Seduta n.417 del 09/12/2003
CDXVII Seduta
Martedì 9 dicembre 2003Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 17 e 48.
Randazzo, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del mercoledì 12 novembre 2003 (411, che è approvato.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:
Brigata Sassari - Concessione del fregio dello stemma della Regione Autonoma della Sardegna - Stemma della Regione Autonoma della Sardegna: inserimento di un cartiglio recante il motto "Forza Paris" - Memoriale per i Caduti per l'Italia e la Sardegna: istituzione di una coccarda sarda. (498)
(Pervenuto il 3 dicembre 2003 ed assegnato alla prima Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:
Interrogazione SANNA Alberto sulla ventilata ipotesi di ampliamento della discarica consortile di rifiuti solidi urbani di Bau Craboni-Tiria. (666)
(Risposta scritta in data 4 dicembre 2003.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
RANDAZZO, Segretario:
Interrogazione FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione della legge regionale n. 12 del 2001 che detta norme in materia di istituto contrattuale dell'apprendistato e sulla gravissima crisi in cui versa l'ente regionale ISOLA. (717)
Interrogazione MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà interposte dalla Direzione e dalla Presidenza del Consorzio industriale di Chilivani Ozieri all'accesso alla documentazione sul costruendo depuratore, richiesta da un componente l'Assemblea consortile. (718)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
RANDAZZO, Segretario:
Interpellanza DETTORI - DEMURU - LAI - PACIFICO - SCANO sulle procedure adottate per il finanziamento dei consultori familiari della Sardegna. (411)
Interpellanza SANNA Salvatore - COGODI sulla soppressione del CORECO. (412)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza:
RANDAZZO, Segretario:
Mozione SANNA Emanuele - BALIA - CALLEDDA - COGODI - DEMURU - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - MANCA - MARROCU - MORITTU - ORTU - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SECCI - VASSALLO sulle conseguenze ambientali determinate dalla installazione di centrali eoliche nel territorio della Sardegna. (130)
Sulla proroga dell'interim dopo la scadenza del termine previsto dalla legge numero 1 del 1977
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Solo per conoscere con quale modo s'intende procedere.
PRESIDENTE. Se non ricordo male, siamo arrivati, abbiamo interrotto e completato i lavori la scorsa volta alla richiesta d'inversione dell'ordine del giorno. Ora, occorre procedere a norma di Regolamento dell'articolo 55 ultimo comma, che dice: "L'inversione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno viene decisa con la maggioranza dei due terzi dei votanti".
COGODI (R.C.). No, no. Presidente, io non intendo chiedere, intendo intervenire sull'ordine dei lavori o ordine del giorno che dir si voglia, senza però ritenendo che non si debba richiedere l'inversione dell'ordine del giorno. Ritenendo invece che sia d'obbligo, che sia necessario che il Consiglio regionale inizi la sua seduta odierna con le dichiarazioni del Presidente della Giunta che annunci al Consiglio come intende completare la composizione della Giunta. Con ciò intendendo che, essendo decorso il termine di legge della numero 1, essendo decorso il tempo di legge e quindi essendo scaduto l'interim, cioè l'assunzione in capo al Presidente di quattro Assessorati, non vi è possibilità alcuna di proroga, che il Consiglio non può neppure, perché è stato privato, e questo l'avevamo detto nella scorsa riunione quando ancora eravamo nei termini, del suo potere di concedere volendo e richiedendolo il Presidente della Giunta una proroga degli interim assessoriali. Nel momento nel quale un termine è decaduto, la proroga non vi può più essere, perché si può prorogare solo quello che esiste, non quello che è cessato. Peraltro la Giunta regionale dalla mezzanotte del 5 dicembre, essendo organo della Regione, è costituita in modo imperfetto, manca cioè di una parte consistente di competenze che ne compongono la collegialità. Per cui allo stato, e non adesso in questo momento, ma dalla mezzanotte del 5 dicembre, la Giunta regionale non è nella possibilità di adempiere alle sue funzioni, ed un pezzo grande di amministrazione è inerte, è priva della competenza esercitata, dell'imputazione, della responsabilità, della direzione e di quant'altro per legge rappresenta l'Assessore nominato dal Consiglio. Per cui ne deriva che la Giunta non può operare, che un pezzo di Regione è nella paralisi, ne deriva anche che lo stesso Consiglio regionale non può procedere a nessun altro adempimento se non ha l'interlocuzione del Governo. Quindi prima di ogni altra cosa, anche ai fini del poter procedere nei lavori del Consiglio, si deve dare completezza, si deve dare configurazione giuridica ed istituzionale al Governo, cioè alla Giunta regionale; se non interviene questo adempimento necessario e adesso può avvenire solo attraverso alla nomina degli Assessori mancanti, non più con la proroga, perché ripeto non si può prorogare il nulla, non si può prorogare quello che non c'è più, non è possibile non solo che la Giunta operi, non solo permane uno stato di gravissima incerta e per molti versi dannosa condizione dell'amministrazione pubblica, io vorrei sapere gli atti dell'Assessorato del bilancio in questi giorni, perché si era detto sabato è sabato, domenica e lunedì è festa, oggi non è festivo, oggi saranno stati assunti atti dagli uffici di quattro Assessorati, quegli atti non hanno imputazione, quegli atti non hanno nessun rilievo, sono nulli radicalmente e conseguentemente c'è una condizione di danno che sta percorrendo e sta camminando. Quindi la mia richiesta è semplice, io rappresento al Presidente della Giunta, ma soprattutto al Presidente del Consiglio la necessità, se c'è da assumere ulteriori informazioni, approfondimenti tecnici ci si dia il tempo per farlo, la necessità che il Consiglio regionale sia posto, ed anche il Consiglio, nella condizione di poter operare. Per poter operare deve avere la Giunta costituita; la Giunta in questa fase è monca, quindi è inoperante pur essa, per cui è necessario dare questa completezza ad un organo della Regione perché il Consiglio addirittura possa lavorare. Il Presidente del Consiglio non è solo garante in astratto o nelle forme, o nella solennità, o nelle esplicazioni esterne della volontà e delle prerogative del Consiglio, deve anche e soprattutto garantire che l'organo parlamentare sia posto nelle condizioni di funzionare, quindi questa è una pregiudiziale assoluta, credo che meriti, l'avevamo giù annunciata, l'avevamo già detto in conclusione dei lavori la scorsa settimana, si sapeva e ben si sapeva, per cui il problema è risolto solo ed esclusivamente se il Presidente della Giunta annuncia al Consiglio come intende fare, cioè dando i nomi degli Assessori che devono ricoprire le rispettive responsabilità nelle diverse branche di amministrazione. Al di fuori di questo caso non vale intendimento, non vale disponibilità di nessuna parte politica perché le istituzioni: non sono appannaggio, e non sono appartenenza, non sono proprietà privata di nessuna parte politica.
PRESIDENTE. Volevo ricordare all'Aula, ai colleghi, che già la Presidenza, questa Presidenza si assunse le sue responsabilità quando dichiarò l'interim a termine, avverso un'interpretazione diversa data dalla Giunta sull'interim a suo tempo concesso da quest'Aula stessa, con il proprio voto, attraverso e mediante, si è anche munita la Presidenza di un deliberato dell'ufficio legale di questo Consiglio. Effettivamente, il Presidente della Giunta aveva dichiarato che avrebbe fatto in merito le sue dichiarazioni alla ripresa dei lavori, se non ricordo male; probabilmente ricordo male. Tuttavia il nostro è un tentativo di utilizzare sempre gli strumenti del Regolamento per procedere ai lavori, in quanto comunque è in essere, abbiamo aperto i lavori secondo un ordine del giorno e come previsto sempre dal Regolamento l'inversione comporta in ogni caso, non è detto per quali, se per casi particolarissimi, per casi urgenti o meno, si deve utilizzare questo comma oppure no. Certo che le argomentazioni poste dall'onorevole Cogodi, in considerazione anche della valutazione fatta dai nostri uffici in merito al problema pongono l'attenzione massima di questo Ufficio, di questa Presidenza, il caso, comunque si aspettava - come annunciato - entro oggi la soluzione dei nodi.
A me pare, salvo che la Giunta non abbia dichiarazioni da fare, che probabilmente occorra anche qualche momento di interlocuzione ancora per addivenire alla conclusione di questo aspetto, perché in difformità dovremmo procedere probabilmente d'ufficio, comunque non mi dispiacerebbe passare anche attraverso un voto per il passaggio successivo all'inversione dell'ordine del giorno. Detto questo sospendo i lavori per rivederci tra dieci minuti. Sono le 18.01, tra dieci minuti ci rivediamo qui in Aula. Ci vediamo alle 18.15.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 01, viene ripresa alle ore 18 e 33.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Presidente, senza che questo mio intervento costituisca un'inversione dell'ordine del giorno, così come stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, ma ritenendo valide le argomentazioni di carattere politico che sono state sollevate da più Gruppi politici, sia oggi che venerdì scorso, essendo oggi martedì, sostanzialmente il primo giorno utile dopo la scadenza degli interim che è intervenuta venerdì, essendo cioè sabato, domenica, lunedì giorni festivi, essendo oggi la prima giornata utile, accogliendo lo spirito che è stato dato e al quale si è fatto riferimento negli interventi, ritengo di dover fare le dichiarazioni ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento.
Pertanto, il senso della mia dichiarazione è quella di richiedere all'Assemblea consiliare la proroga degli interim degli Assessorati della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, degli enti locali, finanze ed urbanistica, dell'industria, della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La proroga viene richiesta fino al massimo del termine previsto dalla legge numero 1. Evidentemente, questo significa che il termine finale non vuol dire termine iniziale, è da zero, diciamo così, da un giorno fino al termine previsto dalla legge.
PRESIDENTE. Sulla proposta qualcuno intende intervenire? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Voglio ricordare all'Aula che per gli interventi devono essere fatte le iscrizioni entro il termine dell'intervento del collega Cogodi.
COGODI (R.C.). Presidente e colleghi, ritengo di dover dire subito che il Consiglio regionale è posto di fronte non ad una qualsiasi, per quanto delicata o rilevante questione giuridica, non è posto di fronte ad una qualsiasi questione di interpretazione, il Consiglio regionale è posto di fronte alla questione di rispondere se esso, il Consiglio regionale, intende o no esercitare le prerogative proprie che le sono assegnate dallo Statuto di autonomia, dalla Costituzione repubblicana e dalle leggi della Regione. Perché delle due l'una! O il Consiglio regionale ha chiaro il senso e la responsabilità del suo dovere, della sua funzione, o questo Consiglio regionale non avrebbe nulla da dire e nulla da dare.
Noi abbiamo leggi della Regione che sono leggi univoche, chiare, che definiscono le garanzie e il sistema delle garanzie, per cui il Governo della Regione è legittimo solo in quanto gode della fiducia del Parlamento, in questo caso del Consiglio regionale, nelle forme e con le modalità che le leggi prevedono. Una di queste modalità è che, qualora intervenga una difficoltà e un Assessore cessi dal suo mandato per qualunque causa, può essere, se c'è una difficoltà, che l'interim in via eccezionale, perché l'interim è una condizione di eccezionalità, può essere assunto dal Presidente nelle more di soluzione della difficoltà. I tempi, i modi e i termini sono dati dalla legge, la legge numero 1 del 1977 dice ed obbliga che l'interim può essere assunto dal Presidente per tre mesi, c'è un termine. Cessati, decorsi i tre mesi, c'è una decadenza a meno che il Presidente, motivando di fronte al Consiglio, non chieda una proroga. E la legge numero 1, opportunamente secondo me, non dice una proroga di altri tre mesi, dice una proroga intendendo che quella proroga deve essere una cosa ancor di più eccezionale, quindi non può essere indefinita.
Il fatto che la proroga non è soggetta a predefinizione temporale, indica nella ratio della legge che è un'eccezionalità nell'eccezionalità e quindi deve essere predefinita a scadenza immediata. Non solo, ma la proroga si chiama proroga, se non servono e non bastano, e però i legislatori devono servire anche i codici e siccome non tutti hanno potuto applicarsi a leggere i codici, ma i legislatori hanno gli uffici dei quali si possono servire, quelli che leggono i codici e danno i lumi di ordine tecnico ad un'Assemblea legislativa, ben si sa che proroga significa allungamento di un termine, e ben si sa anche concettualmente, non si vuole leggere il codice, si legga il vocabolario che è più facile per tutti, cercate la voce proroga e troverete che proroga significa semplicemente rimandare una scadenza, proroga significa allungare un termine.
Ora, è rimandabile una scadenza se non è già scaduta, è allungabile una cosa se c'è; se chi aveva in mano il potere di fare questo per tre mesi, novanta giorni, e non l'ha fatto, ha ritenuto di lasciar decadere l'istituto della proroga, vuol dire che ha valutato di non doversi servire dell'istituto della proroga, quindi non la può chiedere dopo, perché chiederebbe l'allungamento del nulla, e l'allungamento del nulla è nulla! Chiederebbe lo spostamento di un termine che non c'è più perché è gia decaduto. Questi argomenti noi li abbiamo esplicitati prima della decadenza mercoledì e giovedì scorso, è che qui c'è gente che non ascolta o che pensa che alcune cose si dicano tanto così.
Si ritiene che qualcuno qui intervenga tanto per intervenire, ed invece sono le leggi che conosciamo e le leggi che richiamiamo, e la responsabilità politica ed istituzionale che deve essere assolutamente richiamata e che comanda tutti, comanda i consiglieri, comanda la Presidenza del Consiglio e comanda anche la Giunta regionale.
Quindi, questa è una prima configurazione; la proroga non può essere più chiesta perché c'è stata la rinuncia di chi la poteva chiedere a chiederla nel tempo nel quale il termine c'era ancora e poteva essere allungato. Rimane una soluzione perché le leggi hanno una ratio, una legge che fosse irrazionale o talmente contraddittoria nel sistema giuridico si ritiene non valida, perché la legge deve dire cose che hanno un senso, ed infatti la soluzione c'è nella numero 1 e nel sistema legislativo complessivo; rimane l'altra ipotesi, cioè che si deve dare normalità alla vita politica ed istituzionale della Regione attraverso il completamento della Giunta; questa è l'unica soluzione possibile.
Il Presidente della Giunta deve proporre al Consiglio i nomi di coloro che completano la composizione della Giunta, può nominare ed indicare chi vuole purché il Consiglio li rivoti, può nominare i primi quattro passanti, i quali un attimo dopo si dimettono, ed allora quelli rimangono per l'ordinaria amministrazione fino a quando non sono surrogati, sempre che li voti il Consiglio.
Al di fuori di questa ipotesi la Regione versa in una condizione di illegalità, fuoriesce dai binari istituzionali e il Consiglio non può fare nulla, non può neppure esaminare leggi, ecco perché non c'era adito all'inversione dell'ordine del giorno, perché il Consiglio può operare solo se ha il contraddittorio del Governo, della Giunta. E chi esprimerebbe il parere sulle leggi rispetto al Consiglio, se la Giunta non c'è o se c'è una parvenza di Giunta? Ed è chiaro che la Giunta non essendo a questo punto nella sua composizione regolare e regolamentare, la Giunta è inoperante, non può decidere nulla la Giunta.
Come dire fa anche un po', dispiace ecco, in qualche modo anche che persone per bene, come dire anche tecnicamente munite, giuridicamente dotate, però la stanchezza, quante altre cose possono giocare brutti scherzi! Il Presidente della Giunta ha detto poc'anzi una cosa che non si dovrebbe dire: "Sì è vero, il termine è decaduto venerdì, però sabato era sabato, domenica era festa, lunedì era festa, oggi è il primo giorno utile, oggi non è neppure festa", ma chi lo ha detto che i giorni di festa la Regione non esiste? Ma chi lo ha detto che il Governo il giorno di festa è morto? Ma, chi lo ha detto che il giorno di festa la Regione non può essere chiamata ad assumere, intanto esercita la responsabilità sempre, anche i giorni di festa, chi lo ha detto che nei giorni di festa non può assumere una qualsiasi determinazione? Questa cosa della festa può valere in altre attività, in attività ludiche e sportive, così, di altra natura, ma non nelle attività istituzionali; le istituzioni non conoscono festa, se non nel diverso ritmo con cui si organizza il lavoro in concreto. Ma sotto il profilo della responsabilità e dell'esercizio delle funzioni non è che la festa sospende le prerogative delle istituzioni pubbliche, per cui comprendo lo spirito con cui un po' di aggiustamento alla buona delle cose, con cui il Presidente ha invocato questa cosa, però è meglio che facciamo finta di non aver sentito.
La verità è che da quattro giorni questo termine è decaduto; la verità è che quello che è decaduto non è allungabile, non è prorogabile, quindi uno dei due modi attraverso cui intervenire non c'è più, rimane l'altro che è la nomina degli Assessori. Per cui la Giunta, non la Giunta che non c'è, il Presidente, qui la responsabilità è del Presidente, il Presidente dica qual è il termine entro il quale è in condizioni di proporre al Consiglio il completamento della Giunta e, quindi, di consentire alla Giunta di esistere e al Consiglio regionale di operare; prima lo fa meglio è!
Perché nel frattempo la responsabilità per ogni cosa che accade di danno alla Regione è tutta sua; perché non è che non accadano danni. Gli atti della amministrazione che in questi giorni in ipotesi andassero a decadere, uno che aspetta dalla Regione mettiamo dall'Assessorato del bilancio un atto formale in questi giorni non lo può avere, e se il Consiglio commettesse l'atto arbitrario di concedere una proroga senza averne il potere non è che sana, non sana niente, aggiungerebbe arbitrio ad arbitrio, e il potere di ognuno e il diritto di ognuno ad impugnare gli atti che sono invalidi, nulli, radicalmente nulli, permane, più tempo passa più danno si fa. Quindi, comprendiamo che il Presidente oggi ancora è messo nella condizione di non poter indicare i nomi per completare la Giunta, ma la maggioranza che si presume essere tale, si riunisca adesso e non tenga la Regione in queste condizioni, non allunghi di nulla questo danno, oppure si dimetta la Giunta, o quel che resta.
E questa è un'altra ipotesi; la Giunta si dimette, si apre una crisi, ed allora in quella condizione per l'ordinaria amministrazione, come dire, decorre una diversa condizione giuridica; ma ritenere una Giunta in carica che non è composta, quindi non è valida e in tutto questo pasticcio, tutto perché un partito politico, Forza Italia, ritiene che le istituzioni pubbliche siano un appannaggio privatistico, e avere una visione sempre patrimoniale delle istituzioni per cui nomino, non nomino, ci sono, non ci sono, se è vero quello che ci viene comunicato, che la difficoltà deriverebbe dal fatto che un partito di maggioranza si riserva di nominare o di indicare, meglio dire, Assessori che però non indica, perché deve fare i suoi dosaggi se li vuole interni, se li vuole esterni, se li vuole dritti o se li vuole rovesci! Non è così!
Le istituzioni non tengono conto, non possono tener conto di questa visione speciale, specialistica ed insomma un poco anche, mi permetto di dirlo "ruffiana", una visione ruffiana che si ha della politica e delle istituzioni, nel senso proprio della parola che uso. Quindi, bisogna uscire da questa impasse, siccome noi riteniamo che chi siede sui banchi della Giunta, a partire dal Presidente, e chi siede sui banchi del Consiglio, tutela e vuole tutelare le prerogative dell'Assemblea, noi riteniamo, io ritengo, credo che tutto il Consiglio debba ritenere che questo passaggio delicato debba essere superato, riportando a normalità, a regolarità le istituzioni e quindi chiedendo un supplemento di intervento al Presidente della Giunta perché dica entro quante ore intende risolvere una questione che, costituendo un danno continuo, permanente, che si può aggravare anche nei giorni, ed anche nelle ore, entro quanto tempo intende porre rimedio a questo vulnus istituzionale che comunque di fatto non è solo una responsabilità politica, ma è anche una responsabilità giuridica che non consente alla Regione di funzionare.
Come si suol dire "tertium non datur", qui non ce n'è di terzi; c'erano due possibilità: una la Giunta l'ha lasciata decadere, rimane l'altra, se intende il Presidente della Regione non porre la Regione stessa in condizione di paralisi assumendosi la responsabilità, se intende il Presidente del Consiglio, come sono sicuro che intende, garantire la funzionalità e non solo la funzionalità, ma le prerogative dell'Assemblea legislativa, non può che interpellare ancora una volta lo stesso Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta, perché fissi il termine esatto entro il quale egli annuncia al Consiglio la proposta di integrazione della Giunta o non potendo fare ciò le sue necessarie dimissioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io sono un po' stupito dalla superficialità con la quale il Presidente della Giunta ha affrontato questa materia; l'ha affrontata in Conferenza di Capigruppo dove ha accettato dietro nostra insistenza e dietro il parere degli uffici del Consiglio regionale di inserire all'ordine del giorno di questa tornata consiliare la questione degli interim, lo abbiamo avvertito giovedì scorso in conclusione del Consiglio regionale che si esponeva ad una scadenza che avrebbe prodotto la preclusione della possibilità di richiedere la proroga, ancora giovedì 4, cioè alla conclusione del Consiglio regionale scorso io ed altri colleghi con un Consiglio per la verità svuotato, abbiamo sollevato la questione all'attenzione del Presidente di turno del Consiglio e del Presidente della Giunta sottolineando che ci si sarebbe trovati oggi in questa difficoltà. Ancora oggi il Presidente della Giunta anziché affrontare in apertura la pratica e proporsi con una soluzione, pensa e briga senza interruzione della seduta proposta dal Presidente del Consiglio, pensa che si possa esaminare ed aprire la discussione sul punto all'ordine del giorno, relativo all'assestamento del bilancio, facendo finta che nel frattempo non ci sia un problema grande e gigantesco che si è presentato per lui e per l'Istituzione regionale per la prima volta nella storia dell'autonomia, ma anche questo oramai non fa più notizia, nel senso che l'innovazione e le forzature istituzionali sembrano essere il terreno sul quale si muove questa maggioranza e sul quale si muove questo Presidente della Giunta. Ci propone l'articolo mortis, costretto, tirato per i capelli, pressato dall'argomentare che facciamo in Aula, i pochi capelli che ha Presidente, ci propone una proroga degli interim, secondo quanto previsto dalla legge, per il tempo previsto dalla legge, la legge non prevede tempo, dice che è possibile scaduti i 90, che entro i 90 giorni venga richiesta una proroga in e per un tempo ragionevole, non per il termine previsto dalla legge che non è previsto; quindi anche percorrendo questa strada forse avrebbe dovuto indicare con precisione il termine entro il quale lui pensa o penserebbe di presentarsi in Consiglio, quindi il tempo di proroga richiesto, non un tempo indefinito. Ma la proroga non richiedibile Presidente; non è richiedile perché nel frattempo è intervenuto l'istituto della decadenza scaduti i 90 giorni, senza che lei utilizzasse utilmente la possibilità di proroga prevista dalla nostra legge numero 1, quindi si trova nell'imbarazzantissima situazione nella quale il Consiglio non può procedere all'esame di nessuno argomento, tanto meno dell'assestamento del bilancio poiché non esiste un interlocutore col quale noi possiamo discutere, possiamo andare avanti nell'approvazione del bilancio.
L'unica possibilità che lei ha, è quella di dirci esattamente oggi quando intende tornare in Aula presentando la Giunta e fino ad allora ovviamente l'attività del Consiglio Regionale viene sospesa per impraticabilità di campo, essendo venuta meno una delle condizioni necessarie perché il Consiglio stesso possa utilmente approvare leggi, soprattutto leggi di bilancio come quella che abbiamo di fronte, ma qualunque legge a questo punto dato che il collegio, l'organo, la Giunta è messo fortemente in discussione da questo vulnus che è stato creato dall'inattività e dall'inerzia del Presidente della Giunta regionale e della maggioranza che si suppone che lo sostenga. Quindi, noi stiamo per interrompere qui la discussione, essendo inaccoglibile ed improcedibile la proposta del Presidente di Giunta regionale di dare in Consiglio regionale una proroga degli interim tenuti provvisoriamente dall'Assessore Masala, perché appunto l'istituto degli interim è scaduto e non si può prorogare una cosa che già è scaduta, il cui termine è stato inutilmente fatto trascorrere dal presidente Masala. È una situazione che sul piano politico è inqualificabile, sul piano istituzionale crea una grandissima difficoltà alla Sardegna e al Consiglio regionale, se ci fosse bisogno di sottolineature ulteriori è la dimostrazione che questa maggioranza naviga a vista, che questa maggioranza e questo Presidente non tengono conto di alcune ristrettezze nelle quali la legge li costringe e che l'istituzione non è a loro disposizione come talvolta danno segno di credere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, io confesso che sto cercando le parole per una situazione del genere e non le trovo; il 4 di settembre, mi pare, alla scadenza dei termini previsti dalla legge oltre cui sarebbe scattato lo scioglimento del Consiglio regionale, per il rotto della cuffia il Presidente Masala con un voto di una debolezza sbalorditiva, adesso io non ricordo che cosa era 34 a 32, 32 a 31, insomma, venne diciamo così eletto, la Giunta ebbe la fiducia del Consiglio, con un voto anomalo, con una componente del voto che era esplicitamente non di fiducia, per dichiarazioni politiche rese in Aula; la Giunta così infelicemente nata aveva nel suo seno quattro interim, non uno, quattro! C'era un problema politico gigantesco, il partito maggiore del Centro Destra che in quel voto si astenne, dopo aver detto per giorni "votiamo contro" poi si astenne, va bene, da quella data lì sono passati tre mesi, ed anche qualcosa in più, ed ora si viene in Consiglio a chiedere una proroga. È difficile, Presidente non mi piace usare parole, aggettivi, avverbi spropositati, però è difficile dare giudizi misurati, perché siamo di fronte ad una situazione smisurata! Questa proroga non solo è - non mi voglio addentrare in questa problematica, altri colleghi lo hanno fatto, lo faranno con efficacia - discutibile sul piano giuridico, ma è sicuramente insostenibile sul piano politico, io non riesco nemmeno a capire come il Presidente, i capi della maggioranza, i Capigruppo, pensino di poter venire seriamente in Aula a proporre una cosa del genere; qui stiamo andando verso le elezioni con una situazione che è veramente paradossale, la dico proprio come la penso, mi scuseranno i colleghi, non voglio offendere alcuno. Non c'è una maggioranza, però si fa finta che ci sia, non ci sono quattro assessori perché Presidente è all'interim e si fa finta che questi assessorati esistano, non c'è la Giunta a ben guardare, non c'è la Giunta, cioè non c'è un organo che sta governando la Sardegna, questa è l'immagine, non ci sono mai, non c'è la Giunta e si vuol fare finta che ci sia, non c'è Presidente e si fa finta che ci sia un Presidente ma non c'è, basta guardare l'attività, io non voglio ingeneroso, ma basta guardare l'attività ordinaria della Regione, del Consiglio, della Giunta, non c'è! Non c'è manovra di bilancio ma si fa finta che ci sia, non c'è nemmeno l'assestamento perché non avete la forza di potarlo qui, e si fa finta che ci sia, poco fa eravamo in Commissione Bilancio dovevamo esprimere il parere finanziario sulle norme, sugli aiuti in materia agricola, erano presenti tre della maggioranza, mi pare, noi ci siamo guardati e abbiamo detto: "Se facessimo l'opposizione non si può dare neanche il parere finanziario", cioè la maggioranza non c'era, così come non c'è; la verità vera in fondo, in fondo è che non c'è nemmeno il Consiglio, però dobbiamo fare finta, o si vuol fare finta che ci sia! La legislatura è finita, è inutile che si voglia far finta che c'è ancora, è finita! Concludo così perché davvero sono in imbarazzo ad intervenire in una situazione del genere. O il Presidente in poche ore, in qualche giorno è in grado di venire in Aula con i nomi degli assessori, con un dietro front, lo spiegheranno loro agli elettori di Forza Italia, o altrimenti l'opposizione che cosa deve fare? Siccome l'opposizione c'è e non vogliamo far finta di non esserci, dovremo paralizzare il Consiglio, quindi levatevi di testa assestamento, finanziaria, ormai è già paralizzata, insomma; quindi, Presidente porti la Giunta, porti quattro assessori o altrimenti abbiate almeno un briciolo di dignità, questa diventa altrimenti necrofilia, cioè una cosa di... come si può dire, di intrattenere relazioni improprie con i cadaveri, a noi non ci piace questa cosa qui!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). La battuta finale dell'intervento del collega Scano in qualche modo mette in evidenza la situazione nella quale vive l'intero Consiglio.
Lei, Presidente, sicuramente ha fatto tutti gli sforzi possibili ed immaginabili già dalla settimana scorsa, credo, per determinare in Aula la possibilità che questo Consiglio avesse anche il suo Governo, e capisco anche l'entusiasmo e la determinazione che lei ha posto in essere in tutta una serie di questioni che sono aperte nella nostra Regione, a partire dai problemi dell'emergenza industriale, le questioni dell'agricoltura, e tante altre questioni. Quindi, io credo che lei, in qualche modo, abbia tentato - in tutti i modi - di dare una dignità al Consiglio ma soprattutto all'azione di governo. Signor Presidente, lei si è sforzato, però è difficile per ognuno di noi dire che questo sforzo a determinati ha portato a qualcosa di positivo, perché il problema risiede tutto dentro la maggioranza, ed allora, quando lei ci chiede oggi, nonostante tutti i problemi che sono aperti nella nostra Regione, di sospendere ulteriormente la nomina degli assessorati che lei ha ad interim, io credo che la dica lunga questo! Allora, vi dovete assumere la responsabilità, soprattutto il partito di maggioranza relativo, cioè Forza Italia, che non la mette nelle condizioni di svolgere la funzione per la quale lei è stato, anche con una maggioranza limitata, indicato a svolgere questa funzione, ed allora io credo davvero che occorra, da parte vostra, un sussulto, com'è stato detto poc'anzi, di dignità, e capire che questa legislatura è nata male e sta finendo ancora peggio! Ma, insomma, che questa legislatura ormai sia ultimata lo dimostrano i fatti oggettivi, lo dimostrano i fattori di crisi sociale che sono presenti nella nostra Isola. Già l'altro ieri, signor Presidente, 4000 sardi hanno partecipato alla manifestazione a Roma. Vorrà dire qualcosa questo fatto?
Le manifestazioni che sono succedute, per la prima volta, di imprenditori che operano nei settori importanti delle materie prime della nostra Regione sono venuti contro questa maggioranza, per non parlare del mondo agricolo, dei pastori.
Allora, lei è ad un bivio signor Presidente: o riesce in questi giorni, in queste ore, a dare una risposta positiva, affinché anche quest'Aula, questa Istituzione abbia una sua dignità, oppure io credo che bisogna trarne le conseguenze, e le conseguenze non possono essere altro che, se non riesce a risolvere questo problema, di mettersi e dare nuovamente la parola agli elettori, perché io credo questo sia l'elemento fondamentale che abbiamo di fronte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I. - S.U.). Seppure sinteticamente perché ormai stiamo ripetendo questo stanco rituale da epoca immemorabile, ripetendo sempre le stesse cose e auspicando che da parte della maggioranza, e da parte della Presidenza in maniera particolare, ci possa essere un minimo di rispetto delle regole del gioco. Noi siamo consapevoli del fatto che ognuna delle due coalizioni in campo deve fare la parte che le compete, ma nel rispetto delle regole che sono istituzionalmente stabilite. Che la scadenza dell'interim fosse per la data precisa del 4 dicembre non c'è bisogno di avere delle modalità di calcolo particolare per poterla individuare; né, d'altra parte, i tempi che sono trascorsi, sono trascorsi con il disinteresse e con il disimpegno. Allora, se le modalità che possono portare alla formazione di una maggioranza si possono sostanziare in atti operativi concreti, bene, che a questi si addivenga; ma se questa possibilità non c'è e il tempo non lavora più per questa formazione, perché si realizzi questo completamento della maggioranza, beh, che si venga ad una situazione di chiarezza nella quale si dica e si esponga al Consiglio che questo non è possibile. Se ne traggano le dovute conseguenze, che non sono conseguenze per la maggioranza o per la minoranza, sono conseguenze per tutti, in maniera particolare per quell'azione di governo che non riguarda solo la maggioranza, ma che riguarda il Consiglio nella sua interezza, perché io faccio soltanto rilevare un elemento: l'unica legge che si è approvata durante questa legislatura, l'unica legge di quelle non obbligate, è quella che è stata approvata agli inizi del mese che riguarda gli invalidi civili.
Allora tutto questo non è un fatto limitato agli ultimi tre mesi; è un fatto che fa parte di un modo di intendere l'azione di governo e di intendere le attenzioni per i problemi della Sardegna e i problemi dell'amministrazione regionale che non ha bisogno di essere ulteriormente esplicato. Siamo al 7 di dicembre, abbiamo provveduto a un'inversione dell'ordine del giorno perché altrimenti avremmo dovuto parlare di assestamento di bilancio. Ma al 7 di dicembre siamo, come dire, seri a parlare di assestamento di bilancio - al 7 di dicembre! - e di documento di programmazione economica e finanziaria, quando avremmo già dovuto concludere la fase istruttoria e anche già avviata la fase del dibattito parlamentare sulla legge finanziaria, di cui ancora non si intravedono non i limiti della conclusione, ma neppure il momento dell'avvio? E' inutile che noi cerchiamo di trascinarci stancamente in un rituale superato e confuso. Sarebbe molto più serio e molto più appropriato che attraverso un'opera di coraggio restituiamo dignità alle funzioni di questo Consiglio, riconosciamo, si riconosca soprattutto da parte di questa fittizia maggioranza, che tale non è mai stata, che davvero si è raggiunto il limite minimo all'interno del quale si può cercare di costruire un tessuto di impegno politico, per cercare di arrivare a una ripresa dell'attività politica quanto prima, attraverso un passaggio rinnovatore che passi attraverso un nuovo consenso elettorale, attraverso una nuova scelta degli elettori, attraverso un nuovo giudizio degli elettori, perché poi, fino a che tutto questo non accade, ognuno di noi continua ad essere sospeso sul fatto che quello che deve fare, o su quello che potrà fare, ma anche quello che ha fatto, anche l'impegno che è stato speso nell'arco di questi mesi, è stato un impegno che ha avuto un minimo di coordinamento e un minimo di continuità, oppure tutto è stato una sequenza di atti sfilacciati fra di loro non connessi, per cui il risultato finale è una grande confusione, è un grande gomitolo, un grande batuffolo da cui non si capisce dove stia l'inizio e dove stia la fine. Ma soprattutto non si capisce neppure chi sia, come dire, titolato ad avere rappresentatività e ad avere titolarità ad esprimersi, e a guidare e ad assumere iniziative, perché nell'arco di questa legislatura la maggioranza è stata più volte minoranza e la minoranza è stata più volte decisiva nelle situazioni di governo.
Allora in questa grande confusione, per la quale poi tutti ci spendiamo a parlare di bipolarismo, perché deve essere un elemento di chiarificazione, i due schieramenti contrapposti, come le due squadre di calcio o come due eserciti contrapposti, abbiamo rinunciato a fare una legge elettorale che poteva essere una legge che in qualche modo poneva rimedio a tutte queste distorsioni, è stata consapevolmente affondata in quest'Aula quando poteva essere una grande occasione di ripresa e di recupero. Allora, che cosa vogliamo continuare ancora a mestare in questo contenitore, quando alla fine non c'è più nulla? Non è rimasta neanche più acqua dentro questo contenitore, perché si poteva pestare l'acqua, adesso non è rimasta manco più acqua da pestare!
Allora, presidente Masala, anche a nome dei miei due compagni di Gruppo, questa cosa degli interim sta diventando veramente ridicola. Ci sono scadenze temporali che non sono fatti di orologio, sono fatti che attengono allo sviluppo di processi politici, che se non avvengono, e comunque non sono avvenuti, il tempo è scaduto, prendiamo atto di questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, io dico subito che noi siamo veramente poco appassionati alla materia "proroga sì, proroga no, interim", però, siccome è stata aperta la discussione su questo argomento, e la confusione che regna in quest'Aula è davvero grande, siamo andati anche a vederci questa citatissima legge 1, che per dare una citazione corretta è del 7 gennaio del 1977.
Allora, all'articolo 3 comma 2, dice: "Nel caso che un Assessore cessi per qualsiasi motivo dalla carica, il Presidente, in via provvisoria, ne assume o ne affida ad altro Assessore le funzioni, fino a quando il Consiglio non avrà provveduto alla nomina del nuovo Assessore. Tale nomina dovrà avvenire entro tre mesi dalla cessazione, salvo proroga da parte del Consiglio". Ora, questo cosa vuol dire? Vuol dire che il termine che viene indicato dalla legge non è un termine perentorio, cioè che non ammette discussioni, non prevede deroghe; non è un termine assoluto, non esiste, ed è talmente non perentorio che è previsto che ci sia, eventualmente, salvo la proroga da parte del Consiglio. Cosa vuol dire questo? Che non c'è termine perentorio.
Allora su cosa stiamo discutendo? Il presidente Masala ha chiesto a quest'Aula, nel primo giorno utile di riunione di quest'Aula, che l'Aula prenda in esame la possibilità di concedere una proroga, e allora mi domando a cosa servono queste discussioni in cui si dice che non esiste più il Consiglio, non esiste più la funzione del Consiglio addirittura, non esiste la Giunta, è caduto tutto. Ma non è così, non è così. Noi non vogliamo difendere l'indifendibile, però, insomma, siamo per la ragionevolezza delle affermazioni e delle cose che si dicono.
Io credo che noi dobbiamo fare di tutto, noi consiglieri regionali, perché il Consiglio continui nell'esame dell'ordine del giorno che è nutritissimo, e queste ulteriori perdite di tempo con interventi fiume - il mio sarà brevissimo, non utilizzerò i venti minuti previsti - servono solo a fare ostruzionismo.
Abbiamo all'esame l'assestamento di bilancio, abbiamo all'orizzonte altri provvedimenti importanti che quest'Aula deve esaminare, allora a cosa serve fare ostruzionismo? A cosa serve citare questa perentorietà secondo la quale tutto si deve fermare in questo istante? Non è così. Non è così perché la legge 1, quella che avete citato così dice, che è previsto che il Consiglio dia una proroga. Addirittura non ne prevede una o due, potrebbe per assurdo, siccome non è specificato, sopravvenire anche una successiva proroga, cosa che credo non avverrà. Però da questo a dire che tutto va bene, certamente non si può dirlo.
Presidente Masala, lei sta reggendo ad interim, immagino con quale fatica, con quale profusione di energie, con quale impegno, quattro importantissimi Assessorati, oltre all'altissima carica e incarico di Presidente della Giunta, perché c'è in questa maggioranza, io credo, un'indecisione che porta alla totale confusione, non si sa bene chi fa parte della maggioranza e chi non ne fa parte. Ci sono disponibili quattro Assessorati. Forza Italia, alla quale erano stati offerti questi Assessorati sta dicendo sì, dicendo no, nicchiando da qualche tempo, da qualche mese forse. "Non li vogliamo, non ci stiamo, vediamo, ne parleremo, discuteremo, sentiremo cosa dice Roma, cosa dice Porto Rotondo, cosa dice Comincioli…", cosa dicono chissà quante altre persone. Ci sarebbe stato il raggiungimento di un accordo in una riunione o in più riunioni, anche mi dicono, piuttosto turbolente, ma sono problemi di casa altrui, sarebbe stata presa una decisione, poi sarebbe stata rivista, poi sarebbe stata ripresa, insomma siamo in un grande clima di delirio. Io credo che più che il Presidente della Giunta, che ha fatto il suo intervento correttamente e ha chiesto la proroga, così come prevede il Regolamento, qualcosa a quest'Aula dovrebbe dirla chi ha titolo per decidere se deve entrare in Giunta o se non deve entrare. Che dicano chiaramente: "Sì, badate, noi non entreremo in Giunta, daremo l'appoggio esterno"; oppure: "Non daremo l'appoggio esterno, faremo cadere questa Giunta", ma non si può andare avanti stando appesi a un filo senza sapere se c'è una maggioranza, se non c'è, se si vuol procedere con il DPEF, se si può andare avanti con le altre leggi, se quest'Aula è in grado o meno di funzionare senza il contributo delle opposizioni.
Allora, io credo che più che sulla disputa, sulla interpretazione dell'articolo 1, la discussione dovrebbe essere posta su problemi più importanti, come quelli che citava prima anche l'onorevole Calledda. Siamo in una situazione drammatica in Sardegna. Onorevole Presidente, siamo in una situazione drammatica in Sardegna, non c'è settore della nostra attività, da quello della chimica a quello dell'agricoltura, dell'allevamento, per non parlare della sanità, che non siano in gravissima crisi. Allora a cosa serve portare avanti un mezzo Governo, una Giunta che fa quello che può perché evidentemente è una Giunta dimezzata? Chi deve partecipare al Governo? Noi abbiamo dato la possibilità a questa Giunta di nascere con il nostro voto determinante, ricordiamo 34 a 32 fu il verdetto finale, perché pensavamo che fosse importante per la Sardegna fare la legge finanziaria, senza la quale la Sardegna in questo momento di grave crisi non poteva rimanere, non potesse rimanere. La legge elettorale non dipendeva dalla Giunta, dipendeva dal Consiglio; il Consiglio ha deciso di non farla e credo che la Giunta non possa essere chiamata a responsabilità che non ha. La Giunta ha la responsabilità di non chiedere con veemenza, con forza, una volta per tutte, a chi deve entrare in Giunta, se vi entra o no. Cioè è una sceneggiata che non può andare avanti all'infinito. Ecco, l'unica cosa per la quale non è possibile una proroga è la sceneggiata! La sceneggiata deve avere fine, deve avere termine. Chi deve stare in Giunta lo deve dichiarare, trovate un accordo, quattro tecnici, quattro mezzo tecnici e mezzo politici, trovate un accordo ma trovatelo, oppure dite in modo chiaro che voi non siete disposti a partecipare al Governo di questa Regione. Il Consiglio ne prenderà atto e ci muoveremo di conseguenza, ma io credo che da questo impasse, da questa confusione si debba uscire per il rispetto di tutte quelle categorie di persone che sono in gravissimo disagio in attesa che il Consiglio e la Giunta porti avanti un programma che sia utile a risolvere i problemi che abbiamo in Sardegna. Quindi, evidentemente, con questo dico anche che noi voteremo a favore della richiesta di proroga.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. E' stato detto, poco fa, non parlo dell'ultimo intervento, ma dei precedenti, che da qualche tempo, da qualche giorno, la Regione, il Consiglio, la Giunta, eccetera, l'amministrazione regionale si trovano in una situazione di illegittimità. Io vorrei dire di più visto che ci siamo: sono oltre tre mesi che la Regione si trova in una situazione di grave illegittimità. Cioè fin dal giorno in cui si è ritenuto che fosse possibile costituire un Esecutivo formato da un numero di Assessori inferiore a quello previsto dalla legge. Qui non è un optional, c'è una legge precisa che è già stata citata, la numero 1 del 1977, che ha previsto, ha stabilito, all'articolo 1, comma secondo, che la Giunta regionale è composta dal Presidente e da 12 Assessori, e non c'è santo che tenga! Si tratta di un organismo che intanto esiste in quanto è formato, nel suo sorgere, da un Presidente e da 12 Assessori; non può essere costituito un organismo formato da un Presidente e da 3 Assessori, 4 o 5. Si potrebbe quasi dire che se passasse quel principio potrebbe andar bene un Esecutivo composto dal solo Presidente che si prende tutti gli interim e agisce in solitudine, perché non cambierebbe molto. Qui è una norma categorica sulla quale, ripeto, non c'è nemmeno da discutere.
Per cui stabilire un interim in origine, cioè all'origine della costituzione della Giunta, significa violare la legge, significa che non c'è una Giunta e significa che, ovviamente, non si pone neanche il problema della fiducia. Questo è il punto.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA
(Segue DORE.) Noi da oltre tre mesi stiamo andando avanti in un regime di palese illegittimità con tutto quello che ne dovrebbe derivare sulla nullità degli atti, ma addirittura potremmo dire: si tratta di una di quelle gravi violazioni di legge che, se valesse ancora questo discorso, perché ormai ne abbiamo visto di tutti i colori, dovrebbe determinare, ai sensi dell'articolo 50 dello Statuto, lo scioglimento d'autorità. Cioè è un caso di grave violazione di legge che prevede… è un'ipotesi di scioglimento del Consiglio. Ma siccome qui, ripeto, ormai la legalità già da alcuni anni, ma a maggior ragione da diversi mesi è un optional, si va avanti come se nulla fosse. E la riprova di quanto ho detto la si ha leggendo l'articolo 3 che prevede l'istituto dell'interim, che ha come ragione il fatto di garantire la buona amministrazione - figuriamoci! - ai sensi dell'articolo 97 della Costituzione. Quali sono le ipotesi? Quando un Assessore sia assente o impedito, oppure cessi per qualsiasi motivo dalla carica, cioè sono tre ipotesi successive alla costituzione della Giunta, non possono esistere nel momento in cui viene costituita la Giunta, perché non si può parlare in quel caso di Assessore assente o impedito, né di Assessore che cessa; si deve parlare di Assessore che non esiste e quindi se non esiste l'Assessore, gli Assessori che mancano non esistono in partenza, non si può costituire una Giunta.
Questo è il punto. Io veramente mi domando con quale coraggio si ritiene di poter andar avanti su questa strada. E qui io mi rivolgo in particolare, oltre che a chi guida la Giunta e a tutti i colleghi, io mi rivolgo in particolare a chi presiede questa Assemblea, che veramente, ancora una volta, a parte la persistente assenza, io vorrei sapere in questo momento a che cosa si riferiscono questi movimenti o sommovimenti ai quali stiamo assistendo già da quando io ho iniziato a parlare e sembra che siccome evidentemente si tratta di cose sciocche, futili e di scarso interesse, i banchi della Giunta sono vuoti e qualcuno si volta a parlare con i funzionari, il Presidente è impegnatissimo a... Presidente, io gradirei che l'onorevole Corona, sia pure nella sua alta qualità di Capogruppo del cosiddetto Partito di maggioranza, forse non lo so se sta diventando in questo momento Assessore, ne parla la stampa eccetera… è segretario, allora che stia seduto lì e faccia il segretario!
Insomma, in conclusione, io credo che dobbiamo, per un attimo, riflettere su quello che stiamo facendo, cioè che stiamo veramente compiendo un ulteriore obbrobrio giuridico, costituzionale, statutario, e che quindi ormai abbiamo completamente passato la decenza. Qui non si tratta di prorogare un bel niente, a parte il fatto che quel termine è scaduto abbondantemente, e non è un problema di proroga, che si riproroga, che si riproroga ancora come vorrebbe sostenere l'onorevole Corda, sia pure per i motivi che possiamo anche comprendere dal suo punto di vista, però non è questo il problema. Qui stiamo agendo da oltre tre mesi in regime di illegittimità, io mi appello alla Presidenza, mi appello all'alta dirigenza di questa Assemblea e non lo so se qualcuno di noi, o qualche cittadino giustamente furioso, deve per caso rivolgersi fuori da quest'Isola per far emanare il provvedimento che alla fine poi porrebbe fine a questa agonia veramente assurda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà. Si prepari l'onorevole Marrocu. L'onorevole Demuru rinuncia?
DEMURU (D.S.). Si, rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà. Si prepari l'onorevole Falconi.
MARROCU (D.S.). Sì, invece io qualche considerazione vorrei farla. A me pare che quella che si sta giocando qui è una strana partita, è una partita a chi fa più autogoal fra gli schieramenti. Dovrebbe vincere chi ne fa di meno e in questo momento non so chi. Se noi avessimo analizzato qualche anno fa le cause che hanno portato il centrosinistra a non vincere, perché come spesso abbiamo detto non abbiamo perso, a non vincere, avremmo indicato tra le cause sicuramente non l'attività della Giunta o del Consiglio, perché io chiederei anche di andare a rivedere qual è stata la produzione legislativa nella precedente legislatura, ma avremmo indicato una causa principale, la litigiosità da parte dello schieramento del centrosinistra. Mi era parso in questi anni che avendo preso lezione di quello che era successo nella precedente legislatura il centrosinistra si fosse ricompattato ed avesse fatto un'azione positiva di ricostruire la sua unità ed anche di mettere in difficoltà il centrodestra, che infatti in questi quattro anni ha dato l'esempio superiore al nostro di litigiosità, di divisione ed anche di scarse capacità di governo.
Ero convinto infatti che oggi il Presidente Masala avrebbe indicato i quattro Assessori di Forza Italia, ho detto: "va bene", in queste settimane noi centrosinistra stiamo rischiando di mettere a rischio quello che faticosamente abbiamo fatto in questi anni, cioè di ritrovare l'unità e di ricostruire l'unità, e in questi giorni, credo che l'immagine che stiamo dando è di un centrosinistra ancora un po' con qualche problema di divisione, ho detto: "quale occasione buona per il centrodestra, colgono questa nostra difficoltà di queste settimane e si presentano con una ritrovata unità, presenta i quattro Assessori di Forza Italia e dà un'immagine a dire: ecco mentre il centrosinistra si ridivide, il centrodestra ritrova la sua unità e la sua compattezza". Tutto sembrava un discorso tranquillo, davo per scontato, a mio parere, che oggi venivano nominati quattro Assessori ed invece vedo che Forza Italia persiste, non indica i quattro Assessori e quindi giochiamo, come ho detto prima, a fare autogoal. Ma qual è la causa di questa situazione? Io ho tre tipi di lettura, una è quella che il Presidente o l'ex premier di Forza Italia avrebbe deciso: "morto io morti tutti". Quindi. abbiamo fatto una scelta che siccome è stata messa in discussione la sua leadership oggi e per il futuro, a questo punto lui mette a repentaglio un po' tutto.
La seconda è quella che di fatto sta avvenendo in queste settimane, che Forza Italia sia uscita dalla Giunta, ma abbia dimenticato di ritirare gli uffici di gabinetto e le segreterie particolari, per cui, di fatto, che ci sia o non ci sia in Giunta continua a fare come faceva prima, perché anche prima non è che facesse riforme o grandi programmi, o grandi progetti, faceva spesa, e la spesa può continuare anche senza avere gli Assessorati, mantenendo gli uffici di gabinetto e mantenendo le segreterie particolari, ed è quello che sta avvenendo in questi giorni e in queste settimane, senza pagare il dazio politico della presenza politica dell'Assessore. Cioè sono usciti e hanno dimenticato gli Assessorati.
L'altra lettura è quella che impegna un po' tutti, è il tentativo in questa settimana, anche attraverso l'utilizzo della stampa, di spostare il tiro e di fare quello che ci diceva anche il consigliere, il collega Scano nel suo intervento, cioè di buttare fango su tutti. Per cui alla fine si dice: "ma insomma questo Consiglio?". Perché effettivamente è tutto così paradosso quello che sta avvenendo in questi giorni, in queste settimane, per cui alla fine le responsabilità vengono così diluite, vengono così nascoste, che alla fine non paga una maggioranza che non c'è, non paga una Giunta che non c'è, non paga un centrodestra che non ha saputo governare, il fango viene distribuito su tutti, su tutti gli 80 consiglieri, su tutto questo Consiglio, su tutta questa Istituzione. Ed è l'altro tentativo, secondo me, che ha determinato questo paradosso, e situazione che noi stiamo vivendo.
Io credo che al quesito che è stato posto, io non entro in merito alle questioni che ha posto in modo egregio, secondo me, il mio Capogruppo e che ha messo in modo egregio Luigi Cogodi nel suo intervento sui termini e sulle modalità di chiedere questo rinvio. Io penso che sia un fatto politico, e cioè il fatto politico che se la maggioranza non c'è e non si ricompatta come non si è ricompattata in questi quattro mesi, in questi tre mesi, bisogna prenderne atto e darne le dimissioni. Se la maggioranza c'è, lo dimostri in Aula dando all'Assessore non due mesi o tre mesi, ma dando un giorno di tempo perché indichi i quattro Assessori, tecnici o non tecnici, che la forza di maggioranza relativa ha, e può dare questo Consiglio, e si rientri nella normalità democratica, che una maggioranza governi e che un'opposizione faccia la sua opposizione. Se non c'è una maggioranza che governa è giusto che questa si dimetta, a partire dal Presidente, a partire dagli Assessori, e si vada a prendere atto che in questo Consiglio non è possibile costruire una maggioranza, perché non c'è una maggioranza del centrodestra e noi non siamo disponibili in questi ultimi mesi a fornire sostegno a maggioranze diverse e quindi alternative, per cui bisogna prenderne atto facendo un discorso molto limpido e molto chiaro dal punto di vista politico, senza, appunto, andare a verificare normative e così via, ma di questo secondo me è sufficiente un giorno di proroga, non più di un giorno di proroga è necessario perché questo venga discusso e venga definito.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Lai, onorevole Falconi, onorevole Morittu, onorevole Granella.
Ha domandato di parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà. Si prepari l'onorevole Gian Valerio Sanna.
GRANELLA (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Ringrazio per l'occasione che mi si dà per fare i complimenti al prestigiatore massimo, al Presidente Masala. Questa volta però dal cilindro il coniglio è venuto fuori morto! Andiamo a chiedere proroghe per un tempo che è scaduto, per un qualcosa che in effetti non è nemmeno in lavorazione da parte del Presidente della Giunta, perché non dipende dalle sue possibilità, dipende da un'altra parte di questa cosiddetta maggioranza che mal sopporta una Presidenza di AN. Allora, Presidente, non è più dignitoso, più semplice, dire a questi ex compagni di viaggio che il viaggio termina qua e che sarebbe ora che ci presentassimo all'elettorato per rendere conto di quello che abbiamo e non abbiamo fatto, per chiedere che cosa pensano di questo Governo che loro, quattro anni e mezzo fa hanno votato, hanno mandato in quest'Aula a discutere di cose alte, a cercare di far leggi, a cercare di far qualcosa per la Sardegna, questa Sardegna che ci sta morendo nelle mani e per cui non riusciamo a far niente? Ma, non riusciamo o non vogliamo far niente? L'assenteismo in Commissione Agricoltura di parte della maggioranza a questo punto mi fa capire qualcosa in più, mi fa capire che Forza Italia non vuole completare la legge sull'agricoltura, non vuole farla, vuole parlarne, vuole gloriarsi di quello che dice, di quello che sa promettere, ma poi fatti concreti non ne abbiamo, abbiamo un Presidente della Giunta a cui mancano quattro Assessori di Forza Italia che non può andare avanti nel suo programma di lavoro perché Forza Italia non gli dà gli Assessori, e questo non è un no a tutte le riforme, non è un no all'ossigeno che dovremmo dare ai sardi, non è un no a quella che è la nostra funzione principale? Mi pare che non ci sia molto da dire su questo comportamento.
Mi complimento per la tranquillità e per l'ilarità del collega Liori, resti pure lì, cerchi di coprire il posto dei quattro di Forza Italia che mancano, cerchi di fare qualcosa almeno lei dato che ha buone speranze. Lo ha già accennato il collega Marrocu. Perché in questi quattro Assessorati scoperti ci sono ancora i funzionari e i gabinetti installati dai precedenti Assessori? Forse perché gli Assessori o quelli che dovrebbero diventare Assessori non si sentono capaci di portare avanti un Assessorato? Allora basta che lo facciano i funzionari. Ed allora date tutti le dimissioni, lasciamo fare ai funzionari, come finora avete fatto fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente e colleghi, io credo che una dissertazione sulla legittimità o meno di una proroga dell'interim sarebbe oltremodo incomprensibile di fronte ai sardi, per cui poco mi soffermo su questo aspetto, se non ribadendo che, come vostro costume da cinque anni, quando volete far dire alle leggi il contrario di quello che vogliono dire, voi siete stati maestri in questa legislatura, al punto che quando non ci riuscivate proponevate le interpretazioni autentiche. Ma il problema è che tutto questo aspetto di carattere giuridico non può superare il valore politico che invece è, c'è, ed è rilevante. E che con l'istituto della prorogatio dell'interim voi state prolungando una crisi che è aperta dal giorno in cui avete varato questa Giunta, ed è un modo surrettizio per camuffare una crisi palese, evidente, che non è la mancanza di quattro Assessori, la mancanza di quattro Assessori è la mancanza di una forza politica della vostra maggioranza che non legittima alcuna maggioranza in quest'Aula da parte della vostra Giunta, e che produce un prolungamento della crisi. Avevate da dire all'inizio della legislatura: "Voi avete fatto sei crisi, Palomba...". Io ho molto rispetto di tutti ma oggi, di fronte a questo spettacolo, l'onorevole Palomba rappresenta una persona altamente democratica, è un vero statista, perché perlomeno quando non aveva i numeri se ne andava, voi non riuscite neanche a prendere atto di questa condizione, e se mi passate il paragone, se questa Giunta fosse paragonabile ad una macchina, state andando avanti da mesi a due cilindri, invece che a tre. E siccome quando si è in salita, e le condizioni della Sardegna sono enormemente in salita, una macchina che va a due cilindri sta ferma, c'è un'avaria ed è un'avaria che pesa sulla situazione economica, perché non è un problema solo di come trovare quattro Assessori, è che ci sono quattro Assessorati fondamentali che gravitano nell'ambito di un'economia già disastrata, e questo fatto ingenera una ricaduta inequivocabile anche sulla funzionalità del Consiglio, al punto che l'opinione pubblica ha come tendenza immediata quella di scaricare in maniera generica sulla classe politica questa responsabilità. Questo dibattito ci serva almeno per mettere in evidenza che così non è, che ci sono responsabilità e che vanno collocate dalla parte giusta, perché noi siamo qua, siamo nelle commissioni, siamo sempre presenti, pronti a fare il nostro dovere, ma anche pronti a capire, anche a criticare l'impostazione e il coordinamento che compete ad una maggioranza; una maggioranza che continua ad offendere l'autonomia, perché sulla base dei lasciapassare che non arrivano da Roma i colleghi di Forza Italia non sanno che pesci prendere, se voi li interrogate non sanno neanche a che destino sono votati, non sanno se sono tecnici, se saranno politici, se ce ne saranno uno, due o tre. Non lo sanno perché l'insulto all'autonomia è arrivato a livelli così alti che neppure loro sanno del loro futuro destino.
Allora, mi dispiace, c'è anche il collega Murgia, siamo anche un po' preoccupati, collega Murgia, perché pochi giorni fa voi avete detto che Alleanza Nazionale può vantare legittimamente una leadership; Dio ce ne scampi e liberi per la prossima legislatura se questo è il preambolo! Dio ce ne scampi e liberi! Perché le responsabilità sono da una parte e dentro quella parte sono addossate a chi le interpreta in prima persona, ed oggi il Presidente che subisce quest'onta e questa minoranza schiacciante, incomprensibile, ingiustificata sul piano politico, è il Presidente della vostra forza politica. Io non lo so se questo gioverà ad una soluzione dell'interim, io credo che ormai la legislatura sia finita. Tenete presente una cosa: che quando si comincerà il dibattito su provvedimenti legislativi che hanno una certa rilevanza, non saremo assolutamente leggeri nel rigore e nell'opposizione a qualunque provvedimento che in queste condizioni politiche intenda dare un significato comprensibile di un'azione di Governo che non c'è. Non è possibile che una Giunta si presenti in Aula con un assestamento che è una manovra di bilancio in queste condizioni, perché sul piano politico noi non vi faremo nessuno sconto.
PRESIDENTE. Erano iscritti a parlare ma sono assenti i consiglieri Orrù, Pacifico, Masia, Dettori. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Grazie signor Presidente, indubbiamente un argomento così importante come quello in cui stasera si è incanalata la discussione, forse anche un po' imprevista dal Consiglio regionale, ha portato all'intervento del Presidente della Giunta regionale per chiedere una proroga, forse anche di alcuni giorni, dell'interim, per accordare un accordo che ormai è stato già raggiunto e, quindi, anche all'interno dei partiti della coalizione che sostengono il Presidente. Allora veramente non vedo nulla di scandaloso, come invece denunciato negli interventi dei colleghi del centrosinistra.
Cioè, non riesco a capire, è vero che è scaduto, onorevole Cogodi, la settimana scorsa c'erano tre giorni, due giorni di festa, non riesco a capire l'esigenza di creare una paralisi anche, perché con tutti gli interventi che ho visto registrati, si discuterà oggi e forse anche domani di questo argomento.
Quando un Presidente della Giunta regionale, comunicato che gli bastano anche pochi giorni per chiudere l'accordo che vede il completamento degli interim e quindi, della presenza dei quattro Assessori della Giunta regionale mancanti, chiede alcuni giorni per sistemare, per perfezionare bene quell'accordo, veramente, non riesco a capire quando si grida allo scandalo: "State paralizzando!" Anzi, semmai stiamo uscendo da una crisi, comunque una Giunta ha funzionato.
Ed allora, quando mi vedo molti colleghi che dicono: "C'è uno Statuto ferreo, c'è un Regolamento interno ferreo", io voglio ricordare che i Regolamenti sono giusti, è giusto che ci siano dei limiti, che ci siano delle precisazioni, ma su un argomento così importante io credo che anche l'interpretazione che poi anche il Presidente del Consiglio può dare, è quella di guardare un po' con un aspetto più politico nel richiedere ed avere una proroga di pochi giorni. E credo che sia una forma di rispetto anche che abbiamo adottato in quest'Aula sia quando da parte del centrosinistra veniva chiesta per alcune questioni, leggi, discussioni importanti in quest'Aula, sia da parte anche poi del centrodestra. L'Aula ha sempre accolto queste richieste, pochi giorni, d'altronde si parla di alcuni giorni e, quindi, ha sempre accolto queste richieste che venivano fatte.
C'è sembrato anzi, credo che nella correttezza anche del dibattito intorno a questo Consiglio nessuno abbia mai pensato di infierire sulle ferite altrui e quindi, non l'abbiamo fatto noi, non lo stiamo facendo e non lo faremo per quanto riguarda i problemi che esistono al centrosinistra, spero, credo e mi auguro che non si infierisca anche su quelli che sono alcuni travagli che anche l'onorevole Marrocu nel suo intervento poi diceva all'interno delle due coalizioni e del sistema politico anche del Consiglio regionale.
Sicuramente, non lo so, forse è stato un male o un bene non aver sciolto il Consiglio regionale nel 1999, quando nessuna delle coalizioni aveva come numero di seggi vinto le elezioni e, quindi, una maggioranza forte per poter assicurare il Governo nei cinque anni. Allora, i ricordi della Giunta guidata nella precedente legislatura dall'onorevole Palomba, questa è guidata dal Presidente Masala in questo momento, indubbiamente soffrono e hanno sofferto di quella che era la carenza della riforma che il Consiglio regionale nella legge elettorale non è riuscito a darsi e come Regione a Statuto speciale non si era data rispetto ad altre regioni.
Credo che la gente, gli elettori in modo particolare, guardino con grande speranza alle prossime elezioni dove chiunque vinca avrà garantita una maggioranza sicura, una maggioranza al 60 per cento, un Presidente della Giunta regionale eletto dal popolo, e quindi sia l'ultima volta che quest'Aula, questo Consiglio regionale discuta su Assessori ad interim, su un Presidente da dare la fiducia, da non dare la fiducia, ed altro.
Io, però, voglio ricordare anche, perché qua tutti siamo bravi a dire: "Problemi, la Sardegna ci guarda, le forze produttive ci guardano, il mondo sindacale e tutti quanti", però indubbiamente non stiamo dando nessun servizio neanche come quello che gli amici del centrosinistra e i colleghi del centrosinistra stanno facendo, cioè un intervento di tutti, tutti iscritti a parlare facendo quasi un ostruzionismo. Io capisco il ruolo delle parti, lo capisco benissimo perché da quella parte si deve criticare, da questa si deve dimostrare che quelle critiche con le azioni di Governo sono ingiuste.
Ma quando voi stessi ricordate che c'è un Dpef, c'è una legge sull'agricoltura, Granella diceva: "C'è una legga sull'agricoltura", ci sono problemi di una legge sull'urbanistica, sul condono, sull'assestamento di bilancio iscritto all'ordine del giorno cioè, è un assestamento di bilancio che deve dare delle risposte anche al mondo produttivo. Oggi non lo stiamo aiutando, ma non lo stiamo aiutando con tutto il Consiglio regionale e con chi con i propri interventi, giusti, quasi sicuramente giusti, col ruolo delle parti giustissimo, ma nessuno venga a dire che qua c'è una parte che vuole dare un contributo e che vuole andare avanti, e l'altra che invece vuole sollevare un caso e che blocca invece i lavori dell'Aula.
Ecco, allora, io in conclusione credo che i colleghi del centrosinistra possano capire anche alcune difficoltà, alcune necessità che una forza politica, una coalizione, un Presidente della Giunta regionale aveva fatto un accordo, e questo accordo è noto ed è conosciuto a tutti, abbia la necessità di avere alcuni giorni per perfezionare poi l'ingresso dei quattro assessori mancanti, io credo che possano essere concessi questi due giorni, tre giorni, e si prenda a discutere invece del disegno di legge che è l'assestamento di bilancio dicendo, rimandando a giovedì, a lunedì, a martedì prossimo, perché credo siano proprio un paio di giorni per affinare questo, la presentazione da parte del Presidente della Giunta regionale e quindi di una forza importantissima della coalizione, nell'esprimere i quattro nomi.
Poi, il problema di quella rosa dei nomi, non è un problema di altri partiti, sarà un problema di quel partito. Poi, se deciderà di esprimere consiglieri regionali eletti, se esprimere dei tecnici, è nella libera scelta e nell'autonomia di ciascun partito.
Ed allora l'appello, amici anche del centrosinistra, al Presidente Masala indubbiamente il consenso anche mio personale ma credo anche del Gruppo di avere questi giorni che gli servono per perfezionare l'ingresso e il completamento della Giunta, agli amici del centrosinistra dico: "Non fate ostruzionismo approfittando di questa situazione, approfittando anche dei travagli che una coalizione in questo momento ha".
Allora, se c'è un'emergenza in Sardegna, se ci sono delle leggi con una certa urgenza come avete detto voi da approvare, che sono quelle sull'agricoltura per la quale questo Consiglio regionale aveva dato una deroga speciale, se c'è da mandare avanti una legge di assestamento, ebbene iniziamo a discutere su questo e diamo i due o tre giorni necessari al Presidente della Giunta perché ci presenti anche a fine settimana, il quadro della Giunta con i nomi completi.
PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire l'onorevole Pinna. L'onorevole Pinna non c'è, onorevole Giagu.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Presidente e colleghi, io credo che sia quasi doveroso e giusto spezzare una lancia a favore del Presidente Masala, perché l'intervento dell'onorevole Piana che voleva essere, mi è parso, di aiuto nei confronti del Presidente Masala, mi pare non abbia centrato esattamente l'obiettivo. Quindi, io credo che sia giusto e doveroso, signor Presidente, sostenere in qualche misura questa impresa titanica che lei sta cercando di portare avanti. Sulle sue spalle oltre che la grande attività che normalmente ha un Presidente della Giunta regionale, deve sobbarcarsi ben quattro Assessorati, e lei che pur la ritiene una cosa faticosa dice: "Però, fino ad ora me la sono cavata, datemi ancora un po' di tempo. Non so bene quanto me ne occorra, però nel frattempo io andrò avanti a fare le cose fondamentali per la nostra Isola".
È vero che siamo in un periodo, in un'epoca nel quale sta diventando una moda quella di affermare che un uomo solo al comando può risolvere i problemi della Sardegna; e lei in qualche misura sta cercando di impersonare quella che oggi sta diventando una pulsione, una tendenza da parte di alcuni settori del mondo della politica sarda.
Voi, Presidente Masala, vi presentate qui con un pezzo di maggioranza che non è maggioranza, essendo un pezzo è una minoranza; una minoranza consiliare che ha la pretesa di governare la Sardegna. Non c'è bisogno di spendere troppe parole per dire che siamo ormai di fronte ad una situazione che è praticamente disastrosa; e mi sembra che siano lontani anni luce i proclami che venivano fatti in quest'Aula quando i colleghi del centrodestra, in modo particolare i partiti maggiori di questa compagine, cioè Forza Italia ed Alleanza Nazionale, attaccando le esperienze passate si presentavano come gli innovatori, cioè i portatori e i sostenitori delle giunte dell'innovazione, della coesione, dell'efficienza e dell'efficacia, della trasparenza contrapposte al disastro fatto, voi dicevate, dalle passate giunte di centrosinistra. L'ha detto qualcuno: "L'esperienza del Governo Palomba se confrontata con gli anni del governo del centrodestra sono diventate un'entità non più paragonabile al disastro che voi state portando avanti".
Abbiamo avuto una Giunta che si è rivelata nata con la compravendita dei voti, con i cambi di casacca, con i proconsoli che sono scesi qui per dare ordini, alla faccia dell'autonomia e dei governi nazionalitari che voi volevate impersonare, siamo alla paralisi amministrativa ed abbiamo avuto un esordio formidabile della parentopoli nelle assunzioni in Regione.
Questo diciamo è un piccolo spaccato di quello che sta accadendo, ed oggi lei Presidente ci dice: "Chiedo una proroga ulteriore dell'interim", non ci ha dato un limite temporale, però, apprendiamo dall'onorevole Piana che occorrono solo alcuni giorni per perfezionare un'intesa, per dettagliare quell'intesa, quasi che i novanta giorni trascorsi siano passati invano.
Insomma, la verità è che Forza Italia si deve decidere su quello che vuole fare! A novanta ne ha chiesto? Chiedo scusa, mi è sfuggito questo piccolo dettaglio. Cioè, l'onorevole Piana ha parlato di due o tre giorni, siccome è stato l'unico che ha parlato della maggioranza, mi sembrava che avesse interpretato autenticamente il pensiero del Presidente che lui sostiene, invece si parlava di due o tre mesi e non di due o tre giorni.
È stato detto: "Badate, sono delle piccole cosette perché noi d'altronde non vogliamo infierire sul travaglio che c'è nel centrosinistra, e quindi ce ne guarderemo bene dal farlo, e vi chiediamo un po' di clemenza anche nei nostri confronti" ma guardate, i problemi che riguardano il centrosinistra sono problemi che comunque non stanno dentro quest'Aula, mentre i problemi che avete nel centrodestra si scaricano pesantemente sulle sorti dei sardi e della Sardegna, e i quattro assessorati che stanno in capo al Presidente Masala sono veramente enormi; urbanistica ed enti locali, cultura e sport, industria e programmazione.
E l'onorevole Piana ci dice: "Però, scusate, pochi giorni non fate ostruzionismo, perché dovreste discutere con noi delle cose importanti che riguardano la Sardegna, per esempio, la legge per l'assestamento di bilancio".
Ebbene, l'ostruzionismo lo sta facendo il centrodestra, noi chiediamo prima di affrontare qualunque ulteriore argomento che ci si dica chi è che sostiene le proposte che avanza il Presidente Masala. Cioè, se sono delle proposte che vengono sostenute nel momento in cui le propone da trenta consiglieri regionali, oppure se c'è una proposta che è sostenuta da perlomeno quarantuno consiglieri regionali. Perché se così non fosse, non ci sarebbe chiarezza qui dentro.
Noi stiamo facendo, stiamo esercitando un dovere elementare e semplice, sapere se in quest'Aula il Presidente Masala è sostenuto oppure no da una maggioranza. Già è passato con dei voti, con trentadue o trentatré voti, anche io non mi ricordo, ed alcuni di quei voti espressi erano stati dichiarati voti tecnici, e quei voti tecnici le è stato comunicato che una volta che è caduta in Aula la legge elettorale, quei voti non c'erano più, era finito quel periodo. Ebbene, la maggioranza, quei voti che sono serviti ad eleggerla Presidente non ci sono più, e lei non prende atto di questo. Quindi, come ci si può chiedere se un documento, comunque importante come l'assestamento del bilancio, è sostenuto da una maggioranza almeno teorica, prima che lei la avanzi nell'Aula? Cioè, è necessario che questo nodo venga sciolto.
Io sono d'accordo che se occorre una giornata si rinviino i lavori di oggi a domani, lei domani ci porta la lista degli Assessori, poco ci importa che siano tecnici o politici, l'importante è che lei nomini gli Assessori che appunto deve nominare e cessi questa vergogna, che credo che sia anch'essa un record negativo che sta in capo a lei presidente Masala e credo, devo dirlo, probabilmente incolpevole sotto questo profilo, ma la responsabilità è di Forza Italia. Io dico anche al collega Murgia come ha il coraggio di affermare, in una riunione che c'è stata pochi giorni fa di Alleanza Nazionale, che il partito che sostiene il Presidente oggi è pronto a mettere in campo dei candidati per la leadership. Risponde invece il portavoce di Forza Italia: "No, noi che abbiamo dato prova di buongoverno abbiamo titoli per esprimere il Presidente".
Io credo che se i sardi potessero vedere concretamente al di là della propaganda mediatica che viene fatta, e qualche volta anche mi pare dietro lauto sostegno di tipo economico e finanziario, ma se realmente potessero vedere quello che accade all'interno di quest'Aula, probabilmente le opinioni cambierebbero radicalmente. E mi pare anche ingeneroso che si continui con questo atteggiamento, di creare un minestrone indistinto dove le responsabilità vengono annacquate e confuse!
Voi siete il governo della Sardegna, come noi lo fummo ieri come centrosinistra, e voi avete la responsabilità delle cose che non stanno funzionando.
Il collega Piana che sta disturbando dopo aver non sostenuto in maniera soddisfacente il Presidente Masala, insomma, io credo che il collega Piana quando fa certe affermazioni dovrebbe un attimo ragionarle. Come si può dire a noi che facciamo ostruzionismo, quando non c'è una maggioranza? Ostruzionismo rispetto a che cosa? Ma rispetto a che? Forza Italia non apre bocca, ed è un fatto vergognoso che il partito di maggioranza relativo non ci dica in che maniera vuole sciogliere questa sua sorta di Aventino che ha scelto.
Allora, siamo di fronte ad un fatto a me pare abbastanza semplice, o il Presidente Masala presenta la Giunta subito, oppure arriva in Aula e dice: "Signori, me ne devo andare a casa", perché già lo dice la legge perché è scaduto il tempo, è scaduto e quindi dovrebbe decadere, ma dal momento che lei ritiene che questa interpretazione non sia corretta, dica: "Ho un sostegno politico e rimango. Non ho il sostegno politico e rassegno le dimissioni".
Noi chiediamo chiarezza, da parte nostra è anche un po' avvilente intervenire a dire le cose che stiamo dicendo di fronte ad una armata che più rotta di così non potrebbe essere, e vorremmo confrontarci sulle poche cose che rimangono da fare in questo scorcio di legislatura, ma che comunque sono di grande rilevanza.
Quindi, signor Presidente, lei deve dire che domani o dopodomani scioglie questo nodo, oppure io credo che sia più opportuno che veramente lei rassegni le dimissioni, ed anche se di qualche mese, si prenda atto che la disfatta di questo Centro Destra che voleva impartire lezioni a tutto il Centro Sinistra, e non solo, questa lezione non l'ha potuta impartire e che quindi, è veramente una Giunta ed una maggioranza che l'elettorato deve giudicare in maniera severa.
PRESIDENTE:Con l'intervento dell'onorevole Pirisi si concludono i lavori della serata. I lavori riprendono domani mattina alle ore 10. Primo intervento dell'onorevole Pusceddu, otto iscritti. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20 e 13.
Allegati seduta
CDXVII Seduta
Martedì 9 dicembre 2003Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 17 e 48.
Randazzo, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del mercoledì 12 novembre 2003 (411, che è approvato.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:
Brigata Sassari - Concessione del fregio dello stemma della Regione Autonoma della Sardegna - Stemma della Regione Autonoma della Sardegna: inserimento di un cartiglio recante il motto "Forza Paris" - Memoriale per i Caduti per l'Italia e la Sardegna: istituzione di una coccarda sarda. (498)
(Pervenuto il 3 dicembre 2003 ed assegnato alla prima Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:
Interrogazione SANNA Alberto sulla ventilata ipotesi di ampliamento della discarica consortile di rifiuti solidi urbani di Bau Craboni-Tiria. (666)
(Risposta scritta in data 4 dicembre 2003.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
RANDAZZO, Segretario:
Interrogazione FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione della legge regionale n. 12 del 2001 che detta norme in materia di istituto contrattuale dell'apprendistato e sulla gravissima crisi in cui versa l'ente regionale ISOLA. (717)
Interrogazione MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà interposte dalla Direzione e dalla Presidenza del Consorzio industriale di Chilivani Ozieri all'accesso alla documentazione sul costruendo depuratore, richiesta da un componente l'Assemblea consortile. (718)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
RANDAZZO, Segretario:
Interpellanza DETTORI - DEMURU - LAI - PACIFICO - SCANO sulle procedure adottate per il finanziamento dei consultori familiari della Sardegna. (411)
Interpellanza SANNA Salvatore - COGODI sulla soppressione del CORECO. (412)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza:
RANDAZZO, Segretario:
Mozione SANNA Emanuele - BALIA - CALLEDDA - COGODI - DEMURU - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - MANCA - MARROCU - MORITTU - ORTU - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SECCI - VASSALLO sulle conseguenze ambientali determinate dalla installazione di centrali eoliche nel territorio della Sardegna. (130)
Sulla proroga dell'interim dopo la scadenza del termine previsto dalla legge numero 1 del 1977
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Solo per conoscere con quale modo s'intende procedere.
PRESIDENTE. Se non ricordo male, siamo arrivati, abbiamo interrotto e completato i lavori la scorsa volta alla richiesta d'inversione dell'ordine del giorno. Ora, occorre procedere a norma di Regolamento dell'articolo 55 ultimo comma, che dice: "L'inversione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno viene decisa con la maggioranza dei due terzi dei votanti".
COGODI (R.C.). No, no. Presidente, io non intendo chiedere, intendo intervenire sull'ordine dei lavori o ordine del giorno che dir si voglia, senza però ritenendo che non si debba richiedere l'inversione dell'ordine del giorno. Ritenendo invece che sia d'obbligo, che sia necessario che il Consiglio regionale inizi la sua seduta odierna con le dichiarazioni del Presidente della Giunta che annunci al Consiglio come intende completare la composizione della Giunta. Con ciò intendendo che, essendo decorso il termine di legge della numero 1, essendo decorso il tempo di legge e quindi essendo scaduto l'interim, cioè l'assunzione in capo al Presidente di quattro Assessorati, non vi è possibilità alcuna di proroga, che il Consiglio non può neppure, perché è stato privato, e questo l'avevamo detto nella scorsa riunione quando ancora eravamo nei termini, del suo potere di concedere volendo e richiedendolo il Presidente della Giunta una proroga degli interim assessoriali. Nel momento nel quale un termine è decaduto, la proroga non vi può più essere, perché si può prorogare solo quello che esiste, non quello che è cessato. Peraltro la Giunta regionale dalla mezzanotte del 5 dicembre, essendo organo della Regione, è costituita in modo imperfetto, manca cioè di una parte consistente di competenze che ne compongono la collegialità. Per cui allo stato, e non adesso in questo momento, ma dalla mezzanotte del 5 dicembre, la Giunta regionale non è nella possibilità di adempiere alle sue funzioni, ed un pezzo grande di amministrazione è inerte, è priva della competenza esercitata, dell'imputazione, della responsabilità, della direzione e di quant'altro per legge rappresenta l'Assessore nominato dal Consiglio. Per cui ne deriva che la Giunta non può operare, che un pezzo di Regione è nella paralisi, ne deriva anche che lo stesso Consiglio regionale non può procedere a nessun altro adempimento se non ha l'interlocuzione del Governo. Quindi prima di ogni altra cosa, anche ai fini del poter procedere nei lavori del Consiglio, si deve dare completezza, si deve dare configurazione giuridica ed istituzionale al Governo, cioè alla Giunta regionale; se non interviene questo adempimento necessario e adesso può avvenire solo attraverso alla nomina degli Assessori mancanti, non più con la proroga, perché ripeto non si può prorogare il nulla, non si può prorogare quello che non c'è più, non è possibile non solo che la Giunta operi, non solo permane uno stato di gravissima incerta e per molti versi dannosa condizione dell'amministrazione pubblica, io vorrei sapere gli atti dell'Assessorato del bilancio in questi giorni, perché si era detto sabato è sabato, domenica e lunedì è festa, oggi non è festivo, oggi saranno stati assunti atti dagli uffici di quattro Assessorati, quegli atti non hanno imputazione, quegli atti non hanno nessun rilievo, sono nulli radicalmente e conseguentemente c'è una condizione di danno che sta percorrendo e sta camminando. Quindi la mia richiesta è semplice, io rappresento al Presidente della Giunta, ma soprattutto al Presidente del Consiglio la necessità, se c'è da assumere ulteriori informazioni, approfondimenti tecnici ci si dia il tempo per farlo, la necessità che il Consiglio regionale sia posto, ed anche il Consiglio, nella condizione di poter operare. Per poter operare deve avere la Giunta costituita; la Giunta in questa fase è monca, quindi è inoperante pur essa, per cui è necessario dare questa completezza ad un organo della Regione perché il Consiglio addirittura possa lavorare. Il Presidente del Consiglio non è solo garante in astratto o nelle forme, o nella solennità, o nelle esplicazioni esterne della volontà e delle prerogative del Consiglio, deve anche e soprattutto garantire che l'organo parlamentare sia posto nelle condizioni di funzionare, quindi questa è una pregiudiziale assoluta, credo che meriti, l'avevamo giù annunciata, l'avevamo già detto in conclusione dei lavori la scorsa settimana, si sapeva e ben si sapeva, per cui il problema è risolto solo ed esclusivamente se il Presidente della Giunta annuncia al Consiglio come intende fare, cioè dando i nomi degli Assessori che devono ricoprire le rispettive responsabilità nelle diverse branche di amministrazione. Al di fuori di questo caso non vale intendimento, non vale disponibilità di nessuna parte politica perché le istituzioni: non sono appannaggio, e non sono appartenenza, non sono proprietà privata di nessuna parte politica.
PRESIDENTE. Volevo ricordare all'Aula, ai colleghi, che già la Presidenza, questa Presidenza si assunse le sue responsabilità quando dichiarò l'interim a termine, avverso un'interpretazione diversa data dalla Giunta sull'interim a suo tempo concesso da quest'Aula stessa, con il proprio voto, attraverso e mediante, si è anche munita la Presidenza di un deliberato dell'ufficio legale di questo Consiglio. Effettivamente, il Presidente della Giunta aveva dichiarato che avrebbe fatto in merito le sue dichiarazioni alla ripresa dei lavori, se non ricordo male; probabilmente ricordo male. Tuttavia il nostro è un tentativo di utilizzare sempre gli strumenti del Regolamento per procedere ai lavori, in quanto comunque è in essere, abbiamo aperto i lavori secondo un ordine del giorno e come previsto sempre dal Regolamento l'inversione comporta in ogni caso, non è detto per quali, se per casi particolarissimi, per casi urgenti o meno, si deve utilizzare questo comma oppure no. Certo che le argomentazioni poste dall'onorevole Cogodi, in considerazione anche della valutazione fatta dai nostri uffici in merito al problema pongono l'attenzione massima di questo Ufficio, di questa Presidenza, il caso, comunque si aspettava - come annunciato - entro oggi la soluzione dei nodi.
A me pare, salvo che la Giunta non abbia dichiarazioni da fare, che probabilmente occorra anche qualche momento di interlocuzione ancora per addivenire alla conclusione di questo aspetto, perché in difformità dovremmo procedere probabilmente d'ufficio, comunque non mi dispiacerebbe passare anche attraverso un voto per il passaggio successivo all'inversione dell'ordine del giorno. Detto questo sospendo i lavori per rivederci tra dieci minuti. Sono le 18.01, tra dieci minuti ci rivediamo qui in Aula. Ci vediamo alle 18.15.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 01, viene ripresa alle ore 18 e 33.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Presidente, senza che questo mio intervento costituisca un'inversione dell'ordine del giorno, così come stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, ma ritenendo valide le argomentazioni di carattere politico che sono state sollevate da più Gruppi politici, sia oggi che venerdì scorso, essendo oggi martedì, sostanzialmente il primo giorno utile dopo la scadenza degli interim che è intervenuta venerdì, essendo cioè sabato, domenica, lunedì giorni festivi, essendo oggi la prima giornata utile, accogliendo lo spirito che è stato dato e al quale si è fatto riferimento negli interventi, ritengo di dover fare le dichiarazioni ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento.
Pertanto, il senso della mia dichiarazione è quella di richiedere all'Assemblea consiliare la proroga degli interim degli Assessorati della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, degli enti locali, finanze ed urbanistica, dell'industria, della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La proroga viene richiesta fino al massimo del termine previsto dalla legge numero 1. Evidentemente, questo significa che il termine finale non vuol dire termine iniziale, è da zero, diciamo così, da un giorno fino al termine previsto dalla legge.
PRESIDENTE. Sulla proposta qualcuno intende intervenire? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Voglio ricordare all'Aula che per gli interventi devono essere fatte le iscrizioni entro il termine dell'intervento del collega Cogodi.
COGODI (R.C.). Presidente e colleghi, ritengo di dover dire subito che il Consiglio regionale è posto di fronte non ad una qualsiasi, per quanto delicata o rilevante questione giuridica, non è posto di fronte ad una qualsiasi questione di interpretazione, il Consiglio regionale è posto di fronte alla questione di rispondere se esso, il Consiglio regionale, intende o no esercitare le prerogative proprie che le sono assegnate dallo Statuto di autonomia, dalla Costituzione repubblicana e dalle leggi della Regione. Perché delle due l'una! O il Consiglio regionale ha chiaro il senso e la responsabilità del suo dovere, della sua funzione, o questo Consiglio regionale non avrebbe nulla da dire e nulla da dare.
Noi abbiamo leggi della Regione che sono leggi univoche, chiare, che definiscono le garanzie e il sistema delle garanzie, per cui il Governo della Regione è legittimo solo in quanto gode della fiducia del Parlamento, in questo caso del Consiglio regionale, nelle forme e con le modalità che le leggi prevedono. Una di queste modalità è che, qualora intervenga una difficoltà e un Assessore cessi dal suo mandato per qualunque causa, può essere, se c'è una difficoltà, che l'interim in via eccezionale, perché l'interim è una condizione di eccezionalità, può essere assunto dal Presidente nelle more di soluzione della difficoltà. I tempi, i modi e i termini sono dati dalla legge, la legge numero 1 del 1977 dice ed obbliga che l'interim può essere assunto dal Presidente per tre mesi, c'è un termine. Cessati, decorsi i tre mesi, c'è una decadenza a meno che il Presidente, motivando di fronte al Consiglio, non chieda una proroga. E la legge numero 1, opportunamente secondo me, non dice una proroga di altri tre mesi, dice una proroga intendendo che quella proroga deve essere una cosa ancor di più eccezionale, quindi non può essere indefinita.
Il fatto che la proroga non è soggetta a predefinizione temporale, indica nella ratio della legge che è un'eccezionalità nell'eccezionalità e quindi deve essere predefinita a scadenza immediata. Non solo, ma la proroga si chiama proroga, se non servono e non bastano, e però i legislatori devono servire anche i codici e siccome non tutti hanno potuto applicarsi a leggere i codici, ma i legislatori hanno gli uffici dei quali si possono servire, quelli che leggono i codici e danno i lumi di ordine tecnico ad un'Assemblea legislativa, ben si sa che proroga significa allungamento di un termine, e ben si sa anche concettualmente, non si vuole leggere il codice, si legga il vocabolario che è più facile per tutti, cercate la voce proroga e troverete che proroga significa semplicemente rimandare una scadenza, proroga significa allungare un termine.
Ora, è rimandabile una scadenza se non è già scaduta, è allungabile una cosa se c'è; se chi aveva in mano il potere di fare questo per tre mesi, novanta giorni, e non l'ha fatto, ha ritenuto di lasciar decadere l'istituto della proroga, vuol dire che ha valutato di non doversi servire dell'istituto della proroga, quindi non la può chiedere dopo, perché chiederebbe l'allungamento del nulla, e l'allungamento del nulla è nulla! Chiederebbe lo spostamento di un termine che non c'è più perché è gia decaduto. Questi argomenti noi li abbiamo esplicitati prima della decadenza mercoledì e giovedì scorso, è che qui c'è gente che non ascolta o che pensa che alcune cose si dicano tanto così.
Si ritiene che qualcuno qui intervenga tanto per intervenire, ed invece sono le leggi che conosciamo e le leggi che richiamiamo, e la responsabilità politica ed istituzionale che deve essere assolutamente richiamata e che comanda tutti, comanda i consiglieri, comanda la Presidenza del Consiglio e comanda anche la Giunta regionale.
Quindi, questa è una prima configurazione; la proroga non può essere più chiesta perché c'è stata la rinuncia di chi la poteva chiedere a chiederla nel tempo nel quale il termine c'era ancora e poteva essere allungato. Rimane una soluzione perché le leggi hanno una ratio, una legge che fosse irrazionale o talmente contraddittoria nel sistema giuridico si ritiene non valida, perché la legge deve dire cose che hanno un senso, ed infatti la soluzione c'è nella numero 1 e nel sistema legislativo complessivo; rimane l'altra ipotesi, cioè che si deve dare normalità alla vita politica ed istituzionale della Regione attraverso il completamento della Giunta; questa è l'unica soluzione possibile.
Il Presidente della Giunta deve proporre al Consiglio i nomi di coloro che completano la composizione della Giunta, può nominare ed indicare chi vuole purché il Consiglio li rivoti, può nominare i primi quattro passanti, i quali un attimo dopo si dimettono, ed allora quelli rimangono per l'ordinaria amministrazione fino a quando non sono surrogati, sempre che li voti il Consiglio.
Al di fuori di questa ipotesi la Regione versa in una condizione di illegalità, fuoriesce dai binari istituzionali e il Consiglio non può fare nulla, non può neppure esaminare leggi, ecco perché non c'era adito all'inversione dell'ordine del giorno, perché il Consiglio può operare solo se ha il contraddittorio del Governo, della Giunta. E chi esprimerebbe il parere sulle leggi rispetto al Consiglio, se la Giunta non c'è o se c'è una parvenza di Giunta? Ed è chiaro che la Giunta non essendo a questo punto nella sua composizione regolare e regolamentare, la Giunta è inoperante, non può decidere nulla la Giunta.
Come dire fa anche un po', dispiace ecco, in qualche modo anche che persone per bene, come dire anche tecnicamente munite, giuridicamente dotate, però la stanchezza, quante altre cose possono giocare brutti scherzi! Il Presidente della Giunta ha detto poc'anzi una cosa che non si dovrebbe dire: "Sì è vero, il termine è decaduto venerdì, però sabato era sabato, domenica era festa, lunedì era festa, oggi è il primo giorno utile, oggi non è neppure festa", ma chi lo ha detto che i giorni di festa la Regione non esiste? Ma chi lo ha detto che il Governo il giorno di festa è morto? Ma, chi lo ha detto che il giorno di festa la Regione non può essere chiamata ad assumere, intanto esercita la responsabilità sempre, anche i giorni di festa, chi lo ha detto che nei giorni di festa non può assumere una qualsiasi determinazione? Questa cosa della festa può valere in altre attività, in attività ludiche e sportive, così, di altra natura, ma non nelle attività istituzionali; le istituzioni non conoscono festa, se non nel diverso ritmo con cui si organizza il lavoro in concreto. Ma sotto il profilo della responsabilità e dell'esercizio delle funzioni non è che la festa sospende le prerogative delle istituzioni pubbliche, per cui comprendo lo spirito con cui un po' di aggiustamento alla buona delle cose, con cui il Presidente ha invocato questa cosa, però è meglio che facciamo finta di non aver sentito.
La verità è che da quattro giorni questo termine è decaduto; la verità è che quello che è decaduto non è allungabile, non è prorogabile, quindi uno dei due modi attraverso cui intervenire non c'è più, rimane l'altro che è la nomina degli Assessori. Per cui la Giunta, non la Giunta che non c'è, il Presidente, qui la responsabilità è del Presidente, il Presidente dica qual è il termine entro il quale è in condizioni di proporre al Consiglio il completamento della Giunta e, quindi, di consentire alla Giunta di esistere e al Consiglio regionale di operare; prima lo fa meglio è!
Perché nel frattempo la responsabilità per ogni cosa che accade di danno alla Regione è tutta sua; perché non è che non accadano danni. Gli atti della amministrazione che in questi giorni in ipotesi andassero a decadere, uno che aspetta dalla Regione mettiamo dall'Assessorato del bilancio un atto formale in questi giorni non lo può avere, e se il Consiglio commettesse l'atto arbitrario di concedere una proroga senza averne il potere non è che sana, non sana niente, aggiungerebbe arbitrio ad arbitrio, e il potere di ognuno e il diritto di ognuno ad impugnare gli atti che sono invalidi, nulli, radicalmente nulli, permane, più tempo passa più danno si fa. Quindi, comprendiamo che il Presidente oggi ancora è messo nella condizione di non poter indicare i nomi per completare la Giunta, ma la maggioranza che si presume essere tale, si riunisca adesso e non tenga la Regione in queste condizioni, non allunghi di nulla questo danno, oppure si dimetta la Giunta, o quel che resta.
E questa è un'altra ipotesi; la Giunta si dimette, si apre una crisi, ed allora in quella condizione per l'ordinaria amministrazione, come dire, decorre una diversa condizione giuridica; ma ritenere una Giunta in carica che non è composta, quindi non è valida e in tutto questo pasticcio, tutto perché un partito politico, Forza Italia, ritiene che le istituzioni pubbliche siano un appannaggio privatistico, e avere una visione sempre patrimoniale delle istituzioni per cui nomino, non nomino, ci sono, non ci sono, se è vero quello che ci viene comunicato, che la difficoltà deriverebbe dal fatto che un partito di maggioranza si riserva di nominare o di indicare, meglio dire, Assessori che però non indica, perché deve fare i suoi dosaggi se li vuole interni, se li vuole esterni, se li vuole dritti o se li vuole rovesci! Non è così!
Le istituzioni non tengono conto, non possono tener conto di questa visione speciale, specialistica ed insomma un poco anche, mi permetto di dirlo "ruffiana", una visione ruffiana che si ha della politica e delle istituzioni, nel senso proprio della parola che uso. Quindi, bisogna uscire da questa impasse, siccome noi riteniamo che chi siede sui banchi della Giunta, a partire dal Presidente, e chi siede sui banchi del Consiglio, tutela e vuole tutelare le prerogative dell'Assemblea, noi riteniamo, io ritengo, credo che tutto il Consiglio debba ritenere che questo passaggio delicato debba essere superato, riportando a normalità, a regolarità le istituzioni e quindi chiedendo un supplemento di intervento al Presidente della Giunta perché dica entro quante ore intende risolvere una questione che, costituendo un danno continuo, permanente, che si può aggravare anche nei giorni, ed anche nelle ore, entro quanto tempo intende porre rimedio a questo vulnus istituzionale che comunque di fatto non è solo una responsabilità politica, ma è anche una responsabilità giuridica che non consente alla Regione di funzionare.
Come si suol dire "tertium non datur", qui non ce n'è di terzi; c'erano due possibilità: una la Giunta l'ha lasciata decadere, rimane l'altra, se intende il Presidente della Regione non porre la Regione stessa in condizione di paralisi assumendosi la responsabilità, se intende il Presidente del Consiglio, come sono sicuro che intende, garantire la funzionalità e non solo la funzionalità, ma le prerogative dell'Assemblea legislativa, non può che interpellare ancora una volta lo stesso Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta, perché fissi il termine esatto entro il quale egli annuncia al Consiglio la proposta di integrazione della Giunta o non potendo fare ciò le sue necessarie dimissioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io sono un po' stupito dalla superficialità con la quale il Presidente della Giunta ha affrontato questa materia; l'ha affrontata in Conferenza di Capigruppo dove ha accettato dietro nostra insistenza e dietro il parere degli uffici del Consiglio regionale di inserire all'ordine del giorno di questa tornata consiliare la questione degli interim, lo abbiamo avvertito giovedì scorso in conclusione del Consiglio regionale che si esponeva ad una scadenza che avrebbe prodotto la preclusione della possibilità di richiedere la proroga, ancora giovedì 4, cioè alla conclusione del Consiglio regionale scorso io ed altri colleghi con un Consiglio per la verità svuotato, abbiamo sollevato la questione all'attenzione del Presidente di turno del Consiglio e del Presidente della Giunta sottolineando che ci si sarebbe trovati oggi in questa difficoltà. Ancora oggi il Presidente della Giunta anziché affrontare in apertura la pratica e proporsi con una soluzione, pensa e briga senza interruzione della seduta proposta dal Presidente del Consiglio, pensa che si possa esaminare ed aprire la discussione sul punto all'ordine del giorno, relativo all'assestamento del bilancio, facendo finta che nel frattempo non ci sia un problema grande e gigantesco che si è presentato per lui e per l'Istituzione regionale per la prima volta nella storia dell'autonomia, ma anche questo oramai non fa più notizia, nel senso che l'innovazione e le forzature istituzionali sembrano essere il terreno sul quale si muove questa maggioranza e sul quale si muove questo Presidente della Giunta. Ci propone l'articolo mortis, costretto, tirato per i capelli, pressato dall'argomentare che facciamo in Aula, i pochi capelli che ha Presidente, ci propone una proroga degli interim, secondo quanto previsto dalla legge, per il tempo previsto dalla legge, la legge non prevede tempo, dice che è possibile scaduti i 90, che entro i 90 giorni venga richiesta una proroga in e per un tempo ragionevole, non per il termine previsto dalla legge che non è previsto; quindi anche percorrendo questa strada forse avrebbe dovuto indicare con precisione il termine entro il quale lui pensa o penserebbe di presentarsi in Consiglio, quindi il tempo di proroga richiesto, non un tempo indefinito. Ma la proroga non richiedibile Presidente; non è richiedile perché nel frattempo è intervenuto l'istituto della decadenza scaduti i 90 giorni, senza che lei utilizzasse utilmente la possibilità di proroga prevista dalla nostra legge numero 1, quindi si trova nell'imbarazzantissima situazione nella quale il Consiglio non può procedere all'esame di nessuno argomento, tanto meno dell'assestamento del bilancio poiché non esiste un interlocutore col quale noi possiamo discutere, possiamo andare avanti nell'approvazione del bilancio.
L'unica possibilità che lei ha, è quella di dirci esattamente oggi quando intende tornare in Aula presentando la Giunta e fino ad allora ovviamente l'attività del Consiglio Regionale viene sospesa per impraticabilità di campo, essendo venuta meno una delle condizioni necessarie perché il Consiglio stesso possa utilmente approvare leggi, soprattutto leggi di bilancio come quella che abbiamo di fronte, ma qualunque legge a questo punto dato che il collegio, l'organo, la Giunta è messo fortemente in discussione da questo vulnus che è stato creato dall'inattività e dall'inerzia del Presidente della Giunta regionale e della maggioranza che si suppone che lo sostenga. Quindi, noi stiamo per interrompere qui la discussione, essendo inaccoglibile ed improcedibile la proposta del Presidente di Giunta regionale di dare in Consiglio regionale una proroga degli interim tenuti provvisoriamente dall'Assessore Masala, perché appunto l'istituto degli interim è scaduto e non si può prorogare una cosa che già è scaduta, il cui termine è stato inutilmente fatto trascorrere dal presidente Masala. È una situazione che sul piano politico è inqualificabile, sul piano istituzionale crea una grandissima difficoltà alla Sardegna e al Consiglio regionale, se ci fosse bisogno di sottolineature ulteriori è la dimostrazione che questa maggioranza naviga a vista, che questa maggioranza e questo Presidente non tengono conto di alcune ristrettezze nelle quali la legge li costringe e che l'istituzione non è a loro disposizione come talvolta danno segno di credere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, io confesso che sto cercando le parole per una situazione del genere e non le trovo; il 4 di settembre, mi pare, alla scadenza dei termini previsti dalla legge oltre cui sarebbe scattato lo scioglimento del Consiglio regionale, per il rotto della cuffia il Presidente Masala con un voto di una debolezza sbalorditiva, adesso io non ricordo che cosa era 34 a 32, 32 a 31, insomma, venne diciamo così eletto, la Giunta ebbe la fiducia del Consiglio, con un voto anomalo, con una componente del voto che era esplicitamente non di fiducia, per dichiarazioni politiche rese in Aula; la Giunta così infelicemente nata aveva nel suo seno quattro interim, non uno, quattro! C'era un problema politico gigantesco, il partito maggiore del Centro Destra che in quel voto si astenne, dopo aver detto per giorni "votiamo contro" poi si astenne, va bene, da quella data lì sono passati tre mesi, ed anche qualcosa in più, ed ora si viene in Consiglio a chiedere una proroga. È difficile, Presidente non mi piace usare parole, aggettivi, avverbi spropositati, però è difficile dare giudizi misurati, perché siamo di fronte ad una situazione smisurata! Questa proroga non solo è - non mi voglio addentrare in questa problematica, altri colleghi lo hanno fatto, lo faranno con efficacia - discutibile sul piano giuridico, ma è sicuramente insostenibile sul piano politico, io non riesco nemmeno a capire come il Presidente, i capi della maggioranza, i Capigruppo, pensino di poter venire seriamente in Aula a proporre una cosa del genere; qui stiamo andando verso le elezioni con una situazione che è veramente paradossale, la dico proprio come la penso, mi scuseranno i colleghi, non voglio offendere alcuno. Non c'è una maggioranza, però si fa finta che ci sia, non ci sono quattro assessori perché Presidente è all'interim e si fa finta che questi assessorati esistano, non c'è la Giunta a ben guardare, non c'è la Giunta, cioè non c'è un organo che sta governando la Sardegna, questa è l'immagine, non ci sono mai, non c'è la Giunta e si vuol fare finta che ci sia, non c'è Presidente e si fa finta che ci sia un Presidente ma non c'è, basta guardare l'attività, io non voglio ingeneroso, ma basta guardare l'attività ordinaria della Regione, del Consiglio, della Giunta, non c'è! Non c'è manovra di bilancio ma si fa finta che ci sia, non c'è nemmeno l'assestamento perché non avete la forza di potarlo qui, e si fa finta che ci sia, poco fa eravamo in Commissione Bilancio dovevamo esprimere il parere finanziario sulle norme, sugli aiuti in materia agricola, erano presenti tre della maggioranza, mi pare, noi ci siamo guardati e abbiamo detto: "Se facessimo l'opposizione non si può dare neanche il parere finanziario", cioè la maggioranza non c'era, così come non c'è; la verità vera in fondo, in fondo è che non c'è nemmeno il Consiglio, però dobbiamo fare finta, o si vuol fare finta che ci sia! La legislatura è finita, è inutile che si voglia far finta che c'è ancora, è finita! Concludo così perché davvero sono in imbarazzo ad intervenire in una situazione del genere. O il Presidente in poche ore, in qualche giorno è in grado di venire in Aula con i nomi degli assessori, con un dietro front, lo spiegheranno loro agli elettori di Forza Italia, o altrimenti l'opposizione che cosa deve fare? Siccome l'opposizione c'è e non vogliamo far finta di non esserci, dovremo paralizzare il Consiglio, quindi levatevi di testa assestamento, finanziaria, ormai è già paralizzata, insomma; quindi, Presidente porti la Giunta, porti quattro assessori o altrimenti abbiate almeno un briciolo di dignità, questa diventa altrimenti necrofilia, cioè una cosa di... come si può dire, di intrattenere relazioni improprie con i cadaveri, a noi non ci piace questa cosa qui!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). La battuta finale dell'intervento del collega Scano in qualche modo mette in evidenza la situazione nella quale vive l'intero Consiglio.
Lei, Presidente, sicuramente ha fatto tutti gli sforzi possibili ed immaginabili già dalla settimana scorsa, credo, per determinare in Aula la possibilità che questo Consiglio avesse anche il suo Governo, e capisco anche l'entusiasmo e la determinazione che lei ha posto in essere in tutta una serie di questioni che sono aperte nella nostra Regione, a partire dai problemi dell'emergenza industriale, le questioni dell'agricoltura, e tante altre questioni. Quindi, io credo che lei, in qualche modo, abbia tentato - in tutti i modi - di dare una dignità al Consiglio ma soprattutto all'azione di governo. Signor Presidente, lei si è sforzato, però è difficile per ognuno di noi dire che questo sforzo a determinati ha portato a qualcosa di positivo, perché il problema risiede tutto dentro la maggioranza, ed allora, quando lei ci chiede oggi, nonostante tutti i problemi che sono aperti nella nostra Regione, di sospendere ulteriormente la nomina degli assessorati che lei ha ad interim, io credo che la dica lunga questo! Allora, vi dovete assumere la responsabilità, soprattutto il partito di maggioranza relativo, cioè Forza Italia, che non la mette nelle condizioni di svolgere la funzione per la quale lei è stato, anche con una maggioranza limitata, indicato a svolgere questa funzione, ed allora io credo davvero che occorra, da parte vostra, un sussulto, com'è stato detto poc'anzi, di dignità, e capire che questa legislatura è nata male e sta finendo ancora peggio! Ma, insomma, che questa legislatura ormai sia ultimata lo dimostrano i fatti oggettivi, lo dimostrano i fattori di crisi sociale che sono presenti nella nostra Isola. Già l'altro ieri, signor Presidente, 4000 sardi hanno partecipato alla manifestazione a Roma. Vorrà dire qualcosa questo fatto?
Le manifestazioni che sono succedute, per la prima volta, di imprenditori che operano nei settori importanti delle materie prime della nostra Regione sono venuti contro questa maggioranza, per non parlare del mondo agricolo, dei pastori.
Allora, lei è ad un bivio signor Presidente: o riesce in questi giorni, in queste ore, a dare una risposta positiva, affinché anche quest'Aula, questa Istituzione abbia una sua dignità, oppure io credo che bisogna trarne le conseguenze, e le conseguenze non possono essere altro che, se non riesce a risolvere questo problema, di mettersi e dare nuovamente la parola agli elettori, perché io credo questo sia l'elemento fondamentale che abbiamo di fronte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I. - S.U.). Seppure sinteticamente perché ormai stiamo ripetendo questo stanco rituale da epoca immemorabile, ripetendo sempre le stesse cose e auspicando che da parte della maggioranza, e da parte della Presidenza in maniera particolare, ci possa essere un minimo di rispetto delle regole del gioco. Noi siamo consapevoli del fatto che ognuna delle due coalizioni in campo deve fare la parte che le compete, ma nel rispetto delle regole che sono istituzionalmente stabilite. Che la scadenza dell'interim fosse per la data precisa del 4 dicembre non c'è bisogno di avere delle modalità di calcolo particolare per poterla individuare; né, d'altra parte, i tempi che sono trascorsi, sono trascorsi con il disinteresse e con il disimpegno. Allora, se le modalità che possono portare alla formazione di una maggioranza si possono sostanziare in atti operativi concreti, bene, che a questi si addivenga; ma se questa possibilità non c'è e il tempo non lavora più per questa formazione, perché si realizzi questo completamento della maggioranza, beh, che si venga ad una situazione di chiarezza nella quale si dica e si esponga al Consiglio che questo non è possibile. Se ne traggano le dovute conseguenze, che non sono conseguenze per la maggioranza o per la minoranza, sono conseguenze per tutti, in maniera particolare per quell'azione di governo che non riguarda solo la maggioranza, ma che riguarda il Consiglio nella sua interezza, perché io faccio soltanto rilevare un elemento: l'unica legge che si è approvata durante questa legislatura, l'unica legge di quelle non obbligate, è quella che è stata approvata agli inizi del mese che riguarda gli invalidi civili.
Allora tutto questo non è un fatto limitato agli ultimi tre mesi; è un fatto che fa parte di un modo di intendere l'azione di governo e di intendere le attenzioni per i problemi della Sardegna e i problemi dell'amministrazione regionale che non ha bisogno di essere ulteriormente esplicato. Siamo al 7 di dicembre, abbiamo provveduto a un'inversione dell'ordine del giorno perché altrimenti avremmo dovuto parlare di assestamento di bilancio. Ma al 7 di dicembre siamo, come dire, seri a parlare di assestamento di bilancio - al 7 di dicembre! - e di documento di programmazione economica e finanziaria, quando avremmo già dovuto concludere la fase istruttoria e anche già avviata la fase del dibattito parlamentare sulla legge finanziaria, di cui ancora non si intravedono non i limiti della conclusione, ma neppure il momento dell'avvio? E' inutile che noi cerchiamo di trascinarci stancamente in un rituale superato e confuso. Sarebbe molto più serio e molto più appropriato che attraverso un'opera di coraggio restituiamo dignità alle funzioni di questo Consiglio, riconosciamo, si riconosca soprattutto da parte di questa fittizia maggioranza, che tale non è mai stata, che davvero si è raggiunto il limite minimo all'interno del quale si può cercare di costruire un tessuto di impegno politico, per cercare di arrivare a una ripresa dell'attività politica quanto prima, attraverso un passaggio rinnovatore che passi attraverso un nuovo consenso elettorale, attraverso una nuova scelta degli elettori, attraverso un nuovo giudizio degli elettori, perché poi, fino a che tutto questo non accade, ognuno di noi continua ad essere sospeso sul fatto che quello che deve fare, o su quello che potrà fare, ma anche quello che ha fatto, anche l'impegno che è stato speso nell'arco di questi mesi, è stato un impegno che ha avuto un minimo di coordinamento e un minimo di continuità, oppure tutto è stato una sequenza di atti sfilacciati fra di loro non connessi, per cui il risultato finale è una grande confusione, è un grande gomitolo, un grande batuffolo da cui non si capisce dove stia l'inizio e dove stia la fine. Ma soprattutto non si capisce neppure chi sia, come dire, titolato ad avere rappresentatività e ad avere titolarità ad esprimersi, e a guidare e ad assumere iniziative, perché nell'arco di questa legislatura la maggioranza è stata più volte minoranza e la minoranza è stata più volte decisiva nelle situazioni di governo.
Allora in questa grande confusione, per la quale poi tutti ci spendiamo a parlare di bipolarismo, perché deve essere un elemento di chiarificazione, i due schieramenti contrapposti, come le due squadre di calcio o come due eserciti contrapposti, abbiamo rinunciato a fare una legge elettorale che poteva essere una legge che in qualche modo poneva rimedio a tutte queste distorsioni, è stata consapevolmente affondata in quest'Aula quando poteva essere una grande occasione di ripresa e di recupero. Allora, che cosa vogliamo continuare ancora a mestare in questo contenitore, quando alla fine non c'è più nulla? Non è rimasta neanche più acqua dentro questo contenitore, perché si poteva pestare l'acqua, adesso non è rimasta manco più acqua da pestare!
Allora, presidente Masala, anche a nome dei miei due compagni di Gruppo, questa cosa degli interim sta diventando veramente ridicola. Ci sono scadenze temporali che non sono fatti di orologio, sono fatti che attengono allo sviluppo di processi politici, che se non avvengono, e comunque non sono avvenuti, il tempo è scaduto, prendiamo atto di questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, io dico subito che noi siamo veramente poco appassionati alla materia "proroga sì, proroga no, interim", però, siccome è stata aperta la discussione su questo argomento, e la confusione che regna in quest'Aula è davvero grande, siamo andati anche a vederci questa citatissima legge 1, che per dare una citazione corretta è del 7 gennaio del 1977.
Allora, all'articolo 3 comma 2, dice: "Nel caso che un Assessore cessi per qualsiasi motivo dalla carica, il Presidente, in via provvisoria, ne assume o ne affida ad altro Assessore le funzioni, fino a quando il Consiglio non avrà provveduto alla nomina del nuovo Assessore. Tale nomina dovrà avvenire entro tre mesi dalla cessazione, salvo proroga da parte del Consiglio". Ora, questo cosa vuol dire? Vuol dire che il termine che viene indicato dalla legge non è un termine perentorio, cioè che non ammette discussioni, non prevede deroghe; non è un termine assoluto, non esiste, ed è talmente non perentorio che è previsto che ci sia, eventualmente, salvo la proroga da parte del Consiglio. Cosa vuol dire questo? Che non c'è termine perentorio.
Allora su cosa stiamo discutendo? Il presidente Masala ha chiesto a quest'Aula, nel primo giorno utile di riunione di quest'Aula, che l'Aula prenda in esame la possibilità di concedere una proroga, e allora mi domando a cosa servono queste discussioni in cui si dice che non esiste più il Consiglio, non esiste più la funzione del Consiglio addirittura, non esiste la Giunta, è caduto tutto. Ma non è così, non è così. Noi non vogliamo difendere l'indifendibile, però, insomma, siamo per la ragionevolezza delle affermazioni e delle cose che si dicono.
Io credo che noi dobbiamo fare di tutto, noi consiglieri regionali, perché il Consiglio continui nell'esame dell'ordine del giorno che è nutritissimo, e queste ulteriori perdite di tempo con interventi fiume - il mio sarà brevissimo, non utilizzerò i venti minuti previsti - servono solo a fare ostruzionismo.
Abbiamo all'esame l'assestamento di bilancio, abbiamo all'orizzonte altri provvedimenti importanti che quest'Aula deve esaminare, allora a cosa serve fare ostruzionismo? A cosa serve citare questa perentorietà secondo la quale tutto si deve fermare in questo istante? Non è così. Non è così perché la legge 1, quella che avete citato così dice, che è previsto che il Consiglio dia una proroga. Addirittura non ne prevede una o due, potrebbe per assurdo, siccome non è specificato, sopravvenire anche una successiva proroga, cosa che credo non avverrà. Però da questo a dire che tutto va bene, certamente non si può dirlo.
Presidente Masala, lei sta reggendo ad interim, immagino con quale fatica, con quale profusione di energie, con quale impegno, quattro importantissimi Assessorati, oltre all'altissima carica e incarico di Presidente della Giunta, perché c'è in questa maggioranza, io credo, un'indecisione che porta alla totale confusione, non si sa bene chi fa parte della maggioranza e chi non ne fa parte. Ci sono disponibili quattro Assessorati. Forza Italia, alla quale erano stati offerti questi Assessorati sta dicendo sì, dicendo no, nicchiando da qualche tempo, da qualche mese forse. "Non li vogliamo, non ci stiamo, vediamo, ne parleremo, discuteremo, sentiremo cosa dice Roma, cosa dice Porto Rotondo, cosa dice Comincioli…", cosa dicono chissà quante altre persone. Ci sarebbe stato il raggiungimento di un accordo in una riunione o in più riunioni, anche mi dicono, piuttosto turbolente, ma sono problemi di casa altrui, sarebbe stata presa una decisione, poi sarebbe stata rivista, poi sarebbe stata ripresa, insomma siamo in un grande clima di delirio. Io credo che più che il Presidente della Giunta, che ha fatto il suo intervento correttamente e ha chiesto la proroga, così come prevede il Regolamento, qualcosa a quest'Aula dovrebbe dirla chi ha titolo per decidere se deve entrare in Giunta o se non deve entrare. Che dicano chiaramente: "Sì, badate, noi non entreremo in Giunta, daremo l'appoggio esterno"; oppure: "Non daremo l'appoggio esterno, faremo cadere questa Giunta", ma non si può andare avanti stando appesi a un filo senza sapere se c'è una maggioranza, se non c'è, se si vuol procedere con il DPEF, se si può andare avanti con le altre leggi, se quest'Aula è in grado o meno di funzionare senza il contributo delle opposizioni.
Allora, io credo che più che sulla disputa, sulla interpretazione dell'articolo 1, la discussione dovrebbe essere posta su problemi più importanti, come quelli che citava prima anche l'onorevole Calledda. Siamo in una situazione drammatica in Sardegna. Onorevole Presidente, siamo in una situazione drammatica in Sardegna, non c'è settore della nostra attività, da quello della chimica a quello dell'agricoltura, dell'allevamento, per non parlare della sanità, che non siano in gravissima crisi. Allora a cosa serve portare avanti un mezzo Governo, una Giunta che fa quello che può perché evidentemente è una Giunta dimezzata? Chi deve partecipare al Governo? Noi abbiamo dato la possibilità a questa Giunta di nascere con il nostro voto determinante, ricordiamo 34 a 32 fu il verdetto finale, perché pensavamo che fosse importante per la Sardegna fare la legge finanziaria, senza la quale la Sardegna in questo momento di grave crisi non poteva rimanere, non potesse rimanere. La legge elettorale non dipendeva dalla Giunta, dipendeva dal Consiglio; il Consiglio ha deciso di non farla e credo che la Giunta non possa essere chiamata a responsabilità che non ha. La Giunta ha la responsabilità di non chiedere con veemenza, con forza, una volta per tutte, a chi deve entrare in Giunta, se vi entra o no. Cioè è una sceneggiata che non può andare avanti all'infinito. Ecco, l'unica cosa per la quale non è possibile una proroga è la sceneggiata! La sceneggiata deve avere fine, deve avere termine. Chi deve stare in Giunta lo deve dichiarare, trovate un accordo, quattro tecnici, quattro mezzo tecnici e mezzo politici, trovate un accordo ma trovatelo, oppure dite in modo chiaro che voi non siete disposti a partecipare al Governo di questa Regione. Il Consiglio ne prenderà atto e ci muoveremo di conseguenza, ma io credo che da questo impasse, da questa confusione si debba uscire per il rispetto di tutte quelle categorie di persone che sono in gravissimo disagio in attesa che il Consiglio e la Giunta porti avanti un programma che sia utile a risolvere i problemi che abbiamo in Sardegna. Quindi, evidentemente, con questo dico anche che noi voteremo a favore della richiesta di proroga.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. E' stato detto, poco fa, non parlo dell'ultimo intervento, ma dei precedenti, che da qualche tempo, da qualche giorno, la Regione, il Consiglio, la Giunta, eccetera, l'amministrazione regionale si trovano in una situazione di illegittimità. Io vorrei dire di più visto che ci siamo: sono oltre tre mesi che la Regione si trova in una situazione di grave illegittimità. Cioè fin dal giorno in cui si è ritenuto che fosse possibile costituire un Esecutivo formato da un numero di Assessori inferiore a quello previsto dalla legge. Qui non è un optional, c'è una legge precisa che è già stata citata, la numero 1 del 1977, che ha previsto, ha stabilito, all'articolo 1, comma secondo, che la Giunta regionale è composta dal Presidente e da 12 Assessori, e non c'è santo che tenga! Si tratta di un organismo che intanto esiste in quanto è formato, nel suo sorgere, da un Presidente e da 12 Assessori; non può essere costituito un organismo formato da un Presidente e da 3 Assessori, 4 o 5. Si potrebbe quasi dire che se passasse quel principio potrebbe andar bene un Esecutivo composto dal solo Presidente che si prende tutti gli interim e agisce in solitudine, perché non cambierebbe molto. Qui è una norma categorica sulla quale, ripeto, non c'è nemmeno da discutere.
Per cui stabilire un interim in origine, cioè all'origine della costituzione della Giunta, significa violare la legge, significa che non c'è una Giunta e significa che, ovviamente, non si pone neanche il problema della fiducia. Questo è il punto.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA
(Segue DORE.) Noi da oltre tre mesi stiamo andando avanti in un regime di palese illegittimità con tutto quello che ne dovrebbe derivare sulla nullità degli atti, ma addirittura potremmo dire: si tratta di una di quelle gravi violazioni di legge che, se valesse ancora questo discorso, perché ormai ne abbiamo visto di tutti i colori, dovrebbe determinare, ai sensi dell'articolo 50 dello Statuto, lo scioglimento d'autorità. Cioè è un caso di grave violazione di legge che prevede… è un'ipotesi di scioglimento del Consiglio. Ma siccome qui, ripeto, ormai la legalità già da alcuni anni, ma a maggior ragione da diversi mesi è un optional, si va avanti come se nulla fosse. E la riprova di quanto ho detto la si ha leggendo l'articolo 3 che prevede l'istituto dell'interim, che ha come ragione il fatto di garantire la buona amministrazione - figuriamoci! - ai sensi dell'articolo 97 della Costituzione. Quali sono le ipotesi? Quando un Assessore sia assente o impedito, oppure cessi per qualsiasi motivo dalla carica, cioè sono tre ipotesi successive alla costituzione della Giunta, non possono esistere nel momento in cui viene costituita la Giunta, perché non si può parlare in quel caso di Assessore assente o impedito, né di Assessore che cessa; si deve parlare di Assessore che non esiste e quindi se non esiste l'Assessore, gli Assessori che mancano non esistono in partenza, non si può costituire una Giunta.
Questo è il punto. Io veramente mi domando con quale coraggio si ritiene di poter andar avanti su questa strada. E qui io mi rivolgo in particolare, oltre che a chi guida la Giunta e a tutti i colleghi, io mi rivolgo in particolare a chi presiede questa Assemblea, che veramente, ancora una volta, a parte la persistente assenza, io vorrei sapere in questo momento a che cosa si riferiscono questi movimenti o sommovimenti ai quali stiamo assistendo già da quando io ho iniziato a parlare e sembra che siccome evidentemente si tratta di cose sciocche, futili e di scarso interesse, i banchi della Giunta sono vuoti e qualcuno si volta a parlare con i funzionari, il Presidente è impegnatissimo a... Presidente, io gradirei che l'onorevole Corona, sia pure nella sua alta qualità di Capogruppo del cosiddetto Partito di maggioranza, forse non lo so se sta diventando in questo momento Assessore, ne parla la stampa eccetera… è segretario, allora che stia seduto lì e faccia il segretario!
Insomma, in conclusione, io credo che dobbiamo, per un attimo, riflettere su quello che stiamo facendo, cioè che stiamo veramente compiendo un ulteriore obbrobrio giuridico, costituzionale, statutario, e che quindi ormai abbiamo completamente passato la decenza. Qui non si tratta di prorogare un bel niente, a parte il fatto che quel termine è scaduto abbondantemente, e non è un problema di proroga, che si riproroga, che si riproroga ancora come vorrebbe sostenere l'onorevole Corda, sia pure per i motivi che possiamo anche comprendere dal suo punto di vista, però non è questo il problema. Qui stiamo agendo da oltre tre mesi in regime di illegittimità, io mi appello alla Presidenza, mi appello all'alta dirigenza di questa Assemblea e non lo so se qualcuno di noi, o qualche cittadino giustamente furioso, deve per caso rivolgersi fuori da quest'Isola per far emanare il provvedimento che alla fine poi porrebbe fine a questa agonia veramente assurda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà. Si prepari l'onorevole Marrocu. L'onorevole Demuru rinuncia?
DEMURU (D.S.). Si, rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà. Si prepari l'onorevole Falconi.
MARROCU (D.S.). Sì, invece io qualche considerazione vorrei farla. A me pare che quella che si sta giocando qui è una strana partita, è una partita a chi fa più autogoal fra gli schieramenti. Dovrebbe vincere chi ne fa di meno e in questo momento non so chi. Se noi avessimo analizzato qualche anno fa le cause che hanno portato il centrosinistra a non vincere, perché come spesso abbiamo detto non abbiamo perso, a non vincere, avremmo indicato tra le cause sicuramente non l'attività della Giunta o del Consiglio, perché io chiederei anche di andare a rivedere qual è stata la produzione legislativa nella precedente legislatura, ma avremmo indicato una causa principale, la litigiosità da parte dello schieramento del centrosinistra. Mi era parso in questi anni che avendo preso lezione di quello che era successo nella precedente legislatura il centrosinistra si fosse ricompattato ed avesse fatto un'azione positiva di ricostruire la sua unità ed anche di mettere in difficoltà il centrodestra, che infatti in questi quattro anni ha dato l'esempio superiore al nostro di litigiosità, di divisione ed anche di scarse capacità di governo.
Ero convinto infatti che oggi il Presidente Masala avrebbe indicato i quattro Assessori di Forza Italia, ho detto: "va bene", in queste settimane noi centrosinistra stiamo rischiando di mettere a rischio quello che faticosamente abbiamo fatto in questi anni, cioè di ritrovare l'unità e di ricostruire l'unità, e in questi giorni, credo che l'immagine che stiamo dando è di un centrosinistra ancora un po' con qualche problema di divisione, ho detto: "quale occasione buona per il centrodestra, colgono questa nostra difficoltà di queste settimane e si presentano con una ritrovata unità, presenta i quattro Assessori di Forza Italia e dà un'immagine a dire: ecco mentre il centrosinistra si ridivide, il centrodestra ritrova la sua unità e la sua compattezza". Tutto sembrava un discorso tranquillo, davo per scontato, a mio parere, che oggi venivano nominati quattro Assessori ed invece vedo che Forza Italia persiste, non indica i quattro Assessori e quindi giochiamo, come ho detto prima, a fare autogoal. Ma qual è la causa di questa situazione? Io ho tre tipi di lettura, una è quella che il Presidente o l'ex premier di Forza Italia avrebbe deciso: "morto io morti tutti". Quindi. abbiamo fatto una scelta che siccome è stata messa in discussione la sua leadership oggi e per il futuro, a questo punto lui mette a repentaglio un po' tutto.
La seconda è quella che di fatto sta avvenendo in queste settimane, che Forza Italia sia uscita dalla Giunta, ma abbia dimenticato di ritirare gli uffici di gabinetto e le segreterie particolari, per cui, di fatto, che ci sia o non ci sia in Giunta continua a fare come faceva prima, perché anche prima non è che facesse riforme o grandi programmi, o grandi progetti, faceva spesa, e la spesa può continuare anche senza avere gli Assessorati, mantenendo gli uffici di gabinetto e mantenendo le segreterie particolari, ed è quello che sta avvenendo in questi giorni e in queste settimane, senza pagare il dazio politico della presenza politica dell'Assessore. Cioè sono usciti e hanno dimenticato gli Assessorati.
L'altra lettura è quella che impegna un po' tutti, è il tentativo in questa settimana, anche attraverso l'utilizzo della stampa, di spostare il tiro e di fare quello che ci diceva anche il consigliere, il collega Scano nel suo intervento, cioè di buttare fango su tutti. Per cui alla fine si dice: "ma insomma questo Consiglio?". Perché effettivamente è tutto così paradosso quello che sta avvenendo in questi giorni, in queste settimane, per cui alla fine le responsabilità vengono così diluite, vengono così nascoste, che alla fine non paga una maggioranza che non c'è, non paga una Giunta che non c'è, non paga un centrodestra che non ha saputo governare, il fango viene distribuito su tutti, su tutti gli 80 consiglieri, su tutto questo Consiglio, su tutta questa Istituzione. Ed è l'altro tentativo, secondo me, che ha determinato questo paradosso, e situazione che noi stiamo vivendo.
Io credo che al quesito che è stato posto, io non entro in merito alle questioni che ha posto in modo egregio, secondo me, il mio Capogruppo e che ha messo in modo egregio Luigi Cogodi nel suo intervento sui termini e sulle modalità di chiedere questo rinvio. Io penso che sia un fatto politico, e cioè il fatto politico che se la maggioranza non c'è e non si ricompatta come non si è ricompattata in questi quattro mesi, in questi tre mesi, bisogna prenderne atto e darne le dimissioni. Se la maggioranza c'è, lo dimostri in Aula dando all'Assessore non due mesi o tre mesi, ma dando un giorno di tempo perché indichi i quattro Assessori, tecnici o non tecnici, che la forza di maggioranza relativa ha, e può dare questo Consiglio, e si rientri nella normalità democratica, che una maggioranza governi e che un'opposizione faccia la sua opposizione. Se non c'è una maggioranza che governa è giusto che questa si dimetta, a partire dal Presidente, a partire dagli Assessori, e si vada a prendere atto che in questo Consiglio non è possibile costruire una maggioranza, perché non c'è una maggioranza del centrodestra e noi non siamo disponibili in questi ultimi mesi a fornire sostegno a maggioranze diverse e quindi alternative, per cui bisogna prenderne atto facendo un discorso molto limpido e molto chiaro dal punto di vista politico, senza, appunto, andare a verificare normative e così via, ma di questo secondo me è sufficiente un giorno di proroga, non più di un giorno di proroga è necessario perché questo venga discusso e venga definito.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Lai, onorevole Falconi, onorevole Morittu, onorevole Granella.
Ha domandato di parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà. Si prepari l'onorevole Gian Valerio Sanna.
GRANELLA (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Ringrazio per l'occasione che mi si dà per fare i complimenti al prestigiatore massimo, al Presidente Masala. Questa volta però dal cilindro il coniglio è venuto fuori morto! Andiamo a chiedere proroghe per un tempo che è scaduto, per un qualcosa che in effetti non è nemmeno in lavorazione da parte del Presidente della Giunta, perché non dipende dalle sue possibilità, dipende da un'altra parte di questa cosiddetta maggioranza che mal sopporta una Presidenza di AN. Allora, Presidente, non è più dignitoso, più semplice, dire a questi ex compagni di viaggio che il viaggio termina qua e che sarebbe ora che ci presentassimo all'elettorato per rendere conto di quello che abbiamo e non abbiamo fatto, per chiedere che cosa pensano di questo Governo che loro, quattro anni e mezzo fa hanno votato, hanno mandato in quest'Aula a discutere di cose alte, a cercare di far leggi, a cercare di far qualcosa per la Sardegna, questa Sardegna che ci sta morendo nelle mani e per cui non riusciamo a far niente? Ma, non riusciamo o non vogliamo far niente? L'assenteismo in Commissione Agricoltura di parte della maggioranza a questo punto mi fa capire qualcosa in più, mi fa capire che Forza Italia non vuole completare la legge sull'agricoltura, non vuole farla, vuole parlarne, vuole gloriarsi di quello che dice, di quello che sa promettere, ma poi fatti concreti non ne abbiamo, abbiamo un Presidente della Giunta a cui mancano quattro Assessori di Forza Italia che non può andare avanti nel suo programma di lavoro perché Forza Italia non gli dà gli Assessori, e questo non è un no a tutte le riforme, non è un no all'ossigeno che dovremmo dare ai sardi, non è un no a quella che è la nostra funzione principale? Mi pare che non ci sia molto da dire su questo comportamento.
Mi complimento per la tranquillità e per l'ilarità del collega Liori, resti pure lì, cerchi di coprire il posto dei quattro di Forza Italia che mancano, cerchi di fare qualcosa almeno lei dato che ha buone speranze. Lo ha già accennato il collega Marrocu. Perché in questi quattro Assessorati scoperti ci sono ancora i funzionari e i gabinetti installati dai precedenti Assessori? Forse perché gli Assessori o quelli che dovrebbero diventare Assessori non si sentono capaci di portare avanti un Assessorato? Allora basta che lo facciano i funzionari. Ed allora date tutti le dimissioni, lasciamo fare ai funzionari, come finora avete fatto fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente e colleghi, io credo che una dissertazione sulla legittimità o meno di una proroga dell'interim sarebbe oltremodo incomprensibile di fronte ai sardi, per cui poco mi soffermo su questo aspetto, se non ribadendo che, come vostro costume da cinque anni, quando volete far dire alle leggi il contrario di quello che vogliono dire, voi siete stati maestri in questa legislatura, al punto che quando non ci riuscivate proponevate le interpretazioni autentiche. Ma il problema è che tutto questo aspetto di carattere giuridico non può superare il valore politico che invece è, c'è, ed è rilevante. E che con l'istituto della prorogatio dell'interim voi state prolungando una crisi che è aperta dal giorno in cui avete varato questa Giunta, ed è un modo surrettizio per camuffare una crisi palese, evidente, che non è la mancanza di quattro Assessori, la mancanza di quattro Assessori è la mancanza di una forza politica della vostra maggioranza che non legittima alcuna maggioranza in quest'Aula da parte della vostra Giunta, e che produce un prolungamento della crisi. Avevate da dire all'inizio della legislatura: "Voi avete fatto sei crisi, Palomba...". Io ho molto rispetto di tutti ma oggi, di fronte a questo spettacolo, l'onorevole Palomba rappresenta una persona altamente democratica, è un vero statista, perché perlomeno quando non aveva i numeri se ne andava, voi non riuscite neanche a prendere atto di questa condizione, e se mi passate il paragone, se questa Giunta fosse paragonabile ad una macchina, state andando avanti da mesi a due cilindri, invece che a tre. E siccome quando si è in salita, e le condizioni della Sardegna sono enormemente in salita, una macchina che va a due cilindri sta ferma, c'è un'avaria ed è un'avaria che pesa sulla situazione economica, perché non è un problema solo di come trovare quattro Assessori, è che ci sono quattro Assessorati fondamentali che gravitano nell'ambito di un'economia già disastrata, e questo fatto ingenera una ricaduta inequivocabile anche sulla funzionalità del Consiglio, al punto che l'opinione pubblica ha come tendenza immediata quella di scaricare in maniera generica sulla classe politica questa responsabilità. Questo dibattito ci serva almeno per mettere in evidenza che così non è, che ci sono responsabilità e che vanno collocate dalla parte giusta, perché noi siamo qua, siamo nelle commissioni, siamo sempre presenti, pronti a fare il nostro dovere, ma anche pronti a capire, anche a criticare l'impostazione e il coordinamento che compete ad una maggioranza; una maggioranza che continua ad offendere l'autonomia, perché sulla base dei lasciapassare che non arrivano da Roma i colleghi di Forza Italia non sanno che pesci prendere, se voi li interrogate non sanno neanche a che destino sono votati, non sanno se sono tecnici, se saranno politici, se ce ne saranno uno, due o tre. Non lo sanno perché l'insulto all'autonomia è arrivato a livelli così alti che neppure loro sanno del loro futuro destino.
Allora, mi dispiace, c'è anche il collega Murgia, siamo anche un po' preoccupati, collega Murgia, perché pochi giorni fa voi avete detto che Alleanza Nazionale può vantare legittimamente una leadership; Dio ce ne scampi e liberi per la prossima legislatura se questo è il preambolo! Dio ce ne scampi e liberi! Perché le responsabilità sono da una parte e dentro quella parte sono addossate a chi le interpreta in prima persona, ed oggi il Presidente che subisce quest'onta e questa minoranza schiacciante, incomprensibile, ingiustificata sul piano politico, è il Presidente della vostra forza politica. Io non lo so se questo gioverà ad una soluzione dell'interim, io credo che ormai la legislatura sia finita. Tenete presente una cosa: che quando si comincerà il dibattito su provvedimenti legislativi che hanno una certa rilevanza, non saremo assolutamente leggeri nel rigore e nell'opposizione a qualunque provvedimento che in queste condizioni politiche intenda dare un significato comprensibile di un'azione di Governo che non c'è. Non è possibile che una Giunta si presenti in Aula con un assestamento che è una manovra di bilancio in queste condizioni, perché sul piano politico noi non vi faremo nessuno sconto.
PRESIDENTE. Erano iscritti a parlare ma sono assenti i consiglieri Orrù, Pacifico, Masia, Dettori. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Grazie signor Presidente, indubbiamente un argomento così importante come quello in cui stasera si è incanalata la discussione, forse anche un po' imprevista dal Consiglio regionale, ha portato all'intervento del Presidente della Giunta regionale per chiedere una proroga, forse anche di alcuni giorni, dell'interim, per accordare un accordo che ormai è stato già raggiunto e, quindi, anche all'interno dei partiti della coalizione che sostengono il Presidente. Allora veramente non vedo nulla di scandaloso, come invece denunciato negli interventi dei colleghi del centrosinistra.
Cioè, non riesco a capire, è vero che è scaduto, onorevole Cogodi, la settimana scorsa c'erano tre giorni, due giorni di festa, non riesco a capire l'esigenza di creare una paralisi anche, perché con tutti gli interventi che ho visto registrati, si discuterà oggi e forse anche domani di questo argomento.
Quando un Presidente della Giunta regionale, comunicato che gli bastano anche pochi giorni per chiudere l'accordo che vede il completamento degli interim e quindi, della presenza dei quattro Assessori della Giunta regionale mancanti, chiede alcuni giorni per sistemare, per perfezionare bene quell'accordo, veramente, non riesco a capire quando si grida allo scandalo: "State paralizzando!" Anzi, semmai stiamo uscendo da una crisi, comunque una Giunta ha funzionato.
Ed allora, quando mi vedo molti colleghi che dicono: "C'è uno Statuto ferreo, c'è un Regolamento interno ferreo", io voglio ricordare che i Regolamenti sono giusti, è giusto che ci siano dei limiti, che ci siano delle precisazioni, ma su un argomento così importante io credo che anche l'interpretazione che poi anche il Presidente del Consiglio può dare, è quella di guardare un po' con un aspetto più politico nel richiedere ed avere una proroga di pochi giorni. E credo che sia una forma di rispetto anche che abbiamo adottato in quest'Aula sia quando da parte del centrosinistra veniva chiesta per alcune questioni, leggi, discussioni importanti in quest'Aula, sia da parte anche poi del centrodestra. L'Aula ha sempre accolto queste richieste, pochi giorni, d'altronde si parla di alcuni giorni e, quindi, ha sempre accolto queste richieste che venivano fatte.
C'è sembrato anzi, credo che nella correttezza anche del dibattito intorno a questo Consiglio nessuno abbia mai pensato di infierire sulle ferite altrui e quindi, non l'abbiamo fatto noi, non lo stiamo facendo e non lo faremo per quanto riguarda i problemi che esistono al centrosinistra, spero, credo e mi auguro che non si infierisca anche su quelli che sono alcuni travagli che anche l'onorevole Marrocu nel suo intervento poi diceva all'interno delle due coalizioni e del sistema politico anche del Consiglio regionale.
Sicuramente, non lo so, forse è stato un male o un bene non aver sciolto il Consiglio regionale nel 1999, quando nessuna delle coalizioni aveva come numero di seggi vinto le elezioni e, quindi, una maggioranza forte per poter assicurare il Governo nei cinque anni. Allora, i ricordi della Giunta guidata nella precedente legislatura dall'onorevole Palomba, questa è guidata dal Presidente Masala in questo momento, indubbiamente soffrono e hanno sofferto di quella che era la carenza della riforma che il Consiglio regionale nella legge elettorale non è riuscito a darsi e come Regione a Statuto speciale non si era data rispetto ad altre regioni.
Credo che la gente, gli elettori in modo particolare, guardino con grande speranza alle prossime elezioni dove chiunque vinca avrà garantita una maggioranza sicura, una maggioranza al 60 per cento, un Presidente della Giunta regionale eletto dal popolo, e quindi sia l'ultima volta che quest'Aula, questo Consiglio regionale discuta su Assessori ad interim, su un Presidente da dare la fiducia, da non dare la fiducia, ed altro.
Io, però, voglio ricordare anche, perché qua tutti siamo bravi a dire: "Problemi, la Sardegna ci guarda, le forze produttive ci guardano, il mondo sindacale e tutti quanti", però indubbiamente non stiamo dando nessun servizio neanche come quello che gli amici del centrosinistra e i colleghi del centrosinistra stanno facendo, cioè un intervento di tutti, tutti iscritti a parlare facendo quasi un ostruzionismo. Io capisco il ruolo delle parti, lo capisco benissimo perché da quella parte si deve criticare, da questa si deve dimostrare che quelle critiche con le azioni di Governo sono ingiuste.
Ma quando voi stessi ricordate che c'è un Dpef, c'è una legge sull'agricoltura, Granella diceva: "C'è una legga sull'agricoltura", ci sono problemi di una legge sull'urbanistica, sul condono, sull'assestamento di bilancio iscritto all'ordine del giorno cioè, è un assestamento di bilancio che deve dare delle risposte anche al mondo produttivo. Oggi non lo stiamo aiutando, ma non lo stiamo aiutando con tutto il Consiglio regionale e con chi con i propri interventi, giusti, quasi sicuramente giusti, col ruolo delle parti giustissimo, ma nessuno venga a dire che qua c'è una parte che vuole dare un contributo e che vuole andare avanti, e l'altra che invece vuole sollevare un caso e che blocca invece i lavori dell'Aula.
Ecco, allora, io in conclusione credo che i colleghi del centrosinistra possano capire anche alcune difficoltà, alcune necessità che una forza politica, una coalizione, un Presidente della Giunta regionale aveva fatto un accordo, e questo accordo è noto ed è conosciuto a tutti, abbia la necessità di avere alcuni giorni per perfezionare poi l'ingresso dei quattro assessori mancanti, io credo che possano essere concessi questi due giorni, tre giorni, e si prenda a discutere invece del disegno di legge che è l'assestamento di bilancio dicendo, rimandando a giovedì, a lunedì, a martedì prossimo, perché credo siano proprio un paio di giorni per affinare questo, la presentazione da parte del Presidente della Giunta regionale e quindi di una forza importantissima della coalizione, nell'esprimere i quattro nomi.
Poi, il problema di quella rosa dei nomi, non è un problema di altri partiti, sarà un problema di quel partito. Poi, se deciderà di esprimere consiglieri regionali eletti, se esprimere dei tecnici, è nella libera scelta e nell'autonomia di ciascun partito.
Ed allora l'appello, amici anche del centrosinistra, al Presidente Masala indubbiamente il consenso anche mio personale ma credo anche del Gruppo di avere questi giorni che gli servono per perfezionare l'ingresso e il completamento della Giunta, agli amici del centrosinistra dico: "Non fate ostruzionismo approfittando di questa situazione, approfittando anche dei travagli che una coalizione in questo momento ha".
Allora, se c'è un'emergenza in Sardegna, se ci sono delle leggi con una certa urgenza come avete detto voi da approvare, che sono quelle sull'agricoltura per la quale questo Consiglio regionale aveva dato una deroga speciale, se c'è da mandare avanti una legge di assestamento, ebbene iniziamo a discutere su questo e diamo i due o tre giorni necessari al Presidente della Giunta perché ci presenti anche a fine settimana, il quadro della Giunta con i nomi completi.
PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire l'onorevole Pinna. L'onorevole Pinna non c'è, onorevole Giagu.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Presidente e colleghi, io credo che sia quasi doveroso e giusto spezzare una lancia a favore del Presidente Masala, perché l'intervento dell'onorevole Piana che voleva essere, mi è parso, di aiuto nei confronti del Presidente Masala, mi pare non abbia centrato esattamente l'obiettivo. Quindi, io credo che sia giusto e doveroso, signor Presidente, sostenere in qualche misura questa impresa titanica che lei sta cercando di portare avanti. Sulle sue spalle oltre che la grande attività che normalmente ha un Presidente della Giunta regionale, deve sobbarcarsi ben quattro Assessorati, e lei che pur la ritiene una cosa faticosa dice: "Però, fino ad ora me la sono cavata, datemi ancora un po' di tempo. Non so bene quanto me ne occorra, però nel frattempo io andrò avanti a fare le cose fondamentali per la nostra Isola".
È vero che siamo in un periodo, in un'epoca nel quale sta diventando una moda quella di affermare che un uomo solo al comando può risolvere i problemi della Sardegna; e lei in qualche misura sta cercando di impersonare quella che oggi sta diventando una pulsione, una tendenza da parte di alcuni settori del mondo della politica sarda.
Voi, Presidente Masala, vi presentate qui con un pezzo di maggioranza che non è maggioranza, essendo un pezzo è una minoranza; una minoranza consiliare che ha la pretesa di governare la Sardegna. Non c'è bisogno di spendere troppe parole per dire che siamo ormai di fronte ad una situazione che è praticamente disastrosa; e mi sembra che siano lontani anni luce i proclami che venivano fatti in quest'Aula quando i colleghi del centrodestra, in modo particolare i partiti maggiori di questa compagine, cioè Forza Italia ed Alleanza Nazionale, attaccando le esperienze passate si presentavano come gli innovatori, cioè i portatori e i sostenitori delle giunte dell'innovazione, della coesione, dell'efficienza e dell'efficacia, della trasparenza contrapposte al disastro fatto, voi dicevate, dalle passate giunte di centrosinistra. L'ha detto qualcuno: "L'esperienza del Governo Palomba se confrontata con gli anni del governo del centrodestra sono diventate un'entità non più paragonabile al disastro che voi state portando avanti".
Abbiamo avuto una Giunta che si è rivelata nata con la compravendita dei voti, con i cambi di casacca, con i proconsoli che sono scesi qui per dare ordini, alla faccia dell'autonomia e dei governi nazionalitari che voi volevate impersonare, siamo alla paralisi amministrativa ed abbiamo avuto un esordio formidabile della parentopoli nelle assunzioni in Regione.
Questo diciamo è un piccolo spaccato di quello che sta accadendo, ed oggi lei Presidente ci dice: "Chiedo una proroga ulteriore dell'interim", non ci ha dato un limite temporale, però, apprendiamo dall'onorevole Piana che occorrono solo alcuni giorni per perfezionare un'intesa, per dettagliare quell'intesa, quasi che i novanta giorni trascorsi siano passati invano.
Insomma, la verità è che Forza Italia si deve decidere su quello che vuole fare! A novanta ne ha chiesto? Chiedo scusa, mi è sfuggito questo piccolo dettaglio. Cioè, l'onorevole Piana ha parlato di due o tre giorni, siccome è stato l'unico che ha parlato della maggioranza, mi sembrava che avesse interpretato autenticamente il pensiero del Presidente che lui sostiene, invece si parlava di due o tre mesi e non di due o tre giorni.
È stato detto: "Badate, sono delle piccole cosette perché noi d'altronde non vogliamo infierire sul travaglio che c'è nel centrosinistra, e quindi ce ne guarderemo bene dal farlo, e vi chiediamo un po' di clemenza anche nei nostri confronti" ma guardate, i problemi che riguardano il centrosinistra sono problemi che comunque non stanno dentro quest'Aula, mentre i problemi che avete nel centrodestra si scaricano pesantemente sulle sorti dei sardi e della Sardegna, e i quattro assessorati che stanno in capo al Presidente Masala sono veramente enormi; urbanistica ed enti locali, cultura e sport, industria e programmazione.
E l'onorevole Piana ci dice: "Però, scusate, pochi giorni non fate ostruzionismo, perché dovreste discutere con noi delle cose importanti che riguardano la Sardegna, per esempio, la legge per l'assestamento di bilancio".
Ebbene, l'ostruzionismo lo sta facendo il centrodestra, noi chiediamo prima di affrontare qualunque ulteriore argomento che ci si dica chi è che sostiene le proposte che avanza il Presidente Masala. Cioè, se sono delle proposte che vengono sostenute nel momento in cui le propone da trenta consiglieri regionali, oppure se c'è una proposta che è sostenuta da perlomeno quarantuno consiglieri regionali. Perché se così non fosse, non ci sarebbe chiarezza qui dentro.
Noi stiamo facendo, stiamo esercitando un dovere elementare e semplice, sapere se in quest'Aula il Presidente Masala è sostenuto oppure no da una maggioranza. Già è passato con dei voti, con trentadue o trentatré voti, anche io non mi ricordo, ed alcuni di quei voti espressi erano stati dichiarati voti tecnici, e quei voti tecnici le è stato comunicato che una volta che è caduta in Aula la legge elettorale, quei voti non c'erano più, era finito quel periodo. Ebbene, la maggioranza, quei voti che sono serviti ad eleggerla Presidente non ci sono più, e lei non prende atto di questo. Quindi, come ci si può chiedere se un documento, comunque importante come l'assestamento del bilancio, è sostenuto da una maggioranza almeno teorica, prima che lei la avanzi nell'Aula? Cioè, è necessario che questo nodo venga sciolto.
Io sono d'accordo che se occorre una giornata si rinviino i lavori di oggi a domani, lei domani ci porta la lista degli Assessori, poco ci importa che siano tecnici o politici, l'importante è che lei nomini gli Assessori che appunto deve nominare e cessi questa vergogna, che credo che sia anch'essa un record negativo che sta in capo a lei presidente Masala e credo, devo dirlo, probabilmente incolpevole sotto questo profilo, ma la responsabilità è di Forza Italia. Io dico anche al collega Murgia come ha il coraggio di affermare, in una riunione che c'è stata pochi giorni fa di Alleanza Nazionale, che il partito che sostiene il Presidente oggi è pronto a mettere in campo dei candidati per la leadership. Risponde invece il portavoce di Forza Italia: "No, noi che abbiamo dato prova di buongoverno abbiamo titoli per esprimere il Presidente".
Io credo che se i sardi potessero vedere concretamente al di là della propaganda mediatica che viene fatta, e qualche volta anche mi pare dietro lauto sostegno di tipo economico e finanziario, ma se realmente potessero vedere quello che accade all'interno di quest'Aula, probabilmente le opinioni cambierebbero radicalmente. E mi pare anche ingeneroso che si continui con questo atteggiamento, di creare un minestrone indistinto dove le responsabilità vengono annacquate e confuse!
Voi siete il governo della Sardegna, come noi lo fummo ieri come centrosinistra, e voi avete la responsabilità delle cose che non stanno funzionando.
Il collega Piana che sta disturbando dopo aver non sostenuto in maniera soddisfacente il Presidente Masala, insomma, io credo che il collega Piana quando fa certe affermazioni dovrebbe un attimo ragionarle. Come si può dire a noi che facciamo ostruzionismo, quando non c'è una maggioranza? Ostruzionismo rispetto a che cosa? Ma rispetto a che? Forza Italia non apre bocca, ed è un fatto vergognoso che il partito di maggioranza relativo non ci dica in che maniera vuole sciogliere questa sua sorta di Aventino che ha scelto.
Allora, siamo di fronte ad un fatto a me pare abbastanza semplice, o il Presidente Masala presenta la Giunta subito, oppure arriva in Aula e dice: "Signori, me ne devo andare a casa", perché già lo dice la legge perché è scaduto il tempo, è scaduto e quindi dovrebbe decadere, ma dal momento che lei ritiene che questa interpretazione non sia corretta, dica: "Ho un sostegno politico e rimango. Non ho il sostegno politico e rassegno le dimissioni".
Noi chiediamo chiarezza, da parte nostra è anche un po' avvilente intervenire a dire le cose che stiamo dicendo di fronte ad una armata che più rotta di così non potrebbe essere, e vorremmo confrontarci sulle poche cose che rimangono da fare in questo scorcio di legislatura, ma che comunque sono di grande rilevanza.
Quindi, signor Presidente, lei deve dire che domani o dopodomani scioglie questo nodo, oppure io credo che sia più opportuno che veramente lei rassegni le dimissioni, ed anche se di qualche mese, si prenda atto che la disfatta di questo Centro Destra che voleva impartire lezioni a tutto il Centro Sinistra, e non solo, questa lezione non l'ha potuta impartire e che quindi, è veramente una Giunta ed una maggioranza che l'elettorato deve giudicare in maniera severa.
PRESIDENTE:Con l'intervento dell'onorevole Pirisi si concludono i lavori della serata. I lavori riprendono domani mattina alle ore 10. Primo intervento dell'onorevole Pusceddu, otto iscritti. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20 e 13.
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