Seduta n.76 del 26/07/2000 

LXXVI SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì 26 Luglio 2000

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Carloni

indi

del Presidente Serrenti

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 49.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 19 luglio 2000 (71), che è approvato.

Continuazione della discussione generale del disegno di legge: "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie" (86/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 86/A.

E` iscritto a parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Onorevole Presidente, colleghe e colleghi consiglieri, credo che sia necessario richiamare l'attenzione di tutti sull'importanza di questa manovra di modifica e integrazione alla legge finanziaria per gli anni 2000/2002, il cosiddetto "assestamento".

La grave crisi economica in atto richiede una particolare attenzione dell'intero Consiglio regionale, anche perchè avevamo preso l'impegno di incrementare le risorse economiche in favore di tutti quei settori per i quali non si era potuto intervenire già con la finanziaria approvata nel mese di dicembre. Oggi noi, come forza di maggioranza e come Consiglio regionale, dobbiamo dare una prima risposta a quegli impegni presi.

Siamo anche certi che si renda indispensabile, come già detto in diverse occasioni, una riqualificazione della spesa con l'approvazione di leggi quadro semplici e chiare, in quanto oggi sono troppe le leggi nei vari settori. Ci vuole anche una rigorosa selezione degli stanziamenti ed una puntuale valutazione del loro impatto sul sistema economico regionale; vedasi il settore della sanità che, con troppa facilità, in questi ultimi anni ha creato e prodotto deficit e debiti. Credo, però, che le risorse finanziarie, sempre più limitate, vadano spese fondamentalmente nella direzione degli investimenti produttivi.

Condivido pertanto l'impostazione che la Giunta regionale ha dato a questo disegno di legge. In esso, infatti, sono previsti interventi a favore del lavoro e dell'imprenditoria giovanile oltre che numerosi altri interventi che incideranno positivamente sul sistema economico regionale; è giusto ricordare in modo particolare la legge numero 28 che definisce, una volta per tutte, alla data del 31 dicembre 1999, tutti gli impegni e tutti i progetti che sono stati presentati.

Si parla anche di agevolazioni a favore del settore del commercio, di quello del turismo, delle piccole e medie imprese, oltre che di finanziamenti agli enti locali per borse di studio o piani socio-assistenziali già sovvenzionati dai comuni con proprie risorse (indubbiamente la Regione deve rifondere tali somme), fino alle opere pubbliche di interesse generale compresi alcuni piccoli interventi per opere acquedottistiche.

Credo, comunque, che si debba essere coscienti che con questo primo assestamento di bilancio non si possono dare risposte a tutte le richieste e a tutte le esigenze; sarebbe solo demagogia, e nessuno di noi lo vuole. Però, pur condividendo l'impostazione che la Giunta ha dato, tenuto conto anche del nostro contributo come forze di maggioranza, credo che debba essere fatta una riflessione più attenta nei riguardi del settore agricolo che in questi giorni e in questi mesi merita una particolare considerazione dato che soffre di annosi problemi legati alle calamità naturali come quello della siccità e conseguentemente dell'emergenza idrica.

Per quanto riguarda il problema della crisi idrica, il Presidente della Giunta regionale si deve fare garante che il Commissario governativo, insieme alla Giunta e a questa maggioranza, si adoperi per trovare soluzioni che vedano la Sardegna uscire da questa emergenza ormai diventata strutturale e che quindi necessita di interventi organici e definitivi, non è pensabile che si intervenga ancora con provvedimenti straordinari e provvisori.

L'azione che dovrà caratterizzare questa maggioranza sarà quella di trovare la soluzione definitiva per questo problema, il che potrà essere compiuto già con il documento di programmazione economica e finanziaria, forse all'esame dell'Aula la settimana ventura, e di conseguenza con la prossima manovra finanziaria,, o quanto meno quella di tracciare una linea ben chiara per risolverlo almeno in questo mandato amministrativo; il problema dell'acqua in Sardegna non riguarda solamente il settore dell'agricoltura ma anche il settore dell'utilizzo civile, in quanto i comuni stanno razionando tutti i giorni la quantità d'acqua a disposizione per usi civili, oltre che in modo particolare il settore del turismo.

Per quanto riguarda il settore dell'agricoltura - oggi c'è stata anche una piccola manifestazione molto pacifica del mondo agricolo sotto il nostro palazzo - chiedo che abbia una particolare attenzione il disegno di legge sull'emergenza idrica dovuta alla siccità nel mondo agricolo, approvato ieri in Giunta. Credo che ora a quel disegno di legge debba essere trovata la copertura finanziaria, con l'apporto di tutti, perché, come è stato detto in più occasioni, non si tratta di un problema di maggioranza o di minoranza ma è un problema dell'intero Consiglio regionale, ed è una responsabilità che tutti noi ci vogliamo prendere. Allora per quel disegno di legge, con l'assenso del Presidente del Consiglio e di tutti i Gruppi politici presenti in quest'Aula, dobbiamo trovare un canale preferenziale - signor Presidente del Consiglio, mi rivolgo a lei - perché, anche derogando al Regolamento e vista l'urgenza, , sia iscritto direttamente all'ordine del giorno dei lavori di questo Consiglio regionale e, d'accordo con la Giunta, si trovi la copertura finanziaria di 250 miliardi necessari per la sua realizzazione.

Credo che ci sia una volontà politica precisa, , anche oggi manifestata durante le audizioni dei Capigruppo; tutti i Gruppi politici si sono espressi a favore di un intervento straordinario in questo settore e, così come previsto in alcuni emendamenti presentati al disegno di legge di cui si parla, si ritiene di assicurare la copertura finanziaria necessaria per questo impegno riducendo alcuni finanziamenti nei capitoli dei vari Assessorati, all'interno di questo assestamento di bilancio. Poichè non è perseguibile la strada di un mutuo, visto che un articolo del nostro Statuto ce lo impedisce, e visto che tutti siamo d'accordo per dare subito una risposta chiara e immediata, e non ad ottobre o a novembre col secondo assestamento di bilancio, al mondo agricolo, credo che veramente questa possa rappresentare la via da percorrere.

Rinnovo pertanto la richiesta che quel disegno di legge, approvato dalla Giunta ieri, per l'emergenza idrica trovi un canale preferenziale perché, dotato di copertura finanziaria, venga portato in discussione in Aula e approvato.

Con questo appello chiudo il mio intervento ribadendo che l'impostazione data all'assestamento di bilancio mi trova perfettamente d'accordo; ho votato a favore in Commissione bilancio, però credo che anche questa nuova emergenza debba trovare risposta, in presenza di una precisa volontà politica, come quella esistente in questo momento in Consiglio regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, è veramente difficile parlare in un'aula semideserta e poco interessata. Anche da parte della Giunta c'è poco interesse verso un dibattito che invece poteva essere utile proprio per il Governo della Regione.

Questa mattina i colleghi dell'opposizione che sono intervenuti hanno chiarito finalmente che stiamo discutendo dell'assestamento di bilancio e non di una modifica alla legge regionale numero 28 del 1984; possiamo, quindi, definire questo disegno di legge in discussione "assestamento di bilancio". Poiché siamo in Aula, possiamo definirlo anche uno strumento politico economico e finanziario che dovrebbe consentire alla Giunta e alla sua maggioranza di dare piena attuazione a quell'articolo 2, ugualmente già ricordato, della precedente finanziaria, la "legge madre". L'articolo 2, più volte menzionato, prevedeva, e prevede, interventi prioritari in materia economica e finanziaria; gli interventi prioritari dovevano essere le politiche per il lavoro, l'imprenditoria giovanile e gli incentivi alle imprese, le politiche degli enti locali, ambiente, pubblica istruzione, formazione e informatizzazione, il tutto veniva rinviato alla verifica della consistenza dei residui attivi e passivi, cioè a questa fase.

Chiarito questo primo aspetto, ci resta da accertare quale strategia politica, economica e finanziaria, la Giunta e la sua maggioranza stanno adottando per aggredire il grande problema dei giovani sardi, e anche dei meno giovani, cioè la disoccupazione. Bisogna premettere, e penso che la Giunta non possa trarre grandi vanti da questo, che le cose in Sardegna non stanno andando poi così male, non stanno andando come venivano dipinte qualche anno fa, infatti considerando che il prodotto interno lordo della nostra Regione, relativamente all'anno precedente, è pari al 2,4 per cento, cioè il migliore delle Regioni del Meridione, e quello nazionale si muove ad un ritmo del 3 per cento, possiamo capire che la forbice fra la nostra Regione e il contesto nazionale si sta ulteriormente allargando. Nonostante il PIL cresca a ritmi veramente inconsueti anche per la Sardegna, stiamo viaggiando con lo stesso indice di disoccupazione anche in questi mesi passando da un 21,3 per cento al 21,4 per cento..

Gli studiosi ipotizzano almeno il 3 per cento di crescita del PIL per poter ottenere un'inversione di tendenza sull'occupazione, cosa alquanto difficile in questa situazione economica e sociale della Sardegna. A suo tempo, visti i dati, il centro-sinistra aveva messo in atto una strategia, una politica, che si era esplicata soprattutto con il cosiddetto Piano per il lavoro, con le leggi "36" e "37" del 1998. La nostra strategia, che prevedeva un duplice intervento, benchè diverso, era rivolta ad aggredire l'occupazione, creare lavoro stabile attraverso incentivi - anche massicci - alle imprese, e soprattutto con la legge numero 36 ci si proponeva di creare lavori cosiddetti atipici, saltuari o assistiti, con strumenti diversi. Capiamo che siete neoliberisti puri e quindi, come non condividevate allora quella strategia, continuate ancora oggi a non condividerla. Ma, badate, le cose che si propongono mi pare non vadano in altra direzione se non in questa, oltretutto senza una strategia seria; non riusciamo a capire se affidate tutto al caso o se decidete i vostri interventi ad estrazione.

In un mare di bisogni affidate tutte le speranze occupazionali alla legge numero 28 e alle sue domande pregresse. A me appare un azzardo; vediamo nel merito. E' stato già detto, io non faccio altro che ribadirlo, che noi siamo assolutamente favorevoli ad un intervento anche massiccio sulla "28", ma il primo intervento che doveva farsi, massiccio, questo sì, era la modifica vera alla "28". Stiamo parlando di una legge "fuorilegge" da modificare, dobbiamo essere consapevoli che le domande pregresse risalgono a sei, sette e anche otto anni fa, e che i business plans, in essa contenuti, sono assolutamente inadeguati. Oggi non abbiamo un quadro generale sui costi sostenuti dalla Regione per finanziare quelle iniziative e nemmeno sui benefici conseguenti, ma dobbiamo renderci conto soprattutto che abbiamo a che fare con una legge che è sotto il faro dell'Unione Europea, perché salta di gran lunga la massima sovvenzione netta consentita. Quindi la preoccupazione vera è che questi 270 miliardi, che state proponendo per finanziare le pratiche pregresse, verranno o non spesi o spesi male.

Mentre succede esattamente il contrario per altre leggi che possono tranquillamente operare, che sono state notificate, che sono operative, che sono nei limiti consentiti dall'Unione Europea. Parlo per esempio della legge "15", per la quale prevedete un enorme finanziamento di 15 miliardi che in Sardegna, se le cose vanno bene, riuscirà a creare una sola impresa, ed anche piccola, di trenta operai; questo prevedete nella legge che è considerata una buona legge da tutti quanti e che, ripeto, è operativa. Per quanto riguarda le altre, per esempio la "51" per gli artigiani e la "9" per il turismo, o ancora la "37", stavate prevedendo un blitz sotto forma di emendamenti per modificarle senza passare in Commissione. Badate, questo è un tentativo che si ripete. E' un tentativo di smantellare la discussione seria in questo Consiglio regionale, di depotenziare le Commissioni, soprattutto la Sesta commissione, per la quale state anche rinunciando ad esprimere un Presidente che le consenta di lavorare, sono ormai tanti i mesi che non si riesce a riunirla per discutere proprio di queste modifiche, pure necessarie, da apportare alla "51" e alla "37". Alcune cose sono condivisibili, quasi per caso: per esempio condividiamo il rifinanziamento dei consorzi-fidi (già proposto da noi in questa forma un anno fa) perché con uno scarso intervento finanziario da parte della Regione noi riusciamo a movimentare enormi risorse, infatti con un effetto moltiplicatore da uno a venti, a fronte di sessanta miliardi previsti in questo assestamento di bilancio, si movimentano 1200 miliardi.

Quindi ci sono luci ed ombre, cose che vanno bene e cose che vanno male, ma quella che manca totalmente è una strategia sulle leggi di sostegno. Più volte vi abbiamo invitato a parlarne, a entrare nel merito delle questioni, a discuterle velocemente, prima nelle Commissioni e poi in Aula, ad adeguarle alle direttive comunitarie e a renderle operanti ed efficaci. Vi state nascondendo, rifiutate di lavorare e di lavorare seriamente con noi. Non applicate le norme che sono regolari, volete finanziare quelle attualmente non regolari.

Mi avvio brevemente a concludere facendo un'ultima osservazione. Consideriamo questo strumento economico-finanziario, che l'Aula sta discutendo, fuori da una strategia generale; forse manca proprio la strategia generale. Non si collega ad alcuno degli strumenti ricordati questa mattina; non si collega ai fondi strutturali, non si collega ai PIA, alla programmazione locale; non si collega agli aiuti che lo Stato sta per trasferirici (si tratta di qualcosa come 650 miliardi per le leggi di sostegno); non abbiamo contenitore finanziario, non sapremo dove poter allocare questi soldi, e soprattutto con quali leggi spenderli, perché ci sono preoccupanti ritardi nella predisposizione di tutta una serie di provvedimenti, perché non c'è un lavoro sinergico che colleghi tutte queste cose. Questo lavoro sinergico deve essere proposto dalla Giunta e discusso da questo Consiglio; ma ancora non l'abbiamo iniziato.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, colleghi, io credo che si possa sinteticamente definire la manovra di assestamento di bilancio presentata dall'Esecutivo come la manovra possibile. Possibile compatibilmente ai tempi che la Giunta ha avuto a sua disposizione per recuperare le risorse finanziarie, ristrutturare la spesa, tamponare le emergenze, verificare la consistenza dei residui attivi e passivi con, alla base, la non contrazione di nuovi mutui, e compatibilmente al fatto che lo stesso documento di bilancio è rientrato nel maggio del 2000. Si è comunque tentato di dare una risposta alle politiche del lavoro, all'imprenditorialità giovanile, alle imprese. Credo che alcuni emendamenti, che esamineremo, potranno arricchire ulteriormente, con il contributo dei consiglieri, i contenuti dell'assestamento proposto da questa Giunta. Certo non siamo qui a discutere sulla divisione o sull'investimento di una grande e storica eredità, ma solo a decidere da che parte coprirci con l'unica coperta in possesso per il momento. La carta più importante è ancora nel mazzo, è quella dei quadri comunitari di sostegno sulla quale è vietato sbagliare. Credo sia prossimo il momento per affrontare con grande impegno un'opportunità non più proponibile per la nostra Regione.

Bene, con ciò non intendo comunque sottrarmi nell'evidenziare che, allo stato, non si può cercare di dare risposte a tutti, perché si rischia di non darle a nessuno. Colgo perciò l'occasione per invitare la stessa maggioranza ad affrontare la cosiddetta "politica delle scelte", le scelte di metodo, di confronto, di indirizzo, di riforme, affinché non sia solo una politica dell'emergenza. Non basta solo parlare dei grandi temi, degli indirizzi e delle grandi nomine, i grandi problemi si risolvono solo se si è in grado di affrontare e risolvere i piccoli, e gli stessi grandi temi non devono essere usati solo per evadere dal contingente e dal quotidiano.

Stamattina i Capigruppo hanno incontrato una nutrita rappresentanza del mondo agricolo che in questo momento sicuramente è il settore messo all'angolo dalla solita ripetuta, ormai costante, siccità; in questo quadro, credo che non siano da dimenticare gli allevatori che avranno sicuramente ripercussioni negative per lo stesso evento. Non possiamo più affrontare questi temi solo per le emergenze. L'agricoltura e l'allevamento hanno bisogno di grandi interventi strutturali che ridiano dignità a questi due settori che storicamente e culturalmente sono la spina dorsale della nostra realtà economica. Per tanti, troppi anni, si è scommesso su uno sviluppo industriale che non ci apparteneva né culturalmente né geograficamente. Ma non voglio soffermarmi sull'analisi dei danni a tutti noti.

Questa maggioranza, questa Giunta, ma credo anche questo Consiglio, hanno scelto, da tempo, di invertire la rotta. Bene, iniziamo pure a navigare. Il turismo, il settore agroalimentare, è "vecchia economia", e i servizi, la cosiddetta "nuova economia" sono le nostre future risorse. Vorrei essere breve, perciò rimanderò ad altra occasione un maggiore approfondimento, soprattutto propositivo, su tali temi. Vorrei solo cercare di lanciare, per il momento, una piccola pietrolina nello stagno. Conosco bene la mia realtà, perciò a puro titolo di esempio a quella mi riferirò. Fra i tanti danni del passato, abbiamo subìto, senz'altro, nel nostro territorio di Ottana, una violenza culturale, sociale, economica, ambientale, in nome di un folle benessere promesso e mai arrivato; migliaia di miliardi andati in fumo per una industria chimica fallimentare. Il coraggio di una scelta è quello di abbattere e far scomparire l'industria chimica, da sempre improduttiva, dobbiamo restituire quel territorio, cosiddetto "granaio di Roma", alla sua cultura, alla sua storia, alla sua naturale vocazione.

Questa Giunta, questa maggioranza e, perché no?, questo Consiglio abbiano il coraggio di scegliere. Aprire un tavolo di confronto e di rivalsa con uno Stato che ci lascia in dote il deserto è un atto di coraggio, è un atto di rispetto verso la nostra gente. Proporre un piano di recupero ambientale e di risanamento, dopo opportuno smantellamento, e impostare un progetto di produzione agroalimentare in un territorio vocato a tale produzione è possibile. Perciò non solo azzerare un passato, ma anche programmare un futuro. Bagnoli, Sesto San Giovanni, loro ce l'hanno fatta. Perché noi non possiamo rivendicare un futuro anche per la nostra gente? Servirà a non affrontare sempre e solo l'emergenza, ora economica, ora finanziaria, ora naturale.

Il prossimo assestamento, il quadro comunitario di sostegno, la programmazione finanziaria 2001-2003: per questi provvedimenti c'è l'obbligo della scelta, della scelta politica, economica, anche culturale, perché senza cultura, senza valori, senza ideali, senza una seria riforma di questa macchina elefantiaca non si può costruire nulla, senza tutto questo, andremo troppo piano.

L'assestamento di bilancio è una piccola tappa, una prima piccola generale risposta, ma io confido sul lavoro dell'Esecutivo che mi auguro sicuramente impegnato in un ben più oneroso progetto Sardegna.

PRESIDENTE. Colleghi, richiamo i Gruppi a specificare i nomi di chi deve intervenire, in luogo dell'indicazione generica "sono tutti iscritti", perché quando poi chiediamo la disponibilità ad intervenire, molti vogliono parlare in un momento successivo. Allora o vengono dati i nomi in modo tale da poter predisporre una lista, altrimenti il Presidente sarà costretto a dare la parola agli iscritti di ciascun Gruppo magari in ordine alfabetico. Io adesso ho praticamente due iscritti a parlare, dopodiché stasera dovrei chiudere la discussione. Per cui, vi prego, maggioranza ed opposizione, fornite i nomi degli iscritti in modo tale da poter approntare una lista.

E` iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, aspettiamo che l'Assessore distratto si riprenda, forse non utilizzerò neanche il tempo concessomi, ma in caso contrario è chiaro che ho diritto ad un minimo di recupero rispetto a questa interruzione forzata imposta dall'Assessore. Mi limiterò ad alcune considerazioni generali con l'obiettivo di porre in evidenza una questione che ritengo debba essere affrontata durante la discussione del provvedimento oggi all'esame del Consiglio, se non altro perché è già stata posta con grande forza all'attenzione di quest'Aula, in modo che si possa dare una risposta concreta ai problemi posti, così d'altronde è l'impegno che è stato assunto da tutti.

Si tratta della questione attinente alla drammatica condizione determinata nelle nostre campagne dalla siccità,- vorrei richiamare pertanto alcune considerazioni generali. La Giunta si presenta in Aula con un provvedimento strano, di cui non si capisce bene la natura e soprattutto l'obiettivo che intende perseguire. Non si capisce perché la Giunta lo presenti come un'ipotesi di assestamento, ma non è l'assestamento, perché poi se ne prevede un ulteriore in autunno; lo stesso Presidente del Consiglio, prima di assegnare tale provvedimento alla Commissione di merito, si è interrogato sulla sua natura, chiedendosi in sostanza qual era l'intendimento, l'oggetto e l'obiettivo che si voleva cogliere e di chi era la competenza.

Stamattina si è detto che il problema è stato risolto e il provvedimento è stato ricondotto a materia finanziaria, quindi si tratterebbe di legge finanziaria, ma - guarda caso - questo provvedimento (che potrebbe essere una norma finanziaria e che viene presentato tra giugno e luglio) non si pone l'obiettivo che pure veniva indicato dalla legge finanziaria approvata dal Consiglio nella primavera scorsa, e più precisamente all'articolo 2 che dettava un indirizzo preciso che doveva essere perseguito dalla Giunta. In sostanza, l'articolo 2 rimandava ad un provvedimento di merito che avrebbe dovuto consentito di attuare in modo concreto quanto dettato dalla manovra finanziaria

Dalla lettura del provvedimento in esame, scopriamo che questo non è, quindi la Giunta, come è stato sottolineato anche stamattina, non sta rispettando il dettato della legge finanziaria; cioè la Giunta regionale, puntualmente, si presenta in Aula, disattendendo l'impegno contenuto nell'articolo 2, il quale pur essendo frutto dell'opposizione, è stato approvato con il concorso dell'Esecutivo che accettò quella impostazione.

Non solo, ma la Giunta, per presentare questo disegno di legge, cheha indicato come una sorta di assestamento, ha bloccato la possibilità di esaminare tutta una serie di provvedimenti collegati alla finanziaria e quindi, di fatto, ha bloccato le norme di settore, cioè una serie di provvedimenti che sarebbero potuti arrivare in Aula consentendo di dare alcune risposte anche urgenti, ma che non sono potuti essere posti all'esame delle Commissioni le quali, avendo dato corsia preferenziale all'assestamento, hanno dovuto esprimere il relativo parere a quel proposito; di conseguenza oggi in Consiglio ci troviamo a discutere di una sorta di oggetto misterioso, di cui non si capisce neppure qual è la finalità reale.

Pensiamo, per esempio, a quanto sta accadendo in materia di agricoltura, per la quale quelle poche somme (da noi già a suo tempo dichiarate ridicole) destinate nella manovra finanziaria agli investimenti, cioè alle opere che devono essere realizzate, sono bloccate nella possibilità di spendita, perché in Commissione agricoltura è ancora in discussione la norma necessaria per la definizione degli aiuti di Stato.

Questo perché si è indicato da privilegiare questa sorta di assestamento, di oggetto misterioso. L'esempio potrebbe essere ricondotto a tanti altri provvedimenti che pure giacciono nelle Commissioni e che attendono di essere discussi. Di fatto è che la strada perseguita dalla Giunta blocca l'attività del Consiglio, ci costringe a discutere di uno strumento di cui non si capiscono bene la finalità, che non risponde agli obiettivi e al dettato dall'articolo 2 della finanziaria e quindi che non risponde più complessivamente (come ha sottolineato il Capogruppo di Rifondazione Comunista) all'esigenza di una vera programmazione dell'attività dell'amministrazione regionale.

Non solo, ma la norma non coglie nemmeno le esigenze reali, che pure sono aperte e che sono state riproposte stamattina in modo composto, in modo civile. Badate però che il modo composto e il modo civile con cui sono state riproposte stamattina non debbono nascondere la drammaticità che vi è dietro quella domanda, drammaticità che non va sottovalutata, che non va accantonata perché, magari, si ha la convinzione o la presunzione di essere capaci di interpretare quella compostezza in modo diverso da quello che voleva essere, cioè di una richiesta pressante e di una richiesta che, tra l'altro, com'è accaduto in passato e in altre occasioni, spesso ha fatto covare l'incendio sotto la cenere.

Quindi, in Aula, con questo provvedimento non arriva nemmeno l'emergenza delle emergenze, che è la condizione drammatica che registriamo in Sardegna per quanto riguarda la siccità, che condiziona l'insieme dei settori dell'economia della nostra isola, ma che condiziona in modo particolare le nostre campagne.

Con una situazione che non va confusa e che non va sottovalutata, la compostezza è un segno di civiltà, ma non dimentichiamo che in altri momenti, nelle nostre campagne e con altre mobilitazioni in tempi ugualmente drammatici, il mondo delle campagne ha avuto anche reazioni incontrollate, reazioni che sono state pagate anche duramente dalle nostre campagne e dai produttori agricoli.

Si dice che, comunque, la Giunta avrebbe assunto una decisione. Anche qui la questione, così com'è stata posta, è perfino ridicola, nel senso che l'Assessore ha preannunciato 40 giorni fa un provvedimento, ne ha parlato in tutte le piazze della Sardegna, ne ha parlato in tutte le occasioni, ma non solo: è venuto in Commissione agricoltura a dirci che, siccome lui stava predisponendo un disegno di legge, avremmo dovuto tener conto nella programmazione dei lavori dell'urgenza che quel disegno di legge in sè conteneva, essendo un intervento sull'emergenza; ebbene ne ha parlato per 40 giorni ma il provvedimento di legge non è ancora approdato in Consiglio, non è approdato in Commissione, tanto meno è approdato in Aula.

Si dice comunque che l'Assessore ha fatto circolare quel provvedimento, il quale avrebbe trovato delle resistenze in Giunta. Questo ci sembra più che palese visto che il provvedimento ha il protocollo di 40 giorni fa e che la Giunta ha rimandato l'approvazione fino alla giornata di ieri sera, costretta dagli eventi e dal fatto che la Commissione agricoltura aveva sentito le organizzazioni professionali agricole in audizione, costretta dal fatto che la Coalizione Autonomista aveva già predisposto e preannunciato pubblicamente, attraverso una conferenza stampa, un emendamento che avrebbe affrontato le questioni dell'emergenza siccità, costretta anche dal fatto che la sua stessa maggioranza andava sfaldandosi in Consiglio, perché vi è un emendamento presentato da Alleanza Nazionale ed un altro presentato dall'onorevole Piana, tutti emendamenti che ricalcano l'impostazione data dalla Coalizione Autonomista, cioè l'esigenza di disporre di strumenti che consentano di intervenire per affrontare il problema drammatico apertosi nella nostra Isola e nelle nostre campagne.

Sulla base dell'iniziativa che abbiamo portato in Aula, la Giunta, pressata dagli eventi, ieri sera ha approvato un provvedimento ed oggi la maggioranza o una parte di essa dice: "Badate, siccome noi abbiamo presentato un disegno di legge, e siamo disponibili ad affrontare il problema che si pone, accantoniamo la discussione odierna sugli emendamenti, e quindi sulla proposta che è in Aula, perché ne discuteremo.".

A parte il fatto che, per quanto ci riguarda, noi abbiamo seri dubbi sulla volontà della Giunta di affrontare il problema dell'emergenza imposto dalla siccità, non si capisce infatti perché un provvedimento di legge, vista la gravità della condizione nelle nostre campagne, venga approvato 40 giorni dopo essere stato protocollato (è agli atti). Anzi, non è che non si capisce, è chiaro: vi è un'assenza di volontà, una mancanza di disponibilità da parte dell'Esecutivo di perseguire una strada che porti ad approvare un provvedimento in questa materia. E` proprio questa mancanza di volontà che non rende affidabile la proposta che è stata presentata dalla Giunta.

Noi diciamo che oggi il Consiglio, attraverso lo strumento di cui stiamo discutendo, può intervenire in questa materia in modo tempestivo, evitando che la situazione delle nostre campagne degeneri, perché questo accadrà se l'intervento verrà rimandato all'autunno, perché approvare un provvedimento in autunno significa realizzare gli interventi reali, se va bene, nel corso del 2001, e quindi rimandarli di un anno. Allora, noi diciamo che oggi si può intervenire e questa di oggi potrebbe essere l'occasione per caratterizzare questo provvedimento asfittico, che non ha senso, o perlomeno che lo ha molto parziale, in quanto sarebbe capace di cogliere una delle emergenze reali, e cioè di rispondere in modo concreto ai problemi della gente e dei cittadini.

Lungi da noi l'idea di sottovalutare la portata dell'intervento sulla "28" e ciò che ne conseguirebbe sul piano dell'occupazione. Siamo convinti però che anche in questo caso non si può finanziare un elenco di progetti, a prescindere dalla loro validità che oggi non si conosce più, presentati per rispondere a non so quale piano di sviluppo e rilancio dell'occupazione; finanziando quell'elenco, si finirebbe, ancora una volta, per imboscare risorse - perché questo sarebbe il risultato - da riutilizzare a seconda delle volontà della Giunta.

Lungi da noi l'idea di sottovalutare l'importanza dell'intervento sulla "28", che va comunque mantenuto e mirato, va fatta però un'opera di ricognizione che ci consenta anche di capire cosa si può e si deve finanziare, soprattutto tenendo presenti anche le questioni che riguardano l'agricoltura. Settore nel quale, anche lì, non si possono finanziare tutti i progetti che sono stati presentati, a prescindere dalla bontà e dall'utilità di finanziarne alcuni, soprattutto nei comparti che già oggi registrano difficoltà di collocazione dei loro prodotti nei mercati, si pensi a quello serricolo.

Quindi, ripeto, lungi da noi l'idea di sottovalutare l'intervento sulla "28", ma siamo consapevoli che il provvedimento di cui stiamo parlando non contiene un indirizzo perseguibile, per cui noi diciamo che questa occasione può essere colta per dare almeno un'impostazione che risponda tempestivamente ad un problema drammatico che oggi è stato rappresentato, in tempi ragionevoli talida consentire di intervenire in un settore che non può attendere ulteriormente, in quanto la situazione tenderebbe ad aggravarsi tanto da non poter essere recuperata, o perlomeno le condizioni di recupero sarebbero così ulteriormente aggravate che l'intervento finanziario richiesto allo Stato e alla Regione sarebbe pesante.

Quindi, da questo punto di vista, noi riteniamo di dover dare un segnale non solo di attenzione ma di tempestività e di capacità di cogliere quanto accade nella società reale; creiamo le condizioni per rilanciare un comparto che sappiamo quali vicissitudini ha dovuto attraversare negli ultimi anni (la concorrenza del mercato, la diminuzione dei prezzi, la mancanza di infrastrutture e l'indebitamento), e quale difficoltà oggettiva l'ha spesso messo, nell'economia della nostra Isola, fra i fanalini di coda, pur costituendo il settore connettivo dell'economia della Sardegna.

Noi diciamo che dobbiamo cogliere questa occasione per discutere, in modo concreto e serio, della proposta che abbiamo avanzato, una proposta che abbiamo tradotto in un emendamento e che si incontra con l'analogo obiettivo percorso da alcune forze politiche della stessa maggioranza; tale proposta quindi potrebbe aprirci la strada alla possibilità concreta di definire e approvare un intervento con il concorso delle forze politiche presenti in questo Consiglio.

Si dice anche che un provvedimento del genere non potrebbe essere contenuto in una norma finanziaria, trattandosi di un intervento di settore, ma che sarebbe più opportuna una legge specifica. Capisco l'importanza e la bontà del rilievo che viene mosso agli emendamenti che sono stati presentati. So bene che le leggi finanziarie dovrebbero essere provvedimenti snelli, che dovrebbero contenere solo norme finanziarie per regolare il flusso e l'attività di bilancio dell'amministrazione regionale; capisco anche che l'ipotesi che abbiamo avanzato si può prestare, da questo punto di vista, a rilievi che abbiano una loro consistenza e una loro valenza, tuttavia, di fronte all'atteggiamento dilatorio della Giunta, che ha impiegato 40 o 50 giorni per definire un disegno di legge, può essere percorribile la strada di rimandare l'intervento in questa materia all'approvazione di quel disegno di legge, anche se esso fosse inserito in una sorta di corsia preferenziale, di cui non si capisce bene quale possa essere il fondamento normativo, cioè del Regolamento consiliare?

Per queste ragioni, riteniamo che si debba intervenire subitocogliendo questa occasione anche per dare sostanza al provvedimento asfittico che è stato presentato; questo Consiglio, una volta tanto, potrebbe trovarsi in sintonia con quello che accade nella nostra Isola e quindi con la realtà che tutti i giorni vive anche la nostra gente.

PRESIDENTE. Informo l'Aula che, dopo gli interventi degli ultimi iscritti a parlare, procederò a chiamare i Capigruppo per arrivare alla conclusione del dibattito.

E' iscritto a parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Signor Presidente, a me pare evidente il fatto che questa Giunta e questa maggioranza procedano molto a vista, infatti anche questo documento oggi all'esame dell'Aula credo che lo confermi.

Un esempio per tutti: la Giunta non si fida della maggioranza che la sostiene, o che la dovrebbe sostenere, nel senso che si rende conto che questa maggioranza è una maggioranza che sfugge. Prendiamo ad esempio la produzione legislativa, le Commissioni non funzionano proprio per esclusiva responsabilità della maggioranza, sino al paradosso che un nostro collega, il consigliere Corda, presenta una proposta di legge di modifica del Regolamento, in esso pretende di inserire l'obbligo per l'opposizione di farsi garante del numero legale nelle sedute di Commissione. Ritengo che si tratti di una posizione vicinissima al ridicolo, ma la vedremo a tempo e a luogo.

Credo che anche in questo dibattito sia stato dimostrato abbondantemente che la maggioranza non è in grado di sostenere nessun tipo di produzione legislativa, né come capacità di idee, né come capacità di sostegno alle proposte, seppure tardive e parziali, che arrivano dalla Giunta.

Esaminiamo questo provvedimento: è pieno zeppo, è infarcito di norme intruse. La Giunta pretende di legiferare con uno strumento improprio perché non si fida della propria maggioranza, non vuole portare avanti i provvedimenti per le vie normali (proposte di legge, disegni di legge, lavoro in Commissione, arrivo all'Aula) e pretende di legiferare o di modificare le leggi esistenti. Quando? In quel momento particolare nel quale è del tutto evidente che qualsiasi possa essere il grado di non coesione della maggioranza, alla fine essa si impegnerà a votare i provvedimenti. O è la finanziaria o è l'assestamento, non si sfugge! Anche per i ribelli, anche per le teste calde, il momento dei documenti finanziari diventa il momento in cui non è possibile fare stranezze, allora il Governo regionale ne approfitta per infarcirli di norme intruse, peraltro in maniera illegittima perché questo è vietato esplicitamente da norme del nostro ordinamento.

Allora, per esempio, credo che ne parlerà nel suo intervento il collega Morittu, all'articolo 6 si introduce una modifica della legge sulla valutazione di impatto ambientale, oppure all'articolo 8 quater questo Governo regionale pretende di modificare la legge regionale numero 26 sulle Comunità montane quando la maggioranza sa, e il Governo regionale dovrebbe sapere, che in Prima commissione, Commissione presieduta da un esponente (e non di secondo piano) di Forza Italia, si è ormai prossimi alla conclusione dell'iter di un provvedimento di legge molto più completo per una revisione della legge regionale numero 26 sulle Comunità montane.

Oppure faccio notare le manovre, a prima vista strane, compiute per quanto riguarda gli Uffici speciali della Regione, fra questi il Centro di programmazione, con l'articolo, ex emendamento, 8 ter. Su queste manovre, per esempio, si è interrogata anche la stampa locale pensando che si trattasse di una semplice sostituzione dell'attuale direttore del Centro di programmazione.

In effetti, a prima vista, l'oggetto di tanta attenzione e di tanto interesse potrebbe sembrare questo; ma, se si approfondisce il discorso, si potrebbe scoprire che sarebbe strano che il Polo chiedesse o pretendesse di sostituire l'attuale direttore del Centro di programmazione con un altro esperto, perché di altri esperti ne è rimasto un altro solo.

Allora la domanda è questa: non sarà che a qualcuno è venuto in testa di voler utilizzare ancora le vecchie norme, mai soppresse, della legge istitutiva del Centro di programmazione per ottenere un altro risultato che, per esempio, potrebbe essere quello di allargare notevolmente il numero degli esperti esterni andando così a costituire una sorta di centro di potere nuovo, costituito con nuovi esperti di scelta esclusiva dell'attuale Governo regionale, che chiaramente risponderà molto di più e meglio alle nuove politiche di programmazione della Regione dell'attuale equipe del Centro di programmazione Regione?

E` una domanda legittima che io mi pongo perchè sennò non riesco a capire quale sia la spinta, la necessità e l'urgenza di sostituire il dottor Asili con il dottor Fancello; infatti a una prima lettura essendo in servizio solo due esperti e dovendo il direttore del Centro di programmazione essere esperto, si potrebbe capire che si sostituisce il dottor Asili, attuale direttore, con il dottor Fancello, secondo esperto in servizio. Io non credo davvero che i colleghi del Polo vogliano banalizzare la questione a questo livello; allora io credo che su questo dovremmo fare chiarezza.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

(Segue SANNA Salvatore). Ma ci sono anche altre norme intruse. Io ho partecipato al lavoro della Prima commissione che ha elaborato un documento nel quale vengono elencate in maniera puntuale tutte quante, quindi rinvio e rimando alla lettura attenta di quel documento, che consta di una sola paginetta, per prendere nota e visione delle cose che sostenevo. Naturalmente ci sono anche molte altre bizzarrie, per esempio l'articolo 8 estende ai dirigenti dell'amministrazione regionale la copertura assicurativa a carico del bilancio regionale contro i danni recati a terzi e all'erario, già operativa a favore dei componenti della Giunta regionale.

Insomma c'è da discutere molto soprattutto sul fatto che si tratta in molti casi sicuramente di norme intruse. Concludo su questa parte dicendo che prendo atto di questa totale incapacità della maggioranza e del Governo regionale a produrre atti legislativi che perseguano le vie normali, a dimostrazione di una capacità di governo che ogni giorno che passa dimostrano a tutti di non possedere.

Un ultimo punto che mi preme illustrare riguarda un problema specifico, e mi dispiace che non sia presente in Aula il Presidente della Giunta regionale in qualità di Commissario straordinario per l'emergenza idrica. Ma anche questa è una dimostrazione di quanto la maggioranza e il Governo regionale a parole sostengano certe tesi e nei fatti si comportino in modo diverso.

Sono scomparsi dal bilancio regionale 15 miliardi che erano destinati alla realizzazione di opere sul Flumendosa, sbarramento Isca Rena eccetera; di questi in particolare 5 miliardi erano i soldi che il precedente Commissario straordinario, onorevole Palomba, si era impegnato, non come atto di beneficenza, ma come normale assunzione di responsabilità, ad erogare come somme compensative a quei comuni montani che in un qualche modo accettavano di avere sul proprio territorio un'opera così invasiva e ai quali per legge dovrebbero spettare opere compensative per il 10 per cento del valore, invece in questo caso specifico si accontentarono del 5 per cento; otto comuni sottoscrissero un accordo in tal senso e adesso vedono scomparire dal bilancio regionale questi soldi, senza che nessuno abbia dato loro spiegazioni, e senza che nessuno si sia impegnato per sanare questa questione, sono i comuni di Armungia, di Ballao, di Goni, di Villasalto, di Muravera, di San Vito, di Villaputzu e Castiadas.

Signori del Governo regionale, almeno per questa ultima questione dovreste sentirvi in dovere di intervenire. Non potete effettuare spostamenti di bilancio per accontentare i vostri clienti sottraendo cinque miliardi dalla zona sicuramente più depressa di tutta la Sardegna; questo è un insulto! Io vi chiedo, e al riguardo presenteremo sicuramente un emendamento, di porre rimedio a questo episodio, che è davvero molto molto brutto, se non in questa manovra parziale, almeno nella manovra finanziaria prossima ventura.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

pirisi (D.S.). Signor Presidente, onorevoli consiglieri, il disegno di legge numero 86, del quale stiamo discutendo in questa sede, recita nel titolo "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio 2000/2002 e disposizioni varie". Altri colleghi hanno acclarato in modo autorevole, circostanziato, puntuale e direi quasi didascalico, le inadempienze gravi, anzi gravissime, contenute in questa manovra di assestamento di bilancio. Signor Presidente, signori Assessori e colleghi, in questa terra di Sardegna, dove meniamo vanto ad ogni pie' sospinto che la parola data valga più di un contratto notarile, vedere che la Giunta in carica, questo Esecutivo, viene meno ad un accordo raggiunto con il Consiglio, non con l'opposizione soltanto, viene meno ad un punto di mediazione sancito dalla legge finanziaria 2000 e contenuto in modo particolare nell'articolo 2 della medesima legge, getta discredito sulla Giunta, sulla maggioranza e pregiudica la possibilità che in futuro possano essere stipulati altri accordi di qualunque natura.

èE' chiaro che non ci si può fidare di chi non rispetta gli accordi e si badi bene, signor Presidente, noi non siamo solo preoccupati per il fatto che non siano stati rispettati gli accordi con la minoranza consiliare, ma che vi siano in questa manovra, lo ribadisco, inadempienze gravi rispetto ad un legge votata da questo Parlamento regionale con il consenso sia della maggioranza che dell'opposizione. Siamo preoccupati, signor Presidente, ed anche allarmati, perché la vostra proposta e il vostro agire, al da là dei proclami propagandistici, continuerà a gettare discredito sulle istituzioni autonomistiche della nostra Regione, e sono azioni che dilatano quel solco ampio che si è creato tra i cittadini e la loro rappresentanza democraticamente eletta.

Signor Presidente, io mi vorrei soffermare sulle disposizioni varie contenute nel disegno di legge numero 86, sul quale la Prima Commissione ha espresso all'unanimità il parere, riferito dal Presidente della stessa, onorevole Nuvoli, e che leggo: ,: "Si rileva in premessa che il disegno di legge numero 86 e gli emendamenti ad esso presentati hanno carattere miscellaneo e contengono anche norme che non hanno alcuna connessione, neppure mediata, con le modifiche alla legge finanziaria e al bilancio e risultano anche estranee alle competenze della Commissione bilancio. L'aggiunta delle parole "e disposizioni varie" al titolo del disegno di legge vale infatti soltanto come segnale della inopportuna eterogeneità del suo contenuto e non certo come autorizzazione ad estendere senza limite alcuno l'oggetto del provvedimento.

Fra le norme intruse che ricadono nell'ambito delle competenze della Prima commissione permanente si segnalano l'articolo 8 (Assicurazione responsabilità amministrativa), l'emendamento 7C, nelle parti riguardanti l'ordinamento degli uffici regionali (commi 3, 4 e 5) e l'emendamento 35, della Giunta regionale, che modifica l'ordinamento delle comunità montane.

L'approvazione di quest'ultimo emendamento in particolare non potrebbe trovare alcuna giustificazione neanche sotto il profilo dell'urgenza. Infatti sull'argomento sono in carico alla Prima commissione due proposte di legge, che sono state inserite nel programma dei lavori della Commissione per il periodo antecedente la pausa estiva, mentre la Giunta regionale, che ha proposto l'emendamento in Commissione bilancio," - vorrei rimarcare questo punto in modo particolare all'Assessore del bilancio che ha proposto l'emendamento - "non ha presentato alcun disegno di legge sull'argomento nella sede competente.

Per quanto riguarda l'articolo 8, inoltre, pare opportuno un approfondimento sulla sua compatibilità con il principio di responsabilità del dirigente. Si ritiene in ogni caso che l'assicurazione a spese dell'erario non possa essere estesa indeterminatamente ai "delegati" individuati dai dirigenti medesimi. Si pone inoltre il problema se gli enti possono essere autorizzati a stipulare analoghe polizze a favore dei loro dirigenti.

A proposito dell'emendamento 7C, desta perplessità l'applicazione della normativa sulla durata degli organi di amministrazione ai coordinatori dei PIA, la cui figura è in realtà assimilabile, più che a quella di un amministratore unico o di un direttore generale, a quella del responsabile di un procedimento per quanto di notevole rilievo e complessità; fra l'altro è già prevista la rimozione del coordinatore in caso di sua responsabilità; anche per questo motivo appare poi impropria, ed anche priva delle adeguate tutele per i dirigenti, la retribuzione "a stato di avanzamento" prevista dal comma 2.

Per quanto riguarda infine i commi 3, 4 e 5 dell'emendamento 7C, si ritiene che il problema dell'adeguamento ovvero del superamento dell'ordinamento speciale del Centro di programmazione e dell'Agenzia del lavoro debba essere affrontato in maniera meno episodica e nelle sedi competenti".

Chiedo scusa ai colleghi consiglieri se ho integralmente letto il testo del parere, signori Assessori e signor Presidente, si tratta di un parere espresso non dalla minoranza consiliare, ma dalla Prima commissione nella sua totalità di cui era relatore il Presidente della stessa.

Ebbene, considerato che non si è tenuto in debito conto tale parere, è necessario, direi doveroso, per quanto riguarda almeno la nostra parte politica, riproporre alcune fondamentali questioni. Siamo in presenza di norme giudicate intruse; Assessore, vi è una chiara violazione del Regolamento consiliare sulle competenze delle Commissioni. Come si possono calpestare, in modo così palese, le prerogative dell'Assemblea legislativa e della Prima commissione con un articoletto, l'8 quater, a fronte di due proposte di legge presentate una da parte del Presidente della stessa Commissione, onorevole Nuvoli, e un'altra dai componenti del centro-sinistra, senza che vi sia stata interlocuzione alcuna con la Commissione, e senza che vi sia stata nessuna valutazione complessiva?. E' un fatto inaccettabile da chiunque abbia a cuore il ruolo di questa Assemblea.

Esistono altre questioni, signor Assessore e colleghi consiglieri, che riguardano la violazione della tecnica legislativa e dell'articolo 13 della legge numero 11, già citata, riguardante le norme in materia di bilancio e contabilità; in modo particolare ricordo quella delle assicurazioni già richiamata nel parere espresso dalla Prima commissione. Anche in questo caso si tratta di un'intrusione da parte dell'Esecutivo in una materia che è riservata alla contrattazione tra le parti; per non dire poi di una sorta di arbitrio di cui ha parlato poc'anzi il collega Sanna che si va perpetrando per quanto attiene il Centro di programmazione regionale.

Signor Assessore, al di là di qualche riconoscimento che le è stato fatto stamattina, e al quale mi voglio associare, relativo alla legge numero 28 e ai consorzi fidi, rileviamo una palese violazione dell'articolo 2 della legge finanziaria 2000 dal momento che questo Esecutivo non ha rispettato la stragrande maggioranza degli impegni assunti in quella sede. Riteniamo quindi che questo assestamento di bilancio, nei termini in cui è stato proposto, sia da ritenersi assolutamente inadeguato e pertanto da correggere. Crediamo che attraverso il confronto, non un monologo come ci pare questo, si debbano apportare i giusti correttivi affinché diventi una manovra quanto meno accettabile, per non dire dignitosa per tutti i sardi.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

Cugini (d.s.). Sia il collega Tore Sanna che il collega Pirisi hanno avanzato delle domande alla Presidenza, e quindi a lei che presiede in questo momento, con le quali chiedono se siano ammissibili provvedimenti proposti in assestamento riferiti a proposte di legge giacenti in Commissione e che non hanno ancora trovato possibilità di discussione perché la maggioranza non ha garantito il numero legale.

Presidente, le pongo questa domanda,: è ammissibile che la Giunta, per il tramite dell'assessore Pittalis, violi l'articolo 2 della finanziaria approvata da questo Consiglio? Chiedo di conoscere la sua opinione e quella degli uffici e, di conseguenza, se questo problema troverà un parere favorevole, nel senso che si può violare un articolo di legge già approvato, andremo avanti; se invece, come io penso, la sua risposta, confortata dagli uffici, confermerà l'obiezione dei colleghi che hanno espresso un'opinione contraria e quindi non ci sarà accoglimento di quella tesi, chiaramente dovremo darci un metodo di lavoro sostanzialmente diverso.

E' da stamattina che questo punto è in discussione; l'onorevole Serrenti ha cercato di dare una risposta, però mi pare che questa domanda non abbia ancora ottenuto alcuna valutazione da parte della Presidenza del Consiglio.

PRESIDENTE. Se non è riuscita a dargliela il Presidente Serrenti non vedo come gliela possa dare io.

Cugini (d.s.). Presidente Carloni, lei sa che io faccio una valutazione di merito riferita anche a chi presiede, questa è la mia opinione purtroppo, però...

PRESIDENTE. Siccome stiamo parlando di opinioni ed ognuno ha la sua, io penso che una sintesi circa le diverse interpretazioni si potrà fare soltanto dopo che tutti avranno preso la parola, quindi continuiamo con la discussione generale.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO(r.c.). Mi sembra, Presidente, veramente un'anomalia procedere a colpi di interpretazioni a dir poco arbitrarie rispetto a domande che in maniera esplicita vengono formulate alla Presidenza, domande le cui risposte peraltro non sono prive di effetti rispetto alla discussione che abbiamo in corso; per cui mi sembra preliminare che la Presidenza dia una risposta alla domanda poc'anzi formulata dal Capogruppo dei DS.

Presidente, io non ho capito se bisogna procedere così o se, di fronte a specifiche domande, si rinviino le relative risposte sine die, probabilmente sino a quando saranno inefficaci rispetto allo scopo per cui le stesse domande sono state formulate.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, il suo intervento è terminato? Non spetta a me decidere sulla legittimità di una norma.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

pirisi (D.S.). Signor Presidente, io ho già posto, in maniera discorsiva nel mio intervento, alcune questioni riguardanti le norme intruse, ma ora le ripeto formalmente (così come hanno già fatto un attimo fa il mio Capogruppo, onorevole Cugini, e il collega Vassallo) e attendo su di esse delle spiegazioni chiare; chiedo cioè che cosa sia corretto inserire, o no, in una norma finanziaria, tenendo presente che l'articolo 13 della legge sulla contabilità regionale dice in maniera chiarissima ciò che può o non può essere inserito. E' necessaria una risposta chiara per capire se vi è una violazione di legge, di una legge votata da questa Assemblea, oppure se si può andare avanti. Signor Presidente, la sua risposta è pregiudiziale per la prosecuzione della discussione.

PRESIDENTE. Come ho già detto agli altri colleghi, la funzione della Presidenza del Consiglio non è quella di entrare nel merito delle leggi, d'altronde già nella relazione di minoranza si faceva menzione dell'eccezione da lei sollevata, quindi il problema è stato portato all'attenzione di tutti, della Commissione e dell'Esecutivo; ritengo che non spetti alla Presidenza dire se il comportamento seguito sia legittimo o meno.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

cogodi (r.c.). Signor Presidente, sempre sul punto.A me pare che la situazione in cui ci troviamo vada sbloccata. Non possiamo procedere riproponendo sempre le stesse questioni, alle quali non si dà risposta, presupponendo che, siccome non si dà risposta, le stesse questioni siano superate. In realtà, il fatto che la domanda rivolta rimanga senza risposta, non vuol dire che la mancata risposta abbia soddisfatto tale domanda, rimasta inevasa già in Commissione quando noi l'avevamo posta pregiudizialmente.

Devo ampliare un po' il campo, ma sempre a fin di bene per arrivare ad una situazione nuova per cui il Consiglio possa procedere e concludere, dicendo che noi egualmente dovremmo riproporre alcune altre questioni, quindi colgo l'occasione per metterle tutte insieme in modo che abbiano un'unica risposta e non si debbano riprendere da capo.

Noi abbiamo posto il problema della documentazione, dell'informazione fondamentale necessaria all'Assemblea nel suo complesso; ma quando ogni singolo consigliere regionale, fosse anche un solo consigliere regionale, avanza domanda per avere gli elementi conoscitivi su cui si fonda una previsione di spesa di qualsiasi entità, non solo di 260 miliardi ma anche di 260 lire, la Giunta regionale ha l'obbligo di legge e regolamentare (per cui non può sottrarsi, ecco perché è investita la Presidenza) di fornire elementi di conoscenza che devono essere di supporto alla proposta, e quindi all'eventuale decisione favorevole. Se un consigliere regionale condivide la finalità della proposta, però ha un dubbio sulla sua fondatezza, ha diritto di avere gli elementi conoscitivi perché esso venga eliminato. La maggioranza non può presumere di essere tutto il Consiglio; la maggioranza non può fare atto di fede per gli altri; la maggioranza faccia atto di fede per sè, ritenga pure che quello che propone la Giunta sia tutto legittimo, sia tutto fondato, sia tutto corretto, però l'opposizione non può fare questo atto di fede, e in ogni caso un singolo consigliere potrebbe non farlo.

Abbiamo chiesto di conoscere quali sono i settori economici, relativamente alla legge numero 28, sui quali andrebbe a incidere una massa finanziaria così rilevante di oltre 260 miliardi; non basta dire che vi sono domande istruite per quanto riguarda l'agricoltura, l'industria, o l'artigianato, no, vogliamo sapere in quali settori economici specifici, perché potrebbe accadere che un intervento imprenditoriale superincentivato porti un beneficio a quelli che compiono quell'intervento e contemporaneamente porti...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, è un intervento supplementare o sull'ordine dei lavori?

COGODI (R.C.). Sull'ordine dei lavori, ho finito. E porti un danno e un maleficio per concorrenza sleale ad altre quattro imprese facendole fallire. E' fondamentale conoscere questi elementi al fine della bontà della decisione, la quale non si tramuterà in un ordine del giorno o in una petizione politica, ma in una legge, e chi contribuisce alla formazione delle leggi ha diritto di conoscere gli elementi su cui deve fondare la sua opinione e il suo voto.

Ripropongo questa pregiudiziale insieme a quella sull'articolo 2 che, ben si intende, non è una pregiudiziale formale ma una pregiudiziale politica, perché l'articolo 2 della legge finanziaria, essendo una legge della Regione, può essere superato con un'altra legge della Regione; con questo provvedimento in discussione si avrebbe pertanto una abrogazione implicita dell'articolo 2. Non vogliamo dare ad intendere ad alcuno di non sapere qual è la gerarchia delle fonti e il valore delle leggi, però la Giunta, , la maggioranza, sul piano politico, deve dire in modo esplicito che vuole abrogare l'articolo 2 della finanziaria. Può scriverlo o può dichiararlo, ma naturalmente sul piano politico deve giustificare perché mai vuole abrogare un articolo programmatico, votato tre mesi fa, frutto di un accordo politico, con quello che ne è conseguito. Se non c'è un'abrogazione dell'articolo 2, cosa possibile con questa legge, non si può procedere.

Per concludere, oltre che fare propria la richiesta pregiudiziale del collega Cugini, come già fatto dall'intervento del collega Vassallo per conto del nostro Gruppo, io, per completare il quadro, visto che sicuramente ci si dovrà fermare un attimo, ho proposto di cogliere questa occasione per chiedere risposta anche alle domande di elementi conoscitivi, i quali necessariamente devono essere dati al Consiglio, perché altrimenti, risolto un problema, ne vedremo poi apparire un altro, rischiando così di non arrivare mai a discutere nel merito e meno che mai a concludere qualcosa.

PRESIDENTE. Per quello che mi riguarda, ribadisco che la Presidenza non ha i poteri invocati da lei e dai suoi colleghi. E' una polemica nei confronti dell'Esecutivo il quale, a seguito di questa eccezione che avete sollevato, riterrà opportuno intervenire o meno sulle vostre richieste. Siamo ancora in fase di discussione generale e quindi continuiamo con gli interventi.

E' iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, i colleghi della maggioranza e della Giunta sanno che noi, su questo problema (e non solo su questo, per la verità) riguardante il bilancio, la programmazione, l'assestamento e anche altre materie, vorremmo, e lo ribadiamo in Aula, trovare un dialogo per compiere il nostro dovere, nel rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione. Se avete interesse, come abbiamo fatto per il bilancio, si può trovare qualche punto di sintesi, e sarebbe tanto meglio per tutti, ma laddove non si trovasse un punto di sintesi, la maggioranza e la Giunta faranno il loro dovere e noi il nostro.

In questo senso, anche con un numero di interventi illimitati,, svilupperemo la discussione generale nella quale diremo con molta pacatezza le nostre ragioni e faremo le nostre proposte. Credo che l'Assessore ci dia atto, come già la Giunta e il Presidente ci hanno dato atto, che in Commissione non abbiamo presentato 500 emendamenti, ne abbiamo presentato 10, in Aula adesso ce n'è qualcuno in più, ma si possono esaminare rapidamente.

Dico sommessamente che il relatore Balia e i colleghi Cogodi, Piersandro Scano, Cugini e Pirisi, stamattina hanno posto semplicemente un problema, al quale non volete dare adesso una risposta, ma state prendendo tempo. Oltre alle informazioni chieste dal collega Cogodi e su cui l'assessore Pittalis fa cenno di voler rispondere, ricordo che sono state proposte due questioni formali che rimangono in capo alla Presidenza: verificare se tutte le Commissioni si sono espresse e se quelle che non si sono espresse sono state comunque regolarmente convocate; l'altra, più delicata, è verificare se le norme dell'assestamento e gli emendamenti, tutti , badate, non solo quelli degli altri, ma anche i nostri, sono coerenti e congruenti con la legge di contabilità e con le altre leggi. Se sono coerenti si va avanti, altrimenti noi solleviamo un'eccezione. Riteniamo che su questo ci debba essere un momento di riflessione. Chiediamo alla Presidenza e agli Uffici di fare chiarezza su questo punto.

Dire questo, non significa perdere tempo, significa guadagnarne, significa evitare un eccesso di polemica. Noi vogliamo essere certi che stiamo approvando un assestamento di bilancio, sul quale conserviamo il giudizio che già abbiamo dato, lo ribadiamo, l'abbiamo ribadito e lo ribadiremo, l'assestamento di bilancionon deve essere di nuovo una legge omnibus, camuffata da legge di bilancio di altra natura.

Se il Presidente del Consiglio, che in questo momento è l'onorevole Carloni, al quale va il nostro rispetto - come dice Cugini - differenziato, è una battuta ma forse qualcosa più di una battuta, è in grado di dirci qualcosa, per noi sarebbe meglio. Chi presiede è il Presidente, non è la persona; noi stiamo chiedendo alla Presidenza, su questo punto, da stamattina, non strumentalmente, non lo sottovalutate, una risposta ad un problema che vogliamo risolvere, anche insieme a voi, in un confronto schietto e serio.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, mi sembra di capire che ci sono altre questioni, non soltanto quelle di competenza degli Uffici, che essendo di merito potrete vedere in un secondo momento con la Giunta, se essa riterrà opportuno accogliere i suo invito; niente impedisce ora che la discussione generale continui.

Continuazione della discussione generale del disegno di legge: "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie" (86/A)

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Vassallo se il suo intervento era terminato o se intende continuarlo.

VASSALLO (R.C.). Presidente, io non avevo terminato, avevo sollevato un'eccezione, prendo atto che l'eccezione non è stata accolta e che la Presidenza del Consiglio non ritiene doveroso dare una risposta a una domanda fondamentale, quella di verificare e di dichiarare se in questo Consiglio la procedura adottata per l'esame del disegno di legge numero 86/A viola il Regolamento interno.

Le Commissioni, nei loro pareri espressi all'unanimità (sto parlando della maggioranza e dell'opposizione), dichiarano che gli emendamenti della Giunta non sono accettabili se prima non vengono opportunamente visionati dalle Commissioni che su quegli argomenti hanno competenza specifica. Per cui, il sistema di introdurre, attraverso la legge di assestamento del bilancio, norme sostanziali di modifica di leggi regionali fondamentali, a noi pare incongruo e peraltro non condiviso dalle Commissioni intere, maggioranza e opposizione.

Non mi sembra che questo sia un fatto di nessuna rilevanza; la Giunta dovrebbe quantomeno prendere atto di questo elemento che risulta costante dai verbali delle varie Commissioni di merito. Ma vedo che la Presidenza non si vuole esprimere su questo aspetto, per cui andiamo avanti.

Presidente, in questa sede, sono state rivolte domande sia alla Presidenza del Consiglio, sia alla Presidenza della Giunta, rispetto a questioni che nell'intera materia che stiamo trattando assumono grande rilevanza, cito la questione della legge numero 28 e del suo rifinanziamento. Su questa materia è già stato detto molto ed è stato ricordato da parecchi relatori, soprattutto dal mio Capogruppo Cogodi, che la Terza commissione aveva avanzato richieste di chiarimenti e di dati per capire esattamente che cosa si andava a rifinanziare, quali settori venivano rifinanziati, quali Assessorati erano interessati alla manovra e soprattutto qual era la giacenza delle domande presso la Presidenza della Giunta regionale.

In occasione dell'assestamento di bilancio, ma anche antecedentemente alla stessa presentazione di questo disegno di legge, questa richiesta era stata fatta, all'unanimità, dalla Sesta commissione, e una prima volta anche all'Assessore del Lavoro, Luridiana che, a dir la verità, ha presentato il suo prospetto, segnalandoci che tutto il resto non era di sua conoscenza in quanto i dati erano prima in capo ai vari Assessorati e poi comunque complessivamente dovevano andare in capo alla Presidenza della Giunta Regionale.

Prendemmo atto di queste dichiarazioni e ci attrezzammo ad avanzare la richiesta ai vari Assessorati presso i quali dovevano essere i dati relativi alle informazioni che chiedevamo. Sono passati ormai due mesi, arriviamo in Aula, e non solo constatiamo che questa richiesta non è stata evasa per i membri della Commissione Bilancio, ma addirittura neanche per la Sesta commissione, che aveva anticipato di circa due mesi la stessa richiesta.

Dobbiamo considerare questo fatto una mera dimenticanza o ritenere che la posta dal Consiglio regionale alla Presidenza della Giunta regionale non circoli? Certamente è una cosa strana che su una questione così fondamentale, da tutti ritenuta importante, non si riescano ad avere quei dati minimi di riferimento che ci facciano capire che cosa andiamo a fare, che cosa andiamo a votare e che effetti avrà il nostro voto rispetto ad alcuni articoli presenti in questa finanziaria.

Io non ritengo questa questione di poco conto se, come tutti pensiamo, questo Consiglio regionale deve essere conscio del comportamento che adotta, delle azioni che compie e soprattutto degli effetti conseguenti alle norme che approva.

Allora, ci sembra veramente incongruo, e non opportuno, continuare in quest'Aula ad agire con questo metodo, che si sta consolidando, anche se noi, già nelle scorse settimane, in occasione dell'esame di altri progetti di legge, abbiamo sollevato la stessa eccezione. Nonostante questo noi stiamo continuando a votare provvedimenti senza avere la giusta conoscenza dei loro effetti.

Nessuno obietta sul fatto che sia necessario porre in essere un intervento anziché un altro, quello che obiettiamo è che sulle questioni di così grande importanza ci deve essere la giusta conoscenza perché, in mancanza di questa, non si capisce come si faranno le scelte. Voi della Giunta avete già visto tutto e avete già operato le vostre scelte? Se così fosse, sarebbe una cosa grave, anzi più grave! Ma se così non fosse, ci troveremmo di fronte ad un pressappochismo sfrenato nel fare le cose, un dire di agire soltanto per agire, con un grosso punto interrogativo riguardo agli effetti.

Non voglio nuovamente richiamare (anche perché è già stato fatto da tutti gli intervenuti) le gravi inadempienze della mancata applicazione dell'articolo 2 della legge numero 4. Si è detto che non si sono mantenuti gli impegni, e questo è un fatto grave che mina il rapporto corretto, non solo dialettico ma anche politico, che nella vita democratica è fondamentale fra le diverse forze politiche. Mi auguro che esso venga al più presto recuperato; la Giunta ha la possibilità di recuperarlo se, strada facendo, correggerà gli errori finora compiuti.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue VASSALLO.) Ho sentito alzarsi poche voci da parte della maggioranza per difendere il provvedimento stesso, direi che si tratta quasi di un dibattito a senso unico; anzi, leggendo le relazioni delle Commissioni, dato che i Presidenti appartengono alla maggioranza, oserei dire che non c'è veramente nessuna difesa di questo provvedimento, però, pur nella limitatezza della discussione, ho rilevato (mi sembra emblematico e lo voglio far notare) che l'atteggiamento della maggioranza non tiene assolutamente conto dello stato sociale grave in cui si trova la nostra Sardegna e la nostra economia. Sentivo l'onorevole Capelli che ipotizzava di azzerare il passato facendo riferimento ad una realtà industriale specifica, parlava di chimica e diceva: "Bisogna cambiare rotta e chiedere un confronto con il Governo perché anche in Sardegna si possa fare come si è fatto a Bagnoli".

Vorrei intanto ricordare all'onorevole Capelli che a Bagnoli il confronto, più che col Governo, si è avuto con l'Unione Europea in quanto quello di Bagnoli era uno stabilimento siderurgico e, così come prevedeva una norma comunitaria riguardante il contenimento della produzione di acciaio, avrebbe dovuto ridurre la propria capacità produttiva, così come altri stabilimenti.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Amianto!

VASSALLO (R.C.). Mi lasci parlare! Io ho lavorato in siderurgia, sono un montatore e questa storia, dato che l'ho trattata personalmente, la conosco a puntino, di sicuro meglio di Capelli e la posso illustrare in modo migliore rispetto a come è stata già illustrata.

Stavo dicendo che c'è stata una vera e propria trattativa con l'Unione Europea sulle quote da dismettere in Italia e, tra i vari siti di laminatoi a caldo, presenti a Bagnoli, a Taranto e a Genova, si decise la diminuzione delle quote. Dato che le quote rimaste a Bagnoli erano talmente piccole, praticamente non rimaneva più nulla, non si capiva perché un'area industriale di così vaste dimensioni dovesse rimanere in piedi a fronte di una produzione che ormai vedeva impegnate, nei propri impianti, poche centinaia di lavoratori; allora si trovò un accordo, nell'ambito di questa riduzione delle quote, per finanziare un grande progetto di risanamento e di rilancio e ricollocazione degli stessi lavoratori in altri settori produttivi.

Fu possibile realizzare quel grande progetto non solo a Bagnoli ma anche a Taranto, Genova e nelle aree del bresciano; e con esso soprattutto l'area napoletana è stata riqualificata (anche se ancora non tutto è stato posto in essere) con un sicuro beneficio sia per l'ambiente che per l'economia.

Ma in Sardegna, dove le condizioni socio-economiche sono completamente diverse, il problema è esattamente l'opposto, cioè non si tratta di smantellare ma di razionalizzare le produzioni, scendere a valle con quelle attività di chimica fine che tante risorse portano nei territori dove vengono attuate e che in Sardegna non sono mai riuscite a decollare perché il potere pubblico, l'ENI e quant'altro, hanno sempre scelto altre zone molto più ricche di noi, quelle zone che probabilmente sono riuscite ad essere più tutelate dal potere nazionale, e dallo stesso Governo. Si tratta quindi di riqualificare tutta quella grande parte di area, già oggi inutilizzata, perché è già iniziata una smobilitazione delle attività produttive. Ci hanno smobilitato ormai da anni come ormai da anni migliaia di lavoratori sono usciti da questo settore.

Respingiamo pertanto queste considerazioni perché non hanno fondamento e, soprattutto, non soddisfano gli interessi generali di una Regione come la nostra. E' vero che le regioni, anche le più evolute, progrediscono con il turismo e con la valorizzazione dei beni ambientali, oltre che con la valorizzazione delle loro risorse primarie ma, se guardate bene l'articolazione di queste economie, vedrete che hanno anche tutte le altre attività manifatturiere di supporto che consentono loro di essere floride, di poter andare avanti e di poter occupare i loro cittadini

Voglio riprendere una considerazione concernente alcuni articoli di questo disegno di legge anche se non riguarda la materia del lavoro sulla quale è competente la Commissione di cui io faccio parte perché mi ha colpito il fatto che diventa ormai normale prassi l'inserimento di norme a modifica di leggi fondamentali della Regione, un esempio per tutti, l'articolo 6 (già richiamato, mi sembra, dall'onorevole Sanna) che riguarda la valutazione di impatto ambientale.

E` mai possibile che questo Consiglio delegittimi le sue stesse leggi, nel senso che rinuncia ad esercitare la sua potestà legislativa demandando con norme di legge alla Giunta la potestà di fare e disfare tutto quello che vuole? A mio avviso, la stessa Giunta, non tanto per mancanza di fiducia, ma perché le materie di cui si tratta sono talmente delicate, dovrebbe chiedere, anche se non fosse previsto, il consenso e il conforto del Consiglio regionale. Invece avviene esattamente l'opposto; si "infilano" norme intruse che delegificano alcuni interventi rendendo completamente inefficaci alcune leggi, permettendo così alla stessa Giunta regionale di operare con semplice atto amministrativo.

Noi non possiamo essere d'accordo con questa filosofia, che consente attraverso poche righe in alcuni articoli di cambiare completamente lo scenario; non la si può adottare solamente giustificandola con la necessità di snellimento. Se c'è la necessità di snellire, è bene che la Giunta presenti nelle Commissioni competenti i progetti di modifica delle leggi, sui quali discuteremo, ma lo faremo in maniera approfondita e appropriata rispetto all'intera materia e non solo leggendo una norma che fa capire tutto e il contrario di tutto, dalla quale risultano incomprensibili gli effetti che queste modifiche avranno nella stessa applicazione della legislazione regionale.

Cosa dire poi sul fatto che il Governo scarica su di noi una serie di balzelli, di responsabilità, che il relatore invece rimandava al mittente? Mi sto riferendo ai lavoratori socialmente utili. Il centro-destra, a livello nazionale, ha sempre tenuto un atteggiamento molto chiaro; debbo dire che, molte volte, condividevo alcune parti specifiche relative al superamento di questo stato di malessere, di questo stato di asservimento di un grosso nucleo di lavoratori che si trova in questa condizione ormai da diversi anni. Si può liquidare questa questione scaricando sul Governo la responsabilità di una scelta di azione di cui anche noi siamo responsabili? E` mai possibile pensare che tutto si risolva in questo modo? Io ritengo proprio di no!

Dato che il decreto legislativo numero 81, varato nel febbraio del 2000, fissa norme precise, mi chiedo se non dovremmo sentirci in dovere di dare una risposta concreta a questo problema per non lasciare nella bagna numerosissimi comuni della Sardegna che non saprebbero a che santo votarsi, ?

Noi riteniamo che sia un problema sicuramente complesso, che non si risolve soltanto con lo stanziamento di fondi, è un problema che deve coinvolgere le amministrazioni locali della Sardegna a tutti i livelli, incominciando dai comuni interessati, proseguendo con la provincia, sino agli enti regionali. E` per questo che abbiamo articolato una proposta che tenga conto di questi tre livelli e che, con il raggiungimento dell'obiettivo previsto, permetta il superamento di questo problema.

Altrimenti come dobbiamo porci nei confronti di queste quattromila persone? Mi sembra che il nostro dovere sia quello di confrontarci nel merito delle questioni poste. Abbiamo detto che presenteremo un emendamento; potremmo sospenderei lavori per effettuare un'analisi di merito delle cose che sono contenute, ma mi chiedo se vogliamo confrontarci veramente, oppure vogliamo liquidare la questione dicendo che il Governo, cattivo, ci vuole scaricare alcuni oneri, dopodichè noi protestiamo ma non facciamo nient'altro?

No, cari signori, protestare solo non basta perché significherebbe lasciare la gente a casa! Io non mi accontento di protestare! Io voglio protestare ma voglio anche dare risposte concrete a queste persone, che sono oltre quattromila nella nostra Regione.

La finanziaria ci offre l'occasione di intervenire sui singoli articoli di cui è composta per meglio chiarire la nostra posizione su questa questione, augurandoci che anche la Giunta sia d'accordo per migliorare il testo, perché esso, così com'è, è insufficiente e non condivisibile.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà. SPISSU (D.S.). Rinuncio.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna). Onorevoli Presidenti, onorevoli colleghi. Ho ascoltato con grande attenzione stamane gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto e devo dire, con estrema sincerità, che ne ho apprezzato uno in particolar modo. Anche se potrà sembrare strano per un esponente della maggioranza fare simili affermazioni in quest'Aula, con il permesso non concesso della maggioranza, lo farò lo stesso.

Ho apprezzato l'intervento dell'assente onorevole Cogodi; l'ho apprezzato per puntualità, per passione, per competenza, perché ha dimostrato a noi tutti di conoscere, come pochi altri, la macchina della Regione. E giustamente ne intravede i meandri, i cassetti, gli armadi, quelli aperti e quelli ancora chiusi, e ce li ricorda. Ci ha parlato della gestione del patrimonio, ci ha parlato di occupazione, ci ha parlato di scorpacciate finanziarie ai danni dei giovani imprenditori, ci ha sollecitato una rilettura dell'intero provvedimento all'esame del Consiglio.

Colleghi del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, Assessori, l'onorevole Cogodi ha ragione: bisogna fare di più. Ma la simpatia che nutro per lui (mi dispiace sia assente), giovane veterano della politica isolana, mi consente di rivolgermi a lui in toni confidenziali perché, caro onorevole Cogodi, potevate fare di più, potevate fare meglio, potevate lottizzare con il silenziatore, potevate riformare, potevate litigare senza aprire estenuanti crisi di Governo: potevate, potevate, potevate.

Non l'avete fatto ed oggi il confronto non può essere aspro come lei vorrebbe. Le questioni sul tappeto ci impongono un approccio diverso, più responsabile, innovativo, capace di non mettere a rischio quei pochi diritti acquisiti, quegli sforzi che finanziariamente possono essere fatti per dare qualche importante risposta. Attenzione, oggi non serve a nessuno, né a noi della maggioranza, né a voi della minoranza, sfidarsi in Aula sugli emendamenti alle categorie; è una sfida a perdere per tutti, una sfida che può sì catalizzare qualche consenso momentaneo, contingente, ma che non aiuta a crescere né l'economia né l'occupazione, non mi stancherò di ripeterlo, questa deve diventare la legislatura del non ritorno. O abbiamo il coraggio, la forza di incidere con determinazione sulle politiche infrastrutturali dello sviluppo oppure saremo sconfitti. Per questo motivo questo provvedimento poteva fare di più, e non credo che l'assessore Pittalis, il Presidente Floris avessero o abbiano l'aspirazione a limitare gli effetti positivi di questo provvedimento; loro, come tutti noi, sono convinti che bisogna fare di più, senza però dimenticarsi di quello che si fa e di quello che ci si appresta a fare.

In molti interventi è stato evocato l'articolo 2 della finanziaria di quest'anno, un articolo, diciamolo pure, contrattato, ma anche condiviso negli obiettivi e nei suoi presupposti. Il problema dell'articolo 2 è però così sintetizzabile: per la maggioranza ha un significato realisticamente programmatorio, per la minoranza ha un significato strumentalmente perentorio. Cambia, insomma, soltanto l'ordine dei fattori, ma non cambia il prodotto, ovvero dobbiamo tutti insieme lavorare per raggiungere quegli obiettivi. "I tempi", sollecita l'opposizione, "i tempi del passato", ricorda la maggioranza, e questo inutile tira e molla ci impedisce di guardare al da farsi. Ed allora bene, bene ha fatto questa maggioranza a compiere una scelta inequivocabile, transitoria se si vuole, riparatrice rispetto al passato, ma efficace sul piano degli effetti e degli obiettivi: l'unica scelta possibile. L'Unione Europea si sa, lo sappiamo, ha diramato le proprie direttive; il regime de minimis non c'è se non c'è contrattazione. La Sardegna su questa materia non ha ancora messo mani al sistema degli incentivi, ha sistematicamente eluso e/o ha disatteso quegli adempimenti. E' inutile cercare le ragioni se non per capire dove si è sbagliato, per non sbagliare più, per non continuare a sbagliare.

Vi era però una legge, una legge carica di aspettative, per giovani con idee da mettere al servizio dello sviluppo, per giovani che non guardavano la maggioranza che si sarebbe prefigurata in questa o nella futura legislatura, con imprenditori pronti a scommettere in una terra in cerca di fiducia. Questa è la legge numero 28, non la miglior legge possibile, non un sistema infallibile di creazione di sviluppo, ma uno strumento che esiste e che, per le pratiche presentate entro il 31 dicembre 1999, può avere ancora la sua efficacia, che ha centinaia di domande in attesa di risposte, con business plans, impegni economici e, affiancati, il numero di possibili occupati. Business plans esitati favorevolmente dalle banche e dalla stessa Regione, ovvero una grande opportunità per una ricaduta immediata sul territorio regionale. Due erano le strade: ignorare questa legge, ignorare quelle domande, chiudere drasticamente quel capitolo, aspettare i tempi lunghi di una nuova legge, oppure - così come è stato fatto - compiere lo sforzo massimo per finanziare il maggior numero di pratiche favorevolmente esitate. Questo doveva proporre la Giunta e questo la Giunta ha proposto; è criticabile perché l'ha fatto? E` censurabile perché ha scelto con chiarezza un filone di finanziamento della nuova impresa fondata sui giovani? No, colleghi. No, colleghi del Consiglio, se vogliamo questa è invece una delle scelte più qualificanti che si potesse fare a breve termine, che aiuta ad avviare quella a medio e a lungo termine, ed è su questa seconda fase che dobbiamo concentrare le nostre attenzioni rimettendo in moto le risorse ferme nei cunicoli finanziari, finalizzandole ad un principio ormai ineludibile: fondare lo sviluppo su una strategia più selettiva, attraverso l'identificazione di aree geografiche strategiche e di settori privilegiati da far coincidere con i nodi e i servizi infrastrutturali. Questa è e resta la nostra grande scommessa.

Per fare questo, bisogna avere una macchina amministrativa che risponda alle sollecitazioni di efficienza e di efficacia che ci arrivano dall'esterno e non solo. Bisogna, colleghi del Consiglio, collega Sanna, cancellare i feudi, bisogna cancellare i bizantinismi dell'Amministrazione regionale, per rendere costruttivo o tentare di rendere costruttivo il nostro operare; niente nuove infornate di nomine, ma semmai alcune elementari norme di stimolo alla produttività - vedasi quella sui coordinatori dei piani integrati d'area - e poi niente tagli di teste, ma semmai l'eliminazione di privilegi, di intoccabilità ormai anacronistici, vedasi il Centro regionale di programmazione; accorgimenti, premessa di una radicale innovazione culturale della programmazione.

Oggi la Sardegna ha bisogno di un intervento al cuore; la gestione dei fondi europei è un intervento al cuore, non possiamo farlo da soli, abbiamo bisogno dei migliori specialisti, di coloro che hanno già eseguito interventi di tale delicatezza, perché quando si interviene sul cuore non ci si può né improvvisare né concedere distrazioni. Alcuni colleghi hanno richiamato le vicende del P.O.R.; io mi limito a dire, anzi a ribadire che è indispensabile che la nostra Regione segua pedissequamente le indicazioni gestionali dell'Unione Europea, a partire dall'assistenza tecnica per la predisposizione anche dei complementi di programmazione. A questo deve seguire una riflessione sulla necessità sostenuta da questa maggioranza, ma condivisa anche dall'opposizione, di rivedere tutta la strumentazione della programmazione negoziata regionale, da coordinare con quella nazionale; occorre il coordinamento delle linee territoriali e settoriali di sviluppo con quelle infrastrutturali. Purtroppo, questi processi sono sempre andati avanti in maniera disorganica. Se decidiamo di incentivare il settore del turismo, dobbiamo sapere in quali aree dobbiamo rendere fattibile questo sviluppo, farlo in base agli usi possibili del territorio e rendere quell'area funzionale con i collegamenti viari, portuali ed aeroportuali. Se dobbiamo incentivare il settore agricolo dobbiamo sapere in quali aree dobbiamo rendere possibile questo sviluppo e coerentemente dotare quell'area di strade, di risorse idriche e di servizi. Per questo, il passaggio sui patti territoriali è condiviso, l'assessore Pittalis l'ha ripetuto più volte nella stessa Commissione, e subito dopo l'approvazione da parte del Ministero del Tesoro della parte di cofinanziamento anche la Giunta si impegna e si è impegnata a mettere la propria. Tutto però dovrà avvenire con quel principio innovativo che non si può creare dall'oggi al domani. Chiunque lo chiedesse, non lo farebbe con l'onestà intellettuale necessaria in questo Consiglio regionale.

E' un principio edonistico: "il massimo utile con il minimo sforzo"; voglio dire che d'ora in poi dovremo lavorare con l'intento di ottenere il massimo risultato possibile in termini di sviluppo e occupazione con il minimo delle risorse disponibili. Se riusciremo a fare questo, il confronto avrà raggiunto il suo obiettivo; se falliremo, non avrà fallito una maggioranza, ma l'intera Sardegna.

Per questo motivo dico: stiamo attenti, lo Stato sta sfuggendo alle sue responsabilità, scarica i cassintegrati, li scarica sui comuni, anello debole della catena, dimentica gli impegni seppur vaghi sull'intesa istituzionale, sui trasporti elude e disattende anche obblighi di legge. Alla contrattazione con lo Stato occorre presentarsi, colleghi del Consiglio, con le carte in regola e, se necessario, dovremo compiere uno sforzo congiunto nell'interesse non di parte, ma dell'intera Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Ivana Dettori, la quale rinuncia.

Pertanto, a questo punto, entriamo nella fase finale del dibattito, nel quale sono iscritti a parlare i Presidenti di Gruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). C'è un'esigenza che noi (noi sta per minoranza) abbiamo sottoposto all'attenzione dei colleghi Capigruppo della maggioranza, che è la seguente: nel corso della discussione generale i colleghi dell'opposizione hanno avanzato un insieme di indicazioni di lavoro che riteniamo debbano essere valutate dalla maggioranza per appurare se è possibile costruire punti d'incontro sull'assestamento. E' necessario pertanto verificare questa possibilità. Pertanto avanzo la seguente proposta: interrompere adesso per dare la possibilità alla maggioranza e alla minoranza di costruire questi punti d'incontro, riprendere domani mattina con gli interventi dei Capigruppo e procedere normalmente all'esame del provvedimento che è oggetto di discussione. Però, noi assegniamo molta importanza alla verifica sulla possibile convergenza nostra, diciamo di minoranza e di opposizione, nel merito. E' chiaro che questa nostra indicazione di lavoro riguarda certamente la Presidenza del Consiglio, ma soprattutto la Giunta che ha partecipato, ancora senza intervenire, alla discussione. Quindi è chiaro che la domanda di disponibilità, visto che noi abbiamo già fatto un lavoro di tipo preliminare, è rivolta alla Giunta. In caso di risposta affermativa, noi riteniamo di poter continuare a lavorare nelle prossime ore in questa direzione, ma è opportuno conoscere la disponibilità, non sul merito, a questo punto, perché il merito andrà verificato, ma sulla procedura che noi proponiamo per proseguire i lavori e affrontare il merito del provvedimento in discussione.

PRESIDENTE. Rispetto alla proposta dell'onorevole Cugini, ci sono osservazioni?

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Indubbiamente il percorso che fa intravedere il collega Cugini potrebbe essere esemplificativo ed anche forse accelerante l'iter dell'assestamento, però io rilancerei la controproposta di finire gli interventi stasera, sentire soprattutto la replica della Giunta che potrebbe anche aver accolto qualcuna delle proposte che provengono sia dai banchi della maggioranza sia da quelli dell'opposizione e poi, semmai stanotte o domani mattina, prevedere questo incontro agevolante il percorso e l'iter dell'assestamento del bilancio.

PRESIDENTE. Le faccio osservare, solo per ragioni pratiche, che devono intervenire tutti i Presidenti di Gruppo e che ognuno ha venti minuti di tempo, il che significa che, se dovessimo continuare il dibattito stasera fino ad esaurimento degli interventi e della replica della Giunta, saremmo ancora qua alle 23 o forse anche più tardi.

Lo dico solo per sapere che cosa eventualmente ci aspetta, naturalmente il Presidente del Consiglio non ha nulla in contrario se si vuole continuare a lavorare.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Credo che sia da condividere la proposta che ha avanzato il collega Cugini per una ragione molto semplice: dagli incontri, che io mi auguro affrontino e risolvano alcuni problemi esistenti tra le posizioni dell'opposizione e della maggioranza, dipenderà il tipo di intervento che i Presidenti di Gruppo dovranno svolgere. Quindi, il motivo della sospensione scaturisce anche dal tentativo di ricercare e di trovare un punto d'incontro . Inoltre credo che al Presidente del Consiglio serva anche un po' di tempo per verificare se è possibile dare una risposta ai quesiti che sono stati posti durante il dibattito da alcuni colleghi che sono intervenuti. La norma sulla contabilità è stata approvata, è una legge, l'articolo 2 è legge; queste ore, diciamo, ci servono anche per acclarare alcuni punti che sono stati posti dai colleghi dell'opposizione.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, in merito a quest'ultimo punto, faremo tutti gli approfondimenti necessari, però voglio ricordare che il problema si pose quando facemmo la finanziaria e che allora vi fu una risposta molto precisa che non può essere adesso, in sede di assestamento, diversa rispetto ad allora; però, ripeto, approfondiremo e daremo comunque una risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Presidente, io credo che si possa aderire alla proposta formulata dall'onorevole Cugini, naturalmente noi poniamo il problema di affrontare domani, se è possibile, anche il problema della Corte dei Conti, che abbiamo lasciato in sospeso per cercare di definire tutto entro domani. Ecco, se si riesce a trovare un'intesa anche su questo… Non bisogna neanche dimenticare, Presidente, che stamattina abbiamo assunto degli impegni, me lo ricordava adesso l'onorevole Contu, per quanto riguarda l'emergenza agricoltura e quindi, in un calendario complessivo dei lavori, bisogna ricordarsi di questo ulteriore problema. Anche se lei stamattina ha precisato che comunque prevediamo di lavorare la settimana entrante, non sarebbe male pianificare anche queste cose.

PRESIDENTE. Credo che i Gruppi, nel corso dell'interlocuzione politica, stasera potranno chiarirsi anche rispetto alle questioni che poneva l'onorevole Cossa.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La Giunta accede alla richiesta, così come formulata, se questo può essere utile per agevolare l'iter dei lavori sia di questo provvedimento che di quello ancora urgente, come è stato sottolineato da più parti, maggioranza ed opposizione, che riguarda interventi per il problema della siccità che vorremmo fosse esitato prima della chiusura dei lavori del Consiglio, ossia prima del periodo estivo.

PRESIDENTE. Mi pare che ci sia l'accordo; pertanto i lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 10 di domani giovedì 27 luglio.

La seduta è tolta alle ore 19 e 10.