Seduta n.279 del 18/03/1998
CCLXXIX SEDUTA
(Pomeridiana)
Mercoledì 18 marzo 1998
Presidenza del Presidente SELIS
La seduta è aperta alle ore 17 e 37.
CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di lunedì 16 marzo 1998, che è approvato.
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Comunico che nella seduta antimeridiana, nella Conferenza dei Capigruppo si pensava, e ve ne daremo conferma, di fare un'altra tornata di Aula martedì 31 perché ci sono degli adempimenti che scadono in quella giornata, e quindi è prevista una giornata di Consiglio. Sentendo il Collegio dei Questori e anche qualche componente dell'Ufficio di Presidenza, e anche per approfondire alcuni aspetti del bilancio del Consiglio, si pensava di proporre, se l'Aula non ha niente in contrario, di andare a quella data per lo stesso bilancio del Consiglio. Questo consente di vederlo un po' meglio e di appianare qualche malinteso che ci può essere.
Dimissioni dell'Assessore Scano dalla carica di consigliere regionale
PRESIDENTE. Comunico anche e questo è il punto che resta all'ordine del giorno, che in data 16 gennaio l'onorevole Piersandro Scano ha fatto pervenire la seguente lettera di cui do lettura:
"Il Consiglio regionale ha proceduto nella giornata di oggi 16 gennaio, su proposta del Presidente della Giunta Federico Palomba, alla mia nomina alla carica di Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nel quadro della battaglia che mi ha visto impegnato fin dalla mia prima elezione in Consiglio regionale nel 1989, per il rinnovamento della politica e per la riforma delle istituzioni, ho sostenuto con convinzione il principio dell'incompatibilità tra la carica di Assessore e quella di consigliere regionale. Nella particolare stagione della politica nazionale sarda, seguita all'esplosione di Tangentopoli, il movimento per le riforme di cui ero tra i fondatori e i principali protagonisti nella nostra isola, raccolse oltre 50 mila firme per lo svolgimento di referendum consultivi su alcuni criteri di riforma quale appunto l'incompatibilità. Sulla base di questa spinta popolare, il Consiglio regionale approvò una legge il 29 agosto 1992, numero 16, che stabiliva l'incompatibilità. Con tali presupposti ci presentammo alle elezioni regionali del 1994, proponendoci ai cittadini come candidati alla funzione di consigliere e non a quella di Assessore. Nella presente legislatura, il Consiglio regionale ha proceduto all'abrogazione della citata legge con l'opposizione mia e di altri membri dell'Assemblea. Ritengo che l'incompatibilità sia da assumere come principio assoluto, varie sono infatti le esperienze costituzionali in materia, ma la questione andava collocata, riaffermata ed eventualmente rivista nel quadro del nuovo assetto istituzionale. In ogni caso la legge del 1992 fu, penso, frutto di un moto di rinnovamento al contrario della legge del 1995 che è stato il risultato di un moto di restaurazione. Per le ragioni su esposte, ritengo che l'incompatibilità tra le due cariche, costituisca per me tuttora un vincolo politico e morale, è largamente noto che io ho privilegiato e avrei continuato a privilegiare l'impegno dell'assemblea e a ritenerlo più utile e produttivo. Le nostre scelte però non appartengono solo a noi stessi, è emersa nel mio mondo, nel mio partito una spinta assai ampia per l'assunzione da parte mia di una diretta responsabilità di governo, la mia reiterata indisponibilità è stata rispettata ma non condivisa. Ho deciso pertanto, in spirito di servizio e per senso di dovere, di dare la mia sofferta disponibilità. La nomina alla carica di Assessore comporta conseguentemente, signor Presidente, le mie dimissioni dal Consiglio regionale. Cordiali saluti, f.to Pier Sandro Scano".
Quindi le dimissioni sono all'ordine del giorno, l'aula è chiamata a pronunciarsi.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Presidente, sul tema. Il collega Scano, emerge chiaramente dalla lettura della lettera, ha proceduto, coerentemente con il suo passato politico sull'argomento, alla presentazione delle dimissioni. E' un gesto che va apprezzato, che io apprezzo, che il mio Gruppo unanimemente apprezza, però questa è occasione per riprendere il tema dell'incompatibilità, riprenderlo in presenza di una legge che questo Consiglio ha approvato, e per, non per sancire ma per affermare che è nostra opinione che la funzione di consigliere regionale coincida e rafforzi anche la funzione di Assessore in questa Regione. Noi riteniamo che non ci sia l'incompatibilità, così come ha ritenuto di sancire quella legge di questo Consiglio e quindi, pur rispettando le considerazioni che il collega Scano ha fatto nella sua lettera, ma che ha fatto in diverse occasioni, invito il Consiglio regionale e i colleghi qui presenti a non accogliere le dimissioni del collega Scano, a respingere le dimissioni del collega Scano, e in presenza del non accoglimento delle dimissioni, invito il collega Scano Pier Sandro a una serena riflessione, a un aggiornamento della sua decisione politica per far corrispondere la decisione all'indicazione che il Consiglio potrà confermare coerentemente con il dettato della legge che il Consiglio stesso ha approvato. Con questo spirito, anche pacato e dialogante, credo che l'argomento possa essere ripreso, si proceda normalmente a nostro giudizio alla votazione, ma sarei grato ai colleghi se venisse accolto l'invito del mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che l'onorevole Scano presentando la lettera di dimissioni abbia dimostrato Coerenza con i suoi principi, ma non può chiedere al nostro Gruppo di non essere coerente con i nostri; noi abbiamo presentato la proposta di legge, che poi è stata accolta dal Consiglio, per l'abolizione della incompatibilità in quanto riteniamo pericolosa la separazione tra Consiglio e Giunta e fonte di scarso funzionamento delle istituzioni. Ciò fino a quando avremo questo Statuto, questo modo di eleggere il Presidente, questo sistema elettorale. Per cui noi riteniamo di non dover condividere le affermazioni dell'onorevole Scano, invitiamo l'onorevole Scano a rispettare le regole che questo Consiglio si è dato perché le regole vanno rispettate, anche quando non sono condivise. Quindi lo invitiamo a ritirare le dimissioni e comunque voteremo contro la presa d'atto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.D.S.-Progr. Sard.). Signor Presidente, per prendere atto delle dichiarazioni rese in aula dall'onorevole Cugini e ripetute, in maniera direi abbastanza uniforme, nell'ultimo intervento dell'onorevole Bonesu. Noi avremmo avuto in ogni caso, anche al di là di queste considerazioni, notevoli difficoltà a prendere atto con serenità e senza interrogarci sulle dimissioni da consigliere dell'onorevole Scano che rendono certamente onore all'onorevole Scano che resta fedele ad un principio al quale si è sempre richiamato, ma che in ogni caso erano poco congruenti con il voto che Federazione democratica aveva espresso in aula al momento della decisione sulla incompatibilità tra assessore e consigliere regionale. Accogliere oggi quelle dimissioni ci parrebbe in qualche maniera un atto contro il Consiglio stesso che ha deciso in maniera molto forte, molto consistente, un certo atteggiamento, ha modificato la normativa che precedentemente esisteva; e oggi viaggiare contro la normativa attuale apparirebbe e farebbe apparire il nostro atto come un atto di grande incongruenza. Per gli stessi motivi quindi non solo raccogliamo l'invito, che ci viene rivolto dalle altre parti che seggono in Consiglio regionale e che si sono espresse, ma a nostra volta invitiamo l'onorevole Scano a ritirare le dimissioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fantola. Ne ha facoltà.
FANTOLA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò se si dovrà votare, se non saranno ritirate le dimissioni, per l'accoglimento delle dimissioni del collega Scano. Ho avuto già modo diverse settimane fa di esprimere il mio compiacimento per il gesto, per l'iniziativa del collega Scano che, nel momento in cui veniva nominato Assessore, componente di questa Giunta, annunciava e successivamente presentava le dimissioni dal Consiglio regionale. E ho avuto modo, pubblicamente, di esprimere la mia stima conseguente per il collega Scano che, a mio avviso, si era comportato in maniera coerente con i propri valori, con le proprie battaglie, con la propria storia; perlomeno con battaglie e storia di un passato che non è adesso poi fin troppo recente. Io sono grato ancora di aver sottolineato con questo suo gesto quello che considero un principio fondamentale della riforma istituzionale, che è l'incompatibilità tra il ruolo di assessore e quello di consigliere, tra chi governa e chi fa le leggi, tra chi controlla e chi è controllato. Ma su questo non mi voglio soffermare nemmeno un secondo perché troppe volte ho avuto occasione di parlare di queste cose, troppe volte abbiamo già discusso del principio della incompatibilità. Mi preme semplicemente, brevemente sottolineare quello che per me ha rappresentato in un passato recente, meno recente, il tema della compatibilità. Perché vede, signor Presidente, il tema della incompatibilità è stato per una parte di noi che sono in quest'aula e che sono presenti, credo, in tutti i Gruppi politici una delle battaglie, e una delle bandiere di un movimento riformatore molto più ampio che aveva chiesto, insieme alla incompatibilità, alcune riforme istituzionali profonde come quelle volte a ottenere un vero bipolarismo, l'elezione diretta del Presidente della Regione, la riduzione del numero dei consiglieri regionali. Questo movimento, signor Presidente, ha vinto nelle strade, ha vinto nelle adesioni, perché le adesioni a differenza di come ricorda il collega Scano, che ricorda male, non furono cinquantamila, ma furono quasi centomila, evidentemente era poco attento, e ha vinto anche nella coscienza dei cittadini. E ha vinto nella coscienza dei cittadini, signor Presidente, perché questo Consiglio, io lo ricordo ai pochi che c'erano, vedo l'onorevole Usai, approvò quelle proposte di legge per non far svolgere i referendum, perché quei referendum avrebbero stravinto tra la gente e la forza di queste proposte sarebbe stata ancora più forte. E dico ancora che con la bandiera della incompatibilità e con altri principi, che prima ho citato, si è aperto in Sardegna un momento riformatore a mio avviso di grande rilevanza. Un momento riformatore di grande rilevanza che ha fatto sperare a molti, anche a me, che il cambiamento complessivo non solo dell'aspetto istituzionale, ma il cambiamento complessivo della Regione potesse andare in porto. Bene, il tema della incompatibilità secondo il mio punto di vista è significativo anche in un più recente passato; e mi riferisco al momento in cui questo Consiglio ha abrogato l'incompatibilità. In quel momento c'è stata, sempre dal mio punto di vista, in quest'aula e tra di noi, una svolta; è finito il momento riformatore e questo Consiglio è tornato ad essere una palude, è tornato ad essere una stagnazione in cui qualsiasi ipotesi di mutamento non solo della ingegneria istituzionale, ma un mutamento della Regione in quanto tale si è arenato ed è annegato. Per tutti questi motivi io voterò a favore delle dimissioni del collega Scano, senza però negarmi e negare a voi una domanda e una riflessione. La riflessione è molto semplice; tre anni fa fu abrogata l'incompatibilità e fu abrogata con sessanta voti a favore, se non ricordo male, e venti contro, quindi con una maggioranza schiacciante. Come fanno oggi quei consiglieri che hanno votato per la fine della incompatibilità, per mettere fine alla incompatibilità, a votare oggi per le dimissioni di Scano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, brevemente. Per dire che dobbiamo guardare a queste vicende e rileggere anche la storia degli ultimi anni della politica regionale in maniera molto laica ma anche con grande rigore, per dire che molto spesso le riforme parziali o il gradualismo nelle riforme o quando si pensa di aver raggiunto un qualche obiettivo parziale nel riformare piccoli pezzi di sistema senza però intaccare il sistema generale non solo non si fanno passi in avanti ma si creano situazioni dannose che introducono anche vulnus pericolosi nella democrazia rappresentativa. Dico questo perché, quando abbiamo votato l'incompatibilità tra consigliere e assessore, e io ero uno di quelli, nella scorsa legislatura, senza pensare che questo atto doveva essere accompagnato da una riforma, seppure nel quadro legislativo esistente del riequilibrio dei poteri all'interno dell'istituto autonomistico, ci siamo resi conto che la riforma parziale poteva portare solo dei danni. Faccio solo un esempio: senza il modificare i poteri del Presidente della Giunta, introdurre l'incompatibilità ha voluto significare, portare alla Giunta regionale a guidare l'amministrazione regionale, un livello che era di secondo grado rispetto alla rappresentanza elettiva, pur essendo direttamente espressione di segmenti della rappresentanza elettiva, ma non era una scelta né dei cittadini né dell'elettorato, né una scelta autonoma, perché così non poteva essere, mancando le prerogative costituzionali del Presidente. Cioè abbiamo introdotto un elemento quasi di disfacimento dell'istituto autonomistico, senza che questo potesse modificare il sistema complesso dell'equilibrio dei poteri. Non a caso si è tornati indietro, ma si è tornati indietro con l'idea di una riforma vera, profonda, radicale del sistema, che affronti alla radice il problema e il nodo del sistema elettorale in Sardegna, nella strada del bipolarismo, che affronti il problema dei poteri riferiti e connessi alla capacità da dare all'elettorale di scegliere i partiti, i propri consiglieri regionali, ma di scegliere anche un Governo, l'indicazione di un governo, i poteri del Presidente della Regione che devono essere capaci di imprimere davvero gli indirizzi e di scegliere, all'interno di un quadro istituzionale mutato, anche i propri collaboratori. Tutto ciò non c'è nel nostro ordinamento: introdurre, così come abbiamo fatto, in una fase anche difficile e tormentata della legislatura passata, un elemento di riforma parziale, abbiamo verificato, se leggiamo la nostra piccola storia in maniera laica, abbiamo creato, io credo, solo momenti di pericolo per la rappresentanza democratica. Oggi questi temi non sono certamente all'ordine del giorno, ma io ritengo che, come tutti sappiamo, sono nell'orizzonte della politica e ancora di questa legislatura, gli affronteremo per intero, siamo naturalmente non solo disponibili ma ci renderemo parte attiva, come popolari, per fare questo. L'onorevole Scano è stato coerente con la sua storia e con la sua vita e con la sua impostazione. Io non do giudizi su questo, perché do solo giudizi politici, il nostro voto sarà quello di respingere le dimissioni, per un atto di stima nei confronti del collega Scano, e i problemi politici, istituzionali e costituzionali rimangono tutti aperti, e quando sarà il momento li affronteremo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Molto brevemente, onorevole Presidente, noi abbiamo molto apprezzato le dichiarazioni dell'assessore Scano che, in significativa coerenza con le battaglie del passato che l'assessore Scano ha condotto per il rinnovamento della politica. Pur apprezzando il suo atteggiamento, la sua coerenza, non abbiamo condiviso un suo passaggio delle dichiarazioni che ha rilasciato al momento della richiesta di dimissioni, quando anteponeva alla legge del '92, come legge del rinnovamento, con la legge '95 come la legge di restaurazione. Non abbiamo apprezzato questo passaggio, pur comprendendolo, perché in effetti ci siamo trovati di fronte a una restaurazione dovuta a una necessità. Perché pur condividendo e apprezzando alcuni passi avanti che si erano fatti nella legislazione in termini di riforma elettorale e di incompatibilità, abbiamo assistito a una riforma non completa, a una riforma che non coglieva appieno il nuovo assetto istituzionale della nostra Regione, per cui non rispondeva pienamente alle esigenze di quest'Isola. E per questo che riteniamo che anche queste brevi dichiarazioni del Consiglio devono segnare un momento di riflessione, soprattutto devono segnare un momento di impegno per tutti noi per fare quei passi in avanti, per portare veramente il nostro sistema istituzionale a fare passi in avanti in coerenza con un sistema bipolare, che tiene conto però delle specificità, delle presenze politiche e sociali che comunque, in questa nostra Regione, ci sia, c'è e che non schiaccia i partiti minori. Nel senso che noi riteniamo che la nostra società, quella sarda, debba essere ampiamente rappresentata , perché solamente attraverso una vasta rappresentazione degli interessi sociali e politici che ci sono nell'Isola, meglio si riuscirà a coniugare questi interessi con quelle che sono le esigenze delle nostre popolazioni. Dicendo questo mi rendo conto che questa discussione non possa, è soltanto un primo approccio, e per cui possa vedere tutti noi impegnati in una nuova stagione di rinnovamento, una stagione su cui tutto il Consiglio si dovrà attivare, su cui non ci dovranno essere prevaricazioni ma ci dovrà essere veramente un momento di sintesi, di coniugare quelli che sono gli interessi più generali e diffusi nella nostra Isola. Noi non abbiamo ancora deciso se accogliere o meno le dimissioni del consigliere Scano. Voglio dire: noi non vogliamo dare a questo fatto un significato politico più grande di quello che esso deve avere, perché in effetti tutta la discussione sul significato politico noi riteniamo che si debba ancora fare, per cui non possa essere intesa con questo atto specifico che ci apprestiamo a fare in questo momento, ma che deve essere fatta da questo Consiglio, ragionando e valutando gli aspetti più generali e non discutendo soltanto di un aspetto molto parziale, seppure importante, che sono quelle di una richiesta di dimissioni dal Consiglio da parte di un assessore. Comunque sia ribadiamo che apprezziamo la coerenza con cui l'Assessore ha mantenuto ferma questa sua volontà; è un atto che gli fa onore, e comunque sia il risultato noi apprezzeremo comunque il lavoro che il consigliere o l'assessore Scano saprà fare comunque o dai banchi della Giunta o dai banchi del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.
LA ROSA (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, devo dire, molto sinceramente, che faccio questo intervento con un forte disagio, in piena coscienza. Disagio anche per il tipo di discussione che si sta svolgendo, disagio perché credo che dimostrare la stima nei confronti dell'onorevole Scano non significhi necessariamente votare contro o votare a favore. Credo che in un caso o nell'altro si possa dimostrare la stima nei confronti del nostro collega. Io credo che le considerazioni, le argomentazioni, le cose dette qui stasera, mi sia consentito di dirlo, fossero già tutte note, per primo all'onorevole Scano medesimo. Credo che nessuno di noi sia stato capace di aggiungere alcunché a dibattiti già fatti e a cose che l'onorevole Scano ben conosceva e ben conosce. E io credo che egli abbia operato, nel presentare le sue dimissioni, in piena coscienza e libertà, credo anche che conoscesse benissimo cosa pensa quest'aula della incompatibilità e anche di altre questioni, ma anche che sapesse e sa quanto egli è stato apprezzato ed è apprezzato per il lavoro che fin qui ha svolto.
E allora, la questione a me pare molto semplice, onorevole Scano, signor Presidente: alla fine di questo dibattito, se l'onorevole Scano considera che ci siano le condizioni per ritirare le dimissioni, lo faccia e la cosa sarà senz'altro bene accetta per quanto mi riguarda, ma se confermerà le dimissioni e se si andrà a votare, io accetterò le sue dimissioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Io debbo congratularmi con coloro che mi hanno preceduto per l'abilità con la quale hanno spostato il tema in discussione. Si è parlato di incompatibilità, di non incompatibilità, si sono richiamati non i 50, ma i 100 mila elettori che hanno sottoscritto proposte di legge o i referendum, però , non so se per errore o perché non hanno colto esattamente il tema centrale in discussione, non hanno secondo me fatto altro che creare confusione e alimentare un dibattito che forse, trattandosi di questioni che attengono alla persona, avrebbero potuto meglio essere risolte ricorrendo subito al voto, così come il Regolamento, all'articolo 96, comma 7, impone. Poiché siamo stati tirati per i capelli è giusto che si dica e si ricordi che il gruppo di Alleanza Nazionale fu tra quelli che sostennero la necessità dell'abolizione della incompatibilità, in quanto collegata a un sistema parlamentare che a nostro giudizio non può accogliere la incompatibilità tra consigliere regionale e assessore, mentre è per la incompatibilità, si disse anche questo, in regime, in un sistema presidenziale, perché evidentemente in un sistema del genere, essendo il Presidente eletto direttamente dal corpo elettorale ha il sacrosanto diritto di scegliersi la squadra di governo al di fuori del Consiglio al quale deve essere riservata esclusivamente la funzione legislativa. Ma questo non significa che in quest'aula, in questo momento, noi stiamo parlando o stiamo rialimentando il dibattito sulla compatibilità sì, compatibilità no tra consigliere regionale e assessore. Qui se non ho mal colto il senso del dibattito, il tema decidendum la questione sulla quale noi dobbiamo decidere, è solo ed esclusivamente se sia legittimo per chi intimamente ritiene di dover essere coerente con i propri principi, con i propri intimi principi, che altri possano interferire, sia pure autorevole come il Consiglio regionale, nella sfera di libertà individuale di ciascuno di noi. Questo è il vero tema, secondo me. Qui esiste un consigliere regionale che per suoi convincimenti personali intimi, che hanno anche un fondamento in una impostazione politica per la quale si è per anni battuto, rivendica il diritto di poter essere libero delle proprie scelte. Ho io il diritto di interferire sulla sua libera scelta di rassegnare le dimissioni? Io credo che questo Consiglio tale potere non abbia, indipendentemente dai convincimenti di persone o di gruppi sulla validità, sull'efficacia, sulla attualità o meno dell'istituto della compatibilità o della incompatibilità che, a mio giudizio, doveva stare al di fuori di questo dibattito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, mi pare che stiamo caricando un po' troppo di significato la discussione sulle dimissioni del consigliere Scano. Dico di significato politico, perché riteniamo che la questione debba essere riportata nell'ambito di una legittima scelta dello stesso collega Pier Sandro Scano, al quale non ho difficoltà a riconoscere coerenza e serietà, e debbo dire che in questi quattro anni di lavoro come Capogruppo del maggiore partito della coalizione ha dimostrato anche grande passione, grande interesse e soprattutto grande spirito di collaborazione in quello che è stato un confronto leale e aperto anche con le opposizioni sul tema delle riforme. Però, direi che il problema non possa costituire almeno per quel che riguarda il Gruppo di Forza Italia un problema di natura politica, un problema sul quale il Gruppo debba assumere posizioni tattiche, e per questo il Gruppo di Forza Italia ha lasciato ai consiglieri di esprimersi, se si dovesse venire al voto, in libertà perché in questi casi mi pare che sia doveroso lasciare alla coscienza di ciascuno di noi di valutare il gesto dell'interessato, un gesto che io ritengo assolutamente nobile e che fa onore e dà merito a chi lo ha proposto in questa sede.
Personalmente dico che un problema di correttezza istituzionale impone di respingere le dimissioni, ma non perché le ha proposte Pier Sandro Scano, ma alla stregua di qualunque altro degli ottanta consiglieri di quest'aula. E' un problema che rimane a una valutazione personale, soggettiva e che non rappresenta certamente la nostra posizione, perché volutamente non abbiamo voluto assumere una posizione di gruppo.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare, chiedo all'onorevole Scano se intende fare delle dichiarazioni.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Molto brevi, signor Presidente, perché anch'io ho avuto nei giorni scorsi la possibilità di parlare a lungo, quindi preferisco essere molto sobrio e dire pochissime cose.
Innanzitutto desidero, non formalmente, ma con molta intensità ringraziare i colleghi, tutti indistintamente, per le parole di stima e per il garbo con cui è stato trattato un tema che è delicato e che ha molti profili che sono emersi da questa sia pur breve discussione. Io ho sentito un dovere di coerenza, e per questo motivo, il giorno successivo alla mia nomina ad assessore da parte del Consiglio ho ritenuto di dover presentare le dimissioni dal Consiglio. Non perché sia, questo lo voglio rimarcare, perché altrimenti mi si attribuirebbe una posizione fondamentalista che non ho, non perché l'incompatibilità tra la carica di consigliere e la carica di Assessore costituisca un principio assoluto. Non lo penso, dipende naturalmente dal sistema istituzionale e politico, cioè dal contesto normativo in cui si colloca il tema stesso, allora il vincolo politico e morale anche che io ho sentito dipende semplicemente da questo che il contesto del sistema istituzionale nel quale operiamo è sostanzialmente lo stesso nel quale si svolse, caro Massimo, quella nostra battaglia, insomma. Poi quando ho parlato di 50 mila mi riferivo a quelle raccolte dalla sinistra, invece tu ti sei riferito all'insieme, detto questo, era una battuta naturalmente, ora la parola è al Consiglio, come è giusto che sia, io dico molto semplicemente che se il Consiglio regionale accoglie le mie dimissioni, io vivrei questo naturalmente con assoluta serenità e con tranquillità, perché sono io che ho dato le dimissioni, se il Consiglio regionale le respingesse, avrei in ossequio al Consiglio il dovere di riflettere, fermo restando che c'è una sfera di responsabilità individuale che non può essere toccata. Io non ho altro da dire, volevo con molta semplicità e molta sobrietà dire queste parole, ringrazio ancora i colleghi per le espressioni che mi hanno veramente fatto piacere anche perché vanno al di là della battaglia politica e toccano più i rapporti interpersonali che i ruoli che ciascuno di noi nella battaglia politica di volta in volta ricopre. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, con l'intervento dell'onorevole Scano si conclude questa fase del dibattito, prima di procedere alla decisione per individuare le procedure, convoco la Conferenza dei Capigruppo e sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 17, viene ripresa alle ore 18 e 27.)
PRESIDENTE. Allora se i colleghi prendono posto. Devo comunicare le determinazioni della Conferenza dei Capigruppo e poi dare la specificazione di come si deve procedere. La Conferenza dei Capigruppo, sentito il dibattito che c'è stato in seguito alla lettera di dimissioni del collega Scano sul quale ognuno degli intervenuti ha espresso, oltre che la stima personale, l'apprezzamento per l'atto e la sensibilità politica, ha ritenuto di dover procedere alla votazione, anche alla luce delle riflessioni che sono emerse e che lo stesso Assessore in qualche modo ha richiamato, il nocciolo del discorso è questo: noi ora voteremo se il Consiglio deciderà di respingere le dimissioni, ci sarà una pausa di riflessione dell'Assessore, se invece il Consiglio deciderà l'accettazione, ci sarà l'accoglimento della proposta della lettera di dimissioni dell'assessore Scano. Per quanto riguarda il secondo punto, si vota in questo modo, chi intende accogliere la proposta di dimissioni dell'onorevole Scano vota sì e quindi vota verde, chi intende respingerle vota rosso, chi si astiene ovviamente vota giallo, chi le accoglie verde, chi le respinge rosso, chi si astiene giallo.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della proposta di dimissioni del consigliere Scano. Ricordo che è richiesta la maggioranza relativa, cioè 37 voti.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 72
Astenuti 2
Maggioranza 37
Favorevoli 41
Contrari 31
(Il Consiglio accoglie le dimissioni).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
(Si sono astenuti: il Presidente SELIS e il consigliere SCANO.)
Il Consiglio accetta le dimissioni dell'onorevole Scano, credo di interpretare i sentimenti di tutti voi per le cose dette in quest'Aula e anche per quelle non sono state pronunciate non solo per esprimere i sentimenti di grande stima personale ma per sottolineare l'atto di profonda coerenza e il costo della coerenza che nel sistema politico non sempre è così diffusa. Io credo che possiamo fare gli auguri a nome di tutti noi all'Assessore Scano, sapendo che non farà mancare non solo in Giunta, dove è andato a militare, ma anche in quest'aula il contributo di saggezza, di esperienza e di equilibrio.
Fissazione dei termini ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). In occasione di questa sessione di bilancio ho avuto modo nei giorni scorsi di chiedere la fissazione dei termini ex articolo 100 per ciò che riguarda il disegno di legge e la proposta di legge di riforma dell'EMSA in Commissione. Siccome i sessanta giorni dalla presentazione sono trascorsi vorrei che l'aula fissasse il termine perché i provvedimenti di legge evidentemente da abbinare, o meglio i termini entro i quali la Commissione deve necessariamente esaminare i provvedimenti perché poi vengano messi all'ordine del giorno del Consiglio.
PRESIDENTE. Che termini propone?
BALLETTO (F.I.). Io propongo a questo punto, poiché la Commissione sesta ha già esaminato il disegno di legge, sessanta giorni.
PRESIDENTE. Sono stati proposti sessanta giorni. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Su questo argomento chiaramente in quanto il disegno di legge è in carico alla mia Commissione, quindi a me paiono congrui i sessanta giorni richiesti dal collega Balletto.
PRESIDENTE. Restano quindi fissati i sessanta giorni per l'esame del disegno di legge sull'ente minerario.
Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio, ma tenete conto che la data prevista è il 31 marzo.
La seduta è tolta alle ore 18 e 34.
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