Seduta n.256 del 02/07/2002 

SEDUTA CCLVI

Martedì 2 luglio 2002

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Sanna Salvatore

La seduta è aperta alle ore 17 e 19.

oRtu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 20 giugno 2002 (250), che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge. "Norme varie in materia di personale" (310/A)

PRESIDENTE. Ricordo che è all'ordine del giorno il disegno di legge 310/A; è in discussione l'articolo 1 bis e i relativi emendamenti, che sono stati illustrati. Ci siamo lasciati stamattina con un problema in merito all'emendamento numero 133, che io ho poi rivisto e valutato a fondo; in effetti, nella forma in cui è stato presentato, non può essere considerato ammissibile.

Per esprimere il parere della Giunta su tutti gli emendamenti, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Non si accolgono.

PRESIDENTE. L'Assessore dice che non si accolgono gli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Poche parole, Presidente e colleghi, anche in attesa che un maggior numero di consiglieri raggiunga l'aula, per dire che risulta un pochino singolare ed anche poco comprensibile che la Giunta puramente e semplicemente dica: "Gli emendamenti non si accolgono", perchè nel novero degli emendamenti ce ne sono diversi che hanno un qualche significato e valore utile e propositivo; in particolare ce n'è uno che porta la firma, e quindi ha la titolarità dei Gruppi politici di maggioranza e di opposizione, quindi contiene quel valore politico, ma anche giuridico, che lo rende sostanzialmente e formalmente ammissibile, perchè noi siamo nella fase nella quale è già stato votato dal Consiglio il passaggio all'esame degli articoli; siamo nella fase nella quale il Consiglio ha già votato, approvando o bocciando, una parte del testo in esame. Noi vogliamo anche conoscere come è possibile procedere in un'assemblea legislativa. Noi sapevamo fino ad oggi che tutte le assemblee procedono ordinatamente in base ad un regolamento - anche il condominio ha un suo regolamento; anche la polisportiva ha un suo regolamento - per cui il processo decisionale è valido se le decisioni sono assunte nel rispetto delle procedure previste. Qualcuno pensa che le procedure siano un fatto secondario, marginale, addirittura aggiunto, rispetto alla sostanza delle cose. No, nei processi decisionali di una qualsiasi consociazione, il rispetto delle procedure è essenziale ai fini della validità degli atti; è così nelle consociazioni private e, a maggior ragione, nelle consociazioni pubbliche, e soprattutto nelle istituzioni pubbliche.

Noi abbiamo avuto modo di lamentare, senza essere lamentosi, quindi di rappresentare in modo dignitoso e degno, e rispettoso pure, signor Presidente, il fatto che il nostro Regolamento prevede norme la cui interpretazione è univoca; laddove l'interpretazione fosse complessa, gli uffici possono essere di ausilio. Ma non c'è ausilio di uffici, e non c'è ambito di interpretazione laddove la immediata lettura e la semplice apprensione del significato, a chiunque consente di capire cosa significano le regole.

Si sta procedendo con troppi strappi e, a furia di strappare, qui rimarranno solo macerie, cenci! L'articolo 1 bis, a norma di Regolamento del Consiglio regionale, è un articolo che è decaduto, perchè l'articolo 1 bis che, nel testo originario della Giunta, era il comma 3 dell'articolo 1, direttamente consequenziale al comma 2 dell'articolo 1, può avere anche un diverso titolo e un diverso numero, però fa riferimento a selezioni interne per la progressione verticale nell'amministrazione, che erano contenute nell'articolo 1 al comma 2 del testo del proponente. Il comma 2 è stato cassato dal Consiglio regionale, nella sua libera e consapevole determinazione, e quindi il riferimento a selezioni, non in contrasto con l'articolo 1, intanto ha senso in quanto esistono le selezioni nell'articolo 1, che però erano contenute nel comma 2, che è stato cassato.

E infatti l'articolo 1 bis testualmente parla di "selezioni e procedure non in contrasto con l'articolo 1"; ma se si considera cassato il comma 2 che conteneva l'istituto delle selezioni, non possono essere ripetute nell'articolo 1 bis. Si è arzigogolato, si è lasciato interpretare arbitrariamente molto, si è detto che quell'articolo poteva avere autonoma validità, almeno formale, se non sostanziale. Riconoscere a tale norma validità formale e non sostanziale comporta che l'articolo 1 bis, se vivesse, vivrebbe inutilmente, perchè contenendo la dizione "non in contrasto con l'articolo 1", e modificando quest'ultimo l'articolo 54 della legge numero 31 che disciplina i concorsi pubblici, è chiaro ed evidente che solo nell'ambito della disciplina dettata dall'articolo 54, ex professo richiamata dall'articolo 1, può operare la riserva per gli interni, senza introdurre quindi meccanismi di selezione distinti dal concorso esterno. E tuttavia qui si è detto che l'articolo 1 bis, può avere significato normativo autonomo; però, fosse anche così, sarebbe inefficace, inutile, un di più, un appesantimento, una scrittura e basta, inapplicabile, perché sarebbe comunque in contrasto con decisioni precedentemente adottate, nella parte in cui dice: "non in contrasto con l'articolo 1".

Però viva gli uffici, e i buoni uffici! Si è detto che anche se non serve a nulla formalmente può avere una validità giuridica. Tenetevelo! E` una mera formula senza alcun valore giuridico. E` un essere in coma, è un articolo con l'elettroencefalogramma piatto, come dicono i medici, però voi lo volete; tenetevelo! Ma l'ammettere poi un ulteriore emendamento della Giunta, il numero 130, che rendendosi conto nel frattempo, da giovedì ad oggi, che avevamo ragione noi, e quindi che quell'articolo sarebbe stato privo di efficacia, propone di cassare le parole "non in contrasto" - perchè se è in contrasto, e nella formulazione in cui è stato presentato, non può non esserlo, non avrebbe efficacia alcuna - costituisce una palese violazione del Regolamento. Perché il Regolamento dice, ad uffici, a presidenti, a consiglieri, ai passanti in via Roma ed anche in qualsiasi altra parte della Sardegna, che nuovi emendamenti dopo la votazione del passaggio all'esame degli articoli possono essere ammessi dal Presidente, solo se hanno funzione di coordinamento o di sintesi. Ma qui non c'è né coordinamento, né sintesi. Qui c'è contrasto col voto del Consiglio. Eppure si dichiara l'emendamento ammissibile.

Ma badate, le assemblee del condominio, della polisportiva, ma a maggior ragione delle istituzioni, se non hanno regole, e regole sicure, e se non hanno arbitri, ed arbitri veri - non dico Collina, ma neppure Moreno - arbitri medi, arbitri intermedi, arbitri pressappoco, non sono in grado di funzionare.

Per i motivi che ho esposto, per noi l'articolo 1 bis è già decaduto; voi ritenete che debba rimanere? Rimanga come è, perchè è inefficace. L'emendamento numero 130 è sicuramente inammissibile, perchè tenta di reintrodurre l'istituto già bocciato; il numero 133, meno male che è stato dichiarato inammissibile, perchè addirittura voleva reintrodurre anche quello che era stato bocciato cento volte. Rimane l'emendamento di sintesi, cioè rimane quell'emendamento concordato fra tutte le parti politiche. Perchè la maggioranza non accetta una degna, non dico via d'uscita, ma una degna soluzione, che è quella di portare la riserva a favore degli interni nei concorsi pubblici dal quaranta al cinquanta per cento; quella proposta che stamane anche la maggioranza ha firmato, e che secondo me l'Assessore non ha capito bene che gli conveniva accettare, non come una via di fuga, ma una via per andare avanti. La maggioranza metta alla prova la propria compattezza su altre questioni, non su questa! Di fronte ad una soluzione che è degna sul piano giuridico, che è degna sul piano dalla composizione degli interessi in campo, che è equilibrata, concordata fra l'opposizione e la maggioranza, sottoscritta anche dalla maggioranza, non si comprende perchè ad un certo punto si dica: non se ne fa niente, torniamo all'antico, torniamo all'impossibile, torniamo alla norma già bocciata.

Ecco perché conclusivamente il nostro invito al Consiglio è: andiamo avanti, approviamo questa legge nel modo migliore possibile, approviamo altre leggi nel modo migliore possibile, però almeno sulle cose su cui, dopo tanta fatica, si è trovato un punto d'incontro, non si torni indietro, non è vittoria o sconfitta per nessuno ma un fatto utile a tutto il Consiglio; l'unica cosa anche formalmente ammissibile, oltre che sostanzialmente valida, è l'emendamento di sintesi presentato con l'accordo di tutti, che consente di sbloccare la situazione. Altrimenti sul punto anche procedimentale io ritengo sia opportuno tornare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. (dai banchi dei consiglieri) Presidente non posso trattenermi dall'intervenire su questo argomento, perchè in questi giorni ne ho sentito di tutti i colori.

CUGINI (D.S). Escluso il nero!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ed allora forse è bene che qualche paletto venga messo al posto giusto, perchè in materia di personale è bene che si abbiano idee chiare, quando si usano termini come concorsi interni, selezioni, norme sull'accesso, progressione verticale, orizzontale; questa terminologia che viene usata non sempre a proposito.

E` stato detto che l'articolo 1 bis sarebbe decaduto perchè è stato da quest'Aula bocciato il secondo comma dell'articolo 1, così come licenziato dalla Commissione. In verità l'articolo 1, nel testo della Commissione, consta di un solo comma, anche se è suddiviso in due sottocommi, 01 e 02. Se non mi è sfuggito, e se non erro, non è stato bocciato il comma 2, ma è stato bocciato il comma 02, per cui del comma 1 dell'articolo 1 rimane integro il comma 01; cioè quello che aggiunge all'articolo 54 della legge 31, cioè la norma che disciplina, se non ricordo male, l'accesso agli impieghi, una disposizione nella quale è detto che la Giunta regionale deve programmare ogni tre anni il fabbisogno del personale.

Si dà il caso che questa norma, sia pure non contenuta precedentemente in alcuna legge, sia stata di fatto già applicata, nel senso cioè che la Giunta presieduta dall'onorevole Floris, nel settembre-ottobre del 2000 approvò, con apposita delibera, il piano triennale del fabbisogno del personale; ed è proprio in attuazione di questa delibera del settembre-ottobre 2000 che il contratto regionale collettivo ha potuto disciplinare la materia relativa alle selezioni, perchè era assolutamente indispensabile per ottenere un altro risultato di cui fra poco dirò, e che forse colpirà anche un po' la fantasia dell'onorevole Cogodi.

Intendo dire che nel dicembre del 1999 il CORAN, presieduto dal chiarissimo professor Loi, più volte evocato in quest'Aula, sottoscrisse con i sindacati una pre intesa, nella quale era stato assunto l'impegno che venisse garantita la selezione interna a prescindere dal titolo di studio, in quanto interpretarono le direttive diramate dalla giunta Palomba, che affermavano l'inderogabilità del titolo di studio, con riferimento esclusivamente all'accesso.

FADDA (Popolari-P.S.). Per quello l'avete fatto fuori!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà il caso che dopo aver sottoscritto questa pre intesa l'ineffabile, chiarissimo professore sconfessò ciò che egli stesso aveva sottoscritto insieme agli altri componenti del Comitato, attribuendo la responsabilità del mutamento di opinione esclusivamente all'allora Assessore della programmazione; il quale, partendo da posizione di contrarietà a questa pre intesa, dovette alla fine convenire con loro che in effetti una cosa è parlare di norme sull'accesso, altra cosa è parlare di norme sulla progressione interna.

Tanto ciò è vero che solo due o tre giorni fa il TAR Sardegna, che quindici giorni fa o un mese fa aveva bocciato la norma sul concorso interno, con sentenza resa in relazione al concorso dei dirigenti ha affermato, denegando la propria giurisdizione, che non di norme sull'accesso si tratta, ma di norme sulla selezione interna e pertanto non rientranti nella competenza del TAR, ma del giudice ordinario. Cambia il relatore del TAR, cambiano le sentenze. Ma questa è l'interpretazione che dette l'amministrazione, e che dettero il CORAN e i sindacati, che essendo parti di un unico rapporto dovevano necessariamente procedere in questa direzione, tanto è vero che hanno scritto le norme sul contratto, che prevedono, appunto, la selezione interna, che è stata oggetto di salvataggio, diciamo così, con l'articolo 1 bis, che è, né più e né meno, il comma secondo dell'articolo 1 del disegno di legge licenziato dalla Giunta, che nel testo della Commissione è diventato articolo 1 bis. Forse più correttamente, debbo dire, perché in realtà prevede soltanto la salvaguardia del recente concorso, così come disciplinato dal contratto collettivo.

L'articolo 1 bis, che fa riferimento a quanto è rimasto dell'articolo 1, è perfettamente coerente, perchè in realtà non fa altro che disciplinare le selezioni interne, che, sia pure impropriamente, a mio giudizio, ma è un fatto formale, denomina "concorsi interni", attuando ciò che è rimasto in piedi dell'articolo 1, cioè il comma 01, che contiene la norma che attribuisce alla Giunta la programmazione triennale del fabbisogno di personale cosa che, come detto prima, la Giunta sia pure per altro verso aveva già fatto. Conseguentemente l'articolo 1 bis nient'altro è che l'attuazione di quell'atto amministrativo che la Giunta presenta come programma triennale del fabbisogno della Regione.

Perchè fu fatto questo programma triennale? Questo programma triennale fu fatto perchè in quest'Aula non più tardi del mese di giugno del 2000, ma anche prima, nel mese di giugno del 1998, ed anche successivamente nel mese di giugno del 2001, si assunse l'impegno di inventare le regole per consentire al personale assunto ai sensi della legge numero 22, cioè quello della ex cooperativa Informa - lo voglio ricordare, tanto per essere chiari, a chi ha poca memoria -, di poter accedere ai ruoli dell'amministrazione regionale. Ma poiché gli ingressi nei ruoli dell'amministrazione regionale sono possibili soltanto in carenza di organico, perchè non si può assumere in sovrannumero, è ovvio che per consentire la selezione del personale della cooperativa ex Informa, fosse assolutamente necessario spingere, diciamo così, dalla categoria B verso la categoria C alcune persone, o decine di persone. Cioè, realizzare una selezione interna che consentisse ad alcuni impiegati, che oggi sono nella categoria B, tanto per intenderci l'ex quarta qualifica, di poter entrare nella C, cioè la vecchia sesta qualifica, in modo da liberare i posti e consentire l'accesso attraverso una selezione già prevista Oggi la Giunta nel suo disegno di legge propone con l'articolo 3 il passaggio immediato nei ruoli, ma a condizione che si liberino i posti. Cioè, la selezione interna era stata prevista dal contratto, proprio per liberare posti in categoria B per consentire l'accesso ad essa non solo del personale della ex Informa, quello assunto in base alla legge numero 22 del 1996, ma anche gli LSU che diversamente non potrebbero trovare collocazione.

PRESIDENTE. Le concedo ancora qualche secondo di tempo per concludere.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Data la complessità dell'articolo e degli emendamenti collegati vi chiederei di accordarmi qualche minuto in più. Dicevo che anche gli LSU bisogna mettere in relazione alla legge numero 13 del 2001 che ha prorogato i contratti previsti dalla legge 22, e alla legge numero 17 del 2000 che prevede la riserva del trenta per cento dei posti, da ricoprire mediante selezioni, a favore dei lavoratori impegnati in lavori socialmente utili. Senza questa riserva, e senza la possibilità di fare questo concorso o selezione interna a favore degli LSU e degli ex dipendenti della cooperativa Informa, noi ci troveremo nella disgraziata situazione di dover risolvere i loro rapporti di lavoro, essendo essi a tempo determinato. Il problema è di una semplicità estrema. Ecco perchè mi dispiace dover sentire che non è stato fatto il dovuto collegamento fra le due cose.

In sintesi, è assolutamente necessario fare la selezione interna, perchè l'amministrazione ha necessità di liberare i posti nella categoria B, che è l'ex quarto livello. Liberando questi posti si ha la possibilità di inquadrare, nei limiti dell'organico, il personale dei lavoratori impiegati in LSU e quello della ex cooperativa Informa. Se non passa l'articolo 1 bis non c'è selezione interna: chi è in categoria B rimane in categoria B; chi è in categoria C rimane in categoria C, però chi è stato assunto in base alla legge 22, cioè il personale della cooperativa Informa e quello impegnato in LSU, continua a rimanere o precario, se questo Consiglio avrà la volontà di prorogare la legge che determina la scadenza del primo turno al 15 di settembre, oppure l'amministrazione dovrà licenziarlo. Questa è l'alternativa di fronte alla quale questo Consiglio, in parole molto povere, si trova.

(Applausi dal pubblico)

(Rimostranze da parte di alcuni consiglieri)

PRESIDENTE. Il pubblico deve stare in silenzio, non è consentito approvare o disapprovare gli interventi.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione insieme l'emendamento 32 e l'emendamento 69 aventi lo stesso contenuto, sono emendamenti soppressivi totali.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 32 e 69.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione degli emendamenti numero 32 e 69:

presenti 76

votanti 75

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 34

contrari 41

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto in votazione l'emendamento numero 88.

DIANA (A.N.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 132, se ricordate è l'emendamento che in un primo momento era unitario. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Avevo chiesto il voto segreto.

PRESIDENTE. Il consigliere Cogodi l'aveva chiesto prima. La richiesta sulla modalità di votazione ha la precedenza, onorevole Pittalis.

Voglio ricordare che l'emendamento numero 132 era quell'emendamento unitario dal quale poi la maggioranza ha ritirato le firme.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 132.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 77

votanti 76

astenuti 1

maggioranza 39

favorevoli 33

contrari 43

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto in votazione l'emendamento numero 130, presentato dalla Giunta. Su che cosa vuole parlare, onorevole Cogodi? Si può intervenire solo per dichiarazione di voto, o per chiedere una modalità di votazione.

COGODI (R.C.). Io conosco sufficientemente il Regolamento.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cogodi, prego.

COGODI (R.C.). Non deve chiedere scusa, dovremmo essere noi tutti a chiedere scusa a qualcuno per il modo incredibile col quale procede l'approvazione, l'elaborazione delle leggi in questo Consiglio regionale, perché emendamenti discussi, concordati da tutti e firmati da maggioranza ed opposizione…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io la devo richiamare.

COGODI (R.C.). Sto dichiarando il voto.

PRESIDENTE. Lei conosce il Regolamento, non deve commentare o esprime il suo parere sul voto, motivi il suo voto favorevole o contrario, o se no si sieda, la prego, abbia pazienza. Lei richiama tutti al rispetto del Regolamento ma non lo rispetta mai.

COGODI (R.C.). Ma se lei si tiene poco poco più calmo riesce anche a capire quello che deve capire per dirigere il Consiglio. .

PRESIDENTE. Le assicuro che io riesco a capire sempre.

COGODI (R.C.). Io sto dichiarando il mio voto sull'emendamento numero 130 e consenta che entri nell'argomento. E posso entrare nell'argomento se dico che io poc'anzi ho detto che di Collina nel mondo ce n'è uno, di Moreno forse ce ne sono tanti, ma che fra Collina e Moreno non possa esistere un qualche cosa di intermedio! Non è possibile secondo me, e parlo dell'emendamento numero 130, che a sfregio del Regolamento del nostro Consiglio, che consente, dopo la votazione sul passaggio all'esame degli articoli solamente la presentazione, da parte della Giunta o dei Gruppi, di emendamenti di sintesi o di coordinamento, non è possibile, dicevo, che questo emendamento sia stato dichiarato ammissibile. Questo emendamento numero 130 toglie dall'articolo una parte sostanziale, perché toglie il punto di discrimine: l'essere o no in contrasto con l'articolo precedente.

Dov'è il coordinamento? Cambia la natura, gira il foglio, è un'altra pagina. Dire "questa norma vale se non è in contrasto con la precedente" o dire "questa norma vale se è in contrasto con la precedente" sono due cose antitetiche. Non è un coordinamento, non è una sintesi, è un rovesciamento. E lei fa finta di non capire, che posso dire? E anche molti colleghi fanno finta qui di non capire.

Io dichiaro il mio voto contrario e invito i consiglieri a una riflessione sulla dignità del nostro lavoro e della nostra funzione, che è più di un lavoro. Questo emendamento che cambia la natura dell'articolo 1 bis, rispetto a quello che era, non è di coordinamento, non è di sintesi, è inammissibile. L'unico emendamento ammissibile era quello di sintesi firmato da tutti, che dispettosamente la maggioranza ha ritenuto poi di non approvare, ma non si può in quest'aula e in questo Consiglio rendere offesa alla volontà del Consiglio stesso, e proclamare, perché ci sono trenta, quaranta presenze in quest'aula, in modo del tutto strumentale, dignità e interessi della pubblica amministrazione regionale che non esistono.

Cosa vuol dire negare a un sardo, a un cittadino sardo il diritto di misurarsi, di partecipare a un concorso dove ai dipendenti interni della Regione è riservato, come noi dicevamo e diciamo anche nell'emendamento successivo, il 50 per cento, la metà intera dei posti? A settemila dipendenti regionali, dei quali solo alcune decine possono avere questo titolo, riserviamo il 50 per cento dei posti nei concorsi pubblici, che riguardano l'accesso alla Regione, al lavoro, ma non solo al lavoro, alla funzione pubblica della Regione, di tutti i sardi. Neghiamo questo diritto a giovani diplomati, laureati, specializzati, che girano il mondo e da dieci anni e più non riescono a partecipare a un concorso in questa Regione, se non per i livelli bassi per i quali peraltro non ne sono previsti, perché le assunzioni avvengono solo tramite selezioni.

Come fate voi a negare il diritto a una speranza almeno, anche garantendo gli interni prevedendo a loro favore la riserva del 50 per cento dei posti purché abbiano titolo? Tutto lì è il problema, Masala, che ti fai applaudire da chi porti in curva sud. Tutto lì è il problema: chi ha titolo e chi non ha titolo. Il 50 per cento deve essere riservato a chi ha il titolo; l'autista regionale deve avere la patente, l'ingegnere regionale deve essere laureato in ingegneria, o non volete questo? Voi, invece, con l'emendamento che volete far passare brutalmente pretendete la deroga a questo principio, pretendete di poter prescindere dal titolo cioè dalla professionalità, cioè dai requisiti per l'abilitazione, voi che sareste quelli della modernità, dell'innovazione, della specializzazione, del liberismo! Vargiu, bel liberista ti ritrovi ad essere e bel liberale! Per un'azione di bassa clientela voi ritenete che in Regione, ancora oggi, nei tempi moderni, per concorso interno si debba non salvaguardare la professionalità vera che esiste, perché in quel caso va salvaguardata, e prevedendo la riserva del 50 per cento nel concorso pubblico ce n'è d'avanzo perché si salvaguardano tutti e ne avanzano pure, per chi conosce l'amministrazione. Ma tutti quelli che hanno titolo, non chi non ha titolo; voglio dire chiunque abbia l'idoneità minima, perché quello che ha il titolo di idoneità minima con la riserva di posti scavalca anche il più bravo esterno, ma che scavalchi il più bravo esterno a condizione che abbia il titolo, perché volete che lo scavalchi chi non ha il titolo? Perché volete che lo scavalchi chi non ha i requisiti minimi? A chi giova questo? Alla Regione? Alla politica? Alla dignità del lavoro e della professionalità, alla concorrenza, al capitalismo, a chi giova? Giova solo alla bottega, piccola bottega, residuale bottega, inutile bottega, perché a fronte di cento che vi diranno: "Bravi perché mi avete favorito imbrogliando", ce ne saranno mille, centomila che vi diranno: "Pezzenti che non siete altro, che mi negate per la vita il diritto di misurarmi con chi ha titoli, capacità e professionalità, dentro la Regione e fuori della Regione!"

Perché la differenza è questa: il dipendente regionale può concorrere nel concorso pubblico e si può misurare con gli altri, l'esterno no. Al concorso riservato, così come lo avete previsto voi, che è cosa diversa dalla quota riservata nel concorso pubblico, l'esterno non può concorrere, e quindi dov'è la vostra libera concorrenza? Il vostro è un inganno, un imbroglio, una corsia preferenziale! Poi torneremo al problema dei precari, e vi dimostreremo che Informa o non Informa e quant'altro di cui voi parlate non c'entra nulla, perché i diritti sacrosanti del lavoro vanno garantiti e si possono garantire tutti, e state ancora una volta imbrogliando e ingannando e facendo leva sul bisogno degli uni per creare un inganno a danno degli altri.

Allora, è accaduto già quello che è accaduto, non è tutto compromesso. Già respingere questo emendamento vuol dire almeno lasciare le cose come stanno, così come gli Uffici hanno ritenuto di dire. Io mi guardo bene dal contestare gli Uffici. Gli Uffici dicono quello che capiscono, dicono quello che comprendono, quello che afferrano sul piano tecnico e in buona fede lo porgono al Presidente. Il Presidente aveva avuto un dubbio all'inizio, aveva considerato decaduto l'articolo 1 bis. Gli Uffici hanno sostenuto che può rimanere formalmente in piedi. Rimanga formalmente in piedi, ma non gli si dia sostanza e validità attraverso un emendamento inammissibile, lasciamo le cose come stanno. Se è applicabile si applicherà, se non è in contrasto con l'articolo 1, e se non è applicabile non si applicherà.

Questo era il disegno originario, perché volete introdurre adesso questa modifica, per cui dopo aver sostenuto: "vale lo stesso", adesso dite: "vale a condizione..."

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 130. Chi lo approva alzi la mano.

COGODI (R.C.). Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Abbiamo già votato, onorevole Cogodi. Il Consiglio approva.

(Interruzioni)

Oltretutto lei ha appena fatto una dichiarazione di voto, ma davvero lei il Regolamento lo vuole usare a suo uso e consumo!

spissu (d.s.). Si astiene.

PRESIDENTE. Lei ha appena fatto una dichiarazione di voto contrario e ha invitato anche i colleghi a votare contro.

COGODI (R.C.). Questo non vuol dire che non posso chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. No, non lo può chiedere. Se ha fatto una dichiarazione di voto non lo può chiedere, onorevole Cogodi.

In tutti i casi, onorevole Cogodi, abbiamo già votato, il Consiglio ha già approvato, andiamo oltre. Abbia pazienza, consenta all'Aula di lavorare onorevole Cogodi, guardi che è veramente faticoso andare avanti così!

COGODI (R.C.). Chi gliel'ha detto che non posso chiedere il voto segreto? Io non posso votare, ma posso chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. Glielo dico io, onorevole Cogodi. Questo problema è stato posto tanto volte in quest'aula, se lei ha già fatto dichiarazione di voto non si può chiedere il voto segreto.

Adesso votiamo l'articolo 1 bis.

spissu (d.s.). Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 1 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 76

votanti 75

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 40

contrari 35

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto in votazione l'emendamento numero 64.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 114.

VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 116.

LIORI (A.N.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 2.

ORTU, Segretario:

Art. 2

Inquadramento di personale a termine

1. L'Amministrazione e gli enti regionali sono autorizzati ad inquadrare nei propri ruoli organici i soggetti impiegati, presso la stessa Amministrazione e gli enti, in lavori socialmente utili ai sensi del decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, operanti alla data di entrata in vigore della presente legge.

2. L'Amministrazione regionale e gli enti sono altresì autorizzati ad inquadrare nei propri ruoli organici i dipendenti in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, assunti in applicazione della legge regionale 29 maggio 1996, n. 22, il cui rapporto di lavoro a termine sia in atto, ovvero sia stato prorogato per almeno una volta e per un periodo pari al primo, a condizione che l'assunzione abbia avuto luogo a seguito di procedure selettive pubbliche ovvero di accertamento dell'idoneità professionale ai sensi della legge regionale 29 marzo 1993, n. 12, nonché il personale con contratto a tempo determinato dell'Agenzia regionale del lavoro. Per il personale dell'Agenzia l'applica­zio­ne del presente comma non comporta l'inqua­dra­mento nel ruolo regionale.

3. Gli inquadramenti di cui ai commi 1 e 2 sono disposti nei limiti dei posti che risulteranno vacanti a conclusione dei concorsi interni previsti dal contratto collettivo regionale di lavoro 1998-2001 del personale dipendente dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne regionale e degli enti strumentali, secondo l'ordine di graduatorie formate sulla base della durata del servizio e con effetto dal trentesimo giorno successivo alla data di approvazione delle graduatorie dei concorsi medesimi. Per i soggetti di cui al comma 1 l'inquadramento ha luogo nel livello iniziale della categoria in cui sono comprese le attività per le quali ha avuto luogo la chiamata dall'ufficio del lavoro; per i dipendenti di cui al comma 2 nel livello economico iniziale delle categorie corrispondenti alle qualifiche per le quali erano state indette le selezioni o effettuato l'accertamento dell'idoneità.

4. L'applicazione dell'articolo 1 della legge regionale 1° agosto 2000, n. 16, è estesa al triennio 2003-2005 e i termini di cui alla legge regionale 13 agosto 2001, n. 13, possono essere prorogati di un anno.

5. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, quantificati per il 2002 in euro 1.860.000 e, per gli anni successivi, in euro 7.338.000, gravano sugli stanziamenti recati dalle UPB S02.045, S02.067 e S02.068 a copertura delle assunzioni previste nelle dotazioni organiche nel piano del triennio 2000-2002.

PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti numero 70, 9, 12, 79, 89, 99, 131. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 2

Nel comma 3 dell'art. 2 le parole "nei limiti dei posti che risulteranno vacanti a conclusione dei concorsi interni previsti dal Contratto collettivo di lavoro 1998/2001 del personale dipendente dell'Amministrazione regionale e degli Enti strumentali" sono sostituite dalle seguenti: "anche in soprannumero ai posti vacanti alla data di entrata in vigore della presente legge". (70)

Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE

Art. 2

Al comma 3 le parole "nei limiti dei posti che risulteranno vacanti a conclusione dei concorsi interni previsti dal contratto collettivo di lavoro 98-2001 del personale dipendente dell'Amministrazione regionale e degli Enti strumentali" sono sostituite da "nei limiti dei posti che risulteranno vacanti a conclusione dei concorsi interni previsti dal precedente articolo 1 bis per il personale dipendente dell'Amministrazione regionale e degli enti strumentali". (131)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Dore - Deiana - Granella

Art. 2

All'art. 2, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente comma 4 bis:

"4 bis. La validità delle graduatorie dei concorsi per esami o per titoli ed esami per l'assunzione dei dipendenti dell'Amministrazione regionale di cui all'art. 6 della legge regionale 1 giugno 1999, n. 22, utilizzate per la copertura dei posti vacanti per motivi diversi dall'ampliamento della pianta organica, sino al 31 dicembre 1999 è prorogata sino al 31 dicembre 2002". (9)

Emendamento aggiuntivo Liori - Biggio - Murgia

Art. 2

Dopo le parole "contratto collettivo di lavoro 1998-2001", aggiungere: "anche in soprannumero". (12)

Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia - Corda

Dopo l'art. 2, è aggiunto il seguente:

Art. 2 bis

<<Il personale del comparto contrattuale regionale, di Enti comunque sottoposti a controllo regionale, e di Enti locali territoriali, che presta servizio in posizione di comando da almeno un anno alla data di entrata in vigore della presente Legge presso Uffici del medesimo comparto contrattuale regionale, è inquadrato, a domanda, nel ruolo della Amministrazione regionale o dell'Ente strumentale regionale presso cui è in atto il comando, in deroga alle disposizioni di cui agli artt. 38 e 40 della Legge regionale 13 novembre 1998, n. 31>>. (79)

Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia - Corda

Nell'art. 2 comma 2, al quindicesimo rigo, dopo la parola lavoro è aggiunto il seguente periodo:

"e quello impegnato nella realizzazione del progetto incluso nello strumento di Iniziativa Comunitaria Pesca, denominato Osservatorio Regionale Pesca". (89)

Emendamento aggiuntivo Pittalis - Pirastu - Balletto - Lombardo - Milia

Nell'art. 2 comma 2, al quindicesimo rigo, dopo la parola lavoro è aggiunto il seguente periodo:

"e quello impegnato nella realizzazione del progetto incluso nello strumento di Iniziativa Comunitaria Pesca, denominato Osservatorio Regionale Pesca". (99)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 70 ha facoltà di illustrarlo.

COGODI (R.C.). Noi proponiamo, con l'emendamento numero 70, di dare un'autonomia, una dignità e una certezza all'istituto normativo che prevede l'articolo 2, cioè che il personale, che impropriamente è chiamato precario….

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA

(Segue COGODI) Forse è opportuno che l'arbitro Moreno si trattenga ancora un pochino, perché non è che le cose qui avvengano a caso; lei ha, anche oggi, compiuto strappi inammissibili, lei appare e scompare nei momenti nei quali si debbono fare gli strappi al Regolamento, poi lascia l'aula! Missione compiuta! Ma ancora non è tutta compiuta!

PRESIDENTE. Collega Cogodi, continui il suo intervento, per cortesia.

COGODI (R.C.). Chiedo scusa, non è possibile che un Presidente presieda per mezz'ora solo quando c'è da sbloccare in modo anomalo una situazione. Stamattina ha presieduto tutta la mattina per non far lavorare il Consiglio!

PRESIDENTE. Collega Cogodi, per cortesia, intervenga sull'emendamento.

COGODI (R.C.). A me, a me e ad altri credo, non impedirà mai nessuno, qui e altrove, di esprimere un'opinione politica, che rimanga agli atti, e che contribuisca a formare bene le leggi di questa Regione. Non è vero che "cosa fatta capo ha", le cose fatte male capo non ne hanno, e manco coda! Le cose fatte male...

CAPPAI (U.D.C.). Onorevole Cogodi, non si discosti dall'argomento, illustri l'emendamento!

COGODI (R.C.). Cosa vuoi, Cappai? Ti vuoi sedere, dato che ti pagano per stare seduto e per ascoltare chi parla? Vuoi smetterla?

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, in questo modo non si può lavorare, abbiate pazienza. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Noi riteniamo che debba essere data un'autonomia, una dignità e una certezza alla continuità lavorativa e al giusto inserimento nelle attività dell'amministrazione regionale a quel personale che è improprio chiamare precario, perché non si tratta di persone che occasionalmente si sono trovate a lavorare per poco tempo in Regione; sono persone che già leggi precedenti del Consiglio regionale hanno ritenuto di sottoporre a selezioni pubbliche atte a garantire il possesso dei requisiti richiesti e la competizione su basi paritarie e che non hanno avuto finora quel riconoscimento complessivo sul piano giuridico che dovevano avere. Per cui con l'emendamento numero 70, proponiamo che questo personale, che ha una posizione giuridicamente ormai consolidata nella Regione, sia a tutti gli effetti immediatamente inquadrato nei ruoli regionali, anche, in via eccezionale, perchè solo l'eccezionalità può essere invocata in casi come questo, in sovrannumero rispetto agli organici, ben sapendo che la pianta organica della Regione apparentemente non ha posti vacanti, essendo stata bloccata dalla Giunta regionale, in questi anni, in attesa di passaggi di livello di personale anche non inidoneo a svolgere le nuove mansioni, cosa che non so se avverrà, anzi sono sicuro che non avverrà, perchè le due norme in contrasto approvate dal Consiglio regionale, sicuramente verranno impugnate da chi ne ha interesse e diritto, perché non è che le leggi regionali, non essendo più soggette al controllo governativo preventivo siano sottratte al controllo di legittimità e di costituzionalità. Un'assemblea legislativa che vota una norma e poi un'altra successiva che la contraddice violando, peraltro, il Regolamento, è chiaro che è soggetta a censura e chi avrà diritto solleverà la questione di fronte al giudice competente. Ma noi vogliamo mettere al riparo questa categoria di personale prevedendo appunto, eccezionalmente, l'inquadramento anche in soprannumero, perché voi avete usato un argomento veramente offensivo: se noi non facciamo i concorsi interni, se non promuoviamo i "senza titolo" non si liberano immediatamente i posti per gli LSU, per i precari. Badate, è sempre brutto, ma brutto, brutto come la morte, invocare il bisogno altrui per giustificare gli appetiti propri. Voi non avete pensato a quel privilegio ingiusto per far posto ai precari, perchè il consolidamento della loro posizione giuridica può avvenire in altri modi, e noi ne indichiamo uno: il sovrannumero. Sarebbe bastato espletare i concorsi pubblici, cosa che voi non avete fatto, prevedendo una percentuale di posti riservati agli interni, cosa che voi non avete fatto in tre anni, anziché cacciare via o costringere ad andar via il professor Loi che presiedeva il CORAN, perchè non firmava una norma illegittima! E che c'entra il TAR, che avrebbe dichiarato la sua non competenza in materia di cause di lavoro? Questo il TAR lo fa perchè è intervenuta una norma dello Stato che, in materia di rapporto di lavoro pubblico, ha trasferito la competenza, prima attribuita al TAR, al giudice ordinario. Avvocato Masala, c'è scritto in tutti i giornali che non c'entra nulla il merito con la competenza! Il TAR non si pronuncia più in materia di rapporto di lavoro pubblico perché una legge dello Stato ha trasferito al giudice ordinario questa competenza. Perché si affermano cose "inutiliter data" si diceva un tempo, in questo caso "inutiliter detta", come se non ci fosse nessuno in grado di contraddirle? Non facciamo queste brutte figure, ma non facciamo soprattutto la brutta figura di dire che vogliamo tener conto dei precari.

Dico ancora questo se mi rimangono trenta secondi, perché su questi argomenti torneremo ancora. Cari compagni ed amici dell'opposizione, questi sono i momenti nei quali, se volete, è necessario fare l'opposizione. Non è che noi impostiamo una linea di contestazione rispetto a un'ingiustizia e poi voi ritenete che solo i tre consiglieri di Rifondazione e altri pochi, debbano poi sostenere la contestazione all'ingiustizia. Noi continueremo a sostenere questa battaglia di giustizia, l'esame di questa legge non è concluso, in mancanza di un accordo soddisfacente per tutti, capace di sbloccare questa contrapposizione, se c'è un'ingiustizia noi la contesteremo fino alla fine; e vogliamo dire a quelli di questa maggioranza ai quali alcuni di loro hanno detto: "Passiamo al DPEF che vi diamo il biscotto", che non ve lo daranno il biscotto, perchè quelli della maggioranza che vi hanno detto: "Passiamo al DPEF che vi diamo la gallettina", la gallettina se la sono già mangiata, perchè hanno votato poc'anzi norme che stamattina si erano impegnati a bocciare. Rendetevene conto.

Noi siamo opposizione. Noi non siamo all'opposizione, noi facciamo l'opposizione, e la facciamo alle cose sbagliate, ingiuste che qui dentro via via maturano. Voglio dire per ora una cosa all'assessore Masala, che oggi è Assessore del bilancio e quindi dispone della chiave della cassaforte, mentre ieri era Assessore degli affari generali, lasciando questa eredità al povero Pietrino Fois - povero nel senso che non è ricco, non nel senso che meriti di essere povero - una pessima eredità che lei ha costruito e poi ha scaricato sulle spalle deboli e gracili del suo collega Fois. Lei ha trasmesso al Consiglio tempo fa perché la legge lo impone, e meno male, - e non è che le cose trasmesse al Consiglio, perchè non si ha mai il tempo di istruirle nelle Commissioni e i singoli consiglieri sono occupati da tante cose, nessuno le veda, queste ed altre le vediamo, anche se non so quanti degli ottanta consiglieri hanno letto questi dati - lei ha trasmesso, dicevo, l'anagrafe degli incarichi attribuiti ai dipendenti della Regione Autonoma della Sardegna nell'anno 2000. Poi aspettiamo di vedere l'anagrafe dell'anno 2001 e dell'anno 2002. In questa anagrafe, che pesa mezzo chilo, sono elencati molti dei dipendenti regionali, con i loro incarichi extra, extra impiego, cioè incarichi che la Regione attribuisce loro in aggiunta alle funzioni che sono tenuti ad espletare. Sono indicati centinaia di incarichi speciali, la gran parte dei quali sono retribuiti dieci, venti, quaranta milioni, e, di questi tempi, per questi importi, nessuno si scomoda manco a leggerli. Però con venti, trenta, quaranta milioni, di questi tempi, si retribuisce un occupato, e sono centinaia gli impiegati e funzionari della Regione che sono incaricati da voi, con retribuzioni dai venti ai trenta milioni, di fare altro oltre al lavoro d'ufficio.

Ma c'è qualche caso su cui dovreste dare una giustificazione plausibile. Ve ne cito solo uno, contenuto nell'elenco ufficiale che avete trasmesso voi - faccio quindi riferimento ad atti ufficiali, io non sono Tom Ponzi e non vado a ricercare atti riservati - alla lettera b) è indicato un certo Balzarini Edoardo, indico anche il nome perché magari ha un fratello che si chiama Giacomo, che ha una decina di incarichi extra funzioni. Questo impiegato regionale, che lavora presso l'Assessorato dei lavori pubblici, al quale è preposto Ladu, che è vicino a Fois, ha incarichi presso la A.S.L. 3 per tre milioni, presso la SIPAS per undici, presso il Comune di Santa Teresa per diciotto, presso il comune di Quartu Sant'Elena per sette, presso l'IACP di Cagliari per undici, quasi dodici, presso la Regione stessa, non si capisce come essendo già dipendente regionale, per altri tre o quattro, presso il Consorzio di bonifica B.S. - non so che cosa indichi la sigla BS, sarà di buona sostanza, bonaria; mi dicono che significa Basso Sulcis - per 237 milioni e 602 mila e rotti, presso la Provincia di Cagliari per altri tre, presso il Consorzio del Govossai per altri cinque, presso la Regione stessa per altri dodici. Debbo dire il totale. Questo funzionario impiegato della Regione, che non so se sia o no dirigente, non dev'essere ancora dirigente, non so se abbia il titolo per diventarlo, non so se per concorso interno sarà il primo dirigente della Regione, oltre lo stipendio relativo alla sua posizione funzionale, ha guadagnato, per incarichi esterni, la somma dice 350 milioni nel solo anno 2000! Questo risulta dall'elenco trasmesso da voi! Ce ne sono altri che pur non avendo tali retribuzioni, tuttavia ne hanno di sostanziose;, ed allora precari, ed allora nuova occupazione, ed allora diritto degli interni! Volete rispondere su come si gestisce il personale dell'amministrazione in questa Regione? Ma avremo modo di chiarire ancora qualcosa più in là.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per illustrare l'emendamento numero 131.

FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 9 ha facoltà di parlare il consigliere Dore.

DORE (I DEMOCRATICI). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 12, che è simile al numero 70, lo voglio ricordare, che è già stato illustrato, ha facoltà di parlare il consigliere Liori.

LIORI (A.N.). Ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 79 ha facoltà di parlare il consigliere Murgia.

MURGIA (A.N.). L'emendamento numero 79 è ritirato.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 89 e 99 sono uguali; sono stati entrambi ritirati.

Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Satta, relatore.

SATTA (F.I.-Sardegna), relatore. Mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si accoglie l'emendamento numero 131; non si accolgono gli emendamenti numero 70 e 9; gli altri sono stati ritirati.

PRESIDENTE. Riassumendo, sul numero 70 il parere della Giunta è negativo, è favorevole sul numero 131, è contrario sul numero 9.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Stavo rendendo qualche consulenza su questi appannaggi, così anche io arrotondo, perchè questo elenco è molto istruttivo.

PRESIDENTE. Sì, grazie, i colleghi ne hanno avuto informazione, ne potranno prendere visione, però adesso torniamo all'argomento.

COGODI (R.C.). I colleghi ne hanno preso visione perché sono atti ufficiali della Regione inviati dalla Giunta al Consiglio, perchè questa Giunta ha una sua caratteristica, fa un sacco di cose mal fatte, le nasconde sotto montagne di carte, tra le pieghe delle relazioni, però di sicuro le informazioni, come dire, in qualche modo, formalmente le rende note, quindi chi ha voglia può prenderne visione; innanzitutto noi, consiglieri regionali, i gruppi politici, ma anche gli organi di informazione, chi si occupa della politica regionale. Molte volte si accusa la politica di non essere trasparente. E' vero, non ci sono molti uffici organizzati per diffondere la documentazione, ma è vero anche che non c'è sana curiosità, interesse vero a conoscere che cosa accade perchè dagli atti depositati presso il Consiglio regionale, che io ho richiamato, risulta la posizione, e la cosa torna utile anche in ragione dell'emendamento numero 131, di un dipendente della Regione che ha incarichi sia interni alla Regione, che esterni, presso altri enti. Può accadere in questa Regione, in questi anni, che un dipendente possa avere incarichi retribuiti, interni alla Regione, oltre al lavoro che dovrebbe fare nel suo ufficio, io mi chiedo quando questo dipendente che deve andare a Quartu, al Govossai, al Consorzio di bonifica e non so in quanti altri luoghi che prima ho letto, quando possa svolgere il proprio lavoro nel suo ufficio, non riesco a capirlo, però occupa un posto in una Regione nella quale i disoccupati sono tanti e i precari pure. Eppure voi, - un tempo si diceva "affamatori del popolo", oggi sono espressioni desuete, voi non siete affamatori del popolo, il popolo in qualche modo riesce a difendersi anche da voi - continuate a perpetrare questo tipo di ingiustizie in modo evidente, solare, io spero che prima o poi si abbia l'elenco dei convenzionati esterni della Regione, perchè questo prevede la legge, ed allora vedremo che decine e decine di miliardi vanno a pagare, a retribuire, sotto forma di convenzione, altre professionalità che hanno i loro uffici, i loro studi, a fronte di tanti altri giovani professionisti che, ripeto, in questa Regione, faticano, studiano, si diplomano, si laureano, con tanto sacrificio loro e ancora oggi, anche se voi in gran parte non ci credete, anche delle loro famiglie, e non trovano un primo lavoro; anche giovani bravissimi che potrebbero essere aiutati, attraverso un impiego pubblico, attraverso una convenzione, attraverso un impiego privato, attraverso un progetto e un programma di sviluppo - ne parleremo quando discuteremo il Dpef - a inserirsi nell'attività produttiva e di servizio della Regione, ad essere utili a se stessi e agli altri, ad essere utili alla comunità. Ma voi tutto questo lo negate perchè conoscete solo la cerchia ristretta degli ammessi al banchetto; tutti gli altri, se ne rimarranno, avranno le briciole, e vi dovrebbero pure ringraziare.

Voi proponete, con questo emendamento, che questi precari, continuate a chiamarli precari anche se non lo sono, vengano inquadrati nei limiti dei posti che risulteranno vacanti a conclusione dei concorsi interni previsti dal precedente articolo 1 bis. Io ho avuto modo di dirvi - altri se vogliono lo diranno, e io invito qualcuno a dirlo, perchè non sembri che questo sia un ghiribizzo mio o nostro - che siamo di fronte ad una mostruosità giuridico - istituzionale. L'articolo 1 bis diventerà inapplicabile perchè l'articolo 1, nella parte in cui autorizzava le deroghe, è stato bocciato dal Consiglio regionale e, per sua regola, sua, non degli altri, il Consiglio regionale non può, non dico entro i sei giorni, ma neppure entro i sei mesi, approvare una norma che abbia già bocciato. E` così semplice! Per cui l'applicazione di quell'articolo 1 bis che, in modo violento - sul piano delle relazioni politiche istituzionali, ci mancherebbe, non con il coltello in mano - voi avete comunque voluto approvare in base agli accordi che sono intercorsi nell'intervallo prandiale .-, evidentemente era buono il pranzo - cambiando opinione rispetto a quanto avevate stabilito stamane; avete cambiato opinione, voi della maggioranza, e, mi pare, anche parte dell'opposizione ed avete approvato l'articolo 1 bis, che però non vi mette al riparo, non è detto che funzioni. Ora, con questo emendamento, voi dite che dei precari (quelli che chiamate precari), si terrà conto man mano che si liberano i posti in base ai concorsi interni. Questi concorsi interni, questa selezione, voi rischiate di non farla mai perchè il contenzioso, che era già aperto, su cui un Tribunale si è già pronunciato, vedrà altri tribunali comunque pronunciarsi, ma fosse anche che in definitiva, chissà dopo quanto, si possano attivare, non sarebbe cosa di dopodomani.

Ecco perchè voi non potete prima dire e poi disdire. Volete dare una soluzione al problema degli LSU, volete dare una soluzione al problema dei precari? Voi non dovete dire che provvederete man mano che si liberano i posti in base alle selezioni interne, dovete confermare il disposto legislativo di questa Regione man mano che si rendono disponibili, o sono già disponibili, i posti in organico in base anche ai concorsi pubblici, o concorsi pubblici non ne volete fare più? Li avete bloccati prima e li volete bloccare ancora? E se la vertenza per le cose mal fatte, che voi qui avete voluto confermare, portasse ad un contenzioso che durasse ancora anni, perché dura già da anni, voi precari non ne sistemerete mai. Con questo emendamento 131 voi dite: "Man mano che si liberano i posti in esito alla selezione interna…", ma quella selezione interna è bloccata. Il TAR vi ha già detto che quel decreto e quel concorso e quella selezione erano illegittimi. Altri ricorsi ed altre pronunce seguiranno, e che c'entra il buon diritto di quel lavoratore, di quella lavoratrice, socialmente utili che operano in Regione, che per altre leggi di questa Regione, parimenti valide, hanno diritto ad un inquadramento? perché non devono essere inquadrati nel contempo? Poi se vi va bene, se potrete regalare regalerete, se quelle selezioni interne le potrete fare, quando le potrete fare, le farete, però voi non potete legare la sorte di chi ha un buon diritto alla vicenda controversa di questa selezione interna, che di per sé costituisce un'ingiustizia verso gli esterni che sono esclusi dal concorso pubblico e costituirebbe anche un impedimento, o un ritardo nella migliore delle ipotesi, anche per coloro che, in base a leggi della Regione, debbono essere invece immediatamente immessi, in modo pienamente legittimo, nei ruoli della Regione. E stiamo parlando sia i lavoratori socialmente utili per i quali è prevista una riserva di posti sulla base della legge, sia dello Stato sia della Regione, sia dei lavoratori che sono stati, per selezione pubblica, già assunti presso la Regione, che hanno diritto a questo riconoscimento subito, perchè la nostra funzione è quella di fare leggi che tutelino subito i diritti, non in esito ad un procedimento che rimane ancora del tutto incerto, del tutto aleatorio, oltreché essere del tutto ingiusto, ma sull'ingiustizia si può esprimere solo un giudizio di merito. Noi adesso parliamo di modalità e di tempi, noi parliamo di un altro diritto da garantire, cioè il diritto di chi per altra legge della Regione dev'essere inquadrato nei ruoli regionali e non deve aspettare la sorte di queste controverse selezioni che riguardano altra materia che non può essere, come dire, il lasciapassare e il nullaosta rispetto ad altri diritti che una legge della Regione ha già riconosciuto e che oggi dovrebbe ancora riconoscere.

Ecco perchè conviene respingere questo emendamento. Noi abbiamo proposto il nostro emendamento che prevede l'inquadramento anche in sovrannumero, tenendo conto che questa è un'eventualità. Nel momento in cui si liberano posti in pianta organica cade il sovrannumerro, quindi se l'obiettivo è inserire questo personale, se ci saranno disponibili i posti, tutti saranno regolarmente inquadrati senza ricorrere all'istituto del sovrannumero. Nel frattempo, mentre si fanno queste cose o altre, concorsi pubblici o selezioni interne, si libereranno i posti; ma perchè sottoporre a condizione sospensiva e a danno il diritto di chi questo diritto ha già maturato in base a leggi già approvate dalla Regione oltreché, voglio dire, a principi contrattuali già riconosciuti. Noi ci preoccupiamo di più dei diritti acquisiti in base a leggi approvate dal Consiglio regionale, quelli già sanciti dall'ordinamento. Ecco perchè riteniamo che questo emendamento sia da respingere perchè si muove appunto nell'ottica della contraddizione e dell'affievolimento dei diritti, e invece debba essere trovata una soluzione di soddisfacimento pieno e immediato dei diritti di queste persone che, in modo del tutto adeguato, rendono il loro servizio alla Regione e alla comunità sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. (Dai banchi dei consiglieri). Io intervengo in questa discussione a sostegno dell'emendamento numero 131 della Giunta regionale che, molto correttamente, pone il problema dell'inquadramento del personale che collabora da lungo tempo con la Regione in virtù di assunzioni fatte in attuazione di leggi regionali, l'ultima delle quali è la legge numero 22, se non ricordo male, del 1998, e degli LSU che sono stati, in più occasioni, assunti alle dipendenze della Regione. Ed è chiaro che, avendo l'articolo 1 della legge ora in esame già previsto la programmazione triennale delle assunzioni, questi inquadramenti debbano avvenire nell'ambito della programmazione e del fabbisogno effettivo e non in sovrannumero. Conseguentemente a me pare molto corretto il riferimento che con l'emendamento viene fatto al contratto che è citato poi nel precedente articolo 1 bis che è stato approvato da questa Giunta.

Naturalmente l'occasione del mio intervento a sostegno di questo emendamento non mi esime dal precisare che quando noi parliamo delle competenze del TAR evidentemente ne parliamo soltanto sul piano teorico. Il TAR, come è noto anche all'Avvocato Cogodi, ha competenza su tutte le materie che attengono alla disciplina di accesso ai concorsi, cioè tutto ciò che precede il sorgere del rapporto di lavoro. Una volta che è sorto il rapporto di lavoro, una volta cioè che il dipendente fa parte dell'amministrazione pubblica, cioè dal momento in cui con essa ha instaurato un rapporto di lavoro, la competenza su tutte le controversie inerenti al proprio rapporto di lavoro è del giudice ordinario. Questo è il contenuto dell'ultima legge di riforma, e questo è quanto viene applicato.

Ovviamente la prospettazione che ciascun cittadino fa di queste problematiche può essere diversa, nel senso cioè che ci può essere un cittadino che, anche con riferimento ad un procedimento di selezione interna, ritenga di trovarsi di fronte ad una posizione di accesso al lavoro e ricorre al TAR. Questo è accaduto e il TAR ha detto che questa non è materia di accesso all'impiego ma che è una materia che attiene al rapporto già costituito, e quindi rientra nella competenza del giudice ordinario.

Relativamente alle eclatanti rivelazioni che sono state fatte, non so con quale pertinenza se non con riferimento alla precarietà di qualche rapporto, io credo che si debba fare attenzione quando si fanno certe affermazioni; perché il documento sull'anagrafe di cui è stato letto qualche brano in questa occasione, è stato trasmesso dall'Assessorato degli affari generali nel 2001 e riguarda l'elenco di tutti gli incarichi che i dipendenti regionali hanno ricevuto da amministrazioni diverse da quelle di appartenenza nel corso dell'anno 2000, così come nel 2000 furono trasmessi gli elenchi degli incarichi che gli stessi funzionari regionali hanno avuto nel 1999 e nel 1998. L'unica differenza sta in questo, che oggi questi incarichi sono resi pubblici, ieri non si conoscevano, questa è l'unica differenza che esiste. Ma non è per merito della Giunta, è per merito della legge. La legge numero 31 infatti, ha stabilito che a partire dall'anno della sua entrata in vigore, il 1998, la Giunta regionale inviasse al Consiglio, perchè ne fosse informato ed esercitasse la funzione di controllo che a tale organo compete, gli elenchi degli incarichi che i funzionari regionali ricevono da amministrazioni diverse dalla propria, intendendo per propria amministrazione la stessa direzione generale nella quale è incardinato il rapporto di lavoro del funzionario in questione.

Il funzionario citato in quest'Aula è un dirigente dell'amministrazione regionale, per giunta oggi è direttore generale dell'Assessorato dei lavori pubblici, è una persona che gode di grandissimo prestigio e di grandissime qualità morali eccetera - e comunque questo è un problema che riguarderà la sua persona non certamente la mia - ed ha una serie di incarichi che ha ricevuto da amministrazioni diverse da quella presso la quale presta servizio. Non c'è un incarico, io credo, che sia stato attribuito dall'Assessorato dei lavori pubblici presso il quale il funzionario in questione lavora, ma comunque questo è un argomento, credo, che prescinda e comunque non attenga al merito dell'argomento in questione, per cui io lascio il giudizio all'Aula stessa sui riferimenti che sono stati fatti.

Se l'onorevole Cogodi lo vorrà, potrà interpellare in qualunque momento nelle sedi competenti chi di dovere per avere, anche in quest'Aula, le risposte dovute in ordine agli incarichi che questo funzionario ed altri funzionari dell'amministrazione regionale hanno ricevuto nel 2000 ma anche nel 1999, nel 1998 e perchè no, anche nel 1997 se vogliamo andare a ritroso, quando egli era Assessore degli enti locali.

COGODI (R.C.). Non confondiamo le acque!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Anche in quell'occasione i funzionari regionali ricevevano gli incarichi, credo legittimamente, anzi, certamente in modo legittimo, né più né meno come in modo legittimo ricevono gli incarichi in questo momento. Nient'altro da dire su questo argomento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Prima di procedere alla votazione degli emendamenti, in particolare dell'emendamento numero 70 presentato dai colleghi Cogodi, Ortu e Vassallo, chiedo all'assessore Fois di tener conto del contenuto di questo emendamento, perché la discussione parte dall'esigenza di dare delle garanzie ai precari - uso il termine in senso lato così sono compresi tutti, l'ex cooperativa Informa, i lavoratori socialmente utili, e così via - e mi pare che su questo concetto siamo tutti d'accordo. Collega Fois, siamo d'accordo, a me basta anche un cenno della testa, la capisco perfettamente. La capissero gli altri come la capisco io!

Siamo di fronte a una convergenza e l'emendamento firmato da Cogodi e più si muove dentro questa indicazione; l'emendamento numero 131, invece, non risolve il problema che è stato sollevato. Secondo me neanche l'emendamento 70 risolve alla radice il problema, perché sappiamo che nella Regione sarda i tempi dei concorsi non sono mai rapidi (ci sono concorsi bloccati da tanto tempo, sono pendenti dei ricorsi riguardanti vecchi concorsi o vecchi inquadramenti non ancora definiti), allora è bene rileggere il quarto comma dell'articolo 2.

Io non ho partecipato ai lavori della Commissione, ma mi pare che il testo della Giunta, riproposto dalla Commissione, tenda a garantire il rapporto di lavoro dei precari per un solo anno. Allora, siccome noi vogliamo inquadrarli definitivamente, e mi pare che questo l'abbiamo accertato nel tempo, occorre prevedere una dicitura precisa. Il comma 4 recita: "…i termini di cui alla legge regionale 13 agosto 2001, n. 13, possono essere prorogati di un anno", invece noi dobbiamo specificare che sono prorogati o possono essere prorogati sino all'espletamento dei concorsi interni ed esterni, perché la possibilità di essere inquadrati non dipende dagli stessi lavoratori precari, ma dalla capacità della Regione, oppure, neanche questo si può dire, dipende dalla situazione che si determinerà. E allora non possiamo lasciare uno, due, cento lavoratori, quanti saranno, in balia delle difficoltà possibili che si incontreranno in fase di applicazione della legge.

Io la invito pertanto, Assessore, a sostituire le parole "possono essere prorogati di un anno" con "sono prorogati sino all'espletamento dei concorsi interni ed esterni". In questo modo tutta la questione che il collega Cogodi ha introdotto sull'argomento verrebbe portata a soluzione penso positiva.

Su questo tema si era raggiunta un'intesa, anche se è stata modificata nel corso dei lavori, ma c'era comunque un'intesa di fondo per quanto riguarda la garanzia del lavoro, che penso debba essere tra di noi ripristinata - mi rivolgo al Presidente Sanna che, essendosi occupato della materia, ha una competenza diretta, senz'altro superiore a quella dell'onorevole Serrenti, che ha altro tipo di competenza - per fare in modo che la parte disciplinata al punto 4 sia modificata e si possa rispondere positivamente alla domanda posta dai colleghi Cogodi, Ortu e Vassallo.

Le chiedo di darmi una risposta, non a gesti, ma verbale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo per fare due considerazioni molto brevi. A me fa piacere che l'onorevole Cugini abbia colto il senso dell'emendamento numero 70, da noi presentato, però devo dire che anche l'eventuale integrazione del comma 4 dell'articolo 2 non risolverebbe completamente la questione.

Noi riteniamo indispensabile fare questa integrazione, ma occorre anche recepire concretamente l'emendamento numero 70, perché ci sono alcuni contratti che hanno dei tempi si può dire contingentati e i rinnovi sono stabiliti da una serie di leggi nazionali.

Non mi sembra che la Cooperativa Informa possa dare garanzie ai lavoratori socialmente utili, per cui se vi è veramente la volontà di dare una risposta concreta anche ai precari, cioè a coloro che garanzie ancora non ne hanno, bisogna prevedere comunque la forma del soprannumero. E' chiaro che l'inquadramento avverrà nel momento in cui saranno espletati i concorsi, però in quel momento, con la forma del soprannumero ci sarebbe comunque un inquadramento di questo personale, e siccome noi abbiamo firmato una convenzione col Ministero del lavoro, che prevede comunque una fine anticipata del rapporto di lavoro rispetto alle date previste dal comma 4 (2003-2005), ci troveremmo di fronte alla necessità di dover comunque rivedere la normativa per sanare una situazione che altrimenti non potrebbe essere sanata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, quasi in margine della discussione che stiamo facendo, credo che l'Assessore debba fugare in maniera inequivocabile qualche dubbio che è stato posto, in particolare dal collega Cogodi, per quanto riguarda gli incarichi esterni, soprattutto quelli che sono stati richiamati.

Faccio un esempio per far capire che cosa sto sostenendo: il direttore di servizio dei lavori pubblici - lo richiamava l'onorevole Masala -, che ha funzione di rappresentanza dell'ente Regione, e che in quanto tale firma, per esempio, atti relativi a finanziamenti ad enti locali e strumentali, può o no assumere incarichi quali la direzione dei lavori, come viene sottolineato, in enti che potrebbero essere beneficiari degli atti da lui stesso firmati?

Vorrei che fosse fugata, lo dico per evitare che ci siano ombre, quindi con molta serenità, qualunque perplessità, certo non il sospetto, circa la condotta dei funzionari regionali, che essendo adesso, a differenza di quanto accadeva anni fa, dotati di potere di firma di decreti anche di finanziamenti a favore di enti, potrebbero trovarsi in conflitto di interessi. Uso il condizionale, Assessore, proprio perché questa sia un'occasione per fugare le ombre, certificando che non c'è, neanche potenzialmente, alcun conflitto di interessi tra il ruolo di direttore generale o di direttore di servizio e i rapporti che essi hanno con enti che, teoricamente, potrebbero essere soggetti al controllo dell'Assessorato regionale, e quindi del coordinatore e dei dirigenti, o potrebbero addirittura essere i beneficiari di atti compiuti dagli stessi dirigenti regionali nell'esercizio delle loro funzioni. Lo dico con molta serenità, con molta trasparenza, proprio perché, visto che il problema è stato sollevato in Aula, questa sia l'occasione per far luce su un aspetto che se no rimarrebbe opaco e sicuramente non gioverebbe ai nostri lavori e alla nostra serenità.

Colgo l'occasione per ricordare alla Presidenza della Giunta, per una parte, e alla Presidenza del Consiglio, per un'altra parte, che nella finanziaria dell'anno scorso avevamo approvato un articolo sulla trasparenza, che credo debba essere attuato nella sua pienezza. Pertanto chiedo, e lo farò anche con atti formali, alla Presidenza della Giunta e a quella del Consiglio, una nota sullo stato di attuazione di quella norma che, con l'accordo unanime, mi pare di ricordare, di maggioranza e opposizione, fu inserita nella finanziaria come una delle acquisizioni fondamentali del nostro lavoro.

Presidente, non venga considerata questa annotazione esterna ed estranea ai lavori dell'Aula, perché nel momento in cui si parla di personale, che è un argomento molto delicato, è necessario che anche questi aspetti, che non sono marginali, ma sono fondamentali per il buon funzionamento dell'amministrazione regionale, vengano chiariti.

PRESIDENTE. E' stata avanzata una proposta…

spissu (d.s.). E' stata avanzata all'Assessore.

PRESIDENTE. Sì, lo so. Colleghi, non siate impazienti, grazie per l'aiuto che mi volete fornire, ma lasciatemi prima concludere la frase. Ha chiesto di parlare, onorevole Spissu?

spissu (d.s.). Voglio prima sentire che cosa ha da dire l'Assessore.

PRESIDENTE. Stavo appunto riassumendo, prima di dare la parola all'assessore Fois. Si è conclusa la discussione sull'articolo 2 e gli emendamenti ad esso presentati. L'onorevole Cugini ha però avanzato una proposta e l'Assessore può ora intervenire per fare le sue dichiarazioni anche in relazione alle osservazioni dell'onorevole Selis.

Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Io non conosco il contenuto della tabella che voi avete, francamente lo sto scoprendo adesso, ma non ho dubbi che quanto voi avete letto lo abbiate rilevato nella stessa tabella.

L'unica cosa che posso dire è questa: è facile che il riconoscimento che si rileva nella tabella del 2000 sia il frutto di incarichi ricoperti nel corso di diversi anni precedenti, per cui oggi risulta questo ammontare che può sembrare anche eccessivo. Però, onorevole Selis, il fatto che comunque ci sia questa tabella credo che sia un atto di grande trasparenza, e se siamo messi nelle condizioni di parlarne vuol dire che non si vuole nascondere nulla. Mi pare che questo vada riconosciuto. Poi, se dovessero rimanere dei dubbi, siamo qui a disposizione, sia io sia gli uffici.

Per quanto riguarda la correzione suggerita dall'onorevole Cugini, avrei necessità di vederla per iscritto, credo comunque di poterla accogliere.

PRESIDENTE. Assessore Fois, mi scusi, per capirci meglio: l'onorevole Cugini ha avanzato una proposta che presumibilmente richiede la stesura di un emendamento, che poi lei dovrà esaminare. Probabilmente questa operazione richiederà qualche minuto di tempo, quindi io ritengo opportuno sospendere la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 54, viene ripresa alle ore 19 e 32.)

PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Spissu - Corona - Cogodi - Fadda - Murgia - Balia - Onida - Dore - Capelli - Orrù - Ortu

Art. 2

Il comma 4 dell'articolo 2 è sostituito dal seguente:

"4. I termini di cui alle leggi regionali 1° agosto 2000, n. 16, e 13 agosto 2001, n. 13, soggetti di cui ai commi 1 e 2, compresi quelli esclusi dall'applicazione del comma 3, sono prorogati sino all'inquadramento nel ruolo unico regionale.". (134)

PRESIDENTE. Colleghi, prima che venga illustrato, l'emendamento può ancora, io ritengo, essere firmato, perché su di esso c'è un accordo generale.

DORE (I DEMOCRATICI). Dove si trova?

PRESIDENTE. E' qui, presso la Presidenza, in quanto è l'unica copia che abbiamo a disposizione, quindi prego i colleghi che intendono firmare quest'emendamento di recarsi presso la Presidenza.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, credo che questo sia un emendamento concordato e mi auguro che venga approvato. Io non l'ho ancora visto, ma mi pare che ci sia un accordo generale ed esprimo, riservandomi di leggerlo, il mio voto favorevole, però richiamo l'attenzione dell'Aula per manifestare, credo non solo da parte mia, forse anche da parte di qualche altro collega, un po' di disagio per il modo in cui stiamo andando avanti. Abbiamo in esame un testo di legge delicato, difficile, i cui articoli sono complessi, ma gli emendamenti ad essi presentati lo sono ancora di più, in quanto sono difficili da leggere e contengono dei richiami legislativi.

Considerando che in una giornata abbiamo esaminato mezzo articolo, non so come dobbiamo procedere; non so neanche se sia legittimo da parte della Giunta e della maggioranza chiedere il ritiro di tutti gli emendamenti, perché magari alcuni di essi sono importanti, non sono solamente emendamenti superabili.

E' difficile per il singolo consigliere fare un'istruttoria attenta del singolo emendamento o del singolo articolo; è difficile dire "sono favorevole" a priori, ed è altrettanto difficile dire "sono contrario" a priori, perché spesso essi pongono problemi reali. Pongo quindi a tutti i Gruppi, alla Giunta, al Consiglio e ai singoli consiglieri un modesto problema, sul quale non chiedo che ci pronunciamo adesso, ma vorrei che facessimo una riflessione in corso di serata, se non sia cioè il caso di sospendere per una giornata i lavori dell'Aula per consentire l'esame degli emendamenti in Commissione.

Come andiamo avanti? In questo modo, con questo andazzo, noi non andiamo da nessuna parte, o per lo meno voteremo nella gran parte dei casi al buio, senza avere sufficiente consapevolezza, oppure respingeremo o approveremo degli emendamenti secondo gli umori del caso. Questo non è un modo corretto di fare leggi, non è un modo di interpretare il nostro ruolo di legislatori, e non lo è neanche dire "no" o "sì" a tutti gli emendamenti.

In una materia così delicata, faccio appello alla sensibilità di tutti i colleghi, della Giunta, del Consiglio e dei singoli Gruppi, perché si valuti seriamente e serenamente l'opportunità, anziché fare una pausa ogni mezz'ora per confezionare questo o quell'altro articolo, questo o quell'altro emendamento, di istruire gli emendamenti che stiamo discutendo in Commissione per poter poi legiferare avendo tutti consapevolezza e coscienza di quello che stiamo facendo.

Ripeto, non sto ponendo, ai sensi del Regolamento, una questione sospensiva o pregiudiziale, però mi riservo di formalizzarlo come un momento di coscienza complessiva che io credo debba portarci a interrogarci su come stiamo lavorando. Oggi abbiamo interrotto, sospeso, interrotto ancora, e stiamo facendo un lavoro di cucitura, di confronto e di ricerca di consenso che bisognerebbe fare in Commissione. La Commissione è la sede istituzionale per fare un lavoro di questo genere, l'Aula non lo è. Non si può stare qui per ore, fare continue interruzioni per consentire un confronto tra i Gruppi. Si valuti, quindi, se non sia il caso di fare in Commissione, che è la sede deputata, quello che invece si sta facendo in Aula con una certa dose di improvvisazione e forse non di completa consapevolezza.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, io prendo atto delle sue dichiarazioni, naturalmente. L'Aula in tutti i casi aveva deciso di andare avanti nell'esame del disegno la legge, degli articoli e degli emendamenti. Era stata già respinta l'ipotesi di un rinvio in Commissione, quindi è del tutto evidente che dobbiamo proseguire in questo modo.

Nella fase attuale dobbiamo pronunciarci sulla proposta di modifica del comma 4 dell'articolo 2 presentata dall'onorevole Cugini. Mi è sembrato di capire che ci fosse un'intesa di tutta l'Aula che si è tradotta nella presentazione di un emendamento firmato da tutti i Capigruppo e non solo.

FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Vorrei rispondere al collega Selis.

PRESIDENTE. Onorevole Assessore, non deve rispondere al collega Selis, perché non ha formalizzato un'eccezione, l'ha detto egli stesso, quindi proseguiamo con i lavori.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 134 ha facoltà di illustrarlo.

spissu (d.s.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Satta, relatore.

SATTA (F.I.-Sardegna), relatore. Si accoglie.

PRESIDENTE. Colleghi, un attimo di attenzione. Rileggo il testo dell'emendamento: "Il comma 4 dell'articolo 2 è sostituito dal seguente: i termini di cui alle leggi regionali 1° agosto 2000, numero 16, e 13 agosto 2001, numero 13, nei confronti dei soggetti di cui ai commi 1 e 2, compresi quelli rimasti esclusi dall'applicazione del comma 3, sono prorogati fino all'inquadramento nel ruolo unico regionale". Adesso verrà fotocopiato e poi sarà distribuito a tutti i colleghi.

CORDA (A.N.). L'abbiamo capito, non c'è bisogno di avere la fotocopia.

FADDA (Popolari-P.S.). Andiamo avanti, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, ma è più opportuno fare le fotocopie, occorrerà solo qualche minuto, un attimo di pazienza e poi proseguiamo nei lavori.

Invito i colleghi a prendere posto perché siamo in sede di votazione. Metto in votazione l'emendamento numero 70. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi prendiamo atto che nel frattempo è stato compilato l'emendamento numero 134 che, in qualche modo e anche in gran parte, risponde all'obiettivo per cui noi avevamo presentato l'emendamento numero 70. Riteniamo però di sottoporre ugualmente al voto l'emendamento numero 70, perché garantisce in modo chiaro, lineare, sicuro, quello che invece il 134 può garantire, ma non del tutto.

La questione è semplice: questo personale per legge (la legge prima vigente, e adesso questa legge di riordino, diciamo, più complessivo o più puntuale) viene inquadrato nei ruoli regionali, se la Regione ritiene di inquadrarlo. Ma che lo inquadri! Perché sottoporlo a una vicenda, a un'avventura quale quella che sicuramente deriverà dall'espletamento, dalla definizione dei cosiddetti concorsi interni o selezioni che dir si voglia? Anche in ragione del fatto che la nostra convinzione rimane, perché neanche l'approvazione controversa dell'articolo 1 bis può aver sanato il precedente pronunciamento del Consiglio, per cui, sicuramente, una votazione che rimane controversa, per aver il Consiglio votato due cose, una contraria all'altra, all'interno della stessa legge, espone comunque questa legge ai ricorsi giurisdizionali che chi ha diritto riterrà di fare. Non si potrà negare, a chi pensa di averne diritto, di fare un ricorso giurisdizionale alla Corte Costituzionale, per esempio, ci mancherebbe! Per cui perché legare la sorte di questa parte di dipendenti regionali, per legge già riconosciuti tali, all'esito di questa vicenda controversa, altalenante, aleatoria, e non invece dire subito e chiaramente che essi vengono inquadrati nei ruoli regionali? Siccome oggi non c'è la disponibilità totale, come è accaduto in altre evenienze eccezionali, l'istituto giuridico dell'inquadramento che si ritiene motivato e utile, quando non sono ancora liberati formalmente i posti nell'organico, è il soprannumero, ma si dice che la legge vieta il soprannumero. Certo, la legge di riordino generale, siccome prima c'era un ricorso troppo leggero e frequente al soprannumero, lo vieta. Giusto, salvo, s'intende, casi eccezionali. Ma siccome chi vieta il soprannumero è la legge regionale, ugualmente la legge regionale, in una situazione eccezionale - e questa situazione è eccezionale - può benissimo prevedere il soprannumero, e quel personale verrà inquadrato man mano che si liberano le caselle, per concorso interno, per concorso esterno, con riserva, per pensionamenti, per tutto quello che accadrà. Cioè man mano che si liberano le caselle quel personale cessa di essere in soprannumero e va "nel numero". Quindi, secondo noi, l'emendamento numero 70 non è in alternativa, ma è più lineare e comprensivo dell'emendamento numero 134, il quale raggiunge in parte lo stesso obiettivo, però in modo mediato, non più in modo immediato, cioè lo raggiunge in esito a un itinerario di espletamento delle selezioni interne, al fatto che si liberino le caselle in ragione dell'espletamento delle selezioni interne. Nel frattempo questo personale ha un contratto prorogato, però non è inquadrato nei ruoli regionali, ma è un contratto di lavoro con la Regione.

L'emendamento numero 70 prevede che questo personale, inquadrato in soprannumero, man mano che si liberano i posti va "nel numero", mentre l'emendamento numero 134 prevede che il contratto sia prorogato nella sua condizione attuale di precariato o comunque di transizione con tutti i diritti riconosciuti, in attesa di trovare la casella libera. Quindi l'emendamento 70 è più garantista, più onnicomprensivo e risolve il problema; il 134 guarda alla soluzione del problema e comunque garantisce un rapporto di lavoro non integro, non intero, com'è l'inquadramento nei ruoli regionali.

Per cui noi diciamo che innanzitutto il Consiglio può votare tranquillamente l'emendamento numero 70 che comprende anche il 134; per l'ipotesi che il Consiglio ritenga di non votare la soluzione lineare che è contenuta nel nostro emendamento numero 70, noi aderiamo, in via subordinata - meglio di niente, si può dire, ma non è il diritto pieno - all'emendamento 134.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 70. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 131. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 134. Ricordo all'Aula che questo emendamento, l'ultimo che è stato presentato, è firmato da tutti i Gruppi. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (I DEMOCRATICI). E' ritirato.

PRESIDENTE. Abbiamo così concluso l'esame dell'articolo 2.

I lavori per oggi sono terminati, riprenderanno domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 19 e 58.