Seduta n.82 del 03/08/2000
Seduta LXXXII
(Antimeridiana)
Giovedì 3 agosto 2000
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Carloni
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 11 e 13.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 27 luglio 2000 (77) che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i consiglieri regionali Pietro Fois e Antonio Angelo Liori hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 3 agosto 2000 .
Comunico inoltre che la consigliera regionale Mariella Pilo ha chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 3 agosto 2000.
Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge 86/A, che reca "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria al bilancio per gli anni 2000 - 2002, disposizioni varie".
Eravamo in sede di discussione dell'articolo 6 bis e dei relativi emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io prendo atto delle dichiarazioni dell'assessore Pittalis relative all'emendamento numero 50. Se non ho capito male, l'Assessore si impegna, e di conseguenza impegna quindi anche la Giunta, ad inserire questo problema sollevato nell'emendamento numero 50 all'interno dell'assestamento di bilancio che verrà presentato entro il mese di settembre.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non ho detto questo.
SPISSU (D.S.). Chiedo scusa, allora ho capito male, Assessore. Si è impegnato a fare che cosa?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io veramente ho posto un altro problema; noi non possiamo risolvere i problemi dei consorzi ZIR, perché ciascun consorzio ZIR operante in Sardegna ha specificità e problemi peculiari, tanto è vero che presso l'Assessorato dell'industria arrivano richieste di contributi straordinari per varie finalità.
La questione che è stata posta dal collega Spissu e dai firmatari dell'emendamento costituirà oggetto di valutazione da parte dell'Assessore nella redazione del programma delle risorse destinate ai consorzi ZIR; io ho invitato anzi i responsabili del consorzio ZIR di "Predda Niedda", a rappresentare all'Assessore dell'industria e all'Assessore dei lavori pubblici tutti i provvedimenti che ritengono necessario assumere per risolvere questo problema. Per quanto riguarda la realizzazione dei lavori di bonifica, oggetto del presente emendamento, saranno inseriti in un più ampio programma. Questo è l'impegno, quello di prendere in seria considerazione il problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io prendo atto di questo impegno; ma ritengo che la questione non debba essere inserita in un programma relativo ai consorzi, perché questo è un problema che impropriamente viene attribuito al consorzio. Si tratta infatti di un'opera di bonifica, come sta scritto nell'emendamento, da effettuare su un corso d'acqua che dilaga provocando danni alla città e non al consorzio. Quindi, se questo è l'impegno, l'emendamento si intende ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 50 è ritirato. Rimangono in piedi il 6 il 43, ed anche il 114.
Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento numero 6 perché ho l'esigenza di chiedere alla Giunta, nella persona , dell'Assessore dei lavori pubblici che però non vedo, due chiarimenti. Il primo chiarimento che chiedo - richiamo anche l'attenzione dei colleghi perché è una questione di una certa delicatezza - riguarda l'incremento dello stanziamento sul capitolo 08082; cioè vorrei comprendere se tale incremento è destinato a finanziare l'intero programma di sviluppo termale, chiamiamolo così, o se è diretto verso un obiettivo specifico, cioè esclusivamente verso Fordongianus.
L'assessore Pittalis mi fa cenno di sì, quindi richiedo il secondo chiarimento. Qualora sia destinato a Fordongianus, allora va ricordata rapidamente, in pochi secondi, la storia di questa vicenda.
Il Consiglio regionale si occupò del finanziamento del programma di sviluppo delle terme di Fordongianus, se non ricordo male, nella legge finanziaria , mi pare, del 1998 o 1999. Certo, se n'è occupato anche negli anni precedenti, so bene che è una storia decennale ed appunto per questo ne parlo.
Il Consiglio regionale accolse la proposta della Giunta di destinare un certo stanziamento, tra i venti e i trenta miliardi all'incirca, proprio in base ad una dichiarazione impegnativa della Giunta, che venne resa dell'allora Assessore della programmazione, casualmente era il sottoscritto, con la quale si diceva al Consiglio che lo stanziamento sarebbe stato sufficiente per il completamento dei lavori, cioè sarebbe stato l'ultimo stanziamento, dopodiché la vicenda di Fordongianus si considerava positivamente conclusa. Il Consiglio sulla base di questo impegno della Giunta votò lo stanziamento.
Successivamente la vicenda è stata oggetto dell'attenzione del Governo della Regione, di quello attuale ma anche di quello precedente. E proprio la Giunta regionale precedente, al suo interno, operò una lunga valutazione, una lunga discussione, di cui naturalmente si troverà traccia negli atti, che la portò ad esaminare e a respingere una proposta di ulteriore incremento. Infine la vicenda si concluse ridimensionando il progetto che era stato proposto, credo, dal soggetto privato (adesso mi viene in mente un nome tipo Maltauro, o qualcosa del genere), progetto che venne ricondotto alle dimensioni per le quali il Consiglio aveva dato il via libera.
Naturalmente è legittimo che un Assessore e una Giunta insediatisi successivamente portino una proposta di incremento;, io sto chiedendo semplicemente dei chiarimenti. Non sto facendo illazioni, per essere chiari, perché non conosco gli atti successivi..
Chiedo alla Giunta di fornire chiarimenti in Aula, se li può dare in questo momento bene, altrimenti questo emendamento può essere anche un attimo accantonato in attesa che l'Assessore dei lavori pubblici, decida la Giunta come, dia una risposta. Però qui ci troviamo di fronte ad una proposta di un incremento rilevante, che va in una direzione diversa rispetto a quanto deciso a suo tempo non solo dalla Giunta regionale ma soprattutto dal Consiglio regionale. , E' bene, quindi, che il Consiglio sia posto nelle condizioni di esprimere un voto consapevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, in riferimento all'articolo e, più precisamente, agli emendamenti 22 e 108, poi unificati nel 114, vorrei sottolineare come la Giunta continui a non dimostrare nessuna sensibilità su questo comparto; ma, oltre a non dimostrare nessuna sensibilità, dimostra anche di non avere quadro complessivo, chiaro, di una situazione che sta precipitando. Si ha la volontà di proporre emendamenti nell'ordine dei 6 miliardi per promuovere iniziative che possano incrementare il turismo in Sardegna e dare una nuova immagine dell'Isola, ma l'immagine vera - questo credo che vada ripetuto, sono cose già dette dal collega Vassallo - è quella che presentiamo ai turisti alle porte d'ingresso di questa Isola, siano essi aeroporti, siano essi porti, come in questo caso.
Mentre per i tre aeroporti principali il recupero delle strutture è in atto, una parte è già avvenuta e il resto è in fase di completamento e di costruzione; nei porti vi è uno scenario che è a dir poco ridicolo; ridicolo ma anche piuttosto allarmante, e lascia perplessi soprattutto il vostro atteggiamento. Dei tre porti principali, due - parlo di Olbia e di Cagliari - hanno una stazione marittima che comunque nel tempo dovrà subire dei miglioramenti, mentre la stazione marittima di Porto Torres proprio non esiste; questo è il biglietto da visita che noi diamo ad un milione e due o un milione e mezzo di passeggeri all'anno. Questa è la situazione reale di un porto come quello di Porto Torres, che non è il porto di Sassari o della città di Porto Torres, è il porto di un bacino di traffico piuttosto consistente che tocca tutta l'Isola, compresi gli amici cagliaritani che quando devono andare a Genova preferiscono certamente imbarcarsi da Porto Torres, anche perché non credo che abbiano altre alternative valide. La qualità del servizio è zero! L'immagine è negativa ma non si intende cambiarla, si preferisce invece "fare palestra". La "palestra" l'avete fatta, sto parlando della Giunta, in occasione della discussione della finanziaria quando avete proposto in un emendamento di costruire una stazione marittima ad Oristano, guarda caso! Ad Oristano dove non c'è traffico di passeggeri; forse serviva per mettere al riparo il bestiame, ma neanche quello credo che transiti da quella realtà portuale che è specializzata in altri transiti e in altre merci.
Ultimamente ho appreso dalla stampa che altra "palestra" è stata invece creata dall'Assessore dei lavori pubblici facendo diventare La Caletta altro rispetto a quello che è., Cioè non un porto turistico a cui dare sempre maggior valenza migliorando la qualità dei servizi, pubblicizzando questo tipo di struttura, richiamando un traffico diportistico che, comunque, rientra nel comparto turistico e crea economia, no; riusciamo a parlare di La Caletta, compresa la stazione marittima, come di uno scalo passeggeri alternativo a Olbia.
Possiamo considerare questa affermazione come una battuta e quindi riderci su, ma purtroppo credo tale non sia, che sia da considerare come una affermazione seria e quindi preoccupante. Preoccupante perché manifesta l'incapacità di conoscere a pieno questo settore, manifesta l'incapacità di vedere complessivamente la nostra realtà nel settore del trasporto marittimo ed invece testimonia che non si esce, e ne è testimonianza il contenuto di un emendamento presentato ieri sera dal collega Capelli, dal recinto del campanilismo. Questo vuole dire sprecare risorse, questa significa incapacità di programmare un territorio, questa è l'incapacità che porta a far apparire le cose ciò che non sono.
Quella realtà portuale non può essere un porto di traffico passeggeri, quella realtà portuale è un porto turistico, tale resta, e come tale deve essere utilizzato. Guarda caso invece dopo questi due esempi che niente hanno a che vedere col traffico passeggeri, nonostante gli emendamenti siano stati presentati da entrambe le parti e si sia trovata anche la volontà politica di unificarli, la risposta della Giunta è che non ha i due miliardi e mezzo a disposizione per incrementare i due miliardi e mezzo finanziati precedentemente da destinare alla costruzione di una tensostruttura che avrebbe più attinenza con un accampamento di zingari, quali li conosciamo, piuttosto che con una stazione marittima adeguata alla realtà della quale stiamo parlando.
Nel movimentare tutte queste risorse, sia in questa circostanza, ma anche nel corso della discussione sulla finanziaria 2000, questa Giunta non trova la capacità e la volontà politica di risolvere un problema che comunque permane con forti aspetti negativi; l'Esecutivo non trova la forza di ottemperare ad una richiesta che viene avanzata insistentemente, da troppo tempo, da anni. Non se ne preoccupa, va avanti, pensa di volare alto, ma nel volare alto dimentica che la realtà in cui vive è questa, fa finta di non vederla, e questo è il danno peggiore che si possa fare ad un territorio. Allora, su questa partita, la Giunta non si può trincerare dietro il fatto che non ha risorse a disposizione e che, quindi, deve rinviare il problema ad altra data, ad altra circostanza, ad altro appuntamento. Quando l'Assessore della programmazione presentò questa pseudoproposta di carattere finanziario - credo che nessuno di noi oggi sia ancora riuscito a definirla - il documento fu presentato come un qualche cosa di ibrido, e lo si sta portando avanti mantendo questo carattere; l'Assessore é riuscito a presentare un documento di dieci articoli e, nel giro di pochi giorni, presentando all'incirca 40-45 emendamenti a nome della Giunta, a trasformare quel documento. Cioè, pensa bene la mattina, non capisce niente la sera, si ripropone l'indomani mattina, e così si alterna in una situazione piuttosto confusa che non lascia speranza.
Allora, se lei è riuscito a trovare i 60 miliardi circa per coprire quei 40 emendamenti, se siamo riusciti poi a recuperare i 250 miliardi necessari a lenire il problema della siccità e quant'altro è contenuto in questo documento, questo testimonia che non c'è la volontà politica di recuperare due miliardi e mezzo per porre fine ad una situazione vergognosa che non lascia spazio ad alibi, che non trova giustificazione e che testimonia l'insensibilità in una materia che a voi è sconosciuta.
E' sconosciuta perché chi non riesce a dare risposte a situazioni di disagio talmente evidenti e talmente marcate, e riesce invece a portare all'attenzione di quest'Aula proposte che sono oscene, e sulla cui oscenità tutta quest'Aula è d'accordo, io mi chiedo se maggioranza e opposizione, che hanno dimostrato sensibilità verso un problema cui si ritiene giustodare finalmente una risposta definitiva, possano accettare passivamente questa insensibilità della Giunta che non ha giustificazione. E` un atteggiamento che non lascia possibilità alcuna di fornire soluzioni che possano, quanto meno, essere accettate e condivise.
Allora, su questa partita la Giunta, una volta per tutte, deve dire qual è il suo programma, quali sono i suoi intendimenti, attraverso quale percorso intende realizzare questo programma e con quali risorse. Non si possono dare, e ho terminato signor Presidente, delle risposte evasive facendo finta di niente, come se questi non siano problemi dei quali ci dobbiamo interessare al fine di trovare anche le soluzioni.
Chiedo inoltre, signor Presidente, la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente ed onorevoli colleghi, sulla necessità di costruire in tempi brevi una stazione marittima nel porto di Porto Torres sono stati presentati tre emendamenti; questo fatto dovrebbe far riflettere sull'importanza che questa struttura riveste per il nord - ovest della Sardegna. E' un problema che tocca tutti, è un problema serio, un problema sentito, e infatti i tre emendamenti sono stati unificati in un emendamento unico firmato da tutti i consiglieri del nord-ovest della Sardegna.. Chi in questi giorni si è recato al porto di Porto Torres si sarà sicuramente reso conto che quello non è il porto di un'Isola che si trova all'interno della Comunità europea, ma sembra il porto di un'Isola del Terzo mondo. La gente che arriva o che parte non può assolutamente usufruire dei servizi essenziali, e credo che questo non sia un biglietto da visita ottimale per la nostra terra, per la nostra Sardegna, che vede nel turismo se non l'unico strumento senz'altro uno degli strumenti più importanti per favorire il proprio sviluppo economico-sociale.
Signor Assessore, io non sono intervenuto per niente in questo dibattito sull'assestamento di bilancio, eppure avrei potuto e voluto dire qualcosa, perché comprendo e capisco tante cose. Però, credo che con un po' di buona volontà questa cifra, che poi non è così esorbitante, sono due miliardi e mezzo, noi avremmo potuto trovarla. A titolo del tutto personale le dico che abbiamo approvato degli articoli contenenti spese, quindi finanziamenti, che potevamo tranquillamente, in questo momento, lasciare perdere. Vogliamo, per esempio, regalare alle università sarde un sacco di quattrini per istituire dei corsi che sicuramente, in questo momento, servono meno che non avere una stazione marittima in un centro così importante. Vi sembrano pochi, cari amici, un milione di passeggeri? Vi sembra poco che questi passeggeri debbano arrivare a Porto Torres e nontrovare, come dicevo prima, alcuni servizi? Vi sembra poco importante questa carenza di servizi quando a due passi abbiamo il parco dell'Asinara, che dovrebbe costituire anch'esso un volano di sviluppo e quindi essere visitato, non solo dai sardi ma da tanta altra gente?
Onorevole Assessore, lei ha detto che nella prossima manovra di settembre troveremo queste risorse. Io credo che con un po' di buona volontà vadano reperite adesso; glielo chiedo non solo come consigliere regionale di maggioranza, non solo come consigliere regionale del territorio interessato, ma glielo chiedo come cittadino di quella zona della Sardegna che troppo spesso è abbandonata. Ed allora, abbiamo veramente ragione o hanno veramente ragione i nostri concittadini, quando dicono che quel territorio è abbandonato, che i consiglieri regionali di quel territorio non fanno niente per quelle zone. Allora, con un po' di buona volontà, eventualmente diminuendo qualche posta da qualche altra parte, io sono certo che sia possibile trovare questi soldi affinché a Porto Torres possa essere iniziata la costruzione di questa stazione marittima, per dare la possibilità a tutti coloro che transitano in quel porto di avere dei servizi adeguati.
Signor Assessore, la somma da reperire non è elevata, pertanto con un po' di buona volontà le chiedo espressamente di trovare questi due miliardi e mezzo che, veramente, dimostrerebbero ai cittadini che attendono, che questa Giunta regionale ha a cuore quel problema. Ha a cuore quel problema che non è stato risolto ieri e che può essere risolto oggi.
Quindi, onorevole Assessore, è inutile spostare a settembre o ad ottobre, quando verrà presentata la prossima manovra finanziaria, la ricerca di queste risorse; io credo che potremmo trovarli adesso questi soldi ed eventualmente, con la prossima manovra, rimpinguare i i capitoli dai quali noi oggi attingeremo queste somme. Quindi, questo le chiedo e questo con me le chiede tutta la popolazione del nord-ovest della Sardegna, ma principalmente coloro i quali transitano per quel porto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (F.S.D.). Signor Presidente, io credo che prima di tutto occorra evidenziareil fatto che lo stato di abbandono in cui versa da tempo il portodi Porto Torres si riflette, naturalmente, anche su altre realtà. . La struttura di cui avrebbe bisogno il porto di cui stiamo parlando non è una necessità e un'esigenza soltanto del porto di Porto Torres; è una necessità e un'esigenza di tutta la Sardegna. Io infatti non credo di capire quei colleghi che nei loro interventi avanzano questa richiesta quasi in termini campanilistici. Credo che, invece, sarebbe opportuno entrare nel merito delle cause che hanno portato negli anni, sempre più, al degrado di quella realtà portuale che ha anche perso la sua immagine di porta della Sardegna che si affaccia verso il Nord.
Io non riesco a capire per quale motivo, per raggiungere la Sardegna, sia necessario percorrere tratti più lunghi che, probabilmente, hanno maggiori costi e che sicuramente creano un danno anche all'economia dell'Isola . Non riesco a capire ugualmente per quale motivo dobbiamo batterci per ottenere un finanziamento, che è davvero irrisorio, che servirebbe se non a risolvere, sicuramente a portare avanti la soluzione dei problemi come sta avvenendo di un porto che, con grande fatica, riesce a mantenere comunque alto il flusso del traffico passeggeri, e anche quello delle merci.
Credo che di questo problema non se ne debba far carico solo ed esclusivamente il nutrito numero dei consiglieri regionali che proviene dal sassarese; credo che questo sia un problema che riguarda, come ho detto, tutta la Sardegna, di cui si deve far carico chiaramente una direttiva sui trasporti che non può trascurare questo importante polo.
Non voglio dilungarmi, perché i tempi stringono Io credo che a tutti i consiglieri interessi questo intervento, perché non si tratta soltanto di chiedere due miliardi e mezzo da trasferire in una realtà sassarese, ma questo finanziamento ha ragione di esistere perché serve a riequilibrare una situazione ormai insostenibile. Non è possibile, per esempio, che non esista un sistema di mezzi di trasporto per mettere in comunicazione i punti di imbarco e sbarco e il centro della cittadina. Non riesco a capire per quale motivo, in una visione dei problemi che dovrebbe essere lungimirante, una realtà quale Porto Torres invece venga trascurata, tanto che siamo costretti a pietire uno stanziamento che è davvero irrisorio, che avrebbe dovuto trovare spazio all'interno non di un emendamento, che stiamo cercando di difendere e di portare avanti, ma diprovvedimenti ad hoc, che salvaguardino realtà che promuovono l'immagine della Sardegna attraverso quei progetti di turismo che noi proponiamo all'esterno; progetti con i quali vorremmo dare un'immagine di efficienza e non di degrado. Quel degrado che noi invece, in questo momento, mostriamo a qualunque turista che, arrivando a Porto Torres, scendendo dalla nave si trova davanti a delle baracche. E quando dico baracche intendo casette di lamiera.
Io non so se i consiglieri componenti della Commissione trasporti, come ne faccio parte io, se i consiglieri componenti della Commissione turismo conoscano la realtà di quella zona. Io inviterei i colleghi ad essere davvero presenti, presenti anche votando oggi questo emendamento, che può costituire una prima risposta per tentare di risolvere una situazione di abbandono che è insostenibile, che dura ormai da anni, da decenni. Ma questo ritardo non può essere consentito a nessuno, tanto meno a noi che attraverso Porto Torres ci proponiamo di collegarci con il resto dell'Italia, e dell'Europa. Gran parte del flusso turistico passa attraverso Porto Torres; ma l'immagine che stiamo dando di questo porto è estremamente negativa.
E' vero che si cerca di fare in modo che a Porto Torres il turista si trattenga il meno possibile, creando danni in quella zona che sono anche di tipo economico, perché l'assenza di ricadute è chiaramente visibile, è costantemente tangibile; è anche vero, però, che se noi fornissimo strutture rispondenti alle esigenze ed ai tempi che stiamo vivendo faremmo un'opera non meritoria, come suol dirsi, ma di giustizia a valere nei confronti di chi invece, solitamente, pretende di portare risorse, anche piccole, da altra parte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Signor Presidente, pur non essendo uno dei firmatari dell'emendamento proposto, ritengo che quanto richiesto nell'emendamento in questione sia effettivamente una necessità per un porto che dà lustro alla Sardegna.
Intervengo per respingere gli atteggiamenti di "campanile", nel senso che a mio avviso questo è un problema che interessa noi tutti, che interessa tutto il territorio della Sardegna. Mi è sembrato di cogliere, però, così come si è verificato per altri casi durante l'esame di questo assestamento di bilancio, che la stessa Giunta abbia dato piena disponibilità a effettuare questo intervento, riconoscendone l'importanza e assumendo l'impegno, fin da questo momento, di provvedere alla copertura finanziaria di questo investimento nel prossimo intervento di assestamento di settembre.
Nel caso appunto in cui la copertura finanziaria non possa essere trovata in questa fase, tutti dovremmo impegnarci a far sì che questa somma e questi interventi dovuti per la stazione marittima di Porto Torres siano garantiti entro la tornata di assestamento di settembre.
E' un intervento infatti che da troppo tempo si sta dilazionando e che necessita, entro quest'anno, di trovare soluzione perché il porto di Porto Torres è una delle porte principali della Sardegna, è il primo biglietto da visita per chi viene nella nostra Isola, o per chi utilizza le linee di Porto Torres per lavoro, è lo specchio della nostra Isola. In questo momento non è sicuramente uno specchio dignitoso e perciò dignità bisogna dargli.
Se per i colleghi firmatari dell'emendamento è cosa gradita, io personalmente ma, credo, tutto il Gruppo del PPS, del CCD e del CDU è disponibile a sottoscrivere un ordine del giorno che impegni la Giunta a sostenere nella prossima tornata di settembre questo intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, un ordine del giorno non si nega a nessuno, ma io penso invece che la Giunta debba rivedere il suo parere;pur non essendo infatti di quel territorio ritengo giusto non lasciare la battaglia su quel porto esclusivamente agli amici e compagni di Sassari; ritenendola un'esigenza complessiva della Sardegna, la faccio quindi anche mia.
Io intervengo comunque sull'emendamento numero 43 relativo alle aziende agri-turistico-venatorie; in occasione della finanziaria fu soppressa la norma che prevedeva, ancora prima della entrata in vigore del piano regionale faunistico-venatorio, la possibilità di autorizzare l'istituzione di aziende agri-turistico--venatorie. Il Consiglio approvò all'unanimità quell'emendamento, firmato da più consiglieri, che sopprimeva questa norma. Io so che il Governo su questo punto ha sollevato delle riserve, e anzi ha trattenuto la finanziaria, prima di dare il proprio assenso, chiedendo al Presidente della Giunta un impegno a ripristinare la norma sulle aziende agri-turistico--venatorie. Personalmente ritengo che quella riserva del Governo fosse immotivata; credo sia assurdo pensare infatti di poter imporre ad una Regione di istituitr questo tipo di aziende in assenza di una programmazione e di una pianificazione faunistica. Questa ipotesi è nettamente in contrasto con le norme della legge numero 157, che prevede proprio come elemento essenziale, prioritario l'entrata in vigore del piano regionale faunistico-venatorio, quindi la possibilità che sia pianificato il prelievo venatorio.
Quella decisione del Governo sinceramente era per me incomprensibile; so che il Presidente si impegnò al ripristinodella norma soppressa, però io la ritengo comunque una norma non corretta. Tra l'altro segnalo che le prime autorizzazioni, e sono tante quelle già concesse, all'istituzione di queste aziende sono avvenute in violazione sia della legge regionale che della legge nazionale numero 157/92. Le aziende agri-turistico-venatorie dovrebbero essere insediate in territori di scarso interesse venatorio, perché l'azienda non è finalizzata all'attività venatoria estesa, allargabile alla selvaggina libera oppure alla selvaggina migratoria, ma soltanto alla selvaggina di allevamento. Quindi uno dovrebbe allevare gli animali e poi consentire che in quel territorio si svolgano attività venatorie. Siamo di fronte quindi ad una forzatura che sta avvenendo già in sede di prime autorizzazioni, che a me pare siano appunto in violazione della "157" ed anche della legge regionale, in quanto si sta autorizzando l'insediamento di queste aziende in territori non previsti dalla legislazione.
Ne consegue, da quanto ho detto, che se fosse possibile io sarei per il ritiro dell'emendamento numero 43; in Commissione si intende procedere infatti ad una più complessiva revisione della legge sul prelievo venatorio relativamente non solo alle aziende agri-turistico-venatorie, ma anche a quelle faunistico-venatorie. E` pur vero che il Presidente si è impegnato a ripristinare la norma, ma non è necessario farlo subito attraverso questo provvedimento, ma si può eventualmente discutere in Commissione un provvedimento ad hoc.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Vorrei intervenire rapidamente sull'emendamento numero 92.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi, ma l'emendamento 92 è stato sostituito dall'emendamento 114. E'su questo che intende parlare?
COGODI (R.C.). Sì, intendo parlare sull'emendamento relativo alla stazione marittima di Porto Torres. Diversi colleghi,appartenenti sia alle forze di opposizione che a quelle di maggioranza hanno rappresentato, con argomenti che parrebbero essere e sono convincenti e fondati, una esigenza che non comprendo perché la Giunta regionale non voglia raccogliere.
E` di tutta evidenza quanto sia importante la questione di una stazione marittima funzionale in una delle aree nelle quali vi è uno dei principali accessi per via mare alla Sardegna, dove passa quindi un grande flusso di passeggeri per ragioni turistiche e per ragioni altre, di mobilità delle persone, cittadini sardi, cittadini non sardi che vengono in Sardegna. Bene, non si riesce a comprendere perché si debba perseguire in una sottovalutazione così colpevole di una priorità, assoluta, nel processo e nel progetto di miglioramento delle condizioni economiche ed anche sociali e di servizio della Sardegna, non dotando quell'area di una infrastruttura elementare, essenziale.
Ora la Giunta dice che il problema verrà affrontato con l'assestamento di settembre, con la prossima finanziaria, ma se la ragione è fondata, se l'esigenza è vera e pressante, chi e che cosa vieta che si proceda anche gradualmente, cominciando oggi a recuperare un primo stanziamento che consenta di avviare l'opera, partendo ovviamente da dove si parte in queste cose, e cioè dalle procedure di esproprio. Se, quindi, il problema è solo un problema di copertura finanziaria in questo momento, così dice la Giunta, noi ricordiamo le tante modalità cui si è fatto ricorso per dare copertura finanziaria a progetti che, fino a qualche mese fa, o settimana fa, pareva non fosse possibile finanziare; poi si sono trovate o comunque è stato indicato dove reperire le risorse necessarie. Chi o che cosa dunque vieta di accogliere questa esigenza, formalizzandola in una norma, e di provvedere con un primo stanziamento.
Ma davvero pensa la Giunta, pensano il Presidente della Regione e l'assessore Pittalis, che non si possa, anche nei limiti e nelle ristrettezze, nelle difficoltà di questa manovra, per un'esigenza così da tutti riconosciuta pressante e di grandissima utilità sociale ed economica, recuperare un miliardo o cinquecento milioni per poter dire che questo problema la Giunta lo assumeva come un problema da affrontareda subito. E per quanto riguarda la copertura, si tratta di reperire alcuni miliardi per un'infrastruttura di grande rilevanza, di grande utilità, per completarla, come dite voi, con l'assestamento di settembre. Però sin d'ora potete riconoscere la verità di quello che stiamo dicendo e raccogliere questa indicazione che viene dalla gran parte del Consiglio.
Ma siete davvero convinti che non si possa introdurre una variazione, anche di entità minima, perché si inizi a dare risposta a questa esigenza? Io non credo, ecco perché rimane un po' il fondato dubbio invece che ancora una volta si voglia pur riconoscendo la validità dell'esigenza prospettata, rimandare a settembre, poi a settembre si vedrà se ci sarà la promozione a la bocciatura.
Questo non è un modo elegante di procedere, neppure, sul piano politico. Io credo quindi che ci sia necessità ancora di un qualche chiarimento e che la Giunta possa benissimo trovare una prima soluzione a questo problema.
Voglio fare un'ultima considerazione in riferimento alle "questioni di campanile". Qualche collega sostiene, pur non essendo di quel territorio, di condividere questa esigenza. Io mi permetto di dire e di ricordare, a tutti, che tutti noi che siamo qui a rappresentare la Sardegna siamo anche di quel territorio, siamo di tutti i territori. La "questione di campanile" non si pone quando vi è una esigenza che appartiene a tutta la Regione, come è questa, la stazione marittima è un luogo di approdo nella Regione, non è di Porto Torres, è a Porto Torres, è chiaro che incide di più in quel territorio, ma è della Regione.
La "questione di campanile" si pone invece quando a fronte di un intervento regionale, di un finanziamento regionale alcuni colleghi ritengono che quel finanziamento regionale debba essere accaparrato, riservato ad una sola porzione di territorio, allora si pone la "questione di campanile". Ipotizziamo che la Regione esiti una legge per finanziare acquedotti e che ci siano cento comuni che hanno bisogno diquesta struttura. Se per una serie di circostanze si crea attorno ad un solo comune la convergenza occasionale di un gruppo di consiglieri regionali, allora nasce la "questione di campanile", perché quello stanziamento viene convogliato verso uno solo dei diversi soggetti che ne sono teoricamente destinatari, perché si crea un beneficio in capo ad un soggetto a danno di altri soggetti. Ma le stazioni marittime le costruiamo dove vi sono gli approdi a mare, non possiamo fare stazioni marittime dappertutto! Ed anche nel caso degli approdi a mare si stabiliscono delle priorità.
Io ricordo che in occasione del dibattito sulla manovra finanziaria si discusse a lungo su un emendamento presentato dalla Giunta, da questa Giunta, che proponeva uno stanziamento di cinque miliardi per costruire la stazione marittima nel porto di Oristano che, come ben sapete non èuno dei principali scali per passeggeri dell'Isola. Eppure la Giunta propose un simile emendamento anche se poi lo ritirò.. Mi si potrebbe dire che l'emendamento non era della Giunta, ma era di Manunza, ma io penso che Manunza vi appartenga, voi lo avete ingaggiato, voi lo tenete, se lo mettete fuori squadra è un altro discorso, però l'emendamento era a nome della Giunta regionale, per quanto particolarmente patrocinato o padrinato" da Manunza. E quell'emendamento fu consegnato, non volantinato, in Aula a nome della Giunta, e fu ritirato dopo un'accesa discussione, è vero, dalla Giunta perché in quel caso si chiese come fosse possibile proporre uno stanziamento sul bilancio regionale di cinque miliardi per la stazione marittima di Oristano, non che Oristano non abbia diritto di pensare ad una sua stazione marittima, ma commisurata ed adeguata al flusso di traffico di quel porto, quando Porto Torres e altri luoghi della Sardegna, dove vi è un flusso di milioni di persone nel giro dell'anno non hanno una stazione marittima che possa definirsi civile? E infatti fu questo uno degli argomenti che indusse il Consiglio a rappresentarvi l'opportunità di ritirare l'emendamento e la Giunta stessa appunto a ritirarlo.
Non è detto quindi che non sia possibile reperire risorse, ma è più facile reperire risorse per indirizzarle verso alcuni lidi in particolare, mentre diventa sempre più difficile tenere conto oggettivamente delle priorità e dei bisogni della Regione. Ma tutti voi che vi accalorate più di noi, o di me, non nel parlare di turismo, perché di turismo vogliamo parlarne tutti, ma nel dire sempre che bisogna sostenerlo e incentivarlo, e che vi occupate molto di turismo in ragione delle norme edilizie, come avete fatto da poco, o delle norme urbanistiche o di tutela ambientale, come farete tra poco, ma perché non vi appassionate anche alla realizzazione di servizi, che si possano definire civili, a cui hanno diritto non solo i turisti, ma anche i sardi e chi viene in Sardegna per lavoro o per studio.
Per queste ragioni, accettando il discorso della Giunta sulla difficoltà di reperire l'intero stanziamento per sostenere questa opera, che è della Regione, che non è di un territorio, che non è parziale, che non è di campanile, io ritengo che si possa comunque rappresentare alla Giunta la opportunità di iscrivere una prima posta in bilancio perché sia certificato che la Regione assume questo obiettivo come uno dei suoi obiettiviprimari. Può anche ridurre di molto lo stanziamento, ma si darebbe così forza e credibilità alla dichiarazione che la Giunta stessa ha fatto di accettare e di ritenere urgente questa opera. Credo che questa sia possibile, e che la Giunta possa almeno addivenire a questa soluzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.
NUVOLI (F.I.-Sardegna). Essendo anch'io firmatario dell'emendamento sulla stazione marittima di Porto Torres non voglio far mancare anche la mia parola a sostegno di questo emendamento, quanto meno da un punto di vista sostanziale e politico, anche se le cose che dirò, probabilmente, sono state già dette, sia pure con parole diverse, dai colleghi che mi hanno preceduto,.
Credo che sia estremamente importante, ma a mio avviso ne siamo tutti consapevoli, che una delle principali porte marittime della Sardegna venga dotata di una stazione marittima all'altezza dei tempi e all'altezza di una società civile, all'altezza direi di una politica dei trasporti d'avanguardia, quella politica dei trasporti che troppo spesso è oggetto di proclami e comunicati farsa da parte dei parlamentari del centro-sinistra.
Anche in questi giorni certi parlamentari del centro-sinistra si riempiono la bocca degli strabilianti, e fantomatici aggiungo io, risultati che il Governo nazionale avrebbe raggiunto in questo settore. Io credo che la stazione marittima di Porto Torres, quella stazione marittima inesistente di Porto Torres, rappresenti un esempio del fallimento della politica complessiva dei trasporti in Sardegna da parte del Governo. Perché, caro Presidente e cari colleghi che mi ascoltate, non si può far finta che anche questo problema non faccia parte della partita complessiva del problema trasporti. Io credo che anche la stazione marittima di Porto Torres debba rientrare in una politica di investimenti da parte del Governo nazionale, cosa che finora non è stata. Ed allora io dico anche che ritengo giusto che la Giunta regionale della Sardegna, cioè il suo governo, si faccia carico comunque dell'inadempienza del Governo nazionale.
Prendo atto delle spiegazioni dell'assessore Pittalis, con le quali ci si rappresenta l'impossibilità di poter in qualche modo corrispondere immediatamente a questa legittima esigenza che io ed altri colleghi abbiamo manifestato con questo emendamento, e cioè la necessità di un ulteriore finanziamento per la realizzazione della stazione marittima di Porto Torres. Io sottolineo in tutti i casi il grande valore che rappresenta l'impegno assunto dalla Giunta regionale sul finanziamento a breve della stessa stazione marittima.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI
(Segue NUVOLI) Voglio anche ipotizzare, come ha già fatto qualche collega, che questo Consiglio regionale approvi un ordine del giorno in sostituzione dell'emendamento che abbiamo presentato, un ordine del giorno che assicuri ulteriormente l'impegno di poter vedere finanziata la stazione marittima da parte della Regione Sardegna a breve termine.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Innanzitutto, come premessa, sinceri complimenti a chi ha concepito e a chi ha permesso la pagliacciata di ieri, che ha costituito un insulto ed una prevaricazione a danno di tutte le persone serie che fanno parte di questo Consiglio, consiglieri e non consiglieri.
PRESIDENTE. Onorevole Dore, le ricordo che è il Consiglio all'unanimità che ha deciso questa modalità dei lavori.
DORE (I DEMOCRATICI). No, non è all'unanimità, ci sono degli ispiratori della condotta che si è svolta durante tutta la giornata, e ci sono dei prepotenti. Quindi complimenti a costoro, certamente - Presidente - gli dovrà essere reso grazie per il miglioramento del rendimento che questa buffonata ha determinato e determinerà nella conclusione di questi lavori. Detto questo credo che ci sia poco da dire sulla opportunità e sulla doverosità dell'accoglimento di questo emendamento. Credo sia da miopi, o meglio da ciechi, ostinarsi a non voler capire quanto sia vergognosa la situazione che si presenta agli occhi dei turisti che arrivano in Sardegna nel porto che, se non sbaglio, è quello che ha il maggiore traffico di passeggeri, e se non è così è il secondo. E` una vergogna che ricade sostanzialmente su tutti i sardi.
E` vero che Nuvoli, come al solito, se la prende col Governo, alla faccia del federalismo, alla faccia dell'autonomia, alla faccia di tutti questi concetti; ma io credo che di fronte ad una manovra di tali dimensioni e di tale portata finanziaria, che contiene anche tanti sprechi, sia veramente assurdo voler chiudere la porta a questa richiesta, che non oltraggia soltanto i cittadini della provincia di Sassari, è evidente, qui non è un problema di campanile, ma oltraggia tutti i sardi e tutti coloro che vogliono venire in Sardegna.
Io credo che veramente sia un capitolo dachiudere, e che se si vuole dimostrare un minimo di resipiscenza questo debba essere il primo emendamento da accogliere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.
ONNIS (A.N.). Signor Presidente della Giunta, io intervengo per dire poche battute, con una certa difficoltà, perché il mio intervento presuppone un mio non allineamento ad un emendamento che porta la firma del Presidente della Giunta. Da qui il disagio che peraltro deve essere superato per una esigenza, ritengo, oltre che di opportunità, di rispetto della legge.
Io ho compreso l'atteggiamento del Presidente della Giunta e l'ho anche apprezzato, perché nel suo senso di responsabilità e nella sua visione complessiva degli equilibri di questa compagine di Governo ha ritenuto di rispondere, con molta ragionevolezza e con molta temperanza, all'invito del Governo di modificare, di rettificare in sostanza una norma prevista nella finanziaria approvata nell'aprile di quest'anno, nell'aprile del 2000. Quella norma aveva, in sostanza, soppresso la possibilità di autorizzare l'istituzione di aziende turistico-venatorie in attesa della attuazione del piano regionale faunistico. Il Governo ha mosso censure di natura istituzionale a quella norma, il Presidente della Regione sarda ha ritenuto di adeguarsi ai rilievi del Governo ed oggi propone al Consiglio di reintrodurre quella norma che era stata espunta.
Al di là delle ragioni di opportunità, che sono state sottolineate anche nell'intervento dell'onorevole Marrocu, io la pregherei, signor Presidente, di valutare o di far valutare dai suoi uffici, lo dico senza alcuna punta polemica, per carità, la portata della legge nazionale. Il Governo ha mosso un rilievo sulla base dei contenuti della legge quadro, la legge numero 157, e nel presupposto che i contenuti di questa legge quadro fossero stati violati dalla norma regionale dell'aprile di quest'anno che ha abrogato appunto quella possibilità. Ora, non è così, signor Presidente, il Governo ha preso certamente una cantonata gigantesca, perché l'articolo 16 che secondo il Governo sarebbe stato violato dalla norma regionale, non ha quei presupposti, non ha quei contenuti, non ha soprattutto quella portata alla quale il richiamo del Governo ha fatto riferimento. Non si tratta infatti di una norma quadro che introduce dei principi generali nel nostro ordinamento giuridico, dunque non si tratta di una disposizione di legge cogente che debba essere applicata necessariamente anche nelle Regioni a Statuto speciale, quella norma, l'articolo 16, prevede soltanto la possibilità per le Regioni, è detto espressamente, di autorizzare l'istituzione di aziende faunistico-venatorie o aziende agri-turistico-venatorie, su richiesta degli interessati, sentito l'istituto, e così via. Alla lettera b) poi è detto che si può autorizzare, regolamentandola, l'istituzione di aziende agri turistico-venatorie. Per cui la Regione ha facoltà piena, legiferando sulla base di questa norma nazionale, di non istituire oppure di istituire aziende turistico venatorie. E' chiaro che dopo averle introdotte con quella norma che è stata abrogata con la finanziaria, aveva legittimamente la facoltà, e se questa facoltà noi non attuassimo ritengo che si porrebbe un problema di principio circa i contenuti dell'autonomia della Regione sarda, di revocare quella norma di legge e di creare una situazione nella quale le aziende turistico venatorie non potessero più essere istituite, non potessero più essere previste.
Ma tutto questo discorso, e ho concluso signor Presidente, sottende esigenze di natura sostanziale che travalicano l'aspetto istituzionale, pur rilevante, di questa problematica. L'aspetto sostanziale è dato dal fatto che la legge prevede che queste aziende turistico venatorie, che hanno una finalità di impresa commerciale agricola, vengano istituite in una fetta del territorio della Sardegna che viene stabilita nel 15 per cento del territorio agrofaunistico pastorale, in quella stessa fetta devono essere ricomprese tutte le aziende faunistico venatorie, quelle che cioè saranno le attuali autogestite.
Se la stragrande percentuale di questo territorio, pari al 15 per cento, venisse impegnata da aziende turistico venatorie, noi potremmo forse accontentare 30, 40, 50 agricoltori della Sardegna, e chi non vorrebbe accontentarli tutti! ma scontenteremmo oltre 20-25 mila cittadini della Sardegna che sono cacciatori, e questo non è giusto; è giusto attendere che si faccia il piano faunistico regionale, e che soltanto quando si ha una prospettiva chiara, cioè quando si ha la possibilità di valutare in anticipo come sarà meglio regolamentare questi confliggenti interessi, soltanto allora potrà riaprirsi la possibilità di ricostituire aziende turistico-venatorie.
Tutto questo ritenevo opportuno dirlo, signor Presidente, pur preannunciando fin d'ora una benevola astensione, sempre che l'emendamento rimanga all'attenzione del Consiglio, e sempre che la Giunta, io credo con un atto di serena consapevolezza, non ritenga di ritirare frattanto questo emendamento, sottoporlo alla valutazione degli uffici, e riterrei sottoporlo anche alla valutazione della Commissione, perché si verifichi se davvero si sia violata la norma dell'articolo 16 oppure se questa violazione sia stata soltanto l'invenzione di un funzionario della rappresentanza del Governo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo brevemente, signor Presidente, per raccomandare al Consiglio e alla Giunta una certa prudenza sull'emendamento numero 6. L'Assessore della programmazione ha preannunciato per settembre un altro assestamento di bilancio; io credo che non cambi molto la situazione, lo dico per una questione di prudenza e di una migliore valutazione del problema nel suo complesso, se questo emendamento 6 venisse ritirato oggi e presentato a settembre, senza una previa verifica dell'intera operazione.
Il problema di cui tratta l'emendamento 6 viene da lontano, ha avuto alterne vicissitudini di cui qualcuna anche un po' complessa. Credo sarebbe bene se si valutasse con attenzione e in ogni caso io annuncio il mio voto contrario, esplicito, palese, il fatto che noi, noi come Consiglio, come singoli consiglieri non abbiamo sulla materia tutte le informazioni.
Il mio modesto parere è che la Giunta dovrebbe, appunto, per un fatto di prudenza, verificare l'intera materia e, se ritiene di doverla riproporre alla valutazione del Consiglio, magari fornirci un rapporto che ci consenta di fare il punto su una vicenda complessa, con qualche lato non sempre totalmente trasparente. Dico questo per una questione di corretta gestione.
Naturalmente, se la Giunta ritiene di non dover accogliere questo modestissimo suggerimento, noi chiediamo da subito, tramite la Presidenza del Consiglio, agli Assessori competenti di poter avere, tutti noi, tutto il materiale inerente questa problematica, così da poter effettuare una verifica approfondita, in modo , quindi ufficiale, nel corso di una seduta dell'Aula.
Voi capite che l'intento mio e degli altri colleghi nel dire queste cose non è certo quello di togliere 5 miliardi destinati ad una zona in particolare. Non polemizziamo su queste cose; noi abbiamo però la sensazione che l'intervento vada monitorato meglio, e ci sia maggiore consapevolezzasulle decisioni che si prendono. Si faccia il punto sullo stato di attuazione dell'intervento, se doveva essere concluso o meno;, questa è una storia che arriva da molto lontano e su cui forse varrebbe la pena di soffermare uno sguardo più attento.
Naturalmente se la Giunta accettasse questo suggerimento, ed è un suggerimento del tutto disinteressato, non ci sarebbero difficoltà, recuperando questi 5 miliardi, a finanziare l'emendamento numero 114, quello firmato da Giacomo Sanna, Dettori, Giagu, Vassallo e dagli altri colleghi sia del centro-sinistra che del centro-destra, che pone un problema rilevante. Accogliendo questa proposta si raggiungerebbe un duplice obiettivo. Da un lato si consentirebbe una più attenta valutazione sul problema delle terme, e dall'altro lato si darebbe una risposta concreta ad una esigenza di un territorio di cui i colleghi delle diverse parti politiche si sono fatti interpreti autorevoli.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, lascio al Presidente Floris il compito di intervenire sull'emendamento 43. Sull'emendamento 6, invece, bisogna subito chiarire che esiste un preciso obbligo per la Regione,che discende da una sentenza del TAR Sardegna, che ha accolto il ricorso dell'impresa concessionaria.
SANNA EMANUELE (D.S.). Quale impresa?
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io nel 1997-1998 non me ne sono occupato, c'era una Giunta di centro-sinistra allora. La sentenza del TAR, che non ho ora a disposizione, ma che fornirò eventualmente per il tramite del collega Ladu, che è competente per materia, secondo quanto mi riferiscono gli Uffici, ha dato ragione alla concessionaria.
SANNA EMANUELE (D.S.). Poiché ci sono state diverse sentenze, non solo del Tribunale amministrativo, vorrei sapere a quale si fa riferimento.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io riferisco in base a ciò che gli Uffici hanno relazionato, riferisco dei fatti e spiegherò il perché di questa rimodulazione. Si tratta di dare esecuzione a una sentenza dei giudici amministrativi (e non entro nel merito della vertenza giudiziaria) che hanno riconosciuto le ragioni del concessionario, e cioè l'Associazione temporanea di imprese Maltauro S.p.A.. Sulla base di questa sentenza noi siamo tenuti, secondo il decreto numero 1367 del 28 dicembre 1999, dell'Assessore dei lavori pubblici, , a dare attuazione alla realizzazione del secondo lotto del complesso termale di Fordongianus, e quindi a onorare l'impegno originario di spesa che era di 35 miliardi. In questo emendamento però noi non stiamo prevedendo 35 miliardi, stiamo solo integrando per l'anno 2000 la parte mancante di quei 35 miliardi che sono appunto i 5 miliardi stanziati. Per ogni ulteriore questione, anche di dettaglio, l'Assessore dei lavori pubblici eventualmente potrà integrare con ulteriori notizie, anche mettendo a disposizione del Consiglio regionale tutto il carteggio relativo a questa pratica. Mi pare questa, giustamente, una richiesta da accogliere onde consentire l'esercizio doveroso dei poteri di controllo e dei poteri ispettivi riconosciuti ad ogni singolo consigliere. Io intendevo solo chiarire che questo emendamentoè la conseguenza di un preciso obbligo della Regione che nasce da un provvedimento dei giudici amministrativi.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento numero 114, vorrei sottolineare come i diversi interventi, tutti apprezzabilissimi, abbiano posto il problema dei collegamenti marittimi con riferimento non solo alla realtà portuale di Porto Torres, ma a quella di tutta la Sardegna. Ho apprezzato la sensibilità dimostrata intanto dai presentatori degli emendamenti, gli onorevoli Biggio e Granara, solo per citare qualcuno, che pur avendo ritirato i rispettivi emendamenti, che prevedevano interventi per i porti di Sant'Antioco e di Carloforte, hanno rappresentato comunque, a sostegno delle problematiche introdotte con l'emendamento 114, la necessità che la Giunta compia ogni sforzo possibile al fine di reperire se non l'intero stanziamento previsto nell'emendamento di 2 miliardi e mezzo, almeno una quota parte che sia il tangibile segno di una volontà di dare concreta risposta al problema della stazione marittima passeggeri di Porto Torres.
Io chiedo, proprio perché, l'abbiamo già detto, purtroppo non ci sono risorse disponibili, la sospensione dell'esame di questo emendamento, proprio per consentire una più approfondita valutazione, anche al fine di poterdefinire, a conclusione dei lavori, la copertura finanziaria sulla scorte di risorse, come accade spesso, resesi disponibili. La copertura finanziaria indicata dai proponenti non consentirebbe infatti il raggiungimento del fine che i proponenti medesimi si sono appunto prefissi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente e colleghi del Consiglio io intervengo perché due colleghi del Consiglio hanno in qualche modo sollecitato il Presidente della Giunta a rivedere il contenuto dell'emendamento numero 43. Si tratta di una materia molto delicata - e mi spiace di non poter condividere il giudizio espresso dai colleghi - ma voglio ricordare al Consiglio che, in occasione dell'approvazione del bilancio 2000, il Governo aveva mosso rilievi formali. Il bilancio fu approvato dal Governo soltanto dopo che il Presidente della Giunta regionale sottoscrisse formalmente l'impegno di sopprimere, in occasione dell'imminente sessione del Consiglio stesso, l'articolo che autorizzava l'istituzione di aziende agri-turistico-venatorie nelle more dell'adozione del piano regionale faunistico-venatorio. Il rilievo mosso dal Governo, se non accolto in quel modo dal Presidente, avrebbero portato alla mancata approvazione della legge finanziaria.
Io ho ritenuto di inviare queste rassicurazioni al Governo nazionale, circa il ripristino della norma, chiedendo nel contempo la sollecita approvazione della manovra finanziaria, appellandomi al fatto che come sapevamo il Consiglio non aveva potuto approvare in termini utili il bilancio 2000 e quindi, aveva dovuto fare ricorso all'esercizio provvisorio; il Consiglio dei Ministri ha deliberato favorevolmente, ma ha rammentato anche recentemente al Presidente della Giunta l'impegno formale sottoscritto.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue Presidente FLORIS) La nostra preoccupazione, è evidente, è che se noi non modifichiamo quella norma, l'assestamento del bilancio potrebbe essere rinviato dal Governo. Io credo quindi, che i colleghi dovranno fare le loro battaglie, in ordine al problema che hanno sollevato, attraverso un apposito disegno di legge; perché il Presidente, per quanto si dica che il Governo ha preso una topica, credo sia obbligato a mantenere fede, trattandosi di rapporti istituzionali tra la Regione e il Governo, agli impegni che ha assunto solennemente attraverso un proprio pronunciamento.
CUGINI (D.S.). Noi siamo d'accordo.
FADDA (Popolari-P.S.). Noi siamo col Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Brevissimamente, signor Presidente, per fare alcune considerazioni sul finanziamento di cinque miliardi relativo allo stabilimento termale di Fordongianus. La Giunta, con l'emendamento numero 6 sta rimpinguando questo capitolo considerato che in fase di approvazione del bilancio 2000, aveva sospeso il finanziamento relativo che era stato già concordato. D'altronde l'Assessorato dei lavori pubblici, con provvedimento numero 1367 del 28 dicembre 1999, lo ricordava l'Assessore della programmazione, ha approvato l'atto attuativo relativo alla realizzazione del secondo lotto, per un costo complessivo di 35 miliardi. Poiché sono stati già spesi 30 miliardi per la costruzione di questo importante stabilimento termale, in pratica con questo finanziamento si dovrebbe completare definitivamente l'opera.
L'onorevole Selis e altri consiglieri regionali hanno richiesto ulteriore documentazione; tutta questa documentazione, indispensabile, sarà comunque fornita, anche perché questo investimento non l'abbiamo gestito noi in passato, è una storia vecchia che si protrae da tantissimi anni. Io mi sto occupando della vicenda solo in questi ultimi mesi, posso dire semplicemente che è un capitolo che bisogna chiudere perché, probabilmente, oggi questa soluzione non sarebbe stata più possibile, non l'avremmo adottata; però si tratta pur sempre di una serie di impegni assunti dalla Giunta regionale, ma anche dal Consiglio regionale.Iio mi ricordo che nella passata legislatura su questo problema si è svolta un'ampia discussione, si è discusso per una giornata intera se fosse opportuno o meno finanziare questa opera, ed allora il Consiglio regionale decise di procedere al finanziamento del secondo lotto di 35 miliardi. E` inutile dire che da parte di quel territorio ci sono molto attese; io un mese fa circa ho visitato il paese, sollecitato dal Sindaco, per verificare la situazione esistente e devo dire che la Regione ha già speso molte risorse.
C'è d'altra parte la effettiva possibilità di creare un'importante opportunità di sviluppo e di crescita anche dal punto di vista occupazionale perché mi pare che le terme di Fordongianus siano le uniche realtà termali presenti in quel territorio della Sardegna. Tra l'altro sono terme che avevano scoperto i romani, ben prima di noi, che avevano fatto diventare quel centro importante.
Io ritengo pertanto che questo capitolo debba essere chiuso se non altro per rispettare gli impegni assunti dalla Regione in passato. La Regione Sardegna, a mio avviso, deve limitarsi a deliberare su progetti e finanziamenti che poi vadano in porto, al fine di evitare che si creino delle incompiute. Con il finanziamento previsto da questo emendamento si dovrebbe terminare l'opera, e finalmente sarà data la possibilità a questo territorio di poter utilizzare un'infrastruttura che, a parer mio, è di grandissima importanza per tutto il territorio medesimo.
Consentitemi due brevi riflessioni sull'emendamento numero 114. Condivido le osservazioni formulate sia dall'onorevole Vassallo, presentatore dell'emendamento, che dagli altri oratori che sono intervenuti. Sicuramente si tratta di un'opera di infrastrutturazione di grande importanza per il porto di Porto Torres, però non è l'unica; purtroppo la situazione è questa. Anche gli intervventi previsti negli emendamenti 37 e 44, che sono stati ritirati, relativi al dragaggio dei fondali del porto canale di San Pietro ed del porto di Sant'Antioco sono interventi di notevole importanza perché è la portualità che oggi sta assumendo comunque un ruolo rilevante. Per questi motivi questi argomenti vanno ripresi, perché sicuramente gran parte dello sviluppo della Sardegna passa attraverso una intelligente valorizzazione della portualità delle coste della Sardegna. Mi auguro pertanto che, essendo sicuramente questi soldi ben spesi, si riesca a reperire le risorse necessarie.
Concludo il mio intervento ribadendo che mi farò carico di raccogliere tutta la documentazione relativa a questa vicenda delle terme di Fordongianus, perché è giusto che chi vuole possa conoscere bene tutto il carteggio di cui oggi la Regione dispone.
PRESIDENTE. L'intervento della Giunta conclude il dibattito. Non posso darle la parola, onorevole Dore.
DORE (I DEMOCRATICI). Io devo dichiarare che lascio l'Aula perché ho rapporti con la società interessata.
PRESIDENTE. Onorevole Dore, lei potrebbe intervenire solo per dichiarazione di voto. Abbandonare l'aula è una sua decisione! Poiché è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto sono possibili solo dichiarazioni di voto di astensione. Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda, per dichiarazione di voto.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, volevo chiedere alla Giunta di ritirare l'emendamento, dopo le dichiarazioni dell'Assessore, per ripresentarlo a settembre.
PRESIDENTE. Dopo le dichiarazioni dell'Assessore non mi pare proprio che si voglia ritirare l'emendamento.
L'onorevole Onnis ricordo che aveva già preannunciato la sua astensione sull'articolo. Comunico inoltre che il consigliere Liori, che aveva chiesto congedo per la seduta odierna, è presente.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, sull'articolo 6 bis.
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 39
astenuti 2
maggioranza 20
favorevoli 38
contrari 1
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SANNA Giacomo.)
Metto in votazione l'emendamento numero 6. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 6.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6 all'articolo 6 bis.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:
presenti 73
votanti 71
astenuti 2
maggioranza 36
favorevoli 31
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU ? BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - COSSA.)
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento numero 114 è sospeso.
Poiché l'onorevole Manca chiede di essere sostituito invito gli altri Segretari, sia della maggioranza che dell'opposizione alla collaborazione, soprattutto perché hanno compiti di controllo sulle votazioni.
Si dia lettura dell'articolo 6 ter.
MANCA, Segretario:
Art. 6 ter
Emergenza idrica
1. Per la realizzazione di interventi di immediata operatività volti a fronteggiare situazioni di grave carenza idrica è autorizzato, nell'anno 2000, lo stanziamento di lire 15.000.000.000 da riversare alla contabilità speciale di cui all'articolo 6, comma 3, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 giugno 1995 (cap. 01100).
PRESIDENTE. All'articolo 6 ter sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
Emendamento modificativo Pinna - Dettori Bruno - Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Calledda.
Art. 6 ter
Emergenza idrica
L'importo previsto al comma 1, pari a lire 15.000.000.000 è sostituito con quello di lire "20.000.000.000".
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"Un importo pari a lire 5.000.000.000 dello stanziamento previsto al comma 1 che precede è destinato alla realizzazione di un piano organico per la valorizzazione (studio, ricerca, valutazione del potenziale, monitoraggio ecc.) delle risorse idriche sotterranee presenti nei bacini idrogeologici della Sardegna". (31)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Dopo l'articolo 6 ter è aggiunto il seguente:
Art. 6 ter/1
Approvvigionamento idrico - Consorzio Cixerri
1. Per assicurare l'approvvigionamento idrico urgente delle zone irrigue gestite dal Consorzio di Bonifica Cixerri è autorizzata, nell'anno 2000, la concessione di un contributo straordinario di lire 1.300.000.000.
2. L'autorizzazione di spesa, di cui all'articolo 19 della L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, rideterminata dall'articolo 10, comma 7, della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, è ulteriormente rideterminata per l'anno 2000 in lire 18.700.000.000.
Copertura finanziaria
IN DIMINUZIONE
06 - AGRICOLTURA
Cap. 06081 Interventi volti alla ricomposizione fondiaria (art. 19, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 e art. 10, comma 7, della legge finanziaria)
L. 1.300.000.000
IN AUMENTO
06 - AGRICOLTURA
Cap. 06252 (n.i.) 1.1.1.6.3.2.10-10 (03.10)
Contributo straordinario al Consorzio di Bonifica del Cerrexi per l'approvvigionamento idrico urgente delle zone interne (art. della presente legge)
L. 1.300.000.000
(7)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.
Dopo l'art. 6 ter:
Art. 6 ter/1
Concessioni idriche nella Regione Sardegna
Le concessioni di derivazione idrica in essere, comprese quelle di grande derivazione idroelettrica, che alla data di entrata in vigore della presente legge risultano operanti da più di trent'anni, comunque sia stata definita o ridefinita la scadenza originaria, possono essere esercitate fino alla data di un anno successivo all'entrata in vigore della presente legge e rideterminate solo in seguito alla verifica, da parte dell'Autorità concedente, del bilancio e della priorità degli utilizzi idrici. (109)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna per illustrare l'emendamento 31.
PINNA (D.S.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, questo emendamento nasce dall'esigenza di trovare soluzione ad un problema che sta ampiamente interessando la nostra regione in questo periodo; ed è la stessa esigenza che ha generato l'articolo 6 ter proposto dalla Giunta regionale. Mi sto riferendo alla grave emergenza idrica che interessa la nostra Isola, che sta condizionando fortemente lo sviluppo della nostra regione. A conclusione di questo provvedimento di assestamento di bilancio si discuterà un altro provvedimento, sul quale c'è un'ampia convergenza, in questo Consiglio, così mi sembra di capire, che prevede interventi di grande rilevanza finanziaria per compensare i gravi danni causati da questa atavica mancanza di risorse idriche in Sardegna.
Questo tipo di provvedimenti viene presentato ciclicamente in Sardegna, e impegna ingenti risorse per far fronte ai grossi problemi di una categoria importantissima per la bilancia commerciale della nostra regione; un categoria in grado di fatturare oltre duemila miliardi.
Io sono del parere, quindi, che in relazione alla crisi idrica e al fabbisogno di risorse idriche in Sardegna occorra fare tutti gli sforzi necessari, volgendoli in tutte le direzioni, per cercare di contribuire a risolvere questo gravissimo problema.
Purtroppo in Sardegna è prevalsa finora la cultura dei grandi bacini, delle dighe. Queste strutture, indubbiamente, hanno dato il loro contributo per tentare di risolvere la crisi idrica, ma hanno richiesto nel contempo l'impegno di ingenti risorse finanziarie, l'occupazione di vaste aree territoriali, nonché interruzioni del regime dei fiumi e così via. Ma questi impatti negativi sul territorio, generati dai bacini artificiali, sarebbero ancora sopportabili nella misura in cui avessero risolto il problema idrico. Questo non è avvenuto. In Sardegna disponiamo di quasi un miliardo e mezzo di metri cubi invasabili nei nostri bacini, in realtà a causa della crisi idrica oggi sono disponibili poco meno di quattrocento milioni di metri cubi.
Io credo quindi che questa "cultura delle dighe" non sia stata accompagnata da un altro elemento che, a mio avviso, potrebbe fornire un contributo importante, ed è quello relativo alla valorizzazione ed utilizzazione delle risorse idriche sotterranee.
Questo è un aspetto del problema emergenza idrica di grande rilevanza, già trattato agli inizi degli anni Novanta nel piano delle acque, che fu accantonato con una motivazione molto sbrigativa, e cioè che non era possibile effettuare stime attendibili per quantificare e poi programmare l'utilizzo di queste risorse.
Ebbene, da allora in Sardegna, per non parlare della restante parte d'Italia, dove pure esiste una scuola di notevole livello nel settore dello studio, della ricerca e della valorizzazione delle risorse idriche sotterranee, sono stati fatti progressi molto importanti; sono state effettuate nuove stime, di larga massima, che ipotizzano una capacità di accumulo nei vari bacini idrogeologici della Sardegna di quasi due miliardi di metri cubi d'acqua, quindi una capacità di accumulo superiore alla capacità di invasamento dei bacini artificiali. Alcune situazioni più conosciute di altre, come per esempio quella delle falde legate alle miniere, stanno dimostrando, poichè si stanno ripristinando rispetto ai pompaggi originali, una grande potenzialità. Nel bacino dell'Iglesiente, che è quello meglio controllato, perché è seguito dai lavori minerari e da un monitoraggio puntuale, si sta formando una grande diga naturale, che è appunto la falda sotterranea di questo complesso carbonatico. Di questi complessi in Sardegna ce ne sono tanti, che possono consentire di accumulare fino a due miliardi di metri cubi d'acqua. Io credo sia indispensabile, a questo punto, come succede in tutti gli altri paesi europei, ricordo che la Francia per il settanta per cento del suo territorio metropolitano è approvvigionata da risorse idriche sotterranee, mentre le restanti regioni italiani fanno riferimento alle falde idriche sotterranee mediamente per il sessanta per cento del loro fabbisogno, utilizzare questa possibilità. Occorre superare questo limite culturale che nasce dalla mancanza di preparazione tecnica e scientifica perché non si è sviluppata una scuola sullo studio delle acque sotterranee, come è avvenuto in Puglia, dove l'approvvigionamento idrico da falde sotterranee raggiunge l'ottanta per cento, ma come è avvenuto in tante altre regioni d'Italia, come l'Abruzzo, l'Emilia Romagna e così via. Ooccorre superare questo limite quindi destinando a tal fine le risorse necessarie; e vi assicuro che, rispetto alle risorse destinate o comunque ipotizzate nel piano acque regionale, e ripetutamente destinate a questo settore, le cifre in gioco sono veramente irrisorie rispetto ai contributi che questo settore può portare. L'emendamento quindi propone di incrementare lo stanziamento previsto dalla Giunta regionale portandolo da venti a quindici miliardi per destinarne cinque alla realizzazione dei primi interventi relativi alla predisposizione di un piano organico perlo studio, la ricerca, la valutazione del potenziale, il monitoraggio delle risorse idriche sotterranee della Sardegna.
Occorre affrontare il problema delle risorse idriche sotterranee con un approccio organico complessivo e non, come è avvenuto finora, con una totale improvvisazione. Pensate che o in Sardegna, a seguito di una mera relazione tecnica, viene rilasciata l'autorizzazione, a soggetti privati o pubblici, all'utilizzo delle risorse sotterranee; e una volta rilasciata questa autorizzazione non si esegue nessuna verifica, nessun monitoraggio, nessun accertamento, si va avanti nella più totale anarchia. Ma le pagine dei nostri giornali, a un certo punto, riportano notizie disastrose sulla insalinizzazione delle falde, soprattutto di quelle costiere, ma questo fenomeno si presenta anche nelle falde interne quando l'emungimento dalle stesse avviene in misura incontrollata. In questo modo noi stiamo distruggendo quel potenziale di risorse idriche di cui disponiamo. I casi di Capoterra e di Muravera sono emblematici di questo fenomeno che si è creato nell'isola senza che la Regione ponga in essere alcun controllo. .
Io chiedo quindi che questo problema venga considerato con particolare attenzione, finalizzando l'incremento di 5 miliardi appunto alla realizzazione di questo piano.
Voglio ricordare infatti le potenzialità di questa risorsa, che certo non risolverà la crisi idrica presente nella nostra Regione in misura totale, ma contribuirà in misura sostanziale alla soluzione della "questione acqua"sulla base dei dati che vi ho finora esposto. Ritengo che, continuando seguire la logica delle dighe, dei bacini artificiali si possa ancora incorrere in incidenti come quello della diga di Medau di Milis, in comune di Siliqua, che è stata avviata all'inizio degli anni novanta, con una spesa prevista di 10 miliardi, ma si è arrivati a spenderne quasi 100 senza avere ancora invasato un metro cubo d'acqua utilizzabile per l'agricoltura, per l'industria, per il turismo e per tutti gli altri settori promotori dello sviluppo della nostra Isola.
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti 7 e 109 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio..
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 31, 7 e 109 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo sull'emendamento 31, e parere favorevole sugli emendamenti 7 e 109.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 31 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo 6 ter. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 31 il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (D.S.). Signor Presidente, riprendo la parola per dichiarazione di voto per esprimere la mia totale contrarietà al parere, molto sbrigativo e superficiale, espresso dal Presidente della Commissione bilancio e dall'Assessore della programmazione per la Giunta. Di fronte ai problemi che stiamo vivendo io ritengo davvero irresponsabile dare una simile risposta a fronte di una manovra finanziaria che mobilita quasi 600 miliardi e di un provvedimento, di prossima discussione che, a sua volta, mette in campo circa 250 miliardi per rimediare ai danni causati dalla siccità. Nonostante ciò non ci si impegna minimamente a porre mano a un problema che in altre Regioni e in altri Stati è considerato un problema di civiltà, sul quale vengono investite risorse per la formazione professionale, vengono investite risorse per la ricerca, per lo studio e per la valorizzazione delle acque sotterranee.
Nel rimarcare questi problemi, voglio sperare che, qualora venisse confermato il parere negativo della Giunta regionale, si tenga conto nel corso della discussione del provvedimento sulla siccitàdi questo stanziamento richiesto per avviare questo studio. Uno studio che ritengo porterà un grande contributo al problema dell'emergenza idrica; non possiamo continure infatti a porre mano unicamente ai problemi congiunturali e mai a quelli strutturali, come può avvenire con la realizzazione di questo piano per le acque sotterranee.
Nel riproporre all'attenzione dell'Aula il significato e il valore di questo emendamento, chiedo la votazione per appello nominale.
PRESIDENTE. Onorevole Pinna, la sua richiesta deve essere appoggiata da otto consiglieri.
(Appoggiano tale richiesta i consiglieri DORE, Bruno DETTORI, SELIS, FADDA, CUGINI, ORRU', Alberto SANNA e GIAGU).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 31 all'articolo 6 ter.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA -DEMURU - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - MANCA - MARROCU - MORITTU - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco.
Voto nullo: PUSCEDDU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 63
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 24
contrari 38
nulli 1
(Il Consiglio non approva)
Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (Popolari-P.S.). Chiedo il voto segreto sugli emendamenti numeri 7 e 109.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7 all'articolo 6 ter.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 39
astenuti 2
maggioranza 20
favorevoli 35
contrari 4
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - GIAGU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 109 all'articolo 6 ter.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 63
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 39
contrari 24
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU ? BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Si dia lettura dell'articolo 6 quater.
RANDAZZO, Segretario:
Art. 6 quater
Pulizia spiagge
1. E' autorizzato, nell'anno 2000, lo stanziamento di lire 500.000.000 per la rimozione della posidonia dalle spiagge a vocazione turistica.
2 Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia turismo, a' termini dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modifiche ed integrazioni (cap. 07006).
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, intervengo su questo articolo, al di là della sua consistenza, più che altro per porre alcune questioni e alcuni interrogativi alla Giunta.
Alcuni elementi presenti in questo articolo suscitano delle forti perplessità. Il primo elemento è l'importo finanziato, 500 milioni per provvedere alla rimozione della posidonia dalle spiagge a vocazione turistica della Sardegna. Con questa dizione si potrebbe intendere sia un intervento nell'ambito di spiagge non in concessione, non organizzate dal punto di vista turistico sia , in generale, un intervento di carattere pubblico su queste spiagge.
Sia nell'un caso che nell'altro vorremmo capire come si concilia questo intervento, previsto oggi, con la stagione ampiamente avviata; ecco quindi il secondo elemento che è l'intempestività, o inutilità che dir si voglia, dell'intervento previsto.
Il terzo elemento è il carattere estemporaneo della norma che pone degli interrogativi su a chi spetti la competenza definitiva in questa materia, se alla Regione o agli enti locali, dal momento che in Sardegna, lo sappiamo, numerosi enti locali da anni provvedono con risorse proprie, impegnando forti somme, a questa operazione di pulizia.
Io chiedo alla Giunta, e vorrei dellerisposte, se si tratta, prima di tutto, di lavori già eseguiti; in che misura può essere giustificata sufficiente questa somma per provvedere a una competenza così ampia, considerando qual è oggi l'entità delle spiagge a vocazione turistica in Sardegna; se questo è un intervento che ha fissato già, rispetto al programma che verrà presentato, dei criteri selettivi; ed infine se questo articolo, secondo la Giunta, persegue effettivamente un interesse generale, o ha già degli interlocutori prestabiliti, considerando i caratteri di dubbia utilità generale, che io ho messo in evidenza, circa l'importo, il tempo e la competenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Grazie, signor Presidente, il problema della pulizia delle spiagge è un problema che, credo, interessi molte realtà della Sardegna, anche se in maniera diversa. A me sembra che la somma prevista, per raggiungere l'obiettivo che dall'articolo si evince, sia veramente esigua; per cui, indubbiamente, viene legittimo chiedere alla Giunta se questo importo deriva da un monitoraggio delle condizioni delle spiagge sarde, e se in conseguenza di questo monitoraggio si è addivenuto a concepire questo tipo di impegno. A me non pare, comunque mi interesserebbe sapere dalla Giunta sulla base di quale ipotesi ha pensato di realizzare questo obiettivo con questa somma.
Il secondo aspetto su cui gradirei soffermarmi, e chiederei anche un po' di attenzione al Consiglio, è quello relativo al modo in cui si intende rimuovere la posidonia dalle spiagge. Nel passato questo avveniva con mezzi rudimentali e ha causato, in molte situazioni, il depauperamento della risorsa spiaggia. Voi sapete tutti che la sabbia presente nelle spiagge non è inesauribile, per cui nel tempo, rimuovendo la posidonia, spesso ci si è trovati anche senza spiaggia. Questo aspetto, a mio avviso, va sicuramente tenuto nella debita attenzione; esistono delle macchine particolari che possono provvedere alla rimozione della posidonia, e che lasciano la sabbia in sito, ma non tutte le aziende utilizzano questi macchinari. Se vi è carenza di attenzione e se manca anche un controllo delle aziende che svolgono questo compito, si rischia veramente di buttare oinsieme alla posidonia anche la risorsa sabbiosa.
Queste sono le mie perplessità; la prima, ripeto, attiene alla cifra stanziata che è esigua, che assolutamente non può giustificare il titolo "pulizia spiagge", al massimo si potranno pulire con questi importi uno o due litorali;; la seconda attiene invece al sistema di pulizia che si vuole adottare. . Non voglio soffermarmi poi sul fatto che quando questo provvedimento sarà approvato, la stagione estiva saràterminata da un pezzo, per cui è evidente che queste iniziative devono essere mirate e, soprattutto, devono essere intraprese tempestivamente, cioè quando gli utenti di quel servizio possano effettivamente beneficiarne.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Il collega Dettori nel suo intervento, che ha appena terminato, ha posto il problema dal punto di vista ambientale; io, invece, vorrei porre il problema in termini differenti, perché credo che la materia sia più ampia. E, per essere più preciso, voglio riportare all'attenzione dei colleghi i problemi legati alle zone demaniali che quest'Isola da sempre affronta.
Vi sono parti di territorio costiero dove gli enti locali, la Regione, intervengono con mezzi propri, con proprie risorse a sanare situazioni di degrado create dall'uomo o anche naturali, come in questo caso, quindi non dovute all'incuria umana; sono interventi che vengono effettuati su un territorio che, almeno apparentemente, non le appartiene, dove il demanio resta competenza dello Stato, dove la stessa Regione ha il compito di esattore nelle diverse concessioni. E questa è materia che credo debba essere necessariamente riaffrontata perché le concessioni sono state stipulate in tempi e in modi diversi, e poiché anche il costo effettivo delle stesse concessioni credo sia da ridiscutere, vorrei che alla fine l'intera questione ritrovasse un equilibrio,.
Ritorniamo al discorso sulla competenza; esiste il caso di parti di arenile sulle quali nessuno ha chiesto una concessione, e quindi nessuna concessione è stata data, che presentano annualmente situazioni come questa che oggi vorremmo sanare con risorse, devo dire, irrisorie, limitate; ebbene su questi territori lo Stato, che ha competenza, chiaramente accampa diritti, diritti sui quali noinon abbiamo ancora aperto nessuna vertenza. Però noi a partire dagli arenili, arrivando ai porti turistici, ai porti commerciali ed industriali, agli stessi aeroporti, abbiamo messo e continuiamo a mettere risorse, e il tutto va a favore di chi incassa, e l'unico che incassa, in questo momento, è lo Stato. Intorno alla questione di questi beni su cui noi continuiamo ainvestire risorse, pur essendo il titolare, il "padrone di casa", lo Stato, credo che in termini più pesanti di quanto non si sia fatto fino adesso e con maggior volontà politica occorra aprire una vertenza con lo Stato, appunto, su ciò che il demanio, e le relative concessioni, rappresenta in Sardegna.
Per noi il demanio è una palla al piede, dipendiamo sempre e comunque da Roma in materia, siamo legati continuamente alle disposizioni che in modo spesso anche provocatorio, da Roma portano avanti, con imposizioni che noi continuiamo ad accettare passivamente. Sulla scorta di questi esempi, credo si possa aprire un dibattito sul tema in quest'Aula, così che finalmente il Governo renda la Regione partecipe in termini più garantisti , su una partita, quella delle coste, che sino adesso non ci ha visto certamente in prima linea. E dalla prima linea, se fosse possibile, occorrerebbe recuperare ulteriori risorse per affrontare questo problema della posidonia che ogni anno, puntualmente, interessa una serie di territori costieri e desta preoccupazione sotto il profilo turistico, e per problematiche che insorgono.c
Credo poi che prevedere lo stanziamento per la pulizia delle spiagge nel mese di agosto, renda l'iniziativa totalmente fuori termine; accadimenti come questo, che si ripetono annualmente, necessitano di una programmazione temporale più puntuale. Di questo la sollecito a tenerne conto, assessore Pittalis, nella prossima finanziaria. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, l'assessore Pittalis nella seduta di ieri si è un po' risentito quando ho detto che non era questo il modo di programmare. L'ulteriore dimostrazione di come si programma in questa Regione, e di come programma questa Giunta regionale credo sia data da questo articolo.
Qualche volta ai suoi colleghi di Giunta, assessore Pittalis, deve saper dire di no, perché non è pensabile che si possa iniziare la pulizia delle spiagge nel mese di settembre; questo questo significa buttare soldi! Se vogliamo fare un programma concedere a tutti i comuni dei finanziamenti, benissimo, nella finanziaria per l'anno 2001 prevederemo, 10, 20 miliardi, quello che sarà necessario, affinchè i comuni vengano supportati in questo importante compito.
Mi sembra infatti che questa Giunta regionale stia adottando un metodo che può diventare davvero pericoloso. Io mi auguro, sono convinto che non sia così, che non ci siano dei comuni che siano stati già avvisati ad hoc per inoltrare delle domande all'Assessorato competente, e poi la Giunta regionale, il Consiglio regionale, dovranno finanziare soltanto quei comuni che l'Assessore di turno - io avrei gradito che l'Assessore del turismo fosse presente - selezionerà per ottenere dei rimborsi.Questo sarebbe scorretto nei confronti di tutti gli enti locali.
Assessore, io le chiedo di sollecitare, proprio lei, la bocciatura di questo articolo; questi soldi li utilizzeremo comunque per altri provvedimenti altrettanto importanti che indicherà la Giunta o che indicherà il Consiglio . Però, come non è pensabile finanziare gli spettacoli nel mese di settembre, quando turisti non ce ne sono più, così non è pensabile che si finanzi la pulizia delle spiagge nel mese di settembre o di ottobre. Vorrei poi conoscere attraverso quali modalità la Giunta regionale assegnerà questi 500 milioni. Li attribuiremo attraverso la legge numero 25 del 1993? Per estrazione? Avviseremo i comuni di presentare una domanda? Oppure , soltanto alcuni comuni sono stati avvisati, per scopi che non riesco a comprendere? Assessore Pittalis, lei adesso chiaramente deve rispondere ad alcune domande, e cioè se ci sono già dei comuni interessati al finanziamento, e se anche altri comuni possono fare la domanda;, però il consiglio che io do alla Giunta regionale è di chiedere che questo articolo, quanto meno, venga sospeso, perché ci possono essere altre necessità, e vedremo in seguito come utilizzare queste somme.
Io immagino che questo finanziamento sia stato richiesto dal suo collega in Giunta, dall'Assessore del turismo, che non è neanche qui presente a difendere questa partita, perciò , invito lei a richiedere la bocciatura di questo articolo Si corre infatti il rischio, lo ribadisco, che si inneschi un metodo davvero pericoloso, con alcuni comuni che, magari avvisati, hanno presentato una domanda in anticipo rispetto ad altri comuni che verrebbero penalizzati. E' chiaro che un fatto del genere scatenerebbe le ire dei sindaci dei comuni costieri che hanno speso dei denari del comune per pulire le spiagge, non conoscendo l'esistenza di una legge che prevede la concessione di contributi ai comuni finalizzati a questo obiettivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, io condivido le argomentazioni già esposte da alcuni colleghi, e da ultimo dal collega Fadda, per cui ribadisco che esiste nel caso in specie una questione di opportunità; infatti prevedere oggi, nel mese di agosto, un fondo per la pulizia delle spiagge, con una norma che poi deve ancora percorrere il suoiter, che potrà diventare utilizzabile a settembre, veramente non si comprende a quale logica ciò possa corrispondere.
Ma oltre questo elemento di valutazione, che rende del tutto superflua la norma, per cui questo mezzo miliardo potrebbe essere meglio utilizzato per qualche altra finalità e qualche altra emergenza, vi è una ragione di merito e di contenuto che deve essere tenuta in debito conto dal Consiglio regionale.
Quando le nostre discussioni - intendo noi come Consiglio regionale, la massima Assemblea rappresentativa degli interessi del popolo sardo - approdano al varo dei provvedimenti che hanno la forma, la solennità e la forza della legge, , noi dovremmo essere più attenti nel considerare il valore di questi provvedimenti. Sto parlando di leggi, non di altri provvedimenti che pure hanno la loro validità come le risoluzioni, o gli ordini del giorno dei quali noi non abbiamo mai pensato, come alcuni sostengono pensando di raccontare una barzelletta, che , non abbiano valore alcuno, e che gli ordini del giorno non si negano a nessuno, esattamente come un bicchiere d'acqua o una croce di cavaliere, e quindi che un ordine del giorno si può, a domanda individuale, sempre gratuitamente avere.
Anche gli ordini del giorno sono atti, espressioni di volontà politica, e quando si ritiene che siano assimilabili ad un bicchier d'acqua o a una croce di cavaliere è chiaro che il disvalore non riguarda il bicchiere d'acqua, ma riguarda la volontà politica e quindi la politica stessa.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU.
(Segue COGODI.) Abbiamo più volte richiamato il valore forte, che solo per voi, giunte di maggioranza, non ha efficacia, di quell'articolo 2 della finanziaria di quest'anno; quella norma programmatica di indirizzo che doveva costituire il faro indicatore della direzione da dare a questa manovra di assestamento del bilancio.
Voi quell'articolo 2 della finanziaria dell'anno in corso lo avete completamente ignorato, pensate che le leggi non abbiano valore; voi, Giunta regionale, non vi lasciate, non dico indirizzare, ma neppure vi lasciate aiutare dal Consiglio regionale. Fra i tanti elementi di indirizzo che erano contenuti, e che sono ancora contenuti in quell'articolo 2 della legge finanziaria, vi era quello relativo alla messa a frutto dei beni propri, cioè al migliore utilizzo e alla saggia gestione dei beni comuni, dei beni pubblici, dei tanti beni pubblici, cioè di tutti, di cui la Regione ha la responsabilità dell'amministrazione, che sono i patrimoni pubblici e i demani, e fra i demani, il demanio marittimo.
Noi adesso ci troviamo nella paradossale situazione per cui, ancora una volta la Giunta regionale propone di destinare mezzo miliardo per ripulire qualche tratto di litorale, rispetto alle centinaia e centinaia di chilometri di litorali e di spiagge della Sardegna, dai quali non si riesce a trarre utilità e frutto neppure per ripulirle, in una Regione nella quale credo esistano, a questo punto, circa un migliaio di pratiche per richieste di concessione di demanio marittimo costiero, di spiagge e litorali; e mi limito a queste, non parlo cioè delle richieste di concessioni di specchi d'acqua, perché allora le pratiche sono migliaia. Ma, limitandoci solo alle spiagge ed ai litorali, sono in corso tante concessioni a favore di privati che possono utilizzare questi beni pubblici a fini turistici e ricreativi.
E' paradossale il fatto che non si riesca a ricavare da questi beni, spiagge e litorali appunto, dei quali la Regione è amministratrice, neppure tanto quanto serve per tenerli puliti, come utilità d'insieme, generale, a favore dei titolari di questi beni, che sono i cittadini.
Ho letto, e l'abbiamo letto tutti, anche in questi giorni, che esistono alberghi titolati in Sardegna, a ridosso di bellissime spiagge, che per essere bellissime non è che sono private, rimangono sempre pubbliche, nei quali si paga 10-15-20 milioni al giorno. Sì, al giorno! Non per una camera, sarà una suite, spero! Ma, lasciamo perdere questo esempio, della suite di Porto Cervo, e parliamo di alberghi che costano magari un milione al giorno, così parliamo non di uno ma di qualche decina di alberghi, badate, in quel milione, vi è incorporato certo il costo dell'edificio, un mattone costa uguale sia che serva per costruire una casetta del paese, che per costuire l'Hotel Pitrizza, il valore del mattone è quello, il costo del muratore pure, ma metteteci l'abbellimento dell'edificio, e quindi l'ammortamento di quei costi, metteteci l'arredo speciale, il servizio eccellente, ma quello che moltiplica per cento e per mille il valore di quella struttura turistica, in quei luoghi, è la bellezza del paesaggio. E' il paesaggio che dà valore economico, talvolta in via esclusiva, tale da determinare questi costi altissimi che paga chi può pagare, e anche questo costituisce un utile per chi ne è titolare. Il pubblico, la Regione, è titolare di qualcosa rispetto a tutto questo, chiaramente, è titolare non solo dell'ambiente nel suo insieme, ma anche della gestione di quella spiaggia affidata in concessione. Questi prezzi concessori, voglio ancora ricordarlo, sono ridicoli. Anche in quei luoghi dove i prezzi e i costi hanno l'entità che ricordavo, il costo della concessione si aggira ancora intorno alle 7-8 lire al giorno per metro quadrato! E' inammissibile che non si riesca a compiere una valutazione adeguata, approssimando al costo a cui viene poi rivenduto quel bene, o a quello della sua utilizzazione, così che la Regione possa ricavarne un profitto pari, se non a quello di un privato, almeno a quello di ogni saggio amministratore.
PRESIDENTE. La prego di concludere, consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). E questo ricavo adeguato potrebbe essere destinato almeno a ripulire le spiagge, se non quelle , perché è chiaro che quelle saranno ripulite, ma le altre spiagge della Sardegna.
Io ribadisco quindi, che dalla gestione del demanio marittimo e del litorale noi non riusciamo a ricavare neppure tanto quanto serve a ripulire le stesse spiagge. Proprio per questo la Giunta era obbligata dall'articolo 2 della finanziaria a presentare al Consiglio, con questa legge, un programma che si traducesse anche in nuove risorse, per attività e investimenti di questo genere.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non abusi oltre il necessario della pazienza della Presidenza. La prego di concludere.
COGODI (R.C.). No, non abuso, ho concluso. Conclusivamente io rivolgo questa domanda, in via di chiarimento e di specificazione alla Giunta: con questo assestamento non avete tenuto conto della prescrizione dell'articolo 2 della finanziaria, e comunque di un principio di sana e ordinata gestione. Voi avete restituito le concessioni sul demanio marittimo a prezzi stracciati, pensate quindi (è la domanda che rivolgo alla Giunta)
di mantenere ancora questo stanziamento, 500 milioni, per ripulire a settembre qualche pezzo di spiaggia, o più opportunamente non pensate di proporre al Consiglio un nuovo modo di gestire il demanio pubblico, a partire delle spiagge, perché la Regione abbia un ingresso di risorse per poter pulire permanentemente ed anche attrezzare tutte le spiagge a fini turistici e ricreativi ?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Signor Presidente, io vorrei preliminarmente sapere, se fosse possibile, dalla Giunta regionale che cosa intende fare di questi 500 milioni, e soprattutto vorrei sapere, sempre se è possibile, come avverranno le localizzazioni degli interventi. Io ritengo infatti che la motivazione di questo articolo discenda, per esempio, essendo evidente a tutti che con una cifra così esigua si potranno fare soltanto interventi modesti e limitati, da un evento che si è verificato in una certa località. Succede spesso in Sardegna che, a seconda delle mareggiate, in anni particolari, spiagge molto belle e molto importanti, si riempiano di alghe - chiamiamole alghe, così ci capiamo meglio - e questo fatto chiaramente crea delle difficoltà.
Allora non è pensabile - e se lo avete pensato, per cortesia, non fateci questo affronto! - programmare un intervento in tutta la Sardegna con 500 milioni. Diteci almeno dove si è verificato l'evento importante che determina la necessità di un intervento straordinario della Regione. Questo è il primo problema, perché questi fondi vanno a finire presso l'Assessorato del turismo quando la competenza sarebbe dell'Assessorato dell'ambiente per quanto attiene la rimozione e il trattamento della posidonia? La posidonia infatti è stata classificata dal decreto legislativo Ronchi come rifiuto speciale, con l'obbligo quindi del conferimento in discarica; questo comporta un costo straordinariamente più elevato, che non è rapportato solo alla rimozione, ma è rapportato alla rimozione, al trasporto e allo smaltimento. occuparsi del problema?
Io credo che sia importante, anche per metterci nelle condizioni, come consiglieri regionali, di poter esprimere una valutazione compiuta, e quindi, conseguentemente, esprimere un voto ragionato, che la Giunta regionale ci fornisca preliminarmente queste informazioni, che io reputo indispensabili, e solo dopo aver avuto queste informazioni, io credo che possiamo ragionevolmente approfondire la discussione e prendere una decisione.
Si badi, io non troverei niente di straordinario, niente di scandaloso, nel fatto che un comune, un territorio, come dicevo prima, necessiti di un contributo straordinario perché colpito da un evento eccezionale, una mareggiata particolare, che abbia reso sostanzialmente inutilizzabili diversi chilometri di costa perché ricoperti di posidonia. Comprenderei quindi un intervento straordinario della Regione, però voglio saperlo, voglio che mi si dica perchè vorrei capire.
La seconda questione riguarda il fatto che il problema della posidonia, al di là degli eventi straordinari e del trattamentoche richiede, è un problema reale. Ad Alghero, credo una settimana fa, si è svolto un convegno, organizzato dall'amministrazione comunale della città, che quasi tutti gli anni, è colpita da questo fenomeno, molto interessante. Un convegno interessante a livello nazionale perché, per la prima volta, si è affrontato un discorso sulla posidonia vista come una risorsa, un bene quindi da recuperare e riutilizzare, e non più come un rifiuto speciale che arreca sempre e solo danno. Approfittando della discussione che si apre oggi, a me piacerebbe sapere se la Giunta regionale, l'Assessore della difesa dell'ambiente abbiano qualcosa da dire al riguardo, perché, chiaramente, se noi in Sardegna riuscissimo ad ottenere innanzitutto una riclassificazione differente della posidonia, ai fini dello smaltimento, e di conseguenza ad organizzare in alcune località della Sardegna, anche dei modelli di recupero e di trattamento della posidonia stessa, credo che davvero ne riceveremo, tutti quanti, come Sardegna, un beneficio indiscutibile sotto diversi profili; mi riferisco alla pulizia delle spiagge, e al risparmio di risorse conseguenti perché non dovremmo più affrontare gli oneri dello smaltimento in discarica, ma la pubblica amministrazione o i privati - io propenderei per quest'ultima soluzione, che volessero cimentarsi in un'intrapresa di utilizzazione della posidonia, per la produzione di compost da riutilizzare, per esempio, in agricoltura, potrebbero ricavarne anche un profitto . Su queste questioni, che sono strettamente connesse con l'articolo in esame, io credo che la Giunta regionale, nella persona dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, dovrebbe dirci qualcosa.
L'ultima questione, perché è stato sollevato il problema, ma non mi voglio dilungare su questo aspetto, riguarda, appunto, la questione della gestione complessiva del demanio costiero che la Regione governa in regime di delega da parte dello Stato.
Io ho una mia posizione personale in materia, l'ho segnalata anche all'Assessore regionale degli enti locali che non mi ha neanche risposto. I comuni titolari che sono enti gestori di aree marine protette hanno, per effetto della legge numero 394 del '91, una priorità nella concessione in subdelega della gestione di questi litorali; la Regione Sardegna continua a centralizzare questa funzione, ma scarica sui comuni autorizzazioni senza neanche sentirli. Io credo che il problema sia complesso e dovrebbe essere affrontato, e questa chiaramente non può essere la sede opportuna; ma io chiedo, e concludo sul serio, che l'Assessore degli enti locali su questo argomento convochi quanto prima, naturalmente alla ripresa dei lavori, una Conferenza dei comuni, enti gestori di aree marine protette e parchi nazionali, perché si arrivi a una definizione di questo problema, che non è una sterile rivendicazione, da parte dei comuni, di una sorta di protettorato locale sulle proprie spiagge, ma è la necessità di programmare un uso della risorsa mare strettamente connessa con il territorio che, chiaramente, soltanto l'ente gestore delle stesse aree marine protette può porre in essere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io mi ero iscritto perché pensavo che questo capitolo fosse collegato ad un altro sulla pulizia delle strade, in caso di nevicate; non è così quindi rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, intervengo per pochissimi minuti anche perché condivido totalmente l'intervento del collega Sanna che , mi ha sottratto molti degli argomenti che volevo portare, soprattutto in tema di ambiente. Peccato che l'assessore Pani non abbia potuto seguire l'intervento del collega Sanna, perché occupato al telefono. Debbo dire che anche a me pare strano questo finanziamento di 500 milioni, perché vorrei ricordare che noi con la legge finanziaria, approvata pochi mesi fa, abbiamo rifinanziato, dopo un dibattitoed anche dopo uno scontro tra maggioranza ed opposizione, l'articolo 18 della legge numero 37 del 1998 teso a dare continuità ai progetti speciali finalizzati all'occupazione, come previsto dagli articoli 92 e 93 della legge numero 11 del 1988. Tra gli interventi così finanziati era prevista anche la pulizia delle spiagge e dei litorali.
Di fronte al rifinanziamento dell'articolo 18, che senso ha non prevedere eventualmente l'integrazione di quel programma con nuove risorse, un programma che sta funzionando da anni, e che magari ha bisogno di essere rivisto, di essere integrato, per stabilizzare e confermare quelle azioni, e inveceallocarealtre risorse, tra l'altro abbastanza limitate, come quelle che vengono qui stanziate, su un altro capitolo di un altro Assessorato.
Per cui anche io credo che forse la stessa Giunta farebbe bene a chiedere un voto contrario sull'articolo in questione, perché veramente il suo contenuto non ha senso rispetto a quello che è stato fatto, e a quello che si potrà fare in materia. Non c'è dubbio inoltre che occorra intervenire per creare infrastrutture nel settore del turismo, ed io non sono sicuramente tra coloro che contestano l'azione di pulizia delle spiagge, che è essenziale per consentire uno sviluppo turistico, e non contesto neanche il fatto che ci sia bisogno di risorse per allestire manifestazioni turistiche, anzi nel mio intervento dell'altro giorno sostenevo proprio l'esigenza di offrire al turista ulteriori motivi di attrazione, oltre la bellezza del nostro mare. Ma anche in questo settore credo che ci sia bisogno di un intervento organico, e questo articolo, invece, non lo consente; anzi si ha l'impressione che questo sia un intervento troppo specifico, troppo targato, privo di ogni giustificazione. Per questo motivo invito ancora la Giunta a proporre essa stessa la bocciatura dell'articolo 6 quater.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu, direi che il suo intervento ha chiuso i lavori della mattinata nei tempi previsti.
Sono ancora iscritti a parlare su questo argomento due colleghi che svolgeranno il loro intervento stasera. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 14 e 01.
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