Seduta n.437 del 28/01/2004 

CDXXXVII Seduta

(Pomeridiana)

Mercoledì 28 Gennaio 2004

Presidenza del Vicepresidente Biggio

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 17 e 41.

RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del Giovedì 8 Gennaio 2004 (431), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Ivana Dettori ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 28 gennaio 2004.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione congiunta sulle dichiarazioni del Presidente della Regione sulla base militare di La Maddalena abbinata alla discussione delle mozioni: Cogodi - Ortu - Vassallo né scorie né basi militari - Dichiarazione della Sardegna "Terra di pace e di amicizia tra i popoli" - Progetto di sviluppo di qualità ambientale (113); Cogodi - Vassallo - Ortu contro rifiuti tossici, scorie e inquinamenti: progetto regionale di rispetto ambientale; bonifica di tutto il territorio isolano; difesa integrale e ricostituzione dell'ambiente naturale della Sardegna; destinazione a tal fine del prossimo Piano di rinascita (123); Cugini - Spissu - Calledda - Demuru - Falconi - Lai - Marrocu - Morittu - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Salvatore sul progetto di espansione della base americana di La Maddalena (128) e svolgimento delle interpellanze: Sanna Giacomo - Manca sul potenziamento della base navale di Santo Stefano (325/A); Sanna Giacomo - Manca sull'ampliamento della base militare USA di Santo Stefano (383/A); Cugini - Deiana -Giagu - Granella - Lai - Masia - Morittu - Spissu sulla ipotizzata chiusura dell'Arsenale militare di La Maddalena e il progetto di espansione della base americana (393/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione congiunta sulle dichiarazioni del Presidente della Regione sulla base militare di La Maddalena, abbinata alla discussione delle mozioni numero 113, 123, 128 e allo svolgimento delle interpellanze numero 325, 383 e 393.

Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io ho ascoltato con grande attenzione tutti gli interventi che si sono susseguiti in questi due giorni e debbo dire, senza con questo voler fare delle graduatorie, che quando ho sentito l'intervento dell'onorevole Cugini effettivamente ho avuto un sentimento di condivisione in linea di massima perché effettivamente argomenti di questa portata credo che non debbano essere classificati né di destra, né di centro né di sinistra, soprattutto quelli che in questi due giorni hanno occupato gran parte degli interventi dei colleghi consiglieri, e cioè quello riguardante l'aspetto dell'inquinamento, della rilevazione e quindi, tutto ciò che può riguardare la salute dei cittadini, perché io credo di poter dire che né qua dentro né fuori di qui ci siano delle persone che vogliono la guerra a tutti i costi, che vogliono la guerra nucleare a tutti i costi, altri invece che non la vogliono, persone che vogliono la guerra e persone che vogliono la pace, persone che vogliono creare le condizioni per attentare alla salute dei cittadini e persone invece che creano, fanno di tutto per evitare che ciò avvenga.

Sono state presentate alcune mozioni e il dibattito ha avuto l'avvio dalle comunicazioni del Presidente. Le mozioni ponevano un problema, un insieme di problemi di carattere generale e che alcuni dei quali possono essere richiamati in senso radicale "fuori le basi da Santo Stefano", altre mozioni invece riguardavano la ristrutturazione della base di Santo Stefano e interpellanze sul medesimo argomento e sull'arsenale militare. Le comunicazioni del Presidente hanno invece riguardato esclusivamente la questione della ristrutturazione della base di Santo Stefano, essendo questo argomento l'unico trattato col Governo ed inoltre la questione dell'inquinamento nucleare in relazione o meno all'incidente del sommergibile nucleare. Il dibattito ha avuto invece uno svolgimento ampio che ha coinvolto l'intero problema delle servitù militari con accenni anche a Teulada e a Perdasdefogu. Per quanto concerne il tema oggetto della comunicazione del Presidente che deve essere, in quanto volto a riferire fatti e circostanze e a informare il Consiglio di documenti e di atti esistenti, non può che essere di natura ricognitiva, ed infatti è stato di natura ricognitiva, prende le mosse da un atto che è datato 31 luglio 2003, a firma del Capo di Stato Maggiore della difesa, il quale qualifica un determinato progetto come opera destinata alla difesa militare. Ed è da qui che trae avvio il procedimento mediante il quale è stata interessata la Commissione paritetica Stato - Regione per la valutazione del progetto in argomento. Indipendentemente e a prescindere dalla volontà che è stata espressa dal comitato, che è stato - come sapete - riferito negativo, il Ministro della difesa, con nota 30 settembre 2003, ha autorizzato comunque l'esecuzione, l'esecutività delle opere.

Il Presidente del Consiglio non si è limitato a indicare o a chiedere il riesame, ma ha chiesto il riesame per determinati motivi. Non è che ha chiesto il riesame in quanto ha sostenuto che fossero da eliminare le basi americane da Santo Stefano, questo non l'abbiamo chiesto, non potevamo chiederlo, avremmo anche potuto chiederlo, ma non l'abbiamo chiesto. Non l'abbiamo chiesto perché non è stato chiesto neppure dagli altri Presidenti, questa è una cosa che risale a trent'anni fa, ci sono da trent'anni, sono lì e non è stato chiesto, ma è stato chiesto perché la motivazione doveva riguardare l'oggetto, l'oggetto era il progetto che è stato preso in considerazione e in esame dalla Commissione paritetica e quindi il Governo doveva riesaminare il progetto in questione e non un'altra questione, perché per le altre questioni le possiamo sempre sollevare se seguono percorsi diversi, ma intanto l'argomento, il tema decidendum era quello circoscritto a questo argomento e con le motivazioni è stato preteso, è stato chiesto che il riesame avvenisse mediante rinvio alla stessa Commissione paritetica previo accertamento e verifica dell'osservanza di alcune condizioni che nella memoria sono state indicate e che io non ho letto nella relazione perché la memoria stessa è stata allegata alla delibera che è stata messa a disposizione del Consiglio regionale e quindi, io ero convinto che ciascun consigliere regionale avesse letto la memoria e quindi, sulla base della lettura, avrebbe potuto verificare che le richieste di riesame riguardavano la certezza di garanzia che si tenesse conto nei progetti che l'opera era dichiarata di notevole interesse pubblico paesaggistico e delle bellezze naturali ai sensi della legge del 39, il 43 e l'85, cioè l'arcipelago di La Maddalena, che lo stesso costituisce parte integrante del parco nazionale dell'arcipelago di La Maddalena, che è dichiarato sito di importanza comunitaria ai sensi delle direttive unione europea della CEE e che quindi, la disciplina di trasformazione territoriale doveva essere data dalle norme urbanistiche del programma di fabbricazione al comune di La Maddalena, dalle norme del piano territoriale paesistico nei suoi contenuti obbligatori, dalle norme di tutela comunitaria, dalle norme di tutela paesistica discendenti dai provvedimenti di vincolo ai sensi della legge 39 eccetera e dalle norme regolamentari emanate dall'ente di gestione parco nazionale, cioè una serie di vincoli, i paletti che dovevano essere assolutamente tenuti presenti prima di autorizzare qualunque tipo di insediamento, anche perché l'insediamento attuale, cioè quello che c'è oggi, e conseguentemente il mantenimento dello stesso, nella configurazione attuale, pregiudica fortemente ogni qualsivoglia politica di tutela e/o di valorizzazione ambientale dell'intera area, del parco e dell'intero arcipelago, con conseguenze negative sull'efficacia delle politiche di salvaguardia naturalistica assumibili dall'autorità del parco. E lì una serie di altre considerazioni che andavano a mettere in evidenza come l'attuale situazione sia degradante della situazione ambientale al punto tale che è assolutamente indispensabile che nella sede, non solo all'interno della cosiddetta base di La Maddalena, ma in tutta l'area circostante che tutta l'attività di risanamento ambientale sia estesa anche alle aree con termini in modo da mitigare l'impatto che sotto il profilo percettivo e naturalistico la permanenza della base è andata a provocare. Quindi c'è tutto un insieme di interventi che devono essere fatti proprio a salvaguardia dell'ambiente e della bellezza naturale che deve essere messa nelle condizioni di poter conciliare le esigenze di difesa che sono state individuate nel '92, nel '54, riconfermate nel '72 e ancora nel '95 non è stato reso noto, è stato reso noto il memorandum ma non altro. Cioè, in una parola, su questo tema, naturalmente l'argomento doveva essere circoscritto e l'argomento è circoscritto, nel senso cioè che è stato oggetto di verifica amministrativa, che si è conclusa con una istruttoria di carattere amministrativo a conclusione della quale attività amministrativa sono stati assunti determinati impegni da parte del Governo che io ho richiamato nella relazione e che non pregiudica qualunque tipo di rivisitazione che la Regione e lo Stato insieme, il Governo insieme vogliano definire con riferimento a questo. Però mi piace ricordare e richiamare l'attenzione poiché stato detto, nonostante le dichiarazioni che c'è un aumento di potenziamento inteso in termini di pericolo anche per il futuro eccetera. L'impegno è questo, perché poi l'impegno con chi lo facciamo? Lo facciamo col Governo italiano e non con il Governo degli Stati Uniti, il nostro interlocutore è il Governo italiano; è il Governo italiano che si impegna a garantire, garantisce che nel sito non si preveda ampliamento territoriale, né alcun potenziamento della struttura esistente, sia dal punto di vista del personale militare e civile, sia dell'attività operativa della stessa. E quindi non c'è un potenziamento della base nel termine di numero di persone o di operatività del settore, rimane quello che è, non è stato fatto altro. Su tale sito verrà operata alcuna trasformazione territoriale che non tenga in considerazione le norme di tutela del territorio che hanno formato oggetto del richiamo da parte del Presidente della Regione, che è quello che ho citato prima e che erano indicati nella memoria allegata alla richiesta. Tra l'altro, ribadisco che tutti i suggerimenti progettuali che la Regione vorrà proporre per il rispetto dell'ambiente e del paesaggio dovranno obbligatoriamente essere tenuti presenti e quindi, coloro i quali hanno seguito nella Commissione paritetica, funzionari della Regione che hanno seguito nella Commissione paritetica e che hanno concorso, hanno fornito l'assistenza tecnica per la predisposizione della memoria, della motivazione a sostegno della richiesta, che hanno seguito l'istruttoria in contraddittorio con i funzionari dello Stato, anche attraverso queste sono giunte alla conclusione che si sono realizzate le condizioni iniziali poste, evidentemente vigileranno affinché gli impegni assunti in via amministrativa verranno osservati, dovranno essere necessariamente osservati.

Ma quello di cui si incomincia a vedere qualche cosa e che si collega al secondo argomento è senz'altro quello di consentire a tutti gli enti territoriali di poter accedere nel sito per la verifica che a noi interessa e della quale in verità ci siamo occupati in questi due giorni con maggiore interesse, perché è più vicino agli interessi che riguardano la persona fisica e, quindi, la salute del cittadino.

Quindi passiamo al secondo punto della questione oggetto della comunicazione ma che ha impegnato. E' stato detto che della notizia dell'incidente si è avuta informazione dopo un mese. Ora, in verità non è dopo un mese, è vero che l'abbiamo saputo dai giornali, ma non è che l'abbiamo saputo dopo un mese perché l'incidente è avvenuto il 25 ottobre alle ore 9 e 55 e noi siamo stati già nelle condizioni, nei giorni immediatamente successivi, di chiedere al Ministero della difesa notizie in ordine a questo incidente e le notizie le abbiamo avute, certo con un certo ritardo rispetto alla domanda, le abbiamo avute i primi di dicembre, ma intanto le stesse sono da considerarsi esaustive nei contenuti e che io ho avuto modo di verificare e di confrontare anche con la documentazione fotografica che è stata messa a disposizione del Governo italiano. Ora, noi abbiamo parlato in questi giorni di torio, di inquinamento di carattere nucleare e di presenza di nuclearità e si è stabilito, si è cercato di stabilire una connessione tra questo e la ristrutturazione della base.

Ora, una cosa è certa, il dato certo che si può registrare è il seguente, che non esiste nessuna connessione tra la ristrutturazione della base, che non è stata fatta e la eventuale presenza di sostanze di natura nucleare. Questo è un primo dato.

Quindi se questo esiste, esiste per la presenza attuale delle condizioni che le hanno determinate. Io credo che, con riferimento a queste cose, ed è su questo punto in particolare che io sono d'accordo con quanto sostenuto dall'onorevole Cugini, anche da altri, ma lui l'ha sostenuto facendo un ragionamento e non soltanto facendo delle affermazioni. Ora, è evidente che quando si parla di inquinamento e di tasso di inquinamento non è che ci si può fermare all'accertamento o all'analisi fatta da Tizio o da Caio o da Sempronio, è chiaro che bisogna avere la più grande certezza su queste cose. La certezza non ci deriva dall'analisi che è stata fatta da questa società o da questo istituto francese, ma non perché non sia attendibile, è senz'altro attendibile, ma perché i dati che essi forniscono sono stati o sono stati resi neutralizzabili dalle affermazioni fatte dal fisico o da uno dei fisici dell'Agenzia regionale della protezione ambiente Sardegna, e cioè dal presidio multizonale di prevenzione, perché ancora noi non sappiamo con certezza se i dati utilizzati siano coincidenti, perché se cambiano i parametri, è chiaro che può essere diverso il risultato. Ma è stato detto, però, e qui è l'affare dell'allarmismo al quale molte volte si è fatto riferimento e che invece occorre essere prudenti. Ecco perché ho richiamato più volte l'intervento dell'onorevole Cugini perché su questo tema a me pare che abbia tenuto un atteggiamento abbastanza condivisibile e, diciamo, non allarmistico, moderato.

Ora, dire che le centraline che vengono utilizzate dalla nostra struttura, dalla struttura della A.S.L., della protezione civile sono inservibili, che non funzionano per niente, beh, si tratta di fare delle affermazioni che non trovano il riscontro nella realtà, cioè prima di fare dichiarazioni di questo genere bisogna essere certi di quello che si dice. E allora, se io ricevo dal responsabile della struttura, il dottor Giuseppe De Luca, della cui professionalità non ho motivo di dubitare, anzi, della sua professionalità ho invece prova, ho avuto prova con riferimento, per esempio, agli incidenti che si sono verificati a Porto Torres, quindi una grande professionalità, lui con riferimento a queste cose ci dice che la struttura di cui è in possesso è una struttura le cui attività laboratoristiche sono state riconosciute conformi alle norme di qualità ISO (International Standard Organization) 17025 e sono continuamente verificate dall'organismo di riconoscimento dei laboratori del Ministero della salute; è comunque in ogni caso aperta e disponibile ad accogliere indicazioni e a confrontarsi con altri che abbiano competenza riconosciuta, nonché veste tecnica e giuridica per affrontare e disquisire su tali particolari problematiche ambientali e sanitarie. E allega una scheda tecnica a firma del dottor Franco Pinna, area fisica geologica ambientale, che descrive le capacità e le potenzialità di questi strumenti che loro utilizzano. E' stato detto anche stamattina che se fosse confermata la presenza di questa centralina in quel determinato sito allora il discorso sarebbe diverso. Ebbene, in questo documento è confermata la funzionalità di questi strumenti, ma questo non ci deve tranquillizzare perché, come è stato detto da qualcuno, non è che uno deve per forza aver ragione su quello che dice; ognuno di noi vorrebbe aver torto su queste cose, perché quando si discute di queste cose non esiste possibilità alcuna, cioè su questo tema non si deve lasciare niente e nessun margine all'errore. Su questo siamo tutti d'accordo e allora il proposito che noi dobbiamo avere e l'obiettivo che dobbiamo raggiungere è quello di integrare, potenziare, verificare, monitorare più correttamente e più coerentemente, magari più frequentemente, e arrivare ad avere una strumentazione che ci possa garantire al 100 per cento della esistenza o non esistenza, perché quello al quale noi puntiamo è quello nella non esistenza, perché è chiaro che se esistono le cose bisogna rimuovere le cause, non è che bisogna accontentarci di registrare quello. Noi dobbiamo avere la certezza matematica che determinate cose, se ci sono, derivano dalla presenza di determinati oggetti o strumenti o macchine da guerra o quello che vogliamo e soltanto in quella ipotesi, in quella certezza noi dobbiamo rimuovere le cause. E su questo punto la Giunta è disponibile ad accogliere qualunque tipo di suggerimento, anzi si è già attivata, come dimostra questo, in questo senso. Naturalmente passa tutto attraverso una riorganizzazione della questione perché fino a oggi - è bene che lo sappiate - le notizie venivano fornite alle AA.SS.LL. ovviamente, alla Prefettura, perché poi è tutto un insieme di autorità che si collegano tra di loro su questo problema perché non è un bene che viene salvaguardato solo dalla Regione, ma anche dallo Stato, dalla direzione della protezione civile, dallo Stato, Ministero della salute, Ministero dell'ambiente, Assessorato della salute, Assessorato dell'ambiente. Questi dati non vengono forniti invece alla Presidenza della Giunta che è l'unica che non è indicata nell'elenco di queste cose. Questo è il primo documento che invece riceviamo direttamente e quindi già ci siamo attivati per cercare di coordinare al meglio tutta questa attività perché evidentemente noi non possiamo lasciarlo né all'A.S.L. così com'è da sola, né alla provincia, né solo alla Protezione civile, ma dobbiamo assolutamente impadronirci - diciamo così - di questo strumento. E' quello che noi andremo a fare immediatamente dopo. Grazie.

PRESIDENTE. Per la replica sono previsti dieci minuti da utilizzarsi da parte dei presentatori. Prima di dare la parola a coloro i quali dovranno intervenire comunico all'Assemblea che sono stati presentati tre ordini del giorno, uno a firma Vargiu, Corona, Tunis, Murgia, Cappai, un altro a firma Cogodi, Ortu e Vassallo e un terzo a firma Sanna Giacomo, Spissu, Fadda, Balia, Scano e Deiana, a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni del Presidente della Giunta e del dibattito sulle vicende di La Maddalena. Se preferite ne diamo lettura, se no li diamo per letti. Se ne dia lettura. Dopo l'intervento dell'onorevole Cogodi e poi dell'onorevole Cugini. Cinque minuti a ciascuno.

COGODI (RC). Perché cinque, scusi?

PRESIDENTE. Chiedo scusa, dieci minuti a ciascuno. Ha domandato di replicare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Avevamo definito le primarie dichiarazioni del Presidente Masala puramente e semplicemente sconcertanti. La sua replica è sinceramente, come dire, fuori luogo, è disarmante. Siamo in tema di basi militari e sarebbe di buon auspicio un atteggiamento o un'allocuzione che disarmi, ma sono disarmanti e per altro anche un poco provocatorie le sue affermazioni in replica e aggiungo anche un pochino proditorie e dirò perché. Alcune delle cose che il Presidente si è permesso di dire in replica come minimo avrebbe avuto il dovere di dirle nella primaria esposizione, perché egli arbitrariamente, in replica, ha delimitato il campo alle sue dichiarazioni, dimenticando che questo Consiglio, in questi giorni, discute le sue dichiarazioni e discute anche il contenuto delle mozioni, che sono atti di iniziativa parlamentare che i Gruppi hanno diritto di presentare, il Consiglio di discutere, la Giunta di interloquire e infine di sottoporre al voto. Qui non è che di fronte al Consiglio è solo la sua anodina dichiarazione iniziale; e ancora in replica lei va fuori tema, va fuori tiro, permane fuori posto perché non ci fa nulla a occupare il posto di Presidente della Regione se afferma, come ha affermato, che la Regione, il suo Presidente al Governo nazionale non ha chiesto l'eliminazione della base nucleare di La Maddalena. E perché non l'ha chiesto? Lei lo deve chiedere; lei lo doveva e lo deve chiedere fino a quando intende farsi chiamare o apparire o sognare che è Presidente di questa Regione. Perché lo deve chiedere? Perché gliene fa obbligo una legge di questa Regione. Cosa vuol dire che una legge della Regione contenga questa affermazione che è politica, ma è anche giuridica: "Il Consiglio regionale dichiara il territorio della Sardegna precluso al transito e alla presenza anche transitoria di materiali nucleari"? Questa è legge della Regione. Che il Governo Berlusconi- Fini, il suo Governo nazionale…

DIANA (A.N.). Non iniziare!

COGODI (R.C.). Non è "non iniziare", iniziamo e speriamo di finire presto col Governo Berlusconi-Fini, che ha obiettato e ha impugnato la legge di questo Consiglio alla Corte costituzione e di fronte alla Corte la Regione ha obbligo di difendere le leggi della Regione, quindi si sta difendendo. Quindi lei non vorrà, vero, far venir meno la difesa istituzionale della Regione nanti la Corte, a sostegno della legge della Regione, che dice che in questa Regione, per legge già approvata il 3 luglio del 2003, il territorio regionale è precluso al transito, alla presenza anche transitoria di materiali nucleari. O lei vuole essere anche responsabile, non c'è una corte marziale e neppure un tribunale politico che la possa giudicare al di là del tribunale che è il parlamento, il Consiglio dei sardi e l'opinione pubblica e politica della società sarda, ma lei è in condizione palese di alto tradimento! Alto, se è alto il valore che diamo alle istituzioni autonomistiche e se..

(Interruzione)

COGODI (R.C.). Ma chiedi l'impeachment, chiedi quello che ti pare, gioca e scherza tu come ti conviene dalle parti del tuo Governo nazionale che impugna le leggi della Regione e ci ridete pure sopra, perché avete questa idea delle istituzioni, questa idea ballerina e superficiale della democrazia, altro che storielle! Impugnate le leggi della Regione di incostituzionalità e qui venite a dire che le leggi della Regione non valgono perché se la legge vale - e vale - sul piano politico e sul piano giuridico e istituzionale, lei doveva chiedere, in ossequio della legge regionale, deve chiedere al Governo di adoperarsi perché il nucleare della Sardegna, come dice l'articolo 1 della legge regionale, cessi, se ne vada, non può stare, è illegittimo dal punto di vista nostro, ma non nostro di sinistra, non nostro radicale, come lei prova a dire: noi siamo i radicali, Cugini è il moderato. Lei non ha reso nessun buon servizio all'amico, collega e compagno Cugini. Lei non può abbracciare da destra e dalla sponda fascista il più moderato di noi che sta da questa parte sul versante autonomista e democratico. Lo dirà Cugini se accetta il suo abbraccio, sarebbe mortale! Lo dirà lui, ma che senso ha che lei replichi dicendo: "Sono d'accordo con Cugini perché è moderato e perché ha detto che questo problema, come altri, non è di destra, non è di centro, non è di sinistra"? Troppo comodo! E lei perché è seduto lì, Presidente di una Giunta di destra? Se i problemi non sono né di destra, né di centro né di sinistra, si estrae a sorte per stare lì. Non è che lei si fa eleggere Presidente dalla destra per dire che i problemi non hanno parte, e invece ne hanno parte perché hanno punto di vista il modo di risolvere i problemi e voi da destra tradite il deliberato di una legge del Consiglio regionale e continuate a dire che il nucleare che può stare in Sardegna è quello militare, se è americano è ancora meglio, in spregio e contro il deliberato della legge della Regione. Questo è il punto.

Poi è chiaro ed evidente che vi sono altri passaggi che, nel frattempo, detto questo, rivendicato questo, affermata la volontà che è già nelle leggi della Regione comunque di operare e di adoperarsi perché le leggi abbiano applicazione, è chiaro che c'è tutta una serie di altri passaggi che riguardano i controlli sanitari, che riguardano gli effetti eventualmente nocivi di questa presenza per quanto già è potuto accadere, per quanto accade, per quanto potrà ancora accadere. Ma non è che questo è un Consiglio regionale che tutela gli interessi della sua popolazione, gli interessi non solo politici, non solo economici e di sviluppo, ma anche i suoi interessi morali e anche la sua vita, quindi la sua condizione esistenziale, con petizioni di principio. Voi siete liberi di volere il nucleare che vi pare, però andate voi dal nucleare, non portate il nucleare qui. E' chiaro ed evidente. Ho sentito argomenti di parte destra - altro che non hanno colore questi problemi! - dire: "Ma tutto sommato la base americana di La Maddalena ancorché a sommergibili a propulsione nucleare aveva una giustificazione un tempo quando c'era la guerra fredda, tutto sommato forse oggi…", almeno un dubbio, si parta almeno dal dubbio. La verità è che allora c'era la guerra fredda, oggi c'è la guerra calda, e la guerra calda a voi interessa per proteggere interessi di parti del mondo contro altre parti del mondo più della guerra fredda. E' per questo che state vendendo gli interessi di una regione e per vendere gli interessi di una regione in favore di altri grandi interessi del mondo vi vendete anche l'anima, perché non c'è condivisione in Sardegna su questo problema per come lo gestite voi, perché già dieci anni fa sono state raccolte le firme per avere un referendum, un responso popolare, ed è stato bloccato, non dalle burocrazie, dalla politica dominante e anche oggi, se volete sapere esattamente come la pensa la popolazione in Sardegna glielo dovete chiedere.

PRESIDENTE. E' finito il tempo, onorevole Cogodi, dieci minuti. Concluda ma subito però, un secondo.

COGODI (R.C.). Se volete sapere per davvero come la pensa la popolazione glielo dovete chiedere. E glielo chiedete laddove la popolazione si esprime, nelle sue riunioni, nei suoi comitati, in tanti luoghi della Sardegna.

Proviamo a fare questa consultazione, proviamo ad acquisire questo parere. Voi non potete presumere, in questa materia che tratta non solo di inquinamento di un territorio, ma tratta della pace e della guerra, tratta della salute o della malattia, tratta della vita o della morte, voi non potete dire: "Io comando e quindi faccio legge", a parte il fatto che la legge questo Consiglio l'ha già fatta e voi la state stracciando.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Grazie, Presidente. Credo che il presidente Masala usando il termine "moderato" non mi abbia voluto onorare, ma era moderatamente che io ho espresso delle preoccupazioni, perché mi pare che nel territorio di La Maddalena si sviluppi un'iniziativa politica che pone un obiettivo, che è quello di difendere la salute di quei cittadini e l'ambiente di quel territorio. Quindi non è sulle parole che usiamo che dobbiamo, a mio giudizio, fare la polemica, ma la polemica, Presidente Masala, è in atto perché sia la sua relazione - ho già avuto modo di dirlo ieri - sia le sue conclusioni, tendono a sminuire il problema che è presente in quel territorio e tendono a presentare una situazione di normalità. E l'errore che lei fa è quello di diffondere questa idea pur non avendo dati scientifici sufficienti per sostenere il suo ragionamento. Questa è la gravità della posizione che lei esprime a nome della maggioranza. E' grave che lei, pur non avendo dati sufficienti, cerchi di far apparire una situazione normale in una realtà che vive invece una situazione di carattere eccezionale e che deriva da una parte dall'incidente e dall'altra dall'idea di trasformare il punto di appoggio in base e lei ci propone una considerazione che non corrisponde a quella situazione. Questo è grave che lo faccia il Presidente della Regione sarda, ossa lei esprime una posizione di sudditanza nei confronti della situazione che neanche il Ministro Matteoli oggi, rispondendo in Parlamento, ha condiviso. Lei propone una lettura della situazione in modo sbagliato e gravemente sbagliato perché rinuncia a svolgere una funzione, e pretende che noi accettiamo la lettura di questa situazione per farci coinvolgere in una responsabilità che non è nostra, non è del Consiglio regionale. Lei gravemente non svolge la sua funzione!

Il Ministro Matteoli mi pare che è dello stesso Partito al quale aderisce lei, e ha detto oggi: "I controlli del presidio multizonale della A.S.L. di Sassari, sollecitati dall'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, non avevano rilevato particolari concentrazioni di elementi radioattivi, ma verifiche più recenti effettuate il 17 e il 18 novembre scorso nelle acque dell'arcipelago maddalenino da tecnici francesi della Commissione per la ricerca e l'informazione indipendente sulla radioattività avevano rilevato come ricordato dallo stesso Matteoli, torio 234, nonchè piombo 219 e 212, in concentrazioni giudicate anomale", questo lo dice Matteoli oggi, e lei oggi, di sera, vuol dire una cosa diversa da questa. Il Governo assume un'iniziativa per verificare direttamente quello che si è verificato a La Maddalena e indica anche delle iniziative e lei, Presidente della Giunta regionale, invece ci dice che dobbiamo attendere perché i tecnici della A.S.L. sono bravi tecnici, come se qualcuno di noi qui ha sostenuto una tesi diversa, come se noi ci siamo messi a discutere della capacità professionale del dottor De Luca. Lei questo non lo può dire, lei deve assumere qui una posizione chiara e deve dire: "Da domani mattina noi faremo in modo che si faccia il controllo e rapidamente vengano informate le popolazioni e venga informato il Consiglio regionale". Lei questo deve dire; se lei non dice questo, lei non svolge la funzione di Presidente. Lei deve dire che cosa farà il suo ufficio, il suo gabinetto, la sua maggioranza, la sua Giunta, lei personalmente. Lei ha la possibilità di riprendere la parola e deve dire: "Domani darò incarico a questo istituto per fare questa verifica ed entro qualche giorno vi do le risposte e se le risposte dovessero essere negative dobbiamo intervenire".

Questo lei deve dire, se non dice questo lei non è credibile nella risposta! Poi io sarò pure moderato come dice lei, però da moderato io pretendo che lei mi dia la risposta, che dia la risposta a tutti noi perché se dovesse essere confermato, io lo metto in termini di dubbio, che è stata autorizzata, effettivamente autorizzata, la trasformazione da punto di appoggio in base, lei ne deve rispondere adesso non quando non sarà più Presidente della Giunta regionale o quando voi non sarete più al Governo. Adesso lei ci deve dire se ha dato l'autorizzazione, se l'ha data perché l'ha data, con chi l'ha concordata, perché l'ha fatto, poi non c'entra niente il presidio per difendere la pace e la libertà, non facciamo chiacchiere su queste questioni perché quella nave che è presente a La Maddalena, in America è stata eliminata dalla circolazione e questo l'ha detto il suo ministro e lei invece non batte ciglio, non ne parla. Matteoli ha detto che ha avuto informazioni che quelle navi come quella che c'è a La Maddalena, in America è stata eliminata dalla funzione e invece noi ce l'abbiamo e secondo lei noi dovremo tenerla! Come fa lei a sostenere una tesi di questo tipo? E io da moderato le dico che lei si sta assumendo una responsabilità enorme nei confronti del popolo sardo e lei deve invece cambiare la posizione che ha espresso anche in conclusione, a parte la relazione, quella che ha espresso in conclusione perché io le ho dato anche un elemento di beneficio dicendo: i suoi collaboratori e i suoi tecnici le hanno dato delle informazioni vecchie, ma adesso a distanza di diverse ore dalla discussione, lei aveva il dovere di controllare, verificare, informarsi per darci le risposte puntuali, invece lei questo non l'ha fatto e non può pretendere che questo Consiglio regionale apprezzi le sue considerazioni e il suo intervento. Possibile che io sbagli, ma se dovesse essere verificato, dovesse essere vero, lasciamo ancora il dubbio, che quel tipo di nave che è a La Maddalena, negli Stati Uniti D'America è stata eliminata dalla circolazione, lei che cosa dice? Che cosa dirà domani? Lo verifichi lei, se dovesse risultare giusta quell'informazione che è scritta qui, lei che cosa dice come Presidente della Giunta regionale? Che cosa consiglia alla Sardegna? Fa finta che non ci sia il problema, oppure assume un'iniziativa di carattere straordinario nei confronti del Governo nazionale e poi nei confronti degli Stati Uniti d'America perché anche noi, seppure nella sua concessione dell'autonomia, popolo dipendente, abbiamo gli stessi diritti che hanno i cittadini americani; perché lei non lo dice questo? Chi glielo impedisce? Argomenti scientifici zero, informazioni ministeriali zero, iniziative della sua Giunta zero, beh, io posso anche invitare il collega Vargiu a La Maddalena o alla Ricciolina per consumare un pasto. Però, caro Vargiu, io voglio dire che questo tema del quale stiamo parlando per la gravità della situazione, per quello che c'è scritto nell'agenzia, dovrebbe impegnarci tutti con uno sforzo superiore a quello che stiamo tentando di fare e l'impegno ci può confermare se non si accoglie la posizione che ha espresso Masala, se si reintroduce il dubbio nel ragionamento e se assumiamo un impegno rapido perché anche quando dovessimo votare gli ordini del giorno, le mozioni eccetera, non vi sembri concluso il confronto e la discussione tra di noi perché noi la richiameremo nel giro di qualche giorno a rispondere dello stesso argomento in modo straordinario, facendovi la richiesta al Presidente del Consiglio della convocazione dell'Assemblea perché la risposta che lei ha dato stasera è una risposta insufficiente, non apprezzabile ed è una risposta omertosa nei confronti della Regione sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Siamo da circa due anni dentro quest'Aula che trattiamo questo argomento, prima dell'ampliamento e la sovrapposizione per l'inquinamento nucleare. Il tutto finisce quasi con una semplicità unica per lei, signor Presidente. Intanto le rinnovo l'invito perché ancora oggi non si è sentito in dovere di sentire la Commissione paritetica. Dentro quella Commissione ci sono membri che rappresentano questo Consiglio regionale, nominati da questo Consiglio regionale, sono i nostri rappresentanti, sono le persone che dovrebbero collaborare con noi, naturalmente se gli si dà la possibilità, ed essere l'elemento di riferimento in un tema di così vitale importanza e lei liquida sia l'ampliamento, che l'inquinamento, con una semplicità unica. L'ampliamento lo giustifica che non c'è un aumento di spazi ulteriori per gli americani e quello che c'è oggi è degradante per la situazione ambientale. Ma perché degradante? La situazione degradante, signor Presidente, è dovuta all'utilizzo che se ne è fatto, e quando da baracche di lamiera da cantiere le si vuole trasformare in cubatura in una semplicità unica, quando la bettolina la si vuole trasformare in pontile e tutto l'aumento di volumetria per 10 mila 800 metri cubi, sono niente, io credo che ognuno di noi si debba preoccupare di questo niente che lei va affermando, si debba fortemente...

PRESIDENTE. Lei il tempo l'ha già utilizzato abbondantemente con il precedente intervento, sono due interventi sommati fanno un tempo che lei ha già utilizzato per cui le restava poco tempo, automaticamente è stato registrato e automaticamente si stacca. Le do qualche minuto per concludere brevemente.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per quanto riguarda il discorso sull'inquinamento, lei è il Presidente che ha avuto una situazione ideale come incarico, si è ritrovato una mozione firmata all'unanimità che proprio impedisce, esprime la volontà del Consiglio regionale, del non ampliamento della base. Si è ritrovato una legge sulla denuclearizzazione della Sardegna voluta all'unanimità in quest'Aula da tutti noi, si è ritrovata su questo tema l'unità del Consiglio, cosa assai rara, e lei riesce a calpestare e a vanificare questa volontà dell'Aula assumendo un atteggiamento di sudditanza che ci lascia perplessi.

Presidente Masala, lei dice che bisogna avere certezze sulle analisi, ma la certezza non si ottiene con questo sistema che oggi qualcuno a livello ministeriale sta mettendo in campo, e cioè che ogni ente, ad iniziare dal Comune di La Maddalena, può prendere iniziativa di fare analisi proprie. Presidente, questo è il sistema per generare il caos, l'incertezza assoluta, la non informazione, per manifestare ancora più dubbi, paure nella gente, e le voglio ricordare che nel 1987 quel famoso referendum che fu fatto, la volontà popolare in quella circostanza fu un secco "no" al nucleare, e certamente che si tratta del nucleare civile, ma ci si riferiva implicitamente anche al nucleare militare, tanto che l'Italia ha firmato tutti gli accordi internazionali contro gli armamenti nucleari, fatta salva La Maddalena che trova vita propria, ha una sua autonomia, una sua libertà, terra di conquista, base americana che non può essere sfiorata, che se chiede l'aumento di cubatura gli deve essere certamente consentito, se succedono le cose che si sono manifestate in questi mesi vanno messe sotto silenzio, se qualche illustre scienziato si permette di dire cosa diversa non è più uno scienziato, ma è uno che sta vendendo fumo. Mentre le nostre centraline, Presidente Masala, e lei sa che io le conosco benissimo perché ho contribuito a farle nascere, ho lottato per attivarle e le ho viste invecchiare non sono adatte, checché ne dica, o che qualcuno comunque voglia certificare, certifica per quello che sono in grado di fare. Quindi non si possono dare al dottor De Luca responsabilità, quelli sono gli strumenti ed onestamente certifica attraversa quelli strumenti quello che riesce a fare, quindi non chiamiamo in causa chi non c'entra. Non c'è niente da fare, Presidente Masala, lei il ruolo lo deve rivestire appieno con l'autorevolezza che merita quel ruolo, anche se è un ruolo provvisorio come è sempre stato per chiunque l'abbia rivestito, ma lei in questo modo non lo sta onorando. L'ha fatto inizialmente, e ho avuto il piacere di constatarlo, nel suo insediamento quando ha reagito doverosamente nel modo in cui ha reagito a quegli atteggiamenti di un sindaco che, ancora oggi, non riesce a capire la pericolosità, i problemi e che tutto si nasconde dietro un pagamento di che cosa? Che i lavori che verranno fatti dagli americani porteranno a spendere quaranta milioni di dollari. Se questo è il sistema per garantire l'incolumità dei sardi, che basta spendere oggi quaranta milioni, domani dieci e dopodomani chissà quanto, se questa è la giustificazione credo che per voi sia finito veramente il tempo e sia necessario che lei per primo abbandoni quel banco e lasci occupare lo spazio a chi ha la forza, la capacità e l'autorevolezza per rappresentare i sardi.

PRESIDENTE. Sono stati presentati tre ordini del giorno. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO COGODI - ORTU - VASSALLO sulla totale rimozione dal territorio dell'isola di tutte le installazioni militari. (Al termine della discussione sulle mozioni n° 113-123-128 e delle interpellanze n° 325/A - 383/A - 393/A)

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO CHE:

1) la attuale situazione di crisi internazionale è chiaramente riconducibile alla aberrante teoria della "guerra infinita" ed alle sue più nefaste implicanze e conseguenze;

2) conseguentemente, deve essere superato l'elemento giustificativo di tale aberrante impostazione eliminando alla radice le cause tutte di asservimento e di grave inquinamento già in atto in modo intollerabile sul territorio dalla Sardegna;

3) che l'obiettivo primario da perseguire, nel primario interesse del popolo sardo, è perciò la pratica di giusto e sano progresso, di amicizia e di cooperazione fra i popoli, di una cultura di pace, di eliminazione di tutti gli strumenti di guerra;

delibera

Contestualmente impegnando la giunta regionale al compimento di ogni atto conseguente,

a) di dichiarare l'intero territorio della Sardegna "terra di pace e di amicizia " fra i popoli;

b) di ritenere necessaria la totale rimozione dal territorio dell'Isola di tutte le installazioni militari finalizzate ad eventi di guerra, l'immediata cessazione di ogni forma di asservimento territoriale e di esercitazione militare a scopo bellico;

e) di esprimere un diniego assoluto alla permanenza della base militare per sommergibili a propulsione nucleare ubicata nell'isola di S. Stefano, arcipelago di La Maddalena, già dichiarato peraltro "Parco naturale ";

d) di promuovere un progetto di sviluppo economico della Regione caratterizzato dalla assoluta qualità ambientale dei processi produttivi e dei beni e servizi derivati, operando nel contempo per il più integrale risanamento, in ogni parte, del territorio isolano. (1)

ORDINE DEL GIORNO SANNA Giacomo - SPISSU - FADDA - BALIA - SCANO - DEIANA sulla necessità di predisporre un programma di monitoraggio sul livello di inquinamento radioattivo nell'aria e nell'acqua dell'Arcipelago di La Maddalena.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni del Presidente della Regione riguardo alla base militare di La Maddalena e sulle mozioni nn. 113, 123 e 128 sul medesimo argomento;

RICHIAMATA la mozione approvata dal Consiglio regionale il 5 dicembre 2002 e constatato che è stata disattesa la volontà del Consiglio;

CONSIDERATO che l'incidente occorso, lo scorso mese di ottobre, al sommergibile nucleare Hartford nelle acque delle Bocche di Bonifacio ha riproposto i problemi più volte evidenziati, derivanti dalla presenza militare nucleare, in ordine alla salvaguardia dell'ambiente ed alla tutela della salute delle nostre comunità;

RIMARCATA altresì la carenza di informazione ed il ritardo delle autorità italiane a rendere pubbliche le modalità dell'incidente e le conseguenze per l'ambiente da esso derivanti;

PRESO ATTO che l'istituto di Radioprotezione e Sicurezza Nucleare Francese (IRSN), in data 28 novembre 2003, ha comunicato che le misurazioni effettuate su tre campioni prelevati nelle Bocche di Bonifacio non rivelano livelli anomali di radioattività, ma ha precisato che nel periodo in cui sono state condotte le rilevazioni "le correnti non erano propizie al trasferimento di un eventuale radioattività emessa nella zona dell'incidente";

PRESO ATTO, altresì, che in data 15 gennaio 2004, l'istituto di ricerca indipendente CRIIRAD, diretto dal prof. Bruno Chareyron, ingegnere e fisico nucleare, ha reso noti i risultati di un indagine condotta per accertare i livelli di radioattività nelle Bocche di Bonifacio, a seguito dell'incidente al sommergibile Hartford del 25 ottobre 2003, da cui emerge che su 2 dei 6 campioni di alghe esaminati il CRIIRAD ha riscontrato un'alta concentrazione di TORIO 234, elemento della catena dell'uranio 238, nonché componente del combustibile nucleare che alimenta i sommergibili;

RICORDATO che l'isola di Santo Stefano ed il mare che la circonda sono inserite all'interno del Parco Nazionale di La Maddalena ed in quello Internazionale delle Bocche di Bonifacio;

CONSIDERATO che il sistema di rilevamento utilizzato a partire dai primi anni '80 è inadeguato e tecnologicamente superato;

EVIDENZIATA la necessità di analisi approfondite e frequenti condotte da istituti indipendenti;

SOTTOLINEATO che il protocollo di impegno concordato tra il Presidente della Regione Sarda ed il Governo italiano contrasta con le posizioni ripetutamente assunte dal Consiglio regionale e rinuncia ad utilizzare i poteri attribuiti alla Regione Sarda dalla Legge n. 898 del 1976,

invita

il Presidente della Regione a ritornare in sede di ricontrattazione per far rispettare la volontà espressa, all'unanimità, dal Consiglio regionale,

delibera di chiedere

a) la predisposizione di un adeguato e specifico programma di monitoraggio nell'Arcipelago de La Maddalena, affidando ad autorevoli istituti di ricerca indipendenti il rilevamento dell'effettivo livello di inquinamento radioattivo nell'aria e nell'acqua;

b) l'obbligo per i sommergibili nucleari che transitano nelle Bocche di Bonifacio, di uniformarsi alle regole della circolazione navale;

c) lo smantellamento della base per sommergibili nucleari di Santo Stefano, entro un periodo di tempo ragionevole e prestabilito,

invita altresì

le Autorità militari e statunitensi a rendere pubblici i risultati dell'inchiesta denominata "Punto zero", per conoscere i dati relativi alla radioattività nelle Bocche di Bonifacio, prima dell'insediamento della base nucleare USA a Santo Stefano e dopo 32 anni di permanenza.

ORDINE DEL GIORNO VARGIU - CORONA - TUNIS Marco - MURGIA - CAPPAI - LADU sulla necessità di potenziare e rendere efficienti i sistemi di sorveglianza delle fonti di inquinamento nell'arcipelago di La Maddalena.

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

a conclusione della discussione sulle mozioni n. 113 e n. 123 e sulle interpellanze n. 325, n. 383 e n. 393 riguardanti la base militare di La Maddalena,

RIBADITA la consapevolezza del ruolo italiano nel contesto del complessivo sistema di sicurezza mondiale, che ha il suo cardine nell'Alleanza Atlantica e nel rispetto delle risoluzioni internazionali dell'ONU;

RIBADITA la consapevolezza che le servitù militari in Sardegna riducono o impediscono completamente l'utilizzo ai fini civili e dello sviluppo di una quantità di territorio che appare davvero sproporzionata rispetto alle servitù del restante territorio della nostra Repubblica;

RIBADITA la consapevolezza che le scelte di sviluppo turistico della nostra Isola rendono indispensabile ogni possibile tutela ambientale e comportano la progressiva riduzione di ogni servitù militare gravante sul territorio sardo;

RIBADITA la consapevolezza che nessun eventuale rischio per la salute della popolazione possa essere considerato in nessun modo accettabile;

impegna la Giunta Regionale

- a moltiplicare gli sforzi perché sia accelerata in tutti i modi l'attività del tavolo d'intesa Stato-Regione, finalizzato alla definizione di un calendario certo e rapido per ogni possibile dismissione da parte dello Stato delle attuali servitù militari;

- ad accertare che i sistemi di sorveglianza e rilevamento delle fonti di inquinamento attuale e potenziale presenti nell'Arcipelago della Maddalena rispondano ai criteri della massima funzionalità, efficienza e completezza;

- ad esperire ogni necessario contatto con le ASL, i Presidi Multizonali e i Dipartimenti di Fisica universitari per provvedere ad ogni necessario potenziamento dei sistemi di sorveglianza;

- a verificare che tali sistemi di rilevazione siano altrettanto efficienti in tutti i siti sottoposti a Servitù militare. (3)

PRESIDENTE. Gli ordini del giorno 1 e 2 possono essere illustrati perché presentati prima della conclusione dell'intervento del Presidente della Giunta, l'ordine del giorno 3 no. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'ordine del giorno numero 1.

COGODI (R.C.). Pochissime parole perché l'ordine del giorno che noi abbiamo presentato riprende e ripropone i termini essenziali che già erano contenuti nella mozione e quindi sono nella loro proposizione chiarissimi. Colgo quindi l'occasione di dire alcune parole in sede di illustrazione che valga anche come motivazione di voto sull'ordine del giorno numero 1 e anche sugli altri ordini del giorno, proprio per l'economia massima dei lavori del Consiglio.

Noi abbiamo detto, e ripetiamo, una cosa semplice, però chiara, però efficace, che se è sincero l'allarme, se è fondata la preoccupazione che in questa materia tutte le parti politiche con diverso accento hanno voluto esprimere, se è sincera questa preoccupazione, e se l'Assemblea rappresentativa per davvero vuole rappresentare l'opinione, il convincimento, le aspettative, i buoni diritti della società sarda, non basta più dire che si debbono meglio controllare gli effetti nefasti di una contaminazione nucleare possibile, ma va invece eliminata alla radice la causa; vanno eliminati dal territorio e dalle acque della Sardegna i sommergibili a propulsione nucleare, una cosa semplice, però chiara, però decisa per tutti i ragionamenti che abbiamo fatto e non è il caso che ripetiamo.

Non si può in questa materia giocare con le parole. Non si può in materie di così vitale importanza minimizzare o tentare di minimizzare. Io ho presente la descrizione che ha fatto il presidente Masala riferendosi, nella sua esposizione, all'incidente che è occorso al sommergibile a propulsione nucleare americano quando si è incagliato nei mari del nord Sardegna, si è detto: "è stato un piccolo incidente. E' stata rilevata una ammaccatura superficiale". Ma come si fa!

Quell'incidente è stato nascosto per quasi un mese. Quel sommergibile è stato lentamente trasportato nell'altra parte del mondo. Il comando militare USA è stato rimosso per le informazioni che abbiamo dai giornali americani e non dai giornali italiani. Il comando militare americano è stato rimosso in ragione di quell'incidente occorso a quel sommergibile. Per il Presidente della nostra Regione era una piccola ammaccatura, ha toccate la vernice, era una botta al parafango, roba da constatazione amichevole del danno, CID, passi all'assicurazione domani mattina, ma roba da matti! È offensivo un atteggiamento di tal fatta, solo il modo, il tono, il tentativo di minimizzazione estrema, questo è prendere e vendere ogni qualsiasi ragione oltre che preoccupazione agli altri.

Ecco perché noi con chiarezza proponiamo che il Consiglio regionale dica una cosa semplice, elementare, sicura: il sommergibile a propulsione nucleare, quei sommergibili perché quelli sono e non altri, debbano essere allontanati. E lo diciamo perché l'ha già detto la legge della Regione, e io voglio ancora capire come può esserci ancora un consigliere regionale che ha giurato fedeltà alla Regione e fedeltà alla Costituzione e che sei mesi fa ha votato una legge nella quale è detto: "Nucleare in Sardegna no" ed oggi voterebbe invece un ordine del giorno nel quale è detto: "nucleare in Sardegna sì" contro la legge regionale che obbliga tutti rispettarla e a farla rispettare.

Dico una parola anche sugli altri ordini del giorno così evito dopo, almeno per quanto riguarda me personalmente, gli altri colleghi diranno la loro opinione, sugli altri ordini del giorno. Noi riteniamo di esprimere un voto favorevole anche sul secondo ordine del giorno, quello a firma Sanna Giacomo e più, ancorché riteniamo che quel secondo ordine del giorno sia debole, insufficiente, perché chiede pure esso, quel secondo ordine del giorno, l'allontanamento della base nucleare però dice: "entro un periodo di tempo ragionevole e prestabilito".

Ora, se la ragione o la ragionevolezza del tempo fosse rimessa a noi potremmo dire diamo un tempo ragionevole, trenta giorni, trenta ore, trenta secondi, perché se ne vadano. Ma siccome la ragionevolezza del tempo è rimessa agli altri, e la ragionevolezza degli altri se è quella del governo italiano o se è quella degli americani è di ragionare che lì ci saranno sempre, per cui rimettere la domanda di allontanamento alla ragionevolezza del tempo prestabilito non da noi ma da altri per altro, non essendo oggetto questo di un accordo e né di una fase, né di una procedura garantita, è chiaro che esprime sul piano politico dell'auspicio, anche del sentimento, anche della volontà, una affermazione condivisibile, però non è un atto decisivo ai fini della espressione ferma e piena della volontà di rimozione della base nucleare in Sardegna.

Tuttavia noi lo voteremo perché riteniamo che è meglio di niente, riteniamo che vada nella direzione almeno dell'auspicio e della affermazione di volontà giusta, fermo restando che lo riteniamo debole, lo riteniamo insufficiente, che vi è una differenza notevole ed anche sostanziale, per molti versi, tra questo secondo ordine del giorno del centrosinistra e l'ordine del giorno che noi abbiamo presentato rispetto al quale rivolgiamo invito e appello a tutto il Consiglio, a partire dalla parte democratica e autonomista del Consiglio, perché possano esprimere un voto favorevole anche sull'ordine del giorno numero 1, così come noi lo esprimeremo, seppure non del tutto convinti, sull'ordine del giorno numero 2.

Sull'ordine del giorno della maggioranza meglio non dire nulla, meglio stendere un velo pietoso...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, deve parlare del suo documento.

COGODI (R.C.). Sì, sto parlando del mio, per chiarire che cosa dice il nostro documento vede in comparazione è più facile comprenderlo, ma ho finito, dico che della terza proposizione dell'ordine del giorno della presunta maggioranza meglio stendere un velo pietoso perché davvero è un auspicio del tutto inutile, nel senso che se anche si verificasse non risolverebbe veramente nulla.

E sulla linea, e sulla scia di quell'atteggiamento provocatorio, ho ripensato un po' fra me: "ma non avrò usato un'espressione un po' forte dicendo anche proditorio" No, è un atteggiamento provocatorio e anche proditorio perché tradisce, perché contrasta il deliberato formale della legge regionale che in questa Regione ha già solennemente affermato che non solo la permanenza, ma anche il transito del materiale nucleare per legge di questa Regione è proibito; e chi viola la legge regionale, quella che ha approvato questo stesso Consiglio, è chiaro che tradisce la volontà che ha già espresso e, in ogni caso, tradisce la finalità e il valore della legge regionale che vale per intanto almeno per chi l'ha fatta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo per illustrare l'ordine del giorno numero due.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Cercherò di non ripetermi almeno nelle cose che ho detto poc'anzi. Intanto se questo ordine del giorno è debole e insufficiente riesce per quanto mi riguarda a spiegare il pensiero dei firmatari, e non solo dei firmatari, ma perché nella parte deliberativa rispecchia per intero il deliberato dell'assemblea tenutasi sabato a Bonifacio dove, a parte i rappresentanti politici, ambientalisti e quant'altro della Sardegna, e a parte la presenza proprio a livello ambientalista dei massimi livelli nazionali, eravamo in casa loro, c'era una presenza molto accreditata politico, ambientalista, di gente che aveva il piacere di partecipare, ascoltare e esprimere il proprio pensiero sabato a Bonifacio.

Quel documento è stato votato all'unanimità nella circostanza da me che ero lì e dal collega Cogodi che oggi lo ritiene debole e insufficiente, ma da sabato ad oggi posso anche capire, io che dovrei essere, e lo sono, molto radicale su questo argomento, però tengo presente che queste battaglie da soli non si possono fare e la solitudine resta solitudine e si manifesta molte volte con assoluta debolezza.

Presidente Masala, intanto serve a noi ricordare tutti che parlare oggi di Santo Stefano non è solo, e lo si può fare per i limiti di un ampliamento o di un inquinamento nucleare, voglio ricordarvi che lì, per accordi, per volontà c'è un parco nazionale che è quello di La Maddalena e c'è, per quanto riguarda le bocche di Bonifacio, un parco internazionale voluto; volontà politica espressa con atti, perché credo che questo lo dobbiate ricordare perché effettivamente mi dispiacerebbe che il motivo per cui voi ricordate La Maddalena sia frutto solo perché il presidente del parco della Maddalena è espressione del suo partito, io mi auguro che non sia questo il motivo ma sia ben altro, tutt'altra cosa.

Allora in questo spazio dove c'è un parco nazionale e un parco internazionale stanno avvenendo delle cose che vanno a sminuire enormemente il valore ambientale di queste due realtà. A voi passa inosservato come che non vi riguardi, sapete benissimo che siamo in ritardo sotto tutti gli aspetti per quanto riguarda il controllo, ma se non fosse sufficiente, presidente Masala, i prelievi, se non l'hanno informato, glielo dico io, in quei siti individuati dall'Enea a suo tempo, i prelievi vengono fatti dai sommozzatori della Marina. Cioè ciò che dovremmo controllare noi lo facciamo controllare a chi dovrebbe essere invece controllato.

E mi sembra un po' strano che questo non l'abbia colpito, mi sembra veramente strano che tutto ciò stia passando in secondo piano, e che questo sistema di rilevamento, che è vecchio di vent'anni, e se mi consente il collega Cassano che ha una macchina di oltre vent'anni ed è una macchina d'epoca, queste macchine d'epoca, presidente Masala, ci vogliono i soldi, ci vuole un investimento serio per mettere in piedi un sistema di controllo e di monitoraggio continuo, adeguato a quelle che sono le esigenze di oggi, con la tecnologia che oggi il mercato offre, ma questo non sta nel vostro pensiero.

Nel vostro pensiero sta il fatto che questo Governo ha consentito al Comune e a quanti più intimi avessero e ne sentissero la necessità di fare le proprie analisi, questo glielo voglio ripetere perché è importante che lei, finalmente, lo capisca. E lei deve tornare a quel tavolo dove ha svenduto parte del territorio regionale, in quel protocollo, in quel protocollo per impegnarsi in modo diverso su quel mandato che le ha dato il Consiglio regionale che contrasta con quelle posizioni e con quel risultato che quel protocollo gli ha consentito e lei ha accettato passivamente.

E' soprattutto il riferimento che noi nell'ordine del giorno facciamo alla legge 898, presidente Masala, del '76, la utilizzi a pieno, ci sono gli strumenti legislativi, ci sono gli strumenti parlamentari che lei non vuole utilizzare forse per non dare fastidio perché il momento politico non è dei migliori, forse perché la situazione non le è neanche favorevole, ma poco importa, lei quel ruolo lo deve rivestire a pieno e quelle che sono le sue competenze in questo caos generale al quale non interessa niente dell'argomento che stiamo discutendo, ed è una manifestazione di resa anche di questo Consiglio, dell'incapacità se non dico di ascoltare quanto meno di andarsene fuori a parlare, non tanto per il rispetto per chi sta parlando, ma per l'argomento in discussione.

E il richiamo che le facciamo, presidente Masala, è quello di tornare quindi a quel tavolo per far rispettare le nostre volontà, le volontà di questo Consiglio. E le ripeto, non commetta l'errore di qualche suo predecessore che su atti di questo genere ha vanificato l'unanimità del consenso e della volontà.

Nei punti del deliberato che, ripeto, sono uguali e identici a quello che si è concordato sabato a Bonifacio, credo che ci sia proprio la possibilità di mettere insieme, ancora una volta, questo Consiglio regionale. E al collega Vargiu voglio ricordare che quando si fanno gli ordini del giorno non si può scrivere che si può verificare che tali sistemi di rilevazione siano altrettanto efficienti in tutti i siti isolani sottoposti a servitù militare. E me dispiace, collega Vargiu, ma l'unico controllo vero che si faceva un tempo e che oggi è scaduto enormeemente, in qualità e in sostanza, è quello de La Maddalena, e negli altri siti militari di controlli non ce ne sono, questa è la cosa più grave, non c'è controllo alcuno, perché in quest'Aula voi, questa maggioranza, ha rifiutato in quella mozione approvata a suo tempo che impedisce l'aumento di cubatura a Santo Stefano, ha rifiutato di approvare in quella circostanza l'istituzione, in tutte quelle realtà a cui lei fa riferimento, di controlli seri, reali ed efficaci.

Presidente Masala, se a qualcuno non piace lo smantellamento, io intendo lo smantellamento come un qualcosa che deve avvenire, può avvenire, ma che ha dei tempi tecnici, che non è un pacco che si prende e si sposta, va bene, ed intendiamo anche che l'obbligo dei sommergibili nucleari, come di tutto ciò che il parco internazionale di Bonifacio prevede, siano proibiti al transito anche per questi sommergibili nucleari a maggior ragione. Va salvaguardato sotto tutti gli aspetti, cosa che continuiamo dimenticare.

Allora richiamo nuovamente l'attenzione di tutti i colleghi soprattutto sul deliberato di questo ordine del giorno, prima di bocciare, prima di assumere posizioni di maggioranza e di opposizione comunque, verificate attentamente il contenuto di quei punti, verificate se c'è la possibilità vera di garantire ciò che sino a oggi non siamo riusciti a garantire e di dare la possibilità…

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lei oggi è in sovra overdose, prego, concluda, grazie.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Allora mi levo la scimmia Presidente perché mi è rimasta sulla spalla. Dicevo ai colleghi di leggere attentamente gli ordini del giorno e di verificare quelle che sono le volontà espresse, perché credo che fare un discorso di maggioranza e di opposizione su un tema come questo sia penalizzante per una parte e per l'altra, che si possa arrivare a deliberare tutti assieme qualcosa di valido, di reale e di concreto per porre fine a questa situazione ormai invivibile.

Non rinviamo ad altro momento, non diamo la possibilità ad altri di prendere posizioni serie in grado di essere condivise come sono condivise dalle popolazioni, la salvaguardia della salute, la salvaguardia dell'ambiente, la salvaguardia soprattutto di una realtà come quella che merita una attenzione che forse in questi anni non ha avuto.

PRESIDENTE. Si conclude qui l'illustrazione degli ordini del giorno. In ordine di numero li mettiamo in votazione. Prima devo completare l'iter dell'ordine del giorno prima di passare alla votazione. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. L'uno e il due non si accolgono, il tre sì.

PRESIDENTE. Accoglie il numero tre, non accolto il numero uno e il numero due. Ha domandato di parlare il Consigliere Vassallo per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Soltanto per alcune doverose precisazioni anche rispetto alle dichiarazioni che poc'anzi sono state rese.

PRESIDENTE. Scusi onorevole Vassallo, sta facendo dichiarazioni di voto?

VASSALLO (R.C.). Soltanto alcune brevi precisazioni rispetto alle dichiarazioni di voto poc'anzi rese sui due ordini del giorno e precisamente sul numero due, per precisare che non è nostro costume e nemmeno nostra volontà rimanere in solitudine e che l'ordine del giorno da noi...

COGODI (R.C.). Però, Presidente, non è possibile! Non sento io che sono accanto, immaginiamo gli altri.

PRESIDENTE. Abbia pazienza onorevole Vassallo. Colleghi, se dobbiamo fare salotto sospendiamo i lavori. Per cortesia, consentite.... colleghi, cosa facciamo? Colleghi, onorevole Dore, Onorevole Corona, Sanna,... Sospendo i lavori per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19, viene ripresa alle ore 19 e 12.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Onorevole Vassallo, vuole riprendere per cortesia, grazie. Colleghi, per favore.

VASSALLO (R.C.). Io vado avanti anche se mi sembra che la situazione non sia cambiata da quando abbiamo sospeso, evidentemente poco interessa.

PRESIDENTE. Interrompa un momento perché voglio che lei possa parlare ed essere ascoltato, pertanto prego l'onorevole Spissu di riprendere posto, c'è il collega Vassallo che sta facendo dichiarazioni di voto. Onorevole Sanna, onorevole Contu, prendiamo posto per favore. Prego onorevole Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Un breve intervento rispetto alle dichiarazioni poc'anzi rese sui due ordini del giorno, in particolare il numero uno e il numero due, e per fare alcune precisazioni in queste dichiarazioni di voto. Intanto dicevo che non è nostra abitudine come Gruppo rimanere in solitudine, arroccarci su posizioni estreme che nulla hanno a che fare con la nostra storia e con la nostra azione. C'è soltanto sembrato, e anzi possiamo dire che lo possiamo anche constatare, che l'emendamento...

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo scusi un secondo, colleghi ha ragione l'onorevole Vassallo che non è cambiato nulla. Onorevole Tunis … vi prego, se vogliamo interrompere interrompiamo, che problema c'è? Se però stiamo lavorando e c'è un collega che parla bisogna ascoltarlo e comunque consentirgli di parlare, di fare il suo intervento. Onorevole Vassallo, prego.

VASSALLO (R.C.). L'ordine del giorno numero uno risponde con maggiore coerenza rispetto anche a quanto sottoscritto nel documento stilato a Bonifacio alcuni giorni fa di cui il mio Capogruppo, così come lei, onorevole Sanna, eravate presenti in quella adunanza. Voglio ribadire e precisare leggendo brevemente cosa conteneva nella sostanza questo documento che diceva: "è giusto precisare che il collettivo resta fermamente e sinceramente avverso alla presenza nucleare militare" È chiaro che questa è un'affermazione precisa che contrasta esattamente con quello che poc'anzi si diceva. A prescindere che noi abbiamo detto voteremo anche l'emendamento numero 2, voglio rilevare ai sottoscrittori e ai presentatori che questo ordine del giorno è alquanto limitativo, in quanto si limita espressamente alle questioni di natura ambientale e per il suo contenuto deliberativo di per sé non limita nemmeno la possibilità e l'espressione che avvengono quei piani di ristrutturazione che la marina militare americana ha richiesto, e per cui siamo di fronte di sicuro ad un passo avanti, ma è di sicuro un molto piccolo passo avanti. Per cui io vi chiedo di farne un altro e di votare anche l'ordine del giorno numero 1. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vassallo.

Ha domandato di parlare il consigliere Usai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Stiamo votando, onorevole Usai, l'ordine del giorno numero 1, io l'ho trovata iscritta fra quelli che hanno richiesto per la dichiarazione di voto. Prego.

USAI (A.N.). Signor Presidente, io mi ripropongo anche di intervenire... soltanto sull'ordine del giorno numero 1 posso intervenire?

PRESIDENTE. No, può anche farlo su tutti e tre, io le ho semplicemente detto che stiamo per votare il numero 1.

USAI (A.N.). Se fossi un altro collega direi che lei ha tentato di levarmi la parola, ma non c'è riuscito!

Colleghi, questa non è una provocazione, però io vi inviterei a leggere con attenzione l'ordine del giorno Vargiu - Corona - Tunis - Murgia e Cappai per sapere se c'è qualcuno dei colleghi che stanno in questo Consiglio che contestano le affermazioni contenute in questo ordine del giorno. Ribadita la consapevolezza che l'Italia fa parte dell'alleanza Atlantica ed è la fedeltà all'alleanza Atlantica. Io ho sentito i colleghi, devo dire la verità, anche con un pochino di stupore, i colleghi del centrosinistra dichiararsi più Americani con la K di quanto possa essere sospettata qualsiasi altra forza di destra o di centrodestra; hanno detto i colleghi del centrosinistra che l'amicizia con l'America non si contesta, che l'amicizia con l'America è un valore, che l'amicizia con l'America è un punto fermo nella storia dell'Italia passata, attuale e hanno detto, anche se non sbaglio, futura. E quindi sono d'accordo sul primo punto dell'ordine del giorno. Credo che possano essere d'accordo anche sul secondo punto quando si dice che le servitù militari qua in Sardegna hanno un ruolo ingombrante per la quantità di territorio che occupano le servitù militari stesse e che impediscono un adeguato, così come si dice al punto tre, sviluppo turistico della nostra regione. Mi pare che queste siano tutte cose che sono emerse nel corso del dibattito; è stato detto e ripetuto, non dai banchi del centrodestra, ma dai banchi del centrosinistra quello che io sto in questo momento illustrando, si aggiunge anche che ovviamente devono essere impediti in tutti i modi i danni alle popolazioni della Sardegna, anche perché, lo diceva il Presidente Masala, non è che ci siano alcuni guerrafondai e alcuni, come si diceva un tempo, pacifondai. Non è che ci siano alcuni in questo Consiglio e fuori da questo Consiglio che vogliono far morire la gente e ed altri invece che questa gente vogliono salvarla, non è che ci siano consiglieri comunali che vogliono vedere i sardi e i maddalenini irradiati ed altri invece che vogliono comunque e per sempre salvarli da queste radiazioni. La realtà è che negli ordini del giorno numero 1 e numero 2 si coglie, consentitemelo, quello spirito antiamericano, quello spirito giustamente o ingiustamente indipendentista, quello spirito che comunque prescinde da quelle che sono le alleanze dell'Italia, che sono alleanze consolidate, che sono alleanze vecchie, sono alleanze perlomeno per quello che attiene la base de La Maddalena che risalgono al 1972 quando non esisteva Forza Italia, quando Alleanza Nazionale si chiamava Movimento Sociale Italiano e non contava niente, quando nel corso di questi trenta anni, hanno governato qua dentro il centro, il centrosinistra, la sinistra centro, quelli che adesso sono indipendentisti... autonomisti, Giacomo non sono come... i Cattolici, i comunisti eccetera, eccetera.

Nel 1972 questo accordo venne stipulato, e nei 32 anni successivi...

PRESIDENTE. Concluda la prego.

USAI (A.N.). Farò come il collega Cogodi, mi limito per questo momento a terminare il mio intervento, interverrò poi ad illustrare ulteriori cose e a parlare... quanto avevo di tempo Presidente? Cinque minuti!

Benissimo dicevo e sto concludendo: dal 1972 dentro quest'Aula si sono succedute tutte le maggioranze possibili e immaginabili, maggioranze anche che hanno visto come forze egemone coloro i quali adesso sbraitano e strepitano contro la base de La Maddalena. Cercherò di intervenire successivamente se ne avrò l'opportunità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). A me dispiace e mi dispiace seriamente che non ci siano le condizioni politiche per una conclusione unitaria perché significa che su una questione estremamente delicata la rappresentanza istituzionale dei sardi non è in grado di dare al Governo un messaggio univoco, ma purtroppo questo è, che i primi due ordini del giorno sono diversi, ma con molti punti in comune, che potrebbero anche essere diciamo con una riflessione rapida e unificata, ma ormai mi pare che siamo in una fase successiva. Il terzo invece, me lo consentano i colleghi Vargiu, Corona, Murgia, Tunis e Cappai, io non voglio dirlo con un linguaggio irrispettoso, ma è acqua fresca, è veramente acqua fresca: bisogna fissare un calendario, bisogna concordare calendario, bisogna accertare che i sistemi di sorveglianza rispondano a criteri della massima funzionalità, va beh, insomma...

Io mi ritrovo pienamente, soprattutto nell'ordine del giorno numero 2, per questo faccio una dichiarazione di voto a favore, guardo con simpatia anche al primo, e mi ritrovo nel secondo per questo motivo, riassumo in un minuto: questione ambientale, il fatto che ci sia a La Maddalena incontestabilmente una fonte di rischio sta determinando da anni uno stato di segretezza, di copertura, non bisogna vedere non bisogna sapere, non bisogna parlare, non bisogna dire, non bisogna muoversi, non bisogna fare. E invece proprio il fatto che c'è indiscutibilmente una fonte di rischio richiederebbe il massimo della trasparenza, questo andrebbe detto a chiare lettere. Secondo, questione della risistemazione, delle migliorie, cosiddette, nella base: al di là della querelle sulle cubature, di cui abbiamo parlato nel dibattito, il punto è che c'è un mutamento, comunque c'è un fondato sospetto, un fondato interrogativo sul mutamento operativo e funzionale della base. C'è cioè la domanda profonda, fondata, se non siamo di fronte a un salto di qualità, e allora bisognerebbe dire, con molta determinazione e nettezza, dovrebbe dirlo il Consiglio regionale nel suo insieme, che siamo contrari in tanto a un salto di qualità e a un mutamento operativo e funzionale della base de La Maddalena. Terzo, è successo un fatto che è grave. Ciò che è grave è questo: in un primo tempo il Presidente della Regione ha chiesto il riesame di quella pratica e poi ci troviamo, successivamente, di fronte a una rinuncia, al riesame, ai poteri, alle facoltà, alle possibilità previste dalla legge 898 del '76, quella delle servitù militari, la legge nazionale, e ci troviamo di fronte a un protocollo d'intesa che, badate, è certo, beh, noi non l'abbiamo letto, non sappiamo esattamente, ma insomma può essere anche che i termini siano circoscritti, che si affrontino semplicemente le materie che qui - e non voglio metterlo in dubbio, naturalmente - il Presidente della Giunta ha solennemente dichiarato al Consiglio che ivi si affrontano, però badate la nostra e la mia preoccupazione, vi assicuro molto seria e molto fondata, è che domani, quando il Governo della Regione, un nuovo Governo della Regione, il nuovo Consiglio regionale dovesse porre con nettezza la questione del superamento delle presenze militari nucleari e straniere nel nostro territorio, può essere, non vorrei che ci si trovasse di fronte al Governo che dice: "Ma come? Nel gennaio del 2004 voi avete firmato un protocollo di impegni sulla ristrutturazione della base, non sapevate allora che cosa stavate firmando?"

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scano. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Onorevole Corda sul numero 1, glielo ricordo perché, lei capisce, potrebbero esserci problemi poi a seconda della volontà dell'Aula circa il voto.

CORDA (Gruppo Misto). Certo, Presidente, io mi limiterò a fare un intervento di carattere generale, diciamo. Io ho assistito ieri e per tutto oggi agli interventi dei colleghi del centrosinistra, del centrodestra, e francamente, per le cose così come stanno, mi sembra che, visto il periodo, si tratti più che di un allarme atomico, di un allarme elettorale. Cioè la radioattività non è un fantasma che appare e scompare senza lasciare traccia. La radioattività se c'è è rilevabile e allora lì si può parlare di allarme.

Ho sentito lanciare accuse da una parte all'altra di chi sarebbe la responsabilità di questa base di La Maddalena. Ecco la base di La Maddalena non è stata allestita da un governo di centrodestra e non è stata subita o sopportata neanche da un Presidente, il presidente Floris, né da Pili né da Masala e nemmeno da Palomba o di chi l'ha preceduto, perché quando si entra in questioni di difesa internazionale e di accordi internazionali sulla difesa la competenza, come tutti sappiamo, non è una competenza che può essere nostra, la competenza è nazionale in capo al Ministero della difesa o in capo al Capo delle forze armate, che è il Presidente della Repubblica. Allora è inutile che si parli di una legge che noi abbiamo fatto a luglio per impedire che in Sardegna ci siano le basi militari atomiche, eccetera. Siamo d'accordo che il peso delle servitù militari in Sardegna è un peso troppo gravoso, che se vogliamo fare sviluppo con tutte queste basi avremo qualche difficoltà, questo è evidente, ma io credo che sia strumentale al periodo che stiamo vivendo, che è un periodo ormai elettorale, tutto questo argomentare su un allarme che mi sembra che dovrebbe essere un po' ridimensionato.

Presidente, invece io ho ascoltato con attenzione il suo intervento e debbo dire che mi ha un po' preoccupato, questo sì, e mi ha preoccupato in modo particolare nella parte finale, quando lei ha affermato: "Non si può lasciare nulla al caso, non si può accettare nessun margine di rischio, dunque dobbiamo verificare che gli strumenti di rilevazione siano efficienti e adatti". Presidente, il Presidente della Regione dovrebbe rassicurarci sulla assoluta affidabilità dei controlli e degli strumenti utilizzati e della corretta metodologia, ma dovrebbe dircelo adesso. Io mi auguro che questa verifica sia stata fatta e che il Presidente della Giunta possa dire ai sardi, non solo a noi: "Non vi preoccupate, non c'è nessun allarme atomico, gli strumenti posti in essere che funzionano sono perfettamente efficienti e rispondenti alle esigenze che abbiamo in Sardegna". Ecco, io di questo ho bisogno di sentir parlare. Poi, per quanto riguarda le basi e i sommergibili atomici, io vorrei ricordare agli amici del Consiglio che a Elmas c'era uno squadrone di aeroplani, i cosiddetti Atlantic, e i cosiddetti aerei antisommergibile. Se voi avrete la curiosità di parlare con i comandanti che hanno comandato questi aerei vi racconteranno di quante volte sono entrati nelle acque territoriali nazionali, quindi a 15-20 chilometri dalla costa della Sardegna, sono stati rilevati dagli Atlantic sommergibili atomici russi e di altre nazionalità e dunque mi sembra che impedire con una legge regionale che ci sia la circolazione nelle nostre acque territoriali di sommergibili atomici sia un compito francamente abbastanza gravoso da assumere. Dunque, noi ricordiamoci che siamo in Sardegna, che siamo in Italia, che abbiamo fatto un accordo e siamo nella NATO, noi continuiamo a credere che questo sia un accordo che va salvaguardato. Va, credo, Presidente, verificata questa efficienza degli strumenti, per tranquillizzare i sardi sulla eventuale possibilità di radioattività o, se viene rilevata, che si facciano gli interventi necessari, e mi sembra che questo sia, e poi un intervento per cercare di alleggerire il peso delle basi militari in Sardegna.

Siccome ci sembra che l'argomento sia pretestuoso, su argomenti di questo tipo noi non esprimiamo voto, quindi io annuncio il voto di astensione del Movimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, colleghi siamo ormai a due mesi, due mesi e mezzo, a fine ormai della legislatura e mi auguravo che si arrivasse a questo traguardo con espressioni, diciamo, al meglio da parte dell'Aula, dei colleghi consiglieri, con un impegno un po' più preciso, un po' più impegnato e più seriamente impegnato. Invece dai lavori che si sono conclusi poc'anzi è emersa la presentazione dell'ennesima istanza, per altro giusta, per alcuni versi condivisibile, ma infarcita talmente di demagogia, infarcita e piena di rancori, di aggettivazioni improprie che nulla hanno a che fare con una seria istanza che tenda veramente a contribuire per risolvere un problema anche da un punto di vista di una posizione di opposizione, piuttosto che, invece, come sta avvenendo, peggiorare e creare soltanto allarme tra le genti, col solo fine di creare vantaggi che non daranno frutto a nessuno, di creare allarmi che non daranno frutto a nessuno.

I comandanti che hanno incidenti, anche di un volgare cargo, subiscono tutti purtroppo l'onta e hanno come conseguenza di essere allontanati dal comando, anche quel povero disgraziato, ancorché innocente, che andò a sbattere con una nave buona ed efficiente, non una carretta, nelle acque fuori Portovesme. Fu detto, ma era falso, che portava una nave vecchia carretta; la nave fu analizzata bene, lamiere e consistenza, all'università, era bella sana e armata di tutto punto per poter navigare nelle acque non solo mediterranee, ma anche in quelle degli atlanti. E allora non ci meravigliamo se i comandati di questa nave che ha avuto un incidente sono stati allontanati, è normale prassi, prima o poi, dopo qualche mese, vengono allontanati, ripeto anche se comandano carrette che portano merci secche di alcun valore.

Non perché voglia semplificare, la preoccupazione e l'allarme devono essere vivi, ma neppure posso credere o riesco a immaginare questo orco di presidente Masala che ormai non fa altro che creare addirittura presupposti per peggiorare la situazione. Sono emerse veramente l'anima e la povertà ormai di dialogare in termini seriamente politici, è soltanto maldicenza, maldicenza su maldicenza. Non ho altri commenti da fare, ne avrei tanti, ma non ne ho altri, quasi una delusione, perché non è così che si approcciano i problemi di un serio autonomismo, al quale io mi sono ultimamente molto interessato e al quale io ho posto grande attenzione, ma la strada da percorrere è un'altra, non la guerra, ma è il confronto per risolvere le situazioni. Per cui non voterò nessuno dei tre documenti, perché sono certo che la Regione sollecitata, i Presidenti in prima persona faranno tutto quello che occorrerà fare per cercare di risolvere al meglio il problema. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto.

PINNA (D.S.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Presidente, annunciando il mio personale voto contrario sull'ordine del giorno numero 1, desidero rammaricarmi del fatto che quest'Aula non abbia saputo trovare una sintesi tra gli ordini del giorno, che potesse concludere in maniera unitaria ragionamenti che in quest'Aula sono stati sostanzialmente unitari. E nel rammaricarmi e nel chiudere anche l'intervento desidero soltanto ricordare una dichiarazione che è comparsa oggi sui giornali, una dichiarazione che in qualche maniera fa il paio con quelle che ha letto il collega Cugini. Un illustre scienziato sardo, che viene interrogato su La Maddalena esprime un proprio parere politico sulle basi militari in Sardegna e dice: "Negli anni '70 io rimasi indignato quando, senza consultare nessuno, il Governo italiano consentì agli Usa di realizzare una base per sommergibili nucleari. Oggi, se devo fare una considerazione politica, dico che non mi piace ciò che stanno facendo gli americani in Iraq, non mi piace la base della Maddalena, non mi piace Perdasdefogu, non mi piace tutto ciò che ha a che fare con le armi e con la guerra". Mi sembra che sia una dichiarazione che senz'altro la dice lunga sull'appartenenza di chi la rilascia, che sicuramente ha un'appartenenza, una cultura che appartengono a una sinistra pacifista, della quale una serie di considerazioni fatte con onestà culturale possono anche essere condivise. La stessa persona poi aggiunge: "Sono rimasto disgustato della reazione dei politici al caso La Maddalena, hanno strumentalizzato un problema politico, basi sì, basi no, invocando argomentazioni scientifiche e dicendo un cumulo di sciocchezze. Non è onesto". Sarebbe stato forse più onesto che questo Consiglio, dimenticando la fase preelettorale, trovasse su un problema di rilevanza e di interesse di tutti i sardi la volontà di esprimersi in maniera unitaria.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.

COGODI (R.C.). Ma ci vuole faccia tosta!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, possiamo impedire battute di questo genere? Abbiamo rispetto delle posizioni di tutti i colleghi, anche quando non le condividiamo.

Poiché nessun altro domanda di parla, passiamo alla votazione dell'ordine del giorno numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R. C.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri DEMURU, SCARPA, MANCA, VASSALLO, ORTU, BALIA, SCANO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno 1.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Onorevole Ibba, come ha votato?

IBBA (S.D.I.-S.U.). Astenuto.

PRESIDENTE. Non si astenga troppo che è pericoloso!

Se eravate insieme, onorevole Dore, io devo trattare tutti e due allo stesso modo, quindi dica come ha votato.

DORE (La Margherita-D.L.). Favorevole.

Rispondono sì i consiglieri: COGODI - DORE - MANCA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SCARPA - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALIA - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CARLONI - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - LOCCI - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 70

Votanti 43

Astenuti 28

Maggioranza 22

Favorevoli 11

Contrari 31

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Ordine del giorno numero 2. Stiamo per votare. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato chiesto anche sull'ordine del giorno numero 2 il voto elettronico palese. Pertanto sette colleghi che appoggiano la richiesta? Grazie.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MASIA, IBBA, BALIA, CUGINI, MARROCU, ORRU', Alberto SANNA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno 2.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BIGGIO - CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 72

Votanti 67

Astenuti 5

Maggioranza 34

Favorevoli 35

Contrari 32

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'ordine del giorno 3.

(Interruzione dei consiglieri Spissu e Fadda)

PRESIDENTE. Gli ordini del giorno si votano tutti, non è contrasto. Non è in contrasto. Colleghi, non sono in contraddizione, forse è, come dire, un ribadire le stesse cose, magari usando parole diverse.

(Proteste dai banchi del centrosinistra)

PRESIDENTE. Dire "smantellamento" o dire "dismissione", guardate che il significato non è molto diverso. Comunque l'Aula nella sua sovranità dirà quello che pensa col voto, è il modo più democratico per esprimersi.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Chi lo appoggia, grazie.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MASIA, IBBA, BALIA, CUGINI, MARROCU, ORRU', Alberto SANNA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno 3.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

(Applausi da parte dei consiglieri del centrosinistra)

PRESIDENTE. Colleghi, vogliamo introdurre un sistema nuovo? Per ogni votazione applaudiamo? Colleghi, fino a quando...

Sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 50 , viene ripresa alle ore19 e 52.)

PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a prendere posto e ad avere pazienza ancora qualche minuto. Io adesso comunicherò l'esito della votazione e quindi il voto diventa ufficiale, dopodiché vi prego di aspettare due minuti perché non chiudo subito i lavori dell'Aula, poi capirete perché. Solo due minuti.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'ordine del giorno numero 3.

Presenti 72

Votanti 68

Astenuti 4

Maggioranza 35

Favorevoli 33

Contrari 35

(Il Consiglio non approva).

(Applausi da parte dei consiglieri del centrosinistra)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Abbiate un po' di pazienza, due minuti. Colleghi, il Consiglio non è chiuso ve lo ricordo.

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, io mi scuso per questo incidente che io non ho assolutamente fatto, perché il sottoscritto non ha fatto nessun giro a chiedere nessuna firma perché ho detto che io non l'avrei fatto assolutamente perché per me resta quello che ho detto stamane, che eventualmente potevamo discuterla qui se c'era la volontà di discuterla, così come c'era la volontà di discutere a mio avviso la proposta 408, quindi niente. Quindi queste cose sono state fatte molto in fretta perché adesso vedo che c'è fretta, mi dispiace onorevole Granella però io non ho fatto nessuna questione.

Allora visto che stamane c'è stata tutta la discussione per quanto concerne la legge sulla caccia, visto che la proposta di legge 408 è rimasta nell'ordine del giorno così come era perché non è passata l'inversione, si è discusso della possibilità di portare in quest'Aula il disegno di legge 518 della Giunta regionale. Si è discusso molto stamane, da parte di qualche collega è stata suggerita la necessità di portare in tempi brevissimi in Commissione il tutto. Allora, questo pomeriggio alcuni colleghi si sono attivati fra i Capigruppo e della maggioranza e dell'opposizione affinché la Commissione si possa riunire in deroga domani mattina alle ore 9.00 per vedere in tempi brevissimi se c'è la volontà di poter esitare in Commissione il disegno di legge 518. Le firme, onorevole Presidente, ci sono da parte di tutti i Gruppi, visto che i tempi tecnici per passare la convocazione ai colleghi non c'è, quindi le chiedo di convocare lei in Aula per domani mattina alle ore 9.00 la Commissione quinta. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Granella, la prego trenta secondi perché non c'è da discutere su questo argomento. Prego. Ha domandato di parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà.

GRANELLA (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Solo, forse anche meno di trenta secondi per chiarire che non sapevo di questa convocazione, di questa richiesta di convocazione. Ora che il Presidente ha spiegato e ha detto che cos'è, sono perfettamente d'accordo, era quello che avrei proposto di fare. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Granella. Allora, colleghi, abbiate pazienza, io capisco la fretta, allora è concessa in deroga, lo ricordo, la convocazione domani mattina alle ore 9 e 30, concediamo almeno un'ora alla Commissione per cui i lavori del Consiglio alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 19 e 58.



Allegati seduta

CDXXXVII Seduta

(Pomeridiana)

Mercoledì 28 Gennaio 2004

Presidenza del Vicepresidente Biggio

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 17 e 41.

RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del Giovedì 8 Gennaio 2004 (431), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Ivana Dettori ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 28 gennaio 2004.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione congiunta sulle dichiarazioni del Presidente della Regione sulla base militare di La Maddalena abbinata alla discussione delle mozioni: Cogodi - Ortu - Vassallo né scorie né basi militari - Dichiarazione della Sardegna "Terra di pace e di amicizia tra i popoli" - Progetto di sviluppo di qualità ambientale (113); Cogodi - Vassallo - Ortu contro rifiuti tossici, scorie e inquinamenti: progetto regionale di rispetto ambientale; bonifica di tutto il territorio isolano; difesa integrale e ricostituzione dell'ambiente naturale della Sardegna; destinazione a tal fine del prossimo Piano di rinascita (123); Cugini - Spissu - Calledda - Demuru - Falconi - Lai - Marrocu - Morittu - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Salvatore sul progetto di espansione della base americana di La Maddalena (128) e svolgimento delle interpellanze: Sanna Giacomo - Manca sul potenziamento della base navale di Santo Stefano (325/A); Sanna Giacomo - Manca sull'ampliamento della base militare USA di Santo Stefano (383/A); Cugini - Deiana -Giagu - Granella - Lai - Masia - Morittu - Spissu sulla ipotizzata chiusura dell'Arsenale militare di La Maddalena e il progetto di espansione della base americana (393/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione congiunta sulle dichiarazioni del Presidente della Regione sulla base militare di La Maddalena, abbinata alla discussione delle mozioni numero 113, 123, 128 e allo svolgimento delle interpellanze numero 325, 383 e 393.

Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io ho ascoltato con grande attenzione tutti gli interventi che si sono susseguiti in questi due giorni e debbo dire, senza con questo voler fare delle graduatorie, che quando ho sentito l'intervento dell'onorevole Cugini effettivamente ho avuto un sentimento di condivisione in linea di massima perché effettivamente argomenti di questa portata credo che non debbano essere classificati né di destra, né di centro né di sinistra, soprattutto quelli che in questi due giorni hanno occupato gran parte degli interventi dei colleghi consiglieri, e cioè quello riguardante l'aspetto dell'inquinamento, della rilevazione e quindi, tutto ciò che può riguardare la salute dei cittadini, perché io credo di poter dire che né qua dentro né fuori di qui ci siano delle persone che vogliono la guerra a tutti i costi, che vogliono la guerra nucleare a tutti i costi, altri invece che non la vogliono, persone che vogliono la guerra e persone che vogliono la pace, persone che vogliono creare le condizioni per attentare alla salute dei cittadini e persone invece che creano, fanno di tutto per evitare che ciò avvenga.

Sono state presentate alcune mozioni e il dibattito ha avuto l'avvio dalle comunicazioni del Presidente. Le mozioni ponevano un problema, un insieme di problemi di carattere generale e che alcuni dei quali possono essere richiamati in senso radicale "fuori le basi da Santo Stefano", altre mozioni invece riguardavano la ristrutturazione della base di Santo Stefano e interpellanze sul medesimo argomento e sull'arsenale militare. Le comunicazioni del Presidente hanno invece riguardato esclusivamente la questione della ristrutturazione della base di Santo Stefano, essendo questo argomento l'unico trattato col Governo ed inoltre la questione dell'inquinamento nucleare in relazione o meno all'incidente del sommergibile nucleare. Il dibattito ha avuto invece uno svolgimento ampio che ha coinvolto l'intero problema delle servitù militari con accenni anche a Teulada e a Perdasdefogu. Per quanto concerne il tema oggetto della comunicazione del Presidente che deve essere, in quanto volto a riferire fatti e circostanze e a informare il Consiglio di documenti e di atti esistenti, non può che essere di natura ricognitiva, ed infatti è stato di natura ricognitiva, prende le mosse da un atto che è datato 31 luglio 2003, a firma del Capo di Stato Maggiore della difesa, il quale qualifica un determinato progetto come opera destinata alla difesa militare. Ed è da qui che trae avvio il procedimento mediante il quale è stata interessata la Commissione paritetica Stato - Regione per la valutazione del progetto in argomento. Indipendentemente e a prescindere dalla volontà che è stata espressa dal comitato, che è stato - come sapete - riferito negativo, il Ministro della difesa, con nota 30 settembre 2003, ha autorizzato comunque l'esecuzione, l'esecutività delle opere.

Il Presidente del Consiglio non si è limitato a indicare o a chiedere il riesame, ma ha chiesto il riesame per determinati motivi. Non è che ha chiesto il riesame in quanto ha sostenuto che fossero da eliminare le basi americane da Santo Stefano, questo non l'abbiamo chiesto, non potevamo chiederlo, avremmo anche potuto chiederlo, ma non l'abbiamo chiesto. Non l'abbiamo chiesto perché non è stato chiesto neppure dagli altri Presidenti, questa è una cosa che risale a trent'anni fa, ci sono da trent'anni, sono lì e non è stato chiesto, ma è stato chiesto perché la motivazione doveva riguardare l'oggetto, l'oggetto era il progetto che è stato preso in considerazione e in esame dalla Commissione paritetica e quindi il Governo doveva riesaminare il progetto in questione e non un'altra questione, perché per le altre questioni le possiamo sempre sollevare se seguono percorsi diversi, ma intanto l'argomento, il tema decidendum era quello circoscritto a questo argomento e con le motivazioni è stato preteso, è stato chiesto che il riesame avvenisse mediante rinvio alla stessa Commissione paritetica previo accertamento e verifica dell'osservanza di alcune condizioni che nella memoria sono state indicate e che io non ho letto nella relazione perché la memoria stessa è stata allegata alla delibera che è stata messa a disposizione del Consiglio regionale e quindi, io ero convinto che ciascun consigliere regionale avesse letto la memoria e quindi, sulla base della lettura, avrebbe potuto verificare che le richieste di riesame riguardavano la certezza di garanzia che si tenesse conto nei progetti che l'opera era dichiarata di notevole interesse pubblico paesaggistico e delle bellezze naturali ai sensi della legge del 39, il 43 e l'85, cioè l'arcipelago di La Maddalena, che lo stesso costituisce parte integrante del parco nazionale dell'arcipelago di La Maddalena, che è dichiarato sito di importanza comunitaria ai sensi delle direttive unione europea della CEE e che quindi, la disciplina di trasformazione territoriale doveva essere data dalle norme urbanistiche del programma di fabbricazione al comune di La Maddalena, dalle norme del piano territoriale paesistico nei suoi contenuti obbligatori, dalle norme di tutela comunitaria, dalle norme di tutela paesistica discendenti dai provvedimenti di vincolo ai sensi della legge 39 eccetera e dalle norme regolamentari emanate dall'ente di gestione parco nazionale, cioè una serie di vincoli, i paletti che dovevano essere assolutamente tenuti presenti prima di autorizzare qualunque tipo di insediamento, anche perché l'insediamento attuale, cioè quello che c'è oggi, e conseguentemente il mantenimento dello stesso, nella configurazione attuale, pregiudica fortemente ogni qualsivoglia politica di tutela e/o di valorizzazione ambientale dell'intera area, del parco e dell'intero arcipelago, con conseguenze negative sull'efficacia delle politiche di salvaguardia naturalistica assumibili dall'autorità del parco. E lì una serie di altre considerazioni che andavano a mettere in evidenza come l'attuale situazione sia degradante della situazione ambientale al punto tale che è assolutamente indispensabile che nella sede, non solo all'interno della cosiddetta base di La Maddalena, ma in tutta l'area circostante che tutta l'attività di risanamento ambientale sia estesa anche alle aree con termini in modo da mitigare l'impatto che sotto il profilo percettivo e naturalistico la permanenza della base è andata a provocare. Quindi c'è tutto un insieme di interventi che devono essere fatti proprio a salvaguardia dell'ambiente e della bellezza naturale che deve essere messa nelle condizioni di poter conciliare le esigenze di difesa che sono state individuate nel '92, nel '54, riconfermate nel '72 e ancora nel '95 non è stato reso noto, è stato reso noto il memorandum ma non altro. Cioè, in una parola, su questo tema, naturalmente l'argomento doveva essere circoscritto e l'argomento è circoscritto, nel senso cioè che è stato oggetto di verifica amministrativa, che si è conclusa con una istruttoria di carattere amministrativo a conclusione della quale attività amministrativa sono stati assunti determinati impegni da parte del Governo che io ho richiamato nella relazione e che non pregiudica qualunque tipo di rivisitazione che la Regione e lo Stato insieme, il Governo insieme vogliano definire con riferimento a questo. Però mi piace ricordare e richiamare l'attenzione poiché stato detto, nonostante le dichiarazioni che c'è un aumento di potenziamento inteso in termini di pericolo anche per il futuro eccetera. L'impegno è questo, perché poi l'impegno con chi lo facciamo? Lo facciamo col Governo italiano e non con il Governo degli Stati Uniti, il nostro interlocutore è il Governo italiano; è il Governo italiano che si impegna a garantire, garantisce che nel sito non si preveda ampliamento territoriale, né alcun potenziamento della struttura esistente, sia dal punto di vista del personale militare e civile, sia dell'attività operativa della stessa. E quindi non c'è un potenziamento della base nel termine di numero di persone o di operatività del settore, rimane quello che è, non è stato fatto altro. Su tale sito verrà operata alcuna trasformazione territoriale che non tenga in considerazione le norme di tutela del territorio che hanno formato oggetto del richiamo da parte del Presidente della Regione, che è quello che ho citato prima e che erano indicati nella memoria allegata alla richiesta. Tra l'altro, ribadisco che tutti i suggerimenti progettuali che la Regione vorrà proporre per il rispetto dell'ambiente e del paesaggio dovranno obbligatoriamente essere tenuti presenti e quindi, coloro i quali hanno seguito nella Commissione paritetica, funzionari della Regione che hanno seguito nella Commissione paritetica e che hanno concorso, hanno fornito l'assistenza tecnica per la predisposizione della memoria, della motivazione a sostegno della richiesta, che hanno seguito l'istruttoria in contraddittorio con i funzionari dello Stato, anche attraverso queste sono giunte alla conclusione che si sono realizzate le condizioni iniziali poste, evidentemente vigileranno affinché gli impegni assunti in via amministrativa verranno osservati, dovranno essere necessariamente osservati.

Ma quello di cui si incomincia a vedere qualche cosa e che si collega al secondo argomento è senz'altro quello di consentire a tutti gli enti territoriali di poter accedere nel sito per la verifica che a noi interessa e della quale in verità ci siamo occupati in questi due giorni con maggiore interesse, perché è più vicino agli interessi che riguardano la persona fisica e, quindi, la salute del cittadino.

Quindi passiamo al secondo punto della questione oggetto della comunicazione ma che ha impegnato. E' stato detto che della notizia dell'incidente si è avuta informazione dopo un mese. Ora, in verità non è dopo un mese, è vero che l'abbiamo saputo dai giornali, ma non è che l'abbiamo saputo dopo un mese perché l'incidente è avvenuto il 25 ottobre alle ore 9 e 55 e noi siamo stati già nelle condizioni, nei giorni immediatamente successivi, di chiedere al Ministero della difesa notizie in ordine a questo incidente e le notizie le abbiamo avute, certo con un certo ritardo rispetto alla domanda, le abbiamo avute i primi di dicembre, ma intanto le stesse sono da considerarsi esaustive nei contenuti e che io ho avuto modo di verificare e di confrontare anche con la documentazione fotografica che è stata messa a disposizione del Governo italiano. Ora, noi abbiamo parlato in questi giorni di torio, di inquinamento di carattere nucleare e di presenza di nuclearità e si è stabilito, si è cercato di stabilire una connessione tra questo e la ristrutturazione della base.

Ora, una cosa è certa, il dato certo che si può registrare è il seguente, che non esiste nessuna connessione tra la ristrutturazione della base, che non è stata fatta e la eventuale presenza di sostanze di natura nucleare. Questo è un primo dato.

Quindi se questo esiste, esiste per la presenza attuale delle condizioni che le hanno determinate. Io credo che, con riferimento a queste cose, ed è su questo punto in particolare che io sono d'accordo con quanto sostenuto dall'onorevole Cugini, anche da altri, ma lui l'ha sostenuto facendo un ragionamento e non soltanto facendo delle affermazioni. Ora, è evidente che quando si parla di inquinamento e di tasso di inquinamento non è che ci si può fermare all'accertamento o all'analisi fatta da Tizio o da Caio o da Sempronio, è chiaro che bisogna avere la più grande certezza su queste cose. La certezza non ci deriva dall'analisi che è stata fatta da questa società o da questo istituto francese, ma non perché non sia attendibile, è senz'altro attendibile, ma perché i dati che essi forniscono sono stati o sono stati resi neutralizzabili dalle affermazioni fatte dal fisico o da uno dei fisici dell'Agenzia regionale della protezione ambiente Sardegna, e cioè dal presidio multizonale di prevenzione, perché ancora noi non sappiamo con certezza se i dati utilizzati siano coincidenti, perché se cambiano i parametri, è chiaro che può essere diverso il risultato. Ma è stato detto, però, e qui è l'affare dell'allarmismo al quale molte volte si è fatto riferimento e che invece occorre essere prudenti. Ecco perché ho richiamato più volte l'intervento dell'onorevole Cugini perché su questo tema a me pare che abbia tenuto un atteggiamento abbastanza condivisibile e, diciamo, non allarmistico, moderato.

Ora, dire che le centraline che vengono utilizzate dalla nostra struttura, dalla struttura della A.S.L., della protezione civile sono inservibili, che non funzionano per niente, beh, si tratta di fare delle affermazioni che non trovano il riscontro nella realtà, cioè prima di fare dichiarazioni di questo genere bisogna essere certi di quello che si dice. E allora, se io ricevo dal responsabile della struttura, il dottor Giuseppe De Luca, della cui professionalità non ho motivo di dubitare, anzi, della sua professionalità ho invece prova, ho avuto prova con riferimento, per esempio, agli incidenti che si sono verificati a Porto Torres, quindi una grande professionalità, lui con riferimento a queste cose ci dice che la struttura di cui è in possesso è una struttura le cui attività laboratoristiche sono state riconosciute conformi alle norme di qualità ISO (International Standard Organization) 17025 e sono continuamente verificate dall'organismo di riconoscimento dei laboratori del Ministero della salute; è comunque in ogni caso aperta e disponibile ad accogliere indicazioni e a confrontarsi con altri che abbiano competenza riconosciuta, nonché veste tecnica e giuridica per affrontare e disquisire su tali particolari problematiche ambientali e sanitarie. E allega una scheda tecnica a firma del dottor Franco Pinna, area fisica geologica ambientale, che descrive le capacità e le potenzialità di questi strumenti che loro utilizzano. E' stato detto anche stamattina che se fosse confermata la presenza di questa centralina in quel determinato sito allora il discorso sarebbe diverso. Ebbene, in questo documento è confermata la funzionalità di questi strumenti, ma questo non ci deve tranquillizzare perché, come è stato detto da qualcuno, non è che uno deve per forza aver ragione su quello che dice; ognuno di noi vorrebbe aver torto su queste cose, perché quando si discute di queste cose non esiste possibilità alcuna, cioè su questo tema non si deve lasciare niente e nessun margine all'errore. Su questo siamo tutti d'accordo e allora il proposito che noi dobbiamo avere e l'obiettivo che dobbiamo raggiungere è quello di integrare, potenziare, verificare, monitorare più correttamente e più coerentemente, magari più frequentemente, e arrivare ad avere una strumentazione che ci possa garantire al 100 per cento della esistenza o non esistenza, perché quello al quale noi puntiamo è quello nella non esistenza, perché è chiaro che se esistono le cose bisogna rimuovere le cause, non è che bisogna accontentarci di registrare quello. Noi dobbiamo avere la certezza matematica che determinate cose, se ci sono, derivano dalla presenza di determinati oggetti o strumenti o macchine da guerra o quello che vogliamo e soltanto in quella ipotesi, in quella certezza noi dobbiamo rimuovere le cause. E su questo punto la Giunta è disponibile ad accogliere qualunque tipo di suggerimento, anzi si è già attivata, come dimostra questo, in questo senso. Naturalmente passa tutto attraverso una riorganizzazione della questione perché fino a oggi - è bene che lo sappiate - le notizie venivano fornite alle AA.SS.LL. ovviamente, alla Prefettura, perché poi è tutto un insieme di autorità che si collegano tra di loro su questo problema perché non è un bene che viene salvaguardato solo dalla Regione, ma anche dallo Stato, dalla direzione della protezione civile, dallo Stato, Ministero della salute, Ministero dell'ambiente, Assessorato della salute, Assessorato dell'ambiente. Questi dati non vengono forniti invece alla Presidenza della Giunta che è l'unica che non è indicata nell'elenco di queste cose. Questo è il primo documento che invece riceviamo direttamente e quindi già ci siamo attivati per cercare di coordinare al meglio tutta questa attività perché evidentemente noi non possiamo lasciarlo né all'A.S.L. così com'è da sola, né alla provincia, né solo alla Protezione civile, ma dobbiamo assolutamente impadronirci - diciamo così - di questo strumento. E' quello che noi andremo a fare immediatamente dopo. Grazie.

PRESIDENTE. Per la replica sono previsti dieci minuti da utilizzarsi da parte dei presentatori. Prima di dare la parola a coloro i quali dovranno intervenire comunico all'Assemblea che sono stati presentati tre ordini del giorno, uno a firma Vargiu, Corona, Tunis, Murgia, Cappai, un altro a firma Cogodi, Ortu e Vassallo e un terzo a firma Sanna Giacomo, Spissu, Fadda, Balia, Scano e Deiana, a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni del Presidente della Giunta e del dibattito sulle vicende di La Maddalena. Se preferite ne diamo lettura, se no li diamo per letti. Se ne dia lettura. Dopo l'intervento dell'onorevole Cogodi e poi dell'onorevole Cugini. Cinque minuti a ciascuno.

COGODI (RC). Perché cinque, scusi?

PRESIDENTE. Chiedo scusa, dieci minuti a ciascuno. Ha domandato di replicare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Avevamo definito le primarie dichiarazioni del Presidente Masala puramente e semplicemente sconcertanti. La sua replica è sinceramente, come dire, fuori luogo, è disarmante. Siamo in tema di basi militari e sarebbe di buon auspicio un atteggiamento o un'allocuzione che disarmi, ma sono disarmanti e per altro anche un poco provocatorie le sue affermazioni in replica e aggiungo anche un pochino proditorie e dirò perché. Alcune delle cose che il Presidente si è permesso di dire in replica come minimo avrebbe avuto il dovere di dirle nella primaria esposizione, perché egli arbitrariamente, in replica, ha delimitato il campo alle sue dichiarazioni, dimenticando che questo Consiglio, in questi giorni, discute le sue dichiarazioni e discute anche il contenuto delle mozioni, che sono atti di iniziativa parlamentare che i Gruppi hanno diritto di presentare, il Consiglio di discutere, la Giunta di interloquire e infine di sottoporre al voto. Qui non è che di fronte al Consiglio è solo la sua anodina dichiarazione iniziale; e ancora in replica lei va fuori tema, va fuori tiro, permane fuori posto perché non ci fa nulla a occupare il posto di Presidente della Regione se afferma, come ha affermato, che la Regione, il suo Presidente al Governo nazionale non ha chiesto l'eliminazione della base nucleare di La Maddalena. E perché non l'ha chiesto? Lei lo deve chiedere; lei lo doveva e lo deve chiedere fino a quando intende farsi chiamare o apparire o sognare che è Presidente di questa Regione. Perché lo deve chiedere? Perché gliene fa obbligo una legge di questa Regione. Cosa vuol dire che una legge della Regione contenga questa affermazione che è politica, ma è anche giuridica: "Il Consiglio regionale dichiara il territorio della Sardegna precluso al transito e alla presenza anche transitoria di materiali nucleari"? Questa è legge della Regione. Che il Governo Berlusconi- Fini, il suo Governo nazionale…

DIANA (A.N.). Non iniziare!

COGODI (R.C.). Non è "non iniziare", iniziamo e speriamo di finire presto col Governo Berlusconi-Fini, che ha obiettato e ha impugnato la legge di questo Consiglio alla Corte costituzione e di fronte alla Corte la Regione ha obbligo di difendere le leggi della Regione, quindi si sta difendendo. Quindi lei non vorrà, vero, far venir meno la difesa istituzionale della Regione nanti la Corte, a sostegno della legge della Regione, che dice che in questa Regione, per legge già approvata il 3 luglio del 2003, il territorio regionale è precluso al transito, alla presenza anche transitoria di materiali nucleari. O lei vuole essere anche responsabile, non c'è una corte marziale e neppure un tribunale politico che la possa giudicare al di là del tribunale che è il parlamento, il Consiglio dei sardi e l'opinione pubblica e politica della società sarda, ma lei è in condizione palese di alto tradimento! Alto, se è alto il valore che diamo alle istituzioni autonomistiche e se..

(Interruzione)

COGODI (R.C.). Ma chiedi l'impeachment, chiedi quello che ti pare, gioca e scherza tu come ti conviene dalle parti del tuo Governo nazionale che impugna le leggi della Regione e ci ridete pure sopra, perché avete questa idea delle istituzioni, questa idea ballerina e superficiale della democrazia, altro che storielle! Impugnate le leggi della Regione di incostituzionalità e qui venite a dire che le leggi della Regione non valgono perché se la legge vale - e vale - sul piano politico e sul piano giuridico e istituzionale, lei doveva chiedere, in ossequio della legge regionale, deve chiedere al Governo di adoperarsi perché il nucleare della Sardegna, come dice l'articolo 1 della legge regionale, cessi, se ne vada, non può stare, è illegittimo dal punto di vista nostro, ma non nostro di sinistra, non nostro radicale, come lei prova a dire: noi siamo i radicali, Cugini è il moderato. Lei non ha reso nessun buon servizio all'amico, collega e compagno Cugini. Lei non può abbracciare da destra e dalla sponda fascista il più moderato di noi che sta da questa parte sul versante autonomista e democratico. Lo dirà Cugini se accetta il suo abbraccio, sarebbe mortale! Lo dirà lui, ma che senso ha che lei replichi dicendo: "Sono d'accordo con Cugini perché è moderato e perché ha detto che questo problema, come altri, non è di destra, non è di centro, non è di sinistra"? Troppo comodo! E lei perché è seduto lì, Presidente di una Giunta di destra? Se i problemi non sono né di destra, né di centro né di sinistra, si estrae a sorte per stare lì. Non è che lei si fa eleggere Presidente dalla destra per dire che i problemi non hanno parte, e invece ne hanno parte perché hanno punto di vista il modo di risolvere i problemi e voi da destra tradite il deliberato di una legge del Consiglio regionale e continuate a dire che il nucleare che può stare in Sardegna è quello militare, se è americano è ancora meglio, in spregio e contro il deliberato della legge della Regione. Questo è il punto.

Poi è chiaro ed evidente che vi sono altri passaggi che, nel frattempo, detto questo, rivendicato questo, affermata la volontà che è già nelle leggi della Regione comunque di operare e di adoperarsi perché le leggi abbiano applicazione, è chiaro che c'è tutta una serie di altri passaggi che riguardano i controlli sanitari, che riguardano gli effetti eventualmente nocivi di questa presenza per quanto già è potuto accadere, per quanto accade, per quanto potrà ancora accadere. Ma non è che questo è un Consiglio regionale che tutela gli interessi della sua popolazione, gli interessi non solo politici, non solo economici e di sviluppo, ma anche i suoi interessi morali e anche la sua vita, quindi la sua condizione esistenziale, con petizioni di principio. Voi siete liberi di volere il nucleare che vi pare, però andate voi dal nucleare, non portate il nucleare qui. E' chiaro ed evidente. Ho sentito argomenti di parte destra - altro che non hanno colore questi problemi! - dire: "Ma tutto sommato la base americana di La Maddalena ancorché a sommergibili a propulsione nucleare aveva una giustificazione un tempo quando c'era la guerra fredda, tutto sommato forse oggi…", almeno un dubbio, si parta almeno dal dubbio. La verità è che allora c'era la guerra fredda, oggi c'è la guerra calda, e la guerra calda a voi interessa per proteggere interessi di parti del mondo contro altre parti del mondo più della guerra fredda. E' per questo che state vendendo gli interessi di una regione e per vendere gli interessi di una regione in favore di altri grandi interessi del mondo vi vendete anche l'anima, perché non c'è condivisione in Sardegna su questo problema per come lo gestite voi, perché già dieci anni fa sono state raccolte le firme per avere un referendum, un responso popolare, ed è stato bloccato, non dalle burocrazie, dalla politica dominante e anche oggi, se volete sapere esattamente come la pensa la popolazione in Sardegna glielo dovete chiedere.

PRESIDENTE. E' finito il tempo, onorevole Cogodi, dieci minuti. Concluda ma subito però, un secondo.

COGODI (R.C.). Se volete sapere per davvero come la pensa la popolazione glielo dovete chiedere. E glielo chiedete laddove la popolazione si esprime, nelle sue riunioni, nei suoi comitati, in tanti luoghi della Sardegna.

Proviamo a fare questa consultazione, proviamo ad acquisire questo parere. Voi non potete presumere, in questa materia che tratta non solo di inquinamento di un territorio, ma tratta della pace e della guerra, tratta della salute o della malattia, tratta della vita o della morte, voi non potete dire: "Io comando e quindi faccio legge", a parte il fatto che la legge questo Consiglio l'ha già fatta e voi la state stracciando.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Grazie, Presidente. Credo che il presidente Masala usando il termine "moderato" non mi abbia voluto onorare, ma era moderatamente che io ho espresso delle preoccupazioni, perché mi pare che nel territorio di La Maddalena si sviluppi un'iniziativa politica che pone un obiettivo, che è quello di difendere la salute di quei cittadini e l'ambiente di quel territorio. Quindi non è sulle parole che usiamo che dobbiamo, a mio giudizio, fare la polemica, ma la polemica, Presidente Masala, è in atto perché sia la sua relazione - ho già avuto modo di dirlo ieri - sia le sue conclusioni, tendono a sminuire il problema che è presente in quel territorio e tendono a presentare una situazione di normalità. E l'errore che lei fa è quello di diffondere questa idea pur non avendo dati scientifici sufficienti per sostenere il suo ragionamento. Questa è la gravità della posizione che lei esprime a nome della maggioranza. E' grave che lei, pur non avendo dati sufficienti, cerchi di far apparire una situazione normale in una realtà che vive invece una situazione di carattere eccezionale e che deriva da una parte dall'incidente e dall'altra dall'idea di trasformare il punto di appoggio in base e lei ci propone una considerazione che non corrisponde a quella situazione. Questo è grave che lo faccia il Presidente della Regione sarda, ossa lei esprime una posizione di sudditanza nei confronti della situazione che neanche il Ministro Matteoli oggi, rispondendo in Parlamento, ha condiviso. Lei propone una lettura della situazione in modo sbagliato e gravemente sbagliato perché rinuncia a svolgere una funzione, e pretende che noi accettiamo la lettura di questa situazione per farci coinvolgere in una responsabilità che non è nostra, non è del Consiglio regionale. Lei gravemente non svolge la sua funzione!

Il Ministro Matteoli mi pare che è dello stesso Partito al quale aderisce lei, e ha detto oggi: "I controlli del presidio multizonale della A.S.L. di Sassari, sollecitati dall'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, non avevano rilevato particolari concentrazioni di elementi radioattivi, ma verifiche più recenti effettuate il 17 e il 18 novembre scorso nelle acque dell'arcipelago maddalenino da tecnici francesi della Commissione per la ricerca e l'informazione indipendente sulla radioattività avevano rilevato come ricordato dallo stesso Matteoli, torio 234, nonchè piombo 219 e 212, in concentrazioni giudicate anomale", questo lo dice Matteoli oggi, e lei oggi, di sera, vuol dire una cosa diversa da questa. Il Governo assume un'iniziativa per verificare direttamente quello che si è verificato a La Maddalena e indica anche delle iniziative e lei, Presidente della Giunta regionale, invece ci dice che dobbiamo attendere perché i tecnici della A.S.L. sono bravi tecnici, come se qualcuno di noi qui ha sostenuto una tesi diversa, come se noi ci siamo messi a discutere della capacità professionale del dottor De Luca. Lei questo non lo può dire, lei deve assumere qui una posizione chiara e deve dire: "Da domani mattina noi faremo in modo che si faccia il controllo e rapidamente vengano informate le popolazioni e venga informato il Consiglio regionale". Lei questo deve dire; se lei non dice questo, lei non svolge la funzione di Presidente. Lei deve dire che cosa farà il suo ufficio, il suo gabinetto, la sua maggioranza, la sua Giunta, lei personalmente. Lei ha la possibilità di riprendere la parola e deve dire: "Domani darò incarico a questo istituto per fare questa verifica ed entro qualche giorno vi do le risposte e se le risposte dovessero essere negative dobbiamo intervenire".

Questo lei deve dire, se non dice questo lei non è credibile nella risposta! Poi io sarò pure moderato come dice lei, però da moderato io pretendo che lei mi dia la risposta, che dia la risposta a tutti noi perché se dovesse essere confermato, io lo metto in termini di dubbio, che è stata autorizzata, effettivamente autorizzata, la trasformazione da punto di appoggio in base, lei ne deve rispondere adesso non quando non sarà più Presidente della Giunta regionale o quando voi non sarete più al Governo. Adesso lei ci deve dire se ha dato l'autorizzazione, se l'ha data perché l'ha data, con chi l'ha concordata, perché l'ha fatto, poi non c'entra niente il presidio per difendere la pace e la libertà, non facciamo chiacchiere su queste questioni perché quella nave che è presente a La Maddalena, in America è stata eliminata dalla circolazione e questo l'ha detto il suo ministro e lei invece non batte ciglio, non ne parla. Matteoli ha detto che ha avuto informazioni che quelle navi come quella che c'è a La Maddalena, in America è stata eliminata dalla funzione e invece noi ce l'abbiamo e secondo lei noi dovremo tenerla! Come fa lei a sostenere una tesi di questo tipo? E io da moderato le dico che lei si sta assumendo una responsabilità enorme nei confronti del popolo sardo e lei deve invece cambiare la posizione che ha espresso anche in conclusione, a parte la relazione, quella che ha espresso in conclusione perché io le ho dato anche un elemento di beneficio dicendo: i suoi collaboratori e i suoi tecnici le hanno dato delle informazioni vecchie, ma adesso a distanza di diverse ore dalla discussione, lei aveva il dovere di controllare, verificare, informarsi per darci le risposte puntuali, invece lei questo non l'ha fatto e non può pretendere che questo Consiglio regionale apprezzi le sue considerazioni e il suo intervento. Possibile che io sbagli, ma se dovesse essere verificato, dovesse essere vero, lasciamo ancora il dubbio, che quel tipo di nave che è a La Maddalena, negli Stati Uniti D'America è stata eliminata dalla circolazione, lei che cosa dice? Che cosa dirà domani? Lo verifichi lei, se dovesse risultare giusta quell'informazione che è scritta qui, lei che cosa dice come Presidente della Giunta regionale? Che cosa consiglia alla Sardegna? Fa finta che non ci sia il problema, oppure assume un'iniziativa di carattere straordinario nei confronti del Governo nazionale e poi nei confronti degli Stati Uniti d'America perché anche noi, seppure nella sua concessione dell'autonomia, popolo dipendente, abbiamo gli stessi diritti che hanno i cittadini americani; perché lei non lo dice questo? Chi glielo impedisce? Argomenti scientifici zero, informazioni ministeriali zero, iniziative della sua Giunta zero, beh, io posso anche invitare il collega Vargiu a La Maddalena o alla Ricciolina per consumare un pasto. Però, caro Vargiu, io voglio dire che questo tema del quale stiamo parlando per la gravità della situazione, per quello che c'è scritto nell'agenzia, dovrebbe impegnarci tutti con uno sforzo superiore a quello che stiamo tentando di fare e l'impegno ci può confermare se non si accoglie la posizione che ha espresso Masala, se si reintroduce il dubbio nel ragionamento e se assumiamo un impegno rapido perché anche quando dovessimo votare gli ordini del giorno, le mozioni eccetera, non vi sembri concluso il confronto e la discussione tra di noi perché noi la richiameremo nel giro di qualche giorno a rispondere dello stesso argomento in modo straordinario, facendovi la richiesta al Presidente del Consiglio della convocazione dell'Assemblea perché la risposta che lei ha dato stasera è una risposta insufficiente, non apprezzabile ed è una risposta omertosa nei confronti della Regione sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Siamo da circa due anni dentro quest'Aula che trattiamo questo argomento, prima dell'ampliamento e la sovrapposizione per l'inquinamento nucleare. Il tutto finisce quasi con una semplicità unica per lei, signor Presidente. Intanto le rinnovo l'invito perché ancora oggi non si è sentito in dovere di sentire la Commissione paritetica. Dentro quella Commissione ci sono membri che rappresentano questo Consiglio regionale, nominati da questo Consiglio regionale, sono i nostri rappresentanti, sono le persone che dovrebbero collaborare con noi, naturalmente se gli si dà la possibilità, ed essere l'elemento di riferimento in un tema di così vitale importanza e lei liquida sia l'ampliamento, che l'inquinamento, con una semplicità unica. L'ampliamento lo giustifica che non c'è un aumento di spazi ulteriori per gli americani e quello che c'è oggi è degradante per la situazione ambientale. Ma perché degradante? La situazione degradante, signor Presidente, è dovuta all'utilizzo che se ne è fatto, e quando da baracche di lamiera da cantiere le si vuole trasformare in cubatura in una semplicità unica, quando la bettolina la si vuole trasformare in pontile e tutto l'aumento di volumetria per 10 mila 800 metri cubi, sono niente, io credo che ognuno di noi si debba preoccupare di questo niente che lei va affermando, si debba fortemente...

PRESIDENTE. Lei il tempo l'ha già utilizzato abbondantemente con il precedente intervento, sono due interventi sommati fanno un tempo che lei ha già utilizzato per cui le restava poco tempo, automaticamente è stato registrato e automaticamente si stacca. Le do qualche minuto per concludere brevemente.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per quanto riguarda il discorso sull'inquinamento, lei è il Presidente che ha avuto una situazione ideale come incarico, si è ritrovato una mozione firmata all'unanimità che proprio impedisce, esprime la volontà del Consiglio regionale, del non ampliamento della base. Si è ritrovato una legge sulla denuclearizzazione della Sardegna voluta all'unanimità in quest'Aula da tutti noi, si è ritrovata su questo tema l'unità del Consiglio, cosa assai rara, e lei riesce a calpestare e a vanificare questa volontà dell'Aula assumendo un atteggiamento di sudditanza che ci lascia perplessi.

Presidente Masala, lei dice che bisogna avere certezze sulle analisi, ma la certezza non si ottiene con questo sistema che oggi qualcuno a livello ministeriale sta mettendo in campo, e cioè che ogni ente, ad iniziare dal Comune di La Maddalena, può prendere iniziativa di fare analisi proprie. Presidente, questo è il sistema per generare il caos, l'incertezza assoluta, la non informazione, per manifestare ancora più dubbi, paure nella gente, e le voglio ricordare che nel 1987 quel famoso referendum che fu fatto, la volontà popolare in quella circostanza fu un secco "no" al nucleare, e certamente che si tratta del nucleare civile, ma ci si riferiva implicitamente anche al nucleare militare, tanto che l'Italia ha firmato tutti gli accordi internazionali contro gli armamenti nucleari, fatta salva La Maddalena che trova vita propria, ha una sua autonomia, una sua libertà, terra di conquista, base americana che non può essere sfiorata, che se chiede l'aumento di cubatura gli deve essere certamente consentito, se succedono le cose che si sono manifestate in questi mesi vanno messe sotto silenzio, se qualche illustre scienziato si permette di dire cosa diversa non è più uno scienziato, ma è uno che sta vendendo fumo. Mentre le nostre centraline, Presidente Masala, e lei sa che io le conosco benissimo perché ho contribuito a farle nascere, ho lottato per attivarle e le ho viste invecchiare non sono adatte, checché ne dica, o che qualcuno comunque voglia certificare, certifica per quello che sono in grado di fare. Quindi non si possono dare al dottor De Luca responsabilità, quelli sono gli strumenti ed onestamente certifica attraversa quelli strumenti quello che riesce a fare, quindi non chiamiamo in causa chi non c'entra. Non c'è niente da fare, Presidente Masala, lei il ruolo lo deve rivestire appieno con l'autorevolezza che merita quel ruolo, anche se è un ruolo provvisorio come è sempre stato per chiunque l'abbia rivestito, ma lei in questo modo non lo sta onorando. L'ha fatto inizialmente, e ho avuto il piacere di constatarlo, nel suo insediamento quando ha reagito doverosamente nel modo in cui ha reagito a quegli atteggiamenti di un sindaco che, ancora oggi, non riesce a capire la pericolosità, i problemi e che tutto si nasconde dietro un pagamento di che cosa? Che i lavori che verranno fatti dagli americani porteranno a spendere quaranta milioni di dollari. Se questo è il sistema per garantire l'incolumità dei sardi, che basta spendere oggi quaranta milioni, domani dieci e dopodomani chissà quanto, se questa è la giustificazione credo che per voi sia finito veramente il tempo e sia necessario che lei per primo abbandoni quel banco e lasci occupare lo spazio a chi ha la forza, la capacità e l'autorevolezza per rappresentare i sardi.

PRESIDENTE. Sono stati presentati tre ordini del giorno. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO COGODI - ORTU - VASSALLO sulla totale rimozione dal territorio dell'isola di tutte le installazioni militari. (Al termine della discussione sulle mozioni n° 113-123-128 e delle interpellanze n° 325/A - 383/A - 393/A)

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO CHE:

1) la attuale situazione di crisi internazionale è chiaramente riconducibile alla aberrante teoria della "guerra infinita" ed alle sue più nefaste implicanze e conseguenze;

2) conseguentemente, deve essere superato l'elemento giustificativo di tale aberrante impostazione eliminando alla radice le cause tutte di asservimento e di grave inquinamento già in atto in modo intollerabile sul territorio dalla Sardegna;

3) che l'obiettivo primario da perseguire, nel primario interesse del popolo sardo, è perciò la pratica di giusto e sano progresso, di amicizia e di cooperazione fra i popoli, di una cultura di pace, di eliminazione di tutti gli strumenti di guerra;

delibera

Contestualmente impegnando la giunta regionale al compimento di ogni atto conseguente,

a) di dichiarare l'intero territorio della Sardegna "terra di pace e di amicizia " fra i popoli;

b) di ritenere necessaria la totale rimozione dal territorio dell'Isola di tutte le installazioni militari finalizzate ad eventi di guerra, l'immediata cessazione di ogni forma di asservimento territoriale e di esercitazione militare a scopo bellico;

e) di esprimere un diniego assoluto alla permanenza della base militare per sommergibili a propulsione nucleare ubicata nell'isola di S. Stefano, arcipelago di La Maddalena, già dichiarato peraltro "Parco naturale ";

d) di promuovere un progetto di sviluppo economico della Regione caratterizzato dalla assoluta qualità ambientale dei processi produttivi e dei beni e servizi derivati, operando nel contempo per il più integrale risanamento, in ogni parte, del territorio isolano. (1)

ORDINE DEL GIORNO SANNA Giacomo - SPISSU - FADDA - BALIA - SCANO - DEIANA sulla necessità di predisporre un programma di monitoraggio sul livello di inquinamento radioattivo nell'aria e nell'acqua dell'Arcipelago di La Maddalena.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni del Presidente della Regione riguardo alla base militare di La Maddalena e sulle mozioni nn. 113, 123 e 128 sul medesimo argomento;

RICHIAMATA la mozione approvata dal Consiglio regionale il 5 dicembre 2002 e constatato che è stata disattesa la volontà del Consiglio;

CONSIDERATO che l'incidente occorso, lo scorso mese di ottobre, al sommergibile nucleare Hartford nelle acque delle Bocche di Bonifacio ha riproposto i problemi più volte evidenziati, derivanti dalla presenza militare nucleare, in ordine alla salvaguardia dell'ambiente ed alla tutela della salute delle nostre comunità;

RIMARCATA altresì la carenza di informazione ed il ritardo delle autorità italiane a rendere pubbliche le modalità dell'incidente e le conseguenze per l'ambiente da esso derivanti;

PRESO ATTO che l'istituto di Radioprotezione e Sicurezza Nucleare Francese (IRSN), in data 28 novembre 2003, ha comunicato che le misurazioni effettuate su tre campioni prelevati nelle Bocche di Bonifacio non rivelano livelli anomali di radioattività, ma ha precisato che nel periodo in cui sono state condotte le rilevazioni "le correnti non erano propizie al trasferimento di un eventuale radioattività emessa nella zona dell'incidente";

PRESO ATTO, altresì, che in data 15 gennaio 2004, l'istituto di ricerca indipendente CRIIRAD, diretto dal prof. Bruno Chareyron, ingegnere e fisico nucleare, ha reso noti i risultati di un indagine condotta per accertare i livelli di radioattività nelle Bocche di Bonifacio, a seguito dell'incidente al sommergibile Hartford del 25 ottobre 2003, da cui emerge che su 2 dei 6 campioni di alghe esaminati il CRIIRAD ha riscontrato un'alta concentrazione di TORIO 234, elemento della catena dell'uranio 238, nonché componente del combustibile nucleare che alimenta i sommergibili;

RICORDATO che l'isola di Santo Stefano ed il mare che la circonda sono inserite all'interno del Parco Nazionale di La Maddalena ed in quello Internazionale delle Bocche di Bonifacio;

CONSIDERATO che il sistema di rilevamento utilizzato a partire dai primi anni '80 è inadeguato e tecnologicamente superato;

EVIDENZIATA la necessità di analisi approfondite e frequenti condotte da istituti indipendenti;

SOTTOLINEATO che il protocollo di impegno concordato tra il Presidente della Regione Sarda ed il Governo italiano contrasta con le posizioni ripetutamente assunte dal Consiglio regionale e rinuncia ad utilizzare i poteri attribuiti alla Regione Sarda dalla Legge n. 898 del 1976,

invita

il Presidente della Regione a ritornare in sede di ricontrattazione per far rispettare la volontà espressa, all'unanimità, dal Consiglio regionale,

delibera di chiedere

a) la predisposizione di un adeguato e specifico programma di monitoraggio nell'Arcipelago de La Maddalena, affidando ad autorevoli istituti di ricerca indipendenti il rilevamento dell'effettivo livello di inquinamento radioattivo nell'aria e nell'acqua;

b) l'obbligo per i sommergibili nucleari che transitano nelle Bocche di Bonifacio, di uniformarsi alle regole della circolazione navale;

c) lo smantellamento della base per sommergibili nucleari di Santo Stefano, entro un periodo di tempo ragionevole e prestabilito,

invita altresì

le Autorità militari e statunitensi a rendere pubblici i risultati dell'inchiesta denominata "Punto zero", per conoscere i dati relativi alla radioattività nelle Bocche di Bonifacio, prima dell'insediamento della base nucleare USA a Santo Stefano e dopo 32 anni di permanenza.

ORDINE DEL GIORNO VARGIU - CORONA - TUNIS Marco - MURGIA - CAPPAI - LADU sulla necessità di potenziare e rendere efficienti i sistemi di sorveglianza delle fonti di inquinamento nell'arcipelago di La Maddalena.

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

a conclusione della discussione sulle mozioni n. 113 e n. 123 e sulle interpellanze n. 325, n. 383 e n. 393 riguardanti la base militare di La Maddalena,

RIBADITA la consapevolezza del ruolo italiano nel contesto del complessivo sistema di sicurezza mondiale, che ha il suo cardine nell'Alleanza Atlantica e nel rispetto delle risoluzioni internazionali dell'ONU;

RIBADITA la consapevolezza che le servitù militari in Sardegna riducono o impediscono completamente l'utilizzo ai fini civili e dello sviluppo di una quantità di territorio che appare davvero sproporzionata rispetto alle servitù del restante territorio della nostra Repubblica;

RIBADITA la consapevolezza che le scelte di sviluppo turistico della nostra Isola rendono indispensabile ogni possibile tutela ambientale e comportano la progressiva riduzione di ogni servitù militare gravante sul territorio sardo;

RIBADITA la consapevolezza che nessun eventuale rischio per la salute della popolazione possa essere considerato in nessun modo accettabile;

impegna la Giunta Regionale

- a moltiplicare gli sforzi perché sia accelerata in tutti i modi l'attività del tavolo d'intesa Stato-Regione, finalizzato alla definizione di un calendario certo e rapido per ogni possibile dismissione da parte dello Stato delle attuali servitù militari;

- ad accertare che i sistemi di sorveglianza e rilevamento delle fonti di inquinamento attuale e potenziale presenti nell'Arcipelago della Maddalena rispondano ai criteri della massima funzionalità, efficienza e completezza;

- ad esperire ogni necessario contatto con le ASL, i Presidi Multizonali e i Dipartimenti di Fisica universitari per provvedere ad ogni necessario potenziamento dei sistemi di sorveglianza;

- a verificare che tali sistemi di rilevazione siano altrettanto efficienti in tutti i siti sottoposti a Servitù militare. (3)

PRESIDENTE. Gli ordini del giorno 1 e 2 possono essere illustrati perché presentati prima della conclusione dell'intervento del Presidente della Giunta, l'ordine del giorno 3 no. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'ordine del giorno numero 1.

COGODI (R.C.). Pochissime parole perché l'ordine del giorno che noi abbiamo presentato riprende e ripropone i termini essenziali che già erano contenuti nella mozione e quindi sono nella loro proposizione chiarissimi. Colgo quindi l'occasione di dire alcune parole in sede di illustrazione che valga anche come motivazione di voto sull'ordine del giorno numero 1 e anche sugli altri ordini del giorno, proprio per l'economia massima dei lavori del Consiglio.

Noi abbiamo detto, e ripetiamo, una cosa semplice, però chiara, però efficace, che se è sincero l'allarme, se è fondata la preoccupazione che in questa materia tutte le parti politiche con diverso accento hanno voluto esprimere, se è sincera questa preoccupazione, e se l'Assemblea rappresentativa per davvero vuole rappresentare l'opinione, il convincimento, le aspettative, i buoni diritti della società sarda, non basta più dire che si debbono meglio controllare gli effetti nefasti di una contaminazione nucleare possibile, ma va invece eliminata alla radice la causa; vanno eliminati dal territorio e dalle acque della Sardegna i sommergibili a propulsione nucleare, una cosa semplice, però chiara, però decisa per tutti i ragionamenti che abbiamo fatto e non è il caso che ripetiamo.

Non si può in questa materia giocare con le parole. Non si può in materie di così vitale importanza minimizzare o tentare di minimizzare. Io ho presente la descrizione che ha fatto il presidente Masala riferendosi, nella sua esposizione, all'incidente che è occorso al sommergibile a propulsione nucleare americano quando si è incagliato nei mari del nord Sardegna, si è detto: "è stato un piccolo incidente. E' stata rilevata una ammaccatura superficiale". Ma come si fa!

Quell'incidente è stato nascosto per quasi un mese. Quel sommergibile è stato lentamente trasportato nell'altra parte del mondo. Il comando militare USA è stato rimosso per le informazioni che abbiamo dai giornali americani e non dai giornali italiani. Il comando militare americano è stato rimosso in ragione di quell'incidente occorso a quel sommergibile. Per il Presidente della nostra Regione era una piccola ammaccatura, ha toccate la vernice, era una botta al parafango, roba da constatazione amichevole del danno, CID, passi all'assicurazione domani mattina, ma roba da matti! È offensivo un atteggiamento di tal fatta, solo il modo, il tono, il tentativo di minimizzazione estrema, questo è prendere e vendere ogni qualsiasi ragione oltre che preoccupazione agli altri.

Ecco perché noi con chiarezza proponiamo che il Consiglio regionale dica una cosa semplice, elementare, sicura: il sommergibile a propulsione nucleare, quei sommergibili perché quelli sono e non altri, debbano essere allontanati. E lo diciamo perché l'ha già detto la legge della Regione, e io voglio ancora capire come può esserci ancora un consigliere regionale che ha giurato fedeltà alla Regione e fedeltà alla Costituzione e che sei mesi fa ha votato una legge nella quale è detto: "Nucleare in Sardegna no" ed oggi voterebbe invece un ordine del giorno nel quale è detto: "nucleare in Sardegna sì" contro la legge regionale che obbliga tutti rispettarla e a farla rispettare.

Dico una parola anche sugli altri ordini del giorno così evito dopo, almeno per quanto riguarda me personalmente, gli altri colleghi diranno la loro opinione, sugli altri ordini del giorno. Noi riteniamo di esprimere un voto favorevole anche sul secondo ordine del giorno, quello a firma Sanna Giacomo e più, ancorché riteniamo che quel secondo ordine del giorno sia debole, insufficiente, perché chiede pure esso, quel secondo ordine del giorno, l'allontanamento della base nucleare però dice: "entro un periodo di tempo ragionevole e prestabilito".

Ora, se la ragione o la ragionevolezza del tempo fosse rimessa a noi potremmo dire diamo un tempo ragionevole, trenta giorni, trenta ore, trenta secondi, perché se ne vadano. Ma siccome la ragionevolezza del tempo è rimessa agli altri, e la ragionevolezza degli altri se è quella del governo italiano o se è quella degli americani è di ragionare che lì ci saranno sempre, per cui rimettere la domanda di allontanamento alla ragionevolezza del tempo prestabilito non da noi ma da altri per altro, non essendo oggetto questo di un accordo e né di una fase, né di una procedura garantita, è chiaro che esprime sul piano politico dell'auspicio, anche del sentimento, anche della volontà, una affermazione condivisibile, però non è un atto decisivo ai fini della espressione ferma e piena della volontà di rimozione della base nucleare in Sardegna.

Tuttavia noi lo voteremo perché riteniamo che è meglio di niente, riteniamo che vada nella direzione almeno dell'auspicio e della affermazione di volontà giusta, fermo restando che lo riteniamo debole, lo riteniamo insufficiente, che vi è una differenza notevole ed anche sostanziale, per molti versi, tra questo secondo ordine del giorno del centrosinistra e l'ordine del giorno che noi abbiamo presentato rispetto al quale rivolgiamo invito e appello a tutto il Consiglio, a partire dalla parte democratica e autonomista del Consiglio, perché possano esprimere un voto favorevole anche sull'ordine del giorno numero 1, così come noi lo esprimeremo, seppure non del tutto convinti, sull'ordine del giorno numero 2.

Sull'ordine del giorno della maggioranza meglio non dire nulla, meglio stendere un velo pietoso...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, deve parlare del suo documento.

COGODI (R.C.). Sì, sto parlando del mio, per chiarire che cosa dice il nostro documento vede in comparazione è più facile comprenderlo, ma ho finito, dico che della terza proposizione dell'ordine del giorno della presunta maggioranza meglio stendere un velo pietoso perché davvero è un auspicio del tutto inutile, nel senso che se anche si verificasse non risolverebbe veramente nulla.

E sulla linea, e sulla scia di quell'atteggiamento provocatorio, ho ripensato un po' fra me: "ma non avrò usato un'espressione un po' forte dicendo anche proditorio" No, è un atteggiamento provocatorio e anche proditorio perché tradisce, perché contrasta il deliberato formale della legge regionale che in questa Regione ha già solennemente affermato che non solo la permanenza, ma anche il transito del materiale nucleare per legge di questa Regione è proibito; e chi viola la legge regionale, quella che ha approvato questo stesso Consiglio, è chiaro che tradisce la volontà che ha già espresso e, in ogni caso, tradisce la finalità e il valore della legge regionale che vale per intanto almeno per chi l'ha fatta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo per illustrare l'ordine del giorno numero due.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Cercherò di non ripetermi almeno nelle cose che ho detto poc'anzi. Intanto se questo ordine del giorno è debole e insufficiente riesce per quanto mi riguarda a spiegare il pensiero dei firmatari, e non solo dei firmatari, ma perché nella parte deliberativa rispecchia per intero il deliberato dell'assemblea tenutasi sabato a Bonifacio dove, a parte i rappresentanti politici, ambientalisti e quant'altro della Sardegna, e a parte la presenza proprio a livello ambientalista dei massimi livelli nazionali, eravamo in casa loro, c'era una presenza molto accreditata politico, ambientalista, di gente che aveva il piacere di partecipare, ascoltare e esprimere il proprio pensiero sabato a Bonifacio.

Quel documento è stato votato all'unanimità nella circostanza da me che ero lì e dal collega Cogodi che oggi lo ritiene debole e insufficiente, ma da sabato ad oggi posso anche capire, io che dovrei essere, e lo sono, molto radicale su questo argomento, però tengo presente che queste battaglie da soli non si possono fare e la solitudine resta solitudine e si manifesta molte volte con assoluta debolezza.

Presidente Masala, intanto serve a noi ricordare tutti che parlare oggi di Santo Stefano non è solo, e lo si può fare per i limiti di un ampliamento o di un inquinamento nucleare, voglio ricordarvi che lì, per accordi, per volontà c'è un parco nazionale che è quello di La Maddalena e c'è, per quanto riguarda le bocche di Bonifacio, un parco internazionale voluto; volontà politica espressa con atti, perché credo che questo lo dobbiate ricordare perché effettivamente mi dispiacerebbe che il motivo per cui voi ricordate La Maddalena sia frutto solo perché il presidente del parco della Maddalena è espressione del suo partito, io mi auguro che non sia questo il motivo ma sia ben altro, tutt'altra cosa.

Allora in questo spazio dove c'è un parco nazionale e un parco internazionale stanno avvenendo delle cose che vanno a sminuire enormemente il valore ambientale di queste due realtà. A voi passa inosservato come che non vi riguardi, sapete benissimo che siamo in ritardo sotto tutti gli aspetti per quanto riguarda il controllo, ma se non fosse sufficiente, presidente Masala, i prelievi, se non l'hanno informato, glielo dico io, in quei siti individuati dall'Enea a suo tempo, i prelievi vengono fatti dai sommozzatori della Marina. Cioè ciò che dovremmo controllare noi lo facciamo controllare a chi dovrebbe essere invece controllato.

E mi sembra un po' strano che questo non l'abbia colpito, mi sembra veramente strano che tutto ciò stia passando in secondo piano, e che questo sistema di rilevamento, che è vecchio di vent'anni, e se mi consente il collega Cassano che ha una macchina di oltre vent'anni ed è una macchina d'epoca, queste macchine d'epoca, presidente Masala, ci vogliono i soldi, ci vuole un investimento serio per mettere in piedi un sistema di controllo e di monitoraggio continuo, adeguato a quelle che sono le esigenze di oggi, con la tecnologia che oggi il mercato offre, ma questo non sta nel vostro pensiero.

Nel vostro pensiero sta il fatto che questo Governo ha consentito al Comune e a quanti più intimi avessero e ne sentissero la necessità di fare le proprie analisi, questo glielo voglio ripetere perché è importante che lei, finalmente, lo capisca. E lei deve tornare a quel tavolo dove ha svenduto parte del territorio regionale, in quel protocollo, in quel protocollo per impegnarsi in modo diverso su quel mandato che le ha dato il Consiglio regionale che contrasta con quelle posizioni e con quel risultato che quel protocollo gli ha consentito e lei ha accettato passivamente.

E' soprattutto il riferimento che noi nell'ordine del giorno facciamo alla legge 898, presidente Masala, del '76, la utilizzi a pieno, ci sono gli strumenti legislativi, ci sono gli strumenti parlamentari che lei non vuole utilizzare forse per non dare fastidio perché il momento politico non è dei migliori, forse perché la situazione non le è neanche favorevole, ma poco importa, lei quel ruolo lo deve rivestire a pieno e quelle che sono le sue competenze in questo caos generale al quale non interessa niente dell'argomento che stiamo discutendo, ed è una manifestazione di resa anche di questo Consiglio, dell'incapacità se non dico di ascoltare quanto meno di andarsene fuori a parlare, non tanto per il rispetto per chi sta parlando, ma per l'argomento in discussione.

E il richiamo che le facciamo, presidente Masala, è quello di tornare quindi a quel tavolo per far rispettare le nostre volontà, le volontà di questo Consiglio. E le ripeto, non commetta l'errore di qualche suo predecessore che su atti di questo genere ha vanificato l'unanimità del consenso e della volontà.

Nei punti del deliberato che, ripeto, sono uguali e identici a quello che si è concordato sabato a Bonifacio, credo che ci sia proprio la possibilità di mettere insieme, ancora una volta, questo Consiglio regionale. E al collega Vargiu voglio ricordare che quando si fanno gli ordini del giorno non si può scrivere che si può verificare che tali sistemi di rilevazione siano altrettanto efficienti in tutti i siti isolani sottoposti a servitù militare. E me dispiace, collega Vargiu, ma l'unico controllo vero che si faceva un tempo e che oggi è scaduto enormeemente, in qualità e in sostanza, è quello de La Maddalena, e negli altri siti militari di controlli non ce ne sono, questa è la cosa più grave, non c'è controllo alcuno, perché in quest'Aula voi, questa maggioranza, ha rifiutato in quella mozione approvata a suo tempo che impedisce l'aumento di cubatura a Santo Stefano, ha rifiutato di approvare in quella circostanza l'istituzione, in tutte quelle realtà a cui lei fa riferimento, di controlli seri, reali ed efficaci.

Presidente Masala, se a qualcuno non piace lo smantellamento, io intendo lo smantellamento come un qualcosa che deve avvenire, può avvenire, ma che ha dei tempi tecnici, che non è un pacco che si prende e si sposta, va bene, ed intendiamo anche che l'obbligo dei sommergibili nucleari, come di tutto ciò che il parco internazionale di Bonifacio prevede, siano proibiti al transito anche per questi sommergibili nucleari a maggior ragione. Va salvaguardato sotto tutti gli aspetti, cosa che continuiamo dimenticare.

Allora richiamo nuovamente l'attenzione di tutti i colleghi soprattutto sul deliberato di questo ordine del giorno, prima di bocciare, prima di assumere posizioni di maggioranza e di opposizione comunque, verificate attentamente il contenuto di quei punti, verificate se c'è la possibilità vera di garantire ciò che sino a oggi non siamo riusciti a garantire e di dare la possibilità…

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lei oggi è in sovra overdose, prego, concluda, grazie.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Allora mi levo la scimmia Presidente perché mi è rimasta sulla spalla. Dicevo ai colleghi di leggere attentamente gli ordini del giorno e di verificare quelle che sono le volontà espresse, perché credo che fare un discorso di maggioranza e di opposizione su un tema come questo sia penalizzante per una parte e per l'altra, che si possa arrivare a deliberare tutti assieme qualcosa di valido, di reale e di concreto per porre fine a questa situazione ormai invivibile.

Non rinviamo ad altro momento, non diamo la possibilità ad altri di prendere posizioni serie in grado di essere condivise come sono condivise dalle popolazioni, la salvaguardia della salute, la salvaguardia dell'ambiente, la salvaguardia soprattutto di una realtà come quella che merita una attenzione che forse in questi anni non ha avuto.

PRESIDENTE. Si conclude qui l'illustrazione degli ordini del giorno. In ordine di numero li mettiamo in votazione. Prima devo completare l'iter dell'ordine del giorno prima di passare alla votazione. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. L'uno e il due non si accolgono, il tre sì.

PRESIDENTE. Accoglie il numero tre, non accolto il numero uno e il numero due. Ha domandato di parlare il Consigliere Vassallo per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Soltanto per alcune doverose precisazioni anche rispetto alle dichiarazioni che poc'anzi sono state rese.

PRESIDENTE. Scusi onorevole Vassallo, sta facendo dichiarazioni di voto?

VASSALLO (R.C.). Soltanto alcune brevi precisazioni rispetto alle dichiarazioni di voto poc'anzi rese sui due ordini del giorno e precisamente sul numero due, per precisare che non è nostro costume e nemmeno nostra volontà rimanere in solitudine e che l'ordine del giorno da noi...

COGODI (R.C.). Però, Presidente, non è possibile! Non sento io che sono accanto, immaginiamo gli altri.

PRESIDENTE. Abbia pazienza onorevole Vassallo. Colleghi, se dobbiamo fare salotto sospendiamo i lavori. Per cortesia, consentite.... colleghi, cosa facciamo? Colleghi, onorevole Dore, Onorevole Corona, Sanna,... Sospendo i lavori per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19, viene ripresa alle ore 19 e 12.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Onorevole Vassallo, vuole riprendere per cortesia, grazie. Colleghi, per favore.

VASSALLO (R.C.). Io vado avanti anche se mi sembra che la situazione non sia cambiata da quando abbiamo sospeso, evidentemente poco interessa.

PRESIDENTE. Interrompa un momento perché voglio che lei possa parlare ed essere ascoltato, pertanto prego l'onorevole Spissu di riprendere posto, c'è il collega Vassallo che sta facendo dichiarazioni di voto. Onorevole Sanna, onorevole Contu, prendiamo posto per favore. Prego onorevole Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Un breve intervento rispetto alle dichiarazioni poc'anzi rese sui due ordini del giorno, in particolare il numero uno e il numero due, e per fare alcune precisazioni in queste dichiarazioni di voto. Intanto dicevo che non è nostra abitudine come Gruppo rimanere in solitudine, arroccarci su posizioni estreme che nulla hanno a che fare con la nostra storia e con la nostra azione. C'è soltanto sembrato, e anzi possiamo dire che lo possiamo anche constatare, che l'emendamento...

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo scusi un secondo, colleghi ha ragione l'onorevole Vassallo che non è cambiato nulla. Onorevole Tunis … vi prego, se vogliamo interrompere interrompiamo, che problema c'è? Se però stiamo lavorando e c'è un collega che parla bisogna ascoltarlo e comunque consentirgli di parlare, di fare il suo intervento. Onorevole Vassallo, prego.

VASSALLO (R.C.). L'ordine del giorno numero uno risponde con maggiore coerenza rispetto anche a quanto sottoscritto nel documento stilato a Bonifacio alcuni giorni fa di cui il mio Capogruppo, così come lei, onorevole Sanna, eravate presenti in quella adunanza. Voglio ribadire e precisare leggendo brevemente cosa conteneva nella sostanza questo documento che diceva: "è giusto precisare che il collettivo resta fermamente e sinceramente avverso alla presenza nucleare militare" È chiaro che questa è un'affermazione precisa che contrasta esattamente con quello che poc'anzi si diceva. A prescindere che noi abbiamo detto voteremo anche l'emendamento numero 2, voglio rilevare ai sottoscrittori e ai presentatori che questo ordine del giorno è alquanto limitativo, in quanto si limita espressamente alle questioni di natura ambientale e per il suo contenuto deliberativo di per sé non limita nemmeno la possibilità e l'espressione che avvengono quei piani di ristrutturazione che la marina militare americana ha richiesto, e per cui siamo di fronte di sicuro ad un passo avanti, ma è di sicuro un molto piccolo passo avanti. Per cui io vi chiedo di farne un altro e di votare anche l'ordine del giorno numero 1. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vassallo.

Ha domandato di parlare il consigliere Usai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Stiamo votando, onorevole Usai, l'ordine del giorno numero 1, io l'ho trovata iscritta fra quelli che hanno richiesto per la dichiarazione di voto. Prego.

USAI (A.N.). Signor Presidente, io mi ripropongo anche di intervenire... soltanto sull'ordine del giorno numero 1 posso intervenire?

PRESIDENTE. No, può anche farlo su tutti e tre, io le ho semplicemente detto che stiamo per votare il numero 1.

USAI (A.N.). Se fossi un altro collega direi che lei ha tentato di levarmi la parola, ma non c'è riuscito!

Colleghi, questa non è una provocazione, però io vi inviterei a leggere con attenzione l'ordine del giorno Vargiu - Corona - Tunis - Murgia e Cappai per sapere se c'è qualcuno dei colleghi che stanno in questo Consiglio che contestano le affermazioni contenute in questo ordine del giorno. Ribadita la consapevolezza che l'Italia fa parte dell'alleanza Atlantica ed è la fedeltà all'alleanza Atlantica. Io ho sentito i colleghi, devo dire la verità, anche con un pochino di stupore, i colleghi del centrosinistra dichiararsi più Americani con la K di quanto possa essere sospettata qualsiasi altra forza di destra o di centrodestra; hanno detto i colleghi del centrosinistra che l'amicizia con l'America non si contesta, che l'amicizia con l'America è un valore, che l'amicizia con l'America è un punto fermo nella storia dell'Italia passata, attuale e hanno detto, anche se non sbaglio, futura. E quindi sono d'accordo sul primo punto dell'ordine del giorno. Credo che possano essere d'accordo anche sul secondo punto quando si dice che le servitù militari qua in Sardegna hanno un ruolo ingombrante per la quantità di territorio che occupano le servitù militari stesse e che impediscono un adeguato, così come si dice al punto tre, sviluppo turistico della nostra regione. Mi pare che queste siano tutte cose che sono emerse nel corso del dibattito; è stato detto e ripetuto, non dai banchi del centrodestra, ma dai banchi del centrosinistra quello che io sto in questo momento illustrando, si aggiunge anche che ovviamente devono essere impediti in tutti i modi i danni alle popolazioni della Sardegna, anche perché, lo diceva il Presidente Masala, non è che ci siano alcuni guerrafondai e alcuni, come si diceva un tempo, pacifondai. Non è che ci siano alcuni in questo Consiglio e fuori da questo Consiglio che vogliono far morire la gente e ed altri invece che questa gente vogliono salvarla, non è che ci siano consiglieri comunali che vogliono vedere i sardi e i maddalenini irradiati ed altri invece che vogliono comunque e per sempre salvarli da queste radiazioni. La realtà è che negli ordini del giorno numero 1 e numero 2 si coglie, consentitemelo, quello spirito antiamericano, quello spirito giustamente o ingiustamente indipendentista, quello spirito che comunque prescinde da quelle che sono le alleanze dell'Italia, che sono alleanze consolidate, che sono alleanze vecchie, sono alleanze perlomeno per quello che attiene la base de La Maddalena che risalgono al 1972 quando non esisteva Forza Italia, quando Alleanza Nazionale si chiamava Movimento Sociale Italiano e non contava niente, quando nel corso di questi trenta anni, hanno governato qua dentro il centro, il centrosinistra, la sinistra centro, quelli che adesso sono indipendentisti... autonomisti, Giacomo non sono come... i Cattolici, i comunisti eccetera, eccetera.

Nel 1972 questo accordo venne stipulato, e nei 32 anni successivi...

PRESIDENTE. Concluda la prego.

USAI (A.N.). Farò come il collega Cogodi, mi limito per questo momento a terminare il mio intervento, interverrò poi ad illustrare ulteriori cose e a parlare... quanto avevo di tempo Presidente? Cinque minuti!

Benissimo dicevo e sto concludendo: dal 1972 dentro quest'Aula si sono succedute tutte le maggioranze possibili e immaginabili, maggioranze anche che hanno visto come forze egemone coloro i quali adesso sbraitano e strepitano contro la base de La Maddalena. Cercherò di intervenire successivamente se ne avrò l'opportunità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). A me dispiace e mi dispiace seriamente che non ci siano le condizioni politiche per una conclusione unitaria perché significa che su una questione estremamente delicata la rappresentanza istituzionale dei sardi non è in grado di dare al Governo un messaggio univoco, ma purtroppo questo è, che i primi due ordini del giorno sono diversi, ma con molti punti in comune, che potrebbero anche essere diciamo con una riflessione rapida e unificata, ma ormai mi pare che siamo in una fase successiva. Il terzo invece, me lo consentano i colleghi Vargiu, Corona, Murgia, Tunis e Cappai, io non voglio dirlo con un linguaggio irrispettoso, ma è acqua fresca, è veramente acqua fresca: bisogna fissare un calendario, bisogna concordare calendario, bisogna accertare che i sistemi di sorveglianza rispondano a criteri della massima funzionalità, va beh, insomma...

Io mi ritrovo pienamente, soprattutto nell'ordine del giorno numero 2, per questo faccio una dichiarazione di voto a favore, guardo con simpatia anche al primo, e mi ritrovo nel secondo per questo motivo, riassumo in un minuto: questione ambientale, il fatto che ci sia a La Maddalena incontestabilmente una fonte di rischio sta determinando da anni uno stato di segretezza, di copertura, non bisogna vedere non bisogna sapere, non bisogna parlare, non bisogna dire, non bisogna muoversi, non bisogna fare. E invece proprio il fatto che c'è indiscutibilmente una fonte di rischio richiederebbe il massimo della trasparenza, questo andrebbe detto a chiare lettere. Secondo, questione della risistemazione, delle migliorie, cosiddette, nella base: al di là della querelle sulle cubature, di cui abbiamo parlato nel dibattito, il punto è che c'è un mutamento, comunque c'è un fondato sospetto, un fondato interrogativo sul mutamento operativo e funzionale della base. C'è cioè la domanda profonda, fondata, se non siamo di fronte a un salto di qualità, e allora bisognerebbe dire, con molta determinazione e nettezza, dovrebbe dirlo il Consiglio regionale nel suo insieme, che siamo contrari in tanto a un salto di qualità e a un mutamento operativo e funzionale della base de La Maddalena. Terzo, è successo un fatto che è grave. Ciò che è grave è questo: in un primo tempo il Presidente della Regione ha chiesto il riesame di quella pratica e poi ci troviamo, successivamente, di fronte a una rinuncia, al riesame, ai poteri, alle facoltà, alle possibilità previste dalla legge 898 del '76, quella delle servitù militari, la legge nazionale, e ci troviamo di fronte a un protocollo d'intesa che, badate, è certo, beh, noi non l'abbiamo letto, non sappiamo esattamente, ma insomma può essere anche che i termini siano circoscritti, che si affrontino semplicemente le materie che qui - e non voglio metterlo in dubbio, naturalmente - il Presidente della Giunta ha solennemente dichiarato al Consiglio che ivi si affrontano, però badate la nostra e la mia preoccupazione, vi assicuro molto seria e molto fondata, è che domani, quando il Governo della Regione, un nuovo Governo della Regione, il nuovo Consiglio regionale dovesse porre con nettezza la questione del superamento delle presenze militari nucleari e straniere nel nostro territorio, può essere, non vorrei che ci si trovasse di fronte al Governo che dice: "Ma come? Nel gennaio del 2004 voi avete firmato un protocollo di impegni sulla ristrutturazione della base, non sapevate allora che cosa stavate firmando?"

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scano. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Onorevole Corda sul numero 1, glielo ricordo perché, lei capisce, potrebbero esserci problemi poi a seconda della volontà dell'Aula circa il voto.

CORDA (Gruppo Misto). Certo, Presidente, io mi limiterò a fare un intervento di carattere generale, diciamo. Io ho assistito ieri e per tutto oggi agli interventi dei colleghi del centrosinistra, del centrodestra, e francamente, per le cose così come stanno, mi sembra che, visto il periodo, si tratti più che di un allarme atomico, di un allarme elettorale. Cioè la radioattività non è un fantasma che appare e scompare senza lasciare traccia. La radioattività se c'è è rilevabile e allora lì si può parlare di allarme.

Ho sentito lanciare accuse da una parte all'altra di chi sarebbe la responsabilità di questa base di La Maddalena. Ecco la base di La Maddalena non è stata allestita da un governo di centrodestra e non è stata subita o sopportata neanche da un Presidente, il presidente Floris, né da Pili né da Masala e nemmeno da Palomba o di chi l'ha preceduto, perché quando si entra in questioni di difesa internazionale e di accordi internazionali sulla difesa la competenza, come tutti sappiamo, non è una competenza che può essere nostra, la competenza è nazionale in capo al Ministero della difesa o in capo al Capo delle forze armate, che è il Presidente della Repubblica. Allora è inutile che si parli di una legge che noi abbiamo fatto a luglio per impedire che in Sardegna ci siano le basi militari atomiche, eccetera. Siamo d'accordo che il peso delle servitù militari in Sardegna è un peso troppo gravoso, che se vogliamo fare sviluppo con tutte queste basi avremo qualche difficoltà, questo è evidente, ma io credo che sia strumentale al periodo che stiamo vivendo, che è un periodo ormai elettorale, tutto questo argomentare su un allarme che mi sembra che dovrebbe essere un po' ridimensionato.

Presidente, invece io ho ascoltato con attenzione il suo intervento e debbo dire che mi ha un po' preoccupato, questo sì, e mi ha preoccupato in modo particolare nella parte finale, quando lei ha affermato: "Non si può lasciare nulla al caso, non si può accettare nessun margine di rischio, dunque dobbiamo verificare che gli strumenti di rilevazione siano efficienti e adatti". Presidente, il Presidente della Regione dovrebbe rassicurarci sulla assoluta affidabilità dei controlli e degli strumenti utilizzati e della corretta metodologia, ma dovrebbe dircelo adesso. Io mi auguro che questa verifica sia stata fatta e che il Presidente della Giunta possa dire ai sardi, non solo a noi: "Non vi preoccupate, non c'è nessun allarme atomico, gli strumenti posti in essere che funzionano sono perfettamente efficienti e rispondenti alle esigenze che abbiamo in Sardegna". Ecco, io di questo ho bisogno di sentir parlare. Poi, per quanto riguarda le basi e i sommergibili atomici, io vorrei ricordare agli amici del Consiglio che a Elmas c'era uno squadrone di aeroplani, i cosiddetti Atlantic, e i cosiddetti aerei antisommergibile. Se voi avrete la curiosità di parlare con i comandanti che hanno comandato questi aerei vi racconteranno di quante volte sono entrati nelle acque territoriali nazionali, quindi a 15-20 chilometri dalla costa della Sardegna, sono stati rilevati dagli Atlantic sommergibili atomici russi e di altre nazionalità e dunque mi sembra che impedire con una legge regionale che ci sia la circolazione nelle nostre acque territoriali di sommergibili atomici sia un compito francamente abbastanza gravoso da assumere. Dunque, noi ricordiamoci che siamo in Sardegna, che siamo in Italia, che abbiamo fatto un accordo e siamo nella NATO, noi continuiamo a credere che questo sia un accordo che va salvaguardato. Va, credo, Presidente, verificata questa efficienza degli strumenti, per tranquillizzare i sardi sulla eventuale possibilità di radioattività o, se viene rilevata, che si facciano gli interventi necessari, e mi sembra che questo sia, e poi un intervento per cercare di alleggerire il peso delle basi militari in Sardegna.

Siccome ci sembra che l'argomento sia pretestuoso, su argomenti di questo tipo noi non esprimiamo voto, quindi io annuncio il voto di astensione del Movimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, colleghi siamo ormai a due mesi, due mesi e mezzo, a fine ormai della legislatura e mi auguravo che si arrivasse a questo traguardo con espressioni, diciamo, al meglio da parte dell'Aula, dei colleghi consiglieri, con un impegno un po' più preciso, un po' più impegnato e più seriamente impegnato. Invece dai lavori che si sono conclusi poc'anzi è emersa la presentazione dell'ennesima istanza, per altro giusta, per alcuni versi condivisibile, ma infarcita talmente di demagogia, infarcita e piena di rancori, di aggettivazioni improprie che nulla hanno a che fare con una seria istanza che tenda veramente a contribuire per risolvere un problema anche da un punto di vista di una posizione di opposizione, piuttosto che, invece, come sta avvenendo, peggiorare e creare soltanto allarme tra le genti, col solo fine di creare vantaggi che non daranno frutto a nessuno, di creare allarmi che non daranno frutto a nessuno.

I comandanti che hanno incidenti, anche di un volgare cargo, subiscono tutti purtroppo l'onta e hanno come conseguenza di essere allontanati dal comando, anche quel povero disgraziato, ancorché innocente, che andò a sbattere con una nave buona ed efficiente, non una carretta, nelle acque fuori Portovesme. Fu detto, ma era falso, che portava una nave vecchia carretta; la nave fu analizzata bene, lamiere e consistenza, all'università, era bella sana e armata di tutto punto per poter navigare nelle acque non solo mediterranee, ma anche in quelle degli atlanti. E allora non ci meravigliamo se i comandati di questa nave che ha avuto un incidente sono stati allontanati, è normale prassi, prima o poi, dopo qualche mese, vengono allontanati, ripeto anche se comandano carrette che portano merci secche di alcun valore.

Non perché voglia semplificare, la preoccupazione e l'allarme devono essere vivi, ma neppure posso credere o riesco a immaginare questo orco di presidente Masala che ormai non fa altro che creare addirittura presupposti per peggiorare la situazione. Sono emerse veramente l'anima e la povertà ormai di dialogare in termini seriamente politici, è soltanto maldicenza, maldicenza su maldicenza. Non ho altri commenti da fare, ne avrei tanti, ma non ne ho altri, quasi una delusione, perché non è così che si approcciano i problemi di un serio autonomismo, al quale io mi sono ultimamente molto interessato e al quale io ho posto grande attenzione, ma la strada da percorrere è un'altra, non la guerra, ma è il confronto per risolvere le situazioni. Per cui non voterò nessuno dei tre documenti, perché sono certo che la Regione sollecitata, i Presidenti in prima persona faranno tutto quello che occorrerà fare per cercare di risolvere al meglio il problema. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto.

PINNA (D.S.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Presidente, annunciando il mio personale voto contrario sull'ordine del giorno numero 1, desidero rammaricarmi del fatto che quest'Aula non abbia saputo trovare una sintesi tra gli ordini del giorno, che potesse concludere in maniera unitaria ragionamenti che in quest'Aula sono stati sostanzialmente unitari. E nel rammaricarmi e nel chiudere anche l'intervento desidero soltanto ricordare una dichiarazione che è comparsa oggi sui giornali, una dichiarazione che in qualche maniera fa il paio con quelle che ha letto il collega Cugini. Un illustre scienziato sardo, che viene interrogato su La Maddalena esprime un proprio parere politico sulle basi militari in Sardegna e dice: "Negli anni '70 io rimasi indignato quando, senza consultare nessuno, il Governo italiano consentì agli Usa di realizzare una base per sommergibili nucleari. Oggi, se devo fare una considerazione politica, dico che non mi piace ciò che stanno facendo gli americani in Iraq, non mi piace la base della Maddalena, non mi piace Perdasdefogu, non mi piace tutto ciò che ha a che fare con le armi e con la guerra". Mi sembra che sia una dichiarazione che senz'altro la dice lunga sull'appartenenza di chi la rilascia, che sicuramente ha un'appartenenza, una cultura che appartengono a una sinistra pacifista, della quale una serie di considerazioni fatte con onestà culturale possono anche essere condivise. La stessa persona poi aggiunge: "Sono rimasto disgustato della reazione dei politici al caso La Maddalena, hanno strumentalizzato un problema politico, basi sì, basi no, invocando argomentazioni scientifiche e dicendo un cumulo di sciocchezze. Non è onesto". Sarebbe stato forse più onesto che questo Consiglio, dimenticando la fase preelettorale, trovasse su un problema di rilevanza e di interesse di tutti i sardi la volontà di esprimersi in maniera unitaria.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.

COGODI (R.C.). Ma ci vuole faccia tosta!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, possiamo impedire battute di questo genere? Abbiamo rispetto delle posizioni di tutti i colleghi, anche quando non le condividiamo.

Poiché nessun altro domanda di parla, passiamo alla votazione dell'ordine del giorno numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R. C.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri DEMURU, SCARPA, MANCA, VASSALLO, ORTU, BALIA, SCANO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno 1.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Onorevole Ibba, come ha votato?

IBBA (S.D.I.-S.U.). Astenuto.

PRESIDENTE. Non si astenga troppo che è pericoloso!

Se eravate insieme, onorevole Dore, io devo trattare tutti e due allo stesso modo, quindi dica come ha votato.

DORE (La Margherita-D.L.). Favorevole.

Rispondono sì i consiglieri: COGODI - DORE - MANCA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SCARPA - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALIA - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CARLONI - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - LOCCI - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 70

Votanti 43

Astenuti 28

Maggioranza 22

Favorevoli 11

Contrari 31

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Ordine del giorno numero 2. Stiamo per votare. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato chiesto anche sull'ordine del giorno numero 2 il voto elettronico palese. Pertanto sette colleghi che appoggiano la richiesta? Grazie.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MASIA, IBBA, BALIA, CUGINI, MARROCU, ORRU', Alberto SANNA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno 2.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BIGGIO - CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 72

Votanti 67

Astenuti 5

Maggioranza 34

Favorevoli 35

Contrari 32

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'ordine del giorno 3.

(Interruzione dei consiglieri Spissu e Fadda)

PRESIDENTE. Gli ordini del giorno si votano tutti, non è contrasto. Non è in contrasto. Colleghi, non sono in contraddizione, forse è, come dire, un ribadire le stesse cose, magari usando parole diverse.

(Proteste dai banchi del centrosinistra)

PRESIDENTE. Dire "smantellamento" o dire "dismissione", guardate che il significato non è molto diverso. Comunque l'Aula nella sua sovranità dirà quello che pensa col voto, è il modo più democratico per esprimersi.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Chi lo appoggia, grazie.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MASIA, IBBA, BALIA, CUGINI, MARROCU, ORRU', Alberto SANNA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno 3.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

(Applausi da parte dei consiglieri del centrosinistra)

PRESIDENTE. Colleghi, vogliamo introdurre un sistema nuovo? Per ogni votazione applaudiamo? Colleghi, fino a quando...

Sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 50 , viene ripresa alle ore19 e 52.)

PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a prendere posto e ad avere pazienza ancora qualche minuto. Io adesso comunicherò l'esito della votazione e quindi il voto diventa ufficiale, dopodiché vi prego di aspettare due minuti perché non chiudo subito i lavori dell'Aula, poi capirete perché. Solo due minuti.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'ordine del giorno numero 3.

Presenti 72

Votanti 68

Astenuti 4

Maggioranza 35

Favorevoli 33

Contrari 35

(Il Consiglio non approva).

(Applausi da parte dei consiglieri del centrosinistra)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Abbiate un po' di pazienza, due minuti. Colleghi, il Consiglio non è chiuso ve lo ricordo.

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, io mi scuso per questo incidente che io non ho assolutamente fatto, perché il sottoscritto non ha fatto nessun giro a chiedere nessuna firma perché ho detto che io non l'avrei fatto assolutamente perché per me resta quello che ho detto stamane, che eventualmente potevamo discuterla qui se c'era la volontà di discuterla, così come c'era la volontà di discutere a mio avviso la proposta 408, quindi niente. Quindi queste cose sono state fatte molto in fretta perché adesso vedo che c'è fretta, mi dispiace onorevole Granella però io non ho fatto nessuna questione.

Allora visto che stamane c'è stata tutta la discussione per quanto concerne la legge sulla caccia, visto che la proposta di legge 408 è rimasta nell'ordine del giorno così come era perché non è passata l'inversione, si è discusso della possibilità di portare in quest'Aula il disegno di legge 518 della Giunta regionale. Si è discusso molto stamane, da parte di qualche collega è stata suggerita la necessità di portare in tempi brevissimi in Commissione il tutto. Allora, questo pomeriggio alcuni colleghi si sono attivati fra i Capigruppo e della maggioranza e dell'opposizione affinché la Commissione si possa riunire in deroga domani mattina alle ore 9.00 per vedere in tempi brevissimi se c'è la volontà di poter esitare in Commissione il disegno di legge 518. Le firme, onorevole Presidente, ci sono da parte di tutti i Gruppi, visto che i tempi tecnici per passare la convocazione ai colleghi non c'è, quindi le chiedo di convocare lei in Aula per domani mattina alle ore 9.00 la Commissione quinta. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Granella, la prego trenta secondi perché non c'è da discutere su questo argomento. Prego. Ha domandato di parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà.

GRANELLA (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Solo, forse anche meno di trenta secondi per chiarire che non sapevo di questa convocazione, di questa richiesta di convocazione. Ora che il Presidente ha spiegato e ha detto che cos'è, sono perfettamente d'accordo, era quello che avrei proposto di fare. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Granella. Allora, colleghi, abbiate pazienza, io capisco la fretta, allora è concessa in deroga, lo ricordo, la convocazione domani mattina alle ore 9 e 30, concediamo almeno un'ora alla Commissione per cui i lavori del Consiglio alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 19 e 58.