Seduta n.139 del 22/11/2005 

CXXXIX SEDUTA

Mercoledì 22 Novembre 2005

(ANTIMERIDIANA )

Presidenza del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 49.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 19 ottobre 2005 (134), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giommaria Uggias, Francesco Sanna, Pierangelo Masia e Carmelo Cachia hanno chiesto congedo per la seduta del 22 novembre 2005.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 12, 21 e 25 ottobre 2005 e del 17 novembre 2005.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un intervento della Giunta regionale in favore dei dipendenti della ditta di trasporti Pani di Sassari". (386)

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sull'erogazione delle provvidenze previste in favore delle persone affette da tumori e sulle iniziative in materia assunte dal Comune di Sassari". (387)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza CORRIAS - SANNA Francesco - SABATINI sui gravissimi e ingenti danni cagionati dal nubifragio abbattutosi in Ogliastra, ed in particolare sul Comune di Tortolì, il 14 novembre 2005". (133)

Continuazione della discussione della mozione: Sanciu - La Spisa - Diana - Oppi - Vargiu - Ladu - Pili - Pisano - Sanjust - Rassu - Contu - Licandro - Lombardo - Milia - Petrini - Murgioni - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Artizzu - Capelli - Moro - Sanna Matteo - Gallus - Dedoni - Randazzo - Amadu - Cassano sulla grave crisi del comparto agro-pastorale. (46); abbinata alla mozione Uras - Balia - Licheri - Davoli - Fadda Giuseppe - Lanzi - Pisu - Masia - Caligaris sullo stato economico - finanziario delle aziende agricole sarde che sono, ancora, in attesa dell'avvio e conclusione delle procedure di pagamento degli indennizzi relativi ai danni subiti dalle colture per virosi, dagli allevamenti a causa delle epidemie di lingua blu (con riferimento anche alle vaccinazioni) e della peste suina e per eventi calamitosi. (40) e alla mozioneLadu - Murgioni - Onida sul prezzo del latte ovino.(27) ed allo svolgimento delle interpellanze: Ladu - Murgioni - Onida sul prezzo del latte ovino. (29/A); Cucca - Biancu - Addis - Cocco - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci sulla nuova emergenza determinata da una recrudescenza della diffusione della peste suina.(36/A); Atzeri - Scarpa sui nuovi focolai di peste suina africana(37/A); Atzeri - Scarpa sul mancato indennizzo per i danni derivanti dalla vaccinazione contro la febbre catarrale dei ruminanti (49/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione congiunta delle mozioni numero 46, 40 e 27 e delle interpellanze numero 29 A), 36/A, 37/A e 49/A. La discussione si è conclusa con l'intervento della Giunta. Comunico che è stato presentato un ordine del giorno.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno:

ORDINE DEL GIORNO MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA - CALIGARIS - ATZERI sullo stato economico-finanziario delle imprese agricole della Sardegna.

Il Consiglio regionale

Considerato che la situazione economica finanziaria delle imprese agricole della Sardegna, già compromessa da una pesante crisi dovuta sia a fattori interni che collegati alle dinamiche economiche a livello europeo ed extraeuropeo, negli ultimi tempi ha registrato un aggravamento;

Considerato che tra i diversi fatti che hanno comportato la crisi delle aziende agricole deve essere evidenziato il succedersi negli ultimi anni di numerose calamità naturali ed epizoozie che hanno aggravato una situazione di difficoltà;

Considerato che gli effetti delle calamità naturali ed epizoozie sono aggravati dal ritardo con cui vengono liquidati gli aiuti e gli indennizzi previsti dalla normativa nazionale e regionale, anche a causa delle difficoltà derivanti dalle procedure previste dalla normativa europea per l'esame della compatibilità degli aiuti alle imprese con tale normativa;

Considerato che, anche a causa dei danni derivanti dalle calamità naturali, le aziende agricole della Sardegna sono fortemente indebitate con il sistema bancario e che questo fatto comporta che molte aziende sono oggetto di procedure esecutive e che in alcuni casi queste sono state vendute a prezzi irrisori rispetto al loro reale valore di mercato;

Preso atto che la situazione economica del settore agricolo ha delle pesanti ripercussioni sulla vita di una gran parte della popolazione sarda diventando un problema sociale che interessa tutto il sistema economico-sociale regionale;

Considerato che l'attenzione per il settore dell'agricoltura deve costituire una delle priorità dell'azione della Giunta regionale:

impegna la Giunta regionale

ad attivare ogni iniziativa per arrivare in tempi brevi al pagamento di tutte le indennità o aiuti di provenienza comunitaria, nazionale e regionale dovuti alle imprese agricole della Sardegna in conseguenza di calamità naturali, epizoozie o a seguito delle vaccinazioni, intervenendo anche presso il Governo per l'immediata conclusione degli adempimenti procedurali di competenza ministeriale. (1) .)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori l'ordine del giorno ha facoltà di illustrarlo.

MARROCU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Vorrei sapere che cosa intendono fare i presentatori della mozione numero 46.

Onorevole Rassu su che cosa vuole intervenire?

RASSU (F.I.). Sulla mozione. Signor Presidente, poiché sarà presentato un ordine del giorno unitario, probabilmente la mozione numero 46 verrà ritirata. Il primo firmatario, l'onorevole Sanciu, è assente, ma ritengo che sia questa l'intenzione dei presentatori della mozione.

PRESIDENTE. Se sarà presentato un ordine del giorno unitario dovrete dirmelo voi, attualmente è ritirata solo la mozione numero 40.

RASSU (F.I.). Allora va bene, come non detto.

PRESIDENTE. Dovete dirmi cosa intendete fare in ordine alle mozioni numero 46 e 27.

RASSU (F.I.). Interveniamo per replica.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Una breve replica è doverosa. Ho seguito attentamente l'intervento che l'assessore Foddis ha svolto ieri in Aula, che non ho difficoltà a ritenere compiuto e, sotto molti aspetti, esaustivo. Chiaramente, allo stato attuale non ci sentiamo soddisfatti per come stanno procedendo gli eventi. E' chiaro che nell'urgenza, benché si siano mandate avanti alcune iniziative, sono state per esempio contattate le banche per un'eventuale convenzione sulla partita dei debiti, per quanto riguarda la mediazione sul prezzo del pecorino romano, abbiamo ribadito che pur non essendo compito della Giunta formulare questo prezzo è indispensabile far sì che esso sia tutelato e sia remunerativo per gli allevatori. Questo lo possono determinare solo ed esclusivamente l'autorità politica regionale e il Governo regionale, dal momento che è un fatto socioeconomico che non riguarda solo una categoria, ma, come abbiamo già avuto modo di precisare, riguarda quasi ventimila aziende sarde che rappresentano, tra l'altro, il 40 per cento della nostra produzione lorda vendibile.

Per cui soddisfatti lo siamo in parte e preghiamo l'Assessore dell'agricoltura, lo stimoliamo ad attivarsi per far sì che le azioni del Governo regionale siano più incisive. In questo momento, con la sua attività di mediazione, la Giunta deve cercare di mitigare l'atteggiamento delle industrie lattiero-casearie, perché non si capisce per quale ragione nel resto d'Italia il prezzo del latte supera i 90 centesimi di euro al litro mentre qui in Sardegna, dove chiaramente i costi di produzione sono molto più elevati, non è così remunerativo. E' necessario individuare le cause di questa situazione nell'immediato, far sì che gli industriali lattiero-caseari addivengano a un accordo con le associazioni di categoria per stabilire un prezzo del latte remunerativo per gli allevatori.

Questo si chiede all'Assessore dell'agricoltura nell'immediato, rimandando le altre partite ad altro dibattito in Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Vorrei proporre, sui due argomenti di cui abbiamo rinviato ad oggi la discussione, emergenza agricola e questione entrate - e sto per chiedere un'ulteriore sospensione - un'interlocuzione tra i Capigruppo per capire se si può trovare una soluzione unitaria. Ogni tentativo in questo senso mi pare positivo, sia per quanto riguarda la questione agricola sia quella sulle entrate.

Chiedo quindi una sospensione di mezz'ora per consentire un'interlocuzione anche informale tra i Capigruppo di maggioranza e di opposizione al fine di arrivare a una sintesi unitaria su questi due argomenti. Altrimenti, se non è possibile, alle 11 e mezzo voteremo le mozioni.

PRESIDENTE. I colleghi della minoranza cosa dicono? Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Credo che una sospensione di mezz'ora sia utile per valutare queste cose e poi procedere speditamente nei lavori.

PRESIDENTE. Penso che possiamo sospendere la seduta per mezz'ora, ma prego i Capigruppo di ricercare le intese possibili perché alle 11 e 30 comunque i nostri lavori riprenderanno. Sospendo la seduta per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 01, viene ripresa alle ore 11 e 26.)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 1 e le mozioni numero 46, 40 e 27 sono ritirati. Comunico che è stato presentato un altro ordine del giorno.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 2:

ORDINE DEL GIORNO SANNA Alberto - MARROCU - LA SPISA - BIANCU - ATZERI - CAPELLI - PORCU - LICHERI - DIANA - BALIA - VARGIU - LADU sulla situazione delle imprese agricole della Sardegna.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO che il settore agricolo riveste una importanza strategica per la vita economica e sociale della Sardegna;

PRESO ATTO che la situazione economica finanziaria delle imprese agricole della Sardegna, già compromessa da una pesante crisi dovuta sia a fattori interni che collegati alle dinamiche economiche a livello europeo ed extraeuropeo, negli ultimi tempi ha registrato un aggravamento;

CONSIDERATO che:

- tra i diversi fatti che hanno comportato la crisi delle aziende agricole deve essere evidenziato il succedersi negli ultimi anni di numerose calamità naturali ed epizoozie che hanno aggravato una situazione di difficoltà;

- gli effetti delle calamità naturali ed epizoozie sono aggravati dal ritardo con cui vengono liquidati gli aiuti e gli indennizzi previsti dalla normativa nazionale e regionale, anche a causa delle difficoltà derivanti dalle procedure previste dalla normativa europea per l'esame della compatibilità degli aiuti alle imprese con tale normativa;

- anche a causa dei danni derivanti dalle calamità naturali, le aziende agricole della Sardegna sono fortemente indebitate con il sistema bancario e che questo fatto comporta che molte aziende sono oggetto di procedure esecutive e che in alcuni casi queste sono state vendute a prezzi irrisori rispetto al loro reale valore di mercato;

- il comparto ovino attraversa da alcuni anni una crisi di particolare importanza e che tale crisi è aggravata dal fatto che ormai da mesi sono in corso le trattative per la determinazione del prezzo del latte ovino senza che si riesca a trovare un punto di incontro tra le posizioni degli allevatori e delle imprese di trasformazione e commercializzazione;

PRESO ATTO che la situazione economica del settore agricolo ha delle pesanti ripercussioni sulla vita di una gran parte della popolazione sarda, diventando un problema sociale che interessa tutto il sistema economico-sociale regionale;

CONSIDERATO che l'attenzione per il settore dell'agricoltura deve costituire una delle priorità dell'azione della Giunta regionale,

impegna la Giunta regionale

1) ad attivare ogni iniziativa per arrivare in tempi brevi al pagamento di tutte le indennità o aiuti di provenienza comunitaria, nazionale e regionale dovuti alle imprese agricole della Sardegna in conseguenza di calamità naturali, epizoozie o a seguito delle vaccinazioni, intervenendo anche presso il Governo per l'immediata conclusione degli adempimenti procedurali di competenza ministeriale;

2) ad adottare le iniziative necessarie perché le parti economiche interessate trovino un accordo sul prezzo del latte ovino che permetta la giusta remunerazione del lavoro degli allevatori e degli operatori dell' intera filiera e perché si giunga alla stipula di un accordo interprofessionale per la riconversione e il rilancio del comparto ovino;

3) a proporre, in tempi brevi, al Consiglio regionale un organico progetto di rilancio complessivo del settore agricolo che, valorizzando le produzioni agricole sarde, renda il settore finalmente competitivo con le altre realtà agricole sia nazionali che estere e assicuri agli agricoltori e agli operatori della filiera agro-alimentare il raggiungimento di redditi equi e adeguati livelli di vita economica e sociale. (2) .)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il parere della Giunta è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Intervengo per dichiarazione di voto sull'ordine del giorno numero 2 in quanto riguarda un tema estremamente delicato e importante per le sorti economiche e sociali della Sardegna.

Sappiamo quanto sia importante nei nostri centri la presenza di un mondo agricolo in grado di superare lo stato di crisi, però, pur nel clima unitario e per la responsabilità che compete a ognuno di noi nella ricerca delle soluzioni possibili, affinché il mondo agricolo abbia un po' di pace e individui prospettive future, oltre a fare dichiarazioni politiche di intenti estremamente importanti come queste, noi dobbiamo precisare la tempistica, dobbiamo cioè calendarizzare gli impegni che assumiamo. Di tavoli per accordi sul prezzo del latte se ne sono già visti tanti, direi troppi, e non certo per responsabilità di una sola parte o dell'altra. Sono stati fatti degli sforzi, tentativi di mediazione, però a questo punto tutto sembra inutile.

In riferimento alle iniziative volte a far sì che le parti economiche interessate trovino un accordo sul prezzo del latte, ritengo che si debbano indicare anche i tempi entro cui queste iniziative devono produrre qualche risultato, sempre che il Governo regionale abbia una responsabilità e una competenza in questa direzione, perché se non c'è la possibilità che la Giunta regionale si accolli una responsabilità in tal senso tanto vale non attivare nessuna iniziativa perché le parti sono troppo distanti. Ma siccome, secondo il mio punto di vista e anche secondo la ben più autorevole esperienza passata, ci sono le condizioni perché la Giunta regionale incida maggiormente su questo tema, noi dobbiamo stabilire dei tempi. Se si attiva questo tavolo, entro quindici o venti giorni e comunque prima di Natale si deve chiudere la trattativa sul prezzo del latte, altrimenti queste dichiarazioni non hanno nessun valore.

Secondo punto: un progetto organico per il rilancio complessivo del settore agricolo non può essere lasciato all'infinito alla buona volontà di non so chi, certamente dell'Assessore, della Giunta, del Presidente della Commissione e della Commissione, ma io credo che anche per quanto riguarda questo punto vadano indicati dei tempi. Due o tre mesi al massimo ritengo siano congrui per consentire la presentazione di un progetto organico per il rilancio complessivo del settore. Se si puntualizza, per quanto riguarda il prezzo del latte, che entro quindici o venti giorni la Giunta regionale farà di tutto per chiudere la trattativa e se relativamente al progetto organico del settore agricolo si indicano i tempi - due o tre mesi, ripeto - il mio voto sarà favorevole. In caso contrario, sarò costretto ad astenermi perché ritengo che una semplice e pura dichiarazione politica di buona volontà sia insufficiente rispetto alla drammatica situazione in cui versa oggi il mondo agricolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Sarò brevissimo, signor Presidente. Voglio esprimere la mia soddisfazione per la predisposizione di un documento unitario su questo gravissimo problema socioeconomico che interessa il comparto agropastorale in Sardegna. Mandare avanti un progetto strategico in tempi immediati ritengo debba assolutamente comportare l'impegno da parte della Giunta per un'analisi seria e compiuta, come ho avuto modo di accennare in un mio intervento della settimana scorsa, sui fattori che concorrono alla formazione del prezzo del latte, quindi sul costo della produzione nel settore agropastorale, che in Sardegna è superiore del 30 per cento, a parità di condizioni, al costo sostenuto, per esempio, nel Lazio e principalmente in Toscana, laddove è presente un patrimonio ovino rinveniente per la maggior parte proprio dalla Sardegna.

Alla Giunta va dunque uno stimolo affinché non cada nel vuoto anche quest'ultimo documento unitario e al più presto le parti che verranno a giorni riunite attorno a un tavolo, parlo delle associazioni di categoria, degli allevatori, degli agricoltori e degli imprenditori lattiero-caseari, possano raggiungere un accordo dignitoso e remunerativo sul prezzo del latte, che attualmente, di fatto, è pagato meno di un litro d'acqua. Credo che questo sia sotto gli occhi di tutti.

Occorre quindi capire per quale ragione non si riesca a superare un handicap che riguarda un aumento di appena 5 o 6 centesimi di euro del prezzo di un litro di latte, che però sono di vitale importanza per il mondo agropastorale. In Sardegna, come è stato accertato, un litro di latte costa all'allevatore non meno di 1100-1150 di lire e non può essere remunerato chiaramente al di sotto di 1200-1300 lire, parlo di vecchie lire per rendere più realistica l'osservazione. Su questo è persino inutile discutere. E' indispensabile che questo obiettivo venga raggiunto, così come è necessario mandare avanti al più presto la realizzazione di un progetto strategico che metta la nostra agricoltura al passo, come è detto nel documento, con le realtà agricole e pastorali del resto d'Italia e dell'Europa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C). Signor Presidente, signori Assessori, colleghe e colleghi, noi del partito della Rifondazione Comunista riteniamo molto importante il fatto che in questi giorni il Consiglio regionale abbia discusso della crisi che attraversa il mondo rurale e in particolare il settore ovicaprino. Sappiamo anche che in questo periodo c'è grande fermento nel mondo rurale e decine di comuni sono stati occupati dai pastori. Questi sono i segnali più evidenti della drammaticità in cui si trova un comparto importante e strategico per l'economia isolana.

In tanti hanno analizzato cause, concause e responsabilità anche politiche dell'attuale situazione, sulle quali non ritorno perché le condivido. Quello che a noi preoccupa è l'aggravarsi di questa crisi che sta portando all'indebitamento pesante, senza ritorno, di tante aziende e alla scomparsa o marginalizzazione di altre. Sappiamo, inoltre, che ciò che avviene nel mondo rurale è in gran parte determinato dalle scelte politiche dell'Unione Europea, da quanto è capace di fare il Governo centrale nella contrattazione a livello comunitario, ma anche da ciò che possiamo fare noi come Regione sarda.

L'altro ieri, l'assessore Foddis e il Presidente della Commissione agricoltura, l'onorevole Alberto Sanna, ci hanno spiegato da dove si è partiti e che cosa si sta facendo per quanto riguarda le riforme degli enti e gli interventi concreti in ordine a questioni di emergenza, e hanno cercato di tracciare le prospettive di sviluppo del comparto, che deve puntare sulla qualità del prodotto e sulla capacità di aggregarsi per poter competere nel quadro della globalizzazione in atto.

L'intervento di alcuni colleghi, in particolare del compagno Giuseppe Fadda, hanno sufficientemente chiarito, in dettaglio, che cosa riguardano gli interventi urgenti e immediati che devono essere portati avanti: le strade rurali, il riordino fondiario, il prezzo del latte, la diversificazione produttiva, la formazione professionale, lo stimolo alla cooperazione, la pubblicità dei nostri prodotti per conquistare nuovi mercati, ed altre questioni che per brevità non menziono.

Onorevoli colleghi, questo è un tema difficile e complesso che merita la nostra massima considerazione, perché rappresenta una parte del futuro della Sardegna. Non è pensabile che oggi il prezzo di un litro di latte di qualità sia pari alla metà del prezzo di una lattina di Coca Cola. Non possiamo assistere senza indignarci al comportamento di tanti industriali caseari che, alla stregua di moderni feudatari, ricattano i pastori in ogni modo. La Regione sarda, io penso, senza tentennamenti, deve schierarsi apertamente al fianco dei pastori nella lotta sul prezzo del latte. Noi di Rifondazione Comunista non abbiamo dubbi, siamo con i pastori sardi, per questo, assessore Foddis, sollecitiamo la predisposizione di un piano straordinario di interventi in agricoltura capace di concentrare, in tempi definiti, una serie di misure per il risanamento e il potenziamento del settore agropastorale, che tenga particolarmente conto di questi punti: vertenze in corso, prezzo del latte, superamento della situazione debitoria e blocco immediato delle procedure esecutive di riscossione dei crediti, rivendicazione di una forte accelerazione delle procedure di indennizzo per danni che coinvolgono il mondo rurale. In particolare la piccola proprietà contadina e i piccoli allevatori del settore soprattutto ovicaprino non possono rimanere senza una risposta positiva immediata e strutturata in modo organico.

Deve inoltre essere completato il processo di riforma del sistema dell'assistenza tecnica regionale, avviato in questa legislatura; devono essere attribuite all'Assessorato dell'agricoltura tutte le competenze in materia di danni in agricoltura; deve essere redatto, per essere approvato dal Consiglio regionale, un piano generale di intervento finalizzato al risanamento e rilancio delle aziende agricole di piccole e medie dimensioni, che rappresentano una realtà importante e ancora decisiva per lo sviluppo complessivo dell'economia isolana.

Ci sembra che l'ordine del giorno numero 2 rispecchi quanto noi abbiamo richiesto e per questo annunciamo il nostro voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anche noi abbiamo aderito volentieri all'invito rivolto all'Aula per la sottoscrizione di un documento unitario, perché crediamo che effettivamente sui temi dell'agricoltura sia assai importante che da questo Consiglio regionale emerga una presa di posizione unitaria che possa essere avvertita chiaramente all'esterno, dai nostri interlocutori del mondo agricolo.

Gli altri Capigruppo ed io abbiamo chiesto che fosse introdotto nell'ordine del giorno un passaggio sulla necessità che in tempi brevi, in Consiglio regionale, si svolga un dibattito complessivo sui temi dell'agricoltura. Credo che sia un elemento importante, nel senso che è importante sia che questo Consiglio conosca nel dettaglio le linee d'azione attraverso cui la Giunta regionale intende affrontare complessivamente le sofferenze ormai decennali del settore dell'agricoltura, sia che ne venga data comunicazione all'esterno, a quelle che il collega Sanciu chiama le 17.500 aziende agricole in coma o in difficoltà infinita oggi presenti in Sardegna. Questo al fine di disegnare quel quadro di interventi di medio e lungo periodo che la Regione intende attuare perché il futuro della nostra agricoltura sia legato non soltanto alle provvidenze estemporanee da essa stessa elargite, ma anche a un inquadramento strutturale del settore nell'ambito dell'economia isolana.

Tante volte in Consiglio regionale, anche negli anni passati, abbiamo avuto occasione di discutere dei problemi dell'agricoltura e purtroppo la discussione si è sempre orientata verso tematiche specifiche, verso singoli problemi, senza che a questi problemi si sia potuto dare l'inquadramento complessivo di cui invece avevano necessità, al punto che qualcuno di noi può addirittura essersi convinto che l'agricoltura sarda si possa reggere soltanto sulla gestione degli eventi calamitosi, che sia quasi necessario pregare perché ogni anno sulla Sardegna si abbatta una calamità naturale, come siccità, blue tongue, alluvione, al fine di aggirare il divieto comunitario agli aiuti di stato e poter erogare contributi a ristoro dei danni subiti dall'agricoltura.

Seppure in tutti noi sia presente la consapevolezza che in nessuna economia occidentale, in nessuna economia avanzata l'agricoltura si regge senza una pianificazione da parte dell'ente pubblico e quindi senza un intervento pubblico nel settore economico, è evidente che non possono essere completamente ignorate le leggi di mercato e non è pensabile che l'agricoltura sarda possa svilupparsi o semplicemente mantenere la sua importanza in riferimento al prodotto interno lordo senza una revisione complessiva delle direttive di sviluppo.

Quindi questo Consiglio regionale e, direi di più, questa Giunta hanno oggi una responsabilità obbligatoria nei confronti della Sardegna, quella cioè di indicare le linee di sviluppo futuro, se ci sono, e l'azione che la Regione intende porre in essere in questa direzione. Credo che questo documento, giustamente, impegni la Giunta in questa direzione e spero che presto essa possa avviare in quest'Aula un ragionamento complessivo sulle politiche agricole che intende proporre. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo per manifestare la soddisfazione anche del Gruppo La Margherita per lo sforzo che è stato compiuto nel presentare un ordine del giorno unitario su una tematica così importante, che ci ha visti impegnati in queste ultime settimane e che vede comunque ciascuno di noi impegnato nei territori a recepire le istanze che provengono dal mondo agropastorale, sia attraverso le occupazioni dei municipi, che sono ancora in corso, da parte dei pastori, sia attraverso le manifestazioni, che sono all'ordine del giorno, degli agricoltori per le cosiddette bollette pazze.

Soddisfazione anche perché, come abbiamo sostenuto a più riprese, l'agricoltura rappresenta una delle priorità della nostra economia e i problemi che la attanagliano non sono solo di natura economica, ma riguardano anche fenomeni di natura sociale. Ecco perché questo ordine del giorno, che recepisce quelle che per noi sono delle priorità, che abbiamo sottolineato anche nel dibattito di questi giorni in Consiglio, ci trova senz'altro favorevoli. Priorità sono in particolare l'accelerazione della spesa dei fondi comunitari e l'assegnazione delle indennità e degli aiuti al fine di intervenire preventivamente, prima che il malato giunga alla fase terminale. Come abbiamo sostenuto la settimana scorsa, è anche necessario, per quanto riguarda gli indennizzi per la peste suina, considerati i ritardi nel trasferimento dei fondi ministeriali, intervenire con delle anticipazioni prima che le aziende si trovino nella fase conclusiva.

Altre priorità sono la riconversione e il rilancio del comparto ovino; riconversione che si realizza attraverso un forte impegno nella diversificazione delle produzioni, evitando di continuare a concentrarsi solo su alcune produzioni, come quella del pecorino romano, ma cercando di dare il giusto peso a produzioni caratteristiche, anche attraverso una riqualificazione del settore della trasformazione.

Un altro aspetto decisivo dell'ordine del giorno, che viene recepito come prioritario, riguarda l'impegno a intervenire con una politica organica di rilancio del settore agricolo, per non arrendersi a quello che viene considerato ormai un luogo comune, cioè che l'agricoltura debba essere assistita. Se noi ci arrendiamo a questa che oggi appare un'evidenza, abdichiamo al ruolo stesso della politica, quello cioè di ricercare delle soluzioni per il rilancio del settore. E' dunque importante che privilegiamo, da questo punto di vista, interventi di filiera affinché tutti i processi produttivi rimangano allocati nella nostra regione, dalla produzione alla trasformazione fino alla commercializzazione, di modo che anche il valore aggiunto rimanga nel nostro territorio e non vada per altri lidi.

Il Gruppo La Margherita esprime un voto favorevole all'ordine del giorno numero 2 e interverrà in tutte le fasi successive per sostenere la politica della Giunta a favore di questo settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Grazie, Presidente. Signor Assessore dell'agricoltura, lei ha illustrato, devo dire in maniera dettagliata e corposa, il lavoro che il suo Assessorato avrebbe svolto dal luglio del 2004 ad oggi in merito alla situazione dell'agricoltura in Sardegna e del comparto ovicaprino in particolare. Era da oltre un anno che il Consiglio regionale, ma a maggior titolo tutti gli allevatori e agricoltori sardi, aspettavano che un esponente della Giunta illustrasse la strada che questo Esecutivo, sempre un po' avaro di informazioni, sta seguendo per il rilancio del settore.

La vertenza sul prezzo del latte, infatti, è soltanto la punta dell'iceberg.Il malessere che investe tutto il settore agropastorale isolano è ben più profondo, è una crisi profonda, come lei, Assessore, la definisce nella sua relazione, che viene da lontano e che ha interessato molte Giunte regionali del passato. Noi pensavamo che l'Assessorato dell'agricoltura fosse soltanto in ritardo nella predisposizione di quel piano che il Presidente aveva intenzione di elaborare per valorizzare l'agricoltura sarda e per superare quelle situazioni di crisi che caratterizzano questo settore. Venerdì, invece, abbiamo scoperto che non solo la Giunta non ha la minima idea su come intervenire nel settore, ma che in questi mesi di legislatura non si è fatto nulla per risolvere veramente la crisi o perlomeno iniziare a risolvere le emergenze e poi elaborare un piano strategico.

Quindi, assessore Foddis, la relazione che lei ha illustrato all'Aula, e che noi abbiamo potuto analizzare attentamente in questo fine settimana, non è altro che un elenco di appuntamenti mancati, di inadempimenti, di ritardi, di cose annunciate, forse solo per tacitare le forze sociali. Nella sua relazione vengono ripresi concetti che ormai sono comunemente accettati, come il valore aggiunto della qualità dei prodotti dell'agricoltura sarda e delle nuove interessanti frontiere che si stanno aprendo a livello mondiale a seguito del cambiamento delle abitudini dei consumatori. Queste cose, Assessore, il Presidente le va dicendo da un anno e mezzo, dimostrando tra l'altro di aver fatto - noi lo diciamo spesso - la scoperta dell'acqua calda!

Anche lei richiama, Assessore, la necessità di cogliere tante opportunità nel mercato globale e di attivarsi per fare formazione manageriale di altissimo livello, salvo poi non spiegarne le modalità, limitandosi ad auspicare che siano adottate generiche strategie di coordinamento e integrazione tra tutte le componenti del sistema. Mi sembra effettivamente un po' poco affermare, come ha fatto lei, che la Giunta regionale, con l'Assessorato dell'agricoltura in prima fila, è tutt'altro che inerte. Desta più che sorpresa preoccupazione, perché ci dà la misura di quanto siamo distanti dai problemi concreti della Sardegna.

Auspico, quindi, che la Giunta, con la convocazione delle parti in causa per il 23 novembre, sia in grado di mettere in pratica almeno un'azione che possa essere considerata determinante per attuare il cosiddetto accordo sul prezzo del latte, obiettivo quanto mai obbligato, perché gli allevatori ovi caprini versano davvero in una situazione drammatica. Il malcontento si sta facendo sempre più strada nelle campagne e gli allevatori sono pronti a scendere in piazza e a intraprendere quindi clamorose manifestazioni, se non ci saranno sviluppi sull'accordo.

Quell'accordo di filiera, come ama chiamarlo lei, Assessore, individuava realmente una prospettiva ampiamente condivisa e voluta per il rilancio e lo sviluppo del comparto ovicaprino. Assessore, parliamoci chiaro, lei si è insediato alla guida dell'Assessorato dell'agricoltura da poco, ma occorre che faccia rispettare da subito le condizioni di trasparenza nel passaggio dalla stalla alla tavola, necessarie per garantire un reddito adeguato alle imprese agricole.

Ecco, oggi noi, in modo unitario, stiamo proponendo all'Aula un ordine del giorno che le dà maggiore forza, Assessore, perché c'è l'avallo politico alla sua azione, c'è il sostegno dell'intero Consiglio per poter agire nei confronti di tutto il settore agricolo e di tutti gli attori del settore stesso, cioè i protagonisti della filiera, che richiamiamo a un senso di responsabilità, così come richiamiamo lei ad attivare il suo ruolo.

PRESIDENTE. Siamo in fase di dichiarazioni di voto e ci sono ancora molti iscritti a parlare, nonostante le intese raggiunte stamattina.

CUGINI (D.S.). Quali erano le intese? Noi non ne sappiamo nulla.

PRESIDENTE. Le intese attenevano alla predisposizione di un ordine del giorno unitario e convergente, non alla riapertura della discussione.

CUGINI (D.S.). Noi ci atteniamo a quello che ha detto lei.

PRESIDENTE. Certo. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, non credo che occuperò tutto il tempo concesso, ma sono voluto intervenire perché l'approvazione di un ordine del giorno unitario - e mi associo al plauso di tutti gli intervenuti - non significa che poi si portino a compimento tutti gli atti necessari e dovuti, oltre che urgenti, che il settore in crisi oggi si aspetta.

Sarei più legato a qualche amico che è intervenuto chiedendo tempi di attuazione e certezze di intervento da parte dell'Esecutivo, perché non si può andare oltre quello che è il tempo ormai maturo di una rabbia che monta sempre più all'interno del mondo delle campagne. Se questo non si intende, facciamo un grave torto a lasciare che questo ordine del giorno passi come ne sono passati tanti altri in un'Aula che recupera parole, ma poi nei fatti non estrinseca tutto quello che è doveroso per dare risposte certe e puntuali.

Veniamo da un dibattito in cui l'Assessore dell'agricoltura ha allargato il panorama delle proprie iniziative e delle proprie intraprese, e noi gli abbiamo dato dei suggerimenti per intervenire nella vertenza sul prezzo del latte. Vorremmo che queste cose giungessero a compimento. Se non è una bufala, ma non credo che lo sia, ho saputo che il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato 30 milioni di litri di latte alla Nestlè, poche ore fa. Allora, all'interno di questo panorama, noi abbiamo necessità di garantire che il discorso sul "biologico Sardegna" non venga offuscato da problematiche attinenti alla Cooperativa 3A, che, non essendo all'interno di un sistema complessivo di tutela, possono inficiare ulteriormente un settore che è già in crisi.

Assessore, nella mia interrogazione le ho offerto alcuni spunti su come poter operare e so che lei vuole intervenire perché ci sono cose necessitate e doverose da fare in quel comparto e in quell'area per risanare qualcosa che potrebbe essere grave e pernicioso per l'intero comparto del latte in Sardegna. Credo che, oltre agli ordini del giorno, servano attivazioni politiche concrete perché le parole siano seguite dai fatti. Assessore, è lei che oggi ha la palla!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per esprimere il mio voto favorevole all'ordine del giorno sottoscritto da tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale.

La situazione del settore agricolo riveste un'importanza fondamentale per lo sviluppo economico della Sardegna. Mi sembra quindi importante che l'ordine del giorno faccia riferimento alla situazione in cui versano le aziende agricole a causa dei danni derivanti dalle calamità naturali e dall'indebitamento con il sistema bancario che ha messo in ginocchio alcune realtà importanti dei nostri territori.

E' altrettanto importante aver evidenziato, nell'ordine del giorno, il fatto che, a tutt'oggi, gli allevatori non hanno trovato un punto d'incontro con le imprese di trasformazione e commercializzazione. Diventa quindi fondamentale che, su temi di questa rilevanza, il Consiglio trovi la massima convergenza e che la Giunta presenti - in tempi rapidi - un percorso organico di rilancio di tutto il comparto agricolo in grado di invertire la situazione drammatica in cui esso versa. Tra l'altro, la relazione dell'Assessore, che io ho trovato precisa ed efficace sia nel metodo che nel merito, va comunque nella direzione indicata dall'ordine del giorno. Il futuro della Sardegna, la sua capacità di rinascita, di riscatto sociale, di realizzazione di un nuovo modello di sviluppo passa attraverso il pieno riconoscimento, la tutela e il rilancio del settore agropastorale.

Condivido pienamente l'affermazione del professor Francesco Casula che proprio oggi, in un articolo su "Il Giornale di Sardegna", evidenzia il fatto che la pastorizia è stata storicamente l'unica industria endogena e autocentrata che ha sempre retto verticalizzando la produzione, quindi è l'unica vera industria. La lotta dei pastori ci riguarda da vicino, come sardi. Per questa ragione la classe politica ha il compito di mostrarsi solidale e attenta alle richieste che vengono da tutto il comparto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, capisco le sue considerazioni in merito al prolungarsi degli interventi, però vero è che questa è una materia che interessa tutti e non può essere un ordine del giorno unitario a mettere tutte le parti in perfetto accordo e sintonia. Io non intervengo per dire all'Assessore e alla Giunta che cosa debbono fare, non ho la presunzione dell'onorevole Pisu e non ho neanche la volontà di sollevare problemi per le cose non fatte.

L'ordine del giorno numero 2 nasce, purtroppo, dall'aver voluto accomunare nella discussione interpellanze e mozioni che trattavano argomenti attinenti all'agricoltura, certo, ma diversi tra loro. Ci è sembrato di cogliere, ed ecco perché siamo intervenuti con alcune modifiche all'ordine del giorno, che si volessero minimizzare i tanti problemi che attanagliano l'agricoltura e far riferimento soltanto alle questioni, pure importanti, relative al prezzo del latte e al comparto ovicaprino. Credo che non si possa ridurre questo argomento solo a questo, e non lo si deve ridurre solo a questo, perché è vero che il comparto ovicaprino è un comparto importante, però non dimentichiamoci che l'agricoltura sarda ha ben altri problemi che vanno al di là del comparto ovicaprino: ci sono problemi nel comparto bovino, ci sono problemi nel comparto agricolo, nel Campidano di Cagliari e Oristano, per quanto attiene alla diffusione di un'agricoltura diversa, forse più evoluta, che è drammaticamente carente di tutta una serie di sostegni e aiuti. Non possiamo, quindi, far uscire dal Consiglio regionale l'immagine che la nostra attenzione sia limitata solo ed esclusivamente al comparto ovicaprino. Questo lo dico ai colleghi consiglieri, credo di non dire niente di nuovo all'assessore Foddis, che probabilmente ha più conoscenza degli aspetti negativi dell'agricoltura sarda che non di quelli del comparto ovicaprino.

In questo ordine del giorno, che anche noi abbiamo sottoscritto, certamente c'è qualcosa che desta perplessità. Desta perplessità per esempio - chiedo scusa se sollevo adesso questo problema, ma credo che siamo ancora in tempo per farlo - il passaggio in cui si impegna la Giunta regionale a intervenire anche presso il Governo per l'immediata conclusione degli adempimenti procedurali di competenza ministeriale. Credo che non siamo noi a dover dire alla Giunta se ci sono procedimenti e adempimenti che debbono essere seguiti da vicino dall'Assessore regionale dell'agricoltura. Non mi risulta che esistano adempimenti di questo genere, pertanto chiederei che questa parte venisse stralciata dall'ordine del giorno.

Rimangono invece in piedi numerosi problemi che riguardano l'agricoltura, ecco perché dico che non dobbiamo dare noi suggerimenti all'Assessore, ma chiediamo con forza, questo sì, l'impegno di cui al punto 3), quello di proporre in tempi brevi un progetto organico di rilancio del settore agricolo. E vorrei, Assessore, che nel suo prossimo intervento, se vorrà intervenire, specificasse in che cosa consistono questi tempi brevi, perché i tempi del Consiglio regionale, a seconda delle situazioni, possono essere più o meno brevi. Quando noi parliamo di tempi brevi intendiamo dire che al massimo entro due mesi il Consiglio regionale deve essere chiamato a discutere di una proposta organica di riordino complessivo dell'agricoltura in Sardegna. Questo lo stiamo dicendo dall'inizio della legislatura. E' vero che l'assessore Foddis è da poco tempo in carica, però io credo che abbia le idee chiare alla luce anche di quanto afferma nella sua relazione.

Colleghi cari, in questo ordine del giorno, secondo me, è contenuto tutto ciò che è necessario fare in agricoltura oggi in Sardegna. Si capisce qual è la complessità degli interventi necessari, per cui non possiamo trascurare questo documento, Assessore, che rimarrà agli atti del Consiglio regionale e ne faremo tutti l'uso dovuto, o perlomeno coloro che avranno necessità di un supporto anche di questo genere. Quindi io dico che votare questo ordine del giorno non definisce assolutamente nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, sembra che questo ordine del giorno soddisfi tutte le possibilità, ma a noi sta a cuore caldeggiare presso l'Assessore una delle tradizioni più vecchie e nobili dei sardi e credo dei galantuomini: il rispetto degli accordi presi.

Signor Assessore, lei deve profondere tutte le energie perché sia rispettato il famoso articolo 6 che metteva d'accordo gli operatori del comparto. I qualificati istituti Nomisma e Ismea hanno quantificato la rapina a cui sono sottoposti i pastori da diversi anni e i privilegi di cui hanno goduto gli industriali, non ultimi i 360 miliardi di vecchie lire loro destinati dai patti di programma. Lei, Assessore, deve far sì che questa somma sia distratta se questi signori non rispettano gli accordi, perché mantenere l'attuale prezzo del latte vuol dire dare un colpo mortale a uno dei volani dell'economia sarda, come da più parti si sostiene. Basti pensare alla parcellizzazione di tutti i comuni della Sardegna, molti dei quali hanno meno di mille abitanti, e al significato che può avere l'attività pastorizia e il prodotto latte.

Siamo quindi davanti alla madre di tutte le emergenze e lei, Assessore, deve fare rispettare gli accordi presi, perché ci risulta che ci siano subdole manovre per ricattare i pastori. Tra un mese ci saranno le festività natalizie e sappiamo bene quale scenario si presenterà, quindi lei deve imporre la democrazia, deve far rispettare gli accordi ratificati da istituti autorevoli e che sembrava accontentassero le parti. Non voglio dilungarmi, ma qui si tratta di sanare un'ingiustizia, perché chi è soccombente, l'anello debole della catena è il pastore, il quale talvolta è persino costretto a ritirare dalle scuole i propri figli, mentre i figli degli industriali, lo sappiamo benissimo, non hanno problemi di sorta.

Questa forbice che si allarga sempre a danno dei pastori è diventata una questione morale intollerabile, e lei, a livello politico, anche se spesso sottolinea che è un Assessore tecnico, deve cercare di imporre, ripeto, il rispetto dell'articolo 6 del famoso accordo sul prezzo del latte, altrimenti dovremo prendere atto che abbiamo a che fare con personaggi che non rispettano la parola data, il che è il reato più grave che possa essere commesso nei confronti della nostra terra.

Noi abbiamo accettato queste condizioni e vogliamo che la parte politica si impegni per imporre queste condizioni democraticamente metabolizzate dalle parti interessate. Solo di fronte a questo impegno potremo ritenerci soddisfatti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sarò rapidissimo, signor Presidente. Voglio solo sottolineare che l'ordine del giorno affronta un problema storico all'interno di un comparto che noi riconsideriamo strategico per lo sviluppo economico della nostra Isola e che riguarda l'intera Sardegna, ma riguarda prepotentemente, in maniera molto forte, le zone interne, laddove c'è molto disagio sociale, c'è molta sofferenza, c'è molta povertà, Assessore, anche se è una povertà che viene affrontata dal mondo agropastorale con grandissimo senso di dignità.

Voglio porre un primo elemento di preoccupazione relativamente alla fiducia che i rappresentanti di quel comparto via via manifestano in maniera sempre più affievolita. La stessa richiesta di incontro che è stata fatta nei giorni scorsi ai prefetti sta a indicare una disperata ricerca di un qualunque interlocutore. Il secondo elemento di preoccupazione è dato dal fatto che in Sardegna, nel settore agricolo, si stanno manifestando i primi casi di fallimento di aziende agricole. Ora, Assessore, tutti noi siamo ben consapevoli dei limiti di intervento che lei ha nei confronti, per esempio, degli imprenditori del comparto ovicaprino, ma siamo altrettanto consapevoli dell'esigenza che lei svolga anche un ruolo di indirizzo, che, per carità, anche nel passato si è cercato di portare a compimento, e lei lo ha manifestato con forza attraverso il documento che ci ha fatto pervenire la settimana scorsa.

Noi riteniamo, Assessore, che in questo settore, laddove molto spesso si opera in un regime di tipo monopolistico, sia necessario l'intervento per un mercato più guidato, più controllato, perché diversamente, come è nella logica del mercato e la storia lo dimostra, esso continuerà ad essere avaro da un lato e ingiusto dall'altro. Quindi un ruolo di guida a questo punto è assolutamente improcrastinabile e irrinunciabile.

Stiamo parlando di un settore importante, ma povero, in una regione in cui il problema della povertà rischia di soverchiare tutti gli altri problemi che pure ci sono. Mi riferisco alla povertà in generale, Assessore, non solo a quella del comparto agricolo. Per la nostra regione credo che sia venuto il momento di assumere questo problema come prioritario e centrale. Da questo dipende anche il livello di fiducia che i cittadini potranno riporre sulla massima istituzione regionale che, ripeto, deve considerare prioritario questo problema, tanto da farne quasi un fatto di etica politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Intervengo solo ed esclusivamente per cercare di interrompere il panegirico che i colleghi stanno facendo di questo ordine del giorno.

Le problematiche che ho letto nel testo e gli inviti che vengono fatti alla Giunta sono così noti e vecchi che sin dall'inizio di questa legislatura in Commissione agricoltura, di cui faccio parte, si sono svolte le audizioni non soltanto dei rappresentanti delle associazioni agricole e zootecniche, ma anche di tantissime altre persone. Si è quindi raccolta una quantità di materiale tale da poter dare una risposta a questi problemi annosi già diverso tempo fa, senza aspettare il 22 novembre 2005. Erano stati anche istituiti dei tavoli verdi e vorrei sapere che cosa hanno prodotto.

Ciò che viene chiesto oggi alla Giunta non può, a mio avviso, risolvere i problemi dell'agricoltura e della pastorizia, perché si tratta di rimedi tampone, e passata l'emergenza i problemi si riproporranno tali e quali il prossimo anno. Per cui noi saremo qui, nel 2006, a discutere degli stessi problemi di cui stiamo discutendo oggi. L'onorevole Balia ha detto: "Qui non vogliamo sollevare questioni di campanile", perché lui faceva riferimento alle zone interne del nuorese, da cui proviene. Io dico che ci sono anche altre situazioni "quasi interne", con livelli di disoccupazione biblici. Almeno nel nuorese, ormai è noto, è preponderante l'attività pastorale, che dà alle famiglie quel minimo di sostentamento per poter tirare avanti. In altre zone della Sardegna non c'è neanche questo, perché con l'avvento della SIR tutti vendettero quelle poche cose che avevano in campagna nella convinzione che ciò che era stato loro prospettato avrebbe risolto i futuri problemi della loro vita, ma così non è stato.

Le cose che vengono chieste in questo ordine del giorno e che impegnano la Giunta, ripeto, sono piuttosto blande rispetto al problema ponderoso che si deve affrontare e che è di natura economica, ma anche sociale. Quindi rispetto a un grave problema l'impegno che viene chiesto alla Giunta è così striminzito che se anche essa riuscisse a mettere in piedi - e non credo che sarà così - tutto quello che il Consiglio le chiede, non potremmo certo dire: "Abbiamo trovato la panacea per i nostri problemi".

L'unica nota negativa, l'hanno rilevato anche il mio Capogruppo e l'onorevole Amadu, è il riferimento al Governo nazionale, quel "dagli all'untore", ancora! Io mi domando: ma è possibile che non riusciamo a camminare con le nostre gambe, a pensare alle cose che possiamo risolvere da soli, senza fare queste chiamate di correo di persone, enti e Governi che non c'entrano nulla, almeno per quanto riguarda la risoluzione dei problemi di cui oggi stiamo discutendo? Questo è un dato di fatto.

Vorrei che l'Assessore, in merito a queste cose che non sono state dette e che sono racchiuse nella generica dicitura "progetto di rilancio complessivo del settore agricolo", si ricordasse, ad esempio, che la Sardegna era una delle principali produttrici di grano duro e che oggi il grano duro non viene più coltivato e addirittura costa molto più l'avena del grano duro, tanto che qualche agricoltore ha chiesto praticamente di stipulare dei contratti particolari con chi produce il pane carasau. Mi ricordo di una seduta in cui si era fatto un grande quadro del pane carasau senza sapere che la materia prima per farlo è il grano duro, che se manca deve essere importato. Credo che la produzione di grano duro sia una peculiarità della Sardegna, ma il prezzo è così irrisorio (15 euro per quintale) che l'avena costa molto di più. I nostri padri direbbero: "Lu mundhu s'est giradu a lu rebessu". Io ritengo che anche di queste cose si debba parlare.

Vorrei che effettivamente questo ordine del giorno fosse approvato unitariamente. Tra l'altro si è raggiunto con fatica un accordo su alcuni punti, però sono convinto che con ordini del giorno di questo genere non si risolvano i problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Credo che il fatto che il Consiglio regionale sia stato investito della crisi del comparto ovicaprino e in generale del settore agricolo sardo sia molto rilevante sul piano politico e per l'attenzione che la massima Assemblea rappresentativa del popolo sardo dedica a questa problematica molto importante. Ed è ancora più rilevante il fatto che la conclusione di questa discussione avvenga con un ordine del giorno unitario, in cui il Consiglio regionale sostanzialmente chiede tre cose alla Giunta, e non solo ad essa, ma anche al vasto mondo che si occupa di questi problemi. Nell'ordine del giorno si dice che bisogna dare risposte congiunturali a un comparto in grande difficoltà come quello ovicaprino, e noi sappiamo che le risposte congiunturali la Giunta e anche il Consiglio le stanno dando in modo abbastanza importante. Si dice anche che bisogna fare in modo che al tavolo a cui sono chiamate le parti sociali interessate e la Giunta si raggiunga un accordo interprofessionale che certamente definisca il prezzo del latte, ma che dia anche delle prospettive e sostenga la riconversione di questo comparto, che non può fossilizzarsi sulla produzione di pecorino romano e non può restare imbalsamato, così com'è oggi.

Su questi due punti voglio fare una considerazione: gli interventi congiunturali devono servire alla politica e anche alle forze sociali per avere il tempo necessario perché il sistema delle aziende rimanga in piedi e nel frattempo venga riconvertito il comparto. Guai a noi se considerassimo gli interventi congiunturali come definitivi, perché questo congelerebbe il comparto, con tutti i suoi limiti. Ecco questo è il fatto politicamente molto importante che volevo richiamare.

Si chiede alla Giunta di proporre in tempi rapidi al Consiglio le linee fondamentali di un progetto di rilancio dell'agricoltura sarda. Questo è un altro aspetto estremamente importante. L'onorevole Amadu diceva che bisogna indicare i tempi per l'accordo sul prezzo del latte, ma io credo che questi tempi questo documento non li possa indicare, non li può indicare neanche la Giunta, perché tra l'altro, al di là di tutte le iniziative che l'Esecutivo sta mettendo in campo e del suo impegno per risolvere il problema, l'accordo sul prezzo del latte riguarda sostanzialmente le due parti in causa, cioè gli industriali caseari e le associazioni dei produttori. Quindi è un accordo libero che viene stipulato tra le parti sociali interessate. Certamente la Giunta farà tutto quanto è nelle sue possibilità per favorire questo accordo, onorevole Amadu, ma non a tutti i costi. Non abbiamo bisogno di un accordo qualunque, abbiamo invece bisogno, nel più breve tempo possibile, di un accordo che parta dalla difesa del livello di reddito dei produttori necessario per vivere dignitosamente, che è il punto di maggiore criticità del sistema.

Queste indicazioni sono contenute nell'ordine del giorno numero 2 ed è importante che esso raccolga il consenso di tutto il Consiglio. Per questo penso che lo dobbiamo votare tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Credo anch'io che sia significativo che su un tema così importante per la nostra economia, ma anche per aspetti culturali e sociali, il Consiglio sia pervenuto a un ordine del giorno unitario e devo dire che, da questo punto di vista, trovo non del tutto condivisibili le osservazioni di alcuni colleghi della minoranza, per i quali questo ordine del giorno non sarebbe sufficientemente articolato o impegnativo nei confronti della Giunta.

Non è così, innanzitutto perché, come è ben spiegato nell'ordine del giorno, noi abbiamo voluto, in questi giorni, avviare un dibattito su un tema complesso, le cui problematiche vengono da molto lontano e proprio nel dispositivo rimandiamo a un successivo appuntamento, chiedendo all'Assessore competente di presentare al Consiglio regionale un piano maggiormente organico sul futuro del comparto agricolo e sulle possibili strategie di medio e lungo termine per ridare competitività al comparto stesso.

Quindi quello di questi giorni è stato un avvio di discussione su questo argomento, un avvio importante, che ci vede convergere verso una sintesi unitaria, ma il discorso dovrà essere ripreso, dovrà essere maggiormente articolato, tenendo conto anche di molte cose che sono emerse nel dibattito di questi giorni. Il comparto agropastorale si dibatte tra due questioni fondamentali e tra l'altro ha la necessità di confrontarsi maggiormente col mercato, con la trasformazione dei modelli di consumo, con la necessità di superare una frammentazione che spesso gli impedisce di proporsi al mercato in maniera competitiva. Inoltre, per chi si occupa delle politiche settoriali, si deve anche tener conto di quello che è il ruolo strategico dell'agricoltura, del settore lattiero-caseario dal punto di vista innanzitutto sociale e culturale, ma anche del presidio delle campagne, della salvaguardia ambientale e dello sviluppo delle zone interne.

Credo quindi che questo dibattito dovrà essere proseguito per approfondire le tematiche che riguardano il modo in cui affrontare il mercato e superare alcuni mali endemici di questo settore. Anche il modo di approcciarsi al mercato è stato un male diffuso, come la frammentazione, la parcellizzazione degli operatori, che incontrano poi difficoltà nel momento in cui il mercato chiede strategie evolute, strategie che hanno delle barriere d'accesso dal punto di vista commerciale, ma anche dell'innovazione e della certificazione del prodotto.

Credo che questa sintesi unitaria possa oggi vederci soddisfatti, quindi anche il Gruppo Progetto Sardegna, con l'auspicio che queste linee strategiche siano meglio approfondite nel futuro, esprime un voto favorevole all'ordine del giorno numero 2.

PRESIDENTE. Colleghi, pensavamo di avere finito, ma ci sono altre due iscrizioni per dichiarazione di voto.

CUGINI (D.S.). Non accetti più iscrizioni!

PRESIDENTE. Grazie per il suggerimento, onorevole Cugini.

CUGINI (D.S.). Ci provi una volta!

PRESIDENTE. L'ultimo intervento sarà quello dell'onorevole Pittalis, ma siamo in fase di dichiarazioni di voto su un argomento che è stato trattato per due lunghe giornate. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, se si trattasse di fare una cortesia al collega Cugini potrei anche rinunciare, il problema è che non servirebbe a niente, giusto perché voglio sottolineare un aspetto che forse interessa anche all'onorevole Cugini, nel senso che di fronte all'incapacità dell'attuale Assessore (lo dico senza volergli attribuire tutte le responsabilità, ma comunque ne ha una parte perché è in carica da oltre quattro mesi), di fronte alla carenza, all'assenza totale dell'Esecutivo si ricorre agli ordini del giorno. Vale a dire che in questo Consiglio regionale si inventano ggli ordini del giorno unitari per rinviare i problemi o addirittura per non rispondere a quelli che sono i problemi seri della società sarda, come in questo caso.

Quindi l'ordine del giorno numero 2 noi lo voteremo. Probabilmente io sarò corresponsabile del ritardo nella sua approvazione, ma comunque so già in partenza che il mio voto favorevole non servirà a nulla, perché l'Assessore questa mattina doveva dare risposte chiare e precisare quando e come eventualmente intende risolvere la vertenza dei pastori sardi che continuano ad occupare i nostri comuni. A loro l'Assessore doveva dare risposte, non a noi in quest'Aula. Quindi i documenti, le cartelline, le copie fotostatiche che ha consegnato ai consiglieri regionali credo che servano a ben poco. Serve invece dare risposte a un comparto che è in crisi, ma in quest'ordine del giorno unitario che voi proponete a quest'Aula non si fa altro che richiamare gli stessi ritardi che ebbi modo di richiamare io fin dal maggio del 2005, in un'interrogazione rivolta all'allora assessore Addis, e che successivamente ricordai all'assessore Foddis. Nessuno dei due, però, ebbe modo di dare alcuna risposta, né a me né soprattutto ai pastori e agli operatori del comparto agricolo. Credo che questo documento che ci accingiamo ad approvare lascerà tutti comunque insoddisfatti, non tanto i consiglieri regionali, che stanno comodi e al caldo in quest'Aula, quanto i pastori che hanno occupato i nostri comuni.

Assessore Foddis, essendo lei un esperto in questa materia, le domando se è in grado di spiegare esattamente ai pastori che cosa intende fare domani, dopodomani, fra quindici giorni, perché questo la gente vuole sapere dalla Regione. Da lei Assessore, dalla Giunta regionale e da questo Consiglio regionale i cittadini vogliono sapere esattamente quando e come verranno riconosciuti i loro diritti.

PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno come vota, onorevole Cassano?

CASSANO (Riformatori Sardi). A favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Un politico di lungo corso, l'onorevole Felicetto Contu, che io ho avuto modo di apprezzare sul piano politico e anche su quello personale, diceva una cosa probabilmente ovvia, anche alla luce del dibattito odierno, e cioè che un ordine del giorno non si nega a nessuno.

Lo dico nell'assoluta convinzione - e penso che sia una valutazione presente in tutti i colleghi - che l'ordine del giorno che ci apprestiamo a votare sia inadeguato e insufficiente rispetto alla problematicità che il comparto agricolo oggi presenta. Mi pare che sia fin troppo ovvia la premessa, che è una parte ricognitiva, e altrettanto scontato il dispositivo, rispetto al quale avremmo voluto oggi raccogliere i primi frutti di interventi concreti nel settore.

Badate, lo hanno già detto dei colleghi che mi hanno preceduto, soprattutto quei colleghi che hanno più aderenza con le realtà agropastorali: rispetto al dramma che stanno vivendo i pastori mi pare che un ordine del giorno valga ben poco e valga ben poco, domani, per spiegare che questo Consiglio regionale ha dato questa risposta.

Io mi auguro che ci siano, da parte dell'Assessore dell'agricoltura, azioni concrete e su questo noi vigileremo e non abbasseremo assolutamente la guardia. Quello agricolo è un settore troppo importante per l'economia isolana, è un settore rispetto al quale non possiamo dare, ripeto, risposte assolutamente inadeguate quali quelle portate da questo ordine del giorno. Anzi, richiamo l'attenzione dell'Assessore dell'agricoltura proprio perché questo Consiglio bene fece, il 17 dicembre 2004 - io non ero ancora in quest'Aula -, ad approvare la legge numero 10 che riguarda interventi urgenti anche per gli eventi alluvionali che hanno colpito gravemente alcune realtà isolane (mi riferisco in particolare a quella delle Baronie, che io conosco), che ancora oggi, Assessore, attendono l'attuazione concreta della previsione del punto d) del comma 2 dell'articolo 1, relativo a interventi per le strutture e le infrastrutture agricole. Allo stato attuale, ma spero di sbagliarmi, mi risulta che si sia soltanto accumulato un grave ritardo e che nessuna delibera sia stata ancora posta in essere in merito agli interventi per il ripristino di quelle strutture.

Poiché mi pare che si sia creato uno spirito unitario, e anche per non creare voci fuori dal coro, noi voteremo a favore dell'ordine del giorno numero 2, ma, Assessore, terremo alta la guardia perché su questi aspetti non è dato a nessuno ancora indulgere.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno numero 2. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PISANO, PETRINI, VARGIU, CASSANO, DEDONI, LOMBARDO, SANJUST.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 2.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - CAPPAI.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 71

Votanti 70

Astenuti 1

Maggioranza 36

Favorevoli 68

Contrari 2

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2000 e rendiconto dell'Azienda foreste demaniali della Regione per lo stesso anno" (155/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 155/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Condivido la relazione della Commissione.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 8. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 155/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LANZI - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MATTANA - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RASSU - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Risponde no il consigliere: PISANO.

Si sono astenuti: Il Presidente SPISSU - ATZERI - CASSANO - DEDONI - VARGIU

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 56

Astenuti 5

Maggioranza 29

Favorevoli 55

Contrari 1

(Il Consiglio approva).

(Il testo del disegno di legge è allegato a fine seduta)

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2001" (156/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 156/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Condivido la relazione della Commissione.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero156/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LANZI - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MATTANA - MORO- MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.

Si sono astenuti: Il Presidente SPISSU - ATZERI

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 56

Astenuti 2

Maggioranza 29

Favorevoli 56

(Il Consiglio approva).

(Il testo del disegno di legge è allegato a fine seduta)

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2002" (157/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 157/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Condivido la relazione della Commissione.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 157/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LANZI - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 56

(Il Consiglio approva).

(Il testo del disegno di legge è allegato a fine seduta)

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2003" (71/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 71/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Condivido la relazione della Commissione.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 71/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 55

Astenuti 1

Maggioranza 28

Favorevoli 55

(Il Consiglio approva).

(Il testo del disegno di legge è allegato a fine seduta)

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2004" (168/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 168/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Condivido la relazione della Commissione.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero168/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - LIORI - MANCA - MARROCU - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.

Si sono astenuti: Il Presidente SPISSU - SANCIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 51

Astenuti 2

Maggioranza 26

Favorevoli 51

(Il Consiglio approva).

(Il testo del disegno di legge è allegato a fine seduta)

I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 46.



Allegati seduta

Testo dell'interpellanza e delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA CORRIAS - SANNA Francesco - SABATINI sui gravissimi e ingenti danni cagionati dal nubifragio abbattutosi in Ogliastra, ed in particolare sul comune di Tortolì, il 14 novembre 2005.

I sottoscritti,

considerata la drammatica situazione che si è verificata nei territori dei comuni dell'Ogliastra, ed in particolare nel comune di Tortolì, a causa dello straordinario nubifragio che vi si è abbattuto il giorno 14 novembre 2005;

accertato che le copiose precipitazioni hanno determinato inondazioni provenienti dai corsi d'acqua presenti nel territorio, che hanno arrecato gravissimi ed ingenti danni al centro urbano di Tortolì, alle abitazioni, alle produzioni agricole e alle strutture produttive, turistiche ed artigianali dell'intero territorio, compresi i comuni di Lanusei, Arzana, Loceri, Ilbono e Lotzorai;

rilevato che, da una prima verifica, si è constatato che le copiose precipitazioni hanno determinato ingenti danni alla rete stradale comunale, ad alcune infrastrutture pubbliche, alle scuole, al teatro comunale, ad alcune condotte idriche e soprattutto a numerosissime abitazioni di cittadini;

preso atto della pronta e immediata mobilitazione delle amministrazioni comunali, che hanno istituito uno sportello pubblico di rilevazione dei danni e hanno mobilitato tutte le loro strutture al fine di agire immediatamente per alleggerire i disagi della popolazione;

preso atto della pronta e immediata mobilitazione dei Vigili del fuoco, della Forestale e dei comuni limitrofi che, con immediatezza, stanno intervenendo in modo urgente al fine di aiutare le amministrazioni comunali coinvolte (Lanusei, Arzana, Loceri, Ilbono, Lotzorai) ed in particolare l'amministrazione comunale di Tortolì, che da sola non riesce a soddisfare tutte le esigenze;

preoccupati fortemente per la drammatica e grave situazione venutasi a creare nel territorio interessato dall'evento calamitoso, che deve ritenersi allarmante e tale da richiedere un intervento straordinario da parte della Regione, a supporto dell'attività delle amministrazioni comunali,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione per conoscere:

1) se, alla luce della drammatica situazione sopra esposta, non intenda dichiarare lo stato di calamità naturale nei territori indicati;

2) quali misure urgenti intendano adottare il Presidente della Regione e la Giunta regionale al fine di fronteggiare la gravissima situazione verificatasi a seguito delle abbondanti piogge del 14 novembre 2005, al fine di supportare l'impegno delle amministrazioni comunali, che versano in una situazione preoccupante sotto il profilo finanziario, con la disponibilità di risorse straordinarie;

3) se la Giunta regionale non ritenga, pertanto, necessario prevedere che vengano stanziati fondi per un intervento straordinario al fine di provvedere al risarcimento dei danni prodotti alle infrastrutture stradali, ai comparti agricolo, artigianale, turistico e produttivo, gravemente pregiudicati dall'eccezionale evento calamitoso. (133)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un intervento della Giunta regionale in favore dei dipendenti della ditta di trasporti Pani di Sassari

Il sottoscritto,

premesso che la ditta di trasporto pubblico Pani di Sassari ha annunciato la cessazione della sua attività di trasporto pubblico locale a partire da gennaio 2006, con il conseguente licenziamento di numerosi dipendenti (ben 42) che si troveranno sul lastrico, dopo anni di lavoro, senza alcuna prospettiva occupazionale;

considerato che, nonostante numerose iniziative di parte sindacale nonché dei dipendenti interessati, l'Assessorato regionale dei trasporti non ha ancora individuato una soluzione al grave problema;

ritenuto che sia possibile intervenire efficacemente per trovare, sulla base della normativa vigente, possibilità occupative nel medesimo settore capaci di garantire la continuità del lavoro ai numerosi dipendenti per i quali si preannuncerebbe, altrimenti, una conclusione d'anno particolarmente drammatica;

ritenuto, pertanto, che la Giunta regionale debba farsi parte attiva per la soluzione della problematica proposta,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se sono a conoscenza della grave situazione dei dipendenti della ditta Pani di Sassari e per conoscere i provvedimenti urgenti che la Giunta regionale intende attivare per evitare la perdita del posto di lavoro a 42 dipendenti e garantire loro la continuità occupativa. (386)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sull'erogazione delle provvidenze previste in favore delle persone affette da tumori e sulle iniziative in materia assunte dal Comune di Sassari.

Il sottoscritto,

premesso che la Giunta regionale, con deliberazione n. 54/64 del 30 dicembre 2004, ha stabilito le direttive per attribuire ai comuni le risorse necessarie per l'erogazione delle provvidenze previste dalla normativa regionale in favore dei cittadini residenti in Sardegna affetti da neoplasia maligna;

dato atti che i cittadini interessati devono presentare istanza ai comuni di residenza per ottenere i rimborsi delle spese di viaggio e di soggiorno, la concessione di sussidi sotto forma di assegno mensile, ecc., documentando la propria condizione;

considerato che occorre conoscere la situazione attuale anche al fine di adottare ulteriori interventi;

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale per sapere:

1) se i comuni si sono attivati per divulgare l'esistenza delle provvidenze regionali e favorire i cittadini interessati affetti da tumore e, in particolare, per conoscere le iniziative assunte dal Comune di Sassari al fine di consentire ai residenti di godere delle citate provvidenze;

2) i tempi di erogazione delle provvidenze stesse. (387)

Testo degli articoli dei disegni di legge numero 155/A, 156/A, 157/A, 71/A e 168/A

Disegno di legge numero 155/A

Disegno di legge numero 156/A

Disegno di legge numero 157/A

Disegno di legge numero 71/A

Disegno di legge numero 168/A