Seduta n.226 del 05/11/1997 

CCXXVI SEDUTA

(Antimeridiana)

Mercoledì, 5 novembre 1997

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Milia

La seduta è aperta alle ore 10 e 41 .

PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 2 ottobre 1997 (222), che è approvato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che nella precedente seduta era stata esaurita la discussione generale congiunta dei disegni di legge numero 359 e 360. La Conferenza dei Capigruppo aveva rinviato ad oggi la seduta per consentire appunto la discussione degli emendamenti che sono stati presentati. La Commissione avrebbe dovuto riunirsi; io vorrei sapere dal Presidente della Commissione che era in aula e che ora non vedo, o dal relatore a che punto siamo. Ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. Io in quanto relatore di maggioranza voglio comunicare alla Assemblea che i lavori della Commissione previsti per le 9 e 30 non si sono potuti svolgere, c'è stato un ritardo, non so quindi se siamo in condizioni di riprendere il lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, il relatore di maggioranza dovrebbe anche specificare i motivi per i quali non si è tenuta la Commissione terza. Va ricordato che ieri specificatamente sono stati sospesi i lavori per consentire alla Commissione l'esame degli emendamenti. Va detto che il sottoscritto, il collega Casu e altri colleghi della opposizione, esattamente Aresu e Vassallo, erano pure presenti dalle nove e mezzo fino alle ore dieci senza nessun avviso, senza nessuna comunicazione non si è presentato, tranne il collega Berria, nessun collega della maggioranza, i quali hanno ritenuto evidentemente di dover fare altro, di snobbare la Commissione, di snobbare la decisione del Consiglio, che ieri aveva sospeso i propri lavori esattamente per consentire alla Commissione alle nove e mezzo di fare questo lavoro. Il relatore di maggioranza dovrebbe spiegare all'aula perché c'è stato questo ritardo e perché l'opposizione è stata trattata con arroganza, con disinteresse, in questo squallido modo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari). Presidente, intanto prendo atto con dispiacere, con molto dispiacere, che i colleghi della opposizione hanno tutte le ragioni di protestare e di esprimere le cose che hanno espresso; però devo anche dire che non mi stavo divertendo io né si stavano divertendo altri colleghi. Io sono arrivato puntualissimo alle otto stamattina in Consiglio, ho recuperato le carte che ieri sera non erano tutte disponibili, c'è stato bisogno di fare un incontro di maggioranza per vedere gli emendamenti e per arrivare in Commissione in modo celere all'esame successivo, c'è stato un ritardo in questo, giustamente vengo rimproverato di non aver avvisato in Commissione, è una cosa che nella foga dei ragionamenti mi è sfuggita, di questo chiedo scusa. Però penso anche che nella tradizione del Consiglio, dei lavori del Consiglio, questa forma di ritardi di mezz'ora, di tre quarti d'ora non sia una forma insolita. Mi meraviglia molto che rispetto a un provvedimento che tutto sommato merita tutta l'attenzione, tutto l'approfondimento, tutto il dibattito che è necessario ci sia invece una foga, una voglia di chiudere questo provvedimento con una fretta che non è comprensibile, salvo, signor Presidente, che si stia parlando a nuora perché suocera intenda, salvo che non si voglia utilizzare questo provvedimento per raggiungere obiettivi politici diversi. Allora è meglio riportare tutto alle condizioni normali. Io chiedo ancora scusa per il ritardo, imperdonabile, dico che è ancora importante che la Commissione si riunisca per esaminare con serenità e con tranquillità e per consentire all'aula e anche al relatore di maggioranza di esprimere un parere sui provvedimenti che sono all'esame che sia compiuto e che sia sostanziale. Quindi chiedendo ancora scusa pregherei, se è possibile, di riprendere la normale dialettica consentendoci di riunire la Commissione da adesso e promettendo di lavorare tutto il tempo che è necessario per arrivare al più presto in aula.

PRESIDENTE. Mi sembra che le scuse siano opportune e mi sembra anche utile averle fatte in maniera così formale in aula. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Io prendo la parola perché mi pare che, pur essendo stato come al solito puntuale in Commissione e anche in Aula, passi io dalla parte del torto. Caro Presidente, se le cose si potessero fare con i sentimenti avrebbe ragione, ma le cose non si fanno con i sentimenti; le cose si fanno seduti in Commissione ed esaminando gli emendamenti. Noi siamo autorizzati, considerato il fatto che c'era l'urgenza di venire in aula alle dieci e mezzo, noi siamo autorizzati a pensare che la maggioranza dalle nove e mezzo alle dieci e un quarto che è andata in Commissione stesse già facendo la Commissione. La Commissione si fa nell'aula della terza Commissione, non si fa altrove, perché se la Commissione si fa altrove e in Commissione si viene solo per buttare un po' di polvere negli occhi, è chiaro che noi non siamo disposti a farlo. Gli emendamenti discuteteli in aula, ve li approvate, avete la maggioranza numerica e con la maggioranza vi approvate gli emendamenti. Certamente non approverete emendamenti presentati dalle opposizioni, che siano buoni o non buoni, perché il vostro principio è quello di cancellare tutto quello che fanno le opposizioni, possibilmente anche le parole che noi pronunciamo in quest'aula. Quindi non siamo noi, signor Presidente del Consiglio, in difetto, è la maggioranza e noi siamo disposti a dedicare alla manovra di assestamento tutto il tempo necessario per poter esaminare il provvedimento con attenzione, perché è un provvedimento che riguarda la nostra comunità. Noi facciamo la nostra parte, la maggioranza faccia la propria parte, ma non pretenda di discutere gli emendamenti prima di venire in aula della Commissione terza e poi che noi ratifichiamo quello che è stato già fatto al di fuori dell'aula.

PRESIDENTE. Sottolineo, lo avevo già fatto ieri, che c'era una disponibilità di parte di tutti, e l'opposizione l'aveva anche formalizzato, di un esame rapido del provvedimento. Il Presidente della Commissione in maniera molto chiara, leale ha espresso le scuse in aula, quindi sembra un fatto anche di grande attenzione. A me dispiace e faccio appello ai colleghi di tutti i Gruppi perché ci sia il recupero di una normale dialettica tra maggioranza e opposizione in aula e in Commissione, si recuperi il tempo perduto prendendo atto di questa positiva disponibilità ad esaminare il problema con molta rapidità. Io non vorrei dare grandi tempi per la Commissione, credo che se siamo d'accordo...

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, io mi voglio un momento riallacciare alla precedente discussione per prendere atto delle dichiarazioni del collega Secci, persona sempre garbatissima, e le accetto evidentemente le scuse, a livello personale, però, nelle sue affermazioni vi sono contenuti gravi, perché ha affermato, il collega Secci, che c'è stata una riunione di maggioranza, preventiva alla riunione della Commissione per l'esame e per l'assunzione, evidentemente, di decisioni e di comportamenti già prestabiliti. Allora mi chiedo a che cosa serve la Commissione se è vero che la volontà deve formarsi dal dibattito che esiste e che si deve tenere all'interno della Commissione e non in una sottocommissione della Commissione terza nella quale, evidentemente, la maggioranza forma già le sue decisioni, indifferentemente da quelli che possono essere i contributi di rilievo o di piccolo spessore offerti da parte della Commissione. E in questo senso esprimo veramente la mia preoccupazione per questo fatto che si è verificato oggi.

PRESIDENTE. Io capisco l'onorevole Balletto, però credo che non sfugga a nessuno il fatto che le forze politiche si possano e si debbano confrontare. L'importante è che questo confronto non sia pregiudiziale e che poi, in Commissione e in Aula si sviluppi un confronto libero e dialetticamente corretto. Dicevo prima io non vorrei dare lunghi... faccio appello a tutti, perché i tempi siano più stretti possibili, prego la Commissione di riunirsi in tempi rapidi. Io non vorrei dare più di un'ora, a mezzogiorno andiamo avanti rapidamente, con il tempo che c'è e se la Commissione ha concluso i suoi lavori bene, se no credo che dobbiamo procedere rapidamente. Sospendo il Consiglio per un'ora e a mezzogiorno riprendiamo e andiamo avanti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 53, viene ripresa alle ore 12 e 11.)

Discussione degli articoli del disegno di legge: "Modifiche e integrazioni alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997) e disposizioni varie" (359)

PRESIDENTE. Ricordo la situazione dei nostri lavori: è stata conclusa ieri la discussione generale, la Commissione si è riunita stamattina, ha esaminato gli emendamenti presentati e siamo in grado di procedere nell'esame del disegno di legge numero 359.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CONCAS, Segretaria:

Art. 1

Legge finanziaria 1997
Modifiche formali

1. Nella legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, sono introdotte le seguenti modifiche:

I. articolo 4 - Recupero di somme da fondi di rotazione

A. lettera l): l'importo di lire 3.454.895.146 è sostituito con quello di lire 3.454.913.146;

B. lettera m): la legge regionale 7 aprile 1964, n. 8, è sostituita con la legge regionale 18 marzo 1964, n. 8;

C. lettera n): l'importo di lire 196.000.000.000 è sostituito con quello di lire 195.400.000.000;

II. articolo 9, comma 1 - Risanamento e rilancio dell'agricoltura

A. lettera b): (cap.06025) l'importo per l'anno 1997 di lire 34.500.000.000 è sostituito dall'importo di lire 14.500.000.000;

B. lettera c): (cap.06120) l'importo per l'anno 1997 di lire 31.000.000.000 è sostituito dall'importo di lire 11.000.000.000.

2. Nell'allegata tabella E è inserita la seguente voce:

06 - AGRICOLTURA

L.R. 12/1974 e successive modificazioni ed integrazioni - Fondo di solidarietà in agricoltura.

Cap. 06120 1997: 25.000.000.000

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1 bis.

CONCAS, Segretaria:

Art. 1 bis

Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 11 del 1983 - Legge di contabilità

1. I commi 2 e 3 dell'articolo 56 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 sono sostituiti dai seguenti:

"2. Il servizio della Ragioneria generale della Regione verifica, prima di eseguire la registrazione dell'impegno, la giusta imputazione della spesa al competente capitolo di bilancio e l'esistenza sullo stesso delle necessarie disponibilità finanziarie senza estendere l'esame ad altri profili di legittimità.

3. Gli adempimenti di cui al comma 2 devono essere svolti dal Servizio di Ragioneria entro 20 giorni dal ricevimento degli atti, decorsi i quali gli stessi devono avere regolare corso. Il termine è sospeso nel caso in cui la Ragioneria, ravvisando un vizio riconducibile alle prescrizioni di cui al comma 2, restituisce all'Assessore competente lo stesso atto con le indicazioni utili per eliminare il vizio contabile. Nel caso in cui l'Assessore riformuli l'atto con le modifiche necessarie a superare il rilievo, lo rinvia alla Ragioneria la quale provvede a registrarlo.".

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento.

BALLETTO (F.I.). Noi riteniamo che l'emendamento e la modifica che è stata proposta alla legge numero 11 non abbia nessuna utilità, anche perché la materia era in maniera compiuta trattata dalla legge numero 11 e quindi tutte le garanzie erano contemplate nel testo che si intende modificare. Va anche detto che con questo emendamento si cerca di eliminare un limite che evidentemente i presentatori degli emendamenti accolti dalla Commissione avevano individuato nella stesura originaria, rappresentata dal fatto che gli uffici di ragioneria potevano sollevare, se ravvisavano vizi non meglio specificati, difficoltà in ordine a un rapido iter del provvedimento al loro esame. La norma originaria dà le opportune garanzie in quanto la ragioneria, se dovesse individuare quei vizi, ha l'obbligo di richiedere all'Assessorato competente i chiarimenti e le delucidazioni. Se la macchina amministrativa funzionasse questi passaggi non farebbero altro che ritardare di pochissimi giorni gli esiti finali dei provvedimenti, per cui non si vede e non si capisce il perché della eliminazione di questo obbligo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.

SASSU (Progr.Fed.), relatore. Il relatore non accoglie l'emendamento in quanto si ritiene che l'articolo 1 bis, che tra l'altro è stato introdotto dai lavori della Commissione, chiarisce ulteriormente i termine dell'articolo 56 della legge numero 11, dove si dice che "la Ragioneria, prima di eseguire la registrazione dell'impegno, verifica la giusta imputazione della spesa al capitolo di bilancio e verifica anche l'esistenza della disponibilità finanziaria". E poi, "entro 20 giorni il termine è sospeso se si ravvisano irregolarità sull'atto". Noi riteniamo che le irregolarità sull'atto si limitino esclusivamente alla giusta imputazione della spesa e alla esistenza della disponibilità finanziaria. Allora, questo articolo dell'assestamento chiarisce ulteriormente i limiti alla competenza della Ragioneria solamente alla esistenza della imputazione della spesa e della disponibilità finanziaria. Quindi il parere del relatore è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io credo che il problema sollevato dall'onorevole Balletto sia importante, e quindi credo che sia opportuno spendere qualche parola in merito. Già il relatore di maggioranza ha individuato bene il problema, qui si tratta essenzialmente, almeno questo è l'intendimento del Governo regionale, di porre un ulteriore freno al ritardo che c'è nella spesa, e quindi di agevolare i processi di spesa. E' capitato spesso, è questa l'esperienza che noi abbiamo verificato, che la Ragioneria, al di là delle verifiche soprattutto contabili dei capitoli, delle coperture, della compatibilità, e così via, abbia trattenuto a lungo i provvedimenti di spesa entrando espressamente nel merito. Ora, noi riteniamo che il compito della Ragioneria sia prevalentemente - ed è questo lo spirito dell'articolo che è stato approvato dalla Commissione - quello di attestarsi sugli aspetti contabili e finanziari. Quindi è un ulteriore stimolo che noi diamo alla accelerazione della spesa e come tale non può essere accolto l'emendamento proposto dall'onorevole Balletto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema dell'articolo 1 bis credo vada inquadrato in un problema più vasto che abbiamo come amministrazione regionale. Sta per essere promulgato un decreto del Presidente della Repubblica, che detta norme di attuazione dello Statuto in materia di controlli sugli atti regionali, norme su cui abbiamo già espresso il parere del Consiglio regionale positivamente, che riduce praticamente ai soli regolamenti e agli atti attuativi di disposizione dell'unione europea i controlli preventivi della Corte dei conti. Si pone, quindi, il problema di controlli interni all'amministrazione regionale. Credo che il testo dell'articolo 1 bis come approvato in Commissione tenda a chiarire un aspetto di questi controlli, ma chiaramente non è una soluzione che risolva. Si è voluto semplicemente introdurre il principio (?), la Ragioneria faccia la ragioneria e non faccia un controllo di legittimità. Questo perché il controllo generale di legittimità che la ragioneria, sulla base di un'interpretazione forse forzata, della norma originaria di legge finiva per essere un rallentamento delle procedure regionali senza nessuna utilità. D'altra parte il compito di mantenere la legalità dell'amministrazione non può essere delegato a un organo tecnico contabile come la Ragioneria, che era diventata una specie di Corte dei conti interna. Nel momento che si abolisce il controllo della Corte dei conti non si vede perché si debbano ricreare con difetti strutturali un sistema di controllo analogo. Per cui il testo dell'articolo 1 bis mi trova d'accordo. Vorrei, però, approfittare per sottolineare che andrebbe coordinato, e credo che dovremo farlo probabilmente con norma successiva, il quarto comma dello stesso articolo 56 della legge 11 del 1983, che prevede appunto che il Presidente della Giunta regionale possa richiedere alla Ragioneria generale un parere di legalità per atti sottoposti al controllo esterno esercitato in via successiva. Cioè, quel potere che si leva nel secondo e terzo comma resta invece al quarto comma, creando una confusione pericolosa di compiti della Ragioneria regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). A me pare che l'articolo 56, così come concepito nella legge, vado direttamente al terzo comma: "Gli adempimenti di cui al comma precedente dovranno essere svolti dal Servizio di Ragioneria entro 20 giorni dal ricevimento degli atti, decorsi i quali gli stessi devono avere regolare corso. Il termine è comunque sospeso nel caso in cui la Ragioneria, ravvisando una qualche irregolarità dell'atto, restituisca all'Assessore competente, lo stesso atto con motivate osservazioni. Nel caso in cui l'Assessore ritenga che l'atto oggetto di osservazioni debba avere comunque esecuzione, rinvia lo stesso alla Ragioneria, la quale è tenuta a registrarlo." E' una procedura che è esistita sempre analoga nello Stato italiano, non vedo perché la si debba cancellare perché in sostanza la Ragioneria ha pur sempre solo 20 giorni di tempo per esaminare e registrare gli atti. Se la Ragioneria dovesse rilevare una qualche irregolarità, dice la legge, rimanda l'atto motivando il rinvio all'Assessore, il quale dovrà dare chiarimenti. Non ci vedo nulla di straordinario, nulla che ritardi le procedure della Ragioneria, vedo piuttosto nell'articolo che si è introdotta la modifica del 56 della legge 11 un tentativo di sottrarre al controllo della Ragioneria in parte gli atti regionali. Non mi pare che ci sia questa necessità, pertanto noi siamo del parere che l'articolo 1 bis debba essere soppresso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Il collega Casu ha ben motivato le ragioni dell'emendamento. Io vorrei soltanto sottolineare che la Ragioneria non può effettuare verifiche di legittimità dell'atto, perché la norma dice "se trova irregolarità nell'atto". Le irregolarità dell'atto stanno evidentemente solamente sulla sua forma, cioè sul modo con cui è stato fatto, quindi non può certamente effettuare altre analisi e altre verifiche e credo che sia del tutto legittimo perché se l'atto è irregolare nella sua forma fisica è evidente che la ragioneria in quel momento deve sospendere di dar corso all'adempimento e quindi alle erogazioni che da detto atto derivano. Quindi mi sembra che la norma è estremamente chiara ed è estremamente garantista del rispetto della legittimità degli atti, non intralcia la celerità della spesa perché ove difetti non ne sussistano evidentemente se la spesa langue o rallenta non è certamente per un fatto tecnico dell'atto stesso. Quindi mi sembra di poter concludere sostenendo fermamente e decisamente l'emendamento che è stato proposto.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CONCAS, Segretaria:

Art. 2

Fondi speciali

1. Nella tabella A, allegata alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, la riserva di cui alla voce 8 - Provvedimenti per interventi nel territorio, nei settori produttivo e sociale - è incrementata, per l'anno 1997, di lire 809.000.000 (cap.03016).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CONCAS, Segretaria:

Art. 3

Contributo alla Porto Conte Ricerche

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare per l'anno 1997 un contributo di lire 1.000.000.000 a favore della società Porto Conte Ricerche, società a prevalente capitale regionale, per lo svolgimento delle attività istituzionali all'interno del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna (cap.03058/01).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sassu per illustrare l'emendamento numero 33.

SASSU (Progr. Fed.). L'emendamento numero 33 è stato ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 18.

BALLETTO (F.I.). La soppressione dell'articolo 3 è perfettamente in linea con precedenti deliberati di questa Assemblea la quale più volte, da ultimo nella legge finanziaria del 1997, ha ritenuto di dover non accogliere le richieste di contributi a favore della Porto Conte Ricerche, ex CORISA, l'emendamento è pertanto in perfetta consonanza con le esigenze da più parti sollecitate con forza che si giunga finalmente a delle chiare scelte in materia di ricerca, con la predisposizione del piano generale. Come più volte sostenuto da Forza Italia non si può fare ricerca all'insegna della improvvisazione, infatti ogni istituto esistente non può procedere per proprio conto autonomamente completamente avulso da una realtà più ampia e che coinvolge tutti i soggetti interessati in un più ampio progetto organico dove ognuno di detti soggetti per capacità e professionalità proprie concorre alla realizzazione di un progetto generale. Per questi motivi e sperando che la negazione dei fondi stimoli i soggetti interessati a giuste e ferme e determinate pressioni al potere politico per la realizzazione di questo non più rimandabile progetto generale, si propone questo emendamento che prevede la soppressione del contributo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu , relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. L'emendamento numero 33 presentato dalla Giunta regionale mi pare che sia stato ritirato, per quanto riguarda l'emendamento numero 18 a firma di Balletto e più, io voglio dire che ancora una volta in questa Aula si ripropone il tema della Porto Conte Ricerche e del valore e del significato della ricerca. Credo che sia inutile ribadire concetti che ripetutamente da tutti banchi di maggioranza e di opposizione abbiamo detto, e cioè che per sviluppare l'economia regionale e rafforzare il sistema produttivo occorre anche essere in condizioni di creare capacità competitive e di migliorare la qualità attraverso la ricerca e la ricerca applicata. La Regione nel passato ha già dato impostazione dello sviluppo per quanto riguarda la ricerca indicando una sede centrale e tre poli locali con una serie di interventi integrati in rete, interventi specializzati per attività e dentro questo progetto c'è il Porto Conte Ricerche. La Commissione terza è andata, ha valutato e toccato con mano il valore solamente della struttura fisica della Porto Conte Ricerche che è tra l'altro di valore inestimabile, offerta a titolo gratuito da parte della Università di Sassari ma anche per i progetti che si inquadrano in questo progetto più generale di ricerca che è programmato dalla Regione, progetti che attengono allo sviluppo dei prototipi biotecnologici da impiegare nel campo agro alimentare, nel zootecnico e nel biomedico. Credo che siano tutte cose importantissime per lo sviluppo anche economico della Sardegna, è necessario far vivere questa struttura perché l'ha fatta nascere la Regione, questo Consiglio regionale quindi è giusto che adesso possa essere messo in condizione di vivere. La Commissione ha corretto l'impostazione originaria della proposta dalla Giunta regionale che prevedeva un contributo annuo, ma riflettendo sulla funzione dell'assestamento che si riferisce ovviamente all'annualità del 1997, noi abbiamo proposto un contributo esclusivamente per il 1997 che consenta alla Porto Conte Ricerche di realizzare un avvio di questi progetti a cui io facevo riferimento. Per cui a nome della Commissione e della maggioranza indico un non accoglimento dell'emendamento stesso.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, il Consiglio regionale ha con sua legge approvato la nascita del CO.RI.SA. ha approvato la sostituzione del CO.RI.SA. con una società che si è ritenuta più idonea della Porto Conte Ricerche, la Porto Conte Ricerche è quindi uno strumento voluto dall'amministrazione regionale, dal Consiglio regionale ed è inserito all'interno di una politica organica che è quella del parco scientifico e tecnologico. Tuttavia, nonostante questa volontà del Consiglio, la Porto Conte Ricerche ha difficoltà a decollare per via della totale assenza sino a questo momento di un contributo in conto gestione, va ricordato subito che qualunque ente di ricerca, soprattutto se fa ricerca che è finalizzata allo sviluppo economico del territorio in cui lavora, ha necessità di una integrazione da parte dell'ente pubblico. Infatti un ente di ricerca ha per conto suo finanziamenti che gli derivano dalle commesse e dai progetti di ricerca che vengono finanziati dai vari enti, ma questi non sono sufficienti per la normale amministrazione. La Porto Conte Ricerche si è collocata correttamente in questa ottica. Ha presentato una serie di progetti al MUST, ha presentato dei progetti alla amministrazione regionale. Il MUST glieli ha già approvati, l'amministrazione regionale non ha ancora concesso un finanziamento. Allora, se questo è uno strumento del Parco scientifico e tecnologico, così come l'ha voluto il Consiglio regionale, dobbiamo anche avere la coerenza di sostenerlo almeno nelle prime fasi di decollo della sua attività. La Porto Conte Ricerche non si comporta da questo punto di vista in maniera differente dagli altri poli del Parco scientifico e tecnologico; il Consiglio ha assegnato al CRS4 una certa somma, ha assegnato all'AILUN una certa somma, non ha assegnato nessun contributo alla Porto Conte Ricerche. Io credo pertanto che questo sia il primo strumento, intanto per attuare la politica regionale della ricerca e per mettere la Porto Conte Ricerche sullo stesso piano degli altri poli del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'articolo 3 e sull'emendamento il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Io, brevemente, vorrei solamente far notare ai colleghi qui presenti che il Gruppo al quale appartengo non ha niente contro la ricerca, perché evidentemente sarebbe estremamente riduttivo pensare che in una società moderna, in una società che si ispira al libero mercato e quindi alla competizione, la ricerca non costituisca proprio lo spunto e lo stimolo per qualsiasi economia di mercato che si rispetti. Quindi noi siamo proprio per la ricerca; non siamo però per la ricerca arraffazzonata, per la ricerca improvvisata, per la ricerca fatta da cento soggetti diversi non collegati l'uno con l'altro ma che sono sostenuti da risorse pubbliche. Ed ecco perché noi ci siamo sino ad adesso opposti solo ed esclusivamente perché vogliamo una ricerca seria, Assessore Sassu, vogliamo una ricerca che sia veramente finalizzata al raggiungimento di obiettivi e di risultati. E per fare questo bisogna avere programmi, bisogna avere progetti; non possiamo avere soggetti attuatori, realizzatori della ricerca, che camminano ognuno con proprie gambe e con propria testa in un processo, come dicevo poc'anzi mentre illustravo l'emendamento, avulsi da un sistema generale che evidentemente deve dare gli indirizzi di fondo. Una annotazione tecnica; l'articolo 13 della legge numero 11, su questo argomento ci siamo confrontati in passato, prevede al comma terzo, alla lettera a) che la legge finanziaria e quindi a maggior ragione la legge di assestamento, che è una mini finanziaria "è vietato, sono precluse disposizioni che prevedano tra le altre cose trasferimenti alle persone giuridiche private" con una annotazione a margine, "a prevalente partecipazione della Regione". Allora è indubbio che la società Porto Conte Ricerche sia una S.p.A., una società di diritto privato; sulla base di quello che è detto nella legge di contabilità generale la partecipazione regionale significa che la Regione deve essere socia della società Porto Conte Ricerche, come lo è della SFIRS, come lo è della banca CIS e via dicendo. Ora io questo non so se la Regione è direttamente socia, perché se fosse direttamente socia l'aspetto tecnico o meglio l'irregolarità da un punto di vista tecnico formale sarebbe superata. Ma se mi si verrà a dire, come immagino, che la Porto Conte Ricerche fa parte del sistema delle partecipazioni regionali attraverso un'altra società che a sua volta è partecipata da una società finanziaria, il discorso della concatenazione evidentemente non può assolvere al precetto di legge perché qua si parla di società a prevalente partecipazione della Regione. Detto questo non ho altro da aggiungere se non ribadire fermamente che Forza Italia è per la ricerca, ma per una ricerca seria, per una ricerca finalizzata e non quale può essere quella che si tenta di portare avanti con questi interventi. Preannuncio la richiesta di voto segreto, da parte del mio Gruppo, su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che si voterà nel corso della seduta con il sistema elettronico. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Io vorrei fare un breve intervento richiamandomi alla prima dichiarazione resa dall'onorevole Balletto quando ricordava il voto che in precedenza era stato reso da quest'aula che aveva negato il contributo alla Porto Conte Ricerche. Un anno fa la Porto Conte Ricerche, appena costituita, non aveva potuto effettivamente presentare dei progetti che potessero essere esaminati, valutati e finanziati. E infatti ricordo in quella occasione una garbata polemica che ci fu tra l'onorevole Milia e chi vi parla a proposito delle ricerche sulle lumache. La situazione in un anno è profondamente cambiata; chi come me ha potuto parlare con i dirigenti della Porto Conte Ricerche ha potuto verificare che una serie di programmi estremamente seri nel campo dell'ambiente, delle biotecnologie, come ha ricordato anche l'Assessore Sassu, sono stati vagliati ed esaminati e rientrano anche nel quadro di progetti finanziati dall'Unione Europea, ritiene che questo argomento che viene fatto valere soltanto nei riguardi della Porto Conte Ricerche oggi non ha assolutamente fondamento. La Porto Conte ricerche nonostante la mancanza di un contributo che viene erogato ad altri soggetti di ricerca, si è ricordato il CRS4 e l'AILUN, ha svolto una pregevole attività di preparazione, di studio, di elaborazione di progetti che hanno consentito alla stessa società di avere appunto dei progetti già finanziati. Quanto all'aspetto del coordinamento tra tutti gli enti di ricerca, bene chi vi parla è un convinto assertore della necessità di una legge sulla ricerca scientifica e tecnologica che assicuri proprio un coordinamento nel quadro di un piano di un Parco scientifico e tecnologico codificato per legge regionale. Il fatto che questa legge non sia stata ancora approvata non può essere considerato un elemento tale da impedire che soltanto nei confronti della Porto Conte Ricerche, che non può elaborare essa questa legge, non venga erogato un contributo che metta la Porto Conte Ricerche sullo stesso piano di enti che svolgono attività di ricerca nelle aree di Cagliari e di Sassari. Quindi proprio non riesco a capire quella che io non posso che chiamare ostinazione nei confronti della Porto Conte Ricerche, che svolge una attività lodevole e che, a livello di progetti, è stata esaminata favorevolmente e ha ottenuto dei finanziamenti, e che si presenta chiedendo di essere posta in condizioni di parità con quegli enti che operano nel quadro della ricerca e che devono essere coordinati all'interno del parco scientifico e tecnologico in virtù di una legge regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli consiglieri, innanzitutto l'osservazione dell'onorevole Balletto sull'ammissibilità di questa norma in relazione alla legge di contabilità e di bilancio. Credo che occorra un chiarimento perché l'interpretazione della legge può essere duplice. Se andiamo sotto il profilo formale è chiaro che la Porto Conte Ricerche non è una società partecipata della Regione, se andiamo sotto il profilo sostanziale però è partecipata da strutture che sono sotto il controllo regionale, quindi probabilmente in questa materia dovremmo chiarire la questione dove si estende l'ambito. E' però da notare, il problema sollevato lo evidenzia, che non si può continuare a agire con strumenti di diritto privato, come sono le società per azioni, e poi dare a queste società per azioni, in ragione della natura dell'azionista, un trattamento migliore rispetto ad altri soggetti, perché se anziché la Porto Conte Ricerche fosse stata una società per azioni intera a partecipazione privata, non so come il Consiglio si sarebbe comportato. Quindi occorre una legge che regoli i limiti dell'interesse regionale in questi soggetti privatistici, che poi apparentemente sono privatistici come nel caso della Porto Conte Ricerche, in effetti sono più pubblicistici di altri. Il problema generale è quello della ricerca. In ottava Commissione giace una proposta di legge proprio sulla ricerca, una legge quadro sulla ricerca. Sta di fatto che si va avanti con provvedimenti e finanziamenti così, privi di un filo logico comune, e anche lo stesso parco scientifico e tecnologico della Sardegna, che vede in questi impianti gestiti dalla Porto Conte Ricerche un elemento di forza, non è in questo senso, raccordato legislativamente né si sa appunto quali sono i tempi e i modi dell'intervento regionale mentre la Regione si limita a finanziare i singoli poli e le singole iniziative. Quanto però alla Porto Conte Ricerche, che non ha niente a che fare col disciolto CO.RI.SA., se non aver ereditato, per volontà di questo Consiglio, attività di questo consorzio, è da notare che la visita compiuta dalla Commissione ha consentito di fare chiarezza e l'esame dei bilanci della Porto Conte Ricerche altrettanto. Cioè vi è sicuramente una carenza finanziaria per poter sviluppare quei programmi, per cui la Commissione, anche in un'opera di ripulitura dell'assestamento di impegni ricadenti in esercizi successivi, ha limitato il contributo all'anno 1997. Credo che quindi il contributo sia per far fronte a necessità finanziarie immediate e cogenti, e quindi tutti i discorsi generali credo sia opportuno rinviarli ad altra sede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (P.D.). Signor Presidente, io intendo intervenire su questo tema per richiamare una particolare attenzione da parte dell'Aula e, in un certo senso, anche per rammaricarmi dell'occasione che è stata data, attraverso la Commissione, di accertare le condizioni di questa struttura e che, purtroppo, per ragioni comprensibili, non ha avuto la partecipazione totale della Commissione nella visita che è stata organizzata da Porto Conte Ricerche. Per esempio l'onorevole Balletto non è venuto, e questo ci è dispiaciuto perché sicuramente se l'onorevole Balletto fosse stato presente a quella visita avrebbe evitato di chiedere in Aula la votazione segreta per un provvedimento che, a parere della Commissione che è andata a visitare la Porto Conte Ricerche, è un provvedimento legittimo ed è un provvedimento che sana una situazione importantissima di questa struttura. Affidare al voto segreto non so i motivi quali possono essere; io penso che questo Consiglio poteva avere la capacità di decidere palesemente quanto si dovrebbe fare intorno a questa iniziativa; io credo che Sassari o il nord Sardegna, con la Porto Conte Ricerche possa avere una realtà importante sulla ricerca; un polo importante. E io chiedo che questo Consiglio faccia una riflessione attenta su questa opportunità perché non è assolutamente credibile un Consiglio che possa, a livello segreto, dover penalizzare un'iniziativa che merita per me una considerazione del tutto particolare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.-Progr.). Solo per ricordare all'Aula un impegno in effetti che l'Aula si è assunta circa un anno e mezzo fa quando rispetto al CO.RI.SA. il Consiglio regionale decise di fare un'operazione che consentisse il rilancio, non del CO.RI.SA. ma di una nuova struttura che era la Porto Conte Ricerche. A me sembra un assurdo che dopo che questo Consiglio ha impegnato fondi propri, anche notevoli, per far sì che una certa attività di ricerca non morisse, oggi attraverso il voto segreto, si continui invece a perpetuare l'intendimento di far morire questo centro. Mi sembra che questo qua sia assurdo perchè non soltanto è in controtendenza rispetto alle indicazioni generali a suo tempo approvate, ma, soprattutto, perché vanificheremo anche gli stessi sforzi finanziari precedentemente assunti. Qua si chiede uno stanziamento di un miliardo, e voglio ricordare che la Porto Conte Ricerche non è stata erogata nemmeno una lira fino ad oggi per far fronte alle spese dell'ordinaria amministrazione, per cui per far andare avanti il Centro, nelle spese di carattere generale, il Centro sta aspettando la definizione di una serie di partite che possono permettere di andare avanti e di ricevere anche i soldi per cui i denari per la ricerca che deve attivare, per cui si chiede solamente un atto di responsabilità per permettere che un centro di ricerca possa continuare a sopravvivere. Non si chiede soldi per fare ricerche, si chiedono soldi, un contributo straordinario per il solo anno '97 che permetta a questo centro di fare l'ordinaria amministrazione.

Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 18

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 65

astenuti 2

maggioranza 33

favorevoli 22

contrari 43

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

CONCAS, Segretaria:

Art. 4

LL.RR. n. 14 del 1996 e 37 del 1996 -

P.I.A. - Modifiche ed integrazioni

1. Nella legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, integrata dall'articolo 5 della legge regionale 21 dicembre 1996, n. 37, sono introdotte le seguenti modifiche:

I. dopo il comma 4 dell'articolo 6 è inserito il seguente:
"4 bis. Qualora si verifichino situazioni che richiedano, ai fini dell'attuazione e della stipula degli accordi di programma di cui al successivo articolo 11, modificazioni degli interventi e delle opere previste dal programma integrato d'area approvato dalla Giunta regionale, il programma medesimo può essere rimodulato con delibera della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della Programmazione, sentita la Provincia competente.";

II. dopo il comma 3 bis dell'articolo 11 è inserito il seguente:
"3 ter. Gli accordi di programma possono dare luogo a successivi atti aggiuntivi in relazione ad ulteriori opere ed interventi da approvarsi con delibera della Giunta regionale su proposta dell'Assessore della Programmazione, sentita la Provincia competente.";

III. dopo il comma 3 dell'articolo 12 è inserito il seguente:
"3 bis. Le somme stanziate per il finanziamento degli interventi previsti in attuazione della presente legge, qualora non impegnate alla chiusura dell'esercizio cui si riferiscono, sono conservate nel conto dei residui, per essere utilizzate nell'esercizio successivo.".

2. Nell'articolo 5 della legge regionale 21 dicembre 1996, n. 37, dopo il comma 13 è aggiunto il seguente:

"13 bis. Ai coordinatori dei Programmi Integrati d'Area di cui all'articolo 10 della legge regionale n. 14 del 1996 è dovuto, per lo svolgimento dei propri compiti connessi all'incarico, un compenso mensile lordo pari all'indennità di coordinamento di servizio prevista per il personale dell'Amministrazione regionale; i relativi oneri, valutati in annue lire 275.000.000, fanno carico agli stanziamenti recati dal capitolo 03056 del bilancio regionale; a carico dell'Amministrazione di provenienza resta il relativo trattamento di missione.".

3. Il comma 5 dell'articolo 2 della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 è sostituito dal seguente:

"5. I programmi sono approvati con decreto del Presidente della Giunta regionale su conforme deliberazione della Giunta medesima previo parere della Commissione Consiliare competente in materia di programmazione; la Commissione esprime il proprio parere entro 45 giorni dalla data di ricevimento dei programmi, decorsi i quali il parere si intende acquisito.".

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 2, 9, 7, 8, 10. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:


PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.

VASSALLO (R.C.-Progr.). E' ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 è ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 9 ha facoltà di parlare il consigliere Casu.

CASU (F.I.). L'emendamento, che stabilisce la soppressione della lettera C del comma 1, è da mettere in relazione a questo fatto, leggo la lettera C: "Dopo il comma 3 dell'articolo 12 è inserito il seguente 3 bis: 'Le somme stanziate per il finanziamento degli interventi previsti in attuazione della presente legge, qualora non impegnati alla chiusura dell'esercizio cui si riferiscono, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.'". E' un problema, signor Presidente, che affrontiamo ad ogni piè sospinto questo, cioè in sostanza consentendo l'impegno di somme non nell'esercizio di competenza, ma in quello o quelli successivi noi stiamo stravolgendo il principio che il bilancio di previsione della Regione è un bilancio di competenza, cioè nel bilancio noi dobbiamo indicare le somme che si prevede di accertare, per quanto riguarda le entrate, di impegnare per quanto riguarda le uscite nell'anno. Lei avrà notato che tante volte io ho fatto rilevare questa deroga al principio di carattere generale. Io dico, insomma, se una somma non viene impegnata nell'anno, salvo casi eccezionali, ci sono casi eccezionali nei quali è consentito anche dalla nostra legge di contabilità che la somma venga mantenuta e impegnata nell'esercizio o negli esercizi successivi, ma la stiamo facendo diventare una cosa normale. Perché non viene impegnata nell'anno? Evidentemente la Giunta vuole conservare la possibilità di impegnare negli anni successivi perché il Consiglio non venga messo in grado di controllare, perché noi, attraverso il controllo del rendiconto, siamo in grado di vedere le somme impegnata nell'anno, quindi passate ai residui passivi se non pagate, ma non riusciamo più a distinguere quali sono le somme impegnate nell'anno o non impegnate nell'anno se alla Giunta è data la possibilità di conservare questi stanziamenti per gli anni successivi. Esiste una disposizione di legge precisa sul bilancio, che dice che il nostro bilancio è un bilancio di competenza, vale a dire dobbiamo indicare le somme che si prevede di accertare nel corso dell'anno e le somme che si prevede di impegnare nel corso dell'anno. Se noi continuamente veniamo meno a questa regola evidentemente stiamo violando la legge di bilancio, se non ricordo male l'articolo 62 o 66 della legge numero 11 del 5 maggio 1983. Allora io sostengo e invito i colleghi delle opposizioni e anche della maggioranza, io ritengo che sia un tentativo che viene continuamente fatto dalla Giunta di sottrarsi al controllo da parte del Consiglio e per questo non dobbiamo cadere in questo tranello.

PRESIDENTE. Onorevole Casu, anche gli altri emendamenti, esattamente l'emendamento numero 10, 7, 8 presentati dagli stessi presentatori, non so se li intende illustrare lei o se qualcuno degli altri presentatori intenda illustrarli.

CASU (F.I.). Va bene, onorevole Presidente, illustro anche gli altri. In sostanza mi pare che questi programmi, se noi andiamo all'articolo 4, comma 5, i programmi sono approvati con decreto del Presidente regionale su conforme deliberazione della Giunta medesima previo parere della Commissione consiliare competente in materia di programmazione ecco perché scompare il parere quando si tratta di rimodulare questi piani. Mi pare perlomeno irrazionale l'atteggiamento assunto, i programmi devono essere approvati su parere della Commissione consiliare, poi andiamo a rimodulare i programmi e questa rimodulazione dei programmi non deve passare attraverso la revisione della programmazione economica noi stiamo contraddicendo quanto viene affermato nel comma 5 dello stesso articolo 4, io ritengo che questo sia incoerente, d'altra parte si tratta di sottrarre pur sempre gli atti all'esame della Commissione consiliare e quindi del Consiglio stesso perché in sostanza la Commissione bilancio e programmazione economica non fa altro che operare per conto del Consiglio e riferire se è il caso al Consiglio. Ecco perché sostengo con forza anche questo altro emendamento e invito i consiglieri tutti, di opposizione e di maggioranza, a vedere la loro posizione circa questi tentativi che vengono operati continuamente dalla Giunta.

PRESIDENTE. Questo per l'emendamento numero 7, e il numero 8?

CASU (F.I.). Ecco questo per quanto riguarda la Commissione bilancio e programmazione economica, ecco per quanto riguarda il termine previsto in sostanza è l'emendamento che è rimasto al di fuori, l'emendamento numero 10, Presidente o mi sbaglio? Del comma soppresso ne ho parlato, il bilancio, il numero 10... dunque è analogo all'emendamento numero 10, sono analoghi, tutti e due riguardano l'espressione del parere da parte della Commissione bilancio e programmazione economica, poi il 7, comma 1, lettera a), qualora si verifichino situazioni che richiedano al fine dell'attuazione dell'articolo e degli accordi di programmi di cui al successivo articolo e modificazione degli interventi e delle opere previste dal programma integrato d'area approvato dalla Giunta regionale, il programma medesimo può essere rimodulato con delibera della Giunta regionale su proposta dell'Assessore della programmazione sentita la Provincia, anche qui noi chiediamo di inserire "su parere della Commissione bilancio e programmazione economica", trattandosi sempre di variazione del piano integrato d'area non vedo perché non debba essere sentita la Commissione bilancio e programmazione economica in quanto è sempre competente per quanto riguarda l'espressione del parere in materia di piani integrati d'area.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu , relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. Signor Presidente, gli emendamenti riguardano la legge regionale numero 14 del 1996 sui piani integrati d'area, è chiaro che è una legge che essendo fortemente innovativa come già annunciavo nella mia relazione di maggioranza, pertanto non perfetta, quindi aveva bisogno di interventi correttivi e migliorativi e quindi questo articolo 4 aveva bisogno di correggere e di migliorare l'impostazione stessa della legge; l'emendamento numero 9 intende sopprimere la lettera c) che prevede la possibilità di conservare nel conto dei residui per essere utilizzati nell'esercizio successivo delle somme. Su questo vorrei fare un ragionamento, il metodo della programmazione locale, previsto dalla legge numero 14, coinvolge molti soggetti, province, comuni, comunità montane, privati e quindi è un iter complesso che oggettivamente produce un rallentamento dell'iter stesso e allora quindi perdere le risorse quando si perviene proprio alla definizione degli accordi di programma di questa pluralità di soggetti. La proposta invece è quella di conservare le risorse per essere utilizzate nell'esercizio successivo. Quindi non si accoglie l'emendamento numero 9. Per quanto riguarda gli emendamenti numero 7 e 8 va detto che il comma 3 dell'articolo 4 già prevede di per sé il parere della Commissione consiliare competente in materia di programmazione e quindi la terza Commissione, e il senso del riferimento al comma 3 della proposta è che la Commissione deve essere sentita, deve esprimere il parere sul programma generale e non invece sugli atti amministrativi che riguardano il piano integrato d'area. Invece i due emendamenti, il numero 7 e il numero 8 propongono di sentire la Commissione sia per quanto riguarda la programmazione cioè la lettera a) ma di sentire la commissione anche per quanto riguarda l'aspetto più amministrativo che sono gli accordi di programma; questo mi pare che non sia accoglibile. Quindi diciamo che il parere è contrario sia per l'emendamento 7 che per l'emendamento numero 8; l'emendamento 10 è in qualche modo in contrasto con gli emendamenti precedenti perché gli emendamenti numero 7 e 8 propongono di sentire la Commissione e l'emendamento numero 10 propone la soppressione del comma 3 che già prevede il parere della Commissione stessa. Per cui non si accetta neppure l'emendamento numero 10.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, gli emendamenti vanno distinti, messi insieme 7-8-10 e 9 separatamente, perché le logiche sono diverse, il 7-8-10 hanno essenzialmente la stessa logica, sono degli emendamenti che riguardano essenzialmente atti di governo, la Giunta si è espressa favorevolmente rispetto a una richiesta della Commissione di sottoporre al suo parere il programma complessivo dei programmi integrati d'area e le modifiche che adesso vengono suggerite con gli emendamenti non fanno che aggravare il ritardo nei procedimenti di spesa senza migliorare sostanzialmente l'attività legislativa del Consiglio. Si tratta infatti di suggerimenti che tendono a sottoporre all'attenzione e al parere della Commissione consiliare il singolo provvedimento, il singolo intervento, il singolo progetto che eventualmente deve essere cancellato da un PIA e questo veramente mi sembra che non riguardi l'attività normativa né di controllo del Consiglio. Per quanto riguarda l'emendamento numero 9 invece, con riferimento soprattutto alla preoccupazione che ha l'onorevole Casu di distogliere sempre più atti dal controllo del Consiglio e della Commissione, devo dire che questo è abbondantemente superato, l'obiezione, con il fatto che anche se le somme sono residui in ogni caso il Consiglio deve esprimersi grazie all'articolo che adesso è stato approvato dalla Commissione e che impone alla Giunta regionale di sottoporre al parere della Commissione il programma.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo e sugli emendamenti, procediamo alla votazione. Ricordo che l'emendamento numero 2 è stato ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4 bis.

CONCAS, Segretaria:

Art. 4 bis

Finanziamenti al Consorzio Ventuno

per un programma di ricerca

1. Le risorse confluite, a' termini del comma 3 dell'articolo 33 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, nel fondo del Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese, istituito ai sensi della legge regionale 23 agosto 1985, n. 21, e disponibili alla data di entrata in vigore della presente legge, sono utilizzate dallo stesso Consorzio per l'attuazione di un programma di ricerca applicata, sperimentazione servizi ed innovazione tecnologica, in conformità alle proprie finalità d'istituto.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 11, 3 e 28. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 11.

BALLETTO (F.I.). L'emendamento all'articolo 4 bis si giustifica con il fatto che vengono trasferite risorse, delle quali non si conosce l'entità, destinate al Consorzio, evidentemente per svolgere la proprie attività istituzionale, che è quella dell'assistenza alle piccole e medie imprese, per effettuare un programma di ricerca applicata, sperimentazione servizi e innovazione tecnologica in conformità alle finalità dell'istituto. Allora ritorniamo al discorso che era stato fatto in precedenza per la Porto Conte Ricerche, dovremmo capire che tipo di ricerca fa il Consorzio 21, in quale direzione, con quale finalità, con quali scopi e nell'ambito di quale progetto e programma complessivo. Ma questo emendamento si ricollega ad un altro che il mio Gruppo ha presentato all'articolo 21, esattamente al primo comma, lettera b), dove si legge "legge regionale 23 agosto 1985, numero 21, e successive modifiche e integrazioni, Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese, Consorzio 21, capitolo 03069, 6 miliardi e 200 milioni". Allora vorremmo capire perché da una parte con l'articolo 4 bis si sottraggono risorse disponibili presso il Consorzio 21 per destinarle ad un programma di ricerca e dall'altra parte all'articolo 21, come dicevo poc'anzi, primo comma, lettera b), invece si rimpingua il capitolo 03069 di 6 miliardi e 200 milioni. Se noi andiamo a leggere bene il capitolo noi vediamo che le risorse non sono date al Consorzio 21 per fare assistenza e quindi a sua volta per fare assistenza nei confronti delle piccole e medie imprese. Cioè il Consorzio 21 non distribuisce nulla, non dà contributi alle piccole e medie imprese, ma i 6 miliardi e 200 milioni che si prevede di stanziare nel capitolo 03069 sono un contributo straordinario al Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese nell'ambito della propria attività istituzionale. Cioè è un contributo per il funzionamento del Consorzio. E allora non sarebbe forse più logico che se si devono dare contributi per l'assistenza alle imprese questi vengano dati alle associazioni che direttamente le rappresentano, per esempio: Associazione degli industriali, Api sarda, associazioni dell'artigianato e via dicendo. Perché si devono mettere a disposizione di un ente che fa ricerca, che fa assistenza e che altro non è, e lo sappiamo tutti, che un grande carrozzone politico dove trovano accoglienza evidentemente persone vicine a chi ci governa.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 3.

VASSALLO (R.C. Progr.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Sanna per illustrare l'emendamento numero 28.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Per dire, signor Presidente, che occorre regolamentare la posizione di alcuni dipendenti statali che prestano servizio presso l'amministrazione regionale in posizione di comando, perché stanno intervenendo delle pressioni, da parte dell'amministrazione centrale, per porre fine a questa situazione di comando e quindi richiamare in servizio, presso l'amministrazione di appartenenza, questi funzionari. In alcuni casi si tratta di valentissimi funzionari che da anni lavorano presso l'amministrazione regionale che si vedrebbero obbligati, in qualche modo, a interrompere bruscamente il loro rapporto di collaborazione con la nostra amministrazione e a riprendere servizio immediatamente a Roma. Io cito un caso per tutti, il caso dell'architetto Vella che dal 1988 presta servizio come funzionario presso la Sovrintendenza ai beni ambientali della Regione, presso la provincia di Sassari, che ha sostanzialmente impiantato l'ufficio, lo regge e lo coordina, in una parte della Sardegna, che peraltro tutti quanti riconosciamo delicatissima, anche sotto il profilo paesaggistico, l'architetto Vella, se non dovesse essere approvato questo emendamento, si troverebbe costretto a riprendere servizio immediatamente presso l'amministrazione centrale a Roma, al ministero dei beni culturali, con un danno notevole soprattutto in termini di paralisi dell'attività da svolgere da parte dell'amministrazione regionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Non accoglie l'emendamento numero 11 che riguarda l'articolo 4 bis, finanziamento al consorzio 21. Si tratta di risorse già disponibili presso il consorzio 21 e che vengono destinate ad altra attività, a un programma di ricerca applicata, a sperimentazione di servizi di innovazione tecnologica, per cui riteniamo che l'emendamento numero 11 non debba essere accolto. L'emendamento numero 3 si accoglie, anche perché è un argomento all'esame della prima Commissione, che peraltro ha già espresso un giudizio di merito su questo argomento; c'è solo da segnalare l'esigenza di una correzione tecnica del comma 2, il comma 2 fa riferimento agli oneri, ai 10 milioni, in realtà bisognerebbe depennare il riferimento all'onere finanziario dicendo che si fa fronte con le risorse disponibili nel capitolo. L'emendamento numero 28 è stato illustrato dal consigliere Sanna, e si accoglie. Si tratta di personale già comandato presso gli uffici regionali e l'emendamento tende a regolarizzare la situazione destinando le risorse e il dovuto allo Stato che ha messo a disposizione questo personale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 3 si accoglie con la correzione suggerita adesso dal relatore, in altri termini senza l'indicazione della somma. L'emendamento numero 28 si accoglie e l'emendamento numero 11 merita una riflessione perché forse, così come è concepito l'articolo 4 bis non è sufficientemente chiaro. In realtà noi abbiamo utilizzato, per la destinazione delle somme che sono relative ad un programma PIM, quindi di vecchia data, una parte delle risorse non spese. Si tratta di disponibilità che possono essere utilizzate per obiettivi importanti, e questi obiettivi sono genericamente indicati per l'attuazione di un programma di ricerca applicata, sperimentazione e servizi di innovazione tecnologica, così come dice la legge, ma in realtà solo esclusivamente, come ha individuato correttamente l'onorevole Balletto, ricollegandolo all'emendamento dell'articolo 21, lettera b), a servizi reali. Ecco, su questo allora io vorrei spendere qualche parola, nei mesi maggio e giugno la stampa ha dato notevole rilievo alle esigenze espresse dalle piccole e medie imprese, in particolare, sulla necessità di dotare il Consorzio 21 delle risorse necessarie per l'effettuazione di servizi reali. Il Consorzio 21, oltre ad avere la cura del parco scientifico e tecnologico, è più esattamente destinato a curare l'assistenza alle imprese attraverso l'erogazione di servizi reali. Le somme che sono in questo modo risparmiate e messe per questa finalità, sono somme pari a 800 milioni che si aggiungono ai 6 miliardi e 200 milioni dell'articolo 21, per un ammontare complessivo di 7 miliardi, cioè tanto quanto richiesto soprattutto dalle piccole e medie imprese per soddisfare le esigenze del 1997. Si tratta di un chiarimento che mi sembrava importante dare; io sono convinto che anche i proponenti sono a favore di un'attività di questo tipo e lascio a loro giudicare se è il caso di mantenere l'emendamento oppure no, però garantisco che questa solo è la destinazione di delle somme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.

LIPPI (F.I.). Intervengo sull'emendamento numero 11 e premetto che il mio non è sicuramente a favore del consorzio 21, per il quale condivido in parte le osservazioni fatte precedentemente dal collega Balletto. Però, in relazione all'articolo 4 bis, ha fatto bene l'Assessore a ricordarlo, purtroppo, a volte, nella formulazione degli articolati viene anche difficile, per noi che da tre anni siamo qua, a ricondurci alle leggi che hanno originato i fondi e quindi avere anche un'esatta conoscenza di quelle che sono le risorse accantonate che non sono state utilizzate su quei fondi e quindi ci interessa però capire come devono essere utilizzati i fondi stessi. E allora questo articolo 4 bis fa riferimento ai 3 miliardi residui del PIM che non sono stati utilizzati da parte del consorzio 21 rispetto al programma generale, e credo che fosse di 8 miliardi e che in un anno e mezzo è stato speso quasi l'80 per cento di queste cifre. Quindi quello che ci preme sapere, per avere una coscienza più trasparente e lineare rispetto a quelle che sono le esigenze e le aspettative anche fuori di questo Consiglio regionale, è sapere l'esatta destinazione di questi fondi, perché se oggi venisse detto, in quest'Aula, che i fondi, che questi 3 miliardi in futuro verranno gestiti dal consorzio 21 per gli stessi obiettivi attraverso i quali devono essere utilizzati 6 miliardi e 200 milioni, quindi per servizi reali alle imprese, che sono soldi che necessitano veramente alla piccola e media impresa. Io stesso, tre mesi, fa ho avuto occasione, ricevendo un sollecito che proveniva dalle associazioni di categoria, di uscire sulla stampa invitando l'Assessore a ricercare delle risorse utili a rimpinguare quella misura gestita dal Consorzio 21. Proprio perché si è bloccato tutto un iter procedurale e istruttorio all'interno del Consorzio stesso che sta lasciando al palo oltre cento aziende che provengono dal mondo delle piccole e medie imprese.

Sappiamo che il fabbisogno per far funzionare quella misura è pari all'incirca a 75 miliardi annui. Sono sicuramente delle cifre alte, che possono anche spaventare, ma forse quella dei servizi reali alle imprese è una delle uniche misure sulle quali oggi la piccola e media impresa sta facendo affidamento per cercare di adeguare le proprie organizzazioni, le proprie strutture e le proprie imprese ai livelli standard qualitativi comunitari che vengono richiesti. Quindi credo che sia importante non solo sostenere quella attività, quella specifica attività fatta dal Consorzio 21, prevedendo anche quindi l'inserimento e il rimpinguamento della stessa misura. Allora, Assessore, sarebbe veramente estremamente importante capire a questo punto questi tre miliardi residui se e come devono essere impegnati nel Consorzio 21, perché se devono finire nel calderone di altre iniziative sulle quali in passato ci siamo già espressi e delle quali non condividiamo appieno le linee politiche e strategiche portate dal Consorzio, allora è evidente che non si può essere d'accordo nell'approvazione di questo articolo. Siccome sappiamo e ricordiamo che la misura PIM doveva essere indirizzata in particolar modo dall'Assessorato dell'industria, e quindi si presume che anche questi 3 miliardi residui debbano essere indirizzati sul loro riutilizzo da parte dell'Assessorato dell'industria nei confronti del Consorzio 21, e visto che c'è presente l'Assessore dell'industria oggi, se potessimo avere qualche nozione in più, probabilmente potremmo anche fugare dei dubbi che esistono e che sono stati documentati dal collega Balletto e quindi decidere in chiarezza il da farsi rispetto all'emendamento presentato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Signor Presidente, non parlerò sulla legge o sugli emendamenti, ma sull'ordine dei lavori. allora, proprio perché in base a quello che osserviamo comunemente ogni volta che si parla di ricerca, ogni volta che si parla di innovazione tecnologica assistiamo in Consiglio a un continuo rimandare, rinviare provvedimenti che noi, invece, come settore strategico riteniamo fondante, sia la ricerca, sia i piani per l'università, sia l'investimento sulle intelligenze, a questo proposito la Giunta ha presentato il 2 maggio 1997, in Commissione, ha presentato in Consiglio, un disegno di legge sulla ricerca, e il disegno di legge è proprio interventi in favore della ricerca scientifica applicata e della innovazione tecnologica. Guarda proprio che, a caso, viene che il Consorzio 21 per l'attuazione di un programma di ricerca applicata, sperimentazione, servizi e innovazione tecnologica. Siccome questi richiami avvengono con tale frequenza in Consiglio e ogni volta ci lamentiamo della mancata chiarezza sugli interventi da effettuarsi, desidero richiamare in aula, o perlomeno che venga discussa entro sessanta giorni in Commissione, in base al comma 1 dell'articolo 100 del Regolamento, il disegno di legge riguardante la ricerca scientifica.

PRESIDENTE. Onorevole Floris, questa la consideriamo per ora una proposta, poi la mettiamo in votazione alla fine dell'assestamento di bilancio, ai sensi appunto dell'articolo 100 del Regolamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, la parola unicamente per spezzare una lancia a favore dell'emendamento numero 3 che rimedia a una grave carenza dell'amministrazione regionale, che non ha mai dato ai componenti di nomina regionale del Comitato paritetico per le servitù militari qualunque riconoscimento e neppure rimborsi di spese. Chiaramente mi sembra anche, fra l'altro, che il Comitato sia scoordinato rispetto all'attività della Giunta regionale, in quanto abbiamo visto spesso scavalcamenti della Giunta regionale, che è andata a trattative dirette col Governo, prescindendo dagli orientamenti maturati in Comitato. Ricordiamo che i membri del Comitato, anche perché svolgono questo compito da più di dieci anni hanno acquisito una preparazione specifica che potrebbe essere meglio utilizzata. Per cui mi dichiaro a favore dell'emendamento facendo però presente che con l'emendamento non si rimedia al fatto che, appunto, alcuni componenti per dieci anni hanno svolto questa attività, che è estremamente dispendiosa perché significa impiego di giornate, trasferimenti nelle località più varie della Sardegna, esclusivamente a loro spese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Signor Presidente, un breve intervento per appoggiare quello che è stato sviluppato da ultimo dall'onorevole Bonesu, per ricordare che è stata presentata un paio di mesi fa una proposta di legge nazionale per un nuovo regime delle servitù militari, e l'ultimo articolo di questa proposta di legge fa rinvio o prevede che prossimamente in Consiglio regionale vengano disciplinati gli aspetti di competenza della Regione anche per quanto riguarda lo status e il trattamento economico dei componenti la Commissione delle servitù militari, Comitato paritetico, che non è disciplinato da nessuna legge regionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, le conoscenze che io ho si riferiscono non a un residuo di 3 miliardi, a cui ha fatto riferimento l'onorevole Lippi, ma semplicemente a una somma pari a 878.299.000 lire. Allora, siccome io garantisco che l'ammontare complessivo sia di 800 più 6 miliardi e duecento, cioè di 7 miliardi complessivamente, se il Consiglio ritiene che sulla base delle informazioni che ci dà l'onorevole Lippi, le disponibilità siano di 3 miliardi e non di 878 milioni, noi possiamo scrivere in aggiunta, in questo articolo 4 bis, la somma di lire 878 milioni, che va, garantisco, solo nella destinazione a cui ho fatto riferimento poc'anzi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Semplicemente per chiedere, alla luce delle novità che sono emerse dal dibattito, con il contributo che ha dato il collega Lippi e i chiarimenti dell'Assessore, se ci si può riunire per verificare se esiste la possibilità di modificare gli emendamenti presentati, in maniera tale da accogliere quanto emerso dal dibattito sinora sviluppato.

PRESIDENTE. C'è una proposta di sospensione per riunirsi, io farei allora questa proposta, accogliendo anche la proposta dell'onorevole Balletto: sospenderei adesso i lavori, sono le 13 e 50, riprenderei alle 16 e 30 dando a voi la possibilità di verificare queste cose, poi alle 16 e 30 passiamo alla votazione dell'articolo 4 e degli emendamenti. I lavori riprenderanno alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 47.