Seduta n.430 del 07/01/2004
CDXXX SEDUTA
Mercoledì 7 gennaio 2004
(POMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente BIGGIO
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 16 e 41.
ortu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 17 dicembre 2003 (424), che è approvato.
Discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Regione
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Regione. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Cogodi, al quale do la parola, rinnovando l'invito ai colleghi di iscriversi entro l'intervento dell'onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Evidentemente, signor Presidente, colleghi del Consiglio, la pausa di riflessione che è stata richiesta non era sufficiente, posto che diversi colleghi ancora stanno riflettendo e approfondendo i diversi aspetti delle rinnovate dichiarazioni, chiamiamole così, programmatiche del Presidente della Giunta.
Io ritengo, per farla breve, che dopo l'approfondita riflessione che ognuno di noi ha potuto compiere in queste ore prandiali si possa pervenire a una conclusione precisa. Egregio presidente Masala, lei non avrà la fiducia, lei e la sua proposta di Giunta non avranno la fiducia; può essere che in luogo della fiducia possa anche ottenere un voto in prevalenza favorevole di questo Consiglio, ma il voto in prevalenza favorevole non sarà un voto di fiducia, sarà un voto che le diverse parti politiche e persino i singoli esprimeranno in ragione non di una coesione, di un programma di governo, seppure limitato e di fine legislatura, ma sarà un voto sostanzialmente di sfiducia, di sfiducia nella politica che lei rappresenta, un voto di sfiducia rispetto ad una coalizione che non esiste, rispetto ad una prova di governo che è fallita, rispetto ad un impegno che non è credibile. Sarà un voto perciò, quello che riceverà, se sarà prevalente nei numeri, di una apparente fiducia, sarà un voto insincero, così come insincera, equivoca e persino ingannevole è trascorsa ormai la gran parte, la quasi totalità di questa legislatura.
D'altronde lei è ben consapevole di questa condizione, possiamo dire di questa triste condizione, lo rivela abbastanza chiaramente nel suo dire e prima ancora del suo dire del suo scrivere, perché a sentire stamattina, almeno a questo la sospensione è stata utile, a sentire il modo come lei ha enunciato quella parvenza di dichiarazioni programmatiche poteva apparire anche che vi fosse un qualche cosa di considerabile, non dico di apprezzabile. A leggere e quindi a pensare che oltre alla freschezza del dire vi è anche la concentrazione dello scrivere e, si suppone, anche del rileggere quello che si è scritto, quanto lei enuncia in apertura nel suo incipit di queste dichiarazioni è qualcosa davvero di disastroso.
Dopo gli onorevoli di rito, lei così in poche righe si descrive e dipinge la condizione politica, ma direi prima che politica psicologica nella quale versa il Presidente, la Giunta e la maggioranza che non c'è: "Onorevoli Presidenti, onorevoli colleghe, onorevoli colleghi, dopo lunghe pretattiche" - lei così inizia - "e dopo lunghe manovre di riscaldamento" - siamo in inverno! - "si completa oggi, io credo - è lei che crede che si è completata - "la squadra di governo che dovrà condurci fino al fischio finale di questa complicata legislatura, della quale purtroppo sono state evidenziate le ombre e sono state oscurate le luci". C'è una sola parola sbagliata, anziché "evidenziate le ombre e oscurate le luci" bastava dire, era meglio, "si sono illustrate le ombre e si sono oscurate le luci" o "si sono illuminate le ombre e oscurate le luci", perché è tutto un gioco di parole e di vacuità, di nebbia, di incerto, di confuso, di inutile questa asserzione iniziale che vorrebbe essere politica. Lei non è Masala, lei è Reja, mi pare che si chiami così un allenatore di quella squadra che fa pretattica, fa manovre di riscaldamento, aspetta il fischio finale. Ma lei non deve aspettare il fischio finale, perché il fischio finale sarà del tutto inutile a confronto dei fischi iniziali, dei fischi nel frattempo e di tutto quanto è maturato in questo volgere di tempo nel quale lei presiede una Giunta che non è una Giunta, un Governo che non è un Governo in nome di una maggioranza che non è maggioranza.
Quali lunghe pretattiche, quali manovre di riscaldamento e quale completamento di squadra per giocare quale partita e quali giocatori omologati, tesserati lei imbarca, iscrive a un campionato che, abusivamente peraltro, da cinque mesi ormai è già iniziato? Noi avremmo capito se più modestamente, ma più modestamente di così è difficile, ma con altra modestia e anche con qualche tocco di umiltà di quella che non fa male, cioè di quella che riconosce le debolezze, le difficoltà vere e anche le insufficienze, lei avesse detto: "Viviamo tempi grami, questo passa il convento, ci dobbiamo accontentare di pane e acqua, in attesa di tempi migliori vediamo di sbarcare il lunario". Sarebbe stato più onesto e anche più apprezzabile rispetto a questa filastrocca inconcludente nella quale lei, per giustificare un evento che vorrebbe essere positivo, descrive in termini da bar dello sport una negatività assoluta, una inconcludenza, un tatticismo, una furberia che è ben altro rispetto a quello che invece servirebbe oggi alla Sardegna.
Quindi quel voto che pare che lei possa ottenere ben sa che non sarà un voto politico di fiducia, ma sarà un voto che gruppi e persone esprimeranno in funzione delle loro pretattiche, dei loro riscaldamenti di lunga durata, dei loro allenamenti in funzione di posizionamenti e di campionati futuri. Lei sta al gioco, non potrebbe forse, ritengo, fare altrimenti e quindi sta al gioco di fare il Presidente di una Regione, sta al gioco di fare il Presidente di una Giunta e di una maggioranza, ma si sa che è un gioco. Un gioco peraltro pericoloso perché i problemi sono gravi e urgono in questa regione, e lei questi problemi li affronta con una semplicità che è semplicioneria e che è disarmante, perché volendo dare, non dico un tono, ma almeno una pennellata che assomigli in qualche modo al dire politico, lei si imbarca in questo tipo di perorazione: "In questi quattro anni e mezzo" - per non dire dei suoi cinque mesi - "avremmo potuto fare di più" - meno male che non avete fatto di più, avreste fatto più danni, meglio che vi fermiate - "e soprattutto presentare meglio le cose che abbiamo fatto". Lei non deve offendere il suo predecessore Pili, che le cose le ha presentate molto bene, ha presentato anche quelle che non ha fatto, immaginiamo se ha presentato male o non ha presentato quelle che ha fatto! Ha presentato e risolto il problema idrico, e qui, nonostante da un anno diluvi, ci sono ancora restrizioni idriche e le reti colabrodo; ha presentato - perché parla di acqua - il problema dell'acqua, che ha risolto, dove e quando; ma ha risolto anche il problema della viabilità: ormai nelle strade della Sardegna non si riesce più neanche a capire qual è il senso di marcia, leggiamo nei giornali che un sacco di gente va contromano, non credo perché siano tutti ubriachi, ma perché ormai non si capisce più nulla, neppure verso dove si deve imboccare la principale strada della Sardegna, eppure di quella arteria stradale si erano annunciate le sorti magnifiche e progressive, in non so quanti mesi sarebbe stata ultimata, ci sarebbero stati cantieri giorno e notte, ci sarebbe stata l'illuminazione notturna perché si dovesse lavorare senza interruzione, invece è tutto interrotto, è tutto affossato, è tutto malandato. Altro che non sono state presentate anche oltre ogni dire, ogni immaginare, le poche o nulle cose che sono state fatte! Ma poi non so perché lei ancora insiste e dice che oltre ad aver risolto il problema idrico e aver risolto anche il problema della viabilità, avreste anche risolto il problema delle imprese chimiche. Ma dove l'avete risolto? Ma non è di ogni giorno la lettura, come dire, preoccupata, per molti versi drammatica che si fa delle fabbriche chimiche, di tutta la filiera chimica che crolla in questa regione, prima Macchiareddu, poi Ottana, poi Porto Torres, o tutte insieme? Come si fa a dire impunemente che avete affrontato e risolto in Sardegna il problema della chimica? L'avete risolto come risoluzione finale, come quella che Hitler dava alla razza odiata, l'avete risolta eliminando l'avversario, avete eliminato l'impresa, la fabbrica e la produzione chimica e avete ottenuto o state avviando a ottenere la soluzione finale del problema chimico. A quel modo però!
Ma non basta, avete anche risolto il problema della sicurezza. Ma non ci sono oggi riuniti, dico oggi, in queste ore, quindici sindaci di una regione della Sardegna che denunciano proprio l'insicurezza dei loro territori, dei loro comuni, del loro vivere in un'area della Sardegna, che è il Sarcidano, ma tutta la regione è Sarcidano, perché a quindici a quindici i sindaci si possono riunire tutti e i cittadini di tutte le nostre comunità, perché ormai l'insicurezza è l'ordinarietà della vita, ma non solo l'insicurezza nelle relazioni umane, l'insicurezza nel lavoro, ma l'insicurezza della vita per cui la gente deve vivere blindata e non basta, perché in questa regione si può uccidere impunemente una bambina che è affacciata alla finestra e tutta la Sardegna è Lula, e Lula è tutta la Sardegna, perché questo può accadere e accade in ogni dove, perché anche quando muore l'operaio forestale, quando è ucciso il pastore, e bastano pochi cenni ormai di necrologio che diventa usanza, rito e nessuno più si pone il problema del perché in questa regione decine di persone uccise in meno di un anno e centinaia ferite da altre persone, non da catastrofi naturali, da altre persone e dell'insicurezza individuale e collettiva questo dice di una condizione di vita ormai divenuta intollerabile. E lei dice che sono stati affrontati e risolti i problemi della sicurezza, e non solo, ma anche dell'energia, in una regione dove fabbriche importanti chiudono perché sono divenuti insopportabili i costi energetici, voi date per risolto il problema dell'energia e anche dell'agricoltura, come se i pastori, gli allevatori, gli agricoltori che assediano la regione, quelli a cui pagano 1.200 lire scarse un litro di latte non siano venuti e non dicano ogni giorno della difficoltà della loro esistenza, del dramma che coinvolge persone, comunità e territori. Avete risolto il problema della pastorizia, ma come fate a dire cose del genere? Perché dirle le cose così evidentemente non vere? Perché non è vero niente, non è vero neppure che voi siete una Giunta, che siete un Governo, non è vero che siete una maggioranza, non è vero neppure che sapete affrontare i problemi e i temi della politica.
Eppure lei dice, dopo aver risolto tutti questi problemi, che anche, meno male, qualcuno resta ancora da affrontare ed è per questa ragione che dovete completare la squadra e aspettare il fischio finale. In attesa però del fischio finale, varrà la pena che almeno vi domandiate qual è la consistenza della squadra che avete messo in campo, se c'è o no il tanto perché possiate rimanere degnamente un attimo di più ad espropriare la legittimità di un governo in una regione come questa che ha mille problemi, tutti gravi e tutti irrisolti? Volete domandarvi, di questa squadra non completa, che avevate e che avete, qual è la relazione interna?
Quale coesione, quale "idem sentire", bella questa cosa "Abbiamo avviato a risolverla, completiamo la squadra perché abbiamo scoperto un idem sentire". Ma l'"idem sentire", sentire allo stesso modo la stessa cosa o è degli innamorati, ma quelli innamorati molto, e non mi pare che sia il caso vostro, o c'è un altro "idem sentire" che è quello dei sordi, ecco i sordi ugualmente sentono tutto allo stesso modo perché nessuno sente niente, e questo è il vostro unico "idem sentire", cioè non sentire, quindi non capire niente di quello che vi sta intorno.
Ma come fate a sentire idem voi di A.N. presso i quali ben si vede regna un'armonia assoluta ma anche con le esuberanze, mettiamo, di un U.D.C. di Giorgio Oppi, è proprio un "idem sentire" quello che abbiamo sentito in questi mesi, quando voi portate una bozza di assestamento di bilancio e l'U.D.C. di un effervescente Oppi ve lo rifà in Commissione, ve lo riporta in Aula rovesciato come un calzino, a voi della maggioranza? E' un idem sentire o è un idem sentire il lamento di Fantola, altra componente essenziale di quel pezzo di maggioranza, di quel pezzo di squadra, pardon, che in questi mesi non fa che tiranneggiare, come dire...
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi, arrivi alla conclusione.
COGODI (R.C.). Non fa che tiranneggiare l'armonia del sentire di ognuno con queste visioni apocalittiche, "scendiamo dalla nave prima che affondi", "il Titanic sta affondando mentre noi continuiamo a ballare", così ha detto in questi mesi, l'ha detto, i giornali l'hanno scritto con virgolette, non l'avete mai smentito, io penso che l'abbia detto, se non l'ha detto lui l'ha detto Sergio Pisano o Rassu però l'hanno detto da quella parte, così come oggi la squadra così ben amalgamata e omologata si completa, mentre quelli di Forza Italia, avendo esaurito la pretattica, essendosi bene bene riscaldati adesso entrano in campo, ed entra in campo una squadra quella di Forza Italia che è una squadra singolare, perché a parte un politico del quale si può essere in dissenso per ragioni di quello che pensa e di quello che fa, e al quale però va riconosciuta una capacità di lavoro e talvolta persino di iniziativa, perché anche all'avversario va riconosciuto quel che merita che gli venga riconosciuto, a parte un buon funzionario che pensa come ritiene e tuttavia chi conosce sa che trattasi di un buon funzionario che pensa diverso e quindi da questa parte non è per niente accettabile, ma questa squadra poi si completa con altri due elementi dei quali di uno tutti dicono e scrivono che come competenza ha quella di essere di Beppe Pisanu delle parti di Sassari, può essere Tizio, Caio e Sempronio, l'importante che quell'uno sia di Beppe Pisanu delle parti di Sassari, sarà pretattica, sarà riscaldamento ma insomma è un riscaldamento singolare, entri nella Giunta di Beppe Pisanu, perché deve entrare nella Giunta di "Beppe" Masala? Di un altro si dice e si scrive che è il commercialista della Fininvest, entri in Consiglio di Amministrazione della Fininvest.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, posso chiederle di arrivare alla conclusione? Ricordi che sta parlando già cinque minuti oltre il tempo.
COGODI (R.C.). No, perché cinque minuti? Io non ho visto ancora la freccia.
PRESIDENTE. Allora sta controllando anche il cronometro lei, riesce a controllare anche il cronometro.
COGODI (R.C.). No, chiedo scusa, perché di norma veniamo avvertiti da una freccia, non vorrei che…
PRESIDENTE. La prego.
COGODI (R.C.). Non vorrei che lei stia sommando i preliminari di stamani con l'intervento vero di stasera.
PRESIDENTE. No, lei si è preso tutti i venti minuti stasera e altri cinque minuti pure, la sto pregando ad arrivare alla conclusione.
COGODI (R.C.). La ringrazio per l'attenzione che mi riserva in queste circostanze, però è ovvio che mi devo avviare alla conclusione e quindi ricordare ancora che questo quarto giocatore che dovrebbe rafforzare la squadra ha sbagliato squadra, perché se è il commercialista della Fininvest, ripeto, dovrebbe entrare nel Consiglio di Amministrazione della Fininvest, o mantenere i rapporti contrattuali con quell'associazione o consociazione, non invece nel Governo della Regione che è un'altra cosa. Tuttavia voi chiamate tutto questo "idem sentire", e se tutti voi idem sentite in questo modo non rimarrebbe che farvi tanti auguri di buone feste per quel che rimane ancora, e vi rimane ancora, di cose da festeggiare.
Concludo perché il punto di snodo di tutta questa vicenda è pur sempre l'U.D.S. di Mario Floris, il quale U.D.S. di Mario Floris avendo chiesto che la maggioranza, e partitamente Forza Italia…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ma secondo lei quanto tempo deve parlare? Io, scusi, glielo devo chiedere perché sta parlando da mezzora!
COGODI (R.C.). Ho finito, Presidente.
PRESIDENTE. Non è corretto nei confronti degli altri perché il tempo che do a lei dopo lo devo dare a tutti gli altri.
COGODI (R.C.). E non sarebbe male.
PRESIDENTE. Quindi l'ho invitata già altre due volte ad arrivare alla conclusione, se lei ci arriva bene, se no ce la porto io alla conclusione.
COGODI (R.C.). Le ho già detto, non che mi sto avviando, che sto concludendo.
PRESIDENTE. Concluda la prego, trenta secondi, va bene?
COGODI (R.C.). Siamo ancora in un clima di festa, comunque è chiaro che il mio intervento si deve necessariamente in questa fase concludere, però questa cosetta bisognava dirla, l'U.D.S. di Mario Floris, partito che si rifà al nazionale sardo, senza virgolette, viene raccolto oggi dal presidente Masala perché, sostiene, i partiti nazionali, con virgolette, hanno il compito di raccogliere anche e di aiutare i partiti nazionali senza virgolette, c'era uno che per una virgola aveva perso la cappa, mi pare che Mario Floris per una virgoletta perda la faccia.
Delle Coccinelle diremo più in là, perché avendo chiesto anche loro che gli venisse chiesto un voto dalla maggioranza, quel voto invece lo chiede Masala, non in nome della presente, e neppure del recente passato ma del passato remoto dei decenni di militanza comune ben si intende nel Movimento Sociale quando insieme battagliavano, questa non è la Giunta del…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il suo tempo è finito. L'altro iscritto a parlare è l'onorevole Falconi, prego. L'onorevole Falconi rinuncia. L'onorevole Calledda? Onorevole Cugini. Io devo chiamare uno del Gruppo dei D.S., se vuole parlare naturalmente.
CUGINI (D.S.). Perché io dei D.S. sono?
PRESIDENTE. Lei più degli altri, è il Segretario generale!
Onorevole Sanna, lei vuole parlare? Io adesso devo far parlare uno dei D.S. perché il Capogruppo ha iscritto tutti quanti, io li chiamo, naturalmente chi non risponde ha perso il turno. Onorevole Demuru. Rinuncia. Lai Bachisio. E' assente, Siro Marrocu, Morittu Cicitto, Orrù Giovanni Battista. C'è un volontario? Allora Orrù Giovanni Battista è già stato chiamato, iscriviamo a parlare l'onorevole Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, colleghi, certamente non eravamo animati venendo qua, oggi, da una classica e adeguata attesa intorno alle dichiarazioni del Presidente, e dunque ci consentirà Presidente, non possiamo neppure registrare ed esprimere una significativa delusione intorno alle sue dichiarazioni, cosa ci poteva dire in fondo se non piccoli, mediocri e qualche volta anche velleitari buoni propositi per giustificare il non senso di una disastrosa continuità, quella continuità che lei sottolinea nelle sue dichiarazioni e che per noi continua, e credo anche per i sardi, descrive la colossale ormai proporzione del vostro fallimento di legislatura e giustamente lei apre le sue dichiarazioni parlando del fischio finale, dice: "In attesa del fischio finale". Richiama a noi questa affermazione il senso proprio delle sue dichiarazioni, quello vero, il senso cioè di un'attesa di una liberazione, si aspetta il fischio finale quando ormai le reti spesso sono un colabrodo o quando si sta rimediando un mediocre pareggio per salvare la faccia e voi siete in attesa del fischio finale, consapevoli di essere caduti sui fondamentali non del calcio, ma siete caduti sui fondamentali della democrazia, è la continuità di una agonia, sarà una fiducia dell'agonia. Che dire di una Giunta che afferma di aver saputo creare le condizioni per la crescita della Sardegna, a parte il fatto che ci saremmo attesi di vedere dichiarazioni di determinazione delle condizioni, di determinazione delle scelte, ma noi non intravediamo nessuna condizione e neppure precondizione per la crescita della Sardegna. Parlate del difetto che vi ha accompagnato in questi anni nel non aver saputo presentare le ottime cose realizzate, ma perché non dirle oggi alla chiusura di questa legislatura e non lasciare all'immaginazione collettiva l'idea delle ottime cose che non sono mai state realizzate e che invece attendono tutt'oggi di essere realizzate.
Dopo quasi un anno di crisi, perché è bene ricordare che quest'Aula vive una sua crisi politico istituzionale dalla scorsa finanziaria, dalla scorsa finanziaria dove si sono create le precondizioni della caduta del Governo Pili, dove siete caduti oltre 150 volte, dove avete maturato ed evidenziato il succo, l'essenza della vostra condizione politica, quella di una fatica a lavorare, quella di un'incertezza complessiva nell'azione di governo e oggi di una consapevole e quasi totale rassegnazione sul vostro fallimento.
Ma c'è un altro elemento che contraddistingue oggi di fronte al Consiglio regionale la proposta del presidente Masala, è la conferma che volete, che avete già pronunciato in altre forme, in altre circostanze in quest'Aula, di una sorta di svendita totale del valore autonomistico della nostra Regione, quel valore autonomistico imperfetto, incompiuto, quello che volete, ma comunque un valore autonomistico che con fatica si era costruito negli scorsi decenni e che voi invece andate a svendere in una concezione tale per cui secondo voi la politica deve regolare e non essere regolata, avete invertito i rapporti, questa crisi la risolvete come? Decidendo di portare dentro una forza politica fondamentale come Forza Italia nella fatica di una chiusura che sa complessivamente delle difficoltà anche di questa forza politica di regolare la sua proiezione futura di fronte ad un tangibile fallimento e che ricorre all'esterno, senza con questo nessun giudizio di valore sulle persone, che ricorre all'esterno per diminuire l'impatto negativo che questa azione di governo che voi preannunciate, ma che è già palese nelle cose che avete fatto potrà far ricadere sulle forze politiche, è una fuga, non è un'adesione, presidente Masala, è il senso di una fuga dalle responsabilità, così come quell'affermazione che voi fate, anche qui scandalosamente falsa, che nelle Commissioni e in Aula vi siete sempre comportati come se tutte le forze politiche, quelle più turbolente, quelle meno turbolente, fossero in egual misura impegnate nella responsabilità di governo. Ma lo sanno tutti, lo sanno disastrosamente tutti in Sardegna la paralisi nella quale avete condotto il Consiglio regionale, il Governo regionale, le Commissioni, la paralisi che regna da oltre un anno se non di più in questo Consiglio regionale.
Questo è il senso, presidente Masala, che noi possiamo dare alle sue dichiarazioni, l'unica cosa che ci porta ad intervenire non avendo nelle sue dichiarazioni potuto riscontrare nessun tipo di riferimento programmatico sul quale fare valutazioni di merito, se non quello di dire e di ribadire che hanno totalmente dei presupposti sbagliati, tuttavia interveniamo se non altro per testimoniare in quest'Aula, come abbiamo fatto in questi cinque anni, l'idea che la politica, così come viene percepita e giudicata oggi all'esterno non debba indurre in confusioni fra responsabilità di governo mal gestite e mal esercitate e funzioni di opposizione di controllo democratico che invece in quest'Aula sono state fatte nei limiti che questa disastrata maggioranza ci ha consentito di fare e che oggi ci porta a discutere su una fiducia ad una sua Giunta, presidente Masala, senza neppure avere avuto qui l'opportunità di discutere del DPEF, dello schema di manovra economica, di nulla, del nulla che si somma al nulla che lei ci ha dichiarato, su che cosa dovremmo darle la fiducia? Su che cosa le forze politiche della sua maggioranza sensatamente rapite ad una responsabilità di merito sulle cose da fare potrebbero dirle di sì? Se non per quella idea neppure malcelata che vi ha accompagnato in cinque anni dove vi siete divisi e ricomposti intorno alle clientele, al potere, agli enti, ai tornaconti, ai ribaltoni, a tutto quello che vi siete inventati.
Questo è oggi, come all'inizio di questa legislatura, il tema centrale della vostra identità politica, e questo va detto con chiarezza, perché noi non possiamo e non dobbiamo accettare la deriva di chi con semplificazione vorrebbe condurre tutti nel giudizio negativo che vi accompagna, che vi accompagna meritatamente perché nessuno di noi oltre le funzioni democratiche vi ha impedito numericamente, politicamente di portare a compimento i programmi che avete annunciato e le promesse che avete portato in quest'Aula.
Concludo dicendo che forse il senso vero per quello che può essere valido e per quello che può interessare a noi delle opposizioni, di tutta questa esperienza è una sola utilità che vorrei richiamare ai nostri colleghi, quella di comprendere che un'idea di governo o una stessa volontà di governo senza la coesione politica non porta da nessuna parte, così come non basteranno né oggi, né ieri e né domani i plebisciti, i ribaltoni, le clientele e quant'altro per evitare alla fine il giusto giudizio del popolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). La ringrazio Presidente. E' chiaro che il presidente Masala non sta chiedendo la fiducia al centrosinistra, questo mi pare evidente, insomma, perché l'onorevole Masala sa che il centrosinistra in questi quattro anni e mezzo ha espresso nei confronti dell'esperienza di governo, della quale fa parte anche l'onorevole Masala, un giudizio estremamente negativo, Masala chiede la fiducia all'onorevole Floris, chiede la fiducia agli amici del Movimento, La Coccinella, chiede la fiducia al centrodestra perché è il centrodestra che non gli ha dato la fiducia. E nel chiedere la fiducia ai suoi alleati futuri propone un ragionamento, Masala dice: "Io ho assunto la responsabilità di governo in continuità con l'onorevole Floris e con l'onorevole Pili". Mai il presidente Masala nella concezione del governo regionale si è discostato dall'esperienza di Floris e di Pili, così ha detto stamattina nel suo ragionamento.
E nel chiedere questa fiducia e nel chiederla in continuità con le esperienze precedenti, bisogna dirlo, onestamente l'onorevole Masala è stato corretto. Avendo fatto parte delle due prime esperienze di governo si è assunto la responsabilità di proporne una valutazione politica conclusiva, questa mattina ha detto: "In quattro anni e mezzo e negli ultimi mesi della mia esperienza di governo mi sono richiamato a quel consenso che il blocco sociale che ci ha in parte permesso di governare ci ha dato il consenso" giustamente e correttamente l'onorevole Masala dice: "In parte" perché il blocco sociale che ha creduto nell'esperienza del centrodestra era un blocco sociale minoritario nel corpo elettorale sardo. Per poter governare il centrodestra ha avuto bisogno di un allargamento consiliare del consenso, ossia ha avuto bisogno di un consenso consiliare che l'elettorato sardo non aveva concesso, ha avuto bisogno dei voti dell'onorevole Onida, dell'onorevole Fois, dell'onorevole Ladu e dell'onorevole Randazzo, ma anche dell'onorevole Tunis, per poter fare maggioranza.
Ora io non voglio tornare indietro sul perché è avvenuto questo travaso di consenso consiliare, poi il consenso elettorale andrà verificato, ma siamo vicino alla verifica; però è stato stabilito un metodo che, sappiamo tutti, nel futuro non può essere riproposto perché l'elezione diretta del Presidente impedisce come esperienza tecnica, poi come esperienza politica non lo so cosa potrà succedere, ma come esperienza tecnica stabilisce l'impossibilità del tradimento, nessuno si offenda, del tradimento del consenso elettorale. E l'onorevole Masala dice: "Io in continuità mi propongo e in continuità chiedo per il futuro la conferma dell'alleanza". La prima cosa che le contesto, collega Masala, è che sia possibile in futuro realizzare quello che si è determinato sino ad oggi, perché non è possibile tecnicamente.
Allora rimane di quell'esperienza il ragionamento del perché, diceva Fois e gli altri colleghi, noi vogliamo la governabilità della nostra regione; allora il giudizio è sulla governabilità. E' di oggi l'intervista del Presidente della Confindustria non degli estremisti sindacalisti della U.I.L., della C.I.S.L. e della C.G.I.L., no, del Presidente della Confindustria, il giudizio di un fallimento di un'esperienza amministrativa.
Siamo alla conclusione del mandato, tra qualche mese bisognerà presentare le liste, il Dpef è quello che stava richiamando il collega Sanna, il bilancio è tutto da discutere in Consiglio, ma è in continuità lei dice con l'esperienza precedente. In effetti ci sono molti momenti che possono essere assimilati, poi il Presidente Floris dirà: "Ma io mi sono dissociato da un'esperienza recente", però Masala la propone in continuità per chiedere a Floris il voto, Masala si fa carico di quello che non può fare Forza Italia e dice a Floris: "Io chiedo il suo voto perché lo chiedo in continuità" e la continuità al momento è data dal fatto che siamo senza bilancio e siamo sotto le elezioni.
Che cosa porterà Floris a rispondere, in continuità col ragionamento di Masala, sì alla fiducia? È chiaro Floris, un accordo che avete fatto, io non mi scandalizzo, non mi sto scandalizzando del fatto che chi ha ottenuto il consenso dal centrosinistra è passato al centrodestra, è un brodo che si è consumato, adesso in continuità le chiedono il voto, però io vorrei sapere perché lei vota la Giunta Masala? Perché vuole evitare il vuoto amministrativo? Ma siamo senza bilancio, siamo senza Dpef, siamo senza governo, siete senza maggioranza.
Lei magari lo farà cercando di nobilitare il suo voto a favore, io spero che lei non voti a favore, io spero che lei non voti a favore, perché se lei dovesse votare a favore effettivamente siamo in presenza di una continuità, la peggiore continuità che la storia dell'autonomia abbia vissuto, perché si darebbe dignità, Floris, al fatto che colleghi eletti con uno schieramento sono passati con un altro, e se fossimo in presenza della legge attuale questo non sarebbe potuto avvenire. Lei deve evitare di dare un minimo di dignità a questo fatto.
Poi anche lei è sintesi di un ragionamento politico che dice: "Businco eletto con il movimento di Grauso e passa con Floris, Pirastu eletto con Forza Italia e passa con Floris, Tunis eletto con Forza Italia passa con Floris". Ecco, questo sarebbe un ragionamento in continuità, ossia proponete una continuità che è il peggio del trasformismo che si possa realizzare o che si potesse allora e si poteva allora realizzare.
Badate, la continuità che Masala richiama è un aspetto estremamente negativo, negativo non solo per gli atti amministrativi, è negativo sul piano politico, voi ragionate di una continuità che è impossibile proporre per la prospettiva. Allora io credo che siamo in conclusione del mandato, manca qualche mese, sarebbe giusto, opportuno, corretto, capito dagli elettori del centrodestra e dagli elettori del centrosinistra, capito se Fantola e gli altri amici dicessero: "Basta, noi abbiamo fatto un'esperienza, è un'esperienza che si è dimostrata fallimentare". Ma non perché il centrosinistra si è opposto, è normale che il centrosinistra si opponesse, è un'esperienza fallita per quanto riguarda l'alleanza e per quanto riguarda questo elemento di continuità al quale voi e Masala si è richiamato.
Masala si è richiamato non come valutazione di Alleanza Nazionale, anche chiaramente, ma come conclusione di ragionamenti che tra di voi avete fatto e quindi in continuità voi proponete alla Sardegna una continuità che è il peggio che la politica abbia potuto esprimere in Sardegna. Io non conosco gli Assessori nuovi che vengono proposti, Cappellacci, Falchi, Falchi quello di Sassari c'è chi lo conosce meglio di me per la verità, però insomma, il terzo non me lo ricordo, non so chi è, un altro ci sarà, La Spisa la conosco, il terzo non me lo ricordo, mi è proprio sfuggito! Ah, Asuni, il direttore di Biancareddu! Io penso che noi dobbiamo capire che voi state ancora confermando un'idea di livello infimo dell'assunzione di responsabilità. Ma badate, in continuità si potrebbe dire che voi state proponendo una cosa che non si può fare, che non si può fare per quanto riguarda la prospettiva e allora noi voteremo contro, ma non è questo il punto, il guaio è che diversi di voi voteranno a favore, questo è il guaio, perché non avete la responsabilità di assumervi sino in fondo il giudizio, la responsabilità che c'è su di voi negativa, e questo giudizio che c'è su di voi negativo io non ho difficoltà a dire che si è esteso, che ci ha coinvolto, ha coinvolto anche noi.
Questo giudizio diffuso in Sardegna sulla responsabilità politica che abbiamo ha coinvolto tutti quelli che siamo qui e molti di noi, come è capitato nell'altro mandato, al prossimo mandato non ci saranno, perché anche se candidati, com'è capitato l'altra volta, gli elettori capiranno, sapranno esprimere una valutazione e siccome siamo dentro un giudizio diffuso della incapacità della politica di rispondere seriamente alle aspettative, allora Masala, non c'è nessuna continuità da proporre. Non c'è la continuità da proporre per quanto riguarda il centrodestra e non c'è una continuità da proporre per quanto riguarda questa esperienza, non c'è una continuità. Sì, io ho apprezzato la scelta anche dura e difficile che hanno fatto gli amici della Coccinella quando si sono dissociati, però badate, voi avete fatto una scelta coraggiosa, ma anche voi purtroppo sarete messi dentro questo ragionamento, perché siamo messi dentro anche noi, siamo messi dentro anche noi. Lo dico per Locci, lo dico per Corda, lo dico per Carloni, il giudizio ci coinvolge e noi dobbiamo impedire questa continuità di giudizio. E le forze politiche, ma aggiungo i singoli consiglieri, che si opporranno per impedire questa continuità saranno, seppure brevemente, ricordati come persone serie che hanno impedito che si continui su una strada di spiccioli che Masala ci ha proposto.
Allora siamo in presenza di un fallimento, siamo vicini alle elezioni, sarebbe giusto, lo dico per gli amici della Coccinellae per Floris, è giusto che voi non diate la fiducia, è giusto che a Masala e al centrodestra o alla parte non gli venga data la fiducia perché è una fiducia dannosa per la politica, è una fiducia dannosa per tutti quanti noi. Voi darete la fiducia, ma quella fiducia che voi date colpirà anche noi che voteremo contro, perché siamo accomunati in un giudizio estremamente negativo.
E non è un giudizio che la gente produrrà in conclusione dicendo: "Ma non hanno presentato il Dpef, ma non hanno fatto la finanziaria" no, non sarà su quello il giudizio. Il giudizio sarà sul fatto che il Presidente Serrenti ha presentato la domanda per l'invalidità, che Masala ha presentato la domanda per l'invalidità, che noi, quelli che siamo qui, abbiamo voluto approfittare del fatto che siamo qui come rappresentanti del popolo, questo è il giudizio che verrà dato, questo Carloni è il giudizio che verrà dato, il giudizio che ci farà abbassare la testa nei prossimi giorni nei confronti degli elettori, perché diranno che siamo tutti uguali, quelli che voteremo contro e se dovesse capitare voi che date la fiducia.
E' giusto concluderla qui, poi ci saranno altri momenti, altre possibilità, ma è giusto concluderla qui, concludere qui l'esperienza, il danno è tanto profondo non sul piano amministrativo, quello è un disastro, quello è un disastro, un disastro che sarà difficile recuperare, ma il danno dell'immagine della politica, della responsabilità, del rapporto con gli elettori è un giudizio che passerà su tutti e voi dovete impedire, per quelli che verranno dopo di noi, che questo giudizio possa stare in piedi ancora per qualche minuto.
Ed allora Masala non c'è da dare una continuità, c'è da staccare la spina, c'è da staccare la spina politica perché di questo c'è bisogno. E' fallita una strategia, è fallita per quanto vi riguarda un'esperienza, all'inizio non era senz'altro così nella vostra testa, però è fallita questa esperienza di governo. Il centrodestra in Sardegna ha dimostrato di non avere cultura di governo, lo ha dimostrato nel Consiglio regionale, lo ha dimostrato negli enti locali maggiori che amministra, lo ha dimostrato strategicamente.
Allora perché continuare in questa e con questa situazione? Perché? Per stare ancora in Consiglio regionale per qualche mese? Sapendo che non c'è bilancio, sapendo che il prossimo bilancio non sarà attuato, ma non perché farete un cattivo bilancio, metterete a disposizione grandi risorse, racconterete un mare di bugie, sarà la continuità delle bugie, ma non ci sarà neanche il tempo tecnico per fare un atto amministrativo sulle cose che farete nei prossimi giorni. Allora è giusto dire: "Staccare la spina e dare la parola agli elettori." Sì, due mesi prima, tre mesi prima, perché noi dovremo mettere avanti gli interessi della Sardegna sapendo che prima superiamo questa situazione e prima i sardi vengono liberati dalla vostra presenza malefica di governo e meglio sarà per la Sardegna, e meglio sarà per la politica, meglio sarà per la prospettiva.
Voi non lo farete perché Floris voterà a favore, così dicono, io spero di no, io proprio spero di no, però dicono che Floris voterà a favore. Non so cosa faranno gli amici della Coccinella, ma insomma, lo dico per Locci, lo dico per Corda, lo dico per Carloni, io vi ho apprezzato quando in un momento difficile vi siete dissociati, continuerò ad apprezzarvi sul piano personale e vorrei continuare ad apprezzarvi sul piano politico, non date la fiducia a Masala, perché è una fiducia in continuità, non c'entra niente la comune militanza. Felicetto Contu ha militato con molti di quelli che sono qui, e che bisogna fare, siccome in passato c'è stata una comune militanza ora che sosteniamo due progetti alternativi che facciamo: sosteniamo Contu solo perché mi pare nel '94 era candidato con il centrosinistra, era giovane allora al Parlamento, ma che continuità c'è Contu con il fatto che lei fa parte di una maggioranza fallimentare?
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale. Questa è una sua opinione!
CUGINI (D.S.). Quindi non c'è nessuna continuità, c'è l'esigenza di cambiare pagina e soprattutto c'è l'esigenza che la pagina nuova non venga imbrattata dalle vostre scelte politiche, lasciamola libera, facciamo scrivere agli elettori il giudizio e gli elettori sapranno giudicare le alleanze, le singole forze politiche e, aggiungo, sapranno giudicare i singoli consiglieri, perché nonostante il giudizio che ci accomuna che non è positivo, gli elettori, per il rapporto che ognuno di noi ha con loro, sapranno esprimere una valutazione.
Evitiamo di fare altri danni alla politica e alle istituzioni. Fantola voterà a favore, poi dirà ai suoi amici che tanto non si candida perché lui anni fa insieme ad altri aveva detto che dopo il terzo mandato, il secondo o non lo so quale era, non si sarebbe più candidato, invece no, è tutto in continuità, e la continuità, caro Masala, è un imbroglio e lei lo rappresenta in modo chiaro assieme a Onida, assieme a Pasquale Onida, assieme a Fois e assieme a tutti quelli che hanno tradito il consenso...
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (U.D.S. Centro). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, anche questo, come qualunque dibattito, si presta volentieri al gioco delle parti, cioè a quel gioco che viene attuato nelle istituzioni e che non risponde certamente a quello che è il pensiero politico dei Gruppi, dei partiti e forse al pensiero anche di chi parla in queste istituzioni. Io cercherò di non cadere in questa trappola, in questo tranello, anche perché questo dibattito l'abbiamo fatto qualche mese fa e non credo che da allora ad oggi siano cambiati i motivi veri, fondamentali che hanno portato le forze politiche ad esprimere in piena autonomia il proprio giudizio, la propria volontà.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
(Segue FLORIS.) Noi riconfermiamo oggi che di fronte all'epilogo di una legislatura tormentata e complessa, in cui tutti dicono che si è allargato il solco tra cittadini e l'istituzione regionale occorre invece, da parte di noi tutti, un sussulto di orgoglio e un senso di estrema responsabilità. Una resipiscenza etica e politica su quello che è avvenuto in quest'ultima fase dell'autonomia per ridare alla nostra testimonianza, se ne siamo capaci, credibilità politica, ruolo ed efficienza, ma soprattutto per dare ai sardi speranze e prospettive per il futuro. Abbiamo attraversato una stagione politica decennale per l'Isola da dimenticare, in uno scenario italiano ed europeo che ha vissuto profonde modificazioni istituzionali ed economiche di vita e di costume.
La Sardegna non è stata in grado di allinearsi ai cambiamenti e ai flussi nuovi che hanno segnato l'Europa e il mondo e vive ancora oggi una permanente fase di transizione in cui il versante politico e istituzionale non riesce a trovare il coraggio, le idee, le intuizioni, la condivisione di valori e di obiettivi che la facciano uscire dalla palude melmosa in cui si è cacciata in questi ultimi tempi. Vogliamo uscire da questo impasse o vogliamo ancora perpetuare questo gioco masochistico all'autodistruzione, questo luddismo istituzionale e politico che fa male non solo all'istituto autonomistico e ai suoi rappresentanti, ma sopratutto alle aspettative e alle speranze dei sardi fin troppo benevoli e pazienti verso l'attuale politica? Non vogliamo far parte dei carnefici dell'autonomia e delle sue espressioni politiche ed istituzionali. Non vogliamo dare il colpo di grazia a questa legislatura per partito preso, assecondando interessi di parte o dei singoli, qualunque sia la Giunta che governi, organica o necessitata, perché questo, a nostro giudizio, aggraverebbe ulteriormente la crisi dell'istituto autonomistico e la disaffezione dei cittadini nei confronti della classe politica. Dobbiamo profondere, anzi crediamo testimoniare in questa fase, un inedito e straordinario impegno unitario per avviare un piano di ripresa economica e solidale dell'Isola predisponendo appropriati strumenti finanziari e un più incisivo e solidale bilancio, per dare risposte ai nodi cruciali della nostra economia, al pesante travaglio di cui ci laviamo la bocca tutti i giorni dei comparti in profonda crisi, del mondo agropastorale, dell'industria, delle cave, della pesca, degli altri settori che in questo periodo hanno manifestato, con un sostegno evidentemente soltanto a parole, la propria sofferenza davanti al Consiglio regionale. Dobbiamo impegnarci, io credo tutti, in questa fine legislatura, per ricostruire il tessuto connettivo dei valori e delle idealità che stanno alla base del rispetto e della convivenza dialettica fra i partiti, consiglieri, i cittadini e l'istituto autonomistico, per impedire che i germi della conflittualità costante, del personalismo, dell'interesse dei singoli, dell'ingovernabilità si perpetuino nella prossima legislatura. Utilizziamo questo scampolo di legislatura per costruire e per riportare la politica al servizio del cittadino, accantonando beghe pretestuose e tattiche elettoralistiche. Una fine anticipata della legislatura lascerebbe sul campo un quadro politico senza regole, un quadro politico belligerante, una torre di Babele in cui la competizione verterebbe non su ideali e interessi generali, ma su vendette e accanimenti di parte, su riottosità personali come un vaso di Pandora da cui uscirebbero tumultuosi tutti i veleni e le devianze della politica che hanno occupato lo scenario regionale negli ultimi dieci anni. Lo stesso evento straordinario dell'elezione diretta del Presidente, per il suo impatto rivoluzionario nella politica della Regione, abbisogna di un clima di assoluta serenità, di una nuova riconsiderazione, del ruolo dei partiti, all'interno della coalizione non può essere affrontato in modo approssimativo ed emotivo. Mi rivolgo soprattutto agli amici che hanno con me lontana militanza, militanza politica. C'è un grande bisogno - mi riferisco in particolare al mio amico Gian Mario Selis - un grande bisogno di etica in politica non soltanto intesa come morale cristiana, ma di etica politica, comportamentale, di sostanza, che manca, e questa non può essere affidata nelle mani di un uomo, deve essere affidata alla più larga fascia possibile della società sarda. Il nostro è un atteggiamento di assoluto rispetto e di responsabilità nei confronti dei sardi, non per occupare posti di potere negli Assessorati o negli Enti, non vogliamo partecipare al mercato dei posti di governo o di sottogoverno, il nostro sarà principalmente, ed è un atto di lealtà politica verso una governabilità che metta in primo piano, in questo momento, le questioni più urgenti dell'Isola ricercando i punti unificanti tra i consiglieri e i partiti, tra maggioranza e opposizione, che possano finalmente rivalutare nella coscienza popolare dei sardi questa legislatura, il Consiglio regionale e i suoi rappresentanti.
Vedete, in questo periodo noi assistiamo da molte parti ad un ossessivo refrain sulla nostra collocazione politica nella prossima legislatura senza attendere di consumare l'attuale che ha bisogno di un'adeguata messa a punto per consegnare decentemente il testimone politico alla prossima che verrà. E' un martellante leitmotiv: "Con chi sei? Con chi vai?" Come se i compagni di viaggio si debbano scegliere senza conoscerli, senza avere un'intesa sull'itinerario da percorrere insieme, su comuni programmi, su comuni progetti. E' il tempo invece di dire: "Qual è il tuo pensiero? Che progetti hai? Che idee ci possono accomunare?" E chiedersi il perché delle cose, non con chi. Si vogliono anteporre le formule, gli schieramenti, gli incastri, le conte ai programmi, alle idee, al pensiero. E' indispensabile oggi una profonda analisi critica dei motivi che ci hanno portato a questa sorta di incomunicabilità politica, di latente belligeranza fra partiti, Gruppi e persone. Certo, noi lo sappiamo, ci sono certamente, qui come altrove, delle persone inadatte, uso questo termine, a rappresentare la res pubblica, capire perché si è abbandonato un percorso avviato in maniera feconda, denso anche di risultati. E' un problema che va affrontato, occorre un'autocritica serena ma severa non per divaricare, ma per unire e costruire. Se non si supererano questi aut aut politicamente immaturi si rischia di perpetuare nella prossima legislatura le contraddizioni esistenti. Non ha senso oggi parlare di future alleanze, lo dico per tutti, e pretendere il sigillo notarile del giuramento se non si è capaci di aprirsi al dialogo e all'ascolto, se non si è disponibili, in un momento così difficile per l'Isola, a collaborare per affrontare le emergenze più gravose ed urgenti abbandonando il dilemma shakespeariano: "Entriamo o non entriamo? Con chi sei? Con chi non sei? Sciogliamo o non sciogliamo il Consiglio." Per prepararsi alla nuova legislatura non servono gli ultimatum, l'improvvisazione e la suggellata patente di fedeltà al sodalizio, siamo disponibili ad un confronto aperto e costruttivo nel campo delle idee, dei progetti, per trovare comuni convergenze in questa fase e per la prossima legislatura. Su che cosa? Su un percorso indispensabile per conoscere il pensiero dei partiti in ordine al rapporto Stato - Regione, al federalismo, al nuovo Statuto sardo in una concezione nazionalitaria; per fissare i punti di un nuovo modello di sviluppo per la Sardegna nel segno della sua identità, della salvaguardia precipua dei suoi interessi, delle sue risorse economiche, ambientali, turistiche e naturali; per definire i comportamenti della coalizione e dei singoli partiti e il ruolo dei partiti e dei consiglieri all'interno della coalizione; per stabilire i gradi di partecipazione popolare alle scelte decisionali in un rapporto costante di concertazione con i sindacati, il mondo imprenditoriale, il mondo della cultura, le forze della società, il mondo dei giovani. E' chiaro che le responsabilità principali ricadono e ricadranno sul presidente eletto dal popolo, ma proprio per la sua innovativa incidenza nel tessuto storico e democratico della politica sarda occorre stabilire le regole e i comportamenti del percorso decisionale, la partecipazione della base, i ruoli e le funzioni del Consiglio, dei partiti, dei rappresentanti del popolo. E' il modo migliore per prepararsi alla prossima consultazione con un viatico di idee, di progetti, di condivisione politica da formare e costruire in questo scorcio di legislatura. Lo scioglimento del Consiglio sarebbe ed è la resa finale per i partiti, i consiglieri, per la stessa specialità autonomistica. Non parteciperemmo all'eutanasia di questa legislatura; un atto che noi riteniamo eticamente riprovevole e politicamente innaturale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.- S.U.). Signor Presidente, più si va avanti con gli interventi dopo le dichiarazioni rese dall'Onorevole Presidente Masala, e più si ha la sensazione che si stia partecipando ad un rito, una abitudine e l'esigenza per tutti di dire qualcosa. Forse questa ritualità un pochino ha anche stancato, a ben vedere, se si parte dalla constatazione che molti colleghi hanno deciso anche di rinunciare all'intervento. Hanno deciso di rinunciare all'intervento perché non nascono posizioni nuove, non si intravede un minimo di schiarita e poi l'ultimo intervento dell'onorevole Floris sinceramente rappresenta una perla. Ha detto di tutto e di più, parlando di ieri e dell'oggi, parlando anche del domani, non c'è nessuna assonanza parrebbe con l'attuale Giunta regionale, non esisterebbe un solo motivo valido se non la preoccupazione che il Consiglio regionale possa anticipatamente essere sciolto, non esisterebbe diversamente nessun motivo valido, a detta dello stesso onorevole Floris, perché venga espresso un voto che in ogni caso consenta la sopravvivenza di questa Giunta. Ed allora si fa ricorso all'etica politica in linea generale, si fa un richiamo ad un sussulto d'orgoglio che ahimè invece manca, perché se ci fosse un sussulto d'orgoglio diverse sarebbero le conclusioni, si dice che si è presi, disperati, mamma mia in mezzo a tanti dilemmi, si scomoda Shakespeare e si conclude che in ogni caso un voto favorevole è necessitato perché l'anticipato scioglimento del Consiglio regionale rappresenta una sconfitta per la Sardegna, mentre la permanenza in carica di una Giunta regionale, quindi conseguentemente del Consiglio regionale, rappresenterebbe invece, evidentemente al contrario, una vittoria per la Sardegna.
Ahi ahi ahi, onorevole Masala, bella vittoria questa per la Sardegna! Alla Sardegna certamente non serve, serve a voi per garantire una sopravvivenza politica, per garantirvi di respirare l'un l'altro, naturalmente in senso politico, per altri quattro mesi, di vivacchiare, cosa che consente anche a noi certamente di stare sui banchi di questo Consiglio, ma dopo un discorso così amaro, così disperante quale quello che l'onorevole Floris ha fatto, con questi richiami alla morale e all'etica, ai dilemmi e ai drammi e alle disperazioni dei sardi e alla non condivisione dell'operato della Giunta regionale, io mi sarei aspettato una conclusione del tutto diversa che sarebbe naturalmente stata una conclusione, dal mio punto di vista, di grande dignità e anche di recupero di un attimino di saggezza, caro Mario.
I richiami alla saggezza, peraltro con una ritualità che un pò adesso presidente Masala sta iniziando a caratterizzarla da che presiede questa Giunta Regionale, anche oggi nelle sue dichiarazioni d'apertura non ha reso dichiarazioni politiche vere, ha fatto anche oggi richiami alla saggezza. Ma saggezza in virtù di che cosa? Saggezza perché? Per quali motivi? Per perseguire quali obiettivi? Saggezza perché devi dispiegare quali risultati e a favore di chi? E' un altro appello, cari colleghi, più che alla saggezza alla clemenza, quello dell'onorevole Masala, del Presidente della Giunta Masala è un altro appello alla clemenza. Onorevole Masala, nel suo intervento cosa…? Credo che si sia verificato per la prima volta nella storia dell'autonomia della Sardegna che un Presidente della Giunta Regionale, intervenendo nella presentazione di un pezzo del completamento della propria Giunta, chiama in causa tutti, si dimentica che qua dentro in questo palazzo, bontà sua onorevole Masala, c'è qualcuno che non ha neanche citato, che lei parrebbe avere volutamente cancellato con un colpo di spugna, non ha fatto un minimo riferimento alle opposizioni, ma non per chiedere un voto da parte delle opposizioni, ma perché le opposizioni in Consiglio ci sono, sono state completamente cancellate, è una dimenticanza, una trascuratezza.
Rientra evidentemente in quella specie una ricercatezza probabilmente anche voluta, che ci fa ritornare a quella richiesta di clemenza. E' inutile provare a richiamare ritardi o cose non fatte, non faremmo altro che un ulteriore interminabile elenco di incompiute, un ulteriore interminabile elenco pieno di vaghezze e di promesse per il futuro. Vogliamo rammentare, non è solo colpa sua, ma lei certamente responsabilità ne ha in quanto svolgeva e aveva funzioni importanti dentro la Giunta regionale e anche nel settore di diretta competenza, il livello di indebitamento della Regione sarda. Contrariamente a quanto diceva l'onorevole Cogodi che lamentava: "Ma sì, la finanziaria non è ancora presentata, ma poi presenterete una finanziaria ben infarcita, piena di programmi, di ipotesi di lavoro", no, non riuscirete a fare neanche questo, ne siete ben consapevoli, perché avete dato fondo anche agli ultimi spiccioli, non c'è più nulla. Non c'è più nulla, caro Luigi, quindi non riusciranno neanche a dare quel vernissage, quella verniciatura a una finanziaria che ancora continua a latitare, arriverà, ma non produrrà effetto alcuno, di quella finanziaria non spenderete neanche una lira. Le lire che conterrà saranno poche, ma voi non sarete in grado di spenderne neanche una, intanto perché verrà approvata quando verrà approvata e poi perché c'è un'incapacità a spendere che contrasta in maniera diretta con la vostra capacità, invece, a contrarre ulteriori debiti.
Io comprendo che le opposizioni svolgano un ruolo critico, rientra nella norma, rientra nella prassi, rientra anche nel ruolo diverso che l'opposizione ha, che è di stimolo critico nei confronti della Giunta e della maggioranza perché faccia, ma, al di la di ciò che le opposizioni dicono, presidente Masala, badi che la definizione che l'anno appena trascorso, il 2003, è stato il peggior anno per l'economia della Sardegna non è un giudizio delle opposizioni, bontà divina, è un giudizio che viene dal Presidente di Confindustria, è sui giornali di oggi. Ed è un giudizio, naturalmente, che nasce non da un'opinione soggettiva, non da un'opinione personale, non da una voglia di contrapposizione del presidente Devoto con la Giunta Masala o con le Giunte di centrodestra; nasce dalla drammaticità della situazione sarda, nasce purtroppo dai dati che confermano questa situazione drammatica, quindi un raffronto diretto, obiettivo. Da queste cose nasce quel giudizio.
Ma, dicevo, lasciamo il nostro, la Confindustria, i sindacati, non c'è una sola delle parti sociali sino a questo momento che abbia dichiarato non una piena, totale, completa soddisfazione o condivisione dell'operato, cosa non facile ci rendiamo conto; no, non totale, ma neanche parziale, ma neanche minimale. Tutti i giudizi sono giudizi di disperazione, tutti i giudizi sono giudizi disperanti. Evidentemente se lo sconcerto è così generale, se l'immagine negativa offerta è così coinvolgente di tutta la società sarda, evidentemente ci sono delle verità in ciò che viene detto, non sono fantasie, non sono chimere, non sono opposizioni politiche, non sono vedute differenti, non sono diverse filosofie, non sono diversi approcci alle problematiche, ma è il totale fallimento. A proposito, presidente Masala, io ho letto sulla stampa, qualche giorno fa, una preoccupata interpellanza, mi pare presentata, primo firmatario, dall'onorevole Sanna, dove chiedeva che fine avesse fatto quel famoso decreto a salvaguardia delle coste dopo la caduta dei piani territoriali paesistici. Vorremmo saperlo anche noi, ma vorremmo che al riguardo venisse aperto un dibattito con l'Aula, vorremmo che il Consiglio fosse parte, venisse informato e potesse con ciò partecipare a trovare, a ricercare, a individuare assieme soluzioni. Invece nulla si sa, non si sa se sia stato assunto, lanceremo in alto la monetina per deciderne il risultato. E' stato assunto? E come, con quali prescrizioni, con quali contenuti, con quali ipotesi di garanzia di salvaguardia? E se così non fosse, quali sono i motivi invece che lo hanno impedito? E' ovvio, è legittimo che un dubbio nasca. Il dubbio che ove il decreto non fosse stato assunto, ove anche fosse stato assunto, ma non con tutte le garanzie di salvaguardia necessarie, che ciò rappresenterebbe una scelta politica che la Giunta regionale e il presidente Masala per primi hanno fatto, che è una scelta politica del gioco allo sfascio, che è una scelta politica della totale liberalizzazione, che è una scelta politica che consente l'incursione di tutti coloro i quali hanno risorse, disponibilità e volontà per effettuare mere operazioni di speculazione che, certamente, quelle non si traducono in un dato positivo per il sistema economico della Sardegna. E avvengono quelle cose senza che alta, forte invece dall'altra parte sia levata una nota di dissenso che sì, presidente Masala, l'abbiamo sentita, l'abbiamo sentita anche da lei ma era debole, era fragile, una nota di dissenso per quanto invece è avvenuto a La Maddalena. Due mondi diversi, due diverse occasioni, l'una che doveva essere un elemento di tutela e di salvaguardia per la costruzione di un sistema economico ecocompatibile e l'altra, invece, che si trattava della salvaguardia della salute dei cittadini, in alcuni casi persino di rischi di vita di alcuni cittadini. Anche lì le lamentele, gli avvertimenti, le voci di garanzia che da parte vostra si sono sollevate sono state assolutamente flebili, molto inconsistenti, più che di voci si è trattato di sussurri appena bisbigliati perché non volevate, perché avevate scelto, anzi, come criterio, come volontà politica quella di non disturbare troppo. A poco o a nulla invece sono valsi i giusti interessi, i giusti diritti alla tutela della salute dei cittadini sardi.
Si è detto, mi pare l'abbia detto anche l'onorevole Floris, si è usato il termine "galleggiamento", una Giunta che sta galleggiando, sì, questa è una Giunta che sta galleggiando e male, ma non è capace di galleggiare perché c'è una assonanza politica, perché c'è una concordanza politica, perché c'è una condivisione di natura programmatica; sta galleggiando, resta a galla solo perché c'è qualcuno che da babordo gli ha buttato un salvagente e lei, presidente Masala, a questo salvagente vi si è aggrappato e però galleggia, non affonda, ma galleggia. Ma c'è qualcos'altro evidentemente che affonda, chi affonda è l'intera Isola, chi affonda è un intero sistema economico, ciò che sta affondando è il livello di fiducia dei cittadini di quest'Isola, ciò che sta affondando, presidente Masala, è la Sardegna.
Io, e concludo, ho una sensazione, presidente Masala, che lei, così com'è avvenuto in altre occasioni diverse da oggi, le chiedo scusa del tono ma è la passione, naturalmente nulla di personale, ma ho la sensazione, dicevo, così com'è avvenuto in altre occasioni, che lei sia venuto così in Consiglio regionale sperando che le preoccupazioni che alcuni hanno in caso di anticipato scioglimento facessero prevalere la scelta in una certa direzione anziché in un'altra, sperando che si creassero, anche occasionalmente con quell'invito alla saggezza che lei ha fatto, a dire la verità bisogna essere più rimbambiti che saggi per seguirla in quest'avventura, lei è venuto qua sperando che alla fine: "Ma sì, il voto a quattro o a cinque mesi di distanza dalle prossime elezioni in qualche maniera mi verrà dato, non può essermi negato, perché non avrebbe senso". Questo lei di fatto ha voluto dire. Insomma, presidente Masala, lei è arrivato qua il giorno dopo l'Epifania ed è come che abbia appeso quella famosa calza della Befana, sperando che venisse riempita di sì. Probabilmente avverrà questo, la calza della Befana verrà riempita di un numero di sì tali che consentirà a lei di continuare a galleggiare. Per i sardi lei, presidente Masala, ha preparato, ha predisposto un'altra calza della Befana, ma in quella lei ci ha messo solo carbone, e non quello del Sulcis.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pinna.
PINNA (D.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Carloni.
CARLONI (A.N.). Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Pirisi è assente, la consigliera Noemi Sanna è assente, e aveva rinunciato. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Data la situazione capisco i colleghi che hanno rinunziato a intervenire e forse anch'io avrei dovuto fare lo stesso, perché tanto a questo punto credo che aggiungere o ripetere cose già dette sia quasi inutile data la situazione di fronte alla quale ci troviamo, però io credo che proprio per segnare ancora una volta le differenziazioni che non possono non essere fatte per ciiò che è avvenuto in questi cinque anni, qualche minuto in più non cambi assolutamente niente.
Dispiace doverlo dire ma, ancora una volta abbiamo dovuto assistere a un discorso che ha veramente del patetico. Quella dignità che è stata sempre riconosciuta in passato all'onorevole Masala sembra inesorabilmente venuta meno; scusate, tanto valeva, onorevole Masala, presentare la lista dei nuovi Assessori, chiederne l'approvazione e buona notte al secchio! Ma venire a prendere in giro un Consiglio regionale e a prendere in giro la Sardegna con le frasi che sono state dette e che sono state scritte in questo documento, io credo che costituisca veramente un fatto di cattivo gusto. Cioè è inutile nascondersi dietro un dito, qui si tratta di una dimostrazione di mancanza di dignità, è una mistificazione, lo vedono tutti, lo sanno tutti, ma chi si vuol prendere in giro? Come si fa a dire che le due Giunte precedenti, e questa Giunta da lei presieduta, che poi non è una Giunta, l'abbiamo già detto perché è una Giunta dimezzata e quindi non esiste, come si fa a dire che queste giunte hanno creato le condizioni per la crescita della Sardegna veramente io mi domando: "Ci crede davvero oppure in che mondo vive?" Come si fa a dire che sono stati risolti i problemi dell'acqua, della chimica, della viabilità - è inutile ripetere quello che è stato detto poco fa da qualcuno che mi ha preceduto -, della sicurezza con i sindaci di tante zone, in particolare di zone dell'interno che sono disperati, terrorizzati, che non sanno dove sbattere la testa. Il problema dell'energia che è stato risolto, ma è stato risolto come, quando e in che modo? I problemi dell'agricoltura, ma come si fa a dire queste cose? Io dico veramente che in questi casi forse la sintesi, il silenzio dovrebbe essere considerato d'oro e invece niente. E' stato risolto tutto, c'è un filo conduttore fra queste tre formidabili giunte, un "idem sentire" due volte ripetuto, si usano le frasi latine, quasi che in questo modo si risolvano i problemi, come si fa a parlare di continuità, come si fa a parlare di metodo collegiale e di condivisione del metodo collegiale quando l'esempio dato da voi e da coloro che vi hanno preceduto è tutto il contrario? E' proprio mancato quel minimo di coesione che doveva caratterizzare degli esecutivi. Poi questo appello patetico all'UDS, al Gruppo del Movimento, a Forza Italia, che praticamente ha la rissa in famiglia per questa ennesima battaglia che c'è stata fra certe componenti, certi gruppi di potere e i rappresentanti del partito che sono qui in Consiglio e che invece vedono le cose in un'altra maniera. Ma questo è veramente il massimo! Che garanzia possono offrire questi tecnici, uno dei quali dovrebbe continuare a svolgere la sua opera negli uffici della Regione? E sugli altri due è inutile che ripetiamo quello che è già stato detto, che cosa stanno a significare, cosa ne sanno dei problemi della Regione, che garanzia possono dare di fare qualche cosa, non dico tanto, ma qualche cosa di utile per la Regione, non sapendo assolutamente niente, per le loro esperienze, di ciò che significa mandare avanti una macchina di questo genere. E così via.
Voi potevate fare una cosa, onorevole Masala, bastava quella per dare un significato, per caratterizzare almeno in modo dignitoso la vostra opera di questi quattro mesi, dovevate avviare davvero seriamente il completamento dei piani paesistici, per esempio, e invece cosa avete fatto?
Ci avete costretto a notificare una diffida dando i trenta giorni, perché non avevate evidentemente nessuna intenzione di eseguire le sentenze del TAR, poi cosa avete fatto? Dopo la notifica della diffida vi siete limitati a fare due delibere di Giunta nelle quali praticamente dite che queste sentenze non sono eseguibili perché è cambiato il quadro legislativo, e perché bisogna nientepopodimeno riesumare un disegno di legge che non è mai andato avanti, che addirittura non è mai stato presentato in Commissione; voi che rappresentate una maggioranza che in cinque anni non è stata capace di far nulla pensate di risolvere questo problema portando avanti un disegno di legge di questo genere. Allora, io mi domando e qui mi rivolgo all'onorevole Floris, la dignità è prendere atto di una certa situazione o è tenere in piedi un cadavere? Qualcuno ha parlato di staccare la spina, ebbene io credo che di fronte ad un elettroencefalogramma piatto l'unica cosa che resti da fare, alle persone che non vogliono prendere in giro gli altri ed anche se stessi, sia proprio quello di staccare la spina.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Le dichiarazioni rese dal presidente Masala stamane all'Aula, se da un lato rappresentano il tentativo di porre fine ad una lunga vacatio di Governo con l'assunzione di quattro interim prorogati anche oltre il tempo regolamentare che normalmente viene assegnato all'interim, dall'altra nella sua prosa molto scarna ed affrontando pochi argomenti potrebbe rappresentare un tentativo di far chiudere velocemente questa pratica, questa pagina non certo esaltante della storia della nostra autonomia.
Io ritengo che però rispetto alle poche cose che ci ha comunicato il presidente Masala, alcune meritano delle considerazioni; mi riferisco in primo luogo anche allo stesso modo con cui viene rappresentata la situazione politica; si fa riferimento ad una lunga fase di pretattica, si fa riferimento a manovre di riscaldamento e si dice "finalmente c'è una squadra che avrà come compito - questo sì che è un grande compito - quello di aspettare il fischio finale della legislatura.". Già questo modo dimesso di presentare la situazione politica senza neanche far conoscere al Consiglio che tipo di gioco questa squadra vorrà portare avanti, quale modulo vorrà esercitare, ma soprattutto quali priorità dei grandi problemi della nostra Isola vorrà risolvere, tenendo conto del breve lasso temporale che ancora manca alla scadenza della legislatura. Nessun accenno viene fatto alle cose da fare, alle cose possibili che possono essere fatte in questi pochi mesi di fine legislatura, è solo un discorso tutto interno alla maggioranza, c'è una ferma rivendicazione di una linea di continuità, peraltro io ritengo non esaltante, perché se è vero che c'è un qualcosa che possa caratterizzare le precedenti Giunte Floris e Pili, ciò che le ha caratterizzate è stata proprio la loro instabilità, è stata la feroce lotta per il potere, è stato il modo torbido attraverso il quale queste Giunte sono nate, ed è stata l'assoluta inconcludenza rispetto alla gravità dei problemi della nostra Isola; ed è per questo che io non riesco a condividere neanche quella vena di ottimismo che è presente nelle prime affermazioni del Presidente quando dice: "Abbiamo posto le condizioni per la crescita della Sardegna.". Presidente Masala, ma di quale crescita parla? Parla forse, perché può parlare solo della crescita della nuova immigrazione che interessa i nostri giovani, della crescita della disoccupazione forse può parlare, può parlare della crescita dello smantellamento del nostro apparato produttivo industriale, della crescita delle difficoltà delle nostre aziende, del settore commerciale, può parlare forse della crescita dei ritardi nel recepimento di alcune normative che pure avrebbero consentito a questa Regione di dare risposte a vecchi e nuovi bisogni, ma soprattutto a quello che i mass media nei giorni scorsi, in questi giorni di festa hanno voluto richiamare, vale a dire la crescita della povertà nella nostra Isola, la crescita di condizioni di disagio economico e talvolta anche di indigenza. Ecco, rispetto a questi fenomeni di allarme sociale non un cenno nelle sue dichiarazioni, non c'è neanche l'indicazione di una strategia ben definita sulla quale portare avanti una qualsivoglia politica di governo. Ma anche il generico riferimento che lei ha fatto all'attività della maggioranza in Aula e in Commissione, quando dice che tutte le forze politiche si sono sempre comportate come se fossero state in ugual misura impegnate nella responsabilità di Governo. Io devo dire che proprio anche nel corso delle ultime sedute di questo Consiglio il partito di maggioranza relativa, della sua maggioranza, non ha dato prova di responsabilità di Governo nel momento in cui ha disertato in occasione del voto dell'esercizio provvisorio, che pure è un provvedimento amministrativo che ha evitato la paralisi di governo di questa Regione. Ma io potrei richiamare la crescita dei ritardi nell'azione amministrativa, nell'azione legislativa, che ormai si è ridotta solo ad una continua legge finanziaria dove si cerca di affrontare i problemi dando risposta ad interessi settoriali, particolaristici e talvolta anche dietro la pressione e la spinta di gruppi o di singole persone di questo Consiglio regionale. Io ritengo che non sia questo il modo giusto di governare, forse sarebbe stato più opportuno, in presenza di queste difficoltà, noi l'abbiamo già affermato, lo andiamo dicendo da mesi, di fronte al fallimento totale dell'esperienza del centrodestra al Governo della Regione sarebbe stato più opportuno ridare quanto prima la parola agli elettori per scegliere veramente attraverso nuove regole un governo che sappia e che possa governare, che garantisca stabilità alla nostra Regione e che riesca ad aggredire i problemi della nostra Isola. Per cui assumono quasi un sapore di beffa e di ridicolo alcune affermazioni che sono state dette questa sera in Aula quando si cerca di rappresentare un voto favorevole all'insegna della realtà verso la governabilità, e quando si dice che lo scioglimento del Consiglio sarebbe solo l'eutanasia di questa legislatura.
Questa legislatura veramente ha un encefalogramma piatto perché non è riuscita a dare segnali di vita, ma non è riuscita a dare segnali di vita proprio rispetto alle esigenze più impellenti dei nostri cittadini e dei sardi; in queste condizioni, presidente Masala, io ritengo che il suo tentativo sarà solo un tentativo di continuare a galleggiare, di dire che solo nominalmente esiste un Governo della Regione, però lei se passerà alla storia, passerà alla storia per dire che ha ritardato di alcuni mesi le condizioni per risolvere veramente i problemi della nostra Isola.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Presidente della Giunta, colleghi, dal 28 agosto, data nella quale è stata votata la fiducia a questa Giunta, per quasi quattro mesi è stata tenuta in ansia la Sardegna con il tormentone "Forza Italia entra o non entra", ed è stato un tormentone che è andato avanti per tutta l'estate e per buona parte dell'autunno. Masala chiama Forza Italia si leggeva nei giornali, forse dà l'appoggio esterno si diceva, poi la corte di Masala si fa più pressante, un passo avanti, poi un passo indietro, sembrava quasi di assistere ad un ballo al quale i sardi assistevano sgomenti. Poi il tormentone è cambiato: Floris voterà a favore o contro la fiducia? Ce lo deve chiedere Forza Italia, diceva giustamente l'onorevole Floris, Forza Italia non si rimangia la dichiarazione di espulsione dalla maggioranza che aveva fatto a suo tempo nei confronti dell'U.D.R., e poi molto sofferta ecco la grande decisione, il grande annuncio: "Abbiamo deciso, entriamo, ecco i nomi, e guai a chi dice bah". Ma cosa vuol dire: "Abbiamo deciso di entrare".
Amici di Forza Italia, niente di personale ovviamente, ma voi gli Assessorati non li avete mai lasciati perché è rimasto intatto l'apparato di uomini nominati da voi, dai direttori generali in giù. Nella realtà tutta la vostra attività di questi ultimi tempi era orientata a sfasciare tutto. La finanziaria, l'apparato produttivo della Sardegna annaspa, centinaia di migliaia di disoccupati non trovano lavoro, migliaia di giovani sono costretti ancora oggi ad emigrare? Cosa importa, questa è la cosa umiliante, ancora una volta il dibattito politico è stato incentrato sulle poltrone, sugli enti, sulle candidature, non una sola parola sui problemi della gente. Noi non siamo di sinistra, ma nonostante gli sforzi non riusciamo a intravedere il centrodestra, non riusciamo a capire quali sono i partiti del centrodestra, quali sono le prospettive, qual è il progetto, qual è la strategia di questa presunta, ipotetica coalizione che in questi ultimi mesi ha dato di sé l'immagine dei separati in casa, una coalizione nella quale il partito di maggioranza relativa ha abbandonato il tetto coniugale per quattro mesi con l'intento ancora una volta di sfasciare tutto; allora che prospettive ha questa coalizione, quale sarà il candidato alla Presidenza? Lo stesso che per ben tre volte noi abbiamo sfiduciato e che noi abbiamo sfiduciato perché inadempiente verso i sardi? Che però era sempre pronto ad ubbidire agli ordini romani? Un partito composto da quindici persone, persone perbene che io stimo, molte di queste io le stimo, costrette a votare sotto la minaccia di non essere ricandidati da un commissario romano. Alla faccia dell'autonomia! Alla faccia della dignità dei sardi! Sul piano umano e della correttezza è stato poi compiuto un atto che... come si fa a sostituire un Assessore bocciandolo e mettendo al suo posto un suo sottoposto, cioè il direttore generale contro il quale io non ho niente, persona perbene, per carità, però il direttore generale nominato da Biancareddu, l'onorevole Biancareddu viene destituito e viene messo al suo posto il suo sottoposto, è una cosa eticamente, umanamente incomprensibile, inaccettabile, io non so frutto di quale strategia, e poi ho visto i sostituti, io non voglio fare questioni di nomi, anzi, di cognomi, però siccome ci chiedete la fiducia, non possiamo che dire cosa ne pensiamo, non sulle persone, ma sul sistema, sul metodo. Alla programmazione il dottor Ugo Cappellacci; io, che sono uomo che per dodici anni è stato in Mediaset, conosco bene la persona, persona assolutamente stimabile, perbene, però rappresentante di Mediaset, fiduciario di Mediaset, fiduciario per la verità di Comincioli, del senatore Comincioli; mi domando perché non si è trovata all'interno del Gruppo di Forza Italia, dove ci sono fior di professionisti e di persone serie, una persona che potesse ricoprire quell'alto incarico. Poi ho visto un altro nome: Tonino Falchi di Sassari; io non lo conosco, però mi dicono che lo conosce molto bene l'onorevole Giacomo Spissu, perché Tonino Falchi è stato Assessore della Giunta Spissu, quindi vedo che Forza Italia accetta anche questi salti mortali carpiati all'indietro.
Abbiamo parlato della Giunta di centrodestra, della coalizione di centrodestra, ma io due parole, amici del centrosinistra, le vorrei spendere anche per voi: il centrosinistra è erede insieme ad altri di cinquant'anni di disastri amministrativi, i cui risultati hanno allineato la Sardegna tra i paesi più poveri dell'Europa; non siamo nell'Obiettivo 1 perché siamo raccomandati, siamo nell'Obiettivo 1 perché siamo poveri, perché non abbiamo strutture, strutture che voi, chi ha governato per cinquant'anni, non dico voi, fisicamente voi, i partiti che hanno governato del centrosinistra, della sinistra, del centro eccetera per cinquant'anni non hanno realizzato quelle opere che oggi ci vedrebbero a competere, ci metterebbero nella condizione di competere con gli altri paesi dell'Europa, e invece siamo ancora una volta nel degrado assoluto, siamo disastrati, ho detto questo mille volte in Aula ma mi sembra un argomento talmente importante che anche ripeterlo non fa male; in cinquant'anni sono immigrati dalla Sardegna, non perché volessero fare turismo, seicentomila sardi e ci sono ancora in Sardegna più di trecentomila disoccupati, allora...e poi il centrosinistra è una coalizione che oggi si presenta in una condizione un po' disastrata, è dilaniata al suo interno da una lotta per la conquista della poltrona di governatore, con un pretendente candidato che minaccia di presentare liste proprie contro l'indicazione dei partiti ai quali si vorrebbe accompagnare, forse. Un disastro, centrodestra in queste condizioni e centrosinistra Dio se ne scampi, e allora mi domando cosa devono fare i sardi davanti a questa prospettiva. Chissà se ancora una volta i sardi, e anche questo per me non è un discorso nuovo, si lasceranno incantare dai soliti imbonitori, da quelli che promettono tutto e poi non mantengono niente. Noi ci auguriamo che la gente prenda coraggio, che vinca la rassegnazione e che nel segreto dell'urna faccia la cosa che più desidera. Non c'è sardo che non abbia questo desiderio fortissimo: infliggere a questa classe politica la punizione che merita. Poi ci sono le eccezioni, anche in questa Assemblea ci sono persone capaci e serie che non meriterebbero questo, però certamente i risultati che abbiamo davanti agli occhi sono quelli che tutti vediamo.
Presidente Masala, vede Presidente, lei siede in quella poltrona grazie al voto determinante del Gruppo del Movimento, ricorderà 34 a 32, e noi siamo 3; noi le abbiamo concesso di fare il Presidente della Giunta perché ritenevamo che vi fossero adempimenti importanti da fare da parte del Consiglio e anche da parte della Giunta, il Consiglio ha approvato delle leggi importanti, purtroppo non ha approvato la legge elettorale, però altre leggi sono state approvate; e poi siamo in attesa del Dpef e della finanziaria della quale la Sardegna ha ovviamente ed estremamente bisogno. Vede, Presidente, la fiducia può essere ragionevolmente concessa quando ci si aspetta da chi la ottiene che mantenga le promesse perché ci sono le premesse; lei Presidente ci sta chiedendo un atto di fideismo, dottrina secondo la quale la verità non si può conoscere con la ragione ma solo con la fede, con la fiducia cieca. Perché vede, Presidente, in questi quattro mesi di attesa che Forza Italia decidesse il destino di questo Consiglio, nonostante noi avessimo votato a favore, non perché noi chiedessimo o ci aspettassimo qualcosa, lei sa benissimo che noi non chiediamo poltrone, non chiediamo posti, chiederemo poi con la finanziaria cose per la Sardegna, che renderemo note se lei avrà la curiosità di chiedercele.
Ebbene, io credo che lei non possa aspettarsi da noi un voto alla cieca, che non rappresentiamo noi stessi, io non sono Cesare Corda, lui non è Gianni Locci, io rappresento un certo numero di sardi che mi hanno dato la fiducia e che io non sono disposto a tradire per nessuna ragione al mondo! Io ho letto il Dpef, ho letto quello che aveva presentato Pili, Floris, tante parole, tante promesse, le dichiarazioni programmatiche sono sempre parole vuote alle quali poi non si dà seguito, perché questa è la realtà che ci accompagna ormai da tantissimi anni, ed insomma le persone più oneste di questo Consiglio lo sanno e lo devono ammettere.
Allora, Presidente, mi permetta un inciso che io voglio fare, perché alcuni giorni fa il presidente Serrenti (poi torniamo a lei Presidente ma con poche battute) ha dichiarato che tutti i componenti di questa Assemblea erano informati della delibera dell'Ufficio di Presidenza con la quale si assegnava ai cosiddetti invalidi un ricco indennizzo ed in certi casi una faraonica pensione; il presidente Serrenti non è qua, ma spero che sia nella sua stanza a sentire; quello che lei ha affermato non risponde a verità. Noi la sfidiamo a dimostrare con atti formali ciò che lei ha affermato, in assenza di queste prove rimane un fatto grave, il Presidente del Consiglio ha pubblicamente dichiarato in falso.
Presidente Serrenti, ancora lei, io circa sei mesi fa, mi perdoni se non sono preciso sulla data, le ho consegnato una richiesta firmata da 65 consiglieri di questa Assemblea che chiedevano che lei organizzasse le dirette televisive delle sedute del Consiglio affinché i sardi potessero avere cognizione di quello che avviene qui dentro, lei non ha dato seguito a questa richiesta, non solo ma non ne ha più parlato; noi ci auguriamo che provveda quanto prima perché lei è il Presidente di un Consiglio al quale deve rispetto.
Presidente Masala, io ho detto prima che noi avevamo votato a favore della sua Giunta perché il Consiglio doveva compiere adempimenti importanti, e ci sono adesso due tra i più importanti: la finanziaria e il Dpef, solo per questo Presidente noi non voteremo contro, ma non ci sono per il momento le condizioni politiche perché noi votiamo a favore, quindi, noi annunciamo il voto di astensione.
PRESIDENTE: È iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA Alberto (D.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Fino al fischio finale, onorevole Masala, fino al fischio finale ha detto, beh noi non vediamo l'ora che questo fischio arrivi anche perché (chiedo scusa per la voce) quante volte quante volte eravamo sul punto di sentirlo, quante volte c'è capitato di discutere qui dentro di elezioni anticipate, credo che sia a tutti noto. Per noi che crediamo in questa istituzione è stato un morire piano, piano, lentamente, in particolare credo che questo lo viva chiunque creda nella politica e nelle istituzioni, e siamo convinti anche che questa non è soltanto una sofferenza nostra, è una sofferenza di tutti coloro che vorrebbero voltare pagina finalmente. Abbiamo ascoltato le dichiarazioni e non ci aspettavamo molto, è stato un appello alla continuità, ma quale continuità? La continuità delle continue crisi, la continuità allo sfascio che stiamo vedendo, al disastro come qualcuno lo ha definito e, perché no, ai litigi a cui stiamo assistendo, alla totale assenza della Giunta nei momenti in cui veramente ci sarebbe bisogno.
Ne sono testimonianza, è stato già detto anche questo, sindacati, la Confindustria, gli imprenditori tutti, le associazioni, i cittadini che hanno perso la fiducia in questa maggioranza e stanno prendendo giustamente le distanze, questa maggioranza che però ha fatto sì di togliere pure credibilità all'istituzione di questo Consiglio. D'altronde è davanti a tutti, non si votano più le leggi e, perché non dirlo, se qualcuno di noi si sente ancora nel ruolo di consigliere di presentare qualche legge, beh rasenta il ridicolo, tanto sa che non andrà da nessuna parte quella legge, è soltanto un semplice esercizio accademico; non passa nemmeno più nessuna proposta di Giunta, l'abbiamo visto, io credo che se ne siano tutti accorti; anzi, ogni volta che arriva una proposta di Giunta da parte della maggioranza, se questa è la continuità, c'è proprio il gusto di affossarla! Si va avanti con gli ordini del giorno che si dice che lasciano sempre i tempi che trovano, beh noi abbiamo visto che è così tanto per sfatare quella che è la convinzione comune che un ordine del giorno non si nega a nessuno, ogni volta che arriva un ordine del giorno, per la litigiosità di questa maggioranza, si vede anche che quell'ordine del giorno spesso non passa.
Noi non possiamo nascondere tutto questo ai sardi, questa situazione che è il frutto dei conflitti interni della maggioranza, le spaccature che ci sono fra i Gruppi, le spaccature che ci sono all'interno di quei Gruppi, vi disgregate, vi associate, vi riaggregate ad una velocità che definire folle è poca cosa. Non si capisce più nulla! All'esterno la geografia chiara di questo Consiglio ormai l'hanno persa tutti; i sardi, ai quali si ricorda ad ogni piè sospinto quelli che sono i valori dell'autonomia, devono apprendere, vedere che costantemente avete una dipendenza diretta da parte dei dettati che arrivano dai partiti nazionali, senza dignità, imposti, e perché non ammettere che i ritardi di questa Giunta, della formazione, del completamento di questa Giunta sono proprio dovuti a questo aspetto, che è Roma che ha imposto la formazione di questa Giunta dall'alto, con questo tipo di forma, che vuole probabilmente modificare il quadro interno dei vostri partiti e ai quali voi in qualche modo vi dovete assoggettare.
Perché non si dice chiaramente che esistono - ai sardi questo - due modi per continuare a governare? Che siano modi chiari, precisi, insindacabili. Io credo che il modo per continuare a governare è quello di fare bene, farsi apprezzare, impostare i progetti che siano la risposta alle aspettative dei sardi, essere all'altezza dei tempi, trovare le risorse e farle ricadere nei territori con umiltà e al servizio dei cittadini, ed invece vediamo un secondo modo di governare qui dentro ed è quello di occupare le istituzioni, ove è possibile, quando è possibile, e comunque sempre, fare clientela, dando anche a chi e dove non serve, sprecando cioè le risorse, e cercare di imbrogliare le carte, promettere senza mantenere, essere dispersivi, litigiosi, arroganti. E' la fotocopia questa, io credo che sia palese a tutti, di questa seconda legislatura, ed è la fotocopia di questa maggioranza che ha cercato di governare.
Ai sardi - l'onorevole Floris è uscito - credo che non interessi dove si collocherà la prossima volta; io credo che interessi di più dove è stato, con chi è stato, chi ha frequentato, cosa ha fatto, qual è stato il suo impegno durante questa legislatura; naturalmente questo non vale solo per lui, io credo che valga in particolare per tutti coloro che hanno stravolto il risultato della precedente competizione elettorale, qualcuno ha fatto il paragone con una partita di calcio, beh, certo abbiamo visto giocatori che da una squadra andavano a far rete nella propria porta, abbiamo visto arbitri che anziché essere arbitri votavano da dietro le tende. Beh io credo che questo sia chiaro a tutti i sardi, è stato già detto, io credo che a questi in particolare bisogna invitare, e credo che l'invito arriverà dai sardi, ed è meglio che non si ricandidino, è meglio che coloro che hanno tradito il voto degli elettori non possano chiederlo di nuovo, io credo che questa sia la funzione principale dei partiti a cui loro fanno capo per fare un po' di pulizia.
Si parla di etica. Onorevole Floris è questa l'etica? È questo il costume? È quello di accogliere all'interno della propria formazione coloro che hanno tradito? Noi lo denunceremo questo durante la campagna elettorale; campagna elettorale che come voi tutti sapete è già iniziata, ed è sicuramente non estranea anche alla situazione di oggi, a quello che sta avvenendo; avrei voluto, e non credo da solo qualcuno lo ha detto, non siamo tutti uguali qua dentro, ma avrei voluto essere impegnato in una discussione dei problemi che vive la nostra Regione con i suoi ritardi, i suoi bisogni, le sue speranze, le sue aspettative ed invece gli iniziali ritardi che ci hanno portato a lasciar perdere tutto, perché è questo quello che poi è avvenuto, ci portano ad essere qui a discutere sempre delle solite cose, di crisi di maggioranza, di elezioni anticipate, di scioglimento di questo Consiglio, di Gruppi che si sciolgono, come ho già detto, e di altri che si formano, a discutere cioè del nulla, come oggi appunto!
Noi non vediamo l'ora che arrivi il fischio finale, onorevole Masala, e se questo avviene oggi noi che crediamo nelle istituzioni, nella necessità di recuperare la credibilità di questo parlamento regionale, crediamo di poterle essere tutti riconoscenti se lei dà un messaggio di chiudere con oggi, la Sardegna gliene sarà sicuramente grata, onorevole Masala, e non credo che lo sarà soltanto a lei, lo sarà nei confronti di tutti, perché darà la possibilità a tutti di ricominciare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori che non è in Aula; segue l'onorevole Sanna Emanuele che non è in Aula. E' iscritto a parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (GRUPPO MISTO). Presidente, io vorrei richiamare la tensione ideale e politica che ci ha accompagnato insieme in tanti anni di militanza nella destra italiana e nella destra sarda, e credo che non faremo fatica a ricordare che la nostra azione politica era tesa profondamente, pervicacemente, in maniera determinata al cambiamento, a proporre una politica diversa da quella che avevamo per molti anni combattuto, di portare l'alternativa a quel modo di non governare soprattutto la Sardegna, e ci proponemmo al popolo sardo dopo aver fatto cinque anni di seria opposizione, proponendoci come alternativa al centrosinistra, ponendo al centro della nostra azione un tema che era quello della discontinuità con il passato.
Si diceva che il centrodestra che si voleva costruire doveva essere il corto circuito della storia politica che fino a quel momento aveva contraddistinto la politica sarda, e noi saremmo dovuti essere gli alfieri di quel cambiamento da troppi anni inseguito e per il quale alcuni, anche più giovani di noi, avevano sacrificato negli anni bui, quelli difficili, addirittura la vita. Ed allora entrare in una maggioranza per noi aveva un significato diverso, noi non siamo mai stati un popolo di gente avvezza al potere, noi non siamo mai stati persone che in cambio di qualcosa potevano essere in vendita, e siamo arrivati qua cercando di rappresentare il cambiamento e l'alternativa rispetto a ciò che era stato il centrosinistra, ed abbiamo cominciato male.
Abbiamo cominciato in una situazione sicuramente difficile, ma addirittura lasciando alcuni assessori dell'allora Giunta Palomba trasferiti di peso e portati all'interno del centrodestra come se niente fosse, e questo fu il primo segnale che qualcosa stava nascendo con il piede sbagliato, che qualcosa non era chiara nella definizione di alternanza e di discontinuità, e di cambiamento che avevamo inseguito per lunghi anni, questo era il segnale che diventava difficile se non impossibile aprire la stagione delle riforme e del cambiamento per il quale, come allora Alleanza Nazionale aveva chiesto, l'Assessorato alle riforme della Regione Sardegna.
Poi, sappiamo che invece le riforme e il rinnovamento non sono arrivati, nonostante l'impegno anche dell'Assessore, dei disegni di legge che venivano inviati al Consiglio regionale, ed invece via via questa maggioranza ha cominciato ad aprire una stagione di piena continuità con il centrosinistra e con i difetti più profondi che il centrosinistra aveva manifestato nell'era Palomba e, quindi, dal 1994 al 1999.
Presidenza del Presidente Serrenti
(Segue LOCCI.) Quindi, rinuncia del governo del cambiamento mentre si è abbracciata la filosofia della gestione dell'esistente, la gestione del corpo legislativo voluto e varato dal centrosinistra; la maggioranza di centrodestra che si proponeva il cambiamento, dopo qualche mese, ha cominciato a governare utilizzando le leggi varate e volute giustamente dal centrosinistra e ha cominciato ad implodere verso sé stessa in una escalation di lotta intestina dove la politica via, via, è uscita dagli interessi di questo agglomerato per far fronte invece al potere dei fratelli, dei cugini, dei cognati e di chi più ne ha più ne mettesse dentro! Questa è l'azione politica che ha visto impegnato il centrodestra.
Voglio ricordare in maggioranza cosa è successo nelle commissioni; tutti quanti hanno letto le assenze di tutti i colleghi consiglieri, beh, possiamo dire tranquillamente e con grande onestà che in Commissione, per esempio nella mia, ma credo che nelle altre la situazione non fosse molto diversa, si è potuto lavorare solo grazie alla presenza di alcuni colleghi del centrosinistra, perché i colleghi della maggioranza erano assenteisti, cioè non si presentavano in Commissione o quando si presentavano firmavano e bontà loro si allontanavano per sbrigare evidentemente cose più importarti.
Questa è la maggioranza che fino adesso abbiamo conosciuto e che noi abbiamo deciso di sfiduciare nel luglio 2003, quando abbiamo votato la mozione di sfiducia ed abbiamo detto al centrodestra: "Adesso basta con questo andazzo, occorre rifondare la maggioranza se ancora vi sono le capacità, la voglia di riprendere la politica e di riportarla al centro della nostra azione, e solo dopo questo passaggio noi potremo eventualmente ricongiungerci con il centrodestra che aveva in qualche modo iniziato l'azione di governo, seppure non avendo vinto le elezioni". Ed allora noi sapevamo che il presidente Masala non avrebbe potuto fare i miracoli, e sapevamo anche che ci trovavamo a votare Masala in una condizione necessitata e decidevamo di farlo unicamente perché vi erano due incombenze importanti che non potevamo tralasciare, e se non avessimo fatto almeno queste cose non avremmo pagato noi, ma avrebbe pagato soprattutto l'impresa sarda, l'economia della Sardegna e, quindi, il Dpef e la legge finanziaria. Il Dpef non l'abbiamo potuto iniziare perché si è aperta la crisi, dopo quattro mesi siamo riusciti a fare al massimo l'assestamento di bilancio. In queste condizioni abbiamo votato Masala, dopodiché Forza Italia ha ritenuto per quattro mesi di aprire una fase di incertezza, di ulteriore incertezza di governo che ci ha portato fino ad oggi. Allora se dovessimo ragionare col cuore, presidente Masala, il voto non potrebbe che essere un voto contrario, non ci sarebbero i presupposti per un voto favorevole di fiducia ragionata, piena e incondizionata. Tuttavia noi siamo, come movimento, tre consiglieri regionali eletti nelle liste di Alleanza Nazionale. Non solo, noi siamo in alcuni territori la destra sarda, la destra che fin da ragazzini, da quando avevamo sedici anni abbiamo rappresentato, e prima di noi i nostri genitori, e prima dei nostri genitori i nostri nonni, e noi avvertiamo il peso della nostra storia e della nostra responsabilità. Noi non siamo mai stati consiglieri comunali socialisti o democristiani o di altre appartenenze che pure rispettiamo, perché Alleanza Nazionale oggi è anche questo, ma noi più di loro avvertiamo la responsabilità di che cosa significhi non oggi, ma nella storia degli ultimi cento anni, aver appartenuto, aver avuto senso di appartenenza non solo quando conveniva ma anche quando non conveniva. Bene, in questo momento, Presidente, a me non conviene, nel senso etico del termine, votarla come Presidente, ma non me la sento neanche di votarla contro, nonostante io, razionalmente, abbia potuto dirle tutte le cose negative che le ho elencato, perché comunque resto un uomo di parte, resto un uomo di destra, non ho buttato via i miei principi, la mia educazione, il mio modo di essere. Ecco perché, pur essendo profondamente convinto del giudizio negativo di questa maggioranza e di questa Giunta, e non credo che i quattro nuovi apporti che non conosco e che non voglio conoscere, non credo che daranno un nuovo piglio a questa Giunta, io le accordo l'astensione, l'astensione però non è un voto incondizionato. Attenzione, perché si può cadere anche non facendo la finanziaria, non è una minaccia, però sulla finanziaria, noi le chiediamo, Presidente, l'ultima prova di coraggio, di lealtà, di onestà e di rispetto verso il nostro popolo. E allora su questa finanziaria, che la gestisca lei o no, noi le chiediamo il massimo impegno e il massimo rispetto per la nostra Isola, fosse anche l'ultimo atto che dovessimo fare qua da consiglieri regionali. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, questo dibattito si è non prolungato, perché ormai sono solo tre ore che discutiamo, ma si è distinto fondamentalmente per tre aspetti che io, peraltro, ho ravvisato, ho creduto di ravvisare: considerazioni di ordine politico, giustificazioni, messaggi cifrati. Considerazioni politiche poche. Ci si è attardati, onorevole Cugini, ad invitare altri a non votare, piuttosto che a fare un serio esame di coscienza e capire se queste responsabilità che lei dice ricadere su tutti quanti noi, e forse su questo aspetto posso anche essere d'accordo, abbiamo contribuito o avete contribuito in qualche maniera a modificare agli occhi della gente, o se invece qualcuno, all'interno di questo Consiglio e molti fuori, probabilmente con servitori sciocchi, si sono preoccupati di uccidere la politica, uccidere i partiti, delegittimarli, delegittimare le istituzioni, delegittimare i partiti. Beh, a questo non possiamo certo essere imputati noi, che possiamo anche aver commesso degli errori, certamente in buona fede, forse per scarsa propensione al governo, può darsi anche; per quanto mi riguarda credo di poter smentire molti, ma è certo che non siamo abituati al ruolo di governo, però quattro anni credo che ci siano serviti e ci serviranno per il seguito, se è vero come è vero, l'ho dichiarato altre volte e lo continuo a confermare oggi, che il centrodestra ha ancora i numeri e le carte in regola per continuare a governare la Sardegna. Sì, certo, questo non piace al centrosinistra, e ci mancherebbe anche che piacesse, sarebbe un controsenso, però io sono un ottimista per natura, anche nelle situazioni più drammatiche, anche in quei momenti sono ottimista, per cui prima di addentrarmi in certi discorsi e in certe considerazioni, onorevole Cugini, ci penserei due volte, perché siamo noi che stiamo allontanando la gente dalla politica, ma siamo noi tutti nella stessa misura o c'è qualcuno che in misura più rilevante. Ed ecco che alcuni messaggi cifrati che arrivano tra i rappresentanti autorevoli del centrosinistra che invitano alla coesione, certo, invitano alla coesione, sono d'accordo con l'onorevole Gian Valerio Sanna quando la coesione politica è elemento indispensabile, e qui nascono i problemi: ma la coesione politica deve nascere prima dei progetti, prima dei programmi, onorevole Floris, o deve nascere dopo? La scelta del candidato o dei candidati deve nascere prima o dopo o si raggiunge prima una coesione politica e poi, solo poi, si stendono i programmi che spesso e volentieri si trovano alla Bufetti, come qualcuno disse in altri tempi, e si individuano i soggetti che invece debbono essere quelli che più di altri sono in grado di catalizzare le attenzioni della gente e soprattutto interpretare i bisogni e le necessità della gente? E quindi questi messaggi cifrati che sono circolati, sono circolati stasera, forse siamo stati tutti un po' disattenti, però ci sono stati, e sono aperture da destra a sinistra, dal centro alla sinistra, dalla sinistra al centro. Beh, siamo a fine legislatura e forse è permesso anche questo. Io non lo so che cosa produrranno questi messaggi cifrati. Una cosa è certa, che quando il Presidente parla di idem sentire che a qualcuno pare strano, probabilmente abbiamo avuto solo l'opportunità di fare per almeno un decennio un po' di studi di latino, insomma, lo capiamo, comunità di intenti va meglio, eh, siamo accomunati in un certo sentire. Beh, perché il Presidente non può permettersi di parlare in questi termini? È noto, è notorio che anche nonostante le tensioni, le fibrillazioni che ci sono state politicamente in quest'ultimo periodo all'interno del centrodestra, beh, che ci sia un comune sentire tra Alleanza Nazionale e Forza Italia è fuori discussione, così come è fuori discussione che ci sia un comune sentire tra Alleanza Nazionale e l'U.D.C.; così come è opinione condivisa da tutti che ci sia un comune sentire la politica da parte di Forza Italia, Alleanza Nazionale e U.D.C., questo non l'ho inventato io, è nelle cose, è nata questa coalizione. Certo, non dobbiamo sfidare questo accordo, e noi non siamo i primi a non volerlo sfidare. Invito certamente tutti a non sfidare questo accordo, che non è solo un accordo numerico, è un accordo politico, che noi riteniamo possa essere e debba essere allargato certamente ad altre forze politiche che con noi intendono governare la Sardegna. Su questo torneremo nei prossimi giorni, credo nei prossimi mesi, neanche troppo tardi, perché è chiaro che certi discorsi il centrodestra se li deve fare, così come è giusto che se li faccia il centrosinistra, evitando sia il centrodestra che il centrosinistra di affidarsi a quelli che qualcuno ha definito cretini specializzati. Quelli che, in qualche maniera, vorrebbero assumere ruoli di un certo livello, di un certo spessore, in virtù di una loro solo competenza. Beh, chi fa politica non può essere un cretino specializzato; o è cretino o è specializzato, non può essere un cretino specializzato. Questi non sono ammessi e non debbono essere ammessi in quest'Aula, credo che non debbano essere ammessi in nessun consesso politico, che si tratti di amministrazioni piccole, grandi o medie. E allora non possiamo che cogliere con favore il fatto che un partito importante, partito leader della coalizione come Forza Italia, abbia sciolto dopo certo, un periodo abbastanza lungo vorrei dire, ma certamente utile credo, sia alla coalizione, ma io spero alla stessa Alleanza Nazionale, abbia deciso di arrivare in Aula, di indicare persone certamente valide e autorevoli, non le debbo certamente discutere io, credo che nel scorso momento in cui il Presidente che ha la nostra fiducia ne formula i nomi, credo che a quel punto la fiducia sia un fatto scontato da parte nostra, così come mi pare di credere che sarà un fatto scontato anche per gli altri partiti della coalizione. Le giustificazioni. Non servono le giustificazioni in questo momento. Si vota un Presidente perché lo si ritiene valido, non ci sono né se e né ma; se ci sono dei se e dei ma ci si astiene o si vota contro.
Noi riteniamo che il nostro Presidente abbia le carte in regola per poter portare a termine la legislatura, per fare il Dpef e la finanziaria. Una finanziaria, attenzione, che non serve oggi, serve per il 2004, e qualcuno nel 2004 dovrà pur governare; io ritengo ancora una volta che governeremo noi e saremo in grado di fare una finanziaria, Presidente, che sia rappresentativa di quelle che sono le esigenze della nostra economia sarda, di quelli che sono gli interessi dei lavoratori, di tutte quelle cose di cui il centrosinistra è abilissimo e che ormai ci siamo stancati di ripetere. Noi siamo convinti di fare il giusto, noi siamo convinti che gli assessori sapranno interpretare degnamente le esigenze della popolazione, siamo convinti che il presidente Masala, non per aver fatto continuità o per continuare ciò che era iniziato col Presidente Floris e proseguito col Presidente Pili, ma io credo che al di là di una continuità ideale il presidente Masala abbia trovato anche altre formulazioni e soluzioni valide per risolvere molti dei problemi della Sardegna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà. Informo i colleghi che questo è l'ultimo intervento di questa seduta.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, colleghi, il mio Capogruppo articolerà il suo intervento, io ho l'esigenza di alcune precisazioni perché trovo difficoltà a capire alcuni interventi, questo mi ha spinto a intervenire. Noi come partito, come U.D.C., ci eravamo posti alcuni obiettivi. Primo obiettivo: legge elettorale. Voglio cercare di far capire a tutti il perché la legge elettorale non è passata. Siccome tutti parlano di spaccature, una spaccatura trasversale nel centrodestra e nel centrosinistra, perché qualcuno si è buttato a pesce nel tentativo di trovare una soluzione che poteva portare a andare tutti quanti verso il proporzionale puro, cioè ottanta consiglieri da eleggere. Qualcuno questa interpretazione ha dato, questo ha determinato il fatto che sia caduta con reazioni legittime da parte di autorevoli amici del centrodestra e del centrosinistra. Noi abbiamo sempre detto di essere contrari alle elezioni anticipate. Per amore della verità non ho capito bene chi sia favorevole alle elezioni anticipate e chi sia contrario, perché tutti dicono tutto e il contrario di tutto, ma soprattutto chi ne parla a favore è quello che ci crede meno. Troppo flebile la voglia di andare a casa.
Quindi non sono riuscito a capirlo per intero. Noi abbiamo sempre detto che siamo contrari e siamo contrari, e lo siamo stati, tant'è che ci interessa poco quello che dicono per esempio la stampa o i sindacati, tant'è che mi sono fatto carico, anche io sono apparso, per fare una mediazione, e debbo dire, con senso di responsabilità, che al di là di tutte le sciocchezze che ho sentito dire dalla stampa questi giorni, Sfirs eccetera, o in quest'Aula stasera parlando di baratti eccetera, non c'è stato nessun impegno, nessun baratto da parte praticamente della Presidenza né tanto meno di chi ha dichiarato il proprio voto. Quindi nessun impegno a nessun livello. Ma, vedete, anche gli attacchi a Floris, se Floris è funzionale al proprio disegno va tutto bene, se non è funzionale va tutto male, è un modo vecchio di fare politica. Vedete, noi abbiamo parlato di emergenze, e le emergenze in Sardegna le conoscono tutti: disoccupazione, il problema dell'energia, il problema della chimica, il problema dell'agricoltura, il deficit della sanità; non parlo di emergenze specifiche, ma credete voi che se noi non avessimo valutato con molta attenzione, non avessimo fatto alcuni provvedimenti, nello specifico i due provvedimenti riguardanti l'assestamento e poi la legge sull'agricoltura, la Giunta avrebbe assegnato in questi giorni ottocento miliardi per i disavanzi delle A.S.L. con i problemi che c'erano legati all'occupazione di questi lavoratori? Credete che tutto quanto non dipenda da noi? Quando per l'Arpas perdiamo soldi e basterebbe che venga discussa in quest'Aula, si potrebbe fare in dieci minuti, perché praticamente si scontrano quindi due scuole di pensiero: chi vuole le elezioni subito e chi non le vuole. Noi non le vogliamo, c'è chi dice di non volerle, di volerle, più di altri forse non le vuole. Vedete, lo stesso lavoro delle Commissioni è un lavoro vecchio, e poi bisogna prendere atto dei numeri. Quando io assieme ad alcuni amici qui presenti facevo parte di un grande partito che qui dentro qualcuno può cercare in modo più o meno provocatorio, talvolta di accusare, mi riferisco alla Democrazia Cristiana, che è quella che ha fatto la storia anche della Sardegna, non solo dell'Italia, eravamo trentadue consiglieri regionali, trentadue consiglieri regionali, di cui grandi maestri, grandi, illuminati maestri che oggi praticamente vi supportano e supportano persino l'onorevole Soddu, vedi lo stesso ex Presidente della Giunta, onorevole Soddu e tanti altri autorevoli amici. Ebbene, nonostante il risultato ci avesse dato il quarantadue - quarantaquattro per cento, abbiamo fatto cinque anni di sana e corretta opposizione. Io non sono d'accordo quando si dice, è una cosa strumentale, quando si dice: "Beh, manca la maggioranza, qui non andiamo avanti", e non andando avanti cosa facciamo? Gli interessi di chi facciamo? Non facciamo provvedimenti, quindi danneggiamo la Sardegna, quindi siamo tutti complici di questi giochi incrociati, perché molti provvedimenti che sono stati approvati all'unanimità in Commissione, all'unanimità da parte delle forze politiche possono essere portati in quest'Aula, discussi e risolti in dieci minuti, un quarto d'ora.
Si tratta soltanto di volontà politica che si può avere, non si può avere, e poi smettiamola di parlare di spaccature, ci sono le spaccature di un tipo e di un altro. Io non ho sentito né mi permetto di dire, in questi giorni c'è stata una pacata polemica, chiamiamola, fra Cugini e Spissu, ma potrei dire all'onorevole Masia che conosco anche i trasversalismi e realtà interne al suo partito, come avviene un po' in tutti i partiti. Siamo rispettosi gli uni degli altri. Noi non citiamo spaccature, non esistono, le spaccature si possono avere, l'importante sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere e soprattutto il fatto di arrivare a certe soluzioni. Così come avrei evitato di parlare di promesse, non ci sono soldi. Certo, se si boccia un provvedimento di 2.000 miliardi che si potevano recuperare; certo, se non si approvano provvedimenti di grande rilevanza per la Sardegna in proiezione futura. Pensate voi che senza un'azione forte nei confronti del Governo, persino le critiche, c'è una contraddizione persino nella critica sui nomi. Non siamo mai entrati. E' bassezza. C'è chi dice è vaghezza, chi dice è … (?). E' bassezza. Scusate un attimo. Avete fatto riferimento, molti fanno riferimento ai sindacati, alla Confindustria, io posso non essere d'accordo, mi considero non un uomo di sanità, un uomo d'industria, mi sono sempre considerato tale. Ebbene, proprio su un Assessore, su uno di questi quattro nomi, la Confindustria e i sindacati hanno espresso un parere favorevole; gli altri, qualcuno ha voluto dileggiare qualche nome, potevano essere prima di oggi consiglieri regionali, lo poteva essere l'amico sassarese, vecchio basista, come il sottoscritto, come tanti qui, poteva esserlo un funzionario che ha fatto la sua carriera, lo poteva essere Cappellacci, che per amore della verità - una chiosa nei confronti di Corda -, non è vero, chi è Comincioli? Non è Comincioli. In Sardegna esisteva un gruppo che si chiamava, che faceva riferimento al dottor Borghesan, di cui Giuseppe Capellacci era un modesto allievo, il padre di questo. Quindi nell'individuare un rappresentante hanno individuato in questo studio praticamente i referenti. Comincioli era un dipendente della Mediaset, quindi non ci sono colleganze eccetera; è un professionista certamente apprezzato, sia padre che figlio. Quindi io, …(?) ai nomi, eccetera, credo che sia corretto che si vada avanti, che praticamente si riesca a esitare altri provvedimenti, come l'Arpas, a cui peraltro ha fatto riferimento recentemente la collega, ritenendo che sia fondamentale non perdere soldi pubblici. Io dico che le poche cose che siamo riusciti a fare hanno dato risultati positivi. In questi giorni arriveranno gli altri 300 miliardi da parte dello Stato, perché si sono inseriti nel bilancio, nell'assestamento, i 380 miliardi, e di conseguenza e a seguito dell'esito favorevole della finanziaria, ci saranno gli altri 300 miliardi, che porteranno a un mese di ritardo nell'erogazione dei pagamenti nell'ambito della sanità sarda.
E' evidente che non sempre il sindacato è il Vangelo, questo riguardo all'Assessore (?) della sanità, perché in Italia - l'ha detto l'altro giorno l'amico Tabacci - il ticket è un deterrente. Certo, non bisogna aumentarlo, riportarlo al passato, ma è bastato ascoltare il sindacato per rimetterci in quattro mesi 35 miliardi, e se non si mettesse il ticket, per quanto minimale, in un anno siamo a 100 miliardi di deficit, e siccome praticamente gli ospedali piccoli non devono essere chiusi, ma è un fatto sociale, siccome ticket sul bollo non ne vogliamo mettere, ticket sull'IRPEF (?) non ne abbiamo messi, non vogliamo i ticket e poi imbrogliamo. Il 65 per cento degli esenti, considerando che ci sono un milione e rotti di persone nel periodo estivo, eccetera, in Sardegna, vuol dire che l'85 per cento non ne paga ticket, lo 0,75. Mancano i controlli.
Allora se tutti quanti noi ci fossimo sforzati a fare leggi che snelliscono le procedure, non a fare il gioco incrociato del voto segreto, perché vedete, anche l'altro giorno, bocciando un provvedimento di 1 miliardo di euro, che serviva per snellire procedure, di fatto abbiamo penalizzato la struttura, la macchina burocratica della Regione che non funzionava ieri, non funziona oggi, con buona parte di responsabilità dell'onorevole Masala, che talvolta ha voluto assumere il ruolo di essere il padre putativo della legge 31. E' meglio buttarli tutti a mare, non voglio che altri interpretino in modo diverso, perché è una legge deleteria per natura.
Ecco, io credo che la finanziaria, così come è stato detto, dipende da noi, perché se si segue una strada, mi permetto di suggerirla, che è quella che molti dicono, certo, se qualcuno pensa che si faccia una finanziaria e che l'opposizione faccia passare una finanziaria corposa, valida, in modo che si possano gestire le elezioni per il suicidio, non esiste politica; ma se le Commissioni consiliari competenti esitano provvedimenti di carattere generale senza le marchette a cui faccio sempre riferimento io e che praticamente portano a fare una finanziaria che col consenso e col concorso delle Commissioni esiti provvedimenti molte volte attraverso le vecchie forme, a cui faccio sempre riferimento, che sono praticamente delle risoluzioni, riusciremo a esitare una finanziaria che anziché aggravare la situazione già grave della Sardegna possa tentare di migliorarla. Il nostro obiettivo è creare le condizioni di sviluppo. Se tutti concorriamo a farlo, se vogliamo questo si può fare la finanziaria. A parte il fatto, per chiudere, ma scusate un attimo, cosa vuol dire: "Andiamo a casa"? Non ci credo, perché se oggi questa Giunta non avesse un voto favorevole, siamo di fatto al 15 gennaio, il che vuol dire che bisogna fare una Giunta o tentare di farla entro sessanta giorni: 15 marzo. E dopo il 15 marzo ci sono i novanta giorni per le elezioni. Non cambia niente, cambia solo che senza guida, senza un Consiglio regionale, senza strutture, certamente non possiamo avere quel peso che tutti diciamo che vogliamo avere nei confronti del Governo centrale a parole, ma nei fatti forse vorremmo il contrario. Preferiremmo il suicidio, che non si risolvessero i problemi, piuttosto che qualcuno possa praticamente dire: "Sono riuscito a risolvere questo".
Io credo che se avremo la capacità tutti assieme di cercare di risolvere senza meriti, come ha fatto anche il sottoscritto recentemente, e cito un esempio: ho predisposto una piccola proposta di legge che tendeva a sanare la situazione relativa alle guardie mediche. L'ho consegnata al collega Ibba, il quale me l'ha ripresentata l'indomani, magari invertendo l'ordine degli addendi, si dice il nome nel caso specifico, anziché Oppi-Ibba, era Ibba-Oppi, ma era irrilevante, l'importante è il risultato finale. Abbiamo ritenuto in Commissione, con gli amici Vargiu, con tutti gli amici, con Spissu e con tutti, che probabilmente l'unico sistema per risolvere il problema sarebbe stato, con l'intera Commissione pertanto, quello di portarlo all'assestamento con decorrenza 1° gennaio. Nessuno ha meriti, i meriti sono dell'intera Commissione, sono dell'intero Consiglio. Abbiamo dato la certezza e il diritto a una categoria che aspettava il provvedimento e che non si vedrà, dal 1° gennaio, una certa situazione.
Quindi amici cari, ognuno di noi ha delle responsabilità; noi come UDC abbiamo fatto delle battaglie, alcune le abbiamo perse, non per questo ci siamo persi d'animo, come la legge elettorale, eccetera, ma ho voluto precisare che la responsabilità è di questi amici e amici lo stesso, ma dell'opposizione, che trasversalmente evidentemente hanno ritenuto che attraverso quel voto si potesse andare a eleggere ottanta consiglieri, quindi con qualche possibilità in più del proprio risultato elettorale. Tutto qui. Quindi non grandi discorsi, non etica politica, bensì soltanto convenienza personale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Oppi. I lavori per stasera finiscono qui, riprenderanno domani mattina alle ore 10 e 30.
La seduta è tolta alle ore 19 e 29.
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