Seduta n.132 del 13/03/2001
CXxxiI Seduta
(POMERIDIANA)
Martedì, 13 Marzo 2001
Presidenza del Vicepresidente SPISSU
indi
del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente CARLONI
La seduta è aperta alle ore 16 e 31.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giovedì 8 marzo 2001, che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Dore ha chiesto un giorno di congedo per la seduta odierna, per motivi di salute. Poiché non vi sono opposizioni questo congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 141. Riprendiamo la lettura dal punto in cui l'avevamo interrotta, cioè dal comma 21 dell'articolo 1.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, volevo far presente che non sono stati letti né illustrati gli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, stiamo procedendo prima alla lettura di tutti i commi, poi procederemo alla lettura di tutti gli emendamenti, alla loro illustrazione e così via, secondo quanto deciso questa mattina dalla Presidenza in chiusura di seduta.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Signor Presidente, se ho capito bene, sino al comma 19 abbiamo proceduto seguendo la "norma Carloni", chiamiamola così, dal comma 20 invece stiamo introducendo la "norma Serrenti". Sino al comma 19, che è stato approvato con la votazione di stamattina, abbiamo utilizzato l'accordo che era stato raggiunto con i Presidenti di Gruppo. Adesso invece, accantoniamo quella procedura e instauriamo la "procedura Serrenti" che modifica sostanzialmente quello che abbiamo fatto, senza - lo dico per il Presidente Floris - senza certezza che la "procedura Serrenti" sia migliore della "procedura Carloni". Mentre la "procedura Carloni", ci ha portato a non presentare emendamenti aggiuntivi, la "procedura Serrenti" sollecita nuovi emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, lei ha richiamato la sostanza del punto in cui siamo. Io ho comunicato all'Aula il cambiamento della procedura, essendo venuto meno l'accordo metodologico, così come è stato annunciato all'Aula questa mattina. Quindi prego l'onorevole Segretario di proseguire nella lettura.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Signor Presidente, volevo solamente suggerire, per praticità, di leggere adesso gli emendamenti al comma 20; mi sembra una proposta di buon senso.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, siccome stamattina è stata avanzata la richiesta di proseguire nella lettura puntuale di tutti i commi e degli emendamenti, non possiamo che proseguire in tal senso.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
Pittalis(F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Riteniamo che non sia il caso, come Giunta, di intervenire su argomenti di questa natura, però mi pare che stamattina abbiamo raggiunto una intesa di metodo che dovrebbe consentire di sviluppare un reale dibattito. Se si riscontrasse la necessità di velocizzare i lavori, l'Aula è sovrana e si potrebbe anche addivenire alla soluzione proposta dal Presidente Serrenti.
In questa fase, però, il metodo precedentemente concordato mi sembra preferibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Signor Presidente, come lei sa, lei e Carloni siete due amici del Gruppo dei D.S. Visto che il Presidente Carloni ha dovuto trasferire una indicazione di lavoro al Presidente Serrenti, e lo stesso assessore Pittalis ha confermato il mio appoggio ad un metodo che ha portato ad un risultato, se lei avesse bisogno del consenso dei colleghi Presidenti di Gruppo, potremmo esprimerglielo nel corso di una breve Conferenza oppure direttamente in Aula.
PRESIDENTE. Se c'è un'intesa sul ripristino dell'accordo metodologico, non ho nessuna a difficoltà ad accedere a questa ipotesi.
Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo solo per dire che siamo d'accordo con le proposte presentate dal Presidente del Gruppo dei Democratici di sinistra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, siamo nella fase delle rapide battute. Va bene anche per noi che si proceda seguendo questo metodo, che poi è quello col quale si è iniziato. E' davvero strano che, ricorrendo sempre al solito esempio, si modifichi il Regolamento, non dico a metà partita, ma a metà del primo tempo della partita.
Procedere ancora col metodo col quale fino ad ora si è proceduto, sicuramente è la soluzione migliore. Però, vorremo dire, si deve procedere così non solo perché c'è un largo accordo nel Consiglio - al di là di quello che può pensare il Presidente Serrenti - ma anche perché non si potrebbe procedere diversamente. I restanti commi dell'articolo 1, dal numero 20 in poi, occupano ben 17 pagine; io chiedo allora al Presidente Serrenti, come è possibile che un Consiglio regionale approvi, come se si trattasse di un articolo, un testo normativo che è una vera e propria legge articolata? Non si può negare al consigliere regionale il diritto di interloquire nella formazione delle leggi; il Regolamento va interpretato in favore del diritto del consigliere di intervenire almeno in modo minimo nella formazione delle leggi. E queste 17 pagine, che voi definite un "pezzo di articolo", in realtà e nella sostanza sono tanti articoli che riguardano materie diverse, e quindi difficilmente sono accomunabili in un unico ragionamento...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, stringa sul concetto; non capisco come si collochi il suo intervento all'interno dell'oggetto della discussione.
COGODI (R.C.). Lei l'ha capito benissimo: si colloca nel punto dove sono collocati gli altri. Perché non so più come spiegare questo concetto elementare.
Quando in questo Consiglio regionale interloquiscono in quattro, in cinque, in sei, lei non può chiedere al settimo che interviene sullo stesso argomento su che cosa interloquisce.Interloquisce sullo stesso argomento sul quale hanno interloquito gli altri che sono già intervenuti: sul metodo.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non voglio né privarla di un diritto, né toglierle la parola. Gli altri hanno interloquito sul punto per 30 secondi, lei sta sviluppando in intervento che dura già da qualche minuto. Quindi la prego di esporre le sue ragioni brevemente.
COGODI (R.C.). Allora non si tratta di capire dove si collochi il mio intervento; allora è una questione di tempo. E se è una questione di tempo, lei deve predefinire il tempo a disposizione dell'oratore per l'intervento e farglielo sapere. Trascorso il tempo a disposizione si spegne il microfono. Però lei non può disturbare chi parla. Lei può anche individuare dei modi regolamentari per negare la facoltà di parlare, può spegnere questo microfono, ma deve smetterla, per favore, di rivolgersi sempre allo stesso modo, alle stesse persone, alle stesse parti.
PRESIDENTE. Mi pare di aver capito che sussiste l'accordo per proseguire per blocchi di emendamenti, così some era stata inizialmente concordato. Stamani è stato dimenticato un emendamento, segnatamente il numero 153, che essendo aggiuntivo andava votato dopo l'ultimo comma. L'emendamento è stato già illustrato.
Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, non voglio illustrare di nuovo l'emendamento, voglio solo riprendere brevemente la questione e ricordare che alcuni di noi avevano già precisato che, a seguito delle dichiarazioni dell'assessore, in risposta alle nostre argomentazioni, avremmo potuto ritirare l'emendamento.
L'Assessore aveva dichiarato che in virtù dell'articolo 3 della legge regionale numero 3 nel 2001 questi fondi, avrebbero potuto essere salvati dalla perenzione. Noi siamo andati a vedere l'articolo 3, che riporta tutta una serie di capitoli, se i capitoli fatti salvi riguardano tutti i fondi per la reindustrializzazione della Sardegna centrale, noi ritiriamo l'emendamento.
Pittalis (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Avevo già avuto occasione di riferire. Gli impegni assunti anche nell'ambito dell'accordo di programma per la reindustrializzazione della Sardegna centrale, vengono recuperati proprio per effetto dell'articolo 1, comma 2. Infatti abbiamo allocato in quel fondo le risorse così recuperate destinate a soddisfare impegni che l'Amministrazione regionale aveva assunto anche con riferimento a quegli interventi che sono andati in economia per effetto della legge di approvazione dell'esercizio provvisorio.
Come ricorderete, al comma 1 dell'articolo 3 di detta legge, si era appunto prevista la soluzione relativa all'economia accertata in esecuzione... Ho qui l'appunto, i 700 miliardi, quindi una quota parte di questa somma serve proprio per coprire gli impegni a valere sulle questioni poste dall'emendamento numero 153...
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento si intende ritirato, onorevole Falconi?
FALCONI (D.S.). Sì.
PRESIDENTE. Il comma 20 è stato letto precedentemente. A questo comma sono stati presentati 10 emendamenti.
Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale SELIS - SCANO - BIANCU - DETTORI Bruno - BALIA - ORTU
Art.1
Il comma 20 è soppresso. (350).
Emendamento soppressivo parziale SELIS - SCANO - BIANCU - DETTORI Bruno - BALIA - ORTU
Art.1
La lettera a) del comma 20 è soppressa. (349).
Emendamento soppressivo parziale SELIS - SCANO - BIANCU - DETTORI Bruno - BALIA - ORTU
Art.1
La lettera b) del comma 20 è soppressa. (347).
Emendamento soppressivo parziale SELIS - BIANCU - FADDA - CUGINI - ORTU
Art.1
La lettera c) del comma 20 è soppressa. (346).
Emendamento soppressivo parziale SELIS - SCANO - BIANCU - DETTORI Bruno - BALIA - ORTU
Art.1
La lettera d) del comma 20 è soppressa. (348).
Emendamento soppressivo parziale SELIS - SCANO - CUGINI - FADDA - DETTORI Bruno - BALIA - ORTU
Art.1
La lettera c) del comma 20 dell'articolo 1 è soppressa. (343).
Emendamento soppressivo parziale SELIS - SCANO - CUGINI - FADDA - DETTORI Bruno - BALIA - ORTU
Art.1
La lettera f) del comma 20 dell'articolo 1 è soppressa. (342).
Emendamento soppressivo parziale SELIS - BALIA - BIANCU - CUGINI - FADDA - ORTU
Art.1
La lettera g) del comma 20 dell'articolo 1 è soppressa. (344).
Emendamento aggiuntivo COGODI - ORTU - VASSALLO
Art.1 comma 20
All'art. 1 comma 20 lettera a) ultimo capoverso, dopo le parole "Consiglio Regionale" è aggiunto: "per l'approvazione". (404).
Emendamento aggiuntivo SANNA Giacomo - MANCA
Art. 1
Dopo il comma 20 sono aggiunti i seguenti commi:
19bis. Nell'art.12 bis della L.R. 5 maggio 1983, n.11, al comma 3 è aggiunta la seguente lettera:
d) l'elenco dei capitoli in cui va ripartita l'unità previsionale di base.
19.ter. Nell'art.12 bis della L.R. 5 maggio 1983, n.11, al comma 4 le parole"lettere b) e c) "sono sostituite dalle parole "lettere b), c) e d)"
19quater. Nell'art.12 bis della L.R. 5 maggio 1983, n.11, il comma sesto è sostituito dal seguente:
6. A seguito dell'entrata in vigore del bilancio, le unità previsionali di base sono ripartite, ai fini della predisposizione di cui all'art. 10, comma 4, nei capitoli previsti dal comma 3 lettera d). La ripartizione è effettuata con decreto dell'Assessore al Bilancio, su delibera della Giunta Regionale, previo conforme parere della competente commissione consiliare.
Nel corso dell'esercizio possono essere, con decreto del membro della Giunta competente per materia, su conforme parere della commissione consiliare competente per materia e della commissione consiliare competente in materia di bilancio, effettuate variazioni compensative tra capitoli della medesima unità previsionale, fatta eccezione per le autorizzazioni di spesa di natura obbligatoria, per le spese in annualità ed a pagamento differito e per quelle direttamente regolate per legge. (44).
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 350 ha facoltà di illustrarlo.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, intendo illustrare congiuntamente tutti gli emendamenti che, insieme a quello di altri colleghi, recano la mia firma, cioè i numeri 350, 349, 347, 346, 48, 343, 342 e 344. Li illustro congiuntamente non solo per ragioni di economia di tempo, ma perché alle questioni procedurali, preferiamo quelle politiche. Una battuta, però, voglio pronunciarla ugualmente, perché a me e agli altri firmatari è sembrato che questo comma 20, di cui abbiamo chiesto la soppressione, sia un comma che in qualche modo riforma gran parte della legge di contabilità. Si può dire che questa riforma è conseguente alla nuova impostazione; però, al di là della questione di merito, a noi sembra che inserire la riforma della legge di contabilità all'interno di un articolo della legge finanziaria, costituisca una forzatura eccessiva.
Chiedo all'Assessore se ha riflettuto attentamente anche sugli aspetti tecnici. Noi nutriamo qualche perplessità e non vorremmo doverci trovarecontinuamente a ritoccare la legge di contabilità. La legge di contabilità, anche se nella gerarchia delle fonti si colloca a livello di legge ordinaria, è comunque una legge di principi, di carattere generale, e la manipolazione di una legge così importante va fatta con una certa accortezza. A noi sembrava che inserire in un articolo della legge finanziaria una tale manipolazione della legge di contabilità fosse in parte imprudente e in parte costituisse una forzatura eccessiva.
Questo non significa che non si possa apportare, anche in sede di approvazione della legge finanziaria, qualche correzione alla legge di contabilità, però quella in oggetto mi sembra una modifica fin troppo ampia, che avrebbe meritato probabilmente una legge apposita. Su queste preoccupazioni richiamo l'attenzione dell'Assessore, della Giunta e anche dell'Aula.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 404 ha facoltà di illustrarlo.
COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 44 ha facoltà di illustrarlo.
MANCA (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'attuale fase sperimentale che sta vivendo questo bilancio è fonte oltre che di gravi incomprensioni, di difficoltà interpretative e procedurali, che ne stanno rallentando oltre misura l'iter. Nato con l'intento di risolvere almeno in parte questi problemi si pone pertanto due obiettivi.
Il primo è quello di ottenere maggiore trasparenza e chiarezza nella documentazione a corredo del bilancio, e a tal fine propone che per ogni unità previsionale di base venga indicato anche l'elenco dei capitoli nei quali va ripartita l'unità stessa.
Il secondo è quello di garantire un più corretto esercizio delle funzioni proprie del Consiglio regionale, prevedendo, da un lato, che le unità previsionali di base vengano ripartite nei capitoli previsti dal comma 3 lettera d), (di cui all'articolo 10, comma 4, della legge regionale numero 11 del 5 maggio del 1983) con decreto dell'Assessore del bilancio, su delibera della Giunta regionale, previo parere conforme della competente Commissione consiliare e restituendo, dall'altro, alle Commissioni la competenza per il parere sulla ripartizione delle unità previsionali di base e anche sulle variazioni compensative fra i capitoli della medesima unità previsionale, fatta eccezione per le autorizzazioni di spesa di natura obbligatoria, per le spese in annualità e a pagamento differito e per quelle direttamente regolate per legge.
PRESIDENTE. All'emendamento numero 44, appena illustrato dall'onorevole Manca, è stato presentato dall'onorevole Selis l'emendamento aggiuntivo numero 451. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo SELIS - CUGINI
Dopo l'emendamento numero 44 è aggiunto il seguente comma:
"In conseguenza dell'art. 1 c.4 e relativi emendamenti del DPEF:
-L'indebitamento nel periodo 2000-2002 (espresso in rata annua) a pag. 90 del DPEF
-L'indebitamento espresso come capitale da ammortizzare a pag. 93 del DPEF
-Il piano di rientro del debito regionale a pag. 94 del DPEF
-Conclusioni a pag. 95 del DPEF
sono abrogati". (451).
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 451 ha facoltà di parlare il consigliere Selis.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, il DPEF prevedeva un contenimento del debito, la legge finanziaria prevede invece un'ampliamento del debito. Ora, visto che abbiamo approvato il comma della legge finanziaria che prevede l'ampliamento del debito, se non vogliamo che il DPEF diventi solo un fatto formale, dobbiamo riportare ad unità e coerenza con la legge finanziaria il DPEF, quindi abolire i capitoli di quest'ultimo che prevedevano la riduzione del debito.
Questo è il senso dell'emendamento, cioè riportare a coerenza il DPEF con la norma della legge finanziaria che abbiamo approvato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su tutti gli emendamenti il parere è negativo. Per quanto riguarda questo subemendamento non posso che esprimere un parere personale, e cioè che ne comprendo lo spirito, bonariamente provocatorio, ma ovviamente non posso che esprimere un parere negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette al parere espresso dal relatore, non senza però brevemente soggiungere che il comma 20, quindi l'articolazione del comma 20 dell'articolo 1, è una necessità, come penso abbiano colto anche i presentatori degli emendamenti, conseguente alla nuova impostazione del bilancio per unità previsionali di base. Non vi è sostanzialmente uno stravolgimento della legge di contabilità, si tratta solo di adattarla alla nuova impostazione.
E infatti nel corpo del comma 20 vi sono norme che sono state richieste dalla Ragioneria Generale anche per un miglior svolgimento dei compiti di istituto, per quanto concerne appunto il controllo sui rendiconti. Per quanto riguarda poi l'ufficio di Bruxelles della Regione Sardegna si è posto il problema di consentire l'apertura di conti correnti intestati alla Regione sui quali possano operare i funzionari individuati quali responsabili della gestione, per impedire che continui a verificarsi quello che si è verificato sino ad ora, cioè una sostanziale paralisi del funzionamento di quell'ufficio. Ecco perché ritengo che, pur condividendo che la finanziaria non è la sedes materiae per l'inserimento di qualunque disposizione, men che meno di disposizioni che incidano nella sostanza sulle leggi di contabilità tuttora in vigore, mi pare che i chiarimenti forniti giustifichino pienamente le previsioni espresse nel corpo della finanziaria.
Quindi invito a riconsiderare anche il ritiro di questi emendamenti, soprattutto se si considera che, per quanto riguarda l'emendamento numero 404, anziché compiere un passo avanti si rischia di farne dieci indietro. Infatti il decreto di variazione delle unità previsionali di base ricalca un'indicazione che viene espressa dal Consiglio con l'approvazione di una legge, quindi è un atto meramente consequenziale di un deliberato del Consiglio. Pertanto chiederemo con l'emendamento numero 404 addirittura l'approvazione da parte del Consiglio regionale, anziché semplificare ed alleggerire rappresenta un notevole appesantimento. Così come in quest'ottica, mi pare, si collochi anche l'emendamento numero 44.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 451, la sostanziale modificazione dei dati intervenuta nel corso dell'esercizio 2000, e soprattutto l'alleggerimento del disavanzo di amministrazione, oggi consentono di poter ricorrere, per quei casi straordinari che abbiamo già richiamato nel corso della discussione generale, ad un indebitamento che non incide minimamente sul complesso della previsione già effettuata nel DPEF. Sarà quindi un problema che ci porremo ancor meglio nei prossimi mesi, quando porteremo all'attenzione dell'Aula il nuovo documento di programmazione economica e finanziaria; eventualmente quella sarà la sede per una verifica. Abbiamo comunque colto, come già ha fatto rilevare il relatore, lo spirito col quale i presentatori hanno presentato questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, come sicuramente non è sfuggito ai colleghi, noi non solo non siamo intervenuti nella illustrazione dei singoli emendamenti, ma abbiamo anche dato per illustrati emendamenti da noi presentati.
Posso aggiungere che, anche in ragione della non eccessiva rilevanza di alcuni emendamenti non solo li abbiamo dati per illustrati, ma a partire dall'emendamento numero 404 possiamo anche annunciarne il ritiro. Però non vorremmo che questa nostra condotta inducesse in un errore di valutazione, e che taluno potesse ritenere superate le ragioni di disagio politico e di forte contestazione rispetto all'impostazione complessiva della manovra finanziaria.
Non vorremmo neppure che qualche fatto nuovo che ogni tanto, si rappresenta e che sembra portare qualche cenno di alleggerimento del clima consiliare, venisse interpretato come un voltare pagina anche se sicuramente sarebbe auspicabile mutare indirizzo ed applicarci di più su alcune importanti questioni di merito, anziché dover essere impegnati faticosamente in tutte le questioni nelle quali è possibile interloquire e offrire un contributo.
Ci sembra giusto, invece, chiedere che qualcuno dei Gruppi maggiori, di maggioranza, di opposizione e forse la stessa Giunta, dia conto di una interessante interlocuzione che si è in queste ore riattivata. Ed è importante che questo venga reso noto all'Aula perché solo se questo fatto viene reso esplicito, viene rappresentato pubblicamente, diventa utile per tutti, altrimenti si continua a permanere in questa ipotesi di accordo, non accordo, semi-accordo, forse accordo senza capire tra chi e perché questo accordo è intercorso.
Ora, la interessante interlocuzione che nuovamente si è affacciata è quella relativa - questo almeno ho capito - ad una rinnovata disponibilità da parte della maggioranza e della stessa Giunta ad inserire nella finanziaria una norma ordinatoria di carattere programmatico, in base alla quale questa Regione assumerebbe le politiche attive del lavoro come uno dei suoi obiettivi primari. L'impegno sarebbe quindi quello di porre in essere un'attività concreta in materia di promozione dell'occupazione, di invenzione e di sostegno di nuovi lavori, utili alla società, che dovranno essere realizzati attraverso le professionalità esistenti nella nostra regione e in gran parte inutilizzate, ipotizzando l'avvio di un'azione politica della Regione che, coordinando risorse finanziarie e normativa esistente, ottimizzi gli strumenti per poter massimizzare i risultati.
Ulteriore sostegno a questa iniziativa dovrebbe pervenire da un finanziamento di cento miliardi annui che essendo un cofinanziamento, dovrebbe raddoppiare grazie all'intervento dello Stato. Queste somme certamente non offriranno risposta a tutta la domanda di lavoro buono, qualificato, produttivo dei disoccupati della nostra Regione. Però, al di là del significato simbolico costituiranno un avvio interessante, un sostegno utile. Questi duecento miliardi annui dovrebbero consentire, infatti, l'immediato avvio di lavori nuovi, (lavoro "verde" abbiamo detto) nei settori dell'ambiente, della cultura, della socialità, delle manutenzioni, della salvaguardia del patrimonio pubblico; quindi investimenti produttivi.
Tutto questo determinerà un passo avanti e l'utilizzazione di circa cinque mila unità di lavoro, e all'interno di queste cinque mila unità se non vi fosse altra soluzione, la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili o di parte di essi, o di chi è abbandonato, lasciato indietro e costretto ad accamparsi sotto i portici dei palazzi pubblici; nei cinque mila sicuramente vi è la possibilità di comprendere anche questa parte di lavoratori, di persone.
Si è ipotizzato che tutto ciò fosse compatibile con la manovra finanziaria ed anche con le disponibilità politiche; noi riteniamo che prima si pone in essere questa manifestazione di volontà positiva, prima la si esplicita in Aula e meglio è, in attesa di poter disporre della norma formalmente redatta, cioè scritta. Solo così questo fatto nuovo oltre che un annuncio potrà diventare un impegno che sicuramente ci aiuterà a trattare le diverse questioni con uno spirito di maggiore serenità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, intervengo per una brevissima considerazione sugli emendamenti numero 404 e 44. L'Assessore li ha respinti e, alla luce della nuova costruzione del bilancio, io non ho difficoltà a concordare con lui. La nuova struttura del bilancio, infatti, cerca di rispondere alla necessità di migliore utilizzo dei fondi e di rapidità di spesa, ed anche ad un'esigenza di migliore organizzazione da parte di ciascun Assessorato. Il rischio di attribuire un'eccessiva discrezionalità ai singoli assessorati veniva dalla legge neutralizzato attraverso la previsione delle note di programma.
Da questo punto di vista, quindi, le procedure previste dagli emendamenti avrebbero finito per rallentare tutto l'iter.
Però io credo che i firmatari di questi emendamenti in qualche maniera siano stati costretti o comunque sollecitati a presentarli dalla costruzione delle note di programma, che tante polemiche ha suscitato nella discussione intervenuta in sede di Commissione, ed anche qui in Aula.
In effetti, se le note di programma fossero state redatte seguendo lo spirito per cui erano state concepite e sono state concepite, e cioè quello di fornire un'indicazione chiara e in qualche maniera vincolante per la spesa credo che questi emendamenti non sarebbero stati presentati.
In conclusione, fermo restando che concordo sul fatto che questi emendamenti possano costituire un arretramento e rispetto allo spirito della nuova legge, che era quello di semplificare e concedere una maggiore elasticità, non posso non sottolineare che se le note di programma fossero state chiare, di semplice lettura, ed esprimenti quel fine per cui sono state previste il problema non sarebbe sorto. Io credo che stiamo scontando le difficoltà di avvio di una nuova riforma; formulo l'auspicio che, anche dietro sollecitazione di questi emendamenti, in futuro le note di programma vengano redatte in modo tale che non ci sia necessità di presentare questo tipo di emendamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI (I Democratici). Signor Presidente, intervengo per chiedere la votazione nominale dell'emendamento 350.
PRESIDENTE. Insieme all'onorevole Dettori occorrono altri sette colleghi che sostengano la richiesta.
(I consiglieri ORTU, VASSALLO, DEMURU, COGODI, FADDA, DEIANA, MASIA appoggiano la richiesta.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 350.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - FADDA - FALCONI - GIAGU - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 66
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 25
contrari 41
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione l'emendamento numero 349. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non é approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 347. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non é approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 346. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non é approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 348. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non é approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 343. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non é approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 342. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non é approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 344. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non é approvato)
Metto ora in votazione il comma 20. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento 404 è stato ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 451. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non é approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 44. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) . Chi non lo approva alzi la mano.
(Non é approvato)
Si dia lettura dei commi dal 21 al 32.
RANDAZZO, Segretario:
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questi commi sono stati presentati 19 emendamenti. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale VASSALLO - COGODI - ORTU
Art.1 comma 24
Il comma 24 dell'art. 1 è soppresso. (407)
Emendamento soppressivo parziale COGODI - ORTU - VASSALLO
Art.1 comma 25
Il comma 25 dell'art. 1 è soppresso. (405)
Emendamento soppressivo parziale COGODI - ORTU - VASSALLO
Art.1 comma 26
Il comma 26 dell'art. 1 è soppresso. (406)
Emendamento soppressivo parziale SELIS - CUGINI - SCANO - BIANCU - COGODI
Art.1
Il comma 28 dell'articolo 1 è soppresso. (337)
Emendamento soppressivo parziale SELIS - CUGINI - BIANCU - SCANO - COGODI
Art.1
Il comma 29 dell'articolo 1 è soppresso. (338)
Emendamento soppressivo parziale SELIS - SCANO - FADDA - DETTORI Bruno - COGODI
Art.1
Il comma 30 dell'articolo 1 è soppresso. (336)
Emendamento sostitutivo parziale VASSALLO - GOGODI - ORTU
Art.1 comma 27
Il comma 27 dell'art. 1 è così sostituito:
Le agevolazioni a carattere pluriennale previste da leggi regionali d'incentivazione, possono essere concesse in forma attualizzata. A tal fine la Giunta regionale, su proposta degli Assessori competenti delle misure agevolative, secondo i termini dell'art. 4, lettera I), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, determina i tassi di attualizzazione in relazione ai tassi di riferimento vigenti. (400)
Emendamento aggiuntivo VASSALLO - COGODI - ORTU
Art.1 comma 24
Dopo le parole "agli Istituti di Credito" sono aggiunte: limitatamente agli intermediari di cui alla lettera D 2° comma dell'art. 2 del D.M. 13 maggio 1996. (408)
Emendamento aggiuntivo PUSCEDDU - LAI - PIRISI - DEIANA - IBBA
Art.1
Al comma 30, dopo le parole "Assessore alla Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio" sono aggiunte le seguenti: "previo parere della Commissione consiliare competente". (307)
Emendamento aggiuntivo COGODI - ORTU - VASSALLO
Art.1 del D.L. 141/A comma 30
Il comma 30, dell'art.1 dopo le parole "di concerto con l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio" è aggiunta la seguente espressione:
"su conforme parere della Commissione consiliare competente per materia". (419)
Emendamento aggiuntivo MARROCU - SANNA Alberto - DEMURU - ORTU - SANNA Emanuele - COGODI
Art.1
Dopo l'Art.1 comma 22 è aggiunto il seguente:
22 bis
1. In deroga a quanto previsto dall'articolo 1 della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35, non si procede all'alienazione dei beni immobili del patrimonio disponibile regionale quando essi siano detenuti, in regime di concessione o affitto, ai fini del raggiungimento dei loro scopi sociali, da società o organismi senza scopo di lucro, salvo che non sia dagli stessi esplicitamente richiesto. (155)
Emendamento aggiuntivo ORTU - COGODI - VASSALLO
Art.1
All'art.1, dopo il comma 22 si aggiunge il comma 22 bis: "Non si procede all'alienazione dei beni immobili del patrimonio disponibile regionale quando essi siano detenuti in regime di concessione o affitto, ai fini del raggiungimento dei loro scopi sociali, da società o organizzazioni senza scopo di lucro, salvo che non sia dagli stessi esplicitamente richiesto". (431)
Emendamento aggiuntivo FLORIS Emilio - USAI
Art.1
Nell'articolo 1 dopo il comma 24 è aggiunto il seguente:
"24bis. Al fine di rafforzare la propria partecipazione azionaria e per favorire programmi di intervento di assistenza a favore delle imprese la Regione è autorizzata a sottoscrivere un aumento del capitale sociale della SFIRS per l'importo complessivo di lire 9.000.000.000, in ragione di lire 3.000.000.000 per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003(UPB S09.011).
copertura finanziaria
IN AUMENTO
09 - INDUSTRIA
UPB S09.011 Attività promozionali per spese di investimento e partecipazione al capitale.
anno 2001 lire 3.000.000.000 (comp.) lire 3.000.000.000 (cassa)
anno 2002 lire 3.000.000.000
anno 2003 lire 3.000.000.000
capitolo da impinguare:
09040 aumento del capitale della SFIRS
IN DIMINUZIONE
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.007 Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale
anno 2001 lire 3.000.000.000 (comp.) lire 3.000.000.000 (cassa)
anno 2002 lire 3.000.000.000
anno 2003 lire 3.000.000.000
capitolo da stornare:
03017 FNOL INVESTIMENTI
mediante riduzione della voce 7 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (121)
Emendamento aggiuntivo SANNA Giacomo - MANCA
Art.1
Dopo l'art.1 comma 24 è inserito il seguente
Rinegoziazione dei mutui residenziali agevolati
1. Le disposizioni di cui all'art. 29 della L. 13.5.1999 n. 133 si applicano ai mutui per l'edilizia residenziale assistiti da contributo regionale in conto interessi.
2. Il comma 1 si applica ancorché il contributo regionale sia cessato e l'onere per interessi gravi solo sul mutuatario.
3. Per l'attuazione trovano applicazione le norme di cui al D.M. 24 marzo 2000 n. 110. (12)
Emendamento aggiuntivo COGODI - VASSALLO - ORTU
Art.1 del D.L. 141/A Comma 24
Dopo il comma 24, dell'art.1 è aggiunto il seguente comma 24bis:
"I tassi d'interesse relativi ai mutui attivati sulla base di leggi regionali d'incentivazione o per i quali la Regione concorre al pagamento, anche in forza di normative nazionali, in conto capitale o in conto interessi, sono rinegoziati in conformità alle vigenti disposizioni in materia di usura. Le risorse finanziarie, in tal modo risparmiate e recuperate dagli Istituti di credito, sono destinate dall'Amministrazione regionale a favore di altre analoghe iniziative nei settori di riferimento". (418)
Emendamento aggiuntivo COSSA - CASSANO - VARGIU - CONTU - CAPELLI
Art.1
Dopo il comma 25 dell'Art.1 è aggiunto il seguente:
"i termini di utilizzo dei finanziamenti concessi a valere sul fondo di cui alla L.R. 18.03.1964, n. 8, qualora decorsi alla data di entrata in vigore della presente legge, sono prorogati fino al 31.12.2001". (97)
Emendamento aggiuntivo FALCONI - SPISSU - ORRU' - MASIA - DORE - CUGINI - FADDA - DETTORI Bruno - ORTU - VASSALLO
Art.1
Dopo il comma 25, è aggiunto il seguente:
24bis. Per l'anno 2001 è determinato un incremento di spesa di lire 40.000.000.000 da destinare agli incentivi finanziari e contributivi a favore delle imprese turistico-alberghiere (art.2 LR 11.03.1998, n. 9) (UPB S07.017 - Cap. 07020-00)
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S07.017 - Cap. 07020-00
Competenza anno 2001 lire 60.000.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03016-00
Competenza anno 2001 lire 40.000.000.000. (187)
Emendamento aggiuntivo FALCONI - CUGINI - ORRU' - MASIA - SPISSU - FADDA
Art.1
Dopo il comma 25, è aggiunto il seguente:
"25bis. Per l'anno 2001 è determinato un incremento di spesa di lire 10.000.000.000 da destinare ai fondi istituiti presso gli istituti di credito per la concessione di concorsi in conto interessi e in conto canoni alle imprese turistiche".
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S07.017 - Cap. 07021-00
Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03016-00
Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000. (188)
Emendamento aggiuntivo SELIS - CUGINI - VARGIU - FADDA - SPISSU - DETTORI Bruno - MASIA - COGODI - VASSALLO - ORTU
Art.1
Dopo il comma 25 è aggiunto il seguente:
25bis. Modifiche all'art.8 della legge regionale 12 agosto 1998, n. 27
1. Il comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale 12 agosto 1998, n. 27, recante la "Disciplina delle strutture ricettive extra alberghiere, integrazioni e modifiche alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22, concernente: "Norme per la classificazione delle aziende ricettive" e abrogazione della legge regionale 22 aprile 1987, n. 21", è soppresso e sostituito dal seguente:
"2. L'attività di turismo rurale, culturale, ambientale, archeologico e faunistico-venatorio, è caratterizzata da:
a) L'offerta di ricezione e di ristorazione esercitata nei punti di ristoro di cui all'articolo 10 delle direttive per le zone agricole, adottate dalla regione in attuazione dell'articolo 8 della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45 e successive modifiche e integrazioni e rese esecutive con decreto del Presidente della Giunta regionale 3 agosto 1994, n. 228, da realizzarsi secondo le tipologie edificatorie rurali nelle aree extra urbane agricole, come individuate nel Piano urbanistico comunale;
b) L'offerta di ricezione e di ristorazione in fabbricati rurali già esistenti ovvero in strutture ricettive di nuova realizzazione, aventi una capienza massima di 60 posti letto, site in fondi aventi la superficie minima di 20Ha e da realizzarsi, secondo le tipologie edificatorie rurali locali, nelle aree extra urbane agricole come individuate nel Piano urbanistico comunale;
c) La ristorazione con pietanze tipiche della gastronomia regionale, preparate in prevalenza con l'impiego di materie prime di produzione locale;
d) L'allestimento degli ambienti con arredi caratteristici delle tradizioni locali ed in particolare della cultura rurale della zona." (208)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 407 ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, mi limiterò ad una rapida illustrazione dell'emendamento numero 407, lasciando ai colleghi del mio Gruppo il compito di illustrare gli emendamenti successivi anche in ragione dell'andamento della discussione.
Questo pomeriggio, per leggere e discutere il testo e gli emendamenti relativi al secondo gruppo di commi il Consiglio ha impiegato poco meno di venti minuti. Adesso siamo al terzo gruppo di commi, che convenzionalmente si è ritenuto essere equivalenti ad un articolo. Si capisce dalla stessa difficoltà di lettura che anche in questo gruppo di commi, che convenzionalmente si insiste a voler considerare un articolo, in realtà sono contenuti non solo tanti articoli di legge, ma pezzi e addirittura intere nuove leggi. La sola lettura del testo, infatti, ha impegnato il Consiglio per più di mezz'ora. Questo per sottolineare ancora una volta che si può dire quel che pare, però questa tecnica legislativa improntata, così, ad un eccesso di furberia, poi non agevola il conseguimento dell'obiettivo né di fare prima né, soprattutto, di fare meglio. Adesso siamo giunti al terzo gruppo di commi, sempre dell'articolo 1, che contengono sub-commi e lettere successive che costituiscono veri e propri pezzi di legge. E in tutta questa complessità di articolazione si inseriscono i vari emendamenti tra cui il numero 407 che mi accingo ad illustrare.
Ciò che è accaduto prima però non è frutto né di distrazione, dovuta a celerità (l'aver ridotto l'intervento e l'attenzione solo ai punti più importanti) né di sottovalutazione. Io mi sono permesso di dire quale era la ragione per la quale noi accedevamo ed accediamo all'idea non di non saltare nulla, (perché non si può saltare niente in sede di approvazione di una legge) ma di compiere uno sforzo eccezionale per tener conto della complessità di questa legge finanziaria. A una condizione però, abbiamo detto: che si renda esplicita la ragione che ha indotto a riattivare una ricerca (io non dico a costruire una soluzione, come ama dire Cugini) a ricercare una possibile convergenza attorno a quello che, per noi, costituisce il tema dei temi: quello del lavoro nella nostra regione, di quel lavoro trascurato, abbandonato, dimenticato.
La ripetizione può recare fastidio non solo a chi ascolta, ma anche, innanzitutto, a chi parla. Perché chi dovrebbe ascoltare è libero di non ascoltare, chi parla, invece, è costretto ad ascoltarsi. Però, in questo clima un po' più disteso, e perciò stesso più produttivo, ci permettiamo di richiedere ai Gruppi maggiori, di maggioranza e di opposizione, e alla Giunta regionale, di esplicitare l'intenzione che hanno manifestato, di chiarirla di fronte al Consiglio, di annunciare all'Aula che è in atto la stesura di una norma programmatica che prevede anche uno stanziamento di 100 miliardi annui, per la durata di un sessennio, per individuare e sostenere nuove opportuntità di lavoro in questa nostra Regione con gli strumenti, i migliori, che chi governa saprà individuare.
Quindi vi ripeto l'invito di dare conferma di questa volontà e del fatto che nel frattempo si sta lavorando anche sotto il profilo procedimentale ai fini della stesura materiale della norma.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue COGODI.) Altrimenti il rischio è che poi, tra qualche ora o fra qualche giorno, si dica: "sì, era un'idea, ma non è andata avanti, qualcuno ci ha ripensato, nel frattempo qualcuno che era assente adesso è rientrato..." Mi pare invece che vi sia qualcosa di vero e di serio, e perciò è giusto che di ciò ne abbia contezza nei modi dovuti il Consiglio regionale.
E il Consiglio non può averne contezza perché lo dico io, parte per altro molto minoritaria della minoranza; è necessario che la conferma provenga da chi più può garantire, cioè la Giunta regionale.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 405 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, a me sembra che pochi abbiano posto attenzione su un comma che invece riveste una grande valenza e che avrebbe bisogno di un maggiore approfondimento o, quanto meno, di una migliore specificazione da parte della Giunta. Il comma 25 dell'articolo 1, infatti, reca disposizioni in materia di usura e tassi d'interesse. Cosa prevede, in poche parole? Prevede che i tassi di interesse applicati ai finanziamenti erogati ai sensi di una determinata legge, siano rinegoziati.
La cosa di per sé fa anche piacere, sennonché, leggendo interamente la disposizione, appare chiaro che questa norma è destinata in maniera particolare e specifica ad un singolo settore, non riguarda cioè la materia delle incentivazioni in generale, riguarda solo i finanziamenti erogati ai sensi della legge regionale 18 marzo 1964 numero 8. Allora c'è da chiedersi: perché questa scelta, perché esclusivamente questo settore, perché altri settori devono essere esclusi? Non si capisce la ratio di una norma che premia un settore a discapito di tutti gli altri. Forse è l'inizio? Non lo so.
Una cosa noi affermiamo molto chiaramente: che la norma va bene, l'indirizzo generale va bene, però il contenuto è carente, perché se c'è da rinegoziare, se c'è da riconoscere che i tassi di usura costituiscono un danno, (esiste una legge nazionale che prevede quando possono essere considerati usurari) considerato che disponiamo del quadro preciso della situazione delle erogazioni finanziarie disposta a favore di società e quanto altro per i diversi settori, questa ricontrattazione deve riguardare tutti i settori e non un unico settore. Il nostro emendamento, pertanto, il numero 405, si pone in maniera critica rispetto a questo comma e ne propone la soppressione totale.
Difficilmente, infatti, per come era articolato, il comma poteva essere modificato, però in una parte successiva - e ci arriveremo quando illustreremo gli altri emendamenti - abbiamo proposto una articolazione diversa, ricomprendendo nel concetto della ricontrattazione anche i finanziamenti erogati in virtù di altre leggi regionali. Ci sembra un concetto molto semplice, espressione di una volontà, a mio avviso, che non può che essere condivisa da parte di questo Consiglio regionale; non chiediamo stravolgimenti, non chiediamo assurdità, chiediamo soltanto di estendere anche ad altri settori una norma che voi avete previsto per un unico settore.
Forse si è trattato di una svista, forse questo comma è stato pensato e proposto da un singolo assessore ed è mancato il concerto con altri. Siamo però ancora in tempo per modificarlo; si tratta di avere un po' di buona volontà, di accordarci per approvare un testo che veramente sia ispirato alla tutela degli interessi dell'economia della Sardegna e dell'imprenditoria sarda in generale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ortu per illustrare l'emendamento numero 406.
ORTU (R.C.). Signor Presidente, esaminando la finanziaria, se non fosse che stiamo parlando di cose serie, ci sarebbe anche da divertirsi. L'emendamento numero 406 nasce da una curiosità, la curiosità era motivata dal fatto che nel comma 21 dell'articolo 1, al punto CC, veniva previsto il versamento in conto entrate della somma di quattro miliardi e 700 milioni di lire proveniente da un fondo destinano alle aree minerarie di Montevecchio e Ingurtosu , cioè a quelle aree che nel corso di questi mesi sono state al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica e del dibattito politico nazionale e regionale, anche perché facenti parte del parco geominerario.
Questo fondo venne costituito proprio per tentare di riavviare in quelle aree un processo, non dico di reindustrializzazione, ma almeno di sviluppo diffuso. A nessuno infatti era venuta l'idea un po' balzana che lì potessero essere insediate attività industriali, ma si pensava anche allora (un progetto caldeggiato dalle amministrazioni locali di Guspini ed Arbus, tanto tempo prima poi ripreso anche nella legge regionale numero 37 del 1996) a strumenti per incentivare l'economia locale, in modo da ricostruire un tessuto economico che fosse anche in grado di restituire parte dell'occupazione che era venuta meno nel corso degli anni, soprattutto dopo la dismissione dell'attività mineraria.
Io gradirei che l'Assessore e il Presidente della Giunta prestassero un po' di attenzione; è vero che spesso diciamo cose forse non utili, però ciò di cui stiamo parlando adesso costituisce un pugno in un occhio, per cui è utile che il Presidente e lo stesso Assessore ne siano a conoscenza, anche perché non escludo che ciò che dico possa essere frutto di un equivoco. Dicevo quindi che considerate la destinazione, le finalità, le motivazioni per le quali era stato costituito questo fondo (motivazioni anche nobili, se ancora qualcuno nutre rispetto per quei lavoratori, per le lotte di quelle popolazioni e per l'esigenza di rendere loro giustizia) appare curioso il tentativo di recuperare in conto entrate quella somma. Allora mi sono chiesto: come mai si vogliono recuperare 4 miliardi e 700 milioni di lire stanziati nel 1996, mentre - ecco l'emendamento numero 406 soppressivo - con il comma 26 si vogliono addirittura prorogare ulteriormente, sino al 31 dicembre 2001, le somme stanziate dalla legge regionale numero 8 del 1964? Ma il problema non è neanche questo.
Sono andato a vedere cosa disciplinava la legge numero 8 del 1964 e ho scoperto che si tratta di una legge di incentivazione delle attività turistico-alberghiere, (fin qui nulla da eccepire) però continuando nella ricerca ho scoperto che la legge numero 8 del 1964 è stata abrogata dalla legge numero 40 del 1993. Cioè, mentre una legge del 1964 abrogata nel 1993 viene in qualche modo mantenuta in vita, anche se solo esclusivamente, per le risorse di cui era dotata, i fondi destinati a Montevecchio ed Ingurtosu vengono sottratti alla loro destinazione originaria.
Noi abbiamo anche presentato un emendamento per recuperare quei 4 miliardi e 700 milioni e rendere giustizia a quelle popolazioni, sperando che tutto questo sia frutto di un errore. Però, sinceramente, c'è da rimanere sbigottiti. Io infatti mi chiedo: qual è il ruolo degli Assessori competenti? E' possibile che ci sia un Assessore così zelante che, nonostante una legge sia stata abrogata ormai dal 1993, continui a richiederne il finanziamento mentre dall'altra parte ci sia un altro assessore, come ad esempio quello dell'industria, che si lascia portere via sotto il naso 4 miliardi e 700 milioni destinati solo alcuni anni fa alle aree minerarie di Ingurtosu e Montevecchio?
Badate, quelle somme non sono state spese perché nella legge vi era un vincolo di destinazione un po' assurdo. Siccome il testo della legge diceva che quei fondi erano finalizzati alle aree di Ingurtosu e Montevecchio, essendo le aree di Ingurtosu e Montevecchio aree minerarie dove non vi è, dal punto di vista territoriale, lo spazio per potervi ubicare insediamenti destinati allo sviluppo locale, il progetto non aveva potuto decollare.
Del resto ci mancherebbe altro che si distruggessero gli edifici industriali esistenti, che costituiscono un bene anche culturale ed archeologico, per fare posto a capannoni moderni! Però nulla impedisce che questa norma vada corretta prevedendo che quel processo di reindustrializzazione possa trovare posto nelle zone limitrofe perché a quella finalità era destinata la norma: a prevedere insediamenti nelle aree attrezzate. Questa è la ragione per la quale noi chiediamo che davvero si metta fine alle ripetute proroghe che sono contenute nel comma 26 e che finalmente si dia attuazione alla legge numero 40 del 1993 che ha soppresso la legge del 1964, ristabilendo così un minimo di giustizia e facendo in modo che quando arriveremo a discutere l'emendamento per recuperare la dotazione di 4 miliardi e 700 milioni destinata a quelle aree, quel fondo venga ripristinato e venga indirizzato a finanziare insediamenti da localizzare nelle aree attrezzate dei piani e insediamenti produttivi di Guspini e di Arbus. Solo così si potrà restituire a quei territori quanto purtroppo, nel corso degli ultimi decenni, degli ultimi trenta, quaranta anni, è stato tolto per la dismissione delle attività minerarie.
Queste sono le curiosità presenti nel contenuto ed anche nella configurazione tecnica di questa legge, che senz'altro avremmo potuto evitare se in qualche misura qualcuno avesse anche recepito quanto da noi detto, e cioè che non si può continuare a procedere in una imitazione passiva di quanto viene fatto (male) a livello nazionale o altrove; si deve tentare, invece, di costruire provvedimenti capaci di offrire risposte ai problemi che si pongono nell'ambito della nostra Isola e che devono essere tecnicamente valutati e giudicati nel modo giusto, in modo che il voto che poi si dovrà esprimere sia un voto cosciente e consapevole.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numeri 336, 337 e 338 ha facoltà di illustrarli.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, comincio, se mi consente, dall'emendamento numero 208, che ritiro, non perché la materia o l'emendamento non meriti attenzione, ma perché questo emendamento va a incidere su leggi sostanziali, e noi vogliamo offrire il buon esempio per rendere la finanziaria più rispettosa della sua reale natura. Ci riserviamo comunque di presentare una proposta di legge su questa materia.
Per quanto riguarda gli altri emendamenti, ciò che li accomuna, al di là del contenuto specifico di ogni singolo, la volontà è di sottolineare come un articolo di una finanziaria così complesso contenga al proprio interno una quantità di norme, di argomenti, di temi la cui trattazione compiuta non agevola certo la discussione. Lo dico perché è stato un esperimento - l'Assessore l'ha più volte ripetuto - che non mi pare abbia sortito risultati positivi. Mi auguro che la prossima legge finanziaria faccia tesoro delle difficoltà incontrate da tutti nella discussione e pervenga a una maggiore omogeneizzazione delle singole parti. Non si risparmia tempo accorpando tutto in un articolo.
Fatta questa premessa, a noi sembra di dover sottolineare alcune esigenze, che mi limito a citare velocemente.
Primo punto. Sono stati chiusi una quantità di conti correnti, e si è impostata una manovra per recuperare risorse dai fondi di rotazione. Io credo che quest'anno, se la Giunta, la maggioranza, il Consiglio si proponessero di portare avanti il discorso dei riordino dei conti, per capire quali devono restare aperti e quali devono essere chiusi, individuando magari un criterio, si farebbe un operazione estremamente significativa.
Secondo punto. Abbiamo necessità di mettere ordine sui soggetti convenzionati. Qua si estende il tema delle convenzioni dagli istituti di credito ad altri istituti; noi non entriamo nel merito (è una competenza della Giunta; spetta alla Giunta scegliere), ma abbiamo la necessità di capire come questa materia più avanti possa essere disciplinata, non solo per convenzionare altri istituti, ma per verificare se gli istituti convenzionati hanno lo stesso ritmo, la stessa cadenza, lo stesso metodo di lavoro; e anche questo riguarda la buona amministrazione.
Terzo punto. Abbiamo necessità di mettere ordine sul problema dei tassi e dobbiamo inoltre trovare un momento nel corso dell'anno, prima della prossima finanziaria, per approfondire in Aula, in Commissione e anche fuori, la complessa materia delle politiche creditizie. Questa materia, non riguarda, infatti, solamente i rapporti tra istituti regionali e credito, ma anche tutta la legislazione regionale.
Io credo che tutta questa materia non possa in futuro essere trattata in legge finanziaria, mi auguro che si trovino forme e sedi per disciplinarla in maniera più organica, mettendo anche ordine sul sistema delle contabilità regionali, sul rapporto con gli istituti di credito, sui tassi, sulle convenzioni eccetera. Mi auguro soprattutto che, alla luce di queste considerazioni, di questa esperienza che abbiamo vissuto, l'anno prossimo la finanziaria presenti una struttura che consenta una discussione più agevole e approfondita.
Richiamo quanto detto dall'onorevole Ortu, perché mi pare che meriti anche da parte nostra un momento di chiarificazione. Vorremmo capire meglio il discorso delle proroghe di leggi abrogate. Probabilmente vengono tenute in vita per quanto riguarda le gestioni ad esaurimento; però, se devono essere tenute in vita così, tanto vale legare i finanziamenti alle leggi in vigore. Comunque anche questo è un aspetto singolare di questa finanziaria che merita un momento di chiarimento.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 400 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, l'emendamento numero 400 riguarda la modifica del comma 27 dell'articolo 1, relativo alle agevolazioni a carattere pluriennale previste dalla legge regionale 31 ottobre 1991 numero 35. Anche in questo caso si continua a privilegiare un solo comparto, offrendo la possibilità di ricontrattare in forma attualizzata soltanto i mutui accesi ex legge numero 35 del 1991. L'emendamento numero 400 vuole pertanto attribuire una valenza più generale a questa misura estendendola a tutte le agevolazioni a carattere pluriennale previste da leggi regionali di incentivazione.
Esso si ricollega quindi al ragionamento esposto nel mio precedente intervento sui mutui ad interessi usurari, ragionamento che sottende anche all'ulteriore emendamento numero 418 col quale intendiamo chiudere il quadro e ricondurre tutta la materia dei mutui a una disciplina più organica, rispettosa delle pronunce della Corte costituzionale e che ponga i vari settori tutti sullo stesso piano.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 408 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, l'emendamento numero 408 è stato presentato nell'eventualità che non venisse approvato l'emendamento soppressivo totale del comma 24.
La materia disciplinata da questo comma è` una materia molto delicata, pertanto mi permetto di richiamare l'attenzione dei colleghi su quanto andrò esponendo. Con questo comma si offre alla Giunta la possibilità di equiparare gli intermediari finanziari alle banche. Noi abbiamo avuto modo di approfondire l'argomento e siamo andati a cercare l'articolo 107 del Decreto legislativo 1° settembre 1993 numero 385, che a sua volta rimanda al decreto ministeriale 13 maggio 1996. "Criteri di iscrizione degli intermediari finanziari nell'elenco speciale di cui all'articolo 107, comma 1, del decreto legislativo 1° settembre 1993 numero 385". Quello al quale fa richiamo la norma presentata dalla Giunta.
Di che cosa si tratta? Intanto è bene leggerlo questo comma 24, se no non si capisce perché abbiamo presentato questo emendamento modificativo. "Ai fini della gestione delle misure agevolative previste dalla normativa regionale o rientranti nelle competenze della regione Sardegna, gli intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono equiparati agli istituti di credito". Questo significa che noi offriamo la possibilità agli intermediari finanziari di gestire i nostri fondi, quelli che poi dovranno essere utilizzati per le misure di incentivazioni e quant'altro. Non stiamo parlando di due lire, ma di fondi cospicui; e quindi è bene andare a vedere chi sono questi intermediari finanziari o chi potrebbero essere.
Gli intermediari finanziari possono essere anche coloro che, ai sensi dell'articolo 2 lettera a) del D.M. 13 maggio 1996, esercitano attività di finanziamento con mezzi patrimoniali pari o superiori a dieci miliardi di lire. Io chiedo allora a voi una piccola riflessione su quanto sta avvenendo oggi in Sardegna nel complesso mondo dell'intermediazione finanziaria. Le pagine dei quotidiani locali sono ricche di annunci di società di intermediazione, di finanziarie, ecc. che promettono di prestare soldi a tutti, anche a chi è sprovvisto di busta paga, di qualsiasi garanzia, quasi li regalassero. Sarebbe interessante vedere a che tasso di interesse poi chiedono la restituzione di questi prestiti. Si tratta chiaramente di tassi di usura, però è molto difficile intervenire perché si tratta di piccole somme per le quali occorrerebbe aprire contenziosi difficilmente risolvibili e di lunga durata.
Noi con questa norma, se non la precisassimo meglio, permetteremmo a questi signori di gestire i soldi pubblici per continuare a praticare lo strozzinaggio nella nostra Regione. Chiedo pertanto che questo aspetto venga approfondito, e che se il comma 24 dovesse essere votato, venga votato con la modifica che noi abbiamo proposto che limita gli intermediari finanziari ammessi alla gestione delle risorse regionali a quelli esercenti l'attività di emissione e gestione di carte di credito e di debito, cioè grosse società, grosse finanziarie che possono non soltanto garantire una certa solidità, ma soprattutto un minimo di correttezza.
Mi sembra naturale, infatti, che la Regione non debba contribuire ad ingrassare tutti quegli speculatori che purtroppo nella nostra Isola, così come in altre regioni del meridione, dove più c'è bisogno, riescono a farla da padrone. Questo è il senso del nostro emendamento.
Quindi o si abroga il comma 24, e si lascia tutto a carico degli istituti di credito, o se si vogliono inserire anche gli intermediari finanziari è bene operare una precisazione nel senso indicato dall'emendamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu per illustrare l'emendamento numero 307.
PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento tende a ripristinare, in occasione della approvazione dei programmi annuali da parte della Giunta regionale (su proposta dell'Assessore del lavoro di concerto con l'Assessore della programmazione) la procedura che è in uso in questa Regione, e che fa riferimento alle norme della legge quadro sulla formazione (la legge regionale numero 835 del '78) e alla legge regionale numero 47 del '79. Trattandosi di piani e di programma annuali, è infatti opportuno che questi programmi siano sottoposti all'esame della competente Commissione consiliare di merito. Questo sia per seguire una procedura che è prevista dalla nostra legislazione sia perché riteniamo che comunque le risorse provenienti dal P.O.R. necessitino di un indirizzo e di una programmazione che non escluda la Commissione consiliare.
Ci rendiamo conto che ciò significa appesantire le procedure, ma si possono senz'altro stabilire anche dei termini entro cui la Commissione deve comunque esitare il parere. Però escludere completamente il parere della Commissione su questi provvedimenti, mi sembra piuttosto inopportuno. Pertanto il senso dell'emendamento numero 307 è proprio questo: mantenere il parere della Commissione consiliare sui programmi annuali di formazione, specializzazione, riqualificazione, aggiornamento, organizzazione ai servizi dell'impiego, che ora, anche con la recente approvazione del decreto delega del Governo, dovremmo accingerci a istituire anche nella nostra Regione, così come è già avvenuto nelle regioni a Statuto ordinario.
Così tutti gli interventi inerenti il mercato del lavoro, previsti sia dalla misura 3 dell'asse risorse umane, come anche tutti gli interventi in materia di formazione previsti negli altri assi del P.O.R. e del complemento di programmazione, saranno sottoposti al parere della Commissione consiliare competente.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 419 ha facoltà di illustrarlo.
COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 155 ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, la legge numero 35, del 5 dicembre 1995, che qui è richiamata, detta le norme da seguire per l'alienazione dei beni immobili del patrimonio disponibile della Regione. Ogni anno viene predisposto un elenco dei beni immobili regionali alienabili, approvato dalla Giunta e poi approvato dalla Commissione. Tra i beni che vengono indicati come alienabili ci sono beni di cui la Regione detiene la proprietà ma non il possesso, avendolo trasferito a comunità terapeutiche, a cooperative senza finalità di lucro e così via, attraverso o contratti di concessione d'uso, o contratti d'affitto o altre forme. Questo fatto però non impedisce l'inserimento di questi beni tra quelli alienabili.
Ora è evidente che l'inserimento di questi beni tra i beni alienabili, e sono beni di cui la Regione non è più in possesso avendone trasferito il godimento ad altri soggetti, rende di fatto impossibile l'alienazione, perché chi acquista sa che su quel terreno, su quel bene immobile c'è un diritto che permane anche col trasferimento della proprietà dell'immobile. Allo stesso tempo, però, l'inserimento di quel bene nell'elenco dei beni alienabili rende praticamente impossibile a quelle cooperative, a quelle comunità che utilizzano in concessione d'uso quei beni, l'accesso al credito o ad altre agevolazioni previste dalle diverse leggi di settore.
Per questo con l'emendamento numero 155 vorremmo che da questo elenco dei beni alienabili venissero cancellati quei terreni già dati in concessione d'uso, già dati in affitto o in altre forme di godimento, e che, di fatto, determinano l'impossibilità di alienazione del bene stesso.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 431 ha facoltà di parlare il consigliere Ortu.
ORTU (R.C.). Signor Presidente, non debbo aggiungere più nulla a quanto detto poc'anzi dall'onorevole Marrocu, anche perché gli emendamenti sono identici. Sono identici al punto tale che possono essere anche unificati, anzi debbono essere unificati.
Voglio però apporre una sottolineatura a quanto detto dall'onorevole Marrocu: non è male, in una finanziaria come quella che ci accingiamo approvare, che è ricca di sottolineature e di precisazioni, di richiami a normative precedenti, ivi compresa quella che ho poc'anzi citato (addirittura alcuni richiami sono perfino assurdi, perché tendono a "resuscitare" norme abrogate con leggi di questo Consiglio regionale tanti anni fa) non è male che la Giunta offra la sua disponibilità ad accogliere questo emendamento, perché contiene una precisazione, che può non solo garantire a quei soggetti l'utilizzo di quelle aree in modo tale da permettergli di guardare con più serenità allo sviluppo delle loro attività, ma anche consentirgli di attingere ad eventuali finanziamenti.
Quindi, per quanto ci riguarda, noi possiamo considerare l'emendamento unificato al numero 155, perché identici nella formulazione.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 121 ha facoltà di parlare il consigliere Floris.
FLORIS EMILIO (F. I.-Sardegna). L'emendamento numero 121 è ritirato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 12 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, con questo emendamento ritorna all'attenzione dell'Aula un argomento che già nella finanziaria 2000 è stato trattato in occasione di un altro emendamento che noi stessi presentammo in quella circostanza. E' noto che il Parlamento italiano ha provveduto, attraverso l'articolo 29 della legge nazionale numero 133 del '99, a dettare norme che obbligano gli istituti bancari a rinegoziare i mutui, secondo le attuali condizioni di mercato. Tali norme trovano attuazione nell'apposito decreto ministeriale numero 110 del 24 marzo ultimo scorso.
Il problema è che, ad esempio, nel secondo comma della legge numero 133/99 si prevede testualmente che le regioni a Statuto speciale e le provincie autonome di Trento e Bolzano possano estendere tali norme di legge ai mutui stipulati in applicazione di leggi agevolative regionali. E in questo rientra appieno la legge numero 32 del 1985, istitutiva del fondo per l'edilizia abitativa.
Negli ultimi tempi numerosi cittadini hanno richiesto agli istituti mutuanti l'applicazione della "133", ma gli istituti di credito hanno risposto sempre negativamente, evidenziando che il riferimento della "133" era ai mutui statali, dimenticandosi che il comma cui facevo riferimento poc'anzi prevede che le regioni a Statuto speciale possano estendere tale norma anche ai mutui regionali. Quindi, con questo emendamento si intende effettuare proprio tale estensione rendendo possibile finalmente, anche in Sardegna, come nel resto del territorio nazionale, la risoluzione di problemi riguardanti i mutui sulla prima casa.
Voglio ricordare che già nel '92 la Regione sarda obbligò i mutuanti ad adottare, per i mutui regionali, il tasso fisso, e quel tasso fisso oggi è diventato una spada di Damocle per il mutuatario perché, dopo nove anni dall'accensione la Regione non contribuisce più all'abbattimento degli interessi, e così numerose famiglie, a causa di un tasso esagerato che non ha più ragione di esistere, si ritrovano a dover destinare sino al 50 per cento del proprio stipendio al pagamento delle rate del mutuo residuo. Con l'applicazione di questa norma, invece, si darebbe la possibilità anche ai cittadini sardi di usufruire delle agevolazioni operanti nel resto d'Italia già dall'anno scorso.
E siccome nella finanziaria abbiamo previsto di estendere dai nove anni ai dieci anni l'intervento della Regione nell'abbattimento del tasso di interesse, l'approvazione di questo emendamento, porterebbe anche dei benefici di carattere economico alla Regione sarda che potrebbe godere di un risparmio finanziario consistente. In più si darebbe la possibilità immediatamente, a chi ha acceso da tempo il mutuo, di arrivare ad una ricontrattazione e ad un equilibrio che costituirebbe senz'altro una conquista.
Detto questo mi rendo conto che forse è necessario rivedere il punto tre dell'emendamento, perché il decreto ministeriale del 24 marzo 2000 numero 110", al quale fa riferimento, è una sorta di regolamento applicativo della "133", e mi è stato fatto osservare che qualcosa si potrebbe e si dovrebbe rivedere, pensando soprattutto al sistema di attualizzazione.
Credo comunque che con questo emendamento finalmente si possa conseguire un importante risultato perequativo, ponendo fine alle penalizzazioni e alle grandi difficoltà incontrate dai sardi nell'utilizzo delle agevolazioni previste dalla legge numero 32/85 per l'acquisto della prima casa.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 418 ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, questo emendamento in un certo senso si collega con l'emendamento precedentemente illustrato dall'onorevole Sanna. La ratio è la stessa, varia però la portata normativa. Il decreto ministeriale del 24 marzo 2000, numero 110, fa riferimento, infatti, ai mutui concessi a vario titolo, e non solo a quelli accesi per l'acquisto della prima abitazione. Con l'emendamento numero 418 si intende pertanto offrire una risposta più ampia e articolata proprio a quanto previsto dal decreto ministeriale.
Molte volte in quest'Aula sentiamo, da parte un po' di tutti, reclamare la necessità di superare il divario con il resto dell'Italia, poi quando abbiamo la possibilità concreta di attuare almeno una piccolissima parte dell'ordinamento nazionale che ci consentirebbe, non dico di superare, ma almeno di avvicinarci alla situazione delle altre regioni, rimaniamo sempre indietro. E non si comprende il motivo per cui si debba rimanere indietro.
Del resto la stessa Giunta potrebbe chiedere una sospensione su questo punto per articolare una proposta più complessiva e anche più organica. Pertanto ci aspettiamo da parte della Giunta una risposta di questo tipo. Ma una cosa è certa: non si può pensare di fare un'operazione che non agevoli i cittadini sardi, in questo caso, e soprattutto che non agevoli le casse della stessa Regione sarda. In un momento in cui tutti diciamo che le nostre risorse finanziarie sono insufficienti, che è opportuno che le entrate della Regione siano gestite maniera più oculata, è assurdo che si trascuri una possibile fonte di entrate.
La parte "entrate" del bilancio deve essere curata con particolare riguardo da questa Giunta, e da quest'Aula. E la rinegoziazione dei tassi di interesse costituisce un beneficio non solo per chi ha acceso il mutuo ma soprattutto per la stessa amministrazione regionale.
Ma è mai possibile, infatti, che la nostra Regione continui a pagare tassi di interesse alle banche sulla base di una contrattazione, stipulata alcuni anni fa, ormai superata anche alla luce della legislazione vigente? E' possibile rinegoziare questi tassi? Le leggi e le norme nazionali lo prevedono, si tratta soltanto di abbinare alle leggi e alle norme una specifica volontà politica. Non riesco a capire ancora se questa volontà politica ci sia o non ci sia, perché da parte dell'Aula noto molta disattenzione, la Giunta magari ascolta facendo finta di non ascoltare, fatto sta che noi comunque riteniamo che un passo avanti in questa direzione vada compiuto.
Attendiamo quindi il parere della Giunta, dell'Assessore incaricato e soprattutto quello del presidente della terza Commissione, perché non è possibile che chi dovrebbe avere un ruolo di coordinamento, fungere da elemento propositivo della maggioranza in seno alla Commissione bilancio, su queste questioni reciti scena muta o si limiti a dire che l'emendamento numero 12 o l'emendamento numero 418 è accolto o è respinto. Vogliamo qualche cosa in più, vogliamo discutere, vogliamo ragionare, vogliamo vedere se su queste questioni, per noi considerate fondamentali, perché offrono una risposta concreta alle esigenze dei cittadini e degli imprenditori siete d'accordo o non siete d'accordo, e se non siete d'accordo diteci per quale motivo non lo siete.
E' questa la richiesta che vi rivolgiamo, è un invito che non ci stancheremo mai di ripetere, anche a costo di essere noiosi, perché approvare una legge finanziaria in questo modo, senza un reale confronto dialettico che porti possibilmente anche a un miglioramento del testo originario, per noi non è una cosa accettabile.
PRESIDENTE. La proroga dei termini prevista dall'emendamento numero 97, presentato dagli onorevoli Cossa, Cassano e più, è già contenuta nel comma numero 26 dell'articolo 1 della legge finanziaria. Quindi ritengo che l'emendamento debba essere ritirato.
COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). E' ritirato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 187 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, congiuntamente all'emendamento numero 187 illustrerò anche l'emendamento numero 188 perché riguarda la stessa materia. Entrambi gli emendamenti prevedono infatti un aumento delle spese dell'Assessorato del turismo a sostegno dell'industria alberghiera. Noi, già in sede discussione generale, abbiamo sottolineato l'esistenza di forti squilibri sia tra Assessorati sia, all'interno degli stessi Assessorati, tra i diversi settori produttivi. E tra questi settori produttivi particolarmente danneggiato appare il settore turistico.
Nonostante l'interesse per questo settore sia stato tanto sbandierato in sede di dichiarazioni programmatiche, tanto millantato dal centrodestra, quando poi si passa alle azioni concrete, gli impegni non vengono supportati dalle necessarie risorse finanziarie. In forza della legge regionale numero 9 del 1998 doveva essere emanato un bando per la concessione di finanziamenti agli alberghi dell'Isola. Questo bando è stato emanato con un ritardo di oltre due anni, dopo aver generato in seno agli operatori innumerevoli aspettative. Tra l'altro si tratta di un bando che noi riteniamo, ma su questo torneremo anche con altri emendamenti, dal punto di vista tecnico assolutamente imperfetto, ma che comunque sta generando una mole considerevole di domande.
Noi sappiamo che alla Banca CIS e al Banco di Sardegna sono già pervenute decine e decine di domande che non possono e non potranno essere soddisfatte con i 68 miliardi resi disponibili con questo bando, ed è il primo. Ricordo che l'intento della legge numero 9 del 1998 era quello di finanziare, in forma prioritaria, gli alberghi che avevano la necessità di adeguarsi alla normativa sanitaria e di sicurezza, nonché gli ampliamenti di quegli alberghi che restavano aperti per più di sette mesi, generando effettiva occupazione. Quella legge nacque, quindi, quasi come appendice del piano del lavoro e doveva costituire la risposta occupazionale del comparto alberghiero.
Bene, oggi siamo appunto in dirittura d'arrivo, il bando è stato emanato, abbiamo già tutti quanti piena consapevolezza che i 68 miliardi di lire destinati a quell'obbiettivo sono assolutamente insufficienti e quindi chiediamo che lo stanziamento tenga conto almeno delle domande già presentate. Per far questo è necessario un aumento di almeno 40 miliardi. La Giunta invece ha proposto un aumento di venti miliardi.
L'emendamento numero 188 riguarda la stessa materia, anche se si riferisce alla legge regionale numero 40 del 1993. Mentre infatti con la legge regionale numero 9 del 1998 si offre un contributo in conto capitale del 40 per cento e si attinge da questo fondo, per il contributo in conto interessi viene utilizzato il capitolo della legge regionale numero 40. Si tratta quindi di due interventi che devono marciare di pari passo, pertanto chiediamo che i dieci miliardi di aumento previsti dalla Giunta siano portati a venti, per offrire risposta, appunto, a queste innumerevoli richieste.
Io ricordo anche, e chiudo su questo, che è stato emanato anche il bando della legge nazionale numero 488/92 relativo al settore turistico, e nonostante le domande degli imprenditori turistici sardi si riversino anche su quest'ultimo, in entrambi i casi i fondi sono insufficienti. Quindi è davvero opportuno, in questa fase, rimpinguare questi due capitoli.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 208 è stato ritirato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 407, 405, 406, 337, 338, 336, 400, 408, 307, 419, 155 e 431 il parere è negativo.
A proposito degli emendamenti numero 307 e 419 voglio sottolineare, ancora una volta, che i pareri obbligatori delle Commissioni consiliari costituiscono un vincolo, un aggravio di procedura.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 12, invece, la Commissione sostanzialmente si rimette all'Aula, pur sottolineando la positività del fine di questo emendamento che però, probabilmente, occorrerebbe rimodulare. Parere negativo anche sull'emendamento numero 418, è abbastanza evidente, infatti, che la rinegoziazione dei tassi prevista dal comma 25 dell'articolo 1, riguarda una legge che utilizza fondi regionali, una rinegoziazione indiscriminata sulle altre leggi non sarebbe possibile proprio per evidentissimi motivi. Parere negativo anche sugli emendamenti numero 187 e 188.
Volevo aggiungere, all'atto di questa espressione di parere, che per quanto riguarda la questione sollevata dal collega Cogodi circa la predisposizione di un emendamento che raccolga le sollecitazioni, le proposte concrete contenute in alcuni emendamenti riguardanti le politiche attive del lavoro, sia per quanto riguarda l'incremento della dotazione finanziaria, sia per quanto riguarda la predisposizione di una normativa sostanziale che disciplini la materia in maniera almeno tendenzialmente organica, è in corso l'elaborazione di un testo. E' stato infatti avviato uno studio della questione, di comune accordo fra componenti della maggioranza e dell'opposizione, volto a individuare una soluzione dignitosa, sicura, che ci porti, anche con successivi interventi legislativi, ad assicurare la dotazione finanziaria e ad intervenire sulla parte sostanziale di questa materia (le politiche attive del lavoro) con la necessaria valutazione di tutte le implicazioni, sia sostanziali che finanziarie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Voglio però rispondere ad alcune questioni che sono state sollevate dai vari presentatori degli emendamenti, innanzitutto con riferimento alla rinegoziazione dei mutui.
Su questo problema noi dobbiamo distinguere tre tipologie di interventi. La prima è quella che propone il collega Sanna, con riferimento ad una legge nazionale che facoltizza le Regioni, tra le quali la Sardegna, ad estendere ad esse il contenuto normativo della stessa. Essendovi un vuoto normativo nella legislazione della Regione Sardegna, anche la Giunta ritiene accoglibile l'emendamento a firma Sanna e Manca, con una modifica però di quel comma tre, di cui gli stessi presentatori chiedono l'abrogazione, secondo una formula che abbiamo visto nell'interlocuzione e che lascio al dibattito dell'Aula per l'eventuale approfondimento.
La seconda tipologia è quella rappresentata dall'esempio che è stato richiamato, e mi spiace su questo correggere i colleghi che sono intervenuti sull'argomento, con riferimento alla legge numero 8 del 1964, perché è l'unica legge regionale, o tra le poche leggi regionali che comunque sono ancora operanti, che contenga fondi, diciamo così, di proprietà della Regione, e quindi sui quali è possibile, da parte regionale, intervenire direttamente.
Le altre leggi, infatti, appartengono ad una terza tipologia, quella delle leggi di incentivazione con le quali la Regione interviene attraverso l'abbattimento dei tassi di interesse. Voi capite bene che in questo ultimo caso, salva l'ipotesi che dianzi richiamavo, quella a cui si riferisce l'emendamento dell'onorevole Giacomo Sanna, noi non possiamo intervenire perché sono i beneficiari dei mutui ad essere legittimati alla rinegoziazione direttamente con gli istituti di credito.
Quindi, l'impianto costruito nella finanziaria con questa opportuna integrazione proposta dall'emendamento in parola, mi pare che possa, per il momento, completare adeguatamente il quadro. Ma ciò che mi sorprende, onorevole Vassallo, e lo dico ai presentatori dell'emendamento che fa riferimento agli intermediari finanziari, è che con il vostro emendamento voi create le condizioni perché la Regione Sardegna affidi le istruttorie, sapete a chi? Alla American Express, alla Visa, alla Diners ed alla Carta Sì. La lettera D) del decreto ministeriale del 13 maggio 1996, si riferisce, infatti, agli intermediari esercenti l'attività di emissione e gestione di carte di credito e di debito.
Ma voi pensate davvero che finanziarie che si occupano dell'emissione e gestione di carte di credito e di debito, (American Express, Visa e quant'altri) debbano essere incaricate dalla Regione Sardegna per istruire pratiche a valere sulle leggi di incentivazione? Io penso che veramente sia un errore dei presentatori, perché non voglio credere che invece si voglia escludere (perché questa è la finalità proposta in legge) la Sfirs dal novero dei soggetti che possono, istruire pratiche a valere sulle leggi di incentivazione regionale.
Ma mi preme ancora rispondere brevemente a due questioni sollevate nel corso di precedenti interventi. L'onorevole Selis ha posto giustamente un problema in relazione al più generale indirizzo delle politiche creditizie. Ora io ritengo che proprio la contingenza elettorale consigli, per motivi evidenti di opportunità, di non celebrare la seconda conferenza sul credito, tra le fine di marzo e la metà di aprile come originariamente previsto. La data di questo importante appuntamento verrà fissata subito dopo le elezioni politiche, e in quella sede si dibatteranno tutte le questioni poste anche relativamente ai soggetti convenzionati con la Regione, al problema di non poco conto della Tesoreria e a tutto il sistema creditizio con riferimento anche al costo del denaro, alla durata dell'istruttoria delle pratiche affidate agli istituti di credito e al tasso praticato.
L'altra questione è quella che poneva il collega Falconi con riferimento alla legge numero 9 del 1998. Ci rendiamo conto che effettivamente il turismo abbisogna di maggiore attenzione dal punto di vista della quantità di risorse, devo però fare presente che la previsione nel bilancio ordinario di venti miliardi di lire è integrata da oltre quaranta miliardi provenienti dai fondi strutturali, dal quadro comunitario di sostegno, che portano complessivamente a sessanta miliardi l'ammontare delle risorse complessivamente destinate. Ecco perché l'obiettivo che l'onorevole Falconi si poneva insieme agli altri presentatori mi pare che possa considerarsi raggiunto, e con questa assicurazione lo invito al ritiro dei relativi emendamenti.
Per quanto riguarda il problema che poneva il collega La Spisa sulle politiche attive del lavoro, riteniamo che in Aula sia stato compiuto un ulteriore passo avanti proprio per inviare un segnale a quella categoria di lavoratori che, certamente, ha necessità di passare dallo stato di precarietà nella quale si trova ad uno caratterizzato da maggiore stabilità e sicurezza. Ed è per questo motivo che ho chiesto ai miei uffici di valutare anche la possibilità di recuperare risorse che consentano di dare copertura ad un intervento qualificato come questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, io interverrò solamente sulla questione relativa agli intermediatori finanziari, in quanto la parte relativa ai mutui verrà trattata dall'onorevole Ortu. A me fa piacere che l'onorevole Pittalis sia stato così attento da individuare precisamente il contenuto della lettera D); e devo dire che noi in maniera anche provocatoria abbiamo esclusivamente indicato la lettera D) per capire esattamente quale era il senso della proposta della Giunta e perché la Giunta stessa non avesse con maggior precisione indicato le lettere e quindi i soggetti che intendeva far subentrare nella gestione di questi fondi. Pertanto, Assessore, se lo scopo è quello di permettere alla Sfirs o altri soggetti con le stesse caratteristiche di partecipare alla gestione dei fondi, è opportuno, a mio avviso, che venga esclusa la lettera A).
Per questa ragione noi abbiamo presentato l'emendamento, perché volevamo aprire un dibattito che permettesse a tutti noi di ragionare e di correggere in senso più compiuto la proposta stessa. Il comma 24, così come è formulato, non escludendo nessuno, non esclude nemmeno la possibilità, considerato che poi si dovranno attivare procedure di evidenza pubblica e per l'aggiudicazione della gestione dei fondi, che quest'ultima cada nelle mani di quei soggetti che, pur non disponendo di ingenti risorse, si dedicano ad attività di strozzinaggio.
Per cui la mia proposta, è quella di escludere i soggetti di cui alla lettera A), ammettendo invece alle procedure di evidenza pubblica i soggetti di cui alle lettere B), C), D), ed E). E nessuno nega che vi possono essere oltre agli istituti di credito tradizionali, quelli meglio conosciuti, quelli con cui abbiamo avuto rapporti fino ad oggi, anche altri soggetti meritevoli di essere considerati, però se questi altri soggetti ci sono e ci devono essere, è bene che vengano precisati in legge, altrimenti tutto è lasciato al mero arbitrio, e domani oltre alla SFIRS anche i soggetti che poc'anzi citavo potrebbero pretendere di concorrere all'aggiudicazione.
Pertanto io le chiedo, Assessore, di accogliere questa richiesta che peraltro è in sintonia con quanto lei poc'anzi ha detto in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, intervengo in sede di discussione sugli articoli perché l'illustrazione degli emendamenti, e i pareri espressi dal Presidente della Commissione terza e dall'Assessore a nome della Giunta, offrono lo spunto per alcune riflessioni.
Poc'anzi ho illustrato un emendamento che tendeva a salvaguardare un principio previsto da alcuni leggi di settore di questa Regione, relativo ai pareri che le Commissioni consiliari competenti devono esprimere in occasione di programmi annuali e di piani sottoposti all'approvazione della Giunta regionale.
Su questo emendamento c'è stata, da parte del Presidente della Commissione, un'affermazione che mi ha stupito e lasciato molto perplesso. Se infatti l'affermazione dell'onorevole La Spisa ha un senso ed un valore, allora bisogna essere conseguenti, e non può essere riferita solo ad una legge o ad una singola procedura. E' necessario, pertanto, che questo Consiglio regionale effettui, in occasione della riforma interna del Consiglio, una seria discussione sul ruolo e sulla funzione delle Commissioni consiliari.
L'onorevole La Spisa, ha affermato, esprimendo il suo voto contrario all'emendamento, che i pareri delle Commissioni, a suo avviso, costituiscono solo un appesantimento procedurale; allora se questa è l'impostazione e se questo è il senso dell'intervento dell'onorevole La Spisa, io ritengo che, quanto meno, debba esprimere molte delle funzioni che esercita. Credo, infatti che il 90 per cento circa dell' attività della terza commissione riguardi proprio l'espressione di pareri su provvedimenti della Giunta, basti pensare alle variazioni di bilancio, ai tanti provvedimenti che normalmente sono in carico anche alla Commissione terza, che peraltro ha competenze anche trasversali, in quanto esprime pareri anche rispetto alle altre Commissioni di merito. A questo punto, se questa è la linea dell'onorevole La Spisa, io ritengo che non gli resti altro che rassegnare le dimissioni da presidente della Commissione, perché non farebbe altro, con la sua attività, che appesantire le procedure, che far perdere tempo a questa Regione.
Noi riteniamo invece che la funzione delle Commissioni consiliari, così come previsto dal Regolamento, sia veramente importante, insostituibile, soprattutto relativamente agli atti di programmazione. Noi siamo per una distinzione dei poteri; è giusto che la Giunta governi, gestisca, però alle Commissioni, al Consiglio non può essere sottratta la funzione di programmazione, di indirizzo, e di controllo. E' necessario che i provvedimenti di portata generale, gli atti di programmazione annuale, gli atti di pianificazione, vengano sottoposti all'esame delle Commissioni di merito, soprattutto se si tiene conto che stiamo parlando di provvedimenti che, per quanto riguarda la copertura finanziaria, fanno riferimento a risorse che ci provengono dal P.O.R., dai fondi strutturali europei.
Il nuovo regolamento dei fondi strutturali europei prevede, infatti, la sottrazione di una serie di risorse finanziarie comunitarie se queste non vengono puntualmente spese. Per cui questa funzione di controllo del Consiglio, a mio parere, riveste una importanza estrema. Diverso è dire che le Commissioni di merito non devono ostacolare l'iter dei provvedimenti tenendoli in carico per un tempo indeterminato. Si stabilisce un termine congruo per l'esame, che può essere di una settimana, dieci giorni (su questo possiamo discutere); se decorso quel termine le Commissioni non avranno esercitato il loro diritto - dovere di espressione del parere, il parere si darà per espresso. Però superare un'impostazione che è presente nella stragrande maggioranza della legislazione di settore della nostra Regione, abolendo tout court la possibilità di espressione di parere delle Commissioni, è una iniziativa di tipo politico che non può trovare il nostro consenso.
Io ho voluto limitare il mio intervento solo a questo aspetto perché ritengo sia un problema politico molto importante, che coinvolge anche i rapporti istituzionali. E' pertanto opportuno che l'Aula attivi un confronto serrato e si esprima in maniera adeguata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Signor Presidente, l'emendamento da noi presentato al comma 26, come ho riferito anche in sede di illustrazione, voleva costituire, in un certo senso, una provocazione. Noi, infatti, non vogliamo mettere in discussione la possibilità di utilizzare risorse attraverso interventi che possono contribuire positivamente allo sviluppo della nostra Isola; lungi da noi questa idea.
Noi volevamo solo evidenziare una incongruenza: da una parte l'esistenza di fondi stanziati recentemente, recuperati e poi riutilizzati nel bilancio con altre destinazioni, (recando così un danno ad alcuni territori pure importanti); dall'altra gli stanziamenti di una vecchia legge del '64, mantenuti in vita "artificialmente" nonostante questa legge sia stata esplicitamente abrogata dalla legge numero 40 del 1993, quindi in barba a quella efficienza di cui si parla.
La memoria potrebbe anche ingannarmi però mi sembra che quella legge venne approvata quando l'onorevole Mario Floris era Presidente della Giunta, oppure Presidente del Consiglio. Allora forse lui potrebbe spiegarci quali furono le esigenze (io ritengo nobili, chiaramente) che spinsero il Consiglio ad abrogare quel provvedimento. Evidentemente quella legge aveva esaurito la sua efficacia, quindi la possibilità di costituire uno strumento per lo sviluppo del settore turistico.
Adesso mi si dice, con una risposta tutta discutibile, che noi prendiamo un abbaglio. Può darsi, ma l'abbaglio l'ha preso anche il Consiglio quando nel '93, ben sette anni fa, ha abrogato quella legge. Forse volete mantenere ancora in vita questi stanziamenti perché può darsi che ci sia qualcuno dietro le tende che non si può nominare, che in qualche modo deve poter utilizzare ancora questo provvedimento? Basta dirlo, così si fa maggiore chiarezza e forse se ne esce anche con maggiore eleganza. Questo è un aspetto del problema. L'altra questione che noi abbiamo posto è quella della rinegoziazione dei tassi di interesse. Badate, anche qui si è detto che noi vogliamo operare con l'emendamento numero 418, una discriminazione. Anche questa è una risposta. Il comma 25, prevede la rinegoziabilità dei tassi di interesse applicati ai finanziamenti erogati ai sensi della legge regionale numero 8 del '64, quindi relativamente agli interventi di natura alberghiera, alla luce delle nuove disposizioni in materia di usura. Ora noi non siamo contrari alla rinegoziazione di quei tassi, diciamo solo che diventerebbe una discriminazione se venisse circoscritta a questo settore.
Perché allora non porsi il problema di rinegoziare, così come noi lo poniamo con l'emendamento (altro che discriminazione, noi vogliamo fare giustizia!), tutti i tassi che riguardano tutti gli interventi di incentivazione in materia di sviluppo in tutti i settori, compresi anche alcuni, come quello agricolo, dove le difficoltà sono più evidenti? Questa è discriminazione? Noi pensiamo di no, ed è per questa ragione che abbiamo proposto questo emendamento, ed è per questa ragione che consideriamo la sua approvazione una questione di giustizia. Noi affermiamo che il problema esiste e va affrontato nei confronti dei diversi settori in cui si articola l'economia di questa Isola. E' un'ingiustizia invece (che tra l'altro potrebbe generare anche dei contenziosi) riservare un trattamento di questo tipo solo ed esclusivamente a un settore dell'economia della nostra Isola. Ripeto, lo è ancora di più in quanto vi sono alcuni settori che sono colpiti in modo particolare dalla grave situazione che si è determinata per le conseguenze di quello che è accaduto nel corso di questi anni. Lo stesso Presidente della Giunta regionale in sede di dichiarazioni programmatiche, (adesso non ricordo, può darsi che richiamasse anche gli interventi nel settore delle strutture alberghiere) poneva però come questione fondamentale, per salvare in qualche modo dalle sabbie mobili l'agricoltura, l'esigenza di rinegoziare i mutui agricoli, di rivedere tutto il problema dell'indebitamento di questo settore. Ora mi spiace richiamare ancora una volta l'onorevole Mario Floris, ma prima, in campagna elettorale, con le dichiarazioni programmatiche, blandisce gli agricoltori, adesso invece addirittura non vuole concedere quello che è concedibile, o per lo meno quello che è stato concesso ad altri settori. Anzi nei confronti degli agricoltori, viene messa in moto un'azione vessatoria, una procedura di recupero forzoso, per errori commessi da precedenti Giunte regionali relativamente agli interessi, all'ammortamento dei mutui concessi in base alla legge regionale numero 44. E ben tre delle quattro delibere che non sono passate al controllo dall'Unione europea sono state firmate, come Presidente della Giunta, dall'onorevole Mario Floris. Perché?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io intendo intervenire sull'emendamento 12, che riguarda lo spinoso problema dell'edilizia residenziale, in relazione al quale la Regione Sardegna è intervenuta con la legge numero 32 del 1985. Come tutti sappiamo, negli ultimi anni il mercato finanziario ha subito profonde modificazioni, tant'è che i tassi attualmente applicati risultano di gran lunga inferiori rispetto a quelli vigenti qualche anno fa. Oggi pertanto, coloro (e sono numerosissimi) che hanno acceso un mutuo per l'acquisto della prima casa qualche anno fa si ritrovano a dover sostenere rate di ammortamento con interessi che appaiono e che sono senz'altro non più giustificati dalla nuova situazione che si è venuta creare. Questo problema ha investito l'opinione pubblica, tant'è che lo stesso Governo ha ritenuto di dover intervenire sulla materia con la legge numero 133 del '99.
Con l'articolo 29 di questa legge è stata prevista la rinegoziazione di quei mutui il cui tasso di interesse risultasse superiore al tasso effettivo globale medio determinato ai sensi dell'articolo 2 della legge 108/96. Alla rinegoziazione possono accedere tanto gli enti che hanno concesso i contributi agevolati, quanto i soggetti beneficiari, cioè i mutuatari anche disgiuntamente tra di loro. La legge nazionale, però, è rivolta esclusivamente alle provvidenze statali, o meglio a tutte quelle fattispecie, a tutti quei casi previsti dalla legge numero 865 del 1971 e solo a quei casi risulta applicabile.
Vi è da aggiungere che il secondo comma dell'articolo 29 della legge citata estende le disposizioni relative alla rinegoziazione anche ai mutui per edilizia residenziale pubblica concessi in virtù di leggi di agevolazione regionale solo che questa normativa venga recepita e venga fatta propria dalle Regioni interessate.
E a questo punto sorge ancora un altro problema: così come ha evidenziato il relatore e lo stesso Assessore in replica, l'emendamento non può essere accolto nella sua interezza poiché al terzo comma fa riferimento, per l'attuazione della disposizione regionale, al regolamento che è stato emanato dal Governo con decreto ministeriale del 24 marzo 2000, numero 110 e che non è tecnicamente applicabile alle strutture del mutuo agevolato regionale..
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI
(Segue BALLETTO.) La legge regionale numero 32 del 1985, prevede, infatti, che, ai fini dell'abbattimento dei tassi di interesse, la Regione sarda versi, in unica soluzione, per ogni mutuo ammesso all'agevolazione, le 18 semestralità attualizzate all'istituto di credito. La normativa nazionale funziona invece in maniera diversa, per cui quelle direttive non potrebbero trovare applicazione per gli incentivi di origine regionale. E quindi affinché l'emendamento numero 12 possa esplicare in pieno la propria efficacia, occorre procedere alla riformulazione del terzo comma dello stesso emendamento.
Io mi sono permesso di suggerire una modifica, e mi rivolgo in modo particolare al primo presentatore, il collega Giacomo Sanna. Il terzo comma dell'emendamento numero 12 andrebbe soppresso e sostituito col seguente: "ai fini della applicazione del presente comma la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della programmazione, di concerto con quello dei lavori pubblici, emana le apposite direttive attuative entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge".
In conclusione, trattandosi di un emendamento che non comporta oneri aggiuntivi e che risolve un problema fortemente sentito che, se non rimosso, rappresenterebbe un elemento di forte sperequazione rispetto ad altri soggetti avvantaggiati dalla normativa nazionale, ne caldeggio fortemente l'approvazione con la modifica che ho suggerito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Signor Presidente, svolgerò un breve intervento anche perché il discorso del collega Dino Pusceddu, era molto ben argomentato. Anch'io voglio fare alcune osservazioni in relazione all'affermazione del Presidente della terza Commissione relativa agli emendamenti numero 307 e 419.
Dire che questi due emendamenti sostanzialmente si respingono perché il passaggio in Commissione per l'espressione del parere appesantisce le procedure, a me pare sia una motivazione veramente di scarso contenuto. Io capisco i colleghi del centrodestra che, nella furia semplificatrice, cercano in ogni occasione di smantellare tutta la rete di regole e di procedure che per tanti anni ha in qualche modo governato la Regione. Ma credo che se davvero questi colleghi volessero arrivare a conseguire il risultato della semplificazione dovrebbero appuntare la loro attenzione molto di più sugli atti di governo, che su quelli del Consiglio. Non si può, infatti, pretendere di arrivare alla semplificazione cercando di sottrarre competenze e funzioni che non sono del Governo regionale ma del Consiglio.
D'altra parte il comma che in qualche modo è interessato dai due emendamenti non prevede dei semplici programmi; il programma annuale che la Giunta regionale dovrebbe approvare su proposta dell'Assessorato del lavoro e formazione professionale, di concerto con quello della programmazione, è molto complesso, anche perché è attuativo di una serie, piuttosto nutrita, di misure previste dal programma operativo regionale 2000 - 2006.
Né peraltro mi pare di ricordare, forse sbaglio, che il P.O.R. in relazione a quelle misure dettasse già dei criteri attuativi. Se non ricordo male, di criteri il P.O.R. non ne prevede, e quindi ci troviamo sostanzialmente di fronte a un piano di interventi che, come si sa, per prassi, per procedura e per legge è di competenza del Consiglio. Ecco perché io credo che su questo punto sia necessario ed opportuno che i colleghi del centrodestra riflettano prima di assumere la decisione di votare per respingere questi emendamenti.
In sostanza io credo - e concludo - che il problema posto, soprattutto in relazione al comma 30 dell'articolo 1, sia un problema importante: iniziare a smantellare queste funzioni, questa rete di funzioni che distinguono e separano anche i ruoli tra Governo e Consiglio, è davvero un'operazione molto pericolosa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, questo blocco di commi da una parte ridisegna una serie di relazioni tra la Regione e gli istituti di credito, ricostituendo una quantità di risorse presso il conto entrate del bilancio della Regione (pari a 105 miliardi di lire); dall'altra pone in essere un'operazione per la quale, soprattutto nella relazione con gli istituti di credito e nella introduzione di nuovi soggetti abilitati per conto della Regione alla operatività in questo settore, avrebbe avuto necessità di una maggiore e migliore riflessione.
Si evidenzia, anche in questo caso, una delle critiche che l'opposizione continuamente sta muovendo nella discussione di questa finanziaria, cioè il fatto che si modifica profondamente il quadro di riferimento legislativo e finanziario a nostra disposizione, e che lo si fa attraverso la legge di bilancio. Allo stesso tempo si introducono sul piano politico delle questioni, dal nostro punto di vista pericolose, che costituiscono una delle ragioni di fondo di dissenso verso questa manovra finanziaria.
Il dissenso di fondo consiste nel fatto che emerge una tendenza, a nostro avviso pericolosa, di centralizzazione di potestà decisionali su materie delicatissime, e consistenti dal punto di vista finanziario per il futuro della nostra regione, che vengono con un colpo solo portate in capo all'Assessore competente di concerto con l'Assessore del bilancio e quindi alla Giunta regionale, esautorando quasi totalmente il Consiglio regionale e la sua funzione di controllo e di programmazione. Questa è la ratio del comma 30, che nel porre in capo all'Assessore competente in materia di lavoro, di concerto con l'Assessore della programmazione tutti gli interventi nel mercato del lavoro previsti dalle misure 1.8, 2.4, 3.1, 3.2 eccetera, così come descritto nel comma 30, di fatto toglie al Consiglio regionale la possibilità di ragionare, di programmare, di definire insieme alla Giunta l'utilizzo di oltre mille miliardi di risorse comunitarie nel periodo che va dal 2001 al 2006.
Questo è un punto che ricorre costantemente in questa discussione, ed è stato uno dei punti che anche nelle Commissioni è stato più volte sollevato dai commissari. E` uno dei punti sui quali l'assessore Pittalis si era impegnato a definire una norma quadro di carattere generale, che riportasse nelle Commissioni di merito la discussione su tutto il sistema dei programmi comunitari, stabilendo naturalmente "perché si capisce che la procedura consiliare non può essere una procedura che appesantisce l'operatività, stabilendo anche dei tempi entro i quali le Commissioni devono esprimere il loro parere". Ma tuttavia non è eludibile il ricorso al parere del Consiglio, non è eludibile la funzione, la potestà programmatoria di questo Consiglio regionale.
Questa non è una questione di merito sulla quale si possa eventualmente dissentire, è una questione di fondo che riguarda la maggioranza, l'opposizione, che riguarda l'"agibilità" del Consiglio regionale, che riguarda il ruolo e la competenza di legislazione e di programmazione che sta in capo a questo Consiglio. Fare come voi fate, cioè portare in capo alla Giunta e all'Assessore la potestà di programmazione su materie così delicate, di fatto introduce un vulnus gravissimo nelle nostre attività e nelle nostre relazioni, che non può non vederci profondamente dissenzienti, che non può non vederci contrastare questo tipo di tendenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, prendo la parola per intervenire brevemente sugli emendamentinumero 307 numero 155.
Sull'emendamento numero 307 condivido appieno ciò che è stato già affermato in modo molto esplicito anche dall'onorevole Sanna; è vero che fino ad oggi alle Commissioni venivano richiesti dei pareri anche per somme a dir poco irrilevanti, e certamente questo poteva costituire un appesantimento, come il presidente La Spisa ha ricordato.Però quando in gioco ci sono dei programmi così complessi che, tradotti in termini monetari, nell'arco del sessennio possono essere stimati intorno a 1500 miliardi e a circa 250 miliardi per il 2001, non si può prescindere dal parere delle commissioni competenti.
Di fronte ad una somma così ingente da programmare, fossi io in Giunta, chiederei anche il conforto della mia maggioranza consiliare. Questa è una mia opinione che ho ribadito altre volte anche per altri programmi. Noi siamo d'accordo che il nuovo metodo programmatorio e di struttura del bilancio debba informarsi a criteri di flessibilità ed evitare gli appesantimenti. Io non penso però che in occasione dell'esame di programmi così importanti, con risorse così ingenti possa considerarsi un appesantimento l'eventuale correzione proposta da una parte della Commissione consiliare. Ciò, peraltro, determinerebbe un controllo più puntuale, anche in futuro, degli adempimenti di questi programmi. Soprattutto se si tiene conto - e questo è uno dei punti che avevo già messo in rilievo che le unità previsionali di base comprese in questi programmi sono più di una, e quindi, poiché nell'ambito della stessa unità previsionale di base ci si può spostare in modo abbastanza agevole da un capitolo all'altro, io penso che il rischio di complicare il controllo di tutta questa struttura si accentui.
Detto questo, penso che l'emendamento numero 307 debba essere accolto, ed accolto soprattutto dai consiglieri della maggioranza, che così possono partecipare più puntualmente al controllo sui programmi e quindi, più in generale, sulla spesa dei finanziamenti a disposizione.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 155, volevo solo sapere qual è stato il motivo che ha determinato l'opposizione sia da parte del Presidente della Commissione sia dell'Assessore, perché personalmente sono rimasto convinto della necessità di questo emendamento. La finalità che si intendeva perseguire era infatti semplicemente quella di agevolare in qualche maniera, o meglio di non ostacolare quelle società o organismi che, come è detto nell'emendamento, non hanno scopo di lucro, nell'accesso ai finanziamenti attraverso le banche. L'includerli in questo elenco dei beni da alienare certamente provoca delle difficoltà; niente vieterebbe poi alla Regione, qualora le stesse società fossero d'accordo, di alienare questi beni, perché l'emendamento stesso lo prevede.
Pertanto non comprendo le ragioni del parere negativo della Giunta. Se ci fossero motivi particolari che giustificherebbero la contrarietà a questi emendamenti e che a me evidentemente sfuggono, gradirei se fosse possibile, che mi fossero illustrati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, anch'io interverrò brevemente per svolgere prima una considerazione di carattere generale e poi due rapide osservazioni nel merito dei diversi commi di questo blocco che stiamo analizzando.
La prima considerazione di carattere generale è la seguente: in alcuni dei pochi interventipronunciati dal centro destra si rimarcava la circostanza che questa finanziaria, come strategia generale, era volta a beneficio complessivo dell' impresa, dell' impresa che crea lavoro, dell' impresa diffusa in Sardegna, quasi a voler sottolineare che un po' il centro sinistra si occupa invece non dell'impresa ma dei lavori socialmente utili.
Io pongo le questioni in termini diversi. E' vero che abbiamo anche questa ultima sensibilità, è una sensibilità che ci appartiene come centro sinistra e come sinistra in particolare" il collega Cogodi lo ha più volte rimarcato, io stesso la faccio mia", però noi guardiamo con molta attenzione anche l'impresa, sul mondo del lavoro in Sardegna; e lo abbiamo fatto con atti concreti nella precedente legislatura e lo facciamo anche adesso dai banchi della opposizione, stando attenti a che la Giunta passi, su questo tema, dalle parole ai fatti con le disposizioni finanziarie. E questo non sempre avviene.
Noi infatti stiamo esaminando - e passo alle due questioni che voglio brevemente toccare - il comma 21, che è il comma centrale di tutto questo blocco, dove si dispone un "rastrellamento" dai fondi di rotazione di una "cosina" come 105 miliardi. E` vero che questa è una politica che anche noi abbiamo adottato nel corso della precedente legislatura, ma anche la precedente finanziaria, e vi sono stati dei punti che abbiamo condiviso. Io ricordo che fino a quattro anni fa i fondi di rotazione ammontavano a circa mille miliardi, o sopra i mille miliardi; nel volgere di qualche anno si è scesi ad alcune centinaia di miliardi; ora si aggiungono sui due o trecento miliardi. Adesso si vogliono ulteriormente ridimensionare prelevando questi 105 miliardi.
Badate, io non sono contrario a questo meccanismo, bisognava e bisogna continuare su questa strada, ma sapendo che mentre alcune somme possono essere prelevate, altre non solo non vanno prelevate, ma vanno incrementate. Perché qui sa fa di tutte le erbe un fascio: si preleva dalle lettere A, B, C, D, BB, si preleva da leggi operative, da legge notificate all'Unione europea, da leggi che stanno funzionando bene. Per il primo prelievo si attinge dalla legge regionale numero 17 del 1993 , 30 miliardi; per il secondo prelievo, sempre di 30 miliardi -(questi sono i prelievi più consistenti) si attinge dalla legge numero 21 del 1993, che prevede contributi in conto interessi per l'industria, e che ha sempre funzionato bene. Non si capisce quindi perché da un lato si interviene per rimpinguare quelle somme, dall'altro si interviene per toglierle. Si prelevano fondi dalla legge regionale numero 15 del 1994, dalla numero 40 del 1976, addirittura si prelevano somme, anche se si tratta di cifre esigue, dalla legge regionale numero 28 dell'84. E' chiaro che non possiamo condividere tutto ciò.
Siamo invece d'accordo per operare come si è fatto con la legge regionale numero 8 del '64, che attualmente funziona come semplice fondo dove vengono accantonate le somme restituite dagli operatori per i mutui contratti in virtù di quella legge prima del '93.
Per quanto riguarda il comma 25, non ho difficoltà ad affermare che ne condividiamo l'approccio, ma la sua portata va estesa anche ad altri settori. Questo comma, infatti, prevede una misura che èè estremamente interessante, e cioè la rinegoziazione dei mutui contratti in forza della legge regionale numero 8 del '64, quando il prime rate si aggirava intorno al 20 per cento, e l'abbattimento allora previsto del 60 per cento portava gli interessi bancari abbattuti sopra il 10 per cento. Oggi quei tassi, seppur agevolati, sono vicini al tasso di usura, e quindi giustamente se ne propone la rinegoziazione. Ma questa operazione non solo la condivido, ma l'ho sempre sostenuta.
Ciò che è sbagliato è che si limita il discorso ad una legge. L'intervento deve essere esteso, invece, a tutte le leggi approvate nei decenni scorsi, in modo che tutti i mutui, soprattutto ventennali, possano essere rinegoziati.
Queste sono le considerazioni che volevo svolgere e ho svolto. Concludo con una considerazione sugli emendamenti da noi presentati a questo blocco di commi, in particolare i numeri 187/188, che non sono stati accolti né dal relatore, né dalla Giunta. La Giunta però ha voluto ricordare che un finanziamento pari a quello da noi proposto troverà accoglimento nei P.O.R.. E va bene pure quello, però i finanziamentiservono per il bando in corso, cioè occorrono adesso i danari, occorre dare risposta a chi sta chiedendo finanziamenti per opere urgenti e irrinviabili, già troppe volte rinviate.
PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 407.
Ha domandato di parlare per il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Chiedo la votazione nominale col procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 407.
(Segue la votazione)
Onorevole Selis, poiché abbiamo il mal funzionamento della sua scheda magnetica, esprima pure a voce il suo voto.
SELIS (Popolari-P.S.). Voto a favore.
Rispondono sì i consiglieri: CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU -BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 69
votanti 69
maggioranza 35
favorevoli 28
contrari 41
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione l'emendamento numero 405. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 406. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 337. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 338. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 336. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 400. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione, i commi dal 21 al 32. Chi lo approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Metto in votazione l'emendamento numero 408, con la annotazione che lettera d) della seconda riga deve intendersi come lettera b). Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione compiutamente gli emendamenti numero 307 e 419, di uguale contenuto. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
Metto in votazione compiutamente gli emendamenti numero 155 e 431, di uguale contenuto. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
Metto in votazione l'emendamento 12, con la seguente modifica proposta dal consigliere Balletto: il comma 3 è così sostituito"Ai fini della applicazione del presente comma la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della programmazione e d'intesa con l'Assessore dei lavori pubblici, emana apposite direttive attuative entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge". Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 418. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 187. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 188. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Si dia lettura dei commi dal 33 al 41 dell'articolo 1.
ORTU, Segretario:
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, propongo, al fine di risparmiare un po' di tempo, di dare per letti, i commi e leggere immediatamente gli emendamenti di riferimento, così da aggiornare a domani mattina e risparmiare mezz'ora di lettura, che credo stasera non sia molto utile per nessuno di noi.
PRESIDENTE. Poiché non ci sono opposizioni la proposta è accolta.
Ai commi di cui si è data lettura sintetica, sono stati presentati 34 emendamenti. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento soppressivo parziale Selis - Scanu - Cugini - Balia - Biancu - Fadda - Ortu
La lettera h) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata:
alla nona riga le parole "nonché attraverso eventuali convenzioni con soggetti esterni sulla base della migliore offerta" sono soppresse. (320)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento soppressivo parziale Selis - Scano - Cugini - Fadda - Biancu - Spissu - Dettori Bruno - Cogodi
La lettera i) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata:
alla quattordicesima riga le parole "nonché attraverso eventuali convenzioni con soggetti esterni sulla base della migliore offerta" sono soppresse. (325)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento soppressivo parziale Selis - Scano - Biancu - Dettori Ivana - Fadda - Balia - Puxeddu - Spissu - Cogodi
La lettera b) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata:
all'ottava riga le parole "fornite da società di servizi prescelte dalle PMI destinatarie finali e rispondenti a standard di qualità prefissati" sono sostituite dalle seguenti: "selezionate in apposito elenco, rispondente a standard di qualità prefissati su criteri di trasparenza e legalità, predisposto dalla giunta regionale;". (301)
Art. 1 comma 33 lettera B
Emendamento sostitutivo parziale Cogodi, Ortu, Vassallo.
Alla lettera B dell'art. 33, misura 4.1/b, dopo le parole "alle spese ammissibili", il capoverso successivo è così modificato:
Per prestazioni di servizi reali, attraverso il Consorzio 21, fornite da Società di servizi prescelte dalle PMI destinatarie finali e rispondenti a standard di qualità prefissati. (402)
Art. 1
Emendamento sostitutivo parziale Selis - Dettori Bruno - Fadda - Spissu - Cogodi
La lettera c) del comma 33 è sostituita dalla seguente
c) Misura 4.1/c per incentivi in conto capitale e conto interessi per l'attuazione dei progetti di impresa: i finanziamenti sono concessi in attuazione della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, articolo 3, e della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51, articolo 3, quest'ultima norma soggetta, in attesa di approvazione comunitaria, ai limiti di provvidenze del regime de minimis". (142)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento sostitutivo parziale Selis - Spissu - Cugini - Scano - Fadda - Biancu - Ortu.
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
La lettera d) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata:
alla diciassettesima riga, le parole "può stipulare idonea convenzione con consulenti estranei" sono sostituite dalle seguenti "deve indicare il personale competente all'interno dell'Amministrazione regionale estraneo"; inoltre, le parole: "volta in particolare a" sono sostituite dalle parole: "al fine di". (300)
Art. 1 comma 33 lettera D
Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu.
All'art. 1 comma 33 lettera D le pariole "almeno il 30%" sono sostituite con: "almeno il 40%". (401)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Dettori Bruno - Balia - Biancu - Spissu - Cogodi.
La lettera e) del comma 33 dell'art. 1 è così modificata: all'undicesima riga, le parole "può stipulare idonea convenzione con consulenti esterni estranei" sono sostituite dalle seguenti: "deve incaricare il personale competente all'interno dell'Amministrazione regionale estraneo". (331)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Cugini - Fadda - Biancu - Spissu - Dettori Bruno - Cogodi.
La lettera f) del comma 33 dell'art. 1 è così modificata: all'undicesima riga, le parole "può stipulare idonea convenzione con consulenti esterni estranei" sono sostituite dalle seguenti: "deve indicare il personale competente all'interno dell'Amministrazione regionale estraneo"; inoltre, alla tredicesima riga, le parole: "volta in particolare a" sono sostituite dalle parole : "al fine di". (330)
Art. 1 comma 33 lettera P
Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu.
All'art. 1, comma 33, lettera P, misura 4.3/C, il termine "30 %" è sostituito con il "40%". (397)
Art. 1
Emendamento aggiuntivo Spissu - Fadda - Balia - Cugini - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Cogodi.
Aggiungere, al termine della MISURA 4.1/C, del comma 33, lettera C): "il 40 per cento dello stanziamento disponibile sulla L.R. n. 15 del 1994 è riservato alle imprese operanti nel campo dell'alta tecnologia, sviluppo software, ricerca avanzata, telecomunicazioni, internet, sistemi avanzati di commercializzazione, biotecnologie". (174)
Art. 1
Emendamento aggiuntivo Selis - Spissu - Dettori Ivana - Scano - Biancu - Fadda - Balia.
La lettera d) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata: all'ottava riga, dopo le parole "con procedure di evidenza pubblica", sono aggiunte le seguenti: "basate su criteri di trasparenza e soggette alla preventiva approvazione da parte della Giunta regionale". (304)
Art. 1
Emendamento aggiuntivo Selis - Scano - Fadda - Dettori Bruno - Balia - Cogodi.
La lettera a) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata: dopo il ";" finale sono aggiunte le seguenti parole: "per l'approvazione del suddetto piano organico è richiesto il parere della Commissione consiliare competente". (339)
Art. 1 comma 33 lettera A
Emendamento aggiuntivo Cogodi- Ortu - Vassallo
Alla lettera A, misura 4.1/A, dopo le parole "dell'Assessore dell'Industria" sono aggiunte le seguenti: "Sentita la Commissione consiliare competente in materia". (403)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento aggiuntivo Selis - Cugini - Scano - Fadda - Biancu - Spissu - Cogodi.
La lettera d) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata: alla terza riga, dopo le parole: "con l'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio" sono aggiunte le seguenti: "e con la Presidenza della Giunta regionale". (333)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento aggiuntivo Selis - Cugini - Scano - Fadda - Biancu - Spissu - Cogodi.
La lettera e) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata: alla quarta riga, dopo le parole: "con l'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio" sono agiunte le seguenti: "e con la Presidenza della Giunta regionale,". (332)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento aggiuntivo Selis - Scano - Fadda - Biancu - Spissu - Cogodi.
La lettera f) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata: all'ultima riga, dopo il ";" sono aggiunte le seguenti parole: "sullo stato di attuazione di tali provvedimenti la Giunta regionale rende noto al Consiglio, periodicamente, ogni 90 giorni;". (328)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento aggiuntivo Selis - Scano - Fadda - Biancu - Spissu - Dettori Bruno - Cogodi.
La lettera f) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata: alla quinta riga, dopo le parole: "con l'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio" sono aggiunte le seguenti: "e con la Presidenza della Giunta regionale". (329)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento aggiuntivo Selis - Scano - Cugini - Balia - Dettori Bruno - Cogodi.
La lettera g) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata: alla fine sono aggiunte le parole "per l'approvazione del suddetto progetto unitario si richiede il preventivo parere della Commissione consiliare competente;". (327)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento aggiuntivo Selis - Scano - Cugini - Balia - Dettori Bruno - Cogodi.
La lettera h) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata: all'ultima riga, dopo il ";" sono aggiunte le seguenti parole: "per l'approvazione del suddetto piano regionale di completamente infrastrutturali si richiede il parere della Commissione consiliare competente;". (326)
Art. 1 comma 33 lettera H
Emendamento aggiuntivo Ortu - Cogodi - Vassallo.
All'art.1, comma 33, lettera H, dopo le parole "con l'Assessore della Programmazione", è aggiunta la seguente espressione: Sentita la Commissione Consiliare competente in materia. (399)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento aggiuntivo Selis - Scano - Cugini - Fadda - Biancu - Balia - Cogodi.
La lettera l) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata: all'ultima riga, dopo il ";" sono aggiunte le seguenti parole: "per l'approvazione di tale insieme organico di interventi si richiede il parere della Commissione consiliare competente;". (324)
Art. 1 comma 33 lettera L
Emendamento aggiuntivo Ortu - Cogodi - Vassallo.
All'art.1, comma 33, lettera L, misura 4.2/B, dopo le parole "con l'Assessore della Programmazione", è aggiunta la seguente espressione: Sentita la Commissione Consiliare competente in materia. (398)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento aggiuntivo Selis - Scano - Balia - Dettori Bruno - Fadda - Cogodi.
La lettera m) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata: alla fine sono aggiunte le parole: "per l'approvazione dell'insieme organico di interventi si richiede il preventivo parere della Commissione consiliare competente;". (323)
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali per la programmazione negoziata
Emendamento aggiuntivo Selis - Scano - Balia - Dettori Bruno - Fadda - Cugini - Cogodi.
La lettera n) del comma 33 dell'articolo 1 è così modificata: all'ultima riga, dopo il ";" sono aggiunte le seguenti parole: "sullo stato di attuazione di tali interventi di animazione economica la Giunta regionale rende conto al Consiglio, periodicamente ogni 90 giorni;". (322)
Art. 1
Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Cogodi - Vassallo - Ortu.
Dopo la lettera r) del comma 33, è aggiunta la seguente:
"s). Misura 4.5. E' autorizzata la spesa di lire 70.000.000.000 per l'anno 2001 per il cofinanziamento del Contratto di Programma del Consorzio Turistico Sardegna Ovest della provincia di Oristano."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S07.016 - Cap. 07019-00 - FR
Competenza anno 2001 - lire 70.000.000.000
In diminuzione
UPB S03.007 - Cap. 03017-00 - Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2001 - lire 70.000.000.000
(129)
Art. 1
Emendamento aggiuntivo Pusceddu - Spissu - Salis - Fadda - Cugini - Dettori Bruno - Balia - Dettori Ivana.
All'articolo 1, al comma 33 è introdotta la seguente lettera.
s) misura 5.1 "politiche per le aree urbane": per la realizzazione delle azioni 1 "politiche per le aree urbane maggiori" e 2 "politiche nelle aree urbane di media dimensione" l'Autorità di gestione, di concerto con l'Assessorato dei Lavori Pubblici, darà priorità agli interventi proposti dagli enti locali della Sardegna, a valere sul programma di iniziativa comunitaria Urban II, di cui al DM. LLPP 7 luglio 2000, ritenuti ammissibili dal Ministero dei LLPP e non finanziati per insufficienza delle dotazioni finanziarie. (207)
Art. 1
Emendamento aggiuntivo Cassano - Cossa - Vargiu - Contu - Capelli.
Al comma 34 dell'Art. 1 è aggiunto il seguente: "per l'attuazione della misura 4.5 linea c) del Complemento di Programmazione al Programma Operativo Regionale 2000-2006, l'Assessorato competente in materia di turismo è autorizzato a concedere contributi ad Enti Locali e Consorzi di Enti Locali per la realizzazione di opere, anche non permanenti, atte a valorizzare le località di interesse turistico della Sardegna".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento:
07 - TURISMO
UPB S07.016 Valorizzazione Turistica del Territorio.
Cap. 07114-00 (N.I.) F.R. Lire 3.000.000.000
POR 2000-2006. Misura 4.5, linea c)
In diminuzione:
03 - BILANCIO
UPB S03.007 - Fondi nuovi oneri legislativi - Conto capitale
Competenze anno 2000 Lire 3.000.000.000
Mediante riduzione della voce 5 tabella B allegata alla Legge Finanziaria
(117)
Art. 1
Emendamento aggiuntivo Pusceddu - Lai - Pirisi - Deiana - Ibba.
Al comma 35, dopo le parole "Assessore all Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio" sono aggiunte le seguenti: "previo parere della Commissione consiliare competente". (306)
Art. 1 comma 35
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Vassallo - Ortu.
Nell'art. 1 comma 35, alla fine del comma aggiungere: Sentita la Commissione Consiliare competente in materia. (393)
Art. 1 comma 39
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.
All'art. 1 comma 39, alla fine del comma aggiungere: Sentita la Commissione Consiliare competente in materia. (392)
Art. 1
Emendamento aggiuntivo Ortu - Cogodi - Vassallo.
All'art. 1 comma 39, alla fine si aggiunge: "Previo parere della Commissione Agricoltura che deve essere espresso entro 15 gg. dalla data di ricezione del Presidente della Commissione, trascorso detto termine si prescinde dal parere". (432)
Art. 1
Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Cugini - Balia - Fadda - Dettori Bruno - Demuru - Biancu.
Dopo l'articolo 1, comma 41, è aggiunto il seguente: I termini di impegnabilità dei fondi relativi all'attuazione del programma triennale 1991-1993 di opere pubbliche di cui al capo I della legge regionale 6 settembre 1976, n. 45, all'attuazione degli interventi assegnati dalla Regione in delega o in concessione - compresi gli interventi di valorizzazione delle zone umide PNIC -, all'attuazione del programma straordinario di opere pubbliche di cui all'articolo 6 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6, già scaduti al 31 dicembre 1999, sono ulteriormente prorogati al 31 dicembre 2001, a condizione che le Amministrazioni competenti provvedano ad adottare i progetti delle opere pubbliche finanziate entro il 30 giugno 2001. Tali Amministrazioni certificano l'avvenuta adozione dei progetti nel termine indicato attestando, qualora previsto, l'invio agli organi competenti della richiesta di rilascio di attestati, nulla osta o pareri obbligatori ai sensi delle vigenti norme.
Entro il 30 settembre 2001, le amministrazioni competenti, qualora debbano essere acquisite intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati, da parte di altre pubbliche amministrazioni, indicono, ai sensi dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, così come integrato dall'articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, una conferenza di servizio.
I fondi di cui al presente articolo, sono restituiti alla Regione:
a) in caso di mancato svolgimento della conferenza di servizi, qualora necessaria, ovvero, pur se tempestivamente svolta, non si proceda all'aggiudicazione o affidamento dei lavori entro il termine previsto;
b) in caso di mancata approvazione del provvedimento di impegno;
c) qualora le somme impegnate non siano spese entro il termine complessivo di due anni successivi alla data dell'avvenuto appalto alle imprese esecutrici e, comunque, entro i termini contrattuali. (311)
Art. 1
Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Demuru - Pirisi - Sanna Salvatore - Orrù - Sanna Alberto - Spissu - Cogodi - Fadda.
Dopo l'articolo 1, comma 41, è aggiunto il seguente: Per la realizzazione delle misure previste dal POR Sardegna e dal relativo Complemento di Programma nei diversi assi, in accordo con il principio del partnerariato istituzionale, economico e sociale, l'Amministrazione Regionale promuove Progetti Integrati Territoriali (PIT) intesi come un sistema di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate tra di loro, che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio e giustificano un approccio attuativo unitario.
Nell'ambito territoriale di riferimento dei PIT, non inferiore ai 50.000 abitanti, la gestione e la programmazione delle risorse finanziarie definite intorno agli stessi sono assegnate ad un apposito organismo di gestione, composto dai soggetti locali di sviluppo sia pubblici che privati e sociali, la cui istituzione e funzionamento verranno disciplinati da apposita direttiva, da emanarsi a cura della Giunta regionale, sentita la commissione Programmazione, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge. (352)
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprendono domani mattina alle ore 9 e 30 con l'illustrazione degli emendamenti.
La seduta è tolta alle ore 20 e 37.
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