Seduta n.327 del 11/05/2007 

CCCXXVII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Venerdì 11 maggio 2007

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 41.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di lunedì 7 maggio 2007 (320), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Bruno, Oscar Cerchi e Lai hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 10 maggio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico di aver nominato quale Presidente della Commissione di vigilanza per la biblioteca il Vicepresidente del Consiglio Onorevole Nicolò Rassu.

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

Chiedo scusa, colleghi, se prendiamo tutti posto riusciamo a iniziare i lavori con solo quaranta minuti di ritardo!

PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, ieri sera era in corso un incontro tra le forze politiche, che è stato inopinatamente - mi limito a dire inopinatamente - interrotto. Siccome ritengo che l'incontro debba proseguire per trovare soluzione a un problema, che è quello dei precari, chiedo dieci minuti di sospensione, con l'augurio che nessuno si permetta di interrompere l'interlocuzione tra le forze politiche, o almeno noi ci riteniamo liberi di proseguire il confronto.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io non ho nessuna difficoltà, non a sospendere i lavori dell'Aula, perché sono quasi sempre sospesi, ma a sospendere il punto in discussione, per non tenere i colleghi a passeggio in attesa che chi deve fare un lavoro di sintesi porti a termine il suo compito. Penso che questo non sia corretto, quindi andiamo avanti e chi si stava lavorando ad altro continui a farlo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, chiediamo soltanto dieci minuti di sospensione per proseguire l'interlocuzione tra le forze politiche.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, lei sa che non bastano dieci minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io sono favorevole a una sospensione di dieci minuti, che può essere utile per concordare come proseguire i lavori.

Per quanto riguarda l'interlocuzione, invece, preannuncio al collega Pittalis che per affrontare le questioni su cui si ragionava ieri, a mio parere, c'è bisogno di più tempo. Ritengo che la partita - anche se il termine è improprio - del precariato sia legata all'articolo che riguarda i temi del lavoro molto più che a quello sul personale, e quindi una delle ipotesi che potremmo avanzare anche ai colleghi dell'opposizione è che ci sia un'interlocuzione sul problema del precariato nell'amministrazione regionale, continuando l'interlocuzione sino a che si arriverà all'articolo che riguarda il lavoro, in modo da arrivare a una sintesi su questo tema che non sia della sola maggioranza, ma dell'intera Aula. Mi pare, quindi, giusto accordare i dieci minuti di sospensione richiesti, anche per verificare, eventualmente, se l'ipotesi che noi avanziamo può essere condivisa da tutti.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, su che cosa intende parlare?

LA SPISA (F.I.). Sulla proposta di sospensione.

PRESIDENTE. Stiamo per sospendere, no?

LA SPISA (F.I.). Vorrei fare una proposta leggermente diversa, sostenendo il motivo della sospensione, in particolare per la necessità di riprendere un confronto che era serio e corretto e che è stato inopportunamente interrotto.

Credo che sia richiesto un chiarimento politico anche sulle modalità di rapporto fra il Consiglio regionale e la Giunta regionale, che lei, signor Presidente del Consiglio, deve assolutamente favorire. Quanto è accaduto ieri sera - lei, Presidente, non era presente fisicamente, ma sicuramente ne è stato informato - è qualcosa che noi non accettiamo e non accetteremo mai! I consiglieri di opposizione non accettano soprattutto che il Presidente della Regione entri in una sala e dica: "Tutti a casa!" Primo, perché una minaccia di questo genere non ci fa paura, anzi spero che il Presidente la voglia mettere in pratica finalmente anziché limitarsi a proferirla; secondo, perché non si può permettere al Presidente della Regione di intromettersi in una riunione tra Capigruppo e altri colleghi, seriamente impegnati a risolvere un problema della Sardegna e di tanti sardi, per dire le cose che ha detto e con il tono che ha usato.

Chiedo mezzora di sospensione, quindi, per poter riprendere il confronto ed eventualmente decidere di rinviare il punto in questione, accogliendo l'orientamento espresso dal collega Marrocu.

PRESIDENTE. Io non so bene cosa sia successo ieri in una riunione tenutasi durante una sospensione dei lavori, né quali fossero i termini della discussione, quindi ho difficoltà a garantire cose che attengono a circostanze a cui non sono stato presente. Penso che possiamo sospendere per quindici minuti. Il Consiglio era convocato per le ore 10, sono le 10 e 48 e non abbiamo ancora iniziato a lavorare.

LA SPISA (F.I.). E' lei che non ha aperto prima la seduta!

PRESIDENTE. Non l'ho aperta perché voi non c'eravate e mi è stato detto che stavate discutendo in altro luogo di questo problema. Io ero qui dalle ore 10, onorevole La Spisa. Ad ogni buon conto, sospendo la seduta per quindici minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 48, viene ripresa alle ore 11 e 22.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 274/S/A. E' in discussione l'articolo 8 e i relativi emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, chiedo che tutti gli emendamenti all'articolo 8 relativi al problema, diciamo così, del precariato,[B1] e cioè gli emendamenti numero 955,[B2] 33, 916, 186 e 859 e anche gli emendamenti agli emendamenti che sono stati presentati ieri, siano spostati all'articolo 32 bis, sul lavoro, in modo da poter disporre, come prospettato stamattina dall'onorevole Marrocu, di qualche giorno in più per preparare un emendamento di sintesi che possa ottenere il consenso dell'Aula.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, aspetti un secondo, stiamo facendo delle verifiche tecniche.

Capiamo l'intento con il quale la proposta viene fatta dal Presidente della Commissione, però non è possibile spostare questi emendamenti approvando o eventualmente bocciando parte dell'articolo 8 a cui sono direttamente collegati, essendo alcuni di essi soppressivi di commi. Allora, possiamo sospendere la discussione dell'intero articolo per dare alla Commissione, ai Gruppi o a chi sta lavorando su questo, il tempo di predisporre l'emendamento di sintesi. Dopo di che possiamo riprendere l'esame dell'articolo 8 nel suo insieme, spostando all'articolo 32 bis le questioni relative al personale.

Prego, onorevole Cucca.

CUCCA (La Margherita-D.L.) relatore di maggioranza. Se è possibile, chiedo tre minuti di sospensione, restando in aula, per una interlocuzione rapidissima sugli emendamenti sostitutivi, al fine di trovare una soluzione ottimale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, intendo solo segnalare che c'è anche l'emendamento numero 833, che non è stato citato ed è identico all'emendamento numero 916, varia solo in quanto parla di 36 mesi anziché 24.

PRESIDENTE. Se è uguale, onorevole Caligaris, saranno discussi insieme, naturalmente con questa precisazione.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie.

PRESIDENTE. Facciamo una breve sospensione, rimanendo in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 29, viene ripresa alle ore 11 e 44.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo il nostro lavoro con un'ipotesi di soluzione che ci consenta di lavorare sull'articolo 8. Onorevole Cucca, può esprimere il parere sugli emendamenti e man mano spiegare quali di essi sono ritirati e quali vanno eventualmente spostati ad altro articolo.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 829, 830, 171, 399, 405, 592, 858, 831, 3, 883 e 116 esprimo parere contrario; chiedo ai presentatori di ritirare gli emendamenti numero 186, 952 e 591; gli emendamenti numero 859 e 953 sono ritirati; l'emendamento della Giunta numero 923 viene spostato all'articolo 32 bis, unitamente agli emendamenti numero 916 e 955.

PRESIDENTE. Anche gli emendamenti numero 3, 883 e 916, di contenuto analogo, sono spostati all'articolo 32 bis.

CUCCA (La Margherita-D.L.) relatore di maggioranza. Sugli Il emendamenti numero 593 e 913 mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Per quanto riguarda l'emendamento numero 923, della Giunta, sono d'accordo che sia spostato all'articolo 32 bis, invece, Presidente, non ho sentito il parere sull'emendamento numero 593.

PRESIDENTE. E' rimesso all'Aula.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. All'Aula? Siete sicuri?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.)relatore di maggioranza. Io ricordo che in Commissione si era deciso di rimetterlo all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Anche la Giunta si rimette all'Aula sull'emendamento numero 593, riservandosi, comunque, di esprimere una valutazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, il relatore ha chiesto il ritiro di diversi emendamenti, tra cui l'emendamento numero 591, presentato dalla minoranza, che riguarda la possibilità di assicurare "con continuità la prosecuzione delle attività svolte…", in sostanza è lo stesso contenuto dell'emendamento numero 859. Noi lo ritiriamo con la certezza che il confronto politico che vi è stato tra i Gruppi garantisce che questo contenuto può e deve essere ripreso in un emendamento di sintesi che sarà presentato al momento dell'esame dell'articolo 32 bis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, accogliendo l'invito del Presidente della Commissione ritiro gli emendamenti numero 186 e 952, a firma Balia e Masia, naturalmente con la stessa garanzia che quando si discuterà l'emendamento di sintesi all'articolo 32 bis logicamente potremo recuperare alcuni contenuti. La ringrazio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'emendamento numero 3 viene ritirato con la stessa motivazione.

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, l'emendamento numero 3 è stato spostato all'articolo 32 bis, insieme agli emendamenti numero 883 e 916, quindi potrà essere discusso, ritirato o compreso nell'emendamento di sintesi quando affronteremo l'esame dell'articolo 32 bis.

Metto in votazione l'emendamento numero 829. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 830. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 171 è riferito al testo originario della Giunta, quindi non è ammissibile.

Metto in votazione l'emendamento numero 399. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 405. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 592 e 858, che sono uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

L'emendamento numero 923 è spostato all'articolo 32 bis.

Metto in votazione l'emendamento numero 831. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 3, 883 e 916 sono spostati all'articolo 32 bis.

Passiamo agli emendamenti numero 593 e 913, che sono uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Su questi due emendamenti vorrei porre due problemi, uno politico e uno di legittimità. Si sta dicendo, in pratica, che per i lavoratori che nel periodo 1997-2002 non erano dipendenti né degli enti o delle agenzie regionali né dell'amministrazione regionale, ma erano occupati nei lavori socialmente utili, adesso la Regione paga i contributi all'INPS o all'INPDAP. Siccome ai lavoratori socialmente utili impiegati presso i comuni, le province o la Regione, che sono stati stabilizzati dal 2002, non erano dovuti i contributi previdenziali, perché non c'era un rapporto di dipendenza con il datore di lavoro, domando se si ritiene legittimo che la Regione paghi ora i contributi per persone che nel periodo a cui si fa riferimento non erano alle sue dipendenze, essendo degli LSU, per il fatto che sono divenuti dipendenti degli enti regionali o dell'amministrazione regionale dopo il 2002.

L'altro problema che pongo è di natura politica, perché questo fatto crea una discriminazione nei confronti degli LSU dipendenti dei com[s3] uni e delle province, che non hanno la possibilità di recuperare il periodo contributivo, come invece possono fare i dipendenti degli enti regionali e dell'amministrazione regionale. Quindi, personalmente, sono propenso a sospendere gli emendamenti numero 593 e 913 o addirittura a invitare i presentatori a ritirarli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Scusi, Assessore, do prima la parola all'onorevole Uras, poi lei concluderà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Va bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per comodità di discussione, l'Assessore probabilmente può accogliere una raccomandazione. Io dichiaro di ritirare l'emendamento numero 913, ma non perché il problema in esso sollevato non esista. La vicenda dei lavoratori socialmente utili - ha ragione l'onorevole Marrocu - purtroppo non è ristretta all'ambito dell'amministrazione regionale, ma è estesa anche ad altre amministrazioni, locali e dello Stato, e riguarda il trattamento previdenziale di questi lavoratori, che matura nel sistema contributivo e quindi in ragione dei contributi versati. Passare sette od otto anni con contribuzioni figurative che non pesano ai fini del riconoscimento della previdenza, per quei lavoratori sostanzialmente significa essere destinati, un domani, a patire la fame.

Allora, la mia proposta è questa: io ritiro l'emendamento, e invito i colleghi che hanno presentato l'emendamento numero 593 a fare altrettanto, ma la Giunta si faccia carico di affrontare il problema nella Commissione di merito e di avanzare una proposta che dalla Regione possa arrivare allo Stato, perché è lo Stato che deve integrare le risorse che può stanziare la Regione, ma soprattutto deve ricostruire, anche attraverso processi di ricostruzione volontaria della situazione contributiva, la situazione previdenziale di questi lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, gli interventi degli onorevoli Marrocu e Uras hanno notevolmente aiutato la Giunta. Si tratta effettivamente di settanta lavoratori socialmente utili, ma le preoccupazioni sulla illegittimità e anche sulla sperequazione che potrebbe determinarsi a seguito dell'approvazione di questo emendamento rispetto agli altri lavoratori socialmente utili secondo me meritano una riflessione molto attenta. Quindi mi sentirei di accogliere l'invito rivolto da uno dei presentatori dell'emendamento numero 913, l'onorevole Uras, per un approfondimento da parte della Giunta e della Commissione competente, affinché questo problema possa trovare una più idonea sede di risoluzione, dal momento che riguarda anche i rapporti con lo Stato. Quindi chiedo ai presentatori di ritirare anche l'emendamento numero 593.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sono convinto che quanto espresso dai colleghi della maggioranza e quanto contenuto nell'impegno assunto dall'Assessore, di cui riconosciamo la serietà per il lavoro compiuto e il rapporto che ha intrattenuto con noi sino ad ora, siano una condizione che ci consente di accogliere l'invito a ritirare questo emendamento, con la raccomandazione, però, che la questione venga affrontata nel primo provvedimento utile, magari la prossima legge che tratti questioni del personale, in modo che non venga rinviata a chissà quando.

Se questo è chiaro, ritiriamo l'emendamento numero 593.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 593 e 913 sono pertanto ritirati.

Metto in votazione l'emendamento numero 116.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, avevo chiesto la votazione nominale.

PRESIDENTE. L'aveva chiesta sugli emendamenti che sono stati ritirati. Intende chiederla anche sull'emendamento numero 116?

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, signor Presidente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 116.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Secci e Simonetta Sanna hanno votato contro e il consigliere Rassu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Lai Renato - Marracini - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 57

astenuti 6

maggioranza 29

favorevoli 18

contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Riprendiamo l'esame dell'articolo 6, cominciando dall'emendamento numero 872.

Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, l'emendamento numero 872 tocca un problema abbastanza delicato dell'organizzazione regionale. Si riferisce, infatti, alla categoria D, la cosiddetta categoria dei quadri, che rappresenta uno dei gangli vitali, cioè uno degli snodi più delicati e complessi, ma anche più importanti dell'intera amministrazione regionale.

Come voi sapete, per accedere alla categoria D è necessaria la laurea e questo sta a significare quale importanza si annetta ai dipendenti di questa categoria, che sono chiamati a ricoprire un ruolo decisivo all'interno dell'amministrazione. L'attuale Governo regionale, seguendo l'indicazione della Giunta precedente, che aveva avviato una serie di concorsi riguardanti proprio la categoria D e finalizzati all'assunzione di funzionari amministrativi, comunque di persone laureate in giurisprudenza e in economia e commercio, ha inteso potenziare questa categoria, tant'è che nelle leggi finanziarie degli ultimi anni la possibilità di nuove assunzioni era riservata solo ed esclusivamente alla categoria D. Quindi, in questi anni si sono portati a termine diversi concorsi, tra cui quello avviato dalla precedente Giunta, che ha consentito di assumere circa 178 giovani laureati, che rappresentano un aspetto importante dell'amministrazione regionale stessa.

La Giunta regionale ha, quindi, continuato su questa falsariga, cercando di privilegiare questa categoria di dipendenti regionali e individuando una serie di concorsi che avevano la finalità di immettere nell'amministrazione regionale competenze e professionalità specifiche. Sono in via di espletamento dei concorsi che porteranno all'assunzione di 100 nuovi laureati. Tutto questo per dire che, essendo stati banditi numerosi concorsi pubblici, che rappresentano la forma costituzionalmente corretta per le assunzioni nelle amministrazioni pubbliche, fare ricorso alle graduatorie esistenti relative a delle selezioni interne rappresenta una contraddizione abbastanza forte. Si è fatto ricorso ai concorsi pubblici, quindi io chiederei ai presentatori dell'emendamento di ritirarlo, proprio perché contraddice fortemente un'indicazione che è di questo Governo regionale, ma che fa seguito a un orientamento del Governo precedente, quello cioè di preferire il concorso pubblico per l'assunzione di dipendenti di una categoria così importante all'interno dell'organizzazione regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Prima ancora di fare la dichiarazione di voto o, eventualmente, di accogliere la richiesta di ritiro del nostro emendamento, vorrei riprendere il discorso con cui avevo sollecitato un chiarimento da parte della Giunta, ma anche dei colleghi della maggioranza che hanno presentato l'emendamento numero 872 e altri emendamenti dello stesso tenore. Il chiarimento, oltre che sulla questione relativa alla categoria D, che è stata precisata adesso dall'Assessore, attiene al fatto che la formulazione "nell'amministrazione regionale, negli enti e nelle agenzie" non significa che per la categoria C del ruolo unico regionale - non ricordo se sia questa la definizione corretta - si può attingere dalle graduatorie di concorsi espletati negli enti e nelle agenzie, perché questo significherebbe mescolare procedimenti di acquisizione del personale, tra l'altro senza garanzia di priorità, perché non si capirebbe, allora, da quale graduatoria si dovrebbe attingere prioritariamente, quella di un'agenzia o quella di un ente. Quindi, se vogliamo mantenere l'emendamento, potremmo scrivere in testa al periodo: "Per quanto riguarda l'amministrazione regionale, gli enti e le agenzie il meccanismo è quello che segue…". Non so se sia chiaro.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, si è capito!

LA SPISA (F.I.). Scusi, Presidente, stavo sostanzialmente proponendo un emendamento orale per portare le parole "nell'amministrazione regionale, negli enti e nelle agenzie", sia in questo emendamento sia negli emendamenti analoghi relativi alle diverse categorie, all'inizio del periodo, e cioè: "Per quanto riguarda l'amministrazione regionale, gli enti e le agenzie nella categoria C", "nella categoria B", e così via, in modo che sia chiaro che il meccanismo, qualora approvato dal Consiglio, riguarda ciascuna categoria.

PRESIDENTE. Va bene, ho capito la sua proposta.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo per rispondere all'invito dell'assessore Dadea a ritirare la parte dell'emendamento numero 872 che riguarda la categoria D, e cioè la lettera a).

Credo che il ragionamento sviluppato dall'Assessore sia condivisibile, anche perché questo Consiglio si è pronunciato anche in altre occasioni a favore dell'accesso dall'esterno alla categoria D, penso, però, che occorra tenere presente la necessità o l'opportunità di prevedere anche un percorso interno di accesso a questa categoria e una riserva di posti per chi è già dipendente dell'amministrazione regionale. Non credo che questo sia di per sé un fatto negativo, potrebbe anche essere un fatto positivo, in quanto può determinare una sana competizione a favore di una maggiore efficienza della pubblica amministrazione. Attraverso questo meccanismo può essere previsto anche un sistema di premialità.

Per cui accolgo l'invito a ritirare la lettera a) dell'emendamento numero 872, però, una volta espletati i concorsi, nei limiti dei posti previsti nei singoli bandi, sarà opportuno ritornare su questo argomento per un ulteriore approfondimento, mantenendo il principio dell'assunzione attraverso concorso esterno, ma valutando con attenzione la possibilità di prevedere anche un percorso interno per l'accesso alla categoria D.

PRESIDENTE. Quindi ritira la lettera a) dell'emendamento numero 872, onorevole Biancu?

BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Noi ritiriamo l'emendamento numero 912 con la stessa motivazione indicata adesso dall'onorevole Biancu e con la raccomandazione di trattare queste questioni più approfonditamente appena si verificheranno i presupposti relativi a questa fattispecie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta accoglie l'indicazione dell'onorevole La Spisa sulla necessità di una distinzione, nel senso che si attinge dalla graduatoria in maniera distinta rispettivamente per l'amministrazione regionale, le agenzie e gli enti. Mi pare che sia un'indicazione contenuta anche nelle lettere b) e c) dell'emendamento numero 872, di cui si ritira la lettera a). Non vorrei ricordare male, onorevole Biancu, ma mi pare che in Commissione si fosse raggiunta un'intesa per il passaggio dalla categoria A alla categoria B nel limite del 50 per cento dei posti disponibili, anziché del 40. Se ci fosse questa indicazione anche da parte del Consiglio, la Giunta la accoglierebbe.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Brevemente, Presidente, per ricordare, come diceva l'assessore Dadea, che effettivamente c'era l'esigenza di elevare al 50 la percentuale di cui alla lettera c) dell'emendamento numero 872, attraverso un emendamento orale. Quindi propongo un emendamento orale in tal senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, l'assessore Dadea ricordava poc'anzi i suggerimenti che erano stati dati in occasione della discussione in Commissione in ordine alle categorie A, B, C e anche D. La proposta di elevare al 50 per cento il limite di cui alle lettere b) e c) per le categorie B e C era legata al fatto che c'era un accordo affinché il provvedimento riguardasse anche la categoria D. Credo che l'emendamento orale proposto dal collega La Spisa, che chiarisce che la formulazione "nell'amministrazione regionale, negli enti e nelle agenzie" riguarda tutte e tre le categorie, possa essere condiviso senza che questo determini il ritiro della lettera a). Altrimenti, davvero, qui si coglie una parte, che è stata sintetizzata in questo emendamento, e si rinvia ad altri momenti una decisione che, invece, potrebbe essere contenuta in un unico provvedimento. Non credo che quando ci riferiamo al personale possiamo, volta per volta, fare figli e figliastri e non predisporre un provvedimento complessivo per tutte le categorie. Quindi mi appello alla sensibilità dei colleghi e della Giunta perché si faccia uno sforzo per contemperare, nell'ambito dell'emendamento, tutti gli aspetti che riguardano le tre categorie. Altrimenti, faccio mia la lettera a) e la ripropongo sotto forma di nuovo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. La lettera a), che era stata ritirata, viene fatta propria dall'onorevole Contu.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Intervengo per chiedere il voto per parti e dichiarare il voto contrario alla lettera a) e favorevole alle lettere b) e c). Non credo che sia necessario argomentare ulteriormente le motivazioni del voto contrario alla lettera a), in quanto ritengo che le considerazioni fatte dall'Assessore siano sufficienti e ci siano le condizioni per riprendere il ragionamento per quanto riguarda la categoria D una volta che saranno concluse le prove concorsuali e si sarà provveduto a coprire i posti messi a concorso.

Il voto è favorevole, ripeto, alle lettere b) e c), con le integrazioni proposte dal collega La Spisa e l'emendamento orale che modifica dal 40 al 50 per cento delle vacanze il limite dei posti da coprire per il passaggio di dipendenti dalla categoria A alla categoria B.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale di entrambe le parti dell'emendamento numero 872.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della lettera a) dell'emendamento numero 872.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Contu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Capelli - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Milia - Moro - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 55

Astenuti 1

Maggioranza 28

Favorevoli 20

Contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione delle lettera b) e c), con le integrazioni proposte dall'onorevole La Spisa, la variazione di percentuale proposta dall'assessore Dadea alla lettera c) e la soppressione delle parole "nella selezione interna", perché si tratta di una ripetizione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, delle lettere b) e c), così come modificate.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 57

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 57

(Il Consiglio approva).

Gli emendamenti numero 552, 550 e 579 sono pertanto decaduti.

Passiamo all'emendamento numero 949, su cui è stata chiesta la votazione nominale.

Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, ritiro l'emendamento numero 949.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, Assessore, l'emendamento numero 184, a cui era collegato il sostitutivo, viene mantenuto?

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente.

PRESIDENTE. Colleghi, l'emendamento numero 949 è stato ritirato, passiamo alla votazione dell'emendamento numero 184.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, vorrei chiedere un chiarimento all'Assessore, perché con l'indicazione di passare a ventiquattro unità l'emendamento comprendeva sia i dipendenti del Centro del catalogo sia quelli del Centro del restauro e perfino le persone che, nel frattempo, avevano lavorato all'interno del Centro, quindi in sostanza anche i dipendenti dell'ATI Ifras. Vorrei capire se con l'emendamento numero 184, magari integrato con l'emendamento numero 89, su cui però era stato espresso parere contrario, si garantisce comunque la sostanza. Altrimenti non si capisce come mai sia stato ritirato l'emendamento della Giunta. Quali sono le motivazioni? Vorrei che l'Assessore le esplicitasse. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Nell'annunciare il voto a favore dell'emendamento numero 184, devo dire che anche il mio intervento ha sostanzialmente una funzione simile a quella dell'intervento della collega Caligaris.

Assessore Dadea, ci è stato spiegato in Commissione che l'emendamento numero 184, che noi condividiamo, nasceva dall'esigenza di sanare la situazione di un gruppo di lavoratori socialmente utili, impiegati presso l'Assessorato della pubblica istruzione, che erano diventati fondamentali in quanto svolgevano una serie di attività connesse con l'attività dell'Assessorato, in particolare per quanto riguarda la gestione dei beni librari.

Quindi, se fosse necessario portare da tredici a ventiquattro le unità lavorative di cui si parla, che inizialmente, come lei ricorderà, erano sei, poi sono diventate tredici, perché la ricognizione ha dimostrato che c'era una necessità reale di aumentarle, cioè se i lavoratori che si trovano nella stessa situazione non sono più sei e neppure tredici, ma ventiquattro, senso di giustizia vorrebbe che fossero messi tutti nella stessa condizione. E quindi, se si decide di utilizzare un parametro di stabilizzazione per le prime sei unità, diventate poi tredici, si utilizzi lo stesso parametro anche per le undici restanti.

Vorremmo semplicemente avere un chiarimento in questa direzione, in maniera che il Consiglio, come sempre, quando si legifera su queste cose, non rischi di dividere un gruppo omogeneo in due parti, una delle quali subisce un'ingiustizia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.La Giunta ha ritirato l'emendamento numero 949, perché riguardava una fattispecie completamente diversa. I lavoratori addetti al restauro dei beni librari e quelli addetti alla valorizzazione dei beni culturali e librari sono da anni, non vorrei ricordare male, ma credo almeno da sei od otto anni, al servizio dell'Assessorato della pubblica istruzione, dove, svolgendo un lavoro estremamente prezioso, soprattutto per quanto riguarda il restauro dei libri, hanno acquisito una professionalità e una competenza molto elevate.

La Giunta regionale aveva pensato di inserire anche un'altra fattispecie, il che, obiettivamente, creerebbe delle disparità. Mi riferisco ai dipendenti della società Geoparco, e quindi dell'ATI Ifras, dislocati presso l'Assessorato della pubblica istruzione, ma con un rapporto di lavoro completamente diverso, nel senso che per loro non esisteva un rapporto giuridico con l'amministrazione regionale, ma solo con l'ATI Ifras. Ci sembra che sia corretto, anche nei confronti degli altri lavoratori della Geoparco, non creare una sperequazione o un'ingiustizia, e quindi la Giunta ha ritirato questo emendamento, ma solo per quanto riguarda la parte relativa a questi lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole all'emendamento numero 184, che dovrà essere raccordato con l'emendamento aggiuntivo numero 183, sul quale sia il relatore sia la Giunta hanno espresso parere favorevole.

Come diceva l'Assessore, l'emendamento riguarda dei lavoratori che hanno prestato la propria opera, acquisendo una notevole esperienza, per un periodo compreso tra i dieci e i vent'anni. Quindi si tratta di sanare una situazione assolutamente meritoria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Ho ascoltato con attenzione ciò che ha detto l'Assessore a giustificazione del ritiro dell'emendamento numero 949, credo, però, che valga la pena fermarci un attimo per capire bene che cosa si intende fare, dal momento che recentemente il presidente Soru e le organizzazioni sindacali hanno stato sottoscritto un documento che rappresenta l'epilogo della vicenda dei lavoratori della società Geoparco; documento in base al quale undici lavoratori (terzo punto dell'accordo) dovrebbero essere stabilizzati appunto attraverso l'assunzione presso l'amministrazione regionale. Quindi non si crea nessuna ingiustizia né sperequazione nei confronti degli altri lavoratori della Geoparco, perché questi undici dipendenti hanno lavorato, in maniera anomala, dentro una certa tipologia contrattuale, che è quella del rapporto di lavoro diretto con la pubblica amministrazione. E' vero che nominalmente erano dipendenti dell'ATI Ifras, assegnataria del progetto del Parco geominerario, però di fatto dentro l'Assessorato della pubblica istruzione svolgevano compiti analoghi a quelli dei colleghi dipendenti regionali e ricevevano direttive esclusivamente dai funzionari dell'Assessorato della pubblica istruzione. Credo che l'emendamento proposto dall'onorevole Balia sia razionale, ovviamente deve essere rivisto il numero in esso indicato, perché undici più sei fa diciassette.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non si riferisce a quello.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, l'emendamento numero 184, a firma Balia, dice esattamente che all'articolo 6 le parole "sei unità" sono sostituite con "tredici unità", il che significa che si sta incrementando di sette unità le sei già previste. Poiché non sono compresi, quindi, gli undici lavoratori della società Geoparco, che dovrebbero essere stabilizzati, mi pare che stiamo creando un'ingiustizia.

Io penso che l'emendamento numero 949 della Giunta fosse quello più razionale e non andava ritirato, perché poteva salvare veramente le cose anche in funzione di quanto noi stiamo normando. Se l'onorevole Balia dovesse ritirare l'emendamento numero 184, noi faremo nostro l'emendamento numero 949.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Credo che l'assessore Dadea, per quanto riguarda l'emendamento numero 184, avesse preso l'impegno di fare una ricognizione sulla situazione dei dipendenti di cui si parla. L'articolo 6 parla del reclutamento di sei unità per dare continuità all'attività di tutela e restauro dei beni librari nell'ambito dell'Assessorato della pubblica istruzione. L'emendamento Balia-Masia ha portato a comprendere, durante la discussione, che nell'Assessorato operavano altri lavoratori socialmente utili che non erano stati tenuti in considerazione e che avrebbero dovuto essere stabilizzati.

Mi sembra di capire che la Giunta abbia fatto una ricognizione e abbia avanzato la proposta di portare a ventiquattro il numero di queste unità. A onore dell'impegno assunto dall'assessore Dadea, mi appello, in modo particolare, a quanto detto in Commissione dal collega Uras, il quale chiedeva un intervento per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili che hanno esercitato la stessa attività svolta dalle sei unità inizialmente prese in considerazione.

Allora, io non credo - anche su suggerimento del collega Pisano - che qui si possa giocare con i numeri, perché si sta, di fatto, giocando sulla pelle dei lavoratori. Se l'obiettivo è quello di garantire continuità, sicurezza e certezza del lavoro, dovremmo accogliere non solo il suggerimento del collega Pisano, che parlava di diciassette unità, ma soprattutto l'emendamento della Giunta, e non riesco a capire perché la Giunta invece lo abbia ritirato. Per cui faccio mio l'emendamento numero 949. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, intervengo, ovviamente, per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 184, ma soprattutto per chiarire questa questione in modo che sia compresa da tutti inequivocabilmente.

Siamo di fronte a una situazione nella quale l'amministrazione - non parlo della Giunta, ma dell'amministrazione in termini generali -, ancora una volta, si è comportata pessimamente. E' qualcosa che dura da tempo, quindi non mi riferisco solo agli ultimi anni, ma anche alla precedente legislatura.

Alcuni lavoratori socialmente utili, impegnati nei progetti interregionali del Parco geominerario della Sardegna e del Parco vulcanologico di Lipari, sono stati stabilizzati grazie all'operazione ATI Ifras. Lo voglio precisare perché questa operazione di stabilizzazione, che è costata diversi miliardi di lire o milioni di euro, è fallita, ma era pur sempre un'operazione di stabilizzazione. Quei lavoratori sono stati, cioè, sottratti all'attività che avrebbero dovuto svolgere nell'ambito del Parco geominerario e sono stati portati all'Assessorato della pubblica istruzione. Quindi chiedo alla Giunta che questi lavoratori vengano tenuti in considerazione nell'ambito delle riflessioni che faremo sul precariato nell'amministrazione regionale.

L'operazione che riguarda i beni librari e il catalogo dei beni è altra cosa, cioè è un'altra distinta questione. Per la gestione dei beni librari sono stati più volte fatti contratti diretti, poi contratti individuali, tramite società, insomma si è fatto di tutto e di più, da decine di anni. Allora, siamo arrivati al punto che questa vicenda deve essere conclusa in modo chiaro, e non è che ci sia chi è buono e attento nei confronti dei lavoratori precari, perché la vicenda del Parco geominerario, che riguarda cinquecento lavoratori, va trattata per intero, e chi è meno buono e intende risolvere la questioncina di punta e a lasciare la base dell'iceberg sommersa.

Quindi invito i colleghi ad attenersi al voto possibile, quello sull'emendamento numero 184, anziché fare proprio strumentalmente l'emendamento numero 949.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, il ragionamento dell'onorevole Uras non fa una grinza, tranne che per un particolare. Intanto, non si può continuamente rimandare, visto che il tema è stato centrato proprio dalla Giunta, che ha fatto un atto assolutamente di valore e di giustizia. Ritengo anche che, se gli altri lavoratori sono stati utilizzati per venti e dieci anni, i lavoratori di cui stiamo parlando, alcuni dei quali in possesso della laurea, sono stati utilizzati per sei anni e hanno frequentato dei corsi di professionalizzazione. Quindi si tratta di lavoratori che erano già stati destinati alla stabilizzazione, a cui è stato impedito di fare quello che avrebbero dovuto o potuto fare e che per di più hanno esercitato la loro attività seguendo esattamente gli orari che sono stati loro imposti per sei anni. Adesso, improvvisamente, poiché i numeri non tornano, vengono esclusi.

Credo, quindi, che si tratti veramente di un caso di giustizia e che non sia un particolare irrilevante il fatto che questi lavoratori siano stati impiegati per sei anni e abbiano seguito dei corsi di professionalizzazione. Vale a dire che la Regione ha speso del denaro per la loro qualificazione. Ogni volta che si presenta un problema di stabilizzazione spostiamo gli emendamenti ad altri articoli, in questo caso all'articolo 32 bis, e poniamo l'attenzione solo sulle cose che vanno lisce, perché ci fa comodo. Sono francamente allibita, perché si trattava di un tratto chiarissimo, di un emendamento a emendamento che è stato pensato, ripensato e valutato dall'intera Giunta. Mi sorprende che, all'ultimo momento, in Aula si assumano di queste iniziative. Chiedo che il numero delle unità indicato nell'emendamento numero 184, cioè tredici, sia portato a ventiquattro, come previsto nell'emendamento numero 949, e chiedo alla Giunta di mantenere questo emendamento.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Ricordo che ieri avevamo tutti concordato sulla necessità di una maggiore snellezza dei lavori, ma mi sembra che non stiamo andando in questa direzione, soprattutto da parte della maggioranza.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intervengo per questo, Presidente, i miei interventi tendono sempre a raggiungere un obiettivo.

Vorrei invitare i colleghi Contu e Pisano, che hanno fatto loro l'emendamento numero 949 della Giunta...

PRESIDENTE. Onorevole Uras, ci lascia proseguire? Grazie.

Prego, onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Ma mi sto riferendo a loro, quindi...

PRESIDENTE. Onorevole Uras, l'onorevole Marrocu intende rivolgersi ai consiglieri Pisano e Contu, ma se lei li distrae non può proseguire il suo intervento. Grazie.

MARROCU (D.S.). Allora, volevo invitare i colleghi Contu e Pisano a rinunciare a fare loro l'emendamento della Giunta, che rischia di arrecare un danno ai lavoratori interessati, perché il problema che è stato posto dal collega Uras è comunque condiviso. Cioè la questione degli undici lavoratori della società Geoparco va valutata durante l'esame dell'articolo 32bis, quando affronteremo il problema dei lavoratori precari. Se l'emendamento numero 949 viene fatto proprio adesso, e quindi viene messo in votazione, rischia di essere bocciato, perché, comunque, in questa fase non vogliamo scindere una questione dall'altra, e di non poter essere recuperato quando affronteremo l'articolo 32 bis.

Segnalo una cosa, a dimostrazione di come funziona questa Regione: senza che ci fosse un atto formale da parte di un dirigente, alcuni dipendenti di una società privata, la ATI Ifras, a cui sono stati affidati lavori di bonifica di siti inquinati, sono stati collocati negli uffici dell'Assessorato della pubblica istruzione per svolgere mansioni per le quali nessuno aveva mai autorizzato l'assunzione di chicchessia. Questo è ciò che è successo, cioè questi lavoratori, regolarmente retribuiti per fare altro, e il cui costo è stato scaricato sui costi dei cantieri di bonifica, sono stati trasferiti negli uffici dell'Assessorato senza che ci fosse un atto formale della Giunta o, quanto meno, di un direttore di servizio. Ecco come funziona!

Allora, il caso di questi lavoratori è completamente differente e va trattato all'interno dell'articolo 32 bis, come proponeva il collega Uras. E' una situazione che rasenta l'illegittimità, perché, ripeto, questi lavoratori sono stati retribuiti con risorse destinate ad altre finalità e vanno trattati in modo differente. Allora, invito i colleghi a non fare loro l'emendamento numero 949 e a rinviare questa questione a quando tratteremo il tema della stabilizzazione del precariato, perché non dobbiamo distinguere questi lavoratori dagli altri lavoratori precari di cui ci occuperemo quando affronteremo l'articolo 32 bis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim del bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, intervengo giusto per dire che la motivazione per cui la Giunta aveva presentato l'emendamento numero 949 era proprio quella a cui faceva riferimento l'onorevole Pisano, e cioè l'accordo intercorso tra la Regione e l'ATI Ifras. Alla luce delle discussioni che ci sono state e del confronto che è in atto per quanto riguarda il precariato in generale, la Giunta ha deciso di ritirare l'emendamento, in quanto ritiene che questo problema, che è completamente diverso da quello degli altri lavoratori di cui si stava parlando, possa trovare una più giusta collocazione e soluzione nell'ambito di una trattazione più generale del tema del precariato, che sarà affrontato con l'articolo 32 bis.

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, conferma di voler far suo l'emendamento numero 949?

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, credo che ci siano tutti i presupposti per ritenere molto onesto quello che è stato detto, sia dal Capogruppo dei D.S., l'onorevole Marrocu, sia dall'assessore Dadea. Quindi, rilevando che l'accordo sottoscritto dal presidente Soru, indica in maniera precisa, al terzo punto, che gli undici lavoratori di cui si parla saranno stabilizzati, a tutti gli effetti, all'interno dell'amministrazione regionale, perché hanno di fatto svolto esclusivamente lavori da impiegati, capiamo anche che c'è l'esigenza di trattare questo argomento nell'ambito dell'esame dell'articolo 32 bis, quindi accediamo assolutamente all'invito dell'onorevole Marrocu.

PRESIDENTE. Va bene. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 184.

DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, anche lei non reitera la sua richiesta? Però, per cortesia, dite solo sì o no, non c'è bisogno di un lungo intervento per spiegare che non fate vostro l'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Solo due battute, Presidente. Io mantengo la richiesta di fare mio l'emendamento numero 949, per il semplice motivo che noi non conosciamo i provvedimenti che dovremo analizzare quando discuteremo l'articolo 32 bis. Se li conoscessimo sarebbe diverso, ma non li conosciamo e non possiamo aspettarci che, rispetto alla marcia indietro fatta adesso dalla Giunta, ci siano dei passi avanti quando esamineremo quell'articolo.

PRESIDENTE. Abbiamo capito, onorevole Contu, mantiene l'emendamento numero 949, che quindi viene messo in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, una volta registrato che l'emendamento numero 949, presentato dalla Giunta regionale, non viene ritirato, chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 184.

PRESIDENTE. Avverto i colleghi e in particolare l'onorevole Contu, che invito a ritirare la sua richiesta, che qualora l'emendamento numero 949 venisse bocciato non si potrà votare l'emendamento numero 184. Cioè se il Consiglio si pronuncia adesso, questo argomento non potrà essere ripreso nell'ambito dell'esame dell'articolo 32 bis. Va bene?

Onorevole Contu, è la terza volta che domanda di parlare. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Chiedo una sospensione di cinque minuti, per cortesia. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, la seduta è rimasta sospesa per quasi tutta la mattina!

CONTU (F.I.). Questa sospensione ha un fine utile.

PRESIDENTE. E' tutto utile!

URAS (R.C.). Chi è la causa di questo? Siamo ai dilettanti allo sbaraglio!

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, la seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 54, viene ripresa alle ore 12 e 59.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, preso atto della volontà di affrontare il problema dei lavoratori socialmente utili dell'ATI Ifras nel prosieguo della discussione, ritiro l'emendamento numero 949.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 184.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDEENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 63

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 63

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 922.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento numero 550 non viene messo in votazione?

PRESIDENTE. L'emendamento numero 550, onorevole La Spisa, sostituiva una parte della lettera b) dell'emendamento numero 872, quindi era incluso in questo emendamento, che è stato già votato.

Metto in votazione l'emendamento numero 922. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 568. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 574, 575, 577 e 109 sono decaduti. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 853.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, questo emendamento ci riporta a quando il presidente Soru intese acquisire il capitale sociale della Hydrocontrol, stabilizzando tutti i dipendenti. Ricordo, con questo, che altre situazioni simili sono presenti in Sardegna, una delle quali è stata oggetto di una mia interrogazione relativa al Consorzio industriale di Nuoro e alle società che curavano la gestione del depuratore consortile di Ottana. Il Consorzio industriale di Nuoro ha assunto, dal 1° gennaio 2007, la gestione diretta di tale depuratore e ha assunto per venti mesi, prima con un contratto di otto mesi e poi con un contratto di dodici mesi, i quattordici dipendenti delle due ditte esterne che si occupavamo della manutenzione, nonostante si fosse impegnato ad assumerli a tempo indeterminato. Il 31 dicembre 2006, con una lettera dal tono assolutamente minatorio nei confronti dei dirigenti e dei tecnici che si occupavano della manutenzione del depuratore, il Consorzio ha provveduto a licenziare immediatamente questi quattordici dipendenti. Successivamente, sette di loro sono stati riassunti a tempo indeterminato dallo stesso Consorzio industriale e gli altri sette sono stati invece lasciati a casa. Si tratta di persone che lavoravano da quindici o vent'anni presso il Consorzio. Ora, io mi chiedo: è possibile che questo Consiglio regionale abbia a cuore le sorti dei dipendenti della Hydrocontrol - che tra l'altro è costata, credo, un milione di euro alla Giunta regionale, e quindi all'amministrazione regionale - e non riesca a imporre al Consorzio industriale di Nuoro la riassunzione a tempo indeterminato di sette tecnici che hanno lavorato per più di quindici anni in quella struttura? E' un fatto di cui mi sono fatto carico, perché sollecitato da tre dipendenti provenienti dalla prov[s4] incia di Oristano, ma tutto il resto è della provincia di Nuoro. E' possibile che a me sia giunta notizia che al loro posto sono state assunte altre maestranze, questa volta non ex dipendenti, ma amici degli amici e, dirò di più, parenti di autorevoli esponenti politici della provincia di Nuoro? Non mi riferisco a consiglieri regionali, ovviamente, ma a deputati e senatori.

Allora, tutto questo non può continuare, perché se non viene data loro una risposta, questi lavoratori, ovviamente, adiranno altre vie, quelle della Procura della Repubblica!

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 853. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 546. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Chiedo, cortesemente, due o tre minuti di sospensione. Grazie.

PRESIDENTE. C'è qualche problema? Lo chiedo perché ieri abbiamo fatto una discussione sui motivi che stanno alla base delle richieste di sospensione.

(Interruzione del consigliere Artizzu)

PRESIDENTE. Va bene. La richiesta non è accolta.

Gli emendamenti numero 179, 180, 557 e 181 sono decaduti. Passiamo all'emendamento numero 566, che è privo di copertura finanziaria.

Metto in votazione l'emendamento numero 566. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 544.

DIANA (A.N.). Ma quali emendamenti abbiamo votato?

PRESIDENTE. Quelli che chiamo di volta in volta, onorevole Diana. Se seguiamo insieme il lavoro riusciamo ad andare avanti, altrimenti capisco che è complicato. Siamo all'emendamento numero 544.

LA SPISA (F.I.). Perché ha saltato?

PRESIDENTE. Perché alcuni emendamenti sono decaduti, onorevole La Spisa, e li ho citati. Ripeto, sono decaduti gli emendamenti numero 179, 180, 557 e 181; l'emendamento numero 566 è stato votato, quindi siamo all'emendamento numero 544.

CAPELLI (U.D.C.). E l'emendamento numero 109?

PRESIDENTE. L'emendamento numero 109 è decaduto.

DIANA (A.N.). No!

PRESIDENTE. Come no? E' stato soppresso il comma 11, quindi un emendamento al comma 11, onorevole Diana, non può sussistere.

DIANA (A.N.). Con quale emendamento è stato soppresso?

PRESIDENTE. Con gli emendamenti numero 79 e 538, però se si seguono i lavori anche noi non siamo mentalmente costretti a tornare indietro.

DIANA (A.N.). Non ho capito perché è decaduto il comma 11.

PRESIDENTE. E' decaduto perché è stato soppresso il comma 11, con gli emendamenti numero 79 e 538. Sì, lo facciamo, onorevole Diana. Ripeto che il comma 11 è stato soppresso con un emendamento presentato dagli onorevoli La Spisa, Contu, Ladu, Vargiu, Artizzu.

DADEA, Assessore tecnico ad interim programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, con un emendamento della Commissione.

PRESIDENTE. Sono stati presentati due emendamenti identici, Assessore, l'emendamento numero 79 della Commissione e l'emendamento numero 538 dei consiglieri che ho elencato prima. E' chiaro?

Sono stati votati insieme gli emendamenti numero 79 e 538 che sono stati accolti. Di conseguenza il comma 11 è soppresso e, ovviamente, gli emendamenti ad esso presentati sono decaduti.

Riprendiamo dall'emendamento numero 544.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale sugli emendamenti numero 544 e 545.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 544.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Lombardo - Milia - Moro - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Frau - Gessa - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 20

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 545, che è privo di copertura finanziaria.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Lombardo - Milia - Moro - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 21

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 553.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 553, che è privo di copertura finanziaria.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Contu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Milia - Moro - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 57

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 23

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Gli emendamenti numero 554 e 925 sono uguali, quindi si votano insieme.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto favorevole. Credo si tratti di un riconoscimento fatto analogamente anche per altri casi. Chiedo anche su questi emendamenti la votazione nominale.

MARROCU (D.S.). Cosa stiamo votando?

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 554 e 925.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 554 e 925.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Franco Ignazio Cuccu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - La Spisa - Lai Renato - Liori - Lombardo - Marracini - Moro - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 59

Astenuti 2

Maggioranza 30

Favorevoli 22

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Assessore, l'emendamento numero 936 viene ritirato?

Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente, innanzitutto perché lo si ritiene superato, ma anche perché è privo di copertura finanziaria.

PRESIDENTE. E' privo di copertura finanziaria, onorevole La Spisa, questo è il motivo del ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo, innanzitutto, per un chiarimento. Stiamo parlando dell'emendamento numero 936, che è stato presentato dalla Giunta, ma, oltre a questo, in Commissione l'Assessore aveva dichiarato di accogliere le esigenze relative a un problema ampiamente sentito, su cui sono stati presentati, da parte di consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione, anche altri emendamenti. Si tratta della stabilizzazione di dipendenti a tempo determinato del Ministero dell'ambiente messi a disposizione dell'amministrazione regionale, ma con contratto ministeriale, per l'assistenza tecnica del PON-ATAS. Credo che da parte della Commissione ci fosse l'unanime volontà di risolvere questo problema, anzi si era detto che l'emendamento numero 936 della Giunta doveva essere votato insieme agli altri perché di uguale contenuto. Poi, sulla copertura finanziaria non facciamo commenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli emendamenti riguardano due fattispecie diverse. Se lo si legge attentamente, l'emendamento della Giunta fa riferimento alla possibilità che il personale che è stato già assegnato all'ARPAS, e quindi è già inquadrato, anziché passare a questa agenzia, così come previsto nella legge istitutiva dell'ARPAS, rimanga negli Assessorati presso cui attualmente lavora. Gli altri emendamenti riguardano una fattispecie diversa.

LA SPISA (F.I.). Su quelli c'è il parere favorevole?

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ho fatto riferimento all'emendamento numero 936.

LA SPISA (F.I.). Sugli altri emendamenti il parere è favorevole? Va bene.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 936, quindi, è ritirato, così pure l'emendamento numero 912. Per quanto riguarda gli emendamenti numero 543 e 860, che sono uguali, manca la copertura finanziaria, quindi se l'Assessore o i presentatori dell'emendamento provvedono a indicarla, possiamo procedere alla votazione.

Va bene, colleghi. La copertura, pari a 500 mila euro per gli anni 2007, 2008, 2009 e 2010, è a valere sul capitolo di spesa SC 08.01.003 della voce 2 del FNOL.

Metto in votazione gli emendamenti numero 543 e 860. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 551.

CUCCA (La Margherita-D.L.). E' decaduto, Presidente.

MARROCU (D.S.). E' stato presentato alla lettera a) del comma 5, che abbiamo già bocciato.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 551 è decaduto.

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 76.

BIANCU (La Margherita-D.L.). E' già stato votato anche questo punto!

PRESIDENTE. E' un emendamento aggiuntivo, onorevole Biancu, per cui è compatibile con quanto abbiamo già deliberato, ovviamente se il Consiglio lo approva.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, su questo emendamento abbiamo avuto una cortese interlocuzione con la Giunta, che provo a sintetizzare.

La questione sta in questi termini: il limite del 50 per cento stabilito dalla Giunta, che non è perentoriamente imposto da sentenze, ma comunque è suggerito anche da altri atti dell'Esecutivo, va a cadere, nella graduatoria, su un determinato gruppo di persone, molte delle quali hanno riportato lo stesso punteggio. Mantengo l'emendamento, quindi, per ragioni di mera giustizia, perché, allo stato attuale, a parità di punteggio, verrebbe assunto il più anziano d'età. L'emendamento non va nella direzione - come mi è stato rimproverato, ieri, da un collega - di uno sfondamento della percentuale, per cui si tornerebbe alle percentuali di cui alla legge numero 11 del 2002. Si chiede soltanto che tutti coloro che hanno riportato lo stesso punteggio dell'ultimo avente diritto possano rientrare nell'inquadramento previsto dalla norma. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Questo emendamento, che è aggiuntivo, fortunatamente recupera lo stesso contenuto di un emendamento che noi, invece, avevamo considerato sostitutivo. Si tratta, come si è detto, di un atto di giustizia, perché quando si fanno degli inquadramenti attingendo da una graduatoria è giusto che non ci siano persone con lo stesso punteggio che vengono escluse soltanto per questioni attinenti all'età o simili.

Credo che questo emendamento possa essere approvato, perché eventuali vincoli di legge in ordine alla percentuale dei posti prevista possono essere riconsiderati, ma con questo emendamento rendiamo giustizia ad alcuni lavoratori che verrebbero discriminati sulla base dell'età anagrafica, pur avendo conseguito lo stesso punteggio. Credo che ragionando ancora su questo punto l'emendamento possa essere accolto. Se, poi, c'è un limite nell'applicazione della norma è un limite d'altro tipo, ma è importante che la legge preveda comunque questa possibilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Onorevole Caligaris, velocemente!

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, se lei mi dice che ho solo un minuto mi adeguo, ma visto che ne ho tre cercherò di stare entro questo limite di tempo.

Intendo soltanto dire che anch'io trovo assolutamente giusto questo emendamento, anche perché dare la precedenza, a parità di punteggio, a chi ha un anno in più o, come si tende a fare oggi, un anno in meno, a me sembra comunque un'assurdità. Ci sarebbe, poi, da discutere sul perché, eventualmente, deve essere data la precedenza all'uno o all'altro. Quindi voterò a favore dell'emendamento numero 76 e spero che si riveda il parere espresso dalla Commissione e dalla Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo molto brevemente per fare una considerazione su questo emendamento, più avanti ne farò un'altra sull'emendamento numero 949, la sua genesi e anche ciò che ha determinato.

L'emendamento che si propone interviene in un'operazione di inquadramento di personale che ha avuto una valutazione in ragione dell'idoneità a svolgere una funzione superiore. L'interesse dell'amministrazione, quando va a coprire dotazioni organiche, in quella ipotesi è quella di acquisire le professionalità sotto il profilo delle idoneità più qualificate. Il comportamento, peraltro, è un pochino articolato: in materia concorsuale, per esempio, non è avvantaggiato il più anziano d'età, ma, al contrario, il più giovane, proprio perché, cinicamente, l'amministrazione intende sfruttare per più tempo e al meglio l'unità lavorativa che assume.

Allora, a me pare che, in ragione anche dei risparmi che si realizzano, nel momento in cui si ha la necessità di incrementare una categoria - che non è il cuore dell'amministrazione, come sosteneva prima l'Assessore, è una qualifica - sia possibile valorizzare al meglio le professionalità interne. Per cui ritengo l'emendamento numero 76 logico, razionale, funzionale nell'interesse dell'amministrazione regionale e voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Signor Presidente, questo è un problema abbastanza delicato, che, come giustamente diceva l'onorevole Maninchedda, abbiamo avuto modo di approfondire ed è stato oggetto di sentenze della Corte costituzionale.

Come ricordava ancora l'onorevole Maninchedda, la Corte costituzionale non ha fissato nel 50 per cento dei posti vacanti in pianta organica il limite massimo per attingere dalle graduatorie interne, ha parlato, però, di percentuale ragionevole. Allora, la Corte ha emesso diverse sentenze su questo argomento, per esempio quella con la quale ha accolto il ricorso contro la Regione Marche che aveva fissato nel 60 per cento tale limite. C'è, poi, una disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri che parla, comunque, di misura ragionevole che dovrebbe essere intorno al 50 per cento.

Voglio anche ricordare che una legge regionale aveva fissato una percentuale molto più elevata, che era stata oggetto di impugnativa e che una sentenza della Corte costituzionale aveva ritenuto, appunto, illegittima. Attualmente i dipendenti che si trovano nella stessa condizione sono novantanove; applicando la percentuale del 50 ne verrebbero inquadrati trentaquattro, ma se questo emendamento fosse approvato, includendo anche tutti quelli che hanno lo stesso punteggio, se ne aggiungerebbero altri novantanove e si arriverebbe al 150 per cento, che non mi sembra una percentuale ragionevole.

Capisco che si tratta di situazioni identiche, ma, a parità di punteggio, bisogna individuare un criterio, e il criterio in questo caso, purtroppo, è quello dell'età anagrafica. Altrimenti esorbitiamo sicuramente da quel limite di ragionevolezza indicato dalla Corte costituzionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Chiedo due minuti di sospensione, Presidente, stando in aula.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 47, viene ripresa alle ore 13 e 52.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, naturalmente il problema che è stato sollevato dall'onorevole Maninchedda e anche dall'onorevole La Spisa è concreto, perché riguarda la possibilità di offrire degli sbocchi di carriera a dei dipendenti che, in mancanza di altre possibilità, rischiano di fossilizzarsi all'interno della stessa categoria.

La Giunta regionale si è posta questo problema e si impegna ad approfondirlo ulteriormente e a trovare una soluzione che possa andare incontro alle aspettative di questo personale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, in ragione dell'impegno preso dalla Giunta ritiro l'emendamento numero 76.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei solo dire che potremmo fare nostro l'emendamento, ma accogliamo l'impegno della Giunta e aspettiamo che venga proposta una soluzione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 183. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Pertanto l'emendamento numero 89 decade.

Metto in votazione l'emendamento numero 549.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro il mio voto favorevole e chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 549, che riguarda il Corpo forestale e tende ad assicurare, per i prossimi esercizi, una dotazione finanziaria certa per l'assorbimento di tutto il personale di cui alla graduatoria del concorso che è stato espletato. Pensavamo che la Giunta potesse fare un atto di chiarezza e indicare una copertura finanziaria anche per gli anni successivi, è per questo che votiamo a favore di questo emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 549.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Diana - La Spisa - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Scarpa - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 14

Contrari 42

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 404. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Solo per specificare che su tutti gli emendamenti al comma 5, sia quelli soppressivi e sostitutivi sia quelli aggiuntivi, il parere era stato rimesso all'Aula esclusivamente in quanto sono collegati al discorso fatto in precedenza per quanto riguarda l'emendamento numero 872. Questo è anche il motivo per cui sono rimasti sospesi. Esprimo parere contrario, ovviamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Intendo soltanto ricordare che sull'emendamento 404, in realtà, non si faceva lo stesso ragionamento che il collega Cucca ha ricordato. E' un emendamento che riguarda semplicemente il fatto che i dipendenti dell'ESIT, nel periodo in cui sono transitati all'amministrazione regionale, non hanno potuto partecipare alle selezioni interne che l'amministrazione regionale aveva indetto. Per cui, si pone il problema di consentire, nelle forme che erano state autorizzate per tutti gli altri dipendenti, anche ai dipendenti dell'ESIT di poter partecipare a queste selezioni. E' un emendamento che ha ricevuto il parere favorevole dei sindacati.

Io ho fornito la relativa documentazione all'assessore Dadea, con un parere legale di supporto che ne dimostra la piena compatibilità. Per cui avevamo chiesto all'assessore Dadea se era possibile fare atto di giustizia verso questi dipendenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, intervengo anch'io per evidenziare l'esigenza di fare un po' di giustizia nei confronti dei dipendenti di un ente che, nel periodo in cui sono transitati nei ruoli regionali, non hanno potuto partecipare a concorsi interni, a differenza di altri dipendenti, così come previsto dal contratto collettivo regionale di lavoro.

Si tratta di pochissimi dipendenti, i cui ruoli e livelli, in questo momento, essendo stati trasferiti negli Assessorati, sono sicuramente superiori rispetto all'inquadramento che hanno avuto. Credo che sia un atto di giustizia, e ne stiamo parlando da tempo, quello di mettere questi dipendenti nella condizione di poter partecipare a concorsi interni che diano loro la stessa opportunità che altri hanno avuto e che, per negligenza da parte di chi aveva responsabilità di gestione dell'ESIT, è stata loro negata. E' il minimo che si possa prevedere.

Si tratta solamente di quindici dipendenti, il cui passaggio di categoria avrebbe un risvolto economico - perché di questo, alla fine, qualcuno potrebbe avere paura - davvero esiguo. La spesa non supererebbe i 4.000 euro all'anno, credo, quindi, che non sia questo il problema. Il problema è quello di offrire un'opportunità che è stata negata e che noi, in questo momento, forse possiamo consentire, l'espletamento cioè di un concorso interno per quindici dipendenti, che hanno davanti a sé un'aspettativa di carriera che altrimenti verrebbe bloccata, e che si troverebbero a lavorare fianco a fianco a dipendenti con titoli inferiori, pur meritando di essere inquadrati in una categoria superiore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Devo prima di tutto ringraziare l'onorevole Vargiu, perché mi ha fornito una documentazione molto corposa sull'argomento. E devo dire che concordo sia con lui sia con l'onorevole Masia sul fatto che ci troviamo di fronte al caso di dipendenti che hanno subito un'ingiustizia per l'insipienza di chi, in quel momento, governava l'ESIT e li ha privati della possibilità di partecipare ai concorsi interni che sono stati indetti sia nell'amministrazione regionale sia negli enti.

Il problema di difficile soluzione è di natura giuridica, perché questo personale è stato assorbito all'interno dell'amministrazione regionale e quindi come si può bandire un concorso interno soltanto per alcuni dipendenti che sono a tutti gli effetti nel ruolo regionale? Questo, naturalmente, potrebbe far sì che chi si trova in situazioni simili possa chiedere che tutto il personale dell'amministrazione regionale possa partecipare a ulteriori concorsi interni. Cioè, c'è un problema giuridico molto grosso, in quanto non si possono mettere a concorso dei posti per una pianta organica che non è più quella dell'ESIT. Ci sono difficoltà di natura giuridica molto ma molto forti. Ciò che posso fare io è prendere lo stesso impegno assunto per quanto riguarda i dipendenti regionali di cui ci siamo occupati poc'anzi, e quindi valutare la possibilità di trovare delle soluzioni alternative, come la previsione di concorsi interni a cui possano partecipare tutti i dipendenti regionali, perché è difficile fare un concorso interno solo per questi pochi dipendenti. Occorre, quindi, ricercare una soluzione che consenta di offrire loro sbocchi professionali e di carriera.

Al momento, pur leggendo attentamente il parere giuridico che mi ha fornito l'onorevole Vargiu, non si intravede una soluzione che consenta di superare un problema di natura giuridica che anche gli Uffici ritengono difficilmente superabile. La Giunta è quindi disponibile a trovare una soluzione, ma al momento c'è, ripeto, un problema giuridico veramente insuperabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Premesso che lo Statuto prevede che, in forma esclusiva, in materia di personale possa intervenire la legge regionale, e quindi i problemi giuridici, in parte, sono risolvibili attraverso l'introduzione di nuove norme, e questa è la fattispecie classica, c'è un'altra fattispecie che circola in questi giorni ed è all'attenzione della Giunta regionale e della Commissione, quindi lo sarà anche dell'Aula, perché è contemplata in una delle norme di questa finanziaria.

Stiamo parlando di un processo di mobilità, in ragione di legge, che trasferisce personale e competenze da un soggetto a un altro. Per esempio, in materia di uffici per l'impiego questa questione viene risolta a vantaggio dei lavoratori, giustamente. Io credo che siamo nella stessa identica fattispecie, cioè i lavoratori di cui stiamo parlando, dipendenti di un ente regionale, avrebbero avuto titolo per partecipare a un concorso nei tempi previsti se l'Amministrazione regionale non avesse deciso di sopprimere l'ente e di trasferire il relativo personale ad altro ente.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è stato proprio fatto!

URAS (R.C.). Questo presupposto giustifica la possibilità di sottoporre questo personale a selezione interna e di inquadrarlo, esattamente ai sensi della stessa norma che a suo tempo l'ha inquadrato nel nuovo ente, con un profilo professionale più elevato. Io non vedo problemi giuridici, per altro i funzionari e i dirigenti sono preposti a risolvere questo genere di problemi e mi meraviglia che non l'abbiano ancora fatto, perché è una cosa elementare, che comporta una piccola spesa ed è a vantaggio dell'amministrazione. I concorsi interni si fanno per questo, non per dare uno stipendio maggiore ai dipendenti, ma per acquisire professionalità superiori nell'interesse generale e per una buona funzionalità dell'amministrazione. Voterò pertanto a favore dell'emendamento numero 404.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Vi prego di essere veloci, perché questo era l'impegno assunto ieri nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, mi sorprende, francamente, che ogni volta che dà la parola a me mi chieda di velocizzare.

PRESIDENTE. Non lo dico per lei, lo dico per tutti.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Però capita sempre quando parlo io!

PRESIDENTE. Le chiedo scusa. Lo dico per tutti, tranne che per lei!

CALIGARIS (Gruppo Misto). Cercherò di essere veloce. Voterò a favore dell'emendamento numero 404, perché se non altro introduce un elemento di chiarezza in una situazione paradossale, perché lo scioglimento dell'ESIT è avvenuto e questi dipendenti non hanno potuto partecipare a un concorso per l'insipienza di qualcuno, come ha detto l'assessore Dadea. Quindi mi sembra evidente che si debba operare sempre nella prospettiva di dare a tutti le stesse opportunità, altrimenti si creano discriminazioni inaccettabili. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie a lei per aver svolto in brevissimo tempo il suo intervento.

Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Naturalmente, ripeto, ci sono delle difficoltà di carattere giuridico, però, riconoscendo che si tratta di un atto di giustizia nei confronti di dipendenti regionali, la Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 404. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 34. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

LA SPISA (F.I.). Andiamo al pomeriggio?

PRESIDENTE. I lavori della mattinata terminano qui. Il Consiglio è riconvocato per questo pomeriggio alle ore 16. La riunione della terza Commissione, prevista per le ore 14, non si terrà e la Commissione è riconvocata per martedì, alle ore 9, per definire il calendario dei lavori.

La seduta è tolta alle ore 14 e 09.


[B1]precariato

[B2]manca nella seduta 326. Ricordatevi di acquisire sempre gli emendamenti non fascicolati posti nei banchetti dietro i colleghi Serv. Assemblea. AB

[s3]minuscolo perché il senso è generico

[s4]si intende il territorio



Allegati seduta

CCCXXVII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Venerdì 11 maggio 2007

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 41.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di lunedì 7 maggio 2007 (320), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Bruno, Oscar Cerchi e Lai hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 10 maggio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico di aver nominato quale Presidente della Commissione di vigilanza per la biblioteca il Vicepresidente del Consiglio Onorevole Nicolò Rassu.

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

Chiedo scusa, colleghi, se prendiamo tutti posto riusciamo a iniziare i lavori con solo quaranta minuti di ritardo!

PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, ieri sera era in corso un incontro tra le forze politiche, che è stato inopinatamente - mi limito a dire inopinatamente - interrotto. Siccome ritengo che l'incontro debba proseguire per trovare soluzione a un problema, che è quello dei precari, chiedo dieci minuti di sospensione, con l'augurio che nessuno si permetta di interrompere l'interlocuzione tra le forze politiche, o almeno noi ci riteniamo liberi di proseguire il confronto.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io non ho nessuna difficoltà, non a sospendere i lavori dell'Aula, perché sono quasi sempre sospesi, ma a sospendere il punto in discussione, per non tenere i colleghi a passeggio in attesa che chi deve fare un lavoro di sintesi porti a termine il suo compito. Penso che questo non sia corretto, quindi andiamo avanti e chi si stava lavorando ad altro continui a farlo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, chiediamo soltanto dieci minuti di sospensione per proseguire l'interlocuzione tra le forze politiche.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, lei sa che non bastano dieci minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io sono favorevole a una sospensione di dieci minuti, che può essere utile per concordare come proseguire i lavori.

Per quanto riguarda l'interlocuzione, invece, preannuncio al collega Pittalis che per affrontare le questioni su cui si ragionava ieri, a mio parere, c'è bisogno di più tempo. Ritengo che la partita - anche se il termine è improprio - del precariato sia legata all'articolo che riguarda i temi del lavoro molto più che a quello sul personale, e quindi una delle ipotesi che potremmo avanzare anche ai colleghi dell'opposizione è che ci sia un'interlocuzione sul problema del precariato nell'amministrazione regionale, continuando l'interlocuzione sino a che si arriverà all'articolo che riguarda il lavoro, in modo da arrivare a una sintesi su questo tema che non sia della sola maggioranza, ma dell'intera Aula. Mi pare, quindi, giusto accordare i dieci minuti di sospensione richiesti, anche per verificare, eventualmente, se l'ipotesi che noi avanziamo può essere condivisa da tutti.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, su che cosa intende parlare?

LA SPISA (F.I.). Sulla proposta di sospensione.

PRESIDENTE. Stiamo per sospendere, no?

LA SPISA (F.I.). Vorrei fare una proposta leggermente diversa, sostenendo il motivo della sospensione, in particolare per la necessità di riprendere un confronto che era serio e corretto e che è stato inopportunamente interrotto.

Credo che sia richiesto un chiarimento politico anche sulle modalità di rapporto fra il Consiglio regionale e la Giunta regionale, che lei, signor Presidente del Consiglio, deve assolutamente favorire. Quanto è accaduto ieri sera - lei, Presidente, non era presente fisicamente, ma sicuramente ne è stato informato - è qualcosa che noi non accettiamo e non accetteremo mai! I consiglieri di opposizione non accettano soprattutto che il Presidente della Regione entri in una sala e dica: "Tutti a casa!" Primo, perché una minaccia di questo genere non ci fa paura, anzi spero che il Presidente la voglia mettere in pratica finalmente anziché limitarsi a proferirla; secondo, perché non si può permettere al Presidente della Regione di intromettersi in una riunione tra Capigruppo e altri colleghi, seriamente impegnati a risolvere un problema della Sardegna e di tanti sardi, per dire le cose che ha detto e con il tono che ha usato.

Chiedo mezzora di sospensione, quindi, per poter riprendere il confronto ed eventualmente decidere di rinviare il punto in questione, accogliendo l'orientamento espresso dal collega Marrocu.

PRESIDENTE. Io non so bene cosa sia successo ieri in una riunione tenutasi durante una sospensione dei lavori, né quali fossero i termini della discussione, quindi ho difficoltà a garantire cose che attengono a circostanze a cui non sono stato presente. Penso che possiamo sospendere per quindici minuti. Il Consiglio era convocato per le ore 10, sono le 10 e 48 e non abbiamo ancora iniziato a lavorare.

LA SPISA (F.I.). E' lei che non ha aperto prima la seduta!

PRESIDENTE. Non l'ho aperta perché voi non c'eravate e mi è stato detto che stavate discutendo in altro luogo di questo problema. Io ero qui dalle ore 10, onorevole La Spisa. Ad ogni buon conto, sospendo la seduta per quindici minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 48, viene ripresa alle ore 11 e 22.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 274/S/A. E' in discussione l'articolo 8 e i relativi emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, chiedo che tutti gli emendamenti all'articolo 8 relativi al problema, diciamo così, del precariato,[B1] e cioè gli emendamenti numero 955,[B2] 33, 916, 186 e 859 e anche gli emendamenti agli emendamenti che sono stati presentati ieri, siano spostati all'articolo 32 bis, sul lavoro, in modo da poter disporre, come prospettato stamattina dall'onorevole Marrocu, di qualche giorno in più per preparare un emendamento di sintesi che possa ottenere il consenso dell'Aula.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, aspetti un secondo, stiamo facendo delle verifiche tecniche.

Capiamo l'intento con il quale la proposta viene fatta dal Presidente della Commissione, però non è possibile spostare questi emendamenti approvando o eventualmente bocciando parte dell'articolo 8 a cui sono direttamente collegati, essendo alcuni di essi soppressivi di commi. Allora, possiamo sospendere la discussione dell'intero articolo per dare alla Commissione, ai Gruppi o a chi sta lavorando su questo, il tempo di predisporre l'emendamento di sintesi. Dopo di che possiamo riprendere l'esame dell'articolo 8 nel suo insieme, spostando all'articolo 32 bis le questioni relative al personale.

Prego, onorevole Cucca.

CUCCA (La Margherita-D.L.) relatore di maggioranza. Se è possibile, chiedo tre minuti di sospensione, restando in aula, per una interlocuzione rapidissima sugli emendamenti sostitutivi, al fine di trovare una soluzione ottimale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, intendo solo segnalare che c'è anche l'emendamento numero 833, che non è stato citato ed è identico all'emendamento numero 916, varia solo in quanto parla di 36 mesi anziché 24.

PRESIDENTE. Se è uguale, onorevole Caligaris, saranno discussi insieme, naturalmente con questa precisazione.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie.

PRESIDENTE. Facciamo una breve sospensione, rimanendo in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 29, viene ripresa alle ore 11 e 44.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo il nostro lavoro con un'ipotesi di soluzione che ci consenta di lavorare sull'articolo 8. Onorevole Cucca, può esprimere il parere sugli emendamenti e man mano spiegare quali di essi sono ritirati e quali vanno eventualmente spostati ad altro articolo.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 829, 830, 171, 399, 405, 592, 858, 831, 3, 883 e 116 esprimo parere contrario; chiedo ai presentatori di ritirare gli emendamenti numero 186, 952 e 591; gli emendamenti numero 859 e 953 sono ritirati; l'emendamento della Giunta numero 923 viene spostato all'articolo 32 bis, unitamente agli emendamenti numero 916 e 955.

PRESIDENTE. Anche gli emendamenti numero 3, 883 e 916, di contenuto analogo, sono spostati all'articolo 32 bis.

CUCCA (La Margherita-D.L.) relatore di maggioranza. Sugli Il emendamenti numero 593 e 913 mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Per quanto riguarda l'emendamento numero 923, della Giunta, sono d'accordo che sia spostato all'articolo 32 bis, invece, Presidente, non ho sentito il parere sull'emendamento numero 593.

PRESIDENTE. E' rimesso all'Aula.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. All'Aula? Siete sicuri?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.)relatore di maggioranza. Io ricordo che in Commissione si era deciso di rimetterlo all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Anche la Giunta si rimette all'Aula sull'emendamento numero 593, riservandosi, comunque, di esprimere una valutazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, il relatore ha chiesto il ritiro di diversi emendamenti, tra cui l'emendamento numero 591, presentato dalla minoranza, che riguarda la possibilità di assicurare "con continuità la prosecuzione delle attività svolte…", in sostanza è lo stesso contenuto dell'emendamento numero 859. Noi lo ritiriamo con la certezza che il confronto politico che vi è stato tra i Gruppi garantisce che questo contenuto può e deve essere ripreso in un emendamento di sintesi che sarà presentato al momento dell'esame dell'articolo 32 bis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, accogliendo l'invito del Presidente della Commissione ritiro gli emendamenti numero 186 e 952, a firma Balia e Masia, naturalmente con la stessa garanzia che quando si discuterà l'emendamento di sintesi all'articolo 32 bis logicamente potremo recuperare alcuni contenuti. La ringrazio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'emendamento numero 3 viene ritirato con la stessa motivazione.

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, l'emendamento numero 3 è stato spostato all'articolo 32 bis, insieme agli emendamenti numero 883 e 916, quindi potrà essere discusso, ritirato o compreso nell'emendamento di sintesi quando affronteremo l'esame dell'articolo 32 bis.

Metto in votazione l'emendamento numero 829. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 830. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 171 è riferito al testo originario della Giunta, quindi non è ammissibile.

Metto in votazione l'emendamento numero 399. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 405. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 592 e 858, che sono uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

L'emendamento numero 923 è spostato all'articolo 32 bis.

Metto in votazione l'emendamento numero 831. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 3, 883 e 916 sono spostati all'articolo 32 bis.

Passiamo agli emendamenti numero 593 e 913, che sono uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Su questi due emendamenti vorrei porre due problemi, uno politico e uno di legittimità. Si sta dicendo, in pratica, che per i lavoratori che nel periodo 1997-2002 non erano dipendenti né degli enti o delle agenzie regionali né dell'amministrazione regionale, ma erano occupati nei lavori socialmente utili, adesso la Regione paga i contributi all'INPS o all'INPDAP. Siccome ai lavoratori socialmente utili impiegati presso i comuni, le province o la Regione, che sono stati stabilizzati dal 2002, non erano dovuti i contributi previdenziali, perché non c'era un rapporto di dipendenza con il datore di lavoro, domando se si ritiene legittimo che la Regione paghi ora i contributi per persone che nel periodo a cui si fa riferimento non erano alle sue dipendenze, essendo degli LSU, per il fatto che sono divenuti dipendenti degli enti regionali o dell'amministrazione regionale dopo il 2002.

L'altro problema che pongo è di natura politica, perché questo fatto crea una discriminazione nei confronti degli LSU dipendenti dei com[s3] uni e delle province, che non hanno la possibilità di recuperare il periodo contributivo, come invece possono fare i dipendenti degli enti regionali e dell'amministrazione regionale. Quindi, personalmente, sono propenso a sospendere gli emendamenti numero 593 e 913 o addirittura a invitare i presentatori a ritirarli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Scusi, Assessore, do prima la parola all'onorevole Uras, poi lei concluderà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Va bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per comodità di discussione, l'Assessore probabilmente può accogliere una raccomandazione. Io dichiaro di ritirare l'emendamento numero 913, ma non perché il problema in esso sollevato non esista. La vicenda dei lavoratori socialmente utili - ha ragione l'onorevole Marrocu - purtroppo non è ristretta all'ambito dell'amministrazione regionale, ma è estesa anche ad altre amministrazioni, locali e dello Stato, e riguarda il trattamento previdenziale di questi lavoratori, che matura nel sistema contributivo e quindi in ragione dei contributi versati. Passare sette od otto anni con contribuzioni figurative che non pesano ai fini del riconoscimento della previdenza, per quei lavoratori sostanzialmente significa essere destinati, un domani, a patire la fame.

Allora, la mia proposta è questa: io ritiro l'emendamento, e invito i colleghi che hanno presentato l'emendamento numero 593 a fare altrettanto, ma la Giunta si faccia carico di affrontare il problema nella Commissione di merito e di avanzare una proposta che dalla Regione possa arrivare allo Stato, perché è lo Stato che deve integrare le risorse che può stanziare la Regione, ma soprattutto deve ricostruire, anche attraverso processi di ricostruzione volontaria della situazione contributiva, la situazione previdenziale di questi lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, gli interventi degli onorevoli Marrocu e Uras hanno notevolmente aiutato la Giunta. Si tratta effettivamente di settanta lavoratori socialmente utili, ma le preoccupazioni sulla illegittimità e anche sulla sperequazione che potrebbe determinarsi a seguito dell'approvazione di questo emendamento rispetto agli altri lavoratori socialmente utili secondo me meritano una riflessione molto attenta. Quindi mi sentirei di accogliere l'invito rivolto da uno dei presentatori dell'emendamento numero 913, l'onorevole Uras, per un approfondimento da parte della Giunta e della Commissione competente, affinché questo problema possa trovare una più idonea sede di risoluzione, dal momento che riguarda anche i rapporti con lo Stato. Quindi chiedo ai presentatori di ritirare anche l'emendamento numero 593.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sono convinto che quanto espresso dai colleghi della maggioranza e quanto contenuto nell'impegno assunto dall'Assessore, di cui riconosciamo la serietà per il lavoro compiuto e il rapporto che ha intrattenuto con noi sino ad ora, siano una condizione che ci consente di accogliere l'invito a ritirare questo emendamento, con la raccomandazione, però, che la questione venga affrontata nel primo provvedimento utile, magari la prossima legge che tratti questioni del personale, in modo che non venga rinviata a chissà quando.

Se questo è chiaro, ritiriamo l'emendamento numero 593.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 593 e 913 sono pertanto ritirati.

Metto in votazione l'emendamento numero 116.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, avevo chiesto la votazione nominale.

PRESIDENTE. L'aveva chiesta sugli emendamenti che sono stati ritirati. Intende chiederla anche sull'emendamento numero 116?

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, signor Presidente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 116.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Secci e Simonetta Sanna hanno votato contro e il consigliere Rassu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Lai Renato - Marracini - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 57

astenuti 6

maggioranza 29

favorevoli 18

contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Riprendiamo l'esame dell'articolo 6, cominciando dall'emendamento numero 872.

Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, l'emendamento numero 872 tocca un problema abbastanza delicato dell'organizzazione regionale. Si riferisce, infatti, alla categoria D, la cosiddetta categoria dei quadri, che rappresenta uno dei gangli vitali, cioè uno degli snodi più delicati e complessi, ma anche più importanti dell'intera amministrazione regionale.

Come voi sapete, per accedere alla categoria D è necessaria la laurea e questo sta a significare quale importanza si annetta ai dipendenti di questa categoria, che sono chiamati a ricoprire un ruolo decisivo all'interno dell'amministrazione. L'attuale Governo regionale, seguendo l'indicazione della Giunta precedente, che aveva avviato una serie di concorsi riguardanti proprio la categoria D e finalizzati all'assunzione di funzionari amministrativi, comunque di persone laureate in giurisprudenza e in economia e commercio, ha inteso potenziare questa categoria, tant'è che nelle leggi finanziarie degli ultimi anni la possibilità di nuove assunzioni era riservata solo ed esclusivamente alla categoria D. Quindi, in questi anni si sono portati a termine diversi concorsi, tra cui quello avviato dalla precedente Giunta, che ha consentito di assumere circa 178 giovani laureati, che rappresentano un aspetto importante dell'amministrazione regionale stessa.

La Giunta regionale ha, quindi, continuato su questa falsariga, cercando di privilegiare questa categoria di dipendenti regionali e individuando una serie di concorsi che avevano la finalità di immettere nell'amministrazione regionale competenze e professionalità specifiche. Sono in via di espletamento dei concorsi che porteranno all'assunzione di 100 nuovi laureati. Tutto questo per dire che, essendo stati banditi numerosi concorsi pubblici, che rappresentano la forma costituzionalmente corretta per le assunzioni nelle amministrazioni pubbliche, fare ricorso alle graduatorie esistenti relative a delle selezioni interne rappresenta una contraddizione abbastanza forte. Si è fatto ricorso ai concorsi pubblici, quindi io chiederei ai presentatori dell'emendamento di ritirarlo, proprio perché contraddice fortemente un'indicazione che è di questo Governo regionale, ma che fa seguito a un orientamento del Governo precedente, quello cioè di preferire il concorso pubblico per l'assunzione di dipendenti di una categoria così importante all'interno dell'organizzazione regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Prima ancora di fare la dichiarazione di voto o, eventualmente, di accogliere la richiesta di ritiro del nostro emendamento, vorrei riprendere il discorso con cui avevo sollecitato un chiarimento da parte della Giunta, ma anche dei colleghi della maggioranza che hanno presentato l'emendamento numero 872 e altri emendamenti dello stesso tenore. Il chiarimento, oltre che sulla questione relativa alla categoria D, che è stata precisata adesso dall'Assessore, attiene al fatto che la formulazione "nell'amministrazione regionale, negli enti e nelle agenzie" non significa che per la categoria C del ruolo unico regionale - non ricordo se sia questa la definizione corretta - si può attingere dalle graduatorie di concorsi espletati negli enti e nelle agenzie, perché questo significherebbe mescolare procedimenti di acquisizione del personale, tra l'altro senza garanzia di priorità, perché non si capirebbe, allora, da quale graduatoria si dovrebbe attingere prioritariamente, quella di un'agenzia o quella di un ente. Quindi, se vogliamo mantenere l'emendamento, potremmo scrivere in testa al periodo: "Per quanto riguarda l'amministrazione regionale, gli enti e le agenzie il meccanismo è quello che segue…". Non so se sia chiaro.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, si è capito!

LA SPISA (F.I.). Scusi, Presidente, stavo sostanzialmente proponendo un emendamento orale per portare le parole "nell'amministrazione regionale, negli enti e nelle agenzie", sia in questo emendamento sia negli emendamenti analoghi relativi alle diverse categorie, all'inizio del periodo, e cioè: "Per quanto riguarda l'amministrazione regionale, gli enti e le agenzie nella categoria C", "nella categoria B", e così via, in modo che sia chiaro che il meccanismo, qualora approvato dal Consiglio, riguarda ciascuna categoria.

PRESIDENTE. Va bene, ho capito la sua proposta.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo per rispondere all'invito dell'assessore Dadea a ritirare la parte dell'emendamento numero 872 che riguarda la categoria D, e cioè la lettera a).

Credo che il ragionamento sviluppato dall'Assessore sia condivisibile, anche perché questo Consiglio si è pronunciato anche in altre occasioni a favore dell'accesso dall'esterno alla categoria D, penso, però, che occorra tenere presente la necessità o l'opportunità di prevedere anche un percorso interno di accesso a questa categoria e una riserva di posti per chi è già dipendente dell'amministrazione regionale. Non credo che questo sia di per sé un fatto negativo, potrebbe anche essere un fatto positivo, in quanto può determinare una sana competizione a favore di una maggiore efficienza della pubblica amministrazione. Attraverso questo meccanismo può essere previsto anche un sistema di premialità.

Per cui accolgo l'invito a ritirare la lettera a) dell'emendamento numero 872, però, una volta espletati i concorsi, nei limiti dei posti previsti nei singoli bandi, sarà opportuno ritornare su questo argomento per un ulteriore approfondimento, mantenendo il principio dell'assunzione attraverso concorso esterno, ma valutando con attenzione la possibilità di prevedere anche un percorso interno per l'accesso alla categoria D.

PRESIDENTE. Quindi ritira la lettera a) dell'emendamento numero 872, onorevole Biancu?

BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Noi ritiriamo l'emendamento numero 912 con la stessa motivazione indicata adesso dall'onorevole Biancu e con la raccomandazione di trattare queste questioni più approfonditamente appena si verificheranno i presupposti relativi a questa fattispecie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta accoglie l'indicazione dell'onorevole La Spisa sulla necessità di una distinzione, nel senso che si attinge dalla graduatoria in maniera distinta rispettivamente per l'amministrazione regionale, le agenzie e gli enti. Mi pare che sia un'indicazione contenuta anche nelle lettere b) e c) dell'emendamento numero 872, di cui si ritira la lettera a). Non vorrei ricordare male, onorevole Biancu, ma mi pare che in Commissione si fosse raggiunta un'intesa per il passaggio dalla categoria A alla categoria B nel limite del 50 per cento dei posti disponibili, anziché del 40. Se ci fosse questa indicazione anche da parte del Consiglio, la Giunta la accoglierebbe.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Brevemente, Presidente, per ricordare, come diceva l'assessore Dadea, che effettivamente c'era l'esigenza di elevare al 50 la percentuale di cui alla lettera c) dell'emendamento numero 872, attraverso un emendamento orale. Quindi propongo un emendamento orale in tal senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, l'assessore Dadea ricordava poc'anzi i suggerimenti che erano stati dati in occasione della discussione in Commissione in ordine alle categorie A, B, C e anche D. La proposta di elevare al 50 per cento il limite di cui alle lettere b) e c) per le categorie B e C era legata al fatto che c'era un accordo affinché il provvedimento riguardasse anche la categoria D. Credo che l'emendamento orale proposto dal collega La Spisa, che chiarisce che la formulazione "nell'amministrazione regionale, negli enti e nelle agenzie" riguarda tutte e tre le categorie, possa essere condiviso senza che questo determini il ritiro della lettera a). Altrimenti, davvero, qui si coglie una parte, che è stata sintetizzata in questo emendamento, e si rinvia ad altri momenti una decisione che, invece, potrebbe essere contenuta in un unico provvedimento. Non credo che quando ci riferiamo al personale possiamo, volta per volta, fare figli e figliastri e non predisporre un provvedimento complessivo per tutte le categorie. Quindi mi appello alla sensibilità dei colleghi e della Giunta perché si faccia uno sforzo per contemperare, nell'ambito dell'emendamento, tutti gli aspetti che riguardano le tre categorie. Altrimenti, faccio mia la lettera a) e la ripropongo sotto forma di nuovo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. La lettera a), che era stata ritirata, viene fatta propria dall'onorevole Contu.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Intervengo per chiedere il voto per parti e dichiarare il voto contrario alla lettera a) e favorevole alle lettere b) e c). Non credo che sia necessario argomentare ulteriormente le motivazioni del voto contrario alla lettera a), in quanto ritengo che le considerazioni fatte dall'Assessore siano sufficienti e ci siano le condizioni per riprendere il ragionamento per quanto riguarda la categoria D una volta che saranno concluse le prove concorsuali e si sarà provveduto a coprire i posti messi a concorso.

Il voto è favorevole, ripeto, alle lettere b) e c), con le integrazioni proposte dal collega La Spisa e l'emendamento orale che modifica dal 40 al 50 per cento delle vacanze il limite dei posti da coprire per il passaggio di dipendenti dalla categoria A alla categoria B.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale di entrambe le parti dell'emendamento numero 872.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della lettera a) dell'emendamento numero 872.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Contu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Capelli - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Milia - Moro - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 55

Astenuti 1

Maggioranza 28

Favorevoli 20

Contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione delle lettera b) e c), con le integrazioni proposte dall'onorevole La Spisa, la variazione di percentuale proposta dall'assessore Dadea alla lettera c) e la soppressione delle parole "nella selezione interna", perché si tratta di una ripetizione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, delle lettere b) e c), così come modificate.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 57

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 57

(Il Consiglio approva).

Gli emendamenti numero 552, 550 e 579 sono pertanto decaduti.

Passiamo all'emendamento numero 949, su cui è stata chiesta la votazione nominale.

Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, ritiro l'emendamento numero 949.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, Assessore, l'emendamento numero 184, a cui era collegato il sostitutivo, viene mantenuto?

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente.

PRESIDENTE. Colleghi, l'emendamento numero 949 è stato ritirato, passiamo alla votazione dell'emendamento numero 184.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, vorrei chiedere un chiarimento all'Assessore, perché con l'indicazione di passare a ventiquattro unità l'emendamento comprendeva sia i dipendenti del Centro del catalogo sia quelli del Centro del restauro e perfino le persone che, nel frattempo, avevano lavorato all'interno del Centro, quindi in sostanza anche i dipendenti dell'ATI Ifras. Vorrei capire se con l'emendamento numero 184, magari integrato con l'emendamento numero 89, su cui però era stato espresso parere contrario, si garantisce comunque la sostanza. Altrimenti non si capisce come mai sia stato ritirato l'emendamento della Giunta. Quali sono le motivazioni? Vorrei che l'Assessore le esplicitasse. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Nell'annunciare il voto a favore dell'emendamento numero 184, devo dire che anche il mio intervento ha sostanzialmente una funzione simile a quella dell'intervento della collega Caligaris.

Assessore Dadea, ci è stato spiegato in Commissione che l'emendamento numero 184, che noi condividiamo, nasceva dall'esigenza di sanare la situazione di un gruppo di lavoratori socialmente utili, impiegati presso l'Assessorato della pubblica istruzione, che erano diventati fondamentali in quanto svolgevano una serie di attività connesse con l'attività dell'Assessorato, in particolare per quanto riguarda la gestione dei beni librari.

Quindi, se fosse necessario portare da tredici a ventiquattro le unità lavorative di cui si parla, che inizialmente, come lei ricorderà, erano sei, poi sono diventate tredici, perché la ricognizione ha dimostrato che c'era una necessità reale di aumentarle, cioè se i lavoratori che si trovano nella stessa situazione non sono più sei e neppure tredici, ma ventiquattro, senso di giustizia vorrebbe che fossero messi tutti nella stessa condizione. E quindi, se si decide di utilizzare un parametro di stabilizzazione per le prime sei unità, diventate poi tredici, si utilizzi lo stesso parametro anche per le undici restanti.

Vorremmo semplicemente avere un chiarimento in questa direzione, in maniera che il Consiglio, come sempre, quando si legifera su queste cose, non rischi di dividere un gruppo omogeneo in due parti, una delle quali subisce un'ingiustizia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.La Giunta ha ritirato l'emendamento numero 949, perché riguardava una fattispecie completamente diversa. I lavoratori addetti al restauro dei beni librari e quelli addetti alla valorizzazione dei beni culturali e librari sono da anni, non vorrei ricordare male, ma credo almeno da sei od otto anni, al servizio dell'Assessorato della pubblica istruzione, dove, svolgendo un lavoro estremamente prezioso, soprattutto per quanto riguarda il restauro dei libri, hanno acquisito una professionalità e una competenza molto elevate.

La Giunta regionale aveva pensato di inserire anche un'altra fattispecie, il che, obiettivamente, creerebbe delle disparità. Mi riferisco ai dipendenti della società Geoparco, e quindi dell'ATI Ifras, dislocati presso l'Assessorato della pubblica istruzione, ma con un rapporto di lavoro completamente diverso, nel senso che per loro non esisteva un rapporto giuridico con l'amministrazione regionale, ma solo con l'ATI Ifras. Ci sembra che sia corretto, anche nei confronti degli altri lavoratori della Geoparco, non creare una sperequazione o un'ingiustizia, e quindi la Giunta ha ritirato questo emendamento, ma solo per quanto riguarda la parte relativa a questi lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole all'emendamento numero 184, che dovrà essere raccordato con l'emendamento aggiuntivo numero 183, sul quale sia il relatore sia la Giunta hanno espresso parere favorevole.

Come diceva l'Assessore, l'emendamento riguarda dei lavoratori che hanno prestato la propria opera, acquisendo una notevole esperienza, per un periodo compreso tra i dieci e i vent'anni. Quindi si tratta di sanare una situazione assolutamente meritoria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Ho ascoltato con attenzione ciò che ha detto l'Assessore a giustificazione del ritiro dell'emendamento numero 949, credo, però, che valga la pena fermarci un attimo per capire bene che cosa si intende fare, dal momento che recentemente il presidente Soru e le organizzazioni sindacali hanno stato sottoscritto un documento che rappresenta l'epilogo della vicenda dei lavoratori della società Geoparco; documento in base al quale undici lavoratori (terzo punto dell'accordo) dovrebbero essere stabilizzati appunto attraverso l'assunzione presso l'amministrazione regionale. Quindi non si crea nessuna ingiustizia né sperequazione nei confronti degli altri lavoratori della Geoparco, perché questi undici dipendenti hanno lavorato, in maniera anomala, dentro una certa tipologia contrattuale, che è quella del rapporto di lavoro diretto con la pubblica amministrazione. E' vero che nominalmente erano dipendenti dell'ATI Ifras, assegnataria del progetto del Parco geominerario, però di fatto dentro l'Assessorato della pubblica istruzione svolgevano compiti analoghi a quelli dei colleghi dipendenti regionali e ricevevano direttive esclusivamente dai funzionari dell'Assessorato della pubblica istruzione. Credo che l'emendamento proposto dall'onorevole Balia sia razionale, ovviamente deve essere rivisto il numero in esso indicato, perché undici più sei fa diciassette.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non si riferisce a quello.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, l'emendamento numero 184, a firma Balia, dice esattamente che all'articolo 6 le parole "sei unità" sono sostituite con "tredici unità", il che significa che si sta incrementando di sette unità le sei già previste. Poiché non sono compresi, quindi, gli undici lavoratori della società Geoparco, che dovrebbero essere stabilizzati, mi pare che stiamo creando un'ingiustizia.

Io penso che l'emendamento numero 949 della Giunta fosse quello più razionale e non andava ritirato, perché poteva salvare veramente le cose anche in funzione di quanto noi stiamo normando. Se l'onorevole Balia dovesse ritirare l'emendamento numero 184, noi faremo nostro l'emendamento numero 949.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Credo che l'assessore Dadea, per quanto riguarda l'emendamento numero 184, avesse preso l'impegno di fare una ricognizione sulla situazione dei dipendenti di cui si parla. L'articolo 6 parla del reclutamento di sei unità per dare continuità all'attività di tutela e restauro dei beni librari nell'ambito dell'Assessorato della pubblica istruzione. L'emendamento Balia-Masia ha portato a comprendere, durante la discussione, che nell'Assessorato operavano altri lavoratori socialmente utili che non erano stati tenuti in considerazione e che avrebbero dovuto essere stabilizzati.

Mi sembra di capire che la Giunta abbia fatto una ricognizione e abbia avanzato la proposta di portare a ventiquattro il numero di queste unità. A onore dell'impegno assunto dall'assessore Dadea, mi appello, in modo particolare, a quanto detto in Commissione dal collega Uras, il quale chiedeva un intervento per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili che hanno esercitato la stessa attività svolta dalle sei unità inizialmente prese in considerazione.

Allora, io non credo - anche su suggerimento del collega Pisano - che qui si possa giocare con i numeri, perché si sta, di fatto, giocando sulla pelle dei lavoratori. Se l'obiettivo è quello di garantire continuità, sicurezza e certezza del lavoro, dovremmo accogliere non solo il suggerimento del collega Pisano, che parlava di diciassette unità, ma soprattutto l'emendamento della Giunta, e non riesco a capire perché la Giunta invece lo abbia ritirato. Per cui faccio mio l'emendamento numero 949. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, intervengo, ovviamente, per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 184, ma soprattutto per chiarire questa questione in modo che sia compresa da tutti inequivocabilmente.

Siamo di fronte a una situazione nella quale l'amministrazione - non parlo della Giunta, ma dell'amministrazione in termini generali -, ancora una volta, si è comportata pessimamente. E' qualcosa che dura da tempo, quindi non mi riferisco solo agli ultimi anni, ma anche alla precedente legislatura.

Alcuni lavoratori socialmente utili, impegnati nei progetti interregionali del Parco geominerario della Sardegna e del Parco vulcanologico di Lipari, sono stati stabilizzati grazie all'operazione ATI Ifras. Lo voglio precisare perché questa operazione di stabilizzazione, che è costata diversi miliardi di lire o milioni di euro, è fallita, ma era pur sempre un'operazione di stabilizzazione. Quei lavoratori sono stati, cioè, sottratti all'attività che avrebbero dovuto svolgere nell'ambito del Parco geominerario e sono stati portati all'Assessorato della pubblica istruzione. Quindi chiedo alla Giunta che questi lavoratori vengano tenuti in considerazione nell'ambito delle riflessioni che faremo sul precariato nell'amministrazione regionale.

L'operazione che riguarda i beni librari e il catalogo dei beni è altra cosa, cioè è un'altra distinta questione. Per la gestione dei beni librari sono stati più volte fatti contratti diretti, poi contratti individuali, tramite società, insomma si è fatto di tutto e di più, da decine di anni. Allora, siamo arrivati al punto che questa vicenda deve essere conclusa in modo chiaro, e non è che ci sia chi è buono e attento nei confronti dei lavoratori precari, perché la vicenda del Parco geominerario, che riguarda cinquecento lavoratori, va trattata per intero, e chi è meno buono e intende risolvere la questioncina di punta e a lasciare la base dell'iceberg sommersa.

Quindi invito i colleghi ad attenersi al voto possibile, quello sull'emendamento numero 184, anziché fare proprio strumentalmente l'emendamento numero 949.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, il ragionamento dell'onorevole Uras non fa una grinza, tranne che per un particolare. Intanto, non si può continuamente rimandare, visto che il tema è stato centrato proprio dalla Giunta, che ha fatto un atto assolutamente di valore e di giustizia. Ritengo anche che, se gli altri lavoratori sono stati utilizzati per venti e dieci anni, i lavoratori di cui stiamo parlando, alcuni dei quali in possesso della laurea, sono stati utilizzati per sei anni e hanno frequentato dei corsi di professionalizzazione. Quindi si tratta di lavoratori che erano già stati destinati alla stabilizzazione, a cui è stato impedito di fare quello che avrebbero dovuto o potuto fare e che per di più hanno esercitato la loro attività seguendo esattamente gli orari che sono stati loro imposti per sei anni. Adesso, improvvisamente, poiché i numeri non tornano, vengono esclusi.

Credo, quindi, che si tratti veramente di un caso di giustizia e che non sia un particolare irrilevante il fatto che questi lavoratori siano stati impiegati per sei anni e abbiano seguito dei corsi di professionalizzazione. Vale a dire che la Regione ha speso del denaro per la loro qualificazione. Ogni volta che si presenta un problema di stabilizzazione spostiamo gli emendamenti ad altri articoli, in questo caso all'articolo 32 bis, e poniamo l'attenzione solo sulle cose che vanno lisce, perché ci fa comodo. Sono francamente allibita, perché si trattava di un tratto chiarissimo, di un emendamento a emendamento che è stato pensato, ripensato e valutato dall'intera Giunta. Mi sorprende che, all'ultimo momento, in Aula si assumano di queste iniziative. Chiedo che il numero delle unità indicato nell'emendamento numero 184, cioè tredici, sia portato a ventiquattro, come previsto nell'emendamento numero 949, e chiedo alla Giunta di mantenere questo emendamento.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Ricordo che ieri avevamo tutti concordato sulla necessità di una maggiore snellezza dei lavori, ma mi sembra che non stiamo andando in questa direzione, soprattutto da parte della maggioranza.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intervengo per questo, Presidente, i miei interventi tendono sempre a raggiungere un obiettivo.

Vorrei invitare i colleghi Contu e Pisano, che hanno fatto loro l'emendamento numero 949 della Giunta...

PRESIDENTE. Onorevole Uras, ci lascia proseguire? Grazie.

Prego, onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Ma mi sto riferendo a loro, quindi...

PRESIDENTE. Onorevole Uras, l'onorevole Marrocu intende rivolgersi ai consiglieri Pisano e Contu, ma se lei li distrae non può proseguire il suo intervento. Grazie.

MARROCU (D.S.). Allora, volevo invitare i colleghi Contu e Pisano a rinunciare a fare loro l'emendamento della Giunta, che rischia di arrecare un danno ai lavoratori interessati, perché il problema che è stato posto dal collega Uras è comunque condiviso. Cioè la questione degli undici lavoratori della società Geoparco va valutata durante l'esame dell'articolo 32bis, quando affronteremo il problema dei lavoratori precari. Se l'emendamento numero 949 viene fatto proprio adesso, e quindi viene messo in votazione, rischia di essere bocciato, perché, comunque, in questa fase non vogliamo scindere una questione dall'altra, e di non poter essere recuperato quando affronteremo l'articolo 32 bis.

Segnalo una cosa, a dimostrazione di come funziona questa Regione: senza che ci fosse un atto formale da parte di un dirigente, alcuni dipendenti di una società privata, la ATI Ifras, a cui sono stati affidati lavori di bonifica di siti inquinati, sono stati collocati negli uffici dell'Assessorato della pubblica istruzione per svolgere mansioni per le quali nessuno aveva mai autorizzato l'assunzione di chicchessia. Questo è ciò che è successo, cioè questi lavoratori, regolarmente retribuiti per fare altro, e il cui costo è stato scaricato sui costi dei cantieri di bonifica, sono stati trasferiti negli uffici dell'Assessorato senza che ci fosse un atto formale della Giunta o, quanto meno, di un direttore di servizio. Ecco come funziona!

Allora, il caso di questi lavoratori è completamente differente e va trattato all'interno dell'articolo 32 bis, come proponeva il collega Uras. E' una situazione che rasenta l'illegittimità, perché, ripeto, questi lavoratori sono stati retribuiti con risorse destinate ad altre finalità e vanno trattati in modo differente. Allora, invito i colleghi a non fare loro l'emendamento numero 949 e a rinviare questa questione a quando tratteremo il tema della stabilizzazione del precariato, perché non dobbiamo distinguere questi lavoratori dagli altri lavoratori precari di cui ci occuperemo quando affronteremo l'articolo 32 bis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim del bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, intervengo giusto per dire che la motivazione per cui la Giunta aveva presentato l'emendamento numero 949 era proprio quella a cui faceva riferimento l'onorevole Pisano, e cioè l'accordo intercorso tra la Regione e l'ATI Ifras. Alla luce delle discussioni che ci sono state e del confronto che è in atto per quanto riguarda il precariato in generale, la Giunta ha deciso di ritirare l'emendamento, in quanto ritiene che questo problema, che è completamente diverso da quello degli altri lavoratori di cui si stava parlando, possa trovare una più giusta collocazione e soluzione nell'ambito di una trattazione più generale del tema del precariato, che sarà affrontato con l'articolo 32 bis.

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, conferma di voler far suo l'emendamento numero 949?

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, credo che ci siano tutti i presupposti per ritenere molto onesto quello che è stato detto, sia dal Capogruppo dei D.S., l'onorevole Marrocu, sia dall'assessore Dadea. Quindi, rilevando che l'accordo sottoscritto dal presidente Soru, indica in maniera precisa, al terzo punto, che gli undici lavoratori di cui si parla saranno stabilizzati, a tutti gli effetti, all'interno dell'amministrazione regionale, perché hanno di fatto svolto esclusivamente lavori da impiegati, capiamo anche che c'è l'esigenza di trattare questo argomento nell'ambito dell'esame dell'articolo 32 bis, quindi accediamo assolutamente all'invito dell'onorevole Marrocu.

PRESIDENTE. Va bene. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 184.

DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, anche lei non reitera la sua richiesta? Però, per cortesia, dite solo sì o no, non c'è bisogno di un lungo intervento per spiegare che non fate vostro l'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Solo due battute, Presidente. Io mantengo la richiesta di fare mio l'emendamento numero 949, per il semplice motivo che noi non conosciamo i provvedimenti che dovremo analizzare quando discuteremo l'articolo 32 bis. Se li conoscessimo sarebbe diverso, ma non li conosciamo e non possiamo aspettarci che, rispetto alla marcia indietro fatta adesso dalla Giunta, ci siano dei passi avanti quando esamineremo quell'articolo.

PRESIDENTE. Abbiamo capito, onorevole Contu, mantiene l'emendamento numero 949, che quindi viene messo in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, una volta registrato che l'emendamento numero 949, presentato dalla Giunta regionale, non viene ritirato, chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 184.

PRESIDENTE. Avverto i colleghi e in particolare l'onorevole Contu, che invito a ritirare la sua richiesta, che qualora l'emendamento numero 949 venisse bocciato non si potrà votare l'emendamento numero 184. Cioè se il Consiglio si pronuncia adesso, questo argomento non potrà essere ripreso nell'ambito dell'esame dell'articolo 32 bis. Va bene?

Onorevole Contu, è la terza volta che domanda di parlare. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Chiedo una sospensione di cinque minuti, per cortesia. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, la seduta è rimasta sospesa per quasi tutta la mattina!

CONTU (F.I.). Questa sospensione ha un fine utile.

PRESIDENTE. E' tutto utile!

URAS (R.C.). Chi è la causa di questo? Siamo ai dilettanti allo sbaraglio!

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, la seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 54, viene ripresa alle ore 12 e 59.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, preso atto della volontà di affrontare il problema dei lavoratori socialmente utili dell'ATI Ifras nel prosieguo della discussione, ritiro l'emendamento numero 949.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 184.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDEENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 63

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 63

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 922.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento numero 550 non viene messo in votazione?

PRESIDENTE. L'emendamento numero 550, onorevole La Spisa, sostituiva una parte della lettera b) dell'emendamento numero 872, quindi era incluso in questo emendamento, che è stato già votato.

Metto in votazione l'emendamento numero 922. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 568. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 574, 575, 577 e 109 sono decaduti. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 853.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, questo emendamento ci riporta a quando il presidente Soru intese acquisire il capitale sociale della Hydrocontrol, stabilizzando tutti i dipendenti. Ricordo, con questo, che altre situazioni simili sono presenti in Sardegna, una delle quali è stata oggetto di una mia interrogazione relativa al Consorzio industriale di Nuoro e alle società che curavano la gestione del depuratore consortile di Ottana. Il Consorzio industriale di Nuoro ha assunto, dal 1° gennaio 2007, la gestione diretta di tale depuratore e ha assunto per venti mesi, prima con un contratto di otto mesi e poi con un contratto di dodici mesi, i quattordici dipendenti delle due ditte esterne che si occupavamo della manutenzione, nonostante si fosse impegnato ad assumerli a tempo indeterminato. Il 31 dicembre 2006, con una lettera dal tono assolutamente minatorio nei confronti dei dirigenti e dei tecnici che si occupavano della manutenzione del depuratore, il Consorzio ha provveduto a licenziare immediatamente questi quattordici dipendenti. Successivamente, sette di loro sono stati riassunti a tempo indeterminato dallo stesso Consorzio industriale e gli altri sette sono stati invece lasciati a casa. Si tratta di persone che lavoravano da quindici o vent'anni presso il Consorzio. Ora, io mi chiedo: è possibile che questo Consiglio regionale abbia a cuore le sorti dei dipendenti della Hydrocontrol - che tra l'altro è costata, credo, un milione di euro alla Giunta regionale, e quindi all'amministrazione regionale - e non riesca a imporre al Consorzio industriale di Nuoro la riassunzione a tempo indeterminato di sette tecnici che hanno lavorato per più di quindici anni in quella struttura? E' un fatto di cui mi sono fatto carico, perché sollecitato da tre dipendenti provenienti dalla prov[s4] incia di Oristano, ma tutto il resto è della provincia di Nuoro. E' possibile che a me sia giunta notizia che al loro posto sono state assunte altre maestranze, questa volta non ex dipendenti, ma amici degli amici e, dirò di più, parenti di autorevoli esponenti politici della provincia di Nuoro? Non mi riferisco a consiglieri regionali, ovviamente, ma a deputati e senatori.

Allora, tutto questo non può continuare, perché se non viene data loro una risposta, questi lavoratori, ovviamente, adiranno altre vie, quelle della Procura della Repubblica!

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 853. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 546. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Chiedo, cortesemente, due o tre minuti di sospensione. Grazie.

PRESIDENTE. C'è qualche problema? Lo chiedo perché ieri abbiamo fatto una discussione sui motivi che stanno alla base delle richieste di sospensione.

(Interruzione del consigliere Artizzu)

PRESIDENTE. Va bene. La richiesta non è accolta.

Gli emendamenti numero 179, 180, 557 e 181 sono decaduti. Passiamo all'emendamento numero 566, che è privo di copertura finanziaria.

Metto in votazione l'emendamento numero 566. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 544.

DIANA (A.N.). Ma quali emendamenti abbiamo votato?

PRESIDENTE. Quelli che chiamo di volta in volta, onorevole Diana. Se seguiamo insieme il lavoro riusciamo ad andare avanti, altrimenti capisco che è complicato. Siamo all'emendamento numero 544.

LA SPISA (F.I.). Perché ha saltato?

PRESIDENTE. Perché alcuni emendamenti sono decaduti, onorevole La Spisa, e li ho citati. Ripeto, sono decaduti gli emendamenti numero 179, 180, 557 e 181; l'emendamento numero 566 è stato votato, quindi siamo all'emendamento numero 544.

CAPELLI (U.D.C.). E l'emendamento numero 109?

PRESIDENTE. L'emendamento numero 109 è decaduto.

DIANA (A.N.). No!

PRESIDENTE. Come no? E' stato soppresso il comma 11, quindi un emendamento al comma 11, onorevole Diana, non può sussistere.

DIANA (A.N.). Con quale emendamento è stato soppresso?

PRESIDENTE. Con gli emendamenti numero 79 e 538, però se si seguono i lavori anche noi non siamo mentalmente costretti a tornare indietro.

DIANA (A.N.). Non ho capito perché è decaduto il comma 11.

PRESIDENTE. E' decaduto perché è stato soppresso il comma 11, con gli emendamenti numero 79 e 538. Sì, lo facciamo, onorevole Diana. Ripeto che il comma 11 è stato soppresso con un emendamento presentato dagli onorevoli La Spisa, Contu, Ladu, Vargiu, Artizzu.

DADEA, Assessore tecnico ad interim programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, con un emendamento della Commissione.

PRESIDENTE. Sono stati presentati due emendamenti identici, Assessore, l'emendamento numero 79 della Commissione e l'emendamento numero 538 dei consiglieri che ho elencato prima. E' chiaro?

Sono stati votati insieme gli emendamenti numero 79 e 538 che sono stati accolti. Di conseguenza il comma 11 è soppresso e, ovviamente, gli emendamenti ad esso presentati sono decaduti.

Riprendiamo dall'emendamento numero 544.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale sugli emendamenti numero 544 e 545.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 544.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Lombardo - Milia - Moro - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Frau - Gessa - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 20

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 545, che è privo di copertura finanziaria.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Lombardo - Milia - Moro - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 21

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 553.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 553, che è privo di copertura finanziaria.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Contu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Milia - Moro - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 57

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 23

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Gli emendamenti numero 554 e 925 sono uguali, quindi si votano insieme.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto favorevole. Credo si tratti di un riconoscimento fatto analogamente anche per altri casi. Chiedo anche su questi emendamenti la votazione nominale.

MARROCU (D.S.). Cosa stiamo votando?

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 554 e 925.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 554 e 925.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Franco Ignazio Cuccu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - La Spisa - Lai Renato - Liori - Lombardo - Marracini - Moro - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 59

Astenuti 2

Maggioranza 30

Favorevoli 22

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Assessore, l'emendamento numero 936 viene ritirato?

Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente, innanzitutto perché lo si ritiene superato, ma anche perché è privo di copertura finanziaria.

PRESIDENTE. E' privo di copertura finanziaria, onorevole La Spisa, questo è il motivo del ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo, innanzitutto, per un chiarimento. Stiamo parlando dell'emendamento numero 936, che è stato presentato dalla Giunta, ma, oltre a questo, in Commissione l'Assessore aveva dichiarato di accogliere le esigenze relative a un problema ampiamente sentito, su cui sono stati presentati, da parte di consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione, anche altri emendamenti. Si tratta della stabilizzazione di dipendenti a tempo determinato del Ministero dell'ambiente messi a disposizione dell'amministrazione regionale, ma con contratto ministeriale, per l'assistenza tecnica del PON-ATAS. Credo che da parte della Commissione ci fosse l'unanime volontà di risolvere questo problema, anzi si era detto che l'emendamento numero 936 della Giunta doveva essere votato insieme agli altri perché di uguale contenuto. Poi, sulla copertura finanziaria non facciamo commenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli emendamenti riguardano due fattispecie diverse. Se lo si legge attentamente, l'emendamento della Giunta fa riferimento alla possibilità che il personale che è stato già assegnato all'ARPAS, e quindi è già inquadrato, anziché passare a questa agenzia, così come previsto nella legge istitutiva dell'ARPAS, rimanga negli Assessorati presso cui attualmente lavora. Gli altri emendamenti riguardano una fattispecie diversa.

LA SPISA (F.I.). Su quelli c'è il parere favorevole?

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ho fatto riferimento all'emendamento numero 936.

LA SPISA (F.I.). Sugli altri emendamenti il parere è favorevole? Va bene.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 936, quindi, è ritirato, così pure l'emendamento numero 912. Per quanto riguarda gli emendamenti numero 543 e 860, che sono uguali, manca la copertura finanziaria, quindi se l'Assessore o i presentatori dell'emendamento provvedono a indicarla, possiamo procedere alla votazione.

Va bene, colleghi. La copertura, pari a 500 mila euro per gli anni 2007, 2008, 2009 e 2010, è a valere sul capitolo di spesa SC 08.01.003 della voce 2 del FNOL.

Metto in votazione gli emendamenti numero 543 e 860. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 551.

CUCCA (La Margherita-D.L.). E' decaduto, Presidente.

MARROCU (D.S.). E' stato presentato alla lettera a) del comma 5, che abbiamo già bocciato.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 551 è decaduto.

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 76.

BIANCU (La Margherita-D.L.). E' già stato votato anche questo punto!

PRESIDENTE. E' un emendamento aggiuntivo, onorevole Biancu, per cui è compatibile con quanto abbiamo già deliberato, ovviamente se il Consiglio lo approva.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, su questo emendamento abbiamo avuto una cortese interlocuzione con la Giunta, che provo a sintetizzare.

La questione sta in questi termini: il limite del 50 per cento stabilito dalla Giunta, che non è perentoriamente imposto da sentenze, ma comunque è suggerito anche da altri atti dell'Esecutivo, va a cadere, nella graduatoria, su un determinato gruppo di persone, molte delle quali hanno riportato lo stesso punteggio. Mantengo l'emendamento, quindi, per ragioni di mera giustizia, perché, allo stato attuale, a parità di punteggio, verrebbe assunto il più anziano d'età. L'emendamento non va nella direzione - come mi è stato rimproverato, ieri, da un collega - di uno sfondamento della percentuale, per cui si tornerebbe alle percentuali di cui alla legge numero 11 del 2002. Si chiede soltanto che tutti coloro che hanno riportato lo stesso punteggio dell'ultimo avente diritto possano rientrare nell'inquadramento previsto dalla norma. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Questo emendamento, che è aggiuntivo, fortunatamente recupera lo stesso contenuto di un emendamento che noi, invece, avevamo considerato sostitutivo. Si tratta, come si è detto, di un atto di giustizia, perché quando si fanno degli inquadramenti attingendo da una graduatoria è giusto che non ci siano persone con lo stesso punteggio che vengono escluse soltanto per questioni attinenti all'età o simili.

Credo che questo emendamento possa essere approvato, perché eventuali vincoli di legge in ordine alla percentuale dei posti prevista possono essere riconsiderati, ma con questo emendamento rendiamo giustizia ad alcuni lavoratori che verrebbero discriminati sulla base dell'età anagrafica, pur avendo conseguito lo stesso punteggio. Credo che ragionando ancora su questo punto l'emendamento possa essere accolto. Se, poi, c'è un limite nell'applicazione della norma è un limite d'altro tipo, ma è importante che la legge preveda comunque questa possibilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Onorevole Caligaris, velocemente!

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, se lei mi dice che ho solo un minuto mi adeguo, ma visto che ne ho tre cercherò di stare entro questo limite di tempo.

Intendo soltanto dire che anch'io trovo assolutamente giusto questo emendamento, anche perché dare la precedenza, a parità di punteggio, a chi ha un anno in più o, come si tende a fare oggi, un anno in meno, a me sembra comunque un'assurdità. Ci sarebbe, poi, da discutere sul perché, eventualmente, deve essere data la precedenza all'uno o all'altro. Quindi voterò a favore dell'emendamento numero 76 e spero che si riveda il parere espresso dalla Commissione e dalla Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo molto brevemente per fare una considerazione su questo emendamento, più avanti ne farò un'altra sull'emendamento numero 949, la sua genesi e anche ciò che ha determinato.

L'emendamento che si propone interviene in un'operazione di inquadramento di personale che ha avuto una valutazione in ragione dell'idoneità a svolgere una funzione superiore. L'interesse dell'amministrazione, quando va a coprire dotazioni organiche, in quella ipotesi è quella di acquisire le professionalità sotto il profilo delle idoneità più qualificate. Il comportamento, peraltro, è un pochino articolato: in materia concorsuale, per esempio, non è avvantaggiato il più anziano d'età, ma, al contrario, il più giovane, proprio perché, cinicamente, l'amministrazione intende sfruttare per più tempo e al meglio l'unità lavorativa che assume.

Allora, a me pare che, in ragione anche dei risparmi che si realizzano, nel momento in cui si ha la necessità di incrementare una categoria - che non è il cuore dell'amministrazione, come sosteneva prima l'Assessore, è una qualifica - sia possibile valorizzare al meglio le professionalità interne. Per cui ritengo l'emendamento numero 76 logico, razionale, funzionale nell'interesse dell'amministrazione regionale e voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Signor Presidente, questo è un problema abbastanza delicato, che, come giustamente diceva l'onorevole Maninchedda, abbiamo avuto modo di approfondire ed è stato oggetto di sentenze della Corte costituzionale.

Come ricordava ancora l'onorevole Maninchedda, la Corte costituzionale non ha fissato nel 50 per cento dei posti vacanti in pianta organica il limite massimo per attingere dalle graduatorie interne, ha parlato, però, di percentuale ragionevole. Allora, la Corte ha emesso diverse sentenze su questo argomento, per esempio quella con la quale ha accolto il ricorso contro la Regione Marche che aveva fissato nel 60 per cento tale limite. C'è, poi, una disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri che parla, comunque, di misura ragionevole che dovrebbe essere intorno al 50 per cento.

Voglio anche ricordare che una legge regionale aveva fissato una percentuale molto più elevata, che era stata oggetto di impugnativa e che una sentenza della Corte costituzionale aveva ritenuto, appunto, illegittima. Attualmente i dipendenti che si trovano nella stessa condizione sono novantanove; applicando la percentuale del 50 ne verrebbero inquadrati trentaquattro, ma se questo emendamento fosse approvato, includendo anche tutti quelli che hanno lo stesso punteggio, se ne aggiungerebbero altri novantanove e si arriverebbe al 150 per cento, che non mi sembra una percentuale ragionevole.

Capisco che si tratta di situazioni identiche, ma, a parità di punteggio, bisogna individuare un criterio, e il criterio in questo caso, purtroppo, è quello dell'età anagrafica. Altrimenti esorbitiamo sicuramente da quel limite di ragionevolezza indicato dalla Corte costituzionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Chiedo due minuti di sospensione, Presidente, stando in aula.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 47, viene ripresa alle ore 13 e 52.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, naturalmente il problema che è stato sollevato dall'onorevole Maninchedda e anche dall'onorevole La Spisa è concreto, perché riguarda la possibilità di offrire degli sbocchi di carriera a dei dipendenti che, in mancanza di altre possibilità, rischiano di fossilizzarsi all'interno della stessa categoria.

La Giunta regionale si è posta questo problema e si impegna ad approfondirlo ulteriormente e a trovare una soluzione che possa andare incontro alle aspettative di questo personale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, in ragione dell'impegno preso dalla Giunta ritiro l'emendamento numero 76.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei solo dire che potremmo fare nostro l'emendamento, ma accogliamo l'impegno della Giunta e aspettiamo che venga proposta una soluzione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 183. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Pertanto l'emendamento numero 89 decade.

Metto in votazione l'emendamento numero 549.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro il mio voto favorevole e chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 549, che riguarda il Corpo forestale e tende ad assicurare, per i prossimi esercizi, una dotazione finanziaria certa per l'assorbimento di tutto il personale di cui alla graduatoria del concorso che è stato espletato. Pensavamo che la Giunta potesse fare un atto di chiarezza e indicare una copertura finanziaria anche per gli anni successivi, è per questo che votiamo a favore di questo emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 549.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Diana - La Spisa - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Scarpa - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 14

Contrari 42

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 404. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Solo per specificare che su tutti gli emendamenti al comma 5, sia quelli soppressivi e sostitutivi sia quelli aggiuntivi, il parere era stato rimesso all'Aula esclusivamente in quanto sono collegati al discorso fatto in precedenza per quanto riguarda l'emendamento numero 872. Questo è anche il motivo per cui sono rimasti sospesi. Esprimo parere contrario, ovviamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Intendo soltanto ricordare che sull'emendamento 404, in realtà, non si faceva lo stesso ragionamento che il collega Cucca ha ricordato. E' un emendamento che riguarda semplicemente il fatto che i dipendenti dell'ESIT, nel periodo in cui sono transitati all'amministrazione regionale, non hanno potuto partecipare alle selezioni interne che l'amministrazione regionale aveva indetto. Per cui, si pone il problema di consentire, nelle forme che erano state autorizzate per tutti gli altri dipendenti, anche ai dipendenti dell'ESIT di poter partecipare a queste selezioni. E' un emendamento che ha ricevuto il parere favorevole dei sindacati.

Io ho fornito la relativa documentazione all'assessore Dadea, con un parere legale di supporto che ne dimostra la piena compatibilità. Per cui avevamo chiesto all'assessore Dadea se era possibile fare atto di giustizia verso questi dipendenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, intervengo anch'io per evidenziare l'esigenza di fare un po' di giustizia nei confronti dei dipendenti di un ente che, nel periodo in cui sono transitati nei ruoli regionali, non hanno potuto partecipare a concorsi interni, a differenza di altri dipendenti, così come previsto dal contratto collettivo regionale di lavoro.

Si tratta di pochissimi dipendenti, i cui ruoli e livelli, in questo momento, essendo stati trasferiti negli Assessorati, sono sicuramente superiori rispetto all'inquadramento che hanno avuto. Credo che sia un atto di giustizia, e ne stiamo parlando da tempo, quello di mettere questi dipendenti nella condizione di poter partecipare a concorsi interni che diano loro la stessa opportunità che altri hanno avuto e che, per negligenza da parte di chi aveva responsabilità di gestione dell'ESIT, è stata loro negata. E' il minimo che si possa prevedere.

Si tratta solamente di quindici dipendenti, il cui passaggio di categoria avrebbe un risvolto economico - perché di questo, alla fine, qualcuno potrebbe avere paura - davvero esiguo. La spesa non supererebbe i 4.000 euro all'anno, credo, quindi, che non sia questo il problema. Il problema è quello di offrire un'opportunità che è stata negata e che noi, in questo momento, forse possiamo consentire, l'espletamento cioè di un concorso interno per quindici dipendenti, che hanno davanti a sé un'aspettativa di carriera che altrimenti verrebbe bloccata, e che si troverebbero a lavorare fianco a fianco a dipendenti con titoli inferiori, pur meritando di essere inquadrati in una categoria superiore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Devo prima di tutto ringraziare l'onorevole Vargiu, perché mi ha fornito una documentazione molto corposa sull'argomento. E devo dire che concordo sia con lui sia con l'onorevole Masia sul fatto che ci troviamo di fronte al caso di dipendenti che hanno subito un'ingiustizia per l'insipienza di chi, in quel momento, governava l'ESIT e li ha privati della possibilità di partecipare ai concorsi interni che sono stati indetti sia nell'amministrazione regionale sia negli enti.

Il problema di difficile soluzione è di natura giuridica, perché questo personale è stato assorbito all'interno dell'amministrazione regionale e quindi come si può bandire un concorso interno soltanto per alcuni dipendenti che sono a tutti gli effetti nel ruolo regionale? Questo, naturalmente, potrebbe far sì che chi si trova in situazioni simili possa chiedere che tutto il personale dell'amministrazione regionale possa partecipare a ulteriori concorsi interni. Cioè, c'è un problema giuridico molto grosso, in quanto non si possono mettere a concorso dei posti per una pianta organica che non è più quella dell'ESIT. Ci sono difficoltà di natura giuridica molto ma molto forti. Ciò che posso fare io è prendere lo stesso impegno assunto per quanto riguarda i dipendenti regionali di cui ci siamo occupati poc'anzi, e quindi valutare la possibilità di trovare delle soluzioni alternative, come la previsione di concorsi interni a cui possano partecipare tutti i dipendenti regionali, perché è difficile fare un concorso interno solo per questi pochi dipendenti. Occorre, quindi, ricercare una soluzione che consenta di offrire loro sbocchi professionali e di carriera.

Al momento, pur leggendo attentamente il parere giuridico che mi ha fornito l'onorevole Vargiu, non si intravede una soluzione che consenta di superare un problema di natura giuridica che anche gli Uffici ritengono difficilmente superabile. La Giunta è quindi disponibile a trovare una soluzione, ma al momento c'è, ripeto, un problema giuridico veramente insuperabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Premesso che lo Statuto prevede che, in forma esclusiva, in materia di personale possa intervenire la legge regionale, e quindi i problemi giuridici, in parte, sono risolvibili attraverso l'introduzione di nuove norme, e questa è la fattispecie classica, c'è un'altra fattispecie che circola in questi giorni ed è all'attenzione della Giunta regionale e della Commissione, quindi lo sarà anche dell'Aula, perché è contemplata in una delle norme di questa finanziaria.

Stiamo parlando di un processo di mobilità, in ragione di legge, che trasferisce personale e competenze da un soggetto a un altro. Per esempio, in materia di uffici per l'impiego questa questione viene risolta a vantaggio dei lavoratori, giustamente. Io credo che siamo nella stessa identica fattispecie, cioè i lavoratori di cui stiamo parlando, dipendenti di un ente regionale, avrebbero avuto titolo per partecipare a un concorso nei tempi previsti se l'Amministrazione regionale non avesse deciso di sopprimere l'ente e di trasferire il relativo personale ad altro ente.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è stato proprio fatto!

URAS (R.C.). Questo presupposto giustifica la possibilità di sottoporre questo personale a selezione interna e di inquadrarlo, esattamente ai sensi della stessa norma che a suo tempo l'ha inquadrato nel nuovo ente, con un profilo professionale più elevato. Io non vedo problemi giuridici, per altro i funzionari e i dirigenti sono preposti a risolvere questo genere di problemi e mi meraviglia che non l'abbiano ancora fatto, perché è una cosa elementare, che comporta una piccola spesa ed è a vantaggio dell'amministrazione. I concorsi interni si fanno per questo, non per dare uno stipendio maggiore ai dipendenti, ma per acquisire professionalità superiori nell'interesse generale e per una buona funzionalità dell'amministrazione. Voterò pertanto a favore dell'emendamento numero 404.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Vi prego di essere veloci, perché questo era l'impegno assunto ieri nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, mi sorprende, francamente, che ogni volta che dà la parola a me mi chieda di velocizzare.

PRESIDENTE. Non lo dico per lei, lo dico per tutti.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Però capita sempre quando parlo io!

PRESIDENTE. Le chiedo scusa. Lo dico per tutti, tranne che per lei!

CALIGARIS (Gruppo Misto). Cercherò di essere veloce. Voterò a favore dell'emendamento numero 404, perché se non altro introduce un elemento di chiarezza in una situazione paradossale, perché lo scioglimento dell'ESIT è avvenuto e questi dipendenti non hanno potuto partecipare a un concorso per l'insipienza di qualcuno, come ha detto l'assessore Dadea. Quindi mi sembra evidente che si debba operare sempre nella prospettiva di dare a tutti le stesse opportunità, altrimenti si creano discriminazioni inaccettabili. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie a lei per aver svolto in brevissimo tempo il suo intervento.

Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Naturalmente, ripeto, ci sono delle difficoltà di carattere giuridico, però, riconoscendo che si tratta di un atto di giustizia nei confronti di dipendenti regionali, la Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 404. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 34. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

LA SPISA (F.I.). Andiamo al pomeriggio?

PRESIDENTE. I lavori della mattinata terminano qui. Il Consiglio è riconvocato per questo pomeriggio alle ore 16. La riunione della terza Commissione, prevista per le ore 14, non si terrà e la Commissione è riconvocata per martedì, alle ore 9, per definire il calendario dei lavori.

La seduta è tolta alle ore 14 e 09.


[B1]precariato

[B2]manca nella seduta 326. Ricordatevi di acquisire sempre gli emendamenti non fascicolati posti nei banchetti dietro i colleghi Serv. Assemblea. AB

[s3]minuscolo perché il senso è generico

[s4]si intende il territorio