Seduta n.225 del 30/03/1993 

CCXXV SEDUTA

MARTEDI'30 MARZO 1993

Presidenza del Presidente FLORIS

INDICE

Dimissioni di componenti dell'Ufficio di Presidenza ……..

Elezione di due Vicepresidenti del Consiglio:

PUSCEDDU..............................

MANNONI...............................

MERELLA................................

COGODI...................................

DADEA.....................................

ORTU........................................

TAMPONI ................................

(Votazione a scrutinio segreto) …….

(Risultato della votazione).........

Elezione di tre Questori del Consiglio:

(Votazione a scrutinio segreto) …….

(Risultato della votazione).........

Elezione di un Segretario del Consiglio:

(Votazione a scrutinio segreto) …….

(Risultato della votazione).........

Interrogazioni (Annunzio) .......

Interrogazioni (Risposta scritta) …….

Proposta di legge (Annunzio di presentazione) …..

La seduta è aperta alle ore 18 e 27.

SECHI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 19 marzo 1993, che è approvato.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Marteddu - Fantola - Amadu - Carusillo - Dettori sulle difficoltà delle compagnie sarde di navigazione nei porti del Continente". (384)

(Risposta scritta in data 25 marzo 1993.)

"Porcu sulle agevolazioni sui servizi di trasporto in favore degli invalidi". (392)

(Risposta scritta in data 25 marzo 1993.)

"Satta - Tidu - Sanna Adalberto - Corda - Piras - Tamponi - Manunza sulla soppressione dei Comitati dei garanti delle Unità sanitarie locali". (526)

(Risposta scritta in data 25 marzo 1993.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Annunzio che è stata presentata la seguente proposta di legge:

dai consiglieri Mulas Maria Giovanna - Mannoni - Mereu Salva

torangelo - Manchinu - Baroschi - Ferrari - Lombardo - Fadda Fausto - Fadda Antonio:

"Disciplina dell'orientamento scolastico e professionale". (382)

(Pervenuta il 23 marzo 1993 e assegnata alla quarta Commissione.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

SECHI, Segretario:

"Interrogazione Planetta, con richiesta di risposta scritta, sulla rescissione della convenzione Fondazione San Giovanni Battista e U.S.L. n. 1 di Sassari". (520)

"Interrogazione Onida, con richiesta di risposta scritta, sulla rischiosa gestione, per la salute dei cittadini, del servizio anti insetti (ex CRAAI) da parte dell'Amministrazione provinciale di Oristano e sulla violazione dei diritti civili e sindacali del personale dipendente da tale servizio". (521)

"Interrogazione Carusillo, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di introduzione in Sardegna dell'afta epizootica a seguito dell'insorgenza di numerosi focolai nella Penisola". (522)

"Interrogazione Carusillo, con richiesta di risposta scritta, su una possibile campagna di macellazione straordinaria di ovi-caprini di fine carriera". (523)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui versano i pescatori a causa delle conseguenze derivanti dal fermo biologico". (524)

"Interrogazione Cadoni, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristinare la tenenza dei Carabinieri nella città di Bosa". (525)

"Interrogazione Satta Antonio - Tidu - Sanna Adalberto - Corda - Piras - Tamponi - Manunza, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dei Comitati dei garanti delle Unità sanitarie locali". (526)

"Interrogazione Porcu, con richiesta di risposta scritta, sull'attività dell'ISOLA". (527)

"Interrogazione Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sui trasporti intermodali". (528)

"Interrogazione Dadea - Cuccu - Muledda - Erittu, con richiesta di risposta scritta, sui riflessi che si determinerebbero a seguito dell'iniziativa dell'Eurocem di Napoli di importare e commercializzare cemento proveniente dall'estero". (529)

Dimissioni di componenti dell'Ufficio di Presidenza

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute a questa Presidenza le dimissioni dall'Ufficio di Presidenza dei consiglieri Achille Tarquini, Antonio Sechi, Carmelo Porcu, Antonio Serra, Orazio Mereu e Antonio Fadda.

Se non vi sono osservazioni, il Consiglio ne prende atto.

Elezione di due Vicepresidenti del Consiglio

PRESIDENTE. Essendosi dimessi i Vicepresidenti, i Questori e i Segretari del Consiglio, occorre procedere alle votazioni per le relative elezioni. Ricordo che in seguito alla modifica degli articoli 4 e 5 del Regolamento interno è stata stabilita una nuova composizione dell'Ufficio di Presidenza e sono state previste nuove modalità per l'elezione dei suoi componenti. Debbono pertanto essere effettuate le votazioni a scrutinio segreto per l'elezione di due Vicepresidenti, tre Questori e un Segretario. Secondo la nuova formulazione dell'articolo 5 citato, per le elezioni di cui sopra, ciascun consigliere scrive sulla propria scheda un solo nome per i Vicepresidenti, due nomi per i Questori ed uno per il Segretario.

Si procede ora all'elezione di due Vicepresidenti del Consiglio.

Ha domandato di parlare l'onorevole Pusceddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (P.S.D.I.). Signor Presidente, con l'adempimento che il Consiglio si appresta ad effettuare possiamo dire che si chiude una fase della vita di questo Consiglio segnata da una lunga paralisi dell'Ufficio di Presidenza e dal tentativo di comporre i dissensi, che ha portato, nella seduta del 23 febbraio ultimo scorso, ad una modifica del Regolamento. I componenti del Gruppo socialdemocratico hanno dato la loro disponibilità, con le dimissioni del loro rappresentante, che ricopriva l'incarico di Questore, ad agevolare le procedure per il rinnovo dell'Ufficio di Presidenza e per l'attivazione delle nuove Commissioni, perché si avverte forte la necessità di un rilancio della produttività del Consiglio. Non ci è stato consentito, tuttavia, esercitare il ruolo che abbiamo richiesto. In occasione dell'insediamento delle Commissioni, i rappresentanti di due Gruppi consiliari non hanno partecipato alle votazioni per l'elezione dei relativi Uffici di Presidenza; due Gruppi, quelli del P.S.D.I. e del P.R.I., che per composizione numerica sono pari al più consistente Gruppo consiliare attualmente all'opposizione. Noi con chiarezza, in tutte le circostanze, in tutte le interlocuzioni che sono avvenute per dare una risposta positiva alla lunga crisi dell'Ufficio di Presidenza, abbiamo ripetutamente manifestato l'indisponibilità dei rappresentanti del Gruppo socialdemocratico ad occuparsi delle problematiche relative all'amministrazione del Consiglio, dunque l'indisponibilità a ricoprire l'incarico di Questore. Vi è stata una campagna dai toni anche accesi, nei nostri confronti, all'interno del Consiglio regionale e persino sulla stampa: si è stigmatizzato il perdurare di un nostro rappresentante in un incarico, quasi che l'incarico di Questore fosse rivendicato dal P.S.D.I. come una sorta di eredità dinastica. Siccome invece non esistono particolari interessi - e tanto meno interessi inconfessabili - per continuare a esercitare quel ruolo, che pure ritengo sia stato esercitato nel migliore dei modi, è stata manifestata l'indisponibilità a ricoprire ancora tale incarico, anche a fronte di una sollecitazione che comunque è pervenuta da parte di altri Gruppi consiliari. Dico questo per dire che il Gruppo socialdemocratico, in assenza di quelle opportune intese che dovevano essere raggiunte, non parteciperà alle votazioni per il rinnovo dell'Ufficio di Presidenza. E per rafforzare il significato di questa nostra posizione chiediamo ai colleghi che parteciperanno alle votazioni di non riversare i propri voti su un rappresentante del Gruppo socialdemocratico, anche per evitare che l'Ufficio di Presidenza continui ad andare avanti in un regime di precarietà permanente, con un susseguirsi di ulteriori dimissioni. Chiediamo dunque, in termini molto franchi, che non vengano fatti convergere voti su alcun rappresentante del Gruppo socialdemocratico. Questo non significa disimpegno da parte del Gruppo del P.S.D.I. rispetto alle esigenze di unità e di solidarietà delle forze politiche e delle istituzioni regionali per far fronte alle aspettative dell'intera Sardegna. Sulle cose concrete, sui problemi reali il Gruppo del P.S.D.I. farà la sua parte. Ma non ritiene opportuno essere coinvolto rispetto agli assetti di gestione degli organi consiliari che sono stati configurati, anche perché forse, dopo tante accuse, una sorta di dieta potrebbe rivelarsi salutare.

Ci rendiamo comunque conto che in ultima analisi non sono stati raggiunti gli obiettivi che erano alla base delle modifiche regolamentari. L'avere adottato un metodo molto elastico nella composizione delle Commissioni ha creato delle indubbie difficoltà, derivanti dai contrasti politici interni ad alcuni Gruppi consiliari. Un'ultima osservazione, in chiusura: nel rinnovo degli Uffici di Presidenza delle Commissioni non è stata soddisfatta la previsione del secondo comma dell'articolo 30 del Regolamento che prevede che negli Uffici di Presidenza delle Commissioni, considerate nel loro complesso, devono essere rappresentati tutti i Gruppi. Due Gruppi consiliari non risultano rappresentati negli Uffici di Presidenza delle Commissioni. Chiediamo che si provveda e mi rivolgo proprio al Presidente del Consiglio, il quale a mio avviso non deve esercitare un ruolo passivo, o di semplice notaio che registra volontà espresse dai Gruppi consiliari, ma deve esercitare con autorevolezza quella funzione propulsiva finalizzata al raggiungimento delle opportune intese previste dalle norme regolamentari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Mannoni. Ne ha facoltà.

MANNONI (P.S.I.). Signor Presidente, le dichiarazioni rese testé dal collega Pusceddu, per il contenuto politico che le caratterizza, meritano una valutazione in sede politica, per cui chiedo alla Presidenza che si sospendano i lavori, perché io ho la necessità di riunire il Gruppo consiliare del Partito socialista.

PRESIDENTE. L'onorevole Mannoni propone una breve sospensione dei lavori.

Ha domandato di parlare l'onorevole Merella. Ne ha facoltà.

MERELLA (Gruppo Laico Federalista). Signor Presidente, il collega Mannoni ha rilevato che le dichiarazioni del collega Pusceddu, Capogruppo del Partito socialdemocratico, sono di tale portata politica da proporre una sospensione, per una obbligatoria e necessaria riunione del Gruppo socialista. Come ulteriore elemento di riflessione vorrei precisare che analoghi convincimenti hanno portato il nostro Gruppo ad assumere le stesse determinazioni dei colleghi del Gruppo socialdemocratico: a nostro avviso, infatti, anche in questo caso si è continuata a praticare una strada che appartiene al passato. Per di più ciò avviene in un contesto politico generale, a livello nazionale, nel quale di ora in ora assistiamo a mutamenti così rilevanti da non consentirci di rimanere esclusivamente ancorati alle tematiche di livello regionale. Non è riuscita a farsi strada, in questa occasione e in questo momento, la capacità di dare un segnale preciso. Noi rifiutiamo l'immagine di questa vicenda che è emersa sulla stampa qualche settimana fa: "I repubblicani hanno chiesto qualche cosa, questo qualcosa non si è presentato disponibile per il Gruppo repubblicano, i repubblicani, ergo, non votano". Io chiamo tutti i Gruppi a testimoniare della correttezza da noi manifestata; avrei tanto desiderato che agli incontri riservati fossero presenti gli autorevoli operatori della stampa isolana, per avere la testimonianza precisa che i repubblicani non hanno avanzato alcuna candidatura, ma si sono fatti carico di proporre criteri e modalità rigorose per risolvere i problemi che stavamo affrontando, cioè l'elezione delle Presidenze delle Commissioni e la formazione del nuovo Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Noi ci siamo dunque mossi con un approccio totalmente diverso. In ordine ai criteri e ai ragionamenti che noi proponevamo non abbiamo avuto, direi, risposte di alcun tipo; si è detto: "Non ce la facciamo, non è praticabile, questa linea non trova accoglienza, questa linea non trova neanche possibilità di dibattito". Evidentemente si fa fatica in quest'Aula a capire che cosa sta avvenendo nel Paese di nuovo, di diverso, di traumatizzante. Noi ne prendiamo atto con grande rammarico. Certo, il senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto ci porta a confermare che gli accordi politici che alcuni mesi fa hanno dato vita a questo Governo regionale non sono assolutamente in discussione. Tuttavia, lo stesso senso di responsabilità ci induce a rivolgere un invito a tutti i Gruppi politici e anche alla Giunta, affinché si soffermino ad ascoltare, a capire, ad intendere che nel Paese sono giorni, settimane ed ore di grandi trasformazioni che investiranno anche il sistema politico regionale. Da questa consapevolezza, fin d'ora, bisogna partire per capire anche il significato della indisponibilità dei repubblicani e dei socialdemocratici ad affrontare non solo questo tipo di problemi, ma tutto il ventaglio dei problemi che coinvolgono le istituzioni e la comunità sarda secondo vecchi criteri: occorre invece un approccio diverso e nuovo, quale quello che si sta prospettando nel Paese in queste ore drammatiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Dico subito, signor Presidente, colleghi, che se io fossi un osservatore esterno farei fatica a capire che cosa sta succedendo adesso in quest'Aula. Tutti dicono: "Non vogliamo nulla, non c'è contesa, le istituzioni innanzitutto, i valori supremi avanti ad ogni cosa", però si è impallati, dopo un anno e mezzo, sulla composizione degli organi di garanzia del Consiglio regionale e degli altri organismi interni. Ma se nessuno vuole niente, se tutti sono così disinteressati, se questa cosa non vale poi tanto, perché tutta questa fatica, segnata anche da qualche venatura di impazienza e di nervosismo? Evidentemente non è così. Dice il collega Pusceddu: "Si chiude una fase e se ne apre un'altra, dopo un anno e mezzo". No, si chiude una fase e se ne apre un'altra che è uguale alla prima, perché accordo non c'era prima e accordo non c'è adesso: le opportune intese previste dal Regolamento non sono maturate, per cui si va ad un adempimento, che è necessario e che a questo punto è anche doveroso, senza che siano intercorsi accordi tra i Gruppi politici. E perché non sono intercorsi questi accordi? Perché non c'è equilibrio. Io aggiungo che ciò avviene anche perché non c'è compiuto senso delle istituzioni: non c'è.

Quando si è aumentato il numero delle Commissioni consiliari non abbiamo - o meglio non avete, voi, la maggioranza - convinto nessuno che ciò avveniva per lavorare meglio, tant'è che non si lavora per niente, né con le vecchie, né con le nuove. Si è allargato il numero delle Commissioni consiliari perché si doveva agevolare una divisione delle Presidenze. Ma siccome questo strappo è stato fatto, che almeno serva a qualcosa! Questo Consiglio non se ne faceva nulla di 8, anziché 6, Commissioni, perché 6 Commissioni per un Consiglio di 80 persone sono più che sufficienti per lavorare in modo articolato: ma ormai occorre fare in modo che l'aumento sia servito a qualcosa. Si rinnovano gli appelli all'unità e alla corresponsabilità, appelli che abbiamo lanciato e accolto tutti nei momenti importanti della vita dell'istituzione consiliare, soprattutto nei momenti più difficili, nel recente passato, contribuendo, tutti, ad elaborare una piattaforma di rivendicazione per l'intera Regione. Abbiamo votato unitariamente gli ordini del giorno e gli atti deliberativi più impegnativi anche sacrificando esigenze di distinzione politica: vi sono momenti in cui, con l'opposizione che vota insieme alla maggioranza nell'interesse superiore della nostra Regione, il Consiglio regionale, l'istituzione regionale riconquista almeno un pezzo di fiducia da parte dell'opinione pubblica. Questa riconquista almeno parziale di fiducia si è avuta quando il Consiglio regionale è stato capace di presentarsi in Sardegna e a Roma con una sola voce, che era quella dell'istituzione autonomistica. Perché mai si dovrebbe dividere, disperdere, sprecare parte di questo bene che è stato, come dire, realizzato e non si dovrebbe invece in qualche modo tesaurizzarlo, investirlo in politica? Ma perché?

La verità è sempre la verità: questo impiccio nasce dal fatto che la maggioranza non ha trovato un accordo al suo interno. La maggioranza ha deciso prima, per conto suo, di prendersi tutte le Presidenze, escludendo l'opposizione, cosa che non è dovuta, perché il Regolamento non lo prevede, è una scelta politica. La maggioranza ha deciso di prendersi per sé tutte le Commissioni, come scelta politica, poi, quando ha tentato di spartirsi le Commissioni, non ha trovato l'accordo. Noi stiamo discutendo, adesso, non della composizione dell'Ufficio di Presidenza che dovremo votare dopo, stiamo discutendo di quel che è accaduto a seguito dell'esclusione di una parte del Consiglio, che pure è parte della maggioranza, delle Presidenze delle Commissioni. Noi potremmo dire, dall'opposizione: "Sono affari vostri, della maggioranza". Non è così! Perché quando interviene una difficoltà di rapporti nella vita dell'istituzione consiliare, non si tratta più solo di un fatto di maggioranza: è un fatto di tutti. Quindi noi ci preoccupiamo di questo fatto. Due partiti minori - minori non certo minori quanto a valore politico, ma minori come rappresentanza numerica - che sono parte della maggioranza, non è che sono esclusi per Regolamento, o esclusi perché tutti noi li abbiamo esclusi, no: è la maggioranza che li ha esclusi, quindi nasce un problema politico, che per un verso è di maggioranza, per altro verso ci riguarda tutti. Quindi se quello è lo strappo e se lì è lo strappo, lì si ricucia. Non si penserà che uno strappo fatto stamattina su una tela si possa ricucire stasera o domattina su un'altra tela: lo strappo è lì, si ricucia lì. Sono 8 Commissioni, la maggioranza della maggioranza se l'è prese tutte, ne restituisca una a una parte della maggioranza che dice di avere questa dignità. Qui non si tratta di pretese, né io voglio difendere la causa degli altri, difendo la causa del Consiglio, dell'armonia e dell'equilibrio del Consiglio...

Però non capisco, non ho usato i cinque minuti, o i dieci minuti...

PRESIDENTE. Siamo in sede di dichiarazione di voto.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Perché dichiarazioni di voto? Si è aperta una discussione su cui altri hanno argomentato... Ma insomma, se non si può ho finito, basta questo come dichiarazione di voto. Insomma, vanno bene gli appelli, però che siano rivolti nella direzione giusta e che sia ricostituito un equilibrio di insieme, perché gli organi interni del Consiglio non sono della maggioranza: gli organi interni del Consiglio sono organi di garanzia ed essendo organi di garanzia devono vedere la partecipazione con pari dignità di tutte le componenti politiche. Se sono organi di maggioranza: ma allora si faccia un Consiglio di maggioranza e un Consiglio di opposizione. Gli organi interni non sono del Governo regionale: del Governo sono gli Assessori, gli Enti strumentali. La maggioranza nomina i suoi rappresentanti nelle banche e nessuno dell'opposizione ha chiesto di concorrere a nominare rappresentanti nelle banche, salvo pretendere che si nominino bene, che siano le persone giuste: ma per gli organi interni di garanzia del Consiglio sì, è un dovere parteciparvi, e parteciparvi a livello giusto. Non è solo una richiesta, è un dovere di tutti noi. Ecco perché io ritengo che se ancora ci deve essere una pausa rapida di riflessione, un tentativo di recupero, questo deve avvenire non per operare distribuzioni, ma deve servire per recuperare una corresponsabilità, una possibilità di accesso, di esercizio di diritti e di doveri istituzionali che appartengono a tutte le componenti politiche. Al di fuori di questo noi non avremo organi di garanzia, ma avremo, come dire, atti di maggioranza che qualche volta diventano anche atti di intolleranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.

DADEA (P.D.S.). Signor Presidente, noi abbiamo avuto modo già stamattina, nelle sedute delle Commissioni che hanno portato all'elezione dei rispettivi Uffici di Presidenza, di esprimere il nostro rammarico per la indisponibilità dimostrata dai Gruppi laici, cioè dal P.S.D.I. e dal P.R.I., a partecipare alle votazioni. Questo rammarico è ulteriormente accentuato dalla constatazione che per la prima volta è stato fatto uno sforzo, da parte di tutti noi, della maggioranza, ma anche dell'opposizione, affinché trovasse una concreta attuazione un principio, a mio modo di vedere, fondamentale, cioè il principio che anche le minoranze fossero rappresentate ed anzi che potessero esprimere tutti i Vicepresidenti delle 8 Commissioni permanenti. E la novità sta nel fatto che mentre nel passato le forze di opposizione avevano i numeri per poter esprimere autonomamente le Vicepresidenze, questa volta il principio è stato perseguito nonostante i Gruppi di minoranza non avessero autonomamente la forza numerica per esprimere le Vicepresidenze.

Noi ci siamo trovati però di fronte a due esigenze fondamentali. La prima era quella di dare immediatamente operatività, da stamattina, alle Commissioni, affinché possano affrontare in tempi rapidissimi alcuni provvedimenti di notevole importanza e urgenza (un esempio per tutti: le leggi di accompagnamento, che devono dare completezza alla manovra di bilancio, prima fra tutte la legge che trasferirà risorse agli enti locali). Ma abbiamo anche il dovere di dare piena legittimazione agli organi di autogoverno di questo Consiglio, che da più di un anno e mezzo non hanno potuto esercitare compiutamente le loro prerogative: c'è, quindi, la necessità di far presto.

L'ultima mia considerazione riguarda l'assetto che si è determinato stamattina con il voto per gli Uffici di Presidenza delle Commissioni. Per quanto riguarda il Gruppo del Partito Democratico della Sinistra non siamo sicuramente sovradimensionati rispetto alla soluzione che è stata data; il Gruppo del Partito Democratico della Sinistra esprime esattamente due Presidenti di Commissione, così come li esprime il Gruppo del Partito Socialista Italiano ed è esattamente la metà delle cariche espresse dalla Democrazia Cristiana. Mi pare che questo non costituisca una sovraesposizione e un sovradimensionamento del Gruppo del Partito Democratico della Sinistra. Naturalmente siamo disponibili a fare ancora tutti i tentativi perché si possa trovare, nel brevissimo tempo, un'ulteriore convergenza anche con gli altri Gruppi. Siamo perciò d'accordo ad interrompere il Consiglio, sia pure brevemente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (P.S.d'Az.). Onorevole Presidente, è veramente molto amaro constatare che un Consiglio regionale che è riuscito a raccogliere le forze vive della Sardegna e a varcare con esse il Tirreno per portare a Roma la protesta unitaria dei sardi, oggi invece si perda in queste piccole vicende, che certamente non esaltano la posizione e il ruolo del Consiglio. Per di più ciò avviene nel momento in cui il sistema politico italiano e sardo è alle corde, nel momento in cui si dice che la prima Repubblica, non quella scritta nella Costituzione, ma quella che si è andata nel tempo realizzando, ormai è giunta al capolinea e si arriva a questo esito non in forma indolore, quasi per un fisiologico superamento politico e culturale portato dal tempo, ma vi si giunge nel modo peggiore, in forma traumatica, per degenerazione dei partiti come conseguenza della degenerazione dei loro uomini e dei loro gruppi dirigenti. La luce degli ideali oggi è sostituita troppo spesso dal brillio di altre cose concrete, che illuminano e accecano gli uomini, dimenticando qual è il mandato popolare, dimenticando qual è il ruolo e la funzione e la coscienza che ciascuno di noi deve esprimere in quest'Aula. Lo spirito di servizio, la dedizione ad un'idea, ad un'utopia, se volete, purtroppo è venuta meno.

Ed ecco, spenta quella luce degli ideali che una volta guidava gli uomini, ecco allora le divisioni sulle attribuzioni degli incarichi, che esplode non in un Gruppo, ma nella generalità dei Gruppi, perché la domanda è esorbitante rispetto alle richieste. Io non voglio banalizzare le difficoltà che oggi bloccano questo Consiglio, questa istituzione, ma mi pare opportuno riprendere una proposta che di recente è stata fatta in quest'Aula e che io voglio far mia proprio in questo momento: e togliamo quegli elementi che forse possono portare alla degenerazione della politica o ad un'interpretazione diversa dei ruoli, togliamo le indennità aggiuntive. Ciascuno di noi, come consigliere regionale, ha un'indennità che gli consente di vivere decorosamente, onestamente: quanti sardi vivono con molto meno, o con nulla! Non voglio banalizzare, ma noi qui abbiamo un'indennità per mettere a disposizione tutta la nostra intelligenza, tutta la nostra capacità di proposta politica e di lavoro quotidiano: sarebbe un segnale opportuno, per esempio, se cominciassimo a stabilire che per i consiglieri Segretari, per i Questori, per i Vicepresidenti non ci siano ulteriori indennità, ma solo il rimborso delle spese vive che uno sopporta per il ruolo che è chiamato a svolgere e se analoga decisione prendessimo per i Presidenti e i Vicepresidenti di Commissione. Togliamo tutto questo, proviamoci, ma realmente; riuniamoci, portiamo delle modifiche, eliminiamo queste cause di cancrena del corpo politico: acquisteremo più serenità, certamente saremo più credibili nei confronti della gente e probabilmente verranno meno molte delle tensioni che ci distolgono oggi dal lavoro che dovremmo svolgere. Se la richiesta del Gruppo socialista può servire a sbloccare la situazione, bene, si sospenda anche la seduta: io ritengo che ciò possa essere utile. Poi ritroviamoci per eleggere l'Ufficio di Presidenza perché il Consiglio deve funzionare: però prendiamo anche l'impegno di eliminare quelle cause di degenerazione di cui prima parlavo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Tamponi. Ne ha facoltà.

TAMPONI (D.C.). Presidente, colleghi, il Gruppo della D.C. è d'accordo per la sospensione, purché sia la più breve possibile. Dobbiamo restituire piena operatività agli organi di questa Assemblea, che sono mutilati già da un anno e mezzo: credo che questa sia la prima responsabilità politica e civile cui dobbiamo assolvere. Sarebbe grave se questa Assemblea, che sta ritrovando legittimazione all'esterno, nell'ultimo periodo, che sta trovando la capacità di interpretare i problemi della gente, a partire dai problemi reali e concreti dell'occupazione e dello sviluppo della Sardegna, si autodelegittimasse con schermaglie rituali che riproporrebbero scenari da consegnare invece definitivamente al passato. Con gli accordi che abbiamo raggiunto si è stabilito un principio di separazione tra i ruoli della maggioranza e dell'opposizione, ma si è data nel contempo risposta all'esigenza che anche le opposizioni siano rappresentate, con le Vicepresidenze, negli Uffici di Presidenza delle Commissioni. In questo scenario si era operato già dall'inizio della legislatura, quando per esempio i Vicepresidenti appartenenti alle opposizioni, alle minoranze, hanno avuto dotazioni di carattere strumentale come gli uffici, che non avevano nella passata legislatura. Io credo che questo sia un problema di democrazia, soprattutto se guardiamo al nuovo, come dicono molti, ai nuovi scenari elettorali, dei quali saranno certamente frutto, dell'Assemblea, ove i ruoli delle maggioranze e delle opposizioni saranno più marcati e più precisi.

Le intese che si sono tentate sono intese di questa natura, prima tra la maggioranza e quindi tra la maggioranza e le opposizioni. Direi che c'è stata, per non mistificare la realtà, una intesa di massima tra maggioranza e opposizione e c'è stata una intesa non raggiunta e non piena, invece, all'interno della maggioranza, per giuste o meno giuste rivendicazioni. Quando si parla di intesa e si parla di equilibrio vuol dire che si considerano tutte le variabili e sarebbe pretestuoso attribuire responsabilità di parte a chicchessia. Voglio ricordare che le Commissioni non sono solo 8, Cogodi, ma sono 9, perché c'è anche una Commissione speciale, che è stata votata nell'ultimo Consiglio e sappiamo bene quali sono gli accordi politici, a chi compete questa Commissione: quindi non stabilirei parametri e rapporti tra il numero dei Gruppi e le Commissioni. Siamo arrivati a questa fase, tentiamo un ulteriore sforzo di intesa, ma che questo sforzo si compia stasera e si proceda speditamente a costituire gli organi di questa Assemblea, per riprendere nel lavoro che questa Assemblea deve compiere nell'interesse e nel rispetto delle aspettative della gente.

PRESIDENTE. Poiché mi pare che ci sia un unanime consenso alla richiesta di sospensione dei lavori del Consiglio, sospendo la seduta per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 10, viene ripresa alle ore 20 e 23.)

PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori per un'altra mezz'ora. Convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 24, viene ripresa alle ore 21 e 59.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per l'elezione di due Vicepresidenti del Consiglio regionale. Ricordo che bisogna scrivere nella scheda un solo nome.

(I Consiglieri del Gruppo del P.S.D.I. e del Gruppo Laico Federalista si allontanano dall'Aula.)

Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 68

astenuti 1

Hanno ottenuto voti: Serrenti Efisio, 25; Serri Linetta, 23; Urraci Maria Francesca, 19; Cocco Francesco, 1.

Vengono proclamati eletti Vicepresidenti del Consiglio gli onorevoli Serrenti Efisio e Serri Linetta.

(Applausi)

(Hanno preso parte alla votazione: Amadu - Atzeni - Atzori - Baghino - Baroschi - Cabras - Cadoni - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Demontis - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Meloni - Mereu Salvatore - Morittu - Mulas Francesco - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Murgia - Onida - Oppi - Ortu - Pes - Pili - Piras - Planetta - Pubusa - Puligheddu - Ruggeri - Salis - Sanna - Satta A. - Satta G. - Sechi - Selis - Serra Antonio - Serra Pintus - Serrenti - Serri - Soro - Tamponi - Tidu - Urraci - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca.

Si è astenuto: il Presidente Floris.)

Elezione di tre Questori del Consiglio

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per l'elezione di tre Questori del Consiglio. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 5 del Regolamento interno, ciascun consigliere può scrivere sulla propria scheda non più di due nomi.

Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 68

astenuti 1

schede bianche 2

Hanno ottenuto voti: Amadu Salvatore, 34; Pau Antonio, 29; Manunza Ignazio, 20; Lombardo Salvatore, 20; Cocco Francesco, 3; Ferrari Giancarlo, 2; Mulas Maria Giovanna, 1; Sardu Antonio, 1; Lorelli Salvatore, 1; Merella Giovanni, 1; Atzori Angelo, 1.

Poiché i consiglieri Manunza e Lombardo hanno ottenuto un numero pari di voti, a norma dell'articolo 5, comma 5, del Regolamento, risulta eletto il consigliere Lombardo, più anziano d'età.

Vengono pertanto proclamati eletti Questori del Consiglio gli onorevoli Amadu Salvatore, Pau Antonio, Lombardo Salvatore.

(Hanno preso parte alla votazione: Amadu - Atzeni - Atzori - Baghino - Baroschi - Cabras - Cadoni - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Demontis - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Meloni - Mereu Salvatore - Morittu - Mulas Francesco - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Murgia - Onida - Oppi - Ortu - Pes - Pili - Piras - Planetta - Pubusa - Puligheddu - Ruggeri - Salis - Sanna - Sardu - Satta A. - Satta G. - Sechi - Selis - Serra Antonio - Serra Pintus - Serrenti - Serri - Soro - Tamponi - Tidu - Urraci - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca.

Si è astenuto: il Presidente Floris.)

Elezione di un Segretario del Consiglio

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per l'elezione di un Segretario del Consiglio. Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 64

astenuti 1

Hanno ottenuto voti: Mulas Maria Giovanna, 22; Manunza Ignazio, 19; Sechi Antonio, 8; Porcu Carmelo, 7; Cocco Francesco, 4; Cabras Antonio, 1; Urraci Maria Francesca, 1.

Viene proclamata eletta Mulas Maria Giovanna.

(Hanno preso parte alla votazione: Amadu - Atzeni - Atzori - Baghino - Baroschi - Cabras - Cadoni - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Demontis - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Mereu Salvatore - Morittu - Mulas Francesco - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Murgia - Onida - Oppi - Ortu - Pes - Pili - Planetta - Pubusa - Puligheddu - Ruggeri - Sanna - Sardu - Satta A. - Satta G. - Scano - Sechi - Selis - Serra Antonio - Serra Pintus - Serrenti - Serri - Soro - Tamponi - Tidu - Urraci - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca.

Si è astenuto: il Presidente Floris.)

Ricordo che ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento interno, nell'Ufficio di Presidenza hanno diritto di essere rappresentati tutti i Gruppi consiliari. Pertanto i Gruppi che a seguito delle votazioni testé concluse non ne fanno parte, possono chiedere che si proceda all'elezione di altri segretari. Ricordo altresì che su tale richiesta deve deliberare l'Ufficio di Presidenza e che non è ammessa l'elezione di più di un Segretario per ciascuno dei Gruppi richiedenti.

Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 23 e 16.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione Marteddu - Fantola - Amadu - Carusillo - Dettori sulle difficoltà delle compagnie sarde di navigazione nei porti del Continente. (384)

La proposta di revoca dell'accosto preferenziale per le merci della Sardegna Navigazione si configura come una vera e propria rappresaglia nei confronti di una Società che svolge una funzione importante nelle attività di trasporto da e per la Sardegna con contraccolpi negativi per la nostra già debole economia marittima.

In questo senso la Regione ha promosso tutte le iniziative opportune presso la Capitaneria del porto di Carrara al fine di scongiurare la richiesta dei portuali di Carrara.

Senza la garanzia di attracco ogni mattina, e senza la garanzia dell'orario di arrivo e partenza, per la specificità del trasporto di autisti con al seguito gli automezzi, la Società sarebbe condannata a interrompere il servizio.

La richiesta della Società della Sardegna Navigazione di eseguire le operazioni nautiche con propri mezzi e proprio personale è in armonia con la recente legislazione e giurisprudenza.

La stessa Magistratura con sentenza del 6.6.1992 autorizzava la Società ad eseguire le operazioni con proprio personale.

Grazie all'intervento del Comandante della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara l'accosto preferenziale di cui godeva la Sardegna Navigazione è stato mantenuto e pertanto sono state superate le problematiche rappresentate nella interrogazione.

Per quanto riguarda invece l'accosto presso lo scalo di Civitavecchia non sono state completamente soddisfatte le esigenze di attracco delle navi che effettuano servizi con porti sardi.

Nello scalo laziale, infatti, per molteplici motivi, non solo le navi adibite al trasporto delle merci, ma anche quelle adibite al trasporto dei passeggeri della Società Tirrenia non hanno negli ultimi tempi gli accosti che l'importanza delle linee svolte meriterebbe. L'Assessorato dei trasporti è intervenuto più volte presso il Ministero della Marina Mercantile e presso il Consorzio autonomo del Porto di Civitavecchia perché venisse assicurato un attracco più favorevole alle navi provenienti dalla Sardegna.

Si è svolto nel passato uno specifico incontro presso il Ministero della Marina Mercantile alla presenza di tutti gli interessati, teso a contemperare gli interessi di attracco contrastanti.

In quella sede fu assicurato che, non appena si fossero superati alcuni problemi nel porto di Civitavecchia e sui quali esisteva una competenza di diversi Ministeri, sicuramente si sarebbe trovata una soluzione soddisfacente per i vari utilizzatori dello scalo laziale.

Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione Porcu sulle agevolazioni sui servizi di trasporto in favore degli invalidi. (392)

L'articolo 2 del decreto dell'Assessore regionale dei trasporti 4 novembre 1983 n. 93/3089/D dispone che i cittadini invalidi residenti in Sardegna in comuni non serviti da servizio urbano, hanno diritto anche al trasporto gratuito su una linea extraurbana individuata e da loro prescelta, escluse le autolinee di granturismo, il cui percorso tocchi il comune di residenza dell'invalido.

Il suddetto articolo non obbliga gli invalidi a servirsi di una linea a orario fisso, consente invece di scegliere una linea con possibilità di variazione di orario in rapporto alle esigenze degli utenti. Le limitazioni introdotte dall'ARST, tendenti a vincolare la scelta a un orario fisso, appaiono fuori dai limiti fissati dal decreto in oggetto.

Le pratiche relative al rilascio delle autorizzazioni sono di competenza dell'ARST a cui compete la assegnazione del personale per il loro espletamento.

L'Ufficio non mancherà di intervenire presso l'ARST al fine di evitare i disagi denunciati in relazione alla istruttoria delle domande di agevolazioni tariffarie.

L'Assessorato ha comunque in corso di studio un completo riesame delle agevolazioni tariffarie, per una più attenta selezione degli aventi titolo e per semplificare le procedure del rilascio delle tessere di viaggio.

Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Satta - Tidu - Sanna Adalberto - Corda - Piras - Tamponi - Manunza relativa alla soppressione dei Comitati dei Garanti delle Unità Sanitarie Locali. (526)

L'interrogazione in oggetto contiene, sostanzialmente, elementi dubitativi sulla legittimità dell'applicazione del D.L. 2.3.93 n. 45 riferiti in particolare al comma 3 dell'art. 1. Il parere dell'Avvocatura distrettuale dello Stato e la conseguente comunicazione dell'Assessore alla sanità alle UU.SS.LL dell'avvenuta soppressione dei Comitati dei Garanti appaiono, a parere degli interroganti, superficiali e frettolosi. Sempre a parere degli stessi, la normativa non sarebbe stata recepita da altre Regioni.

In finale, gli interroganti chiedono una sospensione della decisione fino a "un preciso e formale pronunciamento sull'interpretazione delle norme del D.L. 2.3.93 n. 45 da parte del Ministero competente e/o della Commissione parlamentare".

L'Avvocatura dello Stato, in data 23.3.93 ha fatto pervenire un ulteriore parere di conferma sulla corretta applicazione da parte dell'Assessorato del D.L. in questione, ponendo in evidenza una serie di elementi formali e sostanziali attraverso i quali ribadisce che "nel caso in specie non pare seriamente prospettabile alcuna altra soluzione".

In particolare viene sottolineata l'urgenza della immediata applicazione dal D.L. laddove al 4 comma dell'art. 1 recita: "la conferenza (dei sindaci) delibera con le procedure stabilite da specifico regolamento regionale da emanarsi entro il 31.3.93, su proposta della conferenza stessa". In considerazione della circostanza che la conferenza dei sindaci deve iniziare a funzionare senza indugio, ancora prima che sia approvato il regolamento suddetto, il comma 4 dell'art. 1 afferma: "fino alla data di entrata in vigore del predetto regolamento si applicano, in quanto compatibili, le norme regolamentari del Consiglio comunale con il maggior numero di abitanti".

Il parere dell'Avvocatura conclude affermando che dall'interpretazione letterale, sistematica e teleologica del D.L. n. 45 si ricava che i Comitati dei Garanti sono stati prorogati fino al 3.2.93 e da questa data gli stessi devono intendersi soppressi e sostituiti dal nuovo organo di cui al comma 3 dell'art. 1.

L'esigenza di provvedere agli adempimenti del citato D.L. n. 45, in particolare per quanto attiene ai commi 2 e 4 dell'art. 1, non hanno consentito all'Amministrazione di soprassedere all'attuazione di quanto disposto, né di attendere la conversione del D.L. in legge, pena l'esercizio del potere sostitutivo di cui al comma 8 dello stesso art. 1 da parte del Ministero della Sanità.

Inoltre, da notizie assunte dall'Assessorato, non risulta che altre Regioni abbiano operato diversamente.

In ogni caso la scrivente ha ritenuto di tenere informato il Ministero della sanità per le eventuali determinazioni che ritenesse opportune

Testo delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta

Interrogazione Planetta, con richiesta di risposta scritta, sulla rescissione della convenzione Fondazione San Giovanni Battista e USL n. 1 di Sassari.

Il sottoscritto,

APPRESO che l'Amministratore straordinario della USL n. 1 di Sassari intende provvedere alla rescissione della convenzione esistente con la Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe;

RILEVATO che nelle intenzioni dello stesso Amministratore pare vi sia il diniego di estendere la concessione da 20 a 40 posti di internato, a prescindere dal parere favorevole espresso dall'Assessorato della sanità;

CONSIDERATO che la Fondazione San Giovanni Battista ha svolto sino ad oggi un ruolo di rilevante importanza contribuendo in maniera determinante a risolvere il problema della mancanza di strutture similari nella zona;

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della sanità per sapere quali iniziative concrete intendano adottare per assicurare alla Fondazione e alla cittadinanza la continuità del servizio prestato sino ad oggi, posto che non essendo la Fondazione un ente a scopo di lucro, consente costi di esercizio particolarmente favorevoli e concorrenziali. (520)

Interrogazione Onida, con richiesta di risposta scritta, sulla rischiosa gestione, per la salute dei cittadini, del servizio anti insetti (ex CRAAI) da parte dell'Amministrazione provinciale di Oristano e sulla violazione dei diritti civili e sindacali del personale dipendente da tale servizio.

Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, per sapere se abbiano precisa conoscenza della paradossale situazione che si verifica nella gestione del servizio "ex CRAAI" da parte dell'Amministrazione provinciale di Oristano e come intendano provvedere affinché il personale regionale distaccato per attendere a tale servizio sia posto in condizioni di lavorare normalmente, sulla base di regolari ordini di servizio.

Fin dall'autunno del 1991, i dipendenti "ex CRAAI" si sono astenuti dall'effettuare alcune prestazioni di lavoro affinché fosse garantito dall'Amministrazione provinciale di Oristano il rispetto dei normali accorgimento igienico-sanitari per la tutela della loro salute e la prevenzione degli infortuni sul lavoro, richiedendo, in particolare, l'applicazione delle disposizioni impartite dall'Ispettore del Presidio multizonale di prevenzione della USL n. 20 con la nota prot. n. 50 in data 5 gennaio 1989.

Per quanto risulta, neppure i disagi che avevano determinato tale agitazione (connessi all'inidoneità dei locali, all'insufficienza degli impianti igienici e all'omessa adozione di misure prudenziali fino all'esito dei controlli medici) sono mai stati completamente risolti dall'Amministrazione provinciale di Oristano. In particolare, risulta inspiegabile perché tale Amministrazione si ostini a mantenere inoperoso il personale fino all'espletamento di tutti i controlli sanitari, anziché adibirlo alle mansioni non rischiose (quali quelle di bonificatore o segnalatore), per poi illogicamente costringerlo ad usare (in veste di disinfestatore), i più pericolosi insetticidi chimici, ancor prima di conoscere l'esito degli stessi controlli. Inoltre, non è mai stata fatta luce su una polemica, sorta nell'estate del 1990, in relazione all'acquisto, da parte dell'Amministrazione provinciale, di una consistente quantità di insetticida denominato "Abathion" (principio attivo "temephos") effettuato, secondo quanto è stato denunziato alle competenti autorità, malgrado la struttura "ex CRAAI" disponesse di scorte sufficienti per effettuare l'attività operativa antilarvale per almeno quattro anni.

Ferme restando le considerazioni testé esposte si segnala che è ora emerso un problema ancor più grave, connesso al fatto che il personale "ex CRAAI" è costretto ad operare normalmente sulla base di ordini di servizio scritti che però non recano alcuna indicazione dell'autorità dalla quale promanano e non sono sottoscritti dalla persone che li redige.

In tali programmi settimanali di lavoro, che vengono affissi in una bacheca, sono indicati il mezzo da utilizzare, il conducente e l'operatore dello stesso, l'attività da svolgere, il luogo di intervento e gli insetticidi da utilizzare, che sono costituiti da prodotti altamente tossici, da impiegare esclusivamente in determinate condizioni e con specifiche prescrizioni da parte dell'autorità competente.

Senza contare che, come è stato ripetutamente segnalato dagli interessati, tali programmi contengono spesso prescrizioni inconsuete, particolarmente per il tipo, le modalità d'uso e la quantità degli insetticidi da utilizzare.

Per quanto sopra esposto, in considerazione della particolare natura delle incombenze affidate al personale "ex CRAAI" e della necessità di ricercare tutti gli accorgimenti per garantire il corretto uso degli insetticidi e la salute degli addetti, atteso che le iniziative intraprese in tal senso sia dalle associazioni sindacali che da un gruppo di dipendenti (anche a mezzo di uno studio legale) non hanno ancora sortito l'auspicato effetto, si rende necessario un intervento dei competenti Assessori regionali presso l'Amministrazione provinciale di Oristano. Fra l'altro, a seguito di una diffida inviata all'Amministrazione provinciale, i programmi settimanali di lavoro sono stati effettivamente sottoscritti per un breve periodo nello scorso mese di settembre, ma è subito ripresa la deprecabile prassi di impartire gli ordini di servizio attraverso moduli compilati per iscritto, ma non sottoscritti da chi li redige, in modo che non sia possibile risalire al tecnico o al funzionario che dovrebbe assumersi la responsabilità delle decisioni sui tipi di insetticidi da utilizzare ed ai luoghi, i tempi ed i modi nei quali effettuare i trattamenti.

Per di più, gli ordini contenuti nei più recenti programmi settimanali destano ulteriori perplessità, in quanto contrastano palesemente con le istruzioni d'uso dei diversi insetticidi.

In particolare, sembra che i vari trattamenti vengano effettuati in modo massiccio (e dunque con largo uso di insetticida) anche durante la stagione invernale, seppure le specie fastidiose vivano quasi solo nelle stagioni calde e, comunque, la frequenza delle piogge riduca al minimo l'efficacia di tali trattamenti.

Risulta anche che siano effettuate durante l'inverno operazioni di trattamento delle paludi e delle zone paludose per combattere specie che terminano il loro periodo biologico a fine primavera e pertanto non giustificherebbero tale intervento.

Infine, pare che vengano correntemente effettuati costosi trattamenti (con le dosi massime) nelle discariche di r.s.u. anche nel periodo invernale, con il paradossale risultato di eliminare i predatori naturali che, invece, potrebbero contribuire grandemente a ridurre le popolazioni larvali; senza considerare che tali trattamenti, nei periodi invernali, non producono alcun apprezzabile risultato in termini di riduzione dei fastidi per le popolazioni, in quanto tali insetti non sono portati ad allontanarsi dal sito delle discariche.

Da ultimo, con nota dello scorso 9 marzo, il segretario aziendale dei dipendenti "ex CRAAI" iscritti alla CISL ha segnalato che il personale ha ricevuto l'ordine di nebulizzare nelle discariche, con l'uso degli atomizzatori, un insetticida (denominato "Dursban C.E.") per il quale le istruzioni d'uso vietano la nebulizzazione. Il sottoscritto è stato informato che il giorno 4 marzo 1993, due funzionari dell'Amministrazione regionale, incaricati rispettivamente dall'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione e dall'Assessore della difesa dell'ambiente, unitamente ad un incaricato dell'Amministrazione provinciale, avrebbero "proceduto all'audizione" di alcuni dipendenti "ex CRAAI" in relazione all'astensione da alcune prestazioni di lavoro che tali dipendenti (insieme a numerosissimi altri) avrebbero effettuato nel periodo da ottobre 1991 a dicembre 1992.

Per quanto risulta, i predetti funzionari si sono limitati a verbalizzare le sole risposte alle domande da essi espressamente formulate, senza tener conto delle dichiarazioni del personale interrogato e senza dare atto della nutrita corrispondenza fra il sindacato e il legale dei dipendenti con l'Amministrazione provinciale.

Ad ogni modo si chiede anche di conoscere quale sia il significato e lo scopo di tale "audizione" e come la stessa si possa conciliare con le garanzie assicurate ai dipendenti regionali in sede di procedimento disciplinare, atteso che il personale non era stato preventivamente avvertito, non ha potuto avvalersi dell'assistenza sindacale o legale e non è stato posto in condizione di consultare annotazioni ed appunti necessari per riferire su circostanze avvenute oltre un anno fa. (521)

Interrogazione Carusillo, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di introduzione in Sardegna dell'afta epizootica a seguito dell'insorgenza di numerosi focolai nella Penisola.

Il sottoscritto,

PREMESSO che:

- sono stati registrati numerosi focolai di afta epizootica in diverse Regioni della Penisola e, in particolare, uno dei più recenti è stato accertato nel comune di Verona col quale gli operatori sardi del settore agricolo hanno frequenti scambi commerciali;

- la notizia ha destato vivissima preoccupazione ed allarme negli allevatori isolani e nelle organizzazioni professionali di categoria in quanto il propagarsi della malattia infettiva avrebbe effetti devastanti per il patrimonio bovino, ovi-caprino e suino dell'Isola,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità per sapere se non ritenga necessario ed urgente predisporre misure straordinarie per fronteggiare il pericolo di ingresso nell'Isola della malattia infettiva di cui trattasi e, in particolare se non ritenga di dover disporre:

a) la intensificazione dei controlli veterinari ai porti sardi e della vigilanza negli spostamenti del bestiame, con particolare riferimento alle disinfezioni dei mezzi di trasporto del bestiame;

b) il divieto, di introdurre nell'Isola animali aftoso-sensibili (bovini, suini, ovini e caprini), delle loro carni macellate e dei foraggi provenienti dalla Penisola. (522)

Interrogazione Carusillo, con richiesta di risposta scritta, su una possibile campagna di macellazione straordinaria di ovi-caprini di fine carriera.

Il sottoscritto,

PREMESSO che:

- in questi ultimi anni i produttori isolani hanno incontrato sempre maggiori difficoltà a collocare nel mercato le carni degli ovi-caprini di fine carriera;

- dette difficoltà tra breve diventeranno "assolute" di fronte alla grande disponibilità di ovi-caprini che saranno "riformati" al termine della attuale stagione di produzione;

- mentre il mercato isolano, nazionale ed europeo non è in condizioni di assorbire in alcun modo detta disponibilità, parrebbe esservi, seppure a prezzi non molto remunerativi, una richiesta nei Paesi terzi;

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere se non ritenga utile ed urgente attivare una campagna di macellazione di ovi-caprini di "fine carriera" presso le due strutture presenti nell'Isola dotate di "bollo" C.E.R (le uniche abilitate ad esportare fuori dai confini nazionali ed europei), con un contributo che serva a coprire esclusivamente le spese di macellazione, assicurando che l'intero importo ricavato dalle vendite in Paesi terzi sia devoluto ai produttori isolani. (523)

Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui versano i pescatori a causa delle conseguenze derivanti dal fermo biologico.

Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere quali iniziative urgenti intende assumere per risolvere la grave situazione in cui versano i pescatori a causa delle conseguenze derivanti, in particolare, dal fermo biologico.

In una riunione tenutasi nei giorni scorsi a Porto Torres, i pescatori hanno posto, con forza, l'attenzione sui principali problemi della categoria: eccessiva durata del fermo biologico imposto dalla Regione, mancata erogazione delle indennità spettanti, necessità di una regolamentazione della pesca sportiva, divieto della pesca a strascico nelle vicinanze della costa, riconoscimento del marchio DOC per i prodotti della pesca isolana, situazione previdenziale etc.

I lavoratori hanno minacciato pesanti azioni di lotta in assenza di una precisa e puntuale politica regionale in favore della pesca isolana, che tenga conto dei problemi della categoria dei pescatori.

Lo scrivente esprime l'avviso che la situazione debba essere immediatamente esaminata e avviata a soluzione da parte della Giunta regionale.

A tal fine il sottoscritto chiede di conoscere quali iniziative urgenti l'Assessore della difesa dell'ambiente intende assumere per la soluzione della problematica specificata. (524)

Interrogazione Cadoni, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristinare la tenenza dei Carabinieri nella città di Bosa.

Il sottoscritto,

a seguito del nuovo gravissimo episodio di violenza del 12 marzo u.s.;

RICHIAMATA l'interrogazione del sottoscritto in data 6 giugno 1990 sulla ormai non più derogabile necessità di ripristinare a Bosa la tenenza dei Carabinieri ed il posto fisso di P.S. nella stagione estiva;

RIBADITO l'allarmante aumento della criminalità e soprattutto della delinquenza comune, ormai sempre più spavalda ed arrogante a motivo della inadeguatezza dell'organico delle forze dell'ordine preposte alla tutela dell'ordine pubblico,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere se non intenda nuovamente rappresentare con urgenza al Ministro la situazione sopra lamentata al fine di assumere tutte le opportune decisioni, ancor più urgenti in considerazione dell'approssimarsi della stagione estiva che vede a Bosa il triplicarsi della popolazione. (525)

Interrogazione Satta - Tidu - Sanna Adalberto - Corda - Piras - Tamponi - Manunza, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dei Comitati dei garanti delle Unità sanitarie locali.

I sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità in ordine all'attuazione del D.L. 2 marzo 1993, n. 45, con particolare riferimento alla soppressione dei Comitati dei garanti delle Unità sanitarie locali, previsto dal comma 3 dell'articolo 1 del medesimo D.L.

L'Assessore regionale della sanità, infatti, con apposito fax, ha notificato nei giorni scorsi alle Unità sanitarie locali della Sardegna l'avvenuta soppressione, con effetto immediato, dei Comitati dei garanti, secondo quanto deliberato dalla Giunta regionale, dopo aver acquisito il parere dell'Avvocatura distrettuale dello Stato.

Gli interroganti ritengono, peraltro, che il decreto legge sopracitato, nonostante il parere piuttosto contorto (dovuto forse ai tempi ristretti concessi) e contrario dell'Avvocatura dello Stato, debba intendersi come conferma degli organismi previsti dalla legge 111/91 e D.L. 502/92. Lo stesso oggetto del D.L. in questione recita, infatti, testualmente: "proroga dei termini di durata in carica dei Comitati dei garanti e degli amministratori straordinari delle Unità sanitarie locali". Non si può, evidentemente, formulare la proposizione di un decreto legge con lo specifico oggetto "proroga dei termini" per poi affermare l'immediata soppressione proprio dell'organismo collocato al primo posto, per cui si propone la proroga.

Questa convinzione è poi avvalorata dal testo - letterale - logico e consequenziale di cui all'oggetto del decreto di proroga che, al comma 1 dell'articolo 1 recita: "in attesa del riordinamento del servizio sanitario nazionale, i termini di cui all'articolo 1, commi 3 e 7 del D.L. 6 febbraio 1991, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 1991, n. 111, sono prorogati fino all'entrata in vigore della legge regionale attuativa del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e, comunque, non oltre il 31 dicembre 1993".

Il richiamo alla proroga "fino all'entrata in vigore della legge regionale" è altresì chiara e inequivocabile volontà del legislatore di escludere la soppressione dei Comitati dei garanti, se non a far data dal 31 dicembre 1993.

La previsione contenuta del comma 3 dello stesso D.L. è, peraltro, in netto contrasto con la dizione, lo spirito, la volontà e con la stessa logica del decreto legge, ed è sicuramente frutto di maldestre manipolazioni o arbitrari inserimenti nel testo di un decreto che, in un suo comma, mai può porsi in contrasto con l'"oggetto proroga", né con il testo estremamente chiaro del capoverso dell'articolo, che fa riferimento specifico e preciso alla legge 111/91, in attesa del riordino del servizio sanitario.

Anche la dizione del comma 2 dell'articolo 1 conforta il convincimento degli interroganti, quando facendo riferimento al comma 8 dell'articolo 1 della legge 111/91 per la nomina o conferma degli amministratori straordinari, richiama esplicitamente l'esistenza del Comitato dei garanti.

Alla luce delle considerazioni esposte, non si comprendono le ragioni, (al di là di un parere quanto meno affrettato, richiesto nello spazio di qualche ora, dell'Avvocatura dello Stato) che hanno portato la Giunta regionale ad adottare un così immediato provvedimento per la soppressione dei Comitati dei garanti delle Unità sanitarie locali.

Esiste sicuramente alla radice una grande confusione a livello legislativo, con norme in evidente contrasto l'una con l'altra, e questo avrebbe dovuto, ad avviso degli interroganti, suggerire maggiore prudenza, prima di una decisione così immediata. Quanto deliberato dalla Giunta regionale sarda, infatti, non è stato, alla stessa stregua, recepito in tutte le altre regioni. E' evidente, pertanto, che occorre arrivare ad un chiarimento giuridico delle norme inserite nel D.L. sopracitato, attraverso la richiesta formale, quanto meno, di una circolare esplicativa da parte dei competenti organi ministeriali e/o di una risoluzione della Commissione parlamentare.

I sottoscritti chiedono, infine, di conoscere quali iniziative le SS.LL. intendano porre in essere, perché il problema venga riesaminato con la dovuta attenzione e la necessaria urgenza per arrivare ad una interpretazione della norma, che sia univoca per tutte le regioni.

Ad avviso degli interroganti sarebbe opportuno che, fino ad un preciso e formale pronunciamento sull'interpretazione delle norme del D.L. 2 marzo 1993, n. 45, da parte del Ministero competente, e/o della Commissione parlamentare, la Giunta regionale sospendesse immediatamente la decisione assunta in ordine alla soppressione dei Comitati dei garanti delle Unità sanitarie locali. (526)

Interrogazione Porcu, con richiesta di risposta scritta, sull'attività dell'ISOLA.

Il sottoscritto,

PREMESSO che:

- l'ISOLA è commissariata da ben tre anni da un funzionario regionale che svolge contemporaneamente le funzioni di direttore del Centro regionale di programmazione e, da alcuni mesi, anche quella di direttore dello stesso ente di cui è commissario;

- che la Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 4 lettera b), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, delibera in ordine all'attività degli enti e ne esercita la vigilanza e la tutela;

VISTO il D.P.G.R. n. 43 del 6 marzo 1990, che prevede all'articolo 2 che il commissario dell'ISOLA sia nominato per la durata di tre mesi per reggere l'Istituto e per formulare proposte per la riforma dello stesso,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

- quali motivi abbiano indotto il Commissario dell'ISOLA, nell'attuale periodo di prorogatio - e quindi legittimato a compiere esclusivamente gli atti dell'ordinaria amministrazione - a concludere l'acquisto di un immobile nella zona di Castello a Cagliari con la destinazione di punto vendita dell'ente;

- se in relazione a tale acquisto siano state adottate tutte le procedure prescritte dalla legge che regolano l'acquisto di opere pubbliche, se in particolar modo sia stata data pubblicità notizia e per quali motivi il Commissario abbia ricorso al metodo della trattativa privata;

- quali motivi abbiano fatto ricadere la scelta sull'immobile e se ne siano stati individuati altri, anche in altre zone allo stesso scopo;

- se risponda al vero che il prezzo è di un miliardo e ottocento milioni di lire e in caso affermativo se il Presidente lo ritenga congruo;

- quali siano gli ulteriori costi di cui l'ISOLA si sia fatta carico (ristrutturazione, allestimento, strutture interne, arredamento, manifestazione inaugurale ed altro) e quali quelli costanti di gestione (personale, pubblicità, spese telefoniche, elettricità, riscaldamento, oneri vari);

- se il Presidente ritenga tale intrapresa veramente utile e vantaggiosa per l'artigianato sardo, così duramente colpito dall'attuale situazione di crisi del Paese;

- quanti siano in Sardegna i punti vendita dell'ISOLA;

- quali siano i criteri adottati dall'ente per l'affidamento della gestione di tali unità commerciali e se l'ente abbia mai individuato figure professionali cui affidare, sulla scorta di esperienza e professionalità, la gestione dei propri punti vendita. (527)

Interrogazione Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sui trasporti intermodali.

Il sottoscritto,

PREMESSO che in tutti gli scali abilitati al trasporto dei vagoni si sta verificando un'interruzione del servizio a causa dell'entrata in vigore del nuovo Codice della strada;

RILEVATO che interi vagoni ferroviari, per questo motivo, rimangono bloccati presso gli scali ferroviari, con conseguente nocumento per le merci e supplemento di costi di esercizio;

CONSIDERATO che, anteriormente all'entrata in vigore del nuovo codice, i trasporti di cui trattasi erano regolati dal D.M. 23 gennaio 1984 e pur rientrando nella categoria dei trasporti eccezionali, erano esonerati dall'obbligo della scorta della polizia stradale e di quella denominata tecnica;

CONSIDERATO ancora che data l'assenza di rischi per la sicurezza stradale, l'esenzione della scorta troverebbe tutt'oggi una valida giustificazione;

ATTESO che se non interverranno urgenti modifiche si renderà necessario trasferire dalle rotaie alle strade sarde circa 300 mila vagoni (600 mila autocarri), oltre, naturalmente, al ricorso ai licenziamenti delle ditte penalizzate dalle norme attuali,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se non ritenga opportuno effettuare una richiesta urgente al Ministero dei trasporti per uno slittamento dell'applicazione della norma, al fine di consentire un riesame della stessa da parte della Commissione interministeriale che renda possibile l'effettuazione di tali trasporti con l'esenzione della scorta. Questo anche alla luce dell'attuale situazione viaria dell'Isola, tale da non consentire nessun ulteriore aggravio di trasporti stradali senza compromettere la sicurezza. (528)

Interrogazione Dadea - Cuccu - Muledda - Erittu, con richiesta di risposta scritta, sui riflessi che si determinerebbero a seguito dell'iniziativa dell'Eurocem di Napoli di importare e commercializzare cemento proveniente dall'estero.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- la capacità produttiva complessiva di cemento in Sardegna assomma a ben 2.200.000 tonnellate;

- nei tre stabilimenti sardi di Siniscola, Scala di Giocca e Samatzai sono occupati circa 400 lavoratori, con un indotto di circa 500 unità;

- la Società Eurocem di Napoli sembrerebbe intenzionata ad importare e commercializzare cemento dalla Grecia;

- l'iniziativa dell'Eurocem di Napoli avrebbe effetti destrutturanti per le imprese sarde con riflessi negativi sui livelli occupazionali nel settore, con una perdita di forza lavoro tra diretta ed indiretta di circa 500 addetti;

- forti sono i sospetti che il cemento che verrebbe importato e commercializzato non provenga dalla Grecia, ma bensì da un Paese extra comunitario,

TUTTO CIO' PREMESSO i sottoscritti chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per conoscere quali iniziative intenda porre in essere al fine di:

1) accertare modalità e tempi dell'iniziativa dell'Eurocem di Napoli, viste le gravi ripercussioni che si determinerebbero sia sulle intraprese produttive preesistenti, sia sugli stessi livelli occupativi in alcune realtà, specie nelle zone interne della Sardegna, interessate da processi di destrutturazione industriale;

2) tutelare prioritariamente le intraprese produttive preesistenti rispetto a quelle che si limitano alla sola importazione e commercializzazione del cemento. (529)