Seduta n.246 del 02/02/1998
CCXLVI SEDUTA
Lunedì, 2 febbraio 1998
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 17 e 08.
PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 14 gennaio 1998 (242), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Il consigliere regionale Berria ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 2 febbraio 1998. Se non ci sono obiezioni il congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
"Disposizioni per la costituzione del Teatro Stabile di Prosa della Sardegna". (390)
(Pervenuto il 15 gennaio 1998 ed assegnato all'ottava Commissione.)
"Disciplina regionale dell'assegnazione e dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica". (391)
(Pervenuto il 15 gennaio 1998 ed assegnato alla quarta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dal consigliere BONESU: "Assunzione in deroga dei dipendenti dell'Hotel Moderno". (389)
(Pervenuta il 2 gennaio 1998 ed assegnata alla prima Commissione.)
dai consiglieri DETTORI Ivana - SCANO - CUGINI - GHIRRA - BERRIA - SASSU - ZUCCA - BUSONERA - CHERCHI - CUCCA - DIANA - FALCONI - FOIS Paolo - MARROCU - OBINO - SANNA Salvatore - USAI Pietro: "Nuova disciplina in materia di formazione professionale". (392)
(Pervenuta il 15 gennaio 1998 ed assegnata all'ottava Commissione.)
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Comunico che il 21 gennaio 1998 l'onorevole Renato Cugini è stato nominato Presidente del Gruppo Progressista Federativo. All'onorevole Cugini gli auguri dell'Assemblea e personali.
Comunico anche all'Assemblea che l'onorevole Sergio Marracini è confluito al Gruppo Misto a far data dal 2 febbraio 1998.
Comunico altresì all'Assemblea che il 17 gennaio l'onorevole Pier Sandro Scano ha fatto pervenire la lettera di dimissioni dal Consiglio, preciso che è riservata al Consiglio la facoltà di ricevere o accettare le dimissioni dei propri membri ai sensi dell'articolo 85 della legge numero 7 del 1979. Poiché siamo in presenza di dimissioni non concernenti una situazione di incompatibilità o sopravvenuta ineleggibilità sancita dalla norma di legge nel qual caso il Consiglio si limita a prenderne atto ma siamo in presenza di dimissioni derivanti da motivazioni di natura politica. Il Consiglio potrebbe ritenere opportuno aprire su di esse una discussione. In base a queste considerazioni ho informato la Conferenza dei Capigruppo e in quella sede si è deciso di porre le dimissioni dell'onorevole Scano all'ordine del giorno della prossima tornata consiliare.
Confronto fra consiglieri e Giunta ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il confronto fra consiglieri e Giunta regionale ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento secondo la procedura e la ripartizione che è stata concordata in Conferenza di Capigruppo e che ha questa sequenza: ricordate che l'ordine del giorno reca appunto il confronto tra consiglieri regionali e Giunta regionale ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento interno in base al terzo comma del predetto articolo ogni domanda di ciascun consigliere e ogni risposta della Giunta non devono superare rispettivamente i due minuti. Ricordo inoltre che la Conferenza dei Capigruppo, nel definire le modalità di svolgimento del confronto, ha stabilito, sempre a norma dell'articolo 121 del Regolamento, che devono essere effettuate 38 domande di cui 19 riservate ai gruppi di maggioranze e altrettante ai gruppi di opposizione. Per quanto riguarda la maggioranza potranno essere rivolte 8 domande dai componenti del Gruppo Progressista Federativo, 5 dai componenti del Gruppo dei Popolari, due rispettivamente dai Gruppi: Misto e Federazione Democratica e Socialista e Rifondazione Comunista. Per l'opposizione potranno rivolgere 9 domande i componenti del Gruppo di Forza Italia, 5 i componenti di Alleanza Nazionale, 3 i componenti del Gruppo Misto, e 2 i componenti del Gruppo Sardista. Quindi possiamo procedere con questa procedura. Chiedo ai colleghi in base alla sequenza chi intende iniziare.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Mi pare che questa sia la prima seduta dopo l'insediamento della Giunta e pur dai banchi dell'opposizione approfitto per fare, soprattutto ai nuovi Assessori, gli auguri di buon lavoro. E' ad uno di essi, e precisamente all'onorevole Cogodi, che voglio porre una domanda. Mi risulta che la Giunta regionale abbia acquistato un immobile nella città di Sassari per destinarlo a sede di rappresentanza della Giunta regionale. Pare che per questo acquisto abbia stipulato due contratti con due finanziarie società di leasing e il costo pare che si aggiri intorno ai 50-60 miliardi. Voglio sapere se questo corrisponde intanto a verità e se lei ritiene nell'ottica di razionalizzazione e di contenimento delle risorse della Regione, se questa spesa sia da ritenere utile e necessaria e se siano da ritenere utili e necessarie le spese e anche l'uso di strumenti come il telefono anche per il personale. A noi pare che questa sia una di quelle spese totalmente superflue una di quelle spese che sicuramente dovevano essere evitate ma all'esito della risposta dell'Assessore competente riserveremo una più compiuta valutazione sulla vicenda. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Onorevole Pittalis, non ho cognizione precisa sull'avvenuto acquisto di un immobile nella città di Sassari per questa entità, tuttavia ho cognizione per i primi atti di attenzione che ho potuto rivolgere anche a questo comparto di amministrazione che effettivamente in diverse parti della Regione si è proceduto anche di recente, ad alcuni atti di acquisto di immobili da adibire ai fini istituzionali propri della Regione.
Escludo che un immobile possa essere acquistato di questi tempi, e in ogni caso per volontà di questa Giunta, per essere adibito a sede di rappresentanza, mentre riterrei di poter dire, con estrema chiarezza e aggiungo anche con molta determinazione, che nei modi dovuti e per i fini propri questa Regione dovrà procedere a modificare l'attuale condizione, per cui, mentre possiede molti immobili suoi, che spesso non sono neppure interamente, propriamente utilmente utilizzati, essendo questa una Regione ricca di immobili, peraltro a suo tempo censiti, la cui attività di censimento dovrebbe essere lì per essere conclusa, io la immaginavo conclusa già dieci anni fa, nello stesso tempo questa Regione, pur avendo molte case di sua proprietà si comporta come nessuna persona di buon senso si comporterebbe. Perché avendo molte case di sua proprietà affitta case altrui. Io so una cosa, che all'incirca dieci anni fa vi furono una discussione ed un confronto molto serrati sul fatto che allora la Regione spendeva tra gli otto e i nove miliardi annui per canoni d'affitto. Oggi quegli otto, nove miliardi annui sono iscritti nel bilancio che è all'attenzione del Consiglio regionale, basta vedere la posta relativa, sono divenuti 27 miliardi: è un assurdo, avere case proprie e affittare case altrui. Pagare 27 miliardi in canoni d'affitto e non porsi il problema di una razionalizzazione o comunque celebrando da qui a dopodomani il cinquantesimo di esistenza di questa Regione, questa Regione che compie cinquant'anni e non è ancora riuscita a darsi una casa, pur facendo molte leggi per darla, giustamente, a tutti i sardi.
Quindi la risposta è questa. Non ho notizie esatte su questo acquisto, escludo in ogni caso che possa e debba essere adibito a rappresentanza, ma se questo acquisto fosse perfezionato sarà adibito ad usi propri e più utili della Regione, usi istituzionali. In ogni caso l'impegno è perché tutta questa partita venga rivisitata e attraverso un progetto che sarà concordato con il Consiglio, diretto a buon fine.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la sua domanda il consigliere Concas.
CONCAS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo all'Assessore del turismo quali iniziative ha adottato o intende adottare per porre rimedio al proliferare delle agenzie di viaggio abusive, molte delle quali svolgono la loro attività con uffici regolarmente aperti al pubblico, trincerandosi dietro un'interpretazione totalmente errata dell'articolo 16 della legge regionale 13 luglio 1988, numero 13. Questa situazione pregiudica l'attività turistica nel suo complesso, non solo danneggia i cittadini ed il turismo in generale, perché gli operatori abusivi di solito non sono in grado di fornire adeguate garanzie e professionalità, ma causa gravi danni per le agenzie di viaggio regolarmente iscritte all'Albo, le quali, fra l'altro, sono tenute a versare una tassa regionale annuale di 600 mila lire.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
PABA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Io sono d'accordo con l'onorevole Concas sugli inconvenienti determinati dall'esercizio di questa attività da parte di agenzie non autorizzate, quindi abusive. Se il verificarsi di questa situazione dipende dalla possibilità di interpretazione non corretta di una normativa regionale, sarà mia cura dare di questa normativa un'interpretazione autentica. Quindi rassicuro l'onorevole Concas che mi occuperò al più presto di verificare se la possibilità di esercizio abusivo di questa professione dipenda da una carenza normativa della Regione, se così è credo che sia possibile porvi rimedio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda il consigliere Aresu.
ARESU (Gruppo Misto). Al signor Presidente della Giunta per sapere, signor Presidente, quali siano state le vere ragioni che hanno portato la Sardegna ad essere decisamente esclusa dal Comitato delle Regioni dell'Unione Europea; organismo molto importante che ha il potere, lo sa bene, di esprimere pareri su questioni di competenza delle Regioni e degli enti locali, essendo lei considerato un membro non effettivo, ma supplente. Non crede che la mancanza di parlamentari sardi nel Parlamento europeo sia ragione del poco peso specifico della nostra Isola a livello non solo europeo, ma anche nazionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Effettivamente questo può rappresentare un vulnus, una diminuzione per la nostra Regione il fatto di non essere un componente effettivo. Debbo ricordare che nel primo quadriennio di applicazione, cioè dell'entrata in vigore del Comitato delle Regioni, la Sardegna è stata sempre un componete effettivo in quanto tutte le Regioni a Statuto speciale erano state ammesse di diritto. Ricordo anche che al Comitato delle Regioni partecipano 20 membri italiani, di cui 10 fanno parte delle Regioni e 10 sono componenti delle autonomie locali. Ora, essendo 10 Regioni su 20, più due province autonome, c'è stato un criterio di rotazione. Tuttavia debbo dire che c'è comunque un duro contenzioso tra la Regione e la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e quindi il Ministero che ha accolto questa indicazione, in quanto noi abbiamo fatto presente che la nostra Regione, come lei ricordava, è una Regione che non ha parlamentari europei. Ora, a parte la necessità di modificare la legge elettorale per quanto riguarda il Parlamento europeo, per cui deve essere garantita comunque alla nostra Regione la possibilità di esprimere un proprio rappresentante al Parlamento europeo, in questa fase noi stiamo cercando di far modificare quella decisione e di far valere il fatto che non abbiamo un parlamentare europeo. E' ancora in corso la trattativa per cercare di ottenere una modifica di questo orientamento.
Comunque voglio dire anche questo, che il peso della Sardegna in Europa non si misura soltanto in relazione alla partecipazione o meno al Comitato delle Regioni, che è un organismo importante, ma che tuttavia esprime soltanto pareri. Voglio invece ricordare, sempre a proposito del peso in Europa della Sardegna, che noi stiamo conducendo un forte negoziato attraverso il Governo centrale con gli organismi comunitari per far sì che la questione della possibile esclusione dalle Regioni che fanno parte dell'Obiettivo 1, venga revocata o perlomeno mitigata. In effetti proprio in questi giorni il negoziato condotto dai Sottosegretari Sale e Fassino, che me ne avevano dato comunicazione, ha condotto a questo risultato, che la Sardegna è stata ammessa a mandare un dossier per quanto riguarda le conseguenze negative della insularità. Questo affinché in prima battuta sia possibile la permanenza tra le Regioni dell'Obiettivo 1 o in subordine sia possibile negoziare una fase di transizione più morbida di quella che sarebbe possibile con una uscita secca.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere AMADU.
AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, una domanda, se così si può dire, che rivolgo all'Assessore della sanità. Già in sede di dibattito sulle dichiarazioni programmatiche e con l'interpellanza le ho posto il problema della necessità di applicare in Sardegna l'assistenza gratuita medico-farmacologico con il metodo Di Bella ai malati di tumore. Dal momento in cui questa vicenda, così possiamo definirla, si è sviluppata a livello nazionale, c'è stata una gara di atti positivi nei confronti soprattutto dei cittadini meno abbienti, e regioni più ricche, in particolare la Lombardia, dove il reddito familiare generale è nettamente diverso rispetto al nostro, c'è stata una decisione formale della Giunta regionale che è venuta incontro a tanti malati che speravano nelle possibilità, aggrappandosi all'ultima speranza, speravano di poter ottenere, cosa che hanno ottenuto, l'assistenza gratuita col metodo Di Bella. In Sardegna, invece, al di là dell'adesione a ospitare sperimentazioni, la Giunta e l'Assessore si sono chiusi dietro dichiarazioni di assoluta inaccettabilità di possibilità di consentire la somministrazione gratuita dei farmaci. Questo per me è inconcepibile, lo ribadisco ancora oggi che il tema è attualissimo e non possiamo, non solo davanti a un principio che è quello del diritto alla salute, ma davanti a situazioni di speranza, quasi qualche volta anche impossibile, negare un aiuto economico soprattutto nei casi in cui situazioni economiche familiari e anche redditi personali impediscono una qualsiasi possibilità ai cittadini bisognosi di avere risorse economiche per scegliere liberamente di essere curati con questo tipo di assistenza, così detta metodo Di Bella. Io ripropongo il problema e chiedo all'Assessore e alla Giunta se non ritengano opportuno rimediare a questo vuoto in Sardegna e proporre alla Giunta una deliberazione per consentire, fino alla definizione dei protocolli ufficiali e fino al termine della sperimentazione formale che si è aperta nei diversi ospedali d'Italia, la somministrazione gratuita dei farmaci secondo la cura Di Bella.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Credo che sia noto alla Sardegna, ma credo anche all'Italia, che non è soltanto la Sardegna che ha assunto questo atteggiamento nel rispetto della legge; siamo la maggioranza delle regioni italiane. Soltanto due regioni, non è un fatto politicizzato, in Italia hanno seguito di dare, io credo in modo demagogico, perché sarebbe convenuto molto di più alla Sardegna, alla Giunta regionale, in modo demagogico, concedere le medicine perché venisse utilizzato in Sardegna il metodo Di Bella. Io credo che la sperimentazione per la quale la Sardegna si è battuta, insieme alle altre regioni d'Italia, ci permetterà di poter verificare se questo metodo corrisponde (e noi ce lo auguriamo davvero) alle esigenze, alle aspettative di chi è stato colpito da un tumore e quindi da un male così grave. Le strumentalizzazioni poi possono essere tante; io credo che sia doveroso, da parte nostra, seguire anche le indicazioni che sono arrivate dalla Commissione sanità, perché il prezzo del farmaco sia inserito, dopo la sperimentazione, dopo che veramente vi è la dimostrazione, a livello scientifico, che questo farmaco, che questo metodo risponde appunto a quelli che sono i criteri di scientificità che tutta la comunità scientifica nazionale ormai ha acquisito. Il fatto che in Sardegna si faccia la sperimentazione credo che sia un grosso successo anche della Giunta regionale, di tantissimi altri assessori, ci siamo battuti perché questo avvenisse. Farò in modo, negli incontri che avremmo con gli altri assessori, che la sperimentazione, anche i primi risultati, se dimostreranno davvero quest'efficacia, che questo farmaco venga inserito in una fascia diversa e non nella fascia A. Però a questo momento credo che sia un dovere delle istituzioni fare in modo che la gente continui, a parte le sperimentazioni che devono avvenire, a curarsi col metodo tradizionale.
AMADU (Gruppo Misto). C'è libera scelta; chi vuole morire può buttarsi anche dal ponte; cosa vuol dire? Consentiamo la libera scelta.
FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non credo che questo sia giusto; ci sono delle regole e lei sa, che, queste regole devono essere rispettate.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Frau.
FRAU (A.N.). La domanda è rivolta all'Assessore del lavoro. Proprio oggi, onorevole Assessore, inizia la presentazione delle domande per quanto riguarda i lavori di pubblica utilità per giovani disoccupati. Io in questi giorni ho avuto modo di leggere su alcuni giornali come si dovranno comportare questi giovani e come si dovranno comportare le aziende pubbliche che dovranno assumere, per un anno, i disoccupati stessi. Però, dico la verità che ho avuto alcune perplessità nel vedere questi bandi. Mi fermo alla ASL numero 1 di Sassari, che dovrà assumere 121 giovani, principalmente infermieri, ausiliari, fisioterapisti eccetera, per assistenza domiciliare, infermieristica, riabilitativa e sociale ai disabili, ai malati non autosufficienti eccetera eccetera. Leggo anche che i giovani in cerca di occupazione verranno individuati in base alla graduatoria predisposta dalla sezione circoscrizionale per l'impiego di riferimento. Ma, il bello arriva subito dopo, l'azienda effettuerà una selezione di idoneità specificatamente rivolta all'accertamento delle competenze utili alla realizzazione della successiva attività imprenditoriale e richiederà l'eventuale assegnazione di giovani in sostituzione dei candidati non idonei. Ho detto a lei e ai colleghi consiglieri, per esempio, per quanto riguarda l'assistenza domiciliare per anziani, la possibilità di somministrare pasti, pulizia ed igiene della persona. Allora mi chiedo: non crede che questa selezione sia fatta ad arte, affinché le cose non cambino, affinché veramente si scelgano i personaggi che hanno qualche santo in paradiso o in terra, mentre gli altri che aspettano lavoro, anche se per un anno, assolutamente non saranno prescelti. E credo che, visto almeno per quanto riguarda l'ASL di Sassari, sono 121 unità, quindi un anno si andrà a finire sicuramente quasi all'inizio della campagna elettorale per le regionali, secondo come verrà fatta questa scelta queste 121 unità potranno essere disponibili a fare la campagna elettorale a certe persone solo se queste persone le avranno aiutate a far sì che passino in quella selezione. Che cosa ne pensa di questo?
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Collega Frau, lei avrà letto sulla stampa non soltanto il bando della ... (?), che è titolare di un progetto della Provincia di Sassari ma, come lei avrà letto, oggi, infatti ha richiamato la data odierna, c'è una pubblicità su tutta la Sardegna per quanto riguarda l'avvio di questi lavoratori di pubblica utilità. Questa è stata una decisione o un'indicazione della Commissione regionale per l'impiego, in modo che tutti gli aspiranti avessero la possibilità di vedere il quadro concorsuale regionale per le circa 4400 unità che verranno avviate nei lavori di pubblica utilità. Lei saprà anche che una decisione, per quanto riguarda tutta l'attivazione dei lavori di pubblica utilità che ne deriva da una legge nazionale; non è una legge regionale quindi ci si deve praticamente uniformare alle direttive nazionali. La Commissione regionale per l'impiego ha avuto l'opportunità di raccomandare ai titolari dei progetti che la selezione, è logico dove ci sono più domande per la stessa figura, per lo stesso posto, potesse essere ispirata a quelli che sono i criteri di trasparenza, di pubblicità e di equità per quanto riguarda la giustizia della selezione o del concorso. Come lei giustamente ha detto il tutto è in raccordo con le circoscrizioni di collocamento, in questo caso lei citava quello provinciale di Sassari, non penso che sia una selezione, o sia un provvedimento che arriva in campo nazionale inventato lo svolgimento delle elezioni regionali dell'anno prossimo. Io avrei voluto invece di avere 4.300 posti ne avrei voluto 40.000 in questo momento, per la disoccupazione che c'è, ma mi sembra che sia un provvedimento diretto anche agli altri territori del Sud, quindi non fatto esclusivamente ai fini della campagna elettorale del prossimo anno. Se ci saranno cose non fatte bene, perché da questo punto di vista la Commissione regionale per l'impiego può fare delle raccomandazioni, poi chi ha la titolarità della selezione per l'avvio di questi giovani è sempre l'ente titolare. Io penso, se ci saranno porcherie devono essere denunciate e poi di quegli strumenti che vanno a recuperare le porcherie fatte il cittadino si può avvalere, ma non penso che succederà questo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Lippi.
LIPPI (F.I.). Signor Presidente, mi rivolgo al Presidente della Giunta o all'Assessore dell'industria, a chi dei due intenda poi rispondere alla domanda in relazione all'appassionante problema delle esportazioni dei prodotti sardi dal territorio extraregionale, che nella settimana passata ci ha particolarmente interessati dalla lettura delle cronache dei quotidiani regionali. Tralascio la parte della polemica che è sembrata scaturire tra la Regione e la Sfirs, la finanziaria regionale, sulla lettura dei dati in relazione appunto alle esportazioni dei prodotti sardi dalla Sardegna all'estero, per soffermarmi invece su una domanda più precisa in relazione a un problema che da troppo tempo preoccupa la società che esportano i prodotti regionali fuori dalla Sardegna. Ovverosia cosa si intenda fare dell'articolo 11 della legge numero 268, attraverso la quale si incentivano le esportazioni dei prodotti sardi, per la quale nelle passate manovre di bilancio il Gruppo di Forza Italia ha affrontato delle battaglie politiche che fortunatamente sono andate a buon fine ma che oggi, nonostante i dodici miliardi che sono stati inseriti anche nell'ultima manovra finanziaria, pare che siano insufficienti. Voglio ricordare che contrariamente agli anni scorsi l'Assessorato dell'industria ancora oggi non ha provveduto a inviare presso gli uffici della Sfirs le richieste di contributi in conto occupazione relative al periodo 1994-1995, perché noi temiamo che i dodici miliardi posti in bilancio regionale nel 1997, destinati a rifinanziare le misure previste, non siano stati sufficienti neanche a soddisfare le esigenze finanziarie relative al periodo precedente. Quindi la domanda è per conoscere se dette risorse sono state sufficienti a pagare e fino a che periodo le richieste presentate presso gli uffici della Regione e se la Giunta regionale, in questa manovra di bilancio che ci apprestiamo nelle prossime settimane a discutere, ha intenzione di rifinanziare, e qualora questa intenzione ci sia se è sempre nell'intenzione dell'Assessorato o della Giunta provvedere a una modifica della normativa stessa, che probabilmente è vecchia, obsoleta, rispetto alle richieste che oggi provengono dal mondo imprenditoriale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Grazie, Presidente. Solo per rilevare che riusciamo in questa nostra regione, simpaticamente, a sviluppare una polemica anche quando su una certa materia c'è un dato favorevole. La polemica è scaturita dal fatto che da una parte si considerava un dato come dato assoluto e l'altro invece in percentuale. E' chiaro che il dato in percentuale, confrontato per esempio con la Lombardia, nel caso della Sardegna era un dato che sorpassava largamente l'intera Lombardia. Dal punto di vista del dato assoluto è evidente che è risibile, diciamo, la quota di incremento delle esportazioni sarde a fronte della dimensione delle esportazioni di altre importanti regioni, appunto, come la Lombardia.
Tuttavia un dato è certo, che c'è stato un incremento delle esportazioni, e voglio anche aggiungere che il dato non è completo, perché per esempio nel settore dei lapidei vi è un incremento forte negli ultimi anni delle esportazioni, ma di fatto non è un dato computato perché attraverso il passaggio in particolare nel distretto dei lapidei toscano il dato sfugge alla Regione Sardegna, viene calcolato come dato di esportazione sulla regione Toscana, anziché essere calcolato sulla regione Sardegna.
Presidenza del Vicepresidente Zucca
(Segue PINNA.) Per quanto riguarda il riferimento che l'onorevole Lippi faceva, era questo il quesito mi pare, alla legge numero 268, io credo che la soluzione a questo problema, al sostegno, al cosiddetto sostegno alla occupazione, o se si vuole al sostegno alle esportazioni, debba trovare nel breve periodo o comunque in un medio periodo una soluzione diversa rispetto a quella che viene assicurata dalla 268, che credo sia una legge, come lei diceva, onorevole Lippi, da superare verosimilmente anche alla luce dei nuovi criteri che ispirano la politica comunitaria.
Verosimilmente la soluzione a questo problema che tuttavia sussiste in Sardegna, il costo del trasporto da e per la Sardegna, credo che debba essere risolto, signor Presidente, attraverso una trattativa stringente a livello comunitario relativamente alle grandi regioni insulari che costituiscono realtà importante dell'Europa. Quella, a mio giudizio, è la via di soluzione di questo nostro problema, diversamente la legge numero 268 io la vedo non solo obsoleta ma forse anche una legge a rischio. Da questo punto di vista certamente sarà oggetto di discussione, credo, nella prossima finanziaria in questo Consiglio regionale anche la valutazione di un eventuale rifinanziamento. Non c'è dubbio che siamo, rispetto alle richieste pervenute, in una situazione arretrata. Adesso, onorevole Lippi, non le so dire a quale mese siamo fermi, ma questo dato glielo potrò far avere per le vie brevi nei prossimi giorni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formula la domanda il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (Progr. Fed.). Signor Presidente, la mia domanda è rivolta al Presidente della Giunta regionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è di qualche giorno fa la notizia che nella contrattazione a livello nazionale con i sindacati confederali, CGIL, CISL E UIL, e l'Ente Poste è stata concordata la nuova dotazione organica pari a complessive 192 unità nel territorio nazionale. La successiva ridistribuzione operata dallo stesso livello nazionale ha assegnato alla Sardegna 5212 unità, e di queste 937 unità è l'organico stabilito per la provincia di Nuoro, organico determinato con l'adozione di criteri omogenei per tutto il territorio nazionale e riferiti a tutto l'articolato traffico postale di ciascuna realtà provinciale. Con recentissima, arbitraria, unilaterale e incomprensibile decisione il direttore regionale delle poste ha diminuito sensibilmente l'organico assegnato alla provincia di Nuoro a favore di altri territori, precostituendo le condizioni di ulteriore insopportabile disagio nella erogazione di tutti i servizi postali, da quelli di regolare consegna della corrispondenza a quelli di sportelleria, incidendo pertanto negativamente su tutto il processo di rilancio e di sviluppo economico e sociale delle zone interne della Sardegna. Considerato che il mese scorso, con una interrogazione, ho evidenziato che anche la società TELECOM ha attivato il suo disimpegno nella provincia di Nuoro, smobilitando il personale e gli investimenti a favore dei territori di Cagliari e di Sassari, vista la grave crisi occupazionale che sta attraversando la nostra provincia, con il tentativo solo rinviato della chiusura del reparto Fiocco di Ottana, dove stavano per perdere il posto 250 operai, questa crisi che non ha precedenti nella nostra provincia, si chiede, signor Presidente, un intervento energetico da parte sua e della Giunta perché questi tagli sia nell'ente Posta che alla Telecom vengano stoppati e ripristinati posti di lavoro scippati in una provincia dove la disoccupazione ha una percentuale alta, se non la più alta della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta regionale.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Grazie Presidente, ho già proceduto a investire le competenti istituzioni nazionali su questo problema, questo pomeriggio ho già avuto occasione di comunicare al Sottosegretario Vita, che è competente per questo settore, la richiesta ferma e forte della Sardegna che vengano rispettati gli accordi assunti a livello nazionale con le organizzazioni sindacali il 27 gennaio scorso. Uno dei punti fondamentali era la salvaguardia dei livelli occupazionali. Sulla base di questo, evidentemente poiché i livelli occupazionali non possono e non devono essere intesi sul livello regionale, ho provveduto a significare al Sottosegretario Vita che devono essere salvaguardati i livelli occupazionali anche a livello provinciale. Ho anche chiesto al Sottosegretario, che non essendo noi contrari, per principio alla ristrutturazione e alla modernizzazione di questo importante comparto, intendiamo però contribuire fattivamente alla sua riorganizzazione in Sardegna, perciò gli ho chiesto che la riorganizzazione di questo servizio venga fatta d'accordo con la Regione con il consenso dell'istituzione autonomistica regionale e su questo ho già ottenuto un impegno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Serrenti.
SERRENTI (P.S.d'Az.). Il consigliere Serrenti svolge il suo intervento in lingua sarda.
MARTEDDU (Popolari). Presidente, io non capisco il Campidanese.
PRESIDENTE. A termini di Regolamento sarebbe stata necessaria la traduzione scritta, ma nel clima di legge già approvata non ci formalizziamo. Credo che tutti abbiano capito cosa intendesse dire.
FRAU (A.N.). Non esiste una lingua sarda.
(Interruzioni del Gruppo di A.N.)
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io potrei naturalmente senza difficoltà rispondere in Campidanese però preferisco rispondere in italiano perché non siamo ancora attrezzati per la traduzione simultanea. Ci sono alcuni consiglieri che avrebbero difficoltà con il Campidanese, come io ne avrei in qualche altra variante della lingua sarda. Rispondo sul problema posto dal collega Serrenti. Io ho preannunciato una strategia di bilancio, che la Giunta ha fatto propria, che è prevista sostanzialmente in due tempi una conferma nelle linee essenziali della proposta di bilancio all'esame del Consiglio prevedendo all'interno di questa manovra una certa rimodulazione finalizzata, diciamo, a obiettivi più direttamente produttivi. Un secondo tempo, e qui sta il carattere innovativo della proposta, consistente - seguendo il calendario dei documenti di bilancio previsti sul piano nazionale - in un assestamento di bilancio e nella presentazione, per la prima volta, se il Consiglio lo consentirà modificando un emendamento alla finanziaria del documento di programmazione economica e finanziaria. Il senso è di fare un grande sforzo e un salto di qualità, impostare quanto meno un salto di qualità, ci rendiamo ben conto che non è possibile fare miracoli nella direzione dell'occupazione e dello sviluppo. Non ci sarà, onorevole Serrenti, una penalizzazione naturalmente del lavoro intellettuale e non ci sarà nemmeno una penalizzazione degli stanziamenti per la lingua e per la cultura, però ci sarà un dimensionamento al quale la stessa Commissione, l'ottava Commissione, nel redigere il suo parere fa riferimento. Un dimensionamento che tenga conto da una parte del fatto che la legge non è ancora chiaramente a regime perché è una legge molto recente e dall'altra, al fatto che la programmazione della spesa non è ancora chiaramente disposta. Comunque dimensionamento non significa penalizzazione, troveremo il modo di ricercare un corretto e motivato equilibrio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Marco Tunis.
TUNIS MARCO (F.I.). Vorrei rivolgere una domanda all'Assessore del lavoro e formazione professionale della Regione. In data 15 novembre 1995 il sottoscritto e numerosi altri consiglieri hanno presentato la proposta di legge numero 152 su "Ordinamento del sistema di formazione professionale in Sardegna" e ripeto, novembre 1995, precedentemente il collega Bonesu con la proposta di legge numero 135 ha presentato "Liberalizzazione dell'istruzione professione" in ottobre 1995, Fantola con proposta di legge numero 269, e sto parlando del luglio 1996, ha presentato "Modifiche alla legge regionale concernente l'ordinamento della formazione professionale". Quindi io desidero non tanto parlare di me stesso e dei colleghi che hanno firmato questa proposta di legge ma anche degli altri colleghi che hanno visto che la formazione professionale è ormai superata in Sardegna. Si tratta di doverla affiancare a quanto hanno fatto le regioni più progredite d'Italia e diciamo anche trovare strumenti snelli in una struttura che prevede 42 enti di formazione professionale, che prevede corsi di formazione professionale, in cui le domande sono insufficienti rispetto al numero dei posti, quindi inadeguati. Ora si tratta di adattare una struttura a un cammino che ci dovrebbe portare in Europa. L'Assessore, io presente, già dal 1995 disse in un convegno della CISL ci penso io, nel 1996 in un altro convegno della UIL ha detto "state tranquilli tra qualche giorno presenterò il disegno di legge per cui quei provvedimenti che giacciono in Consiglio regionale, saranno trattati tutti insieme", la verità è che nel frattempo nulla si è realizzato nel 1995, nulla nel 1996, altrettanto nel 1997, rimane appena un anno a disposizione, io non penso che se non è Mandrake io penso che aver detto "e ci pensu deu" è difficile che possa realizzarsi. Allora, se lui si permette, questo Assessore, di dire queste cose, il Presidente americano Clinton per aver sostenuto probabilmente il falso in recenti avvenimenti che tanto clamore hanno suscitato, tanto da riempire le pagine dei giornali, rischia l'impeachment, dica ora l'Assessore del lavoro che cosa rischia lei per aver raccontato ai giornalisti, agli operatori del settore, ai consiglieri regionali durante questi convegni un sacco di bugie, cioè non ha tradotto in realtà i suoi propositi, iniziative che non ha e che ormai mai adotterà. Chiedo a lei una risposta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Presidente, l'accostamento con Clinton è anche piacevole, ma mi sa che mia moglie non avrà bisogno, perlomeno conoscendo quello che ho fatto sino ad oggi, di andare su tutte le televisioni dell'Italia per difendere Luca Deiana. Questo posso garantirlo. Io ricordo benissimo quando in occasione di convegni fatti da alcuni sindacati, non ricordo quali perché cerco di partecipare quando mi invitano, io dissi esattamente al collega Tunis che la Commissione consiliare competente ed il Consiglio regionale potevano, avendo in carico delle proposte di legge, benissimo esaminare le proposte di legge, approvarle e mandarle in Consiglio. E dissi anche che avevo preparato il disegno di legge, quindi il Consiglio poteva precedere, mai mi sognerei di dire una cosa diversa dal punto di vista istituzionale, il Consiglio poteva procedere all'esame e quindi approvare quelle proposte di legge. Dissi che avevo pronto il disegno di legge, il disegno di legge è stato sottoposto all'attenzione del Presidente, è stato sottoposto all'attenzione delle forze sociali, era all'ordine del giorno della precedente Giunta per un bel po' di tempo, stavamo esaminandolo e stavamo per arrivare all'approvazione di quel disegno di legge, io penso che il Presidente nella prossima riunione di Giunta avrà la bontà di rimettere all'ordine del giorno il disegno di legge sulla formazione professionale, e spero che la Giunta lo approvi. Arriva questa approvazione in un momento più ricco e più adeguato, nel senso che quel disegno di legge si raccorda alle iniziative che la Giunta regionale sta portando avanti in vista della Conferenza sul lavoro che si terrà il 20 e il 21 marzo prossimo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la sua domanda il consigliere Marteddu..
MARTEDDU (Popolari). Presidente, signor Presidente della Giunta, non per atti che deve compiere solo in carico alla sua responsabilità di Presidente, ma in qualità di responsabile e di ispiratore delle politiche di governo, noi abbiamo votato ormai qualche anno fa, circa due anni fa, la legge numero 20 che disciplina la nomina degli amministratori degli enti regionali; e in occasione dell'approvazione di quella legge in Commissione autonomia prima e poi in Consiglio c'è stato un dibattito, a mio parere, molto interessante sul ruolo degli enti, sulla coerenza degli enti strumentali nei confronti delle politiche di governo e sul controllo delle politiche e degli atti che gli enti strumentali compiono. Ci siamo devo dire divisi su queste cose, e poi abbiamo trovato insieme all'opposizione una linea che credo sia da ascrivere nell'ordinamento regionale tra le cose più moderne che abbiamo fatto in questi anni. E cioè che gli atti degli enti strumentali della Regione devono essere atti coerenti con le politiche di governo. Ed è per questo che le nomine degli amministratori degli enti strumentali della Regione sono fatti dalla Giunta regionale, e quando invece abbiamo voluto introdurre nei consigli di amministrazione la presenza delle opposizioni abbiamo votato gli amministratori in Consiglio regionale proprio per garantire la presenza delle opposizioni. Ora, io le vorrei chiedere quali iniziative intende assumere in questa fase nella quale il Consiglio regionale ha votato una nuova Giunta regionale, quindi si ha un nuovo governo, come intende garantire questo principio di coerenza tra le politiche di governo e gli atti degli enti strumentali della Regione. E' vero che la legislazione da questo punto di vista è ancora molto incompleta, direi che è incompiuta, però noi abbiamo il dovere di capire, di dire, di sottolineare o di avere la certezza, la consapevolezza che le politiche di governo vengono poi attuate dagli enti strumentali della Regione. So che la legislazione è incompiuta, ma dobbiamo anche sottrarre questo dibattito dalle banalità o dalle volgarità, nel senso di parlare di lottizzazioni o di tagliatori di teste. Io vorrei capire da lei, signor Presidente, quale atto in questo momento di transizione da una vecchia legislazione incompiuta verso, spero ed auspico, una nuova legislazione, quale atto concreto intenda porre in essere perché questo principio della coerenza tra le politiche di governo e gli atti degli enti strumentali venga garantita.
PRESIDENTE. Dovrebbe rispondere il Presidente Palomba. Prego i colleghi consiglieri di seguire con attenzione e soprattutto con il dovuto silenzio i lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, io chiederei un po' di silenzio, perché non si riesce a seguire gli interventi. Se poi ne arrivasse qualche altro di intervento nei nostri dialetti sarebbe ancora peggio.
PRESIDENTE. Onorevole Biggio l'ho preceduta di un secondo invitando i colleghi a seguire con attenzione e soprattutto in silenzio i lavori.
Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Presidente, l'onorevole Marteddu ha posto un problema serio che in uno dei disegni di legge fondamentali di riforma che sono in avanzato stato di esame e di definizione presso la prima Commissione viene chiamato come " the spoils system". Il criterio è questo: che la squadra di governo viene costantemente cambiata ed adeguata ogni volta che cambia il governo stesso. Teoricamente ci si dovrebbe riferire a tutta la legislatura se si andasse rapidamente e definitivamente verso una forma di bipolarismo compiuto che garantisce la piena governabilità. Io credo che all'interno di quel disegno di legge o di altri di riforma questo principio vada definito in modo molto chiaro e preciso; sta di fatto che se questo presupposto di carattere politico che è inconfutabile dovesse essere ritenuto valido, non vi è dubbio che la complessiva azione di governo deve essere riferibile comunque in maniera compiuta e totale alle forze politiche che hanno concorso a formare il governo. Allora noi ci troviamo di fronte da una parte ad una esigenza obiettiva e credo inconfutabile, da un'altra parte, come lei stesso diceva, ad una incompiutezza della legislazione. Io credo che in primo luogo dovrebbe esserci una sensibilità delle persone, le quali non si sentono più riferibili o riferite alle forze politiche che compongono il governo di rappresentare a se stesse questa situazione e trarne le conseguenze. Se questo non avvenisse nel giro di poco tempo io credo che si potrebbe andare, il Presidente potrebbe naturalmente svolgere un'iniziativa, ma questa avrebbe più forza se all'interno del Consiglio, anche soltanto a livello di prima Commissione, si potesse porre il problema per vedere una sorta di interpretazione autentica della legge numero 20 e di quelli che erano stati gli stessi presupposti della legge numero 20. Si può provare a vedere se è percorribile questa strada, altrimenti il Presidente si farà carico di far presente questa realtà che lei ha posto e cioè che la complessiva azione di governo, anche quello diffuso, deve essere comunque riferibile alle forze politiche che compongono la maggioranza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la sua domanda il consigliere Casu.
CASU (F.I.). Onorevole Presidente della Giunta, io porrei questa domanda. E' apparso un articolo sul "Corriere della Sera" in data 31 gennaio 1998, a firma Gino Zasso, nel quale si afferma che il sequestrato Giuseppe Vinci, dopo aver pagato un riscatto di 4 miliardi e 250 milioni, ha dovuto affrontare anche il problema delle imposte sul riscatto pagato. Dice l'articolo, ed è immaginabile, mi pare, intuibile anche da parte nostra, che i familiari del Vinci abbiano fatto degli sforzi enormi per poter racimolare i 4 miliardi e 250 milioni in contanti per poter pagare il riscatto, che poi vengano costretti dallo Stato italiano a pagare, su questo costo, anche le imposte, io credo che sia un fatto inammissibile. Noi abbiamo spesso sentito discutere gli esperti in materia di riscatti: blocco dei beni sì, blocco dei beni no. Ritengo che in materia di riscatti tutti noi abbiamo il diritto dovere di esprimerci. Io mi esprimo in questo modo: quando c'è di mezzo un riscatto da pagare, quando c'è di mezzo un sequestro, crimine orrendo, vergogna di uno Stato moderno che va in Europa, va in Europa ma con questo fardello, ed è un fardello, attenzione, che se non limita del tutto, se non impedisce del tutto, meglio limita gli investimenti in Sardegna, limita l'esercizio delle attività economiche, limita la crescita del lavoro. Ecco perché è un crimine che lo Stato non dovrebbe consentire. Dovrebbe fare tutto il possibile per eliminare il sequestro di persona. Non lo ha fatto, però colpisce il reddito. Io comprendo bene che noi, come Regione, non abbiamo competenza in materia di imposte sul reddito, però capisco che questo reddito non è rimasto nella disponibilità del sequestrato; non essendo rimasto nella disponibilità del sequestrato, evidentemente i mezzi finanziari per pagare le imposte li deve procurare così come ha procurato i soldi per il riscatto. La domanda, onorevole Presidente, è questa: cosa ha fatto o cosa intende fare la Giunta regionale per fare pressione, ma pressione nel senso forte, nei confronti dello Stato italiano, perché sottragga alla tassazione i soldi pagati per il riscatto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. L'onorevole Casu come sempre ha posto un problema molto serio, anche se esso si sottrae alla competenza, sia del Consiglio, sia della Giunta regionale, investendo la fiscalità, che è un tema proprio dello Stato italiano, investendo anche valutazioni che comunque sono riservate al Parlamento nazionale che, in questa sede, quindi, possono ricevere soltanto suggestioni, indicazioni ma non sottrazioni di competenze. Ecco, però, dicevo, pure in quest'ambito verosimilmente è possibile trasmettere un messaggio. Ora si tratta di vedere se questo messaggio possa essere trasmesso a livello delle istituzioni autonomistiche, come espressione di tutte le istituzioni autonomistiche, del Consiglio e della Giunta, ovvero possa essere trasmesso come segnalazione anche di carattere personale. Personalmente ho preso posizione su questo punto e ho detto che lo Stato deve evitare una rivitimizzazione. La vittima dei sequestri di persona ha già subito un affronto nella persona, ha già subito una riduzione nel patrimonio e, in questo caso, avrebbe una nuova vitimizzazione, questa volta un pochino più beffarda perché dovrebbe anche pagare le imposte su un patrimonio che non ha più e che non ha più perché ha dovuto provvedere personalmente alla tutela di un bene importante come la libertà e l'incolumità personale e addirittura la stessa vita. Non mi nascondo, sempre ragionando personalmente, che si tratta di una questione delicata, perché è una questione che in qualche modo investe anche un profilo di prova, nel senso che sapere se il riscatto è stato effettivamente pagato, in quale misura è stato pagato è un problema che è abbastanza complicato, anche diciamo se il fisco volesse sottrarre alla imposizione una parte del patrimonio. Così come credo che il Parlamento dovrà affrontare il problema delle possibili truffe ai danni del fisco, di chi simula un sequestro o, addirittura, chiede in occasione di un sequestro... pagami in più, si mette d'accordo con altri... ecco, è tutto un armamentario e uno scenario che pure è possibile. Tuttavia io credo che la necessaria prudenza, la necessaria attenzione su questi aspetti, per non favorire un circuito perverso attraverso un fatto che è di per se drammatico e che desta vivo allarme sociale, non deve esimere dalla necessità di occuparsi in maniera seria di questo problema, perché anche questo problema è un problema di serietà dello Stato nei confronti di un cittadino che ha già subito gravissime privazioni e che quindi non è giusto che ne subisca ancora delle altre.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Diana.
DIANA (Progr. Fed.). Mi rivolgo al presidente Palomba per sapere se, da parte della Giunta regionale, sono stati fatti passi formali o informali nei confronti del ministro dell'ambiente Ronchi, e in caso affermativo da parte di chi, per chiedere l'istituzione di una riserva statale nella zona umida di Molentargius. A proposito di Molentargius, zona umida di interesse internazionale, come è noto sono in corso costosi lavori di risanamento per decine di miliardi di soldi pubblici, e non può sfuggirle il fatto che la conclusione dei lavori non può rappresentare l'inizio di una fase di abbandono e di degrado. Pertanto le chiedo se la Giunta regionale intende spendere la sua autorevolezza affinché sia accelerata la discussione e l'approvazione delle leggi istitutive dei parchi, dei parchi regionali, di tutti i parchi regionali, Molentargius compreso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta regionale.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Grazie Presidente, credo che questo sia uno dei tanti temi importanti che riguardano l'ambiente che il Governo regionale si trova ad affrontare.
Credo di poter dire anche, a legittimo orgoglio degli assessori, innanzitutto dell'Assessore dell'ambiente, che hanno profuso le loro energie su questo problema di salvaguardia dell'ambiente, credo di poter dire che questa legislatura è veramente una legislatura dei parchi, per adesso dei parchi nazionali, ma io vorrei ricordare che i parchi nazionali non si fanno senza la Regione, se non c'è una collaborazione molto stretta, e così pure le riserve marine. Il parco del Molentargius è, paradossalmente, partito prima di altre situazioni, e però sta marcando un ritardo. Questo ritardo è dovuto al fatto che una volta sbloccate, sebbene siano state sbloccate con difficoltà procedurali rilevanti le questioni, il contenzioso che riguardava i rapporti tra il consorzio Ramsar e i lavori che dovevano essere fatti per il recupero dell'area di Molentargius, queste difficoltà procedurali sono nuovamente in corso. In questo senso la regione si è già attivata, fin dall'estate scorsa, chiedendo un'apposita riunione che servisse a risolvere definitivamente e a eliminare definitivamente tutte le complicazioni che si erano nuovamente frapposte alla realizzazione dei lavori nel Molentargius, anche perché si tratta, oltre che della primaria finalità, del primario obiettivo che riguarda la salvaguardia dell'ambiente, si tratta anche di imponenti risorse che danno lavoro e che possono dare occupazione. In questo senso il Governo regionale ha più volte scritto al ministro Ronchi. C'è stata recentemente, nel mese di novembre dello scorso anno, una riunione informale, la Regione ha chiesto che venga convocata una nuova riunione alla presenza della Regione, e questa riunione è in itinere, avverrà tra poco, così ci è stato comunicato, e in quella occasione la Regione contribuirà in maniera speriamo definitiva alla eliminazione di tutte le difficoltà che sono nuovamente insorte. Nel frattempo io credo che sarà importante anche l'approvazione del relativo disegno di legge in Consiglio regionale, fatto sul quale il presidente della Commissione ha dato ampie assicurazioni quanto ai tempi e alla celerità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Liori.
LIORI (A.N.). Onorevoli consiglieri, la mia domanda è rivolta all'onorevole Paolo Fadda, Assessore della sanità. Certamente l'Assessore è a conoscenza che con il riordino della sanità, con la nuova legge numero 5 che si va via via applicando, il 1° gennaio, per dettati di fasi di avanzamento dello stato di attuazione della legge, quindi della entrata in vigore della nuova contabilità anche, sono state applicate in Sardegna le nuove tariffe del nomenclatore delle visite specialistiche, che determinano la quantificazione della retribuzione per ogni visita specialistica che venga effettuata a pagamento tramite il sistema sanitario nazionale, quindi sia presso gli ospedali che presso i poliambulatori pubblici, ma anche in egual misura attraverso i liberi professionisti accreditati o convenzionati che dir si voglia. Allora, stante che in Sardegna abbiamo una situazione economica certamente non florida, che ci sono circa 300.000 disoccupati, che pagano per intero, qualora non siano al di sopra dei 65 anni, età nella quale dovrebbero essere pensionati, pagano per intero le prestazioni, fatto rilevare che per esempio - io sono cardiologo - la visita cardiologica è aumentata da 45.000 a 62.500 lire, che è una cifra non indifferente per un disoccupato o per una famiglia di bisognosi, purtroppo in Sardegna non siamo certo ai vertici del benessere nazionale, checché se ne dica in proclami pubblici più o meno autorevoli, vorrei chiedere all'Assessore della sanità se intende mantenere ancora per lungo tempo questo stato di cose, visto che ha il potere di ridurre l'entità di queste prestazioni perché si portino a un livello più consono alle possibilità della popolazione sarda. Vorrei sapere come ha intenzione di intervenire e possibilmente anche che ci dia dei tempi, perché la gente sta rinunciando a effettuare le prestazioni.
FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Onorevole Liori, noi stiamo applicando in Sardegna, come in tantissime altre regioni d'Italia il decreto Bindi, il decreto che stabilisce appunto le nuove tariffe per il prontuario. Io mi rendo perfettamente conto di quelle che sono le difficoltà economiche che i sardi stanno attraversando, però la difficoltà che la Giunta regionale ha avuto nello stabilire il nuovo tariffario è che bisogna tener conto anche dei costi che ci sono per le singole visite a cui i pazienti chiedono di essere sottoposti.
Entro il 15 febbraio una Commissione mista di professionisti del pubblico e del privato terminerà il lavoro che stabilirà il tariffario regionale. E' chiaro che vi potranno essere, lo diciamo in anticipo delle voci che potranno aumentare, anche perché non è assolutamente possibile stare dentro quei costi, e tantissime altre voci che dovranno essere ridotte, perché lei sa benissimo che vi è la necessità di conciliare quelle che sono le tariffe, quindi con i costi reali che un'azienda oppure un privato sostiene, con le esigenze che lei stava sottolineando delle gravi difficoltà che la Sardegna attraversa. Comunque i tempi sono strettissimi, entro il 15 febbraio, perché abbiamo preso 45 giorni perché il nuovo tariffario potesse essere studiato insieme a queste categorie, quindi credo che nei 10 giorni successivi sottoporrò all'attenzione della Giunta regionale il nuovo tariffario. C'è anche un impegno: per quanto riguarda sia le aziende che i privati, che il tariffario sardo, comunque, partirà dal 1° gennaio 1998. Questo è quanto ha deciso la Giunta regionale. Mi rendo conto che alcuni ticket, alcune prestazioni sono davvero alte, però le tariffe che verranno stabilite saranno comunque considerevoli. La battaglia che bisogna fare semmai è di abolire i ticket, però ritorniamo al solito discorso delle entrate che comunque ci devono essere all'interno del sistema sanitario.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Granara.
GRANARA (F.I.). Signor Presidente, desidero rivolgere una domanda all'Assessore della sanità, Paolo Fadda. Evito logicamente di porla in dialetto tabarchino perché lo metterei sicuramente in grave difficoltà.
Da una recente indagine della organizzazione mondiale della sanità è emerso che il polo industriale di Portovesme è considerato una zona ad alto rischio per l'elevato indice di malattie tumorali riscontrate nella popolazione di quel territorio, tanto è vero che è stata istituita una Commissione d'inchiesta promossa, mi pare, dalla Commissione sanità del Senato.
Signor Assessore, quali provvedimenti intende lei adottare, soprattutto quali garanzie intende lei richiedere alle industrie di attività primaria della zona, considerato che tali industrie hanno un azionariato oramai straniero e che alla prima congiuntura di mercato potrebbero abbandonare gli impegni produttivi, lasciando il territorio in condizioni di ulteriore degrado ambientale e soprattutto sanitario?
FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Diciamo che il problema che è stato posto era stato proposto anche nel dibattito che c'era stato sull'assestamento di bilancio, dove un'altra zona della Sardegna chiedeva appunto che venissero fatte delle indagini per verificare quali potevano essere le cause di alcune malattie che in modo particolare si sviluppano nei singoli territori.
Per quanto riguarda il problema del rischio ambientale credo che sia noto a tutti che per il risanamento sono stati stanziati alcuni miliardi che riguardano anche la sanità, altre iniziative sono prese, ne hanno dato notizia gli stessi organi di informazione, dal direttore generale dell'azienda che ha avuto alcuni incontri con le imprese, con gli imprenditori, con le organizzazioni sindacali di tutto il territorio per cercare sia di fare un monitoraggio complessivo, sia di evitare quelli che possono essere i rischi. Credo che sia indispensabile un controllo sempre più severo attraverso tutta una serie di azioni combinate anche con l'Assessore dell'ambiente perché il discorso della prevenzione, sia a livello industriale, sia a livello ambientale in generale, sia il più rispettoso possibile delle norme che ormai esistono e che devono essere rispettate anche dalle industrie.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Bonesu, mi corre l'obbligo di fare una precisazione. Intanto mi risulta che l'onorevole Bonesu intende parlare in sardo, e allora la precisazione che intendo fare è la seguente: ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, nel Consiglio regionale possono essere usate liberamente la lingua sarda e la lingua italiana. Ai sensi, però, della disposizione transitoria si precisava che "fino a quando non sarà sancita la parità...il consigliere dovrà presentare almeno due ore prima il testo scritto". Ora questa condizione di parità tra la lingua sarda e la lingua italiana è formulata in maniera esplicita sia nell'articolo 2 sia nell'articolo 23 della legge numero 26, la legge sulla lingua e sulla cultura. Quindi, l'onorevole Bonesu che ha la parola, se dovesse parlare in sardo, penso che non sia lecito che faccia nascere obiezioni.
Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S.d'Az.). Il consigliere Bonesu svolge il suo intervento in lingua sarda.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta, il quale essendo originario di Masullas, credo che abbia capito il senso della domanda.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Il Presidente della Giunta risponde in lingua sarda.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. L'Assessore risponde in lingua sarda.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Locci, che speriamo non parli in Tabarchino altrimenti...
LOCCI (A.N.). Il consigliere Locci svolge il suo intervento in lingua sarda.
PRESIDENTE. Chi deve rispondere? Non ho capito bene, a chi è rivolta la domanda.
LOCCI (A.N.). All'assessore Scano.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'importante, che si parli in sardo o in italiano, è usare un linguaggio chiaro e onesto, allora io dico subito che sulla questione dei punti franchi e della zona franca c'è un innegabile ritardo e per certi versi anche non spiegabile, però qualche cosa è stata fatta. C'è una delibera successiva naturalmente all'approvazione da parte del Consiglio regionale dell'ordine del giorno che il collega Locci ha richiamato. C'è una delibera e un decreto di attivazione di un gruppo di lavoro interassessoriale che ha, diciamo, due obiettivi, con due scadenze. Una scaduta qualche giorno fa e l'altra non ancora scaduta. Presentare entro il 31 gennaio una proposta tecnica di delimitazione dei punti franchi, questo è il primo obiettivo coerente con lo schema di attuazione dell'articolo 12 dello Statuto, ed entro il 28 febbraio - questa è la scadenza per la quale siamo ancora in tempo a rispettare i tempi - certo, certo, ma tutto questo è chiaro, una proposta tecnica di zona franca regionale. Per il governo della Regione la questione "punti franchi-zona franca" oggi chiusa la crisi, chiuso riteniamo un periodo anche di difficoltà e di instabilità, questa è sul serio una delle definitive priorità, una delle questioni essenziali su cui ci impegniamo a marciare rapidamente. Aggiungo, per concludere, che al di là della questione importante dei punti franchi, il nodo su cui stiamo lavorando e su cui intensificheremo l'impegno e il lavoro, è proprio la questione della zona franca intesa, questo peraltro è il concetto contenuto nell'ordine del giorno del Consiglio, sia pure molto rapidamente, come pacchetto di incentivazioni all'attività di impresa e all'occupazione, cioè un sistema di convenienze per favorire e anche attrarre investimenti. Lavoreremo quindi superando il ritardo, che ho ammesso onestamente all'inizio, che è riferibile naturalmente alla crisi politica, questa è la ragione di fondo, che abbiamo vissuto e lavoreremo su un unico progetto integrato con queste caratteristiche.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scano. Prima di dare la parola per la domanda successiva all'onorevole Biancareddu, ha domandato di parlare il consigliere Manchinu che vuole fare qualche osservazione sullo svolgimento dei lavori. Prego.
MANCHINU (F.D.S.-Progr.Sard.). Mi riferisco a questo dibattito, che immagino interessante, che c'è stato poc'anzi con l'intervento di alcuni consiglieri che si sono espressi nei vari dialetti sardi. Siccome io sono nato in Toscana, a Volterra, possono controllare dagli atti, credo che debba essere messo nella stessa condizione degli altri consiglieri nel poter capire quello che si dice. Quindi io ritengo che o mi si mette in condizione di capire l'intervento che viene fatto, oppure lascio l'Aula, oppure mi si dà un interprete, un consulente, un qualcosa che mi consenta di poter capire quello che viene detto in Aula.
PRESIDENTE. Considero fondate le osservazioni dell'onorevole Manchinu, sennonché trattandosi di un question time, cioè di un dialogo fondamentalmente tra l'interrogante e l'interrogato vedo che agli effetti pratici non abbia sortito alcuna difficoltà insormontabile il fatto che ci si sia espressi in lingua sarda. Comunque per il futuro sarà compito della Presidenza del Consiglio provvedere o a una traduzione simultanea o a qualche altro mezzo per ovviare a questo inconveniente, che vedo che per oggi mi pare non abbia avuto conseguenze drammatiche.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.). Il consigliere Biancareddu svolge il suo intervento in lingua sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Sempre brevemente sull'ordine dei lavori per associarmi alla richiesta tecnica del collega Manchinu, ma solo per far rilevare che quando il sottoscritto, il mio Gruppo, poneva l'accento sull'incongruenza, sulla farraginosità di quel testo di legge approvato con i voti di tutti, meno quello di Alleanza Nazionale, una delle prime discrepanze da quella che era la nostra sottolineatura si è evidenziata con tutta solarità nei lavori di quest'Aula. Nient'altro da dire.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la sua domanda il consigliere Biancareddu.
BIANCAREDDU (F.I.).
(Intervento in lingua sarda)
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. In materia io ho sempre sostenuto e ne sono convinto che non c'è un sardo, di qualsiasi parte della Sardegna che, nonostante le diverse parlate, non capisca un altro sardo di un'altra parte della Sardegna. Conosco come tutti voi tutta la Sardegna e molti dei sardi e in tutte le varianti della lingua sarda tutti nelle cose essenziali si capiscono. Chi non capisce poi il sardo nelle sue varianti vuol dire che stenta qualche volta a capire anche l'italiano e le altre lingue, ma questo è un altro discorso. Nel merito invece il collega pone una domanda molto seria e io darò una risposta non personale, ma per conto della Giunta, in modo altrettanto serio.
Di fronte a quella domanda così come di fronte a qualsiasi altra domanda che viene rivolta alla Regione, Master o non Master che sia il plan, la Regione deve dare seriamente delle risposte in base alle sue leggi, in base alle valutazioni di utilità e di convenienza generali, per cui un governo esiste in questa Regione e arrivo a dire per cui esiste la Regione stessa. Se volessi usare una formula direi che arrivati a questo punto, in ragione di questa questione e di tutte le altre questioni pendenti, per cui si dice che devono essere approntate risposte, io dico che saranno approntate queste risposte nei soli tempi tecnici indispensabili, in termini di contezza e di serietà, se volessi usare una formula direi: senza nessun pregiudizio e senza nessun privilegio. Onestamente, perché non è vero intanto che questa domanda pende da vent'anni; ci sono questioni aperte da vent'anni e anche da cinquant'anni, c'è gente che attende una risposta ai suoi bisogni edilizi in questa Regione anche da più di cinquant'anni, ma questa questione non pende da vent'anni; in questi termini pende da molto meno, quindi riportiamo e rimettiamo le cose tutte al loro posto, vediamo il merito delle questioni, le utilità generali, le compatibilità con le leggi ed io sono convinto che troveremo le soluzioni per questa e per altre questioni in termini di compostezza e di utilità generale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la sua domanda il consigliere Ghirra.
GHIRRA (Progr. Fed.). Rivolgo la mia domanda all'Assessore della programmazione, e la mia domanda è in linea di continuità con quella posta dal collega Diana che ha posto con molta giustezza il tema Molentargius, sul quale ricordo ai distratti che questo Consiglio ha votato all'unanimità una mozione che però non portava soltanto il titolo di Molentargius, ma tendeva a sancire l'intervento della Regione sul compendio Molentargius, Saline, Poetto. Ora il Poetto è una spiaggia dalle straordinarie potenzialità turistiche, se non altro per quelle decine di migliaia di cagliaritani e di abitanti del sud della Sardegna che d'estate vi si riversano, ma anche d'inverno. Se voi andate all'ora di pranzo in quella spiaggia troverete migliaia di persone, giovani e meno giovani, ma troverete anche una situazione desolante per la mancanza di servizi, per la mancanza di una politica per il Poetto. Ora, sul Poetto il Comune di Cagliari ha mostrato una latitanza totale, mentre ha preso un'iniziativa la Provincia di Cagliari; ma debbo dire che anche la Regione non è che abbia mostrato grande incisività d'azione. Ora io chiedo all'Assessore della programmazione se finalmente si può pensare che la prossima estate i cagliaritani e gli abitanti della Sardegna potranno avere una spiaggia degna di questo nome, attrezzata e se questa nostra Regione riesce a pensare al turismo in termini seri e concreti, per cui si pone il problema di fare di questa spiaggia quello che potenzialmente è, cioè una grande area attrezzata per il turismo di massa della Sardegna meridionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, non è concordata, ma in linguaggio calcistico questo sarebbe un assist perché cade proprio a proposito, in quanto proprio venerdì io ho ricevuto in seguito ad un'azione molto determinata della Giunta regionale di queste settimane scorse, una lettera del Sottosegretario Barberi, che dovrei avere qui tra le tante carte, in cui ci viene comunicato l'inserimento del progetto dei 30 miliardi, che era stato predisposto dalla Provincia e concertato con i Comuni di Cagliari e Quarto, relativo proprio ad una sistemazione del litorale Poetto. Questo progetto operativo è stato inserito di fatto, per quanto l'iter non sia ancora completato, nel sottoprogramma operativo della Protezione civile dei fondi strutturali. Proprio in queste ore stiamo cercando di trovare una soluzione sulla copertura finanziaria; per una parte c'è già una copertura finanziaria, per gli altri 15 miliardi c'è la possibilità che vengano finanziati con una delibera CIPE utilizzando i fondi di rotazione relativi allo stesso sottoprogramma. Proprio oggi io ho scritto al Presidente della Provincia di Cagliari, al sindaco di Cagliari, al Sindaco di Quartu Sant'Elena, informandoli di questo importante sviluppo. Siamo quindi vicino, onorevole Ghirra, al risultato del finanziamento del progetto, la sistemazione del Poetto naturalmente è un tema ben più generale, non basteranno sicuramente questi 30 miliardi, ma è un primo passo significativo, siamo vicini al risultato, ripeto, ma non è ancora certo al cento per cento perché mancano due passaggi. Manca la delibera CIPE da una parte, e poi manca, successivamente alla delibera CIPE dovrebbe esserci l'approvazione da parte del Comitato tecnico della protezione civile. Se dovessimo centrare questo risultato occorrerà immediatamente raggiungere un'intesa con la provincia e con i comuni di Cagliari e di Quartu per una gestione rapida ed efficace del progetto, stabilendo anche le opportune interrelazioni in modo tale che l'intervento, che è autonomo venga però collocato nel ragionamento sul compendio Molentargius-Saline-Poetto, che è una delle principali regioni di pregio ambientale dell'area vasta cagliaritana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Oppia.
OPPIA (F.I.). Sono stato invitato a parlare in algherese, dialetto che, secondo l'onorevole Cogodi è perfettamente compreso da tutti qui dentro. Ma, per rispetto al collega Manchinu parlerò in italiano. La domanda è rivolta all'assessore Paba, e verte sul turismo. Ora voglio ricordare che il presidente Palomba, in occasione di una delle sue numerose illustrazioni di programma di una delle sue innumerevoli giunte, disse un giorno che il settore turismo era un settore portante per l'economia della Sardegna, ma perché questo settore potesse svolgere completamente i suoi effetti positivi sullo sviluppo economico, era necessario integrare questo settore con gli altri settori produttivi, tanto da portare il turismo a sistema e quindi collegarlo strettamente all'agricoltura, all'artigianato, alle industrie agroalimentari, al commercio, eccetera. Ora, non mi risulta che in questo senso sia stato fatto niente. Forse qualcosa può essere considerata la proposta di modifica della legge sull'agriturismo che giace in Commissione, ma non mi risultano altre cose. Addirittura non mi risulta neanche che si conosca bene il problema nelle sue caratteristiche qualitative, né nelle sue dimensioni quantitative. Non è stata fatta nessuna indagine ad hoc per vedere quanto del prodotto del settore turismo va fuori per l'acquisto di beni e servizi. Ora, assessore Paba, visto che finora non si è fatto niente in questo senso, voglio chiederle che cosa si sta facendo e che cosa si vuol fare in futuro in proposito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
PABA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, io credo che l'argomentazione, anche di carattere quantitativo, sulla natura della spesa turistica sia sufficiente per poter impiantare una politica turistica che del turismo sfrutti tutte le potenzialità sul sistema economico. Il turismo offre un'importante occasione di crescita, come l'onorevole Oppia ci ha ricordato, nei settori che compongono l'offerta turistica che consiste, non soltanto in letti e in ristorazione, ma consiste anche in un insieme di beni e servizi, una parte ancora troppo rilevante dei quali viene importata dall'esterno della Sardegna. Quello che si sta facendo può essere così riassunto: già l'Assessore che mi ha preceduto ha commissionato la seconda parte del piano turistico regionale, che dovrebbe costituire il quadro generale di riferimento per la politica turistica riguardante la Sardegna. Le altre azioni non passano direttamente attraverso l'Assessorato del turismo, se non forse quella che riguarda l'artigianato, ma devono essere il risultato di un'azione coordinata di sviluppo economico. In altri termini la possibilità di soddisfare, con una produzione regionale di beni e servizi, una domanda proveniente dai turisti, crescente, dipende dalla capacità di estensione della base produttiva regionale. Io credo che uno dei compiti che l'Assessore del turismo, ma più in generale la Giunta dovrà affrontare, è quello di creare le condizioni economiche perché il moltiplicatore, così direbbero i tecnici, regionale della spesa turistica sia più elevato. Dall'altra creare le condizioni di carattere imprenditoriale perché questa domanda attivata dalla spesa turistica sia soddisfatta grazie alle imprese esistenti e grazie anche a nuove imprese. Io credo che fare la politica a favore dello sviluppo turistico costituisca una condizione rilevante per uno sviluppo economico più generale, anche dal punto di vista territoriale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Montis.
MONTIS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, io non ho difficoltà ad avere la risposta dal Presidente della Giunta o dall'Assessore dell'industria. Vorremmo sapere come da qualche tempo si annuncia la firma di protocolli d'intesa per l'istituzione di un parco geominerario, anche con l'adesione formale ed entusiasta, parrebbe, di organismi internazionali, quali l'UNESCO, che continuano a trovare spazio nella stampa e anche notizie assolutamente contraddittorie e imprecise, con rifiuti da parte dei comuni e altri che ne rivendicano, eccetera eccetera, per le strutture minerarie creando con la loro valorizzazione fonti di sviluppo e di occupazione, capaci almeno in parte produrre posti di lavoro per quelli perduti nell'attività estrattiva. E quindi bisognerebbe conoscere quali sono questi progetti, le iniziative, i finanziamenti che vengono proposte come immediate in tutte le zone minerarie sud occidentali, a monte Narv (?) nel Sarrabus a Canaglia (?) in agro di Capoterra, l'Argentiera in provincia di Sassari. Quindi chiedo di chiarire in quali termini esatti; non vorremmo ripercorrere le vecchie strade, come il finanziamento del progetto Montevecchio Ingurtosu che risale all'aprile del 1991 e ancora non si vedono né realizzazioni né i contorni degli stessi. Pare che adesso ci siano i tre miliardi, tre miliardi e mezzo per il recupero del centro storico di Ingurtosu e che il comune di Arbus ha proposto che sia l'ente minerario a realizzare il progetto. Pare che abbia complessivamente tecniche, capacità imprenditoriali assolutamente eccezionali per questo tipo di lavoro. In ultima analisi: conoscere i progetti, i finanziamenti globali, occupazione certa, tempi altrettanto certi per procedere alla realizzazione delle opere previste e, se possibile, dare anche una informativa scritta ai componenti del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
PABA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Siamo di fronte ad un evento, quello del riconoscimento da parte dell'UNESCO, del valore del parco geominerario, sicuramente rilevante. E' il primo parco geominerario al mondo che ottiene il riconoscimento. Io considero, la Giunta considera un evento di grande rilevanza, ovviamente il riconoscimento è solo il primo passo, onorevole Montis. Primo passo perché sarà necessaria una disposizione di legge nazionale, sarà necessario predisporre dei progetti concreti, dei progetti operativi, occorrerà reperire risorse finanziarie, probabilmente da fonte europea oltre che statale, ma non c'è dubbio che per le aree minerarie della Sardegna, il riconoscimento da parte dell'UNESCO, del parco geominerario, rappresenta un'opportunità straordinaria. Io potrei solo limitarmi, adesso, nel brevissimo tempo che mi è consentito, richiamare alcuni aspetti. Innanzitutto è evidente che le aree ex minerarie, definiamole così, meritano una nuova stagione di sviluppo, e quindi una forma di sviluppo integrato, dove è possibile combinare insieme diverse potenzialità, senza escludere anche ciò che in termini di reddito, di occupazione, di ricchezza, ancora dalla realtà mineraria può venire. Cito un solo esempio: sono pochissimi i cittadini al mondo che hanno mai visitato una miniera. Allora, visitare una miniera è un fatto di impatto straordinario dal punto di vista emotivo, quindi si può combinare benissimo con attività turistiche, con visite a strutture che rappresentano un'archeologia industriale in Sardegna, oltre che mineraria. Tutto questo richiede attrezzare il territorio: intanto intervenire per risanare il territorio, quindi messa in sicurezza, ripristino ambientale, visitabilità di queste strutture, siano esse di archeologia industriale o mineraria, e integrazione con altre forme di attività economica, quella turistica, quella agricola e nuova attività industriale. Il parco geominerario è una componente di questo nuovo progetto di sviluppo, ovviamente c'è ancora molto fare, non siamo ancora ai progetti esecutivi, ma tuttavia l'idea ci sembra valida. Se ne sta discutendo con le popolazioni, anche di recente, in un incontro a Sassari di questo fine settimana, sta riscuotendo grande interesse, ma è chiaro che c'è ancora molto da fare, ripeto, per renderlo operativo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). Intanto, mi dispiace doverlo dire, che forse anche in tono scherzoso il mio amico, l'assessore Cogodi, dal quale evidentemente siamo separati politicamente da un abisso, non rende ragione a tutti quegli italiani che pur sentendosi sardi non conoscono la lingua sarda e possono avere difficoltà a conoscerne i vari aspetti e le varie articolazioni. Io sono uno di quelli, probabilmente posso avere anche difficoltà ad intendere l'italiano.
Fatta questa piccola premessa, che non è polemica, ma è amichevole perché ho detto innanzi tutto di essere legato all'amico Cogodi da un senso di amicizia, volevo dire, la domanda è questa e la rivolgo al Presidente della Giunta e all'Assessore dei trasporti: il Presidente, in precedenza, rispondendo a una domanda di un collega, non ricordo chi fosse, ha affermato che la nostra condizione di insularità e le pressioni che sono state esercitate a livello di governo centrale hanno consentito che la Regione Sardegna sia e rimanga ancora inclusa nel programma obiettivo 1 e così possa beneficiare...non è in questi termini, si sono fatte pressioni perché sia mantenuta al livello 1. La domanda è questa: in questi giorni che scade il pagamento della tassa di circolazione tutti i sardi si sono resi conto quanto le nuove misure della tassa di circolazione incida sui propri bilanci, che sono i bilanci delle famiglie, ma sono soprattutto i bilanci delle imprese, ecco non si pensa che proprio la nostra specialità che deriva dalla insularità, presidente Palomba e quindi Assessore dei trasporti, derivi proprio dal fatto che essendo isolati abbiamo delle difficoltà sia per ciò che riguarda le nostre esportazioni, sia per quanto riguarda poi i problemi di viabilità interni, sia per quanto riguarda l'utilizzo dei mezzi attraverso i quali si svolge la nostra attività? Quindi se beneficiamo di un sistema stradale ridotto, perché non possiamo beneficiare delle vie di comunicazione continentali, per quale motivo la Sardegna che è una Regione a Statuto speciale, e che quindi è penalizzata data la sua insularità, deve pagare imposte di circolazione che si sono, rispetto alle precedenti, in certi casi triplicate? Non è pensabile che la Regione Sardegna, e quindi il suo Presidente e l'Assessore, proprio per questo handicap debba svolgere un'azione forte verso il nostro governo per far sì che la Regione Sardegna abbia, quando a tasse di circolazione, delle tasse dimezzate o tasse di favore?
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta regionale.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, se lei consente mi limiterò brevissimamente a dare una specificazione delle cose che ho detto prima e poi pregherei l'Assessore dei trasporti di rispondere più dettagliatamente. Ho detto soltanto questo, che ormai dal 1997 è accertato che la Regione sarda ha un prodotto interno lordo superiore, ha raggiunto un prodotto interno lordo superiore a quel 75 per cento della media europea. Questa è la soglia entro la quale è previsto l'inserimento e la permanenza all'interno delle regioni dell'obiettivo 1. Considerato questo dato dovrebbe essere scontato che la Regione sarda esce dalle regioni dell'obiettivo 1. Allora il nostro problema è questo: da una parte cercare di restare all'interno di questo gruppo di regioni per mantenere lo stesso livello di finanziamento e un livello possibilmente superiore, dall'altra parte se questo non fosse possibile avere comunque una fase di uscita molto morbida. Allora, l'unico strumento che noi abbiamo e che stiamo perseguendo è quello di creare dei correttivi al PIL, ma alcuni correttivi non ci convengono, ce lo ha detto la stessa Unione Europea, per esempio quello della disoccupazione non è a nostro vantaggio perché in altre regioni è molto peggio. Allora la carta che noi possiamo giocare è quella della insularità che nel Trattato di Amsterdam è per la prima volta considerata come una condizione che consente, diciamo, un trattamento migliore. Come dicevo prima, i due sottosegretari che stanno negoziando anche la nostra situazione hanno ottenuto recentemente, in un incontro a Bruxelles, che la Regione sarda sia ammessa a trasmettere un dossier all'Unione Europea contenente proprio le specificazioni che riguardano l'impatto negativo, le conseguenze negative della nostra insularità sulla economia. Questo a un duplice fine eventualmente alternativo: o quello di riuscire a permanere nell'obiettivo 1 oppure negoziare comunque una uscita migliore di quella che avremmo potuto negoziare se non ci fosse questo fatto.
Se il Presidente consente, pregherei adesso l'Assessore che sta curando anche nei rapporti col governo nazionale la questione della continuità territoriale, di una legge sulla continuità territoriale, di intervenire in questo senso.
LORRAI, Assessore dei trasporti. Proprio oggi ho avuto un colloquio con un componente la Commissione trasporti del Senato per incominciare ad affrontare il problema della continuità territoriale. Come si sa in finanziaria per la prima volta è espresso questo concetto, so che il ministro è disponibile ad affrontare il discorso, si tratta di studiare il problema e avanzare una serie di proposte concrete, serie, e predisporre a questo fine una richiesta di finanziamenti e a quel punto anche la Regione sarà invitata a dare il suo sostegno anche finanziario alla iniziativa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Cadoni.
CADONI (A.N.). La domanda è rivolta all'Assessore della programmazione. Si è parlato per un anno e più dei PIA, i famosi programmi integrati d'area, vero cavallo di battaglia non solo dell'assessore Sassu, ma di tutta la Giunta Palomba, non so se la quarta o la quinta. Dovevamo produrre degli effetti notevoli soprattutto per quanto riguarda i giovani, come occupazione, perché dovevano incentivare azioni produttive. Non se ne sente più parlare. Siccome l'Assessore pubblicamente ha detto che cambierà anche le linee programmatiche finanziarie rispetto alle vecchie Giunte, vorrei sapere come intende comportarsi per il futuro nei confronti dei programmi integrati d'area, se continuerà nel lavoro svolto sino ad oggi dall'Assessore della vecchia Giunta, oppure se cambierà marcia o se manterrà i PIA, se vorrà modificarli oppure vorrà estinguerli.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Collega Cadoni, come non se ne sente più parlare? Se ne sente parlare e si continuerà a parlarne e io spero anche che si continuerà a fare, perché si sta facendo qualcosa. Su questo punto non cambia la linea della Giunta, d'altra parte c'era nelle dichiarazioni programmatiche il riferimento abbastanza preciso, se ben ricordo, quindi si va avanti sulla strada tracciata. Non era lecito attendersi in così poco tempo risultati mirabolanti, si tratta anche di uno strumento nuovo e tuttavia io credo che ci siano già alcuni significativi risultati, io ho preannunciato alla terza Commissione, daremo corso nei prossimi giorni, un rapporto, una informazione compiuta sullo stato di attuazione dei PIA, come lei sa, sono stati approvati nel dicembre del 1996, 16 programmi integrati d'area, mi limito solo a dare qui questo dato per non allungare, e non è nemmeno possibile la risposta, 9 sono stati perfezionati con la sottoscrizione dell'accordo di programma, per alcuni, mi pare quattro, esistono già i PGR di approvazione. Su questi quattro, due sono stati registrati, gli altri sono in corso di registrazione alla Corte dei Conti. L'investimento complessivo per questi quattro programmi ammonta, complessivamente, quindi considerando anche la partecipazione di risorse private a 343 miliardi di lire con una previsione di occupazione permanente di 1400 unità. Sto parlando di quattro PIA, collega Cadoni, quindi io penso che questa strada sia pure con i limiti e con i problemi che dovremo affrontare, nel collegato alla finanziaria tra l'altro ci sono anche degli aggiustamenti alle procedure io credo che quella proposta meriterà un esame accurato da parte della terza Commissione del Consiglio, perché può essere che abbisognino di una qualche registrazione. Io ritengo che dovremo anche ragionare bene sul ruolo oltre che della Regione anche sul ruolo degli enti locali e delle province nell'attuazione dei PIA, ma questo è un discorso aperto. Credo quindi di poter dire che ci sono i primi risultati e che, pur con gli aggiustamenti necessari, l'attuazione dei PIA, questa linea programmatica rimane un punto fermo di questo Governo regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Marracini.
MARRACINI (Gruppo Misto). La mia domanda è all'Assessore del turismo. Recentemente l' ESIT ha presentato a Sassari i risultati di una indagine condotta dalla Nielsen(?) Italia, di cui lei sicuramente sarà a conoscenza. In sostanza, questo studio ha stabilito che, per venire o andare via dalla Sardegna, si usano gli aerei dell'Alitalia, della Meridiana, che si usano le navi della Tirrenia e che ci sono 203 agenzie di viaggio e che praticamente quindi la Sardegna avrebbe la possibilità di diventare una Regione a vocazione turistica cosa che ancora attualmente ovviamente non siete riusciti a farla diventare. Io non credo che con questo tipo di studi si possa ottenere questo tipo di risultato, forse si ottiene il risultato di dare sicuramente danari pubblici a questa società, e la mia domanda in virtù del fatto che l'ESIT è sicuramente un ente che dovrebbe nella sua natura avere già questo tipo di vocazione, ovverossia dovrebbe essere preposto quanto meno a conoscere che esistono gli aerei della Meridiana e dell'Alitalia che portano da e per la Sardegna i turisti, e che le navi sono targate prevalentemente Tirrenia. Allora siccome tra l'altro, dopo dieci anni, l'ESIT non è riuscito neanche a far partire il Servizio Informazioni Regionali Turistiche, SIRT, con centinaia di milioni di finanziamento della Comunità Europea che sono evidentemente stati inutilizzati o utilizzati chissà come, la mia domanda specifica al di là di tutti i commenti ulteriori che si potrebbero fare sulla funzionalità di questo ente, di come vengono controllati o vengono gestiti da parte della Regione questi enti cosiddetti strumentali che di strumentale evidentemente hanno soltanto le trasferte per i loro funzionari, la domanda è quanti denari pubblici sono stati spesi per avere questi risultati, presentati a quaranta studenti delle scuole inferiori.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
PABA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Onorevole Presidente, onorevole Marracini, io non sono in grado di dirle in questo momento quanto sia costato questo studio affidato all'ESIT, non so se dall'Assessorato del turismo oppure deciso autonomamente, credo che successivamente a questo nostro incontro non avrò difficoltà a chiedere al Presidente dell'ESIT l'informazione che lei ha richiesto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Biggio.
BIGGIO (A.N.). Anche se può apparire ripetitiva, signor Presidente, la domanda è stata già posta da qualche mio collega, voglio ritornare al Master Plan, signor Presidente della Giunta, vorrei conoscere se ella ritiene accantonato o meno il problema Master Plan o se in caso non ritenesse chiuso questo argomento che cosa intende fare lei e la sua Giunta per avviare a soluzione il problema perché non mi è apparsa chiara,mi è parsa assai dilatoria, la risposta offerta dall'assessore Cogodi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Grazie Presidente. Io rispondo a lei, onorevole Biggio, come ho già risposto in sede di replica sulle dichiarazioni programmatiche al Presidente di Forza Italia, onorevole Pittalis. La posizione della Giunta è chiara, la Giunta è impegnata a seguire le indicazioni del Consiglio regionale. Sotto questo profilo, se il Consiglio regionale ha assunto una determinazione, essa è vincolante anche per questa Giunta e anche per questa maggioranza. Ella ricorda che nel settembre dell'anno scorso io ho presentato una relazione a nome della Giunta sulla soluzione di questo problema, in cui sono state indicate delle linee di orientamento queste linee costituiscono per la Giunta una traccia, un binario, un orientamento al quale la Giunta si atterrà perché questa Giunta è rispettosa delle indicazioni del Consiglio, all'interno di questo, passato il periodo di assestamento della Giunta, non del bilancio ma anche il bilancio adesso ha una fase di assestamento non tecnico ma di adeguamento ai programmi della Giunta e in modo particolare al programma straordinario per il lavoro e l'occupazione, passata questa fase ma anche all'interno dell'impegno della Giunta per il piano straordinario per il lavoro e per l'occupazione che verrà al Consiglio regionale nei tempi per i quali ci siamo impegnati, anche all'interno di questo impegno comunque l'Assessore competente degli enti locali e gli altri Assessori competenti, quello del paesaggio e del turismo e programmazione ambiente, e l'intera Giunta con il suo Presidente, saremo impegnati a ricercare tutte le forme di soluzione a questo problema come ha già detto l'Assessore degli enti locali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Bruno Dettori.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). La mia questione è rivolta a tutta la Giunta perché si tratta di un problema che viene definito come continuità territoriale credo dall'inizio del secolo. Gradirei avere delle risposte in relazione non solo al trasferimento delle persone ma anche delle cose, sia per quanto riguarda il trasferimento per mare che per aria. La mia è una domanda soprattutto che attiene alla qualità del trasporto. Perché sembra che i sardi, e non solo loro, quando decidono di trasferirsi dalla Sardegna e per la Sardegna, devono pagare un prezzo che in qualche misura vada a ledere anche la stessa dignità. Perché abbiamo una inadeguatezza delle stazioni marittime ovvero dei porti che sembrano il centro organizzato ad alta concentrazione di disagi per tutti, sia in entrata che in uscita, nei quali i passeggeri possono subire di tutto. Non ci sono servizi di informazione, non ci sono servizi primari, non garantiamo il minimo supporto sia a quelli che vengono anche per turismo, ma soprattutto a quelli che usano il mezzo di trasporto da e per la Sardegna per lavoro. Io credo che ci voglia una risposta perché il diritto al muoversi credo che sia uguale per tutti ma che abbia anche la qualità uguale per tutti, sia della Padania, sia della Sicilia e sia della Sardegna. Oltre ai disagi ci sono anche i costi che non sempre sono così lievi e mi riferisco ai costi alti non solo per le persone ma anche ai mezzi di trasporto e alle merci. Infine parliamo dei ritardi. C'è un altro disagio, non c'è certezza. Uno non sa né quando parte e pertanto non può sapere quando arriva. Ecco perché la domanda è rivolta all'intera Giunta, perché credo che sia un problema che riguardi tutti in egual misura, in particolare magari l'Assessore dei trasporti, ma non credo che riguardi l'Assessore dei trasporti. Io vorrei sapere per quale motivo i vettori, le navi impiegano un'ora in più di quella che loro stessi si sono dati per la percorrenza delle tratte. La domanda è: possiamo occuparcene? Soprattutto per restituire un po' di orgoglio a chi deve, salendo quella scaletta, oggi ci sono sistemi che possono far accedere alle navi anche in maniera diversa, salendo quella scaletta non si senta necessariamente uno che sta emigrando, ma possa salire quella scaletta con maggiore facilità. E come conclusione io penso che il problema non debba essere visto solo traguardato dalla Sardegna, ma debba essere visto anche traguardando dal continente perché anche nelle stazioni di arrivo si possa trovare il veicolo di trasferimento, veicolo di trasferimento che spesso si trova a un chilometro di distanza, vedi Civitavecchia, e altri disagi perché non c'è facchinaggio, non ci sono servizi di nessun tipo e altri disagi di questo tipo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Sarebbe stato giusta equità, nel senso che ci sono cinque assessori che sono intervenuti ma non hanno avuto domande, ma siccome una risposta bisogna darla la darò io cortesemente, anche a nome dei colleghi, all'onorevole Dettori. Non credo ci sia la possibilità di discutere approfonditamente la politica dei trasporti in questa sede, forse sarebbe il caso che di questo importante settore si facesse oggetto di una approfondita discussione prima in commissione e poi eventualmente in aula perché, come ricordava l'onorevole Dettori, si tratta di un settore strategico. Tuttavia alcune cose vorrei ricordarle. La politica dei trasporti recentemente ha registrato importanti e significative avanzate. Ricordo i finanziamenti cospicui che sono stati riservati proprio ai porti e agli aeroporti sardi che rappresentano il nostro biglietto da visita, rappresentano le nostre stazioni ferroviarie, ma qualcosa di più, e cioè la porta d'ingresso e di uscita dalla Sardegna. Ricordo il finanziamento di 80 miliardi per l'aeroporto di Cagliari, di 40 miliardi per il porto di Porto Torres e di 40 miliardi per l'aeroporto di Alghero e così via altri finanziamenti. Così come ricordo i finanziamenti rilevanti e l'impegno per il porto canale. Ma adesso vorrei specificare meglio un problema di carattere generale al quale l'onorevole Dettori faceva riferimento e a cui ha dato già risposta in maniera perfetta l'Assessore dei trasporti, e cioè il problema della continuità territoriale, dei trasporti, dei movimenti, della locomozione delle persone, ma soprattutto delle merci, sono un fatto che influisce fortemente sulla nostra economia. Già l'Assessore dei trasporti ricordava che questa partita per la prima volta è stata inserita all'interno della finanziaria, insieme ad alcuni altri provvedimenti che hanno bisogno di una legge istitutiva e applicativa, ma all'interno di un cospicuo finanziamento che è stato riservato al Ministero dei trasporti. Il Ministro ha manifestato la sua disponibilità a fare immediatamente una legge di attuazione, legge di spesa come si dice, in collegamento con la Regione sarda. Si tratta sostanzialmente di finanziare, di coprire con finanziamenti cospicui il differenziale di costo per il trasferimento delle merci e delle persone dalla Sardegna verso il Continente rispetto a quelli che vengono praticati sul Continente. Si tratterà, come speriamo, di una vittoria storica di una nostra rivendicazione che da tempo facciamo. Infine per chiudere vorrei ricordare che la Compagnia Tirrenia nel corso di questi rapporti che abbiamo avuto recentemente, per avere tempi più celeri e mezzi più confortevoli, come ricordava il collega consigliere Dettori, ha garantito che entro pochi mesi entreranno in funzione dei mezzi di trasporto marittimo molto più veloci, che potranno tenere maggiormente il mare e che saranno anche più confortevoli.
Certamente non verranno risolti tutti i problemi, ma ci stiamo avviando ad avere un sistema di trasporti più confortevole e soprattutto più economico.
PRESIDENTE. Per l'ultima domanda ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). L'assessore Deiana si sarà domandato questa sera il perché di tanta attenzione nei suoi riguardi. Le assicuro, non per le sue gesta clintoniane, queste le ha riferite lei, perché nessuno gliele ha attribuite, ma penso che ci sia un problema che è stato un po' evidenziato in tutti i settori di maggioranza e di opposizione, cioè che quella del lavoro è una vera e propria emergenza. E allora, assessore Deiana, io ho sentito le risposte che lei ha dato ai colleghi, e lei ha detto una verità sola, però: ha detto che questi 4 mila posti di lavoro precari, sono grazie ad una legge statale. Avrei voluto sentire, invece, dalle risposte che ha fornito ai colleghi, quale è stato il ruolo e la funzione della Giunta regionale, quanti posti di lavoro ha creato attraverso la sua politica, attraverso le politiche attive del lavoro. E allora le domando: siccome punto qualificante di questo quadro politico di maggioranza e di questa Giunta è proprio il lavoro, e sono i mille miliardi che si è impegnata questa Giunta di reperire e destinare per le politiche attive del lavoro, e sono certo, assessore Deiana, che lei si sarà già messo all'opera in questo senso, chiedo a lei, quale responsabile delle politiche del lavoro, se ha già individuato i capitoli del bilancio dai quali reperire queste risorse, in quali settori si dovrebbero avere o si dovrebbe avere questa occupazione, posto che mille miliardi non sono una cifra qualunque, non è indifferente, quindi sicuramente ci sarà una ricaduta, quindi vorremmo capire in quali settori. E vorremmo capire, assessore Deiana, sostanzialmente quanti posti di lavoro questa nuova iniziativa della Giunta determinerà. Come vede sono domande chiare e precise; lasciamo la propaganda e lasciamo ogni altra considerazione, assessore, perché tra di noi almeno dobbiamo evitare questo. Quindi, su questi tre aspetti esigo cortesemente una risposta precisa e, soprattutto, senza necessità di ricorrere a quello che non è stato fatto nel passato o a quello che, solo nelle intenzioni, si dovrebbe fare nel futuro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Grazie, Presidente, grazie collega Pittalis, mi sembra che ci sia una presa di coscienza politica, a 360 gradi, sull'emergenza occupazionale, ma mi sembra anche che in un realismo di serietà che è diffuso su tutte le forze politiche, si è coscienti che le risposte dei risultati futuri non possono essere definiti con precisione a posto di lavoro uno in più o uno in meno per quello che la Giunta regionale e il Consiglio regionale farà. Perché, a questo proposito, abbiamo delle esperienze di promesse e di stime fatte e non mantenute anche in campo nazionale, e questa Giunta non vuole ricorrere, come l'esperienza del passato, in campo governativo, a dare numeri che poi non può ottenere. Devo dire una cosa: i capitoli sono moltissimi, perché l'occupazione e il lavoro non è un'esclusività dell'assessore del lavoro, è un aspetto interdisciplinare, multisettoriale, dove l'occupazione che viene fatta in agricoltura, nel turismo, e posso continuare, contribuisce complessivamente a fare una risposta globale e a definire l'occupazione che verrà data. Quindi non mi sento la presunzione, né tanto la bravura addosso, di poter dare una risposta così precisa. I settori sono tutti, sono quelli che possono prevedere un'occupazione. Allora, in questa emergenza e in un discorso così complesso e così serio, che cosa ha detto la Giunta regionale: ha detto che sta mettendo assieme tutte le proposte, e se l'opposizione, Forza Italia e altri Gruppi, o l'uomo che passa per la strada e che non viene chiamato da noi ha proposte giuste, serie, risolutive, venga e suggerisca alla Giunta, alle forze politiche perché noi accetteremo anche le proposte che ci vengono dagli sconosciuti per risolvere e per dare risposta per l'occupazione. Per fare questo la Giunta regionale sta lavorando e sta preparando la Conferenza sull'occupazione; la Conferenza regionale che verrà celebrata il 20 e il 21 marzo. All'interno di quella Conferenza ci saranno tutte le proposte e verranno raccolti tutti i suggerimenti affinché ci sia un documento finale, ma prima la Giunta invierà un documento al Consiglio, affinché lo stesso Consiglio, sulla bozza di proposta che la Giunta farà, si possa esprimere e si possa arricchire perché questo è un problema di tutti, ed è un problema che è aperto a tutti, altrimenti, se noi ne facciamo un problema delimitato ad un gioco politico e di responsabilità, che il più delle volte non riusciremo a chiarire, allora forse di risposte occupative ne potremmo dare poche. Ho dei numeri da poter dare, non penso che sia né il tempo né il momento, mi permettano di entrare nel merito. Se questo mi sarà dato come occasione, presenterò e darò anche questi numeri che sono già in essere.
PRESIDENTE. I lavori riprenderanno domani alle ore 9 e 30.
La seduta è tolta alle ore 19 e 31.
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