Seduta n.446 del 17/02/2004
CDXLVI SEDUTA
Martedì 17 febbraio 2004
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 17 e 18.
licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del lunedì 2 febbraio 2004 (440), che è approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo scusa a lei, Presidente, e ai colleghi, non farò perdere tempo, neppure minimo. Io reitero la domanda, sto intervenendo sul processo verbale, e verrà reiterata ogni qualvolta si leggerà in quest'Aula un processo verbale da qui alla fine della legislatura, di questa e delle prossime a venire, se avrò la ventura di poterlo fare, per chiedere ancora una volta quale sia il criterio oggettivo in base al quale la Presidenza del Consiglio regionale della Sardegna definisce la durata della seduta, perché dopo alcune riunioni non si legge il processo verbale e si dà seduta continua, e in altre riunioni, dall'una all'altra, si legge il verbale e si dà seduta discontinua. Reitero la domanda alla Presidenza, che ha l'obbligo di accertare quale sia il criterio oggettivo e di dare la risposta a tutto il Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. Colleghi, devo darvi alcune notizie, la consigliera Sanna Nivoli ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 17 febbraio 2004.
COGODI (R.C.). Ho posto un quesito!
PRESIDENTE. Abbiamo registrato il suo quesito, risponderemo.
(Interruzione del consigliere Cogodi)
No, non sospendiamo i lavori per rispondere al suo quesito. Onorevole Cogodi, abbiamo preso atto della sua domanda e le sarà risposto dall'Ufficio della Presidenza.
(Interruzione del consigliere Cogodi)
No, onorevole Cogodi, la ringrazio, abbiamo preso nota del suo quesito, le sarà risposto, non adesso, non le sarà risposto adesso, le sarà risposto. Grazie.
(Interruzione del consigliere Cogodi)
Le sarà risposto compatibilmente con le possibilità e le opportunità e le valutazioni che faranno gli uffici, compatibilmente col Regolamento eccetera eccetera. Grazie, onorevole Cogodi.
Assenza per motivi istituzionali
PRESIDENTE. Comunico altresì, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che gli assessori La Spisa e Onida sono assenti nella seduta pomeridiana del 17 febbraio 2004 perché fuori sede per motivi istituzionali. L'onorevole Onida è già rientrato, resta l'assenza dell'onorevole La Spisa.
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge DORE - FADDA - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SELIS: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio (482) e PIANA: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio - Recepimento in Sardegna del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269, convertito in Legge 31 ottobre 2003 - (Condono edilizio 2003)" (496), del disegno di legge: " Norme di riordino in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico, di sanatoria di insediamenti ed opere abusive e di snellimento ed accelerazione delle procedure amministrative in materia edilizia" (502) e della proposta di legge: "MORITTU - PIRISI: "Limiti alla definizione agevolata delle violazioni edilizie" (507)
PRESIDENTE. Dobbiamo passare ora, colleghi, al voto per il passaggio all'esame degli articoli. È stata richiesta la votazione segreta e devono passare... onorevole Marco Tunis, desidera? Prego. Di cosa vuole parlare?
TUNIS (U.D.R.-Centro). Sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. È stato chiesto il voto... Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (U.D.R.-Centro). Essendo la prima votazione della serata, chiedo a norma di Regolamento che sia concesso il tempo previsto...
PRESIDENTE. Prego?
TUNIS (U.D.R.-Centro). Essendo la prima votazione della serata, chiedo se è possibile di poter rispettare le norme del Regolamento.
PRESIDENTE. Non essendo stata reiterata la richiesta del voto segreto...
(Interruzione del consigliere Fadda)
FADDA (La Margherita-D.L.). Sì.
PRESIDENTE. Ah lei la chiede? Dieci minuti, la seduta è sospesa dieci minuti, a termine di Regolamento.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 23, viene ripresa alle ore 17 e 32.)
PRESIDENTE. Prima di passare al voto, comunico che è pervenuta una mozione. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
Mozione SCANO - SELIS - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - COGODI sulle assunzioni senza concorso al Centro Regionale di Programmazione e negli Assessorati regionali. (133)
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge DORE - FADDA - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SELIS: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio (482) e PIANA: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio - Recepimento in Sardegna del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269, convertito in Legge 31 ottobre 2003 - (Condono edilizio 2003)" (496), del disegno di legge: " Norme di riordino in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico, di sanatoria di insediamenti ed opere abusive e di snellimento ed accelerazione delle procedure amministrative in materia edilizia" (502) e della proposta di legge: "MORITTU - PIRISI: "Limiti alla definizione agevolata delle violazioni edilizie" (507)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, per il passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 39
votanti 38
maggioranza 20
favorevoli 35
contrari 2
voti nulli 1
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FADDA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Sono risultati presenti 38, più l'onorevole Fadda che ha chiesto il voto segreto, 39; essendo il numero legale di 40, per cui non ci sono i termini, manca il numero legale, la seduta è aggiornata a fra trenta minuti. Quindi la seduta è sospesa e riprende alle ore 18 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 34 , viene ripresa alle ore 18 e 09.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 69
maggioranza 35
favorevoli 40
contrari 29
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA -LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Iniziamo dal Titolo. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Titolo: Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio - Recepimento in Sardegna del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269 convertito con modificazioni in Legge 31 ottobre 2003, n. 326.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi è contrario?
(È approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
Abbiamo letto il titolo del testo della legge approvata dalla Commissione. Abbiamo chiesto all'Aula se ci fossero interventi, se qualcuno intendeva intervenire, nessuno ha chiesto di intervenire e abbiamo posto in votazione. Non è stata chiesta la controprova, mi è scappata e me ne scuso, anche la richiesta di chi fosse stato contrario ma non era necessario. Dal numero dei voti comunque emergeva già, dal numero delle mani sollevate, l'orientamento favorevole. Abbiamo dichiarato approvato il Titolo del testo della legge. Se i colleghi vogliono un attimo stare attenti, se invece ritengono che dobbiamo fare altri cinque minuti di sospensione in attesa di maggiore attenzione e silenzio io sono anche pronto a tacere, diversamente parlo e dico che siamo all'articolo 1. Se ne dia lettura. Prego.
LICANDRO, Segretario:
Art. 1
Finalità
1. Le disposizioni che estendono la normativa in materia di condono edilizio di cui alla Legge 28 febbraio 1985, n. 47 alle opere abusive ultimate entro il 31 marzo 2003, introdotte dall'articolo 32 del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269 convertito con modifiche dalla Legge 31 ottobre 2003, n. 326, si applicano su tutto il territorio della Sardegna.
PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 2 soppressivo totale; 5 sostitutivo totale; 9 aggiuntivo. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano
Art. 1
L'articolo 1 è soppresso. (2)
Emendamento sostitutivo totale Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano
L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
Art. 1
Ambito di applicazione
1. In attuazione dell'articolo 3, lett. f) della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna) ed allo scopo di contribuire alla conservazione e all'equilibrata valorizzazione ed utilizzo del territorio isolano, non è ammessa la sanatoria delle opere edilizie realizzate in assenza dei necessari titoli abilitativi previsti o in difformità o con variazioni essenziali.
2. Resta ferma l'applicazione della normativa contenuta nella legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 e successive modifiche e integrazioni e nell'articolo 11 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6. (5)
Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano
All'articolo 1, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:
1 bis. I soggetti aventi titolo alla presentazione della domanda di permesso o di autorizzazione in sanatoria e che intendano avvalersi di tale beneficio, devono presentare al comune territorialmente competente una formale dichiarazione d'interesse alla sanatoria entro e non oltre 30 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge, con l'indicazione delle relative particelle catastali e ogni altro dato utile per determinare la localizzazione, l'estensione delle opere da sanare e un'analitica descrizione delle opere realizzate con allegata un'idonea documentazione fotografica asseverata da un tecnico abilitato.
1 ter. La tempestiva presentazione di tale documentazione, entro il previsto termine perentorio, costituisce condizione di procedibilità per la definizione degli illeciti edilizi.
1 quater. Resta, comunque, ferma l'applicazione della disposizione di cui all'articolo 32, comma 32 della legge n. 326 del 2003. (9)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per l'illustrare l'emendamento numero 2.
MORITTU (D.S.). Signor Presidente, noi proponiamo la soppressione dell'articolo 1 del testo esitato in Commissione in quanto lo stesso propone il recepimento tout court, il recepimento completo del decreto legge numero 269 convertito poi in legge 31 ottobre 2003 numero 326. Le ragioni della nostra contrarietà alla legge nazionale sono ragioni che abbiamo anche esposto in tempi non sospetti, diciamo, cioè in tempi antecedenti alla stessa approvazione definitiva del decreto legge in occasione della discussione di un'interpellanza proposta da noi in Commissione e discussa con il Presidente Masala che allora deteneva l'interim degli enti locali ed urbanistica.
In quella occasione, al di là del merito della sanatoria, noi chiedevamo conto al Presidente Masala del perché la Regione Sardegna, Regione autonoma e speciale, che in base al suo Statuto, che è legge costituzionale, ha potestà primaria e esclusiva in materia di edilizia e di urbanistica, non avesse proposto, come tante regioni ordinarie che non hanno questi poteri avevano fatto, non avesse opposto il ricorso nanti la Corte Costituzionale verso questa legge.
Il Presidente Masala, coadiuvato dall'allora direttore generale, l'ingegner Asunis, ci rispose che la Regione Sardegna proponeva ai comuni, con una circolare, le modalità di comportamento rispetto alla legge nazionale; cioè insomma, con quella circolare la Regione Sardegna in qualche modo un po' si lavava le mani, per altro allora firmata la circolare, su questo io ho anche un po' eccepito, firmata dal direttore generale e non invece dal Presidente Masala in qualità anche di Assessore ad interim, insomma con una valenza squisitamente tecnica questa circolare dava disposizione ai comuni di non recepire il condono in attesa della legge regionale.
E mi era sembrato di capire in quella circostanza che comunque la Regione Sardegna stava, come dire, riflettendo sul da farsi e non escludeva di poter in qualche modo contrastare la legge nazionale. Ahimè tutto questo non è accaduto, è accaduto invece che la Commissione davvero, così come è stato denunciato da diversi interventi dei commissari del centrosinistra, con un vero colpo di mano, in maniera assolutamente frettolosa ha approvato un testo che recepisce in maniera quasi supina il testo nazionale.
Guardate, noi siamo davanti a questa questione oggi; se noi approviamo la legge sul condono così come la maggioranza l'ha proposta, noi corriamo il rischio di una vera e propria fuga in avanti, perché i ricorsi fatti non soltanto dalle regioni ordinarie, rette o governate dal centrosinistra, ma da diverse regioni governate dal centrodestra, mi riferisco in particolare alla regione Veneto e alla regione Lazio che non sono due regioni piccoline qualunque in Italia, nel panorama delle regioni italiane, queste due regioni rette da due esponenti, anche politici autorevoli, sul versante nazionale del centrodestra, hanno impugnato davanti alla Corte Costituzionale, insieme alla regione Toscana, la regione Umbria, la regione Marche, il Friuli e via di questo passo.
La maggior parte di queste regioni che hanno impugnato il ricorso nanti la Corte Costituzionale hanno approvato leggi sul condono che sostanzialmente non recepiscono in toto il condono nazionale ma lo recepiscono solo per le parti condonabili ai sensi della pianificazione urbanistica vigente. È il testo che noi per altro abbiamo proposto come Democratici di Sinistra all'attenzione della Commissione. Cosa può capitare? Può capitare, e corre voce che per altro l'ipotesi che io avanzo sia un'ipotesa anche sostanzialmente, come dire probabile diciamo, è che la Corte Costituzionale che si deve pronunciare il 20 marzo sul primo ricorso, poi si pronuncerà il 28 sul secondo e via di questo passo per i primi di aprile, possa respingere la legge nazionale.
Non è la prima volta, mi pare anche su casi, io credo, anche politicamente più rilevanti. La Corte Costituzionale ha già dato segnali di contrarietà rispetto ad alcune leggi incostituzionali; e questa ipotesi è suffragata dal fatto che nella precedente legge sul condono e la Corte Costituzionale che si era allora espressa aveva detto: "L'accettiamo in extremis". Sto parlando della legge del '94, la legge Berlusconi sul condono del '94; già allora la Corte Costituzionale aveva detto: "Attenzione, questa deve essere l'ultima occasione per condoni edilizi". Quindi pare ragionevole che possa capitare che la Corte Costituzionale respinga la legge nazionale.
Allora noi in quella fattispecie ci troviamo davanti a una situazione abbastanza curiosa e anche pericolosa, che noi approviamo una legge sul condono e la legge nazionale viene respinta; la approviamo non utilizzando i nostri poteri e le nostre competenze, ma la approviamo prendendo pari pari la legge nazionale che magari può essere anche respinta dalla Corte Costituzionale. Guardate, la maggior parte delle regioni a Statuto ordinario governate dal centrodestra, salvo il Veneto che ha legiferato come dicevo per un accoglimento assolutamente minimale del condono, cioè l'accoglimento per le opere che sono conformi agli strumenti urbanistici vigenti, punto. Per tutte le altre fattispecie il Veneto respinge, non dico il Friuli che ha fatto la stessa cosa, la Toscana che ha fatto la stessa cosa e così via per le tante altre regioni, ma buona parte, la maggior parte delle regioni governate dal centrodestra non ha legiferato sul condono, é in attesa sia del pronunciamento della Corte Costituzionale, sia anche di un pronunciamento da parte del Governo che pare sia intenzionato a rivedere sia i termini, sia forse le questioni relative alle quantità, cioè agli oneri oblativi proposti dalla legge. Perché ad oggi Tremonti, il Ministro dell'economia, sul condono che prevedeva di incassare qualcosa come tre e mezzo-quattro miliardi di euro, ad oggi ha incassato forse qualche vecchia lira, neanche qualche euro.
Quindi, l'obiettivo che era quello di far cassa utilizzando i comuni e le ragioni come gabellieri per conto dello Stato, mi pare un obiettivo ad oggi assolutamente non raggiunto.
Io chiedo a questo Consiglio che davvero ci sia un ripensamento rispetto al testo che è stato proposto, che si rimandi il tutto in Commissione e si vada ad affrontare la materia anche partendo da ragionamenti insiti nel disegno di legge della Giunta, disegno di legge che la Commissione non ha neanche visto perché se l'avesse visto si sarebbe resa conto che lo sforzo fatto dal disegno di legge della Giunta era uno sforzo anche al di là del merito sul condono, che per altro prevedeva parametri di gran lunga inferiori rispetto a quelli nazionali, 450 metri cubi anziché 700, o 1800 metri cubi anziché 3500, che non sono poca cosa per altro. Dico, proposta della Giunta regionale che si poneva l'obiettivo di armonizzare le procedure della legge numero 23, oggi superate anche dal testo unico sull'edilizia approvate dal Governo nazionale, con la legge nazionale sul condono.
Perché noi ci potremmo trovare davanti a questa cosa curiosa, se noi lo approviamo così com'è stato approvato dalla Commissione, che per esempio su una questione che riguarda le demolizioni, la "23" disciplina le demolizioni che sono competenza dei sindaci e della Regione, la legge nazionale invece disciplina le demolizioni dando la competenza ai prefetti. Beh i nostri sindaci cosa dovranno fare? Dovranno eseguire loro le demolizioni secondo la legge regionale 23 che è in vigore naturalmente perché la proposta non la abroga, oppure dovranno seguire ciò che prevede la legge nazionale, cioè la delega ai prefetti per quanto riguarda una competenza che non è neanche minimale mi pare?
PRESIDENTE. Ci sono gli altri emendamenti da illustrare, il 5 sempre dall'onorevole Morittu, che se è approvato l'1 viene superato dall'1 e annulla tutto. Il 5 e il 9. Sempre per tutti primo firmatario Morittu.
Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per l'illustrare l'emendamento numero 5.
MORITTU (D.S.). Brevemente sull'emendamento numero 5; è il nostro emendamento di proposta e riprende il primo articolo del testo della nostra proposta di legge, ed è un testo che prevede la possibilità, intanto, naturalmente di sanatoria delle opere edilizie già a suo tempo denunciate con i precedenti condoni e mi pare su questa questione nulla quaestio, anche per quanto riguarda una parte del testo della stessa Giunta e della stessa Commissione e poi noi riteniamo che, per quanto riguarda la normativa sul condono rimane valida la nostra legge regionale numero 23 dell'85 che in larga parte, guardate, se uno si va a vedere i testi approvati anche dalle altre regioni, le altre regioni oggi riprendono ragionamenti e norme che sono inserite nella legge regionale 23. Credo, Presidente, che l'attenzione dell'Aula non sia al massimo.
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia un po' di silenzio non si riesce a intendere bene.
MORITTU (D.S.). Comunque in tutti i casi la nostra proposta, contenuta nell'articolo 1, è una proposta che rimanda alla legge regionale numero 23, ritenendola a tutt'oggi una legge di riferimento per quanto riguarda le procedure e il merito del condono edilizio in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per l'illustrare l'emendamento numero 9.
MORITTU (D.S.). L'emendamento numero 9 prevede sostanzialmente una norma di carattere procedurale che tende, mutuandola anche da un intervento analogo che è stato fatto nella normativa prevista dalla regione Puglia, prevede che il cittadino che abbia commesso un abuso dichiari l'interesse a fare la sanatoria entro un tempo molto limitato, che è un tempo che noi indichiamo in 30 giorni dalla data di pubblicazione della legge. La ratio di questa norma è la seguente: tutti noi sappiamo che la maggior parte degli abusivi veri si consumano nel lasso di tempo che intercorre tra l'annuncio della sanatoria e la data di presentazione della domanda in sanatoria. Gli abusi veri, quelli a volte più devastanti, quelli che sono coperti dalla stessa legge. Questo ahimè capita, non capiterebbe se noi avessimo un sistema di controlli efficiente nel territorio, ma non avremo allora neanche necessità forse di leggi sul condono se avessimo un sistema di controllo efficiente nel territorio, ma a maggior ragione non avendo questo sistema di controllo nel territorio si è accertato, nell'esperienza fatta nei due precedenti condoni, che la maggior parte degli edifici abusivi vengono costruiti nel lasso di tempo che intercorre tra l'annuncio del condono, l'approvazione della legge e la presentazione delle domande. I dati forniti dal CRESME per quanto riguarda questa fattispecie sono davvero dei dati allarmanti, cioè parlano di un'incidenza di realizzazione di opere nella fase dell'annuncio fino alla domanda che sfiorano oltre il 50 per cento delle domande che poi vengono ammesse al condono. È davvero anche impressionante se uno va a leggere alcuni studi che sono stati fatti sull'edilizia abusiva in Italia, pare che dal 1984 ad oggi siano state realizzate qualcosa come 60-70 per cento di opere edilizie che noi abbiamo sono in un modo o in un altro toccate dalla sanatoria edilizia, cioè molti degli edifici, molte delle case, molte dell'edilizia costruita è in qualche modo un'edilizia che è stata oggetto di condono a partire dall'84 ad oggi. Questo ci fa pensare che le leggi sul condono, che naturalmente vengono sempre titolate come leggi in materia di contrasto, di lotta all'abusivismo edilizio, siano poi leggi invece di vero e proprio incentivo all'abusivismo edilizio. Allora con questa norma si vuole rafforzare un percorso che sia un percorso inibitorio rispetto a chi intende consumare abusi. Ed allora entro 30 giorni chi ha commesso un abuso deve denunciare e dichiarare l'interesse a sanare e poi sanerà nei tempi previsti. E naturalmente questa dichiarazione di interesse a sanare deve essere accompagnata da prove e quindi dall'indicazione catastale, fotografie e da quant'altro, da relazioni tecniche redatte da tecnici abilitati che comprovino l'esistenza di quel manufatto. Questa naturalmente è una norma, se posso definirla così, di carattere quasi riformista, cioè è una norma che cerca in qualche modo di rimediare ad un danno che è comunque un danno già fatto e un danno grave, e cerca in una qualche misura di limitarlo, non è sicuramente una norma che può risolvere il problema dell'abusivismo, ma certo in qualche modo inibisce chi da oggi ha intenzione o sta consumando oggi degli abusi in zone dove l'edilizia con è concessa.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.
TUNIS (U.D.R. Centro), relatore. Signor Presidente e colleghi Consiglieri, sull'articolo 1 sono stati presentati tre emendamenti, il numero 2, il numero 5 e il numero 9, tutti e tre portano come primo firmatario l'onorevole Morittu. L'emendamento numero 2 riguarda un emendamento soppressivo totale che eventualmente approvato renderebbe vano l'orientamento che si è prefisso la Commissione di recepire la sanatoria e quindi di far proprie le normative pur con i limiti poi stabilite dagli articoli successivi. Tutto ciò premesso, quindi, sull'emendamento numero 2 ritengo di esprimere il parere negativo.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 5, si tratta di un sostitutivo totale che anche questo tende, qualora non fosse approvato il primo emendamento presentato dall'onorevole Morittu, a rendere vano quello che è l'orientamento e quello che è lo spirito che intendeva portare avanti la Commissione stessa, quindi anche per questo la Commissione, e cioè il relatore, esprime parere negativo.
Sull'emendamento numero 9, invece, trattasi di un emendamento che è stato copiato da una normativa esistente da un'altra Regione, che è una Regione dell'Italia meridionale e precisamente la Puglia, e lo ha anche specificato l'onorevole Morittu e si tratta di una manifestazione di interesse, cioè quando l'individuo intende sanare oltre alle procedure normali dovrebbe manifestare l'intenzione (quasi un'auto-denuncia) di fare il condono allegando una documentazione addirittura fotografica, asseverata da tecnici iscritti in appositi albi, quindi una proposta superflua che appesantisce le procedure, costringe i cittadini a fare due procedure e non una e quindi i Comuni a sobbarcarsi una marea di carte. Però se eventualmente l'Aula ritenesse che questo possa essere un onere da affidare ai cittadini io ritengo di affidarmi al parere dell'Aula, quindi per l'emendamento numero 9 all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
ASUNIS , Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. I pareri della Giunta in riferimento all'emendamento numero 2, di fatto il numero 5, che azzerano la possibilità di applicazione del condono nazionale in riferimento alla Regione Sardegna, il parere della Giunta è negativo. Per quanto riguarda l'emendamento numero 9, emendamento, così come faceva presente la stesso onorevole Morittu, trae origine da una disposizione legislativa di altra regione, nello specifico la regione Puglia che con la legge numero 28 del dicembre scorso ha proceduto ha recepire il condono edilizio, articolato legislativo per altro costituito da 3 articoli, ritengo che pur essendo la procedura evidenziata, di fatto, tale da comportare un aggravio da parte delle strutture tecniche comunali, ritengo comunque, anche a nome della Giunta, di rimettere la valutazione dello stesso emendamento alla votazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita - D.L.). Presidente e colleghi, la sensazione è che si stia scrivendo, qualcuno, molti vogliano scrivere un'ennesima pagina nera di questa legislatura. Si può dire che non c'è niente di nuovo perché purtroppo siamo andati in crescendo o quanto meno abbiamo seguito un percorso perverso che ha avuto tutta una serie di episodi, uno peggiore dell'altro, che tra l'altro dimostrano come questo Consiglio abbia vissuto nei suoi cinque anni nel totale disprezzo dei principi della legalità, dei principi costituzionali, dei principi dell'autonomia che è stata veramente calpestata in tutti i modi. Purtroppo il segnale si era avuto in Commissione perché in quarta Commissione quel giorno in cui è stata presa al volo questa scellerata proposta del collega Piana si è capito che c'era un gruppo di persone che anzichè pensare agli interessi della Sardegna stava pensando a ben altri interessi, a interessi privati, a interessi delle lobby a interessi clientelari, si è formato immediatamente uno schieramento trasversale, parlo della cosiddetta maggioranza che poi non c'era che è stata sostituita da persone che non si erano mai viste in Commissione, che non sapevano assolutamente niente della legge si è violato il diritto di tutti i consiglieri impegnati altrove in cose serie a essere presenti e così non aggiungiamo altro. Se si indagasse un tantino su alcuni di coloro che si sono presentati in quella giornata forse si troverebbero tante spiegazioni, ma è talmente evidente il processo che è stato svolto che credo ci sia anche poco da fare indagini, lo valuteranno i cittadini, lo valuteranno i sardi, questo è uno dei punti cruciali in cui si vedrà chi è venuto qui a fare gli interessi generali, a difendere l'autonomia, e chi invece è venuto a difendere altre cose; perché questa, se si va di questo passo e si approva la proposta Piana, qui non è soltanto una rinuncia all'autonomia, qui c'è una rinuncia alla dignità, c'è una forma di prostituzione, di prostituirsi davanti a sporchi interessi di bottega. Non si tratta di sanare abusi di necessità, si tratta di sanare ben altre cose e lo sappiamo tutti. E da questo punto di vista io credo che sia veramente censurabile anche il comportamento della Giunta e di chi la rappresenta in questa sede, perché la Giunta aveva presentato un suo disegno di legge che era discutibile, che poteva dar luogo a delle censure, ma che era se non altro un disegno di legge serio e invece si è, tra virgolette, "prostituita", perché ha preso al volo un provvedimento che non ha niente a che vedere col rispetto dell'autonomia, anzi non ha niente a che vedere... anzi è una violazione palese del principio di tutela del paesaggio, principio costituzionale articolo 9 della Costituzione, e via discutendo. Ecco questo è il risultato, la Sardegna, se passerà questa legge, e passerà in questi termini, si porrà probabilmente, avrà probabilmente un primato di devastazione e di mancanza totale del rispetto della sua autonomia di Regione a Statuto speciale, dell'articolo 3 dello Statuto e via discorrendo, un primato che nessun'altra regione Italiana, e soprattutto nessun'altra regione a Statuto speciale sarà in grado di mettere in discussione, avrà il primato, almeno in questo la Sardegna avrà il primato e detto questo credo ci sia poco altro da aggiungere.
Qui - ripeto ancora una volta - non si tratta di sanare abusi di necessità, non si tratta di venire incontro ai disgraziati, qui si tratta di adempiere, di rispondere a interessi di bottega. Io mi permetto di ricordare, ripetendo ciò che è già stato detto, che la Corte Costituzionale è investita di questo problema, e che quindi una regione che si rispetta dovrebbe quanto meno prendersi una pausa di riflessione. Qui ci sono palesi violazioni dell'articolo 3 della Costituzione, principio di parità e principio di ragionevolezza, dell'articolo 9, soprattutto tutela del paesaggio e dell'ambiente, dell'articolo 25 e dell'articolo 112, obbligatorietà dell'azione penale eccetera.
Ricordo anch'io che la Corte Costituzionale si è pronunciata già due volte con la sentenza 369 del 1988 e con la sentenza 416 del 1995, dichiarando che i condoni indiscriminati di questo tipo sono contrari alla Costituzione. Bene, se vogliamo fare qualcosa di questo genere, segnalarci per questo ulteriore primato negativo non abbiamo che da andare avanti.
E' appena il caso di ricordare che, per esempio, il Comune di Cagliari, che, come sapete, non è amministrato dalla sinistra, ha per bocca del suo Assessore, che invece ha mostrato se non altro un notevole livello di dignità e di rispetto del ruolo che sta svolgendo, ha scelto la linea dura: niente sconti per gli abusivi. L'Unione Sarda, 22 gennaio 2004, leggetevi questa intervista per capire a che livello qui stiamo rischiando di arrivare. La Regione dovrebbe essere la guida, dovrebbe dare il buono esempio e invece si sta mettendo alla testa di chi vuole distruggere territorio, ambiente, paesaggio, autonomia, soprattutto autonomia e di conseguenza dignità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ho anch'io la sensazione, Presidente e colleghi, che testé ha testimoniato, ha riferito il collega Dore, che ha appena ultimato il suo intervento. La sensazione non che si stia per scrivere, però, una pagina nera della storia politica dell'autonomia, quanto piuttosto una pagina grigia: grigia di cemento, grigia anche di lassismo, di disinteresse, di incomprensione e di ignoranza, cioè di non comprendere qual è la portata vera, l'incidenza reale del provvedimento che è in discussione sull'ambiente, sul sistema della legalità, sulla moralità, sull'economia della Sardegna. Pare di aver capito da questo andazzo, da questo clima, che si vuol lasciare scivolare questa legge quasi fosse una cosetta, non lo è. Io dico questo rivolgendomi con molta serenità e severità alla maggioranza che pretende di compiere questo scempio e rivolgendomi anche ai colleghi, agli amici, ai compagni dell'opposizione politica e parlamentare in quest'Aula, perché, cari amici e cari compagni, noi trentacinque, ma bastano dieci di noi se vogliamo questo scempio lo impediamo. Nel senso che rendiamo almeno, se vogliamo, estremamente visibile agli occhi e alla conoscenza dell'opinione pubblica che qui si sta consumando un misfatto contro gli interessi generali della regione.
Ha ragione Dore e abbiamo ragione tutti quelli che richiamiamo a questa serenità e severità di giudizio, perché nessuno può far finta che non abbia capito. Uno: fra una legge vigente di questa Regione e vigente dal 1975, quasi vent'anni, che disciplina in questa regione, in modo puntuale e preciso, consentendo le sanatorie delle irregolarità minori, addirittura non prevedendo neppure né autorizzazione né concessione per le opere interne, per le piccole modifiche, quindi una normativa in questa regione che è di molto più avanti rispetto a quella che si pretende di recepire a livello nazionale, con una disciplina che già esiste in questa regione, che consente la sanatoria delle opere irregolari quando eccedono anche del 10 per cento la volumetria, purché rispondente a una regolazione di carattere generale, che consente anche la modifica di destinazione d'uso, e quindi la sanatoria, a condizione che sia compatibile con la destinazione di zona, perché una modifica di destinazione d'uso a fini commerciali in un'area residenziale o turistica, o sportiva, o di altra natura è chiaro che introduce una sconnessione e un danno di carattere generale. E voi fate finta di ricondurre a cose minori cose che minori non sono. Se una rimessa, nel centro di una città, una grande rimessa viene trasformata in sala bingo non è una cosetta, tant'è che vi sono comitati di cittadini che in questi quartieri fanno comitati, raccolgono firme, invocano i poteri pubblici di non consentire questo tipo di modifiche e destinazione d'uso perché non è bottega, non è neppure bottega, sono affari colossali e sono insulti alla legalità e all'ordine costituito! E ho fatto un esempio, se ne potrebbero fare tanti. Non basta qui dire: ma il 60 per cento sono piccoli abusi. Caro Assessore, quei piccoli abusi sono tutti tranquillamente e serenamente sanabili con la legge 23 e lei sa bene, perché ha contribuito, ho detto in altre circostanze, da ottimo tecnico anche a scrivere, a costruire quella legge 23, ma non distrugga da pessimo politico il suo lavoro di ottimo tecnico.
Tutto è riconducibile a legalità e a regolarità in base alla legge esistente, e anche di più, però vi sono altre categorie, poche che però sono non dei vulnus e basta, ma sono ferite profonde al tessuto non solo territoriale e ambientale, ma economico e legale che non dovrebbero essere consentite. E allora, tra una legge regionale che esiste e che va solo attualizzata, in cui basta spostare alcuni termini o definire in modo diverso anche procedure, perché in vent'anni vi è l'esigenza di un miglioramento anche delle tecniche delle procedure, e un decreto governativo di Berlusconi, perché questo Consiglio regionale vuole recepire senza discutere il decreto governativo di Berlusconi invece di utilizzare correttamente e saggiamente la sua legge di sanatoria che già ce l'ha dal 1985? Semplicemente perché con la legge 23 si possono tenere in conto gli interessi generali della quasi totalità dei cittadini per i piccoli abusi e non si può invece tenere in conto quel pugno di casi che sono vere e proprie vessazioni, grassazioni, inganni, imbrogli, speculazioni, che invece parrebbe che interessino a qualcuno.
Io credo che mai questa Regione, questo Consiglio abbia conosciuto consimili situazioni di abdicazione al suo ruolo, tra una legge regionale esistente e che ha funzionato e che ha dato buoni risultati quando è stata attuata, che ha contrastato l'abusivismo edilizio, che ha mosso anche e saggiamente le ruspe, che ha frenato anche, in altri momenti, le incursioni speculative, che ha liberato 73 chilometri di litorale in questa nostra regione e che ha ricondotto il fenomeno a tassi accettabili, si riaffaccia invece l'ipotesi, l'idea, la prospettazione di una nuova fase di lassismo in base alla quale è chiaro che interviene anche un incentivo all'edificazione irregolare e quindi dannosa al territorio e all'ambiente, ma anche all'economia.
Perché, vedete, mi appello sempre a quelli che per davvero fossero dei liberali, a quelli che per davvero dicono di credere nella concorrenza, ma che concorrenza c'è tra chi costruisce legale, presenta un progetto, attende i tempi purtroppo lunghi, ma il problema di accelerare le procedure burocratiche è un problema di tutti, paga gli oneri, rispetta le regole e le leggi, costruisce pezzi di città ordinata, e invece chi, dimentico delle regole e delle leggi, non presenta progetti, costruisce come e dove vuole, non paga gli oneri, mette sul mercato costruito che costa meno, dissesta ambiente e territorio, costringe il potere pubblico a dover poi inseguire queste situazioni di patologia per dover costruire i servizi, perché dopo che la gente abita in un determinato luogo è chiaro, è evidente che ha bisogno e chiede e rivendica la luce elettrica, che richiede e rivendica l'acqua, che richiede e rivendica le fognature, le strade, le scuole, i servizi, è ovvio! Ma non l'ha deciso il potere pubblico, non c'è una regola e tutto questo costa dieci, cento volte di più a danno degli altri. E questo è in danno di altri cittadini.
E allora, le cose compatibili, anche le irregolarità che non sconvolgono il sistema possono essere tenute in debito conto e via via superate, anche snellendo le procedure, adattando la legge 23, ma non consentendo per via legale lo scempio, l'abuso, la prevaricazione e anche il danno all'economia e anche il travolgimento della concorrenza, perché non ce n'è sana concorrenza tra chi opera legalmente e chi opera illegalmente. Ecco il punto fondamentale su cui bisognerà ancora un pochino soffermarsi e discutere, e possibilmente correre ai ripari. Questa Regione deve certamente legiferare in materia, deve adattare la legge 23, c'è un sistema di emendamenti che l'opposizione ha presentato e che, visti in connessione, comportano il fatto che questa legge può essere ricondotta a una linearità, che raggiunge l'obiettivo di operare le sanatorie nei casi compatibili e di evitare il rischio invece di quella sanatoria indiscriminata. Se però c'è una condizione per la quale la maggioranza si chiude e anche la minoranza sottovaluta è chiaro ed evidente che quel sistema e quella proposta positiva cade miseramente.
La proposta che è stata avanzata, mi consenta, Presidente, di riprenderla, si è avanzata una proposta anche in via procedimentale, perché non sospendere questa discussione nell'interesse di tutti? La Corte Costituzionale si deve pronunciare nei mesi di marzo e di aprile su questa materia, ha due sessioni già definite, su ricorso di altre Regioni non di questa, ma è chiaro ed evidente che la sanzione, la pronuncia della Corte Costituzionale avrà un'incidenza anche sulla valenza di tutta la legge nazionale. Perché non migliorare, approfondire e migliorare la conoscenza di tutto questo sistema? Perché non approntare un provvedimento che sia più adatto a questa Regione sulla scorta della normativa di cui già questa Regione si è dotata ed eventualmente, in via di autonomia, già prima, provvedere correttamente e bene, oppure, se si volesse vedere cosa succede della normativa nazionale, almeno saggiamente attendere la pronuncia della Corte Costituzionale?
Io mi permetto di riproporre questa pregiudiziale, o la si chiami come si vuole, questa idea, questa condizione di possibile approfondimento in Commissione tra le forze politiche, perché possibilmente si possa tornare in Aula con un testo e una proposta che sia di utilità complessiva e non invece che sia ancora una volta di divisione, ma soprattutto di danno per questa Regione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi, è stato un po' molto lungo nella conclusione, però che non costituisca motivo perché poi vengano ripetute queste vicende. Lei è sempre in debito di tempo con quest'Aula.
COGODI (R.C.). Mi rendo conto e recupererò. La ringrazio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, anch'io come i colleghi che mi hanno preceduto, credo di avere una sensazione, visto che qua si va anche a sensazioni, e la sensazione, dagli interventi di autorevoli esponenti del centrosinistra, e anche leggendo l'emendamento anche numero 2, è che una parte politica non voglia assolutamente recepire il terzo condono edilizio in Sardegna, perché l'avete scritto e l'avete detto negli interventi.
Io, come feci già nell'intervento della discussione generale, sono diametralmente in una posizione diversa, sono invece, come ho scritto, come ho presentato anche una proposta di legge, per recepire il condono edilizio in Sardegna, anche perché l'onorevole Cogodi, l'onorevole Dore hanno parlato di giornata nera, giornata grigia, scempi qua e là, ma all'onorevole Cogodi in modo particolare voglio chiedergli: ma qual è più lo scempio non sanare abusi già realizzati in Sardegna, perché andiamo a dire abusi già realizzati alla data del 31 marzo 2003, o è preferibile lasciare al Far West così come oggi è? Cioè oggi in Sardegna dovremo aspettarci, con l'approvazione di questa legge, non minimo di cinquanta mila domande di condono edilizio. Allora in queste cinquanta mila domande io do la ragione all'Assessore quando dice che il 60 per cento sono sicuramente, ma molto di più anche del 60 per certo, abusi per necessità.
Porto l'esempio del Comune di Sassari dove qualcuno può ipotizzare duemila, tremila domande, io dico che le domande saranno molte molte di più, credo che arriveremo a superare cinquemila o seimila domande solamente nel comune di Sassari. Allora io credo che lasciare, che ormai abusivamente si è costruito, a meno che non si decida che non approvando quelle domande di sanatoria non è che il danno sia non approvare la sanatoria, il danno è chiedere che vengano abbattute o che vengano acquisite al patrimonio pubblico, come la legge prevede, tutte quelle costruzioni costruite abusivamente alla data del 31 marzo. Questo però anche alcune responsabilità l'onorevole Cogodi, in modo particolare, essendo egli stesso Assessore dell'urbanistica, che doveva vigilare in Sardegna anche, adottando e facendo applicare anche alcune leggi sulla vigilanza edilizia che in Sardegna c'era, non l'ha fatto. Nel 1994 abbiamo avuto tutte quelle domande, a oggi quella legge che non è stata applicata, per colpa anche dell'onorevole Cogodi, che non ha fatto applicare e che forse non si è interessato abbondantemente nell'applicazione, gli abusi edilizi in Sardegna continuano ad esserci. Sicuramente oggi io credo che il danno maggiore sia quello di non recepire la legge nazionale sul condono edilizio e, in modo particolare, mi esprimo in modo contrario all'emendamento numero 2, all'emendamento numero 5, che taglia fuori completamente tutti quegli abusi in difformità dello strumento urbanistico, che invece noi vogliamo inserire e che sono inseriti nella legge nazionale. Ma in modo particolare, poi, all'emendamento numero 9, dove addirittura, nel caso dovesse passare la legge di recepimento del condono edilizio, si chiedono norme di appesantimento ulteriore per chi ha ammesso abusi con una cartografia, con firme di tecnici abilitati. Questo condono, c'è da precisare, è già oneroso di per sé, perché è vero che è il terzo condono in Italia, il primo del 1985, il secondo del 1994 e questo di quest'anno, ma stiamo andando a parlare di 100 euro per metro quadro solamente per l'oblazione, per gli oneri concessori l'importo, nelle zone residenziali, è di circa 70-71 euro, anzi 71 euro secondo le classi degli abitati. Quindi è un condono già molto oneroso. Cosa vogliamo? Se vogliamo appesantire ulteriormente, molto probabilmente qua c'è anche chi difende alcune categorie, forse c'è anche lobby, onorevole Morittu, lei è anche un ingegnere, un professionista su questo, molto probabilmente, forse giustamente, per la sua categoria lei porterà acqua al proprio mulino chiedendo che vengano certificati, chiedendo che vengano in modo particolare inseriti professionisti, ingegneri e quant'altro. Molto probabilmente lei sta difendendo la sua lobby, la sua categoria.
PIRISI (D.S.). Non esagerare, ma la smetti di dire queste cose!
PIANA (U.D.C.). Ebbene, io credo che questo non sia giusto, ecco perché mi esprimo in modo diametralmente opposto al vostro, in modo contrario, in modo particolare per ulteriori appesantimenti nelle certificazioni, ma soprattutto anche nella documentazione, da allegare alla legge, io mi auguro, che questo Consiglio regionale approvi, di recepimento del condono edilizio in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Grazie Presidente, se io dovessi esprimere un parere così, direi che il mio punto di vista è che sono contrario al condono. Sono contrario perché so che cosa determina, non è giusto che venga premiato chi non rispetta le leggi. E so anche che quando si è iniziato a parlare di condono si ottiene l'effetto peggiore, quello che è stato già denunciato diverse volte e cioè che è peggio l'aspettativa che crea appunto l'opportunità all'abuso, piuttosto che quello di cui dovremmo invece parlare che è per certi versi un abuso che possiamo dire fisiologico, di necessità, quello che in qualche modo mi pare di capire risulta nei dati che sono stati riportati qui dall'Assessore e che, per certi versi, sono stati elemento di dibattito al momento in cui abbiamo iniziato parlare di questa legge. Mi fanno meraviglia i numeri che vengono portati dall'onorevole Piana, io credo che sono estremamente esagerati, per di più poi mi fa anche specie che parli in questo modo proprio della città di Sassari che ritengo sia una città rispettosa delle leggi come lo sono le altre città di questa nostra Regione.
Naturalmente mi rendo conto che noi abbiamo subito questa legge, l'abbiamo subita perché è una legge nazionale, e debbo dire anche che c'è stato un momento in cui si è dibattuto per capire se questa era una legge che noi potevamo subire e quindi rigettare, oppure per certi versi è una legge che in qualche modo era meglio prendere in considerazione per operare migliorandola. Io non voglio dimenticare, lo voglio ricordare anche ai colleghi, che c'è un'ordinanza, una sentenza del TAR che evidenzia che questa è una legge che si caratterizza dal punto di vista finanziario da cui ne consegue che è argomento che può trattare il Governo e che noi, naturalmente, non abbiamo la possibilità di entrare in merito. E` una legge di cassa, abbiamo detto, e comunque su questo si sta dibattendo, su questo si sta in qualche modo verificando una serie di ricorsi da parte delle Regioni in Italia e si è in attesa di capire che fine fa. Naturalmente i tempi non sono mai quelli necessari, sono sempre più lunghi e questo ci crea dei problemi. Ci crea dei problemi per il semplice fatto che si sta creando tanta confusione.
Io sono naturalmente per cercare di operare in maniera tale che la confusione venga ridotta il più possibile, per cui condivido, così come stava avvenendo, quando in Commissione sono arrivate delle proposte di legge sul condono edilizio che in qualche modo cercavano di far sì che avessimo noi la nostra legge sul condono, una legge sarda, una legge che sposasse la realtà della nostra Regione e che quindi si caratterizzasse in particolar modo con quello che stiamo sempre dicendo e cioè il miglioramento della legge regionale 23 che già abbiamo e che si è dimostrata ottima che però ha circa vent'anni di anzianità e che quindi, essendo passati vent'anni, non è più, come posso dire, rispondente alle esigenze, le sensibilità sono cambiate per certi versi è tutta una situazione che in qualche modo è diversa. Noi siamo in una situazione ora, e io lo condivido se i tempi fossero brevi, visto che abbiamo subito un'approvazione in Commissione che non ha consentito ai commissari di entrare nel merito, di migliorare la legge, di fare un testo unico che non fosse il recepimento così come è stato della legge nazionale, io dico condivido se naturalmente i tempi sono brevi un ritorno in Commissione per cercare di dotarci di una legge che sia il più possibile migliore di quella che in qualche modo stiamo andando ad analizzare. E condivido anche in questo momento se così non fosse, se non ci fosse la decisione di ritornare in Commissione, quelli che hanno presentato degli emendamenti che siano migliorativi della legge, non degli emendamenti che la strumentalizzino, che la usino, cosa voglio dire, per far passare ai propri fini elettorali, a far sì che in qualche modo si cerchi attraverso questa legge di risolvere i problemi che sono irrisolvibili. Io ritengo che noi in questo momento se non ritorniamo in Commissione dobbiamo operare per cercare di migliorarla, per far in modo che gli emendamenti che si sono presentati servono a far sì che si trovi la possibilità primo di eliminare le confusioni, perché mi domando: ma cosa succede se non facciamo in questo momento, non diamo le risposte chiare in tutti quei comuni della Sardegna, dove se è pur vero che non stanno arrivando richieste di condono edilizio, è pur vero che sono in tanti che vogliano presentare la domanda e hanno paura a presentarla perché pensano che ci sia una possibile autodenuncia. Ma che cosa succede se noi entro il 31 marzo, io mi auguro naturalmente che il 31 marzo sia una data che possa scivolare di questo si parla, che non sia una data fissa, che il Governo in qualche modo sposti questa scadenza, ma se così non fosse cosa succede in quei comuni se noi non assumiamo in questo momento una decisione.
Quindi per entrare in merito agli emendamenti che sono stati presentati, io sono contrario a quegli emendamenti che vanificano la legge, sono favorevole a quegli emendamenti che servono a migliorarla, naturalmente sono anche con coloro che vorrebbero portare questa legge per un passaggio, due, tre riunioni in Commissione per vedere se si riesce a dare una legge che sia più rispondente alle esigenze della nostra Isola, a far in modo che noi possiamo dotarci di una legge che sia il più possibile rispondente a quella che è la realtà, e la realtà, onorevole Piana, non è sicuramente di 50 mila domande di condono edilizio, ma sono i numeri che abbiamo potuto constatare e mi auguro naturalmente che quei numeri che vengono riportati qui non siano l'effetto di un ipotesi di condono che sta camminando da troppo tempo e per il quale la risposta prima arriva e sicuramente meno danno si fa nella nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Grazie Presidente. Signor Presidente e colleghi, il centrodestra nella passata seduta di Consiglio ha detto solennemente per bocca dei Capigruppo che era opportuno spostare la discussione in quanto trattandosi di un argomento importante la maggioranza aveva intenzione di discutere approfonditamente della legge sul condono edilizio. Noi stiamo verificando che di Capigruppo attenti non ce n'è neanche uno del centrodestra, stiamo verificando che quelli che erano i sostenitori della posizione attenta di riflessione e di confronto, che sono stati velocissimi nel fare i colpi di mano in Commissione, qua sono affetti come spesso accade, da una afasia colpevole ed imbarazzata, ed affida l'intervento all'onorevole Piana che fa una sorta di apologia, potremmo chiamarla, alla trasgressione delle regole, una apologia veramente vergognosa all'interno di quest'Aula portata avanti con una faccia tosta che io credo sia raro trovare nei banchi di un Consiglio regionale.
Noi siamo veramente stupefatti da questo atteggiamento e ritengo che ci sia della gente sorda anche alle proteste che montano da parte dell'opinione pubblica e di componenti del centrodestra e di amministratori del centrodestra. Noi, onorevole Piana, siamo stati presentatori di una legge perché ritenevamo di volerci confrontare nel merito della legge del condono edilizio, ma siamo contrari a che venga perpetrato ancora una volta in Sardegna uno scempio per colpa di questo Governo non Governo. E dico anche al neo Assessore dell'urbanistica, Assessore, lei che è stato Direttore generale, presentatore di un disegno di legge, che ha visto il proprio disegno di legge preso e ridotto a coriandoli e brandelli, ma non ha un sussulto, perbacco, di dignità nell'alzarsi a dire: "No, io voglio discutere della cosa che ho proposto con tutta fatica, anziché coricarmi supino, di fronte a ciò che questa maggioranza sbrindellata, arruffona, imbrogliona sta portando avanti". Qui non si vuole risolvere il problema degli abusi di necessità, si vuole infliggere un ulteriore colpo alla nostra Isola, a quelle che sono le speranze di sviluppo improntate sul turismo, sulla valorizzazione delle nostre coste e sulla valorizzazione dell'ambiente, questo siete voi. E' la coscienza di ciascuno di noi poi, sarà la singola coscienza che imporrà a chiunque di parlare, di difendere le tesi e di portare avanti le proprie convinzioni. Per quanto riguarda ritengo che sia veramente un fatto gravissimo quello che sta accadendo. Ma io non voglio parlare con parole mie, perché tanto l'onorevole Piana dopo che ci dà la sua lezioncina di dizione e che arriva a dire delle bestialità del tipo: "Lei, onorevole Morittu, che è ingegnere sta portando acqua al suo mulino perché sta proponendo un appesantimento di norme e di regole". Le dico di informarsi che il Presidente Fito di Forza Italia le ha proposte e noi le abbiamo ritenute, Forza Italia, non Rifondazione Comunista, ha proposto quello che l'onorevole Morittu ha rappresentato che era il frutto di un emendamento nel quale si diceva: dal momento che appena si paventa l'ipotesi di condono inizia lì la fase vergognosa e scandalosa della costruzione e magari si va a fare campagna elettorale sperando di portare voti, come si fece a suo tempo con dei manifesti giganteschi nella città di Sassari quando si voleva introdurre in una finanziaria regionale con tanto di mappali, di particelle, le case che bisognava sanare dell'agro di Sassari. La vergogna è veramente insopportabile a qualunque livello!
Poi io credo che un amministratore, e lo voglio citare, e vorrei che ascoltasse anche l'onorevole Murgia che non vuole ascoltare comizi, mi rivolgo all'onorevole Murgia, con garbo, senza che si offenda perché le sto parlando di un suo iscritto che è un amministratore di un comune il quale ha detto: "Dopo aver appreso che il provvedimento del Governo è stato impugnato" - spiega l'esponente di Alleanza Nazionale sardo non americano e neanche della Calabria o della Puglia - "ho la speranza che anche la Regione Sardegna non adotti la legge sul condono edilizio, intanto" - sottolinea l'Assessore - "perché esiste già una legge regionale in materia, la 23 del '85", così come è stato ricordato dal collega Cogodi, dal collega Morittu che mi hanno preceduto e in ultimo dal collega Masia, e questo non è un sovversivo che si presenta gridando giustizia proletaria dai banchi del Consiglio comunale del comune di Tortolì, si tratta dell'assessore Giacomo Usai che dice parole sagge e vorremmo noi che un po' di quella saggezza entrasse anche in quest'Aula, perbacco! Dice l'Assessore all'urbanistica del Comune di Tortolì: la 23 dell'85 che considera la possibilità di regolarizzare le opere realizzate abusivamente e poi perché facciamo parte di quelle Regioni italiani dove le grandi speculazioni edilizie hanno deturpato coste e paesaggi naturali. Alleanza Nazionale dice questo non i Democratici di Sinistra o Rifondazione Comunista o il centrosinistra, un esponente di Alleanza e continua "proprio per questa ragione" - secondo l'amministratore - "non si dovrebbe consentire che con la nuova legge sul condono si regolarizzino le baracche che costellano i nostri litorali, il rosario di baracche che costella i nostri litorali". Ebbene queste sono considerazioni che sono state fatte da rappresentanti della destra. Invece noi abbiamo una chiusura completa e totale a ogni confronto, a ogni dibattito. Noi abbiamo chiesto che vorremmo un ritorno in Commissione perché ci sia realmente la possibilità di andare a vedere in che maniera dovremmo recepire questo condono nella nostra Isola, ed in tutti i casi è stato ribadito ed è stato detto che esistono due sentenze che la Corte Costituzionale dovrebbe pronunciare, una nel mese di marzo e una nel mese di aprile, quindi mi pare che questa sia la strada più giusta.
Però vorrei anche richiamare qui in quest'Aula le frasi e le affermazioni che ha fatto un altro notissimo sovversivo che è il Presidente nazionale dell'ANCE "Associazione nazionale dei costruttori edili", l'ingegner Claudio De Albertis, il quale dice che sostanzialmente le costruzioni che vengono realizzate non sono solo brutte e fuori da ogni regola urbanistica, spesso sono anche mal sicure e soggette a rapido degrado. Questo volete difendere, cioè il brutto e anche quello che può essere soggetto a rapido degrado, dal momento che non c'è neanche un minimo di controllo sotto il profilo statico delle costruzioni che vengono realizzate. Allora il condono edilizio, dice sempre l'ingegnere De Albertis, sta diventando in Italia non più l'eccezione ma una comoda tassa periodica sull'illegalità, uno scambio di clemenza contro danaro, questo è questo condono edilizio.
Ed allora, cari colleghi, se veramente si ha a cuore il bene della nostra Isola, se si hanno a cuore le persone che si dice di voler tutelare, se si ha a cuore la possibilità che la nostra Isolaa aveva al di là delle contingenze di ciascuno di noi, al di là degli interessi elettoralistici che qualche volta sono veramente stucchevoli e ributtanti, se noi vogliamo che al di là di questo ci sia la possibilità di uno sviluppo e di un progresso della nostra Isola, allora se vogliamo questo noi abbiamo il dovere di non accettare il condono così come c'è stato proposto, il dovere se vogliamo fare una legge di tornare in Commissione, il dovere comunque di rigettare quello che sarebbe un elemento catastrofico per la nostra isola.
PRESIDENTE. Siamo al voto, onorevole Morittu, di cosa vuol parlare, per richiesta di voto? Per le modalità? Ho capito, per la discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Presidente, io vorrei fare un intervento in discussione generale, nient'altro, aggiungere alcune brevi considerazioni se naturalmente i miei colleghi me lo consentiranno, ai quali naturalmente chiedo... Presidente, chiedo solo silenzio, non ascolto ma un po' di pazienza e vorrei non essere disturbato se è possibile, Presidente.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, siete pregati di non disturbare, l'onorevole Gian Battista Orrù è pregato di andare in saletta per le discussioni, c'è a disposizione una sala. Onorevole Orrù, c'è un ampia sala dietro per poter parlare, onorevole Diana altrettanto. Prego.
MORITTU (D.S.). La ringrazio, Presidente. Io vorrei riprendere la considerazione che svolgeva poc'anzi il collega Giuseppe Pirisi in riferimento al curioso atteggiamento della Giunta su questa legge. Io ricordo l'intervento di replica dell'Assessore nella discussione generale; l'intervento di replica dell'Assessore come dire mi è parso, in buona sostanza, un intervento di carattere meramente tecnico, puntiglioso, preciso, documentato, ma non ha evidenziato quale era la proposta e l'atteggiamento politico della Giunta.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE
(Segue Morittu.) Posto che la Giunta aveva presentato all'attenzione della Commissione un disegno di legge copioso, 45 articoli mi pare, che aveva sicuramente non solo la pretesa, ma si poneva l'obbiettivo in qualche modo di rivedere la legge regionale 23, che è la nostra legge fondamentale che ha regolato ad oggi, per quasi vent'anni, la normativa, soprattutto le procedure in tema di abusivismo edilizio in Sardegna, provando ad armonizzare rivedendo il testo della legge numero 23 con le sopraggiunte norme nazionali, mi riferisco in particolare al Testo Unico sull'edilizia che è il testo di riferimento per altro da un punto di vista procedurale della normativa nazionale. Perché insomma io credo che la Giunta e l'Assessore in particolare, anche in forza della sue qualità tecniche naturalmente, della sua competenza si sarà posto il problema di come armonizzare la proposta, o meglio la legge nazionale, rispetto alle procedure esistenti in Sardegna che sono dettate dalla legge regionale 23, in considerazione appunto del fatto che invece la legge nazionale fa riferimento al Testo unico che la Sardegna non ha ad oggi recepito.
Per la verità la proposta di Giunta si poneva un po' il problema di contenere la proposta nazionale anche nelle quantità, tant'è che la proposta della Giunta prevedeva il 30% naturalmente in percentuale come limite per gli ampliamenti agli esistenti con un massimo di 350 metri cubi e con una sommatoria sino a 1800 metri cubi, la differenza con la legge nazionale praticamente è quasi la metà perché la legge nazionale prevede 700 metri cubi e la sommatoria 3500 metri cubi.
Quindi la Giunta con quel suo disegno di legge, che io in buona parte non condividevo, ma comunque era un disegno di legge serio, che si poneva alcuni problemi seri che altrimenti noi comunque avremmo approvando questo testo proposto dalla Commissione, e insomma in qualche modo affrontava la materia cercando non solo di armonizzarla ma anche di darle, come dire, una sua razionalità complessiva.
Peraltro in Commissione discutendo quell'interpellanza presentata da alcuni consiglieri del centrosinistra, di cui io ero primo firmatario, in quella circostanza l'Assessore dell'urbanistica ci rispose anche ad una lettera che la Commissione gli scrisse il 20 maggio 2003, quindi in largo anticipo rispetto all'avvento del condono, e con quella lettera reiteravamo una richiesta, fatta peraltro qualche mese prima, quando già alla fine del 2002 il Governo Berlusconi preannunciava un condono. Allora in quella occasione noi chiedemmo all'Assessore dell'urbanistica e al direttore, l'allora direttore generale, l'ingegner Asunis, gli chiedemmo conto dell'abusivismo in Sardegna, chiedendogli: "Ci faccia conoscere Assessore", allora era assessore Biancareddu, "ci faccia conoscere i dati dell'abusivismo in Sardegna". Questa proposta noi l'abbiamo formalizzata nel maggio del 2003 e a novembre del 2003, in occasione della discussione dell'interpellanza, l'allora direttore generale ci portò la documentazione dalla quale si evince che cosa? Si evince che in Sardegna la maggior parte degli abusi riconosciuti sono abusi di piccoli entità, chiusure di verande, variazioni di destinazioni d'uso, sono i dati che l'assessore Asunis ci ha riportato e ci ha riproposto in replica alla discussione generale sul suo intervento.
Ma allora qual è l'interesse della Regione sarda di accogliere in maniera supina il condono nazionale? L'interesse della Regione Sardegna dovrebbe essere quella di redigere, di approvare una legge che sia calzata sulla realtà dell'Isola. Ma se i dati sono quelli, che "ci azzecca" 700 metri cubi, cosa "ci azzeccano" 3500 metri cubi quando la stragrande maggioranza degli abusi dichiarati e riportati qua dAll'Assessore Asunis in Sardegna sono abusi di piccola entità, sono per l'appunto chiusure di verande, piccoli sgabuzzini, variazioni di destinazioni d'uso, eccetera, eccetera.
Il nostro compito dovrebbe essere quello. Ma allora non capisco la Giunta, non capisco l'atteggiamento supino del Giunta rispetto ad una maggioranza che in una mattinata ha voluto forzatamente approvare una proposta di legge fregandosene, mi scuso per l'uso di questo verbo, fregandosene della proposta della Giunta, del disegno di legge della Giunta e delle altre proposte presenti sul tavolo della Commissione. Vi era una sorte di pruderie ad approvare in fretta e furia, peraltro da una Commissione proposta da commissari che erano tutti in maggioranza supplenti, quindi commissari anche poco abituati a discutere di quella materia.
Le circostanze e le coincidenze ci fanno un attimino davvero pensare che sia stato un vero e proprio colpo di mano portato avanti da chi ha in qualche modo, caro onorevole Piana, interessi negli abusivi e negli abusivismi in Sardegna sia a Sassari sia da altre parti.
Peraltro la sciocca insinuazione dell'onorevole Piana, davvero, non merita peraltro alcuna risposta; la risposta la troviamo nella storia personale politica di ciascuno di noi, la troviamo nelle proposte scandalose che vengono riportate all'attenzione...
PRESIDENTE. Scusi onorevole Morittu. I colleghi che stanno telefonando in Aula per cortesia si accomodino fuori a telefonare! Non è possibile stare in Aula a svolgere interventi con i colleghi che urlano al telefono. Colleghi, si sente tutto, anche se state parlando piano. Onorevole Petrini, per cortesia! Prego onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). La risposta, dicevo, la troviamo nelle proposte scandalose che sono delle vere e proprie istigazioni all'abusivismo e alla trasgressione edilizia in Sardegna quando si propongono aumenti improponibili di indici indiscriminati nel territorio della Sardegna a prescindere dalle sue qualità ambientali. Io credo che la risposta vera all'insinuazione la troviamo lì, e io credo che sia una risposta che in qualche modo vada anche sollecitata agli elettori, a cui si rivolge lo stesso onorevole Piana. Io impiego trenta secondi per ricordare ai consiglieri regionali
PRESIDENTE. Concluda onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). Concludo con una battuta, che hanno ricevuto tutti i consiglieri regionali una lettera di un sindaco, poc'anzi l'onorevole Pirisi riportava l'opinione di un amministratore di Tortolì di Alleanza Nazionale, tutti noi abbiamo avuto sul tavolo una lettera di un sindaco che ci dice: "Ma cari consiglieri regionali io ai miei concittadini ho inibito attività edilizie che loro mi chiedevano ripetutamente e quotidianamente, io mi sono battuto per la legalità, oggi voi state per approvare una legge che delegittima la mia attività legale di sindaco. E io di questo vi chiedo conto". E io vi ripropongo questa questione.
Io credo che davvero noi dovremo riflettere su questo punto, seriamente, se vogliamo dare un esempio e se vogliamo dare un indirizzo chiaro a chi amministra, a chi è sul campo e a chi deve, come dire, ogni giorno combattere contro i tentativi di illegalità. Io ribadisco nuovamente la proposta di rimandare il testo in Commissione, e prendo impegno per quanto mi riguarda, ma anche per quanto riguarda il nostro Gruppo, di lavorare velocemente ad un testo serio che affronti questa materia nei modi dovuti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, l'intervento dell'onorevole Morittu, così chiaro e così poco ascoltato, però merita una qualche valutazione da parte di quest'Aula e merita di essere ripreso. E mi rivolgo soprattutto alla Giunta. Se la Giunta sostiene che l'abusivismo in Sardegna è per la stragrande parte, in base ai dati che ci sono stati forniti, un abusivismo di piccola entità, perché allora non si fa una legge legata a questa realtà micro, perché allora non si coglie l'occasione delle proposte delle dichiarazioni di buona volontà che anche da parte del centrosinistra, soprattutto da parte del centrosinistra vengono, di porre mano con grande responsabilità e celerità a questo testo rimandandolo in Commissione, e invece in nome del piccolo abusivismo si fanno entrare nella legge norme che tendono a sanare cose che micro non sono, che piccole non sono, che non sono sicuramente piccoli aggiustamenti. Questa è una domanda che la Giunta ha sul tavolo, e alla quale vorremmo una risposta.
Il secondo tema su cui vorrei una risposta, è come è possibile procedere ad approvazione di leggi in Commissione di questa portata, di questa delicatezza, di questa specificità, con i commissari che sono assenti. E facendo in Commissione colpi di mano con commissari che non hanno ruolo in Commissione. Ed è legittimo quindi il problema che io ripropongo alla Presidenza del Consiglio in quest'Aula ancora una volta di chiedere a tutti noi, e verrebbe da dire probabilmente soprattutto ai commissari che si sono precipitati in Commissione, ai consiglieri che si sono precipitati in Commissione, una dichiarazione in fede che il loro comportamento non tende a tutelare interessi privati.
Cioè chiediamo che ci sia da parte della Presidenza una richiesta, ai sensi della legge già approvata, in cui i consiglieri dichiarino di non avere in nessun caso interessi personali, familiari ed aziendali in materia, e su questo non si può transigere, a patto di non voler considerare questo Consiglio, non la sede alta della legislazione, ma la sede di tutela, di interessi privati nello svolgimento delle proprie funzioni. Allora, su questo problema, Presidente, chiedo che si faccia interprete del rispetto della legge e della richiesta che abbiamo già altre volte avanzato.
Terza considerazione, se mi consentite una battuta, non vorrei che la maggioranza e che la Giunta passassero, e non vorrei che neanche noi, nessun di noi, passassimo per la tutela degli abusivisti o degli abusivi per legittimare e per vanificare la battuta che circola nei banchi che voi tutelate gli abusivi perché come Giunta siete abusivi e quindi è una tutela corporativa!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io intervengo a seguito dell'intervento dell'onorevole Selis, perché la fase di omologazione credo che sia finita, nel senso di essere omologati alle dicerie comuni come persone in quest'Aula che votano per interessi particolari, o a difesa di non so quale interesse privato, io la rigetto direttamente ai mittenti.
Io sono qui per votare in coscienza e secondo la mia opinione e quella del mio Gruppo, e quella della mia appartenenza politica,e non ho da difendere interessi privati di chicchessia. Per cui se l'onorevole Selis ritiene che in quest'Aula ci siano persone che agiscono in modo diverso, credo che sicuramente non si riferisse a me, sarebbe opportuno che facesse chiare dichiarazioni e chiari riferimenti, perché questi tipi di intervento in Aula vengono poi trasferiti fuori come la negazione della politica, come (mi permetta il termine) la porcheria della politica e come una delegittimazione di chi sta in quest'Aula ed è un sport corrente al quale non mi sunto di aderire. Per cui - ripeto - se c'è qualcuno per il quale ritiene l'onorevole Selis di dovere fare nomi e cognome perché è qui a difendere interessi privati, che lo dica, perché io sono stufo di essere omologato in questa immagine comune del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, molto brevemente, per mettere in evidenza almeno un aspetto, sembra che il problema dell'abusivismo edilizio sia sorto in questi ultimissimi anni, è un problema che conosciamo ormai da decenni, un problema che esisteva quando vi erano Assessori dell'urbanistica che erano preposti dunque al controllo preventivo e successivo, e cioè quello repressivo; Assessori che oggi invece vengono qua a farci la paternale, a farci lezione di etica e di morale, che veramente il pudore e il buon gusto avrebbero dovuto quanto meno evitare o quanto meno limitare.
Il problema esiste da tanto tempo e ci chiediamo perché mai si sia arrivato ad un numero così davvero rilevante di casi accertati di abusivismo edilizio, e si tratta di capire perché quegli Assessori del centrosinistra, che avevano tutti gli strumenti non hanno posto in essere tutte le procedure per poter arginare, eliminare, reprimere il fenomeno. Ed allora, mi pare che oggi questo provvedimento intervenga per chiudere quella pagina; una pagina che dovrebbe certamente riconsiderare in ottica nuova il problema più in generale urbanistico ed edilizio e, quindi, di governo del territorio nella nostra Isola.
E così come, onorevole Selis, il suo intervento veramente suscita e susciterebbe, anche a caldo, qualche risposta che probabilmente poco avrebbe a che fare col tema dell'abusivismo. Quando si pensa di poter costruirsi una sorta di aureola indicando tutti come ladri e delinquenti, tutti come coloro che non hanno rispetto della cosa pubblica, indicando indistintamente quelli che siedono in quest'Aula, come coloro che fanno uso privato della cosa pubblica, beh, onorevole Selis qui mi fermo e non voglio andare oltre perché avremmo su questi problemi qualcosa da dire e non vogliamo veramente eccedere in cadute di stile su questioni che tutti quanti conosciamo e che probabilmente, veramente, porrebbero una questione morale davvero grande come un macigno su aspetti che mi pare non sia il caso in questo momento ulteriormente approfondire. Ed allora, se si ha la serenità di voler indicare casi e questioni, lo si faccia, e siamo pronti ad un confronto su questi aspetti, sapranno gli interessati come difendersi in questa o in altre sedi, ma smettiamola una volta per tutte, veramente non vogliamo fare noi la morale agli altri, ma non pretendiamo lezioni di questa natura, sapendo le cose anche di questi ultimi mesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.
ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, vorrei soltanto fare alcune piccole considerazioni; la prima è questa: la Giunta regionale ha un grande e illimitato rispetto dei lavori del Consiglio regionale. La Giunta regionale, così come altri consiglieri regionali, hanno proposto un articolato che è stato ritenuto dalla Quarta Commissione consiliare non rispondente alle esigenze; la Quarta Commissione ha trasferito detto testo unificato all'attenzione dell'Aula. L'assessore Asunis, a nome della Giunta regionale, nella discussione generale si è auspicato che gli emendamenti che dovessero pervenire in riferimento al testo unificato debbano essere valutati nel tentativo di ricercare comunque la definizione di un testo, il più possibile rispondente a quelle che sono le esigenze della nostra Isola. La Giunta rileva che nella stragrande maggioranza dei casi gli emendamenti presentati da Morittu, Pirisi e più, attengono a iniziative riferite alla soppressione di articoli o alla sostituzione di articoli con la semplice finalità di rendere di fatto inapplicabile il condono in Sardegna. Non si rilevano, se non parzialmente, presenze di emendamenti di tipo costruttivo, che in qualche modo riprendono peraltro alcuni contenuti del disegno di legge licenziato dalla Giunta regionale, non esistono emendamenti in riferimento all'abbassamento del monte volumetrico per il quale è ammissibile il condono edilizio e sento, da parte di qualche consigliere, richiamarmi ad un sussulto di dignità e ad un curioso atteggiamento da parte mia e da parte della Giunta regionale. Ho qualche perplessità, forse non voleva l'intervento di qualche consigliere regionale essere riferito nello specifico forse alla Giunta regionale, perché se di curioso atteggiamento vi devo dire anche a nome della Giunta regionale lo riscontriamo dalla lettura degli emendamenti che non sempre aiutano ad integrare un testo nei termini che peraltro sono stati ripresi negli interventi di questa serata.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 2, primo firmatario Morittu.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per esprimere un voto favorevole su questo emendamento in linea con il ragionamento che è stato affacciato dai banchi dell'opposizione da più colleghi, e che la maggioranza e la Giunta lasciano cadere, quello di una migliore riflessione per approntare un testo più adeguato, più condiviso e soprattutto più utile agli interessi territoriali, ambientali, economici e morali, perché no, della Sardegna. E, per dire anche, in sede di dichiarazione di voto, che alcuni colleghi, lo dico con rispetto perché l'opinione di ognuno va rispettata, ma quando il collega Piana per esempio oggi, così come il collega Tunis l'altro ieri, si rivolgono ad altri colleghi, ivi compreso il sottoscritto, dichiarando o meglio additando addirittura in questa materia delle responsabilità per avere ricoperto ruoli di governo nella Regione, io in specie Assessore regionale degli enti locali e dell'urbanistica, beh, è necessario che io richiami un elemento di elementare cognizione prima ancora di dire di elementare verità. Citando Benito Urgu l'altro ieri il collega Tunis, pensava di fare ridere, dicendo: ti ritiri di lì! Perché dice: chi era Assessore quando nel 1985 si è fatta la legge 23? Ero io. Ma la legge 23 è un vanto per questa Regione, non è mica un obbrobrio. La legge 23 è la legge che prevede prima di tutte e a prescindere da tutte le sanatorie nazionali di cassa e cioè quelle fatte a fini tributari perché il bilancio dello Stato, introiti danaro dalle regioni, anche da questa Regione povera, per lasciare dissestato il territorio, perché fate le sanatorie, e cioè la legalizzazione di quello che è illegale poi rimane il problema dell'intervento pubblico per cui lo Stato non ti dà nulla. Lo Stato incassa due volte; uno vendendo il reato, perché l'oblazione penale altro non è che vendere il reato, perché viene meno il reato se tu paghi una somma di denaro, dell'aspetto penale ne è titolare solo lo Stato e solo lo Stato può vendere il reato e con l'oblazione fa un primo incasso, e quello lo possono fare tutto perché a prescindere da quello che volesse fare la Regione in materia penale noi non abbiamo competenza. E poi, ancora, lo Stato, cioè il Governo, incassa con la sanzione amministrativa, ma la sanzione amministrativa essendo la potestà amministrativa della Regione, come minimo quella dovrebbe andare alla Regione per essere restituita ai cittadini nel risanamento ambientale e territoriale. Invece no, zero alla Regione, zero ai comuni, tutto allo Stato, il denaro, che sana e quindi rende legale quello che era illegale, e invece alla Regione ed ai comuni l'onere e l'obbligo di rispondere ai cittadini che vorranno i servizi e dovranno essere poi, in qualche modo, questi servizi realizzati.
Ma il collega Piana, cosa vuole Cogodi che non ha vigilato! Ma io non Carabinieri! Io non ho barracelli! Non ho squadre armate da disporre anche intorno al Consiglio regionale! Io ho fatto il mio dovere come altri colleghi, tutto si potrà dire ma non che io in questa materia non abbia vigilato, la legge 23 è lì a dirlo. Io non voglio ricordare aspetti che possono sembrare a qualcuno anche patetici, ma fate quello che vi pare. Quando le ruspe sono andate a demolire le cose più obbrobriose che c'erano in questa Regione non hanno risparmiato neppure i tuoi ministri, caro Piana, e quando alcuni sindaci, i tuoi sindaci sudavano freddo perché non volevano firmare le ordinanze di demolizione delle case abusive anche dei tuoi ministri, le ruspe sono andate lo stesso, anche col rischio che era insito in questo tipo di iniziativa in quel tempo. E quando a questo consigliere regionale, indegno quanto vi pare, in quel di Masua, le ruspe della Regione, da sindaci e da amministratori locali sono state multate perché in divieto di sosta, le ruspe che dovevano demolire quegli obbrobri che erano sulla spiaggia di Masua di fronte a Pan di Zucchero, le ruspe multate! E lì si è costruita una tomba, che era la tomba di Cogodi. E i giornali del tempo sono ricchi di informazione in questa materia, io sono onorato di avere avuto lì quella tomba di fronte allo scoglio di Pan di Zucchero, in quella bellissima spiaggia.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
Cogodi (r.c.). Magari possa essere per davvero, tra 152 anni, il luogo dove insomma possa continuare a guardare la spiaggia di Masua e il mare pulito di quelle parti. Dovevate essere poco poco più rispettosi, ognuno di noi ha fatto quello che ha potuto, ognuno di noi ha un'idea, ed ognuno di noi pensa di realizzare il bene comune. Se qui c'è dialettica, se anche c'è polemica, se anche vi diciamo: pensiamoci un pochino di più, è perché teniamo molto alle cose che diciamo ed ai beni che vorremmo preservare e quindi, un poco più di rispetto! E poi torneremo sui punti specifici ed anche sui mappali che indica il collega Piana nei suoi emendamenti, per fare una sanatoria a mappale. Ecco, Pittalis, dove è la dignità della politica e dove è il rispetto reciproco, dove è la moralità di insieme che bisogna realizzare. Avremo modo poi di chiarire ancora rispettosamente e forse anche di intenderci che questa legge serve, ma serve fatta meglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Signor Presidente, per naturalmente dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento soppressivo dell'articolo 1, che non è stato gradito dall'assessore Asunis perché, come dire, manca di proposta ma si sa che, insomma, gli emendamenti soppressivi non sono emendamenti di proposta, ma all'emendamento soppressivo noi abbiamo fatto seguire un emendamento sostitutivo dell'intero articolo, così come abbiamo fatto con tutti gli altri articoli proponendo, assessore Asunis, all'attenzione del Consiglio ciò che non abbiamo potuto fare in Commissione, come dire, dibattendo la nostra proposta con le altre proposte e con la proposta della Giunta. Ma a me risulta, care Assessore, che in Commissione la Giunta non è stata mica sentita! Cioè il disegno di legge della Giunta è arrivato in Commissione ed è rimasto lì orfano, nessuno, non dico l'ha difeso, ma nessuno lo ha illustrato. Ed allora, insomma, questo disegno di legge o è una mera esercitazione, no, come dire, didattica, non lo so, o come la vogliamo chiamare, no, oppure era insomma una proposta politica ed è evidente che non stiamo parlando della persona dell'Ingegnere Asunis, o dell'assessore Asunis, stiamo parlando della Giunta e mi risulta anche che la Giunta quando avanza disegni di legge, poi, successivamente, si difende in Aula, e non per mancare di rispetto al Consiglio, ma per portare un contributo propositivo che è frutto dell'elaborazione della Giunta che ha potere di proposta legislativa - mica solo potere di firmare qualche cosa - ha potere di proposta legislativa la Giunta, e la Giunta solitamente, una Giunta che rappresenta una maggioranza naturalmente, la vostra ahimè non rappresenta pare nessuno, è orfana pure la Giunta, è come dire una Giunta per caso, ed allora come dire si comporta per caso, cioè lascia che tutto accada per caso! Anche questa legge sta accadendo per caso, qua in questo Consiglio, assessore Asunis, non è l'avere grande rispetto del Consiglio, e ci mancherebbe che non avessimo grande rispetto del Consiglio, significa semplicemente dare al Consiglio proposte, suggerimenti, idee per produrre il meglio possibile, perché insomma la competenza ripeto della Giunta non è solo quella, come dire, di ascoltare e di recepire tutto ciò che il Consiglio decide, può proporre al Consiglio la Giunta, può proporre emendamenti, non mi risulta un emendamento proposto dalla Giunta, non me ne risulta uno! Ma, la Giunta poteva proporre, come dire, l'abbattimento del volume che aveva previsto nel suo disegno di legge, non l'ha mica proposto, non spettava a me proporlo. Io ho un'altra idea e l'ho proposta l'altra idea all'attenzione del Consiglio, non avendo avuto, ripeto, l'occasione di confrontarmi in Commissione, ma questa occasione non l'ha avuta nessuno, perché la Commissione, come abbiamo detto, ripetuto, più volte, ha agito, come dire, a colpo di mano, ha agito con la pruderie di approvare questa cosa perché insomma ci serve per la campagna elettorale, non lo so, ci serve perché qualcuno mi telefona e dice: "Guarda che a me interessa la legge sul condono, ma l'avete recepita o non l'avete recepita?" E magari è quello che sta forse anche consumando nel frattempo il suo abuso. Quindi, come dire, non è un problema di rispetto, è un problema di assolvere ad un ruolo. Ad un ruolo che compete alla Giunta naturalmente. Non dico l'Assessore, compete alla Giunta in quanto organo collegiale che ha potere di proposta legislativa, e la proposta l'ha avanzata e l'ha lasciata, come dire, abbandonata alla deriva di un Consiglio che peraltro anch'esso mi pare abbondantemente alla deriva, come alla deriva mi pare che sia la Giunta regionale e questa maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Penso che tra qualche minuto interromperemo i lavori e riprenderemo domani mattina.
MASIA (S.D.I.- S.U.). Presidente, la ringrazio. Io rispetto le posizioni dell'onorevole Morittu e dell'onorevole Cogodi, che naturalmente nell'esprimere un parere favorevole all'emendamento, io credo che facciano però quello che ritengo sia un grande torto ai cittadini della Sardegna. Credo che se dovessimo sopprimere l'articolo 1 di questa legge, ci troviamo nella totale confusione di cui parlavo poco fa nel precedente intervento. Sopprimere l'articolo 1 significa sopprimere questa legge, perché non ha più senso diciamo continuare a discuterla visto che tutto è poggiato appunto su questo articolo, il che sta a significare che ci troviamo nella situazione dove poi dobbiamo stabilire, dobbiamo cercare di capire se comunque la legge nazionale è lo stesso applicabile nella nostra Regione, oppure no. Cioè, è il contrario di quello che noi avremmo voluto, il contrario di quello che noi stiamo cercando di fare. Ho chiesto nei modi dovuti perché questo Consiglio decida di riportare in Commissione il dibattito, che decida di riprendere in considerazione l'opportunità di dotarci di una legge, ma ritengo che votare a favore di quell'emendamento significhi davvero annullare qualunque possibilità di dialogo e togliere di sicuro opportunità che invece io credo dovremmo cercare e quindi voteremo contro questo emendamento, perché riteniamo che ci sia la possibilità di sicuro, attraverso alcuni emendamenti, di poterlo ancora migliorare e naturalmente, ribadisco l'invito, visto che Presidente stiamo andando a concludere i lavori, di rinviare la votazione a domani per vedere se è possibile ancora discutere per poter portare il dibattito di questa legge in Commissione, perché davvero annullare per i sardi la legge sul condono non significa non avere il condono, significa avere una grande confusione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Ma, io rispetto il collega Masia, intanto perché è una persona seria, poi perché è una persona competente in materia, e capisco anche che nella sua ottica, nella sua visione, il discorso del ragionamento costruttivo prevalga su altre cose, ma qui questa legge non è una legge regionale; questa non è una legge regionale, questa è una porcheria e soprattutto - l'ho già detto in precedenza - è un atto di prostituzione da parte dei sardi e in questo caso da parte di coloro che la voteranno, perché nessuno ci impediva e ci impedisce di fare una nostra legge. E qui io mi ricollego a ciò che diceva l'Assessore, l'ingegner Asunis, e a ciò che è stato detto già in precedenza sotto forma di commento: qui la Giunta aveva fatto un lavoro serio, non del tutto condivisibile nelle conclusioni, ma un lavoro serio. Basti vedere che c'erano sei, sette pagine fittissime di relazione che spiegavano il processo seguito; addirittura si riesaminava da cima a fondo tutto il problema, cioè era un testo sul quale si sarebbe dovuto lavorare in Commissione, ma si poteva lavorare comunque in Aula in modo serio, in modo costruttivo, in modo corretto. Ma qui è stato cancellato tutto, caro Assessore, e lei lo sa meglio di noi. La Giunta purtroppo è debole, la Giunta è sospesa a un filo e quindi bisogna accontentare qualcuno, bisogna accontentare chi in qualche modo ha una sorta di prevalenza, che poi io vorrei sapere di che prevalenza si tratta.
Sono sei pagine di relazione, ce le siamo dimenticate, le abbiamo cancellate, le abbiamo stracciate; 34 articoli in cui tutti gli aspetti vengono approfonditi, ma dove andiamo finire? Dove va a finire la dignità? Una Giunta che si rispetti di fronte a questo blitz indegno e vergognoso che si è svolto in Commissione, e qui guardo anche l'assessore Capelli che non era presente e quindi non risponde di questa roba, però veramente si è verificata una cosa che va contro la dignità di tutto il Consiglio regionale e in particolare contro la dignità vostra, che non siete neanche stati interpellati. Io ricordo che nel momento soprattutto in cui mi sono trovato solo, perché è successo anche questo, visti gli impegni e gli impedimenti degli altri colleghi, da una parte e dall'altra, con quegli innesti indecenti che ci sono stati in quel momento, chissà perché improvvisamente è scattato il soccorso, o meglio era una cosa preordinata, ebbene io in quel momento ho chiesto che innanzitutto per il rispetto delle istituzioni venisse quanto meno chiamata e sentita la Giunta. Niente, non c'è stato verso! Presidente Tunis, forse bisognerebbe chiamare nuovamente le Iene, così tanto per svegliarla un pochettino! Presidente Tunis, io ho chiesto che venisse interpellata la Giunta e lei si è rifiutato con un atteggiamento da dittatore, da prevaricatore, veramente degno di altra...
E allora, scusate, e qui mi riferisco anche alla Commissione, e a chi ha redatto o preteso che venisse redatto questo testo: come vi può essere scritto che la Commissione "dopo un attento e approfondito esame delle proposte e del disegno di legge presentato e dopo una disamina"? Ma questa è una pagliacciata, dire che c'è stato un attento esame è una pagliacciata e è un falso! Ecco, allora, io mi richiamo alla dignità del Consiglio regionale, mi richiamo alla dignità della Giunta, di tutta la Giunta, organo collegiale e in particolare del Presidente e dell'Assessore e mi richiamo ai colleghi, alle persone di buon senso che tengono alla loro dignità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
spissu (d.s.). Volevo sapere a che ora finiamo, Presidente, per regolarci. Avevamo deciso di chiudere alle ore 20.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pirisi. Colleghi, se c'è qualche motivo particolare per il quale alcuni colleghi pensano che sia opportuno sospendere i lavori e andare a domani, come si è sempre fatto, le ore 20, colleghi, sono un orario assolutamente indicativo che, come sapete bene, di volta in volta può essere modificato in quanto non vi è nessun obbligo regolamentare e quindi vi sono delle questioni di opportunità che possono far decidere in un senso o nell'altro. Qui siamo in fase di votazione almeno del primo emendamento per il quale si stanno svolgendo delle dichiarazioni di voto. Questa Presidenza intenderebbe concludere la serata con il voto sull'emendamento, a meno che non vi siano moltissime dichiarazioni di voto da svolgere. Allora, a tutt'oggi io ho soltanto l'onorevole Pirisi iscritto per dichiarazione di voto.
(Numerosi consiglieri del centrosinistra alzano la mano per iscriversi a parlare per dichiarazione di voto)
Va bene, ho capito, onorevole Pirisi, non le dispiacerà di svolgere la sua dichiarazione domani. I lavori si interrompono qui, riprenderanno domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 13.
Allegati seduta
Testo della mozione annunziata in apertura di seduta
MOZIONE SCANO - SELIS - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - COGODI sulle assunzioni senza concorso al Centro Regionale di Programmazione e negli Assessorati regionali.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che la Giunta regionale, con la delibera n. 15/1 del 28 maggio 2003, ha disposto "l'annullamento della selezione di n. 11 unità di personale qualificato indetta con determinazione n. 229/C.R.P. del 16 ottobre 2001" per il completamento dell'organico del Centro Regionale di Programmazione, nonostante tale procedura, aperta a tutti i laureati sardi, fosse già stata avviata con la pubblicazione sul BURAS e risultassero pervenute numerose domande;
CONSIDERATO che con la delibera succitata e con la successiva delibera n. 16/22 del 17 giugno 2003 si è stabilito di procedere alle 11 assunzioni al CRP, ivi incluso il vicedirettore, attraverso una chiamata nominativa discrezionale, valendosi di un aspetto normativo, il comma 1 dell'articolo 14 della L.R. 7/62, che ove prevede la chiamata diretta è chiaramente superato dalle norme generali in materia di pubblico impiego, oltre che incostituzionale alla luce delle sentenze della Suprema Corte, fra cui la recente n. 274 del 24 luglio 2003 concernente l'obbligatorietà del pubblico concorso presso l'Amministrazione regionale;
CONSTATATO:
- che la Giunta regionale, già in carica al momento dell'adozione delle citate delibere, ha proceduto alle predette assunzioni nonostante le interpellanze e le interrogazioni presentate in Consiglio regionale, nominando inoltre fra i nuovi assunti quale vicedirettore del CRP un dipendente privo del titolo di legge - ovvero "cinque anni di servizio svolti in posizioni funzionali per l'accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea" - necessario per partecipare ad un regolare concorso di accesso alla dirigenza;
- altresì che la Giunta regionale, in applicazione della delibera n. 15/1 del 28 maggio 2003 ha disposto, con pubblicazione sul BURAS del 29 settembre 2003, l'assunzione di trenta nuovi esperti presso il Centro Regionale di Programmazione violando le prerogative del Consiglio regionale in quanto:
a) le assunzioni nella Pubblica Amministrazione devono essere disciplinate per legge e la L.R. 7/62, che regola le assunzioni del personale qualificato del CRP, non prevede l'assunzione di "personale di supporto", ma solo quella delle venticinque unità qualificate che ne costituiscono l'organico;
b) gli atti adottati per disciplinare le nuove assunzioni appaiono contraddittori e privi di garanzie di correttezza amministrativa per innumerevoli motivi, fra cui: i criteri di valutazione della prova orale, l'unica prevista, non sono prefissati e resi noti ai candidati, bensì verranno stabiliti nella prima riunione della commissione di valutazione; sono stati dati solo dieci giorni di tempo per presentare le domande di partecipazione; non sono state indicate le norme di riferimento e le condizioni contrattuali di futura applicazione, fra cui il trattamento economico, secondo una prassi inammissibile in una amministrazione pubblica;
- che la Giunta regionale, con deliberazione n. 42/8 del 21 novembre 2003, ha disposto l'ulteriore assunzione senza concorso di due unità di personale qualificato violando il limite delle venticinque unità costituenti l'organico del CRP di cui alla L.R. 7/62, articolo 13, ivi inclusi il vicedirettore e il direttore del Centro che risultano inquadrati anch'essi fra il personale qualificato;
- che le disposizioni della Giunta regionale risultano viziate da palesi ed inammissibili illogicità, in quanto nella deliberazione n. 15/1 del 28 maggio 2003, entro la tabella a pag. 3 i dottori Moro Luigi e Fancello Maurizio vengono presentati, "sulla base dei curricula vitae che testimoniano l'idonea formazione, la competenza e l'esperienza professionale.." come esperti in materia di "Analisi, rappresentazione statistica, elaborazione scenari economici previsionali" (Moro Luigi) e di "Informazione e comunicazione" (Fancello Maurizio), mentre nella successiva deliberazione n. 42/8 del 21 novembre 2003, a seguito di una intervenuta modifica delle aree di competenza del CRP, gli stessi nominativi in attesa dell'effettiva assunzione sono stati formalmente ripresentati, "Sulla base dei curricula vitae che testimoniano l'idonea formazione, la competenza e l'esperienza professionale..", come esperti in materia di "Ambiente, difesa del suolo e protezione civile"(Moro Luigi) e "Industria e artigianato" (Fancello Maurizio), a chiaro indizio di una modalità di assunzione subordinata all'inserimento dei nominativi prescelti in sede politica;
APPRESO anche da notizie di stampa che in alcuni Assessorati, ed in particolare negli Assessorati del personale e dell'agricoltura, sarebbero state perfezionate attraverso società di lavoro temporaneo diverse assunzioni senza concorso e prive di criteri trasparenti sulle modalità di selezione dei nominativi, i quali peraltro, come già per le assunzioni al Centro Regionale di Programmazione, risulterebbero in strette relazioni di parentele od in preminenti rapporti di collaborazione con personalità politiche e dirigenti regionali;
CONSIDERATO che il Ministro della funzione pubblica ha da poco chiarito e puntualizzato con Circolare 8329/11 del 18 novembre 2003, che la flessibilità del lavoro pubblico è consentita solo nel rispetto dell'imparzialità della Pubblica Amministrazione, la quale non può prescindere dall'accesso previo concorso dei dipendenti, per cui i contratti stipulati attraverso società di lavoro interinale devono configurarsi non come lavoro subordinato bensì come prestazioni autonome dalla elevata professionalità, giustificabili solo con l'impossibilità di ottenere le stesse prestazioni entro l'amministrazione,
esprime
il richiamo ad una pratica di correttezza amministrativa che, nel rispetto dei poteri e delle prerogative del Consiglio regionale, da un lato garantisca pari diritti ed opportunità dei cittadini di fronte alla Pubblica Amministrazione in materia di impiego, attraverso procedure idonee a selezionare con criteri obiettivi le migliori professionalità, e dall'altro lato tuteli l'Amministrazione di fronte ai possibili danni rinvenienti dalla dispersione di risorse ed inefficienze imputabili alla mancata applicazione delle predette garanzie e procedure,
impegna la Giunta regionale
a) ad annullare le delibere n. 15/1 del 28 maggio 2003, n. 16/22 del 17 giugno 2003 e n. 42/8 del 21 novembre 2003 inerenti le assunzioni senza concorso al Centro Regionale di Programmazione, adottando i conseguenti atti risolutivi in conformità della L.R. 7/62 e dal Regolamento attuativo di cui al D.P.G.R. 179/86;
b) a sospendere la selezione di trenta nuove unità da assumere presso il Centro Regionale di Programmazione;
c) ad adottare gli opportuni provvedimenti per il completamento dell'organico delle venticinque unità del CRP previa selezione pubblica aperta a tutti i cittadini con le più ampie garanzie amministrative di imparzialità e pari opportunità, rafforzando inoltre le strutture dei responsabili di Misura del POR, che scontano gravi carenze di risorse umane dedicate ai programmi, anche valendosi allo scopo delle ingenti somme già stanziate in termini di assistenza tecnica;
d) a riferire in Consiglio, con una dettagliata relazione scritta sul numero di assunzioni, sulle relative date, sulle modalità di selezione nominativa del personale assunto tramite agenzie di lavoro interinale e sulle puntuali motivazioni di dette assunzioni. (133)
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