Seduta n.318 del 07/03/2003
CCCXVIII Seduta
Venerdì, 7 Marzo 2003
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 10 e 09.
ortu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 27 febbraio 2003 (312), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pier Luigi Carloni ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a° far data dalla seduta odierna.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
Norme sulla tutela sanitaria e sulla protezione ambientale dall'esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. (421)
(Pervenuto il 28 febbraio 2003 ed assegnato alla quinta Commissione.)
Norme in materia di inquinamento atmosferico. (422)
(Pervenuto il 28 febbraio 2003 ed assegnato alla quinta Commissione.)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, per proporle una breve sospensione di dieci, quindi minuti, stante la presenza o la non presenza di moltissimi consiglieri.
PRESIDENTE. Come è tradizione, è stata richiesta una sospensione di dieci minuti o un quarto d'ora. Poiché non vi sono opposizioni sospendo la seduta per un quarto d'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 11, viene ripresa alle ore 10 e 33.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 383/A. Ricordo che nella precedente seduta si stava procedendo alla votazione dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti. Siamo ora in sede di dichiarazione di voto dell'emendamento 102.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, brevissimamente io le chiedo se ha avuto modo di sentire il Presidente della Giunta sulla sua disponibilità a fornirci le informazioni dettagliate sulla pubblicità istituzionale dell'amministrazione e degli enti. Questo è un diritto del Consiglio al quale non intendiamo rinunciare, per cui preghiamo il Presidente del Consiglio di farsi interprete di questa istanza e di tutelare le prerogative dei consiglieri nei confronti della Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, non ero presente in Aula quando lei ha avanzato la sua richiesta, così come ho appreso dalle fonti di informazione che lei e l'onorevole Sanna Gian Valerio mi avreste mandato una lettera sull'argomento, lettera che mi dicono sia arrivata stamattina e che io non ho ancora visto. Non ho potuto vedere il Presidente della Giunta ieri, ma le assicuro che mi farò garante del rispetto dell'articolo 105 del Regolamento.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voterò a favore dell'emendamento, però voglio anche cogliere questa occasione per fare alcune considerazioni sulle modalità di svolgimento di questo avvio di discussione sulla finanziaria.
Debbo dire che ormai non mi meraviglio più per determinati modi di fare, per gli atteggiamenti molto disinvolti del Presidente della Giunta e di diversi colleghi della maggioranza.
L'onorevole Pili nella sua foga, nel difendere l'operato della sua Giunta è stato capace di stravolgere, su diverse questioni fondamentali, la realtà delle cose; per esempio parlando di indebitamento ha cercato in tutti i modi di scaricare sull'azione delle opposizioni la responsabilità dell'indebitamento, cioè di un indebitamento che cresce passando da 3 a 12 mila miliardi.
Consentitemi su questo intanto un'osservazione elementare: ma la maggioranza governa o non governa? E la Giunta? Se le opposizioni hanno il potere e la facoltà di imporre scelte che modificano in modo sostanziale la natura del bilancio e dell'Amministrazione regionale, la maggioranza che ci sta a fare? Prima domanda! Poi, entrando nel merito, debbo dire che ciò che mi ha colpito maggiormente sono i riferimenti alle problematiche del settore agricolo; per esempio il problema della siccità e dei famosi 500 miliardi stanziati per indennizzare gli agricoltori dei danni subiti.
Intanto va detto che quei 500 miliardi non sono più 500, ma non sono neanche 400. Quindi, questa Giunta 100 miliardi li sta già perdendo per strada. Poi, è singolare che la nostra battaglia, la nostra iniziativa, la nostra disponibilità a migliorare quel testo di legge sulla siccità, a portarlo in Aula con risorse finanziarie adeguate, oggi vengano considerate un errore, una responsabilità in negativo da parte delle opposizioni.
Queste cose, l'onorevole Pili e la collega Pilo, le dovrebbero dire davanti ad un'assemblea di agricoltori; invece davanti agli agricoltori dicono l'esatto contrario e si prendono il merito di aver proposto questi provvedimenti. Questo fatto è davvero inaccettabile ma é anche significativo perchè dimostra con che tipo di Giunta e con che tipo di maggioranza abbiamo a che fare.
Insomma, noi scopriamo di aver lavorato male, di aver sbagliato ad aver avuto senso di responsabilità nel ricercare una soluzione rispetto a problemi di questa rilevanza. Però noi diciamo che non abbiamo sbagliato allora e non sbaglieremo oggi scegliendo di continuare a lavorare per risolvere i problemi delle categorie e della comunità regionale nel suo complesso.
Un'altra questione su cui vorrei soffermarmi è quella della continuità territoriale; Pili si è preso tutti i meriti, proprio lui che appartiene ad un partito che a Roma votò contro la legge sulla continuità territoriale proposta ed approvata dal centrosinistra.
Pili, che nella sua prima Giunta fece un'operazione così demagogica da ritardare poi, per ben due anni e mezzo, il decollo della continuità territoriale, ed ancora oggi, rispetto a questa questione, ha una posizione contraddittoria e confusa; lo ribadisco: contraddittoria e confusa!
Io non capisco davvero quali siano i suoi meriti rispetto alla concessione della continuità territoriale. Un altro dato che non posso non rilevare è l'atteggiamento di fastidio, di intolleranza che il presidente Pili dimostra nei confronti del Consiglio; un Consiglio che in questa legislatura mi pare conti sempre meno.
A questo proposito voglio ricordare al presidente Serrenti che sono centinaia le interrogazioni e le interpellanze che aspettano una risposta; e le interrogazioni e le interpellanze sono gli strumenti che i consiglieri hanno a disposizione per svolgere la loro funzione istituzionale.
Dicevo dell'atteggiamento di disprezzo del presidente Pili nei confronti del Consiglio; ebbene, questo disprezzo si è manifestato anche l'altro ieri in occasione di una riunione dei sindaci dell'oristanese e del nuorese sui problemi della forestazione. Il presidente Pili è stato capace di dire che lui non avrebbe partecipato all'incontro con i sindaci se fossero stati presenti i consiglieri regionali. Questa è una vergogna! E' un attacco ai diritti dei consiglieri! Si dovrebbe sollecitare l'intervento dei consiglieri espressi dai territori per risolvere i problemi ed invece il presidente Pili non vuole la loro presenza, così è libero di agire e di dire tutto quello che vuole, tutto e il contrario di tutto. Questo è il Presidente che guida questa Giunta e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, la mia dichiarazione di voto è ovviamente a favore dell'emendamento 102. Prendo atto della continua assenza in Aula del Presidente della Giunta, dopo il suo nervoso e delirante intervento di ieri che in qualche modo denuncia la condizione e lo stato mentale e politico della maggioranza. Si è avvertito dal suo ragionamento che matura in voi, maggioranza, probabilmente la consapevolezza del fatto che le risposte del vostro governo non intrecciano più le domande vere della Sardegna e dei sardi.
Infatti, come si possono confondere i bisogni e le emergenze della Sardegna come le cause degli intrighi infiniti tra di voi o, comunque, come fatto marginale e quasi indesiderato dell'azione di governo? Ha ragione il Presidente, raccogliete quello che avete seminato! Solo divisioni, faide interne, patetici aneliti unitari come quello del collega Murgia di ieri sera, oppure difese d'ufficio affidate a slanci amorosi dalla sottile vena sentimentale come quelli dell'onorevole Pilo, poi più nulla!
Parole, autoreferenzialità spicciola e un'efficienza che non alberga più nella vostra azione di governo, arroganza e caduta di stile. Ci sono responsabilità superiori per chi governa, normalmente, lo dico ai componenti della Giunta che lo possono riferire al loro Presidente, e proprio queste maggiori responsabilità implicano anche doveri di stile e di comportamento politico, ma per tutto questo ci vogliono origini e radici, ci vuole cultura politica e - se mi consentite - in qualche caso anche cultura elementare.
Il Presidente invece non ha neppure la percezione che quel ruolo che ricopre lo pone ogni giorno più di noi in discussione e sotto esame, ancorché fin da adolescente ha mostrato una certa riottosità ad essere come gli altri messo sotto esame. La cosa assai più grave per lui è che la sua superbia e il suo delirio di onnipotenza lo porta - e voi non ve ne rendete neppure conto - alla pretesa di aver già scritto le nuove mappe della politica futura sua, vostra ed anche degli altri.
Io credo che ci sarà ben poco da ricordare di questa esperienza; certamente racconteranno gli annali del Consiglio e i verbali, e non certo i libri di storia, di uno che passando per il Consiglio regionale lo disprezzò molto, perché predicava che la verità e il verbo si trovavano non nel valore dell'autonomia e della democrazia, valori ai quali dovreste pensare ogni tanto per valutare i vostri comportamenti e per ricordare coloro che hanno calpestato quest'Aula con sacrificio ed impegno culturale, ma si trovavano in una sorta di terra di nessuno; terra di nessuno che gli archeologi, domani, scopriranno che poteva collocarsi probabilmente tra Arcore e il "Billionaire".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Io mi ero iscritto a parlare per dichiarare il mio voto a favore dell'emendamento 102 nella temperie di ieri, che era un po' più calda, oggi il motore gira ancora a basso regime! Dirò ugualmente quello che avevo pensato di dire, ma forse ieri sera l'avrei fatto con più passione. Anche ad essere molto pazienti, come io di solito sono, non sempre, per carità non presumo tanto, ma anche ad essere molto pazienti è difficile digerire talvolta certe prediche, certi pistolotti che si sentono.
Il concetto che voglio esprimere è solo uno: che si è credibili quando si afferma con costanza e con coerenza una posizione, al di là del mutare delle situazioni; per esempio se si esprime sull'indebitamento o sul voto segreto lo stesso concetto quando accade di essere all'opposizione e quando accade di essere in maggioranza, perché se cambiamo le opinioni come cambiamo le giacche credo che sia difficile essere credibili.
Allora, per essere molto chiari, non si può quando si è all'opposizione demonizzare l'indebitamento che fa la maggioranza, e quando si è in maggioranza ricorrere a man bassa all'indebitamento. Non si può. Non si è credibili! E non si può nemmeno esaltare ed usare sistematicamente - sto pensando alla scorsa legislatura - il voto segreto su ogni frammento della finanziaria, come faceva l'opposizione nella scorsa legislatura, e poi venire qui a fare una raffica di filippiche contro il voto segreto quando si ha paura di andare sotto. Non si è credili! Sono pistolotti che lasciano il tempo che trovano.
Naturalmente molti di noi sono convinti che la gente abbia l'anello al naso, io credo che di anelli per i nasi nei mercati se ne trovino sempre meno e credo anche che il piercing sia un'altra cosa, il piercing è molto usato dai giovani ma il piercing non è proprio l'anello al naso, non ha la funzione di classico anello al naso; per cui credo che certi discorsi che si fanno qui, privi di coerenza, privi di un autentico convincimento e puramente strumentali rispetto al raggiungimento di fini politici contingenti e spesso anche mediocri, lascino il tempo che trovino. Voto a favore dell'emendamento 102.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, per dichiarare il voto contrario all'emendamento rispetto al quale occorre rilevare una contraddizione da parte del centrosinistra; con questo emendamento si intende abrogare un comma che prevede la riconferma dei mutui già autorizzati nell'agosto del 2002 e, guarda caso, mutui autorizzati per finanziare una serie di interventi destinati agli investimenti nel settore delle opere pubbliche, a favore quindi del sistema produttivo. Il centrosinistra vuole abolire questo comma.
Signori, avete fatto a tutti noi una lunga predica sulla necessità di aumentare i fondi e qui ne state proponendo invece l'abolizione. Signori, mettetevi d'accordo! Per stemperare un po' il clima che si è determinato in questi giorni in Aula, vi dirò che sentendo ieri gli interventi di alcuni colleghi del centrosinistra, dico alcuni perché altri non meritano neppure di essere citati per la malagrazia, lo sgarbo e anche la maleducazione che in alcuni passaggi abbiamo colto.
SANNA EMANUELE (D.S.). Meno male che stai stemperando!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Dicevo che sentendo alcuni interventi, tra i quali quello dell'amico, collega onorevole Bachisio Falconi, che invitava ad abbassare i toni della discussione, ho pensato che fosse un invito diretto all'onorevole Gian Mario Selis, vista l'irruenza del suo intervento, mi pareva quasi che l'onorevole Bachisio Falconi si fosse formato alla scuola di Ciriaco De Mita, mentre l'amico onorevole Gian Mario Selis fosse un militante barricadiero del partito di Valentini.
Questo lo dico perché comprendo il travaglio che pervade il centrosinistra e lo dico rivolto proprio agli amici, mi permetto di usare la locuzione "amici" pur nella contrapposizione dialettica, soprattutto ai moderati del centrosinistra. Io, in questi giorni, stavo leggendo gli scritti di Aldo Moro, nel quale mi riconosco, e ritengo che soprattutto noi moderati dovremmo rivalutare il senso del pragmatismo coniugato all'esaltazione dei nobili ideali che si richiamano alla tradizione cristiana. Invitare ad abbassare i toni comunque non significa fare sconti al Governo e alla maggioranza, perché giustamente diceva Nietzsche che tutte le istituzioni nelle quali non soffi il vento forte della critica, quella costruttiva, quella mordace, intenta a sottolineare le inevitabili manchevolezze umane, non sarebbero istituzioni democratiche.
Quindi noi accettiamo la critica e accettiamo e sollecitiamo il confronto, perché vi devo dire, in verità, che non ho ancora colto qual è il progetto alternativo che voi proponete rispetto a quello del centrodestra.
Allora, impegniamoci forse un po' tutti a concepire la politica nel senso più nobile del termine; bisogna restituirle il suo carattere virtuoso e direttivo. E allora non si possono falsare i dati reali quando, cito un esempio per tutti, si richiama la legge numero 28 del 1984. E' vero, cari colleghi, che esiste dal 1984 e che non è il frutto dei governi del centrodestra, quella legge, ma voi avete lasciato un'eredità pesante di migliaia di miliardi di passivo che questo Governo e questa maggioranza di centrodestra hanno saputo colmare, e potrei fare una lunga elencazione.
Concludo, signor Presidente, dicendo ai colleghi del centrosinistra di mettersi veramente l'anima in pace. Ci sono troppe "cassandre" pronte a far festa sperando in un tonfo clamoroso del presidente Pili, della Giunta e di questa maggioranza. Allora io dico che la Giunta regionale, cari colleghi del centrosinistra, non cadrà e non potrà mai cadere per effetto dell'azione dell'opposizione. Se deve cadere cadrà per problemi interni alla maggioranza e mai per un'azione, la vostra, che, consentitemi, è assolutamente inutile e inefficace.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Tutti sono applicati a stemperare i toni e poi in concreto non fanno che insultare il prossimo e negare il valore essenziale della dialettica democratica in questo Consesso.
Intanto annuncio il voto favorevole all'emendamento, altrimenti vengo rimproverato. Pittalis si pone un problema: perché l'opposizione vive una contraddizione? Perché vorrebbe cassare questo articolo? Ma dov'è la contraddizione? Noi abbiamo detto, diciamo e diremo che vogliamo cambiare questa finanziaria e per cambiarla dobbiamo, come dire, dichiarare, e insieme alla parte del Consiglio che è contro questa impostazione, in sintonia con la stragrande maggioranza delle categorie produttive, di lavoro e di impresa, degli enti locali, di tutti quelli che ci hanno detto di cambiare sostanzialmente l'impostazione di questa finanziaria, noi lavoriamo per farlo.
Ieri si è diffusa una strana euforia in questo Consiglio, era evidente che era un'euforia isterica, non era un'euforia sana. "Si è preso un brutto colpo", "Non ti ha ucciso", "Ti ha tramortito e ti sei messo a ridere". Succede qualche volta, c'è anche nei manuali che trattano la materia. Un'euforia isterica che ha colto la presunta maggioranza per il fatto che essendo 45, cioè sulla carta maggioranza, hanno messo insieme 38 voti. "Chi si accontenta gode" dice l'adagio, poi c'è anche chi gode di cose strane, però, se questa è la vostra contentezza, auguri!
Il fatto è che noi stiamo iniziando una partita che fin da prima che si scendesse in campo si è annunciato che era truccata; noi stiamo iniziando a giocare una partita truccata. Ha iniziato a truccarla l'arbitro, il quale prima di scendere in campo ha dichiarato: "Attenti voi di una squadra, non penserete di segnare qualche goal? Perché se voi segnerete un goal io lo annullerò". E così, con questo spirito, noi siamo in campo. Perché se il Regolamento, le regole che presiedono al nostro lavoro, qualcuno dice che è anche una missione o comunque è una funzione la nostra, è una funzione pubblica, sono queste, quelle regole gelosamente devono essere difese fino al momento nel quale non verranno cambiate. E l'arbitro è il primo custode delle regole, se no non è arbitro!
Sul voto segreto, non si può continuare a sentir dire che il voto segreto equivale a un tradimento, a un crimine, a un'aggressione, a una violenza. E' nelle nostre regole, è nelle regole dei parlamenti di tutto il mondo. Come si fa a sostenere che chi usa gli strumenti legali del Parlamento è responsabile di violenza e di tradimento?" E Cassano aggiunge: "Ho visto, ho visto! Ho visto cose!" Se ha visto vuol dire che ha guardato e se ha guardato vuol dire che si è adoperato a guardare, e allora il voto non è più segreto. Quindi siamo al dispregio, siamo a un'azione combinata di ricatto politico e morale.
Io non voglio difendere nessuno, io difendo tutti e anche me stesso. Il voto è la libera espressione di un libero convincimento. Se il Presidente della Giunta afferma che qualunque sia il risultato del voto non avrà valore politico, siamo all'equivalente esatto dell'Aula sorda e grigia di altri tempi, del "parco buoi", come veniva considerato in altri momenti il parlamento da chi poi ha fatto la fine che ha fatto.
Bisogna riconsiderare questi valori e questi significati in modo che noi si possa giocare davvero la partita. Noi la finanziaria la vogliamo cambiare e sappiamo che in questo Consiglio per cambiare questa finanziaria oltre all'opposizione dichiarata, che ovviamente siccome è opposizione è minoranza, ci vuole una maggioranza che nella sostanza e nei contenuti c'è.
Noi diciamo a quei colleghi che hanno dichiarato apertamente, con coraggio e lealtà presso l'opinione pubblica, che vogliono anch'essi modificare questa finanziaria, di verificare fin dove insieme la possiamo modificare. Questi colleghi sono stati sfidati e insultati, lo dicano quali sono i punti che per davvero dobbiamo cambiare. Cambiamola prima, non prima la voto e poi vedremo. Così io credo ridaremo, in questo modo sì, serenità e restituiremo dignità a un'Assemblea legislativa, qual è il Consiglio regionale della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Signor Presidente, saranno parole certamente inutili perché altri prima di me le hanno pronunciate con riferimento a quanto sto per dire. Presidente, che cosa c'entrano queste dichiarazioni di voto che sono la riapertura di un dibattito di carattere così generale su tutta la finanziaria? Noi stiamo...
COGODI (R.C.). Chi l'ha detto?
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Stai zitto una volta tanto, comportati da persona civile una volta tanto, non interrompere! Una volta tanto stai zitto!
COGODI (R.C.). Cambia tono anche, cambia tono!
CUGINI (D.S.). Vuole spaventare l'onorevole Cogodi!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lo lasci parlare, sia gentile.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. L'intolleranza è la vostra bella virtù, siete rimasti tali e quali, continuate così, perché questa sarà ancora una volta la vostra morte, politica, ovviamente, perché il vostro modo di fare opposizione è quello che vi condanna, non l'avete ancora capito. Voi state facendo il nostro gioco, continuate così! La vostra è la politica dell'intolleranza, non si può aprire bocca che insorgono! Vergognatevi! Vergognatevi!
COGODI (R.C.). Vergognati tu!
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, è nello stile di chi provoca cercare la reazione. Mi scuso con l'Aula per questo mio sfogo, non certamente con i provocatori.
Detto questo, noi stiamo intervenendo per dichiarazione di voto sull'emendamento 101, che prevede: "Il comma 3 dell'articolo 1 è soppresso".. Presidente, su questo articolo è stato presentato un emendamento soppressivo dell'intero articolo, poi una serie di emendamenti soppressivi specifici uno per ciascun comma. Io mi chiedo se l'attacco dell'opposizione, quindi di chi presenta questo emendamento, alla manovra tenda a minarla nella sua essenza fondamentale.
Però, quando si dice che l'articolo 1 è un articolo della manovra della legge finanziaria che non assolve il suo compito, mi sarebbe piaciuto potermi confrontare, così come è stato sottolineato dal collega Pittalis in precedenza, con un articolo 1 alternativo che indicasse le idee e i propositi dell'opposizione, un articolo che fosse quindi più confacente alla soluzione dei problemi che affliggono la Sardegna.
Non c'è invece alcuna proposta alternativa; accettare l'emendamento soppressivo e gli emendamenti soppressivi articolati per comma significherebbe dire che non vogliamo legge finanziaria, che non vogliamo incidere in nessun modo sui problemi della Sardegna inerenti lo sviluppo, inerenti l'occupazione, inerenti la solidarietà, e via dicendo.
Questo non mi sembra un modo costruttivo di fare politica; e vedremo che la maggior parte degli emendamenti presentati alla finanziaria sono improntati a questo criterio, sono frutto cioè di un'opposizione demolitoria, distruttrice, non alternativa perché priva di programmi e di proposte. Quindi come si può ragionevolmente esprimere un voto favorevole a un emendamento soppressivo il cui intento è appunto quello di impedire a chiunque di operare e fare, bene o male?
Se stiamo operando male, infatti, vogliamo vedere una proposta alternativa sulla quale confrontarci. Non ce n'è una, né negli emendamenti che sono stati proposti in Commissione, né negli emendamenti che sono stati proposti in Aula. Bocciare il comma 3 della finanziaria significherebbe impedire alla Regione Sardegna di contrarre i mutui che sono autorizzati per far fronte a debiti che questa Regione ha assunto nei confronti dei propri interlocutori, debiti che nel formarsi attraverso il tempo sono riconducibili alle passate gestioni come a quella attuale; significherebbe tradire un patto fatto con i nostri elettori, quello di avere soprattutto un'amministrazione regionale seria e che risponda delle proprie azioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Presidente, signori del Consiglio, noi votiamo contro questo emendamento. L'occasione della dichiarazione di voto consente di iniziare a svolgere, con pacatezza, un ragionamento in quest'Aula, ricordando ciò che è stato detto ieri sera e questa mattina.
Io vorrei ricordare a tutti i colleghi che questa legge finanziaria oggi in discussione ha in carico, senza contare gli emendamenti agli emendamenti che legittimamente verranno presentati, 700 emendamenti il cui contenuto, sostanzialmente, riguarda tutto lo scibile umano. Ci troviamo cioè di fronte a una di quelle situazioni in cui è assolutamente palese che se noi discutessimo tutti i 700 emendamenti con la passione e l'attenzione che meritano, come abbiamo fatto con i primi d'altronde, probabilmente un intero anno di lavoro di quest'Aula sarebbe dedicato al varo della legge finanziaria.
Questa è una riflessione che deve essere all'attenzione e all'ordine del giorno di tutto il Consiglio, nelle sue componenti di maggioranza e di minoranza. In altri consessi parlamentari, comunque, i regolamenti dispongono cose differenti. Il Regolamento della Camera dà la possibilità al Governo di porre la questione di fiducia, e se la fiducia viene concessa si va al di là dell'impasse quale viene determinata da 700 emendamenti. Settecento emendamenti pongono un bastone di ferro tra le ruote di qualsiasi tipo di auto che voglia procedere speditamente in avanti.
Il decano del Consiglio regionale, ieri, in Conferenza dei Capigruppo, ha definito questo Regolamento una "porcheria". Forse si tratta di parole forti, però sono parole che rendono bene l'idea di quale sia "l'ingessamento" di questo Consiglio regionale. E noi, signori, siamo già fuori da questo Regolamento "porcheria", perché il Regolamento prevede che in trentasette giorni la manovra finanziaria sia licenziata dall'Aula. La manovra finanziaria è all'attenzione del Consiglio dal 4 di gennaio, i trentasette giorni prescritti dal Regolamento sono già decorsi e noi stiamo appena iniziando la discussione.
Sul rispetto delle regole, che è il primo principio a cui noi Riformatori vogliamo attenerci, dovremmo essere tutti d'accordo perché la garanzia del diritto passa attraverso regole condivise che siano accettate da maggioranza e da minoranza, qualunque parte politica rivesta questi ruoli. La maggioranza che oggi governa, può diventare domani opposizione, quindi la garanzia del diritto è interesse di qualunque consigliere che sieda all'interno di questo Consiglio.
Per questo motivo noi ieri, durante la Conferenza dei Capigruppo, abbiamo detto che il voto segreto, se previsto dal Regolamento, può legittimamente essere richiesto da chiunque, ma abbiamo anche detto che oggi sussisteva l'esigenza politica di non richiedere in Aula il voto segreto perché su questa finanziaria, che alcuni dicono essere criticata da tante parti, è giusto che alla Sardegna sia chiaro chi vota a favore e chi vota contro. Poiché la materia finanziaria non è una materia di coscienza, quindi non richiede il voto segreto per tutelare la coscienza del singolo consigliere, è fondamentale che la Sardegna sappia dai giornali e dalle televisioni chi degli ottanta consiglieri in quest'Aula si oppone a questa manovra finanziaria e chi invece è favorevole; fermo restando che finché le regole sono queste hanno ragione i colleghi della minoranza nel sostenere che con queste regole andremo avanti.
Però, ricordatevi, colleghi di minoranza, esattamente quanto dobbiamo ricordarcelo noi esponenti della maggioranza, che non è soltanto la maggioranza ad essere screditata, oggi, da un'istituzione consiliare che non funziona, è l'intera istituzione consiliare, perché se le regole sono di tutto il Consiglio e se queste regole non sono comprese dai sardi, come non è compreso il voto segreto sulla finanziaria, chi viene screditata non è la maggioranza, non è la minoranza, ma è screditato l'intero Consiglio. E' l'istituzione consiliare che subisce le conseguenze del discredito davanti a tutti i cittadini.
Noi Riformatori abbiamo detto più volte che cosa pensiamo del voto segreto, lo difendiamo per tutte le questioni che riguardano la coscienza dell'individuo, la coscienza del singolo parlamentare; non lo consideriamo uno strumento moderno in tema di votazioni su leggi finanziarie. Lo abbiamo detto in più circostanze ed abbiamo detto che avremmo portato avanti azioni forti per contrastarne l'applicazione.
Abbiamo presentato i quesiti referendari, abbiamo iniziato la raccolta delle firme, abbiamo sperato che quest'Aula trovasse da sola il coraggio di emendarsi su questo argomento senza la spinta di un'iniziativa di parte; ma se saremo costretti, andremo avanti.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, voglio ricordare a tutti i consiglieri, me compreso, di aver convocato la Giunta per il Regolamento moltissime volte, ma che le riunioni sono sempre andate deserte. Questo va detto.
SANNA EMANUELE (D.S.). Per l'assenza della maggioranza!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Emanuele. Ne ha facoltà.
SANNA EMANUELE (D.S.). Intendevo fare una riflessione, come dire, un po' severa sulla seduta di ieri sera, signor Presidente, però colpito dall'invito alla moderazione del collega Pittalis, impegnato in un acrobatico quanto apprezzabile tragitto politico-culturale che partendo da Tanassi, passando per Berlusconi è approdato ad Aldo Moro, raccolgo questo invito e non voglio deluderlo; quindi, voglio fare una riflessione pacata sulla seduta di ieri sera, approfittando della contemporanea presenza, situazione qualche volta un po' inedita, sia del Presidente del Consiglio che del Presidente della Giunta.
Vede, onorevole Pili, io ho persino apprezzato il suo discorso di ieri, la decisione di affrontare a viso aperto in Aula - come diceva opportunamente il collega Marrocu ieri sera - le drammatiche, e per noi insostenibili, tensioni che attraversano la sua maggioranza e che, come sappiamo, paralizzano da mesi non solo lei, ma la vita istituzionale e la stessa attività di governo. Il suo discorso di ieri, ben meditato e ben calcolato nei tempi, era un messaggio diretto ed ultimativo alla sua infida coalizione: "Se non serrate le file io vi faccio affondare con tutto il carico di aspettative" - siamo ad un anno dalle elezioni, dalle candidature - "di intrighi, di veleni che il bastimento della maggioranza sta trasportando fin dalla nascita del mio Esecutivo".
Un atto coraggioso e persino di responsabilità, se non fosse stato accompagnato, presidente Serrenti, da un intollerabile ricatto rivolto alla funzione di questa Assemblea e quindi alle regole che questa Assemblea si è liberamente data, e che può liberamente nella sua sovranità modificare, per esercitare la sovranità e la rappresentanza democratiche.
Ieri, lei, presidente Pili, ha ripetuto nel silenzio, per adesso inquietante del Presidente dell'Assemblea, che qualsiasi voto del Consiglio che certificasse anche su provvedimenti di vitale importanza, come la legge finanziaria, la mancanza di una maggioranza non determinerebbe, nessun voto, alcuna conseguenza politica per la Giunta regionale. Ha teorizzato cioè che senza legittimazione del Consiglio una giunta di minoranza continuerebbe comunque ad operare con un Presidente inamovibile fino alle estreme conseguenze di lasciare la Regione senza bilancio e quindi fino a provocare lo scioglimento della stessa Assemblea.
Questa gravissima affermazione è stata consegnata agli atti del Consiglio della seduta pomeridiana del 6 marzo, signor Presidente, ed io mi rivolgo a lei perché nella sua funzione di garante delle regole e delle prerogative di questo Consesso eserciti le responsabilità che le competono. Questa Assemblea non può vivere sotto scacco o sotto ricatto e quindi sulle affermazioni e sulle responsabilità di carattere politico giudicheranno, sul presidente Pili e su ciascuno di noi, la pubblica opinione e gli elettori, però sulle prerogative di questa Assemblea il suo Presidente non può transigere e non può assumere posizioni "pilatesche" quando queste vengono esplicitamente e irresponsabilmente messe in discussione.
Quindi si deve pronunciare, signor Presidente, non adesso, mediterà, rifletterà, ma si deve pronunciare con nettezza sulle gravi dichiarazioni del Presidente della Giunta fatte ieri in quest'Aula e deve dire a questo Consiglio se può operare, se può discutere, se può votare in piena sovranità, senza subire i diktat o le minacce di chi intende esplicitamente violare le sue regole ed esautorarlo nella sua funzione di massima espressione democratica del popolo sardo da cui trae legittimazione, per operare, anche la Giunta regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, io francamente non ho sentito minacciate le prerogative democratiche di questa Assemblea, che rimangono assolutamente intatte…
SANNA EMANUELE (D.S.). Ha detto che non si dimetterebbe comunque.
PRESIDENTE. Anzi, mi pare, non faccio l'avvocato di professione, è un mestiere che spetta ad altri, però le cose che io ho sentito ieri erano di altro tipo; ieri il Presidente della Giunta, se io non ho inteso male, ha detto che non basta un voto segreto che lo mandi sotto in un articolo della finanziaria per costringerlo alle dimissioni, che è pronto a dimettersi se c'è una manifestazione chiara di sfiducia. Questo ha detto, e mi pare che questo rientri perfettamente nelle regole della democrazia.
Se ho inteso male allora lei ha ragione, io dovrò chiedere al Presidente della Giunta di spiegare meglio, ma non mi pare di avere inteso male. Quindi posso garantire che le prerogative democratiche di questa Assemblea sono fatte salve e saranno difese fino in fondo; però, onorevole Sanna, difese da tutti, da chiunque cerchi di attentare alle regole democratiche di una Assemblea che vuole essere libera, indipendente e che deve consentire ad ognuno di esprimere liberamente il proprio pensiero. Mi scusi per la risposta così immediata, ma non avevo bisogno di una lunga riflessione.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Per carattere ed abitudine, non sono un appassionato del voto segreto in nessuna manifestazione della vita e nemmeno nello svolgimento dell'attività politica; non sono un appassionato del voto segreto tanto è vero che anche in questa Assemblea, quando fungevo da Capogruppo di uno schieramento, non ho mai richiesto personalmente questo metodo di votazione.
Sono però un appassionato delle regole, del rispetto delle regole e l'auspicio sarebbe che tutti coloro che svolgono un ruolo pubblico e che hanno la pretesa di svolgere il compito di legislatori, un compito di importanza fondamentale, fossero gelosi custodi delle regole e ne pretendessero sempre il rispetto, quando fanno piacere e quando non fanno piacere.
Aggiungo che c'era una strada per modificarle non certamente con effetto immediato poiché le regole, l'abbiamo detto centomila volte, non si cambiano durante la partita, ma c'era una strada, la strada è stata intrapresa, l'impressione è che sia già stata abbandonata, ma certo non è stata abbandonata a causa dei comportamenti degli esponenti della opposizione perché, come ha detto il Presidente, le riunioni della Giunta per il Regolamento più volte sono andate deserte, certamente non per l'ostruzionismo o per l'assenza dei consiglieri del centrosinistra.
Quindi io credo che chi si lamenta di questa situazione dovrebbe prendersela con se stesso o con i suoi compagni di cordata.
Anch'io sono molto perplesso della perdita di oltre un'ora nella giornata di ieri per una Conferenza dei Capigruppo che doveva decidere su nulla perché non c'era niente da decidere, se non mettere in discussione delle regole già molto chiare e sulle quali appunto non c'era bisogno di perder tempo. Questa è una cosa che va vista con estremo fastidio e con un forte senso critico perché può essere interpretata come manovra dilatoria, come una manovra che tende a mettere in discussione certe cose sulle quali non c'è niente da discutere. Quindi anche questo io, ripeto, lo rilevo unendomi a ciò che è stato detto da altri colleghi.
Veniamo un attimino al merito; io voterò a favore dell'emendamento. Volete rendervi conto, presidente Pili e colleghi della Giunta del Pili, colleghi della cosiddetta maggioranza, che questa manovra non piace a nessuno? E' stato detto, ripetuto cento volte, che è stata contestata dai sindaci, dai rappresentanti delle province, dai rappresentanti delle comunità montane, dalle parti sociali, dalle categorie professionali, dagli industriali, dagli artigiani, dai commercianti, dagli agricoltori, e chi più ne ha più ne metta. Volete rendervene conto o, ancora una volta, volete andare a sbattere la testa contro il muro?
E a questa aggiungo un'altra domanda che ho già fatto più di una volta; a distanza di tre anni vi domandate se valeva la pena di fare quello che avete fatto, tutti più o meno, salvo qualcuno che in quel momento non era in Consiglio regionale, tutti più o meno responsabili o corresponsabili di quella manovra eversiva che ha portato alla costituzione di una maggioranza fasulla? Ne valeva la pena per raccogliere (non siete voi a raccoglierli, ma la collettività) questi risultati disastrosi che stiamo vedendo e che hanno provocato lo sdegno di tutte le categorie del mondo economico regionale, anche quello di persone che dovrebbero essere vicine a voi? Qual è la spiegazione? Come è possibile pretendere di andare avanti in questa situazione? Significa infischiarsene di quello che emerge dalla società. A me dispiace che persone di alto livello umano...
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere onorevole Dore.
DORE (La Margherita-D.L.). Professionale, morale eccetera si prestino e continuino a prestarsi a queste cose.
Per concludere, l'articolo 1 è illegittimo, nessuno ha voluto ricordare l'articolo 119 della Costituzione, comma 6, che impedisce alle Regioni, così come agli altri enti, di ricorrere all'indebitamento per finanziare debiti. All'indebitamento, in base alla Costituzione, si può ricorrere solo per finanziare spese di investimento e queste, per la maggior parte, non sono tali; quindi è tanto più giustificata la soppressione di queste disposizioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io voto a favore dell'emendamento perché il suo contenuto risponde alle considerazioni che sono state fatte ieri nella discussione e perché si vuole riproporre, chiaramente dal nostro punto di vista, il varo di una finanziaria che tenga conto delle osservazioni che sono state fatte dal sistema produttivo in generale e anche dal sistema degli enti locali.
Ieri il collega Selis, rispondendo all'intervento del collega Floris, ha dichiarato la disponibilità ad un incontro formale, informale, ad un incontro tra le opinioni presenti sul tema della finanziaria per costruire una risposta all'altezza delle attese. Al momento, neanche dal collega Vargiu che si è prodotto in un ragionamento sul voto segreto, a questa nostra disponibilità è stata data risposta, anzi, il Presidente della Giunta con un intervento violento ha cercato di soffocare quel tentativo che è stato proposto ieri di correggere positivamente la finanziaria, e questo è compito del Consiglio.
Abbiamo atteso ieri sera, abbiamo sentito questa mattina la posizione del Governo, quella espressa in particolare dal Presidente della Commissione programmazione, il collega Balletto, il quale rileva che da parte nostra non ci sarebbe una proposta alternativa. Non è così. Noi già da ieri abbiamo dichiarato la nostra disponibilità per trovare una strategia unitaria al fine di evitare l'indebitamento e destinare le risorse agli investimenti produttivi. Noi rifacciamo questa proposta, l'abbiamo fatta in Commissione, l'abbiamo fatta nelle relazioni; non c'è stata nessuna risposta.
Il presidente Pili, che aveva l'intervento pronto, aveva preventivamente operato per impedire il funzionamento del Consiglio, e su questo sono molto d'accordo con le considerazioni del collega Floris. Il Consiglio, lo dobbiamo riconoscere, dovendo esaminare settecento e passa emendamenti sta svolgendo una funzione impropria, sta cercando di dialogare direttamente con l'esterno del Consiglio perché gli viene impedito di entrare nel merito della manovra; ma avremo ancora tempo. Questo punto, però, il primo punto della finanziaria, viene utilizzato come indicatore della sussistenza o meno della maggioranza. Alcune indicazioni sono già pervenute prima del voto di ieri; dobbiamo procedere ad ulteriori votazioni di emendamenti e dell'articolo, quindi noi confermiamo, collega Floris, la nostra piena disponibilità al raggiungimento di una convergenza politica ed anche di merito che permetta di correggere la finanziaria.
Se siete in grado di dare una risposta unitaria su questo punto, trovate fra di voi chi sia in grado di dialogare positivamente per correggere il disastro al quale state portando la Sardegna. Se invece rispondete sulla scia delle dichiarazioni rese ieri, è chiaro che non sarà una discussione serena e non sarà sufficiente la intimidazione, il ricatto sulle candidature, o cose di questo tipo, per frenare delle volontà politiche che hanno voluto mettere avanti anche in questa situazione l'interesse della collettività.
Collega Vargiu, quando parliamo di ritardo non ci riferiamo ai tempi della discussione della finanziaria, bensì ai tempi di presentazione della medesima.
Concludo con un accenno al voto segreto; il collega Murgia ieri cantava vittoria perché in una votazione su 45 consiglieri 38 si sono espressi a favore, meno della metà del Consiglio cioè ha votato per un indebitamento che produce disastri e lo stacco, tra chi si oppone a questa operazione e chi la vuole fare, è di due voti! Se i colleghi fossero rimasti fedeli agli impegni assunti con gli elettori quando abbiamo votato per formare questo Consiglio, ci sarebbe stata una conseguenza precisa, e cioè che i quattro che allora hanno fatto la scelta in nome della governabilità avrebbero votato con il centrosinistra e non ci sarebbe stata la maggioranza.
Lo dico per Pietrino Fois, per Ladu, per Onida, per chi ha fatto quell'operazione, per dire che siamo ancora in tempo per dare dignità a questo Consiglio. Occorre una reazione positiva per rispondere alle considerazioni che sono state fatte ieri ed anche stamattina.
Il collega Emanuele Sanna, ed ho veramente concluso, , stamattina mi ha chiesto il parere sulla sua intenzione di rivolgere un appello al Presidente del Consiglio. Io gli ho detto che a mio avviso sarebbe stato un appello inutile. La risposta data dal Presidente mi ha dato ragione.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna mi conosce da molto prima che io e lei ci conoscessimo, si fidi dell'onorevole Sanna.
CUGINI (D.S.). Si fidi lei di me!
PRESIDENTE. E lei continui a fidarsi, , vedrà che le sarà utile. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Signor Presidente, io intervengo per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento 102. Non si tratta solo di esprimere un voto di merito su questo comma dell'articolo 1 perché, come è stato detto esplicitamente dai colleghi, all'interno dell'articolo 1 c'è in particolare una scelta politica, in primo luogo della maggioranza.
Non siamo stati noi ad enfatizzare il fatto che sull'articolo 1 poteva cadere la giunta Pili, che sull'articolo 1 si giocava l'esistenza o meno di una maggioranza per la giunta Pili, l'avete fatto voi, l'ha fatto la maggioranza, l'hanno fatto i Gruppi della maggioranza, l'ha fatto la Giunta, e l'ha confermato ieri, con un intervento ingiudicabile, il presidente Pili sfidando la sua stessa maggioranza a farlo cadere palesemente.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE
(Segue LAI.) Perché nel suo atteggiamento di disprezzo verso il Consiglio regionale confermava che lui ad un dissenso dentro l'urna, per quanto sia stato eletto con un dissenso dentro l'urna, non avrebbe fatto corrispondere quella che è la base dello stile istituzionale che da cinquant'anni questa istituzione autonomistica ha da sempre confermato, e cioè che una maggioranza se deve esistere deve esistere palesemente per nascere, ma che un dissenso può maturarsi in tanti modi e con tante modalità sotto il profilo politico e sotto il profilo delle manifestazioni di questo dissenso, un dissenso dichiarato dai Gruppi nei giornali, un dissenso dichiarato dai Gruppi nel rappresentare il contrasto e l'adesione alle posizioni delle forze sociale sulla finanziaria, un disagio nel fallimento chiaro di questo percorso inaugurato un anno e mezzo fa con Pili e che siete coscienti vi sta portando al disastro, un disastro annunciato, un disastro per la Sardegna, un disastro che gli elettori non potranno che confermare.
Ma, nel merito, questo è un articolo che propone indebitamento senza che a questo indebitamento corrisponda altro che la conferma di altri debiti ed una spesa incontrollata e senza nessuna ricaduta reale per l'Isola; senza un investimento che dia in qualche modo il senso di qualcosa che può mutare l'indirizzo di questo sviluppo e di questa manovra che voi state presentando.
Quanto è accaduto ieri è un fatto molto rilevante; una maggioranza che può contare su 45 voti di partenza ha preso solo 38 voti, e solo il terrore che vi pervadeva, confermato dall'intervento del presidente Pili, ha in qualche modo evitato che potesse essere superiore il numero di coloro che si oppongono a questo indebitamento. Ed è solo questo terrore che vi pervadeva che poi vi ha consentito di annunciare una sorta di trionfo inesistente per la certificazione di una maggioranza che non c'è e che perde pezzi, li perde palesemente, li perde nel diritto di un voto riservato che serve per dare un segnale politico, come voi avete fatto quando l'avete mandato al presidente Floris e rende evidente che questa maggioranza non c'è e non ci sarà.
Voi volete proseguire su questa strada; lo fate con una responsabilità che è tutta vostra, lo fate con la responsabilità di chi porta avanti una manovra senza avere il consenso per portarla avanti, e la porta avanti con l'arroganza della paura e del terrore all'interno del proprio schieramento, prima di tutto, perché dalla nostra parte non c'è terrore, c'è solo preoccupazione, una grande preoccupazione per quello che da questa manovra arriverà alla Sardegna, una grande preoccupazione per la distruzione che voi state operando in questa istituzione, una grande preoccupazione per la perdita di stile istituzionale che, con ripetuti gesti, confermate costantemente; uno stile istituzionale che solo fra molto tempo, con grande fatica e con una rinnovata difesa delle istituzioni potremo recuperare, sperando di riuscire a ridare la dignità giusta a questa istituzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S). Presidente, credo che sia giusto raccogliere l'invito che faceva il consigliere Pittalis, ancora questa mattina, ad abbassare i toni. Parliamo perciò con toni bassi, a bassa voce, ma il fatto che parliamo a bassa voce non significa che siamo meno fermi nelle nostre posizioni, siamo meno fermi nel sostenere gli emendamenti soppressivi dei commi dell'articolo 1, articolo sul quale siamo in netto dissenso. L'abbiamo detto a lungo in Commissione, ma forse l'onorevole Pittalis avendo frequentato poco la Commissione non ha avuto modo di sentirlo, sollecitando il confronto con la maggioranza, confronto che non c'è stato perché la maggioranza in Commissione era quasi sempre muta e silenziosa.
Abbiamo provato in quella Commissione, in tutte le Commissioni a proporre progetti alternativi, quelli che ci chiede ogni volta l'onorevole Pittalis, ma non essendo forza di governo i progetti alternativi sono contenuti nei progetti di legge che non si discutono mai nelle Commissioni in cui la maggioranza è assente.
Noi abbiamo l'animo in pace, onorevole Pittalis, ed anche la coscienza a posto; non aspettiamo il tonfo del presidente Pili perché il tonfo della giunta Pili e di questa maggioranza c'è già stato. Quattro anni di governo di centrodestra testimoniano l'inconsistenza delle politiche di governo di questa maggioranza. Quindi sono sotto gli occhi di tutti, noi abbiamo la coscienza a posto, e con questa coscienza ci presenteremo agli elettori il prossimo anno, se riuscirete ad arrivare alla fine della legislatura.
Questa manovra non ci piace, lo abbiamo detto e continuiamo a dirlo; sollecitiamo un confronto con coloro i quali hanno ripetutamente detto di non condividere niente di questa manovra; per noi è una manovra inaccettabile, dannosa per la Sardegna e faremo tutto quanto è in nostro potere in quest'Aula, democraticamente, per affermare le nostre ragioni.
Voi continuate a parlare d'altro, a chiamare responsabilità dell'opposizione e del centrosinistra fino al '99 per quanto riguarda il debito, un debito che il presidente Pili dimostra di conoscere sommariamente quando cita mutui mai contratti e quando richiama le responsabilità dell'opposizione nell'assunzione di debiti contratti nel corso del vostro mandato.
Io credo che abbiate poco da stare allegri. Ieri l'onorevole Murgia sosteneva che avevate vinto. Probabilmente ha tirato un sospiro di sollievo perché vi aspettavate di essere battuti. In realtà c'è poco da stare allegri. Ieri la maggioranza ha avuto 38 voti, è stato certificato ancora una volta in Aula che la maggioranza in realtà è una minoranza, che non riuscirà a condurre in porto questa legge finanziaria. E' per questo motivo che noi, con gli strumenti regolamentari propri dell'opposizione, e lo diciamo soprattutto all'onorevole Serrenti, cercheremo di affossare questa finanziaria che, se non verrà corretta, per noi è appunto soltanto da affossare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento 102 e, nel contempo, anche per svolgere alcune considerazioni su quanto è avvenuto nella serata di ieri. Dopo l'annuncio dato dal Presidente della Giunta agli organi di informazione del suo intervento, che si sarebbe svolto nella serata, avevamo immaginato che il presidente Pili avrebbe colto l'occasione per fornire le informazioni che gli erano state richieste in merito all'attuazione del programma, relativamente al monitoraggio della spesa e infine sulla pubblicità istituzionale.
Pensavamo anche che potesse cogliere quella occasione per chiedere scusa al Consiglio, alle parti sociali, agli enti locali, ai sardi; chiedere scusa al Consiglio ed ai suoi consiglieri per quanto avvenuto nella serata di mercoledì durante l'incontro dei sindaci, di un gruppo nutrito di sindaci della Sardegna con i rappresentanti del Consiglio regionale di quel territorio, allorché il presidente Pili comunicava che intendeva incontrare solamente i sindaci e che si sottraeva all'incontro qualora non venisse garantita l'assenza dei consiglieri regionali.
Pensavamo che cogliesse l'occasione per venire in Consiglio a chiedere scusa al Consiglio sui gravi ritardi nella realizzazione del programma che lui aveva annunciato, chiedere scusa alle parti sociali per come è stata realizzata, per come è stata costruita questa finanziaria che è stata sottratta totalmente alla concertazione. Chiedere scusa agli enti locali, i quali non sono stati coinvolti nelle scelte che contiene questa proposta di manovra finanziaria pur avendone titolo, soprattutto per quanto essa contiene, e cioè una forte penalizzazione nell'assegnazione delle risorse; una assegnazione di risorse che, vorrei ricordare, nella migliore delle ipotesi è ferma al 1993. Quindi quello che ieri ha detto il presidente Pili non corrisponde assolutamente a verità, le risorse destinate oggi agli enti locali sono inferiori a quelle assegnate nel 1993, data di istituzione della legge numero 25.
Pensavamo che cogliesse l'occasione per chiedere scusa agli enti locali ancora per la vergognosa vicenda dei Piani integrati territoriali. E' bene ricordare che ad oggi, a distanza di un anno e mezzo da quando sono stati presentati i Piani integrati territoriali, tra l'altro elaborati dai comuni nel mese di luglio e nel mese di agosto 2002, non è stato emesso un solo decreto di spesa. E vorrei ricordare che questi comuni, che sono stati chiamati ad elaborare in fretta e furia i progetti, si troveranno costretti ancora una volta a realizzare le opere con molta fretta non riuscendoci perché, come è stato comunicato nei giorni scorsi nell'incontro che l'assessore Masala ha tenuto per l'avvio del parternariato sociale a livello regionale, queste risorse dovranno essere, riferendosi al 2001 e per circa 800 miliardi di vecchie lire, rendicontate entro il 30 settembre. E' chiaro a tutti, è evidente a tutti che questo termine non si potrà rispettare, e quindi che è presente il rischio della perdita delle risorse.
In ultimo pensavamo che avrebbe chiesto scusa ai tanti disoccupati della Sardegna per quello che sta avvenendo vergognosamente in questi giorni in merito al mancato recepimento della norma sul collocamento; migliaia di lavoratori che erano occupati nei cantieri comunali si trovano a casa senza lavoro e quindi senza la retribuzione per le gravi responsabilità, per le gravi inadempienze del presidente Pili e della sua Giunta. Noi pensavamo che cogliesse questa occasione, ma questo non è avvenuto.
Riprenderemo comunque questo discorso successivamente. Per concludere, vorrei dire al collega Pittalis che noi siamo sereni, perché anche in questo contesto stiamo cercando di dare.
il nostro contributo per migliorare la legge finanziaria. Ma siamo sereni ancora di più perché siamo certi che i sardi abbiano capito effettivamente qual è lo spessore di questa Giunta e che quanto contenuto nella bottiglia che aveva il presidente Pili nella sua campagna elettorale non era acqua allorché la versava nella diga Eleonora ma era gazzosa, come sostanzialmente si sta rivelando l'intera azione politica del presidente appunto e della sua maggioranza!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Presidente, anch'io brevemente e naturalmente sommessamente dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento in discussione; voto favorevole motivato da motivi di coerenza rispetto al giudizio politico complessivo che noi abbiamo dato sulla manovra finanziaria. Un voto favorevole all'emendamento soppressivo per limitare il danno di questa finanziaria, per limitarne il disastro, perchè chiunque succederà davvero a questo governo non avrà assolutamente vita facile nel governo della Regione Sardegna.
Ma intervengo anche, e mi perdoni l'onorevole Balletto, per svolgere in qualche misura delle considerazioni generali sull'intervento dell'onorevole Pili, ma direi che le considerazioni di carattere generale in effetti le ha svolte, in un intervento assolutamente irrituale, il Presidente della Giunta prima del voto di un articolo della finanziaria.
Io non sono, come dire, un consigliere di lungo corso in questo Consiglio regionale, ma non ho mai sentito, comunque, un Presidente di Giunta intervenire durante la discussione della finanziaria su un articolo a conclusione della discussione del medesimo.
E peraltro irrituale è stato anche secondo me l'intervento del Presidente del Consiglio prima della discussione sull'articolo 1, un intervento che in qualche modo metteva le mani avanti rispetto all'opportunità, alla legittimità stessa del ricorso al voto segreto sull'articolo in questione. Mi sembra cioè che su questo articolo 1 si sia caricata tantissima attenzione e tensione, a partire dagli interventi del Presidente del Consiglio prima e del Presidente della Giunta poi.
E' evidente, onorevole Balletto, che i consiglieri regionali dell'opposizione non possono esimersi dall'esprimere considerazioni nel merito dei ragionamenti fatti dai due massimi esponenti della maggioranza. L'intervento del Presidente della Giunta, è stato sottolineato da molti, è stato oltre che irrituale, un intervento dai toni e dai contenuti minacciosi, soprattutto nei confronti dei consiglieri della sua maggioranza. Un intervento di sfida, è stato detto, io credo una sfida aperta nei confronti dell'onorevole Floris e di tutti coloro che nella maggioranza, per ragioni diverse, si oppongono a questa finanziaria e si oppongono soprattutto al governatorato della Sardegna instaurato dall'onorevole Pili.
Il Presidente, rivolto al Consiglio, con tono di sfida ha sentenziato che i sardi apprezzano chi decide, intendendo in questo modo che lui vuole decidere, che lui sa decidere e questo Consiglio non sa decidere, e quindi questo Consiglio è un impiccio, è un intralcio, è un vecchio arnese che in qualche modo impedisce al giovane Presidente di esplicare tutta la sua potenza e tutta la sua azione di governo. Insomma, mi sembra che ancora una volta il presidente Pili non abbia mancato di manifestare tutta la sua intolleranza e il suo fastidio nei confronti del Consiglio regionale.
Ma i sardi, caro presidente Pili, apprezzano soprattutto chi mantiene le promesse, chi mantiene le parole date, non chi promette inutilmente di tutto e di più senza render mai conto di ciò che ha promesso il giorno prima. Lei, Presidente, di promesse ne ha fatte davvero tante e continua a farne tante con grande impudenza. La logica è nota, la tecnica pure; una promessa al giorno fa dimenticare la promessa del giorno prima. Rilanciarla poi con fantasia e senza curarsi dei risultati è, come dire, l'ulteriore fase che lei ormai sta consumando, perché si rilancia una o due volte ma alla fine al risultato bisoogna pure arrivare; e qualcuno ormai in Sardegna, anzi, molti in Sardegna, a partire da tutte le forze sociali, da tutte le forze economiche, da tutte le forze imprenditoriali in occasione di questa finanziaria hanno iniziato a chiederle conto, un conto da lei, a mio parere, assolutamente disatteso.
La sua maggioranza non esiste più, lei deve prendere atto di questo. Il problema non sono i franchi tiratori, il problema è la patologia che attanaglia questa maggioranza ormai diventata insanabile. Guardi, ad una opposizione che perseguisse il fine del tanto peggio tanto meglio farebbe sicuramente gioco avere a che fare con una maggioranza debole e divisa qual è la vostra; ma questa inconcludenza, questa incapacità di governo la stanno pagando, ahimè, i sardi e la stanno pagando a caro prezzo.
Noi, Democratici di Sinistra, abbiamo indicato da tempo, nel ricorso alle urne, la strada maestra, l'unica oggi per rimediare ad una situazione disastrosa, sarebbe sicuramente il male minore. In tutti i casi la Sardegna non può continuare a essere "sgovernata" in questo modo né può essere lasciata nelle mani di un pilota inesperto ed, ahimè, senza bussola!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO. (Gruppo Misto). Nell'annunciare il nostro voto a favore dell'emendamento 102, signor Presidente, vorremmo riuscire ad interpretare meglio alcune osservazioni che sono emerse in quest'Aula questa mattina, prima fra tutte quella dell'onorevole Pittalis, che parla di fantasmi del passato, di un passato lontano, ma forse anche recente, di quel passato al quale anche lui ha preso parte insieme a tanti; ma non si tratta a parer mio comunque di fantasmi.
E' la storia politica che in questi anni, in questi oltre cinquant'anni, ha vissuto la Sardegna e quindi il Consiglio regionale. E credo che di "fantasmi" di quel passato, di quella storia politica ve ne siano numerosi più nella parte politica dell'onorevole Pittalis, lui compreso, che in quella di chi vi parla.
Ma l'onorevole Pittalis non può chiedere all'opposizione, e in questo caso anche al Partito sardo d'Azione, quale sia il nostro progetto alternativo. In primo luogo perché il nostro progetto alternativo l'abbiamo messo in campo da oltre un anno e mezzo; in secondo luogo perché l'attuale maggioranza, per ammissione di autorevoli esponenti della stessa, non ha un progetto essendo una mera maggioranza numerica. Questo lo avete detto, ripetuto in diecimila circostanze, confermando quello che noi da tempo, dall'inizio, abbiamo detto e spiegato.
Ma la cosa peggiore è che oggi ci sono forze politiche giovani con le quali, e sulle quali, noi pensavamo di poter aprire un dialogo; un dialogo che invece, abbiamo toccato con mano, essere impossibile, per il semplice motivo che anche queste forze sono partecipi di un unico progetto che sta emergendo non solo in quest'Aula ma in tutta Italia, anzi direi che è già in atto, il progetto cioè di trasformare il sistema bipolare in un sistema bipartitico. Il bipartitismo, appunto, che qualcuno pensava di combattere facendo nascere una nuova, giovane forza politica che invece sta partecipando a questo progetto alimentandolo, dandogli forza, non avendo la capacità di assumersi appieno le proprie responsabilità.
Allora, amici miei, io consiglierei, ad esempio agli amici del P.P.S., di riflettere su quello che sto dicendo, e di guardare che cosa è successo in Friuli, regione a statuto speciale, in questi giorni, in queste ore, dove il candidato alla Presidenza della Giunta viene imposto da un accordo romano! Qua succederà lo stesso, perché il percorso che voi avete individuato e state costruendo vi porterà a questo, ad annullare la vostra presenza e, se volete, se avrete ancora necessità di sopravvivere, ad adattarvi alla circostanza.
Amici Riformatori, lo stesso dico a voi. Caro Massimo, le riforme o ci sono e sono concrete, reali, palpabili, oppure sono pura fantasia. Il ricorrere ad un referendum per modificare il nostro Regolamento equivale ad anticipare i tempi per un nuovo referendum che sarà quello del tuo o del mio condominio, perché arriveremo a quello! E'impensabile cadere in un discorso di questo genere quando è la volontà dell'Aula sulle regole interne che deve manifestarsi apertamente e democraticamente.
Amici dell'U.D.R., siamo ormai al bivio; sto menzionando proprio quelle forze politiche che non hanno segreterie romane e che vanno dicendo da anni che la loro libertà è una libertà reale, che il loro progetto è un progetto di riscatto del popolo sardo; una parola, questa, che riempie molto la bocca, della quale si abusa, perché di tutto ci si può interessare tranne che del popolo sardo se poi le decisioni sono solo ed esclusivamente quelle romane!
Arrivati a questo punto, o vi assumete le vostre responsabilità o è preferibile tacere, ubbidire, andare avanti ed aspettare che la produttività che emergerà da quest'Aula, se ce ne sarà, vi tocchi anche se in minima parte.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 102. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato).
Metto in votazione l'emendamento numero 101. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.) Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 101.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 74
votanti 74
maggioranza 38
favorevoli 33
contrari 41
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
RASSU (F.I. - Sardegna) Presidente, io ho il diritto di votare; lei mi ha tolto il diritto legittimo di votare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Presidente, se il sistema elettronico è difettoso, la colpa non è certamente dei consiglieri regionali. Io voglio che sia garantita la possibilità a me, e a tutti gli altri consiglieri regionali, di esprimere il voto. Lei non può concedermi mezzo secondo se io debbo spostarmi di quattro postazioni, perché ci sono altre due postazioni qui che non funzionano.
Lei mi dia il tempo di poter votare, oppure predisponga affinché nelle postazioni il voto elettronico funzioni. Io ho il diritto e il dovere di votare e questo diritto non può impedirmelo nessun Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.
GRANARA (F.I. - Sardegna). Mi scusi Presidente, può darsi che sia difettosa anche la scheda dell'onorevole Rassu oltre che la postazione. Potrebbe un attimo far provare con un'altra scheda e vediamo che cosa succede?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. E' del tutto evidente che il Presidente che sta dirigendo e presiedendo l'Aula, non può preoccuparsi di verificare la validità e il funzionamento della postazione o della scheda di voto dell'onorevole Rassu. Onorevole Rassu, per cortesia, io le ho consentito di spostarsi e lei ha avuto tutto il tempo che le occorreva per esprimere il suo voto.
In tutti i casi, è lei che è tenuto a verificare se la sua postazione funziona o no. E'sempre lei, in ogni votazione, ad avere dei problemi.
Comunque, il problema adesso è chiuso, si preoccupi la prossima volta di trovarsi una postazione funzionante.
Passiamo alla votazione sull'emendamento numero 100.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, non so se dal punto di vista tecnico sia ancora possibile, ma io vorrei chiedere ai presentatori, proprio per le cose dichiarate ieri dal Presidente della Giunta, di ritirare l'emendamento numero 100, perché riguarda il mutuo che la Giunta si era impegnata a contrarre già nell'esercizio scorso per coprire i risarcimenti sulla siccità.
Noi dobbiamo impedire la commedia delle parti. Il Presidente ieri ha detto che nell'ambito degli interventi sulla siccità si verificano degli sprechi; l'Assessore dell'agricoltura invece al tavolo verde...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Ortu, lei non può pretendere di riaprire la discussione in sede di votazione. Abbia pazienza!
ORTU (R.C.). Presidente, sto motivando la richiesta che sto avanzando.
PRESIDENTE. Ma io le ho detto che siamo in sede di votazione e non si può riaprire la discussione.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 100.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 75
votanti 74
astenuti 1
maggioranza 38
favorevoli 30
contrari 44
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto il consigliere: ORTU.)
Metto in votazione l'emendamento numero 99.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Io credo, signor Presidente, che l'emendamento in discussione abbia un valore anche rispetto alle osservazioni del collega Ortu. Qui commedie delle parti ce ne sono molte, ma noi vogliamo rispondere in maniera appropriata a coloro che usano e abusano dell'uso della contrazione dei mutui, perché anche relativamente a questo comma potrebbe essere persino inutile indicare una contrazione di mutuo.
D'altra parte, poiché vi è un trascinamento da un anno all'altro, le inefficienze si scaricano sulla capacità stessa di mantenere gli impegni da parte della Giunta regionale, per cui credo che il valore intrinseco di quello che stiamo discutendo sia ben poco rispetto al suo valore politico.
Io vorrei tornare prima di tutto su una considerazione che attiene al numero degli emendamenti di questa finanziaria. Io non so se sia l'esito di un inasprimento dei rapporti tra maggioranza e opposizione, certamente è un segno patologico della dimensione della nostra autonomia in questi anni, perché il gran numero di emendamenti e gran parte degli emendamenti, anche della maggioranza, indicano che questa Giunta non è capace di dialogare e non vuole dialogare. Non dialoga con la sua maggioranza e dialoga ancora meno nel parlamento dei sardi.
E' il segno di un allontanamento della dimensione delle istituzioni, anche per quello che noi rappresentiamo, dal valore del rapporto e del collegamento con i cittadini. Rimangono assolti compiti logistici, clientelari, di quelli che hanno già avuto soddisfazione nella legge finanziaria e rimangono - come dice l'onorevole Pili, "purtroppo sappiamo di non poter fare granché a causa di altri" - gli enti locali, gli imprenditori, il sistema produttivo della Sardegna.
Poi c'è un atteggiamento che è stato ben rilevato in quest'Aula e che vorrei ricordare. Lo faccio con pacatezza e anche con rispetto a fronte del problema che siamo trattando. E' da un po' di tempo, non da oggi, che io vado dicendo che ci troviamo di fronte a un presidente golpista. Ieri ha teorizzato in prima persona il suo stato di persona che ha imposto alla vostra maggioranza un regime vero e proprio. Altro che invocare gli spettri di un passato rosso, comunisti a destra, comunisti a sinistra!
Io credo che questa idea che sta imponendo - ma non è un'idea di tutti, perché qualcuno, e lo sa bene il presidente Pili, non è sulla sua linea anche nel suo partito - di soffocare la libertà invocando una democrazia, il cui valore è stato acquisito con fatica in Italia come in Sardegna, ma che adesso in uno schema generale dovrebbe fondare anche le nostre istituzioni sulla libertà, la rappresentanza e il consenso, è in quest'Aula minoritaria, è del tutto evidente.
Però vorrei sottolineare che, a mio avviso, c'è un filo che lega questi comportamenti ai gravi problemi che abbiamo in Sardegna relativamente alla legalità. Io vi domando se la violenza, e il conseguente richiamo alla legalità, di cui abbiamo tutti bisogno, è indifferente rispetto alle parole, agli interventi, ai comportamenti che si tengono in quest'Aula da chi dice di dover rappresentare la Sardegna. Io credo di no, che non siano indifferenti e gli esempi di disprezzo della legalità e della democrazia pesano e peseranno non poco nel futuro della nostra democrazia in Sardegna, ma anche di quella autonomia che il presidente Pili non è stato abituato ad assaporare nella sua crescita personale e culturale e che credo ormai sia troppo tardi perché possa apprendere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Signor Presidente, stiamo votando l'emendamento numero 99, che è soppressivo del comma 5 dell'articolo 1. Il comma 5 è un comma che contiene le condizioni e le modalità attraverso le quali i mutui, che sono stati autorizzati nel comma 1 e nel comma 3, di cui poc'anzi abbiamo respinto gli emendamenti soppressivi, devono essere contratti.
Ora io ho sentito una dichiarazione di voto nella quale non mi sembra di aver individuato le ragioni e i motivi per i quali si vota o si sostiene o è stato proposto questo emendamento. Io, ovviamente, sono contrario all'emendamento soppressivo, a maggior ragione lo sono adesso dopo aver sentito una dichiarazione di voto che con questo comma non ha niente a che vedere, e sotto questo aspetto chiederei al Presidente di turno di invitare tutti noi a effettuare dichiarazioni di voto attinenti alla materia specifica in votazione.
Purtroppo qui siamo sempre in discussione generale, ogni qualvolta ognuno di noi prende la parola può parlare di tutto e in questo tipo di interventi si effettua la grande violazione del Regolamento che, evidentemente, è come una pelle di elefante che si allarga e si restringe a seconda delle convenienze e delle circostanze, perché quando si tratta di utilizzare il Regolamento per fare ostruzione sterile qualsiasi tipo di forma va bene, quando si tratta invece di rispettare il Regolamento...
VASSALLO (R.C.). Parli dell'articolo!
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, per cortesia, se vuole fare la sua dichiarazione chieda di intervenire.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Dicevo che il Regolamento lo si deve rispettare anche nella prescrizione dei tempi previsti per l'esame della finanziaria e ci si deve, ovviamente, anche nella dichiarazione di voto, attenere all'emendamento e al contenuto modificativo o soppressivo che esso indica. Presidente, sempre a proposito del rispetto del Regolamento, mi sia consentito, poiché ho sentito dire che i lavori per questa settimana termineranno in mattinata, quindi non si lavorerà stasera, non si lavorerà né sabato, né domenica né lunedì, di chiedere che sia rispettato il Regolamento e che siano fissati dalle Presidenze di turno orari di lavoro più consoni all'espletamento di quest'obbligo e di questo dovere di discutere il provvedimento finanziario nei tempi previsti appunto dal Regolamento.
Io non so come si sia pervenuti a definire questo orario, per cui vorrei anche sapere dal Presidente, se corrisponde al vero, perché stasera non si lavora e perché non si lavora nei giorni a venire e si ritorna martedì. Ovviamente, voto contro l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). E' curioso questo atteggiamento dell'onorevole Balletto che ogni volta si richiama al rispetto del Regolamento per poi, a dispetto del Regolamento medesimo, ogni volta farsene scudo proprio per continuare a violarlo.
Voglio ricordare che del suo intervento, da me cronometrato, lei ne ha dedicato l'80 per cento a ricordare le norme del Regolamento che lei stesso, in quel momento, stava violando. Vede, se lei vuole porre questioni regolamentari deve sapere che ci sono il tempo e il luogo idonei allo scopo; io la invito perciò a finirla con questa solfa, che ci ricorda ad ogni articolo, e a limitarsi a discutere l'articolo stesso. Mi rendo conto che anch'io con questa dichiarazione sto violando le norme, ma visto che nessuno lo fa è bene richiamarci un po' tutti al rispetto della norma stessa.
Detto questo, e augurandomi di non sentire di nuovo nel prossimo intervento osservazioni sul comportamento di chi siede su questi banchi, sul non rispetto del Regolamento, anche perché ognuno dovrebbe "guardarsi il suo", permettetemi di dire due parole sul perché, a mio avviso, si debba votare sì all'emendamento numero 99.
Sulla questione della contrazione dei mutui si è parlato molto ma poco si è detto nel merito; effettivamente l'indebitamento nel suo complesso sta aumentando, però sta aumentando anche l'incapacità di spendita relativa agli indebitamenti approvati da questo Consiglio.
C'è una vera e propria contraddizione e, soprattutto, questo dato dimostra da un lato una volontà del Consiglio di intervenire, autorizzando la spendita di fondi, alcuni per investimenti in settori ritenuti fondamentali, per dare risposte concrete ai settori produttivi , dall'altro lato vi è l'azione della Giunta regionale che dimostra invece una grande incapacità di spendita.
A questa incapacità di spendita, quindi ai fondi bloccati, corrisponde la continua richiesta di interventi. E' un po' il gioco delle tre carte, nel senso che abbiamo un grosso indebitamento, e bisognerebbe verificare a quanto questo indebitamento effettivamente ammonta, perché vi è la necessità di concretizzare quegli investimenti che noi da tempo sollecitiamo e voi da tempo mai operate.
Questo è il problema che si pone oggi e si pone ancora più drammatico di fronte al fatto che questa dilazione mi sembra che sia portata avanti in maniera strumentale, proprio attraverso una scelta politica scientifica, quella di riservare i fondi per l'ultima, ultimissima parte della legislatura, probabilmente nell'azione di assestamento di bilancio, per poi dare il via a quella serie di azioni clientelari che permettono di accontentare la piazza, ma non favoriscono la rinascita di questa nostra Isola.
Cerchiamo quindi di metterci d'accordo e soprattutto cerchiamo di essere seri. A noi sembra che tutti gli emendamenti che vengono proposti di soppressione complessiva e articolata dell'intero articolo 1 siano conseguenti a una dichiarazione già da tempo resa, e poi reiterata, da tutti i Gruppi dell'opposizione, per cui non vi è contraddizione nel nostro comportamento.
Noi vi abbiamo detto che questa manovra non soltanto è sbagliata e pericolosa, ma soprattutto è dannosa, è chiaro perciò che ogni nostro comportamento è volto ad ostacolare la vostra azione di governo, nessuna meraviglia quindi se continueremo su questa strada, percorrendo la quale pensiamo di non arrecare un danno ma anzi di fare il bene dell'intera collettività.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Molto brevemente, signor Presidente, per fare due brevissime considerazioni; e non sarei neanche intervenuto se poco fa il collega Balletto, con un modo di fare che non gli riconosco, non ci avesse ricordato che dobbiamo rigorosamente attenerci al rispetto dell'argomento in discussione. Io questo sempre ho fatto, ma vorrei a lui sommessamente ricordare che nella precedente legislatura, lui e l'allora collega, onorevole Casu, erano soliti inchiodare quest'Aula con argomenti non sempre inerenti i lavori in corso, erano solo loro due che, dai banchi dell'opposizione tenevano in scacco l'Aula per giorni, per settimane. Può certamente risultare anche utile per lui "fare amarcord", sfogliando i resoconti di quelle sedute.
Ma veniamo brevemente al merito. Ieri alcuni colleghi del centrodestra hanno cantato vittoria perché è stato respinto un emendamento con 38 voti in un'Assemblea composta da ottanta persone. Si cantava vittoria, dicevo, e nel cantare vittoria si è distinto particolarmente il collega Murgia. Forse la sua giovane età non gli ha consentito di fare esperienza nelle amministrazioni comunali, cosa che io ho fatto, ahimè, per vent'anni prima di arrivare nell'Aula del Consiglio regionale, perché i molti colleghi che questa esperienza l'hanno fatta - e chi non l'ha fatta dovrebbe farla - sanno bene che nelle amministrazioni comunali, per indebitare non solo l'oggi, ma il futuro e quindi le future generazioni, è obbligatoria una maggioranza qualificata. Questo lo sanno bene gli amministratori comunali. Quindi, se si potesse applicare quella regola, che attiene alle decisioni degli enti locali, non sarebbe consentita la presumibile approvazione dell'articolo 1. Volevo fare solo questa considerazione su cui invito a meditare. State approvando con 38 voti, cioè meno della metà dei componenti questa Assemblea, un indebitamento per le future generazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Presidente, colleghi, io naturalmente voterò contro questo tentativo di bocciare il comma 5 dell'articolo 1; ma, detto questo, vorrei fare una precisazione relativa alle dichiarazioni rese in precedenza sull'iter degli incontri della Giunta per il Regolamento. Il Presidente del Consiglio ha affermato di aver riunito la Giunta per il Regolamento molte volte e che, per altrettante volte, le riunioni sono andate deserte. Non è completamente esatto. Il Presidente del Consiglio e il rappresentante di Alleanza Nazionale c'erano sempre, e per la verità era spesso presente anche il rappresentante dell'U.D.C..
Vorrei ricordare che sulle proposte in carico alla Giunta, quelle relative al voto segreto, al contingentamento dei tempi in Aula allo stipendio degli assenteisti, la Giunta per il Regolamento decise - con la sola astensione di Alleanza Nazionale - che non sarebbe stato opportuno esaminare solo quei quattro articoli, ma che sarebbe stato meglio analizzarli tutti e centotrentacinque. Questo, a mio avviso, avrebbe significato finire i lavori nel 2012.
Quindi, quando si afferma che la Giunta per il Regolamento ha delle colpe, ricordiamoci che le colpe sono di chi ha impedito, con un voto espressamente dato in Giunta per il Regolamento, di riformare l'istituto del voto segreto, il contingentamento dei tempi in Aula, e così via. Ricordiamo che tra coloro che si opponevano, e fu determinante anche il suo voto, vi fu l'esponente dell'U.D.R., l'onorevole Marco Tunis, che ha sempre detto di essere contrario all'abolizione del voto segreto, di essere contrario a togliere parte dello stipendio agli assenteisti, e di essere del parere che tutto dovesse continuare a funzionare così come sta funzionando, cioè malissimo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento voglio anch'io rendermi partecipe della preoccupazione, esternata poc'anzi in diversi interventi da parte di esponenti della maggioranza, circa i tempi e i modi di esame della finanziaria.
Noi siamo ancora agli inizi, ai preliminari, cioè ci stiamo avvicinando all'articolo 1 di una finanziaria che contiene pochi articoli ma moltissimi commi, lettere e sub distinzioni e che, soprattutto, è bene accompagnata da circa 700 emendamenti. Allora, sarà opportuno che, per quanto ci riguarda, dall'opposizione rendiamo chiaro e evidente che noi della finanziaria, dei suoi contenuti ne vorremmo discutere davvero e che delle partite più rilevanti, quelle che attengono al lavoro, allo sviluppo locale, agli enti locali, al sostegno delle attività produttive in questo Consiglio regionale, discutendo della disponibilità dell'insieme delle risorse della Regione, ne discuteremo per davvero.
Quindi, chi vuole invocare il rispetto dei tempi, si regoli. Noi abbiamo presentato alcuni emendamenti, non 700. La maggioranza ne ha presentato centinaia, pur essendo titolare della proposta iniziale, quindi non avrebbe avuto granché da correggere, posto che ha avanzato la proposta. Però, parti consistenti della stessa maggioranza, pubblicamente, correttamente, hanno posto l'esigenza anche loro di una modifica sostanziale di questa manovra e noi vorremmo capire quando questa convergente proposizione e intenzione di correzione si potrà esplicitare.
Caro il collega Balletto, si invocano dieci giorni adesso per esaminare la finanziaria, ma quanti giorni sono intercorsi dal 30 di settembre dell'anno scorso, che era il termine entro il quale la Giunta e la maggioranza dovevano presentare la finanziaria?
(Interruzione del consigliere Balletto)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Onorevole Balletto, per cortesia!
COGODI (R.C.). A lei, componente di questa Assemblea legislativa, non interessano i termini che sono posti dalle...
PRESIDENTE. Consigliere Cogodi, per cortesia, si rivolga al Presidente.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, mi rivolgo a lei per dire che a lui, componente di questa Assemblea legislativa, non importano i termini che sono posti dalle leggi di questa Regione e non importa che la Giunta, che è sua, non rispetti quei termini per oltre cento giorni, posto che la finanziaria è stata presentata e si è iniziato l'esame in Commissione ai primi di gennaio di quest'anno. La proposta è in Commissione da due mesi; avete bivaccato, l'abbiamo detto, lo richiamiamo, non avete accettato interlocuzione, avete mandato deserta la riunione della Commissione più volte, ve ne siete andati per due mesi, e in Aula, in sede pubblica, coram populo, invece non si dovrebbe poter discutere la finanziaria!
E no, noi non ci appelliamo a nessuno, pur avendo apprezzato lo sforzo fatto dal collega e compagno Emanuele Sanna di appellarsi al Presidente del Consiglio - prima, non adesso - perché sia garante di tutte le regole. Noi non ci appelliamo perché sappiamo dell'inutilità dell'impresa, sarebbe come chiamare il topo perché custodisca il formaggio. Sapremmo già quale sarebbe la logica conclusione di quell'affidamento delicato.
Per cui noi, essendo le leggi e i regolamenti a garanzia e tutela del corretto svolgimento dei lavori del Consiglio, riteniamo di avvalerci di queste regole che sono date proprio per il corretto esercizio delle nostre funzioni. Badate, i 700 emendamenti sono uno scudo formidabile per l'opposizione o anche per chiunque di noi volesse, con 700 emendamenti, discutere quanto serve dei contenuti della finanziaria. E' inteso il senso, è chiaro. Se si vuole da subito valutare i contenuti, le convergenze possibili e le modifiche necessarie da introdurre in questa manovra, il ricatto che poi puntualmente scatterà con un altro intervento di Pili, non so da qui a quando, non servirà a nulla, l'abbiamo già detto, e lo vogliamo ripetere.
PRESIDENTE. Invito i colleghi Segretari a prendere posto in Presidenza perché, come tutti sanno, durante l'esame della finanziaria ci sono numerose votazioni.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). L'emendamento numero 99 che si propone di abolire il quinto comma dell'articolo 1 della finanziaria io lo condivido ed è per questo che esprimerò un voto a favore. Perchè lo condivido? Perchè questo emendamento si inserisce nella battaglia che il centrosinistra coerentemente sta facendo in questi anni per dare all'amministrazione regionale una gestione finanziaria rigorosa e degna di questo nome.
Io non posso dimenticare quella relazione fatta dall'onorevole Pittalis quando all'atto dell'insediamento della Giunta Floris lui, da Assessore della programmazione e delle finanze della nostra Regione, fece un discorso il cui punto cardine era che bisognava rientrare dall'indebitamento, che bisognava risanare le casse e le finanze dell'amministrazione regionale, che erano state portate con tremila miliardi di debiti dalle gestioni precedenti del centrosinistra a un livello che, secondo lui, era non più sopportabile.
Questa era l'impostazione che l'onorevole Pittalis aveva dato alla sua relazione e alla sua funzione di Assessore del bilancio dell'amministrazione regionale. Poi, anche l'onorevole Pittalis fece quello che, come succede spesso, fanno gli Assessori e i Presidenti delle Giunte di centrodestra che stanno governando la Regione sarda, e cioè l'esatto contrario di quello che dichiarano solennemente, in polemica con tutto il mondo.
L'onorevole Pittalis, in quel lasso di tempo, in quei due anni circa, in cui ha svolto la funzione di Assessore della programmazione, si è distinto per aver concorso a portare l'indebitamento della nostra Regione oltre livelli accettabili.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, non è possibile continuare a lavorare in questo modo. Scusi, onorevole Sanna. Colleghi, vogliamo prendere posto? Prego onorevole Sanna.
SANNA ALBERTO (D.S.). Infatti, il livello di indebitamento che a fine '99 si aggirava intorno ai tremila miliardi di vecchie lire, era un livello di indebitamento rapportato a una competenza di cassa di circa diecimila miliardi, certamente importante, però non esagerato e non fuori controllo. I fatti si sono incaricati di dimostrare proprio quanto sto affermando, contrariamente a quanto sosteneva allora l'onorevole Pittalis. Quell'indebitamento poi era in funzione degli investimenti, quindi aveva una funzione importante legata allo sviluppo della Sardegna.
Qualsiasi azienda sana, seria, nella sua azione, ha bisogno di attivare mutui, di indebitarsi; la cosa importante è che quando si compie una operazione di indebitamento, sia nel settore privato che nel settore pubblico, ci siano due punti fermi, l'indebitamento deve essere finalizzato agli investimenti produttivi, l'indebitamento poi non deve superare la capacità dell'ente pubblico, dell'impresa privata di far fronte agli impegni assunti. Questo è.
Però, io chiedo all'onorevole Pittalis, che a mio parere è stato quello che in questi anni ha avuto le responsabilità maggiori da questo punto di vista, quali azioni ha posto in essere per essere coerente rispetto alle affermazioni che a più riprese ha fatto in quest'Aula e fuori da quest'Aula. Non ha fatto assolutamente nulla.
Se noi esaminiamo il bilancio vediamo che la Regione non destina più risorse proprie per gli investimenti, ma destina soltanto a malapena quella quota necessaria per i cofinanziamenti. Questo significa che le risorse dell'Unione europea non solo non sono aggiuntive, ma non sono neanche sostitutive di investimenti regionali. Diventano invece sostitutive di risorse che prima erano destinate agli investimenti e che adesso sono destinate a gonfiare la spesa corrente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Anch'io nel dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento, vorrei fare alcune brevissime considerazioni su ciò che è accaduto ieri sera. In modo particolare vorrei sottolineare il richiamo, ma io non lo definirei così, che il presidente Pili ha rivolto nel suo intervento alla sua maggioranza. Più che un richiamo, infatti, è stata una sorta di dichiarazione del tipo "dopo di me il diluvio", "non illudetevi perché qualunque sia l'opinione o la valutazione politica che quest'Aula darà sulla manovra finanziaria che abbiamo in discussione, il mio ruolo non è in discussione".
Quindi, abbiamo assistito a una sorta di difesa d'ufficio, neanche troppo convinta mi è sembrato, della manovra finanziaria in discussione. La stessa considerazione che questa finanziaria sia un prodotto riconducibile non alla sua iniziativa, all'opera di governo della Giunta da lui presieduta, ma alle giunte e alle maggioranze susseguitesi per diversi lustri è sembrata ed è, effettivamente, una difesa politica molto convinta del proprio ruolo, chiaramente orientata a situarlo in una posizione a lui più favorevole da qui a pochi mesi.
Quindi, non una difesa, come dire, di un progetto politico condiviso, al di là dei richiami formali, anche perché palesemente quel progetto politico condiviso non c'è, anzi è anche difficile trovarlo un progetto politico qualsiasi, non una difesa dei risultati sin qui raggiunti od ottenuti, anche perché è lontanissima l'adozione del binomio indebitamento-blocco della spesa; è sotto gli occhi di tutti la realtà di una Regione sempre più immobile e lontana, molto più lontana rispetto a prima, da ciò di cui avrebbe bisogno la società sarda. Eppure il presidente Pili ripropone se stesso anche a costo di non poter contare su una maggioranza politica in quest'Aula perché, al di là delle enfatizzazioni, trentotto voti sono una minoranza, rilevante, ma pur sempre una minoranza di quest'Aula.
Io, anche per questo, penso che dovremmo esprimere un voto favorevole su questo emendamento per dare un messaggio politico che, ancorché poco influente, almeno a suo dire, sulle decisioni che il presidente Pili adotterebbe, sarebbe comunque importante, utile perché significherebbe che così non si può andare avanti proprio perché non sarebbe utile neppure al proseguo della discussione su questa manovra finanziaria. Non sarebbe utile in modo particolare alla società sarda nel suo insieme.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 99. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Per chiedere la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Gli otto consiglieri che appoggiano la richiesta dell'onorevole Balletto si alzino in piedi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MILIA, PILO, DIANA, MURGIA, SATTA, CORONA, PITTALIS.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 99.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA -DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 71
maggioranza 36
favorevoli 30
contrari 41
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione l'emendamento numero 98. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io ho apprezzato l'invito alla moderazione che da più parti è arrivato, dal collega Falconi, dal collega Pittalis che, tra l'altro, ha colpito i miei sentimenti politici richiamando Aldo Moro; però non esagerate, perchè sarebbe un eccesso di espansione da parte vostra,! Anche Moro no! Anche l'onorevole Onida era un po' perplesso;però se vi dovesse far bene, ben venga questa comune lettura.
Io vorrei dire con molta più pacatezza rispetto all'atteggiamento assunto ieri, ma forse la passione politica certe volte ci spinge ad esagerare, che il presidente Pili sul voto segreto dovrebbe avere un atteggiamento un po' più ironico perché, lo dico con serenità, non è un mistero per nessuno, che lo stesso presidente Pili abbia invocato il ricorso al voto segreto. E' un istituto di questo Consiglio.
Io nel corso della passata legislatura ne ho proposto la modifica, è stata bocciata in quest'Aula a scrutinio segreto, ahimè, forse con il contributo determinante dell'attuale maggioranza, allora, che è ricorsa tantissime volte, io presiedevo quindi ho presente questa realtà, al voto segreto. Tutto nella norma.
Devo dire che scandalizzarsi quando si è beneficiari del voto segreto, come nel caso del presidente Pili che ha scalzato il presidente Floris in questo modo, quanto meno in quest'Aula crea una qualche perplessità, così come creano una qualche perplessità le dichiarazioni di lealtà fatte ieri dal presidente Pili nei confronti del presidente Floris. Infatti, faccio un esempio, per non ricorrere al voto segreto, il presidente Pili, allora componente della Commissione programmazione, è mancato in quella Commissione decine di volte, cioè per quasi metà delle sedute non ha partecipato alla votazione né ha tutelato quella Giunta.
Allora, queste considerazioni si possono fare indubbiamente in maniera più pacata, ma sono comunque dati di fatto, così come è un dato che questa finanziaria, che il presidente Pili difende per dovere d'ufficio, non piaccia. Se è così "meravigliosa", così esemplare, non si capisce perché la stessa Giunta e la stessa maggioranza stiano predisponendo centinaia di emendamenti. Se è così "magnifica" perché, unanimemente, le forze sociali, produttive, sindacali l'hanno distrutta e criticata? Se è così "meravigliosa" perché non ci spiegate la quantità patologica di residui, perché non ci spiegate i mesi di ritardo, perché non ci spiegate, al di là delle alchimie politiche-contabili di qualcuno, l'entità del debito?
E se è così "meravigliosa", volete spiegarci perché il PIL (prodotto interno lordo), la ricchezza regionale è in una fase di statica terribile mentre il reddito delle famiglie, valutazione Prometeia è sceso nel 2002 del 5-7 per cento, gli investimenti sono crollati del 6 per cento e le esportazioni del 16 per cento, mentre invece l'unico dato in crescita è quello sull'emigrazione giovanile, 4 mila unità in uscita tutti gli anni?
Un altro dato, oltre quello sull'emigrazione giovanile, ahimè, è in aumento, cioè la spesa clientelare per alimentare la pubblicità istituzionale che distorce la libera informazione, che produce occupazione clientelare sovradimensionando gli enti; e questa è anche una delle patologie più preoccupanti e perniciose per questa democrazia.
Dico queste cose con pacatezza perché siamo stati invitati a confrontarci sui fatti, su questi fatti vorremmo, nel corso di questa sessione di bilancio, aprire il confronto possibilmente per migliorare, se fosse possibile, una finanziaria che ahimè ci sembra e sembra alle forze sociali, produttive e sindacali difficilmente migliorabile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, io devo ancora intervenire per dichiarazione di voto ovviamente dichiarando il mio voto contrario all'emendamento, anche perché la dichiarazione di voto testè portata dal collega Selis non mi ha chiarito i motivi del suo dissenso, per altro non spiegati in precedenza da nessun altro, in ordine al comma 6 dell'articolo 1.
Quindi, siccome siamo nella fase della dichiarazione di voto e ognuno di noi deve spiegare i motivi per i quali vota a favore o contro un provvedimento, io dichiaro di votare contro non avendo avuto il contributo che dall'opposizione deve arrivare per farmi capire quali sono le ragioni che giustificano un emendamento che sopprime questo comma, il quale comma prevede le modalità di restituzione dei mutui contratti. Io voglio capire perché lo si vuole cassare; perché cassandolo rimarrebbe in piedi la contrazione dei mutui però non sarebbe previsto come rimborsarli.
Allora, colleghi, io potrei anche votare a favore del vostro emendamento ma se mi deste motivi per farlo. Francamente, anche nell'intervento del collega Selis mi è sembrato di sentire argomenti che con l'emendamento non hanno nulla a che vedere. Quindi aspetto ulteriori chiarimenti anche se, ormai, la mia dichiarazione di voto l'ho già fatta e non potrò modificarla, però potrei modificare la mia opinione su tutti gli emendamenti che avete presentato qualora dei colleghi intervenissero per farmi capire effettivamente le loro ragioni, e quindi la valenza degli emendamenti da essi presentati.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 98.
(Non essendo riusciti a votare, i consiglieri CORDA, SATTA, RANDAZZO, LOCCI, GRANARA dichiarano il proprio voto contrario, i consiglieri DEIANA e SECCI dichiarano il proprio voto favorevole.)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - VARGIU.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 67
maggioranza 34
favorevoli 27
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, chiedo scusa, mi sia consentita una riflessione sul Regolamento in occasione di questo voto perché il risultato, come dire, non viene modificato, quindi non è contro nessuno.
Io chiedo che non costituisca un precedente la modalità con la quale si è proceduto in questa votazione. Il Regolamento prevede diverse modalità di votazione, anche tra quelle relative al voto palese. Però, se si sceglie una modalità non si può fare un mix di due modalità, il voto per scheda significa voto contestuale, così come accade per il voto per alzata di mano. Esistono anche altre modalità come per esempio l'appello nominale che prevede una prima e una seconda chiama, ma non ce n'è una terza e una quarta.
Dal momento nel quale si è dichiarata chiusa la votazione, la votazione è chiusa. Lo dico adesso perché non ha nessuna conseguenza sull'esito di questo voto, però costituirebbe un grave errore e sarebbe anche una fonte di grandi pasticci se la modalità di votazione testè utilizzata costituisse un precedente. Accettare manifestazioni di voto dopo la chiusura della votazione significherebbe che la votazione rimane aperta indefinitamente, per esempio in attesa di un collega che annuncia che sta arrivando.
Ora, ci sono momenti in cui si vivono fasi di concitazione, e noi facciamo pure di tutto perché ciò accada, non è quindi una critica che si avanza alla conduzione dell'Assemblea, però riterrei che il Presidente debba dire una parola chiara in questo senso, e cioè che questo tipo di votazione, così come è avvenuta in questo momento, in questa circostanza, non costituisce un precedente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per aggiungere qualche altra considerazione a quanto il collega Cogodi ha già detto.
Io vorrei capire, essendo presente in Aula fin dall'inizio della votazione, come è stato considerato il mio voto, perché è stato chiesto a tutti, soprattutto a quelli che sono arrivati dopo la votazione l'interpretazione del loro voto, ma questo non è stata chiesto a me. Quindi vorrei capire se risulto o no tra i votanti, perché se non dovessi risultare tra i votanti vorrei capirne il motivo. Questo in primo luogo. Se invece dovessi risultare tra i votanti vorrei capire chi ha dato l'interpretazione al mio voto e qual è questa interpretazione perché non l'ho data io.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna Giacomo non risulta votante, non c'è nessuna espressione di voto da parte sua, onorevole Sanna.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Si è chiesto a chi non era in Aula l'espressione del voto e non si è chiesto agli altri. Questo conferma ciò che diceva l'onorevole Cogodi.
PRESIDENTE. Consigliere Sanna, io ho alcuni voti nulli e precisamente quelli dei consiglieri Corda Cesare, Randazzo Alberto, Deiana Luca, Satta Vincenzo e Locci Giovanni che erano presenti in Aula al momento della votazione e che hanno evidentemente votato in maniera sbagliata, o calcato qualche tasto che ha sostanzialmente reso nullo il loro voto. A queste persone, solo a queste persone, è stato chiesto di dichiarare il voto; oltre a queste cinque persone è stato chiesto di esprimere il voto ai colleghi Granara, che non riusciva a votare ed era presente in Aula al momento della votazione, e Secci anche lui presente.
Quindi con questo credo di aver risposto anche relativamente al problema della contestualità del voto; e, naturalmente, concordo con l'onorevole Cogodi quando chiede che, in tutti i casi, tali eccezioni, dovute esclusivamente al fatto che i colleghi non stanno in Aula durante le votazioni, non debbano costituire in alcun modo precedente.
A lei, onorevole Sanna, chiedo scusa per non averle chiesto di esprimere a voce il suo voto, pur avendo l'assoluta certezza che lei fosse presente in Aula. Colleghi, i lavori della mattinata si concludono qui. Vorrei tranquillizzare l'onorevole Balletto sul fatto che non è il Presidente di turno a decidere autonomamente l'orario di inizio e di conclusione dei lavori. Una forza politica della maggioranza ha chiesto di interrompere i lavori alle 13 per avere libero il pomeriggio di oggi, evidentemente per impegni politici, per cui questa Presidenza ha come calendario dei lavori la conclusione dei lavori nella mattinata alle ore 13 e la ripresa dei lavori martedì mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 13 e 12.
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