Seduta n.410 del 11/11/2003
CDX Seduta
Martedì 11 novembre 2003
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Sanna Salvatore
La seduta è aperta alle ore 16 e 04.
RANDAZZO, Segretario;dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 29 ottobre 2003 (404) che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Mario Floris è stato nominato, in data 6 novembre 2003, Presidente del Gruppo U.D.R.-Centro.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
PINNA - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo - SCANO - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - VASSALLO: "Norme regionali per la promozione delle attività cinematografiche". (481)
(Pervenuta il 3 novembre 2003 ed assegnata alla ottava Commissione.)
DORE - FADDA - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SELIS: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio". (482)
(Pervenuta il 3 novembre 2003 ed assegnata alla quarta Commissione.)
IBBA - OPPI - VARGIU - CORONA - FADDA - LIORI - DETTORI - PACIFICO - MILIA - RANDAZZO - DEIANA - LICANDRO - BALIA - MASIA - SANNA Emanuele - BIANCU - SANNA Gian Valerio - MARROCU - CALLEDDA - SANNA NIVOLI - SANNA Giacomo: "Trasferimento di risorse finanziarie aggiuntive alle ASL per il servizio di vigilanza nelle sedi di guardia medica". (483)
(Pervenuta il 5novembre 2003 ed assegnata alla settima Commissione.)
MASIA - BALIA - GRANELLA - IBBA - MANCA - PETRINI: "Rimborso degli interessi sulle anticipazioni bancarie a favore degli invalidi civili aventi diritto all'indennità di accompagnamento". (484)
(Pervenuta il 6 novembre 2003 ed assegnata alla settima Commissione.)
DORE: "Parità fra uomo e donna nelle candidature per le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale". (485)
(Pervenuta il 6 novembre 2003 ed assegnata alla prima Commissione.)
PRESIDENTE. Per memoria, ricordo ai colleghi che avevamo votato l'emendamento numero 59, emendamento all'articolo 1, emendamento soppressivo parziale che il Consiglio ha votato positivamente in virtù del quale quindi c'è stata la soppressione, e l'emendamento numero 12 che viene subito dopo è decaduto quindi siamo adesso all'emendamento numero 145.
L'emendamento numero 145, a seguito della votazione già avvenuta, è diventato aggiuntivo, per cui va votato dopo l'emendamento numero 60, pertanto cominceremo votando prima il comma 1 e poi l'emendamento numero 60.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, per chiedere quanto da lei richiesto con lo sguardo, credo che sia necessario sospendere per dieci minuti o un quarto d'ora in attesa che la gran parte dei colleghi arrivi in Aula.
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio sono sospesi, riprenderanno alle ore 16 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 07, viene ripresa alle ore 16 e 34.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi riprendiamo i lavori. Colleghi, è passata mezz'ora da quando l'onorevole Fadda ha chiesto una breve sospensione per consentire ai colleghi che non erano presenti in Aula di partecipare, quindi, dobbiamo andare avanti. Ricordo che stiamo per votare il primo comma dell'articolo 1. Se i colleghi hanno preso posto, per cortesia, stiamo votando. Ricordo che stiamo votando il primo comma dell'articolo 1.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo comma, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Stiamo votando il primo comma dell'articolo 1, colleghi! Allora se stiamo pronti...
(Interventi fuori microfono)
No, onorevole Oppi, è il primo comma, non è l'emendamento, abbiamo votato una serie di emendamenti, adesso, in questo momento, votiamo il primo comma dell'articolo 1, perché gli emendamenti sono stati presentati ai commi. Pertanto, ripropongo la votazione dell'articolo 1, primo comma. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Sono di più quelli che hanno votato contro!
(Interruzioni)
Se la votazione non è chiara, la ripetiamo. Scusate, la volontà del Consiglio deve essere chiara. Mi dicono che un certo numero di colleghi, non uno, ha votato due volte. È chiaro che la votazione non era chiara!. La colpa probabilmente è la mia, non sono stato abbastanza chiaro e il Presidente in questi casi può riproporre per Regolamento la votazione. Pertanto, cerchiamo di chiarire. Stiamo votando. Onorevole Usai, per favore, la prego, poi lei dopo mi chiede cosa stiamo votando. Colleghi, un po' di silenzio e di attenzione. Stiamo votando il primo comma dell'articolo 1. E' chiaro? Se è chiaro ciò che stiamo votando, chiedo ad un altro dei Segretari della maggioranza di venire qua perché facciamo la conta dei voti. Metto in votazione il primo comma dell'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Colleghi, io credo che, ma è una mia impressione, poi avrà bisogno di una valutazione di tipo tecnico, credo che la legge a questo punto non esista più, o ne prendiamo atto, ci fermiamo un momento, valutiamo e vediamo. Ho bisogno di un parere tecnico da parte degli uffici, perché perdere tempo non serve a nessuno, se questa legge ormai non esiste più! Pertanto la seduta è sospesa per venti minuti. Riprendiamo alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 41, viene ripresa alle ore 17 e 09.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Colleghi, possiamo riprendere posto? Onorevole Corda, onorevole Locci, vi prego.
Una valutazione fatta dagli uffici, o meglio più che una valutazione gli uffici hanno cancellato dal testo della legge tutto ciò che è decaduto. A me pare che si salvi molto poco, si può, credo, affermare questo, che la legge elettorale non esiste più, esistono alcune norme che possono salvarsi, ma che non hanno più nulla a che vedere con la legge elettorale, per esempio le norme di incompatibilità. Io non credo che il Consiglio voglia discutere delle norme di incompatibilità se non stanno all'interno di un progetto, tuttavia è mio dovere informare il Consiglio di ciò che si salva e di ciò che invece non esiste più. L'affermazione che facevo all'inizio rimane: la legge elettorale come tale non esiste più. Nell'articolo 1 si salva il comma 2, che recita: "Il Presidente della Regione è eletto a suffragio universale diretto contestualmente al Consiglio regionale.". Io vi prego di prestare un po' di attenzione, colleghi.
Poi, sempre all'articolo 1, per chi ha il testo della legge, si salva il comma 7: "La scheda per l'elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale è unica".
All'articolo 1, il comma 12: "È eletto il Presidente candidato che ha riportato la maggioranza assoluta dei voti validi". Io informo il Consiglio, poi sia il Consiglio a decidere che cosa vuole fare. Allora, ditemi come vogliamo procedere. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io apprezzo il lavoro di comunicazione che lei stava facendo, a seguito della valutazione che gli uffici hanno fatto sul testo e sulle norme che resterebbero a seguito della bocciatura del comma 1 dell'articolo 1. Tuttavia abbiamo qualche difficoltà a seguire la sua descrizione delle parti che restano in piedi, se lei è d'accordo, io proporrei di sospendere l'Aula a questo punto, se può servire fare una Conferenza dei Capigruppo, avendo davanti però anche un testo scritto in maniera tale che i Gruppi valutino e possano valutare a questo punto come si procede su una legge che, a lei non sfugge Presidente, è importante. Per cui andare a continui tagli e ad emendamenti così come stiamo facendo, insomma, è piuttosto complicato e complesso.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Spissu, mi aspettavo questo tipo di richiesta, perché certo in Conferenza diventa tutto più semplice, con un testo, anche se i colleghi stanno seguendo. Sulla stessa cosa ha chiesto di parlare l'onorevole Cogodi, dopodiché, convocherò la Conferenza dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Si è detto più volte che la Conferenza dei Capigruppo deve servire per ordinare i lavori del Consiglio e qualche volta è servita e, mi pare, che soprattutto adesso la si vorrebbe fare servire per stendere un velo pietoso o per tentare di stendere un velo pietoso sul fatto politico di grande portata per gravità che è accaduto in Consiglio regionale.
La Conferenza potrà definire come e su che altro argomento si andrà avanti nel Consiglio regionale, ma mi parrebbe di tutta evidenza che andare a raccogliere qualche ramo secco di un albero, che è stato fulminato in questo modo, è un'operazione anche poco degna. Si abbia, come dire, non dico il coraggio, perché qui il coraggio si spreca! Questo è un Consiglio regionale di leoni! No, non c'è esagerazione perché ce ne vuole di coraggio per procedere in questo modo! Per stare un anno in Commissione e fuori dalla Commissione, in Aula, e sulla stampa, nei mass media, e nelle piazze, nei vicoli a dire che questa Regione aveva diritto e dovere, ed ansia e dignità, e quant'altro si è detto in nome dell'autonomia perché avesse una sua legge elettorale. Ma non una qualsiasi legge elettorale, una legge elettorale che migliorasse, cioè mitigasse gli effetti perversi, non potendoli modificare del tutto, della legge nazionale da tutti poi, quasi tutti, detta "italiana" sprezzantemente.
Quella legge "italiana" rientra bella, vestita di tricolore, pomposamente in quest'Aula per via del voto che poc'anzi è stato dato.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE
(Segue COGODI.) Siccome io sono tra quelli che il voto l'ha dato favorevole, al primo comma dell'articolo 1, perché la legge potesse essere per davvero ancora discussa ed approvata, ho il dovere di dire in un minuto qual è la ragione politica di quel voto, avendo io e la mia parte politica fin dall'inizio onestamente dichiarato che per noi non era la migliore delle leggi questa, perché rimaneva una legge presidenzialista e bipolare, non era la migliore delle leggi ma era migliorativa del mostro antidemocratico, illiberale, autoritario che è costituito dalla legge nazionale, da più parti sprezzantemente chiamata italiana. E lo era in alcuni punti essenziali! Cioè, mitigare l'autoritarismo che connota la legge nazionale, sedici consiglieri regionali su ottanta eletti, non eletti, che entreranno in Consiglio regionale senza il giudizio dei cittadini, sulla base di una compilazione preventiva a tavolino, chiunque lo compili, lo compilassi anche io, sarebbe ugualmente illiberale, a traino di una coalizione che vince perché con i programmi e i candidati nei territori c'è il confronto politico, sedici persone con la legge nazionale possono entrare senza giudizio degli elettori in Consiglio regionale.
La legge regionale prevedeva un istituto ugualmente innovativo e di molto, il voto congiunto, cioè che chi vota un Presidente voti anche la coalizione che esprime il programma al quale il Presidente si riferisce, con questo voto del Consiglio si è reintrodotto il voto disgiunto. Così veniva mitigato il cosiddetto premio, l'albero della cuccagna, chi prende un voto di più porta tutto al 60 per cento...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi, c'era una proposta del Presidente Serrenti, perché dobbiamo fare una breve Conferenza.
COGODI (R.C.). Ho finito, ho capito, sto motivando, ho finito, ho capito che le hanno anche detto dai banchi: "di che cosa sta parlando quello", quello che sono io, che è questo, sta parlando politicamente di un fatto che è giusto che venga valutato apertis verbis e pubblicamente in Consiglio adesso, non racchiuso nell'Aula della Conferenza. Io sto dicendo ed elevando una protesta e sto dicendo la ragione per cui nonostante fosse caduta la lista o il listino regionale, l'assetto migliorativo della legge regionale poteva essere ancora discusso ed approvato, perché l'unica cosa che era caduta, con l'emendamento cassato l'altro ieri, non era l'architettura migliorativa della legge, non era l'impianto migliorativo, chiunque dica questo, dice una cosa sbagliata, qualcuno perché ha interesse a dirlo, qualcuno perché non ha capito niente, magari fuori di qui.
Era caduto solo con quell'emendamento il sistema, un puntello del sistema bipolare, perché il listino regionale ancorché con preferenza veniva dato quasi tutto a chi vinceva, o meglio poco poco più della metà a chi vinceva, e poco poco meno della metà al primo che perdeva, istituendo un sistema di chi vince e di chi quasi vince! Un vincitore e un vice vincitore, tagliando fuori cioè tutto l'arco delle forze delle aggregazioni e delle coalizioni altre, che in ipotesi in democrazia si possono costituire.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, concluda per cortesia.
COGODI (R.C.). Guardi, le renderò questa cortesia ma ho il dovere di dire quali sono le ragioni, le ho dette, per le quali da noi è stato espresso un voto che era un voto che ritenevamo dovesse consentire alla Regione autonoma di avere una sua legge elettorale, che fosse per davvero nel merito migliorativa di quella nazionale e ci rammarichiamo del fatto che con un voto eterogeneo per altro, molto eterogeneo, che corrisponde a logiche non del tutto politiche ma più, come di dire, di parte, ma non di parte ampia, non di parte concordata, non certo di coalizione di affidamento e di affidabilità, si è voluta seppellire la possibilità di avere una legge elettorale di questa Regione, cioè della Regione autonoma, ed invece come dire abbracciare la legge nazionale.
Rimane il rammarico di aver perso tanto tempo ed anche il rammarico che c'è chi parlando di autonomia e di legge elettorale regionale ha fatto anche perdere tanto tempo agli altri che avrebbero magari impegnato il tempo in cose possibilmente più utili.
PRESIDENTE. Colleghi, prima di dare la parola all'onorevole Giacomo Sanna che l'ha chiesta per una brevissima battuta, ricordo che c'è stata una proposta del Presidente Serrenti per una Conferenza dei Capigruppo, una proposta dell'onorevole Spissu che è stata accolta dal Presidente Serrenti, relativa al fatto che il passaggio tecnico di illustrazione del che cosa rimanga della legge venga fatta, venga illustrata ai Capigruppo. Questo non significa chiudere la discussione politica sulla legge, che compete esclusivamente all'Aula. In questo caso, solo per questo motivo chiedevo all'onorevole Cogodi di rinviare ad un momento successivo gli interventi di natura strettamente politica sulle considerazioni che intendesse fare.
Lo dico anche a tutti i colleghi perché vorrei rapidamente convocare la Conferenza, illustrare tecnicamente quello che rimane della legge distribuendo anche il fascicolo con la correzione già fatta, poi, tutte le altre considerazioni e tutte le altre questioni verranno esclusivamente rimesse all'Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, intanto per manifestare la mia contrarietà all'interruzione per fare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi che non ha ragione di esistere. Ci siamo anche stancati delle decisioni prese in quella Conferenza e stravolte in quest'Aula. Allora, se il lavoro che lei ha detto gli uffici hanno già prodotto materialmente, è preferibile restare in Aula, distribuire ciò che è rimasto, ed io ritengo sia più che altro un modo di annacquare quello che è accaduto questa sera, perché resterà soltanto qualcosa che può avere un riferimento arlecchinesco e non produttivo, ed allora chi si è assunto la responsabilità di affossare la legge lo deve sino in fondo portare avanti in quest'Aula, se dibattito ci deve essere in quest'Aula, non si può annacquare con nessuna Conferenza dei Capigruppo la testimonianza di ciò che stasera è accaduto qua.
Io capisco che siete abituati ad essere colonizzati da una vita e che è difficile ragionare e camminare con le proprie forze, ma calpestare l'autonomia come si è fatto stasera per l'ennesima volta, impedendo a quest'Aula di fare una propria legge elettorale, credo che non sia il biglietto da visita che un Consiglio regionale di una Regione autonoma, che si ritiene libera, abbia potuto portare avanti questo pomeriggio.
La trasversalità alla quale ho assistito mi lascia fortemente contrariato, Presidente, e piuttosto perplesso, perché se si arriva a questo si può arrivare a ben altre cose, e non mi meraviglia che fuori da questo Palazzo la diffidenza e la scontentezza verso quest'Aula siano sempre maggiori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà. Onorevole Pittalis, sulla proposta, per cortesia.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, ho avuto la sensazione che fosse stato riaperto il dibattito sulla legge in esame. Io sono d'accordo con il collega Spissu, non tanto per, questa è una valutazione che fa Ella, Presidente, sull'opportunità o meno della convocazione di una Conferenza dei Capigruppo, ma sulla necessità - ed insisto anch'io - che il Consiglio regionale sia posto in grado di poter, per il proseguo dell'esame della legge, essere messo in grado di capire quali sono ancora le parti di questa legge che all'esito della bocciatura del primo comma sopravvivono. Mi pare che è un voto utile, è un esame utile per tutti che consentirà anche di poter esaminare con maggior speditezza questa proposta di legge.
Quindi, è un problema che rimettiamo alla valutazione anche degli uffici; già un ottimo lavoro era stato fatto in seguito alla bocciatura di quell'inciso del primo comma. Se questo lavoro dovesse essere completato sarà sicuramente di ausilio per noi tutti.
PRESIDENTE. C'è stata una proposta dell'onorevole Spissu. Su questa proposta si è espresso uno a favore ed uno contro. L'onorevole Pittalis ha parlato a favore, l'onorevole Giacomo Sanna ha parlato contro, quindi adesso passiamo al voto così dirimiamo immediatamente la controversia e non perdiamo tutta la sera a discutere di questa questione. Laddove non si dovesse procedere alla Conferenza questa Presidenza provvederà a distribuire a ciascun consigliere il fascicolo con le correzioni intervenute a seguito della bocciatura del comma primo, e a quel punto l'Aula deciderà come avviare la discussione. Perché credo, che visto che non si vuole procedere in altri termini, non ci rimane che procedere in questo modo.
Allora, adesso metto in votazione la proposta dell'onorevole Spissu per una breve Conferenza dei Capigruppo.
SPISSU (D.S.). Se serve la Conferenza!
PRESIDENTE. C'è stata una proposta, devo dirimere la questione applicando il Regolamento. Metto in votazione la richiesta di Conferenza dei Capigruppo. Chi la approva alzi la mano. Non è stata chiesta la controprova. Chi non l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Facciamo una breve sospensione, distribuiamo il fascicolo nel frattempo anche ai consiglieri e ,quindi, sulla base anche della distribuzione, ritorniamo in Aula per affrontare la discussione politica.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 28, viene ripresa alle ore 17 e 38.)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia un attimo di attenzione. La Conferenza si è riunita, ha preso visione del materiale che è stato messo in distribuzione e che è a disposizione anche di tutti i colleghi consiglieri. Si è ritenuto di aggiornare i lavori dell'Aula a domani mattina alle 10 e 30 per avere la possibilità di valutare ciascun consigliere e i rispettivi Gruppi sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista politico, le risultanze del voto che hanno soppresso il comma 1 dell'articolo 1.
I lavori dell'Aula finiscono qui, riprendono domani mattina alle 10 e 30 alla luce del materiale che abbiamo messo in distribuzione questo pomeriggio.
La seduta è tolta alle ore 17 e 39.
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