Seduta n.232 del 11/11/1997
CCXXXII SEDUTA
(Pomeridiana)
Martedì 11 novembre 1997
Presidenza del Presidente SELIS
La seduta è aperta alle ore 17 e 33.
CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 6 novembre 1997, che è approvato.
Discussione degli articoli e approvazione del testo unificato delle proposte di legge Fantola - Lippi- Marteddu - Dettori Bruno - Floris - Loddo: "Modifiche alla legge regionale 6 marzo 1979, n. 7 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna) e successive modificazioni" (291) e Scano - Berria - Cugini - Ghirra - Dettori Ivana - Zucca - Busonera - Cherchi - Cucca - Diana - Falconi - Fois Paolo - Marrocu - Obino - Sanna Salvatore - Usai Pietro: "Modifica delle norme per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna" (337)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione degli articoli del testo unificato della proposte di legge numero 291 e 337.
Comunico ai colleghi che si voterà naturalmente secondo una prassi ormai consolidata col sistema elettronico. Se prestate un momento di attenzione vi comunico il metodo di votazione che è stato proposto alla Conferenza dei Capigruppo dalla Presidenza e con la Conferenza dei Capigruppo è stato accettato. Lo dico perché, siccome siamo in presenza di una legge di un articolo e di 60 emendamenti, comprenderete che c'è un meccanismo da decidere e che vorrei enunciare all'inizio.
Onorevole Lippi, poi non ripeterò più il sistema di votazione, perché una volta che siamo nell'ambito degli emendamenti per ripetere ci vuole tantissimo. Allora, prestatemi un minuto di attenzione. Dicevo, siamo in presenza di una legge di un solo articolo, naturalmente oltre il titolo, e 60 emendamenti. Questi 60 emendamenti si è proceduto a raggrupparli in blocchi omogenei, caratterizzati ciascuno da un distinto principio emendativo, e si propone che ciascun blocco di emendamenti sia letto, illustrato, discusso e votato separatamente. Per comprendere che cosa questo significa c'è qua anche uno schemino che chi vuole può ritirare al banco. Faccio presente, ne abbiamo già parlato in Conferenza dei Capigruppo, che il titolo sarà votato con l'avvertenza che la sua approvazione non preclude l'esame di alcun emendamento e che se del caso il titolo sarà modificato in sede di coordinamento finale. In applicazione di tale criterio, l'emendamento numero 49 al titolo deve considerarsi dipendente dall'emendamento numero 50 e ne seguirà la sorte.
Iniziando la discussione, lo dico a titolo esemplificativo, dicevo prima che gli emendamenti sono stati raggruppati in pacchetti omogenei, ogni pacchetto è retto in qualche modo da un emendamento capostipite, se cade questo emendamento, evidentemente decadono e vengono ritirati anche gli altri. A titolo di esempio, un primo pacchetto di emendamenti che abbiamo connotato come pacchetto Bonesu, è retto dall'emendamento numero 4, se passa l'emendamento numero 4, si votano anche i successivi, se non dovesse passare è evidente che viene meno la ratio degli altri. Quindi questi emendamenti sono stati raggruppati secondo uno schema che voi avete per le mani. Entriamo nel merito della discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Chiedo scusa Presidente. Non trovo indicato nello schema l'emendamento numero 18.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 18 è stato ritirato. Però siccome la legge è complessa, se non c'è un po' di ordine non si riesce ad andare avanti, si può votare così anche casualmente, ma vi prego di stare seduti.
Si dia lettura del Titolo.
CONCAS, Segretaria:
Titolo
Disciplina del secondo turno di votazione per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna.
PRESIDENTE. Al Titolo sono stati presentati una molteplicità di emendamenti organizzati, come dicevo prima, secondo gruppi omogenei. Il primo gruppo omogeneo è il pacchetto che abbiamo chiamato "Pacchetto Bonesu" ed è formato dagli emendamenti 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16. Diamo prima lettura di questi emendamenti, e poi vediamo quelli dei pacchetti successivi. Quindi diamo lettura in particolare dell'emendamento numero 4 e più rapidamente degli emendamenti successivi.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi, sia al presentatore che ai colleghi a livello di metodo, siccome sono stati organizzati per pacchetti io vi proporrei di leggere l'emendamento capostipite reggente, diamo per letti gli altri, e gli altri li leggiamo solamente nel caso in cui si debba passare a votarli.
Ha domandato di parlare il consigliere Ballero. Ne ha facoltà.
BALLERO (Progr. S.F.D.). Presidente, sull'ordine dei lavori. Io vorrei capire in che modo è considerata la dipendenza, sulla base di questo specchietto, di tutti gli altri dal primo indicato con il cerchietto perché ci sono sicuramente e io ne ho visto per caso alcuni, alcuni emendamenti che sono indicati come conseguenti e che votati interamente o votati per parti possono avere vita autonoma indipendentemente dall'esito dell'emendamento votato col cerchietto.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, allora, la filosofia è questa. Gli emendamenti sono stati raggruppati in pacchetti, ci sembra che ogni pacchetto omogeneo sia retto da un emendamento capostipite. Se passa l'emendamento capostipite naturalmente si possono votare quelli che conseguono. Se non passa, io credo che gli altri decadano e quindi possono essere ritirati. Un attimo, stiamo cercando... io sto richiamando la vostra attenzione perché so che non è facilissimo. Allora nel caso del pacchetto Bonesu l'emendamento capofila è l'emendamento numero 4. Poi si passa agli emendamenti del gruppo Secci, del pacchetto Secci e più si vota l'emendamento numero 37 che è autonomo, il 38 e se passa il 38 si continuano a votare il 39, 40, 41, 42, 43, 44, 46, 48. Se il 38 non passa viene meno la ragione degli altri, poi il 45 e il 47 si votano autonomamente, poi c'è il pacchetto Balia che è retto dall'emendamento numero 50. Se passa l'emendamento numero 50 si votano quelli che vedete indicati in seguito, se non passa l'emendamento numero 50 anche questi dovrebbero a rigor di logica venir meno. Però ci può essere, questo è il caso a cui faceva riferimento l'onorevole Ballero, ci può essere qualche emendamento che nonostante venga bocciato l'emendamento capostipite ha una sua vita autonoma. Prego i presentatori di farmelo notare, quindi a quel punto i presentatori non lo ritirano, si fa notare che ha una vita autonoma e si mette in discussione autonomamente. Non so se è chiaro questo discorso. Allora io vi proponevo però ulteriormente, noi diamo lettura dell'emendamento principale, in caso di Bonesu è l'emendamento numero 4, se l'emendamento numero 4 decade, se viene approvato allora si passa alla votazione degli altri e quindi di conseguenza ne diamo lettura, li illustriamo eccetera, se invece non viene approvato, anche sentendo gli orientamenti dei colleghi presentatori in Conferenza di Capigruppo, vengono ritirati e quindi è inutile anche darne lettura. Allora è stato presentato l'emendamento numero 4. Ne abbiamo già dato lettura, adesso diamo lettura degli emendamenti numero 37, 38, 45, 47.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Allora per semplificare procediamo così. E' stato letto l'emendamento numero 4 che è il capofila degli emendamenti Bonesu. Chiedo all'onorevole Bonesu di illustrare l'emendamento numero 4 e la filosofia complessiva, poi passiamo all'altro pacchetto se no credo che sia già difficile seguire così e diventa ancora più complicato.
Per illustrare l'emendamento numero 4, ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti l'emendamento numero 4 è collegato strettamente agli emendamenti dal numero 5 al numero 16 perché rappresenta non una norma isolata ma una legge elettorale con alcuni elementi di forte novità rispetto a quella esistente. Il principio su cui si regge l'emendamento numero 4 e consequenzialmente gli altri è l'abolizione del collegio regionale e conseguentemente anche del doppio turno di votazione per cui si imposta un sistema elettorale che nei limiti del nostro Statuto tenta di imitare quello delle regioni a Statuto ordinario. Perché si dà un premio di maggioranza alla coalizione che ottiene il maggior numero di voti nei collegi provinciali. Chiaramente in sede di discussione generale ho spiegato i motivi per cui ritengo il collegio elettorale regionale, soprattutto con l'impostazione attuale, qualcosa che effettivamente rappresenta un monstrum, altro che trilottaggio! Perché una circoscrizione elettorale così vasta oggi l'abbiamo soltanto per le elezioni europee; ma per le elezioni europee se eliminiamo la circoscrizione Sardegna-Sicilia è consentito nelle altre circoscrizioni il voto plurimo di preferenza; qua invece costringiamo i candidati a percorrere l'intera Sardegna senza potersi giovare dell'appoggio di altri candidati, con conseguente problema di spesa. Il punto su cui si ottiene un risultato è effettivamente il premio di maggioranza. L'attuale sistema porta le due o tre liste, sotto questo profilo cambia ben poco, a spartirsi i 16 seggi sulla base di un criterio che se i voti delle liste non sono molto squilibrati, porta ad un risultato pressoché analogo delle liste, o parità o differenza di uno o due seggi, salvo appunto il crollo di uno schieramento. Ci sembra che questo elemento sia troppo poco per assicurare governabilità; questo Consiglio ha grandi fautori del maggioritario, ebbene il sistema attuale è tutto il contrario del maggioritario perché finisce col premiare due schieramenti tra loro contrapposti, quindi creando una situazione di paralisi nel Consiglio, perché se anche i seggi poi nei collegi provinciali vengono ripartiti, dato l'equilibrio in misura abbastanza equivalente, porta ad un sistema di due gruppi che praticamente si equivalgono. Occorre spezzare invece questa equivalenza dando a chi vince un vantaggio in seggi che consenta di governare per cui non sia indifferente arrivare primo o arrivare secondo. Io rimprovero a questa proposta di legge che è stata avanzata, la questione che sembra concepita più da gente che aspira ad arrivare seconda che da gente che aspira ad arrivare prima; perché effettivamente non dà effettivi vantaggi a chi vince le elezioni. L'effettivo vantaggio invece può essere dato da un pacchetto di seggi che viene aggiudicato totalmente a chi vince, qualcuno dirà che questo osta al principio proporzionale ma io dico che osta molto meno dell'attuale sistema. E' pacifico infatti che un sistema proporzionale possa concepire anche un correttivo in senso maggioritario nei limiti che abbiamo proposto, cioè un numero di consiglieri pari al designato Presidente, più uno per provincia. Quindi nell'ipotesi di otto province, nove consiglieri. Distacco che non verrà mai dato chiaramente dall'attuale sistema elettorale. Credo però che questo non modifichi un sistema che resta essenzialmente proporzionale, perché verrebbero attribuiti proporzionalmente 71 consiglieri e d'altra parte noi abbiamo introdotto anche un correttivo per cui le province non verrebbero spogliate dalla propria rappresentanza come oggi avviene con il collegio regionale; ovviamente il pacchetto di maggioranza sarebbe attribuito senza alcun voto di preferenza entrando tutti i componenti della lista. Ci sembra che sia un sistema che raccoglie l'aspirazione, con i limiti al presente Statuto, ad una situazione che crea un effettivo bipolarismo perché c'è chi vince e c'è chi perde e crea anche una effettiva governabilità assicurando un vantaggio di seggi, evita campagne elettorali dispendiose come quella del collegio regionale, credo che abbia tutti i requisiti perché se alle parole si vuol far seguire i fatti possa essere approvata questa impostazione creando una legge elettorale nuova che rimuova appunto tutti i vizi, o almeno gran parte dei vizi della legge esistente. Quindi un progetto molto più ampio della proposta contenuta dell'articolo 1 e ci sembra che vada nel senso, con i limiti che abbiamo, di una Regione che abbia un sistema elettorale simile a quello delle regioni a statuto ordinario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore, ha facoltà di parlare il consigliere Fantola
FANTOLA (Gruppo Misto), relatore. La esposizione dell'emendamento da parte del collega Bonesu mi spinge a fare alcune osservazioni che vorrei fare se mi è consentito sul primo emendamento per non ripeterle poi successivamente nel corso della discussione; però alcune cose dette meritano secondo me una risposta, o per lo meno meritano una opinione differente che considero valida per alcuni versi per questo emendamento e per i successivi. In particolare su due punti che sono stati già detti, sui quali ci siamo già soffermati nella discussione generale e sui quali abbiamo già parlato diverse volte, però sinteticamente le voglio ripetere anche io. Il primo, questa proposta di legge, intendo la proposta di legge che è stata esitata dalla Commissione e che oggi mettiamo in discussione, non corrisponde alla proposta di legge numero 291 presentata dai colleghi Lippi, Marteddu, Dettori Bruno, Floris, Loddo oltre che dal sottoscritto, non corrisponde, ma quest'ultima è la proposta di legge sulla quale sono stati chiesti i termini di discussione in Commissione e che è stata richiamata in aula, che è la proposta di legge - non lo dobbiamo dimenticare - che ha permesso che sul tema della riforma elettorale si aprisse un dibattito per alcuni versi così ampio e così profondo come sta avvenendo in quest'aula. Debbo dire che io non voglio, in questo momento, questa proposta di legge si richiama solamente ad un articolo, quell'articolo che più volte è stato citato, quell'articolo che elimina il ballottaggio a 3 ed introduce il ballottaggio a 2 solo tra le due liste più votate. Io vorrei rassicurare il collega Bonesu ed altri colleghi, che non voglio qui riproporre le motivazioni a sostegno di questo articolo, e quindi della proposta di legge che ho già proposto in quest'aula, né voglio ribadire il legame che secondo me c'è, ed è forte, tra questa proposta di legge e il complesso di riforma elettorale, della forma di governo e se volete anche dei metodi di selezione e di scelta della classe politica che secondo me rappresenta un pacchetto più ampio. Voglio semplicemente dire che, è un dato assodato sul quale io personalmente non vorrei neanche più tornare da adesso fino alla fine della discussione perché lo do appunto già assodato da parte mia e da parte di tutti i colleghi della Commissione che l'hanno votato, ma in particolare vorrei dire per coloro che hanno firmato la proposta di legge, che questa non è la riforma. Diciamolo una volta per tutte, la vera riforma è una riforma che va verso il bipolarismo. Lo dice un consigliere che in Sardegna tra i primi si è battuto per il bipolarismo, nonostante non si riconosca - lo voglio sottolineare - in questo bipolarismo. Crede che questo bipolarismo sia il frutto di una trasformazione non ancora avvenuta, e vuole costruire un bipolarismo che sia più aderente alle esigenze della Sardegna; però non è una grande riforma. Devo dire, secondariamente, che la proposta di legge che abbiamo presentato noi, poi si capirà perché lo dico, è una proposta e i colleghi che l'hanno presentata con me, c'è l'onorevole Marteddu qui presente, è una proposta differente rispetto a quella che andiamo a votare. Altrimenti non si capirebbe perché l'onorevole Marteddu non la vota. E' differente, il collega l'ha già detto due volte ne sto semplicemente dando atto, perché la proposta di legge consisteva in due punti essenziali. Un punto era l'abolizione del cosiddetto trilottaggio e l'introduzione del ballottaggio a due; un secondo punto era l'avvio del bipolarismo in maniera più spinta attraverso un maggioritario che avveniva attraverso due elementi: l'incremento della quota dei consiglieri sulla lista regionale, e la riduzione del coefficiente di proporzionalità, il cosiddetto coefficiente d'Hondt, se non vado errando, passava ad 1,5, che avrebbe permesso un premio di maggioranza. In Commissione, dove si è discusso e lo ripeto ad alta voce ,dove abbiamo discusso per due sedute consecutive da parte di tutti i Gruppi di maggioranza ad eccezione del Gruppo del Partito Sardo d'Azione e del Gruppo del Partito Popolare che peraltro si è astenuto non votando contro, è stato chiesto di limitare la proposta di legge al primo punto, cioè al ballottaggio a due, eliminando gli altri punti. No scusa, di Gruppi politici, sto dicendo, i singoli consiglieri si sono poi pronunciati in maniera diversa. Con questo voglio dire che né io né i colleghi che hanno presentato la proposta di legge hanno improvvisamente cambiato opinione sulla necessità di un premio di maggioranza, anzi ne siamo convinti, ma abbiamo accettato l'ipotesi, che proveniva dalla stragrande maggioranza della Commissione, compreso il Gruppo di Federazione Democratica, come ha ricordato stamattina correttamente il collega Balia, hanno circoscritto la proposta di legge semplicemente a questo punto, cioè all'eliminazione del ballottaggio a due, perché su questo punto c'era una grande convergenza delle forze politiche, perché questo punto, se approvato, apriva la strada verso una riforma. Era il segnale e nello stesso tempo un passo concreto sulla riforma. Quindi questo vale per questo emendamento e varrà anche per altri. In questo momento, io, in qualità di relatore, rispondo di una proposta di legge che già nelle premesse per me non è esaustiva, non è esaustiva nemmeno a Statuto vigente. E dico che il mio parere contrario, il parere della Commissione va in questo senso: che la proposta di legge che è stata esitata in Commissione è il denominatore comune sul quale c'è stata la più ampia convergenza di tutti. Quindi il mio parere è quello di respingere l'emendamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta regionale.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 4.
PRESIDENTE. Concordiamo questa procedura: siccome sono tutti emendamenti aggiuntivi, metto ora in votazione il titolo, poi metto in votazione l'emendamento numero 4 e poi gli altri emendamenti col metodo che abbiamo già concordato. Ricordo che sull'emendamento numero 4 è stato chiesto il voto segreto, sul titolo invece siamo in sede di votazione palese. Ricordo anche che il titolo, in base agli accordi di cui ho dato lettura all'inizio, potrebbe essere coordinato e modificato in sede di coordinamento in relazione agli emendamenti che dovessero passare.
Si dia nuovamente lettura del titolo.
CONCAS, Segretaria:
Titolo
Disciplina del secondo turno di votazione per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 73
Astenuti 1
Maggioranza 37
Favorevoli 27
contrari 46
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Aresu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Cadoni - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Federici - Ferrari - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Granara - Ladu - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Masala - Milia - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Palomba - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Scano - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Gli emendamenti erano tutti collegati in un disegno unico; è chiaro che non approvando l'articolo descrittivo decadono tutti gli altri sino al numero 16.
PRESIDENTE. Quindi tutti gli emendamenti dal 5 al 16, a parte il 4, bocciato, vengono considerati decaduti. Abbiamo dato poco fa lettura dell'emendamento numero 37, che ha una valenza autonoma. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarlo.
SECCI (Popolari). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Fantola.
FANTOLA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 37.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 37.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 70
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 20
contrari 49
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Aresu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Bonesu - Busonera - Cadoni - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Federici - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Granara - Ladu - La Rosa - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Masala - Milia - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Palomba - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Scano - Secci - Serrenti - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Si dia lettura dell'emendamento numero 38.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci per illustrare questo emendamento.
SECCI (Popolari). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Fantola.
FANTOLA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il parere del relatore è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta regionale.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento numero 38 regge, nel senso che sono ad esso collegati, gli emendamenti numero 39, 40, 41, 42, 43, 44, 46 e 48. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 38. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Decadono, come d'intesa gli emendamenti numero 39, 40, 41, 42, 43, 44, 46 e 48.
Si dia lettura dell'emendamento numero 45.
CONCAS, Segretaria: (vedi p.v.)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 45 ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari). Gli emendamenti numero 45 e 47 sono ritirati.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'emendamento numero 50, che regge, sia pure con le osservazioni che prima aveva preannunciato l'onorevole Ballero, e che dopo la lettura chiederò di esplicitare meglio, gli emendamenti numero 49, 51, 52, 53, 54, 55 e 56.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per illustrare l'emendamento numero 50.
BALIA (Progr. S.F.D.). Signor Presidente, evidentemente l'emendamento numero 50 va letto non da solo, ma integrato con emendamenti che successivamente ne sottendono la portata e la filosofia dell'emendamento numero 50 stesso, con una esplicitazione chiara di dove attraverso questo emendamento si vuole arrivare. La lettura dell'emendamento stesso è abbastanza chiara: introduce il turno unico domenicale, lo regolamenta nell'orario e nella giornata in cui si svolge e lo regolamenta nelle successive operazioni di spoglio dicendo che devono avvenire immediatamente dopo. La portata però, signor Presidente, di questo emendamento va collegata con emendamenti successivi, sostanzialmente si cambia indirizzo rispetto al passato, viene annullato il doppio turno, e si introduce una serie di metodiche che attraverso gli emendamenti successive vengono meglio esplicitate. Le metodiche possono essere così riassunte: qualora una delle due liste tra i partecipanti alla competizione elettorale raccoglie il 45 per cento dei voti validi, oppure qualora si verifichi la seconda condizione, che la somma dei voti raccolti dalla lista più votata, più la percentuale dei voti raccolti dalla seconda lista raggiunga il 67 per cento in totale in quel caso si procede di fatto alla assegnazione dei seggi. Continua poi però, attraverso ulteriori specificazioni nella ipotesi in cui non dovesse verificarsi questo dato, cioè nella ipotesi in cui nessuna delle due liste raggiunga il 45 per cento dei voti validi, oppure la somma delle due liste che raggiungono la maggiore percentuale dei voti sia inferiore al 67 per cento, la ripartizione dei seggi avviene con metodo proporzionale fra le liste presentata per il collegio, dividendo la cifra elettorale per alcune percentuali. Si estrapola il voto sul presidente, risulta eletto presidente quello candidato nella lista che ha riportato il maggior numero di voti e si procede poi a una ripartizione per i successivi 15 seggi in misura proporzionale fra tutte le liste che vi hanno concorso. Si tratta, signor Presidente, di una modifica sostanziale che tende ad abolire il doppio turno e a introdurre un elemento di semplificazione nelle elezioni. Vogliamo ricordare che quando si è votato con doppio turno il numero degli elettori che ha partecipato alla votazione è stato di gran lunga inferiore rispetto al numero degli elettori che ha partecipato al primo turno. Da questo discende che mentre il primo turno rappresenta un momento di forte democratizzazione, di forte partecipazione, il secondo turno evidentemente è un freno sotto questo profilo e vi è un allontanamento dalle urne.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Fantola.
FANTOLA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Signor Presidente, non si accoglie, facendo riferimento alle considerazioni fatte precedentemente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ballero. Ne ha facoltà.
BALLERO (Progr. S.F.D.). Signor Presidente, per chiarire, per dare maggior tempo di verificare quello che ho prima detto. Io concordo sul fatto che alcuni degli articoli messi in colonna sotto il 50 decadano a seguito dell'eventuale esito negativo del 50, ce ne sono alcuni però che sono autonomi e che possono essere riferiti sia al sistema che si svolge con unico turno, sia al sistema che si volge con doppio turno elettorale. Mi riferisco agli emendamenti 51 e 52, che vanno visti assieme, e agli emendamenti 53 e 54 che pure vanno visti assieme, perché i primi due stabiliscono un diverso modo di considerare il risultato del primo turno e le conseguenze che ne deriveranno che possono essere o, come prevede un altro emendamento che qua decade, la ripartizione dei seggi, oppure, come prevede la legge oggi in vigore, il secondo turno.
Gli emendamenti invece numero 53 e 54 sono anch'essi non dipendenti dall'emendamento numero 50, perché fondamentalmente modificano il criterio attraverso il quale si effettua la ripartizione dei seggi del collegio regionale, sia che questa ripartizione avvenga ad unico turno, sia che questa ripartizione avvenga con doppio turno. Detto questo passo a una breve illustrazione dell'emendamento numero 50 che ha già illustrato ampiamente l'onorevole Balia e per esprimere le ragioni del mio consenso a questa proposta. Ricordo che una delle esigenze che dobbiamo affrontare con la riforma elettorale, anzi l'esigenza principale, è rendere effettivo il bipolarismo e rendere effettiva la responsabilità di decidere e di governare da parte della coalizione vincente. Io credo che soltanto attraverso un meccanismo, così come è articolato negli emendamenti 50 e seguenti, si raggiunge questo risultato, perché se ci si limita all'articolo votato dalla Commissione, eventualmente integrato dall'emendamento numero 1 non si persegue in alcun modo questo risultato. Perché? Perché partecipando alla ripartizione dei seggi del collegio regionale fondamentalmente le due coalizioni che si confrontano in tutto il Paese e arrivandosi ad un esito prevedibilmente di differenziazione sì, ma non di grandi variazioni percentuali tra il primo e il secondo raggruppamento, con il sistema che si propone di approvare con questa legge, se noi consideriamo per esempio i risultati dell'ultima consultazione elettorale riferendoli soltanto alle prime due liste, non cambierebbe niente da questo punto di vista, anzi forse la maggioranza che oggi governa avrebbe un seggio in meno. Quindi determineremmo una situazione di ancora maggiore instabilità rispetto al sistema politico che invece deve affrontare come primo problema quello della governabilità. Questo come si ottiene? Si ottiene con quegli emendamenti numero 53 e 54, che però, come dicevo, non sono strettamente dipendenti dall'emendamento numero 50 e cioè modificando la cifra attraverso cui avviene la ripartizione dei seggi, in modo tale che (ho fatto i conti con riferimento alle passate elezioni) anziché una ripartizione di otto e otto, chi vince arriva secondo, di 9 e 7, tra chi vince e arriva secondo si arriva presumibilmente a una ripartizione di 11 seggi a chi vince le elezioni e a 5 a chi le elezioni non vince. Questo è un modo di garantire un'effettiva maggioranza a chi deve governare e di rendere effettivo quel bipolarismo al quale inopinatamente e non correttamente ci si sta richiamando in altri interventi.
Quindi io credo che questa sia una soluzione che proponga, sia pure a Costituzione vigente, però c'è anche il rischio che a Costituzione modificata si possa non arrivare a votare con una nuova diversa e adeguata legge elettorale, perché i tempi della Bicamerale potrebbero non essere compatibili con la scadenza naturale di questo Consiglio. Ebbene, se noi non facciamo oggi quella riforma che si può fare a Costituzione vigente, arriveremo inevitabilmente a votare con la legge oggi vigente, tutt'al più modificata da questa piccola variazione che potrà avere un significato simbolico grande, ma che agli effetti concreti che determina, agli effetti della governabilità dell'Assemblea e dei rapporti corretti tra Consiglio e Giunta non modifica alcunché. Aggiungo che nel sistema che abbiamo previsto in alcuni articoli, seguenti all'emendamento numero 50, c'è anche la previsione che nella lista elettorale regionale tra i sedici candidati che sono presenti in questa lista, chi viene indicato come candidato alla Presidenza viene considerato automaticamente eletto senza dover inseguire le preferenze in concorrenza con gli altri componenti della lista elettorale a simiglianza di quanto avviene per i sindaci, con una scelta cioè che ha dato un grande significato, una grande svolta positiva alla democrazia italiana. Quindi per questo credo che anche questo profilo vada meditato, perché non sarebbe certo legittimato a rispettare l'indicazione con cui ci si presenta al corpo elettorale, ad esempio, un Presidente che finisse secondo, terzo o quarto nella lista regionale nella quale è mischiato assieme agli altri 15 candidati.
Per queste ragioni, io credo che la soluzione che è stata prospettata sia una soluzione positiva, che sia una soluzione negli interessi della Sardegna, che sia una soluzione che si muove sulla stessa linea di indirizzo che caratterizza la proposta legislativa che abbiamo oggi all'esame, cioè ripartizione dei seggi regionali solo tra le prime due liste che partecipano alla competizione elettorale, che rafforza il ruolo del Presidente, che rafforza il ruolo della maggioranza di governo che viene premiata al risultato elettorale. Questo sistema può funzionare obiettivamente sia con uno che con due turni, però ha già ricordato Balia che il dato che porta a considerare possibile la soluzione e plausibile la soluzione dell'unico turno deriva dal fatto che nelle passate elezioni regionali al primo turno hanno partecipato 873.759 elettori, al secondo turno si era scesi a 567.519, cioè un calo di circa il 40 per cento.
Riteniamo quindi che anche la scelta effettiva di come debbano essere effettuate le ripartizioni dei seggi nel collegio regionale, tra i 16 candidati del collegio regionale venga fatta da un corpo elettorale più vasto, che è quello che partecipa al primo turno elettorale. Per questo, e io concludo, confermando il sostegno all'emendamento numero 50 e rilevando conclusivamente che gli altri emendamenti, quelli relativi al rafforzamento della maggioranza, all'indicazione del Presidente sono comunque autonomi , perché possono essere considerati validi anche con riferimento al diverso sistema che eventualmente dovesse essere approvato, ovviamente in questo caso considerando rinunziato, perché questo è soltanto quello che accadrebbe nell'emendamento numero 51, l'indicazione dell'abrogazione del sesto comma della legge a cui fa riferimento tale emendamento. Per queste ragioni, io concludo sostenendo e ritenendo che questa soluzione che è proposta dall'emendamento illustrato dall'onorevole Balia sia indiscutibilmente la soluzione che garantisce meglio tutti gli obiettivi, che coloro che sono intervenuti a favore della legge hanno esplicitato, e li garantisce in maniera più piena, più corretta e direi che soltanto un'incomprensibile ottusità e chiusura rispetto a proposte più corrette...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Ballero, prego i colleghi di prendere posto.
BALLERO (Progr. S.F.D.). Sto concludendo, ripeto, soltanto una chiusura, al di là del merito e a prescindere dalla bontà degli argomenti che gli altri portano, può portare a considerare non ammissibile questa soluzione che i Gruppi, i quattro Gruppi dell'Ulivo hanno sostenuto e presentato in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Molto brevemente, Presidente, perché sono già intervenuto in una discussione generale che è stata ampia ed approfondita. Semplicemente per dire che il problema non è turno unico o turno doppio, perché è motivato e può essere un'eccellente soluzione il turno unico, è motivato e argomentato e può essere un'eccellente soluzione il turno doppio; dipende dall'architettura complessiva; quando arriveremo a metter mano alla legge organica e compiuta discuteremo e faremo una scelta, il problema invece è che l'emendamento 50 e quelli collegati contengono in nuce la filosofia di un diverso sistema, abbastanza diverso da quello attuale e mi sembra onestamente un po' avventuroso affrontarlo in questo modo. Io leggo nell'emendamento 53, vi giuro che ho potuto fare solo una lettura molto rapida, leggo "al candidato proposto dalla coalizione più votata per la carica di Presidente della Giunta regionale che viene automaticamente eletto". Allora noi possiamo o lavorare per una legge a Statuto vigente, o lavorare per una revisione dello Statuto; quello che non possiamo fare è dire che stiamo facendo una legge a Statuto vigente che palesemente viola lo Statuto vigente medesimo.
BALLERO (Progr. S.F.D.). Presidente, un chiarimento. Viene eletto alla carica di consigliere regionale, perché è detto chiaramente, è uno dei sedici seggi, è nella ripartizione dei seggi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, io credo che questo corpo di emendamenti che va dal 50 al 56 meriti un momento di attenzione, seppure la filosofia che sta pervadendo la maggioranza in quest'aula è quella di accelerare le procedure di voto e di rinviare le questioni di fondo della riforma che stiamo affrontando. Anche l'intervento adesso dell'onorevole Scano ci dice che c'è una difficoltà, una fortissima difficoltà ad affrontare il cuore del problema rinviando sine die, rinviando comunque i problemi della riforma della legge elettorale. Io ricordo che, e lo richiamo questo perché serve in questo dibattito, che in Commissione prima quando si è affrontata la questione della legge elettorale l'onorevole Masala era pronto a presentare un emendamento per la istituzione del turno unico per la legge elettorale. Naturalmente l'onorevole Masala presumo anche allora fosse convinto che l'indirizzo da dare alla legge elettorale fosse quello del bipolarismo, fosse quello di rendere gli elettori nelle condizioni migliori perché possano esprimere sia il loro voto per il partito preferito, sia il loro voto per la scelta di una maggioranza bipolare. Era convinto allora, io credo che se in quel momento pensava, come penso e ritengo che ancora sia convinto di questo l'onorevole Masala, pensava al turno unico perché lo riteneva il più aderente alla situazione della nostra Regione e più aderente all'idea di rendere più efficace e più diretto il voto dei cittadini per l'elezione del Consiglio regionale. Noi siamo nel cuore degli emendamenti che abbiamo presentato della proposta di legge elettorale che può essere ancora, riteniamo, la base di accordo che a Statuto vigente può raccordare il maggior numero di consensi in questo Consiglio regionale, solo che si manifesti la volontà di affrontare seriamente l'argomento. Perché l'emendamento 50 e gli emendamenti successivi, lo ricordava adesso molto efficacemente anche dal punto di vista tecnico il collega Ballero, puntano direttamente al cuore del problema. Intanto credo che sia la proposta più avanzata oggi possibile con il vincolo proporzionale che possa consentire davvero di indicare nella scheda elettorale una coalizione. E la coalizione da che cosa viene indicata? Qual è il simbolo più forte della coalizione? E' la designazione del Presidente che viene in qualche modo sganciato dalla lista, viene designato, indicato nella scheda e viene comunque considerato il primo votato come consigliere regionale. Io non so se poi questo supera o viola lo Statuto, questo lo lascio alle disquisizioni dei giuristi; ma ritengo che questa non è ancora l'elezione diretta del Presidente, ma ci si avvicina molto. C'è una designazione e soprattutto viene indicato il simbolo della coalizione, di tutta la coalizione. Questo è un primo elemento che chiedo venga esaminato. Poi mi si può dire, qui ci sono tanti presidenzialisti a parole ho l'impressione, mi si può dire che ne parliamo in un altro momento, bene ne parliamo quando volete, però c'è una proposta sul campo che avete il dovere di valutare, non potete liquidare questa sera una discussione così importante dicendo che avete i numeri per andare avanti. Andate avanti, ma state evitando di entrare nel merito delle questioni. C'è l'incentivo alla coalizione, quando si dice che per accedere a quel premio di maggioranza che viene dato dal d'Hondt corretto, occorre raggiungere o il 45 per cento o la somma delle prime due liste il 67 per cento, è perché c'è un incentivo chiarissimo al rapporto di coalizione. Cioè si vuole evitare che riemergano tentazioni egemoniche per cui un partito, un insieme di due partiti con il 20, 25 per cento possano accedere alla spartizione dei quindici o sedici seggi; ma c'è la costrizione quasi alla coalizione, e anche questo è un elemento importante, vogliamo questo. Ci siamo tutti espressi perché siamo per le coalizioni, perché una coalizione vince le elezioni e governa e chi perde le elezioni fa l'opposizione. C'è la garanzia del pluralismo perché nel momento in cui c'è la spinta, c'è l'incentivo alla coalizione c'è la garanzia del pluralismo che scoraggia quindi l'egemonia. Questo significa anche che si inizia a introdurre davvero un sistema che ci può portare, anche a Statuto vigente, a cambiare l'attuale legge elettorale che è solo proporzionale e che introduce, con la semplice eliminazione del cosiddetto trilottaggio, una sorta di truffa aggravata per l'elettorato perché viene chiamato al secondo turno a votare su due liste all'interno delle quali la distribuzione dei seggi viene fatta attraverso un sistema rigidamente proporzionale, senza alcun vincolo di coalizione, senza alcun vincolo sul Presidente, perché il sistema proporzionale porterà in questo Consiglio regionale un sistema di forze, di partiti che non si sentiranno vincolati assolutamente ad eleggere né il Presidente, né a fare una maggioranza di governo. E difficilmente si potrà pensare un mese dopo che si va a rieleggere il Consiglio regionale perché non c'è una maggioranza, si faranno maggioranze diverse da quelle che si sono presentate agli elettori. Ma voi volete questo, e volete questo perché vi rifiutate di affrontare le questioni che voi stessi avete posto, che potrebbero migliorare questa legge, che potrebbero portarci davvero sulla strada della riforma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, soltanto due parole perché diciamo così sono stato chiamato in causa. Io sono convinto che il sistema migliore, del resto l'ho detto stamattina nel corso del mio intervento nella discussione generale, sia il turno unico. Su questo non ci sono pentimenti rispetto alle giornate in cui della proposta di legge si è discusso in Commissione. Però devo ricordare all'onorevole Marteddu e anche agli altri che quel mio tentativo di proposta della discussione e dell'eventuale approntamento di un testo che prevedesse l'introduzione di un turno unico, non è che abbia avuto molti consensi; rimasi solo in quella circostanza, ma questo non è che abbia importanza; non aveva importanza. Quello che conta, perché questo è il dato importante che deve essere richiamato in questa sede, posto che si è fatto riferimento alle riunioni della Commissione prima, è che in quella sede fu affermato da tutti che l'approvazione della legge che modificava il ballottaggio da tre a due, non avrebbe pregiudicato in futuro, nell'esame cioè di una riforma organica della legge elettorale, la discussione sulla modalità di elezione, cioè turno unico, doppio turno eccetera. Questo fu deciso in quell'occasione. Infatti, in quell'occasione io non presentai più l'emendamento perché ci fu questa intesa di ordine politico, io intendo essere coerente a quello che si decise in quell'occasione. Quindi i miei convincimenti, che tale rimangono anche oggi, non possono lasciare l'ingresso, dare ingresso, a una marcia indietro rispetto a quelle intese che furono raggiunte. Perché, come ha giustamente ricordato il relatore, si è voluto, con questa legge, circoscrivere il problema a quell'unico aspetto, e cioè l'eliminazione dell'anomalia, di questa stranezza del trilotaggio che non trova una sua logica credo in nessuna parte del mondo. Le esplicitazioni, le previsioni per l'attuazione del turno unico, che sono contenute negli emendamenti dal 51 in poi, sono materia di discussione e di approfondimento e non è che possono essere liquidati attraverso, per esempio, affermazioni che non trovano riscontro nella logica matematica secondo la quale la modificazione del coefficiente di correzione, se viene diminuito, stranamente premia i partiti maggiori. Non è vero, è esattamente il contrario. Cioè il metodo d'Hondt quando viene corretto, viene corretto per agevolare i partiti maggiori, non i partiti minori. Quindi modificare lo 0,25 in 0,05 fa prendere meno seggi ai partiti maggiori, perché siamo quasi uguali alla proporzionale pura. In ogni caso sono tutti argomenti che erano stati accantonati allora e che devono essere accantonati adesso. Allora, io chiedo che l'onorevole Balia, l'onorevole Marteddu e l'onorevole Randaccio ritirino questi emendamenti, e così si vedrà, nelle sedi opportune, quando ci saranno le proposte organiche di legge elettorale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Molto brevemente, signor Presidente, io sono sorpreso per il modo a dir poco superficiale con cui vengono trattati argomenti di particolare importanza e rilevanza, fino poi a sentire, dal Presidente del Gruppo dei Popolari, che non gli interessano le questioni giuridiche che in qualche modo sono collegate alla proposta di riforma. Io voglio ricordargli che qui siede nella veste di legislatore e si deve rendere conto che sicuramente si può opinare su tutto ma si deve avere anche la consapevolezza che si possono fare alcune cose a Statuto vigente, altre che speriamo si potranno fare una volta che si modifichi lo Statuto. Gli emendamenti che sono testé in discussione si riferiscono, evidentemente, a situazioni (e qui mi sorprende che siano stati redatti da un fine costituzionalista, come l'onorevole Ballero) che hanno il solo fine di far cadere la proposta di riforma, perché sicuramente cozzano con il sistema di ordinamento regionale vigente e, in particolare, con il nostro Statuto. Quindi, ai colleghi presentatori degli emendamenti voglio dire: questa non è la chiarezza. Se poi andiamo a esaminarli partitamente un po' tutti, vedo che sono raccolte ipotesi di sistemi elettorali che forse sono stati mutuati da qualche paese latino americano, qualcun altro da esperienze europee, qualche altro dal cuore dell'Africa, ma lo dico, a scanso di ironia, poniamoci seriamente il problema e ponetevelo soprattutto voi presentatori degli emendamenti. Noi siamo decisi ad andare fino in fondo, bocciando questi emendamenti che non rispondono certamente allo spirito di questa mini riforma, di questo tentativo di inizio di riforma, per indirizzare il nostro sistema in senso autenticamente bipolare, e certamente ci opporremo ad ogni tentativo di farlo affossare. Questi sono emendamenti che vanno in quella direzione, a prescindere poi dal dibattito sull'utilità del turno unico o del doppio turno sul quale siamo convinti che anche in questa legislatura potremo sicuramente portare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Brevemente, signor Presidente e colleghi, intanto per rassicurare alcuni dei colleghi dei partiti così detti di centro sul fatto che stiamo leggendo attentamente e valutando le posizioni espresse nell'ambito dei contenuti di carattere giuridico che sono presenti in questi emendamenti. Prendiamo atto che alcune posizioni di fondo sono cambiate da parte di alcuni partiti; prendiamo atto che in alcuni contenuti si parla di elezione diretta del Presidente della Giunta regionale, si introducono concetti di tipo maggioritario, cose che erano lontanissime, non più tardi di ieri, dalle posizioni di chi oggi queste cose le propone. Ci auguriamo che anche in futuro queste posizioni rimangano e che non siano, invece, semplicemente il frutto di un tentativo ostruzionistico di voler introdurre, tra l'altro, questioni giuridiche che comportano, a parer mio, anche posizioni pericolose, perché non si può parlare di elezione diretta del Presidente della Giunta regionale nel momento in cui lo Statuto prevede normative specifiche e dà al Consiglio il potere di eleggere il Presidente della Giunta regionale. Su questo equivoco avete costruito questa maggioranza, e credo che questa sia la base del fallimento di questa legislatura, perché sull'equivoco Palomba, voi avete costruito questa maggioranza. Noi ci auguriamo che questo non possa succedere più in futuro, evitando che apparati istituzionali diversi, il corpo elettorale da una parte e gli istituti regionali dall'altra, entrino in un contrasto che possa comportare crisi istituzionali di difficile soluzione. Noi diciamo che... accontentiamoci di fare...
PRESIDENTE. Chiedo scusa un attimo, devo dare una notizia, spero buona: hanno liberato Silvia Melis.
(Applausi)
Chiedo scusa all'onorevole Bertolotti per questa interruzione ma credo che mi consentirete cinque minuti di sospensione. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 50, viene ripresa alle ore 19 e 03.)
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi e soprattutto al collega Bertolotti per l'interruzione, ma mi pare che forse interruzioni di questa natura, così emozionanti, dovremmo volerne spesso. Io ero in contatto in questo periodo con la famiglia, come forse tanti di voi, e ho sempre espresso la solidarietà del Consiglio regionale, anche adesso. La famiglia mi ha confermato non solo che la notizia era vera, ma, nella misura in cui il padre e la madre di Silvia Melis riuscivano a parlare perché non avevano voce e piangevano, ovviamente, al telefono, l'unica cosa che mi hanno detto è che la ragazza sta bene, che l'hanno sentita al telefono, che aveva una bella voce squillante, e mi hanno detto di ringraziare tutti i colleghi, tutto il Consiglio, che hanno sentito in questi mesi la presenza costante delle istituzioni regionali, a tutti i livelli, sempre vicino a loro e sofferenti e trepidanti con loro. Sembra che questa sia una vicenda che per l'intensità con cui è stata sentita dalla società sarda, per le emozioni e per le reazioni che ha avuto dovrebbe essere utilizzata da parte di tutti noi e delle istituzioni preposte alla giustizia, all'ordine pubblico e alla società, per sconfiggere definitivamente questa piaga, perché non credo che sia più tollerabile, né dalla società, né dalla nostra cultura e dalla nostra morale, un dolore e una tensione di questa natura. Io vi ribadisco i ringraziamenti della famiglia, credo in un momento di maggiore serenità, così come abbiamo fatto in altri momenti, i Gruppi, i Capigruppo, tutti noi, insomma, il Consiglio, dovrebbe trovare le forme per recuperare il filo di una riflessione, di una proposta su questo problema dell'ordine pubblico, e non solo dei sequestri, e intensificare, per quello che ci compete, i rapporti con le forze dell'ordine, Governo, Parlamento, per fare una lotta senza quartiere a questi problemi e una lotta di prevenzione alle forme anche più organizzate di criminalità.
Proprio stamattina avevo ribadito e sollecitato la Commissione antimafia che col presidente Palomba e con me aveva preso impegno di venire in Sardegna. Mi pare che la sollecitazione che stamattina ho fatto formalmente perché si fissasse una data, può essere un appuntamento in vista del quale possiamo riunirci e ragionare assieme sulle iniziative di nostra competenza e sui rapporti da tenere col Governo e col Parlamento, le forze dell'ordine e la giustizia in materia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Pochissime parole per esprimere, a nome della Giunta regionale, l'esultanza di tutti i sardi per questa vittoria, che è una vittoria della famiglia che in questo periodo si è battuta lungamente ed è una vittoria dei sardi che hanno rinnegato quegli altri sardi che presumibilmente hanno tenuto prigioniera una nostra conterranea. E' anche una vittoria della legalità, tutti noi in questo periodo abbiamo, in diversi sedi istituzionali, sono sicuro anche i singoli consiglieri, ma le altre istituzioni hanno tenuto discreti ma costanti e forti contatti con tutte le sedi istituzionali, affinché questo evento lungamente atteso e che oggi salutiamo con gioia potesse verificarsi il più presto possibile. Concordo con lei, signor Presidente, che dovrà essere trovata presto un'occasione nella quale riflettere ancora di più su questo fenomeno per fare delle proposte concrete di carattere culturale, di carattere organizzativo e di carattere interistituzionale, affinché non solo questi casi si risolvano positivamente, ma non abbiano più a verificarsi. In questo senso l'attività di prevenzione generale da parte delle forze dell'ordine e della magistratura si deve accompagnare a una forte riscossa e iniziativa culturale di tutte le istituzioni regionali. Credo che a nome della Giunta possiamo mandare gli auguri più affettuosi e più sinceri, insieme alle congratulazioni, a Silvia Melis e ai suoi familiari e insieme a quanti si sono battuti perché questo evento avesse questo risultato che ci vede oggi così festanti.
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge numero 291 e 337
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, io avevo praticamente concluso il mio intervento. La notizia, peraltro, della liberazione di Silvia Melis non fa che convincermi ancora di più della necessità di accelerare i lavori di quest'Aula, di arrivare in tempi brevi alla definizione di questo primo intervento nell'ambito della legge elettorale, per poi passare immediatamente e successivamente a qualcosa di più ampio che consenta a tutte le forze politiche di ritrovarsi attorno alle regole del gioco e alle norme per la rielezione del Consiglio regionale.
Il mio era un invito proprio a far sì che questo dibattito avesse un ritmo più accelerato, possibilmente con la richiesta fatta a chi ha presentato questa innumerevole mole di emendamenti di poterne consentire serenamente una discussione futura, senza continuare a vederli invece come un elemento di dispersione di tempo, di forse, quando la Sardegna, così come in questo caso, ha bisogno sicuramente di un ritmo diverso da parte nostra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Signor Presidente, in maniera molto breve e sintetica. Io ringrazio l'onorevole Bertolotti per la prima parte del suo intervento, col quale ci dà atto di contribuire in maniera positiva alla evoluzione del dibattito in corso. Ma, evidentemente, noto che l'onorevole Bertolotti non è in sintonia con il Capogruppo di Forza Italia che ci accusa invece della trattazione in maniera superficiale. Questa accusa è stupefacente, signor Presidente, noi abbiamo chiesto già dall'altro giorno che, a seguito di una serie di argomentazioni crediamo serie, la pratica potesse tornare in Commissione per una trattazione più ampia, per portare in Aula, come sostenuto anche dal relatore, un provvedimento di modifica seria della legge elettorale. Stiamo andando avanti in un clima blindato di contrapposizione frontale, senza che sugli emendamenti presentati, quali per esempio, l' emendamento numero 50 e i suoi susseguenti, senza neppure ascoltare la portata di questi emendamenti che sono evidentemente migliorativi e che riconoscono gran parte delle ragioni portate sia da noi, sia anche da coloro che non vogliono prendere in esame l'argomento.
Io credo che questo clima vada svelenito; si abbandoni la blindatura per lasciare alla ragione la maniera di produrre una legge seria.
PRESIDENTE. Aveva domandato la parola il consigliere Ballero al quale ricordo naturalmente che è già intervenuto e gli do la parola solo se deve fare una precisazione, non certo un altro intervento.
BALLERO (Progr. S.F.D.). Sì certo, è solo una precisazione, siccome sono stato chiamato in causa dall'onorevole Pittalis che stamattina ha ricordato al Consiglio che il suo intervento non poteva essere considerato una lezione anche se forse ne aveva la natura, io credo che forse il mio intervento sarebbe dovuto essere considerato tale da lui, perché così non avrebbe affermato, cosa contraria al vero, che si ipotizza un'elezione diretta del Presidente della Regione, perché basta leggere per esempio l'emendamento numero 54 nel quale si dice: "dedotto il seggio attribuito al candidato proposto dalla coalizione vincente per la successiva elezione alla carica di Presidente" e quell'articolo al quale ha fatto riferimento parlava semplicemente della ripartizione dei 16 seggi della lista regionale, uno dei quali andava al proposto Presidente. Questo è un intoppo nel quale è caduto anche il Capogruppo dei Progressisti Federativi, Piersandro Scano, che evidentemente ha parlato senza aver visto molto bene il testo dell'emendamento e devo dire purtroppo anche l'onorevole Masala che ha fatto riferimento ad effetti esattamente opposti con lo 0,05 rispetto a quelli che chiunque anche senza avere cognizioni matematiche individua e infatti i dati come dicevo sono anziché 9 e 7, 11 e 5 o 12 e 4.
PRESIDENTE. Grazie, allora non mi pare che ci siano altri interventi, per cui siamo in sede di votazione, ma credo che dovremo riepilogare.
Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento numero 50.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto sull'emendamento. Chiariamo adesso un momento alla luce anche delle cose che sono state dette, l'emendamento numero 50 regge sicuramente anche l'emendamento numero 49, sicuramente il 55 e il 56, invece l'onorevole Ballero e credo lo stesso anche i presentatori sostengono che il 51, il 52, il 53 e il 54 hanno vita indipendente. Però a questo punto devo specificare che hanno vita indipendentemente se il 51 si vota per parti e il secondo comma del 51 viene ritirato, il sesto comma è abrogato, quindi il secondo comma viene ritirato, allora l'emendamento numero 50 regge e quindi sicuramente verranno ritirati, il 49, il 55 e il 56 mentre invece gli emendamenti 51, 52, 53, 54 hanno vita autonoma perché è stato ora ritirato il secondo comma dell'emendamento numero 51 che reggeva tutti gli altri. Poi è chiaro che sono collegati tra di loro per cui se non passa il 51 decadono anche gli altri.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 50.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 75
Votanti 74
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 29
Contrari 45
(Il Consiglio non approva).
Quindi decadono il 49, il 55 e il 56.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Chiedo alla sua cortesia e alla cortesia dei colleghi la disponibilità di dieci minuti di sospensione.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la disponibilità per una sospensione di dieci minuti, se non ci sono opposizioni sospendiamo dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 15, viene ripresa alle ore 19 e 40.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Possiamo continuare.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Progr. S.F.D.). Signor Presidente, non possiamo sottacere né fingere indifferenza che, all'interno di quest'Aula, per come il dibattito si è sviluppato e si è svolto oggi si è verificata una frattura che noi consideriamo importante e molto grave. Una frattura prima interna alla maggioranza di centrosinistra e dell'Ulivo e per le tensioni, per il tono del dibattito, per il tipo di partecipazione che dentro quest'aula vi è stata è esplosa in qualche modo in forti tensioni anche nell'aula stessa con il coinvolgimento di tutte le parti. A noi pare questo fatto un elemento di grave incongruenza e a nostro avviso ci sono grosse responsabilità; si sta procedendo per l'approvazione di un disegno di legge che a nostro avviso è solo virtuale e non reale, abbiamo provato signor Presidente in tutti modi ad introdurre elementi di aggiornamento, elementi più avanzati, elementi modificativi sono stati respinti e in alcune occasioni abbiamo avuto l'impressione che non ci fosse neanche una voglia di ascolto. Abbiamo recepito dopo l'intervento dell'onorevole Masala che ha dichiarato in questa sede, per parte sua e del Gruppo che rappresenta, un atteggiamento di favore per il turno unico; e però la manifestazione oggi di questo atteggiamento di favore, ha detto l'onorevole Masala, avrebbe in ogni caso rappresentato la rottura di un accordo che era stato raggiunto. Noi badiamo e prestiamo attenzione a questa parte di dichiarazione, ma prestiamo altresì attenzione anche in positivo alla affermazione dall'onorevole Masala fatta relativamente alla disponibilità, rimarcata per nome proprio e per il Gruppo che rappresenta, a favore del turno unico sul quale probabilmente quest'aula in ogni caso dovrà tornare e dovrà misurarsi. Abbiamo preso atto signor Presidente anche della indisponibilità a votare un documento che racchiudesse i sentimenti e le volontà e gli indirizzi di tutta la maggioranza favorevoli all'articolo unico, con una richiesta di un breve periodo di sospensiva per un miglioramento e un aggiornamento in maniera tale che la legge producesse effetti reali. Neanche questa disponibilità è stata minimamente accolta. Noi comprendiamo che la legge elettorale rappresenti un passo importante, comprendiamo anche che da qualche punto delle riforme bisognava iniziare; ci chiediamo però per esempio, e ce lo chiediamo fortemente preoccupati, per quale motivo non si sia iniziato a porre mano per esempio alle modifiche del Regolamento che producono oggi effetti devastanti dentro quest'aula e che sono vieppiù e certamente molto più importanti della modifica dell'articolo unico della legge elettorale che oggi sebbene modificato nessun effetto produrrà. Ce lo poniamo semplicemente come domanda e traiamo altre conclusioni. Noi non facciamo per cultura politica ostruzionismo; prendiamo atto delle modalità e delle procedure che la maggioranza che si è creata attorno a questa ipotesi legislativa vada pure avanti, però non vogliamo essere corresponsabili della approvazione di una legge che a nostro avviso non è in grado di produrre effetti perché non si tratta di una riforma, ma di una finta riforma. Non traiamo signor Presidente, alcuna conclusione, però i Gruppi del Partito Popolare Italiano, del Partito Sardo d'Azione, di Rinnovamento Italiano, di Federazione Democratica, parte del Gruppo Misto, che è la maggioranza all'interno della maggioranza non vuole essere individuata come corresponsabile di qualcosa che non ci pare assolutamente utile né produttiva visto l'atteggiamento di assoluta intransigenza che da più parti è stato assunto. Per cui da questo momento in poi abbandoniamo l'Aula, e ritiriamo tutti gli emendamenti presentati.
PRESIDENTE. Sono stati ritirati tutti gli emendamenti. Si dia lettura dell'articolo 1.
FRAU, Segretario:
Art. 1
1. Negli articoli 1, comma 6, 77 bis, comma 1, lettera a) e 79 ter, comma 1, lettera a) della legge regionale 6 marzo 1979, n. 7 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna), come modificata dalla legge regionale 27 agosto 1992, n. 16, le parole "tre liste" sono sostituite dalle parole "due liste".
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
FRAU, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà
SCANO (Progr. Fed. ). Signor Presidente, i Gruppi che sostengono questo emendamento hanno necessità di qualche minuto di valutazione per una considerazione di opportunità su come procedere. Chiederei quindi cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni alla richiesta di cinque minuti di sospensione, la richiesta è accolta.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 49, viene ripresa alle ore 20 e 02.)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare.
FANTOLA (Gruppo Misto), relatore. Signor Presidente, l'emendamento numero 1 consta di due commi. Il secondo comma, preferisco partire dal secondo comma e preferisco partire dal secondo comma perché si tratta di un adeguamento, per così dire tecnico, agli articoli successivi della legge elettorale, che tende a ribadire quanto contenuto nell'articolo stesso, cioè il ballottaggio è fra le due liste più votate e viene eliminato il ballottaggio tra le tre liste più votate.
Quindi, il secondo comma del primo emendamento è un emendamento che io considero tecnico, di adeguamento. Il primo comma, viceversa, modifica il quinto comma dell'articolo 1, che recitava in questa maniera: diceva cioè che qualora una delle liste avesse al primo turno ottenuto il 45 per cento dei voti, i seggi sarebbero stati ripartiti in modo proporzionale tra tutte le liste, senza andare al ballottaggio. L'emendamento prevede due aspetti tra loro diversi, ma collegati. Ovvero sia, sostiene che i seggi vanno ripartiti non più tra tutte le liste presentate, ma unicamente tra le due liste più votate e, secondariamente, eleva il tetto, affinché questo avvenga, dal 45 per cento alla maggioranza assoluta di votanti.
Questi due aspetti sono gli aspetti centrali dell'emendamento numero 1.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Per fare una riflessione che rivolgo a tutti i colleghi presenti. Il relatore Fantola accennava al fatto che con questo emendamento si consente alle due liste vincenti, comunque a chi supera il 50 per cento, ad avere diritto al riparto senza ballottaggio. Ma ammesso che è dato quindi per certo che per avere diritto al riparto di questo surplus di seggi per garantire la governabilità occorre superare il 50 per cento, io penso che una volta superato il 50 per cento, che è la soglia di maggioranza assoluta, si pone un altro problema, di un principio proporzionale che esclude la possibilità di un riparto riservato esclusivamente alle due liste maggiori, perché se il principio contenuto nello Statuto prevede il sistema proporzionale, e quindi la necessità di una ripartizione proporzionale dei seggi, ci troviamo davanti a due ostacoli, o comunque sia a due remore, di carattere una politica e l'altra di carattere giuridico-istituzionale. Quella politica dice che superato il 50 per cento chi ha la maggioranza assoluta governa e governa senza bisogno di particolari premi di maggioranza, che peraltro non sono previsti. Quindi chi ha il consenso maggioritario della popolazione ha il diritto-dovere di governare.
Il problema giuridico-istituzionale che supporta questa riserva pone un problema di ripartizione proporzionale. A maggior ragione, in questo caso, l'attribuzione non può essere nel senso di una scelta maggioritaria, ma deve essere proprio nel senso di una ripartizione proporzionale, intanto perché lo Statuto prevede che noi siamo in un sistema proporzionalista, secondo perché non essendoci l'esigenza ed avendo superato l'esigenza di assicurare la governabilità, in quanto per questo sistema il 50 per cento è già assicurato a qualcuno che deve governare, si pone il problema di una distribuzione proporzionale a tutte le liste dei seggi che sono assegnati quando qualcuno supera il 50 per cento.
Allora io credo che, proprio per evitare che ci spossa essere un rinvio da parte del Governo in termini di contrasto con la normativa istituzionale vigente, io credo che si debba un attimino meditare su questo comma e pensare se non sia possibile un emendamento, anche concordato, in maniera tale che si possa procedere in modo spedito in quella scelta di campo che evidentemente questo Consiglio ha fatto, cioè di consentire la governabilità ma di rispettare anche le previsioni statutarie che prevedono un'attribuzione proporzionale dei seggi. Questo significa che non c'è nessuna volontà di accaparramento da parte di nessuno, ma c'è piuttosto una volontà di rispettare il pluralismo e quindi la scelta degli elettori che, pur riconoscendo il diritto-dovere ad una lista, quindi ad una forza o più forze politiche, di governare, deve riconoscere, perché qui sta il dettato costituzionale dello Statuto, la necessità di un'assegnazione di seggi che tenga conto del pluralismo, quindi espressivo degli elettori e quindi delle forze in campo. Per cui chiedo che si rifletta un attimino prima di procedere alla votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Molto brevemente per associarmi alle considerazioni ora svolte dal collega Amadu.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Molto brevemente per annunciare il voto favorevole del Gruppo di Alleanza Nazionale a questo emendamento numero 1 e per svolgere molto brevi considerazioni in ordine alle osservazioni testé sollevate dal collega Amadu.
Quando il principio, la condizione, la limitazione prevista dallo Statuto, secondo il quale devono essere attribuiti i seggi col sistema proporzionale, non viene assolutamente violato dal fatto che, a seconda di una scelta o di modalità diversa di elezione venga riservato un premio di maggioranza ad una o ad altra lista. D'altra parte la legge che noi stiamo esaminando e che stiamo per modificare in quella piccola parte, contiene anch'essa un'apparente deroga al sistema proporzionale, nel momento in cui attribuisce sedici seggi alle tre liste che hanno partecipato ad un turno di ballottaggio. Evidentemente se invece di 16 seggi venissero attribuiti con questo sistema tutti gli 80 seggi non verrebbe rispettato il principio della proporzionalità perché effettivamente verrebbe escluso il pluralismo e la legittima rappresentanza di tutte le opinioni politiche che possono essere in campo. La limitazione a 16 degli ottanta consiglieri regionali, e quindi dopo che la legge, già quella vigente ha garantito comunque la rappresentanza a tutte le articolazioni della vita politica isolana, evidentemente ha affrontato il problema della governabilità e quindi ha assegnato o ha deciso di assegnare, ha stabilito delle regole per assegnare una piccola quota di questi ottanta consiglieri proprio nella direzione di ricercare la governabilità.
Ora, non vedo che differenza ci sia tra l'attribuire i 16 seggi a tre o due delle liste che partecipano all'eventuale ballottaggio e attribuirli invece alle prime due liste, quando non si deve giungere al ballottaggio perché una delle due ha superato la soglia del 50 per cento, e cioè ha conseguito la maggioranza assoluta. Evidentemente il risultato elettorale è talmente eclatante che un premio di maggioranza che va nella direzione della governabilità evidentemente non va contro lo spirito del proporzionalismo che invece è richiesto ed è stato già garantito con riferimento agli altri 64 consiglieri regionali. Per cui non vedo questo grande rischio di veder fare osservazioni o rilievi da parte del governo con riferimento a questo aspetto. D'altra parte, ed è questo forse l'argomento concludente su questo tema, cioè noi nel votare l'articolo abbiamo in realtà detto che la Regione si deve dotare di un sistema politico bipolare, e quindi devono essere create tutte le condizioni perché vengano formate le aggregazioni. E allora se le aggregazioni venissero formate spontaneamente, senza bisogno cioè, di una statuizione in legge, ovviamente una delle due coalizioni dovrebbe superare il 50 per cento, perché quando si è in due uno dei due per forza prende il 50 per cento. Se noi non ci ancorassimo a questa percentuale del 50 per cento lasceremmo spazio invece alla presentazione di liste di coalizioni diverse dalle due che il comma già approvato ha già ormai stabilito e vanificheremmo lo sforzo che con l'articolo votato questo Consiglio ha inteso. Ecco perché è una accentuazione del bipolarismo al quale qualunque tipo di riforma elettorale deve in questo caso protendere e tendere. Ecco perché noi voteremo a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Sicuramente sotto il profilo giuridico le cose sono abbastanza complesse e difficilmente districabili sul piano della previsione di quali possono essere le valutazioni che chi è preposto al controllo della nostra legislazione potrà fare. Noi voteremo l'emendamento pur non giudicando infondate le considerazioni che sono state fatte dal colleghi Amadu e Macciotta. Voteremo a favore, e aggiungo che il Consiglio a questo punto, mi riferisco a qualche ipotesi di proposta che è stata fatta, mi pare che abbia solo due possibilità: o procedere all'esame e al voto del testo con l'emendamento, oppure abbandonare l'emendamento e limitarsi al testo. Cioè, sto sottolineando che è escluso che si possa, per il tipo di confronto che c'è stato con i Gruppi che ora non sono presenti, che si possa ora lavorare sugli emendamenti o introdurre emendamenti verbali. Noi, quindi, abbiamo due strade: o limitarci al testo o sostenere anche l'emendamento. Ci sono delle considerazioni pro e contro, sono stati fatti dei ragionamenti che hanno un fondamento politico e giuridico, noi tuttavia riteniamo che a questo punto siano prevalenti gli argomenti portati a favore della approvazione oltre che del testo della legge esitato dalla Commissione anche dell'emendamento numero 1.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Siccome la legge è sì di un solo articolo però è stato approvato un emendamento, ai sensi del Regolamento va votata nel suo complesso.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del testo unificato delle proposte di legge numero 291 e 337.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 47
Votanti 46
Astenuti 1
Maggioranza 24
Favorevoli 46
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio.
(La seduta è tolta alle ore 20 e 18.)
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