Seduta n.41 del 24/02/2000
XLI SEDUTA
GIOVEDI' 24 FEBBRAIO 2000
(POMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente SPISSU
La seduta è aperta alle ore 16 e 20.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 22 febbraio 2000 (37), che è approvato.
Sul RegolamentoPRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente Spissu, mi spiace interrompere l'ordinario svolgimento dei lavori, ma pongo una pregiudiziale ai sensi dell'articolo 82 del Regolamento. Io credo, infatti, che in questo momento vi siano da parte di alcuni di noi dubbi sulla regolarità di costituzione di quest'Aula e delle sue articolazioni. Infatti, oggi è stata depositata, con valore esecutivo, la sentenza che fa chiarezza sulla costruzione artata e artefatta di una maggioranza che, per di più, voleva utilizzare come copertura un patrimonio storico, ideale e politico che non le apparteneva.
Alle 13 e 30 è stato depositato alla Segreteria generale di questo Consiglio, all'attenzione del Presidente, il testo di questa sentenza che cancella l'esistenza del Partito Popolare Sardo, dichiarando l'illegittimità e l'improprietà dell'uso di questo nome. Dico questo con molta serenità, così come dico che c'è una fondata presunzione di costituzione irregolare di questa Assemblea in questo momento, non perché sia in preda a una esigenza propagandistica, e neppure a un'ansia di rivalsa, ma perché a monte di questa mia valutazione stanno alcuni elementi concreti.
Il primo di questi elementi è una nota del 21 dicembre '99, redatta dalla Segreteria generale di questo Consiglio, su incarico della Presidenza del Consiglio, nella quale si dice che nessun tipo di obiezione può essere mossa all'interno di questo consesso che abbia attinenza col diritto in senso lato, e specificamente col diritto amministrativo, perché in quest'Aula vige un diritto parlamentare.
Non so di che cosa si tratti, al di là delle materie che non sono trattate, ma è un modo come un altro per dire che ciò che ha anche un rapporto con il fatto politico costitutivo di questa Assemblea e della sua rappresentatività è un valore che è rilevante in quest'Aula, se di diritto parlamentare vogliamo parlare, al di là del Regolamento. E questa è una dichiarazione ufficiale della Segreteria generale di questo Consiglio.
Ma vorrei dire che altre ragioni stanno nella rilevanza che questo fatto ha assunto nelle stesse dichiarazioni rese dal presidente Floris il 23 novembre dello scorso anno in quest'Aula quando, volendo con abilità arrampicarsi sugli specchi, definì l'esito di un tradimento come l'ipotesi di costituzione di un cosiddetto laboratorio politico per l'Italia. Queste sono dichiarazioni rese pubblicamente dal Presidente in quest'Aula, che non possono restare prive di conseguenze.
Il laboratorio è stato raso al suolo e, dunque, qualche rilevanza deve avere per quest'Aula questa novità che, agendo sul piano politico, ci domanda, se questa operazione di cosmesi scellerata (nel rispetto del termine che è proprio del genere femminile), che è stata fatta a questa maggioranza per un fatto esclusivo di potere, può far sottacere il diritto mio e di tutti i colleghi di sapere chi siede in quest'Aula a che titolo lo fa, in nome e per conto di chi agisce, e per di più se è rappresentante di una Giunta. Lo vorrebbe sapere tutto il popolo sardo.
A me non interessa Assessore Pittalis - lei è del mestiere - che ci sia da parte sua una accentuazione di…
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Neanche a me interessa quello che sta dicendo lei!
FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Vai a fare i comizi fuori di qui! A che titolo stai parlando? Avete perso la testa, bisogna saper perdere!
FADDA (Popolari-P.S.). Ma chi è il Presidente del Consiglio, qui? Non ha titolo, presidente Floris, per interrompere. Non ha titolo!
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, la prego. Onorevole Sanna, prosegua, e invito i colleghi a lasciar svolgere l'intervento.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Io sto ponendo una questione pregiudiziale. Lasciate che completi l'intervento, poi darete i giudizi che vorrete. D'altra parte in quest'Aula mi sono abituato a non portare appresso il libro che contiene il Regolamento, perché questo libro non serve a niente dato che fate le regole secondo le vostre comodità. Comunque, se mi consentite di esprimermi compiutamente perché io non ho mai interrotto nessuno...
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Cosa stai esprimendo?
GIAGU (Popolari-P.S.). Vuoi esprimerti solo tu, Assessore Pittalis? Lascia parlare il collega.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, per cortesia, l'oratore sta intervenendo per una questione pregiudiziale, lasciamogli finire l'intervento.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Non solo, dicevo, il presidente Floris ha dato rilevanza e sostanza…
(Interruzioni)
CUGINI (D.S.-F.D.). Non protesta Ladu e protesti tu? Se Ladu sta zitto perché intervieni tu?
FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Vogliamo sapere di che cosa sta parlando. Sta parlando di me, anch'io parlo di lui.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). E parli di me, che problema c'è? Io ho ripreso dei passi delle dichiarazioni programmatiche dell'onorevole Floris, questo non mi sembra costituisca un abuso, trattandosi di dichiarazioni sulle quali anche io, non solo l'intero Consiglio, o la Sardegna, posso esprimere delle valutazioni. Chi riveste queste cariche ha oneri e onori.
Dicevo, non solo il presidente Floris, ma anche l'onorevole Serrenti (guarda caso, è sempre in quest'aula quando non serve e mai quando serve, ma noi gli avevamo richiesto un tipo diverso di dimissioni, molto più chiare ed evidenti), sempre su nostra richiesta certifica con lettere scritte e protocollate in data 30 novembre 1999 la costituzione e l'insediamento delle Commissioni permanenti, dando rilevanza e sostanza al fantomatico Gruppo del Partito Popolare Sardo.
Non mi dilungo, ma siccome in politica e all'internodelle assemblee parlamentari non si può accettare la logica corrente che denomina come"nn" i cosiddetti figli di nessuno, noi abbiamo necessità di comprendere, e quindi chiediamo che sia accertato, se questa Assemblea, in ragione dei fatti che hanno portato alla formazione di una maggioranza e di una opposizione, sia legittimamente costituita o se, a seguito di questa sentenza, non si debbano approfondire realmente i presupposti in base ai quali si legittimano alcune persone a ricoprire cariche in nome e per conto di partiti che non esistono.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, le questioni che lei ha sollevato, e sulle quali chiede un approfondimento, verranno naturalmente approfondite dalla Presidenza e saranno riscontrati gli elementi su cui lei ha incentrato il suo intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Se l'argomento è chiuso con il suo intervento io dichiaro di rinunciare al mio intervento. Nell'ipotesi, invece, in cui l'argomento non fosse chiuso chiederei di poter parlare.
PRESIDENTE. Era una domanda?
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sì, era una domanda, Presidente.
PRESIDENTE. Non abbiamo aperto il dibattito su una questione pregiudiziale sollevata dall'onorevole Sanna.
L'onorevole Sanna, intervenendo a termini di Regolamento su una questione pregiudiziale, ha richiesto a questa Presidenza di approfondire i problemi da lui posti. Quindi, se lei intende intervenire a termini di Regolamento sull'ordine dei lavori o altro, va bene, ma sulla questione sollevata dall'onorevole Sanna non è stata aperta alcuna discussione.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, io vorrei far notare che i richiami pregiudiziali sono quelli stabiliti dall'articolo 82 del Regolamento, e possono riguardare l'ordine del giorno, il Regolamento o la priorità delle votazioni. Quindi ritengo che il problema sollevato dall'onorevole Sanna non possa essere posto ai sensi dell'articolo 82 del Regolamento, e che la Presidenza in questo senso si debba pronunciare.
PRESIDENTE. La questione pregiudiziale posta concerne il Regolamento; sulla questione la Presidenza si riserva di effettuare tutti gli approfondimenti che sono necessari, e che sono stati richiesti.
La materia è assolutamente nuova in quanto si fa riferimento ad una sentenza appena depositata, reputo quindi corretto che questa Presidenza, dopo aver assunto tutti gli elementi informativi, esprima una sua valutazione.
Per fatto personalePRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fois. Ne ha facoltà.
FOIS (P.P.S.). Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole Fois, ci dica qual è il fatto personale, ma le ricordo che gli interventi per fatto personale devono comunque essere trattati a fine seduta. Sto ricordando questo a tutti i colleghi.
FOIS (P.P.S.). Abbia pazienza, mi pare che quanto detto dal consigliere Sanna meriti un attimino di attenzione.
Parlo per fatto personale nella mia qualità di componente e Presidente del Gruppo del quale il consigliere Sanna ha testè parlato.
Noi non conosciamo le motivazioni della sentenza, mentre ci risulta che loro le conoscano da tempo.
CUGINI (D.S.-F.D.). Questa è un'altra cosa!
FOIS (P.P.S.). Questa è un'altra cosa, però sicuramente…
PRESIDENTE. Il fatto personale, onorevole Fois.
FOIS (P.P.S.). Presidente, stento a credere che nella motivazione…
COGODI (R.C.). Se è aperto il dibattito, voglio parlare.
FOIS (P.P.S.). Presidente, stento a credere che nella motivazione si parli, come ha detto il consigliere Sanna, di una "maggioranza artefatta".
A noi la sentenza non è stata ancora notificata quindi, non conoscendo le motivazioni, non siamo in grado di esprimere valutazioni. Dichiaro comunque che ci atterremo con rigore a quanto stabilito dalla sentenza, e nelle prossime ore faremo il possibile per non disturbare il cammino di alcuno, ma soprattutto per garantire il nostro.
PRESIDENTE. Come lei stesso, onorevole Fois, ha sottolineato, mancano gli elementi di informazione e di conoscenza per una valutazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda Paolo per fatto personale. Ci spiega qual è il fatto personale?
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, adesso mi spiego. L'onorevole Fois ha reso delle dichiarazioni che io considero gravissime ed offensive. Lui ha dichiarato che da tempo noi conoscevamo…
FOIS (P.P.S.). Intendevo dire in termini di ore, cioè molte ore prima di noi, diretti interessati.
LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Per la precisione da ieri mattina.
PRESIDENTE. La prego onorevole Ladu. Onorevole Fadda, espliciti il fatto personale, prego.
LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Comunque, auguri, sei morto lo stesso politicamente.
PRESIDENTE. La prego onorevole Ladu.
FADDA (Popolari-P.S.). Credo che le affermazioni del collega Fois siano davvero gravi, anzi sono soprattutto illazioni che l'onorevole Fois, se è uomo d'onore, dovrebbe documentare...
PRESIDENTE. Il fatto personale, onorevole Fadda, la prego.
FADDA (Popolari-P.S.). Questo è il fatto personale, io mi sento offeso. LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Ma tu sei un magistrato?
FADDA (Popolari-P.S.). No, non sono un magistrato ma mi sento, io, offeso!
PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Fadda, la prego di concludere sul fatto personale perché dobbiamo proseguire i lavori. Prego i colleghi di non interloquire introducendo ulteriori elementi di confusione anziché di chiarezza.
FADDA (Popolari-P.S.). Desidero che l'onorevole Fois smentisca, ritiri o precisi le dichiarazioni che ha reso in quest'Aula, perché sono di una gravità incredibile!
FOIS (P.P.S.). Presidente, ho necessità di chiarire, perché mi sento offeso io.
PRESIDENTE. Non ritenevo, prima di queste interruzioni,che si dovesse aprire la discussione su questo punto, e confermo questa opinione. La prego, onorevole Fois, si accomodi.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione degli articoli del disegno di legge numero 21/A. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza, , per riferire sul lavoro della Commissione in merito al parere sugli emendamenti.
La SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la Terza commissione ha iniziato i suoi lavori stamattina per l'esame degli emendamenti su cui esprimere il parere ai sensi del comma 13 dell'articolo 84 del Regolamento. E ricordo che la Commissione ha all'ordine del giorno, come sappiamo, anche l'esame del disegno di legge concernente la proroga dell'esercizio provvisorio. Il compito della Commissione si è rivelato, immediatamente, abbastanza difficile per diversi motivi. Innanzitutto per il numero degli emendamenti che, come sappiamo, sono 280, per la complessità di alcuni di essi, e anche obiettivamente per i tempi limitati che l'Assemblea ha dato alla Commissione per esprimere il parere. Il comma 13 dice infatti che: "Gli emendamenti che comportino aumento di spesa o diminuzione di entrate sono trasmessi, appena presentati, alla Commissione finanze perché siano esaminati e valutati nelle loro conseguenze finanziarie. A tal fine il Presidente del Consiglio stabilisce il termine entro il quale deve essere espresso il parere della Commissione Finanze". Il termine scadeva alle ore 16 di questo pomeriggio.
L'esame degli emendamenti è stato comunque iniziato e si è cercato di trovare, nel clima politico che stiamo vivendo - che come vediamo bene non è tra i più sereni - di trovare un metodo che rispondesse anche a criteri di celerità, per poter effettivamente dare un parere su ciascuno degli emendamenti. Questo è stato possibile solo per alcuni, pochissimi, emendamenti sul totale dei 280.
La Commissione si rimette quindi all'Aula e alla sua Presidenza, chiedendo di valutare in primo luogo la possibilità che le venga concesso un ulteriore, congruo tempo per esaminare degli emendamenti così numerosi e complessi, oppure l'Assemblea anche in deroga al Regolamento, decida di prescindere da questo parere.
La Commissione si rimette perciò alle valutazioni dell'Aula e della Presidenza in ordine al prosieguo dei lavori, e ricordo ancora che la Commissione ha all'ordine del giorno anche il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, credo sia utile considerare almeno adesso, a posteriori, visto che non si è voluto prendere in considerazione prima, un fatto di evidenza solare, una questione elementare, e cioè che a voler forzare le cose oltre le leggi della fisica, non della logica, più che ottenere nulla, si ottiene un risultato disastroso. Il Presidente della Commissione, con garbo, ha riferito poc'anzi che si è tentato di lavorare in Commissione, e si è lavorato seriamente per quanto possibile nel tempo a disposizione. Il risultato è che su 279 emendamenti censiti (pare ce ne sia ancora qualcuno vagante), la Commissione ha potuto prendere in esame solo il primo, ed iniziare l'esame del secondo. Ma questo non perché la Commissione abbia perso tempo, ma puramente e semplicemente perché ha fatto onestamente quello che doveva fare, cioè avere contezza di quello che c'è scritto. Perché qui non stiamo scrivendo romanzi d'appendice; qui tutti noi, al di là delle maggioranze e delle opposizioni, al di là dei giochi e dei giochini, al di là dei singoli e dei Gruppi più o meno abusivi, arbitrari, fasulli, transgenici che si intromettono e si intersecano nell'organizzazione di questa Assemblea parlamentare, al di là di tutto questo ognuno di noi, singolarmente, è legislatore e ha il diritto e il dovere di capire che cosa scrive chiunque propone il suo contributo alla elaborazione di una legge. Per cui, che si discuta in Commissione o in Aula, non cambia il fatto che tutti i consiglieri o, nell'eventualità di una rinuncia generale, anche un solo consigliere potrebbe non rinunciare al suo diritto di conoscere e di capire, non accettando che alcuno con un sopruso glielo impedisca, il significato di ognuno dei fatti rilevanti che sono contenuti in questi volumi e che sono il contributo dei consiglieri alla formazione delle leggi, e la legge più importante della Regione è la legge finanziaria. Per cui non devono esistere atteggiamenti levantini, semplificatori, superficiali all'insegna del:"Andiamo in Aula, votiamo, tanto la maggioranza prevale di un voto". Non esistono maggioranze quando si tratta del diritto di comprendere quanto scrive e propone chi vuole fare le leggi.
Inoltre, badate, questo è il fascicolo degli emendamenti riordinati, ma riordinati in questi ultimi minuti, perché alla Commissione sono stati dati non ordinati in riferimento agli articoli ma solo nell'ordine di presentazione. Per ogni articolo bisognava ricercare quindi gli emendamenti ad esso riferiti. Ecco perché stamattina abbiamo detto che solo per leggere semplicemente il fascicolo non erano sufficienti quelle due, tre ore assegnate.
Certo, il Regolamento, quel Regolamento che non è di nessuna maggioranza, neppure di una minoranza, è di tutti e per tutti, parla di tempo strettamente necessario; , ma il "tempo strettamente necessario", non è un criterio arbitrario: un'ora, due ore. E' il tempo utile per consentire di non approvare nessuna norma di legge in questo Consiglio senza che si sia capito di che cosa si tratta.
Quindi, la Commissione, se volete, o l'Aula, se volete, leggerà gli emendamenti uno per uno, e per ogni riferimento legislativo, posto che nessuno qui è stato eletto per essere Pico della Mirandola ma per essere un legislatore serio e normale, per cui si dia il tempo necessario per capire di che cosa si tratta; oppure, l'abbiamo ripetuto questa mattina e lo stiamo dicendo da giorni, troviamo un modo per concordare quali emendamenti devono essere portati al confronto in quest'Aula e quali no. Ma per fare ciò ci vuole una volontà vera, non un annuncio di disponibilità a trattare non si capisce che cosa!
Egregi signori della Giunta, le libertà appartengono a tutti, perciò vi dico che non si indicono le conferenze stampa disertando poi i lavori della Commissione! La Commissione era riconvocata infatti alle ore quindici; i componenti della Commissione hanno rinunciato per questo impegno alla pausa per il pranzo, , ma alle ore 15 la Giunta ha convocato una conferenza stampa ed ha disertato i lavori della Commissione fino alle 16, ora di convocazione dell'Assemblea.
Ma io chiedo se qui il confronto avviene attraverso le conferenze stampa o avviene nell'Aula parlamentare. Se avviene attraverso le conferenze stampa io dico che ognuno di noi può chiedere di sospendere i lavori del Consiglio e convocare una conferenza stampa. C'è anche una mancanza di garbo in questi atteggiamenti. Si doveva disertare il lavoro della Commissione per tenere una conferenza stampa? L'Aula è riunita, il Consiglio è qui, la Giunta è presente, interviene, i giornalisti sono presenti. Perché forzare così le cose e voler dare questa impressione che attraverso la forzatura mass-mediatica si sovrappone la notizia fittizia alla verità, alla realtà delle cose?
Se così è, libertà per libertà, noi riteniamo che la prima delle libertà sia quella di comporre, di costruire, di deliberare le leggi della Regione comprendendo quello che stiamo facendo. Quindi chiediamo il tempo, come dice il Regolamento, strettamente necessario, non un attimo di più ma neppure un attimo di meno, per capire almeno che cosa contengono questi due volumi che arrivano al Consiglio regionale. Volete che sia la Commissione ad occuparsene? Decidete in tal senso. . Ritenete invece che la Commissione sia incapace, sia una Commissione di perditempo e di perdigiorno, o anche di perdinotte (se vi pare), saltate la Commissione in modo disinvolto. Serrenti rifissi pure il termine di due ore per un esame che si capiva benissimo non poteva essere fatto in due ore, la Giunta, continui a convocare le conferenze stampa nell'ora in cui dovrebbe essere presente in Commissione, fate quello che vi pare! Stiamo qui, però qui abbiamo il diritto di lavorare seriamente e questo diritto lo rivendichiamo.
Per cui decida la Presidenza, decida la maggioranza, questo lo può fare, se vuole stare in Aula o se vuole andare in Commissione. Decida se vuole affrontare questa discussione in questo modo, oppure se vuole tornare poco a poco sui suoi passi e trasferire in una proposta reale e concreta quel messaggio che viene portato all'esterno, attraverso le conferenze stampa, che non è veritiero, e cioè che volete agevolare il confronto per trovare punti di accordo sbloccando questa situazione. Se così è riunitevi quanto vi pare, il tempo che volete e decidete di dare una risposta ad alcune delle questioni che l'opposizione haposto, e che sono di merito, e non riguardano certo un miliardo per questo o quel gruppo, per quella finalità o per quel territorio.
Sulla domanda complessiva che è stata avanzata dalla Coalizione Autonomista, che non pretende di fare un altro bilancio ma di introdurre alcuni elementi significativi e modificativi, date una risposta, se volete darla, e si troverà modo di sbloccare, anche sotto il profilo dei tempi, ma soprattutto della qualità, questa vicenda. Diversamente noi rimarremo qui la mattina e la sera, per diversi giorni - e sarà una fatica per noi ma sarà soprattutto un danno per la Regione - a ripetere un discorso che era ovvio in questi giorni scorsi, era ovvio stamattina, è chiarissimo stasera. Vedete voi per quanto tempo dovremo ripeterlo.
PRESIDENTE. . Colleghi, la discussione mi pare sia ferma al punto su cui avevamo sospeso ieri sera; inoltre il Presidente della Commissione ha riferito sulla difficoltà di esaminare, in sede di Commissione appunto, la mole degli emendamenti.
Ritengo opportuno perciò convocare la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, a mio parere la sede più adatta, per decidere in quale modo procedere.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 50, viene ripresa alle ore 18 e 21.)
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi per la lunga sospensione resa necessaria dall'approfondimento di alcuni aspetti procedurali e regolamentari.
La Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso di chiudere i lavori dell'Aula, al fine di consentire la convocazione della Commissione bilancio per l'esame degli emendamenti. L'Aula inizierà l'esame degli articoli e degli emendamenti domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 18 e 23.
Allegati seduta
XLI SEDUTA
GIOVEDI' 24 FEBBRAIO 2000
(POMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente SPISSU
La seduta è aperta alle ore 16 e 20.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 22 febbraio 2000 (37), che è approvato.
Sul RegolamentoPRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente Spissu, mi spiace interrompere l'ordinario svolgimento dei lavori, ma pongo una pregiudiziale ai sensi dell'articolo 82 del Regolamento. Io credo, infatti, che in questo momento vi siano da parte di alcuni di noi dubbi sulla regolarità di costituzione di quest'Aula e delle sue articolazioni. Infatti, oggi è stata depositata, con valore esecutivo, la sentenza che fa chiarezza sulla costruzione artata e artefatta di una maggioranza che, per di più, voleva utilizzare come copertura un patrimonio storico, ideale e politico che non le apparteneva.
Alle 13 e 30 è stato depositato alla Segreteria generale di questo Consiglio, all'attenzione del Presidente, il testo di questa sentenza che cancella l'esistenza del Partito Popolare Sardo, dichiarando l'illegittimità e l'improprietà dell'uso di questo nome. Dico questo con molta serenità, così come dico che c'è una fondata presunzione di costituzione irregolare di questa Assemblea in questo momento, non perché sia in preda a una esigenza propagandistica, e neppure a un'ansia di rivalsa, ma perché a monte di questa mia valutazione stanno alcuni elementi concreti.
Il primo di questi elementi è una nota del 21 dicembre '99, redatta dalla Segreteria generale di questo Consiglio, su incarico della Presidenza del Consiglio, nella quale si dice che nessun tipo di obiezione può essere mossa all'interno di questo consesso che abbia attinenza col diritto in senso lato, e specificamente col diritto amministrativo, perché in quest'Aula vige un diritto parlamentare.
Non so di che cosa si tratti, al di là delle materie che non sono trattate, ma è un modo come un altro per dire che ciò che ha anche un rapporto con il fatto politico costitutivo di questa Assemblea e della sua rappresentatività è un valore che è rilevante in quest'Aula, se di diritto parlamentare vogliamo parlare, al di là del Regolamento. E questa è una dichiarazione ufficiale della Segreteria generale di questo Consiglio.
Ma vorrei dire che altre ragioni stanno nella rilevanza che questo fatto ha assunto nelle stesse dichiarazioni rese dal presidente Floris il 23 novembre dello scorso anno in quest'Aula quando, volendo con abilità arrampicarsi sugli specchi, definì l'esito di un tradimento come l'ipotesi di costituzione di un cosiddetto laboratorio politico per l'Italia. Queste sono dichiarazioni rese pubblicamente dal Presidente in quest'Aula, che non possono restare prive di conseguenze.
Il laboratorio è stato raso al suolo e, dunque, qualche rilevanza deve avere per quest'Aula questa novità che, agendo sul piano politico, ci domanda, se questa operazione di cosmesi scellerata (nel rispetto del termine che è proprio del genere femminile), che è stata fatta a questa maggioranza per un fatto esclusivo di potere, può far sottacere il diritto mio e di tutti i colleghi di sapere chi siede in quest'Aula a che titolo lo fa, in nome e per conto di chi agisce, e per di più se è rappresentante di una Giunta. Lo vorrebbe sapere tutto il popolo sardo.
A me non interessa Assessore Pittalis - lei è del mestiere - che ci sia da parte sua una accentuazione di…
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Neanche a me interessa quello che sta dicendo lei!
FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Vai a fare i comizi fuori di qui! A che titolo stai parlando? Avete perso la testa, bisogna saper perdere!
FADDA (Popolari-P.S.). Ma chi è il Presidente del Consiglio, qui? Non ha titolo, presidente Floris, per interrompere. Non ha titolo!
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, la prego. Onorevole Sanna, prosegua, e invito i colleghi a lasciar svolgere l'intervento.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Io sto ponendo una questione pregiudiziale. Lasciate che completi l'intervento, poi darete i giudizi che vorrete. D'altra parte in quest'Aula mi sono abituato a non portare appresso il libro che contiene il Regolamento, perché questo libro non serve a niente dato che fate le regole secondo le vostre comodità. Comunque, se mi consentite di esprimermi compiutamente perché io non ho mai interrotto nessuno...
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Cosa stai esprimendo?
GIAGU (Popolari-P.S.). Vuoi esprimerti solo tu, Assessore Pittalis? Lascia parlare il collega.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, per cortesia, l'oratore sta intervenendo per una questione pregiudiziale, lasciamogli finire l'intervento.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Non solo, dicevo, il presidente Floris ha dato rilevanza e sostanza…
(Interruzioni)
CUGINI (D.S.-F.D.). Non protesta Ladu e protesti tu? Se Ladu sta zitto perché intervieni tu?
FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Vogliamo sapere di che cosa sta parlando. Sta parlando di me, anch'io parlo di lui.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). E parli di me, che problema c'è? Io ho ripreso dei passi delle dichiarazioni programmatiche dell'onorevole Floris, questo non mi sembra costituisca un abuso, trattandosi di dichiarazioni sulle quali anche io, non solo l'intero Consiglio, o la Sardegna, posso esprimere delle valutazioni. Chi riveste queste cariche ha oneri e onori.
Dicevo, non solo il presidente Floris, ma anche l'onorevole Serrenti (guarda caso, è sempre in quest'aula quando non serve e mai quando serve, ma noi gli avevamo richiesto un tipo diverso di dimissioni, molto più chiare ed evidenti), sempre su nostra richiesta certifica con lettere scritte e protocollate in data 30 novembre 1999 la costituzione e l'insediamento delle Commissioni permanenti, dando rilevanza e sostanza al fantomatico Gruppo del Partito Popolare Sardo.
Non mi dilungo, ma siccome in politica e all'internodelle assemblee parlamentari non si può accettare la logica corrente che denomina come"nn" i cosiddetti figli di nessuno, noi abbiamo necessità di comprendere, e quindi chiediamo che sia accertato, se questa Assemblea, in ragione dei fatti che hanno portato alla formazione di una maggioranza e di una opposizione, sia legittimamente costituita o se, a seguito di questa sentenza, non si debbano approfondire realmente i presupposti in base ai quali si legittimano alcune persone a ricoprire cariche in nome e per conto di partiti che non esistono.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, le questioni che lei ha sollevato, e sulle quali chiede un approfondimento, verranno naturalmente approfondite dalla Presidenza e saranno riscontrati gli elementi su cui lei ha incentrato il suo intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Se l'argomento è chiuso con il suo intervento io dichiaro di rinunciare al mio intervento. Nell'ipotesi, invece, in cui l'argomento non fosse chiuso chiederei di poter parlare.
PRESIDENTE. Era una domanda?
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sì, era una domanda, Presidente.
PRESIDENTE. Non abbiamo aperto il dibattito su una questione pregiudiziale sollevata dall'onorevole Sanna.
L'onorevole Sanna, intervenendo a termini di Regolamento su una questione pregiudiziale, ha richiesto a questa Presidenza di approfondire i problemi da lui posti. Quindi, se lei intende intervenire a termini di Regolamento sull'ordine dei lavori o altro, va bene, ma sulla questione sollevata dall'onorevole Sanna non è stata aperta alcuna discussione.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, io vorrei far notare che i richiami pregiudiziali sono quelli stabiliti dall'articolo 82 del Regolamento, e possono riguardare l'ordine del giorno, il Regolamento o la priorità delle votazioni. Quindi ritengo che il problema sollevato dall'onorevole Sanna non possa essere posto ai sensi dell'articolo 82 del Regolamento, e che la Presidenza in questo senso si debba pronunciare.
PRESIDENTE. La questione pregiudiziale posta concerne il Regolamento; sulla questione la Presidenza si riserva di effettuare tutti gli approfondimenti che sono necessari, e che sono stati richiesti.
La materia è assolutamente nuova in quanto si fa riferimento ad una sentenza appena depositata, reputo quindi corretto che questa Presidenza, dopo aver assunto tutti gli elementi informativi, esprima una sua valutazione.
Per fatto personalePRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fois. Ne ha facoltà.
FOIS (P.P.S.). Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole Fois, ci dica qual è il fatto personale, ma le ricordo che gli interventi per fatto personale devono comunque essere trattati a fine seduta. Sto ricordando questo a tutti i colleghi.
FOIS (P.P.S.). Abbia pazienza, mi pare che quanto detto dal consigliere Sanna meriti un attimino di attenzione.
Parlo per fatto personale nella mia qualità di componente e Presidente del Gruppo del quale il consigliere Sanna ha testè parlato.
Noi non conosciamo le motivazioni della sentenza, mentre ci risulta che loro le conoscano da tempo.
CUGINI (D.S.-F.D.). Questa è un'altra cosa!
FOIS (P.P.S.). Questa è un'altra cosa, però sicuramente…
PRESIDENTE. Il fatto personale, onorevole Fois.
FOIS (P.P.S.). Presidente, stento a credere che nella motivazione…
COGODI (R.C.). Se è aperto il dibattito, voglio parlare.
FOIS (P.P.S.). Presidente, stento a credere che nella motivazione si parli, come ha detto il consigliere Sanna, di una "maggioranza artefatta".
A noi la sentenza non è stata ancora notificata quindi, non conoscendo le motivazioni, non siamo in grado di esprimere valutazioni. Dichiaro comunque che ci atterremo con rigore a quanto stabilito dalla sentenza, e nelle prossime ore faremo il possibile per non disturbare il cammino di alcuno, ma soprattutto per garantire il nostro.
PRESIDENTE. Come lei stesso, onorevole Fois, ha sottolineato, mancano gli elementi di informazione e di conoscenza per una valutazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda Paolo per fatto personale. Ci spiega qual è il fatto personale?
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, adesso mi spiego. L'onorevole Fois ha reso delle dichiarazioni che io considero gravissime ed offensive. Lui ha dichiarato che da tempo noi conoscevamo…
FOIS (P.P.S.). Intendevo dire in termini di ore, cioè molte ore prima di noi, diretti interessati.
LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Per la precisione da ieri mattina.
PRESIDENTE. La prego onorevole Ladu. Onorevole Fadda, espliciti il fatto personale, prego.
LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Comunque, auguri, sei morto lo stesso politicamente.
PRESIDENTE. La prego onorevole Ladu.
FADDA (Popolari-P.S.). Credo che le affermazioni del collega Fois siano davvero gravi, anzi sono soprattutto illazioni che l'onorevole Fois, se è uomo d'onore, dovrebbe documentare...
PRESIDENTE. Il fatto personale, onorevole Fadda, la prego.
FADDA (Popolari-P.S.). Questo è il fatto personale, io mi sento offeso. LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Ma tu sei un magistrato?
FADDA (Popolari-P.S.). No, non sono un magistrato ma mi sento, io, offeso!
PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Fadda, la prego di concludere sul fatto personale perché dobbiamo proseguire i lavori. Prego i colleghi di non interloquire introducendo ulteriori elementi di confusione anziché di chiarezza.
FADDA (Popolari-P.S.). Desidero che l'onorevole Fois smentisca, ritiri o precisi le dichiarazioni che ha reso in quest'Aula, perché sono di una gravità incredibile!
FOIS (P.P.S.). Presidente, ho necessità di chiarire, perché mi sento offeso io.
PRESIDENTE. Non ritenevo, prima di queste interruzioni,che si dovesse aprire la discussione su questo punto, e confermo questa opinione. La prego, onorevole Fois, si accomodi.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione degli articoli del disegno di legge numero 21/A. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza, , per riferire sul lavoro della Commissione in merito al parere sugli emendamenti.
La SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la Terza commissione ha iniziato i suoi lavori stamattina per l'esame degli emendamenti su cui esprimere il parere ai sensi del comma 13 dell'articolo 84 del Regolamento. E ricordo che la Commissione ha all'ordine del giorno, come sappiamo, anche l'esame del disegno di legge concernente la proroga dell'esercizio provvisorio. Il compito della Commissione si è rivelato, immediatamente, abbastanza difficile per diversi motivi. Innanzitutto per il numero degli emendamenti che, come sappiamo, sono 280, per la complessità di alcuni di essi, e anche obiettivamente per i tempi limitati che l'Assemblea ha dato alla Commissione per esprimere il parere. Il comma 13 dice infatti che: "Gli emendamenti che comportino aumento di spesa o diminuzione di entrate sono trasmessi, appena presentati, alla Commissione finanze perché siano esaminati e valutati nelle loro conseguenze finanziarie. A tal fine il Presidente del Consiglio stabilisce il termine entro il quale deve essere espresso il parere della Commissione Finanze". Il termine scadeva alle ore 16 di questo pomeriggio.
L'esame degli emendamenti è stato comunque iniziato e si è cercato di trovare, nel clima politico che stiamo vivendo - che come vediamo bene non è tra i più sereni - di trovare un metodo che rispondesse anche a criteri di celerità, per poter effettivamente dare un parere su ciascuno degli emendamenti. Questo è stato possibile solo per alcuni, pochissimi, emendamenti sul totale dei 280.
La Commissione si rimette quindi all'Aula e alla sua Presidenza, chiedendo di valutare in primo luogo la possibilità che le venga concesso un ulteriore, congruo tempo per esaminare degli emendamenti così numerosi e complessi, oppure l'Assemblea anche in deroga al Regolamento, decida di prescindere da questo parere.
La Commissione si rimette perciò alle valutazioni dell'Aula e della Presidenza in ordine al prosieguo dei lavori, e ricordo ancora che la Commissione ha all'ordine del giorno anche il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, credo sia utile considerare almeno adesso, a posteriori, visto che non si è voluto prendere in considerazione prima, un fatto di evidenza solare, una questione elementare, e cioè che a voler forzare le cose oltre le leggi della fisica, non della logica, più che ottenere nulla, si ottiene un risultato disastroso. Il Presidente della Commissione, con garbo, ha riferito poc'anzi che si è tentato di lavorare in Commissione, e si è lavorato seriamente per quanto possibile nel tempo a disposizione. Il risultato è che su 279 emendamenti censiti (pare ce ne sia ancora qualcuno vagante), la Commissione ha potuto prendere in esame solo il primo, ed iniziare l'esame del secondo. Ma questo non perché la Commissione abbia perso tempo, ma puramente e semplicemente perché ha fatto onestamente quello che doveva fare, cioè avere contezza di quello che c'è scritto. Perché qui non stiamo scrivendo romanzi d'appendice; qui tutti noi, al di là delle maggioranze e delle opposizioni, al di là dei giochi e dei giochini, al di là dei singoli e dei Gruppi più o meno abusivi, arbitrari, fasulli, transgenici che si intromettono e si intersecano nell'organizzazione di questa Assemblea parlamentare, al di là di tutto questo ognuno di noi, singolarmente, è legislatore e ha il diritto e il dovere di capire che cosa scrive chiunque propone il suo contributo alla elaborazione di una legge. Per cui, che si discuta in Commissione o in Aula, non cambia il fatto che tutti i consiglieri o, nell'eventualità di una rinuncia generale, anche un solo consigliere potrebbe non rinunciare al suo diritto di conoscere e di capire, non accettando che alcuno con un sopruso glielo impedisca, il significato di ognuno dei fatti rilevanti che sono contenuti in questi volumi e che sono il contributo dei consiglieri alla formazione delle leggi, e la legge più importante della Regione è la legge finanziaria. Per cui non devono esistere atteggiamenti levantini, semplificatori, superficiali all'insegna del:"Andiamo in Aula, votiamo, tanto la maggioranza prevale di un voto". Non esistono maggioranze quando si tratta del diritto di comprendere quanto scrive e propone chi vuole fare le leggi.
Inoltre, badate, questo è il fascicolo degli emendamenti riordinati, ma riordinati in questi ultimi minuti, perché alla Commissione sono stati dati non ordinati in riferimento agli articoli ma solo nell'ordine di presentazione. Per ogni articolo bisognava ricercare quindi gli emendamenti ad esso riferiti. Ecco perché stamattina abbiamo detto che solo per leggere semplicemente il fascicolo non erano sufficienti quelle due, tre ore assegnate.
Certo, il Regolamento, quel Regolamento che non è di nessuna maggioranza, neppure di una minoranza, è di tutti e per tutti, parla di tempo strettamente necessario; , ma il "tempo strettamente necessario", non è un criterio arbitrario: un'ora, due ore. E' il tempo utile per consentire di non approvare nessuna norma di legge in questo Consiglio senza che si sia capito di che cosa si tratta.
Quindi, la Commissione, se volete, o l'Aula, se volete, leggerà gli emendamenti uno per uno, e per ogni riferimento legislativo, posto che nessuno qui è stato eletto per essere Pico della Mirandola ma per essere un legislatore serio e normale, per cui si dia il tempo necessario per capire di che cosa si tratta; oppure, l'abbiamo ripetuto questa mattina e lo stiamo dicendo da giorni, troviamo un modo per concordare quali emendamenti devono essere portati al confronto in quest'Aula e quali no. Ma per fare ciò ci vuole una volontà vera, non un annuncio di disponibilità a trattare non si capisce che cosa!
Egregi signori della Giunta, le libertà appartengono a tutti, perciò vi dico che non si indicono le conferenze stampa disertando poi i lavori della Commissione! La Commissione era riconvocata infatti alle ore quindici; i componenti della Commissione hanno rinunciato per questo impegno alla pausa per il pranzo, , ma alle ore 15 la Giunta ha convocato una conferenza stampa ed ha disertato i lavori della Commissione fino alle 16, ora di convocazione dell'Assemblea.
Ma io chiedo se qui il confronto avviene attraverso le conferenze stampa o avviene nell'Aula parlamentare. Se avviene attraverso le conferenze stampa io dico che ognuno di noi può chiedere di sospendere i lavori del Consiglio e convocare una conferenza stampa. C'è anche una mancanza di garbo in questi atteggiamenti. Si doveva disertare il lavoro della Commissione per tenere una conferenza stampa? L'Aula è riunita, il Consiglio è qui, la Giunta è presente, interviene, i giornalisti sono presenti. Perché forzare così le cose e voler dare questa impressione che attraverso la forzatura mass-mediatica si sovrappone la notizia fittizia alla verità, alla realtà delle cose?
Se così è, libertà per libertà, noi riteniamo che la prima delle libertà sia quella di comporre, di costruire, di deliberare le leggi della Regione comprendendo quello che stiamo facendo. Quindi chiediamo il tempo, come dice il Regolamento, strettamente necessario, non un attimo di più ma neppure un attimo di meno, per capire almeno che cosa contengono questi due volumi che arrivano al Consiglio regionale. Volete che sia la Commissione ad occuparsene? Decidete in tal senso. . Ritenete invece che la Commissione sia incapace, sia una Commissione di perditempo e di perdigiorno, o anche di perdinotte (se vi pare), saltate la Commissione in modo disinvolto. Serrenti rifissi pure il termine di due ore per un esame che si capiva benissimo non poteva essere fatto in due ore, la Giunta, continui a convocare le conferenze stampa nell'ora in cui dovrebbe essere presente in Commissione, fate quello che vi pare! Stiamo qui, però qui abbiamo il diritto di lavorare seriamente e questo diritto lo rivendichiamo.
Per cui decida la Presidenza, decida la maggioranza, questo lo può fare, se vuole stare in Aula o se vuole andare in Commissione. Decida se vuole affrontare questa discussione in questo modo, oppure se vuole tornare poco a poco sui suoi passi e trasferire in una proposta reale e concreta quel messaggio che viene portato all'esterno, attraverso le conferenze stampa, che non è veritiero, e cioè che volete agevolare il confronto per trovare punti di accordo sbloccando questa situazione. Se così è riunitevi quanto vi pare, il tempo che volete e decidete di dare una risposta ad alcune delle questioni che l'opposizione haposto, e che sono di merito, e non riguardano certo un miliardo per questo o quel gruppo, per quella finalità o per quel territorio.
Sulla domanda complessiva che è stata avanzata dalla Coalizione Autonomista, che non pretende di fare un altro bilancio ma di introdurre alcuni elementi significativi e modificativi, date una risposta, se volete darla, e si troverà modo di sbloccare, anche sotto il profilo dei tempi, ma soprattutto della qualità, questa vicenda. Diversamente noi rimarremo qui la mattina e la sera, per diversi giorni - e sarà una fatica per noi ma sarà soprattutto un danno per la Regione - a ripetere un discorso che era ovvio in questi giorni scorsi, era ovvio stamattina, è chiarissimo stasera. Vedete voi per quanto tempo dovremo ripeterlo.
PRESIDENTE. . Colleghi, la discussione mi pare sia ferma al punto su cui avevamo sospeso ieri sera; inoltre il Presidente della Commissione ha riferito sulla difficoltà di esaminare, in sede di Commissione appunto, la mole degli emendamenti.
Ritengo opportuno perciò convocare la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, a mio parere la sede più adatta, per decidere in quale modo procedere.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 50, viene ripresa alle ore 18 e 21.)
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi per la lunga sospensione resa necessaria dall'approfondimento di alcuni aspetti procedurali e regolamentari.
La Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso di chiudere i lavori dell'Aula, al fine di consentire la convocazione della Commissione bilancio per l'esame degli emendamenti. L'Aula inizierà l'esame degli articoli e degli emendamenti domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 18 e 23.
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