Seduta n.164 del 30/08/2001 

Seduta ClXiv

Giovedì, 30 Agosto 2001

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Spissu

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 11 e 08.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 30 luglio 2001), che è approvato.


Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Gerolamo Licandro ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 30 agosto 2001 per motivi familiari. Se non vi sono osservazioni il congedo si intende accordato.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione FRAU sull'uso della discarica di Canaglia per lo smaltimento delle ceneri dell'Orimulsion". (1)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001.)

"Interrogazione FRAU su un incarico a professionisti per 600 milioni all'ERSU di Sassari". (133)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001.)

"Interrogazione FRAU sull'ERSU di Sassari". (196)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001.)

"Interrogazione CAPPAI - CAPELLI sulla drammatica situazione del settore agricolo Oristanese". (209)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001.)

"Interrogazione GRANARA - FLORIS Emilio - PILI - CORONA - RASSU - LICANDRO sull'incaglio della motonave Eurobulker IV". (227)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001.)

"Interrogazione GRANARA - FLORIS Emilio - PILI - CORONA - LOMBARDO - TUNIS Marco Fabrizio sui provvedimenti urgenti da adottare per far fronte ai danni conseguenti all'affondamento della motonave Eurobulker IV". (231)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001)

"Interrogazione FADDA sulla mancata erogazione da parte della Regione delle somme spettanti ai vincitori di borse di studio per corsi di specializzazione post-laurea". (258)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001)

"Interrogazione IBBA sulla deliberazione della Giunta regionale relativa al riconoscimento, in base alla legge regionale 5 settembre 2000, n. 17, di un contributo di lire 3, 8 miliardi al Consorzio Golfo degli Angeli a sostegno delle attività di spettacolo già finanziate dalla Regione in base alla legge regionale 5 dicembre 1973, n. 38". (339)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001)

"Interrogazione FRAU sui tassi di interesse per i mutui fondiari per la prima casa". (362)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001)

"Interrogazione SANNA Gian Valerio sulla chiusura della officina autoparco del Corpo Forestale di Oristano. (363)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001)

"Interrogazione FRAU sul piano straordinario del lavoro dell'Ente foreste". (367)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001)

"Interrogazione CASSANO sui disagi nei servizi dell'A.R.S.T. in provincia di Sassari". (369)

(Risposta scritta in data 20 agosto 2001)

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Annunzio che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

"Provvedimenti per l'imprenditoria giovanile, al settore della pesca e dell'acquacoltura". (241)

(Pervenuto il 1° agosto 2001 ed assegnato alla quinta Commissione.)

"Norme sull'elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale e disciplina del referendum regionale". (245)

(Pervenuto il 20 agosto 2001 ed assegnato alla prima Commissione.)

"Norme di recepimento della legge 18 maggio 1989, n. 183 sulla difesa del suolo ed istituzione dell'Autorità di Bacino". (246)

(Pervenuto il 20 agosto 2001 ed assegnato alla quarta Commissione.)

"Disciplina del referendum sulla legge regionale di cui al comma 2 dell'articolo 15 dello Statuto speciale". (247)

(Pervenuto il 20 agosto 2001 ed assegnato alla prima Commissione.)

"Trasformazione dell'Azienda Regionale Sarda Trasporti (ARST) in S.p.A.". (248)

(Pervenuto il 27 agosto 2001 ed assegnato alla quarta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Annunzio che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri Vargiu - Ibba - Sanna Nivoli - Pacifico - Capelli - Cappai - Cassano - Corona - Demuru - Dettori - Fadda - Fantola - Fois - Lai - La Spisa - Licandro - Liori - Pilo - Pisano - Sanna Emanuele - Scarpa:

"Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità". (242)

(Pervenuta il 1° agosto 2001 ed assegnata alla settima Commissione.)

dai consiglieri Sanna Gian Valerio - Biancu - Demontis - Pirisi - Sanna Salvatore - Sanna Alberto - Marrocu:

"Disciplina per l'istituzione del contrassegno dei prodotti agricoli della Sardegna non modificati geneticamente e per la promozione dei prodotti agroalimentari tradizionali". (243)

(Pervenuta il 20 agosto 2001 ed assegnata alla quinta Commissione.)

dai consiglieri Sanna Salvatore - Biancu - Demuru - Pirisi - Sanna Gian Valerio:

"Disciplina del diritto allo studio universitario". (244)

(Pervenuta il 20 agosto 2001 ed assegnata alla ottava Commissione.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti interrogazioni. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

"Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sul premio "Primo insediamento giovani agricoltori" 1°-2° bando. Sanatoria UE per chi si è insediato dopo le annate 1999 e 2000". (373)

"Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sul disagio dei macellai Sassaresi per il blocco delle macellazioni nei comuni limitrofi". (374)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti interpellanze. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

"Interpellanza MARROCU - SANNA Emanuele - ORRU' - CALLEDDA sulla convenzione di uno specialista privato con l'Ospedale pubblico di San Gavino". (163)

"Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sulla recrudescenza della "Blue tongue". (164)

"Interpellanza ORTU - COGODI - VASSALLO sulle difficoltà del comparto agricolo sardo". (165)

"Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sulla cessione dei crediti a sofferenza di Banca CIS". (166)

Svolgimento di interpellanze

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 164, a firma Manca, Sanna Giacomo sulla recrudescenza della blue tongue e dell'interpellanza numero 154, a firma Tunis, Pilo, Giovannelli e più sullo stesso argomento. Se ne dia lettura.

CAPPAI: Segretario:

INTERPELLANZA MANCA - SANNA Giacomo, sulla recrudescenza della "Blue Tongue".

I sottoscritti, premesso che:

- a poco meno di un anno dall'esplosione dell'epidemia della lingua blu in Sardegna, notizie allarmanti confermano la presenza di alcuni focolai di "Blue Tongue" in diversi allevamenti del territorio isolano;

- sembrano, dunque, trovare preoccupante conferma i timori e le perplessità avanzate in più sedi e in più occasioni circa l'inadeguatezza delle azioni poste in essere, soprattutto in riferimento alle azioni di contrasto verso l'imicola culicoides, responsabile della trasmissione della malattia;

- non sembra sia stato attuato il piano sierologico bovino e ovino, peraltro previsto dal decreto Veronesi, che avrebbe permesso una completa informazione sulla reale presenza del virus,

chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:

1) quale sia l'ente preposto e responsabile delle azioni di contrasto all'imicola culicoides e se siano stati previsti criteri di valutazione per stabilirne l'efficacia;

2) quali siano i motivi per i quali non si sia attivato il piano di sorveglianza sierologica previsto dal decreto Veronesi;

3) su quali basi scientifiche si sia deciso di non procedere nella sperimentazioni del vaccino ricombinante;

4) se il centro di referenza di Teramo abbia, a distanza di un anno dall'incarico, condotto con successo studi per tipizzazione di nuovi virus isolati;

5) se sia stato garantito ai veterinari ASL il necessario supporto dei veterinari coadiutori considerato, tra l'altro, il manifestarsi di altre preoccupanti patologie quali brucellosi, tubercolosi e pesti suine. (164)

INTERPELLANZA TUNIS - PILO - GIOVANNELLI - SATTA - LA SPISA - BIANCAREDDU sull'attuazione della profilassi vaccinale anti blue tongue e rischio di recrudescenza dell'epidemia.

I sottoscritti,

PREMESSO che lo scorso anno, in Sardegna, l'epidemia della "febbre catarrale ovina" (nota come blue tongue o morbo della lingua blu) ha causato la perdita di circa 300.000 ovini (tra capi abbattuti e morti per malattia) e danni economici per almeno 150 miliardi con la conseguente gravissima crisi dell'intero settore agro-pastorale dell'Isola;

EVIDENZIATO che l'articolo 1 della legge regionale n. 22 del 2000 rubricato "Piano di lotta, controllo e eradicazione delle febbre catarrale ovina" prevede l'adozione di idonee misure di bonifica e di profilassi da parte del governo regionale e, più specificatamente degli Assessorati competenti della sanità e dell'agricoltura;

RILEVATO CHE:

a) con direttiva n. 2000/75 CE, il 20 novembre 2000 il Consiglio dei Ministri dei paesi dell'unione europea ha fornito note specifiche per la lotta ed eradicazione della febbre catarrale degli ovini;

b) con decisione della Commissione del 20 febbraio 2001 veniva attivato un programma di vaccinazione anti blue tongue;

c) con ordinanza del 16 maggio 2001 il Ministro della Sanità ha reso obbligatorio un programma di controllo della malattia, basato sulla vaccinazione pianificata dei ruminanti allevati nei territori di alcune regioni, tra le quali la Sardegna, mediante la somministrazione del vaccino vivo-attenuato, prodotto in sud Africa, messo a disposizione dalla Unione Europea;

RIMARCATO che ad oggi le autorità sanitarie regionali non hanno provveduto a dare inizio alla vaccinazione pianificata probabilmente perché gruppi di pressione esterni paventano presunti rischi di gravi e diffusi effetti negativi collaterali sul nostro patrimonio ovino;

CONSTATATO però che lo studio condotto dal centro di referenza di Teramo (recentemente pubblicato) evidenzia al contrario, l'alto rischio di riesplosione del morbo della lingua blu, in assenza di mancata attivazione della profilassi vaccinale,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore della sanità e l'Assessore dell'agricoltura per sapere:

1) se intendano farsi carico della problematica posta alla loro attenzione dagli interpellanti;

2) se intendano quindi superare questo momento di incertezza nella azione di prevenzione dalla febbre catarrale ovina;

3) se non ritengano che ulteriori ritardi nella realizzazione di una profilassi vaccinale pianificata, favoriscano l'endemizzazione della blue tongue nella nostra Isola con il rischio conseguente di distruzione nel giro di pochi anni di gran parte del patrimonio ovino. (154)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare l'interpellanza numero 164.

MANCA (Gruppo Misto). Colleghe e colleghi, non erano necessarie doti paranormali per immaginare quello che sarebbe accaduto in alcuni territori della nostra Isola e nella Baronia in particolare. La recrudescenza della blue tongue era ampiamente prevedibile e immaginabile. Ciò che si paventava purtroppo si è puntualmente verificato. A poco meno di un anno dalla comparsa si è confermata, sia pure con dati non sempre veritieri, la preoccupante presenza della blue tongue in centinaia di allevamenti sardi, con mortalità addirittura più accentuata rispetto all'anno scorso.

L'attenzione degli allevatori, dei sindaci, degli amministratori della Baronia, dimostra quanto preoccupanti siano i danni che la malattia continua a provocare in un contesto economico già compromesso. Decine e decine di allevatori vedono di giorno in giorno andare distrutti anni di lavoro e sacrifici senza che si ponga rimedio ad una così grande calamità.

In più sedi e in più occasioni i consiglieri regionali del Partito Sardo d'Azione avevano denunciato l'inadeguatezza delle azioni poste in essere dalla Regione sarda ed in particolare dall'Assessore della sanità per contrastare la possibile recrudescenza della malattia che puntualmente si è verificata. Nessun suggerimento e nessun contributo è stato ritenuto meritevole di attenzione da parte del massimo responsabile politico della sanità in Sardegna.

Con testardaggine, prosopopea ed arroganza questi ha preferito azioni di vero e proprio sbarramento verso ogni suggerimento e ogni proposta che non venisse da personalissimi, quanto scarsi, convincimenti tecnici e scientifici. Sono sufficienti alcuni esempi per comprendere meglio ciò che intendo dire. L'unità di crisi che bene aveva operato l'anno scorso nei primi due mesi dell'epidemia è stata eliminata perché giudicata pletorica e inutile dall'onnisciente Assessore della sanità. Il direttore dell'Istituto Zooprofilattico è stato silurato perché suggeriva vie alternative per lo studio di vaccini alternativi che il supercompetente Assessore giudica inutili. Ma, nel frattempo, nonostante il tentativo di sminuire la portata dell'epidemia di blue tongue questa è ricomparsa in tutta la sua gravità dimostrando quanto inadeguati e inefficaci siano stati gli strumenti adottati.

L'inattività, unita alla presunzione e all'arroganza, in medicina, come nella vita, sono dannose e deleterie e certamente non arrecano beneficio alcuno; per questo sentendomi un onesto veterinario e un modesto consigliere regionale porgo alcuni quesiti che meritano l'attenzione del Consiglio ma soprattutto risposte sensate da parte dell'Assessore della sanità, in particolare, in merito al ricorso ai vaccini alternativi a quello attualmente disponibile, il così detto vaccino vivo attenuato, inadeguato e per certi versi persino pericoloso.

In Sicilia e in Calabria sono già comparsi altri due sierotipi, il quattro e il nove, senza che si siano fatte le vaccinazioni. In Corsica, dove si sono fatte le vaccinazioni, la malattia si è ripresentata in maniera forse più pericolosa dello scorso anno.

Si attendono risposte sul perché l'attività preventiva sul vettore non sia stata effettuata e neppure programmata. Come mai si è aspettata la ricomparsa della malattia per assumere veterinari coadiutori che sono ancora oggi in numero insufficiente? Perché non si conosce il sierotipo virale che quest'anno colpisce gli allevamenti della Baronia nonostante sia trascorso più di un mese dalla sua comparsa, e nonostante che gran parte di quegli allevamenti lo scorso anno siano stati colpiti dalla blue tongue, con buona pace dunque dei discorsi sulla immunità?

Ma c'è un altro fatto che merita un importante chiarimento, e cioè non vorremmo che il tentativo di sminuire la gravità dell'epidemia della blue tongue in Baronia si traduca anche in risarcimenti inadeguati. Vogliamo evitare che qualcuno pensi a risarcimenti di serie A) per gli allevatori colpiti lo scorso anno e di serie B) per gli sventurati del 2001.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis per illustrare l'interpellanza numero 154.

tunis (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, pur in questa situazione di difficoltà ho sentito il dovere di essere presente e non soltanto per questa occasione e per fare coreografia. Abbiamo all'ordine del giorno un argomento che interessa molto il sottoscritto e la parte politica che rappresento. Infatti sin dal 6 luglio di quest'anno, quindi in un periodo adeguato, Marco Tunis ed altri cinque consiglieri del suo Gruppo hanno presentato l'interpellanza in materia con la quale affermavano che l'epidemia della febbre catarrale ovina aveva causato la perdita di circa 300 mila ovini con un danno per la Sardegna valutato almeno 150 miliardi. Dopo avere evidenziato che l'articolo 1 della legge regionale che il Consiglio ha approvato per intervenire rispetto a questo problema, la legge numero 22 del 2000, prevedeva l'adozione di idonee misure di bonifica e di profilassi da parte del Governo regionale, quindi dell'Esecutivo, i presentatori chiedevano dei chiarimenti in relazione all'attuazione della legge da parte degli Assessorati della sanità e dall'agricoltura. Rilevato che, nel frattempo vi era stata una direttiva dell'Unione europea, che portava il numero 2000/75 del 20 novembre 2000, in cui il Consiglio dei ministri dei paesi dell'Unione Europea hanno fornito note specifiche per la lotta ed eradicazione della febbre catarrale degli ovini; dopo aver evidenziato che con decisione della Commissione del 20 febbraio 2001 veniva attivato un programma di vaccinazione contro la blue tongue, rilevato che il Ministero della Sanità (Governo nazionale) il 16 maggio 2001 ha reso obbligatorio un programma di controllo della malattia stessa basato sulla vaccinazione pianificata dei ruminanti allevati nei territori di alcune regioni, tra cui la Sardegna, mediante la somministrazione del vaccino vivo attenuato, che cioè la nota del Ministero della sanità aveva individuato il vaccino utile nel vaccino vivo attenuato, prodotto in sud Africa e messo a disposizione dell'Unione Europea, che quindi sia l'Unione europea che il Ministero della sanità chiedevano un piano di vaccinazione; rimarcato che le autorità sanitarie regionali, alla data del 6 febbraio 2001, non avevano dato inizio alla campagna di vaccinazione, noi, presentatori della interpellanza, abbiamo sentito l'esigenza di evidenziare la necessità di predisporre per tempo questa vaccinazione perché, ritardandola ulteriormente, secondo una parte dei veterinari, si sarebbero creati ulteriori danni, perché , dopo maggio, giugno, con i capi ovini, ormai pregni, i feti sarebbero andati distrutti dalla vaccinazione stessa. Il capo adulto sarebbe sopravvissuto, però era importante che la vaccinazione fosse fatta tempestivamente in maniera adeguata senza creare ulteriori danni. È passato ulteriore tempo, e noi non abbiamo predisposto la campagna di vaccinazione, nonostante avessimo le scorte sufficienti per poter vaccinare tutti i capi ovini che erano sopravvissuti in Sardegna, in quanto un'altra regione italiana che aveva a disposizione il vaccino, avendo scoperto che il sierotipo era diverso rispetto al sierotipo 2 presente in Sardegna, aveva posto a disposizione della nostra regione le dosi del vaccino, per cui la vaccinazione si poteva fare.

La verità è che all'interno della categoria sanitaria vi sono....

PRESIDENTE. Le posso dare ancora qualche secondo per concludere. Il tempo è previsto dal Regolamento.

tunis (F.I.-Sardegna). Volevo rilevare che la nostra parte politica ha evidenziato questo aspetto per tempo. Prendiamo atto che la Giunta regionale ha preso da poco delle decisioni al riguardo e che oggi i notiziari regionali danno comunicazione che lunedì l'Assessore dell'agricoltura e l'Assessore della sanità saranno a Roma per decidere su questa materia. Dobbiamo quindi prendere atto che i provvedimenti si stanno realizzando, probabilmente sarebbe stato necessario realizzarli per tempo, perché possiamo correre il rischio che si sviluppi una forma endemica della malattia con ulteriori danni per la nostra economia.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ringrazio i relatori delle due interpellanze, però ho bisogno di fare alcune precisazioni. Rispondo prima all'interpellanza Tunis.

Su questa interpellanza, devo dire subito che la direttiva del Ministero ha fornito note specifiche per la lotta ed eradicazione della febbre catarrale ovina alle quali noi ci siamo attenuti in modo scrupoloso. Nella seduta della Commissione del 20 febbraio 2001 è stato deliberato un programma di vaccinazione anti blue tongue. Il 16 maggio il Ministero della Sanità, dopo gli studi di sua competenza, ha deciso, e ce lo ha notificato il 7 giugno, l'obbligo della vaccinazione. E' pur vero però che, va precisato che il nella lettera del 7 giugno le dosi del vaccino si dice: "Con l'occasione si richiama l'attenzione su quanto il piano di vaccinazione prevede per gli animali gravidi. In particolare si ritiene indispensabile ribadire che la campagna di vaccinazione non è opportuna qualora la maggioranza delle greggi dovesse risultare essere nel primo trimestre di gravidanza".

Leggo i documenti, così ci rendiamo tutti conto dei problemi. Io che non sono del settore, ho avuto una brutta eredità della quale nessuno è responsabile. Mancano i funzionari, infatti non erano presenti all'incontro che si è tenuto a Posada. Sono reduce da un incontro con tutti i consigli comunali della Baronia, dove con l'analisi di numerosi documenti, articoli di giornale, mozioni, e montagne di interventi nelle commissioni e in aula, si è potuto tracciare un quadro reale della situazione, ma per rispondere puntualmente al punto relativo all'analisi del rischio fatta dal Centro di referenza di Teramo, il documento che io ho portato, è quello sulla base del quale è stata decisa, da parte dell'Unione Europea e da parte del Ministero, la vaccinazione nelle regioni colpite, che è stata considerata la strategia più vantaggiosa dal punto di vista sanitario, economico e sociale.

Il vaccino vivo attenuato, prodotto dall'Istituto della Repubblica del Sud Africa, è l'unico vaccino esistente, non ne esistono altri, lo sappiamo tutti, sul mercato, ed è stato scelto e adottato dall'Unione Europea. Il vaccino ha comunque delle controindicazioni, quali l'aborto, se inoculato nei primi mesi di gravidanza.

È evidente quello che si è verificato in Sardegna. La Giunta regionale ha deliberato di attivarsi immediatamente per ottemperare al vincolo che veniva posto con la decisione del Ministero competente. Ci sono stati strani atteggiamenti - li riporta anche il collega Tunis, tra le righe, nella sua interpellanza - per cui c'è parso di capire dagli interventi in commissione e in altre sedi di rappresentanti dell'opposizione ma anche della maggioranza, da parte delle associazioni degli allevatori, da parte di tutte le strutture preposte, e da tutti gli organismi convocati per circa venti volte, cioè i direttori responsabili di tutte le ASL della Sardegna, per quanto riguarda i servizi veterinari, dai rappresentanti delle quattro province, che fosse probabilmente necessario un momento di riflessione. A questo modesto personaggio che ne capisce poco, che era l'unico che voleva avviare la campagna di vaccinazione, veniva detto che forse non era opportuno farlo. Ci sono centinaia di articoli di stampa a questo riguardo.

E' evidente che in quella fase abbiamo ritenuto di soprassedere e muoverci in sintonia, in attesa di trovare i tempi tecnici, tant'è che la stampa titolava "Vaccinazione a settembre", cosa che puntualmente ha deliberato e sta facendo in questi giorni la Sicilia. È chiaro che noi abbiamo tenuto conto anche della preoccupazione degli allevatori per quanto riguarda il problema della gravidanza. Sapevamo benissimo, però, non fare le vaccinazioni era pericoloso, e ci siamo attivati con le province. Sto rispondendo così anche alla seconda interpellanza. Le province sono state convocate da noi molte volte, ho letto anche oggi un articolo di un rappresentante del P.S.d'Az. locale che dice "da sei mesi la provincia ha fatto". Ho avuto modo di dire ieri ai rappresentanti della provincia di Nuoro e di tutte le province, ai direttori generali, ai responsabili sanitari, che la cosa non è assolutamente….

PRESIDENTE. Diamo ancora qualche minuto all'Assessore, le interpellanze erano due.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Devo rispondere ancora alla seconda interpellanza.

PRESIDENTE. Prego.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.Alcune delle province ci hanno trasmesso i loro programmi il 24 luglio. Sono necessari 40 miliardi all'anno, centinaia di assunzioni, parco macchine, studi. Io ho convocato, quando si sono degnati di essere disponibili, cioè ieri sera, i direttori generali delle Aziende sanitarie e delle amministrazioni provinciali, e abbiamo concordato un incontro per domani e per martedì, per rivedere il loro programma nell'ambito di una razionalità corretta e seria, in modo da poter mettere a disposizione della province in questo lavoro organico fatto con le ASL le risorse finanziarie residue, che sono oltre 8 miliardi, non di più. .

Per quanto riguarda invece le risposte che devo dare all'interpellanza del collega Manca, gli enti preposti alla lotta agli insetti sono i servizi provinciali antinsetti. Abbiamo avuto modo, con l'Assessore all'ambiente, di valutare attentamente le situazioni e analizzarle nei loro vari aspetti, anche se lui ha fatto rilevare che purtroppo questo Consiglio non è stato prodigo nel dare risorse finanziarie per poter fare l'azione che gli compete.

Per quanto riguarda il secondo punto dell'interpellanza, l'allegato A parte 1 dell'ordinanza dell'11 maggio prevede che il piano di sorveglianza sierologica per il virus della febbre catarrale degli ovini dovrà avere inizio contestualmente alla vaccinazione degli ovini e caprini. Questo dice la relazione Veronesi, non abbiamo fatto la vaccinazione, perché gli uffici del ministero probabilmente non hanno ritenuto giustificata l'esigenza di attivare questa procedura. L'autorizzazione alla sperimentazione di vaccini è di competenza esclusiva del Ministero della sanità. A una lettera anonima, o pressoché anonima, ha risposto il Presidente della Repubblica dicendo che la competenza è del Ministero, noi al massimo possiamo attivare la ricerca, ma il vaccino oggi è uno ed è soltanto quello. Non siamo noi a sceglierlo, la competenza non è nostra. Non esistono, sulla base dei dati obiettivi che ci sono stati trasmessi da parte del centro di referenza di Teramo, altri sierotipi, come è scritto nella relazione a cui ha fatto riferimento Tunis: "Ad eccezione del sierotipo 2, lo scrivente Centro di referenza non ha fino ad oggi evidenziato altri sierotipi del virus in regione Sardegna". Il Centro di referenza per le malattie esotiche, ha isolato il sierotipo 2 e non altri sierotipi. I servizi veterinari delle aziende ASL sono attualmente supportati da 80 veterinari, dei quali alcuni assunti circa dieci giorni fa, di cui 40 da destinare prevalentemente ad attività connesse alla lotta contro questa epidemia. La ASL 3 di Nuoro, in particolare la Baronia, ha circa dieci veterinari contro gli otto dell'intera ASL numero 8 di Cagliari, gli otto della ASL di Carbonia, i sei del Sulcis e gli otto più due di Oristano che voi sapete bene sono le aree più colpite da questa epidemia. Si comprende bene che questo l'abbiamo potuto fare non perché noi siamo bravi, ma perché la Giunta aveva già deliberato nella attivazione della campagna di vaccinazione la presenza di questi veterinari. Vi è un dato importante, ci sono tante contraddizioni, non ho tempo per elencarle, ma c'è chi nel dibattito del 19 settembre ha detto che non si poteva fare di più, c'è gente che ha detto che non serve abbattere tutti i capi, ed è riportato in tanti articoli di giornale, c'è gente che dice che possono essere gli allevatori a disinfestare, si dice che non bisogna vaccinare perché è pericoloso e crea chissà quale sfracello, la verità vera è che noi faremo le vaccinazioni, siamo vincolati. Abbiamo un incontro a Roma il 3 settembre, stabiliremo le priorità e valuteremo poi, nella Commissione competente, con gli organismi preposti, se e come dobbiamo attuare la campagna di vaccinazione, e come ci dobbiamo attivare nell'interesse specifico degli allevatori.

Un ultimo aspetto è quello relativo alla scarsa informazione. Non solo l'Assessorato della sanità, ma anche il dottor De Palmas, direttore dell'Istituto Zooprofilattico, ha fornito dei dati, che mi sono stati puntualmente comunicati nei giorni dal 20 al 22, e che non rispecchiavano la realtà. E' chiaro che questa è una discrasia dovuta alla ASL numero 3 di Nuoro, che, come abbiamo già avuto modo di dire, è molto distratta, perché successivamente si è accorta che nei brogliacci dei veterinari risultavano oltre 10 mila capi per i quali abbiamo puntualmente pagato. Come ben sa ho accreditato i fondi ai sindaci del territorio. L'assessorato di mia competenza ha pagato 50 miliardi nei tre mesi e altri 7 miliardi circa, pagando anche l'ultimo capo abbattuto, con decreto firmato dal responsabile del servizio, in ritardo, perché la A.S.L. ci ha notificato soltanto nei mesi di aprile e maggio di essersi dimenticata di capi abbattuti nei mesi precedenti.

(L'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale prosegue il suo intervento a microfono spento.)

PRESIDENTE. Grazie, assessore Oppi.

SANNA EMANUELE (D.S.). Questa parte sarà resocontata?

PRESIDENTE. Quest'ultima parte no, io ho cercato di richiamare l'attenzione dell'Assessore.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io ho fornito tutti i dati.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per dichiarare se è soddisfatto.

MANCA (Gruppo misto). Chiaramente l'Assessore è molto bravo nello sciorinare date e numeri, infatti più che una risposta da Assessore regionale la sua mi è sembrata una risposta da ragioniere dell'istat, con rispetto per i ragionieri e anche per l'istat. Dalle informazioni in mio possesso, Assessore, mi risulta che siamo ad oltre un mese dallo scoppio dall'epidemia e come le ho detto non sappiamo ancora che sierotipo sta colpendo le nostre greggi. So che solo ieri sera, alle 5, è stato inviato tutto ciò che era necessario per la tipizzazione, quindi che sia il sierotipo 2 o 3 è tutto da dimostrare. Per quanto riguarda i rimborsi non so che tipo di rimborsi…

(Interruzione dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.)

MANCA (Gruppo Misto). Non lo so, è lei il massimo responsabile della sanità in Sardegna, non io!

Quindi ritengo la risposta dell'Assessore del tutto inadeguata e insufficiente, come lo sono state tutte le azioni intraprese per contrastare questa recrudescenza della malattia. Chiaramente, anche alla luce della gravità dei fatti che sono stati denunciati anche oggi - sono morti quasi 4 mila capi - sarebbe meglio per tutti, che l'Assessore responsabile per la sanità umana e veterinaria, possa dimostrare le propria capacità in altro incarico assessoriale, diverso da quello che oggi ricopre.

Preannuncio, quindi, la trasformazione dell'interpellanza in mozione, come previsto dall'articolo 110 del Regolamento.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Mi vuoi far diventare Presidente della Giunta?

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis per dichiarare se è soddisfatto o meno.

tunis (F.I.-Sardegna). Debbo precisare che le interpellanze appena discusse sono di data diversa, la mia riguarda il problema di eliminare per il futuro ogni pericolo per tutta la regione, quella dei colleghi sardisti tiene conto del fatto che successivamente si è verificata la presenza di altri focolai e questo significa che il fenomeno della blue tongue può ancora degenerare. Siccome noi sappiamo che l'anno scorso il problema si è presentato a fine agosto e c'è stata una diffusione dilagante nei mesi successivi, da settembre in poi, non vorremmo che si verificasse di nuovo una situazione di questo tipo.

Abbiamo presentato l'interpellanza per tempo, le autorità sanitarie si sono espresse, addirittura hanno fatto un convegno a marzo a Alghero...

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, lei deve dire solo se é soddisfatto, può argomentare la sua posizione, ma stia in argomento.

CUGINI (D.S.). Si capisce che è soddisfatto!

tunis (F.I.-Sardegna). Sto facendo una premessa. Per quanto riguarda le decisioni adottate dall'Esecutivo diciamo che sono sicuramente efficaci perché in sintonia con decisioni superiori. Ci auguriamo, nell'interesse della categoria, che si predispongano immediatamente tutti gli atti necessari con il controllo degli ispettori dell'Unione europea e del Ministero stesso non lasciando le autorità regionali in balia del fenomeno.

PRESIDENTE. L'onorevole Tunis si dichiara soddisfatto.

Nomina dell'Assessore dei trasporti

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina dell'Assessore dei trasporti. Ricordo a questo proposito che il presidente della Giunta Floris aveva assunto l'interim dell'Assessorato ai trasporti in data 31 maggio del corrente anno, in sostituzione dell'onorevole Manunza eletto senatore della Repubblica.

Ricordo inoltre agli onorevoli consiglieri quanto disposto dai commi 2 e 3 dell'articolo 3 della legge regionale 7 gennaio 1977 numero 1: "Nel caso che un Assessore cessi per qualsiasi motivo dalla carica, il Presidente in via provvisoria ne assume o ne affida ad altro Assessore le funzioni fino a quando il Consiglio non avrà provveduto alla nomina del nuovo Assessore. Tale nomina dovrà avvenire entro tre mesi dalla cessazione salvo proroga da parte del Consiglio". Poiché i tre mesi scadono domani, 31 agosto, il Consiglio deve procedere in merito. Do quindi la parola al Presidente della Giunta regionale perché faccia al Consiglio la sua proposta.

Floris (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghe e colleghi del Consiglio, credo di non affermare niente di singolare sostenendo che le elezioni politiche nazionali hanno rappresentato l'avvenimento più significativo dell'anno in corso e hanno definito un nuovo scenario politico a livello nazionale ed anche un rafforzamento del quadro regionale.

Siamo impegnati sul piano politico-programmatico ad affrontare, nel rigoroso rispetto dei tempi e delle scadenze, alcune questioni rilevanti ed urgenti quali il documento di programmazione economica e finanziaria, la legge finanziaria, il bilancio della Regione, nonché altri importanti temi tra cui, mi pare, quello più significativo è l'aggiornamento dell'intesa Stato-Regione.

Tutto questo pone maggioranza e minoranza, Giunta regionale e opposizione nella condizione di essere chiamate ad un esercizio di responsabilità straordinaria, nel momento in cui si avvia questa tappa decisiva per l'autonomia e per lo sviluppo. La Sardegna oggi più che mai, io ne sono profondamente convinto, ha bisogno di una grande unità di popolo, di uno sforzo corale, ciascuno nella propria funzione.

E` la sardità che dobbiamo porre in prima linea, così come stanno facendo tutte le altre regioni del nord che non hanno forse la nostra stessa storia e la nostra stessa identità. Le caratterizzazioni specifiche, univoche ed esclusive della nostra insularità intesa come etnia, storia, cultura, lingua e tradizione, unite alle doti naturali, ambientali e paesistiche di cui disponiamo, fanno della Sardegna il punto di attrazione dell'intera area mediterranea, trait d'union tra i paesi d'Europa, i paesi afro asiatici e dell'Asia minore.

Le premesse ci sono tutte, come ci sono anche le condizioni socio-economiche strutturali in grado di indirizzare verso la nostra isola gli interessi delle correnti turistiche più moderne ed avanzate, degli investitori e degli operatori economici anche extra europei.

Sarebbe lungo, e forse anche inopportuno, enumerare in questa sede tutte le opportunità che ruotano intorno al pianeta Sardegna. E' sufficiente però credo citarne alcuni per comprendere l'importanza e la delicatezza del momento che viviamo.

L'istituzione della zona franca di Cagliari in forza dello specifico strumento giuridico e fiscale che la regola non solo, ritengo, farà decollare il porto canale come struttura di movimentazione e di scambi di interesse internazionale, ma metterà in moto nuovi e più avanzati interventi di sviluppo nelle aree industriali collegate, in attesa di fare tutta la perimetrazione delle altre zone franche previste negli altri porti industriali isolani.

Questo è un momento delicato, guai se noi dovessimo in qualche modo creare intralci anche di natura psicologica, in dipendenza di nostre incertezze o contrapposizioni politiche strumentali.

Penso al metano, all'intesa istituzionale Stato-Regione per l'energia, i trasporti, l'acqua, la grande viabilità. Penso alle risorse comunitarie, alla rinegoziazione dell'articolo 13 per un nuovo piano di rinascita; penso agli strumenti operativi che abbiamo posto in essere, in particolare allo sportello per l'internazionalizzazione delle imprese, penso infine alla recente proposta dell'istituzione della Costituente sarda che dovrà scrivere il nuovo Statuto speciale di autonomia.

La battaglia per la continuità territoriale è una delle sfide più importanti portate avanti dalla Giunta con il concorso di tutte le forze autonomistiche e dei parlamentari sardi, è una sfida che dobbiamo vincere, ma una volta definita in tutti i suoi aspetti dovremmo porre in essere i provvedimenti necessari perché non si abbiano a creare turbative nei flussi turistici.

Intendiamo affrontare la sfida della continuità territoriale merci per completare questo storico risultato e rendere più competitiva la nostra economia perché il trasporto non rappresenti più una remora al nostro sviluppo.

Questi sono alcuni nodi sui quali in questo primo scorcio di legislatura è stata impegnata la classe dirigente politica regionale. Su questo fronte noi ci dovremo misurare, mi auguro attraverso una straordinaria unità di intenti, anteponendo gli interessi della Sardegna a quelli della propria appartenenza politica.

Nominare oggi il nuovo Assessore dei trasporti è certamente un fatto importante, ripristinare la collegialità integrale della Giunta è certamente un fatto politico rilevante, ma potrebbe non essere dirimente rispetto alla qualità della politica in funzione degli obiettivi che ci siamo posti.

Io sono sempre stato convinto, oggi più di ieri, che la Sardegna e i sardi attendono di vedere finalmente una classe dirigente coerente, coesa e determinata sui problemi della nostra comunità e vogliono giudicarla sui fatti, sulle soluzioni, sui risultati.

Dall'inizio della legislatura ad oggi abbiamo vissuto due anni contrastati e difficili per le vicende che tutti quanti noi conosciamo, soprattutto per una classe dirigente che ha stentato e stenta a trovare una vera coesione politica.

L'obiettivo di selezionare una classe dirigente in grado di traghettare la Regione e la Sardegna verso le sponde del cambiamento, della innovazione e della modernità, è una esigenza certamente avvertita da tutte le forze politiche che ha consentito di fare alcuni percorsi unitari importanti e sulla quale ho richiamato più volte in quest'Aula la riflessione di tutti.

Lo stesso richiamo credo che vada fatto ancora oggi perché l'intera Assemblea regionale, non solo la Giunta e la maggioranza, è chiamata a scelte e decisioni determinanti per il progresso della Sardegna. Abbiamo di fronte a noi scadenze indilazionabili, che non possiamo ignorare, in primo luogo il documento di programmazione economica e la finanziaria del 2002, che dovranno essere approvati nei termini di legge per riportare la spesa regionale entro i binari della normalità i cui effetti tutti sappiamo estremamente positivi sulla spesa pubblica in generale e sulla economia.

Puntiamo all'azzeramento dei residui e al recupero delle varie passività e ad immettere tutte le risorse disponibili nel circuito virtuoso della produzione e dell'occupazione. Abbiamo appuntamenti decisivi come quelli del nuovo rapporto con lo Stato e con l'Unione europea ai quali dobbiamo presentarci con unità di intenti e forti di un consenso generale politico e sociale costruito intorno ai principi fondamentali della sardità.

Questo vuol dire attuare quel progetto di sviluppo imperniato sulle risorse proprie della nostra isola al quale lo Stato e l'Unione europea devono garantire il sostegno finanziario per abbattere quelle limitazioni strutturali allo sviluppo della nostra insularità secondo il dettato dell'articolo 158 del trattato di Amsterdam e nello spirito degli accordi del vertice di Nizza del dicembre scorso.

Il rapporto con lo Stato, con il nuovo Governo e con il nuovo Parlamento si presenta oggi ancora più impegnativo e stringente rispetto al momento in cui nella primavera del 1999 si è sottoscritta l'intesa istituzionale di programma, volta ad abbattere quello che abbiamo definito le tagliole dello sviluppo, i problemi relativi a energia, trasporti, acqua, entrate proprie della Regione.

Tutte le Regioni si stanno preparando a chiedere al nuovo Governo che in questa finanziaria del 2001, siano previste grandi risorse e grandi interventi per loro. Abbiamo in campo la partita strategica delle riforme, in particolare dell'istituzione della Costituente per scrivere un nuovo Statuto speciale di autonomia, nel contesto di un'Italia che possiamo ormai definire federale.

La legge che ha modificato il titolo quinto della Costituzione, le norme che saranno oggetto del referendum confermativo del prossimo ottobre, la legge costituzionale che ha modificato una parte del nostro ordinamento, del nostro Statuto, chiamano non solo la Giunta regionale e la maggioranza, ma tutte le forze politiche ad un impegno straordinario unitario, per dare alla Sardegna ed ai sardi gli strumenti per governare il proprio sviluppo e la propria crescita.

L'Assemblea costituente, come è stato detto più volte anche in quest'Aula, può rappresentare la più alta espressione della volontà del popolo sardo, lo strumento forse più capace di esaltare le risorse intellettuali più vive e dinamiche della società sarda, per affermare il valore della nostra specialità autonomistica nel sistema nazionale, ma è il nuovo Statuto il nostro futuro traguardo nel nuovo contesto federalista e della globalizzazione. A questo storico obiettivo è chiamata l'intera classe dirigente autonomistica, in una comune battaglia con la società sarda come nei momenti più alti della nostra autonomia.

Occorre per questo, nel campo delle riforme, un maggiore sforzo della classe dirigente autonomistica, così come è stato fatto nell'ambito dei provvedimenti rivolti allo sviluppo economico e sociale. Esistono, credo, oggi, energie intellettuali e morali, che al di là della collocazione di maggioranza e di opposizione sentono forte l'esigenza di dare un contributo di solidarietà e dedizione per la nostra terra, per imprimere una forte accelerazione al processo riformatore.

Nel corso della seconda metà della legislatura, quando questa si avvia ormai alla sua conclusione, o le riforme o si fanno subito per non rischiare di rimanere indietro rispetto alle altre regioni che le stanno facendo o non si possono fare del tutto. Credo che questo Consiglio abbia la forza per invertire questo trend negativo, c'è una condizione irrinunciabile: superare a tutti i costi la cultura dell'invidia, dell'individualismo, del primato esasperato del singolo, antico retaggio dei sardi che, trasferito nel campo delle scelte politiche e istituzionali, crea devastanti ripercussioni e conseguenze per tutti.

Ed è in nome del patrimonio, più volte citato da tutti i partiti, della nostra sardità e della nostra identità culturale, che dobbiamo recuperare le ragioni morali e politiche per vincere questa condizione di paralisi, che se dovesse perdurare mortificherebbe le speranze di crescita della nostra autonomia. Se saremo capaci di ricreare uno spirito autonomistico, ispirato ad un'alta passione civile e politica per costruire non per ostacolare, perché non esplorare la possibilità di formulare una sorta di decalogo sulle questioni fondamentali, anteponendo gli interessi della Sardegna alle nostre appartenenze?

In questo decalogo, accanto alle riforme da definire nel proseguo della legislatura perchè non indicare - in questo forse ha ragione l'onorevole Selis che lo richiama sempre - nel quadro di una strategia dello sviluppo economico, nell'era della globalizzazione, senza cadere in alcun consociativismo, i punti mirati di un programma e nuove regole di programmazione per vincere le grandi sfide della nostra isola?

Se vogliamo rilanciare la Regione e il Consiglio, qualificare la legislatura, possiamo, come più volte è stato proposto dall'onorevole Fantola e da altri, aprire una sessione straordinaria sulle riforme stabilendo di comune accordo le priorità autonomistiche. Tutte le forze politiche, nel rispetto dei ruoli, sono in grado di assumere questo fondamentale impegno davanti ai sardi. Potrebbe così forse nascere una nuova alleanza tra la società sarda e la Regione, tra il popolo e la più alta istituzione autonomistica, tra noi e la gente comune. Propongo Assessore dei Trasporti, l'ingegner Marco Carboni.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io non so, signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta e colleghi, quanti della maggioranza fossero avvertiti di questo evento, certamente non eravamo avvertiti noi della minoranza, non dobbiamo essere necessariamente informati, e quindi quello che accade ci coglie un po' di sorpresa, ma non tanto. Siamo sufficientemente edotti che l'andamento della politica regionale è tale per cui fra una pestilenza e l'altra, fra un virus che attacca il sistema nervoso dei bovini e la lingua degli ovini ci capitano tante pestilenze anche sul piano politico.

Che senso ha oggi - un senso lo dovrà pur avere, e penso si dovrà discuterne - questa sorta di dichiarazione programmatica così a freddo in questo caldo agosto? Sapevamo che oggi doveva essere completato il quadro della composizione della Giunta, mancava un assessore da tre mesi, perché le elezioni politiche sono state fatte da tre mesi, non da tre giorni, quindi si deve nominare un assessore. E' ordinaria amministrazione. Non è che questi tre mesi siano passati invano, non è che in questi tre mesi la Giunta e la maggioranza abbiano discusso di sardità, di qualità dello sviluppo, di centralità mediterranea, di coordinate varie, geografiche, culturali, sociali e politiche. Hanno discusso miseramente di come sbranarsi quest'ultimo brandello di potere che era l'Assessorato dei trasporti. Miracolo: magniloquenti dichiarazioni politiche, dichiarazioni programmatiche bis, discorso di metà legislatura - siamo a metà legislatura -, discorso sullo stato dell'Unione, quello che in America si chiama il discorso sullo stato dell'Unione, il discorso più solenne del Presidente degli Stati Uniti d'America.

Qui, oggi, il 30 di agosto, convocati così, un po' alla chetichella, ci dobbiamo sorbire il discorso non sul "Lo stato dell'Unione", ma su "Lo stato della disunione". O volete dimenticare, signor Presidente della Giunta, che noi siamo stati riconvocati per oggi, 30 di agosto, solo perché il 2 di agosto il Consiglio regionale è stato tenuto in Aula in modo irriverente, perché il collega Corona, capogruppo di Forza Italia, ha chiesto un minuto di sospensione della seduta, un minuto - è agli atti - quando si doveva procedere a una nomina, che è obbligatoria per questo Consiglio, indicando una terna di nomi per la costituzione del Comitato di indirizzo del Banco di Sardegna. L'indicazione di quella terna spettava non solo alla maggioranza, ma anche alla minoranza, e voi avete espropriato il Consiglio, chiedendo un minuto di sospensione, e ve ne siete andati! Tutta la Giunta se n'è andata, ed è rimasto qui un pezzo di Consiglio regionale, l'opposizione, è rimasto qui il Presidente del Consiglio, il quale si è dovuto rendere conto che la Giunta era andata via, senza avere neppure il garbo istituzionale e l'educazione minima di dire: "Me ne sto andando", non dico "Buone ferie", ma almeno "Me ne sto andando".

Come si fa ora a tornare in aula, senza chiedere scusa, a riproporre i grandi discorsi che non servono a niente e a nessuno e che non sono credibili? Caro Presidente della Giunta, non sono credibili non solo per noi che riteniamo difare un'opposizione vera sui contenuti, sulla sostanza. Ma quale unità di classe dirigente, ma quale selezione di classe dirigente? Che cosa dobbiamo dirigere? La vostra parola d'ordine è: "Non disturbate il manovratore", ma noi non vi disturberemmo se solo ci diceste dove volete andare, verso dove volete condurre questa Regione, queste istituzioni, questi strumenti, questo potere che non è vostro, ma è di tutti. Ma quale nuova "santa alleanza" fra popolo e istituzione regionale, se voi non risponderete al popolo tutto, ai suoi bisogni, se non dite, in quest'aula o fuori di quest'aula, che ne è dei 12 mila miliardi non vostri, di questa Regione e del suo popolo. Dei 12 mila miliardi del bilancio di quest'anno, quanti se ne è spesi e quanti se ne è spesi bene e che cosa sono i PIT, cos'è la programmazione, cos'è la qualità dello sviluppo? La qualità dello sviluppo, non solo lo sviluppo, perché qui c'è ancora gente che si sviluppa troppo e rischia di scoppiare di sviluppo, come la rana che beve troppa acqua per diventare bue, e c'è gente che di sviluppo non ne conosce niente. Voi dimenticate, che, a fronte dei 12 mila miliardi del bilancio di quest'anno, non siete stati capaci di dedicarne 1000, o 2000, o 3000 a promuovere lo sviluppo e il lavoro per chi sviluppo e lavoro non ne ha. Vi abbiamo detto che il 20-30 per cento di questo popolo è fuori dal circuito politico, sociale e culturale, è tenuto ai margini, è estromesso, perché chi non ha lavoro non ha niente e rischia di non avere neppure la dignità della partecipazione politica consapevole, quel 20-30 per cento voi non lo potete estraniare, perché non è solo una percentuale; è la parte sofferente, esclusa dai poteri, dalle risorse e dai mezzi che una regione autonoma e speciale, per di più, ha per badare a tutti. E voi non badate a tutti, voi dite "turismo" e continuate a parlare delle grandi opportunità di questo settore, che esistono realmente, ma voi per sviluppare il turismo nominate ambasciatore il principe di Ismaele. Che sia ambasciatore di Ismaele, non dei sardi e della sardità! I nostri ambasciatori sono i portatori della nostra cultura, di un progetto di sviluppo turistico adeguato a questa regione, che punti sulla conservazione e sullo sviluppo delle qualità ambientali e sulla crescita anche economica, e sull'accumulazione interna, non gente che porta danari da fuori e porta i danari fuori. Voi non volete capire che molti di coloro che vengono in Sardegna promettendo di investire miliardi in realtà investono 1 e portano via 3. E nominate ambasciatore della Sardegna il principe di Ismaele. Questa è la sardità! E stendete i tappeti di velluto al principe ereditario dello Stato inesistente di Monaco e esponete manifesti murali con lo stemma della Regione: "Benvenuta Sua Altezza Serenissima, principe designato di Monaco"! Di un principato di evasori fiscali! In nome di quale sardità l'avete ricevuto con tutti gli onori? Ma quale nuova alleanza volete? A voi, potere, diciamo costituito, se riuscirete a costituirvi davvero, il popolo pensa come forze capaci di affrontare i problemi della Sardegna, il popolo che ha umori sociali positivi, il popolo che ancora comunque non ha smesso di credere nella sua Regione e nell'autonomia. Invece voi fingete di ignorare che dei minatori occupano le miniere da mesi, poco importa il giudizio che si può dare su un collega consigliere regionale che partecipa con i minatori a questa occupazione, perché non siete in grado di risolvere neppure il problema di alcune centinaia di lavoratori socialmente utili, che cioè vi chiedono di lavorare per produrre. Voi li affidate a ditte esterne pugliesi che li possono assumere per alcuni mesi e poi cacciare via. E volete un nuovo patto con la società sarda?

Questa è la contraddizione, questo è il discorso, Presidente, che lei ha tentato di fare inutilmente oggi qui su "Lo stato della disunione", di una disunione che è contrasto, che è conflitto, ma positivo quando contrappone questo modo di governare al modo di sentire di parte del popolo che a questo gioco non ci sta.

Voi oggi ritenete di aver superato il problema dell'interim dei trasporti, ma non avete superato niente. Questo è un governo ad interim e voi dell'interim avete fatto la vostra filosofia e la vostra strategia. Voi siete quelli del "frattempo", dell'interim; voi non avete un futuro, una prospettiva, siete l'interim come maggioranza, non avete mai costituito una maggioranza politica, non l'avete mai annunciata agli elettori, l'avete costituita a tavolino, mettendo sopra e sotto il tavolo io non so che cosa. Certamente non avete enunciato al popolo sardo quali erano le ragioni, dico le ragioni, dello scambio, non avete annunciato al popolo che questa era una maggioranza di governo. L'avete costituita dopo, per conto vostro.

Perché, Presidente, lei ancora insiste a parlare di invidia, di individualismo, che sarebbero i mali da superare? Superateli, siete voi invidiosi, siete voi individualisti, siete invidiosi delle regole della democrazia che comportano il fatto che governi chi vince le elezioni, non chi le perde o chi le pareggia. Siete individualisti perché individualmente avete trattato i ruoli e i posti di potere che occupate, individualmente, neppure per conto di partiti, di sindacati, di associazioni. Personalmente avete dato origine a questa aggregazione numerica, che non è neanche più numerica perché non avete la maggioranza, siete una maggioranza ad interim, e navigate fra una mancanza di numero legale e l'altra. Spero che ci siate oggi per votare sulla nomina dell'assessore, se no rimane confermata interamente la tesi che siete davvero in tutto una maggioranza ad interim.

Lei, Presidente, è un presidente ad interim, lei è un presidente "del frattempo", lei è il presidente del: "aspettiamo e vediamo quel che accadrà". Lei non si è presentato al popolo come candidato alla presidenza, non ha avuto l'investitura dal popolo, e voi siate i grandi sostenitori dell'elezione diretta del presidente. Voi sareste rivoluzionari, perché ci credete più degli altri, e tanto ci credete più degli altri che siete al potere in base a un principio esattamente contrario a quello che professate.

Lei è un "presidente nel frattempo", dopo che Forza Italia ha vinto le elezioni politiche, anche nella nostra regione, purtroppo, per colpa vostra e nostra, per colpa di chi non ha compreso o non ha saputo far comprendere le ragioni profonde del disagio politico, di chi non ha compreso che il cambiamento ci deve essere in questa regione, ma deve essere vero e profondo, che deve essere verso la giustizia non verso l'allargamento della forbice, l'aumento delle ingiustizie. Il cambiamento ci deve essere, la rivoluzione ci deve essere in questa regione, non quella di Fantola, che vuol fare la rivoluzione per lasciare le cose come sono, per ricevere i principi di ogni parte del mondo, ma quelle volte a far diventare principe il popolo, nel senso di Machiavelli e oltre. Nominiamo il popolo sardo principe ed ambasciatore nel mondo, questo è il nostro vero ambasciatore nel mondo, perché ogni sardo che pensa bene e agisce bene si fa rispettare e apprezzare nel mondo. Questi sono i nostri ambasciatori, non i principi ismailiti che voi volete continuare a ricoprire d'oro.

Siete ad interim come maggioranza, siete ad interim come Giunta, e lei è un Presidente che più ad interim non si può, perché c'è qualcuno che le dice: "Le elezioni le ho vinte io, quand'è che te ne vai che devo entrare io?", lei barcheggia, si dimena, veleggia; non è solo Serrenti che veleggia, con la vela latina, lei veleggia, e bene, in queste gare, e riesce a galleggiare. Lei galleggia, però non governa, Presidente. Il suo monito è autorevole perché lei è Presidente della Regione, comunque sia, è anche il mio Presidente, comunque sia, e ha il mio rispetto, però ha anche la mia e la nostra critica severa, perché io vorrei che lei credesse in quello che dice. E il giorno in cui lei credesse in quello dice - perché lo dice bene e ha consiglieri che la consigliano bene ed è capace di capire quali siano le cose giuste - il giorno in cui lei ci convincesse che per primo crede in quello che dice, noi le diremmo: "Presidente, abbandoni quella maggioranza e soprattutto quella politica, provi a fare altro". Che cosa? Un poco di quello che dice di voler fare, e che non sta facendo né personalmente, né con la sua Giunta, né con la maggioranza che la sostiene, perché quella maggioranza della destra è la maggioranza dell'invidia, di quell'invidia che lei denuncia, è la maggioranza dell'individualismo, dell'aziendalismo, dell'ingordigia, del familismo. Questa è la cultura e la pratica di vita, di economia e di politica della destra e lei non potrà fare nulla di quello che dice di voler fare. Ecco perché non è azzardato pensare che lei creda nelle cose che dice, perché il giorno che ci credesse appena un po' lascerebbe quel tipo di carovana e penserebbe a impegnarsi più umilmente, e credo anche fattivamente, in altro modo e in altra condizione.

Voi volete però tenere in situazione di interim non solo alla maggioranza e non solo il Governo della Regione, voi volete tenere in situazione di interim anche la politica, e non riuscirete in questa impresa. In questa fase della nostra storia, storia minore quanto si vuole ma storia nostra, voi potete tenere in scacco l'autonomia, la regione, la società sarda, potete navigare nei miliardi che non avete conquistato, che vi siete ritrovati nei bilanci, li potete sperperare, però alla fine non avrete affondato la Sardegna, l'avrete di molto danneggiata.

Anche stamani qui si è parlato dei drammi terribili dell'economia, della situazione sociale della condizione sanitaria, di un settore vitale come quello dell'allevamento, non un cenno neppure fugace oggi nei suoi discorsi, e neppure in questo agosto in cui molti hanno fatto ferie, a chi non sa cosa siano le ferie e a chi non sa cos'è il lavoro produttivo perché non ha lavoro. Eppure abbiamo molti mezzi, non per risolvere tutto in un giorno, ma per avviare a soluzione molti problemi. Non ha detto una parola su tutto questo, però non riuscirete a porre in situazione di interim la politica, perché ci sarà sempre qualcuno, e noi siamo fra questi, noi pochi, tre consiglieri regionali, rappresentanti di quella parte di popolo che noi abbiamo riunito attorno a un'idea, a una bandieera e sotto l'egida di una formazione politica che si chiama Rifondazione Comunista, che non ve lo consentirà.

Noi ci siamo e non siamo soli, con noii, oltre ai partiti politici dell'opposizione radicati nella società sarda e presenti in questa assemblea, ci sono movimenti politici e di pensiero che non sono presenti in quest'Aula, siamo una parte di società sarda che non accetta l'interim della politica, che non si arrende, che vi dirà sempre quello che pensa e in nome di chi pensa. E finché ci sarà ancora una persona che è discriminata, che è emarginata, che è sofferente, che è ingiustamente colpita in questa regione, noi riteniamo che ci sarà ancora una voce che rappresenterà questo bisogno e che questa regione non sarà politicamente matura, men che mai sarà autonoma, men che mai sarà speciale fino a quando non avrà elaborato una strategia di sviluppo, che sia però uno sviluppo sociale che risponda ai bisogni del popolo sardo, del quale tutti i sardi, fino all'ultimo, fanno parte, e sono centinaia di migliaia di persone che voi dimenticate, perché non solo non sono in cima ai vostri pensieri, non sono neppure di fronte al vostro sguardo distratto e al vostro animo tiepido.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, c'è un fatto che mi ha colpito nel suo intervento che ho seguito con attenzione, onorevole Floris, ed è il fatto che lei ha parlato di tutto fuorché del problema vero che sta oggi all'attenzione del Consiglio regionale, cioè della questione dei trasporti, insomma di tutti quei problemi dei quali Marco Carboni - non so se il signor Marco Carboni sia ingegnere, perché non lo conosco e mi pare che non sia molto conosciuto - si dovrebbe occupare. Lei stesso, onorevole Floris, ha letto il nome in una cartella, evidentemente non ricordava neanche lei quale fosse l'assessore da proporre, gliel'avranno passata all'ultimo momento.

Voglio dire, onorevole Floris, che lei ha colto anche questa occasione per rifare delle mini dichiarazioni programmatiche: da un lato ha giustificato, in modo che, a mio parere, sfiora il ridicolo, i ritardi della Giunta regionale che, voglio sottolinearlo, non sono solo di tre mesi, perché l'onorevole Manunza si è dimesso ai primi di marzo, poi, siccome le sue dimissioni avrebbero creato problemi in Giunta, lei le ha respinte e però l'onorevole Manunza è rimasto dimissionario. E' vero che anche quando ha esercitato la propria funzione non ci siamo accorti di avere un Assessore dei trasporti, e quindi è da due anni che questa Giunta non ha Assessore dei trasporti, ma l'interim di fatto dura da sei mesi, perché da marzo ad oggi sono passati sei mesi, onorevole Floris.

La mia preoccupazione, per come questa Giunta si sta occupando di questi problemi, per come questa maggioranza è arrivata alla nomina del nuovo assessore, è che la vera questione che ci sta a cuore, cioè quella del rilancio del sistema trasportistico sardo continuerà a segnare il passo. Voglio ricordare, perché è il momento per farlo, alcuni aspetti che riguardano questo problema annoso, che riguardano il popolo sardo, onorevole Floris, che riguardano la sardità e riguarderanno anche la Costituente se si arriverà ad istituirla. Questa questione annosa davvero è una delle questioni più rilevanti che impediscono al popolo sardo di avere gli stessi diritti degli altri cittadini di questo paese. Voglio ricordare che l'intesa Stato-Regione, che riguarda tutta questa tematica, in particolare quella delle ferrovie, è ferma. Questa Giunta non è riuscita a smuoverla di un passo, ci sono migliaia di miliardi fermi; e mentre l'intesa non va avanti assistiamo ad un'opera sistematica di smantellamento del sistema ferroviario, portata avanti dalle Ferrovie dello Stato.

Io voglio ricordare che, durante la gestione dell'onorevole Manunza, il collegamento del porto di Civitavecchia con la stazione è stato eliminato. Nel piano urbanistico del comune di Civitavecchia era prevista questa eliminazione, per esigenze proprie di quel Comune, e le Ferrovie dello Stato hanno assecondato questa richiesta; ed oggi c'è un disservizio in più per i sardi che usano la linea Cagliari-Civitavecchia.

Il collegamento della stazione ferroviaria di Olbia con Olbia-Isola Bianca è stato eliminato. Altro disservizio! Per non parlare poi dei nuovi orari ferroviari che sono entrati in vigore e che hanno spezzato il collegamento Cagliari-Chilivani-Olbia, Cagliari-Chilivani-Porto Torres, prevedendo un'altra interruzione a Macomer e costringendo i passeggeri a trasbordare da un treno all'altro con tutto quello che questo comporta in termini di disagi e di allungamento di tempi. Voglio ricordare che l'utenza ferroviaria è un'utenza debole, anche economicamente, perché usano il treno soprattutto gli studenti e i pensionati, e le Ferrovie dello Stato stanno ulteriormente squalificando questi servizi in Sardegna, per poi sostenere la tesi che le ferrovie in Sardegna sono antieconomiche e vanno smantellate. Di fronte a questi problemi né l'onorevole Manunza, né lei, onorevole Floris, che di fatto ha retto l'interim per sei mesi, avete mosso un dito.

Per quanto riguarda la continuità territoriale, il governo e la maggioranza di centrosinistra hanno approvato a Roma la legge numero 144 sulla continuità territoriale, la Giunta di centrodestra in Sardegna, a distanza di due anni, non è ancora riuscita ad attuarla. A Roma il centrodestra allora votò contro la continuità territoriale, votarono contro anche i parlamentari sardi del Polo e oggi, al di là delle dichiarazioni rinnovate di sostegno verso questa grande conquista del popolo sardo, la Giunta di centrodestra, a distanza, ripeto, di due anni, non è ancora capace di attuare una legge dello Stato italiano.

Queste sono le questioni. Per quanto riguarda la continuità territoriale delle merci richiamata nel suo intervento, onorevole Floris; noi in fase di bilancio abbiamo proposto come centrosinistra un emendamento che recepiva la norma della finanziaria nazionale, che estende alle prodotte in Sardegna la continuità territoriale, prevedendo però che il 50 per cento dei costi sia a carico della Regione. Noi abbiamo proposto col nostro emendamento che la Regione sarda recepisse la norma nazionale, condizione perché si proceda a riunire la Conferenza dei servizi e a seguire la procedura prevista dalla legge numero 144 per l'attuazione della continuità territoriale per le merci; la finanziaria nazionale del 2000 è stata approvata a fine dicembre del 2000, siamo ormai a fine agosto e non mi risulta che ci sia nessun atto di recepimento della finanziaria.

Presidenza del Vicepresidente Spissu

(Segue Sanna Alberto.) Sono passati otto mesi, le imprese sarde stanno aspettando che questa norma sia recepita, i danni che i ritardi di questa Giunta stanno procurando all'economia della Sardegna sono ingenti e a questi problemi non si dà alcuna risposta. Io mi auguro che Marco Carboni si occupi di questi problemi, che abbia passione e volontà di farlo. Però ho l'impressione che il contesto generale che ha portato a questa nomina evidenzi la fortissima distanza tra la rilevanza della questione trasporti per lo sviluppo della nostra isola e la consapevolezza politica che questa Giunta ha del problema.

Questa forbice è enorme, onorevole Floris, il suo intervento non ha dato alcuna risposta in questa direzione, lei ha fatto riferimento alla necessità di una coesione vera all'interno della classe dirigente che governa questa isola, ma, onorevole Floris, una classe dirigente non è un'entità astratta e indistinta, nella classe dirigente c'è chi governa, c'è chi ha la maggioranza e quindi ha la responsabilità di dare risposte ai problemi della Regione e c'è chi si oppone e chi svolge un ruolo di garanzia, di stimolo e di proposta. Io credo che il centrosinistra stia svolgendo fino in fondo questo ruolo, un ruolo propositivo, un ruolo che, come in altre occasioni abbiamo avuto modo di sottolineare, non è di opposizione agli interessi del popolo sardo, ma è di opposizione ai ritardi, alla mancanza di un progetto politico della Giunta di centrodestra per rispondere ai problemi del popolo sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Presidente Floris, anch'io devo dire che quando lei ha preso la parola, per rispondere alle interpellanze, mi aspettavo che, con riferimento alle problematiche riguardanti fra l'altro in particolare la nomina del nuovo Assessore dei trasporti, lei tornasse, almeno per un attimo, a ciò che è accaduto il 2 agosto scorso quando, fatto credo unico, almeno a memoria di chi conosce le vicende del Consiglio regionale, si è verificata questa scomparsa improvvisa di ciò che restava della Giunta regionale, con la conseguente necessità di chiudere la seduta del Consiglio e di anticipare l'inizio delle vacanze.

Mi aspettavo che, a nome suo e dei componenti della Giunta che avevano fatto mancare la loro presenza, senza nemmeno preavvisare, chiedesse scusa all'istituzione che è stata gravemente offesa da questo comportamento, ma credo che forse sia inutile continuare a discutere, visto che il Presidente della Giunta è in tutt'altre faccende affaccendato. Evidentemente ciò che succede in Aula non lo tocca e non lo interessa direttamente. Adesso vedo che si è scosso e quindi forse ci sarà la possibilità di essere, sia pure per un attimo, ascoltati.

Effettivamente è sconcertante sentire un proclama, come quello dell'onorevole Floris, senza che ci si ricolleghi al fatto grave, gravissimo, unico e vergognoso, direi oltraggioso, avvenuto il 2 agosto.

Ma non è solo questo il fatto sul quale il Presidente Floris si sarebbe dovuto soffermare, credo che avrebbe dovuto chiedere scusa a nome proprio e della Giunta per il fatto che questa regione, che ha fra i suoi problemi principali quello dei trasporti, dopo aver avuto per due anni circa un Assessore il cui rendimento forse è eufemistico definire fallimentare, sia poi rimasta priva per cinque mesi di un nuovo Assessore fino addirittura alla scadenza dell'interim. E' veramente assurdo che un settore così delicato, così complesso, così in crisi come quello dei trasporti sia stato trascurato per le solite storie, perché qui gira e rigira, Presidente Floris, io non so veramente a chi si riferisse quando ha parlato di egoismo e di egocentrismo dei sardi o quando ha parlato di invidia.Spero che si riferisse ai componenti di quella cosiddetta maggioranza sgangherata che la sostiene, perché se no ci sarebbe veramente da chiederle dove vive, dove opera, dove sta con la testa. Mi auguro che si riferisse ai componenti della sua maggioranza, che per circa cinque mesi non sono stati capaci di trovare un'intesa ragionevole per nominare una persona seria, esperta, capace e che si rimboccasse le maniche per lavorare seriamente in questo delicato settore.

questo Di fronte a questo comportamento credo che il suo proclama circa le altre regioni che stanno attuando le riforme e circa l'inerzia della Sardegna e altre cose di questo genere faccia veramente sorridere o forse sorridere per non piangere. Chi dovrebbe spingere per le riforme, che cosa ci sta a fare la maggioranza, che cosa ci sta a fare la Giunta, di chi si lamenta, quando, l'abbiamo ripetuto fino alla nausea, se questo Consiglio non lavora, la colpa non può essere che di coloro che fanno mancare il numero legale, di coloro che non fanno il loro dovere? Questa non è certo una responsabilità che può essere addebitata all'opposizione.

Voglio solo citare per un attimo la differenza dei comportamenti; da un lato abbiamo un assessore regionale ai trasporti che non combina nulla per due anni e che ha addirittura il coraggio di sostenere in campagna elettorale di essere stato l'artefice della normativa sulla continuità territoriale e della sua attuazione, dall'altra parte c'è un componente del Consiglio, come il consigliere Alberto Sanna che insieme ad altri si mette seriamente a studiare i problemi, produce tutta una serie di dati, di materiale, per esempio quella interpellanza che è stata presentata a fine luglio che in qualche modo tracciava e delineava un quadro disastroso della situazione dei trasporti, esaminando con attenzione da tutti i punti di vista il problema dei porti, il problema degli aeroporti, il problema delle ferrovie. Conosciamo tutti lo scandalo al quale ha poc'anzi fatto riferimento il consigliere Sanna, precedentemente lo stesso consigliere di Alleanza Nazionale, Cesare Corda, ha raccontato di avere assistito alla situazione a dir poco vergognosa delle persone che arrivavano in Sardegna senza la macchina e che dovevano percorrere centinaia di metri, se non qualche chilometro, a piedi, trascinandosi dietro le valigie, per la carenza totale di strutture e di attrezzature, nel porto di Porto Torres, per raggiungere un treno che non si sapeva quando sarebbe partito e quando sarebbe arrivato. Si sapeva però che sarebbe stato necessario un cambiamento di treno. Sono cose da terzo mondo.

Forse l'Assessore Manunza non sapeva neanche che esistessero questi problemi, Alberto Sanna li ha denunciati e ha anche suggerito, insieme ad altri, il modo di risolverli, di affrontarli, di studiarli, . Non parliamo poi della situazione dell'aeroporto di Cagliari, o della situazione delle strade regionali. C'è stato il blitz del grande ministro Lunardi che ha fatto la passerella, volendo dimostrare chissà che cosa, magari senza ricordarsi dei grossi conflitti di interesse in cui si trova coinvolto; speriamo che si sia almeno reso conto di qual è la situazione, ma credo che non ci fosse bisogno di fare la passeggiata in Sardegna per rendersene conto, sono cose talmente note che non hanno bisogno di illustrazione.

Per inciso, aggiungo che, grazie anche all'inerzia della Giunta, per andare a Milano si continuano a pagare circa settecento mila lire per il biglietto aereo, per lo slittamento dell'applicazione di questa legge voluta dal centrosinistra e boicottata dal centrodestra come è già stato detto.

Adesso c'è finalmente la fumata bianca, abbiamo finalmente l'assessore dei trasporti, non entriamo nel merito del nome perché va valutato alla luce dei fatti; si tratta di un giovane, di un tecnico, speriamo che alla luce dei fatti si dimostri capace e soprattutto interessato a risolvere i problemi dei trasporti, delle infrastrutture dei trasporti in Sardegna e non a farsi imprigionare dal gioco che parte di questa maggioranza ha portato avanti fino a questo momento.

Per il resto, ripeto, le constatazioni sono amare ed estremamente deludenti perché i problemi principali della Sardegna sono ben lunghi dall'essere risolti, e fino a questo momento non sono stati affrontati nella loro drammaticità. Il caso della blue tongue, di cui si è parlato al principio di questa seduta, lo dimostra perché anche rispetto a questo problema c'è stata una dimostrazione di inadeguatezza, di incapacità, di impreparazione, di pressappochismo, direi, per certi versi, di incoscienza che veramente lascia assolutamente perplessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, noi del centrosinistra ci siamo iscritti tutti a parlare, però, ci siamo iscritti solo noi, quindi così come ci siamo iscritti ci cancelliamo.

PRESIDENTE. Non ci sono iscritti a parlare, prego i Capigruppo della maggioranza di presentare l'ordine del giorno da sottoporre al voto.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, noi desidereremmo chiedere una breve sospensione, ma per evitare di tornare qua all'una e mezza chiediamo se è possibile di riprendere i nostri lavori direttamente stasera alle ore 16.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi non avremmo nulla in contrario all'ipotesi di qualche minuto di sospensione, però siccome l'ultima volta...

PRESIDENTE. Lei parla contro?

COGODI (R.C.). Diciamo che parlo contro, mi è più facile. Parlerei a favore se quello che viene richiesto venisse poi attuato almeno all'incirca, non dico esattamente. Siccome l'ultima volta che un Presidente di Gruppo della maggioranza, l'onorevole Corona, ha chiesto un minuto di sospensione, ve ne siete andati tutti, ci avete lasciato qui e siete tornati dopo un mese, noi vorremmo conoscere se la breve sospensione che viene richiesta è davvero una breve sospensione o se noi rimaniamo qui e voi riapparite fra due mesi. Se invece voleste fare all'incirca quello che dite, non saremmo del tutto contrari, perché mi pare ovvio che dobbiate avere il tempo di scrivere quella riga di ordine del giorno che in questo mese non avete avuto il tempo di scrivere. E' una riga l'ordine del giorno!

PRESIDENTE. Onorevole Contu, vuole precisare?

CONTU (C.C.D.). Voglio solo precisare la mia proposta, che è quella di una breve sospensione. Per evitare appunto che avvengano le cose di cui ha parlato il collega, io mi sono permesso di chiedere se, piuttosto che tardare poi a riprendere i lavori, non fosse il caso di andare a pranzo e tornare in Aula verso le 4. La mia proposta è di andare a stasera alle 4.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, mi pare che, anche sulla base delle opinioni dei colleghi, possiamo accordare una breve sospensione per definire l'ordine del giorno e riprendere i nostri lavori alle 13 e 05. Venti minuti sono sufficienti per stendere l'ordine del giorno, poi valuteremo se aggiornare la seduta al pomeriggio per la discussione.

CONTU (C.C.D.). Chiedo di parlare sul Regolamento, Presidente.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Contu.

CONTU (C.C.D.). A norma di Regolamento, chiedo che la mia proposta venga sottoposta al voto dell'Aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione la proposta dell'onorevole Contu di rinviare a questo pomeriggio i lavori dell'Aula. Chi l'approva alzi la mano.

COGODI (R.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Non si può fare una votazione a scrutinio segreto, onorevole Cogodi. Chi è favorevole alla proposta dell'onorevole Contu alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Sospendo la seduta per venti minuti. Riprenderemo i lavori alle 13 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 50, viene ripresa alle ore 13 e 16.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). A nome del mio Gruppo chiedo una sospensione dei lavori dell'Aula sino alle ore 17.

PRESIDENTE. E' stata chiesta una sospensione fino alle ore 17. Sulla richiesta possono parlare un consigliere a favore e un consigliere contro.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, quando lei era assente il Consiglio regionale si è espresso col voto contro l'aggiornamento della seduta a questo pomeriggio. Se passa il principio che si può rimettere in discussione, dopo cinque minuti una proposta già respinta dal Consiglio, credo che questo Consiglio non riuscirà più a lavorare. È stato già chiesto e respinto il rinvio alle ore 16, non è che ora si possa chiedere un rinvio alle 16 e 05, alle 16 e 30, alle 16 e 40, alle 16 e 50, perché se passa questo principio, sappia, signor Presidente, che noi utilizzeremo questo sistema per impedire che il Consiglio possa lavorare.

Credo che non si possa rivotare per lo stesso argomento, visto e considerato che il Consiglio ha già respinto questa proposta.

PRESIDENTE. Colleghi, non posso aprire una discussione su questo. La questione sollevata dall'onorevole Fadda è rilevante, perché se il Consiglio si è già espresso non si può fare una richiesta analoga indicando un'ora diversa. Io sto cercando di capire che cosa è successo, poiché non ero presente , Ha chiesto di parlare, suppongo a favore della richiesta, l'onorevole Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Signor Presidente, io desidero parlare a favore soprattutto dopo la dichiarazione dell'onorevole Fadda, perché dal punto di vista sostanziale l'onorevole Fadda può anche avere ragione: noi abbiamo votato prima la mia proposta che ha avuto soltanto 23 voti dell'opposizione e 23 voti della maggioranza, quindi non è stata accolta. Però da un punto di vista formale l'onorevole Fadda non ha ragione, perché qui non c'è bis in idem perché la proposta è diversa. Si potrà discettare e si potrà dire che è una questione più politica che regolamentare, ma da un punto di vista strettamente regolamentare la proposta dell'onorevole Giorgio Corona è diversa dalla mia.

Quindi, da un punto di vista formale questa proposta può essere, a mio giudizio, non soltanto accettata, ma discussa e quindi ovviamente sottoposta al voto dell'Assemblea. Questa è la mia opinione. Se poi vogliamo evitare elucubrazioni giuridico-politiche, io, sempre parlando a favore, dico che quando un Gruppo politico sente l'esigenza di una sospensiva è prassi in tutte le assemblee che questa sia consentita. Non stiamo chiedendo di rinviare a domani, sono già le 13 e 20, abbiamo bisogno di meditare su alcuni aspetti del problema, se dei Gruppi politici hanno questa esigenza è prassi normale in altre Assemblee, ma anche in questa Assemblea, che esigenze di questo tipo vengano accolte.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sul Regolamento. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). In realtà avevo chiesto prima di parlare sul Regolamento non potendomi iscrivere a parlare né a favore né contro, perché è preliminare conoscere l'opinione del Presidente del Consiglio in ragione di una proposta che viene reiterata un istante dopoche il Consiglio l'ha respinta.

La seduta del Consiglio è stata sospesa subito dopo il voto con il quale è stata respinta la proposta dell'onorevole Contu. e alla ripresa dei lavori si ripropone immediatamente la richiesta. Questo non è possibile e deve essere il Presidente del Consiglio a dirci che non è possibile, perché diversamente facendo, non ci sarà bisogno di utilizzare lo stesso metodo per paralizzare il Consiglio, come ha detto il collega Fadda, perché non c'è bisogno di paralizzare nulla, collega Fadda, qui è già tutto paralizzato. E` una maggioranza paralitica, è un governo anchilosato (sono circondato da medici che mi stanno suggerendo un sacco di cose che non ripeto), non andiamo oltre il buon senso e il buon gusto, perché se ogni domanda respinta dal Consiglio venisse immediatamente riproposta spostando di un minuto o di mezz'ora, non è questione di forma e sostanza, è questione di sostanza e basta.

In materia di regolamenti, spiace dire queste cose a gente che ha presieduto in altri tempi il Consiglio, la forma è sostanza.

(Interruzioni)

Ma quando mai? Qual è la sostanza su cui noi avremmo ragione e la forma su cui l'avresti tu?

CONTU (C.C.D.). Invece non è così!

COGODI (R.C.). In materia di regole la forma è sostanza, forma e sostanza coincidono, sennò le assemblee non servono, non è che non funzionano. Non si può continuare a giocare di furbizia. Si giochi ma si giochi lealmente. La maggioranza c'è, deve meditare. Ma che cosa produrrà la sua meditazione? Sta meditando da tre mesi su un assessore da sostituire. Sta meditando da quando, un mese fa, ha chiesto la sospensione di un minuto e ve ne siete andati per un mese. Stavate meditando? Avete meditato ieri quando vi siete riuniti come maggioranza; avete meditato stamattina quando il Presidente della Giunta ha fatto un discorso politico, e neanche uno di voi si è iscritto a parlare nel dibattito e noi abbiamo dovuto ritirare i nostri iscritti a parlare proprio perché non c'era confronto politico. Manco uno della maggioranza si è iscritto, si sono ritirati gli iscritti della minoranza perché voi stavate meditando e non potevate essere disturbati nella vostra meditazione, e adesso dovete meditare all'ora di pranzo? Ma no, onorevole Contu, lei all'ora di pranzo si mangerà una bistecca, lei non deve meditare. Lei pensa che all'ora di pranzo possa trattare, contrattare, fare!

Io ho necessità, come consigliere regionale, mi appello al diretto del singolo, ma ne abbiamo bisogno anche come Gruppo politico costituito in questo Consiglio regionale, di sentire innanzitutto dal Presidente del Consiglio quello che è ovvio, che una richiesta appena respinta dal Consiglio non può essere riproposta, perché qui non c'è forma distinta dalla sostanza, in materia di regole forma e sostanza coincidono. La richiesta di rinvio al pomeriggio è già stata respinta, il Consiglio ha votato una proposta precisa, la ripresa dei lavori dopo venti minuti, quella è la proposta positiva votata dal Consiglio e quella rimane. Però, siccome ne vediamo di tutti i colori, vediamo che colore vedremo ora, però è chiaro che preliminarmente deve essere la Presidenza a dirci quello che è ovvio che ci debba dire.

CONTU (C.C.D.). Posso parlare sul Regolamento?

PRESIDENTE. Se lei lo ritiene utile, onorevole Contu, io le do la parola, perché conosco la sua saggezza e so che lei dà contributi utili, sennò diamo la parola al Presidente della Giunta che l'ha chiesta.

Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

floris (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Io ero convinto che si fossero iscritti a parlare tutti i componenti del centrosinistra perché così mi era stato detto, pensavo anche di dover rispondere alle accuse che sono state fatte e alle osservazioni sulle mie dichiarazioni rese in quest'Aula, quindi pensavo che l'ordine del giorno di approvazione delle dichiarazioni del Presidente della Regione dovesse essere presentato a fine dibattito. Improvvisamente è saltato fuori che bisognava presentare l'ordine del giorno e votare stamattina, io questo non lo capisco, voglio capire se devo parlare, se non devo parlare, se sono previste le mie dichiarazioni oppure no, e d'altra parte, onorevole Cogodi, ogni qualvolta un Gruppo ha chiesto la convocazione della Conferenza dei Capigruppo o una sospensione sono state concesse, tanto non succede nulla, le assicuro che non succede nulla. Quindi se c'è l'esigenza di sospendere non fino alle quattro ma fino alle cinque credo che sia legittimo porre questo problema e chiedere la sospensione non perché si vuole ricorrere a strumentalizzazioni, ma perché c'è una esigenza politica che noi stiamo esprimendo, quindi non mi pare che ci sia da farne una ragione di stato.

COGODI (R.C.). Basta dirlo!

PRESIDENTE. Consentitemi, colleghi, di ricordare che quando un Gruppo, sia della maggioranza che dell'opposizione, chiede una sospensione, questa viene sempre accordata. Tuttavia, sul piano puramente formale, se si vuole restare sul piano formale, è evidente che l'onorevole Fadda ha ragione nel senso che su un argomento sul quale si è votato non si può votare la seconda volta. E` vero che la proposta viene da un altro Gruppo, e c'è un'ora di differenza ma nella sostanza l'argomento è lo stesso.

Detto questo, c'è un problema di ordine pratico, noi dobbiamo votare un ordine del giorno che non è ancora pervenuto, io dovrei di fatto sospendere i lavori in attesa che pervenga l'ordine del giorno che si deve votare. Allora, mi sia consentito, io convoco....

COGODI (R.C.). Se non c'è l'ordine del giorno da votare, votiamo altre cose. Andiamo avanti.

SANNA NIVOLI (A.N.). Quando sarai Presidente del Consiglio farai come vorrai.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi perdoni, non possiamo adesso votare l'ordine del giorno perché non è stato presentato, io lo sto aspettando, appena arriverà lo voteremo, si tratta di decidere come proseguire i lavori, per fare questo convoco la Conferenza dei Capigruppo.

I lavori del Consiglio sono sospesi per un quarto d'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 29, viene ripresa alle ore 13 e 46).

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io mi permetto di insistere chiedendo alla cortesia di tutti i colleghi, ma soprattutto dei colleghi dell'opposizione, di consentire ai Gruppi di maggioranza la possibilità di riunirsi perché i Gruppi di maggioranza hanno l'esigenza di sentirsi tra di loro.

E` una esigenza normale in politica, credo che sia accaduto altre volte, accadrà sicuramente nel futuro, ma la mia richiesta è anche motivata dal fatto che, avendo il Presidente della Giunta regionale reso dichiarazioni non soltanto attinenti alla nomina dell'Assessore, ma a un quadro politico certamente più vasto e più organico, questo porta molti componenti della maggioranza a ritenere giusto incontrarsi e decidere come intervenire nel dibattito.

Perciò, data questa esigenza che mi pare abbastanza normale, e che noi chiediamo alla cortesia dell'opposizione di rispettare, ben sapendo che l'opposizione da un punto di vista formale può anche dirci che il Consiglio stamattina ha votato contro il rinvio al pomeriggio, e io mi rendo conto anche di questa impasse di tipo formale, noi chiediamo alla cortesia dell'opposizione di consentire, se c'è un minimo di fair play, che i Gruppi della maggioranza possano riunirsi un istante per concordare la loro azione..

Siccome l'ora è tarda, tanto vale che si consenta a molti di consumare un pasto, perché anche questo è necessario, a noi di poterci vedere tra di noi e discutere e tornare alle quattro o all'ora che l'Assemblea riterrà più opportuna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). A noi pare di poter dire che la motivazione che dà l'onorevole Contu, non si comprende se a nome di tutta la maggioranza o di parte della maggioranza, ma non cambierebbe anche se fosse solo per il suo Gruppo, è una motivazione che ha un fondamento, però comunque è una motivazione che non è stata espressa prima.

La politica è complessa, è l'arte del possibile, o l'arte dell'impossibile, ognuno la definisce come vuole, di sicuro deve significare parlare e agire con chiarezza di fronte a tutti quelli verso i quali abbiamo assunto una responsabilità.

L'onorevole Contu ha esplicitato in Consiglio, quindi pubblicamente, un elemento di novità. Si poteva arguire che, non essendo nessuno della maggioranza intervenuto nel dibattito politico, o non vi fosse condivisione delle dichiarazioni politiche del Presidente della Giunta o vi fosse addirittura un eccesso di condivisione, che cioè la maggioranza tutta fosse d'accordo con le dichiarazioni politiche del Presidente della Giunta e ritenesse superfluo anche un qualsiasi intervento di sostegno.

Apprendiamo, e questo è importante, che l'esigenza più che legittima di una riflessione ulteriore, sul piano politico ben si intende, espressa dall'onorevole Contu per tutta o parte della maggioranza, attiene al fatto che le dichiarazioni del Presidente non si sono limitate a proporre la nomina dell'assessore, ma hanno spaziato sul campo politico, ed è esattamente quello che noi abbiamo detto fin dall'inizio, cioè che il Presidente ha fatto nuove dichiarazioni programmatiche, un discorso sullo stato dell'Unione, forse l'annuncio della soluzione della crisi o della verifica. Ci è sembrata una delle possibili soluzioni che il Presidente, evidentemente per conto della maggioranza, intendeva dare alla verifica politica. Tutta o parte della maggioranza ritiene non di non condividere, mi pare di capire, ma di dover approfondire quel tipo di soluzione a una verifica che era in atto e di cui questo Consiglio ha discusso, e vuole pensarci ancora e confrontarsi. Questo è legittimo, però è anche chiaro che la ragione non è puramente tecnica, ma è eminentemente politica perché quelle dichiarazioni non aspettate, quindi non concordate, del Presidente della Giunta debbono essere capite per vedere se sono condivise.

Questa è un'esigenza più che logica, e mi pare che così motivata la richiesta non possa che essere tenuta in debito conto, ma è diversa da come era stata presentata.

PRESIDENTE. Mi pare che non ci siano obiezioni da parte dell'opposizione, pertanto credo, considerata l'ora, che possiamo interrompere i lavori del Consiglio adesso per riprenderli alle ore 17.

FADDA (Popolari-P.S.). L'ordine del giorno è stato presentato?

PRESIDENTE. Sì, se ne darà lettura stasera, in apertura dei lavori.

La seduta è tolta alle ore 13 e 53.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Frau sull'uso della discarica di Canaglia per lo smaltimento delle ceneri dell'Orimulsion. (1)

L'Assessorato della Difesa dell'Ambiente è venuto a conoscenza del conferimento delle scorie derivanti dalla combustione dell'Orimulsion alla discarica di Canaglia di proprietà della Società EcoSesto a seguito delle informazioni diffuse dalla stampa.

Tale conferimento è stato successivamente confermato da apposito verbale trasmesso, dietro richiesta dell'Assessorato della Difesa dell'Ambiente, dalla Amministrazione Provinciale di Sassari con fax datato 26/07/99.

Nessuna informazione in merito è stata fornita dall'Enel alla Giunta Regionale, ma è bene precisare che alcuna autorizzazione deve essere fornita dall'Assessorato della Difesa dell'Ambiente per il conferimento di rifiuti ad una discarica autorizzata. La discarica di Canaglia della Società EcoSesto è una discarica controllata di tipologia 2B autorizzata con provvedimento dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente n. 24375 del 9 agosto 1996 allo smaltimento dei rifiuti speciali di caratteristiche compatibili con la natura stessa della discarica.

Al fine di consentire all'Enel di poter inviare le ceneri di combustione dell'Orimulsion ad impianti di recupero in Inghilterra come da impegni assunti dalla stessa Società nel corso dei numerosi incontri tenutisi presso il ministero dell'Ambiente, l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna ha rilasciato in data 21/06/99 il provvedimento di autorizzazione al deposito preliminare presso lo stabilimento di produzione dei suddetti rifiuti.

Si sta provvedendo alla verifica della conformità alle leggi vigenti dello smaltimento in discarica delle ceneri di cui trattasi attraverso il competente organo deputato al controllo.

Saranno assunte, oltre a quelle già messe in essere, tutte le iniziative necessarie al fine di consentire che l'enel provveda per il futuro al conferimento delle ceneri agli impianti di recupero.

Risposta scritta dell'Assessore della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport all'interrogazione Frau su un incarico a professionisti per 600 milioni all'ERSU di Sassari (133).

Con riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto si comunica quanto segue.

La Ras nell'ambito delle direttive agli ERSU, approvate con la deliberazione di Giunta n. 36/14 del 2.8.1999, ha indicato come prioritario l'avvio di un programma di acquisizione e realizzazione di nuove strutture per il diritto allo studio universitario (mense e case dello studente) e all'art. 28 della L.R. 18.11.1999 n. 1, ha previsto i relativi finanziamenti; in particolare all'ERSU di Sassari sono stati assegnati 2 miliardi all'anno per 14 anni (dal 2000 al 2013) per complessive L. 28 miliardi che, sommati ai circa 10 miliardi di avanzo di amministrazione, già accantonati per l'acquisto dello stabile di Piandanna, portava la disponibilità complessiva prevista a circa 40 miliardi.

L'ERSU di Sassari, in coerenza con le richiamate direttive, ha inteso avviare un programma finalizzato all'ampliamento delle strutture ricettive per gli studenti universitari ed a tal fine:

- con deliberazione n. 95 dell'8.6.1999 ha deciso di procedere alla pubblicazione di un avviso a mezzo stampa per la "ricerca di aree fabbricabili o strutture da destinare ad alloggi per gli studenti universitari";

- con deliberazione n. 121 del 21.7.1999, prendendo atto dei risultati di un primo esame da parte del Comitato strutture dell'ente delle offerte pervenute, ha espresso "parere favorevole, in linea di massima e fatte salve le opportune verifiche", su alcune delle offerte;

- con deliberazione n. 130 del 27.7.1999 ha affidato a 5 professionisti, 3 ingegneri e 2 avvocati, l'incarico di "approfondire le problematiche tecniche e giuridico-amministrative relative all'acquisizione da parte dell'ente di strutture edificate o aree fabbricabili, già individuate con deliberazione 121/99";

- con deliberazione n. 156 del 12.10.1999 ha dato mandato al Presidente per la stipula della convenzione con i predetti professionisti per una spesa complessiva di L. 600.000.000.

L'Assessorato P.I. ha avuto notizie degli atti sopra richiamati solo tramite stampa e ne ha immediatamente richiesto la trasmissione verificando in particolare che la deliberazione n. 156/99 non era stata trasmessa per il controllo entro 10 gg. dalla sua adozione, pur rientrando nella fattispecie di cui al punto d) comma 1 dell'art. 3 della L.R. 15.5.95 n. 14; conseguentemente, con nota n. 32792 del 2.12.1999, è stato comunicato all'ERSU che la delibera doveva ritenersi decaduta.

L'ERSU ha ritenuto di poter sanare la situazione adottando la deliberazione n. 12 del 08/02/2000 che sostanzialmente ribadisce il contenuto della deliberazione decaduta.

L'Assessorato della P.I., ai sensi dell'art. 4 comma 3 della richiamata L.R. 14/95, ha invitato l'ERSU a riesaminare la predetta deliberazione per le seguenti motivazioni:

1. non appaiono sufficientemente chiari i motivi per i quali, a fronte di una obiettiva carenza in organico di specifiche professionalità tecniche e giuridiche, non ci sia avvalsi del consulente tecnico amministrativo che con regolare convenzione opera nell'interesse dell'ERSU, secondo quanto segnalato dalla cons. Pasella nell'esposto trasmesso sull'argomento alla Presidenza della Giunta; detta precisazione appare tanto più necessaria in quanto la deliberazione riporta il voto contrario della cons. Pasella, a conferma del voto contrario già espresso sulla deliberazione n. 130/99, dalla quale, per contro, sembrerebbe potersi evincere che la proposta di richiedere una consulenza tecnico legale all'esterno sia stata formulata proprio dalla cons. Pasella;

2. non sono inoltre esplicitati i motivi per i quali si è ritenuto di far ricorso ad un "collegio" di 5 professionisti, e conseguentemente non si evince se sia stata valutata l'incidenza del numero dei professionisti sul costo complessivo della consulenza;

3. considerato che l'incarico viene conferito ai sensi dell'art. 6, comma 3 della L.R. 31/98, che prevede che "gli enti possono conferire incarichi ad esperti di provata competenza determinando preventivamente oggetto, durata, luogo e compenso della collaborazione" appare necessario esplicitare i motivi per i quali si sia proceduto all'affidamento dell'incarico con la deliberazione n. 130 del 27.7.1999 e solo successivamente, con la deliberazione in esame, a fissarne le modalità ed in particolare il compenso, approvando la relativa bozza di conversione;

4. tra le risorse finanziarie utilizzabili per la realizzazione del programma viene ricompresa la somma di L. 2.000 milioni prevista dall'art. 37 della L.R. 37/88 (e non 37/87, come erroneamente indicato) che non è più disponibile in quanto non impegnata entro il 31.12.1999.

Con la deliberazione n. 42 dell'11.04.2000 avente per oggetto "Riesame delibera n. 12 dell'8.2.2000" l'ERSU ne ha sostanzialmente riproposto i contenuti, adducendo, con riferimento alle singole osservazioni, motivazioni che non sono state ritenute sufficienti dall'Assessorato, che conseguentemente, con nota n. 12055 del 09.05.2000, ha proposto alla Giunta l'annullamento della deliberazione di che trattasi.

Risposta scritta dell'Assessore della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport all'interrogazione Frau sull'ERSU di Sassari (196).

Ai fini della risposta all'interrogazione in oggetto, ad integrazione di quanto già comunicato con riferimento all'interrogazione 133/A relativa allo stesso argomento, si segnala quanto segue.

Il Direttore Generale dell'Area legale della Presidenza della Giunta, con nota n. 6/352 del 12.06.2000, ha espresso parere conforme alla proposta di annullamento la deliberazione n. 42 dell'11.04.2000 avente per oggetto "Riesame delibera n. 12 dell'8.2.2000" inviata dall'Assessorato P.I. con nota n. 12055 del 09.05.2000.

Successivamente, in data 12.06.2000 con fax n. 4538 la Presidenza della Giunta ha dato disposizioni all'Assessorato della P.I. perché invitasse l'Ersu ad annullare in regime di autotutela la richiamata deliberazione n. 42/2000, divenuta esecutiva per mancato esercizio del controllo in termini.

L'Assessorato ha adempiuto alla predetta disposizione, con nota n. 15017 del 13.06.2000, nella quale si precisava che "l'esecutività, sopravvenuta per l'impossibilità da parte della Giunta di esercitare il controllo in termini, non sana le illegittimità dell'atto né solleva dalle responsabilità connesse alla sua applicazione.

L'ERSU non ha ritenuto di dover aderire all'invito di annullamento della delibera in regime di autotutela ed infatti risulta aver sottoscritto la convenzione con i professionisti ed aver provveduto a liquidare in parte i compensi previsti; inoltre con deliberazione n. 83 del 04.08.2000 ha approvato "la graduatoria per acquisizione aree/strutture per residenze universitarie"; nella stessa data sono state approvate anche le deliberazioni n. 85 e 86, aventi per oggetto rispettivamente "Acquisto aree/strutture per residenze universitarie" e "Esame disponibilità residue per acquisto aree/strutture per residenze universitarie".

Della deliberazione n. 83, con nota n. 20359 del 08.09.2000, l'Assessorato ha chiesto all'Ente il riesame "al fine di esplicitare le motivazioni della decisione di disattendere la direttiva della Giunta regionale, emanata su conforme parere dell'Area legale dell'Amministrazione, in ordine all'annullamento in regime di autotutela della deliberazione di codesto Ente n. 42 del 20.04.2000, relativa alla procedura che ha portato alla definizione della graduatoria oggetto della presente deliberazione".

Analoga richiesta di riesame è stata inviata, sotto la stessa data dell'08.09.2000, anche per le deliberazioni nn. 85 e 86, rispettivamente con le note nn. 20363 e 20361.

Sulla base delle motivazioni che l'ERSU produrrà in sede di riesame l'Assessorato potrà definire le ulteriori iniziative in merito ed in particolare della segnalazione alla Corte dei Conti.

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Cappai - Capelli sulla drammatica situazione nel settore agricolo oristanese. (209)

In relazione alla possibilità di prolungare il periodo di caccia, si richiama integralmente quanto già rappresentato in risposta all'interrogazione n. 223/A dell'on. Amadu, che ad ogni buon fine si allega.

Sul punto 2, si fa presente che i competenti uffici dell'Assessorato provvedono regolarmente al risarcimento dei danni, accertati e liquidati, causati dalla selvaggina.

Interrogazione 223/A Amadu

Elementi di risposta

Le doglianze lamentate dall'interrogante appaiono condivisibili sia nell'impostazione generale, sia sotto il profilo giuridico e tecnico.

Gran parte delle motivazioni espresse sono alla base delle ragioni che avevano originato, nella prima stesura, la nuova legge sulla protezione della fauna e sull'esercizio della caccia successivamente modicficata in fase di esame da parte della Corte Costituzionale.

Quest'ultima, eludendo il problema della procedura di recepimento delle direttive comunitarie da parte delle Regioni a Statuto speciale, che avrebbe lasciato alle stesse la potestà normativa propria nell'attuazione delle direttive e nello stabilire il termine di caccia in relazione alle peculiarità ambientali dell'isola e alle tradizioni di caccia che vi si praticano, ha ribadito il carattere vincolante della prescrizione della legge 157 (riconosciuta e dichiarata, a posteriori, legge di riforma economico-sociale).

Appare evidente, quindi, che solo una modifica dell'art. 18 della legge 157/1992, che fissa il periodo di caccia, può comportare la rideterminazione di un termine della stagione venatoria a febbraio e a tale obiettivo è rivolta l'azione della Giunta, che intende sollecitare i competenti ministeri e lo stesso Governo ad un esame della proposta di legge adottata in tal senso dal Consiglio Regionale.

Per quanto attiene al c.d. prelievo venatorio in deroga, in riferimento all'art. 9 della direttiva 409/79, occorre tenere conto di due questioni essenziali:

a) la tutela delle produzioni agricole, zootecniche e ittiche è assicurata, secondo quanto disposto dall'art. 6 della legge regionale n. 23/1998 (cattura e abbattimento autorizzato), attraverso piani di abbattimento specifici (come attualmente avviene per i cormorani), vere azioni di prevenzione e protezione utilizzate dai conduttori delle aziende in collaborazione con il C.F.V.A., previo parere dell'INFS. La stessa disposizione disciplina analogalmente la cattura di specie per fini di ricerca e insegnamento.

b) Non è stata disciplinata nella legge regionale la detenzione e gli altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità (art. 9, comma 1, lettera e) della direttiva 409/79.

Si è ipotizzato, invero, avvalendosi del presupposto del danno agricolo, un esercizio venatorio in deroga per l'abbattimento delle specie che arrecano danno alle produzioni.

Ma appare evidente che le deroghe, di cui la disposizione citata reca una sufficiente regolamentazione, appare misura assolutamente diversa, per le specifiche limitazioni che la caratterizzano, come affermato al secondo comma dell'art. 9 della direttiva 409/79, dall'autorizzare in modo generalizzato gli abbattimenti da parte di cacciatori, oltre il termine imposto dalla stagione venatoria.

E questo pur nel riconoscimento dei danni subiti dagli operatori agricoli e per la cui tutela l'Assessorato è disposto ad operare nell'ambito delle procedure previste in legge.

Ma sono evidenti le responsabilità sia per la probabile o certa infrazione all'ordinamento comunitario, sia di ordine generale per consentire l'inosservanza di una norma sanzionata penalmente.

La linea dell'Assessorato è pienamente condivisa dai rappresentanti del mondo venatorio, che pur condividendo le aspirazioni dei propri associati, ravvisano l'impossibilità giuridica attuale della prosecuzione dell'attività venatoria, ma sono pronte a sostenere ogni iniziativa di tipo legislativo e regolarmentare di modifica dell'attuale disciplina.

Peraltro, sull'argomento del prelievo in deroga, in ogni caso, la Corte Costituzionale, nel dichiarare l'illegittimità costituzionale di alcune leggi regionali (Liguria, Umbria e Veneto), che regolamentano la materia ha ribadito non solo il carattere di riforma economico-sociale della legge 157 ed il potere in capo allo Stato di individuare le specie cacciabili e la variazione dei relativi elenchi, ma altresì la determinazione dei periodi venatori e la disciplina delle deroghe.

Risposta scritta dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente alle interrogazioni (227) GRANARA - FLORIS - PILI - CORONA - RASSU - LICANDRO sull'incaglio della motonave Eurobulker IV e GRANARA - FLORIS - PILI - CORONA - LOMBARDO - TUNIS MARCO sui provvedimenti urgenti da adottare per far fronte ai danni conseguenti all'affondamento della motonave Eurobulker IV (231).

Con riferimento alle interrogazioni citate in oggetto, si rinvia alla risposta all'analoga interrogazione n. 218/C.

Il giorno 08.09.2000, lo scrivente veniva informato di un incidente nelle acque del Canale di Carloforte.

Sono pervenute le informative delle Capitanerie, che davano notizia di sversamento di diesel oil e dell'attivazione di alcuni Comuni costieri.

E' stato disposto un intervento mirato alla conoscenza delle conseguenze del sinistro, non appena la navigazione è stata possibile per le condizioni del mare.

Sono state attivate Associazioni di volontariato, per vigilare e reperire informazioni e per collaborare con la capitaneria locale competente autonoma, in virtù della legge sulla difesa del mare. Per la vigilanza in mare è stato utilizzato un mezzo del C.F.V.A. Ulteriore mezzo è stato predisposto dalla Protezione Civile dell'Assessorato.

Le condizioni meteomarine favorevoli del giorno 09.09 e seguenti, hanno rivelato il verificarsi di quanto segue:

L'interessamento di olio diesel nella costa settentrionale dell'Isola Piana e di alcuni punti del più vicino territorio esposto a nord dell'Isola di San Pietro. Tale inquinamento costiero si è rivelato non preoccupante, leggero e non diffuso, rispetto a possibili attese.

Non erano note, né evidenti, situazioni di pericolo ulteriore né risultava ulteriore sversamento dal natante sinistrato.

E' pervenuta in serata, da una delle Associazioni impegnate nel vigilare la zona sud-est immediatamente a nord della laguna di Sant'Antioco, l'avvenuta segnalazione di una macchia di olio per la quale, segnalatane la presenza alla Capitaneria locale, se ne monitorizzava lo sviluppo dello spostamento. Tale inquinante è stato trattato con assorbente dalla stessa Associazione prima dello spiaggiamento nella costa di Cussorgia, tra Calasetta e Sant'Antioco. Parte delle sostanze ha comunque raggiunto la costa.

La mattina seguente veniva presidiata tale ultima zona nella probabilità che potesse essere interessata la laguna di Sant'Antioco.

Venivano predisposti sbarramenti in acqua e solo una parte limitata dell'inquinante è entrata nella laguna. Ciò si è potuto verificare per le difficoltà costituite dai fondali, che hanno ritardato l'intervento dei mezzi della Capitaneria di Porto appositamente avvertiti. E' stato di seguito completato lo sbarramento nella bocca della laguna. Nella giornata successiva sono state compiute ispezioni nella restante costa, senza rilevare situazioni degne di particolare preoccupazione.

Nei giorni ancora successivi si è avuto qualche ulteriore svarsamento di sostanza oleosa anche più densa, fuel oil, dovuto ad ulteriori dilavamenti del relitto e a qualche disfunzione connessa con le operazioni di allibro appositamente predisposte quale primo intervento precauzionale e più importante sotto l'aspetto del possibile inquinamento.

Le perdite così avvenute sono state assorbite direttamente dallo specchio acqueo mediante i mezzi "ecolmare" dell'autorità marittima. Alcune parti disperse e non consistenti, sfuggite a tale azione, sono state oggetto di spiaggiamento nella zona di Matzaccara di S.Giovanni Suergiu ed in quella a nord-ovest di Sant'Antioco, punti focali di arrivo. Anche altre zone sono state interessate nella costa di Gonnesa, di Portoscuso e di Calasetta, ma in misura meno rilevante sotto l'aspetto di inquinamento. Non sono comunque apparse, in alcuna situazione, tracce di indicatori colpiti, quali uccelli marini, pesci e fauna in genere.

Nel frattempo, oltre alle operazioni di allibo citate, sono stati avviati, di concerto con la Prefettura di Cagliari, ulteriori programmi per l'allibo del carico di carbone, operazione questa assunta in carico all'ENEL e oltremodo delicata sotto l'aspetto della situazione critica del relitto e dell'influenza delle condizioni del mare. Tali operazioni allo stato attuale hanno avuto inizio senza particolari problemi sino al momento del necessario abbandono della zona delle operazioni a causa delle condizioni di vento e di mare che hanno portato al verificarsi di quanto temuto con lo spezzarsi e l'affondamento di tre quarti della nave.

Le operazioni ambientali all'esterno del relitto finora effettuate e favorite da un tempo clemente, hanno sofferto notevolmente della presenza di fondali accidentati prospicenti la costa di S.Giovanni Suergiu. Ciò ha infatti impedito una completa intercettazione delle sostanze in mare, peraltro prontamente asportate dalle spiagge, dai Comuni e dal Volontariato intervenuto.

L'azione di contenimento ha consentito di salvaguardare la laguna di Sant'Antioco, interessata minimamente nella riva sud-orientale. La residua e più importante parte di sostanza inquinante trovava infatti provvidenziale via lungo il canale navigabile sfociante a sud.

Si condivide quanto oggetto dell'interrogazione in ordine alle necessità di salvaguardia del traffico navale, e saranno attivate le conseguenti azioni tese ai segnalamenti delle secche e, nella prospettiva di più intensi traffici e della previsione di impiego di natanti di maggiore stazza (il porto di Porto Vesme sarà portato a quota - 14) ai segnalamenti dell'intera via del canale di Carloforte, irto considerevolmente di insidie incombenti.

Il Servizio Piloti del Porto inoltre è specifico oggetto di ordinanza recente della Direzione Marittima della Sardegna, assunta conseguentemente alle vicissitudini attuali. Ciò anche in dispregio a vigenti norme o vincoli sulla navigazione e sulla portualità.

La dinamicità dell'emergenza, tuttora in atto, che pone maggiore problematicità nelle operazioni di asportazione del carico e di relativi indotti inquinanti che potrebbero fare assumere notevolissime complicazioni sulla definizione del caso, allo stato attuale ha consigliato di soprassedere in attesa di pur difficili ma attendibili e sufficienti valutazioni che, per quanto riguarda la Regione, vedono competenza in materia di danno ecologico (che finora e per fortuna non ha assunto rilievo apprezzabile), di danno alle attività produttive di pesca lagunare e di danno per le attività di balneazione e turistica.

Tutto ciò facendo salve le conseguenze connesse alla diversa situazione verificatasi nelle ultime ore sul relitto.

Per la nuova situazione sono allertati i Comuni e gran parte delle Associazioni di Volontariato. La Capitaneria di Porto ha attivato le competenti azioni tese ad una conoscenza dell'evoluzione in atto.

Rispsta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione Fadda sulla mancata erogazione da parte della Regione delle somme spettanti ai vincitori delle borse di studio per corsi di specializzazione post-laurea. (258)

Lo scrivente Assessorato, in merito all'interrogazione di cui all'oggetto, precisa quanto segue:

- pur in presenza di uno stanziamento ridotto e non sufficiente a coprire le reali necessità del comparto (L. 6.000.000.000), in sede di predisposizione del programma annuale di interventi per le borse di studio per l'anno accademico 1999/2000, si è ritenuto opportuno - anche per dare un segnale positivo e rispondente alle attese dell'utenza - mettere a concorso 170 borse di studio finalizzate alla frequenza di corsi post-laurea in Italia o all'estero. Con lo stesso programma si autorizzava l'emanazione del bando per i rinnovi delle borse, riservato a coloro che - avendo vinto la borsa di studio negli anni precedenti - frequentavano dei corsi di durata pluriennale;

- l'Assessorato, nel predisporre tale programma, confidava - come già era avvenuto negli anni precedenti - negli ulteriori stanziamenti derivanti dalla manovra di assestamento di bilancio;

- proprio in vista di tale manovra, nel mese di maggio u.s., dagli uffici dell'Assessorato veniva trasmessa all'ufficio competente la richiesta per un ulteriore stanziamento di L. 2.000.000.000, onde poter permettere la totale copertura delle spese derivate sia dall'assegnazione delle 170 borse messe a concorso, sia dei circa 200 rinnovi;

- purtroppo, dall'assestamento di bilancio, non si sono avute le risposte auspicate, per cui lo stanziamento iniziale si è esaurito con gli ultimi pagamenti avvenuti in data 2 agosto u.s.;

- onde non incorrere nello stesso problema, in sede di predisposizione del programma di interventi per le borse di studio per l'anno accademico 2000/01 si è dovuto procedere ad una drastica riduzione delle borse, portandole a sole 60.

Risposta scritta dell'assessore del turismo, artigianato e commercio all'interrogazione Ibba sulla deliberazione della Giunta regionale relativa al riconoscimento, in base alla legge regionale 5 settembre 2000, n. 17, di un contributo di lire 3,8 miliardi al Consorzio Golfo degli Angeli a sostegno delle attività di spettacolo già finanziate dalla Regione in base alla legge regionale 5 dicembre 1973, n. 38 (339).

Premesso che l'interrogazione n. 339/A dell'On. Ibba si riferisce ad un contributo di L. 3.800.000.000 erogati dalla RAS al Consorzio Golfo degli Angeli su fondi relativi alla L.R. 21.04.1955, n. 7, art. 1, lett. c) "Manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico", al fine di cofinanziare l'organizzazione del 1° Festival Internazionale L'Anfiteatro di Cagliari, manifestazione pubblica di grande interesse turistico e di grande successo, come riconosciuto dalle più importanti testate nazionali e come certificato dalla presenza di 70.174 spettatori paganti;

rilevato che il Festival Internazionale L'Anfiteatro di Cagliari è costato complessivamente circa 9 miliardi di cui circa 800 milioni in pubblicità e promozione, ed è stato promosso dall'Assessorato al Turismo della RAS nell'ambito del Sistema Integrato di sviluppo del Territorio del Golfo degli Angeli (ideato dall'omonimo Consorzio pubblico dei Comuni del Golfo degli Angeli), come ampiamente scritto e rimarcato in tutto il materiale a stampa e/o pubblicitario del Festival;

si ritiene utile precisare inoltre:

1. il succitato contributo risulta regolarmente liquidato, dopo aver superato l'iter ordinario previsto dalla normativa;

2. i criteri adottati fanno riferimento alla L.R. 21.04.1955 n. 7, art. 1, lett. c), alla Deliberazione n. 22/10 del 25.05.2000 pubblicata sul BURAS n. 18 del 8.06.2000;

3. il numero dei turisti presenti, la cui nazionalità è risultata variegata con prevalenza di quella italiana, è stato calcolato con tardizionali procedure quali: verifica delle prenotazioni alberghiere e delle presenze, verifica delle prenotazioni a teatro e presenze a teatro, verifica delle presenze di operatori e giornalisti durante il periodo del Festival nonché di artisti e gruppi di artisti, verifica delle presenze presso strutture extra alberghiere ecc.;

4. non risulta ad oggi che la Corte dei Conti abbia avanzato rilievi sulla spesa in oggetto.

Si ritiene utile infine fornire qualche dato in merito alla seconda edizione del Festival Internazionale l'Anfiteatro di Cagliari, in corso di svolgimento: sono già state realizzate 9 manifestazioni (delle 19 previste), con un incasso di circa un miliardo e corrispondenti a 17.029 spettatori paganti.

Risposta scritta dell'assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Frau sui tassi di interesse per i mitui fondiari per la prima casa. (362)

Con riferimento all'oggetto dell'interrogazione, si forniscono gli elementi di riscontro.

L'Assessorato dei Lavori Pubblici è perfettamente a conoscenza che alcuni istituti di Credito non applicano ai mutui regionali di cui alla L.R. n. 32/85 il tasso di interesse dell'8% fissato dal decreto legge 29 dicembre 2000, n. 394, convertito con legge n. 24/2001.

Il decreto legge n. 394/2000, infatti, espressamente si applica ai soli "finanziamenti non agevolati" (cfr. art. 1, comma 2).

Invero, il decreto citato potrebbe anche applicarsi ai mutui regionali, almeno per il periodo non più assistito da agevolazione. Per tale periodo infatti i suddetti finanziamenti potrebbero essere qualificati come finanziamenti ordinari, benchè ciò non sia affatto pacifico.

Sennonchè la legge regionale n. 6/2001, al comma 66, recita tra l'altro che ai mitui in parola si devono applicare, ancorchè il contributo regionale sia cessato e l'onere per interessi gravi sul solo mutuatario, le disposizioni di cui all'art. 29 della legge 133/99, ossia quelle che hanno introdotto la rinegoziazione per i mutui edilizi agevolati. Ebbene, la legge 133/99 non è ancora applicabile, in quanto la Banca d'Italia non ha comunicato i tassi d'interesse ai quali devono essere effettuate le rinegoziazioni ex lege 133/99.

Dunque, allo stato della disciplina vigente, agli istituti di credito non può essere imposta né la rinegoziazione ex lege 133/99, estesa dalla norma regionale anche al periodo non assistito da contributo (poiché non si conosce il relativo tasso di interesse), né quella che la legge 24/2001 stabilisce per i mutui ordinari (in quanto esclusa dalla medesima norma regionale).

La situazione descritta tuttavia è tanto più grave, in quanto evidentemente l'art. 1, comma 66, della legge regionale n. 6/2001 è stato introdotto senza tenere conto della modifica che l'art. 29 della legge 133/99 aveva già subito ad opera della legge finanziaria dello Stato per il 2001 (legge 388/2000, art. 145, comma 62); modifica per effetto della quale i tassi di rinegoziazione dei mutui agevolati venivano ancorati non più ai tassi di cui alla legge 108/96 (c.d. legge antiusura), bensì a quelli medi dei mutui edilizi agevolati in ammortamento. Ebbene, i suddetti tassi. Come già detto non ancora comunicati, dovrebbero aggirasi intorno al 12%.

Contro tale modifica normativa hanno infatti preso posizione tutte le Regioni le quali, attraverso un documento comune, e recentissimamente (25.7.u.s.) sottoponendo la questione al Sottosegretario On.le VICECONTE, hanno chiesto al Governo di attivarsi per la modifica del citato art. 145, comma 62, nel senso di uniformare i tassi di rinegoziazione dei mutui agevolati almeno a quello imposto alle banche per i mutui ordinari.

Se tuttavia tali iniziative non dovessero approdare ad esiti positivi, non appena la Banca d'Italia comunicherà il tasso di rinegoziazione (tasso medio dei mutui agevolati in ammortamento), l'Assessorato dei Lavori Pubblici, di concerto con l'Assessorato della Programmazione, saranno costretti a diramare la Direttiva applicativa della disposizione regionale la quale, nel testo attuale e tenuto conto del quadro normativo sopradescritto, è fortemente pregiudizievole per i mutuatari.

Si ritiene infine di dover comunicare che alcune delle principali Banche (Banco Sardegna, Banca Intesa, Sanpaolo Imi), ignorando la disposizione regionale, stanno egualmente e spontaneamente applicando il "tasso di sostituzione" (8%).

Risposta scritta dell'assessore dell'ambiente all'interrogazione Sanna Gian Valerio sulla chiusura dell'officina autoparco del Corpo Forestale di Oristano. (363)

In riferimento all'interrogazione in oggetto si riferisce quanto segue:

a) attualmente non è intendimento né di questo Assessorato né del Corpo Forestale procedere a una chiusura dell'autoparco di Oristano;

b) non sussiste, conseguentemente, alcuna relazione tecnico-organizzativa del Direttore del Servizio ispettorato Ripartimentale di Oristano a supporto del supposto intendimento;

c) con l'entrata in vigore della L.R. 24/99, istitutiva dell'Ente Foreste, gli operai presso i locali dell'officina sono transitati dal Corpo Forestale alle dipendenze dell'Ente medesimo.

Attualmente gli stessi continuano ad essere di fatto distaccati presso le strutture dell'autoparco. La loro posizione dovrà essere definita in relazione all'attività e ai programmi dell'Ente, tenendo conto dell'importante loro contributo e del loro delicato ruolo nella lotta agli incendi.

Risposta scritta dell'Assessore dell'ambiente all'interrogazione Frau sul piano straordinario del lavoro dell'Ente Foreste. (367)

In riferimento all'interrogazione in oggetto si riferisce quanto segue:

a) la Direzione Generale dell'Ente Foreste, con nota n. 3710 del 3.7.2001, ha conferito alla Dott.ssa Marinella Zizi l'incarico di predisporre semplicemente un fascicolo contenente in fotocopia gli atti di attuazione del P.S.L. posti in essere dal Servizio Provinciale di Sassari. Il P.S.L. era già stato a suo tempo predisposto da questo assessorato e approvato dalla Giunta regionale;

b) l'incarico citato non può in alcun modo essere interpretato come una futura ed ipotetica promozione della dipendente;

c) la stessa dipendente, laureata in scienze biologiche ed inquadrata nella IV qualifica, venne nominata componente di commissione per la selezione di laureati, in considerazione dei propri titoli;

d) il Direttore del Servizio di Sassari, al pari degli altri direttori di servizio dell'Ente, non è stato ancora nominato per assenza di dipendenti in possesso dei requisiti di legge e che si potrà far luogo alla loro nomina una volta espletati i concorsi di cui all'art. 13 L.R. 24/99, fatte salve eventuali modifiche dello stesso testo legislativo.

Risposta scritta del Presidente della Giunta all'interrogazione CASSANO sui disagi nei servizi dell'ARST in provincia di Sassari. (369)

In riferimento all'interrogazione in oggetto si trasmette la nota n. 8521 in data 31 luglio 2001 inviata in questo Ufficio di Gabinetto dall'Azienda Regionale Sarda Trasporti.

In esito alla interrogazione in oggetto questa Azienda significa quanto specificato di seguito:

1) L'A.R.S.T. potenzia, durante le giornate festive del periodo estivo, il programma di esercizio Argentiera-Sassari e viceversa con transito a Campanedda, Saccheddu e Bancali.

E di conseguenza la percorrenza giornaliera invernale è di Km. 467,6 al giorno; mentre quella relativa alle giornate festive del periodo estivo non scolastico è di Km. 535,2 al giorno.

2) Di fatto, durante il periodo estivo, l'ARST ha sospeso soltanto una corsa feriale scolastica con partenza da Campanedda alle ore 7.10 (n° 3) ed arrivo a Sassari alle ore 7.45 (n° 3) ed ha contestualmente attivato due collegamenti festivi per l'andata ed il ritorno dei clienti dei diversi centri alle spiagge dell'Argentiera; ciò in conformità ad un programma regolare approvato dall'Assessore dei Trasporti.

3) Non sono state registrate nemmeno interruzioni occasionali di altre corse indicate nell'allegato programma, in vigore, peraltro, da diversi anni.

4) La sospensione di suddetta autocorsa scolastica Campanedda-Sassari (n. 3) non può aver creato alcun disagio in quanto esiste, durante l'intero anno, quindi anche durante il periodo estivo, un servizio parallelo Argentiera-Campanedda-Sassari (n. 1), esercitato con transito a Campanedda alle ore 17.10, a fronte di una domanda che, durante il periodo estivo varia da 1 a 15 passeggeri per corsa; la capienza del mezzo utilizzato è di 50 passeggeri.

5) Risulta infine che tutto il programma riguardante l'area della Nurra in cui sono siti i suddetti centri, presenta per tutte le corse esistenti nei due versi una domanda limitata in ogni centro e che è opportuno approfondire, in ogni caso, le reali esigenze della clientela della zona soprattutto durante il periodo scolastico. Gli autobus impiegati in tali servizi sono sufficienti.

In relazione all'istanza datata 26.09.2000, (prot. n. 6011 del 05.10.2000), si trasmette l'atto con il quale codesta Azienda è autorizzata ad esercitare fino al 31 dicembre 2001 l'autolinea in oggetto.

(Il testo degli allegati è agli atti del Consiglio regionale della Sardegna)


Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA MARROCU - SANNA Emanuele - ORRÙ - CALLEDDA, sulla convenzione di uno specialista privato con l'Ospedale pubblico di San Gavino.

I sottoscritti,

APPRESO che il Direttore Generale della ASL n. 6 ha recentemente autorizzato una consulenza con uno specialista libero professionista per svolgere attività clinica e chirurgica presso la Sezione di Urologia dell'Ospedale di San Gavino;

ACCERTATO che il medico convenzionato svolge contemporaneamente e continuativamente attività professionale presso una Casa di Cura convenzionata col Servizio Sanitario Regionale (Nuova Casa di Cura di Decimomannu);

RILEVATO che il rapporto recentemente deliberato dal Direttore Generale della ASL n. 6 appare assolutamente incompatibile con le norme che regolano l'attività degli operatori e dirigenti medici nei presidi sanitari pubblici;

DENUNCIATO il fatto che la consulenza in questione rischia di creare un grave precedente e di determinare una pericolosa commistione tra attività pubblica e attività libero-professionale nei presidi privati convenzionati;

RICORDATO, inoltre, che il titolare del modulo di Urologia dell'Ospedale di San Gavino si è recentemente messo in aspettativa perché la Direzione della ASL non ha recepito le più elementari richieste di potenziamento dell'organico del Servizio con grave pregiudizio per l'assistenza ai pazienti del territorio,

chiedono di interpellare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere quali iniziative abbia assunto o intenda assumere nell'ambito delle sue prerogative di indirizzo e di controllo del Servizio Sanitario Regionale per ripristinare la piena legittimità e trasparenza degli atti della ASL n. 6. (163)

INTERPELLANZA MANCA - SANNA Giacomo, sulla recrudescenza della "Blue Tongue".

I sottoscritti, premesso che:

- a poco meno di un anno dall'esplosione dell'epidemia della lingua blu in Sardegna, notizie allarmanti confermano la presenza di alcuni focolai di "Blue Tongue" in diversi allevamenti del territorio isolano;

- sembrano, dunque, trovare preoccupante conferma i timori e le perplessità avanzate in più sedi e in più occasioni circa l'inadeguatezza delle azioni poste in essere, soprattutto in riferimento alle azioni di contrasto verso l'imicola culicoides, responsabile della trasmissione della malattia;

- non sembra sia stato attuato il piano sierologico bovino e ovino, peraltro previsto dal decreto Veronesi, che avrebbe permesso una completa informazione sulla reale presenza del virus,

chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:

1) quale sia l'ente preposto e responsabile delle azioni di contrasto all'imicola culicoides e se siano stati previsti criteri di valutazione per stabilirne l'efficacia;

2) quali siano i motivi per i quali non si sia attivato il piano di sorveglianza sierologica previsto dal decreto Veronesi;

3) su quali basi scientifiche si sia deciso di non procedere nella sperimentazioni del vaccino ricombinante;

4) se il centro di referenza di Teramo abbia, a distanza di un anno dall'incarico, condotto con successo studi per tipizzazione di nuovi virus isolati;

5) se sia stato garantito ai veterinari ASL il necessario supporto dei veterinari coadiutori considerato, tra l'altro, il manifestarsi di altre preoccupanti patologie quali brucellosi, tubercolosi e pesti suine. (164)

INTERPELLANZA ORTU - COGODI - VASSALLO sulle difficoltà del comparto agricolo sardo.

I sottoscritti:

CONSIDERATO CHE:

- il comparto agricolo sardo, ormai da anni, attraversa una situazione di estrema difficoltà derivante dall'accavallarsi, nel corso degli anni, di periodi siccitosi ricorrenti e di calamità naturali di ogni tipo, che hanno accentuato il già grave e insopportabile stato di indebitamento delle aziende agricole sarde;

- il settore serricolo, oltre alle difficoltà derivanti dalle mancate produzioni causate dalle calamità, è esposto a ricorrenti crisi di mercato che provocano la caduta verticale dei prezzi alla produzione, con gravi conseguenze sulla redditività aziendale e con processi di indebitamento che hanno portato al fallimento di un numero consistente di aziende, a conduzione familiare, i cui titolari si sono visti spesso pignorare l'unico bene disponibile, costituito dalla casa di abitazione;

RILEVATO CHE:

- la Commissione Europea, su istanza della Regione sarda, fin dal maggio 1999 ha riconosciuto giusto indennizzare le aziende agricole isolane per il danno subìto a causa del virus giallo alle produzioni di pomodoro per il triennio delle annate agrarie 94-95, 95-96 e 96-97, con un indennizzo pari a lire 32.040 per mq di produzione impiantata;

- la Giunta regionale, con delibera dell'ottobre 1999, decideva di indennizzare il danno per una sola annata per un importo di lire 10.000 per mq di impianto, non riconoscendo l'ulteriore danno pari a lire 20.040 a mq di impianto anche se accettato in sede comunitaria;

PRESO ATTO CHE:

- a seguito dell'emissione dei mandati di risarcimento, parziali e limitati ad una sola annualità, le banche creditrici hanno messo in atto azioni legali di rivalsa nei confronti delle aziende coinvolte nei su richiamati processi di indebitamento, che hanno portato al pignoramento delle somme accreditate;

- il pignoramento è stato reso possibile dal fatto che gli indennizzi vengono assegnati solo mediante accreditamento bancario;

constatato che il sistema di pagamento adottato dalla Regione finisce per tutelare esclusivamente gli istituti di credito a discapito delle possibilità per i titolari delle aziende più in difficoltà di poter disporre delle somme risarcite, che costituiscono la compensazione al mancato reddito familiare,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere quali iniziative intendano assumere al fine di:

1) risarcire, sulla base dell'indennizzo riconosciuto in sede comunitaria, le aziende serricole colpite dal virus giallo del pomodoro;

2) impedire che gli istituti di credito sequestrino le somme riconosciute a titolo di risarcimento alle aziende a conduzione familiare in difficoltà finanziarie e in quanto tali non in grado di garantire un reddito minimo familiare;

3) riconoscere l'esigenza di indennizzare il danno complessivamente subìto nelle tre annualità e ammesso in sede comunitaria, con la concessione alle aziende interessate delle somme restanti pari a lire 20.040 a mq di impianto;

4) impedire che il sistema di pagamento adottato dall'Amministrazione regionale finisca per tutelare esclusivamente gli interessi degli istituti di credito, a discapito spesso dell'unico reddito per i titolari delle aziende, a conduzione familiare, che in quanto travolte da processi di indebitamento vedono pregiudicata qualsiasi possibilità di lavoro;

5) se non ritengano necessario adottare sistemi diversi per i mandati di pagamento, imponendo forme di riscossione e degli indennizzi diversi dall'accredito bancario e dando le necessarie istruzioni agli uffici competenti. (165)

INTERPELLANZA SANNA Giacomo - MANCA, sulla cessione dei crediti a sofferenza di Banca CIS.

I sottoscritti, premesso che:

il 16 maggio 2001, il Consiglio di Amministrazione della Banca CIS ha adottato la decisione di cedere alla Intesa Gestione Crediti (IGC), società del Gruppo IntesaBci controllante anche della Banca CIS, crediti a sofferenza per un importo di 1.000 miliardi di lire al prezzo di 224 miliardi di lire.

Da informazioni assunte dagli interroganti, risulta che un'altra Banca, la BNP PARIBAS, previa consultazione dei bilanci di Banca CIS, avesse valutato l'opportunità di lanciare un'offerta per l'acquisizione di detti crediti, non inferiore ai 400 miliardi di lire.

L'offerta di BNP PARIBAS è stata, invece, "misteriosamente" ridimensionata in 150 miliardi di lire ed ha quindi consentito alla IGC di aggiudicarsi l'asta e soprattutto di realizzare un utile sulla operazione, stimato da esperti, di circa 250 miliardi di lire.

Appare inverosimile che su 1.000 miliardi di crediti a sofferenza, e seppur in presenza di partite inesigibili, la IGC realizzi meno di un quarto del valore della massa creditizia acquisita.

Ciò appare incontrovertibilmente vero, se si considera che i crediti ceduti da Banca CIS risultano in gran parte coperti da garanzie reali: ipoteche ed anche da garanzie personali: fideiussioni.

A fronte di tale situazione, la Regione Autonoma della Sardegna che detiene una partecipazione azionaria del 36% in Banca CIS, non ha intrapreso alcuna opposizione. Banco di Sardegna e Banca di Sassari, che detengono anch'esse partecipazioni in Banca CIS, hanno fatto altrettanto.

Sembra, dunque, che per il Gruppo IntesaBci, agli accertati vantaggi derivanti dalla proficua e complessa gestione dei crediti in sofferenza delle controllate dell'intero gruppo, si aggiungono, in questo caso, anche quelli derivanti dalla svalutazione eccessiva dei crediti a sofferenza di Banca CIS che, una volta ceduti a prezzo non congruo, frutteranno, però, utili ad un'altra società del gruppo, la Intesa Gestione Crediti.

Spettatrice di eccezione delle performance finanziarie del più grande gruppo bancario italiano è senz'altro la Regione sarda, che non sembra preoccupata di tutelare i propri interessi e quelli dei sardi, nonostante la rilevante partecipazione al capitale di Banca CIS, pur contando su propri rappresentanti in seno al Consiglio di Amministrazione.

Nessuna inversione di tendenza, dunque, rispetto alle irresponsabili ed inconcludenti azioni poste in essere in occasione dell'acquisizione da parte di Banca Intesa del pacchetto azionario di maggioranza dell'allora Credito Industriale Sardo detenuto dal Ministero del Tesoro, per circa 42 miliardi di lire, a fronte di un patrimonio immobiliare di valore più che doppio.

Non sembra vi sia la volontà da parte dell'attuale Giunta regionale di far cessare una ingiustificata munificenza verso il gruppo bancario e finanziario, leader in Italia per grandezze patrimoniali, volumi intermediati e produzione di ricavi,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione, al fine di conoscere:

1) quali siano le valutazioni politiche ed economico-finanziarie della Giunta regionale, in ordine all'operazione di cessione dei 1.000 miliardi di lire di crediti a sofferenza di Banca CIS, conclusasi in favore dell'azionista di maggioranza;

2) quali siano le valutazioni dei rappresentanti della Regione sarda in seno al Consiglio di Amministrazione di Banca CIS, in merito alla decisione adottata il 16 maggio 2001;

3) se corrisponda al vero che la BNP PARIBAS avesse stimato i crediti a sofferenza di Banca CIS in 400 miliardi di lire e quali siano "le riservate informazioni acquisite" che hanno fatto sì che l'offerta si concretizzasse in soli 150 miliardi di lire per crediti coperti in gran parte da ipoteche e fideiussioni;

4) se non giudichi opportuno acquisire le necessarie informazioni e compiere le opportune valutazioni per consentire al Consiglio regionale di conoscere l'effettiva e reale "sofferenza" dei 1.000 miliardi di crediti ceduti da Banca CIS, di fatto, alla sua controllante per il tramite della IGC;

5) se sia a conoscenza che esponenti sardi della nuova Banca CIS abbiano utilizzato posizioni di rilievo per propiziare il trasferimento di patrimoni immobiliari di partite di crediti in sofferenza a società a loro riconducibili. (166)

INTERROGAZIONE PIANA, con richiesta di risposta scritta, sul premio "Primo insediamento giovani agricoltori" - 1° e 2° bando. Sanatoria UE per chi si è insediato dopo le annate 1999 e 2000.

Il sottoscritto,

PRESO ATTO che in Sardegna il ricambio generazionale in agricoltura voluto dall'Unione Europea, ha avuto un fortissimo e pieno successo con migliaia di domande presentate all'Assessorato regionale dell'agricoltura;

VENUTO a conoscenza che nel corso dell'ultima riunione del Comitato di gestione "strutture apicali e sviluppo rurale" che si è svolto nei giorni scorsi a Bruxelles, gli Stati membri hanno raggiunto l'accordo sulla proposta di modifica del regolamento 1750/99, relativo alle modalità di applicazione del regolamento sullo sviluppo rurale, consentendo una sanatoria a favore dei giovani agricoltori che nel periodo di transizione tra la vecchia e la nuova fase di programmazione strutturale comunitaria si sono insediati in aziende, consentendo di sanare tutte le situazioni di coloro che si sono insediati negli anni 1999-2000-2001, ma che non hanno potuto beneficiare del premio per motivi finanziari o amministrativi, compresa la mancata presentazione della domanda, alla condizione che al momento dell'insediamento l'età del giovane agricoltore non abbia superato i 40 anni, che la decisione di concedere il premio avvenga entro il 2001 e che per il futuro sia concesso entro dodici mesi dall'insediamento;

PRESO ATTO che per il 1° bando relativo al premio di lire 30.000.000 non tutti sono rientrati nel finanziamento, anche dopo l'ulteriore stanziamento in finanziaria di lire 12.000.000.000;

CONSTATATO che il 2° bando relativo al premio di lire 50.000.000, scaduto già il 27 luglio 2001, prevedeva la concessione del premio solo a coloro che presentavano la domanda prima dell'insediamento escludendo i giovani agricoltori che si erano insediati nell'anno 1999 e 2000 cioè prima della domanda;

VISTA la modifica apportata dalla Commissione Europea che introduce una sanatoria, dando la possibilità di concedere il premio a giovani agricoltori insediati nel 1999 e 2000;

PRESO ATTO che se l'Assessorato dell'agricoltura non dovesse ottemperare alla decisione della Commissione Europea arrecherebbe un danno gravissimo verso i giovani agricoltori esclusi, con ricadute negative sullo stesso comparto agricolo,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere quali misure urgenti intendano adottare per garantire l'ottenimento del premio "Insediamento giovani agricoltori" a chi è stato escluso dal 1° bando e a chi non è stato permesso con il 2° bando di presentare la domanda perché insediato in azienda prima della presentazione della domanda. (373)

INTERROGAZIONE PIANA, con richiesta di risposta scritta, sul disagio dei macellai sassaresi per il blocco delle macellazioni nei comuni limitrofi.

Il sottoscritto,

PREMESSO che a seguito del gravissimo incidente occorso giorni fa alla ditta "Il Gabbiano" in Portotorres, che ha visto il decesso per cause accidentali di due operai, sono stati apposti i sigilli giudiziari alla stessa impresa, causandone il blocco dell'attività di smaltimento degli scarti di macellazione, provenienti dai mattatoi comunali della provincia;

PRESO ATTO che quasi tutti gli impianti comunali di macellazione dell'hinterland si servivano della predetta ditta per lo smaltimento degli scarti di macellazione;

CONSIDERATO che le recenti normative comunitarie e nazionali, a causa della diffusione della malattia BSE (obbligo di commercializzazione della bistecca senza osso per bovini di età superiore ai dodici mesi, divieto di utilizzo per consumo alimentare di frattaglie), hanno obbligato lo smaltimento dei visceri e degli scarti di macellazione attraverso imprese appositamente autorizzate all'incenerimento quali è la ditta "Il Gabbiano";

CONSTATATO che da mesi al mattatoio comunale di Sassari sono state vietate le macellazioni causando migrazione verso altri comuni dei macellai sassaresi con gravissime ripercussioni economiche sugli stessi;

PRESO ATTO che i macellai sassaresi, in questi giorni, si vedono privati della possibilità di macellare perché quasi tutti i mattatoi dei comuni limitrofi sono stati momentaneamente chiusi per l'impossibilità da parte della ditta "Il Gabbiano" di ritirare gli scarti di macellazione;

CONSIDERATO, inoltre, che per le festività di ferragosto la tradizione sassarese, e sarda in genere, vede il consumo delle carni sarde particolarmente apprezzate anche dai turisti che con il blocco delle macellazioni non si possono commercializzare,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore della difesa dell'ambiente e l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere se sussistano le possibilità di urgenti e temporanee autorizzazioni regionali in deroga per lo smaltimento degli scarti di macellazione, anche per riaprire in tempi brevissimi i mattatoi chiusi.

Chiede, inoltre:

- che venga concessa l'autorizzazione ad alcuni comuni che già li possiedono, l'utilizzo temporaneo di piccoli inceneritori presenti nelle stesse strutture di macellazione;

- che venga concesso un contributo straordinario agli stessi comuni per il funzionamento degli impianti di incenerimento di loro proprietà. (374)