Seduta n.257 del 05/03/1998
SEDUTA CCLVII
(Antimeridiana)
Giovedì 5 marzo 1998
Presidenza del Vicepresidente Milia
indi
del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 10 e 10.
Demontis, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 3 marzo 1998, che è approvato.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 382. Siamo arrivati all'articolo 8. Se ne dia lettura
DEMONTIS, Segretario:
Art. 8
Fondo per l'attuazione del Piano zone interne
a prevalente economia pastorale - Recupero
1. E' disposto, nell'anno 1998, il versamento della somma di lire 20.000.000.000 dal fondo speciale per l'attuazione del Piano di intervento nelle zone interne a prevalente economia pastorale, istituito ai sensi dell'articolo 22 della legge regionale 30 settembre 1971, n. 25, alle entrate del bilancio regionale (cap. 36130).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 60 ha facoltà di parlare il consigliere Masala.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, l'emendamento è abbastanza semplice, non perché c'è scritto "l'articolo 8 è soppresso" ma perché risponde alla logica che abbiamo illustrato ieri nel parlare dei fondi di rotazione. Questa somma di 20 miliardi ha una specifica destinazione che è quella di incrementare, di rendere possibile l'attuazione del piano di intervento nelle zone interne a prevalente economia pastorale, quindi avendo questa specifica destinazione non può essere sottratta, distratta, fatta confluire nel bilancio, nel calderone generale, nel fondo generale del bilancio della Regione e quindi avere destinazioni diverse. Quindi secondo me con l'approvazione dell'articolo 8, una somma che è stata erogata dallo Stato per finanziare un intervento specifico e quindi avente specifica destinazione viene, attraverso il sistema del versamento nel bilancio regionale viene a perdere la sua destinazione specifica e quindi viene meno alla funzione che questo finanziamento aveva, e mi pare che sia corretto anche se questo serve esclusivamente a consentire una disponibilità maggiore di fondi per avere una destinazione per poter coprire i bilanci di spesa. Questa però ha una sua specifica destinazione e quindi deve essere destinata esclusivamente a finanziare il piano per le zone interne.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci , relatore.
SECCI, relatore di maggioranza. Non accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Anche la Giunta non accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Anche se nell'atteggiamento della Giunta e anche della Commissione non si sente altro che no e no quando vengono presentati emendamenti da parte dell'opposizione, io ritengo che l'emendamento, come del resto ha illustrato l'onorevole Masala, abbia un senso. Ha un senso perché tende a ripristinare l'uso e la utilizzazione che questa risorsa aveva originariamente e certamente non è un'utilizzazione che si allontani molto da quella che è la tendenza oggi e cioè di favorire le attività economiche che vengono svolte nella Sardegna. Noi assistiamo a questo, qualcuno dice, raschiare il barile, prendere tutte le risorse che non sono state spese, io dico che dovremmo aprire qui una parentesi... ai signori Assessori non interessa, ma... una piccola parentesi nel senso che questi fondi di rotazione che dopo anni vengono ripresi e riportati tra le entrate ordinarie della Regione evidentemente il meccanismo non funziona. Non funziona il meccanismo della concessione o di contributi o di somme per abbattere gli interessi sui finanziamenti perchè rimangono le somme ferme in banca, io l'ho fatto notare anche ieri sera, non mi stancherò di dirvelo badate, la maggioranza fa sempre orecchie da mercante, non sente niente, vede solo i numeri, si guarda intorno noi siamo dieci voi siete otto, allora potete avere tutte le ragioni di questo mondo ma l'emendamento non passa, benissimo, ma noi ve lo diciamo, io ve lo dico, senza molti veli ve lo dico, evidentemente nei fondi di rotazione c'è qualcosa che non funziona, questo qualcosa che non funziona lo dovete scoprire voi. L'Assessore del bilancio e della programmazione economica ieri sera ha messo in evidenza ma le vostre ipotesi sono contraddittorie. Una è che i fondi vengono ripresi, ci accusate di riprendere i fondi, ci accusate di non utilizzare i fondi, ma non siamo noi che li dobbiamo utilizzare i fondi. E' la comunità. La Giunta ha il preciso dovere di vedere quali sono le cause per cui i fondi non vengono spesi. Se io leggo ogni anni erogazioni trecento miliardi, anzi erogazioni, scusate, cento miliardi, passaggi di fondi alle banche trecento miliardi, c'è qualcosa che non funziona, qualcosa di grosso. Ma saranno le banche che forse avranno tutto l'interesse a non istruire le pratiche? E' lecita anche questa domanda perché può essere la banca che non istruisce la pratica, perché se la banca non eroga i fondi rimangono disponibili presso la stessa e se la banca in sostanza non paga niente per avere questi fondi, non paga niente, perché? Perché gli interessi che vengono calcolati a carico della banca e a favore della Regione compensano a mala pena le spese di istruttoria delle pratiche. Quindi pensate un po' qual è l'utilità che noi abbiamo per i fondi depositati presso le banche per oltre mille miliardi. Io posso anche diventare noioso nel ricordarvi queste cose, ma siccome ricompaiono ad ogni pie' sospinto, in ogni articolo c'è qualche problema che riguarda questi fondi di rotazione, io vi devo ricordare che i fondi di rotazione evidentemente contengono un qualcosa per cui non funzionano e non funzionano, badate, non so se ci siano i sostenitori dell'agricoltura sarda, perché vedere che rientrano i fondi di rotazione destinati all'agricoltura evidentemente mi dà fastidio, e non solo all'agricoltura, così al turismo, così al settore alberghiero, così all'artigianato, tutta gente che si lamenta perché ha bisogno di incentivi e poi vedi che gli incentivi vengono riportati tutti nel calderone delle entrate regionali per 283 miliardi o 300 miliardi. Quindi non posso non ricordarvi queste cose, quindi l'emendamento ha una funzione ben precisa: è quella di ripristinare l'uso, la destinazione di questi mezzi che è tutt'altro che fasulla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, io avrei capito un articolo 8 che avesse avuto una formulazione diversa, che per esempio avesse esaminato a fondo la legge regionale 30 settembre 1971, numero 25, ed una volta esaminata approfondendola avesse portato alla conclusione che il fondo di cui è dotato questa legge è eccessivo rispetto alle esigenze; oppure, e quindi portare una riduzione definitiva della somma a suo tempo indirizzata al fondo e ridurlo perché in effetti non è opportuno che si tengano giacenti dei fondi che sono eccessivi rispetto alle necessità. Oppure una formulazione diversa, e cioè l'abolizione, o meglio una norma che prevedesse l'abolizione a modifica della legge numero 25 del '71, un articolo di modifica radicale della legge nel senso cioè di sottrarre integralmente la somma messa a disposizione dalla legge stessa e rinviare alla legge finanziaria anno per anno la determinazione dell'importo da utilizzare per il finanziamento delle opere previste da questa legge. Sono due modi di impostare il bilancio regionale, e cioè quello che secondo me è più corretto, più logico, più giusto, che offre delle certezze a chi deve intervenire in un determinato settore economico e quindi una legge che preveda sin dalla sua approvazione l'ammontare delle disponibilità che vengono messe a disposizione per la realizzazione quel determinato obiettivo. E' un'impostazione chiara, e sotto questo profilo a me pare che il legislatore del '71 abbia impostato correttamente e in modo chiaro la legge stessa. Questo è l'obiettivo da raggiungere, queste sono le somme che la Regione mette a disposizione per il conseguimento di questo obiettivo. Si vuole mutare sistema, benissimo, si muti sistema, ma in tale ipotesi si deve avere il coraggio di dire che noi non lasciamo più quelle somme nella disponibilità di quella legge, ma mettiamo a fondo zero ed anno per anno stabiliamo che deve essere determinato l'ammontare del finanziamento per questo obiettivo. E' un altro modo, io preferisco il primo perché è diciamo più trasparente, perché è più garantista, perché offre delle certezze a chi deve intervenire in un determinato settore economico. Ma in ogni caso è un altro sistema, anche questo rispettabile, vogliamo adottare questo sistema, si faccia la modifica della legge in questo modo. Non si può anno per anno far finta o dire alla gente che l'obiettivo x, che l'obiettivo y, l'obiettivo z è finanziato con somme sufficienti per la realizzazione degli obiettivo medesimi e poi, improvvisamente, nella legge finanziaria vediamo sottrarre questi fondi e non sappiamo se dovranno rientrare e se rientreranno nella disponibilità per il conseguimento di questi obiettivi che ci si era prefissi con la legge. Allora è inutile che noi ci mettiamo a fare le leggi, impostiamole bene fin dall'origine, non facciamo più leggi che prevedano la norma finanziaria, quella formula che dice che per il 1998 è prevista la spesa di lire tot, per il 99 di lire tot, per il 2000 di lire tot, ma diciamo semplicemente che come norma finanziaria, e questo lo adottiamo come regola generale di tutte le leggi, che le somme verranno messe a disposizione stabilite anno per anno con la legge finanziaria. Questo lo facciamo per tutte le leggi, allora si fanno i conti, si vede quali siano le disponibilità che la Regione ha anno per anno e anno per anno destina le risorse secondo un criterio di priorità. Allora diciamo che gli operatori economici sapranno di dover attendere anno per anno la legge finanziaria per sapere se potranno intervenire in un settore anziché in un altro, le categorie dovranno attendere anno per anno la legge finanziaria, per sapere se potranno contrarre i mutui agevolati perché non sanno e non potranno sicuramente farli a medio e a lungo termine perché non avranno mai la certezza di ricevere i finanziamenti per il concorso nel pagamento degli interessi, lavoreremo cioè non più ad un bilancio di competenza e di programmazione triennale, quinquennale, eccetera, ma lavoreremo con un puro e semplice bilancio di cassa, come in tutte le più umili famiglie si procede. Lo stipendio viene ricevuto alla fine del mese e sulla base dello stipendio si fa una programmazione mensile; vuol dire che la Regione sulla base di quello che riceve anno per anno farà una programmazione annuale e destinerà le sue risorse secondo quell'ordine di priorità di cui parlavo prima.
Ma se esiste una legge, se questa legge esiste già, i casi sono due, o si modifica immediatamente la legge per riportarla al sistema di competenza, al sistema cioè tipo bilancio di cassa, come dicevo prima, oppure si lasciano le cose come sono e bisogna dare quel segnale di certezza a tutte le categorie che devono operare in determinati settori. Oppure, e questo è il sospetto che io ho in riferimento a questo tipo di fondi, oppure sono state magari avviate delle opere, sono state anche portate a termine delle opere, ci sono i ritardi nell'approvazione dei progetti, ci sono i ritardi nell'approvazione delle pratiche relative e quindi ci sono i ritardi nei pagamenti.
Allora noi qui non facciamo un'azione a favore delle categorie, non facciamo un'azione a favore del mondo del lavoro, a favore dello sviluppo, ma facciamo un'azione che è solo di freno all'attività economica. Questo è il nodo centrale al di là delle cifre o delle dichiarazioni che sono stati fatti i calcoli e le disponibilità residue sarebbero più che sufficienti per affrontare le eventuali iniziative che dovessero assumersi in quella direzione. Ma io ho già detto ieri che queste iniziative possono essere sempre sufficienti per soddisfare le richieste, basta far decantare le domande, congelarle nei cassetti degli Assessorati, basta non portarle mai a conclusione e sicuramente le disponibilità ci saranno sempre. Questo è il nodo politico di impostazione, la filosofia di questo impianto, relativamente a questi aspetti del bilancio e della finanziaria che lascia piuttosto perplessi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sinteticamente, Presidente, per dire questo. Si tratta di un fondo che risale, come è stato detto, ad una legge del '71; è un fondo che è stato alimentato in misura molto parziale da assegnazioni statali e in misura invece assai rilevante da risorse proprie. Il flusso su questo fondo e il flusso dell'operatività del fondo è lentissimo, e allora il problema non è tanto quello di chiederci se dobbiamo o meno lasciare o meno i fondi, perché onestamente è un problema insussistente, io non ho in questo momento qui il ritmo delle erogazioni, ma sarebbe curiosissimo vederlo, credo che si capisca il senso della mia considerazione, allora il problema è, piuttosto, rivedere la legge. E' chiaro che si tratta di un fondo, mi sento di affermarlo questo, che ha perso il suo significato in larghissima misura e il passo successivo dovrà essere senza alcun dubbio la soppressione di questa contabilità speciale. Qui naturalmente viene in campo tutta la tematica delle contabilità speciali, che abbiamo affrontato in Commissione e anche in Aula abbiamo fatto dei riferimenti; io ribadisco l'intento e il proposito del Governo della Regione di ricondurre il tutto al criterio dell'ordinarietà, e quindi di viaggiare, anche rapidamente, verso il superamento delle contabilità speciali. Naturalmente tutto questo richiede un approccio organico; non possiamo procedere pezzetto per pezzetto, però lavoreremo per portare rapidamente, nell'arco di questo esercizio finanziario, una novità rilevante su questo punto. Anche se ci sono problemi, non sfuggirà a nessuno, complessi da affrontare, sia sotto il profilo della gestione, della contabilità e della gestione del bilancio, sia sotto altri profili, per esempio tutto il tema, che io adesso accenno solo, della tesoreria centralizzata. Le contabilità speciali hanno funzionato, hanno avuto un certo effetto, come è noto, anche sotto questo profilo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 8.
Prima votazione segreta dell'articolo 8
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 8.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Poiché non è stato raggiunto il numero legale, risultano votanti esclusivamente 37 componenti, la votazione non è valida. Bisogna riprocedere ad un'altra votazione. C'è un problema, onorevole Pittalis, lo spiego prima, poi lei interverrà. Qualche collega presente non ha votato. Chi è presente, in Aula, deve votare o astenersi. Purtroppo si era più di 40 in quest'Aula e risultano 37 voti validi e nessun astenuto.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BERRIA - BONESU - BUSONERA - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FOIS Paolo - GHIRRA - LA ROSA - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - OBINO - ONIDA - PETRINI - PIRAS - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, non concordo con questa interpretazione. Un dato certo, anche ai fini del computo legale, cioè della presenza di 41 consiglieri in Aula, è il risultato della votazione. Allora il dato non può essere desunto sulla base di una valutazione personale e soggettiva, anche del Segretario Generale. Allora c'è un dato inconfutabile che sono 37 i votanti, non c'è il numero legale, chiedo il rispetto e l'applicazione delle norme regolamentari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, è vero che chi è presente in Aula si deve considerare presente, però la procedura elettronica che utilizziamo ha un apposito tasto, quello bianco, per indicare la presenza, quindi i consiglieri che non premono il tasto bianco, evidentemente non vogliono risultare presenti. Credo che quindi quando si procede a votazione elettronica, il dato a cui fare riferimento sono proprio i dati della votazione elettronica. D'altra parte la procedura, se uno preme il tasto bianco e non vota lo segnala come voto nullo, per cui effettivamente o cambiamo la procedura elettronica o non possiamo comunque dare un'interpretazione estensiva al Regolamento, ritenendo presenti quelli che non premono il tasto di presenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, io ho qui il testo del nostro Regolamento, che è datato 1993, che ovviamente non prevedeva lo scrutinio attraverso il sistema elettronico, per cui l'interpretazione che viene data dalla Presidenza sul numero dei presenti in Aula per rendere valida la seduta è assolutamente corretta perché fa riferimento al testo del Regolamento del 1993. Introdurre surrettiziamente oggi ulteriori elementi non previsti dal Regolamento per tentare di bloccare l'Aula con l'ostruzionismo mi pare una operazione assolutamente fuori Regolamento, oltre che scorretta dal punto di vista politico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piras. Avrei richiesto l'ausilio dei Segretari, ma in questo caso prende la parola il Segretario Piras. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Siccome non posso parlare da lì come Segretario, è proprio come Segretario che voglio parlare. La votazione è valida a tutti gli effetti, cioè è nulla, perché a noi Segretari nessuno ha chiesto quante persone erano in aula, cioè noi non abbiamo contato le persone in aula, pertanto la votazione è valida, sono 37 voti, se non sbaglio. Nessuno può dire che c'erano più di 37 persone in aula perché né il segretario Piras, né il segretario Demontis hanno contato le persone presenti in aula. Gli altri consiglieri non sono preposti a contare le persone che sono in aula.
PRESIDENTE. La votazione è dichiarata nulla perché non si è raggiunto il numero legale. La seduta è rinviata di un'ora. Sono le 10 e 41, i lavori riprenderanno alle ore 11 e 41.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 41, viene ripresa alle ore 11 e 53.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SELIS
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che abbiamo sospeso la seduta per un'ora perché è stata data una interpretazione del Regolamento, sostenuta dal Presidente. Ora possiamo riprendere la votazione. Io ne approfitto per sottolineare che credo sia per tutti noi comprensibile che quando ci sono momenti così delicati della vita politica e istituzionale ci possono essere tensioni e anche diversità di interpretazioni. In questo ne approfitto per ringraziare gli uffici per il sostegno che danno alla Presidenza anche nell'interpretare un Regolamento che per certi versi è antecedente in questo caso alla votazione elettronica, così come ringrazio tutte le componenti che in quest'aula svolgono il loro ruolo. Credo che dobbiamo, da questo punto di vista, riprendere il nostro lavoro dall'articolo 8. Eravamo in sede di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, per insistere nella richiesta di voto segreto che era già stata formulata.
PRESIDENTE. E' stata ribadita la richiesta di votazione a scrutinio segreto dell'articolo 8.
Seconda votazione segreta dell'articolo 8
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 8.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 61
astenuti 1
maggioranza 31
favorevoli 34
contrari 27
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GIORDO - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Quindi l'emendamento numero 60 è superato. Si dia lettura dell'articolo 9.
CONCAS, Segretaria:
Art. 9
Azienda Foreste Demaniali
Recupero somme ampliamento
demanio forestale
1. E' disposto, nell'anno 1998, il versamento alle entrate del bilancio regionale, della somma di lire 3.500.000.000 sussistente nel conto dei residui del capitolo 287 del bilancio dell'Azienda Foreste Demaniali per la Sardegna per lo stesso anno (cap. 36131).
2. Detta somma è riassegnata al bilancio della stessa Azienda per essere iscritta in conto del capitolo 281 relativo all'acquisto o all'esproprio di terreni per l'ampliamento del demanio forestale (cap. 05036/01); tale riassegnazione è subordinata al versamento disposto dal comma 1.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 107.
BALLETTO (F.I.). Nell'attività di reperimento di mezzi finanziari si recupera l'avanzo di amministrazione dell'Azienda forestale pari a 3 miliardi e mezzo. La medesima somma è assegnata nuovamente alla stessa Azienda per essere utilizzata nell'acquisto o all'esproprio di terreni per l'ampliamento del demanio. In tempi di ristrettezza quali sono quelli che attraversiamo sembrerebbe azzardata l'intenzione di utilizzare somme comunque disponibili qual è per l'appunto l'avanzo di amministrazione dell'azienda per l'ampliamento del demanio. Tuttavia una siffatta operazione sarebbe ancora accettabile solo nell'ipotesi in cui i beni da acquisire rappresentino autentiche bellezze paesaggistiche da essere giustamente protette e tutelate, quindi sarebbe indispensabile che questa operazione fosse preordinata all'acquisizione di boschi e foreste che realmente hanno quelle superiori caratteristiche che ne consigliano e suggeriscono la loro salvaguardia. Sotto questo aspetto per dare il consenso all'operazione abbiamo chiesto senza ottenere risposte né soddisfazione di alcun genere che ci fosse dato un dettagliato resoconto sul piano di investimenti relativamente alle somme di che trattasi. Ad oggi nessuna risposta è stata data, dal che è tutto lecito ritenere che, come sempre è successo in passato, con questa operazione si vogliano favorire interessi non legittimi di amici e di amici degli amici. Con questo scopo è stato presentato l'emendamento numero 107.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni.
LORENZONI (Popolari). Signor Presidente, io le chiedo anche, avendo presentato anche l'emendamento numero 92, se posso con questo intervento illustrarli tutti e due.
PRESIDENTE. Sì.
LORENZONI (Popolari). L'emendamento numero 1 è un emendamento che era stato già a suo tempo presentato e ritirato nella discussione che si era fatta per sull'adeguamento delle strutture ricettive. E io preannuncio anche la possibilità del ritiro di questo emendamento se da parte della Giunta ci sarà un segnale perché di questo argomento se ne possa tenere adeguata considerazione anche in una ricontrattazione generale con gli istituti di credito e riguarda prevalentemente una situazione che si era venuta a creare tra il primo gennaio 1983 e il 31 dicembre 1994 da parte delle aziende che hanno attivato finanziamenti per la costruzione di strutture ricettive alberghiere. Tutte queste aziende hanno contratto mutui che, secondo una recente sentenza del pretore di Velletri, addirittura superano il cosiddetto tasso di riferimento per l'usura, stiamo parlando quindi di tassi che variano tra il 16 e il 18 per cento e che sono ovviamente assistiti dal contributo regionale pertanto ricadono sulla parte richiedente, cioè su coloro che hanno proceduto all'investimento anche tassi agevolati che comunque superano il 9 per cento. Lo scopo dell'emendamento era chiedere un intervento sia economico a valere sui fondi della legge numero 8 e della legge numero 588 per ricalcolare questi tassi in modo da evitare che gli imprenditori che hanno investito in questo modo e in maniera così pesante siano penalizzati nell'espletamento della loro attività da un carico debitorio così pesante e soprattutto fortemente inadeguato a quelle che sono le tassazioni di oggi. Io comunque preannuncio un eventuale anche possibile ritiro dell'emendamento se da parte della Giunta vi sarà un impegno per la riconsiderazione con gli istituti di credito e eventualmente anche in assestamento di bilancio una somma destinata all'abbattimento di questi tassi per il periodo di riferimento che è citato nell'emendamento. Per quanto riguarda l'emendamento numero 92, sul quale credo che si sia espressa contraria anche la Commissione, esso tende a aumentare la dotazione economica dei consorzi per la frutticoltura in quanto gli stessi consorzi hanno dovuto far fronte ai maggiori oneri derivanti dal personale per la accresciuta richiesta vivaistica nel settore delle nuove piantumazioni a seguito dell'entrata in vigore del regolamento CEE 2080 del 1982. Si è dovuto procedere a nuova sperimentazione per trovare anche nuove soluzioni alle richieste che gli operatori del settore portavano avanti e quindi c'è stato sicuramente un aumento di oneri da parte dei consorzi che non avendo altri finanziamenti se non l'intervento regionale hanno effettivamente necessità di maggiori entrate; l'emendamento comunque può essere ritirato se si garantisce ai consorzi il finanziamento già previsto per il 1997 e se nella fase di assestamento da parte dell'Assessore vi è un impegno per vedere queste nuove esigenze dotandole eventualmente di una nuova posta di assestamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci , relatore.
SECCI, relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 107 la Commissione non lo accoglie. Sull'emendamento numero 1 che è già stato esaminato in Commissione e che la Commissione non ha accolto, sentite le dichiarazioni del proponente, aspettiamo il parere della Giunta e comunque se dovesse permanere l'emendamento il parere della Commissione è no. Lo stesso discorso vale per l'emendamento numero 92.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 1 lo abbiamo esaminato con molta attenzione, c'è stata una discussione approfondita in Commissione che poi ha portato ad un orientamento negativo nel senso che dire che è autorizzato il ricalcolo degli interessi relativamente alle pratiche, lasciamo la legge numero 8 che è più circoscritta, ma di tutta la "588" crea una problema di proporzioni molto ampie, cioè rischieremo di aprire una falla di dimensioni non calcolabili. Quindi l'emendamento così come è scritto, anche perché non ha copertura finanziaria, è veramente ampio. Io capisco il senso del ragionamento fatto dal collega Lorenzoni e anche l'apertura verso un ragionamento ulteriore quindi l'impegno che io posso assumere è, non a trasferire questo nell'assestamento, questo non lo posso certamente assumere, ma sicuramente ad approfondire la materia, così come è formulato l'emendamento non va nella direzione generale delle scelte che noi compiamo. Dobbiamo esaminarlo, discuterlo e quindi io inviterei in questa fase il presentatore a ritirarlo. Per quanto riguarda l'emendamento numero 92 la situazione è questa; il fabbisogno degli enti, talvolta giustificato e talvolta meno, sto pensando a tutto il panorama degli enti che è molto ampio, per la verità va detto che i consorzi per la frutticoltura sono trattati meglio di altri enti. Lo stanziamento complessivo sul capitolo 06273 per il '98 è di 13 miliardi e 450 milioni, sto parlando del funzionamento, mentre le spese di investimento sono 850 milioni. Quindi noi staremo con un miliardo più che raddoppiando la dotazione per gli investimenti. Osservo infine che questi consorzi a differenza di altri enti, di altri soggetti, hanno anche una quota di entrate proprie che deriva dalla vendita dei prodotti della loro attività (prodotti vivaistici e altro). Naturalmente anche qui il discorso fatto dal proponente è molto serio, molto responsabile; guardando i programmi effettivi durante l'anno, per questo come per altri enti, l'opinione che oggi non è favorevole potrebbe essere rivista qualora un esame oggettivo del fabbisogno degli enti ed una considerazione relativa a programmi giudicati positivi possa indurci a considerarli sotto una luce diversa.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Signor Presidente, sentito l'intervento dell'Assessore della programmazione io credo che ci sia l'impegno che io avevo chiesto da parte della Giunta per esaminare i due argomenti, pertanto ritiro gli emendamenti 1 e 92.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, credo che l'articolo 9 sia la dimostrazione del bizantinismo con cui è gestita l'Azienda foreste demaniali, per cui l'articolo prevede il reincamero da parte del bilancio regionale di una somma che è in possesso dell'Azienda foreste demaniali per riattribuirla ad un diverso capitolo del bilancio dell'Azienda foreste demaniali. Questo dimostra che assolutamente il modello di gestione dell'Azienda foreste demaniali è un modello che non funziona perché il Consiglio di amministrazione non ha neanche il potere di spostare, praticamente con identiche finalità, delle somme da un capitolo all'altro del bilancio; anzi, non può essere gestito neppure formalmente all'interno del bilancio dell'Azienda foreste demaniali, ma deve ripassare nel bilancio della Regione.
Ora io mi chiedo se quest'Azienda possa essere qualificata tale o non stia diventando una branca a tutti gli effetti dell'amministrazione regionale. A questo punto converrebbe abolirla, se si vuol fare un'Azienda autonoma si cambi la normativa e si impedisca appunto che siamo costretti a fare queste giravolte che sanno tanto di antica Bisanzio più che di moderna ed efficiente amministrazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, ritornando sull'emendamento numero 107 io mi sarei aspettato che l'Assessore ci dicesse che cosa si deve fare di questi 3 miliardi e mezzo che vengono recuperati e ridestinati; perché vorremmo sapere che cosa si deve comprare, in che zone, quali effetti, quali caratteristiche hanno questi beni. Cioè non vorremmo che fosse un'operazione fatta, come è avvenuto molto spesso nel passato, con fini che erano quelli di favorire l'avverarsi di determinate situazioni. Quindi si deve avere certezza su quelli che sono i programmi; se questa certezza non vi è ovviamente noi non siamo disponibili ad avvallare un'operazione di questo genere. Però io vorrei tornare anche un momentino sugli emendamenti che sono stati ritirati, perché sono stati ritirati nel presupposto che queste problematiche vengano esaminate dalla Giunta e ad esse venga data una qualche soluzione dalla Giunta per poi essere sottoposte all'Aula, forse in assestamento. Allora io voglio ancora intervenire perché voglio dire che questo emendamento, il numero 1, è al quinto, al sesto, al settimo tentativo che viene fatto per introdurre un fatto aberrante nell'ambito della pubblica amministrazione. Perché io invito le persone di buon senso a dare la giusta interpretazione ad un emendamento di questo genere; e naturalmente nell'invitare le persone di buon senso invito soprattutto la Giunta a considerarlo per quello che è. Ma come è possibile, dico io, che la Regione sarda debba intervenire per abbattere gli interessi di posizioni debitorie di mutui che sono stati assunti nel 1983. Io dico che è generalizzare, estendendo il beneficio ad una platea di soggetti di cui non si conosce in questo momento neanche l'estensione. Ma vogliamo dare certezze anche agli imprenditori che, quando compiono operazioni che impegnano le proprie aziende, debbano farle con consapevolezza di quello che stanno facendo. Oppure mamma Regione deve intervenire in tutte le situazioni che rappresentano difficoltà in assoluto? Non è così che si sostengono i processi di sviluppo; non è così che si danno segnali di serietà alla classe imprenditoriale perché tendano a mantenere le proprie aziende, ad organizzarle in regime di convenienza e di competitività. Aprire ad una operazione di questo genere non significa fare del bene alle imprese, significa veramente danneggiarle, significa creare e compromettere una cultura d'impresa che può timidamente, con grande fatica, fare dei passi in un momento in cui l'economia è depressa, quindi in un momento di crisi e noi interveniamo rivoltando e ribaltando tutti i canoni e i criteri di corretta e di seria amministrazione, nel senso che la consapevolezza delle proprie azioni e delle proprie scelte non deve essere modificata da interventi di sostegno che non hanno ragione di essere. Quindi il mio invito è che la Giunta nel verificare queste cose le verifichi con quel buon senso che deve essere presente in qualsiasi amministratore che si rispetti di questo mondo.
Per ciò che riguarda l'emendamento numero 92 vale lo stesso discorso; è ora che la si finisca di sovvenzionare questi consorzi regionali, provinciali ed interprovinciali che fanno purtroppo del bene solamente a se stessi. Ha detto bene l'Assessore quando i consorzi ortofrutticoli sono abbondantemente finanziati; e mi sembra che in questa direzione un giro di vite sia necessario e non addirittura cercare di allargare le maglie, perché questi organismi non creano ricchezza, non creano valore aggiunto, non danno assistenza a nessuno, ma pensano e procurano beneficio solamente a se stessi. E questo non è assolutamente ammissibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, ho sentito la valutazione che ne ha fatto la Giunta e che ne ha fatto la Commissione di questo emendamento; sono andato a vedere, perché non ricordavo esattamente come fosse, ed ho visto che era firmato da Balletto, Pittalis e così via. Allora si spiega perché questo "no" netto, deciso, senza tentennamenti da parte di entrambi. In verità noi, per quanto riguarda il primo comma, non abbiamo niente da dire, anzi possiamo dire di accogliere questo recupero di 3 miliardi e 500 milioni dell'azienda foreste demaniali che può essere acquisito alla Regione. Però leggendo il secondo comma dello stesso articolo, certamente rimaniamo perplessi. Recentemente, in quest'Aula, si è festeggiato il cinquantesimo anniversario dell'autonomia regionale. Io ho seguito con attenzione le relazioni del Presidente del Consiglio, la relazione del Presidente della Giunta, nonché le relazioni degli altri oratori che sono intervenuti in quella circostanza. Ecco, tra le cose soddisfacenti, relativamente all'autonomia regionale, è emersa però una cosa molto, molto spiacevole, che è quella della situazione economica dell'Isola e dell'occupazione dell'Isola. Ecco, ma allora mi viene il dubbio che noi qualche volta recitiamo quando dobbiamo parlare del malessere dell'Isola, della gente che non ha lavoro, allora lo facciamo in modo assolutamente sensibile, indulgente nei confronti di coloro che non hanno lavoro, ma poi quando passiamo ad investire le risorse, le poche risorse di cui abbiamo a disposizione, questa sensibilità per il disoccupato come d'incanto scompare e continuiamo con lo stesso sistema, signor Presidente del Consiglio, a sprecare le risorse o, perlomeno, se le risorse non sono sprecate, nella graduatoria che noi dovremmo fare per soddisfare i bisogni dell'Isola io credo che debba essere messo prima quello di creare occupazione per la gente sarda che non ha lavoro, invece continuiamo a spendere in modo disattento, come al solito. Abbiamo appena detto, abbiamo visto nella discussione generale di questi provvedimenti, che le aziende foreste demaniali distruggono ricchezza per oltre 200 miliardi, aziende foreste demaniali e problemi della forestazione, il fatto che non passino nell'azienda foreste demaniali non dice che sono fondi che noi dedichiamo alla forestazione, sono per l'esattezza non meno di 220 miliardi. E allora dico: era proprio necessario che questi 3 miliardi 500 milioni, recuperati dall'avanzo di amministrazione dell'azienda foreste demaniali fosse restituita all'azienda, perché ci viene dato questo importo dopo che noi stanziamo il contributo ordinario per l'azienda foreste demaniali. Evidentemente non c'è stato bisogno di utilizzare questi 3 miliardi e 500 milioni, ma allora dico, anche se ci possono essere delle cose interessanti nell'acquisizione di altro patrimonio per la Regione, ci sono cose molto più importanti, allora destiniamo i 3 miliardi e 500 milioni ad altri investimenti. So che, signor Presidente, che questo emendamento non passerà, perché noi esaminiamo i problemi dell'Isola con cinismo. Questo è cinismo, perché quando ci sono da utilizzare le risorse c'è una chiusura assoluta da parte della maggioranza ad ascoltare anche le proposte, molte volte non sono sensate, ma le proposte che tengono conto della situazione certamente non felice del popolo sardo, non si accoglie nulla. Comunque noi continueremo ugualmente a sostenere la nostra battaglia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Condivido molto l'intervento del collega Bonesu rispetto all'azienda foreste demaniali. Del resto lo stesso emendamento non accolto ieri, che proponeva il collega Deiana aveva, evidenziava questa situazione assurda dell'azienda che appunto, per una questione di struttura giuridica, determina anche il ritardo nel pagamento degli stipendi ai funzionari, ai dipendenti, agli operai e agli impiegati. E quindi coglierei questa occasione di questo dibattito e delle osservazioni corrette fatte dal collega Bonesu, per sollecitare la Giunta a definire, rispetto a quel progetto di legge, che l'assessore Onida ha annunciato di aver già depositato all'ordine del giorno della Giunta, di riforma dell'azienda demaniale e di riforma dell'intervento pubblico nel settore forestale, in modo della Commissione poi possa esaminare in quanto anch'io individuo l'esigenza che nel settore forestale, dove si spende tanto, ma dove si amministra comunque un patrimonio di oltre 200 mila ettari di territorio regionale, che grazie a Dio credo che sia un bene che giustamente la Regione Sardegna deve tutelare, come sta facendo, condivido anch'io l'esigenza e condivido, la Commissione abbiamo avuto più volte modo di dire, di intervenire e di riformare l'intervento pubblico e quindi di dare più efficienza e più economicità all'intervento pubblico nel settore forestale. Rispetto invece all'emendamento a me pare che non sia ampiamente giustificata la richiesta dell'opposizione di sopprimere il punto 2. Nasce soltanto dalla cultura del sospetto. Siccome non so in cosa si vuole investire, come acquisire da parte dell'azienda si parte dal presupposto che si tratti di un qualche cosa che non va fatto. E' una delle solite posizioni, secondo me, della politica del sospetto, cioè partiamo dal presupposto che si debba far danno, per cui non sapendo chiediamo che sia soppresso. Ora io devo dire all'azienda demaniale si può contestare tantissimo e si possono fare delle contestazioni su tutto, tranne che su questo punto, perché le acquisizioni che ha fatto il demanio, anche nel passato, il collega Balletto diceva, non vorrei che fossimo nel passato, le acquisizioni che il demanio ha fatto nel passato sono di aree di grande pregio e di grande interesse naturalistico e ambientale, e quindi tutte giustificate. Se c'è una cosa che alla Azienda non si può contestare è questa. So bene che c'è, in questa fase, numerose situazioni dove il demanio non può intervenire per aree egualmente di grande interesse, di grande pregio e di grande interesse naturalistico e ambientale, in posizione strategica per parchi. Penso alla stessa punta del Monte Linas, penso ad altre aree per le quali da anni, aree dismesse eccetera, per le quali da anni non si riesce di acquisire, in funzione anche della realizzazione e del collegamento degli stessi parchi, per le quali quindi non mi pare che ci sia questa situazione di scandalo che qui si vuole dire. L'azienda va riformata, sino ad oggi l'unica accusa che non si può fare all'azienda è di aver acquisito aree degradate, ma aree di grande interesse naturalistico e ambientale e di averle salvaguardate nell'interesse dei sardi, nostri ed anche delle future generazioni, e mi pare che fosse una di quelle politiche che invece va incentivata perché la Sardegna, fra le altre cose, può vendere il suo patrimonio ambientale e naturalistico anche come risorsa dal punto di vista turistico, e quindi mi pare che sia una cosa da incentivare e non da utilizzare i termini che sono stati utilizzati qui dai colleghi che mi sembra, ripeto, sono la cultura del sospetto e di chi non conosce e quindi mette le mani avanti, non conoscendo parte dal presupposto che siano sbagliate. Io, sinceramente, conosco bene quella realtà, ho molte critiche da fare all'azienda ma proprio per questo non mi associo alle critiche dei colleghi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Molto brevemente, signor Presidente, per fare qualche riflessione in ordine alle valutazioni che sono emerse nel breve dibattito che ha riguardato l'articolo 9. La storia dell'articolo 9 e della reiscrizione dei 3 miliardi e 500 milioni nel bilancio dell'azienda, consegue ad un fatto che è nuovo. Nel '95 il Consiglio, la Commissione prima e il Consiglio poi, approvò che 3 miliardi e mezzo venissero utilizzati per l'acquisto dal Ministero del tesoro e del bilancio della SAF, l'azienda cellulosa e carta che anche in Sardegna ha delle sue pertinenze di altissimo valore vivaistico nell'area di Campulongu. Quella operazione si è conclusa, e questo lo ricordo soprattutto al collega che partecipò con grande intensità in quella fase per raggiungere questo risultato, il collega Desiderio Casu. Quel risultato è stato raggiunto, ma anche un altro risultato è stato raggiunto: non solo abbiamo acquisito i beni della Saf, il territorio, i mobili il vivaismo, tecnologia e personale, ma abbiamo raggiunto l'obiettivo che questo, a parte il personale, è avvenuto attraverso una contrattazione abbastanza impegnata col Governo e ci ha portato a ottenere..(?) questi beni. Quindi non paghiamo l'acquisto degli immobili, ma abbiamo ritenuto di proporre alla Commissione e al Consiglio che queste risorse venissero mantenute all'interno di questo bilancio, perché abbiamo certamente l'intuito che molte aree sensibili possono essere ancora ricuperate alla forestazione in Sardegna con trasparenza e assoluta cura dell'interesse generale.
Probabilmente, è vero, dell'Azienda poco si conosce, i perimetri forestali non si conoscono, e questo è un aspetto negativo dell'attività dell'Azienda che ha fatto cose straordinarie. Chi potesse valutare, frequentare, entrare all'interno dell'Azienda nei perimetri curati in maniera straordinaria da parte degli operai e delle gestioni che si sono succedute, vedrebbe che la Sardegna non è seconda a nessuno per la straordinarietà dei suoi beni forestali e della sua natura conservata e tutelata.
Il passaggio che deve avvenire è che questi beni devono finire la funzione di essere beni oggetto di adorazione, di visitazione da parte di pochi, ma devono essere beni al servizio di tutta la comunità, che deve aprirsi all'economia e alle iniziative. Allora, io condivido per intero l'intervento che ha fatto l'onorevole Bonesu. Il passato dell'Azienda è passato, va messo un punto. L'Azienda deve finire di essere un organo della Region,e con un suo Consiglio di amministrazione particolare, lo presiede un assessore il quale deve rispondere alla Giunta e al Consiglio, per diventare una cosa autonoma, con un bilancio autonomo, trasparente, con tutte le procedure trasparenti, con una attività che oggi, invece, appartiene più al sistema antico della giungla, con tutta una serie di cose che sono oggettivamente difficili da comprendere.
Io ho predisposto un disegno di legge che è depositato presso la Giunta da tre mesi chiedo alla Giunta, al Presidente, trattandosi di legge di riforma, secondo la valutazione mia, ma credo anche dello stesso governo regionale che ha scritto, tra parentesi, nelle dichiarazioni programmatiche della prima Giunta Palomba, non soltanto quindi in questa legislatura, ma con una valutazione che viene da lontano, che viene dalla giunte precedenti, dalle legislature precedenti, che l'obiettivo è che la Regione porti da 200 mila a 400 mila gli ettari forestati del proprio territorio. L'ambiente è risorsa e la forestazione già per fatto oggettivo è risorsa, è valore; c'è chi può avere una sensibilità maggiore e chi può avere una sensibilità minore, ma è valore che si può tradurre anche in valutazioni economiche. Certamente si traduce in valutazioni di ordine culturale, climatico, voi capite che cosa vuol dire avere un territorio esposto alla ventosità come il nostro, con una forestazione seria, profondamente organizzata. Quindi l'impegno che io assumo, uno l'ho assunto e l'ho mantenuto, la Giunta quando crede può cominciare ad esaminare questa grande legge di riforma. Il cammino sarà quello di tutte le leggi di riforma: verrà in aula, andrà in Commissione verrà visto con le organizzazioni sindacali, con il mondo della società, perché non sono soltanto i sindacati che si occupano di ambiente oggi, ci sono le organizzazioni ambientali, c'è la Confindustria che è molto interessata a questo discorso, c'è l'Api che è molto interessata a questo discorso. Chiunque se ne voglia occupare siamo pronti ad un confronto estremamente serio. Nel frattempo, e per dare all'onorevole Balletto la sicurezza che qui non si fa assolutamente la politica dell'intrallazzo, assicuro che porterò, se voi riterrete, all'aula una relazione sullo stato delle acquisizioni, che ancora io non ho fatto, sulle acquisizioni sto ponendo problemi estremamente seri, sulle valutazioni, sulle priorità, ma certamente le acquisizioni vanno fatte per creare questo continuum dell'Azienda e delle sue superfici, per acquisire al patrimonio pubblico pezzi di Sardegna, lembi di Sardegna di straordinario valore naturalistico, che non possiamo lasciare alla mercè né delle attività private, spesso incuranti di queste questioni, né tanto meno agli atti vandalici o a iniziative che sono dannose per l'interesse della Sardegna.
Quindi all'attenzione della Giunta e del Consiglio porterò le conclusioni alle quali il Consiglio di amministrazione, che è articolato, ci sono dentro mi pare 15, 16 persone, con esperti che provengono dalle più varie aree politiche oltretutto, non è neppure un Consiglio di amministrazione a senso unico, però mi impegno a portare avanti il discorso sulla legge.
Le altre due questioni che possono ingenerare la politica del sospetto o la strategia del sospetto, quali sono? Possono essere le assunzioni, mi pare di aver colto, forse distrattamente, alcune valutazioni del collega Balletto e gli incarichi di collaudo che nella storia passata sono stati argomenti che indubbiamente possono aver portato molti di noi, molti di voi, molti gruppi, molti consiglieri a fare valutazioni su questo argomento particolari. Io sfido chiunque di voi ad andare a vedere se io ho fatto un'assunzione all'interno dell'Azienda per chiamata nominativa, anzi, non ne ho fatto proprio. Quelle che gli ispettori fanno con le risorse sono quelle che sono previste in un regolamento in via preliminare approvato dal Consiglio di amministrazione e che io ho mandato alla Corte dei Conti per la registrazione. Quindi un'autoregolamentazione che non consente neanche l'utilizzo, per alcuni aspetti anche legittimo, da parte dell'Assessore della possibilità delle chiamate nominative. In ordine ai collaudi la legge di riforma elimina una volta per tutte le attività di collaudo che in questo sistema invece, per legge, devono continuare a esistere. Indubbiamente questo significa recuperare risorse notevoli, per miliardi, che possono essere destinate invece a iniziative di investimenti di altro livello all'interno dell'attività aziendale. Una volta che verrà varata la nuova legge di riforma non ci sarà più la possibilità che si ricorra a questi strumenti, ma anche i collaudi che ancora si danno non vengono dati con una azione discrezionale da parte dell'Assessore il quale si è vincolato con un decreto di autoregolamentazione registrato dalla Corte dei Conti, approvato in via preliminare dalla Corte dei Conti. Su queste questioni ho concluso, chiedo scusa, ma sono sempre argomenti che toccano probabilmente la sensibilità maggiore di ciascuno di noi. Queste cose vi volevo dire, approfondiremo spero in fretta in maniera sostanziale i cambiamenti su questa materia. Io pregherei però anche gli amici che hanno proposto l'emendamento di comprendere quale è la ratio vera e profonda della richiesta di mantenere queste risorse per le finalità per le quali sono state nell'articolo 9 indicate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Chiedo scusa, Presidente, siccome non ha visto la mia manina sollevata durante il dibattito sono costretto ad intervenire in dichiarazione di voto per dire che l'emendamento numero 107 ci dà l'opportunità di ricordare all'Assessore della programmazione che in verità non è solo l'opposizione o la minoranza che assume atteggiamenti contraddittori nel momento in cui cioè lamenta da un lato le giacenze presso le banche e dall'altro la lamentazione, diciamo così, per i tentativi di riportarli all'interno del bilalncio. Anche qui in verità che cosa è accaduto? E' accaduto che viene sottratta al conto dei residui del bilancio dell'Azienda forestale una somma e viene messa in bilancio regionale e poi restituita alla stessa cosa. Allora il problema è questo: cioè se il ragionamento che viene seguito dall'Assessorato nel rastrellare i fondi perché servono per soddisfare esigenze di bilancio, anche questa somma rastrellata dal bilancio dell'Azienda forestale sarebbe dovuta essere messa nel calderone generale e poi destinata alle esigenze più impellenti secondo un grado di priorità eccetera. Le perplessità da dove nascono, e anche la cosiddetta cultura del sospetto di cui è stato accusato poc'anzi, nasce proprio, la difficoltà, dalle argomentazioni portate poc'anzi dall'assessore Onida, cioè non basta avere l'intuito - come ha detto - a che determinate somme possano essere investite per, eccetera, non dipende dal fatto della minore e maggiore sensibilità a che si proceda in una certa direzione per l'acquisizione al patrimonio dell'azienda di questa o di quell'area interessante dal punto di vista ambientale, qui il sospetto (se lo vogliamo mettere così) ma io dico più propriamente la genericità della destinazione della somma deriva dal fatto che solitamente quando si deve realizzare un progetto di solito si presenta prima il progetto, dopo di che si cercano le risorse per realizzare il progetto. Cioè diverso sarebbe stato l'atteggiamento se noi affianco a questo comma 2 avessimo trovato il progetto che è solo nella mente dell'Assessorato, è solo nella mente del Consiglio di amministrazione dell'Azienda, è chiaro, sappiamo tutti che ci sono delle aree che possono essere salvaguardate, che saranno destinate ad essere salvaguardate. Ma intanto mi si deve dire quali aree sono, quali saranno le progettazioni che esistono e quali sono le risorse occorrenti. Qui è troppo generico. Allora noi otteniamo un risultato che è il seguente: preleviamo queste somme, le mettiamo nel bilancio, le riassegniamo al bilancio dell'Azienda forestale e rimarranno lì nel bilancio dell'Azienda forestale, congelate, in attesa che le lunghe procedure occorrenti per le acquisizioni, eventualmente e soprattutto per le espropriazioni, le lunghe procedure che ci saranno in merito. Per cui noi alla fine del 1998 ci troveremo tra i residui del bilancio dell'Azienda forestale un residuo quanto meno di 3500 milioni nel capitolo 36131 o quello corrispondente dell'Azienda forestale. Noi ci troveremo questo residuo.
E allora, indipendentemente dalle buone intenzioni dell'Assessorato e della bontà, diciamo così, della destinazione finale di queste somme, noi siamo contrari al congelamento e siamo d'accordo in questo caso con l'Assessore, è inutile lasciare congelate delle somme che invece possono essere destinate a finalità più immediate e contingenti. Quindi il voto sarà favorevole all'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, non debbo aggiungere altro, ma mi pare che non fossimo nella fase di voto, perché a nome del mio Gruppo intendiamo chiedere su questo emendamento il voto segreto.
PRESIDENTE. E' stato chiesto per l'emendamento numero 107 il voto segreto, prego i colleghi di prendere posto.
ZUCCA (Progr. Fed.). C'è stata testé una dichiarazione di voto favorevole. Mettiamo...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Scusate, la parola la do io. Allora è stato chiesto il voto segreto sull'emendamento numero 107.
Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.
ZUCCA (Progr. Fed.). Abbiamo testé ascoltato una dichiarazione di voto favorevole all'emendamento da parte dell'onorevole Masala, il che per la contraddizione che non consente esclude che si possa andare ad una votazione a scrutinio segreto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). La dotta citazione di Dante Alighieri non penso che possa stamattina cambiare quello che è il normale percorso dei lavori, sarebbe assurdo e paradossale che ognuno si possa alzare nel corso della discussione, preannunziare il voto favorevole e precludere così la possibilità per un Gruppo, ai sensi del Regolamento, di chiedere il voto segreto. Allora solo nel momento in cui il Presidente annunzia all'Assemblea di ritenere chiusa la discussione, è da quel momento che logicamente rientra nelle prerogative legittime dei Gruppi di richiedere anche, come in questo caso, il voto segreto. Allora, siccome la discussione non era chiusa, siccome l'onorevole Masala è intervenuto nella discussione generale e siccome mi pare che caricare la discussione sul bilancio anche di questioni di lana caprina, mi richiamo al buon senso dei colleghi della maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Credo che sia ora di fare un po' di chiarezza su questa procedura. Nell'ambito dei lavori del Consiglio esiste una fase di discussione generale, in cui si dovrebbe formare la volontà. Ora uno può anche arrivare qua in quest'Aula con una volontà preformata e intervenire in una prima fase della discussione preannunciando quello che può essere l'orientamento di quel momento. Ma nulla impedisce alle persone che fanno parte di una normale dialettica democratica di cambiare opinione se vengono convinte dagli altri nel corso della discussione. Questa è la logica che porta a una fase di discussione generale e a una fase di dichiarazione di voto susseguente a questa. L'onorevole Masala ha detto che interveniva perché il Presidente non si era accorto che avesse sollevato la mano per poter intervenire in discussione generale, quindi interveniva in questo momento. Ma nella fase di discussione generale.
Nella fase di discussione generale chiunque può dire di essere d'accordo e favorevole a un provvedimento, e del resto sfido chiunque a non capire da quello che uno dice qua dentro se è favorevole o d'accordo a un provvedimento in discussione generale. Se pretendiamo che questa diventi una dichiarazione di voto allora dobbiamo rivedere l'intero Regolamento. Ripeto, esiste una fase di formazione della volontà in cui uno può anche personalmente essere convinto di una cosa e convincersi successivamente, dagli interventi eruditi ed intelligenti dei colleghi, convincersi diversamente, dopo di che alla fine della discussione generale uno dice se è convinto in un modo o nell'altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Presidente, me ne guardo bene dall'andare contro l'onorevole Masala, però l'onorevole Masala ha specificato all'inizio del suo intervento che, essendo chiusa la discussione generale con l'intervento della Giunta, interveniva solo ed esclusivamente per dichiarazione di voto. Ha esplicitato lui che interveniva per dichiarazione di voto, non essendo stato possibile intervenire prima nella discussione generale. Poi possiamo votare come vogliamo. Insomma, lascio a lei la decisione, ma vorrei che fosse chiara questa procedura, altrimenti si inseriscono elementi di assoluta confusione nei nostri lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Io credo che siano corrette entrambe le posizioni, in perfetta buona fede da parte di chi le sostiene. Però il problema va risolto alla luce del Regolamento. Ora il Regolamento pone il divieto di annunziare voto favorevole o contrario, ma solo voto di astensione, in sede di dichiarazione di voto, soltanto dal momento in cui - questo è lo spartiacque - viene chiesta la votazione per scrutinio segreto. Cioè nel momento in cui si sta per procedere al voto per scrutinio segreto, chi vuole intervenire può chiedere soltanto di astenersi e non può annunciare né il voto favorevole né il voto contrario. Perché il secondo comma dell'articolo 95 dice che, nei casi di votazione a scrutinio segreto, sono ammesse soltanto dichiarazioni per indicare i motivi dell'astensione, per cui è necessario che intervenga prima la fase di votazione a scrutinio segreto, finché non ci si è pronunciati sulle modalità di votazione e cioè che si sta scegliendo la votazione per scrutinio segreto, tutto ciò che avviene prima non pregiudica ciò che avviene dopo. Cioè dal momento in cui l'onorevole Pittalis ha chiesto la votazione a scrutinio segreto, nessuno di noi può intervenire per dire come voterà.
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Noemi Sanna se vuole intervenire e poi all'onorevole Salvatore Sanna.
SANNA NIVOLI (A.N.). No. Volevo solo ribadire quanto è stato affermato dal Capogruppo.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Rinuncio. Volevo dire le stesse cose che ha detto il collega Marteddu.
PRESIDENTE. Leggo per me e per voi l'articolo del Regolamento, perché non credo che tutti i colleghi l'abbiano sottomano, ma sottolineo che serve soprattutto per me. L'articolo è l'articolo 95: "I consiglieri, prima di ogni votazione, possono dichiarare di astenersi e dare una succinta spiegazione del proprio voto per un tempo non superiore ai cinque minuti". Quindi quando io dico che siamo in sede di votazione, può essere richiesta la parola per pronunciare la propria posizione di voto, di astensione, favorevole o contraria. Il secondo comma dice che, nei casi di votazione a scrutinio segreto, sono ammesse soltanto le dichiarazioni per indicare i motivi dell'astensione. Il voto a scrutinio segreto può essere chiesto nel corso delle dichiarazioni, il Regolamento non dice che chi intende chiedere il voto a scrutinio segreto lo deve fare, forse questa è una precisazione che dovremo fare in sede di modifica del Regolamento, detto tra parentesi ve lo proporrò nei prossimi giorni alla Conferenza dei Capigruppo che si ritorni quanto prima sul Regolamento, la bozza è già predisposta, allora dovremo forse precisare che chi intende chiedere il voto a scrutinio segreto lo chieda immediatamente dopo l'indizione delle votazioni da parte della Presidenza. Però nella formulazione che abbiamo nel Regolamento attuale, nei casi di votazione a scrutinio segreto sono ammesse soltanto dichiarazioni per indicare motivi dell'astensione. Siccome la richiesta di votazione a scrutinio segreto non è detto nel Regolamento che va chiesta al momento dell'indizione di votazione a scrutinio segreto, ma può essere chiesta anche durante le dichiarazioni di voto è da quel momento che non possiamo più accettare dichiarazioni di voto favorevoli o contrarie ma solamente astensioni. Il terzo comma, ve lo leggo per completezza di lettura dell'articolo, dice che nella votazione a scrutinio segreto l'Ufficio di Presidenza accerta i numeri e il nome dei votanti e degli astenuti, e i Segretari prendono nota delle astensioni. Quindi comprendendo lo spirito con cui i colleghi che sono intervenuti e ritenendo non proponibile la votazione a scrutinio segreto perché ci sono stati degli emendamenti, credo però che questo spirito andrebbe sostenuto con una modifica dell'articolo che indichi che chi intende chiedere la votazione a scrutinio segreto, lo faccia al momento delle indizioni delle votazioni. In assenza di questo comma esplicito, possono essere dalla indizione delle votazioni, fatte dichiarazioni di voto; può essere chiesto lo scrutinio segreto nel corso di queste dichiarazioni e dal momento della richiesta di votazione a scrutinio segreto, non si possono più fare dichiarazioni di voto favorevoli o contrarie. Per questo motivo, facendo un appello perché il Regolamento ha varie lacune, è un po' difficoltoso e chi presiede, cioè qualche volta il collega Zucca, qualche volta il collega Milia ed io stesso, ci troviamo di fronte a problemi interpretativi e a forzature del Regolamento. Cerchiamo di farlo tutti con il massimo di equilibrio e di saggezza, non sempre queste sono condivise, e mi sembra che la votazione a scrutinio segreto, proprio per questo elemento o lacuna del Regolamento possa essere accolta.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 107.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 68
votanti 67
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 27
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
CONCAS, Segretaria:
CAPO II
DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI OPERE PUBBLICHE
Art. 10
Centri termali
1. Al fine del completamento degli interventi in corso negli stabilimenti termali della Sardegna é autorizzata la complessiva spesa di lire 40.000.000.000, di cui lire 5.000.000.000 nell'anno 1998, lire 20.000.000.000 nell'anno 1999, lire 5.000.000.000 nell'anno 2000 e lire 10.000.000.000 nell'anno 2001 (cap.08082).
2. Il relativo programma d'intervento é approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di lavori pubblici, a' termini dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modificazioni ed integrazioni.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 61, 78 e 139. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 61.
MASALA (A.N.). Presidente, l'emendamento non è che abbia un grande significato; è però volto ad ottenere un chiarimento di ordine procedurale. Ora va letto tenendo presente il contenuto del primo comma, nel quale è detto che al fine del completamento degli interventi in corso, quindi si tratta di progetti già approvati e sono in corso di realizzazione, e quindi presumo che ci siano anche una serie di progetti particolareggiati per la realizzazione delle opere in corso negli stabilimenti termali della Sardegna. E allora se il progetto esiste, sia dal punto di vista generale, che da quello tecnico, perché se così non fosse non si potrebbe più parlare di opere in corso di realizzazione, allora mi chiedo a che cosa serva e che cosa sia il relativo programma di intervento che dovrà essere approvato successivamente. Ma forse stiamo facendo delle opere senza un programma già approvato oppure che cosa stiamo facendo? Cioè delle due l'una. Se il programma, e penso che sia così, il programma è già attuato, tant'è che le opere sono in corso di realizzazione, non riesco a capire che cosa sia questo programma di intervento che dovrà essere approvato in un secondo tempo ancora dalla Giunta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Liori per illustrare l'emendamento numero 78.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il testo di questo emendamento ripercorre una richiesta che avevo già presentato l'anno scorso e che aveva trovato, almeno in linea di principio, il favore dell'Assessore, che però aveva chiesto di ritirarlo promettendo una soluzione per altra via. Per quanto riguarda il contenuto, vorrei partire dalla descrizione di quella che nel dialetto sardo è siscra (?), cioè un terreno di origine alluvionale dove, su una base piuttosto alta di ghiaia, si deposita uno strato, di solito molto fertile, di terra. E infatti riguarda questo emendamento, una delle parti più fertili della provincia di Cagliari, cioè il territorio, per chi conosca il Campidano, tra Decimoputzu e Villasor, dove ci sono, tra le colture intensive e semintensive migliori della provincia. Cosa è successo in questo territorio? Per un'estensione abbastanza grande di circa 600, 700 ettari, attraversati dal fiume Mannu, durante il periodo in cui è nato lo zuccherificio, sono penetrate le acque dello scarico dello zuccherificio da un vascone di circa 30 ettari, dove vengono accumulati tutti i rifiuti dello zuccherificio, e non essendo ben isolato questo vascone le acque, col peso proprio dell'acqua stessa, penetrano nello stato ghiaioso e hanno inquinato la falda che percorre questo territorio. Infatti il territorio, a monte, è sfruttato attivamente da industrie che imbottigliano l'acqua e la vendono. Però, nella zona più a valle, dove seguendo la direzione dell'acqua dai monti del Villacidrese verso il mare, il fiume penetra nel territorio ghiaioso del suo letto e ha inquinato tutto il territorio circostante. La cosa è venuta a galla con la prima grande siccità, quando dopo aver utilizzato abbondantemente l'acqua del consorzio del Campidano, la gente è stata costretta a pescare dai pozzi, e riversando l'acqua inquinata sui terreni si è formato uno strato impermeabile all'acqua piovana, impermeabile anche all'acqua dell'irrigazione, rendendo sterili i terreni che sono stati inquinati. Allora, siccome la causa di questo inquinamento è un'industria che è stata fondata coi soldi regionali, di proprietà della Sipas, adesso in gestione anche da privati, però il danno è stato fatto dalla Regione, a me sembra quanto meno giusto che noi finanziamo almeno un piano per studiare l'elaborazione, appunto, di un sistema di disinquinamento di questi territori. Altri territori della Sardegna, voglio pensare al Sulcis, hanno potuto usufruire addirittura di provvidenze per ovviare al danno arrecato. Qui si chiede soltanto un piano di disinquinamento da studiare a spese della Regione. Io credo che la cifra non sia onerosa, sono 200 milioni divisi in due anni, e credo che non mancherà la sensibilità dell'Aula e dell'Assessore verso questo problema.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 139.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, colleghi, l'emendamento numero 139 ha lo scopo di porre all'attenzione di questa Assemblea il problema della tossicodipendenza. E' inutile, in questa sede, dilungarsi sull'argomento e tracciarne gli aspetti perché sarebbe solamente tempo sottratto alla discussione della legge finanziaria. Ed è inutile parlarne perché questi aspetti sono tanto conosciuti dalla gente, poiché ne interessano e coinvolgono, anche sul piano emotivo, le coscienze. Lo Stato e la struttura pubblica, e anche quindi la nostra Regione, si è interessata e si interessa anche attivamente, con notevoli difficoltà, soprattutto nella fase del recupero dei tossicodipendenti che avviene, da una parte nei SERT, che sono proprio le strutture del servizio sanitario, e da un'altra parte dalle comunità terapeutiche. Sono tante in Italia, ce ne sono anche in Sardegna, numerose, svolgono evidentemente, sia il SERT quanto le comunità, un'altissima funzione, che prima di essere una funzione sociale è anche di solidarietà verso chi, evidentemente, ha problemi di un certo tipo. Esiste parallelamente a questo fatto anche il problema di chi rifiuta le cure presso le strutture mediche e di chi, per propria scelta o per propria debolezza, perché vittime della tossicodipendenza, non hanno aderito a ricorrere alle cure né, tanto meno, alle comunità terapeutiche per cercare di portare avanti quel programma che poi, alla fine, se condotto con risultati utili, li porta fuori dal tunnel della droga. Il problema al quale mi riferisco è proprio a questi soggetti che, purtroppo, abbiamo la disgrazia di dover vedere, la disgrazia non tanto per noi, ma quanto per chi, evidentemente, si trova in quelle condizioni, di vedere per le strade, per le piazze, in tutte le ore della giornata e della notte. Soggetti che molto spesso, non avendo luogo e punto di riferimento, perché hanno fatto una scelta certamente non consapevole e non responsabile di affrontare il proprio problema curandosi, nell'una o nell'altra delle due strutture che dicevo prima, vivono la loro disgrazia in mezzo alla strada, non hanno possibilità di dormire, talvolta, non hanno possibilità di avere un pasto per sfamarsi, e queste situazioni portano anche all'attività a delinquere, che sono poi l'aspetto cruciale e che, per questi aspetti, coinvolgendo la società civile, procura anche danni agli altri soggetti. Esiste, da parte proprio delle comunità terapeutiche, la tendenza parallela a voler creare centri di assistenza che assolvano a questa funzione, tenendo presente che, nel momento in cui queste istituzioni, questi centri dovessero venire ad esistenza, è anche possibile, posto che questi centri vengono diretti dalle stesse persone delle comunità terapeutiche, quindi degli specialisti del settore, è anche possibile che in questa fase possa tentare di avviarsi un discorso che tenda al recupero dei giovani. E, comunque, a prescindere da questa possibilità, che pure è reale, è un discorso al quale io penso che la Regione Sardegna non può e non dovrebbe sottrarsi per un dovere prima di tutto di solidarietà, secondariamente per una questione di umanità, terzo, infine, ma non ultima esigenza, che è quella di cercare di alleviare o di risolvere il problema della tossicodipendenza che crea tanti e non pochi disguidi, tanti e non pochi danni alla società civile.
Voglio ancora dire che questo emendamento l'ho presentato singolarmente perché non vuole avere nessuna caratterizzazione politica, non vuole mettere in contrapposizione nessuno, vuole essere l'istanza di un consigliere che per primo, ma certamente non per avere un merito, ma forse perché più sollecitato da altri al problema, ha sentito di dover portare questa istanza e questa emergenza all'attenzione dei colleghi.
Quindi non è una questione politica, è una questione che dovrebbe vedere tutti quanti coinvolti per cercare di risolvere un problema che è la piaga della nostra società.
PRESIDENTE. Sono pervenuti in questo momento altri due emendamenti su questo articolo, il 147 e il 148, che sono in fase di duplicazione. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare entrambi gli emendamenti.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, colleghi, gli emendamenti non cambiano affatto la natura dell'articolo. Sono due precisazioni che probabilmente possono essere utili, viste le perplessità che affioravano sulla genericità della norma, perché il primo comma parla di completamento di interventi in corso, ma non facendo riferimento a nessuna fonte normativa, a nessun provvedimento, restava nel vago. Ora è evidente, credo, che ci sia una volontà del Consiglio di andare al completamento degli interventi che avvengono negli edifici termali pubblici; non mi risulta che ci sia una volontà verso eventuali interventi in corso in strutture private. I privati possono avvalersi delle provvidenze per il loro settore, ma chiaramente non ritengo opportuno attingere a un programma speciale, come questo, che prevede 40 miliardi.
L'emendamento numero 148, considerata appunto l'entità della spesa, 40 miliardi, precisa che il programma vada approvato dopo aver sentito la competente Commissione consiliare.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Per esprimere il parere, Presidente, bisogna che gli emendamenti li abbia. Io alcuni non li ho. L'emendamento numero 61 la Commissione non lo accoglie; sull'emendamento numero 78 il parere è di non accoglierlo. Se non ho capito male l'81 è sostituito dal 139, e il parere sul 139 è di accoglierlo. L'emendamento numero 147 dice: "Nel primo comma, dopo la parola 'termali' è inserita la parola 'pubblici'". Questo emendamento è arrivato in questo momento come lei giustamente ha precisato e la Commissione non è in condizioni di esprimere un parere. Comunque mi sembra di ricordare che gli interventi per i centri termali in corso si riferiscono a stabilimenti pubblici. Quindi, probabilmente è un'aggiunta o inutile o comunque superflua, che può essere anche introdotta e non modifica la sostanza del problema. Per quanto riguarda il 148 nel secondo comma dopo la parola "integrazioni" sono aggiunte le parole "previo parere della competente Commissione consiliare". Esprimo naturalmente più che il parere della Commissione un parere personale, data la conoscenza che ho del problema. Trattandosi di completamento di interventi in corso e di completamenti che sono in qualche maniera anche con ragione quasi obbligati, io penso che il parere della Commissione su questo problema non sia assolutamente necessario. Per cui, pur rimettendomi all'Aula perché la Commissione non ha esaminato l'emendamento, direi che il contenuto non riveste particolare importanza.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul 61 il parere della Giunta è contrario. Io colgo l'occasione brevissimamente, per dare una risposta sintetica al problema che sollevava il consigliere Masala, che chiedeva notizie sull'insieme del programma del centro termale di Fordongianus. I dati essenziali sono questi: c'è un programma guida che data ad alcuni anni fa, di 65 miliardi, che prevede la sistemazione dell'intero compendio, centro termale e aree limitrofe. La Regione ha già disposto la spesa, ha già stanziato nel passato la somma di 25 miliardi; sono in corso dei lavori, è un programma modulare. La realizzazione del programma avviene in regime di concessione, c'è una società concessionaria con la quale quindi esistono dei vincoli contrattuali; il programma è appunto di 40 miliardi, che consentirebbero il completamento dell'intera opera. Finora sono state realizzate opere tipo l'adduzione delle acque, e così via, la demolizione di edifici preesistenti. Con questi 40 miliardi dovrebbe completarsi l'impianto termale, ripeto, con la sistemazione delle aree limitrofe.
Aggiungo, è bene che il Consiglio abbia presente questo dato, me lo ricordavano i consiglieri oristanesi, che si tratta non di qualcosa che è emerso negli ultimi anni. Ma si tratta di una rivendicazione storica dell'Oristanese.
MARTEDDU (Popolari). Dai Romani!
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non dai Romani, ma è da vent'anni almeno che si parla di questa...è una cosa un po' diversa dal ponte, collega Cadoni.
FERRARI (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. E' qualcosa di più serio del ponte.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Esatto, ho detto già io. E' cioè un obiettivo che è presente da decenni nella piattaforma unitaria di rivendicazione del sistema istituzionale e sociale dell'Oristanese. E' molto sostenuto quindi e risponde anche ad una finalità di carattere generale ed è molto fondato anche dal punto di vista della previsione economica. L'emendamento numero 147 non è indispensabile aggiungere "pubblici", però nulla osta, non abbiamo nessuna difficoltà, quindi si può tranquillamente accogliere. L'emendamento numero 148, cioè che il programma sia approvato dall'Assessore previo parere della competente Commissione consiliare, la Giunta non ha obiezioni, quindi ci rimettiamo al Consiglio. Va bene, potrebbe andar bene tranquillamente anche che ci sia un passaggio consiliare, trattandosi di un programma di notevoli dimensioni. Mi pare che sia rimasto, no, ci sono ancora due emendamenti, uno è l'emendamento numero 78, per quanto riguarda l'emendamento numero 78 il parere della Giunta è contrario, perché non possiamo procedere per pezzetti, collega Liori, il problema del disinquinamento esiste in molte aree della Sardegna, in alcune aree si presenta con gravità, diciamo intensità pari a questa della zona segnalata, dove effettivamente c'è un problema molto serio e molto grave; questo non lo disconosciamo e conosciamo anche direttamente questa problematica, però bisogna farvi fronte con programma di intervento dell'Assessorato competente, utilizzando il proprio stato di previsione e gli strumenti che sono a disposizione.
Sull'emendamento numero 139, che è stato posto con accenti di autentica e sofferta umanità, il parere della Giunta lo esprime il presidente Palomba.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 139, ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Grazie, Presidente. L'Assessore ha già espresso parere favorevole in Commissione, abbiamo concordato che io, a nome della Giunta e a nome mio personale, esprima il parere qui in Aula. Lo faccio con molto piacere, dicendo che confermo pienamente la posizione già assunta e che desidero intervenire per significare quanto alto sia il significato di questo emendamento proposto, che assume toni di straordinaria importanza e rilevanza sociale. Desidero esprimere, personalmente e a nome della Giunta, il vivo apprezzamento e ringraziamento all'onorevole Balletto che l'ha proposto, per aver investito il Consiglio di un tema così importante. Grazie, il parere naturalmente è più che favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Sentite le spiegazioni dell'onorevole Scano ritengo che in effetti l'emendamento numero 148 possa essere ritirato, perché così comunque eliminiamo un appesantimento. Insisto invece per l'emendamento numero 147 che al limite può essere inutile, viste le intenzioni della Giunta, ma dal punto di vista normativo chiarisce meglio la portata della norma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Volevo intervenire sull'emendamento numero 81, poi trasformato in emendamento numero 139, premetto subito che mi dichiaro favorevole a quanto proposto con quest'emendamento, mi associo a quanto il presidente Palomba ha testé detto, cioè nel ringraziare anche personalmente il consigliere Balletto per aver posto un problema di questa importanza di questo interesse all'attenzione dell'Aula. Ora intervengo da un punto di vista tecnico. Prima di tutto mentre nell'emendamento originario, che era rivolto alla concessione di un contributo al Comune di Sestu, lo stanziamento aveva una sua razionalità in termini quantitativi, chiaramente nella trasformazione alla dizione generica di contributi concessi ai Comuni, con lo stesso stanziamento, chiaramente la faccenda si ridimensiona in termini pratici. Non mi soffermo su questo punto con valutazioni di carattere negativo sul piano finanziario, perché è troppo importante che sia arrivato in questo Consiglio un problema che tocca la società in un aspetto particolare, anche nell'ambito del problema delle tossicodipendenze. Vorrei suggerire due cose: io da tempo silenziosamente mi sto occupando di questo problema particolare, delle Comunità di prima accoglienza, case (chiamiamole così) di prima accoglienza. Però vorrei sottolineare come il problema ha due risvolti: c'è un problema di accoglienza che è quello del consentire al giovane che sia non soltanto in preda agli effetti negativi della tossicodipendenza, ma anche viva praticamente in maniera certamente non civile dal punto di vista del tipo di vita che conduce, e la casa di prima accoglienza può rappresentare la possibilità di uscire dalla strada e trovare in un momento psicologicamente importante un rifugio, un'accoglienza immediata. Questo è l'aspetto chiamiamolo assistenziale.
Ma vorrei sottolineare come nell'istituzione di questo tipo di case che già esistono, che funzionano e che assolvono o tentano di assolvere a questo problema, è purtroppo trascurato un aspetto importantissimo che è l'aspetto sanitario. Cioè io conosco episodi in cui il ragazzo, il giovane contattato in un momento psicologico particolare, tale da indurlo a tentare di uscire dal tunnel della tossicodipendenza, trova poi nella casa che lo accoglie, che non è gestita in genere da personale sanitario, da personale con competenze specifiche, momenti di disagio perché il giovane che ovviamente va in crisi di astinenza nel momento in cui in questo rifugio si astiene per qualche giorno dall'assunzione di droga, andrebbe assistito dal punto di vista medico, cosa che non avviene, perché vengono dati in genere dei rimedi surrettizi che non alleviano quello che è il tormento fisico e psichico del soggetto in quelle condizioni, e il soggetto che ovviamente non può essere trattenuto con la forza in queste case molto spesso se ne va e ritorna alla droga. Allora questa è l'occasione perché il progetto che ovviamente comporterebbe degli interventi finanziari ben più cospicui, noi dobbiamo aver chiara la necessità di affrontare razionalmente con un piano, con un intervento in cui intervenga l'Assessorato della sanità per regolamentare il tutto e un progetto che si possa sviluppare a tappe, in modo che quando il soggetto viene accolto in queste comunità di accoglienza, sapendo che nelle comunità classiche verrà accolto in genere soltanto se si è disintossicato dalla droga per un periodo intercorrente, la necessità è che noi dotiamo queste case di accoglienza di personale tecnico, infermieristico, medico, psicologico perché i soggetti in quella fase psicologica di estrema (?) venga assistito come deve essere assistito. Così soltanto i risultati potranno essere più validi e più duraturi. Allora questo non è il momento di infilarci in questa discussione, la votazione favorevole a questo emendamento sottolinea il problema e soprattutto sottolinea il lato umano della vicenda. Però l'impegno che chiederei a questo Consiglio è che, o in sede di discussione del piano socioassistenziale che è già sul tavolo della Commissione sanità, o in sede di discussione del piano sanitario regionale allorchè arriverà, riprendiamo questo discorso e ci impegnamo tutti quanti per cercare una soluzione razionale nell'ambito delle risorse disponibili per affrontare tutti gli aspetti di questo problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io ruberò soltanto un minuto per richiamare all'attenzione, ritengo che abbia un significato l'intervento del Presidente Palomba, per esprimere il parere suo personale ma ritengo che coinvolga nella sua collegialità l'intera Giunta, cioè il parere favorevole per questa iniziativa che ha come primo firmatario il collega Giorgio Balletto. Però, presidente Palomba, a questo suo autorevole sostegno e approvazione per l'iniziativa, ritengo che debba corrispondere anche una maggiore tensione per il reperimento delle risorse necessarie. Perché questo emendamento nasce effettivamente finalizzato per il centro di prima accoglienza per i tossicodipendenti già in funzione presso il comune di Sestu e estenderlo alla realtà di tutti i comuni della Sardegna richiede uno sforzo di risorse che non sono i 460 milioni previsti da questo emendamento. Quindi è un invito perché alla sincera sensibilità, sulla quale non abbiamo dubbi dell'Assessore e del presidente Palomba, segua anche uno sforzo nell'individuare maggiori risorse visto che è presente anche l'Assessore della sanità verso un settore che, non sto adesso a tediare i colleghi, ma si sa benissimo quale allarme crei anche nella nostra isola.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Presidente, sentite le delucidazioni date dall'Assessore, l'emendamento numero 61 si intende ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, nel merito dell'emendamento numero 78 io vorrei ricordare all'aula, e vorrei ricordarlo anche all'assessore Scano, che l'anno scorso proprio durante la discussione della finanziaria del 1997 il Gruppo di Alleanza Nazionale presentò altri emendamenti proprio in merito al risanamento del territorio della Sardegna. In quella occasione ricordammo, per esempio per quanto riguarda il sassarese, il problema dei comuni di Ossi e Florinas per quanto riguarda le cave da cui si estraggono le sabbie silicee. Ricordammo il problema del disinquinamento della zona industriale di Porto Torres e così via. Sempre in quella occasione l'assessore Onida chiese al Gruppo di Alleanza Nazionale di ritirare tutti gli emendamenti in merito. Perché? Perché avrebbe impostato uno studio in tutta la Sardegna per vedere la situazione e quindi per poter intervenire con delle priorità. E' trascorso un anno, ma credo che niente sia stato fatto se l'onorevole Liori ha ripresentato con l'emendamento numero 78 il problema per quanto riguarda la qualità del S'isca(?). All'ora io chiedo, perché queste cose le ha ripetute anche l'assessore Scano, voi qui dite tante cose, prendete tanti impegni, ma purtroppo poi non viene fatto niente. Allora, è pur vero che non si può intervenire a macchia di leopardo, è vero che bisogna intervenire su tutta la Sardegna, però abbiamo perso un anno per quanto riguarda l'inizio di questo studio. Allora io chiedo nuovamente alla Giunta, chiedo nuovamente all'assessore Onida che cosa può fare; perché non è assolutamente pensabile che gli impegni presi in aula non vengano poi portati avanti. Questo per quanto riguarda l'emendamento numero 78. Molto brevemente per quanto riguarda l'emendamento numero 139 sui centri di prima accoglienza per i tossicodipendenti, non entro nel merito dell'emendamento, ma voglio ricordare con una battuta che sarebbe opportuno che l'amministrazione regionale facesse qualcosa affinché i nostri giovani possano studiare di più, possano lavorare di più e sicuramente pensare meno alle droghe, parche credo che questo sia l'unico modo per far sì che i giovani non si buttino nella droga.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 10, condividendolo naturalmente, per dire, a quest'ora è consentito, che esattamente l'anno scorso un bravissimo archeologo ha scoperto nelle terme romane di Fordongianus una stele, scoperto, nel senso che l'ha tirata fuori dalle sabbie, del 112 d.C. dove c'è scritto più o meno questo "Io capo dei consiglieri della zona, e procuratore delle fabbriche estrattive, per conto dell'imperatore Nerva e del fratello Abraso, in onore delle divinità delle acque e per il nostro benessere, ho edificato queste terme. Per i posteri dichiaro di aver fatto tutto ciò a mie spese". Questo noi non possiamo pretenderlo da nessuno, però ritengo che sia doveroso completare quest'opera; la stele è lì, è sotto tutela della Soprintendenza ma chiunque può andare a vederla. Sull'emendamento numero 139 il Gruppo dei Popolari lo condivide e naturalmente lo vota; vorrei ricordare al Presidente della Giunta, che ha assunto su di sé l'onere di una attenzione profonda al problema, che questa gravissima piaga si sta estendendo in tutta la Sardegna, che anche i paesi dell'interno che sembravano in qualche modo immunizzati almeno da questa piaga - ce ne sono altre - invece sono percorsi da fenomeni di droga; che dai processi per sequestro di persona sono emerse inquietanti connessioni tra il riciclaggio di denaro sporco e la droga. Sono atti pubblici che abbiamo letto sui giornali; che per la prima volta il Consiglio regionale fuori dal mare magnum della sanità affronta in qualche modo, sia pure brevemente, questo tema, ricordando tutto questo credo che la Giunta dovrà affrontare in qualche modo il problema droga, prevenzione soprattutto ed anche cura anche dal punto di vista di un programma finanziario di intervento più ampio nei prossimi mesi e per i prossimi anni, affrontandolo questo come problema ormai regionale, anche tolto dall'oceano dei fondi della sanità per un intervento diretto, adeguato, perché è un problema ormai esteso in tutta la Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Petrini. Ne ha facoltà.
PETRINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, sono molto soddisfatta dall'accoglienza a questo emendamento; un emendamento per il quale dobbiamo fare veramente le congratulazioni al collega Balletto che ha dimostrato una sensibilità, una attenzione veramente particolari. Anch'io lavoro nel sociale, in particolare nel campo dei tumorali e degli anziani che hanno dei gravi problemi, ed ho esperienza in questo campo sia medica, come quella che diceva appunto il collega Macciotta, esperienza nel campo dei centri di accoglienza siano essi di prima accoglienza o di accoglienza medica vera e propria. Conosco bene i problemi che la droga ci ha portato, sia come cittadini che ci sentiamo asserragliati, ma anche i problemi medici che ha illustrato, ripeto, molto bene, il collega Macciotta. Permettetemi però di dare, su questo emendamento, un consiglio pratico improntato alla più grande praticità. Lo leggo attentamente e vorrei dire: se vogliamo fare una cosa fatta bene, facciamola al meglio, l'idea è lodevole, però c'è qualcosa, non vuol essere una critica ma un suggerimento perché venga messo in opera al meglio e, dati i nostri problemi finanziari, con una spendita molto equilibrata di questo denaro che, effettivamente, è pochino ma qualcosa si può fare. Intendo questo: nella casa di prima accoglienza, ce l'ha già spiegato il collega Macciotta, non si può avere soltanto un personale che serve soltanto per fare compagnia a queste persone o ad accudirle nei momenti particolari. C'è bisogno di uno psicologo; su questo non si può assolutamente fare a meno, e c'è bisogno ventiquattr'ore su ventiquattro, perché è la prima accoglienza. Allora, non voglio aggiungere spesa ma il consiglio è questo: perché questo centro di prima accoglienza farlo fare ai comuni, cioè ai comuni che ne fanno richiesta. Grosso modo sappiamo che le isole felici dei comuni che non hanno... chiedo scusa, se vi annoio smetto; fatemi parlare. Dicevo, perché fare una serie di piccoli centri di case di accoglienza. Cioè questi giovani sono abituati non più a stare in famiglia, stanno nelle loro comunità, stanno sempre insieme perché sono gruppi di giovani che dividono questa triste esperienza. Allora non è necessario fare un centro in ogni comune, come usiamo fare per i centri degli anziani. Gli anziani non li vogliamo sdradicare dalla loro abitazione, dal loro paese, questi ragazzi invece sono dei viaggiatori, per loro non ha importanza se stanno nel comune di Cagliari o nel comune di Oristano o in quello di Assemini, faccio degli esempi logicamente senza motivo, perché di questi centri di accoglienza invece di farne una miriade non se ne fanno due, tre, quattro, non so, si vedranno, uno per provincia, la dico per dire, cioè possono accoglierne contemporaneamente dieci, venti, non saranno poi tanti quelli che fanno... sono in transito qui, in questi casi; ho capito bene lo spirito? Cioè si fermeranno qui per dieci giorni, quindici giorni e poi se ne andranno. Non sarebbe meglio fare, uno, due, tre, quattro, cinque centri discreti per cominciare e poi, se le cose andranno meglio, ci allargheremo non come numero di centri, ma come centro di un maggiore benessere. E' una proposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto per esprimere tutto il mio disappunto per la presa di posizione dell'Assessore della programmazione riguardo alla richiesta che io continuo a ritenere giustissima, e da me presentata alla benevolenza dell'Aula. Intanto la Giunta è inadempiente su tutto il settore ambientale. Dopo essersi riempita la bocca di ambiente in lungo e in largo, aver propagandato parchi che non trovano il consenso della popolazione, aver chiesto allo Stato di intervenire per fare cose grandiose a danno dei sardi, mi riferisco al parco del Gennargentu per la cui attuazione non ci si è degnati nemmeno di sentire il parere delle popolazioni locali, si esprimono pareri contrari a richiesta di giustizia nei confronti della gente che è stata e danneggiata dall'attività pessima dell'amministrazione regionale negli anni passati, che ha avuto possibilità di rimediare a questi danni, pur in minima parte, con una richiesta che abbiamo presentato l'anno scorso e adesso, di fronte alla inadempienza continua del Consiglio regionale nei confronti della richiesta di giustizia che sale dalla gente, si risponde picche. E queste picche sono tanto più offensive quando si pensa a trattamenti diversi nei confronti di altre parti, lo stesso sfortunate della Sardegna, penso per esempio a tutti i vignaioli del Sulcis, che per il fatto che piove dall'aria il piombo dell'industria di Portovesme si vedono risarciti dalla Regione per il mancato reddito. Bene io credo che non possa continuare oltre questo stato di cose. Se la Regione non vuole essere citata in tribunale per danni, perché sarà citata in tribunale per danni, se non vorrà essere costretta a pagare anche i danni degli avvocati io credo che debba iniziare a porre rimedio a questo stato di cose. Quindi io insisto, mi rifiuto di ritirare questo emendamento, ritenendo di essere nel giusto e di difendere i diritti di questi lavoratori, perché si tratta di famiglie di lavoratori che da questi territori traggono la loro unica fonte di reddito, che in questi ultimi decenni sono stati gravemente danneggiati, noi dobbiamo iniziare a porre le basi per il risanamento di questo territorio. Non è più possibile continuare con la politica dei rimandi, e credo che il Consiglio abbia oggi il dovere sacrosanto di votare questo emendamento. Vorrei entrare anche nel merito dell'emendamento presentato dall'onorevole Balletto, che condivido, e vorrei ricordare all'attenzione dell'Aula che in questo senso ci stiamo muovendo anche come Commissione sanità, del piano socio-assistenziale, interveniamo nel merito, andiamo incontro a questa richiesta, a questo bisogno della popolazione e anch'io voglio comunque ribadire che c'è necessità di prevenire veramente il fenomeno della droga e delle tossicodipendenze. In questo senso bisogna agire in tutti i livelli, perché è la cultura della droga che va combattuta. Cioè, alle giovani generazioni noi dobbiamo dare veramente quella che viene chiamata speranza, ma dobbiamo dare anche degli obiettivi, dobbiamo dare delle prospettive. Se continuiamo veramente a fregarcene di quelle che sono le esigenze reali della nuova generazione sarda, se questi continueranno, in numero di 300, 400 mila ad essere senza lavoro, se non vedono una prospettiva di risalita, se tanta gente arriva ad avere quarant'anni senza mai aver lavorato e sa che passerà questa vita senza aver mai potuto né crearsi una famiglia né avere una prospettiva di riscatto o di miglioramento, come volete che rispondano? Invece di affrontare la vita si rifugeranno sempre di più, sempre più numerosi nella droga. Quindi credo che questo sia un problema veramente importante, che dovremmo affrontare in altra sede, in ambienti più idonei e comunque in maniera più complessa. Comunque anch'io sono d'accordo nel dare almeno una piccola risposta favorevole alla richiesta dell'onorevole Balletto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). Solo per esprimere anch'io un apprezzamento per l'emendamento numero 139 del collega Balletto. E' un apprezzamento che si riferisce non soltanto ai contenuti, visto che ci sta indicando un problema e una soluzione del problema, ma anche perché ci invita in qualche maniera a valorizzare quelle che sono delle iniziative che nascono spontanee, se non sbaglio, no, collega Balletto? E' un'iniziativa spontanea, non è una cosa che abbiamo deciso noi o che ha deciso l'autorità, è un'iniziativa nata sulla base delle esigenze, e credo che sia sicuramente da agevolare. Sicuramente, a livello di discussione della pianificazione sanitaria sarà un problema da affrontare quello delle tossicodipendenze, sarà un problema articolato e dovremmo esaminare forse un progetto obiettivo sul tema, un progetto obiettivo che ha un significato non soltanto dal punto di vista della pianificazione ma anche proprio dal procedimento giuridico di organizzazione del progetto obiettivo sul territorio. Mentre non sono d'accordo con chi vuole trasformare questi centri di accoglienza, che sono spontanei e che sono molto legati alla capacità di rapportarsi spontaneamente fra le persone, e quindi tra gente adulta, matura, e i giovani tossicodipendenti che hanno bisogno di assistenza, non sono tanto d'accordo nel trasformarli in centri scientifici, sicuramente è opportuna la presenza di un medico o di uno psicologo, ma io non medicalizzerei trotto questi centri di accoglienza che sono altra cosa dal centro specializzato per la cura delle tossicodipendenze. E questo lo sottolineo perché sono un pochino in contrasto con alcune affermazioni che sono state fate. Il centro di accoglienza è un momento emotivo particolare, che si rivolge al ragazzo tossicodipendente che è solo, disperato e che non ha punti di riferimento. E non è certamente il medico o lo psicologo che vuole cercare o vuole trovare nella sua strada in quel momento. Comunque credo che sarà argomento di ampia discussione, anzi mi auguro che lo sia, per chiarirci finalmente che il problema delle tossicodipendenze non deve essere affrontato, almeno in questa sede ancora una volta da un punto di vista ideologico, perché il problema delle tossicodipendenze deve essere liberato da tutti i pregiudizi e permettetemi di ricordare questa stranezza in un paese come l'Italia dove fumare è diventato, scusate, quasi un peccato mortale mentre con tanta leggerezza si discute se si devono liberalizzare alcune droghe cosiddette leggere. C'è una incongruenza in questa cultura dell'italiano nei confronti della tossicodipendenza. Allora: si demonizza il fumo della sigaretta e si dice che si possono fumare alcune sostanze considerate storicamente sostanze stupefacenti. E' un problema che noi dovremo affrontare alla luce anche di questo strano pregiudizio. Quindi mi auguro che quest'Aula ne voglia discutere nei termini corretti, scientifici, quando occorre essere correttamente scientifici, senza demagogia e ricordando che comunque il centro di prima accoglienza deve essere una sorta di centro di calore umano che accoglie questi ragazzi. I medici verranno, se verranno, se saranno opportuni, solo dopo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
FADDA PAOLO (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Per una precisazione. L'emendamento, che condivido naturalmente, stabilisce che il finanziamento deve andare al Comune, quindi noi stiamo facendo un intervento di carattere sociale e non sanitario. Questa è la prima considerazione.
La seconda considerazione è che andremo a delle strutture, adesso vedremo, condivido anche quanto ha detto l'onorevole Petrini, a livello sperimentale, cioè vediamo davvero nel realizzare uno o due centri di accoglienza, bisognerà vedere anche lo stanziamento se sarà sufficiente, se una prima risposta in termini sociali può essere data a questo dramma. Quindi l'impegno che prende la Giunta regionale su questo argomento è di lasciare questo finanziamento in termini sociali e non sanitari, e di iniziare in termini sperimentali una iniziativa che potrà in seguito dare risposte ad altri territori perché senza dubbio questa non è una somma che può in termini generali risolvere il problema in Sardegna. Solo per questo e per ribadire che la Giunta condivide l'emendamento presentato.
PRESIDENTE. Se mi consentite un'integrazione all'interpretazione regolamentare che è stata data prima e anche per evitare ulteriori problematiche interpretative sulla votazione a scrutino segreto e le dichiarazioni di voto, io ribadisco la mia interpretazione di prima, però faccio appello e questo lo pongo nel senso che lo chiederò sarà cura mia e dei colleghi Zucca e Milia quando presiederanno dire in apertura di dichiarazioni, cioè nel proclamare le votazioni, chiedere a chi intende richiedere lo scrutinio segreto di chiederlo subito per evitare che ci siano anche tra di noi, come è successo prima, differenze di interpretazioni e per consentire che lo spirito del Regolamento sia salvaguardato nella sua sostanza, che alcuni dichiarano il voto, altri non lo dichiarano, eccetera. Chiedo scusa, l'onorevole Scano mi ha passato una nota sull'emendamento numero 78. Solo per un chiarimento sull'emendamento numero 78 do la parola all'assessore Scano.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta ha espresso un parere contrario col mio precedente intervento. Io tuttavia ho sentito l'esigenza di un supplemento di istruttoria che ho compiuto sentendo l'Assessore dell'ambiente, e risulta, a me questa cosa sfuggiva, non la ricordavo bene, che c'era stato un impegno della Giunta in aula nella finanziaria dell'anno scorso. Ho detto prima che si tratta di una questione seria, non può trovare accoglimento ora per i motivi che io ho detto prima, tuttavia io credo che siccome gli impegni assunti dagli Eesecutivi devono essere, quando è possibile, onorati, nel quadro l'Assessore dell'ambiente diceva: io ho necessità di rimodulare per quanto riguarda quella destinazione il programma e nel piano la questione del fiume Mannu può essere inserita, la questione S'Isca. Se occorressero risorse, se si provvederà nell'esercizio finanziario, io credo che sia buona amministrazione rispettare gli impegni assunti e chiedo se l'emendamento può essere ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Ringrazio gli Assessori dell'ambiente e della programmazione per la loro sensibilità. Accolgo favorevolmente la proposta ritirando l'emendamento.
PRESIDENTE L'emendamento numero 78 è ritirato. Siamo in sede di votazione, voteremo prima l'emendamento soppressivo parziale numero 61 poi l'articolo e quindi gli emendamenti numero 139 e 147. Dicevo prima che a completamento della mia precedente interpretazione mentre la ribadisco, credo che possiamo concordare, salvaguardando lo spirito del Regolamento, che chi intende chiedere lo scrutinio segreto lo faccia, io mi premurerò di ricordarlo, sperando di ricordarmi io stesso, all'inizio della proclamazione delle votazioni, in modo da evitare che ci sia una parte di dichiarazioni e una parte no.
Scusate, gli emendamenti numero 61 e 78 sono stati ritirati. L'81 è sostituito dal 139, rimane il numero 147. Quindi metto prima in votazione l'articolo 10 e poi gli emendamenti aggiuntivi.
Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Sull'articolo 10 a nome del Gruppo chiedo lo scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 10.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 62
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 40
contrari 22
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Non avendo potuto votare col dispositivo elettronico, a causa di un disguido tecnico, il PRESIDENTE SELIS, dichiara di dover essere considerato astenuto.)
Ribadisco la mia astensione che non compare nel tabellone per un problema tecnico.
Metto in votazione l'emendamento numero 139. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 147. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
I lavori riprenderanno alle ore 15 e 30.
La seduta è tolta alle ore 14 e 02.
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