Seduta n.380 del 31/01/2008 

Seduta CCCLXXX

(Antimeridiana)

Giovedì 31 gennaio 2008

Presidenza del Vicepresidente Rassu

indi

del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 36.

SANNA SIMONETTA f.f., Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 23 gennaio 2008 (373), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Vincenzo Floris, Lanzi, Porcu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di giovedì 31 gennaio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:

SANNA SIMONETTA, Segretario:

"Interrogazione Calledda - Cherchi Silvio - Lai Silvio, con richiesta di risposta scritta, sulla cancellazione dei collegamenti via ferro con la Sardegna a partire dal 1° aprile 2008, comunicata da Trenitalia agli operatori sardi nel settore". (1135)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di dilazionare i termini concessi alle imprese artigiane per la restituzione delle somme fissate per la chiusura transattiva ai sensi dell'articolo 27, commi 9 e 12, della legge regionale n. 4 del 2006, e successive direttive di attuazione". (1136)

"Interrogazione Ladu, con richiesta di risposta scritta, sul Consorzio universitario di Nuoro". (1137)

"Interrogazione Cocco - Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di sostenere l'associazione Banco alimentare della Sardegna". (1138)

"Interrogazione Cucca - Sabatini, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione dei contributi previsti dall'articolo 29, comma 1, lettera h), della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), a favore delle associazioni sportive del Comune di Nuoro". (1139)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione del servizio di medicina dello sport della Asl n. 1 di Sassari". (1140)

"Interrogazione Giorico, con richiesta di risposta scritta, sul risanamento dello stagno del Calik (Alghero) e sulla valorizzazione ambientale e turistica del compendio lagunare". (1141)

PRESIDENTE. Colleghi, è in corso la riunione della Commissione bilancio per la disamina degli emendamenti degli articoli successivi all'articolo 2. Avrebbero dovuto chiudere alle 10 e 30, e ciò non è avvenuto. Stante comunque il numero esiguo della presenza in Aula dei colleghi, io aggiornerei i lavori. Sospendo la seduta sino alle ore 11.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 39, è ripresa alle ore 11 e 23.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo i lavori dell'Aula. Siamo in discussione dell'articolo numero 1, e a tal proposito, ieri, sono stati sospesi gli emendamenti numero 493 e 936, emendamenti presentati al comma 36.

BIANCU (La Margherita-D.L.). A che pagina?

PRESIDENTE. A pagina 49. Sugli stessi erano state fatte alcune dichiarazioni di voto, era stata chiesta la sospensione dell'esame di questi emendamenti. Erano sospesi il "493" e il "436". Non erano stati posti in votazione. Sono sospesi per richiesta dei colleghi presentatori, quindi io devo porre in votazione, se non ci sono interventi…

Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Presidente, è stata chiesta dal collega Masia la sospensione, con l'appoggio del Capogruppo Marrocu, però. Si vuole sospendere? Voglio capire. Chiedo, Presidente, se si vuole sospendere ulteriormente o se lei ritiene di poterlo discutere e mettere ai voti.

PRESIDENTE. Il problema è questo: se noi sospendiamo la votazione e l'esame di questi emendamenti, dobbiamo per forza sospendere l'intero articolo, perché subito dopo si dovrebbe passare alla votazione del testo degli altri due emendamenti, e poi agli aggiuntivi. Per cui, sono obbligato prima ad esaminare questi due emendamenti. Se li sospendiamo, dobbiamo sospendere l'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Sì, Presidente, allora io chiedo una cortesia, chiedo una sospensione di soli cinque minuti, per favore.

PRESIDENTE. Sta chiedendo una sospensione dei lavori dell'Aula per cinque minuti?

PISU (R.C.). Sì, certo.

PRESIDENTE. Cinque minuti, comunque, onorevole Pisu.

I lavori dell'Aula sono sospesi per cinque minuti. Prego i colleghi di restare in Aula. Si riprendono i lavori alle ore 11 e 30. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 26, è ripresa alle ore 11 e 32.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, se siamo pronti…

Prego due Segretari di prendere posto al tavolo della Presidenza. Grazie. Uno dell'opposizione e uno della maggioranza. Bene, colleghi, prendiamo posto.

Sono in discussione gli emendamenti numero 493 e 936 che erano stati sospesi, si tratta di due emendamenti sostitutivi per cui è necessario esaminarli ora prima di passare agli altri emendamenti e all'approvazione del testo… scusate, soppressivi, ho sbagliato.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, io voterò a favore degli emendamenti…

PRESIDENTE. Un attimo onorevole… colleghi, prendete posto per cortesia. Prego i colleghi di prendere posto, grazie. Prego collega Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io voterò a favore degli emendamenti numero 493 e 936 rilevando, come dicevo anche ieri, che si tratta di un comma, questo, che ha un particolare significato politico e che mi sembra in linea anche con l'interlocuzione che c'è stata ieri ponendo l'accento sul fatto che questo emendamento è un emendamento innocuo, perché sopprime un incidentale del comma che niente impedisce, tanto è vero che io propongo un'integrazione, che è stata in parte accolta dall'onorevole Marrocu, quando ieri si è discusso, e che riguarda in particolare l'impiego di questo finanziamento in occasione della festa del Popolo sardo che è l'emendamento numero 279 a pagina 77 e il numero 278 a pagina 78. Tra l'altro c'è stato un intervento dell'onorevole Maninchedda che proponeva di estendere anche il finanziamento al sessantesimo anniversario dello Statuto di autonomia, ma, soprattutto, richiamo anche l'intervento del Segretario dello SDI che ha proposto l'onorevole Balia, ha ricordato che quest'anno cade anche il bicentenario della morte di Giovanni Maria Angioi. Allora, considerando che reputo veramente controproducente legare la storia del popolo sardo e della Sardegna esclusivamente al G8, io ritengo che sia assolutamente necessario fare una distinzione, e per queste ragioni, e anche perché appunto mi sembra un emendamento assolutamente innocuo, voterò a favore di questi due emendamenti. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Presidente, Assessori, chiede innanzitutto, Presidente, il voto elettronico palese. Come dicevo, il comma 36 pone una questione importante che è quella di promuovere la Sardegna come terra di pace e di amicizia tra i popoli, poi da un certo punto dice: "In occasione del G8" cioè stabilisce esattamente una data precisa, e infine stanzia 1 milione di euro allo scopo di organizzare convegni internazionali, non la marcia e Gestori-Laconi, o quella di Villacidro, seminari e manifestazioni a favore dei diritti umani e dei popoli. La sinistra condivide quasi tutto questo comma che ci sembra utile per la nostra terra su un tema così decisivo in questa parte del mondo. Quello che stona è che queste importanti iniziative si tengano solo ed esclusivamente in occasione del G8; questo è sbagliato, anche perché esso non rappresenta certo un momento alto di contributo alla pace, alla concordia e alla soluzione dei problemi nel mondo, perché sono causa, questi G8, e concausa dell'ingiustizia sociale e dunque anche delle tensioni e delle guerre. Questi incontri non sono per la pace, così li percepisce l'opinione pubblica mondiale. Questi incontri rappresentano, invece, l'occasione per i potenti della terra che difendono gli Stati e le classi più ricche per tutelare i loro interessi a danno degli Stati, dei popoli, delle classi più deboli. Non a caso costoro non vogliono discutere di questi problemi all'ONU dove siedono i circa 210 stati del pianeta, sono strumenti extraparlamentari illegali, come giustamente diceva l'onorevole Maninchedda ieri, noi non possiamo certo enfatizzare questi incontri anche perché il popolo sardo è vittima di queste politiche, come la crisi economico-sociale dimostra, e soprattutto per il ruolo di grandi portaerei che lo stato da tempo ha assegnato alla Sardegna con le servitù militari, le basi, le esercitazioni e, peggio, delle sperimentazioni di armi terrificanti per sponsorizzare la fiorente industria bellica italiana. Inoltre non è una buona immagine quella che diamo con il G8 della Sardegna, abbiamo ben altro su cui puntare, le nostre risorse ambientali e culturali, e la storia del popolo sardo tendenzialmente pacifica. Io credo che noi, come popolo sardo, dobbiamo invece lavorare per dare quell'immagine di pace; continuiamo su questa strada e io credo che si andrà nella giusta direzione. Il collega Marrocu, molto ecumenicamente, ci diceva nei giorni scorsi che queste manifestazioni…

PRESIDENTE. Due secondi, grazie.

PISU (R.C.)… spingerebbero i media a parlare meno del G8 e più della nostra tendenza di pace; non è così. Noi diciamo che se il G8 si farà, ci creerà un danno per due settimane, noi con quel milione possiamo produrre manifestazione di pace tutto l'anno e così riusciremo a contenere perlomeno i danni che si faranno con il G8 e recuperare un'immagine positiva tutto l'anno per la Sardegna.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Pisu. Prego i colleghi di prestare attenzione agli interventi dei colleghi, si sente un brusio insopportabile. E' anche una questione di rispetto verso il collega che fa il suo intervento. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'intervento appena sentito dell'onorevole Pisu ci toglie ogni dubbio su come votare, almeno, personalmente me lo toglie completamente, e cioè, questo comma è pensato per fare, in occasione del G8, iniziative culturali promosse dalla Regione per promuovere la pace e l'amicizia tra i popoli. Io per due motivi voterei contro e voto contro questo emendamento che tende a togliere le parole: "In occasione del G8", perché togliere queste parole è una mistificazione, voi l'avete voluto per questo scopo, tenetevi il comma e questo provvedimento in questo modo, mentre io sono contrario totalmente, e noi siamo contrari totalmente a questo comma innanzitutto perché nasconde l'immagine di una Regione che non promuovere cultura, ma fa cultura, una cultura statalista, in questo modo. La cultura la fa il popolo, la fanno le organizzazioni, le associazioni che la Regione può promuovere, deve promuovere, ma non organizzando dal centro anche qui dirigisticamente, iniziative culturali che non sappiamo neanche che contenuto avranno, perché quel che pensa sul G8 e sulla pace l'onorevole Pisu è diverso da quello che penso io e pensano altri colleghi. Allora, si confrontino nella società diverse culture, diverse concezioni della vita e della storia della politica, ma non che la Regione debba fare da contenitore, evidentemente non imparziale, rispetto a questi contenuti, lasciamo che sia la società a discutere. Avrei accettato volentieri che si destinasse 1 milione di euro per fare cultura sulla pace e sull'umanità, ma promuovendo e accettando quel che dalla società nasce, non imponendo iniziative che dalla Regione si estendano al sistema della Sardegna; è veramente una finzione. Quindi convintamente voto contro.

PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Prima di dare la parola all'onorevole Uras, volevo dire all'onorevole Pisu che ha chiesto il voto elettronico palese che è necessario che sia supportato o da altri sette consiglieri o dal suo Capogruppo. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo il voto a scrutinio elettronico palese e mi permetto di fare alcune considerazioni su questo emendamento. Noi tutti sappiamo che ci sarà, perché così è stato prefissato, sono appuntamenti che difficilmente vengono definiti il giorno prima per tutto ciò che richiedono in termini di sicurezza, di organizzazione e anche sotto il profilo mediatico. Sappiamo che ci sarà il G8. Noi perché facciamo una contestazione radicale a questo organismo, che non è un organismo codificato da un percorso, da una procedura anche di partecipazione non dico democratica, comunque degli Stati, tutti, delle Nazioni, dei popoli, delle comunità? Si mettono d'accordo i più ricchi - lo diceva benissimo ieri l'onorevole Maninchedda - per governare con Marte e con i soldi, anche con la guerra. Tutto il resto del mondo e chi non ci sta è tagliato fuori, e i modi di intervenire, ma io suggerisco, leggetevi un librettino, l'ha scritto Vandana Shiva, un ingegnere indiano, donna, una delle figure migliori di questa nostra epoca, si chiama "Le guerre dell'acqua", e raccogliete quelle testimonianze che sono lì contenute per capire come le multinazionali e i governi delle multinazionali, dei più ricchi, portano alla tragedia intere comunità, intere nazioni.

Noi non vogliamo fare la celebrazione del G8. Noi vorremmo che a incominciare dal 2008 in Sardegna si discutesse sui diritti umani, su quelli delle comunità, dei popoli e che la parola cooperazione, cooperazione e riconoscimento reciproco sostituisse la parola competizione, che è sempre a perdere per chi ha meno e per chi ha più disagi ed è sempre a vincere per chi ha di più e può correre con più forza e può ottenere con più forza i propri risultati.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Vi prego di contenere l'intervento nei tre minuti.

CHERCHI OSCAR (F.I.). Grazie presidente. Io credo che il voto contrario all'emendamento numero 493 sia più che giustificato dal fatto che sopprimere le parole "in occasione del G8" in un comma che già è dimostrato scandaloso e in qualche modo - passatemi questo termine - pilotato sia e non abbia a questo punto più motivo di esistere. Allora, se il comma 36 è rimasto in piedi perché quest'Aula, o meglio questa maggioranza, ha deciso di dedicare e di destinare un milione di euro alla cultura, alla pace nel mondo, a questi convegni internazionali che devono essere utilizzati per trasmettere la nostra pace e far capire al mondo che noi siamo gente di pace e gente che non va certo e non vuole certamente la guerra, mi dovete spiegare per quale motivo era necessario doverlo inserire all'interno di questa finanziaria senza una giustificazione logica. L'unica giustificazione logica che la Giunta ha trovato è quella dell'occasione del G8. Allora io mi dico: già non capisco il motivo della modifica dello stesso comma 36, perché all'origine, nella proposta della Giunta, il comma era il numero 34 e recitava semplicemente "al fine di promuovere l'immagine della Sardegna in occasione del G8 è autorizzata la spesa di euro un milione nell'anno 2008 per l'organizzazione di convegni internazionali", senza bisogno di dover parlare di pace, di aiuti umanitari, di sogni fantastici che questa Sardegna deve trasmettere al resto del mondo. Credo molto più semplicemente che probabilmente la sinistra radicale, che non può andare all'esterno e dire: "Noi siamo favorevoli al G8…

URAS (R.C.). Radicali siete voi! Noi siamo la sinistra. Radicali siete voi. E' un altro paio di maniche!

CHERCHI OSCAR (F.I.). …favorevoli al G8", dicevo… Se non siete radicali siete estremisti, va bene lo stesso!

PRESIDENTE. Onorevole Uras... onorevole Cherchi, non dialoghi con i colleghi, si rivolga alla Presidenza. Prego.

CHERCHI OSCAR (F.I.). Va bene estremisti di sinistra, va bene, è uguale, non cambia niente. Se è necessario dover dimostrare all'esterno che voi siete contrari al G8 e quindi dovete cassare la parola G8 all'interno di quel comma, ma perché non vi siete, invece, battuti per dire no a questo comma e a questo inciucio, e dire no, eventualmente all'esterno e fuori, per il G8.

Credo che sia veramente una vergogna utilizzare quest'Aula e quella posizione per dire all'esterno che voi siete contro il G8 quando poi in realtà votate a favore di questa finanziaria per poter continuare a rimanere all'interno di questa maggioranza.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cherchi. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Grazie Presidente. Mi pare che l'onorevole Maninchedda ieri abbia detto una cosa estremamente interessante e ha detto che parte del mondo cattolico, e ripeto parte del mondo cattolico militante, in questi anni ha preso posizione netta su avvenimenti di questo tipo, forse si riferiva a Zanotelli, a Don Gallo, a Don Vitaliano, alla teologia della liberazione. Si, ha ragione Maninchedda, pezzi consistenti del mondo cattolico si schierano inequivocabilmente per la pace e contro la guerra e si sono schierati in ogni occasione di questi appuntamenti dei G8. Vedete, il dibattito di ieri sembrava che portasse ad una mediazione intelligente; evidentemente qualche mal di pancia ha dominato e ha fatto saltare tutto. Noi non abbiamo assolutamente paura e timore di dire e di pensare che siamo contro questi appuntamenti. Ma c'è l'altra verità. L'altra verità è che durante questi appuntamenti milioni e milioni di persone, gli Stati del terzo mondo, gli Stati che subiscono l'economia potente di questi Paesi si riuniscono, discutono, combattono, analizzano, elaborano, ipotizzano strategie di sviluppo. Bene, noi pensavamo che in quest'occasione la Sardegna potesse diventare proprio una zattera di elaborazione politica, visto che la Sardegna è stata finora, invece, la zattera militare, del dominio militare. Quale occasione migliore quest'anno, tutto l'anno, per discutere di queste cose? Allora non capisco perché togliere "in occasione del G8" abbia creato così tanti problemi a questa maggioranza che prima si dichiara d'accordo, poi chissà perché improvvisamente cambia parere. Noi naturalmente voteremo convintamente il nostro emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Davoli. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io pensavo che la nottata avesse portato buon consiglio e che si fosse trovata la soluzione per quest'emendamento, anche perché pareva che la maggioranza avesse idea di dare una nuova linea a questa ipotesi di lavoro che veniva data per il G8. Io vorrei ricordare che questo finanziamento è per coprire l'ala sinistra una volta che si è accettato di portare il G8 a La Maddalena e il G8 a La Maddalena l'ha portato il Governo Prodi, dove voi eravate, cari amici della sinistra, parte compartecipe assoluta. Non avete detto mezza parola durante la presenza del vostro governo in quella direzione. L'avete voluta e l'avete mantenuta! Allora, per coprire le pudenda avete accettato che ci fosse questo milione di euro all'interno della finanziaria ed è vergognoso che oggi qui si parli di zattera di Sardegna. La zattera della Sardegna è alla deriva, portata da un governo incapace che sta soltanto falcidiando l'economia e che sta creando disoccupazione e non certamente prospettive di sviluppo in quest'isola.

Io pensavo che si volesse dare corso ad ampliare il ragionamento e a dire che con la cultura della Sardegna, con il fatto che si vogliono ricordare le persone illustri della Sardegna, ricade anche il bicentenario della morte di Giorgio Asproni e non ho capito perché non se ne parli, saranno parole che ripeterò io qui, in altra circostanza e in questa discussione, ricordando l'attualità di quel parlamentare che difendeva la Sardegna e gli interessi della Sardegna, non già, come è stato fatto in più di una circostanza, cercando i finanziamenti che non sono arrivati o male utilizzati quei pochi promessi dal Governo Prodi e dagli accordi con uno Stato che non sono stati mai santificati. Cari amici della maggioranza, riflettete con attenzione, se dovete lasciare lasciate così con chiarezza che è riferito al G8, in modo che tutti sappiano quelle che sono le vostre scelte nei confronti di una Sardegna e di una disoccupazione che avanza, perché non possono essere messe alle pudenda, ripeto ancora una volta, alle porcherie che si stanno santificando all'interno di questa finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Sinistra Autonomista). Grazie, signor Presidente. Voglio dire prima di tutto che la sinistra parla lo stesso linguaggio a Roma e parla lo stesso linguaggio a Cagliari, semmai c'è qualche altro probabilmente che non fa altrettanto...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusi, un attimo. Colleghi, vi prego di stare a posto e di tentare di interrompere il dialogo tra di voi, perché sinceramente non si riesce seguire l'intervento del collega. Prego di accomodarvi, almeno per rispetto del collega che sta intervenendo. Grazie. Prego, onorevole Serra.

SERRA (Sinistra Autonomista). La sinistra parla lo stesso linguaggio a Roma e a Cagliari e sostiene a Roma e a Cagliari, anche nei confronti di Governi che finora si erano dichiarati amici, cosiddetti amici, abbiamo detto la stessa cosa. Abbiamo detto che siamo contro il G8 prima di tutto, per le questioni che sono già state espresse. Seconda questione, l'onorevole Cherchi prima ha definito sogni fantastici le parole pace, solidarietà, fraternità e così via, per noi non sono sogni fantastici, per noi sono semplicemente obiettivi da raggiungere e per raggiungere questi obiettivi continueremo a lavorare. Altra questione, l'abbiamo già detto tante volte, la Sardegna per quanto riguarda la guerra, per quanto riguarda le basi militari, per quanto riguarda le occupazioni, ha già dato e ha dato tanto e adesso è tempo di cambiare. Non vogliamo più mettere la nostra regione a disposizione di quanti continuano a perseguire queste politiche. L'80 per cento delle servitù militari durante tutto il dopoguerra di tutta Italia erano in Sardegna. Ma la questione che mi premeva sottolineare in questo momento, perché di queste cose già altri hanno parlato, è questo, occorre ribaltare un concetto che è durato troppo a lungo, sia per noi sia per l'Italia ed è questo: che dobbiamo utilizzare tutte le cose impossibili pur di avere qualche riconoscimento e qualche beneficio economico. Questo è stato fatto per quanto riguarda le basi militari e l'abbiamo detto e spiegato. Abbiamo dato Perdasdefogu e qualcuno veniva a Perdasdefogu e continua a venire a Perdasdefogu a dire che se vanno via i militari cessa lo sviluppo. Lo abbiamo detto per Teulada, ebbene, Teulada 25 anni fa aveva il doppio degli abitanti che ha oggi, i militari non hanno mai portato niente, non hanno mai portato benefici! Occorre ribaltare questo concetto, ecco perché noi diciamo che questi convegni internazionali vanno fatti semplicemente per farli e per portare avanti queste idee e non perché con l'arrivo dei G8 ci verranno dati dei benefici economici, verranno fatte delle strade, verrà fatto altro. Non è questo tipo di sviluppo che vogliamo per la nostra Isola e mi pare che in questa direzione finora abbia lavorato anche questa Giunta e questa maggioranza. Chiediamo a questa Giunta e a questa maggioranza che continui in questa direzione, che trovi una via di sviluppo diversa rispetto a quella che c'è stata promessa finora. Ecco perché noi sosteniamo con forza la cancellazione delle parole G8 e votiamo contro la soppressione del comma perché ci interessa che quel milione di euro sia speso e sia speso nella direzione in cui abbiamo detto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Non riprendo le valutazioni che ho fatto ieri sul significato di questo comma e di questo emendamento, sono agli atti e così rimangono. Però le specificazioni che in forza sono venute oggi dalla sinistra mi convincono della bontà di respingere questo emendamento e mi convincono della bontà che forse, probabilmente, il comma così come proposto dalla Giunta in finanziaria era il comma giusto, senza nessuna modifica. Io non voglio che si dimentichi, pur essendo d'accordo, che il presidente Soru ha voluto fortemente che la manifestazione dei G8 si svolgesse in Sardegna e su questo non sono contrario. Sono semmai contrario sull'avventura che dovremo vivere con i G8, cioè sulla mancanza di finanziamenti, sono contrario sul fatto che il presidente Soru abbia garantito che il G8 non avrebbe pesato sulle casse della Sardegna, cosa che sarà impossibile, leggasi le dichiarazioni di Bertolaso che è coordinatore della manifestazione, della programmazione della manifestazione. Quindi, vorrei sottolineare per l'ennesima volta quanto la maggioranza, il centrosinistra, sia in continua contraddizione con se stesso. Cioè, siete voi, noi potevamo anche non intervenire, perché è evidente che c'è qualche visione diversa all'interno del centrosinistra, è stato molto evidente ieri; in una situazione politica normale un Presidente assente della Giunta avrebbe tratto le conclusioni politiche del voto di ieri, cioè di una maggioranza che è decisamente inesistente. Decisamente inesistente perché sulle questioni di merito non si ritrova, perché non sposa una linea programmatica comune, perché è in contrasto netto sulla formulazione della proposta politica. Ecco, di questo dovremo prendere atto e il G8 è solo l'occasione, è l'occasione per continuare a scavare i distinguo, i distinguo che pesano ovviamente sulla finanziaria, che pesano sul bene comune, che sono pesati a lungo sul Paese, ma che oggi - come tutti potranno vedere - sono decisamente visibili anche a tutti i sardi. Credo che questa farsa debba finire, debba finire la farsa in Commissione, debba finire la farsa della finanziaria, debba finire la superficialità con la quale, per fatti privati, si mettono in discussione le azioni pubbliche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io devo ringraziare, Presidente, i colleghi della sinistra perché mi hanno impedito di fare un errore, nel senso che io ieri nel corso della discussione sul soppressivo del comma avevo annunciato il voto a favore della soppressione del richiamo al G8 che rettifico, nel senso che non avevo compreso quale fosse la ragione intrinseca per cui veniva chiesta l'abolizione al richiamo al G8. La ragione intrinseca per cui veniva chiesto da una parte della sinistra l'abolizione di questo passaggio è la peggiore, cioè che la sinistra estrema non vorrebbe neanche votare una cosa in cui sia richiamato il G8 tanto si vergogna che un altro pezzo della sinistra abbia portato in Sardegna il G8 con l'avallo di un altro Governo di centrosinistra che era quello romano. Ecco, questo mi sembra quello che sia il dramma più grosso che oggi viviamo all'interno dell'Aula, di un'Aula che decide, desidera, vuole discutere di politica internazionale, ritiene di essere abilitata a scegliere gli scenari mondiali all'interno del quale la Sardegna si deve muovere, quasi che noi avessimo la possibilità di fare una scelta su questi scenari internazionali. Vi ripeto quello che vi ho detto ieri, se voi davvero volete fare una cosa concreta per i diritti del cittadino, per di diritti dell'individuo nel mondo, date

il milione di euro, cancellando anche il richiamo al G8, ad Amnisty International, datelo a qualcuno che non lo usi per convegni internazionali, per seminari e per altri bidet alla coscienza che voi proponete, ma che lo usi davvero per garantire i diritti nel mondo di coloro i cui diritti sono conculcati. E ricordatevi che quando voi citate le parole cooperazione e competizione, allora sì che non potete liberarvi da quelli che sono gli scenari nei quali la Sardegna è comunque inserita e quando in una regione il rapporto CRENOS, ente che sicuramente non ha rapporti con il centrodestra, dice che il 65 per cento del prodotto interno lordo è prodotto attraverso la spesa pubblica, ma ben venga finalmente la competitività in una regione che la competitività non conosce! Perché la competitività è garanzia di sviluppo economico e lo sviluppo economico è garanzia di tutela delle fasce più deboli della società, di quelle fasce deboli che voi dite di voler tutelare e che invece volete mantenere nella povertà, perché la povertà vi consente di controllarli politicamente, e la povertà genera solo povertà, mentre la competizione genera sviluppo e lo sviluppo consente di proteggere i deboli e consente di cancellare quella povertà che in quattro anni di vostro governo voi siete soltanto riusciti ad aumentare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Non posso nascondere il mio disagio di fronte ad una difficoltà evidente della maggioranza anche su un tema che avrebbe dovuto essere probabilmente assai molto più semplice da gestire. Io ho detto ieri che do un'interpretazione molto diversa da quella che viene data sia dagli esponenti del centrodestra e anche dagli esponenti della sinistra in quest'Aula. Non ho paura che si nomini il G8, assolutamente, io critico il G8 per come ha impostato le sue politiche di potere di Stati potenti che con una politica sbagliata hanno teso a scaricare sui Paesi più poveri le loro difficoltà e per mantenere i loro privilegi, ma considero anche il G8 composto dalle più grandi democrazie del mondo come ho detto ieri in cui è presente anche il nostro Stato, è presente anche il nostro Governo.

E non considero questa politica immodificabile, questa politica sbagliata immodificabile. Debbo ricordare che uno degli esponenti di maggior spicco dal punto di vista politico degli Stati Uniti d'America e che ha rischiato probabilmente per... lo dico con tutto il beneficio del dubbio, con qualche broglio elettorale ha rischiato di diventare Presidente degli Stati Uniti d'America, e parlo di Al Gore, ha attivato una iniziativa di livello mondiale, di livello mondiale, con un coinvolgimento di popolo, di associazioni e di ambienti politici sul versante dei disastri che questo sviluppo sbagliato e distorto dell'economia mondiale sta portando alla nostra terra intesa in senso di pianeta, ebbene, uno degli esponenti di questa Nazione ha fatto sì che il tema del surriscaldamento del pianeta, il tema del disastro che colpisce soprattutto le Nazioni più povere e abbiamo visto quello che è successo con gli tsunami, con i terremoti, con quanto sta succedendo a causa di una ossessiva distruzione dei requisiti minimi di vivibilità del nostro pianeta, ebbene, è stato un esponente di questa Nazione a portare avanti questa politica...

PRESIDENTE. Concluda.

SALIS (Gruppo Misto). Per cui signor Presidente, io debbo dire che la cancellazione di questo emendamento, di queste quattro parole "in occasione del G8", non modificheranno, non possono modificare la politica del G8, non possono nascondere il fatto che...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Salis.

SALIS (Gruppo Misto). Sto chiudendo Presidente, sto chiudendo... che per il Consiglio regionale della Sardegna, in occasione del G8 abbiamo la possibilità di portare avanti una sfida per cui la Sardegna si presenta veramente con questi fondi stanziati in bilancio...

PRESIDENTE. Grazie onorevole Salis!

SALIS (Gruppo Misto). Con la possibilità di iniziative che la possano portare agli occhi del mondo come terra di pace e di amicizia come detto nell'articolato.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di rispettare i tempi, d'ora in avanti chiuderò.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Presidente, per esprimere il voto contrario all'emendamento e per ribadire il fatto che il G8 nell'arcipelago della Maddalena è stato voluto da Soru.

Ma, è stato in qualche modo anche orientato insieme al Governo Prodi che non esiste più, soprattutto per l'individuazione della data, e cioè è stato scelto, io l'ho detto ieri, il periodo di luglio 2009 e cioè subito dopo le elezioni regionali. Questo perché se dovesse verificarsi un fallimento della manifestazione, la certificazione di questo avverrà dopo le elezioni. Il G8 poteva, e secondo il governatore, doveva essere una importante occasione per compensare la perdita dei posti di lavoro che sono stati determinati dalla dismissione della base Nato. Quindi da una parte si fa una politica di dismissione, di cancellazione di servitù contro i potenti e dall'altra si dice sì al G8. E qua nasce tutta la contrapposizione all'interno della maggioranza che è profondamente spaccata su questo argomento. Quindi, mancano non solo i fondi per rilanciare l'economia dell'isola, ma questi non sono neppure sufficienti per garantire la sicurezza perché come sapete ci sarà un'invasione di no global per contestare il G8, e quindi il G8 invece che una grande occasione e opportunità per l'arcipelago della Maddalena e per la Sardegna, sarà sicuramente un'occasione persa di rilancio del territorio. Ma tutti gli interventi poi fatti dagli amici Uras, Pisu e Serra, gli ultimi che ho sentito, vanno tutti nella stessa direzione, siamo contro il G8, ma perché dite: "Siamo contro il G8" in un emendamento che è ininfluente, quando potevate dirlo prima al governatore Soru. E allora dico, prima di pensare all'unità dei popoli, dovreste pensare all'unità della maggioranza che non c'è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Il Partito socialista "Nuovo PSI" è per il pieno rispetto degli accordi che legano l'Italia agli altri Paesi compresi quelli del G8. Io credo però che questi aspetti di politica internazionale e degli accordi che legano l'Italia ... in questo comma 36 c'entrino poco o nulla. Leggendo attentamente le parole che definiscono il comma 36 mi sembrano espressioni messe insieme da un abile esperto di marketing. Pace, diritti umani, cose sulle quali è impossibile che vi sia qualcuno che non sia d'accordo. Promuovere la Sardegna, ecco il problema di marketing, ma la Sardegna non la si promuove in quella occasione perché anzi quella occasione del G8 fatto in Sardegna e la scelta non è stata fatta certo per promuovere la Sardegna in Europa o nel mondo, ma è stata fatta per ragioni di sicurezza vista l'esperienza di Genova. E' chiaro che è ritenuta una sede, ma semmai ecco, il governatore come tutti i Presidenti delle Regioni hanno colto le occasioni della celebrazione della manifestazione del G8 per avere dal Paese, dallo Stato quegli interventi che servivano a colmare i ritardi in termini di infrastrutture, in termini di risanamento di vecchie questioni e creare condizioni di sviluppo. Non la promozione, questa è veramente una banalità perché il G8 di per sè stesso è un elemento di richiamo mondiale e non aveva certo bisogno di questo miliardo, allora risparmiamo questo miliardo, risparmiamo di prendere in giro, e ai compagni comunisti italiani e di rifondazione dico: "Questa contestazione la dovete rivolgere ai vostri rappresentanti nazionali che sono in un governo che è fedele a questi impegni e allora se non siete fedeli a questi impegni e contestate questi impegni, contestate i vostri dirigenti nazionali che fanno parte di questo Governo!"

PRESIDENTE. Grazie onorevole Farigu. Prego i colleghi di dichiarare il voto, se favorevole o contrario, in dichiarazione. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Mr. President, ladies and gentlemen, this morning the question of summit "G8" is very, very, important. Sembra di essere nel palazzo delle Nazioni Unite, con tanti strateghi che si soffermano su questioni di carattere internazionale, che davvero io mi permetto di riportare un po' alla realtà. E se ieri la sospensione dei due emendamenti, così come il dibattito che si è sviluppato sul comma 37, io pensavo che avrebbe potuto determinare una qualche iniziativa, anche da parte della Giunta. Ma di che cosa stiamo parlando? Io ieri ho fatto una proposta semplice, ma reale e concreta. Esiste un capitolo nel bilancio, nelle UPB di previsione degli affari generali, che prevede il finanziamento, il contributo, di seminari, di convegni, di studi, di quant'altro, io non capisco perché ci sia la necessità, soprattutto all'esito anche dell'accoglimento di quell'emendamento presentato da Rifondazione Comunista e dalla sinistra, e che io per ragioni diametralmente opposte accolgo, e noi voteremo anche a favore, e allora, venendo meno questa finalità, mi chiedo e vi chiedo perché il tutto non debba essere riportato nella sede naturale. E dico anche, scusatemi, mi dà più affidabilità l'assessore Dadea, che questi fondi non siano gestiti dalla Direzione Generale della Presidenza della Giunta. Quindi, un invito all'aula perché si preveda che la UPB di riferimento sia quella degli affari generali e non della Presidenza della Giunta regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Espa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ESPA (La Margherita-D.L.). Sì, grazie. Anch'io vorrei evitare di fare politica internazionale in quest'aula. Poi ho sentito che qui il G8, praticamente, viene organizzato in occasione delle elezioni regionali del 2009, mi sembra che Bush non stia pensando, forse, a questo Consiglio regionale. Ma ritengo che la proposta del collega Pisu sia una proposta di cui capisco il senso, cioè la Sardegna deve essere sempre una terra che promuove pace e amicizia tra i popoli, io però devo dire questo, lo dico soprattutto ai compagni della sinistra, io ho avuto la fortuna di partecipare ad Edimburgo al G8, quando ci sono stati tutti quegli scontri, ma collateralmente c'erano migliaia e migliaia di giovani, di pacifisti, di ecologisti, di "Amnesty International", "Emergency", "Caritas internazionale", tutti movimenti democratici e partecipativi di mezzo mondo, insieme alle comunità locali, con iniziative ovviamente finanziate, in modo particolare, dall'ente locale, dalla Scozia in modo particolare. Di queste cose non se ne parla, perché non c'è violenza, e chiaramente i masmedia puntano lì. Però, perché organizzarle durante il G8, e io sono d'accordo, anche prima, anche in preparazione? Perché lì ci saranno mille giornalisti, e i giornalisti di tutto il mondo parlano delle manifestazioni collaterali. Allora, da questo punto di vista, mi sembra che l'emendamento proposto dalla Commissione, quindi è giusto avere scritto le parole che sono state scritte, proprio perché bisogna dare un segnale, non solamente di organizzare i pranzi, le cene e l'accoglienza, i nostri costumi, ma anche di dare un segnale forte rispetto a questi temi. E poi, ripeto, dobbiamo dare accoglienza a queste migliaia di persone che verranno, di tutte le organizzazioni democratiche, in Sardegna. E bisogna dare accoglienza, stiamo parlando ovviamente di quello di cui si parla di meno, però verranno, non è che non verranno. Quindi il finanziamento è un finanziamento importante, perché ci permette di entrare in questa dimensione, di dialogo, di pace, di promozione dei diritti umani e della non discriminazione.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue ESPA.) Allora, su questo mi sembra, e concludo, che approfittando di questa presenza di tutti questi giornalisti che vengono - e che noi vogliamo o non vogliamo, verranno! -, chiaramente, fare manifestazioni collaterali, magari preparate anche prima, insieme con i movimenti internazionali - ci sarà anche la Conferenza delle Chiese internazionale -, ci saranno tutti, insieme alle nostre comunità locali, permetterà alla Sardegna di mettere una parola rispetto a questo argomento, quindi a dare una ricaduta importante sul territorio, rispetto ad argomenti globali ma che ci riguardano. Quindi è giusto, secondo me, almeno io pur capendo la motivazione dell'emendamento, che siano fatte nel periodo del G8 è assolutamente corretto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Esprimere il voto contrario all'emendamento è la prima cosa che ci viene richiesta, quella dell'espressione del voto. Certo pensare che in quest'aula si arrivasse, i compagni dell'estrema sinistra pensassero di arrivare a condizionare la politica internazionale, o addirittura demolire i passaggi che hanno costruito questo organismo del G8, e farlo con un emendamento in Consiglio regionale, o nella discussione dell'emendamento in Consiglio regionale, ci fa un attimo specie; soprattutto quando l'iniziativa assunta dal presidente Soru, quella di offrire un'opportunità all'ex Presidente del Governo, ormai non più Presidente, offrirgli un'occasione d'oro, per altro, condizionata da finanziamenti regionali, di ampliamento di questo messaggio di apertura per La Maddalena, verso nuove economie, verso nuovi approcci alla rinascita di quest'isola dopo l'abbandono, non solo della Marina italiana, la dismissione della base americana, dovevano crearsi con questa iniziativa le premesse per una rinascita economica de La Maddalena. Beh, questo non è, e gli indirizzi che hanno voluto dare soprattutto i sottoscrittori dell'emendamento sono quelli di cancellare questo obiettivo, ma di cancellarlo quando? In un momento in cui il nostro presidente Soru non può più andare da Prodi a presentargli, su un piatto d'argento, un'occasione in cui dare l'opportunità al governo Prodi di confrontarsi con le altre potenze internazionali. Bene, venuta meno questa motivazione, si vorrebbe far venir meno anche l'importanza della manifestazione, oppure utilizzare le risorse magari per sponsorizzare qualche manifestazione, quale quella che abbiamo conosciuto a Genova non molto tempo fa, e per favorire soprattutto, non il dialogo e la distensione e i temi della pace, ma magari favorire, in Sardegna, a La Maddalena, in Gallura, soprattutto la creazione di condizioni di scontro, di condizioni non di affermazioni di principi, ma di realizzazione di contrapposizioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, io credo che se qualcuno avesse avuto ancora dubbi sulla situazione che c'è in questo momento all'interno del centrosinistra, e quindi sulle diversità di vedute che ci sono all'interno del centrosinistra, bastava che ascoltasse per un'oretta il dibattito che c'è stato in quest'aula, e ci rendiamo conto, noi l'abbiamo capito da molto tempo prima, che praticamente c'è una totale divergenza su alcune questioni fondamentali che dovrebbero unire una maggioranza. E quello che sta succedendo a Cagliari non è diverso da quello che sta succedendo a Roma ed altre parti, quindi abbiamo un centrosinistra che dice cose completamente diverse. Allora, l'emendamento che ha presentato la sinistra, non so più come chiamarla, perché dice che non vuol essere chiamata "radicale", non so se chiamarla "arcobaleno", comunque io dico la sinistra, e la sinistra presenta un emendamento che, praticamente, dice che bisogna approvare il comma numero 36, che prevede un finanziamento che un milione di euro per il grande evento, per la manifestazione dei G8, però bisogna togliere la parola G8, allora non sfugge a nessuno il fatto che questa dicitura per la sinistra estrema significa ben altro, significa qualcosa non contro gli altri rappresentanti, probabilmente anche quello, ma soprattutto perché c'è questo antiamericanismo, che noi conosciamo bene, da parte della sinistra che non si vuole neanche che si usi la stessa parola per evitare che si parli degli americani anche in una manifestazione come questa. Allora noi siamo contrari, contrarissimi a questo emendamento, siamo contrari anche al comma 36 perché riteniamo che questo Consiglio regionale ha altre risorse se vuole fare questo tipo di manifestazione, però siamo contrari a che queste risorse, soprattutto togliendo la parte riferita al G8 diventi momento di propaganda politica da parte del Presidente o di altri. Pertanto noi siamo del parere… siamo contrari al comma 36 e quindi anche all'emendamento non perchè siamo contro il G8 ma perché riteniamo che la Sardegna non sia preparata e soprattutto La Maddalena non sia preparata ad accogliere un avvenimento così importante perché credo che noi stiamo correndo veramente gravi…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì grazie Presidente, intanto per dire che è stato positivo sospendere ieri il voto di questo emendamento perché sicuramente la riflessione che sta avvenendo oggi ci porta a dire che è tutto molto più positivo nel senso che sicuramente bocciare questo emendamento e dare la possibilità invece, lasciando il comma 36 di poter affrontare quel periodo anche con delle nostre iniziative non è condiviso soltanto dal centrosinistra, credo che sia condiviso anche ed ampiamente dal centro destra. Io ho sempre pensato che il G8 sia un momento importante, un momento dove i grandi si sottopongono a degli esami, perché no anche di coscienza, per alcuni aspetti, e quelle che sono le reazioni che avvengono durante queste manifestazioni non soltanto per quello che si tratta in quel momento all'interno della conferenza dei G8 ma per la non coerenza dei grandi quando da una parte dicono una cosa poi invece in proprio, subito dopo agiscono in maniera diversa. Quindi è giusto che noi come Sardegna, come Regione, utilizziamo questo momento importante per far sì che ci sia davvero l'intenzione non soltanto sulla nostra Regione che è molto facile sicuramente stante la grande massa mediatica presente di cui ho parlato, poter evidenziare questi aspetti ma perché no utilizzare anche questi momenti per fare in modo davvero che vi sia una grande visibilità per la Sardegna, non nascondiamolo, quante volte c'è capitato di sentire che la Sardegna viene confusa con qualche isola greca, perché no anche con la Sicilia, molto pochi nel mondo conoscono qual è la nostra collocazione, quelle che sono le nostre caratteristiche e capacità. E' un momento importante, durante il G8 con quegli aspetti che io ho pure sollecitato ieri all'attenzione e sottoposto anche ai colleghi, e perché no, a chi avrà la responsabilità di portare avanti questa iniziativa che sono problemi di sicurezza che non devono essere esclusivamente orientate verso l'isola de La Maddalena ma anche verso queste iniziative che credo non si faranno in quella isola ma si faranno, perché no, a Cagliari, e in altre realtà della nostra Regione, nei capoluoghi di provincia, sicuramente si potranno portare avanti queste iniziative. Voto contro agli emendamenti e credo che lasciare così com'è il comma sia positivo.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Masia. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie Signor Presidente, tanto per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 493 e anche al seguente che è identico, volevo ricordare all'onorevole Oscar Cherchi che noi non dobbiamo dimostrare nulla in quest'Aula. Le posizioni della sinistra in materia di politica estera o di politica internazionale è risaputa e conosciuta a tutti. Abbiamo ospitato più volte nel nostro paese e nella nostra Regione i potenti del mondo quelli che in piena autonomia decidono sulla testa di tutti, abbiamo fatto della pace un elemento fondante della nostra pratica politica, quindi il comma 36 che promuove la Sardegna come terra di pace va certamente nella direzione giusta. Sul G8 esiste una posizione che è chiara ed è una posizione sia a livello nazionale e coincide perfettamente con la nostra posizione in Sardegna. Abbiamo presentato un emendamento che è molto semplice, che certamente non fermerà il G8, e non condizionerà neanche le elezioni americane, ma l'abbiamo presentato perché pensiamo che il popolo sardo abbia una occasione tutto l'anno, sempre, tutti i giorni, per aprire un confronto serio sui grandi temi dell'amicizia tra i popoli, sui grandi temi dei diritti umani. Io ieri ho apprezzato molto l'apertura del capogruppo del Partito democratico rispetto all'emendamento che ha presentato la sinistra in quest'aula, spero però che anche oggi la posizione sia la stessa, se così non sarà non ne faremo problema, ma evidentemente la forbice dal punto di vista politico si apre sempre di più e non so se ci saranno dal punto di vista politico ulteriori coincidenze.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Licheri. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io voterò contro i due emendamenti di cui stiamo parlando e credo che abbia veramente fatto bene il mio collega Attilio Dedoni a ritenere che questi due emendamenti arrivino quasi in ossequio a ciò che aveva disposto il concilio di Trento e quindi a ricoprire le budella di questa "cosa rossa" in Sardegna, scimmiottando tra l'altro quello che è avvenuto alcuni mesi fa nel Parlamento italiano. Anche in quella occasione il senatore Turigliatto, che è un senatore di Rifondazione comunista presentò un emendamento analogo perché venisse esattamente cancellato con un emendamento soppressivo il cosiddetto comma 1 dell'articolo 21 della finanziaria che prevedeva un finanziamento di 30 milioni di euro per il G8 qui in Sardegna. In quella occasione la cosa rossa, non quella provinciale di qua, la cosa rossa, costituita da 40 senatori, votò esattamente a favore dei 30 milioni a favore del G8, esattamente votò a maggioranza quindi mettendo il senatore Turigliatto, così come accadrà al collega Uras fra poco, in difficoltà e bocciandogli la proposta di emendamento. E' veramente paradossale colleghi che noi prendiamo tutto questo tempo in questa aula a parlare della soppressione di una parola e a lasciare fuori da questa aula tutti i problemi che la Sardegna in questo momento ha, è veramente vergognoso…

URAS (R.C.). Non ce ne sono cose rosse…

PRESIDENTE. Onorevole Uras…

Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio Presidente, per dire semplicemente che non intendiamo mettere in discussione l'organizzazione del G8, abbiamo il senso della misura, e sappiamo di che cosa stiamo parlando, e capisco anche quei colleghi che parlando contro gli emendamenti danno una spiegazione particolare sull'uso delle risorse, non c'è nessuna intenzione di organizzare iniziative per oscurare quella iniziativa che è già prevista il G8, noi vogliamo semplicemente, lo dico alla Giunta e ai colleghi che hanno preso la parola, dire che occorre fare in modo che con queste risorse la nostra Regione rafforzi la sua funzione di pace nel Mediterraneo e nel mondo. Siccome non vogliamo che quelle iniziative siano frutto di valutazioni estemporanee, o com'è stato detto, frutto di iniziativa politica elettorale, diciamo, se siamo d'accordo, che le iniziative, per l'uso di queste risorse, le discute la Commissione seconda e stabilisce, avendone titolo, quali sono le iniziative da assumere in Sardegna sul tema della pace, della cooperazione internazionale, dei rapporti tra la nostra Regione e l'Europa, in modo tale che ci sia la partecipazione del Consiglio regionale all'uso di queste risorse; come diceva il collega Pittalis, dicendo adottiamolo in non certo modo. Solo questo noi vogliamo dire. Se accogliete questa nostra proposta di assegnare la organizzazione e l'uso di queste risorse a una iniziativa della Commissione seconda, penso che si possa risolvere il problema e riportare il tutto dentro una normale dialettica tra di noi, per farne un'operazione a sostegno del ruolo di pace della nostra Regione. Se venisse accolta questa mia proposta proporrei, stando in aula, un attimo di sospensione in modo tale che si possa correggere, in modo chiaro e preciso, quello che vogliamo fare con questa risorsa finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (Sinistra Autonomista). Io sento espressioni sinistra estrema, sinistra radicale, per me sono espressioni roboanti non rispondenti al nostro modo civile e pacato di esporci in questa Aula, da quando siamo entrati fino ad oggi. Io ritengo, io sono contro tutte le guerre, quelle preventive, quelle che esportano democrazia, quelle umanitarie, addirittura guerre umanitarie, ma quando mai, quelli butano bombe e distruzione e tragedia per chi subisce queste guerre. Con questo voglio dire che io sono un pacifista convinto e voto a favore a questi due emendamenti, presentati dalla sinistra. Guardate, io credo che questo non impedirà alla Giunta di organizzare convegni internazionali sui temi di interesse mondiale, sui diritti umani, delle comunità e dei popoli. La Sardegna avrà la sua vetrina nel mondo, però noi saremo coerenti con questa nostra storia e saremo conseguenti nel voto con trasparenza e chiarezza. Io non comprendo perché si voglia strumentalizzare questa nostra posizione che è storica e di lunga data. Neanche questa finanziaria dipende da questo emendamento, è ridicolo. Io ritengo che non sono determinanti per questa finanziaria. Quindi, io faccio un invito all'Aula a dare la giusta misura delle cose, a mantenere nei giusti binari i toni del dibattito e del confronto, permettete anche a me e al nostro Gruppo di esprimere la nostra posizione su questo argomento con dignità e in piena autonomia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Non c'è contrasto neppure con i colleghi della sinistra sull'utilizzo delle risorse che dovranno essere utilizzate per la manifestazioni, iniziative internazionali che promuovono l'immagine della Sardegna come luogo di pace e di incontro tra i popoli. Il collega Floris Mario ieri diceva: cosa giustifica questo intervento, perché si pensa a un intervento specifico e non invece a inserire risorse nei capitoli tradizionali del bilancio? Perché c'è un grande avvenimento che è il G8, il G8 indipendentemente dall'idea che uno ha del G8, quella di Paolo Maninchedda o quella che hanno altri sul G8, quindi indipendentemente dal fatto che uno possa considerarlo un evento positivo o negativo, una cosa è certa che il G8 è un grande evento e che con il G8 ci saranno tutti i riflettori, di tutto il mondo, sulla Sardegna. Allora cogliamo quell'occasione perché la Sardegna che avrà i riflettori dell'attenzione dell'intero mondo parli di sé come luogo di pace eccetera. Quindi, sinceramente non capisco qual è l'elemento dal contrasto.

Poi io penso che la Giunta possa prendere l'impegno, perché non c'è nella norma, di coinvolgere la Commissione diritti civili, cioè la seconda Commissione, presieduta dal collega Paolo Pisu, ex Presidente, e del collega Frau adesso, nelle iniziative che dovranno essere attivate. Penso che sia un impegno che si può assumere da parte della Giunta e respingere gli emendamenti perché è giustificato il comma solo dal fatto che c'è questo grande evento del G8 che, ripeto, indipendentemente dal fatto che una possa condividerlo o non condividerlo comunque metterà la Sardegna al centro dell'attenzione mondiale ed è giusto cogliere quell'occasione per parlare di pace e della Sardegna come luogo di pace. Per cui noi voteremo contro l'emendamento.

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Porcu, che aveva chiesto congedo, è presente in aula, pertanto il congedo si intende revocato.

Votiamo gli emendamenti numero 493 e 936. E' stata richiesta la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 493 e 936.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Giorico e Moro hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Mario - Lai Renato - Licheri - Maninchedda - Marracini - Murgioni - Pisu - Pittalis - Serra - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Espa - Frau - Gallus - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Silvio - Licandro - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Meloni - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Uggias - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Farigu - Gessa - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 70

astenuti 4

maggioranza 36

favorevoli 15

contrari 55

(Il Consiglio non approva).

Avevamo sospeso l'emendamento numero 867 a pagina 67. La Commissione aveva chiesto di eliminare dal comma 12 alcune parole. La Giunta ha proposto una diversa formulazione e su questo abbiamo sospeso l'esame dell'emendamento. Allora, riepilogando la Commissione aveva proposto di chiudere il primo comma, il primo capoverso a "fondo", eliminando le parole successive, l'Assessore invece ha proposto una nuova formulazione.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Al posto della cancellazione, dopo la parola "fondo", inserire questa frase: "per essere utilizzate per il finanziamento dei pacchetti integrati di agevolazione".

Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Cucca.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La Commissione intende accogliere la proposta formulata dalla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 867, con l'integrazione che è stata proposta: "... relativo fondo, per essere utilizzate per i pacchetti integrati di incentivazione".

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Gessa ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Giorico - Lai Renato - Marracini - Pittalis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 59

astenuti 6

maggioranza 30

favorevoli 39

contrari 20

(Il Consiglio approva).

Metto ora in votazione l'emendamento numero 279. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 278.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, era per rimarcare un aspetto importante e cioè questo, io credo che i grandi eventi, e lo dico con molta modestia, in particolare all'onorevole Siro Marrocu, si costruiscono con i finanziamenti, come è accaduto per gli appuntamenti sull'architettura che sono stati anche recentemente organizzati alla Manifattura tabacchi. Credo anche che il Consiglio regionale della Sardegna abbia approvato una legge che ha istituito la Festa del popolo sardo e credo che - com'è stato richiamato anche in Aula - il sessantesimo anniversario dello Statuto di autonomia meriti uno spazio; ovviamente credo che non sia neanche da trascurare la proposta dell'onorevole Balia di ricordare opportunamente il bicentenario della morte di Giovanni Maria Angioy.

Allora, io ritengo, ed è per questo che ho presentato l'emendamento, che sostituire "in occasione del G8" con le parole "in occasione della Festa del popolo sardo" sarebbe un'occasione anche questa davvero unica per rilanciare quelli che sono davvero i valori, i sentimenti, la cultura del nostro popolo, partendo dal presupposto che esiste una realtà e una minoranza etnolinguistica, la nostra, che si batte ed è da sempre espressione veramente di pace, ma anche di ragionamenti portati avanti sui diritti umani e civili delle comunità e che possa, in modo più significativo, rappresentare la nostra identità.

Queste sono le ragioni per le quali io voterò a favore dell'emendamento 278 e vorrei richiamare l'attenzione dell'intera Aula su questo emendamento. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Qua non parla una "cosa", parla un gruppo politico e parla un gruppo politico che vota, interviene nel merito, qualche volta anche orienta, e qualche volta evita che altri sbaglino. Questo lo dico perché utilizzare una sorta di dispregiativo che si diffonde più o meno in letteratura e ad arte è l'embrione di una cultura violenta, intollerante. Io mi dovrei rivolgere come verso quei banchi o verso altri banchi? Cosa bruna, cosa vuoi, cosa grigia? Cioè, come mi dovrei rivolgere? Radicali di destra, destra dei radicali, come? Ognuno ha il nome che si dà, non quello che gli danno, che si dà! E io interverrò, signor Presidente, ogniqualvolta si utilizzeranno termini impropri per definire questa posizione politica, questa cultura e questa militanza.

Dopodiché annuncio il voto favorevole, mio e dei compagni della sinistra, all'emendamento presentato dalla collega Caligaris, per una ragione molto semplice, perché eravamo contrari alla presenza del riferimento al G8 e questo è un modo che coglie l'obiettivo, non era il modo che avevamo scelto ma è un modo comunque che raggiunge l'esatto uguale risultato.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Credo che ancora una volta si sia voluto divaricare il ragionamento per infingere e nascondere all'interno della maggioranza delle divisioni e delle condizioni che sono palesi, mi pare. Ma se di pudenda parlavo prima, sono cadute quando ha parlato il collega Espa perché in definitiva, con molta innocenza, ha detto: dobbiamo ospitare i No global, quelli che vengono qui, quelli che verranno a migliaia, i giovani, a protestare per il G8.

Quindi abbiamo: un G8 voluto dalla maggioranza di centrosinistra nel Governo Prodi e voluto da un Governo di centrosinistra per espressione di Soru qui in Sardegna, e poi abbiamo un miscuglio di altre cose che vuole che ci sia anche la dispersione dei danari della Sardegna per ospitare i giovani che vengono a protestare per il G8. Povera zattera di Sardegna che ti disperdi in mare!

ESPA (La Margherita-D.L.). Lo vuole anche la Chiesa?

DEDONI (Riformatori Sardi). Ma la Chiesa cattolica... Io sono un laico, sono cattolico quando sono cattolico ma sono laico perché rappresento Istituzioni e voglio rappresentare Istituzioni!

E allora c'è la necessità che veramente, al di là delle disquisizioni di carattere internazionale, ci si ricordi della Sardegna, di quelle che sono le problematiche della Sardegna, di quelle che sono le capacità ideali che la Sardegna può profondere nel mondo, in un convegno in cui, per esempio, con l'allargamento del libero commercio nel mar Mediterraneo nel 2010 dovremo recitare un ruolo, non siamo capaci di ragionare in questi termini, vogliamo fare solo propaganda. Il ragionamento, invece, che dovremmo invece esaltare il ruolo della dignità, degli ideali, del valore, della cultura, dell'identità sarda che solo a parole da parte del presidente Soru e di questa maggioranza vengono difesi. Avevamo chiesto di modificare sostanzialmente questo emendamento, anche perché non doveva essere richiuso in sa die de sa Sardinia. Sa die de sa Sardinia è qualcosa di diverso e ancora deve essere lasciato fuori da un discorso di camuffamento complessivo. Io credo, invece, che andava rivisto e rivisitato e con un emendamento orale propongo che venga tolto tutto quello che c'era da togliere "identità diversa" e lasciare "identità e cultura sarda" perché si celebrino i nostri uomini, che hanno rappresentato degnamente la Sardegna, in Italia, Europa e nel mondo.

PRESIDENTE. Grazie. Io colleghi, vi invito a mantenere il confronto nell'ambito delle dichiarazioni di voto, chiedo scusa, onorevole Uras, nell'ambito delle dichiarazioni di voto e anche in un tempo limitato, senza coartare la volontà di nessuno, ma mi pare che sul tema abbiamo dibattuto abbastanza tra ieri e oggi. Quindi possiamo proseguire.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, per dichiarare il voto favorevole da parte di noi Sardisti perché a proposito di questa festa del popolo sardo, che dovrebbe, appunto, sostituire quest'avvento del G8; è bene ricordare anche le differenze filosofiche e politiche, che c'è fra il partito sardo e alcuni esponenti che, sbrigativamente, hanno definito una festa folcloristica, offendendo anche il Parlamento che ha legiferato, comunque, dimostrando una grande sensibilità. Perché non vi è dubbio che per noi la Sardegna è una nazione e come tutte le nazioni commemora una festa che ha visto, anche se per pochi giorni, questa autonomia, questa unità del popolo sardo, purtroppo durata tre giorni, ma ciò non toglie che in quella circostanza il popolo sardo ha riconquistato ciò che manca da secoli, l'armonia, l'unità di intenti per porre fine ai soprusi alla colonizzazione, di una delle monarchie più depravate che esistono nel mondo, parlo dei Savoia, e che hanno trasformato questo popolo in un popolo dei servi impedendo anche ai dirigenti sardi di raggiungere le figure apicali, di ricoprire ruoli delicati. Quindi, questa festa del popolo, che ha trovato nel Parlamento sardo, finalmente, una sintesi e ha esitato una legge così importante, non può essere lasciata ai ben culturalisti, ai salottisti ai convegnisti prezzolati che hanno una visione dell'autonomia museale e etnografica. Noi siamo per la piazza, cioè una visione etnostorica dove il popolo scende con la consapevolezza riacquista quel tasso di autonomia che credo che sia sotto gli occhi di tutti, ma anche e soprattutto in questa legislatura. Tant'è che io avevo osato criticare la Giunta per aver distratto quei 60 mila euro da sa die de sa Sardinia per destinarli alla commemorazione di Gramsci e avevo detto con chiarezza, in quella interpellanza, che la filosofia, lo spessore culturale di questo grande sardo, che inorgoglisce noi Sardisti, non era minimamente messo in discussione, non riuscivamo a capire come potessero essere distratti dei soldi da sa die de sa Sardinia per celebrare il settantesimo, non ricordo quanto, dalla morte di Gramsci. Solo questo avevo osato dire, e poi le acuminate armi di questi prezzolati a gettone che avevano offeso il sottoscritto, perché dicevano che Gramsci invece era un grande autonomista, quando invece era comunista, orgogliosamente comunista, statalista, centralista e il partito, proprio per quella teoria del moderno principe, veniva prima di tutto, prima di qualsiasi diritto fondamentale dei cittadini, in antitesi con la visione federalista dei Sardisti. Non c'entrava niente con l'autonomia. Ancora adesso, a proposito de sa die de sa Sardinia… favorevolmente è un momento importante da non dimenticare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Ma io credo che ci siano state, qui, signor Presidente, parecchie interpretazioni che credo di poter definire abbastanza improprie. Il G8 è deciso, si dice che bisogna far sì che durante questa manifestazione che si tiene in Sardegna, sia necessario utilizzare tutti i media che verranno in questa terra per proporci come terra di pace per far conoscere la Sardegna nel mondo. Capisco questo ragionamento, però mi sembra riduttivo. Noi proponevamo una cosa molto più ambiziosa e cioè quella di poter tutto l'anno organizzare delle manifestazioni per far sì che la Sardegna fosse terra di pace e di dialogo. E lo facevamo nel luglio 2009, cioè un anno prima del 2010, quando, come sappiamo, c'è l'area di libero scambio e di cooperazione, dunque di dialogo, di incontro e di confronto in tutta questa area euro mediterranea. Cosa diciamo di così improbabile. Diciamo che siccome il popolo sardo ha una vocazione pacifica, ma negli ultimi decenni scorsi gli è stato assegnato un ruolo improprio, quello di essere una piattaforma, una portaerei dove ci sono l'80 percento di servitù militari italiane, luogo di sperimentazioni, di esercitazioni. Bene noi dobbiamo, cogliendo le nuove occasioni, che se ne vanno i soldati USA, che ci sarà una riduzione delle servitù, cogliere questa occasione per ridare alla Sardegna un ruolo che coincida con la vocazione del suo popolo, cioè di pace e di dialogo e di confronto. Questo è quello che noi volevamo fare. Adesso con questo emendamento si dice un qualcosa anche di in più, di più preciso che è quello di fare sì che la Sardegna oltre a che assolvere a questo ruolo di parte di dialogo, si possa esprimere anche tutta la sua identità, la sua peculiarità di popolo, di nazione sarda; e io credo che sia una cosa anche questa positiva. Questo lo diceva anche Gramsci, per cui dico all'onorevole Atzeri di rifare una lettura più attenta di questo importante autore. Tutto questo inquadrato nel ruolo che abbiamo come Italia, come Europa, come Mediterraneo di luogo di pace, di incontro per tutti i popoli che abitano in questa parte del pianeta. Grazie.

PRESIDENTE. Non ho capito se vota a favore, onorevole Pisu.

PISU (R.C.). Voto a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io intervengo per dichiarare il mio voto di astensione su questo emendamento della collega Caligaris in coerenza con l'intervento che ho svolto ieri nel quale mi dichiaravo a favore del mantenimento, come dire, della stesura originale del comma 36 dell'articolo 1. Però riprendo la parola perché mi sembra proprio ingiusto nei confronti della collega Caligaris l'uso strumentale che si fa di questo suo intervento e delle intenzioni con le quali lei ha proposto questo emendamento. Perché non era nessuna intenzione di offrire il fianco a speculazioni né procontro, né da una parte né da un'altra sulla migliore utilizzazione di una grande circostanza e di un grande evento, come lei stesso lo ha chiamato, per cogliere l'occasione per parlare di un problema importante in questo mondo, non soltanto in questa terra, ma in questo mondo, e questa terra fa parte di questo mondo, che è il problema della pace. Ma per parlarne, io credo, in una maniera che non sia soltanto limitata, come dire agli aspetti di carattere politico procedimentale, ma che sia invece un argomento portato sul piano delle scelte di volontà politiche e di volontà culturali. Perché per come è scritto, e su questo credo che poi tutti dovremmo però avere un momento di controllo, Assessore e colleghi della Giunta, perché io, per esempio, mi aspetto che, se su questa proposta non c'è tentativo di speculazione, in contemporaneità ai giorni stessi in cui si svolge il vertice dei G8, a La Maddalena, magari nel sud della Sardegna, si svolga un grande convegno organizzato dalla Regione, dove si invitano il Rabbino per la parte ebraica, il rappresentante dei Palestinesi, il Dalai Lama, il rappresentante della Chiesa cattolica, i rappresentanti di tutto il mondo che possono parlare di pace. Questo è il senso di questa iniziativa, e il dover dire: "Facciamola anche in coincidenza de Sa die de sa Sardigna non è un fatto che esclude questo". E siccome l'emendamento, però, così è stato portato, diventa obbligatoriamente alternativo. Però, proposta dalla collega Caligaris va intesa non nel senso con il quale è stata utilizzata, ma con il senso con il quale integrata e armonicamente incastonata può essere utile ai fini del risultato che, anche con il mantenimento del comma 36, possiamo comunque pensare di realizzare. E questo lo offro alla riflessione e alla memoria della Giunta.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Questo emendamento è meno accoglibile di quello soppressivo, perché almeno nel soppressivo si diceva: "Togliamo l'occasione del G8", perché però nessuno esclude che durante il G8, cogliendo quest'occasione, si possano fare iniziative di proiezione di pace e della Sardegna come luogo di terra di incontro tra i popoli. Questo emendamento si pone lo stesso obiettivo di togliere "G8", perché comunque toglie dal comma 36 "G8", è un modo per dire che non si faccia affatto riferimento all'occasione del G8, e contemporaneamente toglie anche la possibilità di quello che veniva detto a parole: "Nessuno esclude che si possa fare anche durante il G8". Tant'è che dice: "Concentriamoli tutti in occasione de Sa die de sa Sardigna", che è già stabilita e non coincide col G8. Quindi, è evidente che ha l'obiettivo che aveva il soppressivo, cioè di togliere "G8", e per di più di spendere un milione di euro nella giornata de Sa die de sa Sardegna, che tra l'altro ha già le sue risorse per manifestazioni che sono già state definite e organizzate. Quindi, l'emendamento numero 278 è ancora peggio rispetto all'emendamento soppressivo. Io, invece, chiedo quindi che sia bocciato l'emendamento numero 278, e invito la Giunta a prendere l'impegno che, nella stesura delle iniziative delle manifestazioni, sia coinvolta la seconda Commissione permanente del Consiglio regionale, quella sui diritti civili, come impegno chiesto da parte di chi è intervenuto sugli altri emendamenti. Ma questo lo ritengo peggiorativo rispetto a quello soppressivo.

PRESIDENTE. Grazie. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 343. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 346. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 869, che è un emendamento al comma 38 e non al comma 34. Nel testo dell'emendamento si faceva riferimento al comma 34, in realtà è il comma 38. E' un emendamento della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, devo rilevare con dispiacere che nessun gesto o atto di buona volontà è stato fatto da parte della Giunta e del Partito Democratico per migliorare i rapporti interni alla maggioranza. Nessun emendamento dei Socialisti, neanche il più piccolo contributo al miglioramento del testo è stato accolto, e non è stata neppure apprezzata la dichiarazione del Segretario regionale del partito, che, in occasione dell'emendamento sull'anticipazione delle entrate, ha sottolineato come il mancato accoglimento non avrebbe determinato alcuna conseguenza. E' vero, però, che i continui rifiuti, certo, non semplificano le difficoltà che esistono, e che, anzi, gli atteggiamenti intransigenti, e perfino qualche motto di insofferenza, nel confronto in Aula, non sono di aiuto per chiarire i punti nodali.

Per rappresentare questa insoddisfazione e in attesa dei successivi momenti dichiaro il voto di astensione sull'articolo 1. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Sinistra Autonomista). Sì, signor Presidente, grazie. Naturalmente per dichiarare il voto favorevole dei Gruppi della Sinistra Autonomista e di Rifondazione Autonomista a favore dell'articolo 1, un voto favorevole che, naturalmente, non può non dimenticare che ci sono state delle richieste avanzate da questa parte politica, che non sono state accettate dal resto della maggioranza. Alcuni giudizi complessivi sull'articolo li abbiamo espressi in modo chiaro e netto le. Noi votiamo adesso e andiamo avanti con le cose che abbiamo dichiarato, sia in discussione generale sia in Commissione sia durante la discussione di questo primo articolo. Non torneiamo indietro, facciamo notare nuovamente quello che abbiamo detto finora, che questa parte politica, questi due Gruppi politici lavorano perché sia mantenuta la Sardegna sotto il governo di una coalizione di sinistra, di centrosinistra, perché riteniamo che questa sia la strada maestra; non possiamo tornare indietro, intendiamo partecipare, a tutti gli effetti e in tutti i modi, a governare la Sardegna in questo modo, e intendiamo fare in modo che non si possa tornare indietro. Il voto è favorevole con queste indicazioni che abbiamo già dato.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente, il mio intervento è per esprimere anche da parte di tutti i componenti del Gruppo Socialista un voto di astensione nei confronti di questo articolo, che aveva dei contenuti dei quali noi abbiamo ampiamente trattato, e per i quali riteniamo che esistano forti perplessità. Queste forti perplessità ci portano, logicamente, parlo in particolare del comma 1 sulle entrate, a esprimere un voto di astensione, non condividendo, logicamente, quello che è il modo di portare avanti anche alcuni aspetti. Ci asteniamo su tutto l'articolo. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Masia. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACCINI (Gruppo Misto). Sì, Presidente, per annunciare anche da parte del Gruppo nostro il voto di astensione, che abbiamo motivato nel corso del dibattito sull'articolo 1, relativamente agli emendamenti che abbiamo presentato. Riteniamo che l'emendamento dell'onorevole Balia, del Gruppo dei Socialisti, potesse essere garantista di un rimedio per quanto riguarda un'evidente difficoltà a votare per noi un falso in bilancio. Quindi, la ringraziamo e ci asteniamo.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Il nostro voto all'articolo 1 sarà un voto contrario, perché tutte quelle questioni che noi abbiamo posto in merito a questo articolo, che sono questioni gravi, questioni fondamentali, relative al fatto che questa maggioranza, nonostante alcune posizioni diversificate all'interno della stessa, ha voluto tenere all'interno dell'articolo 1 quell'anticipazione di 500 milioni di euro sulle entrate, a partire dal 2011, che noi riteniamo sia un fatto assolutamente illegittimo. Bene avrebbe fatto questa Giunta regionale e questa maggioranza, in considerazione del fatto anche che pende un parere negativo della Corte dei Conti e in attesa del giudizio della Corte Costituzionale, a fare in modo che questo punto relativo all'inserimento di 500 milioni di euro fosse sospeso dalla maggioranza; si sono volute forzare le Corti, si è voluta forzare la legge, le norme, se ne assumerà per intero la responsabilità questa maggioranza, io mi auguro che poi, una volta che arriverà il giudizio della Corte Costituzionale, questo Consiglio non sia chiamato a riscrivere un'altra volta tutto il bilancio. Resta di fatto che comunque, con questa manovra, non riuscirete ad imbrogliare i sardi, tutti sanno che state indebitando ulteriormente il Governo e questa Regione perché sappiamo che queste risorse non ci sono e quindi, alla fine della giostra, noi ci troveremo con un indebitamento che sicuramente è il più alto della storia autonomistica della Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La ringrazio Presidente. Il collega Serra ha annunciato il voto a favore dell'articolo, io lo confermo molto volentieri e ne approfitto per far notare un fatto politico che è il seguente: altri colleghi voteranno contro e altri si asterranno, se noi seguissimo l'istinto che deriva anche da una situazione che si sarà determinata nelle ore passate, questo articolo sarebbe bocciato; noi facciamo prevalere altro, la sinistra fa prevalere altro e vota quindi a favore. Però, lo dico per la Giunta: attenzione! Ascoltiamoci, evitiamo il peggio, e lo dobbiamo, assessore Secci, evitare assieme. Ci sono aspetti particolari della finanziaria che meritano discussione, dibattito, confronto di opinioni e la sinistra unita vuole trovare un punto di incontro positivo in Aula e nel merito della finanziaria; evitiamo e evitate che ci sia una reazione corrispondente alle iniziative che vengono messe in piedi. E'da ieri, assessore Secci, che nei confronti della sinistra si è messo in moto un meccanismo sbagliato che va corretto, c'è una posizione premeditata che vuole portare ad una situazione di difficoltà in questa Aula, noi lo vogliamo respingere, noi la vogliamo combattere, noi votiamo a favore, vogliamo continuare a votare a favore ma guardate che non sarà sempre così semplice; ascoltate e ascoltiamoci per evitare che succeda il peggio, e noi lo vogliamo evitare, ci aspettiamo altrettanta responsabilità da parte vostra.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, per riaffermare, conformemente a quanto già dichiarato dai colleghi Caligaris e Masia, il nostro voto di astensione. Avremmo potuto naturalmente chiedere un voto separato sul comma 1, non lo abbiamo fatto, così come ieri abbiamo scoraggiato iniziative che sicuramente sarebbero arrivate con richieste di voto segreto rispetto al nostro emendamento riferito al comma 1. Il nostro, badate, di oggi, l'astensione su questo articolo… onorevole Cugini, il nostro non è un voto di istinto… "di istinto", così invece come è per voi, il nostro, invece, la nostra astensione è un voto di coerenza politica. L'onorevole Cugini ha parlato della sinistra unita, io parlo della sinistra socialista, abbiamo già detto in sede di dibattito generale, sulla finanziaria, che volevamo che questa finanziaria avesse una targa che richiamasse in maniera forte ad un principio di coerenza rispetto ad alcuni emendamenti che la sinistra socialista ha presentato; sinora, questa sensibilità da parte della Giunta regionale e della maggioranza non è arrivata, vi invitiamo in maniera seria, senza ricatti, senza drammi, rifacendoci alla coerenza politica e non all'istinto, vi invitiamo però ad un atteggiamento di maggiore sensibilità. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Votiamo l'articolo, colleghi.

Chi lo approva alzi la mano… però colleghi, se nessuno chiede controprova, se nessuno chiede lo scrutinio elettronico, così come avviene normalmente, io posso procedere. Colleghi, rifacciamo il voto.

L'onorevole Dedoni ha chiesto la votazione elettronica palese, chi l'appoggia?

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Capelli - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Ladu - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Sanjust - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Balia - Caligaris - Ibba - Lai Renato - Marracini - Masia - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 53

astenuti 10

maggioranza 27

favorevoli 38

contrari 15

(Il Consiglio approva).

Emendamenti aggiuntivi. Emendamento aggiuntivo numero 865 a pagina 81. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento numero 568.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 568 che, a mio giudizio, rappresenta un piccolo passo verso gli obiettivi strategici che sono stati dichiarati essere di questa finanziaria; cioè la semplificazione e la velocizzazione della spesa. Si tratta di un emendamento quasi irrilevante e accoglibile da ogni punto di vista, si tratta esattamente di andare verso la direzione della semplificazione dei passaggi sugli accreditamenti che vengono fatti verso gli enti locali dei finanziamenti disposti dalla Regione. Chi è stato sindaco, ma anche chi è amministratore sa bene che sono dei passaggi complessi, addirittura sei passaggi, sei richieste di accreditamento di un finanziamento che è stato disposto già da un decreto assessoriale. Quindi io credo, tra l'altro la proposta è quella di semplificarne in soli tre passaggi, quindi dimezzare i passaggi, che sia una cosa sufficientemente semplice da accogliere, e quindi, tra l'altro, andando incontro a quella che è una richiesta unanime da parte delle imprese che il più delle volte sono loro a subire il prezzo di questo rallentamento.

PRESIDENTE. Grazie. E' in votazione l'emendamento numero 568.

Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano…

VARGIU (Riformatori Sardi). Voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Colleghi, è un po' un problema di riflessi… è stato richiesto il voto elettronico palese. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 568.

(Segue la votazione)

Prende atto che il consigliere Pileri ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Cassano - Dedoni - Diana - Gallus - Ladu - Moro - Murgioni - Pisano - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Lai Renato - Marracini - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 56

astenuti 5

maggioranza 29

favorevoli 10

contrari 46

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 62 è decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 537. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 492. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 366 della Giunta regionale è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 567.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 567 e chiedo fin d'ora che si utilizzi il voto elettronico palese per lo scrutinio. Anche questo è un emendamento semplice, in linea con quelli che sono gli obiettivi della Giunta regionale, che sono stati sempre tra l'altro dichiarati, e incide su quello che è un problema frenante per la costituzione delle unioni dei comuni all'interno dei cosiddetti ambiti territoriali ottimali. Che cosa accade? Che una delle difficoltà per le quali davvero non va avviato il processo di costituzione coincidente con l'ambito territoriale ottimale delle nuove unioni dei comuni è derivato dal fatto che non è contemplata l'ipotesi che all'interno delle stesso ambito territoriale ottimale possano sorgere più unioni dei comuni. Quindi, allo stesso modo dei criteri che la Giunta ha adottato per il riparto relativo ai fondi della legge numero 12, noi crediamo che sia auspicabile, dovrebbe essere fatta propria, mi immagino, un'ipotesi di questo genere da parte della Giunta, che ci sia un'accelerazione quando sussistessero due unioni o addirittura tre unioni di comuni all'interno dello stesso ambito territoriale ottimale, che si desse accelerazione alla fusione di questi unioni e che quindi naturalmente il processo non venisse rallentato. Anche perché è l'unico modo questo perché davvero abbia funzionalità ed economia l'esercizio delle cosiddette funzioni associate che sono affidate, appunto, alle unioni dei comuni, altrimenti il paradosso è esattamente l'inverso, che c'è un processo di disaggregazione all'interno dell'ambito territoriale ottimale che va in direzione opposta.

PRESIDENTE. Grazie, è stata chiesta la votazione con il sistema elettronico.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 567.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cassano - Contu - Dedoni - Diana - Gallus - Ladu - Licandro - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Lai Renato - Marracini - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 52

astenuti 5

maggioranza 27

favorevoli 13

contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 539. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 307 è decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 311. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 179. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 313. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 428. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 320. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 925. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 183 è decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 280.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 280 e questo è uno di quei particolari emendamenti che non comportano spese in alcun modo da parte dell'amministrazione e che fanno parte di quelle lievi modifiche da apportare alle norme per adeguarle. Guarda caso in questa circostanza non si è tenuto assolutamente conto della necessità che il CREL venga adeguato alle nuove norme. Siccome, appunto, si discuteva prima dell'opportunità o meno di accogliere emendamenti che sono semplicemente migliorativi, io voterò a favore di quest'emendamento e faccio notare alla maggioranza e al Partito Democratico che su queste cose forse bisognerebbe ragionare in modo diverso. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Siccome mi pare abbiamo fatto velocemente anche l'emendamento numero 925 e ci è saltato, dico bene Presidente? Allora, l'emendamento numero 925, che aveva avuto un parere favorevole dalla Commissione a patto che venisse rimodulato, mi pare che con il collega Serra e con il collega Uras dovevamo ricomporlo, adesso l'abbiamo bocciato, ma è stato bocciato, forse è passato velocemente dall'attenzione… Allora, siccome mi diceva il presidente Cucca che nella manovra di bilancio c'è già una posta relativamente al problema delle pari opportunità, chiederei che quest'emendamento venisse portato al bilancio, visto che qua è sfuggito, quindi lo presenteremo al bilancio.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Marracini. C'era un invito al ritiro da parte della Commissione, per questi motivi forse…

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, in relazione anche alle osservazioni che sono state rivolte dalla collega Caligaris si ritiene che l'emendamento numero 280 possa essere accolto e in questo senso io esprimo il voto favorevole mio e anche dei componenti del Gruppo.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Dichiaro il voto favorevole della sinistra e colgo l'occasione per richiamare alla mente di ciascuno di noi che cosa è il CREL. Lo dico perché abbiamo l'impressione che dopo la legge istitutiva, dopo la sua materiale istituzione e organizzazione presso l'amministrazione regionale, il CREL sia stato poco posto in condizione di produrre per gli obiettivi che la stessa legge istitutiva prevede e mi pare che ci sia - se non c'è sarà oggetto di un'interlocuzione anche con la Giunta e con il resto della maggioranza - un emendamento che mira a rendere più funzionale e meglio funzionante il Consiglio regionale dell'economia e del lavoro, dove sono rappresentate tutte le parti sociali e riteniamo, proprio in considerazione degli appuntamenti di natura finanziaria, di programmazione generale, economica e sociale della Sardegna, che il CREL possa svolgere un ruolo.

Ho capito che del CREL, dopo che lo abbiamo istituito, non interessa niente nessuno, neppure in quest'aula.

Sto dicendo che noi abbiamo istituito un organismo che anche per organizzare un piccolo convegno e pagare due biglietti aerei a qualche relatore che è invitato, deve passare attraverso le forche caudine, non ha alcuna autonomia finanziaria, non ha risorse! Lo dico all'Assessore della programmazione che dovrebbe considerarlo come uno strumento necessario alla programmazione economica e sociale della Regione. Ed è così! Ed è così! E invito l'Assessore ad informarsi perché su questo argomento torneremo anche nel corso della discussione.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'abbiamo modificato in finanziaria, onorevole Uras!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Presidente, il collega Uras ha anticipato tutti gli argomenti, quindi io voto a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Per dichiarare il voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. Solo per dire che in conformità al parere espresso dal Presidente della Commissione, anche la Giunta dà parere favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 280, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 870 della Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 800. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 520.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Presidente, due parole sull'emendamento, per dire di che cosa si tratta. Si tratta di un'autorizzazione che dovrebbe essere concessa all'Amministrazione regionale per sanare una situazione che, di fatto, ci vede nella impossibilità di poter acquisire al patrimonio e quindi utilizzare alcuni beni che non sono più nella disponibilità di enti disciolti, quali la Cassa depositi e prestiti che dal 1993 ha cessato la sua funzione, la CASMEZ, pur risultando ad essa intestati questi beni. Così come altri beni che sono e risultano intestati all'ente Opera nazionale combattenti che risulta soppresso nel 1978 e per il quale risultano i verbali di consegna per il trasferimento alla Regione degli immobili di proprietà dell'ex ente, senza che però ad oggi risultino le relative trascrizioni in conservatoria e le relative volture catastali. Con richiesta di approvazione, quindi indicazione di voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 520.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cachia e Salis hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Frau - Gallus - Ibba - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Cassano - Pisano - Vargiu

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 54

astenuti 4

maggioranza 28

favorevoli 54

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 3, parere favorevole della Commissione e conforme della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Sì, intanto per ringraziare la terza Commissione per il parere favorevole e anche la Giunta per essersi rimessa all'Aula. Per illustrare brevemente la proposta, si tratta di uno strumento che tende ad avvicinare i cittadini all'Amministrazione regionale o viceversa l'Amministrazione regionale ai cittadini e configura uno strumento con il quale i cittadini possono, in maniera certificata, esprimere le loro opinioni e contribuire alla formazione delle decisioni. Questo strumento è perfettamente nell'alveo del contenuto del Documento strategico regionale approvato dalla Giunta regionale, Documento strategico che fa parte nella sua elaborazione del percorso iniziato a livello nazionale dalla Conferenza unificata Stato-Regioni che ha approvato il Quadro strategico regionale e poi, appunto, a livello regionale con questo documento che nel fissare le priorità e gli obiettivi per la spesa dei fondi strutturali 2007-2013, cioè le politiche comunitarie di coesione, leggo alcune frasi contenute nel documento, dice che: "E' necessario lo sviluppo della partecipazione politica" e appunto dice questo documento della Giunta regionale, ma che è confrontato con i livelli comunitari e nazionali e condiviso in quelle sedi, dice "Le nuove tecnologie possono fornire un importante contributo alla qualità dei processi di partecipazione alle decisioni politiche e amministrative, obiettivo non è soltanto promuovere un pieno esercizio dei diritti di cittadinanza digitale, ma anche quello di migliorare la qualità delle decisioni. Sono obiettivi, tra gli altri, la promozione di strumenti di partecipazione mediante canali telematici e i processi di decisione politica e amministrativa delle assemblee elettive degli organi di governo e la promozione di luoghi virtuali di confronto tematico tra cittadini, esperti e decisori politici, anche mediante l'utilizzo di specifici strumenti di information communication technology adeguati a promuovere la partecipazione, la cooperazione e l'espressione certificata delle opinioni, al fine di alimentare i processi di decisione politica". Ecco, credo che l'approvazione di questa norma ci metta certamente all'avanguardia in questo settore e dia uno strumento importante di confronto, le opinioni espresse devono essere certificate tramite la registrazione del cittadino avente diritto di elettorato attivo. Le modalità della consultazione, prevede la norma, verranno definite dal Consiglio regionale, gli esiti delle consultazioni sono pubblicate tempestivamente sul sito Internet e la Giunta fornisce massima divulgazione tra i cittadini dell'iniziativa. Credo che se ci fossero questioni di tipo tecnico per l'attuazione della norma, naturalmente l'approvazione della norma sarebbe subordinata all'apprestamento da parte della Giunta, del Governo regionale, degli strumenti tecnici necessari, la norma non dice che deve essere attuata necessariamente domani, ma è certamente un'importante affermazione di principio normativo che dà un indirizzo alla Giunta per procedere... ho concluso, Presidente.

PRESIDENTE. Concluda.

SCARPA (Gruppo Misto). Sì, grazie... che sostanzialmente dà un'indicazione precisa alla Giunta sulle modalità in cui procedere in questo importante settore e in questo importante campo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie, Presidente. Il contenuto dell'emendamento numero 3, quello firmato dall'onorevole Scarpa, è un contenuto assolutamente condivisibile, così come condivisibili sono le finalità che si pone. C'è solo un piccolo problema cui ha fatto cenno l'onorevole Scarpa, cioè l'impossibilità ad oggi di dare concreta attuazione ai contenuti di questo emendamento perché le tecnologie di cui siamo in possesso non ci consentono ancora di collegare tutti i cittadini attraverso sistemi e servizi tecnologici e utilizzare le nuove tecnologie in modo tale da poter interagire direttamente col portale dell'Amministrazione regionale. Per cui, quello che io suggerirei è che, al fine di non alimentare speranze che poi non si possono concretizzare nell'immediato, che si possa aggiungere all'emendamento che: "I contenuti di questo emendamento troveranno accoglienza appena le tecnologie si saranno completate".

PRESIDENTE. Quindi, l'Assessore propone di integrare l'emendamento con un rinvio per la sua applicazione nel momento nel quale le tecnologie lo consentiranno. Ovviamente è un emendamento al limite della ammissibilità perché è un emendamento di principio, non c'è copertura finanziaria su una materia appunto sulla quale forse ci sarebbe necessità di una proposta più organica e tuttavia poiché in Commissione è stata espressa la volontà di approvarlo, con questa integrazione che viene fatta dall'Assessore che diventerebbe, può diventare un'integrazione al comma 6 "fornisce l'iniziativa alla massima divulgazione possibile fra i cittadini non appena le tecnologie saranno pienamente efficaci". Va bene? E' in votazione. Onorevole Uggias, chiedo scusa, non avevo visto la sua prenotazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). La ringrazio Presidente. Per chiedere innanzitutto se c'è la disponibilità del collega Scarpa di aggiungere la mia firma all'emendamento e poi per notare che il testo dell'emendamento seppure con la correzione indicata dall'assessore Dadea, non vincola la Giunta a iniziare immediatamente con l'attività, nel senso che il testo del primo comma è: "la Regione promuove nuove forme", quindi c'è un iter che gradualmente va ad attuarsi. E' chiaro che poi su questa disposizione, su questo settore dovremmo ritornare perché è un tema assolutamente delicato, parla di formazione del consenso, parla di orientamento delle decisioni della pubblica amministrazione e quindi attiene al controllo della formazione dei momenti decisionali, dei momenti partecipativi che devono trovare necessariamente modalità e caratteristiche tali da essere comunque garantiti nel modo partecipativo e nel modo democratico del suo sviluppo e pertanto formulo il mio, oltre all'aggiunta del nome, già l'indicazione del voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Siamo d'accordo anche noi su questo emendamento, però io rilevo una incongruenza, anche perché se si dice al secondo punto che "la Regione a tal fine allestisce un apposito portale regionale", è chiaro che a fronte di questa attività corrisponde anche un impegno di spesa. Allora io penso che si possa e si debba dotare questo emendamento della necessaria copertura finanziaria perché altrimenti così com'è, lo dico ma per sostenerlo in senso positivo, sarebbe inammissibile a meno che non si voglia correggere il punto 2 e si dica: "la Regione a tal fine si impegna ad allestire". Siamo sempre però nel campo dei buoni intendimenti, forse la materia allora si adatterebbe più all'ordine del giorno che all'inserimento come norma così com' è congegnata, in una finanziaria. Questo per dirci le cose come stanno, anche al fine di evitare di fare davvero un minestrone, di aggiungere buoni propositi che non servono operativamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Il mio intervento per annunciare il voto a favore dell'articolo 1 bis condividendo i contenuti già fin dalla Commissione nel momento dell'esame in Commissione. Chiediamo che questo nuovo strumento messo a disposizione dei nostri cittadini sia un nuovo metodo di approccio dei cittadini all'amministrazione pubblica. Credo che quanto ha sostenuto l'Assessore nel poter rendere operativo l'istituto del diritto di democrazia digitale sia legato alla disponibilità della tecnologia. Credo che la tecnologia sia già disponibile sul mercato, Assessore, e che il problema reale magari, perché è stato testato peraltro nelle consultazioni elettorali scorse e non solo in Italia, ma nel resto d'Europa, viene applicato correntemente in tutte le consultazioni elettorali, in alcune Nazioni in tutte la consultazioni elettorali, comprese quelle referendarie. Allora, detto questo credo che ci sia bisogno invece di avere, Assessore, garanzie da parte della Giunta rispetto alla ricerca delle dotazioni finanziarie perché possa essere reso operativo questo sistema di consultazione della volontà popolare. Io credo che una Regione quale quella sarda che sulle nuove tecnologie informatiche sia all'avanguardia, sia in grado di sviluppare attraverso le aziende presenti nel territorio anche questo tipo di infrastruttura che credo possa tornare utile non solo agli amministratori regionali, ma a tutti i cittadini della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, abbiamo fatto una discussione in Commissione e io qua ho sentito obiezioni tutte in buona fede, tutte straordinariamente portate a sostenere la finalità, che non hanno né capo né coda, che non hanno né capo né coda!

Di che cosa stiamo parlando? Qua c'è scritto che si mette in piedi un sistema molto semplice che è in uso dappertutto di consultazione, nei confronti dei cittadini che si vogliono iscrivere per l'accesso all'interno di un portale che l'amministrazione regionale ce li hai i soldi e non c'è bisogno di altre tecnologie, può mettere subito in attività. Non abbiamo istituito una nuova modalità di voto referendaria, stiamo facendo un'altra cosa molto più limitata, ma molto più diretta e che coinvolge ogni consigliere regionale, il Consiglio regionale in quanto tale, l'amministrazione regionale e anche altre amministrazioni e funziona con poche lire. E' vero che i portali stanno diventando una cosa che costano un pacco di soldi, sempre di più, però ciascuno di noi se ne è fatto di portali, si è fatto a portali, si è fatto siti Internet,si è fatto collegamenti, ha i link, funziona, il mondo della rete ha sviluppato, suggerisco all'Assessore di fare un concorso in cui non sia richiesto il titolo di laurea, che assuma solo ragazzini tra i 13 e i 18 anni che abbiano esperienza e che li faccia lavorare solo un paio d'ore dopo la scuola a patto che seguano la scuola, quelli bravi, quelli che usano le nuove tecnologie come noi usavamo il pallone, anzi il barattolo di latta per giocare a pallone che sicuramente riusciremo a raggiungere l'obiettivo che è posto dall'emendamento numero 3 presentato da Scarpa. Io voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io sono contrario alla democrazia digitale. In tutti i luoghi in cui si stanno sperimentando queste cose si capisce che chi controlla lo strumento controlla la partecipazione popolare. Sono favorevole allo spirito dell'articolo per cui subordino il mio voto favorevole a un emendamento sul titolo perché il titolo parla di democrazia digitale non di partecipazione di altro.

La democrazia è l'esercizio, proprio come diceva l'onorevole Uras, è l'esercizio del voto, degli istituti della democrazia, eccetera. Siccome noi sappiamo, tutti noi sappiamo che, oggi, il controllo delle tecnologie è fortemente in mano ai grandi gruppi finanziari, bisogna stare molto attenti a ciò che mettiamo come precedente nel nostro ordinamento. Per cui io subordino il mio voto favorevole alla possibilità che si trasformi il titolo, sostituendo la dizione "democrazia digitale", ma sicuramente l'onorevole Scarpa si inventerà qualcosa, con parole tipo: "partecipazione", "verifica", tutto quel che si vuole, ma non "democrazia". Sul mantenimento della parola "democrazia" mi esprimo in senso contrario.

PRESSIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io voterò sicuramente a favore di questo emendamento di cui condivido lo spirito. E devo dire che mi sembra che, nonostante l'ora tarda e il limite che viene dato dal tempo destinato alle dichiarazioni di voto, se si è ascoltato con attenzione le parole che sono risuonate in quest'Aula, si è capito quanto ci sia bisogno, probabilmente, di una valutazione organica, fuori dall'emendamento di una legge finanziaria dell'argomento. Io devo ricordare che quando venne presentato dall'assessore Pigliaru il primo DPEF di questa legislatura, 2005-2007, era intitolato il DPEF, noi Riformatori sostenemmo, con un emendamento, la necessità per il governo della società dell'informazione, che all'interno di quel DPEF era preconizzato e illustrato, sostenemmo con un emendamento la necessità che il Consiglio dovesse istituire una Commissione politica di vigilanza e di garanzia, che consentisse di evitare rischi come quelli che il collega Maninchedda ha coerentemente e giustamente evocato. Nell'emendamento di specie non si parla poi, in sostanza, di istituti di democrazia digitale. Se voi avete mai sentito il direttore di RESET, quello che ha tradotto POPPER in Italia, parlare di queste cose, avete sentito tante volte ragionare su elementi che aiutano nella comprensione del ragionamento che viene fatto dal corpo elettorale, e che sono utili a chi governa nell'indirizzare le proprie azioni in una maniera che sia consonante rispetto a quella che è la volontà popolare, e ciò è lo scopo dell'emendamento numero 3, che apre però, ed è vero quello che si è detto in Aula, che apre il ragionamento, che se il Consiglio fosse un Consiglio lungimirante potrebbe raccogliere, anche nel solco di ciò che la maggioranza diceva nel 2005 ma poi non ha più detto, e cioè la necessità di darsi una serie di strumenti che utilizzano la rete, ma che siano degli strumenti in cui la direzione politica, quindi l'idea che ci sia un controllo super partes della politica - e non soltanto da parte di chi governa - è fortissima, darsi una serie di strumenti che consentano l'utilizzo della rete per aiutare le politiche regionali e per aiutare la politica regionale, maggioranza e minoranza, a comprendere quali siano le scelte e le soluzioni più funzionali, da proporre sulla scena la politica regionale. Io voto a favore, convinto, di questo emendamento, e sarebbe buono che il Consiglio riuscisse a fare una cosa bipartisan, che possa dare ulteriore corpo ed ulteriore dimensione all'emendamento stesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Aggiungo ben poco, soprattutto a quanto detto poc'anzi dal collega Vargiu. Due osservazioni, nel manifestare il mio assenso all'emendamento. La prima osservazione, avendo colto anche la puntuale precisaazione del collega Maninchedda. Forse sarà opportuno chiamarli "primi istituti", anche senza primi, "di consultazione digitale", perché il termine, effettivamente, "democrazia" è impegnativo e discutibile. Seconda osservazione, e proporrei, se possibile, un emendamento orale, se il collega Scarpa accede alla richiesta. Ritengo che gli esiti della consultazione non debbano essere pubblicati solo sul sito Internet della Regione Sardegna, ma anche del Consiglio regionale della Sardegna, che è cosa diversa, anzi prioritariamente, direi, sul sito del Consiglio regionale della Sardegna e su quello della Regione Sardegna. Per tutto il resto credo che aggiungerei ben poco, o ripeterei quello che i colleghi hanno sostenuto, nell'iniziare un percorso innovativo, sicuramente, ma che è già avanti tra la gente, e trova le istituzioni invece a rincorrere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere PORCU per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, solo per manifestare il mio voto di astensione a questo emendamento, perché credo che la materia meriterebbe ben altro approfondimento, e possa difficilmente essere compendiata in un emendamento di questo tipo. Io capisco perfettamente le intenzioni ottime del collega Scarpa, e quindi ho difficoltà a votare contro. Ma segnalo ai colleghi che pensare che la comunità dei cittadini registrati con qualsiasi portale sia, in qualche modo, rappresentativa di una qualsiasi comunità regionale è di per sé, dal punto di vista scientifico, errato. Noi sappiamo che il mondo che frequenta le reti è un mondo molto caratteristico, per titolo di studio, per età, e quindi non può essere in alcun modo rappresentativo di alcuna consultazione, che possa riguardare temi di politica generale. Per questo credo che la fattispecie andrebbe molto diversamente normata, e non credo neanche che il Consiglio regionale possa limitarsi alle modalità della consultazione, senza entrare nel merito per esempio della rappresentatività statistica dei campioni che si registrano. Questo emendamento e il risultato di un eventuale consultazione strutturata in questo modo, e non diversamente articolata in maniera più scientifica, vale quanto qualsiasi sondaggio promosso da qualsiasi blog, di qualsiasi sito che si ritrova sulla rete. Io non vorrei che stessimo, con questo emendamento, creando un mostro, non è né partecipazione digitale, è, diciamo, poco di più dei quiz di quando alla televisione ci dicono: "Come rispondi?", e a livello non statistico, al livello di curiosità da rotocalco, andiamo a capire le persone come la pensano. Così come è! Capisco invece, diversamente, sul principio, ma allora bisognerebbe far partecipare i cittadini con numeri statisticamente significativi, farli partecipare con un campione rappresentativo, e allora bisognerebbe creare una specie di pool, di forum, da consultare, che abbia un significato rappresentativo. Così, stiamo creando un mostro, siccome nessuno l'ha detto, scusatemi se lo dico io, io capisco le buone intenzioni, ma su quest'emendamento non mi sento di votare contro, ma vorrei votare contro, mi astengo, sperando che magari ci sia qualche diversa intenzione del collega Scarpa, che credo che se lo ritirasse, da parte mia, avrebbe l'impegno a lavorare con lui a una legge sull'argomento, che sia però una cosa veramente seria, importante e rilevante dal punto di vista scientifico, statistico e politico. Questa, mi dispiace dirlo, non lo è, per cui io mi astengo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Alcune precisazioni. La prima è che accolgo l'invito del collega Maninchedda, e propongo, se tutti coloro che hanno espresso voto favorevole sono d'accordo, di modificare il titolo, da "primi istituti di democrazia digitale", in "primi istituti di cittadinanza digitale", che è il termine utilizzato nel documento strategico regionale, e quindi è un termine ampiamente condiviso a livello comunitario e a livello nazionale. La seconda precisazione, al collega Vargiu, e anche al collega Porcu. Il punto 4 della proposta dice che: "Le modalità della consultazione verranno definite dal Consiglio regionale", è evidente che questo Consiglio è chiamato a fare una legge apposita che disciplini tutte le modalità della consultazione. Per quanto riguarda la questione, al collega Capelli voglio dire che accolgo il suo emendamento orale, e propongo che il punto 5 venga modificato: "gli esiti delle consultazioni sono tempestivamente pubblicati sul sito Internet dell'Amministrazione regionale e del Consiglio regionale e hanno efficacia meramente consultiva". Per quanto riguarda le modalità, cioè l'accesso registrato, questa è una modalità già in uso nell'amministrazione regionale, in alcuni portali, ho visto anche molte comunicazioni ai cittadini, in cui si dice: "Accedi al portale, registrati e utilizza i servizi", e quindi condivido quanto detto dal collega Uras sulle circostanze in cui ci troviamo, tuttavia l'intenzione della legge è quella di rimettere alla Giunta regionale l'approfondimento tecnico sui tempi, le modalità, gli strumenti, le risorse, perché non c'era una copertura finanziaria.

Quindi con queste precisazioni chiedo all'aula di valutare guardando questa come una proposta per il futuro non come la canonizzazione di una cosa che deve essere fatta ma l'apertura di una fase nuova del nostro processo legislativo.

Per fare questo se un capogruppo sostiene la richiesta e chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa. Ha facoltà di parlare per la Giunta l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì grazie Presidente, naturalmente penso che un argomento di questa natura richiederebbe forse maggiore spazio e maggior tempo per essere approfondito, però siccome si parla di democrazia digitale e poi anche, accogliendo l'indicazione dell'onorevole Maninchedda di cittadinanza digitale, io penso che il primo requisito di una democrazia digitale, di una cittadinanza digitale e che tutti i cittadini possano utilizzare questo strumento per questa tecnologia allora onorevole Uras mi spiace dirle che la Sardegna vive ancora nella condizione di digital divided, sa cos'è il digital divided? E' portante della nostra popolazione di utilizzare le nuove tecnologie dell'era digitale, nel 2005 quando abbiamo iniziato questo progetto per il superamento del digital divided appena il 65 percento della popolazione potevo teorizzare gli strumenti della tecnologia digitale e cioè i servizi a banda larga e cioè Internet.

CAPELLI (U.D.C.). C'è il wireless!

DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Onorevole Capelli conosco perfettamente le tecnologie e che non c'entra niente il wireless, non c'entra assolutamente niente, oggi onorevole Uras, sulla base degli interventi prodotti dalla Giunta regionale l'82 percento della popolazione sarda può utilizzare gli strumenti delle nuove tecnologie dell'era digitale però ancora non tutta la popolazione può utilizzare le tecnologie che sono indicate nell'emendamento, allora perché ho suggerito che tutto questo, al di là del contenuto che può essere anche opinabile possa trovare concreta attuazione solo quando le tecnologie saranno fruibili da tutti i cittadini.

Ecco perché è quindi il suggerimento che veniva fatto dall'onorevole Pittalis che dice che la Regione si impegna ad allestire, sia assolutamente corretto, e che il tutto deve essere subordinato al a quando le tecnologie e saranno a disposizione di tutti i cittadini della Sardegna. Oggi questo nonostante gli sforzi del Governo regionale non è possibile.

PRESIDENTE. Siamo sempre in dichiarazione di voto colleghi, esiste una tendenza di quest'Aula a procedere in questo modo un po' anomalo aprendo discussioni su temi certamente interessanti ma vi invito a stare nella fase delle dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Grazie onorevole .Ha domandato di parlare il consigliere Nemo, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Francesco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). L'emendamento è stato accolto dalla Commissione e la giunta perché condividevamo sia noi in Commissione sia la Giunta le finalità.

Nel dibattito in aula sono emerse delle esigenze di chiarimento da parte della Giunta, da parte del collega Pittalis, delle richieste di modifica, la volontà di un voto bipartisan, come veniva chiesto dal collega Vargiu e la difficoltà ad attuare le finalità previste dall'emendamento, non mi ha sollevato nel suo intervento anche il collega Porcu anche con motivazioni vere, e così mi pare siano accettabili anche quelle dell'onorevole Pittalis. Altre osservazioni sono state fatte anche sul titolo, sugli obiettivi ect… il collega Scarpa ha dato la disponibilità a modificarle, tra l'altro trattandosi non di un comma di un articolo ma di un nuovo articolo, non si può, visto che c'è la volontà di accoglierlo come principi, come se finalità, come un percorso che si vuole avviare, sospendere per consentire che questi suggerimenti che sono qui venuti adesso abbiano la possibilità di essere dall'interessato che ha predisposto l'emendamento, da chi ha portato qualche suggerimento come il collega Porcu, il collega Pittalis, ed altri, e si scrive e la proviamo magari essendo un articolo aggiuntivo, non un comma, lo proviamo tranquillamente quando il testo è pronto finito, corretto, che non apra dubbi interpretativi, finalità, che non metta dubbi sulle finalità e le approviamo tutte insieme, quindi il mio invito è di sospendere l'articolo e consentire che un gruppo di lavoro, accogliendo già da ora, per quanto riguarda il gruppo dei democratici le finalità e l'impostazione che ha dato il collega ad approvare poi successivamente questo testo che raccolga anche i suggerimenti che dall'Aula sono venuti.

PRESIDENTE. Va bene, affidiamo agli scrittori la definizione di un testo, che ritornerà in Aula quando deciderete.

Onorevole Scarpa io le do la parola per la terza volta come lei può apprezzare…

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente…sono stato chiamato a pronunciarmi qui che mi pronunciò nel senso di accogliere le precisazioni della Giunta, cioè di accettare l'emendamento della Giunta dicendo che quando saranno pronte le tecnologie sarà applicato, guardate che tutti quelli che si sono espressi favorevolmente non hanno contestato il testo, che si è espresso in maniera contraria non si sarà messo d'accordo neanche da cui all'inizio dei lavori di questo pomeriggio, perché c'è un'impostazione differente allora che se la richiesta è di esaminarla all'inizio dei lavori del pomeriggio sono disponibile, io non ho nessuna difficoltà guardate, io l'ho presentato in commissione, l'ho discusso in commissione, il collega Porcu era presente in Commissione, l'ho presentato anche l'anno scorso, l'ho sospeso su richiesta della Giunta l'anno scorso. Tempo per discuterlo c'è stato, oggi siamo tutti d'accordo sul contenuto, non ci sono particolari osservazioni, adesso sospenderlo per che cosa ripeto, se dobbiamo esaminarlo dall'inizio dei lavori dell'aula del pomeriggio io sono disponibile, non mi muovo da qui, per esaminare eventuali modifiche, però se lo vogliamo spostare alla fine dei lavori della finanziaria non sono d'accordo perché questo significa far venire meno il clima positivo che si è creato, favorevole…ripeto Presidente, se la richiesta è di votarlo alla ripresa dei lavori del pomeriggio sono d'accordo altrimenti chiedo che venga messo in votazione ora perché mi sembra di aver capito da parte di tutti che non ci sono problemi…anzi fortemente convinti, l'unica riserva riguarda proprio l'intimità della materia e questa non può essere superata neanche da un approfondimento durante i lavori della finanziaria, nel momento in cui la Giunta è d'accordo e chiede solo…

PRESIDENTE. Va bene onorevole Scarpa abbiamo capito, va bene.

Lei dice: se si sospende lo votiamo stasera..

Quindi questa è la condizione, la condizione viene accettata onorevole Marrocu…va bene…quindi questo pomeriggio alla ripresa si vota l'emendamento numero 3, mettiamo ora in votazione l'emendamento numero 2.

SCARPA (Gruppo Misto). No Presidente si discute questo pomeriggio

PRESIDENTE. Le ricordo che c'è parere contrario della giunta e dalla Commissione, onorevole Scarpa, se vuole lo bocciamo stasera..

SCARPA (Gruppo Misto). Se lei vuole fare una anticipazione di giudizio…

PRESIDENTE. No io non do un giudizio le dico qual è l'opinione, a differenza di quello precedente.

Sì. Va bene, lo rinviamo a stasera.

Ricordo ai colleghi che i lavori riprenderanno alle 16. Vi invito, siccome ci siamo dati un calendario di lavoro, vi invito ad essere qui alle 16.

Chiedo scusa. Stasera lavoriamo sino alle 20 perché la Commissione, mi comunica il Presidente, proseguirà i suoi lavori dopo le 20.

La seduta è tolta, alle 16 riprendiamo.

La seduta è tolta alle ore 14 e 13.



Allegati seduta

Testo delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta

Interrogazione Calledda - Cherchi Silvio - Lai Silvio, con richiesta di risposta scritta, sulla cancellazione dei collegamenti via ferro con la sardegna a partire dal 1° aprile 2008, comunicata da trenitalia agli operatori sardi nel settore.

I sottoscritti,

considerato che, nel corrente mese di gennaio, Trenitalia ha dato comunicazione agli operatori interessati al settore del traffico merci da e per la Sardegna, della disabilitazione di tutte le stazioni sarde con decorrenza 1° aprile 2008, con la motivazione della cancellazione in finanziaria nazionale delle previste contribuzioni per i collegamenti con l'Isola, relativamente all'intero traffico merci;

rimarcato che tale situazione ha portato le aziende interessate a considerare se potrà essere possibile continuare a offrire un servizio attraverso mezzi alternativi;

rilevato che tali possibilità alternative porteranno ad un inevitabile aumento dei costi relativamente all'intero settore del traffico delle merci sarde ed ad un pesante aggravio del traffico sulla strada statale n. 131;

evidenziato che tale gravissima decisione nega la continuità territoriale soprattutto nel settore delle merci, come previsto dalla legge regionale 7 dicembre 2005, n. 21, col rischio che si determinino ulteriori aumenti nei costi dei beni di prima necessità;

sottolineato che l'articolo 44 della citata legge regionale prescrive che "i programmi triennali regionali regolamentano ed organizzano i servizi finalizzati a conseguire un efficace utilizzo delle risorse di settore ed a realizzare sull'intera rete condizioni di accessibilità, economicità, sicurezza, qualità, ridotto impatto ambientale",

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti, per sapere:

1) se era noto il fatto che con la finanziaria nazionale non sarebbero stati finanziati servizi tanto rilevanti per l'economia isolana e conseguentemente le intenzioni di Trenitalia Spa di cancellarli in tempi rapidi;

2) quali atti abbiano posto o intendano porre in essere perché vengano ripristinati i finanziamenti a favore dei collegamenti con la Sardegna, al fine di impedire che questa situazione determini ulteriori e gravi aumenti del costo delle merci che devono essere trasportate da e per la Sardegna ed anche al fine di mettere a rischio l'occupazione per i dipendenti di Trenitalia e delle imprese che si occupano della terminalizzazione distributiva delle merci. (1135)

Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di dilazionare i termini concessi alle imprese artigiane per la restituzione delle somme fissate per la chiusura transattiva ai sensi dell'articolo 27, commi 9 e 12, della legge regionale n. 4 del 2006, e successive direttive di attuazione.

Il sottoscritto,

preso atto della situazione in cui versano circa quattromila imprese artigiane sarde che, trovandosi in uno stato di sofferenza finanziaria per l'andamento sfavorevole del mercato e per la crisi generale che si riversa anche sull'attività degli artigiani, hanno concordato con l'Assessorato regionale competente la restituzione del finanziamento ai sensi legge regionale n. 40 del 1976, sottoscrivendo una proposta transattiva da definire entro il 31 dicembre 2007;

considerato che numerose imprese artigiane, a causa della sfavorevole congiuntura economica, non sono state in grado di versare quanto concordato transattivamente;

ritenuto che la Giunta regionale debba valutare l'opportunità di concedere nuovi termini senza aggravio di costi e senza ulteriori spese, tenuto conto della crisi generale attraversata anche dal settore artigiano,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per sapere se siano a conoscenza della crisi in cui versa il settore artigiano in Sardegna e per conoscere i provvedimenti urgenti che la Giunta regionale intende assumere per consentire una dilazione dei termini per la restituzione, da parte degli artigiani, delle somme proposte a chiusura transattiva, senza che ciò comporti un aggravio di costi e di spese. (1136)

Interrogazione Ladu, con richiesta di risposta scritta, sul Consorzio universitario di Nuoro.

Il sottoscritto,

premesso che:

- sul futuro del Consorzio universitario di Nuoro pesano gravi incertezze dovute alla chiusura dell'attività per il corso di Scienze della pubblica amministrazione e al conseguente smantellamento della segreteria universitaria, con trasferimento dei tre impiegati di ruolo presso la sede dell'Università di Cagliari;

- quando nacque il Consorzio universitario il progetto era quello di trasformarlo, da università gemmata, in vera e propria Università degli studi per l'intero territorio della Provincia di Nuoro, e anche per quello dell'attuale Provincia dell'Ogliastra che allora era ricompresa in quella di Nuoro;

- passato l'entusiasmo iniziale oggi, a causa dei parametri restrittivi adottati dal Ministro dell'università, Mussi, al fine di razionalizzare e concentrare i corsi universitari, il Consorzio universitario di Nuoro anziché aumentare i propri corsi didattici si è visto sopprimere quello di Scienze del servizio sociale e quello di Scienze dell'amministrazione che impediranno, di fatto, ai 600 studenti universitari nuoresi di concludere il percorso formativo nella università del loro territorio;

evidenziato che:

- il criterio voluto dal Ministro risulta essere assolutamente inconciliabile e penalizzante rispetto alle particolari caratteristiche orogeografiche, economiche, sociali e dei collegamenti interni della nostra Isola, delle quali colpevolmente non si è tenuto alcun conto;

- la stessa Giunta regionale di centro sinistra, non solo non ha esercitato il proprio ruolo per contrastare la parametrazione adottata dal Ministero per difendere adeguatamente il territorio di Nuoro ma, più volte, attraverso lo stesso Presidente della Regione, si è abbandonata a giudizi negativi per quanto attiene l'Università nuorese, mostrando in questo una spiccata mancanza di sensibilità e superficialità di valutazione politica;

considerato che a fronte della ingravescente situazione di crisi che sta mettendo in ginocchio il territorio di Nuoro, dove ogni giorno si registra un vero e proprio bollettino di guerra con chiusura di comparti industriali, aziende agricole, artigianali e commerciali, la mancata evoluzione del Consorzio universitario in vera e propria Università degli studi costituisce in ordine di tempo l'ultimo ferale colpo inferto alla Provincia di Nuoro;

ricordato che:

- a seguito della nascita del Consorzio universitario di Nuoro si registrò un grande entusiasmo e furono alimentate molte aspettative affinché tale istituzione ponesse fine a quel triste fenomeno di emigrazione per motivi di studio che ha comportato, per il nostro territorio, la perdita di molte intelligenze verso altre realtà;

- negli anni a causa della mancanza di un'appropriata sede universitaria sono andate perdute risorse immense, sia intellettuali che scientifiche, che la nostra provincia non ha potuto utilizzare con grave nocumento e ricadute economiche negative;

atteso che si rende necessario a questo punto richiedere una forte mobilitazione di tutte le forze politiche democratiche, le parti sociali, i sindacati e le associazioni professionali di Nuoro per difendere questa straordinaria risorsa culturale ed economica,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere se:

1) intendano intervenire, con la tempestiva urgenza e la dovuta energia, presso il Ministero dell'università al fine di richiedere una rivisitazione dei parametri adottati dal Ministro per la razionalizzazione dei corsi universitari che in Sardegna risultano pesantemente penalizzanti;

2) l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, al fine di scongiurare lo smantellamento del Consorzio universitario di Nuoro, intenda conferire risorse economiche adeguate sia per potenziare gli attuali corsi che per istituirne di nuovi, così come la crescente domanda di corsi universitari da parte di molti giovani studenti consiglierebbe;

3) la Giunta regionale intenda o meno favorire nel territorio di Nuoro la nascita di una vera e propria università autonoma degli studi, così come oggi possono vantare solo le Province di Cagliari e Sassari. (1137)

Interrogazione Cocco - Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di sostenere l'associazione Banco alimentare della Sardegna.

I sottoscritti,

rilevato che l'associazione Banco alimentare è presente in Sardegna dal 1995 e opera con due centri di stoccaggio e distribuzione situati uno a Selargius (CA) e l'altro a Muros (SS);

constatato che l'associazione Banco alimentare della Sardegna fa parte della rete nazionale Banco alimentare che dal 1989 raccoglie le eccedenze di produzione agricola e dell'industria alimentare, allo scopo di ridistribuirle ad enti caritativi e di assistenza che forniscono aiuto ai poveri e agli emarginati;

appreso che la citata associazione ha raccolto, dal 1995 ad oggi, oltre 10.890 tonnellate di prodotti, anche attraverso la partecipazione, da undici anni, alla Giornata nazionale della colletta alimentare;

rilevato che, nel 2007, il Banco alimentare ha sostenuto oltre duecentosettanta enti caritativi ed associazioni di tutte le province della Sardegna, costituiti da mense, Caritas parrocchiali, gruppi di volontariato vincenziano, centri di prima accoglienza, case famiglia, centri per minori, centri per disabili, comunità di recupero per tossicodipendenti i quali, con oltre centottanta tonnellate di alimenti distribuiti, hanno potuto aiutare quasi cinquantamila persone indigenti;

constatato che l'attività dell'associazione Banco alimentare, che favorisce la raccolta e l'utilizzo di prodotti alimentari per un valore economico di quasi un milione e mezzo di euro l'anno, ha costi di gestione che sfiorano i centomila euro l'anno;

appreso che tali costi di gestione sono costituiti per il 60 per cento dagli oneri di locazione del centro di stoccaggio di Selargius, cui si aggiungono le spese per l'energia elettrica e la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani;

considerato che, nonostante il sostegno di alcune amministrazioni pubbliche, degli enti convenzionati, di qualche privato e dei volontari, i costi di gestione del centro di Selargius stanno diventando, per l'associazione Banco alimentare, un ostacolo sempre più difficile da superare;

rilevato che l'insostenibilità di tali costi rischia di pregiudicare la continuazione stessa dell'attività dell'associazione Banco alimentare della Sardegna che, di fronte alle difficoltà economiche, potrebbe interrompersi,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:

quali provvedimenti intenda assumere per evitare che l'insostenibilità dei costi di gestione, e in particolare degli oneri di locazione del centro di stoccaggio di Selargius, siano causa di cessazione dell'attività di sostegno agli enti caritativi e di assistenza agli indigenti portata avanti dall'associazione Banco alimentare della Sardegna, con evidente grave pregiudizio per tutto il sistema del volontariato in favore dei poveri in Sardegna;

se non sia opportuno che la Regione intervenga in favore dell'associazione Banco alimentare della Sardegna mediante un contributo annuale finalizzato al pagamento dei costi di gestione del centro di stoccaggio di Selargius, oppure mettendo gratuitamente a disposizione della stessa, un capannone da adibire a nuovo centro di stoccaggio in sostituzione di quello attualmente in locazione. (1138)

Interrogazione Cucca - Sabatini, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione dei contributi previsti dall'articolo 29, comma 1, lettera h), della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), a favore delle associazioni sportive del Comune di Nuoro.

I sottoscritti,

premesso che l'Amministrazione regionale della Sardegna, in attuazione dell'articolo 31 della legge regionale n. 17 del 1999 (Sponsorizzazione di società sportive iscritte ai campionati nazionali federali e organizzatrici di eventi sportivi in Sardegna), come modificato dall'articolo 23, comma 4, lettera b), della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, ha previsto la concessione di contributi a sostegno della partecipazione ai campionati nazionali federali di maggior rilievo delle società sportive dilettantistiche sarde;

rilevato che tali finanziamenti rientrano nell'alveo degli obiettivi del nuovo Piano triennale 2007-2009, relativo allo sviluppo dello sport in Sardegna con il quale si individuano quelli che sono gli orientamenti e le strategie per lo sport in Sardegna quale fondamentale valore pedagogico, sociale di solidarietà e tolleranza;

considerato che già la terza Conferenza regionale dello sport, tenutasi a Nuoro il 12 e 13 maggio 2006, nel percorso tracciato dalle linee guida del Piano triennale, ha condiviso con la Regione l'obiettivo di riorientare le politiche sportive verso una maggiore attenzione, rispetto agli anni passati, allo sport di base e a quello dilettantistico;

tenuto conto che l'articolo 80 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali) ha apportato un significativo decentramento a favore degli enti locali riguardo agli interventi in materia di sport trasferendo agli enti locali le risorse al fine di far superare alle società sportive isolane i disagi dell'insularità, rendendo positiva l'equiparazione della realtà sportiva sarda con quella del resto d'Italia, limitando, al contempo, le competenze dell'Amministrazione regionale alla sola programmazione e determinazione delle linee di indirizzo delle politiche sportive regionali;

vista la legge finanziaria 2007, all'articolo 29 rubricato "Interventi per lo sport", che alla lettera h) del comma 1 stabilisce la spesa di euro 1.800.000, per l'anno 2007, per la concessione dei contributi ad enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive finalizzati alla conoscenza, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico ed economico della Sardegna;

constatato che sia il Comune di Nuoro che te associazioni sportive interessate da tempo denunciano la mancata erogazione dei contributi in questione risultando quest'ultimi concessi, inspiegabilmente, a favore di alcune associazioni le quali, a tutt'oggi, risultano avere una corsia preferenziale quanto mai dubbia e non sempre comprensibile;

preso atto che ancora una volta l'attuale esecutivo regionale, nel dichiarare l'importanza delle politiche a sostegno della diffusione delle pratiche sportive quale veicolo di importanti ricadute sul territorio, si allontana nei fatti, sempre di più, da un territorio quale quello barbaricino, assistendo ad un suo disinteresse che tende ad emarginare tale realtà dal ciclo produttivo di un'intera Regione, a dispetto dei brillanti risultati conseguiti da più d'una società sportiva, che innegabilmente hanno contribuito alla diffusione di una positiva immagine della Sardegna in tutto il territorio nazionale,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:

1) quali motivazioni abbiano indotto la Giunta regionale e l'Assessorato competente ad escludere dal finanziamento le associazioni sportive del Comune di Nuoro e, comunque, quelle interessate all'erogazione, disapplicando di fatto il contenuto normativo apportato dal Consiglio regionale;

2) se non ritengano, al fine di rimediare a questa esclusione a danno non solo delle associazioni ma di un intero territorio, di riconsiderare come dovuti i contributi previsti nella manovra finanziaria 2007, quale importante riconoscimento del ruolo svolto da tali associazioni nello sviluppo dello sport in Sardegna e nella diffusione dell'immagine della Sardegna in tutto il territorio nazionale. (1139)

Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione del servizio di medicina dello sport della Asl n. 1 di Sassari.

Il sottoscritto,

premesso che il servizio di medicina dello sport presso il San Camillo era tra quei servizi che, nella disfatta generale, riuscivano a dare risposte;

visto che, per manifesta incapacità organizzativa da parte della Asl n. 1, il servizio da oggi viene sospeso;

preso atto che non è pensabile e tanto meno può essere giustificabile che venga chiuso un servizio così importante e delicato solo perché mancano le figure infermieristiche;

constatato che la mancata effettuazione delle visite mediche fa ricadere la responsabilità diretta sui presidenti delle società sportive;

considerato che, a questo punto, le società sportive non farebbero male se presentassero una denuncia cautelativa all'autorità giudiziaria per l'interruzione di un pubblico servizio come quello della idoneità sportiva, previsto dalla normativa nazionale,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:

se siano a conoscenza di quanto sopra esposto;

quali provvedimenti intendano assumere nei confronti della Asl n. 1 per aver interrotto un servizio importante e delicato per il territorio del nord Sardegna;

se non ritengano di dover attivare tutte le procedure necessarie a ripristinare immediatamente il servizio assegnando allo stesso il personale medico ed infermieristico necessario a soddisfare le richieste programmate ed in calendario per le società sportive, le quali, se non dovessero avere risposte immediate, saranno costrette a ritirare dai rispettivi campionati le proprie squadre. (1140)

Interrogazione Giorico, con richiesta di risposta scritta, sul risanamento dello stagno del Calik (Alghero) e sulla valorizzazione ambientale e turistica del compendio lagunare.

Il sottoscritto,

premesso che, di recente, la Quinta Commissione permanente ha effettuato un sopralluogo per valutare le condizioni di salute dello stagno del Calik e l'attività di pesca nel vasto compendio lagunare;

considerato che, in tale occasione, ha avuto modo di valutare l'eccezionale importanza, dal punto di vista ambientale, dello stagno e le prospettive di valorizzazione dell'intera area;

rilevato che, a dispetto di tali considerazioni, la Regione è in ritardo nel definire e mettere in campo iniziative e procedure per favorire tale prospettiva;

valutato in un evidente danno ambientale ed economico tale ritardo;

ricordato che c'è una nuova attenzione, a livello di Unione europea, per gli stagni e, in generale, per le zone umide al fine di salvaguardare habitat di particolare pregio ed interesse;

considerato il ruolo del Calik nell'arricchire l'offerta turistica di Alghero e del territorio, prevedendo, una volta bonificato ed attrezzato lo stagno, attività compatibili (anche agonistiche) sullo specchio d'acqua,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'Ambiente e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale (attualmente competente in materia di pesca) per sapere:

1) quali progetti siano previsti per la bonifica e la valorizzazione del Calik;

2) per quale motivo i lavori di bonifica, eseguiti dal Consorzio di bonifica della Nurra cinque anni or sono, non siano stati ancora collaudati (in particolare si riferisce ai "lavorieri", sorta di "chiuse" selettive, che regolano l'afflusso dal mare delle specie ittiche e la loro permanenza nell'area stagnale, in assenza dei quali si perde, con le variazioni climatiche, buona parte del pesce, con evidente danno economico della cooperativa di pescatori titolare della concessione);

3) se esista, in merito, un contenzioso tra Regione e Consorzio di bonifica sull'esecuzione dei lavori o quale altro motivo abbia indotto la Regione a non collaudare i lavori stessi;

4) entro quale termine verranno eseguiti i collaudi e trasferite alla cooperativa le opere realizzate;

5) se esista un monitoraggio degli scarichi civili o delle attività agricole esistenti in vicinanza dello stagno o lungo i suoi affluenti, fonte di inquinamento dello stagno;

6) se la Regione ritenga utile predisporre un progetto generale, d'intesa col Comune, a salvaguardia delle iniziative esistenti e di quelle facilmente realizzabili (dalle passeggiate ecologiche, a punti di ristoro per la degustazione dell'enogastronomia locale, alle attività sportive come il canoismo, a un piccolo museo locale sulle antiche attività e sulla manualità delle popolazioni interessate, con richiamo alla borgata di Fertilia, ai progetti di ripopolamento, alla riforma agraria, e così via) per favorire un ulteriore interesse turistico di Alghero.

Si rammenta che la conclusione dei lavori del Palazzo dei Congressi sposta verso il Calik attività di interesse che meritano il supporto del territorio e rivendicano maggiore attenzione per il litorale. (1141)