Seduta n.107 del 06/12/2000 

CvII SEDUTA

(Pomeridiana)

Mercoledì 6 Dicembre 2000

Presidenza del Vicepresidente CARLONI

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 16 e 49.

PIANA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 1° dicembre 2000, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Granara, ha chiesto di poter usufruire, per motivi personali, del congedo per la seduta odierna.Poichè non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Pensiamo sia utile, magari dopo l'intervento dell'assessore Pittalis, sospendere brevemente la seduta e convocare la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per decidere l'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni possiamo sospendere dopo l'intervento dell'assessore Pittalis.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). L'assessore Pittalis può senz'altro svolgere il suo intervento, io pongo però un problemino: abbiamo discusso per tre giorni, adesso però che l'Assessore deve replicare è assente la metà dei consiglieri regionali. In effetti il Consiglio era stato convocato per le 16 e 30 , e adesso sono le 16 e 50, quindi dovremmo iniziare. Iniziamo pure, però, insomma, non mi sembra che questo modo di procedere sia corrispondente all'impegno che abbiamo...

PRESIDENTE. Mi sembra che in Aula siano ben rappresentati tutti i Gruppi. In ogni caso, se l'Assemblea lo ritiene opportuno possiamo anticipare la richiesta dell'onorevole Selis per una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo Altrimenti iniziamo la seduta.

Continuazione della discussione e approvazione del Complemento di programmazione POR Sardegna 2000-2006 (Doc. N. 12/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del documento numero 12. Poichè nessun altro è iscritto a parlare ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, colleghe e colleghi, noi riteniamo, che il dibattito svoltosi in Consiglio regionale su questo importante documento, come è stato sottolineato da più parti, sia stato davvero utile. Voglio subito evidenziare come, tra tutte le regioni dell'obiettivo 1, soltanto in Sardegna questo documento sia stato portato all'attenzione di un'Assemblea, quindi del Consiglio regionale. Si obietteràche l'esame in Aula è previsto da una nostra legge regionale; ma al di là del dato formale, è questo aspetto, sul piano politico, che va sicuramente valorizzato. Il complemento di programmazione, infatti, non può essere prerogativa di una sola parte politica, né della Giunta, né della maggioranza, perchè è un documento che sicuramente avrà delle ricadute sul tessuto economico e sociale della Sardegna. Proprio per questo noi (Giunta e maggioranza) abbiamo voluto portarlo all'attenzione dell'Assemblea, nonostante avessimo messo in conto che ciò, per la scansione dei tempi in cui è avvenuta la definizione, prima del QCS (Quadro comunitario di sostegno) in ambito nazionale, poi del POR e poi del complemento di programmazione, avrebbe potuto determinare un aggravio di tempi. Così però non è stato, e noi esprimiamo apprezzamento per come si è svolto questo dibattito perché è intervenuto proprio in prossimità della riunione del Comitato di sorveglianza, che nell'assemblea plenaria di domani, assumerà dal punto di vista formale, dal punto di vista amministrativo, le determinazioni.

E' stato da tutti posto bene in evidenza che la nostra Isola permane tra le regioni dell'obiettivo 1, il che significa che la Sardegna si colloca, rispetto ai parametri comunitari, tra le regioni in forte ritardo di sviluppo; più esattamente significa che la Sardegna, nel panorama delle regioni italiane ed europee, figura fra quelle meno dotate di infrastrutture e sfavorita per quanto concerne il fattore lavoro.

Al riguardo, mi pare che sia significativo il dato nella disoccupazione europea, riferito anche qualche giorno fa dal CENSIS, che si attesta al 9 per cento, mentre in Sardegna registriamo un tasso di disoccupazione più che doppio. Sono però già evidenti alcuni segnali di controtendenza, di ripresa, per quanto riguarda l'occupazione e di discesa della disoccupazione.

Ecco perché, colleghi consiglieri, mi pare che, al di là della legittima contrapposizione tra maggioranza e opposizione, al di là del momento contingente, (perché questo documento viene sottoposto alla vigilia di una importante scadenza elettorale, le prossime elezioni politiche, che quindi può infervorare il dibattito politico e anche quello dei singoli consiglieri) occorra fare tutti insieme uno sforzo, da un lato per recuperare i ritardi del passato, quelli che con onestà intellettuale alcuni colleghi dell'opposizione hanno rimarcato nei loro interventi, e dall'altro per evitare di ripetere quegli errori che in altre occasioni non hanno consentito una spendita celere e in qualche caso non hanno neppure consentito la spesa delle somme impegnate a valere sulle risorse comunitarie del vecchio piano operativo plurifondo '94-'99.

Sarebbe fin troppo facile attardarci su un'analisi di ciò che non ha funzionato nel passato, così come sarebbe altrettanto facile replicare che quelli erano interventi scoordinati, non inseriti in un quadro programmatico razionale e definito.Penso che a nessuno sfugga - e oggi è stato sottolineato da tutti, maggioranza e opposizione - che il gap infrastrutturale tale era e tale è rimasto; il problema delle risorse idriche, nonostante un intervento forte da parte dell'Unione europea, tale era e tale è rimasto; la rete viaria, con tutti i suoi problemi, tale era e tale è rimasta; il problema dei trasporti, che è stato richiamato dall'onorevole Giacomo Sanna, (il quale per un certo periodo se ne è occupato anche in prima persona) tale era e tale è rimasto.

Ci rendiamo conto che la Giunta regionale ha la responsabilità di Governo; che la maggioranza è responsabile nel supportare quest'azione di governo, ma non si può pretendere che tutto ciò che di incompiuto è stato ereditato, o comunque che oggi tutti quanti denunciamo, possa trovare soluzione in appena dieci mesi di governo.

Noi non abbiamo la bacchetta magica, noi non vogliamo attardarci sulle cause o sulle disfunzioni del passato, raccogliamo l'invito a guardare avanti; però quando si mettono sul tappeto i problemi non si può negare che questi problemi esistevano anche in passato o affermare che siano imputabili al Governo di centro-destra. Del resto sarebbe facile anche replicare su un altro versante. Se è vero che le risorse comunitarie debbono creare occasioni di sviluppo e quindi di lavoro, nella scorsa legislatura, purtroppo (purtroppo per le tante migliaia di disoccupati) il trend è stato quello di un aumento preoccupante del tasso di disoccupazione.

Ed allora è su questi aspetti che bisogna interrogarsi; oggi fortunatamente, come dicevo, si segnala un'inversione di tendenza; molto bisogna fare, non dobbiamo sprecare questa occasione, perché riteniamo che grazie anche a questa iniezione davvero formidabile di risorse comunitarie, la disoccupazione possa essere riportata a quei parametri, a quei livelli cui ho dianzi accennato.

Vedete cari colleghi, soprattutto del centro-sinistra, io ho apprezzato veramente alcuni degli interventi pronunciati, mentre non ne ho apprezzato altri per il tono e il modo con i quali le questioni sono state poste. Non si può banalizzare un lavoro svolto con passione e dedizione da un apparato regionale che ha al suo interno grandi intelligenze e grandi professionalità; non si può banalizzare un lavoro che è il frutto della concertazione, della concertazione vera, reale con le parti sociali.

Poi si potrà non essere d'accordo, ma quando le organizzazioni sindacali, quelle confederali, quelle autonome, le parti produttive, le associazioni di categorie, del mondo della cooperazione, dell'agricoltura, dell'artigianato, del commercio, delle piccole e medie imprese, hanno dato un contributo fattivo di idee, di progetti, di contenuto (abbiamo anche apportato modifiche a seguito delle loro osservazioni) non si può disconoscere l'importanza del lavoro svolto. Allora mi chiedo e vi chiedo se per caso non vi sia uno scollamento da parte di alcune forze politiche rispetto alla realtà della Sardegna che vive fuori da questo Palazzo.

Noi abbiamo saputo leggere il termometro, abbiamo saputo cogliere gli inviti che ci sono venuti dalle parti sociali, li abbiamo trasfusi nel documento; forse allora c'è qualcosa di non propriamente costruttivo ma strumentale che proviene dalle critiche di alcuni colleghi dell'opposizione. Lo dico, badate, con serenità, perché banalizzare un lavoro di questa portata certo non dà conto della passione e dell'impegno che è stato profuso.

Ma io adesso voglio soffermarmi su alcuni aspetti che sono stati posti con il tono giusto ed anche nel modo giusto. E' certo, noi ereditiamo - avete ragione, purtroppo - anche una burocrazia regionale che va riformata, una struttura regionale che va riformata, ma siamo convinti che il problema della risorsa idrica non si risolve con 36 organismi; non è possibile un governo dell'acqua si governa con una moltitudine di consorzi, di comitati e di enti, così come non si può governare un'agricoltura moderna in Sardegna con una miriade di enti strumentali creati nel tempo per questo settore.

Ma questi enti non li abbiamo creati noi; non eravamo noi certo gli autori di quel processo che probabilmente in altri tempi, in altre epoche, giustificava la presenza di questi enti. Ora non sono più necessari, e la loro presenza rischia veramente di bloccare il processo di costruzione di un'agricoltura moderna e di un sistema razionale di governo delle acque, per rimanere ai due esempi.

Quindi, ci rendiamo conto che il complemento di programmazione, per poter essere utilizzato allo scopo, deve accompagnarsi ad un grande processo riformatore. Ebbene, questo processo riformatore è già iniziato, lo ha avviato l'assessore Masala con alcune proposte concrete che sono state presentate all'attenzione dei Gruppi politici della maggioranza e che verranno giustamente poste anche all'attenzione dei Gruppi politici dell'opposizione. Ma vi è un altro dato negativo che si frappone nel cammino della spendita dei fondi strutturali.

Da quando è stato sollevato nel '98, con il convegno di Catania, il problema dei fondi strutturali e si è iniziato a discuterne in pubblici convegni, non si è posto bene in evidenza un aspetto: la necessità di una riforma urgente del sistema normativo regionale, vale a dire la necessità di adeguare le leggi regionali alle norme comunitarie. Oggi soltanto due leggi (la legge numero 15/94 sulla piccola e media industria e la legge numero 19/98 relativa alla pesca) sono state notificate e ritenute compatibili dalla Comunità europea.

Pertanto se dobbiamo spendere le risorse, dobbiamo anche perseguire questa strada per non rimanere nel regime del de minimis, e bene ha fatto il Consiglio regionale, neanche 20 giorni fa, ad approvare quel testo di legge in materia di agricoltura che ci consentirà di spendere le risorse per questo importante comparto.

Ma questo doveva essere fatto prima; lo dico senza individuare responsabilità di alcuna parte ma perché bisogna tener presenti anche questi elementi, perché importanti nella costruzione di questo nuovo percorso, di questa nuova era della programmazione. E questa è certamente una nuova programmazione, perchè è mutata proprio la filosofia della stessa. Ci troviamo infatti di fronte ad un documento flessibile, aperto al contributo; che supera la visione dirigista e centralista della programmazione regionale. E` una programmazione aperta al contributo del partenariato economico, sociale e istituzionale della nostra Isola, in particolare è aperta al contributo proveniente dalle province e dai comuni.

Province e comuni che assumeranno un ruolo davvero nuovo perché saranno soprattutto le prime le protagoniste, saranno le province che rivestiranno il ruolo di attore centrale nella programmazione, nella realizzazione, attuazione degli interventi; per questo abbiamo individuato anche gli strumenti - i progetti integrati territoriali e settoriali - che dovranno costituire una sorta di contenitore da adattare ad ogni singola realtà locale. Questa sarà anche l'occasione per rivedere la distribuzione territoriale degli interventi;un'analisi, un monitoraggio, che i miei uffici stanno portando a compimento, sta infatti rivelando una concentrazione degli interventi verso quelle realtà dell'Isola che già avevano a detrimento di quelle realtà che invece nulla avevano.

Io raccolgo pertanto l'invito (che peraltro è già contenuto nel DPEF, è già contenuto nel complemento di programmazione) che nell'inaugurare una nuova stagione della programmazione venga posto come problema centrale quello del riequilibrio territoriale, del riequilibro delle risorse. Attraverso i progetti integrati, un ruolo lo dovranno quindi certamente svolgere tutti gli enti locali interessati, ma lo dovranno svolgere e avranno tutto il supporto della Regione soprattutto quelle province, quei comuni rispetto ai quali vi sono state disattenzioni, ritardi.

Veda, onorevole Pirisi, per capire la differenza tra la filosofia di questo Governo e quella di cui fa parte lei, è sufficiente anche guardare come abbiamo concepito l'intervento per le zone interne. Noi non abbiamo previsto, come era stato fatto nel vecchio piano operativo plurifondo, (l'unico intervento per le zone interne che io ricordi) di vincolare incentivi per quindici comuni solo a condizione che aderissero al Parco del Gennargentu; e questa è una differenza di non poco conto. Noi abbiamo rifiutato quel metodo, abbiamo rifiutato quel tipo di programmazione, quel tipo di intervento; noi riteniamo che le zone interne, le zone svantaggiate, a forte ritardo di sviluppo, abbiano necessità di altro tipo di intervento, non dei vincoli ai quali invece lei e la sua parte politica, o almeno alcuni esponenti della sua parte politica, vi richiamavate.

Vorrei spendere ancora qualche minuto, Presidente, per rispondere ad alcune domande che sono state formulate. Noi crediamo al ciclo unico della programmazione, e lo stiamo ponendo in essere. Con la presentazione della manovra finanziaria si avrà ancora meglio chiara l'articolazione di questo principio, perché finalmente tutte le risorse verranno inserite in un quadro sistematico, organico, che darà conto poi, nel corso dell'esercizio, anche degli interventi e della territorializzazione della spesa.

I grossi problemi infrastrutturali si affrontano, riteniamo, coordinando meglio le risorse; ecco perché è un principio al quale noi ci ispiriamo. Il ciclo unico della programmazione, però, non farebbe molta strada se noi non individuassimo anche i sistemi di controllo della spesa. Infatti nel complemento di programmazione è previsto un responsabile di asse e tanti responsabili di misura quante sono le misure. Non ci sarà più un soggetto indefinito che dovrà rispondere, ma ci sarà un signor Tizio e un signor Caio ai quali verranno addebitati il ritardo o la non spendita delle risorse; ma soprattutto ci sarà anche un'attenzione particolare al monitoraggio, al controllo, alla valutazione.

Mi hanno fatto piacere soprattutto alcuni interventi, come quello dell'onorevole Corda, ma anche altri interventi che hanno messo in evidenza la necessità di implementare un'azione di orientamento, di pubblicità e di informazione per mettere gli enti locali e tutti i soggetti in condizione di poter spendere nel territorio le risorse.

Ed allora, lo sforzo che tutti insieme dobbiamo fare è, cari colleghi, cercare veramente di non perdere questa occasione; di non perdere questa occasione con inutili polemiche strumentali, soprattutto in un momento come questo, proprio quando la tensione deve essere alta, perché se programmeremo bene queste risorse avremo vinto tutti, non avrà vinto soltanto il Governo o la maggioranza, ma tutti i sardi, perché si tratta di una battaglia di progresso e di sviluppo.

Un ultimo accenno mi preme fare per quanto riguarda i tempi. Si è parlato del ritardo; io voglio ricordare che il quadro comunitario di sostegno è stato approvato il 31 luglio del 2000, il POR è stato approvato l'8 agosto del 2000, la Giunta regionale ha approvato il POR il 17 agosto del 2000; il Consiglio regionale l'ha approvato il 31 ottobre; ad appena un mese dall'approvazione del POR perviene il complemento di programmazione. Quindi se i ritardi ci sono non sono certo imputabili al Governo regionale ma a cause esterne alla Regione sarda.

Mi sarei invece aspettato (e la chiedo al Consiglio regionale) una levata di scudi nei confronti di un Governo nazionale al quale è stato bocciato il complemento di programmazione del PON (Piano Operativo Nazionale) trasporti. Ha ragione l'onorevole Giacomo Sanna quando pone in evidenza i problemi legati a questo settore, però noi dobbiamo fare i conti con uno Stato pasticcione che su questa materia si trova (ché ne dica l'onorevole Nesi che viene qua in vacanza) a combattere con un'ANAS, con un Ministero dei Lavori Pubblici che non solo non mantiene gli impegni ma addirittura manifesta tutta la confusione in cui versa, tant'è che il complemento di programmazione non è stato ancora approvato, e senza quel quadro di riferimento anche per noi diviene difficile impostare il problema.

Chiudo veramente dicendo che non solo non c'è rischio di perdita di risorse, come oggi io leggo sul giornale, perché abbiamo già pronta la rendicontazione dell'anno 2000, ma la Regione Sardegna si candida addirittura a concorrere alla premialità del 10 per cento. Sono quindi risorse aggiuntive, oltre 900 miliardi in più.

Mi preme sottolineare, per quanto riguarda il Comitato di Sorveglianza, che tutto è stato fatto alla luce del sole, rispettando i regolamenti comunitari, rispettando le indicazioni che arrivano dal Dipartimento del Ministero del Tesoro e ricollegandosi a quelle direttive. Anche lì è stata fatta una polemica strumentale...

PRESIDENTE. Assessore, le ricordo che il tempo è scaduto.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Dico soltanto che il Comitato di Sorveglianza non è il tavolo di partenariato; il tavolo di partenariato continuerà a vedere la presenza e la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali e delle parti economiche e sociali, e quindi anche di quei sindaci, quei Presidenti di provincia che non per scelta dell'Assessore della Programmazione o della Giunta ma per problemi interni alle organizzazioni di cui fanno parte, non fossero rappresentati nel Comitato di Sorveglianza.

Concludo affermando che ci darà ragione, non tanto il giudizio frettoloso, a volte lecito ma strumentale, di qualche consigliere o di qualche Gruppo che forse neppure ha approfondito gli aspetti e l'articolazione del complemento di programmazione (perché i documenti sono voluminosi ma bisogna anche leggerli); ci daranno ragione o ci daranno torto le variazioni del prodotto interno lordo, e del tasso di disoccupazione che registreremo nei prossimi anni.

A questo giudizio noi ci affidiamo.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Abbiamo chiesto, a inizio di seduta, la possibilità di convocare una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo dopo l'intervento dell'onorevole Pittalis, per decidere sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Secondo l'ordine dei lavori adesso si deve passare alla votazione.

Comunque, prima di sospendere i lavori per una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo, comunico che sono pervenuti due ordini del giorno.

Se ne dia lettura

CAPPAI, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO CAPELLI - CUGINI - FLORIS - USAI - FADDA - CONTU - DETTORI - COSSA - AMADU - FOIS - SANNA - BALIA - FALCONI - PIRISI - LAI - DETTORI Ivana - MANCA - IBBA - DEIANA - BIANCU - MURGIA - BIGGIO - PILI - SCARPA - CORONA - PILO -

Sulla grave situazione dell'edilizia e delle strutture scolastiche in Sardegna .

IL CONSIGLIO REGIONALE

A conclusione della discussione sul Documento n.12 "Complemento di programmazione POR Sardegna 2000-2006"

- PRESO ATTO della grave situazione dell'edilizia scolastica in Sardegna e della pesante carenza ed inadeguatezza delle relative strutture complementari (laboratori - palestre e strumenti didattici);

- CONSIDERATO che la situazione di crisi del settore risulta ancor più marcata e grave nelle zone interne;

- RITENUTO che le sopraccitate carenze avranno una incidenza negativa sul futuro, anche in termini di occupazione, degli studenti sardi e dell'istruzione e della cultura stessa della Sardegna;

- SOTTOLINEATO che lo sviluppo economico-sociale della Sardegna è strettamente legato alla efficienza e produttività della scuola;

- VISTO e fatto proprio il documento sulla pesante situazione della scuola in Sardegna predisposto dagli Assessori della pubblica istruzione delle quattro Province sarde;

Impegna la Giunta regionale

ad attivare tutte le possibili iniziative per sollecitare un sostanzioso e decisivo intervento del Governo Nazionale, al fine di individuare le soluzioni che risolvano l'attuale grave situazione della scuola sarda. (1).

ORDINE DEL GIORNO SELIS - CUGINI - FADDA - DETTORI B. - BALIA - COGODI - SCANO - SPISSU - FALCONI - PACIFICO - CALLEDDA - BIANCU - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - GIAGU - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA A. - SANNA E. - SANNA G.V. - SANNA Salvatore - VASSALLO - sul Complemento di Programmazione in attuazione al POR Sardegna.

Il Consiglio Regionale

Premesso

Che il POR Sardegna è stato predisposto dalla precedente Giunta regionale di centrosinistra attraverso un intenso confronto sia con il Consiglio Regionale, che con gli Enti Locali e le parti sociali, affidando alle Amministrazioni provinciali una funzione di coordinamento territoriale;

Che il 20.1.99 la Giunta regionale presentò al Consiglio Regionale un documento (N° 55) sulla programmazione dei fondi strutturali che indicava gli indirizzi generali e delineava le strategie in funzione della predisposizione del "Rapporto interinale regionale", rapporto discusso il 17.3.99 dalle Commissioni 2^ e 3^ e approvato dalla stessa il 26.5.1999;

Che la Giunta predispose e inviò al Ministero del Bilancio (21.7.1999) il POR che venne dichiarato ricevibile il 5.10.99 (data dalla quale è ammessa la rendicontazione delle spese ) e approvato dalla Commissione Europea l'8.8.2000;

Che la Giunta regionale ha inoltrato al Consiglio Regionale il Complemento di Programmazione solo in data 22 Novembre 2000 dopo aver tentato di negare al Consiglio la facoltà di approvare lo stesso Complemento, il che avrebbe comportato il disconoscimento allo spirito e alla lettera della legge regionale n. 20 e dello stesso Regolamento 1260/99 dell'UE;

Premessoche il principio del partenariato ( art.8 del Reg.1260/1999 ) tende a coinvolgere non ad escludere le istituzioni, prima fra tutte il Consiglio Regionale che è il potere sovrano della Regione e il massimo organo di rappresentanza democratica cui spettano i poteri di legislazione, indirizzo e controllo; facoltà che non possono essere messe in alcun modo in discussione;

Premesso che la presentazione del Complemento di Programmazione al Consiglio Regionale è avvenuta in estremo ritardo e non ha consentito un'adeguata formulazione di proposte e di emendamenti migliorativi per la necessità sottolineata dalla Giunta di presentare il documento all'esame del Comitato di sorveglianza convocato per il 6-7 dicembre;

Premessoche spetta al Comitato di Sorveglianza "di assicurare l'efficienza e la qualità dell'intervento secondo quanto disposto nel paragrafo 3 dell'art. 35 del Regolamento n. 1260/1999 e quindi di verificarne la coerenza con quanto prevede il paragrafo 3 dell'art. 18 dello stesso Regolamento;

Considerato

Che il Complemento di Programmazione deve ispirarsi ai principi di integrazione, coordinamento, sussidiarietà, complementarietà e partenariato, correttezza nella gestione e valutazione degli interventi, trasparenza e pubblicità;

Che il Complemento di Programmazione presentato dalla Giunta regionale non risulta coordinato con gli altri atti di programmazione ed in particolare:

con il Bilancio annuale e triennale

con l'Intesa Stato-Regione

con i PON ( per la parte conosciuta )

con i fondi per le aree depresse

con i fondi statali diversi, ex leggi finanziarie

e quindi avulso dalla logica di un ciclo unico di programmazione previsto dal DPEF e dal POR;

Che tale carenza rende difficile valutare i contenuti delle misure nel quadro di una organica strategia regionale di cui non si percepisce il senso, il contenuto e la sua efficacia per affrontare i condizionamenti allo sviluppo, valorizzare i punti di forza del sistema regionale e migliorarne competitività e produttività;

Che in merito al principio di integrazione il Complemento di Programmazione articolato in 6 assi e 48 misure e in una molteplicità di azioni ( che tra l'altro si cumulano e si intersecano agli altri programmi regionali, settoriali e territoriali e alle azioni delle amministrazioni locali e degli Enti strumentali ) appare frammentario, dispersivo, di difficile gestione, monitoraggio e di ancor più difficile valutazione degli effetti sul sistema economico e sociale regionale;

Che in merito al principio di sussidiarietà al di là di consultazioni formali, del tutto sottovalutati appaiono il ruolo degli Enti Locali e le loro proposte di programmi e progetti presentati sinora.

Ne deriva un clima di incertezza nel quale sono costretti a muoversi gli Enti Locali, senza informazione e garanzie sicure, esposti ad un negoziato squilibrato con la Giunta regionale e gli assessorati;

Che lo stesso principio di partenariato non pare sfuggire a questo clima di incertezza, poco favorevole ad una reale partecipazione alle strategie di sviluppo e alla loro attuazione e verifica;

Che infatti l'attuazione e la regia degli interventi è tutta riservata alla Amministrazione regionale che riserva a stessa i compiti di attuazione e contemporaneamente di controllo;

Che ulteriori perplessità destano i metodi di gestione che spesso paiono in contrasto con i criteri di rigore amministrativo visto che si prevede che l'attuazione "verrà realizzata di norma con procedimento pubblico ma anche con affidamento diretto oppure mediante concessioni ai sensi della LR 24/87 " ( espressioni che sottintendono una sostanziale arbitrarietà della Amministrazione regionale in contrasto con i principi di trasparenza e di pubblicità );

Che un serio rigore amministrativo avrebbe implicato l'analisi dello stato di attuazione dei programmi in corso per verificarne non solo lo stato di attuazione finanziaria, il rischio di perdita di finanziamenti, i ritardi nella realizzazione degli interventi, ma soprattutto le cause normative, organizzative, burocratiche che hanno ostacolato il rispetto dei tempi e degli obiettivi, al fine di rimuoverli in questa fase preliminare della nuova programmazione.

L'aver ignorato questo aspetto fa presumere che i limiti operativi già riscontrati renderanno poco efficienti ed efficaci anche la realizzazione dei nuovi programmi se non si provvederà con immediatezza ad una reale riforma di leggi, procedure, organizzazione e formazione dei soggetti attuatori;

Che questa carenza è tanto più grave se riferita ai nuovi interventi quali i Programmi integrati per i quali non si precisa la normativa che deve disciplinare la gestione, nè le procedure, nè l'organizzazione amministrativa, lasciando del tutto indeterminato e vago l'iter di uno dei capitoli più consistenti del Complemento di Programmazione;

Che in merito alle valutazioni ex ante (art.41) il Complemento di Programmazione è del tutto generico senza alcun preciso fondamento quantitativo che dimostri la coerenza della strategia con gli obiettivi; l'impatto delle azioni; la reale ricaduta degli interventi sulla competitività delle imprese, sui livelli occupativi, sul riequilibrio socio economico, sulla valorizzazione ambientale, sulla reale parificazione delle opportunità tra uomini e donne;

Che in particolare gli indicatori di sorveglianza (art. 36) fisici e finanziari dovrebbero essere "riferiti al carattere specifico dell'intervento di cui trattasi ai suoi obiettivi, nonché alla situazione socioeconomica, strutturali e ambientali delle Regioni" e dovrebbero consentire di verificare lo stato di avanzamento dell'intervento in termini di realizzazioni fisiche, di risultati e di impatto, di parametri finanziari;

Che il Complemento di Programmazione dal punto di vista degli indicatori espressi è

assolutamente carente tanto da far pensare ad una lacuna strutturale che condiziona la completezza del documento;

Che il Complemento di Programmazione proposto trascura la stima dei possibili finanziamenti privati (previsti nel POR) e le disposizioni adottate per il cofinanziamento;

Che del tutto carente appare finora la attività per promuovere trasparenza e pubblicità e informare e coinvolgere tutti i soggetti interessati;

Che queste carenze se non superate renderanno difficile la verifica dell'attuazione, il monitoraggio e l'attività di adeguamento del Complemento di Programmazione, cui deve provvedere il Comitato di sorveglianza (art.35) che deve fin d'ora adattare il Complemento di Programmazione e gli indicatori fisici e finanziari al fine di consentire l'efficienza e la qualità dell'esecuzione e una reale attività di monitoraggio e revisione;

Che queste osservazioni sono comuni a tutti gli assi e le azioni le quali peraltro se esaminate singolarmente presentano ulteriori carenze, che per economia di esposizione qui si omettono, ma che consigliano alla Giunta regionale una revisione complessiva sia per pervenire ad un completamento indispensabile, ma anche ad una più omogenea redazione che rispetti le regole più elementari e il linguaggio adeguato di una corretta programmazione;

Il Consiglio Regionale impegna la Giunta regionale a

1. Completare e adeguare d'intesa con il Comitato di sorveglianza il Complemento di Programmazione considerandolo non un atto concluso ma un processo in corso, da aggiornare in coerenza con le normative comunitarie, nazionali e regionali, attraverso un costante rapporto di concertazione con le forze sociali, sindacali, produttive, e con gli Enti locali, nel rispetto del principio di partenariato e del ruolo del Consiglio Regionale ( previsto dalla LR 20/98 );

2. A dare attuazione al principio del ciclo unico di programmazione secondo lo spirito del Regolamento 1260/99 per realizzare un concreto coordinamento dei vari programmi e progetti e consenta una valutazione della strategia di sviluppo e delle azioni;

3. A specializzare meglio i singoli atti di programmazione e a concentrare le risorse e le azioni degli obiettivi prioritari:

· Riequilibrio e coesione regionale

· Competitività del sistema produttivo

· Sviluppo occupativo

· Parificazione delle opportunità tra uomo e donna

· Modernizzazione del sistema formativo e tutela e valorizzazione delle risorse umane e del sistema ambientale

· Infrastrutture fondamentali ( acqua, energia, comunicazioni ).

4. A predisporre con la massima tempestività, anche mediante un approfondito esame dello stato di attuazione dei programmi precedenti e dei problemi che ne hanno ostacolato la realizzazione tutte le misure legislative, amministrative, organizzative, indispensabili per l'attuazione delle azioni e dei progetti del Complemento di Programmazione con particolare riferimento ai programmi integrati;

5. A definire in maniera più fondata le valutazioni ex ante, oggi quasi irrilevante, per apprezzare realmente le ricadute delle singole azioni sul sistema economico, sociale, territoriale, regionale e il contributo alla realizzazione degli obiettivi enunciati;

6. A valorizzare non solo a livello di consultazione ma anche di attuazione secondo il principio di sussidiarietà gli Enti Locali, il partenariato sociale, tenendo conto delle proposte già avanzate e decentrando fin d'ora ogni intervento possibile, anche per snellire e semplificare le procedure d'attuazione e ridurre il peso e il ruolo della burocrazia regionale limitandone l'arbitrarietà e chiarendo in modo inequivocabile le procedure e i criteri di attuazione;

7. A distinguere nettamente funzioni di regia e gestione, e funzioni di controllo;

8. A precisare con la massima cura gli indicatori di sorveglianza per consentire la valutazione delle azioni, dei progetti, la loro attuazione e un reale monitoraggio;

9. A valutare meglio la partecipazione finanziaria dei privati;

10. A informare costantemente il Consiglio Regionale dell'attività di attuazione e revisione del Complemento di Programmazione, compiuta d'intesa con il Comitato di Sorveglianza, anche mediante le trasmissioni dei verbali e degli atti del Comitato stesso, proponendo al Consiglio Regionale entro tre mesi il completamento e l'aggiornamento del Complemento stesso. (2).

PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 23, viene ripresa alle ore 17 e 34.)

PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso, accogliendo anche una richiesta che era stata avanzata anche in precedenza, di continuare l'esame del documento numero 12 per poi procedere all'esame dell'ordine del giorno Sanna Giacomo e più in materia di continuità territoriale. Dopodiché si deciderà sul proseguo dell'ordine dei lavori.

Metto in votazione il passaggio all'esame del documento. Chi lo approva alzi la mano.

(Segue la votazione)

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, si è già votato; non si può chiedere la votazione nominale dopo che qualche consigliere ha alzato la mano.

Il passaggio all'esame del documento è approvato.

ORTU (R.C.). Presidente, lei non può liquidare la questione in questo modo, anche perché nella seduta precedente noi abbiamo chiesto espressamente che prima di qualsiasi votazione venisse domandato ai consiglieri se qualcuno intendeva intervenire. Prima del passaggio alla votazione i Gruppi possono anche chiedere la parola per pronunciare le dichiarazioni di voto. Lei pertanto deve chiedere all'Aula, prima di passare alla votazione, se c'è qualche consigliere che intende prendere la parola. Anche questa volta non l'ha fatto, per cui la richiesta della votazione è più che legittima.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Si dia lettura della parte generale.

CAPPAI, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Credo che non sfugga a nessuno che le modalità di esame del complemento di programmazione sono diverse se da un lato si trova un accordo, non tanto sui contenuti (perché sui contenuti abbiamo depositato un nostro costruttivo, ma critico, ordine del giorno) quanto almeno sulle procedure.

L'intervento dell'assessore Pittalis sembrava, da questo punto di vista, offrire qualche apertura, ma siccome non sappiamo mai se riusciamo a interpretare compiutamente il pensiero dell'assessore Pittalis o se invece comprendiamo male, lcapire almeno come si intende procedere nell'esame del complemento di programmazione mi pare indispensabile. Se vi è un accordo sulle procedure, sui tempi e sulle diverse questioni si potrà prevedere anche il ritmo e la cadenza dei lavori.

Pensavo che questa verifica si potesse effettuare anche in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo, invece in Conferenza è stato esaminato un altro problema, quello dell'ordine del giorno sui trasporti. Secondo me è necessario interrompere per cinque minuti i lavori per capire se è possibile trovare questa intesa sulle procedure e per stabilire come procedere. Credo che il problema sia noto a tutti quindi non mi soffermo ulteriormente.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, io mi limito a avanzare una proposta, poi naturalmente le forze politiche decideranno liberamente. Propongo di discutere e votare separatamente la parte generale, i singoli assi e infine gli allegati. Comunque trovare l'accordo sul sistema di votazione è importante; pertanto sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 43, viene ripresa alle ore 18 e 15.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, ribadisco una richiesta che abbiamo avanzato nei giorni scorsi, e che io ho riproposto anche poc'anzi, è cioè che prima di decidere sulle modalità di votazione, essendo l'elaborato complesso e molto articolato si tenga presente l'esigenza che qualche consigliere, compresi noi, potrebbe, sia sul sistema di votazione, sia sulle parti che vengono messe in votazione, avanzare alcune richieste anche specifiche. Quindi auspico che non si verifichi quanto accaduto in precedenza quando non si è data la possibilità ai consiglieri né di chiedere un diverso sistema di votazione né tanto meno di potersi esprimere in sede di dichiarazione di voto.

Allora, per evitare confusioni e per consentire che i lavori di quest'Aula continuino con una certa chiarezza, chiederei la cortesia di prestare particolare attenzione alle domande di dichiarazione di voto in modo tale da consentire a tutti di potersi esprimere.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, il Regolamento stabilisce in modo abbastanza preciso quali debbano essere le modalità di votazione. Certo, si può chiedere la votazione nominale, il voto segreto, ecc., nei modi che sono previsti dal Regolamento. Chi vorrà chiedere una votazione particolare, sulla base di ciò che è stabilito nel Regolamento, ha diritto di farlo e la Presidenza ne terrà conto.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, non è possibile che ogni volta che c'è una votazione si debba ingaggiare una sorta di gara tra la Presidenza e chi sta in Aula. Chiediamo solamente un minimo di attenzione e una minore concitazione, in modo tale che vi sia la disponibilità di chiedere un sistema di votazione particolare o di esprimere su quel determinato argomento il proprio parere.

PRESIDENTE. Chiedo ai Segretari e agli Uffici di prestare maggiore attenzione e di segnalare alla Presidenza eventuali richieste provenienti dall'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). La parte generale è stata letta?

PRESIDENTE. Sì, è stata letta.

SELIS (Popolari-P.S.). E' stato letto il titolo. Noi chiediamo la lettura integrale della parte generale.

PRESIDENTE. Si dia lettura integrale della parte generale.

CAPPAI, Segretario:

(Segue lettura)

USAI (A.N.). Legga lentamente, per cortesia.

PILO (F.I.-Sardegna). Così capiamo meglio.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Legga lentamente perché vogliamo capire.

PIRISI (D.S.). Però, Presidente, se uno non sa leggere chiamiamo qualcuno che sappia leggere!

(Interruzioni)

Presidente. Colleghi, per cortesia, non si può scherzare o giocare su queste cose. C'è stata una richiesta da parte di un consigliere di dare lettura integrale della parte generale e il consigliere Segretario la sta leggendo. Proceda nella lettura, onorevole Cappai.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. La parte generale è stata letta.

FRAU (A.N.). La parte generale è composta da 16 pagine.

PRESIDENTE. Ha letto solo il punto 1? Allora prosegua, onorevole Cappai.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Noi interveniamo perché è stato letto solo il punto uno, chiediamo che venga letto il punto 1.2. e il punto 1.3. Poi su questi tre punti si aprirà un dibattito, perché ci sono degli approfondimenti da fare. Forse c'è stato, da entrambe le parti, uno sforzo di buona volontà per instaurare un dialogo, però se coloro che vogliono costruire e dialogare vengono messi fuori gioco, allora è naturale che ci si richiami alle regole canoniche del lavoro parlamentare.

Noi vorremmo fare il più in fretta possibile ma siccome non ci è dato di trovare una interlocuzione costruttiva, allora chiediamo almeno che vengano lette non tutte le cinquecento pagine, ma almeno quelle più significative, sulle quali poi svilupperemo le nostre riflessioni.

Prendo atto che l'atteggiamento costruttivo di molti di noi, ed anche di voi, non dico di no, non trova un fondamento costruttivo e di saggezza. Allora troviamo il modo di svolgere ognuno nella distinzione dei ruoli il proprio lavoro. Può darsi che nel corso della discussione un dialogo più proficuo possa instaurarsi, per ora andiamo avanti con serenità, con reciproca attenzione e pertanto ripeto l'invito a leggere i punti 1.2. e 1.3. Non sto chiedendo di leggeretutto, però, concentriamo almeno la lettura sui punti sui quali poi si incentrerà la discussione.

PRESIDENTE. Le dicevo prima che è mia intenzione aprire la discussione su tutta la parte generale. Quindi, se lei lo ritiene, la facciamo leggere tutta; se invece è sufficiente leggerla fino al punto 1.3., il Segretario la leggerà fino al punto 1.3., dopo comunque la discussione verrà aperta su tutta la parte generale. Non so se mi sono spiegato.

SELIS. (Popolari-P.S.). E' sufficiente la lettura dei punti testè richiamati.

PRESIDENTE. La richiesta è di dare lettura integrale di tutte le sedici pagine.

Prego onorevole Cappai, continui la lettura.

CAPPAI, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Prego, onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Bisogna leggere l'allegato 1.

PRESIDENTE. Dobbiamo leggere l'allegato 1.

SELIS (Popolari-P.S.). Lo leggiamo dopo.

CAPPAI (C.C.D.). Ma non è che bisogna fare tutto quello che dice l'onorevole Selis!

PRESIDENTE. Se lei ha voglia di leggerlo lo legga!

CAPPAI (C.C.D.). Così l'accontentiamo!

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cappai, continui la lettura.

CAPPAI, Segretario:

(Segue lettura)

SELIS (Popolari-P.S.). E' stata saltata una pagina

Cappai (C.C.D.). Se è stata saltata una pagina vuol dire che mi è stato consegnato un documento diverso da quello che è in vostro possesso. Gli Uffici, ancora una volta, non sono attenti, ancora una volta il consigliere Selis mi dice che io ho un documento sbagliato. Io l'avevo già segnalato prima…

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, le dispiace... perché altrimenti apriamo una discussione; controlliamo se è vero che manca una pagina al documento in possesso del Segretario. Poi sostituiamo il Segretario perché non vorrei che scattasse un accertamento per quanto riguarda il livello di alfabetizzazione.

Onorevole Selis, secondo lei quale pagina non sarebbe stata letta?

SELIS (Popolari-P.S.). Quella relativa al settore di intervento "suolo".

FADDA (Popolari-P.S.). Bisogna verificare qual è la pagina in possesso del Comitato di Sorveglianza.

Cappai (C.C.D.). Ha ragione l'onorevole Selis, nel documento che ho letto le "risorse naturali", precedono il "Suolo". Il "suolo", invece è la misura 1.3. mentre le "risorse naturali" sono la misura 1.4..

Ditemi quale volete che legga per prima?

PRESIDENTE. il "suolo", in ordine per cortesia onorevole Cappai.

CAPPAI, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. L'allegato 1 deve essere letto tutto.

CAPPAI (C.C.D.). Dell'allegato 1 ho letto le misure 1.2, 1.3, devo leggere anche i successivi?

PRESIDENTE. Sì, tutto l'allegato.

CAPPAI (C.C.D.). Mi sono preoccupato perché ho notato che i consiglieri non sono attenti.

PRESIDENTE. Più che controllare se i consiglieri sono attenti lei dovrebbe continuare a leggere; sono io che devo richiamare l'attenzione, eventualmente.

CAPPAI (C.C.D.). Posso saltare quello che ho letto in precedenza?

FADDA (Popolari-P.S.). Se l'ha già letto, sì.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cappai, proseguiamo dal punto in cui aveva interrotto la lettura.

CAPPAI (C.C.D.). Mi consenta, Presidente, può farmi sostituire da qualche altro Segretario?

PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Piana, sostituisca l'onorevole Cappai.

Piana (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Signor Presidente, siccome ci sono da leggere tantissime pagine, chiedo alla Presidenza che alterni i Segretari, uno di maggioranza e uno di minoranza.

PRESIDENTE. Se non le dispiace, intanto venga lei a sostituire l'onorevole Cappai, poi proseguiremo nell'alternanza, non si preoccupi.

Piana (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Ci sono i segretari Manca e Ortu.

PRESIDENTE. Non esiste la regola dell'alternanza dei Segretari tra maggioranza e minoranza. La introduciamo adesso che c'è abbondanza di Segretari.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini . Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Volevo sapere se per svolgere la funzione alta e responsabile di Segretario c'è un'indennità.

PRESIDENTE. La sua domanda è retorica, sa bene che è così.

CUGINI (D.S.). Allora che si guadagni il pane il collega Piana.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini. L'onorevole Piana, infatti, diligentemente è venuto a svolgere il ruolo di Segretario.

Cancelliamo la parte letta dell'Allegato 2. Proseguiamo con la parte 1.3 "Quadro complessivo degli indicatori di programma". Se ne dia lettura.

PIANA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Solo per un chiarimento. E` stata letto dell'allegato uno solo l'Asse I; quindi, eventualmente dobbiamo leggere gli altri Assi. Non ci importa di leggerli prima o dopo. Così come a pagina 5 è stato richiamato l'allegato due. Si può andare avanti, lo possiamo leggere in un altro momento, chiedo solo che rimanga agli atti che è stato letto dell'allegato uno solo l'Asse I, e dell'allegato due niente.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, continuiamo a leggere fino a pagina 16. Gli allegati eventualmente li leggeremo in coda.

PIANA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. L'onorevole Piana ha diligentemente ultimato la lettura della parte generale. Se diamo per letti gli allegati 2 e 3 possiamo aprire la discussione.

PIRISI (D.S.). Dobbiamo leggerli, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, prima di intervenire voglio porre un quesito. A pagina 14, quando si parla dei progetti integrati, non ho compreso se il Segretario abbia letto anche l'Asse 1, oppure abbia iniziato dall'Asse 2 direttamente. Lo chiedo perché è stato presentato ed approvato un emendamento in Commissione ed è stato inserito nel testo.

PRESIDENTE. Lei ha ragione, è stato presentato un emendamento del quale adesso diamo lettura.

FADDA (Popolari-P.S.). E' già stato approvato dalla Commissione, quindi doveva essere inserito.

PRESIDENTE. E' un emendamento, il testo è questo e non viene modificato finché l'emendamento stesso non viene approvato dall'Aula, onorevole Fadda.

FADDA (Popolari-P.S.). Non dobbiamo riapprovarlo qui, è già stato approvato in Commissione.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). C'è una variazione, signor Presidente, che non è stata letta.

PRESIDENTE. Adesso leggiamo anche l'integrazione che è stata apportata in Commissione. Prego, onorevole Piana.

PIANA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, intervengo per dire, che proprio sul punto 1.8, relativamente ai progetti integrati, si era trovato un accordo con le parti sociali, sottoscritto dalla Giunta regionale. In quell'accordo erano previsti soltanto quattro Assi; adesso la Commissione, a maggioranza, (io questo problema l'ho posto anche in Commissione), ha aggiunto un quinto Asse. Pertanto vorrei sapere dall'Assessore che ha sottoscritto l'accordo con le parti sociali, se anche questo quinto Asse è stato concordato con le forze sociali, perché dal documento che abbiamo noi non risulta. Questa è la prima osservazione di carattere generale.

Devo peraltro ringraziare l'Assessore - lo faccio pubblicamente - perché il suo suggerimento, l'invito che ha rivolto al Consiglio regionale di leggere con attenzione questo documento, si è rivelato opportuno ed è stato accolto da parte del centrosinistra. Devo ringraziare anche i Segretari che si stanno prestando diligentemente. Avremmo voluto magari, anche in questa occasione, un'attenzione un po' più partecipata da parte dei colleghi del centrodestra, comunque vedo tanti colleghi sono rimasti in aula per leggere con attenzione specialmente questo primo punto.

Per quanto riguarda i progetti integrati, l'Assessore non ci ha fornito risposta in sede di discussione generale. Non riusciamo a comprendere, Assessore, in che modo i progetti integrati dovranno attuarsi e se sarà necessario presentare un disegno di legge, perché non è specificato. Quindi, da questo punto di vista, credo che sia indispensabile una collaborazione tra il centro-destra e il centro-sinistra, per capire anche in che modo gli enti locali si possano muovere (e non soltanto gli enti locali) per poter dare gambe a questo provvedimento che, tra l'altro, è quello più importante, perché impegna il 40 per cento delle risorse.

L'altra osservazione riguarda ancora i progetti integrati. Noi abbiamo il sospetto, il dubbio, Assessore, abbiamo il dovere di segnalarlo, che la data del 31 dicembre 2001, per una valutazione ed approvazione dei piani integrati costituisca un termine eccessivamente lontano e potremmo correre il rischio di non poter spendere i soldi. Non sono chiari, io l'ho detto nell'intervento pronunciato in sede di discussione generale, le finalità dei progetti integrati.

Il POR, Assessore, prevedeva tutta una serie di indicazioni. Ora, nel complemento di programmazione, non solo non sono specificati i punti che esso doveva contenere in base al POR, ma addirittura i punti qualificanti di indicazioni che sono contenuti nel complemento di programmazione sono inferiori rispetto a quelli che sono indicati nel POR stesso. Quindi, chiedo all'Assessore almeno una succinta spiegazione di quanto da me evidenziato. Per il momento mi fermo qui.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, per chiarire che noi abbiamo chiesto la lettura integrale di alcune parti del documento (e ringrazio i Segretari che l'hanno fatto con diligenza, sia pure con qualche accelerazione eccessiva nel finale) non per il gusto di farci del male reciprocamente, anche se mi pare che da qualche parte ci sia questa tendenza, ma perché riteniamo che la parte generale del documento sia emblematica dei concetti che stiamo esponendo e delle osservazioni che stiamo esprimendo.

Quando infatti, a pagina 1, si parla del ciclo unico di programmazione, mi pare che si citi un caposaldo, un perno di tutta l'azione dell'Esecutivo. L'Assessore però ci dice: "Noi lo faremo col bilancio". Ma la valutazione dei complementi di programmazione nel quadro del ciclo unico richiede proprio in questa fase una chiarificazione della materia, anche per ricostruire l'impianto e le integrazioni programmatiche tra tutti gli atti fondamentali. Non c'è il ciclo unico, non ci può essere e non c'è stato; e per noi questa è una carenza. La lettura di questa pagina, quindi, non serviva per far perdere due minuti di tempo, serviva a dimostrare che nonostante voi riteniate questo un fatto significativo, poi, nella sostanza, non fate niente. Rinviare ad altri documenti è solamente un modo per rinviare il problema, ne avete consapevolezza ma non ne traete le logiche conseguenze.

Ma voglio portare degli altri esempi. Quando, a pagina 8, voi ritenete che il criterio basato sull'integrazione degli interventi debba portare all'attivazione tempestiva dei progetti integrati secondo linee guida omogenee fra le Regioni e quando, nelle righe successive, affermate che il criterio basato sulla concentrazione degli interventi debba portare la concentrazione di risorse su un numero limitato di misure, dite le stesse cose che stiamo sostenendo noi.Quando vi abbiamo detto che il complemento di programmazione è talmente frammentato tra Assi, misure, azioni e sub azioni che si intersecano con una quantità di altri interventi, programmi regionali sul bilancio, sulle altre programmazioni, abbiamo sollevato il problema perché ci sembra che tutto ciò renda difficile l'attuazione.

L'idea, il senso del nostro impegno è quello di lanciare un appello alla Giunta, al Consiglio, per semplificare le cose, perché siamo preoccupati dell'attuazione, della complicazione, della difficoltà burocratica di gestire questi interventi. Ma dire queste cose sembra quasi innaturale, non è qualcosa su cui si può concordare.

Ancora, a pagina 9, voi affermate che il quadro finanziario deve tener conto delle risorse del bilancio ordinario, del bilancio dello Stato, dei fondi strutturali e così via. Certamente la quantificazione di queste risorse non è agevole; ma qui il tentativo non viene neanche esperito; non c'è neanche uno sforzo per indicare quali siano queste risorse; quindi continua a sussistere una sorta di schizofrenia tra le parti enunciative e il documento vero e proprio.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue SELIS.) Continuate poi affermando che per quanto riguarda l'intervento del capitale privato non si può prevedere nulla, e non recepite neanche la parte che era implicita nel POR. E` chiaro che sul capitale privato non è facile operare delle previsioni precise; ma se si è portato avanti un discorso con le parti private - il partenariato è stato questo,il confronto è stato questo - chi impediva che in quella sede venissero operate alcune verifiche? Sulla pubblicità e sull'informazione a me sembra che ci troviamo ancora in alto mare perché su questi argomenti (lo abbiamo ripetuto più volte stamattina) stentiamo noi, stenta il Consiglio, stentano i consiglieri ad avere le informazioni fondamentali; ci sembra che sia davvero un'enunciazione di programma.

Ancora, a pagina 14, affermate che i progetti integrati sono una misura fondamentale, ma poi - come ricordava il collega Fadda - ne rinviate la disciplina al 2001. Che cosa vuol dire questo? Che il 40 per cento delle risorse che pensavate di poter spendere vengono oggi ingessate senza possibilità di spendita perché non sapete come dovranno essere gestite. E' possibile questo? E' eccessivo chiedervi di fare uno sforzo, se è possibile col nostro contributo (se è possibile) e di impegnarvi a lavorare a questo obiettivo nei prossimi mesi? Questo vuol dire essere ostruzionisti?

Infine, anche per quanto riguarda il controllo, noi continuiamo a dire che non sappiamo come si possa svolgere un'azione di monitoraggio con indicatori così generici. Appare allora chiaro che la lettura di questa parte non voleva essere un atto di sadismo; bensì il tentativo di dimostrare a voi, al Consiglio, che quanto noi affermiamo è enunciato anche nella parte generale, che però rischia di restare un puro esercizio retorico se nella parte operativa non vi è nessuna possibilità di riscontro. Allora a cosa serve tutto ciò? Quando sottolineiamo queste cose, lo facciamo per avvisarvi che il rischio del ritardo e della conseguente perdita di fondi è reale.

Noi non vogliamo e non vorremmo trovarci - questo sarebbe l'aspetto peggiore - a dire fra un po' di tempo, come oggi potremmo già dire, che la Giunta dal 5 ottobre non ha rendicontato nulla. Per noi non sarebbe certo motivo di grande soddisfazione, vorremmo invece poter affermare che abbiamo tutti quanti contribuito a rendere possibile ed operativa la spendita. Dal 5 ottobre del 1999, da un anno, non si rendiconta nulla; non ci sembra che si possa prendere a cuor leggero il problema della perdita di fondi, dei ritardi e dei criteri di gestione.

Su questi problemi e su altri avremo modo di richiamare l'attenzione dell'Aula leggendo ancora qualche pagina, certamente non tutto questo documento; riteniamo infatti che sia ancora possibile un ragionamento comune. Ma, se questo non fosse possibile, la lettura di qualche altra pagina servirà almeno a dimostrare come anche nei vostri documenti vi sia questa consapevolezza, anche se poi ad essa non seguono le azioni concrete. Su queste cose credo che noi dobbiamo riflettere, discutere e migliorare il nostro modo di lavorare insieme.

Vi state assumendo, seconde me, rifiutando le nostre proposte, le nostre considerazioni, il nostro contributo positivo, una grande responsabilità, perché questo atteggiamento non trova riscontro nella tradizione dell'autonomia della politica sarda e probabilmente (anche se spero di no) avrà conseguenze nefaste nel corso della legislatura, sulla attuazione dei programmi e sul dialogo futuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Io vorrei, signor Presidente, colleghi, provare, anche se mi rendo conto che il clima in quest'Aula non mi viene in aiuto, sviluppare un ragionamento serio e improntarlo al buon senso.

Perché c'è questo muro contro muro? Non so se i colleghi hanno chiaro l'oggetto del contenzioso. Ho sentito, infatti, qualcuno chiedere: "C'era un ordine del giorno, c'era una proposta? Ma perché? Cosa c'era scritto? Cosa non c'era scritto?". Io rapidissimamente voglio leggervi il dispositivo della proposta di ordine del giorno che non è stata accolta dalla maggioranza, perché vi renderete conto - mi rivolgo soprattutto ai colleghi della maggioranza - che l'opposizione, proponendo questo ordine del giorno, è stata, non dico disponibile, ma quasi, se non avessi timore di offendere noi stessi, accomodante.

Tre sono i punti di cui consta il dispositivo.

Al primo punto si chiedeva alla Giunta di assumere pienamente, nel percorso di completamento, adeguamento ed aggiornamento del complemento di programma, il principio del partenariato sociale e istituzionale e in tale quadro di riconoscere il ruolo primario del Consiglio regionale. Che rivoluzione! Il concetto di completamento implica un giudizio negativo sulla Giunta? Se qualcuno avrà la pazienza di leggere le linee guida - che è il documento sulla base del quale è stato redatto il complemento di programma - si accorgerà che affermano lo stesso concetto.

Per esempio a pagina 5, per i progetti integrati, si legge:"E` presumibile che al momento della sua adozione il complemento di programma contenga questo paragrafo, ma non le schede relative ai progetti integrati. Man mano che individua ed attiva i progetti, l'amministrazione aggiorna, introduce la scheda di progetto…" Cioè cosa fa? Completa. Aggiorna e completa. Se vogliamo essere più precisi dice: aggiorna, introduce - cioè inserisce cose che non ci sono. E se qualcuno prende in mano un dizionario (il "Devoto-Oli", per esempio, vedrà che significa completare. E comunque se è questo il punto del contendere, mettiamoci d'accordo e troviamo un verbo che vada bene a tutti e due.

Al secondo punto si chiedeva di tenere, secondo quanto prescritto dalla legge regionale numero 20 del 1998, nel corso dell'anno 2001, due sessioni comunitarie della Giunta regionale, con il conseguente passaggio consiliare previsto dal comma 2 dell'articolo 3 della stessa legge regionale, e a prevedere - questo sarebbe il motivo del contendere - a metà percorso del primo semestre del 2001 una tappa di adeguamento ed aggiornamento del complemento di programmazione che coinvolga sia il Comitato di Sorveglianza, sia il Consiglio regionale, con particolare riferimento agli indicatori di programma, alla quantificazione degli obiettivi e alla definizione ed individuazione dei progetti integrati. Io non so se sfugge a qualcuno che l'opposizione ha lo strumento regolamentare, se vuole, a metà del primo semestre, per portare la Giunta in Aula su questi argomenti. Non serve Pico della Mirandola per fare questo ragionamento.

Al terzo punto si chiedeva di coinvolgere tempestivamente e pienamente il partenariato sociale e istituzionale e, secondo le norme del nostro ordinamento che ne fissano la funzione primaria di programmazione, indirizzo e controllo, il Consiglio regionale nella definizione del ciclo unico di programmazione. Io credo che qualsiasi Giunta e qualsiasi maggioranza che avesse, come dire, il senso della sfida che è di fronte alla Sardegna, avrebbe accolto un'impostazione del genere, magari con qualche emendamento (noi non eravamo pregiudizialmente contrari a questa ipotesi) che permettesse di raggiungere una formulazione più soddisfacente per entrambe le parti.

Concludo dicendo che dispiace (ma non dispiace per noi, dispiace per voi) che si rifiuti un terreno di confronto di questo genere, perché è evidente che il complemento di programma non è completo - è una cosa perfino ovvia - che il complemento di programma è un processo aperto (c'è scritto dappertutto) che ci dovrà essere un percorso dove Giunta, partenariato e Consiglio regionale giocheranno ciascuno il proprio ruolo; è un concetto che capiscono anche i bambini, perché è evidente che deve essere così; e che il complemento di programmazione dovrà attraversare fasi di aggiornamento nelle varie sedi ed anche in Consiglio regionale, mi sembra altrettanto evidente.

Se ci trovassimo ancora all'interno del vecchio modello europeo, cioè con una Commissione, un impianto di programmazione dirigista ed interventista com'era quello degli anni passati, io penso che questo complemento di programma diverrebbe oggetto di numerose osservazioni e forse anche di un rinvio. Ma oggi ci troviamo, come è stato ricordato anche dall'Assessore e da molti di coloro che hanno parlato della maggioranza e dell'opposizione, in un sistema nuovo, in un sistema che è caratterizzato da autonomia, flessibilità e responsabilità. Nessuno oggi, fuori di noi, può più muovere osservazioni, bocciare documenti; questa è anche una conquista delle regioni.

Però flessibilità e autonomia, tradotto in termini chiari per tutti noi e trasparenti, significa - scusate la brutalità - "fatti vostri", significa "cavoli vostri", nel senso che è tutto sulle vostre spalle, vostre e della Regione Sardegna, come della Regione Sicilia o della Regione Puglia. Bruxelles non interviene; tutto ciò che era da dire è stato detto. Lo Stato interviene perché è presente nel Comitato di Sorveglianza, ma molto meno che nel passato, quindi tutto ricade sulle spalle della Regione.

Rispetterete il cronogramma di spesa, di impegno di spesa? Se lo rispetterete bene, se non lo rispetterete peggio per voi! Le altre regioni, le regioni più capaci, non dico più capaci di noi, dico quelle che saranno più capaci rispetto alle altre (io spero che ci sia anche la Sardegna, ma non ne sono così certo) saranno lì pronte ad appropriarsi dei premi e della premialità e di quanto non fosse stato impegnato o speso.

In un quadro del genere credo che sarebbe giusto, ragionevole e saggio, pur nella differenza di posizioni politiche trovare tutti gli elementi di raccordo possibile.

Quel testo costituiva, e secondo me costituisce, una base interessante; se c'è da emendare qualcosa la si emendi, se invece la maggioranza e la Giunta intendono arroccarsi su una posizione di chiusura allora accada quel che deve accadere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO. (Popolari-P.S.). Signor Presidente, anche io voglio rivolgere alcune osservazioni ed avere alcuni chiarimenti, perché la lettura attenta dell'articolato, (mi rivolgo adesso all'Assessore) pone ed evidenzia alcune contraddizioni che contrastano da un lato con le dichiarazioni pubbliche, quelle che sono state rese in quest'Aula, e per altro verso mandano a gambe all'aria anche gli accordi che voi avete siglato con le forze sociali. Mi riferisco ai progetti integrati.

Secondo voi questi progetti dovrebbero essere realizzati entro il 31 dicembre del prossimo anno; non sappiamo, tuttavia, con quale regolamentazione queste procedure verranno disciplinate . I progetti integrati, dite voi, verranno approvati dal Comitato di Sorveglianza; noi non sappiamo però chi svolgerà l'istruttoria finanziaria, chi esaminerà il business plan, che tipo di evidenza pubblica si adotterà, chi potrà concorrere alla predisposizione di questi progetti; sappiamo benissimo che il vincolo dell'evidenza pubblica sui fondi comunitari è un vincolo difficilmente superabile.

La verità è un'altra; si scopre più avanti leggendo il documento, quando voi indicate che in fondo, di fronte a una promessa di decentramento, di fronte ad una promessa che tende a chiudere quattromila miliardi in un sarcofago, avete già un'idea precisa di quello che si deve fare. Infatti non avete individuato nessun strumento giuridico e pubblicistico che rappresenti un soggetto intermediario locale, territoriale, come voi sostenete, in grado di gestire le risorse sulla base di quelli che saranno i progetti da definirsi; non solo quindi le istruttorie. Ma per di più i vostri intendimenti diventano espliciti quando affermate che gli interventi dovranno rispettare le vocazioni dei territori aggiungendo che sarà posta " a disposizione degli attori locali una strumentazione ricca e articolata, costituita da un insieme di tipologie di azioni e di operazioni"; è come dire che sapete già quello che dovranno fare. E questo spiega anche la mancanza di quei presupposti di carattere giuridico e pubblicistico che l'Unione europea necessariamente vi chiederà. Quindi il problema che investe i piani integrati è un problema concreto.

Io le chiedo, assessore, se la Giunta ha un'idea chiara di come la Unione europea potrà accettare tutto questo. E infine mi sembra che dobbiate al Consiglio una spiegazione, perché da un lato voi offrite tutta questa articolata strumentazione ricca di contenuti, dell'altro io apprendo, dalle sue dichiarazioni, rese anche attraverso un comunicato stampa, che il complemento di programmazione, le linee e le misure sono in gran parte frutto di una negoziazione che la Regione, che lei avrebbe intrapreso con i consiglieri regionali dei territori. Però, per esempio nel nostro territorio, ad Oristano, nessuno è stato coinvolto. Mi domando allora se tutto ciò non sia una grande messa in scena allestita per sostenere di non avere idee concrete su questi 4 mila miliardi, fare finta di coinvolgere la gente, attenuare così il confronto con il partenariato sociale e con le espressioni vive della società regionale, e poi vedere quello che succede.

Non v'è dubbio che l'Unione europea non potrà accettare mai il sovvenzionamento di imprese e di progetti che non siano stati o sottoposti alle procedure di evidenza pubblica ed anche, in qualche modo, a una dichiarazione di intenti preventiva che rappresenti, per i progetti integrati, il corrispondente della valutazione ex ante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Signor Presidente, il tono, la pacatezza con la quale si sono succeduti gli interventi dei colleghi dell'opposizione, sono certamente apprezzabili; l'onorevole Scano ha letto anche un documento e ha proposto che lo stesso venisse adottato e firmato anche dall'opposizione.

Vede, onorevole Scano, al di là dei contenuti, dell'essere d'accordo o meno, da una parte c'è una proposta, che può essere più o meno condivisibile, per questo esistono maggioranza ed opposizione, dall'altra parte ci può essere il diniego, la possibilità di dire, "no, questo è un documento che non firmo perché non sono d'accordo". Ecco allora che sorge il muro contro muro; ma il muro contro muro deve poter sorgere dopo una discussione, fattiva, concreta, su aspetti importanti.

Io sono un novellino di questo Consiglio, e mi perdonerete se sono sbalordito da quello che sto vedendo, da quello che accade, perché ho letto il Regolamento, l'ho letto anche attentamente, e non ho trovato da nessuna parte la norma che obbliga a leggere in Aula 400 pagine, peraltro in modo incomprensibile, compiendo un lavoro totalmente inutile e recando grande offesa alla dignità di ognuno di noi, di questo Consiglio e del popolo sardo che noi rappresentiamo.

Allora io dico, noi abbiamo ricevuto una bozza, un po' di tempo fa, dei complementi di programmazione, ci è stata illustrata in Commissione dall'assessore Pittalis, l'abbiamo discussa, poi il testo finale è stato approvato dalla Giunta; lo abbiamo ridiscusso in Commissione, abbiamo audito gli assessori per le misure di loro competenza, (per quanto riguarda la quarta Commissione, l'Assessore dei lavori pubblici e quello degli enti locali) abbiamo avuto un ulteriore incontro con l'Assessore della programmazione, abbiamo tenuto riunioni congiunte tra la seconda e la terza Commissione per discutere di questo documento, è stato consegnato a tutti, tutti siamo in grado di leggere e di capire quello che c'è scritto; mi domando allora a cosa possa servire offendere la dignità di questo Consiglio pretendendo, con una norma non scritta, che non esiste da nessuna parte, che si debba leggere tutto il complemento di programmazione parola per parola.

Forse non conosco queste prassi, mi hanno detto che si tratta di una consuetudine, ma allora è una consuetudine scellerata. Io credo di avere ancora la mentalità della gente comune, quella che abita fuori da questo Consiglio, anche se sono orgoglioso di essere in questo Consiglio; spero, di riuscire a imparare molte cose da voi, e mi auguro che anche voi qualcosina iniziate a capirla. Io ritengo che dobbiamo iniziare a ragionare come ragiona la gente, perché altrimenti non ci capirà più, non ci seguirà più. Ed allora facciamo cose utili per il Consiglio; non è possibile che il Regolamento venga utilizzato non per il buon funzionamento dell'Aula (perché questo è lo spirito con il quale è stato approvato) ma per impedire che essa funzioni e lavori. Mi sembra veramente un modo di procedere assurdo. Allora io propongo, con un po' da buon senso, ed anche con un po' di fair play, perché ci vuole anche il fair play: abbandoniamo questo muro contro muro, e cerchiamo di trovare... Fra l'altro l'assessore Pittalis in Commissione ha garantito che ogni sei mesi si discuterà e si farà il punto della applicazione concreta di questo complemento di programmazione. Io credo che non risolveremo niente trascorrendo la notte a non fare nulla, a discutere. Troviamo un modo per andare avanti nell'interesse del popolo sardo.

FADDA (Popolari-P.S.). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, su cosa vuole intervenire? Lei sull'argomento ha già svolto l'intervento.

FADDA (Popolari-P.S.). Se mi concede qualche altro secondo, perché ci sono degli errori. Ne ho segnalati anche prima, posso continuare a segnalarne.

PRESIDENTE. Abbia pazienza, Onorevole Fadda, su questo argomento non posso concederle di nuovo la parola.

FADDA (Popolari-P.S.). Allora lo svolgo in sede di dichiarazione di voto, quando non si potrà più correggere nulla

PRESIDENTE. Li segnali dopo.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S). Signor Presidente noi abbiamo introdotto in questi giorni, nella discussione, alcune valutazioni di merito, e l'ultima valutazione in ordine di tempo è stata riproposta dal collega Scano. Però lei, che presiede il Consiglio, ha consentito al collega Corda di intervenire non sull'argomento in discussione, ma sul Regolamento, permettendogli così di accusare non so chi, ma penso lei, di una applicazione del Regolamento impropria. Il collega Corda, in altri termini, ha affermato che lei rende questo Consiglio ridicolo agli occhi del popolo sardo e questo, anche se fosse vero, non posso certamente accettarlo.

Chiedo pertanto che lei risponda al collega Corda. Lui ha detto: "Io sono ignorante, non conosco la materia, sto apprendendo", e tutto questo è nelle sue facoltà, però la sua non conoscenza non può essere trasferita all'insieme dell'Aula e per nostro tramite ai cittadini sardi. Quindi, penso che su questo punto, lei debba al collega Corda una risposta puntuale, perché puntuale è stato il suo intervento.

CORDA (A.N.). Non c'è scritto da nessuna parte.

CUGINI (D.S.). Io normalmente seguo gli interventi del collega Corda.

Il collega Corda ha detto: " Nel Regolamento non è scritto quello che sta succedendo in aula. Chi si presta a una applicazione scorretta del Regolamento, sta offendendo noi sardi…Io ignoro che il Regolamento tratti queste questioni". Allora il collega Corda deve essere immediatamente, al pari degli altri, perché in questo caso non lo è, reso edotto della sua funzione, aiutato sugli aspetti che non conosce e poi gli ridarei la parola perché ha svolto un intervento di merito molto positivo.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, io non mi sento affatto toccato dall'intervento dell'onorevole Corda, che ha detto di essere giovane sotto il profilo dell'esperienza consiliare e ai giovani bisogna anche concedere spazio. Lei sa che non era presente nella passata legislatura.

CUGINI (D.S.). Non è colpa mia, è colpa di Alleanza Nazionale che non l'ha candidato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Su questo punto, però.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, questo punto non è in discussione. Non è consentito dal Regolamento introdurre argomenti nuovi; questo è un argomento nuovo; è vero che lo ha introdotto l'onorevole Corda, ma io l'ho potuto valutare solo a posteriori, non sapevo quello che doveva dire, ma - ripeto - ha riconosciuto la sua inesperienza, quindi, la prego di avere pazienza anche lei.

Prego, onorevole Pusceddu.

PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, una lettura attenta, così come è stata fatta poc'anzi, seppure limitatamente alla parte generale del complemento di programmazione, ci consente di procedere ad un esame senz'altro molto più analitico dei contenuti dello stesso complemento. Io voglio limitarmi a una semplice osservazione riferita a una affermazione pronunciata dall'assessore Pittalis.

L'assessore ha posto particolare enfasi nella sua replica sulle circostanze che senz'altro verranno garantiti gli obiettivi legati alla premialità; quella riferita al 4 per cento della riserva comunitaria e al 6 per cento della riserva nazionale. Ora abbiamo poc'anzi letto, a pagina 6, quali sono i criteri per l'assegnazione della riserva comunitaria del 4 per cento: sono criteri di efficacia, di gestione e criteri finanziari. Voglio citare solo un esempio, ma ne potrei fare tanti altri: "Il presente complemento di programmazione" - è scritto a pagina 6 - "fissa i target da raggiungere entro il 31 dicembre 2002 per il corrispondente indicatore di realizzazione fisica delle misure specificate nella tabella di cui all'allegato 3" - che per altro non abbiamo letto - "il cui valore finanziario è superiore al 50 per cento del valore complessivo del programma".

Cosa vuol dire questa frase? Che se noi abbiamo un programma complessivo di 11 mila miliardi, al 31 dicembre 2002 dobbiamo avere individuato degli indicatori fisici di realizzazione, il cui valore corrisponda almeno al 50 per cento del valore complessivo del programma. L'allegato 3 fa questa specificazione, però la fa in termini impropri, commettendo errori madornali. Io cito solo l'esempio della misura 3.1, che costituisce un aspetto fondamentale anche delle politiche del lavoro e dell'impiego di questa regione, ed è la misura che attiene proprio...

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La sto ascoltando, onorevole Pusceddu.

PUSCEDDU (D.S.). Chiedevo, cito solo un esempio, potrei citarne anche altri, però vorrei che lei mi rispondesse: che congruenza c'è tra quanto lei ha affermato e quanto è indicato nel complemento di programmazione? Perché se, a proposito dell'indicatore di realizzazione della misura 3.1 relativa all'organizzazione dei servizi per l'impiego, viene detto che vengono realizzati appena sei servizi per l'impiego su un totale di 28, vuol dire che entro il 31 dicembre 2002 noi approveremo la riforma, forse riferita solo alla provincia di Cagliari, che conta poco meno del 50 per cento della popolazione e del territorio dell'intera Sardegna. Questa è l'indicazione di target, l'indicazione fisica, però nell'individuazione della risorsa finanziaria vengono indicati tutti gli 85 milioni di euro che dovrebbero invece servire per realizzare l'intero programma. In questo modo verrebbe a mancare la risorsa finanziaria sufficiente per realizzare la riforma dei restanti servizi dell'impiego. Ecco, chiederei che almeno su questo venissero forniti dei chiarimenti, ma potrei citare tantissimi altri esempi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

orru' (d.s.). Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione la replica dell'Assessore del bilancio, e non faccio difficoltà a credergli quando afferma che saranno le province ad assumere il ruolo centrale nell'attuazione degli interventi e indica in modo specifico, in modo particolare, lo strumento dei piani integrati territoriali, quale momento privilegiato di coinvolgimento e di responsabilizzazione delle stesse.

Attraverso questa affermazione, mi pare che l'Assessore raccolga la preoccupazione che è venuta da più parti, (dall'opposizione, ma anche dalla maggioranza) sulla necessità di individuare forme, strumenti che possano orientare, nell'attuazione delle misure, l'obiettivo del riequilibrio. Preoccupazione che mi pare confermata dalla lettura della parte generale del documento, dove appare davvero difficile l'individuare come e attraverso quali strumenti si intende intervenire per riequilibrare.

L'assessore Pittalis ha fatto poi un'altra affermazione (la sintetizzo ovviamente): state tranquilli, gli uffici dell'Assessorato del bilancio stanno completando il monitoraggio del Piano operativo plurifondo '94-'99, e sulla base di quel monitoraggio verrà individuato un criterio di riequilibrio; questo è quanto ho capito. Allora io pongo una domanda: e se gli indicatori di spesa, perché a questo mi pare ci si riferisca, tutti gli indicatori dei vari fondi, non solo del FESR (Fondo europeo sviluppo regionale), del Fondo sociale europeo, ma anche del Feoga (Fondo europeo di orientamento e garanzie agricole) ci riservassero qualche sorpresa? Mi riferisco, per esempio, ad alcune scelte fondamentali che erano state operate nel '94, scelte credo giuste, come quella che, sulla base della normativa europea, imponeva alle aziende agricole, soprattutto a quelle agrozootecniche, di mettere a norma gli impianti.

Ora io non dispongo dei dati, non li conosce nemmeno l'Assessore, presumibilmente li sta aspettando, però non vorrei che, da questo punto di vista, ci fossero delle sorprese cioè che, proprio quelle aree della Sardegna, quelle province o parti di esse molto rilevanti che vengono giustamente identificate come aree e regioni, e parti della regione in ritardo di sviluppo, si trovassero per effetto di quegli indicatori davanti alle altre, o ad alcune altre. In tal caso cosa si fa? Si torna indietro? Io non credo che debba essere questo il metro di misura, ma non perché non sia giusto porre il problema del riequilibrio.

Credo che il problema del riequilibrio sia un problema serio, ed allora, al di là di come si concluderà la discussione stasera o domani, penso che dovremmo ancorarlo a una realtà obiettiva della Sardegna. Penso che non sia sufficiente riferirsi alle province; intendiamoci, lo strumento istituzionale deve essere costituito dalle province, dai progetti integrati in modo particolare, e anche essi devono tener conto delle realtà nelle quali intendono intervenire.

Ma credo che occorra anche uno strumento più attendibile, soprattutto per quanto riguarda la ripartizione delle risorse, l'allocazione, non rigido, e che funga da orientamento, al quale i soggetti del partenariato, cioè le organizzazioni sociali e l'intelaiatura istituzionale decentrata, cioè gli enti locali, debbano fare riferimento; io penso che queste indicazioni debbano essere date, non nell'ultima fase, non il 31 dicembre 2001, quando, come si afferma appunto in questo documento, ci sarà la definizione, la realizzazione e persino la valutazione degli interventi; penso si debba trovare un momento precedente, e penso che si debba procedere, come noi indicavamo, entro tre mesi.

Non stiamo parlando di progetti, stiamo parlando di una valutazione in cui ci si possa riconoscere o per lo meno in cui venga coinvolto l'insieme del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, anch'io ho ascoltato con attenzione sia la replica dell'assessore Pittalis a nome della Giunta sia gli altri interventi che sono stati pronunciati in questa sede. Sinceramente mi sarei aspettato qualche cosa di più, mi sarei aspettato che l'Assessore rispondesse nel merito a tante osservazioni che gli sono state rivolte.

Da parte nostra è stato ribadito in numerosi interventi, che non esiste nessuna volontà ostruzionistica, esiste una volontà di confrontarci con la maggioranza che invece abbiamo visto sostanzialmente latitare. Però, considerato il fatto che anche alle ipotesi di dialogo, di confronto che sono state avanzate, (le ultime due sono state quelle dell'onorevole Gian Mario Selis e dell'onorevole Scano, che ponevano delle questioni assolutamente condivisibili) di fronte al silenzio che vi è stato, io credo che nessuno possa impedire a un'opposizione di svolgere il proprio ruolo democratico e parlamentare. L'onorevole Corda, al quale qualcuno sta dando corda in questo momento, ha detto che noi ci dovremmo mettere in sintonia con i sardi, beh noi cerchiamo di metterci in sintonia con i sardi e cerchiamo anche di fare la nostra parte. Onorevole Corda, lei che è la voce del popolo sardo, la voce dei semplici come ha detto, per cortesia mi ascolti.

CORDA (A.N.). Se mi cita, faccia in modo che io senta.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia… onorevole Corda si sieda lì vicino se vuole e segua con attenzione.

PIRISI (D.S.). Siamo rimasti tutti in religioso silenzio quando ha parlato l'onorevole Corda, io comunque, Presidente, Assessore, credo che sia necessario un approfondimento ulteriore ed è quello che, mi pare, con molta tranquillità, tutti noi stiamo facendo. Cioè, approfondire...

PRESIDENTE. Scusi un momento, onorevole Pirisi, chiedo ai colleghi di prendere posto. Prego onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). Grazie Presidente. Dicevo che dagli interventi dei colleghi, credo sia in qualche misura emersa anche l'accettazione dell'indicazione che forniva stamattina l'Assessore, cioè quella di esaminare attentamente i problemi in modo tale da poterli discutere, però non è che si possa, nel momento in cui chiediamo un approfondimento, dire: "Beh, signori, state esagerando..." e così via.

Io credo che sia corretto quello che noi stiamo facendo, l'auspicio è che ci sia anche un atto di resipiscenza da parte dalla maggioranza. L'onorevole Floris che ora non vedo, stamattina affermava che con questa opposizione non si può dialogare. Bene, vuol dire che quando gli verrà offerta la possibilità di sciegliere anche i consiglieri dell'opposizione, forse sceglierà persone diverse, adesso però deve accettarci così come siamo.

Io, Assessore, non vorrei addentrarmi troppo su alcune questioni delle quali abbiamo già parlato, però ritengo che sia importante il fatto che lei non abbia fornito delle risposte rispetto a una serie di quesiti che sono stati posti. Per esempio, nell'intervento che ho svolto, ho sostenuto che sarebbe stata opportuna un'analisi dei dati disaggregati per verificare i punti di forza e di debolezza nei diversi territori; esigenza che, peraltro, viene richiamata anche quando si parla della finalità dei progetti integrati. Ora a me pare che quella sia stata una carenza, anche perché l'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica dovrebbe coordinare i piani urbanistici provinciali che in questo momento le province stanno redigendo; anzi, per quanto ne so, credo che la maggior parte delle province abbiano già i dati di analisi di quello che succede nei singoli territori provinciali. Acquisire quei dati avrebbe quindi significato anche poterli utilizzare per il lavoro che c'è stato proposto, e probabilmente anche il discorso dei piani integrati avrebbe già potuto avere una sua connotazione sufficientemente approfondita e non generica come è quella attuale.

Viene detto anche che saranno le province a svolgere il ruolo che era previsto dalla legge sui Pia, di coordinamento nelle province, ma qui, chiaramente, non è citato, non è detto da nessuna parte, io non l'ho letto Assessore, mi sarò sbagliato ancora una volta a leggere oggi pomeriggio, ma che le province dovranno svolgere questo ruolo, al di là delle affermazioni che lei ha fatto, non è scritto da nessuna parte...

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Cosa c'entrano i PIA?

PIRISI (D.S.). Era scritto nella legge regionale numero 14 del 1996 qual era il ruolo che dovevano svolgere le province; lei ha affermato che le province svolgeranno il ruolo di coordinamento però non c'è scritto.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ma l'ho detto!

PIRISI (D.S.). L'ha detto lei? Chiedo scusa, però di scritto non c'è niente; noi agli impegni crediamo quando vengono messi per iscritto, e comunque credo che sia corretto e giusto che il coordinamento debba avvenire a livello delle province.

Oggi pomeriggio lei ha avuto anche la compiacenza di citarmi, sottolineando come questa Giunta, a differenza della precedente, non abbia vincolato le risorse destinate ai comuni alla loro adesione al parco. Non riesco a capire perché ogni volta, citando me, lei ne approfitta per sferrare un attacco nei confronti del suo collega di Giunta, l'assessore Onida; io non c'entro nulla! Non le ho decise io queste cose, Assessore! Cita me e attacca l'assessore Onida; ma ha sbagliato obiettivo. Io non c'entravo nulla, non c'entravo proprio niente e mi ha citato a sproposito.

Del resto, la misura 1.5, quella relativa alla rete ecologica regionale, riguarda le aree protette, i cittadini che si trovano all'interno delle aree protette istituite ai sensi della legge nazionale 394/91 e della legge regionale 31/89, dei siti comunitari, eccetera. Ebbene, a distanza di un anno dalle dichiarazioni programmatiche, non si è ancora provveduto a predisporre un progetto per quei territori, così come invece era stato annunciato.

Ci era stato detto che sarebbe stato approvato un progetto che ci avrebbe consentito, in qualche misura, di fare a meno dei parchi, che avrebbe permesso ugualmente di destinare risorse adeguate a quei territori. Io voglio sommessamente rilevare, Assessore, che a causa della sospensione dell'istituzione del parco, la gente di quei territori non avrà modo di ricevere le risorse che avremmo potuto inserire adesso all'interno del complemento di programmazione. Oggi l'unica area protetta istituita ai sensi della legge numero 394/91 in Sardegna è il parco dell'Asinara.

Prima il parco comprendeva anche l'area del Gennargentu, poi (io allora ero Presidente della provincia) è intervenuto un decreto del Ministro dell'Ambiente che ha separato le due aree; altrimenti, non sarebbe partito neanche il Parco dell'Asinara. Invece, oggi, al parco dell'Asinara, così come è detto nella misura 1.5; sono state riservate delle risorse. Per gli altri territori, in virtù delle scelte che sono state operate, oggi non avranno i benefici di cui avrebbero potuto godere, perché questo è scritto nella misura 1.5, è inconfutabile, è incontestabile, è scritto nero su bianco.

PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). Però vorrei aggiungere un'altra considerazione, Assessore, a proposito di cose imprecise. Io ho letto un comunicato stampa, sempre legato al problema del POR, quindi ad un argomento attinente a quello di cui stiamo discutendo, dove, rispondendo al Sindaco di Nuoro, anche in maniera un po' stizzita, viene detto: "D'altro canto le proposte che ho sempre detto e come sempre si è concordato debbono nascere dai territori, in conformità con i documenti programmatori che sono frutto di lunghi e complessi negoziati anche con i consiglieri regionali dei quali evidentemente Zidda si sente rappresentato e che non hanno mai voluto aggiungere alcuno emendamento specifico".

Beh, io sono un consigliere regionale che milita nello stesso partito del sindaco Zidda, sono onorato di essere un suo compagno di partito e di appartenere all'area che lo esprime, però non mi risulta che abbiamo mai concordato qualche cosa rispetto a questo fatto. Ma quando mai, Assessore? Ad un certo punto si è anche detto: "In base ai fondi che ho offerto di destinare". Ma l'Assessore non offre di destinare delle risorse, mi pare che questo sia il modo di avere un rapporto istituzionale corretto con un Sindaco di una città capoluogo, della nostra città capoluogo. Quindi, Assessore, io la pregherei, quando vengono diffusi i comunicati stampa, di non cimentarsi in citazioni che certamente possono destare in chi le legge delle idee sbagliate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale di ciascun paragrafo.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Fadda, Giacomo Sanna, Manca, Pusceddu, Ivano Dettori, Cugini, Morittu).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio…

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, non è necessario battere sul microfono per verificarne l'accensione. L'impianto microfonico è molto delicato e si guasta con facilità. Comprendo che è l'abitudine, lo dico a tutti, ma adesso c'è una spia luminosa che ne rivela l'accensione.

FADDA (Popolari-P.S.). Io ringrazio il Presidente di questo consiglio e suggerimento; ci teniamo tutti ai nostri strumenti elettronici quindi, per il futuro, mi impegno davvero a stare più attento.

Noi ci saremmo aspettati, così, come avviene sempre, che articolo per articolo la Giunta regionale rispondesse ai quesiti e ai suggerimenti che, con molta serenità, gli sono pervenuti dall'opposizione. Noi non vogliamo fare ostruzionismo, e ci dispiace davvero che mentre noi stavamo lavorando, cercando di migliorare questo strumento di programmazione, che come è stato detto da tutti segnerà i futuri 10-20 anni della nostra economia, c'erano altri, signor Presidente del Consiglio, che stavano tenendo le conferenze stampa, durante i lavori del Consiglio. E così come c'è stato l'atteggiamento...

PILI (F.I.-Sardegna). Voi invece non l'avete mai fatto?

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, mi scusi, ma su che cosa sta intervenendo?

FADDA (Popolari - P.S.). Per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ecco, allora pronunci la dichiarazione di voto.

FADDA (Popolari - P.S.). Io stavo pronunciando la dichiarazione di voto. Le chiedo, Presidente, di tenere anche con gli altri lo stesso atteggiamento che sta usando con me dall'inizio; "Non battere", "Corda può dire quello che vuole"; ecco, tenga lo stesso atteggiamento anche con gli altri colleghi.

PRESIDENTE. Spero che lei non si sia offeso per questo. La richiamavo solo a pronunciare la dichiarazione di voto.

FADDA (Popolari-P.S.). Allora, potrei pronunciare tante dichiarazioni di voto, adesso mi sto riferendo al primo punto, perché chiederemo la votazione sul primo punto. Mentre noi stavamo dialogando...

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Con spirito costruttivo.

FADDA (Popolari-P.S.). Vedete chi è che sta facendo ostruzionismo? Io ho sempre detto che questa Giunta regionale e questa maggioranza sanno vendere anche quello che non hanno prodotto. In questo caso, infatti, non hanno lavorato, non hanno contribuito a migliorare questo provvedimento, però hanno trovato il tempo per tenere una conferenza stampa. E nell'arte di vendere anche i prodotti altrui, sappiamo benissimo che il loro maestro è Berlusconi. Al di là di questo...

(Interruzioni dai banchi del centrodestra)

FADDA (Popolari - P.S.). Ma perché reagite? Badate, io mi intimorisco, davvero, queste sono cose...

Dicevo, che è poco serio, ed uso questa espressione, perché mi è stato raccomandato di usare toni un pò più pacati, non sono arrivato ancora al punto, come è arrivato il mio collega Cugini, di chiamare per nome l'Assessore, perché da parte mia non c'è questa confidenza, però sto usando toni pacati. Sono intervenuto precedentemente dicendo all'assessore che su alcuni punti desideravo una risposta, per capire come ci si intendeva muovere all'interno dei PIT. Però, Assessore, se anche quando si è gentili lei tiene questo atteggiamento, allora...

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Cosa vuole? Che le offra un bicchiere d'acqua?

FADDA (Popolari - P.S.). Come? Perché lei fa il cameriere? Se fa il cameriere…

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io penso che lei sia la persona adatta per quel ruolo: è su misura per lei.

FADDA (Popolari-P.S.). Io non le ho offerto niente... Sto solo cercando di instaurare un dialogo.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Dialoghi con chi vuole ma non pretenda che io stia attento alle sue sciocchezze.

PRESIDENTE. Assessore, se vorrà dopo io le darò la parola e potrà rispondere alle questioni che sta ponendo l'onorevole Fadda.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Possibile che si debba arrivare alle 20 e 45 con un ostruzionismo becero e di vecchia maniera?

FADDA (Popolari - P.S.). Lei sta offendendo. Io ricordo che il Presidente del Consiglio deve garantire a tutti la tutela.

PRESIDENTE. Non ho sentito offese, onorevole Fadda; sarà perchè nei banchi della presidenza l'audio non è ottimale, ma non ho sentito nessuna offesa.

FADDA (Popolari - P.S.). Ha detto che la maggioranza sta facendo ostruzionismo becero, e io mi sento offeso anche per la maggioranza.

Siccome sono convinto, comunque, per tutte le ragioni, per le non risposte che l'assessore doveva dare...

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, tanto avrà opportunità di fare altre dichiarazioni di voto, tenga conto del tempo.

FADDA (Popolari-P.S.). Mi ha interrotto lei due volte, mi hanno interrotto i colleghi, sto terminando.

Dicevo, siccome in questo complemento di programmazione - e voglio fare soltanto un esempio - non ci sono errori, perché non ce n'è neanche uno, è completo davvero, io vorrei, almeno chiedere: comprendo che questa Giunta regionale sia andata molto indietro, ma come ha fatto addirittura ad arrivare al 31/12/00? Voglio chiedere all'assessore che cosa significa che entro il 31/12/00, relativamente al sistema di monitoraggio e valutazione…? Si tratta dell'anno 3000 o dell'anno 00? Ci sono dei piccoli errori che mi sembra importante segnalare, perché non si riesce a comprendere se si è ritornati davvero indietro… Perché il 31/12 è quasi arrivato, quindi metterlo...

PRESIDENTE. La invito a concludere.

FADDA (Popolari-P.S.). Per tutte queste ragioni dichiaro il mio voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io non so se l'intervento del collega Pittalis avrebbe determinato un voto diverso da quello che sto per esprimere, ossia se avrebbe prodotto una partecipazione al voto, però sono sempre dell'idea che sarebbe stato più giusto replicare a tutte le considerazioni che sono state espresse, non solo quelle che non si condividono; se fosse stata accolta qualche indicazione che noi, attraverso i nostri colleghi, abbiamo proposto all'attenzione del Consiglio, il nostro voto sarebbe stato diverso dal voto contrario che siamo chiamati ad esprimere. Questo lo dico perché stiamo adesso parlando sul primo punto, poi parleremo anche sugli altri.

Chiedo pertanto una partecipazione almeno da parte della Giunta, chiedo che ci sia un'interlocuzione perché noi abbiamo fornito un insieme di indicazioni, anche tramite il documento che non è stato accolto. Un'attenzione, una valutazione positiva di accoglimento delle nostre indicazioni, potrebbe avere conseguenze positive per quanto riguarda il nostro voto. In questo caso, non avendo ottenuta nessuna risposta sulle considerazioni espresse, noi confermiamo il voto contrario. Però, se ci si attiva, se si riprende il dialogo positivo e costruttivo, si potrebbe trovare qualche convergenza, e forse anche qualche convergenza più ampia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, anche il mio voto sarà contrario, ma prendo la parola non tanto per dichiarare la mia intenzione di voto, quanto per manifestare un certo disagio, se mi consente anche personale, perché in quest'Aula la storia dei nostri confronti e dei nostri conflitti è normalmente caratterizzata da momenti di alta tensione ma anche di grande dialogo.

Io sono tra coloro che ritengono che la politica è fatta certamente di scontro e di conflitto, ma che è fatta anche di momenti di confronto, di dialogo, di ascolto delle reciproche posizioni, di ricerca insomma, al di là delle differenze profonde che pure esistono, di punti di sintesi a tutto vantaggio della collettività. Siamo convinti di questo e vi preghiamo di credere che lo forzo che abbiamo profuso nei giorni scorsi, colleghi (poi potete condividere o non condividere il documento che vi abbiamo presentato) era volto soprattutto ad enucleare alcuni punti sui quali potervi dire: "Ecco, questi sono i punti che noi vi proponiamo, sui quali vi raccomandiamo di intervenire".

Se avessimo voluto fare ostruzionismo, come qualcuno ci ha accusato di voler fare, avremmo presentato qualche centinaio di emendamenti. Voi capite che sarebbe stato facilissimo; ma non ci interessa questo, ci interessa invece trovare il modo per migliorare questo documento, per garantirne l'operatività, la funzionalità e l'efficacia.

Affermo dico queste cose non per ripetermi, perché se è vero quanto mi è stato detto poc'anzi, mi ferisce personalmente, poi può darsi che queste cose non servano a nulla, anzi probabilmente dirle in quest'Aula serve a poco, però ritengo che quando due componenti politiche (il centrodestra e centrosinistra) stanno dialogando, stanno facendo con reciproca buona volontà, uno sforzo per cercare non sui contenuti (perchè le differenze sono profonde) ma sulle procedure, sul modo, sullo stile, sul metodo, delle regole che consentano di confrontarsi su un terreno comune, sia un atto di grande scorrettezza che da un'altra parte, invece, altri colleghi del centrodestra organizzino una conferenza stampa per attaccare, infangare, insultare e offendere o anche solo per criticare l'altra parte che sta dialogando con alcuni di voi.

La rottura, infatti, non era stata ancora consumata; c'erano, da parte vostra e da parte nostra, momenti di confronto e di dialogo continuo, stavamo cercando di capire in che modo si potesse andare avanti. Noi abbiamo ribadito e ribadiamo che non c'era volontà di ostruzionismo e che la richiesta di lettura di alcune pagine del documento costituiva solo un fatto sporadico per sottolineare alcune nostre opposizioni. A me, quindi, questa conferenza stampa sembra un atto di grande scorrettezza, una caduta di stile che mi ferisce personalmente; se prende piede questa doppiezza, questa ambiguità, questa scorrettezza, io credo che sarà difficile trovare un momento di intesa, di dialogo.

Mi auguro solamente che sia stato un incidente di percorso, un equivoco, perché se così non fosse costituirebbe davvero un momento triste per quest'Aula, che non fa onore a nessuno e non fa onore soprattutto a chi ha assunto l'iniziativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io avrei voluto evitare di intervenire, ma il tono garbato dell'onorevole Selis, rispetto ai toni che abbiamo sentito durante la giornata, mi induce a prendere la parola, per sottolineare che nella conferenza stampa (che mi pare non possa essere interpretata come un metodo per nascondere ai sardi quello che sta avvenendo in quest'Aula) si è preso atto che due parti politiche si sono democraticamente confrontate in quest'Aula, e che da questo confronto sono emerse posizioni diverse.

Infatti, da una parte c'è l'opposizione che dice: "Vogliamo che il documento, che oggi è all'attenzione dell'Aula venga completato", sottolineando che questo documento sarebbe incompleto; dall'altra ci sono la maggioranza e l'assessore Pittalis che dicono: "Attenzione, sulla base della normativa regionale ed europea la disciplina di dettaglio dei complementi di programmazione avviene in una seconda fase". E' qui la differenza: noi vogliamo rispettare pienamente il procedimento indicato dalla normativa regionale ed europea, che prevede precise fasi per il completamento del programma.

SCANO (D.S.). Completamento, appunto.

PILI (F.I.-Sardegna). Chi ha un po' di esperienza sa bene che non si possono predisporre progetti di dettaglio se prima non vi è un complemento di programmazione che tracci le direttrici per stabilire come andare avanti. E' evidente che sul complemento di programmazione la posizione della maggioranza è stata ben chiara. Così come è ben chiara la differenza sostanziale che la maggioranza e l'Esecutivo hanno voluto sottolineare, anche rispetto a quanto lo stesso collega Pier Sandro Scano, in termini assolutamente moderati e apprezzabili, ha detto, e cioè che nel programma operativo regionale vi erano 48 misure che non abbiamo (né voi, né noi, né l'Esecutivo) ritenuto assolutamente valide.

Però la Giunta, con uno sforzo straordinario, ha posto come elemento centrale quello di allocare il 40 per cento delle risorse su progetti integrati territoriali, che rappresentano la volontà di voler intervenire in sinergia su più misure per concentrare lo sforzo su alcuni obiettivi fondamentali, puntando sullo sviluppo integrato.

Questa è sostanzialmente la differenza che l'assessore Pittalis, la Giunta, la maggioranza vogliono rimarcare. I progetti integrati territoriali prevedono un percorso, sul quale si potrà costruire certamente una collaborazione, ma non nella contrapposizione, nella denuncia reciproca (tu non hai fatto, tu devi fare), perché su questo piano non ci può essere nessun tipo di raccordo. Sulle procedure relative ai piani integrati d'area - l'assessore Pittalis l'ha dichiarato nel suo intervento, lo ha dichiarato più volte nelle Commissioni - ci sarà modo di confrontarci; l'attuazione totale del provvedimento, impegna un arco temporale di sei anni, quindi è evidente che sia l'Aula, sia le stesse Commissioni, saranno chiamate a intervenire su questa materia. Però, dalla necessità di un confronto alla richiesta di far leggere ogni virgola di un documento di 450 pagine ce ne passa! Voi potete anche farlo, però non è una dimostrazione di grande sensibilità e responsabilità, soprattutto per l'immagine che si dà della Regione ai sardi. Noi siamo anche disposti a restare fino alla fine ad ascoltare la lettura delle 450 pagine, però ognuno si assume la responsabilità di quello che chiede.

Ci sono delle differenze, ognuno sostenga le proprie posizioni, però nel momento in cui si deve arrivare a un voto, questo voto deve essere, consentitemelo, trasparente anche nei metodi e nei comportamenti. Questo, oggi non sta avvenendo, perché bloccare l'Aula, anche rispetto a provvedimenti straordinariamente importanti come questo, non per noi, ma per chi sta fuori da questo palazzo, è un atto che assolutamente non possiamo permetterci.

Se il centrosinistra vuole assumersi questa responsabilità lo faccia pure, noi siamo qui responsabilmente - e da questo momento anche in silenzio - ad aspettare che si possa completare la lettura e si perda ancora un po' di tempo, disattendendo l'aspettativa che si addivenisse all'approvazione del complemento di programmazione in tempi più celeri e, consentitemelo, anche più "europei".

CUGINI (D.S.). Questa non era una dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, mi sembra che tutti gli interventi pronunciati in sede di dichiarazioni di voto non siano stati, in realtà, dichiarazioni di voto. E' vero che il Presidente dovrebbe richiamare tutti i consiglieri a limitarsi strettamente alle considerazioni sulle dichiarazioni di voto...

FADDA (Popolari-P.S.). L'ha fatto solo con me.

PRESIDENTE. Allora stabilisco che da questo momento non sono più ammesse divagazioni. Peraltro il Regolamento stesso fornisce al Presidente gli strumenti per limitare il dibattito all'essenziale.

Io non sono contrario a consentire anche un dialogo; ma se voi ritenete che il Presidente debba applicare il Regolamento in modo rigido io lo farò. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, io non sto chiedendo questo. Io ho richiamato il contenuto della dichiarazione di voto per dire che il collega Pili ha svolto altre considerazioni; non perché non le potesse fare dichiarando poi il voto a favore, ma perché ha espresso delle considerazioni che propongono una lettura totalmente diversa di quello che in realtà è avvenuto nella giornata di oggi, soprattutto da quando noi abbiamo consegnato, a diversi colleghi della maggioranza, una ipotesi per una possibile intesa sull'argomento. Il collega Pili, invece, io non so, non ho sentito la conferenza stampa, però se ha dato la lettura che ha dato adesso in Aula sulle nostre intenzioni e sulla nostra indicazione, ha fornito una lettura diversa da quella che noi abbiamo proposto; questo per correttezza...

CORDA (A.N.). Che intervento è questo, Presidente?

PRESIDENTE. Senta, onorevole Corda, quando lei verrà eletto Presidente del Consiglio deciderà lei; in questo momento spetta a me decidere, e siccome c'è un dibattito aperto stiamo cercando di fare chiarezza.

CUGINI (D.S.). Quindi, se il collega Pili ha fornito questa lettura all'esterno, non è la lettura esatta del comportamento del centro-sinistra, lo dico per tutti, perché rimanga agli atti. Noi avevamo - e l'abbiamo dichiarato in diversi interventi - una posizione diversa da quella che Pili ha espresso cercando di interpretare la nostra posizione.

A questo proposito io vorrei richiamare, non perché voglia riaprire il dibattito, i colleghi che hanno trattato la questione, il collega Contu, il collega Fantola, il collega Usai, quelli con i quali ho in qualche modo scambiato le opinioni, non perché li voglio portare a testimonianza della correttezza della nostra posizione ma perché se, tra i colleghi della maggioranza, è passata la lettura che ha dato il collega Pili della nostra iniziativa, effettivamente devo riconoscere che hanno fatto bene i colleghi della maggioranza a non convergere sulla nostra posizione. Ma la nostra posizione non era quella, quindi siete stati male informati.

E allora, siccome fino a domani c'è tempo, se avete bisogno di una interpretazione più chiara di quello che volevamo dire, siamo qui per fornirvela.

Noi non siamo mai stati sulla posizione che Pili ha voluto costruire sulle nostre indicazioni di lavoro, nel modo più assoluto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente,. intervengo per annunciare un voto negativo più legato alle repliche dell'assessore Pittalis, che al contenuto del dibattito. Si è trattato, infatti, di un dibattito leale, vero, sui contenuti, nel merito, non è mai stato un dibattito banale, privo di contributi; certo, ci sono stati degli accenti critici, doverosi per chi fa la parte dell'opposizione, ma sempre accompagnati da analisi precise, ed approfondimenti e chi è onesto intellettualmente non può non riconoscerlo.

C'è stato un approfondimento, limitato a specifici temi, (del resto il documento è composto di ben 400 pagine) da parte dei singoli consiglieri del centro-sinistra che costituisce il segnale del fatto che se i complementi di programmazione fossero pervenuti in Aula con un po' di anticipo il risultato finale sarebbe stato migliore, avrebbe potuto meglio recepire i contributi del dibattito.

L'intervento del collega Pili ha evidenziato due aspetti. Il primo è la non accettazione del concetto di "completamento" che pure è presente nelle linee guida, che pure è specificato. Non si tratta di entrare nel merito del significato del termine; il problema è che, come è stato riconosciuto anche da voi nel dibattito, il documento non ha un aspetto conclusivo, ha delle carenze dovute al tempo, dovute a tutte le motivazioni che avete messo sul campo anche voi e quindi è un documento che va completato, integrato. Se dobbiamo discutere di un termine, si discute di un termine, ci sono stati altri momenti in cui questo si è fatto e non ha portato via tempo a nessuno, né utilità al popolo sardo.

Il secondo aspetto, invece, ben più importante, è l'esplicitazione della volontà di sottrarre al dibattito del Consiglio i complementi di programmazione, con un'iniziativa che era tutta del collega Pili, anche se sottoscritta dai Capigruppo. Allora, il problema centrale, rispetto al documento che noi abbiamo proposto, è quello di sancire il parternariato come luogo, come vincolo, come rispetto delle norme europee, ma anche come centralità del Consiglio regionale. E questo è nell'interesse di tutti, perché non è dignitoso per nessuno dover andare ad uno ad uno a chiedere, a verificare, a cercare. E` qui che dobbiamo sintetizzare, svolgere il nostro lavoro e conferire dignità alle istituzioni.

Stiamo parlando di differenze che non rientrano nel merito dei complementi di programmazione, ma nel modo con cui noi consideriamo questa istituzione; questo è il punto che deve essere posto in qualche modo all'attenzione del dibattito.

E poi, ultimo elemento: la politica si fa anche con le conferenze stampa, però c'è un problema di regole, di etica parlamentare; se ci sono, nell'ambito dell'etica parlamentare, delle regole, queste si devono rispettare; se ci sono delle parti che trattano non ci devono essere esponenti dell'altra parte che di nascosto affermano un'altra cosa.

PIRISI (D.S.). Neanche ascolta!

LAI (D.S.). Non sto parlando a lui evidentemente, sto parlando ad altri. C'è un problema di regole e di etica parlamentare che va oltre le regole giuridiche che fa parte in generale della comunicazione politica. Qui, quello che è stato violato è il normale atteggiarsi delle relazioni parlamentari; quella conferenza stampa è stata sleale dal punto di vista dell'etica parlamentare e quindi del rispetto dell'istituzione consiliare.

Se si gioca rispettando tutti le stesse regole, si possono trovare le soluzioni; se ognuno gioca con le sue regole è chiaro che le soluzioni non si trovano. E` per questo che noi ci sentiamo offesi, offesi in rapporto alla qualità delle relazioni, offesi per il mancato rispetto delle regole parlamentari, offesi per il mancato rispetto dell'Aula dove siamo chiamati a rappresentare la gente che ha avuto fiducia in noi. E` per questo motivo che confermiamo e confermo il voto negativo.

PIRISI (D.S.). Dopo aver fatto il comizio, l'onorevole Pili neanche ascolta le cose che si dicono.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, credo che non sfugga a nessuno che in quest'Aula non si vuole un confronto, non si accetta un confronto; qualsiasi apporto è considerato perdita di tempo. Non so; forse sarebbe opportuno che la minoranza tacesse, forse sarebbe opportuno che questa minoranza svolgesse il suo ruolo al guinzaglio di impostazioni e ipotesi pur non condivisibili. Beh, questo non è possibile.

Io sono convinto, ma credo che lo siamo tutti, che leggere rigo su rigo questo documento sia una forzatura, ma non ne sono convinto da oggi, ne sono convinto da quando lo chiedeva Desiderio Casu, nella stessa misura, ne sono convinto da quando lo chiedeva l'Assessore, da allora sono convinto che questa è una forzatura non nobile, che porta discredito a quest'Aula, onorevole Pili. Ma è uno strumento, che allora veniva usato dall'onorevole Pittalis, dall'onorevole Balletto e che oggi è utilizzato in quest'Aula dall'attuale minoranza.

Non era edificante allora, non è edificante oggi. Ma esaminiamo un po' il senso di questa richiesta. Così com'era allora, credo che possa essere oggi, quello di indurre la maggioranza ad ascoltare, a cercare attraverso la politica una via d'uscita, politica che dovrebbe informare l'agire di ciascuno di noi, senza atteggiamenti personalistici, senza offese personali, ma secondo uno stile che io mi auguro rimanga sempre ad un certo livello.

Il voto contrario, non positivo dei Democratici, sta quindi a significare ancora un disagio, perché I Democratici ritenevanoche questo potesse costituire un momento esaltante per tutta la Sardegna, ma purtroppo così fino a questo momento non è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, non intendevo intervenire, però questi appelli allo stile e all'etica mi impongono un chiarimento rispetto a quello che è stato detto prima in Aula.

Un collega nel giustificare il contenuto dell'ordine del giorno, di cui ha pure letto alcuni stralci, ha citato una parte, la pagina 5 delle linee guida per la formazione del complemento di programmazione, sostenendo che in questo testo si sarebbe potuta evincere un'intenzione dell'Unione europea verso la possibilità di completare il complemento di programmazione; e in questo contesto è stato richiamato il dizionario "Devoto-Oli" come fonte dalla quale i consiglieri che stavano interloquendo con lui avrebbero dovuto attingere.

Ecco, io al riguardo credo che non sia necessario il "Devoto-Oli" per capire che questo testo si riferisce solo ai progetti integrati e non a tutto il complemento di programmazione, e che fa solo riferimento agli aggiornamenti del complemento e non al completamento. Un conto è completare un documento incompleto, un conto è aggiornare un documento; con tutte le implicanze politiche che questo può avere.

Volevo però aggiungere una seconda riflessione: non vedo nessun motivo, personalmente, non parlo a nome della maggioranza, parlo a titolo personale, per votare un ordine del giorno nel quale chiedo alla Giunta di rispettare la legge. Io sono sicuro che la Giunta rispetterà la legge; l'articolo 3 della legge regionale numero 20 del 1998 prevede la sessione comunitaria con modalità ben precise e sono sicuro che questa sessione verrà attivata.

L'articolo 11 della stessa legge stabilisce poi che dei provvedimenti amministrativi adottati per dare attuazione ai programmi finanziati dall'Unione europea viene data immediata comunicazione dalla Giunta alle Commissione consiliari competenti. Sono sicuro che la Giunta rispetterà anche questa norma. Quindi non vedo perché dovrei chiedere alla Giunta di rispettare la legge. Non vedo la ragione per votare un ordine del giorno in questo senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Spiace, signor Presidente, essere costretti dalle circostanze che si sono determinate in Aula ad esprimere un voto contrario; spiace perché si era partiti da altri ragionamenti, da altri convincimenti, erano stati esperiti tentativi per verificare se vi fossero le condizioni per un comune ordine del giorno che sancisse, richiamasse, riproponesse all'attenzione di ciascuno di noi, onorevole Scarpa, elementi che certo in legge sono contenuti (lo ha riconosciuto prima nella sua proposta, a voce alta, l'onorevole Scano) ma il cui richiamo avrebbe dovuto servire a rafforzare una volontà, un convincimento, una possibile operatività comune, perché diventasse convincimento collettivo, della maggioranza e dell'opposizione.

Mentre questi tentativi venivano esperiti, mentre si dibatteva seriamente sulla prima parte dei complementi di programmazione, altri sfuggivano al dibattito in aula, si appartavano nelle proprie stanze, rendevano dichiarazioni alla stampa. Concordo con chi sosteneva che il fatto viola sostanzialmente le regole di comportamento etico; si è cercato lo scontro per lo scontro. E siccome l'onorevole Pili, a dir la verità, non è neanche nuovo ad atteggiamenti di questo tipo; viene da porsi, onorevole Usai una semplice domanda: a chi giova...

USAI (A.N.). Avete tenuto cinquanta conferenze stampa in corso di Consiglio, in altre occasioni, quando si cercava di trovare un'intesa.

PRESIDENTE. Onorevole Usai, la prego!

BALIA (F.D.S.). Onorevole Usai, mi spiace contraddirla, ma se lei fa poco poco memoria nel tempo, non solo in quest'anno e mezzo ma anche nei cinque anni della passata legislatura, ciò non è mai avvenuto. E' avvenuto, invece, che conferenze stampa siano state indette prima dell'apertura dei lavori, forse anche durante l'apertura dei lavori ma non, in ogni caso, mentre era in corso una trattativa che poteva essere portata a compimento.

Mi pare, comunque che l'onorevole Pili, tutto sommato, non sia nuovo ad atteggiamenti e comportamenti di questo tipo. Spesso ha tenuto conferenze stampa, presentato ordini del giorno estemporanei, non condivisi non solo dalle opposizioni ma neanche da larghi strati della maggioranza, che frequentemente lo hanno invitato ad atteggiamenti più misurati, di maggiore equilibrio, indirizzandolo verso il ritiro di quegli stessi documenti.

Allora la domanda è: il ruolo che l'onorevole Pili recita all'interno di questo Consiglio regionale è un ruolo che risente ancora di vecchie frizioni politiche, che attengono a ruoli mancati la cui responsabilità non può essere fatta ricadere sul livello istituzionale, così come invece si sta cercando di fare? Mi chiedo a chi giovi questo atteggiamento; non giova a noi, sono convinto però che non giovi neppure ai rapporti all'interno della maggioranza, e soprattutto - lo affermo con assoluta certezza - non giova alla Sardegna.

PRESIDENTE. Io devo pregare tutti i colleghi, di limitarci davvero alle dichiarazioni di voto, perché altrimenti riapriamo un dibattito che allungherà oltre misura la conclusione dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S). Signor Presidente, sarò molto breve e mi limiterò a spiegare in aula le motivazioni del mio voto contrario a questo documento. Nel merito, già lo accennavo nell'intervento di ieri, la preoccupazione più grande, a mio parere, è che di fronte ad una disponibilità di risorse quale è quella di cui stiamo discutendo, se ne investe solo il 15 per cento per rimuovere gli ostacoli strutturali che hanno segnato un solco e che costituiscono il vero elemento di differenza in negativo tra la Sardegna e le altre parti d'Italia e dell'Europa sviluppate.

Io ho la preoccupazione che, così facendo, non stiamo cogliendo questa occasione storica. Noi avremmo dovuto fare l'esatto contrario, cioè destinare il 60 - 70 per cento di queste risorse per risolvere il problema dei trasporti, portuale e aeroportuale, per consegnare un sistema ferroviario degno di un paese moderno a quest'Isola, per intervenire sulla viabilità, per eliminare questi ostacoli storici allo sviluppo della nostra terra; e invece niente di tutto questo.

Queste risorse sono state assegnate alle regioni dell'obiettivo 1 per rimuovere questi ostacoli. Questa maggioranza, invece, ha scelto di non farlo. La maggior parte delle risorse vengono sottratte alla programmazione delle Commissioni; all'interno di esse non c'è stata neanche discussione di merito. Questa maggioranza, addirittura voleva sottrarre anche all'Aula il diritto sacrosanto, la sua funzione istituzionale fondamentale di enunciare gli indirizzi e di programmare le risorse; questa maggioranza ha dovuto, con grande insofferenza e con una caduta di stile, sopportare suo malgrado questa discussione, e questo mi ha colpito molto. Significa che questo Governo, che il centro destra, non solo non ha stile, ma non ha cultura di Governo, non ha rispetto delle istituzioni. Poi la doppiezza dell'onorevole Pili completa il quadro di questa situazione.

Questi sono gli elementi di preoccupazione che volevo esternare, e mi sembrano più che sufficienti per votare contro questo documento. .

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Signor Presidente, solo due parole per annunciare il mio voto contrario ed esprimere qualche considerazione sulla giornata odierna. Io condivido ciò che ha detto l'onorevole Bruno Dettori, sul fatto che alcuni atteggiamenti, alcune richieste, (che peraltro sono consentite dal Regolamento, e che l'opposizione ha il diritto, e qualche volta ha anche il dovere, di utilizzare) non nobilitino questa Assemblea. Io su questo sono perfettamente d'accordo.

Sono anche d'accordo su un punto, che anche l'onorevole Dettori ha richiamato, che tutta l'Assemblea, soprattutto in certe circostanze, e questa è una di quelle, dovrebbe contribuire a migliorare un documento importantissimo per lo sviluppo della Regione. Evidentemente, possiamo avere diverse opinioni sulla modalità dello sviluppo, ma io non penso che non ci siano punti di convergenza.

Però mi voglio rivolgere soprattutto all'opposizione, perché altre volte, ed anche oggi, mi è venuto questo dubbio, che è un dubbio atroce, e di questo chiedo anticipatamente scusa alla maggioranza. Mi sembra che la nostra strategia venga modificata troppo velocemente a seconda delle circostanze. A me qualche volta viene il dubbio che ce la facciano modificare a seconda delle circostanze. Per cui inviterei la maggioranza, o meglio la minoranza, ad adottare una strategia di contrapposizione (stante anche alcune dichiarazioni che sono state rese testé) più lineare, e voglio avanzare anche una proposta.

Noi abbiamo uno strumento importantissimo a disposizione: quello di pretendere, a tutti i livelli, il numero legale dalla maggioranza. Io suggerisco di utilizzare questo strumento senza fare eccezioni.

Questo è il messaggio che io invio alla maggioranza e mi auguro che l'opposizione mi dia retta. Questa penso che sia una proposta concreta di contestazione nei confronti di una maggioranza che, talora, a me sembra diventi troppo arrogante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io credo che un appuntamento così importante abbia fatto perdere di vista l'obiettivo principale. Credo che non sia accettabile, non sia accettabile per il rispetto dei ruoli e nell'interesse comune, che la discussione su uno strumento di tale importanza (che forse, stante le difficoltà vissute per restare nell'obiettivo uno, non avrà seguiti nei prossimi anni) avvenga in questo clima.

E' uno strumento importante perché dovrebbe contribuire a portare l'Isola fuori da uno scenario di sostanziale sottosviluppo; purtroppo neanche l'esperienza dei complementi di programmazione approvati nel 1994, è servita. Questa realtà, e il clima che si sta vivendo in quest'Aula, credo che debbano farci riflettere attentamente, sulla circostanza che non è così facile unificare i ruoli, come qualcuno pretende di fare.

Ma difficile non vuol dire impossibile. Noi, come opposizione, abbiamo rivolto diverse osservazioni a questo documento ed espresso suggerimenti su punti che ritenevamo e riteniamo importanti, ma non abbiamo ricevuto la giusta attenzione. Questo lo dimostra l'aria che già da stamattina si respirava in quest'Aula, confermata dall'intervento ultimo del Capogruppo del partito di maggioranza relativa, l'onorevole Emilio Floris, che ha segnato un momento di rottura completa, di rifiuto del dialogo e delconfronto.

Amici miei, quando il dialogo e il confronto, a prescindere dalle differenze dei ruoli, tra maggioranza ed opposizione, viene meno su temi di così vasta importanza, vuol dire che stiamo sbagliando tutti. L'arroccarsi sulle proprie posizioni non serve a nessuno. Il frutto di questo arroccamento, le conseguenze negative, ricadranno - e non potrà essere diversamente - su questo strumento che oggi dovrebbe uscire da quest'Aula.

Non si può pretendere di approvare il complemento di programmazione, in una giornata dove una parte cerca di confrontarsi e l'altra cerca invece di rintanarsi, dove alcuni colleghi che avrebbero potuto dare slancio al confronto e al dialogo hanno preferito non partecipare, e quelli che all'ultimo momento hanno deciso di partecipare l'hanno fatto in termini negativi. Questo non è accettabile perché riteniamo che le esperienze vissute debbano servire a migliorare le esperienze che dobbiamo ancora affrontare. Noi abbiamo già vissuto un'esperienza di questo genere pochi giorni fa. Mi riferisco alle due mozioni in materia di sistema tariffario del trasporto aero. In occasione dell'esame in Aula di quei documenti siamo arrivati a un punto di rottura tale da manifestare divergenze assolute sulla soluzione del problema, come se il bene comune non fosse lo stesso, l'obiettivo non fosse lo stesso e il volerlo raggiungere non costituisse volontà di tutta l'Aula. Poi ho visto che, alla fine, ragionando con serenità, senza strumentalizzazioni, un'intesa si è trovata.

Gli atteggiamenti di rottura, di sofferenza e di non rispetto dell'Aula ci stanno portando fuori strada. Allora ritroviamo la strada, se è necessario sospendere i lavori dopo il voto sospendiamo, ma cerchiamo almeno di raggiungere un'intesa con tutti coloro che hanno volontà e voglia di dialogare, di trovare percorsi e soluzioni che servano a tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto contrario e per pronunciare alcune riflessioni. Io non condivido il richiamo pronunciato da molti colleghi su una presunta caduta di stile per come questa minoranza manifesta la sua opposizione, né faccio appello ad analoghe situazioni vissute nella precedente legislatura da parte di questo Consiglio, che vedevano protagonisti altri colleghi che oggi siedono nei banchi della maggioranza e della Giunta.

L'opposizione si manifesta in modo corretto e democratico, ed è proprio l'importanza del documento e di ciò che stiamo discutendo che giustifica questa posizione. E' proprio l'ottusità, la chiusura totale ad accogliere anche l'ordine del giorno (che presentandolo, persino il collega Pier Sandro Scano definiva quasi, esagerando, accomodante) che ha determinato il nostro atteggiamento.

Quindi, non vi è alcuna caduta di stile, vi è semplicemente un'opposizione che di fronte a un'atteggiamento così chiuso e ottuso da parte della maggioranza su questo documento, ha deciso di avvalersi di quanto consentitole dal Regolamento Io, invece, ritengo che i rilievi mossi nei confronti del collega Pili siano stati forse eccessivi, perché non tengono conto di quello che gli è successo da un anno e mezzo a questa parte.

Mauro ha vissuto una fase di grande esaltazione, un'esaltazione dovuta al fatto di essere stato consacrato il numero 2, non a livello regionale, ma a livello nazionale, direttamente dal "Divino". Poi improvvisamente, non per volontà di questo Consiglio, ma forse delle stesse persone con cui era sceso in piazza, nel momento in cui venne consacrato numero 2 a livello nazionale, diventò non il numero 1 né il numero 2, ma uno dei tanti, un numero qualsiasi di quest'Aula. Quindi ha vissuto una fase che lo ha portato secondo me a commettere errori come quelli che sta commettendo anche adesso.

Non si recupera, infatti, un ruolo di supremazia agitandosi in modo scomposto, anzi così forse si accentua il venire meno di quel ruolo. Più volte abbiamo invece constatato che proprio l'usurpatore, cioè colui che sembrerebbe avergli tolto il ruolo per volontà delle stesse lobby che, invece, in un primo momento, avevano candidato Pili, è stato spesso l'artefice di quelle mediazioni che oggi invece non si riescono a trovare neppure su un documento come questo che forse avrebbe consentito a quest'Aula di procedere più rapidamente anche all'approvazione di quel provvedimento e di quell'ordine del giorno.

Forse proprio l'assenza oggi del cosiddetto usurpatore, consente al collega Pili un agitarsi scomposto che costituisce, questo sì, una caduta di stile, che finirà, secondo me, per danneggiarlo ulteriormente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, io intervengo per dichiarare, lo dico con un certo rammarico, il mio voto contrario. Perché con rammarico? Perché nel mio intervento pronunciato in sede di discussione generale non ho svolto un ostruzionismo becero; penso invece di aver offerto il mio contributo - come d'altronde altri 31 colleghi - a un dibattito serio e serrato che si è protratto per due giorni. Molti di noi sono entrati nel merito del contenuto dei vari assi, fornendo appunto dei suggerimenti che avrebbero potuto davvero migliorarlo. Del resto il complemento di programmazione è il documento economico-finanziario fondamentale per i prossimi anni. Nulla è stato accolto delle varie segnalazioni che sono venute sia dalla minoranza sia dalla maggioranza, (otto consiglieri della maggioranza sono intervenuti nel merito proponendo delle modifiche)

Noi della minoranza non abbiamo svolto un ostruzionismo becero, ma abbiamo detto fin dall'inizio, con senso di assoluta responsabilità, che non avremmo presentato emendamenti perché volevamo discutere nel merito e concordare con voi gli eventuali miglioramenti. Mettiamoci d'accordo prima la prossima volta, perché la prossima volta, non per fare ostruzionismo, ma per il ruolo che ricopriamo, presenteremo emendamenti e chiederemo che vengano votati.

Sulla conferenza stampa del collega Pili, che si svolgeva mentre qui in aula e attorno all'aula era in atto uno sforzo serio per trovare un accordo, e poi sulle dichiarazioni successive, riprese dal collega Marrocu, voglio aggiungere una considerazione. Noi abbiamo svolto un dibattito, dal quale tutti quanti (soprattutto voi colleghi della maggioranza) siamo sicuramente usciti arricchiti e comunque con maggiori conoscenze su questo documento; ed allora domandiamoci e domandatevi a posteriori: chi non voleva questo dibattito in questa Aula?

Badate, quel famoso ordine del giorno non lo voleva chi oggi ha sabotato, anche indicendo quella conferenza stampa, il tentativo di accordo. Ed allora, è vero che non volere il dibattito danneggia la minoranza, ma soprattutto danneggia voi, danneggia la maggioranza stessa. Allora se danneggia voi, che interesse avete a non discutere, a far rinchiudere un documento di 11 mila miliardi nelle segrete stanze? Che interesse avete a non parlarne qui, dove potete liberamente dare indicazioni, e chiedere interventi, per i vostri territori, e non nelle segrete stanze?

Analizzate questo fatto, perché sono molto importanti le questioni che poneva il collega Lai. Sono importanti per il futuro delle altre manovre, per il proseguo della legislatura, dei nostri lavori, perché altrimenti davvero si svilisce questa Assemblea ma si svilisce soprattutto per opera vostra, che avete il peso e l'onere della maggioranza. Ma anche la responsabilità della maggioranza. Queste cose che oggi stiamo denunciando valgono per noi ma devono valere soprattutto per voi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Signor Presidente, dichiarando il voto contrario, colgo l'occasione rapidamente per commentare quello che sta accadendo. Io penso che il conflitto costituisca la fisiologia della democrazia, ma che oltre al conflitto serva anche il governo del conflitto. Il conflitto è la politica, e il governo del conflitto è l'istituzione. La regola. E se c'è il conflitto senza il governo del conflitto, dubito che il conflitto vedrà un vincitore e un vinto, sono più propenso a pensare che ci saranno due vinti.

Non c'è ostruzionismo dell'opposizione, io torno su questo concetto, e aggiungo che prima o poi saremo costretti - quando ne varrà la pena e lo riterremo utile - a dimostrare che cosa vuol dire davvero ostruzionismo. Questo non è ostruzionismo; c'è stata una chiusura della maggioranza e c'è un risposta polemica, ma nei limiti consentiti dal regolamento ed anche molto contenuta, dell'opposizione. Quindi mi pare fuori luogo stracciarsi le vesti per questo.

C'è un percorso da fare (poi, badate, sulle parole, sui concetti si ragiona); noi vi abbiamo chiesto: siete d'accordo o no sulla sostanza? In questo percorso il partenariato sociale istituzionale e il Consiglio regionale hanno un ruolo assegnato dalle leggi e dal regolamento dei fondi strutturali. Io so che l'onorevole Scarpa è una persona seria e per questo gli rispondo. Vedi Beniamino quando affermi:"la Giunta sicuramente rispetterà la legge", io ti chiedo: sai quante volte si è tenuta la sessione comunitaria nel 2000? La sessione comunitaria non si è tenuta nel 2000 con questa Giunta ed aggiungo che non si è tenuta nel 1999 con l'altra Giunta; è stata introdotta a fine '98. Allora la mia riposta è questa: probabilmente il fatto che il Consiglio solleciti questa o un'altra Giunta ad assumere un impegno che pure è previsto in legge, probabilmente non è tempo perso. In ogni caso ormai è chiaro che c'è una contrapposizione frontale; e la contrapposizione frontale se è componibile, la si compone. Ma, Presidente, per verificare questo bastano forse 5 minuti?

Se non è componibile non scoppierà certo la guerra mondiale; a me sembra che non sia, allo stato, componibile, considerate le cose dette e fatte, però verifichiamo. Non vogliamo certo inseguirvi, per carità! Se non è componibile, non credo che faremo ostruzionismo. Non ne abbiamo parlato ma ci metteremo 30 secondi a decidere che non faremo ostruzionismo, staremo qui a fare il nostro dovere, e voteremo contro per ragioni di merito.

E voi, portando a compimento con un voto questo, che, qualunque sia la parola che si vuole usare, qualunque sia il concetto che si vuole usare, è un documento che avrà un percorso, che richiederà un ruolo primario del partenariato istituzionale, sociale e del Consiglio regionale, portando a casa un documento che è ancora incompleto, che è ancora da integrare, che è ancora da definire, che è ancora da aggiornare, che è da verificare e da attuare, non credo che avrete avuto una vittoria.

Accade spesso che ciò che in un primo momento appare una vittoria, si riveli successivamente una sconfitta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, io, per la verità, vivo personalmente un disagio: non so se votare contro oppure non partecipare al voto. E' un disagio che dovrebbe valere non solo per me ma per l'intera Assemblea. Che senso ha, infatti, partecipare al voto su un documento di tale importanza, che ha visto una minoranza, chiamiamola così, interventista, che è intervenuta nel merito delle questioni con spirito, come hanno sostenuto molti dei colleghi che mi hanno preceduto, davvero costruttivo, offrendo contributi di merito puntuali sulle singole questioni. Non mi ha convinto, però, l'intervento di Piersandro Scano, quando ha parlato dell'opportunità o meno di fare ostruzionismo. Io non sono convinto che non fosse opportuno, io non sono convinto cioè che noi non dovevamo dispiegare tutta la nostra azione per combattere un tentativo davvero iattante, davvero arrogante di questa maggioranza di oscurare il dibattito su questa materia, perché realmente non vi è stato confronto in Aula; la maggioranza è intervenuta solo con pochissimi, blandi e tutto sommato marginali interventi; non c'è stato confronto. E quindi mi chiedo: come si fa a chiedere il voto se non c'è confronto?

Il tentativo di sminuire il confronto in Aula su questo documento era evidente già dai primi passi; si è cercato di espropriare, con un ordine del giorno presentato dall'onorevole Pili, quest'Assemblea del diritto di dibattere, di discutere, di emendare e migliorare il documento; il documento è stato consegnato ai consiglieri solo qualche giorno prima che venisse convocato il Consiglio per discuterlo, lasciando quindi poco tempo per studiarlo. Tanto è vero che qualcuno ha detto: "Stasera forse il Consiglio con quella lettura che poteva sembrare perdita di tempo, ha approfondito alcuni aspetti che altrimenti sarebbero sfuggiti".

Onorevole Pili, io non credo che questo atteggiamento di arroganza e di chiusura possa, come dire, lenire le ferite o possa consentirle di rifarsi un abito che, al di là della vittoria elettorale, è ricco di medaglie e di sconfitte. Le sconfitte lei le ha subite innanzitutto a causa della sua maggioranza; ma il suo atteggiamento, questo atteggiamento che tutto sommato sottende l'idea "dell'asso piglia tutto" (come dire "Adesso ci sono io e comando io, adesso ci siamo noi maggioranza, comandiamo noi") lei l'aveva in qualche misura fatto valere anche in altre occasioni.

Il caso del VIA, per esempio, è emblematico. C'è sempre un tentativo di riaffermare una leadership all'interno della maggioranza ponendo la stessa in una sorta di contrapposizione frontale con la minoranza, per creare forse difficoltà - come diceva poc'anzi l'onorevole Siro Marrocu - forse per mettere in difficoltà l'attuale Giunta e il suo Presidente.

Io non credo che questa davvero sia la strada che noi possiamo percorrere nell'interesse della Sardegna; forse, lo diceva bene anche l'onorevole Scano, alla fine ci troveremo di fronte a delle vittorie di Pirro, che porteranno come sconfitti sul campo in primo luogo i sardi e la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S). Intervengo per dichiarare, signor Presidente, il mio voto contrario, e per esprimere alcune brevi considerazioni. Non trovo giusto, infatti, che due giornate di dibattito intenso, a cui io ed altri colleghi abbiamo partecipato con serietà e con serenità, convinti di offrire un contributo per onorare un mandato che liberamente e democraticamente abbiamo ricevuto dagli elettori sardi, vengano declassati a rango di una poco nobile chiassata e di una poco utile discussione.

Io credo che affermazioni di questo genere non siano tollerabili in un'Aula parlamentare; credo che chiunque le pronunci mostri poco rispetto prima di tutto per il proprio ruolo, poi per quello altrui.

Nel portare a questo dibattito il mio contributo non avevo la convinzione di modificare il complemento di programma, credo che nessuno della minoranza, non dell'opposizione, della minoranza numerica in quest'Aula, avesse la pretesa di cambiare il complemento di programma; si intendeva invece portare un contributo su una partita che varrà per i prossimi 6 anni e su cui ciascuno di noi ha il dovere di intervenire.

Ma secondo voi, che cosa avrebbe dovuto fare questa minoranza o un'altra minoranza in sede di discussione e di approvazione di un documento così importante per le sorti della Sardegna? Avremmo dovuto star zitti, pronunciare qualche intervento formale, fare due riverenze, fare finta di niente? O invece avevamo il dovere di fare quello che abbiamo fatto, chiedendo non la modifica nel merito del documento, ma un percorso programmatico che vedesse la partecipazione di questo Consiglio regionale alla pari, badate, non al di fuori o al di sopra, alla pari di tutti gli altri soggetti del partenariato sociale e istituzionale della Sardegna che verranno coinvolti; e invece il tentativo, portato avanti fin dall'inizio della discussione sui complementi di programma, è stato quello di escludere il Consiglio da questa partecipazione democratica.

Del resto la minoranza sarebbe rimasta e resterà minoranza anche se dovessimo tornare in Aula fra tre mesi, a meno che non perdiate altri voti, pertanto non capisco quale sia la preoccupazione. E invece, questo Consiglio deve, tra la costituzione di un "Comitato di liberazione dei cieli", che sostituisce i Comitati di liberazione nazionale nella moderna comunicazione, subire l'onta in Aula persino di una ramanzina nei confronti di chi ha lavorato per 48 ore consecutive assentandosi poco e tenendo poche conferenze stampa.

Io credo che questi moderni "guerrieri della libertà", che combattono attraverso i mezzi di comunicazione di massa, svuotando quest'Aula, siano pericolosi per tutti e in particolare per questa istituzione. Credo che se il Presidente Floris fosse stato presente in Aula in questi giorni probabilmente saremmo arrivati a una mediazione; non a una mediazione che usasse violenza alla maggioranza, ma una mediazione che nelle fasi successive dei complementi di programma, coinvolgesse anche il Consiglio regionale, lo coinvolgesse al pari del Comitato di Sorveglianza, all'interno del quale, badate, sono assolutamente limitate le presenze dei soggetti istituzionali, (ci sono soltanto due rappresentanti di tutti gli eletti sardi nei consigli comunali e nelle province) mentre c'è una sovrabbondante presenza di tutte le rappresentanze sociali ed economiche. Tutto ciò crea naturalmente un ulteriore squilibrio in un Comitato di Sorveglianza che dovrebbe anche votare. E le teste, come è a tutti noto, si contano, non si pesano.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del paragrafo 1.1 della parte generale.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

Presidente. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 70

astenuti 1

maggioranza 36

favorevoli 39

contrari 31

(Il Consiglio approva)

PRESIDENTE. Prima di continuare vorrei avere dall'Aula qualche indicazione su come proseguire, su cosa dobbiamo fare.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Io vorrei parlare per rispondere alla sua sollecitazione e anche per un richiamo al Regolamento; non l'ho voluto fare prima, ma lo faccio ora, perché mi pare giusto sollevare qualche dubbio e porre qualche quesito al quale onestamente non ho saputo rispondere. Parlo subito del quesito e poi rispondo alla sua richiesta.

Io ho l'impressione, che la Presidenza così, per una svista probabilmente, quando ha dichiarato che bisognava votare il passaggio all'esame degli articoli, abbia commesso un piccolo errore, nel senso che a me pare che si possa invece parlare, non del passaggio all'esame degli articoli ma, invece, del passaggio alla parte dispositiva del provvedimento, perché questo non è un progetto di legge, è un provvedimento.

Ora io pongo il problema perché mi rendo conto che il nostro Regolamento, per quanto concerne i documenti programmatori, purtroppo dice ben poco, anzi, devo dire la verità, dice quasi niente; l'unico articolo che ho trovato dove si opera una distinzione fra progetto o disegno di legge e provvedimento è l'articolo 84 che recita: "Terminato l'intervento della Giunta regionale il Presidente pone in votazione il passaggio all'esame degli articoli oppure della parte dispositiva del provvedimento".

Se noi ritenessimo, per analogia, che questo documento possa essere considerato alla stregua di un progetto di legge, io potrei anche avere dei dubbi, ma è chiaro che allora dovrebbe seguire la procedura dei progetti di legge; se invece, come io ritengo, non può essere assimilato ad un progetto di legge, ma si tratta invece di un provvedimento, è chiaro che noi dovremmo passare quando lei dice "Si passi alla votazione finale della parte dispositiva del provvedimento", alla parte dispositiva del provvedimento. Giustamente però qualche collega potrebbe obiettare: "Ma qual è la parte dispositiva di questo provvedimento?" E qui cadiamo nuovamente nell'area dell'interpretazione, perché io potrei anche dire che per me la parte dispositiva è costituita dalle schede, mentre la parte generale si esaurisce con l'introduzione, ma ripeto, io ho già dichiarato che non ho il Vangelo dalla mia parte, e vi prego di credere che non ce l'ha neanche nessuno di voi, sto solo ponendo dei problemi.

Tuttavia, se per caso io non avessi ragione, (anche se ne dubito) dovrebbero applicarsi le norme relative ai progetti di legge. E' chiaro che se si applicassero le norme relative ai progetti di legge, bisognerebbe applicarle per intero, il che significa che ciascun punto dovrebbe essere considerato un articolo. E` un po' forzata anche questa soluzione ma quando si verte in materia di interpretazioni tutte le interpretazioni sono possibili in un verso o nell'altro verso. E quindi è chiaro anche che su ognuno di questi punti io potrei chiedere, per esempio, il voto segreto; non si potrebbe invece chiedere la votazione per parti, altrimenti non saremmo più nell'ambito della disciplina dei disegni di legge.

Chiedo venia se pongo queste problematiche, però mi è sembrato strano che il nostro Regolamento, mentre disciplina così bene, per esempio, i documenti contabili, i documenti finanziari, stranamente non dicesse nulla sui documenti programmatori. Come deve comportarsi pertanto l'Aula per quanto concerne i documenti programmatori? Quindi, prima che si avvii una prassi che poi può diventare norma io questi quesiti li voglio porre, ma pongo soltanto dei quesiti, non sto, mi creda Presidente, sollevando nessuna eccezione.

Detto questo, Presidente, io vorrei passare al quesito che lei ci ha posto. Lei ci ha chiesto come procedere nei lavori. Io concordo sulla considerazione che siamo un po' tutti stanchi, però devo anche dire che, onestamente, un po' di tempo l'abbiamo anche perduto. L'opposizione non salti per aria se affermo che la lettura pedissequa, pagina per pagina del documento, un po' di tempo ce l'ha fatto perdere; sarà poco, sarà molto, ma dovete ammettere che è vero. Nonostante si tratti di una procedura inusitata è nel diritto dell'opposizione, di ciascun consigliere chiedere la lettura, virgola per virgola, del documento. Però non mi si può dire che si tratti di una procedura normale, è una procedura inusitata ed eccezionale che certamente ha ritardato i lavori del Consiglio.

Quindi, io chiederei alla Presidenza di consentire, anche a noi maggioranza, perché esistono, sì, giusto, i diritti della minoranza, ma esistono anche i diritti della maggioranza, di recuperare il tempo perduto. Ciò vuole dire, in parole povere, che dopo una breve sosta per la ristorazione, impegnarci per terminare entro stanotte. Chiedo questo perché so che domani mattina, l'Assessore del Bilancio deve presiedere la riunione del Comitato di sorveglianza. E in un dibattito importante come questo, la presenza dell'assessore, se non indispensabile, certamente è utile, necessaria.

Del resto anche il collega Scano, in un intervento molto chiaro e molto preciso, ha affermato: "O in cinque minuti si trova una soluzione oppure è inutile, non vi seguiamo...". E ha ragione, stiamo perdendo tempo; tra l'altro mi è sembrato anche di capire che non c'è neanche l'intenzione, poi eventualmente mi smentiranno i fatti, da parte dell'opposizione di fare ostruzionismo. Se così è, allora io credo che non sarebbe neanche del tutto difficile concludere i lavori stasera, con un certo sforzo e con una certa dose di buona volontà.

Quindi, io ribadisco la mia proposta di una breve sosta per poi riprendere i lavori fino alla conclusione.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, io vorrei prima sgombrare il campo dalle diverse ipotesi circa la natura del documento che stiamo discutendo. Non è un documento che consta di più parti, di cui una dispositiva, come un ordine del giorno o una mozione; si tratta di un documento che è tutto un dispositivo; se c'è un documento al quale possiamo assimilarlo è la legge finanziaria; tant'è che il voto finale sarà un voto palese come avviene per la legge finanziaria.

Detto questo, lei capisce, se l'opposizione o la maggioranza, chiunque ne faccia richiesta, vuole discutere punto per punto, entrare nel merito, ha diritto di farlo. Il Presidente naturalmente deve concedere questa facoltà, poi lei è persona abbastanza esperta per capire anche quali sono le ragioni per cui, forse, una breve pausa di ristoro potrebbe essere d'aiuto; naturalmente però devo sentire anche gli altri colleghi.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io non sono favorevole alla proposta che ha avanzato il collega Contu però ne vorrei parlare meglio con i colleghi Presidenti di Gruppo e quindi chiedo, prima di assumere qualsiasi decisione, la convocazione di una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo. (La seduta, sospesa alle ore 22 e 13, viene ripresa alle ore 22 e 32.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, chiedo altri dieci minuti di sospensione, perché abbiamo necessità, come coalizione, di scegliere una nostra linea alla luce delle decisioni assunte.

PRESIDENTE. Poiché non ci sono opposizioni la richiesta è accolta. La seduta è sospesa per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 22 e 34, viene ripresa alle ore 23 e 10.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiediamo altri cinque minuti di sospensione per permetterci di concludere la riunione. Questo potrebbe semplificare anche i lavori successivi.

PRESIDENTE. Ne avete chiesto dieci e ne sono passati trentacinque. Comunque, poiché non ci sono opposizioni la richiesta è accolta.

(La seduta, sospesa alle ore 23 e 12, viene ripresa alle ore 23 e 20.)

PRESIDENTE. Si dia lettura del paragrafo 1.2.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del paragrafo 1.3

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del paragrafo 1.4.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del paragrafo 1.5.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del paragrafo 1.6.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del paragrafo 1.7.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del paragrafo 1.8.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del paragrafo 1.9.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'Asse 1.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo asse, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, intervengo per porre un problema metodologico. Considerato che questo complemento di programma si divide in assi e in misure, è opportuno che anche le misure, dato che contengono specifiche previsioni di spesa, vengano votate una per una; non si può saltare da un asse a un altro senza votare le singole misure.

PRESIDENTE. Lei sta chiedendo di discutere ogni singola misura?

VASSALLO (R.C.). Sì, anche perché su alcune misure ci possono essere delle osservazioni da fare, ci sono emendamenti, per cui le misure sono da considerarsi come singoli articoli e vanno votate una per una.

PRESIDENTE. D'accordo, onorevole Vassallo, per trovare un metodo che soddisfi tutte le esigenze, se i colleghi sono d'accordo possiamo procedere così. Io metto in votazione i singoli assi, poi ciascun consigliere può chiedere sulle misure sulle quali ritiene di dover intervenire.

VASSALLO (R.C.). Il problema che ho posto non riguarda la discussione, ma la votazione. Dato che le misure contengono specifiche previsioni di spesa, è giusto che ogni misura venga votata; è proprio un problema metodologico.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Vassallo, possiamo anche procedere così.

Si dia lettura della misura 2.1.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa misura, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 2.2.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la lettura integrale delle misure.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Quando ho chiesto al collega Fadda di non battere, volevo intendere che non battesse sul microfono perché, come ha detto il Presidente e come ho imparato quando ero Questore, battendo sul microfono si rischia di romperlo. Questo lo dico per evitare che lei, per il proseguo della legislatura, abbia la possibilità di parlare a voce alta, e con il tono che l'ha caratterizzata in questa legislatura adesso che non è più Assessore. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda. Possiamo proseguire o mantiene la richiesta di lettura integrale?

FADDA (Popolari-P.S.). Io credo che si possa andare anche velocemente, però senza esagerare. Chiedo, con serenità, che almeno le misure si leggano con calma.

Del resto l'assessore Pittalis ha dichiarato che molti non hanno letto questo documento; questa è l'occasione per leggere almeno i titoli.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, stiamo procedendo con la lettura dei titoli. Andiamo più piano, va bene.

Poiché nessuno domanda di parlare sulla misura 2.2, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 2.3.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla misura 2.3, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 2.4.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla misura 2.4, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 3.1.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, chiedo la votazione nominale della misura 3.1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della misura 3.1.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - IBBA - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione,

presenti 61

votanti 60

astenuti 1

maggioranza 31

favorevoli 37

contrari 23

(Il Consiglio approva)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 3.2.

MANCA Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla misura 3.2, lametto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 3.3.

MANCA, Segretario:.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla misura 3.3, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura della misura 3.4.

MANCA, Segretario:.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Soltanto poche parole, signor Presidente e colleghi, perché l'asse 3 "Risorse umane" è stato richiamato in numerosi altri interventi, soprattutto della maggioranza, che ha considerato questo asse come prioritario, fondamentale per lo sviluppo economico e sociale della nostra Isola. Quindi a questo asse è stata attribuita una rilevanza strategica rispetto al processo complessivo di sviluppo.

Si tratta di un asse che deve legarsi concretamente con una serie di azioni di sviluppo relative ad altri assi. In quest'asse, una considerazione particolare, al paragrafo 11, è riservata all'imprenditoria femminile, mentre viene totalmente trascurata la possibilità di offrire delle risposte agli altri soggetti svantaggiati, come i disoccupati da oltre 6 mesi. Senza considerare che coloro che sono disoccupati da 4 o 5 anni sono certamente più svantaggiati di coloro che sono disoccupati da 6 mesi. Non si considera il fatto che proprio la lunga durata della disoccupazione differenzia sostanzialmente e profondamente il disoccupato sardo dal disoccupato europeo, o da quello dell'Italia del nord. Mi sembra, pertanto, che questi assi, che poi sono in prevalenza interventi per la formazione, presentino delle caratteristiche che non si approcciano bene alla realtà della nostra regione.

Qualcuno mi potrà dire: "Ma noi vogliamo dare risposta anche ai disoccupati di 6 mesi". Io dico che piacerebbe anche a me e di sicuro è un obiettivo che ci dobbiamo porre, ma di fronte a noi ci sono anche delle scale da salire, delle barriere da superare; è bene quindi che anche l'approccio ai problemi sia realistico, ci si deve confrontare concretamente, realisticamente con la situazione in cui ci troviamo, in cui vivono i nostri disoccupati, di arretratezza non soltanto culturale, ma di sviluppo generale.

Soprattutto non viene considerato il fatto che ci siamo posti, sia con l'assestamento del bilancio, sia con altri strumenti legislativi, il problema della stabilizzazione di tutti quei posti di lavoro, di tutti quei lavoratori fuoriusciti dai cicli produttivi. Del resto il Polo di centro-destra ha sempre affermato che i lavoratori devono essere più mobili, più flessibili, devono adattarsi ai nuovi scenari della globalizzazione, per cui - secondo questa parte politica - non ci si deve scandalizzare se alcuni cicli produttivi vengono abbandonati, soprattutto in Sardegna, dalle grosse imprese, da imprese il cui capitale è peraltro in mano del potere pubblico attraverso delle finanziarie create ad hoc.

Nella nostra regione ci sono migliaia di lavoratori che da anni si trovano in una posizione piuttosto anomala, e nei confronti dei quali in questi ultimi tempi c'è stata una serie di interventi assistenziali che avrebbero dovuto sfociare nella stabilizzazione del lavoro, con un'azione concreta da parte della Regione. Ho esaminato l'ultimo decreto, uscito recentemente, forse nemmeno un mese fa, emanato dal Governo per conseguire proprio questo obiettivo; con esso vengono assegnate delle risorse alle regioni, però ponendo precisi vincoli.

Poi potremo discutere se sia giusto o meno, se le risorse che vengono trasferite sono poche o sono tante, potremo discutere di tutto questo, però il decreto almeno pone un obiettivo e una responsabilità anche in capo alla Regione. Inoltre viene previsto che la Regione, per continuare ad avere i fondi, debba conseguire l'obiettivo della stabilizzazione. Da questo punto di vista c'è un'analogia con gli interventi a favore dell'imprenditoria femminile; si fissano infatti criteri, obiettivi, si dice alla Regione:" Partecipa anche tu, però i fondi te li do se raggiungi gli obiettivi".

Io mi rivolgo soprattutto all'onorevole Cassano che ieri si accalorava sostenendo che bisognava fare in fretta, perché se no si sarebbe persa un'opportunità, mi rivolgo a lui perché so che anche nel suo Comune ci sono parecchi di questi lavoratori, che sono i più svantaggiati. Per questo, alcuni mesi fa, in occasione della discussione della legge finanziaria si infervorò sostenendo proprio la necessità di offrire una risposta concreta a questi lavoratori.

Ecco, onorevole Cassano, nonostante stiamo discutendo su un complemento di programma che ci permetterebbe di offrire una risposta concreta a questo settore, nell'asse "Risorse umane" nessuna risposta viene fornita. Permettetemi allora un appunto di tipo non polemico, ma di natura critica sul fatto che questo documento non sia stato esaminato anche dalle commissioni competenti. Sono sicuro, infatti, che nelle commissioni competenti alcuni elementi migliorativi degli orientamenti di politica generale ed anche di risposte particolari ad alcune esigenze che comunque nella nostra regione sono pressanti, di sicuro sarebbero emersi.

E sarebbe stato possibile anche partecipare a una, non dico rivoluzione del complemento di programma, ma di sicuro a un suo concreto miglioramento. Questo non è stato possibile, così come non è stato possibile in quest'Aula, nonostante i suggerimenti pervenuti dall'opposizione e (in misura minore) dalla maggioranza, agire concretamente per procedere ad una modificazione e rimodulazione del provvedimento stesso.

Io mi rendo conto che, a questo punto non è possibile modificare nulla, anche perché la nostra scelta non è stata quella di presentare emendamenti, ma quella di verificare se all'interno di quest'Aula vi fosse la possibilità, proprio attraverso un dialogo franco e sereno, attraverso un confronto delle idee, di contribuire al miglioramento di questo complemento di programma.

Prendiamo atto del rifiuto, da parte della maggioranza, di addivenire a una soluzione che avrebbe permesso sostanzialmente, un miglioramento delle azioni stesse, però ciò non ci esime dal denunciare questo fatto, perché non vorrei che domani tutto il Consiglio venisse accusato di non aver tenuto conto di una questione da noi considerata importante e fondamentale. E' la maggioranza che probabilmente ha considerato poco utile inserire la misura che io poc'anzi richiamavo.

Considerato che il tempo a mia disposizione è terminato, dichiaro su questo punto in modo particolare la mia contrarietà; contrarietà che peraltro si estende a tutti quegli assi, all'interno di quegli poteva essere data quella risposta che invece oggi non troviamo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sulla misura 3.4, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 3.5.

MANCA, Segretario:.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare Consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Prendo la parola solo per far notare, signor Presidente, come, nonostante noi interveniamo nessuno replichi. L'Assessore non replica. Se un collega, come ha fatto adesso il collega Vassallo, esprime delle considerazioni, pone delle domande, è bene che qualcuno di voi risponda.

BIANCAREDDU (F.I. - Sardegna). Magari non è stato chiaro.

FADDA (Popolari-P.S.). Tu vorresti dire che nessuno di noi è stato chiaro nell'intera giornata?

CUGINI (D.S.). E' importante che l'Assessore sia presente perché viene messa in capo all'Assessore competente, la realizzazione di un insieme di interventi coordinati tra di loro, e le domande relative a questi interventi meritano senz'altro una risposta. Invece l'Assessore del lavoro e della formazione professionale è assente.

Lo dico per gli assessori che sono presenti: è possibile che sulle altre misure chiederemo qualche chiarimento, e gradirei che ci venisse data risposta, considerato che la direzione degli interventi viene messa in capo ad un Assessore. Quindi, gli Assessori si tengano pronti perché non intendo sorvolare sui diversi interventi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sulla misura 3.5, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 3.6.

MANCA, Segretario:.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla misura 3.6, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 3.7.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla misura 3.7, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 3.8.

MANCA, Segretario:.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla misura 3.8, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 3.9.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla misura 3.9, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 3.10.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla misura 3.10, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 3.11.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla misura 3.11, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 3.12.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, sento doveroso spendere alcune parole su un argomento (le risorse umane) che è stato trattato più volte in diverse occasioni, soprattutto nell'ambito delle discussioni e degli incontri con le parti sociali, in occasione dell'esame della legge finanziaria. Si tratta di un problema da tutti considerato urgente sul quale, a più riprese, sono state presentate in quest'Aula interrogazioni, mozioni e quant'altro da tutti i consiglieri, sia della maggioranza che dell'opposizione.

A questo argomento l'onorevole Capelli ha dedicato un caloroso intervento proprio per sostenere la necessità che questa misura andasse in modo particolare tutelata, anzi addirittura ampliata. Invece, se si esamina attentamente la dotazione finanziaria, non è difficile accorgersi che ben poca attenzione è stata dedicata a questa misura. Ad essa sono stati assegnati 7 milioni e 134 mila euro per l'anno 2000; insomma in 6 anni (2000-2006) c'è una disponibilità di circa 100 miliardi di lire.

Io non so se quando si presentano le interrogazioni interpellanze e quant'altro si conoscono questi dati; soprattutto non so se la Giunta li conosca. Proprio recentemente, circa 6 mesi fa, era stato chiesto a tutti i comuni e a tutte le provincie sarde di fare il quadro della situazione sulle strutture scolastiche, una sorta di check up delle necessità minime per rispondere a quei requisiti che nella misura si dice di voler assicurare. Bene, per il periodo 2000 - 2006 sono stati resi disponibili 134 miliardi di lire, la disponibilità totale della misura era di 2.197 miliardi di lire. Quindi è stato reso disponibile appena il 4,5 per cento della misura. Non arriviamo al 5 per cento.

C'è anche un ordine del giorno, sempre a firma di Capelli e più, che sottolinea ugualmente questo problema e che fa proprio un documento delle province. Se avessi avuto tempo vi avrei potuto procurare tutti i documenti approvati dai singoli comuni, dalle associazioni dei comuni, riguardanti le pressanti esigenze che il mondo della scuola, sempre, da anni, ormai ha rappresentato. Ultimamente il Governo ha anche erogato diverse risorse che sono state distribuite nell'ambito dei comuni, però costituiscono una goccia in un mare di esigenze, così come rappresentano solo un'altra goccia nel mare delle esigenze i soldi che noi stiamo impegnando per questo settore.

Allora, qualche considerazione su questo fatto la vogliamo fare? O dobbiamo sorvolare anche su questo, perché bisogna fare in fretta, perché bisogna finire? Io credo, invece, che si debba intervenire per esprimere le proprie considerazioni sulle somme che si intendono stanziare. Perché 100 miliardi di lire dal 2000 al 2006 sono veramente una goccia in un mare di esigenze. Basti pensare che la quantificazione delle esigenze complessive mi sembra raggiunga quasi 1000 miliardi. Ma, per rispondere agli standard che sono dettati dalla stessa legislazione nazionale in relazione alle strutture, noi prevediamo, in questo documento, non soltanto di adeguarci a quegli standard, ma di adeguare le strutture a tutta quella serie di funzioni innovative che vogliamo inserire nel circolo scolastico. Tutto ciò, verosimilmente, farà aumentare l'entità delle risorse necessarie per questo settore.

E allora, possiamo dire di essere soddisfatti? Io, chiaramente, non posso proporre che tutte le misure del FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) vadano in questa direzione, ma una proposta che preveda la possibilità di rimodulare questa misura, in un secondo momento, perché in questa fase non è possibile farlo, penso che sia necessaria. Poi ne discuteremo quando ci troveremo a discutere l'ordine del giorno Capelli e più. Per ora mi interessa annunciare la grande insoddisfazione che non deve soltanto fare capo a quest'Aula, ma, ne sono convinto, a tutta la società sarda, perché è un problema veramente serio che coinvolge i nostri studenti, quelli che costituiranno la futura classe politica, e pertanto non potrà non incidere sul futuro di questa nostra regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

Pittalis (F.I.- Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Mi pare doverosa una risposta, anche raccogliendo l'invito del "presidente" Cugini, perché anche se l'ora è tarda, interventi come quello del collega Vassallo meritano una brevissima puntualizzazione.

Il collega Vassallo, però, richiama solo l'annualità dell'anno 2000, per quanto riguarda la quantità delle risorse. Le voglio far notare che nella tabella finanziaria, che è allegata al complemento di programmazione, le risorse complessivamente, tradotte in lire italiane, ammontano a qualcosa come 110 miliardi. Quindi, non è cifra di poco conto.

VASSALLO (R.C.). Sono 104 miliardi

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, 55 milioni di euro, al cambio attuale, sono circa 110 miliardi di lire. Pertanto è una misura davvero corposa, anche dal punto di vista dell'entità delle risorse. Comunque, saranno oggetto di riflessione anche le considerazioni che lei ha espresso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Signor Presidente, io non volevo intervenire in questa discussione anche perché condivido molte delle considerazioni espresse dal collega Vassallo, però la risposta dell'Assessore credo meriti una riflessione, seppure molto breve, anche perché capisco che gli interventi a quest'ora vengono tollerati, non ascoltati.

Io considero molto importante ciò che stiamo approvando come Consiglio, per quanto riguarda soprattutto una parte di questo asse, però devo evidenziare che l'attenzione al sistema scolastico nel suo insieme è annegata nel mare magnum degli interventi rivolti genericamente al sistema formativo, dove la parte del leone, ovviamente, viene recitata dal sistema professionale. Restano in secondo piano, quindi, le esigenze di un'altra parte del sistema formativo, quella fondamentale.

Credo che la sottovalutazione di questo aspetto sia uno degli atti più squalificanti del POR e del complemento di programmazione. Ho letto anch'io l'ordine del giorno che pone l'accento, giustamente, sulla situazione drammatica o comunque di grave disagio nella quale versa tutto il sistema scolastico: strutture, dotazione di strumenti, servizi. Tale situazione si evince anche scorrendo le tabelle, gli obiettivi che ci si pone: dotazione di laboratori, di aule speciali per informatica; manca addirittura il supporto all'attività didattica.

Veda, Assessore, per le misure destinate al sistema scolastico nel suo insieme, cioè le misure 3.5, 3.6 e 3.12, per sette anni, quindi, compresa anche l'università, sono previsti poco meno di 250 miliardi di lire, che costituiscono appena il 25 per cento dell'impegno previsto per questo asse e il 2 per cento di quello previsto per tutto il POR. Dobbiamo cioè sapere - ecco perché dico che è il punto più squalificante - che noi stiamo prevedendo di impegnare per tutto il sistema scolastico, compresa l'università, solo il 2 per cento delle risorse del POR.

Quando parleremo delle nuove generazioni e di fondare lo sviluppo della Sardegna sulle possibilità che in esse risiedono, dobbiamo ricordarci di quel 2 per cento. Ecco perché non si può liquidare il problema in questo modo. Neanche a quest'ora di notte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, volevo approfittare dell'intervento pronunciato dal collega Orrù per ricordare che circa seimila studenti sardi lasciano la Sardegna, per studiare nelle università della Penisola. Questo è il risultato del livello, della dequalificazione, del declassamento della nostra università nel suo insieme. Le conseguenze per il futuro, anche in termini di sviluppo economico e sociale della nostra Isola, sono facilmente immaginabili. La risposta della Giunta è un impegno di spesa pari al 2 per cento delle risorse previste dal POR. Vorremmo sapere qual è la riflessione che su questo problema la Giunta vuole fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.

ONIDA (P.P.S.-C.D.U. Sardi), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Intervengofondamentalmente per una riflessione su due aspetti. Premesso che la programmazione degli interventi in ordine alla problematiche che riguardano la scuola è legata alle risorse assegnateci dall'Unione europea, e non si va oltre queste, due argomenti occorre portare con serenità alla conoscenza dell'Aula: l'edilizia scolastica e il "progetto Marte". Entrambi sono richiamati in questa parte del documento e, dal punto di vista della conduzione dell'Assessorato, sono due problemi che mi preoccupano molto.

Proprio nel corso del primo mese di conduzione dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, in un incontro con l'allora Ministro della pubblica istruzione, Berlinguer, ho avuto modo di rappresentare al Governo la difficoltà oggettiva, la situazione drammatica in cui si trova l'edilizia scolastica in Sardegna. Noi abbiamo un'esigenza di circa 500 - 600 miliardi di lire, per definire, per dare risposta compiuta e definitiva al problema dell'edilizia scolastica. Ma di questi 500-600 miliardi la metà esatta è quanto basta per far fronte agli adempimenti previsti da una legge incombente quale è quella sulla sicurezza.

Il ministro Berlinguer si impegnò con me in quell'occasione a trovare per l'esercizio finanziario relativo all'anno 2000, 90 miliardi da destinare alla Sardegna, e comunque nella triennalità si impegnava almeno a risolvere il problema relativo alla sicurezza. Venne la crisi, Berlinguer andò via, gli successe De Mauro che da questo punto di vista divenne invece sordo e muto. Io mi auguro che il Ministro De Mauro si presenti alla Conferenza regionale che si terrà sabato sulla lingua e sulla cultura della Sardegna; si è impegnato a venire, mi auguro che venga. In quell'occasione, con la stessa serenità, ma con la stessa determinazione, gli ricorderemo che questo aspetto, che è anche frutto dell'intesa istituzionale Stato-Regione, è un aspetto sul quale il Governo nazionale è assolutamente inadempiente.

Gli studenti vivacizzano in questi giorni la nostra città, purtroppo la vivacizzano a causa di una contestazione che nasce da problemi molto seri e che può sfociare in problemi ancora più seri. La materia del contendere è la gestione dell'autonomia: noi purtroppo non abbiamo competenza in questo settore. Nell'incontro di Chia, incontro di maggioranza, è emersa ed emerge l'esigenza di fornire noi il buon esempio; la Regione che non ha competenza primaria, darà il buon esempio. Alla prossima finanziaria - questo è nato da quel confronto - risorse nostre tolte da altri settori verranno utilizzate per l'edilizia scolastica. Ma questo non può che essere il primo passo per dire allo Stato:" Hai visto che ci pensiamo noi". E' di 500-600 miliardi di lire, ripeto, il fabbisogno finanziario necessario per risolvere i problemi nella loro complessità.

Il progetto Marte è il fiore all'occhiello dell'intesa istituzionale, di un accordo di programma, di un impegno che il Governo nazionale e il Governo regionale assunsero nella precedente legislatura. E` un progetto che io ritengo estremamente importante, estremamente serio, e costituisce un esperimento pilota per tutta la nazione. La Sardegna per prima avrebbe dovuto mettere in rete sperimentale questo sistema di informatizzazione delle scuole dell'obbligo per venire incontro alle esigenze delle piccole comunità, e per dotare la didattica di uno strumento di altissimo livello.

Bene, noi siamo pronti, abbiamo fatto tutto il nostro dovere nei tempi che prevedeva l'intesa Stato-Regione e l'accordo di programma, ma all'ultimo momento scopriamo che lo Stato non dispone delle risorse (su 80 miliardi, 70 sono di competenza dello Stato) per finanziare l'intervento. Io di questo argomento tratterò e parlerò, con la semplicità con la quale ne sto parlando oggi, anche nel corso della Conferenza sulla cultura.

Il rimpallo delle responsabilità, tra il Ministero della Pubblica istruzione e il Ministero del Tesoro portano comunque a non consentire nell'immediatezza il decollo del progetto, determinando una situazione di grande difficoltà per tutto il sistema scolastico regionale. La Giunta regionale e l'Assessore della programmazione, nello spirito, io dico, esagerato, di comprensione dei problemi del Governo nazionale, hanno comunque voluto venire incontro a questa esigenza offrendo la disponibilità ad anticipare attraverso la legge finanziaria le risorse per la realizzazione del progetto.

Caro Assessore, è necessario comunque sapere quando, come, con quale atto e con quali risorse certe recupereremo queste risorse. Comunque non si può non sottolineare che questa è una inadempienza gravissima del Governo nazionale nei confronti della Sardegna.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Segue assessore ONIDA.) Queste situazioni volevo rivelarle perché è opportuno che siano conosciute. Noi comunque andremo avanti, nella speranza che in un rapporto di correttezza istituzionale si rispettino i patti e gli impegni assunti anche se il colore del Governo nazionale è diverso da quello del Governo regionale.

La gente, le comunità, soprattutto gli studenti, i nostri figli giovanissimi che frequentano le scuole, hanno necessità di certezze, il mondo degli insegnanti, che già si trova in una situazione di disagio gravissimo, ha necessità di certezze. L'edilizia scolastica, l'informatizzazione sono due punti fondamentali che possono consentire alla scuola in Sardegna di intraprendere veramente, attraverso l'autonomia, il cammino della riforma. Ma se lo Stato non ci aiuterà noi ci troveremo costretti a reagire, ed io spero che le nostre reazioni civili conseguano i risultati sperati. Però, al momento attuale, questo è lo stato delle cose è lo stato dei rapporti tra noi e il Governo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sulla misura 3.12, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 3.13.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo, per favore, al Segretario di leggere, a pagina 171, le prime 10 righe.

PRESIDENTE. Prego Segretario.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io ho chiesto la lettura delle prime dieci righe per far notare come il testo letto non corrisponde a quello approvato in Commissione, in quanto non è presente il contenuto di un emendamento approvato in quella sede. Chiedo pertanto che almeno chi ha presentato gli emendamenti abbia la pazienza di stare attento altrimenti si rischia di approvare provvedimenti difformi da quelli licenziati dalla Commissione.

Comprendo che non siate stati attenti durante l'esame del complemento di programmazione, però almeno nella fase finale cercate di esserlo.

PRESIDENTE. Quello che lei richiama non è stato considerato emendamento ma testo della Commissione; quindi è all'attenzione del Consiglio integralmente come testo finale della Commissione, non come emendamento. Si deve pertanto leggere il testo così come è stato modificato in Commissione.

Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la misura 3.13. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura della misura 4.1.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla misura 4.1 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale CAPELLI - FOIS - PILO - MURGIA

Misura 4.1/A (PAG.180)

- NELLE "PROCEDURE AMMINISTRATIVE, TECNICHE E FINANZIARIE PER LA REALIZZAZIONE DELLE AZIONI E MODALITà DI ACQUISIZIONE DEI PROGETTI" - PAG.180 OVE SI SPECIFICANO I 4 PUNTI DEI PRESUPPOSTI CHE DEVONO ESSERE CONGIUNTAMENTE SODDISFATTI:

2° PUNTO - MODIFICATIVO - (NUOVO TESTO)

- SIAMO CONDOTTI DA ORGANI DI AMMINISTRAZIONE SOGGETTI A RATIFICA OPPURE DIRETTAMENTE NOMINATI DA PARTE DEL GOVERNO O DEL CONSIGLIO REGIONALE, O DA ENTI DAI MEDESIMI CONTROLLATI.(1).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Signor Presidente, l'emendamento è volto ad allargare il fronte degli enti che possono contribuire alla realizzazione delle azioni e all'acquisizione dei progetti, inserendo, tra gli enti aventi diritto, anche quelli indirettamente controllati dal Governo regionale e dal Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare consigliere Scarpa, relatore.

SCARPA (Gruppo Misto), relatore. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi lo mano.

(E` approvato)

Metto in votazione la misura 4.1. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 4.2.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.2. Chi la approva alzi lo mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 4.3.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla misura 4.3 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario: Emendamento sostitutivo parziale CAPELLI - FOIS - PILO - MURGIA -

Misura 4.3/A (PAG.202)

PUNTO A - ANIMAZIONE ECONOMICA

BENEFICIARIO FINALE

VECCHIO TESTO

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA - AGENZIE DI SVILUPPO GOVERNATIVE; SOCIETà DI SERVIZI PRIVATE

NUOVO TESTO

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA - AGENZIE DI SVILUPPO GOVERNATIVE CHE ABBIANO TRA LE FINALITà STATUTARIE L'ANIMAZIONE ECONOMICA FINALIZZATA ALLA CREAZIONE D'IMPRESA. (2).

Emendamento sostitutivo parziale CAPELLI - FOIS - PILO - MURGIA -

Misura 4.3/B (PAG. 203)

PUNTO B - INCUBAZIONE DI IMPRESABENEFICIARIO FINALE:

VECCHIO TESTO

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA - AGENZIE DI SVILUPPO GOVERNATIVE; SOCIETà DI SERVIZI PRIVATE.

NUOVO TESTO

2a IPOTESI: REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA - AGENZIE DI SVILUPPO GOVERNATIVE CHE ABBIANO TRA LE FINALITà STATUTARIE L'INCUBAZIONE DI IMPRESA; SOCIETà DI SERVIZI PRIVATE. (3).

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Capelli.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Anche in questo caso, signor Presidente, si tratta di semplici variazioni tecniche che servono a specificare meglio quanto previsto nel punto A, a pagina 202, e nel punto B della misura 4.3, a pagina 203. Si chiede, in sostanza, che le agenzie di sviluppo governative ammesse alla gestione del punto A), abbiano tra le finalità statutarie l'animazione economica finalizzata comunque alla creazione di impresa, prevedendo così un richiamo più preciso a quanto stabilito nel titolo stesso.

Analogamente, per il punto B) si specifica meglio che tra le finalità statutarie viene posta l'incubazione di impresa.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa, relatore.

SCARPA (Gruppo Misto), relatore..Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si conforma al parere del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, intervengo su questi due emendamenti, per cercare di capire meglio. Mi sembra che i nuovi testi puntino a precisare una particolarità presente nello statuto di queste agenzie di sviluppo governative, precisando che in esso non debba essere contenuto soltanto il riferimento all'animazione economica, ma anche che questa animazione economica debba essere finalizzata alla creazione di impresa.

A me da l'impressione che una specificazione di questo tipo sia alquanto impropria, se contenuta nello statuto di una società, che peraltro è una agenzia di sviluppo governativo. Ora, nello statuto può esserci anche un riferimento all'animazione economica, però che in questo venga specificato che l'animazione economica debba essere strettamente finalizzata alla creazione dell'impresa è un fatto che mi lascia alquanto perplesso, anche se non sono un esperto del settore.

Non so se i presentatori avessero un preciso obiettivo, se si proponessero qualche cosa di particolare; se così fosse sarebbe bene che spiegassero quali erano i loro intendimenti. A mio avviso, visto così, mi sembra inopportuno e limitativo rispetto alla possibilità di dotarsi di collaborazioni di soggetti, che pur avendo grandi capacità, anche eventualmente riconosciute dall'attività svolta, nella creazione di impresa, non presentassero, nello statuto delle loro società, questa dicitura. Io non conosco i motivi che hanno portato, anche il Presidente della Commissione, ad accogliere questi emendamenti; può darsi che sia io che non riesco bene a comprendere, però fateci la cortesia di spiegarceli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Signor Presidente, io, forse perché ho discusso in altra sede un problema simile, sono alquanto perplesso. Mi sembra, infatti, che l'emendamento presentato sia un po' limitante. Non vorrei che fosse la semplice veste formale ad operare il "discrimine". La norma deve infatti essere estesa a tutti i soggetti che presentano quel tipo di caratteristiche, indipendentemente da quanto scritto nello statuto.

Del resto la dicitura contenuta nel complemento di programmazione, a pagina 203, non esclude nessuno. Vi è la Regione autonoma, vi sono le agenzie di sviluppo governative, vi sono pure le società private, sono presenti quindi tutti e tre gli aspetti: pubblico, parzialmente pubblico e privato. Perché allora lo statuto deve contenere quel tipo di dicitura? Non lo so, dal momento che nel complemento di programmazione è compreso tutto il panorama delle società, degli enti che possono dedicarsi a questa finalità. La pongo come domanda, non tanto come indizio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Il Presidente della Commissione ha espresso parere sulla base delle motivazioni addotte dal proponente, al quale chiedo di fornire chiarimenti ai colleghi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Signor Presidente, vorrei spiegare meglio, onde sgombrare il campo da equivoci.

L'animazione economica è suddivisa in tre interventi principali: quella intesa in senso commerciale (vendita di prodotto e quant'altro) quella che attiene alla creazione di un tessuto di impresa, e infine quella, la più specifica, richiamata anche nelle prime quattro righe del punto A) direttamente indirizzata al richiamo di impresa, di microimpresa meglio detto, e alla costituzione e alla creazione della stessa.

Ecco perché si richiede che nello statuto delle agenzie governative che possono partecipare a questo tipo di attività, ci sia specifica indicazione, e, come detto nell'emendamento proposto, della finalizzazione alla creazione di impresa, e non, per esempio, soltanto allo sviluppo commerciale o alla promozione di attrattiva commerciale. Del resto anche nella misura precedente, relativa al rafforzamento del tessuto imprenditoriale locale, a pagina 180, noi abbiamo individuato quattro punti che chiediamo siano congiuntamente soddisfatti. E al primo posto abbiamo previsto che devono considerarsi governativi gli organismi che "dispongano di complessivi programmi di azioni annuali che per statuto e regolamento sono approvati da Governo regionale o da Consiglio regionale". Perciò anche in questo caso richiediamo che determinate caratteristiche siano presenti statutariamente.

E` vero che, nel caso in esame, c'è una maggiore specifica, ma è stata inserita con l'intento di favorire gli enti e le strutture direttamente controllate dalla Regione in ambito territoriale regionale, mentre altri apparati, enti governativi, non presentano questa specifica caratteristica. Per cui tende a limitare sì, ma a favorire nel contempo la partecipazione di enti e società nel territorio regionale.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione la misura 4.3. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 4.4.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.4 Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 4.5.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.5. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 4.6.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.6. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 4.7.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.7. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 4.8.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.8. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 4.9.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, intervengo per pronunciare alcune brevissime osservazioni, finalizzate soprattutto ad un chiarimento. Io ho avuto modo già, nel corso del mio intervento, di fare alcuni riferimenti a questo settore e a questa misura, esprimendo anche un giudizio che ci riporta al giudizio complessivo che abbiamo espresso e che riprenderò nella dichiarazione di voto finale.

Sarei anche tentato, così come ho detto nel corso del mio intervento, di riprendere il testo integrale del paragrafo delle dichiarazioni programmatiche del Presidente Floris, intitolato: "La scommessa agricoltura", se non altro per capire che fine ha fatto questa scommessa nel complemento di programmazione. In sede di dichiarazioni programmatiche il Presidente Floris ha utilizzato anche parole roboanti, scomodando perfino il termine "rivoluzione", sostenendo che l'agricoltore non è soltanto colui che produce, ma che pone in essere tutta una serie di attività e che quindi bisognava inserire questo concetto rivoluzionario. Un concetto rivoluzionario che, riferendosi al Quadro comunitario di sostegno, la Regione sinora non aveva compreso appieno.

Mi chiedo allora dove sia finita la scommessa, visto anche che l'intervento previsto nell'ambito di questo settore e di questa misura è estremamente dispersivo. Forse chi ha curato la parte relativa all'agricoltura era ben lontano dal capire e dal conoscere l'approccio che un problema di questo tipo avrebbe dovuto avere in relazione all'impostazione comunitaria, che parla esplicitamente di sviluppo rurale. Altrimenti non capisco che senso avrebbe addirittura definire il dettaglio e stabilire, nell'insieme delle operazioni che si vogliono compiere, perfino i costi dei materiali che dovrebbero essere sostituiti negli interventi. Tra l'altro costi che sono del tutto inadeguati.

Io capisco la necessità di definire l'intensità dell'aiuto, ma che senso ha (visto che, tra l'altro, in questa misura la richiamo al bando per la definizione dei parametri di intervento) includere nella misura il dettaglio del costo dei materiali per gli interventi che si vogliono realizzare? Questi sono gli aspetti anacronistici presenti nel complemento di programmazione che è stato presentato.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.9. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della misura 4.10.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.10. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della misura 4.11.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.11. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della misura 4.12.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.12. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della misura 4.13.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.13. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della misura 4.14.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, intervengo semplicemente per fornire una spiegazione delle modifiche inserite dalla Commissione. Si è ritenuto, in sostanza, su proposta dell'Assessore e sulla base di una concertazione che è stata effettuata con le associazioni rappresentative del mondo dell'agricoltura, di anticipare questa misura agli anni 2000 e 2001.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.14. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della misura 4.15.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Io chiedo scusa ai colleghi, ma credo che questa sia una misura importante, quindi ne chiedo la lettura integrale.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Segretario, ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Soddisfatto, onorevole Fadda? Possiamo proseguire o dobbiamo continuare nella lettura?

FADDA (Popolari-P.S.). Perché chiede a me se sono soddisfatto?

PRESIDENTE. E' lei che ha chiesto la lettura integrale. Possiamo proseguire nella discussione della misura, onorevole Fadda, o vuole che si continui nella lettura?

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo che venga letta anche la "Valutazione ex ante".

PRESIDENTE. Si dia lettura della "Valutazione ex ante".

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

FADDA (Popolari-P.S.). Abbiamo chiesto la lettura integrale per dimostrare che, quando si è voluto, come in questa misura, inserire la descrizione completa della misura, compresi gli obiettivi, lo si è fatto.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.15. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della misura 4.16.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, intervengo brevemente, considerata l'ora anche se il tema meriterebbe un maggior approfondimento. Si tratta infatti del problema della tutela dell'ambiente in relazione all'agricoltura, e quindi dei problemi di governo del territorio.

Io avrei gradito che questa misura trovasse una specificazione più puntale, Assessore, anche perché mi pare che in essa siano contenute tutte le risorse destinate al settore della forestazione, ovviamente quella gestita da imprenditori, enti pubblici, consorzi, cooperative, società giovanili, gruppi di aziende locali e organismi di parternariato. La cifra messa a disposizione in questi sei anni si aggira intorno ai diciotto miliardi, che potranno essere molti, pochi (ritorna il discorso che si è fatto qualche ora fa) però sinceramente, nella matrice complessiva che dovrebbe presiedere all'interesse complessivo… assessore Pittalis, gradirei che lei ascoltasse, perché mi farebbe piacere avere una sua risposta.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' l'Assessore dell'agricoltura che risponde di questa misura.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Va bene, non c'è problema. Ecco, io ritengo che su questa misura, appunto, in ordine alla rappresentazione di una matrice organica che possa riguardare la complessa tutela ambientale, non si evidenzi, per come è congegnata (avrei voluto avere conferme, quanto meno dal punto di vista dell'impegno su quello che può essere il proseguo e non solo) l'interesse da parte della Giunta in relazione alla misura stessa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Sarò brevissimo perché voglio subito rassicurare l'onorevole Dettori che questa misura non riguarda assolutamente le opere di forestazione. Quelle sono previste nel piano di sviluppo rurale che è all'attenzione dell'Unione europea, mentre queste sono opere che riguardano la valorizzazione di alcuni siti di grande rilevanza ambientale, alcuni siti archeologici, che servono per conferire valore aggiunto alle attività agricole, soprattutto in territori marginali e in distretti, diciamo di una certa pervietà e che si trovano in difficoltà economiche.

Non riguarda assolutamente l'intervento sulla forestazione che prevede ben altre disponibilità finanziarie e che va a ricadere organicamente sul piano di sviluppo rurale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). E` giusto quello che lei afferma, Assessore, ma credo che le zone del territorio regionale ove l'agricoltura è più difficile e meno produttiva spesso coincidono con aree preziose. Io la invito a indicarmi delle aree sarde che non corrispondono a questa definizione. Le posso garantire che circa un terzo della Sardegna corrisponde a questa definizione; 18 miliardi mi sembrano pochi, per cui il mio voto non può essere che contrario.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.16. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 4.17.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Voglio solo porre una domanda, signor Presidente, se fosse possibile. In quest'Aula, l'assessore Pittalis aveva dichiarato che i fondi destinati a questo settore dalla legge regionale sulla calamità erano stati tutti utilizzati. Allora perché noi utilizziamo fondi comunitari per un provvedimento che ha già ricevuto copertura con legge regionale? Tra l'altro, come ha dichiarato lo stesso Assessore dell'agricoltura, sono già state pagate tutte le aziende agricole. Non solo, si impongono anche delle date di presentazione delle domande, cioè si dice che entro il 20 aprile devono essere presentate le domande.

Allora non si comprende: sono le stesse previste nella legge regionale? Si possono recuperare? Sono per i cosiddetti progetti? Ecco, ma perché non utilizzarli subito? Mi sembra che si vogliano illudere le persone, perché qui molto probabilmente, una volta che...

(Interruzione dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale)

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, termini il suo intervento, poi diamo la parola all'assessore Usai. Se no non riusciamo a capire.

FADDA (Popolari-P.S.). Qui stiamo intervenendo con dei finanziamenti su un settore sul quale si è già intervenuti finanziariamente con una legge regionale, e l'Assessore ha dichiarato in Aula che sono stati pagati tutti gli agricoltori.

La seconda domanda che io pongo è perché, in modo così preciso, direi anche puntiglioso, si descrivono i mezzi che devono essere acquistati da parte del Consorzio di Bonifica? Perché si vanno ad acquistare questi mezzi soltanto per una zona ben specifica della Sardegna, affidandoli al Consorzio di Bonifica?

Io mi chiedo: il Consorzio di Bonifica ha gli autisti? Voi parlate tanto di privato; ma allora non è forse più facile anziché acquistare tre miliardi di mezzi meccanici, senza sapere se il Consorzio ha gli autisti, bandire delle gare d'appalto per pulire i canali? Ma non è solo questo; andiamo a vedere come recita la misura a pagina 310: "il costo presunto degli interventi di pulizia e spurgo dei sopraelencati canali di dreno e di bonifica, da realizzarsi in amministrazione diretta con i mezzi di cui si propone l'acquisto - nei limiti di cento milioni per intervento - ascende a complessive lire…".

Questo significa che se un canale è lungo 50 chilometri si devono spendere cento milioni; la stessa cifra che si spenderebbe per un canale lungo magari soltanto un chilometro? E' una misura che mi sembra poteva essere utilizzata diversamente. Non riesco a capire perchè si è scelto il Consorzio di Bonifica come soggetto, perché non si è scelta la provincia, se la provincia è stata coinvolta, perché non si è scelto tutto il territorio regionale per svolgere opere di prevenzione. Mi sembra un modo di affrontare un problema, come quello delle calamità naturali, molto limitativo; si attribuisce questo compito ad un ente che non potrà estendere la sua azione agli altri territori regionali. Perché allora acquistare tre miliardi di mezzi meccanici per una zona così limitata del territorio regionale? Mi sembra una spesa eccessiva, lo dico con molta serenità.

Questo è uno dei tanti contributi che avremmo voluto offrire per migliorare il complemento di programmazione, però la chiusura totale di dialogo da parte della Giunta regionale ce lo ha impedito. L'ho fatto adesso, con molta serenità, sapendo che non possono essere presentati emendamenti; ma credo che una riflessione su questo tema dovesse essere fatta. Ecco, io sono convinto che anche se l'Assessore mi risponderà che possono essere recuperati i fondi, noi quei fondi potevamo utilizzarli già da adesso per altre finalità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Io con un'altrettanta serenità vorrei rispondere all'onorevole Fadda, dicendo che noi di fatto, di fronte ad un intervento dello Stato che per le colture, contro un fabbisogno di 130 miliardi, si è limitato a stanziare 18 miliardi, stiamo cercando di recuperare le somme che abbiamo speso utilizzando risorse regionali, mediante i finanziamenti dell'Unione europea.

Se non facessimo così perderemmo un'occasione, non riusciremmo a reimmettere in circolo quei 130 miliardi che abbiamo a suo tempo utilizzato per un atto di solidarietà nei confronti di comuni che erano stati colpiti dall'alluvione nel novembre del 1999. Si tratta, in definitiva, di una rendicontazione di spese già effettuate che consente il ricircolo finanziario, attingendo dai fondi comunitari, nelle casse della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, mi sembra che quanto affermato dall'Assessore sia sintomatico di come la Giunta ha concepito tutta l'impalcatura dell'intervento comunitario, che doveva essere aggiuntivo. Qualcuno mi spieghi come si inseriscono le dichiarazioni rese testè dall'Assessore dell'agricoltura con l'esigenza di mettere in moto una politica di sviluppo economica e sociale in grado di far recuperare all'Isola il gap esistente in termini di sviluppo col resto del Paese. Qui stiamo semplicemente rendicontando, in sede comunitaria, a piè di lista, spese già effettuate dalla Regione, anche per nobili motivi, ma che non hanno nulla a che fare con lo sviluppo, e tanto meno hanno a che fare con l'esigenza di poter anche quantificare in termini di aggiuntività.

Questa è la dimostrazione, insieme a tutte le altre, di qual è la vostra concezione della programmazione e dello sviluppo economico e sociale dell'Isola.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.17. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 4.18.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 4.18. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 4.19.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la misura 4.19. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 4.20.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la misura 4.20. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 4.21.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la misura 4.21. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 5.1.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la misura 5.1. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 5.2.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la misura 5.2. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 5.3.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la misura 5.3. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 6.1.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la misura 6.1. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 6.2.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la misura 6.2. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 6.3.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 6.3. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 6.4.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 6.4. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della misura 7.1.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la misura 7.1. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura dell'allegato 1

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'allegato 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'allegato 2

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'allegato 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'allegato 3

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'allegato 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'allegato 4.

MASIA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'allegato 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sono stati presentati tre ordini del giorno. Il numero 1 e il numero 2 sono stati precedentemente letti, si dia lettura del numero 3.

MASIA, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO VASSALLO - ORTU - PUSCEDDU - LAI - SANNA Gian Valerio - PIRISI - MANCA - DEMURU - Sulla grave situazione dell'edilizia e delle strutture scolastiche in Sardegna.

Il Consiglio Regionale

A conclusione della discussione sul documento n. 12 "Complemento di Programmazione - P.O.R. Sardegna 2000-2006,

Visto l'o.d.g. n.1;

Ritenuta necessaria la sua integrazione;

Impegna la Giunta Regionale

a intervenire attraverso lo strumento della rimodulazione dei fondi FERS previsti nel documento n. 12 - Complemento di Programmazione - ad attribuire all'Asse III Risorse umane - precisamente alla misura 3.12 - infrastrutture scolastiche, almeno il 13% delle disponibilità di tale fondo. (3).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'ordine del giorno numero 1. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Signor Presidente, colleghi, sull'ordine del giorno in esame si è già avuto modo di discutere, sia con l'intervento pronunciato precedentemente dall'assessore, sia con i cenni fatti poc'anzi dal collega Vassallo.

Nella sostanza questo ordine del giorno, tenuto conto della disastrosa situazione dell'edilizia scolastica (riportata all'attenzione dell'opinione pubblica dagli assessori delle quattro province sarde facendolo proprio e recependolo integralmente) impegna la Giunta regionale ad attivare tutte le possibili iniziative nei confronti del Governo nazionale, al fine di individuare le soluzioni che risolvano tale grave situazione. In particolare, si rappresenta la possibilità della riproposizione della "legge Falcucci" dell'86, che consentì una erogazione straordinaria di finanziamenti a province e comuni per la costruzione di nuove scuole.

L'intendimento mi sembra abbastanza chiaro, e l'ampio numero di firme, provenienti da più parti, posto in calce a questo ordine del giorno, impegna la Giunta e tutto il Consiglio a fare propria questa problematica fondamentale per lo sviluppo culturale e sociale della nostra regione.

Non ripeterò, vista l'ora tarda, quanto già sottolineato precedentemente dall'assessore Onida, che richiamava le responsabilità pesanti del Governo italiano e dello Stato per la disattenzione e in particolare per le carenze manifestate a livello culturale e strutturale, riguardo a questo problema. Ha già ricordato l'assessore, la retromarcia inserita dal Governo italiano riguardo la copertura finanziaria del progetto Marte, che è atteso dal mondo della scuola per ovviare quella riforma didattica, volta soprattutto a inserire le nuove tecnologie nel mondo dell'istruzione. Si vuole,in sostanza, cercare di superare le numerose carenze strutturali che affliggono il sistema scolastico concentrando l'intervento, in primis, nelle zone montane e nelle zone interne.

Non aggiungo altro; penso che l'ordine del giorno sia abbastanza chiaro e pertanto concludo qui l'illustrazione.

PRESIDENTE. Per illustrare l'ordine del giorno numero 2, ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, l'ordine del giorno è stato illustrato durante tutti gli interventi dei colleghi, che hanno dato in quest'Aula un dimostrazione di impegno, di serietà, di attenzione, di riflessione, di proposta, così come l'argomento meritava. Perché l'argomento, al di là dei mugugni e della fretta, sarà ed è uno dei punti fondamentali delle nostre prossime politiche di sviluppo.

Abbiamo pensato di offrire a quest'Aula il meglio di quello che noi possiamo e sappiamo fare, poi, può darsi che non siamo stati - nessuno lo è completamente - adeguati. Vi prego però di rispettare i colleghi che si sono applicati nello studio di un documento così complesso, che hanno svolto un'analisi sistematica, che hanno avanzato in quest'Aula una serie di proposte e che, nel corso dei due giorni di dibattito (perché rispettare questo limite temporale era un nostro impegno) hanno cercato non già di tergiversare, di presentare emendamenti a favore di questo o per quel territorio, di questa o quella categoria, di questo o quell'altro settore, ma di profondere uno sforzo, per riportare a sintesi quelle che ci sembravano le condizioni fondamentali per una manovra efficiente. Ecco allora, la necessità di sottolineare i diversi punti: il ciclo unico della programmazione; l'esigenza che gli interventi vengano concentrati, non frammentati su una serie di obiettivi fondamentali; l'esigenza che la sussidiarietà e il partenariato non siano concepiti come formalità ma trovino applicazione da subito a livello di attuazione, non di mera consultazione; il problema dei metodi di gestione, che devono essere sottratti al centralismo regionale e burocratico e all'arbitrarietà dei criteri che vengono indicati; l'esigenza che i programmi integrati dispongano di una normativa fondamentale che derivi da un'analisi delle esperienze compiute sullo stato di attuazione dei programmi precedenti, per evitarne errori, disfunzioni, e ritardi; l'esigenza che la valutazione ex ante sia realmente utilizzata come metodo per considerare, per apprezzare la ricaduta degli interventi e l'esigenza che gli indicatori siano specificati, consentendo così al Comitato di sorveglianza e a tutti noi, alla Giunta e al Consiglio, di monitorare l'iter di questo programma (per il quale è previsto anche il cofinanziamento privato) che deve essere realizzato col massimo di trasparenza e pubblicità.

Bene, allora, questi punti che consigliamo alla Giunta e al Comitato di sorveglianza di seguire, (non vogliamo che ci vengano dati riconoscimenti) sono il nostro contributo, come vedete estremamente sintetico. Ripeto, se avessimo voluto perdere qualche giorno avremmo potuto trasformare tutte queste osservazioni in emendamenti, capitolo per capitolo, modificando per ogni capitolo il referente, l'attuazione, i criteri e avremmo sicuramente allungato la discussione di molti giorni. Forse sarebbe stato anche utile, io non lo so, ma noi ci siamo impegnati con voi, tra di noi, e con noi prima di tutto, ad approvare il complemento di programmazione in due giorni, due giorni e mezzo, ed è quello che vogliamo fare per essere seri con noi stessi, perché la nostra correttezza e la nostra serietà non dipende dalla correttezza e dalla serietà dagli altri, ma dalla nostra coerenza.

Noi quindi siamo qua per concludere, pur sapendo che un dibattito ancora più accurato avrebbe potuto offrire ulteriori contributi di miglioramento e di approfondimento, ma i patti vanno mantenuti e noi li manteniamo. Però, quando vediamo comportamenti ondivaghi delle altre parti politiche, questo ci irrita. I ritardi non sono nostri; non credo che la Giunta o la maggioranza possano affermare che questo passaggio consiliare su questo provvedimento ha creato un qualche ritardo. Non ce n'è stato neanche uno, neanche un giorno.

Forse il provvedimento è arrivato tardi in Aula, forse il ritardo è della Giunta, forse i ritardi sono nell'attuazione (dall'ottobre scorso si può rendicontare) forse i ritardi sono da altre parti. Ma a noi non interessa questo, e non ci attardiamo su questo; il nostro impegno è stato e sarà teso, nei prossimi giorni, settimane e mesi, a verificare l'attuazione di questo provvedimento, a offrire un contributo sempre costruttivo a un provvedimento che (lo avete detto voi, è scritto nelle vostre relazioni, non lo diciamo noi) sicuramente è lacunoso, sicuramente è incompleto, sicuramente è frammentato e, per certi versi, eterogeneo e confuso. Questo non toglie nulla all'impegno di chi lo ha redatto, dei funzionari, ecc.; sicuramente poteva essere migliorato, e noi crediamo che il contributo che abbiamo offerto con i nostri interventi, se la Giunta lo saprà valorizzare, aiuterà a migliorarlo.

La nostra preoccupazione è che, se voi sottovaluterete e non verificherete con attenzione, dentro quest'aula e fuori di quest'aula, le critiche che vi abbiamo mosso potranno davvero verificarsiritardi terribili e perdite di fondi, col rischio che la grande occasione storica della Sardegna possa andare perduta. Quando abbiamo proposto un ordine del giorno unitario, non era per riproporre una qualche forma di consociativismo; noi abbiamo proposto una collaborazione per migliorare il provvedimento, per migliorare l'iniziativa, per migliorare la nostra programmazione nell'interesse della Sardegna. Non era in alcun modo e non voleva essere un tentativo per confondere le responsabilità; noi abbiamo chiarissime le nostre responsabilità e abbiamo chiarissime le vostre responsabilità.

Siamo pienamente consapevoli che in questa giornata si è forse logorato un momento di fiducia reciproca quando si è interrotto il dialogo non sui contenuti, (sui quali le posizioni erano distinte) ma sulle procedure, sul metodo, sull'organizzazione dei lavori, perché, ripeto, mentre alcuni trattavano, altri insultavano chi trattava. Questo non è corretto, si è creata una rottura, secondo noi, terribile, che mi auguro possa essere recuperata, ma per ora noi la viviamo come una ferita profonda nel rapporto di fiducia. E' aumentata la nostra diffidenza, è aumentata nostra la perplessità, è aumentata la nostra incertezza sul vostro modo di fare politica, e questo non è positivo per la Sardegna.

Si è affermato uno stile che, secondo noi, non è improntato ai principi di lealtà; si è verificato un episodio che se si rivelerà solo un episodio potrà essere superato, ma che non è stato certo espressione di un comportamento leale, e noi abbiamo sofferto, anche personalmente, perchè notevole era l'impegno che stavamo profondendo, insieme ad alcuni di voi, per cercare di arrivare a una conclusione comune. Ci è sembrata una mancanza rispetto per l'avversario, ci è sembrato un dispetto, una mancanza di rispetto per le regole, una mancanza di rispetto per il Consiglio.

D'altronde voi, di questo Consiglio ci sembra non abbiate avuto, in tutta questa tornata, un grande rispetto. La frequente assenza dei colleghi dall'Aula (io ho apprezzato gli interventi dei consiglieri della maggioranza che hanno preso la parola) l'assenza spesso di gran parte degli assessori, il tentativo di impedire che questo provvedimento venisse discusso in Aula, tutto ciò denota una scarsa attenzione, uno scarso rispetto da parte della maggioranza per il Consiglio. Se queste mie impressioni dovessero rivelarsi fondate denoterebbero una riduzione terribile della concezione del Consiglio come parlamento sardo, come sede della democrazia, come sede alta della rappresentanza, come sede massima delle istanze popolari.

Ecco, noi difenderemo il Consiglio, ma crediamo di doverlo fare insieme, dal tentativo di essere esautorato; crediamo che i consiglieri tutti, di maggioranza e di opposizione, debbano essere coerenti, coscienti, consapevoli e coesi, nella difesa contro l'esproprio delle rispettive prerogative, che per la maggioranza sono rappresentate dal diritto di sostenere la Giunta e per l'opposizione da quello di opporsi, ma comune a tutti è l'esigenza di tutela dei diritti fondamentali, in primis quello all'informazione. E i ritardi con cui le delibere della Giunta arrivano in Consiglio sono una violazione di questi diritti.

Noi chiediamo anche un impegno della Presidenza affinché non venga vanificato il diritto al rispetto degli ordini del giorno approvati dal Consiglio.

Noi crediamo di aver inviato un segnale concreto di serietà, della volontà di tenere un atteggiamento costruttivo, per faar sì che la programmazione sia trasparente e chiara e non costituisca un mercato o un'occasione di scambio. Nessun Assessore offra, nessun esponente della Giunta deve offrire a qualcuno, a qualche territorio, a qualche interlocutore, consigliere e politico, questa o quell'altra opera. La programmazione deve essere un atto di strategia in funzione degli obiettivi, massimamente coerente, massimamente trasparente, massimamente efficiente, e non deve essere (e questo mi auguro che non lo sia né per noi né per voi) un'occasione di propaganda. In queste materie, infatti, la propaganda si ritorce sempre contro.

Noi saremo costantemente impegnati a vigilare, a stimolare, ed eventualmente a sostenere l'azione delle istituzioni e del Governo, ma anche, quando è necessario, e a noi sembra che oggi sia questo il caso, a fustigare, a criticare e a proporre. Ecco perché rigettiamo le critiche che ci vengono avanzate e ve le rivoltiamo. Ma è ostruzionismo perdere mezz'ora quando invece la Giunta, nella presentazione della legge finanziaria, è in ritardo di oltre due mesi? Cosa sono due mesi rispetto alla mezz'ora? In che cosa consiste allora il nostro ostruzionismo?

Su tutto ciò noi vigileremo e chiediamo alla Giunta di affrettarsi a presentare i documenti, di essere efficiente per non diventare l'ultima della classe nei ritmi della spesa, chiediamo alla Giunta di essere capace di rendicontare lo stato di attuazione della prossima manovra finanziaria, chiediamo alla Giunta di informarci in tempi brevi sull'andamento dei lavori del Comitato di Sorveglianza, sull'iter di questo provvedimento, sull'integrazione di questo provvedimento con gli altri provvedimenti per realizzare davvero una manovra capace di legittimare non questa Giunta o questo Consiglio, ma l'intera istituzione ed anche una classe dirigente in un'epoca difficile come quella che viviamo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sui tre ordini del giorno, ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa, relatore.

SCARPA (Gruppo Misto), relatore. Considerato che il primo ordine del giorno è firmato anche da me e che sugli altri due ordini del giorno la Commissione non ha mai avuto occasione di discutere, devo necessariamente rimettermi all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta accoglie l'ordine del giorno numero 1, respinge il numero 2, posto che vi sono valutazioni politiche davvero non assolutamente condivisibili e, per quanto riguarda l'ordine del giorno numero 3, purtroppo non può accedere in questa fase, neppure all'impegno richiesto per una rimodulazione di un documento la cui scheda è stata già approvata; semmai si vedrà in corso d'opera se sarà possibile effettuare questa rimodulazione. Allo stato l'ordine del giorno numero 3 non è accoglibile.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, intervengo soltanto per richiamare una considerazione. Quest'ordine del giorno non si proponeva tanto di rimodulare ora il documento che noi ci accingiamo a votare e che abbiamo già votato in parte, si poneva piuttosto il problema di esaminare la possibilità di rimodularlo quando sarà possibile, in una fase successiva.

Io ho ascoltato poc'anzi i dati fornitici dall'Assessore, che sono coerenti ma non aggiornati, approssimati per difetto. I dati che lei forniva, Assessore, i 600 miliardi di lire necessari per gli interventi, di cui 300 per l'adeguamento delle strutture alle norme di sicurezza, sono quelli che risultano da una indagine compiuta dall'assessorato in tutti i comuni e le province della Sardegna, che si riferisce però allo stato attuale delle. Il complemento di programma, nelle sue azioni, pone una serie di esigenze innovative rispetto a quel quadro. Le nuove esigenze sono quelle dei nuovi servizi che bisogna attivare nelle scuole, laboratori e quant'altro.

Da un'analisi che è stata condotta risulta che per questo adeguamento, per i servizi dell'impiego, per queste nuove finalità, sono necessari altri 400 miliardi, per cui arriviamo a circa 1000 miliardi di lire. E` chiaro che noi non disponiamo di questa somma, per cui concordiamo con l'ordine del giorno numero 1 che invita la Giunta a rivolgersi con più forza al Governo e prendiamo atto anche delle dichiarazioni dell'Assessore rispetto all'intendimento di agire con forza e determinazione per rivendicare questi fondi dall'Esecutivo regionale.

L'ordine del giorno comunque si colloca, quando parla di rimodulazione, in una fase successiva. Occorre invece ora raggiungere un obiettivo di un minimo, minimo rispetto alla necessità, noi parliamo del 13 per cento, pari ad un quarto della disponibilità complessiva. Cosa significa? Significa che se noi oggi accettiamo il concetto che sono sufficienti 104 miliardi (un decimo dei 1000 previsti) noi puntiamo ad arrivare almeno al 25 per cento complessivamente, per cui potremmo stanziare oltre 250 miliardi anziché 100, per raggiungere un obiettivo che pur non arrivando a un livello soddisfacente, al quale però si può arrivare con questa battaglia che dobbiamo fare nei confronti del Governo centrale, copra almeno il 50 per cento delle nostre necessità. Io rivolgo un appello alla maggioranza affinché consideri questo ragionamento.

Noi abbiamo presentato questo ordine del giorno come un emendamento integrativo dell'ordine del giorno Capelli e più, poi gli uffici presenteranno sostenuto che non era possibile emendare l'ordine del giorno per cui l'abbiamo presentato come ordine del giorno autonomo. Posto però che si condivide l'intera prima parte dell'ordine del giorno si potrebbe, se votato dall'intero Consiglio, considerare questo ordine del giorno come complemento dell'ordine del giorno numero 1 e trovare una soluzione unitaria che veda veramente l'intero Consiglio regionale porsi in termini positivi per raggiungere l'obiettivo.

Probabilmente, non ci siamo capiti bene con l'Assessore rispetto al senso di questa rimodulazione; noi non stiamo parlando di oggi, stiamo parlando di quello che può avvenire domani in una situazione comunque di necessità impellente e concreta, per cui chiedo di riconsiderare anche il parere che poc'anzi è stato espresso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, intervengo brevemente anche perché sono tre i firmatari di questo ordine del giorno e dell'ordine del giorno numero 1. Sono due ordini del giorno che vengono rivolti a due soggetti diversi, il Governo nazionale nell'ordine del giorno numero 1, e il Governo regionale nell'ordine del giorno numero 3.

Il problema della scuola, infatti, non è un problema che investe solo una forza politica o un partito politico, ma investe tutti; mi sembra che la pubblica istruzione debba esere patrimonio di tutti (vedo che l'Assessore della pubblica istruzione, Onida, annuisce). quindi, trattandosi di un problema così grave ed avendo le strutture scolastiche una necessità di risorse abbastanza rilevante, io penso che i due Governi, quello regionale e quello nazionale, debbano impegnarsi a fondo. Per questo ho firmato ed anche votato l'ordine del giorno numero 1.

Chiedo che la Giunta, l'Assessore della programmazione ed anche l'Assessore competente della pubblica istruzione, rivedano le loro posizioni su quest'ordine del giorno. Mi aspettavo nella posizione della Giunta quanto meno un'espressione di accettazione per lo meno come raccomandazione, perché mi sembra che, dal punto di vista del contenuto, i due ordini del giorno siano accettabili entrambi.

Nell'ordine del giorno non si emenda il documento che abbiamo approvato, non c'è una variazione dei titoli nè una variazione della posta in un capitolo di bilancio; è un ordine del giorno che ha una natura politica e che va a integrarsi con un altro ordine del giorno. E' per questo che pensavo che la Giunta potesse accettarlo, come raccomandazione o almeno come indicazione di valore politico generale.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero 3. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Dobbiamo adesso procedere alla votazione finale del documento. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, noi non siamo intervenuti prima anche perché abbiamo volutamente consentito che in Aula si svolgesse un confronto che, a detta del centro-sinistra, avrebbe dovuto portare ad un'ipotesi di ordine del giorno conclusivo, al di là del giudizio differente sul complemento di programma che, almeno per quanto riguarda il metodo da seguire nella gestione e quindi dell'attuazione, del complemento di programmazione, avrebbe potuto consentire a questo Consiglio di continuare la discussione. Noi eravamo scettici, e in qualche misura dobbiamo confessarlo, proprio per i contenuti della proposta, eravamo anche perplessi nel merito di quella scelta. Tuttavia...

(Brusii in Aula)

ORTU (R.C.). Presidente, non si può proseguire, se posso parlare parlo, altrimenti...

PRESIDENTE. Rinnovo l'invito a fare silenzio e a consentire all'onorevole Ortu di svolgere il suo intervento.

ORTU (R.C.). Io sono disponibile ad accettare anche la goliardia, però fino a un certo punto, perché arrivati a un certo punto chiedo di poter essere rispettato nel mio diritto di esprimere un parere.

Noi eravamo scettici su quella scelta, perplessi, tuttavia giustamente abbiamo contributo a che si consumasse fino in fondo. Per noi il risultato era scontato e adesso ne prendiamo atto, checché abbia detto l'onorevole Usai nel corso del suo unico intervento, cioè che sono i comunisti che vogliono criminalizzare le scelte per evitare il confronto e quindi per impedire a questa maggioranza non solo di aprirsi, ma addirittura di mettere a disposizione la sua volontà e la sua disponibilità per eventualmente concordare orientamenti comuni.

Anche noi come lui siamo convinti, anzi più di quanto non affermi nei comportamenti concreti l'onorevole Usai, che il presente cominci dal passato, tanto è che non abbiamo cominciato e non cominciamo dai libri di testo per essere chiari. Noi eravamo convinti (e lo siamo ancora) che questa maggioranza non avrebbe manifestato alcuna apertura, perché è una maggioranza sorda e nera, caro onorevole Usai, sorda e nera, quindi non in grado…

USAI (A.N.). Nera sì, sorda no!

ORTU (R.C.). Lei è sordo perché anche adesso si rifiuta di sentire.

Dicevo, questa maggioranza non è in grado di accettare il confronto e tanto meno di raccoglierlo. Per queste ragioni noi non eravamo d'accordo su quella scelta e per le ragioni che abbiamo espresso nel merito durante il dibattito noi eravamo convinti che l'unica strada perseguibile fosse quella di affrontare la discussione in termini chiari per poi di arrivare a una conclusione altrettanto chiara. E la nostra conclusione chiara è quella di esprimere un voto contrario; un voto contrario sul merito delle scelte che sono state compiute con i complementi di programma.

Se ci fosse bisogno di una controprova della qualità della scelta, basterebbe la dichiarazione dell'Assessore dell'agricoltura, quando ha confessato che i complementi di programma e l'intervento comunitario serviranno a tappare i "buchi" finanziari di questa amministrazione regionale dovuti alle tante promesse che nei dodici mesi, in tutte le parti della nostra Isola, ha fatto a destra e a manca. Per queste ragioni noi votiamo contro, così come abbiamo sottolineato nel corso del dibattito generale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico del documento numero 12/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO -CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO.

Si è astenuto: il Vicepresidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 62

astenuti 1

maggioranza 32

favorevoli 39

contrari 23

(Il Consiglio approva)

Il Consiglio è convocato per giovedì 7 dicembre alle ore 11 e 30.

La seduta è tolta alle ore 1 e 45 di giovedì 7 dicembre.