - LICHERI.
Articolo 8
Dopo il comma 5, è aggiunto il seguente comma 5bis:
5bis. L'amministrazione regionale e gli enti, agenzie ed aziende del comparto regionale, sono autorizzati a promuovere la ricostruzione dei contributi validi ai fini pensionistici, presso l'Inpdap o l'Inps, per i dipendenti di ruolo impiegati, nel periodo 1.1.1997 - 31.12.2002, in progetti attivati ai sensi del decreto legislativo n.468/97, per i medesimi periodi di lavoro.". (913)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 8
Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma:
5bis. Gli ufficiali del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna con incarico di direzione dei servizi in possesso delle qualifiche di Polizia Giudiziaria da almeno cinque anni, che abbiano conseguito gli obiettivi assegnati nel 2006, sono inserti nel ruolo dirigenziale alla data di pubblicazione della presente legge." (116).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, l'articolo 8, che è intitolato "Norme varie sul personale" tende ad affrontare alcune situazioni presenti nell'amministrazione regionale che non possono essere tollerate, soprattutto in un ente pubblico qual è la Regione. A questo articolo ho presentato un emendamento, con il supporto tecnico del Presidente del Gruppo misto; si tratta dell'emendamento numero 883, che si pone l'obiettivo di porre rimedio ad un'applicazione veramente scorretta della legge sulla flessibilità e al ricorso ai contratti di collaborazione. Ne avevo fatto cenno nel corso della discussione sull'articolo 6. Ribadisco, quindi, la necessità che si evitino situazioni di precariato acquisite, spesso, talvolta e purtroppo, anche con la complicità degli stessi lavoratori, proprio attraverso il ricorso a contratti atipici.
I contratti atipici non possono essere utilizzati in modo scorretto creando della autentiche situazioni di sfruttamento. Devono essere applicati da chi li mette in essere nel rispetto della legge, e da chi li utilizza, anche se indirettamente, in modo da non creare presupposti per giuste rivendicazioni di regolarizzazione di rapporti diretti di dipendenza. Ripropongo quindi con forza la necessità che la Giunta dia vita ad un'indagine su tutti i contratti atipici in essere nell'amministrazione regionale, negli enti e nelle agenzie collegati, proprio con particolare riferimento alle modalità e alla durata di applicazione.
Colgo l'occasione per porre all'attenzione della Giunta e dell'Aula, ovviamente, il comportamento delle agenzie interinali e delle società che in attuazione di bandi pubblici, o per chiamata diretta, mettono a disposizione dell'amministrazione pubblica figure professionali creando situazioni che definisco, in modo eufemistico, antipatiche per discrezionalità e che nascondono veramente degli aspetti clientelari preoccupanti. Mentre infatti è opportuno, come ha affermato l'assessore Dadea, che si svolgano i concorsi per coprire le esigenze di organico, quando dovesse essere indispensabile ricorrere ad organizzazioni e ad agenzie esterne, per reclutare figure professionali o per svolgere attività nell'amministrazione pubblica, ebbene devono essere effettuati severi controlli sulle modalità di assunzione e sull'attuazione dei contratti di lavoro.
E' palese ciò che accade con i lavoratori cosiddetti esternalizzati; ma abbiamo anche testimonianze che riguardano direttamente l'amministrazione regionale e si riferiscono alle situazioni che, appunto, con l'emendamento 883 si intende avviare a soluzione. Dalle testimonianze emerge, infatti, da una parte la continuità delle mansioni svolte, degli orari di lavoro, delle responsabilità nei rapporti con i funzionari e i dirigenti regionali dei Servizi, delle professionalità ormai acquisite, e dall'altra l'evoluzione delle diverse tipologie contrattuali: dal lavoratore a tempo determinato al collaboratore a progetto, al lavoratore autonomo con partita IVA. Quindi c'è una involuzione che crea veramente un disagio notevole, non soltanto ai lavoratori ma anche all'intera Amministrazione.
Tutto ciò - e mi sembra ovvio sottolinearlo - stride con le normative vigenti a tutela del lavoratore e in primis con la normativa contrattuale prevista per le assunzioni, ma vi è anche l'uso distorto della riforma Biagi che tanti hanno denunciato a più riprese in diverse circostanze. Mi sembra opportuno evidenziare che, a livello nazionale, anche con la finanziaria recentemente approvata, si sta cercando di arginare queste situazioni di evidente precariato nella pubblica Amministrazione.
Per essere più esplicita, preciso che nell'Amministrazione regionale, nelle agenzie e negli enti vi sono contratti di collaborazione coordinata e continuativa, contratti di collaborazione a progetto (CO.CO.CO. e CO.CO.PRO.), contratti di libero professionista con partita IVA e contratti con agenzie interinali. I lavoratori interessati, alcuni anche laureati, svolgono mansioni e orari di lavoro e funzioni di responsabilità esattamente identiche a quelle dei dipendenti regionali a tempo indeterminato, per contro la loro retribuzione è irrisoria, le tutele sindacali e previdenziali pressoché inesistenti.
Le agenzie interinali o le società vincitrici di bandi pubblici alla fine sono quelle che traggono i maggiori vantaggi a scapito dei lavoratori, e facilitate in questo proprio perché latitano i controlli. Del resto ciò è molto chiaro ai lavoratori delle imprese appaltatrici, a tutti i livelli, e in particolare ne fanno le spese le donne delle imprese di pulizia. Conosco la sensibilità e l'impegno dell'assessore Dadea e della Giunta in merito a queste situazioni che, però, senza un effettivo e necessario controllo purtroppo sono destinate a perpetuarsi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, colleghi del Consiglio, colleghi del centrosinistra , se è possibile avere un attimo di attenzione da parte vostra, credo che con l'articolo 8 stia succedendo qualche cosa che non è utile al buon e corretto rapporto tra una maggioranza e una minoranza consiliari. Voi avete in gestazione una legge finanziaria da diversi mesi e, in data 10 maggio 2007, oggi, ci presentate l'emendamento numero 955, che a occhio e croce sembra firmato sostanzialmente dall'intera maggioranza, il quale dà un tono totalmente diverso rispetto a quello originario allo stesso articolo 8.
Con l'emendamento numero 955, voi introducete un piano di stabilizzazione del precariato che è assolutamente positivo nelle intenzioni dei proponenti, ma che è letto in questo momento, per la prima volta, da ciascun consigliere della minoranza. Ne consegue che la valutazione su questo piano è ovviamente assai difficile da farsi attraverso un emendamento introdotto estemporaneamente in Aula un attimo prima, o qualche minuto prima, o un'ora prima della discussione dell'articolo.
E'evidente che è utile, durante la discussione degli articoli, introdurre emendamenti che possano in qualche modo modificare, magari anche sull'onda di ciò che si è discusso a lungo, una parte del testo, singole frasi del testo, ma questo è il piano di stabilizzazione del precariato, che è possibile anche che sia perfetto (nel senso che gli estensori è possibile lo abbiano studiato in maniera talmente raffinata e precisa da essere il miglior piano possibile per la stabilizzazione del precariato) ma è normale che noi abbiamo la possibilità di esaminarlo, di richiedere e avere spiegazioni non con l'estemporaneità della dichiarazione di voto in Aula, ma dai proponenti e sentendo anche la valutazione della Giunta.
Cioè, è normale che su un argomento dell'importanza quale quella dell'emendamento numero 955, ci sia un rapporto corretto tra maggioranza e minoranza che consenta alla minoranza di conoscere quanto meno gli elementi fondamentali sui quali si regge l'impianto dell'emendamento in questione.
Credetemi, non è una osservazione di carattere formale quella che sto facendo, è una osservazione di carattere sostanziale; nel senso che un rapporto tra le componenti dell'Aula si svolge nel rispetto delle differenze, delle divergenze e dei contrasti, però si svolge in maniera dialettica, in maniera corretta, in maniera che ciascuno possa avere consapevolezza di ciò che si sta proponendo, di ciò che si sta votando, in maniera tale che ciascuno di noi possa avere contezza di ciò che diventa legge della Regione e, in qualche maniera, interloquire su ciò che diventa legge della Regione.
Quindi, ovviamente, nulla osta, dal punto di vista formale, probabilmente a che questo articolo e questo emendamento vengano discussi e votati, ma sarebbe utile perlomeno ipotizzare la sospensione dell'emendamento 955 per dare modo alla minoranza di capirlo, di comprenderlo, di dare eventualmente qualche suggerimento migliorativo se, per caso, ci venisse in mente.
Voi dite, nell'emendamento 955 (ormai concentro su questo, come non avrei voluto, la riflessione dell'intervento in discussione generale)che sarebbe opportuno che le questioni si risolvessero in concorso con i sindacati, e quindi che il piano nasca entro i novanta giorni con il concorso dei sindacati; ma noi vi avremmo chiesto che il concorso dei sindacati fosse preliminare all'estensione dell'emendamento numero 955, perchè questo emendamento postula una serie di disposizioni normative che rimarranno come scheletro del piano di stabilizzazione; ciò significa che qualora dal mondo sindacale provenissero indicazioni eventualmente difformi , non si potrà fare un piano che si discosti da ciò che avete scritto.
Io comincerei pertanto a chiedere alcune cose perché, ad una prima lettura superficiale, alcune domande sorgono spontanee. Chiederei, per esempio, se l'Istituto Zooprofilattico, una struttura con il cui precariato ci siamo più volte confrontati, sia compreso all'interno degli enti e delle agenzie regionali , perchè a mio avviso non è compreso in questa predizione che voi avete postulato, e noi vorremmo garanzie in tal senso.. Perché sono venute delegazioni che hanno incontrato i Capigruppo di maggioranza e di minoranza, che hanno parlato con l'Assessore del personale, che hanno portato all'attenzione del Consiglio regionale i problemi dei precari dell'Istituto Zooprofilattico.
Negli articoli successivi parleremo dell'Osservatorio economico; sappiamo, perché ci siamo informati dopo il dibattito in Commissione, che l'Osservatorio economico, che passa in carico alla Regione, è strutturato su professionalità di tipo precario o comunque a tempo determinato che riguardano, come voi avete scritto, le professionalità non dirigenziali. Sappiamo anche che la struttura fondante che lavora da anni all'interno dell'Osservatorio economico è basata su contratti atipici o su consulenze, ma si sono formate professionalità significative, importanti, di elevato livello che sono quelle sulla base delle quali l'Osservatorio economico funziona.
Se queste professionalità non dovessero passare in carico all'Osservatorio economico, diventato nel frattempo agenzia presidenziale in house, è possibile che ci siano delle difficoltà di funzionamento dell'Osservatorio economico, oltre che persone sulla strada. Quindi anche di questo problema vorremmo capire la ricaduta all'interno dell'emendamento numero 955.
Ma per essere meno aulici, e tornare ad argomenti più banali, vorremmo capire come si ricollocano, all'interno dell'emendamento numero 955, le Aziende sanitarie locali e le Aziende miste. Abbiamo letto ieri sulla stampa che il rettore dell'Università di Cagliari ha annunciato la stabilizzazione di 54 operatori sociosanitari, quelli che tutti abbiamo conosciuto perché hanno a lungo occupato i portici sotto il Consiglio regionale per segnalarci la loro situazione. Ora vorremmo capire qual è il percorso normativo utilizzato dal rettore dell'Università di Cagliari, che non dovrebbe avere più nessuna competenza, visto che è nata l'Azienda mista che ha un suo direttore generale, per annunciare questa stabilizzazione e per individuarne 54 su 100 e tot che diventeranno operatori sociosanitari nell'Azienda mista di Cagliari, mentre gli altri resteranno fuori. Vorremmo capire qual è il motivo per cui entreranno questi a preferenza degli operatori sociosanitari già professionalizzati dalla Regione sostanzialmente con un concorso pubblico, perché c'è stata una graduatoria d'accesso ai corsi di formazione professionale, espletati negli anni scorsi dalla Regione, per 900operatori sociosanitari, una larga parte dei quali non ha in questo momento un'attività di lavoro.
Quindi, colleghi, l'emendamento numero 955 è un emendamento da sospendere, per lo meno finché ci venga data garanzia che i problemi che noi vi stiamo ponendo in Aula in questo momento, voi li avete affrontati, avete dato loro risposta e soluzione. Non vogliamo avere il patema d'animo, nel votarlo, di pensare che dopo averlo votato avremo precari, che voi non avete tenuto in considerazione in questo emendamento, che occuperanno nuovamente i portici per segnalarci la drammaticità della loro situazione. Non è questo il modo migliore per stabilire rapporti corretti tra maggioranza e minoranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). L'articolo 8 è uno degli articoli importanti, non l'unico, di questa legge finanziaria. Alcune osservazioni del collega Vargiu sono condivisibili; e, come in altre circostanze abbiamo tentato di fare, come in altre situazioni si è poi proceduto, io credo che anche in questo caso sia importante la stesura di una disposizione normativa che attiene alle condizioni di lavoratori precari. Stiamo parlando di lavoratori precari, che hanno svolto attività di servizio per anni, anche se non in modo continuativo, all'interno della pubblica amministrazione, e l'hanno svolta non in funzione sostitutiva ma in ragione di esigenze permanenti dell'amministrazione.
E questi lavoratori non hanno potuto essere inquadrati attraverso una corretta procedura concorsuale, perché questa amministrazione pubblica, l'amministrazione regionale, gli enti, le agenzie hanno dovuto vivere in un'incertezza normativa ormai datata, pesantissima, di anni, nella quale si sono susseguite disposizioni che impedivano alle pubbliche amministrazioni di attrezzarsi in modo adeguato allo svolgimento dei compiti, perché c'erano vincoli di natura finanziaria, limiti di spesa, limiti nel poter aggiornare le proprie dotazioni organiche, anche in ragione delle qualifiche, dei profili professionali.
In questo senso io penso che l'onorevole Vargiu facesse osservazioni utili alla discussione e utili anche alla decisione; confrontiamoci insieme sul merito fatto salvo che sull'obiettivo, come in altre circostanze abbiamo verificato, siamo d'accordo. Noi pensiamo che la pubblica amministrazione, fatta salva una quota di flessibilità per esigenze straordinarie, che pure dobbiamo prevedere, possa avere al proprio interno professionalità, che operano in modo stabilmente precario, pare che sia una contraddizione, ma in effetti è così.
Io ritengo che in questo articolo si debba affrontare il tema del personale precario, del personale a contratto flessibile o atipico, del personale a contratto di lavoro a termine, personale che ha operato nell'ambito dell'amministrazione centrale della Regione, degli enti e delle agenzie regionali. Ritengo che per altre amministrazioni, come abbiamo fatto nel Piano sanitario regionale, per quanto attiene l'amministrazione sanitaria, le amministrazioni sanitarie tutte, questa materia debba essere meglio precisata in altri articoli, anche di questa finanziaria, con gli stessi principi, con gli stessi riferimenti e criteri generali.
Ritengo anche che il problema del precariato non debba essere trattato solo ed esclusivamente nell'ambito pubblico, ma che debba essere attrezzato un dispositivo in altri articoli di questa finanziaria, sull'emersione dalla condizione di precarietà di lavoratori che operano nel settore privato; chiaramente nelle forme consentite, più o meno come quelle che si sono applicate nel caso dell'emersione dal lavoro nero. Questo perché? Questo perché bisogna mettere ordine, questo perché bisogna dare una risposta politica al buon funzionamento dell'apparato produttivo e delle pubbliche amministrazioni, questo perché bisogna dare una risposta al bisogno sociale di poter costruire sulla base di certezze la propria esistenza, di poter contare su un reddito stabile nel tempo, perché questa è una società che ha bisogno di salute, e questa salute non è certamente possibile se la condizione di vita è una condizione di vita precaria.
Rifondazione Comunista, pur essendo da anni impegnata sui temi del lavoro, del precariato, del contrasto alla precarizzazione della condizione di vita dei lavoratori e delle lavoratrici, in queste settimane ha accentuato il suo impegno, e a seguito di questo gli è successo di tutto, gli è successo di tutto! Io non vorrei, allora, che questa manovra finanziaria fosse caratterizzata da due elementi; un primo elemento sarebbe quello di una non soluzione del problema dei precari, della condizione di precarizzazione della vita dei lavoratori, della condizione di non lavoro, della condizione di povertà; un secondo elemento sarebbe quello di vedere il partito, che più di ogni formazione politica ha fatto di questo terreno il terreno privilegiato dell'iniziativa, dimezzato, messo in un angolo, accantonato, oggetto di processi di aggressione e di riduzione della propria capacità di penetrazione su questi argomenti, di intervento su queste vicende.
Io non vorrei che ci fosse una sintesi di questo tipo, sul contenuto e sul contenitore, perché se questo fosse l'obiettivo noi non subiremmo passivamente, noi accentueremmo l'iniziativa sociale e politica, noi promuoveremmo sempre di più i processi di aggregazione attorno a queste questioni, perché questa società sarda non avrà sviluppo se non risolverà questo tipo di problemi: la disoccupazione, la condizione di povertà, la condizione di precarizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Non ci sarà futuro, non ci sarà futuro!
Noi potremo avere milioni di siti informatici, potremo avere le più grandi tecnologie che passano attraverso la computerizzazione di ogni respiro delle persone di questa Regione, noi forse potremo avere anche i robot più evoluti sul piano tecnologico, ma non avremo una società giusta, capace di organizzare sviluppo, capace di essere riferimento di buona condizione di vita.
Ecco perché, anche accogliendo l'ipotesi che veniva avanzata, io sono perché la discussione coinvolga tutti, tutte le forze politiche in Consiglio e che ci sia un primo segnale con questo articolo sul tema del precariato e della precarizzazione della vita dei lavoratori e delle lavoratrici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Per quanto l'amico e collega Vargiu abbia avuto parole pesanti sull'emendamento numero 955 e su come è stato portato all'attenzione dell'Aula, io mi permetto di dire che con questo emendamento l'articolo 8 diventerà una pietra miliare di questa finanziaria. Questo articolo 8, grazie a questo emendamento, sarà uno schiaffo morale dato a chi voleva vedere in questa finanziaria solo una manovra di costrizione e di penitenza; sarà quel Gran Premio della montagna che ci vedrà vittoriosi al traguardo e ci permetterà di arrivare anche alla fine della corsa.
Su questo emendamento, per quanto possa avere avuto un travaglio difficile, e una gestazione completa, ci siamo impegnati tutti, collega Vargiu, anche lei in Commissione ha avuto parole di elogio su questo emendamento che era finalizzato a rendere giustizia ad una situazione di instabilità di tutto un mondo che abbiamo definito di precariato, ma che è formato da ingegneri, medici, biologi, ragionieri, gente che ha fatto del suo impegno lavorativo anche un'esperienza e una professione e rispetto alla quale non poteva venir meno la nostra attenzione. Quindi, anche se con un difficile travaglio, nonostante le minacce di aborto sulle quali siamo intervenuti anche con manovre complesse, è stato partorito, e questo, ripeto e ribadisco, è una grande vittoria per questa finanziaria.
Di questo, colleghi della maggioranza, ma anche dell'opposizione, credo vada dato atto a tutta la Commissione, perché soprattutto con questo emendamento (emendamento diventato - l'abbiamo sentito anche dal collega Uras oltre che dal collega Vargiu - il momento pregnante, caratterizzante di questo articolo) l'articolo 8, che sembrava dover passare come un gregario di una finanziaria fatta, invece, di altri momenti di spicco, è diventato una pietra miliare.
Io penso che di questo noi dovremmo essere orgogliosi e perciò dobbiamo insistere sulla linea delle politiche del lavoro, dell'occupazione, politiche finalizzate all'impresa, alle attività artigianali, al commercio, cioè, tutto ciò che noi possiamo mettere in questa finanziaria, che dia ai sardi una speranza di vita che guardi verso un orizzonte più chiaro e più sereno. Noi Popolari-Udeur siamo stati, lo devo dire molto modestamente, tra i più accaniti sostenitori di questo emendamento che adesso è diventato, e ne siamo orgogliosi, un emendamento di tutti; però, noi riteniamo che questo orgoglio, che ci deriva dal fatto che sia stato condiviso da tutta la maggioranza, debba avere anche una nicchia rispetto a un partito piccolo che si sta impegnando su diversi aspetti di questa finanziaria, utilizzando anche toni accesi, ma mirati a migliorarla, a renderla più giusta, più equa, meno giacobina.
Una finanziaria, comunque, che dia risposte alle linee politiche che i Popolari-Udeur hanno tracciato in questa legislatura, che stanno tracciando con forza anche nella loro attività di periferia, nei territori della Regione Sardegna. Per questi motivi noi sosterremo con forza questo articolo e l'emendamento, e continueremo ad impegnarci nel proseguo dell'articolato per renderlo migliore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo ovviamente cambiando un po' i termini del mio contributo alla discussione in funzione di questa novità piuttosto rilevante, anche se annunciata, rappresentata da un emendamento firmato da gran parte dei consiglieri della maggioranza; un emendamento che, a mio giudizio, come ha già sottolineato anche il mio collega Pierpaolo Vargiu, reca alcune novità importantissime che meriterebbero un'attenzione approfondita anche nell'interpretazione lessicale di alcuni termini che sono stati usati.
La prima osservazione che vorrei fare attiene al perché non si sia preso come riferimento il modello di stabilizzazione utilizzato dal Governo Prodi nella sua finanziaria, monitorando ad una certa data che fosse comprensiva dei rapporti di lavoro in atto. Quindi la valutazione si sarebbe dovuta fare non già al 30 marzo 2007, come pare sia stato scritto (tra l'altro la data non è leggibile per chi ha avuto la fotocopia), ma al 31 di dicembre del 2007; questo perché? E' ciò che era stato anche riferito. Sant'Agostino prima di entrare a Damasco si dice che avesse chiesto al Signore il dono della castità in questi termini: "Signore dammi il dono della castità, ma non darmelo subito", quindi aveva chiesto un periodo di franchigia. Se questo periodo di franchigia è stato utile a Sant'Agostino figuriamoci se non è utile anche a noi. Io mi appello ai quattro Assessori presenti in Aula, perché si facciano interpreti di questa esigenza.
Un'altra osservazione che mi viene spontanea e immediata riguarda la copertura finanziaria che mi sembra non congrua, perché con 1 milione e 500 mila euro per il primo anno, e 3 milioni di euro per ciascuna delle tre annualità successive, "a occhiometro" (capisco bene che non si dovrebbero fare conteggi di questo genere), disponiamo di un finanziamento appena sufficiente a stabilizzare circa 120 persone, non di più, in quattro anni, perché un'unità lavorativa stabilizzata, orientativamente, costa 50 mila euro. Non so, infatti, se ci sia l'intenzione di utilizzare altre risorse oltre quelle che destiniamo in questo nuovo fondo istituito con una UPB 01, quindi evidentemente allocato presso la Presidenza.
La terza osservazione è relativa a questa duplice via alla stabilizzazione, cosa molto logica e apprezzabile, che però non mi consente di capire dove finisce il diritto di chi sta all'interno del primo percorso di stabilizzazione e il diritto di chi invece sta all'interno del secondo percorso. Perché voi dite che chi ha avuto un rapporto di lavoro a tempo determinato, diretto, con l'amministrazione regionale, a domanda potrà essere stabilizzato, a domanda, è ovvio ed è comprensibile. Chi invece ha avuto un rapporto indiretto e quindi attraverso naturalmente anche un rapporto di lavoro interinale, leggo tra le virgole, è evidente che potrebbe essere pure stabilizzato ma attraverso una procedura concorsuale.
Ciò significa che per forza devo disporre di due graduatorie distinte, come faccio altrimenti a pescare dall'una e dall'altra contestualmente? Non sarebbe possibile. Quindi, come misuriamo la dotazione finanziaria riservata alla stabilizzazione diretta, chiamiamola così, e la dotazione finanziaria riferita alla stabilizzazione del precariato indiretto ? E' evidente che vi sono, dei margini di incertezza che, per forza, vanno chiariti, altrimenti stiamo creando un'ingiustizia ulteriore che di sicuro poi si ritorcerà contro di noi nel momento in cui verrà data attuazione al disposto legislativo.
Il principio della stabilizzazione noi lo dobbiamo intendere in maniera universale, lo diceva anche il collega Uras e io condivido pienamente, nel senso che non possiamo scrivere questo pensando a ciò che noi vogliamo stabilizzare, ma dobbiamo scrivere questo pensando anche a ciò che in questo momento probabilmente non è molto percepibile da tutti i consiglieri regionali qui presenti. Ci sono infatti forme di precariato che evidentemente mal si adattano a questo caso. Diceva ad esempio Sergio Marracini poco fa che sono ricompresi anche i medici , ma i medici sono dirigenti e in quanto tali non sono ricompresi; è bene quindi chiarire questo punto. E' evidente che la cosa più saggia è intenderci sul fatto che , probabilmente, unanimemente, vogliamo tutti la stessa cosa.
Io proporrei, se abbiamo buona volontà, una breve, brevissima sospensione che ci consenta di chiarire alcuni punti di questo emendamento che nessuno, ovviamente, ha avuto la possibilità concreta di valutare e, in maniera molto spassionata, ognuno dia il proprio contributo perché si raggiunga finalmente, almeno su questo punto, un'unanimità totale dell'Aula.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, le chiederei, se è possibile, una breve sospensione, prima di esprimere il parere, in considerazione anche della richiesta di un'interlocuzione avanzata dall'opposizione, in ordine all'emendamento di sintesi proposto, per verificare la possibilità di pervenire ad una soluzione condivisa.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni sospendo la seduta per quindici minuti e convoco una Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 53, viene ripresa alle ore 21 e 57.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Comunico che non è stato possibile pervenire alla formulazione di un emendamento di sintesi al quale si sta ancora lavorando. Pertanto il Consiglio è riconvocato domani, venerdì 11 maggio, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 21 e 57.
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