Seduta n.81 del 02/08/2000 

LXXXI SEDUTA

(POMERIDIANA)

MERCOLEDI', 2 AGOSTO 2000

Presidenza del Vicepresidente SPISSU

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Presidente SERRENTI

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 44.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 26 luglio 2000, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Demontis ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta odierna, essendo fuori sede per motivi istituzionali.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie" (86/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 86. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Signor Presidente, chiedo la sospensione dell'articolo 3, che ci apprestiamo a votare, per passare alla discussione dell'articolo 4 e degli emendamenti ad esso connessi.

PRESIDENTE. Onorevole Usai, le ricordo che abbiamo sospeso la seduta in sede di votazione, essendo venuto meno il numero legale; quindi ora dobbiamo riprendere i lavori con la medesima votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Chiedo cortesemente la sospensione della seduta per quindici minuti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari - P.S.). Come Gruppo siamo favorevoli alla sospensione.

PRESIDENTE. Sulla proposta dell'onorevole Usai, che poi metterò ai voti, ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Un consigliere si é dichiarato a favore; c'è un altro consigliere, che, per quanto i suoi consigli siano ininfluenti, si dichiara contrario.

Mi pare che invece di sospendere i lavori, i quindici minuti richiesti, se si vuole, possano essere utilmente impegnati per riflettere su come intende procedere il Consiglio regionale, cioè le parti politiche qui presenti e soprattutto la maggioranza che non riesce a essere maggioranza, perché stamattina, per qualche ora, abbiamo dovuto constatare che la maggioranza non ha il numero legale per poter procedere. Abbiamo raccolto dichiarazioni di consiglieri della maggioranza che dichiarano che non entreranno in aula se la maggioranza non dimostra di essere maggioranza, cioè di avere il numero legale. Questa evenienza non si è verificata, dovremo aspettare che la maggioranza divenga numericamente maggioranza, a prescindere dalla compattezza o dall'orientamento politico.

Per come stanno le cose, anche in considerazione degli accordi intercorsi tra i Gruppi politici, di rispettare i tempi stabiliti, per concludere possibilmente oggi l'esame del provvedimento finanziario e delle altre disposizioni connesse, non comprendiamo come, se la maggioranza non è tale in questo momento, e non di poco, possa esserlo tra un quarto d'ora. Tanto vale - questo è il consiglio che mi permetto di dare - che si faccia una considerazione realistica, e siccome almeno sulle questioni più rilevanti di ordine procedurale, si è verificata una convergenza di opinioni fra maggioranza e opposizione, su questioni che per altro sono del tutto non dico intruse (si è abusato di questa parola), ma ininfluenti rispetto alla manovra finanziaria e alle disposizioni connesse, e possono benissimo rimanere all'attenzione del Consiglio regionale, a latere di questo provvedimento, se vengono distinte da esso. Ci riferiamo principalmente alla pretesa di modificare, riducendone la portata, la normativa sulla Valutazione d'impatto ambientale. Chiediamo che si faccia una riflessione e si decida realisticamente come procedere, perché fra un quarto d'ora potremmo ritrovarci nella stessa condizione, continuando ad andare in avanti in questo modo, che non è un andare avanti ma un fermarci. E nessuno ha il diritto di portare le cose a questo punto. La nostra richiesta non è una prevaricazione, non è un condizionamento, è un invito fare a una riflessione, a prendere atto della situazione. Se la maggioranza non è maggioranza, non è imputabile a nessuna opposizione e a nessuna minoranza; si prenda atto di questa situazione e si trovino soluzioni, vie d'uscita, dignitose, nessuno deve adombrarsi per questo. Se qualcuno si vuole adombrare, si adombri, però se fra un quarto d'ora alla ripresa dei lavori ci ritrovassimo al punto di partenza, io credo che il clima si potrebbe guastare, perché lo spirito di conciliazione, di collaborazione, che, con tanta fatica, fra ieri ed oggi si è non solo ricercato, ma in gran parte realizzato, potrebbe venir meno. Quindi noi siamo contrari all'ipotesi di sospendere i lavori del Consiglio, cioè di dilazionare, di perdere tempo, e chiediamo alla maggioranza, alla Giunta, ai Presidenti dei Gruppi della maggioranza che dicano in Aula cosa intendono fare perché si possa procedere possibilmente subito.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io devo soltanto valutare se la proposta del consigliere Usai e del consigliere Giagu è accolta dall'Assemblea, poi i Capigruppo svilupperanno tutte le iniziative che intendono sviluppare, ma non aprendo un dibattito in Aula, perché questo non è consentito.

Metto in votazione la proposta dell'onorevole Usai di interrompere i lavori per quindici minuti. Chi è favorevole alzi la mano.

(Il Consiglio approva)

La seduta è sospesa per quindici minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 53, viene ripresa alle ore 17 e 19.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta; siamo in fase di votazione dell'articolo 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari-P.S.). Richiedo il voto a scrutinio segreto.

Terza votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la terza votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 38

Votanti 36

Astenuti 2

Maggioranza19

Favorevoli 36

(Il Consiglio approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti i consiglieri: GIAGU - SPISSU.)

FADDA (Popolari-P.S.). Vorrei sapere i nomi dei colleghi in congedo.

PRESIDENTE. I colleghi in congedo sono Pilo, Rassu, Fois, Scarpa e Demontis.

Passiamo alla votazione dell'emendamento aggiuntivo numero 13.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha la facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Questo emendamento sul quale io voterò a favore, lasciando alla Giunta il compito di valutare l'entità delle risorse, come altri colleghi hanno sottolineato, deriva da una proposta dell'opposizione, che ha richiamato l'attenzione della Giunta sulla programmazione territoriale. Noi avevamo proposto una cifra più alta, il collega Scano ha ricordato stamattina che era una cifra simbolica, che serviva solo a sottolineare l'esigenza che su questo problema non ci fosse una pericolosa disattenzione; la Giunta ha fatto una valutazione e ha stanziato una cifra di 30 miliardi per il 2000 e per il 2001. Questo dimostra che la nostra azione è stata positiva e costruttiva e vorremmo che questo venisse rimarcato. Lo dico non per riaprire polemiche, ma perché quando i colleghi della maggioranza dicono che noi abbiamo fatto e continuiamo a fare ostruzionismo, ci devono spiegare in che cosa consiste questo ostruzionismo. Se avessimo voluto fare ostruzionismo - lo dico al collega Pili - in commissione avremmo illustrato i nostri emendamenti, ne avremmo presentato molti di più, avremmo preteso l'illustrazione dei vostri. Abbiamo evitato tutto questo, abbiamo presentato i nostri emendamenti e vi abbiamo chiesto di valutarli, e sui vostri emendamenti non c'è stato un momento di discussione. Oggi, in quest'Aula, continuiamo a essere impantanati per la mancanza del numero legale, lunedì perché si è dovuta riunire tardivamente la commissione per l'agricoltura, ora perché avete chiesto una sospensiva. Vi chiediamo in che cosa consiste l'ostruzionismo del quale ci accusate. Ho la sensazione che il vero ostruzionismo sia la capacità di impuntarsi di qualche collega autorevole, che perde di vista l'esigenza, in una comunità politica, che comprende maggioranza ed opposizione, nella vita parlamentare, di trovare la flessibilità per andare avanti e affrontare insieme i problemi. Impuntarsi per una questione di principio, o per qualche altra ragione (che io non metto in discussione) significa sfidare l'Aula e sfidare maggioranza e opposizione insieme. Io credo che un po' di tolleranza e di flessibilità reciproca non guasterebbe. Ma non spetta a me dire queste cose, spetterebbe alla maggioranza; qua i ruoli sono quasi ribaltati, sembra che debba essere io a fare appello a voi perché siate flessibili e disponibili. Normalmente avveniva, e deve avvenire, il contrario, perché è interesse comune, ma è vostro in particolare il compito di portare in porto l'iniziativa. Chi si impunta su questioni e problemi reali, sui quali noi diciamoche occorre un confronto e che siamo disponibili a farlo già nella prima sessione di settembre, fa davvero un'azione di ostruzionismo, che è incomprensibile e rallenta i lavori.

Nell'esprimere, quindi, il mio voto favorevole su questo emendamento, io ribadisco la mia disponibilità (questo per dimostrare in che cosa consiste il nostro ostruzionismo) a ritirare gran parte dei nostri emendamenti, soprattutto quelli che sono intrusi rispetto alla legge finanziaria, e chiedo la vostra disponibilità a fare altrettanto. Se c'è da parte vostra questa disponibilità alla semplificazione e alla rapidità, chiudiamo rapidamente; se non c'è non vi potete lamentare affermando che c'è da parte nostra un ostruzionismo che in realtà non c'è, perché vi stiamo indicando le strade per andare a concludere positivamente. Naturalmente ognuno di noi si terrà le proprie valutazioni sui provvedimenti e sulla manovra finanziaria, stiamo discutendo sul metodo, sulla vita parlamentare e sulle regole di rapporto reciproco che io mi auguro maturino in quest'Aula in questa legislatura, perché se così non fosse io credo che questa legislatura sarebbe sterile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale col sistema elettronico.

PRESIDENTE. Prego gli otto consiglieri che appoggiano la richiesta di votazione nominale di alzarsi in piedi.

(Si alzano in piedi i consiglieri LAI, Ivana DETTORI, MARROCU, PINNA, SELIS, Gian Valerio SANNA, GIAGU)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con il sistema elettronico, dell'emendamento aggiuntivo numero 13.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: DORE - OPPI - PUSCEDDU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

Presenti 68

Votanti 65

Astenuti 3

Maggioranza 33

Favorevoli 65

(Il Consiglio approva.)

Si dia lettura dell'articolo numero 4.

CAPPAI, Segretario:

Art. 4

Provvedimenti per la catalogazione dei beni librari e documentari

1. L'Amministrazione regionale concorre alla realizzazione del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), promovendo attività di catalogazione di beni librari e documentari, da affidare in convenzione a cooperative o società. Per i suddetti fini è autorizzata prioritariamente la prosecuzione delle attività in essere ai sensi dell'articolo 92 della legge regionale 4 giugno 1988, n.11, Azione 7.

2. Le spese per l'applicazione del presente articolo sono quantificate in lire 3.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 (cap.11097/01).

PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Tunis Marco Fabrizio.

Dopo l'art. 4 è aggiunto il seguente:

ART. 4 bis. Modifiche e integrazioni alla L.R. n° 22 del 26.05.1998.

All'articolo 23 è aggiunto il seguente comma: "Possono accedere ai benefici di cui all'articolo 24 anche le emittenti radiofoniche e televisive in regime autorizzatorio".

Al comma 1 paragrafo c) dell'articolo 23 (requisiti) della legge 22 la parola "collegate" è soppressa.

Al comma 1 dell'articolo 29 della Legge 22, dopo 1997 sono aggiunte le seguenti parole: "e ai soggetti in regime autorizzatorio". (20)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Dopo l'art. 4 è aggiunto il seguente:

ART. 4 bis.

L'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport è autorizzato ad attuare iniziative di comunicazione istituzionale a carattere pubblicitario, compresa la partecipazione a mostre espositive in Italia e all'Estero, con le modalità previste dal capo IV della L.R. 3/7/1998, n° 22.

A tal fine è integrata la tabella H di cui all'art. 83 della L.R. 7/4/1995, n° 6, relativa ad attività di promozione e tutela, con l'inserimento della voce "Pubblica Istruzione".

Le spese relative graveranno sul Cap. 01090-00 (88).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis per illustrare l'emendamento numero 20. Ne ha facoltà.

TUNIS (F.I. - Sardegna). Ritiro l'emendamento numero 20.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 20 è ritirato.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione spettacolo e sport per illustrare l'emendamento numero 88.

ONIDA (P.P.S. - C.D.U. Sardi). Assessore alla pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La norma è necessaria per ripristinare la possibilità di svolgere adeguate azioni di promozione e comunicazione istituzionale nel campo delle attività culturali, oggi impedite dall'abrogazione della precedente legge sull'informazione, la legge numero 11 del 1953. Pare opportuno segnalare al riguardo che l'Assessorato non fu inserito nella tabella H, allegata alla legge regionale numero 6 del 1995, in quanto al momento disponeva di norma sostanziale di riferimento, a differenza degli altri rami dell'Amministrazione. Questo ha escluso l'Assessorato della pubblica istruzione dalla possibilità di svolgere azioni di promozione e comunicazione. Io credo che sia opportuno, e per questo la Giunta propone questo emendamento, dare la possibilità a questo Assessorato come a quelli del Turismo, dell'Ambiente e dell'Agricoltura, di svolgere azioni di promozione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Anche questo emendamento, presentato dalla Giunta regionale, prosegue su quella linea di disarticolazione, di confusione e anche di disordine, che è l'esatto contrario dell'obiettivo che la Giunta e la maggioranza avevano a suo tempo dichiarato, che era quello di procedere almeno ad alcune elementari azioni di riordino, non dico di riforma, perché a sentire la parola riforma a Fantola gli si drizzano i capelli…

FANTOLA (Patto Segni-Rif.Sardi). Non ne ho.

COGODI (R.C.). Quelli che ti rimangono.

Non dico rivoluzione, come ambiziosamente si era detto da qualche parte. Quello che si sta facendo via via, a pezzi grandi e a pezzi piccoli, è questo "spezzatino" per cui ogni assessore, ogni ufficio, ogni parte ed ogni gruppo e sottogruppo di questa maggioranza si ritagliano uno spazio, attraverso cui sprecare risorse della Regione.

Avremmo capito se si fosse proposta una norma di riordino, prevedendo un coordinamento, magari attribuito alla Presidenza, per valutare quale pubblicità istituzionale debba essere promossa, quali eventi e quali attività della Regione siano meritevoli di essere pubblicizzate a pagamento, perché questa è la pubblicità istituzionale, in Italia e all'estero. E invece qui si amplia la tabella, e quindi insieme all'Assessorato all'agricoltura, all'Assessorato del turismo e ad altri assessorati si inserisce anche l'Assessorato alla pubblica istruzione, e si torna al sistema per cui ognuno si fa la sua pubblicità istituzionale. Ma un Assessorato non è l'istituzione, l'istituzione è la Regione; gli Assessorati sono momentiorganizzatori specializzati dell'attività di governo, che deve avere un centro propulsore e un centro di coordinamento, anche ai fini delle economie nella spesa. Spesso le pubblicità istituzionali si inseguono e si scavalcano; giocano a "luna monda". Lo stesso evento è pubblicizzato dall'Assessorato all'agricoltura per un verso (perché espone quattro bottiglie di vino, o qualche tipo di formaggio.), dall'Assessorato alla pubblica istruzione perché è un evento culturale e poi da qualche altro pezzo di Regione ancora, per non parlare di ESIT, ERSAT, tutti pubblicizzando, tutti spendendo, tutti sprecando e tutti pagando società di pubblicità che si affollano sempre di più presso gli uffici della Regione e presso gli anditi degli Assessorati. E` una porcheria!

Voi dite che e' una cosetta che serve a completare il quadro", in realtà completa solo l'elenco di chi in modo disordinato può spendere i denari della Regione per pubblicizzare cose che qualche volta sono utili, il più delle volte sono cose superflue, altre volte sono anche dannose.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Per quanto riguarda l'emendamento numero 88, il collega Cogodi ha già espresso l'esigenza comune di capire qual è la logica che sovrintende a questi stanziamenti, perché voi ricorderete, soprattutto chi era in Aula anche negli anni passati, che ci fu, mi pare nella scorsa legislatura, una battaglia un po' da parte di tutti per razionalizzare le spese di pubblicità, e si inserì un capitolo, nel bilancio della Presidenza della Giunta, che è rimasto ancora in vigore, viene finanziato, e ha risorse cospicue per consentire il finanziamento delle campagne pubblicitarie.

Ora si sta cambiando linea, se la Giunta ci dice che si cambia linea per cui nella prossima legge finanziaria inseriamo le risorse destinate a questo fine nei bilanci di tutti gli assessorati, ne prendiamo atto, perché esigenze di programmazione, di comunicazione, di pubblicizzazione ne ha sicuramente la pubblica istruzione, ma anche tutti gli altri settori.

Qual è a questo punto la linea? Si fa appello al rigore, si fa appello ad una programmazione organica, e si sprecano su questa materia tante parole, ma vorremmo capire che cosa questo articolo comporta. Riguarda solamente la partecipazione a mostre? Ma questo si può già fare con le risorse esistenti, e se si può già fare con le risorse esistenti perché stiamo attivando un'altra linea di spesa? Non si può fare con le risorse esistenti? Sarebbe meglio forse allora amplificare la portata del capitolo già istituito nel bilancio di previsione della spesa della Presidenza? Vorremmo capire qual è la portata di questa norma e capire in che modo essa si colleghi in maniera organica con gli stanziamenti esistenti. Se c'è da parte della Giunta una risposta persuasiva su questa materia noi saremo attenti anche a questo problema, ma ci sembra che sia solo un modo per moltiplicare gli stanziamenti, per moltiplicare le spese creando una situazione di confusione programmatica che non giova a nessuno, e tanto meno al Governo regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Vorrei dare un brevissimo chiarimento; intanto vi assicuro che la disposizione non determina costi aggiuntivi, non determina neppure un frazionamento, tant'è che il capitolo è sempre quello del bilancio di previsione della spesa della Presidenza della Giunta regionale, che quindi mantiene quella unitarietà alla quale si richiamava anche l'onorevole Selis. E' il Presidente che coordina questa materia.

Si tratta di colmare una lacuna, perché non si può fare promozione per quanto riguarda la pubblica istruzione, proprio perché manca, nella legge, la specifica dizione della tabella H): "attività di promozione e tutela", e con questa integrazione si consente quindi anche di poter fare promozione nei settori di competenza della pubblica istruzione. Non si tratta perciò né di prevedere costi aggiuntivi, né di prevedere nuove competenze per l'Assessorato della Pubblica istruzione, ma, ripeto, solo di sopperire a una mancanza.

E' legittima quindi l'osservazione del collega Selis. Spero, con questa precisazione, di aver dissipato il dubbio che questa norma sia in contrasto con lo spirito della legge esitata nella scorsa legislatura.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, ma ho chiesto all'onorevole Carloni di sostituirmi perché non mi sento bene. L'onorevole Carloni mi dice che sta male, quindi sono costretto a sospendere la seduta per il tempo necessario a riprendermi.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 46, viene ripresa alle ore 18 e 06.)

PRESIDENTE. Per un doveroso senso di rispetto verso l'Assemblea, credo che, nonostante non mi senta bene, dobbiamo riprendere i lavori. Naturalmente se l'onorevole Carloni rientrerà in aula mi sostituirà. Siamo in sede di votazione dell'articolo 4. Ha chiesto di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 4.

E' aperta la votazione, prego i colleghi di votare rapidamente. Prego, onorevole Usai.

USAI (A.N.). Io sono uno dei più rapidi, lei ha chiuso la votazione prima che io votassi.

PRESIDENTE. No, io l'ho chiusa lasciando a tutti il tempo di votare. Onorevole Usai, si accomodi, la votazione è ancora aperta, prego i colleghi di votare. Dichiaro chiusa la votazione.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 36

Votanti 34

Astenuti 2

Maggioranza 18

Favorevoli 33

Contrari 1

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti i consiglieri: GIAGU - SPISSU.)

Poiché i votanti sono stati 36, manca il numero legale, per il quale è necessaria la presenza di 38 consiglieri, la seduta è sospesa per trenta minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Siccome credo che si debba essere conseguenti con le dichiarazioni che si fanno, vorrei sapere i nomi dei consiglieri assenti. Non capisco l'assenza del Presidente Serrenti, così come non ne capisco tante altre, per cui siccome generalmente sono coerente con ciò che affermo, credo che per stasera, per quanto mi riguarda, quest'Aula non possa fare affidamento sulla mia presenza.

Mi dispiace molto perché con l'articolo seguente verrà discusso un emendamento di grande interesse per il mio territorio e credo anche per una svolta nell'impostazione della spendita del denaro pubblico, ma credo che sia necessario che io sia conseguente con quanto ho detto precedentemente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. La seduta è sospesa per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 11, viene ripresa alle ore 18 e 52)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio; ricordo che siamo in sede di votazione dell'articolo 4 per il quale è stato chiesto dall'onorevole Giagu il voto segreto. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari-P.S.). Mantengo la richiesta.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Intervengo sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Corda stiamo votando, in sede di votazione non si può prendere la parola, potrà intervenire subito dopo la votazione.

Seconda votazione a scrutinio segreto dell'articolo 4

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 39

Votanti 37

Astenuti 2

Maggioranza 19

Favorevoli 34

Contrari 2

Voti nulli 1

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - GIAGU.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Chiedo al Presidente la cortesia di verificare se sia lecito non consentire ad un consigliere presente in Aula, prima che venga chiusa la votazione, di votare, perché io credo che il Presidente del Consiglio che sovrintende a tutto, prima di dichiarare chiusa la votazione debba accertarsi che i consiglieri presenti abbiano potuto esercitare il diritto di voto.

A me è stato impedito di esercitare questo diritto nel corso della votazione precedente, quindi chiedo di essere tutelato e credo che in futuro questo non debba più accadere.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, il suo intervento non ha niente a che vedere con l'ordine del giorno. Se un consigliere è presente in Aula ha diritto di votare. Non so perché le abbiano impedito di votare. Mi informerò e cercherò di conoscere meglio la questione.

SANNA EMANUELE (D.S.). È arrivato quando era chiusa la votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Voglio intervenire sull'eccezione mossa dall'onorevole Corda per fatto personale.

PRESIDENTE. Le darò la parola per fatto personale alla fine della seduta. Abbia pazienza, questo prevede il Regolamento, e se lei vorrà intervenire le darò la parola alla fine della seduta.

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 88. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Presidente, in quest'Aula, già da stamani, in alcuni casi da parte di consiglieri, in altri casi anche di Assessori, si fa aleggiare l'ipotesi che la Presidenza travalichi in maniera scorretta quelli che sono i propri doveri e le proprie funzioni. Stamattina la critica riguardava una richiesta che era partita dai banchi del Consiglio, per ultimo dall'onorevole Selis, ma io stesso l'avevo già formulata nei giorni scorsi, relativamente all'ammissibilità di alcuni emendamenti. Al momento della richiesta non era stata fatta opposizione alcuna, e naturalmente il Presidente del Consiglio aveva dato mandato agli uffici perché procedessero in quella direzione.

Adesso l'onorevole Corda solleva altre eccezioni che potrebbero far nascere il dubbio che la Presidenza segua comportamenti non confacenti al proprio uffizio, e anche questo ci lascia perplessi, anche perché l'onorevole Corda, come è ben noto a tutti, in occasione della votazione alla quale ha fatto riferimento era assente dall'aula ed è entrato in aula una volta che la votazione era stata dichiarata aperta e poi...

PRESIDENTE. Dove sta la questione che riguarda l'ordine del giorno? Lei ha chiesto la parola sull'ordine del giorno.

BALIA (F.S.D.). Arrivo subito ad un'altra conclusione; dicevo che la votazione era stata dichiarata aperta e chiusa senza che l'onorevole Corda, materialmente impossibilitato, perché assente dall'Aula, avesse potuto votare.

Inoltre, Presidente, siccome in quest'Aula accade continuamente che vi siano consiglieri che chiedono il congedo e che invece partecipano alla seduta, vorrei sapere, anche per determinare in maniera chiara e certa qual è il numero legale, quali sono le persone che allo stato attuale risultano in congedo, visto che mi pare che anche in questa seduta siano stati espressi voti da consiglieri per i quali prima era stato annunciato il congedo.

PRESIDENTE. L'unico congedo rientrato è quello dell'onorevole Demontis, che peraltro non aveva chiesto congedo, ma aveva chiesto di assentarsi.

GIAGU (Popolari-P.S.). Ma che cosa sta dicendo?

DETTORI Ivana (D.S.). Che cosa significa?

PRESIDENTE. Ha comunicato di doversi assentare nella seduta pomeridiana, non ha specificato per quanto tempo, poi credo che non sia vietato venire in Aula.

L'onorevole Demontis e` stato considerato nel calcolo del numero legale, un collega può prendere congedo e rientrare, non credo che dobbiamo esercitare un'attività di controllo. Comunque, onorevole Balia, stiamo votando una legge, aprire una discussione su queste cose non mi pare utile per il lavoro che dobbiamo fare. Se poi lei vuole che su queste cose si faccia chiarezza le diamo subito le informazioni che lei desidera, e torneremo su questi argomenti quando avremo finito l'esame di questa legge. Onorevole Balia, lei sa che fermarci adesso a discutere di altre questioni, che non riguardano l'argomento all'ordine del giorno, non è consentito neanche dal Regolamento.

(Interruzione del consigliere Balia)

PRESIDENTE. Onorevole Balia, le do la parola solo per un brevissimo intervento.

BALIA (F.S.D.). Voglio solo dire che così come in apertura di seduta vengono annunciati i nomi delle persone che sono in congedo, nell'ipotesi che una di queste persone rientri in aula, perché sono esauriti i motivi per cui aveva chiesto congedo, questo debba essere annunciato all'aula, in maniera che ne siamo a conoscenza.

PRESIDENTE. Onorevole Balia, eravamo in sede di votazione. Quello che lei chiede non si è mai fatto, ma sono d'accordo che debba essere fatto. Se accadrà che un consigliere che ha chiesto congedo rientri in Aula, daremo comunicazione all'aula che chi era in congedo è rientrato. Sono d'accordo con lei, mi pare corretto informare i colleghi non solo dell'assenza, ma anche del rientro.

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 88. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

CAPPAI, Segretario:

Art. 5

Modifiche alla L.R. n. 26 del 1997.

Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua sarda

1. L'articolo 19 della legge regionale 15 ottobre 1997, n. 26, è sostituito dal seguente:

"Art. 19 (Finanziamenti dei corsi universitari)

1. Per l'espletamento dei corsi universitari nelle aree disciplinari di cui all'articolo 17, comma 2, è autorizzato il finanziamento annuo di lire 2.000.000.000, da ripartirsi in uguale misura tra l'Università degli studi di Cagliari e di Sassari."

2. La disposizione prevista dal comma 1 entra in vigore a decorrere dall'anno finanziario 2001 (cap. 11061/05)

PRESIDENTE. All'articolo 5 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Tunis Marco Fabrizio.

Dopo l'art. 5 è aggiunto il seguente art. 5/bis.

"E' autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 200.000.000 per la concessione di contributi ad organismi privati ed enti pubblici per lo svolgimento di manifestazioni sul capitolo di bilancio relativo alle manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico, nonché ad associazioni con finalità didattiche e socioculturali che abbiano presentato regolare richiesta nell'anno 1996, ai sensi della legge regionale 21/4/1955 n° 7 Cap. 07001/03 e che siano state inserite nel programma di contributi approvato con Deliberazione della Giunta Regionale n. 35/66 del 06.08.1996 ed escluse per mancanza di fondi sufficienti. Potranno essere sostenute con le risorse finanziarie suindicate quelle iniziative escluse anche dalla L.R. 21.12.1996 n. 38 per problemi burocratici quali la mancata conferma realizzazione entro il 15 dicembre 1996 e la mancata comunicazione dello spostamento della data prevista per la realizzazione nell'anno 1996.

Nel Bilancio 2000 sono apportate le seguenti variazioni:

IN DIMINUZIONE

Cap. 03016 FNOL

Voce n. 1 della tabella A - 200.000.000

IN AUMENTO

Cap. 07001/03 + 200.000.000 (24)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis Marco Fabrizio, per illustrare l'emendamento numero 24.

TUNIS (F.I.-Sardegna). L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5 bis.

CAPPAI, Segretario:

Art. 5 bis

Informatizzazione e alfabetizzazione informatica

1. Nell'articolo 34 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 sono introdotte le seguenti modifiche ed integrazioni:

a) il comma 4 è sostituito dal seguente:

"4. Gli aiuti sono erogati dai Comuni anche per la frequenza di attività formative finalizzate all'ottenimento di qualifiche professionali connesse con l'informatizzazione";

b) nel comma 6, dopo la parola "integrazioni" è aggiunta la seguente espressione: " e comunque in modo tale da garantire a ciascun comune un contributo pieno";

c) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:

"6 bis. Nel caso in cui la disponibilità iscritta nei conti correnti di cui al comma precedente risulti eccedente rispetto alle richieste, le stesse possono essere utilizzate ad integrazione dei rispettivi interventi dell'anno 2001.

6 ter. Nel caso in cui a completamento del secondo programma d'intervento risultassero ulteriori eccedenze, queste possono essere stornate a favore dei Comuni con richieste inevase secondo un programma che tenga conto proporzionalmente delle domande inevase.

6 quater. Al fine di amplificare l'efficacia degli interventi previsti dal presente articolo è autorizzato nell'anno 2000 lo stanziamento di lire 500.000.000 per azioni di promozione e pubblicità (cap. 03070/04)".

2. All'attribuzione delle risorse destinate all'alfabetizzazione informatica di cui all'articolo 34 della legge regionale n. 4 del 2000, si provvede ai sensi dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modificazioni e integrazioni.

PRESIDENTE. All'articolo 5 bis è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Capelli - Murgia - Dettori Ivana - Manca - Demuru - Pirisi - Falconi.

Dopo l'articolo 5 bis è aggiunto il seguente:

Art. 5 bis/1

Progetto pilota per la diffusione della cultura informatica.

1. Nell'ambito del programma di cui all'articolo 34 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, è predisposto un progetto pilota per la diffusione della cultura informatica nella città di Nuoro.

2. Alla realizzazione del progetto si provvede attraverso:

a) la fornitura a titolo di comodato, con diritto di riscatto, di un sistema informatico ad ogni nucleo familiare residente nel Comune;

b) l'alfabetizzazione informatica da attuarsi:

1. mediante l'assistenza di tutor, scelti fra giovani disoccupati, opportunamente formati;

2. mediante la creazione di un sito che divulghi lezione di informatica;

3. mediante lezioni giornaliere trasmesse per mezzo di televisioni locali.

3. Il relativo programma di intervento è predisposto dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. (27)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.

DETTORI Ivana (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Il significato dell'emendamento 27 è difficilmente comprensibile. Io comprendo che i colleghi consiglieri regionali espressione del territorio del nuorese, che hanno come riferimento principale la città di Nuoro, pensino di favorire questa città rispetto al resto del territorio della Regione. Mi domando semplicemente una cosa che ci dovremmo domandare tutti: "Gli altri colleghi di questo Consiglio regionale non hanno città di riferimento? Non hanno territori di riferimento? Non hanno collegi elettorali di riferimento? Non hanno cittadini ai quali vogliono bene, ai quali riferirsi?" Che senso ha, all'interno di un progetto generale, che una legge regionale, nata da un accordo politico ampio, in occasione dell'ultimo bilancio, metta in campo risorse considerevoli - ricordo i 50 miliardi per un progetto regionale di informatizzazione, quindi di aiuto agli studenti, ai giovani, alle famiglie, alle scuole, ai comuni, alle istituzioni, di base principalmente, perché si abbia un salto di qualità nella formazione, nella competenza, nell'acquisizione di nuove tecniche di comunicazione, e ovviamente questo progetto della Regione si dovrà articolare su base territoriale, quindi riguarderà territori, comuni e diversi ambiti territoriali - che senso ha che una lobby di consiglieri regionali di quel territorio proponga questo emendamento? Parlo di lobby in senso buono, nel senso di portatori di ragioni valide ma parziali; le lobby non sono solo consorterie di malaffare, in senso buono e positivo sono consociazioni portatrici di interessi legittimi, però parziali, corporativi. Che senso ha che una lobby di consiglieri regionali proponga un progetto pilota per la città di Nuoro che ha i contenuti che dovrebbe avere ogni e qualsiasi buon intervento in attuazione del progetto regionale in materia di informatizzazione?

E` chiaro ed evidente che nessuno di noi può dire ai colleghi di ogni parte politica del nuorese che fanno male. O lo comprendono da sé, o nessuno di noi può riprenderli per questo. Io direi che se tutti i consiglieri regionali, e quindi anche i consiglieri regionali dell'area di Cagliari, o eletti nell'area di Cagliari, si comportassero allo stesso modo e proponessero il progetto pilota per l'area di Cagliari, e quelli di Oristano lo proponessero per Oristano, e quelli di Sassari per Sassari, e perché non Olbia, perché non Lanusei, Carbonia, Iglesias e tutte le città della Sardegna, avremmo ricomposto il quadro. Faremmo progetti pilota in tutte le città e saremmo di nuovo al punto di partenza. Non mi pare logico e non mi pare neppure un gesto di sensibilità nei confronti degli altri colleghi questo voler partire un po' prima; prima che lo starter abbia sparato il colpo qui c'è qualcuno che parte. Mi pare che nelle gare sportive - io non sono un buon intenditore di queste cose - si annulli la partenza e si riparta tutti insieme. Qui invece c'è qualcuno che vuole partire prima del segnale di partenza. Può darsi che vinca anche la gara: parte prima! Però non so se questo è un modo corretto di gareggiare.

Per queste considerazioni io vorrei invitare i colleghi a ritirare l'emendamento, non perché la città e il territorio di Nuoro non meritino un progetto pilota in materia di informatizzazione, ma perché la Giunta regionale sicuramente terrà conto del fatto che nell'attuazione del progetto regionale forse si dovrà dare qualche priorità a quel territorio e a tutte le zone interne della Sardegna. Però ci deve essere un programma generale nel quale alcune priorità, alcune azione positive, alcune attività di sostegno specifico nel nuorese e in altre aree interne della Sardegna possano essere prese in considerazione. Sia la Giunta a dare queste assicurazioni, perché è la Giunta che è deputata all'attuazione del progetto regionale, però si eviti al Consiglio di dividersi in questo modo, fra consiglieri regionali che paiono essere più sensibili ed altri consiglieri, come noi, che verranno messi nella condizione di apparire meno sensibili alle ragioni dei loro territori. Ma poi quali sono i nostri territori? I nostri territori sono la Regione, noi siamo consiglieri regionali, e comunque e dovunque eletti noi rappresentiamo gli interessi complessivi della Regione e del popolo sardo, dei nuoresi, dei sassaresi, dei cagliaritani, degli oristanesi, cioè gli interessi generali della Regione nel loro insieme.

Per queste considerazioni mi permetto di suggerire ai colleghi di ritirare l'emendamento, non perché non debbano voler bene alla loro città, ma per dimostrare che, insieme alla loro città, vogliono bene anche a tutte le altre città e a tutti gli altri territori della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

Sanna Salvatore (D.S.). Concordo con le considerazioni che faceva il collega Cogodi, anche alla luce di una lettera che è stata inviata in data 7 luglio da parte della Giunta regionale, in particolare dell'Assessorato della programmazione, ai comuni della Sardegna. Con questa lettera, a proposito di questo importante intervento, si richiamano le direttive approvate dalla Giunta regionale per la ripartizione dei fondi tra i comuni e, salvo mio errore (se così fosse naturalmente chiedo scusa, però ne approfitto per chiedere chiarimenti in proposito alla Giunta), da questa tabella di ripartizione sembrerebbero esclusi, almeno per un parametro, i comuni con una popolazione inferiore ai mille abitanti. Ci troveremmo perciò di fronte a un paradosso, poiché tutti qua dentro abbiamo sempre sostenuto, alcuni con i fatti ed altri solo a parole, che la nostra attenzione deve essere concentrata nei confronti di questi piccoli comuni, e credo sia assolutamente chiaro e comprensibile a tutti quanto possa essere importante, anche al fine di evitarne "lo spopolamento", l'agganciare in rete questi comuni e le loro popolazioni e consentire loro poter rimanere saldamente agganciate al resto della comunità regionale. Escludere questi comuni, come è stato fatto in questa tabella che è stata diffusa dalla Giunta regionale, a mio avviso è un atto gravissimo, al quale va posto immediatamente riparo. Se così non fosse, o se vi fossero motivi validi per i quali la Giunta regionale ha deciso di escludere i comuni sotto i mille abitanti dall'utilizzazione di un parametro di ripartizione, credo che sia ancora più doveroso avere queste informazioni, anche perché a me pare che l'ulteriore specificazione contenuta nell'articolo 5 bis, che corregge in parte le norme che avevamo approvato con la finanziaria, non ponga riparo al problema che sto ponendo.

Concludo, signor Presidente, anche se in maniera irrituale, però è l'unico modo che ho per farlo, esprimendo la mia solidarietà al Presidente Spissu, che ha presieduto l'Aula per tutto il giorno. Mi sarei aspettato nei confronti del collega Spissu, soprattutto da parte sua, una parola di apprezzamento per come ha condotto i lavori, sia stamattina di fronte agli attacchi, direi abbastanza poco urbani, dell'Assessore alla programmazione, ed anche stasera a seguito dell'intervento del collega Corda. Il presidente Spissu ha dato grande dimostrazione di equilibrio e di serietà nella conduzione dell'Aula, anche quando avrebbe potuto fare, per gioco di squadra avversa, una parte molto diversa da quella che ha fatto.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, credo che non sia necessario riconoscere all'onorevole Spissu una cosa che gli è già abbondantemente riconosciuta. L'onorevole Spissu stamattina ha fatto il proprio lavoro, lo ringrazierò personalmente in altra sede, ne conosco la correttezza, non ho dubbi.

Sulle altre questioni poste cercherò di capire cosa è successo, può trattarsi di un'incomprensione, mi auguro sia tale.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

(Interruzione del consigliere Giagu)

PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'onorevole Giagu si tranquillizzi perché sono moderato almeno quanto lui, quindi i segnali sono sempre tesi a trovare una soluzione e non ad aggravare i problemi. Ma, siccome ho sentito anche dall'intervento dell'onorevole Salvatore Sanna che si parla di attacchi alla Presidenza, voglio dire a nome della Giunta che non vorrei che ogni questione che viene sollecitata, non da parte dell'opposizione, venisse vista come un attacco. C'è stata una richiesta di chiarimento, noi apprezziamo le qualità dell'onorevole Spissu nel presiedere l'Assemblea, non abbiamo nessun rilievo da fare sotto questo profilo e rinnoviamo, anche da colleghi, la nostra stima.

Per quanto riguarda invece la questione che è stata posta dal collega Sanna, probabilmente ha informazioni non corrette, perché si riferisce a una tabella nella quale è compresa una parte dei comuni, e cioè i comuni con popolazione superiore ai mille abitanti, per i quali intervengono diversi parametri, che sono indicati nel contesto della delibera e che contribuiscono a determinare l'ammontare delle risorse da assegnare ad ogni comune. Per i comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti la quota è fissa ed è di 29 milioni circa. Quindi questi comuni non sono assolutamente esclusi, ma anzi sono ricompresi, e questo intervento va proprio nella direzione di raggiungere soprattutto giovani e famiglie dei piccoli comuni, soprattutto delle zone interne, dove c'è il più alto numero di comuni che non raggiungono i mille abitanti.

Per quel che riguarda, nello specifico, l'emendamento, io penso che il primo firmatario, se fosse presente in aula, ne avrebbe forse chiarito a tutti noi lo spirito. Si parla di un progetto pilota, evidentemente le considerazioni svolte dall'onorevole Cogodi sono perfettamente in linea con il criterio di tener conto di tutte le realtà territoriali della Sardegna, che ci trova pienamente d'accordo, ed è chiaro che è un problema che la Giunta rimette alla valutazione delle forze politiche presenti in aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Io comprendo le argomentazioni del collega Cogodi e degli altri che in qualche modo avanzano delle perplessità sul fatto che in questo emendamento sia dedicata una particolare attenzione alla città di Nuoro. Comprendo le perplessità, ma non le condivido compiutamente, perché credo da un lato che la città di Nuoro meriti una certa attenzione anche da parte nostra per i problemi storici delle zone interne, per le difficoltà del sistema scolastico, per il fatto che l'evoluzione universitaria è ancora più lenta. Ma non mi voglio soffermare su questo, quanto sul fatto che l'intenzione - per quello che io ho compreso da parte dei proponenti - non era tanto quella di privilegiare una città, ma di proporre all'attenzione di quest'Aula una maggiore riflessione sul progetto di informatizzazione. Credo che, se si potesse trovare un accordo per far sì che il progetto pilota possa riguardare oltre che Nuoro, un comune per provincia, questo agevolerebbe la sperimentazione.

Io mi ritengo uno dei proponenti del progetto di informatizzazione, però non ho difficoltà a ritenere che la formulazione di prima approssimazione aveva un non so che di "grezzo", che merita una riflessione ulteriore. Mi auguro che questa riflessione possa essere fatta. Mi pare che l'emendamento dei colleghi Capelli, Murgia, Dettori, Manca, Demuru, Pirisi e Falconi vada in questa prospettiva. Ci si chiede cioè si è sufficiente mettere a disposizione di un cittadino, di una famiglia, una macchina, oppure dobbiamo dare qualcosa di più. Si deve dare qualcosa di più, sicuramente; si deve dare qualcosa di più sul piano della formazione, sul piano dell'assistenza, sul piano del collegamento in rete per quanto riguarda la formazione. Io esprimo quindi l'apprezzamento per il tentativo che i colleghi hanno fatto non tanto di definire una priorità per Nuoro, perché se fosse possibile presentare un emendamento orale la estenderei a un comune per ciascuna delle province.

Ma, il mio apprezzamento va soprattutto allo sforzo che i colleghi hanno compiuto nel dire: "Andiamo oltre, elaboriamo, riflettiamo, non fermiamoci solo alla prima proposta". E in questa mia affermazione c'è un velo di autocritica e un superamento di quella che era la mia posizione iniziale. Credo che non bastino le macchine, credo che le macchine, soprattutto tenendo conto dell'evoluzione del mercato informatico, oltre che essere comprate, possano essere prese in comodato, e questo consente una maggiore valorizzazione delle risorse.

Da questo punto di vista chiedo il massimo di attenzione su questo emendamento e propongo, se è possibile, di estenderlo a un comune per ciascuna delle altre quattro province e chiedo alla Giunta e al Consiglio il massimo di impegno per cercare di far evolvere l'intuizione della proposta originale sull'informatizzazione verso livelli più evoluti.

L'idea dell'emendamento è quella di sperimentare questi livelli più evoluti e mi pare che valga la pena di tentare.

Vorrei infine sottolineare che, nel comma 6 quater dell'emendamento 5 bis, si stanziano ancora una volta 500 milioni per la pubblicità. Non vi sembri che ogni volta ci attacchiamo a queste cose, ma notiamo che ogni volta che si propone un intervento si stanziano 500 milioni, 100 milioniper la pubblicità. L'abbiamo detto prima, c'è un fondo regionale complessivo, utilizzate quello. Altrimenti si va in direzione di una frammentazione degli interventi, e ogni Assessorato avrà il suo fondo per la pubblicità, ma questa è una linea diversa. Io su questo ribadisco la mia contrarietà. Credo che, se la Giunta fosse sensibile a questo appello, questo comma dell'articolo dovrebbe essere bocciato, per non dare l'impressione che si colga l'occasione anche di una proposta seria, come quella che si sta cercando di portare avanti, per fare una sorta di mini campagna propagandistica. Non giova a nessuno, vi consiglierei di non alimentare questa impressione. Ci sono i fondi della Presidenza, spero che siano sufficienti, altrimenti si vedrà di aumentarli nell'assestamento, ma si vedrà complessivamente. Se imbocchiamo questa strada, domani il collega Usai dell'agricoltura, il collega Pirastu dell'industria, e tutti i colleghi Assessori, cominceranno a chiedere le risorse per fare propaganda alle proprie iniziative, e questo mi pare sia contrario allo spirito della linea che abbiamo sostenuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Signor Presidente, parlo a nome di questa lobby nuorese un po' scalcagnata. Onorevole Cogodi, lamentiamoci di certi emendamenti trasversali, quelli sì un po' più massicci di questo!

Io credo che il progetto di Roberto Capelli, che conosco, sia un progetto importante. Non vedo niente di strano nel fatto che la città di Nuoro, a volte trascurata, sia il centro dove si propone di fare questa esperienza. Vedo che, oltre alla mia firma, ci sono quelle di Ivana Dettori, di Manca, di Demuru, di Pirisi, di Falconi, cioè di un nutrito drappello di consiglieri regionali. Io chiedo che questo emendamento venga votato e accolto così com'è, perché credo che sia importante anche dare un giusto segnale per questa città. Vi risparmio la retorica della questione delle zone interne, sostanzialmente sono d'accordo con quanto ha detto prima l'onorevole Gian Mario Selis. Riterrei anche superfluo, onorevole Selis, individuare altre città per questo progetto pilota. Non trovo niente di male nel fatto che la città di Nuoro sia il centro pilota per questo esperimento. E' una scelta che questa Giunta fa in riferimento al problema dell'informatica, della comunicazione, dell'abbattimento di barriere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, chiedo scusa ai colleghi se ho chiesto di intervenire per primo, ma devo parlare sull'ordine dei lavori. Visto che, per un fatto politico, il collega Capelli è assente (questo è un emendamento che lui ha spiegato a tanti di noi e sarebbe opportuno che fosse presente), propongo all'Assemblea, anche per un fatto di rispetto, che questo tema venga sospeso, perché sono stati proposti anche degli emendamenti…….

(Interruzioni)

Credo sia doveroso da parte dell'Aula rinviare questo articolo a domani o alla tarda serata, a quando cioè sarà possibile discuterlo alla presenza del collega Capelli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'onorevole Capelli ha dichiarato la sua assenza dell'Aula...

(Interruzione del consigliere Biggio)

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi solo un secondo. Onorevole Biggio, le darò subito la parola, adesso c'è una proposta e vogliamo capire se la proposta viene accettata...

(Interruzioni)

COGODI (R.C.). Prego, collega Biggio, la maggioranza non parla mai, è meglio che parli.

PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di consentire all'onorevole Biggio di fare il suo intervento e poi riprenderemo l'esame della proposta dell'onorevole Fadda.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio, ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Vabbe', la parola gliela abbiamo data non vuole parlare, parliamo noi!

PRESIDENTE. Onorevole Biggio, vuole fare il suo intervento? Prego.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, io sono sempre affascinato dagli interventi del collega Cogodi, legalitario, libertario e uomo di grande sensibilità nei confronti della società civile che egli pensa di rappresentare tutta, mentre deve ricordare che ne rappresenta una parte peraltro residuale e minimale, non per questo poco importante, per carità! Rappresenta, lui dice, i diseredati, i poveri lavoratori e basta, pare che non rappresenti altri interessi. Ne prendiamo atto. I provvedimenti devono essere sempre nei confronti di tutti, sarebbe come dire che siccome abbiamo qui degli impianti petroliferi, dobbiamo fare impianti petroliferi dappertutto, o che, siccome l'oro è una cosa che rende molto e non crea problemi, dobbiamo cercare l'oro dappertutto, in tutto il nostro territorio, perché le ricerche devono essere svolte dappertutto, in tutte le zone, dove non ci sono altre possibilità di sviluppo, come la zona di Furtei eccetera.

Il collega Cogodi è molto bravo nell'uso della parola, lo ribadisco ancora, ad usum Delphini, populista, tutore di falsi interessi, ad usum "Cogodi" direi forse, più che ad usum Delphini.

Stiamo parlando di un progetto pilota, non di un progetto definitivo, E' un progetto che ha un limite, un termine. Progetto pilota ha un significato ben preciso. Dove vogliamo andare di questo passo? Forse il problema è che l'emendamento non è stato proposto dall'onorevole Cogodi ed è per questo che non va bene Il collega Cogodi deve sindacare tutto e più di tutto, in nome del povero popolo sardo che solo lui rappresenta.

Onorevole Cogodi, ci faccia grazia di queste spiegazioni sui compiti che dobbiamo svolgere qui, ce le ripete dieci volte al giorno nei suoi interventi, interviene per ogni emendamento, tre volte per ogni emendamento e ci ripete che solo lei rappresenta il popolo sardo, ci dice che cosa deve fare un consigliere, cosa può fare un consigliere. Ci faccia grazia! Non vedo perché si debbano fare gli stessi esperimenti in tutto il territorio sardo. Erga omnes, sempre, tutto erga omnes!

Smettiamola, cerchiamo di essere seri, maggioranza e opposizione, cerchiamo di parlare di progetti politici di sviluppo, di cose serie. Questo è un progetto pilota, non rovina nessuno, gli altri centri avranno anche loro, in base alla legge che è stata esitata, la loro esperienza, per Nuoro si fa un'eccezione. Bravi i colleghi di Nuoro che hanno pensato una cosa del genere! E perché non Nuoro? Se no continuiamo a fare le solite storie, bisticciamo prima su che cosa e chi deve fare qualcosa e poi non si fa nulla perché non si riesce a venirne a capo. L'hanno pensato i consiglieri del Nuorese, onore a loro e sia affidato a Nuoro questo progetto pilota.

Non voglio terminare comunque prima di esprimere la mia solidarietà al Presidente Spissu, perché ho inteso la dichiarazione di chiusura della votazione prima che il collega Corda chiedesse di votare.

(Interruzione del consigliere Corda)

Forse sento male, collega Corda, però ho inteso così.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, adesso le do la parola e la prego di non rispondere all'onorevole Biggio perché lei ha già fatto il suo intervento, deve prendere la parola sulla proposta dell'onorevole Fadda e la prego di limitarsi a questo. Avrà altre occasioni di intervenire. La ringrazio.

COGODI (R.C.). Ricevo una direttiva e la rispetterò in modo scrupoloso.

PRESIDENTE. Come sempre d'altra parte.

COGODI (R.C.). Non posso rispondere ovviamente al collega Biggio perché avevo chiesto la parola prima che lui parlasse, quindi non potevo sapere quello che avrebbe detto, peraltro capita a tutti noi ogni tanto di essere presi da un particolare moto di disponibilità e cortesia, sono stato io a chiedere che fosse il collega Biggio a prendere la parola prima di me. Mai l'avessi fatto, però della cortesia non bisogna mai pentirsi, per cui archivio così l'episodio, apprendo e apprezzo la lezione di bon ton che ha voluto dispensarmi il collega, onorevole Biggio, farò del mio meglio per migliorare e per non fare più quello che al collega Biggio non piace.

Tuttavia ho chiesto la parola per dire che la proposta del collega onorevole Fadda non mi sembra molto condivisibile, perché l'assenza politicamente motivata del collega Capelli è un'assenza motivata da una ragione politica che il collega ha esposto, da una protesta nei confronti della sua maggioranza che gli ha fatto perdere tanto tempo non garantendo il numero legale, quindi non consentendogli di svolgere il suo lavoro. In realtà le ragioni del collega onorevole Capelli sono le ragioni di tutti noi, che per tutto il giorno siamo stati trascinati di mezz'ora in mezz'ora per l'assenza della maggioranza e per le altre sue manchevolezze.

Il Consiglio discuta, proceda, se è possibile, e decida sulle cose che deve decidere, l'assenza di un collega, peraltro politicamente motivata, non cambia la situazione, se no dovremmo sospendere i nostri lavori per rispetto della posizione del collega Capelli, perché anche tutti gli altri articoli riguardano anche il consigliere regionale, legislatore, componente di questa Assemblea, onorevole Capelli.

Nel merito voglio dire però che, a voler fare delle cose che sembrano molto favorevoli, qualche volta si rischia di combinare dei guai e di fare dei danni, e io mi permetto di sottolineare che questo emendamento può rappresentare non un vantaggio, ma un danno. Fino a che non verrà modificata la normativa regionale (prego il Presidente della Giunta e soprattutto l'Assessore della programmazione di porgere orecchio e testa e di correggermi se sbaglio) vige il principio, che è un principio cogente, che i programmi regionali debbano essere articolati attraverso le aree programma.

Anche il programma di informatizzazione per come è congegnato, essendo un intervento di carattere generale regionale, non può che essere articolato nell'attribuzione della spesa ai territori attraverso l'articolazione propria delle aree programma; l'area programma della provincia di Nuoro avrà un'attribuzione, nel momento nel quale questo progetto pilota che voi proponete, colleghi del nuorese, senza una...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi perdoni, lei sta facendo un altro intervento, è tornato sul merito dell'argomento.

COGODI (R.C.). No, sto dicendo la ragione per la quale è opportuno procedere invece che sospendere per l'assenza del collega Capelli, perché si tratta di un problema che riguarda tutto il Consiglio, non solo il collega Capelli, perché questo emendamento non prevede una copertura finanziaria aggiuntiva, ma si riferisce all'insieme del finanziamento già deciso per tutto il territorio della Regione, col progetto pilota della città di Nuoro, con fornitura di un computer ad ogni famiglia, con il tutor, con la rete di comunicazione interna, con tutte le agevolazioni, sappiate, colleghi che proponete l'emendamento, colleghi che lo difendete e colleghi che lo voterete, che, se non darete una copertura finanziaria aggiuntiva, in quell'area programma, state togliendo le risorse al restante territorio; cioè voi state concentrando nella città di Nuoro anche i finanziamenti del comune di Orgosolo, di Bitti e dei tantissimi comuni dell'area programma del nuorese.

Questo è quello che ne deriva, a voi questo particolare è sfuggito, se sbaglio vorrei essere corretto, ma mi pare difficile sbagliare perché la norma sulle aree programma qui non è richiamata, ma esiste in via generale, e l'attribuzione delle risorse deve essere articolata attraverso le aree programma. E' chiaro quindi che le risorse per un intervento specifico, più costoso, in una parte di territorio all'interno dell'area programma, non possono che essere sottratte alla restante parte di quell'area.

Quindi voi, colleghi del nuorese, per fare una cosa in più nella città di Nuoro state proponendo di fare una cosa in meno nel territorio del nuorese, proprio nei piccoli comuni, nei comuni montani, nei comuni interni, che avrebbero maggiore bisogno di una promozionedell'informatizzazione.

Questa è l'operazione che ne deriva. Questa è la ragione della nostra perplessità, questo è il motivo per cui vi abbiamo rivolto un invito a voler riconsiderare questa proposta di emendamento, perché invece di portare un beneficio, sicuramente causa un danno ad un'altra parte del territorio e noi non siamo autorizzati, per tenere più in considerazione una parte del territorio e della popolazione, a far pagare questo ad un'altra parte del territorio e della popolazione.

PRESIDENTE. Prego l'onorevole Fadda di ritirare la sua proposta perché su questa rischiamo di fare un altro dibattito. Per quanto riguarda la discussione sull'emendamento 88 sono iscritti a parlare l'onorevole Scano, l'onorevole Lai, l'onorevole Dettori, l'onorevole Pusceddu e l'onorevole Floris, quindi la prego, onorevole Fadda, ci aiuti a semplificare il lavororitirando la sua proposta.

Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO. (Gruppo Misto). Intervengo su ciò che lei ha appena detto, rivolgendosi al collega Fadda. Io ritengo che il rinvio non sia necessario, credo che sia opportuno che il collega Capelli che ha mantenuto fede con coerenza alle parole dette, arrivati a questo punto, dato l'argomento e il tempo che sino adesso abbiamo impegnato, senza riuscire a risolvere e a chiarire meglio l'oggetto in questione, riprenda posto sui banchi del Consiglio, difenda l'emendamento come intende difenderlo, esponendo gli elementi ulteriori di chiarimento che potranno servire all'Aula per sviluppare con maggior chiarezza il tema e prendere le giuste decisioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Emilio sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

FLORIS Emilio (F.I.-Sardegna). Presidente, ritengo che l'importanza del progetto pilota potrebbe essere bene illustrata se l'onorevole Capelli, che so essere presente in Consiglio, volesse entrare lui stesso a descriverla. Mi associo quindi alla richiesta dell'onorevole Sanna, penso che questa sarebbe la soluzione migliore, sia per accelerare i lavori che per renderci conto di quello che andiamo a votare..

Pregherei quindi il Presidente di invitare il collega Capelli a rientrare in aula. Sarebbe la cosa migliore.

(Il consigliere CAPELLI rientra in Aula)

PRESIDENTE. Chiedo all'Onorevole Fadda se intende ritirare la sua proposta.

FADDA (Popolari-P.S.). Vista la presenza, dell'onorevole Capelli accetto di ritirare la mia proposta, che avrei comunque accettato perché lo stesso onorevole Capelli era d'accordo che il Consiglio procedesse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Presidente, intervengo sull'emendamento numero 27 perché credo, come gli altri colleghi, che meriti una riflessione attenta. Capisco la ratio dei presentatori, le intenzioni sono sicuramente buone, anzi, ottime, però faccio due obiezioni. La prima è che con la formulazione dell'emendamento proposta indubbiamente si configura un privilegio, e aggiungo che se dovessimo privilegiare una porzione del territorio sardo per mandare avanti un progetto pilota farei un'altra scelta, sceglierei i comuni più piccoli e più isolati. Questo avrebbe un senso.

La seconda obiezione è - riprendo la considerazione che faceva poc'anzi il collega Cogodi - che, siccome il progetto pilota non comporta spesa aggiuntiva, ma è a valere sullo stanziamento complessivo, è del tutto evidente che l'investimento per Nuoro comporta una diminuzione delle risorse disponibili per l'insieme dei comuni della Sardegna e in particolare, probabilmente, e questo andrebbe accertato sul piano tecnico, ma anch'io propendo a pensarla così, per gli altri comuni della provincia di Nuoro, cioè dell'area programma di Nuoro.

Però c'è un elemento positivo, quindi mi riallaccio a questo, pur tenendo ferme queste due obiezioni. I progetti pilota in questa materia come in altre, ma ora stiamo parlando di questo, si possono fare e forse la Regione li può anche incoraggiare, però facendo un discorso di equità per quanto riguarda le risorse e di rigore per quanto riguarda i contenuti del progetto pilota.

Allora io credo che la Regione, per Nuoro, per Cagliari o per Sassari, ma magari ancora di più per Baratili San Pietro, senza però escludere i grossi comuni naturalmente, farebbe bene a promuovere, con la cooperazione delle istituzioni locali, la predisposizione dei progetti pilota; per essere chiari, se il comune di Nuoro, la provincia di Nuoro e la Regione raggiungono un'intesa per mandare avanti un progetto pilota in cui le risorse della Regione rimangano quelle che sono, ma servano da volano per un ulteriore cofinanziamento da parte del comune o della provincia, che studino anche insieme l'asse, le direttrici, i contenuti del progetto pilota, credo che questa sarebbe un'idea eccellente che noi dovremmo incoraggiare, però a patto che questo non vada a discapito degli altri comuni di quell'area programma dal punto di vista delle risorse e non vada a discapito dello stanziamento complessivo disponibile per la Sardegna.

Noi abbiamo due cose molto serie in questa materia, il progetto Marte è un programma serio, e lo è anche l'articolo 34 della legge finanziaria 2000, che tra l'altro ha visto una convergenza molto seria tra l'opposizione, la maggioranza e la Giunta. Io non conosco il programma ma è una buona idea anche quella. Se ci sono delle risorse disponibili potenziamo quei programmi, potenziamo e miglioriamo quegli interventi, sia quello ex articolo 34, al quale mi pare che qui si apportino anche alcune modifiche - io non le ho studiate in particolare, ma sicuramente alcune possono essere opinabili, ma altre sono giustificate e utili - sia il progetto Marte. Io credo che queste cose si possano far bene.

Il progetto Marte può costituire una base su cui innestare un progetto pilota. Esso riguarda le scuole di ogni ordine e grado. Forse bisognerebbe riflettere ancora su questo tema, ma se vogliamo dare un sostegno specifico agli studenti che fanno un'esperienza positiva nell'ambito del progetto Marte, indirizzando in quella direzione lo sforzo finanziario anche per quanto riguarda la dotazione di attrezzature e la formazione, questa probabilmente sarebbe un'idea eccellente.

Quindi l'emendamento così com'è formulato francamente non mi convince, però i presentatori hanno fornito al Consiglio uno stimolo positivo che può portare, qualora essi non insistano su questa formulazione dell'emendamento, a fare qualcosa di molto buono, sia nella direzione del progetto pilota locale, basato sulla cooperazione anche finanziaria di Regione, provincia e comune, sia nella direzione di un progetto pilota che costituisca uno stadio di sviluppo dell'esperienza del progetto Marte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, indubbiamente non voglio entrare nel merito delle ragioni che hanno indotto i colleghi a proporre questo tipo di progetto pilota, ma vorrei avere un'informazione dalla Giunta: ho letto che in una seduta del mese di giugnoè stato approvato dalla Giunta un programma che riguardava proprio questa informatizzazione e come soggetto attuatore è stato chiamato il CRS4 - forse mi sbaglio, però l'informazione mi sarebbe utile - che dovrebbe formare in prima istanza dieci formatori, che a loro volta dovrebbero formare 40 altri formatori, che a loro volta dovrebbero formare 25 mila utenti.

L'ho letto e credo che questo programma riguardi l'utilizzazione di queste risorse. Non so se con con l'approvazione di questo emendamento in qualche misura si vada a confliggere con quanto già la Giunta ha approvato.

Questa è un'informazione necessaria, perché diversamente si tratta di navigare a vista. Da una parte la Giunta ha già impostato, in relazione all'articolo della finanziaria, l'uso delle risorse per l'anno 2000, e adesso attraverso l'emendamento 27 si sta correggendo il tiro, e questo è meritevole di attenzione, ma all'onorevole Capelli chiedo se fosse a conoscenza che la Giunta in qualche modo aveva già impiegato queste risorse, e credo che le avesse impiegate totalmente. Come si possono conciliare le due cose? Se non c'è qualche risparmio, credo che questo emendamento, possa rientrare difficilmente all'interno di questo schema.

Per concludere dico che è indubbio che si tratta di un progetto pilota di grandissimo interesse e che questa Assemblea lo dovrebbe accogliere proprio per la sua stessa natura, naturalmente salvaguardando l'impostazione generale che riguarda i territori di tutta la Sardegna, perché un progetto pilota serve proprio perché, attraverso le indicazioni che da esso si possono avere, l'intervento possa essere esteso a tutto il resto dell'isola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Intervengo sull'articolo 5 bis e sull'emendamento per dire che la problematica dell'informatizzazione diffusa e dell'alfabetizzazione informatica e anche linguistica, costituisce uno degli elementi più importanti della legge finanziaria del 2000.

Questo articolo, che è stato scritto e presentato dai consiglieri del centro sinistra e poi approvato dall'Aula, è stato apprezzato anche dalla maggioranza al punto che l'assessore Pittalis l'ha presentato all'opinione pubblica come una sua proposta.

Debbo dire però che, siccome questa iniziativa, che è partita proprio dal centro sinistra, mirava ad ottenere due obiettivi, da una parte arrivare ad una informatizzazione diffusa a livello scolastico attraverso il progetto Marte, che è stato richiamato e che è frutto dell'intesa tra Stato e Regione ed è configurato all'interno di un accordo di programma quadro ben specifico, dall'altra parte, con l'intervento che veniva proposto con la finanziaria, coinvolgere le famiglie per arrivare ad una informatizzazione diffusa su tutto il territorio. L'intervento era articolato su due momenti perché c'era l'esigenza di fornire l'hardware, cioè la macchina, ma anche di dare la patente, perché è inutile avere la macchina senza avere la capacità di guidarla.

Per questo era necessario arrivare ad una alfabetizzazione informatica, e noi abbiamo aggiunto anche linguistica, perché è stato evidenziato, non ultimo anche dal più importante istituto di ricerche sociali del nostro paese, il Censis, che il rischio di marginalizzazione dei cittadini è connesso proprio all'assenza della conoscenza informatica e della conoscenza linguistica. Come nel passato era necessario saper leggere, scrivere e far di conto, oggi per stare nella società della nuova economia i nuovi saperi di cittadinanza devono puntare proprio sulla conoscenza dell'informatica e sulla conoscenza delle lingue.

L'articolo 34, così come è stato configurato, aveva dunque una sua organicità interna. Poi cosa è avvenuto? L'assessore Pittalis ha proposto nel mese di giugno una delibera, che è stata anche ricordata, che limita la portata del dettato legislativo, perché l'impianto che si era configurato per realizzare questo obiettivo era quello di coinvolgere direttamente i comuni, ai quali sarebbero arrivate le risorse attraverso un criterio di automaticità dell'attribuzione dei finanziamenti che venivano calcolati sulla base dei parametri della legge numero 25, per cui veniva lasciata alla discrezionalità degli enti locali la scelta del programma operativo e di stabilire eventualmente anche possibili criteri di priorità, laddove le istanze avessero superato le disponibilità delle risorse, per determinare l'intervento in favore delle famiglie.

Invece che cosa è avvenuto? L'assessore Pittalis, con provvedimento amministrativo, non ha utilizzato la quota di riserva di 10 miliardi, che per legge veniva anch'essa destinata agli enti locali per permettere l'acquisizione da parte dei giovani di una qualifica spendibile sul mercato del lavoro. Poiché anche per inserirsi nel mercato del lavoro è necessario infatti avere delle competenze, era stata individuata una qualifica di base che riassume le competenze professionali della patente europea di informatica, per arrivare a una qualificazione dei nostri giovani come operatori di personal computer. Invece è stato ipotizzato un nuovo meccanismo che assegna queste risorse al CRS4, che dovrebbe formare in prima istanza 15 esperti, che a loro volta devono formare altri 400 giovani che, uno in ogni comune della Sardegna, dovranno diffondere le conoscenze informatiche a 25 mila residenti.

Badate bene che questa operazione non è stata proposta dal CRS4, perché nel corso di un'audizione che noi abbiamo avuto, e lo ricorderà bene il presidente Capelli, all'interno dell'ottava Commissione con i rappresentanti del CRS4, che hanno illustrato il progetto Marte, questa ipotesi è stata smentita e ritenuta inefficace, perché serve solo a dilatare i tempi di formazione dei cittadini in informatica, attraverso un meccanismo peraltro costoso, perché dieci miliardi servono giusto per formare questi 400 giovani.

Noi invece ci troviamo in una condizione che è completamente diversa, nella nostra regione persone che sono in grado di insegnare informatica ce ne sono tante, ad iniziare dai giovani sono stati già formati e sono in grado di erogare formazione qualificata. Non servono quindi risorse per formare ulteriori formatori, ma queste risorse devono essere spese proprio per l'alfabetizzazione informatica, per l'informatizzazione diffusa.

Non comprendiamo l'operazione voluta dall'assessore Pittalis, così come non comprendiamo una parte dell'emendamento proposto dall'onorevole Capelli, che può avere anche una sua validità, se è intesa come sperimentazione in un contesto limitato, però rischia di essere inefficace, perché, se noi notiamo, la proposta ha gli stessi limiti di quella dell'assessore Pittalis, perché anche qui si prevede la formazione di tutor scelti tra giovani disoccupati. Una volta che questi tutor saranno qualificati dovranno svolgere attività di formazione nei confronti dei cittadini attraverso un meccanismo che non si regge, perché che cosa vuol dire la realizzazione di un sito che eroghi alfabetizzazione informatica? Questa è una grossa baggianata, innanzitutto perché un sito non riesce a erogare alfabetizzazione informatica, potremmo parlare, eventualmente, di teleformazione, di formazione a distanza, però anche qui siamo all'interno degli stessi limiti, perché il CRS4 non è riuscito ancora a testare un software adeguato per erogare formazione a distanza su Internet, perché due postazioni interattive collegate con una cabina di regia centrale da cui viene erogata la formazione a distanza su Internet non reggono. Bisogna andare su linee dedicate, che devono essere fornite dalla Telecom; è tutto un congegno completamente diverso che non ha niente a che vedere con i siti Web.

Quindi anche questa impostazione ha dei limiti tecnici e rischia di arenarsi nell'attuazione pratica, proprio perché anche nella sua ricerca il CRS4 non è ancora riuscito a testare il software che ha progettato per queste finalità.

Tanto vale quindi ritornare allo spirito originario della proposta che è stata formulata, e investire queste risorse dandole ai comuni per consentire che possibilmente in ogni famiglia sarda ci sia la possibilità di avere un computer, non in comodato, ma acquistandolo grazie a un contributo, perché sappiamo che una volta utilizzate certe apparecchiature perdono di valore e anche il riscatto diventa pressoché simbolico, mentre vi è la necessità di avere uno standard costante di aggiornamento, perché l'informatica evolve velocemente, e vi è la necessità di avere un'alfabetizzazione, che è necessaria, però anche delle conoscenze professionali specifiche.

Per queste ragioni ritengo che dovremmo insistere sull'intervento previsto dall'articolo 34; non dobbiamo sottrarre le risorse ai comuni, eventualmente dobbiamo integrare questo finanziamento. Se poi occorre fare una sperimentazione pilota la si presenti, sia articolata, ma non in termini così improvvisati che rischiano di far perdere di vista l'obiettivo principale che ci siamo dati con la legge finanziaria del 2000.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Voglio dire soltanto una cosa, ho calcolato quella che sarebbe la cifra che andrebbe a Nuoro per questo progetto pilota, dai dieci miliardi che abbiamo messo in finanziaria. Non supera 400 milioni.

Vorrei capire che cosa c'è sotto, perché è evidente che con 400 milioni non si fa nessun progetto pilota, per cui se si vuole fare una cosa seria come minimo bisogna aggiungere dei soldi per destinarli a questo progetto pilota e non certamente togliendoli dai finanziamenti che sono dedicati agli altri paesi.

Voglio dire tre cose che mi sembra ci diano l'occasione di ragionare non sull'emendamento, ma sull'articolo 34 e sul pericolo che stiamo correndo. Lo spirito del articolo 34 non era quello di dare soltanto i computer o consentire la formazione linguistica e informatica per dieci mila persone; l'obiettivo dell'emendamento, che fu fatto proprio anche dalla maggioranza, e divenne un emendamento unitario, era quello di puntare ad ottenere la qualifica professionale per i dieci mila giovani sardi, che attendono da anni davanti agli uffici provinciali del lavoro, di ottenere il riconoscimento di qualifica, senza il quale non possono neanche accedere ai concorsi pubblici, perché chiunque abbia una qualifica di operatore informatico accede ai concorsi pubblici con un punteggio che gli altri non hanno.

L'ufficio provinciale del lavoro di Sassari ha sei mila giovani in attesa della qualifica professionale e da cinque anni si sono fatti esami per il riconoscimento di qualifica solo per trecento ragazzi.

Lo spirito dell'articolo non era quello di formarli, perché i giovani sardi non sono così arretrati e la formazione la cercano dove è possibile averla, sono molto più formati e attenti di quanto possa sembrare, hanno bisogno di avere quello che è loro diritto, cioè il riconoscimento delle loro competenze che è necessario per accedere ai concorsi, senza i quali non sono alla pari e non possono competere con altri.

Questi dieci miliardi stanziati per il 2000 devono perciò essere utilizzati con un rapporto costo-efficacia adeguato, non deve essere spesa una lira che non sia indispensabile per raggiungere l'obiettivo dei diecimila qualificati.

Certe volte diciamo che la Regione non funziona, ma in questo caso mi sembra che non stiamo utilizzando le risorse vere, le strutture che la Regione ha a disposizione. Penso che la procedura sia semplicissima ed era quella prevista nello spirito dell'articolo. Assessore Pittalis, non serve assolutamente a niente il CRS4, la somma va affidata ai Comuni. L'Assessorato del lavoro e l'Assessorato della pubblica istruzione hanno a disposizione risorse umane anche in eccesso rispetto a quelle necessarie per la formazione, perché il progetto Marte ha stabilito che ci sono ottomila insegnanti della scuola superiore che hanno il livello di formazione richiesto dalla patente europea e ci sono cinquecento formatori dell'istruzione professionale capaci di dare una formazione informatica. Perché mai bisogna formare altri tutor o altri insegnanti? Ce ne sono 8.500 pronti in Sardegna e altri ottomila saranno formati dal progetto Marte.

L'Assessorato del lavoro congiuntamente , ma primariamente l'Assessorato del lavoro, perché è quello che si occupa di qualifiche professionali, deve stabilire gli standard, cioè i contenuti, che sono tra l'altro stabiliti a livello nazionale, e la durata dei corsi, accreditare gli istituti superiori pubblici e quelli privati che vogliono accedere, nominare le commissioni di qualifica secondo le procedure usuali e poi consentire che sia il mercato, l'utente a scegliere dove andare a fare la formazione con il contributo che la Regione gli darà. Quale cosa più semplice, più liberale e più di mercato di questa? Quale cosa più competitiva e più naturale di questa? Che sia l'utente a scegliere se andare in un istituto pubblico, in una scuola superiore o in una scuola privata che offra gli standard decisi dalla Regione. Questo era lo spirito della norma. Per quanto riguarda la pubblicità, per la formazione professionale su duecento miliardi di spesa destiniamo venti milioni alla pubblicità sui due giornali quotidiani sardi, qui si propone di spendere, sui dieci miliardi previsti per questo intervento, cinquecento milioni per la pubblicità. Ma a cosa serve? Per la pubblicità del piano formativo, sui duecento miliardi stanziati per il piano stesso, spendiamo 20 milioni, quindi cinquecento milioni per la pubblicità di questo intervento non sono certamente necessari.

Io penso che questa sia anche l'occasione per riaprire il dibattito sul problema della dispersione scolastica; tre giorni fa sui giornali la Sardegna è risultata ultima, insieme alla Sicilia, col doppio della media nazionale, ma era evidenziato anche un altro dato, e cioè che i ragazzi a rischio nel 63 per cento dei casi scelgono l'istruzione professionale per rientrare nel circuito scolastico. In Sardegna, col ritardo del Programma Operativo Regionale, non ci sarà formazione professionale per il prossimo anno e mezzo e quindi ventun mila ragazzi che frequentano la terza media, non potranno scegliere quest'anno e l'anno prossimo di frequentare i corsi di formazione professionale, perché con i tempi normali delle nostre procedure il Programma Operativo Regionale non potrà finanziare la normale attività di formazione professionale, e l'obbligo formativo prima di giugno o settembre dell'anno prossimo.

La nostra Regione non si è ancora attivata per quanto riguarda l'obbligo formativo. Il Presidente della Giunta aveva assunto l'impegno, in occasione dell'approvazione della legge finanziaria numero 4, di ottenere e di avere garantiti i finanziamenti del Governo che non sono ancora arrivati. Insomma c'è la possibilità di spendere come le regole prevedono, ma anche nello spirito che il centro-destra dice di seguire, dieci mila miliardi, e si tenta di fare una struttura che non ha niente a che fare col libero mercato, con la competizione, con la qualità e con la scelta dell'utente.

Nel merito dell'emendamento che riguarda Nuoro potrei essere anche d'accordo, però ad un patto, che si basa su tre punti: il primo è che la città di Nuoro certe volte si sottovaluta da sola, perché l'agilità intellettuale che Nuoro dimostra anche nelle cose che hanno a che fare con la cultura, non è seconda a nessuno, anzi, forse a Nuoro c'è un'agilità, una innovazione culturale che sarebbe bene prendessimo atto che esiste. Penso che la città di Nuoro non abbia bisogno di questo intervento, può averne bisogno il territorio del nuorese.

Il secondo punto è che, se vogliamo fare un progetto pilota, si aggiunga un finanziamento specifico. Aggiungiamo un miliardo destinato al progetto pilota di Nuoro. Questo lo possiamo fare.

Il terzo punto è che, nel rispetto dello spirito della legge numero "25", i fondi del progetto pilota, se approvato, siano affidati al Comune di Nuoro e non assegnati dall'Assessorato della programmazione a non si sa chi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento di cui sono firmatario sta suscitando notevoli polemiche. In effetti il dibattito ha fatto sorgere dei dubbi anche in me, però vorrei premettere che non bisogna menare scandalo se Nuoro per una volta viene privilegiata per un progetto pilota. Non è una discriminazione nei confronti di nessuno, è un progetto pilota e come tale può essere accettato da parte di tutti, senza che in questo si intraveda un'azione di lobby, perché, anche se, come dice Cogodi, è una lobby positiva, in qualche maniera la parola stessa adombra un po' di faziosità.

Detto questo il mio intervento sarà brevissimo perché io confermo la firma sull'emendamento ad una condizione, che venga sciolto il dubbio che in qualche maniera è aleggiato, che i finanziamenti per questo progetto pilota vengano sottratti da quelli già stabiliti per l'informatizzazione diffusa. Il rischio che il progetto pilota di Nuoro assorba notevoli risorse finanziarie a scapito degli altri comuni di tutta la Sardegna forse o in particolare dell'area programma di Nuoro mi preoccupa alquanto. Vorrei quindi sapere, soprattutto dall'Assessore della programmazione, se si possono avere finanziamenti aggiuntivi, per questo progetto pilota. Se così è confermo la mia adesione a questo emendamento, se invece c'è il rischio di mortificare le scarse risorse destinate agli altri comuni della provincia di Nuoro, non me la sento di mantenere la mia firma sull'emendamento. Quindi la condizione perché io mantenga la mia firma su questo emendamento è che ci siano delle risorse aggiuntive.

PRESIDENTE. L'Assessore le risponderà quando la Giunta esprimerà la sua opinione sull'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Signor Presidente, sono favorevole alle correzioni che vengono apportate dalla Giunta con l'articolo 5 bis all'articolo 34 della legge regionale 20 aprile 2000 numero 4, sono d'accordo sulla sostanza delle modifiche previste, esprimo forti perplessità sulla grande quantità di risorse che viene destinata per la promozione e la pubblicità su una materia per la quale sarebbero sufficienti i fondi che utilizziamo normalmente per la pubblicità della formazione professionale, così come ricordava il collega Lai che mi ha preceduto.

C'è un grande dispendio di risorse e di energie su una materia nella quale, dichiarandoci tutti d'accordo, condividevamo soprattutto un'esigenza di fondo, che era quella di dare una risposta immediata all'esigenza di alfabetizzazione informatica e linguistica e al bisogno di informatizzazione diffusa, la cui caratteristica doveva soprattutto essere quella della velocità e dell'immediatezza dell'azione volta non solo a formare una quantità di giovani pari a circa dieci mila unità, ma soprattutto a far acquisire una qualifica che potesse essere spesa sul mercato del lavoro superando tutte le incertezze e le arretratezze che su questa materia esistono negli uffici di collocamento.

Devo notare, invece, come, per effetto di una serie di azioni, queste sì intruse, rispetto alla materia trattata nella legge regionale, dall'articolo relativo all'informazione, che pian piano la Giunta regionale con i propri ritardi sta facendo venir meno quello che era il presupposto essenziale.

Si sta infatti scegliendo la strada di formare dei formatori, impedendo in questo modo che si possa immediatamente mettere in atto questo piano così come l'abbiamo varato, evitando l'utilizzo di tutti coloro che sarebbero già da subito in condizioni di svolgere e di sviluppare questa azione.

Quindi credo che su questa materia ci sia l'esigenza di ritornare al dato fondamentale che era contenuto nella legge finanziaria, che era quello di mettere immediatamente i comuni nelle condizioni di utilizzare queste somme e di raggiungere rapidissimamente l'obiettivo che c'eravamo dati.

Io sono in linea di massima d'accordo sullo spirito che sta alla base dell'emendamento presentato dai colleghi di Nuoro, in esso colgo la volontà di trovare un modo nuovo, un modo diverso di dare gambe a questo progetto sull'informatizzazione attraverso un progetto pilota.

Ho soltanto alcuni rilievi da fare sul modo col quale viene proposto, nel senso che, se decidessimo tutti insieme di affidare ai comuni la possibilità di varare dei progetti pilota, credo che questa sarebbe una scelta, una decisione di carattere generale che si potrebbe fare, credo anche che però andrebbero definiti i limiti entro i quali questi progetti pilota si dovrebbero sviluppare.

Questo progetto pilota, in modo particolare, che viene proposto attraverso un emendamento, non contenendo alcuna norma finanziaria e restando, per quello che posso capire, all'interno della dotazione finanziaria già stabilita dalla legge numero 4, e confermata con la delibera che la Giunta regionale ha approvato nel mese di giugno, credo che sarà difficile attuare un progetto pilota nell'ambito delle dotazioni finanziarie destinate al comune di Nuoro.

Se non c'è una dotazione finanziaria aggiuntiva, se tutto avviene all'interno della dotazione finanziaria prevista, non capisco come si possa dare in comodato d'uso ad ogni famiglia - noi sappiamo che il comodato d'uso è costosissimo - un computer, non capisco come all'interno di quella dotazione finanziaria si possano formare dei formatori che devono essere scelti tra i disoccupati, quindi questo progetto non si sa bene quando potrebbe partire, non capisco come si possano trovare all'interno di quello stanziamento le risorse per creare un portale e per fare la divulgazione necessaria attraverso le radio e le televisioni locali.

Quindi credo che, se restiamo nell'ambito di questo stanziamento, questo progetto pilota non ha nessun senso, o comunque non è possibile che sia destinato a tutte le famiglie di Nuoro, così come si dice all'interno di questo emendamento.

Con queste obiezioni chiedo perciò ai colleghi che hanno firmato questo emendamento, il cui spirito, ripeto, capisco - ma altrettanto potrebbe essere fatto da tutti noi per ogni comune della provincia e per tutte le province nelle quali siamo distribuiti come consiglieri regionali - che questo emendamento venga ritirato e che si trovi il modo per far sì che i comuni possano proporre alla Regione dei progetti pilota nell'ambito degli stanziamenti di cui ciascun comune è destinatario. Altrimenti rischiamo di innescare una lotta fra poveri, fra i comuni soprattutto, contraddicendo lo spirito della legge che era quello di dare un ticket a ciascuna famiglia perché potesse dotarsi di un computer e perché potesse accedere alle strutture formative così come previsto dalla legge.

Per questi motivi mi pare che l'emendamento, pur con uno spirito corretto, neghi il senso della legge che noi stessi abbiamo approvato e soprattutto non consenta che il progetta pilota stesso venga messo in cantiere con la dotazione finanziaria che resta, da quello che è dato capire, esattamente quella prevista dalla legge numero 4 del 2000.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU` (D.S.). Mi soffermo su un aspetto, sul quale, secondo me, è utile riflettere. La Giunta regionale, con la sua delibera numero 26 del 20 giugno scorso, in attuazione dell'articolo 34 della legge finanziaria, ha deliberato le direttive e le modalità applicative e ha provveduto anche alla ripartizione delle risorse finanziarie tra i comuni; si tratta quindi di un provvedimento esecutivo, non di un atto di indirizzo.

Spero che si stia procedendo all'accreditamento dei finanziamenti e che, nel frattempo, pervengano le direttive mancanti, come si evince anche dalla comunicazione che è stata inviata ai nostri comuni. Ora la dotazione finanziaria è di 35 miliardi per il 2000 per quanto riguarda l'informatizzazione diffusa, e solo su questo mi voglio soffermare, la domanda che mi pongo è che cosa succede se questo emendamento viene approvato. La pongo soprattutto alla Giunta, quindi agli Assessori della programmazione e degli enti locali in modo particolare.

L'emendamento in sé, almeno per gli obiettivi che si propone è un emendamento encomiabile, anche se, secondo me è un po' campanilista anche nei confronti della provincia di Nuoro. Non credo che sia questa l'esigenza principale in quella realtà per i piccoli comuni in cui annualmente le popolazioni devono mobilitarsi per la difesa delle scuole, perché i ragazzi e i bambini possano continuare a frequentare la scuola, superando le difficoltà dovute alle distanze che separano i piccoli comuni della provincia di Nuoro.

Riterrei che un progetto pilota dovrebbe privilegiare non tanto il comune di Nuoro in quanto tale ma le scuole, e forse ci sarebbe la possibilità di collegarlo con altri interventi, ma questo è un altro discorso.

Penso due cose; la prima è che, se viene approvato questo emendamento, siccome viene affidato alla Giunta regionale il compito di individuare le modalità di attuazione e di quantificare l'importo da assegnare ad ogni nucleo familiare, può trattarsi di una modifica marginale, e allora non servirebbe a niente, sono d'accordo col collega Lai, se è di 400 - 500 milioni non serve a nulla.

Può trattarsi però anche di una modifica che prevede l'importo che è previsto sulla legge nazionale, cioè un milione a nucleo familiare, allora la modifica non è di lieve entità perché il contributo per ottomila o diecimila nuclei familiari significa una spesa di dieci miliardi, cioè poco meno di un terzo dell'intera disponibilità dell'articolo 34 della finanziaria. Che cosa si fa avendo già un provvedimento esecutivo in atto? Si decurtano di un terzo le somme già assegnate ai comuni ma non ancora accreditate? Non lo so. Si adotta qualche altro strumento? A me sembra che venga fuori un pasticcio e l'unica conclusione che se ne può trarre è che, nel frattempo, quelle somme non verranno utilizzate, andranno ai residui, verranno utilizzate nel 2001, e ciò che adesso viene promesso a Nuoro non arriverà da nessuna parte, ma soprattutto non arriverà neanche a Nuoro.

Quindi a me sembra che non ci siano alternative: o lo stanziamento è aggiuntivo, o altrimenti si rischia di vanificare anche ciò che è stato fatto fino adesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO. (D.S.). L'idea che il comune di Nuoro rappresenti un'esperienza pilota in Sardegna mi sembra molto positiva ed è da incoraggiare come tale. Credo però che questo non possa avvenire a danno degli altri comuni sardi, cioè sottraendo le risorse che per questa stessa azione sono previste nel bilancio regionale. Questo mi sembra un punto importante che il Consiglio deve affermare, quindi questo progetto pilota può essere fatto o con le risorse che al Comune di Nuoro sono affidate, come a tutti i comuni sardi, in base a quanto abbiamo deciso col bilancio, oppure con risorse aggiuntive che possono essere della provincia o anche della Regione. Sono voluto intervenire per dire quale era il mio pensiero su questa questione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Vorrei soffermarmi, signor Presidente, sul dibattito che questo emendamento ha suscitato in Aula, facendo una riflessione: se al Parlamento italiano avessero fatto interventi di questo genere su campanili o non campanili noi non avremmo avuto in Sardegna il finanziamento del progetto Marte, così come non avremmo avuto in Sardegna tanti finanziamenti che sono stati destinati ad un territorio e ad una Regione come la nostra che più di altre ha necessità di sostegno economico, per salvare dei territori.

Ma non mi voglio richiamare al tanto declamato principio di sussidiarietà e di solidarietà, che troppo spesso viene enunciato e poi viene trasformato in principio di campanile.

Se noi dovessimo ricordare quante migliaia di miliardi sono passate in quest'Aula, con destinazione specifica verso i vari territori della Sardegna, credo che il concetto di campanile richiamato a proposito di questo progetto pilota potrebbe essere facilmente smontato.

Faccio un'altra considerazione, riallacciandomi a quanto avevo scritto nella mia illustrazione di questo emendamento. Mi chiedo quante persone conoscano e sappiano usare il computer, Word, Excel, Internet. Se ne parla quotidianamente, ma quanti hanno effettivamente la possibilità di usare il computer e di navigare in rete? Io ho sentito dire qui che questo emendamento propone la creazione di portali, credo che su questo si debba stendere un velo pietoso, perché il portale è ben altra cosa.

Sorvolo sulle osservazioni sulla lobby, perché non le ritengo degne di nessuna considerazione, sia che si dia a questa parola un senso positivo sia che le si dia un senso negativo. Ho sentito parlare di siti Web proposti dal CRS4 che non funzionano, ho sentito dire che non si può realizzare un sito Web di alfabetizzazione ed informatizzazione. Io credo che prima di affermare queste cose in una Assemblea come questa bisognerebbe essere meglio informati, perché ne sono tuttora in uso, presso la rete, circa una decina. Ma soprattutto perché quando si parla di informatizzazione ed alfabetizzazione si parla non solo ed esclusivamente di Internet, anzi Internet è uno stadio successivo. Prima bisogna saper accendere il computer, dopo di che bisogna sapere come si fa la chiocciolina (molti ancora non lo sanno), dopo di che si entra su Word, su Excel, sui sistemi d'uso del computer. Informatizzazione ed alfabetizzazione non si riferiscono solo ed esclusivamente a Internet.

Si parla di fondi che vengono sottratti al territorio; qualcuno, all'inizio di questo dibattito, ha detto "per scopi anche elettorali". Io credo che queste siano parole buttate al vento, perché a scopi elettorali sarebbe più opportuno investire su tutta la provincia e non solo sulla città capoluogo; una città capoluogo che sta morendo, sotto il punto di vista economico e soprattutto sociale, e dove la disoccupazione sta toccando dei picchi allarmanti. Questo emendamento non vuole essere una risposta alla disoccupazione o a quant'altro, vuol essere un inizio, vuol essere una proposta, come ho detto in varie sedi a diversi colleghi nell'esposizione di questo emendamento, vuol essere un cerino (probabilmente l'esempio non è appropriato in questo periodo) che accende un piccolo focolaio sperando che si diffonda un incendio, un incendio intellettuale, un incendio di idee, un incendio di professionalità.

Perché Nuoro? Perché - siccome nessuno inventa niente - prima di noi ci hanno provato in altre zone, come Cleveland, per esempio, in America, dove hanno scelto dei bacini di intervento per fare dei progetti pilota, e questo non vuole essere il progetto per la Sardegna, vuole essere un progetto pilota, e lo stesso termine, come ha ricordato l'onorevole Biggio, ha un significato. La città di Cleveland e altre zone dell'America hanno scelto delle comunità che vengono alfabetizzate e informatizzate per intero, nell'ordine dei 20 mila-40 mila abitanti.

Sugli effetti del progetto pilota va svolto un monitoraggio, va svolto un adeguamento del progetto stesso, che poi ovviamente deve essere divulgato nel resto del territorio, sceglierà quest'Aula come.

Nello spirito dell'emendamento c'è un completo coinvolgimento degli enti locali, del comune e della camera di commercio, delle associazioni imprenditoriali, perché, insisto nel dirlo, allegata a questo emendamento c'è una relazione.

Sono coinvolti i provider. I tutor non vengono formati con i denari della Regione sarda, i tutor sono formati sulla base dell'articolo 34, che non viene minimamente intaccato, perché questo provvedimento dovrebbe essere attuato nel 2001, con il secondo piano di interventi, perciò non intacca minimamente le disponibilità finanziarie e la distribuzione delle somme nel corso di questa annualità. Per giunta, sulla base del monitoraggio, per un progetto-pilota si può chiedere, sulla base degli esiti del progetto, il finanziamento della Comunità Europea - cosa possibile e già fatta - per poter diventare, da progetto-pilota, progetto Sardegna.

Io non posso leggere in questi pochi minuti quanto avevo scritto per potervi non convincere, ma illustrare quanto questo emendamento riteneva opportuno raggiungere. Io non voglio fare discorsi di campanile, e l'ho già detto, così come non li farò probabilmente sull'articolo 7 di questo assestamento di bilancio, come non l'ho fatto in precedenti occasioni, e non lo farò nel prossimo futuro. Se si ritiene che un progetto sia valido, e qui mi rifaccio a quanto detto da me ieri o avant'ieri in quest'Aula, bisogna avere la volontà e la forza di fare delle scelte che siano produttive, che possano realmente non costituire semplici finanziamenti a pioggia, quelli sì elettoralistici, ma che possano lasciare nel territorio in cui si interviene un segno di crescita culturale, economica e sociale.

Credo di non dover aggiungere altro e di aver risposto e cercato di illustrare il senso di questo emendamento, che non vuole essere l'unica iniziativa, ma si propone per essere la prima, spero, di tante iniziative simili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Innanzitutto voglio chiarire che abbiamo firmato questo emendamento, ne condividiamo lo spirito, la validità, l'importanza. Il collega Capelli ha cercato di integrare ulteriormente, con la parte di relazione a cui faceva riferimento, quelle conoscenze necessarie perché l'Aula potesse avere ulteriori elementi di discussione e di chiarezza. Ma rimane un elemento, de quale alcuni hanno parlato e che credo sia l'elemento essenziale perché un argomento così importante trovi il consenso dell'Aula.

Voglio fare una precisazione, sul discorso del campanile: noi dobbiamo perdere l'abitudine, su argomenti come questo ed altri, sulla cui validità e sulla cui importanza siamo tutti d'accordo, di sminuirne la portata e la validità definendoli argomenti di interesse di una parte di territorio. Credo che le scelte di campanile, che in altre circostanze hanno causato forse danni e spendita non appropriata di risorse, non abbiano a che fare con l'argomento che stiamo discutendo.

Rimane il dubbio al quale facevo riferimento sul costo effettivo, perché di quei 60 miliardi, 35 li abbiamo già assegnati; gli altri 25 verranno assegnati il prossimo anno, con i criteri che la Giunta ha deciso, che non fanno riferimento alle aree programma, bensì fanno riferimento al numero di abitanti. Voglio fare un esempio che comunque può essere utile, a me e a tutti noi, per comprendere l'emendamento. Quando si parla di fornitura a titolo di comodato, anche se con diritto di riscatto, ad ogni nucleo familiare dei residenti in quel comune - preferisco fare i conti con assoluta semplicità - se si considera che Nuoro ha una popolazione di circa 35.000/40.000 abitanti, con una media di circa quattro componenti per nucleo familiare, abbiamo all'incirca 10.000 nuclei familiari, con una spesa di un milione per nucleo familiare ci si attesta sui 10 miliardi. Per quanto riguarda il resto dell'emendamento credo che siano necessari altri due miliardi e si arriva a una spesa di 12 miliardi. A me risulta che la città di Nuoro di questa prima tranche di 35 miliardi, abbia avuto poco più di un miliardo. Facendo i conti con riferimento all'area programma se così fosse, e non è, se si assorbissero tutte le risorse previste per l'area programma di Nuoro (quasi il 12 per cento dell'intero ammontare) su 60 miliardi arriveremmo a un massimo di 7 miliardi, Per arrivare al finanziamento ipotizzato si dovrebbero intaccare quindi anche le risorse previste per le aree programma delle altre tre province.

Ma sulla base dei parametri decisi dalla Giunta i conti tornano ancora meno, perché se a Nuoro è spettato poco più di 1 miliardo -sarà più preciso l'Assessore Pittalis - è difficile arrivare a 7 miliardi, io credo che a questa cifra non si arrivi nell'intera provincia di Nuoro, e arrivare a 12 miliardi, che è il costo effettivo di questo progetto-pilota, credo sia ancora più difficile. Questo è il dubbio al quale facevo riferimento.

Se la Giunta, che ha certamente un quadro complessivo e più chiaro di quello che ho io in questo momento, è in grado di certificare, o quanto meno di dichiarare con approssimazione quello che è il costo effettivo di un progetto-pilota come questo, senza niente togliere alle altre realtà, a quel quadro complessivo cui facevo riferimento, manterremo la nostra firma sull'emendamento. Voteremmo quindi a favore dell'emendamento qualora la Giunta ci desse questi chiarimenti. Ma se questi chiarimenti non dovessero essere dati in quest'aula con la celerità che ritengo giusta perché ognuno possa esprimere un voto positivo, credo che anche noi avremmo difficoltà. Avremmo difficoltà perché si approverebbe un emendamento che poi difficilmente potrebbe essere attuato. Oppure, approveremmo un emendamento stravolgendo quello che è il programma che si è attestato già, nella prima annualità, sulle direttrici che la Giunta ha scelto. Su queste due questioni gradirei quindi avere chiarezza dalla Giunta, perché si possa arrivare all'approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Per rispondere alle richieste di chiarimento dell'onorevole Giacomo Sanna ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Dal dibattito sono sicuramente emersi spunti utili, ma si è fatta anche - mi sia consentito dirlo - qualche confusione. Da un lato c'è il programma, a valere sull'articolo 34 della legge finanziaria, programma che la Giunta ha già adottato investendo direttamente il CRS4, che è sicuramente un ente di eccellenza, per poter consentire l'avvio del programma di informatizzazione. Io rispetto chi non è d'accordo sulla scelta del CRS4, ma noi siamo fermamente convinti che tutta questa partita non potesse finire nelle pastoie tradizionali di qualche carrozzone che, anziché fare la formazione, forse avrebbe fatto qualcosa di utile nell'interesse dell'ente e non nell'interesse idei beneficiari dell'intervento, delle persone che devono essere formate. E` una scelta che la Giunta ha fatto, consapevole di un cambiamento deciso di rotta. Sugli esiti poi valuteremo e valuteranno anche coloro che in questo momento dissentono. Ritengo però che chi prima richiamava la delibera della Giunta, in quella delibera troverà criteri chiari, trasparenti, che non sono informati alle logiche dell'automantenimento di qualche ente carrozzone.

Precisato questo aspetto, per quanto riguarda l'emendamento numero 27, il collega onorevole Roberto Capelli, primo firmatario, ha chiarito qual è il senso dell'emendamento e noi abbiamo apprezzato, in relazione a questo emendamento, proprio l'iniziativa che ha costituito oggetto di un vivace scambio tra le diverse forze politiche e i diversi consiglieri presenti in Aula. Io, a nome della Giunta, posso soltanto aggiungere che ritengo che, trattandosi di un programma che si inserisce in quello già predisposto dalla Giunta, l'iniziativa, per quanto riguarda la dotazione finanziaria, vada a valere sull'annualità 2001. L'annualità 2001 può e dev'essere riprogrammata e quindi, all'interno di quel programma, può essere inserito previsione appunto questo progetto pilota. Quindi , qualora vi sia la volontà da parte dei proponenti di mantenere l'emendamento, la Giunta ritiene che debba essere completato con l'indicazione che la copertura graverà sugli stanziamenti previsti per l'annualità 2001, questo proprio per non creare, in ogni caso, alcun problema sull'annualità 2000.

E` chiaro che nel 2001, laddove occorresse, perché facciamo nostre le preoccupazioni espresse dal collega Giacomo Sanna, questo programma non deve gravare sulle risorse che devono essere destinate a tutti gli altri comuni, cioè non deve rappresentare una diminutio per gli altri comuni. Nella programmazione futura, ci può essere quindi anche un'integrazione delle risorse, laddove venisse reputata necessaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo per dichiarazione di voto.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Intervengo sulle precisazioni dell'Assessore.

PRESIDENTE. Allora lo farà quando voteremo l'emendamento numero 27; prima votiamo l'articolo poi passiamo all'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione segreta in tre parti dell'articolo 5 bis: la prima parte comprendente il comma 1 sino alla introduzione del comma 6 ter compresa; la seconda parte che arriva sino alla fine del comma 1; la terza comprende il secondo comma.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della prima parte dell'articolo 5 bis fino alle parole "domande inevase".

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

Presenti 41

Votanti 39

Astenuti 2

Maggioranza 20

Favorevoli 38

Voti nulli 1

(Il Consiglio approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - GIAGU.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'articolo 5 bis, fino alla fine del primo comma.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico l'esito della votazione:

Presenti 68

Votanti 67

Astenuti 1

Maggioranza34

Favorevoli 38

Contrari 29

(Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'ultima parte dell'articolo 5 bis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione dell'ultima parte dell'articolo 5 bis:

Presenti 48

Votanti 46

Astenuti 2

Maggioranza 24

Favorevoli 37

Contrari 7

Voti nulli 2

(Il Consiglio approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - LAI.)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 27. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Chiedo il voto segreto su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io voglio intervenire sui chiarimenti dati dall'assessore Pittalis nel suo intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, poiché è stata richiesta la votazione segreta, lei può solo fare una dichiarazione di voto di astensione.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Allora faccio una dichiarazione di voto.

Dai chiarimenti dell'assessore Pittalis mi è parsoche abbia anche lui qualche dubbio sulla copertura finanziaria dell'emendamento, perché lo stanziamento di 35 miliardi per quest'anno e di 25 miliardi per l'anno prossimo sono parte di un programma che frutto di una volontà espressa chiaramente e portata a compimento almeno per la prima parte.

Se non si modifica l'emendamento noi andremo a intaccare di circa 12 miliardi lo stanziamento di 25 miliardi che devono essere distribuiti l'anno prossimo con gli stessi criteri con cui sono stati distribuiti i 35 miliardi stanziati quest'anno, quindi causeremo un certo disequilibrio e alcune realtà non saranno certo soddisfatte di questo.

Ferma restando la volontà della Giunta e della maggioranza che condivide l'emendamento, ed essendo un emendamento che fa riferimento all'anno finanziario 2001, io chiedo al primo firmatario dell'emendamento, all'onorevole Capelli, di ritirare l'emendamento, e alla Giunta e alla maggioranza di far sì che questo emendamento fra alcuni mesi, alla presentazione della nuova finanziaria, sia riproposto senza intaccare le risorse di un programma già avviato.

PRESIDENTE. L'onorevole Spissu ha chiesto di parlare sull'ordine del giorno. Le darò la parola dopo la votazione,

SPISSU (D.S.). Io sono rispettoso del Regolamento, però l'assessore Pittalis non ha chiarito la questione della copertura finanziaria di questo emendamento, propone anzi di spostarla al 2001, non si capisce se propone di destinare l'intero stanziamento del 2001 al progetto pilota di Nuoro, e quindi di cambiare le modalità di erogazione previste o cosa propone.

Chiedo che la Giunta si faccia carico di proporre la copertura finanziaria di questo emendamento, se è prevista per il 2001 si riscriva l'emendamento, così sappiamo cosa votare.

PRESIDENTE. Questo è un intervento di natura tecnica, la Giunta dovrebbe dirci da dove intende attingere le risorse.

CONTU (C.C.D.). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, su che cosa chiede di intervenire? Stiamo facendo le dichiarazione di voto, adesso il problema è decidere se ritirare l'emendamento o specificare da dove vanno attinte le risorse. Non possiamo riaprire il dibattito, stiamo discutendo sull'emendamento numero 27 tutta la sera.

CONTU (C.C.D.). Voglio dire che si può ritirare l'emendamento e presentare un ordine del giorno che impegni la Giunta a fare quello che ha proposto l'onorevole Sanna; credo che questo, se siamo d'accordo sulla sostanza possa andar bene per tutta l'Assemblea.

Quindi la mia è una proposta conciliativa, io invito i colleghi a ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Però è il firmatario che deve ritirare l'emendamento, sempre che nessuno dei colleghi lo faccia proprio.

CONTU (C.C.D.). Se siamo tutti d'accordo si può trasformare l'emendamento, in un ordine del giorno che impegni la Giunta a realizzare questo intervento sul quale tutti quanti più o meno siamo d'accordo, ovviamente individuando la copertura finanziaria. Mi pare la cosa più logica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi) Io, per assentire a quanto proposto poc'anzi dall'onorevole Sanna e quindi dall'onorevole Contu ritiro l'emendamento, e vorrei qualche minuto di tempo, nel proseguo dei lavori, per proporre un ordine del giorno che tenga conto dell'impegno a valere sulla legge finanziaria del 2001.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, per decidere sul proseguo dei lavori

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 13, viene ripresa alle ore 21 e 45)

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di sospendere la seduta fino alle 22 e 30 per consentire ai colleghi di mangiare, di riposarsi un po'e recuperare le energie.

COGODI (R.C.). Dica che non è stato deciso all'unanimità.

PRESIDENTE. Devo precisare che non c'è stata l'unanimità, però sospendiamo la seduta e riprenderemo i nostri lavori alle 22 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 46, viene ripresa alle ore 22 e 57)

Presidenza del Vicepresidente Carloni

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Si dia lettura dell'articolo 5 ter.

CAPPAI, Segretario:

Art. 5 ter

Interventi nel settore dei beni culturali e ambientali. Contributi agli enti locali per i servizi di gestione dei beni culturali.

Completamento annualità 1999

1. Dopo il comma 3 dell'articolo 38 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 è aggiunto il seguente:

"3 bis. Al fine di completare le azioni di cui al comma 1, in essere alla data del 31 dicembre 1999, è autorizzata, per l'anno 2000, la spesa di lire 8.500.000.000 (cap. 11129)."

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo il voto a scrutinio segreto.

USAI (A.N.). Sia tempestivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Abbiamo chiesto all'inizio della seduta, per un fatto di rispetto reciproco, che quando il Presidente di turno indice una votazione, poiché non può sapere se chi alza la mano stia votando o stia chiedendo la parola, aspetti qualche secondo. In questo caso, per esempio, noi abbiamo alzato la mano non per votare, ma per chiedere la parola.

Se lei usa questo sistema non è corretto e non contribuisce a distendere l'ambiente. Abbiamo chiesto formalmente che quando si indice una votazione si aspetti qualche secondo perché non è detto che chi alza la mano stia votando. In questo caso abbiamo chiesto la parola e lei deve aspettare un attimo, perché, anche quando siamo in sede di votazione, si può alzare la mano o per chiedere un diverso tipo di votazione, o per fare una dichiarazione di voto, o per qualunque cosa.

FADDA (Popolari-P.S.). Io ho detto "Chiedo il voto segreto", e il Presidente della Giunta è testimone. L'ho chiesto. Ho detto "Chiedo il voto segreto", tanto è vero che l'assessore Pittalis ha risposto: "Ma dai, stanno arrivando!". Quindi io l'ho chiesto, Presidente, e chiamo come testimone la Giunta regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io avevo la mano sollevata, non l'ho abbassata nonostante il voto espresso dai colleghi della maggioranza perché intendevo chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. Evidentemente anche l'Aula era distratta. Ho chiesto se qualcuno voleva intervenire, e la prassi vuole che se nessuno interviene si passi al voto.

FADDA (Popolari-P.S.). Io l'ho chiesto, è lei che non ha sentito!

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, non c'è bisogno di scaldarsi, né io ho intenzione di negare a qualcuno i suoi diritti. C'è un Segretario, ci sono degli Uffici, i quali sono qui a apposta perché io non posso sentire qualsiasi rumore che si verifica in aula, o se qualcuno sottovoce chiede il voto segreto. Basta che il consigliere alzi la mano, è un suo diritto chiedere il voto segreto e nessuno glielo nega.

COGODI (R.C.). Ma si può votare adesso, o lei deve ancora perdere tempo per far arrivare gli altri?

FRAU (A.N.). Abbiamo già votato!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, io le chiedo scusa per il tono che ho usato nei suoi confronti, però le chiedo la gentilezza di chiedere al Presidente della Giunta e all'assessore Pittalis se io ho chiesto il voto segreto.

PRESIDENTE. Non penso che siano gli organi preposti per accertare queste cose, c'è il Segretario.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, il problema è semplicemente che c'è una separazione fra l'inizio, lo svolgimento e la conclusione del dibattito e l'inizio della votazione. Siccome il Regolamento prevede forme diverse di votazione, lei deve dare ai consiglieri il tempo di potersi esprimere liberamente perché l'Aula scelga la forma di votazione e non c'è Ufficio che tenga. Si tratta di un problema di correttezza suo.

PRESIDENTE. Visto che nessuno riesce a darmi lumi sul fatto che la votazione segreta sia stata chiesta o meno, procediamo alla votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione segreta con procedimento elettronico dell'articolo 5 ter.

Presidenza del Presidente Serrenti

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 37

Votanti 36

Astenuti 1

Maggioranza 19

Favorevoli 36

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - TUNIS Marco - USAI.

Si è astenuto il consigliere: FADDA.)

Sono presenti 36 consiglieri, più l'onorevole Fadda che ha chiesto il voto segreto. Poiché manca il numero legale sospendo la seduta per mezz'ora.

Colleghi, il Regolamento stabilisce che quando manca il numero legale il Presidente sospende la seduta per mezz'ora.

FADDA (Popolari-P.S.). Oppure si rinvia al giorno dopo, soprattutto a quest'ora!

PRESIDENTE. Sì, ma questo non lo stabilisce lei, onorevole Fadda, lo stabilisco io, e io stabilisco che sospendiamo i lavori per mezz'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 23 e 09, viene ripresa alle ore 23 e 39.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari - P.S.). Chiediamo il voto segreto.

PRESIDENTE. Dobbiamo ripetere la votazione, si trattava di una votazione segreta e va ripetuta. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.). La scadenza della mezz'ora di sospensione è alle 23 e 39, la seduta è stata sospesa alle 23 e 09.

PRESIDENTE. Mancano due minuti, aspettiamo i due minuti. Prego i colleghi di prendere posto.

Seconda votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 5 ter.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 40

Votanti 38

Astenuti 2

Maggioranza 20

Favorevoli 38

(Il Consiglio approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - FADDA.)

Si dia lettura dell'articolo 5 quater.

CAPPAI, Segretario:

Art. 5 quater

Ricerca scientifica

1. E' autorizzato, nell'anno 2000, lo stanziamento di lire 8.440.000.000 da destinare alle finalità previste dal titolo di spesa 11.3.10/I del Programma d'intervento per gli anni 1988-1989-1990, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991, di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268 (cap. 03034/01).

PRESIDENTE. All'articolo 5 quater sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Pinna - Pusceddu - Cugini.

Dopo l'art. 5 quater è inserito il seguente:

Art. 5 quater/2

La lettera d) del comma 1 dell'art. 29 della L.R. 20 aprile 2000, n. 4, è così modificata: una quota pari a lire 300.000.000 è attribuita all'Associazione Universitaria del Sulcis-Iglesiente (AUSI) per il finanziamento del diploma in Scienze dei materiali, ed una quota pari a lire 500.000.000 è attribuita al FORGEA INTERNATIONAL per l'organizzazione e la gestione dei corsi per la specializzazione dei tecnici minerari e ambientali dei paesi in via di sviluppo già finanziati dall'UNESCO. (40)

Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Sanna G.V. - Cugini - Sanna G. - Masia - Deiana - Morittu - Manca - Dettori B. - Vassallo - Dettori I.

All'articolo 5 quater è aggiunto il seguente comma:

"2. E' autorizzata nell'anno 2000 la concessione di un contributo di lire 1.000.000.000 a favore della Società Porto Conte ricerche pe rle finalità previste dall'articolo 7 della legge regionale 9 dicembre 1997, n. 32 /cap. 03058/01)."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

Cap. 03058/01 Contributo alla Società Porto Conte ricerche per lo svolgimento delle attività istituzionali all'interno del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna (art. 7 L.R. 9 dicembre 1997, n. 32 e art. 5 quater, comma 2, della presente legge).

Anno 2000 lire 1.000.000.000

IN DIMINUZIONE

Cap. 04110 Spese per l'acquisto di locali da destinare ad uffici regionali.

Anno 2000 lire 1.000.000.000 (68)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 40 ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (D.S.). In un certo senso mi è dispiaciuto dover presentare questo emendamento, perché in sede di esame della legge finanziaria avevamo discusso a lungo un emendamento simile a questo, che avevo accettato di ritirare dopo che l'Assessore della programmazione aveva chiarito che quello stanziamento di 800 milioni sarebbe stato ripartito per le esigenze dell'AUSI e del FORGEA International. Dopo queste assicurazioni io ritirai l'emendamento; poi di fatto le cose non sono andate in questo senso, perchè da quando è entrata in vigore la finanziaria non è stato possibile assegnare i fondi al FORGEA International, proprio perché la formulazione dell'articolo della finanziaria non era sufficientemente chiara per poter disporre questo finanziamento, per altro con una forma molto macchinosa, machiavellica e cervellotica, che per il futuro mi auguro si possa evitare, cioè di erogare i fondi attraverso un intermediario. Non si capisce infatti che ruolo possa avere questo intermediario nell'assumere i contributi dalla Regione per poi girarli ad un altro consorzio.

Tuttavia, siccome si pensa sempre al fine e non al mezzo attraverso il quale si realizza un obiettivo, avevo ritirato l'emendamento pensando che tutto fosse tranquillo. In realtà così non è stato, nonostante nel frattempo il Forgea International, grazie al suo presidente, il professor Ugo Leone, un grande esperto di problemi internazionali e di cooperazione, sia riuscito ad ottenere quasi 5 miliardi di contributi dall'UNESCO e dall'UNIDO per coprire i costi relativi all'individuazione, alla selezione e al reclutamento dei tecnici di medio ed alto livello provenienti dai paesi in via di sviluppo. Ricordo che il Forgea International gestisce, per volontà del Ministero degli Affari Esteri, il Centro internazionale per la specializzazione dei tecnici minerari ed ambientali provenienti dai paesi in via di sviluppo di cui è già stato tenuto un corso con esiti molto positivi, con la partecipazione di 15 tecnici provenienti dai paesi del Mediterraneo e da altri paesi in via di sviluppo, come l'India e Cuba. Quindi questo centro può svolgere per la Sardegna un ruolo di grande rilevanza dandole centralità nell'ambito del bacino del Mediterraneo ed attivando rapporti di cooperazione internazionale che avranno sicura ricaduta, di grande rilevanza, per quanto riguarda la presenza della nostra Regione.

Il fatto più importante è che, nell'ambito della revisione della legge nazionale numero 49 del 1989, relativa alla cooperazione internazionale, il nuovo disegno di legge presentato dal Governo prevede che, piuttosto che aiuti in investimenti ed infrastrutture, venga dato ai paesi in via di sviluppo un sostegno importante per quanto riguarda la formazione, per insegnare ai paesi in via di sviluppo a realizzare gli interventi, a gestire i loro programmi di sviluppo piuttosto che realizzare investimenti che poi, in molti casi, si sono rivelati non utilizzabili, e quindi soldi buttati al vento.

Nell'ambito di questa revisione della cooperazione internazionale l'obiettivo è quello di realizzare in Italia dei centri di formazione specializzati in diversi settori, e alla Sardegna è stato attribuito questo centro di formazione nel settore dell'ambiente, delle materie prime e dei nuovi materiali, che può diventare davvero un fatto di grande rilevanza, perché se raggiungesse l'obiettivo di formare circa 200 tecnici all'anno, io credo che nel giro dei prossimi dieci anni la Sardegna potrebbe entrare in contatto con i gruppi dirigenti dei paesi in via di sviluppo.

Alla Sardegna è richiesto soltanto di farsi carico degli oneri organizzativi e di gestione di questo centro, oltre che dell'esigenza, che si porrà, di realizzare un campus per ospitare docenti e tecnici. Per il resto, come ormai si è realizzato rispetto a quando ne abbiamo parlato nella finanziaria, i finanziamenti arrivano da organismi internazionali, quindi la Sardegna in questo modo riesce ad avere finanziamenti che non aveva mai acquisito da organismi internazionali delle Nazioni Unite. Dunque è indispensabile che l'intervento della Regione, seppure di modeste dimensioni rispetto all'intervento degli organismi internazionali, sia assicurato costantemente per poter utilizzare la massa ingente, comunque rilevante, di finanziamenti esterni.

Considerata l'importanza, soprattutto in prospettiva, di questo centro internazionale, l'obiettivo che evidentemente era comune, a suo tempo, era quello di fare in modo che la Regione sarda, che si è data nel 1996 una legge specifica per la cooperazione internazionale, intervenisse in questo settore per sostenere concretamente questa prima iniziativa importante nel settore della cooperazione. Gli obiettivi erano comuni, ma la strada che è stata scelta ha creato finora delle complicazioni che non hanno consentito in via ordinaria agli uffici della Regione di attribuire questi contributi; dunque l'emendamento ha l'obiettivo di fare chiarezza su questo aspetto per evitare macchinosità nell'assegnazione dei contributi. Successivamente alla presentazione dell'emendamento, mi è stato comunicato che alle difficoltà interpretative di quell'articolo di legge si è dovuto ovviare con una delibera interpretativa della Giunta regionale. Questo fatto da una parte conferma che l'articolo di legge non era chiaro, e bene avremmo fatto a chiarirlo a suo tempo, perché si sarebbero evitate perdite di tempo, da un'altra parte se la delibera interpretativa della Giunta dovesse essere sufficiente ad accelerare questo meccanismo per far funzionare finalmente questo centro e poter utilizzare i finanziamenti provenienti dagli organismi internazionali, e se la Giunta conferma che con questa delibera interpretativa è possibile ovviare alle difficoltà interpretative, io sono disposto a ritirare l'emendamento, fermo restando che mi auguro che la Regione voglia adempiere a questo importante compito negli anni successivi, cercando di utilizzare al meglio questi contributi che vengono da organismi internazionali e raggiungendo quegli obiettivi di reciproco interesse. Questa è una cooperazione che certamente procurerà notevoli vantaggi per i tecnici che si specializzeranno in questo corso, ma sicuramente ci saranno dei vantaggi anche per la Sardegna, per le nostre attività, per le nostre scuole, per la nostra università. Quindi io mi auguro che la Regione sarda voglia adempiere a questo impegno con costanza, cercando, nella prossima finanziaria, di evitare questi disguidi nella stesura degli articoli di legge che stabiliscono questi finanziamenti, in modo tale che si possano evitare le perdite di tempo che si sono verificate a causa della difficoltà interpretativa di questa disposizione della legge finanziaria.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare l'emendamento numero 68.

SPISSU (D.S). Negli anni passati, fino al 2000, al capitolo 03058/01 del bilancio regionale esisteva, ed esiste ancora per memoria, una posta di bilancio con la quale si concedeva un contributo di lire 1 miliardo a favore della società Porto Conte Ricerche, per le finalità previste dall'articolo 7 della legge regionale 9 dicembre 1977 numero 32. Si trattava di un contributo alla società Porto Conte Ricerche per le spese di funzionamento, nel senso che, come voi sapete, questa società costituisce la propaggine, nel nord Sardegna, del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna. A questo centro e alle sue strutture che sono, per chi è andato a visitarle, delle strutture meravigliose dotate di importantissime attrezzature, e rappresentano quindi certamente un'opportunità, perché la ricerca e soprattutto l'incontro tra il mondo imprenditoriale e la ricerca stessa possano essere fruttuosi e produttivi di risultati di avanzamento di tutto il sistema produttivo ed economico isolano, mancano, per effetto delle scelte che abbiamo fatto nella finanziaria e nel bilancio del 2000, le risorse finanziarie per il funzionamento, cioè per quelle che sono le spese di carattere ordinario per tenere in vita il centro stesso, mancano cioè i denari per pagare la corrente elettrica, le spese telefoniche, la pulizia dei locali, per pagare cioè tutto quanto è essenziale perché le attività di ricerca possano svolgersi all'interno di questo centro. Nel bilancio regionale questa posta c'è sempre stata, fino al bilancio 2000, dove è stata mantenuta per memoria con la dicitura: con una dotazione finanziaria di zero lire.

Questo è avvenuto per effetto della ricerca di fondi a cui si è dato luogo nel corso dell'esame del bilancio per il 2000; credo che in questa fase di assestamento sia importante porre rimedio a questa grave omissione, dovuta certamente alla mancanza di conoscenza di questo problema e di quanto questo finanziamento esiguo sia essenziale per il buon funzionamento del centro stesso.

Nella discussione del bilancio io ed altri colleghi avevamo presentato un emendamento, uguale a questo, perché alla proposta della Giunta si apportasse una correzione reintroducendo il finanziamento di un miliardo a favore della società Porto Conte Ricerche; questo, per effetto della votazione convulsa delle ultime ore, non è potuto avvenire; riproponiamo oggi lo stesso tema chiedendo a tutti i colleghi (perché questo non è un problema che riguarda solo Sassari o soltanto una parte del Consiglio regionale) un atteggiamento di sensibilità e di attenzione perché venga ripristinato il finanziamento per la società Porto Conte Ricerche, pena la quasi impossibilità di svolgimento delle attività di questa società.

Mi pare che non sia il caso di dilungarsi troppo sull'importanza che questo ha nel nostro territorio e all'interno del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna, credo che faremmo un atto di giustizia e di lungimiranza se alle parole facessimo seguire i fatti, ripristinando questa posta, che non credo impoverisca più di tanto le risorse finanziarie della Regione Sardegna.

Per questo motivo io chiedo a tutti i colleghi e alla Giunta di far proprio questo emendamento e di consentire di ripristinare un finanziamento che, tra l'altro, è storicamente consolidato nel bilancio della Regione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. La Commissione ha espresso parere negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 40 ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

ONIDA (P.P.S. - C.D.U. Sardi), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sull'emendamento numero 40 confermo che la Giunta ha deliberato, dando l'interpretazione autentica della volontà espressa nel momento del dibattito in Aula, di confermare, ai sensi dell'articolo 8 comma 1/A della legge numero 31 del 1998, che l'articolo 29 1/D della legge 4 del 2000 debba intendersi finalizzata all'attivazione di corsi per la formazione di tecnici nel settore dei materiali e dell'ambiente, attraverso l'assegnazione alla FORGEA, per il tramite e nell'ambito di un'intesa con l'AUSI, di un finanziamento per le spese di funzionamento e per l'attività generale, ad integrazione dei finanziamenti assegnati dalle organizzazioni internazionali del sistema O.N.U., ed in particolare dall'UNESCO.

La complessità dell'interpretazione è nata da un refuso esistente in legge, l'interpretazione della Giunta dovrebbe fare, e fa, chiarezza di tutto questo, quindi io credo che l'emendamento possa essere ritirato, così come l'onorevole Pinna ha voluto rappresentare nel suo intervento, con gli esiti che sono certamente in linea con quello che lo stesso onorevole Pinna ha spiegato nella sua premessa.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 68 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I. - Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il parere della Giunta è negativo, ma non perché la società Porto Conte ricerche non riceva attenzione dall'Amministrazione regionale, ma per ragioni che sicuramente chi mi ha preceduto come assessore della programmazione conosce bene, anche perché devo dare atto, proprio a chi mi ha preceduto, di aver introdotto una regola, che è quella di iniziare a mettere ordine tra le società e i centri di eccellenza che si occupano di ricerca. E l'onorevole Spissu dovrebbe ben sapere che dal 1997 quello è stato l'unico intervento; ecco perché ho richiamato il collega Pier Sandro Scano che sia nel '98 che nel '99 non ha previsto alcun contributo per la ragione che il tutto rientra nell'ambito di un programma, all'interno del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna e delle risorse che destiniamo al Consorzio 21, che poi provvede a destinare parte di quegli stanziamenti in favore delle società che effettuano ricerche.

Quindi, anche nel 2000, la società Porto Conte ricerche ha già ricevuto delle provvidenze, ed io mi auguro che con il disegno di legge sulla ricerca che verrà esitato domani dalla Giunta regionale, questo costituisca un ulteriore contributo, per fare ordine e trasparenza in un settore tanto delicato, utile e importante come quello della ricerca.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari - P.S.). Prima di parlare dell'articolo e dell'emendamento chiedo al Presidente del Consiglio di mantenere l'impegno, che era stato preso nella Conferenza dei Capigruppo, che alla ripresa dei lavori si sarebbe concordato anche l'orario di termine del dibattito. Quindi chiedo al Presidente del Consiglio, anche per poterci regolare, se intende convocare una breve Conferenza dei Capigruppo per decidere tutti insieme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai, sulla proposta del consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Nella Conferenza dei Capigruppo, alla quale ho avuto la fortuna di partecipare, si era deciso che si sarebbe andati avanti sino alle tre.

COGODI (R.C.). Del pomeriggio.

USAI (A.N.). Le tre del pomeriggio sono le 15, tu sei di San Basilio quindi queste cose te le ricordi bene.

Si è parlato di andare avanti sino alle tre se le cose fossero andate nel senso dovuto; siccome le cose stanno andando nel senso dovuto andiamo sino alle 3, se è sufficiente, altrimenti anche più avanti.

PRESIDENTE. Devo confermare che quanto ha detto adesso l'onorevole Usai risponde a verità. E' stato precisato in Aula che l'accordo non è stato raggiunto all'unanimità, tuttavia in Conferenza dei Capigruppo si è stabilito che avremmo continuato fino alle 3. Anzi, devo dire che la proposta è stata fatta da me, poiché dovevamo comunque andare avanti. Io voglio ricordare che siamo ormai a giovedì e che siamo ancora all'articolo 5.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Intervengo sul programma dei lavori per dire che lei sta dicendo un'inesattezza, perché proprio io, prima di concludere, ho detto che non avevamo stabilito l'ora di conclusione, che la proposta che lei aveva fatto non era stata da noi accolta, che ci saremmo rivisti alle 10 e mezzo per fissare il termine della seduta di oggi. Non l'abbiamo stabilito, quindi lei non può dire che la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito di concludere i lavori alle 3. Non è così, e non mi sembra giusto dare un'informazione di questo tipo, soprattutto da parte sua, perché lei ha avanzato una proposta che non è stata accolta. Se poi dovessimo decidere tutti insieme di concludere alle 3, o alle 4, questa è un'altra cosa, però lei non può dire che c'è stato questo accordo, perché non è così.

Chiamo i colleghi presenti a una riflessione su questo e senz'altro risulterà che lei sta dando un'indicazione che non è esatta. Pertanto la richiesta del collega Fadda mi sembra giusta e accoglibile, e io la sostengo. Stabiliamo l'ora in cui dobbiamo finire. Per quanto mi riguarda possiamo anche non interrompere, ma questa è la mia opinione, però lo dobbiamo stabilire.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, può capitare che ci intendiamo male. Procediamo così: adesso apriamo la discussione su questo articolo e sugli emendamenti, concludiamo, dopo di che facciamo una breve Conferenza del Capigruppo e decidiamo.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Il collega Fadda ha introdotto una questione abbastanza seria e, se volete, anche delicata. Due giorni fa avevamo ipotizzato, unanimemente, all'inizio della discussione di questo provvedimento, uno svolgimento dei lavori che prevedeva la conclusione possibilmente entro la giornata di oggi. E avevamo anche rappresentato, rispetto a una serie di questioni, quali erano alcune ragioni per cui si sarebbe potuto procedere, rinunciando alla gran parte delle richieste, degli emendamenti, delle ragioni fondamentali e forti che l'opposizione nel suo insieme aveva rappresentato.

Che cosa è accaduto oggi, invece? E' accaduto che ci avete fatto perdere tutta la mattinata, la gran parte della serata, e adesso anche la gran parte della nottata, non garantendo la presenza del numero legale in aula. Ore ed ore sottratte al lavoro! Contano anche queste ore? Per noi contano, perché sono ore di presenza e di fatica che ci avete in qualche modo imposto.

Poi abbiamo discusso in quest'aula per tre ore - dico tre ore! - un emendamento senza copertura finanziaria, e l'Assessore al bilancio, dopo tre ore, ha ammesso, neppure tanto esplicitamente, che non c'era la copertura finanziaria, e tirando di conto si è valutato che la spesa prevista da quell'emendamento è di circa 15 miliardi. La Presidenza del Consiglio, o chi presiede, fa finta che si possano discutere per tre ore emendamenti che valgono 15 miliardi e non hanno copertura finanziaria, e dopo tre ore l'Assessore del Bilancio dice che questo emendamento avrà la copertura finanziaria l'anno prossimo. A quel punto i presentatori, giustamente, hanno detto: "Ma allora noi volevamo una cosa e ci state bidonando! L'emendamento lo presentiamo l'anno prossimo". Infatti Capelli sta raccogliendo adesso le firme per l'anno prossimo, perché gli avete detto che quest'anno non ci sono risorse disponibili. Però abbiamo discusso per tre ore su questo emendamento. Questa è la serietà con sui si procede!

Nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo non c'è stato nessun accordo, non dico sulla decisione di concludere i lavori alle 2, alle 3 o alle 5, ma neppure sul fare una seduta notturna. Se vuole, una maggioranza come la vostra, con soli 39 voti, può anche imporre al Consiglio di lavorare nelle ore notturne, però questa è una violenza del tutto gratuita. Non potete pensare di imporre cose del genere, perché noi possiamo avere resistenza, forza, bioritmi che ci permettono di reggere e di tollerare questo tipo di imposizione, ma non si era ipotizzato di fare una seduta notturna e di andare a oltranza e voi ora ci imponete una soluzione di questo genere.

Tutto era legato, e ancora rimane legato, a quella maledetta ipotesi di stralciare un articolo da questo provvedimento per rimandarlo a fra tre o quattro settimane, e abbiamo contato in quest'Aula su ottanta consiglieri regionali, dei quali 75 presenti, almeno 70 consiglieri favorevoli, compresa la Giunta, eccetto, mi pare Onida, che è dall'altra parte, perché ha fatto sodalizio con Pili sul problema dell'impatto ambientale, e solo tre consiglieri regionali hanno detto di essere contrari a rinviare di tre settimane, accordando una corsia preferenziale, alla discussione in Consiglio, alla luce del sole, non a mezzanotte, ma a mezzogiorno, della norma con la quale voi intendete affievolire il sistema della pianificazione e della valutazione ambientale.

Solo tre persone si sono espresse contro, per ragioni che dovranno spiegare, ma non di notte, come i pipistrelli, quando qui nessuno ascolta e quando la seduta del Consiglio regionale che dovrebbe essere pubblica si conduce nella clandestinità; le espliciterete domani, dopo domani, nei giorni prossimi quando ci sarà luce naturale, perché dovrete chiarire quali sono le ragioni recondite per le quali insistete oggi, ad agosto, nel voler approvare questa norma.

La quasi totalità del Consiglio si raccoglie attorno ad un'ipotesi saggia, largamente unitaria di rinviare di tre settimane, per sbloccare questa vicenda, per andare avanti e approvare la finanziaria.

Queste tre persone dicono no, Pili, Onida e un altro innominato, il quale si nominerà, credo, quando si arriverà al dunque e dirà il perché di questa pervicacia, di questa prepotenza. Queste tre persone trascinano il Consiglio intero e anche la maggioranza al guinzaglio, come cagnolini, in questa vicenda, per cui noi passeremo questa notte e passeremo...

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Al guinzaglio ci sarai tu!

COGODI (R.C.). Ecco il terzo, è lui, ho detto: "Si manifesterà fra poco" è lui, si è dichiarato. Discuteremo di queste cose, discuteremo oggi e ne discuteremo più in là, si può trovare una soluzione, l'abbiamo detto in tutti i modi.

Noi abbiamo chiesto prima, in Conferenza, mezz'ora ancora - era la mezz'ora del caffè e del panino - per permettere al Presidente della Giunta, che onestamente, lo dobbiamo dire, ha manifestato apertura e disponibilità e anche autorevole iniziativa, di trovare nella maggioranza, nella Giunta, nel rispetto doveroso nei confronti del Consiglio, una soluzione equilibrata a questo atto di annunciata prepotenza.

Pare che questo non sia possibile, ma in Conferenza non c'è stato nessun accordo di procedere, la proposta l'ha fatta lei, lei ha avanzato l'idea di proseguire, lei che tutto il giorno se n'è andato a spasso, ha passeggiato per i boschi delle zone interne, ha respirato a pieni polmoni nelle zone verdi dell'interno della Sardegna, vicino ai laghi rinfrescanti.

Noi no, noi eravamo qui, e mentre lei passeggiava per i boschi della Sardegna il suo vice Presidente stava male, e l'altro vice Presidente, quello della sua parte politica, ha detto che anche lui stava male, tanto stava male che non ha voluto dare il cambio all'onorevole Spissu che davvero stava male. E' così! Il professor Carloni è immediatamente guarito appena è rientrato lei, e ha potuto essere presente per fare numero nei banchi del Consiglio.

In questo Consiglio accadono cose brutte di questo genere, accade che ci si rifiuti di assolvere ai propri ruoli, alle proprie funzioni per recuperare un numero. Noi siamo abbastanza sconcertati, siamo umiliati da queste cose. Il Consiglio si è fermato per un'ora per la mancanza del Presidente e anche del Vicepresidente, per questo giochino, e adesso voi volete che noi stiamo qui tutta la notte? Ci imponete di stare qui tutta la notte? Lei ha fatto questa proposta e non ne ha diritto, perché se no ce ne andiamo tutti a Gavoi stanotte a continuare la scampagnata e poi...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, si rilegga il Regolamento.

COGODI (R.C.). I regolamenti noi li osserveremo scrupolosamente quando varranno qualcosa. Quando dei Vicepresidenti eletti e pagati per essere Vicepresidenti si rifiutano di presiedere il Consiglio nascono dei problemi! Quando voi imponete una seduta notturna ad oltranza, non a maggioranza, ma voi della maggioranza-minoranza, perché tutta l'opposizione si è dichiarata contraria, non una piccola minoranza…...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, noi l'abbiamo ascoltata, ma io le devo chiedere di concludere.

COGODI (R.C.). Allora i regolamenti non valgono più nulla. Se volete che i Regolamenti valgano, torniamo alle regole e se in questo Consiglio si manifesta una maggioranza stragrande attorno ad un'ipotesi di contenuto e di metodo, non è possibile che poche persone possano, non si capisce per quale ragione, condizionare tutti e costringerci a stare qui.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego di arrivare alle conclusioni.

COGODI (R.C.). Per ora ho concluso. Che cosa volete realizzare e concludere voi stanotte o domani, o domani notte? Che cosa volete concludere con questo tipo di imposizioni per cui di giorno non ci siete, non si lavora, manca il numero legale, andate in gita, vi date malati e poi la notte volete imporci di stare qui? Noi ci stiamo, se voi votate...

PRESIDENTE. Vede come non osserva il Regolamento, onorevole Cogodi? Perché lei deve sempre prendersi il doppio del tempo che le spetta? Questo non è corretto, mi perdoni, lei che accusa gli altri di scorrettezza, non è corretto!

COGODI (R.C.). Non ci siamo capiti, le ho detto che non si tratta di rispetto del Regolamento, se voi non rispettate i Regolamenti non potete chiedere a noi di rispettare i Regolamenti!

PRESIDENTE. Chiedo alla regia di staccare il microfono.

Poiché lei ha fatto una proposta, onorevole Fadda, a questo punto, io mi rimetto all'Aula. Non posso aprire un dibattito su questo, ha parlato a favore in modo molto efficace l'onorevole Cogodi, adesso l'onorevole Floris che mi ha chiesto la parola, parlerà contro, suppongo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Può parlare un consigliere contro la proposta Fadda. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Presidente, voglio intervenire sull'ordine dei lavori..

PRESIDENTE. No, può intervenire sulla proposta Fadda. L'onorevole Cogodi su questa proposta ha parlato a favore, adesso può intervenire un consigliere contro. Se vuole parlare su un altro argomento, onorevole Floris, non le posso dare la parola.

COGODI (R.C.). Non ho parlato a favore, ho parlato di un'altra cosa.

PRESIDENTE. Lei ha parlato a favore di questa proposta.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (C.S.). Presidente, se, lei e i colleghi mi consentono un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Può intervenire sulla proposta del consigliere Fadda se intende esprimere parere contrario..

AMADU (C.S.). Il primo obiettivo che noi ci dobbiamo dare è quello di rispettare noi le regole anziché chiedere agli altri che le rispettino. Credo che sia elementare che, davanti ad una proposta, o chi è intervenuto e non si è pronunciato ha parlato abusivamente, e se ne deve prendere atto, oppure deve dire se ha parlato a favore o contro, in caso contrario siamo in una situazione indecifrabile.

Questo mio richiamo al Regolamento introduce il mio intervento contro la proposta del collega Fadda. Recepisco un suggerimento del collega Cogodi, il quale afferma che di giorno, spesso, manca il numero legale, mentre di notte il numero legale c'è quasi sempre, e propongo di invertire l'ordine dei lavori: non lavoriamo di giorno e lavoriamo di notte.

In conclusione, anche per una questione di igiene mentale, poiché avevamo in discussione un articolo con gli emendamenti ad esso collegati, io propongo di esaurire prima di tutto l'esame di questo articolo e degli emendamenti. Una volta concluso questo, ognuno, potrà, in base al Regolamento, fare le proprie proposte. Per quanto mi riguarda sono contrario a qualsiasi proposta che tenda a sospendere i lavori, perché se c'è il numero legale e sospendiamo i lavori stiamo contravvenendo all'invito rivoltoci dal collega Cogodi a lavorare e a non perdere tempo. Occorre soltanto stabilire un orario conclusivo dei lavori di questa notte, e io propongo di concludere i nostri lavori alle cinque.

Chiedo il pronunciamento dell'Aula su questo e sono contrario a qualsiasi ipotesi di convocazione di Conferenza dei Presidenti di Gruppo perché ritengo che per l'economia dei lavori non conti a questo punto la decisione dei Capigruppo, ma contino i singoli consiglieri, i quali, rispondono prima alla propria coscienza istituzionale, poi al proprio ruolo politico e al dovere di rispettare l'impegno di concludere i lavori entro domani. Non mantenere l'impegno assunto non è né accettabilené apprezzabile.

Quindi io sono contrario alla proposta di sospendere i lavori ora e credo che si debba procedere nell'esame dell'articolo in discussione e lavorare fino alle cinque del mattino.

PRESIDENTE. Lei ha parlato contro la proposta del collega Fadda. La prego di non complicarci ulteriormente le cose perché la mia proposta era di lavorare fino alle tre, se lei propone un orario diverso dobbiamo fare un'altra votazione.

Metto in votazione la proposta dell'onorevole Fadda. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Il Consiglio non approva)

Mettiamo in votazione la proposta del consigliere Amadu di lavorare fino alle cinque?

FADDA (Popolari-P.S.). Dobbiamo parlare su questa proposta. E parleremo fino alle tre.

PRESIDENTE. Come vuole. Il consigliere Amadu ha proposto di lavorare fino alle cinque. Possono intervenire un consigliere a favore e uno contro.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S). Quando abbiamo discusso dell'organizzazione dei lavori avevamo stabilito di licenziare prima l'assestamento di bilancio, poi il provvedimento sulla siccità e successivamente l'ordine del giorno sulla Corte dei Conti.

Avevamo concordato di organizzare i lavori in modo tale da poter concludere nella tarda mattinata di giovedì. Il collega Amadu, avanzando la proposta di lavorare fino alle cinque, non ha tenuto conto del fatto che occorrerà riprendere subito dopo per trattare gli altri argomenti, quindi prevedo che il collega Amadu, insieme alla proposta di lavorare sino alle cinque proponga di non riprendere subito dopo sugli altri punti all'ordine del giorno. Noi dobbiamo organizzare i lavori tenendo conto degli accordi precedenti e il collega Amadu aveva concordato con queste indicazioni di lavoro...

(Interruzioni)

Onorevole Amadu, noi avevamo chiesto che il Presidente Floris verificasse la possibilità di trovare un punto d'incontro e che ci si ritrovasse successivamente per organizzare i lavori sulla base dei risultati del tentativo del presidente Floris .

Questo non l'abbiamo fatto, io non attribuisco la responsabilità a nessuno, io non ho parlato col Presidente Floris, non c'è stata altra riunione, non abbiamo verificato se l'incarico che abbiamo proposto al Presidente sia andato a buon fine o meno; deduco che non sia andato a buon fine, visto che ci stiamo accapigliando adesso sull'organizzazione dei lavori.

Rimango dell'idea che occorra organizzare l'insieme dei lavori sui diversi testi e lavorare per concludere nella tarda mattinata di domani. È chiaro che se il collega Amadu propone di lavorare sino alle cinque si può sviluppare la tendenza a non concludere domani sugli altri due punti, perché occorrerà che ci sia un periodo di riposo che permetta di riprendere i lavori sui temi che non abbiamo concluso.

Onorevole Serrenti, lei può benissimo svolgere una funzione di parte ed accogliere l'indicazione del collega Amadu, però deve poi svolgere ancora una funzione di parte e tener presente la nostra richiesta di avere un periodo di riposo normale, riferito alla giornata di lavoro, in modo tale che si possano riprendere i lavori per discutere gli altri argomenti all'ordine del giorno. Se concluderemo i lavori alle cinque del mattino, non potremo essere richiamati al rispetto della parola data che è quella di concludere nella tarda mattinata di stamattina, perché se concludiamo alle cinque è difficile che noi dell'opposizione possiamo partecipare ai lavori del Consiglio domani mattina per concludere entro il termine fissato. Non so a che ora si possa riprendere.

Invece di accogliere la proposta di Amadu, che è una proposta irragionevole, propongo quindi che si lavori ancora per mezz'ora e chiedo che su questa mia proposta si voti, dopo che si sarà votato su quella di Amadu. Chiedo che si voti sulla mia proposta perché può essere che ci sia un impazzimento e si accolga l'indicazione di non trattare il provvedimento sull'agricoltura e di non trattare l'ordine del giorno sulla Corte dei Conti, e penso che non sia corretto imporre a chi ha partecipato tutto il giorno ai lavori dell'Assemblea, e io sono uno di questi insieme a tanti altri, ma non a tutti, un orario di lavoro che non tiene conto delle indicazioni che noi diamo. Può essere che si voti a favore della proposta di finire alle 5 per goliardia, perché Corona diventa goliardico, e pensando di essere simpatico decide di votare a favore della proposta di concludere alle cinque poi però non viene alle otto in Aula per trattare gli altri argomenti all'ordine del giorno.

CORONA (F.I.-Sardegna). Ci sono sempre

CUGINI (D.S.). Zitto, Corona, non puoi parlare perché non sei iscritto. Silenzio, quando ti diamo la parola parli, non puoi parlare adesso.

CORONA (F.I.-Sardegna). Zitto dillo a tua madre e al tuo cane.

CUGINI (D.S.). Corona non hai titolo per parlare e non solo per questo!

PRESIDENTE. Io chiedo a tutti i colleghi e a lei, onorevole Cugini, di non essere offensivi.

La prego di essere rispettoso di tutti i colleghi.

CUGINI (D.S.). Io non sono offensivo e se il collega Corona si offende non è colpa mia. Io chiedo che si dia una risposta alle richieste di entrambe le parti in modo tale che si possano organizzare i lavori. Quindi propongo che si concluda tra mezz'ora, che si riprenda alle nove e mezza, che si continui a lavorare, però gradirei, se fosse possibile, conoscere l'esito della verifica che ha fatto il Presidente Floris sull'indicazione di lavoro che abbiamo dato, perché rimango ingenuamente convinto che ci siano ancora le condizioni per trattare sul punto che non abbiamo disciplinato unitariamente. Questa comunicazione del Presidente Floris può contribuire anche ad una migliore organizzazione dei lavori.

Io sono contrario ad una rissa sull'orario di lavoro e, avendo partecipato a questa seduta dall'inizio, non vorrei trovarmi adesso di fronte ad un ribaltamento di posizioni e alla difficoltà a concludere positivamente, perché rimango convinto che il punto di divergenza possa essere ancora ricomposto.

Quindi sono contrario alla proposta del collega Amadu, anche perché verrei meno ad una parola data a te e ad altri, e tu con questa proposta mi costringi a venire meno ad un impegno che ho assunto. Io sono a favore del mantenimento degli impegni, quindi mi esprimo contro la proposta del collega Amadu e avanzo un'ipotesi di organizzazione del lavoro diversa.

Chiedo quindi di lavorare, prima ho detto per mezz'ora, adesso dico sino all'una e mezza, perché ho preso un po' di tempo con il mio intervento. Chiedo che ci si pronunci su questo.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, io le riconosco il merito, quando lei fa interventi ponderati, come quasi sempre fa, di ricercare continuamente una mediazione e un accordo. Questo è un merito che le riconosco, quando lei lo fa con toni pacati è anche convincente.

Io stesso, dopo aver sentito le cose che ha detto sono fortemente propenso ad interrompere i lavori per un chiarimento fra i Capigruppo, ma lei comprende che quando pone le cose su un altro piano suscita altri sentimenti.

Tuttavia mi rendo conto che quella che si sta giocando adesso non è una battaglia di principio sulle regole, stiamo cercando da una parte di perdere tempo e dall'altra di conquistarne; io credo che non si possa andare avanti così per molto tempo, non è possibile.

La mia proposta è questa: finiamo questa votazione, perché è un dovere anche nei confronti del collega che ha fatto la proposta. Non è possibile per Regolamento, tornare indietro, se abbiamo approvato la proposta di lavorare per cinque ore io non posso poi mettere in votazione la proposta di lavorare per mezz'ora. Posso mettere in votazione la proposta di andare oltre l'orario già deciso, se un collega propone di lavorare fino alle sei io devo mettere in votazione questa proposta.

Adesso può parlare un consigliere a favore della proposta del collega Amadu, e dopo averla messa ai voti mi assumerò la responsabilità di sospendere brevemente la seduta per un chiarimento, perché, se si decide di continuare a lavorare, lavoriamo, ma se si vuole fare rissa fino al sorgere del sole non credo che continuare sarà utile a nessuno. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari - P.S.). Spiegherò le ragioni per cui sono a favore della proposta del collega Amadu, e subito dopo questa votazione faremo un'altra proposta che mi auguro che il Presidente accolga, così come ha accolto la proposta del collega Amadu.

Noi abbiamo cercato tutto il giorno, signor Presidente, di essere presenti in Aula, di fare delle proposte utili, come quella fatta stamattina dal collega Cugini di riprendere alle sedici. La maggioranza invece ha decisodi riprendere alle due meno un quarto perché era mancato il numero legale e poi di ricominciare non alle sedici ma alle sedici e trenta. Abbiamo chiesto, perché questo mi sembra che sia un nostro diritto, al contrario di quello che sta avvenendo in campo nazionale, caro Mauro Pili, perché quello sì è ostruzionismo, e tutta la stampa ne sta parlando.

USAI (A.N.). Se le Camere sono chiuse da un pezzo.

FADDA (Popolari-P.S.). Infatti dobbiamo chiudere, anche noi avremmo chiuso i lavori, se questa maggioranza fosse stata presente in Aula, se avesse garantito il numero legale. Io mi auguro che il collega Pili mandi il testo dell'intervento che ha fatto stamattina, quando ha dichiarato che l'ostruzionismo non paga, anche al presidente Berlusconi. Credo che sia importante, credo che il presidente Berlusconi debba sapere qual è il parere della Sardegna sull'ostruzionismo che lui sta facendo in campo nazionale.

PILI (F.I.-Sardegna). E' stato corretto: l'ha chiamato Presidente Berlusconi.

FADDA (Popolari-P.S.). Il Presidente Berlusconi, lo confermo. E' anche presidente del Milan, la mia squadra. Quindi è anche il mio Presidente.

Noi abbiamo cercato di fare delle proposte che migliorassero questo assestamento di bilancio, abbiamo cercato di far capire che, nell'interesse del Consiglio regionale, non soltanto per questa "manovrina finanziaria", come è stata definita dalla stampa, ma anche per il bilancio, il D.P.E.F., che dovremo discutere nel mese di settembre, era inopportuno che non si rispettasse la legge di contabilità, che non si rispettasse l'articolo 2 della legge finanziaria di quest'anno; abbiamo cercato di dimostrare alla maggioranza che vogliamo...

CORDA (A.N.). Ora sei a favore dell'orario?

FADDA (Popolari - P.S.). Presidente, io voglio che lei sia testimone che io ho dichiarato il mio voto favorevole, e voterò, tra l'altro.

CORDA (A.N.). Sei fuori tema.

COGODI (R.C.). Tu fuori testa.

CORDA (A.N.). L'ha detto Cogodi.

PRESIDENTE. Per favore , onorevole Cogodi…

FADDA (Popolari-P.S.). Si, ma l'onorevole Corda evidentemente non ha capito a chi si riferiva l'onorevole Cogodi.

Quindi, nonostante abbiamo dimostrato che non vogliamo fare ostruzionismo, votando alcuni articoli e alcuni emendamenti, discutendo con la maggioranza, si vuole costringere questo Consiglio regionale, dopo che abbiamo perso tutta la giornata, signor Presidente, lei non era presente, per motivi istituzionali...

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, io ero fuori per un impegno rispetto al quale l'onorevole Cogodi, in altra sede, ha espresso grande apprezzamento.

FADDA (Popolari-P.S.). Se lei ci riferisce che cosa ha fatto oggi, io posso rinunciare anche al mio intervento. Ci racconti la sua giornata, credo che sia importante per i rapporti internazionali. Io ho sentito qualcosa, ma non ho capito bene quello che lei ha fatto oggi.

PRESIDENTE. Guardi, mi farà molto piacere raccontarle la mia giornata di oggi, di ieri e anche quella di domani, se lei ritiene, dopo naturalmente. Adesso concluda il suo intervento.

FADDA (Popolari-P.S.). Dicevo che siamo arrivati puntuali stamattina. La maggioranza ci ha chiesto di essere puntuali alle 9, per poter discutere di un accordo; alle 9 e un quarto non c'era nessuno, alle 9 e mezzo non c'era nessuno. Veramente c'era il presidente La Spisa, poi alle dieci meno un quarto è arrivato anche il collega Floris. Noi eravamo qui di buon mattino, perché rispettiamo sempre gli orari e siamo puntuali, ci hanno convocato alle 9 e non c'erano i consiglieri della maggioranza perché loro dormivano. Presidente, le sembra corretto che si costringano i colleghi a venire puntuali in Consiglio regionale per poter incontrare la maggioranza, e che nessuno della maggioranza sia presente? Il collega Edoardo Usai ...

CONTU (C.C.D.). Io alle 10 e 2 minuti ero qui.

FADDA (Popolari-P.S.). No, il collega Contu non c'era. L'incontro doveva avvenire alle 9, noi siamo qui dalle 9.

Quindi, dicevo, di buon mattino siamo venuti in Consiglio regionale, non riusciamo a capire quali sono le ragioni che hanno spinto il collega Edoardo Usai, tra breve farò un'altra proposta, e sono convinto che il collega Usai non potrà negarci mezz'ora di pausa, perché l'opposizione, per permettere in quell'occasione alla maggioranza di raggiungere il numero legale ha accordato mezz'ora al collega Usai. Dopo questo dibattito noi chiederemo mezz'ora perché siamo stanchi, poi chiederemo naturalmente che si lavori sino alle 5 e 15, come direbbe il collega Usai.

USAI (A.N.). Noi ci saremo!

FADDA (Popolari-P.S.). Lo sappiamo! Allora, a che cosa serve, quando basterebbe che il collega Pili fosse un pochino più ragionevole? Noi abbiamo mantenuto, signor Presidente, anche questi impegni, abbiamo nominato, come era stato concordato nella Conferenza dei Capigruppo, una commissione tecnica; in questa commissione si è raggiunto un accordo, nel quale si diceva che avremmo approvato un ordine del giorno con il quale il Consiglio si sarebbe impegnato a discutere, alla ripresa dei lavori nel mese di settembre, della Valutazione d'impatto ambientale, ma fuori dalla legge finanziaria. Non è stato possibile, perché il collega Pili si è opposto. Si può tenere inchiodato un Consiglio regionale, funzionari, colleghi, che dalle 9 del mattino sono qui per cercare di svolgere il proprio dovere nel miglior modo possibile, pazientando sulla mancanza del numero legale? Lei, signor Presidente, lo può permettere? Perché noi, tra l'altro, siamo stanchi, abbiamo anche fame, perché mentre c'è stata quella interruzione noi abbiamo continuato a discutere…

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, stanno piangendo tutti, li sta commuovendo! Le devo chiedere di concludere perché il tempo a sua disposizione è finito.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiudo, ho preso l'impegno e, come vede, manteniamo sempre gli impegni. Io voterò quindi a favore di questa proposta, e mi prenoto per chiedere la parola successivamente, in modo tale che neanche il Presidente si possa distrarre, perché devo fare un'altra proposta molto interessante al Consiglio.

PRESIDENTE. Metto in votazione la proposta dell'onorevole Amadu. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 0 e 51, viene ripresa alle ore 1 e 49.)

PRESIDENTE. I Gruppi hanno bisogno di valutare un'ipotesi di prosecuzione dei lavori. I Presidenti di Gruppo hanno chiesto un'ulteriore sospensione dei lavori di venti minuti. Comunque l'Aula si è pronunciata per lavorare sino alle 5, e se non riusciamo a concordare un'ipotesi di organizzazione del lavoro diversa, rispetteremo questa decisione.

Sospendo la seduta per venti minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 1 e 50, viene ripresa alle ore 02 e 19)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. I colleghi mi informano che forse c'è la possibilità di raggiungere un accordo e mi chiedono di convocare una Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 2 e 22, viene ripresa alle ore 2 e 35.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

AMADU (C.S.). Presidente, l'Assemblea aveva stabilito di continuare i lavori fino alle cinque; siccome c'è stata un'interruzione di un'ora e mezza, non stabilita dall'Assemblea stessa, io chiedo che se ne prenda atto, per cui i lavori devono procedere sino alle sei e mezza.

PRESIDENTE. Onorevole Amadu, l'Assemblea, nella sua sovranità, alle ore cinque valuterà quello che si deve fare.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Abbiamo partecipato tutti al voto, e la maggioranza del Consiglio ha votato perché i lavori venissero conclusi alle cinque, così come aveva proposto il collega Amadu. Io non penso che ci siano colleghi autorizzati a valutare qual è la parte del nostro lavoro che rientra nell'impegno di lavorare sino alle ore cinque come proposto dal collega Amadu, e la parte che invece non vi rientra. L'incontro tra i Capigruppo rientra nell'orario di lavoro sull'argomento che è all'ordine del giorno. La sospensione che il collega Giagu ha chiesto per convocare il Gruppo rientra nell'organizzazione dei nostri lavori, l'incontro che abbiamo fatto adesso rientra nell'organizzazione dei nostri lavori, non c'è un orario che debba essere dedicato esclusivamente alla discussione degli articoli o degli emendamenti e che possa essere separato dagli altri momenti della nostra vita parlamentare. Non siamo in una partita di calcio dove c'è il recupero per il tempo in cui il pallone rimane fuori dal campo, o quando il calciatore si infortuna durante la gara. Io le chiedo, Presidente Serrenti, di rispettare il voto che abbiamo espresso, e se c'è coerenza con il voto che abbiamo espresso si può ancora lavorare per trovare punti di incontro, anche sugli articoli. Se invece vogliamo andare ad altro tipo di operazione, io le chiedo che lei non si presti, e che svolga, se è disponibile a farlo, la funzione di Presidente dell'Assemblea, perché diversamente gli argomenti si propongono alla nostra attenzione in modo diverso da come si sono proposti sino adesso, e diventa difficile rispondere alle diverse esigenze, anche organizzative, che emergono tra di noi e nell'Aula.

Abbiamo votato per concludere alle cinque, rispettiamo questa decisione, perché io ho assunto impegni personali subito dopo le cinque, che non intendo mettere in discussione solo perché il collega Amadu ha adesso l'esigenza di recuperare, dal suo punto di vista e non dal mio, i tempi morti. La vita politica e parlamentare è organizzata dalle decisioni che assumiamo noi, non c'è nessuno di noi che ha più titolo di altri per tormentare i colleghi che fanno parte di questa Assemblea.

Abbiamo tutto il mese di agosto di fronte a noi, per trattare l'assestamento, trattiamolo nei termini in cui deve essere trattato; se invece decidete o decidiamo tutti insieme di esasperarlo, voi sapete che da questa parte ci sono colleghi disponibili al confronto che voi ritenete di proporci. Però che nessuno poi si lamenti se qualche parola può essere pesante, se si eccede nella trattazione degli argomenti, se si dice magari quello che sempre si è pensato e poco si è detto, ossia se la discussione non è proprio parlamentare.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). E' una minaccia!

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Lo prendiamo come avvertimento!

CUGINI (D.S. - F.D.). No, è un suggerimento. Sono contento che all'onorevole Balletto sia ritornata la facoltà della parola.

Speriamo che ci sia un collegamento tra il cervello e la lingua, perché se c'è questo si può ancora ragionare, se questo non c'è è chiaro che uno si prende quello che viene! Io chiedo che quello che abbiamo deciso insieme venga rispettato.

PRESIDENTE. C'è un pronunciamento dell'Aula che ha deciso che si lavora fino alle cinque. Per me vale questo. Poi l'Aula, nella sua sovranità, potrà decidere tutto quello che vorrà; ora rispettiamo la deliberazione presa in quest'aula, per cui si lavora sino alle cinque.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Fadda. . Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Io avevo chiesto, durante il mio intervento, di parlare per primo alla ripresa dei lavori, come lei ricorderà, e ho preannunciato anche quale sarebbe stato l'argomento. Dopo la sospensione ho rinunciato all'intervento per permettere all'aula di poter riprendere la discussione dell'assestamento di bilancio. Se l'onorevole Amadu è così convinto che dobbiamo recuperare il tempo, facciamo i calcoli di quanto tempo ci ha fatto perdere oggi la maggioranza, dell'ostruzionismo che la maggioranza ha fatto durante tutta la giornata.

Presidente, vediamo di recuperare il tempo che la maggioranza ci ha fatto perdere facendo mancare il numero legale nelle commissioni, perché questo è vero ostruzionismo! Noi stiamo cercando di dialogare e di fare proposte serie, io ho ritirato la richiesta di parlare perché non si può chiedere ogni cinque minuti di spostare di mezz'ora o di un'ora la conclusione dei lavori. Altrimenti dovrei chiedere al Presidente in base a che cosa, mi ha detto che non potevo fare la proposta di concludere alle ore 15. Perché non ha messo ai voti, Presidente, la proposta di concludere alle ore 15.00? Eravamo in fase di votazione, non abbiamo fatto problemi su questo. La maggioranza ha deciso di andare alle cinque del mattino, abbiamo accettato; abbiamo fatto un'altra proposta, dopo la riunione dei Gruppi, dicendo che, siccome riteniamo giusto che comunque l'articolo sulla Valutazione d'impatto ambientale venga discusso alla luce del sole, siamo disponibili a terminare velocemente l'esame degli articoli precedenti, per riprendere domani mattina, non a mezzogiorno, perché non credo che lavorando sino alle cinque del mattino sia possibile che domani si riprenda prima di mezzogiorno. Abbiamo fatto la proposta di riprendere domani mattina alle dieci, perché nel frattempo ci potesse essere anche la possibilità di un incontro ulteriore tra i Gruppi per cercare di snellire i lavori. Neanche questo è stato accettato! Si vuole fare il braccio di ferro, si vuole fare con minacce più o meno nascoste? Bene, noi siamo disponibili a questo. Non faccio una proposta perché possano poi prendere la parola un consigliere a favore ed uno contro, per continuare a discutere se andare avanti fino alle cinque e un quarto, o alle cinque meno un quarto. Noi accettiamo quello che l'Assemblea ha deciso, cioè di concludere alle cinque di domani mattina, vediamo quello che riusciremo a fare, e domani mi auguro che il Presidente del Consiglio tenga conto non soltanto della stanchezza di ciascuno di noi, ma anche del personale, nonostante questo non interessi molto qualche collega.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari-P.S.). Sarò brevissimo. Mi sembra doveroso riportare alle giuste considerazioni questa serata che stiamo trascorrendo piacevolmente insieme, ma che evidentemente sta producendo poco. Quello che volevo dire, anche in base alla proposta dell'onorevole Amadu, è che non vorrei che quello che si svolge in seno al Consiglio, venisse in qualche maniera classificato e si considerasse, come ha fatto il consigliere Amadu, una parte del nostro lavoro estranea al normale lavoro di questo Consiglio.

La mia richiesta nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo di poter riunire il mio Gruppo credo sia stata, da parte nostra, un'azione positiva, per addivenire a una forma di accordo che vedesse tutti quanti concordi, perché tutti quanti potessimo procedere sulla base di un accordo. Ci sono stati in questi giorni dei momenti in cui è stata tracciata una strada che poi si è persa. Noi invitiamo il Consiglio a ritrovare possibilmente questa strada, per produrre qualcosa. Le riunioni di Gruppo servono anche a questo, a dirimere questioni interne, a portare nuove posizioni alla luce anche di quello che emerge nella discussione in Aula. Io credo che queste riunioni abbiano un senso e non debbano essere considerate fuori da quelli che sono gli schemi di un lavoro consiliare sereno, serio, che noi vogliamo portare avanti.

Le nostre proposte, diceva qualcun altro, hanno lo scopo di far sì che questo provvedimento veda la luce, e che la veda nel miglior modo possibile. Siamo tutti preoccupati per i tempi, ma non è il tempo che ci deve influenzare, è la natura dei provvedimenti, degli articoli, di quello che emergerà dalla discussione in quest'aula. Non capisco quale sia la preoccupazione della maggioranza, perché la nostra preoccupazione non è quella di dover stare in aula. Noi siamo disposti a stare in aula anche per giorni, settimane e mesi ma per portare avanti un provvedimento serio, che possa essere definito tale, che venga gradito da quelli che saranno i futuri utenti.

Non vogliamo approvare un provvedimento solo ed unicamente perché dobbiamo andare in ferie, questo non ci riguarda. Per quanto riguarda il Gruppo dei Popolari non è questo il problema, non abbiamo ferie da fare, non ne vogliamo fare, cerchiamo solo di fare il nostro dovere nel miglior modo possibile, e vogliamo essere messi in grado, da parte di quest'Assemblea, di poterlo fare. Abbiamo portato in quest'aula le nostre proposte, la riunione dei Gruppi è servita per portare in quest'aula una proposta che è quella di poter discutere, al primo punto, domani mattina, un importante provvedimento qual è quello relativo alla Valutazione d'impatto ambientale, per poterci confrontare ancora più serenamente e per poter dedicare ancora qualche ora alle trattative, se queste vi devono essere, e se emerge un po' di buon senso da parte di coloro che si stanno occupando di questo argomento.

La nostra seconda proposta è quella di discutere gli articoli sino al 6 quinquies, e di rinviare quest'ultimo a domani mattina, cercando di recuperare qualche ora di riposo, come primo punto all'ordine del giorno.Mi sembra che questa sia una proposta accettabile. Nessuno può gridare allo scandalo. Qui nessuno vuol fare ostruzionismo, non siamo noi che vogliamo fare ostruzionismo, qualcun altro ha ricordato quali sono le varie forme di ostruzionismo, noi vogliamo solo discutere serenamente. Gradiremmo che, per il bene di tutti, da quest'Aula uscisse un provvedimento serio, comprensibile a tutti, che non dia adito a commenti che potrebbero essere pericolosissimi per il prosieguo della legislatura per questa maggioranza e per l'intero Consiglio; noi ci sentiamo coinvolti in queste leggi, non siamo avulsi, vogliamo partecipare e partecipare seriamente.

PRESIDENTE. Onorevole Giagu ,deve prendere atto che la maggioranza ha consentito l'interruzione dei lavori dell'Aula perché lei facesse una riunione del Gruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Diamo atto alla maggioranza di questa attenzione, però mi sembra che ci siamo un po' "incartati", probabilmente dovremmo tutti prendere per un momento le distanze dalle nostre posizioni e cercare di badare all'obiettivo più che alla procedura. Se l'obiettivo è chiudere più rapidamente possibile, sicuramente in questa settimana, meglio domani che dopo, non serve molto direinsistere nella proposta di lavorare sino alle cinque, Stabiliamo le cose che dobbiamo fare.

Mi pare che la proposta riepilogata dal collega Giagu di esaminare stasera gli articoli sino al sei quinquies, e di rinviare quest'ultimo a domani mattina, al primo punto all'ordine del giorno, perché sappiamo che questo è il punto nodale, e abbiamo cercato realisticamente, con la buona volontà di tutti, da Pili, a me e a tutti voi, un punto di sintesi negoziale. Non l'abbiamo trovato, non per colpa di qualcuno, non l'abbiamo trovato punto e basta.

Ne prendiamo atto, ci abbiamo provato, se l'avessimo trovato i lavori sarebbero andati molto più speditamente, e non ci siamo riusciti. Affrontiamo quindi il nodo dal punto di vista parlamentare, lo mettiamo al primo punto dell'ordine del giorno di domani mattina, stasera discutiamo gli articoli precedenti, perché quel punto è così critico che nessuno si può illudere di discuterlo in nottata. Domani lo discuteremo, impiegheremo sicuramente un paio d'ore. Quello che non siamo riusciti a risolvere col confronto, lo risolveremo col voto. Il resto andrà più speditamente, ci saranno un po' di problemi ma andrà più speditamente.

Secondo me questo è il modo giusto di procedere. Ricordo ai colleghi, e lo ricordo anche al Presidente, che tra l'interruzione dei lavori e la ripresa occorre far passare, per rispettare i diritti dei lavoratori, ma anche di tutti noi, un certo numero di ore.

Se c'è flessibilità su questo si può discutere, il problema non è la mezz'ora, mi pare che questa sia una proposta che punta a mettersi d'accordo sugli obiettivi, non tanto sull'orario dei lavori.

Raggiungiamo quindi l'accordo su questo, ci fermiamo all'articolo sei quinquies, domani mattina all'apertura lo discutiamo, risolviamo in maniera parlamentare e corretta il conflitto su questo articolo e poi andiamo avanti rapidamente, evitando di incartarci sulla storia degli orari, perché chi ha esperienza di quest'aula sa che queste cose non hanno mai dato grandissimi risultati, hanno solo esasperato gli animi, senza portare a risultati concreti. Credo che, nonostante la stanchezza, dovremmo tutti fare uno sforzo per cercare di capire qual è l'obiettivo reale, che non è quello di decidere un orario di conclusione, è quello di approvare il provvedimento prima e meglio possibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI. (A.N.). Voglio intervenire sull'ordine dei lavori perché ho bisogno di orientarmi sull'interpretazione del Regolamento. In base all'articolo 82 del Regolamento, quando si interviene sull'ordine dei lavori e si fa una proposta, su questa intervengono un consigliere a favore e uno contro, e l'Aula decide. Mi pare, ma può darsi che mi sia distratta, che si stiano accavallando tutta una serie di proposte sull'ordine dei lavori, ma non se ne viene a capo.

Quindi chiedo all'Aula, prima di tutto, e al Presidente di darmi una mano a capire cosa stiamo facendo, perché sono molto confusa, e chiedo che si applichi l'articolo 82 del Regolamento, ma questo lo dico con molta cordialità nei confronti di tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Voglio, molto rispettosamente, fare un richiamo al Regolamento, me ne ha dato motivo l'intervento della collega.

L'articolo 82 recita che i richiami possono essere fatti soltanto sull'ordine del giorno, sul Regolamento e sulla priorità delle votazioni. Noi l'abbiamo sempre interpretato come richiamo invece all'ordine dei lavori. Secondo me c'è un po' di differenza tra il richiamo all'ordine del giorno e il richiamo all'ordine dei lavori.

Ma se anche volessimo uscire dal seminato, noi lo facciamo un po' troppo spesso, forse sarebbe meglio che ci attenessimo un po' più scrupolosamente alla lettera del Regolamento, io dico che il bis in idem non è possibile, l'Aula sull'ordine dei lavori ha già deliberato che si va fino alle cinque.

Quindi non capisco i richiami all'ordine dei lavori, ammesso che sia ammissibile un richiamo all'ordine dei lavori, ma se anche lo fosse, e io lo contesto, chiaramente l'ordine dei lavori è stato già deciso, quindi tutto quello che sta avvenendo serve solo a far perdere del tempo.

Continuiamo quindi a lavorare fino alle cinque, probabilmente non arriveremo all'articolo sei quinquies, o forse lo supereremo, ma andiamo avanti, perché diversamente qui stiamo soltanto perdendo sonno e tempo.

PRESIDENTE. Onorevole Contu e onorevole Sanna, effettivamente il Regolamento non parla dell'ordine dei lavori, però si può intervenire sull'ordine del giorno, e di fatto di questo stiamo discutendo…

CONTU (C.C.D.). E' una cosa diversa.

PRESIDENTE. E' solo una questione terminologica, ma ritengo questa fase conclusa e possiamo quindi andare avanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Oltre a richiamare il Regolamento, signor Presidente, richiamo anche i problemi di salute, dei quali faccio carico a lei, per i componenti di quest'Aula che potrebbero avere necessità, arrivati a certi livelli di stress, anche di assumere dei farmaci per poter andare avanti. Ne faccio carico a lei perché so che lei è sensibile a questi problemi.

Sempre richiamandomi al Regolamento devo anche dire che non vorrei essere nei suoi panni perché effettivamente quest'aula oggi la sta mettendo a dura prova, perché sta dando uno spettacolo improprio di quelle che sono le prerogative del Consiglio regionale, anche perché, non volendo trovare una via d'uscita, si cerca alla fine di arrivare agli insulti. Faccio quindi un richiamo non solo a me stesso, ma a tutti noi, perché credo che non tutti abbiano più l'età per lavorare fino alle sei, alle sette, alle otto, e mi rivolgo a chi ha testa e senno perché se le cinque sono l'orario indicato per concludere, a questo ci si attenga e si inizi a lavorare.

PRESIDENTE. Io ritengo che questa questione sull'ordine del giorno sia esaurita. Riprendiamo la discussione dell'articolo 5 quater e degli emendamenti numero 40 e 68.

CUGINI (D.S.). C'è la proposta di Selis.

PRESIDENTE. La proposta di Selis è la stessa proposta che è stata fatta in Conferenza dei Presidenti di Gruppo e che non mi pare sia stata accolta. L'onorevole Selis ha fatto una diversa proposta all'Aula?

SELIS (Popolari - P.S.). Qual è la mia proposta? Se dobbiamo arrivare alle cinque...

(Interruzioni)

Se invece di parlare di ore, si parlasse di obiettivi, sugli obiettivi ci si potrebbe esprimere più rapidamente. Mi sembra una cosa più saggia. Chi è che si illude, stasera, di voler discutere in quest'Aula l'articolo 6 quinquies? Vi sto proponendo di discutere gli articoli sino al 6 quinquies, e di rinviare quest'ultimo a domani mattina. Discutiamolo a mente fresca come primo punto, eliminiamo le difficoltà che stiamo trovando, poi andiamo avanti".

PRESIDENTE. Onorevole Selis, lavoriamo, credo che alla fine accaderà proprio quello che lei dice, ma se continuiamo a discutere di questioni di lana caprina, credo che non faremo un passo avanti.

Vi chiedo quindi, per favore, di continuare nella discussione generale degli emendamenti e dell'articolo 5 quater.

Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, sono passate le 3 del mattino, io dovevo parlare sull'articolo 5 quater esattamente a mezzanotte; poco prima avevo dato la precedenza al collega Paolo Fadda che aveva posto una questione sull'ordine dei lavori, poi si è inserita la proposta del collega Amadu di andare fino alle 5, sono passate tre ore, e solo dopo tre ore ho l'opportunità di prendere la parola.

Voglio fare alcune osservazioni su questo articolo per richiamare all'attenzione dell'aula ciò che è avvenuto in sede di ottava Commissione, alla presenza degli Assessori competenti in materia e dell'Assessore della programmazione.

Mi rendo conto che, data l'ora, in quest'aula ci sono colleghi che non reggono a questi ritmi di lavoro beatamente addormentati, però se il Presidente mi ascolta e mi dà l'opportunità di svolgere il mio intervento…..

PRESIDENTE. Onorevole Pusceddu, mi ha distratto l'onorevole Fadda.

PUSCEDDU (D.S.). Io richiamavo ciò che è avvenuto in ottava Commissione quando la Commissione ha posto un problema all'Assessore Onida e all'Assessore della programmazione, Pittalis. Noi abbiamo sollevato il problema che diverse proposte di legge in carico alla Commissione rischiavano di non poter essere esaminate in quanto non c'era una provvista finanziaria che consentisse di approvare i vari provvedimenti in materia di musei, di beni archeologici, di opere cinematografiche e di ricerca scientifica. Richiamo proprio la proposta di legge che ha come primo firmatario il collega Luca Deiana. Proprio in quella occasione posi il problema che mentre il disegno di legge originariamente proposto dalla Giunta regionale, trattando dell'articolo sul fondo "nuovi oneri legislativi", in particolare l'articolo 1, prevedeva una voce 13 denominata "disposizioni a sostegno della ricerca scientifica" indicando una dotazione finanziaria per il 2000 pari ad 8 miliardi. Noi ci ritenevamo soddisfatti di questa previsione e, anzi, intervenne l'assessore Onida, al quale chiedo che in sede di replica ci dica cosa è avvenuto nel frattempo per portarlo a mutare posizione, perché l'assessore Onida ha assicurato che ci sarebbe stata la copertura finanziaria e identica assicurazione ha dato l'assessore Pittalis. Infatti, nel parere dell'ottava Commissione che è allegato al disegno di legge che abbiamo in discussione, l'86 A, si dice proprio che la Commissione prende atto delle ampie assicurazioni verbali fornite dall'Assessore riguardo alla copertura finanziaria dei principali progetti di legge già in carico alla Commissione, o in corso di presentazione da parte dell'Esecutivo. Io ricordo che l'assessore Onida non solo ha annunciato la presentazione di diversi progetti di legge, ma per quanto riguarda la ricerca scientifica ha aggiunto che avrebbe rivendicato la titolarità e l'assegnazione, tramite uno specifico disegno di legge, della competenza in materia di ricerca scientifica all'Assessorato della pubblica istruzione che ha le competenze in materia di Università. L'assessore Onida disse infatti che non capiva perché la competenza in materia di Università fosse attribuita a un Assessorato diverso da quello al quale è affidata la competenza in materia di ricerca scientifica.

Anche noi, in sede di discussione, abbiamo più volte affermato che affrontare il tema della ricerca in questa regione è un tema urgente. C'è la necessità di superare i limiti di un approccio eccessivamente dipartimentalizzato, perché in questa regione si parla di ricerca sanitaria, di ricerca industriale, di ricerca universitaria, di ricerca nel settore dell'agricoltura, disperdendo tutta una serie di interventi, mentre vi è la necessità di individuare un'autorità che coordini tutti gli interventi in materia di ricerca.

Il Gruppo dei Democratici ha presentato una proposta di legge che affronta questo problema e cerca di superare i limiti dell'attuale ordinamento legislativo.

Perciò non mi convince l'operazione che viene proposta nelmomento in cui gli 8 miliardi che erano destinati alla copertura dei disegni di legge, vengono assegnati, con l'articolo 5 quater approvato in Commissione a maggioranza, che destina 8 miliardi 440 milioni per le finalità previste dal titolo di spesa 11.3.10/1 del programma di intervento per gli anni 1988, 1989 e 1990, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991, di cui alla legge numero 268 del 24 giugno 1974, con un'attribuzione al capitolo di spesa 03034/01.

Con questa operazione noi non abbiamo più le risorse per intervenire in maniera decisa sulla ricerca scientifica, e io mi appello anche alle assicurazioni che avevano fornito in sede di Commissione il presidente Capelli, la collega Lombardo e lo stesso Assessore che ci tranquillizzato affermando che non c'erano problemi. Ricordo che era presente anche il Capogruppo di Forza Italia, il collega Emilio Floris. Invece cosa avviene? Gli 8 miliardi vengono destinati a completare programmi di ricerca che sono in carico al Consorzio 21, al CRS4; ma non interveniamo in maniera decisa, attraverso un intervento finalizzato proprio a riscrivere la legge.

Mi auguro che l'assessore competente intervenga in sede di replica, perché vorrei sapere dall'assessore Onida se ha accantonato il suo disegno ambizioso di ricondurre innanzitutto le competenze in materia di ricerca scientifica all'Assessorato della pubblica istruzione, e se mantiene l'impegno.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Prego, onorevole Pusceddu.

PUSCEDDU (D.S.). Chiedo all'assessore Onida se riconferma gli impegni assunti in Commissione, se ha ancora intenzione di presentare il disegno di legge, non solo questo, ma anche gli altri che ha annunciato già da tempo, dandosi anche delle scadenze, che poi puntualmente sono state differite. Mi rendo conto che i funzionari hanno una gran mole di lavoro, che non sempre riescono a portare avanti gli impegni che assumono perché ci possono essere delle difficoltà, però quanto meno è opportuno che l'Assessore confermi in questa sede le cose dette in Commissione, o ci informi di eventuali fatti nuovi e di ulteriori elementi di valutazione, di cui noi non siamo a conoscenza, dicendo al Consiglio se c'è sempre, da parte della Giunta, l'intenzione di presentare il disegno di legge e come si vuole far fronte agli impegni soprattutto in termini finanziari.

Avrei voluto fare due brevissime osservazioni sugli emendamenti che sono stati presentati all'articolo 5 quater, lo farò in sede di dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). A quest'ora non è semplice affrontare questi temi, perché si tratta di temi che non possono essere trattati nella distrazione dell'Aula senza che su di essi vengano fatte osservazioni specifiche.

L'emendamento numero 68, a firma Spissu, tocca un tema importante, perché non è soltanto il nodo della ricerca scientifica che viene posto al centro della nostra attenzione, ma il nodo di quello che era un progetto di presenza, di eccellenza di ricerca scientifica, di ricerca applicata e di sviluppo tecnologico che prevedeva una presenza in tutto il territorio e quanto meno specificamente due poli di partenza, uno concentrato nel nord Sardegna e uno concentrato nel sud della Sardegna.

Nel tempo questo progetto di polarizzazione ha subito delle evoluzioni, e delle insufficienze sicuramente anche locali hanno condotto ad una sua revisione , e oggi ci troviamo di fronte ad una situazione molto delicata a causa della quale si chiede di mettere in bilancio per la Società Porto Conte ricerche una cifra minimale che consenta di arrivare a quel riordino di cui parlava l'assessore Pittalis non con una struttura già morta, ma di mantenerla in vita affinché nel riordino sia tenuta in considerazione.

Il rischio vero è che, senza l'approvazione di questo emendamento da parte di questo Consiglio, si arrivi ad una decisione che dovrebbe essere di carattere politico per via amministrativa, questa rappresenta una scelta molto più grave di quella che sarebbe una vera scelta politica, è una scelta che danneggia non solo il territorio, che può ruotare intorno ad un polo del nord Sardegna che tiene insieme la provincia di Nuoro e la provincia di Sassari, ma significa anche l'impossibilità per i ricercatori di quel territorio di avere l'opportunità di sviluppare in loco, in un ambiente che sia adeguato, le loro potenzialità di sviluppo, di ricerca e di occasioni di conoscenza.

Sappiamo tutti che l'ambiente nell'ambito della ricerca è un elemento essenziale, ed è un ambiente che deve essere fortemente integrato col territorio circostante, deve essere un ambiente che favorisca lo sviluppo e lo scambio di idee tra ricercatori. Quindi non può essere un ambiente distaccato, tenuto a distanza, come avviene in questo caso. E mettere ordine, come ha detto l'assessore Pittalis poco fa, è in contrasto con tre cose avvenute oggi, in quest'Aula, perché mettere ordine significa non fare confusione tra quella che deve essere la vocazione di un centro ricerche e il compito della formazione dei formatori.

Il CRS4 non è certo nato per fare la formazione dei formatori, soprattutto la formazione dei formatori all'informatica di base, quella che può essere fatta da un qualunque docente di scuola media inferiore e superiore, o di formazione professionale, invece gli si addossa un compito che neanche vuole, distogliendolo da quelli che sono i suoi compiti istituzionali.

Forse questo è mettere ordine? Forse questo è avere un'idea dello sviluppo potenziale della ricerca scientifica in Sardegna? A me pare di no. E' mettere ordine in questo sistema l'emendamento Capelli? E stendo un velo pietoso sui contenuti espressi dal proponente, perché mi sembra che non sia assolutamente in grado di sostenere alcun contenuto tecnologico, come ha tentato di fare in maniera assolutamente inadeguata.

Quell'emendamento è la dimostrazione che non esiste un disegno strategico, esiste soltanto la necessità di consentire in qualche modo la soddisfazione di interessi che non sono quelli generali della Sardegna.

Né mettere ordine può essere in qualche modo il considerare che, come diceva l'onorevole Pusceddu poco fa, in Commissione il 13 luglio l'Assessore aveva assunto l'impegno di presentare il giorno dopo in Giunta e poi in Commissione il disegno di legge sulla ricerca scientifica. Sono passati esattamente venti giorni, ormai, visto che adesso sono le tre del mattino del 3 agosto. Mi sembra che questo ritardo non prometta niente di buono sulla possibilità che davvero si possa arrivare ad un ridisegno, ad un riordino in tempi brevi, tali da consentirci e da consentire ai presentatori di ritirare questo emendamento, e di non gridare alla necessità che Porto Conte Ricerche sia mantenuta in vita, sino a quando non si rimette ordine e si decide della vocazione necessaria.

Condivido le preoccupazioni di cui parlava il collega Pusceddu, sulla perdita delle risorse, alla quale doveva in qualche modo corrispondere un impegno al mantenimento di queste risorse da parte dei due Assessori interessati cioè di quello competente in materiae dell'Assessore della programmazione. Ma in questo momento non ci sono segnali che ci consentano di considerare positivamente questa cosa.

Il secondo emendamento, invece, sembra scollegato dal tema della ricerca scientifica, ma è collegato, su un altro piano, a quello che è il tema dell'alta formazione, della necessità, sostanzialmente, che in Sardegna l'occasione di alta formazione non sia solamente quella legata all'università che, se guardiamo i risultati delle ricerche pubblicate nelle ultime sei settimane da "La Repubblica", non dimostra di garantire adeguate performance come quelle che sarebbero necessarie.

L'emendamento è simile a un emendamento alla legge finanziaria che era stato ritirato in base alle ennesime assicurazioni, ad oggi non mantenute, come non è stato mantenuto lo spirito dell'articolo 34 della legge finanziaria, che affrontava un tema specifico che era quello di garantire le occasioni di qualifica di diecimila giovani in Sardegna e si è trasformato in uno strano finanziamento ad un soggetto che non ha quella vocazione e che si trova a gestire finanziamenti che non dovrebbe gestire, con un dispendio di energie e una dispersione di risultati che assolutamente non trova giustificazione, e grida vendetta, davanti alla pubblica opinione. Io sono convinto che su questo punto la pubblica opinione si mobiliterà, si mobiliteranno non solo gli utenti, ma si mobiliteranno le persone che sono in qualche modo impegnate nel mondo della scuola, e che si trovano depauperate della potenzialità reale di essere coinvolte nel processo di sviluppo di questa Regione, di corrispondere anche alla nuova voglia di autonomia, di spirito di iniziativa, di allargamento delle competenze e delle possibilità della scuola, e invece è il CRS4 che si mette a fare la formazione di formatori. E non sappiamo neanche che fine faranno, una volta formati, questi 400 formatori che dovrebbero andare in giro per i comuni a formare a loro volta gli allievi. Non si sa che fine faranno, a chi faranno capo questi formatori, da chi e come saranno pagati. Si inventa una scatola nuova, inutile, offendendo tra l'altro quelle che sono competenze esistenti nella scuola pubblica, che invece vengono trascurate.

È evidente che sono favorevole ai due emendamenti, mi riservo di dire qualcosa in più sull'emendamento numero 40, dico soltanto che l'alta formazione la si fa con soggetti di alto profilo. Io non conosco l'AUSI, questa associazione universitaria del Sulcis Iglesiente, ma dalla proposta così sintetizzata mi pare che una cosa sia il diploma in scienze dei materiali, un'altra cosa sia la vocazione che il Forgea sembra avere, riconosciuta anche da un soggetto come l'UNESCO, a fare della formazione in ambito di cooperazione internazionale. Sono due profili totalmente differenti, il tenerli uniti rende ragione della confusione e non della capacità di rimettere ordine di cui si parlava.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). So che ci sono molti colleghi che intendono intervenire su questo argomento, io mi permetto di essere conseguente con le considerazioni che ho fatto nel corso della giornata ed anche nei giorni precedenti, per dire che la risposta che ha dato l'assessore Onida sull'emendamento numero 40, che è stato proposto dai colleghi Pinna e Pusceddu e da me, seppure non in linea con quanto noi abbiamo dichiarato, però affronta il problema e, seppure con una impostazione diversa dalla nostra, tende a risolverlo. Quindi io dichiaro di accogliere l'indicazione di lavoro dell'assessore Onida e annuncio che ritiriamo l'emendamento.

Sull'altro emendamento, quello riferito alla società Ponto Conte Ricerche, c'è stato un rilievo, mi sembra da parte dell'assessore Pittalis, riferito al miliardo che viene proposto, con una tesi che mi pare fosse la seguente: "Se quelle erano le urgenze, perché non avete richiamato questa urgenza, l'anno scorso o due anni fa, e non siete intervenuti per risolverla?". E` un rilievo giusto, ossia è vero che il problema per il quale noi richiediamo quel finanziamento non è maturato in questo momento, è vero che occorreva intervenire anche prima e non averlo fatto ha determinato questa situazione. Però aggiungo che, se non interveniamo adesso, questa situazione di non funzionamento della struttura del centro rischia di vanificare l'insieme dei finanziamenti che abbiamo messo a disposizione negli anni per rendere efficiente quel centro di ricerca, togliendolo - come abbiamo fatto - da una situazione semifallimentare. Adesso l'abbiamo tolto da quella situazione, però non c'è un minimo di risorse per farlo funzionare, e quindi il rischio è che la struttura decada.

Quindi penso che occorra un attimo di attenzione, anche su questo emendamento, trattandosi di un miliardo concesso come contributo straordinario per un intervento di manutenzione straordinaria che lo può rendere efficiente.

Voglio anche dire che da parte nostra c'è la massima attenzione agli argomenti che vengono proposti alla valutazione del Consiglio. Mi richiamavo prima all'intervento dell'Assessore Onida, mi richiamo adesso all'intervento dell'assessore Pittalis. Io penso però che ci si possa limitare a dichiarare se si è d'accordo e chiudere celermente la discussione degli articoli e degli emendamenti. Se venisse accolta (lo dico all'onorevole Serrenti) la proposta del collega Selis, si potrebbe seguire una procedura accelerata, che non vuol dire non trattare gli argomenti, ma vuol dire trattarli in modo sobrio, e seguire l'indicazione che il collega Selis ha dato rinviando il punto relativo alla Valutazione d'impatto ambientale a domani mattina alla ripresa dei lavori.

Io mi permetto di riproporre la proposta del collega Selis. Se questa dovesse essere accolta è chiaro che avrà una conseguenza immediata, perché i colleghi che sul tema devono intervenire, potrebbero svolgere interventi brevissimi, o addirittura rinunciare a parlare per raggiungere l'obiettivo che il collega Selis ha proposto alla nostra attenzione.

Credo di aver chiarito il perché di questa impostazione, dando anche un'indicazione procedurale sull'insieme degli argomenti aperti, che ci permette di rispondere positivamente alle considerazioni che sono state fatte e, nel mio caso, di riprendere un'impostazione del lavoro coerente con le indicazioni che abbiano dato sin qui.

PRESIDENTE. Devo informare i colleghi, partendo dallo spunto che mi ha dato adesso l'onorevole Cugini, che ci sono quattordici iscritti a parlare, poiché hanno venti minuti a testa a disposizione, è chiaro che abbiamo da discutere per almeno le prossime quattro ore. Credo di dovermi assumere una responsabilità, che è quella di arrivare comunque a concludere la discussione a un'ora decente e a votare gli articoli. Consideriamo che alle cinque non sarà intervenuto neanche un terzo degli iscritti a parlare, per cui dovremo ricominciare domani mattina sempre con l'articolo 5 quater.

Onorevole Cugini, lei mi assicura che tutto verrà riportato alla massima sintesi e che pertanto possiamo, in un tempo ragionevole, arrivare all'articolo 6 quinquies, comunque prima delle cinque, tenendo conto che sono le tre e trenta?

DEIANA (I DEMOCRATICI). Presidente, io svolgerò il mio intervento.

PRESIDENTE. Nessuno vuole tarpare le ali a chicchessia; è stato promesso un dibattito veloce e sintetico, che ci consenta di arrivare a decidere sull'articolato senza impedire alla gente di parlare; questo è evidente.

CUGINI (D.S.). Cosa decide l'Aula?

PRESIDENTE. Mi prendo io la responsabilità, interrompiamo i lavori prima di passare all'esame dell'articolo 6 quinquies.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Rinuncio al mio intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Apprezziamo l'intervento del Presidente, vorremmo però che su questo si pronunciasse l'Aula.

PRESIDENTE. Mi sono assunto io la responsabilità.

SELIS (Popolari - P.S.). Ma l'Aula è d'accordo?

FLORIS EMILIO (Forza Italia-Sardegna). Che tipo di responsabilità si assume?

PRESIDENTE. Mi sono preso la responsabilità di concludere i lavori entro le cinque, come l'Aula ha già votato, tenendo conto che dobbiamo fare un passo avanti. Questa è la responsabilità che, coerentemente con le decisioni che l'Aula ha già assunto, io mi debbo assumere.

FLORIS EMILIO (Forza Italia-Sardegna). Non ho capito quello che sta dicendo.

PRESIDENTE. L'Aula si è pronunciata per smettere di lavorare alle cinque; ci sono quindici iscritti a parlare sull'articolo 5. Se riusciamo ad andare avanti, arriviamo almeno alla conclusione dell'esame dell'articolo 6 quater, credo che possiamo andarcene alle cinque, o mi auguro prima, avendo risolto qualche cosa, anziché nulla.

Pertanto continuiamo il dibattito.

SELIS (Popolari-P.S.). Però noi vogliamo sapere se c'è l'accordo dell'Aula.

PRESIDENTE. Il Presidente si è assunto la responsabilità, sulla base di una decisione già assunta dall'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Io, essendo d'accordo con la sua proposta, sono del parere che le cose che tenevo a mettere in evidenza a proposito dell'articolo 5 quater possono essere sintetizzate, o addirittura posso rinunciare all'intervento nella misura in cui l'Aula si esprime su questa sua proposta.

PRESIDENTE. Non c'è nessuna proposta da mettere in votazione, coerentemente con quanto già deciso in Aula noi finiremo alle cinque, o prima se arriviamo all'articolo 6 quinquies. Se lei rinuncia a fare il suo intervento ci aiuta a velocizzare il lavoro.

PINNA (D.S.). Se questo è l'ordine dei lavori rinuncio a parlare.

PRESIDENTE, Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari - P.S.). Anch'io accolgo l'invito che lei ha fatto, però mi permetto, visto che poi ritorneremo su alcuni argomenti, di fare due segnalazioni, una all'assessore Onida che, nel dichiarare il parere della Giunta ha fatto sì che l'emendamento numero 40 venisse ritirato. Nel suo intervento, assessore, lei ha dichiarato comunque che ha dovuto fare una delibera interpretativa; allora il mio suggerimento, perché queste cose non succedano tutti gli anni, è che inizi a pensare a qualche norma che snellisca tutto il procedimento. Voglio dedicare due secondi ancora all'emendamento numero 68, che riguarda la società Porto Conte ricerche.

Assessore Pittalis, ho seguito il suo intervento con molta attenzione, per quanto riguarda questo argomento. Io mi auguro che lei sia coerente con la risposta che ha dato su questo emendamento, per quanto riguarda gli altri articoli, perché non mi sembra condivisibile (usiamo questo termine) che lei dica che in passato si è comportato in un certo modo per razionalizzare tutto il sistema della ricerca, e che poi gli emendamenti, che sono stati presentati dalla maggioranza, vadano contro quanto lei ha dichiarato su questo emendamento.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sulla ricerca.

FADDA (Popolari-P.S.). Quindi io mi auguro che il suo parere che è stato espresso.

(Interruzioni)

Io non so se sia un miliardo, assessore Pittalis, ma siccome la Porto Conte Ricerche è una realtà importante del nord della Sardegna, io ritengo che, se devono essere fatte delle eccezioni, se non un miliardo, possano essere dati 400 o 500 milioni, per far sì che questa società non debba chiudere e che comunque vengano pagati gli stipendi. Io credo che l'Assessore debba fare un minimo di riflessione, pur comprendendo le ragioni, che mi auguro portino comunque l'assessore a dare gli stessi pareri anche sugli altri articoli e sugli emendamenti dell'assestamento di bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO. (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, intendo svolgere il mio intervento, apprezzo la sua disponibilità e il modo in cui intende svolgere il suo ruolo, tuttavia ritengo che la materia meriti attenzione, anche perché con l'articolo 5 quater si esaurisce la partita finanziaria che riguarda la cultura, con un percorso che ha interessato la promozione e la valorizzazione della cultura e della lingua sarda, l'informatizzazione e l'alfabetizzazione informatica, gli interventi nel settore dei beni culturali ed ambientali, e per ultimo la ricerca scientifica. E' un pacchetto sicuramente importante, ma scarsamente incisivo perché possa essere significativo, e conoscendo l'assessore Onida credo che non si senta soddisfatto per questo impegno. Credo infatti che non si riconosca in questi provvedimenti, in quanto limitanti, per una politica regionale moderna, sulla pubblica istruzione, che interessano appunto l'assessorato dell'onorevole Onida. Su questo assessorato gravano responsabilità indubbiamente grandi, e quando si parla di ricerca scientifica, non possiamo fare finta di nulla, non solo perché siamo relegati, come nazione, agli ultimi posti a livello mondiale per quanto riguarda le percentuali che mettiamo a disposizione per la stessa ricerca, ma soprattutto perché in Sardegna, l'investimento più importante, oserei dire strategico, dovrebbe essere finalizzato alla valorizzazione delle risorse umane dal punto di vista intellettuale. Io credo che l'assessorato alla pubblica istruzione possa svolgere un ruolo determinante per lo sviluppo della Sardegna.

Si è detto sempre, e si continua a ripetere, che molti dei mali che affliggono la Sardegna riguardano proprio un aspetto culturale, cioè il modo in cui la nostra gente si pone nei confronti della globalizzazione, se vogliamo, ma soprattutto nei confronti del mondo esterno, per cui un disegno strategico di politica di questo Assessorato, e di riordino per quanto riguarda tutti gli interventi che da questo Assessorato possono derivare, stimola indubbiamente l'intelligenza, perché effettivamente si possa sviluppare un discorso complessivo in materia. Credo pertanto che, in fase di assestamento, le modeste risorse messe a disposizione, per altro anche già spese in un certo senso, non abbiano soddisfatto la fantasia e la concreta progettualità del nostro Assessore.

Per quanto riguarda gli emendamenti, mi voglio soffermare su quello che interessa la società Porto Conte Ricerche. Non so se tutti i consiglieri che siedono nei banchi di questa Assemblea conoscono la realtà della Porto Conte Ricerche, ma sono sicuro che sia il Presidente del Consiglio, sia il Presidente della Giunta, come l'Assessore della programmazione conoscono bene questa realtà, e non voglio pensare che la risposta dell'Assessore della programmazione, onorevole Pittalis, possa essere accettata senza una qualche riflessione. E' da troppo tempo, infatti, che si parla di questa realtà, un po' fiore all'occhiello, un po' malanno della nostra Regione. Io ritengo che si debbano superare determinati aspetti, che attengono magari allo scrupolo che possiamo avere sulla contabilità o sulla gestione delle nostre risorse, perché indicare nel Consorzio 21 la prospettiva che la società Porto Conte Ricerche possa trovare un obiettivo, una riuscita, una definizione, credo che non convinca nessuno. Noi rischiamo di vedere chiusa questa realtà per la nostra improntitudine, pertanto mi appello al senso di responsabilità di tutto il Consiglio e chiedo fin d'ora la votazione di questo emendamento per appello nominale, perché voglio capire se effettivamente non ci possano essere degli spazi che la politica può offrire affinché la Porto Conte Ricerche non debba lesinare le risorse per poter rimanere aperta, per poter dare di sé quell'immagine positiva che assicura ai visitatori e a chi vi opera.

Chiudo dicendo che sulla pubblica istruzione, sulle risorse messe a disposizione della ricerca, su quanto riguarda aspetti culturali, credo che tutto il Consiglio si debba impegnare, debba essere solidale e debba fare qualsiasi sforzo per poter portare a compimento i progetti che sono in campo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà

SELIS (Popolari-P.P.S). Rinuncio al mio intervento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà

SANNA ALBERTO (D.S. -F.D.) Rinuncio al mio intervento.

PRESIDENTE.E' iscritto a parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari-P.S.). Sono costretto ad essere breve dopo le valutazioni degli amici e colleghi che mi hanno preceduto, però il mio è un intervento doveroso, Assessore, per richiamare la sua attenzione di fronte a quelle che sono state in questi ultimi anni le conquiste da parte di un territorio. Io parlo sull'emendamento numero 68 a firma Spissu a più. Qui corriamo il rischio di sterilizzare alcune iniziative intraprese in questi anni, e che abbiamo difeso con difficoltà. Il problema non è la cifra, perché per tutto il comparto della ricerca nel suo complesso, si investe, e sappiamo benissimo che non è un campo che porta utili. Certo i vantaggi futuri potrebbero essere quelli del riscatto di quest'Isola, della sconfitta dell'isolamento, della proposizione della stessa Isola su mercati fino ad oggi sconosciuti. Sono queste le sfide per quanto riguarda la globalizzazione e l'immagine stessa della nostra Isola, sono queste le battaglie che dobbiamo portare avanti, e lo facciamo tramite queste iniziative che abbiamo assunto.

Credo che esse non debbano essere abbandonate al loro destino, credo che in questa iniziativa, per quanto riguarda la società Porto Conte Ricerche, come ha detto bene il collega Spissu, manchi il necessario, l'essenziale. Io credo che essa debba essere garantita, ricordo che è inserita in un comparto che riguarda la riserva marina di Porto Conte, il Parco, per cui in quella zona della nostra Isola si è cercato di creare delle iniziative che possano produrre sviluppo e occupazione.

Questo è uno di quei segmenti, credo che meriti la giusta considerazione, credo che la Giunta abbia la sensibilità necessaria, io auspico che la dimostri nel prosieguo della legislatura, per non ritrovarci sempre di fronte a questi problemi in sede di discussione della legge finanziaria o di altri provvedimenti. Ringrazio per l'attenzione che mi presta, Assessore, e credo di avere chiuso il mio intervento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Rinuncio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, chiedo scusa, perché parlare di ricerca alle 4 del mattino non è facile, soprattutto per me che mi sento in colpa. Io non ho parlato in questa sessione dei lavori del Consiglio anche perché, avendo un'otite abbastanza dolorosa all'orecchio destro, quando parlo non sento la mia voce dalla parte destra, quindi magari dirò mezze verità, ma speriamo che sia di buon augurio. In Sardegna stiamo raggiungendo grossi risultati, abbiamo raggiunto record mondiali, nell'ultimo numero del Sunday Time si attribuisce alla nostra isola un primato, quello della presenza dell'uomo più vecchio del mondo, 111 anni. Mi sento in colpa perché volevo partecipare a questa discussione, ed allora, richiamato al dovere di lavorare fino alle 5 del mattino, mentre ascoltavo il collega Amadu, pensavo di essere disposto a lavorare anche fino alle 6, alle 7, alle 8 del mattino, riservandomi però di chiedere al Presidente e anche agli Uffici del Consiglio se questa otite bruttissima possa essere attribuita al lavoro di questa settimana e se quindi mi dia diritto anche a qualche risarcimento.

Il primato di 111 anni del signor Todde di Tiana ci fa ben sperare nella lunga vita dei sardi, ma se i lavori di questo Consiglio continuano a questo ritmo non siamo molto disposti a candidarci a questa vita.

Mi sembrava giusto dire queste poche cose, perché parlare a quest'ora di ricerca, cioè di un tema affascinante che ha un contenuto vasto e nobile e che quindi deve ricevere l'attenzione appropriata, me ne ha dato l'occasione. Mi sembra che lo sforzo finanziario della nostra Regione in questo settore non sia adeguato, come non è adeguato a livello nazionale, ma dobbiamo sapere che dietro i programmi, dietro l'impostazione sulla ricerca c'è l'applicazione dell'intelligenza, c'è la misura della capacità di un popolo, c'è la speranza dei ricercatori sardi di applicare la propria capacità nel territorio dell'isola e di non andare fuori, quindi è la speranza della nuova classe dirigente e dei ricercatori del nostro territorio.

Ma questo tema così affascinante interessa anche l'economia e lo sviluppo tecnologico. Con la ricerca noi possiamo raggiungere traguardi di novità produttiva e quindi di ricchezza vera dovuta alle scoperte e alle novità che possono venire dal campo della ricerca, quindi è un settore da non trascurare, un settore che il più delle volte viene a malapena sopportato, concedendo qualche finanziamento a qualche progetto e non entrando nel merito e non cercando di riorganizzare la materia, per cui il più delle volte si finisce per fare le stesse ricerche senza che ci sia comunicazione tra i ricercatori. C'è quindi la necessità di un'anagrafe della ricerca in Sardegna, la necessità di una normativa che possa coordinare il tutto, ma soprattutto è necessario investire per creare una società più avanzata, grazie ai risultati che si ottengono con la ricerca. Questa ci porta a confrontarci, a metterci in competizione, mostrando alle altre regioni del mondo che non siamo gli ultimi, che abbiamo l'intelligenza sufficiente per sviluppare i progetti di ricerca per poterci misurare col resto del mondo.

Del resto basta leggere i giornali per vedere che la new economy è rappresentata da una serie di sigle che indicano società che sono quotate in Borsa e che hanno nomi scientifici. La Repubblica di oggi, a pagina 13, se non ricordo male, si occupa di Trust, una delle nuove società quotate in Borsa nelle quali operano anche dei premi Nobel. Vedo che l'assessore Ladu fa cenni con le mani, forse è un problema che a lui interessa poco, ma anche se l'ora è tarda continuerò in questa perdita di tempo, se la ritiene tale, del mio intervento.

In riferimento al disegno di legge numero 86, nel quale noi vediamo dei segnali negativi, mi pare che non possiamo dire che, per quanto riguarda la politica della ricerca, la Sardegna possa vantarsi di aver fatto cose buone o cose nuove, c'è un'insufficienza, c'è una mancanza, dobbiamo rimediare.

Se c'è un campo nel quale le differenza dei partiti contano poco è proprio quello della ricerca, penso che le intelligenze, che vengano dall'estrema destra o dall'estrema sinistra, quando sono indirizzate nel modo giusto, possano produrre bene e possano collaborare, pur nella diversità delle posizioni politiche, dando risultati positivi. Ecco perché la ricerca è un problema che deve interessare tutti.

Qui si inserisce il problema dei due emendamenti, uno dei quali riguarda la società Porto Conte Ricerche. Chi è stato consigliere per qualche legislatura sa come è nata questa società, che è stata chiamata, inconsapevolmente con una sigla fortunata, il P.C.R., che è una tecnica analitica del DNA, Porto Conte Ricerche, e anche questo fu un vedere lontano anche nella simbologia.

Ci auguriamo che questo centro possa anche nel futuro fare cose talmente importanti da poter essere quotato in Borsa. L'emendamento numero 68, che finanzia lo svolgimento delle attività ordinarie della società, è basilare per questo centro, che si trova spesso ad avere i finanziamenti per fare una ricerca ma non ha gli spiccioli per affrontare gli aspetti burocratici o la semplice rottura della porta di uno stanzino. Chi conosce a fondo queste tematiche sa che il più delle volte problemi banali bloccano attività di alto livello.

Poiché stiamo parlando di un centro di alto livello dobbiamo richiamare alla memoria un altro aspetto. Il Presidente Floris ricorda certamente, perché, se non ricordo male, era Presidente del Consiglio, che noi approvammo nel 1994 una legge per l'ex CO.RI.SA. Io fui in prima fila nell'approvare quella legge, ero Presidente della Commissione ottava. Il Presidente Floris ricorda certamente che in quel periodo fu istituito il Parco tecnologico della Sardegna, e questo è dovuto alla presenza dell'ex CO.RI.SA., del Porto Conte Ricerche, perché nel progetto che venne approvato a Roma l'unica struttura esistente necessaria perché si potesse approvare il Parco tecnologico era quella esistente in quel momento a Tramariglio, ad Alghero, nell'ex CO.RI.SA..

PRESIDENTE. Onorevole Deiana, la prego di concludere..

DEIANA (I DEMOCRATICI). Presidente, mi dia ancora un secondo e rinuncio a fare la dichiarazione di voto. Quella struttura ha permesso la nascita del Parco tecnologico della Sardegna. Io penso che avendo avuto questo merito meriti almeno l'approvazione di un modesto emendamento come quello in discussione.

Non entro nel merito delle dichiarazioni dell'assessore Pittalis e dell'assessore Onida, perché li abbiamo sentiti in Commissione, e ci hanno dato delle assicurazioni, io sono ottimista, credo alle affermazioni che vengono fatte, spetta a loro mantenere le promesse che hanno fatto ufficialmente in Commissione o disattenderle. Hanno assunto degli impegni ben precisi nella Commissione ottava dove si sono impegnati a sostenere il mondo della ricerca in Sardegna e a trovare le risorse necessarie.

Ci auguriamo che questo avvenga e che, per dare un segnale positivo, la Giunta voglia esprimere parere favorevole sull'emendamento numero 68.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S). Non voglio parlare troppo di ricerca perché prima di me lo ha fatto molto bene il collega Deiana, chiedo solo che non si stenda un velo pietoso sull'emendamento numero 68 relativo alla società Porto Conte Ricerche che non sarebbe stato formulato, assessore Pittalis, se non fossimo in presenza di una situazione di reale difficoltà e di reale disagio. .

Sappiamo benissimo che nel programma per il Parco scientifico e tecnologico della Sardegna dovrebbe essere previsto anche quanto è necessario per il funzionamento della società Porto Conte Ricerche. Così non è, per motivi a noi sconosciuti, comunque di fatto così stanno le cose.

Perciò le chiedo di accogliere questo emendamento che intende mantenere in vita questa importante struttura del nord Sardegna che non vorremmo si lasciasse degradare perché si sta favorendo la progettazione e la creazione della parte cagliaritana del Parco scientifico e tecnologico.

Quindi questo problema deve essere affrontato e risolto, ed io invito tutti i colleghi della provincia di Sassari a manifestare la loro volontà relativamente a questo problema, così come hanno fatto i colleghi di Nuoro con l'emendamento che verrà trasformato in ordine del giorno sul progetto pilota di Nuoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore Onida. Ne ha facoltà.

ONIDA (P.P.S.-CDU Sardi). Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Vorrei dare qualche risposta alle richieste che i colleghi hanno fatto in ordine alle problematiche generali relative alla cultura, ma soprattutto in ordine agli impegni assunti in Commissione e non mantenuti, secondo l'interpretazione del collega Pusceddu, nei fatti.

La Giunta, convocata dal Presidente per domani, ha all'ordine del giorno i disegni di legge sulla ricerca, uno dei quali è dell'Assessore della pubblica istruzione, l'altro è dell'Assessore della programmazione.

Credo che non bisticceremo sulle competenze, avendo deciso di unificare i due provvedimenti e di lavorare di concerto su una materia così importante. Aggiungo che, con i suggerimenti e le proposte che sono venute anche da altre parti politiche, compresa l'opposizione, sulla ricerca, quella che il Consiglio dovrà licenziare, ritengo entro il 2000, potrà essere veramente una legge di grande rilievo. Se avremo su questo argomento privilegiato le sinergie, l'intelligenza, la voglia di realizzare veramente un articolato serio, che vada nella direzione del progresso della nostra Regione in ordine a questa materia, per quanto riguarda la copertura finanziaria, oltre a quanto previsto nell'articolo che stiamo discutendo, abbiamo la possibilità di intervenire con la prossima legge finanziaria e certamente troveremo le risorse, compatibilmente con la condizione complessiva delle disponibilità finanziarie della Regione, per fare un passo avanti importante.

All'onorevole Pusceddu devo dare anche una risposta in ordine alla puntualità della Giunta sulle altre questioni. Sempre all'ordine del giorno della Giunta di domani è presente un disegno di legge importante e serio - è la prima volta nella storia di cinquant'anni di autonomia - che riguarda lo spettacolo, quindi finirà il valzer, il mercato delle richieste, delle pressioni, delle voglie che, attorno a questa materia, toccano un po' più spesso associazioni che fino ad oggi sono state fortemente sponsorizzate dalla Sinistra.

Porteremo le regole, il provvedimento è in Giunta, così come è in Giunta il disegno di legge che riguarda i piani territoriali paesistici. Il problema che tratteremo domani è una premessa a ragionamenti importanti, seri e forti, senza che questo significhi congreghe o chissà quali recondite intenzioni nella testa degli amministratori che in questo momento stanno governando la Regione sarda. Tratteremo con onestà intellettuale i problemi del nostro paesaggio, la Sardegna ha tre valori: l'ambiente, il paesaggio e i beni culturali.

Questi sono i nostri gioielli, attorno a questi dovremo fondare la pianificazione, la progettazione del nostro sviluppo che porterà flussi turistici maggiori, più presenti nell'arco delle stagioni, quindi questo porterà anche a una rivitalizzazione delle nicchie di qualità delle economie tradizionali, comprese l'agricoltura e l'artigianato.

Questa è l'impostazione che noi vogliamo dare e, con le proposte della Giunta, avremo abbondante materia per discutere di queste cose. Questa è la risposta anche al collega Dettori, che mi spronava a rispondere della scarsità delle risorse utilizzate in questa fase dell'assestamento in ordine alle questioni della cultura.

Questa è la condizione di oggi, sono segnali, certo; l'articolo 10 bis della legge numero 28 copre le esigenze che sono legate all'esistente, noi sappiamo di avere risorse culturali ben più ampie che devono essere gestite, quindi le risorse finanziarie per la loro gestione dovranno essere superiori nel futuro, ma ci muoveremo nella direzione di fare fronte anche a queste questioni.

Per quanto riguarda la legge numero 26, oggi stiamo dando due miliardi all'anno alle università sarde che consentiranno ai giovani laureati di specializzarsi nelle materie che riguardano la cultura e la lingua sarda. E` un segnale importante, non sono risorse notevoli ma consentiranno alle università di utilizzare le intelligenze migliori che sono uscite dall'università nella direzione di attuare la filosofia della legge numero 26.

Nella riunione della Giunta di domani saranno all'ordine del giorno anche le direttive che sono il presupposto alla stesura dell'articolato della legge sulle biblioteche.

In ordine all'informatizzazione non c'è bisogno che mi dilunghi, partirà certamente a novembre il progetto Marte. Voi sapete che cosa significhi, mette in rete in tutta la Sardegna il sistema scolastico sardo, e insieme all'altra iniziativa consentirà veramente un grande salto di qualità della Sardegna in ordine a questa importante nuova economia e nuovo sistema di crescita.

La conclusione è che l'accordo di programma quadro con la Melandri consentirà di superare anche le difficoltà economiche in ordine a tutta quanta la materia dei beni culturali.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Non intendo aggiungere altro perché non vorrei abusare della pazienza dei colleghi, però devo dire che la copertura finanziaria per il disegno di legge sulla ricerca va reperita nelle risorse indicate all'articolo 5 ter, parte delle quali sono nei capitoli dell'Assessorato della programmazione e possono integrare gli interventi che sono già programmati, i famosi dodici miliardi che abbiamo approvato con la finanziaria, che sono destinati al Consorzio 21. Il Consorzio 21 partecipa al capitale della società Porto Conte Ricerche e nell'ambito di quel programma sono già previste adeguate risorse finanziarie. Laddove fossero necessarie altre risorse, l'Assessore della programmazione che ha la disponibilità materiale di queste ulteriori risorse, provvederà ad integrarle, come è stato fatto anche nel recente passato.

Bene ha fatto l'assessore Scano, a suo tempo, a portare ordine in una materia così delicata come la ricerca, noi non vorremmo invertire rotta proprio in questo momento, dando segnali di interventi a pioggia incontrollati e soprattutto in contrasto con la normativa comunitaria che non ci consente di dare finanziamenti per il funzionamento di società che altrimenti sarebbero beneficiarie di provvidenze, non si capisce poi a quale titolo, posto che vi partecipano anche altri soggetti privati.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5 quater. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 68; l'onorevole Dettori ha chiesto il voto per appello nominale col sistema elettronico, la richiesta deve essere appoggiata da otto consiglieri.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CUGINI, PINNA, Alberto SANNA, FADDA, GIAGU, SELIS, Gian Valerio SANNA, MORITTU)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 68.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU IBBA LAI - MASIA - MORITTU - ORTU - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 65

Votanti 64

Astenuti 1

Maggioranza 33

Favorevoli 26

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 5 quinquies.

CAPPAI, Segretario:

Art. 5 quinquies

Campionati studenteschi di calcio

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, nell'anno 2000, al Comitato organizzatore dei campionati studenteschi di calcio un contributo straordinario di lire 350.000.000 per l'organizzazione in Sardegna della stessa iniziativa e delle relative manifestazioni collaterali (cap. 11135/01).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Lai - Spissu - Pusceddu - Pirisi - Dettori Ivana- Biancu - Masia.

Dopo l'articolo 5 è aggiunto il seguente:

Art. 5 quinques/1.

Borse di studio - Modifiche all'articolo 3 della L.R. n. 4 del 2000.

1. Nel comma 1 dell'articolo 32 della L.R. 20.04.2000, n. 4, sono abrogate le parole "che non abbiano compiuto 35 anni". (51)

Emendamento aggiuntivo Lai - Spissu - Pusceddu - Pirisi - Dettori Ivana - Masia.

Dopo l'articolo 5 quinquies è aggiunto il seguente:

Art. 5/sexies

1.All'articolo 32 della l.R. n. 4/2000 (legge finanziaria), comma 3, le parole "valutati in lire 6.000.000.000 per l'anno 2000" sono sostituite dalle seguenti: "valutati in lire 8.000.000.000 per l'anno 2000".

COPERTURA FINANZIARIA:

In aumento

Cap. 11139-02

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04110 - (Acquisto immobili da adibire ad uffici)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000. (54)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lai per illustrare gli emendamenti.

LAI (D.S.). Il primo emendamento propone l'abrogazione del limite dei 35 anni sull'erogazione delle borse di studio ex legge "28", si tratta delle borse di studio che erano state introdotte con la legge "28" per permettere ai laureati sardi di frequentare attività formative post laurea sia in Italia, che all'estero.

E` restato, come esito della trasformazione della legge "28", questo limite di 35 anni; ci sono due motivi per cui varrebbe la pena di eliminare questo limite. Il primo è che, probabilmente, anche giuridicamente ha poco senso, dato che su tutti i concorsi pubblici è stato eliminato il limite superiore di età, il secondo motivoè che siamo nella società della formazione per tutta la vita, non si fa più soltanto la formazione in una certa fase, per poi entrare nel mondo del lavoro, molto spesso ci sono percorsi di carattere formativo che uno compie anche cambiando lavoro durante l'arco della vita, per cui l'accesso a queste borse, che riguardano i campi più disparati, dalla medicina alle arti e allo spettacolo, mi sembra che non debba richiedere questo limite che potrebbe tra l'altro essere motivo di ricorso anche rispetto al bando attuale.

Nel secondo emendamento, invece, sempre sulla stessa legge, cioè sulle borse di studio ex legge 28, che sono state recuperate all'articolo 32 della finanziaria, c'è una proposta di aumento della competenza dovuto al fatto che purtroppo, negli anni precedenti, sono state date delle borse di studio che hanno richiesto di fatto i tre quarti dell'intero ammontare. Si tratta di borse per percorsi di studio quadriennali che hanno ridotto da duecento a sole sessanta le borse disponibili per anno, perché quattro miliardi su sei, se non sbaglio, sono proprio occupati per le borse in prosecuzione e non sono più disponibili per consentire l'accesso ad altri giovani.

I due miliardi in più sono quelli che, secondo un calcolo abbastanza fedele, sarebbero necessari per riportare le borse da sessanta a duecento, quindi permettere a duecento studenti sardi, laureati, di avere l'opportunità di studiare all'estero.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 51 la Commissione si rimette all'Aula, sul 54 esprime parere negativo per evidente indisponibilità finanziaria.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il parere è negativo su entrambi, ma non per ragioni pregiudiziali. L'emendamento numero 51 mal si concilia proprio con la natura delle borse di studio; i presentatori propongono di cassare le parole "coloro che non hanno compiuto 35 anni", ma fino a che età si può usufruirne?

(Interruzioni)

Ma al di là di questa questione di merito, che può essere anche discutibile, c'è il problema, e voglio richiamare questo aspetto, che i bandi sono stati già pubblicati, il programma è stato già avviato, le domande sono o già pervenute o in fase di... arrivo. Non lo so con esattezza, perché se ne curano, per ovvie ragioni di trasparenza, gli stessi uffici. Queste sono le ragioni per le quali sia l'emendamento numero 51 che il numero 54 non possono essere accolti. Anche l'integrazione non ha assolutamente senso in questa fase. Se ne può parlare eventualmente, ma sulla base di un ragionamento coerente, per la programmazione futura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Basta semplicemente conoscere i nuovi ordinamenti universitari per sapere che alcuni percorsi didattici che hanno a che fare, per esempio, con la medicina specialistica, con il settore dei trapianti, o con altre discipline, che si concludono oltre una certa età.

Il secondo problema è legato al fatto che si entra nel mondo del lavoro in età diverse, quindi la fissazione di un limite d'età secondo me è anche poco coerente dal punto di vista giuridico. Questa è una motivazione. Sono d'accordo sul fatto che ormai i bandi sono pubblicati, però questo è un problema serio, perché l'accesso a queste borse di studio è una delle pochissime risorse per consentire ai sardi di andare a studiare nelle migliori università, dat la qualità attuale dell'alta formazione in Sardegna. Quindi sarebbe bene prendere in considerazione la questione almeno per la prossima finanziaria. L'importante è essere consapevoli dell'esistenza di questo problema.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5 quinquies. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 51.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Per quello che mi riguarda voterò a favore, però ribadisco che, per quanto riguarda il rispetto dell'ordine dei lavori che abbiamo deciso di seguire, la condizione è che l'Aula sia consapevole e consenziente. Superiamo alle 4 del mattino tutte le formalità, però evitiamo le furbizie altrimenti tutti i patti saltano.

PRESIDENTE. Chi apre e chiude i lavori è il Presidente.

SELIS (Popolari-P.S.). Nel senso che non è solo il Presidente del Consiglio che aderisce all'accordo, è l'intera Assemblea. L'altra condizione, per aiutarci a raggiungere l'obiettivo, è che - lo dico ai miei colleghi e a voi - si ritirino gli emendamenti che non sono strettamente necessari.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

CAPPAI, Segretario:

Art. 6

P.I.A.

1. E' autorizzata l'ulteriore spesa di lire 192.250.000.000, nell'anno 2002, per la realizzazione degli interventi relativi a programmi integrati d'area di cui alla legge regionale 26 febbraio 1996, n.14 (cap.03056).

PRESIDENTE. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti numero 2, 15, 16 e 33. I primi tre sono stati ritirati. Si dia lettura dell'emendamento numero 33.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Calledda - Biggio - Granara - Pinna - Murgia - Sanna A. - Tunis Marco - Cappai - Onnis

Dopo l'articolo 6 è inserito il seguente:

Art. 6/1/

Interventi su produzioni agricole inquinate

1. L'intervento di cui all'articolo 4 della legge regionale 29 aprile 1994, n. 18, è esteso alle produzioni ottenute negli anni 1998-1999-2000.

2. L'onere per l'attuazione del presente articolo è valutato in lire 1.000.000.000 per l'anno 2000 (capitolo 06141).

3. L'intervento previsto dal presente articolo sarà attuato dall'Amministrazione regionale solo dopo il parere favorevole della Commissione europea o solo dopo decorso il termine di due mesi assegnato alla Commissione per l'espressioen del parere.

Copertura finanziaria

In diminuzione

Cap. 04110

Spese per l'acquisto di locali da destinare a uffici dell'amministrazione regionale

2000 lire 1.000.000.000

In aumento

Cap. 06141

Indennizzi per danni subiti dalle aziende agricole (e art. 6/1 della presente legge)

2000 lire 1.000.000.000

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 33 ha facoltà di illustrarlo.

CALLEDDA (D.S.). Intervengo brevemente per fare due considerazioni: non abbiamo voluto ritirare questo emendamento perché riteniamo che in questi anni la Cantina sociale di Sant'Antioco, pur essendo stata obbligata a lavorare le uve della zona ad alto rischio ambientale, e in modo particolare dei comuni di Portoscuso, Carbonia e San Giovanni Suergiu, e pur essendoci nelle precedenti finanziarie degli interventi tesi a integrare alla Cantina i costi di lavorazione, nelle ultime tre annualità non ha avuto nessun contributo da parte della Regione. Ovviamente mi rendo conto che questo fatto non può durare per sempre, però nello stesso tempo ritengo ingiusto che la Cantina di Sant'Antioco, rispetto a questo provvedimento, sia stata penalizzata. E credo anche, che l'Assessorato della sanità e l'Assessorato dell'agricoltura, possano individuare gli strumenti adeguati per risolvere in via definitiva questo problema. Per questo motivo credo che sia utile che il Consiglio non solo approvi questo emendamento, ma trovi rapidamente una soluzione adeguata al problema stesso.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 33 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su questo emendamento la Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Chiedo che l'emendamento venga ritirato, perché è intenzione della Giunta presentare un disegno di legge sulla materia, in quanto l'intervento proposto, non essendo al momento compatibile con le norme dell'Unione Europea, potrebbe essere invalidato.

La Giunta si impegna a presentare quanto prima un disegno di legge che dovrà tener conto anche della competenza dell'Assessorato della sanità per quanto riguarda questo tipo di intervento. Chiedo quindi che l'emendamento venga ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Manteniamo l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio sull'emendamento e sull'articolo 6. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). L'emendamento mira, oltre che a risarcire in parte sia i produttori (e questo potrebbe essere discutibile, perché sotto questo profilo forse ha ragione l'Assessore), ma anche la Cantina, non solo per i maggiori oneri che ha dovuto sopportare per la lavorazione di questi prodotti, che è stata sottoposta a tutti i controlli possibili ed immaginabili dei NAS e degli Ispettori delle A.S.L. ma per il danno enorme che ha subito per quanto riguarda l'immagine sul mercato. La Cantina ha dovuto addirittura cambiare nome. I suoi prodotti si chiamano ora Sardus Pater, , perché, per effetto di questa operazione, la Cantina di Sant'Antioco ha subito dei danni assolutamente non risarcibili con la cifra ipotizzata in questo emendamento.

Comprendo le motivazioni portate dall'Assessore, non ho dubbio che siano serie e possano anche mettere a rischio la manovra se questo emendamento dovesse essere accettato, per cui suggerirei anche al collega Calledda di ritirarlo, tenendo conto dell'impegno assunto dalla Giunta di trovare comunque una soluzione al problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda, ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). L'emendamento numero 33 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano sull'articolo 6. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Voglio fare una considerazione telegrafica sull'emendamento numero 33, anche se è stato ritirato, per dire che il problema è reale e un intervento è necessario. Il problema non è solo quello della sede legislativa in cui si colloca l'intervento, il problema è anche l'indirizzo. Per essere chiari io penso, e ho avuto modo di dirlo in passato in quest'Aula, che non dobbiamo continuare la sequenza: produzioni inquinate-indennizzi, a tempo indeterminato. Occorre prevedere degli indennizzi che pongano fine a questa sequenza, quindi da una parte mettano gli operatori economici in grado di superare le difficoltà derivanti da questa evenienza, ma nello stesso tempo ci consentano di fare interventi strutturali, che non rientrino nella mera contingenza.

L'articolo 6 riguarda i Piani integrati d'area, ci sono molte cose da dire, ne abbiamo già parlato in altri momenti e ne parleremo ancora, non mi sembra l'ora adatta perché ci si diffonda su un tema di così grossa importanza, sul quale torneremo sia in sede di D.P.E.F. che in sede di sessione di bilancio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6 bis.

CAPPAI, Segretario:

Art. 6 bis

Interventi in materia di lavori pubblici

1. Per la realizzazione di opere pubbliche di interesse regionale di cui all'articolo 7 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6 e successive modificazioni e integrazioni è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 13.360.000.000 nell'anno 2000 e di lire 4.140.000.000 nell'anno 2001 (cap. 08029/05).

2. Per la realizzazione di opere acquedottistiche e fognarie di cui all'articolo 9 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9 e successive modificazioni e integrazioni è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 6.000.000.000 nell'anno 2000 e di lire 6.950.000.000 nell'anno 2001 (cap. 08035/03).

3. Per l'adeguamento degli edifici alle prescrizioni tecniche di cui al D.M. lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 239 è autorizzata, nell'anno 2000, l'ulteriore spesa di lire 2.340.000.000 (cap. 08059/03).

4. Il limite d'impegno autorizzato dall'articolo 15 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, e successive modificazioni ed integrazioni, è rideterminato nell'anno 2000 in lire 5.800.000.000 (cap. 08109).

5. E' autorizzata nell'anno 2000 l'ulteriore spesa di lire 2.200.000.000 per la realizzazione di opere finalizzate al superamento di barriere architettoniche negli edifici privati di cui all'articolo 18, comma 3, della legge regionale 30 agosto 1991, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni (cap. 08115/04).

PRESIDENTE. All'articolo 6 bis sono stati presentati gli emendamenti numero 6, 37, 43, 44, 50, 56, 57, 79 e 114 che sostituisce gli emendamenti numero 92 e numero 108.

Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Art. 6 bis

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

6. L'autorizzazione di spesa disposta dall'art. 10, comma 9, della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, per l'anno 2000 è rideterminata in lire 10.000.000.000 (cap. 08082).

08 - LAVORI PUBBICI

IN AUMENTO

Cap. 08082 Spese per la realizzazione di opere nelle zone termali e per il completamento e la valorizzazione degli stabilimenti termali della Sardegna (art. 14, comma 2, L.R. 1 ottobre 1993, n. 50, art. 11, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 9, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, art. 10, comma 7, l.R. 18 gennaio 1999, n. 1 e art. 10, comma 9, della legge finanziaria e art. 35 della legge di bilancio) 2002 L. 5.000.000.000

IN AUMENTO

ENTRATE

Cap. 12203 Imposta ipotecaria 2002 L. 5.000.000.000 (6)

Emendamento aggiuntivo Floris - Granara - Corona - Pili - Licandro - Lombardo - Calledda.

All'articolo 6 bis è aggiunto il seguente comma:

"6. E' autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 5.000.000.000 per l'adeguamento strutturale ivi compreso il dragaggio dei porti del canale di San Pietro (cap. 08180)".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08180 opere portuali

Anno 2000 lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04110 acquisto immobili da destinare a uffici

Anno 2000 lire 5.000.000.000 (37)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Dopo l'articolo 6 bis è aggiunto il seguente:

Art. 6 ter

Aziende agri-turistiche venatorie

1. All'articolo 96 della Legge regionale 29 luglio 1998, n. 23, nel testo modificato dall'articolo 55, comma 5, della Legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, è aggiunto il seguente comma:

"L'Amministrazione regionale, anche prima dell'entrata in vigore del piano regionale faunistico-venatorio, può autorizzare, con le modalità previste dagli articoli 31 e 34 della presente legge, l'istituzione di aziende agri-turistico-venatorie. La superficie delle aziende agri-turistico-venatorie istituite prima dell'entrata in vigore del piano regionale faunistico-venatorio non può essere superiore al 5 per cento del territorio agro-silvo-pastorale". (43)

Emendamento aggiuntivo Usai - Biggio - Carloni - Corda - Frau - Murgia - Onnis - Sanna N. - Scarpa - Tunis Marco.

All'articolo 6 bis è aggiunto il seguente comma:

"5 bis. E' autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 3.000.000.000 per le opere di ripristino dei fondali del porto di Sant'Antioco (porto ponte romano) nonché del canale di accesso al porto medesimo".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08180 opere portuali

Anno 2000 lire 3.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04110 acquisto immobili

Anno 2000 lire 3.000.000.000 (44)

Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Sanna G .V. - Cugini - Sanna G. - Sanna E. - Masia - Deiana - Dettori B. - Morittu - Pusceddu - Vassallo.

All'articolo 6 bis è aggiunto il seguente comma:

"6. A valere sullo stanziamento recato dal capitolo 08029/05 è autorizzata nell'anno 2000 la concessione di un contributo di lire 1.500.000.000 a favore del Consorzio ZIR "Predda Niedda" di Sassari, per la realizzazione di lavori di bonifica e tombamento di un tratto del rio Calamasciu". (50)

Emendamento aggiuntivo Balia - Scano - Selis - Biancu - Orrù.

Dopo l'articolo 6 bis è aggiunto il seguente:

Art. 6 bis/1

Proroga termini

1. I termini di impegnabilità dei fondi di cui al Capo I della legge regionale 6 settembre 1976, n. 45 per i trienni dal primo al sesto sono prorogati al 31 dicembre 2000. (56)

Emendamento aggiuntivo Balia - Scano - Selis - Sanna G.V. - Biancu - Spissu - Orrù - Masia.

Dopo l'articolo 6 bis è aggiunto il seguente:

Art. 6 bis/1

Partecipazione ai patti territoriali

1. E' autorizzata nell'anno 2000 la spesa di lire 100.000.000.000 quale concorso regionale per l'attuazione dei patti territoriali di cui alla Legge 23 dicembre 1996, n. 662 (cap. 03058 - 02).

2. Il relativo programma di intervento è predisposto dalla Giunta regionale ai termini dell'articolo 4, lett i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e le successive modifiche ed integrazioni sulla base dei patti deliberati dal CIPE.

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

Cap. 03058 - 02

Concorso della Regione all'attuazione dei patti territoriali (art. 6 bis/1 della presente legge)

Anno 2000 lire 100.000.000.000

IN DIMINUZIONE

Cap. 10137/01 Anno 2000 lire 50.000.000.000

Cap. 03145 Anno 2000 lire 5.000.000.000

Cap. 03147/02 Anno 2000 lire 15.000.000.000

Cap. 03147/03 Anno 2000 lire 30.000.000.000 (57)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu - Sanna G. - Dettori B. - Spissu - Cugini - Masia - Giagu - Balia - Scarpa - Morittu.

Nell'articolo 6 bis è aggiunto il seguente comma:

"6. Ad incremento dei fondi FERS della misura 1.1 Infrastrutture viarie e portuali - Azione 1.1.2 - Porto di Porto Torres, è autorizzato, per la realizzazione della stazione marittima passeggeri, l'ulteriore stanziamento di L. 2.500.000.000 nell'anno 2000.

Copertura finanziaria:

In aumento:

cap. 08043 - 02 (N.I.) Interventi integrativi per la realizzazione della Stazione Marittima di Porto Torres

2000 Lire 2.500.000.000

In diminuzione:

04 - EE.LL

cap. 04110 Acquisto beni immobili

2000 Lire 2.500.000.000 (79)

Emendamento aggiuntivo Sanna G. - Dettori - Vassallo - Giagu - Amadu - Frau - Scarpa - Cassano - Nuvoli - Spissu - Cugini - Lai - Piana Deiana - Sanna N. - Federici - Morittu.

Nell'articolo 6 bis è aggiunto il seguente comma:

"6. Ad incremento dei fondi FERS della misura 1.1 Infrastrutture viarie e portuali - Azione 1.1.2 - Porto di Porto Torres, è autorizzato, per la realizzazione della stazione marittima passeggeri, l'ulteriore stanziamento di L. 2.500.000.000 nell'anno 2000.

Copertura finanziaria:

In aumento:

cap. 08043 - 02 (N.I.) Interventi integrativi per la realizzazione della Stazione Marittima di Porto Torres

2000 L. 2.500.000.000

In diminuzione:

Cap. 04110 Acquisto beni immobili

2000 Lire 2.500.000.000 (114)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 114 è identico al numero 79, nella forma e nella sostanza, quindi o si discutono insieme oppure si ritira uno dei due.

Per illustrare l'emendamento numero 6 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 37 ha facoltà di parlare il consigliere Granara.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 43 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 44 ha facoltà di parlare il consigliere Corda.

CORDA (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 50 ha facoltà di parlare il consigliere Spissu.

SPISSU (D.S.). Si tratta di un intervento di bonifica e di tombamento di un tratto di un rio che scorre all'interno del consorzio industriale ZIR di Predda Niedda nella città di Sassari. Queste opere di bonifica sono necessarie in quanto in ogni occasione in cui le piogge sono più abbondanti del solito il rio dilaga e provoca una serie di disastri dal punto di vista economico alle aziende ed anche alle infrastrutture presenti nel consorzio della città e ai limiti della città stessa. Quindi si chiede che si consenta, attraverso la definizione di questa posta di bilancio, al consorzio industriale di Predda Niedda di fare questo importantissimo intervento.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 56 ha facoltà di parlare il consigliere Scano.

SCANO (D.S.). Gli emendamenti numero 56 e numero 57 sono ritirati.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 114 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Non lo illustro perché l'emendamento si illustra da solo. E` un emendamento di coordinamento di altri due emendamenti, che è firmato da tutti i Gruppi politici, per cui chiedo solamente la risposta della Giunta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 6, 37, 43, 44, 50 e 114 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento numero 6 il parere della Commissione è favorevole; sull'emendamento numero 37 è negativo, sul numero 43 è favorevole, sugli emendamenti numero 44 e 50 è negativo.

Per l'emendamento di coordinamento numero 114 la Commissione, riconoscendo l'importanza della questione, si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sorvolo ovviamente sugli emendamenti della Giunta, sull'emendamento 37 e sull'emendamento 44, che pongono all'attenzione dell'Aula un problema importante qual è quello delle strutture portuali del canale di San Pietro e del porto Ponte Romano di Sant'Antioco, problemi già posti all'attenzione della Giunta regionale dai proponenti degli emendamenti, riteniamo di poter assumere l'impegno di vedere la questione all'interno di un programma sulla portualità. Invito quindi i proponenti dell'emendamento numero 37, gli onorevoli Granara, Floris, Corona, Pili, Licandro, Lombardo e Calledda e i proponenti dell'emendamento numero 44, che si riferisce in particolare al problema di Sant'Antioco, gli onorevoli Biggio, Usai, gli Corda, Frau, Murgia, Onnis, Sanna, Scarpa e Tunis Marco, a ritirarli con l'impegno della Giunta a considerare organicamente la materia nell'ambito di un programma che riguardi appunto la portualità.

Per quanto riguarda l'emendamento 50, che pone in evidenza un problema, di cui non abbiamo motivo di dubitare, che è stato portato all'attenzione da diversi consiglieri regionali, purtroppo sul capitolo le risorse sono state già impegnate (così mi riferisce l'assessore competente), in parte addirittura sono stati anche già disposti gli ordinativi di spesa. Quindi, semmai, consiglierei di portare il problema all'attenzione dell'Assessore competente, proprio per una valutazione adeguata del problema, anche nella finanziaria del 2001. Quindi invito i proponenti Spissu, Lai e più a ritirare questo emendamento.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 114, con il quale viene portato all'attenzione dell'Aula un problema che è ugualmente serio, io assicuro che non c'è la possibilità, per lo meno imminente, di perdere questi fondi, perché l'intervento deve essere realizzato nel 2001, ma c'è anche l'ipotesi di una proroga, addirittura all'anno successivo, e su questo assumiamo veramente formale impegno di dare un'adeguata sistemazione finanziaria nel corso dell'anno 2000, anche attraverso la prossima manovra di assestamento che presenteremo entro il mese di settembre.

Dico questo perché la copertura finanziaria è individuata in un capitolo dove non ci sono risorse disponibili. Lo riferisce l'assessore Milia, che ha anche la documentazione a supporto, che può essere messa a disposizione dei consiglieri regionali, perché non facciamo mistero, richiamandoci proprio alla sollecitazione che spesso viene dai banchi dell'opposizione di mettere a disposizione la documentazione a supporto, del fatto che su questo capitolo non c'è una lira. Quindi si sta predisponendo un emendamento che non ha futuro, pertanto riteniamo che la materia possa essere sicuramente riconsiderata nella prossima manovra di assestamento.

Invito quindi i presentatori Sanna, Dettori, Vassallo e più a ritirare questo emendamento, con le assicurazioni che ci sentiamo di dare su questa importante questione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sugli emendamenti e sull'articolo 6 bis il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Prendo atto delle dichiarazioni dell'Assessore Pittalis sulla volontà della Giunta di affrontare il problema; a me dispiace dover essere portatore di questo emendamento, ma se non ci penso io, insieme all'amico Biggio e all'amico Calledda, difficilmente altri conoscono la realtà alla quale facciamo riferimento. Questo non vuol essere e non è sicuramente un progetto pilota, vuole solo rispondere all'esigenza di raggiungere un'isola dove il pescaggio, vuoi per le correnti marine, vuoi per le azioni esterne delle dighe, purtroppo è ridotto ai minimi termini. Esistono più 30 centimetri tra il fondale e il pescaggio delle navi traghetto. Prendo atto delle assicurazioni, ma mi auguro che a breve, nella prossima manovra, si possa tener presente questa esigenza. Quindi ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI Bruno. (I DEMOCRATICI). Vorrei avere una spiegazione, visto che si è dato per illustrato l'emendamento numero 6, per capire il livello di priorità rispetto all'emendamento numero 114, per avere ulteriori argomenti per poter aderire ad eventuali richieste. Siccome è poco chiaro, vorrei che la Giunta spiegasse a che cosa si riferisce l'emendamento 6 e se lo stesso fa parte di un piano di valorizzazione, come c'è scritto, e quali sono le priorità, perché le vorrei mettere a paragone con il problema di un milione e duecentomila persone che passano annualmente a Portotorres, e che, da sempre, subiscono l'umiliazione di non poter essere trattate come persone civili quando sbarcano in quella sede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Nella scorsa legislatura speravo nella clemenza della maggioranza, questa volta speravo nella clemenza della Giunta, e invece sono costretto a ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 37 e 44 sono ritirati.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Vorrei fare soltanto due considerazioni. Io non voglio mettere in dubbio l'onestà intellettuale dell'Assessore della programmazione onorevole Pittalis, e nemmeno quella dell'Assessore degli enti locali.

Avevo assunto informazioni, non molto tempo, fa presso l'assessorato, proprio sugli impegni relativi al capitolo 04110 nel quale ci sono 26 miliardi, e non mi risultava che questa cifra fosse completamente impegnata.

L'Assessore ha affermato che l'intera somma è impegnata, non voglio confutare la sua affermazione, però gradirei, dato che sembra che ci sia tutta la documentazione, conoscere l'entità delle somme impegnate e il livello di impegnabilità dei fondi che eventualmente non fossero stati ancora spesi.

Detto questo mi voglio ricollegare al ragionamento che faceva poc'anzi l'onorevole Dettori, comparando le urgenze e le necessità che vi sono in questa nostra Isola per valutare a pieno quali sono le scelte che noi facciamo e perché si stanzino 5 miliardi per l'emendamento numero 6. Non metto in dubbio la necessità di realizzare delle opere nelle zone termali, peraltro anche nel mio territorio mi risulta che ci siano degli stabilimenti termali che hanno bisogno di completamenti e adeguamenti, però dato che si parla anche di realizzazione di nuove opere, se non erro, forse sarebbe opportuno ragionare e capire se questo stanziamento possa essere diviso e se si possa utilizzare una parte dei cinque miliardi, esattamente 2 miliardi e 500 milioni, dal capitolo delle entrate 12203.

Oltre a questo devo dire che, dato che del problema che è stato posto si discute da alcuni giorni, forse sarebbe stato opportuno che oltre alla disponibilità ci fosse stato anche uno sforzo di fantasia, da parte della Giunta per indicare il capitolo e la disponibilità finanziaria. Vedete, questa questione va avanti da tre anni, e do atto all'Assessore alla programmazione in carica, che ha riconosciuto all'ex Assessore il merito di aver agito bene.

Do atto all'ex assessore alla programmazione che a suo tempo ha tenuto conto dell'esigenza espressa da questo Consiglio regionale e da due Commissioni, la prima quella dei lavori pubblici, che nel 1997 ha fatto due sopralluoghi presso il porto di Porto Torres, e ha anche espresso due risoluzioni.

Successivamente la terza Commissione si è fatta carico delle stesse due risoluzioni formulate dalla quarta Commissione. La stessa terza Commissione ha fatto un approfondimento e ha proposto in aula, in sede di discussione della legge numero 402, uno stanziamento apposito per far fronte a questa esigenza che tutta l'Aula riteneva fondata e inderogabile.

C'è da dire che purtroppo la sorte vuole che anche le migliori intenzioni molte volte non vengono premiate da fatti concreti, perché per quella finalità furono stanziati 2 miliardi e 538 milioni e, per effetto di un contenzioso che dura ormai da due anni tra la Regione sarda e la Corte dei Conti, questi 2 miliardi e 538 milioni non sono stati spesi.

Il motivo principe dell'impossibilità di questa spesa è che la Corte, che entra nel merito, trattandosi di fondi comunitari, anche se io non sono d'accordo sul fatto che possa entrare nel merito, dichiara - questa è l'ultima dichiarazione della Corte dei Conti - che non ha proceduto alla registrazione per carenza di motivazioni e per l'indimostrata incongruenza delle quantità delle risorse destinate all'investimento, con la dimensione della costruenda opera.

Che cosa significa? Significa che vi è una mancata registrazione, per cui una mancata possibilità di spendita dei fondi. L'assessore poc'anzi diceva che probabilmente ci sarà una proroga al 2002. Intanto, noi abbiamo avuto un incontro con i funzionari responsabili di questi finanziamenti che ci hanno detto chiaramente che la proroga fino ad oggi non c'è, o quanto meno non è certificata, per cui i fondi vanno spesi entro il 2001, che non c'è una possibilità di rimodulazione, per cui non è possibile destinare questi due miliardi e cinquecento milioni ad altre finalità, in quanto la rimodulazione sarebbe stata possibile solo entro il 31 dicembre del 1999.

Posso capire che si pensi che ci possa essere una proroga, però dato che non siamo di fronte a notizie certe, io mi fido solamente di quello che è certificato, per cui non vorrei che questa manovra e questa indisponibilità a rendere liberi questi due miliardi e mezzo causassero la perdita dei finanziamenti che a suo tempo erano stati stanziati.

Inoltre, sono passati ormai due anni e questi due anni hanno determinato, questa volta sì, una vera carenza di fonti per far fronte all'esigenza, per cui questo trascorrere del tempo ha avvalorato la motivazione della Corte dei conti che all'inizio non era fondata, perché è bene ricordare che questa stazione marittima doveva sorgere in un'area adiacente al limite demaniale del porto, un'area delle Ferrovie dello Stato, per la quale il comune riuscì a fare un accordo di cessione in comodato che doveva concretizzarsi con l'inizio dell'opera...

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Abbiamo capito.

VASSALLO (R.C.). Sono le 4 e 58, dato che l'impegno è di andare avanti sino alle cinque, annuncio che alle cinque finirò l'intervento e riprenderò alla ripresa dei lavori, perché questo è l'impegno, alle cinque si chiude, sono le 4 e 58, sto aspettando che arrivino le cinque.

PRESIDENTE. La informo che gli interventi non possono essere interrotti e ripresi, quindi lei porti a conclusione il suo intervento.

VASSALLO (R.C.). Poi farò le dichiarazioni di voto.

Dicevo che questa intesa è venuta a cadere perché non c'è più la disponibilità delle ferrovie, per cui bisogna passare all'esproprio dell'area. Chiaramente per fare l'esproprio dell'area bisognerebbe attingere da quei 2 miliardi e 538 milioni che erano considerati appena sufficienti per realizzare l'opera progettata.

E` chiaro che questo fa cadere l'intero impianto di un progetto che tutto il Consiglio regionale aveva calorosamente sostenuto, e non si capisce l'insensibilità attuale rispetto a questo problema; capisco che questo argomento possa interessare a poche persone, però penso che avremo modo e opportunità di approfondirlo ulteriormente in seguito, perché, Assessore, lei ha fatto un'affermazione peraltro anche molto precisa, a settembre ci dovrebbe essere il secondo assestamento...

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, non perché sono le 5, ma perché ha superato il tempo, la prego di concludere. Lei non può tenere alle 5 del mattino il Consiglio inchiodato qua perché non ha finito il suo intervento nel tempo che le spetta.

VASSALLO (R.C.). Sì, ma mi lasci recuperare quanto meno il tempo che mi hanno fatto perdere.

(Interruzioni)

VASSALLO (R.C.). Va bene, sospendo, visto che sono le cinque, vorrà dire che riprenderò domani.

PRESIDENTE. Lei ha già parlato, domani non avrà più la parola su questo argomento.

VASSALLO (R.C.). Avrò la parola per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Va bene, parlerà per dichiarazione di voto.

I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 11.

La seduta è tolta alle ore 5 e 01 di giovedì 3 agosto.