Seduta n.278 del 07/08/2002
CCLXXVIII SEDUTA
Mercoledì 7 agosto 2002
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente SALVATORE SANNA
indi
Del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 10 e 11.
Biancu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 30 luglio 2002, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Alberto Randazzo ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 7 agosto 2002. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
(Legge finanziaria 2002) e modifiche alla Legge regionale 22 aprile 2002, n. 8
(Legge di bilancio)" (324/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 324/A. Ricordo ai colleghi che apriamo la seduta odierna con l'esame degli emendamenti aggiuntivi numero 1, 2, 3 e 4 all'articolo 3, che erano stati sospesi. Poiché nessuno dei presentatori è in aula, sospendo la seduta per quindici minuti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 11, viene ripresa alle ore 10 e 33.)
PRESIDENTE. Invito i presentatori degli emendamenti che erano stati sospesi ieri a prendere la parola per illustrare all'Aula lo stato dell'arte.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, è stato raggiunto un accordo tra i Gruppi, dal quale è scaturito un emendamento di sintesi che in questo momento è in corso di stesura. Credo che la soluzione che si sta proponendo sia equa ed equilibrata e vada incontro sia alle esigenze delle popolazioni, che attualmente sono molto preoccupate per diversi motivi, sia a quelle del mondo imprenditoriale e dei dipendenti del settore, perché dà loro delle certezze per il futuro. Credo che tra qualche minuto l'emendamento sarà pronto e potrà essere sottoposto alla firma di tutti i Capigruppo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, si tratta di sapere quanto tempo occorre per la redazione, perché, naturalmente, io non posso tenere l'Aula in attesa di eventi. Per cortesia, vorrei la quantificazione esatta del tempo necessario.
RASSU (F.I.-Sardegna). Dieci minuti.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, possiamo passare all'esame dell'articolo 3 bis. Prego un Segretario di prendere posto. Poiché è stato presentato un emendamento anche all'articolo 3 bis, ci sono problemi anche per questo articolo, per cui sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 36, viene ripresa alle ore 11 e 14.)
PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento che sintetizza gli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4.
BIANCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Corona - Spissu - Murgia - Capelli - Vargiu - Fadda - Dore - Sanna Giacomo - Cogodi - Balia
Em. di sintesi agli Em. 1, 2, 3, 4
Dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente:
Art. 3 bis
1. Fino all'emanazione di una normativa per la disciplina delle attività minerarie e di cava i permessi di ricerca, le concessioni minerarie e le attività di cava possono essere rilasciate dall'Amministrazione regionale previa intesa con il comune territorialmente competente espressa in conformità con la pianificazione urbanistica comunale o in assenza di questa, previa delibera del Consiglio comunale assunta con i 2/3 dei componenti.
2. Le concessioni minerarie e le autorizzazioni di cava, rilasciate dall'Amministrazione regionale dopo l'entrata in vigore del DPCM 3.09.1999 e della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, in assenza di VIA o di verifica di cui al DPR 12.04.1996, devono essere assoggettate alla VIA o alla verifica. Il relativo procedimento deve essere avviato entro e non oltre tre mesi dalla data di pubblicazione della presente legge e concluso entro i successivi tre mesi. Le relative autorizzazioni o concessioni sono sospese in caso di inerzia da parte del soggetto proponente e nel caso in cui il procedimento non si concluda positivamente. (34)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 34 ha facoltà di illustrarlo. Colleghi, per cortesia, chi illustra l'emendamento? L'onorevole Morittu?
FRAU (A.N.). Non è tra i presentatori.
MORITTU (D.S.). Lo illustri chi vuole, io non ho problemi, per carità!
PRESIDENTE. Colleghi, è importante che qualcuno illustri l emendamento, oppure lo si dà per illustrato. Non possiamo continuare a perdere tempo su queste questioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Su che cosa, onorevole Rassu?
RASSU (F.I.-Sardegna). Su questo argomento, in quanto sino a poco fa io ho curato l'interlocuzione tra i Gruppi, ma non voglio avere nessuna primogenitura e non illustrerò niente. Si è deciso di far firmare l'emendamento dai Capigruppo proprio perché non ci fosse, stante i precedenti, nessun equivoco in merito. Lo si può dare per illustrato dal momento che tutti ne hanno una copia.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 34 si dà per illustrato. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Signor Presidente, la ringrazio perché, tra le altre cose, due parole in questo benedetto Consiglio regionale bisogna pur dirle, in quanto siamo consiglieri regionali di un territorio interessato al problema cave, siamo consiglieri regionali che si sono interessati in tempi non sospetti di questo problema, siamo consiglieri regionali che sono stati messi anche alla berlina per le posizioni che hanno assunto e, ciò che è grave, per i voti che hanno espresso su determinati atti del Consiglio regionale. Ognuno di noi è liberissimo di comportarsi come vuole e proprio per questo ogni consigliere regionale deve essere rispettato per come si comporta in quest'Aula, altrimenti non ci sarebbe la libertà di cui tanta gente parla, dato che la parola che viene più usata qui dentro è democrazia.
Io sono uno di quelli che si sono interessati negli anni del problema delle cave, da quando è in essere una legge che sicuramente non è stata approvata né da Tonino Frau né da Alleanza Nazionale, né da quello che allora era il Movimento Sociale Italiano. Quindi certe colpe per quello che è stato fatto non sono assolutamente nostre. Noi abbiamo però partecipato ad assemblee e manifestazioni su questo problema; indubbiamente si tratta di un problema grosso e proprio per questo abbiamo anche noi presentato insieme ad altri colleghi l'emendamento numero 1. Poi è stato fatto un emendamento di sintesi di quattro emendamenti che mi trova favorevole, perché, ripeto, rispetta la volontà delle popolazioni. Però, caro Presidente, non si può continuare a imbrogliare la gente; è pur vero che la gente di Muros, di Florinas e di Ossi non è così cretina e non si lascia imbavagliare, però devo dire che da un po' di tempo circolano certi fogli e foglietti. In questo che ho in mano, che circola in questi giorni ed è della sezione Gramsci D.S. di Ossi, si fa riferimento a un emendamento presentato durante la discussione della legge finanziaria in questo Consiglio regionale e che "i cattivi del centrodestra" non hanno approvato. Io vorrei ancora una volta ricordare che quando fa comodo ci sono norme intruse, quando invece non fa comodo tutto deve passare. Noi sapevamo che vi era un problema, ma sapevamo anche che in quel momento quella norma non poteva passare perché era una norma intrusa, così come era stato rilevato.
Cosa succede? Che si continua a far circolare questi foglietti, indicando chi sono i bravi e i cattivi, con nomi e cognomi. Ma questo sarebbe niente, caro Presidente, se è vero come è vero che a Sassari è comparso - io lo denuncio con la massima tranquillità, sono un uomo molto libero - un manifesto firmato, si fa per dire, Gli occupanti della cava di Muros. Non sono gli occupanti della cava di Muros, ma sono altri personaggi che fanno circolare volantini in cui, un po' in italiano e un po' in sardo, si mettono alla berlina coloro i quali in piena libertà hanno espresso determinati voti. I termini più belli e più semplici usati sono: mascalzoni, indegni, bugiardi, con tanto di nomi e cognomi.
Credo che sia vergognoso che sui muri dei comuni del sassarese siano affissi manifesti che offendono consiglieri regionali che nell'espletamento del loro dovere hanno preso una posizione - sicuramente una posizione certa, ognuno di noi è libero in tal senso - e che si diffondano nomi e cognomi, sempre in riferimento alla non approvazione di quel famoso emendamento.
Cari amici, non è questo il modo di procedere. Noi siamo tutti favorevoli a che i consigli comunali interessati procedano ad effettuare la VIA e proprio per questo la Giunta ha predisposto un disegno di legge, però non ritengo sia questo il modo di fare politica. In questo modo si fa politica becera che non serve assolutamente. E' invece importante trovare una sintesi tra le cose che dobbiamo fare e quelle che si possono fare, ecco perché io e credo anche il mio Gruppo voteremo a favore dell'emendamento numero 34.
PRESIDENTE. Ha domandato l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà. Invito i colleghi che intendessero intervenire a iscriversi durante l'intervento dell'onorevole Biancareddu.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, vorrei fare due osservazioni. La prima riguarda l'opportunità di inserire in questa legge un emendamento che tratta di concessioni minerarie, poiché allo stesso Assessore dell'urbanistica è stato vietato di presentare emendamenti che trattassero di urbanistica, di patrimonio e di quant'altro, e lo si è invitato a presentare disegni di legge organici, in quanto solo in quella sede si può riflettere sull'opportunità e i contenuti della normativa. Ora invece si vuole risolvere in cinque minuti un problema annoso, come quello attinente al rilascio delle concessioni, con un emendamento che dal punto di vista giuridico è quanto meno discutibile, perché per cercare di dar ragione, da una parte, a quelli che non vogliono che i comuni abbiano potere vincolante e, dall'altra, a quelli che vogliono che essi abbiano potere di veto si usano termini che giuridicamente non si sono mai usati, perché nella formazione di un atto complesso, a cui concorrono più soggetti, la potestà finale deve essere di un soggetto e il parere dell'altro soggetto che concorre può essere obbligatorio, facoltativo, obbligatorio e vincolante od obbligatorio e non vincolante. Allora si abbia il coraggio di scrivere che tipo di parere deve dare il comune. Se volete che il parere del comune sia obbligatorio e vincolante lo dovete scrivere, spiegarlo ai colleghi, i quali se accettano una cosa del genere si esprimeranno col voto. "Previa intesa" non significa nulla, cosa succede se l'intesa non c'è? Qual è il soggetto che decide, chi è che ha l'ultima parola? Non c'è scritto. Quindi questo è il classico pastrocchio che non serve a niente e che giuridicamente non vale.
Chiedo che l'emendamento venga ritirato e rimandato all'esame in Commissione di un disegno di legge organico sulla materia, così come questo Consiglio ha sempre fatto, perché non si legifera sull'onda emotiva di un problema specifico, ma si legifera in termini generali e astratti. Quindi se volete fare un buon servizio all'intero settore, questo emendamento, ripeto, va ritirato ed esaminato in Commissione, dove è già pervenuto il disegno di legge approvato dalla Giunta. E' quanto meno singolare che, con un disegno di legge già approvato e in carico alla Commissione competente, noi ci mettiamo a legiferare in cinque minuti giusto per tappare qualche bucherello che non siamo riusciti a tappare sull'onda emotiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, si riapre la discussione sull'emendamento di sintesi?
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, credo che sia la sintesi dei quattro emendamenti presentati da tutta l'Aula.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non è possibile! La discussione sugli emendamenti è stata già fatta.
PRESIDENTE. Ma non su questi emendamenti. Le ricordo che su questi emendamenti non c'è stata nessuna discussione. Onorevole Pinna, per cortesia!
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Voglio dire poche cose, Presidente. L'emendamento numero 34, come già è stato detto, è un emendamento di sintesi. Io penso che questo Consiglio regionale non possa ignorare le situazioni che si evolvono in Sardegna e che arrecano grave pregiudizio a numerose popolazioni.
E' chiaro che l'emendamento 34 non risolve tutti i problemi. Il nostro compito di legislatori è quello di procedere a una revisione organica della disciplina delle attività estrattive. E' questo un impegno che si devono assumere prima la Commissione competente per materia e poi il Consiglio regionale per un esame, diciamo, con corsia preferenziale delle questioni che sono oggi poste in campo. Comunque sia, nelle more dell'approvazione di questa legge organica della disciplina delle attività estrattive, non possiamo chiudere gli occhi. Vi sono alcune situazioni che vanno in qualche modo sanate, per cui l'emendamento numero 34, che è un emendamento di sintesi, come dicevo poc'anzi, soddisfa esattamente l'esigenza di dare una prima risposta a problemi che sono sul tappeto. Non risolve tutti i problemi, però dà una prima risposta. Sta all'Aula, alla Commissione, a tutti noi varare un provvedimento organico che dia completezza alla normativa concernente le attività estrattive che si svolgono in Sardegna.
E' chiaro che la materia è complessa e coinvolge molteplici interessi, dovremo tenere conto anche di questo, però ci sono due momenti fondamentali: il momento dell'elaborazione di un provvedimento complessivo e il momento dell'approvazione di una norma come questa. Qualcuno parlava di norma intrusa, ma abbiamo dibattuto parecchio in questi giorni su che cosa sia una norma intrusa e sul fatto che il disegno di legge in discussione sia intruso di per sé perché tratta numerosi argomenti, per cui per quanto riguarda questa norma veramente non si capisce in che cosa consista l'intrusione.
Io penso che su questo emendamento tutto il Consiglio regionale debba votare a favore, in quanto è condiviso, sino a prova contraria, da tutti i Capigruppo. Posso capire che qualche Assessore avrebbe preferito discutere una proposta più complessiva, ma non è colpa nostra se il disegno di legge della Giunta è arrivato in Commissione l'altro ieri o forse non è ancora arrivato. Sappiamo che è stato licenziato dalla Giunta e la Commissione che lo dovrà prendere in carico ha assunto come impegno di esaminarlo alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Ritengo che questo sia sufficiente per permettere a tutti noi di approvare l'emendamento numero 34, sia perché risolve una serie di problemi sia perché comunque è un emendamento di transizione in attesa che si predisponga la legge organica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
Ricordo ai colleghi che il tempo concesso per gli interventi è di cinque minuti.
RASSU (F.I.-Sardegna). Io condivido il rammarico espresso dal collega Frau per un'azione di volantinaggio che in altri tempi avrebbe potuto essere costruttiva, positiva e confacente ad un attacco politico. Oggi come oggi, invece, si configura come un mercimonio tendente a raccattare qualche voto, ancorché calpestando la dignità dell'intero Consiglio regionale. Anch'io, sinceramente, sono convinto che quel manifesto pubblicato a Sassari non sia opera degli occupanti della cava di Muros, però dispiace anche che un volantino sia stato fatto circolare da parte del Gruppo D.S., quasi che i nuovi "messia dell'ambiente", come ho detto poc'anzi, risiedano solo ed esclusivamente in una parte politica.
Queste sono cose che possono giustamente generare equivoci, creare divergenze, mentre sarebbe stato bene, come ho detto nel mio primo intervento, riportare questo argomento nella sede opportuna e cioè all'esame della Commissione che ha in carico l'apposito disegno di legge della Giunta. Non si è voluto accedere a questa ipotesi, si è arrivati a una sintesi degli emendamenti 1, 2, 3 e 4, e mi dispiace non essere d'accordo col collega Biancareddu, perché l'articolo 35 del disegno di legge riporta esattamente l'emendamento numero 1, da me presentato, prevede cioè l'immediata revoca di tutte le concessioni per le quali non sia stata fatta la valutazione di impatto ambientale (VIA) e prevede anche, per il futuro, che sia acquisito il parere del comune. Oggi come oggi questa norma è transitoria, perché c'è l'impegno mio personale e dei colleghi della Commissione ad esaminare, al rientro dalle ferie, come primo punto all'ordine del giorno il disegno di legge sulle cave. Quindi questa norma, che avrà la durata di tre o quattro mesi, elimina quella sorta di "anarchia" delle concessioni e delle autorizzazioni permessa di fatto dall'attuale normativa. I risultati che noi tutti abbiamo sotto gli occhi lo testimoniamo e senza incolpare nessuno, tanto meno i funzionari istruttori che debbono attenersi a quelle disposizioni, sta di fatto che le concessioni minerarie e le autorizzazioni di cava sono rilasciate - mi spiego? - senza che nessuno esprima un parere.
Allora qui bisogna essere chiari, non possiamo da una parte riempirci la bocca con dissertazioni sull'autonomia e dall'altra dire che i comuni non contano niente. Con i comuni dobbiamo fare i conti tutti, e non parlo di conti elettorali, ma dell'attività civica e sociale nell'interesse dei cittadini. Io sono del parere che il comune non possa esprimere un parere vincolante, perché in tal caso si configurerebbe un'altra anarchia, cioè l'interesse dell'ente locale prevaricherebbe l'interesse generale, ma è chiaro ed evidente che d'ora in avanti una legge di questa portata deve pur tener conto del parere dei comuni. E la legge prevede gli strumenti per consentire ai comuni di dare il loro parere senza creare nocumento alcuno alle attività di cui trattasi, in quanto nel Piano regionale delle attività estrattive sono individuate le aree da destinare ad attività estrattiva e quant'altro. Nel contempo è necessario dare un segnale, poiché i comuni stanno per essere investiti da problemi di pubblica sicurezza.
Con l'emendamento di sintesi numero 34 si vuole dare un segnale, solo un segnale, poiché entro novembre e comunque entro l'anno la nuova legge sarà operante. Quindi, di fatto, si tratta solo di questo e ai cavatori, alle imprese estrattive e a chicchessia non si arreca nessun danno, né materiale, né tanto meno economico, perché l'emendamento 34 prevede che le concessioni minerarie e le autorizzazioni di cava rilasciate in assenza di VIA siano assoggettate alla VIA. Ma questo è previsto dalla legge attuale, se vogliamo proprio andare sino in fondo, la quale stabilisce che per le nuove concessioni deve esserci l'intesa con il comune. Credo che questo sia ammissibile, possibile e non arrechi nessun danno alle cave esistenti, ma se non altro, in attesa dell'approvazione della legge organica, stabiliamo delle norme per il rilascio di nuove concessioni e autorizzazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Relativamente all'intervento dell'assessore Biancareddu volevo soltanto far rilevare che sin dall'inizio della discussione del disegno di legge numero 342/A abbiamo detto che questo non è un intervento per i lavori pubblici, ma è una sorta di assestamento di bilancio camuffato. Di questo la maggioranza non ne vuole prendere atto e tuttavia la rincorsa a inserire altre norme intruse, collega Biancareddu, è partita dai vostri banchi, non dai nostri. Noi siamo semplicemente intervenuti con altri emendamenti, una volta constatato che questo disegno di legge stava diventando una cuccagna. Fortunatamente con l'emendamento di sintesi numero 34 stiamo arrivando a una soluzione, che non corrisponde certamente alla proposta contenuta nell'emendamento numero 1. Credo che quella che il collega Rassu chiama anarchia nel rilascio delle concessioni e autorizzazioni non sia assolutamente un'anarchia, ma rappresenti semplicemente il superamento, avviatosi ormai da tempo, delle norme che disciplinano l'attività estrattiva e che hanno necessità di essere cambiate. E questa esigenza si pone per l'economia della Sardegna, per tutelare i beni ambientali del nostro territorio e si pone, secondo me, per tutelare gli interessi delle comunità locali, le quali non possono più essere escluse dalla decisione di aprire attività che modificano così profondamente il loro territorio.
Allora, di fronte a questo emendamento di sintesi, a questo accordo che abbiamo raggiunto, che mi sembra improntato a grande buon senso, chi sta riaprendo le discussioni, ancora una volta, non è questa parte dell'Aula, ma sono i colleghi Frau e Rassu, perché è vero che parte dei grossi problemi di cui parliamo sono nati a Muros, però qui qualcuno si preoccupa del fatto che una forza politica intervenendo su un problema come questo ha fatto circolare un volantino e non si rivolge invece al Presidente della Regione che ha organizzato a Muros la grande assemblea dell'11 maggio, facendo in quel caso sì propaganda e dicendo: "Appena torno a Cagliari revoco quella concessione". Tornato a Cagliari il Presidente della Regione ha scoperto invece che non poteva revocarla, perché i funzionari, che l'avevano emessa nel rispetto delle normative, non potevano assecondare le sue affermazioni. Francamente mi meraviglia che voi ve la prendiate con un volantino di una forza politica, quando il vostro Presidente è andato a fare propaganda di basso livello in mezzo alla gente, in un'assemblea organizzata a Muros.
E allora, vedete, la discussione la state riaprendo voi perché come al solito, anche dopo che si è raggiunta un'intesa, pensate di poter nascondere le vostre lacune con la propaganda e con gli attacchi. Siete voi che avete portato i sindaci di quel territorio e allora questo è un problema che davvero va risolto e subito. Ci siamo anche impegnati, insieme al collega Rassu e agli altri componenti della Commissione, ad esaminare non solo il disegno di legge della Giunta, ma anche le altre proposte di legge, compresa quella del Gruppo D.S., che sono assegnate alla Commissione. Allora cerchiamo di approvare rapidamente questa norma perché mi sembra, ripeto, improntata al buon senso: da una parte non danneggia gli operatori attuali e dall'altra introduce il principio del rispetto delle comunità locali e della loro volontà nella pianificazione e nello sviluppo del loro territorio. Per cui io credo che se il centrodestra continua con questa musica certamente resteremo ancora delle ore a discutere persino su un emendamento concordato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Naturalmente intervengo per manifestare consenso all'emendamento di sintesi, che anch'io considero di assoluto buon senso perché risponde a esigenze che sono in campo, e non da oggi, e cerca di dare una regolamentazione a quella che il collega Rassu ha chiamato anarchia nel rilascio delle concessioni verificatasi soprattutto in questi ultimi due anni.
All'onorevole Frau vorrei chiedere: che cosa ci azzecca questa polemica contro ignoti che hanno fatto un volantino non si sa dove, firmato non si sa da chi? Non ci azzecca proprio niente! E poi, se una forza politica a livello locale manifesta una posizione politica anche di dissenso o di critica nei confronti del Governo regionale non mi pare che via sia lesa maestà. Peraltro, lo ricordava anche il collega Pinna, chi è andato a Muros autorevolmente a dire che "la concessione edilizia è illegittima ed è giusto che i poteri locali abbiano una parola su questo tema"? Vi è andato il Presidente della Regione, insieme a numerosi consiglieri della maggioranza.
Quindi attenzione, perché solleviamo una polemica dopo aver fatto un lavoro in cui ognuno di noi ha ceduto una parte delle sue convinzioni per trovare un punto di sintesi su un norma che è transitoria e non varrà - mi auguro - per i prossimi dieci anni. E' una norma transitoria che in qualche modo sopperisce a una carenza che è tutta nostra, dell'amministrazione regionale, cioè la carenza nella pianificazione delle attività estrattive. Se non c'è pianificazione delle attività estrattive, chi decide e come? Questo è il problema, a seguito anche delle forti tensioni che si stanno verificando a livello territoriale, oggi che le amministrazioni locali hanno grande consapevolezza anche del loro potere di pianificazione del territorio. La modifica del Titolo V della Costituzione non è arrivata invano, è penetrata anche nelle coscienze dei cittadini, perché non deve contare solo il comune, ma non deve nemmeno contare solo la Regione. E allora se non c'è uno strumento che regoli il tutto, almeno mettiamo in campo l'intesa.
Io sono d'accordo sul fatto che la formulazione dell'emendamento di sintesi sia debole, diciamo, rispetto alla formulazione del nostro emendamento, che prevedeva un parere vincolante da parte delle amministrazioni locali, non per sempre, ma in questa fase transitoria e sino all'emanazione di una legge organica o della pianificazione delle attività estrattive. Questa è la ratio, quindi occorre dare comunque un ruolo alle amministrazioni locali, che lo esercitano per altro con una maggioranza pari ai due terzi del consiglio comunale, in coerenza con la pianificazione urbanistica. Voglio dire che non c'è assolutamente la volontà di mettere in mano al sindaco di turno un potere eccessivo; tutto viene reso in coerenza con le decisioni del consiglio comunale, prese addirittura con una maggioranza di due terzi, cosa che, badate, non è prevista per nessun atto del consiglio comunale, se non in prima battuta per l'approvazione dello statuto. In prima battuta, perché in seconda battuta anche lo statuto è approvato con la maggioranza assoluta dei componenti. Parlo dello statuto comunale, che è la legge del comune.
Allora, voglio dire, abbiamo chiuso un emendamento di sintesi che da un lato rispetta la volontà dei comuni, dall'altro pone rimedio a una manchevolezza, diciamo così, che in questi due anni c'è stata da parte dell'amministrazione regionale nel rilasciare autorizzazioni senza che fosse stata fatta la verifica prevista dalla legge o la valutazione di impatto ambientale, ove questa naturalmente sia ritenuta necessaria. Nel frattempo si lede l'interesse di qualcuno? A me non pare che si leda l'interesse di nessuno perché l'impresa continua, ha dei tempi tecnici per avviare le procedure, l'Assessorato dell'ambiente ha i suoi tempi (circa tre mesi) per rispondere e laddove questa risposta sia negativa è evidente che si procede alla sospensione dell'autorizzazione per consentirne la rimodulazione e per renderla coerente, naturalmente, con la normativa in materia di tutela dell'ambiente. Non c'è, come dire, alcun intervento lesivo degli interessi dell'impresa.
Ma, attenzione, oltre agli interessi dell'impresa noi siamo qua chiamati a tutelare anche gli interessi dei cittadini, delle popolazioni e delle amministrazioni locali. Questo è il nostro compito, altrimenti davvero parlare della nostra autonomia nei confronti dello Stato è cosa assai curiosa, se questa autonomia poi non siamo in grado di concederla alle amministrazioni locali. Non mi pare davvero che noi possiamo da un lato promettere agli enti locali maggiore autonomia e maggiore autogoverno e dall'altro invece ridimensionare i loro poteri, magari ritenendo che essi non siano in grado di autogovernarsi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (Popolari-P.S.). Sarò telegrafico. Intervengo per dire che chiaramente questo emendamento, sul quale si è trovata un'intesa, secondo noi e secondo me personalmente, era inderogabile, anche perché si doveva dare una risposta alle richieste delle comunità interessate in questo settore. Per quanto ci riguarda una risposta doveva essere data immediatamente, senza però - come alcuni dicono - pensare che possa essere definitiva. Si tratta solo di effettuare un intervento tampone che poi rimanderà questa materia all'esame delle proposte e dei disegni di legge che abbiamo discusso anche con gli amministratori locali e che proveremo a portare in discussione entro la prima decade di ottobre. Si è cercato di conciliare gli interessi più generali con gli interessi degli operatori del settore per evitare che sopraggiungessero problemi per questi ultimi.
Si pone, tra l'altro, un rimedio ai rinvii che vi sono stati da parte, certamente, del Consiglio, ma soprattutto da parte della Giunta, che hanno posto in difficoltà le stesse amministrazioni locali, alle quali è sempre stato detto che nell'immediato avrebbero avuto una risposta.
In ultima analisi, io credo di poter esprimere la mia solidarietà al collega Frau, perché la maggioranza, una volta tanto, dovrebbe ascoltarlo. E' da tempo che le lamentele dell'onorevole Frau non vengono ascoltate, ma io credo che sia giunta l'ora di ascoltarle; la maggioranza deve intervenire, non può lasciare che l'onorevole Frau si accolli da solo responsabilità che sono della Giunta e soprattutto non può lasciare che egli sia in costante minoranza nella Commissione della quale anch'io faccio parte.
Il collega Frau ha ragione, si deve richiamare questa maggioranza al rispetto sia del consigliere sia dell'uomo Frau. Io solidarizzo con lei, onorevole Frau, e le sono vicino in questo momento perché capisco i suoi problemi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà. DIANA (A.N.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento in discussione se non motivato da un'emergenza reale che stiamo vivendo non avrebbe significato. Sul fatto che il settore vada disciplinato con apposita legge credo che tutti siano d'accordo e l'abbiano manifestato abbondantemente, però io ho sentito diversi colleghi lamentarsi di una situazione che si è venuta a creare. Allora, io non sono stato partecipe, né personalmente né come partito di nessuna azione di volantinaggio, ma non sono stato neanche partecipe di nessuna iniziativa di carattere populistico. Allora il populismo che si è voluto utilizzare nella difficoltà e nella disperazione di alcuni territori della Sardegna, in particolare di quello di Muros-Cargeghe, nel nord dell'Isola, è la testimonianza di come si possa manifestare in modo proprio poco appropriato una situazione reale di difficoltà che quei territori stanno vivendo, perché i cittadini di quei territori, le donne, i bambini, i padri di famiglia che occupano le cave, che manifestano da mesi, cercano di farsi ascoltare. E non me ne voglia, onorevole Rassu, ma lei è stato tra i promotori di alcune iniziative, di facili promesse difficili da mantenere, e infatti non sono state mantenute, non sono state assolutamente rispettate…
RASSU (F.I.-Sardegna). Quali promesse?
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Collega Rassu, lei ha partecipato, con il Presidente della Regione, l'onorevole Pili, a un'assemblea in quel di Muros, e insieme a lui ha preso impegni ben precisi, ma sappiamo benissimo quali sono i tempi dell'iter parlamentare di un disegno di legge. Quel territorio chiedeva risposte immediate e l'unica risposta immediata che questo Consiglio è oggi in grado di dare è questo emendamento. Va bene? Qualcuno lo considera un provvedimento affrettato e preferisce rinviare l'argomento a un apposito disegno di legge; anche noi riteniamo che occorre una legge che disciplini l'intero settore, ma oggi la risposta a quel territorio per l'impegno preso e non mantenuto va data attraverso questo strumento, cioè l'emendamento che è in discussione. Piaccia o non piaccia. Il populismo non porta a niente, le verità vengono a galla e la gente continua a protestare e a manifestare. Chi fa l'opposizione ha il diritto di difendersi, e se si è fatto del volantinaggio è perché quello è lo strumento che si è ritenuto giusto utilizzare.
Arrivati a questo punto, però, mi dispiace anche che l'Assessore degli enti locali metta in discussione l'autonomia di questi stessi enti e focalizzi l'attenzione su un'espressione contenuta nell'emendamento, che è vincolante, cioè "previa intesa". A mio avviso "previa intesa" è il minimo che questo Consiglio possa stabilire con questo emendamento per consentire la partecipazione di una comunità. Questo atteggiamento dell'Assessore mi lascia perplesso ed è quanto di più strano possa accadere. Ci si professa grandi autonomisti, pronti a concedere ampia libertà, ma nel momento in cui la si deve sancire negli atti questa libertà viene immediatamente messa in discussione.
Credo che la sintesi degli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4, presentata da tutti i Gruppi e portata all'attenzione dell'Aula sia l'unica soluzione possibile per dare una risposta immediata. Il disegno di legge che sarà approvato dall'Aula darà poi la risposta definitiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, anch'io devo dire che non sono uno di quelli che è disponibile ad accettare con facilità le norme intruse nelle leggi. Però credo che allo stato attuale - e dagli interventi che si stanno susseguendo mi pare che questo lo si evinca facilmente - siano piuttosto da considerare intrusi tutti coloro che stanno cercando di ottenere velocemente tutto quello che è possibile ottenere in attesa che venga una legge a governare questa situazione.
La parte nord-occidentale della Sardegna che comprende i comuni di Florinas, Muros, Cargeghe, Putifigari, Chiaramonti, Olmedo, Mores, Ploaghe, e via dicendo, è oggetto in questo momento di un'attenzione particolare per via del rilascio di concessioni di ogni genere per estrarre tutto ciò che può essere estratto.
Credo quindi che una legge che salvaguardi l'ambiente, che salvaguardi le risorse ambientali nella loro potenzialità, che dia cioè valore aggiunto alle risorse presenti, sia attesa da molti e non possa essere più procrastinata. Però è anche vero che durante la discussione della legge finanziaria fu proposta una norma transitoria, come quella prevista nell'emendamento 34, che non passò. Subito furono rilasciate ulteriori concessioni. Non deve sfuggire a nessuno che non più di due mesi fa sono state rilasciate ulteriori concessioni che interessano 340 ettari, praticamente quasi tutto il territorio di Chiaramonti. "Previa intesa", ha ragione il collega Sanna, significa che se non c'è accordo non si possono rilasciare concessioni, ma è il minimo che si possa in questo momento riconoscere a quei comuni che hanno visto danneggiato il proprio territorio.
Allora io credo che vada bene questo emendamento per quanto, come dicevo, sia necessaria una legge. In questo momento vedo che molti colleghi che provengono da quei territori del nord Sardegna intendono partecipare a questo dibattito, ma non ci sarebbe stata la necessità di insistere attraverso un altro emendamento per mettere un freno a questa situazione se con l'ultima legge finanziaria si fosse provveduto in merito e se questa maggioranza avesse presentato per tempo il testo di legge che tutti aspettiamo.
E' vero anche che si può fare politica intorno a questo argomento, è vero che c'è chi può fare demagogia, come sta facendo, chi può fare populismo, chi cerca naturalmente di fare politica senza però ottenere quel risultato che si aspettano tutti in quel territorio, quello cioè di porre fine a una rapina che porta via risorse senza creare, mi è capitato già diverse volte di dirlo, un solo posto di lavoro in più.
Quello che è successo qualche giorno fa non deve sfuggire, è stato un avvertimento, abbiamo visto che si è creata una situazione che poteva causare grosso danno. E' stato bloccato, durante la notte, un treno merci che avrebbe potuto deragliare, potevano scapparci dei morti, si è cercato cioè di far salire la tensione intorno a questo argomento. Noi, come consiglieri di questa Regione, abbiamo l'obbligo veramente di fare in modo che questa situazione si interrompa e io credo che questo emendamento fermerà anche coloro che in qualche modo vogliono ancora speculare, anche da un punto di vista politico, senza mai concludere niente.
Quindi è necessario approvare l'emendamento numero 34, per quanto ribadisco quello che ho detto all'inizio, cioè che non sono assolutamente disponibile ad accettare norme intruse. Accetto questo emendamento perché lo ritengo transitorio e perché ci consentirà sicuramente di avere a breve la legge che tutti aspettiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S). Solo pochi secondi per esprimere la motivazione del voto positivo sull'emendamento 34 che rappresenta lo sforzo della maggioranza e dell'opposizione nell'affrontare un tema che sarebbe un errore considerare limitato, e in particolare limitato al territorio di Muros. L'hanno dimostrato con gli interventi precedenti i miei colleghi.
Ma voglio anche respingere totalmente al mittente le accuse relative a volantinaggi da parte dei D.S. o cose del genere, perché questo non è il nostro stile e perché il collega che ne ha parlato sottovaluta quella che è una nuova modalità delle popolazioni di esprimere il loro dissenso. Dovremo abituarci tutti sempre di più al fatto che la gente viene a sapere quello che succede in Consiglio, non riceve le informazioni soltanto dai giornali e si esprime nelle modalità e con gli strumenti che ha a disposizione, anche con volantini affissi per le vie delle città in cui fa sapere come votano i consiglieri. Dobbiamo in qualche modo farci carico del fatto che le modalità di comunicazione e di informazione delle persone sempre più frequentemente si rifanno anche all'antico, chi faceva politica qualche decennio fa sa di cosa parlo.
L'emendamento ora in discussione è un deterrente, non risolve grandissimi problemi però inizia ad affrontarli e soprattutto mette la Commissione industria nelle condizioni di sapere che esiste una norma più restrittiva e che quindi bisogna procedere in fretta all'approvazione di una nuova legge. Questo emendamento pone innanzi tutto un paletto: badate, non è più possibile pensare che il territorio della Sardegna sia nella disponibilità della Regione o dello Stato, perché ormai per la gente è nella disponibilità dei comuni e delle loro popolazioni. E su questo non si possono fare passi indietro, e senza il consenso dei comuni e delle popolazioni il territorio non può essere reso disponibile.
Per cui confermo il consenso a questo emendamento di sintesi. Mi auguro che sia largamente votato e che dia origine a una nuova legge in questa materia in tempi rapidi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, intervengo brevissimamente, ma senza rinunciare a fare qualche breve considerazione e sottolineatura. Io credo di poter sostenere che questa soluzione non risolverà, nell'immediato almeno, i problemi del nostro territorio, in particolar modo del comune di Muros, che ultimamente i sindaci hanno posto ai consiglieri regionali, però credo che si possa dare l'assenso perché è un primo passo per il futuro.
E' vero che in questo Consiglio regionale succede di tutto e il contrario di tutto, però voglio brevemente fare qualche considerazione: ci si accusa addirittura di aver presentato l'emendamento numero 1 - che poi è stato la premessa per arrivare a questa soluzione - al disegno di legge sui lavori pubblici, che niente aveva a che vedere con questa materia, mi chiedo allora che cosa dovremmo dire noi, caro collega Falconi, dato che in occasione della discussione del disegno di legge numero 295 voi ne avete presentato uno identico! E come se non bastasse avete fatto circolare nel territorio, in modo strumentale - ha detto bene il collega Frau - un documento che non è anonimo, caro collega Morittu, ma è firmato e reca il simbolo dei D.S., a cui voi fate riferimento e appartenete, sostenendo che il voto contrario del centrodestra ha impedito di bloccare tutte le concessioni minerarie, comprese quella di Muros, e ha impedito di conseguenza di modificare la stessa legge numero 30 del 1989. Addirittura, sfacciatamente, sostenete che quel voto ha impedito di modificare la stessa legge numero 1 del 18 gennaio 1999, voluta, predisposta e approvata da una Giunta di sinistra, con alla guida l'Assessore dell'industria, prima esponente del Partito comunista, oggi dei D.S., e vostro compagno di cordate. Che dire poi - questo sì che è vero pentimento e ravvedimento demagogico, onorevole Morittu, altro che quello dei firmatari dell'emendamento numero 1! - di chi ieri, cari colleghi consiglieri regionali, ha consumato i corridoi del palazzo comunale di Ossi, quando io ero sindaco di quel paese, per sollecitare e chiedere autorizzazioni e concessioni nonostante il comune fosse contrario, ed oggi, in modo sfacciato e strumentale, chiede, appunto, la modifica di quella legge?
Onorevole Pinna, noi, per chi non lo sapesse, e lei lo sa perfettamente, eravamo contrari al rilascio indisciplinato delle autorizzazioni, in assenza di una normativa ben precisa. Non per questo si deve fare di tutta un'erba un fascio, perché ci sono attività estrattive che meritano la giusta attenzione da parte di questo Consiglio regionale, altre no e vanno normate. Allora facciamo le persone serie e comportiamoci di conseguenza. Noi vogliamo, come sempre abbiamo chiesto, che i comuni siano protagonisti della loro cultura e del futuro dei loro territori.
Ebbene, se a Muros c'era l'onorevole Pili, devo dire che c'ero anch'io, così come c'era il collega Masia, e non mi risulta, caro collega Morittu, che qualcuno abbia fatto false promesse. Se è vero come è vero che il presidente Pili si è recato a Muros, nel mese di maggio, dietro sollecitazione soprattutto del sindaco di quel comune, è altrettanto vero che lei, onorevole Morittu, è andato nel mese di aprile a millantare credito, a fare demagogia pura e semplice, diffondendo un documento che accusava i colleghi del centrodestra. Io voglio chiedere al Presidente del Consiglio di verificare e far sapere chi aveva votato contro, chi si era astenuto e chi invece addirittura non aveva votato. Facciamo le persone serie, ripeto, smettiamola di fare populismo a discapito di quelle popolazioni. Siamo qui perché loro ci hanno eletto per tutelare i loro esclusivi interessi e non i vostri, né quelli del collegio o dei singoli personaggi politici.
COGODI (R.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEIANA (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, io ho seguito con attenzione, ieri ed oggi, il dibattito che si è sviluppato intorno al problema delle cave, e ho seguito anche lo scontro tra le diverse posizioni politiche, scontro in senso buono. Evidentemente quando ogni parte politica avoca a sé la presenza sul territorio è perché si è occupato di quel problema e uno scontro può essere anche comprensibile nell'aula del Consiglio regionale.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue DEIANA.) Intervengo semplicemente per richiamare all'attenzione di quest'Aula il fatto di aver presentato, esattamente il 24 febbraio 2000, unitamente ai colleghi Biancu e Dore, un'interpellanza sul problema delle autorizzazioni di attività di cavazione. In quel momento questo problema non aveva ancora avuto grande rilevanza sulla stampa e forse pochi mostravano attenzione e sensibilità a questo riguardo. Quindi ci fa enormemente piacere che una nostra interpellanza, che non è stata messa in discussione a suo tempo, avrebbe potuto già da due anni essere la premessa per l'approvazione in quest'Aula di provvedimenti su questa materia.
Non ne facciamo oggetto di rammarico, ma richiamiamo l'attenzione dell'Aula e della Conferenza dei Capigruppo sul fatto che quando un problema viene sollevato a tempo debito il Consiglio deve prestargli la dovuta attenzione. Se così fosse stato, forse oggi non ci troveremmo a discutere ancora di questo problema e a dover approvare l'emendamento numero 34.
Noi pensiamo che meglio farebbe il Consiglio regionale ad approvare questo emendamento, per poi, se è necessario, riprenderlo con un provvedimento organico sulla materia, che potrà avere il tempo richiesto dall'iter di approvazione dei progetti di legge, sia in Commissione sia in Aula, però nel frattempo occorre porre rimedio a una situazione che stava sfuggendo di mano alla legislazione regionale. Questo per un semplice motivo che si può riassumere in una frase: il valore aggiunto del prodotto delle cavazioni è compreso tra un ventesimo e un trentesimo, il che significa che in cambio della ferita ambientale inflitta al suo territorio la Sardegna riceve solo un trentesimo del valore del prodotto finito, oltre al mancato guadagno delle future fruizioni delle risorse ambientali e naturali dell'Isola, in alcuni casi non tutelate.
Voglio infine sottolineare che l'oro della Sardegna, inteso come ricchezza, non si trova nel sottosuolo, se non in minima quantità, ma è soprattutto nelle bellezze del suo ambiente naturale, del suo paesaggio, che insieme alla qualità unica dei prodotti della terra attirano milioni di turisti ogni anno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, ieri sera, in chiusura di seduta, proprio su richiesta del collega Rassu, c'è stata la sospensione della votazione degli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4, aggiuntivi all'articolo 3. Stamani c'è stato un primo rinvio, perché non si era ancora raggiunto l'accordo e non era stato formulato l'emendamento di sintesi. Ci sono state più sospensioni fintanto che abbiamo ripreso i lavori in Aula intorno alle 11 e 15, proprio per consentire la stesura di un emendamento di sintesi.
Ora, con tutto il rispetto che è dovuto alle persone che si alternano alla Presidenza, quindi sia a lei che al collega Salvatore Sanna, devo contestare le modalità con le quali sono stati portati avanti i lavori, o per lo meno non le contesto ma non le condivido e voglio rappresentare alla Presidenza i motivi di questa non condivisione. L'articolo 78 al secondo comma stabilisce che la discussione generale sull'articolo e sugli emendamenti, cioè su tutti gli emendamenti ad esso presentati, dura dieci minuti, tempo che può essere eccezionalmente, su valutazione del Presidente, aumentato a venti qualora la complessità dell'argomento e degli emendamenti lo richieda. Il comma 12 dell'articolo 84 dice che è sempre ammessa la possibilità per i proponenti di emendamenti sullo stesso argomento (fattispecie che riguarda gli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4) di presentare, prima della votazione dell'articolo a cui si riferiscono, un emendamento che unifichi i testi, cioè un emendamento di sintesi, cosa che è avvenuta dopo molto tempo dalla sospensione accordata.
Oggi sull'emendamento di sintesi, che dovrebbe raccogliere la concorde volontà dei proponenti, si è aperta un'altra discussione generale, tant'è che sono le 12 e 12 e in tutta la mattinata non abbiamo discusso d'altro. Io protesto per questo modo di lavorare e di portare avanti i lavori, perché è veramente ed assolutamente un'indecenza che in un'intera mattinata sia trascorso tanto tempo per discutere un emendamento di sintesi senza concludere nulla. La sintesi non dà luogo all'accordo, tanto è vero che, entrando nel merito, io dichiaro il mio voto contrario all'emendamento, non perché il problema non debba essere assolutamente esaminato, ma perché va esaminato nella Commissione competente per materia, sulla base di un disegno di legge che è stato presentato dalla Giunta e al quale la Commissione darà tutto il suo contributo, così come farà l'Aula quando quel provvedimento sarà sottoposto al suo esame.
Il discorso sulle norme intruse o estruse sta bene non solamente a una parte dell'Aula, ma a tutti quanti a seconda del proprio tornaconto politico. Questo è nel gioco delle parti: un giorno è la sinistra ad invocare il principio della norma intrusa, un altro giorno è un'altra parte, solo che ne abbia convenienza. Ma sono convenienze di parte, non sono convenienze della gente che noi rappresentiamo. E poi, oggi, con l'operosità di questo Consiglio, approvare questa norma significa renderla definitiva, non transitoria in attesa che sia licenziata la legge. Lo sappiamo che in quest'Aula quel disegno di legge a cui si è fatto riferimento non arriverà mai più, e noi nell'approvare una disposizione di questo genere stiamo di fatto paralizzando il settore. Non abbiamo avuto la capacità di regolamentare e di disciplinare questa materia, se lo dobbiamo fare facciamolo bene e non attraverso una norma provvisoria che non serve a nulla e che blocca completamente il settore.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, al di là delle sue valutazioni politiche, che io rispetto e le lascio, per quanto riguarda i modi di condurre l'Aula credo che il Presidente, chiunque presieda, abbia anche il dovere di consentire che ci sia un confronto compiuto e sufficiente. Forse lei ha ragione per gli eccessivi ritardi, perché stiamo discutendo questo disegno di legge ormai da diversi giorni e siamo al punto in cui eravamo ieri sera, non c'è dubbio, però siamo in fase di dichiarazioni di voto, che sono consentite dal Regolamento per non più di cinque minuti, non siamo in sede di discussione.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). No, prima eravamo in fase di discussione.
PRESIDENTE. Io le ho dato la parola per dichiarazione di voto.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Ma fino a poco fa, prima che intervenisse il collega Deiana si era aperta la discussione sull'emendamento di sintesi.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Stiamo facendo dichiarazioni di voto e siccome possono essere argomentate, credo che in cinque minuti si possa esprimere un minimo di valutazione politica. Pertanto continuiamo con le dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Tutti noi ci rendiamo conto dell'esigenza non dico di accelerare più di tanto, ma di ordinare i lavori del Consiglio perché si profili una possibile conclusione della tornata consiliare. Però la maggioranza non può per un verso dire che bisogna adoperarsi in tal senso e per altro verso intervenire con i suoi consiglieri in entità numerica nettamente superiore rispetto all'opposizione e poi lamentarsi perché si interviene e anche perché di quanto accade in Consiglio qualche parte politica, in modo del tutto ordinato e corretto, ne dà informazione. E non può nemmeno dire che non si dovrebbe approvare questa norma, chiamiamola transitoria, di emergenza, perché c'è un provvedimento in istruttoria (che però la Commissione, presieduta dall'onorevole Rassu, non istruisce) e nello stesso tempo dire, come fa il collega Balletto, che tanto, dati i tempi con cui si fanno le cose qui, la Commissione non esiterà mai quel provvedimento. Cioè si dice tutto e il contrario di tutto per arrivare poi alla conclusione che c'è una parte del Consiglio regionale - che abita prevalentemente e chiaramente dalle parti del centrodestra - che è contraria a una normativa seria, a una regolamentazione utile all'economia e al rispetto dell'ambiente ed è contraria ai poteri locali e alle utilità generali, perché, oltre alla protesta occasionale, si vuole lasciare tutto affidato al disordine dei cavatori.
Mettetevi d'accordo Rassu, Cassano e compagnia cantante, mettetevi d'accordo! Se votate contro le proposte in questo Consiglio, e questa non è una riunione di clandestini, voi non vi potete lamentare, come fa il Presidente di un'altra Commissione, esponente di A.N., che un circolo politico, un'associazione di cittadini, un comitato locale dia informazione tramite un volantino. Cos'è un volantino? E' un foglio che viene portato a mano, è un dovere di informazione. Ho sentito prima le urla e le invettive del collega missino…
FRAU (A.N.). Onorato!
COGODI (R.C.). …contro un volantino che avrebbe leso l'onore di non so chi. In quel volantino, che ho avuto modo di vedere, è riportato il verbale di una votazione in Consiglio: chiamati i consiglieri regionali rispondono sì: Tizio, Caio e Sempronio; rispondono no: Mevio e quant'altri. E perché uno si vergogna del voto che esprime? Nelle società che voi dite...
FRAU (A.N.). Vi sono anche le parole "indegni, mascalzoni" e così via, lei si è dimenticato questo piccolo passaggio. Il resto va bene.
COGODI (R.C.). Io sto parlando di quello che lei ha chiamato volantino, di cui si è lamentato, che riporta esattamente il verbale di una riunione del Consiglio. Qui emerge un tentativo o comunque traspare un'offensiva e una volontà censoria che non rende veramente onore a quest'Assemblea elettiva.
Ci si lamenta perché si discutono i provvedimenti! I provvedimenti vanno discussi! Ci si lamenta perché si dà informazione di come qui si vota, ma non siete voi quelli della società dell'informazione, o per informazione intendete manipolazione? O forse si può rendere informazione solo attraverso i mezzi di informazione ufficiali vostri, amici vostri? Un volantino distribuito dai cittadini, dove è riportato il verbale di una votazione del Consiglio, è invece soggetto a censura!
Ho voluto dire che questo provvedimento, ben si intende, è un provvedimento di emergenza e risponde a una finalità utilissima. Chi lo condivide dica il perché, e noi lo abbiamo detto; chi non lo condivide dica il perché vero, non si nasconda dietro altre cose. C'è una parte della destra che è contraria, se non ha l'onesta abbia almeno la bontà verso gli altri di dire le ragioni per cui si oppone.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
(Interruzione)
PRESIDENTE. L'onorevole Pinna è intervenuto nella discussione generale, può quindi fare una dichiarazione di voto. Prego, onorevole Pinna.
PINNA (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente, è proprio così, anche perché pare che qua si voglia limitare l'espressione del proprio pensiero su un provvedimento seppure sintetizzato in un emendamento peraltro concordato e presentato da tutti i Capigruppo. E' preoccupante che a un certo punto qualche collega si irriti perché vogliamo esprimere il nostro parere.
Io credo, invece, che vadano ribadite le cose, alimentate soprattutto dalle discussioni che ci sono state in quest'Aula. E vorrei ricordare al collega Balletto - la cui affermazione mi ha preoccupato, non so se l'ha detta con convinzione o per qualche altra ragione - che l'emendamento numero 34 non blocca assolutamente il settore estrattivo. Questo mi pare che sia estremamente chiaro e tutti ci siamo preoccupati di questo aspetto, perché la possibilità di rilasciare le autorizzazioni di cava e le concessioni minerarie resta invariata. C'è semplicemente l'introduzione del rispetto di un ruolo che tutti vorremmo che le autonomie locali avessero, che qualcuno ha proposto in modo molte volte irresponsabile, ma questa è la volontà che noi tutti vogliamo esprimere.
Vorrei anche dire al collega Cassano, che sosteneva che io avrei consumato i gradini del municipio di Ossi per chiedere autorizzazioni all'apertura di cave, che di questo dovrebbe darmene atto in senso positivo, perché ho anticipato di tredici anni, mi pare, ciò che noi stiamo affermando oggi, benché la normativa non lo prevedesse. Io comunque andavo da lei, che era sindaco, per chiedere il suo parere, per chiederle se era d'accordo oppure no. E lei, che pure poteva non essere sentito, è stato sentito perché il problema dell'apertura di quelle cave coinvolgeva lo sviluppo locale. Quindi non capisco per quale ragione non abbia attribuito un valore positivo al fatto che io la consultassi come sindaco e lo abbia presentato invece come un fatto negativo. E' negativo, semmai, se altri hanno battuto i corridoi del suo municipio che lei non si sia opposto all'apertura di altre cave, perché l'autorizzazione che le ho chiesto io, seppure non per obbligo di legge, ma per rispetto delle autonomie locali, ha dato vita all'unica impresa per la produzione di sabbie silicee in quel territorio, di cui molto abbiamo parlato. Ed è l'unica iniziativa che ha creato investimenti e attualmente dà lavoro a 45 persone. Mi ricordava ieri il funzionario della Commissione industria che questa impresa, che conta più di cento collaboratori, diretti e indiretti, è l'unica che dà valore aggiunto a quella importante materia prima di cui noi disponiamo. Lei avrebbe dovuto invece ribellarsi a tutte le altre richieste di autorizzazioni e non consentire, senza reagire, che quelle autorizzazioni fossero date in modo non del tutto attento, anche se nel rispetto della normativa vigente. Per quanto riguarda altre autorizzazioni invece, è vero, c'è una persona che lavora con l'escavatore, carica la sabbia sul camion e poi parte direttamente per Sassuolo. In quei casi non si sono investiti capitali privati per decine di miliardi in società che creano occupazione e che dal primo anno di esercizio hanno un bilancio attivo.
Mi dispiace che lei abbia riferito questo fatto in termini negativi; per lo meno, per quanto in quella circostanza io ho fatto andandola a trovare diverse volte, e anche per il lavoro che è stato creato grazie alle preghiere che le ho rivolto, non avrebbe dovuto rivolgersi alla mia persona con quel tono.
Io credo che questo provvedimento, istituzionalizzando quelle camminate e quei passaggi nei diversi comuni, sia positivo, perché finalmente introduce il principio del rispetto delle autonomie locali, che devono essere responsabili dello sviluppo del loro territorio, e allo stesso tempo non si blocca il settore estrattivo, perché secondo la normativa ancora vigente è possibile comunque dare permessi e concessioni a chiunque ne faccia richiesta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Io condivido la posizione espressa prima dal collega Balletto. Credo che una normativa importante meriti un lavoro attento che solo la Commissione e poi il Consiglio possono fare in una visione organica della disciplina. Quindi ritengo che non si debbano approvare norme transitorie, ma sicuramente si tratta di conciliare le esigenze della cittadinanza con quelle degli operatori del settore. Anche se, stiamo attenti, bisogna ricordare a qualche sindaco che i permessi di ricerca, le richieste di concessioni rimangono affissi per quindici giorni nelle bacheche dei comuni e spesso e volentieri capita che le rimostranze vengano fatte in ritardo o non vengano fatte le dovute segnalazioni, così come prevede l'attuale normativa in corso di pubblicazione.
Vorrei però ricordare che sicuramente la Commissione industria darà, almeno me lo auguro, un'accelerata all'esame del disegno di legge, anche se è già stato stabilito un ordine di priorità e quindi potrebbe essere il terzo provvedimento da esaminare. Però, siccome esiste una direttiva, approvata dalla Giunta regionale circa un anno fa, che obbliga il Comitato cave e miniere, prima di rilasciare concessioni e permessi, a sentire, se pure a titolo consultivo, i sindaci dei comuni, credo che far applicare questa direttiva, che mi risulta non sia sempre applicata, richiamando alla sua applicazione qualche funzionario solerte - quando vuole - nel rilasciare le concessioni e le autorizzazioni, possa essere un passo avanti per interloquire coi comuni e conseguire l'obiettivo di conciliare quelle esigenze a cui facevo prima riferimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, intervengo molto velocemente per esprimere il parere favorevole mio personale e del Gruppo dei Socialisti Uniti.
Io credo che con questo emendamento si sottolinei, ancora una volta, che il coinvolgimento degli enti locali in un tema così importante è necessario, e valorizzare la loro autonomia mi pare che sia doveroso da parte nostra.
Detto questo, non possiamo però esimerci dal fare alcune riflessioni. Di sicuro a qualcuno stiamo togliendo un giocattolo, perché è vero che sul problema delle cave si è fatto molto per evitare di arrivare a una situazione come questa. Noi, onorevole Frau, non abbiamo presidenti o assessori da portare in giro come si fa con le statue dei santi durante le feste del paese. Noi abbiamo soltanto la possibilità di fare volantini o di essere ascoltati attraverso la stampa, il che non è facile. Vero è, però, che se prima avevo qualche dubbio se intervenire ancora su questo argomento, adesso intervengo volentieri per rispondere ad alcune affermazioni che ho sentito in quest'Aula da parte in particolare dell'onorevole Balletto, il quale, esprimendo molta stima sulle capacità della maggioranza e naturalmente di questo Governo di condurre in porto una legge così importante, sostiene che la norma contenuta nell'emendamento 34 ce la terremo chissà fino a quando. E meno male, almeno questo, visto che molti sono i problemi sorti proprio a causa di una normativa quasi inesistente!
E' vero anche che egli ha rivolto un'accusa specifica al Presidente della Commissione industria, Rassu, che si occupa di molte cose, che è un po' dappertutto, ma che sicuramente è molto meno presente nella Commissione che presiede, visto che spesso si occupa di argomenti del tutto diversi da quelli che invece stiamo trattando in questo momento. Io ritengo che anziché andare in giro a promettere contributi per i danni causati dalla siccità, il collega Rassu farebbe molto meglio a condurre in porto questa legge.
(Interruzione del consigliere Rassu)
PRESIDENTE. Collega Rassu, la prego.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Io ritengo che l'emendamento numero 34 sia necessario ed urgente. Condivido il fatto che sia un emendamento per fronteggiare l'emergenza, come ho sottolineato, che è viva nel territorio da cui provengo, ma è presente anche nel resto della Sardegna. Credo che almeno questo emendamento provocherà un'accelerazione dell'iter di approvazione di una legge che noi riteniamo necessaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Milia. Ne ha facoltà.
MILIA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, la mia è una dichiarazione a titolo personale e vorrei riprendere quello che è stato l'iter che ha portato a questo emendamento di sintesi. Io sostengo che non bisogna affrontare questo argomento con demagogia né da una parte né dall'altra, perché con la demagogia fino adesso abbiamo prodotto sul territorio una distruzione che non è stata ancora riparata e mai lo sarà, perché non esistono finanze pubbliche che possano ripristinare il danno ambientale che è stato creato negli ultimi decenni. Lo dico con cognizione di causa, perché come tutti i colleghi viaggio molto, ho molti amici cavatori seri, ho tanti altri conoscenti che hanno tentato l'avventura della cava e hanno creato distruzione nell'ambiente che hanno alterato e magari pure in famiglia.
Allora bisogna avere un po' di coscienza in quest'Aula per capire che a danno non si può aggiungere altro danno. Esistono delle leggi che devono essere migliorate; la Commissione ha in carico un progetto di legge che alla riapertura dei lavori, a settembre, dovrà celermente esaminare perché lo si possa poi sottoporre all'Aula; esistono direttive della Giunta che non vengono rispettate; esistono - riprendendo quanto il collega Pirastu ha prima riferito - funzionari solerti, quando vogliono, e sindaci poco attenti. Io sono favorevole al decentramento, qua siamo tutti favorevoli al decentramento reale e non a parole. Fino adesso i sindaci non hanno avuto potestà di pianificazione paesistico-ambientale, diamogliela! Approviamo con le relative modifiche i progetti di legge in materia urbanistica che giacciono in Commissione da troppo tempo. Una volta che i sindaci avranno questa possibilità pianificheranno il loro territorio dal punto di vista paesistico, ambientale e urbanistico. Allora le responsabilità saranno chiare, non saranno in capo a funzionari più o meno solerti e le leggi dovranno essere rispettate. Mi rivolgo anche all'Assessore dell'ambiente, che ho visto passare in quest'Aula, perché il suo Assessorato ha grande responsabilità, non tanto nelle persone dei suoi dirigenti o reggenti temporanei, quanto nel Corpo di vigilanza ambientale che dovrebbe svolgere una funzione non solo di prevenzione e di repressione, ma anche di attento controllo in questo settore.
Concludendo, noi crediamo, lo credo io a titolo personale, che questo emendamento sia un piccolo contributo che si deve dare in questo momento, perché la situazione ha raggiunto livelli di guardia. Nessuno può andare contro le popolazioni, tanto meno io mi posso porre come difensore di interessi pur legittimi, ma che evidentemente contrastano con un interesse più grande, che è l'interesse di tutti.
Nel dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento, che credo debba essere un emendamento "balneare", ribadisco che noi dobbiamo a breve ritrovarci in quest'Aula per affrontare collegialmente una legge che è dovuta a tutti i sardi, nell'interesse non solo degli imprenditori che noi tuteliamo, ma di tutti i cittadini della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Presidente, colleghi, io condivido l'ultima parte delle affermazioni del collega Milia, cioè che si tratta di un emendamento "balneare". Conoscevo i governi balneari e veramente non ci fa onore essere riusciti a fare anche un articolo di legge balneare!
Ma visto che, in ogni caso, il Consiglio mi pare orientato a non rinviare la trattazione di questa materia, voglio sollevare alcune questioni di carattere anche giuridico e chiedere, innanzitutto, che cosa significa "previa intesa" e come avviene il procedimento d'intesa, tra chi, come e quando, cosa succede se l'intesa non c'è e chi è l'organismo preposto a valutare quale sia l'interesse prevalente in questo caso.
Per quanto riguarda il secondo comma, invece, non si capisce come si possa intervenire su una concessione già rilasciata chiedendo che l'attivazione del procedimento sia fatta dal titolare stesso della concessione, cioè il cavatore concessionario deve chiedere all'Assessorato dell'ambiente di effettuare la valutazione di impatto ambientale della concessione di cui lui è già titolare e in caso di inerzia dell'Assessorato o sua la concessione viene revocata. Quindi avremo un doppio danno, perché al danno ambientale, che se c'è stato rimane, si aggiunge il danno economico derivante dalla chiusura della cava. Questo è un bel servizio per gli ambientalisti, aggiungere al danno ambientale quello economico. Fa specie poi che venga posto in capo al cittadino l'onere di attivare il procedimento quando le valutazioni di impatto ambientale devono essere fatte motu proprio dall'autorità preposta a questo, che sicuramente non è il cittadino, ma è la Regione, in particolare l'Assessorato della difesa dell'ambiente.
Con questa norma, che io giudico una porcheria vera e propria, rendiamo un cattivo servizio a tutto il settore estrattivo e non garantiamo neanche la salvaguardia ambientale, per cui voterò contro, se qualcuno non lo avesse capito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Siccome sono stato il primo proponente della precedente legge sulle cave, dico che ci sono voluti molti anni per poi emanare il regolamento di attuazione. Però stamattina ho assistito, soprattutto in quest'ultimo quarto d'ora, a una serie di interventi che non mirano a dare una spiegazione del perché si voti contro o a favore, ma più che altro tendono a sminuire gli interventi altrui. Siccome il verbo ha avuto un po' troppo spazio stamattina e gli scempi sono improvvisamente diventati opere d'arte, io mi sono permesso di dire, in Giunta, che uno degli obiettivi fondamentali è il ripristino ambientale. Sono passati diciotto anni, perché non ci avete pensato? Mi riferisco al ripristino ambientale per stadi, non alla fine, avremmo così evitato gli scempi di Furtei e di altre parti del territorio per poi non estrarre niente. Di fatto abbiamo creato una situazione disastrosa dal punto di vista ambientale.
Allora ognuno faccia la sua parte senza minimizzare gli interventi degli altri, cosa che ritengo non sia neanche corretta. Pensate davvero che le prime righe di questo emendamento risolvano il problema, blocchino eventuali concessioni? Bastava scrivere che le concessioni sono bloccate e tutto finiva lì, o pensate che, alla vigilia di Ferragosto, l'Assessore o i funzionari competenti, che saranno in ferie, faranno chissà che cosa? Amici cari, è molto semplice, basta che la gente metta il sedere sulla sedia ai primi di settembre per discutere l'apposito disegno di legge ed entro il mese di settembre renderlo operativo. Questo emendamento, in funzione di certi atteggiamenti arroganti di ieri e di oggi, non porta a risultati positivi, per cui, nonostante fossi prima favorevole, voterò contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onida per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ONIDA (P.P.S.-Sardistas). Avevo già espresso, nell'ambito della discussione generale, il parere sull'esigenza che gli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4 - e quindi anche quello di sintesi, perché rimane la stessa ratio, la stessa motivazione - venissero sottratti all'esame del disegno di legge che stiamo esaminando. Sono ancora dello stesso avviso. Questo è il primo motivo. Il secondo motivo è che il Partito del Popolo Sardo non è stato neppure coinvolto in ordine all'elaborazione del così detto provvedimento di sintesi, per cui noi voteremo contro l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Seguendo la raccomandazione dell'onorevole Oppi, io non voglio polemizzare con gli interventi fatti da altri colleghi, né tanto meno intendo ingaggiare match pugilistici con l'onorevole Cassano, voglio però chiarire un punto sollevato dal collega Biancareddu, non tanto su governi o assessori balneari, che dir si vogliano, quanto sul significato dell'espressione "previa intesa" e sul comma 2 dell'articolo 3 bis. Che cosa succede se entra in vigore questa norma e quale danno ne consegue per l'attività di cava?
Io l'ho già detto durante la discussione dell'emendamento, lo ripeto: perché è necessaria l'intesa con gli enti locali? Perché gli enti locali oggi non hanno alcun titolo, nonostante la vigenza del nuovo Titolo V e nonostante la coscienza ormai diffusa di un potere locale da esercitare non da soli, il comune non esercita da solo il potere. L'onorevole Milia auspicava questo in campo urbanistico; io non credo che nell'ambito dell'attività di cava e in campo urbanistico un soggetto, anche se importante, debba esercitare da solo il potere di pianificazione ed uso del territorio. Credo, invece, in una nuova visione, peraltro dettata dal Titolo V, che è quella della concertazione.
Che cosa succede dunque in Sardegna? Succede che le attività di cava vengono concesse in maniera monocratica dalla Regione, stante il fatto che non esiste un piano delle attività estrattive, o meglio un piano delle attività estrattive è depositato in Commissione, mi pare, dal 1999, ma è ricoperto di polvere e nessuno si è mai preoccupato, non dico di esaminarlo, ma neanche di prenderlo in mano o di spostarlo dal cantuccio in cui è depositato da più di tre anni. Allora, se non esiste una pianificazione e quindi non vi è lo strumento col quale pianificare l'attività di cava, vogliamo almeno coinvolgere gli enti locali?
"Previa intesa" significa che se non c'è intesa quell'attività non si può fare, significa mettere sullo stesso piano i due soggetti, Comune e Regione. Quanto può durare questo? Dipende dalla maggioranza: se lascia che i due provvedimenti di legge già presentati - voglio ricordare che ci sono una proposta di legge nostra e un disegno di legge della Giunta - rimangano a impolverarsi per i due anni rimanenti della legislatura è evidente, ha ragione l'onorevole Balletto, che la norma contenuta nell'emendamento numero 34 diventerà, obtorto collo, naturalmente se approvata dal Consiglio, definitiva almeno per questi ultimi due anni. Innanzitutto questo dipende, lo ripeto, dalla maggioranza.
Arriviamo al secondo punto. I danni: badate, non c'è alcun danno per nessuno, c'è semplicemente il ripristino, col comma 2 dell'emendamento 34, della legalità, perché sono state rilasciate autorizzazioni e concessioni, in vigenza della legge sulla verifica e sulla valutazione di impatto ambientale, senza che tale procedura fosse stata seguita, sulla base di una delibera assunta nell'agosto del 1999 dalla Giunta che dà un indirizzo all'ufficio competente, laddove prevede che se l'istanza è stata presentata prima non vale la legge vigente. E' una cosa un po' curiosa; si sa bene che la legge una volta approvata entra in vigore per tutti, non solo, magari, per chi ha presentato la richiesta d'autorizzazione vent'anni prima, perché di questo si tratta, io conosco alcuni casi. Allora che cosa si dice in questo emendamento? Si assoggetti a verifica la rilasciata autorizzazione. Peraltro mi risulta che nessuna delle concessioni o autorizzazioni sia in fase operativa, sono tutte in fase di approntamento, compresa la Caolino Pancera, che ha dato luogo al forte dissenso di quelle popolazioni. Quindi qual è il danno? La concessione viene sospesa solo nel caso in cui vi sia inerzia da parte del soggetto proponente, onorevole Biancareddu. Il soggetto proponente è l'impresa che propone la verifica. Ma questo lo dice la norma, lei che è avvocato queste cose me le dovrebbe persino insegnare. Il soggetto proponente non è l'amministrazione regionale; l'amministrazione regionale giudica, quindi il soggetto proponente è l'impresa.
Se la verifica va in porto entro sei mesi le cose continuano così come stanno procedendo, nessuno viene sospeso neanche per cinque minuti; se la verifica porta a un risultato negativo vi è la sospensione...
PRESIDENTE. Onorevole Morittu, le devo chiedere di concludere.
MORITTU (D.S.). Naturalmente io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento, che è un emendamento davvero di buon senso e di sintesi di tutte le proposte avanzate, che sono quattro, compresa quella della maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sarò brevissimo perché dopo gli interventi dei colleghi, che sono serviti per approfondire il tema decisamente in maniera più compiuta, vorrei annunciare il mio voto di astensione sull'emendamento 34, ma in conseguenza di ciò ritengo anche opportuno ritirare la firma dall'emendamento medesimo, in quanto le varie posizioni emerse all'interno di tutti i Gruppi evidenziano la condivisione dell'urgenza di intervenire con un provvedimento legislativo compiuto, che abbracci e definisca in modo celere, possibilmente entro settembre, la situazione relativa alle concessioni minerarie e autorizzazioni di cava.
Su questo si condivide tutto, perciò, essendoci anche diverse posizioni all'interno dei Gruppi e anche nel nostro Gruppo, ritengo opportuno ritirare la firma dall'emendamento 34 e annunciare il mio voto di astensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SATTA (F.I.-Sardegna). Io sono personalmente favorevole al decentramento, a dare più potere agli enti locali, però sono anche d'accordo con le considerazioni di carattere giuridico e pratiche fatte dall'assessore Oppi e poc'anzi anche dal collega Capelli. Si tratta di un problema troppo serio che non credo possa essere risolto in una mattinata, per cui ritengo anch'io che, a settembre, in Aula, dovremo discutere un testo di legge serio e definitivo. Preannuncio pertanto il mio voto contrario all'emendamento numero 34.
PRESIDENTE. Questo era l'ultimo intervento per dichiarazione di voto. Colleghi, pur non comprendendo più il senso dell'emendamento 34, che doveva essere una sintesi anche politica che tuttavia non c'è, lo devo porre in votazione. Gli uffici hanno preso atto della richiesta dell'onorevole Capelli di ritirare la propria firma. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, questo emendamento doveva essere di sintesi, poi dagli interventi è emerso che così non è. Vorrei capire intanto se gli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4 sono effettivamente da ritenersi ricompresi, nonostante il ritiro della firma da parte del Capogruppo dell'UDC. E' un quesito che pongo per capire se effettivamente dobbiamo ancora ragionare sull'emendamento 34.
Per quanto riguarda la modalità di votazione, chiedo che si voti per commi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Chiedo scusa, Presidente, forse ero distratto. Vorrei conoscere il parere della Giunta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
LA SPISA (F.I.-Sardegna),Assessore dell'industria. Su questo emendamento la Giunta si è rimessa all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per un chiarimento. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, voglio specificare che io ho ritirato la firma dall'emendamento numero 34. Nessuno di noi è presentatore di alcuno degli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4, richiamati dal collega Pittalis, per cui non abbiamo da collegare niente all'emendamento 34.
PRESIDENTE. Lo dico per chiarezza, prima di tutto a me stesso, mi pare evidente che gli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4 sono stati ritirati.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Soltanto per confermare che la mia firma sull'emendamento 34 non c'è. Erroneamente è riportato il mio nome tra i presentatori dell'emendamento, ma non c'è la mia firma. Vorrei che di questo si prendesse atto.
PRESIDENTE. Ne prendiamo atto. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del primo comma dell'emendamento numero 34.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MILIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CASSANO - CORDA - DIANA - FANTOLA - FOIS - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LOCCI - ONIDA - OPPI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CORONA - FLORIS - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PILI - SANNA Gian Valerio - TUNIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 68
votanti 55
astenuti 13
maggioranza 28
favorevoli 33
contrari 22
(Il Consiglio approva)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del secondo comma dell'emendamento numero 34.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FRAU - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SPISSU - USAI - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPPAI - CASSANO - FANTOLA - FOIS - GIOVANNELLI - GRANARA - LADU - ONIDA - OPPI - PITTALIS - SATTA - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CAPELLI - CONTU - DIANA - FLORIS - MURGIA - PILO - PIRASTU - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - TUNIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 60
astenuti 11
maggioranza 31
favorevoli 45
contrari 15
(Il Consiglio approva)
Si dia lettura dell'articolo 3 bis.
CAPPAI, Segretario:
Art. 3 bis
Variazioni di bilancio
1. Nel bilancio della Regione per gli anni 2002-2004 approvato con la legge regionale 22 aprile 2002, n. 8, sono introdotte le seguenti variazioni:
ENTRATA
In aumento
05 - AMBIENTE
UPB E05.050 (NI) Direzione 01 - Servizio 10 (02.03) Tit. II Calamità naturali
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB E11.018
Finanziamenti per le biblioteche
(Cap. 23446)
In diminuzione
05 - AMBIENTE
UPB E05.059
Calamità naturali
(SOPPRESSA)
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB E11.006
Interventi a favore della gioventù
(Cap. 23446)
(SOPPRESSA)
SPESA
In aumento
05 - AMBIENTE
UPB S05.037
Contributi e finanziamenti in materia di caccia
(Cap. 05113)
anno 2002 euro 19.000
06 - AGRICOLTURA
UPB S06.023
Finanziamenti agli Enti strumentali e ai Consorzi per la frutticoltura - Parte corrente
(Cap. 06124)
anno 2002 euro 390.000
07 - TURISMO
UPB S07.036
Incentivazioni alle attività commerciali
(Capp. 07154 e 07155)
anno 2002 euro 5.000.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.041
Formazione integrata
(Capp. 11060, 11082, 11083, 11109 e 11173)
anno 2002 euro 1.291.000
In diminuzione
03 - BILANCIO
UPB S03.038
Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari
(Cap. 03083)
anno 2002 euro 390.000
UPB S03.042
Finanziamenti per oneri straordinari agli Enti locali e agli II.AA.CC.PP.
(Cap. 03112)
anno 2002 euro 5.000.000
05 - AMBIENTE
UPB S05.035
Interventi per la tutela dei parchi e per le aree protette - Spese correnti
(Cap. 05085)
anno 2002 euro 19.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.024
Interventi per il diritto allo studio
(Cap. 11060)
anno 2002 euro 258.000
UPB S11.027
Istruzione dell'obbligo e superiore
(Capp. 11082 e 11083)
anno 2002 euro 930.000
UPB S11.031
Contributi per favorire il diritto allo studio
(Cap. 11109)
anno 2002 euro 103.000
UPB S11.040
POR 2000/2006 - Asse 3 - Formazione integrata e universitaria e altri interventi comunitari
(Cap. 11173)
anno 2002 euro 0
2. Nell'elenco n. 1 relativo alle spese obbligatorie e d'ordine, allegato alla legge regionale n. 8 del 2002, sono inseriti i seguenti capitoli:
- UPB S02.011 Interventi per l'organizzazione e la partecipazione a incontri vari
Cap. 02014 Spese per pubblicazioni, bandi, avvisi legali e simili (art. 69, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)(spesa obbligatoria);
- UPB S03.040 Spese generali per mutui e prestiti obbligazionari ottenuti o da ottenere
Cap. 03018 Spese relative a mutui e prestiti obbligazionari ottenuti o da ottenere (spesa obbligatoria).
PRESIDENTE. All'articolo 3 bis sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
BIANCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE all'emendamento 23
In conseguenza della soppressione del comma 2 dell'articolo 1 le somme sono portate in aumento come appresso specificato:
UPB S08.012 Studi, ricerche
Anno 2002 2.582.000
Anno 2003 2.582.000 (30)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE all'emendamento 23
In conseguenza della soppressione della lett. c), comma 1 dell'articolo 3 l'importo di euro 7.000.000 è portato in aumento come appresso specificato:
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2002 euro 7.000.000 (33)
Emendamento aggiuntivo Balletto - Lombardo - Pittalis - Corona - Liori - Locci - Corda - Cappai - Randazzo - Pinna - Dinana - Tunis Marco - Milia - Pilo - Onida
Nell'articolo 3 bis è aggiunta la seguente variazione:
SPESA
In aumento
09 - INDUSTRIA
UPB S09.033 Interventi strutturali nelle aree attrezzate
Anno 2002 euro 516.000 comp.
(cap. 09112) 516.000 cassa
In diminuzione
UPB S03.038 Interessi in rate d'ammortamento mutui
Anno 2002 euro 516.000 comp.
(cap. 03083) 516.000 cassa (23)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 23 ha facoltà di illustrarlo.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 30 e 33 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 30 è volto a riservare le risorse per il completamento dei progetti relativi a un certo numero di opere pubbliche, quali le strade statali 131, 195, 130 e così via.
Relativamente all'emendamento numero 33, debbo dire alla Presidenza che io lo illustro naturalmente nella convinzione che possa essere ritenuto valido dall'Aula, cioè che non ci siano contestazioni. Qualora non fosse condiviso evidentemente esaminerei la possibilità di ritirarlo, ma attendo di conoscere eventuali voci di dissenso. Se c'è l'accordo, invece, l'emendamento sarà mantenuto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Mi rimetto all'Aula.
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Prima di aprire la discussione sull'articolo 3 bis e sugli emendamenti devo comunicare all'Aula che ho ricevuto stamattina, non più tardi di un'ora fa, le copie delle lettere intercorse tra il Presidente della Giunta e la SFIRS. Trattandosi di argomento molto delicato, e direi anche all'ordine del giorno, ho fatto fare delle fotocopie che saranno distribuite a tutti i consiglieri, unitamente alle lettere intercorse tra la SFIRS e l'onorevole Pirastu, in modo tale che tutti i colleghi siano in grado di fare le valutazioni anche politiche del caso che, devo dire, mette in difficoltà anche me per una risposta che la SFIRS ha dato al Presidente della Giunta e che io ritengo assolutamente inaccettabile. Ma questa è una valutazione politica che faranno i colleghi. Pertanto, prego i commessi di distribuire il materiale e, se non vi dispiace, andiamo avanti.
(Legge di bilancio)" (324/A)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io ritengo che gli emendamenti numero 30 e 33 non siano ammissibili. Per quanto concerne l'emendamento numero 30 noi abbiamo già votato e addirittura bocciato il comma 2 dell'articolo 1. Siccome le motivazioni che ha portato l'assessore Masala si riferiscono proprio a opere di viabilità, non riesco a comprendere come si possa ancora non sapere che non è possibile presentare emendamenti ad articoli o commi precedentemente bocciati. L'emendamento 30 ne è un classico esempio, essendo stato bocciato il comma 2 dell'articolo 1. Quindi non possono essere accettate le motivazioni addotte dall'assessore Masala.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 33, avendo già stabilito e approvato gli importi relativi al fondo per la programmazione negoziata, ritengo che questo emendamento non sia assolutamente ammissibile. Quello che mi preoccupa di più è che nonostante il collega Oppi abbia detto in aula che non era pensabile che si stanziassero 14 miliardi per un determinato settore, visto e considerato che un settore così delicato come quello della sanità aveva esigenze di nuove risorse, si presenta un emendamento, addirittura non ammissibile, per finanziare l'articolo 2 che è stato già finanziato.
Ritengo, ripeto, che gli emendamenti numero 30 e 33 non siano ammissibili, ma ci sono anche altre ragioni per cui, comunque, le somme previste in questi emendamenti dovrebbero essere utilizzate per i fini dei fondi da cui le si vuole prelevare. Essendosi il Consiglio regionale già espresso su questi due aspetti non possiamo rimetterli in votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intanto intervengo, in riferimento all'articolo 3 bis, per rappresentare una cosa che al Consiglio non sarà sfuggita e all'opinione pubblica neppure: in questi giorni abbiamo discusso, prima in Commissione, poi in Aula, se questa era una legge di settore, una legge ordinaria della Regione, oppure un assestamento di bilancio o una normativa finanziaria. Infatti il disegno di legge numero 324/A non ha seguito le procedure della normativa finanziaria; si diceva che si trattava di rettifiche di errori, invece si tratta di tutt'altre cose. Il titolo dell'articolo 3 bis è "Variazioni di bilancio", e giù alcune pagine di variazioni di bilancio. Se non è normativa finanziaria questa, io non so più cosa sia la normativa finanziaria! Però le procedure non sono state rispettate e chi deve garantire il rispetto delle regole ovviamente si guarda bene dal garantirle.
Nel merito degli emendamenti, a onor del vero l'emendamento 33 aveva un suo significato, cioè si trattava, per quanto anche informalmente l'Assessore del bilancio ha spiegato ai rappresentanti dei Gruppi, di dare una allocazione alle risorse che sono rimaste disponibili per via della soppressione della lettera c) del comma 1 dell'articolo 3, che riguarda i famosi fondi SFIRS, famosi per modo di dire. Ora se questa allocazione, si è detto, poteva essere, in modo concordato dal Consiglio, ipotizzata nel fondo per la programmazione negoziata avrebbe potuto e potrebbe esserlo - noi vogliamo dire adesso esattamente quello che abbiamo detto prima, quando informalmente siamo stati della questione interessati -, a condizione che sia una mera allocazione di risorse, cioè che vi sia un programma di utilizzo e che in questo programma sia coinvolto e cointeressato il Consiglio e non informato dopo, a titolo di conoscenza. Se così non è - ma in questo emendamento non c'è nulla di tutto ciò - è chiaro ed evidente che quella ipotesi di opportuna allocazione di queste risorse viene meno, perché qui il vincolo non è previsto. In ogni caso, mi permetto di far osservare alla Giunta e all'Assessore del bilancio che l'emendamento, così come è scritto, più che non essere ammissibile non è presentabile. Non è presentabile nel consorzio civile, perché come si fa a scrivere in una legge, quale questa è: "In conseguenza della soppressione della lettera c), comma 1 dell'articolo 3 l'importo di euro 7 milioni…"eccetera? Come può una legge contenere la cronistoria dei lavori del Consiglio, o una censura implicita? Questo può essere contenuto nella relazione che l'ufficio fa all'Assessore: "Bada, Assessore" - avrà detto l'ufficio - "che in conseguenza del fatto che quella proposta è stata bocciata, rimangono 7 milioni di euro che possono essere utilizzati, allocati…", ma la cronistoria non può diventare legge. Così com'è formulato, ripeto, l'emendamento non è che non sia ammissibile, non è presentabile! Voi immaginate un cittadino che in un articolo di una legge della Regione legga: "In conseguenza della soppressione della lettera c)…", ma lo volete notificare al mondo che siete stati bocciati?
E' già iscritto all'albo pretorio, lo volete pure mettere in legge che la vostra proposta il Consiglio non l'ha approvata? E in ogni caso, che sia disdicevole o che sia commendevole, nelle leggi non si fanno le cronistorie, se no gli articoli di cronaca sulla stampa diventerebbero articoli di legge! Ed è curiosa anche la procedura nuova che si sta adottando. Io non ho mai paura che una cosa strampalata diventi prassi, perché diventa prassi in termini giuridici quello che ha senso, che ha logica e che ha fondamento. Se un consigliere si gratta l'orecchio in continuazione in Consiglio non diventa prassi che i consiglieri regionali si debbano grattare l'orecchio! Però come si fa a presentare una proposta di legge dicendo: "Io, Giunta, la presento, però se il Consiglio non dichiara che è d'accordo la ritiro"? E quand'è che il Consiglio dichiara se è d'accordo? Quando vota! In quel modo, invece, non esisterebbe più un controllo da parte del Consiglio e, non dico un vincolo di maggioranza, ma neppure una relazione di mandato fra una maggioranza parlamentare e un Esecutivo, perché un Esecutivo si insedia. Un po' lo sta facendo questo Esecutivo, prima lo faceva senza dirlo, adesso magari lo dice senza farlo, però le cose invece che migliorare peggiorano. La Giunta l'ha già fatto ieri, lo rifà oggi in modo esplicito, cioè presenta una norma e non dice: "Mi assumo la responsabilità della mia proposta; la proposta che io faccio è utile, tanto utile che la difendo", dice invece: "Io la presento, se però c'è il rischio che non passi, in modo che non possa essere bocciata la ritiro". E come si fa? O la presenti perché la condividi e ti sottoponi al giudizio dell'Aula o se non ne sei convinto non la presenti!
Cioè c'è tutta una modalità di procedere in questo Consiglio che adesso, come dire, coinvolge in modo così continuativo e travolgente proprio la Giunta, ma che attiene anche alle modalità con cui qui si deve lavorare. Io insisto. Un mio amico che è arbitro, anche se non di serie A, siccome è arbitro ogni volta che parla si appella a qualche cosa. Per esempio se gli si chiede: "Ma chi te l'ha detto questo?", lui risponde: "Lo dicono le carte federali". Essendo arbitro in vita sua ha letto, non solo quelle ma in gran parte, le carte federali per fare l'arbitro. Però vorrei dire che se qui serve un arbitro, per favore, portiamo le carte federali, qualcuno le legga e se è arbitro le impari!
Non è possibile che i provvedimenti finanziari, lo abbiamo detto dall'inizio, non seguano l'iter previsto per il parere della Commissione competente per materia, perché sono appunto provvedimenti finanziari. Non è pensabile che la Giunta presenti una norma di legge dicendo: "Però la presento condizionatamente, per cui se non mi dite prima che siete d'accordo, la ritiro". Poc'anzi una parte considerevole dei consiglieri regionali che si sono dichiarati favorevoli a un emendamento, quindi a una norma, poi ha votato contro. Non che non si possa cambiare idea, però evviva la coerenza! Voglio dire che in una riunione di persone che si rispettano o si vogliono fare rispettare almeno chi parla a favore poi voti a favore, se no che favore è!
Ora, siamo in questo pasticcio, se io fossi uno di quei giornalisti che possono scrivere sui giornali domani non pubblicherei neanche una parola di quello che è accaduto stamane in Consiglio regionale, ma semplicemente riporterei la situazione che appare a colori sul tabellone, per far capire come ha votato l'opposizione (colore verde) e come ha votato la maggioranza (colore rosso). Quel voto che appare in quel tabellone multicolore, in una confusione che non è articolazione, ma è confusione di comportamenti, è espressivo e indicativo, informa molto più di qualsiasi commento.
La maggioranza vorrebbe continuare a esaminare questa legge, poi dovremo esaminare altri provvedimenti, ma forse conviene che vi fermiate poco poco e dopo aver riflettuto decidiate di cambiare qualcosa, cioè di cambiare la maggioranza e il Governo della Regione!
PRESIDENTE. Naturalmente il Presidente del Consiglio si esprimerà su tutte le questioni sollevate.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, ho dovuto prendere atto della indisponibilità da parte di tutti i Gruppi consiliari a considerare ammissibile l'emendamento numero 33, anche se non in riferimento al merito dello stesso. Pertanto l'emendamento è da considerarsi come non presentato, in quanto alla luce di quel che si è detto, è inammissibile.
PRESIDENTE. Onorevole Masala, lo stesso ragionamento vale per l'emendamento numero 30.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Voglio solo dire che non si tratta dello stesso emendamento, nel senso che noi abbiamo presentato questo emendamento indicando una UPB diversa. Infatti per il finanziamento previsto dal comma 3 dell'articolo 1, a valere sulla UPB S08.066, con l'emendamento numero 30 noi indichiamo la UPB S08.012, che riguarda studi e ricerche.
Si tratta di un capitolo più generico che non ha bisogno di norma sostanziale, pertanto noi abbiamo ritenuto di recuperare le somme che si sono rese disponibili in conseguenza della soppressione del comma 2 dell'articolo 1 portandole in aumento nella UPB S08.012, perché riteniamo che in questo momento la Regione Sardegna abbia bisogno di studi relativi a diversi settori. Non avendo altre risorse disponibili, abbiamo pensato che fosse questo un modo corretto per poter avere delle progettazioni esecutive, che ad oggi purtroppo non esistono. In diversi casi vi è la necessità di avere una progettazione pronta; spesso ci lamentiamo del fatto che le risorse vengono spese in ritardo, che non arriviamo in tempo, però dobbiamo anche dire che noi oggi non disponiamo di progetti esecutivi, soprattutto per quanto riguarda la viabilità. Pertanto questo è un modo per prepararci a spendere in tempi rapidi anche i finanziamenti che mi auguro arriveranno da parte del Governo nazionale.
Devo dire che allo stato delle cose pochissimi progetti sono pronti, e soprattutto non abbiamo altre risorse da destinare alla progettazione in genere. Quello che stiamo facendo è un tentativo per metterci in condizioni di ottenere facilmente risorse finanziarie da parte del Governo, ma soprattutto per poterle spendere in tempi rapidi.
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, devo farle osservare che il comma 2 dell'articolo 1, che è stato bocciato dal Consiglio, è il comma che tratta proprio gli argomenti che lei adesso vorrebbe reintrodurre con l'emendamento numero 30. Quindi si pongono due tipi di problemi: primo, stiamo tornando indietro e decidendo una cosa sulla quale il Consiglio ha già deciso; secondo, quando si boccia una parte di una legge e si liberano delle risorse, queste devono tornare là dove sono state prese, in questo caso devono tornare nel FNOL.
Per queste due ragioni, ma per la prima in modo particolare, l'emendamento numero 30 non è ammissibile. Se le risorse vengono riallocate con voto del Consiglio va tutto bene, quando la Giunta non lo fa di sua sponte, al di fuori del Consiglio, va bene, ma per ciò che riguarda la prima parte io non ritengo il problema superabile, perché non possiamo fare una cosa sulla quale il Consiglio si è già espresso contro attraverso il voto. Pertanto la prego di ritirare l'emendamento numero 30, sennò devo considerarlo inammissibile. Onorevole Ladu, è opportuno che su questo ci chiariamo.
LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Giusto per chiarirci. Il capitolo indicato nel comma 2 dell'articolo 1 era di nuova istituzione, lo si stava creando allora. La UPB che noi stiamo indicando adesso riguarda invece progetti, studi e ricerche.
PRESIDENTE. Con l'emendamento numero 30 le somme indicate nel comma 2 dell'articolo 1 tornano ad essere destinate a studi, progetti e ricerche. Ma su questo abbiamo già votato, il Consiglio si è espresso contro e non possiamo adesso riproporre la questione negli stessi termini. Se lei avesse deciso di destinare quelle somme ad altra finalità allora il Consiglio avrebbe anche potuto prendere in considerazione la sua proposta.
LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Va bene, se ci sono questi problemi io ne prendo atto. In una interlocuzione che ho avuto mi era stato assicurato che invece era possibile, però se il Presidente...
PRESIDENTE. Io credo di dare una interpretazione corretta della norma.
LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Va bene, prendo atto di ciò che dice il Presidente e ritiro l'emendamento numero 30.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 30 e 33 sono ritirati. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione segreta sull'emendamento numero 23.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione segreta sull'articolo 3 bis.
PRESIDENTE. Indico la votazione segreta, con procedimento elettronico, dell'articolo 3 bis.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 68
votanti 67
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 38
contrari 29
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Votazione segreta
PRESIDENTE. Indico la votazione segreta, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 68
votanti 67
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 35
contrari 32
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Si dia lettura dell'articolo 3 ter.
CAPPAI, Segretario:
Art. 3 ter
Soppressione fondi di rotazione e assimilati
1. L'Assessorato competente in materia di credito è autorizzato a disporre la soppressione di fondi di rotazione e assimilati, istituiti anche presso singoli istituti, che presentano assenza di movimentazione, ferme restando le modalità di trasferimento disposte a' termini dell'articolo 7 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6.
2. Agli eventuali obblighi si provvede mediante attingimento dagli appositi fondi di riserva istituiti nelle relative contabilità, secondo le procedure previste dall'articolo 31 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
BIANCU, Segretario:
Art. 4
Copertura finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge sono determinati in euro 84.389.000 per l'anno 2002, in euro 40.164.000 per l'anno 2003, in euro 22.229.000 per l'anno 2004.
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2002-2004 sono apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione
03 - BILANCIO
UPB S03.007
FNOL - Investimenti
2002 euro 84.389.000
2003 euro 35.516.000
2004 euro 19.131.000
mediante l'utilizzo delle seguenti voci della tabella B allegata alla legge finanziaria:
Voce 2
2002 euro 40.000
2003 euro 35.000
2004 euro 10.000
Voce 3
2002 euro 84.349.000
2003 euro 35.481.000
2004 euro 19.121.000
UPB S03.038
Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari
2002 euro 9.503.000
UPB S03.039
Capitale su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari
2002 euro 4.200.000
UPB S03.042
Finanziamenti per oneri straordinari agli enti locali e agli Istituti Autonomi Case Popolari."
2002 euro 5.830.000
04 - ENTI LOCALI
UPB S04.033
Acquisizione di beni e servizi (Capitolo 04104)
2002
Competenza euro 516.000
Cassa euro 516.000
In aumento
01 - PRESIDENZA
UPB S01.002
Interventi del Commissario governativo sull'emergenza idrica
2002 euro 2.500.000
03 - BILANCIO
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata (Capitolo 03026)
2002 euro 38.115.000
2003 euro 3.858.000
2004 euro 8.028.000
UPB S03.025
(N.I) DIR. 01 SERV. 01 (06.07) - "Contributi per l'istituzione di uffici per le espropriazioni" (Cap. 03046)
2002 euro 1.000.000
UPB S03.029
Versamento alle contabilità speciali
2002 euro 8.033.000
UPB S03.041
Interessi per scoperto di cassa
2002 euro 2.000.000
04 - ENTI LOCALI
UPB S04.027
Acquisizione di beni immobili (Capitolo N.I.)
2002
Competenza euro 516.000
Cassa euro 516.000
08 - LAVORI PUBBLICI
UPB S08.015
Contratti - Spese correnti (Capitolo 08028)
2002 euro 516.000
2003 euro 516.000
2004 euro 516.000
UPB S08.034
(N.I.) Servizio 03 - 03.23 Viabilità - Spese correnti (Capitolo 08079)
2002 euro 2.582.000
2003 euro 2.582.000
UPB S08.035
Investimenti per la viabilità (Capitoli 08082, 08089 e N.I. (art. 1, comma 5))
2002 euro 24.076.000
2003 euro 10.330.000
2004 euro 5.164.000
UPB S08.041
Investimenti nel comparto portuale ivi compresi quelli turistici (Capitolo 08120)
2002 euro 2.582.000
2003 euro 5.165.000
UPB S08.044
Finanziamenti agli enti locali per opere di loro interesse (Capitolo 08140)
2002 euro 4.132.000
2003 euro 2.582.000
2004 euro 2.582.000
UPB S08.058
Interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico (Capitoli 08202 e 08220)
2002 euro 18.076.000
2003 euro 10.329.000
UPB S08.066
Edilizia abitativa - Investimenti (Capitolo 08268)
2002 euro 310.000
2003 euro 154.000
2004 euro 2.841.000
PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
BIANCU, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci
Il comma 1 dell'articolo 4 è soppresso. (20)
Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci
Il comma 2 dell'articolo 4 è soppresso. (21)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 20 e 21 ha facoltà di illustrarli.
SPISSU (D.S.). Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. La Commissione si rimette al parere dell'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, li ha letti?
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Non sono stati discussi in Commissione, quindi chiaramente mi rimetto all'Aula. Anche se sono emendamenti soppressivi parziali, non sono stati visti in Commissione, quindi il Presidente ritiene di non potersi esprimere a nome della Commissione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti numero 20 e 21 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A prescindere dall'importo, in relazione al quale evidentemente mi riservo di intervenire presentando gli opportuni emendamenti orali, perché i totali devono essere esatti, gli emendamenti numero 20 e 21, a rigor di logica, non possono essere neppure ammessi perché se venissero votati sarebbero in contrasto con tutto ciò che abbiamo approvato fino adesso. Nel momento in cui, con gli articoli finora approvati, abbiamo autorizzato determinate spese naturalmente non possiamo adesso dire che queste spese non possono essere più fatte, perché ciò sarebbe in contraddizione con quanto abbiamo già votato.
Relativamente all'importo, al comma 1 dovrà essere eventualmente apportata una modifica dal punto di vista dell'entità, perché a seguito della soppressione della lettera c) dell'articolo 3 e del comma 2 dell'articolo 1 deve essere diminuito l'importo dei 7 milioni, previsto appunto nella lettera c), e dei 2 milioni e 528 milioni di cui all'emendamento 30. E la copertura finanziaria andrà diminuita, se posso già da questo momento dirlo, di un importo pari a 9.258.588 euro per gli anni 2002 e 2003, mediante la soppressione della UPB S 03042, pari a 5.830.000 euro, la riduzione a 548.000 dell'importo di 4.200.000 della UPB S 03039. Rimane fermo il resto.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, devo dire che io condivido le argomentazioni portate dall'Assessore perché, come abbiamo detto prima, non possiamo in nessun modo, con altra votazione, tornare su argomenti sui quali abbiamo già deciso e votato. Tenga conto che ciò avverrebbe sia votando l'emendamento 20 che il 21. In effetti votare questi due emendamenti equivale a cassare la legge, mentre il voto sulla legge nel suo complesso deve essere espresso a parte. Noi abbiamo, comunque, già votato. Tenga presente che non possiamo adesso, con il voto dell'articolo 4, levare le somme destinate a spese già approvate.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, se fosse valida questa argomentazione l'articolo 4 non andrebbe messo nemmeno in votazione, perché, naturalmente, può essere bocciato e quindi sarebbero bocciati anche gli articoli e i commi sui quali abbiamo già espresso la nostra opinione. Così come lei sa, in sede di votazione della legge nel suo complesso, noi possiamo esprimere un voto opposto a quello che si è andato via via formando nel corso della discussione.
Quindi credo che l'argomentazione addotta non faccia cadere gli emendamenti che vengono mantenuti e rimessi alla valutazione dell'Aula.
PRESIDENTE. C'è il parere contrario della Giunta e la Commissione si è rimessa all'Aula. Poiché nessuno domanda di parlare procediamo alla votazione segreta, richiesta dall'onorevole Spissu, dell'emendamento numero 20.
PRESIDENTE. Indico la votazione segreta, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 20.
(Segue la votazione)
Scusate, c'è un problema, perché risultano inserite due tessere di uno stesso consigliere.
(Interruzioni)
E' un errore di sicuro, ma devo valutare.
FADDA (Popolari-P.S.). Annulli la votazione, Presidente.
PRESIDENTE. Annullo la votazione, è la cosa migliore da fare.
PRESIDENTE. Indico la seconda votazione segreta, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 20.
(Interruzioni)
Onorevole Pirastu, se c'è una difficoltà cambi posto, poi si verificherà il funzionamento della sua postazione.
(Interruzioni)
La votazione è sospesa. Proviamo a sostituire la tessera dell'onorevole Pirastu. Abbiate pazienza, colleghi. Onorevole Pirastu, la seconda tessera ce l'ha lei, non l'ha restituita.
FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, annulli di nuovo la votazione, perché non può rimanere aperta all'infinito.
PRESIDENTE. Colleghi, se siete d'accordo diamo all'onorevole Pirastu la tessera dell'onorevole Biggio.
(Interruzioni)
Va bene. Gli abbiamo dato una tessera di destra, quindi non c'è nessun problema!
PRESIDENTE. Indico la terza votazione segreta, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 20.
Colleghi, la doppia tessera, lo dico per tutti, deve restare qua di scorta; se viene presa va restituita, se no poi succede ciò che è successo poc'anzi. Credo che manchino diverse tessere.
(Il consigliere PIRASTU, a causa del non funzionamento della propria
tessera magnetica, utilizza quella del consigliere BIGGIO.)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 68
astenuti 1
maggioranza 35
favorevoli 31
contrari 37
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO -COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Il Presidente non ha votato quindi consideratemi astenuto.
Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Adesso procediamo alla votazione dell'articolo 4, su cui l'onorevole Spissu ha chiesto la votazione segreta.
PRESIDENTE. Indico la votazione segreta, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.
(Il consigliere PIRASTU, a causa del non funzionamento della propria
tessera magnetica, utilizza quella del consigliere BIGGIO.)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 69
astenuti 1
maggioranza 35
favorevoli 37
contrari 32
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Si dia lettura dell'articolo 5.
CAPPAI, Segretario:
Art. 5
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
E' stato presentato un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO MORITTU - SPISSU - PIRISI - SANNA Emanuele - LAI - FALCONI - ORRU' - CALLEDDA - MARROCU - PUSCEDDU - VASSALLO - GIAGU - SANNA Gian Valerio - DEMURU - MASIA - BALIA - IBBA - DETTORI - PINNA - SCANO sul grave attentato alla casa comunale di Uri che ha determinato notevoli danni alle strutture ed agli armadi tali da renderla impraticabile.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione dell'esame del disegno di legge n.324, concernente modifiche alla legge finanziaria e al bilancio 2002, nel quale sono previsti finanziamenti agli enti locali per opere di loro interesse;
Premesso CHE:
- nella notte fra il 29 ed il 30 luglio 2002 la Casa comunale di Uri è stata interessata da un violentissimo incendio sulla cui origine e sviluppo sono in corso le indagini di rito da parte dei competenti organi inquirenti;
- a seguito del grave episodio:
- risulta irrimediabilmente compromessa la staticità dell'edificio il cui ristabilimento comporta la demolizione e ricostruzione del primo piano, compresa la struttura di copertura (salvi interventi più radicali), già ospitante gli Uffici del Sindaco e della Giunta, gli uffici di segreteria, di ragioneria, dei tributi, dei servizi tecnici, di assistenza sociale e di copia, oltre gli spazi adibiti ad anticamera e a servizi igienici;
- risulta completamente distrutto l'arredamento di tutti gli uffici, compresa la strumentazione tecnica e gli impianti tecnologici, nonché tutto il materiale documentale e di archivio, che richiederà un lungo e costoso lavoro di recupero;
- una prima stima dei danni valutata con VAL tecnico comunale in euro 360.000, risulta incompatibile con le modeste risorse ordinarie del proprio bilancio;
CONSIDERATO che questo è l'ultimo degli episodi intimidatori e delittuosi che si sono verificati ultimamente nella provincia di Sassari contro amministratori, funzionari pubblici e le case comunali quali simbolo del governo democratico delle Comunità;
riconosce
l'urgenza di ripristinare l'agibilità della Casa comunale di Uri quale condizione primaria di quella comunità per poter esercitare democraticamente la sua prerogativa di autogoverno;
impegna la Giunta regionale
1) ad intervenire nei confronti del Governo e del Ministro degli Interni per sollecitare con forza una maggiore presenza dello Stato e delle Forze dell'Ordine, al fine di garantire con una adeguata opera di prevenzione, una maggiore sicurezza ai cittadini ed agli amministratori e funzionari pubblici;
2) a contribuire al finanziamento dei lavori necessari per la ricostruzione e la rimessa in pristino dei locali e degli arredi danneggiati. (1)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sull'ordine del giorno, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Presidente, non è stato distribuito.
PRESIDENTE. Sì, è stato distribuito. Mi dicono gli Uffici che l'Aula è stata informata e che l'ordine del giorno è disponibile da ieri. I consiglieri dovevano provvedere a ritirarne una copia.
Consigliere Balletto, si rimette all'Aula?
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Un attimo, lo sto leggendo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette all'Aula.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. La Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo ora al voto finale della legge.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 324/A.
(Il consigliere PIRASTU, a causa del non funzionamento della propria tessera magnetica, utilizza quella del consigliere BIGGIO.)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - COGODI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SPISSU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 66
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 39
contrari 27
(Il Consiglio approva)
I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore 13 e 50.
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