Seduta n.323 del 13/03/2002 

CCCXXIII Seduta

Giovedì 13 Marzo 2002

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 10 e 02.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 6 marzo 2003, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana di oggi, 13 Marzo 2003, e che il consigliere regionale Pierluigi Carloni ha chiesto due giorni di congedo a far data dal 13 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge Finanziaria 2003)" (383).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 383.

E' iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà. Ricordo che siamo in sede di esame dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti. Capisco, onorevole Falconi, che non è molto piacevole parlare ad una platea non numerosa, però bisogna pure cominciare.

FALCONI (D.S.). Già è difficile intervenire per primo, se poi devo parlare alle sedie... Signor Presidente, io voglio soffermarmi su quanto, in relazione all'articolo 4, hanno riferito l'Assessore e alcuni consiglieri di maggioranza, come il collega Balletto e il collega Capelli, che prima dell'Assessore hanno sostenuto le ragioni che hanno indotto la Giunta regionale ad attingere 80 miliardi di lire dai fondi di rotazione

Questi fondi, istituiti presso le banche a sostegno dei diversi settori produttivi, si alimentano attraverso due canali: il primo è costituito da risorse provenienti dal bilancio regionale, il secondo dalla restituzione delle rate dei mutui accesi anche dieci, quindici anni fa, dalle imprese. Ed è di questo che stiamo parlando, cioè di somme che, sotto forma di rate di mutuo, rientrano in quei fondi di rotazione.

Ebbene, l'Assessore sostiene che siccome quelle risorse rientrano in quei fondi, questi ultimi devono essere riprogrammati. Non è esattamente così, Assessore, io conosco il meccanismo, lo conosco dalla precedente legislatura, non solo perché il mio partito allora faceva parte della maggioranza, ma lo conosco perché me ne sono occupato personalmente. Quei fondi possono essere riprogrammati, certamente, ma possono anche essere lasciati lì dove sono, riutilizzati per gli stessi fini. Mi riferisco in particolare ai fondi relativi alla legge numero 51 del 1993 e alla legge numero 66 del 1976, che peraltro costituiscono la maggior parte della somma da recuperare, perché stiamo parlando di 26 milioni di euro, cioè di 52 miliardi di lire su 80, provenienti da leggi che sono operative, e che pertanto possono benissimo riutilizzare quelle somme.

Voi dite che i fondi vanno riprogrammati; possiamo in ultimo essere anche d'accordo su questo concetto, ma allora perché non riprogrammarli senza sacrificare leggi operative? Per esempio, i fondi relativi alla "66", non sono stati spesi perché la "66" l'anno scorso non era operativa; adesso che lo è diventata voi le sottraete i fondi. Penso che non sia un modo corretto di procedere, soprattutto nei confronti di chi ha atteso per anni una scialuppa di salvataggio come quella che, per le imprese, è rappresentata dalla "66".

Ma noi vogliamo andare oltre queste proposte; noi da oggi vi proponiamo misure efficaci e sicure per offrire una risposta anche definitiva ed organica non solo con le leggi di incentivo ma accompagnando le leggi di incentivo con fondi che non devono giacere nelle banche a favore delle banche. Qualche collega, non ricordo chi, ha lasciato intendere quasi che il nostro tentativo di abrogare questo articolo andasse in ultimo non a favorire le imprese ma a favorire le banche. Non è esattamente così.

Noi, a febbraio del 2000, cioè tre anni fa, vi abbiamo proposto, nel testo unico che non avete avuto né la forza, né la volontà, di esaminarlo in Commissione, un fondo unico per ogni assessorato o per ogni comparto, prevedendo altresì il tendenziale superamento delle convenzioni bancarie e attribuendo ampia libertà agli imprenditori circa la scelta della banca di loro gradimento.

Noi, a distanza di tre anni, non possiamo che insistere su quella strada che riteniamo la strada giusta. Ieri ci è sfuggito (perché disponiamo soltanto del testo del proponente e stiamo lavorando su quello) ma il testo esitato dalla Commissione ha recepito un emendamento della Giunta che prevede anche un recupero di somme provenienti dai fondi della legge regionale numero 21. Ciò significa prelevare somme dai fondi dell'unica legge che finanzia sotto forma di mutuo le intraprese industriali che intendono insediarsi in Sardegna. Ebbene, prelevare risorse anche da questa legge, che è operativa, che è stata notificata alla Unione europea, che forse è anche da rivedere, da migliorare, certamente, ma che costituisce una delle poche leggi che funzionano nel nostro sistema legislativo e nel nostro sistema di incentivi, mi sembra veramente un errore.

È un modo di fare che davvero noi non riusciamo a capire; sembra un po' la strategia delle baionette di parecchi decenni fa, quando queste venivano spostate da una parte all'altra per simulare la presenza di un grosso esercito. Ma le risorse sono queste; non potete distoglierle dai fondi di rotazione per poi farle riapparire nei capitoli di bilancio a favore magari delle imprese produttive. Così non è. Ci sembra una manovra che costituisce un po' una presa in giro e ci sforzeremo di farlo capire all'opinione pubblica, in particolare all'utenza, al mondo dell'impresa che è particolarmente interessata a questi fondi.

Gli argomenti portati dai colleghi, non dall'Assessore, ma dai colleghi Balletto, Capelli, che sono reintervenuti ieri, meritano qualche parola di replica. Il collega Capelli, in particolare, con una certa tranquillità ha citato in Aula dei dati che, secondo me, meritano un esame un po' meno frettoloso. È vero, infatti, che gli indici, soprattutto quelli della occupazione (o della disoccupazione, se preferite) sono un tantino migliorati, ma pensate davvero che questi miglioramenti siano il frutto di interventi compiuti nell'arco di un anno, due anni, e non pensate che siano invece la conseguenza di investimenti portati a termine magari cinque, sei anni, dieci anni fa?

Io credo che la rete di piccole e medie imprese nate in Sardegna non grazie a queste leggi, che tra l'altro voi non finanziate, e dai cui fondi di rotazione prelevate risorse, ma probabilmente grazie ai bandi della legge regionale numero 488 del 1992 che hanno registrato la loro punta massima nel '99 con una dotazione finanziaria in Sardegna di 680 miliardi, e soprattutto a bandi, sempre della 488, riguardanti specificatamente i territori dell'Ogliastra e di Villacidro, che una dotazione finanziaria di 120 miliardi.

Io ragionevolmente penso che stiano andando a maturazione queste grandi operazioni, unitamente alla dotazione finanziaria della legge numero 15 di 120 miliardi, e potrei continuare. Forse i dati che sono stati ricordati ieri segnalano un miglioramento perché in quegli anni si è avuta lungimiranza e capacità di investimento, e le imprese, il mondo del lavoro hanno risposto positivamente. Adesso stanno maturando i primi frutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, ieri mattina, esattamente a quest'ora, nella saletta attigua all'aula consiliare, i capi della maggioranza di centrodestra affermavano decisi: "Bisogna accelerare, bisogna concentrare, bisogna produrre; la finanziaria sta andando troppo a rilento, la Sardegna aspetta." Non si capisce perché a ventiquattr'ore di distanza non si debba più produrre, la maggioranza sia assente, la Sardegna non aspetti più. Naturalmente aspetta, ma se aspetta voi ha molto tempo davanti!

Ieri sera, i lavori dell'Aula si sono fermati quando un Presidente di Gruppo del centrodestra, l'onorevole Capelli, ha chiesto il time out: "Fermiamo il tempo, dobbiamo riflettere". Io penso che tutti i consiglieri del centrodestra tattiche oggi sono assenti dall'Aula si trovino in camera di riflessione per riflettere serenamente e tornare in Aula con un'idea un po' più precisa di quello che dovrebbe essere il loro impegno in Consiglio per discutere innanzitutto e poi varare una legge finanziaria. Spero che stia riflettendo nella camera apposita anche il collega Corda, assenteista cronico, che appena arriva non fa che dire che gli altri sono assenteisti!

Ciò detto, il merito dell'articolo 4 va comunque esaminato. Capelli ha affermato ieri: "Bisogna che ci fermiamo perché tira aria brutta, qui c'è qualcuno che vuole colpire il centro". E mentre Capelli si ripara dai colpi di coloro che vogliono colpire il centro, tutto insieme il centrodestra si adopera per colpire la periferia, perché questo articolo 4 in buona sostanza costituisce un'offensiva brutale contro quella che è considerata la periferia produttiva, la piccola e media impresa, l'artigianato, l'agricoltura.

Io non ho bisogno di svolgere difese particolari in favore dell'impresa, dell'impresa buona, lo ha già fatto Bachisio Falconi poc'anzi, che se ne intende, lo ha fatto bene, dal suo punto di vista, che in parte condivido, tuttavia appare evidente che qui, con questo articolo, si vuole infliggere un colpo pesante al sistema di sostegno della piccola e media impresa. Il sistema di sostegno alla piccola e media impresa, principalmente artigianale e agricola, si presenta come un sistema ordinato, che prevede criteri oggettivi sulla gestione dei fondi e dove quindi poco spazio è lasciato all'arbitrio. Ecco perché avete pensato di colpirlo. Se si fosse trattato infatti di un sistema che lasciava ampi spazi decisionali, permettendo di decidere a seconda del caso e a seconda della persona, non avreste pensato di colpirlo.

Apparentemente voi dite che qui si colpiscono le banche, i direttori, i presidenti e quindi i gestori. In gran parte anche i padroni delle banche sono stati sentiti, uditi, in Commissione bilancio, ma non mi pare che di fronte a questo articolo 4 abbiano tremato o che scorressero fiumi di sudore freddo. Ma manco per idea! Hanno detto: "Sì, effettivamente è da tanti anni che la Regione compie questa operazione di alleggerimento dei fondi di rotazione".

Perché Non si sono preoccupati! Per una questione molto semplice: perché quando (e bisogna risalire ormai a molti anni fa) le giacenze presso le banche destinate alla rotazione erano esagerate, cioè costituivano una "montagna" di denaro, quel denaro veniva messo in circolazione dalla banca e quindi costituiva un fattore di investimento. Adesso, invece, che si è arrivati al limite della carenza di fondi, in vigenza di una convenzione, che costituisce un contratto giuridicamente valido e vincolante, la banca, in presenza della non disponibilità del fondo supplisce concedendo un prefinanziamento.

Quindi la banca non ci perde, ma ci guadagna, anche perché la concessione della garanzia sussidiaria della Regione è solo una questione di tempo. Nel frattempo opera il prefinanziamento, per il quale gli interessi da pagare saranno naturalmente più alti. E' evidente, infatti, che l'imprenditore, se ha il progetto approvato, se ha tutto pronto non può ritardare di un anno, di due l'inizio dell'attività perché la Regione non ha rimpinguato i fondi. Chiederà un prefinanziamento e pagherà alle banche gli interessi sino a quando gli verrà corrisposta l'agevolazione. Da questa situazione non ci guadagna l'imprenditore, né l'economia, né la Regione: ci guadagna la banca. Ecco perché il meccanismo, perverso prima per una ragione, diventa perverso adesso per un altro motivo.

D'altronde, però, l'Assessore del bilancio, che fino a tre conta sempre (anche fino a tre bocciature consecutive delle sue proposte), contando fino a tre dice: "Ma le fonti di entrata della Regione sono solo tre , non di più: le risorse stabili, i mutui e i fondi di rotazione". Questa è una nuova teoria economica, mai sentita! Che i fondi di rotazione costituissero fonte d'entrata della Regione è una novità assoluta. Ora, risorse stabili, è vero, costituiscono una fonte d'entrata, ma possibile che non vi sia manco l'ombra di una preoccupazione o di una contestazione se le risorse che lo Stato deve trasferire alla Regione diminuiscono di 700, di 800 miliardi, i (qualcuno ritiene addirittura di 1.000 miliardi) come se si trattasse di bruscolini?

Viene decurtata la provvista finanziaria perché questa Regione possa almeno mantenere gli standard di sviluppo degli anni passati e ci si limita a dire: "E' un taglio". Cos'è, il taglio dei capelli? Ti accorcio la basetta, tanto il capello ricresce? Non è così. E' stato inferto un colpo pesantissimo da parte del Governo nazionale al bilancio, alle risorse, alle prospettive di sviluppo della nostra Isola, almeno quelle ridotte che negli anni passati si erano ipotizzate e si erano pure avviate. E da parte vostra si sorvola.

Quindi, primo, meno entrate tributarie, quasi fosse un evento naturale. Secondo, i mutui. Voi avete detto: "i mutui li abbiamo già approvati, sono previsti nell'articolo 1". Ma il mutuo può essere un mutuo vizioso se lo si accende solo per sperperare, e può essere un mutuo virtuoso, se lo si utilizza per investire, per produrre ricchezza, creare lavoro e quindi produrre risorse finanziarie con le quali rimborsarlo. Però voi dite: "Ma quello è già fatto nell'articolo 1". Parlate come se l'articolo 1 l'avessimo voluto noi così, e non testardamente voi; ed è pure modificabile, se sarà necessario, se si vorrà conferire un equilibrio complessivo e valido al bilancio della Regione.

Terzo, i fondi di rotazione. Mai sentito che i fondi di rotazione possano costituire un'entrata; è piuttosto una diversa dislocazione di risorse che sono già proprie della Regione, ma su questo torneremo perché è un argomento e un ragionamento che merita di essere meglio sviluppato per arrivare a conclusioni utili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io vorrei intervenire nella discussione per fornire ulteriori chiarimenti, perché non vorrei che si rimanesse nell'equivoco.

Ieri, durante l'espressione del parere non ho avuto il tempo materiale per circostanziare voce per voce la reale situazione, ma mi permetto di farlo in questo momento. Credo di fare cosa utile ai colleghi che così potranno utilizzare questi dati nel dibattito. Premetto che alla lettera e) del comma 1 dell'articolo in discussione c'è un errore materiale che vorrei segnalare all'attenzione degli Uffici, perché si tratta della legge numero 40 del 21 luglio 1976 e non 1986 come erroneamente riportato.

Vorrei chiedere l'attenzione soprattutto dei colleghi che hanno esaminato questo articolo. Il fondo di cui alla lettera a) dell'articolo 4 riguarda la legge numero 14 dell'81, e si ha la...

PIRISI (D.S.). Assessore, ha parlato della lettera e) del comma 1, la riveda perché probabilmente…

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lettera e) del comma 1. Il riferimento è: "Legge regionale 21 luglio 1976, numero 40" anziché "1986, numero 40".

La lettera a) si riferisce alla legge numero 14 dell'81, la quale aveva in cassa, al 1° gennaio del 2001, 1 milione 614 mila 307; ci sono stati rientri per 1 milione 117, erogazioni, zero; uscite diverse, zero; impegni al 30 giugno, zero. Per cui si trova in una situazione operativa sul piano teorico, ma di fatto assolutamente inoperante.

La lettera b) riguarda la legge numero 20 del '51: giacenze al 1° gennaio 2001, 3.790.113, rientri 534, erogazioni, zero; uscite diverse, zero; impegni al 30 giugno, zero.

La lettera c) riguarda la legge numero 23 del '57: giacenze 531 più 15 milioni; erogazioni, zero; uscite 52 mila per spese legali. Quindi è una gestione residuale.

La lettera f) riguarda la legge numero 66 del '76: giacenze 12 milioni; rientri, 1 milione 338; erogazioni, zero; uscite, 107 mila per spese legali. Vale lo stesso ragionamento precedente.

La lettera d) riguarda la legge numero 51 del '93: disponibilità, 15 milioni 944; rientri, 5 milioni 134; erogazioni, 552 mila; uscite 1.945. Quindi siamo di fronte a delle situazioni di contratti, di convenzioni che sono proprio al limite della totale inoperosità.

In relazione a questo è anche opportuno che si tenga conto del fatto che la Giunta regionale ha adottato una direttiva, dando mandato agli uffici, alle direzioni generali, di procedere alla revisione di tutte le convenzioni relative ai fondi di rotazione perché, come molti di voi sanno, le convenzioni costano; anche quando sono ferme e non c'è nessuna movimentazione hanno dei costi di gestione. Quindi noi stiamo ribadendo tutte le gare, abbiamo già esperito quelle relative all'artigianato, all'industria, è in corso quella per il commercio ed è avviata la procedura anche per il rifacimento della gara relativa alla legge numero 32.

Si sta pertanto attuando un processo di rivisitazione di tutte le vecchie convenzioni per cercare di ridurre i costi.

Ritenevo che il Consiglio fosse tenuto a conoscere queste notizie.

COGODI (R.C.). E le cause? Perché non funzionano le leggi?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, anche dalla comunicazione che poc'anzi ha fornito all'Aula l'assessore Masala emerge la necessità di un rapporto diverso della Giunta col Consiglio regionale, un rapporto che dovrebbe essere all'insegna della trasparenza e della conoscenza, dell'informazione prima di tutto.

Anche discutendo dei fondi di rotazione questa necessità emerge con forza. In altre occasioni diversi colleghi hanno avuto modo, onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, di porre la necessità di un rapporto diverso tra Esecutivo e Consiglio regionale.

Lei, ieri, interloquendo, mi pare, con l'onorevole Dore, onorevole Presidente Serrenti, su questo punto ha affermato che non è competenza del Presidente dell'Assemblea. Questo è vero parzialmente, mi consenta, onorevole Presidente dell'Assemblea, perché lei proprio in qualità di Presidente dell'Assemblea regionale della Sardegna dovrebbe tutelarne maggiormente le prerogative e i diritti. Io penso che il diritto di informazione sia il primo diritto che i consiglieri e il Consiglio regionale debbano avere e debbano veder riconosciuto e tutelato.

Ma non è soltanto sui fondi di rotazione, come dicevo, che esiste questo problema. Io voglio ricordare al presidente Serrenti e al presidente Pili, se il presidente Pili avesse la cortesia di seguire il mio breve intervento, e anche se il collega Granara volesse venire incontro all'esigenza del sottoscritto, ma non solo…

PRESIDENTE. Onorevole Granara, si stanno lamentando.

SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie. Io vorrei ulteriormente sottolineare, onorevole Serrenti, onorevole Pili, che questo Consiglio ha il sacrosanto diritto di essere informato, il sacrosanto diritto di instaurare un rapporto effettivo con l'Esecutivo. A questo proposito diventa anche inutile continuare a presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni alle quali nessuno fornisce mai risposte, neanche risposte per iscritto. Nonostante un po' tutti, soprattutto quelli dell'opposizione, che non hanno altri strumenti per poter esercitare la loro funzione parlamentare, indichino la necessità di una risposta scritta, raramente questo avviene. Finora solo l'assessore Pani, da galantuomo qual è, ha risposto puntualmente alle interrogazioni da me presentate su diversi problemi.

Quindi, onorevole Serrenti, questo è un problema serio, è un problema fondamentale che attiene alla vita democratica della nostra massima istituzione e al rapporto di trasparenza che deve sussistere tra l'Esecutivo e il Consiglio regionale. Se non c'è informazione, se non c'è conoscenza, come può, onorevole Serrenti, la massima Assemblea del popolo sardo esercitare la sua funzione di controllo, di critica e di indirizzo?

Chiedo a lei, onorevole Serrenti, di fornire una risposta.

Voglio anche ricordare che il Parlamento nazionale dedica settimanalmente una sessione alle interrogazioni ed alle interpellanze dei parlamentari, dedica il tempo e trova il modo di farlo. Ma addirittura Blair, il Capo del Governo inglese, ogni settimana deve riferire alle Camere il punto della situazione ed è tenuto a rispondere, anche "in diretta", alle interrogazioni che i parlamentari gli rivolgono. Insomma, questa è una questione centrale alla quale in tempi rapidi bisogna offrire una risposta.

Vengo al tema di cui stiamo parlando, alla questione dei fondi di rotazione. Anche qui, onorevole Masala, c'è un grande deficit di conoscenza ed anche le difficoltà che lei e la sua Giunta incontrano su questo punto in buona parte sono dovute al fatto che la sua Giunta, onorevole Pili ed onorevole Masala, non cura questo aspetto fondamentale.Io credo, infatti, che per affrontare compiutamente questo argomento si sarebbe dovuto procedere ad un esame dettagliato e complessivo non solo di questi fondi di rotazione ma di tutti i fondi di rotazione, e rendere edotte le Commissioni competenti e il Consiglio regionale sulla situazione.

Io, onorevole Masala, ho ascoltato attentamente la sua comunicazione al Consiglio, ma mi pare una comunicazione parziale e tardiva, quasi di necessità. Le informazioni, onorevole Masala, anche lei le deve fornire per tempo in modo tale che i consiglieri abbiano gli strumenti per poter instaurare un rapporto corretto e costruttivo con l'Esecutivo.

Pertanto su questo punto voglio fare due osservazioni: la prima è che bisogna sapere qual è lo stato delle cose, sapere se l'entità, la dimensione dei diversi fondi di rotazione risponde effettivamente alle necessità reali delle imprese. Da questo bisogna partire per decidere se intervenire o meno per ridurre o per aumentare certi fondi di rotazione. Questo non è dato saperlo, questo non si capisce, e di fronte a questa situazione di scarsa conoscenza e di assoluta mancanza di trasparenza è chiaro che le nostre preoccupazioni sono fondate.

In modo particolare le mie preoccupazioni si incentrano sui punti D) E) ed F) di questo comma 1 dell'articolo 4. Soprattutto mi preoccupa il fatto che si vogliano recuperare venti milioni di euro dalla legge numero 51 del '93, quella che prevede interventi per le imprese artigiane, ed anche il recupero di 4 milioni di euro dal fondo della legge numero 40 del '76; anche questo un fondo a sostegno dell'artigianato.

Queste preoccupazioni nascono anche dall'insieme della manovra economica e finanziaria di questa Giunta, una manovra che, da un lato, dilata le spese improduttive, gli sprechi e, dall'altro, taglia le spese a sostegno del mondo produttivo. La preoccupazione che nutriamo è che anche questo intervento si inserisca in questa filosofia e sia coerente con una manovra impostata all'insegna dello spreco e all'insegna di una politica che non mira allo sviluppo.

L'altro punto su cui non posso non esprimere le mie valutazioni critiche è il punto F), che prevede il recupero di sei milioni di euro dal fondo di rotazione previsto dalla legge numero 66 del '76 a sostegno e a tutela dei livelli occupazionali del settore industriale; anche su questo, onorevole Masala, lei ci deve fare il punto della situazione, riferirci che problemi ci sono, per quale motivo e per fare che cosa si vogliono prelevare questi soldi.

Infine voglio esprimere due considerazioni sul voto a scrutinio segreto, su cui molto si sta discutendo in questi giorni, soprattutto perché la Giunta regionale anziché affrontare i problemi politici che ostacolano la sua attività, ha messo in atto una crociata contro questa modalità di votazione, contro il Regolamento che sta alla base della vita democratica di quest'Aula, come se fosse quella la causa del mancato funzionamento di una maggioranza ormai allo sbando.

Onorevole Pili, lei non può nascondersi dietro la campagna di criminalizzazione contro il voto a scrutinio segreto. Lei, se ne è capace, deve affrontare i nodi di una maggioranza che non c'è, che non funziona, anziché continuare a "galleggiare" sui problemi; se ne è capace faccia chiarezza e se ci riuscirà e avrà il consenso democratico di quest'Aula governi la Sardegna. Se non ne sarà capace ne tragga le conseguenze, come è giusto e democratico che sia e si dimetta, perché così la Sardegna non può andare avanti.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, le assicuro che il Presidente del Consiglio fa tutto quello che può fare per tutelare le prerogative anche del singolo consigliere, soprattutto quando si tratta di questioni di informazione. A tutte le richieste di informazione formulate anche in Aula, anche nel corso degli interventi, fa sempre seguito una mia sollecitazione scritta alla Giunta perché queste informazioni pervengano. Naturalmente, lei comprende, non posso fare di più.

In quanto a ciò che fanno da altre parti, senza scomodare Tony Blair e l'Assemblea inglese…

SANNA ALBERTO (D.S.). Era per portare qualche esempio.

PRESIDENTE. Sì, lo capisco, certo. Noi avevamo l'istituto del question time, che abbiamo abolito perché assolutamente inutile, perché si procedeva senza che l'Assessore fosse informato sulle domande che gli sarebbero state rivolte. Arrivava in Aula e praticamente doveva improvvisare lì le risposte e molto spesso erano risposte totalmente inadeguate.

Siamo sempre disponibili a rivedere anche questo rapporto con la Giunta, magari facendo pervenire prima le domande in modo tale che l'Assessore arrivi al question time preparato e sia in grado di fornire risposte esaurienti. Da questo punto di vista sono convinto che ci sarà la disponibilità della Giunta; e poi dipenderà da noi, decidere se ripristinare o meno il question time.

(Interruzione del consigliere Sanna Alberto)

PRESIDENTE. No, però guardi che ogni sessione si apre con un'ora per le interrogazioni e le interpellanze, e naturalmente quelle più urgenti vengono svolte, per altre viene fornita una risposta per iscritto. E poi dipende dal numero delle richieste; a volte sono molte ed è difficile soddisfarle tempestivamente. Però stia tranquillo, onorevole Sanna, che la questione non sfugge al Presidente del Consiglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, partendo proprio dalla sua ultima sottolineatura che faceva, esordisco affermando che mi sembra che il problema non consista nella rivisitazione del question time, perché esiste ed è radicato nelle più antiche democrazie europee uno stile di relazioni tra maggioranza ed opposizione che costituisce il nucleo forte della democrazia. Da una parte vi è la capacità di chi governa di tenere sotto controllo i processi di governo, e dall'altra la disponibilità ad essere sottoposti puntualmente alla verifica da parte di chi sta all'opposizione.

Chi sta all'opposizione, infatti, rappresenta quella parte, che è pur sempre significativa, di cittadini che hanno votato per un altro schieramento politico. Invece qui sta prevalendo, ormai da qualche anno, l'idea che chi vince rappresenti tutti e chi perde non rappresenti nessuno. Io penso che sia molto importante, invece, riprendere quel principio basilare, radicato, che rende stabili le democrazie: il principio di appartenenza ma anche di rappresentanza, che consente a chi governa di non sentirsi offeso se si verifica il suo operato, e a chi svolge una funzione di opposizione di sentirsi parte di una rappresentanza più generale costituita dall'intera popolazione.

Mi rendo conto che oggi stiamo intervenendo su un articolo delicato, sul quale avremmo anche molte ragioni per dirci d'accordo, ma sul quale poi ci troviamo in disaccordo nel merito e, soprattutto, nella previsione di come verrà utilizzato. La verità è che stiamo intervenendo in un clima che risente molto di ciò che è successo ieri.

Capisco lo shock che in questo momento attraversa la maggioranza e la condizione di disagio che in questo momento attraversa la Giunta; infatti se si effettua un'analisi di queste due settimane, anche utilizzando i concetti cari alla maggioranza di centrodestra, quelli dell'impresa, quelli dell'economia, quelli della competizione, quelli che riguardano il confronto dentro il mercato, il bilancio di questo periodo si traduce in un crac: un crac economico, un crac politico, un crac che è evidente nella compagine societaria rappresentata da questa strana coalizione nata nel modo in cui è nata all'inizio di questa legislatura.

Allora facciamo il bilancio: l'articolo 1, relativo alla contrazione dei mutui è stato approvato. L'articolo 2 e l'articolo 3, che erano i primi due articoli di spesa - perché erano due articoli di spesa - sono stati devastati, sono ormai praticamente inesistenti. Dell'articolo 2 sono rimasti i principi, inattuabili così come sono, ed è stato eliminato il quadro di spesa; l'articolo 3 è stato devastato nel senso che è stato bocciato con una maggioranza che configura un'area del disagio esageratamente più ampia di quella che voi pensavate.

Insomma, come dire che, nel saccheggio, la maggioranza è d'accordo, è compatta; quando si tratta invece di decidere come spendere, la maggioranza entra in disaccordo, in disaccordo con se stessa, in disaccordo con tutte le sue parti. Insomma, se parliamo del bilancio di queste due settimane, voi non potete che immaginarvi come un'azienda fallimentare, un'azienda che è capace di indebitarsi senza sapere poi come spendere i soldi, senza sapere come investirli e senza sapere come tradurre questo indebitamento in qualcosa di utile, perché o lo dividete in 45 parti uguali (tante quante siete voi), oppure non sapete da che parte girarvi.

Ecco, adesso da questo momento in poi, parlare di ostruzionismo della minoranza mi sembra rasenti il ridicolo, perché queste due settimane sono state contrassegnate dal vostro ostruzionismo, dall'ostruzionismo che vi siete fatti l'uno contro l'altro, e tra l'altro neanche tanto bene, perché è un ostruzionismo incompetente, un ostruzionismo guidato da pochi, guidato male che sta producendo un risultato inutile: inutile per voi, inutile per la Giunta, inutile per tutti.

Ed ecco che si moltiplicano i richiami a ragionare sull'utilità di trovare punti che possano configurare un miglioramento, perlomeno il salvataggio delle reti sociali esistenti in quest'Isola: gli enti locali, i comuni quindi, le imprese, il piano del lavoro. Sono reti che voi neanche vedete, ma che invece dovrebbero costituire gli elementi sui quali basarsi per compiere un passo in avanti. Ma si tratta di richiami inascoltati. Inascoltati perché travolti da una furia devastatrice che ha prodotto i due risultati; quello dell'articolo sui mutui, approvato, e quello dei due articoli di spesa invece inesistenti, devastati e distrutti.

Per quanto riguarda l'articolo 4, esso trae le sue origini da alcune innovazioni introdotte dal centrosinistra nel 1996. Introdotte, quindi, positivamente, perché si trattava di intervenire su almeno mille miliardi all'anno di fondi che altrimenti sarebbero rimasti bloccati nelle banche e rimetterli in circolo. Si trattava, cioè, di evitare che si perpetuasse una situazione che vedeva i fondi di rotazione finanziare impropriamente le banche che in quel momento, peraltro, erano anche largamente a partecipazione pubblica.

L'articolo 4 costituisce dunque un esempio di una buona politica del centrosinistra che voi avete copiato, confermando, peraltro, di copiare male. E copiate male perché non siete in grado di utilizzare bene un prodotto positivo, di usare bene una politica positiva. Insomma, questo vizio di copiare male, iniziato con l'avvio di legislatura permane, e permane anche nelle poche iniziative positive che si potevano copiare bene.

A questo punto potremmo anche preoccuparci della situazione delle povere banche sarde, cosche subiscono le vostre iniziative, e ironizzare su questo aspetto; oppure pensare che questo articolo sia la dimostrazione che la politica dello stanziamento colpisce ancora; sovrastanziamenti, sovradimensionamenti che portano a questo tipo di risultati. Io penso che questo articolo avrebbe potuto costituire un fatto positivo se fosse stato accompagnato da precise garanzie relative al controllo della capacità di spesa e della rimozione delle casse per le quali le risorse di questi fondi non sono state spese.

Occorre infatti verificare se ciò è dovuto alla inefficienza delle banche o alla semplice sovrastima da parte delle forze sociali le cui richieste voi avete accolto senza controllo; se vi è stato un controllo dell'efficacia della spesa, e dell'attribuzione di questi fondi ai destinatari finali o se questo controllo è mancato. Insomma, noi temiamo che si voglia raschiare sostanzialmente il fondo del barile senza certezza alcuna sulla destinazione finale di queste risorse.

Paradossalmente forse si rischierebbe di meno se questi soldi rimanessero nelle banche, in attesa di politiche di spesa più oculate, piuttosto che essere prelevati per venire utilizzati male, come avete fatto in tutto questo tempo. Ecco quindi come questo articolo diventa l'esempio di un qualcosa sul quale si potrebbe andare d'accordo, se solo si ponessero in essere gli opportuni strumenti di verifica, di controllo e vi fosse un accordo sull'individuazione del destinatario finale di queste somme.

Noi quindi non mettiamo in discussione lo strumento ma la fiducia che si può riporre sulle vostre politiche, sulle vostre modalità di spesa. Gli atti di spesa che fino a adesso abbiamo avuto modo di vedere e che abbiamo anche bocciato, tra l'altro con il voto di parte della vostra maggioranza, costituiscono infatti spese arbitrarie, spese non necessarie, spese inutili destinate soltanto farad acquisire nuova clientela per una campagna elettorale anticipata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, mi consenta solo un appunto sulle affermazioni da lei pronunciate circa l'istituto del question time. Io credo che non sia appropriato, per la dignità del Consiglio regionale presente e passato, che si affermi che il question time sia stato eliminato perché gli Assessori rispondevano "a farfalle". Questa è una affermazione inaccettabile.

PRESIDENTE. No, non per quello, ma perché non erano in condizioni di rispondere.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sto proprio argomentando su questo. Un Assessore regionale non può permettersi di essere impreparato. Non può! Perché questo non costituisce un danno nei nostri confronti; costituisce un danno per la nostra funzione e per quella dell'Assemblea regionale!

Perché se quest'idea dovesse trovare credito anche al di fuori di quest'Aula, confermerebbe solo l'opinione diffusa dell'inutilità della politica. Noi invece dovremmo lavorare proprio per rendere credibile la politica; ecco perché io non accetto i termini della sua affermazione.

Noi non possiamo permettere una denigrazione di queste funzioni; e se anche fosse esatto quello che afferma lei, è giusto che si abbia un parametro per valutare competenza e preparazione! Ed è giusto che si offra la possibilità di esprimere un giudizio di valore, piuttosto che ci si adoperi per impedirlo. Questa è la nostra opinione.

E' anche vero, però, che in questa legislatura non abbiamo bisogno dello strumento del question time per valutare la competenza degli Assessori e della Giunta. Quindi, è un fatto che possiamo anche superare. Però, in senso generale io credo che dobbiamo maggiore rispetto alla funzione dell'Assemblea e alla funzione degli organi autonomistici.

Detto questo, io credo che il collega Lai abbia esposto molto bene la filosofia che ispirava l'intervento di recupero dei fondi di rotazione. Questo intervento è nato, non perché si facesse del recupero dei fondi di rotazione un uso indiscriminato, ma per ripulire il bilancio da alcune giacenze finanziarie determinatesi a causa di alcune leggi che non funzionavano più. E queste leggi non erano poche, perché non si è mai messo mano a una seria attività di delegificazione e di organizzazione del sistema legislativo di questa Regione.

Le leggi si accavallano una dietro l'altra, vengono modificate e spesso è arduo il coordinamento. Occorrono testi unici, organici che rispondano ad una esigenza di razionalizzazione legislativa. L'esigenza da cui prendeva le mosse questa forma di intervento era quindi un'esigenza giusta.

Altra cosa è la degenerazione alla quale abbiamo assistito, che ha fatto si che questo intervento diventasse progressivamente una sorta di surrogato di finanziamento delle entrate attraverso partite di giro.

E se qualcuno - come sicuramente farà l'assessore Masala non potendo fare altrimenti - sosterrà che gli importi proposti nell'articolo 4 nascono da una valutazione dei flussi, è bene che i colleghi sappiano che questo documento determina i flussi dei fondi di rotazione al 30 giugno del 2002.

Al 30 giugno del 2002 - considerata la data di approvazione della legge finanziaria del 2002 - noi non avevamo neanche un'idea generale di quale potesse essere l'impatto delle somme finanziate su quei fondi di rotazione nel corso dell'esercizio 2002. Quindi, questo articolo dà una rappresentazione dei flussi totalmente inadeguata a una valutazione puntuale di quello che è stato fatto.

Io attendo delle risposte, ma pongo anche delle domande a suo tempo rivolte da altri. Si legge nella relazione della Sesta Commissione, presieduta dal "mitico" Rassu: "In particolare la Commissione ha evidenziato che i tagli operati principalmente nei settori dell'artigianato, commercio, lavoro, turismo e industria, accomunati alle difficoltà oggettive che i settori attualmente incontrano a causa del ritardo nell'approvazione e nell'attuazione di normative che riguardano gli stessi settori, creano un danno alle stesse imprese e producono conseguenti riflessi negativi sui livelli occupazionali".

E ancora : "La Commissione, nell'esprimere una forte preoccupazione per i riflessi negativi che tali decurtazioni avranno sul sistema produttivo, auspica quanto meno che le risorse destinate ai settori produttivi vengano, nell'immediato, adeguatamente incrementate almeno fino ai livelli previsti nella precedente manovra finanziaria".

E` la vostra stessa maggioranza che esprime questo giudizio. A voi la risposta. Non deve essere una risposta tra di voi, in un cenacolo limitato. Qui stiamo cercando democraticamente di fare sì che questa dialettica, un po' sorda all'interno degli stessi settori della maggioranza, assuma una valenza democratica e trasparente; anche perché noi, come parte di voi, sentiamo il dovere di dover poi spiegare agli operatori, agli interessati, le ragioni che hanno indotto a certe scelte, e le modalità con le quali noi abbiamo esercitato il nostro dovere di rappresentare anche le loro opinioni.

A proposito delle loro opinioni: gli operatori economici vi danno persino un'idea del percorso da seguire, e lo fanno attraverso il tavolo di coordinamento delle associazioni imprenditoriali. "Come abbiamo già avuto modo di sottolineare" - affermarono in quella occasione - " per quanto riguarda il problema della spesa, i tagli necessari o contenimenti, dovranno essere "intelligenti" e non indiscriminati, tali cioè da salvaguardare un giusto equilibrio tra l'esigenza di un contenimento selettivo e una altrettanto indispensabile necessità di non comprimere la spesa per lo sviluppo".

Questo fatto lo motivarono - il richiamo a un atteggiamento intelligente - con l'evidente condizione in cui si trova la finanza nazionale in questi anni, asserendo che proprio la performance di alcune leggi non poteva essere analizzata per quello che ha prodotto negli anni passati, ma doveva essere letta oggi in una chiave diversa, tenendo presente l'eliminazione di numerose incentivazioni discendenti dalla normativa nazionale che in qualche modo rispondevano all'esigenza di sostenere i settori produttivi dello sviluppo.

Con la legge finanziaria nazionale 2002, e peggio ancora, con questa ultima che il "Governo amico" ci ha proposto, noi ci troviamo in una condizione nettamente, totalmente differente per quanto riguarda le possibilità di incentivazione delle imprese nel campo regionale. E` chiaro che se questo elemento, in una regione che presenta una dinamica economica molto elevata, può provocare ricadute negative minime nei settori produttivi; in una regione come la nostra, che peraltro stava recuperando il gap di crescita con le altre, può determinare conseguenze negative gravissime. Le associazioni competenti affermano che in Sardegna dal 2001 al 2002, quindi in costanza di incentivazioni su quel settore, le imprese sono aumentate del 3,8 per cento.

Queste leggi che adesso voi volete manipolare decurtandole e diminuendo gli stanziamenti (168 milioni di euro di incentivazioni pubbliche), hanno generato investimenti per un importo più che doppio, con un aumento del numero degli occupati che non ha precedenti e confronti nell'area del Mezzogiorno; una performance notevole anche se confrontata con i dati nazionali.

Tutto ciò era proprio conseguenza del fatto che ad un'iniziativa costante di questo Consiglio verso il settore, si sommava la normativa nazionale preesistente in materia di incentivi che faceva seguito alle politiche del centrosinistra per il riequilibrio del Mezzogiorno. Noi oggi invece ci troviamo di fronte a uno scenario completamente diverso, da voi totalmente ignorato, dove, da una parte, vengono meno le iniziative nazionali e, contemporaneamente, dall'altra, si riducono (per vostra volontà) quelle regionali, togliendo quindi linfa a quel trend crescente che, nell'interesse della vostra stessa politica economica, andava alimentato. In questo modo si dà il via a una parabola decrescente che potrà essere rilevata già dal prossimo anno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, intervengo anch'io nel dibattito, per altro alimentato soltanto dagli interventi e dalle argomentazioni dell'opposizione, in merito all'articolo 4. Mi pare che la maggioranza non si sia ripresa dallo shock subito nella giornata di ieri, con la bocciatura degli articoli 2 e 3 della legge finanziaria.

L'onorevole Usai, ieri, nel suo intervento dai toni assolutamente pacati e nel merito pieno di buon senso, riferendosi alla legge finanziaria ha parlato, incorrendo in una sorta di lapsus freudiano, di "tormento primaverile",

Presidenza del Vicepresidente Biggio

(Segue MORITTU.) proprio perché con questa maggioranza, tutti gli anni nei mesi primaverili, iniziamo l'esame di questo documento.

Nel suo intervento, peraltro, secondo me ha ben rappresentato lo stato d'animo di una parte della maggioranza; altri stati d'animo della maggioranza vengono invece rappresentati volta per volta dagli interventi dell'onorevole Corda, dell'onorevole Balletto, ma anche dagli atteggiamenti, come dire, un po' indisponenti dello stesso Presidente Pili.

La maggioranza, quindi, si divide tra interventi - come dire - muscolari, ripetitivi ed ostruzionistici, come è stato più volte sottolineato dai banchi dall'opposizione. Nei suoi interventi l'onorevole Balletto, per esempio, mi ricorda un po' il Diogene con la lanterna, che continuamente cerca negli emendamenti dell'opposizione la parte construens rispetto ad una finanziaria davvero distruttiva e dannosa qual è quella da loro presentata. Gli stessi interventi sul voto segreto dell'onorevole Corda appaiono ripetitivi, ostruzionistici e noiosi.

A me pare che i colleghi Balletto e Corda rimangano, assieme all'onorevole Murgia - che peraltro lo ha manifestato e detto nel suo intervento - gli ultimi soldati giapponesi a difesa di una legge finanziaria e di una maggioranza di cui è davanti agli occhi di tutti la dissoluzione e la inconsistenza.

L'onorevole Usai, dicevo, ha sollecitato le diplomazie della maggioranza e dell'opposizione a lavorare per - come dire - trovare, attraverso un confronto di merito, una soluzione ad uno scontro su una legge finanziaria che noi riteniamo difficilmente emendabile se non attraverso una sua modifica radicale.Con tutta risposta, poi, abbiamo dovuto prendere atto di atteggiamenti intolleranti ed abbiamo registrato interventi di rottura da parte della maggioranza.

Mi pare che l'onorevole Usai debba ammettere che in quanto a diplomazia questa maggioranza davvero non può vantare un adeguato staff. Insomma vi dovete dare un po' da fare in questo senso.

Abbiamo visto che qualche giorno fa la maggioranza è passata nel giro di un giorno da un atteggiamento che possiamo chiamare di gioia per lo scampato pericolo sull'articolo 1 - peraltro vi ricordo che l'articolo 1 è stato approvato con 38 voti, nonostante la maggioranza si componga, almeno sulla carta, di 45 voti - ad uno stato di forte depressione per la bocciatura degli articoli 2 e 3 della legge finanziaria.

E gli articoli 2 e 3 della legge finanziaria non sono carta straccia come si era inizialmente precipitato ad affermare l'onorevole assessore Masala, con un atteggiamento e una rappresentazione quanto meno discutibile da parte di un assessore regionale, considerato che quella "carta straccia" costituisce, tra le tante carte, un pezzo della finanziaria.

Noi, tutto sommato, abbiamo fatto quello che da tante parti si invoca a proposito di leggi finanziarie; anche sul versante nazionale non vi sarà sfuggito, immagino, il dibattito sull'utilità delle leggi finanziarie, di questo tipo di leggi finanziarie composte da pochi articoli. La legge finanziaria nazionale del 2001 è stata, come dire, "copiata" dalla legge finanziaria regionale: pochi articoli ma moltissimi, centinaia di commi. In un articolo riferito ai beni culturali si è poi passati dai molti commi a "svariati" sottocommi.

Considerata allora la discussione sull'utilità di questo tipo di legge finanziaria, noi vi abbiamo fatto anche una piccola cortesia, ripulendola dalle parti - come dire - più clientelari, dalle parti in cui voi pensavate di accantonare risorse pubbliche per prepararvi ad una campagna elettorale a suon di clientele.

Entrando nel merito dell'articolo 4, a me pare che anche questo al pari - io l'ho ricordato all'onorevole Masala nel mio intervento in sede di discussione generale - di una norma contenuta nella legge finanziaria del 2001, costituisca l'esempio chiaro del raschiamento ripetuto e reiterato del fondo del barile! Fondo del barile che, ahimè, mi pare si stia consumando anche esso!

Forse abbiamo sfondato il barile! Non mi pare davvero che questo articolo 4 costituisca un esempio di finanza creativa, come si suol dire oggi, a me pare un mero artifizio contabile che va ad aumentare le entrate fittizie della Regione. Lo diceva l'onorevole Cogodi nel suo intervento: questa non può essere considerata un'entrata, è un'entrata fittizia, è un'entrata cioè che nasce da un mero artifizio, così come mero artifizio si è dimostrata l'entrata ben più consistente e cospicua di 800 e 900 miliardi di vecchie lire previste nella finanziaria del 2001. Lo ripeto perché secondo me costituisce davvero un esempio di come voi, con questi artifizi, state causando danni alla finanza regionale.

Voi nel 2001 avete recuperato nuove entrate per 800 - 900 miliardi di vecchie lire facendo affidamento su supposti residui perenti, peraltro esageratamente sovrastimati; ecco, anche questa entrata fittizia andrà a costituire, diciamo così, un'ulteriore distorsione nella finanza regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Battista Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Signor Presidente, la discussione su questa manovra, sul merito degli articoli, si consuma davvero in un clima un po' surreale, con una sorta di rifiuto di affrontare i nuovi problemi secondo il loro ordine naturale. E` difficile, infatti, assumere un orientamento certo, che consenta di compiere dei passi avanti, che consenta di approvare questa manovra finanziaria in tempi ragionevoli, se non si affrontano i problemi politici che stanno alla base, al fondo di uno stato evidente di difficoltà.

Questo però è un compito che attiene esclusivamente alla maggioranza politica e che attiene in modo particolare alle responsabilità di chi questa maggioranza politica la guida. Ma i nodi politici se non sono affrontati e risolti, se vengono semplicemente rinviati nel tempo, prima o poi vengono al pettine e presentano il conto.

E se ciò succede quando la situazione politica è normale, tutto ciò diventa tanto più evidente, con le inevitabili ricadute negative sulla credibilità politica della compagine di governo, quando manca un collante politico che tenga insieme la maggioranza.

Ci troviamo infatti di fronte a una maggioranza tenuta insieme da una serie di contratti, di affidamenti individuali, su ciò che c'è nella disponibilità, (enti, convenzioni, assunzioni), ed anche su ciò che ancora non c'è, non è ancora disponibile: enti ancora da costituire (come abbiamo visto nei mesi scorsi), mega convenzioni ancora da autorizzare, fino all'estremo della previsione del tredicesimo posto in Giunta. Se a tutto ciò si aggiunge la ormai incombente scadenza elettorale con la sua carica sussultoria sui fragili equilibri politici il risultato è la situazione che abbiamo di fronte: sfilacciata, priva di alcuna prospettiva se non quella di tirare a campare.

Quindi, una manovra finanziaria che la stessa maggioranza cambia più volte in corso d'opera, arriva in Aula, e la stessa maggioranza, la Giunta regionale, anziché assumere una posizione - considerate queste premesse - aperta al confronto, disponibile a recepire contributi migliorativi, assume un atteggiamento esattamente opposto, cioè di sfida nei confronti dell'Aula e nei confronti della stessa maggioranza. Il risultato è che passa l'articolo 1, la norma nefasta sull'indebitamento di cui abbiamo tanto discusso in quest'Aula in questi giorni, ma viene svuotato l'articolo 2 (che di fatto è un vestito che non contiene nulla) e bocciato l'articolo 3. E adesso arriviamo all'articolo 4.

Sotto questo punto di vista diciamo che l'articolo 4 è meno insidioso, perché non contiene interventi con allegata fototessera (prendendo a prestito l'espressione che ha utilizzato un autorevole esponente della maggioranza) è un'operazione contabile che con i suoi 47 milioni di euro tenta di conferire una parvenza di equilibro ad una sgangherata manovra di bilancio priva di bussola. Non si capisce però perché i venti milioni di euro del fondo per la concessione di provvidenze alle imprese artigiane, istituito con legge numero 51 del 1993, anziché essere ridestinati al sostegno di quel settore, uno dei più dinamici dell'imprenditoria sarda, debbano finire in un calderone indistinto dove c'è di tutto: c'è la spesa corrente, c'è la spesa improduttiva, e forse anche la ridestinazione ai settori dell'impresa, del lavoro e dello sviluppo.

Quindi, io credo che anche questo articolo costituisca parte significativa di una manovra condotta per pezzi, anche ricorrendo ad artifizi contabili - come ha detto il collega Morittu che mi ha preceduto - necessari per tenere insieme la facciata, senza modificare minimamente gli aspetti negativi dell'insieme della manovra. Ecco il perché dei nostri emendamenti soppressivi: perché vogliamo tirare via la facciata e affrontare i problemi e i nodi veri. Ciò non significa lesinare i fondi per i settori produttivi, come è avvenuto con la pantomima della concertazione negata in questi mesi, come è avvenuto lesinando i fondi per i comuni, per il sostegno allo sviluppo e per quant'altro.

Questi artifizi servono soltanto per gettare fumo negli occhi. La realtà è quella a cui abbiamo assistito ieri sera in quest'Aula, e quei nodi e quei problemi, se non verranno affrontati, probabilmente la maggioranza e la Giunta li incontrerà in passaggi ancora più difficili e più delicati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, anche sull'articolo 4 dobbiamo esprimere un giudizio di merito e soprattutto sottolineare gli effetti nefasti che avrebbe se venisse approvato così com'è.

Io spesso mi meraviglio - il collega Cogodi non comprende come faccia a meravigliarmi di fronte a questa Giunta - che si possano proporre interventi di questo genere. E` vero che anche nel passato recente, nelle precedenti finanziarie, si è operato il recupero delle somme residue di alcuni fondi di rotazione, però lo si è fatto con l'obiettivo di rimodularne la spesa mantenendo la stessa destinazione.

Qua siamo invece di fronte ad una manovra completamente diversa. Si recuperano ottanta miliardi destinati a finanziare interventi in favore dei settori produttivi e soprattutto delle imprese artigiane e li si indirizzano verso una serie di spese assolutamente improduttive, soprattutto per finanziare progetti di consulenza su ogni questione che riguarda la Regione. Quindi un drenaggio di risorse da attività produttive ad azioni improduttive; da spese per investimenti a spesa corrente. Tutto ciò è palesemente in contrasto con quanto è stato espresso in quest'Aula.

Anche in alcuni documenti di programmazione economica si sosteneva che occorreva contrarre le spese ordinarie per agevolare le spese di investimento. Insomma: si dichiara una cosa per poi farne materialmente un'altra; e questo non va bene. Peraltro io mi auguravo che, di fronte al fatto che sono stati comunque cassati alcuni commi dell'articolo 2, operando così un primo recupero di somme improduttive, la Giunta proponesse quanto meno una rimodulazione di questo articolo 4, tenendo conto dei risparmi già ottenuti. Invece l'Esecutivo regionale va avanti imperterrito, come se non fosse successo nulla, anzi considerando i fatti di ieri e dell'altro ieri semplici incidenti di percorso. Io non credo che si trattasse di incidenti di percorso!

L'Aula ha a lungo discusso, ha a lungo osservato, ha a lungo precisato, per cui fattala maturato una convinzione di ciò che è giusto e di ciò che ritiene sbagliato per gli interessi generali della nostra Isola. Convinzione espressa anche attraverso l'utilizzo del voto segreto, bocciando tutte quelle parti di questa legge finanziaria che non corrispondono agli interessi dei più. Quindi è positivo che il centro sinistra, che Rifondazione Comunista abbiano presentato emendamenti soppressivi totali e modificativi per migliorare questa manovra finanziaria.

Ma come si fa a migliorare, a trovare quel giusto equilibrio, quando di fronte si ha un muro? Un muro di persone, di assessori, soprattutto l'Assessore della Programmazione, ma direi anche il consigliere Balletto, strenuo difensore di questa manovra, che non vogliono ragionare su quelli che possono essere i punti di equilibrio, che non vogliono nemmeno accettare quegli emendamenti che potrebbero alla fine evitare di arrivare al voto soppressivo dell'intero articolo. Perché è chiaro che se venissero accolti alcuni emendamenti modificativi sostanziali, il senso degli emendamenti soppressivi potrebbe cambiare.

Voi, invece, con arroganza continuate a dire "no, no, no, no, su tutti gli emendamenti!" ed il risultato che poi ottenete è quello di vedervi bocciare l'intero articolato. Così non si può andare avanti! Io penso che sia necessaria da parte vostra una approfondita riflessione. Capelli ieri ha avanzato una proposta in tal senso; noi l'abbiamo accolta però stamani non mi sembra che sia cambiato nulla, evidentemente la notte non ha portato consiglio. E' vero che in Aula siamo in pochi e tutti gli altri sono in camera di riflessione, però auguriamoci che questa riflessione finisca quanto prima perché vi è l'esigenza di produrre, di operare, di andare avanti, di costruire qualche cosa.

Noi, con i nostri emendamenti, ci adoperiamo per l'inversione di una manovra totalmente sbagliata; se da parte vostra non vi sarà la consapevolezza che questo modo di fare non paga, non paga soprattutto rispetto alle aspettative della nostra gente, penso che percorrerete poca strada. Gli articoli da esaminare sono ancora molti e comportano diverse problematiche; sulle questioni di merito ci soffermeremo molto più avanti quando affronteremo le norme relative alle politiche per il lavoro e a quelle destinate al rilancio della base produttiva di cui questo articolato non tiene assolutamente conto, glissando e avanzando una serie di promesse del tutto prive di copertura finanziaria.

Insomma, ci troveremo di fronte ad una serie di articoli che ci daranno modo di meglio precisare le varie posizioni e soprattutto gli interventi che consentirebbero di cambiare sostanzialmente questa manovra offrendo risposte positive alla collettività. Io mi auguro che di tutti gli emendamenti che sono stati presentati a questo articolo 4, almeno alcuni possano essere accolti dal relatore Balletto e dall'Assessore competente. In caso contrario penso che la risposta del Consiglio non potrà che essere quella (negativa) che si è vista anche nei giorni precedenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (P.P.S.-Sardistas). Signor Presidente, colleghi, io questa mattina non intendevo intervenire, ma poi, quasi per rispondere al collega Morittu che lamentava la mancata partecipazione dei consiglieri del centrodestra al dibattito sull'articolo 4, ho deciso diversamente. Probabilmente accusiamo ancora il colpo di ieri sera, della bocciatura finale dell'articolo 3; forse molti di noi avvertono la sensazione - non vorrei con questo offendere nessuno dei colleghi presenti in quest'aula - che si stia quasi perdendo tempo.

Ed ecco così che anche un normalissimo articolo 4, di relativo a fondi di rotazione, viene fatto passare come l'ennesimo gioco di prestigio che tanto meraviglia il collega Vassallo, il quale si lamenta ancora dicendo: "Ma è possibile che noi non facciamo altro che ricevere dinieghi: no a questo emendamento, no a quest'altro emendamento, no a quest'altro emendamento ancora?" Caro collega Vassallo, questa è semplicemente la risultante della vostra politica che vi ha portato a rifiutare ogni parte di questa legge finanziaria: no a questo comma, no a quest'altro comma, no a questo articolo.

Allora, il dialogo si fa in due, non lo si può invocare e poi procedere soltanto a forza di emendamenti soppressivi con un martellamento continuo. Io ero quasi tentato di avanzare una proposta, l'ennesima, ma siccome le proposte in quest'Aula sono destinate a cadere per terra, mi limito a una semplice considerazione che è a metà strada tra la provocazione e il paradosso. Noi...

COGODI (R.C.). E formula la proposta!

LICANDRO (P.P.S.-Sardistas). Non è una proposta, collega Cogodi, è una considerazione. Noi affrontiamo i vari articoli di questa finanziaria attraverso dei percorsi spesso difficili, tortuosi, che possono richiedere un giorno, come ieri, ma possono richiedere anche due settimane, come nel caso dell'articolo 1. Ebbene, tutto questo, tutto questo percorso, tutto questo discutere per giorni e giorni su un articolo della finanziaria, qualche volta - dico qualche volta - può essere vanificato con una votazione finale che fa cadere l'intero articolo. E allora lancio una provocazione: votiamo l'articolo all'inizio, come se costituisse un voto di fiducia su tutto quel percorso che poi verrà portato in Aula. Poi possiamo procedere alle discussioni, alle contrapposizioni, alla votazione degli emendamenti.

Se invece quest'Aula dovesse decidere coscientemente e in maniera palese o anche - strategia che io non ho mai condiviso - usando e abusando del voto segreto, che l'articolo è destinato a cadere, che cada subito. Risparmierà se non altro tantissimo tempo a noi e a tutte quelle persone che da noi si aspettano risultati e non discussioni o dichiarazioni sterili.

COGODI (R.C.). Ti pagano prima di lavorare? Una bella proposta questa!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

Onorevole Cogodi, per cortesia, stiamo lavorando serenamente, consenta al suo collega di pronunciare l'intervento. Non occupi spazio, stia qua.

COGODI (R.C.). Spiegavo al collega il senso della proposta. Lui ha detto: "Mi pagate prima di lavorare". Prima lavori e poi sarai pagato!

BALIA (S.D.I.-S.U.). Grazie, Signor Presidente, naturalmente chiederò di recuperare i due o tre minuti di tempo perso.

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione decorre da adesso, onorevole Balia.

BALIA (S.D.I.-S.U.). La ringrazio. In merito all'articolo 4 bisogna partire da una considerazione: più volte - più volte - in sede di predisposizione di norme finanziarie e delle leggi finanziarie, anche da parte del centrosinistra, siamo ricorsi in maniera ragionata allo storno di risorse dai fondi di rotazione. Lo abbiamo fatto più volte, dicevo, ma in maniera ragionata, quando ci siamo trovati di fronte a normative, a leggi che prevedevano una dotazione finanziaria attraverso i fondi di rotazione o esagerata o comunque destinata a restare per troppo tempo accantonata all'interno del sistema creditizio isolano.

Ora, le spiegazioni che l'assessore Masala ha fornito in relazione ad alcuni punti dell'articolo 4, ci lasciano quanto meno perplessi. I commi b), c), d), e) ed f) concernono infatti settori abbastanza poveri del nostro sistema economico e noi riteniamo che prima ancora di distogliere risorse da quei settori bisognerebbe chiedersi perché finanziamenti destinati a piccole e medie imprese non vengono utilizzati. Forse si tratta di norme che hanno bisogno di essere aggiornate, di essere modificate perché non più rispondenti alle funzioni originarie, considerato che la legge numero 51 è del 1993; la legge numero 40 è del 1986 e quella numero 66 addirittura del 1976.

In questo caso, però, mi pare che stiamo seguendo la via più semplice, che è quella di limitarsi a prendere atto della situazione, senza interrogarsi sui motivi, perché la Giunta regionale, a nostro avviso, non ha interesse ad esercitare una giusta tutela in questi settori che sono settori terribilmente poveri. Quindi ciò che ci preoccupa non è la metodica in sè, ma il fatto che questa distrazione legalizzata di risorse appaia come un assassinio nei confronti delle imprese più povere, a partire da quelle agricole per arrivare a quelle artigianali, perpetrato attraverso una metodica di natura squisitamente burocratica. Questo è un modo per non fornire risposte concrete, è un modo per sterilizzare di fatto le conseguenze di leggi che pure nel passato hanno prodotto tanti effetti positivi.

Quindi la nostra non è una presa di posizione contraria giustificata solo dal nostro ruolo di opposizione, ma è una presa di posizione convinta e ragionata. Noi chiediamo all'assessore Masala e alla Giunta regionale di riflettere se davvero risulti necessario e opportuno procedere in questa direzione o se non sia invece più opportuno interrogarsi sulle ragioni di reale impedimento all'utilizzo delle risorse e rimuovere gli eventuali ostacoli.

Ciò detto, io torno sull'argomento degli incarichi e delle consulenze. Voglio però sottolineare che il richiamo perché vengano forniti gli elenchi non è rivolto solo al Presidente della Giunta regionale e a tutta la Giunta regionale; è rivolto anche a ogni singolo Assessore. Potete infatti adempiere tutti assieme, in maniera collegiale, ma niente vi impedisce di procedere ciascuno singolarmente. Ma quali ostacoli ci sono? Che cosa vi impedisce di informare il Consiglio regionale? Che cosa vi impedisce di adempiere in maniera puntuale (avete già accumulato notevoli ritardi e non date al riguardo segni di vita) una prescrizione del legislatore che vi impone, se richiesti, di rendere pubblici quegli elenchi?

Potete farlo collegialmente, potete farlo singolarmente, ma avete il dovere politico, morale e giuridico, naturalmente, di farlo, perché ciò prevede la normativa, perché ciò prevedono le leggi sulla trasparenza, perché diversamente continuereste a snaturare il giusto rapporto Giunta-Consiglio regionale, a delegittimare il Consiglio regionale. Badate, se non adempie il presidente Pili, se non altro è tutelato dal suo capo Berlusconi. Ma a voi chi tutela? Chi vi tutela?

Non vogliamo, l'abbiamo già ripetuto altre volte, gridare allo scandalo, ma vogliamo solo sollecitare il nostro giusto diritto ad essere informati.Il diritto all'informazione è sacrosanto, nonostante ciò, giorno dopo giorno, apprendiamo notizie che dimostrano una volta di più che il vostro percorso è qualche volta illegittimo e l'illegittimità nasconde la tutela delle clientele. L'ultima pare che sia proprio di ieri, e la notizia è assolutamente certa.

Presidente, io gradirei che, soprattutto relativamente a quest'altra notizia, arrivassero risposte puntuali dalla Giunta regionale. E' notorio che in base alla nuova normativa sull'Ente unico chi doveva transitare dal ruolo unico regionale all'Ente unico avrebbe dovuto farlo...

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.

BALIA (S.D.I.- S.U.). …avrebbe dovuto farlo entro un certo periodo di tempo. Periodo di tempo ormai decorso. Ed è altrettanto notorio che sia la legge numero 24 del 1989 che la legge numero 12 del 1993 impongono - quindi non lasciano alcuna discrezionalità - per le assunzioni di personale di un certo livello, come unica procedura quella concorsuale.

Bene, parrebbe - uso il condizionale per inutile cautela, perché la notizia è certa - che nella giornata di ieri sia stato assunto con chiamata diretta, e quindi trasgredendo le prescrizioni della legge numero 12 e della legge numero 24, un funzionario di VI livello, che quindi presumibilmente sarà chiamato a dirigere l'Ente unico in quel territorio che, guarda caso, è fratello di un componente del Consiglio di amministrazione dell'Ente unico, componente già in passato contestato, perché non aveva i titoli minimi per poter svolgere il ruolo di amministratore dentro l'Ente unico. Allora, se queste notizie rispondono a verità...

(Interruzioni)

BALIA (S.D.I.-S.U.). Su questo argomento...

PRESIDENTE. Onorevole Balia, però sta "splafonando", qui non c'entra niente...

BALIA (S.D.I.-S.U.). Io sto splafonando, Presidente, ma non c'è la Giunta regionale, che è impegnata nelle comunicazioni telefoniche. Presumibilmente stanno sollecitando qualche ulteriore assunzione! Stiamo denunciando un caso gravissimo, di una assunzione vietata per legge che è avvenuta non per concorso, ma per chiamata diretta e che riguarda il fratello di un componente il consiglio di amministrazione di quell'ente. Ecco perché vogliamo conoscere, senza null'altro illazionare, incarichi e procedure e quant'altro, e continueremo a tornarci sopra. Maggiore sarà il vostro silenzio, più insistenti saranno le nostre richieste.

PRESIDENTE. Onorevole Balia, esistono altri strumenti per avanzare questo tipo di richieste; la discussione della legge finanziaria non è la sede giusta.

Devo ricordare all'Assemblea che quanto consentito all'onorevole Balia costituisce un'eccezione che non può essere richiamata come precedente, assolutamente, perché questa Presidenza non lo accetterebbe.

Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi, poc'anzi il collega Gian Battista Orrù nel suo intervento ha affermato che in quest'Aula si avverte un clima surreale. Ha ragione il collega Orrù perché i fatti che sono accaduti nella giornata di ieri e in quella precedente dimostrano che il clima è davvero surreale. L'onorevole Murgia, dopo la votazione dell'articolo 1, ha cantato vittoria, ci ha comunicato che questa maggioranza è granitica, che non è solo una maggioranza numerica, ma che è anche una maggioranza politica. In un monologo pronunciato in una TV locale il Presidente della Commissione bilancio, l'onorevole Giorgio Balletto, ci accusa, tra virgolette, che l'opposizione sta facendo il gioco della maggioranza.

Bene, andiamo al voto sull'articolo 1. La maggioranza riesce a far approvare quell'articolo con soli due voti di differenza, dimenticando che la finanziaria non è costituita solo di un articolo, ma è composta di 22 articoli più le tabelle. Ed allora io mi chiedo: non è che la maggioranza stia facendo il gioco dell'opposizione? Non si spiega, infatti, come mai l'articolo 2 e l'articolo 3 non siano stati approvati, considerato che questa maggioranza - come ci avete ricordato - è granitica. Questo lo dico senza aprire nessuna polemica, lo dico perché anche dai banchi dell'opposizione alcuni colleghi hanno avanzato delle proposte concrete, richiamando il Governo regionale e la maggioranza a svolgere quella funzione e quel ruolo che può consentirci di compiere qualche passo in avanti..

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, si stava lavorando tranquillamente. Onorevole Balia, onorevole Marrocu, state disturbando il vostro collega.

CALLEDDA (D.S.). Questo richiamo è stato fatto ieri sera dall'onorevole Edoardo Usai esortando un po' l'Aula e il Consiglio alla mitezza. Questa esortazione mi trova d'accordo perché talvolta l'esasperazione, il confronto duro, aspro non consentono di individuare quelle strade che possono essere percorribili. Però mi chiedo anche: se ognuno di noi compie questo sforzo di cercare, come dire, un itinerario, una strada capace di aiutarci a conseguire degli obiettivi concreti, non verrà poi tutto vanificato se non si prenderà atto della situazione presente in questo Consiglio?

Quando infatti si accusa il voto a scrutinio segreto di essere dannoso a quest'Aula e a questo Consiglio, io potrei essere teoricamente anche d'accordo, ma come faccio a essere d'accordo quando poi mi rendo perfettamente conto che questa legge finanziaria è stata criticata da tutti? Andiamo a rileggerci le relazioni delle Commissioni. Poc'anzi il collega Orrù ha fatto richiamo alla relazione della Sesta Commissione, ma io potrei citare anche quelle delle altre Commissioni, perché il giudizio espresso da tutte le Commissioni è fortemente negativo.

Allora io mi chiedo: se esiste una maggioranza, come può essere che la stessa critichi aspramente i contenuti della finanziaria? Allora vuol dire che questa maggioranza non è in grado di proporre nulla di concreto per affrontare e risolvere i problemi? Lo dimostra anche ciò che è accaduto ieri, con la bocciatura di quell'articolo, che ci pone riguardo ai POR e ai PIT in condizioni disastrose.

La Sesta Commissione, caro Bruno, nei giorni scorsi ha compiuto una missione nel Sarrabus Gerrei. Siamo stati a visitare la miniera di Silius. La maggioranza aveva assunto degli impegni ben precisi. Io credo sia, come dire, immorale andare a sentire lavoratori, andare in una zona che ha consentito alla nostra Isola, insieme a molte aree della provincia di Nuoro, della provincia di Oristano, insieme a molte aree del Sulcis, di essere inserita nuovamente nell'Obiettivo 1. E quando queste promesse poi non vengono mantenute, significa che noi non siamo in grado di fornire risposte e soluzioni a questi problemi.

Signor Presidente, io pensavo che ieri l'intervento dell'onorevole Capelli, che prendeva atto dei fatti accaduti in Aula, della bocciatura di quell'articolo, avesse portato consiglio alla maggioranza, cioè avesse messo nelle condizioni la maggioranza di effettuare un'analisi della situazione e di arrivare stamattina ad avanzare una proposta. Vorrei pertanto capire cosa è successo ieri sera, se c'è stata un'analisi sui fatti accaduti e soprattutto se è scaturita una proposta capace di far uscire quest'Aula dell'impasse, da una situazione che, a mio modo di vedere, se continuiamo così, rischia di tenerci chiusi in Consiglio sino al prossimo mese.

Allora io credo, e concludo, signor Presidente, che sia possibile affrontare l'esame di questo bilancio e imprimergli una svolta positiva. Considerato che molti emendamenti sono stati ritenuti "marchette", per togliere queste marchette di destra, di centro e di sinistra è necessaria un'analisi seria, un accordo che consenta all'Aula di lavorare in modo veloce e di approvare in tempi rapidi questo bilancio, nell'interesse non solo del Consiglio ma soprattutto della Sardegna e dei sardi che aspettano da tempo una soluzione positiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Mario Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'intervento provvidenziale del collega Usai, che io stimo e che pur essendo giovanissimo svolge nei miei confronti la funzione di un fratello maggiore, ci richiama ad essere pacati. Altre volte gli ho dato atto di questo suo appello e pertanto mi manterrò estremamente pacato anche perché urlare e sbraitare serve solo a innescare il circolo vizioso della incomprensione.

Allora io chiedo, con la massima pacatezza, adesso al Presidente del Consiglio, e poi al Presidente della Giunta, chiedo al Presidente del Consiglio e alla Presidenza, a tutti i colleghi che si alternano con pazienza e competenza alla Presidenza, se non ritengono che sia diritto dell'opposizione, ma più in generale dell'Assemblea, più in generale del singolo consigliere che rappresenta l'elettorato e quindi il popolo sardo, avere informazioni sulla gestione della cosa pubblica, e quindi ottenere risposta alle lettere con le quali abbiamo posto questo problema. Ritenete che abbiamo il diritto oltre che il dovere di chiedere alla Giunta informazioni sulla gestione della cosa pubblica?

Se la Presidenza del Consiglio ci risponderà "No, non avete il diritto", noi potremmo discutere e potremmo anche arrabbiarci. Se la Presidenza del Consiglio ci risponderà "Avete il diritto", chiederemo che la Presidenza del Consiglio sostenga la nostra richiesta. Che cosa, del resto, stiamo chiedendo? Stiamo chiedendo una cosa totalmente banale, stiamo chiedendo una cosa semplice: che la Giunta, anche in ottemperanza alla legislazione finanziaria e di contabilità, dia conto, visto che non l'ha fatto con la presentazione dei documenti di bilancio, delle proprie gestioni. Ieri abbiamo esaminato un articolo che prevedeva stanziamenti per le consulenze. Il collega Balia, che si è assunto l'onere di intervenire ripetutamente, anche a nome nostro, ha richiesto l'elenco delle consulenze.

Presidente, io lo ribadisco, vorremmo avere - lo dico con pacatezza - l'elenco delle consulenze che lei ha attivato, ma non per creare scandalismo, ma per capire, per esempio, se di quelle competenze che l'amministrazione ha acquisito potremmo usufruirne anche noi; l'elenco delle consulenze, i costi delle consulenze, i criteri di selezione delle consulenze, il prodotto delle consulenze e quant'altro. Vorremmo sapere l'elenco dei progettisti, il costo dei progettisti, il criterio di selezione dei progettisti, l'utilità dei progettisti. Vorremmo conoscere i costi della pubblicità istituzionale, l'utilità della pubblicità istituzionale, i criteri di selezione dei soggetti ai quali è stata affidatala realizzazione della pubblicità istituzionale. Vorremmo sapere se in materia di personale - lo richiamava Balia prima - si stanno rispettando le regole di trasparenza e di rigore.

Cosa c'è di così provocatorio in una richiesta così normale, così pacata? Io chiedo scusa se forse ho alzato i toni, ma vorrei ribadire che non c'è nessuna provocazione, che stiamo semplicemente esercitando un nostro diritto e che a questo diritto non vogliamo rinunciare. Non vogliamo che esaminato l'articolo "x" si affrontino altri argomenti e non se ne parli più, perché sul problema della trasparenza, della correttezza, ognuno di noi - come voi - ognuno di noi che sta qui dentro è al di sotto di ogni sospetto e il modo per tutelarci è proprio quello di darci una mano per essere reciprocamente trasparenti.

La nostra trasparenza, la vostra, di ciascuno di noi, costituisce infatti il primo biglietto da visita di fronte all'elettore, di fronte ai cittadini. E quindi se accettassimo di non essere reciprocamente trasparenti, se accettassimo che ci possano essere nell'amministrazione regionale delle zone d'ombra, io credo che aumenterebbe la sfiducia dei cittadini nei nostri confronti. E siccome la fiducia già adesso non è al massimo, se aumentasse la sfiducia vuol dire che si logorerebbe il prestigio delle istituzioni e la stessa democrazia.

Perché affermo tutto ciò? Perché tutto ciò ha anche una connessione con la questione dei fondi di rotazione. Signor Presidente, questa maggioranza e questa Giunta altre volte hanno sollevato il problema dei fondi e delle politiche del credito; ci volete dire qual è la politica creditizia? Ci volete dire se, onorevole Masala e Presidente Pili, è rispettoso per il Consiglio fornire dei dati sui quali dobbiamo lavorare in quest'Aula che sono aggiornati al giugno dell'anno scorso? Chiediamo almeno di conoscere le giacenze dei fondi di rotazione, credo che si tratti solo di una dimenticanza per cui non penso che l'Assessore avrà difficoltà a fornire l'aggiornamento.

Perché vogliamo l'aggiornamento? Perché così possiamo apprendere l'entità delle giacenze, il ritmo di utilizzo delle singole giacenze e le risorse che dalle varie giacenze possono essere recuperate per abbattere l'entità dei nostri debiti. E' il minimo che si può chiedere a una corretta manovra finanziaria.

Il problema del recupero va impostato con un minimo di razionalità, di accortezza, con l'ausilio di dati per quanto possibile aggiornati. Quindi mi sembra normale richiedere di disporre di dati aggiornati, e chiedere alla Giunta di conoscere i criteri che intende seguire per recuperare le giacenze in alcuni fondi e rivedere l'intera partita. Mi sembra che non vi sia nulla di strano che si voglia conoscere il costo e la resa delle giacenze, cioè quanto ci rendono in termini di interessi e quanto paghiamo di interessi passivi, perché se i due tassi fossero fortemente differenziati e se le nostre giacenze fossero abbondantemente sovradimensionate rispetto alla circolazione dei singoli fondi, vorrebbe dire che probabilmente staremmo regalando al sistema creditizio miliardi e miliardi e miliardi, e questo regalo non c'è lo possiamo permettere.

Anche questo è un ragionamento, come vedete, positivo, che aiuta l'amministrazione a farsi carico di una logica di risparmio e di rigore che mi sembra possa essere da tutti condiviso per evitare, da un lato, di chiedere risorse alle banche corrispondendo un certo interesse e, dall'altro, lasciando che le nostre giacenze vengano retribuite dalle stesse in misura molto modesta.

Perciò ribadisco l'invito all'amministrazione e alla Giunta regionale di fornirci l'elenco aggiornato dei fondi di rotazione e a ragionare su questa manovra finanziaria nel quadro di una politica del credito che ci sembra che la Giunta non abbia. Non vorremmo, infatti, che, in assenza di questa politica del credito, finissimo per regalare fondi, profitti, risorse a un sistema creditizio che non ne ha assolutamente bisogno e che in ogni caso non spetta a noi finanziare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, anche io cercherò di svolgere un intervento che si articolerà in due parti: la prima parte del tutto estranea all'oggetto della discussione, come ormai è prassi e consuetudine, mentre gli ultimi trenta, quaranta secondi li dedicherò all'articolo.

Regolamento consiliare, articolo 105: "Diritto all'informazione del consigliere. Ogni consigliere al fine di ottenere notizie ed informazioni utili all'espletamento del proprio mandato ha accesso agli uffici della Regione, degli enti e delle aziende da essa dipendenti". Se esiste un'emergenza di informazione, quale quella reclamata a gran voce dalla quasi totalità degli interventi che vengono pronunciati in Aula, il Regolamento precisa qual è il diritto del consigliere e come può farlo valere.

COGODI (R.C.). L'accesso non è guardare dal buco della serratura; è questo, è chiedere.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Secondo comma: "Ogni consigliere ha diritto di ottenere dagli uffici regionali, compresi quelli degli enti ed aziende dipendenti dalla Regione, copia degli atti preparatori del provvedimento". Se questo interesse è reale io mi chiedo perché chi lo rivendica non utilizzi gli strumenti regolamentari per quanto di suo diritto e spettanza.

COGODI (R.C.). L'avevamo chiesto anche per la Sfirs.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Terzo comma... Presidente chiedo di non essere interrotto..

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, sconteremo i minuti delle sue interruzioni dal tempo concesso per i suoi prossimi interventi, così andremo a pareggio. Le ricordo, inoltre, che dopo un certo numero di avvertimenti il Regolamento prevede che il Presidente possa prendere anche altri provvedimenti. Io vorrei che si continuasse, nell'interesse di tutti, del Consiglio e della dignità del Consiglio, con la stessa serenità (che non esclude dibattiti accesi) con la quale si è proceduto stamattina. Onorevole Cogodi, la invito quindi a non interrompere gli interventi dei colleghi. Prego onorevole Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Terzo comma: "Parimenti ogni consigliere ha diritto di ottenere, dai predetti uffici, informazioni, comunicazioni e notizie relative a provvedimenti o operazioni amministrative salvo che, su proposta del responsabile del servizio, il Presidente della Giunta regionale non opponga il segreto d'ufficio a tutela dell'amministrazione regionale o delle persone. In tal caso il consigliere può sottoporre… "

Allora, prima domanda, Presidente, ha opposto lei il segreto d'ufficio perché i consiglieri dell'opposizione non avessero accesso e non potessero ricevere risposta alle domande che non hanno mancato di porre qui, ripetutamente, in ogni circostanza, in ogni momento, anche in sede di dichiarazioni di voto su questioni che non riguardano per niente l'argomento in discussione? Io voglio sapere se lei sta ostacolando con il veto presidenziale questo diritto all'informazione dei consiglieri. Se così non è invito i colleghi ad avvalersi, anzi perfino ad abusare del Regolamento, come sanno ben fare, rivolgendosi agli uffici per ricevere le informazioni di cui hanno diritto.

Io non credo, Presidente, che lei abbia opposto alcun rifiuto e abbia frapposto ostacoli all'ottenimento queste informazioni; anzi, la pregherei di fornire risposte anche quando non è tenuto a farlo. So bene che non è obbligo suo fare il "passacarte", perché chi deve fornire le notizie e le informazioni sa, a termini di Regolamento, come deve comportarsi. Ma lo faccia per porre fine a questa scena pietosa, perché è veramente noioso, fastidioso, petulante dover sentire ad ogni intervento sempre la stessa richiesta. Quindi detto questo, perché anche io mi riservo il diritto di parlare di argomenti che non c'entrano nulla con l'oggetto della discussione, torno all'articolo 4.

SECCI (La Margherita-D.L.). Non sarebbe nemmeno la prima volta!

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Chiedo di non essere interrotto, Presidente.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Balletto, prosegua.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Presidente, io non posso intervenire perché il collega Secci mi disturba, se la voce è la sua.

PRESIDENTE. Non era lui. Prosegua.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sono abituato a parlare rivolgendomi alla Presidenza perché non guardo i colleghi.

Articolo 4: recupero fondi di rotazione. A me sembra di poter ricordare che il problema di non regalare soldi alle banche, di non consentire agli istituti di credito di poter lucrare su una sproporzionata differenza tra tassi attivi e tassi passivi, sia stata già posta ripetutamente da noi nella scorsa legislatura. All'inizio della scorsa legislatura i tassi di reimpiego delle banche erano sull'ordine del 15-16-17 per cento; noi avevamo scoperto che per giacenze dell'ordine di migliaia di miliardi di lire, il tasso che veniva riconosciuto era, se non ricordo male, del 2,50 per cento. Quindi, non è questa, ma è la precedente amministrazione che ha consentito alle banche di lucrare sulle risorse regionali.

Questo processo oggi è totalmente sotto controllo, perché attualmente i fondi di rotazione sono solo quelli funzionali alle esigenze delle leggi alle quali sottendono. Questo è un controllo che oggi viene fatto e di cui oggi questa amministrazione può vantarsi.

Comunque, l'Assessore nel corso della seduta odierna ha fornito dati aggiornati relativamente all'utilizzo e alla gestione dei fondi di rotazione, dimostrando che i recuperi e le riduzioni che vengono proposte sono relativi a fondi scarsamente movimentati e, comunque, i rientri sono tali e tanti da garantire il funzionamento anche con somme minori.

Vedete, la differenza tra noi e voi è che noi alle banche non vogliamo lasciare proprio nulla, anche se le differenze tra tassi creditori e tassi debitori, che costituiscono i proventi delle banche, si sono fortemente ridotte nel corso del tempo.

Voglio ancora aggiungere che nell'ipotesi in cui questo articolo non dovesse essere approvato sorgeranno chiaramente grossi problemi di bilancio perché le risorse che provengono da questo articolo e che costituiscono disponibilità acquisite alle entrate ammontano non a 80 miliardi, come qualche collega dell'opposizione ha affermato, ma a 93 miliardi e più, e chiaramente ciò comporterebbe problemi di recupero con relativi tagli alle spese.

Quindi, attenzione tutti quanti, maggioranza e opposizione, nel richiedere il voto segreto, perché nella funzione suprema di chi si oppone per demolire non si demolisca solamente la maggioranza, come si vorrebbe, ma si distrugga anche l'intero sistema Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei invitare i colleghi non solo a dare uno sguardo all'orologio (sono le 12.30 e tra un'ora, secondo i programmi stabiliti dalla Presidenza e dalla Conferenza dei Capigruppo, si concluderà la seduta antimeridiana), ma a dare uno sguardo anche al calendario. Siamo arrivati al 13 di marzo e al quarto articolo di una legge finanziaria che doveva essere approvata ed operante entro il 31 dicembre dell'anno passato.

Le prime votazioni sulla legge finanziaria dopo il minaccioso discorso del Presidente della Regione, pronunciato irritualmente a conclusione della discussione generale, avevano indotto qualche incauto esponente della maggioranza, appena due giorni fa, avantieri, a pronunciare dichiarazioni trionfalistiche ed anche, signor Presidente, un po' grottesche sulla compattezza della coalizione che sostiene la Giunta del Presidente Pili. In meno di ventiquattro ore il clima di ingiustificata baldanza nel quale si sono contraddistinti alcuni esponenti della maggioranza, alcuni colleghi in particolare di Forza Italia e di Alleanza Nazionale, si è mestamente dissolto e oggi a me pare che nei visi, e forse ancor più nei pensieri, di questi colleghi prevalga il senso della preoccupazione e, forse, anche il senso dello scoramento per i passaggi che sono ancora necessari per l'approvazione della legge finanziaria.

Se posso offrire un consiglio, scevro da spirito di parte, a questi colleghi, raccomanderei di essere per il futuro più prudenti nell'uso di argomenti e di armi improprie quando affrontano il confronto e il conflitto parlamentare con gli esponenti dell'opposizione. Noi stiamo esercitando con intransigenza, ma anche con la massima correttezza, la nostra funzione di opposizione democratica e qualsiasi tentativo - lo diciamo pacatamente ma per l'ennesima volta ai nostri colleghi della maggioranza - qualsiasi tentativo di indebolire o di mettere in discussione questa funzione democratica troverà un argine assolutamente invalicabile.

I Presidenti dei Gruppi di minoranza e tanti colleghi dell'opposizione hanno lanciato, Presidente Pili, nei giorni scorsi, un appello responsabile a lei, alla sua Giunta, alla sua maggioranza, per disintossicare questo dibattito dai veti, dalle forzature, dalle rigidità che hanno caratterizzato il confronto sulla legge finanziaria fin dalla sua tardiva presentazione in Consiglio regionale.

A me è anche sembrato che alcuni settori della maggioranza abbiano manifestato qualche disponibilità per ripristinare un serrato e corretto confronto parlamentare.

Abbiamo ascoltato ieri con attenzione alcuni interventi dei colleghi dell'U.D.C. che oggi non vedo presenti, gli interventi del Capogruppo, del collega Capelli, dello stesso assessore Oppi; abbiamo ascoltato qualche intervento problematico da parte dei colleghi del Gruppo dei Riformatori, abbiamo ascoltato con attenzione ieri sera l'intervento equilibrato, ed anche imbarazzato, del collega Edoardo Usai, però dai banchi della Giunta, della Presidenza e da parte di autorevoli esponenti della maggioranza, alcuni con rilevanti ruoli istituzionali, in questo momento e su questo provvedimento, mi riferisco in particolare al Presidente della Commissione, si continua con un atteggiamento poco ragionevole. Verso le proposte delle opposizioni e verso il ruolo intangibile di questa Assemblea, l'atteggiamento poi diventa molto aggressivo e assolutamente inaccettabile.

Insomma, che cosa volete fare? Volete ancora sfidare il buon senso e il nostro senso di responsabilità? Accomodatevi. Però dovete sapere che con i sermoni, onorevole Balletto, e con le minacce non ci farete deflettere da una linea di condotta assolutamente intransigente. Noi vogliamo, Presidente Pili, cambiare e modificare profondamente la vostra proposta di legge finanziaria, abbiamo argomenti e buone ragioni per credere che riusciremo almeno in parte nei nostri propositi e nei nostri intendimenti.

Le nostre proposte si sono manifestate con chiarezza in tutte le Commissioni permanenti del Consiglio regionale e con altrettanta chiarezza nella Commissione bilancio. Avete presentato il disegno di legge finanziaria e di bilancio con tre mesi di ritardo, li avete sconfessati voi stessi nelle Commissioni. Se aveste, per esempio, letto quello che ha scritto la Seconda Commissione all'unanimità sul ruolo del Consorzio 21, forse quel voto di ieri ve lo sareste potuto risparmiare. Avete ammesso che le critiche impietose delle forze sociali e del sistema delle autonomie locali erano motivate; siamo alla deriva, siamo al terzo mese di esercizio provvisorio e siamo al quarto articolo della legge finanziaria.

Avete già incassato delle mazzate molto pesanti e demolitive delle proposte che con tanta protervia continuate a difendere e a voler imporre al Consiglio regionale. Insomma, che cosa volete fare? Adesso state frenando voi!

Aspettiamo che finisca il Presidente la sua vivace telefonata.

COGODI (R.C.). Sta chiedendo gli elenchi!

SANNA Emanuele (D.S.). Va beh, può anche non ascoltare, tanto non cambia molto.

Che cosa intendete fare, cari colleghi? A me sembra - e la seduta un po' mortificante di stamattina lo conferma abbondantemente - che adesso stiate frenando voi, avete paura non del voto, avete paura di voi stessi. L'onorevole Pili ha brandito esplicitamente l'arma del collasso della legislatura richiedendo che gli venisse garantita comunque una maggioranza per la sua sopravvivenza. Ha funzionato per l'articolo 1, non funziona, come si è visto e come si vedrà, per il resto di questo complesso e importante provvedimento.

Il ricatto non funziona, Presidente Pili, ma il collasso del Governo e dei problemi e delle emergenze della Sardegna, questo sì, c'è già e si aggrava tra i veleni e i bizantinismi di questo Palazzo, bruciando la residua credibilità di questa istituzione. Noi stiamo intervenendo quindi oggi - e concludo cari collegi - per indurvi finalmente a una riflessione accurata, a una riflessione chiarificatrice che serva ad uscire da una situazione che si sta facendo, per vostra esclusiva responsabilità, sempre più insostenibile. Quindi, anziché continuare, signor Presidente, con questa pantomima, proponete una pausa, breve e predeterminata, per uscire voi e l'intero Consiglio da questa palude paralizzante.

Presidente Pili, lei è stato coraggioso e temerario imponendo il suo diktat alla sua inaffidabile maggioranza; adesso, avendo verificato che il suo ricatto non viene subìto dal Consiglio, recuperi se ci riesce il suo ruolo e proponga un percorso per ripristinare anche la normalità del confronto e della vita democratica in questa Assemblea che esprime, non lo dimentichi, come le abbiamo più volte ricordato, la sovranità dell'intera comunità regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Onorevole Sanna, il suo intervento si pone a metà strada tra una sorta di predica una riflessione pacata; una riflessione pacata, legittima, che viene dai banchi dell'opposizione e generosa di consigli nei confronti dello schieramento di centrodestra. Per quanto ci riguarda, conoscendola come persona di lunga militanza e lunga esperienza, pur nelle distanze che ci separano, accettiamo volentieri di aprire una riflessione all'interno del confronto che ci vede oggi partecipi.

Ma il punto nodale, onorevole Sanna, è comprendere - non è un consiglio, evidentemente, ma una constatazione - chi sono i nostri interlocutori del Centrosinistra. Vi è infatti una difficoltà ad instaurare una serena dialettica con i banchi dell'opposizione; i toni si fanno sempre più esasperati, spesso si ricorre all'insulto, a strumentalizzazioni. Tutto ciò certamente non può costituire la migliore premessa per instaurare un rapporto sereno e un dialogo fecondo.

Allora l'invito che rivolgo è il seguente: abbassiamo i toni, evitiamo forme di ostruzionismo che comportano notevolissime perdite di tempo con ore e ore di inutili e lunghe discussioni che tutto hanno ad oggetto tranne il merito delle questioni rappresentate dagli articoli in discussione. Il mio gruppo è disponibile ad avviare una serena dialettica, purchè sia chiaro con chi dobbiamo dialogare e su quali basi. Soprattutto non deve trattarsi di un dialogo tra sordi.

Sarebbe pertanto opportuno che l'opposizione iniziasse da subito a fornire dimostrazione di non voler continuare a perdere tempo con discussioni (a parte alcuni interventi anche di notevole pregio) assolutamente inutili e di nessuna valenza per il dibattito.

Voglio adesso tornare brevemente sul problema delle consulenze a cui faceva riferimento l'onorevole Selis, per ricordare che una battaglia in quella direzione la condussi anch'io dall'opposizione quando alle mie richieste, alle richieste del Gruppo di Forza Italia, e degli amici di Alleanza Nazionale, il Presidente Palomba e la sua Giunta opposero un assordante e colpevole silenzio.

Devo dare atto all'onorevole Gianmario Selis che anche lui, in quell'occasione, criticò per gli stessi motivi la Giunta di allora e il suo Presidente, ma si trattava probabilmente di una battaglia interna al centrosinistra, motivata dallo scadere della legislatura e dai problemi di leadership che essa poneva. Noi però dobbiamo ancora acquisire i dati relativi a quella legislatura, perché ancora oggi non sappiamo quante consulenze attivò il Governo Palomba e gli assessori del centrosinistra.

Oggi più che mai, Presidente Pili chiedo pertanto a lei e agli assessori, di mettere a disposizione del Consiglio tutta la documentazione relativa alle consulenze attivate dal primo giorno in cui si è insediata la Giunta di centrodestra (prima con il Governo Floris, oggi col Governo Pili), recuperando altresì la documentazione relativa ai rapporti di consulenza posti in essere dalle Giunte di centrosinistra nella scorsa legislatura. Io so che non c'è nulla da nascondere, non mi pongo i problemi pur corretti che ha posto il collega Balletto, ma non vorrei che su queste questioni si potesse equivocare. Io ritengo che l'istituzione Regione debba essere una casa di vetro e ho diritto di di sapere cos'è successo nella scorsa legislatura. Quindi, Presidente Pili, assessori, chiedo a voi, sarà un'operazione complessa, me ne rendo conto, ma abbiamo diritto di sapere che cos'è successo dal 1994 in poi.

Quanto alle norme oggi in discussione sui fondi di rotazione, sembra quasi che questa Giunta abbia compiuto chissà quale misfatto. Io voglio ricordare che il professor Sassu, oggi Presidente del Banco di Sardegna, quando era assessore, non ricordo esattamente l'anno, il 1995 o il 1996, addirittura prevedette il recupero di circa 900 miliardi di lire dai fondi di rotazione; una cifra davvero impressionante ottenuta assorbendo le giacenze di fondi destinati a finanziare tutti i settori produttivi (artigianato, commercio, agricoltura, piccola e media impresa) e nessuno ebbe a gridare allo scandalo.

Gridammo allo scandalo, invece, per un altro motivo: perché quelle risorse - risorse della Regione immobilizzate presso le banche - venivano utilizzate dagli istituti di credito per concedere finanziamenti ai cittadini a un tasso pari al 18,5 per cento, mentre il tasso di remunerazione di quelle giacenze riconosciute alla Regione si attestava intorno al 2,5 per cento. Per questo bisognava allora semmai preoccuparsi e gridare allo scandalo. Oggi si pone in essere questa operazione di recupero perché siamo perfettamente convinti che le banche non possano continuare a tenere immobilizzate risorse della Regione senza alcuna giustificazione; ma se quelle risorse fossero state utilizzate o dovessero essere utilizzare immediatamente per i settori produttivi, avremmo eretto le barricate per mantenerle presso l'Artigiancassa o presso la Banca Cis o le altre banche dove sono depositate.

Voi giustamente avete sempre posto il problema dell'accelerazione della spesa; noi siamo totalmente d'accordo perché le risorse vengano immesse nel circuito produttivo della nostra realtà isolana. Per fare questo però bisogna smobilizzarle da dove sono allocate e riprogrammarle. Mi pare, del resto, che il settore dell'artigianato non subisca riduzioni, così come gli altri settori produttivi. Non vedo quindi quale sia il motivo di scandalo di una norma che invece indirizza le risorse proprio per sostenere le politiche produttive di sviluppo e gli investimenti.

Da queste considerazioni dobbiamo partire per affrontare serenamente un dialogo improntato non alla logica del "tanto peggio tanto meglio", non alla logica distruttiva, ma ad una logica propositiva e costruttiva.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, io ho necessità di formulare una premessa - poi entrerò nel merito del tema in oggetto - una nota a margine e anche un post scriptum, per fornire l'indicazione immediata su come svolgerò il mio intervento.

L'onorevole Pittalis ci ha invitato a usare toni pacati e ha affermato che l'opposizione deve dimostrare di non voler perdere tempo. Io credo che sia comprensibile che questa maggioranza, che ha subito tre sonore sconfitte, al pari di un pugile un po' suonato, chieda, come ha già fatto ieri, il time out, un po' di tempo per cercare di riprendersi, e allo stesso tempo, accusando i colpi, inviti gli altri a non picchiare forte. Noi stiamo continuando a svolgere la nostra funzione con la stessa serietà con la quale l'abbiamo iniziata ma, diciamoci la verità, il problema non è dell'opposizione, il problema è della maggioranza perché la maggioranza ha ancora qualche questione da risolvere al suo interno.

Sappiamo bene, per esempio, che ieri uno dei cospiratori ha pugnalato Cesare - Mario Floris - e noi sappiamo chi è Bruto. Quindi, onorevole Pittalis, il problema è soprattutto vostro, è della maggioranza. Noi stiamo compiendo il nostro dovere. Abbiamo detto dall'inizio, in sede di discussione generale, che questa finanziaria non ci piace, e molti di voi hanno addirittura sostenuto che andrebbe riscritta. Noi vi abbiamo invitato a farlo, voi in maniera proterva avete mostrato i muscoli con interventi talvolta arroganti, altre volte minacciosi, e comunque non avete dimostrato di voler realmente ascoltare ciò che vi veniva riferito dalle associazioni di categoria.

Quindi, oggi oltre al comma quinto dell'articolo 2 (dove era stato istituito un fondo di natura clientelare che magari sarebbe servito a pagare un altro dei tanti consulenti dei quali ancora non ci volete fornire nessun dato) è stato bocciato il comma quattro dell'articolo 3 che prevedeva uno stanziamento di 1,5 milioni di Euro (anche quello destinato non certamente ad interventi di tipo produttivo), e infine è stato bocciato per intero l'articolo 3. Quindi, 18 miliardi destinati alle spese correnti sono stati per ora accantonati; ciò vuol dire che ci sarà qualche soldino in più che potrà essere utilizzato in maniera forse più appropriata.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue PIRISI.) Io credo comunque che queste bocciature non costituiscano un segno, come dire, negativo, io le giudico positivamente ma le dovrebbe giudicare positivamente chiunque abbia a cuore le sorti della Sardegna e anche le sorti di questa maggioranza.

A me pare, infatti, che si sia trattato di una sorta di sussulto di orgoglio e di ribellione verso pratiche clientelari giudicate intollerabili dalla stragrande maggioranza di questo Consiglio. Un sussulto di orgoglio anche nei confronti di chi, non solo all'interno dell'Aula, ma anche fuori, minaccia dicendo: "State buoni, non toccate il mio pupillo perché altrimenti io non vi candido". Insomma mi pare che quest'Aula abbia confermato che questa gente dovrebbe stare alla larga da qui

Quindi, si è iniziato con una prova muscolare, un esordio battagliero con discorsi provocatori, minacciosi e quant'altro. Ora l'onorevole Pittalis esorta ad utilizzare toni pacati. Beh, io rispondo: usiamo pure toni pacati, però che ne è dei toni che avete usato nei giorni scorsi quando rappresentavate voi stessi come una maggioranza coesa e granitica? Oggi vi siete arresi praticamente alle prime schermaglie; sembrate quell'armata di Saddam Hussein che si è arresa alle telecamere del TG3.

Mi pare che anche l'ultimo giapponese - così si è definito l'onorevole Murgia - a questo punto sia uscito dall'isola; è silente, non interviene a difendere nel merito la legge finanziaria. Mi pare che non ci sia nessuno, al di là del Presidente Balletto, che tenti una difesa nel merito di questa legge finanziaria. E c'è da dire anche che per quanto riguarda le consulenze, onorevole Pittalis, quando lei era assessore, avrebbe almeno potuto verificare quale tipo di convenzioni erano state stipulate dall'Assessorato della programmazione negli anni precedenti.

Oggi invece, anziché fornire risposte ai quesiti che vengono posti, state sempre con la testa girata all'indietro a cercare le responsabilità di Palomba; anziché affrontare la realtà vi rifugiate nel passato. Ecco perché non riuscite a governare il presente; il motivo vero è questo: non avete una cognizione precisa del momento storico che stiamo vivendo. Pertanto se non fornirete risposte chiare su ciò che vi è stato chiesto fino a che avremo fiato continueremo a chiedervi l'elenco delle consulenze. E' vostro dovere dirci quanto state spendendo,i sardi devono sapere quanto denaro state utilizzando per le consulenze di cervelli illuminati che devono aiutarvi a governare bene. Chissà cosa succederebbe senza queste consulenze, visto e considerato il risultato a cui stiamo assistendo.

Comunque, 18 miliardi ve li abbiamo tolti, così non avete neanche la tentazione di ricorrere a altre consulenze. Sull'articolo 4, che è stato già argomentato a profusione dai colleghi, voglio solo aggiungere che è un artifizio contabile quello che state facendo. Riprendendo una frase pronunciata dal collega Cogodi, confermo che si tratta veramente di un'offensiva contro la piccola e media impresa e contro l'impresa in generale della Sardegna. Queste critiche sono state riportate stamattina anche dal collega Gian Valerio Sanna.

Ma io voglio richiamare un altro piccolo stralcio di ciò che è emerso dal tavolo di coordinamento delle associazioni imprenditoriali: "Il tavolo di coordinamento" - si legge - "conferma il giudizio di profonda insoddisfazione per le scelte operate e ritiene prioritario che le risorse disponibili vengano prioritariamente destinate alle politiche di sviluppo, alle leggi di incentivazione alle imprese, alla Sardegna centrale e alle politiche del lavoro".

Voi oggi, sotto questo profilo, state facendo acqua dappertutto. Eppure dall'inizio della legislatura esiste un progetto di legge quadro di sostegno all'impresa che tenta di riordinare l'intero settore, presentata dal centrosinistra (primo firmatario il collega onorevole Falconi, che ha coordinato tutta la ricerca e ha lavorato alacremente su questo punto); voi invece su questo punto non avete fatto niente; silenzio totale e assoluto. E` vero che le leggi le approva il Consiglio, però la verità è che nelle Commissioni, cari colleghi della maggioranza, voi non ci siete e non operate. E le leggi che voi dite che non hanno funzionato e che sono bloccate, ferme, chi ha il compito di farle funzionare?

Un'ultima battuta per concludere. Presidente ed assessore, io ho affermato che erano stati commessi imbrogli in questa legge finanziaria; aggiungo anche che ci sono illegittimità, e porto un esempio. Nel Quadro comunitario di sostegno, assessore Masala, sui P.I.T., quando vengono predisposti i bandi vengono indicate anche le misure coerenti affinché sia possibile un'azione di sviluppo. Se per esempio non ci fosse, all'interno di un bando, né la misura né l'asse indicato, e arrivasse un PIT all'attenzione prima di tutto del suo Assessorato .... Presidente, trenta secondi...

PRESIDENTE. Le concedo i trenta secondi.

PIRISI (D.S.). …dove asse e misura mancassero, e lei dicesse che quel PIT deve andare avanti lo stesso, come giudicherebbe un'azione di questa natura? Un imbroglio o un'azione illegittima, in quanto è un atto privo della legge che lo giustifica.

Purtroppo sulla questione dei POR non abbiamo potuto discutere, perché è stato bocciato l'articolo relativo, ma ciò che le sto adesso sommessamente anticipando sarà da me esposto più dettagliatamente in seguito, e allora dimostrerò che non di imbrogli solo si tratta, ma di azioni illegittime.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, prendo la parola per rilevare come, sempre di più, ogni articolo di questa finanziaria venga utilizzato per argomentazioni che poco hanno a vedere con ciò che più ci preme in quest'Aula: l'approvazione della manovra finanziaria. Ci troviamo, del resto, di fronte a una minoranza sempre più minoranza, visto che ad ogni passo avanti che fa si scontra con i commenti e le argomentazioni che l'onorevole Pirisi ha portato in quest'Aula.

E' difficile un dialogo in questa situazione, ed è difficile soprattutto perché non esiste una posizione definita, probabilmente non c'è nella maggioranza, ma certamente non esiste neanche nell'opposizione. Purtroppo alle considerazioni più o meno condivisibili dell'onorevole Emanuele Sanna subentrano le considerazioni dell'onorevole Pirisi, con accuse e invettive nascoste, considerazioni che poco hanno a che vedere con quello che noi andiamo a argomentare.

Anche la maggioranza ha i suoi problemi, non mi risulta che sia mai esistita una maggioranza in quest'Aula che non abbia avuto dei problemi, certamente ci sono. Per questo dico all'onorevole Pittalis che, prima di concedere aperture alla minoranza, sarebbe necessario fare chiarezza all'interno del quadro di maggioranza, perché continuando su questa falsa riga, il disordine politico non potrà che aumentare.

Siccome di disordine ce n'è già tanto, io mi appello al Consiglio tutto, perché non approfitti e non abusi della buona predisposizione che i consiglieri regionali hanno di voler assolvere al loro mandato fino al termine della legislatura, perché potrebbe cominciare a montare una protesta più o meno diffusa in questo Consiglio, che non abbia poi troppo a cuore la scadenza naturale del mandato. Lo dico perché io sono tra coloro che non si tirerebbero indietro; non lo nascondo, lo affermo alla luce del sole, ma riporto e rilevo anche opinioni di altri colleghi che non la pensano diversamente da me.

E' ovvio che questo non serve e non deve spaventare nessuno; le maggioranze vanno e vengono, se ne possono trovare tante, ma certamente non potranno trovare il sostegno di una parte dei consiglieri che nulla vedono di positivo in una manovra finanziaria che viene strumentalizzata demagogicamente dalla minoranza e qualche volta anche dalla maggioranza, creando dei sospetti nell'opinione pubblica.

Ormai sappiamo cosa pensa l'opinione pubblica del Consiglio regionale; è la politica sotto accusa, è il Consiglio regionale sotto accusa, non lo è solo la Giunta o il presidente Pili, che certamente potranno fornire in qualsiasi momento tutte le informazioni che i consiglieri regionali hanno chiesto, ma che, come ha evidenziato il collega Balletto, gli stessi consiglieri potrebbero ottenere in tantissimi altri modi, perché la normativa attuale gli offre numerosi strumenti per conseguire quei risultati.

Io voglio solo, in questa circostanza, invitare la minoranza, se vuole davvero diventare opposizione, ad essere costruttiva, e la maggioranza se vuol essere maggioranza a dimostrare di essere tale non con la forza dei muscoli. E male fa la minoranza a pensare che la bocciatura dell'articolo 3 sia una bocciatura dovuta a un calo di attenzione o di tensione all'interno della maggioranza. Non siete stati voi che avete bocciato l'articolo 3 e non siete stati voi ad aver permesso l'approvazione dell'articolo 1.

SANNA SALVATORE (D.S.). Questo è molto chiaro!

DIANA (A.N.). Non avete nessun tipo di responsabilità in questo. La bocciatura dell'articolo 3 non è una bocciatura che modifica in qualche modo questa finanziaria; io sono sicuro… Chiedo scusa, Presidente, io non disturbo mai nessuno.

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo la cortesia di non disturbare.

DIANA (A.N.). Lo ribadisco: per quanto mi riguarda, per quanto riguarda i colleghi che con me hanno potuto interloquire, non siamo assolutamente disponibili a continuare a sostenere una situazione di questo genere, se il Consiglio non verrà investito integralmente di qualsiasi passaggio ulteriore che possa esserci in quest'aula. Dico questo perché credo che sia indispensabile che la gente capisca, che i nostri cittadini, i nostri elettori comprendano che si può legiferare bene nell'interesse della popolazione e nell'interesse della Regione Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, credo che sia doveroso pronunciare qualche osservazione in replica, anche perché molti colleghi non erano presenti quando stamattina avevo fornito all'Aula alcune informazioni.

Ripeto comunque per tutti, e soprattutto per i colleghi che non fanno parte della Commissione bilancio, che questo elenco dei fondi di rotazione e assimilati non è un documento che io presento oggi, è un documento che è allegato alla manovra finanziaria e quindi è nella disponibilità di ogni consigliere regionale fin dal dicembre 2002… Quindi, evidentemente, essendo stato compilato prima della fine dell'anno 2002, riportava soltanto dati al 30 giugno 2002. Appena saremo nelle condizioni di fornirli, sarà mia cura provvedere a comunicare anche i dati fino al 31 dicembre 2002.

Debbo dire, con l'occasione, che ho assunto anche un'altra iniziativa, che va al di là della raccolta dei soli movimenti: ho chiesto di ottenere dagli istituti di credito l'elenco aggiornato di tutte le situazioni in sofferenza, perché è fondamentale avere un'idea precisa di questo stato per impostare un serio confronto con il Consiglio.

Sul tema dei fondi di rotazione evidentemente non posso aggiungere altro che confermare quanto ho riferito in precedenza, e cioè che si tratta di cifre destinate a incrementare le entrate, che quindi vanno a costituire il budget da utilizzare per finanziare la spesa, cioè, in parole povere, senza queste entrate non si può parlare di spese. Devo comunque ringraziare l'onorevole Pirisi per aver sospettato l'illegittimità di qualche provvedimento amministrativo, riconoscendo così che non è stato commesso un imbroglio. Mi sarei infatti preoccupato se avesse affermato che si trattava di imbrogli, perché sappiamo che gli imbrogli hanno rilevanza penale. Le illegittimità, però, onorevole Pirisi, non sono dell'Assessore, sono dell'amministrazione, perché lei sa che oggi esiste una netta separazione tra attività politica e attività amministrativa e che esistono i TAR per verificare la legittimità o meno degli atti amministrativi.

Voglio precisare, relativamente alla questione dei tagli, che i tagli sono tutti intelligenti quando si riferiscono a soggetti terzi; sono sempre poco intelligenti quando si riferiscono alle categorie o ai gruppi di persone o di interessi che ognuno di noi ritiene di rappresentare. Le somme che vengono utilizzate dai fondi di rotazione sono somme che vengono destinate alle attività produttive; questo lo dico anche per l'onorevole Rassu, come Presidente della Commissione, che deve verificare e sapere che tutte le risorse che vengono utilizzate in entrata vengono poi riutilizzate per le uscite a favore dei settori produttivi.

Infine, debbo riconoscere che l'onorevole Selis purtroppo ha ragione, però stamattina non era presente quando io ho reso noto che noi abbiamo già approvato una direttiva che trasforma tutte le vecchie convenzioni con gli istituti di credito. Stiamo riscrivendo tutti i bandi perché sulla base delle vecchie convenzioni (non mi riferisco alla Giunta della passata legislatura precedente ma a quelle ancora precedenti), non erano le banche che dovevano pagare interessi alla Regione, era la Regione che doveva erogare dei compensi agli istituti di credito perché gestissero i fondi. Lei sa bene che ci sono alcune convenzioni di questo genere.

Noi stiamo cercando di fare piazza pulita di tutto questo, perché effettivamente è vero quello che si dice. Io cito un dato relativo a un istituto di credito: ebbene, le spese per compensi destinate a questi istituti sono pari a 2.468.926,41 euro mentre abbiamo incassato, nello stesso periodo, per interessi soltanto 591.899,71 euro. Quindi è logico che l'amministrazione regionale abbia interesse a rivedere tutte queste convenzioni ed è proprio ciò che stiamo facendo. Lo abbiamo già fatto per le leggi sull'artigianato e sull'industria, è in atto per quelle sul commercio e lo faremo anche, come ho detto stamattina, per la legge numero 32 dei lavori pubblici.

Tutte le leggi di settore devono essere rivisitate per quanto concerne le convenzioni, perché non è possibile pensare di spendere per la gestione di questi fondi più soldi di quanto non ne incassiamo in interessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 419. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento e per pronunciare qualche ulteriore considerazione alla luce del dibattito ampio, non inutile, che si è svolto su quest'articolo e su questi emendamenti. Nel dibattito nel merito dell'articolo e dell'emendamento si intreccia qualcosa che è stata definita surreale che io cerco di ridefinire come una duplice trattativa, che si svolge all'interno ma anche all'esterno di quest'Aula.

La prima trattativa (forse quella più complessa e che sta arrecando maggiori danni alla Sardegna) è tutta interna alla maggioranza; ieri si è manifestata in forme palesi, oggi invece si sta manifestando con questa "melina" che non proviene - vi assicuro - dall'opposizione, ma che scaturisce dalla paura che avete di andare avanti, dalla crisi che attanaglia l'attuale maggioranza del centrodestra che governa la Regione Sardegna.

Quando si verifica una situazione del genere, colleghi del centrodestra, lo sbocco naturale - e chi ha un minimo di infarinatura politica lo sa bene - è costituito dalle dimissioni. Si rimette il mandato a chi questo mandato ha dato, cioè al Consiglio regionale, e si studiano altre soluzioni; questo è l'ABC del vivere la politica correttamente.

Ma ahinoi questo modo di fare corretto, consolidato, riconosciuto da tutti, non appartiene a questa maggioranza, non appartiene a questo Presidente soprattutto, che non solo non attua ciò che doveva attuare correttamente, ma viene con l'arroganza del potere e minaccia l'Aula - ma non minaccia tutta l'Aula, minaccia la sua maggioranza - dicendo: badate, o si esce in fretta, compatti da questa finanziaria, o chi manifesta delle titubanze nelle diverse forme previste dal Regolamento, compreso il voto a scrutinio segreto, non avrà futuro, e soprattutto non verrà ricandidato.

Beh, un sussulto di dignità, un sussulto neanche culturalmente elevato, ma comunque un sussulto di uomini e di donne rispetto ad un ricatto del genere, io penso vi debba essere. La seconda trattativa si riferisce alla possibilità di venire a patti con il centrosinistra, con le opposizioni più in generale. Io ne parlo con assoluta tranquillità, perché con assoluta tranquillità in altri anni si è sempre fatta, ed è stata ipotizzata anche dai colleghi della maggioranza. Anche in questo caso convivono all'interno della maggioranza due diverse scuole di pensiero: c'è chi vuole condurre le trattative alla luce del sole, anche qui in Aula (e io concordo su questa posizione) passando in rassegna le grandi questioni, e abrogando gli emendamenti "targati" (ma l'iniziativa deve provenire dalla maggioranza), e c'è invece chi ipotizza una trattativa a bassa frequenza, condotta di nascosto, dietro le tende.

Io non sono mai stato favorevole a questi metodi, preferisco una trattativa trasparente. Ma questo orientamento si fa avanti a fatica all'interno della maggioranza, tanto che poco fa il collega Diana ha esposto la seconda ipotesi, che è l'antitesi di ciò che proponeva ieri il collega Oppi. Badate, il problema è tutto interno alla vostra compagine; se non sciogliete questo nodo è inutile fare quello che io mi accingo a fare: entrare nel merito, discutere dei problemi, ,proporsi eccetera.

In ultimo voglio sottolineare questo fatto, Assessore: non abbiamo chiesto l'abrogazione di tutti i commi e di tutte le lettere di questo articolo, così, perché dovevamo chiederle; abbiamo chiesto solamente l'abrogazione delle lettere che prevedono il prelievo da fondi di rotazione di leggi operative. Questo correttamente abbiamo fatto. Voi invece insistete nel dire che volete prendere con una mano per ridare allo stesso fondo con l'altra mano. Beh, mi sembra un'operazione inutile, quasi "pacchiana" che noi cerchiamo giustamente, come ha fatto lei nella precedente legislatura, di sottolineare proprio perché non serve a nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io annuncio il voto favorevole all'emendamento soppressivo. Se dovessi trovare una motivazione a questo mio voto lo giustificherei con il concetto un po' strano che ha l'assessore Masala dell'intelligenza.

Noi non vogliamo discutere della sua concezione dell'intelligenza, vogliamo solo dire che non consideriamo intelligenti i tagli eseguiti a carico degli altri o di chissà chi, perché stiamo parlando di risorse che appartengono ai cittadini della Sardegna. Lei non si dovrebbe neanche cimentare in questo tratturo un po' sconnesso che è quello di cercare di giustificare atti ingiustificabili e scelte che attengono a risorse che non ci appartengono, ma che devono essere destinate al futuro della Sardegna, perché i fondi di rotazione, nella migliore delle ipotesi, ritornano a finanziare quelle leggi - nella migliore delle ipotesi - e in misura molto inferiore rispetto all'esercizio precedente.

Però, poi, dobbiamo osservare altri aspetti - ed è qui l'intelligenza, assessoore Masala - dobbiamo osservare i sedici miliardi per gli obiettivi strategici del Presidente, i 21 miliardi per la pubblicità istituzionale, il raddoppio dei fondi per le indennità e le spese di viaggio e di missione del Presidente della Giunta. Dobbiamo osservare che ci sono anche le spese per i referendum; dove intendete reperire le risorse: presso enti locali che sono già "razziati" dai tagli che avete operato?

Le spese per il personale comandato presso i vostri uffici di Gabinetto sono aumentate di un miliardo in quest'ultimo anno; e lo stesso dicasi per il personale in convenzione. Nell'U.P.B. 03073, il fondo per il conferimento di incarichi ad esperti esterni all'Amministrazione passa da 3 miliardi a 5 miliardi, quasi 6 miliardi.

Questa è l'intelligenza, assessore Masala? O è questo il senso di un ragionamento che vi ostinate a non comprendere? Dovete spiegare queste cose ai sardi; noi siamo qui a ricordarvele, ma voi avete l'onere della spiegazione, e ho sfogliato solo le prime pagine!

Ed allora, parlare di intelligenza rispetto a somme che non sono state valutate sulla loro utilità, sui loro flussi reali, sugli interessi che maturano, ma sono state utilizzate solo per creare poste di entrata, per chiudere partite aritmetiche ci sembra davvero fuori luogo. Quali sono le scelte di fondo di questa Giunta regionale rispetto a ciò che vi stiamo dimostrando, a quanto affermano i rappresentanti dei settori produttivi, a quanto risultano dai libri contabili che ci avete consegnato? Usciamo da questa finzione! Non si può continuare con il gioco delle parole: voi dite una cosa e noi ne diciamo un'altra, noi documentiamo le nostre affermazioni e voi non date spiegazioni. Questo è il nocciolo della questione.

Lo stesso vale per il discorso delle trattative; per avviare le trattative ci deve essere la volontà, non di Fantola o di qualche altro, ma del Presidente, dell'Assessore competente e dell'intera Giunta, altrimenti perdiamo tempo, come abbiamo perso tempo gli altri anni. Occorrono volontà chiare, perché noi sulle questioni sollevate abbiamo idee altrettanto chiare e le vogliamo confrontare apertamente, senza finzioni di sorta, perché ormai la sofferenza del popolo sardo, a causa del vostro modo di governare la Sardegna, ha superato ogni limite tollerabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, nella mia dichiarazione di voto sono agevolato dalle considerazioni svolte dal collega Gian Valerio Sanna nel precedente intervento.

Il collega Gian Valerio Sanna ha affermato che è necessario fare chiarezza, e sulla stessa linea mi è parso anche l'intervento del collega Pittalis.

Il centrosinistra, collega Pittalis, esprime in Aula posizioni di merito per quanto riguarda la legge finanziaria e si vanta di essere diventato maggioranza ieri, in due occasioni, perché a maggioranza sono stati bocciati due articoli della legge finanziaria. Noi abbiamo ascoltato i pareri impegnati espressi in quest'Aula sui contenuti della legge finanziaria e ancora prima avevamo ascoltato le opinioni dei rappresentanti degli enti locali, del sistema delle imprese, del mondo del volontariato, dei sindacati, condividendone le indicazioni.

Quindi noi abbiamo chiaro qual è il merito della modifica che dev'essere apportata alla legge finanziaria, perché chiaro era stato anche l'intervento del collega Floris che ha proposto per primo nel dibattito l'obiettivo della correzione, come è chiara la strada che dobbiamo percorrere. Ma se nella maggioranza, collega Pittalis, non è chiaro che occorre modificare la legge finanziaria nella sostanza, è bene che continuiate nel confronto interno, perché non possiamo generare l'opinione che ci sia una parte del Consiglio, quella parte che ha bocciato ieri gli articoli, che voglia rispondere al sistema delle imprese, al sindacato, al volontariato e agli enti locali, e un'altra parte, che si richiama alla Giunta, che non condivida questa posizione.

C'è un problema di comportamento che noi dobbiamo definire. La linea è quella di correzione della legge finanziaria. I termini sono quelli che sono stati proposti all'attenzione dell'insieme della Sardegna; se c'è la volontà di andare in quella direzione, si deve andare in quella direzione, e non c'è il problema della ricerca di chi deve concorrere alla definizione di quei contenuti, perché i contenuti sono chiari e i nostri Capigruppo del centrosinistra li hanno condivisi assieme a chi li ha proposti. Poi, collega Diana, vogliamo fare il confronto qui in Aula? Benissimo, facciamolo in Aula!

Lei è il Presidente della Provincia di Oristano e sa che esistono momenti assembleari, momenti che richiedono una sintesi, momenti che richiedono un approfondimento e tutti questi momenti devono essere collegati uno con l'altro. Per quanto ci riguarda quei punti sono ben chiari e ben definiti, se voi avete ancora esigenza di valutarli, valutateli liberamente e linearmente.

Il problema non è quello di aspettare un'ora, due ore, un giorno o tre giorni; non è questo il punto.Il punto è che noi dobbiamo dare una legge finanziaria alla Regione, avendo ricevuto un disegno di legge finanziaria della Giunta che fa schifo; dobbiamo quindi correggerla, col senso di responsabilità che richiede la situazione. Poi, il collega Masala potrà trarre le conclusioni e dire: "mi dimetto perché la mia proposta di finanziaria non è stata accolta". Questo è un problema della Giunta; per quanto mi riguarda è meglio che rimanga in carico perché più permane in carica questo Esecutivo maggiori saranno i consensi che acquisirà il centrosinistra.

Però questo è un interesse di parte, di partito, l'interesse vero sarebbe quello di trovare (trovare voi, e non noi, perché noi le abbiamo già indicate) soluzioni più corrispondenti a ciò che la situazione della Sardegna impone. Per noi si può arrivare nei prossimi giorni ad una conclusione, i temi sono quelli che vi abbiamo indicato; discutetene tra di voi, so che anche in Giunta esistono opinioni diverse da quelle del collega Masala e del barricadiero Pili, continuate la discussione fino a quando non avrete maturato una posizione che ci permetta di riprendere a confrontarci sulle correzioni che sono state proposte dai soggetti che prima abbiamo richiamato.

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16; il primo iscritto a parlare alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 32.



Allegati seduta

CCCXXIII Seduta

Giovedì 13 Marzo 2002

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 10 e 02.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 6 marzo 2003, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana di oggi, 13 Marzo 2003, e che il consigliere regionale Pierluigi Carloni ha chiesto due giorni di congedo a far data dal 13 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge Finanziaria 2003)" (383).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 383.

E' iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà. Ricordo che siamo in sede di esame dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti. Capisco, onorevole Falconi, che non è molto piacevole parlare ad una platea non numerosa, però bisogna pure cominciare.

FALCONI (D.S.). Già è difficile intervenire per primo, se poi devo parlare alle sedie... Signor Presidente, io voglio soffermarmi su quanto, in relazione all'articolo 4, hanno riferito l'Assessore e alcuni consiglieri di maggioranza, come il collega Balletto e il collega Capelli, che prima dell'Assessore hanno sostenuto le ragioni che hanno indotto la Giunta regionale ad attingere 80 miliardi di lire dai fondi di rotazione

Questi fondi, istituiti presso le banche a sostegno dei diversi settori produttivi, si alimentano attraverso due canali: il primo è costituito da risorse provenienti dal bilancio regionale, il secondo dalla restituzione delle rate dei mutui accesi anche dieci, quindici anni fa, dalle imprese. Ed è di questo che stiamo parlando, cioè di somme che, sotto forma di rate di mutuo, rientrano in quei fondi di rotazione.

Ebbene, l'Assessore sostiene che siccome quelle risorse rientrano in quei fondi, questi ultimi devono essere riprogrammati. Non è esattamente così, Assessore, io conosco il meccanismo, lo conosco dalla precedente legislatura, non solo perché il mio partito allora faceva parte della maggioranza, ma lo conosco perché me ne sono occupato personalmente. Quei fondi possono essere riprogrammati, certamente, ma possono anche essere lasciati lì dove sono, riutilizzati per gli stessi fini. Mi riferisco in particolare ai fondi relativi alla legge numero 51 del 1993 e alla legge numero 66 del 1976, che peraltro costituiscono la maggior parte della somma da recuperare, perché stiamo parlando di 26 milioni di euro, cioè di 52 miliardi di lire su 80, provenienti da leggi che sono operative, e che pertanto possono benissimo riutilizzare quelle somme.

Voi dite che i fondi vanno riprogrammati; possiamo in ultimo essere anche d'accordo su questo concetto, ma allora perché non riprogrammarli senza sacrificare leggi operative? Per esempio, i fondi relativi alla "66", non sono stati spesi perché la "66" l'anno scorso non era operativa; adesso che lo è diventata voi le sottraete i fondi. Penso che non sia un modo corretto di procedere, soprattutto nei confronti di chi ha atteso per anni una scialuppa di salvataggio come quella che, per le imprese, è rappresentata dalla "66".

Ma noi vogliamo andare oltre queste proposte; noi da oggi vi proponiamo misure efficaci e sicure per offrire una risposta anche definitiva ed organica non solo con le leggi di incentivo ma accompagnando le leggi di incentivo con fondi che non devono giacere nelle banche a favore delle banche. Qualche collega, non ricordo chi, ha lasciato intendere quasi che il nostro tentativo di abrogare questo articolo andasse in ultimo non a favorire le imprese ma a favorire le banche. Non è esattamente così.

Noi, a febbraio del 2000, cioè tre anni fa, vi abbiamo proposto, nel testo unico che non avete avuto né la forza, né la volontà, di esaminarlo in Commissione, un fondo unico per ogni assessorato o per ogni comparto, prevedendo altresì il tendenziale superamento delle convenzioni bancarie e attribuendo ampia libertà agli imprenditori circa la scelta della banca di loro gradimento.

Noi, a distanza di tre anni, non possiamo che insistere su quella strada che riteniamo la strada giusta. Ieri ci è sfuggito (perché disponiamo soltanto del testo del proponente e stiamo lavorando su quello) ma il testo esitato dalla Commissione ha recepito un emendamento della Giunta che prevede anche un recupero di somme provenienti dai fondi della legge regionale numero 21. Ciò significa prelevare somme dai fondi dell'unica legge che finanzia sotto forma di mutuo le intraprese industriali che intendono insediarsi in Sardegna. Ebbene, prelevare risorse anche da questa legge, che è operativa, che è stata notificata alla Unione europea, che forse è anche da rivedere, da migliorare, certamente, ma che costituisce una delle poche leggi che funzionano nel nostro sistema legislativo e nel nostro sistema di incentivi, mi sembra veramente un errore.

È un modo di fare che davvero noi non riusciamo a capire; sembra un po' la strategia delle baionette di parecchi decenni fa, quando queste venivano spostate da una parte all'altra per simulare la presenza di un grosso esercito. Ma le risorse sono queste; non potete distoglierle dai fondi di rotazione per poi farle riapparire nei capitoli di bilancio a favore magari delle imprese produttive. Così non è. Ci sembra una manovra che costituisce un po' una presa in giro e ci sforzeremo di farlo capire all'opinione pubblica, in particolare all'utenza, al mondo dell'impresa che è particolarmente interessata a questi fondi.

Gli argomenti portati dai colleghi, non dall'Assessore, ma dai colleghi Balletto, Capelli, che sono reintervenuti ieri, meritano qualche parola di replica. Il collega Capelli, in particolare, con una certa tranquillità ha citato in Aula dei dati che, secondo me, meritano un esame un po' meno frettoloso. È vero, infatti, che gli indici, soprattutto quelli della occupazione (o della disoccupazione, se preferite) sono un tantino migliorati, ma pensate davvero che questi miglioramenti siano il frutto di interventi compiuti nell'arco di un anno, due anni, e non pensate che siano invece la conseguenza di investimenti portati a termine magari cinque, sei anni, dieci anni fa?

Io credo che la rete di piccole e medie imprese nate in Sardegna non grazie a queste leggi, che tra l'altro voi non finanziate, e dai cui fondi di rotazione prelevate risorse, ma probabilmente grazie ai bandi della legge regionale numero 488 del 1992 che hanno registrato la loro punta massima nel '99 con una dotazione finanziaria in Sardegna di 680 miliardi, e soprattutto a bandi, sempre della 488, riguardanti specificatamente i territori dell'Ogliastra e di Villacidro, che una dotazione finanziaria di 120 miliardi.

Io ragionevolmente penso che stiano andando a maturazione queste grandi operazioni, unitamente alla dotazione finanziaria della legge numero 15 di 120 miliardi, e potrei continuare. Forse i dati che sono stati ricordati ieri segnalano un miglioramento perché in quegli anni si è avuta lungimiranza e capacità di investimento, e le imprese, il mondo del lavoro hanno risposto positivamente. Adesso stanno maturando i primi frutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, ieri mattina, esattamente a quest'ora, nella saletta attigua all'aula consiliare, i capi della maggioranza di centrodestra affermavano decisi: "Bisogna accelerare, bisogna concentrare, bisogna produrre; la finanziaria sta andando troppo a rilento, la Sardegna aspetta." Non si capisce perché a ventiquattr'ore di distanza non si debba più produrre, la maggioranza sia assente, la Sardegna non aspetti più. Naturalmente aspetta, ma se aspetta voi ha molto tempo davanti!

Ieri sera, i lavori dell'Aula si sono fermati quando un Presidente di Gruppo del centrodestra, l'onorevole Capelli, ha chiesto il time out: "Fermiamo il tempo, dobbiamo riflettere". Io penso che tutti i consiglieri del centrodestra tattiche oggi sono assenti dall'Aula si trovino in camera di riflessione per riflettere serenamente e tornare in Aula con un'idea un po' più precisa di quello che dovrebbe essere il loro impegno in Consiglio per discutere innanzitutto e poi varare una legge finanziaria. Spero che stia riflettendo nella camera apposita anche il collega Corda, assenteista cronico, che appena arriva non fa che dire che gli altri sono assenteisti!

Ciò detto, il merito dell'articolo 4 va comunque esaminato. Capelli ha affermato ieri: "Bisogna che ci fermiamo perché tira aria brutta, qui c'è qualcuno che vuole colpire il centro". E mentre Capelli si ripara dai colpi di coloro che vogliono colpire il centro, tutto insieme il centrodestra si adopera per colpire la periferia, perché questo articolo 4 in buona sostanza costituisce un'offensiva brutale contro quella che è considerata la periferia produttiva, la piccola e media impresa, l'artigianato, l'agricoltura.

Io non ho bisogno di svolgere difese particolari in favore dell'impresa, dell'impresa buona, lo ha già fatto Bachisio Falconi poc'anzi, che se ne intende, lo ha fatto bene, dal suo punto di vista, che in parte condivido, tuttavia appare evidente che qui, con questo articolo, si vuole infliggere un colpo pesante al sistema di sostegno della piccola e media impresa. Il sistema di sostegno alla piccola e media impresa, principalmente artigianale e agricola, si presenta come un sistema ordinato, che prevede criteri oggettivi sulla gestione dei fondi e dove quindi poco spazio è lasciato all'arbitrio. Ecco perché avete pensato di colpirlo. Se si fosse trattato infatti di un sistema che lasciava ampi spazi decisionali, permettendo di decidere a seconda del caso e a seconda della persona, non avreste pensato di colpirlo.

Apparentemente voi dite che qui si colpiscono le banche, i direttori, i presidenti e quindi i gestori. In gran parte anche i padroni delle banche sono stati sentiti, uditi, in Commissione bilancio, ma non mi pare che di fronte a questo articolo 4 abbiano tremato o che scorressero fiumi di sudore freddo. Ma manco per idea! Hanno detto: "Sì, effettivamente è da tanti anni che la Regione compie questa operazione di alleggerimento dei fondi di rotazione".

Perché Non si sono preoccupati! Per una questione molto semplice: perché quando (e bisogna risalire ormai a molti anni fa) le giacenze presso le banche destinate alla rotazione erano esagerate, cioè costituivano una "montagna" di denaro, quel denaro veniva messo in circolazione dalla banca e quindi costituiva un fattore di investimento. Adesso, invece, che si è arrivati al limite della carenza di fondi, in vigenza di una convenzione, che costituisce un contratto giuridicamente valido e vincolante, la banca, in presenza della non disponibilità del fondo supplisce concedendo un prefinanziamento.

Quindi la banca non ci perde, ma ci guadagna, anche perché la concessione della garanzia sussidiaria della Regione è solo una questione di tempo. Nel frattempo opera il prefinanziamento, per il quale gli interessi da pagare saranno naturalmente più alti. E' evidente, infatti, che l'imprenditore, se ha il progetto approvato, se ha tutto pronto non può ritardare di un anno, di due l'inizio dell'attività perché la Regione non ha rimpinguato i fondi. Chiederà un prefinanziamento e pagherà alle banche gli interessi sino a quando gli verrà corrisposta l'agevolazione. Da questa situazione non ci guadagna l'imprenditore, né l'economia, né la Regione: ci guadagna la banca. Ecco perché il meccanismo, perverso prima per una ragione, diventa perverso adesso per un altro motivo.

D'altronde, però, l'Assessore del bilancio, che fino a tre conta sempre (anche fino a tre bocciature consecutive delle sue proposte), contando fino a tre dice: "Ma le fonti di entrata della Regione sono solo tre , non di più: le risorse stabili, i mutui e i fondi di rotazione". Questa è una nuova teoria economica, mai sentita! Che i fondi di rotazione costituissero fonte d'entrata della Regione è una novità assoluta. Ora, risorse stabili, è vero, costituiscono una fonte d'entrata, ma possibile che non vi sia manco l'ombra di una preoccupazione o di una contestazione se le risorse che lo Stato deve trasferire alla Regione diminuiscono di 700, di 800 miliardi, i (qualcuno ritiene addirittura di 1.000 miliardi) come se si trattasse di bruscolini?

Viene decurtata la provvista finanziaria perché questa Regione possa almeno mantenere gli standard di sviluppo degli anni passati e ci si limita a dire: "E' un taglio". Cos'è, il taglio dei capelli? Ti accorcio la basetta, tanto il capello ricresce? Non è così. E' stato inferto un colpo pesantissimo da parte del Governo nazionale al bilancio, alle risorse, alle prospettive di sviluppo della nostra Isola, almeno quelle ridotte che negli anni passati si erano ipotizzate e si erano pure avviate. E da parte vostra si sorvola.

Quindi, primo, meno entrate tributarie, quasi fosse un evento naturale. Secondo, i mutui. Voi avete detto: "i mutui li abbiamo già approvati, sono previsti nell'articolo 1". Ma il mutuo può essere un mutuo vizioso se lo si accende solo per sperperare, e può essere un mutuo virtuoso, se lo si utilizza per investire, per produrre ricchezza, creare lavoro e quindi produrre risorse finanziarie con le quali rimborsarlo. Però voi dite: "Ma quello è già fatto nell'articolo 1". Parlate come se l'articolo 1 l'avessimo voluto noi così, e non testardamente voi; ed è pure modificabile, se sarà necessario, se si vorrà conferire un equilibrio complessivo e valido al bilancio della Regione.

Terzo, i fondi di rotazione. Mai sentito che i fondi di rotazione possano costituire un'entrata; è piuttosto una diversa dislocazione di risorse che sono già proprie della Regione, ma su questo torneremo perché è un argomento e un ragionamento che merita di essere meglio sviluppato per arrivare a conclusioni utili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io vorrei intervenire nella discussione per fornire ulteriori chiarimenti, perché non vorrei che si rimanesse nell'equivoco.

Ieri, durante l'espressione del parere non ho avuto il tempo materiale per circostanziare voce per voce la reale situazione, ma mi permetto di farlo in questo momento. Credo di fare cosa utile ai colleghi che così potranno utilizzare questi dati nel dibattito. Premetto che alla lettera e) del comma 1 dell'articolo in discussione c'è un errore materiale che vorrei segnalare all'attenzione degli Uffici, perché si tratta della legge numero 40 del 21 luglio 1976 e non 1986 come erroneamente riportato.

Vorrei chiedere l'attenzione soprattutto dei colleghi che hanno esaminato questo articolo. Il fondo di cui alla lettera a) dell'articolo 4 riguarda la legge numero 14 dell'81, e si ha la...

PIRISI (D.S.). Assessore, ha parlato della lettera e) del comma 1, la riveda perché probabilmente…

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lettera e) del comma 1. Il riferimento è: "Legge regionale 21 luglio 1976, numero 40" anziché "1986, numero 40".

La lettera a) si riferisce alla legge numero 14 dell'81, la quale aveva in cassa, al 1° gennaio del 2001, 1 milione 614 mila 307; ci sono stati rientri per 1 milione 117, erogazioni, zero; uscite diverse, zero; impegni al 30 giugno, zero. Per cui si trova in una situazione operativa sul piano teorico, ma di fatto assolutamente inoperante.

La lettera b) riguarda la legge numero 20 del '51: giacenze al 1° gennaio 2001, 3.790.113, rientri 534, erogazioni, zero; uscite diverse, zero; impegni al 30 giugno, zero.

La lettera c) riguarda la legge numero 23 del '57: giacenze 531 più 15 milioni; erogazioni, zero; uscite 52 mila per spese legali. Quindi è una gestione residuale.

La lettera f) riguarda la legge numero 66 del '76: giacenze 12 milioni; rientri, 1 milione 338; erogazioni, zero; uscite, 107 mila per spese legali. Vale lo stesso ragionamento precedente.

La lettera d) riguarda la legge numero 51 del '93: disponibilità, 15 milioni 944; rientri, 5 milioni 134; erogazioni, 552 mila; uscite 1.945. Quindi siamo di fronte a delle situazioni di contratti, di convenzioni che sono proprio al limite della totale inoperosità.

In relazione a questo è anche opportuno che si tenga conto del fatto che la Giunta regionale ha adottato una direttiva, dando mandato agli uffici, alle direzioni generali, di procedere alla revisione di tutte le convenzioni relative ai fondi di rotazione perché, come molti di voi sanno, le convenzioni costano; anche quando sono ferme e non c'è nessuna movimentazione hanno dei costi di gestione. Quindi noi stiamo ribadendo tutte le gare, abbiamo già esperito quelle relative all'artigianato, all'industria, è in corso quella per il commercio ed è avviata la procedura anche per il rifacimento della gara relativa alla legge numero 32.

Si sta pertanto attuando un processo di rivisitazione di tutte le vecchie convenzioni per cercare di ridurre i costi.

Ritenevo che il Consiglio fosse tenuto a conoscere queste notizie.

COGODI (R.C.). E le cause? Perché non funzionano le leggi?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, anche dalla comunicazione che poc'anzi ha fornito all'Aula l'assessore Masala emerge la necessità di un rapporto diverso della Giunta col Consiglio regionale, un rapporto che dovrebbe essere all'insegna della trasparenza e della conoscenza, dell'informazione prima di tutto.

Anche discutendo dei fondi di rotazione questa necessità emerge con forza. In altre occasioni diversi colleghi hanno avuto modo, onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, di porre la necessità di un rapporto diverso tra Esecutivo e Consiglio regionale.

Lei, ieri, interloquendo, mi pare, con l'onorevole Dore, onorevole Presidente Serrenti, su questo punto ha affermato che non è competenza del Presidente dell'Assemblea. Questo è vero parzialmente, mi consenta, onorevole Presidente dell'Assemblea, perché lei proprio in qualità di Presidente dell'Assemblea regionale della Sardegna dovrebbe tutelarne maggiormente le prerogative e i diritti. Io penso che il diritto di informazione sia il primo diritto che i consiglieri e il Consiglio regionale debbano avere e debbano veder riconosciuto e tutelato.

Ma non è soltanto sui fondi di rotazione, come dicevo, che esiste questo problema. Io voglio ricordare al presidente Serrenti e al presidente Pili, se il presidente Pili avesse la cortesia di seguire il mio breve intervento, e anche se il collega Granara volesse venire incontro all'esigenza del sottoscritto, ma non solo…

PRESIDENTE. Onorevole Granara, si stanno lamentando.

SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie. Io vorrei ulteriormente sottolineare, onorevole Serrenti, onorevole Pili, che questo Consiglio ha il sacrosanto diritto di essere informato, il sacrosanto diritto di instaurare un rapporto effettivo con l'Esecutivo. A questo proposito diventa anche inutile continuare a presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni alle quali nessuno fornisce mai risposte, neanche risposte per iscritto. Nonostante un po' tutti, soprattutto quelli dell'opposizione, che non hanno altri strumenti per poter esercitare la loro funzione parlamentare, indichino la necessità di una risposta scritta, raramente questo avviene. Finora solo l'assessore Pani, da galantuomo qual è, ha risposto puntualmente alle interrogazioni da me presentate su diversi problemi.

Quindi, onorevole Serrenti, questo è un problema serio, è un problema fondamentale che attiene alla vita democratica della nostra massima istituzione e al rapporto di trasparenza che deve sussistere tra l'Esecutivo e il Consiglio regionale. Se non c'è informazione, se non c'è conoscenza, come può, onorevole Serrenti, la massima Assemblea del popolo sardo esercitare la sua funzione di controllo, di critica e di indirizzo?

Chiedo a lei, onorevole Serrenti, di fornire una risposta.

Voglio anche ricordare che il Parlamento nazionale dedica settimanalmente una sessione alle interrogazioni ed alle interpellanze dei parlamentari, dedica il tempo e trova il modo di farlo. Ma addirittura Blair, il Capo del Governo inglese, ogni settimana deve riferire alle Camere il punto della situazione ed è tenuto a rispondere, anche "in diretta", alle interrogazioni che i parlamentari gli rivolgono. Insomma, questa è una questione centrale alla quale in tempi rapidi bisogna offrire una risposta.

Vengo al tema di cui stiamo parlando, alla questione dei fondi di rotazione. Anche qui, onorevole Masala, c'è un grande deficit di conoscenza ed anche le difficoltà che lei e la sua Giunta incontrano su questo punto in buona parte sono dovute al fatto che la sua Giunta, onorevole Pili ed onorevole Masala, non cura questo aspetto fondamentale.Io credo, infatti, che per affrontare compiutamente questo argomento si sarebbe dovuto procedere ad un esame dettagliato e complessivo non solo di questi fondi di rotazione ma di tutti i fondi di rotazione, e rendere edotte le Commissioni competenti e il Consiglio regionale sulla situazione.

Io, onorevole Masala, ho ascoltato attentamente la sua comunicazione al Consiglio, ma mi pare una comunicazione parziale e tardiva, quasi di necessità. Le informazioni, onorevole Masala, anche lei le deve fornire per tempo in modo tale che i consiglieri abbiano gli strumenti per poter instaurare un rapporto corretto e costruttivo con l'Esecutivo.

Pertanto su questo punto voglio fare due osservazioni: la prima è che bisogna sapere qual è lo stato delle cose, sapere se l'entità, la dimensione dei diversi fondi di rotazione risponde effettivamente alle necessità reali delle imprese. Da questo bisogna partire per decidere se intervenire o meno per ridurre o per aumentare certi fondi di rotazione. Questo non è dato saperlo, questo non si capisce, e di fronte a questa situazione di scarsa conoscenza e di assoluta mancanza di trasparenza è chiaro che le nostre preoccupazioni sono fondate.

In modo particolare le mie preoccupazioni si incentrano sui punti D) E) ed F) di questo comma 1 dell'articolo 4. Soprattutto mi preoccupa il fatto che si vogliano recuperare venti milioni di euro dalla legge numero 51 del '93, quella che prevede interventi per le imprese artigiane, ed anche il recupero di 4 milioni di euro dal fondo della legge numero 40 del '76; anche questo un fondo a sostegno dell'artigianato.

Queste preoccupazioni nascono anche dall'insieme della manovra economica e finanziaria di questa Giunta, una manovra che, da un lato, dilata le spese improduttive, gli sprechi e, dall'altro, taglia le spese a sostegno del mondo produttivo. La preoccupazione che nutriamo è che anche questo intervento si inserisca in questa filosofia e sia coerente con una manovra impostata all'insegna dello spreco e all'insegna di una politica che non mira allo sviluppo.

L'altro punto su cui non posso non esprimere le mie valutazioni critiche è il punto F), che prevede il recupero di sei milioni di euro dal fondo di rotazione previsto dalla legge numero 66 del '76 a sostegno e a tutela dei livelli occupazionali del settore industriale; anche su questo, onorevole Masala, lei ci deve fare il punto della situazione, riferirci che problemi ci sono, per quale motivo e per fare che cosa si vogliono prelevare questi soldi.

Infine voglio esprimere due considerazioni sul voto a scrutinio segreto, su cui molto si sta discutendo in questi giorni, soprattutto perché la Giunta regionale anziché affrontare i problemi politici che ostacolano la sua attività, ha messo in atto una crociata contro questa modalità di votazione, contro il Regolamento che sta alla base della vita democratica di quest'Aula, come se fosse quella la causa del mancato funzionamento di una maggioranza ormai allo sbando.

Onorevole Pili, lei non può nascondersi dietro la campagna di criminalizzazione contro il voto a scrutinio segreto. Lei, se ne è capace, deve affrontare i nodi di una maggioranza che non c'è, che non funziona, anziché continuare a "galleggiare" sui problemi; se ne è capace faccia chiarezza e se ci riuscirà e avrà il consenso democratico di quest'Aula governi la Sardegna. Se non ne sarà capace ne tragga le conseguenze, come è giusto e democratico che sia e si dimetta, perché così la Sardegna non può andare avanti.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, le assicuro che il Presidente del Consiglio fa tutto quello che può fare per tutelare le prerogative anche del singolo consigliere, soprattutto quando si tratta di questioni di informazione. A tutte le richieste di informazione formulate anche in Aula, anche nel corso degli interventi, fa sempre seguito una mia sollecitazione scritta alla Giunta perché queste informazioni pervengano. Naturalmente, lei comprende, non posso fare di più.

In quanto a ciò che fanno da altre parti, senza scomodare Tony Blair e l'Assemblea inglese…

SANNA ALBERTO (D.S.). Era per portare qualche esempio.

PRESIDENTE. Sì, lo capisco, certo. Noi avevamo l'istituto del question time, che abbiamo abolito perché assolutamente inutile, perché si procedeva senza che l'Assessore fosse informato sulle domande che gli sarebbero state rivolte. Arrivava in Aula e praticamente doveva improvvisare lì le risposte e molto spesso erano risposte totalmente inadeguate.

Siamo sempre disponibili a rivedere anche questo rapporto con la Giunta, magari facendo pervenire prima le domande in modo tale che l'Assessore arrivi al question time preparato e sia in grado di fornire risposte esaurienti. Da questo punto di vista sono convinto che ci sarà la disponibilità della Giunta; e poi dipenderà da noi, decidere se ripristinare o meno il question time.

(Interruzione del consigliere Sanna Alberto)

PRESIDENTE. No, però guardi che ogni sessione si apre con un'ora per le interrogazioni e le interpellanze, e naturalmente quelle più urgenti vengono svolte, per altre viene fornita una risposta per iscritto. E poi dipende dal numero delle richieste; a volte sono molte ed è difficile soddisfarle tempestivamente. Però stia tranquillo, onorevole Sanna, che la questione non sfugge al Presidente del Consiglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, partendo proprio dalla sua ultima sottolineatura che faceva, esordisco affermando che mi sembra che il problema non consista nella rivisitazione del question time, perché esiste ed è radicato nelle più antiche democrazie europee uno stile di relazioni tra maggioranza ed opposizione che costituisce il nucleo forte della democrazia. Da una parte vi è la capacità di chi governa di tenere sotto controllo i processi di governo, e dall'altra la disponibilità ad essere sottoposti puntualmente alla verifica da parte di chi sta all'opposizione.

Chi sta all'opposizione, infatti, rappresenta quella parte, che è pur sempre significativa, di cittadini che hanno votato per un altro schieramento politico. Invece qui sta prevalendo, ormai da qualche anno, l'idea che chi vince rappresenti tutti e chi perde non rappresenti nessuno. Io penso che sia molto importante, invece, riprendere quel principio basilare, radicato, che rende stabili le democrazie: il principio di appartenenza ma anche di rappresentanza, che consente a chi governa di non sentirsi offeso se si verifica il suo operato, e a chi svolge una funzione di opposizione di sentirsi parte di una rappresentanza più generale costituita dall'intera popolazione.

Mi rendo conto che oggi stiamo intervenendo su un articolo delicato, sul quale avremmo anche molte ragioni per dirci d'accordo, ma sul quale poi ci troviamo in disaccordo nel merito e, soprattutto, nella previsione di come verrà utilizzato. La verità è che stiamo intervenendo in un clima che risente molto di ciò che è successo ieri.

Capisco lo shock che in questo momento attraversa la maggioranza e la condizione di disagio che in questo momento attraversa la Giunta; infatti se si effettua un'analisi di queste due settimane, anche utilizzando i concetti cari alla maggioranza di centrodestra, quelli dell'impresa, quelli dell'economia, quelli della competizione, quelli che riguardano il confronto dentro il mercato, il bilancio di questo periodo si traduce in un crac: un crac economico, un crac politico, un crac che è evidente nella compagine societaria rappresentata da questa strana coalizione nata nel modo in cui è nata all'inizio di questa legislatura.

Allora facciamo il bilancio: l'articolo 1, relativo alla contrazione dei mutui è stato approvato. L'articolo 2 e l'articolo 3, che erano i primi due articoli di spesa - perché erano due articoli di spesa - sono stati devastati, sono ormai praticamente inesistenti. Dell'articolo 2 sono rimasti i principi, inattuabili così come sono, ed è stato eliminato il quadro di spesa; l'articolo 3 è stato devastato nel senso che è stato bocciato con una maggioranza che configura un'area del disagio esageratamente più ampia di quella che voi pensavate.

Insomma, come dire che, nel saccheggio, la maggioranza è d'accordo, è compatta; quando si tratta invece di decidere come spendere, la maggioranza entra in disaccordo, in disaccordo con se stessa, in disaccordo con tutte le sue parti. Insomma, se parliamo del bilancio di queste due settimane, voi non potete che immaginarvi come un'azienda fallimentare, un'azienda che è capace di indebitarsi senza sapere poi come spendere i soldi, senza sapere come investirli e senza sapere come tradurre questo indebitamento in qualcosa di utile, perché o lo dividete in 45 parti uguali (tante quante siete voi), oppure non sapete da che parte girarvi.

Ecco, adesso da questo momento in poi, parlare di ostruzionismo della minoranza mi sembra rasenti il ridicolo, perché queste due settimane sono state contrassegnate dal vostro ostruzionismo, dall'ostruzionismo che vi siete fatti l'uno contro l'altro, e tra l'altro neanche tanto bene, perché è un ostruzionismo incompetente, un ostruzionismo guidato da pochi, guidato male che sta producendo un risultato inutile: inutile per voi, inutile per la Giunta, inutile per tutti.

Ed ecco che si moltiplicano i richiami a ragionare sull'utilità di trovare punti che possano configurare un miglioramento, perlomeno il salvataggio delle reti sociali esistenti in quest'Isola: gli enti locali, i comuni quindi, le imprese, il piano del lavoro. Sono reti che voi neanche vedete, ma che invece dovrebbero costituire gli elementi sui quali basarsi per compiere un passo in avanti. Ma si tratta di richiami inascoltati. Inascoltati perché travolti da una furia devastatrice che ha prodotto i due risultati; quello dell'articolo sui mutui, approvato, e quello dei due articoli di spesa invece inesistenti, devastati e distrutti.

Per quanto riguarda l'articolo 4, esso trae le sue origini da alcune innovazioni introdotte dal centrosinistra nel 1996. Introdotte, quindi, positivamente, perché si trattava di intervenire su almeno mille miliardi all'anno di fondi che altrimenti sarebbero rimasti bloccati nelle banche e rimetterli in circolo. Si trattava, cioè, di evitare che si perpetuasse una situazione che vedeva i fondi di rotazione finanziare impropriamente le banche che in quel momento, peraltro, erano anche largamente a partecipazione pubblica.

L'articolo 4 costituisce dunque un esempio di una buona politica del centrosinistra che voi avete copiato, confermando, peraltro, di copiare male. E copiate male perché non siete in grado di utilizzare bene un prodotto positivo, di usare bene una politica positiva. Insomma, questo vizio di copiare male, iniziato con l'avvio di legislatura permane, e permane anche nelle poche iniziative positive che si potevano copiare bene.

A questo punto potremmo anche preoccuparci della situazione delle povere banche sarde, cosche subiscono le vostre iniziative, e ironizzare su questo aspetto; oppure pensare che questo articolo sia la dimostrazione che la politica dello stanziamento colpisce ancora; sovrastanziamenti, sovradimensionamenti che portano a questo tipo di risultati. Io penso che questo articolo avrebbe potuto costituire un fatto positivo se fosse stato accompagnato da precise garanzie relative al controllo della capacità di spesa e della rimozione delle casse per le quali le risorse di questi fondi non sono state spese.

Occorre infatti verificare se ciò è dovuto alla inefficienza delle banche o alla semplice sovrastima da parte delle forze sociali le cui richieste voi avete accolto senza controllo; se vi è stato un controllo dell'efficacia della spesa, e dell'attribuzione di questi fondi ai destinatari finali o se questo controllo è mancato. Insomma, noi temiamo che si voglia raschiare sostanzialmente il fondo del barile senza certezza alcuna sulla destinazione finale di queste risorse.

Paradossalmente forse si rischierebbe di meno se questi soldi rimanessero nelle banche, in attesa di politiche di spesa più oculate, piuttosto che essere prelevati per venire utilizzati male, come avete fatto in tutto questo tempo. Ecco quindi come questo articolo diventa l'esempio di un qualcosa sul quale si potrebbe andare d'accordo, se solo si ponessero in essere gli opportuni strumenti di verifica, di controllo e vi fosse un accordo sull'individuazione del destinatario finale di queste somme.

Noi quindi non mettiamo in discussione lo strumento ma la fiducia che si può riporre sulle vostre politiche, sulle vostre modalità di spesa. Gli atti di spesa che fino a adesso abbiamo avuto modo di vedere e che abbiamo anche bocciato, tra l'altro con il voto di parte della vostra maggioranza, costituiscono infatti spese arbitrarie, spese non necessarie, spese inutili destinate soltanto farad acquisire nuova clientela per una campagna elettorale anticipata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, mi consenta solo un appunto sulle affermazioni da lei pronunciate circa l'istituto del question time. Io credo che non sia appropriato, per la dignità del Consiglio regionale presente e passato, che si affermi che il question time sia stato eliminato perché gli Assessori rispondevano "a farfalle". Questa è una affermazione inaccettabile.

PRESIDENTE. No, non per quello, ma perché non erano in condizioni di rispondere.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sto proprio argomentando su questo. Un Assessore regionale non può permettersi di essere impreparato. Non può! Perché questo non costituisce un danno nei nostri confronti; costituisce un danno per la nostra funzione e per quella dell'Assemblea regionale!

Perché se quest'idea dovesse trovare credito anche al di fuori di quest'Aula, confermerebbe solo l'opinione diffusa dell'inutilità della politica. Noi invece dovremmo lavorare proprio per rendere credibile la politica; ecco perché io non accetto i termini della sua affermazione.

Noi non possiamo permettere una denigrazione di queste funzioni; e se anche fosse esatto quello che afferma lei, è giusto che si abbia un parametro per valutare competenza e preparazione! Ed è giusto che si offra la possibilità di esprimere un giudizio di valore, piuttosto che ci si adoperi per impedirlo. Questa è la nostra opinione.

E' anche vero, però, che in questa legislatura non abbiamo bisogno dello strumento del question time per valutare la competenza degli Assessori e della Giunta. Quindi, è un fatto che possiamo anche superare. Però, in senso generale io credo che dobbiamo maggiore rispetto alla funzione dell'Assemblea e alla funzione degli organi autonomistici.

Detto questo, io credo che il collega Lai abbia esposto molto bene la filosofia che ispirava l'intervento di recupero dei fondi di rotazione. Questo intervento è nato, non perché si facesse del recupero dei fondi di rotazione un uso indiscriminato, ma per ripulire il bilancio da alcune giacenze finanziarie determinatesi a causa di alcune leggi che non funzionavano più. E queste leggi non erano poche, perché non si è mai messo mano a una seria attività di delegificazione e di organizzazione del sistema legislativo di questa Regione.

Le leggi si accavallano una dietro l'altra, vengono modificate e spesso è arduo il coordinamento. Occorrono testi unici, organici che rispondano ad una esigenza di razionalizzazione legislativa. L'esigenza da cui prendeva le mosse questa forma di intervento era quindi un'esigenza giusta.

Altra cosa è la degenerazione alla quale abbiamo assistito, che ha fatto si che questo intervento diventasse progressivamente una sorta di surrogato di finanziamento delle entrate attraverso partite di giro.

E se qualcuno - come sicuramente farà l'assessore Masala non potendo fare altrimenti - sosterrà che gli importi proposti nell'articolo 4 nascono da una valutazione dei flussi, è bene che i colleghi sappiano che questo documento determina i flussi dei fondi di rotazione al 30 giugno del 2002.

Al 30 giugno del 2002 - considerata la data di approvazione della legge finanziaria del 2002 - noi non avevamo neanche un'idea generale di quale potesse essere l'impatto delle somme finanziate su quei fondi di rotazione nel corso dell'esercizio 2002. Quindi, questo articolo dà una rappresentazione dei flussi totalmente inadeguata a una valutazione puntuale di quello che è stato fatto.

Io attendo delle risposte, ma pongo anche delle domande a suo tempo rivolte da altri. Si legge nella relazione della Sesta Commissione, presieduta dal "mitico" Rassu: "In particolare la Commissione ha evidenziato che i tagli operati principalmente nei settori dell'artigianato, commercio, lavoro, turismo e industria, accomunati alle difficoltà oggettive che i settori attualmente incontrano a causa del ritardo nell'approvazione e nell'attuazione di normative che riguardano gli stessi settori, creano un danno alle stesse imprese e producono conseguenti riflessi negativi sui livelli occupazionali".

E ancora : "La Commissione, nell'esprimere una forte preoccupazione per i riflessi negativi che tali decurtazioni avranno sul sistema produttivo, auspica quanto meno che le risorse destinate ai settori produttivi vengano, nell'immediato, adeguatamente incrementate almeno fino ai livelli previsti nella precedente manovra finanziaria".

E` la vostra stessa maggioranza che esprime questo giudizio. A voi la risposta. Non deve essere una risposta tra di voi, in un cenacolo limitato. Qui stiamo cercando democraticamente di fare sì che questa dialettica, un po' sorda all'interno degli stessi settori della maggioranza, assuma una valenza democratica e trasparente; anche perché noi, come parte di voi, sentiamo il dovere di dover poi spiegare agli operatori, agli interessati, le ragioni che hanno indotto a certe scelte, e le modalità con le quali noi abbiamo esercitato il nostro dovere di rappresentare anche le loro opinioni.

A proposito delle loro opinioni: gli operatori economici vi danno persino un'idea del percorso da seguire, e lo fanno attraverso il tavolo di coordinamento delle associazioni imprenditoriali. "Come abbiamo già avuto modo di sottolineare" - affermarono in quella occasione - " per quanto riguarda il problema della spesa, i tagli necessari o contenimenti, dovranno essere "intelligenti" e non indiscriminati, tali cioè da salvaguardare un giusto equilibrio tra l'esigenza di un contenimento selettivo e una altrettanto indispensabile necessità di non comprimere la spesa per lo sviluppo".

Questo fatto lo motivarono - il richiamo a un atteggiamento intelligente - con l'evidente condizione in cui si trova la finanza nazionale in questi anni, asserendo che proprio la performance di alcune leggi non poteva essere analizzata per quello che ha prodotto negli anni passati, ma doveva essere letta oggi in una chiave diversa, tenendo presente l'eliminazione di numerose incentivazioni discendenti dalla normativa nazionale che in qualche modo rispondevano all'esigenza di sostenere i settori produttivi dello sviluppo.

Con la legge finanziaria nazionale 2002, e peggio ancora, con questa ultima che il "Governo amico" ci ha proposto, noi ci troviamo in una condizione nettamente, totalmente differente per quanto riguarda le possibilità di incentivazione delle imprese nel campo regionale. E` chiaro che se questo elemento, in una regione che presenta una dinamica economica molto elevata, può provocare ricadute negative minime nei settori produttivi; in una regione come la nostra, che peraltro stava recuperando il gap di crescita con le altre, può determinare conseguenze negative gravissime. Le associazioni competenti affermano che in Sardegna dal 2001 al 2002, quindi in costanza di incentivazioni su quel settore, le imprese sono aumentate del 3,8 per cento.

Queste leggi che adesso voi volete manipolare decurtandole e diminuendo gli stanziamenti (168 milioni di euro di incentivazioni pubbliche), hanno generato investimenti per un importo più che doppio, con un aumento del numero degli occupati che non ha precedenti e confronti nell'area del Mezzogiorno; una performance notevole anche se confrontata con i dati nazionali.

Tutto ciò era proprio conseguenza del fatto che ad un'iniziativa costante di questo Consiglio verso il settore, si sommava la normativa nazionale preesistente in materia di incentivi che faceva seguito alle politiche del centrosinistra per il riequilibrio del Mezzogiorno. Noi oggi invece ci troviamo di fronte a uno scenario completamente diverso, da voi totalmente ignorato, dove, da una parte, vengono meno le iniziative nazionali e, contemporaneamente, dall'altra, si riducono (per vostra volontà) quelle regionali, togliendo quindi linfa a quel trend crescente che, nell'interesse della vostra stessa politica economica, andava alimentato. In questo modo si dà il via a una parabola decrescente che potrà essere rilevata già dal prossimo anno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, intervengo anch'io nel dibattito, per altro alimentato soltanto dagli interventi e dalle argomentazioni dell'opposizione, in merito all'articolo 4. Mi pare che la maggioranza non si sia ripresa dallo shock subito nella giornata di ieri, con la bocciatura degli articoli 2 e 3 della legge finanziaria.

L'onorevole Usai, ieri, nel suo intervento dai toni assolutamente pacati e nel merito pieno di buon senso, riferendosi alla legge finanziaria ha parlato, incorrendo in una sorta di lapsus freudiano, di "tormento primaverile",

Presidenza del Vicepresidente Biggio

(Segue MORITTU.) proprio perché con questa maggioranza, tutti gli anni nei mesi primaverili, iniziamo l'esame di questo documento.

Nel suo intervento, peraltro, secondo me ha ben rappresentato lo stato d'animo di una parte della maggioranza; altri stati d'animo della maggioranza vengono invece rappresentati volta per volta dagli interventi dell'onorevole Corda, dell'onorevole Balletto, ma anche dagli atteggiamenti, come dire, un po' indisponenti dello stesso Presidente Pili.

La maggioranza, quindi, si divide tra interventi - come dire - muscolari, ripetitivi ed ostruzionistici, come è stato più volte sottolineato dai banchi dall'opposizione. Nei suoi interventi l'onorevole Balletto, per esempio, mi ricorda un po' il Diogene con la lanterna, che continuamente cerca negli emendamenti dell'opposizione la parte construens rispetto ad una finanziaria davvero distruttiva e dannosa qual è quella da loro presentata. Gli stessi interventi sul voto segreto dell'onorevole Corda appaiono ripetitivi, ostruzionistici e noiosi.

A me pare che i colleghi Balletto e Corda rimangano, assieme all'onorevole Murgia - che peraltro lo ha manifestato e detto nel suo intervento - gli ultimi soldati giapponesi a difesa di una legge finanziaria e di una maggioranza di cui è davanti agli occhi di tutti la dissoluzione e la inconsistenza.

L'onorevole Usai, dicevo, ha sollecitato le diplomazie della maggioranza e dell'opposizione a lavorare per - come dire - trovare, attraverso un confronto di merito, una soluzione ad uno scontro su una legge finanziaria che noi riteniamo difficilmente emendabile se non attraverso una sua modifica radicale.Con tutta risposta, poi, abbiamo dovuto prendere atto di atteggiamenti intolleranti ed abbiamo registrato interventi di rottura da parte della maggioranza.

Mi pare che l'onorevole Usai debba ammettere che in quanto a diplomazia questa maggioranza davvero non può vantare un adeguato staff. Insomma vi dovete dare un po' da fare in questo senso.

Abbiamo visto che qualche giorno fa la maggioranza è passata nel giro di un giorno da un atteggiamento che possiamo chiamare di gioia per lo scampato pericolo sull'articolo 1 - peraltro vi ricordo che l'articolo 1 è stato approvato con 38 voti, nonostante la maggioranza si componga, almeno sulla carta, di 45 voti - ad uno stato di forte depressione per la bocciatura degli articoli 2 e 3 della legge finanziaria.

E gli articoli 2 e 3 della legge finanziaria non sono carta straccia come si era inizialmente precipitato ad affermare l'onorevole assessore Masala, con un atteggiamento e una rappresentazione quanto meno discutibile da parte di un assessore regionale, considerato che quella "carta straccia" costituisce, tra le tante carte, un pezzo della finanziaria.

Noi, tutto sommato, abbiamo fatto quello che da tante parti si invoca a proposito di leggi finanziarie; anche sul versante nazionale non vi sarà sfuggito, immagino, il dibattito sull'utilità delle leggi finanziarie, di questo tipo di leggi finanziarie composte da pochi articoli. La legge finanziaria nazionale del 2001 è stata, come dire, "copiata" dalla legge finanziaria regionale: pochi articoli ma moltissimi, centinaia di commi. In un articolo riferito ai beni culturali si è poi passati dai molti commi a "svariati" sottocommi.

Considerata allora la discussione sull'utilità di questo tipo di legge finanziaria, noi vi abbiamo fatto anche una piccola cortesia, ripulendola dalle parti - come dire - più clientelari, dalle parti in cui voi pensavate di accantonare risorse pubbliche per prepararvi ad una campagna elettorale a suon di clientele.

Entrando nel merito dell'articolo 4, a me pare che anche questo al pari - io l'ho ricordato all'onorevole Masala nel mio intervento in sede di discussione generale - di una norma contenuta nella legge finanziaria del 2001, costituisca l'esempio chiaro del raschiamento ripetuto e reiterato del fondo del barile! Fondo del barile che, ahimè, mi pare si stia consumando anche esso!

Forse abbiamo sfondato il barile! Non mi pare davvero che questo articolo 4 costituisca un esempio di finanza creativa, come si suol dire oggi, a me pare un mero artifizio contabile che va ad aumentare le entrate fittizie della Regione. Lo diceva l'onorevole Cogodi nel suo intervento: questa non può essere considerata un'entrata, è un'entrata fittizia, è un'entrata cioè che nasce da un mero artifizio, così come mero artifizio si è dimostrata l'entrata ben più consistente e cospicua di 800 e 900 miliardi di vecchie lire previste nella finanziaria del 2001. Lo ripeto perché secondo me costituisce davvero un esempio di come voi, con questi artifizi, state causando danni alla finanza regionale.

Voi nel 2001 avete recuperato nuove entrate per 800 - 900 miliardi di vecchie lire facendo affidamento su supposti residui perenti, peraltro esageratamente sovrastimati; ecco, anche questa entrata fittizia andrà a costituire, diciamo così, un'ulteriore distorsione nella finanza regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Battista Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Signor Presidente, la discussione su questa manovra, sul merito degli articoli, si consuma davvero in un clima un po' surreale, con una sorta di rifiuto di affrontare i nuovi problemi secondo il loro ordine naturale. E` difficile, infatti, assumere un orientamento certo, che consenta di compiere dei passi avanti, che consenta di approvare questa manovra finanziaria in tempi ragionevoli, se non si affrontano i problemi politici che stanno alla base, al fondo di uno stato evidente di difficoltà.

Questo però è un compito che attiene esclusivamente alla maggioranza politica e che attiene in modo particolare alle responsabilità di chi questa maggioranza politica la guida. Ma i nodi politici se non sono affrontati e risolti, se vengono semplicemente rinviati nel tempo, prima o poi vengono al pettine e presentano il conto.

E se ciò succede quando la situazione politica è normale, tutto ciò diventa tanto più evidente, con le inevitabili ricadute negative sulla credibilità politica della compagine di governo, quando manca un collante politico che tenga insieme la maggioranza.

Ci troviamo infatti di fronte a una maggioranza tenuta insieme da una serie di contratti, di affidamenti individuali, su ciò che c'è nella disponibilità, (enti, convenzioni, assunzioni), ed anche su ciò che ancora non c'è, non è ancora disponibile: enti ancora da costituire (come abbiamo visto nei mesi scorsi), mega convenzioni ancora da autorizzare, fino all'estremo della previsione del tredicesimo posto in Giunta. Se a tutto ciò si aggiunge la ormai incombente scadenza elettorale con la sua carica sussultoria sui fragili equilibri politici il risultato è la situazione che abbiamo di fronte: sfilacciata, priva di alcuna prospettiva se non quella di tirare a campare.

Quindi, una manovra finanziaria che la stessa maggioranza cambia più volte in corso d'opera, arriva in Aula, e la stessa maggioranza, la Giunta regionale, anziché assumere una posizione - considerate queste premesse - aperta al confronto, disponibile a recepire contributi migliorativi, assume un atteggiamento esattamente opposto, cioè di sfida nei confronti dell'Aula e nei confronti della stessa maggioranza. Il risultato è che passa l'articolo 1, la norma nefasta sull'indebitamento di cui abbiamo tanto discusso in quest'Aula in questi giorni, ma viene svuotato l'articolo 2 (che di fatto è un vestito che non contiene nulla) e bocciato l'articolo 3. E adesso arriviamo all'articolo 4.

Sotto questo punto di vista diciamo che l'articolo 4 è meno insidioso, perché non contiene interventi con allegata fototessera (prendendo a prestito l'espressione che ha utilizzato un autorevole esponente della maggioranza) è un'operazione contabile che con i suoi 47 milioni di euro tenta di conferire una parvenza di equilibro ad una sgangherata manovra di bilancio priva di bussola. Non si capisce però perché i venti milioni di euro del fondo per la concessione di provvidenze alle imprese artigiane, istituito con legge numero 51 del 1993, anziché essere ridestinati al sostegno di quel settore, uno dei più dinamici dell'imprenditoria sarda, debbano finire in un calderone indistinto dove c'è di tutto: c'è la spesa corrente, c'è la spesa improduttiva, e forse anche la ridestinazione ai settori dell'impresa, del lavoro e dello sviluppo.

Quindi, io credo che anche questo articolo costituisca parte significativa di una manovra condotta per pezzi, anche ricorrendo ad artifizi contabili - come ha detto il collega Morittu che mi ha preceduto - necessari per tenere insieme la facciata, senza modificare minimamente gli aspetti negativi dell'insieme della manovra. Ecco il perché dei nostri emendamenti soppressivi: perché vogliamo tirare via la facciata e affrontare i problemi e i nodi veri. Ciò non significa lesinare i fondi per i settori produttivi, come è avvenuto con la pantomima della concertazione negata in questi mesi, come è avvenuto lesinando i fondi per i comuni, per il sostegno allo sviluppo e per quant'altro.

Questi artifizi servono soltanto per gettare fumo negli occhi. La realtà è quella a cui abbiamo assistito ieri sera in quest'Aula, e quei nodi e quei problemi, se non verranno affrontati, probabilmente la maggioranza e la Giunta li incontrerà in passaggi ancora più difficili e più delicati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, anche sull'articolo 4 dobbiamo esprimere un giudizio di merito e soprattutto sottolineare gli effetti nefasti che avrebbe se venisse approvato così com'è.

Io spesso mi meraviglio - il collega Cogodi non comprende come faccia a meravigliarmi di fronte a questa Giunta - che si possano proporre interventi di questo genere. E` vero che anche nel passato recente, nelle precedenti finanziarie, si è operato il recupero delle somme residue di alcuni fondi di rotazione, però lo si è fatto con l'obiettivo di rimodularne la spesa mantenendo la stessa destinazione.

Qua siamo invece di fronte ad una manovra completamente diversa. Si recuperano ottanta miliardi destinati a finanziare interventi in favore dei settori produttivi e soprattutto delle imprese artigiane e li si indirizzano verso una serie di spese assolutamente improduttive, soprattutto per finanziare progetti di consulenza su ogni questione che riguarda la Regione. Quindi un drenaggio di risorse da attività produttive ad azioni improduttive; da spese per investimenti a spesa corrente. Tutto ciò è palesemente in contrasto con quanto è stato espresso in quest'Aula.

Anche in alcuni documenti di programmazione economica si sosteneva che occorreva contrarre le spese ordinarie per agevolare le spese di investimento. Insomma: si dichiara una cosa per poi farne materialmente un'altra; e questo non va bene. Peraltro io mi auguravo che, di fronte al fatto che sono stati comunque cassati alcuni commi dell'articolo 2, operando così un primo recupero di somme improduttive, la Giunta proponesse quanto meno una rimodulazione di questo articolo 4, tenendo conto dei risparmi già ottenuti. Invece l'Esecutivo regionale va avanti imperterrito, come se non fosse successo nulla, anzi considerando i fatti di ieri e dell'altro ieri semplici incidenti di percorso. Io non credo che si trattasse di incidenti di percorso!

L'Aula ha a lungo discusso, ha a lungo osservato, ha a lungo precisato, per cui fattala maturato una convinzione di ciò che è giusto e di ciò che ritiene sbagliato per gli interessi generali della nostra Isola. Convinzione espressa anche attraverso l'utilizzo del voto segreto, bocciando tutte quelle parti di questa legge finanziaria che non corrispondono agli interessi dei più. Quindi è positivo che il centro sinistra, che Rifondazione Comunista abbiano presentato emendamenti soppressivi totali e modificativi per migliorare questa manovra finanziaria.

Ma come si fa a migliorare, a trovare quel giusto equilibrio, quando di fronte si ha un muro? Un muro di persone, di assessori, soprattutto l'Assessore della Programmazione, ma direi anche il consigliere Balletto, strenuo difensore di questa manovra, che non vogliono ragionare su quelli che possono essere i punti di equilibrio, che non vogliono nemmeno accettare quegli emendamenti che potrebbero alla fine evitare di arrivare al voto soppressivo dell'intero articolo. Perché è chiaro che se venissero accolti alcuni emendamenti modificativi sostanziali, il senso degli emendamenti soppressivi potrebbe cambiare.

Voi, invece, con arroganza continuate a dire "no, no, no, no, su tutti gli emendamenti!" ed il risultato che poi ottenete è quello di vedervi bocciare l'intero articolato. Così non si può andare avanti! Io penso che sia necessaria da parte vostra una approfondita riflessione. Capelli ieri ha avanzato una proposta in tal senso; noi l'abbiamo accolta però stamani non mi sembra che sia cambiato nulla, evidentemente la notte non ha portato consiglio. E' vero che in Aula siamo in pochi e tutti gli altri sono in camera di riflessione, però auguriamoci che questa riflessione finisca quanto prima perché vi è l'esigenza di produrre, di operare, di andare avanti, di costruire qualche cosa.

Noi, con i nostri emendamenti, ci adoperiamo per l'inversione di una manovra totalmente sbagliata; se da parte vostra non vi sarà la consapevolezza che questo modo di fare non paga, non paga soprattutto rispetto alle aspettative della nostra gente, penso che percorrerete poca strada. Gli articoli da esaminare sono ancora molti e comportano diverse problematiche; sulle questioni di merito ci soffermeremo molto più avanti quando affronteremo le norme relative alle politiche per il lavoro e a quelle destinate al rilancio della base produttiva di cui questo articolato non tiene assolutamente conto, glissando e avanzando una serie di promesse del tutto prive di copertura finanziaria.

Insomma, ci troveremo di fronte ad una serie di articoli che ci daranno modo di meglio precisare le varie posizioni e soprattutto gli interventi che consentirebbero di cambiare sostanzialmente questa manovra offrendo risposte positive alla collettività. Io mi auguro che di tutti gli emendamenti che sono stati presentati a questo articolo 4, almeno alcuni possano essere accolti dal relatore Balletto e dall'Assessore competente. In caso contrario penso che la risposta del Consiglio non potrà che essere quella (negativa) che si è vista anche nei giorni precedenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (P.P.S.-Sardistas). Signor Presidente, colleghi, io questa mattina non intendevo intervenire, ma poi, quasi per rispondere al collega Morittu che lamentava la mancata partecipazione dei consiglieri del centrodestra al dibattito sull'articolo 4, ho deciso diversamente. Probabilmente accusiamo ancora il colpo di ieri sera, della bocciatura finale dell'articolo 3; forse molti di noi avvertono la sensazione - non vorrei con questo offendere nessuno dei colleghi presenti in quest'aula - che si stia quasi perdendo tempo.

Ed ecco così che anche un normalissimo articolo 4, di relativo a fondi di rotazione, viene fatto passare come l'ennesimo gioco di prestigio che tanto meraviglia il collega Vassallo, il quale si lamenta ancora dicendo: "Ma è possibile che noi non facciamo altro che ricevere dinieghi: no a questo emendamento, no a quest'altro emendamento, no a quest'altro emendamento ancora?" Caro collega Vassallo, questa è semplicemente la risultante della vostra politica che vi ha portato a rifiutare ogni parte di questa legge finanziaria: no a questo comma, no a quest'altro comma, no a questo articolo.

Allora, il dialogo si fa in due, non lo si può invocare e poi procedere soltanto a forza di emendamenti soppressivi con un martellamento continuo. Io ero quasi tentato di avanzare una proposta, l'ennesima, ma siccome le proposte in quest'Aula sono destinate a cadere per terra, mi limito a una semplice considerazione che è a metà strada tra la provocazione e il paradosso. Noi...

COGODI (R.C.). E formula la proposta!

LICANDRO (P.P.S.-Sardistas). Non è una proposta, collega Cogodi, è una considerazione. Noi affrontiamo i vari articoli di questa finanziaria attraverso dei percorsi spesso difficili, tortuosi, che possono richiedere un giorno, come ieri, ma possono richiedere anche due settimane, come nel caso dell'articolo 1. Ebbene, tutto questo, tutto questo percorso, tutto questo discutere per giorni e giorni su un articolo della finanziaria, qualche volta - dico qualche volta - può essere vanificato con una votazione finale che fa cadere l'intero articolo. E allora lancio una provocazione: votiamo l'articolo all'inizio, come se costituisse un voto di fiducia su tutto quel percorso che poi verrà portato in Aula. Poi possiamo procedere alle discussioni, alle contrapposizioni, alla votazione degli emendamenti.

Se invece quest'Aula dovesse decidere coscientemente e in maniera palese o anche - strategia che io non ho mai condiviso - usando e abusando del voto segreto, che l'articolo è destinato a cadere, che cada subito. Risparmierà se non altro tantissimo tempo a noi e a tutte quelle persone che da noi si aspettano risultati e non discussioni o dichiarazioni sterili.

COGODI (R.C.). Ti pagano prima di lavorare? Una bella proposta questa!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

Onorevole Cogodi, per cortesia, stiamo lavorando serenamente, consenta al suo collega di pronunciare l'intervento. Non occupi spazio, stia qua.

COGODI (R.C.). Spiegavo al collega il senso della proposta. Lui ha detto: "Mi pagate prima di lavorare". Prima lavori e poi sarai pagato!

BALIA (S.D.I.-S.U.). Grazie, Signor Presidente, naturalmente chiederò di recuperare i due o tre minuti di tempo perso.

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione decorre da adesso, onorevole Balia.

BALIA (S.D.I.-S.U.). La ringrazio. In merito all'articolo 4 bisogna partire da una considerazione: più volte - più volte - in sede di predisposizione di norme finanziarie e delle leggi finanziarie, anche da parte del centrosinistra, siamo ricorsi in maniera ragionata allo storno di risorse dai fondi di rotazione. Lo abbiamo fatto più volte, dicevo, ma in maniera ragionata, quando ci siamo trovati di fronte a normative, a leggi che prevedevano una dotazione finanziaria attraverso i fondi di rotazione o esagerata o comunque destinata a restare per troppo tempo accantonata all'interno del sistema creditizio isolano.

Ora, le spiegazioni che l'assessore Masala ha fornito in relazione ad alcuni punti dell'articolo 4, ci lasciano quanto meno perplessi. I commi b), c), d), e) ed f) concernono infatti settori abbastanza poveri del nostro sistema economico e noi riteniamo che prima ancora di distogliere risorse da quei settori bisognerebbe chiedersi perché finanziamenti destinati a piccole e medie imprese non vengono utilizzati. Forse si tratta di norme che hanno bisogno di essere aggiornate, di essere modificate perché non più rispondenti alle funzioni originarie, considerato che la legge numero 51 è del 1993; la legge numero 40 è del 1986 e quella numero 66 addirittura del 1976.

In questo caso, però, mi pare che stiamo seguendo la via più semplice, che è quella di limitarsi a prendere atto della situazione, senza interrogarsi sui motivi, perché la Giunta regionale, a nostro avviso, non ha interesse ad esercitare una giusta tutela in questi settori che sono settori terribilmente poveri. Quindi ciò che ci preoccupa non è la metodica in sè, ma il fatto che questa distrazione legalizzata di risorse appaia come un assassinio nei confronti delle imprese più povere, a partire da quelle agricole per arrivare a quelle artigianali, perpetrato attraverso una metodica di natura squisitamente burocratica. Questo è un modo per non fornire risposte concrete, è un modo per sterilizzare di fatto le conseguenze di leggi che pure nel passato hanno prodotto tanti effetti positivi.

Quindi la nostra non è una presa di posizione contraria giustificata solo dal nostro ruolo di opposizione, ma è una presa di posizione convinta e ragionata. Noi chiediamo all'assessore Masala e alla Giunta regionale di riflettere se davvero risulti necessario e opportuno procedere in questa direzione o se non sia invece più opportuno interrogarsi sulle ragioni di reale impedimento all'utilizzo delle risorse e rimuovere gli eventuali ostacoli.

Ciò detto, io torno sull'argomento degli incarichi e delle consulenze. Voglio però sottolineare che il richiamo perché vengano forniti gli elenchi non è rivolto solo al Presidente della Giunta regionale e a tutta la Giunta regionale; è rivolto anche a ogni singolo Assessore. Potete infatti adempiere tutti assieme, in maniera collegiale, ma niente vi impedisce di procedere ciascuno singolarmente. Ma quali ostacoli ci sono? Che cosa vi impedisce di informare il Consiglio regionale? Che cosa vi impedisce di adempiere in maniera puntuale (avete già accumulato notevoli ritardi e non date al riguardo segni di vita) una prescrizione del legislatore che vi impone, se richiesti, di rendere pubblici quegli elenchi?

Potete farlo collegialmente, potete farlo singolarmente, ma avete il dovere politico, morale e giuridico, naturalmente, di farlo, perché ciò prevede la normativa, perché ciò prevedono le leggi sulla trasparenza, perché diversamente continuereste a snaturare il giusto rapporto Giunta-Consiglio regionale, a delegittimare il Consiglio regionale. Badate, se non adempie il presidente Pili, se non altro è tutelato dal suo capo Berlusconi. Ma a voi chi tutela? Chi vi tutela?

Non vogliamo, l'abbiamo già ripetuto altre volte, gridare allo scandalo, ma vogliamo solo sollecitare il nostro giusto diritto ad essere informati.Il diritto all'informazione è sacrosanto, nonostante ciò, giorno dopo giorno, apprendiamo notizie che dimostrano una volta di più che il vostro percorso è qualche volta illegittimo e l'illegittimità nasconde la tutela delle clientele. L'ultima pare che sia proprio di ieri, e la notizia è assolutamente certa.

Presidente, io gradirei che, soprattutto relativamente a quest'altra notizia, arrivassero risposte puntuali dalla Giunta regionale. E' notorio che in base alla nuova normativa sull'Ente unico chi doveva transitare dal ruolo unico regionale all'Ente unico avrebbe dovuto farlo...

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.

BALIA (S.D.I.- S.U.). …avrebbe dovuto farlo entro un certo periodo di tempo. Periodo di tempo ormai decorso. Ed è altrettanto notorio che sia la legge numero 24 del 1989 che la legge numero 12 del 1993 impongono - quindi non lasciano alcuna discrezionalità - per le assunzioni di personale di un certo livello, come unica procedura quella concorsuale.

Bene, parrebbe - uso il condizionale per inutile cautela, perché la notizia è certa - che nella giornata di ieri sia stato assunto con chiamata diretta, e quindi trasgredendo le prescrizioni della legge numero 12 e della legge numero 24, un funzionario di VI livello, che quindi presumibilmente sarà chiamato a dirigere l'Ente unico in quel territorio che, guarda caso, è fratello di un componente del Consiglio di amministrazione dell'Ente unico, componente già in passato contestato, perché non aveva i titoli minimi per poter svolgere il ruolo di amministratore dentro l'Ente unico. Allora, se queste notizie rispondono a verità...

(Interruzioni)

BALIA (S.D.I.-S.U.). Su questo argomento...

PRESIDENTE. Onorevole Balia, però sta "splafonando", qui non c'entra niente...

BALIA (S.D.I.-S.U.). Io sto splafonando, Presidente, ma non c'è la Giunta regionale, che è impegnata nelle comunicazioni telefoniche. Presumibilmente stanno sollecitando qualche ulteriore assunzione! Stiamo denunciando un caso gravissimo, di una assunzione vietata per legge che è avvenuta non per concorso, ma per chiamata diretta e che riguarda il fratello di un componente il consiglio di amministrazione di quell'ente. Ecco perché vogliamo conoscere, senza null'altro illazionare, incarichi e procedure e quant'altro, e continueremo a tornarci sopra. Maggiore sarà il vostro silenzio, più insistenti saranno le nostre richieste.

PRESIDENTE. Onorevole Balia, esistono altri strumenti per avanzare questo tipo di richieste; la discussione della legge finanziaria non è la sede giusta.

Devo ricordare all'Assemblea che quanto consentito all'onorevole Balia costituisce un'eccezione che non può essere richiamata come precedente, assolutamente, perché questa Presidenza non lo accetterebbe.

Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi, poc'anzi il collega Gian Battista Orrù nel suo intervento ha affermato che in quest'Aula si avverte un clima surreale. Ha ragione il collega Orrù perché i fatti che sono accaduti nella giornata di ieri e in quella precedente dimostrano che il clima è davvero surreale. L'onorevole Murgia, dopo la votazione dell'articolo 1, ha cantato vittoria, ci ha comunicato che questa maggioranza è granitica, che non è solo una maggioranza numerica, ma che è anche una maggioranza politica. In un monologo pronunciato in una TV locale il Presidente della Commissione bilancio, l'onorevole Giorgio Balletto, ci accusa, tra virgolette, che l'opposizione sta facendo il gioco della maggioranza.

Bene, andiamo al voto sull'articolo 1. La maggioranza riesce a far approvare quell'articolo con soli due voti di differenza, dimenticando che la finanziaria non è costituita solo di un articolo, ma è composta di 22 articoli più le tabelle. Ed allora io mi chiedo: non è che la maggioranza stia facendo il gioco dell'opposizione? Non si spiega, infatti, come mai l'articolo 2 e l'articolo 3 non siano stati approvati, considerato che questa maggioranza - come ci avete ricordato - è granitica. Questo lo dico senza aprire nessuna polemica, lo dico perché anche dai banchi dell'opposizione alcuni colleghi hanno avanzato delle proposte concrete, richiamando il Governo regionale e la maggioranza a svolgere quella funzione e quel ruolo che può consentirci di compiere qualche passo in avanti..

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, si stava lavorando tranquillamente. Onorevole Balia, onorevole Marrocu, state disturbando il vostro collega.

CALLEDDA (D.S.). Questo richiamo è stato fatto ieri sera dall'onorevole Edoardo Usai esortando un po' l'Aula e il Consiglio alla mitezza. Questa esortazione mi trova d'accordo perché talvolta l'esasperazione, il confronto duro, aspro non consentono di individuare quelle strade che possono essere percorribili. Però mi chiedo anche: se ognuno di noi compie questo sforzo di cercare, come dire, un itinerario, una strada capace di aiutarci a conseguire degli obiettivi concreti, non verrà poi tutto vanificato se non si prenderà atto della situazione presente in questo Consiglio?

Quando infatti si accusa il voto a scrutinio segreto di essere dannoso a quest'Aula e a questo Consiglio, io potrei essere teoricamente anche d'accordo, ma come faccio a essere d'accordo quando poi mi rendo perfettamente conto che questa legge finanziaria è stata criticata da tutti? Andiamo a rileggerci le relazioni delle Commissioni. Poc'anzi il collega Orrù ha fatto richiamo alla relazione della Sesta Commissione, ma io potrei citare anche quelle delle altre Commissioni, perché il giudizio espresso da tutte le Commissioni è fortemente negativo.

Allora io mi chiedo: se esiste una maggioranza, come può essere che la stessa critichi aspramente i contenuti della finanziaria? Allora vuol dire che questa maggioranza non è in grado di proporre nulla di concreto per affrontare e risolvere i problemi? Lo dimostra anche ciò che è accaduto ieri, con la bocciatura di quell'articolo, che ci pone riguardo ai POR e ai PIT in condizioni disastrose.

La Sesta Commissione, caro Bruno, nei giorni scorsi ha compiuto una missione nel Sarrabus Gerrei. Siamo stati a visitare la miniera di Silius. La maggioranza aveva assunto degli impegni ben precisi. Io credo sia, come dire, immorale andare a sentire lavoratori, andare in una zona che ha consentito alla nostra Isola, insieme a molte aree della provincia di Nuoro, della provincia di Oristano, insieme a molte aree del Sulcis, di essere inserita nuovamente nell'Obiettivo 1. E quando queste promesse poi non vengono mantenute, significa che noi non siamo in grado di fornire risposte e soluzioni a questi problemi.

Signor Presidente, io pensavo che ieri l'intervento dell'onorevole Capelli, che prendeva atto dei fatti accaduti in Aula, della bocciatura di quell'articolo, avesse portato consiglio alla maggioranza, cioè avesse messo nelle condizioni la maggioranza di effettuare un'analisi della situazione e di arrivare stamattina ad avanzare una proposta. Vorrei pertanto capire cosa è successo ieri sera, se c'è stata un'analisi sui fatti accaduti e soprattutto se è scaturita una proposta capace di far uscire quest'Aula dell'impasse, da una situazione che, a mio modo di vedere, se continuiamo così, rischia di tenerci chiusi in Consiglio sino al prossimo mese.

Allora io credo, e concludo, signor Presidente, che sia possibile affrontare l'esame di questo bilancio e imprimergli una svolta positiva. Considerato che molti emendamenti sono stati ritenuti "marchette", per togliere queste marchette di destra, di centro e di sinistra è necessaria un'analisi seria, un accordo che consenta all'Aula di lavorare in modo veloce e di approvare in tempi rapidi questo bilancio, nell'interesse non solo del Consiglio ma soprattutto della Sardegna e dei sardi che aspettano da tempo una soluzione positiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Mario Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'intervento provvidenziale del collega Usai, che io stimo e che pur essendo giovanissimo svolge nei miei confronti la funzione di un fratello maggiore, ci richiama ad essere pacati. Altre volte gli ho dato atto di questo suo appello e pertanto mi manterrò estremamente pacato anche perché urlare e sbraitare serve solo a innescare il circolo vizioso della incomprensione.

Allora io chiedo, con la massima pacatezza, adesso al Presidente del Consiglio, e poi al Presidente della Giunta, chiedo al Presidente del Consiglio e alla Presidenza, a tutti i colleghi che si alternano con pazienza e competenza alla Presidenza, se non ritengono che sia diritto dell'opposizione, ma più in generale dell'Assemblea, più in generale del singolo consigliere che rappresenta l'elettorato e quindi il popolo sardo, avere informazioni sulla gestione della cosa pubblica, e quindi ottenere risposta alle lettere con le quali abbiamo posto questo problema. Ritenete che abbiamo il diritto oltre che il dovere di chiedere alla Giunta informazioni sulla gestione della cosa pubblica?

Se la Presidenza del Consiglio ci risponderà "No, non avete il diritto", noi potremmo discutere e potremmo anche arrabbiarci. Se la Presidenza del Consiglio ci risponderà "Avete il diritto", chiederemo che la Presidenza del Consiglio sostenga la nostra richiesta. Che cosa, del resto, stiamo chiedendo? Stiamo chiedendo una cosa totalmente banale, stiamo chiedendo una cosa semplice: che la Giunta, anche in ottemperanza alla legislazione finanziaria e di contabilità, dia conto, visto che non l'ha fatto con la presentazione dei documenti di bilancio, delle proprie gestioni. Ieri abbiamo esaminato un articolo che prevedeva stanziamenti per le consulenze. Il collega Balia, che si è assunto l'onere di intervenire ripetutamente, anche a nome nostro, ha richiesto l'elenco delle consulenze.

Presidente, io lo ribadisco, vorremmo avere - lo dico con pacatezza - l'elenco delle consulenze che lei ha attivato, ma non per creare scandalismo, ma per capire, per esempio, se di quelle competenze che l'amministrazione ha acquisito potremmo usufruirne anche noi; l'elenco delle consulenze, i costi delle consulenze, i criteri di selezione delle consulenze, il prodotto delle consulenze e quant'altro. Vorremmo sapere l'elenco dei progettisti, il costo dei progettisti, il criterio di selezione dei progettisti, l'utilità dei progettisti. Vorremmo conoscere i costi della pubblicità istituzionale, l'utilità della pubblicità istituzionale, i criteri di selezione dei soggetti ai quali è stata affidatala realizzazione della pubblicità istituzionale. Vorremmo sapere se in materia di personale - lo richiamava Balia prima - si stanno rispettando le regole di trasparenza e di rigore.

Cosa c'è di così provocatorio in una richiesta così normale, così pacata? Io chiedo scusa se forse ho alzato i toni, ma vorrei ribadire che non c'è nessuna provocazione, che stiamo semplicemente esercitando un nostro diritto e che a questo diritto non vogliamo rinunciare. Non vogliamo che esaminato l'articolo "x" si affrontino altri argomenti e non se ne parli più, perché sul problema della trasparenza, della correttezza, ognuno di noi - come voi - ognuno di noi che sta qui dentro è al di sotto di ogni sospetto e il modo per tutelarci è proprio quello di darci una mano per essere reciprocamente trasparenti.

La nostra trasparenza, la vostra, di ciascuno di noi, costituisce infatti il primo biglietto da visita di fronte all'elettore, di fronte ai cittadini. E quindi se accettassimo di non essere reciprocamente trasparenti, se accettassimo che ci possano essere nell'amministrazione regionale delle zone d'ombra, io credo che aumenterebbe la sfiducia dei cittadini nei nostri confronti. E siccome la fiducia già adesso non è al massimo, se aumentasse la sfiducia vuol dire che si logorerebbe il prestigio delle istituzioni e la stessa democrazia.

Perché affermo tutto ciò? Perché tutto ciò ha anche una connessione con la questione dei fondi di rotazione. Signor Presidente, questa maggioranza e questa Giunta altre volte hanno sollevato il problema dei fondi e delle politiche del credito; ci volete dire qual è la politica creditizia? Ci volete dire se, onorevole Masala e Presidente Pili, è rispettoso per il Consiglio fornire dei dati sui quali dobbiamo lavorare in quest'Aula che sono aggiornati al giugno dell'anno scorso? Chiediamo almeno di conoscere le giacenze dei fondi di rotazione, credo che si tratti solo di una dimenticanza per cui non penso che l'Assessore avrà difficoltà a fornire l'aggiornamento.

Perché vogliamo l'aggiornamento? Perché così possiamo apprendere l'entità delle giacenze, il ritmo di utilizzo delle singole giacenze e le risorse che dalle varie giacenze possono essere recuperate per abbattere l'entità dei nostri debiti. E' il minimo che si può chiedere a una corretta manovra finanziaria.

Il problema del recupero va impostato con un minimo di razionalità, di accortezza, con l'ausilio di dati per quanto possibile aggiornati. Quindi mi sembra normale richiedere di disporre di dati aggiornati, e chiedere alla Giunta di conoscere i criteri che intende seguire per recuperare le giacenze in alcuni fondi e rivedere l'intera partita. Mi sembra che non vi sia nulla di strano che si voglia conoscere il costo e la resa delle giacenze, cioè quanto ci rendono in termini di interessi e quanto paghiamo di interessi passivi, perché se i due tassi fossero fortemente differenziati e se le nostre giacenze fossero abbondantemente sovradimensionate rispetto alla circolazione dei singoli fondi, vorrebbe dire che probabilmente staremmo regalando al sistema creditizio miliardi e miliardi e miliardi, e questo regalo non c'è lo possiamo permettere.

Anche questo è un ragionamento, come vedete, positivo, che aiuta l'amministrazione a farsi carico di una logica di risparmio e di rigore che mi sembra possa essere da tutti condiviso per evitare, da un lato, di chiedere risorse alle banche corrispondendo un certo interesse e, dall'altro, lasciando che le nostre giacenze vengano retribuite dalle stesse in misura molto modesta.

Perciò ribadisco l'invito all'amministrazione e alla Giunta regionale di fornirci l'elenco aggiornato dei fondi di rotazione e a ragionare su questa manovra finanziaria nel quadro di una politica del credito che ci sembra che la Giunta non abbia. Non vorremmo, infatti, che, in assenza di questa politica del credito, finissimo per regalare fondi, profitti, risorse a un sistema creditizio che non ne ha assolutamente bisogno e che in ogni caso non spetta a noi finanziare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, anche io cercherò di svolgere un intervento che si articolerà in due parti: la prima parte del tutto estranea all'oggetto della discussione, come ormai è prassi e consuetudine, mentre gli ultimi trenta, quaranta secondi li dedicherò all'articolo.

Regolamento consiliare, articolo 105: "Diritto all'informazione del consigliere. Ogni consigliere al fine di ottenere notizie ed informazioni utili all'espletamento del proprio mandato ha accesso agli uffici della Regione, degli enti e delle aziende da essa dipendenti". Se esiste un'emergenza di informazione, quale quella reclamata a gran voce dalla quasi totalità degli interventi che vengono pronunciati in Aula, il Regolamento precisa qual è il diritto del consigliere e come può farlo valere.

COGODI (R.C.). L'accesso non è guardare dal buco della serratura; è questo, è chiedere.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Secondo comma: "Ogni consigliere ha diritto di ottenere dagli uffici regionali, compresi quelli degli enti ed aziende dipendenti dalla Regione, copia degli atti preparatori del provvedimento". Se questo interesse è reale io mi chiedo perché chi lo rivendica non utilizzi gli strumenti regolamentari per quanto di suo diritto e spettanza.

COGODI (R.C.). L'avevamo chiesto anche per la Sfirs.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Terzo comma... Presidente chiedo di non essere interrotto..

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, sconteremo i minuti delle sue interruzioni dal tempo concesso per i suoi prossimi interventi, così andremo a pareggio. Le ricordo, inoltre, che dopo un certo numero di avvertimenti il Regolamento prevede che il Presidente possa prendere anche altri provvedimenti. Io vorrei che si continuasse, nell'interesse di tutti, del Consiglio e della dignità del Consiglio, con la stessa serenità (che non esclude dibattiti accesi) con la quale si è proceduto stamattina. Onorevole Cogodi, la invito quindi a non interrompere gli interventi dei colleghi. Prego onorevole Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Terzo comma: "Parimenti ogni consigliere ha diritto di ottenere, dai predetti uffici, informazioni, comunicazioni e notizie relative a provvedimenti o operazioni amministrative salvo che, su proposta del responsabile del servizio, il Presidente della Giunta regionale non opponga il segreto d'ufficio a tutela dell'amministrazione regionale o delle persone. In tal caso il consigliere può sottoporre… "

Allora, prima domanda, Presidente, ha opposto lei il segreto d'ufficio perché i consiglieri dell'opposizione non avessero accesso e non potessero ricevere risposta alle domande che non hanno mancato di porre qui, ripetutamente, in ogni circostanza, in ogni momento, anche in sede di dichiarazioni di voto su questioni che non riguardano per niente l'argomento in discussione? Io voglio sapere se lei sta ostacolando con il veto presidenziale questo diritto all'informazione dei consiglieri. Se così non è invito i colleghi ad avvalersi, anzi perfino ad abusare del Regolamento, come sanno ben fare, rivolgendosi agli uffici per ricevere le informazioni di cui hanno diritto.

Io non credo, Presidente, che lei abbia opposto alcun rifiuto e abbia frapposto ostacoli all'ottenimento queste informazioni; anzi, la pregherei di fornire risposte anche quando non è tenuto a farlo. So bene che non è obbligo suo fare il "passacarte", perché chi deve fornire le notizie e le informazioni sa, a termini di Regolamento, come deve comportarsi. Ma lo faccia per porre fine a questa scena pietosa, perché è veramente noioso, fastidioso, petulante dover sentire ad ogni intervento sempre la stessa richiesta. Quindi detto questo, perché anche io mi riservo il diritto di parlare di argomenti che non c'entrano nulla con l'oggetto della discussione, torno all'articolo 4.

SECCI (La Margherita-D.L.). Non sarebbe nemmeno la prima volta!

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Chiedo di non essere interrotto, Presidente.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Balletto, prosegua.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Presidente, io non posso intervenire perché il collega Secci mi disturba, se la voce è la sua.

PRESIDENTE. Non era lui. Prosegua.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sono abituato a parlare rivolgendomi alla Presidenza perché non guardo i colleghi.

Articolo 4: recupero fondi di rotazione. A me sembra di poter ricordare che il problema di non regalare soldi alle banche, di non consentire agli istituti di credito di poter lucrare su una sproporzionata differenza tra tassi attivi e tassi passivi, sia stata già posta ripetutamente da noi nella scorsa legislatura. All'inizio della scorsa legislatura i tassi di reimpiego delle banche erano sull'ordine del 15-16-17 per cento; noi avevamo scoperto che per giacenze dell'ordine di migliaia di miliardi di lire, il tasso che veniva riconosciuto era, se non ricordo male, del 2,50 per cento. Quindi, non è questa, ma è la precedente amministrazione che ha consentito alle banche di lucrare sulle risorse regionali.

Questo processo oggi è totalmente sotto controllo, perché attualmente i fondi di rotazione sono solo quelli funzionali alle esigenze delle leggi alle quali sottendono. Questo è un controllo che oggi viene fatto e di cui oggi questa amministrazione può vantarsi.

Comunque, l'Assessore nel corso della seduta odierna ha fornito dati aggiornati relativamente all'utilizzo e alla gestione dei fondi di rotazione, dimostrando che i recuperi e le riduzioni che vengono proposte sono relativi a fondi scarsamente movimentati e, comunque, i rientri sono tali e tanti da garantire il funzionamento anche con somme minori.

Vedete, la differenza tra noi e voi è che noi alle banche non vogliamo lasciare proprio nulla, anche se le differenze tra tassi creditori e tassi debitori, che costituiscono i proventi delle banche, si sono fortemente ridotte nel corso del tempo.

Voglio ancora aggiungere che nell'ipotesi in cui questo articolo non dovesse essere approvato sorgeranno chiaramente grossi problemi di bilancio perché le risorse che provengono da questo articolo e che costituiscono disponibilità acquisite alle entrate ammontano non a 80 miliardi, come qualche collega dell'opposizione ha affermato, ma a 93 miliardi e più, e chiaramente ciò comporterebbe problemi di recupero con relativi tagli alle spese.

Quindi, attenzione tutti quanti, maggioranza e opposizione, nel richiedere il voto segreto, perché nella funzione suprema di chi si oppone per demolire non si demolisca solamente la maggioranza, come si vorrebbe, ma si distrugga anche l'intero sistema Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei invitare i colleghi non solo a dare uno sguardo all'orologio (sono le 12.30 e tra un'ora, secondo i programmi stabiliti dalla Presidenza e dalla Conferenza dei Capigruppo, si concluderà la seduta antimeridiana), ma a dare uno sguardo anche al calendario. Siamo arrivati al 13 di marzo e al quarto articolo di una legge finanziaria che doveva essere approvata ed operante entro il 31 dicembre dell'anno passato.

Le prime votazioni sulla legge finanziaria dopo il minaccioso discorso del Presidente della Regione, pronunciato irritualmente a conclusione della discussione generale, avevano indotto qualche incauto esponente della maggioranza, appena due giorni fa, avantieri, a pronunciare dichiarazioni trionfalistiche ed anche, signor Presidente, un po' grottesche sulla compattezza della coalizione che sostiene la Giunta del Presidente Pili. In meno di ventiquattro ore il clima di ingiustificata baldanza nel quale si sono contraddistinti alcuni esponenti della maggioranza, alcuni colleghi in particolare di Forza Italia e di Alleanza Nazionale, si è mestamente dissolto e oggi a me pare che nei visi, e forse ancor più nei pensieri, di questi colleghi prevalga il senso della preoccupazione e, forse, anche il senso dello scoramento per i passaggi che sono ancora necessari per l'approvazione della legge finanziaria.

Se posso offrire un consiglio, scevro da spirito di parte, a questi colleghi, raccomanderei di essere per il futuro più prudenti nell'uso di argomenti e di armi improprie quando affrontano il confronto e il conflitto parlamentare con gli esponenti dell'opposizione. Noi stiamo esercitando con intransigenza, ma anche con la massima correttezza, la nostra funzione di opposizione democratica e qualsiasi tentativo - lo diciamo pacatamente ma per l'ennesima volta ai nostri colleghi della maggioranza - qualsiasi tentativo di indebolire o di mettere in discussione questa funzione democratica troverà un argine assolutamente invalicabile.

I Presidenti dei Gruppi di minoranza e tanti colleghi dell'opposizione hanno lanciato, Presidente Pili, nei giorni scorsi, un appello responsabile a lei, alla sua Giunta, alla sua maggioranza, per disintossicare questo dibattito dai veti, dalle forzature, dalle rigidità che hanno caratterizzato il confronto sulla legge finanziaria fin dalla sua tardiva presentazione in Consiglio regionale.

A me è anche sembrato che alcuni settori della maggioranza abbiano manifestato qualche disponibilità per ripristinare un serrato e corretto confronto parlamentare.

Abbiamo ascoltato ieri con attenzione alcuni interventi dei colleghi dell'U.D.C. che oggi non vedo presenti, gli interventi del Capogruppo, del collega Capelli, dello stesso assessore Oppi; abbiamo ascoltato qualche intervento problematico da parte dei colleghi del Gruppo dei Riformatori, abbiamo ascoltato con attenzione ieri sera l'intervento equilibrato, ed anche imbarazzato, del collega Edoardo Usai, però dai banchi della Giunta, della Presidenza e da parte di autorevoli esponenti della maggioranza, alcuni con rilevanti ruoli istituzionali, in questo momento e su questo provvedimento, mi riferisco in particolare al Presidente della Commissione, si continua con un atteggiamento poco ragionevole. Verso le proposte delle opposizioni e verso il ruolo intangibile di questa Assemblea, l'atteggiamento poi diventa molto aggressivo e assolutamente inaccettabile.

Insomma, che cosa volete fare? Volete ancora sfidare il buon senso e il nostro senso di responsabilità? Accomodatevi. Però dovete sapere che con i sermoni, onorevole Balletto, e con le minacce non ci farete deflettere da una linea di condotta assolutamente intransigente. Noi vogliamo, Presidente Pili, cambiare e modificare profondamente la vostra proposta di legge finanziaria, abbiamo argomenti e buone ragioni per credere che riusciremo almeno in parte nei nostri propositi e nei nostri intendimenti.

Le nostre proposte si sono manifestate con chiarezza in tutte le Commissioni permanenti del Consiglio regionale e con altrettanta chiarezza nella Commissione bilancio. Avete presentato il disegno di legge finanziaria e di bilancio con tre mesi di ritardo, li avete sconfessati voi stessi nelle Commissioni. Se aveste, per esempio, letto quello che ha scritto la Seconda Commissione all'unanimità sul ruolo del Consorzio 21, forse quel voto di ieri ve lo sareste potuto risparmiare. Avete ammesso che le critiche impietose delle forze sociali e del sistema delle autonomie locali erano motivate; siamo alla deriva, siamo al terzo mese di esercizio provvisorio e siamo al quarto articolo della legge finanziaria.

Avete già incassato delle mazzate molto pesanti e demolitive delle proposte che con tanta protervia continuate a difendere e a voler imporre al Consiglio regionale. Insomma, che cosa volete fare? Adesso state frenando voi!

Aspettiamo che finisca il Presidente la sua vivace telefonata.

COGODI (R.C.). Sta chiedendo gli elenchi!

SANNA Emanuele (D.S.). Va beh, può anche non ascoltare, tanto non cambia molto.

Che cosa intendete fare, cari colleghi? A me sembra - e la seduta un po' mortificante di stamattina lo conferma abbondantemente - che adesso stiate frenando voi, avete paura non del voto, avete paura di voi stessi. L'onorevole Pili ha brandito esplicitamente l'arma del collasso della legislatura richiedendo che gli venisse garantita comunque una maggioranza per la sua sopravvivenza. Ha funzionato per l'articolo 1, non funziona, come si è visto e come si vedrà, per il resto di questo complesso e importante provvedimento.

Il ricatto non funziona, Presidente Pili, ma il collasso del Governo e dei problemi e delle emergenze della Sardegna, questo sì, c'è già e si aggrava tra i veleni e i bizantinismi di questo Palazzo, bruciando la residua credibilità di questa istituzione. Noi stiamo intervenendo quindi oggi - e concludo cari collegi - per indurvi finalmente a una riflessione accurata, a una riflessione chiarificatrice che serva ad uscire da una situazione che si sta facendo, per vostra esclusiva responsabilità, sempre più insostenibile. Quindi, anziché continuare, signor Presidente, con questa pantomima, proponete una pausa, breve e predeterminata, per uscire voi e l'intero Consiglio da questa palude paralizzante.

Presidente Pili, lei è stato coraggioso e temerario imponendo il suo diktat alla sua inaffidabile maggioranza; adesso, avendo verificato che il suo ricatto non viene subìto dal Consiglio, recuperi se ci riesce il suo ruolo e proponga un percorso per ripristinare anche la normalità del confronto e della vita democratica in questa Assemblea che esprime, non lo dimentichi, come le abbiamo più volte ricordato, la sovranità dell'intera comunità regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Onorevole Sanna, il suo intervento si pone a metà strada tra una sorta di predica una riflessione pacata; una riflessione pacata, legittima, che viene dai banchi dell'opposizione e generosa di consigli nei confronti dello schieramento di centrodestra. Per quanto ci riguarda, conoscendola come persona di lunga militanza e lunga esperienza, pur nelle distanze che ci separano, accettiamo volentieri di aprire una riflessione all'interno del confronto che ci vede oggi partecipi.

Ma il punto nodale, onorevole Sanna, è comprendere - non è un consiglio, evidentemente, ma una constatazione - chi sono i nostri interlocutori del Centrosinistra. Vi è infatti una difficoltà ad instaurare una serena dialettica con i banchi dell'opposizione; i toni si fanno sempre più esasperati, spesso si ricorre all'insulto, a strumentalizzazioni. Tutto ciò certamente non può costituire la migliore premessa per instaurare un rapporto sereno e un dialogo fecondo.

Allora l'invito che rivolgo è il seguente: abbassiamo i toni, evitiamo forme di ostruzionismo che comportano notevolissime perdite di tempo con ore e ore di inutili e lunghe discussioni che tutto hanno ad oggetto tranne il merito delle questioni rappresentate dagli articoli in discussione. Il mio gruppo è disponibile ad avviare una serena dialettica, purchè sia chiaro con chi dobbiamo dialogare e su quali basi. Soprattutto non deve trattarsi di un dialogo tra sordi.

Sarebbe pertanto opportuno che l'opposizione iniziasse da subito a fornire dimostrazione di non voler continuare a perdere tempo con discussioni (a parte alcuni interventi anche di notevole pregio) assolutamente inutili e di nessuna valenza per il dibattito.

Voglio adesso tornare brevemente sul problema delle consulenze a cui faceva riferimento l'onorevole Selis, per ricordare che una battaglia in quella direzione la condussi anch'io dall'opposizione quando alle mie richieste, alle richieste del Gruppo di Forza Italia, e degli amici di Alleanza Nazionale, il Presidente Palomba e la sua Giunta opposero un assordante e colpevole silenzio.

Devo dare atto all'onorevole Gianmario Selis che anche lui, in quell'occasione, criticò per gli stessi motivi la Giunta di allora e il suo Presidente, ma si trattava probabilmente di una battaglia interna al centrosinistra, motivata dallo scadere della legislatura e dai problemi di leadership che essa poneva. Noi però dobbiamo ancora acquisire i dati relativi a quella legislatura, perché ancora oggi non sappiamo quante consulenze attivò il Governo Palomba e gli assessori del centrosinistra.

Oggi più che mai, Presidente Pili chiedo pertanto a lei e agli assessori, di mettere a disposizione del Consiglio tutta la documentazione relativa alle consulenze attivate dal primo giorno in cui si è insediata la Giunta di centrodestra (prima con il Governo Floris, oggi col Governo Pili), recuperando altresì la documentazione relativa ai rapporti di consulenza posti in essere dalle Giunte di centrosinistra nella scorsa legislatura. Io so che non c'è nulla da nascondere, non mi pongo i problemi pur corretti che ha posto il collega Balletto, ma non vorrei che su queste questioni si potesse equivocare. Io ritengo che l'istituzione Regione debba essere una casa di vetro e ho diritto di di sapere cos'è successo nella scorsa legislatura. Quindi, Presidente Pili, assessori, chiedo a voi, sarà un'operazione complessa, me ne rendo conto, ma abbiamo diritto di sapere che cos'è successo dal 1994 in poi.

Quanto alle norme oggi in discussione sui fondi di rotazione, sembra quasi che questa Giunta abbia compiuto chissà quale misfatto. Io voglio ricordare che il professor Sassu, oggi Presidente del Banco di Sardegna, quando era assessore, non ricordo esattamente l'anno, il 1995 o il 1996, addirittura prevedette il recupero di circa 900 miliardi di lire dai fondi di rotazione; una cifra davvero impressionante ottenuta assorbendo le giacenze di fondi destinati a finanziare tutti i settori produttivi (artigianato, commercio, agricoltura, piccola e media impresa) e nessuno ebbe a gridare allo scandalo.

Gridammo allo scandalo, invece, per un altro motivo: perché quelle risorse - risorse della Regione immobilizzate presso le banche - venivano utilizzate dagli istituti di credito per concedere finanziamenti ai cittadini a un tasso pari al 18,5 per cento, mentre il tasso di remunerazione di quelle giacenze riconosciute alla Regione si attestava intorno al 2,5 per cento. Per questo bisognava allora semmai preoccuparsi e gridare allo scandalo. Oggi si pone in essere questa operazione di recupero perché siamo perfettamente convinti che le banche non possano continuare a tenere immobilizzate risorse della Regione senza alcuna giustificazione; ma se quelle risorse fossero state utilizzate o dovessero essere utilizzare immediatamente per i settori produttivi, avremmo eretto le barricate per mantenerle presso l'Artigiancassa o presso la Banca Cis o le altre banche dove sono depositate.

Voi giustamente avete sempre posto il problema dell'accelerazione della spesa; noi siamo totalmente d'accordo perché le risorse vengano immesse nel circuito produttivo della nostra realtà isolana. Per fare questo però bisogna smobilizzarle da dove sono allocate e riprogrammarle. Mi pare, del resto, che il settore dell'artigianato non subisca riduzioni, così come gli altri settori produttivi. Non vedo quindi quale sia il motivo di scandalo di una norma che invece indirizza le risorse proprio per sostenere le politiche produttive di sviluppo e gli investimenti.

Da queste considerazioni dobbiamo partire per affrontare serenamente un dialogo improntato non alla logica del "tanto peggio tanto meglio", non alla logica distruttiva, ma ad una logica propositiva e costruttiva.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, io ho necessità di formulare una premessa - poi entrerò nel merito del tema in oggetto - una nota a margine e anche un post scriptum, per fornire l'indicazione immediata su come svolgerò il mio intervento.

L'onorevole Pittalis ci ha invitato a usare toni pacati e ha affermato che l'opposizione deve dimostrare di non voler perdere tempo. Io credo che sia comprensibile che questa maggioranza, che ha subito tre sonore sconfitte, al pari di un pugile un po' suonato, chieda, come ha già fatto ieri, il time out, un po' di tempo per cercare di riprendersi, e allo stesso tempo, accusando i colpi, inviti gli altri a non picchiare forte. Noi stiamo continuando a svolgere la nostra funzione con la stessa serietà con la quale l'abbiamo iniziata ma, diciamoci la verità, il problema non è dell'opposizione, il problema è della maggioranza perché la maggioranza ha ancora qualche questione da risolvere al suo interno.

Sappiamo bene, per esempio, che ieri uno dei cospiratori ha pugnalato Cesare - Mario Floris - e noi sappiamo chi è Bruto. Quindi, onorevole Pittalis, il problema è soprattutto vostro, è della maggioranza. Noi stiamo compiendo il nostro dovere. Abbiamo detto dall'inizio, in sede di discussione generale, che questa finanziaria non ci piace, e molti di voi hanno addirittura sostenuto che andrebbe riscritta. Noi vi abbiamo invitato a farlo, voi in maniera proterva avete mostrato i muscoli con interventi talvolta arroganti, altre volte minacciosi, e comunque non avete dimostrato di voler realmente ascoltare ciò che vi veniva riferito dalle associazioni di categoria.

Quindi, oggi oltre al comma quinto dell'articolo 2 (dove era stato istituito un fondo di natura clientelare che magari sarebbe servito a pagare un altro dei tanti consulenti dei quali ancora non ci volete fornire nessun dato) è stato bocciato il comma quattro dell'articolo 3 che prevedeva uno stanziamento di 1,5 milioni di Euro (anche quello destinato non certamente ad interventi di tipo produttivo), e infine è stato bocciato per intero l'articolo 3. Quindi, 18 miliardi destinati alle spese correnti sono stati per ora accantonati; ciò vuol dire che ci sarà qualche soldino in più che potrà essere utilizzato in maniera forse più appropriata.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue PIRISI.) Io credo comunque che queste bocciature non costituiscano un segno, come dire, negativo, io le giudico positivamente ma le dovrebbe giudicare positivamente chiunque abbia a cuore le sorti della Sardegna e anche le sorti di questa maggioranza.

A me pare, infatti, che si sia trattato di una sorta di sussulto di orgoglio e di ribellione verso pratiche clientelari giudicate intollerabili dalla stragrande maggioranza di questo Consiglio. Un sussulto di orgoglio anche nei confronti di chi, non solo all'interno dell'Aula, ma anche fuori, minaccia dicendo: "State buoni, non toccate il mio pupillo perché altrimenti io non vi candido". Insomma mi pare che quest'Aula abbia confermato che questa gente dovrebbe stare alla larga da qui

Quindi, si è iniziato con una prova muscolare, un esordio battagliero con discorsi provocatori, minacciosi e quant'altro. Ora l'onorevole Pittalis esorta ad utilizzare toni pacati. Beh, io rispondo: usiamo pure toni pacati, però che ne è dei toni che avete usato nei giorni scorsi quando rappresentavate voi stessi come una maggioranza coesa e granitica? Oggi vi siete arresi praticamente alle prime schermaglie; sembrate quell'armata di Saddam Hussein che si è arresa alle telecamere del TG3.

Mi pare che anche l'ultimo giapponese - così si è definito l'onorevole Murgia - a questo punto sia uscito dall'isola; è silente, non interviene a difendere nel merito la legge finanziaria. Mi pare che non ci sia nessuno, al di là del Presidente Balletto, che tenti una difesa nel merito di questa legge finanziaria. E c'è da dire anche che per quanto riguarda le consulenze, onorevole Pittalis, quando lei era assessore, avrebbe almeno potuto verificare quale tipo di convenzioni erano state stipulate dall'Assessorato della programmazione negli anni precedenti.

Oggi invece, anziché fornire risposte ai quesiti che vengono posti, state sempre con la testa girata all'indietro a cercare le responsabilità di Palomba; anziché affrontare la realtà vi rifugiate nel passato. Ecco perché non riuscite a governare il presente; il motivo vero è questo: non avete una cognizione precisa del momento storico che stiamo vivendo. Pertanto se non fornirete risposte chiare su ciò che vi è stato chiesto fino a che avremo fiato continueremo a chiedervi l'elenco delle consulenze. E' vostro dovere dirci quanto state spendendo,i sardi devono sapere quanto denaro state utilizzando per le consulenze di cervelli illuminati che devono aiutarvi a governare bene. Chissà cosa succederebbe senza queste consulenze, visto e considerato il risultato a cui stiamo assistendo.

Comunque, 18 miliardi ve li abbiamo tolti, così non avete neanche la tentazione di ricorrere a altre consulenze. Sull'articolo 4, che è stato già argomentato a profusione dai colleghi, voglio solo aggiungere che è un artifizio contabile quello che state facendo. Riprendendo una frase pronunciata dal collega Cogodi, confermo che si tratta veramente di un'offensiva contro la piccola e media impresa e contro l'impresa in generale della Sardegna. Queste critiche sono state riportate stamattina anche dal collega Gian Valerio Sanna.

Ma io voglio richiamare un altro piccolo stralcio di ciò che è emerso dal tavolo di coordinamento delle associazioni imprenditoriali: "Il tavolo di coordinamento" - si legge - "conferma il giudizio di profonda insoddisfazione per le scelte operate e ritiene prioritario che le risorse disponibili vengano prioritariamente destinate alle politiche di sviluppo, alle leggi di incentivazione alle imprese, alla Sardegna centrale e alle politiche del lavoro".

Voi oggi, sotto questo profilo, state facendo acqua dappertutto. Eppure dall'inizio della legislatura esiste un progetto di legge quadro di sostegno all'impresa che tenta di riordinare l'intero settore, presentata dal centrosinistra (primo firmatario il collega onorevole Falconi, che ha coordinato tutta la ricerca e ha lavorato alacremente su questo punto); voi invece su questo punto non avete fatto niente; silenzio totale e assoluto. E` vero che le leggi le approva il Consiglio, però la verità è che nelle Commissioni, cari colleghi della maggioranza, voi non ci siete e non operate. E le leggi che voi dite che non hanno funzionato e che sono bloccate, ferme, chi ha il compito di farle funzionare?

Un'ultima battuta per concludere. Presidente ed assessore, io ho affermato che erano stati commessi imbrogli in questa legge finanziaria; aggiungo anche che ci sono illegittimità, e porto un esempio. Nel Quadro comunitario di sostegno, assessore Masala, sui P.I.T., quando vengono predisposti i bandi vengono indicate anche le misure coerenti affinché sia possibile un'azione di sviluppo. Se per esempio non ci fosse, all'interno di un bando, né la misura né l'asse indicato, e arrivasse un PIT all'attenzione prima di tutto del suo Assessorato .... Presidente, trenta secondi...

PRESIDENTE. Le concedo i trenta secondi.

PIRISI (D.S.). …dove asse e misura mancassero, e lei dicesse che quel PIT deve andare avanti lo stesso, come giudicherebbe un'azione di questa natura? Un imbroglio o un'azione illegittima, in quanto è un atto privo della legge che lo giustifica.

Purtroppo sulla questione dei POR non abbiamo potuto discutere, perché è stato bocciato l'articolo relativo, ma ciò che le sto adesso sommessamente anticipando sarà da me esposto più dettagliatamente in seguito, e allora dimostrerò che non di imbrogli solo si tratta, ma di azioni illegittime.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, prendo la parola per rilevare come, sempre di più, ogni articolo di questa finanziaria venga utilizzato per argomentazioni che poco hanno a vedere con ciò che più ci preme in quest'Aula: l'approvazione della manovra finanziaria. Ci troviamo, del resto, di fronte a una minoranza sempre più minoranza, visto che ad ogni passo avanti che fa si scontra con i commenti e le argomentazioni che l'onorevole Pirisi ha portato in quest'Aula.

E' difficile un dialogo in questa situazione, ed è difficile soprattutto perché non esiste una posizione definita, probabilmente non c'è nella maggioranza, ma certamente non esiste neanche nell'opposizione. Purtroppo alle considerazioni più o meno condivisibili dell'onorevole Emanuele Sanna subentrano le considerazioni dell'onorevole Pirisi, con accuse e invettive nascoste, considerazioni che poco hanno a che vedere con quello che noi andiamo a argomentare.

Anche la maggioranza ha i suoi problemi, non mi risulta che sia mai esistita una maggioranza in quest'Aula che non abbia avuto dei problemi, certamente ci sono. Per questo dico all'onorevole Pittalis che, prima di concedere aperture alla minoranza, sarebbe necessario fare chiarezza all'interno del quadro di maggioranza, perché continuando su questa falsa riga, il disordine politico non potrà che aumentare.

Siccome di disordine ce n'è già tanto, io mi appello al Consiglio tutto, perché non approfitti e non abusi della buona predisposizione che i consiglieri regionali hanno di voler assolvere al loro mandato fino al termine della legislatura, perché potrebbe cominciare a montare una protesta più o meno diffusa in questo Consiglio, che non abbia poi troppo a cuore la scadenza naturale del mandato. Lo dico perché io sono tra coloro che non si tirerebbero indietro; non lo nascondo, lo affermo alla luce del sole, ma riporto e rilevo anche opinioni di altri colleghi che non la pensano diversamente da me.

E' ovvio che questo non serve e non deve spaventare nessuno; le maggioranze vanno e vengono, se ne possono trovare tante, ma certamente non potranno trovare il sostegno di una parte dei consiglieri che nulla vedono di positivo in una manovra finanziaria che viene strumentalizzata demagogicamente dalla minoranza e qualche volta anche dalla maggioranza, creando dei sospetti nell'opinione pubblica.

Ormai sappiamo cosa pensa l'opinione pubblica del Consiglio regionale; è la politica sotto accusa, è il Consiglio regionale sotto accusa, non lo è solo la Giunta o il presidente Pili, che certamente potranno fornire in qualsiasi momento tutte le informazioni che i consiglieri regionali hanno chiesto, ma che, come ha evidenziato il collega Balletto, gli stessi consiglieri potrebbero ottenere in tantissimi altri modi, perché la normativa attuale gli offre numerosi strumenti per conseguire quei risultati.

Io voglio solo, in questa circostanza, invitare la minoranza, se vuole davvero diventare opposizione, ad essere costruttiva, e la maggioranza se vuol essere maggioranza a dimostrare di essere tale non con la forza dei muscoli. E male fa la minoranza a pensare che la bocciatura dell'articolo 3 sia una bocciatura dovuta a un calo di attenzione o di tensione all'interno della maggioranza. Non siete stati voi che avete bocciato l'articolo 3 e non siete stati voi ad aver permesso l'approvazione dell'articolo 1.

SANNA SALVATORE (D.S.). Questo è molto chiaro!

DIANA (A.N.). Non avete nessun tipo di responsabilità in questo. La bocciatura dell'articolo 3 non è una bocciatura che modifica in qualche modo questa finanziaria; io sono sicuro… Chiedo scusa, Presidente, io non disturbo mai nessuno.

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo la cortesia di non disturbare.

DIANA (A.N.). Lo ribadisco: per quanto mi riguarda, per quanto riguarda i colleghi che con me hanno potuto interloquire, non siamo assolutamente disponibili a continuare a sostenere una situazione di questo genere, se il Consiglio non verrà investito integralmente di qualsiasi passaggio ulteriore che possa esserci in quest'aula. Dico questo perché credo che sia indispensabile che la gente capisca, che i nostri cittadini, i nostri elettori comprendano che si può legiferare bene nell'interesse della popolazione e nell'interesse della Regione Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, credo che sia doveroso pronunciare qualche osservazione in replica, anche perché molti colleghi non erano presenti quando stamattina avevo fornito all'Aula alcune informazioni.

Ripeto comunque per tutti, e soprattutto per i colleghi che non fanno parte della Commissione bilancio, che questo elenco dei fondi di rotazione e assimilati non è un documento che io presento oggi, è un documento che è allegato alla manovra finanziaria e quindi è nella disponibilità di ogni consigliere regionale fin dal dicembre 2002… Quindi, evidentemente, essendo stato compilato prima della fine dell'anno 2002, riportava soltanto dati al 30 giugno 2002. Appena saremo nelle condizioni di fornirli, sarà mia cura provvedere a comunicare anche i dati fino al 31 dicembre 2002.

Debbo dire, con l'occasione, che ho assunto anche un'altra iniziativa, che va al di là della raccolta dei soli movimenti: ho chiesto di ottenere dagli istituti di credito l'elenco aggiornato di tutte le situazioni in sofferenza, perché è fondamentale avere un'idea precisa di questo stato per impostare un serio confronto con il Consiglio.

Sul tema dei fondi di rotazione evidentemente non posso aggiungere altro che confermare quanto ho riferito in precedenza, e cioè che si tratta di cifre destinate a incrementare le entrate, che quindi vanno a costituire il budget da utilizzare per finanziare la spesa, cioè, in parole povere, senza queste entrate non si può parlare di spese. Devo comunque ringraziare l'onorevole Pirisi per aver sospettato l'illegittimità di qualche provvedimento amministrativo, riconoscendo così che non è stato commesso un imbroglio. Mi sarei infatti preoccupato se avesse affermato che si trattava di imbrogli, perché sappiamo che gli imbrogli hanno rilevanza penale. Le illegittimità, però, onorevole Pirisi, non sono dell'Assessore, sono dell'amministrazione, perché lei sa che oggi esiste una netta separazione tra attività politica e attività amministrativa e che esistono i TAR per verificare la legittimità o meno degli atti amministrativi.

Voglio precisare, relativamente alla questione dei tagli, che i tagli sono tutti intelligenti quando si riferiscono a soggetti terzi; sono sempre poco intelligenti quando si riferiscono alle categorie o ai gruppi di persone o di interessi che ognuno di noi ritiene di rappresentare. Le somme che vengono utilizzate dai fondi di rotazione sono somme che vengono destinate alle attività produttive; questo lo dico anche per l'onorevole Rassu, come Presidente della Commissione, che deve verificare e sapere che tutte le risorse che vengono utilizzate in entrata vengono poi riutilizzate per le uscite a favore dei settori produttivi.

Infine, debbo riconoscere che l'onorevole Selis purtroppo ha ragione, però stamattina non era presente quando io ho reso noto che noi abbiamo già approvato una direttiva che trasforma tutte le vecchie convenzioni con gli istituti di credito. Stiamo riscrivendo tutti i bandi perché sulla base delle vecchie convenzioni (non mi riferisco alla Giunta della passata legislatura precedente ma a quelle ancora precedenti), non erano le banche che dovevano pagare interessi alla Regione, era la Regione che doveva erogare dei compensi agli istituti di credito perché gestissero i fondi. Lei sa bene che ci sono alcune convenzioni di questo genere.

Noi stiamo cercando di fare piazza pulita di tutto questo, perché effettivamente è vero quello che si dice. Io cito un dato relativo a un istituto di credito: ebbene, le spese per compensi destinate a questi istituti sono pari a 2.468.926,41 euro mentre abbiamo incassato, nello stesso periodo, per interessi soltanto 591.899,71 euro. Quindi è logico che l'amministrazione regionale abbia interesse a rivedere tutte queste convenzioni ed è proprio ciò che stiamo facendo. Lo abbiamo già fatto per le leggi sull'artigianato e sull'industria, è in atto per quelle sul commercio e lo faremo anche, come ho detto stamattina, per la legge numero 32 dei lavori pubblici.

Tutte le leggi di settore devono essere rivisitate per quanto concerne le convenzioni, perché non è possibile pensare di spendere per la gestione di questi fondi più soldi di quanto non ne incassiamo in interessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 419. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento e per pronunciare qualche ulteriore considerazione alla luce del dibattito ampio, non inutile, che si è svolto su quest'articolo e su questi emendamenti. Nel dibattito nel merito dell'articolo e dell'emendamento si intreccia qualcosa che è stata definita surreale che io cerco di ridefinire come una duplice trattativa, che si svolge all'interno ma anche all'esterno di quest'Aula.

La prima trattativa (forse quella più complessa e che sta arrecando maggiori danni alla Sardegna) è tutta interna alla maggioranza; ieri si è manifestata in forme palesi, oggi invece si sta manifestando con questa "melina" che non proviene - vi assicuro - dall'opposizione, ma che scaturisce dalla paura che avete di andare avanti, dalla crisi che attanaglia l'attuale maggioranza del centrodestra che governa la Regione Sardegna.

Quando si verifica una situazione del genere, colleghi del centrodestra, lo sbocco naturale - e chi ha un minimo di infarinatura politica lo sa bene - è costituito dalle dimissioni. Si rimette il mandato a chi questo mandato ha dato, cioè al Consiglio regionale, e si studiano altre soluzioni; questo è l'ABC del vivere la politica correttamente.

Ma ahinoi questo modo di fare corretto, consolidato, riconosciuto da tutti, non appartiene a questa maggioranza, non appartiene a questo Presidente soprattutto, che non solo non attua ciò che doveva attuare correttamente, ma viene con l'arroganza del potere e minaccia l'Aula - ma non minaccia tutta l'Aula, minaccia la sua maggioranza - dicendo: badate, o si esce in fretta, compatti da questa finanziaria, o chi manifesta delle titubanze nelle diverse forme previste dal Regolamento, compreso il voto a scrutinio segreto, non avrà futuro, e soprattutto non verrà ricandidato.

Beh, un sussulto di dignità, un sussulto neanche culturalmente elevato, ma comunque un sussulto di uomini e di donne rispetto ad un ricatto del genere, io penso vi debba essere. La seconda trattativa si riferisce alla possibilità di venire a patti con il centrosinistra, con le opposizioni più in generale. Io ne parlo con assoluta tranquillità, perché con assoluta tranquillità in altri anni si è sempre fatta, ed è stata ipotizzata anche dai colleghi della maggioranza. Anche in questo caso convivono all'interno della maggioranza due diverse scuole di pensiero: c'è chi vuole condurre le trattative alla luce del sole, anche qui in Aula (e io concordo su questa posizione) passando in rassegna le grandi questioni, e abrogando gli emendamenti "targati" (ma l'iniziativa deve provenire dalla maggioranza), e c'è invece chi ipotizza una trattativa a bassa frequenza, condotta di nascosto, dietro le tende.

Io non sono mai stato favorevole a questi metodi, preferisco una trattativa trasparente. Ma questo orientamento si fa avanti a fatica all'interno della maggioranza, tanto che poco fa il collega Diana ha esposto la seconda ipotesi, che è l'antitesi di ciò che proponeva ieri il collega Oppi. Badate, il problema è tutto interno alla vostra compagine; se non sciogliete questo nodo è inutile fare quello che io mi accingo a fare: entrare nel merito, discutere dei problemi, ,proporsi eccetera.

In ultimo voglio sottolineare questo fatto, Assessore: non abbiamo chiesto l'abrogazione di tutti i commi e di tutte le lettere di questo articolo, così, perché dovevamo chiederle; abbiamo chiesto solamente l'abrogazione delle lettere che prevedono il prelievo da fondi di rotazione di leggi operative. Questo correttamente abbiamo fatto. Voi invece insistete nel dire che volete prendere con una mano per ridare allo stesso fondo con l'altra mano. Beh, mi sembra un'operazione inutile, quasi "pacchiana" che noi cerchiamo giustamente, come ha fatto lei nella precedente legislatura, di sottolineare proprio perché non serve a nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io annuncio il voto favorevole all'emendamento soppressivo. Se dovessi trovare una motivazione a questo mio voto lo giustificherei con il concetto un po' strano che ha l'assessore Masala dell'intelligenza.

Noi non vogliamo discutere della sua concezione dell'intelligenza, vogliamo solo dire che non consideriamo intelligenti i tagli eseguiti a carico degli altri o di chissà chi, perché stiamo parlando di risorse che appartengono ai cittadini della Sardegna. Lei non si dovrebbe neanche cimentare in questo tratturo un po' sconnesso che è quello di cercare di giustificare atti ingiustificabili e scelte che attengono a risorse che non ci appartengono, ma che devono essere destinate al futuro della Sardegna, perché i fondi di rotazione, nella migliore delle ipotesi, ritornano a finanziare quelle leggi - nella migliore delle ipotesi - e in misura molto inferiore rispetto all'esercizio precedente.

Però, poi, dobbiamo osservare altri aspetti - ed è qui l'intelligenza, assessoore Masala - dobbiamo osservare i sedici miliardi per gli obiettivi strategici del Presidente, i 21 miliardi per la pubblicità istituzionale, il raddoppio dei fondi per le indennità e le spese di viaggio e di missione del Presidente della Giunta. Dobbiamo osservare che ci sono anche le spese per i referendum; dove intendete reperire le risorse: presso enti locali che sono già "razziati" dai tagli che avete operato?

Le spese per il personale comandato presso i vostri uffici di Gabinetto sono aumentate di un miliardo in quest'ultimo anno; e lo stesso dicasi per il personale in convenzione. Nell'U.P.B. 03073, il fondo per il conferimento di incarichi ad esperti esterni all'Amministrazione passa da 3 miliardi a 5 miliardi, quasi 6 miliardi.

Questa è l'intelligenza, assessore Masala? O è questo il senso di un ragionamento che vi ostinate a non comprendere? Dovete spiegare queste cose ai sardi; noi siamo qui a ricordarvele, ma voi avete l'onere della spiegazione, e ho sfogliato solo le prime pagine!

Ed allora, parlare di intelligenza rispetto a somme che non sono state valutate sulla loro utilità, sui loro flussi reali, sugli interessi che maturano, ma sono state utilizzate solo per creare poste di entrata, per chiudere partite aritmetiche ci sembra davvero fuori luogo. Quali sono le scelte di fondo di questa Giunta regionale rispetto a ciò che vi stiamo dimostrando, a quanto affermano i rappresentanti dei settori produttivi, a quanto risultano dai libri contabili che ci avete consegnato? Usciamo da questa finzione! Non si può continuare con il gioco delle parole: voi dite una cosa e noi ne diciamo un'altra, noi documentiamo le nostre affermazioni e voi non date spiegazioni. Questo è il nocciolo della questione.

Lo stesso vale per il discorso delle trattative; per avviare le trattative ci deve essere la volontà, non di Fantola o di qualche altro, ma del Presidente, dell'Assessore competente e dell'intera Giunta, altrimenti perdiamo tempo, come abbiamo perso tempo gli altri anni. Occorrono volontà chiare, perché noi sulle questioni sollevate abbiamo idee altrettanto chiare e le vogliamo confrontare apertamente, senza finzioni di sorta, perché ormai la sofferenza del popolo sardo, a causa del vostro modo di governare la Sardegna, ha superato ogni limite tollerabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, nella mia dichiarazione di voto sono agevolato dalle considerazioni svolte dal collega Gian Valerio Sanna nel precedente intervento.

Il collega Gian Valerio Sanna ha affermato che è necessario fare chiarezza, e sulla stessa linea mi è parso anche l'intervento del collega Pittalis.

Il centrosinistra, collega Pittalis, esprime in Aula posizioni di merito per quanto riguarda la legge finanziaria e si vanta di essere diventato maggioranza ieri, in due occasioni, perché a maggioranza sono stati bocciati due articoli della legge finanziaria. Noi abbiamo ascoltato i pareri impegnati espressi in quest'Aula sui contenuti della legge finanziaria e ancora prima avevamo ascoltato le opinioni dei rappresentanti degli enti locali, del sistema delle imprese, del mondo del volontariato, dei sindacati, condividendone le indicazioni.

Quindi noi abbiamo chiaro qual è il merito della modifica che dev'essere apportata alla legge finanziaria, perché chiaro era stato anche l'intervento del collega Floris che ha proposto per primo nel dibattito l'obiettivo della correzione, come è chiara la strada che dobbiamo percorrere. Ma se nella maggioranza, collega Pittalis, non è chiaro che occorre modificare la legge finanziaria nella sostanza, è bene che continuiate nel confronto interno, perché non possiamo generare l'opinione che ci sia una parte del Consiglio, quella parte che ha bocciato ieri gli articoli, che voglia rispondere al sistema delle imprese, al sindacato, al volontariato e agli enti locali, e un'altra parte, che si richiama alla Giunta, che non condivida questa posizione.

C'è un problema di comportamento che noi dobbiamo definire. La linea è quella di correzione della legge finanziaria. I termini sono quelli che sono stati proposti all'attenzione dell'insieme della Sardegna; se c'è la volontà di andare in quella direzione, si deve andare in quella direzione, e non c'è il problema della ricerca di chi deve concorrere alla definizione di quei contenuti, perché i contenuti sono chiari e i nostri Capigruppo del centrosinistra li hanno condivisi assieme a chi li ha proposti. Poi, collega Diana, vogliamo fare il confronto qui in Aula? Benissimo, facciamolo in Aula!

Lei è il Presidente della Provincia di Oristano e sa che esistono momenti assembleari, momenti che richiedono una sintesi, momenti che richiedono un approfondimento e tutti questi momenti devono essere collegati uno con l'altro. Per quanto ci riguarda quei punti sono ben chiari e ben definiti, se voi avete ancora esigenza di valutarli, valutateli liberamente e linearmente.

Il problema non è quello di aspettare un'ora, due ore, un giorno o tre giorni; non è questo il punto.Il punto è che noi dobbiamo dare una legge finanziaria alla Regione, avendo ricevuto un disegno di legge finanziaria della Giunta che fa schifo; dobbiamo quindi correggerla, col senso di responsabilità che richiede la situazione. Poi, il collega Masala potrà trarre le conclusioni e dire: "mi dimetto perché la mia proposta di finanziaria non è stata accolta". Questo è un problema della Giunta; per quanto mi riguarda è meglio che rimanga in carico perché più permane in carica questo Esecutivo maggiori saranno i consensi che acquisirà il centrosinistra.

Però questo è un interesse di parte, di partito, l'interesse vero sarebbe quello di trovare (trovare voi, e non noi, perché noi le abbiamo già indicate) soluzioni più corrispondenti a ciò che la situazione della Sardegna impone. Per noi si può arrivare nei prossimi giorni ad una conclusione, i temi sono quelli che vi abbiamo indicato; discutetene tra di voi, so che anche in Giunta esistono opinioni diverse da quelle del collega Masala e del barricadiero Pili, continuate la discussione fino a quando non avrete maturato una posizione che ci permetta di riprendere a confrontarci sulle correzioni che sono state proposte dai soggetti che prima abbiamo richiamato.

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16; il primo iscritto a parlare alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 32.