Seduta n.197 del 18/01/2002 

Seduta CXCVII

Venerdì, 18 Gennaio 2002

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Spissu

indi

Vicepresidente Carloni

indi

del Vicepresidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 10 e 09.

ortu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 15 Gennaio 2002 (192), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i consiglieri regionali Mario Diana, Nicolò Rassu e Noemi Sanna Nivoli hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 18 gennaio 2002.

Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Assenze per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico altresì all'Aula che ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, gli onorevoli Biancareddu, Granella, Locci, Manca e Piana sono assenti nella seduta del 18 gennaio 2002 in quanto fuori sede per motivi istituzionali.

Sospendiamo i lavori del Consiglio che riprenderanno alle ore 10 e 45.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 11, viene ripresa alle ore 10 e 55.)

Continuazione della discussione e approvazione dell'articolato del disegno di legge: "Legge regionale 10 luglio 2000, n. 8 - Interventi volti ad assicurare la continuità territoriale con le isole minori della Sardegna - Proroga dei contratti in essere fino al 31 dicembre 2001" (204/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Colleghi, per memoria, al disegno di legge 204/A, costituita da un unico articolo, sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4, poi gli emendamenti numero 2 e 3 sono stati sintetizzati nell'emendamento numero 5. Pertanto gli emendamenti numero 2 e 3 si intendono ritirati. Si dia lettura dell'emendamento numero 5.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Tunis - Dore - Calledda - Satta - Corda - Diana - Granara - Masia - Moruttu - Randazzo - Giagu

L'articolo 1 è così modificato:

1. Nelle more del recepimento del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, ed allo scopo di assicurare la continuità territoriale dei servizi notturni di collegamento marittimo tra la Sardegna e le sue isole minori, l'Amministrazione regionale è autorizzata a prorogare, con effetto dal primo gennaio 2001 e fino alla data di aggiudicazione del servizio e comunque non oltre il 31.12.2002, i contratti in essere per l'esercizio dei collegamenti medesimi.

2. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si fa fronte, per l'anno 2001, con le somme sussistenti nel conto residui della UPB S13.017 (cap. 13039) pari a 3.500.000.000 e, per l'anno 2002, con le risorse stanziate nel bilancio 2002-2004, valutate in euro 3.098.741,00. (5)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.

TUNIS (F.I.-Sardegna), relatore. Signor Presidente e colleghi consiglieri, nel rispetto della decisione assunta ieri notte dalla nostra Assemblea, che aveva stabilito, sulla scorta di numerose osservazioni avanzate dai consiglieri in sede di dibattito, di riportare l'argomento in Commissione per un migliore coordinamento del testo e per dare risposte positive ai consiglieri stessi, la Commissione si è riunita questa mattina, come ha stabilito l'Assemblea, alle ore 9, alla presenza dell'Assessore dei trasporti e del Direttore generale dell'assessorato, e si è deciso di proporre delle modifiche al testo a suo tempo esitato dalla Commissione, in modo tale da adattarlo alla particolare situazione creatasi a causa del fatto che sono ormai trascorsi parecchi mesi dal momento dell'approvazione. Quindi abbiamo deciso che gli emendamenti numero 1, 2 e 3 andassero accantonati, e di riformulare il testo all'esame dell'Aula.

L'emendamento presentato consta di due commi; nel primo abbiamo eliminato il riferimento alla legge regionale 10 luglio 2000, numero 8, in quanto abbiamo saputo che tale legge ha ottenuto il parere di conformità da parte della Commissione europea. Abbiamo aggiunto che i servizi sono di tipo notturno proprio perché potessero avere il significato di servizi sociali e l'Unione europea non avesse motivo di avanzare rimostranze. Abbiamo, dovuto aggiungere le parole: "Con effetto dal primo gennaio 2001" al fine di salvaguardare le prestazioni già effettuate che devono essere pagate. Per garantire comunque la continuità del servizio, nelle more che venga approvata la riforma del trasporto pubblico locale, che è in carico alla nostra Commissione e che sta per essere esitata, abbiamo voluto aggiungere comunque: "e non altre il 2002", prevedendo un termine alla proroga dell'attuale regime. Il secondo comma prevede la copertura finanziaria; abbiamo fatto una valutazione degli oneri e ci siamo accorti che per assicurare quel servizio non era sufficiente la somma di circa 5 miliardi, ma sono necessari 6 miliardi, somma che abbiamo trasformato in euro. E' compatibile con le modifiche proposte l'emendamento numero 4, a firma di Sanna Giacomo, dove si prevede l'urgenza, quindi diciamo che l'articolato sarà composto dall'articolo 1, con i due commi di cui ho appena parlato, e dall'articolo 2 che prevede l'urgenza.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 5 ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.

AMADU (Gruppo Misto), Assessore dei trasporti. Il parere è favorevole perché l'emendamento tiene conto delle osservazioni e dei suggerimenti emersi in Aula ieri notte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

Calledda (D.S.). Presidente e colleghi, la discussione di ieri sera ha fatto emergere che tal volta fare le cose in fretta può essere positivo o addirittura può in qualche misura impegnare il Consiglio a fare rapidamente delle verifiche importanti sugli emendamenti presentati. Credo che le osservazioni fatte ieri dai colleghi di Rifondazione comunista non fossero campate in aria, però bisogna partire anche da un dato, che questa legge noi l'abbiamo approvata nel mese di maggio dell'anno scorso, allora, è evidente che dopo tanti mesi, la situazione è cambiata, essendo una legge che prorogava già un termine al 31 dicembre del 2000. E` evidente che questo ha creato incomprensioni, difficoltà a comprendere l'oggetto della legge.

Nello stesso tempo però, io credo, senza aver né "inciuciato", né concordato, con l'Assessore e tanto meno con altri colleghi, abbiamo posto un problema che è il seguente: il trasporto marittimo notturno non è un servizio da valutare in termini di mercato e quindi rispettando i limiti comunitari relativi alla concorrenza sleale, così come si è discusso ieri sera. Il collegamento tra le isole minori notturno oramai è acquisito come un servizio attinente alla protezione civile, nel senso che i concessionari di questi servizi sono stati richiamati anche dalla Prefettura, che gli ha imposto di garantire quel servizio. E se la Regione in tutti questi anni non è riuscita a risolvere questo problema io credo che ci siano responsabilità oggettive del Consiglio. Allora, sono convinto che sia evidente che non si può prorogare all'infinito questo servizio, così come è stato fatto fino ad oggi, infatti nell'emendamento si fa riferimento alla legge di recepimento del decreto legislativo 422 sul trasporto pubblico locale, di cui in Commissione abbiamo già finito l'esame. Una volta che entrerà il vigore la nuova normativa sul trasporto pubblico locale, non solo per questo servizio, ma per tutti i servizi trasportistici, verranno bandite le gare e chi le vincerà svolgerà quel servizio.

Comunque la legge in discussione in ogni caso oggi a me pare necessaria per dare risposta ai cittadini di Carloforte e La Maddalena garantendo ancora per un anno questo servizio, attraverso la proroga dei precedenti gestori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliare Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente e colleghi, io non ho bisogno di richiamare il fatto che tutte le leggi, sia quelle più complesse, sia quelle che sembrano più semplici, hanno una loro validità, una loro efficacia e devono essere esaminate con la dovuta attenzione. Effettivamente ieri, a tarda notte, si stavano per approvare norme che invece di risolvere i problemi sicuramente li avrebbero complicati. Speriamo che adesso l'ora mattutina, non mattutina perché non siamo all'alba, ma insomma, il pieno giorno, consenta invece di vedere meglio le questioni nel merito.

Questa legge è sicuramente da adottare, ma quando un provvedimento è necessario, qualche volta anche necessitato, ciò non esime dalla valutazione, in sede politica, delle responsabilità relative allo stato di necessità in cui ci troviamo, e il Consiglio regionale che fa le leggi non dovrebbe farle in stato di necessità, perché ne risente anche la qualità delle leggi e la loro efficacia nel prossimo futuro, perché se gli stati di necessità si ripetono nel tempo, periodicamente, non sono più connotabili come tali ma è la programmazione dell'incertezza, è la programmazione del disordine, della confusione. Evidentemente, se invece di fare norme ordinate, chiare, precise, comprensibili e garantistiche si fanno norme di tal fatta vuole dire che c'è qualcuno a cui ciò conviene. Questo qualcuno può essere la parte politica, può essere la parte economico - imprenditoriale, però quando si fanno ripetutamente pasticci è chiaro ed evidente che c'è qualcuno a cui ciò conviene.

Allora, fra il testo di ieri notte e il testo attuale emendato c'è sicuramente un qualche miglioramento, però non riguarda tutti i problemi che già ieri notte si erano rappresentati. Questa è una questione politica, però le questioni politiche in un'Assemblea, che è di tipo istituzionale e politico, non possono essere saltate a piè pari, quindi sul perché e per come è accaduto che questo servizio per un anno intero sia stato gestito senza che fosse regolato, senza copertura finanziaria e senza l'osservanza dei criteri che consentono di esercitare un servizio pubblico a carico del pubblico bilancio, ci sarà una responsabilità. Ricordava poc'anzi il collega Calledda, che già la legge, chiamiamola "leggina", che arriva oggi in Aula, siamo nel 2002, porta la data del maggio 2001, cioè è passato quasi un anno dal momento della sua approvazione da parte della Commissione. E` possibile che una maggioranza politica, un Governo della Regione, per sanare una condizione che è di precarietà, in anno non porti un articoletto di legge in Consiglio perché si operi regolarmente anziché irregolarmente? Non è che tutti i servizi di necessità, o tutti i servizi sociali, se non sono regolati, uno li può svolgere, altrimenti ognuno di noi, o chi vuole, non noi, altri, si metterebbero, siccome non c'è gente che trasporta, a trasportare gente, siccome non c'è gente che lavora, a far lavorare gente, senza pagarla naturalmente, e poi verrebbero in Regione a dire: "C'è tutta questa gente che ha lavorato, tu la devi pagare! C'è tutta questa gente che abbiamo trasportato, magari in ospedale perché stava male, e tu ci devi pagare!" Non è un modo di procedere in una società civile e organizzata; bisogna sapere, quando uno fa le cose, chi le può fare, perché poi verrà pagato con danaro pubblico.

E' passato quasi un anno, da maggio dell'anno scorso a gennaio di quest'anno; nel frattempo l'Assessore dei trasporti, che non era un passante occasionale dalle parti di via Roma in Cagliari, ma era il componente della Giunta regionale, della stessa maggioranza che esiste oggi, nel frattempo quell'Assessore dei trasporti non c'è più; benemerito della buona amministrazione e della buona politica è pure andato a fare il senatore a Roma, perché è chiaro che in politica chi fa bene le cose deve essere anche premiato e se si candida alle elezioni deve essere anche eletto. Però queste sono le modalità attraverso cui si esercita il potere pubblico. La responsabilità, nell'amministrazione pubblica e nella politica soprattutto, è una questione determinante e fondamentale; la Giunta e la maggioranza, quindi, preliminarmente rispondono del fatto che per un anno e più questo servizio è stato espletato senza che il potere pubblico sovvenisse o con norme adeguate o con i provvedimenti che erano necessari, perché esso si svolgesse nella regolarità. E' un punto politico, ma perché è politico non è che non vale; è politico e vale quanto gli altri.

Seconda osservazione: questa dizione in pratica proroga il servizio e dice: "Fino all'aggiudicazione del servizio", cioè all'espletamento della gara e all'aggiudicazione "e comunque non oltre il 31.12.2002". Questo termine del 31.12.2002 è stato aggiunto per dare un senso anche di determinatezza al provvedimento che si assume, però se entro il 31 dicembre 2002 non si espletano tutte le attività necessarie perché si svolga la gara, il servizio non verrà aggiudicato, quindi il 1° gennaio 2003 saremo esattamente nella stessa condizione. Dica la Giunta quali sono le azioni che porrà in essere per garantire che verrà rispettato tale termine e se ci sono le condizioni reali, perché se ci fosse una difficoltà tale per cui fin d'ora la Giunta conoscesse che ciò non si può fare lo dica, e allora anziché 2002 si metta 2075. Però non sarebbe giusto, non sarebbe corretto e non sarebbe neanche legittimo stabilire oggi il termine del 2002, con contezza della situazione, e poi magari dopodomani dire: "Ma ben si sapeva che non c'era il tempo e non si poteva fare!".

Allora, se la Giunta accoglie l'emendamento per favore garantisca in Consiglio che entro quella data la gara si può fare, e se si può fare la faccia, se ci sono ragioni impeditive lo dica adesso in modo che rimanga certificato agli atti e qualcuno risponda del perché si propone una legge che in ipotesi fosse inattuabile. Le leggi devono essere attuabili nel momento in cui si propongono, quindi la Giunta chiarisca e certifichi che ciò è possibile, perché non dica poi domani: "Beh si sapeva che non era possibile".

Terza questione - sulla quale vedano un po' anche gli Uffici, chi deve aiutarci tecnicamente a fare le leggi nel modo migliore - nell'emendamento è prevista una proroga con effetto dal 1° gennaio 2001. Il concetto di proroga è che io prolungo qualcosa che esiste; qui c'è un concetto di proroga retroattiva, cioè è proroga, deroga e sanatoria insieme. E' un po' arduo comprendere tutto questo. Siccome le leggi qualcuno le legge, e qualcuno le valuta anche, prevedere una norma che comporta spese nella quale si stabilisce che i contratti in essere siano prorogati oggi, perché oggi così decidiamo, con effetto dal 1° gennaio 2001, mi sembra molto arduo sostenerlo sul piano concettuale. Comunque non è un fatto solo di formulazione della legge; la verità è che in questa proroga, per come la norma è formulata, in realtà è compresa, senza che si veda, anche una sanatoria. Questa Regione non può vivere di sanatoria in sanatoria, accidenti! Esisterà anche una fisiologia della gestione oltre che una patologia? E nella vita politica e amministrativa si può sanare in via eccezionale qualcosa, ma non è che ogni legge che arriva in Aula debba contenere sempre una sanatoria. L'ho detto ieri notte, questa istituzione sembra un pronto soccorso, non è più un'assemblea legislativa.

Ultima questione che la Giunta chiarirà, abbiamo posto anche questa ieri notte: per la sanatoria del pregresso, per il 2001 si farebbe fronte con i residui dell'UPB ma non viene detto a quanto ammonta il relativo costo. Se è una sanatoria a maggior ragione bisogna dire a quanto esso ammonta, non posso rinviare per la sua copertura a un residuo di cui non conosco l'entità. Quel residuo potrebbe essere 1 milione o potrebbero essere 52 miliardi. Come fa il Consiglio ad approvare una copertura finanziaria in bianco, la cui entità dovrebbe essere coperta con un residuo? L'abbiamo detto ieri, la Giunta dica a quanto ammonta lo stanziamento, qual è la copertura che fa carico a quel residuo; qui non è detto a quanto ammonta il costo di tale sanatoria del pregresso, ripeto, potrebbe essere di 1 milione o di 70 miliardi; in questo caso potrebbe decidere in via amministrativa la Giunta all'insaputa del Consiglio. Soprattutto perché è una sanatoria bisogna quantificare tale costo. Se il servizio fosse da fornire si potrebbe dire: "Vedrò quanto costa effettivamente", ma un servizio già fornito si sa quanto è costato, quindi non posso non definire la somma.

Poi, e ho finito, Presidente, colleghi, approviamolo quanto prima questo articolo di legge, perché ieri notte a mezzanotte la copertura era stata quantificata in cinque miliardi all'anno, da ieri ad oggi, in meno di dodici ore, i miliardi sono diventati sei, se aumenta di un miliardo ogni mezza giornata approviamolo subito se no questa sera saranno otto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei trasporti. Ne ha facoltà.

AMADU (Gruppo Misto), Assessore dei trasporti. Grazie Presidente, grazie collega Cogodi. Non per merito della Giunta, ma credo della Giunta e del Consiglio congiuntamente, per la prima volta in questa materia, e mi pare per questo specifico problema, si procede in termini di assoluta trasparenza, di assoluta consapevolezza delle decisioni che stiamo assumendo, sia nel definire e risolvere i problemi relativi al recente passato, sia nel prevedere un percorso che riguarda il 2002. Questo, mi consenta collega Cogodi, è un fatto politico, perché è il modo più trasparente per dare concreta attuazione a principi che declamiamo e che spesso rimangono sulla carta.

Credo che lo sforzo della Commissione sia encomiabile, perché da un lato ha prodotto una legge formulata in maniera assolutamente chiara e precisa, dall'altro recepisce anche le valutazioni dei funzionari dell'Assessorato dei trasporti che hanno per quest'anno 2002 quantificato l'entità dello stanziamento necessario per quel determinato servizio. E' giusto che non dobbiamo operare in situazione di emergenza, cioè in termini di stato di necessità, come il Consiglio di volta in volta viene chiamato ad operare. Credo che sia giusto invece iniziare a programmare, e da questo punto di vista, finalmente, anche in questa materia, la legge di riforma che è all'esame della Commissione, e che mi auguro tra breve venga licenziata, costituisce per lo stesso Consiglio e per la stessa Commissione un passo importante in quella direzione.

Fino ad ora si è operato assolutamente in modo legittimo, questo sia chiaro, ma si è operato senza consentire al Consiglio di programmare il futuro in modo certo e puntuale. Iniziamo finalmente a mettere mano a una materia nella quale occorre operare in termini di assoluta trasparenza, e su questo posso assicurare non solo al collega Cogodi, ma all'intero Consiglio e all'opinione pubblica, che ci muoviamo in questa direzione senza deflettere ma facendo solo passi avanti. Questo emendamento della Commissione ci fa fare dei passi avanti nella prospettiva della trasparenza e delle scelte politiche alla luce del sole.

La Giunta ha già programmato nel bilancio licenziato la posta in essere per quest'anno; è la prima volta che ciò avviene in questa materia, e anche questo credo che sia merito della Giunta ma anche del Consiglio che sta operando, almeno sotto questo profilo, in piena sintonia con l'Esecutivo. Non abbiamo potuto intervenire per il 2001, ecco il motivo della così detta sanatoria, soltanto perché mancava la norma, mentre la posta in bilancio, quella necessaria, vale a dire 5 miliardi e novecento milioni in termini di competenza, e i tre miliardi e mezzo - questo per chiarirlo, collega Cogodi - sotto forma di residui, che sono stati rimessi in gioco con la legge di autorizzazione dell'esercizio provvisorio, era già stata prevista; con questa norma noi stiamo sanando la situazione relativa al 2001, ma le poste in bilancio erano già indicate, e la conferma praticamente di 6 miliardi per quest'anno, che non sono in progressione continua, ma la cifra indispensabile, così come gli uffici hanno dimostrato, per approntare il servizio, indica che c'è un'assoluta linearità, sia in termini di previsione del bilancio per il 2001 sia in termini di previsione del bilancio del 2002.

Quindi mi pare che siamo davanti ad un percorso che vede Giunta e Consiglio assolutamente in sintonia in termini di valutazione del pregresso e della situazione in atto. Certo, né io né l'intera Assemblea siamo in grado di dare assicurazioni sulla puntualità e sulla tempestività, sulle date certe da calendarizzare in riferimento alla legge di riforma, perché è l'Assemblea che stabilirà i tempi e i modi di applicazione della legge di riforma e di tutto ciò che è indispensabile perché si proceda; quindi procediamo in modo legittimo, in modo assolutamente trasparente, e credo che il punto d'arrivo a cui siamo pervenuti oggi, cioè la necessità di approvare in fretta questa legge, proprio per non trovarsi a dover affrontare ulteriori emergenze, sia ascrivibile a merito della Giunta ma soprattutto del Consiglio che hanno evidentemente valutato con molto senso di responsabilità, ma anche in assoluta libertà e trasparenza, l'esigenza di procedere rapidamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per un chiarimento. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Non chiedo il voto segreto, non faccio dichiarazioni di voto, perché davvero l cerchiamo di accelerare al massimo 'esame di questo provvedimento. Però l'Assessore non ha dato conto di una cosa che ha un rilievo anche sul piano tecnico, cioè la quantificazione della somma per il 2001. Nel secondo comma è detto che agli oneri derivanti si fa fronte per il 2001 con l'U.P.B. tal dei tali, quell'U.P.B. può anche variare in altro modo, allora bisogna dire: "Per l'importo di" e si metta l'importo.

AMADU (Gruppo Misto), Assessore dei trasporti. La cifra ammonta a tre miliardi e mezzo.

COGODI (R.C.). La copertura finanziaria si assicura quantificando una somma non con un rinvio ad una U.P.B..

AMADU (Gruppo Misto), Assessore dei trasporti. La modifica può essere introdotta in sede di coordinamento finale della legge.

COGODI (R.C.). Non sono d'accordo, per poter votare la legge bisogna dire a quanto ammonta la copertura. Ma è necessario quantificare anche la copertura per il 2001, cioè per sanare il pregresso, non posso prevedere una sanatoria senza sapere se sto sanando con una lira o con un miliardo, come lo devo dire? Pari a? A quanto è pari?

AMADU (Gruppo Misto), Assessore dei trasporti. A tre miliardi e mezzo.

COGODI (R.C.). Scrivetelo, fatelo votare come emendamento tecnico necessario, però il Consiglio deve sapere cosa sta votando, perché poi il Consiglio viene ringraziato sempre quando fa le leggi, e le fa anche in via d'urgenza, poi una volta che la legge è approvata non è più del Consiglio ma è sempre di Granara, se è a favore di Carloforte, allora, grazie per il ringraziamento, però le leggi che approva il Consiglio formuliamole bene e rimangano del Consiglio per favore, e per un ottantesimo anche di Granara.

PRESIDENTE. Assessore può rispondere all'onorevole Cogodi indicando l'importo così come chiede, poi ne terremo conto in via di stesura definitiva della legge.

Amadu (Gruppo Misto), Assessore dei trasporti. Si precisa il secondo comma indicando la somme di 3 miliardi e mezzo da convertire in euro, sussistenti nel conto residui dell'U.P.B. eccetera, eccetera.

Presidente. Fatta questa precisazione possiamo passare al voto.

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo al voto definitivo dell'articolo 1 della legge così come modificato dagli emendamenti numero 5 e numero 4.

Ricordo che l'emendamento numero 5 era sostitutivo parziale e quindi il testo dell'emendamento corrisponde all'articolo 1 e l'emendamento numero 4 invece è aggiuntivo.

Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Naturalmente dichiaro il mio voto favorevole, ma con una precisazione: questo Consiglio ha approvato il 10 luglio del 2000 una legge, la numero 8, che disciplina questo servizio; ora, si sta facendo riferimento soltanto al recepimento del decreto legislativo 422, ma la legge numero 8 recepisce, se pure parzialmente e per questo servizio, tale decreto. Questa legge numero 8 disciplina anche le modalità di gara per l'affidamento di questo servizio. Solo l'articolo 3, che è una norma transitoria, prevede, al fine proprio di evitare le interruzioni di servizio, la proroga della concessione a chi già sta esercitando questo servizio, cosa che noi stiamo continuando a fare anche con la legge che stiamo per approvare oggi.

Naturalmente ritengo che il servizio non possa essere interrotto e che quindi sia necessario approvare la legge oggi in discussione; la limitazione dell'attuale proroga al 31 dicembre del 2002 era più che opportuna, perché inizialmente il provvedimento della Giunta prevedeva il termine del 2003, ma la Giunta e l'Assessore devono prendere impegno con questo Consiglio, non in attesa della legge di riforma generale, ma utilizzando la legge numero 8 del 2000 di mettere da subito in campo le procedure per il concorso, perché noi non sappiamo quanti passeggeri vengono trasportati, quante navi sono impiegate, quante corse sono assicurate e altro, ma il servizio costa 8 milioni al giorno per isola. La cosa non è di poco conto, credo che le procedure di gara vadano poste in essere subito applicando la legge numero 8, che oggi abbiamo appreso non avere necessità del parere di conformità da parte della Comunità Economica Europea per essere attuata.

Allora se questa legge è operante, come ci è stato detto stamattina, è operante anche nelle parti che prevedono le procedure concorsuali. Il nostro voto è favorevole perché la continuità del servizio deve essere assicurata, però la Giunta non perda tempo e metta in atto le procedure concorsuali. Questo, come dire, per attuare davvero la trasparenza della quale tutti noi siamo convinti assertori, ma che ahimè rimandiamo sempre a domani.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge 204/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU -CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MORITTU - MURGIA - NUVOLI -PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO -SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - COGODI - ORTU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

presenti 56

votanti 52

astenuti 4

maggioranza 27

favorevoli 52

(Il Consiglio approva)

Adesso colleghi dovremmo passare al punto successivo dell'ordine del giorno che è la proposta di legge 239/A, che modifica la legge finanziaria del 2001. Ne approfitterei perché sta per essere presentato un emendamento che prevede interventi a sostegno dei sardi più bisognosi che si trovano in Argentina, per definire le modalità della discussione; pertanto pregherei i Capigruppo di seguirmi nella saletta attigua per una breve seduta della Conferenza.

sospendo quindi brevemente i lavori e convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 32, viene ripresa alle ore 12 e 16.)

Discussione e approvazione della proposta di legge Frau - Sanna Alberto - Rassu - Ortu - Demuru - Giagu - Granella - Locci - Manca - Marrocu - Piana - Tunis: "Modifiche all'articolo 6 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" (239)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge 239/A, relatore il consigliere Frau. Dichiaro aperta la discussione generale.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Prima di dare la parola all'onorevole Frau, vorrei raccomandare alla maggioranza di garantire il numero legale, perché altrimenti qui non si avanti.

PRESIDENTE. Va bene onorevole Fadda, prego i colleghi Capigruppo della maggioranza di attivarsi per invitare i colleghi a essere presenti in Aula.

Ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Presidente, onorevoli colleghi come ricorderete il comma 19 dell'articolo 6 della legge numero 6 del 2001 ha inserito nell'ordinamento regionale un generalizzato divieto di trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire nel territorio della Sardegna rifiuti, comunque classificabili, di origine extraregionale. Tale disposizione è nata anche a seguito dell'allarme, che era insorto nell'opinione pubblica, in conseguenza della scoperta di un traffico di rifiuti di origine extraregionale, che ha comportato anche l'inizio di alcune inchieste da parte della competente autorità giudiziaria, con il sequestro di numerosi container a Porto Torres e a Cagliari.

La finalità della norma è senz'altro condivisibile, tuttavia la sua concreta attuazione si è scontrata con la presenza in Sardegna di alcune imprese che, sulla base di regolari autorizzazioni regionali, o utilizzano rifiuti come materie prime nei processi produttivi degli impianti industriali, o smaltiscono tramite incenerimento i rifiuti di provenienza extraregionale.

Come gli onorevoli colleghi ricorderanno, questo Consiglio regionale ha già provveduto a modificare questa disposizione, principalmente approvando una legge che precisa che il divieto di trasportare, stoccare, conferire e quant'altro, nel territorio della Sardegna, rifiuti di origine extraregionale non si applica a quei rifiuti da utilizzarsi esclusivamente quali materie prime nei processi produttivi degli impianti industriali ubicati in Sardegna.

Però nel momento in cui è stata approvata questa nuova norma il problema derivante dal blocco dell'attività degli impianti che provvedono all'incenerimento dei rifiuti speciali, sia di origine regionale che di origine extraregionale, non è stato risolto. Poiché tali impianti smaltiscono, tramite l'incenerimento, un quantitativo notevole di rifiuti di provenienza extraregionale, il mantenimento dell'attuale normativa comporterà inevitabilmente la chiusura o il ridimensionamento di tutti o parte degli impianti attualmente in esercizio; infatti il quantitativo di rifiuti speciali prodotti in Sardegna non è sufficiente a garantire una gestione economica di questi impianti.

La chiusura o il ridimensionamento degli impianti di incenerimento comporterebbe, e sta già comportando, negative ripercussioni sull'occupazione sia diretta che indiretta. Si tenga presente, infatti, che gli impianti di incenerimento garantiscono un'occupazione stabile a circa 270 addetti, direttamente dipendenti dalle strutture di incenerimento, e a circa 600 addetti dipendenti da imprese esterne che svolgono compiti di trasporto e manutenzione degli impianti.

L'eventuale chiusura di tali stabilimenti potrebbe comportare anche una difficoltà per lo smaltimento dei rifiuti sanitari prodotti in Sardegna, infatti le aziende A.S.L., in assenza in Sardegna di idonee strutture per il trattamento dei rifiuti ospedalieri, sarebbero costrette a inviare fuori dalla Regione tali rifiuti, con un notevole incremento dei costi, ma non solo, e lo aggiungo io, probabilmente qualche struttura, qualcosa potrebbe anche buttarla da qualche altra parte, e questo sarebbe grave.

Al fine di superare tale problema la presente proposta di legge si propone di inserire nell'ordinamento regionale una deroga temporanea al divieto di trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire nel territorio della Sardegna rifiuti di origine extraregionale, prevedendo che tali divieti non si applicano ai rifiuti extraregionali destinati a essere smaltiti tramite l'incenerimento. La proposta di legge, condividendo il principio che la Sardegna non possa essere il luogo di smaltimento dei rifiuti speciali provenienti da altre regioni d'Italia o dall'estero, pone precisi limiti alla possibilità di trattare rifiuti speciali di provenienza extraregionale tramite incenerimento. In primo luogo che cosa dice la nostra proposta di legge? Che la deroga debba cessare il 31 luglio 2002. Questa era la previsione iniziale, quando avevamo predisposto la proposta, oltre sette mesi fa: è chiaro che oggi è necessario modificare questa data pertanto è stato presentato un emendamento.

Cosa succederà in questo lasso di tempo? In tale periodo le imprese avranno modo di studiare e realizzare una riconversione degli impianti di incenerimento e nello stesso tempo di onorare eventuali contratti che prevedano l'importazione dall'esterno di rifiuti da destinare all'incenerimento. Inoltre la norma contenuta nella proposta di legge prevede che il quantitativo di rifiuti di provenienza extraregionale che potrà essere trattato da ogni singola azienda, non potrà essere superiore sia al quantitativo trattato dalla stessa azienda nell'anno 2000, sia alle quantità preventivamente autorizzate.

La proposta di legge prevede inoltre che le ceneri derivanti dall'incenerimento di rifiuti di provenienza extraregionale dovranno essere smaltite o mediante autosmaltimento in discariche realizzate a cura delle imprese di incenerimento, o asportate al di fuori del territorio regionale. Questo per evitare che i residui derivanti dall'incenerimento siano smaltiti negli scarichi ubicati in Sardegna, che non sono sufficienti al fabbisogno regionale.

Noi proponenti, cioè tutti i componenti la Commissione agricoltura ed ambiente, riteniamo che la normativa che abbiamo proposto possa costituire un equilibrato punto di incontro tra le diverse esigenze coinvolte: difesa dell'ambiente da una parte, e tutela delle attività imprenditoriali e dell'occupazione dall'altra. Pertanto è opportuno che questa norma venga approvata, seppure in ritardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi si tratta di materia complessa e delicata, sulla quale è giusto che il Consiglio faccia un serio approfondimento. L' articolo 6 della finanziaria scorsa, che aveva introdotto il divieto assoluto di ingresso dei rifiuti di cui parliamo in Sardegna, è in linea di principio condivisibile come, mi pare, a più riprese abbiamo avuto modo di ribadire. Certo, una materia di questa complessità abbisogna di interventi legislativi e strumenti attuativi delle norme nazionali e comunitarie articolati ed opportuni. Mi riferisco in particolare al decreto Ronchi, che la Regione sarda non ha ancora recepito, che prevede tra le altre cose, oltre al recepimento da parte delle regioni con loro normativa, anche l'adozione da parte dell'Amministrazione regionale del piano generale che riguarda appunto il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Quindi, anche in questa materia, questa Giunta è in forte ritardo e in qualche modo ha costretto il Consiglio ad intervenire con una legge che certamente ha dato una risposta ad un problema, però ha aperto un altro fronte molto complesso e non è riuscita a dare risposte adeguate ai complessi problemi in materia.

Già una prima volta il Consiglio regionale è dovuto intervenire per modificare l'articolo 6, perché creava una situazione che non era compatibile con determinate produzioni che sono in atto e che giustamente andavano tutelate. Questa seconda volta è anch'essa sintomatica di un modo di funzionare di questa amministrazione, che non è rispondente, che non è adeguata a governare una situazione di questa complessità e di questa delicatezza.

Noi ci troviamo in una situazione in cui, da un lato, la Giunta regionale non fa quello che dovrebbe fare perché le norme dello Stato italiano, e dell'Unione europea siano attuate nella nostra Regione - questo è il primo punto che voglio richiamare e ribadire, perché da qui nascono poi gli emendamenti, da qui nascono poi tutti i problemi che anche oggi stiamo discutendo - dall'altro abbiamo una serie di aziende che trattano diversi tipi di rifiuti, anche di provenienza esterna al territorio regionale, che operano nella pienezza della legalità, perché sono aziende regolarmente autorizzate, aziende che trattano rifiuti che sono stati acquisiti da esse attraverso procedure di appalto pubblico, insomma hanno rispettato le norme vigenti e quindi non si capisce perché, con una norma di imperio, senza un piano, il Consiglio regionale debba di fatto decretarne la chiusura. Dico anche di più: che se ci sono aziende in Sardegna che non rispettano le norme sulla tutela dell'ambiente, le norme sull'inquinamento chiediamo che l'Amministrazione regionale, le province, le A.S.L., l'Assessorato dell'ambiente facciano tutto quanto è necessario perché queste siano rispettate. Però non si può - ripeto - con una norma in finanziaria, sopperire alle manchevolezze di questa Giunta e di fatto decretare la chiusura di queste aziende e mandare a casa più di 200 lavoratori. Già parecchi di questi lavoratori non stanno più lavorando perché la situazione che si è venuta a creare ormai da otto mesi in Sardegna è di estrema emergenza.

Quindi che cosa ci proponiamo? Ci proponiamo, sempre nell'emergenza, di consentire, con questa norma che è stata voluta dall'insieme delle forze politiche presenti in Commissione, dopo un'approfondita discussione, un approfondito esame di tutti gli aspetti relativi a questa materia, nelle more dell'approvazione del piano, di prorogare fino al 31 dicembre 2002, questo nuovo termine viene proposto con un apposito emendamento, la sospensione dell'articolo 6 che vieta l'ingresso di qualsiasi tipo di rifiuto nel nostro territorio, e però nel frattempo che l'amministrazione regionale si doti del piano di cui abbiamo bisogno per dare una risposta organica e complessiva ai problemi sussistenti in questo settore. Noi abbiamo lavorato e lavoreremo in questa direzione. Pur essendo all'opposizione, noi anche in questa occasione ci siamo fatti carico in modo responsabile dei problemi dei settori produttivi, sia che riguardino le imprese, sia che riguardino i lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.

IBBA (F.S.D.). Signor Presidente, noi siamo favorevoli ai contenuti e alla ispirazione della proposta di legge numero 239, pur non avendo avuto la possibilità e l'opportunità di concorrere alla formazione e alla stesura di questa proposta nell'ambito della V Commissione. Lo siamo per gli stessi motivi per i quali nel corso della discussione sulla legge finanziaria del 2001, che è stata approvata il 24 aprile dell'anno scorso, avevamo sollevato i problemi connessi a una posizione di principio troppo radicalmente esposta, che riguardava l'esigenza di evitare che la nostra regione diventasse la pattumiera del Mediterraneo, come dicemmo allora.

Già in tale occasione avevamo cercato di suggerire la riflessione e il ragionamento per il quale oggi i rifiuti rappresentano un problema fondamentale e forse, direi, uno tra i primi tre problemi fondamentali in tutto il mondo e in tutti i paesi ad alta evoluzione tecnologica e ad alta evoluzione sociale. Pertanto il problema dei rifiuti non può essere più considerato soltanto come un problema di materiale di scarto; sono diffuse in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, a Israele, le ricerche sulla possibilità di utilizzazione di tutti i materiali di rifiuto. Pertanto si tratta di porsi davanti a questo problema in maniera critica e costruttiva cercando di seguire l'evoluzione della tecnologia e non stare invece ancora al concetto del rifiuto come prodotto inutile, che ingombra, perché così non è. Voglio soltanto ricordare che non c'è nessuna differenza tra l'approccio che dobbiamo avere al problema dei rifiuti cosiddetti urbani o solidi rispetto a quello dei rifiuti liquidi, in particolare i reflui cittadini, le cosiddette acque sporche, perché l'esperienza ha dimostrato che attraverso l'utilizzo di sistemi di filtraggio, di sistemi meccanici e di sistemi biologici le cosiddette acque nere, possono diventare acque bianche ed essere immesse di nuovo in un circuito produttivo per la comunità, producendo un risparmio economico consistente. I rifiuti urbani e i cosiddetti rifiuti sanitari hanno le stesse caratteristiche, e non sono assimilabili ai rifiuti tossici se sono garantite alcune soluzioni di smaltimento come quelle che gli ultimi sistemi tecnologici permettono di realizzare, soprattutto utilizzando particolari sistemi di filtraggio o di combustione ad elevata temperatura, che non consentono la formazione di sostanze tossiche o di prodotti oncogene.

Pertanto lo spirito con cui questa legge affronta questo problema è condiviso dal Gruppo dei socialisti così come si condividono, lo anticipo, gli emendamenti proposti per migliorarne la formulazione e prevedere maggiori possibilità di convertire gli attuali impianti, che si limitano esclusivamente a una trasformazione e alla combustione dei prodotti; con gli emendamenti che saranno presentati, sarà invece prevista la possibilità di ampliare la parte di disciplina positiva dal punto di vista economico - ciò sia a favore dell'impresa sia a favore dei lavoratori che vi partecipano e che dalla solidità e dalla stabilità dell'impresa stessa, sul piano economico e commerciale, traggono sicurezza per il loro posto lavorativo - per tutta quella parte che riguarda, per esempio, la produzione, l'inscatolamento di prodotti energetici che possono essere inseriti nel circuito delle attività produttive che stanno in una posizione adiacente ai sistemi di smaltimento, di combustione e di depurazione.

Pertanto c'è la nostra condivisione su questa proposta di legge e preannuncio un intervento sugli emendamenti che saranno illustrati successivamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). In attesa che vengano riprodotti gli emendamenti che ancora non abbiamo a disposizione, perché il testo è semplice e va visto nell'insieme, vorrei rivolgermi a lei Presidente, perché lei rivolga al Consiglio, attraverso i Capigruppo consiliari, l'invito a fare pervenire in aula i consiglieri regionali, perché l'impressione che si ha è che se i lavori della mattinata proseguiranno in questo modo non solo non vi sarà la maggioranza per l'approvazione della clausola d'urgenza, ma non vi sarà neppure il numero legale per poter approvare la legge.

Siccome si sono sprecate le dichiarazioni di intenzione positiva sulla soluzione di questo problema, lo dico fin d'ora, i Gruppi di maggioranza si adoperino perché i loro consiglieri vengano in aula, perché allo stato e nel corso di tutta la mattina è mancato e manca il numero legale, pertanto, ripeto, non solo manca la prescritta maggioranza per l'approvazione della clausola d'urgenza, ma persino quella necessaria per approvare la legge, anche computando i consiglieri dell'opposizione che sono presenti.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi, io ho già rivolto questo invito ai Presidenti dei Gruppi perché si facessero parte diligente nel richiamare i colleghi alla presenza in aula. Ripeto l'invito e proseguiamo nella discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, la proposta di legge in discussione è di iniziativa consiliare, così come anche la norma della legge finanziaria che si vuole modificare. Segnalo l'assenza totale in questa discussione della Giunta regionale e dell'Assessore dell'ambiente, rispetto a un tema così importante, un totale silenzio e una totale assenza di iniziativa.

All'articolo 6, inserito nella finanziaria su iniziativa consiliare, io riconosco validità, perché era una norma quasi di autotutela della Sardegna rispetto a una serie di manchevolezze, di deficienze tutte imputabili a noi, intendendo per noi la Regione, sia come Consiglio a causa dei nostri ritardi, sia come Giunta regionale. Una norma, dicevo, di autotutela di fronte al caos che c'è sul problema della gestione dei rifiuti: non si riesce né a fare nascere discariche, né a fare partire impianti di smaltimento da nessuna parte del territorio regionale, siamo in totale anarchia o condizionati comunque da lobby di potere che in questo settore operano anche in Sardegna, magari non malavitose come in tutto il resto del mondo, ma lobby che tutelano interessi economici forti, comprese le multinazionali, sia in relazione ai rifiuti solidi urbani, sia in relazione ai rifiuti speciali e ai rifiuti tossici.

Quindi fu una norma, quella che approvò il Consiglio regionale, che io difendo, che fu quasi di autotutela, non dimentichiamo che essa veniva proposta a pochi giorni dall'inchiesta e dall'indagine promossa dalla magistratura riguardante una discarica nel sassarese; ricordiamo lo scandalo che suscitò un po' in tutti, il fatto che rifiuti tossici e nocivi fossero spediti in Sardegna dove venivano fittiziamente declassificati in rifiuti speciali, per poter essere accolti in discariche che non erano in grado di accoglierli come rifiuti tossici nocivi, con il pericolo di causare un forte inquinamento in quel territorio e in quelle aree.

Quindi quella norma adottata dal Consiglio rappresentava una misura di autotutela; non dimentichiamo, che vi erano ritardi imputabili in questo senso prevalentemente alla Giunta regionale, così come al Consiglio, ritardi che ancora permangono e dei quali mi assumo parte di responsabilità, essendo membro anche della Commissione ambiente, per il fatto che ancora oggi la Sardegna non ha la sua agenzia regionale di protezione ambientale, l'ARPAS, e che nell'esaminare la legge istitutiva, si sta quasi più discutendo dei problemi relativi all'inquadramento del personale che della funzione e il ruolo e gli scopi che l'ARPAS deve avere a livello regionale.

Quindi questo provvedimento lo stiamo discutendo perché siamo in assenza totale di iniziativa politica sia nostra, per quanto riguarda l'ARPAS, sia della Giunta regionale, da parte dell'Assessorato dell'ambiente, situazione che consente le scorribande di lobbies di potere in tutti i settori. Ma tale norma, che aveva una valenza positiva, ha creato una situazione grave che è quella che viene qui denunciata. Tuttavia tale articolo era stato inserito nella legge finanziaria fasulla base del presupposto che la Sardegna stava diventando realmente l'immondezzaio di alcune parti del territorio nazionale, e la domanda che ci si poneva e che ci si è posti era come fosse possibile che un rifiuto speciale arrivasse dal Trentino in Sardegna, facesse centinaia di chilometri, attraversasse il mare, perché era più conveniente smaltirlo in Sardegna o depositarlo in una discarica in Sardegna, quando magari il camion che partiva dal Trentino e che aveva attraversato il territorio nazionale aveva trovato dieci o venti discariche in grado di accogliere quel rifiuto, dieci o venti impianti di smaltimento in grado di accogliere quel rifiuto. Perché era più conveniente arrivare in Sardegna piuttosto che depositarlo in quelle discariche? La risposta l'ha data la magistratura aprendo quell'inchiesta: era più conveniente perché arrivavano rifiuti tossici nocivi, rifiuti che quella discarica non poteva accogliere e che venivano declassificati, quindi veniva denunciata anche un'assenza di controllo, proprio perché, a causa dei nostri ritardi, non era stata ancora istituita l'agenzia regionale per la protezione ambientale che ha tale compito.

Quindi questo problema nasce da una mancanza di iniziativa politica in questo settore e dalle scorribande di lobbies di potere che forse operano anche adesso tentando di far approvare o non approvare questo provvedimento. La norma che allora approvammo aveva una funzione di autotutela del Consiglio però, io lo ripeto, questa autotutela ha determinato, anche nei confronti di imprenditori seri che hanno investito ritenendo che potevano investire in quel settore, realizzando impianti di smaltimento che magari sono idonei, regolari, perfettamente in sintonia con le norme di tutela ambientale, perfettamente in sintonia con il controllo successivo, che quindi evitano inquinamento nel territorio, da un giorno a l'altro la messa in cassa integrazione o l'allontanamento dal posto di lavoro di decine o centinaia di lavoratori. Quindi questa autotutela che forse era anche necessaria per sollevare il problema e per imporci rapidamente di seguire una strada diversa da quella che abbiamo seguito fino ad oggi, ha creato questa situazione.

Allora il provvedimento oggi in discussione, che nasce ancora una volta da una iniziativa consiliare, non della Giunta, è condivisibile perché consente in questo periodo di sospensione che i problemi che ho anche io qui richiamato, che hanno richiamato alcuni colleghi più volte, possano realmente essere risolti con l'attuazione del decreto Ronchi, la predisposizione di piani di smaltimento nel territorio regionale, magari consentendo a qualche azienda anche di ristrutturarsi o di ottenere le autorizzazioni oltre che per smaltire i rifiuti ospedalieri anche altri tipi di rifiuti, e mi riferisco in particolare a quello che sta avvenendo in Sardegna ancora oggi in relazione ai rifiuti di scarti di macellazione a causa della situazione di monopolio creatasi in questo settore. Quindi attribuendogli questo significato noi condividiamo la sospensione proposta ed io stesso, attribuendogli questo significato, voterò a favore, ma nel contempo rivolgo a me stesso, alla Commissione, al Consiglio, alla Giunta questa raccomandazione: non aspettiamo il 31 dicembre con i lavoratori di questa azienda accampati di fronte al Consiglio e sentendoci costretti ad approvare una nuova sospensiva, un nuovo rinvio, ma affrontiamo i problemi dello smaltimento dei rifiuti urbani, speciali, tossici e nocivi, affrontiamolo con un'azione e un'iniziativa vera della Giunta regionale e del Consiglio regionale, approvando rapidamente la legge istitutiva dell'ARPAS.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, signori consiglieri, in veste di Assessore istituzionalmente competente in materia di protezione ambientale, non posso che condividere le preoccupazioni che sono state espresse in ordine all'argomento trattato. Ho accolto, e non potevo far diversamente, la proposta di inserire l'articolo 6 nella legge finanziaria del 2000, approvata nell'aprile del 2001, così come è stato richiamato, nella certezza che avremo così posto termine all'attività, che è nata molti anni fa, di portare in Sardegna rifiuti altamente tossici, così come i signori consiglieri che sono intervenuti hanno più volte detto, in maniera incontrastata, libera a tal punto che le inchieste giudiziarie, talune ancora in corso, hanno determinato una presa di posizione puntuale e precisa anche in conseguenza della modifica apportata con l'emendamento alla finanziaria che, quale Assessore dell'ambiente, non ho potuto che accogliere e condividere totalmente.

Ora si propone una proposta di modifica che prima di tutto riporta l'evidenza di sottoporre comunque il rifiuto che viene conferito all'incenerimento, quindi il rifiuto assolutamente non può andare in discarica ma deve essere oggetto di trattamento e quindi di totale inertizzazione. Lo stesso rifiuto infatti, per la proposta di legge che è stata presentata, deve essere incenerito in impianti appositi, devono avere i requisiti che la normativa vigente prescrive. Il problema quindi è sotto controllo e sotto attenta vigilanza, così come lo è sempre stato, perché le cinque industrie che trattano questi rifiuti in Sardegna sono assolutamente all'interno della normativa vigente e, come tali, io ritengo devono essere rispettate e, se vogliamo, anche protette. Malgrado si sia data l'autorizzazione a cinque industrie di questo tipo e genere di sorgere ed attivare impianti, che in certi casi sono stati anche finanziati con un contributo regionale, la quantità di rifiuti da smaltire ad esse conferita per legge è di gran lunga inferiore alla capacità dei loro impianti.

Pertanto io ritengo che, trattandosi di una concessione che ha un termine, termine che è legato all'approvazione delle norme di recepimento del decreto legislativo 5 febbraio 1997, numero 22, che peraltro la Giunta ha già predisposto presentando il disegno di legge, il 147 attualmente all'esame della Commissione, e che sarà poi oggetto di dibattito in aula e di approvazione da parte della stessa, la legge proposta sia del tutto condivisibile. Penso infatti che sia stata adeguatamente istruita dalla Commissione e ritengo che rispetti, nell'ottica dei programmi che ci siamo prefissati, le finalità per le quali è stata deliberata.

Per quanto riguarda invece il problema più volte richiamato sia dall'onorevole Sanna sia dall'onorevole Marrocu circa la inesistenza ancora della legge istitutiva dell'ARPAS, io stesso mi sono fatto carico di proporre nella finanziaria di prossima approvazione un articolo agile e puntuale che almeno ne preveda l'istituzione nella nostra regione, che è rimasta l'unica e l'ultima dopo che la Regione Sicilia nella legge finanziaria dell'anno scorso ha inserito una norma del tipo di quella di cui io ho parlato prima.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale col sistema elettronico.

PRESIDENTE. Sette consiglieri devono appoggiare la sua richiesta.

(Sostengono la richiesta i consiglieri Giacomo SANNA, LAI, SCANO, MARROCU, MORITTU, Alberto SANNA, PIRISI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli della proposta di legge 239/A.

COGODI (R.C.). Già nella precedente votazione ho dichiarato di non essere momentaneamente in possesso della scheda elettronica, quindi dichiaro che il mio voto è favorevole. Sono presente ed essendo la votazione palese ho diritto di dichiarare il mio voto.

PRESIDENTE. Ne prendiamo atto, onorevole Cogodi

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FRAU - GRANARA - IBBA - LAI - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MORITTU - NUVOLI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PISANO - PITTALIS - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SCANO - SCARPA - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Vicepresidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 38

votanti 37

astenuti 1

maggioranza 19

favorevoli 37

(Il Consiglio approva)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario,

Art. 1

Modifiche all'articolo 6 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6

1. Dopo il comma 19 bis dell'articolo 6 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, concernente "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" introdotto dall'articolo 1 della legge regionale 19 giugno 2001, n. 8, è aggiunto il seguente:

"19 ter. Fino all'entrata in vigore della legge regionale di recepimento del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e comunque non oltre il 31 luglio 2002, le disposizioni di cui al comma 19 non si applicano ai rifiuti di origine extraregionale destinati all'incenerimento in impianti ubicati in Sardegna, regolarmente autorizzati e già operanti alla data di entrata in vigore della presente legge; il quantitativo annuo di rifiuti di provenienza extraregionale smaltiti tramite incenerimento da ogni singolo impianto non può essere superiore a quello smaltito tramite incenerimento dallo stesso impianto nell'anno 2000 e, in ogni caso, non oltre le quantità autorizzate. Le ceneri dei rifiuti di provenienza extraregionale devono essere smaltite in discariche monomateriali destinate prevalentemente allo smaltimento dei residui dell'incenerimento oppure mediante smaltimento in discariche ubicate al di fuori del territorio regionale.".

PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati 9 emendamenti. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Frau - Sanna Alberto - Rassu - Ortu - Cappai - Demuru - Giagu - Granella - Locci - Manca - Marrocu - Milia - Piana - Tunis

Art. 1

Nel comma 19 ter, introdotto dal comma 1 dell'articolo 1, l'espressione "31 luglio 2002" è sostituita da "31 dicembre 2002". (1)

Emendamento sopressivo parziale Dore - Deiana - Granella

Art. 1

Nel comma 19 ter, introdotto dal comma 1 dell'articolo 1, sono soppresse le parole:"e, in ogni caso, non oltre le quantità autorizzate". (2)

Emendamento sostitutivo parziale Frau - Sanna Alberto - Marrocu - Ortu - Vassallo - Demuru - Cappai

Art. 1

Nel comma 19 ter, introdotto dal comma 1 dell'articolo 1, l'espressione "Fino all'entrata in vigore della legge regionale di recepimento del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e comunque non oltre il 31 luglio 2002" è sostituita da "Fino al 31 dicembre 2002". (3)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Giacomo - Deiana - Cogodi - Biancu - Balia - Vassallo - Ortu - Ibba - Giagu

Art. 1

Nel comma 19 ter modificativo dell'articolo 6 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, le parole da "Fino all'entrata…" a "…presente legge" sono sostituite dalle seguenti:

"Ferme restando le garanzie assolute di sicurezza degli impianti e di salubrità dell'ambiente interno ed esterno, le previsioni di cui al comma 19 non si applicano, sino al 31 dicembre 2002, ai rifiuti sanitari di origine extraregionale destinati all'incenerimento in impianti ubicati in Sardegna regolarmente autorizzati e già operanti alla data di entrata in vigore della presente legge. (5)

Emendamento soppressivo parziale Balia - Ibba - Giagu - Cogodi - Vassallo - Ortu - Sanna Giacomo

Art. 1

Nel comma 19 ter, dopo le parole "…nell'anno 2000" sono soppresse le parole "e, in ogni caso, non oltre le quantità autorizzate". (7)

Emendamento aggiuntivo Corona - Capelli - Cappai - Cugini - Pisano - Vargiu - Murgia - Sanna Giacomo - Biancu - Spissu - Giagu - Vargiu - Vassallo - Cogodi

Art. 1

Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Nell'articolo 6 della L.R. n° 6 del 2001, dopo il comma 35, è aggiunto il seguente:

35 bis. Al fine della accelerazione della spesa, le somme disponibili e in conto competenza e nel conto dei residui dei capitoli ricompresi nella UBS S01.018, possono essere utilizzate nell'anno 2002 senza il vincolo della destinazione di provenienza, per l'attuazione degli adempimenti già di competenza dell'Ufficio Speciale per l'Occupazione (di cui alla L.R. 27/93) assegnati con D.P.G.R. n.115 del 24 ottobre 2001 al "Servizio degli Interventi in materia di Occupazione e Sviluppo del Partenariato" della Direzione Generale della Presidenza della Giunta, che ne cura i relativi atti di spesa. (4)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Sanna Giacomo - Ibba - Giagu - Balia - Vassallo - Ortu - Deiana

Art. 1

Nel comma 19 ter modificativo dell'articolo 6 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, dopo le parole "…fuori del territorio regionale." Sono aggiunte le seguenti parole:

"Tale disposizione in deroga temporanea è finalizzata a consentire gli adeguamenti necessari da apportare agli impianti di smaltimento dei predetti rifiuti speciali, al fine di consentire la diversificazione dei trattamenti in funzione dei soli rifiuti di origine regionale, ed eventualmente, per realizzare produzioni energetiche alternative.". (6)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Sanna Giacomo - Balia - Ibba - Giagu - Vassallo - Ortu - Biancu - Deiana

Art. 1

Dopo il comma 19 ter dell'articolo 6 della legge regionale 24 aprile 2001, è aggiunto il seguente:

19 quater. Gli interventi previsti dalla legge regionale 26 aprile1993, n. 20, e successive modificazioni e integrazioni, sono estendibili ai lavoratori occupati in settori diversi da quelli produttivi dell'industria.

Per dette finalità è autorizzata nell'anno 2002 l'ulteriore spesa di Euro 300.000 da destinare in via prioritaria ai lavoratori delle aziende operanti nel settore del trattamento e smaltimento rifiuti nella misura massima all'80% delle retribuzioni non corrisposte nel periodo di sospensione dell'attività aziendale seguita all'applicazione delle norme di cui all'art. 6 della L.R. 19 giugno 2001.

La predetta somma sarà stanziata nel Bilancio di previsione per l'anno 2002 in corso di approvazione - nella UPB S01.015 - dello stato di previsione della spesa della Direzione Generale della Presidenza della Giunta. Tale UPB è ascritta alla competenza del Servizio degli interventi in materia di occupazione e sviluppo del partenariato, della medesima D.G., istituito con D.P.G.R. n. 115 del 24 ottobre 2001.". (8)

Emendamento aggiuntivo Cugini - Murgia - Sanna Salvatore - Fadda - Onida - Dore - Vargiu - Balia - Cappai - Cogodi - Capelli - Falconi - Biancu

Art. 1

Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Interventi in favore di emigrati sardi in condizione di grave difficoltà

Al fine di far fronte a situazioni di grave emergenza che rendono estremamente rischiosa o difficile la condizione di vita e di permanenza in Paesi in cui sono presenti emigrati sardi, la Regione è autorizzata a disporre interventi di sostegno in favore degli emigrati stessi che versino in condizioni di particolare disagio economico. Gli interventi sono finalizzati:

a) a lenire, con interventi di prima emergenza, le condizioni di disagio delle persone interessate;

b) ad agevolare le possibilità di rientro e la prima accoglienza in Sardegna anche attraverso l'intervento attivo dei Comuni interessati;

c) a fornire assistenza nei luoghi di residenza per il soddisfacimento di bisogni essenziali;

d) ad agevolare l'inserimento lavorativo, dipendente o autonomo, sia nei Paesi di provenienza sia nei luoghi di eventuale rientro.

All'onere derivante dal presente articolo, quantificato per l'annualità 2002 in Euro 1.032.913,80 (Lire 2.000.000.000) si farà fronte con il Fondo per nuovi oneri legislativi.

A tal fine lo stato di previsione della spesa dell'Assessorato del Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale - Servizio 03 Emigrazione, immigrazione, cooperazione e sicurezza - la U.P.B. S10.034 è incrementato di un pari importo. (9)

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 2 e 7 sono dati per illustrati. Per illustrare l'emendamento numero 5 ha facoltà di parlare il consigliere Biancu.

BIANCU (I Democratici). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.) relatore. Sì, onorevole Presidente, io credo che questo emendamento si possa accogliere, ma credo che ci sia un altro emendamento di questo genere.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 è collegato all'emendamento numero 7, sostanzialmente uguale.

FRAU (A.N.) relatore. Quindi converrebbe, probabilmente, illustrarli tutti e poi esprimere il parere.

PRESIDENTE. Teniamo collegati gli emendamenti numero 2 e 7 che riguardano la stessa materia.

Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 2 e 7 ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Si accolgono.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau per illustrare l'emendamento numero 1.

FRAU (A.N.). Queste cose le ho già dette durante la discussione generale. Il termine del 31 luglio del 2001 era stato previsto nel momento in cui avevamo approvato la proposta di legge in Commissione; sono trascorsi sei mesi da allora, pertanto i tempi non possono essere più quelli originariamente previsti, è quindi opportuno portare il termine al 31 dicembre 2002; l'emendamento numero 1 è però ritirato perché già compreso nell'emendamento numero 3.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 1 è ritirato. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 3 ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'mendamento numero 5, che è alternativo al numero 3.

VASSALLO (R.C.). L'emendamento numero 5 diverge dall'emendamento numero 3 sostanzialmente per una precisazione che forse è bene approfondire. Noi stiamo proponendo questo provvedimento perché abbiamo visto che con la norma che abbiamo inserito nella legge finanziaria abbiamo creato due problemi, uno per i rifiuti industriali e uno per i rifiuti sanitari di provenienza extraregionale. L'emendamento nostro precisa i rifiuti che si possono importare e pertanto in funzione di quali rifiuti è disposta la deroga: se il problema si è verificato per i rifiuti sanitari, è giusto che la deroga riguardi esclusivamente tali rifiuti, mentre l'emendamento numero 3 non precisando la specie del rifiuto cosa può determinare? Può determinare il fatto che, fermo restando la quantità dei rifiuti che si potevano importare e smaltire nel 2000, una stessa azienda potrebbe diversificare la produzione pertanto non importare più rifiuti sanitari ma importare altri rifiuti ben più pericolosi rispetto a quelli che importava prima. Per cui sarebbe bene, ed io lo dico soprattutto al Presidente della Commissione, che si integrasse anche il testo della Commissione introducendo il termine "sanitari" nella norma che prevede la possibilità dell'importazione dei rifiuti. Per cui propongo di unificare i due emendamenti perché ci sembra che l'emendamento numero 5 incida sul contenuto della norma e non sia solo una sua diversa formulazione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Presidente, io non posso dare un parere a nome della Commissione, quindi cerchiamo di trovare un accordo parlandone. Credo, onorevoli proponenti, che la prima parte dell'emendamento numero 5 sia un po' inutile perché credo che gli impianti debbano avere tutti i requisiti di sicurezza e salubrità previsti dalla legge, altrimenti non se ne parla assolutamente.

La parte restante si rifà all'emendamento proposto da noi con la differenza che voi avete indicato solo i rifiuti sanitari di origine extraregionale, e su questo direi che posso essere anche d'accordo. Pertanto propongo che questo emendamento si unifichi all'emendamento numero 3 con questa formulazione: "Sino al 31 dicembre 2002, le disposizione di cui al comma 19 non si applicano ai rifiuti sanitari di origine extraregionale". D'accordo? In questi termini, onorevole Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento numero 3 unificato all'emendamento numero 5.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare il consigliere Capelli.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza del lavoro. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 6, si dà per illustrato.

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 6 ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Io credo che questo emendamento possa essere anche accolto, perché già nella relazione che io ho fatto ho parlato dei necessari adeguamenti che devono essere fatti per poter poi trattare solo i rifiuti di origine regionale. Quindi si accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 8 ha facoltà di illustrarlo.

COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore. Mi pare che non sia materia di competenza della Commissione.

FRAU (A.N), relatore. Signor Presidente, non è materia di competenza della Commissione, l'emendamento riguarda un problema indubbiamente importante, perché molti lavoratori sono rimasti senza lavoro, quindi la necessità di intervenire c'è, però se si amplia la portata della norma io mi trovo in grossa difficoltà anche per i riflessi di natura finanziaria, pertanto, per quanto riguarda questo emendamento, non posso dare nessun parere, l'ha detto già lei, perché esula dalla competenza della Commissione da me presieduta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 9 ha facoltà di illustrarlo. Se nessuno intende illustrarlo si dà per illustrato. Anche questo emendamento non riguarda la competenza della Commissione, quindi non è materia su cui può pronunciarsi il relatore.

FRAU (A.N.). Posso dire due parole?

PRESIDENTE. Prego, onorevole Frau.

FRAU (A.N), relatore. E' vero, onorevole Presidente, la materia oggetto dell'emendamento non è di competenza della mia Commissione, comunque a titolo personale, anche per la discussione che avevamo fatto in quest'aula quando fu presentato un ordine del giorno da parte di alcuni colleghi, io mi trovo del tutto favorevole, perché in questo emendamento sono stati recepiti alcuni suggerimenti che ho dato in occasione della discussione dell'ordine del giorno, come per esempio la lettera b) che prevede interventi volti ad agevolare le possibilità di rientro degli emigrati sardi in condizione di grave difficoltà e la loro prima accoglienza in Sardegna anche attraverso l'intervento attivo dei comuni interessati. Oppure la lettera d) che prevede interventi finalizzati ad agevolare il loro inserimento lavorativo dipendente o autonomo sia nei paesi di provenienza, sia nei luoghi di eventuale rientro e quindi in altre parti del territorio nazionale. Quindi io mi trovo pienamente d'accordo pur esulando tale emendamento dalle competenze della mia Commissione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 9 ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. A me sembra che bisognerebbe integrare l'emendamento, anche per mettere un po' di paletti, per evitare che sia privo di regole, perché se no non si riuscirebbe neanche a spenderli questi soldi, e anche per evitare che si possano aprire troppi spazi. Vi faccio soltanto un esempio che riguarda i rientri, perché ieri in una riunione a Roma con gli altri Assessori abbiamo saputo di un'iniziativa assunta dalla Regione Veneto che ha una situazione diversa dalla nostra, visto che hanno la possibilità di offrire posti di lavoro; ebbene, la Regione ha aperto uno sportello a Cordoba e in cinque giorni sono arrivate 4.000 domande di rientro. Quindi io propongo due integrazioni: "I sussidi in favore degli emigrati sardi saranno erogati dall'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale sulla base di un programma operativo" - perché in questo momento abbiamo anche difficoltà a formulare un programma perché è complicato persino far arrivare gli aiuti in Argentina: le banche sono chiuse, non funzionano i consolati, eccetera - "approvato della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore del lavoro, tenuto conto dei dati appositamente acquisiti, garantendo l'erogazione degli stessi per un periodo non superiore ai dodici mesi", perché se non poniamo limiti sembrerebbe che questi benefici possano durare per sempre. Poi completerei così anche il comma che interessa i comuni: "Gli interventi economici saranno effettuati tramite i comuni, sulla base di un piano organico approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore del lavoro, per assicurare un sostegno adeguato per un periodo non superiore ai dodici mesi, erogando un sussidio mensile ai non abbienti e un alloggio di prima accoglienza per coloro che sono privi di adeguata sistemazione".

Ho qualche perplessità per quanto riguarda la lettera d) dell'emendamento, quando si propone di agevolare l'inserimento lavorativo dipendente o autonomo nei paesi di provenienza, mi va bene perché anche come Assessori regionali stiamo chiedendo al Governo di intervenire presso le aziende dell'Argentina perché non chiudano, soprattutto quelle italiane, in maniera che se rimangono aperte i lavoratori continuino a rimanere lì. Ho qualche perplessità quando parliamo di rientro, perché in questo momento sappiamo quante difficoltà ci sono per trovare occupazione ai residenti in Sardegna, prevedere una norma così concepita potrebbe contribuire, visto anche come guardano all'Italia in genere, come a un paese che sta bene, a dare un'immagine falsata della realtà, quindi mi sembrerebbe che anche questa di norma bisognerebbe limitare l'applicazione, se non addirittura cassarla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Faccio una brevissima interlocuzione su questo ultimo emendamento orale proposto dall'Assessore. Il provvedimento che abbiamo in esame formalmente è relativo alle disposizioni della legge finanziaria, quindi gli emendamenti proposti, anche se riguardano materie diverse, sono tutti tecnicamente ammissibili.

Io comprendo il senso e lo spirito delle cose che ha detto l'Assessore, e le condividerei ma adesso modificare e integrare la norma diventa complicato, vorrei però dire che un programma operativo per la spendita di questa prima somma, che speriamo che sia più che sufficiente, che non ci sia uno stato di assoluto bisogno - e questo lo valuterà la Giunta, è la Giunta che poi deve attuare integralmente il provvedimento e in specie su iniziativa dell'Assessore del lavoro - la Giunta, se vuole, lo può fare e lo farà se servirà. Questo è un intervento di prima emergenza per venire in soccorso a cittadini sardi, non a gente che vogliamo, per solidarietà, per spirito umanitario, assistere dopo i bombardamenti in Afghanistan. Questi sono sardi che non sono qui e che in questi giorni, in queste ore, vivono il dramma terribile non solo del non avere lavoro, ma anche quello di non avere sicurezza e di non avere garanzie per l'esistenza, per le cure mediche essenziali, per cui si pone la necessità di intervenire nei casi di maggior bisogno. La Giunta fa bene a coordinare tutte queste iniziative col Governo nazionale, con le altre Regioni, ma la Giunta penserà anche ad alcuni interventi di emergenza immediata che magari non aspettano i programmi operativi generali ed organici; il programma operativo la Giunta se lo vuole fare lo fa e lo farà successivamente, se però in legge mettiamo che tutto è attivabile in base ad un programma operativo, questo anzichè un'agevolazione può diventare un intoppo per la Giunta perché prima di avere un programma operativo non può fare nulla, quello che può fare la Giunta subito inizi a farlo, coordinando quello che si deve coordinare.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

(Segue COGODI.) Porre il limite dei 12 mesi nei programmi di emergenza apre la strada a pensare che qualunque cosa si faccia si deve fare per 12 mesi, magari c'è qualcosa che si deve fare solo per 12 giorni, poi qualora sia necessario intervenire per 12 mesi si farà per 12 mesi; il programma che la Giunta farà impegnerà le risorse che ha, non impegnerà di più; siccome la legge è generale, mica vale solo per questo caso, speriamo che non serva mai, ma può valere anche per altre eventuali emergenze - quando una legge ha carattere generale si sceglie quello che si deve fare, mica è obbligatorio fare tutto per ognuno in ogni legge - però sempre a favore di sardi che fossero in stato di dramma, in qualsiasi parte del mondo, per cui interviene la Regione, la loro Regione, la loro istituzione, dico per sardi non per discendenti di antichi sardi, no! per sardi.

Come fa la Regione a non agevolare l'inserimento lavorativo dipendente o autonomo sia dove permangono sia eventualmente dove dovessero tornare? Lo dovrebbe fare comunque una volta che tornano perché sono sardi a tutti gli effetti, come lo fa per tutti gli altri, niente di più e niente di meno. Agevolare, non dare un lavoro, magari la Regione riuscisse a dare un lavoro a tutti quelli che non ce l'hanno! Però la Regione può agevolare, facilitare, intervenire perché chi non ha lavoro lo possa trovare. L'Assessorato del lavoro sta facendo un'azione informativa meritoria, ne abbiamo dato atto anche ieri, quell'azione informativa non arriva ai sardi che non sono in Sardegna perché viene diffusa attraverso i giornali locali; si estenda a quei sardi quell'informazione che magari li può aiutare ad un inserimento lavorativo, può essere che i sardi che lavorano in una parte del mondo abbiano qualifiche professionali ed una capacità che qui non c'è e che un'azienda sia interessata invece ad acquisire; la norma vuol dire solo questo, non che la Regione si impegna a dare un lavoro perché questo non lo può fare per chi c'è, quindi non lo può fare manco per chi non c'è.

Quindi, dati questi chiarimenti sul significato della norma, direi di non appesantire adesso la norma stessa, di approvarla nella formulazione dei proponenti, intendendo che questo è un primo intervento poi tutto si potrà migliorare, si potrà perfezionare e dando atto però che la richiesta di miglioramento normativo che l'Assessore pone è fondata in via di principio e anche in via di logica, non necessariamente però questa norma contrasta con tutto quanto l'Assessore si propone di fare che speriamo, non dico che faccia bene perché sicuramente lo farà bene, che speriamo possa fare quanto prima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, intervengo sull'emendamento numero 8. Se all'inizio della discussione su questa legge avevo dei dubbi adesso ho delle certezze: quando si tratta di cercare di proporre soluzioni ai problemi che vivono più direttamente i lavoratori non si trovano né sensibilità, né risposte da parte della Giunta. Però i lavoratori sono posti in prima linea quando le imprese devono "sensibilizzare" il Consiglio regionale per far sì che in relazione ad una partita così importante come quella dei rifiuti speciali sanitari, si riesca ad ottenere un qualcosa che, a parer mio, ancora oggi suscita forti dubbi. Allora credo che sia necessario levare questo coperchio da una pentola che bolle da tempo, cosa che forse servirebbe anche a fare chiarezza e ad evitare che ancora una volta i lavoratori vengano utilizzati in circostanze come questa. Allora portiamo l'esempio pratico, per quanto riguarda i rifiuti sanitari, dell'impianto che possiede maggiore potenzialità, siamo a livello di 1500 chilogrammi ora, e che è ubicato nell'aeroporto di Elmas e cioè, casualmente, in zona demaniale. Come sapete nelle zone demaniali portuali ed aeroportuali c'è l'obbligo di bruciare i rifiuti che provengono dalle navi e dagli aeromobili, questo è lo scopo principale degli impianti ubicati in tali aree, tant'è vero che ad Alghero, essendoci un impianto che non ha mai funzionato, i rifiuti vengono stivati nell'aeromobile che arriva ed inviati all'aeroporto di provenienza per evitare altri movimenti sul territorio; in questo caso invece abbiamo a suo tempo, a partire dal 1989, trasformato, attraverso una società che è l'Ecoraccolta, l'impianto dell'aeroporto di Elmas in un qualcosa di particolare, tanto particolare che l'investimento fatto dall'impresa, che inizialmente doveva essere, per renderlo agibile, di 800 milioni è diventato di 3 miliardi e mezzo. Il canone iniziale, che era quasi inesistente se non irrisorio, portava il bilancio della stessa azienda a circa 5 miliardi annui, questo per capire di che cifre stiamo parlando, in base a quali investimenti. La castalia che era la società capogruppo - e quindi sappiamo a chi ci riferiamo più precisamente, cioè alla FIAT, degli incentivi previsti dalla legge 64 ne hanno usufruito in tutta Italia - nel momento in cui la gestione dell'aeroporto viene data alla società, anche se in modo parziale, essa anche in modo intelligente riesce a farsi affidare la gestione anche dell'impianto, su cui c'era un contenzioso aperto, nel frattempo c'è stata la trasformazione della Castalda, di proprietà al cento per cento di Ecoraccolta, in Fisia Italimpianti S.p.A.

Allora mi chiedo se si può far finta di niente ed utilizzare i lavoratori perché continui a permanere questa situazione per la quale tutti i rifiuti sanitari, Assessore, arrivano con i carri ferroviari nel porto di Golfo Aranci, attraverso un sistema di trasporto facile, con quei carri ferroviari che sono quasi inesistenti, in quanto da tre navi siamo passati ad una, sui quali però guarda caso i rifiuti sanitari, per volontà del Ministero, hanno priorità su tutti gli altri, quindi i nostri imprenditori possono aspettare, i nostri agricoltori possono aspettare perché da quel porto entrano pochi carri, ma gli unici che hanno priorità assoluta sono proprio i rifiuti sanitari; ripeto, mi chiedo quale convenienza ci sia a mantenere questa situazione ancora oggi! Con quale prospettiva?

Ecco perché sono intervenuto su questo emendamento numero 8, per salvaguardare i lavoratori perché non diventino strumento in mano dell'imprenditore che pur di continuare a mantenere i suoi vantaggi li utilizza e strumentalizza senza che essi ne siano consapevoli. Quell'emendamento numero 8 è necessario che ve lo leggiate meglio per capirne il contenuto e i fini che si vogliono raggiungere strumentalizzando i lavoratori, e per evitare poi che il 31 dicembre del 2002 si chiedano ulteriori proroghe, a causa delle ulteriori inadempienze, senza arrivare alla soluzione del problema. Ma se l'obiettivo principale che si vuole raggiungere è quello che la materia prima che si importa in Sardegna siano i rifiuti, io gradirei che alcuni Assessori che non sono presenti si pronunciassero: per esempio gradirei sapere cosa pensa l'assessore Frongia, che è l'Assessore del turismo, di questo grande business, che incide in termini negativi per l'immagine dell'isola, in termini negativi per tutto il resto che ho menzionato, e che cosa ne pensano i nostri imprenditori in quanto quando avvengono fatti come questo di solito l'imprenditoria arriva dall'esterno, se poi lungo strada nel decennio c'è un coinvolgimento parziale di realtà locali ci si aggiusta anche, ma resta il problema principale: in questo settore sta avvenendo quello che si chiama caos più completo, non possiamo essere noi che siamo un'isola i massimi importatori di rifiuti sulla cui pericolosità non sto a dilungarmi, la conosciamo benissimo, quando anche nel resto del territorio regionale si sta verificando che Cagliari, ad esempio, va a scaricare i propri rifiuti a Chilivani perché non trova altri spazi.

Quindi il problema deve necessariamente tornare al più presto in quest'Aula, che deve stabilire la completa programmazione del settore perché è impensabile che alla fine di quest'anno possa succedere quello che è successo in altri comparti, non certo pericolosi e penalizzanti come questi, che pure hanno avuto maggiore attenzione da quest'Aula di quanto ne abbia questa proposta di legge. E mi sembra strano perché è meno pericoloso il trasporto con le isole minori di quanto non lo sia quello dei rifiuti che stiamo importando e quindi ben maggiore dovrebbe essere la sensibilità che dovremmo avere tutti quanti per un tema così delicato. Credo che non sia sufficiente il fatto che gli impianti non inquinano, che sono a norma, perché più impianti ci sono, sia pure a norma, più comunque l'inquinamento cresce, le difficoltà aumentano e le ricadute, non certo positive, sulla collettività emergono con una frequenza che ci dovrebbe far preoccupare sotto il profilo sanitario.

Credo che arrivati a questo punto, visto il numero di emendamenti, e la sensibilità dimostrata su quelli convergenti, guarda caso, con la convenienza delle imprese eguale sensibilità debba essere mostrata anche sull'emendamento numero 8 che viene incontro alle esigenze di chi in questi mesi non ha potuto avere la remunerazione del proprio lavoro, prevedendo un intervento che comunque gli consenta di continuare a vivere serenamente, come stava facendo in precedenza, e questa sensibilità non troppo costosa, se mi consentite, questo Consiglio dovrebbe averla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S. C.D.U.Sardi). Grazie Presidente, colleghi in merito all'emendamento numero 9, di cui sono firmatario insieme ad altri colleghi, vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che, onorevole Cogodi, a mio avviso si rischia di prevedere una scorretta copertura finanziaria. Infatti noi facciamo riferimento per l'annualità 2002, al fondo nuovi oneri legislativi, che a tutt'oggi non esiste, inserendolo in una norma riguardante una disposizione della legge finanziaria 2001; per cui credo che questo possa essere un ostacolo al buon esito dell'emendamento stesso. Ritengo poi ci sia il pericolo, lo dico per salvaguardare l'emendamento, che lo stesso possa essere considerato norma intrusa, io consiglierei, essendo sottoscrittore dell'emendamento di riproporlo in sede di discussione di alcuni collegati alla legge finanziaria, già all'ordine del giorno dell'Aula, per esempio il disegno di legge 144, lo dico per il felice esito dell'emendamento, che in tale contesto troverebbe una più coerente collocazione.

In ogni caso, anche se venisse inserito nel collegato, propongo il seguente emendamento orale della norma finanziaria: "All'onere derivante dal presente articolo quantificato per l'annualità 2002 in Euro 1.032.913 - senza la virgola e sopprimendo l'equivalente cifra in lire - si fa fronte col bilancio 2002-2004", senza nominare il fondo nuovi oneri legislativi in quanto stiamo già anticipando una finanziaria che non esiste, per cui potrebbe sorgere un'incongruenza che danneggerebbe il buon esito dell'emendamento stesso.

Ritengo comunque che sia più opportuno ritirarlo dal testo in esame, ed eventualmente, per facilitarne il percorso, inserirlo nel disegna di legge 144 la cui discussione è prevista per la sessione di Consiglio della prossima settimana.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Per quanto riguarda l'emendamento numero 9, siccome siamo in presenza di un'emergenza, a mio parere può essere anche giustificato che si utilizzi il primo treno che passa, inserendo una norma che è estranea al contenuto del provvedimento che stiamo approvando, però l'emergenza impone anche queste soluzioni e quindi io non vedo niente di scandaloso in ciò.

L'emendamento numero 8, invece, partendo dal presupposto che i lavoratori che sono stati interessati al blocco dell'importazione dei rifiuti speciali dall'esterno abbiano subito un danno, modifica la legge numero 20 del 1993, che è una legge di settore che non rientra nella competenza della nostra Commissione, estendendone i benefici ai lavoratori occupati in settori diversi da quelli produttivi dell'industria, per sanare un eventuale danno subito dai dipendenti di questa azienda, però di fatto introduce una modifica permanente alla legge numero 20 estendendola a casi diversi da quello per il quale si vuole intervenire. E sinceramente mi pare una forzatura introdurre tale modifica in questa sede senza che sia istruita dalla Commissione VI che è quella competente, senza che sia discussa adeguatamente in un provvedimento specifico, anche perché i lavoratori hanno affermato, mi pare, che gli unici che hanno subito un danno rimarrebbero fuori da questi benefici, perché sono i dipendenti che hanno operato per conto terzi e non direttamente alle dipendenze delle aziende.

VASSALLO (R.C.). A maggior ragione!

MARROCU (D.S.). L'emendamento numero 8 personalmente lo rinvierei ad una discussione più approfondita perché va oltre la previsione di una deroga solo per questi lavoratori, ma di fatto introduce una modifica sostanziale della legge 20, estendendola anche a settori diversi da quello dell'industria, una modifica che, a mio avviso andrebbe istruita dalla Commissione sesta, non certamente prevista in un emendamento ad un'altra legge.

Un altro aspetto, volevo segnalare, almeno segnalarlo, cioè che lo stabilire che questa deroga o questa sospensiva all'applicazione dell'articolo 6 della legge finanziaria si dà sino al 31/12/02, stabilire che essa è concessa solo per i rifiuti sanitari vuol dire escludere 4 o 5 stabilimenti tra i quali l'Enichem di Porto Torres, L'Enichem di Assemini che abbiamo inserito nella relazione fatta come proponenti, lo dico solo a titolo informativo perché se ne tenga conto, così la Sa.CE.V di Ottana e la SAIGA di Sarroch, che non so chi siano. Lo dico solo a titolo informativo, anche se in verità il problema si è posto solo per i rifiuti sanitari perché l'emergenza maggiore è in quel settore. Pertanto confermo di essere favorevole all'emendamento, però è giusto che si sappia quello che stiamo facendo.

Per quanto riguarda gli altri emendamenti, condivido il parere espresso dal Presidente, quindi credo che sia giusto che si acceleri l'approvazione della legge, che la si esiti stamani, possibilmente con tutti i consiglieri presenti in modo da raggiungere la maggioranza prescritta per l'approvazione della clausola dell'urgenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Io entro nel merito dell'emendamento numero 8, condividendo quanto già stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto ed in particolare sugli aspetti di carattere finanziario enunciati dal collega Capelli e poi, in modo particolare, anche sulle indicazioni e i contributi che sono emersi nel corso della discussione dall'intervento del collega Marrocu, perché si pongono due problemi. Il primo è rappresentato dalla modifica della legge numero 20, estendendone i benefici a settori diversi da quelli che operano nell'industria, e questa non è una modifica di poco conto, è una modifica che, quanto meno, a mio modo di vedere, comporta un approfondimento ed una valutazione appena appena più meditata di quanto, invece, non possa avvenire con la presentazione di questo emendamento. Quindi è necessario, sotto questo aspetto, un coinvolgimento della Commissione di merito per un esame approfondito.

L'altro aspetto che volevo far rilevare, è quello relativo allo stanziamento di trecentomila euro che vanno, come è detto nell'emendamento numero 8, a soccorso e a sostegno di quei lavoratori coinvolti nel settore che, per effetto della sospensione dell'attività o della riduzione dei proventi dell'attività, possono aver subito in qualche modo diminuzioni di retribuzione. Però, se noi dovessimo accedere a questa richiesta che è stata presentata, degna certamente di attenzione, perché nel momento in cui per i lavoratori ci sono perdite di retribuzione, perdite di salario, il problema non può essere sottovalutato, sarebbe pericoloso. Così facendo, infatti, si aprirebbe un campo vastissimo di rivendicazioni che possono pervenire da tutti quei soggetti dipendenti da imprese che, per effetto di contrazione dei propri ricavi, sia che derivino da fatti naturali e spontanei del mercato, sia che derivino da nuove normative, debbano e possano ottenere soccorsi e quindi contribuzioni di questa natura. Io penso che il problema sia degno di essere considerato, ma che la ricerca di possibili soluzioni debba essere più approfondita e che non possa avvenire in luogo diverso dalla Commissione di merito.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Segue BALLETTO.) Quindi, pur apprezzando il contenuto dell'emendamento, anche io mi associo ai colleghi che ne chiedono il ritiro per evitare che sia votato, con quale esito non rileva ai fini del ragionamento che sto svolgendo; io ritengo che sia opportuno ritirarlo perché l'argomento venga approfondito nelle sedi competenti, al fine di trovare una soluzione che sia da tutti condivisa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, intendo intervenire sugli emendamenti numero 5, 6 e 8. L'emendamento numero 5 limita, in modo esplicito, la deroga ai rifiuti sanitari. Come rilevava anche il collega Marrocu, verrebbero escluse una serie di aziende che operano in altri settori. Io non vorrei che poi, il Consiglio, fra qualche tempo, dovesse tornare nuovamente sull'argomento per introdurre un'altra norma. Io sono dell'opinione che in questo anno, nel 2002, l'Amministrazione regionale debba dotarsi di un piano complessivo che riguardi, naturalmente, i rifiuti di tutti i comparti. Quindi chiedo ai colleghi che ritirino l'emendamento numero 5.

Sull'emendamento numero 6 debbo fare questa osservazione: laddove si dice che tale disposizione in deroga temporanea è finalizzata a consentire gli adeguamenti necessari da apportare agli impianti e così via, mi pare che si stia prefigurando la necessità di introdurre adeguamenti agli impianti in assenza di un piano, cioè si sta decidendo quale debba essere la condotta in assenza dello strumento che decide quale essa debba essere; in pratica con questa norma si stanno anticipando le decisioni in assenza del piano, che è lo strumento fondamentale che deve regolare tutta questa materia. Quindi, mi sembra, questo, un emendamento in contraddizione con la prima parte dell'articolo 1, che dispone la sospensione di un anno in attesa che l'Amministrazione regionale si doti di un piano, in quanto si danno indicazioni di piano senza che ci sia il piano. Per questo motivo ritengo che anche l'emendamento numero 6 non sia accoglibile.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 8, condivido le osservazioni dei colleghi, che ritengono che questa materia, cioè quella degli ammortizzatori sociali, debba essere affrontata e studiata in modo organico e non in questa sede, perché stiamo rischiando di fare un provvedimento pasticciato e che non risolve nessun problema. Per esempio, quando verrà attuata continuità territoriale probabilmente si porrà la necessità di affrontare questo aspetto in relazione ai lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. Quindi io credo che in tempi brevi sia necessario affrontare nel suo insieme questi problemi, ma al di fuori di questo provvedimento di legge. Quindi chiedo ai colleghi che hanno presentato l'emendamento numero 8 di ritirarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Poche parole su alcuni emendamenti, sul testo e su alcuni emendamenti modificativi. Innanzitutto vorrei dire una cosa di carattere generale. Dall'insieme degli emendamenti, dai pareri espressi in Aula da parte del relatore e della stessa Giunta, parrebbe che ci siano le condizioni per poter arrivare in breve tempo ad una soluzione favorevole dell'insieme di questa vicenda. Cioè, non si sono rappresentate obiezioni di carattere fondamentale che ci possano portare alla necessità di una dialettica stringente che possa anche poi complicare il cammino di questa legge. Allora, se questa è la condizione, tutti però facciano uno sforzo per agevolare la convergenza che già si è manifestata, e non si introducano elementi di ulteriore differenziazione e difficoltà.

Sull'emendamento numero 6 a noi pare che si stia manifestando una convergenza sostanziale in Aula, che sia di grande utilità ipotizzare che la continuità del funzionamento di queste aziende possa essere garantita anche nella prospettiva, proprio per uscire da quella precarietà della quale in questi giorni abbiamo avuto tanti esempi, di cui abbiamo dibattuto anche in modo impegnativo in aula. Questa è una Regione che deve sempre derogare, che deve sempre sanare, che deve sempre rispondere precariamente ai problemi precari.

Se questi stabilimenti vengono nel tempo necessario, nel tempo che è anche utile, indispensabile, riconvertiti nella parte riconvertibile, migliorati, in modo tale che fra sei mesi, fra un anno non ci si debba porre lo stesso problema, non sarebbe meglio per tutti? Non solo per i lavoratori, che fra un anno non dovrebbero trovarsi nella stessa condizione in cui si sono trovati adesso, ma arrivo a dire che sarebbe meglio anche per i titolari dell'azienda, che avendo un beneficio di una deroga e avendo una finalizzazione e avendo anche una condizione particolare, mi rifreisco all'impianto di Elmas, che è ubicato in demanio pubblico, dentro l'aeroporto di Elmas che è anche militare - impianto che è nato sul demanio per iniziativa dell'autorità ministeriale, è stato affidato in concessione ad una società che era, non so se ancora lo sia, a partecipazione statale, una società che non è che dica: "Me ne voglio andare", una società che è andata in contenzioso per farsi raddoppiare l'affidamento nel tempo, quindi si tratta di una concessione molto ambita - se si perviene ad una modificazione, miglioramento, diversificazione, rimodulazione di questo impianto per garantirgli prospettive in futuro, io credo che sia una convenienza non solo per i lavoratori occupati, ma anche per i titolari dell'azienda. Così diamo un senso, un significato, facciamo un'azione che abbia il valore di una soluzione del problema, senza dover sempre prevedere deroghe su deroghe, perché, insomma, è stato detto anche da parte della Giunta, per bocca dell'Assessore Pani, che è necessario compiere questo intervento oggi per diverse ragioni.

Non basta che fra un anno diciamo che siamo ancora preoccupati, creiamo le condizioni perché la nostra preoccupazione si possa superare, dando il tempo, il tempo che è necessario, studiando gli interventi. Ripeto, trattandosi, in questa situazione, anche di compresenza di interesse pubblico, qualche ministero, un pezzo di Stato si adopererà pure perché questa cosa possa essere fatta e condotta a buon fine nel tempo che sarà necessario. Poi, se servissero ancora tre mesi per arrivare all'obiettivo, non sarà quello il problema, l'importante è che ci si avvii verso una soluzione definitiva.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 8 c'è un invito a ritirarlo. Colleghi, questo invito ci viene rivolto un po' dai banchi della maggioranza e anche un po' dai banchi dei nostri colleghi dell'opposizione, che sono intervenuti. L'emendamento numero 8 dice una cosa molto semplice, raccoglie una delle preoccupazioni che sono state evidenziate in questi mesi; non è che quando si ricevono le delegazioni dei lavoratori si dica che siamo d'accordo con loro, e poi, quando dobbiamo fare una norma che è quella che traduce in legge l'accordo raggiunto con i lavoratori, l'accordo non vale più perché la norma sarebbe intrusa - è tutto intruso da queste parti e di questi tempi -, ma quale norma intrusa!

Qui si è detto che dei lavoratori direttamente o direttamente dipendenti, e non solo di uno stabilimento, ma può essere anche di qualche altro stabilimento, hanno avuto, nel frattempo, una perdita temporanea del lavoro.

MARROCU (D.S.). Allora modifichiamo la legge solo per loro.

COGODI (R.C.). Cosa vuol dire "solo per loro"?

MARROCU (D.S.). Che la modifica che si vuole introdurre riguarda i settori del commercio, artigianato, agricoltura, tanti settori.

COGODI (R.C.). Scusate, io non ho in odio, io non detesto, quando si tratta di lavoratori, né i lavoratori del commercio, né i lavoratori dell'artigianato, né i lavoratori degli impianti di smaltimento, né i lavoratori dell'industria. Noi abbiamo, nella nostra regione, la legge numero 20, che non prevede un intervento a favore di tutti i lavoratori del mondo o dei sardi sparsi nel mondo, prevede un intervento, in situazioni eccezionali e una tantum, a favore dei lavori in particolari condizioni di difficoltà. Vale per l'industria, ma le classificazioni mica le fanno i lavoratori; le classificazioni le fanno i giuristi, perché vorrei capire, poi, che differenza fa, anche nelle condizioni di lavoro, fra quello che fa un lavoratore dell'industria e quello che fa un lavoratore dell'artigianato.

Noi badiamo alla sostanza delle cose e al bisogno sociale. Se è vero che c'è stata questa evenienza negativa, noi proponiamo di venire incontro, per quanto si può, ai bisogni dei lavoratori. Se diciamo, mi pare 400 milioni o non so in quanto si traduce la somma, alcune centinaia di milioni, non stiamo dicendo 400 miliardi, stiamo dicendo milioni! Quindi, è chiaro, che siccome di questo parliamo, di questi lavoratori stiamo parlando; però, siccome non vogliamo neppure che sembri che noi vogliamo appesantire il dibattito, né allungare i tempi, né complicare le cose, noi non lo ritiriamo l'emendamento, però, se ci viene certificato, oltreché dirlo tanto per dire, se ci viene dimostrato, che nel caso specifico, nelle situazioni di cui ci occupiamo, questa emergenza non c'è stata - e che quindi noi abbiamo fatto fronte ad una situazione che ci è stata esposta, ma non corrispondeva al vero - se ci viene certificato questo, cioè che nessun lavoratore ha perso nulla, noi non è che adesso vogliamo utilizzare questa norma per pensare ad altro; noi stiamo pensando a questi lavoratori direttamente dipendenti o indirettamente impegnati in queste attività.

Se ci viene dichiarato, sotto la responsabilità di chi conosce le cose e lo può dichiarare, che questo danno sociale non c'è stato, noi diciamo: "Va bene, non c'è problema", però, se non è così, il problema è altro. Quindi che non c'è danno, che non riguarda questi lavoratori, non dico i lavoratori presenti oggi qui, ma che sono impegnati in questo tipo di attività, lo certifichi chi lo può certificare, cioè chi possa attestare che quello che certifica, come dire, sia corrispondente al vero, e se non fosse corrispondente al vero ne risponda, se no i conti, anche nella dialettica politica, proprio non tornano più. Poi, alcune obiezioni a questo tipo di proposte le lascerei fare a qualcuno della maggioranza di centrodestra, se posso dire queste cose.

Sull'emendamento numero 9, invece, vorrei dire che se ci sono aggiustamenti tecnici da fare, come la riformulazione della copertura finanziaria, che è quella che ha fornito il competente ufficio dell'Assessorato del lavoro, si facciano.

PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Io ho detto due volte stamattina, e debbo dirlo per la terza volta conclusivamente, che su questa vicenda, e non è la prima volta che accade, lo stesso si è verificato anche in vicende consimili, si crea una tale situazione che pare ci siano gli amici, i superamici dei lavoratori o di alcune situazioni produttive aziendali ed altri invece che siano quasi, non dico ostili, ma un po' più disattenti e disinteressati.

Noi, gente seria, così come altri, noi appartenenti al Gruppo della Rifondazione Comunista, siamo tre, l'ho detto altre volte, troppo pochi per quello che meritiamo. Siamo tre in questo Consiglio, su ottanta, però ci siamo tutti e tre. Questa legge rischia di non poter essere approvata, e io l'ho detto già due volte nel corso della mattinata.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Ho concluso!

PRESIDENTE. No, non ha concluso.

COGODI (R.C.). Ho già detto che ho concluso. Sto dicendo una cosa che ha senso in ragione di quello che accadrà da qui a poco, giacché della maggioranza sono presenti in dieci. Se questa legge la deve approvare l'opposizione, se i rappresentanti dell'opposizione fossero in numero sufficiente, magari la miglioreremmo ancora poco poco, però se la deve approvare l'opposizione, con la maggioranza che diserta l'aula, non sarebbe giusto e non andrebbe bene. Se questa legge la deve approvare l'opposizione, la concordiamo al nostro interno; se però, sommando maggioranza ed opposizione il numero legale non c'è lo stesso - e io lo sto dicendo tutta la mattina, insisto nel dire, per favore, i Presidenti dei Gruppi consiliari chiamino i consiglieri e portino quarantun consiglieri in Aula - questo Consiglio leggi non ne può approvare e non si può far finta che ci occupiamo dei problemi della Sardegna e dei lavoratori quando invece si prosegue con questo disinteresse!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei supera il tempo a lei assegnato di due o tre minuti ad ogni intervento.

COGODI (R.C.). Se non ci sono i numeri non si può approvare la legge!

PRESIDENTE. L'abbiamo già detto quattro volte, non è che se lo ripetiamo ad ogni intervento la situazione migliora. L'abbiamo già detto.

COGODI (R.C.). Se non migliora, lei sospenda il Consiglio e chiami i Capigruppo.

PRESIDENTE. Questo faremo.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, faccia una cosa, non dica più niente ai Capigruppo perché più loro intervengono meno gente c'è.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io credo di non aver capito se la legge la si vuole approvare o no. Ricordo a me stesso che nel mese di dicembre questa legge era all'ordine del giorno, successivamente è scomparsa, questo lo sappiamo tutti, e pensavo che stamattina potesse essere approvata, visto che il provvedimento è a firma di maggioranza ed opposizione, con la massima celerità.

La mia preoccupazione nasce dal fatto che ultimamente abbiamo preso anche degli impegni, siccome vi è un problema che riguarda gli scarti di macellazione che è difficilmente risolvibile, scarti i cui costi di smaltimento hanno raggiunto livelli altissimi, 850 lire a chilo, pensavo che potesse essere questa l'occasione, prevedendo la possibilità di diversificare i rifiuti da smaltire, per trovare una soluzione che eliminasse, di fatto, posizioni di privilegio o di monopolio attraverso l'utilizzo anche di questi impianti.

Quindi dobbiamo cercare di fare in fretta perché tutti diventano improvvisamente ecologisti. Ho sentito poc'anzi, forse ho sentito male sia io che l'Assessore dell'ambiente, che si è parlato di ARPAS; siccome tutti quanti si lamentano, vorrei ricordare che è stata chiesta dal sottoscritto in questa Aula, circa un anno fa, l'iscrizione all'ordine del giorno del disegno di legge istitutivo dell'ARPAS, il cui testo è stato esitato dalla Giunta nel mese di aprile e poi corretto nel mese di maggio del 2000; è passato un anno e mezzo e io vorrei sapere di chi è la responsabilità.

COGODI (R.C.). Tua e della tua maggioranza!

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La responsabilità è tua e dei consiglieri regionali, perché noi l'unico strumento che abbiamo è quello di chiederne l'iscrizione all'ordine del giorno, cosa che puntualmente abbiamo fatto. Dopodiché se la Presidenza si confonde e di volta in volta, ne attribuisce l'istruttoria a questa o a quell'altra Commissione e fa giochi di prestigio e delle tre carte, non ci interessa. Sta di fatto che la inadempienza deriva dalla scarsa produttività da parte un po' di tutti. E` comunque ascrivibile, per amore della verità, al Consiglio, non alla Giunta. Non è all'ordine del giorno, e quindi siamo stati anche leggermente penalizzati.

(Interruzione del consigliere Ortu)

(Segue assessore OPPI.) Però, vedi, il vostro difetto è che lui ruba ogni volta tre minuti, che disturbate sempre e avete la presunzione di essere gli unti del Signore.

ORTU (R.C.). Tu saresti dovuto venire un'ora prima stamattina e non farci la predica, hai capito!

OPPI, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io veramente a causa vostra sono costretto a non andare in Assessorato e a rimanere qui come un gonzo, aspettando che qualcuno si decida e si programmino i lavori in modo serio.

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, si rivolga alla Presidenza!

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Detto questo, però, non siamo ecologisti. C'è un piano, esiste un piano ma va applicato. Avete scritto che non esiste: un altro errore. State inserendo una specie di zibaldone dentro questa proposta di legge, con il rischio che non venga approvata. Ve ne assumerete anche la responsabilità. Bastavano pochi minuti per esitarla, perché i quantitativi di residui sanitari che ci sono in Sardegna, sono così limitati che potrebbe essere sufficiente una sola azienda, non tante. Avete di fatto, nonostante ci siano impegni precisi, cercato di fare in modo che alcune aziende, come la Tecnocasic, per la quale è stato finanziato un terzo forno, vengano escluse. Io non voglio entrare nel merito, non si finanzia un terzo forno. Ma detto questo, non si riesce a capire, visto che il nostro obiettivo è anche quello di poter fare certe cose, quali siano le motivazioni per le quali questa legge non la si vuole approvare in tempi rapidi. L'unica preoccupazione che può sussistere in ognuno di noi, che siamo tutti uguali, è quella che cercando di inserire alcune cose certamente corrette, certamente condivisibili, tutte condivisibili, nel tentativo di fare tanto, inserendo tutto, o il contrario di tutto, non si arrivi alla conclusione di creare un ulteriore sbarramento e che questa legge non vada in porto.

Questa è una preoccupazione legittima per ciascuno di noi. Fermo restando che gli emendamenti possano essere tutti quanti validi, ritengo che possano essere inseriti in altri provvedimenti, perché il loro inserimento in questa legge potrebbe essere non utile per dare risposte concrete ai problemi giustissimi che si vogliono affrontare con la legge in esame. Per concludere, stiamo attenti a non prevedere cose eccessive, impianti da sistemare, da ristrutturare eccetera, ma chi le ha dette queste cose? Le ha dette l'Assessore? Se gli impianti non sono a norma devono essere chiusi. Se gli impianti devono essere modificati, corretti, evidentemente per diversificarli, ci vorranno i tempi tecnici; e mi sia consentito dire, sempre per amore della verità, non prendiamoci in giro, perché se devono essere riconvertiti, modificati eccetera - cosa che, in termini anche di costi, probabilmente tutte le aziende non riusciranno a fare e che non servirebbe - in qualsiasi caso i tempi non sono di qualche mese.

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, se lei si rivolge alla Presidenza riusciamo a sentirla meglio, così parla sul microfono.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. I giorni non diventano mesi e i mesi non diventano anni. L'unica preoccupazione che abbiamo avuto è stata quella di cercare disperatamente di inserirci in questo discorso per fare i primi della classe, ma forse con un risultato che potrà essere, secondo il mio modesto punto di vista, anche negativo.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, lei ha rinunciato a parlare o aveva ceduto il turno all'onorevole Cogodi?

VASSALLO (R.C.). No, io non avevo rinunciato a parlare, ma visto che si obietta che il nostro Gruppo parla troppo, dato che ritengo più che esaurienti le cose che ha detto l'onorevole Cogodi in relazione al contenuto degli emendamenti presentati, rinuncio a parlare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io avevo deciso di non intervenire, ma credo che qualche precisazione ulteriore in seguito all'intervento dell'assessore Oppi debba essere fatta.

Noi, assessore Oppi, siamo qui, sono le 14 e 10, abbiamo votato il passaggio all'esame degli articoli, erano presenti venti consiglieri dell'opposizione e diciotto della maggioranza, perché abbiamo assunto l'impegno con i lavoratori che questa legge sarebbe stata discussa, e per questo stiamo cercando di garantire il numero legale.

Per quanto riguarda la legge sull'ARPAS, non solo esiste il disegno di legge della Giunta, per ma ancor prima del disegno di legge della Giunta sono state presentate alcune proposte di legge. Ma anche in questo caso, assessore Oppi, io le ricordo che le maggioranze, le dovete garantire voi, quindi la responsabilità non può essere tutte le volte attribuita all'opposizione, come anche oggi si è affermato, mentre se si approva una legge i meriti sono della maggioranza. Credo che il dibattito che c'è stato ieri, nel corso del quale abbiamo cercato di dare un contributo per migliorare il testo in esame, dimostri che stiamo facendo una opposizione costruttiva, nonostante ci siano sempre delle chiusure totali da parte della maggioranza anche sui semplici ordini del giorno da noi proposti. Basta pensare a quanto è successo sull'ordine del giorno sulla Cartiera di Arbatax, che soltanto perché abbiamo inserito una piccola frase, con la quale esprimevamo preoccupazioni nei confronti del Governo, si è rischiato di non votare.

Noi siamo d'accordo e stiamo mantenendo gli impegni; rischiamo davvero di non approvare questo provvedimento perché non ci saranno i quarantun voti…

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Trentasei.

FADDA (Popolari-P.S.). Trentasei, trentasette, quelli che sono. Rischiamo, nonostante noi stiamo garantendo il numero legale, di non poter approvare questa legge; non potete contarvi soltanto quando vi fa comodo, quando volete sollevare la voce, quando volete mostrare i muscoli. Io credo che voi abbiate il dovere di garantire in qualsiasi momento, in tutte le sedi, il numero legale per poter legiferare e non di accusare l'opposizione di fare ostruzionismo.

Quindi, collega Oppi, noi siamo disponibili, siamo oggi presenti, cerchiamo di approvare questo provvedimento, però risparmiate queste accuse nei confronti dell'opposizione, lo dico in modo particolare al collega Balletto che ogni tanto accusa l'opposizione, cercate voi di non fare ostruzionismo perché basterebbe, come è nostro diritto, chiedere la verifica del numero legale, che neanche oggi noi riusciremo a lavorare per esclusiva e totale responsabilità della maggioranza.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 2, unificato con il numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Gli emendamenti numero 1 e 5 sono stati ritirati.

Metto in votazione l'emendamento numero 3, modificato aggiungendo la parola "sanitari" dopo la parola, "rifiuti". Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il testo modificato a seguito dell'approvazione degli emendamenti. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Chiedo la votazione nominale con il sistema elettronico.

PRESIDENTE. Settee consiglieri devono appoggiare la sua richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri FRAU, LIORI, CORDA, BIGGIO, CORONA, PITTALIS, CARLONI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8.

COGODI (R.C.). Dichiaro il mio voto favorevole, non avendo la scheda.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - DEMURU - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MORITTU - ORRU' - ORTU - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FRAU - GRANARA - LIORI - LOMBARDO - MURGIA - NUVOLI - OPPI - PISANO - PITTALIS - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: MARROCU - SANNA Alberto - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 39

votanti 36

astenuti 3

maggioranza 19

favorevoli 14

contrari 22

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 9, con la modifica che è stata proposta: "Si farà fronte agli oneri con il bilancio 2002-2004". Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'articolo 2 recita così: "La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione".

Di questo articolo vengono cassate le parole "è dichiarata urgente" Pertanto la norma è così riformulata: "La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione".

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo per dire quello che ognuno di noi in questo momento sta pensando perché sia esplicitato: purtroppo, l'articolo 2 alla fine risulterà ininfluente, infatti per poter approvare la clausola dell'urgenza è necessario che un maggior numero di consiglieri regionali, della maggioranza ovviamente, siano presenti. Ma il fatto è che pur essendo presente l'opposizione, la maggioranza, in numero così risicato, non si riuscirà a dare urgenza a questa legge perché tutta la mattina che diciamo: "Fatevi carico non di garantire il numero legale, come dovreste per essere legittimati a governare, ma, almeno, di arrivare a garantire quarantuno voti nell'insieme, tutto il Consiglio perché si possa approvare la clausola dell'urgenza". Tuttavia, siamo al limite risicato di trentanove presenti, mi pare, il numero legale mi pare è trentasette per via dei congedi, per cui l'urgenza, purtroppo, cadrà perché non avete voluto ascoltare, tanto ci tenete ad approvare questa legge!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per evitare l'equivoco, le ricordo che questo articolo lo abbiamo emendato cassando l'urgenza.

(Brusio in Aula)

(Segue PRESIDENTE.) Posso chiedere l'attenzione dei consiglieri un secondo? Onorevole Vargiu, posso chiedere la sua attenzione?

Onorevole Cogodi, sto spiegando le ragioni di tale modifica perché ciò sta generando un equivoco nella discussione. L'urgenza non è più necessaria, infatti prima della riforma costituzionale dello Statuto la clausola dell'urgenza veniva introdotta per dimezzare i termini del controllo governativo delle leggi. Venuto meno tale controllo grazie all'abrogazione parziale dell'articolo 33 dello Statuto, non è necessaria l'urgenza e la legge entra in vigore nei tempi che stabiliamo.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Siccome qui attenti siamo tutti, e se non proprio scorpacciate, almeno un assaggino di carne di volpe l'abbiamo fatto tutti da bambini; allora, quello che io intendevo dire è che senza la presenza, peraltro considerevole, di tutta l'opposizione che voti a favore, questa legge non si potrebbe approvare.

Aggiungo, se mi è consentito, perché noi l'abbiamo sentito anche in relazione a questa vicenda, che da qualche tempo è invalso l'uso di indurre il sospetto che Rifondazione, noi, che per esercitare nel modo migliore il nostro mandato, conduciamo le nostre battaglie, che riteniamo pure e nobili, avesse chissà quali riserve. Le nostre preoccupazioni erano per quelle di fare una buona legge, cosa che ci pare che sia stata fatta, grazie al concorso di consiglieri appartenenti a diversi gruppi, ma ogni qualvolta noi affermiamo di voler migliorare una legge si va a dire che tutta la colpa del mondo è dell'opposizione, e se è possibile, di Rifondazione, che ha tre consiglieri regionali.

Voglio far notare che senza i tre consiglieri di Rifondazione, senza noi tre, pur essendo pochi, senza i nostri tre voti non sarebbe oggi possibile approvare la legge; perché questi tre voti, anche solo questi tre, a causa della scarsa presenza di consiglieri a questa seduta, sono determinanti.

Noi avremmo votato ugualmente a favore della legge. Per questa ragione votiamo a favore della legge due volte, una per noi ed una per i malevoli.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. E` stato presentato un ordine del giorno a firma Deiana, Giagu, Ibba, Biancu e più. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO DEIANA - GIAGU - IBBA - BIANCU - COGODI - ORRU' - VASSALLO - BALIA - SANNA Giacomo sulla necessità di predisporre il disegno di legge di recepimento della normativa nazionale in materia di rifiuti pericolosi.

IL CONSIGLIO REGIONALE

A CONCLUSIONE del dibattito sul disegno di legge n. 239/A concernente "Modifiche all'articolo 6 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, concernente "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" e interventi in favore degli emigrati",

impegna la Giunta regionale

A PREDISPORRE tempestivamente il disegno di legge relativo al recepimento del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, concernente "Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio" e comunque non oltre il 31 luglio 2002. (1)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'ordine del giorno.

VASSALLO (R.C.). Intervengo solo per precisare che l'ordine del giorno è a firma di Cogodi e più, e dato che il testo è molto semplice si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, io credo che questo ordine del giorno sia superfluo, perché noi all'ordine del giorno della Commissione abbiamo già il disegno di legge 147.

FALCONI (D.S.). Un ordine del giorno non si nega mai a nessuno.

FRAU (A.N.), relatore. Io credo, però, che entro 31 luglio 2002, visto il carico di lavoro che abbiamo come Commissione, probabilmente non riusciremo a esitare tale disegno di legge.

COGODI (R.C.). Se lavori ci riesci.

FRAU (A.N.), relatore. Noi lavoriamo molto! Abbiamo tante cose da fare, comunque abbiamo già iniziato l'esame di quel disegno di legge con l'audizione dell'Assessore dell'ambiente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. L'ordine del giorno, a mio giudizio, impegna la Giunta a presentare un disegno di legge che il sottoscritto ha presentato, che è stato approvato in Giunta, e che è già in carico da qualche tempo alla Commissione, che deve esitarlo. Quindi non c'è motivo di votare questo ordine del giorno.

COGODI (R.C.). E' una sollecitazione

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Benissimo, lo accogliamo come raccomandazione.

PRESIDENTE. L'Assessore è favorevole.

Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolato emendato della proposta di legge 239/A.

L'onorevole Cogodi ha dichiarato il suo voto a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - FADDA - FALCONI - FRAU - GRANARA - IBBA - LAI - LIORI -LOMBARDO - MARROCU MORITTU - MURGIA - NUVOLI - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PISANO - PITTALIS - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SCARPA - SPISSU -TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 41

votanti 41

maggioranza 21

favorevoli 41

(Il Consiglio approva)

Il Consiglio è convocato per mercoledì 23 gennaio alle ore 10 e 30 per la prosecuzione dell'esame dell'ordine del giorno.

La seduta è tolta alle ore 14 e 28.