Seduta n.253 del 06/12/2006 

CCLIII SEDUTA

(Antimeridiana)

Mercoledì 6 dicembre 2006

Presidenza del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 10 e 28.

ORRU', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 27 ottobre 2006 (247), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Frau e Milia hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di mercoledì 6 dicembre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che, in data 5 dicembre 2006, è pervenuta copia della decisione della Corte costituzionale numero 396 del 20 novembre 2006, relativa all'articolo 3 della legge regionale 7 ottobre 2005, numero 13 "Scioglimento degli organi degli enti locali e nomina dei commissari. Modifica alla legge regionale 2 agosto 2005, numero 12 (Norme per le unioni di comuni e le comunità montane)", con la quale si dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 3 nella parte in cui non esclude gravi motivi di ordine pubblico dai casi nei quali gli organi regionali possono disporre la rimozione o la sospensione degli atti amministrativi, inoltre si dichiara l'inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 3 della medesima legge, sollevata dal Governo, nella parte in cui non esclude la violazione della Costituzione dall'ambito di applicazione della disposizione oggetto di censura.

Annunzio di petizione

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che, in data 28 novembre 2006, è pervenuta, a firma Mario Pingerna, la petizione "sulla modifica del comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna)". (5/XIII)

Ricordo che, a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la settima Commissione.

Annunzio di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

FLORIS Mario - CHERCHI Oscar: "Nuove norme sul sistema di rappresentanza e sull'elezione degli organi di governo della Comunità autonoma di Sardegna". (7/STAT)
(Pervenuta il 30 novembre 2006 e assegnata alla prima Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione VARGIU sugli effetti delle nuove tasse introdotte in Sardegna". (617)

(Risposta scritta in data 30 novembre 2006.)

"Interrogazione DIANA - LIORI sulle presenze registrate nei porti turistici sardi e sulle conseguenze negative derivanti dall'applicazione dell'articolo 4 (Imposta regionale su aeromobili e unità da diporto) della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4". (688)
(Risposta scritta in data 30 novembre 2006.)

"Interrogazione DIANA - LIORI sulla mancata rilevazione dei dati relativi ai flussi turistici nelle annualità 2005 e 2006". (604)
(Risposta scritta in data 1 dicembre 2006.)

"Interrogazione CHERCHI Oscar sul reparto di psichiatria dell'ospedale San Martino di Oristano". (628)
(Risposta scritta in data 1 dicembre 2006.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

ORRU', Segretario:

"Interrogazione Porcu - Corda - Uggias, con richiesta di risposta scritta, sulle opere in corso in località Capo Figari, nel comune di Golfo Aranci". (700)

"Interrogazione Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi nell'attuazione dei programmi operativi triennali del servizio idrico integrato e dei relativi piani stralcio". (701)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulle nomine ai vertici di Fase uno Srl". (702)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla decisione dell'Enel Spa di trasferire l'archivio storico della Sardegna a Napoli". (703)

"Interrogazione Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulle popolazioni colpite dallo tsunami". (704)

"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di erogazione dei contributi a favore delle associazioni di volontariato di protezione civile". (705)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

ORRU', Segretario:

"Interpellanza Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sulla preoccupante situazione dell'Ildocat e di diverse aziende sorte col contratto d'area di Ottana". (215)

"Interpellanza Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sulle gravi problematiche che attraversano numerosi comuni della Sardegna a seguito dell'organizzazione del servizio idrico integrato". (216)

Discussione della mozione Capelli - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Biancareddu - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Pisano - Moro - Amadu - Randazzo Alberto - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Liori - Cassano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Murgioni sulla recrudescenza della blue tongue, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (104)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 104.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Capelli - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Biancareddu - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Pisano - Moro - Amadu - Randazzo Alberto - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Liori - Cassano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Murgioni sulla recrudescenza della blue tongue, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSTATATO che le imprese agro-pastorali della Sardegna, in particolare gli allevamenti ovi-caprini, sono investiti da una nuova epidemia di febbre catarrale ovina, di origine virale, che nel breve volgere di alcune settimane ha colpito ben oltre cento allevamenti determinando la morte di un numero considerevole di capi e la totale paralisi della commercializzazione verso il continente degli animali vivi dell'intero comparto zootecnico regionale;

PRESO ATTO che le dichiarazioni e le previsioni sull'origine e sull'andamento dell'epidemia fatte dall'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale attraverso gli organi di stampa sono state clamorosamente e drammaticamente smentite dai fatti e dagli eventi morbosi, confermando una strategia confusa e del tutto inadeguata;

RILEVATO che il morbo, dopo i primi focolai segnalati, forse con colpevole ritardo, in un allevamento del Comune di S. Anna Arresi, si è rapidamente diffuso nei territori del Sulcis e della Provincia di Cagliari e si presume che arrivi pressoché incontrastato in tutte le province della nostra Isola;

CONSIDERATO che nella attività di controllo clinico e sierologico degli allevamenti, nell'azione di smaltimento dei capi infetti morti, nei provvedimenti finalizzati a creare un efficace cordone sanitario, nel controllo della movimentazione interna degli animali e ancor più nelle misure di disinfestazione e di lotta al vettore dell'agente virale, si è registrata una incredibile approssimazione e leggerezza delle autorità politiche regionali;

EVIDENZIATO che, contrariamente a quanto dichiarato dall'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, non è stato ancora isolato il virus e che, pertanto, non è certo che la malattia sia sostenuta dal sierotipo 1;

ACCERTATO che le misure di polizia veterinaria adottate subito dopo la diagnosi di blue tongue sono risultate assolutamente inefficaci per arginare la trasmissione dell'infezione, che ha assunto un travolgente carattere epidemico e diffusivo;

SOTTOLINEATOche, nonostante le tempestive sollecitazioni dei gruppi politici di opposizione in Consiglio regionale (interpellanza 32/A del 28 settembre 2004) e le proposte costruttive delle associazioni degli allevatori e dei consigli comunali, l'Assessore e i suoi consulenti hanno seguito una linea non solo velleitaria e improduttiva nella lotta alla epizoozia, ma hanno anche adottato una strategia gravemente carente sotto il profilo istituzionale, in particolare nei rapporti con i comuni, le aziende sanitarie locali, le rappresentanze professionali e sindacali dell'organizzazione veterinaria regionale, il Governo nazionale e gli organi della CEE;

RIBADITO che, mentre la nostra Regione sta vivendo l'ennesima emergenza di sanità animale con conseguenze irreversibili sul mondo produttivo, è indispensabile la più ampia mobilitazione e la massima sinergia di tutte le istituzioni pubbliche e di tutte le organizzazioni politiche e sociali per dare la massima efficacia ad una tempestiva azione d'intervento che utilizzi tutti gli strumenti scientifici, sanitari, operativi e legislativi che portino a bloccare ed eradicare definitivamente nel territorio della Sardegna la febbre catarrale ovina,

impegna il Presidente del Consiglio regionale

ad affidare alle Commissioni agricoltura e sanità del Consiglio regionale lo svolgimento di una rapida e approfondita indagine conoscitiva sulle cause, sulla diffusione e sulle conseguenze sanitarie, economiche e sociali dell'epidemia di febbre catarrale ovina, al fine di acquisire, nei tempi più stretti possibili, tutti gli elementi di conoscenza e di valutazione sulle misure che sono state finora adottate e sugli interventi, anche di carattere straordinario, che devono essere promossi con la massima sollecitudine per contrastare una evoluzione endemica della malattia e prevenire il possibile collasso delle attività produttive e commerciali della zootecnia sarda,

impegna le Commissioni permanenti V e VII

a presentare entro 15 giorni al Consiglio un dettagliato rapporto che abbia il carattere di atto generale di indirizzo per tutte le misure che dovranno essere adottate per fronteggiare l'emergenza che stanno vivendo le aziende agro-pastorali della Sardegna; il suddetto rapporto dovrà essere predisposto dopo aver consultato le organizzazioni imprenditoriali e professionali, le istituzioni sanitarie e scientifiche regionali, nonché le istituzioni locali, nazionali e comunitarie che devono concorrere a debellare l'epidemia di febbre catarrale ovina,

impegna la Giunta regionale

1) a fornire, con la massima tempestività e completezza al Consiglio regionale, i seguenti dati aggiornati: numero e ubicazione degli allevamenti interessati dalla malattia; totale di capi finora colpiti, morti ed eventualmente abbattuti; contenuto delle direttive impartite alle ASL e alle altre istituzioni che operano nel campo della zooprofilassi; tempi e contenuto delle indicazioni date alle amministrazioni comunali e provinciali e alle associazioni degli allevatori per contrastare la diffusione dell'epidemia e affrontare correttamente i danni conseguenti;

2) a predisporre un corpo di misure organiche (sotto la forma dell'ordinanza o del decreto assessoriale e/o presidenziale) per dare indicazioni precise, supportate da sicure basi scientifiche, per condurre una lotta sistematica ed ambientalmente corretta contro i vettori della malattia tenendo conto del particolare ciclo biologico dell'imicola culicoides e di altri insetti vettori che, presenti nel territorio sardo, possano diffondere il virus anche in altri territori dell'Isola;

3) ad assicurare mezzi, supporti tecnici e finanziari adeguati alle province, alle ASL, ai comuni e agli allevatori per le necessarie operazioni di disinfestazione e per il corretto smaltimento dei capi morti nel rispetto delle normative in vigore;

4) a condurre un'indagine clinica e sierologica sistematica su tutto il patrimonio ovino, caprino, bovino e negli animali selvatici recettivi che possono diventare il serbatoio naturale e inesauribile della virosi;

5) a promuovere un robusto progetto di ricerca e di sperimentazione scientifica da affidare alle più qualificate istituzioni scientifiche locali, nazionali e internazionali per la messa a punto, in tempi auspicabilmente non troppo lunghi, di una sicura profilassi vaccinale;

6) a potenziare immediatamente, con figure professionali altamente qualificate nella materia, il Servizio veterinario dell'Assessorato regionale anche per porre fine alle intollerabili carenze operative, culturali e professionali manifestate negli ultimi anni da parte dello staff assessoriale e di cui sono testimonianza la recente e devastante diffusione della peste suina africana, il riapparire preoccupante nell'uomo di zoonosi quali la trichinellosi, il carbonchio ematico e la tubercolosi che si ritenevano definitivamente debellate;

7) a rafforzare ulteriormente e strutturalmente tutti i servizi veterinari ricorrendo alla copertura stabile dei numerosissimi posti vacanti di veterinari nelle piante organiche delle ASL e non avvalendosi, invece, del lavoro precario e temporaneo di poche unità quando gli eventi morbosi hanno già inferto ingenti danni alla salute degli uomini ed alla zootecnia sarda puntando in tal modo sulla prevenzione e sull'aggiornamento culturale dell'organizzazione veterinaria sarda;

8) a superare i limiti della cosiddetta "cabina di regia" costituendo una qualificata Commissione consultiva regionale per indirizzare tutti gli interventi contro la blue tongue; la Commissione dovrà essere composta dai più qualificati specialisti in materia di sanità animale, di epidemiologia, di entomologia, di lotta agli insetti e di tutte le altre discipline collegate con le patologie di tipo epizootico; della Commissione regionale dovranno far parte anche i rappresentanti delle organizzazioni produttive e del mondo agro-pastorale per garantire la correttezza e la concretezza degli interventi nei territori;

9) ad attivare e rendere immediatamente operative tutte le misure di pronto indennizzo per gli allevatori con anticipazione dei fondi sul bilancio regionale attivando contestualmente le procedure e le provvidenze previste per gli aiuti di Stato nel settore agricolo;

10) a predisporre e concordare col Governo italiano e gli organi della Comunità europea un piano organico di eradicazione del virus della febbre catarrale ovina dal territorio della Sardegna (senza affidarsi alla clemenza delle stagioni come ha superficialmente proposto l'Assessore pro-tempore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale) rivendicando che le risorse finanziarie e i supporti tecnici necessari debbano gravare sui bilanci dello Stato e della Comunità europea;

11) a verificare quante partite di animali recettivi alla blue tongue siano pervenute in Sardegna da altri Paesi ove sia presente la stessa malattia sostenuta dal sierotipo 1 (qualora confermato) ed a dimostrare se attraverso gli stessi sia sicuramente penetrato lo stesso agente patogeno che va devastando e depauperando il patrimonio zootecnico della nostra Isola e, in caso affermativo, a rivendicare con la massima fermezza da parte del Governo italiano un più rigoroso controllo nei presidi portuali e aeroportuali, degli animalie dei prodotti agro-alimentari che entrano in Sardegna;

12) a rivedere, d'intesa con le autorità sanitarie, statali e comunitarie in maniera rigorosa e selettiva, il divieto della movimentazione e della esportazione dei capi vivi provenienti dalla Sardegna; tale blocco, superficialmente generalizzato sull'intero territorio isolano con improprio provvedimento regionale, sta arrecando, ancora una volta, un danno economico rilevante alle imprese isolane che vedono di nuovo compromessa una sicura e collaudata area di espansione della commercializzazione dei capi ovini e bovini di elevata qualità genetica e riproduttiva allevati e selezionati nelle aziende sarde;

13) ad avviare definitivamente in maniera costante e continuativa una efficace campagna di informazione istituzionale per dare:

- a tutti gli allevatori le notizie più corrette sui sistemi di prevenzione e sui meccanismi di trasmissione del virus della febbre catarrale ovina;

- ai consumatori la garanzia sulla assoluta sicurezza sotto il profilo sanitario e nutrizionale dei prodotti alimentari degli allevamenti sardi;

14) a fornire urgente risposta al Consiglio:

- sulla opportunità della scelta operata dall'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale che ha portato ad impegnare, con apposita deliberazione della Giunta regionale n. 45/29 del 7 novembre 2006, ingenti risorse finanziarie (euro 380.000) per l'acquisto di 12.670 unità di insetticida "Butox" ritenuto unico prodotto che agisce da repellente nei confronti degli insetti vettori presente sul mercato, e se a corredo della deliberazione ne fosse dichiarata, con apposito atto, la privativa industriale;

- se esistano sul mercato altri prodotti similari;

- da quale organismo tecnico-scientifico sia stato scelto l'insetticida in questione o se sia stata nominata apposita commissione di esperti nella materia che ne supportassero la scelta;

- se siano stati previsti i controlli ed i danni subiti dagli allevatori per il mancato reddito da essi subito nei periodi di sospensione necessari perché i principi attivi presenti nel farmaco non si riscontrino nelle carni e nel latte degli animali trattati;

15) a procedere al superamento degli insopportabili e negligenti ritardi che datano oramai da alcuni anni ed all'immediata liquidazione, da parte dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, delle indennità spettanti agli allevatori che hanno subito ingenti danni indiretti per l'utilizzo di vaccino vivo, imposto con apposite norme dalle autorità sanitarie nazionali e comunitarie nelle precedenti campagne vaccinali, sui loro capi di bestiame ovino e caprino;

16) portare a conoscenza del Consiglio regionale quali siano i risultati a cui sono pervenute le ricerche su questa specifica patologia, lautamente finanziate dall'Assessorato negli ultimi anni, che hanno interessato ricercatori, istituti universitari, istituti zooprofilattici, e ad accertare se gli stessi fossero dotati degli specifici requisiti strutturali, delle competenze istituzionali e delle autorizzazioni previste dalle leggi e regolamenti di polizia veterinaria vigenti.(104).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, la mozione numero 104 di cui sono primo firmatario, intende riportare all'attenzione dell'Aula per l'ennesima volta la grave situazione che il comparto regionale zootecnico sardo sta vivendo per l'ennesima epidemia di febbre catarrale ovina. Sono ormai circa 197 gli allevamenti colpiti e tutto questo ha determinato la morte di numerose migliaia di capi e l'abbattimento degli stessi.

Io credo che questa sia l'ennesima epidemia annunciata; ricordo, per memoria dell'Aula, che già nel settembre del 2004 sono stato primo firmatario di un'interpellanza, la "32/A" che chiedeva attenzione e notizie sulle azioni di profilassi e prevenzione che si mettevano in atto in quel periodo per evitare fenomeni di recrudescenza dell' evento blue tongue e a seguito della presenza allora di 46 focolai. Si chiedeva in quell'interpellanza quali fossero appunto le azioni di profilassi e di prevenzione che l'Assessorato intendeva porre in essere, soprattutto se vi erano scorte sufficienti di vaccini e in ultimo quali erano le azioni di salvaguardia del patrimonio ovicaprino sardo.

Questa che ho ricordato poc'anzi è una delle 142 interpellanze che non hanno mai avuto risposta e che non è stato possibile discutere in quest'Aula. Eravamo allora nel settembre del 2004; nel mentre si sono verificate diverse situazioni che lasciavano pensare... Presidente, vado avanti lo stesso, non c'è problema!

PRESIDENTE. Sì, ma il problema non è solo suo, onorevole Capelli, è anche di chi ascolta, anzi di chi vorrebbe ascoltare!

CAPELLI (U.D.C.). Nel mentre si è verificata, dal 2004 al 2005 e in ultimo nel 2006, una serie di avvenimenti che doveva sicuramente far pensare che saremmo andati incontro a un fenomeno di recrudescenza della blue tongue, sicuramente in alcuni momenti, perlomeno fino a giugno 2006, non si poteva pensare che avremmo avuto in Sardegna la presenza di un nuovo sierotipo, il cosiddetto "sierotipo 1", annunciato sulla stampa. Vorrei rimarcare che, stante le informazioni e le pubblicazioni dell'Istituto di riferimento, l'Istituto Zooprofilattico di Teramo, non risulterebbe, fino a stamattina, l'analisi e la conferma della presenza del "sierotipo 1".

Questa è una storia che abbiamo già visto in passato, dal 2001 ad oggi, in quanto, essendo appunto Teramo il centro di riferimento, passano mesi, mesi e mesi prima che dal prelievo si arrivi alla definizione e alla conferma della presenza del sierotipo. Per questo motivo, in diverse occasioni, anche da parte dello stesso Consiglio regionale con ordini del giorno, che si sono ripetutamente votati in quest'Aula, si sono sempre chieste, vista la competenza, vista l'importanza del fatto blue tongue in Sardegna (che basa le sue entrate economiche, la gran parte del PIL sulla commercializzazione e sull'allevamento nel settore zootecnico), diverse deroghe affinché l'Istituto Zooprofilattico di Sassari fosse autorizzato alla verifica e ai test per la conferma del sierotipo.

Tutto ciò poi è stato dimenticato nel tempo, ma il fatto più rilevante, come voi sapete, è che l'ennesima epidemia di blue tongue parta dai territori del Sulcis, in particolare in questo caso da Sant'Anna Arresi in su, e poi risalga la Sardegna con una velocità disarmante. Sarebbe importante sapere come mai l'8 agosto 2006, nelle cosiddette "trappole" (le trappole sono quelle che vengono prese in visione per quantificare e verificare la presenza dei culicoides che, come voi sapete, sono gli agenti vettori per la trasmissione della malattia), l'8 agosto 2006 per l'esattezza, si rilevava la presenza dai cinquemila fino ai ventiduemila culicoides.

Mi risulta che la presenza di un numero così importante di agenti vettori, presenti nelle trappole appunto, non abbia prodotto allarme. Come mai questo fatto non ha messo in allarme l'istituzione regionale, e in particolare l'Assessorato della sanità e chi è responsabile della comunicazione dei dati, sulla recrudescenza e sulla presenza di una nuova epidemia di blue tongue?

Ci sono state dichiarazioni che mi permetto di definire un po' superficiali nel periodo immediatamente successivo; dichiarazioni che, ovviamente, cercavano di circoscrivere e di non allarmare oltremodo (e questo lo considero sicuramente giusto e corretto) ma, a queste dichiarazioni, che sono state drammaticamente smentite dai fatti, non sono seguite tutte le azioni di profilassi e - anche in quel periodo - di prevenzione utili e necessarie per la circoscrizione dell'epidemia stessa. E' ancor più grave il fatto che, vista l'esperienza che purtroppo la struttura regionale si è fatta, dal settore veterinario, struttura assessoriale, alla struttura veterinaria delle AA.SS.LL., vista l'esperienza passata, si sia ritardato notevolmente nel cercare di circoscrivere questo nuovo evento epidemico.

In premessa dicevo che non è stato ancora accertato il fatto che si sia sicuramente in presenza del "sierotipo 1", così come è decisamente drammatico direi non aver seguito tutte quelle indicazioni che le associazioni degli allevatori, i comuni, hanno trasmesso agli Assessorati competenti, sanità e agricoltura, inerenti la preoccupante situazione della presenza degli agenti patogeni nel territorio, ma si sia seguita sicuramente una velleitaria e improduttiva lotta all'epizoozia. Sarebbe importante conoscere e capire come mai, per esempio, in un periodo di così alta presenza dell'agente vettore che, come vi ho ricordato, è stato rilevato dalle trappole, sia stata sospesa la disinfestazione. A tutti verrà in mente il Butox, per esempio, per quanto riguarda gli animali, ma anche tutte quelle azioni di disinfestazione ambientale che, in questi casi, è obbligatorio porre in essere.

Sarebbe importante capire perché si è dato retta ad alcuni componenti dello staff assessoriale che consigliavano di tornare indietro nel tempo, con l'uso della calce viva e quant'altro. Mi risulta anche che chi è responsabile di questa scelta non faccia parte più dello stuolo delle consulenze assessoriali. Sarebbe inoltre importante sapere quali competenze ha posto in campo chi è responsabile appunto delle azioni di prevenzione veterinaria e di profilassi dell'Assessorato stesso, su quale capacità, conoscenza, su quale tesi ha fondato tutte quelle azioni che, ahimè, hanno portato all'ennesima discussione sull'evento epidemiologico.

Per questi motivi, io credo che sia importante che il Consiglio regionale e, in particolare, la quinta e la settima Commissione si occupino di questo ennesimo evento epidemiologico, e che il Consiglio regionale ponga in essere, attraverso l'interessamento delle Commissioni agricoltura e sanità, un'approfondita indagine, un'indagine conoscitiva, per capire le cause, per capire le azioni che è importante porre in essere, perché non si arrivi all'ennesima decapitazione del settore ovi-caprino e, più in generale, di quello zootecnico della Sardegna.

Nella mozione viene indicato un percorso; un percorso che è di conoscenza, prima, di affiancamento e di coordinamento poi, è un percorso di concertazione, che probabilmente è venuto a mancare nell'ultimo periodo. Quindi è un percorso che deve portarci a comprendere quali sono state le deficienze, ma soprattutto ha l'intento di porre in essere quelle azioni efficaci, che aiutino il mondo zootecnico sardo a riprendersi dall'ennesima crisi derivata da un'epidemia e da una zoonosi.

Si ritiene che le azioni poste in essere nel settore della prevenzione veterinaria abbiano insegnato a tutti noi che, forse, non è stato compresa sufficientemente l'importanza del settore e, soprattutto, con azioni confusionarie, non si è tutelato il maggior settore produttivo della nostra Regione. Non vorrei ricordare quanto discusso in quest'Aula sulla peste africana o sulla trichinellosi, oppure la recrudescenza e i nuovi casi di carbonchio ematico, la tubercolosi, che si ritenevano definitivamente debellate. Riteniamo anche che i limiti che si sono riscontrati sulla cosiddetta "cabina di regia" vadano superati con una qualificata commissione consultiva regionale, che sia formata da esperti qualificati, esperti del settore epidemiologico, entomologico, della lotta agli insetti e di tutte le discipline collegate alle patologie di tipo epizootico.

E' anche importante che, in questo momento, vengano coinvolte le altre istituzioni superiori e, quindi, le istituzioni nazionali e comunitarie, rivendicando - come altre volte è stato fatto in questo Consiglio regionale, con ordini del giorno votati all'unanimità alcuni, altri dall'allora minoranza - che le risorse finanziarie e i supporti tecnici non debbano totalmente pesare sul bilancio della Regione Sardegna.

Io credo che per le zone di sosta e i punti frontalieri, più volte richiesti, anche decretati, alcune volte presenti nelle richieste dei colleghi dell'attuale maggioranza, bisognerà portare avanti una sorta di pressione perché, finalmente, si dia corpo, azione ad un controllo più severo per quanto riguarda i capi provenienti dal di fuori della Sardegna.

Bisognerebbe capire anche perché si è ricorso a chiudere tutta la Sardegna nelle esportazioni, così come bisogna comprendere e capire, spero che oggi sia l'occasione per approfondire, se l'ultimo stanziamento di 380 mila euro, da parte dell'Assessorato della sanità, per l'acquisto di 12670 unità di insetticida Butox, sia la soluzione migliore. Anni fa, è stato dimostrato come il Butox fosse l'unico insetticida che aveva un'azione repellente e che potesse, in qualche modo, tutelare i capi ovini e caprini e bovini, come capi sentinella; ma, oggi, sul mercato risulta, e risulterebbe, che ci siano altri tipi di prodotti che hanno dimostrato, secondo le schede tecniche, una più importante azione di protezione. Perciò sarebbe importante, aggiungo, comprendere chi ha deciso di riacquistare queste dosi di insetticida, se è vero che è ritenuto ancora il miglior prodotto a distanza di quattro anni o se, nel mercato, esistano prodotti similari con un'azione protettiva e una dimostrata efficacia superiore a quella del Butox.

Quindi, comprendere su quali basi tecnico-scientifiche sia stato rinnovato l'acquisto e l'utilizzo del Butox e, soprattutto, se questo è, sapere perché è stata sospesa la sua applicazione nel periodo estivo che, come tutti voi sapete, è il periodo di maggior presenza e diffusione dell'agente vettore.

Credo che l'azione che possa porre in essere il Consiglio (attraverso la quinta Commissione, sanità, e la settima, agricoltura), sia un'azione importante, ma sia soprattutto un'azione che dimostri la presenza e l'attenzione del Consiglio regionale e, perché no?, anche della Giunta regionale, attenzione necessaria per un mondo che, sempre di più, viene decimato e colpito dall'incuria e forse dall'inerzia delle azioni poste a salvaguardia nel settore sanitario e nel settore agricolo.

E' stato annunciato da pochi giorni, sulla stampa, che si sarebbe provveduto a pagare gli indennizzi relativi alla vaccinazione 2004, che erano disponibili i denari e le risorse finanziarie per poter procedere a questo ennesimo indennizzo, non risulta ad oggi avviata la procedura di liquidazione nei confronti degli allevatori ma, soprattutto, risulterebbe una ennesima richiesta di chiarimento da parte di Bruxelles, prima di liberare questi fondi. Visto che siamo in presenza, o meglio, auspichiamo tutti che, a breve, il Consiglio regionale potrà esaminare la proposta di finanziaria regionale da parte della Giunta, la finanziaria questa sconosciuta, che ancora ad oggi dopo mesi di ritardi già accumulati non viene presentata l'attenzione del Consiglio regionale, ma un giorno o l'altro questa dovrà essere presentata, riteniamo opportuno verificare se, nella proposta di finanziaria, saranno poste a disposizione degli Assessorati competenti le risorse per eventualmente - lo richiediamo per l'ennesima volta - rimborsare e anticipare i rimborsi nei confronti degli allevatori.

Io credo che questo, in sintesi, sia quanto si ribadisce nella mozione, una mozione che abbiamo voluto presentare in modo articolato ma soprattutto con una parte propositiva, che è il dispositivo appunto, in cui si vuole coinvolgere direttamente il Consiglio regionale, perché ne ha responsabilità, e si voglia coinvolgere tutta l'Istituzione, affinché si porti avanti un'azione efficace, efficiente, ma soprattutto si mostri la dovuta attenzione al maggior comparto economico e produttivo della Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Presidente, Assessori, sarò breve. Intervengo perché l'argomento riportato nella mozione che anch'io ho firmato, il primo firmatario è il collega onorevole Capelli, riguarda purtroppo un problema che, ormai da un lustro, colpisce una delle fonti di reddito più importanti della nostra Isola che è quello dell'allevamento della pecora; un settore che, negli ultimi dieci anni, ha visto accanirsi su di sé, oltre questa ed altre epizoozie, alcune calamità di carattere naturale e altre di carattere socio-economico, vedasi il mancato riconoscimento, ancor oggi, di un prezzo remunerativo ed equo che possa retribuire il latte, vedasi la scarsa attenzione che ha il mercato per il prodotto lana e per i nostri formaggi, vedasi anche, a mio parere, la mancata valorizzazione delle ottime carni ovine della Sardegna.

Un settore, dicevo, che è stato colpito appunto da questa contingenza di mercato non favorevole e che continua così periodicamente ad essere colpito da questa gravissima epizoozia che purtroppo distrugge e falcidia le nostre greggi. Io ho sentito l'onorevole Capelli e mi associo alla sua preoccupazione quando appunto esprime dubbi innanzitutto sulla prevenzione e probabilmente sulla mancata allerta che è stata data ai nostri allevatori, convinti probabilmente che la blue tongue fosse un ricordo del passato mentre invece purtroppo le esperienze passate e l'attuale esperienza hanno dimostrato che è una calamità ancor oggi presente non solo ma in questa nuova forma probabilmente difficilmente da combattere e da estirpare, se è vero com'è vero che i focolai sono stati individuati addirittura in Francia e in altre nazioni con un clima più freddo e meno compiacente del nostro. Chiaramente è necessario dire, e io lo affermo, che non è possibile chiamare irresponsabilità, per quanto riguarda la stessa epizoozia, di nessuna autorità politica e sanitaria in quanto purtroppo l'epizoozia, che è diffusa in tutta l'area mediterranea, e non solo, faccio l'esempio del Sudamerica, da oltre cinquant'anni a questa parte non si è riusciti a debellarla.

Però è indispensabile e necessario tener sempre alta la guardia, quindi dare informative annuali precise e preventive ai nostri allevatori, consigliare azioni non solo di terapia ma di prevenzione con determinati prodotti repellenti e non solo, ma intervenire drasticamente e in maniera radicale sulla conduzione aziendale, quindi sulla igienicità e sulla salubrità delle stesse stalle, anche se poi giustamente trattandosi, il culicoide, di una zanzara colpisce non solo nelle stalle ma anche fuori dalle stalle. Io credo che la prevenzione e una giusta politica di informazione possano non poco limitare i danni che attualmente questa nuova epizoozia possa arrecare alla nostra economia; è questa la carenza che ha voluto rimarcare il collega Capelli.

Io mi auguro sinceramente che non abbia più a ripetersi la devastante esperienza di cui sono state oggetto le nostre greggi nel breve passato e mi riferisco principalmente al vaccino che è stato utilizzato, imposto dalle autorità sanitarie, non solo regionali ma nazionali e internazionali, affinché si potesse arrivare all'indennizzo. Vaccino che ancora oggi purtroppo lascia una traccia indelebile nel nostro patrimonio zootecnico ovino, vedasi la falcidia delle nuove generazioni ovine, vedasi i contributi in tal senso che ancora purtroppo, Assessore, i nostri allevatori non hanno percepito. Parlo giustamente delle indennità ricevute per danni extra blue tongue, quindi le vaccinazioni e le cure cui i nostri ovini sono stati sottoposti.

Anche se quest'Aula appare oggi abbastanza distratta, a me non è sfuggita la gravità del problema che il collega Capelli ha voluto presentare e che, magari, si meritava un dibattito più approfondito, proprio perché la categoria degli allevatori e dei nostri pastori è una categoria, ripeto, a rischio dal punto di vista economico. Oggi come oggi ancora non viene riconosciuta loro la giusta remunerazione del prezzo del latte, e non solo, non viene riconosciuto loro un preventivo ed un giusto intervento sui costi di produzione del prodotto, non viene riconosciuto loro il diritto di poter allevare il nostro eccellente bestiame, che dà eccellentissimi prodotti riconosciuti a livello nazionale ed internazionale, e non vengono riconosciuti gli stessi diritti che sono riconosciuti tuttora agli allevatori nazionali ed europei.

Quindi, Assessore, una particolare attenzione a questo problema: monitorare, creare uno staff efficiente e numeroso di tecnici che possa, se non eliminare, almeno contrastare in ogni maniera questo triste fenomeno affinché possa esser dato ai nostri allevatori, e a un ramo dell'economia importantissima della Sardegna, non solo la speranza di un futuro migliore ma la certezza che nel presente la Regione non è assente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, colleghi e colleghe, signori della Giunta, la mozione che è stata presentata dall'opposizione, in merito alla recrudescenza della blue tongue, in Sardegna ha una valenza che noi riteniamo grandissima anche perché va a colpire il mondo agropastorale che in passato ha subito gravi danni a seguito di questa malattia che ha decimato le greggi in Sardegna. Noi sappiamo che, da un patrimonio ovi-caprino di circa 4 milioni di capi degli anni scorsi, siamo scesi oggi sui 3 milioni di capi, sicuramente un ruolo importante l'ha avuto la blue tongue, oltre che naturalmente tante altre cause che non c'entrano nulla con la blue tongue, per esempio il calo del prezzo del latte, e quindi del formaggio, e altre motivazioni che hanno colpito il mondo agro-pastorale determinando in Sardegna oggi una riduzione forte, fortissima di uno dei settori portanti e più importanti della nostra economia.

E' chiaro che ci dobbiamo porre il problema, fermo restando che sappiamo che non riguarda soltanto la Sardegna, ma molte altre regioni d'Italia e d'Europa, e che ci sono delle motivazioni dovute a cambiamenti climatici, soprattutto nel meridione d'Italia, compresa la Sardegna, che hanno portato nella nostra Isola alcune malattie tipiche delle regioni del Nord Africa. Oggi dobbiamo prendere atto che anche la Sardegna è interessata da questo tipo di malattia, per cui dovremmo tentare di conviverci trovando il sistema perché venga combattuta realmente e faccia i minori danni possibili.

Allora, Assessore, il problema presenta diversi aspetti che vanno affrontati in modo differente a seconda che riguardino la prevenzione della malattia o il tipo di interventi che si devono effettuare per combatterla , infine, non ultimo certo per importanza, la remunerazione dei danni subiti. Credo che, su questi temi, noi dovremmo confrontarci ben sapendo che non si tratta di un problema semplice e di facile soluzione, perché le cause possono essere diverse.

Se, a distanza di anni, noi ancora oggi stiamo subendo danni a seguito di questa malattia, la prima cosa che dobbiamo chiederci è se la prevenzione ha funzionato in questi anni e se noi abbiamo fatto tutto il possibile, Assessore, affinché questo non si verificasse. Fare prevenzione significa tante cose, per esempio, diffondere un'informazione giusta nel mondo agro-pastorale sugli interventi da compiersi per fare in modo che la malattia non si espanda,oppure intervenire per quanto riguarda l'entrata di bestiame da altre parti d'Italia, che può essere portatore anche di malattia; è stato fatto tutto il possibile, Assessore? Oppure c'è ancora da migliorare per quanto riguarda questo tipo di intervento?

C'è un altro problema che, secondo me, va chiarito bene: si è detto che questa volta il sierotipo che ha colpito gli allevamenti della Sardegna è diverso, che si tratta del "sierotipo 1" e che, pertanto, siamo di fronte ad una nuova epidemia che è diversa da quella che si è verificata in passato. Ecco, questi sono interrogativi che noi ci dobbiamo porre; ci dobbiamo chiediamo se la Sardegna ha i mezzi per dimostrare che si tratta veramente del "sierotipo 1" e, essendo studi che sono stati fatti altrove, vedere come possiamo comportarci di fronte a questa epidemia, che è di tipo diverso da quella che abbiamo conosciuto negli anni passati. Dobbiamo verificare prima di tutto se il trattamento che stiamo facendo, per quanto riguarda i medicinali (so che la Regione ha acquistato una buona dose di medicinali repellenti), per la malattia in atto sia idoneo, e poi soprattutto per quanto riguarda l'organizzazione delle vaccinazioni (che credo sia il modo più efficace per combattere la malattia) se il tipo di vaccino che noi andremo a utilizzare in Sardegna sia giusto o non crei problemi come in passato si è verificato in Sardegna. Noi abbiamo visto che certe vaccinazioni hanno provocato un calo di produttività oltre ad aver creato danni soprattutto per quanto riguarda la nascita degli agnelli con malformazioni varie.

L'obiettivo di questa mozione, Assessore, è di confrontarci su tutta la materia e di vedere se gli interventi che sta portando avanti la Regione sono giusti, perché noi vorremmo che, una volta per tutte, questa epidemia venga estirpata dalla Sardegna e che i nostri allevamenti non abbiano a temere nuove situazioni che si verificano invece puntualmente quasi tutti gli anni; inoltre verificare se ci stiamo preparando per far sì che questa epidemia non continui a fare danni ingenti, come ha fatto fino adesso in Sardegna, danni per i quali abbiamo registrato gravi ritardi, in passato, per quanto riguarda gli interventi relativi agli allevamenti colpiti. Per quanto riguarda questo aspetto del problema, Assessore, io credo che potremmo organizzarci perché non è possibile che il riconoscimento dei danni ingenti subiti da un allevamento quest'anno possa avere la liquidazione tra due o tre anni, nel frattempo quell'allevatore ha già smesso di fare l'allevatore non essendo più in condizioni di andare avanti, come abbiamo già visto in molte altre situazioni analoghe.

Allora, siccome noi vorremmo che l'attività della pastorizia in Sardegna continui ad andare avanti perché ha costituito, e costituisce ancora, una parte importante dell'economia, se così è e se veramente vogliamo puntare a un mantenimento, se non a un rafforzamento, dell'economia agro-pastorale, noi dovremmo fare in modo che tutti gli interventi, sia per quanto riguarda la prevenzione e il trattamento, sia per quanto riguarda la compensazione dei danni, siano fatti in modo efficace per far sì che gli allevamenti non siano costretti a chiudere a seguito di questa terribile epidemia.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, Assessore, la mozione, che con tanti colleghi abbiamo sottoscritto su questa nuova epidemia dovuta a questo vettore responsabile di una zoonosi che sta devastando il nostro patrimonio ovi-caprino, è soltanto su una di quelle emergenze di sanità animale di cui abbiamo parlato tante volte nel corso della discussione sul Piano sanitario regionale e sulle quali molto probabilmente dobbiamo soffermarci perché ce lo impone il ruolo, ma soprattutto la responsabilità per la ricerca di negligenze,ritardi, per un'informazione e una cultura su questa materia che vanno analizzate, ma vanno soprattutto antagonizzate, con una serie di iniziative che il collega Capelli, primo firmatario del documento, ha già evidenziato nella presentazione.

Credo che sia arrivato il momento in cui davvero è necessaria un'analisi profonda dell'organizzazione dei sistemi di prevenzione di sanità animale, per arrivare ad una riorganizzazione dei servizi, delle strutture e soprattutto delle risorse da mettere in campo, rispetto al ripetersi, ormai tristemente tutti gli anni, di queste epidemie che stanno falcidiando un nostro settore produttivo, importantissimo, l'hanno già detto i colleghi che mi hanno preceduto, che è il settore dell'allevamento.

Non sto qui a ricordare le altre epidemie, dovute alla peste suina africana, alla trichinellosi, al carbonchio ematico, alla tubercolosi, tutte emergenze di sanità animale che hanno purtroppo messo in crisi i nostri sistemi di controllo e le nostre capacità di antagonizzarle. Credo che sia arrivato il momento in cui lei, Assessore, ci debba dare tutte le notizie necessarie perché davvero il Consiglio regionale possa impegnarsi; peraltro una delle richieste contenute nella mozione è quella di affidare alle Commissioni consiliari competenti, agricoltura e sanità, l'approfondimento delle conoscenze, perché, con il loro contributo, si possa mettere in campo una ristrutturazione del settore perché davvero non è possibile che sulla sanità animale non si possa agire efficacemente con tutti i sistemi che la prevenzione oggi ci mette a disposizione.

La prima grossa carenza che dovrà essere antagonizzata ed eliminata è la scarsa informazione, non è possibile che oggi si diffondano concetti, quali quelli che le basse temperature possano antagonizzare in maniera efficace l'insorgere, il moltiplicarsi e il diffondersi di questa epidemia in un territorio che ormai non è più controllabile, perché dai primi casi segnalati nel basso Sulcis, ormai praticamente tutta la Regione, o quasi tutta la Regione, è interessata da questa epidemia.

Quando si diffondono notizie come questa, molto probabilmente, si abbassano le attenzioni e soprattutto il livello degli interventi, i quali diventano, quindi, inefficaci, sia nel momento della disinfestazione, ma soprattutto nel momento dell'informazione e della denuncia dei casi riscontrati. Devo dire che, nel processo dell'informazione agli operatori soprattutto, è mancato il sostegno da parte della struttura,noi sappiamo infatti che, nelle aziende sanitarie, ci sono carenze di personale e ci sono carenze culturali. Il fatto stesso che abbiamo avuto un'epidemia quest'anno dovuta al sierotipo 1, invece che ad altri sierotipi conosciuti, qualora verrà confermato, potrebbe essere dovuto al fatto che il riconoscimento e le indagini sierologiche, che potevano essere messi in campo, molto probabilmente non sono stati messe in campo, non so se per carenze nelle direttive impartite o perché il personale non è stato messo in grado di attivare l'indagine sierologica.

Confermato che, in questo caso, l'epidemia è da attribuirsi al sierotipo 1, si vorrebbe capire come mai si trovi in Sardegna questo sierotipo. A questo riguardo, ho avuto modo di confrontarmi con operatori del settore ovino, che mi hanno testimoniato con quanta facilità, in Sardegna, arrivi dall'esterno, quindi anche da quei territori dove il sierotipo 1 è già conosciuto, tanto bestiame che purtroppo poi viene venduto e distribuito nei nostri territori e che potrebbe essere la causa dell'importazione del "sierotipo 1".

Si era chiesta, in altri momenti, l'istituzione di un sistema di servizi di controllo veterinario frontaliero, con il quale avremmo potuto avere a disposizione, già in questi anni, tutta una serie di servizi, nella rete portuale o aeroportuale, che avrebbe consentito di conoscere prima, di antagonizzare, nel momento in cui è avvenuta, la diffusione della malattia, e soprattutto, di attivare poi i processi per la profilassi, non solo la siero profilassi, ma ci avrebbe anche consentito di intervenire sull'ambiente con sistemi di prevenzione diretta sul vettore, che alla fine è quello che più velocemente consente l'espansione e la moltiplicazione degli episodi nel territorio.

Credo che l'altro grosso punto cruciale degli interventi fatti in passato sia la disinfestazione, soprattutto perché non è stata efficace, come già l'onorevole Capelli ha detto. PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente e colleghi del Consiglio regionale, io dovrei iniziare l'intervento con una cosa che poi però mi costerebbe una censura da parte della Presidenza, cioè dovrei dire che parlo di cosa altra, rispetto al contenuto della mozione. In realtà io voglio iniziare proprio l'intervento parlando di cosa altra rispetto al contenuto della mozione ma non rispetto alla mozione. E nel parlare di cosa altra rispetto al contenuto, ma non rispetto alla mozione, mi vorrei rivolgere a quei colleghi del centrosinistra che io penso che, per ruolo istituzionale o per sensibilità politica di origine, dovrebbero essere più disponibili ad ascoltare un ragionamento di questo genere.

Mi vorrei rivolgere al collega Stefano Pinna, che è Presidente della Commissione riforme, al collega Maninchedda, che ha una grande sensibilità per i problemi della specificità, al collega Balia, al collega Porcu, ai colleghi della Rifondazione Comunista, perché vorrei interrogarli sul significato che, secondo loro, può avere una mozione che arriva in Aula. Nel senso che, in un sistema maggioritario, in cui la maggioranza ha 50, 52 o 53 voti per poter approvare le leggi, la mozione è quello strumento che consente alla minoranza di introdurre argomenti in Aula, argomenti che ritiene importanti, che, ovviamente, non sono tali da poter essere tradotti in una legge, anche perché la minoranza non ha i voti per farsi le leggi da sola, ma sono quegli argomenti urgenti e di grande attenzione presso l'opinione pubblica sarda sui quali si ritiene che sia indispensabile e utile un confronto concreto in Consiglio regionale, per capire insieme se ci sono cose che si possono fare in comune o se ci sono delle posizioni diversificate, comunque per ragionare su un problema.

Ecco, allora io chiederei ai colleghi del centrosinistra se, secondo loro, la mozione sta realmente, in questo momento, assolvendo al ruolo che il Regolamento, ma anche le prassi di una democrazia normale di confronto e di dialogo, le assegnano. Quando una mozione arriva in Aula, si potrebbe dire, è una mozione speciosa, che viene presentata dalle minoranze per prendere tempo, per infastidire. Mi sembra che la mozione che oggi abbiamo in discussione - poi entreremo nel merito - non sia senz'altro né una mozione speciosa né una mozione che inventa problemi che non esistono e né una mozione che non entra nei dettagli e non propone delle soluzioni, magari in parte non condivisibili, ma concrete, soluzioni su cui il ragionamento, quindi, risulta comunque aperto, presente, forte e dovrebbe essere fatto in maniera efficace.

Sulla base di queste premesse, colleghi, chiediamoci se si sta realizzando ciò che una mozione dovrebbe realizzare in Aula, cioè, se, sulla base delle intuizioni, delle considerazioni, delle esposizioni che sono presenti nella mozione della blue tongue, si stia realizzando in Aula quel clima fecondo di confronto tra maggioranza e opposizione su questioni concrete, che è proprio il senso della mozione. Perché, se una mozione arriva in Aula e non suscita un minimo di sentimento o è inventata, è fasulla, è su una questione non importante, e non mi sembra il caso, oppure il Consiglio rinuncia a fare una cosa che dovrebbe essere un suo compito; nel senso che, oggi, parlare dei temi della blue tongue, dovrebbe essere un compito del Consiglio, sia della minoranza che della maggioranza, cioè la minoranza si sarebbe dovuta studiare la mozione che ha firmato e dovrebbe essere qui presente con quindici, venti interventi di colleghi motivati, presenti in Aula innanzitutto, che sollecitano risposte ai colleghi della maggioranza; per contro, i colleghi della maggioranza, sia quelli maggiormente impegnati sui temi della blue tongue che quelli che si occupano di sanità e di agricoltura, dovrebbero spiegarci cosa pensano sui contenuti della mozione.

Per cui questo Consiglio dovrebbe vivere complessivamente un rapporto fecondo di confronto tra maggioranza e minoranza su un tema che è all'ordine del giorno dell'agenda politica perché è un tema comunque presente in maniera forte in Sardegna, sia per le sue implicazioni dirette alla blue tongue sia per quelle più allargate che, intorno alle questioni dell'allevamento, dell'agricoltura, della ricerca scientifica, sottese dalla mozione che oggi discutiamo in Aula, sono presenti in Sardegna.

Bene, colleghi, io credo che il clima in cui si sta svolgendo questa mozione, pochi e non particolarmente convinti interventi da parte della minoranza, nessuna interlocuzione da parte dei banchi della maggioranza, sia una certificazione di fallimento, ed è una certificazione di fallimento del Consiglio regionale; nel senso che, quando noi ci rivolgiamo ai banchi della Giunta, magari in presenza del presidente Soru, e attacchiamo il presidenzialismo e chiediamo che ci sia uno spazio per il Consiglio regionale, il Consiglio regionale, lo spazio, se lo deve guadagnare; il Consiglio regionale deve dimostrare che è stato eletto per qualcosa, deve dimostrare che l'Assemblea è eletta non solo perché è votata, ma perché, sul serio, è composta da rappresentanti eletti, nel senso nobile del termine "eletto", del popolo sardo, e quindi gente che ha a cuore i problemi dei sardi, che se li è studiati, che è in grado di discuterli, e che, magari, è anche in grado, tra maggioranza e minoranza, di trovare pezzi di percorso che, sui problemi concreti, si possono fare insieme.

Se il Consiglio regionale certifica, come sta facendo oggi sulla blue tongue, il suo disinteresse ai problemi della Sardegna, la sua incapacità di trovare canali di comunicazione tra i banchi di maggioranza e minoranza su problemi concreti, insomma lasciamo che il Presidente faccia, almeno fa qualcosa, lasciamo che la Giunta faccia, almeno fa qualcosa. Se il Consiglio è imbelle o sceglie di essere imbelle, non può chiedere di avere spazi di rappresentanza se non se li guadagna, se non se li difende, se non se li suda, se non se li merita. L'occasione odierna è la dimostrazione che, sia nella minoranza (io parlo anche per noi stessi, non è che stia facendo un'accusa rivolta solo ad altri) sia nella maggioranza, non si crede più negli strumenti e, quindi, non si crede più nella funzione del Consiglio.

Se questo è, bisogna che noi ci sforziamo di ridare valenza al Consiglio regionale, di ridare un qualche valore, una qualche forza agli atti che noi facciamo in Consiglio regionale, altrimenti è inutile che ci veniamo. Hanno ragione i colleghi di minoranza e di maggioranza che non sono presenti in Aula, quelli che hanno capito che è meglio andare a una comunione, a un battesimo, a un'occasione sociale, a un convegno, a un dibattito fuori di qui, che non venire a perdere tempo qui. Quindi, colleghi, il fallimento di questa mozione, oggi, non è un fallimento della minoranza che non riesce a far parlare di blue tongue, è un fallimento del Consiglio e, se noi non entriamo tutti quanti nell'idea che al Consiglio vada ridato un ruolo, sarà vacuo, sarà assolutamente privo di significato ogni grido di dolore che, oggi o in altre circostanze, verrà dal Consiglio regionale per rivendicare prerogative, opportunità, diritti che noi stessi stiamo quotidianamente rinunciando ad esercitare.

Volevo dire che non è un caso che questo ragionamento venga fatto proprio su questa mozione, perché questa è una mozione ben fatta, è una mozione che consente il dibattito, è seria, entra nel merito, perché chiede che il Consiglio regionale possa essere informato costantemente sui problemi della blue tongue, aggiornato sui dati, messo a conoscenza dei mezzi a disposizione, reso edotto dell'eventuale esistenza di un progetto scientifico, e di qual è, riguardante non solo la blue tongue, ma complessivamente il ruolo che l'agricoltura e l'allevamento sardo hanno.

Noi non possiamo continuare a inseguire i problemi come abbiamo inseguito la blue tongue per anni; ricordo che, cinque anni fa, probabilmente in un giorno simile a questo, noi discutevamo di blue tongue in Consiglio regionale e, discutendo di blue tongue in Consiglio regionale, dicevamo le stesse cose che diciamo oggi, cioè che c'era un alto rischio che la blue tongue diventasse endemica, che se fosse diventata endemica sarebbe stata una spada di Damocle costantemente appesa sull'allevamento ovino sardo, e forse non solo ovino, che sarebbe stato necessario avere uno studio complessivo e una ricerca scientifica adeguata, magari non fatta soltanto in Sardegna, per capire che risposte dare dalle quali ne sarebbe scaturita una scelta di sviluppo complessiva nei settori dell'agricoltura e dell'allevamento in Sardegna. Dopo cinque anni, ci troviamo nello stesso identico punto, ci stiamo interrogando su quale sia il sierotipo, se si possa eradicare o no, se possa diventare endemico, a rischio per la Sardegna o no, se il nostro patrimonio ovicaprino sia sottoposto a un rischio costante per sempre.

Il Consiglio, se si vuole riappropriare davvero della sua dignità, su queste cose discuta, dia indicazione alla Giunta e dimostri ai sardi che c'è!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Signor Presidente, ho apprezzato molto l'intervento dell'onorevole Vargiu, che richiama questo Consiglio dormiente a un problema politico notevole. Comunque, mi voglio attenere all'argomento e ringrazio anche l'onorevole Capelli che ci ha proposto questa mozione che prontamente abbiamo sottoscritto, essendo questo un problema importante.

La necessità di discutere tempestivamente questa mozione nasce appunto dall'urgenza di mettere in campo tutte quelle politiche che la Regione può attivare, anche di concerto con il Governo centrale, per affrontare la nuova epidemia di febbre catarrale degli ovini, che si sta abbattendo in questi giorni, nuovamente, principalmente nel sud dell'isola. In Italia, i primi casi di blue tongue si sono manifestati nell'agosto del 2000, proprio in Sardegna, probabilmente attraverso il trasporto di insetti infetti dal Nord Africa con la sabbia del deserto, così si dice. La nostra posizione geografica, poi, al centro del bacino del Mediterraneo offre senz'altro condizioni climatiche favorevoli alla moltiplicazione e allo sviluppo degli insetti vettori. Da oltre sei anni, infatti, questo virus si ripresenta sul nostro territorio impegnando fortemente il mondo dell'agricoltura, della zootecnia e dell'ovicaprino in particolare, coinvolgendo ASL, veterinari, amministrazioni locali e Giunta regionale.

Le misure preventive e di controllo sino ad oggi utilizzate si sono rivelate del tutto inattive dal punto di vista dell'efficacia nel prevenire l'insorgenza della malattia. I nostri allevatori, già in passato, hanno subito forti perdite economiche in seguito alla diffusione del virus della blue tongue, basti pensare che le epidemie del 2000, 2001 e 2003 hanno determinato la morte di circa 700 mila capi e, ancora oggi, si sta pagando il prezzo di quelli che, bonariamente, sono stati definiti "effetti collaterali" della prima campagna di vaccinazione, che hanno causato ingenti danni agli allevatori, senza dimenticarsi, peraltro, delle alterne peripezie che hanno invece riguardato gli indennizzi.

Ancora una volta la Sardegna è la Regione che, in modo particolare, è stata colta del tutto impreparata dalla recente ricomparsa della patologia, in pochi giorni si sono verificati più di 100 focolai solo nel Campidano con il conseguente abbattimento di centinaia di capi ovini. Sembrava un disastro dimenticato e invece il virus è puntualmente ricomparso e ha cominciato a mietere le sue vittime, non solo tra gli ovini ma anche tra gli allevatori che sono letteralmente in ginocchio a seguito dei danni economici causati dalla recrudescenza del virus. Tutto il comparto agro-pastorale sardo (mi dispiace che non sia presente alla discussione di questa mozione anche l'Assessore dell'agricoltura) è in crisi, anche in seguito al nuovo assalto del morbo. Tutta la Sardegna, oggi, è infatti chiusa alla movimentazione del bestiame ovino e bovino in base alla direttiva europea che delimita, diciamo, quei 150 chilometri di blocco della movimentazione, i 100 chilometri di protezione e 50 chilometri di sorveglianza; anche il centro e il nord della Sardegna, Gallura compresa, sono di fatto interessate dal blocco.

Si preannuncia l'ennesimo disastro economico che andrà a ledere la già grave situazione delle nostre aziende agricole. Gli allevatori, soprattutto quelli di bovini da carne, sono costretti a tenere i loro vitelli, destinati al continente, nei loro allevamenti con un enorme aggravio di spese. Gli allevatori ovini vedono invece quotidianamente le loro greggi ridursi a poche unità. La verità è che in Sardegna si interviene da troppi anni solo con soluzioni tampone legate a questa o a quella emergenza e rivolte esclusivamente al superamento di questa o di quella crisi. L'attuale Giunta, che voleva fare dell'agricoltura il suo fiore all'occhiello, è incorsa, invece, in un vero flop ed è evidente a tutti. Dopo ormai due anni e mezzo di promesse e la sostituzione dell'Assessore di riferimento, constatiamo sotto i nostri occhi uno stato di abbandono totale e l'assenza di qualsiasi politica strategica e di sostegno per il mondo agricolo nel suo complesso. Le nostre moribonde campagne non hanno più voce per far sentire a questo Palazzo la condizione nella quale versano i campi e gli allevamenti, situazioni alle quali questo Esecutivo non sa dare concrete e reali risposte, situazioni rispetto alle quali questa Giunta è del tutto latitante, dalla crisi del prezzo del latte, al bovino da carne, alla virosi del pomodoro e ora nuovamente alla blue tongue.

Nonostante i numerosi richiami che, da questi banchi, sono giunti da opposizione e maggioranza, nonostante le approvazioni di ordini del giorno, la discussione di mozioni e la presentazione di interrogazioni, dall'Esecutivo non sono mai arrivate risposte per il mondo agricolo, settore primario della Sardegna. L'inadeguatezza nell'affrontare questa nuova piaga, che affligge il comparto agro-pastorale isolano, è soltanto l'ultimo segno della incapacità di elaborare e predisporre politiche volte alla valorizzazione del comparto e al superamento definitivo delle situazioni di crisi. Purtroppo, la Giunta ha dimostrato in questi anni che non sa minimamente come poter intervenire, non solo per affrontare le storiche vertenze che attanagliano da anni il comparto, ma neanche per risolvere le immediate emergenze.

Ai colleghi della maggioranza chiedo se era proprio necessaria la presentazione di questa mozione per costringere la Giunta a fornire al Consiglio regionale, ma soprattutto agli allevatori e agli agricoltori, informazioni e programmi per fronteggiare e avviare a soluzione il problema del nostro comparto agro-pastorale da cui questo Esecutivo sembra essere sempre più distante.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Si tranquillizzi, onorevole Sanciu, questa mozione farà la fine di tutte le altre mozioni, nel senso che i colleghi della maggioranza, certamente, manifesteranno tutto il loro impegno nel momento in cui dovranno votare questa mozione, credo che non abbia dubbi nessuno. Questo la dice lunga e, da qui, nasce il primo problema: è il Consiglio regionale che non ha intenzione di affrontare i problemi? E' la Giunta regionale o, meglio, il presidente Soru che ritiene non essere argomento rilevante quello che è stato sollevato con questa mozione?

Io non mi soffermerò sulle questioni cliniche e veterinarie che sono state già abbondantemente toccate dal collega Capelli, che è anche il primo firmatario, ma certamente questa mozione serve per sollevare ulteriori problemi che sono legati al mondo agro-pastorale e quindi all'agricoltura, mi dispiace che non sia presente l'Assessore di riferimento, perché è vero che è presente l'assessore Dirindin che, ovviamente, essendo Assessore della sanità ha una certa competenza, io dico una certa competenza, perché qui si sta discutendo non solo della blue tongue, ma si potrebbe discutere della BSE e di tantissimi problemi legati all'agricoltura, e la presenza dell'Assessore forse ci avrebbe in qualche modo tranquillizzato, perché ci avrebbe detto, per esempio, che il Piano regionale di sviluppo rurale è pronto, è predisposto e quindi, entro l'anno, il Consiglio regionale saprà qual è la filosofia che ispira la Giunta regionale e il presidente Soru nei confronti dell'agricoltura in Sardegna.

Non c'è niente di tutto questo, avrei gradito almeno un intervento sia del Presidente della Commissione sanità che della Commissione agricoltura, per capire se il problema che è stato sollevato non ha rilevanza o, nel caso l'abbia, qual è la posizione della maggioranza.

Allora, vedete, chi come me frequenta molto il mondo agro-pastorale, credo che tutti quanti noi, ovviamente, siamo portati a frequentazioni essendo la Sardegna certamente privilegiata dal presidente Soru nelle coste e trascurata nell'interno, allora, quando Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto e quindi noi ci sostituiamo, utilizziamo la nostra capacità di dialogare con il mondo agro-pastorale e pertanto abbiamo notizia e contezza di tutte le difficoltà che oggi affronta quel mondo anche se siamo incapaci di dare delle risposte; ma ci fosse almeno una risposta della maggioranza!

Assessore Dirindin, in questa mozione c'è un unico dato che è un dato economico, la Giunta regionale avrebbe impegnato 380 mila euro per l'acquisto di unità di Butox, per 12 mila e rotti. Ora, Assessore, lo sa che se questo dato è vero, e non ho dubbi che sia vero, alla Regione Sardegna una unità di Butox viene a costare 29 euro? Sa quanto pagano gli allevatori oggi, a seguito delle prescrizioni veterinarie imposte per la movimentazione degli animali, non solo ovini, ma suini, caprini e bovini soprattutto? Ogni volta che debbono adoperarsi per movimentare, al di là della burocrazia che li impegna, debbono fare un trattamento di Butox. Sa quanto gli allevatori sardi pagano il Butox? Non lo sa, Assessore? Glielo dico io: lo pagano 79 euro, praticamente tre volte quello che paga la Regione Sardegna. E' possibile che una Regione attenta, visto che c'è la prescrizione di questo particolare prodotto, non abbia concordato con la casa produttrice di questo insetticida un prezzo che venisse incontro anche agli allevatori? Niente di tutto questo!

Allora nel momento in cui reiteratamente, dopo ormai quattro o cinque anni, questa patologia si ripresenta e non abbiamo certezze che il problema venga affrontato ed eradicato una volta per tutte, ieri sera, in Commissione bilancio, con molta fretta, i colleghi della maggioranza hanno voluto liquidare un parere finanziario di pochi spiccioli, 75 milioni di euro, per la legge sulla ricerca. Benissimo, facciamo anche ricerca. Poi il professor Gessa ci ha spiegato molte cose relative ad una società a responsabilità limitata, che è stata costituita dal presidente Soru, denominata "Fase 1", tecnicamente ho così compreso il significato di Fase 1, ringrazio il professor Gessa per averci dato questa notizia e queste informazioni; ce ne dovrà dare delle altre certamente, forse in Aula, a seguito di qualche mozione che verrà presentata su questo particolare argomento. Mi chiedo però, se stiamo chiamando alla sperimentazione e alla ricerca la Sardegna, prima ancora di sperimentare farmaci di nuova generazione sui sardi, non sarebbe opportuno investire qualcosa in più per cercare soluzioni alle malattie, tipo la blue tongue, la BSE, che perseguitano l'economia della Sardegna?

Io capisco che un domani i centri di ricerca sardi possano essere individuati come il massimo possibile nel mondo. I sardi si prestano a fare sperimentazione in nome e per conto di case farmaceutiche mondiali; può anche darsi che sia così, forse noi sardi ci adattiamo anche a questo. Ma abbiamo dei problemi, abbiamo delle emergenze! Nel caso degli ovini, Assessore, non so se lei oggi sarà in grado di dare dei dati su quanti ovini ci sono oggi in Sardegna, ma sarebbe più importante che lei ci dicesse quanti ovini sono partiti nel 2006 dalla Sardegna e sono partiti vivi, quanti ne sono partiti nel 2005 e sono partiti vivi, onorevole Capelli. Perché ci sono delle Regioni che incentivano l'acquisto della pecora sarda? Me lo chiedo. Lo incentivano! La Sicilia ha fatto una legge ad hoc per incentivare l'acquisto del bestiame ovino! Lo ha fatto la Calabria, lo ha fatto la Basilicata. Non avranno il problema della blue tongue? Io credo che lo abbiano già affrontato e che si stiano adoperando.

Allora, nel momento in cui presumibilmente dalla Sardegna sono andati via qualcosa come 150-180 mila capi solo nel 2006, quindi diminuendo il valore potenziale di un comparto ovino così importante, la maggioranza non sente la necessità di dialogare con noi? Non dico di prendere decisioni, ma dialoghiamo quanto meno! Discutiamo! Vediamo se abbiamo delle posizioni completamente diverse dalle vostre! Fateci capire se il mondo agro-pastorale è un vostro punto di riferimento o no! O forse debbo cominciare a pensare che i colleghi dell'interno della Sardegna, del Nuorese per esempio, molto attenti a parlare della Piana di Ottana certamente, sono poco attenti a parlare di problemi come questi. Ovviamente mi sono riferito ai colleghi della maggioranza, certamente non della minoranza. I colleghi della minoranza sono molto attenti, tant'è che hanno preso la parola. Non stiamo facendo ostruzionismo, vi stiamo invitando invece a farci capire qual è la vostra posizione. Non si riesce a capirla.

Allora, la domanda che si è posto l'onorevole Vargiu ovviamente corrisponde al vero: serve presentare le mozioni? Ma a questo punto non serve fare niente, non serve presentare le interrogazioni, alle quali non viene data risposta, non serve presentare interpellanze e mozioni perché intanto non vengono discusse se non da chi le presenta; ma per quanto tempo può durare? Non serve neanche presentare proposte di legge perché vengono anticipate, o meglio vengono surclassate dai disegni di legge.

Quindi, voglio dire, il ruolo del Consiglio regionale, il ruolo dei consiglieri che non discutono…

PRESIDENTE. Onorevole Diana, concluda. Prego.

DIANA (A.N.). Sì. Il ruolo dei consiglieri regionali ancora una volta viene svilito e sminuito. Colleghi, le cose che ha detto il presidente Soru la settimana scorsa non saranno certo oggetto da parte mia di considerazioni particolari in questo momento, ma certamente bisogna che facciamo tutti un esame di coscienza. Vogliamo almeno discutere tra di noi? Non siamo in presenza di una finanziaria nella quale stiamo bloccando i lavori o facendo ostruzionismo…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Vorremmo capire come la pensate. Almeno una volta!

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessoredell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, sicuramente i problemi del patrimonio zootecnico, in particolare ovino e caprino, di questa Regione sono problemi importanti sui quali la Giunta ha lavorato congiuntamente per quel che riguarda gli Assessori competenti. Ritengo che nessuno abbia intenzione di utilizzare le difficoltà che, storicamente, questo comparto ha, soprattutto per quanto riguarda le malattie che colpiscono questi animali, per fare della mera speculazione politica.

Per chiarire come ci siamo mossi a fronte di questa nuova epidemia, io credo che sia utile dare ai consiglieri qualche elemento di conoscenza sulle dimensioni del problema. Dall'aprile 2005 all'ottobre del 2006 non c'era stata alcuna denuncia di focolai di blue tongue. Questo veniva dopo una stagione gravissima che purtroppo aveva colpito in maniera consistente il patrimonio ovino e caprino. Ricordo che la prima epidemia del 2000-2001 aveva comportato in Sardegna oltre 6000 focolai e l'abbattimento o la morte di oltre 250 mila animali; lo stesso, o più o meno con analoghe dimensioni, era successo nell'epidemia successiva e poi, con minore virulenza e aggressività, negli anni successivi.

Ora, per fortuna, stiamo parlando di un'epidemia che ha delle dimensioni completamente diverse. A ieri il numero di focolai individuati è 190, quindi non si parla di migliaia e neanche di centinaia, ma di poco meno di 200 focolai, e il numero di animali morti, fra ovini e caprini, ammonta a 3200. Non abbiamo avuto, contrariamente a quanto qualcuno ha detto questa mattina, nessun abbattimento di animali. Si tratta di animali morti ai quali diamo, ovviamente, la massima attenzione; le dimensioni non sono di centinaia di migliaia, ma di 3200. Non solo, credo che - anche per evitare di dare un'immagine negativa della Sardegna come, dietro le parole di qualche dichiarazione di questa mattina, si rischia di poter equivocare - bisogna pure ricordare che la Regione Sardegna non è l'unica regione che è affetta da blue tongue, così come da altre patologie, salvo per casi rarissimi, come la peste suina, che costituiscono un problema storico.

La blue tongue è presente non soltanto nelle aree del Mediterraneo, ma ormai anche in Europa (in Germania, in Francia, in Olanda, in Belgio) e il giudizio spesso negativo che, negli anni passati, l'Unione europea aveva dato nei confronti della Regione Sardegna, che era stata la prima ad essere intensamente colpita da questa malattia, e spesso l'unica rispetto a questi Paesi, attualmente sta modificandosi non soltanto perché ci si rende conto che è un problema che si sta diffondendo anche in paesi che prima non erano colpiti, ma anche e soprattutto perché la Regione Sardegna ha fatto tesoro degli errori e delle esperienze passate per mettere a punto una strategia di intervento a fronte dei nuovi focolai.

Devo dire, a parziale correzione di questo rischio di immagine negativa nei confronti della Sardegna, che, colpita da questa malattia ancora una volta ad ottobre (seppure in maniera meno aggressiva che non in passato, poi lo spiegherò meglio), la credibilità di questa Regione, rispetto alle iniziative che sta mettendo ultimamente in campo, sta aumentando non soltanto presso il livello nazionale e governativo ma anche presso l'Unione europea come ho avuto occasione, proprio in quest'Aula, di riportare in occasione di alcune deliberazioni della Commissione competente.

Purtroppo, a metà ottobre, c'è stato un sospetto di focolaio che è stato prontamente preso in considerazione, seppur con sintomi vaghi, dagli uffici veterinari insieme all'Istituto zooprofilattico e all'Osservatorio epidemiologico veterinario, che sono intervenuti prontamente. Credo che, in questo caso, debba essere riconosciuta la rapidità e la competenza, seppur non risolutiva, di questi operatori che hanno affrontato con tempestività i nuovi focolai che si stavano diffondendo. Entro dieci giorni è stato fatto il sopralluogo, è stato mandato il prelievo al Centro di Referenza Nazionale di Teramo, il quale ha individuato il sierotipo responsabile di questa nuova epidemia, certo l'ha individuato ma, come sa chi conosce questi problemi, l'isolamento del virus richiede molto più tempo ed è tuttora in corso presso il Centro di Referenza; l'individuazione del sierotipo nuovo, il "sierotipo 1", è stato fatto dal Centro di Referenza Nazionale senza alcun dubbio.

Ovviamente, abbiamo degli elementi per poter confidare in una diffusione meno aggressiva che per il passato della patologia, se non altro perché ci troviamo in un momento in cui il clima va verso il freddo e la diffusione di questa patologia, che avviene attraverso un insetto vettore, è meno possibile in presenza di temperature, soprattutto notturne, molto basse. Vorrei tranquillizzare coloro che hanno proposto questa mozione, non siamo superficiali da confidare soltanto nella clemenza del tempo, siamo onesti nel riconoscere che in questo momento abbiamo un fattore, fortunatamente, a nostro favore per mettere meglio a punto una strategia di intervento.

Che cosa abbiamo fatto quando ci si è resi conto che si stava diffondendo nel sud della Sardegna questa patologia? Abbiamo subito riunito il gruppo tecnico sulla blue tongue e, nel giro di pochi giorni, abbiamo istituito l'unità di crisi regionale della blue tongue. Il tutto è stato fatto regolarmente in costante contatto con il Ministero della Salute e con i responsabili dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo, Centro di referenza, e soprattutto in continuo confronto con le associazioni degli allevatori, su cui mi soffermerò subito dopo. Abbiamo pensato che la strategia che poteva essere messa in atto prevedeva diversi binari di azioni, un primo, immediato, per contenere la diffusione della patologia e limitare l'aggressività del virus e questo è stato fatto intensificando le azioni che erano già previste nel Piano di profilassi diretta del 2005, che era stato concordato con il Ministero ed era stato successivamente aggiornato per il 2006, Piano di profilassi diretta che doveva intervenire immediatamente. Siamo pertanto intervenuti con la tempestività che era necessaria e che prevedeva una serie di azioni come l'intensificazione dell'attività di informazione (che peraltro è stata fatta nel corso del 2006), l'acquisizione a carico delle risorse disponibili nel capitolo di bilancio per la lotta a questa patologia di un repellente insetticida, la Deltametrina, che aveva dimostrato di essere efficace nel contrastare la diffusione della patologia (c'è sufficiente evidenza scientifica, ad oggi, che questo è utile per poter affrontare nell'immediato in modo più efficace la patologia) e l'abbiamo messo a disposizione degli allevatori, contrattando immediatamente un prezzo, come giustamente è stato detto, di gran lunga inferiore distribuendolo nel giro di una settimana nel sud della Sardegna anche con riguardo alle quantità approvvigionate per l'occasione con tempestività.

E' stata inoltre intensificata l'attività di sorveglianza e, ovviamente, sono stati presi dei provvedimenti che sono dovuti in base alle leggi nazionali ed europee con riguardo alle zone di sorveglianza e al divieto di movimentazione. Per fare questo sono stati messi a disposizione 441 mila euro da parte dell'Assessorato della sanità e successivamente, da parte dell'Assessorato dell'agricoltura, un ammontare complessivo di risorse pari a 300 mila euro volto a iniziare e a consentire la certezza del ristoro dei danni per mancato reddito da parte degli allevatori che hanno avuto degli animali morti. Mentre, invece, per quel che riguarda i danni diretti, come per il passato è in corso una interlocuzione col Ministero della Salute, provvederemo in base alla normativa nazionale a intervenire quanto prima e stiamo verificando la possibilità, anche in questo caso, di essere più tempestivi di quanto in passato non sia stato possibile fare.

Questo per la strategia immediata: interventi di profilassi diretta, risorse a disposizione e poi subito accordi e metodo di lavoro che coinvolge le altre istituzioni per definire che cosa, a medio termine, poteva essere fatto. La nostra preoccupazione guarda soprattutto a quando, nei primi mesi del prossimo anno, per gli animali ci sarà bisogno di avviare un piano per la vaccinazione e su questo abbiamo con forza, ancora una volta, precisato al Ministero che gli allevatori chiedono a gran voce un vaccino spento per il "sierotipo 1", che è un sierotipo nuovo per questa Regione, probabilmente venuto dal nord Africa e che si sta diffondendo con le stesse modalità, come qualcuno ha detto, con cui si sono diffusi in passato gli altri sierotipi.

Sulla campagna di vaccinazione, dobbiamo dircelo con molta franchezza, abbiamo a lungo incontrato gli allevatori perché gli allevatori (a seguito degli effetti negativi della campagna vaccinale degli anni precedenti in cui la vaccinazione è stata trivalente, sommando insieme i tre sierotipi che avevano prodotto dei danni enormi) non sono più disposti a dare fiducia all'Amministrazione regionale e a nuove campagne di vaccinazione. Per questo, abbiamo dovuto con loro lavorare, per spiegare, sotto il profilo tecnico scientifico, quanto abbiamo discusso in più di una riunione col Ministero, con gli I.Z.S. anche in sede europea e gli I.Z.S. di riferimento a livello nazionale; purtroppo, chi ha le competenze tecnico scientifiche (non ci illudiamo, ovviamente, di essere in grado noi di produrre un vaccino per il "sierotipo 1") ci ha confermato per iscritto che non è possibile la vaccinazione spenta, col vaccino spento, per il "sierotipo 1".

Stiamo lavorando con il Ministero per avere a disposizione per la campagna vaccinale, speriamo che i tempi di acquisizione del vaccino non siano lunghi, un numero di vaccini sufficienti. Il vaccino sarà un vaccino attenuato, non è possibile avere in così breve tempo un vaccino spento perché la ricerca non l'ha ancora prodotto, si tratta di sperimentazione e autorizzazioni che richiedono tempo che si conta in anni e non in mesi. Abbiamo, però, lavorato a lungo con gli allevatori, con le associazioni degli allevatori, ai quali abbiamo spiegato tecnicamente qual è il programma che stiamo mettendo a punto, gli stessi allevatori hanno fatto delle verifiche autonomamente, ovviamente, e proprio anche in recenti riunioni, hanno concordato con noi la disponibilità a seguire un Piano per la vaccinazione, quando sarà il momento, nei primi mesi del 2007, con il vaccino attenuato e con una serie di regole, previa definizione dei protocolli da utilizzare, purché - come abbiamo proposto - sia fatta una vaccinazione monovalente, che prevede molti meno rischi di effetti collaterali, è quello sul quale puntiamo.

Quindi ritengo di dover rigettare in maniera forte l'accusa di non aver collaborato, di non avere coinvolto e di non avere incontrato gli allevatori; non solo li abbiamo incontrati ma abbiamo condiviso con loro un percorso e siamo riusciti a conquistare almeno in parte la loro fiducia rispetto a un programma che sembra essere ora un percorso obbligato se vogliamo salvaguardare, per il 2007, il patrimonio zootecnico ovino e caprino di questa Regione.

Devo precisare ancora qualcosa su quanto ci viene chiesto nella mozione, cioè di mettere in atto un'azione di eradicazione della blue tongue. Come sanno coloro che si sono occupati probabilmente in passato di questa grave situazione, la blue tongue non può essere eradicata, il virus c'è ed è latente, la stessa Commissione europea competente ha precisato che bisogna intensificare l'azione di monitoraggio e controllo, non è pensabile di arrivare all'eradicazione della blue tongue ma è necessario predisporre un piano per tenere sotto controllo il suo sviluppo. D'altra parte le azioni che erano state messe in atto, anche grazie alle esperienze passate, avevano consentito appunto nell'ultimo anno e mezzo sostanzialmente di non avere nessun caso di nuovo focolaio nella nostra Regione.

Ancora: come è entrato il vaccino? Vorrei rassicurare coloro che hanno parlato su alcuni punti che sono stati oggetto di osservazione. L'introduzione diretta in Sardegna di animali vivi da nazioni extracomunitarie è vietata; se, come qualcuno ha ventilato, ci sono elementi per ritenere che questo sia avvenuto contro la legge, vi prego di fornirceli in modo che si possa intervenire, a noi non risulta che ci siano casi di introduzione illegale di animali vivi da nazioni extracomunitarie. Proprio sapendo di qualche vociferare in questo senso, abbiamo chiesto agli organi competenti di intensificare l'azione e di comunicarci la presenza di eventuali illeciti, cosa che non c'è stata comunicata.

L'introduzione di animali vivi da nazioni extracomunitarie passa attraverso i "posti di ispezione frontaliera",che sono localizzati nel territorio nazionale e comunitario. Non ce ne sono in Sardegna, stiamo lavorando col Ministero per poter aprire un "posto di ispezione frontaliera" a Cagliari. Gli spostamenti degli animali, una volta che sono stati nazionalizzati presso un PIF (posto di ispezione frontaliera), sono costantemente monitorati dall'UVAC (Ufficio veterinario per gli adempimenti comunitari) che è presente in Sardegna, a Sassari. Quindi, il meccanismo, attraverso il quale sono movimentati gli animali che entrano in Sardegna, è definito da leggi comunitarie e nazionali, riteniamo che, in linea di massima, in assenza di elementi contrari, funzioni in maniera adeguata ed è probabile, così com'è stato sottolineato da più parti, che l'insorgenza della malattia si sia verificata attraverso l'introduzione in Sardegna del virus con le stesse modalità con le quali era avvenuto a suo tempo, negli anni 2000, 2001, 2002, che autorevoli organi scientifici nazionali e internazionali hanno attribuito al trasporto di insetti vettori col vento.

Al momento attuale abbiamo concordato con l'Unione Europea una situazione per la restrizione alla movimentazione che consente alla Regione Sardegna la soluzione in qualche modo meno pesante, dal punto di vista dei successivi adempimenti, tutta la vecchia Provincia di Sassari è soggetta ad analisi attente da parte degli uffici veterinari e appena sarà possibile dichiarare, come noi ci auguriamo, che quella è una zona indenne rispetto alla patologia, sarà aperta alla movimentazione, mentre invece resteranno ancora soggette a restrizione, secondo la dimensione che è prevista appunto dalla normativa, le aree che sono a 20 chilometri dai Comuni oggetto di focolai e quelle che sono a 150 chilometri.

La Comunità Europea ha consentito che la liberazione, per così dire, da questo divieto della Provincia di Sassari possa avvenire con decreto dell'Assessorato, quindi dell'Amministrazione regionale, e non richieda il ritorno alla Commissione Europea; anche questo è segno di una maggiore flessibilità nei nostri confronti e di disponibilità a riconoscere l'attenzione con la quale questa Regione sta lavorando su un tema così difficile come quello della salute degli animali.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Vede, Assessore, quando ho esteso ai colleghi questa mozione, ero parzialmente preoccupato, come al solito dopo la sua replica sono estremamente preoccupato, manifesta per l'ennesima volta che, non lei sicuramente (perché non ha indubbiamente conoscenza totale degli eventi blue tongue nella nostra Regione e delle azioni poste in essere), ma certamente chi le scrive gli appunti, che lei legge, profonda approssimazione ed incompetenza. Sono anche ulteriormente preoccupato perché, per l'ennesima volta, lei cerca di evadere e non rispondere alle domande che non sono scritte nella mozione ma che le vengono fatte negli interventi. Se lei rileggerà gli interventi dei colleghi e la presentazione della mozione, sono state fatte delle osservazioni e delle domande che questa volta per fare anche un'opportuna verifica non sono presenti nella mozione.

Sono fatti di grande importanza tant'è che, con molta approssimazione, chi le ha scritto quegli appunti, le fa dire che si è intervenuti con grande tempestività nell'ottobre del 2006, però non risponde ai dati, che io le ho riportato nell'illustrazione della mozione, relativi alle trappole, rilevati l'8 agosto 2006; chi ha avuto modo, come dice lei, di occuparsi in passato di questa materia, sa che sono dati estremamente importanti e rilevanti per il numero di insetti che sono stati rilevati da quelle trappole. Insetti che, dice lei e dicono i suoi luminari collaboratori, probabilmente sono gli agenti vettori che hanno determinato, attraverso il vento, l'ingresso del nuovo sierotipo in Sardegna.

Io richiamo i colleghi che hanno maggiore memoria o che vogliono avere maggiore memoria e ricordo loro che molti dei passaggi della mozione sono riportati da mozioni precedenti presentate in quest'Aula a firma di illustri colleghi tra i quali l'attuale Presidente del Consiglio, il collega Siro Marrocu, il collega Cugini e i colleghi Orrù e quanti altri hanno sottoscritto le mozioni di allora, i quali hanno giustamente fatto dei rilievi e hanno preteso delle risposte. Per esempio la informo che, per dimostrare che una delle possibilità non definite dell'ingresso del sierotipo in Sardegna era quella dei venti, si è presentata in quest'Aula una mappa delle correnti che faceva riferimento al periodo di presunto ingresso del sierotipo, fu una mappa che, come dire, diede prova, ma non al 100 per cento, che quella poteva essere, a suo tempo, uno dei mezzi attraverso i quali si è, appunto, inserito il virus nella nostra Regione.

Così come, con maggiore attenzione, che non le chiedo ovviamente, è stato detto prima di lei che non c'era una situazione allarmante come in passato, i focolai non sono 190 ma sono 197, comunque, e che i capi morti sono qualche migliaia. Nessuno dichiara, non credo che si possa leggere, che ci siano dati allarmanti per centinaia di migliaia, come lei ha detto. Non si vogliono fare sterili e superficiali dichiarazioni e non si vuole allarmare nessuno, tant'è che i dati riportati mi sembrano più che corretti.

Così come dichiara che, dal 2005 al 2006, non c'è stato nessun focolaio. E' vero. Questo grazie ad un'azione di prevenzione e di profilassi efficace del passato. Così come è vero che sono sempre stati contrari alla vaccinazione gli allevatori, e non solo gli allevatori, ma anche chi aveva corresponsabilità nel definire i tempi, i modi e l'obbligo delle vaccinazioni. Lei dovrebbe sapere o, meglio, chi ha scritto dovrebbe sapere che, se non si vaccinava, la Comunità europea non liberava i fondi per gli indennizzi; così come non c'è stato nessun abbattimento, ahimè, non c'è stato nessun abbattimento! Infatti, da iniziali dichiarazioni di circoscrizione di questa epidemia, oggi, tutta la Sardegna è interessata da questo ennesimo evento epidemico. E' interessata al pari di altre regioni d'Europa, di altre regioni d'Italia, del bacino del Mediterraneo. Come sempre! Ma in nessun'altra regione d'Italia e del bacino del Mediterraneo, mai, ha tale importanza questo settore, il settore ovi-caprino; o, quanto meno, non ha importanza quanto per la Sardegna. Denunciamo, da tempo, l'inefficacia delle azioni nazionali portate all'attenzione della Regione sarda.

Mi va di gratificare un settore, cioè il settore veterinario. Non so da dove lei abbia estratto il giudizio negativo del passato della Comunità europea. Io le posso dimostrare, l'Aula le può dimostrare, con gli atti in suo possesso, delle menzioni di grande considerazione, di grande merito del settore veterinario sardo, che è stato portato ad esempio, così come il piano di eradicazione, e non uso io questo termine o la mozione, questo termine è nel Programma europeo ministeriale, e non solo per la blue tongue, perché comunque si tende ad un'azione, come riportato nei programmi stessi appena citati, di eradicazione dell'epidemia. Questo vale, dicevo, non solo per la blue tongue ma anche (se avrà modo di leggersi gli atti inerenti la Comunità europea, in modo specifico per l'Olanda) per altro tipo di epidemia, non ultima la peste suina e, soprattutto per quanto riguarda la Regione Emilia Romagna, avrà modo di verificare che il programma è di eradicazione.

Così come la vaccinazione trivalente. C'è stata la vaccinazione monovalente, bivalente e trivalente. Se avrà modo di leggere gli atti del tempo, verificherà che anche questo è stato un obbligo; un obbligo del Ministero e della Comunità europea e non una scelta. Una scelta che, per quanto possibile, è stata contrastata, ma che comunque ha prodotto degli effetti, gli stessi che ha dichiarato lei, cioè che, dal 2005 al 2006, nessun focolaio è stato riscontrato. Anche questo non è esatto, per conoscenza dell'Aula, "nessun focolaio" non è esatto se studiamo bene i termini che usiamo. Qualche piccolo focolaio, come dimostrano gli atti dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo, che è Centro di riferimento nazionale, inerenti il sierotipo 2 e 4, nella provincia di Cagliari, di Nuoro, di Oristano e parzialmente anche di Sassari, erano presenti nella misura irrilevante, parliamo di 1, 2, 3 focolai; perciò irrilevanti scientificamente.

Non ho tempo di parlarle del trattamento Butox, distribuito con tempestività dopo l'evento, ma sospeso nel momento in cui la disinfestazione e la protezione degli animali sarebbe stato più importante, non in periodi di freddo, come dice lei, ma nei periodi di maggior afflusso del culicoide. Confidiamo nel freddo, ahimè, ed è l'unica speranza, visto che non c'è nessuna chiarezza, e niente di nuovo sotto il sole, per definire la sua azione, l'azione programmata dai suoi uffici, "tempestiva, efficace ed efficiente". State lavorando, state lavorando da troppo tempo, senza però arrivare ad una conclusione, ad una determinazione e ad un'azione…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). …che possa salvaguardare, come è avvenuto in passato, il settore zootecnico. Non siamo allo stato di cinque anni fa, siamo tornati indietro rispetto allo stato di cinque anni fa, e questo, dopo due anni e mezzo, credo che non possa essere attribuito a chi, prima di lei, si è occupato del caso.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale della mozione.

(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Chiederei cinque minuti di sospensione per dialogare con i colleghi sulla possibilità di presentazione di un ordine del giorno unitario. Se però non c'è un qualche accenno di disponibilità, andiamo avanti con la mozione e non insisto con la richiesta.

PRESIDENTE. Va bene. Colleghi, proseguiamo. Metto in votazione la mozione.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io dichiaro il mio voto favorevole alla mozione di cui sono firmatario e continuo a sostenere che l'Aula, nella sua complessità e nella sua totalità, avrebbe potuto approvare una larga parte delle richieste che sono presentate all'interno della mozione. Devo dire che sono esterrefatto dalla risposta avuta dal collega Capelli quando ha chiesto cinque minuti di sospensione per verificare la possibilità di scrivere un ordine del giorno, scarno ed essenziale, in cui raccogliere alcuni dei punti contenuti all'interno della mozione. Mi sembra, a memoria d'uomo, che quest'Aula non abbia mai avuto un atteggiamento di questo genere, il quale mi pare vada nel solco di quell'assoluta incomunicabilità tra maggioranza e minoranza, che è stata il leit motiv della discussione dell'intera giornata in Aula.

Colleghi, credo che tutti quanti noi, ciascun consigliere regionale dovrebbe fermarsi un attimo a riflettere sul suo ruolo personale e sul complessivo ruolo dell'Aula, in questa legislatura, per i prossimi due anni e mezzo. Certo non è l'ordine del giorno della blue tongue quello che può cambiare le sorti, il destino di questo Consiglio regionale, mi rendo conto che possiamo tranquillamente votare la mozione, ognuno esprimendo il proprio parere di merito, ma quello che credo non possa avvenire è che questo Consiglio regionale, per altri due anni e mezzo, possa lavorare, vivere, produrre e dare risposte ai sardi, con atteggiamenti analoghi a quelli che ci sono stati oggi in Aula sulla discussione di questa mozione.

Se questo avvenisse, colleghi, chi è maggioranza, purtroppo, si prenderà le responsabilità più grosse di quello che sta succedendo e chi è minoranza deciderà, di conseguenza, il proprio atteggiamento, ma questo Consiglio è sostanzialmente chiuso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, intervengo per dire che voterò contro la mozione presentata dal centrodestra perché non ne condivido né l'impostazione né il contenuto. Credo fra l'altro, sull'ipotesi avanzata di verificare se ci siano le condizioni per addivenire ad un ordine del giorno unitario, che all'ipotesi si arrivi quando si lavora anche per una mozione costruita diversamente, quindi per creare ipotesi e ragionamenti che richiamino la condivisione e la convergenza, ma tutta l'impostazione, il contenuto della mozione e anche il contenuto e il tenore del dibattito, soprattutto l'intervento del primo presentatore della mozione, mi sembra che contraddicano la stessa proposta di un ordine del giorno unitario. Su quali basi si poggerebbe?Sulle basi di un dichiarato fallimento della politica del centrosinistra su questa materia? Io penso che, su queste basi, non si possa ragionare certamente per trovare le convergenze.

Rapidamente, nel merito della questione, io dico che presentare una mozione su un problema di questo genere sia una cosa, oltre che giusta, anche utile, è sempre utile quando ci si trova di fronte ad un'emergenza come questa. Fra l'altro, questo Consiglio regionale, in diverse occasioni, ha trattato questo problema; per cui è giusto discuterne in Consiglio ed è giusto soprattutto avere dalla Giunta le informazioni necessarie e stimolarla perché intervenga. Se si ritiene insomma che questo strumento provochi un'azione più stringente, è utile ed è giusto utilizzarlo.

L'intervento dell'Assessore mi tranquillizza molto, anche se mi rendo conto che il problema è complesso ed insidioso, sappiamo che si tratta di una materia estremamente delicata, non c'è sottovalutazione e si sta lavorando. Credo comunque di poter accogliere l'invito contenuto nella mozione laddove si dice che la quinta e settima Commissione si incontrino con la Giunta, con gli Assessori della sanità e dell'agricoltura e…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Sanna.

SANNA ALBERTO (D.S.). … facciano il punto sul problema. Penso che sia un'ipotesi di lavoro condivisibile, che io accolgo per quanto riguarda la quinta Commissione, e credo sia molto più utile di un ordine del giorno che, come dicevo prima, mi sembra improponibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io sono sempre convinto che, quando si tratta di materie come questa, che un po' trascendono la polemica politica e di parte, si possano anche trovare delle soluzioni convergenti; per arrivare a questo risultato però ci deve essere un pochino d'aiuto anche dal tenore delle mozioni e delle iniziative che in qualche misura si promuovono con quello spirito.

Per raccogliere comunque una disponibilità che, secondo me, c'è sicuramente nella maggioranza, e che abbiamo riscontrato più volte anche nelle minoranze, c'è il suggerimento che veniva dal Presidente della quinta Commissione (che io ritengo possa essere in qualche misura raccolto anche dalla settima Commissione) di affrontare le questioni che sono indicate nella mozione come questioni non solo degne di nota, ma necessarie a dare una risposta positiva della classe politica al disagio che si riscontra nelle campagne e che è, con difficoltà, superato.

Io penso anzi che ci sia una qualche distrazione, ho l'impressione che il settore agropastorale oggi non sia al centro dell'attenzione del dibattito politico, c'è la situazione debitoria delle aziende, che si stanno vendendo per poche migliaia di euro e sul fronte dell'indebitamento segniamo ritardi, c'è il problema delle epizoozie, delle patologie infestanti, che sono affrontate spesso, perché anche nuove, con grande difficoltà, c'è il problema di intervenire nella prevenzione in modo organico strutturato, studiare e fare ricerca. Io credo che bisognerà parlare di questi temi fuori dallo scontro politico, raccogliendo ogni suggerimento e ogni sollecitazione che giunga in modo positivo. Io voterò contro la mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, anch'io intervengo per sottolineare come stiamo veramente decadendo nei comportamenti del Consiglio regionale (forse mi sbaglio, ma il parere che esprimo è personale, è un parere quindi opinabile) per colpa di un atteggiamento mai visto da parte di nessuna maggioranza dentro l'Aula; lo testimonia il fatto che un tempo si diceva che un ordine del giorno non si negava a nessuno.

Non solo non si firmano ordini del giorno unitari su materie elementari, condivisibili, è stato detto già da qualche collega, anche della maggioranza, almeno in parte, ma addirittura non c'è dibattito, cioè si rifiuta il dibattito, si rifiuta il confronto, più che di Parlamento bisognerebbe parlare di "museruolamento" dei sardi, perché questa Aula assolutamente ha una museruola, si impedisce di parlare, si impedisce di svolgere le proprie funzioni di maggioranza e di opposizione, soprattutto si rifiuta il dovere di confronto fra le parti, per vedere se è possibile una sintesi su argomenti come questo, di buon senso, e non su argomenti di principi sui quali magari c'è una incomunicabilità, una totale divergenza di vedute, sulle quali si sa a priori che non ci sarà mai un incontro, un terreno di disponibilità di dialogo.

Su argomenti come la blue tongue, che interessano l'economia della Sardegna, la principale industria della nostra Isola, io credo che un momento serio di confronto ci sarebbe dovuto essere, tanto più che la mozione presentata ricalca, in larga parte, richieste fatte da autorevoli esponenti dell'attuale maggioranza; nella passata legislatura, a quelle richieste quotidiane di dati e di pile di documenti, si rispondeva consegnando loro il tutto, nel giro di 24 ore, in Commissione, in Aula, mettendo così tutti nelle condizioni di avere esaudite le proprie aspettative di sapere, di conoscere lo stato delle cose.

Credo che tutto questo incoraggi sempre di più l'allontanamento tra le parti, sempre meno il dialogo, esempio calzante è quello relativo all'incontro che ho avuto l'altro giorno con una autorevole e gentilissima collega della maggioranza che manifestava l'esistenza di qualche problema in Commissione, alla quale rappresentavo il fatto che si stanno ponendo dei presupposti non per un dialogo, non per un confronto, non perché ci si incontri sulle cose serie che interessano tutta la Sardegna, ma per un allontanamento. Se ce ne fosse bisogno, questa è una riprova di come si spingerà l'attività politica…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Liori.

LIORI (A.N.). sempre più lontano dalle sedi istituzionali dove ahimè avremmo dovuto trovare spazio per i nostri dibattiti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Intervengo per dire che noi voteremo a favore della mozione, non solo perché l'abbiamo firmata, ma anche perché ne condividiamo in pieno gli obiettivi che, Assessore, non erano quelli di creare qualche piccola speculazione politica, non credo che sia questa l'occasione giusta per farlo. L'obiettivo era quello di affrontare e risolvere un problema, già affrontato in passato da quest'Aula, che ha creato gravi danni alla Sardegna e che ci vedeva impegnati tutti assieme, maggioranza e opposizione, per trovare vie d'uscita.

Mi pare che, gli interventi che ci sono stati, anche da parte della minoranza, siano stati orientati in questa direzione. Invece dispiace che, da parte della maggioranza, quella maggioranza che ieri era minoranza e diceva tutt'altre cose, non ci sia stato un atteggiamento costruttivo e propositivo, nei confronti dell'opposizione, per trovare soluzioni a questa pericolosa epidemia che si sta verificando ripetutamente in Sardegna.

Ecco, Assessore, voglio dire che io non ho visto novità particolari nella lotta alla blue tongue da parte di questa Giunta regionale. Le cose dette sono cose vecchie, trite e ritrite, anzi, se devo dirglielo, con tutta sincerità, mi pare che il livello di guardia si sia un po' abbassato, nel senso che si sta sottovalutando il problema e, per quanto riguarda la prevenzione, forse non è stato fatto tutto quello che invece avremmo dovuto fare. Ci possiamo augurare, visto l'atteggiamento della maggioranza e visto come il Governo della Regione sta affrontando il problema, che arrivi in fretta la stagione del freddo in modo da evitare che, per quest'anno, la blue tongue possa espandersi in tutto il territorio della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole. Ma è una contraddizione! Forse se nessuno dei colleghi della maggioranza avesse preso la parola, probabilmente sarebbe stato molto più utile e produttivo, perché, onorevole Uras, lei probabilmente non era in Aula quando io sono intervenuto, ma la ringrazio per aver ripetuto esattamente le cose che abbiamo detto stamattina qua: c'è assenza di dibattito! Il mondo agropastorale, l'agricoltura non viene considerata da questa maggioranza e da quest'Aula. Oggi era una mattina nella quale si sarebbe potuto dialogare almeno di questo, invece per questa motivazione, lei vota contro la mozione! Non parliamo del collega Sanna (non ho capito le motivazioni per cui vota contro) quando riconosce che nella mozione è prevista, con le Commissioni competenti, un'occasione di dialogo; ma quale occasione migliore di questa? Qui siamo tutti componenti di un'unica Commissione, l'Assessore era presente, avremmo potuto affrontare oggi il dibattito ed evitare di andare in Commissione e suonare la grancassa, come sanno fare molto bene i due Presidenti di quelle Commissioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, voterò a favore della mozione. Mi rivolgo ai colleghi, sempre a quelli che avranno la pazienza di ascoltare. Ahimè, devo dare ragione al presidente Soru, vedo quanto sono lontani i problemi e gli interessi generali da quest'Aula. Alcune motivazioni puramente politiche e di schieramento danno giudizio su questa mozione, illustrata con serenità e tranquillità, dalla quale ho voluto togliere quelle frasi offensive che erano presenti, invece, in pari mozioni che il centrosinistra presentò in tempi andati nei confronti del centrodestra, che allora si occupava della guida delle azioni contro la blue tongue. Le ho volute togliere perché non sono voluto cadere al livello dei firmatari di quelle mozioni, in presenza allora di 728 capi morti e di 32 focolai, immaginiamoci un po' quanto era irrilevante allora, poi gli eventi, ovviamente, sono trascesi.

Devo dare ragione al presidente Soru, perché prevale sempre l'interesse personale, del cadreghino, del tenere in piedi, nonostante tutto, una maggioranza perché si intravede in un voto, su una mozione o su un ordine del giorno, il pericolo politico che si manifesti sfiducia. La stessa sfiducia che viene manifestata, lungo gli anditi, nei confronti di chi con arroganza e supponenza, voi dite, guida alcuni Assessorati, con la stessa arroganza, supponenza e maleducazione con cui alcuni Assessori vanno a denigrare le Commissioni competenti, con lo stesso silenzio con cui i Presidenti delle Commissioni, in particolare sanità, non si occupano dei problemi della gente, ma bisogna produrre. L'unico intento è produrre ciecamente degli atti che in gran parte non sono condivisi, ma servono a tenere una posizione sociale ed economica di privilegio che il presidente Soru ha rinfacciato a voi in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, abbiamo firmato la mozione con molto piacere; d'altronde ci dà atto della sua validità il collega Sanna che dice, appunto dopo aver sentito l'Assessore, di essere sereno e tranquillo. Al contrario, io sono preoccupato e denuncio anche poca sensibilità da parte della Giunta che, con un argomento di questo spessore, avrebbe dovuto essere presente in massa. Uno degli artefici, dei responsabili maggiori, l'Assessore dell'agricoltura, è latitante oggi; questo per dimostrare la poca sensibilità. Poca sensibilità dimostrata anche dagli interventi dei colleghi della maggioranza e, poiché il Consiglio sta usando una prassi che poco mi piace in questo senso, cari colleghi, bisogna pensare prima che cosa deve fare uno per poter affrontare un problema che mette in crisi un'economia, un comparto così importante della Sardegna, mentre ci si preoccupa soltanto di chi ha presentato la mozione, il che, specialmente nei confronti di questo problema, credo che faccia fare dei passi indietro alla Regione stessa e all'economia nazionale.

Abbiamo detto in tutti i dibattiti (non soltanto l'opposizione, ma anche la maggioranza se ne riempie la bocca) che la pastorizia e l'agricoltura sono dei comparti trainanti dell'economia regionale che oggi si lasciano in balia delle piccole e poche competenze che hanno gli allevatori; l'esposizione dell'Assessore dimostra praticamente che poco è fatto per mancata conoscenza e, di conseguenza, nessuna competenza nel settore. Questo comparto, lasciato in balia di quel poco che si deve fare, non riguarda soltanto i 18 mila allevamenti, dietro questi allevamenti ci sono gli allevatori e le speranze di intere famiglie, quindi si sta denunciando l'incompetenza, la trascuratezza, la disattenzione da parte di questa maggioranza di andare incontro e cercare di risanare un comparto che ha la necessità di essere guidato fino in fondo. Praticamente si torna indietro, si recede.

Io non ho sentito interventi della maggioranza, anzi ho sentito addirittura, dopo aver dichiarato un determinato percorso, che tra l'altro faceva preludere al voto favorevole della mozione, l'espressione di voto contrario. Veramente è una situazione kafkiana, stiamo rasentando l'assurdo. Cari amici, io mi rivolgo soprattutto alla conoscenza e alla competenza di questi consiglieri, è una conoscenza del problema bipartisan

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Moro.

MORO (A.N.). E' una conoscenza bipartisan, cioè il grave problema viene conosciuto sia dalla maggioranza che dalla opposizione, ma per questo cancro, che vi è fra di noi, ci si preoccupa più di chi propone il problema e non di che cosa si deve fare per la sua risoluzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, se la motivazione della mancanza di dibattito approfondito su questo importantissimo problema è una motivazione di parte politica, io ritengo che bastava presentare un'altra mozione parallela, oppure un ordine del giorno da parte della maggioranza; certamente non si doveva lasciare il dibattito solo ed esclusivamente agli interventi di coloro i quali hanno presentato la mozione, trattandosi di un argomento di basilare importanza che riguarda, come ho detto poc'anzi, un settore importantissimo della nostra economia e il destino di migliaia di allevamenti ovi-caprini in Sardegna. Quindi mi stupisce questo atteggiamento, non ha riscontro poi nel dire che bisognava motivare la mozione in termini diversi. La mozione è motivata secondo i canoni, giustamente, politici che l'opposizione ha il dovere di presentare, spettava poi alla maggioranza, nel caso, presentare in parallelo una mozione con terminologie e con motivazioni diverse.

Il non voler discutere di questo importantissimo argomento è, a mio parere, una colpa non indifferente ed un'omissione politica che non ha giustificazione alcuna. Forse, anzi senz'altro, ritorneremo su questo argomento, io mi auguro che questa epidemia si blocchi ma, viste le esperienze passate, vista la particolarità del clima, che in Sardegna caratterizza l'autunno e gli inizi dell'inverno, credo che purtroppo non sia così. Può darsi che questo sia il colpo fatale che subirà la nostra economia agropastorale.

Noi non siamo stati ieri con le mani in mano, non lo saremo neanche oggi, si spera che questo Consiglio abbia la dignità di affrontare le problematiche all'unisono, quando esse riguardino l'economia generale della Sardegna e di conseguenza tutte le parti politiche. Il voto di Forza Italia a questa mozione sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Intervengo per dire che, se i colleghi del centrodestra, i firmatari della mozione per dire meglio, mantengono la mozione, noi la bocciamo e io voto contro, se però la richiesta di Capelli dovesse essere di disponibilità a ritirare la mozione e di ragionare su un ordine del giorno equilibrato perché l'attività dell'Assessorato in materia ha dimostrato grande attenzione e avuto anche apprezzamenti da parte del sistema agropastorale sardo. Se si tratta di questo, secondo me, si può trovare un punto di incontro, però ci tengo a dire, Presidente, che non si può fare paragone tra le mozioni del centrosinistra e la mozione del centrodestra.

Io ricordo, per esserci stato, che molti colleghi del centrodestra di allora, e di maggioranza di allora, presentavano richieste di commissioni di inchiesta nei confronti dell'attività che veniva svolta dagli Assessorati in materia di interventi a sostegno della lotta contro la blue tongue. Quindi era normale che noi facessimo da sponda ad una contraddizione interna al centrodestra, quindi non fate paragoni, perché non sono paragoni che possono essere proposti sull'argomento.

Detto questo, chiarito che siamo su posizioni diverse anche per quanto riguarda il merito e la forma, se la richiesta è di ritirare la mozione, predisporre un ordine del giorno equilibrato e cose di questo tipo, secondo me, secondo noi, si può rapidamente procedere, con una breve interruzione, in modo tale che si verifichi il contenuto dell'ordine del giorno e, in presenza di una convergenza, il ritiro della mozione e il voto.

Se questa proposta non viene accolta, è chiaro che il destino di questa mozione è segnato, noi la respingiamo perché appunto non può essere proposto nessun parallelo con le esperienze precedenti sulle materie che stiamo trattando. Quindi nessuna chiusura, disponibilità, entrino i competenti nel merito dell'argomento con una brevissima interruzione e poi si può, secondo me, procedere o in una direzione o nell'altra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Io vorrei che il collega Cugini non si agitasse, non è necessario, credo che il primo firmatario abbia l'occasione per rispondere su questa proposta, onorevole Cugini.

(Interruzione del consigliere Cugini)

CONTU (F.I.). Un attimo, onorevole Cugini, abbia pazienza! A me è rimasto un dubbio, dopo l'intervento dell'Assessore, dopo la sua affermazione, cioè in quale modo il virus, il sierotipo individuato, responsabile dell'epidemia, sia arrivato in Sardegna, se casualmente oppure se dovremmo ricercare l'untore, chi ha portato in provetta questo nuovo sierotipo e l'ha distribuito in giro per la Sardegna. Sinceramente a me sembra che quello che è stato prospettato, ovvero che il sierotipo 1 possa essere arrivato in Sardegna attraverso la movimentazione di bestiame non controllato da paesi della sponda sud del Mediterraneo, sia la cosa più plausibile per chi normalmente approfondisce indagini di prevenzione. Questo era il dubbio che volevo porle, Assessore, molto probabilmente è proprio in quella direzione che dobbiamo andare, cioè verso la regolamentazione dell'ingresso in Sardegna degli animali che provengono non solo dai paesi della sponda sud del Mediterraneo, ma da altre regioni dove l'epidemia, come lei stesso ha già dichiarato, si sta diffondendo. Questo perché? Perché, molto probabilmente, io non voglio credere al fatto che in Sardegna un nuovo sierotipo venga introdotto da untori o da chissà chi.

PRESIDENTE. Non abbiamo capito come vota.

CONTU (F.I.). Voterò a favore della mozione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 104.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Ladu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 72

astenuti 3

maggioranza 37

favorevoli 26

contrari 46

(Il Consiglio non approva)

I lavori del Consiglio proseguiranno questa sera alle ore 16 e 30 con l'esame degli altri punti all'ordine del giorno.

La seduta è tolta alle ore 12 e 55.



Allegati seduta


Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio all'interrogazione VARGIU sugli effetti delle nuove tasse introdotte in Sardegna. (617)

In ordine alle problematiche concernenti le tre nuove imposte regionali, con la nota n. 8217 del 28.11.2006 allegata alla presente, si trasmettono gli elementi conoscitivi acquisiti ed elaborati dal Servizio Entrate al fine di fornire a codesto Ufficio di Gabinetto le informazioni necessarie per la predisposizione delle risposte alle interrogazioni consiliari in oggetto.

Si precisa che la formulazione delle previsioni d'entrata, in considerazione della novità dei presupposti impositivi e in carenza di elementi contabili certi, è ispirata a termini delle norme di contabilità, al criterio della prudenza.

Con le interrogazioni consiliari indicate in oggetto si è chiesto di conoscere:

1 ) le previsioni di entrata delle nuove imposte regionali;

2) il gettito ad oggi accertato;

3) i costi sostenuti per la riscossione;

4) le forme di controllo attivate;

5) le modalità di rimborso delle imposte regionali indebitamente versate;

6) gli effetti economici delle nuove tasse;

7) la ragione per la quale è stata stipulata una convenzione per rilevazione dei dati concementi il traffico delle unità da diporto in Sardegna;

8) la spesa sostenuta per la stipula della convenzione;

9) le misure adottate per evitare che la Sardegna venga esclusa dagli itinerari turistici dei diportisti.

10) se si sta lavorando alla modifica delle imposte regionali per superare le asserite eccezioni di incostituzionalità.

Di seguito si comunicano i dati e le informazioni al momento possedute dallo scrivente Assessorato.

Previsioni d'entrata

Si rammenta che l'Agenzia della Regione Autonoma della Sardegna per le Entrate, soggetto appositamente deputato alla gestione amministrativa-contabile, è stata attivata soltanto nei primi giorni di novembre. All'Agenzia per le Entrate spetta il compito:

  • di monitorare il territorio e censire le seconde case possedute dai non residenti in Sardegna nella fascia costiera dei 3 km dalla battigia marina;
  • di analizzare e verificare la documentazione acquisita dal Corpo Forestale regionale e quella trasmessa dai gestori dei porti e dagli aeroporti isolani.

Le sopra citate operazioni, che avranno termine nel primo semestre 2007, consentiranno di individuare I soggetti passivi d'imposta e di costituire apposite anagrafi tributarie. Solo allora sarà allora possibile determinare con precisione i carichi tributari di ciascun contribuente e stimare correttamente per il futuro i gettiti dell'imposta regionale sulle plusvalenze, dell'imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico e dell'imposta regionale su aeromobili e imbarcazioni,

Nel frattempo, il Servizio Entrate dell'Assessorato della Programmazione, sulla base dei pochi elementi a disposizione ha provveduto ad effettuare una prima stima del gettito delle nuove imposte regionali per l'esercizio 2006. Tenuto conto che i tributi in questione vengono applicati per la prima volta, le previsioni d'entrata, sono necessariamente ispirate al principio della prudenza, cosi come peraltro previsto dalle vigenti norme di contabilità.

Come si desume dalla nota allegata le previsioni 2006 risultano le seguenti:

a) Imposta regionale sulle plusvalenze dei fabbricati adibiti a seconde case: € 75.000.000;

b) Imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico: € 15.000.000;

c) Imposta regionale su aeromobili ed unità da diporto: € 5.000.000.

Il gettito ad oggi accertato, i costi sostenuti per la riscossione e le forme di controllo attivate

Si informa che l'unica Imposta per la quale la fase della riscossione ha avuto già inizio è quella relativa agli aeromobili ed unità da diporto. Alla data del 17 novembre 2006 l'ammontare dei versamenti effettuati spontaneamente dai contribuenti è risultato pari a euro 1.582.100, suddivisi come sotto specificato:

o aeromobili : euro 26.600 per un numero complessivo di 56 scali

o unità da diporto: euro 1.555.500 per un numero complessivo di 231 scali

Recentemente è stata trasmessa all'Agenzia della Sardegna per le Entrate la documentazione concernente il traffico aereo e marittimo che consentirà alla stessa di attivare la fase di accertamento e di trasmettere gli avvisi di pagamento ai soggetti passivi d'imposta.

Il gettito delle altre due imposte è al momento pari a zero in quanto il loro pagamento, anche per la parte riferibile all'annualità 2006, è stato differito al giugno 2007.

Le spese sostenute per la riscossione dell' imposta sugli aeromobili e sulle unità da diporto è risultata pari a zero in quanto i versamenti sono stati effettuati tramite c/c postale e bonifici bancari senza alcun onere a carico dell' Amministrazione Regionale. I connessi adempimenti amministrativi sono gravati sugli uffici dell'Assessorato della Programmazione senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale.

L'attività di controllo relativa alla corretta applicazione dell' imposta sugli aeromobili e unità da diporto è stata affidata al Corpo Forestale della Regione che:

a) ha richiesto alle società di gestione aeroportuali ed alle società di gestione dei porti individuate dalle strutture regionali la trasmissione periodica dei dati concernenti il traffico aereo e marittimo per il periodo giugno-settembre;

b) ha provveduto ad effettuare le verifiche fiscali redigendo 80 processi verbali di constatazione.

Come già sopra accennato l'Agenzia della Regione Autonoma della Sardegna per le Entrate dovrà incrociare i dati del versato con i dati forniti dai gestori al fine di predisporre gli avvisi di accertamento.

Al riguardo si comunica che l'Agenzia per le Entrate sta anche valutando l'opportunità di convenzionarsi con la Guardia di Finanza per verificare la correttezza delle operazioni di interesse regionale (acquisizione e trasmissione dei dati e delle informazioni di carattere fiscale) poste in essere dai gestori anzi citati.

Le modalità di rimborso delle imposte regionali indebitamente versate

Il gettito tributario fino ad oggi introitato è stato spontaneamente versato dai contribuenti, in conformità della normativa vigente, nelle modalità stabilite con deliberazioni della Giunta Regionale.

Nel caso il contribuente avesse, in tutto o in parte, erroneamente versato in eccesso l'imposta regionale, lo stesso dovrà inoltrare apposita istanza di rimborso all'Agenzia delle Entrate entro il termine decadenziale di tre anni dal giorno di pagamento dell'imposta non dovuta.

Gli effetti economici delle nuove tasse, la ragione per la quale è stata stipulata una convenzione per rilevazione dei dati concernenti il traffico delle unità da diporto In Sardegna, la spesa sostenuta per la stipula della convenzione, le misure adottate per evitare che la Sardegna venga esclusa dagli itinerari turistici dei dipartisti

Lo studio relativo alle ricadute economiche delle nuove imposte regionali sul sistema Regione è stato assegnato al Centro Regionale di Programmazione.

Al riguardo, previo espletamento di una licitazione privata, il C.R.P. ha affidato alla società E-RES srl, con sede in Cagliari, Via Bellini 26, l'incarico per la rilevazione delle imbarcazioni e delle navi da diporto di lunghezza superiore ai 12 metri, che hanno effettuato degli scali nei porti, negli approdi e nei punti di ormeggio ubicati nel territorio regionale, nei periodi compresi tra il primo maggio 2005 e il 31 ottobre 2005 e il primo maggio e il 31 ottobre 2006. Il corrispettivo pattuito ammonta a € 31.000 più IVA del 20%.

L'indagine commissionata dal CRP a fini meramente statistici consentirà di conoscere l'impatto della nuova imposta regionale sui traffici marittimi di carattere turistico e di valutarne gli effetti economici. Essa si svolge, come comunicato dal CRP, nel pieno rispetto della normativa in materia di privacy e in particolare in osservanza delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali di cui al Dlgs 196/2000.

Le risultanze dell'indagine saranno attentamente analizzate anche per valutare se sussiste l'esigenza di apportare degli aggiustamenti alla vigente normativa regionale.

Modifica delle imposte regionali per superare le asserite eccezioni di incostituzionalità

Si conferma che gli uffici dell'Assessorato della Programmazione stanno lavorando alla parziale modifica di alcune disposizioni normative al fine di superare le eccezioni di presunta illegittimità costituzionale rilevate dal Governo.

(Il testo dell'allegato alla presente risposta è agli atti del Consiglio.)

Risposta scritta dell'assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio all'interrogazione DIANA - LIORI sulle presenze registrate nei porti turistici sardi e sulle conseguenze negative derivanti dall'applicazione dell'articolo 4 (Imposta regionale su aeromobili e unità da diporto) della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4. (688)

In ordine alle problematiche concernenti le tre nuove imposte regionali, con la nota n. 8217 del 28.11.2006 allegata alla presente, si trasmettono gli elementi conoscitivi acquisiti ed elaborati dal Servizio Entrate al fine di fornire a codesto Ufficio di Gabinetto le informazioni necessarie per la predisposizione delle risposte alle interrogazioni consiliari in oggetto.

Si precisa che la formulazione delle previsioni d'entrata, in considerazione della novità dei presupposti impositivi e in carenza di elementi contabili certi, è ispirata a termini delle norme di contabilità, al criterio della prudenza.

Con le interrogazioni consiliari indicate in oggetto si è chiesto di conoscere:

1 ) le previsioni di entrata delle nuove imposte regionali;

11)il gettito ad oggi accertato;

12)i costi sostenuti per la riscossione;

13)le forme di controllo attivate;

14)le modalità di rimborso delle imposte regionali indebitamente versate;

15)gli effetti economici delle nuove tasse;

16)la ragione per la quale è stata stipulata una convenzione per rilevazione dei dati concementi il traffico delle unità da diporto in Sardegna;

17)la spesa sostenuta per la stipula della convenzione;

18) le misure adottate per evitare che la Sardegna venga esclusa dagli itinerari turistici dei diportisti.

19) se si sta lavorando alla modifica delle imposte regionali per superare le asserite eccezioni di incostituzionalità.

Di seguito si comunicano i dati e le informazioni al momento possedute dallo scrivente Assessorato.

Previsioni d'entrata

Si rammenta che l'Agenzia della Regione Autonoma della Sardegna per le Entrate, soggetto appositamente deputato alla gestione amministrativa-contabile, è stata attivata soltanto nei primi giorni di novembre. All'Agenzia per le Entrate spetta il compito:

  • di monitorare il territorio e censire le seconde case possedute dai non residenti in Sardegna nella fascia costiera dei 3 km dalla battigia marina;
  • di analizzare e verificare la documentazione acquisita dal Corpo Forestale regionale e quella trasmessa dai gestori dei porti e dagli aeroporti isolani.

Le sopra citate operazioni, che avranno termine nel primo semestre 2007, consentiranno di individuare I soggetti passivi d'imposta e di costituire apposite anagrafi tributarie. Solo allora sarà allora possibile determinare con precisione i carichi tributari di ciascun contribuente e stimare correttamente per il futuro i gettiti dell'imposta regionale sulle plusvalenze, dell'imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico e dell'imposta regionale su aeromobili e imbarcazioni,

Nel frattempo, il Servizio Entrate dell'Assessorato della Programmazione, sulla base dei pochi elementi a disposizione ha provveduto ad effettuare una prima stima del gettito delle nuove imposte regionali per l'esercizio 2006. Tenuto conto che i tributi in questione vengono applicati per la prima volta, le previsioni d'entrata, sono necessariamente ispirate al principio della prudenza, cosi come peraltro previsto dalle vigenti norme di contabilità.

Come si desume dalla nota allegata le previsioni 2006 risultano le seguenti:

d) Imposta regionale sulle plusvalenze dei fabbricati adibiti a seconde case: € 75.000.000;

e) Imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico: € 15.000.000;

f) Imposta regionale su aeromobili ed unità da diporto: € 5.000.000.

Il gettito ad oggi accertato, i costi sostenuti per la riscossione e le forme di controllo attivate

Si informa che l'unica Imposta per la quale la fase della riscossione ha avuto già inizio è quella relativa agli aeromobili ed unità da diporto. Alla data del 17 novembre 2006 l'ammontare dei versamenti effettuati spontaneamente dai contribuenti è risultato pari a euro 1.582.100, suddivisi come sotto specificato:

o aeromobili : euro 26.600 per un numero complessivo di 56 scali

o unità da diporto: euro 1.555.500 per un numero complessivo di 231 scali

Recentemente è stata trasmessa all'Agenzia della Sardegna per le Entrate la documentazione concernente il traffico aereo e marittimo che consentirà alla stessa di attivare la fase di accertamento e di trasmettere gli avvisi di pagamento ai soggetti passivi d'imposta.

Il gettito delle altre due imposte è al momento pari a zero in quanto il loro pagamento, anche per la parte riferibile all'annualità 2006, è stato differito al giugno 2007.

Le spese sostenute per la riscossione dell' imposta sugli aeromobili e sulle unità da diporto è risultata pari a zero in quanto i versamenti sono stati effettuati tramite c/c postale e bonifici bancari senza alcun onere a carico dell' Amministrazione Regionale. I connessi adempimenti amministrativi sono gravati sugli uffici dell'Assessorato della Programmazione senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale.

L'attività di controllo relativa alla corretta applicazione dell' imposta sugli aeromobili e unità da diporto è stata affidata al Corpo Forestale della Regione che:

c) ha richiesto alle società di gestione aeroportuali ed alle società di gestione dei porti individuate dalle strutture regionali la trasmissione periodica dei dati concernenti il traffico aereo e marittimo per il periodo giugno-settembre;

d) ha provveduto ad effettuare le verifiche fiscali redigendo 80 processi verbali di constatazione.

Come già sopra accennato l'Agenzia della Regione Autonoma della Sardegna per le Entrate dovrà incrociare i dati del versato con i dati forniti dai gestori al fine di predisporre gli avvisi di accertamento.

Al riguardo si comunica che l'Agenzia per le Entrate sta anche valutando l'opportunità di convenzionarsi con la Guardia di Finanza per verificare la correttezza delle operazioni di interesse regionale (acquisizione e trasmissione dei dati e delle informazioni di carattere fiscale) poste in essere dai gestori anzi citati.

Le modalità di rimborso delle imposte regionali indebitamente versate

Il gettito tributario fino ad oggi introitato è stato spontaneamente versato dai contribuenti, in conformità della normativa vigente, nelle modalità stabilite con deliberazioni della Giunta Regionale.

Nel caso il contribuente avesse, in tutto o in parte, erroneamente versato in eccesso l'imposta regionale, lo stesso dovrà inoltrare apposita istanza di rimborso all'Agenzia delle Entrate entro il termine decadenziale di tre anni dal giorno di pagamento dell'imposta non dovuta.

Gli effetti economici delle nuove tasse, la ragione per la quale è stata stipulata una convenzione per rilevazione dei dati concernenti il traffico delle unità da diporto In Sardegna, la spesa sostenuta per la stipula della convenzione, le misure adottate per evitare che la Sardegna venga esclusa dagli itinerari turistici dei dipartisti

Lo studio relativo alle ricadute economiche delle nuove imposte regionali sul sistema Regione è stato assegnato al Centro Regionale di Programmazione.

Al riguardo, previo espletamento di una licitazione privata, il C.R.P. ha affidato alla società E-RES srl, con sede in Cagliari, Via Bellini 26, l'incarico per la rilevazione delle imbarcazioni e delle navi da diporto di lunghezza superiore ai 12 metri, che hanno effettuato degli scali nei porti, negli approdi e nei punti di ormeggio ubicati nel territorio regionale, nei periodi compresi tra il primo maggio 2005 e il 31 ottobre 2005 e il primo maggio e il 31 ottobre 2006. Il corrispettivo pattuito ammonta a € 31.000 più IVA del 20%.

L'indagine commissionata dal CRP a fini meramente statistici consentirà di conoscere l'impatto della nuova imposta regionale sui traffici marittimi di carattere turistico e di valutarne gli effetti economici. Essa si svolge, come comunicato dal CRP, nel pieno rispetto della normativa in materia di privacy e in particolare in osservanza delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali di cui al Dlgs 196/2000.

Le risultanze dell'indagine saranno attentamente analizzate anche per valutare se sussiste l'esigenza di apportare degli aggiustamenti alla vigente normativa regionale.

Modifica delle imposte regionali per superare le asserite eccezioni di incostituzionalità

Si conferma che gli uffici dell'Assessorato della Programmazione stanno lavorando alla parziale modifica di alcune disposizioni normative al fine di superare le eccezioni di presunta illegittimità costituzionale rilevate dal Governo.

(Il testo dell'allegato alla presente risposta è agli atti del Consiglio.)

Risposta scritta dell'assessore al turismo, artigianato e commercio all'interrogazione DIANA - LIORI sulla mancata rilevazione dei dati relativi ai flussi turistici nelle annualità 2005 e 2006. (604)

In risposta all'interrogazione in oggetto, si espone quanto segue.

Ai sensi, dell'art. 1 comma 2 del D.Lgs. 6 settembre 1989 n.322, l'informazione statistica è resa al Paese e agli organismi internazionali attraverso il Sistema statistico nazionale.

Ai sensi dell'art. 15, comma 1 lettera e) del d.lgs n.322/89, l'Istat provvede all'indirizzo e al coordinamento delle attività statistiche degli enti e uffici facenti parte del Sistema statistico nazionale.

L'Istat è, altresì, l'ente titolare della rilevazione sul "Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi", in conformità a quanto previsto dal Programma statistico nazionale 2005-2007, approvato con DPCM 8 settembre 2005.

Con il D.P.R. n.66/2005 la Regione Autonoma della Sardegna ha introdotto modifiche al proprio assetto organizzativo ridefinendo le competenze in materia di statistica attraverso l'istituzione del Servizio Statistico regionale ed Elettorale. Il Servizio Statistico regionale ed Elettorale provvede alla raccolta dei dati statistici trasmessi dalle Province (subentrate nella funzione di rilevazione dei flussi turìstici agli Enti Provinciali per il Turismo ed alle Aziende Autonome di Soggiorno e Turismo) ed alla trasmissione all'ISTAT (ente titolare della rilevazione) che ne cura la pubblicazione. Prima di tale pubblicazione gli organi intermedi non possono utilizzare i dati raccolti per finalità diverse da quelle perseguite dalla rilevazione in oggetto.

Sino al 2005 la rilevazione dei dati statistici sul turismo era di competenza degli Enti Provinciali del Turismo e delle Aziende Autonome di Soggiorno e Turismo. Con la L.R. 7/2005 le funzioni e il personale degli Enti e delle Aziende sono state trasferite alle Province ed ai Comuni di rispettiva pertinenza territoriale. Con la successiva L.R. 4/2006 è stata disposta la definitiva soppressione delle strutture periferiche del turismo.

La L.R. 9/2006, che è intervenuta in merito al conferimento di funzioni agli Enti locali, ha stabilito che le Province sono competenti per la rilevazione dei dati statistici presso le strutture ricettive e per la loro successiva trasmissione al sistema informativo turistico regionale.

Nel corso del 2005 gli Enti e le Aziende, anche se in liquidazione, hanno comunque provveduto alla rilevazione dei dati relativi ai flussi turistici, che sono stati trasmessi al Servizio Statistica regionale.

La Regione, dunque, dispone dei dati relativi ai flussi turistici 2005, ma tali dati sono provvisori prima della pubblicazione ISTAT, in quanto, come suesposto, quest'ultimo Ente è titolare della rilevazione sul "Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi".

Nel 2006, invece, a seguito della soppressione degli EPT e Aziende, la rilevazione dei dati turistici è stata eseguita dalle Province e Comuni. Stante l'assenza di strutture idonee nelle Province di nuova istituzione, le vecchie Province hanno provveduto alla rilevazione dei flussi turistici anche nei territori rientranti nella nuova competenza provinciale.

Attualmente il Servizio Statistica regionale ha, però, ricevuto soltanto parte dei dati sul movimento turistico dell'anno in corso. Conseguentemente, prima della trasmissione dei dati completi, non è possibile procedere ad un'elaborazione del flusso turistico 2006.

L'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, al fine di disporre tempestivamente di alcuni parametri di riferimento per l'anno in corso, ha avviato un monitoraggio sull'andamento del movimento turistico regionale che ha comportato la realizzazione di indagine campionarie periodiche presso gli operatori di comparto ricettivo (strutture alberghiere, bed & breakfast, agriturismo e campeggi). Lo svolgimento di tale analisi è stato affidato al CIREM (Centro Interuniversitario Ricerche Economiche e Mobilità), incaricato dall'Amministrazione regionale con il contratto del 22.05.2005 (reso esecutivo con determinazione del Direttore del Servizio Turismo n.1985 del 5 giugno 2006) per un importo complessivo pari a € 100.000,00, IVA inclusa, e per una durata di 180 giorni.

Le indagini campionarie condotte periodicamente dal CIREM hanno segnalato un significativo incremento delle presenze in concomitanza dei ponti primaverili di aprile e maggio e per i mesi di giugno-luglio e agosto, sottolineando un sostanziale consolidamento dei flussi turistici rispetto ai confortanti risultati della stagione estiva 2005. Sono previste quattro applicazioni, di cui tre sono state già realizzate:

1. la prima, nel periodo 23 maggio-8 giugno 2006, che ha riguardato l'andamento della stagione turistica fra Pasqua, i successivi ponti di primavera, ed il mese di maggio, raccogliendo anche le previsioni per la prossima estate,

2. la seconda, nel periodo13-26 luglio 2006, che ha consentito di monitorare le presenze del mese di giugno ed aggiornare le previsioni per luglio e agosto.

3. la terza, realizzata nel periodo di settembre, che ha monitorato la fase centrale della stagione estiva (luglio-agosto) ed ha raccolto le previsioni per il mese di settembre.

La quarta applicazione, invece, che sarà presto ultimata, riguarda i risultati di un'indagine svolta presso i principali porti ed aeroporti della Sardegna nei mesi di luglio ed agosto 2006. In particolare sono state eseguite 3938 interviste negli aeroporti e 1621 interviste nei porti.

Si precisa che l'indagine condotta dal CIREM ha permesso di mettere a punto un sistema di analisi congiunturale dei flussi turistici che ha prodotto non solo i risultati suelencati, ma anche un insieme di procedure, di informazioni e di adesioni da parte delle imprese al panel che saranno patrimonio per la Regione per il futuro.

Si sottolinea, altresì, che è assente una volontà politica di occultare i dati turistici. Prova ne è il fatto che i dati turistici relativi al monitoraggio svolto dal CIREM sono pubblicati nel sito istituzionale, senza alcuna occultazione. Inoltre il Piano Paesaggistico e le imposte sul turismo di lusso non risulta abbiano avuto alcuna ricaduta negativa nel turismo, anzi dall'analisi congiunturale surichiamata, nonché dalle concrete situazioni riscontrate, si evidenzia un trend positivo della stagione turistica 2006.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CHERCHI Oscar sul reparto di psichiatria dell'ospedale San Martino di Oristano. (628)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota n. 73791 del 27.10.2006 predisposta dalla Direzione Generale dell' Azienda ASL n. 5 di Oristano.

In riferimento alla nota prot. N 3214/DG del 12/10/2006, in via preliminare corre l'obbligo di precisare che l'On.le Oscar Cherchi ha personalmente verificato lo stato dei luoghi del Servizio in argomento, condividendo l'operato di questa Direzione.

Ciò premesso si ritiene comunque utile precisare che il trasferimento del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura presso il vecchio Ospedale S. Martino è temporaneo ed è legato alla assoluta indisponibilità di spazi all'interno del Presidio Ospedaliero S. Martino di Oristano a causa dei lavori di adeguamento della struttura ai requisiti previsti per l'accreditamento e la messa a norma.

Resta inteso che, come già previsto nel Piano di ristrutturazione ospedaliera, l'ubicazione definitiva del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura sarà al piano terra del nuovo corpo degenze mediche (corpo M), attualmente in fase di costruzione. L'ultimazione dei lavori, cosi come stabilito nel contratto stipulato con l'Impresa appaltatrice è prevista per la fine dell'anno 2007. L'Azienda si è attivata, comunque, per chiedere la consegna anticipata del piano terra predetto; dove troverà sistemazione definitiva il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura.

Sono in corso i lavori di ristrutturazione dei locali "Vecchio S. Martino" per la messa a norma di impianti e strutture. A lavori ultimati saranno redatte le certificazioni previste dalla Legge. Parimenti verrà redatto, ai sensi del D. Lgs 626/94, il documento dì valutazione dei rischi per la struttura specifica.

Pur nella consapevolezza che la legge-180/78 indica il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura all'interno dell'Ospedale Generale, stante la circostanza contingente dei lavori in atto presso il Presidio Ospedaliero S.Martino, considerata la distanza esistente tra i due presidi, si configura per il "vecchio ospedale S. Martino" una situazione non dissimile da quella esistente negli ospedali a padiglioni presenti nella realtà nazionale e isolana. Resta inteso che attraverso specifici protocolli di trasporto e di assistenza in emergenza all'uopo predisposti si potranno temporaneamente garantire livelli di sicurezza accettabili per l'assistenza al malato psichiatrico.

A disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento, si porgono distinti saluti

Testo delle interrogazioni, interpellanze e mozioni annunziate in apertura di seduta

Interrogazione Porcu - Corda - Uggias, con richiesta di risposta scritta, sulle opere in corso in località Capo Figari, nel comune di Golfo Aranci.

I sottoscritti,

PREMESSO che sono attualmente in corso di esecuzione i lavori di realizzazione di una strada asfaltata, in località Capo Figari, che andrà a sostituire l'esistente mulattiera di grande interesse storico e panoramico, e che tali interventi, voluti dal Comune di Golfo Aranci, prevedono anche la realizzazione di altre opere infrastrutturali (due gabbiotti in legno, piazzole di sosta, muretti in pietra locale, ecc.) e l'allargamento del sedime della carreggiata; CONSIDERATO che:

- l'area in questione riveste un'eccezionale importanza ambientale e paesaggistica, attestata anche dal riconoscimento dello status di "riserva naturale integrale" secondo quanto disposto dalla legge regionale n. 31 del 1989, e costituisce un Sito di importanza comunitaria (codice ITB010009), oltre a rientrare nella zona H di tutela integrale del Piano urbanistico comunale (PUC) di Golfo Aranci, e tra le zone soggette a vincolo paesaggistico in ottemperanza al testo unico n. 42 del 2004;

- la già notevole importanza scientifica del promontorio di Capo Figari, data soprattutto dalla presenza di rare specie floristiche e faunistiche, si è recentemente arricchita a seguito dell'insediamento di una colonia di mufloni, i quali verrebbero minacciati nella loro sopravvivenza dall'intervento descritto, e risulterebbero senz'altro compromessi la valorizzazione dell'intero sito sul piano ambientale e l'importante, innegabile richiamo turistico;

VERIFICATO che la progettazione degli "Interventi di valorizzazione dell'Area naturale protetta di Capo Figari" ha ottenuto l'autorizzazione dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport - Ufficio tutela del paesaggio di Sassari, in data 8 novembre 2005, e dell'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente - Servizio conservazione della natura e degli habitat, successivamente alla presentazione di valutazione di incidenza, in data 22 settembre 2005;

VISTA la legge regionale 25 novembre 2004, n. 8, che sottopone a misure di salvaguardia totale i territori costieri ricompresi entro la linea dei 2.000 metri dal mare (articolo 3) fino all'approvazione del Piano paesaggistico;

VISTO il comma 2 dell'articolo 8 della citata legge regionale n. 8 del 2005, che faceva salvi gli interventi nei territori dei comuni dotati di PUC;

VISTE le norme tecniche di attuazione del PUC di Golfo Aranci, che al paragrafo 16.1.3. "subzona H3 di riserva naturale Capo Figari", stabiliscono il divieto di apportare ogni tipo di alterazione al sito, e fissano un indice "00" di fabbricazione, rimandando al piano della riserva che definisce gli usi compatibili;

CONSIDERATO che:

- l'intervento risulta in contrasto con la normativa regionale e comunale;

- il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sollecitato da un locale comitato, ha chiesto delucidazioni in merito alla corretta elaborazione della presentata valutazione di incidenza,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere se:

1) nell'approvazione e nella realizzazione dell'intervento si è seguito correttamente l'iter previsto, in particolare se la valutazione di incidenza risponda correttamente ai dettami di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 120 del 2003, così come chiede anche il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;

2) non vi sia la possibilità, in sede di autotutela, di revocare le autorizzazioni concesse, in conseguenza della manifesta illegittimità dell'intervento;

3) sia possibile diffidare il Comune di Golfo Aranci dal proseguire con la realizzazione delle opere. (700)

Interrogazione Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi nell'attuazione dei programmi operativi triennali del servizio idrico integrato e dei relativi piani stralcio.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- il 22 novembre 2004 l'assemblea e il comitato esecutivo dell'Autorità d'ambito territoriale ottimale per la gestione del servizio idrico integrato (di seguito Ato) hanno approvato in via definitiva il Programma operativo triennale 2004-2006 del Piano d'ambito, comprensivo del Piano stralcio per l'annualità 2004, e il relativo piano finanziario;

- con delibera n. 50/13 del 30 novembre 2004 la Giunta regionale ha dichiarato la conformità del Piano operativo triennale 2004-2006;

- il 6 dicembre 2004 la Regione e l'Ato hanno sottoscritto l'accordo attuativo relativo al Programma operativo triennale 2004-2006 e al Piano stralcio 2004;

- sono stati successivamente sottoscritti dalla Regione e dall'Ato atti aggiuntivi all'accordo attuativo, nelle date 31 marzo 2005, 1° dicembre 2005 e 27 giugno 2006;

- il Piano operativo triennale 2004-2006, comprensivo tanto degli interventi finanziati con fondi CIPE quanto degli interventi finanziati con fondi di provenienza comunitaria, ha una dotazione finanziaria complessiva pari a 966 milioni di euro, dei quali circa 395 milioni a copertura del Piano stralcio 2004;

- a oggi risulta avviato l'80 per cento degli interventi compresi nel Piano stralcio 2004;

- alla luce dei tempi necessari per l'assegnazione e la realizzazione dei lavori, tenuto conto che questi procedono per stati di avanzamento successivi, si può affermare che l'esecuzione del Piano stralcio 2004 procede nel rispetto della tempistica prevista dal Piano stesso;

CONSIDERATO che:

- successivamente all'approvazione definitiva del Piano operativo triennale 2004-2006 e del Piano stralcio 2004, è sopravvenuto l'avvicendamento dell'intero comitato esecutivo dell'Ato essendo mutata la maggioranza politica in seno all'assemblea;

- a causa dei ritardi accumulati nella sua predisposizione dal comitato esecutivo subentrato, il Piano operativo triennale 2005-2007 e il Piano stralcio 2005 sono stati approvati il 30 giugno 2006 dall'assemblea dell'Ato;

- a oggi il Piano stralcio 2005 non risulta ancora in fase di attuazione e la Giunta regionale non ha ancora provveduto a deliberare la dichiarazione di conformità relativamente al Piano operativo triennale 2005-2007;

- nonostante l'anno 2006 volga ormai al termine, il comitato esecutivo dell'Ato non ha ancora provveduto a presentare né il Piano operativo triennale 2006-2008, né il Piano stralcio 2006;

VALUTATO che:

- per quanto attiene agli interventi inclusi nel Piano stralcio 2005, tutti i comuni interessati hanno già provveduto a realizzare a proprie spese la progettazione preliminare e una parte di essi ha provveduto a realizzare anche quella esecutiva;

- per quanto attiene invece agli interventi di cui è richiesta l'inclusione nel Piano stralcio 2006, i comuni interessati hanno provveduto a realizzare a proprie spese la sola progettazione preliminare;

PRESO ATTO che:

- per la realizzazione degli interventi inclusi nel Piano stralcio 2005 sono stati stanziati circa 190 milioni di euro;

- i ritardi nell'attuazione del Piano stralcio 2005 sono da imputare in parte anche al fatto che, a norma di legge, spetta all'Ato il compito di appaltare, tramite il gestore, la realizzazione dei singoli interventi;

- i buoni risultati che si stanno ottenendo relativamente agli interventi inclusi nel Piano stralcio 2004 sono dovuti anche al fatto che, per la loro realizzazione, 1'Ato ha stabilito di delegare ai comuni proponenti i singoli interventi l'espletamento delle procedure di appalto;

RAMMENTATO che:

- lo stato attuale delle condutture e del sistema idrico sardo nel suo complesso è generalmente pessimo e sono necessari interventi diffusi e urgenti per la riparazione degli impianti fatiscenti, soggetti a frequenti cedimenti con conseguenti perdite della risorsa idrica, spese per le necessarie riparazioni e interruzione di un servizio pubblico di fondamentale importanza;

- i ritardi nell'attuazione del Piano stralcio 2005 e nella predisposizione del Piano stralcio 2006 potrebbero dunque determinare un danno erariale, relativamente alla risorsa idrica perduta a causa del malfunzionamento delle condutture e alle maggiori spese per la riparazione dei guasti,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei lavori pubblici affinché riferiscano:

1) quali misure la Giunta regionale intende adottare, eventualmente anche presso il comitato esecutivo dell'Ato, al fine di dare attuazione al Piano stralcio 2005 del Programma operativo triennale 2005-2007 del Piano d'ambito;

2) quali misure la Giunta regionale intende adottare, eventualmente anche presso il comitato esecutivo dell'Ato, al fine di fare sì che siano i comuni proponenti i singoli interventi ricompresi nel Piano stralcio 2005 ad appaltare i relativi lavori per conto dell'Ato, così come avvenuto per i lavori ricompresi nel Piano stralcio 2004;

3) quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di sollecitare il comitato esecutivo dell'Ato a presentare con la massima celerità il Piano operativo triennale 2006-2008 e il Piano stralcio 2006;

4) quali misure la Giunta regionale intende adottare presso la Corte dei conti al fine di stabilire se i ritardi accumulati dal comitato esecutivo dell'Ato nell'attuazione del Piano stralcio 2005 e nella predisposizione del Piano operativo triennale 2006-2008 e del Piano stralcio 2006 hanno determinato un danno erariale e, qualora il danno venisse accertato, chi ne sia il responsabile. (701)

Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulle nomine ai vertici di Fase uno Srl.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- con delibera n. 45/32 del 7 novembre 2006, la Giunta regionale ha disposto la costituzione di Fase uno Srl, società a capitale pubblico partecipata, nella fase iniziale, dalla sola Regione;

- Fase uno Srl ha come scopo sociale la selezione e la valorizzazione di progetti per l'innovazione pre e post-brevettuale di agenti diagnostici e terapeutici su scala nazionale e internazionale, con l'obiettivo di contribuire allo sviluppo di una strategia dapprima regionale e quindi nazionale per la valutazione pre-clinica e la valutazione brevettuale di nuovi composti biologicamente attivi da portare sino alle fasi cliniche I e II;

- per raggiungere tale scopo, Fase uno Srl avrà la funzione di valutare quali progetti provenienti da centri di ricerca pubblici o pubblico-privati siano meritevoli di valorizzazione e di ulteriori processi di sviluppo sia in ambito di protezione brevettuale che, a brevetto acquisito, in ambito clinico;

CONSIDERATO che:

- con delibera n. 49/1 del 28 novembre 2006, la Giunta regionale ha provveduto a nominare l'amministratore unico, il collegio sindacale e il comitato scientifico di Fase uno Srl, nonché ad approvare lo schema di statuto della società;

- alla presidenza del collegio sindacale di Fase uno Srl é stato nominato il dottor Giuseppe Biondo;

APPRESO che

- il dottor Giuseppe Biondo risulta essere membro del collegio sindacale di Shardna Spa, società operante nel settore della ricerca biotecnologica;

- Shardna Spa ha sede presso il parco scientifico-tecnologico Polaris, promosso e gestito dalla Regione per mezzo dell'agenzia Sardegna ricerche (già Consorzio 21) e quindi da considerare centro di ricerca pubblico;

- si deve pertanto dedurre che, in prospettiva futura, potrebbero sussistere rapporti di collaborazione industriale tra Fase uno Srl e Shardna Spa;

VERIFICATO che:

- nel corso della tredicesima legislatura regionale Shardna Spa ha potuto usufruire in più occasioni di contributi regionali, per una somma complessiva di diversi milioni di euro;

- socio di maggioranza di Shardna Spa, con una quota azionaria dell'82 per cento, risulta essere il dottor Renato Soru, il quale ricopre anche la carica di Presidente della Regione;

RAMMENTATO che:

- le aziende che si occupano di ricerca biotecnologica operano nell'ottica di realizzare elevati profitti attraverso il deposito e lo sfruttamento commerciale dei brevetti relativi ai risultati delle loro ricerche, operazioni che Fase uno si pone lo scopo di promuovere e agevolare;

- quello di membro del collegio sindacale di un'azienda è un delicato incarico di garanzia, che pertanto deve essere ricoperto da persone non coinvolte in qualsivoglia conflitto di interessi;

- più delicato è l'incarico di presidente del collegio sindacale di una società a capitale interamente pubblico, per il cui affidamento si deve pertanto applicare un criterio di selezione ancora più rigoroso e trasparente;

chiedono di interrogare il Presidente della Regione affinché riferisca:

1) se è a conoscenza di misure adottate dal dottor Giuseppe Biondo al fine di risolvere il conflitto di interessi che lo vede coinvolto in quanto presidente del collegio sindacale di Fase uno Srl e membro del collegio sindacale di Shardna Spa;

2) in caso di risposta negativa al quesito precedente, quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di revocare la delibera n. 49/1 del 28 novembre 2006 e procedere a nuove nomine in linea con i requisiti di rigore e trasparenza imprescindibili nelle società a capitale pubblico;

3) a quanto ammontano i contributi finora erogati dall'Amministrazione regionale in carica a favore di Shardna Spa;

4) quali misure intende adottare al fine di risolvere il conflitto di interessi che lo vede coinvolto in qualità di massima carica istituzionale della Regione e di azionista di maggioranza di Shardna Spa. (702)

INTERROGAZIONE CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla decisione dell'Enel Spa di trasferire l'archivio storico della Sardegna a Napoli.

La sottoscritta,

appreso che:

- l'Enel Spa intende realizzare il progetto denominato "Archivio storico" allo scopo di riunire i propri archivi storici in un'unica sede a Napoli;

- la direzione generale dell'Ente non ha consentito alla Soprintendenza archivistica di Cagliari di continuare il censimento del materiale documentario presente nella sede di Cagliari e nelle diverse sezioni periferiche;

ricordato che:

- l'archivio storico dell'Enel è stato dichiarato di notevole interesse scientifico dalla Soprintendenza archivistica per la Sardegna nel 1997;

- nell'archivio vengono conservati e resi fruibili 466 faldoni contenenti documenti, fotografie e progetti tecnici ereditati dalle antiche società elettriche, nazionalizzate nel 1962, e quelli relativi all'attività dell'Ente;

sottolineato che:

- il materiale documentario, estremamente interessante ai fini della ricerca, costituisce una rilevante testimonianza per la storia dell'industrializzazione della Sardegna e delle modificazioni geografico-sociali intervenute nel territorio a seguito della costruzione delle dighe del Tirso, Flumendosa e Coghinas;

- il direttore generale per gli archivi del Ministero per i beni e le attività culturali ha deciso di sostenere il progetto dell'Enel di accorpare gli archivi storici a Napoli "pur nella consapevolezza che l'allontanamento della documentazione può rappresentare un vulnus";

rilevato che:

- la Soprintendenza archivistica per la Sardegna ha espresso "forte disappunto" per il progetto di trasferimento in quanto rappresenterebbe per la nostra Isola una perdita rilevante essendo l'Archivio storico "A. Omodeo" uno dei pochi patrimoni documentali dell'impresa "che ha operato una radicale trasformazione del territorio coinvolgendo l'intero tessuto economico assieme alle due industrie preesistenti, quella agricola e quella mineraria";

- l'archivio, utilizzato ormai da diversi anni come fonte primaria di studi, ricerche e seminari dagli atenei sardi, ha dato luogo a significative realizzazioni sul piano della valorizzazione di cui sono testimonianza le molteplici pubblicazioni e tesi di laurea;

- l'archivio è oggetto di ricerca da parte di alcuni ingegneri che frequentano un master di architettura a Cagliari nonché di prestito di documenti per una mostra;

tenuto conto che:

- la documentazione dell'archivio Enel fa parte del patrimonio storico e culturale della Sardegna;

- numerose proteste si sono levate dal mondo accademico, da singoli studiosi, da ricercatori e studenti costretti a recarsi a Napoli per consultare la documentazione con grave dispendio di risorse finanziarie e di tempo,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere se non ritengano opportuno:

1) assumere tempestive ed energiche iniziative nei confronti del Ministero per i beni e le attività culturali e della società Enel per impedire il trasferimento dell'archivio storico;

2) adoperarsi affinché il bene documentale resti in Sardegna a disposizione degli studiosi e sia adeguatamente valorizzato;

3) consentire alla Soprintendenza archivistica per la Sardegna di attuare una capillare ricognizione del materiale sparso nei diversi depositi dell'Enel, completare il censimento, predisporre un dettagliato elenco di consistenza e apporre il vincolo archivistico. (704)

Interrogazione Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulle popolazioni colpite dallo tsunami.

I sottoscritti,

APPRESO che:

- nel gennaio 2005, in seguito alla terribile calamità dello tsunami che colpì i territori e le popolazioni di vaste zone dell'Asia, la Regione sarda, attraverso il Servizio protezione civile, mobilitò le associazioni di volontariato dell'Isola affinché raccogliessero medicinali, presidi medico-sanitari e attrezzature di vario genere da inviare alle popolazioni disastrate dello Sri Lanka;

- tale mobilitazione, in effetti, portò, grazie alla generosità dei sardi, a un risultato eccellente, con la raccolta di centinaia di articoli idonei al primo soccorso della popolazione colpita,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, primo responsabile della protezione civile in Sardegna, e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, da cui dipende il servizio, per sapere se:

1) corrisponda al vero che quel materiale a suo tempo raccolto con quello specifico scopo e grazie alla mobilitazione dei volontari sardi e alla generosità delle donne e degli uomini di Sardegna, sia ancora, in tutto o in parte, conservato nei depositi del Centro servizi della protezione civile nella zona industriale di Macchiareddu a Cagliari, e se non sia stato ancora inviato alle popolazioni dello Sri Lanka;

2) questa ipotesi dovesse corrispondere al vero, quali siano i motivi che hanno indotto la Regione a non provvedere al loro invio nello Sri Lanka e per quali motivi la Regione stessa non abbia ritenuto opportuno informarne le associazioni di volontariato e i donatori, al fine di provvedere, eventualmente, alla restituzione dei materiali a chi generosamente, per uno specifico scopo, li aveva donati.(704)

Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di erogazione dei contributi a favore delle associazioni di volontariato di protezione civile.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- la Regione eroga contributi a favore delle associazioni di volontariato di protezione civile, ai sensi della legge regionale 17 gennaio 1989, n. 3;

- il 13 aprile 2006 è stato pubblicato sul sito internet della Regione il bando per l'assegnazione di tali contributi relativamente all'annualità 2006;

- tale bando è scaduto il 23 giugno 2006;

CONSIDERATO che:

- fino al 2005 il Servizio protezione civile dell'Assessorato regionale dell'ambiente era solito, contestualmente alla pubblicazione del bando per l'assegnazione dei contributi, comunicare per lettera alle associazioni l'avvio della procedura, invitandole a concorrervi;

- nel 2006 l'unica forma di comunicazione di cui si abbia notizia è stata, per l'appunto, la pubblicazione del bando sul sito internet della Regione;

- ciò ha fatto sì che solo la metà delle associazioni interessate ai contributi sia riuscita a presentare l'apposita domanda entro i termini prefissati;

VALUTATO che:

- i costi che allo stato attuale è necessario sostenere per dotarsi di una connessione internet fanno sì che solo le associazioni che hanno le maggiori dotazioni finanziarie ne siano in possesso;

- paradossalmente, la decisione di pubblicare l'avviso del bando unicamente sul sito internet della Regione ha fatto sì che proprio le associazioni più bisognose di un sostegno economico si ritrovassero escluse dalla procedura di assegnazione dei contributi;

VERIFICATO che:

- gran parte delle associazioni che ha presentato regolare domanda per l'assegnazione dei contributi risulta affiliata all'Arci protezione civile,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'ambiente affinché riferisca:

1) per quali ragioni il Servizio protezione civile ha ritenuto che non fosse più necessario comunicare per lettera la pubblicazione del bando per l'assegnazione dei contributi alle associazioni di volontariato di protezione civile a tutti i soggetti interessati;

2) quali misure intende adottare al fine di riaprire i termini della procedura di assegnazione di tali contributi e di comunicare tempestivamente tale riapertura con modalità che garantiscano pari opportunità di partecipazione a tutte le associazioni interessate a concorrere;

) se, relativamente alla procedura di assegnazione dei contributi conclusasi nello scorso mese di giugno, è stata adottata una qualsiasi forma di comunicazione prioritaria e privilegiata a vantaggio delle associazioni affiliate all'Arci protezione civile e, in caso affermativo, per quali ragioni. (705)

Interpellanza Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sulla preoccupante situazione dell'ildocat e di diverse aziende sorte col contratto d'area di ottana.

I sottoscritti,

PREMESSO che l'Ildocat Srl va ad aggiungersi alla lista delle aziende, realizzate con i fondi del contratto d'area di Ottana, per cui il presidente della Provincia di Nuoro, in qualità di responsabile unico del contratto, ha avviato la procedura di revoca dei finanziamenti ed ha inviato la relativa documentazione alla magistratura perché si accertino eventuali responsabilità;

RILEVATO che:

- la suddetta società ha ottenuto finanziamenti per 9,3 milioni di euro sulla base di un progetto per cui avrebbe dovuto produrre canalizzazioni in alluminio per impianti di condizionamento ed assumere 105 persone;

- a tutt'oggi risulta assunta appena una quindicina di lavoratori e la metà di questi opera nella sede romana della società;

- le verifiche effettuate da Ottana sviluppo per conto della Provincia di Nuoro avrebbero segnalato una serie di presunte irregolarità nella gestione della società e nell'utilizzo del finanziamento statale;

EVIDENZIATO che, oltre l'Ildocat, diverse altre aziende finanziate col contratto d'area di Ottana non hanno ottemperato agli impegni assunti soprattutto sul piano occupazionale, tanto che su un totale di 1.362 posti di lavoro previsti nei progetti finanziati, ad investimenti pressoché conclusi (sono già stati erogati 132 milioni di euro a fronte dei 168 milioni stanziati) ne sono stati realizzati appena 469,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'industria per sapere se:

1) intendano avviare con urgenza incontri con gli esponenti delle istituzioni, delle associazioni sindacali, delle forze politiche regionali e locali per verificare la gravità della situazione in cui, secondo quanto rilevato dal responsabile unico, verserebbero diverse aziende sorte grazie al contratto d'area di Ottana e per accertare le eventuali cause di carattere generale che potrebbero aver contribuito a determinare un così diffuso ed allarmante stato di crisi in aziende appena avviate;

2) intendano altresì concertare con tali autorevoli interlocutori urgenti provvedimenti per avviare un processo di risanamento per le aziende in crisi da un lato e dall'altro provvedimenti di impulso e sostegno per le aziende che hanno rispettato gli impegni assunti, perché non vengano trascinate nel vortice della crisi che purtroppo sembra colpire con inaccettabile frequenza le attività economiche che operano nella Sardegna centrale. (215)

Interpellanza Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sulle gravi problematiche che attraversano numerosi comuni della sardegna a seguito dell'organizzazione del servizio idrico integrato.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- sulla neonata società di gestione del sistema idrico si aprono quotidianamente nuove polemiche per le pesanti penalizzazioni inferte ai sardi che hanno comportato in brevissimo tempo, sensibili aumenti del prezzo dell'acqua;

- il piano tariffario già approvato prevede un ulteriore incremento dei prezzi fino a raggiungere i 2 euro a metro cubo entro il 2012;

RILEVATO che:

- oltre sessanta comuni sardi non solo non hanno ancora aderito, ma non hanno neppure stabilito alcun contatto con Abbanoa Spa, lasciando forti margini di dubbio sulla volontà di aderire all'ente gestore;

- otto importanti centri, Fonni, Seui, Paulilatino, Domusnovas, Teulada, Tissi, Capoterra e Fluminimaggiore, hanno innescato uno vero e proprio scontro politico con l'ente rivendicando la propria autonomia nella gestione delle risorse idriche territoriali;

- il Consiglio di Stato ha sospeso la decisione del TAR che assegnava ad Abbanoa le fonti di S'acqua callenti di Domusnovas consentendo, se la sentenza sarà confermata, al centro sulcitano di gestire autonomamente le proprie risorse idriche, controllare i consumi e stabilire le tariffe nel proprio territorio;

- il problema è approdato in Parlamento dove potrebbe essere approvata una deroga che concede la gestione diretta autonoma dell'acqua per i comuni fino a cinquemila abitanti; EVIDENZIATO che numerosi comuni nei cui territori sgorga l'acqua che viene distribuita in mezza Sardegna, con una gestione razionale ed oculata hanno garantito un basso consumo pro capite e un sistema tariffario che consente di modulare i costi al consumo secondo criteri di equità e garanzia per le fasce più deboli della popolazione, chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:

1) se intendano promuovere opportune iniziative al fine di premiare quei comuni della Sardegna (valga come esempio il Comune di Fonni) che hanno attuato una gestione delle risorse idriche razionale ed efficace, attenta ad evitare sprechi e dispersioni della preziosa risorsa ed a garantire i diritti delle fasce più deboli;

2) quali provvedimenti intendano adottare per predisporre idonei indennizzi per i comuni particolarmente importanti per l'approvvigionamento idrico degli altri territori, che hanno quindi titolo a vedersi riconosciute politiche di sostegno per compensare i gravi disagi, con veri e propri squilibri idrogeologici, causati dalla presenza degli invasi e dei bacini artificiali;

3) se non ritengano urgente e necessario, dopo questo primo periodo di gestione di Abbanoa Spa, avviare una verifica sui risultati raggiunti e sulla congruità degli stessi agli obiettivi prefissati;

4) quali atti intendano porre in essere per correggere le eventuali dissonanze con tali obbiettivi e per garantire il perseguimento dell'obbiettivo primario che è quello di garantire al popolo sardo una corretta e trasparente gestione di un bene prezioso e indispensabile. (216)