Seduta n.360 del 01/10/2007
CCCLX Seduta
(ANTIMERIDIANA)
Lunedi' 1° ottobre 2007
Presidenza del Presidente SPISSU
La seduta è aperta alle ore 11 e 26.
CALLEDDA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 26 luglio 2007 (353), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cachia, Capelli, Cugini, Ibba, Renato Lai, Licandro, Maninchedda, Pileri, Pittalis, Matteo Sanna e Simonetta Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di lunedì 1 ottobre 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che nel BURAS n. 28 del 31 agosto 2007 è stato pubblicato il ricorso presentato dal Consiglio dei ministri per la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'articolo 3, commi 1, 2 e 3 e dell'articolo 5 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007).
Comunico, inoltre, che nel BURAS n. 21 del 23 giugno 2007 è stata pubblicata l'ordinanza n. 175 del 22 maggio 2007 con la quale la Corte Costituzionale, considerata la rinuncia del Presidente del Consiglio dei ministri al ricorso contro la legge approvata dal Consiglio regionale il 23 dicembre 2005 (Sistema integrato dei servizi alla persona - Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1998 - riordino dei servizi socio-assistenziali), dichiara estinto il processo.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Riordino della disciplina delle attività ricettive". (296)
(Pervenuto il 31 agosto 2007 e assegnato alla sesta Commissione.)
"Modifica dell'articolo 21, comma 18, della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2, sull'anticipazione del pagamento dei premi previsti dal Piano di sviluppo rurale per gli anni 2000/2006". (299)
(Pervenuto il 24 settembre 2007 e assegnato alla terza Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
Caligaris:
"Abrogazione della legge regionale 23 maggio 2006, n. 7 (Istituzione, attribuzioni e disciplina della Consulta per il nuovo statuto di autonomia e sovranità del popolo sardo)". (295)
(Pervenuta il 9 agosto 2007 e assegnata alla prima Commissione.)
Uras - Frau - Sanjust:
"Programma di interventi regionali e locali a favore delle minoranze etniche nomadi". (297)
(Pervenuta l'11 settembre 2007 e assegnata alla seconda Commissione.)
Diana - Liori: "Riconoscimento e valorizzazione della filiera del caprino". (298)
(Pervenuta il 19 settembre 2007 e assegnata alla quinta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge nazionale:
Uras - Davoli - Pisu:
"Piano organico per favorire la rinascita economica e sociale della Sardegna, in attuazione dell'articolo 13 dello Statuto speciale per la Sardegna di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3". (8)
(Pervenuta il 25 settembre 2007 e assegnata alla quinta Commissione)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Cucca sul pericolo derivante dalla presenza di un traliccio elettrico nella via dei Platani in Nuoro, nel rione denominato Città giardino". (860)
(Risposta scritta in data 3 agosto 2007.)
"Interrogazione Vargiu sul ruolo dell'Agenzia Sardegna promozione". (778)
(Risposta scritta in data 22 agosto 2007.)
"Interrogazione Rassu sull'esiguità delle risorse allocate in bilancio e destinate al comparto artigianale nella legge finanziaria 2007 e sulla situazione di grave disagio in cui versa il settore artigiano". (839)
(Risposta scritta in data 22 agosto 2007.)
"Interrogazione Diana - Liori sui licenziamenti decisi dal Consorzio per l'area di sviluppo industriale della Sardegna centrale". (853)
(Risposta scritta in data 22 agosto 2007.)
"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano sulla pubblicazione "In treno in tutta Italia" di Trenitalia - Gruppo Ferrovie dello Stato". (911)
(Risposta scritta in data 22 agosto 2007.)
"Interrogazione Murgioni sul totale disimpegno della presenza della compagnia di bandiera Alitalia in Sardegna". (920)
(Risposta scritta in data 22 agosto 2007.)
"Interrogazione Caligaris sull'assurda situazione che vede la Telecom Spa proprietaria, senza concessioni e autorizzazioni, di immobili su un'area del demanio regionale in zona Tuvixeddu". (791)
(Risposta scritta in data 30 agosto 2007.)
"Interrogazione Cassano in ordine all'installazione delle antenne per telefonia mobile all'interno dei centri urbani". (429)
(Risposta scritta in data 6 settembre 2007.)
"Interrogazione Liori - Diana - Licandro sul personale "imboscato" dell'Ospedale Brotzu". (655)
(Risposta scritta in data 6 settembre 2007.)
"Interrogazione Amadu sull'urgenza di investimenti nel campo della strumentazione sanitaria richiesti dalla Facoltà di medicina dell'Università degli studi di Sassari". (672)
(Risposta scritta in data 6 settembre 2007.)
"Interrogazione Diana - Liori sull'inserimento dei Comuni di Genoni e Laconi nell'ambito territoriale dell'Alta Marmilla". (886)
(Risposta scritta in data 6 settembre 2007.)
"Interrogazione Diana - Liori sul Piano di eradicazione delle pesti suine". (908)
(Risposta scritta in data 6 settembre 2007.)
"Interrogazione Sanjust - Lombardo sulle presunte mancate autorizzazioni alla Cooperativa Poggio dei Pini per la manutenzione straordinaria nel bacino artificiale posto a sbarramento del Rio San Gerolamo, nel comune di Capoterra". (903)
(Risposta scritta in data 14 settembre 2007.)
"Interrogazione Vargiu sulla grave situazione dell'Azienda ospedaliera Brotzu". (609)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Cassano sulla grave crisi in cui versa la Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe". (743)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Caligaris sull'assistenza domiciliare e sulla dotazione di sintetizzatori vocali e sussidi tecnico-sanitari agli ammalati di sclerosi laterale amiotrofica". (843)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Vargiu sul rischio di esclusione dai concorsi per le scuole di specializzazione in medicina dei medici che saranno abilitati nel luglio 2007". (869)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Caligaris sull'erogazione gratuita di acido folico alle donne in età fertile e nel periodo preconcezionale e sull'attuazione di una campagna di informazione al fine di prevenire i difetti congeniti e i fattori di rischio in età avanzata". (871)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Pisano - Cappai - Liori - Dedoni - Cassano sulla drammatica situazione di carenza degli infermieri professionali in Sardegna". (877)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Liori - Diana sull'importazione illegale di bestiame da macello da paesi stranieri". (918)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Vargiu - Gallus - Petrini - Licandro - Liori - Randazzo Vittorio - Contu - Pisano - Dedoni - Cassano sui contratti per le scuole di specializzazione della Facoltà di medicina di Cagliari". (921)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Caligaris sulla dotazione del sintetizzatore vocale ad una ammalata di SLA a Carbonia". (931)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Lai Renato - Atzeri sulla richiesta di istituzione del servizio di guardia medica nel Comune di Budoni". (937)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Lai Renato - Marracini - Pittalis - Atzeri - Maninchedda sulla richiesta di istituzione del servizio di guardia medica nel Comune di Budoni". (939)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
CALLEDDA, Segretario:
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul Piano di informatizzazione della sanità, con particolare riferimento al Piano socio assistenziale e al Coordinamento dei servizi sociali". (947)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulle incongruenze del bando di direttore dell'Agenzia 'Sardegna promozione'". (948)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul servizio di volontariato 118 nella Provincia di Sassari". (949)
"Interrogazione Artizzu, con richiesta di risposta scritta, sui lavori in corso lungo l'alveo del Rio Chia-Domus de Maria". (950)
"Interrogazione Maninchedda - Atzeri - Lai Renato - Marracini - Pittalis, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione del cantiere forestale di Jacu Piu". (951)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi delle Ferrovie della Sardegna". (952)
"Interrogazione Sanna Alberto - Biancu - Pinna - Pisu, con richiesta di risposta scritta, sull'adozione di iniziative urgenti a difesa e tutela della struttura organizzativa ed operativa dell'ENEL nella Provincia di Oristano". (953)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di grave difficoltà nell'assistenza domiciliare integrata erogata dall'ASL n. 8". (954)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione ad alto rischio del servizio di assistenza domiciliare integrata della ASL n. 8 di Cagliari". (955)
"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'erogazione delle indennità previste dalla legge 14 dicembre 1970, n. 1088, e dall'articolo 5 della legge 4 marzo 1987, n. 88". (956)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'aumento dei canoni demaniali per concessioni di aree marittime con finalità turistico-ricreativa". (957)
"Interrogazione Contu, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di ristrutturazione di un immobile sito in località Pistis nel Comune di Arbus". (958)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione dei contributi per manifestazioni turistiche (deliberazione Giunta regionale del 26 luglio 2007, n. 28/59)". (959)
"Interrogazione Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul sistema elettronico di rilevazione degli incendi". (960)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della chirurgia pediatrica della ASL di Iglesias". (961)
"Interrogazione Ladu, con richiesta di risposta scritta, sugli incarichi di progettazione per la reintroduzione di specie autoctone nel territorio della Sardegna". (962)
"Interrogazione Marracini - Lai Renato - Pittalis, con richiesta di risposta scritta, sull'assistenza domiciliare dell'Azienda sanitaria locale n. 8". (963)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla selezione pubblica per l'acquisizione di figure professionali da parte dell'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio". (964)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata riapertura della Casa circondariale "La Rotonda" di Tempio Pausania". (965)
"Interrogazione Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche legate agli sbarchi dei clandestini". (966)
"Interrogazione Cucca - Sabatini, con richiesta di risposta scritta, sul rinvio della nomina del presidente della Camera di commercio di Nuoro". (967)
"Interrogazione Marracini - Lai Renato - Pittalis, con richiesta di risposta scritta, sul personale medico e paramedico dei reparti di psichiatria dell'Azienda sanitaria locale n. 8". (968)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nella liquidazione dei pagamenti da parte della Regione Sardegna, ed in particolare di quelli di competenza dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale". (969)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'assistenza domiciliare, sulla dotazione di sintetizzatori vocali e di strumenti personalizzati necessari alla mobilità e comunicazione e sulla preparazione del personale sanitario per garantire l'inclusione sociale agli ammalati di sclerosi laterale amiotrofica (SLA)". (970)
"Interrogazione Cappai, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione dello svolgimento degli esami di abilitazione venatoria da parte della Commissione per l'abilitazione all'esercizio venatorio della Provincia di Cagliari". (971)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul disegno di legge per il recupero del rione Testimonzos a Nuoro". (972)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di abbandono dello stagno Calic di Alghero". (973)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulle retribuzioni degli infermieri impegnati nell'Assistenza domiciliare integrata (ADI) della ASL n. 8 di Cagliari". (974)
"Interrogazione Cappai - Capelli, con richiesta di risposta scritta, sulla ventilata notizia dell'adozione della delibera del direttore generale dell'Azienda Brotzu di Cagliari con la quale viene disposta la progressione ad inquadramento economico superiore della dipendente dott.ssa Argiolas Paola". (975)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulle linee guida alle Aziende sanitarie locali (ASL) per assicurare l'assistenza alle persone detenute". (976)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sulle indennità integrative al trattamento economico corrisposte ai direttori generali esterni dell'Amministrazione regionale". (977)
"Interrogazione Artizzu, con richiesta di risposta scritta, sugli sbarchi di extracomunitari clandestini in Sardegna". (978)
"Interrogazione Lombardo - La Spisa, con richiesta di risposta scritta, sull'Ufficio di gabinetto dell'Assessorato della difesa dell'ambiente e sulla società denominata Campidano ambiente srl". (979)
"Interrogazione Atzeri - Maninchedda, con richiesta di risposta scritta, sulle scelte operate dalla Regione nella concessione dei finanziamenti di opere cinematografiche". (980)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico, compresi quelli pericolosi". (981)
"Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza di sicurezza e di servizi nella nuova stazione ferroviaria di San Gavino". (982)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sui finanziamenti della Regione per la società dell'informazione in Sardegna". (983)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'attuazione dell'itinerario previsto dalla Regione per far rinascere la spiaggia del Poetto del "dopo ripascimento" e sulla necessità di un coordinamento degli interventi a tutela del compendio Molentargius-Saline-Poetto". (984)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione di mansioni superiori agli operai specializzati dell'Ente foreste". (985)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla redditività dei voli low cost da e per la Sardegna". (986)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di ristrutturazione e ampliamento in corso presso la sede Inail di Carbonia". (987)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di mantenere nel patrimonio pubblico una sede storica del Consiglio regionale". (988)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulle selezioni per l'ammissione ai corsi di laurea in medicina delle università sarde". (989)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'acquisto da parte dell'Azienda regionale sarda trasporti (ARST) di automezzi non idonei al trasporto pubblico locale". (990)
"Interrogazione Diana - Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo da parte del Presidente della Regione di attrezzature, personale e risorse finanziarie dell'Amministrazione per scopi personali". (991)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sugli incarichi di rappresentanza legale affidati dall'Azienda sanitaria locale n. 8". (992)
"Interrogazione Biancu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di creare lo sportello unico Laore e Argea di riferimento dell'Alta Marmilla ad Ales". (993)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui lavori in corso e sui disagi della strada statale n. 131 e sui ritardi nell'inizio dei lavori del 2° lotto della strada Sassari-Alghero". (994)
"Interrogazione Cuccu Giuseppe - Cucca - Sabatini - Uggias, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione di un unico Dipartimento per la salute mentale e le dipendenze e sulla trasformazione della Commissione regionale per le dipendenze in struttura complessa". (995)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata definizione dei nuovi ambiti della medicina generale". (996)
"Interrogazione Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sull'incongruenza tra i processi di stabilizzazione del personale precario e la nuova dotazione organica approvata con delibera della Giunta regionale n. 34/14 dell'11 settembre 2007". (997)
"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sui requisiti meno favorevoli previsti, rispetto ai regionali, per la stabilizzazione dei lavoratori della sanità". (998)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla illegittimità degli atti organizzativi assunti dal direttore generale dell'Azienda Brotzu". (999)
"Interrogazione Contu, con richiesta di risposta scritta, sull'Osservatorio economico della Sardegna". (1000)
"Interrogazione Murgioni - Ladu - Gallus, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione della prima classe dell'Istituto tecnico commerciale di Silius e sulla chiusura di uffici pubblici nel Gerrei". (1001)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sull'inadeguata informazione sul referendum del 21 ottobre 2007 sulla legge statutaria". (1002)
"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla ventilata soppressione della prima classe dell'Istituto tecnico commerciale, sezione staccata di Silius". (1003)
"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di richiedere un provvedimento di reintegrazione nel posto di lavoro a favore dei giovani affetti da favismo, dichiarati inidonei e collocati in congedo pur in costanza di servizio militare e di elevazione dei limiti di età per l'arruolamento nelle forze armate". (1004)
"Interrogazione Marracini - Pittalis - Lai Renato, con richiesta di risposta scritta, sui bandi di gara per progettazioni". (1005)
"Interrogazione Ladu - Gallus - Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata presenza delle autorità regionali alla cerimonia sull'altopiano di Asiago per la posa di croci e l'inumazione dei resti di 292 soldati della Brigata Sassari". (1006)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'inaccettabile decisione della Gestione governativa Ferrovie di Sardegna (FdS) di non assumere 26 assuntori precari da anni ed esclusi dal bando per nuovi autisti". (1007)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:
CALLEDDA, Segretario:
"Interpellanza Pisano - Vargiu - Cassano - Dedoni sull'avviso relativo alla stabilizzazione dei precari nel comparto Regione, enti, agenzie regionali". (260)
"Interpellanza La Spisa sulle problematiche inerenti la realizzazione della nuova strada statale n. 195". (261)
"Interpellanza La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Rassu - Sanjust sull'assunzione di operatori di esercizio con CCNL autoferrotranviari da parte della Direzione generale di Cagliari della Gestione governativa Ferrovie della Sardegna". (262)
"Interpellanza Capelli - Randazzo Alberto - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio sul gravissimo episodio di violenza verificatosi nel reparto di psichiatria del Presidio ospedaliero Santissima Trinità e sulla necessità di ripristino del servizio di vigilanza armata". (263)
"Interpellanza La Spisa sul mancato pagamento del fermo biologico 2006". (264)
"Interpellanza Capelli - Randazzo Alberto - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio sulla deliberazione dell'ASL n. 8 del 16 maggio 2007, n. 527, con la quale è stata istituita l'unità operativa "Sviluppo organizzativo, gestione e valutazione del personale" ed è stato conferito il relativo incarico di responsabile della predetta struttura aziendale, ai sensi dell'articolo 15 septies, comma 1, del decreto legislativo n. 502 del 1992, alla dott.ssa Isabella Lanzone". (265)
"Interpellanza La Spisa sull'emergenza relativa allo sbarco di clandestini in Sardegna". (266)
"Interpellanza Capelli - Randazzo Alberto - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio sulla partecipazione di operatori sanitari della salute mentale appartenenti alla ASL n. 8 di Cagliari al corso di formazione che si terrà dall'11 al 13 ottobre 2007". (267)
"Interpellanza Atzeri sulla grave situazione relativa allo stato di attuazione dell'ARPAS". (268)
"Interpellanza La Spisa sul programma Master and back e sulle problematiche evidenziatesi fra il bando 2006 e il bando 2007". (269)
"Interpellanza Balia - Masia - Lanzi - Cugini - Ibba - Caligaris - Licheri - Fadda sulla mancata informazione dei cittadini sul referendum per la legge statutaria". (270)
"Interpellanza Atzeri sulle gravi inadempienze relative alla gestione del programma di interventi per la difesa dai pericoli dell'amianto". (271)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
CALLEDDA, Segretario:
"Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Randazzo Alberto - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Randazzo Vittorio - Cappai - Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Cherchi Oscar - Farigu sulle gravissime inadempienze della Giunta regionale nei confronti del comparto agro-pastorale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (138)
"Mozione La Spisa - Contu - Rassu - Licandro - Lombardo - Petrini - Sanjust - Pileri - Amadu - Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cappai - Capelli - Milia - Cuccu Franco Ignazio - Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Ladu - Murgioni - Gallus - Farigu sulla produzione in Sardegna di energia da fonti rinnovabili con il sistema fotovoltaico ed eolico". (139)
"Mozione Ladu - La Spisa - Vargiu - Floris Mario - Artizzu - Farigu - Randazzo Alberto - Gallus - Murgioni - Diana sulla situazione delle ferrovie sarde e sulle dichiarazioni del presidente dell'azienda Ferrovie dello Stato su un possibile smantellamento della rete ferroviaria statale". (140)
Discussione generale del testo unificato: "Norme sul servizio civile volontario in Sardegna" (8-172-197/A) delle proposte di legge Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu: "Norme per l'introduzione e la valorizzazione del servizio civile regionale" (8/A), Pacifico - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Mattana - Orrù - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Recepimento della normativa nazionale in materia di servizio civile. Istituzione del servizio civile regionale sardo" (172/A), Cocco - Bruno - Lai Silvio - Masia - Cerina - Pisu - Amadu - Biancu - Balia - Caligaris - Cugini - Fadda - Frau - Ibba - Licheri - Marracini - Pinna - Porcu - Secci - Sanna Matteo - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Sanjust: "Norme per
l'istituzione e la valorizzazione del servizio civile volontario regionale" (197/A).
PRESIDENTE. Bene colleghi, iniziamo i nostri lavori in una sede che è stata del Consiglio regionale prima che venisse costruito il palazzo di via Roma e che utilizziamo grazie alla cortesia del Presidente del Consiglio provinciale e della Conferenza dei Capigruppo dell'Amministrazione provinciale cui abbiamo chiesto la cortesia di utilizzare questa sede in un momento nel quale la nostra Aula è inutilizzabile perché soggetta a lavori di manutenzione. Chiedo scusa ai colleghi per il disagio e per la diversa organizzazione dell'Aula, i posti non sono nei banchi per tutti i colleghi, ci adattiamo per queste due giornate di Consiglio regionale e poi torneremo nella sede usuale nella quale svolgiamo le nostre Assemblee.
L'ordine del giorno reca la discussione del Testo Unificato numero 8-172-197/A "norme sul servizio civile volontario in Sardegna".
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sanna, relatore.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.), relatore. Grazie, signor Presidente. Il servizio civile ha una storia che si lega in modo indissolubile con le vicende dell'obiezione di coscienza. In sé ha quindi maturato un percorso di profonda e progressiva presa di coscienza dei giovani, nella prospettiva di un mondo basato sulla pace e la non violenza che, sia pure nella consapevolezza del difficile percorso necessario alla sua piena acquisizione, ha lasciato il profondo segno di una conquista basata sulla lotta di tanti che hanno ottenuto un risultato ormai consolidatosi in favore di tutti. Per questa che considero la giusta premessa politica nel proporre un nuovo provvedimento in favore dell'iniziativa volontaria dei giovani delle nostre comunità, non possiamo non tener conto della storia dell'evoluzione del servizio civile. Dobbiamo, ad esempio, ricordare i tanti processi dagli albori dell'unità d'Italia fino alla grande guerra; oltre un milione di giovani vennero condannati per reati come diserzione, procurata infermità, disobbedienza aggravata, ammutinamento. I primi casi di obiezione di coscienza si verificarono alla fine degli anni '40 e furono due cristiani che finirono inquisiti; seguì la condanna di Pietro Pinna che nel '48, per affermare le sue convinzioni non violente, scontò dieci mesi di reclusione.
La prima iniziativa legislativa nella direzione dell'obiezione di coscienza fu promossa dal socialista Calossi, che nel '49 presentò apposita proposta di legge ripresa, dopo quasi dieci anni, da un altro socialista, Lelio Basso. Dobbiamo a questo punto ricordare che negli anni '60 furono i cattolici ad animare il movimento; a partire dai comandamenti "non uccidere" e "ama il prossimo tuo come te stesso" dichiararono di voler vivere integralmente la non violenza evangelica. Gozzini nel '62, seguito da padre Balducci e da Don Milani con l'opuscolo "L'obbedienza non è più una virtù", per questa via i due ottennero di venir processati per apologia di reato, segnando un'importante pietra miliare nella strada verso la piena cittadinanza dei comportamenti non violenti. Vennero adottati i primi provvedimenti normativi con il disegno di legge Marcora, la legge 15 dicembre 1972, la "772", che dava il diritto all'obiezione al servizio civile sostitutivo per motivi morali, religiosi e filosofici. Non siamo però ancora al pieno riconoscimento di un diritto, ma ad un beneficio concesso dallo Stato a precise condizioni e conseguenze. Furono gli enti e le associazioni a battersi per una nuova legge, che venne approvata nel '92 ma che non ottenne la ratifica e fu rinviata al Parlamento. Come sempre accade nei casi di resistenza istituzionale ai movimenti di popolo, in quegli anni il numero di obiettori è andato crescendo, passando da 16 mila domande del '90 alle 70 mila del '98. E' grazie a questo movimento che nel '98 si giunge finalmente all'approvazione della legge numero 230, che sancisce il pieno riconoscimento giuridico dell'obiezione di coscienza, ottenendo che questa divenga un diritto della persona e non più un beneficio concesso dallo Stato. Ma l'importante conquista è solo un delicato passaggio per la vera trasformazione del modo in cui i giovani possono scegliere di difendere la patria. E' ora il servizio militare a cambiare natura, diventando una possibilità volontaria di impegno. La legge 14 novembre del 2000, numero 331, recante "norme per l'istituzione del servizio militare professionale" sancisce esattamente questo principio; da allora non sarà più necessario opporre obiezione di coscienza. L'impegno civile per il proprio Paese diviene innanzitutto un impegno pacifico, potendo comunque comprendere il servizio militare. Sono maturi i tempi per la piena acquisizione della nuova prospettiva. Nel 2004 il Parlamento anticipa al 1º gennaio 2005 la sospensione della leva obbligatoria con la legge numero 226 del 2004. Il servizio civile diviene una risorsa sociale per il Paese. Con un numero sempre crescente di organizzazioni impegnate ha consentito lo sviluppo del percorso alternativo al servizio militare. E' stata la nuova strada maestra che in molti casi hanno cominciato a percorrere le nuove generazioni, riuscendo a fare propri in modo concreto i valori di cittadinanza attiva, della pace, della solidarietà fra i popoli e della giustizia sociale.
Nel rapporto annuale del servizio civile del 2006 si legge che nel corso del 2005 in Italia sono state più di 9900 le domande presentate dai giovani aspiranti volontari; fra questi oltre 5000 hanno svolto servizio civile presso gli enti della Conferenza nazionale enti servizio civile, dedicando complessivamente circa 6 milioni e 100 mila ore del proprio tempo, più di mille ore in media ciascuno. Sono stati realizzati 847 progetti che hanno avuto esecuzione presso più di 9000 sedi gestite in prevalenza dagli enti titolari dei progetti o congiuntamente con gli enti associati o presso le sedi dei soggetti partner. Gli utenti che complessivamente hanno usufruito dell'attività del servizio civile sono oltre 400 mila, pari a una media di 1213 utenti per ciascuno dei progetti realizzati; i volontari impiegati si sono adoperati ciascuno a favore di 156 utenti. Il rapporto stima che il valore economico dei servizi erogati attraverso l'attività dei volontari che hanno svolto servizio civile è particolarmente rilevante; si può infatti stimare prudenzialmente in oltre 48 milioni di euro. In sintesi quanto emerge dalla rilevazione condotta sui giovani volontari impiegati negli enti nel corso del 2004 consente di evidenziare alcune interessanti peculiarità del percorso intrapreso da tali giovani. Rispetto all'universo dei giovani impegnati nel servizio civile nel 2004 i volontari intervistati sono più spesso donne, istruite, spesso residenti al Nord e per la maggior parte impiegate nel settore dell'assistenza. Sempre nel rapporto annuale del 2006 si legge che le motivazioni che spingono tali giovani verso la scelta di dedicare un anno della propria vita al servizio civile sono soprattutto di tipo personale. Sono soprattutto i più giovani e i ragazzi in possesso della sola licenza media a segnalare un insieme di motivazioni più complesse e variegate, confidando nel periodo del servizio civile come un passaggio importante per la propria crescita umana e formativa, anche traendo importanti esperienze dalla possibilità di disporsi in modo altruistico verso gli altri.
Analizzando gli elementi negativi e i suggerimenti evidenziati dai volontari si riscontra che circa un quarto degli intervistati dichiara di non aver dovuto affrontare particolari problemi durante il periodo di volontariato, mentre le difficoltà maggiori si concentrano soprattutto sui problemi organizzativi. Un altro punto critico, citato con minor frequenza ma sul quale forse è più opportuno riflettere, è il rispetto del ruolo delle mansioni del volontario, in taluni casi coinvolto in attività che non rispettano ciò che è dichiarato nel progetto. Le attività connesse al periodo di servizio civile non costituiscono un ostacolo per gli studenti universitari. I volontari studenti sostengono in media circa il 70 per cento degli esami previsti dal piano di studio ed il periodo di servizio civile viene considerato un'esperienza utile a maturare competenze e capacità spendibili dal punto di vista professionale. In generale la partecipazione alla vita associativa dei giovani volontari, già moderatamente attivi prima di iniziare il servizio, si amplifica con la conclusione di tale periodo, aumentando in modo significativo soprattutto per le associazioni culturali e le organizzazioni di volontariato.
La Sardegna ha avviato il percorso di utilizzo della nuova normativa nazionale attraverso una pluralità di enti che in misura maggioritaria sono associati allo storico coordinamento nazionale enti servizi civili. Si tratta di realtà che nel loro complesso hanno accreditato in tutto il Paese oltre 9 mila sedi locali, realizzando, nel 2005, 847 progetti in cui sono stati impegnati oltre 5 mila giovani. Come dicevo, la Sardegna si è inserita inizialmente in questo percorso, poi recuperando con progetti di valenza strettamente regionale che per il 2007 impegneranno 399 giovani con attribuzioni a numerosi enti locali ed in misura considerevole alle associazioni del volontariato sardo. E' importante ricordare che purtroppo in Sardegna, nell'ultima annualità, si è toccata una forte riduzione del numero di progetti approvati, con un conseguente pressoché dimezzamento della capacità di impiego dei volontari. Si tratta di ribadire che è solidarietà considerare in modo equo la presenza di volontari in misura almeno pari alla proporzione demografica. Dobbiamo rivendicare la giusta considerazione dall'ufficio nazionale del servizio civile. In questo senso il percorso legislativo autonomo di cui oggi avviamo la discussione può rappresentare un primo obiettivo in questo senso, ben attenti a non consentire l'uso strumentalmente finalizzato a ridurre le risorse nazionali che ci spettano tutte, in misura equa e proporzionale.
Del resto, i numeri della Sardegna riportati dal rapporto annuale e nazionale sul servizio civile del 2006 sono di tutto rispetto: in Sardegna sono presenti 114 sedi locali accreditate, con 89 enti associati, consorziati o federati, 37 accordi di parternariato per un totale di 240 sedi sarde. Si tratta anche in Sardegna di enti non a scopo di lucro, impegnati nell'economia sociale, civile o nel volontariato, ma a questi vanno aggiunti i tanti enti locali che hanno ottenuto l'accreditamento e ora cominciano a realizzare i propri progetti. Va detto che la grande attrattività dei progetti in Sardegna è riconducibile ad una pluralità di fattori che concorrono al risultato, tra questi - aspetto che va ricordato per onestà intellettuale - vi è senza dubbio il permanere di una condizione del mercato del lavoro che spesso si rappresenta in modo ostile all'inserimento dei giovani. E' senza dubbio un problema che anche nel definire questa proposta di legge abbiamo considerato, al fine di favorire una regolamentazione in grado di premiare la scelta volontaria come scelta di cittadinanza basata su motivazioni ed ispirazioni ideali forti. Sono convinto che solo in questo modo riusciremo a favorire la scelta del servizio civile come momento di partecipazione anche formativo ed educativo, come tempo dedicato alla comunità locale, regionale, nazionale, e scoprirla nei suoi bisogni e nelle sue potenzialità dedicandogli il tempo migliore della propria vita in atteggiamento di dedizione e gratuità.
La proposta di legge che qui si presenta scaturisce dal percorso di elaborazione legislativa avviata in Sardegna sul tema del servizio civile volontario, facendo proprie le proposte di legge numero 8, numero 172, numero 197. La seconda Commissione ha inteso favorire l'integrazione di quanto scaturito da un ampio dibattito promosso da varie organizzazioni impegnate in Sardegna nella promozione della cittadinanza attiva e responsabile. Anche attraverso le intenzioni delle organizzazioni della società civile si vuole favorire l'adozione di un percorso progettuale autonomo del servizio civile, facendo proprio il dettato costituzionale e considerando le accresciute competenze della Regione nelle materie dei servizi educativi e delle politiche sociali. La proposta intende recuperare le esperienze maturate per immetterle in un percorso tutto originale che consente ai giovani sardi di potenziare le proprie opportunità, anche disegnando un percorso progettuale originale e coerentemente inserito nel più ampio sistema di servizio alla persona e alla comunità. La proposta tiene conto della normativa italiana ed europea, a questa connettendo le originali caratteristiche socio-culturali della Sardegna. La proposta si pone in coerenza con i percorsi normativi per favorire la diffusione di un servizio che mantenendo alla base l'ispirazione di servizio non violento, rafforzi i sentimenti di appartenenza dei giovani, promuovendone l'impegno disinteressato per la propria regione e per la propria comunità di appartenenza. Con queste finalità si definiscono progetti di servizio regionale, stabilendone le caratteristiche essenziali, circoscrivendo le modalità con cui partecipare ai progetti, quali gli strumenti per predisporre la valorizzazione del servizio civile, le attività di formazione necessarie, le attività di promozione ed informazione utili all'efficace conoscenza dei progetti.
Ai fini della concreta attuazione, la proposta istituisce l'ufficio regionale per il servizio civile e ne stabilisce le competenze, l'albo regionale degli enti del servizio civile con i criteri necessari per stabilire l'iscrizione. Vengono istituiti gli organismi di partecipazione delle organizzazioni ed enti al percorso di definizione degli strumenti di attuazione della legge, prevedendo la conferenza regionale per il servizio civile, la consulta regionale, i coordinamenti provinciali per il servizio civile e il documento di programmazione triennale.
La Sardegna ha un gran bisogno di partecipazione e di veder partecipare le giovani generazioni. Sono tanti i poveri che rappresentano la loro situazione in modi e condizioni differenti. Tra i tanti in difficoltà finanziaria a causa dell'assenza di un lavoro e con famiglia a carico, troviamo situazioni di disagio estremo che vanno sostenute anche attraverso la disponibilità di beni materiali. Molto spesso la fame non è un retaggio dei tempi lontani. Molto spesso il sostegno attraverso l'aiuto concreto fatica a realizzarsi con il solo spontaneismo dei singoli, molto spesso è la stessa politica a fare fatica ad individuare le giuste strategie. Pensiamo al grande lavoro svolto dalle Caritas locali e dalle altre organizzazioni di differente matrice che rappresentano luoghi di ascolto e di intervento in grado di costruire risposte partecipate dai giovani e con il loro fattivo supporto. Ma pensiamo alle condizioni degli immigrati, dei senza fissa dimora, degli affetti dalle tante dipendenze, si tratta di casi e di luoghi di solitudine e speranze perse, di storie per le quali la vitale energia dei giovani rappresenta una risorsa necessaria ed irrinunciabile. A quelle storie possono stringersi insieme le nuove storie dei nostri ragazzi, ma abbiamo ancora da lavorare sulla cultura dell'integrazione dei diversamente abili, non siamo infatti ancora riusciti ad affermare che l'intelligenza delle persone possa esplicarsi in modi e forme differenti, che prescindono dalla particolare condizione fisica. Abbiamo bisogno di affermare la cultura delle diverse sensibilità che maturi nelle coscienze delle nuove generazioni, avremo così di fronte una prospettiva di giustizia sociale praticata nel vissuto, non solo declamata, ma affermata nelle esperienze. A questo dobbiamo accompagnare i nostri giovani, per questo il percorso può essere agevolato anche da questa proposta di legge. E' necessario sviluppare una differente sensibilità nel campo della tutela dell'ambiente, attraverso attività di educazione ambientale rivolte ai territori al fine di rendere sensibili e partecipi alla tutela ambientale i cittadini, attraverso una filosofia che animi le attività del servizio, interpretando l'educazione ambientale come lo strumento per la conoscenza dell'ambiente naturale, ma soprattutto con l'obiettivo di creare una coscienza intesa come rapporto armonico e positivo tra uomo e natura. Per questo le progettualità su cui potranno fattivamente impegnarsi i giovani passano attraverso la programmazione di giornate o campagne informative su tematiche ecologiche rivolte alla cittadinanza, che potranno coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado. Vi è in questo un ruolo fondamentale nell'apprendimento, per cui auspichiamo lo sviluppo, oltre a campagne concrete sul campo, a vere e proprie campagne di comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza sulle tematiche ambientali; ma penso alla salvaguardia, promozione, condivisione, della nostra cultura. Anche in questo campo sono necessari percorsi di partecipazione e di condivisione e questi devono avere i giovani in prima fila. Potremmo favorire una prassi...
PRESIDENTE. Prego, onorevole.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.), relatore.... nella promozione della nostra identità di popolo che non sia solo retorica, ma che si incardini nelle esperienze di giovani dedicati a progetti mirati alla promozione del nostro patrimonio storico e archeologico. Nel presentare questa proposta vi è la piena consapevolezza che non tutto potrà esaurirsi in ulteriori risorse da impegnare in progetti di emanazione autonoma regionale, le poche risorse messeci a disposizione dallo Stato richiedono uno sforzo che va mirato a non deprimere le tante capacità progettuali presenti. Sono convinto della necessità di dare un senso alto alla nostra comunità civile sarda comunicandolo e richiedendo che a questi si associ una partecipazione vera che parta dai giovani senza delegarla a ideologie di parte. Questo è l'obiettivo più alto che dobbiamo proporre ai giovani, i progetti di servizio civile regionale possono, devono avere questo obiettivo.
PRESIDENTE. Non abbiamo un sistema di prenotazione elettronica, quindi prego i colleghi di segnalare la loro richiesta con l'alzata di mano classica. L'onorevole Cocco per il primo intervento, i colleghi che intendono intervenire devono farlo durante l'intervento dell'onorevole Cocco.
E' iscritta a parlare la consigliera Cocco. Ne ha facoltà.
COCCO (La Margherita-D.L.). Il Testo unico istituisce il servizio civile volontario in Sardegna recependo quelli che sono i capisaldi della legge nazionale, la legge numero 64 del 2001. Era da tempo che si aspettava che si recepisse anche in Sardegna questa normativa. Si tratta sicuramente di un provvedimento di grande valenza umana e civile che non può non essere considerato come un fattore che può davvero cambiare la mentalità e la cultura della nostra Isola. Intanto perché si tratta di un'esperienza giovanile, e ribadisco giovanile, per la partecipazione dei giovani, e come esperienza di cittadinanza attiva. Proprio per sgombrare, diciamo, il campo a dei dubbi, bisogna subito dire che il servizio civile volontario ha due caratteristiche e raggiunge due obiettivi. Il primo obiettivo è quello di formare i giovani alla cultura della solidarietà, alla cultura della legalità e soprattutto alla solidarietà e all'educazione alla pace. Pensiamo a quanto sia importante la non violenza, soprattutto in seguito agli episodi della Birmania. Il secondo elemento del servizio civile è rappresentato dal volontariato, proprio come una formazione che tende non solo a riceverla, ma soprattutto a incidere sulla cultura del tessuto in cui vive. Il servizio civile volontario non è chiamato assolutamente a occupare spazi residuali, ma non è neppure chiamato a incidere sull'economia interna della nostra Regione. Classificare il servizio civile volontario come un'agenzia che produce servizi, sarebbe un errore, è un errore, perché i servizi prodotti dal servizio civile sono solamente la conseguenza della formazione umana ricevuta. Secondo quello che è un principio inderogabile della solidarietà, così come stabilisce l'articolo 2 della nostra Costituzione. I giovani ben formati, e qui è importante precisarlo da parte degli enti iscritti all'albo, devono presentare degli obiettivi che tengano conto che la formazione dei giovani viene prima di qualunque altro impegno, sarebbe fuorviante impegnarli in altro senso. I giovani saranno così in grado di produrre una nuova cultura; una nuova cultura vuol dire che ci saranno nuovi modelli, nuovi stili di vita e nuove convivenze. Sul servizio civile è una sfida educativa in un momento in cui il disagio sociale è fortissimo: pensiamo alle tossicodipendenze, pensiamo all'alcolismo, pensiamo alla microcriminalità, fino ai suicidi di tanti giovani. Tutto ciò è causato da un processo di caduta di senso. Il servizio civile volontario è chiaramente limitato nel tempo perché è un'esperienza fatta per dei giovani residenti o nati in Sardegna di cittadinanza italiana, è solo per un anno e non tutti i giovani possono accedere. C'è però di importante da dire che questo servizio civile può permettere ai giovani di andare oltre e di guardare oltre, possiamo dire proprio come quel racconto dei nani sulle spalle dei giganti, sulle spalle degli adulti che potrebbero così diventare strumenti di profezia e vedere cieli nuovi e terra nuova. Ritengo che l'importanza di questo servizio civile sia sotto gli occhi di tutti, perché tutti comprendiamo quanto ce ne sia bisogno, così com'è stato detto al forum delle famiglie: i poveri sono i giovani poveri di oggi, e sosterrei che non sono poveri solo per la mancanza di lavoro, ma la loro povertà è soprattutto una povertà di orizzonti e di speranze. Io penso che l'approvazione di questo servizio civile potrà sicuramente portare qualche beneficio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). All'esame dell'Aula giunge questa proposta di legge che detta norme in materia di servizio civile volontario in Sardegna. E' una proposta importante perché recepisce la normativa nazionale in tema di servizio civile ed è a mio avviso significativo che questa proposta di legge arrivi oggi nella seduta statutaria del Consiglio regionale della Sardegna. Devo premettere intanto, come Presidente della seconda Commissione competente in materia, lo voglio dire subito, che io, pur essendo tra i firmatari di una delle proposte di legge che hanno dato origine a questo Testo unificato, non ho partecipato alla stesura finale del testo e che quindi il merito di questo lavoro va ai colleghi e al presidente Pisu, mio predecessore, che questo lavoro hanno fatto. Io credo che se un piccolo merito posso attribuirmelo, è stato quello di spingere perché questo progetto di legge giungesse all'esame dell'Aula. Ci sono, Presidente, altri importanti provvedimenti che aspettano di essere discussi ed approvati, mi riferisco alle nomine del difensore civico, al garante delle persone detenute, all'istituzione del CORECOM che ci vede come unica Regione ancora priva.
Io so bene che su alcuni di essi, vi sono colleghi e Gruppi che nutrono dei dubbi; so bene che essi non sono completamente condivisi, ma non trovo alcuna giustificazione al fatto che essi vengano ignorati e dimenticati, e quindi colgo l'occasione per rivolgere a lei, Presidente, e ai colleghi, l'appello affinché, se ci sono dei dubbi, vengano portati alla luce del sole, se ci sono divergenze se ne discuta, se ci sono diverse ipotesi di soluzione si avvii un confronto, ma finalmente la si finisca col far finta che questi argomenti così qualificanti e delicati non esistano. Il servizio civile, è stato già detto, viene da lontano e affonda le sue radici nella storia dell'obiezione di coscienza con la quale le giovani generazioni del secolo scorso si opposero all'uso delle armi e al servizio militare obbligatorio, e fu grazie alle azioni di protesta di tanti giovani e che tanti giovani condussero per opporsi all'obbligo di prestare un servizio armato. Fu grazie appunto all'azione di tanti che patirono anche il carcere, che nacque il movimento non violento dell'obiezione di coscienza. Faccio un inciso, sul quale presenterò anche un emendamento orale: la non violenza è diventata una categoria, anzi direi, trattandosi di una scelta individuale, quasi una categoria dell'anima. Allora io suggerisco che il termine non violenza in questa proposta di legge si scriva tutto attaccato "nonviolenza", perché è diventato una categoria che ha una storia, che viene da lontano. Parlavo quindi del movimento non violento che portò per la prima volta nel 1972 al riconoscimento con legge del diritto all'obiezione per motivi morali, per motivi religiosi, per motivi filosofici e alla sostituzione del servizio militare col servizio civile sostitutivo. Era allora il servizio civile un servizio obbligatorio e addirittura più lungo del servizio militare e quindi di fatto penalizzante per quei giovani che fecero questa scelta, però fu comunque un importante passo, e fu alla fine degli anni '80, che grazie ad una sentenza della Corte costituzionale che parificava i tempi del servizio militare e del servizio civile, decine di migliaia di giovani scelsero l'obiezione di coscienza e il servizio civile sostitutivo. In quell'anno 130.000 giovani in Italia scelsero il servizio civile.
Ecco, fu grazie a questa sentenza della Corte costituzionale che oltre 3500 Comuni, decine di Università, migliaia di associazioni del terzo settore offrirono la propria disponibilità per essere sedi di servizio civile. Ed è da allora che il servizio civile si afferma come una risorsa sociale per il nostro Paese. E questo fu esplicitato molto bene già dal primo articolo della legge del '98, che recita: "I cittadini che per obbedienza alla coscienza nell'esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione, opponendosi all'uso delle armi, non accettano l'arruolamento nelle forze armate e nei corpi armati dello Stato, possono adempiere agli obblighi di leva prestando, in sostituzione del servizio militare, un servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare, ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della patria."
Il servizio civile passa quindi finalmente dal Ministero della Difesa alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con l'istituzione anche dell'Ufficio nazionale del servizio civile. Il 14 novembre, arriviamo ai giorni nostri, il 14 novembre del 2000 viene approvata la riforma che porta ad un sistema delle forze armate su base esclusivamente volontaria, e finalmente nel marzo del 2001, si arriva alla legge 64 che istituisce il servizio civile nazionale. E lo istituisce come un servizio volontario, quindi non più obbligatorio, aperto alle donne, immaginato come opportunità unica messa a disposizione dei giovani, la legge nazionale dice dai 18 ai 26 anni, la nostra amplia un po' questo margine, che intendono effettuare un percorso di formazione sociale civica, culturale, professionale attraverso l'esperienza umana della solidarietà sociale, l'attività di cooperazione nazionale e internazionale, attraverso azioni di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale. E' così che è andata formandosi quella risorsa così rilevante delle politiche sociali, soprattutto in ambito assistenziale verso gli anziani, verso i disabili, verso i minori, contribuendo alla formazione dei giovani e orientandoli al principio costituzionale della solidarietà sociale. Uno strumento innovativo per le politiche ambientali di cooperazione internazionale, un patto di cittadinanza fra giovani ed istituzioni, dove trovano nuove forme di espressione i doveri di socialità e i diritti individuali.
Perché ho voluto un po' soffermarmi, come altri del resto hanno fatto, sulla storia del servizio civile e sulla sua caratteristica di formazione civica del giovane? Perché io ritengo che questa legge, che andiamo ad approvare, per l'istituzione e la valorizzazione del servizio civile regionale debba essere quanto di più avanzato si possa costruire in tema di politiche sociali, in tema di impegno sociale e formativo, di inclusione sociale e di diritti di cittadinanza. Ed allora, lo dicevo all'inizio del mio intervento, poiché non ho partecipato alla discussione e alla stesura di questo testo unificato, voglio dirlo, ma lo dico con tutta modestia senza nessun obiettivo nascosto, che alcuni passaggi di questa proposta io non li condivido, almeno li integrerei. E quindi ho presentato anche una serie di emendamenti che chiaramente saranno discussi, alcuni dei quali sono assolutamente formali, ma altri a mio avviso sono abbastanza di sostanza, e li sottopongo quindi con la massima serenità alla discussione e al giudizio dell'Aula, con l'unico obiettivo, lo dicevo, che è quello di arrivare ad una legge che sia la migliore possibile e la più avanzata possibile.
Ecco, i punti che vorrei fossero meglio specificati in questa legge sono: primo, che il servizio civile è un servizio che è dedicato esclusivamente ai giovani. Non può essere considerato il servizio civile come una forma di avviamento al lavoro, di precariato, oppure di sostituzione di personale mancante in enti o in pubbliche amministrazioni. E di conseguenza il servizio civile, prestato volontariamente, non può essere a mio avviso valutato come titolo di carriera, ma eventualmente ed esclusivamente come credito formativo.
Un'altra cosa a cui terrei molto e che nel momento in cui anche la Sardegna diventa terra di sbarco per centinaia di disperati che approdano da noi alla ricerca di condizioni di vita migliori, perché non estendere questo servizio, il servizio civile, anche ai giovani provenienti da altri continenti, in regola naturalmente con la normativa statale in materia di soggiorno nel nostro Paese? Io credo che sarebbe un'ottima occasione per favorire momenti di scambio culturale e percorsi di integrazione.
Altra cosa: la possibilità che il servizio civile possa essere svolto anche all'estero, coinvolgendo anche i circoli dei nostri emigrati sardi nel mondo.
E infine, il riconoscimento del servizio civile anche ai fini del trattamento pensionistico.
Sono dettagli che, secondo me, discussi, approfonditi, potrebbero per certi versi migliorare la qualità già molto alta di questa legge. Prevedere per esempio un sistema di vigilanza e di monitoraggio dei progetti, io credo che sia cosa giusta.
Bene, credo che di questo si potrà discutere serenamente in quest'Aula, e credo che se ne possa discutere anche velocemente, non ci sono in questo caso steccati ideologici, non ci sono pregiudizi di parte, non ci sono perché non sarebbero neanche capiti né dalle organizzazioni che si occupano di progetti di servizio civile, né da parte di tanti giovani che si rivolgono volontariamente a questo servizio, e che hanno come unico obiettivo quello di migliorare se stessi culturalmente, professionalmente, nelle relazioni con gli altri, nelle relazioni con la società e con le istituzioni, e possibilmente di mettersi in tasca anche qualche piccola risorsa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Frau.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, onorevoli colleghi. Alcune battute, perché sull'argomento, per quanto riguarda il Gruppo della Rifondazione Comunista, parlerà con più competenza l'onorevole Pisu che è anche stato, lo ricordava prima l'onorevole Frau, il Presidente della Commissione nel corso della discussione di preparazione, della fase istruttoria del provvedimento.
Parto da una considerazione che è quella che attiene ad un'esperienza che la Regione sarda ha fatto alcuni anni fa, utilizzando lo strumento del servizio civile. Allora aveva natura sperimentale ed era allocato nell'ambito della competenza esclusiva della Presidenza del Consiglio dei ministri, e riguardava sostanzialmente un'attività sostitutiva del servizio militare, che per la prima volta tentava di allargarsi e di incidere nella formazione culturale, anzi la legge lo cita: "Nella formazione umana, culturale e anche professionale dei giovani". La Regione, attraverso l'Agenzia regionale del lavoro, mise in piedi un progetto sperimentale: 12 giovani ragazze, al di sotto dei venticinque anni, perché quello era il limite posto dalla legge, svilupparono un progetto di cooperazione in ambito europeo, prevedendo sei mesi di formazione, di studio e anche di concreta operatività in ambito regionale, sei mesi invece presso paesi europei (dalla Svizzera alla Spagna, dall'Inghilterra al Portogallo). Le 12 ragazze sono rientrate con questo bagaglio professionale, si sono inserite nel lavoro, alcune svolgono attività presso importanti enti di credito dell'Inghilterra, altre svolgono attività di natura diplomatica presso Paesi del Medioriente, altre ancora lavorano per l'Amministrazione regionale o per altri soggetti pubblici della nostra Regione. Questo lo dico perché ho ascoltato con attenzione anche le osservazioni che faceva prima il collega Frau; noi dobbiamo mantenere questo strumento in piedi con tutte le possibilità che ha e nell'ambito circoscritto che la legge nazionale di riferimento, per sua natura, gli riserva. Non deve essere uno strumento sostitutivo di politica del lavoro e non deve essere neppure uno strumento sostitutivo di politica della formazione. Deve essere esattamente quello che la legge dice che deve essere, cioè uno strumento di promozione, prima di tutto umana, poi culturale e professionale dei giovani, cioè uno stare dentro i processi, che purtroppo sono sempre più marginalizzati, della cooperazione. Sono marginalizzati perché i processi che vanno di moda oggi sono quelli della competizione: vediamo chi corre, chi vince, chi muore lungo la strada. Questo è uno strumento che pensa invece alla cooperazione, ci pensa in ambito locale, regionale, nazionale ed internazionale e noi non dobbiamo rinunciare anche a quest'ultima possibilità, cioè quella di promuovere dalla Sardegna progetti importanti di cooperazione internazionale. Dico questo e così concludo perché è la sua genesi che interessa, lo ricordavano molti altri: l'obiezione di coscienza, cioè il rifiuto delle armi, di pensare che le relazioni internazionali e anche i conflitti debbano sempre risolversi attraverso la violenza, lo strumento della guerra, no! Noi partiamo dall'esperienza dell'obiezione di coscienza per affermare l'esatto contrario, cioè per affermare che, anche attraverso questo strumento, partendo dalla nostra Regione, la possibilità che sia più utile, anzi più vincente, aprire relazioni pacifiche, umane, sociali, economiche tra le diverse comunità a incominciare dalle comunità del Mediterraneo. Per cui questa legge è iimportante, ha un grande valore, merita il massimo dell'attenzione e anche una concentrazione verso questo obiettivo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Grazie Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, signori Assessori. E' per me motivo di grande soddisfazione constatare che è arrivata nell'Aula del Consiglio regionale questa importante proposta di legge che ha per titolo: "norme sul servizio civile e volontario in Sardegna". Questo perché si tratta di una legge molto importante, come è stato sottolineato da tutti coloro che sono precedentemente intervenuti, ma anche perché, e questo lo voglio sottolineare, premia il lavoro intenso generosamente portato avanti dalla seconda Commissione, nella prima parte della legislatura, che ho avuto l'onore e l'onere di presiedere. E' una delle sei leggi che sono state esitate da questa Commissione, ritenuta impropriamente e a torto da troppi colleghi "poco importante", solo perché non si occupa di questioni finanziarie e di settori dove c'è più interesse economico e politico. Se ci fosse stata più consapevolezza sul ruolo delle politiche comunitarie e internazionali e se questi settori non fossero stati di fatto sottratti alla Commissione, ma anche al Consiglio, dalla Presidenza, in questa e nella precedente legislatura, la Commissione sarebbe stata più ambita, frequentata, e avrebbe avuto una rilevanza diversa. Tuttavia, dicevo, essa ha prodotto risultati, una è questa legge, altre attendono di essere discusse dall'Aula, dopo un passaggio in Commissione, come quella sul CORECOM ARCoS, altre di essere completate, come quello sul garante delle persone private della libertà, inspiegabilmente bloccata in Consiglio regionale. Per non parlare di quella del difensore civico già approvata e su cui, col trucco dell'elezione con maggioranza qualificata dei due terzi, non si riesce a trovare l'accordo sulla nomina. Queste leggi che attengono ai diritti civili dovevano avere da tutti, in particolare dal centrosinistra, ben altra considerazione. Oppure la minoranza che in Consiglio regionale le ha osteggiate conta di più della maggioranza? Oppure il parere del professor Ciarlo conta più del Consiglio regionale che ha approvato la legge sul difensore civico, professor Ciarlo che alcuni giorni fa sull'Unione sarda ci ha fatto conoscere il suo pensiero sul difensore civico sostenendo argomentazioni banali che denotano che non ha letto il testo della legge oltre a non aver capito che fino a quando la macchina regionale non funzionerà perfettamente, cioè quando non faremo la legge di riorganizzazione della Regione, si avrà sempre bisogno del difensore civico, soprattutto per difendere le persone più deboli, i cittadini e le istituzioni. La legge in questione è di straordinaria importanza, come ha illustrato il relatore, perché contribuisce alla formazione umana, accresce il senso di appartenenza delle giovani generazioni alla comunità, promuove la cultura della pace, della non violenza e della solidarietà. Noi tutti ci rendiamo conto della valenza positiva della formazione di questi giovani inseriti nelle servizio civile che possono trasmettere alle famiglie, alle comunità e soprattutto ad altri giovani. E' una iniezione di cultura, alta e altra, rispetto ai valori che oggi vengono recepiti dai giovani, in una società edonista, egoista, dalla competizione selvaggia e violenta che diseduca tutti.
Pertanto, ritengo che questa legge debba trovare accoglimento e la dovuta sensibilità da parte di tutto il Consiglio e della Giunta regionale. La Giunta ne è sicuramente a conoscenza perché tutto ciò che si fa nelle Commissioni, come tutti ben sapete, viene inviato per conoscenza alla Giunta regionale, perciò non poteva non sapere! Posso anche dire che in questa legge mi ci riconosco proprio come valori, parole come "pace" oggi, in questa fase storica, "solidarietà", con una realtà sarda nazionale, internazionale, dove i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri, hanno senso, hanno attualità. Nonviolenza, tutto attaccato, ve lo immaginate cosa vuol dire oggi, con tutto ciò che vediamo in televisione, con tutto ciò che accade nelle nostre metropoli, ma anche nei nostri paesi e non più soltanto nelle zone dell'interno come si diceva. Giustizia sociale. Sono la sintesi a cui sono pervenuto dopo decenni di militanza politica e di studio, mi ci riconosco in pieno dunque. E' una legge che mi piace, che è utile e che è indispensabile per la Sardegna e in particolare per i giovani che avranno la fortuna di esserne coinvolti.
Per quanto riguarda la possibilità di migliorare il testo in Aula, credo che ci sia una grande disponibilità da parte di tutti noi, perché vogliamo che questa legge sia approvata e possa essere nel più breve tempo possibile attuata. Gli emendamenti proposti dal presidente Frau e da altri colleghi mi sembrano ragionevoli, per cui si tratta di concordare il testo scritto essendo favorevoli ai concetti che sono stati espressi. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie, Presidente. Io penso che la proposta di legge, la normativa che stiamo esaminando, sia una normativa di straordinaria importanza, così come hanno sottolineato i diversi consiglieri che si sono avvicendati. E' di straordinaria importanza perché riempie un vuoto che era costituito da una mancanza della legge regionale che desse concreta attuazione alla normativa nazionale, in materia di servizio civile. La straordinaria importanza di questa normativa risiede soprattutto nel fatto che il servizio civile, così com'è stato sottolineato da qualche d'un altro, affonda le sue radici in quella che è la storia dell'obiezione di coscienza nel nostro Paese. La storia lunga e travagliata per l'affermazione concreta del riconoscimento di diritti fondamentali, di diritti civili fondamentali, di diritti di civiltà e democrazia qual è stato sicuramente il diritto all'obiezione di coscienza, il diritto cioè ad opporsi in tutti i modi alla possibilità di essere coinvolti, in qualche modo, in tutte le pratiche di guerra o comunque in tutto ciò che avesse a che vedere col sostegno alla pratica della guerra, come strumento di risoluzione delle controversie tra diversi Paesi, affonda le sue radici nella storia dell'obiezione di coscienza, ma soprattutto nella storia dell'affermazione concreta di diritti fondamentali, quale il diritto alla pace e alla cooperazione tra i popoli, il diritto all'affermazione concreta e comunque all'educazione dei giovani verso la cultura della non violenza, verso l'educazione dei giovani verso la salvaguardia di diritti di democrazia inalienabile. Oggi, la storia dell'obiezione di coscienza, si è profondamente modificata, proprio perché è venuta meno una delle condizioni che hanno portato tantissimi giovani a scegliere il servizio civile rispetto al poter prestare la propria opera in seno alle Forze Armate. Così come si è modificata anche la storia della salvaguardia dei diritti; oggi penso che il diritto alla pace, alla cooperazione, alla cultura della non violenza è diventato un patrimonio di tutti, un patrimonio della democrazia, e oggi però c'è la necessità di affermare nuovi diritti, di creare nuove condizioni perché i nostri giovani possano, opportunamente e adeguatamente, impegnarsi in altre grandi questioni. Oggi c'è la necessità di educare i giovani contro alcune delle cose più nefaste che attanagliano e che segnano profondamente la nostra società, sul terreno quindi delle tossicodipendenze, delle dipendenze in genere, sul terreno della non violenza, sul terreno della emancipazione, sul terreno delle nuove e delle vecchie povertà. Questi sono alcuni dei terreni su cui i giovani possono, adeguatamente e correttamente, impegnarsi all'interno della nostra società.
Detto questo, però è bene anche dire cosa non dovrebbe essere il servizio civile. Abbiamo definito con grande precisione nel dettaglio qual è il nuovo ruolo che il servizio civile può svolgere in seno alla nostra società. Dobbiamo subito dire però che, così come mi pare abbia affermato l'onorevole Mariuccia Cocco, che il servizio civile non deve occupare uno spazio residuale, nel senso che è necessario che il servizio civile non diventi, in qualche modo, strumento di nuova precarietà, questa è una cosa che dobbiamo cercare di evitare. Il servizio civile non deve diventare strumento di nuova precarietà e, allo stesso tempo, bisogna evitare che diventi l'ennesimo parcheggio per i nostri giovani in attesa di una sistemazione definitiva, in attesa del riconoscimento definitivo del loro diritto ad un lavoro stabile. Allo stesso tempo, lo diceva mi pare l'onorevole Uras, non può diventare il servizio civile uno strumento sostitutivo delle politiche del lavoro, proprio perché non deve diventare succedaneo di una sorta di parcheggio in attesa di altre e più durevoli occupazioni. Ecco, se questa normativa, se questa proposta di legge riuscirà a dare risposte positive a tutte queste domande, io penso che allora il Consiglio regionale farà un ottimo e un pregevole lavoro.
Per quanto riguarda la Giunta regionale, che per una serie di incongruenze che sono legate in qualche modo alla seconda Commissione, ma non per responsabilità di chi ha presieduto o presiede la seconda Commissione, si stabilisce un rapporto diretto con la Presidenza della Giunta regionale, non sempre il Presidente della Giunta regionale può partecipare attivamente ai lavori della seconda Commissione. Allora c'è la necessità di modificare queste modalità di coinvolgimento della Giunta regionale e del Presidente individuando probabilmente, di volta in volta, un Assessore competente che possa adeguatamente dare il proprio contributo alla definizione delle proposte di legge che vengono discusse.
L'ultima considerazione riguarda forse la norma finanziaria, che dovrà essere probabilmente adeguata e modificata, ma questo sarà un problema che affronteremo quando entreremo nel merito degli articoli. Grazie.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Io vorrei chiederle, se è possibile, una mezz'ora, credo sia più che sufficiente, di interruzione dei lavori dell'Aula perché la Commissione, ma anche chi comunque è interessato alla presentazione di emendamenti, possa vederli rapidamente, condividerli e poi riprendere immediatamente i lavori. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene. Se non ci sono obiezioni possiamo interrompere. I lavori riprenderanno questa sera alle ore 16 e 30 per il passaggio all'esame degli articoli. Prego i colleghi di predisporre gli emendamenti, perché appena rientriamo in Aula votiamo la legge.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 12 e 44.
Allegati seduta
CCCLX Seduta
(ANTIMERIDIANA)
Lunedi' 1° ottobre 2007
Presidenza del Presidente SPISSU
La seduta è aperta alle ore 11 e 26.
CALLEDDA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 26 luglio 2007 (353), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cachia, Capelli, Cugini, Ibba, Renato Lai, Licandro, Maninchedda, Pileri, Pittalis, Matteo Sanna e Simonetta Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di lunedì 1 ottobre 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che nel BURAS n. 28 del 31 agosto 2007 è stato pubblicato il ricorso presentato dal Consiglio dei ministri per la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'articolo 3, commi 1, 2 e 3 e dell'articolo 5 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007).
Comunico, inoltre, che nel BURAS n. 21 del 23 giugno 2007 è stata pubblicata l'ordinanza n. 175 del 22 maggio 2007 con la quale la Corte Costituzionale, considerata la rinuncia del Presidente del Consiglio dei ministri al ricorso contro la legge approvata dal Consiglio regionale il 23 dicembre 2005 (Sistema integrato dei servizi alla persona - Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1998 - riordino dei servizi socio-assistenziali), dichiara estinto il processo.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Riordino della disciplina delle attività ricettive". (296)
(Pervenuto il 31 agosto 2007 e assegnato alla sesta Commissione.)
"Modifica dell'articolo 21, comma 18, della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2, sull'anticipazione del pagamento dei premi previsti dal Piano di sviluppo rurale per gli anni 2000/2006". (299)
(Pervenuto il 24 settembre 2007 e assegnato alla terza Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
Caligaris:
"Abrogazione della legge regionale 23 maggio 2006, n. 7 (Istituzione, attribuzioni e disciplina della Consulta per il nuovo statuto di autonomia e sovranità del popolo sardo)". (295)
(Pervenuta il 9 agosto 2007 e assegnata alla prima Commissione.)
Uras - Frau - Sanjust:
"Programma di interventi regionali e locali a favore delle minoranze etniche nomadi". (297)
(Pervenuta l'11 settembre 2007 e assegnata alla seconda Commissione.)
Diana - Liori: "Riconoscimento e valorizzazione della filiera del caprino". (298)
(Pervenuta il 19 settembre 2007 e assegnata alla quinta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge nazionale:
Uras - Davoli - Pisu:
"Piano organico per favorire la rinascita economica e sociale della Sardegna, in attuazione dell'articolo 13 dello Statuto speciale per la Sardegna di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3". (8)
(Pervenuta il 25 settembre 2007 e assegnata alla quinta Commissione)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Cucca sul pericolo derivante dalla presenza di un traliccio elettrico nella via dei Platani in Nuoro, nel rione denominato Città giardino". (860)
(Risposta scritta in data 3 agosto 2007.)
"Interrogazione Vargiu sul ruolo dell'Agenzia Sardegna promozione". (778)
(Risposta scritta in data 22 agosto 2007.)
"Interrogazione Rassu sull'esiguità delle risorse allocate in bilancio e destinate al comparto artigianale nella legge finanziaria 2007 e sulla situazione di grave disagio in cui versa il settore artigiano". (839)
(Risposta scritta in data 22 agosto 2007.)
"Interrogazione Diana - Liori sui licenziamenti decisi dal Consorzio per l'area di sviluppo industriale della Sardegna centrale". (853)
(Risposta scritta in data 22 agosto 2007.)
"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano sulla pubblicazione "In treno in tutta Italia" di Trenitalia - Gruppo Ferrovie dello Stato". (911)
(Risposta scritta in data 22 agosto 2007.)
"Interrogazione Murgioni sul totale disimpegno della presenza della compagnia di bandiera Alitalia in Sardegna". (920)
(Risposta scritta in data 22 agosto 2007.)
"Interrogazione Caligaris sull'assurda situazione che vede la Telecom Spa proprietaria, senza concessioni e autorizzazioni, di immobili su un'area del demanio regionale in zona Tuvixeddu". (791)
(Risposta scritta in data 30 agosto 2007.)
"Interrogazione Cassano in ordine all'installazione delle antenne per telefonia mobile all'interno dei centri urbani". (429)
(Risposta scritta in data 6 settembre 2007.)
"Interrogazione Liori - Diana - Licandro sul personale "imboscato" dell'Ospedale Brotzu". (655)
(Risposta scritta in data 6 settembre 2007.)
"Interrogazione Amadu sull'urgenza di investimenti nel campo della strumentazione sanitaria richiesti dalla Facoltà di medicina dell'Università degli studi di Sassari". (672)
(Risposta scritta in data 6 settembre 2007.)
"Interrogazione Diana - Liori sull'inserimento dei Comuni di Genoni e Laconi nell'ambito territoriale dell'Alta Marmilla". (886)
(Risposta scritta in data 6 settembre 2007.)
"Interrogazione Diana - Liori sul Piano di eradicazione delle pesti suine". (908)
(Risposta scritta in data 6 settembre 2007.)
"Interrogazione Sanjust - Lombardo sulle presunte mancate autorizzazioni alla Cooperativa Poggio dei Pini per la manutenzione straordinaria nel bacino artificiale posto a sbarramento del Rio San Gerolamo, nel comune di Capoterra". (903)
(Risposta scritta in data 14 settembre 2007.)
"Interrogazione Vargiu sulla grave situazione dell'Azienda ospedaliera Brotzu". (609)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Cassano sulla grave crisi in cui versa la Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe". (743)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Caligaris sull'assistenza domiciliare e sulla dotazione di sintetizzatori vocali e sussidi tecnico-sanitari agli ammalati di sclerosi laterale amiotrofica". (843)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Vargiu sul rischio di esclusione dai concorsi per le scuole di specializzazione in medicina dei medici che saranno abilitati nel luglio 2007". (869)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Caligaris sull'erogazione gratuita di acido folico alle donne in età fertile e nel periodo preconcezionale e sull'attuazione di una campagna di informazione al fine di prevenire i difetti congeniti e i fattori di rischio in età avanzata". (871)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Pisano - Cappai - Liori - Dedoni - Cassano sulla drammatica situazione di carenza degli infermieri professionali in Sardegna". (877)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Liori - Diana sull'importazione illegale di bestiame da macello da paesi stranieri". (918)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Vargiu - Gallus - Petrini - Licandro - Liori - Randazzo Vittorio - Contu - Pisano - Dedoni - Cassano sui contratti per le scuole di specializzazione della Facoltà di medicina di Cagliari". (921)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Caligaris sulla dotazione del sintetizzatore vocale ad una ammalata di SLA a Carbonia". (931)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Lai Renato - Atzeri sulla richiesta di istituzione del servizio di guardia medica nel Comune di Budoni". (937)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
"Interrogazione Lai Renato - Marracini - Pittalis - Atzeri - Maninchedda sulla richiesta di istituzione del servizio di guardia medica nel Comune di Budoni". (939)
(Risposta scritta in data 19 settembre 2007.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
CALLEDDA, Segretario:
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul Piano di informatizzazione della sanità, con particolare riferimento al Piano socio assistenziale e al Coordinamento dei servizi sociali". (947)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulle incongruenze del bando di direttore dell'Agenzia 'Sardegna promozione'". (948)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul servizio di volontariato 118 nella Provincia di Sassari". (949)
"Interrogazione Artizzu, con richiesta di risposta scritta, sui lavori in corso lungo l'alveo del Rio Chia-Domus de Maria". (950)
"Interrogazione Maninchedda - Atzeri - Lai Renato - Marracini - Pittalis, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione del cantiere forestale di Jacu Piu". (951)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi delle Ferrovie della Sardegna". (952)
"Interrogazione Sanna Alberto - Biancu - Pinna - Pisu, con richiesta di risposta scritta, sull'adozione di iniziative urgenti a difesa e tutela della struttura organizzativa ed operativa dell'ENEL nella Provincia di Oristano". (953)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di grave difficoltà nell'assistenza domiciliare integrata erogata dall'ASL n. 8". (954)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione ad alto rischio del servizio di assistenza domiciliare integrata della ASL n. 8 di Cagliari". (955)
"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'erogazione delle indennità previste dalla legge 14 dicembre 1970, n. 1088, e dall'articolo 5 della legge 4 marzo 1987, n. 88". (956)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'aumento dei canoni demaniali per concessioni di aree marittime con finalità turistico-ricreativa". (957)
"Interrogazione Contu, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di ristrutturazione di un immobile sito in località Pistis nel Comune di Arbus". (958)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione dei contributi per manifestazioni turistiche (deliberazione Giunta regionale del 26 luglio 2007, n. 28/59)". (959)
"Interrogazione Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul sistema elettronico di rilevazione degli incendi". (960)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della chirurgia pediatrica della ASL di Iglesias". (961)
"Interrogazione Ladu, con richiesta di risposta scritta, sugli incarichi di progettazione per la reintroduzione di specie autoctone nel territorio della Sardegna". (962)
"Interrogazione Marracini - Lai Renato - Pittalis, con richiesta di risposta scritta, sull'assistenza domiciliare dell'Azienda sanitaria locale n. 8". (963)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla selezione pubblica per l'acquisizione di figure professionali da parte dell'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio". (964)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata riapertura della Casa circondariale "La Rotonda" di Tempio Pausania". (965)
"Interrogazione Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche legate agli sbarchi dei clandestini". (966)
"Interrogazione Cucca - Sabatini, con richiesta di risposta scritta, sul rinvio della nomina del presidente della Camera di commercio di Nuoro". (967)
"Interrogazione Marracini - Lai Renato - Pittalis, con richiesta di risposta scritta, sul personale medico e paramedico dei reparti di psichiatria dell'Azienda sanitaria locale n. 8". (968)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nella liquidazione dei pagamenti da parte della Regione Sardegna, ed in particolare di quelli di competenza dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale". (969)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'assistenza domiciliare, sulla dotazione di sintetizzatori vocali e di strumenti personalizzati necessari alla mobilità e comunicazione e sulla preparazione del personale sanitario per garantire l'inclusione sociale agli ammalati di sclerosi laterale amiotrofica (SLA)". (970)
"Interrogazione Cappai, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione dello svolgimento degli esami di abilitazione venatoria da parte della Commissione per l'abilitazione all'esercizio venatorio della Provincia di Cagliari". (971)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul disegno di legge per il recupero del rione Testimonzos a Nuoro". (972)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di abbandono dello stagno Calic di Alghero". (973)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulle retribuzioni degli infermieri impegnati nell'Assistenza domiciliare integrata (ADI) della ASL n. 8 di Cagliari". (974)
"Interrogazione Cappai - Capelli, con richiesta di risposta scritta, sulla ventilata notizia dell'adozione della delibera del direttore generale dell'Azienda Brotzu di Cagliari con la quale viene disposta la progressione ad inquadramento economico superiore della dipendente dott.ssa Argiolas Paola". (975)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulle linee guida alle Aziende sanitarie locali (ASL) per assicurare l'assistenza alle persone detenute". (976)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sulle indennità integrative al trattamento economico corrisposte ai direttori generali esterni dell'Amministrazione regionale". (977)
"Interrogazione Artizzu, con richiesta di risposta scritta, sugli sbarchi di extracomunitari clandestini in Sardegna". (978)
"Interrogazione Lombardo - La Spisa, con richiesta di risposta scritta, sull'Ufficio di gabinetto dell'Assessorato della difesa dell'ambiente e sulla società denominata Campidano ambiente srl". (979)
"Interrogazione Atzeri - Maninchedda, con richiesta di risposta scritta, sulle scelte operate dalla Regione nella concessione dei finanziamenti di opere cinematografiche". (980)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico, compresi quelli pericolosi". (981)
"Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza di sicurezza e di servizi nella nuova stazione ferroviaria di San Gavino". (982)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sui finanziamenti della Regione per la società dell'informazione in Sardegna". (983)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'attuazione dell'itinerario previsto dalla Regione per far rinascere la spiaggia del Poetto del "dopo ripascimento" e sulla necessità di un coordinamento degli interventi a tutela del compendio Molentargius-Saline-Poetto". (984)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione di mansioni superiori agli operai specializzati dell'Ente foreste". (985)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla redditività dei voli low cost da e per la Sardegna". (986)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di ristrutturazione e ampliamento in corso presso la sede Inail di Carbonia". (987)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di mantenere nel patrimonio pubblico una sede storica del Consiglio regionale". (988)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulle selezioni per l'ammissione ai corsi di laurea in medicina delle università sarde". (989)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'acquisto da parte dell'Azienda regionale sarda trasporti (ARST) di automezzi non idonei al trasporto pubblico locale". (990)
"Interrogazione Diana - Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo da parte del Presidente della Regione di attrezzature, personale e risorse finanziarie dell'Amministrazione per scopi personali". (991)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sugli incarichi di rappresentanza legale affidati dall'Azienda sanitaria locale n. 8". (992)
"Interrogazione Biancu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di creare lo sportello unico Laore e Argea di riferimento dell'Alta Marmilla ad Ales". (993)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui lavori in corso e sui disagi della strada statale n. 131 e sui ritardi nell'inizio dei lavori del 2° lotto della strada Sassari-Alghero". (994)
"Interrogazione Cuccu Giuseppe - Cucca - Sabatini - Uggias, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione di un unico Dipartimento per la salute mentale e le dipendenze e sulla trasformazione della Commissione regionale per le dipendenze in struttura complessa". (995)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata definizione dei nuovi ambiti della medicina generale". (996)
"Interrogazione Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sull'incongruenza tra i processi di stabilizzazione del personale precario e la nuova dotazione organica approvata con delibera della Giunta regionale n. 34/14 dell'11 settembre 2007". (997)
"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sui requisiti meno favorevoli previsti, rispetto ai regionali, per la stabilizzazione dei lavoratori della sanità". (998)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla illegittimità degli atti organizzativi assunti dal direttore generale dell'Azienda Brotzu". (999)
"Interrogazione Contu, con richiesta di risposta scritta, sull'Osservatorio economico della Sardegna". (1000)
"Interrogazione Murgioni - Ladu - Gallus, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione della prima classe dell'Istituto tecnico commerciale di Silius e sulla chiusura di uffici pubblici nel Gerrei". (1001)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sull'inadeguata informazione sul referendum del 21 ottobre 2007 sulla legge statutaria". (1002)
"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla ventilata soppressione della prima classe dell'Istituto tecnico commerciale, sezione staccata di Silius". (1003)
"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di richiedere un provvedimento di reintegrazione nel posto di lavoro a favore dei giovani affetti da favismo, dichiarati inidonei e collocati in congedo pur in costanza di servizio militare e di elevazione dei limiti di età per l'arruolamento nelle forze armate". (1004)
"Interrogazione Marracini - Pittalis - Lai Renato, con richiesta di risposta scritta, sui bandi di gara per progettazioni". (1005)
"Interrogazione Ladu - Gallus - Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata presenza delle autorità regionali alla cerimonia sull'altopiano di Asiago per la posa di croci e l'inumazione dei resti di 292 soldati della Brigata Sassari". (1006)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'inaccettabile decisione della Gestione governativa Ferrovie di Sardegna (FdS) di non assumere 26 assuntori precari da anni ed esclusi dal bando per nuovi autisti". (1007)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:
CALLEDDA, Segretario:
"Interpellanza Pisano - Vargiu - Cassano - Dedoni sull'avviso relativo alla stabilizzazione dei precari nel comparto Regione, enti, agenzie regionali". (260)
"Interpellanza La Spisa sulle problematiche inerenti la realizzazione della nuova strada statale n. 195". (261)
"Interpellanza La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Rassu - Sanjust sull'assunzione di operatori di esercizio con CCNL autoferrotranviari da parte della Direzione generale di Cagliari della Gestione governativa Ferrovie della Sardegna". (262)
"Interpellanza Capelli - Randazzo Alberto - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio sul gravissimo episodio di violenza verificatosi nel reparto di psichiatria del Presidio ospedaliero Santissima Trinità e sulla necessità di ripristino del servizio di vigilanza armata". (263)
"Interpellanza La Spisa sul mancato pagamento del fermo biologico 2006". (264)
"Interpellanza Capelli - Randazzo Alberto - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio sulla deliberazione dell'ASL n. 8 del 16 maggio 2007, n. 527, con la quale è stata istituita l'unità operativa "Sviluppo organizzativo, gestione e valutazione del personale" ed è stato conferito il relativo incarico di responsabile della predetta struttura aziendale, ai sensi dell'articolo 15 septies, comma 1, del decreto legislativo n. 502 del 1992, alla dott.ssa Isabella Lanzone". (265)
"Interpellanza La Spisa sull'emergenza relativa allo sbarco di clandestini in Sardegna". (266)
"Interpellanza Capelli - Randazzo Alberto - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio sulla partecipazione di operatori sanitari della salute mentale appartenenti alla ASL n. 8 di Cagliari al corso di formazione che si terrà dall'11 al 13 ottobre 2007". (267)
"Interpellanza Atzeri sulla grave situazione relativa allo stato di attuazione dell'ARPAS". (268)
"Interpellanza La Spisa sul programma Master and back e sulle problematiche evidenziatesi fra il bando 2006 e il bando 2007". (269)
"Interpellanza Balia - Masia - Lanzi - Cugini - Ibba - Caligaris - Licheri - Fadda sulla mancata informazione dei cittadini sul referendum per la legge statutaria". (270)
"Interpellanza Atzeri sulle gravi inadempienze relative alla gestione del programma di interventi per la difesa dai pericoli dell'amianto". (271)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
CALLEDDA, Segretario:
"Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Randazzo Alberto - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Randazzo Vittorio - Cappai - Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Cherchi Oscar - Farigu sulle gravissime inadempienze della Giunta regionale nei confronti del comparto agro-pastorale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (138)
"Mozione La Spisa - Contu - Rassu - Licandro - Lombardo - Petrini - Sanjust - Pileri - Amadu - Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cappai - Capelli - Milia - Cuccu Franco Ignazio - Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Ladu - Murgioni - Gallus - Farigu sulla produzione in Sardegna di energia da fonti rinnovabili con il sistema fotovoltaico ed eolico". (139)
"Mozione Ladu - La Spisa - Vargiu - Floris Mario - Artizzu - Farigu - Randazzo Alberto - Gallus - Murgioni - Diana sulla situazione delle ferrovie sarde e sulle dichiarazioni del presidente dell'azienda Ferrovie dello Stato su un possibile smantellamento della rete ferroviaria statale". (140)
Discussione generale del testo unificato: "Norme sul servizio civile volontario in Sardegna" (8-172-197/A) delle proposte di legge Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu: "Norme per l'introduzione e la valorizzazione del servizio civile regionale" (8/A), Pacifico - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Mattana - Orrù - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Recepimento della normativa nazionale in materia di servizio civile. Istituzione del servizio civile regionale sardo" (172/A), Cocco - Bruno - Lai Silvio - Masia - Cerina - Pisu - Amadu - Biancu - Balia - Caligaris - Cugini - Fadda - Frau - Ibba - Licheri - Marracini - Pinna - Porcu - Secci - Sanna Matteo - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Sanjust: "Norme per
l'istituzione e la valorizzazione del servizio civile volontario regionale" (197/A).
PRESIDENTE. Bene colleghi, iniziamo i nostri lavori in una sede che è stata del Consiglio regionale prima che venisse costruito il palazzo di via Roma e che utilizziamo grazie alla cortesia del Presidente del Consiglio provinciale e della Conferenza dei Capigruppo dell'Amministrazione provinciale cui abbiamo chiesto la cortesia di utilizzare questa sede in un momento nel quale la nostra Aula è inutilizzabile perché soggetta a lavori di manutenzione. Chiedo scusa ai colleghi per il disagio e per la diversa organizzazione dell'Aula, i posti non sono nei banchi per tutti i colleghi, ci adattiamo per queste due giornate di Consiglio regionale e poi torneremo nella sede usuale nella quale svolgiamo le nostre Assemblee.
L'ordine del giorno reca la discussione del Testo Unificato numero 8-172-197/A "norme sul servizio civile volontario in Sardegna".
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sanna, relatore.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.), relatore. Grazie, signor Presidente. Il servizio civile ha una storia che si lega in modo indissolubile con le vicende dell'obiezione di coscienza. In sé ha quindi maturato un percorso di profonda e progressiva presa di coscienza dei giovani, nella prospettiva di un mondo basato sulla pace e la non violenza che, sia pure nella consapevolezza del difficile percorso necessario alla sua piena acquisizione, ha lasciato il profondo segno di una conquista basata sulla lotta di tanti che hanno ottenuto un risultato ormai consolidatosi in favore di tutti. Per questa che considero la giusta premessa politica nel proporre un nuovo provvedimento in favore dell'iniziativa volontaria dei giovani delle nostre comunità, non possiamo non tener conto della storia dell'evoluzione del servizio civile. Dobbiamo, ad esempio, ricordare i tanti processi dagli albori dell'unità d'Italia fino alla grande guerra; oltre un milione di giovani vennero condannati per reati come diserzione, procurata infermità, disobbedienza aggravata, ammutinamento. I primi casi di obiezione di coscienza si verificarono alla fine degli anni '40 e furono due cristiani che finirono inquisiti; seguì la condanna di Pietro Pinna che nel '48, per affermare le sue convinzioni non violente, scontò dieci mesi di reclusione.
La prima iniziativa legislativa nella direzione dell'obiezione di coscienza fu promossa dal socialista Calossi, che nel '49 presentò apposita proposta di legge ripresa, dopo quasi dieci anni, da un altro socialista, Lelio Basso. Dobbiamo a questo punto ricordare che negli anni '60 furono i cattolici ad animare il movimento; a partire dai comandamenti "non uccidere" e "ama il prossimo tuo come te stesso" dichiararono di voler vivere integralmente la non violenza evangelica. Gozzini nel '62, seguito da padre Balducci e da Don Milani con l'opuscolo "L'obbedienza non è più una virtù", per questa via i due ottennero di venir processati per apologia di reato, segnando un'importante pietra miliare nella strada verso la piena cittadinanza dei comportamenti non violenti. Vennero adottati i primi provvedimenti normativi con il disegno di legge Marcora, la legge 15 dicembre 1972, la "772", che dava il diritto all'obiezione al servizio civile sostitutivo per motivi morali, religiosi e filosofici. Non siamo però ancora al pieno riconoscimento di un diritto, ma ad un beneficio concesso dallo Stato a precise condizioni e conseguenze. Furono gli enti e le associazioni a battersi per una nuova legge, che venne approvata nel '92 ma che non ottenne la ratifica e fu rinviata al Parlamento. Come sempre accade nei casi di resistenza istituzionale ai movimenti di popolo, in quegli anni il numero di obiettori è andato crescendo, passando da 16 mila domande del '90 alle 70 mila del '98. E' grazie a questo movimento che nel '98 si giunge finalmente all'approvazione della legge numero 230, che sancisce il pieno riconoscimento giuridico dell'obiezione di coscienza, ottenendo che questa divenga un diritto della persona e non più un beneficio concesso dallo Stato. Ma l'importante conquista è solo un delicato passaggio per la vera trasformazione del modo in cui i giovani possono scegliere di difendere la patria. E' ora il servizio militare a cambiare natura, diventando una possibilità volontaria di impegno. La legge 14 novembre del 2000, numero 331, recante "norme per l'istituzione del servizio militare professionale" sancisce esattamente questo principio; da allora non sarà più necessario opporre obiezione di coscienza. L'impegno civile per il proprio Paese diviene innanzitutto un impegno pacifico, potendo comunque comprendere il servizio militare. Sono maturi i tempi per la piena acquisizione della nuova prospettiva. Nel 2004 il Parlamento anticipa al 1º gennaio 2005 la sospensione della leva obbligatoria con la legge numero 226 del 2004. Il servizio civile diviene una risorsa sociale per il Paese. Con un numero sempre crescente di organizzazioni impegnate ha consentito lo sviluppo del percorso alternativo al servizio militare. E' stata la nuova strada maestra che in molti casi hanno cominciato a percorrere le nuove generazioni, riuscendo a fare propri in modo concreto i valori di cittadinanza attiva, della pace, della solidarietà fra i popoli e della giustizia sociale.
Nel rapporto annuale del servizio civile del 2006 si legge che nel corso del 2005 in Italia sono state più di 9900 le domande presentate dai giovani aspiranti volontari; fra questi oltre 5000 hanno svolto servizio civile presso gli enti della Conferenza nazionale enti servizio civile, dedicando complessivamente circa 6 milioni e 100 mila ore del proprio tempo, più di mille ore in media ciascuno. Sono stati realizzati 847 progetti che hanno avuto esecuzione presso più di 9000 sedi gestite in prevalenza dagli enti titolari dei progetti o congiuntamente con gli enti associati o presso le sedi dei soggetti partner. Gli utenti che complessivamente hanno usufruito dell'attività del servizio civile sono oltre 400 mila, pari a una media di 1213 utenti per ciascuno dei progetti realizzati; i volontari impiegati si sono adoperati ciascuno a favore di 156 utenti. Il rapporto stima che il valore economico dei servizi erogati attraverso l'attività dei volontari che hanno svolto servizio civile è particolarmente rilevante; si può infatti stimare prudenzialmente in oltre 48 milioni di euro. In sintesi quanto emerge dalla rilevazione condotta sui giovani volontari impiegati negli enti nel corso del 2004 consente di evidenziare alcune interessanti peculiarità del percorso intrapreso da tali giovani. Rispetto all'universo dei giovani impegnati nel servizio civile nel 2004 i volontari intervistati sono più spesso donne, istruite, spesso residenti al Nord e per la maggior parte impiegate nel settore dell'assistenza. Sempre nel rapporto annuale del 2006 si legge che le motivazioni che spingono tali giovani verso la scelta di dedicare un anno della propria vita al servizio civile sono soprattutto di tipo personale. Sono soprattutto i più giovani e i ragazzi in possesso della sola licenza media a segnalare un insieme di motivazioni più complesse e variegate, confidando nel periodo del servizio civile come un passaggio importante per la propria crescita umana e formativa, anche traendo importanti esperienze dalla possibilità di disporsi in modo altruistico verso gli altri.
Analizzando gli elementi negativi e i suggerimenti evidenziati dai volontari si riscontra che circa un quarto degli intervistati dichiara di non aver dovuto affrontare particolari problemi durante il periodo di volontariato, mentre le difficoltà maggiori si concentrano soprattutto sui problemi organizzativi. Un altro punto critico, citato con minor frequenza ma sul quale forse è più opportuno riflettere, è il rispetto del ruolo delle mansioni del volontario, in taluni casi coinvolto in attività che non rispettano ciò che è dichiarato nel progetto. Le attività connesse al periodo di servizio civile non costituiscono un ostacolo per gli studenti universitari. I volontari studenti sostengono in media circa il 70 per cento degli esami previsti dal piano di studio ed il periodo di servizio civile viene considerato un'esperienza utile a maturare competenze e capacità spendibili dal punto di vista professionale. In generale la partecipazione alla vita associativa dei giovani volontari, già moderatamente attivi prima di iniziare il servizio, si amplifica con la conclusione di tale periodo, aumentando in modo significativo soprattutto per le associazioni culturali e le organizzazioni di volontariato.
La Sardegna ha avviato il percorso di utilizzo della nuova normativa nazionale attraverso una pluralità di enti che in misura maggioritaria sono associati allo storico coordinamento nazionale enti servizi civili. Si tratta di realtà che nel loro complesso hanno accreditato in tutto il Paese oltre 9 mila sedi locali, realizzando, nel 2005, 847 progetti in cui sono stati impegnati oltre 5 mila giovani. Come dicevo, la Sardegna si è inserita inizialmente in questo percorso, poi recuperando con progetti di valenza strettamente regionale che per il 2007 impegneranno 399 giovani con attribuzioni a numerosi enti locali ed in misura considerevole alle associazioni del volontariato sardo. E' importante ricordare che purtroppo in Sardegna, nell'ultima annualità, si è toccata una forte riduzione del numero di progetti approvati, con un conseguente pressoché dimezzamento della capacità di impiego dei volontari. Si tratta di ribadire che è solidarietà considerare in modo equo la presenza di volontari in misura almeno pari alla proporzione demografica. Dobbiamo rivendicare la giusta considerazione dall'ufficio nazionale del servizio civile. In questo senso il percorso legislativo autonomo di cui oggi avviamo la discussione può rappresentare un primo obiettivo in questo senso, ben attenti a non consentire l'uso strumentalmente finalizzato a ridurre le risorse nazionali che ci spettano tutte, in misura equa e proporzionale.
Del resto, i numeri della Sardegna riportati dal rapporto annuale e nazionale sul servizio civile del 2006 sono di tutto rispetto: in Sardegna sono presenti 114 sedi locali accreditate, con 89 enti associati, consorziati o federati, 37 accordi di parternariato per un totale di 240 sedi sarde. Si tratta anche in Sardegna di enti non a scopo di lucro, impegnati nell'economia sociale, civile o nel volontariato, ma a questi vanno aggiunti i tanti enti locali che hanno ottenuto l'accreditamento e ora cominciano a realizzare i propri progetti. Va detto che la grande attrattività dei progetti in Sardegna è riconducibile ad una pluralità di fattori che concorrono al risultato, tra questi - aspetto che va ricordato per onestà intellettuale - vi è senza dubbio il permanere di una condizione del mercato del lavoro che spesso si rappresenta in modo ostile all'inserimento dei giovani. E' senza dubbio un problema che anche nel definire questa proposta di legge abbiamo considerato, al fine di favorire una regolamentazione in grado di premiare la scelta volontaria come scelta di cittadinanza basata su motivazioni ed ispirazioni ideali forti. Sono convinto che solo in questo modo riusciremo a favorire la scelta del servizio civile come momento di partecipazione anche formativo ed educativo, come tempo dedicato alla comunità locale, regionale, nazionale, e scoprirla nei suoi bisogni e nelle sue potenzialità dedicandogli il tempo migliore della propria vita in atteggiamento di dedizione e gratuità.
La proposta di legge che qui si presenta scaturisce dal percorso di elaborazione legislativa avviata in Sardegna sul tema del servizio civile volontario, facendo proprie le proposte di legge numero 8, numero 172, numero 197. La seconda Commissione ha inteso favorire l'integrazione di quanto scaturito da un ampio dibattito promosso da varie organizzazioni impegnate in Sardegna nella promozione della cittadinanza attiva e responsabile. Anche attraverso le intenzioni delle organizzazioni della società civile si vuole favorire l'adozione di un percorso progettuale autonomo del servizio civile, facendo proprio il dettato costituzionale e considerando le accresciute competenze della Regione nelle materie dei servizi educativi e delle politiche sociali. La proposta intende recuperare le esperienze maturate per immetterle in un percorso tutto originale che consente ai giovani sardi di potenziare le proprie opportunità, anche disegnando un percorso progettuale originale e coerentemente inserito nel più ampio sistema di servizio alla persona e alla comunità. La proposta tiene conto della normativa italiana ed europea, a questa connettendo le originali caratteristiche socio-culturali della Sardegna. La proposta si pone in coerenza con i percorsi normativi per favorire la diffusione di un servizio che mantenendo alla base l'ispirazione di servizio non violento, rafforzi i sentimenti di appartenenza dei giovani, promuovendone l'impegno disinteressato per la propria regione e per la propria comunità di appartenenza. Con queste finalità si definiscono progetti di servizio regionale, stabilendone le caratteristiche essenziali, circoscrivendo le modalità con cui partecipare ai progetti, quali gli strumenti per predisporre la valorizzazione del servizio civile, le attività di formazione necessarie, le attività di promozione ed informazione utili all'efficace conoscenza dei progetti.
Ai fini della concreta attuazione, la proposta istituisce l'ufficio regionale per il servizio civile e ne stabilisce le competenze, l'albo regionale degli enti del servizio civile con i criteri necessari per stabilire l'iscrizione. Vengono istituiti gli organismi di partecipazione delle organizzazioni ed enti al percorso di definizione degli strumenti di attuazione della legge, prevedendo la conferenza regionale per il servizio civile, la consulta regionale, i coordinamenti provinciali per il servizio civile e il documento di programmazione triennale.
La Sardegna ha un gran bisogno di partecipazione e di veder partecipare le giovani generazioni. Sono tanti i poveri che rappresentano la loro situazione in modi e condizioni differenti. Tra i tanti in difficoltà finanziaria a causa dell'assenza di un lavoro e con famiglia a carico, troviamo situazioni di disagio estremo che vanno sostenute anche attraverso la disponibilità di beni materiali. Molto spesso la fame non è un retaggio dei tempi lontani. Molto spesso il sostegno attraverso l'aiuto concreto fatica a realizzarsi con il solo spontaneismo dei singoli, molto spesso è la stessa politica a fare fatica ad individuare le giuste strategie. Pensiamo al grande lavoro svolto dalle Caritas locali e dalle altre organizzazioni di differente matrice che rappresentano luoghi di ascolto e di intervento in grado di costruire risposte partecipate dai giovani e con il loro fattivo supporto. Ma pensiamo alle condizioni degli immigrati, dei senza fissa dimora, degli affetti dalle tante dipendenze, si tratta di casi e di luoghi di solitudine e speranze perse, di storie per le quali la vitale energia dei giovani rappresenta una risorsa necessaria ed irrinunciabile. A quelle storie possono stringersi insieme le nuove storie dei nostri ragazzi, ma abbiamo ancora da lavorare sulla cultura dell'integrazione dei diversamente abili, non siamo infatti ancora riusciti ad affermare che l'intelligenza delle persone possa esplicarsi in modi e forme differenti, che prescindono dalla particolare condizione fisica. Abbiamo bisogno di affermare la cultura delle diverse sensibilità che maturi nelle coscienze delle nuove generazioni, avremo così di fronte una prospettiva di giustizia sociale praticata nel vissuto, non solo declamata, ma affermata nelle esperienze. A questo dobbiamo accompagnare i nostri giovani, per questo il percorso può essere agevolato anche da questa proposta di legge. E' necessario sviluppare una differente sensibilità nel campo della tutela dell'ambiente, attraverso attività di educazione ambientale rivolte ai territori al fine di rendere sensibili e partecipi alla tutela ambientale i cittadini, attraverso una filosofia che animi le attività del servizio, interpretando l'educazione ambientale come lo strumento per la conoscenza dell'ambiente naturale, ma soprattutto con l'obiettivo di creare una coscienza intesa come rapporto armonico e positivo tra uomo e natura. Per questo le progettualità su cui potranno fattivamente impegnarsi i giovani passano attraverso la programmazione di giornate o campagne informative su tematiche ecologiche rivolte alla cittadinanza, che potranno coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado. Vi è in questo un ruolo fondamentale nell'apprendimento, per cui auspichiamo lo sviluppo, oltre a campagne concrete sul campo, a vere e proprie campagne di comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza sulle tematiche ambientali; ma penso alla salvaguardia, promozione, condivisione, della nostra cultura. Anche in questo campo sono necessari percorsi di partecipazione e di condivisione e questi devono avere i giovani in prima fila. Potremmo favorire una prassi...
PRESIDENTE. Prego, onorevole.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.), relatore.... nella promozione della nostra identità di popolo che non sia solo retorica, ma che si incardini nelle esperienze di giovani dedicati a progetti mirati alla promozione del nostro patrimonio storico e archeologico. Nel presentare questa proposta vi è la piena consapevolezza che non tutto potrà esaurirsi in ulteriori risorse da impegnare in progetti di emanazione autonoma regionale, le poche risorse messeci a disposizione dallo Stato richiedono uno sforzo che va mirato a non deprimere le tante capacità progettuali presenti. Sono convinto della necessità di dare un senso alto alla nostra comunità civile sarda comunicandolo e richiedendo che a questi si associ una partecipazione vera che parta dai giovani senza delegarla a ideologie di parte. Questo è l'obiettivo più alto che dobbiamo proporre ai giovani, i progetti di servizio civile regionale possono, devono avere questo obiettivo.
PRESIDENTE. Non abbiamo un sistema di prenotazione elettronica, quindi prego i colleghi di segnalare la loro richiesta con l'alzata di mano classica. L'onorevole Cocco per il primo intervento, i colleghi che intendono intervenire devono farlo durante l'intervento dell'onorevole Cocco.
E' iscritta a parlare la consigliera Cocco. Ne ha facoltà.
COCCO (La Margherita-D.L.). Il Testo unico istituisce il servizio civile volontario in Sardegna recependo quelli che sono i capisaldi della legge nazionale, la legge numero 64 del 2001. Era da tempo che si aspettava che si recepisse anche in Sardegna questa normativa. Si tratta sicuramente di un provvedimento di grande valenza umana e civile che non può non essere considerato come un fattore che può davvero cambiare la mentalità e la cultura della nostra Isola. Intanto perché si tratta di un'esperienza giovanile, e ribadisco giovanile, per la partecipazione dei giovani, e come esperienza di cittadinanza attiva. Proprio per sgombrare, diciamo, il campo a dei dubbi, bisogna subito dire che il servizio civile volontario ha due caratteristiche e raggiunge due obiettivi. Il primo obiettivo è quello di formare i giovani alla cultura della solidarietà, alla cultura della legalità e soprattutto alla solidarietà e all'educazione alla pace. Pensiamo a quanto sia importante la non violenza, soprattutto in seguito agli episodi della Birmania. Il secondo elemento del servizio civile è rappresentato dal volontariato, proprio come una formazione che tende non solo a riceverla, ma soprattutto a incidere sulla cultura del tessuto in cui vive. Il servizio civile volontario non è chiamato assolutamente a occupare spazi residuali, ma non è neppure chiamato a incidere sull'economia interna della nostra Regione. Classificare il servizio civile volontario come un'agenzia che produce servizi, sarebbe un errore, è un errore, perché i servizi prodotti dal servizio civile sono solamente la conseguenza della formazione umana ricevuta. Secondo quello che è un principio inderogabile della solidarietà, così come stabilisce l'articolo 2 della nostra Costituzione. I giovani ben formati, e qui è importante precisarlo da parte degli enti iscritti all'albo, devono presentare degli obiettivi che tengano conto che la formazione dei giovani viene prima di qualunque altro impegno, sarebbe fuorviante impegnarli in altro senso. I giovani saranno così in grado di produrre una nuova cultura; una nuova cultura vuol dire che ci saranno nuovi modelli, nuovi stili di vita e nuove convivenze. Sul servizio civile è una sfida educativa in un momento in cui il disagio sociale è fortissimo: pensiamo alle tossicodipendenze, pensiamo all'alcolismo, pensiamo alla microcriminalità, fino ai suicidi di tanti giovani. Tutto ciò è causato da un processo di caduta di senso. Il servizio civile volontario è chiaramente limitato nel tempo perché è un'esperienza fatta per dei giovani residenti o nati in Sardegna di cittadinanza italiana, è solo per un anno e non tutti i giovani possono accedere. C'è però di importante da dire che questo servizio civile può permettere ai giovani di andare oltre e di guardare oltre, possiamo dire proprio come quel racconto dei nani sulle spalle dei giganti, sulle spalle degli adulti che potrebbero così diventare strumenti di profezia e vedere cieli nuovi e terra nuova. Ritengo che l'importanza di questo servizio civile sia sotto gli occhi di tutti, perché tutti comprendiamo quanto ce ne sia bisogno, così com'è stato detto al forum delle famiglie: i poveri sono i giovani poveri di oggi, e sosterrei che non sono poveri solo per la mancanza di lavoro, ma la loro povertà è soprattutto una povertà di orizzonti e di speranze. Io penso che l'approvazione di questo servizio civile potrà sicuramente portare qualche beneficio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). All'esame dell'Aula giunge questa proposta di legge che detta norme in materia di servizio civile volontario in Sardegna. E' una proposta importante perché recepisce la normativa nazionale in tema di servizio civile ed è a mio avviso significativo che questa proposta di legge arrivi oggi nella seduta statutaria del Consiglio regionale della Sardegna. Devo premettere intanto, come Presidente della seconda Commissione competente in materia, lo voglio dire subito, che io, pur essendo tra i firmatari di una delle proposte di legge che hanno dato origine a questo Testo unificato, non ho partecipato alla stesura finale del testo e che quindi il merito di questo lavoro va ai colleghi e al presidente Pisu, mio predecessore, che questo lavoro hanno fatto. Io credo che se un piccolo merito posso attribuirmelo, è stato quello di spingere perché questo progetto di legge giungesse all'esame dell'Aula. Ci sono, Presidente, altri importanti provvedimenti che aspettano di essere discussi ed approvati, mi riferisco alle nomine del difensore civico, al garante delle persone detenute, all'istituzione del CORECOM che ci vede come unica Regione ancora priva.
Io so bene che su alcuni di essi, vi sono colleghi e Gruppi che nutrono dei dubbi; so bene che essi non sono completamente condivisi, ma non trovo alcuna giustificazione al fatto che essi vengano ignorati e dimenticati, e quindi colgo l'occasione per rivolgere a lei, Presidente, e ai colleghi, l'appello affinché, se ci sono dei dubbi, vengano portati alla luce del sole, se ci sono divergenze se ne discuta, se ci sono diverse ipotesi di soluzione si avvii un confronto, ma finalmente la si finisca col far finta che questi argomenti così qualificanti e delicati non esistano. Il servizio civile, è stato già detto, viene da lontano e affonda le sue radici nella storia dell'obiezione di coscienza con la quale le giovani generazioni del secolo scorso si opposero all'uso delle armi e al servizio militare obbligatorio, e fu grazie alle azioni di protesta di tanti giovani e che tanti giovani condussero per opporsi all'obbligo di prestare un servizio armato. Fu grazie appunto all'azione di tanti che patirono anche il carcere, che nacque il movimento non violento dell'obiezione di coscienza. Faccio un inciso, sul quale presenterò anche un emendamento orale: la non violenza è diventata una categoria, anzi direi, trattandosi di una scelta individuale, quasi una categoria dell'anima. Allora io suggerisco che il termine non violenza in questa proposta di legge si scriva tutto attaccato "nonviolenza", perché è diventato una categoria che ha una storia, che viene da lontano. Parlavo quindi del movimento non violento che portò per la prima volta nel 1972 al riconoscimento con legge del diritto all'obiezione per motivi morali, per motivi religiosi, per motivi filosofici e alla sostituzione del servizio militare col servizio civile sostitutivo. Era allora il servizio civile un servizio obbligatorio e addirittura più lungo del servizio militare e quindi di fatto penalizzante per quei giovani che fecero questa scelta, però fu comunque un importante passo, e fu alla fine degli anni '80, che grazie ad una sentenza della Corte costituzionale che parificava i tempi del servizio militare e del servizio civile, decine di migliaia di giovani scelsero l'obiezione di coscienza e il servizio civile sostitutivo. In quell'anno 130.000 giovani in Italia scelsero il servizio civile.
Ecco, fu grazie a questa sentenza della Corte costituzionale che oltre 3500 Comuni, decine di Università, migliaia di associazioni del terzo settore offrirono la propria disponibilità per essere sedi di servizio civile. Ed è da allora che il servizio civile si afferma come una risorsa sociale per il nostro Paese. E questo fu esplicitato molto bene già dal primo articolo della legge del '98, che recita: "I cittadini che per obbedienza alla coscienza nell'esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione, opponendosi all'uso delle armi, non accettano l'arruolamento nelle forze armate e nei corpi armati dello Stato, possono adempiere agli obblighi di leva prestando, in sostituzione del servizio militare, un servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare, ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della patria."
Il servizio civile passa quindi finalmente dal Ministero della Difesa alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con l'istituzione anche dell'Ufficio nazionale del servizio civile. Il 14 novembre, arriviamo ai giorni nostri, il 14 novembre del 2000 viene approvata la riforma che porta ad un sistema delle forze armate su base esclusivamente volontaria, e finalmente nel marzo del 2001, si arriva alla legge 64 che istituisce il servizio civile nazionale. E lo istituisce come un servizio volontario, quindi non più obbligatorio, aperto alle donne, immaginato come opportunità unica messa a disposizione dei giovani, la legge nazionale dice dai 18 ai 26 anni, la nostra amplia un po' questo margine, che intendono effettuare un percorso di formazione sociale civica, culturale, professionale attraverso l'esperienza umana della solidarietà sociale, l'attività di cooperazione nazionale e internazionale, attraverso azioni di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale. E' così che è andata formandosi quella risorsa così rilevante delle politiche sociali, soprattutto in ambito assistenziale verso gli anziani, verso i disabili, verso i minori, contribuendo alla formazione dei giovani e orientandoli al principio costituzionale della solidarietà sociale. Uno strumento innovativo per le politiche ambientali di cooperazione internazionale, un patto di cittadinanza fra giovani ed istituzioni, dove trovano nuove forme di espressione i doveri di socialità e i diritti individuali.
Perché ho voluto un po' soffermarmi, come altri del resto hanno fatto, sulla storia del servizio civile e sulla sua caratteristica di formazione civica del giovane? Perché io ritengo che questa legge, che andiamo ad approvare, per l'istituzione e la valorizzazione del servizio civile regionale debba essere quanto di più avanzato si possa costruire in tema di politiche sociali, in tema di impegno sociale e formativo, di inclusione sociale e di diritti di cittadinanza. Ed allora, lo dicevo all'inizio del mio intervento, poiché non ho partecipato alla discussione e alla stesura di questo testo unificato, voglio dirlo, ma lo dico con tutta modestia senza nessun obiettivo nascosto, che alcuni passaggi di questa proposta io non li condivido, almeno li integrerei. E quindi ho presentato anche una serie di emendamenti che chiaramente saranno discussi, alcuni dei quali sono assolutamente formali, ma altri a mio avviso sono abbastanza di sostanza, e li sottopongo quindi con la massima serenità alla discussione e al giudizio dell'Aula, con l'unico obiettivo, lo dicevo, che è quello di arrivare ad una legge che sia la migliore possibile e la più avanzata possibile.
Ecco, i punti che vorrei fossero meglio specificati in questa legge sono: primo, che il servizio civile è un servizio che è dedicato esclusivamente ai giovani. Non può essere considerato il servizio civile come una forma di avviamento al lavoro, di precariato, oppure di sostituzione di personale mancante in enti o in pubbliche amministrazioni. E di conseguenza il servizio civile, prestato volontariamente, non può essere a mio avviso valutato come titolo di carriera, ma eventualmente ed esclusivamente come credito formativo.
Un'altra cosa a cui terrei molto e che nel momento in cui anche la Sardegna diventa terra di sbarco per centinaia di disperati che approdano da noi alla ricerca di condizioni di vita migliori, perché non estendere questo servizio, il servizio civile, anche ai giovani provenienti da altri continenti, in regola naturalmente con la normativa statale in materia di soggiorno nel nostro Paese? Io credo che sarebbe un'ottima occasione per favorire momenti di scambio culturale e percorsi di integrazione.
Altra cosa: la possibilità che il servizio civile possa essere svolto anche all'estero, coinvolgendo anche i circoli dei nostri emigrati sardi nel mondo.
E infine, il riconoscimento del servizio civile anche ai fini del trattamento pensionistico.
Sono dettagli che, secondo me, discussi, approfonditi, potrebbero per certi versi migliorare la qualità già molto alta di questa legge. Prevedere per esempio un sistema di vigilanza e di monitoraggio dei progetti, io credo che sia cosa giusta.
Bene, credo che di questo si potrà discutere serenamente in quest'Aula, e credo che se ne possa discutere anche velocemente, non ci sono in questo caso steccati ideologici, non ci sono pregiudizi di parte, non ci sono perché non sarebbero neanche capiti né dalle organizzazioni che si occupano di progetti di servizio civile, né da parte di tanti giovani che si rivolgono volontariamente a questo servizio, e che hanno come unico obiettivo quello di migliorare se stessi culturalmente, professionalmente, nelle relazioni con gli altri, nelle relazioni con la società e con le istituzioni, e possibilmente di mettersi in tasca anche qualche piccola risorsa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Frau.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, onorevoli colleghi. Alcune battute, perché sull'argomento, per quanto riguarda il Gruppo della Rifondazione Comunista, parlerà con più competenza l'onorevole Pisu che è anche stato, lo ricordava prima l'onorevole Frau, il Presidente della Commissione nel corso della discussione di preparazione, della fase istruttoria del provvedimento.
Parto da una considerazione che è quella che attiene ad un'esperienza che la Regione sarda ha fatto alcuni anni fa, utilizzando lo strumento del servizio civile. Allora aveva natura sperimentale ed era allocato nell'ambito della competenza esclusiva della Presidenza del Consiglio dei ministri, e riguardava sostanzialmente un'attività sostitutiva del servizio militare, che per la prima volta tentava di allargarsi e di incidere nella formazione culturale, anzi la legge lo cita: "Nella formazione umana, culturale e anche professionale dei giovani". La Regione, attraverso l'Agenzia regionale del lavoro, mise in piedi un progetto sperimentale: 12 giovani ragazze, al di sotto dei venticinque anni, perché quello era il limite posto dalla legge, svilupparono un progetto di cooperazione in ambito europeo, prevedendo sei mesi di formazione, di studio e anche di concreta operatività in ambito regionale, sei mesi invece presso paesi europei (dalla Svizzera alla Spagna, dall'Inghilterra al Portogallo). Le 12 ragazze sono rientrate con questo bagaglio professionale, si sono inserite nel lavoro, alcune svolgono attività presso importanti enti di credito dell'Inghilterra, altre svolgono attività di natura diplomatica presso Paesi del Medioriente, altre ancora lavorano per l'Amministrazione regionale o per altri soggetti pubblici della nostra Regione. Questo lo dico perché ho ascoltato con attenzione anche le osservazioni che faceva prima il collega Frau; noi dobbiamo mantenere questo strumento in piedi con tutte le possibilità che ha e nell'ambito circoscritto che la legge nazionale di riferimento, per sua natura, gli riserva. Non deve essere uno strumento sostitutivo di politica del lavoro e non deve essere neppure uno strumento sostitutivo di politica della formazione. Deve essere esattamente quello che la legge dice che deve essere, cioè uno strumento di promozione, prima di tutto umana, poi culturale e professionale dei giovani, cioè uno stare dentro i processi, che purtroppo sono sempre più marginalizzati, della cooperazione. Sono marginalizzati perché i processi che vanno di moda oggi sono quelli della competizione: vediamo chi corre, chi vince, chi muore lungo la strada. Questo è uno strumento che pensa invece alla cooperazione, ci pensa in ambito locale, regionale, nazionale ed internazionale e noi non dobbiamo rinunciare anche a quest'ultima possibilità, cioè quella di promuovere dalla Sardegna progetti importanti di cooperazione internazionale. Dico questo e così concludo perché è la sua genesi che interessa, lo ricordavano molti altri: l'obiezione di coscienza, cioè il rifiuto delle armi, di pensare che le relazioni internazionali e anche i conflitti debbano sempre risolversi attraverso la violenza, lo strumento della guerra, no! Noi partiamo dall'esperienza dell'obiezione di coscienza per affermare l'esatto contrario, cioè per affermare che, anche attraverso questo strumento, partendo dalla nostra Regione, la possibilità che sia più utile, anzi più vincente, aprire relazioni pacifiche, umane, sociali, economiche tra le diverse comunità a incominciare dalle comunità del Mediterraneo. Per cui questa legge è iimportante, ha un grande valore, merita il massimo dell'attenzione e anche una concentrazione verso questo obiettivo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Grazie Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, signori Assessori. E' per me motivo di grande soddisfazione constatare che è arrivata nell'Aula del Consiglio regionale questa importante proposta di legge che ha per titolo: "norme sul servizio civile e volontario in Sardegna". Questo perché si tratta di una legge molto importante, come è stato sottolineato da tutti coloro che sono precedentemente intervenuti, ma anche perché, e questo lo voglio sottolineare, premia il lavoro intenso generosamente portato avanti dalla seconda Commissione, nella prima parte della legislatura, che ho avuto l'onore e l'onere di presiedere. E' una delle sei leggi che sono state esitate da questa Commissione, ritenuta impropriamente e a torto da troppi colleghi "poco importante", solo perché non si occupa di questioni finanziarie e di settori dove c'è più interesse economico e politico. Se ci fosse stata più consapevolezza sul ruolo delle politiche comunitarie e internazionali e se questi settori non fossero stati di fatto sottratti alla Commissione, ma anche al Consiglio, dalla Presidenza, in questa e nella precedente legislatura, la Commissione sarebbe stata più ambita, frequentata, e avrebbe avuto una rilevanza diversa. Tuttavia, dicevo, essa ha prodotto risultati, una è questa legge, altre attendono di essere discusse dall'Aula, dopo un passaggio in Commissione, come quella sul CORECOM ARCoS, altre di essere completate, come quello sul garante delle persone private della libertà, inspiegabilmente bloccata in Consiglio regionale. Per non parlare di quella del difensore civico già approvata e su cui, col trucco dell'elezione con maggioranza qualificata dei due terzi, non si riesce a trovare l'accordo sulla nomina. Queste leggi che attengono ai diritti civili dovevano avere da tutti, in particolare dal centrosinistra, ben altra considerazione. Oppure la minoranza che in Consiglio regionale le ha osteggiate conta di più della maggioranza? Oppure il parere del professor Ciarlo conta più del Consiglio regionale che ha approvato la legge sul difensore civico, professor Ciarlo che alcuni giorni fa sull'Unione sarda ci ha fatto conoscere il suo pensiero sul difensore civico sostenendo argomentazioni banali che denotano che non ha letto il testo della legge oltre a non aver capito che fino a quando la macchina regionale non funzionerà perfettamente, cioè quando non faremo la legge di riorganizzazione della Regione, si avrà sempre bisogno del difensore civico, soprattutto per difendere le persone più deboli, i cittadini e le istituzioni. La legge in questione è di straordinaria importanza, come ha illustrato il relatore, perché contribuisce alla formazione umana, accresce il senso di appartenenza delle giovani generazioni alla comunità, promuove la cultura della pace, della non violenza e della solidarietà. Noi tutti ci rendiamo conto della valenza positiva della formazione di questi giovani inseriti nelle servizio civile che possono trasmettere alle famiglie, alle comunità e soprattutto ad altri giovani. E' una iniezione di cultura, alta e altra, rispetto ai valori che oggi vengono recepiti dai giovani, in una società edonista, egoista, dalla competizione selvaggia e violenta che diseduca tutti.
Pertanto, ritengo che questa legge debba trovare accoglimento e la dovuta sensibilità da parte di tutto il Consiglio e della Giunta regionale. La Giunta ne è sicuramente a conoscenza perché tutto ciò che si fa nelle Commissioni, come tutti ben sapete, viene inviato per conoscenza alla Giunta regionale, perciò non poteva non sapere! Posso anche dire che in questa legge mi ci riconosco proprio come valori, parole come "pace" oggi, in questa fase storica, "solidarietà", con una realtà sarda nazionale, internazionale, dove i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri, hanno senso, hanno attualità. Nonviolenza, tutto attaccato, ve lo immaginate cosa vuol dire oggi, con tutto ciò che vediamo in televisione, con tutto ciò che accade nelle nostre metropoli, ma anche nei nostri paesi e non più soltanto nelle zone dell'interno come si diceva. Giustizia sociale. Sono la sintesi a cui sono pervenuto dopo decenni di militanza politica e di studio, mi ci riconosco in pieno dunque. E' una legge che mi piace, che è utile e che è indispensabile per la Sardegna e in particolare per i giovani che avranno la fortuna di esserne coinvolti.
Per quanto riguarda la possibilità di migliorare il testo in Aula, credo che ci sia una grande disponibilità da parte di tutti noi, perché vogliamo che questa legge sia approvata e possa essere nel più breve tempo possibile attuata. Gli emendamenti proposti dal presidente Frau e da altri colleghi mi sembrano ragionevoli, per cui si tratta di concordare il testo scritto essendo favorevoli ai concetti che sono stati espressi. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie, Presidente. Io penso che la proposta di legge, la normativa che stiamo esaminando, sia una normativa di straordinaria importanza, così come hanno sottolineato i diversi consiglieri che si sono avvicendati. E' di straordinaria importanza perché riempie un vuoto che era costituito da una mancanza della legge regionale che desse concreta attuazione alla normativa nazionale, in materia di servizio civile. La straordinaria importanza di questa normativa risiede soprattutto nel fatto che il servizio civile, così com'è stato sottolineato da qualche d'un altro, affonda le sue radici in quella che è la storia dell'obiezione di coscienza nel nostro Paese. La storia lunga e travagliata per l'affermazione concreta del riconoscimento di diritti fondamentali, di diritti civili fondamentali, di diritti di civiltà e democrazia qual è stato sicuramente il diritto all'obiezione di coscienza, il diritto cioè ad opporsi in tutti i modi alla possibilità di essere coinvolti, in qualche modo, in tutte le pratiche di guerra o comunque in tutto ciò che avesse a che vedere col sostegno alla pratica della guerra, come strumento di risoluzione delle controversie tra diversi Paesi, affonda le sue radici nella storia dell'obiezione di coscienza, ma soprattutto nella storia dell'affermazione concreta di diritti fondamentali, quale il diritto alla pace e alla cooperazione tra i popoli, il diritto all'affermazione concreta e comunque all'educazione dei giovani verso la cultura della non violenza, verso l'educazione dei giovani verso la salvaguardia di diritti di democrazia inalienabile. Oggi, la storia dell'obiezione di coscienza, si è profondamente modificata, proprio perché è venuta meno una delle condizioni che hanno portato tantissimi giovani a scegliere il servizio civile rispetto al poter prestare la propria opera in seno alle Forze Armate. Così come si è modificata anche la storia della salvaguardia dei diritti; oggi penso che il diritto alla pace, alla cooperazione, alla cultura della non violenza è diventato un patrimonio di tutti, un patrimonio della democrazia, e oggi però c'è la necessità di affermare nuovi diritti, di creare nuove condizioni perché i nostri giovani possano, opportunamente e adeguatamente, impegnarsi in altre grandi questioni. Oggi c'è la necessità di educare i giovani contro alcune delle cose più nefaste che attanagliano e che segnano profondamente la nostra società, sul terreno quindi delle tossicodipendenze, delle dipendenze in genere, sul terreno della non violenza, sul terreno della emancipazione, sul terreno delle nuove e delle vecchie povertà. Questi sono alcuni dei terreni su cui i giovani possono, adeguatamente e correttamente, impegnarsi all'interno della nostra società.
Detto questo, però è bene anche dire cosa non dovrebbe essere il servizio civile. Abbiamo definito con grande precisione nel dettaglio qual è il nuovo ruolo che il servizio civile può svolgere in seno alla nostra società. Dobbiamo subito dire però che, così come mi pare abbia affermato l'onorevole Mariuccia Cocco, che il servizio civile non deve occupare uno spazio residuale, nel senso che è necessario che il servizio civile non diventi, in qualche modo, strumento di nuova precarietà, questa è una cosa che dobbiamo cercare di evitare. Il servizio civile non deve diventare strumento di nuova precarietà e, allo stesso tempo, bisogna evitare che diventi l'ennesimo parcheggio per i nostri giovani in attesa di una sistemazione definitiva, in attesa del riconoscimento definitivo del loro diritto ad un lavoro stabile. Allo stesso tempo, lo diceva mi pare l'onorevole Uras, non può diventare il servizio civile uno strumento sostitutivo delle politiche del lavoro, proprio perché non deve diventare succedaneo di una sorta di parcheggio in attesa di altre e più durevoli occupazioni. Ecco, se questa normativa, se questa proposta di legge riuscirà a dare risposte positive a tutte queste domande, io penso che allora il Consiglio regionale farà un ottimo e un pregevole lavoro.
Per quanto riguarda la Giunta regionale, che per una serie di incongruenze che sono legate in qualche modo alla seconda Commissione, ma non per responsabilità di chi ha presieduto o presiede la seconda Commissione, si stabilisce un rapporto diretto con la Presidenza della Giunta regionale, non sempre il Presidente della Giunta regionale può partecipare attivamente ai lavori della seconda Commissione. Allora c'è la necessità di modificare queste modalità di coinvolgimento della Giunta regionale e del Presidente individuando probabilmente, di volta in volta, un Assessore competente che possa adeguatamente dare il proprio contributo alla definizione delle proposte di legge che vengono discusse.
L'ultima considerazione riguarda forse la norma finanziaria, che dovrà essere probabilmente adeguata e modificata, ma questo sarà un problema che affronteremo quando entreremo nel merito degli articoli. Grazie.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Io vorrei chiederle, se è possibile, una mezz'ora, credo sia più che sufficiente, di interruzione dei lavori dell'Aula perché la Commissione, ma anche chi comunque è interessato alla presentazione di emendamenti, possa vederli rapidamente, condividerli e poi riprendere immediatamente i lavori. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene. Se non ci sono obiezioni possiamo interrompere. I lavori riprenderanno questa sera alle ore 16 e 30 per il passaggio all'esame degli articoli. Prego i colleghi di predisporre gli emendamenti, perché appena rientriamo in Aula votiamo la legge.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 12 e 44.
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