Seduta n.354 del 09/04/2003
CCCLIV SEDUTA
(POMERIDIANA)
Mercoledì 9 Aprile 2003
Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA
indi
del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 16 e 08.
licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 3 aprile 2003 (349), che è approvato.
CongedoPRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Mariella Pilo ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 9 aprile 2003. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 383/A. Ricordo ai colleghi che siamo in fase di dichiarazione di voto relativamente al comma 1 dell'articolo 18.
Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Grazie, Presidente, prendo la parola per dichiarare il mio voto a favore di questo comma. Non ho novità da comunicare, mi auguro che altri ne abbiano e siano in sintonia con quello che penso io. Perché voto a favore di questo primo comma dell'articolo 18? Voto a favore perché insieme a molti altri di questo Consiglio, direi alla stragrande maggioranza, condivido il fatto che lo strumento previsto dall'articolo 19 della legge 37 è uno strumento valido per promuovere lo sviluppo dei territori della Sardegna, questo è il motivo principale per cui voto a favore di questo comma. E poiché non sono il solo a condividere questo articolo e a vedere in questo strumento un validissimo mezzo per arrivare a quello che in qualche maniera qui più volte molti, moltissimi hanno richiamato come esigenza, e cioè decentrare ai comuni, agli enti locali quel tanto di competenze, ma soprattutto le risorse. Ecco questo strumento attua in qualche maniera quello che anche il Titolo V della Costituzione impone per legge, e cioè trasferimenti di competenze, ma iniziamo a trasferire anche le risorse in modo che i comuni, le comunità locali possano programmare il loro sviluppo avendo delle risorse certe. E questo è il secondo punto.
Oggi, dopo l'approvazione dell'emendamento 450, che aggiungeva solo delle risorse a quello che era già previsto dall'articolo 18 che è arrivato in quest'Aula, articolo 18 condiviso dalla maggioranza e dalla Giunta, quindi questo è il motivo che mi porta a dire che qui a stragrande maggioranza condividiamo, questo Consiglio condivide questo strumento. L'emendamento 450 ha solo aumentato le risorse. Perché abbiamo presentato questo emendamento? Perché questo emendamento ci è stato sollecitato da tutti i sindaci dei comuni della Sardegna, questo è il motivo per cui è stato presentato. Non solo, è condiviso anche dai rappresentanti delle categorie sociali ed è anche per questo che noi cominciamo a ricevere vari fax in cui ci ringraziano e plaudono a questa approvazione, a questa decisione.
C'è qualcuno, è vero, che ha espresso delle perplessità sull'articolo 19, però le perplessità riguardano quasi esclusivamente il fatto che anche i comuni abbiano dei ritardi nella spendita di queste risorse. Forse questo è vero, però è vero in quanto, e questo è stato già detto, lo strumento era nuovo e quindi come tutti gli strumenti nuovi aveva bisogno di un lasso di tempo per essere compreso, per essere padroneggiato, per poter provvedere a che si mettano in moto tutte quelle burocrazie che spesso legano e ingabbiano anche strumenti validi. Però, in effetti, non c'è stata una vera critica a questo strumento e certamente, se ha scontato un po' la lentezza dell'essere nuovo, io penso che la soluzione non sia abolirlo, anzi magari è perfezionare e aiutare gli enti locali, i comuni, a renderlo più rapido e più efficace.
PRESIDENTE. Prego concluda, onorevole Demuru.
DEMURU (D.S.). Concludo dicendo, e vorrei rivolgermi anche alla maggioranza, perché qui si è adombrata l'ipotesi che ci sia l'idea di bocciarlo per una ripicca politica, personalmente non penso che ci sia questa volontà, anche perché così si entrerebbe in contraddizione sul fatto che prima il principio è stato accettato e adesso solo per una questione di quantità si rischia di buttare a mare tutto. Riconfermo il mio voto a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, la nostra posizione è più che nota anche se è giusto ribadirla. Noi voteremo a favore del primo comma, così come è stato modificato dall'emendamento 450, e voteremo a favore perché la modifica riprende interamente la nostra posizione, che era quella di rifinanziare integralmente l'articolo 19 della legge 37. Noi abbiamo sempre, anzi in qualche misura possiamo considerarci padri del piano straordinario per il lavoro e possiamo dirlo a gran voce, noi abbiamo sempre sostenuto lo sviluppo locale, abbiamo sempre sostenuto l'ipotesi che attraverso questa strada, quest'Isola potesse in qualche modo crescere ulteriormente in termini di occupazione, ma anche in termini di sviluppo economico e sociale, per cui la modifica introdotta con l'emendamento 450 noi la riteniamo estremamente positiva. Ma dobbiamo anche dire con grande chiarezza, e lo diciamo alla maggioranza, che pure tenta un'imboscata addirittura rinunciando alla paternità sul primo comma, che pure ha introdotto con la finanziaria e che oggi vorrebbe rinnegare solo ed esclusivamente perché noi abbiamo contribuito, anche con il voto di alcuni della maggioranza, a ripristinare la dotazione finanziaria iniziale, cosa chiesta a gran voce da tutti: dai disoccupati, dai lavoratori, dalle organizzazioni sindacali, tant'è che un comunicato delle organizzazioni sindacali plaude al ripristino della dotazione finanziaria che era prevista inizialmente dal piano straordinario per il lavoro, chiesta a gran voce in questo Consiglio dagli stessi amministratori locali, ivi compreso il sindaco di Cagliari.
Non riusciamo a capire perché si vorrebbe tentare un'imboscata, perché si vorrebbe cancellare, a questo punto, addirittura non solo la dotazione finanziaria, ma l'intera possibilità di utilizzare uno strumento che anche voi avete ribadito essere positivo per quanto riguarda la possibilità di dare un contributo allo sviluppo economico e sociale di quest'Isola. Eppure, nel corso di questi giorni, nel corso di queste settimane, ma direi nel corso di questi mesi, una mediazione è stata tentata. Gli stessi nostri emendamenti vi hanno dato l'opportunità di perseguire diverse strade; a tutte quelle mediazioni è sempre stato detto di no. Oggi non potete, col tentativo messo in atto da parte vostra, con le vostre dichiarazioni, non si può mettere in discussione, non si può attuare una rappresaglia, perché sarebbe solo questo! Sarebbe una rappresaglia non nei nostri confronti, non nei confronti di un risultato conquistato dalle opposizioni, ma sarebbe una rappresaglia nei confronti dei sardi, dei lavoratori e soprattutto dei disoccupati. Sarebbe un dispetto inaccettabile, ecco perché vi diciamo e chiediamo soprattutto a quelli di voi, a quanti anche nel corso di questa discussione, soprattutto ai sindaci, che non vedo presenti guarda caso questo pomeriggio in aula, che sono anche consiglieri regionali dello schieramento di maggioranza, che pure hanno apprezzato lo strumento della legge 37, chiedo a loro di essere conseguenti con le dichiarazioni che hanno pure pronunciato nella stessa serata di ieri sera in quest'aula, di impedire la vostra vendetta e di consentire l'approvazione di uno strumento che può dare un contributo a risolvere uno dei problemi fondamentali di quest'Isola, a dare una risposta seria, quindi a fare una riforma per la prima volta in quest'Isola partendo dal problema del lavoro, onorevole Fantola. Anche in questo modo, anche utilizzando questo strumento si può dare una risposta ai problemi di crescita economica e sociale di quest'Isola. Non è con l'arroganza che si risolvono i problemi. Ecco perché noi vi sfidiamo con il voto palese, abbiate il coraggio davvero, se avete coraggio di dimostrare ai sardi quanto valete, ma con il voto. Se avete coraggio e se davvero siete così arroganti, come avete dichiarato, bocciate il comma 1 dell'articolo 18.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole al primo comma dell'articolo 18, anche se non so che esiti abbia avuto l'interlocuzione avviata a seguito della sospensione richiesta nella tarda mattinata dal collega Floris, anche perché mi rendo conto che l'approvazione da parte dell'Aula dell'emendamento numero 450 ha determinato grande disorientamento nelle file della maggioranza, al punto che non riusciamo più a comprendere se la maggioranza su questo tema abbia una strategia ben definita, oppure stia andando avanti all'insegna dell'improvvisazione. Infatti è una maggioranza che, ci pare di capire, vuole votare contro se stessa, peraltro l'ha fatto abbondantemente nel corso di questa finanziaria, ma vota anche contro le proprie proposte. Voglio ricordare che il comma 1 è stato introdotto dal disegno di legge approvato dalla Giunta e modificato dalla stessa Commissione.
Io dichiaro il voto a favore perché ritengo che questo sia uno dei punti più qualificanti dell'intera manovra finanziaria e per questo non comprendo come la maggioranza, seppure sia stata avviata da parte dell'opposizione, approvando l'emendamento 450, un'opera di reimpianto, un'opera di reimpianto della strategia del piano del lavoro della nuova triennalità, risponde proponendo un espianto di tutte le norme delle politiche del lavoro approvate in questa Regione. Per cui questa maggioranza disattende se stessa e disattende soprattutto gli impegni presi con altri e così facendo dimostra di essere poco credibile e di essere poco affidabile, perché questo del piano del lavoro era uno dei punti alla base della concertazione che era stata avviata con le parti sociali e che era uno dei punti qualificanti posto a base dall'interlocuzione avviata anche con i soggetti rappresentativi degli enti locali della Sardegna, mi riferisco all'ANCI Sardegna.
Pertanto il piano del lavoro, che coniuga un'esigenza giusta, un'esigenza fondamentale, indispensabile per la nostra Regione, che è quella della lotta alla disoccupazione attraverso una modalità appropriata, che è quella di fare in modo che le politiche attive del lavoro vengano nella nostra regione avviate facendo perno sul sistema delle autonomie locali, che in una logica di ridistribuzione delle competenze all'insegna del federalismo interno rappresentano l'asse portante per qualsiasi politica di sviluppo e di occupazione, ma soprattutto nella nostra Regione come di recente per ultimo, basti leggere anche Il Sole 24 Ore di oggi dove è pubblicata la raccomandazione svolta dall'Unione Europea all'Italia per le politiche del 2003 per il mercato del lavoro, dove viene sottolineato che proprio il mercato del lavoro italiano è uno dei più problematici d'Europa. Ma per poter risalire la china occorre eliminare e diminuire i forti squilibri regionali che esistono nel mercato del lavoro del nostro Paese e occorre sviluppare delle serie e puntuali politiche del lavoro. Ecco, il piano del lavoro della nostra Regione è proprio la testimonianza di un tentativo, ma non solo di un tentativo, di una reale esigenza dell'istituzione regionale per colmare questi squilibri, questi ritardi....
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pusceddu.
PUSCEDDU (D.S.). Concludo dicendo che è il punto più qualificante dell'intera manovra finanziaria, anche perché tende a rispondere a un'esigenza fondamentale, al dramma più importante che vive la nostra Regione che è il dramma della disoccupazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granella per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GRANELLA (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole all'articolo 18 che è intitolato "Disposizioni a favore dei comuni". Per come stanno andando le cose non so quanto favore trarranno i comuni da queste disposizioni e da questo articolo. Speriamo bene, comunque. Ho annotato alcune frasi che provengono dalla maggioranza nel dibattito precedente: "I sardi e la Sardegna vogliono che la finanziaria venga approvata", "Abbiamo necessità di approvarla per dare risposta alle parti sociali e agli enti locali" e poi un'altra piccola perla, sempre proveniente dai banchi del Governo "Una finanziaria che sta mettendo la Sardegna in ginocchio". Io dico che se noi dovessimo arrivare al voto su questo articolo per come si stanno ponendo le cose, la Sardegna non sarà in ginocchio, la Sardegna sarà stesa, stesa in fondo al mare. Il fatto che, dalla stessa parte dalla maggioranza, provengano queste frasi e questo senso di preoccupazione la dice lunga sul lavoro che si sta svolgendo in quest'Aula. L'emendamento 450 è passato, ha ottenuto la maggioranza dei voti e le politiche del lavoro ne hanno tratto giovamento, la somma a disposizione per l'occupazione è aumentata, è quasi sufficiente, però non è tutto. Se dovesse venir bocciato poi l'articolo, noi non abbiamo migliorato niente, siamo arrivati ed arriveremo a bocciare un qualcosa soltanto per il gusto di bocciarla, soltanto per affermare la propria forza, le proprie prerogative di governo. Ma non è questo il buon governo che i sardi vogliono e che noi abbiamo in mente.
La ritorsione, la cieca volontà distruttiva non serve alla Sardegna, non serve a questo Consiglio, nell'antichità Sansone travolgendo le colonne del Tempio pronunciò la famosa frase, la storica: "Muoia Sansone con tutti i filistei"; ma la minoranza o l'opposizione non sono filistei, la maggioranza non è Sansone, il Tempio non è casa della minoranza o della maggioranza, il Tempio è la casa dei sardi, il Consiglio è la casa degli sardi. Quindi stiamo attenti a travolgere queste cose, questo stato di cose. Il popolo sardo, quello che sta nei 377 comuni, grandi e piccoli, che cosa farà, che cosa sta aspettando? Noi facciamo parte di quel popolo, non siamo una parte staccata, non siamo un qualcosa di diverso, noi siamo qua perché siamo parte integrante e lo dico tra virgolette e tra parentesi forse la migliore, perché siamo stati espressi da tutto quel popolo per venire ad amministrarlo, per venire a curarne le sorti, per venire qua in Consiglio a parlamentare e a creare per questo popolo un mondo migliore e dei momenti migliori. Disoccupati, giovani, tutte quelle persone che ci hanno mandato qua da noi attendono un segno di responsabilità, un segno di maturità, ma aggiungerei che attendono da tutto il Consiglio regionale, in particolar modo dalla maggioranza, un sussulto di orgoglio che riabiliti questa funzione che noi svolgiamo e che non è nostra perché ci è stata data in eredità, è nostra perché ci hanno conferito la fiducia per poterli amministrare. Nessuno di noi, voglio aggiungere una lamentela a quella che in questi giorni tutti i consiglieri stanno rappresentando, nessuno di noi in questo Consiglio, in questa tornata ha la possibilità di lavorare seriamente e tranquillamente per un fatto molto semplice, perché con le bocciature, con tutto il movimento sconclusionato in certi momenti non si ha la percezione reale di quello che è il finanziamento che si può utilizzare, non si capisce e non si riesce a capire come ci si possa comportare per coprire i capitoli che dovremo portare avanti. Chiedo di nuovo all'assessore Masala che ci metta a disposizione le cifre reali momento per momento o altrimenti che ci dia un punto fermo da cui ripartire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, anch'io voglio esprimere il mio voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18, che tra poco dovremo votare, per sottolineare con l'occasione che questa mattina con l'approvazione dell'emendamento 450 questa finanziaria è arrivata al suo snodo cruciale. Questa finanziaria è arrivata in ritardo in Consiglio regionale, e ci vede impegnati da 43 giorni in una discussione approfondita, per la verità con molta partecipazione da parte del centrosinistra e con poca partecipazione da parte della maggioranza, una finanziaria che abbiamo contestato fin dall'inizio, l'abbiamo definita senz'anima, abbiamo accolto le proteste da parte di tutte le parti sociali che hanno bocciato questa finanziaria proprio perché era priva di capacità di incidere sullo sviluppo economico e sociale della nostra Regione e abbiamo da subito detto che noi ci saremmo battuti fino in fondo come stiamo facendo, ottenendo peraltro risultati importanti che vedono sgretolarsi questa maggioranza, che si saremmo battuti prima di tutto per aumentare i fondi per il lavoro, per ripristinare i fondi dell'articolo 19 della legge 37, che è l'obiettivo che abbiamo raggiunto questa mattina, nonostante la volontà della maggioranza che ancora una volta si è dimostrata incapace di portare avanti perfino le sue posizioni, fortunatamente, che erano quelle di distruggere, di avviare la demolizione della legge 37. La seconda era quella di sostenere le esigenze degli enti locali che chiedevano più risorse, in particolare per quanto riguarda i piccoli comuni per evitare la bancarotta, per evitare l'incapacità a dare i servizi ai cittadini. Il nostro terzo obiettivo che continueremo a perseguire per quanto ancora ci sarà da discutere nella finanziaria, era quello di aumentare le risorse per le attività produttive, infine sostenere il volontariato e il terzo settore. Il primo di questi obiettivi questa mattina lo abbiamo raggiunto, circola voce, ma ancora nessuno della maggioranza ha avuto il coraggio di esprimersi al riguardo, che la maggioranza con un atto irresponsabile e ritorsivo sarebbe orientata a bocciare il comma 1 dell'articolo 18 cancellando definitivamente il piano per lo sviluppo locale e il piano straordinario per il lavoro. Badate, se questo vostro disegno andasse in porto sarebbe la seconda sconfitta e questa sconfitta, dopo quella dell'approvazione dell'emendamento 450, non sarebbe però, badate bene, soltanto una sconfitta politica, sarebbe una sconfitta morale per questa maggioranza, ma soprattutto non sarebbe la sconfitta di questa maggioranza, sarebbe la sconfitta degli enti locali, la sconfitta dei disoccupati, dei 340 mila iscritti alle liste di collocamento della nostra Regione, sarebbe la sconfitta del buonsenso, sarebbe un atto grave di responsabilità che coronerebbe in modo chiaro e lampante di fronte alla comunità sarda la vostra incapacità di governare questa Regione, il vostro fallimento, il vostro sgretolarsi ed essere irresponsabili.
Badate, non pensate di affondare gli interessi della Sardegna insieme ai vostri destini, sarebbe davvero molto meglio che accettaste una marcia indietro responsabile rispetto ai vostri obiettivi, se nel vostro obiettivo c'è quello di affossare definitivamente il piano per il lavoro e per lo sviluppo locale. Se questo disegno voi lo portate in porto, certamente credo che perdereste ogni legittimità a parlare ancora di lavoro, a parlare ancora di disoccupazione, a presentarvi di fronte agli enti locali. Per noi certamente non sarà, non la consideriamo una vittoria la bocciatura del comma 1, la consideriamo una sconfitta per tutti, una condanna per la comunità sarda che mi auguro voi abbiate la capacità di non mettere in atto, perché sarebbe veramente interrompere un circuito importante, un circuito che ha comunque generato...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Pinna.
PINNA (Gruppo Misto). Sto concludendo, comunque ha generato lavoro, dato risposta ai tanti disoccupati, alla disperazione degli enti locali che sono i terminali, le cellule vive della nostra comunità regionale, quelli che più di altri sentono il peso dei disoccupati e del disastro che voi in questi quattro anni avete causato a questa Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). La ringrazio Presidente però non vedo il collega Masala, non perché Biancareddu, Amadu e gli altri colleghi non rappresentino la Giunta, non per questo, perché il dialogo è tra le idee che sostiene il centrosinistra e le poche idee che ha sostenuto Masala. Pani, risponde lei per Masala? Non credo.
PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. L'Assessore della programmazione non è facilmente sostituibile.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini prego, la invito a svolgere il suo intervento.
CUGINI (D.S.). Presidente, mi scusi, chiaramente non è riferita a lei la mia considerazione, però non c'è il Presidente della Giunta, non c'è il signor "niet", io posso anche parlare, però! Il collega Biancareddu la pensa come noi, Amadu pure, comunque faccio il mio intervento, il collega Scarpa è dei nostri.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Prego onorevole Cugini.
CUGINI (D.S.). Chiaramente voto a favore del comma 1 e dell'articolo 18. Però volevo dire ai colleghi presenti della maggioranza, che molti di noi, diciamo quelli che abbiamo votato a voto segreto per approvare l'emendamento precedente che ha determinato nella maggioranza una vivace discussione, abbiamo detto che la finanziaria andava riscritta ed andava riscritta in Aula con la partecipazione dei colleghi che avevano espresso nelle Commissioni e nella discussione generale un'opinione diversa o più opinioni diverse da quella della Giunta, in particolare del collega Masala e del Presidente Pili. Riscrivere la finanziaria in Aula, ci sono state, penso al Presidente della Provincia di Oristano, il collega Diana, anche considerazioni del tipo: "Sì, facciamo il confronto senza trattative riservate, riscriviamola in Aula". Rimango fermo su questa posizione: riscriviamola in Aula. Per riscriverla in Aula chiaramente occorre trattare il merito, ci sono tra di noi molti colleghi che hanno anche una funzione di amministratori locali in diversi comuni della Sardegna, che sono preoccupati del fatto che il piano per il lavoro potrebbe essere bocciato; io sono perché non venga bocciato. C'è una parte larga della maggioranza, molto larga della maggioranza che va oltre i voti che abbiamo espresso che la pensa come la penso io; vorrebbero approvare il piano per il lavoro.
Certo, magari non lo vogliono approvare come lo penso io e questo è legittimo, però la maggioranza dopo che è andata sotto a voto segreto si è riunita e ha proposto da bocciare il comma 1, altri colleghi hanno detto: "Io non credo, noi non crediamo che quella sia la strada". Io mi rivolgo principalmente ai colleghi consiglieri regionali che sono anche amministratori locali: perché per un conflitto interno al Consiglio regionale, noi Consiglio regionale dobbiamo penalizzare i comuni che hanno in mano lo strumento che hanno utilizzato positivamente, che vorrebbero riconfermare per riutilizzarlo positivamente? Perché dobbiamo fare un'operazione che danneggia i comuni della Sardegna e assieme alle amministrazioni locali danneggia l'insieme dell'economia? Io mi rivolgo ai colleghi che hanno detto: "Riscriviamo la finanziaria". Riscriviamo la finanziaria, ma la bocciatura vuole dire cancellare la finanziaria su quel punto, il piano per il lavoro. Il collega Biancareddu che, oltre ad essere uno degli Assessori più apprezzati dal centrosinistra perché ritira giustamente gli articoli che potrebbero essere bocciati, è anche amministratore degli enti locali, come fa l'Assessore dei comuni a sostenere la tesi che devono essere bocciati i comuni sul piano del lavoro? Come fa Biancareddu? Ma Cappai, e va apprezzato, ha per primo sostenuto la tesi che sarebbe stato un errore. Allora prima…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cugini.
(Interruzione del consigliere Carloni)
CUGINI (D.S.). Piero dimmi? Prima di commettere un danno, lo dico per i colleghi della maggioranza, prima di commettere un danno irreparabile, riflettete, riflettiamo. Io sono convinto che, tra la bocciatura del comma 1 e la valutazione sull'emendamento che è stato approvato, ci sono possibilità di trovare soluzioni. Tore Amadu, perché non dobbiamo trovare soluzioni? Perché? Perché ci dobbiamo mettere nelle mani di "Niet", di Masala, che vuole accentrare le risorse per distribuire secondo le sue esigenze clientelari? Perché? Oppure, nelle mani di Balletto che è un falco che non vorrebbe niente di quello che vorremmo noi. Prima di commettere il danno, Pasquale Onida, essendo stato tu insieme ad altri pochi uno degli artefici dei grandi danni della Sardegna, riflettiamo, riflettiamo e riflettete. Noi siamo disponibili alle soluzioni positive. Diversamente farete un danno che gli amici che sono qui presenti sapranno valutare, ma sarà un danno per la Sardegna non per il centrosinistra. Presidente, sarà un danno per la Sardegna, e noi caro Piero Carloni il danno lo vogliamo evitare assieme a te. assieme a Gianni Locci, assieme a voi che siete responsabili della situazione.
CARLONI (A.N.). Ognuno alla(ha la )(?) sua parte.
CUGINI (D.S.). Ma non la parte sbagliata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, anch'io voglio dichiarare il voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18, però prima di svolgere alcune considerazioni non posso fare a meno di notare che ci giunge notizia dalle agenzie di stampa che mentre noi discutiamo in quest'Aula delle norme riguardanti l'articolo 18, cioè le norme riguardanti gli enti locali, quindi la dotazione di risorse e la definizione delle politiche per il corrente anno degli enti locali, il Presidente Pili lo danno in viaggio verso la Costa Smeralda. Questo la dice tutta dell'attenzione, della sensibilità, dell'interesse che il Presidente Pili ha nei confronti di quest'Aula, ha nei confronti delle politiche per gli enti locali.
Quello che stiamo vivendo stasera, adesso ci ha abbandonato anche l'Assessore Masala, ma se la maggioranza ha bisogno di ulteriore sospensione per chiarirsi le idee, per mettere a punto la sua strategia, io credo che sia legittimo, come l'ha chiesto stamattina, che lo possa richiedere anche questo pomeriggio.
COGODI (R.C.). Le ultime notizie dicono che è già arrivato.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Il collega Cogodi mi dice che è già arrivato, speriamo più avanti di sapere anche quali saranno le decisioni che verranno assunte nell'interesse dei sardi e nell'interesse dei comuni oggetto del quale stiamo discutendo questo pomeriggio. Per me è doveroso intervenire nella dichiarazione di voto al comma 1 perché sia chiaro a tutti noi, a tutti i colleghi del Consiglio, che l'eventuale voto negativo del comma 1 significherebbe la cancellazione del piano del lavoro e la impercorribilità anche del ripristino dei fondi agli enti locali che è stato oggetto, che è stata materia di discussione in questi giorni. Il risultato del voto del 450 non è soltanto un risultato merito dell'opposizione, è conseguente a quello che noi stiamo dichiarando in questi mesi, ma è anche il frutto della condivisione, espressa anche in quest'Aula, a dire il vero da pochi colleghi del centro destra, che però poi hanno, secondo, me tradotto coerentemente anche nel voto del 450 per ripristinare la dotazione finanziaria contenuta nell'articolo 19 della 37. Dicevo che questo è l'approdo di quanto abbiamo sostenuto in questi mesi, perché per noi, da quando abbiamo iniziato la discussione su questa finanziaria, il rifinanziamento dell'articolo 19, così come il recupero delle dotazioni finanziarie per gli enti locali, erano dei punti fermi verso i quali noi siamo andati decisi sin dal primo momento, contrariamente a quello che, considerando lo strumento delle politiche del piano per il lavoro, uno strumento estremamente importante, contrariamente a quello che ha definito l'Assessore Masala cimentandosi anche in un'elencazione di ritardi da parte degli enti locali nella spendita delle risorse, in particolar modo del piano del lavoro, però io le vorrei ricordare che gli enti locali, pur di fronte ad uno strumento nuovo che aveva bisogno di un periodo di rodaggio, è sicuramente molto più avanti, è sicuramente molto più celere la spendita delle risorse anche dell'articolo 19 di quanto non abbia fatto lui con i PIT, perché vorrei ricordare che risorse del 2001 pari a 750 miliardi sono ancora tutte giacenti nella cassa della Regione, non essendo stato emesso, fino a questo momento, neanche una determina di spesa. Dicevo che noi giudichiamo l'articolo 19 uno strumento che ha dato risultati estremamente positivi nella promozione dello sviluppo locale e dell'occupazione. L'Assessore Masala ci è sembrato adombrato rispetto all'utilizzo, al prelievo delle risorse per finanziare l'articolo 19 dall'UPB 03008. Stamattina il collega Giacomo Sanna ha elencato la dotazione di risorse che si trova ad avere pari a 478 milioni di Euro, vorrei far notare all'Aula che il trend che si pone l'Assessore Masala, cioè le risorse che intende spendere, cioè la dotazione di cassa che ha previsto per quest'anno, sono appena 98 milioni di Euro, quindi qui la dice tutto. Si prevede una dotazione di circa 1000 miliardi e intende spenderne meno di 200 milioni, questo la dice tutta quant'è la capacità di spesa che lui ha, quindi non gli bastano i forti residui che si trova in capo ma vuole accumulare ulteriori residui anche in questo esercizio.
Concludo sperando che i colleghi del centro destra, che hanno concorso all'approvazione del 450, vogliano essere coerenti votando coerentemente anche il comma 1 e quindi consentendo il rifinanziamento del piano del lavoro anche per il corrente anno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Grazie signor Presidente, per esprimere il voto a favore del primo comma dell'articolo 18, l'importanza e la delicatezza di questo comma è noto a tutti, o quasi a tutti, visto l'atteggiamento irresponsabile che si dice provenga da alcuni settori della maggioranza. La maggioranza in questa finanziaria si comporta in una maniera abbastanza singolare, chiede accelerazione per l'approvazione della finanziaria, però poi di fatto provoca delle brusche frenate, ricorrendo qualche volta anche all'ostruzionismo, come è successo ieri sera ed anche stamattina, facendo mancare il numero legale su questioni importanti e delicate come quelle che stiamo discutendo. Io devo dire che fa piacere vedere nelle tribune di quest'Aula dei sindaci con la fascia tricolore, che sono venuti qui per fare lobbying, per fare lobbying per i loro comuni, per chiedere risorse per poter mandare avanti le scelte che compiono giorno per giorno nei loro territori a favore dei cittadini della Sardegna. Siamo lieti anche che il sindacato abbia accolto con favore l'approvazione dell'emendamento 450 che ridà l'intera dotazione prevista per il piano del lavoro e prevedendone anche la triennalità. Questa operazione si è portata avanti svuotando la riserva che l'Assessore alla programmazione aveva messo da parte, così come hanno fatto rilevare i colleghi, perché quelle risorse continuassero a giacere, secondo l'esperienza storica e consolidata, quello che noi abbiamo visto, senza che venisse messa in circolo.
Noi oggi, questo Consiglio, con un voto favorevole, ha detto che le risorse devono andare a favore dei comuni. Dobbiamo anche dire, con un certo rammarico, dover verificare e constatare che l'Assessore Masala, che non vedo e non si capisce come mai, il padre della disfatta di questo centro destra, assieme al Presidente Pili, duole dover constatare che ancora una volta l'Assessore Masala con il suo atteggiamento intransigente, signor "Niet", l'ha chiamato il collega Cugini, ha infilato la maggioranza in un vicolo cieco. E mentre noi stiamo discutendo di queste problematiche, il Presidente Pili sta viaggiando verso la Costa Smeralda; il Ministro Lunari, che non si è presentato all'incontro che era stato promosso per parlare dei problemi della 131, lunedì scorso a Macomer, oggi piuttosto che andare a verificare le croci che ci sono in quella strada sta misurando il campo di regata. Questi sono i Ministri della Repubblica, questo è il nostro Presidente della Giunta.
Oggi, assieme alla disfatta di questa maggioranza, io dico, cari colleghi, che voi non dovete trascinare la Sardegna assieme a voi in questa disfatta. La parte dialogante di questo Consiglio, gli amministratori, quelli che conoscono le problematiche, come bene ha fatto il collega Cappai, io ho apprezzato molto il suo intervento dell'altra sera, che non ha detto - al contrario di qualche altro - che è stato un fallimento la legge 37, il collega Cappai ed altri amministratori che hanno a cuore le sorti della Sardegna ed io credo che assieme a noi dovranno fare una scelta per far sì che non venga bocciato il primo comma dell'articolo 18. Il tempo sta scorrendo velocemente Presidente.
Io vorrei dire che l'atteggiamento tracotante che c'è stato all'inizio da parte dell'Assessore Masala e del Presidente Pili nello sfidare l'Aula e la propria maggioranza, nell'aver evitato la concertazione con gli enti locali, nell'aver voluto, in maniera arrogante e prepotente, voler portare avanti questa finanziaria, si è assolutamente sfasciato e scontrato con quelli che sono gli interessi veri dei sardi che noi, con molta modestia, cerchiamo di interpretare. Verrebbe da dire che l'Assessore Masala e il Presidente Pili hanno fatto, con questa finanziaria s'intrada de su leone e stanno facendo s'essida de su mazzone!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Innanzitutto per dichiarare il nostro voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18, ma per notare che effettivamente in quest'Aula si sta verificando qualcosa di paradossale! Come diceva poc'anzi il collega Pirisi, il Presidente Pili piuttosto che partecipare ai lavori dell'Aula preferisce accodarsi al codazzo del Ministro Lunardi non per fargli visitare il nostro sistema viario, dove la sicurezza e gli standard sono quelli che sono, quindi disastrosi, e dove la perdita di vite umane ormai è insopportabile, con il Ministro Lunardi, il Presidente Pili, insieme a principi, a finanzieri americani e quant'altro, tenta di organizzare una regata che è forse l'unica maniera per far uscire una maggioranza che ormai è incagliata, che come soluzione finale però - secondo lui - prevederebbe quella di appiccargli fuoco prima che questa riesca a liberarsi o a liberare. Una maggioranza che per sfuggire alle sue debolezze, alle sue incapacità, cerca di porvi rimedio con che cosa? Cercando di bocciare il comma 1 dell'articolo 18. Quindi, scaricare sui comuni, sulle comunità locali, sugli enti locali questa debolezza. E` una cosa veramente assurda! I comuni e le comunità che sin dall'inizio, dall'iter lungo di questa manovra hanno espresso giudizi estremamente negativi. La bocciatura di questo comma, del comma 1 dell'articolo 18, sarebbe un errore politico molto grave. Io penso che sia l'errore più grave che voi possiate fare, però, io credo che non riuscirete a raggiungere questo traguardo. Questa ipotesi secondo me è da escludere, non credo che solo per ripicca si possano assumere atteggiamenti di questo livello. La politica è una cosa seria, ed un'altra cosa: utilizzare come qualcuno fa il cuore, il fegato ed altre parti del corpo nei ragionamenti politici non credo sia giusto! La politica, come tutti voi mi insegnate, come tutti voi ben sapete, è ragionamento, confronto e dialogo, rifuggere in queste forme non è assolutamente o politicamente serio. Il collega Sanna stamattina ha già detto che noi eravamo critici sulla legge del piano del lavoro, sulla 37, ma che voi in maniera pregiudiziale, quindi in maniera preconcetta assumiate questi atteggiamenti e queste determinazioni, mi sembra assolutamente più dannoso del male.
Il problema del lavoro, a nostro avviso, ma lo sapete tutti, è molto grave; le nostre comunità da noi si aspettano determinazioni e comportamenti molto più concreti. Il comma 1 va in quella direzione, così come andava in quella direzione l'emendamento che stamattina abbiamo approvato, grazie anche alla sensibilità di una parte della vostra maggioranza. Quindi, un'esigenza forte che la maggioranza del Consiglio ha chiaramente espresso, che è quella di dare alle nostre comunità locali quel minimo di respiro per poter programmare i più utili strumenti per incentivare, con le risorse finanziarie adeguate chiaramente, tutte quelle iniziative che pur fra tante difficoltà di ogni genere e tipo cercano di portare avanti sul piano del lavoro.
Io credo che i comuni, tutti indistintamente nei nostri comuni, hanno necessità di queste risorse. Privarli di questi strumenti, di queste opportunità è una beffa, è una scelta che voi, seppur nella massima libertà, dovete attentamente valutare. Noi lo stiamo facendo; lo stiamo facendo seriamente, in maniera molto pacata, il Consiglio nella sua interezza poi tirerà le somme e nella sua massima sovranità deciderà. Però, io credo che sia molto difficile pensare e credere che per ripicca si possa arrivare a tanto, a bocciare questo comma. Non credo che la volontà del Consiglio sia questa; io mi auguro che prevalga l'interesse che è quello di tutti i cittadini sardi che ripongano, ripeto, nelle nostre determinazioni le più giuste aspettative, che servano - come dicevo - per i loro programmi di sviluppo locale. Il Collega Sanna ha già dimostrato chiaramente che le risorse ci sono, che se la gran parte di queste risorse non sono state spese, non sono state distribuite non è colpa dei comuni. L'Assessore Masala si ricordi che non sta amministrando gli ori di famiglia, ma sta amministrando le risorse di un'intera regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente, anch'io come altri colleghi intervengo per esprimere il voto favorevole al primo comma dell'articolo 18, ed anch'io sono convinto che anche i colleghi della maggioranza, così come peraltro hanno già espresso in quest'Aula alcuni che ricoprono cariche di sindaci o sono stati sindaci o sono amministratori anche locali, oltre che consiglieri regionali, io sono convinto che anche questi colleghi di fronte alla scelta se votare sì al comma 1 e quindi rilanciare l'articolo 19 con il ripristino dei fondi, così come il Consiglio ha voluto stamattina con il voto all'emendamento Falconi, e votare contro, io credo che i più responsabili sceglieranno sicuramente di votare sì al primo comma.
Il voto contro sarebbe non solo un atto di irresponsabilità grave, una sorta di cupio dissolvi che muove da una sorta di voglia di vendetta, di resa dei conti interna della maggioranza e che avrebbe come unico risultato la cancellazione di una legge fondamentale, la norma contenuta nell'articolo 19 della 37 che ha, come dire, consentito a molti comuni di muovere i primi passi nella prospettiva di una costruzione di piccoli segmenti, di piccole esperienze di sviluppo locale. E` una legge questa che, al di là delle diverse valutazioni che sono state fate in quest'Aula anche dai colleghi della maggioranza, non si può certo negare che sia stata fortemente apprezzata ed è fortemente apprezzata e voluta dal sistema delle autonomie locali e i comuni in particolare. E non si può certamente negare che questa legge ha dato gambe ad una complessiva esperienza positiva di federalismo interno, riconoscendo ai comuni risorse e ruolo da protagonisti dello sviluppo locale. Certo, noi l'abbiamo già detto, e siamo consapevoli, sappiamo bene che l'articolo 19 non è sufficiente per mettere in moto il tema complessivo dello sviluppo in Sardegna. Occorrono altri strumenti, altri sono anche in cammino da tempo, mi riferisco alle esperienze dei Pia, dei Pit che ahimè ritardano a decollare; ma, sappiamo anche bene che l'articolo 19 è uno strumento moltiplicatore di questi ulteriori strumenti di sviluppo locale che richiamavo, perché consente ai comuni, utilizzando le risorse dell'articolo 19, di moltiplicare le azioni attraverso gli altri strumenti a loro disposizione. E per alcuni comuni, soprattutto quelli più piccoli, è davvero l'unico strumento che a loro rimane per consentire la gestione di alcuni servizi essenziali, alcuni servizi che hanno fatto capolino nei nostri comuni che prima non esistevano: biblioteche, musei e quant'altro. Nuovi lavori, nuove esperienze che hanno consentito a tanti giovani di rimanere nelle loro realtà. Insomma, i risultati positivi non possono naturalmente essere disconosciuti da nessuno. Abbiamo dato un dato: l'articolo 19 nel 1999 ha prodotto oltre tremila posti di lavoro, con un'incidenza di 50 milioni per addetto. Abbiamo sfidato la maggioranza a farci un esempio di un altro strumento di programmazione dello sviluppo locale che abbia avuto questo impatto così positivo, con poche risorse rispetto all'occupazione.
I tempi non sono stati sicuramente più lunghi dei tempi di altri strumenti che sono stati messi in campo. Ci sono alcuni Pia che sono stati programmati nel 1998/1999 e che ancora sono, come dire, in fase di avvio o in fase di primo inizio dei lavori. L'articolo 19 ha già prodotto posti di lavoro, quindi, voglio dire, anche questa storia dei tempi mi sembra davvero una motivazione capziosa e non accoglibile. Certo è da migliorare l'articolo 19; noi ci siamo anche dichiarati disponibili a fare questo, però io ciò che non capisco è il silenzio assordante della maggioranza, perché i colleghi che si sono dichiarati favorevoli all'articolo 19, mi riferisco a Cappai, a Oppi, a Capelli, che poi in zona Cesarini si è anche corretto, a Pisano, a Fantola, allo stesso onorevole Balletto che in fondo ha proposto un emendamento correttivo, ma comunque manteneva in qualche misura lo spirito dell'articolo 19, ma, insomma, io chiedo ai colleghi della maggioranza di esprimersi e di evitare con un voto negativo un danno assolutamente irreparabile che andrebbe contro i comuni, ma io dico in generale contro la Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (Gruppo Misto). Signor Presidente, è difficile intervenire quando l'interlocutore principale è assente o parzialmente assente o comunque non ascolta. L'assessore Masala mi sembra molto disattento e se con le dichiarazioni di voto si esprime anche una volontà politica di una parte di questo Consiglio, c'è anche l'estremo tentativo di convincere, con le dichiarazioni di voto, chi non vuole intendere. E mi sembra che comunque questo tentativo sia assolutamente vano e lo dimostra l'atteggiamento che sta mantenendo l'assessore Masala anche in questo momento.
Tanto più che anche il Presidente della Giunta regionale, così come hanno sottolineato altri colleghi, invece di affrontare con noi una discussione così rilevante, oggi ha preferito andare a misurare campi di regata. Ma ancora qualcuno seduto nei banchi della maggioranza c'è ed è a quella parte che noi credo ci rivolgiamo, che è la parte che ha espresso anche in termini positivi, valutazioni positive rispetto alla legge 37 in questi giorni. Non c'è solo una questione, io credo così come sottolineato da molti colleghi, di attenzione rispetto ai nostri enti locali. Non c'è soltanto l'attenzione rispetto anche a quanto hanno espresso parti sociali fondamentali, dall'ANCI ai sindacati, rispetto alla legge 37. Vi sono dati oggettivi che sono stati riconosciuti da tutti voi. I nostri sindaci delle nostre comunità di centrodestra e di centrosinistra hanno espresso in questo periodo valutazioni positive rispetto alla 37. Anche chi siede in quest'Aula, molti hanno richiamato l'intervento dell'onorevole Cappai e io concordo totalmente, ma sindaci di centrodestra, dal sindaco di Cagliari, Emilio Floris, al sindaco di Nuraminis, hanno espresso gli stessi concetti. Noi in aula abbiamo il collega Usai, che è vicesindaco a Cagliari, e credo che sia testimone dell'effetto della legge 37 rispetto alle politiche di sviluppo locale in questa città. Allora, rispetto a tutte queste considerazioni, mi pare, noi non abbiamo la certezza perché non c'è stata una sola dichiarazione di voto in questo senso, ma pare, per quanto viene affermato, che vi sia un atteggiamento del centrodestra, di una parte di questo Consiglio, che vorrebbe bocciare il comma 1 dell'articolo 18. Questo dopo la votazione di questa mattina. Noi sappiamo che la votazione di questa mattina è avvenuta in una situazione di stress di questo Consiglio; non si è pervenuti a un accordo, ma nella sostanza noi abbiamo soltanto dato una valutazione economica, un impinguamento della legge riportandola all'origine, e abbiamo stabilito una triennalità di certezze per i nostri enti locali.
Allora, rispetto a quanto è avvenuto, anche se col voto segreto, mi pare che un atteggiamento contrario, chiedendo di bocciare questa sera il comma primo dell'articolo 18, vi sarebbe una sconfessione politica della maggioranza di questo Consiglio, per quanto avvenuto a voto segreto, e sarebbe una prova muscolare che non avrebbe senso. Io credo che in politica cose di questo tipo non producano effetti positivi.
Voi state cercando di vincere una battaglia sull'articolo 18, ma attenti, corriamo il rischio di perdere una guerra per vincere una battaglia non solo come maggioranza, ma come intero Consiglio. Nel seguire l'atteggiamento di un Assessore della programmazione che appare assolutamente inconcepibile, chiuso, arroccato su una posizione senza voler discutere con nessuno rispetto ad aspettative che paiono incomprensibili, come se questi soldi, queste risorse, come hanno sottolineato molti colleghi, fossero risorse proprie. Noi non abbiamo intaccato il tesoro. Queste sono risorse della Sardegna e abbiamo chiesto, abbiamo votato in quest'aula, c'è stata una maggioranza che si è espressa in questo senso, perché quelle risorse tornino agli enti locali indirizzate specificamente sullo sviluppo locale e sul lavoro.
Allora, rispetto a questa questione, un atteggiamento così rancoroso non ha senso logico, non ha senso logico e non verrebbe capito dalle nostre comunità. Per smentire il voto di questa mattina noi corriamo il rischio di affossare definitivamente una legge che da tutti è stata valutata positivamente. E io credo che questa domanda se la dovrebbero porre molti di voi che siedono anche in banchi di consigli comunali, che hanno la responsabilità di amministratori locali e che comunque hanno visto gli effetti positivi di questa legge.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pacifico.
PACIFICO (Gruppo Misto) Domani chi dovrà andare a giustificarsi di fronte ai nostri sindaci, alle comunità locali, sarete voi se questo avviene. Noi la nostra parte l'abbiamo fatta da questo punto di vista e siamo, io credo, per quanto ci spetta, ancora disponibili a trovare possibilità di accordo in questo senso, ma non si può snaturare una legge, non si può bocciarla e credo che ognuno qua si debba assumere le proprie responsabilità.
Concludo, Presidente, dicendo al Consiglio, alla maggioranza di questo Consiglio, che non si può seguire la Giunta in una politica di chiusura al dialogo di questo tipo. Io credo che la politica dovrebbe riassumere, riacquistare il suo valore e il suo peso in quest'Aula, che la dialettica tra i Gruppi consiliari dovrebbe avere valore e che seguire in maniera così tassativa, così bieca, io direi, dal punto di vista politico, l'atteggiamento del Presidente di questa Giunta regionale e dell'Assessore della programmazione non paga per nessuno, ma non paga soprattutto per voi e per i sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, colleghi, la materia che il comma primo dell'articolo 18 tratta è uno degli elementi fondamentali della politica finanziaria della Regione.
La Giunta regionale e questa maggioranza avevano liquidato il problema dell'intervento straordinario sul lavoro con una dichiarazione di fallimento dell'intervento nei quattro anni passati e detto, in più di una circostanza, che la politica di sviluppo deve passare attraverso altri strumenti. La volontà, la costanza dell'impegno della opposizione ha fatto sì che già durante i lavori della Commissione la maggioranza fosse costretta a riproporre, seppure con risorse finanziarie ridotte, il problema all'attenzione del Consiglio. E' da diverse settimane che su questa e su altre materie importanti e fondamentali, ne cito solo una, i trasferimenti agli enti locali, stiamo cercando di far capire che le ragioni che ci portano a sostenere con impegno così massiccio queste tesi non sono frutto della volontà di dividere il Consiglio regionale, ma sono il tentativo e quel filo di speranza che ci rimane di poter convincere la maggioranza che stiamo lavorando per il bene della Sardegna. E' sembrato in più di un momento che questo fosse possibile raggiungere, non attraverso trattative sotterranee e sotterfugi di vario genere, ma alla luce del sole, tenendo conto di oggettive difficoltà, tenendo conto di diversità di posizioni, tenendo conto di tutta una serie di problemi che esistono e che fanno sì che le ragioni che venerdì sera mi hanno portato a fare quel richiamo siano ancora oggi valide. E sono ancora più valide, Presidente, Assessori, colleghi, oggi con l'approvazione dell'emendamento 450. Il Consiglio regionale si è espresso; si è espresso nella forma democratica che è prevista, che è il voto in Aula, perché venga confermato l'impegno forte della Regione a sostegno dell'occupazione e dello sviluppo locale.
Io non credo, me lo auguro, anche se posso capire le reazioni emotive che stamattina portavano a dire, da parte della maggioranza, che si bocciava il comma 1. Io mi auguro che torni la saggezza, che torni la responsabilità, che torni l'impegno a costruire, nella certezza di finanziamenti che devono supportare la straordinarietà del ritardo di sviluppo dei nostri comuni, ad avere la conferma del piano straordinario per il lavoro.
Io ho approvato ieri sera, in consiglio comunale, il programma di utilizzo dei fondi per il 2002, io non credo, come tanti dicono, che questi 1.000 o 1.300 miliardi siano stati soldi buttati al vento. Io sono convinto che, così come tanti altri interventi che hanno prodotto nel processo di spesa della Regione i loro frutti in ritardo, anche questo produce i frutti in riparto, ma sono sicuro che produrrà frutti rigogliosi, soprattutto nelle realtà più deboli della nostra Sardegna. E allora se questo è vero, se questo accompagna parti importanti della maggioranza e se accompagna tutta l'opposizione, perché non fare un ultimo sforzo per trovare il modo per soddisfare i bisogni della popolazione sarda, i bisogni dei nostri comuni, i bisogni veri per i quali i nostri concittadini ci hanno mandati a rappresentarli in questo consesso?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Signor Presidente, come tutti i miei colleghi abbiamo preso la parola per dichiarare un voto favorevole al primo comma dell'articolo 18, che non è un comma tra i tanti, ma è un comma che rappresenta uno dei pilastri della politica del lavoro e dello sviluppo di questa Regione. Per questo stiamo intervenendo per esprimere il voto a favore di quel comma, così come è modificato dall'emendamento 450. Ma dobbiamo dire anche la verità: stiamo intervenendo per evitare un errore, un errore dovuto all'emotività, per evitare che attraverso un'azione che rasenta, rasenterebbe e avrebbe rasentato il dispetto, quest'Aula e la maggioranza avesse proceduto attraverso una strada che portava evidentemente a un errore. Stiamo intervenendo per darci tutti il tempo di riprendere la politica, di ridare a quest'Aula il giusto tono, il giusto livello, di ridare a quest'Aula il mestiere che ha, che è quello della politica. E non è un appello rivolto all'assessore Masala assente. A me non manca come interlocutore l'assessore Masala, perché non ha dimostrato in queste settimane costantemente di rappresentarsi come interlocutore. Stiamo parlando invece ai colleghi che da quella parte, nel centrodestra, in questa maggioranza hanno mostrato in questi giorni attenzione e sensibilità per temi delicati, che sono al di sopra delle parti, sui quali si può discutere qual è la modalità, lo strumento, l'opera per raggiungere un risultato, ma sui quali converge e con i quali convergiamo rispetto al risultato e alle priorità. Allora oggi non è in campo un'alternativa tra un metodo e un altro, tra uno strumento e un altro, tra il piano del lavoro e un'altra cosa. Oggi non c'è questa alternativa; oggi c'è l'alternativa tra dotare e mantenere uno strumento che è in campo di politiche dello sviluppo e del lavoro o eliminarlo totalmente, colleghi.
Allora abbiamo preso la parola per darci tutti il tempo di riflettere se sia il caso che l'emotività ci trascini tutti e vi trascini verso un errore, o se non sia il caso di evitare un orrore più grande a cancellare un passo falso. Ma un passo falso che era attraverso un percorso che noi avevamo rappresentato in queste settimane e vi avevamo rappresentato. Allora evitiamo ed evitate, troviamo insieme una soluzione che ci permetta di dare il valore politico giusto a questo strumento, che eviti di frapporre condizionamenti, di frapporre informazioni che non sono quelle corrette. Ci è stato detto che il piano del lavoro non c'erano i soldi sufficienti per finanziarlo. Abbiamo visto che in quel capitolo ci sono soldi sufficienti. Certo servivano per la programmazione negoziata, ma sono soldi che hanno un ritardo di spesa e per il quale possiamo tutti quanti prevedere che la priorità del piano del lavoro e la possibilità di lasciare ai comuni, che è lo strumento che sta andando a regime, che è andato a regime, possa continuare il suo percorso e il suo sviluppo.
Abbiamo detto che lo strumento non produceva occupazione, e abbiamo dimostrato, invece, che soli 50 milioni a posto di lavoro sono risultati concreti di occupazione, sono risultati reali che non sono ripetibili con altri strumenti di politiche attive del lavoro. Ma soprattutto con il piano straordinario del lavoro è cambiato il ruolo, il compito dei comuni, da soggetto passivo che accettava soltanto le richieste dei propri concittadini, la domanda di lavoro, spesso anche la preghiera di lavoro, finalmente uno strumento concreto con il quale i comuni potevano organizzare, iniziare a dare risposte, avvicinando la domanda e la risposta e avvicinando anche il rapporto tra la Regione e i Comuni.
Allora, che altro strumento c'è? E' davvero uno strumento così inutile e così fallimentare? Abbiamo visto i numeri, non sono fallimentari, sono reali e il ritardo di spesa che c'è su questo strumento intanto è dovuto ai ritardi nostri, ai ritardi nell'approvazione della finanziaria, e poi vorrei vederlo in confronto ai ritardi che ci sono su tutte le altre procedure di spesa per vedere se questo è un ritardo maggiore degli altri oppure se invece quei soldi arrivano al destinatario finale, molto più rapidamente di altri strumenti.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI(Segue LAI.) Allora non è un problema di soldi, non è un problema di mancata efficacia dello strumento, non è un problema di passività dei comuni, al contrario li attiva e dà loro un nuovo ruolo, perché cancellarlo? Perché distruggerlo per un atto emotivo? Che senso ha? Che cosa produce? Proviamo invece a guardare avanti, troviamo le ragioni per migliorare le politiche del lavoro, che era questo il nostro ragionamento, per attualizzarle, per dare ulteriori strumenti, per attivare più protagonisti delle politiche del lavoro. Proviamo a metterle in campo, a mettere in campo risorse, innovazione, creatività, capacità di ricerca, ma non cancellando quello che c'è e che sta funzionando e i dati lo dimostrano. I soldi non sono spesi in ritardo, sono spesi bene e soprattutto è stato attivato un processo che ha bisogno di essere ancora attivato e se è possibile migliorato, non cancellato.
Allora, io penso che sia importante che noi facciamo un ragionamento insieme. La Sardegna ha perso quest'anno undicimila posti di lavoro, undicimila occupati, per tanti motivi: la crisi generale, il prodotto interno lordo che cala, la produttività, tanti motivi. Ma se ci fossero stati cinquemila posti di lavoro generati dal piano di lavoro nelle ultime due biennalità in meno, che cosa sarebbe stato il risultato? Allora non continuiamo e non continuiamo insieme nell'errore. Il piano del lavoro va sostenuto, va mantenuto, lo richiedono i comuni. Dobbiamo insieme procedere verso una soluzione che non faccia più male di quello che rischiavamo, e rischiavate, stamattina di fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIAGU (La Margherita-D.L.). Io credo che si possa aggiungere poco alle considerazioni fatte dai colleghi del centrosinistra anche perché non sento voci che provengono dal centrodestra. Questa la possiamo fare come considerazione per lo stato di salute in cui versano, speriamo si possano riprendere nel corso della serata. E` un auspicio che facciamo per il bene dell'Aula e per il bene anche della discussione; ma le considerazioni che vorrei portare in questo ragionamento attengono sì al comma dell'articolo 18 che stiamo discutendo, ma sono considerazioni di carattere più generale che attengono alla filosofia che anima questa benedetta Giunta regionale, questa maggioranza, così detta maggioranza. La prima considerazione è la considerazione che si ha del Consiglio regionale. Vedo l'attenzione che presta la Giunta ad un argomento che è il fulcro di una finanziaria, che è l'interesse primario delle comunità, delle comunità sarde e delle comunità locali. Una considerazione che sta portando questo Consiglio regionale ad una immagine delle peggiori che si potessero dare negli ultimi tempi, credo che il livello di considerazione sia tra i più bassi rispetto ad altre stagioni che qui noi abbiamo vissuto e che hanno portato a risultati certamente più edificanti per quanto riguarda l'autonomia sarda. Una è questa considerazione.
La seconda è il commissariamento del Consiglio regionale. Noi stiamo discutendo su cose che il Consiglio regionale ha già dato per approvate, ha approvato con il consenso di tutti, di maggioranza e di opposizione; non credo che esista una maggioranza e una opposizione qui, credo che sia stato approvato un emendamento che porta una determinata linea, che concentra una determinata linea su quelli che sono gli interessi delle comunità locali sul piano del lavoro, su una politica che è già stata scelta tempo fa, che abbiamo adottato tempo fa, condivisa da tutti e che oggi si avvale di determinate risorse.
Bene, oggi come per tanti argomenti si vuol commissariare e si vuol far sì che determinate decisioni assunte precedentemente possano essere cambiate, facendo passare qualcosa che non si sa bene che cosa sia. Certamente che non è nobile per questo Consiglio, non è dignitoso per l'espressione di questo Consiglio, non è dignitosa per tutti i consiglieri regionali che in questo Consiglio lavorano ed operano. Questa è la prima considerazione.
La seconda è l'attacco concentrico agli enti locali, ai comuni. Lo rileviamo da questa azione che si cerca di portare avanti, che speriamo un pronunciamento della Giunta possa accantonare, ma questa occupazione che la Giunta sta portando avanti, l'attacco con (?) ho parlato, non solo, perché oggi ci riferiamo alla punta dell'iceberg. Sono tutta una serie di azioni alle quali noi assistiamo che ci dimostrano quanta considerazione vi sia in questo Consiglio regionale da parte di una maggioranza, dalla parte della Giunta Pili, per quelli che sono gli enti locali.
Vediamo quanta considerazione e quanto rispetto hanno gli enti locali in determinate azioni e parliamo di quella che è stata anche, e riprenderemo poi, l'autorità d'ambito, quanto sono stati ascoltati i comuni in quell'occasione, lo riprenderemo dopo la finanziaria, per vedere qual è stata la considerazione, qual è stata la voce che si levava da parte dei comuni e come è stata recepita anche dalla Giunta regionale. Ed è un'azione coordinata tra Regione, tra Giunta regionale e Stato, e Governo nazionale. Ricordiamo quella che è stata la finanziaria nazionale, quali sono stati i fondi per le spese e per gli investimenti dei comuni, quanto hanno riservato ai comuni e quanto ha riservato la finanziaria nazionale ai comuni. Queste sono considerazioni che fanno parte di tutta una filosofia che anima questo centrodestra, che anima questa maggioranza. Questa maggioranza che ogni tanto, grazie a Dio, grazie a sussulti, orgoglio e buonsenso e di dignità, viene sconfitta da alcuni che iniziano a riflettere, a ragionare su quattro anni di fallimenti continui, di beffe continue, di mortificazioni continue da parte di coloro che ci guardano e hanno un minimo ancora di rispetto per quest'Aula consiliare. Cerchiamo di non vanificare tutto, cerchiamo di recuperare un minimo di dignità, un minimo di dignità che tutti quanti noi possediamo, un minimo che ci possa portare anche a dichiarare che qualcosa si sta facendo per questa nostra benedetta Isola, qualcosa si sta facendo per i nostri comuni sempre disastrati e sempre dimenticati. Ed allora si faccia un esame di coscienza. Dicevano alcuni colleghi: si rifletta assieme, si veda quello che si può fare, ma certamente si possa dare anche l'idea che qui si sta lavorando per conseguire determinati obiettivi, per conseguire l'obiettivo primario che è quello del benessere di tutti quanti coloro che ci guardano e smettiamola di rincorrere quelle che sono mire personali. Pensiamo al bene comune in modo che si possa uscire. E da domani quegli amministratori locali che ci guardano possano dire: sì dentro quell'Aula vi è ancora un minimo di buon senso che ci possa far sperare in un futuro diverso, in qualcosa che riguarda tutti quanti noi e non solo una parte di noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, gli interventi di stasera...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Selis, ma le assicuro che stiamo parlando del problema.
SELIS (La Margherita-D.L.). Non ho dubbi. Anche perché l'Aula non è il luogo migliore per parlare di altre cose.
PRESIDENTE. La prego, onorevole Selis, faccia il suo intervento.
SELIS (La Margherita-D.L.). Dicevo, signor Presidente, le considerazioni e gli interventi pacati dei colleghi nel corso della serata hanno avuto e hanno il significato di richiamare la maggioranza ad una maggiore sensibilità, ad un senso di responsabilità. Vi stiamo dicendo: ragionate e ragioniamo assieme. Perché vogliamo entrare in un vicolo cieco, perché volete cacciarvi in un vicolo cieco al quale neanche voi credete e nel quale potete essere fortemente penalizzati?
Onorevole Liori, mi dà fastidio! Be', Presidente. quando si può parlare mi avvisi!
(Interruzioni)
Se devo parlare con l'Assessore e il collega Liori parla con l'Assessore aspetto un momento che finisca!
Dicevo è un'occasione importante per qualificare la manovra che è una manovra asfittica, è una manovra fallimentare, condannata e criticata da tutte le parti sociali, dagli enti locali. Se togliate alla manovra anche questo momento di sensibilità, rischiate totalmente di banalizzarla e di svuotarla. Allora, l'appello che vi stiamo rivolgendo con molta - ci date atto - pacatezza è questo, dicendo ragioniamo su quello che è successo; è una manovra arrivata fortemente in ritardo, è una manovra in cui i residui sono patologici e gonfiati che dimostrano la vostra incapacità di spesa; è una manovra nella quale è mancata la regia nell'Aula. Il Presidente non c'è, è assente, l'Assessore fa quello che può, ma...
(Interruzioni)
Sì, ma anche quando c'è, è come se non ci fosse. E quindi c'è una situazione di totale disorientamento. Siamo qua un mese e mezzo, se non diamo a questa manovra una qualche connotazione, un qualche elemento, rischiamo davvero e rischiate soprattutto voi di avere, di portare a casa un bilancio fallimentare. Infatti guardiamo un attimo i dati della situazione economica. Nel 2002 c'è stata una stasi assoluta del prodotto interno lordo, c'è stato un crollo degli investimenti del 6 per cento e un crollo delle esportazioni del 16 per cento.
In qualche modo l'occupazione, per avendo avuto una flessione, ha tenuto perché ci sono stati interventi sostanziali del potere pubblico; se ora svuotate anche questi, anche questa diventa una posta assolutamente negativa. Se fossimo cinici, Assessore e colleghi della maggioranza, vi lasceremmo andare avanti, se fossimo cinici vi diremmo bocciate a scrutinio palese il piano del lavoro; se fossimo cinici vi lasceremmo andare avanti nelle vostre ripicche che antepongono agli interessi della collettività sarda i vostri giochetti e le vostre tattiche, e poi andremmo nelle società a dire che non avete il senso della cultura di governo, che non avete un senso di responsabilità, che non avete la sensibilità di sentirvi addosso i problemi della gente, delle famiglie, dei disoccupati, degli enti locali; ma noi cinici non siamo, noi vogliamo anteporre, ai nostri interessi di parte, gli interessi di questa società, gli interessi dei disoccupati, gli interessi di chi ha sempre meno speranza nel presente e nel futuro; i problemi di chi governa questa Regione e questi comuni con grande sacrificio, vogliamo anteporli al nostro tatticismo, alla nostra logica; ecco perché vi diciamo fate insieme a noi un atto di responsabilità, non diciamo riconoscete il nostro primato, non ci interessano i nostri primati sul piano del lavoro e sulle politiche del lavoro. Vi diciamo fate e date a quest'Aula una dignità che vi porti e che ci porti ad essere una volta responsabili di fronte agli enti locali e di fronte ai disoccupati. Se fate questo, se votate con noi il piano del lavoro, se date respiro a questa manovra nonostante le vostre responsabilità, i vostri ritardi, le vostre assenze in qualche modo qualcosa salvate, qualcosa negli enti locali, i giovani, gli amministratori, gli imprenditori potranno dire che è stato fatto. Se invece vi intestardite per una ripicca poco compresa, per una ripicca poco condivisa di bocciare anche questo articolo..
PRESIDENTE. Arrivi alla conclusione, prego.
SELIS (La Margherita-D.L.). Se vi intestardite a bocciare anche questo articolo davvero il vostro bilancio sarà fallimentare, ma sarà fallimentare come è fallimentare tutta la vostra gestione, tutta la vostra azione di governo e a pagarne non sarete soli voi e tanto voi, saranno la nostra società, le nostre famiglie, i nostri giovani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DETTORI (Gruppo Misto). Presidente, nel dichiarare il voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18 perché riteniamo che non si possa cancellare il piano per il lavoro in quest'Isola e stiamo intervenendo tutti a fare le dichiarazioni perché vorremmo che si attivasse perlomeno a un dialogo, un confronto dialettico perché ci piacerebbe capire da parte del centrodestra qual è la sua idea di sviluppo e di progetti di occupazione che hanno in testa, se ne hanno uno, e confrontarlo con noi, con le proposte che finora abbiamo fatto e che abbiamo coerentemente con il nostro programma votato.
Il piano per il lavoro è stato uno strumento utile per mettere in moto energie, per mettere in moto competenze nei territori e per mettere in moto quella capacità di aggregazione all'interno dei comuni, tra gli amministratori locali e gli amministrati per fare in modo che nascessero attività lavorative e quindi occupazionali. Ed è stato anche uno strumento per fare in modo che si potesse aggregare nei territori, che provassimo tutti a misurarci con la capacità di progettare e di favorire quello che il centrosinistra, nella passata legislatura faticosamente, ma debbo dire con risultati piuttosto positivi, aveva messo in essere, che era la capacità di creare lavoro attraverso lo sviluppo locale, cioè i PIA che l'onorevole Masala ha così penosamente decapitato, quei progetti integrati d'aria che sono il cuore dello sviluppo locale che sono il cuore di quella che è stata la programmazione sul lavoro e sullo sviluppo che il centrosinistra ha messo in campo. Quella capacità di creare sinergie e di ridare anche una impostazione diversa di quello che era lo sviluppo della nostra Isola, cioè passare da uno sviluppo per poli, tutto incentrato sull'industria da una parte e sull'agricoltura, ahimè, in modo poco coraggioso, dall'altra, è stato un invertire un processo programmatorio del lavoro che non dava più risultati. Ed era quello di partire dalle competenze, da ciò che nei territori esisteva, per far sì che lì le risorse camminassero, che lì le competenze venissero attivate e che ci fosse una rete in tutta la Regione che portasse lavoro e sviluppo. Pertanto non vi si può concedere di cancellare impunemente il piano straordinario per il lavoro che non può - l'abbiamo detto noi per primi - essere l'unico strumento che mette in moto energie e risorse per lo sviluppo e per il lavoro, ma è uno strumento importante e a voi non si può concedere impunemente di cancellarlo. Se l'assessore Masala e la sua maggioranza ritengono di dare indicazioni per far bocciare il comma 1 dell'articolo 18 sotto una forma puerile di dispetto, di vendetta verso il Consiglio regionale, questo è, sul piano formale e regolamentare, ancora più grave perché comunque va presa seriamente la volontà espressa dal Consiglio e siccome il centrosinistra non è maggioranza in questo Consiglio, è evidente che la volontà del Consiglio, cioè per esprimere questa volontà ha concorso anche un pezzo di voi. Allora tenete conto della volontà che qui è stata espressa ed evitate di creare voti che cancellano non solo una strumentazione importante, ma che cancellano anche un lavoro vero, reale che ha prodotto risultati. Provate a ragionare oppure, collega Fantola, provi a far ragionare anche l'assessore Masala e la sua maggioranza. Per far dispetti tra di voi, non vi sarà concesso di fare dispetti agli uomini e alle donne sarde che hanno bisogno di certezza negli strumenti che vengono messi a disposizione dei vostri Comuni e questo non vi sarà concesso, oppure dimostratelo stasera, che ciò che sapete fare è solo cancellare e non costruire e non concorrere insieme agli altri a costruire un programma. Provate a dirci quello che voi pensate, così riusciremmo a fare ciò che un'Aula del Consiglio dovrebbe fare, un rapporto dialettico nel confronto di idee.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (Gruppo Misto). Presidente, colleghi del Consiglio, signori sindaci, per prima cosa esprimo... Devo recuperare il tempo, se devo scusare...
(Interruzioni)
FADDA (La Margherita-D.L.). Un po' di rispetto per i colleghi che stano parlando e ascoltando!
LIORI (A.N.). Abbiamo visto il vostro di rispetto!
FADDA (La Margherita-D.L.). Non reagisco!
(Interruzione del consigliere Liori)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Procediamo con ordine. Onorevole Deiana, le ricordo che si deve rivolgere al Consiglio regionale non al pubblico, anche se è un pubblico importante, si tratta dei sindaci, però lei parli a quest'Aula.
DEIANA (Gruppo Misto). Presidente, per primo ho richiamato la sua attenzione e quella dei colleghi per fare alcune considerazioni di carattere politico, perché mi riportano alla memoria un momento positivo di questo Consiglio regionale. Io ho avuto occasione di vivere in prima persona e con l'incarico di Assessore al lavoro quando furono approvate da quest'Aula la legge 37 e la legge 36; fu un periodo di grande tensione politica perché in quel momento quelle leggi arrivarono a una conferenza sul lavoro che si svolse qui a Cagliari alla Fiera e le proposte arrivarono con la concertazione di tutte le forze sociali, di tutte le forze imprenditoriali, di tutte le forze politiche, quindi fu un momento di grande partecipazione politica alla stesura di due leggi che oggi stanno dando dei risultati eccezionali in Sardegna. Quindi sono qui onorato ad affermare ancora di più la volontà politica che quelle leggi vanno difese e vanno incrementate e non vanno assolutamente snaturate, perché hanno dato dei risultati positivi. Penso che il Presidente non mi debba fare nessun richiamo se mi rivolgo ai sindaci, perché queste leggi, e in quella occasione politica fu sancito, affermato, scritto e approvato un principio fondamentale che esiste in questa Regione ed è il dare la competenza istituzionale ai Comuni di essere soggetti di programmazione. Noi non demmo quella legge per far venire qui a Cagliari ogni volta a chiedere le risorse, noi facemmo quella legge mettendo delle risorse per dire ai Comuni: "Voi siete i protagonisti della programmazione, voi siete in prima fila e gli autori della risoluzione dei problemi che esistono localmente e che conoscete voi e non siamo noi a imporvi le scelte". Fu un momento di grande positività per gli enti locali, ma fu un momento di grande riconoscimento per quella che è la partecipazione e per quella che è la competenza legislativa dei nostri territori dei 377 Comuni della Sardegna. Possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo, sulle deleghe e sul decentramento, ma se facciamo i discorsi a parole e poi andiamo ad abrogare o annientare le risorse che esistono negli strumenti in atto, per fare questo noi stiamo facendo demagogia, noi stiamo facendo politica di parte, noi stiamo facendo politica di partito. Per quanto mi riguarda, come uomo di centro, io metto al primo posto le istituzioni, metto al primo posto i Comuni e nel rispetto, nella legge il loro ruolo, la loro dignità. Signor Presidente, non voglio abusare di un tempo lungo per dire che sono stato interrotto e poi devo recuperare questo tempo, penso che ognuno di noi politicamente sa quello che deve fare. Se andiamo a disconoscere la norma che fu approvata dopo tanta consultazione e concertazione, secondo me noi stiamo facendo un torto a noi stessi e un torto anche ai Comuni. Quella è e fu una legge di dignità istituzionale, quella era una legge che diceva una volta tanto sì al decentramento, che diceva una volta tanto, almeno per una parte, no alla distribuzione clientelare da parte degli Assessorati ai Comuni; quella è una legge che non deve assolutamente vedere come sbandieratori da una parte e dall'altra, ma che deve vedere tutto il Consiglio regionale nel difendere questa norma affinché i viaggi a Cagliari dei nostri sindaci, dei nostri Comuni per questuare, per richiedere anche un piccolo finanziamento, possa essere ridotto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Innanzitutto mi corre l'obbligo di riportare un pochino di ordine nella dinamica della formazione dell'articolo 18 e segnatamente del suo primo comma. Come l'Aula sa, e meglio dell'Aula la Commissione alla quale fu presentato il disegno di legge della Giunta, il problema del rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37 non è stato mai un argomento estraneo alla politica della Giunta regionale, tant'è vero che il primo comma dell'articolo 18, che rifinanzia l'articolo 19 della legge 37, è stato inserito in Commissione a seguito di emendamento presentato dalla Giunta regionale e non da altri, perché la Giunta regionale è stata piuttosto attenta alla valutazione dell'articolo 19 della 37, tant'è che nella formulazione dell'articolo 18, al primo comma, si fa riferimento in particolare al finanziamento delle iniziative previste dalla lettera A) dell'articolo 19 della legge, cioè quello dei cofinanziamenti di iniziative europee, perché evidentemente si vede questa operazione come una componente fondamentale per il ciclo unico di programmazione, perché si parla di sviluppo e si parla di sviluppo locale e, attraverso lo sviluppo locale, si utilizza questo strumento, insieme agli altri strumenti a disposizione della Regione, quali i PIA, i PIT, i contratti d'area e tutti gli atti e gli strumenti della programmazione negoziata, anche in vista della cosiddetta regionalizzazione della programmazione. Quindi, poiché è intenzione di questa Giunta regionale di rivisitare la legge 37 e il suo articolo 19 attraverso una legge organica che venga redatta a seguito di un attento confronto con i sindaci che, fino a prova del contrario, lo dico all'Onorevole Cugini il quale sembra che abbia adottato come sport recente quello di interrompere l'Assessore alla programmazione quando parla, ricordo all'onorevole Cugini che, grazie a Dio, in questo momento i sindaci della Regione Sardegna sono in gran parte di centro destra, quindi è anche a loro che ci rivolgiamo, come ci rivolgiamo a tutti i sindaci e con loro intendiamo concertare la programmazione di questa rivisitazione della legge, primo dato. Secondo dato: l'emendamento numero 450 è passato grazie all'astensione dell'Assessore della programmazione, solo ed esclusivamente in virtù dell'Assessore della programmazione, il che significa che questa grande ostilità nei confronti delle norme in materia di lavoro e di rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37 non è proprio esistente, perché avrebbe potuto benissimo comportarsi in modo diverso. E` anche una conseguenza di incidenti tecnici, quando il ritardo dell'ascensore che è arrivato, assenze le più ingenue possibili, quindi diciamo un incidente di percorso. Però è successo un fatto, terzo punto: il fatto che è successo è che, comunque determinato, questo Consiglio si è espresso a favore dell'emendamento numero 450 e conseguentemente non è senza ragione che la maggioranza tiene conto di questa indicazione. Tiene conto di questa indicazione perché sarebbe facile, a voto palese, bocciare il comma 1, sarebbe facile, però evidentemente noi non terremmo conto di una indicazione del Consiglio, pertanto la maggioranza, d'intesa con la Giunta, è venuta nella determinazione di confermare la validità del comma 1 dell'articolo 18, così come modificato dall'emendamento numero 450. Evidentemente in sede di coodinamento si chiederà che venga rispettata la formula che è indicata nel comma 1, perché è detto che a tal fine viene autorizzato un mutuo e quindi, anziché fare questo doppio finanziamento, parte mutuo e parte attraverso l'utilizzazione di risorse, viene fatto mediante l'autorizzazione di mutuo, come è scritto nella formula, perché diversamente ci sarebbero delle difficoltà, ma questo si può fare in sede di coordinamento relativamente al 2003.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, rinuncio alla mia dichiarazione di voto, nel senso che l'intervento dell'Assessore Masala, che conferma l'opinione che stamattina aveva espresso con l'astensione, tutto sommato non ostile a questo emendamento e che dice che la maggioranza voterà a favore del comma, così come emendato, mi induce a rinunciare alla dichiarazione di voto che era fatta semplicemente per convincere la maggioranza, che sembrava convinta del contrario, a votare a favore del comma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18 non posso esimermi dal fare però alcune considerazioni. Stamattina... se fosse possibile avere un po' di silenzio!
PRESIDENTE. Colleghi possiamo non disturbare l'onorevole Cappai? Prego onorevole Cappai.
CAPPAI (U.D.C.). Stamattina mi ha colpito l'intervento dell'onorevole Falconi, il quale, dopo l'approvazione dell'emendamento 450, ha detto questa frase: "Stiamo vivendo un momento molto delicato e un passaggio molto delicato in questa finanziaria". Io ne ho condiviso le preoccupazioni in quel momento perché, secondo me, anche l'onorevole Falconi era preoccupato per quello che era accaduto in Aula. Da più parti sono stato sollecitato in questi giorni per essermi espresso a favore del rifinanziamento della legge 37. Vorrei ricordare che già dai lavori in Commissione il nostro gruppo, ma tutta la maggioranza, aveva richiesto all'Assessore il reinserimento nella finanziaria del finanziamento dell'articolo 19 della 37 e durante tutto il percorso della finanziaria penso che nessun Consigliere della maggioranza abbia dichiarato la propria contrarietà al rifinanziamento della 37. Siamo stati invitati in questi giorni, soprattutto negli interventi di stamattina, ad un'attenta riflessione; la riflessione, per quanto ci riguarda, l'abbiamo fatta e come gruppo dell'U.D.C. e anche come maggioranza durante tutto il percorso di questa finanziaria. Sapevamo dall'inizio che il punto cruciale era proprio l'articolo 18, che è quello che ci ha tenuto qui e che ci continuerà a tenere probabilmente ancora per giorni, è quello a cui tutti volevano ricorrere per mettere in difficoltà la maggioranza. Stamattina ho sentito anche un'altra frase: "Schizofrenia d'Aula"! A noi non è mai venuta la schizofrenia, perché proprio per quella riflessione che ci ha accompagnato durante tutta la finanziaria, e in base a quella riflessione ci siamo comportati con coerenza, con altrettanta coerenza penso non si siano comportati i colleghi del centro sinistra, perché mentre noi i problemi che vivono gli amministratori locali, che vivono le categorie deboli, che vivono i disoccupati, che vivono le famiglie disagiate, li sentiamo, li sentiamo come nostri, li viviamo e li vorremmo risolvere tutti con senso di responsabilità, però con altrettanto senso di responsabilità i Consiglieri del centro sinistra hanno bocciato, sempre ricorrendo allo scrutinio segreto, parti importanti di questa finanziaria. Per dircela tutta qualcuno lo posso elencare: è stato bocciato l'articolo 8 per vendetta (sì, per vendetta), senza rendersi conto che la bocciatura dell'articolo 8 comporta il ritardo delle opere pubbliche, il ritardo del completamento di strade, di arterie importanti. Nell'articolo 8 era prevista anche la legge 32, i mutui casa, i cosiddetti mutui casa. Non l'ha bocciato questa maggioranza, che ha riflettuto anche in quell'occasione e poi siamo stati invitati subito a trovare un'altra soluzione. E' stata bocciata, sempre nello stesso modo, cari colleghi del centro sinistra, senza riflettere da parte vostra, l'aiuto a favore dei malati chemioterapici, che sono l'unica categoria che oggi non ha usufruito…
PRESIDENTE. Prego, concluda.
CAPPAI (U.D.C.). Sto concludendo Presidente e mi scuso se sto prolungando il mio intervento, ma è chiaro che alcune cose vanno dette, andavano dette. E` stato detto che noi vogliamo far pagare ai sardi il ritardo dell'approvazione di questa finanziaria. No, non è responsabilità nostra e noi non vogliamo far pagare ai sardi questo ritardo. E' vero, è arrivata in ritardo in Aula la finanziaria, ma è altrettanto vero che spesso e volentieri in quest'Aula si è fatta demagogia e si è fatto ostruzionismo. Bisogna dire la verità: nessuno si deve sentire tranquillo, in coscienza. Cosa dire poi del fatto che è stato bocciato anche l'emendamento per l'acquisto del sangue e degli emoderivati per l'ospedale? Cosa dire? Di chi è la responsabilità? Del centro destra o del centro sinistra? Di chi chiede il voto segreto sapendo che comunque quelli del centro destra che votano a scrutinio segreto contro la maggioranza lo fanno solo e esclusivamente per mettere in difficoltà la Giunta? Ma non è così che si risolvono i problemi, non è con i tranelli e non è con i blitz, è solo ed esclusivamente con l'obiettività, con la serenità d'animo, col coraggio anche di schierarsi spesso e volentieri contro alcune indicazioni che vengono date dai gruppi, come ho fatto io...
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, la devo invitare a chiudere perché ha abbondantemente utilizzato il suo tempo e anche altro. Prego.
CAPPAI (U.D.C.). Mi faccia chiudere, Presidente. Non ho capito perché quando parla l'onorevole Cogodi spesso e volentieri...
PRESIDENTE. Questo non me lo deve dire, lei sa che io spesso con l'onorevole Cogodi ho degli scontri proprio su questo e non vorrei avere adesso degli scontri anche con lei, onorevole Cappai!
CAPPAI (U.D.C.). Presidente prenda atto che io intervengo poco.
PRESIDENTE. Lei è sempre molto corretto, gliene do atto, la prego di esserlo ancora, quindi arrivi alla conclusione.
CAPPAI (U.D.C.). Chiudo qui il mio intervento invitando tutti comunque ad un'ulteriore riflessione, perché quello che è stato approvato stamattina non è quello che quest'Aula voleva. Sono sicuro che neanche il centro sinistra voleva approvare l'emendamento 450 così come è stato approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I. - S.U.). In maniera davvero rapida perché credo che a questo punto anche le dichiarazioni di voto da noi rese assumano un significato completamente diverso. Rapidissima solo per rammentare che sin dell'inizio le opposizioni avevano chiesto in maniera forte, in maniera decisa, direi in maniera assolutamente irrinunciabile, attribuendo un significato prevalente, che venissero approvate quelle parti, naturalmente con le risorse potenziate, relative all'articolo 19 della legge regionale 37. Su questo punto, risorse agli enti locali, alle imprese, al terzo settore, insieme ad altri abbiamo intrapreso in Aula un confronto dialettico abbastanza forte e abbastanza deciso, perché abbiamo quasi riservato, quasi riconosciuto una valenza strategica a questi obiettivi. Credo che l'onorevole Masala, a conclusione del proprio intervento, senza perdere tempo a ribattere sulle osservazioni che ha fatto negli intermezzi, abbia assunto una posizione, che è quella di non umiliare le autonomie locali. Ha detto che sarebbe stato facile a voto palese respingere le politiche per il lavoro, però l'onorevole Masala è ben consapevole che una posizione del genere sarebbe stata una posizione che avrebbe indotto il mondo delle autonomie locali alla ribellione. E' vero, Assessore, quell'emendamento che potenzia le risorse per l'articolo 19 della 37 per il lavoro è passato grazie alla sua astensione, un'astensione non certo convinta, ma un'astensione che nasceva dalle circostanze, un'astensione forzata, un'astensione obbligata, alla quale lei non voleva assoggettarsi, ma a norma di Regolamento, avendo preso la parola in quella fase, non poteva che esprimersi per dichiarazione di voto. Ciò che conta è il risultato, ciò che conta è che la ragione abbia prevalso su tutto, in questo caso la ragione ha prevalso sui pregiudizi, per noi questo è importante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi, chi ha amministrato e fatto il sindaco e l'amministratore comunale, e qui dentro ce ne sono parecchi, credo che sin dalle prime battute della finanziaria ha avuto dentro di sé un tormento e l'ha portato fino a oggi. Nei vari interventi di stamattina, principalmente di stasera, dei colleghi della minoranza, dell'opposizione e dei colleghi della maggioranza comunque sia si intravedeva, non solo negli interventi, ma anche negli aspetti in certo disagio. Io credo che quando si parla di lavoro o quando si parla di interventi per i comuni non esistono maggioranza e minoranza, esiste il Consiglio regionale che è l'espressione di tutti i cittadini dei comuni della Sardegna e solo a questo si risponde.
Il primo segnale la maggioranza l'ha dato stamani, chiaramente con l'astensione dell'assessore Masala, che ha voluto lanciare un messaggio, occultamente, direi, col voto segreto, facendo passare l'emendamento del collega Falconi. Se poi vogliamo andare avanti, a me non risulta, perché nessuno mi ha detto stamani: "Dobbiamo bocciare il comma 1". Per quanto mi riguarda ho affrontato il problema con altri colleghi della maggioranza, dalle loro espressioni non ho fatto altro che recepire la volontà, anzi, di approvare il comma 1; non ho parlato con tutti, ma ho parlato con alcuni, certo è che è indispensabile e necessario che i comuni non vengano da una parte agevolati e dall'altra danneggiati, e mi spiego. Ho parlato di questo anche con qualche collega dell'opposizione, a cui ho detto che è indispensabile, che il comma 1 doveva essere approvato, perché è il comma dell'articolo 18 che è passato in Commissione e che la Giunta ha presentato, ma in quel comma è detto chiaramente che deve avere priorità negli interventi la programmazione negoziata, cioè gli interventi previsti con la lettera a) dell'articolo 19. Un articolo 19 della legge 37 che io sono del parere che debba essere rivisitato e rivisto.
Quindi credo che con questa volontà di approvare il comma 1 dell'articolo 18 la maggioranza non stia cedendo a pressioni, ma stia continuando a portare avanti un discorso iniziato, un discorso che l'ha vista prudentissima nelle prime battute, ma a mano a mano che il dialogo e il dibattito andava avanti l'ha vista sempre più convinta dell'esigenza che era necessario dare una risposta, anche forte, alle ripetute richieste provenienti dai sindaci, da tutti i comuni della Sardegna. Ha detto bene il collega Selis, non è una questione di vittoria di una parte o dell'altra; è una questione di buon senso, è una questione di buona amministrazione da parte del Consiglio regionale. Certamente c'è qualche perplessità sulla copertura, non dico del 2003, ma del 2004 e del 2005, e su questo credo che bisognerà in seguito trovare la maniera, la norma, la modalità legislativa affinché ciò possa avvenire. Ecco quali erano le uniche perplessità che probabilmente facevano stare in dubbio qualcuno di noi, ma sul fatto dell'intervento credo che da parte di tutti noi non c'era e non c'è stato nessun dubbio, almeno per mi quanto riguarda non ce n'è mai stato.
Voglio quindi, con queste mie parole, non dare un input in più a quanto è stato già detto abbondantemente da tutti i colleghi del Consiglio regionale, ma dire anche che questa può essere una pietra miliare nei rapporti tra maggioranza e opposizione affinché, da questo momento in poi, veramente, non succeda quello che è successo in questi giorni, che pur di non dare soddisfazione alcuna o al suo collega di partito o tanto meno alla maggioranza e all'opposizione si son fatti dei gravissimi errori e solo ed esclusivamente le nostre popolazioni ne trarranno le conseguenze negative. E' indispensabile e necessario discutere, è indispensabile e necessario chiudere in fretta questa manovra finanziaria per poter dare proprio a quei sindaci che qui stanno ascoltando le risposte che da troppo tempo attendono, le risposte che le nostre popolazioni attendono da noi e dare un esempio alla Sardegna che non tutto è perso, che non tutto è uno sfascio, ma che probabilmente il dibattito di questi giorni, che pure si è protratto a lungo e ha dato probabilmente qualche aspetto non proprio positivo, è fatto almeno in buona fede nell'interesse unico e solo della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io rinuncio all'intervento, con un'unica battuta: credo la finanziaria sia ancora lunga, non è necessario che si intervenga, non ha vinto né il centrodestra né il centrosinistra, credo che abbiano vinto tutti i sindaci della Sardegna, tutti i disoccupati e non i sindaci di centrodestra o di centrosinistra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Presidente, colleghi, era stata fatta una proposta dal centrodestra, che prevedeva di destinare con delle regole precise, al di là dell'articolo 19 della 37, i fondi ai comuni, destinandoli, per esempio, perché venissero utilizzati, specie il pregresso, i 600 miliardi del pregresso, per la programmazione negoziata, per i centri storici che sono privi di finanziamenti, una legge che destina 50 miliardi all'anno e per i quali arrivano richieste per 700-800 miliardi all'anno, per la forestazione, per altre cose di cui i comuni hanno certamente bisogno.
Noi crediamo che i comuni debbano avere i fondi per potersi amministrare, ma ci crediamo a tal punto che noi crediamo che dovrebbe essere attuato il decentramento dei poteri amministrativi verso i comuni. Ma questa mattina qua è successa una cosa strana: a voto segreto è stato votato un emendamento che dava in pratica 172 milioni di euro all'anno per tre anni ai comuni, rifinanziando l'articolo 19 della 37. E' stato chiesto il voto segreto ed è passato per un voto. Ecco, io credo che la vera intenzione del centrosinistra non fosse quella di attribuire, di dare i soldi all'articolo 19 della 37, perché, se così fosse, il centrosinistra sapeva benissimo che noi avremmo poi votato contro l'emendamento, quindi avremmo reso nullo quell'emendamento. Se voi aveste voluto perseguire quel risultato sarebbe stata una cosa facilissima, era un gol a porta vuota, avreste chiesto subito dopo il voto segreto sul comma 1 e avreste ottenuto il risultato. Non l'avete fatto perché non intendevate indossare la maglietta di Cogodi, questa è la realtà! Voi non volevate questo per non indossare la maglietta di Cogodi! Ora chiedete a noi di indossare la maglietta di Cogodi insieme a voi per finanziare il piano del lavoro di Cogodi: 340 miliardi per tre anni. A me sembra francamente che sia una cosa inaccettabile.
Noi abbiamo anche proposto di fare una legge entro 30 giorni, la Giunta l'ha proposto, una legge attraverso la quale dare veramente i soldi ai comuni, ma anche attraverso altre forme, per esempio attraverso la 25. Ma perché assolutamente attraverso questo piano del lavoro che dal '99 ad oggi ha un residuo, su 1000 miliardi stanziati, di 600 miliardi? Quindi vuol dire che è una legge che non ha funzionato, e allora…
(Interruzioni)
CARLONI (A.N.). Presidente, per cortesia, anche il collega Corda ha diritto come gli altri a fare un intervento tranquillo.
PRESIDENTE. Non c'è dubbio che il collega Corda abbia diritto di fare il suo intervento e prego di non disturbare. Prego, onorevole Corda.
CORDA (A.N.). Al di là di quello che può apparire, la cosa più difficile in questo momento è quella di essere fraintesi, perché noi siamo convintamente per il decentramento dei poteri amministrativi verso i comuni e quindi noi intendiamo dare i soldi ai comuni, ma con regole e con una forma diversa, per esempio con un paletto che dia alla Regione la possibilità di portar via i soldi a quei comuni che non dovessero spenderli entro sei mesi, per ridarli ad altri comuni che invece ne hanno bisogno, che li spenderebbero e che hanno dimostrato una capacità di spesa maggiore.
Questa è la nostra idea, noi vogliamo essere a favore dello sviluppo, noi vogliamo che i denari che vengono dati vengano dati per creare posti di lavoro, allora la forestazione, i cantieri che deriverebbero, per esempio, come dicevo prima, dal finanziamento della legge sui centri storici intanto ci farebbe creare delle strutture in consonanza col nostro indirizzo di sviluppo, che è quello turistico, allora creare dei centri storici a misura turistica vuol dire creare sviluppo, vuol dire creare subito dei cantieri, vuol dire finanziare subito progetti che esistono. Perché non seguire questa strada? Perché testardamente voler inseguire una legge perché è popolare, perché ormai è diventata più popolare di non so che cosa, questa legge 37 dell'articolo 19? Non se ne può più! Noi siamo culturalmente in linea diversa con questa legge, l'abbiamo detto da sempre, lo ribadiamo oggi, e per questa ragione, pur dicendo che siamo favorevoli che i comuni possano amministrare i fondi che devono essere loro trasferiti, ma con un altro sistema. Io voterò contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Presidente, non soffrendo della malattia per la quale mi faccio conquistare dalle sirene, io rinuncio all'intervento programmato, ma voglio soltanto cogliere l'occasione per far osservare ai colleghi del Consiglio e agli amici del centrodestra che questa improvvisa esplosione della condivisione dei contenuti del primo comma dell'articolo 18 in realtà non incastra con i 37 voti contrari che il centrodestra ha espresso questa mattina sull'emendamento 450, che tendeva soltanto a potenziare i contenuti nel primo comma. Quindi mi pare la cosa sia sufficientemente contraddittoria e mi sembra anche abbastanza appropriato l'aggettivo "schizofrenico" che è stato usato da qualcuno per indicare questa improvvisa metamorfosi, perché in realtà poi metamorfosi non ce n'è, perché la verità l'ha detta Corda adesso quando dice di essere "culturalmente distante e assolutamente contrario a questo progetto del piano del lavoro", per il quale ha dichiarato di votare contrario. Io credo che poi voterà a favore, come tutte le volte che ha detto che avrebbe votato contrario. Grazie.
CORDA (A.N.). Guardi che è voto palese, Ibba. Io la maglietta di Cogodi non la indosso!
PRESIDENTE. Onorevole Corda, poi si lamenta quando la interrompono. Ha domandato di parlare il consigliere Usai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
USAI (A.N.). Signor Presidente, nella giornata di oggi io sono stato chiamato in causa garbatamente da molti colleghi del centrosinistra non nella mia qualità modestissima di consigliere regionale, ma nella qualità di vicesindaco di Cagliari. Mi è stato ricordato che nella mia qualità di vicesindaco di Cagliari avrei dovuto avere più attenzione per i problemi legati all'articolo 19 della legge 37 e che questo tipo di attenzione io non riponevo nella materia, poi si è andati alla votazione dell'emendamento 450, un emendamento che è stato approvato dall'Aula, e improvvisamente, subito dopo l'approvazione di questo emendamento, è iniziato da parte del centrosinistra, su suggerimento di un autorevole esponente del centrosinistra, che chiedeva di votare per commi l'articolo 18, un fuoco di sbarramento e una caccia alle streghe da parte dei colleghi del centrosinistra che si sono iscritti tutti quanti, ma tutti quanti e anche più di tutti quanti, per dichiarazioni di voto, quelle dichiarazioni di voto che servivano, ovviamente a illustrare le posizioni dei colleghi, certamente, ma che consentivano - e nessuno se ne abbia a male - di vedere tanti amici e tanti colleghi con la fascia tricolore venire qua, disturbandoli dalle loro professioni, dal loro ruolo istituzionale, e tutto quanto perché? Perché si è presunto, perché questa è la realtà...
(Interruzioni)
USAI (A.N.). Fatemi parlare. Perché si è presunto, perché io vorrei sapere chi è del centrodestra, avete parlato tutti quanti, tu Cicito, mi pare abbia parlato del silenzio assordante del centrodestra, vero?
Morittu (d.s.). Vero.
USAI (A.N.). Ecco, perché nessuno nello schieramento del centrodestra ha detto alcunché a favore o contro il primo comma dell'articolo 18. Allora perché tutta questa bufera? Perché tutta questa tempesta? Perché scomodare i nostri amici sindaci sin qua, a sapere, a vedere i nostri colleghi che condannano la Giunta di centrodestra nemica dell'istituzione locale, dove lo ricordava l'assessore Masala, i sindaci del centrodestra, grazie a Dio, sono quasi uguali come quantità con quelli del centrosinistra, quindi non esiste una volontà di penalizzare alcunché e nessuno. Io su questo comma 1 dell'articolo 18, ve lo dico subito, mi asterrò e mi asterrò per una ragione semplice e la giustifico anche la ragione, perché non condivido, non condivido l'ostruzionismo posto in essere da voi colleghi del centrosinistra, perché questo tipo di articolo, questo articolo, questo comma poteva essere approvato da questa mattina alle dieci e mezza, non è stato ancora approvato alle 18 e 30, non è stato ancora approvato.
FADDA (La Margherita-D.L.). Edoardo, se non c'eravate!
(Interruzioni)
Ed allora sarà vero quello che si dice che l'ostruzionismo non viene posto in essere dal centrodestra, come dite voi, ma è un ostruzionismo becero che viene posto in essere dal centrosinistra per ottenere ovviamente i risultati che loro, che voi qui vi proponete e proponete...
PRESIDENTE. La prego concluda.
USAI (A.N.). Sto concludendo. Complice un Regolamento che non fa certamente gli interessi né di questo Consiglio, né della Sardegna, certo l'obiettivo è chiaro che lo avete raggiunto, ma probabilmente senza scomodare gli amici sindaci, senza bloccare il Consiglio per un giorno, lo avreste ottenuto anche stamattina alle 10 e 30.
FADDA (La Margherita-D.L.). Sai che non è vero!
SPISSU (D.S.). Ieri notte!!!
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna Salvatore rinuncia.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, molto brevemente. Nel primo pomeriggio, ho avuto modo, come capita nei momenti in cui non siamo impegnati in Aula, di interloquire telefonicamente con amici, conoscenti, elettori, amministratori locali, ma alcuni di questi, due in particolare, mi hanno telefonato per chiedermi notizie di questa convocazione che era stata propagata e propagandata stamane nella tarda mattinata per presentarsi in quest'Aula a sostenere, a loro detta, la volontà dal centrodestra di bocciare l'articolo 19 e quindi il comma 1 della 37.
Questi due sindaci, che non sono sindaci di centrodestra e non sono forse neanche di centrosinistra, ma sono due sindaci eletti in comuni importanti e che bene stanno operando, mi hanno chiesto notizie di questo e io per l'amicizia che mi lega a questi amministratori, ho detto che potevano astenersi dal perdere tempo per venire in Consiglio regionale perché, per quanto mi riguardava e per ciò che era notizia certa della mia parte politica, non sarebbe mai successo un fatto di questo genere, e mi meravigliava tanto che autorevoli esponenti del centrosinistra avessero voluto scatenare una movimentazione di sindaci e di amministratori per sostenere una posizione che non è mai stata in discussione messa in questi termini
SPISSU (D.S.). Movimentazione bestiale!
DIANA (A.N.). Onorevole Spissu, lei ha l'abitudine, al di là dell'aspetto funereo che lo rappresenta, però vorrei dire, scusi!
SPISSU (D.S.). Dell'aspetto, prego?
DIANA (A.N.). La prego per favore, io non la interrompo mai, non ho interrotto mai nessuno ...
PIRISI (D.S.). L'aspetto funereo ce l'hai tu!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Consentiamo all'onorevole Diana di fare il suo intervento, per favore!
DIANA (A.N.). Mi viene da pensare che anche la Presidenza in qualche caso non intervenga adeguatamente con i colleghi del centrosinistra, visto che al minimo brusio del centrodestra squillano le campane e solitamente tutti...
PRESIDENTE. Questo non lo deve dire onorevole Diana. Sta dicendo una cosa non vera!
DIANA (A.N.). Non c'è stato un intervento...
PRESIDENTE. Abbia pazienza.
DIANA (A.N.). Presidente mi scusi. Non c'è stato un intervento in tutto il pomeriggio dei rappresentanti del centrodestra che non abbia avuto, come dire, commenti ad alta voce da parte dei colleghi del centrosinistra, un brusio feroce! Allora, io ovviamente sono favorevole all'approvazione di questo comma, ma lo sanno tutti quanti perché in due giorni e in tre giorni, e lo possono confermare autorevoli colleghi del centrosinistra, ci siamo sforzati di trovare il modo per venir fuori da una situazione che certamente non poteva e non doveva penalizzare le amministrazioni locali. Ma dico di più, che probabilmente, anzi certamente, ed è questo che i sindaci dovrebbero sapere, anche se molti, scopo raggiunto, posizione consolidata, hanno abbandonato quest'Aula, avrebbero dovuto saperlo, perché certamente le proposte che il centrodestra ha fatto proprio sul comma uno dell'articolo 19 erano certamente più produttive e più pregnanti per tutti gli amministratori locali. Questo è quello che devono sapere i sindaci. E` vero che l'emendamento 450 porterà 172 milioni di euro per il 2003, ma è vero anche che la proposta alternativa proposta dalla Giunta e da questa maggioranza aveva risorse ben più importanti e probabilmente molto più interessanti per l'attività che i comuni svolgono e per quello che dev'essere veramente una vera legge che mira all'occupazione e non a mantenere le risorse parcheggiate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, brevemente, per esprimere intanto l'apprezzamento nei confronti dell'Assessore per quanto riferito in Aula poc'anzi e poi per dire che stiamo parlando del piano per il lavoro, che avevamo ribattezzato come iniziative locali per lo sviluppo e l'occupazione.
Quindi, stiamo trattando di uno strumento di politiche di lavoro e di sostegno allo sviluppo locale. Di fronte ad una riduzione crescente dei finanziamenti da parte dello Stato nazionale ci sembrava doveroso rispondere come Regione ad una richiesta di sostegno agli enti locali che, perdendo i finanziamenti statali, non potevano aggiungere a questo anche la riduzione di finanziamenti da parte della Regione. Però rifinanziare non basta; mi rivolgo ai colleghi della minoranza, perché tutto quello che ci siamo detti non sarebbe sufficiente. Sappiamo perfettamente che l'operatività della legge o la mancata operatività della legge non riguarda soltanto problemi degli enti locali, non sono i comuni a non spendere, perché sappiamo benissimo che ci sono una miriade di autorizzazioni che non vengono date in tempo utile e che ritardano la spesa da parte degli enti locali. Occorre comunque rivisitare la legge per vincolare meglio e di più le finalità previste dal primo comma della legge stessa attraverso la partecipazione dei comuni agli strumenti di programmazione integrata, regionale, nazionale ed europea, da queste normative per non tenerli distanti e con un disimpegno non per il passato, ma per il futuro di queste somme, automatico qualora le spese non vengano fatte entro i tempi prefissati dalla legge regionale.
Per cui io voglio rivolgere un invito a me stesso e a tutti quanti, se siamo in condizioni di farlo adesso, insieme, studiamo questi strumenti per far funzionare meglio e di più questa legge, se no vincoliamo gli stanziamenti comunque a nuove procedure legislative, che siano capaci di rispondere meglio a questo strumento che noi riteniamo valido.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Molto brevemente, perché i sindaci che hanno raggiunto Cagliari da diverse parti della Sardegna, penso che, pur apprezzando i nostri interventi, attendano il voto finale sull'argomento in discussione. Già l'Assessore della programmazione ha espresso la posizione della maggioranza, il Gruppo di Forza Italia coerentemente voterà secondo appunto un'indicazione della Giunta, ma voterà anche per propria convinzione positivamente quest'emendamento. E diciamo subito perché...non c'è nessun cellulare vicino, perlomeno qualcuno vicino probabilmente.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Continui onorevole Pittalis.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). La convinzione, che io ho colto in tutta la maggioranza, ma non pretendo di parlare a nome della maggioranza, ma del Gruppo di Forza Italia, è che c'è una sostanziale posizione di favore per il sistema degli enti locali che travalica anche il problema importante, ma limitato dell'articolo 19 della legge 37. Ed è il problema a cui faceva testé riferimento il collega Floris e cioè la necessità che il Consiglio regionale si ponga nell'ottica non solo di un problema di risorse, che sono importanti, di quantità di risorse, ma un problema che debba investire il rapporto tra il sistema delle autonomie locali, Comuni, Province e Regione innanzitutto, perché c'è bisogno di ridisegnare questo sistema di rapporti. In secondo luogo, non meno importante, riteniamo che l'articolo 19 debba essere rivisitato e individuando anche un nuovo ruolo in favore del sistema delle autonomie locale ed individuando anche tempi, modi e procedure perché le risorse possano essere immesse in quel circuito che effettivamente crei sviluppo ed occupazione. Ed allora ecco la ragione per la quale abbiamo ritenuto in questi giorni di dover, è inutile negarlo, attraverso incontri riservati in questa sala, così come nelle stanze di questo palazzo incontrarci, approfondire tra colleghi della maggioranza, colleghi anche dell'opposizione, ma ritengo tutti animati dall'intento comune di trovare una soluzione a questo problema. E allora - io qui concludo veramente - semmai nasce l'esigenza, veramente, di utilizzare l'anno 2003 per promuovere, sulle problematiche del lavoro, una sorta di mobilitazione straordinaria dove vi sia innanzitutto una iniziativa politica, da parte dell'Assemblea regionale, della stessa Giunta regionale, col coinvolgimento delle parti sociali, le organizzazioni sindacali, che non sono estranee e non devono rimanere estranee anche rispetto al dibattito che si è svolto in questo contesto, rispetto alle problematiche del lavoro, al sistema produttivo, al sistema delle autonomie locali ed io penso che nella ormai anche forse pluralità di interventi che sono indirizzati in questo settore, si possa e si debba necessariamente iniziare a metter mano anche per riordinare la materia e creare, come anche ho sentito da qualche collega dell'opposizione, le condizioni per un corpus normativo che semplifichi e che dia anche certezza ai destinatari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Signor Presidente, non è facile nella storia politica di ognuno di noi essere coerenti alle proprie idee. Il Gruppo di Alleanza Nazionale era già critico alla composizione già dell'articolo 18 nella sua prima formulazione e quindi al primo comma, anche senza l'emendamento 450. Il Gruppo di Alleanza Nazionale già nella scorsa legislatura aveva combattuto contro il piano straordinario del lavoro ritenendolo uno strumento sbagliato e che non avrebbe certamente potuto cogliere o aiutare lo sviluppo della Sardegna. Questa è la nostra impostazione culturale di Destra moderna. Poi si possono attuare tutti i trasformismi che vogliamo, ma questa è la differenza tra noi e voi. Noi non crediamo che i comuni possano trasformarsi in imprenditori capaci di dare posti di lavoro veri, produttivi, noi non crediamo che i comuni abbiano uffici tecnici capaci di varare progettualità, che siano all'altezza di una impresa, di una azienda, noi crediamo che l'occupazione si possa accogliere solamente attraverso lo sviluppo che pone al centro della sua azione l'impresa, non i comuni. I comuni erogano servizi a favore dei cittadini quando lo fanno bene, quando lo fanno bene, quando la Regione gli fornisce risorse sufficienti, questo sì.
Allora io avrei preferito vedere una Destra impegnata in un ragionamento di costruzione di un rapporto nuovo coi comuni, di un rapporto diverso da quello attuale coi comuni, di una centralità nella gestione di tutte le azioni amministrative, tutta quella parte burocratica che ha interesse esclusivamente locale e che questa Regione continua a compiere ingolfando i propri uffici, noi l'avremmo voluta vedere invece in capo alle Province e ai Comuni trasferendo unitamente ai servizi amministrativi anche le relative risorse, avremmo voluto vedere impegnati i comuni nella programmazione negoziata per colmare i gap infrastrutturali che le varie aree deboli che questa Regione ha creato; gli squilibri economici di aree povere ed aree ricche che questa Regione ha creato; avremmo voluto vedere una Destra impegnata su questi temi, così come molti di noi, non tutti, ma molti di noi hanno fatto da quasi trent'anni. Ed allora non è votare contro il comma 1, noi votiamo contro il comma 1 per essere coerenti con la nostra storia, per essere coerenti con il nostro modo di fare politica, per essere coerenti con noi stessi. Quindi, io personalmente voto per rimanere di destra, per essere coerente alle cose che ho detto, voto contro il primo comma dell'articolo 18.
SANNA EMANUELE (D.S.). Noi chi, Gianni?
LOCCI (A.N.). Adesso lo vedrai!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è facile dopo la lucidità dell'intervento del collega Locci esprimere qualcosa di nuovo. Però anche io vorrei ritornare all'altra legislatura nella quale noi destra di Alleanza Nazionale per la prima volta, partito che conta nelle istituzioni, siamo stati per cinquant'anni emarginati, abbiamo potuto fare qualcosa anche dall'opposizione suggerendo delle linee nuove riguardanti le politiche del lavoro all'allora Giunta di centrosinistra guidata dell'onorevole Palomba e il confronto fu tra la legge 37 e la legge 36 dell'allora piano del lavoro. Ci fu la legge 36, proposta dal Gruppo di Alleanza Nazionale, che dava degli incentivi alle imprese…
SCANO (Gruppo Misto) Non solo!
LIORI (A.N.). Non solo la verità, certo certo anche dall'allora primo firmatario per la sinistra, il collega Pier Sandro Scano. Però noi ci ispirammo in quella legge ad una filosofia che dava incentivi alle imprese per favorirle a condizione che creassero lavoro stabile. Tutto si potrà dire del famoso piano del lavoro, fuorché che la legge 37 abbia creato in Sardegna del lavoro stabile.
Noi ci siamo impegnati in questa legislatura anche per stabilizzare tutti i precari che avete creato nei disastri delle Giunte precedenti, senza guardare né se fossero persone assunte da noi o persone assunte, come poi sono state all'inizio, da Governi precedenti di centrosinistra, perché non crediamo che il precariato possa creare sviluppo, tutto può creare soltanto, secondo me, sperpero di denaro pubblico.
Comunque noi abbiamo dato questi incentivi perché le leggi dello Stato non ci permettono di defiscalizzare, perché noi che siamo di destra crediamo di più nello strumento dell'impresa, come ha detto il collega Locci, cioè crediamo in leggi tipo la legge Tremonti che defiscalizzando gli oneri reinvestiti per creare lavoro possono veramente concorrere a creare, come hanno creato in tutte le regioni, in tutte le nazioni del mondo: cito Reagan, cito la Tatcher e altre esperienze simili di tutto il mondo hanno insegnato in economia che sì sono creati non milioni di posti di lavoro, come era stato promesso dagli allora candidati alla Presidenza degli Stati Uniti, ma decine di milioni di posti di lavoro, tant'è che con lo sviluppo che si è creato, con le tasse che sono state prodotte da queste leggi, si sono fatte tante di quelle opere pubbliche, realizzati tanti di quei servizi che hanno dato opportunità di lavoro e non solo, hanno addirittura risanato il deficit della più grande nazione del mondo, gli Stati Uniti d'America. Quindi, noi che siamo sì per l'assistenza, quando essa serve nell'immediato, ma siamo contro l'istituzionalizzazione dell'assistenza che si chiama assistenzialismo, non possiamo che continuare ad essere contro questo piano del lavoro, per coerenza, per logica e per rispetto verso noi stessi e soprattutto verso i nostri elettori. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma come si può sperare di creare posti di lavoro e credere in questo tipo di leggi quando ci sono centinaia di miliardi non spesi nei vecchi piani del lavoro? Come si può pensare di insistere su questa strada, come si può essere ostaggi, e qui veniamo al dunque, di voti segreti, di agguati che nascondono inconfessabili ed inconfessate motivazioni agli elettori, all'Aula, ai partiti politici, e a noi Consiglio regionale? Non si può fare leva su queste possibilità offerte dai regolamenti del Consiglio regionale; non si può votare a voto segreto leggi di questa portata, con conseguenze gravissime per il Governo della Sardegna. Chi sfrutta per fare opposizione questo tipo di possibilità del regolamento se ne assume la responsabilità anche davanti ai propri elettori che hanno gli occhi sempre meno chiusi, sempre meno tappati dalle fette di mortadella.
Beh, io dico che un Regolamento, che era stato fatto ai tempi del consociativismo, quando non poteva esserci nessuna legge importante che non potesse avere l'assenso anche dell'opposizione, oggi, proprio per l'abuso che si è fatto di questo Regolamento, con i voti segreti, con l'ostruzionismo fine a se stesso, anche sulle cose meno importanti, beh, non può che essere votato sempre di più dall'elettorato, a ragione un bipolarismo, una legge presidenzialista che dia certezza di governo, che dia una maggioranza e chi ce l'ha la utilizzerà per governare. Io ho finito! Il mio voto è contrario naturalmente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita - D.L.). Grazie. Potrei rinunciare tranquillamente al mio intervento dati gli sviluppi che ci sono stati questa sera. Per altro, così mi pare che alcune osservazioni vadano fatte sul panorama che è emerso ancora una volta, ma questa volta in modo palese e clamoroso sulle spaccature che attanagliano questa cosiddetta maggioranza. Stavolta sono emerse, sono emerse in modo palese, ci sono quelli che hanno dopo aver rischiato di far perdere alla Sardegna uno strumento di progresso, uno strumento concreto che consentirà ancora di valorizzare il lavoro, fino a questo momento è stato l'unico strumento che ha funzionato e le statistiche indicate dai colleghi nei giorni scorsi in modo più che esauriente lo dimostrano. Allora prima c'era questo rischio, c'è stato questo rischio concreto, questo "braccio di ferro", che è durato per un paio di giorni, che ha determinato la fuga di tanti colleghi della maggioranza, di qua, di là, la richiesta di sospensioni eccetera, creare e determinare le condizioni per la mancanza del numero legale e via discutendo, finalmente qualcuno ha mostrato buon senso; c'è stato un recupero così discutibile nei modi, ma reale ed effettivo nella sostanza.
Dall'altra parte vediamo questo Gruppo, questa pattuglia, no c'è un secondo gruppo, quelli che fanno le arrampicate sugli specchi, capitanati dall'Assessore ai grandi eventi che evidentemente, avendo la delega anche per lo sport si candida come esponente forte del Comune di Cagliari alle olimpiadi in questa nuova specialità sportiva di arrampicata sugli specchi. Terzo gruppo, i colleghi onestissimi, persone per bene, della cosiddetta destra, la chiamano moderna, ma a me sembrano un po', così gli eredi della Repubblica di Salò, rispettabili dal loro punto di vista, che invece si scoprono improvvisamente illuminati, imprenditori e che così ci dicono che questo strumento non funziona. Allora, io vorrei chiedere ai colleghi che rispetto profondamente, così per il loro valore, per la loro serietà eccetera, qual è il progetto alternativo che sono stati in grado di proporre in questi tre anni? Qual è il progetto alternativo per il lavoro, per il progresso? Ed allora, scusate colleghi, qui c'è una realtà che funziona, una realtà che ha funzionato, la realtà rappresentata da tutti i sindaci della Sardegna che sono, c'è poco da fare, ce ne saranno molti anche di centro destra, ma sono la parte più vivace, anche creativa della nostra società, quel che di meglio offre la società in questo momento e dobbiamo prenderne atto che hanno in mano questo strumento, glielo vogliamo togliere? Che cosa proponete in alternativa, cari colleghi? Ecco, questo è il problema; la domanda che io vi faccio, alla quale fino ad esso non ho avuto risposte. E questa è una legge che in qualche modo è stata rivoluzionaria, perché ha precorso la riforma del titolo quinto, cioè la modifica dell'articolo 114 della Costituzione che ha preso atto di tutte queste situazioni prevedendo che i comuni sono un soggetto, il primo soggetto nel quale si articola la Repubblica italiana. Ecco, questo è un dato di fatto. Quindi, da questo dobbiamo partire; ciò non significa che questa legge non possa essere rivista, ciò non significa che non possano essere presentati progetti alternativi, ma fino a quando c'è uno strumento che funziona, che ha dato dei risultati e che è nelle mani di persone responsabili, bene, allora noi dobbiamo prenderne atto e riconoscerlo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, non ho capito come voterà, lo suppongo!
DORE (La Margherita - D.L.). Naturalmente non in senso contrario!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Io annuncio il mio voto favorevole al comma primo dell'articolo 18 e dico che questo faccio e farò, così come ho già avuto occasione di dire in altre circostanze, non perché sia convinto della bontà della legge, ma perché il vincolo di maggioranza, il senso di appartenenza e di lealtà che ho verso di essa, mi impone democraticamente di accettare ciò che la maggioranza stessa decide. Devo dire che io non sono come tanti altri che in questa maggioranza, pur facendone parte, votano contro soprattutto dietro il muretto a secco, avendo i benefici dell'essere in maggioranza, ma sostanzialmente votando e lavorando contro di essa. Io non sono contrario al piano straordinario del lavoro, sono contrario a come è stato impostato, perché condivido in pieno tutte le valutazioni che ha fatto il collega Locci, perché guai a noi se continuassimo a credere che i promotori dello sviluppo possano essere i comuni e sopra i comuni la stessa Regione. Ogni qualvolta la Regione ha operato in quella direzione ha sprecato centinaia se non migliaia di miliardi. Valga ad esempio il sistema delle partecipazioni regionali nel settore delle miniere con il suo ente strumentale, l'EMSA, e nel settore agricolo attraverso la sua finanziaria la SIPAS, sono contrario a questo piano perché i risultati sono stati negativi, ma non per incapacità dei comuni perché i comuni, come è stato ben richiamato, non hanno organizzazioni, non hanno strutture e non hanno strumenti per essere gli artefici dello sviluppo. L'errore fondamentale del piano straordinario del lavoro, così come è stato concepito, è quello di considerare il problema della disoccupazione come un piano straordinario. La disoccupazione è una questione di ordinarietà totale che ci perseguita da più di cinquant'anni, perché i guai della Regione Sardegna sono nel suo deficit infrastrutturale, quindi nel suo deficit di infrastrutture che se non si colma quello non sarà possibile attrarre nuove imprese che siano in grado di procurare quello sviluppo che è la condizione unica ed indispensabile perché si faccia vero sviluppo e vera occupazione.
Il fallimento del piano che oggi si ripropone è sotto gli occhi di tutti, mi sorprende che per elogiare la bontà del piano, il collega che mi ha preceduto ha detto che la realtà ha dato segni contrariamente opposti. Evidentemente il collega non vive in questa realtà o se partecipa ai lavori di questo Consiglio vi partecipa probabilmente in uno stato di totale torpore, perché che non si è reso conto di quella che invece è la realtà. La realtà è che dei ventimila posti sperati, ipotizzati, se ne sono realizzati poco più di duemila e sono anch'essi lavori precari ed assistiti; la verità è che i comuni per quelle questioni alle quali facevo io riferimento in precedenza e non per capacità soggettive, non sono stati in grado di progettare le risorse a loro disposizione e noi ci troviamo di fronte a seicento miliardi di residui passivi. Questa riproposizione del piano sic et simpliciter riproporrà per il futuro una situazione perfettamente identica, perfettamente speculare, e sono validi tutti i richiami che ha fatto il collega Secci, il vice Presidente della Commissione lo scorso venerdì sera quando ha detto: "Non votiamo un articolo ed un emendamento di questo genere" sotto l'impulso dell'emotività perché qui stiamo mettendo in ballo mille miliardi di risorse e li stiamo mettendo in ballo nel momento in cui la Regione Sardegna per l'esposizione finanziaria che ha raggiunto non può assolutamente permettersi di buttare all'aria risorse che non avranno la fortuna di produrre ricadute. Questo abbiamo fatto, la irresponsabilità è totale ed è di tutti, la mia speranza e l'auspicio è che, così come è stato sottolineato dal collega Pittalis e come è stato richiamato l'intervento del Presidente Floris, che tutto il Consiglio abbia la forza, la volontà di mettere mano per dare a questa legge nuovi strumenti, nuova snellezza o meglio una snellezza che non ha mai avuto per essere veramente in una qualche misura significativa per intervenire nella direzione dello sviluppo che tutti quanti noi, da destra a sinistra non possiamo non avere a cuore perché questo è il nostro compito, queste sono le nostre funzioni, queste sono le risposte che dobbiamo dare alla Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Io avrei rinunciato, ma sento l'esigenza di fare un punto sulla situazione, che è apparso chiaro, che la casa della libertà, la coalizione di maggioranza, Alleanza Nazionale, non si sono sottratte e non hanno considerato assolutamente negativa l'esigenza, comunque di riconoscere alle politiche del lavoro uno spazio. Il problema era, è stato evidenziato, esplicitato benissimo dall'onorevole Floris prima, dall'onorevole Locci a seguire e dall'onorevole Balletto, è diverso, era ed è e resta diverso; questo è il primo punto. Quindi nessuno, nessuno pretenda lo jus primae noctis, nessuno è l'esclusivo interprete di determinate situazioni, nessuno è il rappresentante di determinate categorie, nessuno, ma tutti, noi certamente.
Mi avvio a concludere, riprendendo una battuta che è stata fatta in quest'Aula: recitava così; "Io sostengo da tempo che far rinascere la Sardegna, significa individuare su un terreno neutrale, tra i diversi schieramenti quegli argomenti che devono essere consegnati nella responsabilità politica ad un disegno di continuità nell'alternanza. Questo non è stato possibile, questo la maggioranza ha cercato con forza discutendo con l'opposizione per trovare una via di mezzo, una via equilibrata per il rifinanziamento di questo benedetto articolo 19. Il clima e le ragioni sono apparse chiare, il clima avvelenato nel quale si svolge ormai da quarantadue giorni (questo è il quarantatreesimo giorno), si svolgono i lavori in Aula non lo hanno consentito. Grazie.
Voterò come da indicazioni per la nostra Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Signor Presidente, colleghi. Io non ripeterò le valutazioni che sulle questioni di merito hanno proposto i miei colleghi del centro destra.
Sono da alcuni anni oramai, come colleghi della coalizione di maggioranza - per la verità a titolo diverso anche al nostro interno - un uomo di maggioranza (perdonate il gioco di parole) lo sono sempre stato, a volte votando delle cose non propriamente piacevoli, comunque sempre profondamente legato al tentativo, all'ipotesi che abbiamo sempre cercato di mettere in campo e cioè di una grande coalizione di centro destra. E poiché è la mia opinione personale e poiché non sono abituato a mollare la barca, quando la barca pare affondare, per quel vincolo di maggioranza, al quale si riferiva benissimo il collega Balletto e per rispetto anche di uomini della Giunta che hanno preso molte "botte" sui quali sembra che il giudizio debba essere solamente negativo, ma così non è, non può essere, voterò a favore. Ma io sono convinto che il problema, che si è agitato in queste ore, non sia solamente il tema del piano straordinario per il lavoro, perché come è ovvio la differenza di impostazione politica e culturale, rispetto a questi temi tra il centro destra e il centro sinistra è totalmente diversa, e vi è stato già spiegato.
Quello che io voglio dire, con molta pacatezza, ma con eguale franchezza, è che se qualcuno ha cercato di giocarsi una battaglia dentro il centrodestra, saprà che dopo l'approvazione di questa finanziaria - l'ho già detto un'altra volta e qualcuno forse non l'ha capito, né l'ha ascoltato bene - non sarà un giardino fiorito quello che emergerà, perché aver distrutto questa finanziaria, così come è stata voluta distruggere con decine e decine di ignobili voti segreti (e per una volta non mi riferisco all'opposizione) certamente un qualche disagio forte e fortissimo in chi, anche in posizione di Capogruppo ha dovuto prendere qualche colpo, questo disagio certamente c'è, è emerso, ma non potrà continuare a lungo. E se il collega Locci vota contro giustamente dal suo punto di vista, essendo uomo di destra, io voterò a favore, al contrario, essendo comunque uomo di destra, ma dopo saremo tutti, in questo caso, uomini di destra per cercare di costruire quel tipo di coalizione che altrimenti ci porterà evidentemente a scegliere delle altre strade. Sappiate che comunque, e chi ha orecchie per intendere lo intenda, sappiate che la prossima formula sarà di centrodestra o sicuramente non prevederà alcuna nostra partecipazione in nessuna Giunta.
PRESIDENTE. Questa era davvero l'ultima. Di una cosa siamo certi: non si può chiedere il voto segreto. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Sette che appoggino la richiesta dell'onorevole Fadda.
(Sette consiglieri si levano in piedi e appoggiano la richiesta)
Bene, grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 1 dell'articolo 18.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: CARLONI - CORDA - LIORI - LOCCI.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - USAI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 78
Votanti 76
Astenuti 2
Maggioranza 39
Favorevoli 72
Contrari 4
(Il Consiglio approva).
Poiché nessuno domanda di parlare sul comma 2 dell'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. E` stata chiesta la controprova, ma suppongo sia stato un errore.
(E` approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare sul comma 3 dell'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Il comma 4 è soppresso.
Poiché nessuno domanda di parlare sul comma 5 dell'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Sono soppressi i commi 6 e 7.
Metto in votazione il comma 8 dell'articolo 18. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per chiedere il voto segreto sul comma 8.
PRESIDENTE. Voglio ricordare, perché sia chiaro ciò che votiamo, che nel comma 8 è già stata soppressa l'ultima frase rispetto al testo che i colleghi hanno, quindi il voto segreto che andiamo ad esprimere si intende cassato "di cui al decreto dell'Assessore dell'agricoltura numero 1648/4, del 6 novembre 1991, UPB..." eccetera eccetera, è chiaro?
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà. Tenga in considerazione che è stato chiesto il voto segreto.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Sulle modalità di voto, perché è stato votato un emendamento soppressivo, quindi questo comma, a mio avviso, ma può darsi che mi sbagli, probabilmente non può essere votato da solo, ma nel contesto della norma, proprio perché l'emendamento soppressivo del comma 8 è stato già respinto dall'Aula, altrimenti rifacciamo una votazione simile.
PRESIDENTE. No, onorevole Pittalis, è stato respinto dall'Aula… è passato il soppressivo parziale, per cui il comma 8, rimane. Be' senta…
(Interruzioni)
No. Scusate un momento che controlliamo... Onorevole Pittalis, mi confermano come le dicevo all'inizio, il soppressivo totale è stato bocciato, è stato invece votato ed è passato il soppressivo parziale che in effetti cassa l'ultima parte quella che io ho letto, tutto il resto rimane ed è appunto il comma 8 sul quale è stato chiesto il voto segreto dall'onorevole Sanna. Colleghi, stiamo procedendo in maniera corretta.
E` stato chiesto il voto segreto sul comma 8 così come ho specificato.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 8 dell'articolo 18.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 78
Votanti 77
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 34
Contrari 43
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Il comma 9 è già stato votato. Adesso votiamo assieme i commi 10, 11 e 12.
Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Poiché nessuno domanda di parlare sul comma 13, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Stiamo votando gli emendamenti aggiuntivi, siamo al 209 (pagina 453). L'emendamento 209 è quasi uguale al 594 per cui li voteremo assieme. Al 594 è stato presentato un emendamento sostitutivo parziale, l'833. Votiamo il 209, se i proponenti del 594 sono d'accordo, è chiaro che un'eventuale bocciatura del 209 si trascina anche gli altri due emendamenti. Se è chiaro questo possiamo procedere.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Brevemente per ricordare che l'emendamento 209, che poi è identico al 594, ripropone in quest'Aula una questione che noi consideriamo indispensabile che venga risolta. L'emendamento 209 con l'emendamento 833, oltre ad affrontare le questioni che riguardano i comuni di Oschiri, Berchidda, Telti e Benetutti, noi poniamo l'esigenza di affrontare anche il problema della frazione di Montevecchio, ed io sono qui a ricordare che l'intervento riguarda un progetto di elettrificazione della frazione di Montevecchio, la parte restante invece riguarda un intervento per gli altri quattro comuni sempre in materia di elettrificazione.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, mi perdoni se la interrompo brevemente, naturalmente lei sta parlando per dichiarazione di voto, perché solo questo è consentito in questa fase.
ORTU (R.C.). Sì, per dichiarazione di voto. Nella dichiarazione di voto volevo sottolineare il fatto che io voterò a favore dell'emendamento 594, così come voterò a favore dell'emendamento 833, perché con questi emendamenti si vuole affrontare un problema irrisolto la cui responsabilità è da mettere in capo, per quanto riguarda la questione di Montevecchio, all'amministrazione regionale. Così come ho avuto modo di sottolineare durante l'illustrazione dell'emendamento, si tratta di impianti che sono stati dati in gestione al Comune di Guspini sulla base di un'ordinanza del Presidente della Giunta regionale, chiamandolo a gestire impianti di proprietà della Regione, perché quegli impianti a suo tempo erano di proprietà dell'ENI e poi sono stati trasferiti all'amministrazione regionale con tutto il patrimonio minerario. Quindi si tratta di porre rimedio ad una questione annosa che è diventata insopportabile per quelle popolazioni, basti pensare il fatto che lì viene distribuita ancora l'energia elettrica 160 watt con tutti i problemi che ne conseguono.
Il collega Balletto diceva che lo sviluppo del territorio passa attraverso anche l'infrastrutturazione, e su questo sono d'accordo con lui, questa è un'occasione per dare a quel territorio che può essere un'occasione, che può costituire un'occasione di sviluppo per quel comune, per quelle aree, di dargli quelle infrastrutture che oggi non ha e che tra l'altro sono in capo all'amministrazione regionale. Quindi si tratta di raccogliere un'istanza che riguarda la frazione di Montevecchio, ma che riguarda anche gli altri comuni perché anche gli altri comuni, sono quattro comuni unici in Sardegna che sono chiamati a gestire direttamente, a farsi carico direttamente della gestione della distribuzione dell'energia elettrica con tutto quello che ne consegue. In questo modo si risolverebbe alla radice il problema per esempio per quanto riguarda Montevecchio, perché addirittura una volta realizzato il nuovo impianto, l'impianto potrebbe essere trasferito, anzi verrà trasferito all'Ente Nazionale per l'energia elettrica che gestirà poi direttamente, scaricando da una responsabilità non solo l'amministrazione comunale di Guspini, ma la stessa amministrazione regionale.
Per cui io chiederei e chiedo, poi lo farò in sede di votazione, che su questi emendamenti si voti per scrutinio palese con la scheda elettronica in modo che si sappia chi davvero vuole affrontare un problema sul quale a più riprese un po' tutti hanno assunto impegni.
PRESIDENTE. Le do subito la parola onorevole Sanna. Una precisazione dicevo che gli emendamenti sono tre, il secondo, il 594, è quasi simile al primo; mi informa adesso l'Assessore che sul primo, sul 209, non c'è la copertura finanziaria, quindi noi voteremo la stessa cosa con il 594, peraltro salvando con questo anche l'emendamento presentato dall'onorevole Ortu e i suoi colleghi. Quindi non voteremo il 209 ma il 594. Tuttavia le dichiarazioni di voto hanno lo stesso valore perché voteremo tutto assieme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, lei in qualche modo riporta in attualità un problema che avevamo tutti il desiderio di superare che è quello che non si può interloquire in Consiglio regionale sulla finanziaria senza avere la certezza di quello che si afferma. Io non accetto che per un milione di euro mi si dica che non c'è copertura finanziaria nel Fondo nuovi oneri legislativi, non lo accetto, perché diversamente abbiamo necessità di fermare i lavori e ci dite le cose come stanno, perché qui stiamo parlando di problemi che toccano le persone, non possiamo liquidarli con questa banalità. Io sono disponibile a trovarne un'altra di copertura finanziaria, ma non accetto che l'interlocuzione avvenga sulla base di negare in maniera semplice e banale così il problema "non c'è copertura finanziaria".
Detto questo, io non ho nessun problema a ricondurmi al 594, dei colleghi Balia e più, con l'osservazione che intanto condivido la richiesta di voto elettronico palese perché su questi problemi vogliamo l'accertamento delle posizioni, anche perché dobbiamo conferire con coloro che ci hanno sottoposto questo problema e che sicuramente conoscono anche quelli della Giunta, quello che non condivido è la ratio dell'833, sempre che il collega Ortu non condivida che, nell'ambito di un finanziamento comune, ci sia una ripartizione di quote paritarie, perché io credo che così è stato concepito il 594 e in questa logica dobbiamo affrontare i problemi, perché diversamente troveremo una condizione nella quale una sintesi è solo una sintesi pro forma, e quindi nell'ambito del rifinanziamento dei due milioni e mezzo sono d'accordo con l'integrazione dell'883 e gradiremmo Presidente non subito, ma quanto meno da qui a domani mattina quando riprendiamo i lavori, avere almeno sui capitoli che riguardano la spesa dell'assessore Masala, gli stanziamenti dello stato della spesa dello 03, ci dia una situazione complessiva dello stato attuale in maniera tale che quando interveniamo per fare le nostre osservazioni e la nostra presentazione possiamo anche aver modo di rettificare le coperture finanziarie laddove rinveniamo che queste non fossero attendibili. Però che la copertura finanziaria sia utilizzata come strumento per interdire argomenti di primaria e seria importanza non mi sembra lo strumento idoneo. La nostra posizione è ovviamente favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io voglio, sull'argomento, manifestare la mia opinione che credo che sia coerente al Regolamento.
Il Regolamento stabilisce che tutti gli emendamenti, articoli o proposte che comportino o diminuzione di entrate o aumento di spese devono essere inviati immediatamente alla Commissione finanze per il parere. Si dà il caso che l'emendamento 209, come pure il 594, non invece gli emendamenti agli emendamenti, siano stati esaminati dalla Commissione e in quella sede è stata dichiarata l'inesistenza della copertura, cioè quando si indica il FNOL si indica la voce, perché è sempre indicata la voce e nel FNOL in questione è stato fatto riferimento al 3006 che prevede uno stanziamento di 30 milioni che sono stati utilizzati per l'EMSA, conseguentemente i proponenti sanno dall'origine che in quel capitolo non c'erano soldi. Non è un fatto di modifica successiva, perché diversamente non è possibile seguire la questione. Questo è il senso del Regolamento, non che si debba dare la copertura cinque secondi prima della votazione, perché diversamente non avrebbe alcun senso il Regolamento che io ho citato.
Nel caso comunque di specie, il 594 essendo a valere su uno stanziamento già previsto in bilancio, non ha oneri aggiuntivi, quindi è tecnicamente ineccepibile da questo punto di vista.
PRESIDENTE. Capisco che quando lavoriamo così ci sono delle difficoltà, perché c'è un numero enorme di emendamenti e quindi è difficile anche per l'Assessore seguire, nonostante venga aiutato dai suoi funzionari, ma sarebbe preferibile, assessore Masala, dico compatibilmente con quanto è possibile ....
(Interruzione dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.)
PRESIDENTE. No, mi riferivo al parere sul singolo emendamento. Quando non c'è copertura finanziaria in sede di parere venga fatto presente perché così evitiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, conformemente a quanto già dichiarato dall'onorevole Ortu e dall'onorevole Gian Valerio Sanna, esprimo ovviamente, in quanto firmatario dell'emendamento 594, il mio voto favorevole. Non ritengo utile ora richiamare o incentivare la polemica relativamente alla copertura finanziaria. Io credo che al riguardo debba essere ripreso il discorso in altra sede dissentendo dalle osservazioni e dai ragionamenti che l'assessore Masala poc'anzi portava a favore della tesi di non ammissibilità del 209. Naturalmente, nel caso in specie, non vale la pena sollevare eccezioni rispetto a quei ragionamenti visto che il 594, così come mi pare l'833, sono emendamenti che risultano essere accolti dalla Giunta regionale. Si tratta, così come è stato sottolineato, di richiamare all'attenzione della Giunta e dell'Aula la situazione drammatica che alcuni comuni, quello di Oschiri, Berchidda, Telti e Benetutti, oltre a quello richiamato dall'emendamento 833 che è il comune di Montevecchio, situazione drammatica che vivono essendo essi rimasti unici concessionari del servizio di distribuzione di energia elettrica nel proprio territorio.
Io non ho nulla in contrario neanche a sottoscrivere la posizione espressa dall'onorevole Ortu visto che, per quanto riguarda i quattro comuni del sassarese, la somma indicata e prevista nell'importo di un milione di euro è dagli stessi amministratori di quei comuni ritenuta congrua e sufficiente a soddisfare quella esigenza, quindi nulla osta che l'incremento ulteriore previsto nell'emendamento 833, presentato dall'onorevole Ortu e che mi pare porti questo importo di un milione di euro a due milioni e mezzo di euro, che la differenza vada a favore del comune di Montevecchio, che mi pare ponga problematiche ulteriori rispetto a quelle limitate dei quattro comuni del sassarese, e che affondi anche le proprie radici in impegni e in atti programmatori nel passato posti in essere dallo stesso Consiglio regionale e ai quali però, sino allo stato attuale delle cose, non abbiamo ottemperato.
Io credo, signor Presidente, onorevole Masala, che la Giunta debba accogliere con particolare sensibilità questi emendamenti sapendo che si tratta di rimediare a un disagio molto profondo che quei quattro comuni stanno vivendo e a un disagio ancora più profondo che è relativo al comune di Montevecchio, e sia i primi, sia il secondo meritano certamente una risposta positiva. Mi associo, per altro, Presidente, alla richiesta che è stata fatta di esprimere il voto attraverso la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale sugli emendamenti numero 833 e 594 i consiglieri MASIA, FADDA, BALIA, Gian Valerio SANNA, PIRISI, LAI, ORRU'.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 833, sostitutivo parziale dell'emendamento numero 594.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPPAI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA -SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 65
Astenuti 1
Maggioranza 33
Favorevoli 29
Contrari 36
(Il Consiglio non approva)
Passiamo all'emendamento numero 594, su cui è stata chiesta la votazione nominale con procedimento elettronico. Chi appoggia la richiesta?
(Sette consiglieri appoggiano la richiesta.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 594.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 65
Astenuti 1
Maggioranza 33
Favorevoli 28
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 218, al quale sono stati presentati gli emendamenti numero 773, 774, 775, 776 ,777, 820, 821. Anche qua procederemo con il sistema che abbiamo adottato sino a questo momento, quindi voteremo prima il 773, che è il più lontano, poi il 777 che è il più vicino e poi votiamo a parte gli emendamenti 820 e 821. Le do subito la parola, onorevole Sanna. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sono io presentatore dell'emendamento e dà la parola a Balletto?
PRESIDENTE. Mi dicono che aveva chiesto di parlare il consigliere Balletto. Ma poiché non parla do la parola a lei, onorevole Sanna, scusi. Forse voleva ritirare l'emendamento numero, non lo so. Prego.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Per quanto riguarda l'emendamento 218, in riferimento al fatto che si tratta di finanziamenti già iscritti in bilancio sui quali noi interveniamo per chiedere un'integrazione finanziaria, cioè l'ipotesi di riportare i finanziamenti sugli standard dell'anno scorso, e questo era il senso dell'emendamento 218, ma non solo, anche quello dell'emendamento 226, dell'emendamento 228 e dell'emendamento 231, noi questi emendamenti li ritiriamo in relazione al fatto che presenteremo i corrispondenti emendamenti in sede di bilancio per poter in quella sede valutare come intervenire sul piano della finanziaria.
Per quanto riguarda tutti gli altri, mancando la posta in bilancio è necessaria la norma sostanziale, quindi li manteniamo per poter interloquire nel merito e vedere di volta in volta cosa si può fare.
PRESIDENTE. Sono stati ritirati l'emendamento 218 e naturalmente tutti gli emendamenti presentati al 218, che sono il 773, 774, 775, 776 ,777, 820 e 821; il 226, il 228 e naturalmente i due emendamenti numero 816 e 817 ad esso presentati; il 231 e quindi anche l'emendamento 815 che era un emendamento al 231.
Detto questo possiamo tornare indietro e andiamo all'emendamento 220, che è simile, ha lo stesso contenuto, sono diversi solo gli importi, all'emendamento numero 508 di Pirisi, Demuru e più. Quindi se votiamo il 220 non voteremo poi il 508, ma dobbiamo votare il 220 perché ad esso è stato presentato l'emendamento 760 che va votato prima. Quindi votiamo l'emendamento 760, poi il 220 e naturalmente non possiamo votare il 508, perché ripeteremmo una votazione e torneremmo su una decisione già presa. E' chiaro, onorevole Pirisi? Quindi il 508 è ritirato, lo faccio decadere? Ci sono ragioni evidentemente tecniche, lei comprende.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Presidente, io non ho alcuna difficoltà, però questo emendamento ripropone un articolo che era stato accolto l'anno scorso dalla Giunta nella finanziaria dell'anno passato. Mi dispiace che non ci sia l'Assessore dei lavori pubblici qui, perché si tratta di un emendamento che è stato utilizzato da tanti piccoli comuni e, assessore Masala, ha prodotto degli ottimi effetti, per cui tanti comuni si sono consorziati, o si stanno consorziando, perché non riescono da soli a far fronte all'ufficio espropriazioni. Questo era richiamato, l'abbiamo introdotto l'anno scorso, perché doveva entrare in vigore il Testo unico dell'8 giugno 2001, numero 327, che trattava appunto materia di espropriazioni. Io non voglio screditare l'Aula però, Assessore, avrà avuto modo di verificare che intorno a questo tema c'è stato un grande consenso, addirittura il collega Sanna ha proposto l'importo che c'era l'anno scorso, io ho ritenuto di proporre all'Aula un incremento di questa posta proprio perché le amministrazioni piccole si sono riunite, si sono aggregate per poter far fronte a delle precise disposizioni di legge. Quindi io inviterei l'Assessore a valutarlo proprio alla luce di quello che fu l'accoglimento che questo emendamento proposto ha avuto l'anno passato.
PRESIDENTE. Però purtroppo, onorevole Pirisi, il problema sollevato da lei è politico, il problema che io ho sollevato è di natura tecnico legislativa. Noi non possiamo votare due volte la stessa cosa, pertanto io l'ho informata che voteremo il 220 e non possiamo poi votare il 508 che la invito a ritirare altrimenti la faccio decadere.
PIRISI (D.S.). Io lo ritiro, Presidente.
PRESIDENTE. L'Assessore ha sentito il suo richiamo alto e forte. Quindi il 508 è ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente, io volevo richiamare l'attenzione della Giunta per comunicare all'Aula se per questi emendamenti c'è la copertura perché questo è stato richiesto in sede di parere. Siccome la copertura non c'è perché è indicata la UPBS 03006 questo non ha copertura, quindi voglio che l'Assessore prima di votarlo dica se c'è la copertura.
PRESIDENTE. Adesso ho capito, onorevole Balletto, in effetti era una di quelle cose rimaste in sospeso, l'Assessore doveva dire sulla copertura finanziaria, prego Assessore, perché se non c'è la copertura finanziaria non si può procedere.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per il S3006 come è evidente, essendo il FNOL, non c'è la copertura, però io avevo dato dettagliate indicazioni ai proponenti sulla sufficienza dello stanziamento che c'era stato lo scorso anno perché ho anche ricordato che sono state presentate 210 domande, 10 domande sono state escluse perché pervenute in ritardo, ho indicato anche l'elenco per Provincia delle domande ai comuni esclusi e che non sono pervenute altre richieste, per cui il parere, a prescindere dalla copertura, è stato negativo in quanto erano tutte le domande soddisfatte. Quindi, per la verità, mi sarei atteso il ritiro dell'emendamento, posto che uno stanziamento di questo genere non potrebbe trovare poi neppure domande perché non esistono, sono state tutte esaurite, questo era il senso. In ogni caso è stato espresso il parere negativo sul duplice aspetto.
PRESIDENTE. Precisiamo che l'intervento dell'Assessore era necessario per definire l'aspetto della copertura finanziaria, così come quello del Presidente della Commissione.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Biancu, le do la parola subito dopo onorevole, perché forse lo ritira, non so quello che farà, è giusto sentire prima lui, ma le ricordo che può intervenire solo per dichiarazione di voto, nel caso invece l'onorevole Sanna è il proponente potrebbe anche ritirarlo, quindi è utile sentirlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Ho sentito la posizione dell'Assessore, l'Assessore non collega il 760 con il 220 e ovviamente fa riferimento all'istituzione. Noi ci poniamo il problema dell'istituzione e del funzionamento, ma poi voglio comunicare agli uffici che per quello che riguarda questo emendamento e tutti gli altri che presenterò il riferimento al Capitolo di copertura è l'UPB S03008, così la finiamo con questa storia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Per dichiarazione di voto e per esprimere il voto favorevole al 760, e non ho capito se siamo anche in fase di votazione del 220, soprattutto alla luce di quello che ci ha ricordato l'assessore Masala. E` vero assessore Masala che lei ci ha dato notizia delle domande che sono state presentate per l'istituzione degli uffici per le espropriazioni, ma dopo che questi vengono istituiti, e quindi vengono finanziati per un anno, perché di fatto il finanziamento ha dato copertura sulle risorse del 2002, sono servite per finanziarie e per dare copertura al funzionamento del 2002, però poi devono funzionare, assessore Masala. L'intento di questo Consiglio, nella finanziaria del 2002 allorché è stato istituito questo capitolo, l'obiettivo non era quello di istituirli, ma era quello di istituirli e di garantirne anche il funzionamento. Quindi l'emendamento 760 in particolare precisa che si tende garantire anche il funzionamento, non solo del primo anno ma negli altri successivi, e l'emendamento 220 tende a dare copertura per il funzionamento nel 2003, questo è il senso. Lei giustamente ha fatto una fotografia di quello che è avvenuto nel 2002 però, chiaramente, il 2002 trova la copertura finanziaria limitatamente a quell'esercizio finanziario. Il problema che stiamo ponendo, data anche la positività che ha determinato l'istituzione di questi uffici garantendo e determinando anche l'aggregazione, soprattutto dei piccoli comuni, è quello di garantire la prosecuzione del loro funzionamento.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA(Segue BIANCU.) Quindi mi auguro che la posizione, Assessore, trattandosi anche di risorse molto modeste, e trattandosi anche che lei in precedenti dichiarazioni aveva sostenuto che era stato garantito il mantenimento delle risorse finanziarie per i comuni, non credo che lei a questo punto voglia rimangiarsi quanto precedentemente da lei affermato relativamente al mantenimento delle dotazioni per i comuni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore Masala per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
Nell'annunciare il mio voto contrario tengo a precisare che nella finanziaria dello scorso anno furono assegnati 10 milioni di euro in più ai comuni, la dotazione della 25 fu aumentata di 10 milioni di euro per consentire il funzionamento di quei servizi. Quindi una cosa è il contributo per il primo impianto, ed era stato fatto, altra cosa è il contributo ordinario che è stato dato ai comuni, in aumento, per il funzionamento. Durante il dibattito è stato anche detto che la Giunta era anche disponibile a verificare, insieme a tutto il Consiglio, l'ipotesi di incrementare le risorse ai sensi della 25, quindi per le spese correnti, perché venissero garantiti tutti i servizi. Ma se noi dovessimo attribuire per ogni servizio gli stanziamenti specifici noi non riusciremo più a fare niente. Quindi io non rimangio quello che ho detto, confermo quello che ho detto, ma quello che ho detto è esattamente quello che ho ricordato in questo momento. Pertanto, per quanto mi riguarda, il mio voto è contrario a questo emendamento.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 40.
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri MASIA, FADDA, BALIA, Gian Valerio SANNA, PIRISI, LAI, ORRU'.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'emendamento 760.
Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 29
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 220. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Emendamento 778 che è sostitutivo parziale dell'emendamento 221.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). L'emendamento 221 e l'emendamento 232 li ritiriamo.
PRESIDENTE. E il 778 decade?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). E` di Cogodi, non so che cosa stia facendo in questo momento, ma lo faccio anche per semplificare i lavori di Cogodi.
Per quanto riguarda il 225 riteniamo che il conseguimento dell'obiettivo di stasera superi questa integrazione, nel senso che se solo andiamo a vedere la previsione originaria e il conseguimento dell'obiettivo di 172 milioni di euro, credo che questo milione di euro sia ampiamente contenuto in questa previsione, quindi ritiriamo il 225.
Per quanto riguarda infine il 227 questo lo manteniamo e chiediamo il voto elettronico palese. Il 226 l'avevo già ritirato.
PRESIDENTE. Questo emendamento 227 era stato corretto alla copertura finanziaria, la voce in aumento col capitolo UPB S04016, capitolo 04032 e non 039.
All'emendamento 227 sono stati presentati gli emendamenti 818 e 819 Cogodi, Ortu e Vassallo.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per ricordare ai proponenti che in effetti per il 227, non è necessaria una norma finanziaria in quanto si può tranquillamente trasferire in bilancio. Cioè, il capitolo c'è...
PRESIDENTE. Un attimo solo, sono in corso precisazioni. Prego, Assessore.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Siccome è stato bocciato il comma 8 che prevedeva il trasferimento alla Sanità, rimane negli enti locali. Quindi nel bilancio c'è il capitolo. Quindi, si può vedere successivamente.
PRESIDENTE. Quindi, decadono anche gli 818 e 819. Andiamo all'emendamento 229. Il 228 è stato ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
Sanna GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Sul 229 se non vado errato Assessore, si era rimesso all'Aula. Vorrei chiederle se ha compiuto l'approfondimento sul quale ci eravamo lasciati e se è possibile tramutare il riferimento all'Aula in un parere favorevole visto che si ampliano le fattispecie contenute nell'articolo 6 comma 15, della legge numero 6/2001.
Credo che, anche se non è stato dato riscontro a questo, che il programma è stato modificato e che ha proiettato la copertura della programmazione nel triennio in avanti, quindi 2002, 2003 e 2004, consenta di ricomprendere queste fattispecie che già dall'anno scorso l'Assessore si era manifestato disponibile ad accogliere e che rappresentano dei casi molto contenuti e quindi non tali da inficiare la funzionalità dell'intero impianto normativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. In sede di parere della Giunta avevo ricordato che la legge regionale numero 6 prevede l'erogazione di questi contributi per dissesti finanziari, sia attraverso mutui e sia attraverso i capitali.
Quindi, questa formula che è stata usata nell'emendamento, è compatibile con la disciplina vigente; per cui la Giunta si era rimessa all'Aula e quindi, naturalmente, non può che confermare questa opinione.
Presidente. Metto in votazione l'emendamento numero 229.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento 496, pagina 466. All'emendamento 496 si sono aggiunte le firme oltre al primo firmatario Calledda, Locci, Fadda, Marrocu, Corda, Lombardo, Granara, Liori, Tunis e Randazzo, ed era originariamente firmato da Calledda, Marrocu, Sanna Salvatore, Pusceddu e Orrù. Quindi è abbastanza vasto.
Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). No, Presidente. Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Il Capogruppo avalla la richiesta?
CORONA (F.I.-Sardegna). Sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Solo per comunicare la copertura in caso di approvazione, è S09010.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 496.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 70
Votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 28
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento 505 insieme al 519 perché sono diversi firmatari, sono uguali, e uguali anche i firmatari, qualcosa di più e qualcosa di meno. Primo firmatario sempre Pirisi. 505, pagina 467. Pirisi primo firmatario.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Lo ritiro, Presidente.
PRESIDENTE. Tutti e due? Gli emendamenti 505 e 519 sono ritirati.
Metto in votazione l'emendamento 626, Cogodi, Ortu e Vassallo, pagina 469, dopo il comma 1 dell'articolo 18 è aggiunto il seguente.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'articolo 626 contiene alcune prescrizioni, che noi avevamo pensato e quindi abbiamo proposto al Consiglio, come migliorative dell'articolo 19 della legge 37. Siccome si è discusso molto dell'articolo 19 della 37, e da ultimo nel corso del dibattito serio che abbiamo udito questo pomeriggio, non perché gli altri dibattiti non siano seri ma ci è parso di cogliere una partecipazione e una sincerità di accenti nelle dichiarazioni di voto, sia da parte dell'opposizione che anche da parte di diversi esponenti della maggioranza, è riemersa la questione della validità, sì, del piano per il lavoro dell'articolo 19, ma anche della opportunità di un miglioramento del sistema. Noi abbiamo detto sì a quella richiesta.
Ho presente da ultimo l'intervento del collega Mario Floris che dice "Sì l'articolo 19, sì il piano per il lavoro, sì il rifinanziamento, ma rimane aperto il problema del migliore funzionamento, della migliore operatività", e noi siamo d'accordo. Tanto siamo d'accordo che avevamo già elaborato degli emendamenti che vanno in questa direzione; cioè, quegli emendamenti che non costano nulla, cioè che non aggiungono una lira e che però vanno nella direzione di rendere più partecipata la programmazione locale, per esempio.
Quando si dice comune, decide il comune, noi intendiamo che decide l'autorità locale, che è il sindaco, che è la Giunta comunale. Possibilmente il Consiglio comunale per le sue competenze; però quando diciamo comune, noi intendiamo che insieme all'autorità locale si debba intendere anche comunità locale, e sappiamo che la democrazia partecipata non è sempre il tipo di democrazia che di più si esercita. Non è che non abbiamo chiaro che vi sono forme di verticismo, di assunzione di responsabilità in capo ai soli amministratori, che il più delle volte, non dico che taglino fuori le popolazioni, ma non danno neppure la sufficiente informazione e quindi non consentono quella partecipazione effettiva alla vita della comunità che ci dovrebbe essere.
Non solo, ma si è pure detto che i comuni hanno registrato dei ritardi nell'attuazione della legge per il lavoro, ed è vero anche questo; e vi possono essere difetti di azione in sede locale e, però, la Giunta regionale non dimentichi che il maggior difetto è nella mancata attuazione della legge regionale, nell'articolo 23 della finanziaria del 2000 che proponeva, anzi, che di fatto costituiva i NAT - Nuclei di Assistenza Tecnica - che sono organismi specializzati che la Regione mette a disposizione dei comuni.
Questi NAT non sono stati costituiti e noi proponiamo con questo emendamento che siano figure professionali e tecniche quelle che devono costituire i NAT, non le figure amministrative che derivano dai comitati di controllo che furono, perché quelle figure sono solo figure amministrative ben esperte.
PRESIDENTE. Prego, qualche secondo per concludere.
COGODI (R.C.). Dico una parola anche sul successivo, sul 627; dicevo che l'articolo 23 della finanziaria del 2000, fa obbligo alla Giunta regionale di costituire i Nuclei di assistenza tecnica e che questi Nuclei di assistenza tecnica da mettere a disposizione dei Comuni per l'attuazione della legge per il lavoro, debbono essere costituiti da professionalità del settore della animazione economica, della progettazione, quindi del settore tecnico. Mentre invece la Giunta regionale ha affidato questo compito in modo del tutto arbitrario, perché la legge non lo dice, anzi, dice il contrario, ha affidato questo compito agli ex CO.RE.CO. I comitati di controllo non hanno questa competenza, non ce l'hanno sul piano professionale, perché i dipendenti ed i funzionari degli ex CO.RE.CO o CO.CI.CO, meglio dire Comitati Circoscrizionali, sono composti da funzionari e da impiegati esperti in materia di controllo giuridico, non in materia di progettazione, in materia di animazione economica.
L'articolo 23 dice che la dimensione territoriale dei NAT, dei Nuclei di assistenza tecnica, è quella delle circoscrizioni del controllo, ma per definire un'entità territoriale perché non ci sono ancora le province. E` un riferimento territoriale non di competenza a un ufficio. E lì la Giunta ha commesso un errore madornale di cui si stanno pagando le conseguenze! E allora si costituiscano i Nuclei di assistenza tecnica come dice la legge - e questa Regione ha professionalità capaci in materia di politica del lavoro, ne ha in diversi Assessorati, ne ha nell'Assessorato del lavoro, ne ha nell'Agenzia del lavoro, ne ha presso la Presidenza, può averne anche presso l'Assessorato degli enti locali, e per quanto non si abbiano queste figure, la legge autorizza e finanzia pure anche il supporto di professionalità attinte dall'esterno, da parte di enti comunque specializzati in materia.
Detto questo, per dire che noi non solo pensiamo - come molti consiglieri hanno detto - che la legislazione del lavoro deve essere difesa e che deve essere anche migliorata. Noi stiamo indicando anche alcune direzioni e alcune misure che rafforzano quel sistema. Ci rendiamo conto che avendo discusso di queste cose per alcuni giorni, allo stato forse non abbiamo, come dire, quella disponibilità e neppure quella duttilità necessaria per riaffrontare queste questioni nel merito, che sono l'altra faccia della medaglia. Noi abbiamo detto salvare e migliorare il piano per il lavoro. Allo stato siamo riusciti a salvare il piano per il lavoro, rimane il problema di migliorarlo, di migliorarne l'efficacia, l'efficienza del sistema normativo perché i risultati siano migliori. E noi non abbiamo detto un sì formale, abbiamo anche dato un contributo di elaborazione, tant'è che questi emendamenti già forniscono indicazioni precise in tal senso. Io sono contento...
(Interruzioni)
COGODI (R.C.). No, va bene. Oggi è stata una giornata talmente importante per le politiche del lavoro, il risultato che oggi il Consiglio regionale ha voluto marcare, è un risultato così rilevante che vale la pena anche di parlare a dodici persone schierate di schiena di fronte a chi parla. Però non importa, questa giornata è già stata importante per questo tema. Se ogni giornata fosse importante come quella di oggi...
FALCONI (D.S.). Parleresti anche ventiquattro di persone di spalle.
COGODI (R.C.). Come? Sì, dico che se tutte le giornate in questa materia fossero produttive di effetti come è stata quella di oggi, noi potremmo parlare non dico a dodici, ma anche a ventiquattro schiene che trattano ognuna con l'Assessore di riferimento evidentemente gli emendamenti successivi.
Ciò detto, siccome oggi siamo abbastanza soddisfatti di quello che il Consiglio ha prodotto in materia, noi ritiriamo gli emendamenti.
(Interruzioni)
COGODI (R.C.). Li ritiriamo perché riteniamo che in un momento di maggiore attenzione e disponibilità queste indicazioni, queste elaborazioni insieme alle altre che perverranno dovranno costituire l'argomento principale di quel riordino funzionale di tutta la legislazione del lavoro in questa Regione che è l'auspicio che tutti fanno, ma che è anche il lavoro, come vedete è l'elaborazione rispetto alla quale alcuni già si impegnano e che offrono per ora all'attenzione e riteniamo da qui a non molto anche alla possibilità di approvazione del Consiglio regionale.
Ciò detto gli emendamenti 626 e 627 sono ritirati.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 214.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
Sanna Gian Valerio (La Margherita-D.L.). 471, anche questo emendamento ha il carattere dei precedenti, cioè può essere verificato successivamente in sede di bilancio, vedere un po' come riproporzionare il finanziamento; per cui lo ritiriamo rinviandolo alla discussione sul bilancio.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 652, pagina 473, consorzi turistici.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Lo ritiriamo, è già illustrato. Siamo in sede di votazione.
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti 2, 24, 511 e 517 sono simili. Sono ritirati?
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Grazie Presidente. Questi emendamenti li abbiamo ampiamente illustrati sia io che il collega Rassu e ritengo che possano essere unificati. Il collega Rassu fa un cenno di assenso e visto che ho la parola, Presidente, vorrei anche formulare una dichiarazione di voto.
Quello di cui stiamo discutendo è la costituzione del quinto reggimento del Genio Guastatori della Brigata Sassari che era stato fortemente voluto da deputati, sostenuto da deputati di diversi schieramenti nella passata legislatura, è iniziato con il Ministro Mattarella a suo tempo e portato a compimento adesso per l'interessamento particolare del sottosegretario alla difesa Cicu e anche, come ricordava l'onorevole Rassu, del Ministro Pisanu. Un grande lavoro è stato svolto dal generale comandante della Regione della Sardegna, il generale Gian Gabriele Carta. E` un intervento questo che prevede il rientro di mille militari professionisti in Sardegna che sono, lo dico anche all'onorevole Sanna, che sono sparsi in tutta Italia e hanno la possibilità di ritornare in Sardegna, a Macomer. Si tratta di mille stipendi che oggi i militari sardi spendono in altre parti d'Italia. In questo modo potranno rientrare qui da noi. E` previsto un intervento grosso da parte del Ministero della difesa ed è il primo esperimento, scusate colleghi, è il primo esperimento che viene fatto di caserme aperte. Quindi un intervento importantissimo che ha già ricevuto l'assenso da parte di tanti esponenti anche di questa Giunta e doveva essere formalizzato con un accordo di programma. Per cui io esprimo il mio voto favorevole e chiedo anche all'Aula di sostenerlo per la valenza e per l'importanza che ha, e chiedo, Presidente, il voto a scrutinio palese col sistema elettronico.
L'assessore Masala che era distratto, pensando ad altre cose, mi pare che non abbia sentito, però mi pare che abbia dato parere favorevole anche l'Assessore, che abbia dato l'assenso trattandosi di fondi chhe sono inseriti all'interno della programmazione negoziata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Io non sono guerrafondaio, non lo sono mai stato, non lo sarò mai, sono un pacifista nato. Ciò non vuol dire, chiaramente, che se noi abbiamo i nostri connazionali e conterranei in divisa questi sono dei guerrafondai, anzi è indispensabile. Le forze armate sono una delle istituzioni di qualsiasi stato democratico e purtroppo anche non democratico. Solo che in uno stato democratico le forze armate rappresentano la garanzia, negli stati dittatoriali rappresentano la repressione e qualcos'altro. Noi, grazie a Dio, siamo uno Stato democratico e questo lo dobbiamo anche e pregherei l'attenzione dell'Assessore e della Giunta, Presidente, Dicevo, la democraticità del nostro Stato e l'unità della nostra Nazione, oltre allo Stato in cui siamo, lo dobbiamo anche ai nonni di questi ragazzi, a quelli che cantavano: "No sezzis vois sos continentales c'azzis mantesu su trinceramentu; su chentuchimbantunu reggimentu chi su chimbantaduos tott'impare". Questa era una canzone della Brigata Sassari, quando i nostri ragazzi, i nostri giovani di allora, i nonni di questi ragazzi, coloro i quali portavano gli stessi nomi di questi ragazzi, lo stesso sangue, la stessa genia, la stessa terra, la stessa gente. Con questo emendamento è vero che si vuole fare un esperimento a livello nazionale e in molte città d'Italia lo stanno mandando avanti, ma per quanto riguarda principalmente la Sardegna, serve principalmente a riportare i nostri ragazzi, gli stessi ragazzi che sono stati in Kossovo, in Albania e che attualmente sono in Afganistan, riportare questi ragazzi nella loro terra affinché durante i periodi della loro non operatività...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia consentite all'onorevole Rassu di fare il suo intervento. Se dovete confrontarvi o chiacchierare vi potete accomodare nei salotti appositi, all'uopo organizzati. Prego, onorevole Rassu.
RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente, grazie ai colleghi. Dicevo, consentirà a centinaia e centinaia di nostri ragazzi, che sono arruolati nelle forze armate come professionisti, perché peraltro e tra l'altro, purtroppo, hanno poche possibilità di far altro, di tornare in Sardegna vicino alle loro famiglie nei periodi in cui non sono in operatività; non solo, ma di riportarli in Sardegna dalle Brigate alpine, dove ora prestano servizio, nella Torinese, nella Cuneese, a Udine e a Verona, mentre avranno la possibilità di stare massimo a 100 chilometri dalle loro famiglie e consentire un enorme risparmio sulla loro busta paga.
Per quanto riguarda poi la ricaduta della zona, è stato statisticamente calcolato che ci sarà una ricaduta a Macomer e nella zona limitrofa, quindi nella Planargia di qualcosa come 50-60 miliardi, perché questo è il giro di danaro che verrà a ricadere in quella zona.
L'altro aspetto è che con questo progetto di "Caserme aperte" che l'Esercito italiano, il Ministero della Difesa sta proponendo a molte città italiane, in molte città è iniziato e sta iniziando anche a Macomer, si darà la possibilità a questi ragazzi, non solo, ma ai cittadini civili di accedere dentro le strutture, perché le caserme non saranno più chiuse da cancelli, e poter assieme a loro partecipare a corsi di laurea breve, a costi di informatica e a corsi di lingue. E' un nuovo esperimento, non si tratta di militarizzare la Sardegna, ma si tratta di dare una risposta positiva a quelle che sono le aspettative di un territorio e le aspettative, ripeto, di questi ragazzi che si aspettano da noi un segnale positivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Io intervengo, Presidente, per dichiarare il mio voto contrario e dico anche perché...
(Interruzioni)
ORTU (R.C.). No, non c'è nessuna vergogna. Vergogna voi, che volete mettere a carico della Regione un onere che deve essere messo a carico del Ministero della Difesa. Il Ministero della Difesa è l'unico che non ha avuto nel bilancio dello Stato, né quest'anno né l'anno scorso, né l'altro anno alcun taglio. Anzi è l'unico che ha avuto un aumento di spesa. Quindi io trovo vergognoso da parte vostra che si voglia mettere a carico della Regione sarda una spesa che può essere gestita nell'ambito di quel bilancio.
Si facciano meno scelte che sono perfino in violazione del dettato della Costituzione, si riconduca il Ministero della Difesa al compito che la Costituzione gli ha affidato, si risparmino le risorse, per esempio utilizzando meno proiettili all'uranio impoverito, e si destinino quelle risorse a migliorare gli alloggiamenti, perché io non sono contro i ragazzi sardi che purtroppo sono chiamati a svolgere un compito ingrato, non per loro volontà, ma spesso perché hanno scelto, costretti dalle condizioni economiche, un mestiere non gradito nemmeno da loro. Quindi non sono contro i ragazzi sardi, vorrei che i ragazzi sardi potessero rimanere in Sardegna, ma questo non dipende da noi, come non dipende da loro; dipende dai comandi militari da cui loro a loro volta dipendono. Trovo assurdo e inconcepibile che si chieda alla Regione di sostituirsi a compiti che, badate, e guarda caso sono tra l'altro gli unici che rimangono in capo, che nessuno mette in discussione che debbano rimanere in capo all'amministrazione centrale dello Stato. Quindi non capisco questo spirito nostro di non so bene che cosa.
Ritengo che questo Consiglio abbia già compiuto scelte sbagliate, perché, per esempio, sono stati negati i soldi a una frazione dove risiedono cinquecento persone per dare loro l'energia elettrica, perché tuttora in quella frazione utilizzano elettrodomestici per i quali debbono comprare per ognuno un trasformatore, perché in quella frazione l'amministrazione regionale, perché oggi in quella frazione quegli impianti sono di proprietà dell'amministrazione regionale, continua a erogare l'amministrazione regionale, in forza di un'ordinanza, quindi di un obbligo che è stato imposto al Comune di Guspini, energia elettrica a 160 watt. Allora io sono anche convinto che sia giusto migliorare gli alloggiamenti dei militari, assolutamente, da questo punto di vista, non ho nessuna cosa in contrario, ma a ognuno la propria competenza, e anche qui, se c'è un minimo di dignità, ognuno di noi, alla luce del sole, si deve assumere la propria responsabilità. Perché, badate, voi avete parlato di marchette, questo è peggio delle marchette.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, si guasta l'impianto, non per altro. Se viene sbattuto il microfonino soffre.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, rinuncio alla mia dichiarazione di voto dopo l'intervento del collega Rassu e anche quello del collega Pirisi. che condivido, e il mio voto sarà favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io, se è lecito, colleghi del Consiglio, vorrei svolgere un brevissimo ragionamento e una considerazione su questo emendamento plurimo che vede nello stesso testo presentatori colleghi del centrosinistra per un verso e colleghi del centrodestra per altro verso.
Esprimo anch'io la mia contrarietà, però la contrarietà la esprimo se ci sono le condizioni perché si lavori, perché qui stiamo parlando di una questione molto seria e che peraltro propone di devolvere 18 miliardi di danari regionali. Si comprende che dopo una giornata di lavoro faticosa ci sia stanchezza, se ci sono le condizioni di agibilità del Consiglio si prosegue, se no si rinvia.
Qui si tratta di 18 miliardi di danari, non sono 18 milioni e sono 18 miliardi di danaro regionale che secondo me, a cuor leggero, si ritiene di devolvere per l'attuazione di un accordo di programma fra Regione e Ministero della Difesa. Io sapevo che gli accordi di programma la Regione li stipula con il Ministero, con il Governo nazionale, per avere finanziamenti non per darne. Questo è un accordo di programma che la Regione stipula col Ministero della Difesa per dare i danari della Regione al Ministero della Difesa. Diciotto miliardi per che cosa? E' detto molto chiaro, per la costituzione del Quinto Reggimento Genio Guastatori. Insomma, la rinascita della Sardegna, lo sviluppo delle nostre comunità anche di Macomer e dell'area di Macomer, la vogliamo affidare con 18 miliardi alla costituzione del Quinto Reggimento Genio Guastatori? Non ce n'è abbastanza di guasti? E' una questione molto seria! Si dice: "E' stato promesso da molti deputati", ma i deputati stanno nel Parlamento, facciano finanziare dal Parlamento con il bilancio dello Stato le infrastrutture militari! Ci mancherebbe che la Regione autonoma finanzi adesso anche le strutture statali e anche le strutture militari! "Ma l'ha detto anche Cicu", ma Cicu è sottosegretario, mi pare, alla difesa, vada dal suo ministro e faccia mettere i soldi. Sono state dette delle cose che veramente non dico tolgono valore e significato, ma danno un significato negativo a questo tipo di intervento. Lo diceva prima il collega Ortu. Il Ministero della Difesa è il Ministero che in un bilancio dello Stato, in una finanziaria nazionale che è stata tagliata per molti versi, e noi stiamo facendo i conti, anche questa Regione con i tagli statali anche alle risorse della Regione e degli enti locali, insomma l'unico Ministero che ha avuto incremento di fondi è il Ministero della Difesa. Ma perché? Ma ben si sa, perché si prevedeva la guerra, che non vede l'Italia paese belligerante sul piano formale, ma vede l'Italia partecipe comunque delle attività militari che sono in corso nel mondo. E le spese della guerra…Noi tutti abbiamo manifestato quante volte anche insieme, vicini per la pace? E badate non è che serve essere per la pace e poi però non fare qualche conto e qualche ragionamento che la pace in questo mondo si ha quando non si ha un'economia, una vita e una mentalità di guerra.
Non è che i militari servono per mandare a giocare i bambini: i militari in tutto il mondo servono perché prima o poi possono essere impegnati in guerra. E i costi della guerra sono costi che l'Italia pagherà e pagherà anche la nostra Regione, sono costi anche dell'economia e dei bilanci. Non può essere, lo dico serenamente, mi dispiace per i colleghi squisiti che so che sono mossi, come dire, da altri intendimenti quanto propongono questi interventi in un territorio. Però, insomma, che 18 miliardi della Regione debbano finanziare la costituzione del Quinto Reggimento Genio Guastatori è una cosa che lascia molto perplessi e che non può che indurre a una contrarietà, a una contrarietà convinta, seria, di fondo.
Io non so se non ci sono gli spazi perché questa cosa possa essere in altro modo, in altro momento discussa. "Caserme aperte", sì, apriamo le caserme possibilmente perché tutti i militari escano e quei ragazzi diventino applicati in tante altre attività sociali e culturali insieme a tutti gli altri ragazzi, e le caserme siano aperte possibilmente perché si possa uscire dalle caserme e non necessariamente per entrare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per un chiarimento il consigliere Pirisi. In via eccezionale ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, chiedo scusa, intervengo solo per fare una precisazione, perché quando io ho parlato prima l'Aula mi è sembrata parecchio distratta, per cui io ho dovuto tagliare assolutamente il mio intervento. Però solo per chiarire quali sono i termini reali del problema: la Regione sarda non spenderà una lira per i militari, sia chiaro questo, neanche una lira! Né per migliorare gli alloggi dei militari, né per fare alcun tipo di infrastruttura che sia di proprietà dell'Esercito. Assolutamente niente di tutto ciò.
Allora il problema è che io sono d'accordo con il collega Cogodi che bisogna creare le basi perché ci possa essere la pace nel mondo, ma siccome noi non abbiamo la bacchetta magica per creare questa condizione, dico, siccome i militari ci sono e sono sardi, che se non fossero stati fatti i passi che sono stati fatti a livello di governo e di Parlamento, il Quinto Reggimento sarebbe stato realizzato in Sicilia, e i sardi che sono nella Brigata Sassari sarebbero andati in Sicilia. Il Ministero della Difesa spenderà 20 milioni di euro per realizzare: adeguamento della caserma Bechi Luserna, per realizzare l'adeguamento dei locali agli standard previsti, eccetera, eccetera, per realizzare aule di apprendimento multimediale - questo l'Esercito, il Ministero della Difesa - idonee per corsi di informatica, lingue straniere, lezioni per il conseguimento di lauree di primo livello, che saranno rese disponibili anche per la popolazione civile che intendesse incrementare il proprio bagaglio culturale; per realizzare un cinema Auditorium da destinare alle attività socio-ricreative-culturali utilizzabile anche dai cittadini del territorio; per realizzare una pressostruttura per attività sportive ricreative; per realizzare due fabbricati da destinarsi ad alloggiamento di volontari. Questo spenderà l'Esercito.
Quelle risorse che dovrebbe mettere la Regione per far sì che un incremento di mille persone in una realtà come quella, con mille stipendi che arriveranno e con mille sardi che torneranno, che sono militari e che non diventeranno militari in virtù delle strutture che si stanno realizzando, ma per il fatto che già sono militari, allora dovrebbe essere realizzato invece con queste risorse: un campo sportivo polivalente, con un'annessa pista di pattinaggio, eccetera, la costruzione...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ha fatto tre interventi!
PIRISI (D.S.). Prego? No, stavo specificando, chiedo scusa, stavo specificando per tutti. Colleghi, stavo specificandolo per tutti. Stavo facendo l'elencazione di che cosa si dovrebbe realizzare con le risorse della Regione. Neanche una lira verrà spesa per migliorare le condizioni dei militari, che verranno messi a disposizione dal Ministero della Difesa . Però io credo che quando c'è una operazione di questo tipo, che è di valenza regionale, anche da parte della Regione debba esserci un intervento perché io voglio dire che mille stipendi, mille occupati equivalgono all'incirca ad un contratto d'area per il quale sono stati spesi e ancora non abbiamo gli occupati.
(Interruzioni)
E no, è così! Sono mille stipendi che serviranno. Non polemizzo con nessuno, ma ci mancherebbe!
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, scusi io le deve togliere la parola. E` stato chiaro abbastanza.
PIRISI (D.S.). Presidente…
PRESIDENTE. E' stato chiaro, la ringrazio. Grazie onorevole Pirisi.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie in particolare modo all'onorevole Pirisi per questi chiarimenti che mi inducono e mi convincono ancor più ad un voto di astensione su questi emendamenti; voto di astensione perché sarebbe troppo per me pronunciare un voto contrario perché il gioco della politica mette in condizioni un pochino, come dire, difficili chi da quel territorio proviene.
Però, preferisco continuare a pensare coerentemente su come devono essere spesi i denari pubblici e su come devono essere fatti gli investimenti produttivi e sarà uno sforzo per me andare contro questo emendamento ma scegliendo la via dell'astensione, perché quei mille posti di lavoro arrivano comunque, perché gli investimenti giusti, corretti, statali arrivano comunque, ma non mi sentirei a posto con me stesso a votare a favore di questi emendamenti perché avrei capito che in quel territorio, la Regione, anticipasse rispetto allo Stato i fondi per completare la "131", avrei capito l'anticipazione della Regione per completare gli edifici scolastici così come l'ho capito quando ho proposto l'emendamento sull'edilizia scolastica. Avrei capito se in quel territorio si fosse investito, sostituendoci allo Stato, per realizzare il guard rail sulla "131 bis" che ha già provocato numerosi morti, avrei capito se in quel territorio qualcuno che proviene da quel territorio, io compreso e sarei stato insieme a loro avesse proposto di mettere quei denari per facilitare la crescita di posti di lavoro, l'istituzione di posti di lavoro nel completamento dei cantieri forestali. Avrei capito se quei denari fossero stati spesi per la stabilizzazione dei posti di lavoro nei cantieri forestali.
Non capisco invece gli emendamenti elettorali e a quella competizione elettorale partecipano anche i nostri candidati, partecipano i nostri rappresentanti, ma partecipano con la forza delle idee, con la forza dei programmi, non con gli emendamenti "marchetta", ripeto quello che è stato detto poc'anzi da altri, che devono facilitare eventuali percorsi elettorali, così come non mi sentirai a posto con me stesso nel votare questo emendamento, favorevolmente per questo emendamento, dopo che qualcuno in quest'Aula ha votato, e mi ripeto e lo ripeterò fino alla fine della finanziaria, contro i chemioterapici, quando sono stati aboliti interi articoli sui lavori pubblici, quando si è votato contro esigenze reali della gente, che non hanno patenti e non hanno patenti elettorali, mi vergogno di dover destinare quindici miliardi in uno stato di carenza finanziaria come questo per operazioni puramente elettoralistiche.
Perciò, parlo a titolo personale, il mio Gruppo farà quello che riterrà opportuno fare, io dichiaro la mia astensione con queste motivazioni ed auspico che emendamenti più alti, emendamenti moralmente più corretti vengano portati all'attenzione di quest'Aula per favorire una reale crescita di quel territorio che non ha bisogno di elemosine elettorali, anche perché ha una grande dignità la gente del mio territorio e non si fa sicuramente comprare dalle due lire di una finanziaria regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento, perché con questo intervento si favorisce nell'ambito della regionalizzazione dell'Esercito italiano, riforma già operante, si favorisce il rientro di diverse centinaia di nostri conterranei che attualmente si trovano nella penisola. Io credo che la presenza di questi cittadini sardi crei condizioni di sviluppo, intanto sono diverse centinaia di stipendi e penso che non sia un fatto da trascurare e poi crea anche le condizioni molto importanti perché rientrino appunto questi nostri conterranei. Quindi io penso che questo intervento sia un intervento positivo e da sostenere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per esprimere il voto contrario per il semplice motivo che intanto una distrazione ha consentito a questa Presidenza di dichiarare ammissibili questi emendamenti, perché è un doppione, perché costituire il Quinto reggimento del Genio Guastatori qui in Sardegna della Brigata Sassari, cioè costituire qualcosa che c'è già, credo che sia un doppione, e spendere quindici miliardi per un doppione credo che non sia utile per nessuno di noi. Doppione, naturalmente, è questo Consiglio regionale, Presidente, perché di guastatori ce ne sono in abbondanza.
PRESIDENTE. Non è che lo costituisca, non si legge in questo senso, onorevole Sanna.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Purtroppo è questo. Però voglio ricordare ai colleghi, adesso a parte le battute e cose, che forse sarebbe stato meglio ripulire dalla parte militare tutto l'emendamento e destinare alla città di Macomer, giustamente, delle risorse, perché credo che, come tutte le città che hanno pagato in questi anni una presenza militare, abbia bisogno di un riconoscimento da parte nostra, perché da parte dello Stato non ce n'è stato e non ce ne sarà mai. E voglio ricordare ai colleghi che in Sardegna abbiamo impegnati come demanio 24 mila ettari e cioè quanto tutto l'impegno posto dalle Regioni d'Italia ed inoltre abbiamo 12 mila ettari di terre gravate da servitù e siamo a trentasei; se non dovesse essere sufficiente, abbiamo due milioni e ottocentomila ettari di sgombero a mare.
Una cosa enorme, impensabile, e l'ultima legge che ha posto un problema di professionismo vero e proprio per quanto riguarda l'esercito, dovrebbe anche aprirci gli occhi, professionisti sono professionisti di una sola cosa, in questo caso, professionisti della guerra, professionisti di un qualcosa che in questi giorni e in questi mesi stiamo combattendo e noi parliamo di caserme aperte! Allora io credo che non si può mimetizzare attraverso un accordo di programma e lo dico agli amici della destra e agli amici della sinistra attraverso questo tipo di procedura, dimenticandoci cosa la Sardegna in tutti questi anni ha pagato e sta continuando a pagare, dove di dismissioni non se ne parla, questi giorni, queste ore si parla invece di scorie radioattive da sistemare in una realtà come la nostra che, a quanto pare, si presta ben volentieri e noi continuiamo a far finta di niente.
La realtà vera è che Macomer in questo caso avrebbe necessità di una serie di infrastrutture e gli si diano i quindici miliardi per fare questo lavoro, ma non si può legare il discorso alla necessità giusta di una realtà come Macomer a quella dell'esercito. Noi siamo nati dai reduci della Brigata Sassari e quindi nessuno può dire e mettere in dubbio eventualmente qualsiasi contrarierà contro la Brigata Sassari, noi siamo nati dai reduci, 82 anni fa. Quindi avremmo titolo, titolarità massima per parlare nei termini più positivi della Brigata Sassari, ma in quello che ha rappresentato, non in quello che gli si vuole far rappresentare oggi, non nel modo in cui oggi viene considerato, in quello che ha rappresentato nella sua storia e non si può modificare quella storia, è ben altra cosa da quella che si vuole scrivere oggi, che non può essere definita storia, certamente, e non lo sarà.
Ed allora se vogliamo parlare di servitù militari in quest'Aula, di ciò che hanno rappresentato, delle penalizzazioni che stiamo pagando sotto tutti gli aspetti, ho detto un numero poc'anzi, equivale come servitù a tutto ciò che le altre Regioni d'Italia hanno destinato, non di loro iniziativa, a questo scopo. Credo che sia il massimo di quello che la Sardegna le sia stato sottratto in questi anni, e sia arrivato il momento di recuperare qualcosa, non di dare, sia arrivato il momento di recuperare qualcosa e quindi io propongo, Presidente, un emendamento orale a questi, ripulendo il discorso militare, se lo faccia l'esercito se ne ha la capacità e la voglia, e destinando quelle risorse al contenuto che leggeva poc'anzi il collega Pirisi per quella realtà specifica e cioè la città di Macomer.
Siccome gli emendamenti sono firmati da entrambe le parti, credo che non ci possano essere problemi al riguardo ma che ci sia un distinguo, fra quello che rappresenta l'esercito e quello che rappresenta realmente la comunità macomerese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io credo che l'emendamento interpreti, da parte del collega Pirisi e degli altri, l'istanza di sviluppo di un territorio e si faccia carico ed interpreti le esigenze che il comune faccia fronte ad una serie di spese, però nella formulazione attuale non è chiarissimo, non è comprensibile, è per questo che ritengo che vada quanto meno riformulato, poi se il Polo si oppone alle riformulazioni, ne prendiamo atto, perché credo che ci siano alcuni punti fondamentali da chiarire.
Il primo punto è che il nostro sviluppo, lo sviluppo di questa terra non può e non deve essere legato alle installazioni militari; le installazioni militari sono una necessità di tutti i paesi e noi le comprendiamo e le sosteniamo quando sono a fini difensivi e coerenti con l'articolo 11 della Costituzione, però delle installazioni militari si faccia carico della spesa lo Stato, se poi i comuni devono fronteggiare delle spese di attrezzature dei servizi, la Regione collabori e contribuisca allo sforzo che i comuni devono fare ma dando i fondi ai comuni, non stipulando accordi di programma col Ministero.
Quindi io sono e sostenevo la proposta del collega Sanna perché noi diamo i fondi al comune di Macomer per fare delle attrezzature, dei servizi che possono essere polivalenti; ma non possiamo sostenere e non mi sento di sostenere finanziariamente accordi di programma col Ministero, col Governo. Il Governo sostenga le sue spese, ha le sue risorse, sostenga, se la seconda considerazione è legata a questo io non credo; io credo che siamo profondamente sofferenti, tutti profondamente sofferenti e i nostri territori profondamente sofferenti se, per sperare in una prospettiva di sviluppo, dobbiamo auspicare insediamenti militari. Noi non possiamo affidare agli insediamenti militari le speranze di sviluppo. Gli insediamenti militari hanno delle ragioni e sono una necessità difensiva, ma non possono essere la speranza di crescita, la speranza di crescita va affidata alle politiche del lavoro, alle politiche dell'impresa, alle politiche culturali e dei servizi, per cui, credo che se questo emendamento vuole interpretare, io così l'avevo interpretato e la mia firma è sospesa fin quando non viene chiarita, se questo emendamento vuole interpretare le istanze di sviluppo, di infrastrutturazione del territorio da parte di un comune delicato come Macomer, io lo sostengo ma allora diamo i fondi al Comune, riformuliamo l'emendamento, lasciamo che il Governo si paghi le sue spese, però questa formulazione non è chiara da questo punto di vista perché sembra che noi partecipiamo ad entrambe le cose. Mi pare che il collega Pirisi prima lo chiarisse, lo ribadisco, il Governo, il Ministero, paghi le sue spese, faccia le sue scelte, noi sosteniamo il comune negli insediamenti e nell'infrastrutturazione civile. A.
B. Non puntiamo sullo sviluppo per insediamenti militari, gli insediamenti militari sono un'esigenza difensiva. Lo Stato nella sua totalità delle risorse se ne faccia carico, noi puntiamo per il nostro sviluppo su insediamenti di pace, su insediamenti civili, sulle politiche del lavoro e dello sviluppo e non su insediamenti militari. Quando un territorio arriva ad auspicare insediamenti militari per avere prospettive di sviluppo, credo che siamo ad una situazione di grande difficoltà e di grande sofferenza. Noi dobbiamo reagire, vogliamo essere oggi più che mai costruttori di pace e vogliamo avere magari qualche punto in meno nel prodotto interno lordo ma avere tutti gli insediamenti militari in meno, facciamo una battaglia per ridurli al minimo e siamo operatori di pace sino in fondo anche nella nostra quotidianità.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, come vota? Non si è capito.
SELIS (La Margherita-D.L.). Chiedo di sospenderlo.
PRESIDENTE. E` sospeso. Siccome è per dichiarazione di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, a me pare che questo emendamento che si prefigge di assegnare dei fondi al comune di Macomer perché il comune di Macomer si doti di una serie di opere, di infrastrutture che possano accogliere un importante insediamento militare sia scritto in maniera tale che può generare confusione, può generare qualche equivoco perché sembra quasi che la Regione sarda copartecipi all'insediamento di una Brigata assumendo competenze di difesa che non sono proprie della Regione sarda, anzi, delle quali la Regione sarda non si deve proprio occupare. Viceversa la Regione sarda può occuparsi di migliorare le condizioni di insediamento di qualunque genere, lo facciamo in altri settori, si può fare anche in presenza di un forte insediamento nel comune di Macomer quale quello che l'emendamento richiama. Tuttavia siccome la scrittura si presta ad equivoci, si presta ad una lettura non corretta delle finalità che si vogliono conseguire, io propongo, piuttosto che andare avanti in questa discussione, con queste dichiarazioni di voto, una sospensione di un quarto d'ora perché si formuli in maniera diversa questo emendamento e la lettura non si presti ad equivoci, poi l'Aula deciderà così come meglio naturalmente ritiene.
PRESIDENTE. Posso chiedervi una cosa, non si può tenerlo sospeso mentre qualcuno ci lavora, e si va avanti?
SPISSU (D.S.). Sì, il senso è questo, Presidente, che possiamo procedere intanto che si formula una migliore scrittura.
PRESIDENTE. Facciamo un altro paio di emendamenti, poi, oggi è stata una giornata pesante. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (AN), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Dunque, se la richiesta di sospensione è da intendere di sospensione a seguito dell'articolato, io sono d'accordo perché si può anche vedere in seguito, all'intero articolato, così come ci sono emendamenti sospesi, perché diversamente non è che si tratta di sospendere per un quarto d'ora o per mezz'ora perché l'emendamento va visto sotto moltissimi punti di vista, e qui non si tratta di dare sovvenzioni ad un comune piuttosto che ad un altro; qui l'emendamento è chiaro, ha una sua funzione, fa riferimento ad un accordo di programma e se fa riferimento ad un accordo di programma, siccome l'accordo di programma non è ancora stato stipulato, noi sappiamo come vengono stipulati gli accordi di programma; e cioè essi vedono la partecipazione della Giunta attraverso un approfondimento istruttorio; si verificano gli interventi eventualmente da fare a carico della Regione e quindi ci possono essere infrastrutture che possono essere finanziate in modo diverso da quello che è indicato qua, perché poi è tutto anche un discorso di verifica delle coperture necessarie, perché non è che si tratta di fare emendamenti e poi si individuano coperture senza preoccuparsi se esistano, se siano reali, dimenticando per esempio che sono state già utilizzate in precedenza per sostenere altre leggi o altri articoli o commi dello stesso articolo, e bisogna ricordarsi di tutto questo; quindi, se per sospensione si intende la sospensione in coda all'articolato io sono d'accordo, diversamente va immediatamente approfondito perché allora la valutazione della Giunta o quanto meno dell'Assessore è diversa da quella che viene espressa dall'Aula.
PRESIDENTE. Questi emendamenti, 2, 24, 11, 517 sono sospesi. L'emendamento 537, Morittu, Spissu, Lai e più. E` ritirato?
Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Per dire, Presidente, che se ci disarmiamo un attimino, se ci disarmiamo, io potrei anche dire che il 537 e il 538 li ritiro.
Voglio fare la dichiarazione di voto sul 578.
Li ritiro anche perché il clima nell'Aula non mi pare un clima di grande attenzione per alcuni problemi, poi mi rendo conto, come dire, che la finanziaria va anche alleggerita da alcuni emendamenti che, seppure sono importanti e insistono e tendono a risolvere alcuni problemi, mi rendo conto però che non c'è né l'attenzione, forse anche, insomma, non vi è il clima giusto.
Sul 578 io voglio esprimere naturalmente il mio parere favorevole; si tratta di un finanziamento per la progettazione di opere di straordinaria manutenzione della dimenticata strada Sassari-Olbia. Io su questa strada in sede di illustrazione dell'emendamento ho, come dire, chiarito sia l'obiettiva importanza che questa strada ha nel sistema della viabilità isolana, sia anche la preoccupazione forte di quei territori per lo stato della sicurezza di quel tratto di strada. E` una strada che anche l'assessore Biancareddu qualche volta credo che faccia, non so se la fa col telefono all'orecchio anche guidando, credo di no, perché è una strada pericolosa, diciamo.
Tutto ciò detto, aggiungo, la Commissione dei lavori pubblici di cui io faccio parte...
(Brusio in Aula)
MORITTU (D.S.).Chiedo scusa, chiedo scusa se disturbo naturalmente!
La Commissione ai lavori pubblici di cui io faccio parte ha udito il comitato dei sindaci coordinato dalla provincia di Sassari in Commissione, ha fatto un sopralluogo ad Oschiri per vedere lo stato della strada; in quell'occasione la Commissione ha solennemente preso impegno, Commissione come dire coadiuvata da molti o la quasi totalità dei consiglieri regionali del territorio. In quella sede, davanti ai sindaci, davanti alla rappresentanza del Consiglio provinciale di Sassari è stato preso impegno per presentare in finanziaria un emendamento ai fini di ottenere un contributo per la progettazione e per la realizzazione di alcuni interventi urgentissimi per la messa in sicurezza del tratto più pericoloso di quella strada.
Io, in sede di illustrazione, come dire, ho anche fatto qualche battuta sulla difficoltà di percorrenza sulla suddetta strada; non mi dilungo anche perché, come dire, è nota a tutti quella strada perché io credo che tutti noi, anche i consiglieri regionali la percorrano abbastanza spesso.
Ora, dico, io credo che la Commissione quanto meno si senta e i consiglieri che hanno partecipato e che hanno preso impegno insieme a me davanti ai sindaci, io credo che in qualche misura sono obbligati a sostenere questa richiesta emendativa. Per quanto riguarda la cifra, la cifra nasce da una richiesta che è stata fatta o meglio, da una informazione che ci è stata data dalla provincia e dall'ANAS circa gli oneri necessari per la straordinaria manutenzione; naturalmente, come dire, se la cifra è irraggiungibile può essere in qualche modo mediata, può essere in qualche modo anche ridotta, l'importante è secondo me, secondo i presentatori di questo emendamento che sia data a questa strada l'importanza che oggettivamente davvero ha nel sistema della viabilità isolana.
PRESIDENTE. Prego, qualche secondo per concludere.
MORITTU (D.S.). E non sia dimenticata come è stato fatto in questi quattro anni che non è presente né nelle leggi obiettivo né è presente per esempio nell'intesa istituzionale che è stata firmata recentemente dal Presidente Pili; e, insomma, questa non presenza davvero ci meraviglia molto, posto che nel piano regionale dei trasporti approvato dalla Giunta regionale questa strada è ritenuta una strada di primaria importanza nel sistema della viabilità isolana.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
TUNIS (Rif.Sardi-U.D.R.). So che l'ora è tarda e quindi cerco di dover dire il minimo indispensabile. Non ho firmato questo emendamento perché già vi sono stati dei documenti all'interno della Commissione lavori pubblici che attestano questa esigenza.
Abbiamo ricevuto le richieste dell'amministrazione provinciale, le abbiamo ascoltate qui in sede di audizione a Cagliari, poi siamo voluti andare di persona a valutare come era questa situazione del manto stradale e della complicazione che esiste su quella rete viaria. Abbiamo appurato di fronte agli amministratori nella sede di Oschiri che effettivamente è una situazione disastrata. Se non interviene la Regione con un contributo straordinario per la progettazione e per la messa in sicurezza, noi ci siamo accorti che esiste un confronto in cui nessuno procede per la soluzione positiva tra ANAS e organi come la comunità montana che aveva eseguito buona parte di quell'arteria. Risulta un'arteria molto frequentata, la seconda in Sardegna, noi abbiamo adottato una risoluzione all'unanimità all'interno della Commissione.
Questo voglio ribadire, per cui io a titolo personale dichiaro il mio voto favorevole e invito l'Assemblea a fare altrettanto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I-S.U.). Io credo che sia nota a tutti la situazione di questa importante arteria, almeno a parole; ed è importante perché è la principale via di comunicazione tra due centri del nord Sardegna che rappresentano i principali poli di sviluppo che soffrono per i ritardi. Ritardi che ormai sono noti a tutti, ritardi che non si capisce per quale motivo non vengano ovviati, ritardi che poi alla fine sono anche il freno allo sviluppo non solo di questi poli ma di tutto il territorio che questa strada naturalmente percorre e quindi serve.
Se dovessimo raccontare la storia di questa strada, certamente, non bastano i cinque minuti della dichiarazione di voto; però è anche vero e credo che sia noto, almeno perché nella Commissione di questo ne abbiamo parlato, la Commissione si è pure preoccupata di andare a fare visita a questa strada, di trovare i sindaci, incontrare in riunioni coloro che questa strada la conoscono molto bene e farci raccontare anche per quale motivo è ancora in questa situazione.
Voi dovete sapere che questa strada che teoricamente parte dalla 131 all'altezza di Ploaghe per arrivare poi fino a Olbia è stata realizzata da diverse mani, una per esempio anche da parte della comunità montana che, realizzando la strada in un certo modo, naturalmente, perché forse non erano sufficienti i controlli, forse perché magari è stata affrontata in maniera diversa con poche risorse, oggi si trova nella situazione che per quanto progettata per essere di livello naturalmente che deve essere, delle quattro corsie, infatti tutte le opere d'arte sono realizzate in questo modo, gli espropri sono stati realizzati in questo modo per lunghi tratti, si ritrova che l'ANAS non la prende in carico perché non è collaudabile per tutta una serie di problemi che poi oggi sono evidenti e che la rendono per certi versi pure intransitabile. Tenuto conto, qui è stato detto, e va bene sempre ribadirlo, che è la seconda per livello di traffico in Sardegna; è la strada che viene percorsa tutte le mattine da migliaia di macchine, centinaia di camion che naturalmente mettono in comunicazione proprio a livello di trasporto merci anche il resto della Sardegna.
Olbia, tutti lo sapete è la porta naturalmente della Sardegna proprio per questo importante settore, e ci si ritrova che proprio per questo fatto, è intransitabile la zona di Olbia; è impercorribile il resto della strada che qui è anche estremamente pericolosa, stante il fatto che in alcune ore ci sono file, file e file di grandi camion che la percorrono. Non è stata realizzata per poter sopportare questa quantità di traffico, non è stata realizzata per poter sopportare anche quei carichi e quell'usura, per cui si ritrova costantemente inadeguata anche per quello che è il manto stradale.
Qui si sta chiedendo l'attenzione che negli anni non è stata dimostrata, si sta chiedendo l'attenzione non per un paese, non si sta chiedendo l'attenzione per un piccolo territorio, si sta chiedendo l'attenzione per il nord della Sardegna, per il semplice fatto che questa strada rappresenta, e non solo per il nord della Sardegna, una delle importanti infrastrutture di sviluppo di tutta la nostra Regione.
Non è una dimenticanza, si parlava di solidarietà, io credo che non debba entrare in merito nemmeno la solidarietà; qui deve entrare in merito la ragione, qui deve entrare merito tutto ciò che è necessario per far capire che senza questa noi siamo ancora fermi con lo sviluppo.
Primaria importanza riconosciuta da questa Commissione, riconosciuta da tutti quanti quelli che facendo capo a questa Commissione hanno detto che sono d'accordo; oggi ci ritroviamo che purtroppo nella finanziaria bisogna fare un emendamento per chiedere questa attenzione. Credo che sia anche questo un difetto, credo che lo possiamo recuperare e lo possiamo recuperare facendo sì che ci sia da parte della Giunta che ha già detto no, un ripensamento e da parte dell'Assessore, da parte del Presidente quelle attenzioni che sono necessarie per fare in modo che si restituisca a questa strada un minimo di opportunità.
Sta per essere appaltato il collegamento tra la 131 e Ploaghe a quattro corsie, ci sono tratti già realizzati con quattro corsie; io credo che bisogna fare in modo almeno la progettazione, almeno il recupero di alcuni tratti che sia possibile dare a questa strada una giusta dimensione. La dimensione che quei territori si aspettano, la dimensione che a quei territori è stata promessa e che poi ancora una volta e sono già quattro anni che io assistito la finanziaria all'interno di questa Regione...
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Anch'io sono del parere, come diceva il collega Morittu, che se non c'è tutta questa disponibilità, si dimostri però che c'è la volontà, anche magari rivedendo l'entità richiesta dall'emendamento ma sicuramente dando il messaggio a tutta la Sardegna in particolare a quei territori che non è vero che si vuole trascurare questa importante risorsa, che ha bisogno però di attenzioni che attraverso la finanziaria ci sarebbero dovute essere e che siamo ancora in tempo a dare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente io non faccio parte della Commissione lavori pubblici però mi sono recato come consigliere regionale di quel territorio all'incontro con i sindaci e i presidenti delle comunità montane a Oschiri circa un mese e mezzo fa; la Commissione si è riunita, la Commissione ai lavori pubblici e nel sopralluogo che ha fatto, dopo aver parlato con i tecnici Ansa compresi, ha potuto rendersi conto di quella che è la situazione di questa strada. Io non sto qui a ripetere quello che è stato detto dagli altri colleghi.
Faccio presente che nell'emendamento c'è sicuramente un errore perché non si può parlare della strada statale Sassari-Olbia, ma solamente, diremo così, della strada Ploaghe-Olbia perché il tratto che interessa è proprio al bivio di Ploaghe, all'uscita di Ploaghe verso Olbia. Tutti ci siamo resi conto di qual è la situazione, e credo che sia importante proprio per la mole di traffico che giornalmente è interessata in questa arteria intervenire urgentemente.
Credo che i problemi, almeno a mio avviso, inizialmente sono due, la messa in sicurezza urgente e poi poter pensare quella che è la progettazione affinché questa arteria diventi a quattro corsie, così era stata già pensata in altri tempi, ma indubbiamente avremo necessità di questo, di fondi enormi; tant'è che la provincia di Sassari in una lettera che ha inviato ai consiglieri regionali della provincia di Sassari invita anche la Giunta regionale ad intervenire presso il Governo centrale e il Ministero competente a reinserire l'opera all'interno della programmazione nazionale delle grandi opere di viabilità.
Però io credo che almeno in questa situazione ci deve essere un intervento del Consiglio regionale della Sardegna come dicevo, in una strada di primaria importanza per la messa in sicurezza.
Pertanto anch'io sono favorevole all'emendamento pur rimodulandolo eventualmente perché comprendo che otto milioni di euro siano sicuramente molti in questa situazione in cui le risorse sono poche, quindi potremmo rimodulare la somma, però io credo che sia importante al di là di quello che possono dire i consiglieri regionali, proprio per quello che chiede la provincia di Sassari nel cui territorio ricade questa arteria.
Pertanto io, ripeto, invito l'Assessore del bilancio di rivedere la sua posizione iniziale di diretta chiusura per trovare dei fondi proprio per intervenire urgentemente per la messa in sicurezza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SATTA (F.I.-Sardegna). Io intervengo come membro della quarta Commissione, sono d'accordo con quanto dichiarato dal Presidente, dal vicepresidente e dagli altri membri, anzi dal collega Masala che hanno spiegato molto bene la situazione di questa strada.
Per sistemare questa strada occorrono qualcosa come settecento-ottocento miliardi. Ora, siamo coscienti che questa cifra non è disponibile o non lo sarà immediatamente; però chiediamo che almeno l'un per cento di quella cifra sedici miliardi, ossia otto milioni di euro siano disponibili per la messa in sicurezza di questa strada, in particolar modo il tratto compreso tra Oschiri e Berchidda che è un tratto dove si verificano molti incidenti a causa dello stato in cui si trova questa strada.
E` un tratto di strada che è figlio di nessuno in quanto la comunità montana l'ha realizzata ma ora la vuole cedere all'Anas, l'Anas non può prenderla perché è non collaudabile, per cui non c'è altra soluzione che intervenga la Regione. Sono d'accordo anche con l'onorevole Frau, se otto milioni di euro fossero disponibili, almeno una cifra di quattro - cinque milioni per la messa in sicurezza e per la prima fase di progettazione. Quindi sono d'accordo e vediamo di concordare una cifra più bassa, ma sufficiente proprio per un intervento minimo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovannelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIOVANNELLI (F.I. - Sardegna). Brevemente, signor Presidente, onorevoli colleghi, anche da parte mia per esprimere il parere favorevole su questo emendamento di cui sono firmatario, insieme agli altri colleghi, pur non facendo parte io della Commissione, ma insieme ad altri colleghi consiglieri abbiamo partecipato a diversi incontri, abbiamo potuto verificare sul posto poi per chi come me ed altri colleghi, la strada la percorriamo ogni settimana, più volte, ci si può rendere conto di quanto sia assolutamente pericolosa e conseguentemente urgente intervenire con dei segnali assolutamente concreti se non totalmente risolutivi rispetto a questa arteria di straordinaria importanza per tutta la Regione.
Qui non è assolutamente un problema territoriale nemmeno che si possa circoscrivere al nord della Sardegna, quella è un'arteria che interessa l'intera Regione come l'intera Regione è interessata alla 131.
Per cui, credo che sia assolutamente importante prevedere un'adeguata dotazione finanziaria per la messa in sicurezza del tratto di strada più disastrato, se così si può dire, e comunque contemporaneamente bisogna anche prevedere una fase di progettazione per l'adeguamento di questa strada perché possa, in tempi ragionevolmente brevi, essere consentita nella percorrenza con le quattro corsie.
Ricordando, come è stato già detto da chi mi ha preceduto, che già una parte di progettazione di questa strada importante, per cui relativamente agli espropri per esempio è stata già fatta considerando questa strada come una strada da realizzarsi a quattro corsie.
Per cui, mi associo ai colleghi che mi hanno preceduto, ribadendo il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per comunicazioni. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento 578 che sicuramente pone un problema di fondamentale importanza, perché io almeno conosco la strada Sassari - Olbia per averla percorsa tante volte e quindi sono, diciamo così, testimone della difficoltà che questa strada rappresenta per i collegamenti tra il capoluogo sassarese e la città di Olbia.
Tuttavia, noi ci troviamo di fronte ad una strada che è, diciamo così, statale o quanto meno è sotto gestione Anas, e quindi diciamo, noi ci troviamo in una situazione abbastanza particolare. Primo punto.
Il secondo punto da tenere presente è che con riferimento alle progettazioni evidentemente non si tratta di fare una progettazione di un tratto di strada, ma dell'intera strana, o del tratto di strada che ancora non è, diciamo così, a scorrimento veloce; e quando si parla poi di manutenzione straordinaria delle strade, essendo a gestione Anas, evidentemente rientra nella competenza dell'Anas.
Terza considerazione: questa è un'opera o sarebbe un'opera che comunque andrebbe presa in considerazione nel momento cui si affronta l'argomento dei lavori pubblici, cioè di tutta la partita dei lavori pubblici che è stata espunta, diciamo così, da questa finanziaria, per cui non vedo per quale motivo si debba entrare in modo surrettizio ad argomentare su questa materia.
Per cui la mia opinione sarebbe, primo, in via principale che l'emendamento venga ritirato e riproposto eventualmente quando si parlerà della partita, chiamiamola, lavori pubblici, in via principale; in secondo luogo, in via subordinata, qualora non venisse accolta questa mia richiesta, che venga sospeso anche questo in coda all'articolato; in via ulteriormente subordinata, cioè qualora non venisse accolta la richiesta di sospensione in coda, a quel punto la copertura andrebbe modificata perché non sarebbe 3006, dove non esiste niente ed è spese correnti, ma andrebbe al futuro 3007 sul capitolo 03035 perché sempre materia di opere pubbliche è.
Però, ripeto, questa è una ipotesi ulteriormente, ulteriormente subordinata che non mi parrebbe neanche corretta, va a mio giudizio approfondita la questione e instaurato tra l'Assessorato ai lavori pubblici e l'Anas un rapporto di chiarimento su questa questione perché pur riconoscendo la validità delle richieste fatte, tuttavia mi pare che la Regione Sardegna, per quanto baciata dalla fortuna, per avere il sole, per avere un bel mare, per avere delle grandi bellezze naturali, tuttavia non si può far carico ti tutti i peccati del mondo; non può certo farsi carico dei ritardi dell'Anas, non si può far carico di ritardi dello Stato, non si può far carico di tutto, perché evidentemente se così noi non affrontassimo i problemi ci troveremmo di fronte ad una, diciamo così, situazione che è al limite della demagogia.
Quindi, io rinnovo l'invito di ritiro dell'emendamento e la riproposizione in occasioni in cui sia consentito un ulteriore approfondimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Assessore, alcune argomentazioni non mi convincono; soprattutto intanto non mi convince la proposta di ritiro dell'emendamento, evidentemente.
Mi consta che la Regione Sardegna, e mi consta anche che nell'articolo 8 ad un certo comma vi erano anche soldi per progettazioni di strade statali, anche, se mi consentite, meno prioritarie di quanto lo è, invece, la Ploaghe-Olbia come qualcuno ha corretto, comunque di quanto non sia prioritaria la 597. Quindi non mi pare proprio che si possa pensare ad un ritiro dell'emendamento a fronte di un impegno formale assunto dalla Commissione nelle diverse sedi che sono state qua richiamate. Se una sospensione di questo emendamento, - del ritiro io credo che proprio non se ne possa parlare -, si può accedere alla proposta di sospensione, se naturalmente questa proposta di sospensione è un presupposto per una soluzione positiva, anche per un eventuale rimodulazione dell'importo richiesto, ma che abbia però uno sbocco positivo. Né si può pensare di rimandare nuovamente alle calende, non si sa quali, olandesi o greche o eccetera, per dare una risposta che credo abbia davvero un carattere di assoluta urgenza.
PRESIDENTE. Quindi sospeso, questa va insieme ai sospesi. Colleghi i lavori terminano qui, l'Assemblea è stanca, abbiamo colto le numerose manifestazioni pervenute e il Consiglio è convocato per domani mattina alle 10.
La seduta è tolta alle ore 21 e 35.
Allegati seduta
CCCLIV SEDUTA
(POMERIDIANA)
Mercoledì 9 Aprile 2003
Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA
indi
del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 16 e 08.
licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 3 aprile 2003 (349), che è approvato.
CongedoPRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Mariella Pilo ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 9 aprile 2003. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 383/A. Ricordo ai colleghi che siamo in fase di dichiarazione di voto relativamente al comma 1 dell'articolo 18.
Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Grazie, Presidente, prendo la parola per dichiarare il mio voto a favore di questo comma. Non ho novità da comunicare, mi auguro che altri ne abbiano e siano in sintonia con quello che penso io. Perché voto a favore di questo primo comma dell'articolo 18? Voto a favore perché insieme a molti altri di questo Consiglio, direi alla stragrande maggioranza, condivido il fatto che lo strumento previsto dall'articolo 19 della legge 37 è uno strumento valido per promuovere lo sviluppo dei territori della Sardegna, questo è il motivo principale per cui voto a favore di questo comma. E poiché non sono il solo a condividere questo articolo e a vedere in questo strumento un validissimo mezzo per arrivare a quello che in qualche maniera qui più volte molti, moltissimi hanno richiamato come esigenza, e cioè decentrare ai comuni, agli enti locali quel tanto di competenze, ma soprattutto le risorse. Ecco questo strumento attua in qualche maniera quello che anche il Titolo V della Costituzione impone per legge, e cioè trasferimenti di competenze, ma iniziamo a trasferire anche le risorse in modo che i comuni, le comunità locali possano programmare il loro sviluppo avendo delle risorse certe. E questo è il secondo punto.
Oggi, dopo l'approvazione dell'emendamento 450, che aggiungeva solo delle risorse a quello che era già previsto dall'articolo 18 che è arrivato in quest'Aula, articolo 18 condiviso dalla maggioranza e dalla Giunta, quindi questo è il motivo che mi porta a dire che qui a stragrande maggioranza condividiamo, questo Consiglio condivide questo strumento. L'emendamento 450 ha solo aumentato le risorse. Perché abbiamo presentato questo emendamento? Perché questo emendamento ci è stato sollecitato da tutti i sindaci dei comuni della Sardegna, questo è il motivo per cui è stato presentato. Non solo, è condiviso anche dai rappresentanti delle categorie sociali ed è anche per questo che noi cominciamo a ricevere vari fax in cui ci ringraziano e plaudono a questa approvazione, a questa decisione.
C'è qualcuno, è vero, che ha espresso delle perplessità sull'articolo 19, però le perplessità riguardano quasi esclusivamente il fatto che anche i comuni abbiano dei ritardi nella spendita di queste risorse. Forse questo è vero, però è vero in quanto, e questo è stato già detto, lo strumento era nuovo e quindi come tutti gli strumenti nuovi aveva bisogno di un lasso di tempo per essere compreso, per essere padroneggiato, per poter provvedere a che si mettano in moto tutte quelle burocrazie che spesso legano e ingabbiano anche strumenti validi. Però, in effetti, non c'è stata una vera critica a questo strumento e certamente, se ha scontato un po' la lentezza dell'essere nuovo, io penso che la soluzione non sia abolirlo, anzi magari è perfezionare e aiutare gli enti locali, i comuni, a renderlo più rapido e più efficace.
PRESIDENTE. Prego concluda, onorevole Demuru.
DEMURU (D.S.). Concludo dicendo, e vorrei rivolgermi anche alla maggioranza, perché qui si è adombrata l'ipotesi che ci sia l'idea di bocciarlo per una ripicca politica, personalmente non penso che ci sia questa volontà, anche perché così si entrerebbe in contraddizione sul fatto che prima il principio è stato accettato e adesso solo per una questione di quantità si rischia di buttare a mare tutto. Riconfermo il mio voto a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, la nostra posizione è più che nota anche se è giusto ribadirla. Noi voteremo a favore del primo comma, così come è stato modificato dall'emendamento 450, e voteremo a favore perché la modifica riprende interamente la nostra posizione, che era quella di rifinanziare integralmente l'articolo 19 della legge 37. Noi abbiamo sempre, anzi in qualche misura possiamo considerarci padri del piano straordinario per il lavoro e possiamo dirlo a gran voce, noi abbiamo sempre sostenuto lo sviluppo locale, abbiamo sempre sostenuto l'ipotesi che attraverso questa strada, quest'Isola potesse in qualche modo crescere ulteriormente in termini di occupazione, ma anche in termini di sviluppo economico e sociale, per cui la modifica introdotta con l'emendamento 450 noi la riteniamo estremamente positiva. Ma dobbiamo anche dire con grande chiarezza, e lo diciamo alla maggioranza, che pure tenta un'imboscata addirittura rinunciando alla paternità sul primo comma, che pure ha introdotto con la finanziaria e che oggi vorrebbe rinnegare solo ed esclusivamente perché noi abbiamo contribuito, anche con il voto di alcuni della maggioranza, a ripristinare la dotazione finanziaria iniziale, cosa chiesta a gran voce da tutti: dai disoccupati, dai lavoratori, dalle organizzazioni sindacali, tant'è che un comunicato delle organizzazioni sindacali plaude al ripristino della dotazione finanziaria che era prevista inizialmente dal piano straordinario per il lavoro, chiesta a gran voce in questo Consiglio dagli stessi amministratori locali, ivi compreso il sindaco di Cagliari.
Non riusciamo a capire perché si vorrebbe tentare un'imboscata, perché si vorrebbe cancellare, a questo punto, addirittura non solo la dotazione finanziaria, ma l'intera possibilità di utilizzare uno strumento che anche voi avete ribadito essere positivo per quanto riguarda la possibilità di dare un contributo allo sviluppo economico e sociale di quest'Isola. Eppure, nel corso di questi giorni, nel corso di queste settimane, ma direi nel corso di questi mesi, una mediazione è stata tentata. Gli stessi nostri emendamenti vi hanno dato l'opportunità di perseguire diverse strade; a tutte quelle mediazioni è sempre stato detto di no. Oggi non potete, col tentativo messo in atto da parte vostra, con le vostre dichiarazioni, non si può mettere in discussione, non si può attuare una rappresaglia, perché sarebbe solo questo! Sarebbe una rappresaglia non nei nostri confronti, non nei confronti di un risultato conquistato dalle opposizioni, ma sarebbe una rappresaglia nei confronti dei sardi, dei lavoratori e soprattutto dei disoccupati. Sarebbe un dispetto inaccettabile, ecco perché vi diciamo e chiediamo soprattutto a quelli di voi, a quanti anche nel corso di questa discussione, soprattutto ai sindaci, che non vedo presenti guarda caso questo pomeriggio in aula, che sono anche consiglieri regionali dello schieramento di maggioranza, che pure hanno apprezzato lo strumento della legge 37, chiedo a loro di essere conseguenti con le dichiarazioni che hanno pure pronunciato nella stessa serata di ieri sera in quest'aula, di impedire la vostra vendetta e di consentire l'approvazione di uno strumento che può dare un contributo a risolvere uno dei problemi fondamentali di quest'Isola, a dare una risposta seria, quindi a fare una riforma per la prima volta in quest'Isola partendo dal problema del lavoro, onorevole Fantola. Anche in questo modo, anche utilizzando questo strumento si può dare una risposta ai problemi di crescita economica e sociale di quest'Isola. Non è con l'arroganza che si risolvono i problemi. Ecco perché noi vi sfidiamo con il voto palese, abbiate il coraggio davvero, se avete coraggio di dimostrare ai sardi quanto valete, ma con il voto. Se avete coraggio e se davvero siete così arroganti, come avete dichiarato, bocciate il comma 1 dell'articolo 18.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole al primo comma dell'articolo 18, anche se non so che esiti abbia avuto l'interlocuzione avviata a seguito della sospensione richiesta nella tarda mattinata dal collega Floris, anche perché mi rendo conto che l'approvazione da parte dell'Aula dell'emendamento numero 450 ha determinato grande disorientamento nelle file della maggioranza, al punto che non riusciamo più a comprendere se la maggioranza su questo tema abbia una strategia ben definita, oppure stia andando avanti all'insegna dell'improvvisazione. Infatti è una maggioranza che, ci pare di capire, vuole votare contro se stessa, peraltro l'ha fatto abbondantemente nel corso di questa finanziaria, ma vota anche contro le proprie proposte. Voglio ricordare che il comma 1 è stato introdotto dal disegno di legge approvato dalla Giunta e modificato dalla stessa Commissione.
Io dichiaro il voto a favore perché ritengo che questo sia uno dei punti più qualificanti dell'intera manovra finanziaria e per questo non comprendo come la maggioranza, seppure sia stata avviata da parte dell'opposizione, approvando l'emendamento 450, un'opera di reimpianto, un'opera di reimpianto della strategia del piano del lavoro della nuova triennalità, risponde proponendo un espianto di tutte le norme delle politiche del lavoro approvate in questa Regione. Per cui questa maggioranza disattende se stessa e disattende soprattutto gli impegni presi con altri e così facendo dimostra di essere poco credibile e di essere poco affidabile, perché questo del piano del lavoro era uno dei punti alla base della concertazione che era stata avviata con le parti sociali e che era uno dei punti qualificanti posto a base dall'interlocuzione avviata anche con i soggetti rappresentativi degli enti locali della Sardegna, mi riferisco all'ANCI Sardegna.
Pertanto il piano del lavoro, che coniuga un'esigenza giusta, un'esigenza fondamentale, indispensabile per la nostra Regione, che è quella della lotta alla disoccupazione attraverso una modalità appropriata, che è quella di fare in modo che le politiche attive del lavoro vengano nella nostra regione avviate facendo perno sul sistema delle autonomie locali, che in una logica di ridistribuzione delle competenze all'insegna del federalismo interno rappresentano l'asse portante per qualsiasi politica di sviluppo e di occupazione, ma soprattutto nella nostra Regione come di recente per ultimo, basti leggere anche Il Sole 24 Ore di oggi dove è pubblicata la raccomandazione svolta dall'Unione Europea all'Italia per le politiche del 2003 per il mercato del lavoro, dove viene sottolineato che proprio il mercato del lavoro italiano è uno dei più problematici d'Europa. Ma per poter risalire la china occorre eliminare e diminuire i forti squilibri regionali che esistono nel mercato del lavoro del nostro Paese e occorre sviluppare delle serie e puntuali politiche del lavoro. Ecco, il piano del lavoro della nostra Regione è proprio la testimonianza di un tentativo, ma non solo di un tentativo, di una reale esigenza dell'istituzione regionale per colmare questi squilibri, questi ritardi....
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pusceddu.
PUSCEDDU (D.S.). Concludo dicendo che è il punto più qualificante dell'intera manovra finanziaria, anche perché tende a rispondere a un'esigenza fondamentale, al dramma più importante che vive la nostra Regione che è il dramma della disoccupazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granella per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GRANELLA (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole all'articolo 18 che è intitolato "Disposizioni a favore dei comuni". Per come stanno andando le cose non so quanto favore trarranno i comuni da queste disposizioni e da questo articolo. Speriamo bene, comunque. Ho annotato alcune frasi che provengono dalla maggioranza nel dibattito precedente: "I sardi e la Sardegna vogliono che la finanziaria venga approvata", "Abbiamo necessità di approvarla per dare risposta alle parti sociali e agli enti locali" e poi un'altra piccola perla, sempre proveniente dai banchi del Governo "Una finanziaria che sta mettendo la Sardegna in ginocchio". Io dico che se noi dovessimo arrivare al voto su questo articolo per come si stanno ponendo le cose, la Sardegna non sarà in ginocchio, la Sardegna sarà stesa, stesa in fondo al mare. Il fatto che, dalla stessa parte dalla maggioranza, provengano queste frasi e questo senso di preoccupazione la dice lunga sul lavoro che si sta svolgendo in quest'Aula. L'emendamento 450 è passato, ha ottenuto la maggioranza dei voti e le politiche del lavoro ne hanno tratto giovamento, la somma a disposizione per l'occupazione è aumentata, è quasi sufficiente, però non è tutto. Se dovesse venir bocciato poi l'articolo, noi non abbiamo migliorato niente, siamo arrivati ed arriveremo a bocciare un qualcosa soltanto per il gusto di bocciarla, soltanto per affermare la propria forza, le proprie prerogative di governo. Ma non è questo il buon governo che i sardi vogliono e che noi abbiamo in mente.
La ritorsione, la cieca volontà distruttiva non serve alla Sardegna, non serve a questo Consiglio, nell'antichità Sansone travolgendo le colonne del Tempio pronunciò la famosa frase, la storica: "Muoia Sansone con tutti i filistei"; ma la minoranza o l'opposizione non sono filistei, la maggioranza non è Sansone, il Tempio non è casa della minoranza o della maggioranza, il Tempio è la casa dei sardi, il Consiglio è la casa degli sardi. Quindi stiamo attenti a travolgere queste cose, questo stato di cose. Il popolo sardo, quello che sta nei 377 comuni, grandi e piccoli, che cosa farà, che cosa sta aspettando? Noi facciamo parte di quel popolo, non siamo una parte staccata, non siamo un qualcosa di diverso, noi siamo qua perché siamo parte integrante e lo dico tra virgolette e tra parentesi forse la migliore, perché siamo stati espressi da tutto quel popolo per venire ad amministrarlo, per venire a curarne le sorti, per venire qua in Consiglio a parlamentare e a creare per questo popolo un mondo migliore e dei momenti migliori. Disoccupati, giovani, tutte quelle persone che ci hanno mandato qua da noi attendono un segno di responsabilità, un segno di maturità, ma aggiungerei che attendono da tutto il Consiglio regionale, in particolar modo dalla maggioranza, un sussulto di orgoglio che riabiliti questa funzione che noi svolgiamo e che non è nostra perché ci è stata data in eredità, è nostra perché ci hanno conferito la fiducia per poterli amministrare. Nessuno di noi, voglio aggiungere una lamentela a quella che in questi giorni tutti i consiglieri stanno rappresentando, nessuno di noi in questo Consiglio, in questa tornata ha la possibilità di lavorare seriamente e tranquillamente per un fatto molto semplice, perché con le bocciature, con tutto il movimento sconclusionato in certi momenti non si ha la percezione reale di quello che è il finanziamento che si può utilizzare, non si capisce e non si riesce a capire come ci si possa comportare per coprire i capitoli che dovremo portare avanti. Chiedo di nuovo all'assessore Masala che ci metta a disposizione le cifre reali momento per momento o altrimenti che ci dia un punto fermo da cui ripartire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, anch'io voglio esprimere il mio voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18, che tra poco dovremo votare, per sottolineare con l'occasione che questa mattina con l'approvazione dell'emendamento 450 questa finanziaria è arrivata al suo snodo cruciale. Questa finanziaria è arrivata in ritardo in Consiglio regionale, e ci vede impegnati da 43 giorni in una discussione approfondita, per la verità con molta partecipazione da parte del centrosinistra e con poca partecipazione da parte della maggioranza, una finanziaria che abbiamo contestato fin dall'inizio, l'abbiamo definita senz'anima, abbiamo accolto le proteste da parte di tutte le parti sociali che hanno bocciato questa finanziaria proprio perché era priva di capacità di incidere sullo sviluppo economico e sociale della nostra Regione e abbiamo da subito detto che noi ci saremmo battuti fino in fondo come stiamo facendo, ottenendo peraltro risultati importanti che vedono sgretolarsi questa maggioranza, che si saremmo battuti prima di tutto per aumentare i fondi per il lavoro, per ripristinare i fondi dell'articolo 19 della legge 37, che è l'obiettivo che abbiamo raggiunto questa mattina, nonostante la volontà della maggioranza che ancora una volta si è dimostrata incapace di portare avanti perfino le sue posizioni, fortunatamente, che erano quelle di distruggere, di avviare la demolizione della legge 37. La seconda era quella di sostenere le esigenze degli enti locali che chiedevano più risorse, in particolare per quanto riguarda i piccoli comuni per evitare la bancarotta, per evitare l'incapacità a dare i servizi ai cittadini. Il nostro terzo obiettivo che continueremo a perseguire per quanto ancora ci sarà da discutere nella finanziaria, era quello di aumentare le risorse per le attività produttive, infine sostenere il volontariato e il terzo settore. Il primo di questi obiettivi questa mattina lo abbiamo raggiunto, circola voce, ma ancora nessuno della maggioranza ha avuto il coraggio di esprimersi al riguardo, che la maggioranza con un atto irresponsabile e ritorsivo sarebbe orientata a bocciare il comma 1 dell'articolo 18 cancellando definitivamente il piano per lo sviluppo locale e il piano straordinario per il lavoro. Badate, se questo vostro disegno andasse in porto sarebbe la seconda sconfitta e questa sconfitta, dopo quella dell'approvazione dell'emendamento 450, non sarebbe però, badate bene, soltanto una sconfitta politica, sarebbe una sconfitta morale per questa maggioranza, ma soprattutto non sarebbe la sconfitta di questa maggioranza, sarebbe la sconfitta degli enti locali, la sconfitta dei disoccupati, dei 340 mila iscritti alle liste di collocamento della nostra Regione, sarebbe la sconfitta del buonsenso, sarebbe un atto grave di responsabilità che coronerebbe in modo chiaro e lampante di fronte alla comunità sarda la vostra incapacità di governare questa Regione, il vostro fallimento, il vostro sgretolarsi ed essere irresponsabili.
Badate, non pensate di affondare gli interessi della Sardegna insieme ai vostri destini, sarebbe davvero molto meglio che accettaste una marcia indietro responsabile rispetto ai vostri obiettivi, se nel vostro obiettivo c'è quello di affossare definitivamente il piano per il lavoro e per lo sviluppo locale. Se questo disegno voi lo portate in porto, certamente credo che perdereste ogni legittimità a parlare ancora di lavoro, a parlare ancora di disoccupazione, a presentarvi di fronte agli enti locali. Per noi certamente non sarà, non la consideriamo una vittoria la bocciatura del comma 1, la consideriamo una sconfitta per tutti, una condanna per la comunità sarda che mi auguro voi abbiate la capacità di non mettere in atto, perché sarebbe veramente interrompere un circuito importante, un circuito che ha comunque generato...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Pinna.
PINNA (Gruppo Misto). Sto concludendo, comunque ha generato lavoro, dato risposta ai tanti disoccupati, alla disperazione degli enti locali che sono i terminali, le cellule vive della nostra comunità regionale, quelli che più di altri sentono il peso dei disoccupati e del disastro che voi in questi quattro anni avete causato a questa Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). La ringrazio Presidente però non vedo il collega Masala, non perché Biancareddu, Amadu e gli altri colleghi non rappresentino la Giunta, non per questo, perché il dialogo è tra le idee che sostiene il centrosinistra e le poche idee che ha sostenuto Masala. Pani, risponde lei per Masala? Non credo.
PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. L'Assessore della programmazione non è facilmente sostituibile.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini prego, la invito a svolgere il suo intervento.
CUGINI (D.S.). Presidente, mi scusi, chiaramente non è riferita a lei la mia considerazione, però non c'è il Presidente della Giunta, non c'è il signor "niet", io posso anche parlare, però! Il collega Biancareddu la pensa come noi, Amadu pure, comunque faccio il mio intervento, il collega Scarpa è dei nostri.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Prego onorevole Cugini.
CUGINI (D.S.). Chiaramente voto a favore del comma 1 e dell'articolo 18. Però volevo dire ai colleghi presenti della maggioranza, che molti di noi, diciamo quelli che abbiamo votato a voto segreto per approvare l'emendamento precedente che ha determinato nella maggioranza una vivace discussione, abbiamo detto che la finanziaria andava riscritta ed andava riscritta in Aula con la partecipazione dei colleghi che avevano espresso nelle Commissioni e nella discussione generale un'opinione diversa o più opinioni diverse da quella della Giunta, in particolare del collega Masala e del Presidente Pili. Riscrivere la finanziaria in Aula, ci sono state, penso al Presidente della Provincia di Oristano, il collega Diana, anche considerazioni del tipo: "Sì, facciamo il confronto senza trattative riservate, riscriviamola in Aula". Rimango fermo su questa posizione: riscriviamola in Aula. Per riscriverla in Aula chiaramente occorre trattare il merito, ci sono tra di noi molti colleghi che hanno anche una funzione di amministratori locali in diversi comuni della Sardegna, che sono preoccupati del fatto che il piano per il lavoro potrebbe essere bocciato; io sono perché non venga bocciato. C'è una parte larga della maggioranza, molto larga della maggioranza che va oltre i voti che abbiamo espresso che la pensa come la penso io; vorrebbero approvare il piano per il lavoro.
Certo, magari non lo vogliono approvare come lo penso io e questo è legittimo, però la maggioranza dopo che è andata sotto a voto segreto si è riunita e ha proposto da bocciare il comma 1, altri colleghi hanno detto: "Io non credo, noi non crediamo che quella sia la strada". Io mi rivolgo principalmente ai colleghi consiglieri regionali che sono anche amministratori locali: perché per un conflitto interno al Consiglio regionale, noi Consiglio regionale dobbiamo penalizzare i comuni che hanno in mano lo strumento che hanno utilizzato positivamente, che vorrebbero riconfermare per riutilizzarlo positivamente? Perché dobbiamo fare un'operazione che danneggia i comuni della Sardegna e assieme alle amministrazioni locali danneggia l'insieme dell'economia? Io mi rivolgo ai colleghi che hanno detto: "Riscriviamo la finanziaria". Riscriviamo la finanziaria, ma la bocciatura vuole dire cancellare la finanziaria su quel punto, il piano per il lavoro. Il collega Biancareddu che, oltre ad essere uno degli Assessori più apprezzati dal centrosinistra perché ritira giustamente gli articoli che potrebbero essere bocciati, è anche amministratore degli enti locali, come fa l'Assessore dei comuni a sostenere la tesi che devono essere bocciati i comuni sul piano del lavoro? Come fa Biancareddu? Ma Cappai, e va apprezzato, ha per primo sostenuto la tesi che sarebbe stato un errore. Allora prima…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cugini.
(Interruzione del consigliere Carloni)
CUGINI (D.S.). Piero dimmi? Prima di commettere un danno, lo dico per i colleghi della maggioranza, prima di commettere un danno irreparabile, riflettete, riflettiamo. Io sono convinto che, tra la bocciatura del comma 1 e la valutazione sull'emendamento che è stato approvato, ci sono possibilità di trovare soluzioni. Tore Amadu, perché non dobbiamo trovare soluzioni? Perché? Perché ci dobbiamo mettere nelle mani di "Niet", di Masala, che vuole accentrare le risorse per distribuire secondo le sue esigenze clientelari? Perché? Oppure, nelle mani di Balletto che è un falco che non vorrebbe niente di quello che vorremmo noi. Prima di commettere il danno, Pasquale Onida, essendo stato tu insieme ad altri pochi uno degli artefici dei grandi danni della Sardegna, riflettiamo, riflettiamo e riflettete. Noi siamo disponibili alle soluzioni positive. Diversamente farete un danno che gli amici che sono qui presenti sapranno valutare, ma sarà un danno per la Sardegna non per il centrosinistra. Presidente, sarà un danno per la Sardegna, e noi caro Piero Carloni il danno lo vogliamo evitare assieme a te. assieme a Gianni Locci, assieme a voi che siete responsabili della situazione.
CARLONI (A.N.). Ognuno alla(ha la )(?) sua parte.
CUGINI (D.S.). Ma non la parte sbagliata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, anch'io voglio dichiarare il voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18, però prima di svolgere alcune considerazioni non posso fare a meno di notare che ci giunge notizia dalle agenzie di stampa che mentre noi discutiamo in quest'Aula delle norme riguardanti l'articolo 18, cioè le norme riguardanti gli enti locali, quindi la dotazione di risorse e la definizione delle politiche per il corrente anno degli enti locali, il Presidente Pili lo danno in viaggio verso la Costa Smeralda. Questo la dice tutta dell'attenzione, della sensibilità, dell'interesse che il Presidente Pili ha nei confronti di quest'Aula, ha nei confronti delle politiche per gli enti locali.
Quello che stiamo vivendo stasera, adesso ci ha abbandonato anche l'Assessore Masala, ma se la maggioranza ha bisogno di ulteriore sospensione per chiarirsi le idee, per mettere a punto la sua strategia, io credo che sia legittimo, come l'ha chiesto stamattina, che lo possa richiedere anche questo pomeriggio.
COGODI (R.C.). Le ultime notizie dicono che è già arrivato.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Il collega Cogodi mi dice che è già arrivato, speriamo più avanti di sapere anche quali saranno le decisioni che verranno assunte nell'interesse dei sardi e nell'interesse dei comuni oggetto del quale stiamo discutendo questo pomeriggio. Per me è doveroso intervenire nella dichiarazione di voto al comma 1 perché sia chiaro a tutti noi, a tutti i colleghi del Consiglio, che l'eventuale voto negativo del comma 1 significherebbe la cancellazione del piano del lavoro e la impercorribilità anche del ripristino dei fondi agli enti locali che è stato oggetto, che è stata materia di discussione in questi giorni. Il risultato del voto del 450 non è soltanto un risultato merito dell'opposizione, è conseguente a quello che noi stiamo dichiarando in questi mesi, ma è anche il frutto della condivisione, espressa anche in quest'Aula, a dire il vero da pochi colleghi del centro destra, che però poi hanno, secondo, me tradotto coerentemente anche nel voto del 450 per ripristinare la dotazione finanziaria contenuta nell'articolo 19 della 37. Dicevo che questo è l'approdo di quanto abbiamo sostenuto in questi mesi, perché per noi, da quando abbiamo iniziato la discussione su questa finanziaria, il rifinanziamento dell'articolo 19, così come il recupero delle dotazioni finanziarie per gli enti locali, erano dei punti fermi verso i quali noi siamo andati decisi sin dal primo momento, contrariamente a quello che, considerando lo strumento delle politiche del piano per il lavoro, uno strumento estremamente importante, contrariamente a quello che ha definito l'Assessore Masala cimentandosi anche in un'elencazione di ritardi da parte degli enti locali nella spendita delle risorse, in particolar modo del piano del lavoro, però io le vorrei ricordare che gli enti locali, pur di fronte ad uno strumento nuovo che aveva bisogno di un periodo di rodaggio, è sicuramente molto più avanti, è sicuramente molto più celere la spendita delle risorse anche dell'articolo 19 di quanto non abbia fatto lui con i PIT, perché vorrei ricordare che risorse del 2001 pari a 750 miliardi sono ancora tutte giacenti nella cassa della Regione, non essendo stato emesso, fino a questo momento, neanche una determina di spesa. Dicevo che noi giudichiamo l'articolo 19 uno strumento che ha dato risultati estremamente positivi nella promozione dello sviluppo locale e dell'occupazione. L'Assessore Masala ci è sembrato adombrato rispetto all'utilizzo, al prelievo delle risorse per finanziare l'articolo 19 dall'UPB 03008. Stamattina il collega Giacomo Sanna ha elencato la dotazione di risorse che si trova ad avere pari a 478 milioni di Euro, vorrei far notare all'Aula che il trend che si pone l'Assessore Masala, cioè le risorse che intende spendere, cioè la dotazione di cassa che ha previsto per quest'anno, sono appena 98 milioni di Euro, quindi qui la dice tutto. Si prevede una dotazione di circa 1000 miliardi e intende spenderne meno di 200 milioni, questo la dice tutta quant'è la capacità di spesa che lui ha, quindi non gli bastano i forti residui che si trova in capo ma vuole accumulare ulteriori residui anche in questo esercizio.
Concludo sperando che i colleghi del centro destra, che hanno concorso all'approvazione del 450, vogliano essere coerenti votando coerentemente anche il comma 1 e quindi consentendo il rifinanziamento del piano del lavoro anche per il corrente anno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Grazie signor Presidente, per esprimere il voto a favore del primo comma dell'articolo 18, l'importanza e la delicatezza di questo comma è noto a tutti, o quasi a tutti, visto l'atteggiamento irresponsabile che si dice provenga da alcuni settori della maggioranza. La maggioranza in questa finanziaria si comporta in una maniera abbastanza singolare, chiede accelerazione per l'approvazione della finanziaria, però poi di fatto provoca delle brusche frenate, ricorrendo qualche volta anche all'ostruzionismo, come è successo ieri sera ed anche stamattina, facendo mancare il numero legale su questioni importanti e delicate come quelle che stiamo discutendo. Io devo dire che fa piacere vedere nelle tribune di quest'Aula dei sindaci con la fascia tricolore, che sono venuti qui per fare lobbying, per fare lobbying per i loro comuni, per chiedere risorse per poter mandare avanti le scelte che compiono giorno per giorno nei loro territori a favore dei cittadini della Sardegna. Siamo lieti anche che il sindacato abbia accolto con favore l'approvazione dell'emendamento 450 che ridà l'intera dotazione prevista per il piano del lavoro e prevedendone anche la triennalità. Questa operazione si è portata avanti svuotando la riserva che l'Assessore alla programmazione aveva messo da parte, così come hanno fatto rilevare i colleghi, perché quelle risorse continuassero a giacere, secondo l'esperienza storica e consolidata, quello che noi abbiamo visto, senza che venisse messa in circolo.
Noi oggi, questo Consiglio, con un voto favorevole, ha detto che le risorse devono andare a favore dei comuni. Dobbiamo anche dire, con un certo rammarico, dover verificare e constatare che l'Assessore Masala, che non vedo e non si capisce come mai, il padre della disfatta di questo centro destra, assieme al Presidente Pili, duole dover constatare che ancora una volta l'Assessore Masala con il suo atteggiamento intransigente, signor "Niet", l'ha chiamato il collega Cugini, ha infilato la maggioranza in un vicolo cieco. E mentre noi stiamo discutendo di queste problematiche, il Presidente Pili sta viaggiando verso la Costa Smeralda; il Ministro Lunari, che non si è presentato all'incontro che era stato promosso per parlare dei problemi della 131, lunedì scorso a Macomer, oggi piuttosto che andare a verificare le croci che ci sono in quella strada sta misurando il campo di regata. Questi sono i Ministri della Repubblica, questo è il nostro Presidente della Giunta.
Oggi, assieme alla disfatta di questa maggioranza, io dico, cari colleghi, che voi non dovete trascinare la Sardegna assieme a voi in questa disfatta. La parte dialogante di questo Consiglio, gli amministratori, quelli che conoscono le problematiche, come bene ha fatto il collega Cappai, io ho apprezzato molto il suo intervento dell'altra sera, che non ha detto - al contrario di qualche altro - che è stato un fallimento la legge 37, il collega Cappai ed altri amministratori che hanno a cuore le sorti della Sardegna ed io credo che assieme a noi dovranno fare una scelta per far sì che non venga bocciato il primo comma dell'articolo 18. Il tempo sta scorrendo velocemente Presidente.
Io vorrei dire che l'atteggiamento tracotante che c'è stato all'inizio da parte dell'Assessore Masala e del Presidente Pili nello sfidare l'Aula e la propria maggioranza, nell'aver evitato la concertazione con gli enti locali, nell'aver voluto, in maniera arrogante e prepotente, voler portare avanti questa finanziaria, si è assolutamente sfasciato e scontrato con quelli che sono gli interessi veri dei sardi che noi, con molta modestia, cerchiamo di interpretare. Verrebbe da dire che l'Assessore Masala e il Presidente Pili hanno fatto, con questa finanziaria s'intrada de su leone e stanno facendo s'essida de su mazzone!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Innanzitutto per dichiarare il nostro voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18, ma per notare che effettivamente in quest'Aula si sta verificando qualcosa di paradossale! Come diceva poc'anzi il collega Pirisi, il Presidente Pili piuttosto che partecipare ai lavori dell'Aula preferisce accodarsi al codazzo del Ministro Lunardi non per fargli visitare il nostro sistema viario, dove la sicurezza e gli standard sono quelli che sono, quindi disastrosi, e dove la perdita di vite umane ormai è insopportabile, con il Ministro Lunardi, il Presidente Pili, insieme a principi, a finanzieri americani e quant'altro, tenta di organizzare una regata che è forse l'unica maniera per far uscire una maggioranza che ormai è incagliata, che come soluzione finale però - secondo lui - prevederebbe quella di appiccargli fuoco prima che questa riesca a liberarsi o a liberare. Una maggioranza che per sfuggire alle sue debolezze, alle sue incapacità, cerca di porvi rimedio con che cosa? Cercando di bocciare il comma 1 dell'articolo 18. Quindi, scaricare sui comuni, sulle comunità locali, sugli enti locali questa debolezza. E` una cosa veramente assurda! I comuni e le comunità che sin dall'inizio, dall'iter lungo di questa manovra hanno espresso giudizi estremamente negativi. La bocciatura di questo comma, del comma 1 dell'articolo 18, sarebbe un errore politico molto grave. Io penso che sia l'errore più grave che voi possiate fare, però, io credo che non riuscirete a raggiungere questo traguardo. Questa ipotesi secondo me è da escludere, non credo che solo per ripicca si possano assumere atteggiamenti di questo livello. La politica è una cosa seria, ed un'altra cosa: utilizzare come qualcuno fa il cuore, il fegato ed altre parti del corpo nei ragionamenti politici non credo sia giusto! La politica, come tutti voi mi insegnate, come tutti voi ben sapete, è ragionamento, confronto e dialogo, rifuggere in queste forme non è assolutamente o politicamente serio. Il collega Sanna stamattina ha già detto che noi eravamo critici sulla legge del piano del lavoro, sulla 37, ma che voi in maniera pregiudiziale, quindi in maniera preconcetta assumiate questi atteggiamenti e queste determinazioni, mi sembra assolutamente più dannoso del male.
Il problema del lavoro, a nostro avviso, ma lo sapete tutti, è molto grave; le nostre comunità da noi si aspettano determinazioni e comportamenti molto più concreti. Il comma 1 va in quella direzione, così come andava in quella direzione l'emendamento che stamattina abbiamo approvato, grazie anche alla sensibilità di una parte della vostra maggioranza. Quindi, un'esigenza forte che la maggioranza del Consiglio ha chiaramente espresso, che è quella di dare alle nostre comunità locali quel minimo di respiro per poter programmare i più utili strumenti per incentivare, con le risorse finanziarie adeguate chiaramente, tutte quelle iniziative che pur fra tante difficoltà di ogni genere e tipo cercano di portare avanti sul piano del lavoro.
Io credo che i comuni, tutti indistintamente nei nostri comuni, hanno necessità di queste risorse. Privarli di questi strumenti, di queste opportunità è una beffa, è una scelta che voi, seppur nella massima libertà, dovete attentamente valutare. Noi lo stiamo facendo; lo stiamo facendo seriamente, in maniera molto pacata, il Consiglio nella sua interezza poi tirerà le somme e nella sua massima sovranità deciderà. Però, io credo che sia molto difficile pensare e credere che per ripicca si possa arrivare a tanto, a bocciare questo comma. Non credo che la volontà del Consiglio sia questa; io mi auguro che prevalga l'interesse che è quello di tutti i cittadini sardi che ripongano, ripeto, nelle nostre determinazioni le più giuste aspettative, che servano - come dicevo - per i loro programmi di sviluppo locale. Il Collega Sanna ha già dimostrato chiaramente che le risorse ci sono, che se la gran parte di queste risorse non sono state spese, non sono state distribuite non è colpa dei comuni. L'Assessore Masala si ricordi che non sta amministrando gli ori di famiglia, ma sta amministrando le risorse di un'intera regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente, anch'io come altri colleghi intervengo per esprimere il voto favorevole al primo comma dell'articolo 18, ed anch'io sono convinto che anche i colleghi della maggioranza, così come peraltro hanno già espresso in quest'Aula alcuni che ricoprono cariche di sindaci o sono stati sindaci o sono amministratori anche locali, oltre che consiglieri regionali, io sono convinto che anche questi colleghi di fronte alla scelta se votare sì al comma 1 e quindi rilanciare l'articolo 19 con il ripristino dei fondi, così come il Consiglio ha voluto stamattina con il voto all'emendamento Falconi, e votare contro, io credo che i più responsabili sceglieranno sicuramente di votare sì al primo comma.
Il voto contro sarebbe non solo un atto di irresponsabilità grave, una sorta di cupio dissolvi che muove da una sorta di voglia di vendetta, di resa dei conti interna della maggioranza e che avrebbe come unico risultato la cancellazione di una legge fondamentale, la norma contenuta nell'articolo 19 della 37 che ha, come dire, consentito a molti comuni di muovere i primi passi nella prospettiva di una costruzione di piccoli segmenti, di piccole esperienze di sviluppo locale. E` una legge questa che, al di là delle diverse valutazioni che sono state fate in quest'Aula anche dai colleghi della maggioranza, non si può certo negare che sia stata fortemente apprezzata ed è fortemente apprezzata e voluta dal sistema delle autonomie locali e i comuni in particolare. E non si può certamente negare che questa legge ha dato gambe ad una complessiva esperienza positiva di federalismo interno, riconoscendo ai comuni risorse e ruolo da protagonisti dello sviluppo locale. Certo, noi l'abbiamo già detto, e siamo consapevoli, sappiamo bene che l'articolo 19 non è sufficiente per mettere in moto il tema complessivo dello sviluppo in Sardegna. Occorrono altri strumenti, altri sono anche in cammino da tempo, mi riferisco alle esperienze dei Pia, dei Pit che ahimè ritardano a decollare; ma, sappiamo anche bene che l'articolo 19 è uno strumento moltiplicatore di questi ulteriori strumenti di sviluppo locale che richiamavo, perché consente ai comuni, utilizzando le risorse dell'articolo 19, di moltiplicare le azioni attraverso gli altri strumenti a loro disposizione. E per alcuni comuni, soprattutto quelli più piccoli, è davvero l'unico strumento che a loro rimane per consentire la gestione di alcuni servizi essenziali, alcuni servizi che hanno fatto capolino nei nostri comuni che prima non esistevano: biblioteche, musei e quant'altro. Nuovi lavori, nuove esperienze che hanno consentito a tanti giovani di rimanere nelle loro realtà. Insomma, i risultati positivi non possono naturalmente essere disconosciuti da nessuno. Abbiamo dato un dato: l'articolo 19 nel 1999 ha prodotto oltre tremila posti di lavoro, con un'incidenza di 50 milioni per addetto. Abbiamo sfidato la maggioranza a farci un esempio di un altro strumento di programmazione dello sviluppo locale che abbia avuto questo impatto così positivo, con poche risorse rispetto all'occupazione.
I tempi non sono stati sicuramente più lunghi dei tempi di altri strumenti che sono stati messi in campo. Ci sono alcuni Pia che sono stati programmati nel 1998/1999 e che ancora sono, come dire, in fase di avvio o in fase di primo inizio dei lavori. L'articolo 19 ha già prodotto posti di lavoro, quindi, voglio dire, anche questa storia dei tempi mi sembra davvero una motivazione capziosa e non accoglibile. Certo è da migliorare l'articolo 19; noi ci siamo anche dichiarati disponibili a fare questo, però io ciò che non capisco è il silenzio assordante della maggioranza, perché i colleghi che si sono dichiarati favorevoli all'articolo 19, mi riferisco a Cappai, a Oppi, a Capelli, che poi in zona Cesarini si è anche corretto, a Pisano, a Fantola, allo stesso onorevole Balletto che in fondo ha proposto un emendamento correttivo, ma comunque manteneva in qualche misura lo spirito dell'articolo 19, ma, insomma, io chiedo ai colleghi della maggioranza di esprimersi e di evitare con un voto negativo un danno assolutamente irreparabile che andrebbe contro i comuni, ma io dico in generale contro la Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (Gruppo Misto). Signor Presidente, è difficile intervenire quando l'interlocutore principale è assente o parzialmente assente o comunque non ascolta. L'assessore Masala mi sembra molto disattento e se con le dichiarazioni di voto si esprime anche una volontà politica di una parte di questo Consiglio, c'è anche l'estremo tentativo di convincere, con le dichiarazioni di voto, chi non vuole intendere. E mi sembra che comunque questo tentativo sia assolutamente vano e lo dimostra l'atteggiamento che sta mantenendo l'assessore Masala anche in questo momento.
Tanto più che anche il Presidente della Giunta regionale, così come hanno sottolineato altri colleghi, invece di affrontare con noi una discussione così rilevante, oggi ha preferito andare a misurare campi di regata. Ma ancora qualcuno seduto nei banchi della maggioranza c'è ed è a quella parte che noi credo ci rivolgiamo, che è la parte che ha espresso anche in termini positivi, valutazioni positive rispetto alla legge 37 in questi giorni. Non c'è solo una questione, io credo così come sottolineato da molti colleghi, di attenzione rispetto ai nostri enti locali. Non c'è soltanto l'attenzione rispetto anche a quanto hanno espresso parti sociali fondamentali, dall'ANCI ai sindacati, rispetto alla legge 37. Vi sono dati oggettivi che sono stati riconosciuti da tutti voi. I nostri sindaci delle nostre comunità di centrodestra e di centrosinistra hanno espresso in questo periodo valutazioni positive rispetto alla 37. Anche chi siede in quest'Aula, molti hanno richiamato l'intervento dell'onorevole Cappai e io concordo totalmente, ma sindaci di centrodestra, dal sindaco di Cagliari, Emilio Floris, al sindaco di Nuraminis, hanno espresso gli stessi concetti. Noi in aula abbiamo il collega Usai, che è vicesindaco a Cagliari, e credo che sia testimone dell'effetto della legge 37 rispetto alle politiche di sviluppo locale in questa città. Allora, rispetto a tutte queste considerazioni, mi pare, noi non abbiamo la certezza perché non c'è stata una sola dichiarazione di voto in questo senso, ma pare, per quanto viene affermato, che vi sia un atteggiamento del centrodestra, di una parte di questo Consiglio, che vorrebbe bocciare il comma 1 dell'articolo 18. Questo dopo la votazione di questa mattina. Noi sappiamo che la votazione di questa mattina è avvenuta in una situazione di stress di questo Consiglio; non si è pervenuti a un accordo, ma nella sostanza noi abbiamo soltanto dato una valutazione economica, un impinguamento della legge riportandola all'origine, e abbiamo stabilito una triennalità di certezze per i nostri enti locali.
Allora, rispetto a quanto è avvenuto, anche se col voto segreto, mi pare che un atteggiamento contrario, chiedendo di bocciare questa sera il comma primo dell'articolo 18, vi sarebbe una sconfessione politica della maggioranza di questo Consiglio, per quanto avvenuto a voto segreto, e sarebbe una prova muscolare che non avrebbe senso. Io credo che in politica cose di questo tipo non producano effetti positivi.
Voi state cercando di vincere una battaglia sull'articolo 18, ma attenti, corriamo il rischio di perdere una guerra per vincere una battaglia non solo come maggioranza, ma come intero Consiglio. Nel seguire l'atteggiamento di un Assessore della programmazione che appare assolutamente inconcepibile, chiuso, arroccato su una posizione senza voler discutere con nessuno rispetto ad aspettative che paiono incomprensibili, come se questi soldi, queste risorse, come hanno sottolineato molti colleghi, fossero risorse proprie. Noi non abbiamo intaccato il tesoro. Queste sono risorse della Sardegna e abbiamo chiesto, abbiamo votato in quest'aula, c'è stata una maggioranza che si è espressa in questo senso, perché quelle risorse tornino agli enti locali indirizzate specificamente sullo sviluppo locale e sul lavoro.
Allora, rispetto a questa questione, un atteggiamento così rancoroso non ha senso logico, non ha senso logico e non verrebbe capito dalle nostre comunità. Per smentire il voto di questa mattina noi corriamo il rischio di affossare definitivamente una legge che da tutti è stata valutata positivamente. E io credo che questa domanda se la dovrebbero porre molti di voi che siedono anche in banchi di consigli comunali, che hanno la responsabilità di amministratori locali e che comunque hanno visto gli effetti positivi di questa legge.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pacifico.
PACIFICO (Gruppo Misto) Domani chi dovrà andare a giustificarsi di fronte ai nostri sindaci, alle comunità locali, sarete voi se questo avviene. Noi la nostra parte l'abbiamo fatta da questo punto di vista e siamo, io credo, per quanto ci spetta, ancora disponibili a trovare possibilità di accordo in questo senso, ma non si può snaturare una legge, non si può bocciarla e credo che ognuno qua si debba assumere le proprie responsabilità.
Concludo, Presidente, dicendo al Consiglio, alla maggioranza di questo Consiglio, che non si può seguire la Giunta in una politica di chiusura al dialogo di questo tipo. Io credo che la politica dovrebbe riassumere, riacquistare il suo valore e il suo peso in quest'Aula, che la dialettica tra i Gruppi consiliari dovrebbe avere valore e che seguire in maniera così tassativa, così bieca, io direi, dal punto di vista politico, l'atteggiamento del Presidente di questa Giunta regionale e dell'Assessore della programmazione non paga per nessuno, ma non paga soprattutto per voi e per i sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, colleghi, la materia che il comma primo dell'articolo 18 tratta è uno degli elementi fondamentali della politica finanziaria della Regione.
La Giunta regionale e questa maggioranza avevano liquidato il problema dell'intervento straordinario sul lavoro con una dichiarazione di fallimento dell'intervento nei quattro anni passati e detto, in più di una circostanza, che la politica di sviluppo deve passare attraverso altri strumenti. La volontà, la costanza dell'impegno della opposizione ha fatto sì che già durante i lavori della Commissione la maggioranza fosse costretta a riproporre, seppure con risorse finanziarie ridotte, il problema all'attenzione del Consiglio. E' da diverse settimane che su questa e su altre materie importanti e fondamentali, ne cito solo una, i trasferimenti agli enti locali, stiamo cercando di far capire che le ragioni che ci portano a sostenere con impegno così massiccio queste tesi non sono frutto della volontà di dividere il Consiglio regionale, ma sono il tentativo e quel filo di speranza che ci rimane di poter convincere la maggioranza che stiamo lavorando per il bene della Sardegna. E' sembrato in più di un momento che questo fosse possibile raggiungere, non attraverso trattative sotterranee e sotterfugi di vario genere, ma alla luce del sole, tenendo conto di oggettive difficoltà, tenendo conto di diversità di posizioni, tenendo conto di tutta una serie di problemi che esistono e che fanno sì che le ragioni che venerdì sera mi hanno portato a fare quel richiamo siano ancora oggi valide. E sono ancora più valide, Presidente, Assessori, colleghi, oggi con l'approvazione dell'emendamento 450. Il Consiglio regionale si è espresso; si è espresso nella forma democratica che è prevista, che è il voto in Aula, perché venga confermato l'impegno forte della Regione a sostegno dell'occupazione e dello sviluppo locale.
Io non credo, me lo auguro, anche se posso capire le reazioni emotive che stamattina portavano a dire, da parte della maggioranza, che si bocciava il comma 1. Io mi auguro che torni la saggezza, che torni la responsabilità, che torni l'impegno a costruire, nella certezza di finanziamenti che devono supportare la straordinarietà del ritardo di sviluppo dei nostri comuni, ad avere la conferma del piano straordinario per il lavoro.
Io ho approvato ieri sera, in consiglio comunale, il programma di utilizzo dei fondi per il 2002, io non credo, come tanti dicono, che questi 1.000 o 1.300 miliardi siano stati soldi buttati al vento. Io sono convinto che, così come tanti altri interventi che hanno prodotto nel processo di spesa della Regione i loro frutti in ritardo, anche questo produce i frutti in riparto, ma sono sicuro che produrrà frutti rigogliosi, soprattutto nelle realtà più deboli della nostra Sardegna. E allora se questo è vero, se questo accompagna parti importanti della maggioranza e se accompagna tutta l'opposizione, perché non fare un ultimo sforzo per trovare il modo per soddisfare i bisogni della popolazione sarda, i bisogni dei nostri comuni, i bisogni veri per i quali i nostri concittadini ci hanno mandati a rappresentarli in questo consesso?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Signor Presidente, come tutti i miei colleghi abbiamo preso la parola per dichiarare un voto favorevole al primo comma dell'articolo 18, che non è un comma tra i tanti, ma è un comma che rappresenta uno dei pilastri della politica del lavoro e dello sviluppo di questa Regione. Per questo stiamo intervenendo per esprimere il voto a favore di quel comma, così come è modificato dall'emendamento 450. Ma dobbiamo dire anche la verità: stiamo intervenendo per evitare un errore, un errore dovuto all'emotività, per evitare che attraverso un'azione che rasenta, rasenterebbe e avrebbe rasentato il dispetto, quest'Aula e la maggioranza avesse proceduto attraverso una strada che portava evidentemente a un errore. Stiamo intervenendo per darci tutti il tempo di riprendere la politica, di ridare a quest'Aula il giusto tono, il giusto livello, di ridare a quest'Aula il mestiere che ha, che è quello della politica. E non è un appello rivolto all'assessore Masala assente. A me non manca come interlocutore l'assessore Masala, perché non ha dimostrato in queste settimane costantemente di rappresentarsi come interlocutore. Stiamo parlando invece ai colleghi che da quella parte, nel centrodestra, in questa maggioranza hanno mostrato in questi giorni attenzione e sensibilità per temi delicati, che sono al di sopra delle parti, sui quali si può discutere qual è la modalità, lo strumento, l'opera per raggiungere un risultato, ma sui quali converge e con i quali convergiamo rispetto al risultato e alle priorità. Allora oggi non è in campo un'alternativa tra un metodo e un altro, tra uno strumento e un altro, tra il piano del lavoro e un'altra cosa. Oggi non c'è questa alternativa; oggi c'è l'alternativa tra dotare e mantenere uno strumento che è in campo di politiche dello sviluppo e del lavoro o eliminarlo totalmente, colleghi.
Allora abbiamo preso la parola per darci tutti il tempo di riflettere se sia il caso che l'emotività ci trascini tutti e vi trascini verso un errore, o se non sia il caso di evitare un orrore più grande a cancellare un passo falso. Ma un passo falso che era attraverso un percorso che noi avevamo rappresentato in queste settimane e vi avevamo rappresentato. Allora evitiamo ed evitate, troviamo insieme una soluzione che ci permetta di dare il valore politico giusto a questo strumento, che eviti di frapporre condizionamenti, di frapporre informazioni che non sono quelle corrette. Ci è stato detto che il piano del lavoro non c'erano i soldi sufficienti per finanziarlo. Abbiamo visto che in quel capitolo ci sono soldi sufficienti. Certo servivano per la programmazione negoziata, ma sono soldi che hanno un ritardo di spesa e per il quale possiamo tutti quanti prevedere che la priorità del piano del lavoro e la possibilità di lasciare ai comuni, che è lo strumento che sta andando a regime, che è andato a regime, possa continuare il suo percorso e il suo sviluppo.
Abbiamo detto che lo strumento non produceva occupazione, e abbiamo dimostrato, invece, che soli 50 milioni a posto di lavoro sono risultati concreti di occupazione, sono risultati reali che non sono ripetibili con altri strumenti di politiche attive del lavoro. Ma soprattutto con il piano straordinario del lavoro è cambiato il ruolo, il compito dei comuni, da soggetto passivo che accettava soltanto le richieste dei propri concittadini, la domanda di lavoro, spesso anche la preghiera di lavoro, finalmente uno strumento concreto con il quale i comuni potevano organizzare, iniziare a dare risposte, avvicinando la domanda e la risposta e avvicinando anche il rapporto tra la Regione e i Comuni.
Allora, che altro strumento c'è? E' davvero uno strumento così inutile e così fallimentare? Abbiamo visto i numeri, non sono fallimentari, sono reali e il ritardo di spesa che c'è su questo strumento intanto è dovuto ai ritardi nostri, ai ritardi nell'approvazione della finanziaria, e poi vorrei vederlo in confronto ai ritardi che ci sono su tutte le altre procedure di spesa per vedere se questo è un ritardo maggiore degli altri oppure se invece quei soldi arrivano al destinatario finale, molto più rapidamente di altri strumenti.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI(Segue LAI.) Allora non è un problema di soldi, non è un problema di mancata efficacia dello strumento, non è un problema di passività dei comuni, al contrario li attiva e dà loro un nuovo ruolo, perché cancellarlo? Perché distruggerlo per un atto emotivo? Che senso ha? Che cosa produce? Proviamo invece a guardare avanti, troviamo le ragioni per migliorare le politiche del lavoro, che era questo il nostro ragionamento, per attualizzarle, per dare ulteriori strumenti, per attivare più protagonisti delle politiche del lavoro. Proviamo a metterle in campo, a mettere in campo risorse, innovazione, creatività, capacità di ricerca, ma non cancellando quello che c'è e che sta funzionando e i dati lo dimostrano. I soldi non sono spesi in ritardo, sono spesi bene e soprattutto è stato attivato un processo che ha bisogno di essere ancora attivato e se è possibile migliorato, non cancellato.
Allora, io penso che sia importante che noi facciamo un ragionamento insieme. La Sardegna ha perso quest'anno undicimila posti di lavoro, undicimila occupati, per tanti motivi: la crisi generale, il prodotto interno lordo che cala, la produttività, tanti motivi. Ma se ci fossero stati cinquemila posti di lavoro generati dal piano di lavoro nelle ultime due biennalità in meno, che cosa sarebbe stato il risultato? Allora non continuiamo e non continuiamo insieme nell'errore. Il piano del lavoro va sostenuto, va mantenuto, lo richiedono i comuni. Dobbiamo insieme procedere verso una soluzione che non faccia più male di quello che rischiavamo, e rischiavate, stamattina di fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIAGU (La Margherita-D.L.). Io credo che si possa aggiungere poco alle considerazioni fatte dai colleghi del centrosinistra anche perché non sento voci che provengono dal centrodestra. Questa la possiamo fare come considerazione per lo stato di salute in cui versano, speriamo si possano riprendere nel corso della serata. E` un auspicio che facciamo per il bene dell'Aula e per il bene anche della discussione; ma le considerazioni che vorrei portare in questo ragionamento attengono sì al comma dell'articolo 18 che stiamo discutendo, ma sono considerazioni di carattere più generale che attengono alla filosofia che anima questa benedetta Giunta regionale, questa maggioranza, così detta maggioranza. La prima considerazione è la considerazione che si ha del Consiglio regionale. Vedo l'attenzione che presta la Giunta ad un argomento che è il fulcro di una finanziaria, che è l'interesse primario delle comunità, delle comunità sarde e delle comunità locali. Una considerazione che sta portando questo Consiglio regionale ad una immagine delle peggiori che si potessero dare negli ultimi tempi, credo che il livello di considerazione sia tra i più bassi rispetto ad altre stagioni che qui noi abbiamo vissuto e che hanno portato a risultati certamente più edificanti per quanto riguarda l'autonomia sarda. Una è questa considerazione.
La seconda è il commissariamento del Consiglio regionale. Noi stiamo discutendo su cose che il Consiglio regionale ha già dato per approvate, ha approvato con il consenso di tutti, di maggioranza e di opposizione; non credo che esista una maggioranza e una opposizione qui, credo che sia stato approvato un emendamento che porta una determinata linea, che concentra una determinata linea su quelli che sono gli interessi delle comunità locali sul piano del lavoro, su una politica che è già stata scelta tempo fa, che abbiamo adottato tempo fa, condivisa da tutti e che oggi si avvale di determinate risorse.
Bene, oggi come per tanti argomenti si vuol commissariare e si vuol far sì che determinate decisioni assunte precedentemente possano essere cambiate, facendo passare qualcosa che non si sa bene che cosa sia. Certamente che non è nobile per questo Consiglio, non è dignitoso per l'espressione di questo Consiglio, non è dignitosa per tutti i consiglieri regionali che in questo Consiglio lavorano ed operano. Questa è la prima considerazione.
La seconda è l'attacco concentrico agli enti locali, ai comuni. Lo rileviamo da questa azione che si cerca di portare avanti, che speriamo un pronunciamento della Giunta possa accantonare, ma questa occupazione che la Giunta sta portando avanti, l'attacco con (?) ho parlato, non solo, perché oggi ci riferiamo alla punta dell'iceberg. Sono tutta una serie di azioni alle quali noi assistiamo che ci dimostrano quanta considerazione vi sia in questo Consiglio regionale da parte di una maggioranza, dalla parte della Giunta Pili, per quelli che sono gli enti locali.
Vediamo quanta considerazione e quanto rispetto hanno gli enti locali in determinate azioni e parliamo di quella che è stata anche, e riprenderemo poi, l'autorità d'ambito, quanto sono stati ascoltati i comuni in quell'occasione, lo riprenderemo dopo la finanziaria, per vedere qual è stata la considerazione, qual è stata la voce che si levava da parte dei comuni e come è stata recepita anche dalla Giunta regionale. Ed è un'azione coordinata tra Regione, tra Giunta regionale e Stato, e Governo nazionale. Ricordiamo quella che è stata la finanziaria nazionale, quali sono stati i fondi per le spese e per gli investimenti dei comuni, quanto hanno riservato ai comuni e quanto ha riservato la finanziaria nazionale ai comuni. Queste sono considerazioni che fanno parte di tutta una filosofia che anima questo centrodestra, che anima questa maggioranza. Questa maggioranza che ogni tanto, grazie a Dio, grazie a sussulti, orgoglio e buonsenso e di dignità, viene sconfitta da alcuni che iniziano a riflettere, a ragionare su quattro anni di fallimenti continui, di beffe continue, di mortificazioni continue da parte di coloro che ci guardano e hanno un minimo ancora di rispetto per quest'Aula consiliare. Cerchiamo di non vanificare tutto, cerchiamo di recuperare un minimo di dignità, un minimo di dignità che tutti quanti noi possediamo, un minimo che ci possa portare anche a dichiarare che qualcosa si sta facendo per questa nostra benedetta Isola, qualcosa si sta facendo per i nostri comuni sempre disastrati e sempre dimenticati. Ed allora si faccia un esame di coscienza. Dicevano alcuni colleghi: si rifletta assieme, si veda quello che si può fare, ma certamente si possa dare anche l'idea che qui si sta lavorando per conseguire determinati obiettivi, per conseguire l'obiettivo primario che è quello del benessere di tutti quanti coloro che ci guardano e smettiamola di rincorrere quelle che sono mire personali. Pensiamo al bene comune in modo che si possa uscire. E da domani quegli amministratori locali che ci guardano possano dire: sì dentro quell'Aula vi è ancora un minimo di buon senso che ci possa far sperare in un futuro diverso, in qualcosa che riguarda tutti quanti noi e non solo una parte di noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, gli interventi di stasera...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Selis, ma le assicuro che stiamo parlando del problema.
SELIS (La Margherita-D.L.). Non ho dubbi. Anche perché l'Aula non è il luogo migliore per parlare di altre cose.
PRESIDENTE. La prego, onorevole Selis, faccia il suo intervento.
SELIS (La Margherita-D.L.). Dicevo, signor Presidente, le considerazioni e gli interventi pacati dei colleghi nel corso della serata hanno avuto e hanno il significato di richiamare la maggioranza ad una maggiore sensibilità, ad un senso di responsabilità. Vi stiamo dicendo: ragionate e ragioniamo assieme. Perché vogliamo entrare in un vicolo cieco, perché volete cacciarvi in un vicolo cieco al quale neanche voi credete e nel quale potete essere fortemente penalizzati?
Onorevole Liori, mi dà fastidio! Be', Presidente. quando si può parlare mi avvisi!
(Interruzioni)
Se devo parlare con l'Assessore e il collega Liori parla con l'Assessore aspetto un momento che finisca!
Dicevo è un'occasione importante per qualificare la manovra che è una manovra asfittica, è una manovra fallimentare, condannata e criticata da tutte le parti sociali, dagli enti locali. Se togliate alla manovra anche questo momento di sensibilità, rischiate totalmente di banalizzarla e di svuotarla. Allora, l'appello che vi stiamo rivolgendo con molta - ci date atto - pacatezza è questo, dicendo ragioniamo su quello che è successo; è una manovra arrivata fortemente in ritardo, è una manovra in cui i residui sono patologici e gonfiati che dimostrano la vostra incapacità di spesa; è una manovra nella quale è mancata la regia nell'Aula. Il Presidente non c'è, è assente, l'Assessore fa quello che può, ma...
(Interruzioni)
Sì, ma anche quando c'è, è come se non ci fosse. E quindi c'è una situazione di totale disorientamento. Siamo qua un mese e mezzo, se non diamo a questa manovra una qualche connotazione, un qualche elemento, rischiamo davvero e rischiate soprattutto voi di avere, di portare a casa un bilancio fallimentare. Infatti guardiamo un attimo i dati della situazione economica. Nel 2002 c'è stata una stasi assoluta del prodotto interno lordo, c'è stato un crollo degli investimenti del 6 per cento e un crollo delle esportazioni del 16 per cento.
In qualche modo l'occupazione, per avendo avuto una flessione, ha tenuto perché ci sono stati interventi sostanziali del potere pubblico; se ora svuotate anche questi, anche questa diventa una posta assolutamente negativa. Se fossimo cinici, Assessore e colleghi della maggioranza, vi lasceremmo andare avanti, se fossimo cinici vi diremmo bocciate a scrutinio palese il piano del lavoro; se fossimo cinici vi lasceremmo andare avanti nelle vostre ripicche che antepongono agli interessi della collettività sarda i vostri giochetti e le vostre tattiche, e poi andremmo nelle società a dire che non avete il senso della cultura di governo, che non avete un senso di responsabilità, che non avete la sensibilità di sentirvi addosso i problemi della gente, delle famiglie, dei disoccupati, degli enti locali; ma noi cinici non siamo, noi vogliamo anteporre, ai nostri interessi di parte, gli interessi di questa società, gli interessi dei disoccupati, gli interessi di chi ha sempre meno speranza nel presente e nel futuro; i problemi di chi governa questa Regione e questi comuni con grande sacrificio, vogliamo anteporli al nostro tatticismo, alla nostra logica; ecco perché vi diciamo fate insieme a noi un atto di responsabilità, non diciamo riconoscete il nostro primato, non ci interessano i nostri primati sul piano del lavoro e sulle politiche del lavoro. Vi diciamo fate e date a quest'Aula una dignità che vi porti e che ci porti ad essere una volta responsabili di fronte agli enti locali e di fronte ai disoccupati. Se fate questo, se votate con noi il piano del lavoro, se date respiro a questa manovra nonostante le vostre responsabilità, i vostri ritardi, le vostre assenze in qualche modo qualcosa salvate, qualcosa negli enti locali, i giovani, gli amministratori, gli imprenditori potranno dire che è stato fatto. Se invece vi intestardite per una ripicca poco compresa, per una ripicca poco condivisa di bocciare anche questo articolo..
PRESIDENTE. Arrivi alla conclusione, prego.
SELIS (La Margherita-D.L.). Se vi intestardite a bocciare anche questo articolo davvero il vostro bilancio sarà fallimentare, ma sarà fallimentare come è fallimentare tutta la vostra gestione, tutta la vostra azione di governo e a pagarne non sarete soli voi e tanto voi, saranno la nostra società, le nostre famiglie, i nostri giovani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DETTORI (Gruppo Misto). Presidente, nel dichiarare il voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18 perché riteniamo che non si possa cancellare il piano per il lavoro in quest'Isola e stiamo intervenendo tutti a fare le dichiarazioni perché vorremmo che si attivasse perlomeno a un dialogo, un confronto dialettico perché ci piacerebbe capire da parte del centrodestra qual è la sua idea di sviluppo e di progetti di occupazione che hanno in testa, se ne hanno uno, e confrontarlo con noi, con le proposte che finora abbiamo fatto e che abbiamo coerentemente con il nostro programma votato.
Il piano per il lavoro è stato uno strumento utile per mettere in moto energie, per mettere in moto competenze nei territori e per mettere in moto quella capacità di aggregazione all'interno dei comuni, tra gli amministratori locali e gli amministrati per fare in modo che nascessero attività lavorative e quindi occupazionali. Ed è stato anche uno strumento per fare in modo che si potesse aggregare nei territori, che provassimo tutti a misurarci con la capacità di progettare e di favorire quello che il centrosinistra, nella passata legislatura faticosamente, ma debbo dire con risultati piuttosto positivi, aveva messo in essere, che era la capacità di creare lavoro attraverso lo sviluppo locale, cioè i PIA che l'onorevole Masala ha così penosamente decapitato, quei progetti integrati d'aria che sono il cuore dello sviluppo locale che sono il cuore di quella che è stata la programmazione sul lavoro e sullo sviluppo che il centrosinistra ha messo in campo. Quella capacità di creare sinergie e di ridare anche una impostazione diversa di quello che era lo sviluppo della nostra Isola, cioè passare da uno sviluppo per poli, tutto incentrato sull'industria da una parte e sull'agricoltura, ahimè, in modo poco coraggioso, dall'altra, è stato un invertire un processo programmatorio del lavoro che non dava più risultati. Ed era quello di partire dalle competenze, da ciò che nei territori esisteva, per far sì che lì le risorse camminassero, che lì le competenze venissero attivate e che ci fosse una rete in tutta la Regione che portasse lavoro e sviluppo. Pertanto non vi si può concedere di cancellare impunemente il piano straordinario per il lavoro che non può - l'abbiamo detto noi per primi - essere l'unico strumento che mette in moto energie e risorse per lo sviluppo e per il lavoro, ma è uno strumento importante e a voi non si può concedere impunemente di cancellarlo. Se l'assessore Masala e la sua maggioranza ritengono di dare indicazioni per far bocciare il comma 1 dell'articolo 18 sotto una forma puerile di dispetto, di vendetta verso il Consiglio regionale, questo è, sul piano formale e regolamentare, ancora più grave perché comunque va presa seriamente la volontà espressa dal Consiglio e siccome il centrosinistra non è maggioranza in questo Consiglio, è evidente che la volontà del Consiglio, cioè per esprimere questa volontà ha concorso anche un pezzo di voi. Allora tenete conto della volontà che qui è stata espressa ed evitate di creare voti che cancellano non solo una strumentazione importante, ma che cancellano anche un lavoro vero, reale che ha prodotto risultati. Provate a ragionare oppure, collega Fantola, provi a far ragionare anche l'assessore Masala e la sua maggioranza. Per far dispetti tra di voi, non vi sarà concesso di fare dispetti agli uomini e alle donne sarde che hanno bisogno di certezza negli strumenti che vengono messi a disposizione dei vostri Comuni e questo non vi sarà concesso, oppure dimostratelo stasera, che ciò che sapete fare è solo cancellare e non costruire e non concorrere insieme agli altri a costruire un programma. Provate a dirci quello che voi pensate, così riusciremmo a fare ciò che un'Aula del Consiglio dovrebbe fare, un rapporto dialettico nel confronto di idee.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (Gruppo Misto). Presidente, colleghi del Consiglio, signori sindaci, per prima cosa esprimo... Devo recuperare il tempo, se devo scusare...
(Interruzioni)
FADDA (La Margherita-D.L.). Un po' di rispetto per i colleghi che stano parlando e ascoltando!
LIORI (A.N.). Abbiamo visto il vostro di rispetto!
FADDA (La Margherita-D.L.). Non reagisco!
(Interruzione del consigliere Liori)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Procediamo con ordine. Onorevole Deiana, le ricordo che si deve rivolgere al Consiglio regionale non al pubblico, anche se è un pubblico importante, si tratta dei sindaci, però lei parli a quest'Aula.
DEIANA (Gruppo Misto). Presidente, per primo ho richiamato la sua attenzione e quella dei colleghi per fare alcune considerazioni di carattere politico, perché mi riportano alla memoria un momento positivo di questo Consiglio regionale. Io ho avuto occasione di vivere in prima persona e con l'incarico di Assessore al lavoro quando furono approvate da quest'Aula la legge 37 e la legge 36; fu un periodo di grande tensione politica perché in quel momento quelle leggi arrivarono a una conferenza sul lavoro che si svolse qui a Cagliari alla Fiera e le proposte arrivarono con la concertazione di tutte le forze sociali, di tutte le forze imprenditoriali, di tutte le forze politiche, quindi fu un momento di grande partecipazione politica alla stesura di due leggi che oggi stanno dando dei risultati eccezionali in Sardegna. Quindi sono qui onorato ad affermare ancora di più la volontà politica che quelle leggi vanno difese e vanno incrementate e non vanno assolutamente snaturate, perché hanno dato dei risultati positivi. Penso che il Presidente non mi debba fare nessun richiamo se mi rivolgo ai sindaci, perché queste leggi, e in quella occasione politica fu sancito, affermato, scritto e approvato un principio fondamentale che esiste in questa Regione ed è il dare la competenza istituzionale ai Comuni di essere soggetti di programmazione. Noi non demmo quella legge per far venire qui a Cagliari ogni volta a chiedere le risorse, noi facemmo quella legge mettendo delle risorse per dire ai Comuni: "Voi siete i protagonisti della programmazione, voi siete in prima fila e gli autori della risoluzione dei problemi che esistono localmente e che conoscete voi e non siamo noi a imporvi le scelte". Fu un momento di grande positività per gli enti locali, ma fu un momento di grande riconoscimento per quella che è la partecipazione e per quella che è la competenza legislativa dei nostri territori dei 377 Comuni della Sardegna. Possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo, sulle deleghe e sul decentramento, ma se facciamo i discorsi a parole e poi andiamo ad abrogare o annientare le risorse che esistono negli strumenti in atto, per fare questo noi stiamo facendo demagogia, noi stiamo facendo politica di parte, noi stiamo facendo politica di partito. Per quanto mi riguarda, come uomo di centro, io metto al primo posto le istituzioni, metto al primo posto i Comuni e nel rispetto, nella legge il loro ruolo, la loro dignità. Signor Presidente, non voglio abusare di un tempo lungo per dire che sono stato interrotto e poi devo recuperare questo tempo, penso che ognuno di noi politicamente sa quello che deve fare. Se andiamo a disconoscere la norma che fu approvata dopo tanta consultazione e concertazione, secondo me noi stiamo facendo un torto a noi stessi e un torto anche ai Comuni. Quella è e fu una legge di dignità istituzionale, quella era una legge che diceva una volta tanto sì al decentramento, che diceva una volta tanto, almeno per una parte, no alla distribuzione clientelare da parte degli Assessorati ai Comuni; quella è una legge che non deve assolutamente vedere come sbandieratori da una parte e dall'altra, ma che deve vedere tutto il Consiglio regionale nel difendere questa norma affinché i viaggi a Cagliari dei nostri sindaci, dei nostri Comuni per questuare, per richiedere anche un piccolo finanziamento, possa essere ridotto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Innanzitutto mi corre l'obbligo di riportare un pochino di ordine nella dinamica della formazione dell'articolo 18 e segnatamente del suo primo comma. Come l'Aula sa, e meglio dell'Aula la Commissione alla quale fu presentato il disegno di legge della Giunta, il problema del rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37 non è stato mai un argomento estraneo alla politica della Giunta regionale, tant'è vero che il primo comma dell'articolo 18, che rifinanzia l'articolo 19 della legge 37, è stato inserito in Commissione a seguito di emendamento presentato dalla Giunta regionale e non da altri, perché la Giunta regionale è stata piuttosto attenta alla valutazione dell'articolo 19 della 37, tant'è che nella formulazione dell'articolo 18, al primo comma, si fa riferimento in particolare al finanziamento delle iniziative previste dalla lettera A) dell'articolo 19 della legge, cioè quello dei cofinanziamenti di iniziative europee, perché evidentemente si vede questa operazione come una componente fondamentale per il ciclo unico di programmazione, perché si parla di sviluppo e si parla di sviluppo locale e, attraverso lo sviluppo locale, si utilizza questo strumento, insieme agli altri strumenti a disposizione della Regione, quali i PIA, i PIT, i contratti d'area e tutti gli atti e gli strumenti della programmazione negoziata, anche in vista della cosiddetta regionalizzazione della programmazione. Quindi, poiché è intenzione di questa Giunta regionale di rivisitare la legge 37 e il suo articolo 19 attraverso una legge organica che venga redatta a seguito di un attento confronto con i sindaci che, fino a prova del contrario, lo dico all'Onorevole Cugini il quale sembra che abbia adottato come sport recente quello di interrompere l'Assessore alla programmazione quando parla, ricordo all'onorevole Cugini che, grazie a Dio, in questo momento i sindaci della Regione Sardegna sono in gran parte di centro destra, quindi è anche a loro che ci rivolgiamo, come ci rivolgiamo a tutti i sindaci e con loro intendiamo concertare la programmazione di questa rivisitazione della legge, primo dato. Secondo dato: l'emendamento numero 450 è passato grazie all'astensione dell'Assessore della programmazione, solo ed esclusivamente in virtù dell'Assessore della programmazione, il che significa che questa grande ostilità nei confronti delle norme in materia di lavoro e di rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37 non è proprio esistente, perché avrebbe potuto benissimo comportarsi in modo diverso. E` anche una conseguenza di incidenti tecnici, quando il ritardo dell'ascensore che è arrivato, assenze le più ingenue possibili, quindi diciamo un incidente di percorso. Però è successo un fatto, terzo punto: il fatto che è successo è che, comunque determinato, questo Consiglio si è espresso a favore dell'emendamento numero 450 e conseguentemente non è senza ragione che la maggioranza tiene conto di questa indicazione. Tiene conto di questa indicazione perché sarebbe facile, a voto palese, bocciare il comma 1, sarebbe facile, però evidentemente noi non terremmo conto di una indicazione del Consiglio, pertanto la maggioranza, d'intesa con la Giunta, è venuta nella determinazione di confermare la validità del comma 1 dell'articolo 18, così come modificato dall'emendamento numero 450. Evidentemente in sede di coodinamento si chiederà che venga rispettata la formula che è indicata nel comma 1, perché è detto che a tal fine viene autorizzato un mutuo e quindi, anziché fare questo doppio finanziamento, parte mutuo e parte attraverso l'utilizzazione di risorse, viene fatto mediante l'autorizzazione di mutuo, come è scritto nella formula, perché diversamente ci sarebbero delle difficoltà, ma questo si può fare in sede di coordinamento relativamente al 2003.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, rinuncio alla mia dichiarazione di voto, nel senso che l'intervento dell'Assessore Masala, che conferma l'opinione che stamattina aveva espresso con l'astensione, tutto sommato non ostile a questo emendamento e che dice che la maggioranza voterà a favore del comma, così come emendato, mi induce a rinunciare alla dichiarazione di voto che era fatta semplicemente per convincere la maggioranza, che sembrava convinta del contrario, a votare a favore del comma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18 non posso esimermi dal fare però alcune considerazioni. Stamattina... se fosse possibile avere un po' di silenzio!
PRESIDENTE. Colleghi possiamo non disturbare l'onorevole Cappai? Prego onorevole Cappai.
CAPPAI (U.D.C.). Stamattina mi ha colpito l'intervento dell'onorevole Falconi, il quale, dopo l'approvazione dell'emendamento 450, ha detto questa frase: "Stiamo vivendo un momento molto delicato e un passaggio molto delicato in questa finanziaria". Io ne ho condiviso le preoccupazioni in quel momento perché, secondo me, anche l'onorevole Falconi era preoccupato per quello che era accaduto in Aula. Da più parti sono stato sollecitato in questi giorni per essermi espresso a favore del rifinanziamento della legge 37. Vorrei ricordare che già dai lavori in Commissione il nostro gruppo, ma tutta la maggioranza, aveva richiesto all'Assessore il reinserimento nella finanziaria del finanziamento dell'articolo 19 della 37 e durante tutto il percorso della finanziaria penso che nessun Consigliere della maggioranza abbia dichiarato la propria contrarietà al rifinanziamento della 37. Siamo stati invitati in questi giorni, soprattutto negli interventi di stamattina, ad un'attenta riflessione; la riflessione, per quanto ci riguarda, l'abbiamo fatta e come gruppo dell'U.D.C. e anche come maggioranza durante tutto il percorso di questa finanziaria. Sapevamo dall'inizio che il punto cruciale era proprio l'articolo 18, che è quello che ci ha tenuto qui e che ci continuerà a tenere probabilmente ancora per giorni, è quello a cui tutti volevano ricorrere per mettere in difficoltà la maggioranza. Stamattina ho sentito anche un'altra frase: "Schizofrenia d'Aula"! A noi non è mai venuta la schizofrenia, perché proprio per quella riflessione che ci ha accompagnato durante tutta la finanziaria, e in base a quella riflessione ci siamo comportati con coerenza, con altrettanta coerenza penso non si siano comportati i colleghi del centro sinistra, perché mentre noi i problemi che vivono gli amministratori locali, che vivono le categorie deboli, che vivono i disoccupati, che vivono le famiglie disagiate, li sentiamo, li sentiamo come nostri, li viviamo e li vorremmo risolvere tutti con senso di responsabilità, però con altrettanto senso di responsabilità i Consiglieri del centro sinistra hanno bocciato, sempre ricorrendo allo scrutinio segreto, parti importanti di questa finanziaria. Per dircela tutta qualcuno lo posso elencare: è stato bocciato l'articolo 8 per vendetta (sì, per vendetta), senza rendersi conto che la bocciatura dell'articolo 8 comporta il ritardo delle opere pubbliche, il ritardo del completamento di strade, di arterie importanti. Nell'articolo 8 era prevista anche la legge 32, i mutui casa, i cosiddetti mutui casa. Non l'ha bocciato questa maggioranza, che ha riflettuto anche in quell'occasione e poi siamo stati invitati subito a trovare un'altra soluzione. E' stata bocciata, sempre nello stesso modo, cari colleghi del centro sinistra, senza riflettere da parte vostra, l'aiuto a favore dei malati chemioterapici, che sono l'unica categoria che oggi non ha usufruito…
PRESIDENTE. Prego, concluda.
CAPPAI (U.D.C.). Sto concludendo Presidente e mi scuso se sto prolungando il mio intervento, ma è chiaro che alcune cose vanno dette, andavano dette. E` stato detto che noi vogliamo far pagare ai sardi il ritardo dell'approvazione di questa finanziaria. No, non è responsabilità nostra e noi non vogliamo far pagare ai sardi questo ritardo. E' vero, è arrivata in ritardo in Aula la finanziaria, ma è altrettanto vero che spesso e volentieri in quest'Aula si è fatta demagogia e si è fatto ostruzionismo. Bisogna dire la verità: nessuno si deve sentire tranquillo, in coscienza. Cosa dire poi del fatto che è stato bocciato anche l'emendamento per l'acquisto del sangue e degli emoderivati per l'ospedale? Cosa dire? Di chi è la responsabilità? Del centro destra o del centro sinistra? Di chi chiede il voto segreto sapendo che comunque quelli del centro destra che votano a scrutinio segreto contro la maggioranza lo fanno solo e esclusivamente per mettere in difficoltà la Giunta? Ma non è così che si risolvono i problemi, non è con i tranelli e non è con i blitz, è solo ed esclusivamente con l'obiettività, con la serenità d'animo, col coraggio anche di schierarsi spesso e volentieri contro alcune indicazioni che vengono date dai gruppi, come ho fatto io...
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, la devo invitare a chiudere perché ha abbondantemente utilizzato il suo tempo e anche altro. Prego.
CAPPAI (U.D.C.). Mi faccia chiudere, Presidente. Non ho capito perché quando parla l'onorevole Cogodi spesso e volentieri...
PRESIDENTE. Questo non me lo deve dire, lei sa che io spesso con l'onorevole Cogodi ho degli scontri proprio su questo e non vorrei avere adesso degli scontri anche con lei, onorevole Cappai!
CAPPAI (U.D.C.). Presidente prenda atto che io intervengo poco.
PRESIDENTE. Lei è sempre molto corretto, gliene do atto, la prego di esserlo ancora, quindi arrivi alla conclusione.
CAPPAI (U.D.C.). Chiudo qui il mio intervento invitando tutti comunque ad un'ulteriore riflessione, perché quello che è stato approvato stamattina non è quello che quest'Aula voleva. Sono sicuro che neanche il centro sinistra voleva approvare l'emendamento 450 così come è stato approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I. - S.U.). In maniera davvero rapida perché credo che a questo punto anche le dichiarazioni di voto da noi rese assumano un significato completamente diverso. Rapidissima solo per rammentare che sin dell'inizio le opposizioni avevano chiesto in maniera forte, in maniera decisa, direi in maniera assolutamente irrinunciabile, attribuendo un significato prevalente, che venissero approvate quelle parti, naturalmente con le risorse potenziate, relative all'articolo 19 della legge regionale 37. Su questo punto, risorse agli enti locali, alle imprese, al terzo settore, insieme ad altri abbiamo intrapreso in Aula un confronto dialettico abbastanza forte e abbastanza deciso, perché abbiamo quasi riservato, quasi riconosciuto una valenza strategica a questi obiettivi. Credo che l'onorevole Masala, a conclusione del proprio intervento, senza perdere tempo a ribattere sulle osservazioni che ha fatto negli intermezzi, abbia assunto una posizione, che è quella di non umiliare le autonomie locali. Ha detto che sarebbe stato facile a voto palese respingere le politiche per il lavoro, però l'onorevole Masala è ben consapevole che una posizione del genere sarebbe stata una posizione che avrebbe indotto il mondo delle autonomie locali alla ribellione. E' vero, Assessore, quell'emendamento che potenzia le risorse per l'articolo 19 della 37 per il lavoro è passato grazie alla sua astensione, un'astensione non certo convinta, ma un'astensione che nasceva dalle circostanze, un'astensione forzata, un'astensione obbligata, alla quale lei non voleva assoggettarsi, ma a norma di Regolamento, avendo preso la parola in quella fase, non poteva che esprimersi per dichiarazione di voto. Ciò che conta è il risultato, ciò che conta è che la ragione abbia prevalso su tutto, in questo caso la ragione ha prevalso sui pregiudizi, per noi questo è importante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi, chi ha amministrato e fatto il sindaco e l'amministratore comunale, e qui dentro ce ne sono parecchi, credo che sin dalle prime battute della finanziaria ha avuto dentro di sé un tormento e l'ha portato fino a oggi. Nei vari interventi di stamattina, principalmente di stasera, dei colleghi della minoranza, dell'opposizione e dei colleghi della maggioranza comunque sia si intravedeva, non solo negli interventi, ma anche negli aspetti in certo disagio. Io credo che quando si parla di lavoro o quando si parla di interventi per i comuni non esistono maggioranza e minoranza, esiste il Consiglio regionale che è l'espressione di tutti i cittadini dei comuni della Sardegna e solo a questo si risponde.
Il primo segnale la maggioranza l'ha dato stamani, chiaramente con l'astensione dell'assessore Masala, che ha voluto lanciare un messaggio, occultamente, direi, col voto segreto, facendo passare l'emendamento del collega Falconi. Se poi vogliamo andare avanti, a me non risulta, perché nessuno mi ha detto stamani: "Dobbiamo bocciare il comma 1". Per quanto mi riguarda ho affrontato il problema con altri colleghi della maggioranza, dalle loro espressioni non ho fatto altro che recepire la volontà, anzi, di approvare il comma 1; non ho parlato con tutti, ma ho parlato con alcuni, certo è che è indispensabile e necessario che i comuni non vengano da una parte agevolati e dall'altra danneggiati, e mi spiego. Ho parlato di questo anche con qualche collega dell'opposizione, a cui ho detto che è indispensabile, che il comma 1 doveva essere approvato, perché è il comma dell'articolo 18 che è passato in Commissione e che la Giunta ha presentato, ma in quel comma è detto chiaramente che deve avere priorità negli interventi la programmazione negoziata, cioè gli interventi previsti con la lettera a) dell'articolo 19. Un articolo 19 della legge 37 che io sono del parere che debba essere rivisitato e rivisto.
Quindi credo che con questa volontà di approvare il comma 1 dell'articolo 18 la maggioranza non stia cedendo a pressioni, ma stia continuando a portare avanti un discorso iniziato, un discorso che l'ha vista prudentissima nelle prime battute, ma a mano a mano che il dialogo e il dibattito andava avanti l'ha vista sempre più convinta dell'esigenza che era necessario dare una risposta, anche forte, alle ripetute richieste provenienti dai sindaci, da tutti i comuni della Sardegna. Ha detto bene il collega Selis, non è una questione di vittoria di una parte o dell'altra; è una questione di buon senso, è una questione di buona amministrazione da parte del Consiglio regionale. Certamente c'è qualche perplessità sulla copertura, non dico del 2003, ma del 2004 e del 2005, e su questo credo che bisognerà in seguito trovare la maniera, la norma, la modalità legislativa affinché ciò possa avvenire. Ecco quali erano le uniche perplessità che probabilmente facevano stare in dubbio qualcuno di noi, ma sul fatto dell'intervento credo che da parte di tutti noi non c'era e non c'è stato nessun dubbio, almeno per mi quanto riguarda non ce n'è mai stato.
Voglio quindi, con queste mie parole, non dare un input in più a quanto è stato già detto abbondantemente da tutti i colleghi del Consiglio regionale, ma dire anche che questa può essere una pietra miliare nei rapporti tra maggioranza e opposizione affinché, da questo momento in poi, veramente, non succeda quello che è successo in questi giorni, che pur di non dare soddisfazione alcuna o al suo collega di partito o tanto meno alla maggioranza e all'opposizione si son fatti dei gravissimi errori e solo ed esclusivamente le nostre popolazioni ne trarranno le conseguenze negative. E' indispensabile e necessario discutere, è indispensabile e necessario chiudere in fretta questa manovra finanziaria per poter dare proprio a quei sindaci che qui stanno ascoltando le risposte che da troppo tempo attendono, le risposte che le nostre popolazioni attendono da noi e dare un esempio alla Sardegna che non tutto è perso, che non tutto è uno sfascio, ma che probabilmente il dibattito di questi giorni, che pure si è protratto a lungo e ha dato probabilmente qualche aspetto non proprio positivo, è fatto almeno in buona fede nell'interesse unico e solo della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io rinuncio all'intervento, con un'unica battuta: credo la finanziaria sia ancora lunga, non è necessario che si intervenga, non ha vinto né il centrodestra né il centrosinistra, credo che abbiano vinto tutti i sindaci della Sardegna, tutti i disoccupati e non i sindaci di centrodestra o di centrosinistra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Presidente, colleghi, era stata fatta una proposta dal centrodestra, che prevedeva di destinare con delle regole precise, al di là dell'articolo 19 della 37, i fondi ai comuni, destinandoli, per esempio, perché venissero utilizzati, specie il pregresso, i 600 miliardi del pregresso, per la programmazione negoziata, per i centri storici che sono privi di finanziamenti, una legge che destina 50 miliardi all'anno e per i quali arrivano richieste per 700-800 miliardi all'anno, per la forestazione, per altre cose di cui i comuni hanno certamente bisogno.
Noi crediamo che i comuni debbano avere i fondi per potersi amministrare, ma ci crediamo a tal punto che noi crediamo che dovrebbe essere attuato il decentramento dei poteri amministrativi verso i comuni. Ma questa mattina qua è successa una cosa strana: a voto segreto è stato votato un emendamento che dava in pratica 172 milioni di euro all'anno per tre anni ai comuni, rifinanziando l'articolo 19 della 37. E' stato chiesto il voto segreto ed è passato per un voto. Ecco, io credo che la vera intenzione del centrosinistra non fosse quella di attribuire, di dare i soldi all'articolo 19 della 37, perché, se così fosse, il centrosinistra sapeva benissimo che noi avremmo poi votato contro l'emendamento, quindi avremmo reso nullo quell'emendamento. Se voi aveste voluto perseguire quel risultato sarebbe stata una cosa facilissima, era un gol a porta vuota, avreste chiesto subito dopo il voto segreto sul comma 1 e avreste ottenuto il risultato. Non l'avete fatto perché non intendevate indossare la maglietta di Cogodi, questa è la realtà! Voi non volevate questo per non indossare la maglietta di Cogodi! Ora chiedete a noi di indossare la maglietta di Cogodi insieme a voi per finanziare il piano del lavoro di Cogodi: 340 miliardi per tre anni. A me sembra francamente che sia una cosa inaccettabile.
Noi abbiamo anche proposto di fare una legge entro 30 giorni, la Giunta l'ha proposto, una legge attraverso la quale dare veramente i soldi ai comuni, ma anche attraverso altre forme, per esempio attraverso la 25. Ma perché assolutamente attraverso questo piano del lavoro che dal '99 ad oggi ha un residuo, su 1000 miliardi stanziati, di 600 miliardi? Quindi vuol dire che è una legge che non ha funzionato, e allora…
(Interruzioni)
CARLONI (A.N.). Presidente, per cortesia, anche il collega Corda ha diritto come gli altri a fare un intervento tranquillo.
PRESIDENTE. Non c'è dubbio che il collega Corda abbia diritto di fare il suo intervento e prego di non disturbare. Prego, onorevole Corda.
CORDA (A.N.). Al di là di quello che può apparire, la cosa più difficile in questo momento è quella di essere fraintesi, perché noi siamo convintamente per il decentramento dei poteri amministrativi verso i comuni e quindi noi intendiamo dare i soldi ai comuni, ma con regole e con una forma diversa, per esempio con un paletto che dia alla Regione la possibilità di portar via i soldi a quei comuni che non dovessero spenderli entro sei mesi, per ridarli ad altri comuni che invece ne hanno bisogno, che li spenderebbero e che hanno dimostrato una capacità di spesa maggiore.
Questa è la nostra idea, noi vogliamo essere a favore dello sviluppo, noi vogliamo che i denari che vengono dati vengano dati per creare posti di lavoro, allora la forestazione, i cantieri che deriverebbero, per esempio, come dicevo prima, dal finanziamento della legge sui centri storici intanto ci farebbe creare delle strutture in consonanza col nostro indirizzo di sviluppo, che è quello turistico, allora creare dei centri storici a misura turistica vuol dire creare sviluppo, vuol dire creare subito dei cantieri, vuol dire finanziare subito progetti che esistono. Perché non seguire questa strada? Perché testardamente voler inseguire una legge perché è popolare, perché ormai è diventata più popolare di non so che cosa, questa legge 37 dell'articolo 19? Non se ne può più! Noi siamo culturalmente in linea diversa con questa legge, l'abbiamo detto da sempre, lo ribadiamo oggi, e per questa ragione, pur dicendo che siamo favorevoli che i comuni possano amministrare i fondi che devono essere loro trasferiti, ma con un altro sistema. Io voterò contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Presidente, non soffrendo della malattia per la quale mi faccio conquistare dalle sirene, io rinuncio all'intervento programmato, ma voglio soltanto cogliere l'occasione per far osservare ai colleghi del Consiglio e agli amici del centrodestra che questa improvvisa esplosione della condivisione dei contenuti del primo comma dell'articolo 18 in realtà non incastra con i 37 voti contrari che il centrodestra ha espresso questa mattina sull'emendamento 450, che tendeva soltanto a potenziare i contenuti nel primo comma. Quindi mi pare la cosa sia sufficientemente contraddittoria e mi sembra anche abbastanza appropriato l'aggettivo "schizofrenico" che è stato usato da qualcuno per indicare questa improvvisa metamorfosi, perché in realtà poi metamorfosi non ce n'è, perché la verità l'ha detta Corda adesso quando dice di essere "culturalmente distante e assolutamente contrario a questo progetto del piano del lavoro", per il quale ha dichiarato di votare contrario. Io credo che poi voterà a favore, come tutte le volte che ha detto che avrebbe votato contrario. Grazie.
CORDA (A.N.). Guardi che è voto palese, Ibba. Io la maglietta di Cogodi non la indosso!
PRESIDENTE. Onorevole Corda, poi si lamenta quando la interrompono. Ha domandato di parlare il consigliere Usai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
USAI (A.N.). Signor Presidente, nella giornata di oggi io sono stato chiamato in causa garbatamente da molti colleghi del centrosinistra non nella mia qualità modestissima di consigliere regionale, ma nella qualità di vicesindaco di Cagliari. Mi è stato ricordato che nella mia qualità di vicesindaco di Cagliari avrei dovuto avere più attenzione per i problemi legati all'articolo 19 della legge 37 e che questo tipo di attenzione io non riponevo nella materia, poi si è andati alla votazione dell'emendamento 450, un emendamento che è stato approvato dall'Aula, e improvvisamente, subito dopo l'approvazione di questo emendamento, è iniziato da parte del centrosinistra, su suggerimento di un autorevole esponente del centrosinistra, che chiedeva di votare per commi l'articolo 18, un fuoco di sbarramento e una caccia alle streghe da parte dei colleghi del centrosinistra che si sono iscritti tutti quanti, ma tutti quanti e anche più di tutti quanti, per dichiarazioni di voto, quelle dichiarazioni di voto che servivano, ovviamente a illustrare le posizioni dei colleghi, certamente, ma che consentivano - e nessuno se ne abbia a male - di vedere tanti amici e tanti colleghi con la fascia tricolore venire qua, disturbandoli dalle loro professioni, dal loro ruolo istituzionale, e tutto quanto perché? Perché si è presunto, perché questa è la realtà...
(Interruzioni)
USAI (A.N.). Fatemi parlare. Perché si è presunto, perché io vorrei sapere chi è del centrodestra, avete parlato tutti quanti, tu Cicito, mi pare abbia parlato del silenzio assordante del centrodestra, vero?
Morittu (d.s.). Vero.
USAI (A.N.). Ecco, perché nessuno nello schieramento del centrodestra ha detto alcunché a favore o contro il primo comma dell'articolo 18. Allora perché tutta questa bufera? Perché tutta questa tempesta? Perché scomodare i nostri amici sindaci sin qua, a sapere, a vedere i nostri colleghi che condannano la Giunta di centrodestra nemica dell'istituzione locale, dove lo ricordava l'assessore Masala, i sindaci del centrodestra, grazie a Dio, sono quasi uguali come quantità con quelli del centrosinistra, quindi non esiste una volontà di penalizzare alcunché e nessuno. Io su questo comma 1 dell'articolo 18, ve lo dico subito, mi asterrò e mi asterrò per una ragione semplice e la giustifico anche la ragione, perché non condivido, non condivido l'ostruzionismo posto in essere da voi colleghi del centrosinistra, perché questo tipo di articolo, questo articolo, questo comma poteva essere approvato da questa mattina alle dieci e mezza, non è stato ancora approvato alle 18 e 30, non è stato ancora approvato.
FADDA (La Margherita-D.L.). Edoardo, se non c'eravate!
(Interruzioni)
Ed allora sarà vero quello che si dice che l'ostruzionismo non viene posto in essere dal centrodestra, come dite voi, ma è un ostruzionismo becero che viene posto in essere dal centrosinistra per ottenere ovviamente i risultati che loro, che voi qui vi proponete e proponete...
PRESIDENTE. La prego concluda.
USAI (A.N.). Sto concludendo. Complice un Regolamento che non fa certamente gli interessi né di questo Consiglio, né della Sardegna, certo l'obiettivo è chiaro che lo avete raggiunto, ma probabilmente senza scomodare gli amici sindaci, senza bloccare il Consiglio per un giorno, lo avreste ottenuto anche stamattina alle 10 e 30.
FADDA (La Margherita-D.L.). Sai che non è vero!
SPISSU (D.S.). Ieri notte!!!
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna Salvatore rinuncia.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, molto brevemente. Nel primo pomeriggio, ho avuto modo, come capita nei momenti in cui non siamo impegnati in Aula, di interloquire telefonicamente con amici, conoscenti, elettori, amministratori locali, ma alcuni di questi, due in particolare, mi hanno telefonato per chiedermi notizie di questa convocazione che era stata propagata e propagandata stamane nella tarda mattinata per presentarsi in quest'Aula a sostenere, a loro detta, la volontà dal centrodestra di bocciare l'articolo 19 e quindi il comma 1 della 37.
Questi due sindaci, che non sono sindaci di centrodestra e non sono forse neanche di centrosinistra, ma sono due sindaci eletti in comuni importanti e che bene stanno operando, mi hanno chiesto notizie di questo e io per l'amicizia che mi lega a questi amministratori, ho detto che potevano astenersi dal perdere tempo per venire in Consiglio regionale perché, per quanto mi riguardava e per ciò che era notizia certa della mia parte politica, non sarebbe mai successo un fatto di questo genere, e mi meravigliava tanto che autorevoli esponenti del centrosinistra avessero voluto scatenare una movimentazione di sindaci e di amministratori per sostenere una posizione che non è mai stata in discussione messa in questi termini
SPISSU (D.S.). Movimentazione bestiale!
DIANA (A.N.). Onorevole Spissu, lei ha l'abitudine, al di là dell'aspetto funereo che lo rappresenta, però vorrei dire, scusi!
SPISSU (D.S.). Dell'aspetto, prego?
DIANA (A.N.). La prego per favore, io non la interrompo mai, non ho interrotto mai nessuno ...
PIRISI (D.S.). L'aspetto funereo ce l'hai tu!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Consentiamo all'onorevole Diana di fare il suo intervento, per favore!
DIANA (A.N.). Mi viene da pensare che anche la Presidenza in qualche caso non intervenga adeguatamente con i colleghi del centrosinistra, visto che al minimo brusio del centrodestra squillano le campane e solitamente tutti...
PRESIDENTE. Questo non lo deve dire onorevole Diana. Sta dicendo una cosa non vera!
DIANA (A.N.). Non c'è stato un intervento...
PRESIDENTE. Abbia pazienza.
DIANA (A.N.). Presidente mi scusi. Non c'è stato un intervento in tutto il pomeriggio dei rappresentanti del centrodestra che non abbia avuto, come dire, commenti ad alta voce da parte dei colleghi del centrosinistra, un brusio feroce! Allora, io ovviamente sono favorevole all'approvazione di questo comma, ma lo sanno tutti quanti perché in due giorni e in tre giorni, e lo possono confermare autorevoli colleghi del centrosinistra, ci siamo sforzati di trovare il modo per venir fuori da una situazione che certamente non poteva e non doveva penalizzare le amministrazioni locali. Ma dico di più, che probabilmente, anzi certamente, ed è questo che i sindaci dovrebbero sapere, anche se molti, scopo raggiunto, posizione consolidata, hanno abbandonato quest'Aula, avrebbero dovuto saperlo, perché certamente le proposte che il centrodestra ha fatto proprio sul comma uno dell'articolo 19 erano certamente più produttive e più pregnanti per tutti gli amministratori locali. Questo è quello che devono sapere i sindaci. E` vero che l'emendamento 450 porterà 172 milioni di euro per il 2003, ma è vero anche che la proposta alternativa proposta dalla Giunta e da questa maggioranza aveva risorse ben più importanti e probabilmente molto più interessanti per l'attività che i comuni svolgono e per quello che dev'essere veramente una vera legge che mira all'occupazione e non a mantenere le risorse parcheggiate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, brevemente, per esprimere intanto l'apprezzamento nei confronti dell'Assessore per quanto riferito in Aula poc'anzi e poi per dire che stiamo parlando del piano per il lavoro, che avevamo ribattezzato come iniziative locali per lo sviluppo e l'occupazione.
Quindi, stiamo trattando di uno strumento di politiche di lavoro e di sostegno allo sviluppo locale. Di fronte ad una riduzione crescente dei finanziamenti da parte dello Stato nazionale ci sembrava doveroso rispondere come Regione ad una richiesta di sostegno agli enti locali che, perdendo i finanziamenti statali, non potevano aggiungere a questo anche la riduzione di finanziamenti da parte della Regione. Però rifinanziare non basta; mi rivolgo ai colleghi della minoranza, perché tutto quello che ci siamo detti non sarebbe sufficiente. Sappiamo perfettamente che l'operatività della legge o la mancata operatività della legge non riguarda soltanto problemi degli enti locali, non sono i comuni a non spendere, perché sappiamo benissimo che ci sono una miriade di autorizzazioni che non vengono date in tempo utile e che ritardano la spesa da parte degli enti locali. Occorre comunque rivisitare la legge per vincolare meglio e di più le finalità previste dal primo comma della legge stessa attraverso la partecipazione dei comuni agli strumenti di programmazione integrata, regionale, nazionale ed europea, da queste normative per non tenerli distanti e con un disimpegno non per il passato, ma per il futuro di queste somme, automatico qualora le spese non vengano fatte entro i tempi prefissati dalla legge regionale.
Per cui io voglio rivolgere un invito a me stesso e a tutti quanti, se siamo in condizioni di farlo adesso, insieme, studiamo questi strumenti per far funzionare meglio e di più questa legge, se no vincoliamo gli stanziamenti comunque a nuove procedure legislative, che siano capaci di rispondere meglio a questo strumento che noi riteniamo valido.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Molto brevemente, perché i sindaci che hanno raggiunto Cagliari da diverse parti della Sardegna, penso che, pur apprezzando i nostri interventi, attendano il voto finale sull'argomento in discussione. Già l'Assessore della programmazione ha espresso la posizione della maggioranza, il Gruppo di Forza Italia coerentemente voterà secondo appunto un'indicazione della Giunta, ma voterà anche per propria convinzione positivamente quest'emendamento. E diciamo subito perché...non c'è nessun cellulare vicino, perlomeno qualcuno vicino probabilmente.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Continui onorevole Pittalis.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). La convinzione, che io ho colto in tutta la maggioranza, ma non pretendo di parlare a nome della maggioranza, ma del Gruppo di Forza Italia, è che c'è una sostanziale posizione di favore per il sistema degli enti locali che travalica anche il problema importante, ma limitato dell'articolo 19 della legge 37. Ed è il problema a cui faceva testé riferimento il collega Floris e cioè la necessità che il Consiglio regionale si ponga nell'ottica non solo di un problema di risorse, che sono importanti, di quantità di risorse, ma un problema che debba investire il rapporto tra il sistema delle autonomie locali, Comuni, Province e Regione innanzitutto, perché c'è bisogno di ridisegnare questo sistema di rapporti. In secondo luogo, non meno importante, riteniamo che l'articolo 19 debba essere rivisitato e individuando anche un nuovo ruolo in favore del sistema delle autonomie locale ed individuando anche tempi, modi e procedure perché le risorse possano essere immesse in quel circuito che effettivamente crei sviluppo ed occupazione. Ed allora ecco la ragione per la quale abbiamo ritenuto in questi giorni di dover, è inutile negarlo, attraverso incontri riservati in questa sala, così come nelle stanze di questo palazzo incontrarci, approfondire tra colleghi della maggioranza, colleghi anche dell'opposizione, ma ritengo tutti animati dall'intento comune di trovare una soluzione a questo problema. E allora - io qui concludo veramente - semmai nasce l'esigenza, veramente, di utilizzare l'anno 2003 per promuovere, sulle problematiche del lavoro, una sorta di mobilitazione straordinaria dove vi sia innanzitutto una iniziativa politica, da parte dell'Assemblea regionale, della stessa Giunta regionale, col coinvolgimento delle parti sociali, le organizzazioni sindacali, che non sono estranee e non devono rimanere estranee anche rispetto al dibattito che si è svolto in questo contesto, rispetto alle problematiche del lavoro, al sistema produttivo, al sistema delle autonomie locali ed io penso che nella ormai anche forse pluralità di interventi che sono indirizzati in questo settore, si possa e si debba necessariamente iniziare a metter mano anche per riordinare la materia e creare, come anche ho sentito da qualche collega dell'opposizione, le condizioni per un corpus normativo che semplifichi e che dia anche certezza ai destinatari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Signor Presidente, non è facile nella storia politica di ognuno di noi essere coerenti alle proprie idee. Il Gruppo di Alleanza Nazionale era già critico alla composizione già dell'articolo 18 nella sua prima formulazione e quindi al primo comma, anche senza l'emendamento 450. Il Gruppo di Alleanza Nazionale già nella scorsa legislatura aveva combattuto contro il piano straordinario del lavoro ritenendolo uno strumento sbagliato e che non avrebbe certamente potuto cogliere o aiutare lo sviluppo della Sardegna. Questa è la nostra impostazione culturale di Destra moderna. Poi si possono attuare tutti i trasformismi che vogliamo, ma questa è la differenza tra noi e voi. Noi non crediamo che i comuni possano trasformarsi in imprenditori capaci di dare posti di lavoro veri, produttivi, noi non crediamo che i comuni abbiano uffici tecnici capaci di varare progettualità, che siano all'altezza di una impresa, di una azienda, noi crediamo che l'occupazione si possa accogliere solamente attraverso lo sviluppo che pone al centro della sua azione l'impresa, non i comuni. I comuni erogano servizi a favore dei cittadini quando lo fanno bene, quando lo fanno bene, quando la Regione gli fornisce risorse sufficienti, questo sì.
Allora io avrei preferito vedere una Destra impegnata in un ragionamento di costruzione di un rapporto nuovo coi comuni, di un rapporto diverso da quello attuale coi comuni, di una centralità nella gestione di tutte le azioni amministrative, tutta quella parte burocratica che ha interesse esclusivamente locale e che questa Regione continua a compiere ingolfando i propri uffici, noi l'avremmo voluta vedere invece in capo alle Province e ai Comuni trasferendo unitamente ai servizi amministrativi anche le relative risorse, avremmo voluto vedere impegnati i comuni nella programmazione negoziata per colmare i gap infrastrutturali che le varie aree deboli che questa Regione ha creato; gli squilibri economici di aree povere ed aree ricche che questa Regione ha creato; avremmo voluto vedere una Destra impegnata su questi temi, così come molti di noi, non tutti, ma molti di noi hanno fatto da quasi trent'anni. Ed allora non è votare contro il comma 1, noi votiamo contro il comma 1 per essere coerenti con la nostra storia, per essere coerenti con il nostro modo di fare politica, per essere coerenti con noi stessi. Quindi, io personalmente voto per rimanere di destra, per essere coerente alle cose che ho detto, voto contro il primo comma dell'articolo 18.
SANNA EMANUELE (D.S.). Noi chi, Gianni?
LOCCI (A.N.). Adesso lo vedrai!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è facile dopo la lucidità dell'intervento del collega Locci esprimere qualcosa di nuovo. Però anche io vorrei ritornare all'altra legislatura nella quale noi destra di Alleanza Nazionale per la prima volta, partito che conta nelle istituzioni, siamo stati per cinquant'anni emarginati, abbiamo potuto fare qualcosa anche dall'opposizione suggerendo delle linee nuove riguardanti le politiche del lavoro all'allora Giunta di centrosinistra guidata dell'onorevole Palomba e il confronto fu tra la legge 37 e la legge 36 dell'allora piano del lavoro. Ci fu la legge 36, proposta dal Gruppo di Alleanza Nazionale, che dava degli incentivi alle imprese…
SCANO (Gruppo Misto) Non solo!
LIORI (A.N.). Non solo la verità, certo certo anche dall'allora primo firmatario per la sinistra, il collega Pier Sandro Scano. Però noi ci ispirammo in quella legge ad una filosofia che dava incentivi alle imprese per favorirle a condizione che creassero lavoro stabile. Tutto si potrà dire del famoso piano del lavoro, fuorché che la legge 37 abbia creato in Sardegna del lavoro stabile.
Noi ci siamo impegnati in questa legislatura anche per stabilizzare tutti i precari che avete creato nei disastri delle Giunte precedenti, senza guardare né se fossero persone assunte da noi o persone assunte, come poi sono state all'inizio, da Governi precedenti di centrosinistra, perché non crediamo che il precariato possa creare sviluppo, tutto può creare soltanto, secondo me, sperpero di denaro pubblico.
Comunque noi abbiamo dato questi incentivi perché le leggi dello Stato non ci permettono di defiscalizzare, perché noi che siamo di destra crediamo di più nello strumento dell'impresa, come ha detto il collega Locci, cioè crediamo in leggi tipo la legge Tremonti che defiscalizzando gli oneri reinvestiti per creare lavoro possono veramente concorrere a creare, come hanno creato in tutte le regioni, in tutte le nazioni del mondo: cito Reagan, cito la Tatcher e altre esperienze simili di tutto il mondo hanno insegnato in economia che sì sono creati non milioni di posti di lavoro, come era stato promesso dagli allora candidati alla Presidenza degli Stati Uniti, ma decine di milioni di posti di lavoro, tant'è che con lo sviluppo che si è creato, con le tasse che sono state prodotte da queste leggi, si sono fatte tante di quelle opere pubbliche, realizzati tanti di quei servizi che hanno dato opportunità di lavoro e non solo, hanno addirittura risanato il deficit della più grande nazione del mondo, gli Stati Uniti d'America. Quindi, noi che siamo sì per l'assistenza, quando essa serve nell'immediato, ma siamo contro l'istituzionalizzazione dell'assistenza che si chiama assistenzialismo, non possiamo che continuare ad essere contro questo piano del lavoro, per coerenza, per logica e per rispetto verso noi stessi e soprattutto verso i nostri elettori. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma come si può sperare di creare posti di lavoro e credere in questo tipo di leggi quando ci sono centinaia di miliardi non spesi nei vecchi piani del lavoro? Come si può pensare di insistere su questa strada, come si può essere ostaggi, e qui veniamo al dunque, di voti segreti, di agguati che nascondono inconfessabili ed inconfessate motivazioni agli elettori, all'Aula, ai partiti politici, e a noi Consiglio regionale? Non si può fare leva su queste possibilità offerte dai regolamenti del Consiglio regionale; non si può votare a voto segreto leggi di questa portata, con conseguenze gravissime per il Governo della Sardegna. Chi sfrutta per fare opposizione questo tipo di possibilità del regolamento se ne assume la responsabilità anche davanti ai propri elettori che hanno gli occhi sempre meno chiusi, sempre meno tappati dalle fette di mortadella.
Beh, io dico che un Regolamento, che era stato fatto ai tempi del consociativismo, quando non poteva esserci nessuna legge importante che non potesse avere l'assenso anche dell'opposizione, oggi, proprio per l'abuso che si è fatto di questo Regolamento, con i voti segreti, con l'ostruzionismo fine a se stesso, anche sulle cose meno importanti, beh, non può che essere votato sempre di più dall'elettorato, a ragione un bipolarismo, una legge presidenzialista che dia certezza di governo, che dia una maggioranza e chi ce l'ha la utilizzerà per governare. Io ho finito! Il mio voto è contrario naturalmente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita - D.L.). Grazie. Potrei rinunciare tranquillamente al mio intervento dati gli sviluppi che ci sono stati questa sera. Per altro, così mi pare che alcune osservazioni vadano fatte sul panorama che è emerso ancora una volta, ma questa volta in modo palese e clamoroso sulle spaccature che attanagliano questa cosiddetta maggioranza. Stavolta sono emerse, sono emerse in modo palese, ci sono quelli che hanno dopo aver rischiato di far perdere alla Sardegna uno strumento di progresso, uno strumento concreto che consentirà ancora di valorizzare il lavoro, fino a questo momento è stato l'unico strumento che ha funzionato e le statistiche indicate dai colleghi nei giorni scorsi in modo più che esauriente lo dimostrano. Allora prima c'era questo rischio, c'è stato questo rischio concreto, questo "braccio di ferro", che è durato per un paio di giorni, che ha determinato la fuga di tanti colleghi della maggioranza, di qua, di là, la richiesta di sospensioni eccetera, creare e determinare le condizioni per la mancanza del numero legale e via discutendo, finalmente qualcuno ha mostrato buon senso; c'è stato un recupero così discutibile nei modi, ma reale ed effettivo nella sostanza.
Dall'altra parte vediamo questo Gruppo, questa pattuglia, no c'è un secondo gruppo, quelli che fanno le arrampicate sugli specchi, capitanati dall'Assessore ai grandi eventi che evidentemente, avendo la delega anche per lo sport si candida come esponente forte del Comune di Cagliari alle olimpiadi in questa nuova specialità sportiva di arrampicata sugli specchi. Terzo gruppo, i colleghi onestissimi, persone per bene, della cosiddetta destra, la chiamano moderna, ma a me sembrano un po', così gli eredi della Repubblica di Salò, rispettabili dal loro punto di vista, che invece si scoprono improvvisamente illuminati, imprenditori e che così ci dicono che questo strumento non funziona. Allora, io vorrei chiedere ai colleghi che rispetto profondamente, così per il loro valore, per la loro serietà eccetera, qual è il progetto alternativo che sono stati in grado di proporre in questi tre anni? Qual è il progetto alternativo per il lavoro, per il progresso? Ed allora, scusate colleghi, qui c'è una realtà che funziona, una realtà che ha funzionato, la realtà rappresentata da tutti i sindaci della Sardegna che sono, c'è poco da fare, ce ne saranno molti anche di centro destra, ma sono la parte più vivace, anche creativa della nostra società, quel che di meglio offre la società in questo momento e dobbiamo prenderne atto che hanno in mano questo strumento, glielo vogliamo togliere? Che cosa proponete in alternativa, cari colleghi? Ecco, questo è il problema; la domanda che io vi faccio, alla quale fino ad esso non ho avuto risposte. E questa è una legge che in qualche modo è stata rivoluzionaria, perché ha precorso la riforma del titolo quinto, cioè la modifica dell'articolo 114 della Costituzione che ha preso atto di tutte queste situazioni prevedendo che i comuni sono un soggetto, il primo soggetto nel quale si articola la Repubblica italiana. Ecco, questo è un dato di fatto. Quindi, da questo dobbiamo partire; ciò non significa che questa legge non possa essere rivista, ciò non significa che non possano essere presentati progetti alternativi, ma fino a quando c'è uno strumento che funziona, che ha dato dei risultati e che è nelle mani di persone responsabili, bene, allora noi dobbiamo prenderne atto e riconoscerlo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, non ho capito come voterà, lo suppongo!
DORE (La Margherita - D.L.). Naturalmente non in senso contrario!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Io annuncio il mio voto favorevole al comma primo dell'articolo 18 e dico che questo faccio e farò, così come ho già avuto occasione di dire in altre circostanze, non perché sia convinto della bontà della legge, ma perché il vincolo di maggioranza, il senso di appartenenza e di lealtà che ho verso di essa, mi impone democraticamente di accettare ciò che la maggioranza stessa decide. Devo dire che io non sono come tanti altri che in questa maggioranza, pur facendone parte, votano contro soprattutto dietro il muretto a secco, avendo i benefici dell'essere in maggioranza, ma sostanzialmente votando e lavorando contro di essa. Io non sono contrario al piano straordinario del lavoro, sono contrario a come è stato impostato, perché condivido in pieno tutte le valutazioni che ha fatto il collega Locci, perché guai a noi se continuassimo a credere che i promotori dello sviluppo possano essere i comuni e sopra i comuni la stessa Regione. Ogni qualvolta la Regione ha operato in quella direzione ha sprecato centinaia se non migliaia di miliardi. Valga ad esempio il sistema delle partecipazioni regionali nel settore delle miniere con il suo ente strumentale, l'EMSA, e nel settore agricolo attraverso la sua finanziaria la SIPAS, sono contrario a questo piano perché i risultati sono stati negativi, ma non per incapacità dei comuni perché i comuni, come è stato ben richiamato, non hanno organizzazioni, non hanno strutture e non hanno strumenti per essere gli artefici dello sviluppo. L'errore fondamentale del piano straordinario del lavoro, così come è stato concepito, è quello di considerare il problema della disoccupazione come un piano straordinario. La disoccupazione è una questione di ordinarietà totale che ci perseguita da più di cinquant'anni, perché i guai della Regione Sardegna sono nel suo deficit infrastrutturale, quindi nel suo deficit di infrastrutture che se non si colma quello non sarà possibile attrarre nuove imprese che siano in grado di procurare quello sviluppo che è la condizione unica ed indispensabile perché si faccia vero sviluppo e vera occupazione.
Il fallimento del piano che oggi si ripropone è sotto gli occhi di tutti, mi sorprende che per elogiare la bontà del piano, il collega che mi ha preceduto ha detto che la realtà ha dato segni contrariamente opposti. Evidentemente il collega non vive in questa realtà o se partecipa ai lavori di questo Consiglio vi partecipa probabilmente in uno stato di totale torpore, perché che non si è reso conto di quella che invece è la realtà. La realtà è che dei ventimila posti sperati, ipotizzati, se ne sono realizzati poco più di duemila e sono anch'essi lavori precari ed assistiti; la verità è che i comuni per quelle questioni alle quali facevo io riferimento in precedenza e non per capacità soggettive, non sono stati in grado di progettare le risorse a loro disposizione e noi ci troviamo di fronte a seicento miliardi di residui passivi. Questa riproposizione del piano sic et simpliciter riproporrà per il futuro una situazione perfettamente identica, perfettamente speculare, e sono validi tutti i richiami che ha fatto il collega Secci, il vice Presidente della Commissione lo scorso venerdì sera quando ha detto: "Non votiamo un articolo ed un emendamento di questo genere" sotto l'impulso dell'emotività perché qui stiamo mettendo in ballo mille miliardi di risorse e li stiamo mettendo in ballo nel momento in cui la Regione Sardegna per l'esposizione finanziaria che ha raggiunto non può assolutamente permettersi di buttare all'aria risorse che non avranno la fortuna di produrre ricadute. Questo abbiamo fatto, la irresponsabilità è totale ed è di tutti, la mia speranza e l'auspicio è che, così come è stato sottolineato dal collega Pittalis e come è stato richiamato l'intervento del Presidente Floris, che tutto il Consiglio abbia la forza, la volontà di mettere mano per dare a questa legge nuovi strumenti, nuova snellezza o meglio una snellezza che non ha mai avuto per essere veramente in una qualche misura significativa per intervenire nella direzione dello sviluppo che tutti quanti noi, da destra a sinistra non possiamo non avere a cuore perché questo è il nostro compito, queste sono le nostre funzioni, queste sono le risposte che dobbiamo dare alla Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Io avrei rinunciato, ma sento l'esigenza di fare un punto sulla situazione, che è apparso chiaro, che la casa della libertà, la coalizione di maggioranza, Alleanza Nazionale, non si sono sottratte e non hanno considerato assolutamente negativa l'esigenza, comunque di riconoscere alle politiche del lavoro uno spazio. Il problema era, è stato evidenziato, esplicitato benissimo dall'onorevole Floris prima, dall'onorevole Locci a seguire e dall'onorevole Balletto, è diverso, era ed è e resta diverso; questo è il primo punto. Quindi nessuno, nessuno pretenda lo jus primae noctis, nessuno è l'esclusivo interprete di determinate situazioni, nessuno è il rappresentante di determinate categorie, nessuno, ma tutti, noi certamente.
Mi avvio a concludere, riprendendo una battuta che è stata fatta in quest'Aula: recitava così; "Io sostengo da tempo che far rinascere la Sardegna, significa individuare su un terreno neutrale, tra i diversi schieramenti quegli argomenti che devono essere consegnati nella responsabilità politica ad un disegno di continuità nell'alternanza. Questo non è stato possibile, questo la maggioranza ha cercato con forza discutendo con l'opposizione per trovare una via di mezzo, una via equilibrata per il rifinanziamento di questo benedetto articolo 19. Il clima e le ragioni sono apparse chiare, il clima avvelenato nel quale si svolge ormai da quarantadue giorni (questo è il quarantatreesimo giorno), si svolgono i lavori in Aula non lo hanno consentito. Grazie.
Voterò come da indicazioni per la nostra Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Signor Presidente, colleghi. Io non ripeterò le valutazioni che sulle questioni di merito hanno proposto i miei colleghi del centro destra.
Sono da alcuni anni oramai, come colleghi della coalizione di maggioranza - per la verità a titolo diverso anche al nostro interno - un uomo di maggioranza (perdonate il gioco di parole) lo sono sempre stato, a volte votando delle cose non propriamente piacevoli, comunque sempre profondamente legato al tentativo, all'ipotesi che abbiamo sempre cercato di mettere in campo e cioè di una grande coalizione di centro destra. E poiché è la mia opinione personale e poiché non sono abituato a mollare la barca, quando la barca pare affondare, per quel vincolo di maggioranza, al quale si riferiva benissimo il collega Balletto e per rispetto anche di uomini della Giunta che hanno preso molte "botte" sui quali sembra che il giudizio debba essere solamente negativo, ma così non è, non può essere, voterò a favore. Ma io sono convinto che il problema, che si è agitato in queste ore, non sia solamente il tema del piano straordinario per il lavoro, perché come è ovvio la differenza di impostazione politica e culturale, rispetto a questi temi tra il centro destra e il centro sinistra è totalmente diversa, e vi è stato già spiegato.
Quello che io voglio dire, con molta pacatezza, ma con eguale franchezza, è che se qualcuno ha cercato di giocarsi una battaglia dentro il centrodestra, saprà che dopo l'approvazione di questa finanziaria - l'ho già detto un'altra volta e qualcuno forse non l'ha capito, né l'ha ascoltato bene - non sarà un giardino fiorito quello che emergerà, perché aver distrutto questa finanziaria, così come è stata voluta distruggere con decine e decine di ignobili voti segreti (e per una volta non mi riferisco all'opposizione) certamente un qualche disagio forte e fortissimo in chi, anche in posizione di Capogruppo ha dovuto prendere qualche colpo, questo disagio certamente c'è, è emerso, ma non potrà continuare a lungo. E se il collega Locci vota contro giustamente dal suo punto di vista, essendo uomo di destra, io voterò a favore, al contrario, essendo comunque uomo di destra, ma dopo saremo tutti, in questo caso, uomini di destra per cercare di costruire quel tipo di coalizione che altrimenti ci porterà evidentemente a scegliere delle altre strade. Sappiate che comunque, e chi ha orecchie per intendere lo intenda, sappiate che la prossima formula sarà di centrodestra o sicuramente non prevederà alcuna nostra partecipazione in nessuna Giunta.
PRESIDENTE. Questa era davvero l'ultima. Di una cosa siamo certi: non si può chiedere il voto segreto. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Sette che appoggino la richiesta dell'onorevole Fadda.
(Sette consiglieri si levano in piedi e appoggiano la richiesta)
Bene, grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 1 dell'articolo 18.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: CARLONI - CORDA - LIORI - LOCCI.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - USAI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 78
Votanti 76
Astenuti 2
Maggioranza 39
Favorevoli 72
Contrari 4
(Il Consiglio approva).
Poiché nessuno domanda di parlare sul comma 2 dell'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. E` stata chiesta la controprova, ma suppongo sia stato un errore.
(E` approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare sul comma 3 dell'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Il comma 4 è soppresso.
Poiché nessuno domanda di parlare sul comma 5 dell'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Sono soppressi i commi 6 e 7.
Metto in votazione il comma 8 dell'articolo 18. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per chiedere il voto segreto sul comma 8.
PRESIDENTE. Voglio ricordare, perché sia chiaro ciò che votiamo, che nel comma 8 è già stata soppressa l'ultima frase rispetto al testo che i colleghi hanno, quindi il voto segreto che andiamo ad esprimere si intende cassato "di cui al decreto dell'Assessore dell'agricoltura numero 1648/4, del 6 novembre 1991, UPB..." eccetera eccetera, è chiaro?
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà. Tenga in considerazione che è stato chiesto il voto segreto.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Sulle modalità di voto, perché è stato votato un emendamento soppressivo, quindi questo comma, a mio avviso, ma può darsi che mi sbagli, probabilmente non può essere votato da solo, ma nel contesto della norma, proprio perché l'emendamento soppressivo del comma 8 è stato già respinto dall'Aula, altrimenti rifacciamo una votazione simile.
PRESIDENTE. No, onorevole Pittalis, è stato respinto dall'Aula… è passato il soppressivo parziale, per cui il comma 8, rimane. Be' senta…
(Interruzioni)
No. Scusate un momento che controlliamo... Onorevole Pittalis, mi confermano come le dicevo all'inizio, il soppressivo totale è stato bocciato, è stato invece votato ed è passato il soppressivo parziale che in effetti cassa l'ultima parte quella che io ho letto, tutto il resto rimane ed è appunto il comma 8 sul quale è stato chiesto il voto segreto dall'onorevole Sanna. Colleghi, stiamo procedendo in maniera corretta.
E` stato chiesto il voto segreto sul comma 8 così come ho specificato.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 8 dell'articolo 18.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 78
Votanti 77
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 34
Contrari 43
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Il comma 9 è già stato votato. Adesso votiamo assieme i commi 10, 11 e 12.
Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Poiché nessuno domanda di parlare sul comma 13, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Stiamo votando gli emendamenti aggiuntivi, siamo al 209 (pagina 453). L'emendamento 209 è quasi uguale al 594 per cui li voteremo assieme. Al 594 è stato presentato un emendamento sostitutivo parziale, l'833. Votiamo il 209, se i proponenti del 594 sono d'accordo, è chiaro che un'eventuale bocciatura del 209 si trascina anche gli altri due emendamenti. Se è chiaro questo possiamo procedere.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Brevemente per ricordare che l'emendamento 209, che poi è identico al 594, ripropone in quest'Aula una questione che noi consideriamo indispensabile che venga risolta. L'emendamento 209 con l'emendamento 833, oltre ad affrontare le questioni che riguardano i comuni di Oschiri, Berchidda, Telti e Benetutti, noi poniamo l'esigenza di affrontare anche il problema della frazione di Montevecchio, ed io sono qui a ricordare che l'intervento riguarda un progetto di elettrificazione della frazione di Montevecchio, la parte restante invece riguarda un intervento per gli altri quattro comuni sempre in materia di elettrificazione.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, mi perdoni se la interrompo brevemente, naturalmente lei sta parlando per dichiarazione di voto, perché solo questo è consentito in questa fase.
ORTU (R.C.). Sì, per dichiarazione di voto. Nella dichiarazione di voto volevo sottolineare il fatto che io voterò a favore dell'emendamento 594, così come voterò a favore dell'emendamento 833, perché con questi emendamenti si vuole affrontare un problema irrisolto la cui responsabilità è da mettere in capo, per quanto riguarda la questione di Montevecchio, all'amministrazione regionale. Così come ho avuto modo di sottolineare durante l'illustrazione dell'emendamento, si tratta di impianti che sono stati dati in gestione al Comune di Guspini sulla base di un'ordinanza del Presidente della Giunta regionale, chiamandolo a gestire impianti di proprietà della Regione, perché quegli impianti a suo tempo erano di proprietà dell'ENI e poi sono stati trasferiti all'amministrazione regionale con tutto il patrimonio minerario. Quindi si tratta di porre rimedio ad una questione annosa che è diventata insopportabile per quelle popolazioni, basti pensare il fatto che lì viene distribuita ancora l'energia elettrica 160 watt con tutti i problemi che ne conseguono.
Il collega Balletto diceva che lo sviluppo del territorio passa attraverso anche l'infrastrutturazione, e su questo sono d'accordo con lui, questa è un'occasione per dare a quel territorio che può essere un'occasione, che può costituire un'occasione di sviluppo per quel comune, per quelle aree, di dargli quelle infrastrutture che oggi non ha e che tra l'altro sono in capo all'amministrazione regionale. Quindi si tratta di raccogliere un'istanza che riguarda la frazione di Montevecchio, ma che riguarda anche gli altri comuni perché anche gli altri comuni, sono quattro comuni unici in Sardegna che sono chiamati a gestire direttamente, a farsi carico direttamente della gestione della distribuzione dell'energia elettrica con tutto quello che ne consegue. In questo modo si risolverebbe alla radice il problema per esempio per quanto riguarda Montevecchio, perché addirittura una volta realizzato il nuovo impianto, l'impianto potrebbe essere trasferito, anzi verrà trasferito all'Ente Nazionale per l'energia elettrica che gestirà poi direttamente, scaricando da una responsabilità non solo l'amministrazione comunale di Guspini, ma la stessa amministrazione regionale.
Per cui io chiederei e chiedo, poi lo farò in sede di votazione, che su questi emendamenti si voti per scrutinio palese con la scheda elettronica in modo che si sappia chi davvero vuole affrontare un problema sul quale a più riprese un po' tutti hanno assunto impegni.
PRESIDENTE. Le do subito la parola onorevole Sanna. Una precisazione dicevo che gli emendamenti sono tre, il secondo, il 594, è quasi simile al primo; mi informa adesso l'Assessore che sul primo, sul 209, non c'è la copertura finanziaria, quindi noi voteremo la stessa cosa con il 594, peraltro salvando con questo anche l'emendamento presentato dall'onorevole Ortu e i suoi colleghi. Quindi non voteremo il 209 ma il 594. Tuttavia le dichiarazioni di voto hanno lo stesso valore perché voteremo tutto assieme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, lei in qualche modo riporta in attualità un problema che avevamo tutti il desiderio di superare che è quello che non si può interloquire in Consiglio regionale sulla finanziaria senza avere la certezza di quello che si afferma. Io non accetto che per un milione di euro mi si dica che non c'è copertura finanziaria nel Fondo nuovi oneri legislativi, non lo accetto, perché diversamente abbiamo necessità di fermare i lavori e ci dite le cose come stanno, perché qui stiamo parlando di problemi che toccano le persone, non possiamo liquidarli con questa banalità. Io sono disponibile a trovarne un'altra di copertura finanziaria, ma non accetto che l'interlocuzione avvenga sulla base di negare in maniera semplice e banale così il problema "non c'è copertura finanziaria".
Detto questo, io non ho nessun problema a ricondurmi al 594, dei colleghi Balia e più, con l'osservazione che intanto condivido la richiesta di voto elettronico palese perché su questi problemi vogliamo l'accertamento delle posizioni, anche perché dobbiamo conferire con coloro che ci hanno sottoposto questo problema e che sicuramente conoscono anche quelli della Giunta, quello che non condivido è la ratio dell'833, sempre che il collega Ortu non condivida che, nell'ambito di un finanziamento comune, ci sia una ripartizione di quote paritarie, perché io credo che così è stato concepito il 594 e in questa logica dobbiamo affrontare i problemi, perché diversamente troveremo una condizione nella quale una sintesi è solo una sintesi pro forma, e quindi nell'ambito del rifinanziamento dei due milioni e mezzo sono d'accordo con l'integrazione dell'883 e gradiremmo Presidente non subito, ma quanto meno da qui a domani mattina quando riprendiamo i lavori, avere almeno sui capitoli che riguardano la spesa dell'assessore Masala, gli stanziamenti dello stato della spesa dello 03, ci dia una situazione complessiva dello stato attuale in maniera tale che quando interveniamo per fare le nostre osservazioni e la nostra presentazione possiamo anche aver modo di rettificare le coperture finanziarie laddove rinveniamo che queste non fossero attendibili. Però che la copertura finanziaria sia utilizzata come strumento per interdire argomenti di primaria e seria importanza non mi sembra lo strumento idoneo. La nostra posizione è ovviamente favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io voglio, sull'argomento, manifestare la mia opinione che credo che sia coerente al Regolamento.
Il Regolamento stabilisce che tutti gli emendamenti, articoli o proposte che comportino o diminuzione di entrate o aumento di spese devono essere inviati immediatamente alla Commissione finanze per il parere. Si dà il caso che l'emendamento 209, come pure il 594, non invece gli emendamenti agli emendamenti, siano stati esaminati dalla Commissione e in quella sede è stata dichiarata l'inesistenza della copertura, cioè quando si indica il FNOL si indica la voce, perché è sempre indicata la voce e nel FNOL in questione è stato fatto riferimento al 3006 che prevede uno stanziamento di 30 milioni che sono stati utilizzati per l'EMSA, conseguentemente i proponenti sanno dall'origine che in quel capitolo non c'erano soldi. Non è un fatto di modifica successiva, perché diversamente non è possibile seguire la questione. Questo è il senso del Regolamento, non che si debba dare la copertura cinque secondi prima della votazione, perché diversamente non avrebbe alcun senso il Regolamento che io ho citato.
Nel caso comunque di specie, il 594 essendo a valere su uno stanziamento già previsto in bilancio, non ha oneri aggiuntivi, quindi è tecnicamente ineccepibile da questo punto di vista.
PRESIDENTE. Capisco che quando lavoriamo così ci sono delle difficoltà, perché c'è un numero enorme di emendamenti e quindi è difficile anche per l'Assessore seguire, nonostante venga aiutato dai suoi funzionari, ma sarebbe preferibile, assessore Masala, dico compatibilmente con quanto è possibile ....
(Interruzione dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.)
PRESIDENTE. No, mi riferivo al parere sul singolo emendamento. Quando non c'è copertura finanziaria in sede di parere venga fatto presente perché così evitiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, conformemente a quanto già dichiarato dall'onorevole Ortu e dall'onorevole Gian Valerio Sanna, esprimo ovviamente, in quanto firmatario dell'emendamento 594, il mio voto favorevole. Non ritengo utile ora richiamare o incentivare la polemica relativamente alla copertura finanziaria. Io credo che al riguardo debba essere ripreso il discorso in altra sede dissentendo dalle osservazioni e dai ragionamenti che l'assessore Masala poc'anzi portava a favore della tesi di non ammissibilità del 209. Naturalmente, nel caso in specie, non vale la pena sollevare eccezioni rispetto a quei ragionamenti visto che il 594, così come mi pare l'833, sono emendamenti che risultano essere accolti dalla Giunta regionale. Si tratta, così come è stato sottolineato, di richiamare all'attenzione della Giunta e dell'Aula la situazione drammatica che alcuni comuni, quello di Oschiri, Berchidda, Telti e Benetutti, oltre a quello richiamato dall'emendamento 833 che è il comune di Montevecchio, situazione drammatica che vivono essendo essi rimasti unici concessionari del servizio di distribuzione di energia elettrica nel proprio territorio.
Io non ho nulla in contrario neanche a sottoscrivere la posizione espressa dall'onorevole Ortu visto che, per quanto riguarda i quattro comuni del sassarese, la somma indicata e prevista nell'importo di un milione di euro è dagli stessi amministratori di quei comuni ritenuta congrua e sufficiente a soddisfare quella esigenza, quindi nulla osta che l'incremento ulteriore previsto nell'emendamento 833, presentato dall'onorevole Ortu e che mi pare porti questo importo di un milione di euro a due milioni e mezzo di euro, che la differenza vada a favore del comune di Montevecchio, che mi pare ponga problematiche ulteriori rispetto a quelle limitate dei quattro comuni del sassarese, e che affondi anche le proprie radici in impegni e in atti programmatori nel passato posti in essere dallo stesso Consiglio regionale e ai quali però, sino allo stato attuale delle cose, non abbiamo ottemperato.
Io credo, signor Presidente, onorevole Masala, che la Giunta debba accogliere con particolare sensibilità questi emendamenti sapendo che si tratta di rimediare a un disagio molto profondo che quei quattro comuni stanno vivendo e a un disagio ancora più profondo che è relativo al comune di Montevecchio, e sia i primi, sia il secondo meritano certamente una risposta positiva. Mi associo, per altro, Presidente, alla richiesta che è stata fatta di esprimere il voto attraverso la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale sugli emendamenti numero 833 e 594 i consiglieri MASIA, FADDA, BALIA, Gian Valerio SANNA, PIRISI, LAI, ORRU'.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 833, sostitutivo parziale dell'emendamento numero 594.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPPAI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA -SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 65
Astenuti 1
Maggioranza 33
Favorevoli 29
Contrari 36
(Il Consiglio non approva)
Passiamo all'emendamento numero 594, su cui è stata chiesta la votazione nominale con procedimento elettronico. Chi appoggia la richiesta?
(Sette consiglieri appoggiano la richiesta.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 594.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 65
Astenuti 1
Maggioranza 33
Favorevoli 28
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 218, al quale sono stati presentati gli emendamenti numero 773, 774, 775, 776 ,777, 820, 821. Anche qua procederemo con il sistema che abbiamo adottato sino a questo momento, quindi voteremo prima il 773, che è il più lontano, poi il 777 che è il più vicino e poi votiamo a parte gli emendamenti 820 e 821. Le do subito la parola, onorevole Sanna. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sono io presentatore dell'emendamento e dà la parola a Balletto?
PRESIDENTE. Mi dicono che aveva chiesto di parlare il consigliere Balletto. Ma poiché non parla do la parola a lei, onorevole Sanna, scusi. Forse voleva ritirare l'emendamento numero, non lo so. Prego.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Per quanto riguarda l'emendamento 218, in riferimento al fatto che si tratta di finanziamenti già iscritti in bilancio sui quali noi interveniamo per chiedere un'integrazione finanziaria, cioè l'ipotesi di riportare i finanziamenti sugli standard dell'anno scorso, e questo era il senso dell'emendamento 218, ma non solo, anche quello dell'emendamento 226, dell'emendamento 228 e dell'emendamento 231, noi questi emendamenti li ritiriamo in relazione al fatto che presenteremo i corrispondenti emendamenti in sede di bilancio per poter in quella sede valutare come intervenire sul piano della finanziaria.
Per quanto riguarda tutti gli altri, mancando la posta in bilancio è necessaria la norma sostanziale, quindi li manteniamo per poter interloquire nel merito e vedere di volta in volta cosa si può fare.
PRESIDENTE. Sono stati ritirati l'emendamento 218 e naturalmente tutti gli emendamenti presentati al 218, che sono il 773, 774, 775, 776 ,777, 820 e 821; il 226, il 228 e naturalmente i due emendamenti numero 816 e 817 ad esso presentati; il 231 e quindi anche l'emendamento 815 che era un emendamento al 231.
Detto questo possiamo tornare indietro e andiamo all'emendamento 220, che è simile, ha lo stesso contenuto, sono diversi solo gli importi, all'emendamento numero 508 di Pirisi, Demuru e più. Quindi se votiamo il 220 non voteremo poi il 508, ma dobbiamo votare il 220 perché ad esso è stato presentato l'emendamento 760 che va votato prima. Quindi votiamo l'emendamento 760, poi il 220 e naturalmente non possiamo votare il 508, perché ripeteremmo una votazione e torneremmo su una decisione già presa. E' chiaro, onorevole Pirisi? Quindi il 508 è ritirato, lo faccio decadere? Ci sono ragioni evidentemente tecniche, lei comprende.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Presidente, io non ho alcuna difficoltà, però questo emendamento ripropone un articolo che era stato accolto l'anno scorso dalla Giunta nella finanziaria dell'anno passato. Mi dispiace che non ci sia l'Assessore dei lavori pubblici qui, perché si tratta di un emendamento che è stato utilizzato da tanti piccoli comuni e, assessore Masala, ha prodotto degli ottimi effetti, per cui tanti comuni si sono consorziati, o si stanno consorziando, perché non riescono da soli a far fronte all'ufficio espropriazioni. Questo era richiamato, l'abbiamo introdotto l'anno scorso, perché doveva entrare in vigore il Testo unico dell'8 giugno 2001, numero 327, che trattava appunto materia di espropriazioni. Io non voglio screditare l'Aula però, Assessore, avrà avuto modo di verificare che intorno a questo tema c'è stato un grande consenso, addirittura il collega Sanna ha proposto l'importo che c'era l'anno scorso, io ho ritenuto di proporre all'Aula un incremento di questa posta proprio perché le amministrazioni piccole si sono riunite, si sono aggregate per poter far fronte a delle precise disposizioni di legge. Quindi io inviterei l'Assessore a valutarlo proprio alla luce di quello che fu l'accoglimento che questo emendamento proposto ha avuto l'anno passato.
PRESIDENTE. Però purtroppo, onorevole Pirisi, il problema sollevato da lei è politico, il problema che io ho sollevato è di natura tecnico legislativa. Noi non possiamo votare due volte la stessa cosa, pertanto io l'ho informata che voteremo il 220 e non possiamo poi votare il 508 che la invito a ritirare altrimenti la faccio decadere.
PIRISI (D.S.). Io lo ritiro, Presidente.
PRESIDENTE. L'Assessore ha sentito il suo richiamo alto e forte. Quindi il 508 è ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente, io volevo richiamare l'attenzione della Giunta per comunicare all'Aula se per questi emendamenti c'è la copertura perché questo è stato richiesto in sede di parere. Siccome la copertura non c'è perché è indicata la UPBS 03006 questo non ha copertura, quindi voglio che l'Assessore prima di votarlo dica se c'è la copertura.
PRESIDENTE. Adesso ho capito, onorevole Balletto, in effetti era una di quelle cose rimaste in sospeso, l'Assessore doveva dire sulla copertura finanziaria, prego Assessore, perché se non c'è la copertura finanziaria non si può procedere.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per il S3006 come è evidente, essendo il FNOL, non c'è la copertura, però io avevo dato dettagliate indicazioni ai proponenti sulla sufficienza dello stanziamento che c'era stato lo scorso anno perché ho anche ricordato che sono state presentate 210 domande, 10 domande sono state escluse perché pervenute in ritardo, ho indicato anche l'elenco per Provincia delle domande ai comuni esclusi e che non sono pervenute altre richieste, per cui il parere, a prescindere dalla copertura, è stato negativo in quanto erano tutte le domande soddisfatte. Quindi, per la verità, mi sarei atteso il ritiro dell'emendamento, posto che uno stanziamento di questo genere non potrebbe trovare poi neppure domande perché non esistono, sono state tutte esaurite, questo era il senso. In ogni caso è stato espresso il parere negativo sul duplice aspetto.
PRESIDENTE. Precisiamo che l'intervento dell'Assessore era necessario per definire l'aspetto della copertura finanziaria, così come quello del Presidente della Commissione.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Biancu, le do la parola subito dopo onorevole, perché forse lo ritira, non so quello che farà, è giusto sentire prima lui, ma le ricordo che può intervenire solo per dichiarazione di voto, nel caso invece l'onorevole Sanna è il proponente potrebbe anche ritirarlo, quindi è utile sentirlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Ho sentito la posizione dell'Assessore, l'Assessore non collega il 760 con il 220 e ovviamente fa riferimento all'istituzione. Noi ci poniamo il problema dell'istituzione e del funzionamento, ma poi voglio comunicare agli uffici che per quello che riguarda questo emendamento e tutti gli altri che presenterò il riferimento al Capitolo di copertura è l'UPB S03008, così la finiamo con questa storia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Per dichiarazione di voto e per esprimere il voto favorevole al 760, e non ho capito se siamo anche in fase di votazione del 220, soprattutto alla luce di quello che ci ha ricordato l'assessore Masala. E` vero assessore Masala che lei ci ha dato notizia delle domande che sono state presentate per l'istituzione degli uffici per le espropriazioni, ma dopo che questi vengono istituiti, e quindi vengono finanziati per un anno, perché di fatto il finanziamento ha dato copertura sulle risorse del 2002, sono servite per finanziarie e per dare copertura al funzionamento del 2002, però poi devono funzionare, assessore Masala. L'intento di questo Consiglio, nella finanziaria del 2002 allorché è stato istituito questo capitolo, l'obiettivo non era quello di istituirli, ma era quello di istituirli e di garantirne anche il funzionamento. Quindi l'emendamento 760 in particolare precisa che si tende garantire anche il funzionamento, non solo del primo anno ma negli altri successivi, e l'emendamento 220 tende a dare copertura per il funzionamento nel 2003, questo è il senso. Lei giustamente ha fatto una fotografia di quello che è avvenuto nel 2002 però, chiaramente, il 2002 trova la copertura finanziaria limitatamente a quell'esercizio finanziario. Il problema che stiamo ponendo, data anche la positività che ha determinato l'istituzione di questi uffici garantendo e determinando anche l'aggregazione, soprattutto dei piccoli comuni, è quello di garantire la prosecuzione del loro funzionamento.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA(Segue BIANCU.) Quindi mi auguro che la posizione, Assessore, trattandosi anche di risorse molto modeste, e trattandosi anche che lei in precedenti dichiarazioni aveva sostenuto che era stato garantito il mantenimento delle risorse finanziarie per i comuni, non credo che lei a questo punto voglia rimangiarsi quanto precedentemente da lei affermato relativamente al mantenimento delle dotazioni per i comuni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore Masala per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
Nell'annunciare il mio voto contrario tengo a precisare che nella finanziaria dello scorso anno furono assegnati 10 milioni di euro in più ai comuni, la dotazione della 25 fu aumentata di 10 milioni di euro per consentire il funzionamento di quei servizi. Quindi una cosa è il contributo per il primo impianto, ed era stato fatto, altra cosa è il contributo ordinario che è stato dato ai comuni, in aumento, per il funzionamento. Durante il dibattito è stato anche detto che la Giunta era anche disponibile a verificare, insieme a tutto il Consiglio, l'ipotesi di incrementare le risorse ai sensi della 25, quindi per le spese correnti, perché venissero garantiti tutti i servizi. Ma se noi dovessimo attribuire per ogni servizio gli stanziamenti specifici noi non riusciremo più a fare niente. Quindi io non rimangio quello che ho detto, confermo quello che ho detto, ma quello che ho detto è esattamente quello che ho ricordato in questo momento. Pertanto, per quanto mi riguarda, il mio voto è contrario a questo emendamento.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 40.
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri MASIA, FADDA, BALIA, Gian Valerio SANNA, PIRISI, LAI, ORRU'.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'emendamento 760.
Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 29
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 220. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Emendamento 778 che è sostitutivo parziale dell'emendamento 221.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). L'emendamento 221 e l'emendamento 232 li ritiriamo.
PRESIDENTE. E il 778 decade?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). E` di Cogodi, non so che cosa stia facendo in questo momento, ma lo faccio anche per semplificare i lavori di Cogodi.
Per quanto riguarda il 225 riteniamo che il conseguimento dell'obiettivo di stasera superi questa integrazione, nel senso che se solo andiamo a vedere la previsione originaria e il conseguimento dell'obiettivo di 172 milioni di euro, credo che questo milione di euro sia ampiamente contenuto in questa previsione, quindi ritiriamo il 225.
Per quanto riguarda infine il 227 questo lo manteniamo e chiediamo il voto elettronico palese. Il 226 l'avevo già ritirato.
PRESIDENTE. Questo emendamento 227 era stato corretto alla copertura finanziaria, la voce in aumento col capitolo UPB S04016, capitolo 04032 e non 039.
All'emendamento 227 sono stati presentati gli emendamenti 818 e 819 Cogodi, Ortu e Vassallo.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per ricordare ai proponenti che in effetti per il 227, non è necessaria una norma finanziaria in quanto si può tranquillamente trasferire in bilancio. Cioè, il capitolo c'è...
PRESIDENTE. Un attimo solo, sono in corso precisazioni. Prego, Assessore.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Siccome è stato bocciato il comma 8 che prevedeva il trasferimento alla Sanità, rimane negli enti locali. Quindi nel bilancio c'è il capitolo. Quindi, si può vedere successivamente.
PRESIDENTE. Quindi, decadono anche gli 818 e 819. Andiamo all'emendamento 229. Il 228 è stato ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
Sanna GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Sul 229 se non vado errato Assessore, si era rimesso all'Aula. Vorrei chiederle se ha compiuto l'approfondimento sul quale ci eravamo lasciati e se è possibile tramutare il riferimento all'Aula in un parere favorevole visto che si ampliano le fattispecie contenute nell'articolo 6 comma 15, della legge numero 6/2001.
Credo che, anche se non è stato dato riscontro a questo, che il programma è stato modificato e che ha proiettato la copertura della programmazione nel triennio in avanti, quindi 2002, 2003 e 2004, consenta di ricomprendere queste fattispecie che già dall'anno scorso l'Assessore si era manifestato disponibile ad accogliere e che rappresentano dei casi molto contenuti e quindi non tali da inficiare la funzionalità dell'intero impianto normativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. In sede di parere della Giunta avevo ricordato che la legge regionale numero 6 prevede l'erogazione di questi contributi per dissesti finanziari, sia attraverso mutui e sia attraverso i capitali.
Quindi, questa formula che è stata usata nell'emendamento, è compatibile con la disciplina vigente; per cui la Giunta si era rimessa all'Aula e quindi, naturalmente, non può che confermare questa opinione.
Presidente. Metto in votazione l'emendamento numero 229.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento 496, pagina 466. All'emendamento 496 si sono aggiunte le firme oltre al primo firmatario Calledda, Locci, Fadda, Marrocu, Corda, Lombardo, Granara, Liori, Tunis e Randazzo, ed era originariamente firmato da Calledda, Marrocu, Sanna Salvatore, Pusceddu e Orrù. Quindi è abbastanza vasto.
Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). No, Presidente. Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Il Capogruppo avalla la richiesta?
CORONA (F.I.-Sardegna). Sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Solo per comunicare la copertura in caso di approvazione, è S09010.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 496.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 70
Votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 28
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento 505 insieme al 519 perché sono diversi firmatari, sono uguali, e uguali anche i firmatari, qualcosa di più e qualcosa di meno. Primo firmatario sempre Pirisi. 505, pagina 467. Pirisi primo firmatario.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Lo ritiro, Presidente.
PRESIDENTE. Tutti e due? Gli emendamenti 505 e 519 sono ritirati.
Metto in votazione l'emendamento 626, Cogodi, Ortu e Vassallo, pagina 469, dopo il comma 1 dell'articolo 18 è aggiunto il seguente.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'articolo 626 contiene alcune prescrizioni, che noi avevamo pensato e quindi abbiamo proposto al Consiglio, come migliorative dell'articolo 19 della legge 37. Siccome si è discusso molto dell'articolo 19 della 37, e da ultimo nel corso del dibattito serio che abbiamo udito questo pomeriggio, non perché gli altri dibattiti non siano seri ma ci è parso di cogliere una partecipazione e una sincerità di accenti nelle dichiarazioni di voto, sia da parte dell'opposizione che anche da parte di diversi esponenti della maggioranza, è riemersa la questione della validità, sì, del piano per il lavoro dell'articolo 19, ma anche della opportunità di un miglioramento del sistema. Noi abbiamo detto sì a quella richiesta.
Ho presente da ultimo l'intervento del collega Mario Floris che dice "Sì l'articolo 19, sì il piano per il lavoro, sì il rifinanziamento, ma rimane aperto il problema del migliore funzionamento, della migliore operatività", e noi siamo d'accordo. Tanto siamo d'accordo che avevamo già elaborato degli emendamenti che vanno in questa direzione; cioè, quegli emendamenti che non costano nulla, cioè che non aggiungono una lira e che però vanno nella direzione di rendere più partecipata la programmazione locale, per esempio.
Quando si dice comune, decide il comune, noi intendiamo che decide l'autorità locale, che è il sindaco, che è la Giunta comunale. Possibilmente il Consiglio comunale per le sue competenze; però quando diciamo comune, noi intendiamo che insieme all'autorità locale si debba intendere anche comunità locale, e sappiamo che la democrazia partecipata non è sempre il tipo di democrazia che di più si esercita. Non è che non abbiamo chiaro che vi sono forme di verticismo, di assunzione di responsabilità in capo ai soli amministratori, che il più delle volte, non dico che taglino fuori le popolazioni, ma non danno neppure la sufficiente informazione e quindi non consentono quella partecipazione effettiva alla vita della comunità che ci dovrebbe essere.
Non solo, ma si è pure detto che i comuni hanno registrato dei ritardi nell'attuazione della legge per il lavoro, ed è vero anche questo; e vi possono essere difetti di azione in sede locale e, però, la Giunta regionale non dimentichi che il maggior difetto è nella mancata attuazione della legge regionale, nell'articolo 23 della finanziaria del 2000 che proponeva, anzi, che di fatto costituiva i NAT - Nuclei di Assistenza Tecnica - che sono organismi specializzati che la Regione mette a disposizione dei comuni.
Questi NAT non sono stati costituiti e noi proponiamo con questo emendamento che siano figure professionali e tecniche quelle che devono costituire i NAT, non le figure amministrative che derivano dai comitati di controllo che furono, perché quelle figure sono solo figure amministrative ben esperte.
PRESIDENTE. Prego, qualche secondo per concludere.
COGODI (R.C.). Dico una parola anche sul successivo, sul 627; dicevo che l'articolo 23 della finanziaria del 2000, fa obbligo alla Giunta regionale di costituire i Nuclei di assistenza tecnica e che questi Nuclei di assistenza tecnica da mettere a disposizione dei Comuni per l'attuazione della legge per il lavoro, debbono essere costituiti da professionalità del settore della animazione economica, della progettazione, quindi del settore tecnico. Mentre invece la Giunta regionale ha affidato questo compito in modo del tutto arbitrario, perché la legge non lo dice, anzi, dice il contrario, ha affidato questo compito agli ex CO.RE.CO. I comitati di controllo non hanno questa competenza, non ce l'hanno sul piano professionale, perché i dipendenti ed i funzionari degli ex CO.RE.CO o CO.CI.CO, meglio dire Comitati Circoscrizionali, sono composti da funzionari e da impiegati esperti in materia di controllo giuridico, non in materia di progettazione, in materia di animazione economica.
L'articolo 23 dice che la dimensione territoriale dei NAT, dei Nuclei di assistenza tecnica, è quella delle circoscrizioni del controllo, ma per definire un'entità territoriale perché non ci sono ancora le province. E` un riferimento territoriale non di competenza a un ufficio. E lì la Giunta ha commesso un errore madornale di cui si stanno pagando le conseguenze! E allora si costituiscano i Nuclei di assistenza tecnica come dice la legge - e questa Regione ha professionalità capaci in materia di politica del lavoro, ne ha in diversi Assessorati, ne ha nell'Assessorato del lavoro, ne ha nell'Agenzia del lavoro, ne ha presso la Presidenza, può averne anche presso l'Assessorato degli enti locali, e per quanto non si abbiano queste figure, la legge autorizza e finanzia pure anche il supporto di professionalità attinte dall'esterno, da parte di enti comunque specializzati in materia.
Detto questo, per dire che noi non solo pensiamo - come molti consiglieri hanno detto - che la legislazione del lavoro deve essere difesa e che deve essere anche migliorata. Noi stiamo indicando anche alcune direzioni e alcune misure che rafforzano quel sistema. Ci rendiamo conto che avendo discusso di queste cose per alcuni giorni, allo stato forse non abbiamo, come dire, quella disponibilità e neppure quella duttilità necessaria per riaffrontare queste questioni nel merito, che sono l'altra faccia della medaglia. Noi abbiamo detto salvare e migliorare il piano per il lavoro. Allo stato siamo riusciti a salvare il piano per il lavoro, rimane il problema di migliorarlo, di migliorarne l'efficacia, l'efficienza del sistema normativo perché i risultati siano migliori. E noi non abbiamo detto un sì formale, abbiamo anche dato un contributo di elaborazione, tant'è che questi emendamenti già forniscono indicazioni precise in tal senso. Io sono contento...
(Interruzioni)
COGODI (R.C.). No, va bene. Oggi è stata una giornata talmente importante per le politiche del lavoro, il risultato che oggi il Consiglio regionale ha voluto marcare, è un risultato così rilevante che vale la pena anche di parlare a dodici persone schierate di schiena di fronte a chi parla. Però non importa, questa giornata è già stata importante per questo tema. Se ogni giornata fosse importante come quella di oggi...
FALCONI (D.S.). Parleresti anche ventiquattro di persone di spalle.
COGODI (R.C.). Come? Sì, dico che se tutte le giornate in questa materia fossero produttive di effetti come è stata quella di oggi, noi potremmo parlare non dico a dodici, ma anche a ventiquattro schiene che trattano ognuna con l'Assessore di riferimento evidentemente gli emendamenti successivi.
Ciò detto, siccome oggi siamo abbastanza soddisfatti di quello che il Consiglio ha prodotto in materia, noi ritiriamo gli emendamenti.
(Interruzioni)
COGODI (R.C.). Li ritiriamo perché riteniamo che in un momento di maggiore attenzione e disponibilità queste indicazioni, queste elaborazioni insieme alle altre che perverranno dovranno costituire l'argomento principale di quel riordino funzionale di tutta la legislazione del lavoro in questa Regione che è l'auspicio che tutti fanno, ma che è anche il lavoro, come vedete è l'elaborazione rispetto alla quale alcuni già si impegnano e che offrono per ora all'attenzione e riteniamo da qui a non molto anche alla possibilità di approvazione del Consiglio regionale.
Ciò detto gli emendamenti 626 e 627 sono ritirati.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 214.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
Sanna Gian Valerio (La Margherita-D.L.). 471, anche questo emendamento ha il carattere dei precedenti, cioè può essere verificato successivamente in sede di bilancio, vedere un po' come riproporzionare il finanziamento; per cui lo ritiriamo rinviandolo alla discussione sul bilancio.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 652, pagina 473, consorzi turistici.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Lo ritiriamo, è già illustrato. Siamo in sede di votazione.
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti 2, 24, 511 e 517 sono simili. Sono ritirati?
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Grazie Presidente. Questi emendamenti li abbiamo ampiamente illustrati sia io che il collega Rassu e ritengo che possano essere unificati. Il collega Rassu fa un cenno di assenso e visto che ho la parola, Presidente, vorrei anche formulare una dichiarazione di voto.
Quello di cui stiamo discutendo è la costituzione del quinto reggimento del Genio Guastatori della Brigata Sassari che era stato fortemente voluto da deputati, sostenuto da deputati di diversi schieramenti nella passata legislatura, è iniziato con il Ministro Mattarella a suo tempo e portato a compimento adesso per l'interessamento particolare del sottosegretario alla difesa Cicu e anche, come ricordava l'onorevole Rassu, del Ministro Pisanu. Un grande lavoro è stato svolto dal generale comandante della Regione della Sardegna, il generale Gian Gabriele Carta. E` un intervento questo che prevede il rientro di mille militari professionisti in Sardegna che sono, lo dico anche all'onorevole Sanna, che sono sparsi in tutta Italia e hanno la possibilità di ritornare in Sardegna, a Macomer. Si tratta di mille stipendi che oggi i militari sardi spendono in altre parti d'Italia. In questo modo potranno rientrare qui da noi. E` previsto un intervento grosso da parte del Ministero della difesa ed è il primo esperimento, scusate colleghi, è il primo esperimento che viene fatto di caserme aperte. Quindi un intervento importantissimo che ha già ricevuto l'assenso da parte di tanti esponenti anche di questa Giunta e doveva essere formalizzato con un accordo di programma. Per cui io esprimo il mio voto favorevole e chiedo anche all'Aula di sostenerlo per la valenza e per l'importanza che ha, e chiedo, Presidente, il voto a scrutinio palese col sistema elettronico.
L'assessore Masala che era distratto, pensando ad altre cose, mi pare che non abbia sentito, però mi pare che abbia dato parere favorevole anche l'Assessore, che abbia dato l'assenso trattandosi di fondi chhe sono inseriti all'interno della programmazione negoziata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Io non sono guerrafondaio, non lo sono mai stato, non lo sarò mai, sono un pacifista nato. Ciò non vuol dire, chiaramente, che se noi abbiamo i nostri connazionali e conterranei in divisa questi sono dei guerrafondai, anzi è indispensabile. Le forze armate sono una delle istituzioni di qualsiasi stato democratico e purtroppo anche non democratico. Solo che in uno stato democratico le forze armate rappresentano la garanzia, negli stati dittatoriali rappresentano la repressione e qualcos'altro. Noi, grazie a Dio, siamo uno Stato democratico e questo lo dobbiamo anche e pregherei l'attenzione dell'Assessore e della Giunta, Presidente, Dicevo, la democraticità del nostro Stato e l'unità della nostra Nazione, oltre allo Stato in cui siamo, lo dobbiamo anche ai nonni di questi ragazzi, a quelli che cantavano: "No sezzis vois sos continentales c'azzis mantesu su trinceramentu; su chentuchimbantunu reggimentu chi su chimbantaduos tott'impare". Questa era una canzone della Brigata Sassari, quando i nostri ragazzi, i nostri giovani di allora, i nonni di questi ragazzi, coloro i quali portavano gli stessi nomi di questi ragazzi, lo stesso sangue, la stessa genia, la stessa terra, la stessa gente. Con questo emendamento è vero che si vuole fare un esperimento a livello nazionale e in molte città d'Italia lo stanno mandando avanti, ma per quanto riguarda principalmente la Sardegna, serve principalmente a riportare i nostri ragazzi, gli stessi ragazzi che sono stati in Kossovo, in Albania e che attualmente sono in Afganistan, riportare questi ragazzi nella loro terra affinché durante i periodi della loro non operatività...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia consentite all'onorevole Rassu di fare il suo intervento. Se dovete confrontarvi o chiacchierare vi potete accomodare nei salotti appositi, all'uopo organizzati. Prego, onorevole Rassu.
RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente, grazie ai colleghi. Dicevo, consentirà a centinaia e centinaia di nostri ragazzi, che sono arruolati nelle forze armate come professionisti, perché peraltro e tra l'altro, purtroppo, hanno poche possibilità di far altro, di tornare in Sardegna vicino alle loro famiglie nei periodi in cui non sono in operatività; non solo, ma di riportarli in Sardegna dalle Brigate alpine, dove ora prestano servizio, nella Torinese, nella Cuneese, a Udine e a Verona, mentre avranno la possibilità di stare massimo a 100 chilometri dalle loro famiglie e consentire un enorme risparmio sulla loro busta paga.
Per quanto riguarda poi la ricaduta della zona, è stato statisticamente calcolato che ci sarà una ricaduta a Macomer e nella zona limitrofa, quindi nella Planargia di qualcosa come 50-60 miliardi, perché questo è il giro di danaro che verrà a ricadere in quella zona.
L'altro aspetto è che con questo progetto di "Caserme aperte" che l'Esercito italiano, il Ministero della Difesa sta proponendo a molte città italiane, in molte città è iniziato e sta iniziando anche a Macomer, si darà la possibilità a questi ragazzi, non solo, ma ai cittadini civili di accedere dentro le strutture, perché le caserme non saranno più chiuse da cancelli, e poter assieme a loro partecipare a corsi di laurea breve, a costi di informatica e a corsi di lingue. E' un nuovo esperimento, non si tratta di militarizzare la Sardegna, ma si tratta di dare una risposta positiva a quelle che sono le aspettative di un territorio e le aspettative, ripeto, di questi ragazzi che si aspettano da noi un segnale positivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Io intervengo, Presidente, per dichiarare il mio voto contrario e dico anche perché...
(Interruzioni)
ORTU (R.C.). No, non c'è nessuna vergogna. Vergogna voi, che volete mettere a carico della Regione un onere che deve essere messo a carico del Ministero della Difesa. Il Ministero della Difesa è l'unico che non ha avuto nel bilancio dello Stato, né quest'anno né l'anno scorso, né l'altro anno alcun taglio. Anzi è l'unico che ha avuto un aumento di spesa. Quindi io trovo vergognoso da parte vostra che si voglia mettere a carico della Regione sarda una spesa che può essere gestita nell'ambito di quel bilancio.
Si facciano meno scelte che sono perfino in violazione del dettato della Costituzione, si riconduca il Ministero della Difesa al compito che la Costituzione gli ha affidato, si risparmino le risorse, per esempio utilizzando meno proiettili all'uranio impoverito, e si destinino quelle risorse a migliorare gli alloggiamenti, perché io non sono contro i ragazzi sardi che purtroppo sono chiamati a svolgere un compito ingrato, non per loro volontà, ma spesso perché hanno scelto, costretti dalle condizioni economiche, un mestiere non gradito nemmeno da loro. Quindi non sono contro i ragazzi sardi, vorrei che i ragazzi sardi potessero rimanere in Sardegna, ma questo non dipende da noi, come non dipende da loro; dipende dai comandi militari da cui loro a loro volta dipendono. Trovo assurdo e inconcepibile che si chieda alla Regione di sostituirsi a compiti che, badate, e guarda caso sono tra l'altro gli unici che rimangono in capo, che nessuno mette in discussione che debbano rimanere in capo all'amministrazione centrale dello Stato. Quindi non capisco questo spirito nostro di non so bene che cosa.
Ritengo che questo Consiglio abbia già compiuto scelte sbagliate, perché, per esempio, sono stati negati i soldi a una frazione dove risiedono cinquecento persone per dare loro l'energia elettrica, perché tuttora in quella frazione utilizzano elettrodomestici per i quali debbono comprare per ognuno un trasformatore, perché in quella frazione l'amministrazione regionale, perché oggi in quella frazione quegli impianti sono di proprietà dell'amministrazione regionale, continua a erogare l'amministrazione regionale, in forza di un'ordinanza, quindi di un obbligo che è stato imposto al Comune di Guspini, energia elettrica a 160 watt. Allora io sono anche convinto che sia giusto migliorare gli alloggiamenti dei militari, assolutamente, da questo punto di vista, non ho nessuna cosa in contrario, ma a ognuno la propria competenza, e anche qui, se c'è un minimo di dignità, ognuno di noi, alla luce del sole, si deve assumere la propria responsabilità. Perché, badate, voi avete parlato di marchette, questo è peggio delle marchette.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, si guasta l'impianto, non per altro. Se viene sbattuto il microfonino soffre.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, rinuncio alla mia dichiarazione di voto dopo l'intervento del collega Rassu e anche quello del collega Pirisi. che condivido, e il mio voto sarà favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io, se è lecito, colleghi del Consiglio, vorrei svolgere un brevissimo ragionamento e una considerazione su questo emendamento plurimo che vede nello stesso testo presentatori colleghi del centrosinistra per un verso e colleghi del centrodestra per altro verso.
Esprimo anch'io la mia contrarietà, però la contrarietà la esprimo se ci sono le condizioni perché si lavori, perché qui stiamo parlando di una questione molto seria e che peraltro propone di devolvere 18 miliardi di danari regionali. Si comprende che dopo una giornata di lavoro faticosa ci sia stanchezza, se ci sono le condizioni di agibilità del Consiglio si prosegue, se no si rinvia.
Qui si tratta di 18 miliardi di danari, non sono 18 milioni e sono 18 miliardi di danaro regionale che secondo me, a cuor leggero, si ritiene di devolvere per l'attuazione di un accordo di programma fra Regione e Ministero della Difesa. Io sapevo che gli accordi di programma la Regione li stipula con il Ministero, con il Governo nazionale, per avere finanziamenti non per darne. Questo è un accordo di programma che la Regione stipula col Ministero della Difesa per dare i danari della Regione al Ministero della Difesa. Diciotto miliardi per che cosa? E' detto molto chiaro, per la costituzione del Quinto Reggimento Genio Guastatori. Insomma, la rinascita della Sardegna, lo sviluppo delle nostre comunità anche di Macomer e dell'area di Macomer, la vogliamo affidare con 18 miliardi alla costituzione del Quinto Reggimento Genio Guastatori? Non ce n'è abbastanza di guasti? E' una questione molto seria! Si dice: "E' stato promesso da molti deputati", ma i deputati stanno nel Parlamento, facciano finanziare dal Parlamento con il bilancio dello Stato le infrastrutture militari! Ci mancherebbe che la Regione autonoma finanzi adesso anche le strutture statali e anche le strutture militari! "Ma l'ha detto anche Cicu", ma Cicu è sottosegretario, mi pare, alla difesa, vada dal suo ministro e faccia mettere i soldi. Sono state dette delle cose che veramente non dico tolgono valore e significato, ma danno un significato negativo a questo tipo di intervento. Lo diceva prima il collega Ortu. Il Ministero della Difesa è il Ministero che in un bilancio dello Stato, in una finanziaria nazionale che è stata tagliata per molti versi, e noi stiamo facendo i conti, anche questa Regione con i tagli statali anche alle risorse della Regione e degli enti locali, insomma l'unico Ministero che ha avuto incremento di fondi è il Ministero della Difesa. Ma perché? Ma ben si sa, perché si prevedeva la guerra, che non vede l'Italia paese belligerante sul piano formale, ma vede l'Italia partecipe comunque delle attività militari che sono in corso nel mondo. E le spese della guerra…Noi tutti abbiamo manifestato quante volte anche insieme, vicini per la pace? E badate non è che serve essere per la pace e poi però non fare qualche conto e qualche ragionamento che la pace in questo mondo si ha quando non si ha un'economia, una vita e una mentalità di guerra.
Non è che i militari servono per mandare a giocare i bambini: i militari in tutto il mondo servono perché prima o poi possono essere impegnati in guerra. E i costi della guerra sono costi che l'Italia pagherà e pagherà anche la nostra Regione, sono costi anche dell'economia e dei bilanci. Non può essere, lo dico serenamente, mi dispiace per i colleghi squisiti che so che sono mossi, come dire, da altri intendimenti quanto propongono questi interventi in un territorio. Però, insomma, che 18 miliardi della Regione debbano finanziare la costituzione del Quinto Reggimento Genio Guastatori è una cosa che lascia molto perplessi e che non può che indurre a una contrarietà, a una contrarietà convinta, seria, di fondo.
Io non so se non ci sono gli spazi perché questa cosa possa essere in altro modo, in altro momento discussa. "Caserme aperte", sì, apriamo le caserme possibilmente perché tutti i militari escano e quei ragazzi diventino applicati in tante altre attività sociali e culturali insieme a tutti gli altri ragazzi, e le caserme siano aperte possibilmente perché si possa uscire dalle caserme e non necessariamente per entrare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per un chiarimento il consigliere Pirisi. In via eccezionale ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, chiedo scusa, intervengo solo per fare una precisazione, perché quando io ho parlato prima l'Aula mi è sembrata parecchio distratta, per cui io ho dovuto tagliare assolutamente il mio intervento. Però solo per chiarire quali sono i termini reali del problema: la Regione sarda non spenderà una lira per i militari, sia chiaro questo, neanche una lira! Né per migliorare gli alloggi dei militari, né per fare alcun tipo di infrastruttura che sia di proprietà dell'Esercito. Assolutamente niente di tutto ciò.
Allora il problema è che io sono d'accordo con il collega Cogodi che bisogna creare le basi perché ci possa essere la pace nel mondo, ma siccome noi non abbiamo la bacchetta magica per creare questa condizione, dico, siccome i militari ci sono e sono sardi, che se non fossero stati fatti i passi che sono stati fatti a livello di governo e di Parlamento, il Quinto Reggimento sarebbe stato realizzato in Sicilia, e i sardi che sono nella Brigata Sassari sarebbero andati in Sicilia. Il Ministero della Difesa spenderà 20 milioni di euro per realizzare: adeguamento della caserma Bechi Luserna, per realizzare l'adeguamento dei locali agli standard previsti, eccetera, eccetera, per realizzare aule di apprendimento multimediale - questo l'Esercito, il Ministero della Difesa - idonee per corsi di informatica, lingue straniere, lezioni per il conseguimento di lauree di primo livello, che saranno rese disponibili anche per la popolazione civile che intendesse incrementare il proprio bagaglio culturale; per realizzare un cinema Auditorium da destinare alle attività socio-ricreative-culturali utilizzabile anche dai cittadini del territorio; per realizzare una pressostruttura per attività sportive ricreative; per realizzare due fabbricati da destinarsi ad alloggiamento di volontari. Questo spenderà l'Esercito.
Quelle risorse che dovrebbe mettere la Regione per far sì che un incremento di mille persone in una realtà come quella, con mille stipendi che arriveranno e con mille sardi che torneranno, che sono militari e che non diventeranno militari in virtù delle strutture che si stanno realizzando, ma per il fatto che già sono militari, allora dovrebbe essere realizzato invece con queste risorse: un campo sportivo polivalente, con un'annessa pista di pattinaggio, eccetera, la costruzione...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ha fatto tre interventi!
PIRISI (D.S.). Prego? No, stavo specificando, chiedo scusa, stavo specificando per tutti. Colleghi, stavo specificandolo per tutti. Stavo facendo l'elencazione di che cosa si dovrebbe realizzare con le risorse della Regione. Neanche una lira verrà spesa per migliorare le condizioni dei militari, che verranno messi a disposizione dal Ministero della Difesa . Però io credo che quando c'è una operazione di questo tipo, che è di valenza regionale, anche da parte della Regione debba esserci un intervento perché io voglio dire che mille stipendi, mille occupati equivalgono all'incirca ad un contratto d'area per il quale sono stati spesi e ancora non abbiamo gli occupati.
(Interruzioni)
E no, è così! Sono mille stipendi che serviranno. Non polemizzo con nessuno, ma ci mancherebbe!
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, scusi io le deve togliere la parola. E` stato chiaro abbastanza.
PIRISI (D.S.). Presidente…
PRESIDENTE. E' stato chiaro, la ringrazio. Grazie onorevole Pirisi.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie in particolare modo all'onorevole Pirisi per questi chiarimenti che mi inducono e mi convincono ancor più ad un voto di astensione su questi emendamenti; voto di astensione perché sarebbe troppo per me pronunciare un voto contrario perché il gioco della politica mette in condizioni un pochino, come dire, difficili chi da quel territorio proviene.
Però, preferisco continuare a pensare coerentemente su come devono essere spesi i denari pubblici e su come devono essere fatti gli investimenti produttivi e sarà uno sforzo per me andare contro questo emendamento ma scegliendo la via dell'astensione, perché quei mille posti di lavoro arrivano comunque, perché gli investimenti giusti, corretti, statali arrivano comunque, ma non mi sentirei a posto con me stesso a votare a favore di questi emendamenti perché avrei capito che in quel territorio, la Regione, anticipasse rispetto allo Stato i fondi per completare la "131", avrei capito l'anticipazione della Regione per completare gli edifici scolastici così come l'ho capito quando ho proposto l'emendamento sull'edilizia scolastica. Avrei capito se in quel territorio si fosse investito, sostituendoci allo Stato, per realizzare il guard rail sulla "131 bis" che ha già provocato numerosi morti, avrei capito se in quel territorio qualcuno che proviene da quel territorio, io compreso e sarei stato insieme a loro avesse proposto di mettere quei denari per facilitare la crescita di posti di lavoro, l'istituzione di posti di lavoro nel completamento dei cantieri forestali. Avrei capito se quei denari fossero stati spesi per la stabilizzazione dei posti di lavoro nei cantieri forestali.
Non capisco invece gli emendamenti elettorali e a quella competizione elettorale partecipano anche i nostri candidati, partecipano i nostri rappresentanti, ma partecipano con la forza delle idee, con la forza dei programmi, non con gli emendamenti "marchetta", ripeto quello che è stato detto poc'anzi da altri, che devono facilitare eventuali percorsi elettorali, così come non mi sentirai a posto con me stesso nel votare questo emendamento, favorevolmente per questo emendamento, dopo che qualcuno in quest'Aula ha votato, e mi ripeto e lo ripeterò fino alla fine della finanziaria, contro i chemioterapici, quando sono stati aboliti interi articoli sui lavori pubblici, quando si è votato contro esigenze reali della gente, che non hanno patenti e non hanno patenti elettorali, mi vergogno di dover destinare quindici miliardi in uno stato di carenza finanziaria come questo per operazioni puramente elettoralistiche.
Perciò, parlo a titolo personale, il mio Gruppo farà quello che riterrà opportuno fare, io dichiaro la mia astensione con queste motivazioni ed auspico che emendamenti più alti, emendamenti moralmente più corretti vengano portati all'attenzione di quest'Aula per favorire una reale crescita di quel territorio che non ha bisogno di elemosine elettorali, anche perché ha una grande dignità la gente del mio territorio e non si fa sicuramente comprare dalle due lire di una finanziaria regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento, perché con questo intervento si favorisce nell'ambito della regionalizzazione dell'Esercito italiano, riforma già operante, si favorisce il rientro di diverse centinaia di nostri conterranei che attualmente si trovano nella penisola. Io credo che la presenza di questi cittadini sardi crei condizioni di sviluppo, intanto sono diverse centinaia di stipendi e penso che non sia un fatto da trascurare e poi crea anche le condizioni molto importanti perché rientrino appunto questi nostri conterranei. Quindi io penso che questo intervento sia un intervento positivo e da sostenere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per esprimere il voto contrario per il semplice motivo che intanto una distrazione ha consentito a questa Presidenza di dichiarare ammissibili questi emendamenti, perché è un doppione, perché costituire il Quinto reggimento del Genio Guastatori qui in Sardegna della Brigata Sassari, cioè costituire qualcosa che c'è già, credo che sia un doppione, e spendere quindici miliardi per un doppione credo che non sia utile per nessuno di noi. Doppione, naturalmente, è questo Consiglio regionale, Presidente, perché di guastatori ce ne sono in abbondanza.
PRESIDENTE. Non è che lo costituisca, non si legge in questo senso, onorevole Sanna.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Purtroppo è questo. Però voglio ricordare ai colleghi, adesso a parte le battute e cose, che forse sarebbe stato meglio ripulire dalla parte militare tutto l'emendamento e destinare alla città di Macomer, giustamente, delle risorse, perché credo che, come tutte le città che hanno pagato in questi anni una presenza militare, abbia bisogno di un riconoscimento da parte nostra, perché da parte dello Stato non ce n'è stato e non ce ne sarà mai. E voglio ricordare ai colleghi che in Sardegna abbiamo impegnati come demanio 24 mila ettari e cioè quanto tutto l'impegno posto dalle Regioni d'Italia ed inoltre abbiamo 12 mila ettari di terre gravate da servitù e siamo a trentasei; se non dovesse essere sufficiente, abbiamo due milioni e ottocentomila ettari di sgombero a mare.
Una cosa enorme, impensabile, e l'ultima legge che ha posto un problema di professionismo vero e proprio per quanto riguarda l'esercito, dovrebbe anche aprirci gli occhi, professionisti sono professionisti di una sola cosa, in questo caso, professionisti della guerra, professionisti di un qualcosa che in questi giorni e in questi mesi stiamo combattendo e noi parliamo di caserme aperte! Allora io credo che non si può mimetizzare attraverso un accordo di programma e lo dico agli amici della destra e agli amici della sinistra attraverso questo tipo di procedura, dimenticandoci cosa la Sardegna in tutti questi anni ha pagato e sta continuando a pagare, dove di dismissioni non se ne parla, questi giorni, queste ore si parla invece di scorie radioattive da sistemare in una realtà come la nostra che, a quanto pare, si presta ben volentieri e noi continuiamo a far finta di niente.
La realtà vera è che Macomer in questo caso avrebbe necessità di una serie di infrastrutture e gli si diano i quindici miliardi per fare questo lavoro, ma non si può legare il discorso alla necessità giusta di una realtà come Macomer a quella dell'esercito. Noi siamo nati dai reduci della Brigata Sassari e quindi nessuno può dire e mettere in dubbio eventualmente qualsiasi contrarierà contro la Brigata Sassari, noi siamo nati dai reduci, 82 anni fa. Quindi avremmo titolo, titolarità massima per parlare nei termini più positivi della Brigata Sassari, ma in quello che ha rappresentato, non in quello che gli si vuole far rappresentare oggi, non nel modo in cui oggi viene considerato, in quello che ha rappresentato nella sua storia e non si può modificare quella storia, è ben altra cosa da quella che si vuole scrivere oggi, che non può essere definita storia, certamente, e non lo sarà.
Ed allora se vogliamo parlare di servitù militari in quest'Aula, di ciò che hanno rappresentato, delle penalizzazioni che stiamo pagando sotto tutti gli aspetti, ho detto un numero poc'anzi, equivale come servitù a tutto ciò che le altre Regioni d'Italia hanno destinato, non di loro iniziativa, a questo scopo. Credo che sia il massimo di quello che la Sardegna le sia stato sottratto in questi anni, e sia arrivato il momento di recuperare qualcosa, non di dare, sia arrivato il momento di recuperare qualcosa e quindi io propongo, Presidente, un emendamento orale a questi, ripulendo il discorso militare, se lo faccia l'esercito se ne ha la capacità e la voglia, e destinando quelle risorse al contenuto che leggeva poc'anzi il collega Pirisi per quella realtà specifica e cioè la città di Macomer.
Siccome gli emendamenti sono firmati da entrambe le parti, credo che non ci possano essere problemi al riguardo ma che ci sia un distinguo, fra quello che rappresenta l'esercito e quello che rappresenta realmente la comunità macomerese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io credo che l'emendamento interpreti, da parte del collega Pirisi e degli altri, l'istanza di sviluppo di un territorio e si faccia carico ed interpreti le esigenze che il comune faccia fronte ad una serie di spese, però nella formulazione attuale non è chiarissimo, non è comprensibile, è per questo che ritengo che vada quanto meno riformulato, poi se il Polo si oppone alle riformulazioni, ne prendiamo atto, perché credo che ci siano alcuni punti fondamentali da chiarire.
Il primo punto è che il nostro sviluppo, lo sviluppo di questa terra non può e non deve essere legato alle installazioni militari; le installazioni militari sono una necessità di tutti i paesi e noi le comprendiamo e le sosteniamo quando sono a fini difensivi e coerenti con l'articolo 11 della Costituzione, però delle installazioni militari si faccia carico della spesa lo Stato, se poi i comuni devono fronteggiare delle spese di attrezzature dei servizi, la Regione collabori e contribuisca allo sforzo che i comuni devono fare ma dando i fondi ai comuni, non stipulando accordi di programma col Ministero.
Quindi io sono e sostenevo la proposta del collega Sanna perché noi diamo i fondi al comune di Macomer per fare delle attrezzature, dei servizi che possono essere polivalenti; ma non possiamo sostenere e non mi sento di sostenere finanziariamente accordi di programma col Ministero, col Governo. Il Governo sostenga le sue spese, ha le sue risorse, sostenga, se la seconda considerazione è legata a questo io non credo; io credo che siamo profondamente sofferenti, tutti profondamente sofferenti e i nostri territori profondamente sofferenti se, per sperare in una prospettiva di sviluppo, dobbiamo auspicare insediamenti militari. Noi non possiamo affidare agli insediamenti militari le speranze di sviluppo. Gli insediamenti militari hanno delle ragioni e sono una necessità difensiva, ma non possono essere la speranza di crescita, la speranza di crescita va affidata alle politiche del lavoro, alle politiche dell'impresa, alle politiche culturali e dei servizi, per cui, credo che se questo emendamento vuole interpretare, io così l'avevo interpretato e la mia firma è sospesa fin quando non viene chiarita, se questo emendamento vuole interpretare le istanze di sviluppo, di infrastrutturazione del territorio da parte di un comune delicato come Macomer, io lo sostengo ma allora diamo i fondi al Comune, riformuliamo l'emendamento, lasciamo che il Governo si paghi le sue spese, però questa formulazione non è chiara da questo punto di vista perché sembra che noi partecipiamo ad entrambe le cose. Mi pare che il collega Pirisi prima lo chiarisse, lo ribadisco, il Governo, il Ministero, paghi le sue spese, faccia le sue scelte, noi sosteniamo il comune negli insediamenti e nell'infrastrutturazione civile. A.
B. Non puntiamo sullo sviluppo per insediamenti militari, gli insediamenti militari sono un'esigenza difensiva. Lo Stato nella sua totalità delle risorse se ne faccia carico, noi puntiamo per il nostro sviluppo su insediamenti di pace, su insediamenti civili, sulle politiche del lavoro e dello sviluppo e non su insediamenti militari. Quando un territorio arriva ad auspicare insediamenti militari per avere prospettive di sviluppo, credo che siamo ad una situazione di grande difficoltà e di grande sofferenza. Noi dobbiamo reagire, vogliamo essere oggi più che mai costruttori di pace e vogliamo avere magari qualche punto in meno nel prodotto interno lordo ma avere tutti gli insediamenti militari in meno, facciamo una battaglia per ridurli al minimo e siamo operatori di pace sino in fondo anche nella nostra quotidianità.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, come vota? Non si è capito.
SELIS (La Margherita-D.L.). Chiedo di sospenderlo.
PRESIDENTE. E` sospeso. Siccome è per dichiarazione di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, a me pare che questo emendamento che si prefigge di assegnare dei fondi al comune di Macomer perché il comune di Macomer si doti di una serie di opere, di infrastrutture che possano accogliere un importante insediamento militare sia scritto in maniera tale che può generare confusione, può generare qualche equivoco perché sembra quasi che la Regione sarda copartecipi all'insediamento di una Brigata assumendo competenze di difesa che non sono proprie della Regione sarda, anzi, delle quali la Regione sarda non si deve proprio occupare. Viceversa la Regione sarda può occuparsi di migliorare le condizioni di insediamento di qualunque genere, lo facciamo in altri settori, si può fare anche in presenza di un forte insediamento nel comune di Macomer quale quello che l'emendamento richiama. Tuttavia siccome la scrittura si presta ad equivoci, si presta ad una lettura non corretta delle finalità che si vogliono conseguire, io propongo, piuttosto che andare avanti in questa discussione, con queste dichiarazioni di voto, una sospensione di un quarto d'ora perché si formuli in maniera diversa questo emendamento e la lettura non si presti ad equivoci, poi l'Aula deciderà così come meglio naturalmente ritiene.
PRESIDENTE. Posso chiedervi una cosa, non si può tenerlo sospeso mentre qualcuno ci lavora, e si va avanti?
SPISSU (D.S.). Sì, il senso è questo, Presidente, che possiamo procedere intanto che si formula una migliore scrittura.
PRESIDENTE. Facciamo un altro paio di emendamenti, poi, oggi è stata una giornata pesante. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (AN), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Dunque, se la richiesta di sospensione è da intendere di sospensione a seguito dell'articolato, io sono d'accordo perché si può anche vedere in seguito, all'intero articolato, così come ci sono emendamenti sospesi, perché diversamente non è che si tratta di sospendere per un quarto d'ora o per mezz'ora perché l'emendamento va visto sotto moltissimi punti di vista, e qui non si tratta di dare sovvenzioni ad un comune piuttosto che ad un altro; qui l'emendamento è chiaro, ha una sua funzione, fa riferimento ad un accordo di programma e se fa riferimento ad un accordo di programma, siccome l'accordo di programma non è ancora stato stipulato, noi sappiamo come vengono stipulati gli accordi di programma; e cioè essi vedono la partecipazione della Giunta attraverso un approfondimento istruttorio; si verificano gli interventi eventualmente da fare a carico della Regione e quindi ci possono essere infrastrutture che possono essere finanziate in modo diverso da quello che è indicato qua, perché poi è tutto anche un discorso di verifica delle coperture necessarie, perché non è che si tratta di fare emendamenti e poi si individuano coperture senza preoccuparsi se esistano, se siano reali, dimenticando per esempio che sono state già utilizzate in precedenza per sostenere altre leggi o altri articoli o commi dello stesso articolo, e bisogna ricordarsi di tutto questo; quindi, se per sospensione si intende la sospensione in coda all'articolato io sono d'accordo, diversamente va immediatamente approfondito perché allora la valutazione della Giunta o quanto meno dell'Assessore è diversa da quella che viene espressa dall'Aula.
PRESIDENTE. Questi emendamenti, 2, 24, 11, 517 sono sospesi. L'emendamento 537, Morittu, Spissu, Lai e più. E` ritirato?
Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Per dire, Presidente, che se ci disarmiamo un attimino, se ci disarmiamo, io potrei anche dire che il 537 e il 538 li ritiro.
Voglio fare la dichiarazione di voto sul 578.
Li ritiro anche perché il clima nell'Aula non mi pare un clima di grande attenzione per alcuni problemi, poi mi rendo conto, come dire, che la finanziaria va anche alleggerita da alcuni emendamenti che, seppure sono importanti e insistono e tendono a risolvere alcuni problemi, mi rendo conto però che non c'è né l'attenzione, forse anche, insomma, non vi è il clima giusto.
Sul 578 io voglio esprimere naturalmente il mio parere favorevole; si tratta di un finanziamento per la progettazione di opere di straordinaria manutenzione della dimenticata strada Sassari-Olbia. Io su questa strada in sede di illustrazione dell'emendamento ho, come dire, chiarito sia l'obiettiva importanza che questa strada ha nel sistema della viabilità isolana, sia anche la preoccupazione forte di quei territori per lo stato della sicurezza di quel tratto di strada. E` una strada che anche l'assessore Biancareddu qualche volta credo che faccia, non so se la fa col telefono all'orecchio anche guidando, credo di no, perché è una strada pericolosa, diciamo.
Tutto ciò detto, aggiungo, la Commissione dei lavori pubblici di cui io faccio parte...
(Brusio in Aula)
MORITTU (D.S.).Chiedo scusa, chiedo scusa se disturbo naturalmente!
La Commissione ai lavori pubblici di cui io faccio parte ha udito il comitato dei sindaci coordinato dalla provincia di Sassari in Commissione, ha fatto un sopralluogo ad Oschiri per vedere lo stato della strada; in quell'occasione la Commissione ha solennemente preso impegno, Commissione come dire coadiuvata da molti o la quasi totalità dei consiglieri regionali del territorio. In quella sede, davanti ai sindaci, davanti alla rappresentanza del Consiglio provinciale di Sassari è stato preso impegno per presentare in finanziaria un emendamento ai fini di ottenere un contributo per la progettazione e per la realizzazione di alcuni interventi urgentissimi per la messa in sicurezza del tratto più pericoloso di quella strada.
Io, in sede di illustrazione, come dire, ho anche fatto qualche battuta sulla difficoltà di percorrenza sulla suddetta strada; non mi dilungo anche perché, come dire, è nota a tutti quella strada perché io credo che tutti noi, anche i consiglieri regionali la percorrano abbastanza spesso.
Ora, dico, io credo che la Commissione quanto meno si senta e i consiglieri che hanno partecipato e che hanno preso impegno insieme a me davanti ai sindaci, io credo che in qualche misura sono obbligati a sostenere questa richiesta emendativa. Per quanto riguarda la cifra, la cifra nasce da una richiesta che è stata fatta o meglio, da una informazione che ci è stata data dalla provincia e dall'ANAS circa gli oneri necessari per la straordinaria manutenzione; naturalmente, come dire, se la cifra è irraggiungibile può essere in qualche modo mediata, può essere in qualche modo anche ridotta, l'importante è secondo me, secondo i presentatori di questo emendamento che sia data a questa strada l'importanza che oggettivamente davvero ha nel sistema della viabilità isolana.
PRESIDENTE. Prego, qualche secondo per concludere.
MORITTU (D.S.). E non sia dimenticata come è stato fatto in questi quattro anni che non è presente né nelle leggi obiettivo né è presente per esempio nell'intesa istituzionale che è stata firmata recentemente dal Presidente Pili; e, insomma, questa non presenza davvero ci meraviglia molto, posto che nel piano regionale dei trasporti approvato dalla Giunta regionale questa strada è ritenuta una strada di primaria importanza nel sistema della viabilità isolana.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
TUNIS (Rif.Sardi-U.D.R.). So che l'ora è tarda e quindi cerco di dover dire il minimo indispensabile. Non ho firmato questo emendamento perché già vi sono stati dei documenti all'interno della Commissione lavori pubblici che attestano questa esigenza.
Abbiamo ricevuto le richieste dell'amministrazione provinciale, le abbiamo ascoltate qui in sede di audizione a Cagliari, poi siamo voluti andare di persona a valutare come era questa situazione del manto stradale e della complicazione che esiste su quella rete viaria. Abbiamo appurato di fronte agli amministratori nella sede di Oschiri che effettivamente è una situazione disastrata. Se non interviene la Regione con un contributo straordinario per la progettazione e per la messa in sicurezza, noi ci siamo accorti che esiste un confronto in cui nessuno procede per la soluzione positiva tra ANAS e organi come la comunità montana che aveva eseguito buona parte di quell'arteria. Risulta un'arteria molto frequentata, la seconda in Sardegna, noi abbiamo adottato una risoluzione all'unanimità all'interno della Commissione.
Questo voglio ribadire, per cui io a titolo personale dichiaro il mio voto favorevole e invito l'Assemblea a fare altrettanto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I-S.U.). Io credo che sia nota a tutti la situazione di questa importante arteria, almeno a parole; ed è importante perché è la principale via di comunicazione tra due centri del nord Sardegna che rappresentano i principali poli di sviluppo che soffrono per i ritardi. Ritardi che ormai sono noti a tutti, ritardi che non si capisce per quale motivo non vengano ovviati, ritardi che poi alla fine sono anche il freno allo sviluppo non solo di questi poli ma di tutto il territorio che questa strada naturalmente percorre e quindi serve.
Se dovessimo raccontare la storia di questa strada, certamente, non bastano i cinque minuti della dichiarazione di voto; però è anche vero e credo che sia noto, almeno perché nella Commissione di questo ne abbiamo parlato, la Commissione si è pure preoccupata di andare a fare visita a questa strada, di trovare i sindaci, incontrare in riunioni coloro che questa strada la conoscono molto bene e farci raccontare anche per quale motivo è ancora in questa situazione.
Voi dovete sapere che questa strada che teoricamente parte dalla 131 all'altezza di Ploaghe per arrivare poi fino a Olbia è stata realizzata da diverse mani, una per esempio anche da parte della comunità montana che, realizzando la strada in un certo modo, naturalmente, perché forse non erano sufficienti i controlli, forse perché magari è stata affrontata in maniera diversa con poche risorse, oggi si trova nella situazione che per quanto progettata per essere di livello naturalmente che deve essere, delle quattro corsie, infatti tutte le opere d'arte sono realizzate in questo modo, gli espropri sono stati realizzati in questo modo per lunghi tratti, si ritrova che l'ANAS non la prende in carico perché non è collaudabile per tutta una serie di problemi che poi oggi sono evidenti e che la rendono per certi versi pure intransitabile. Tenuto conto, qui è stato detto, e va bene sempre ribadirlo, che è la seconda per livello di traffico in Sardegna; è la strada che viene percorsa tutte le mattine da migliaia di macchine, centinaia di camion che naturalmente mettono in comunicazione proprio a livello di trasporto merci anche il resto della Sardegna.
Olbia, tutti lo sapete è la porta naturalmente della Sardegna proprio per questo importante settore, e ci si ritrova che proprio per questo fatto, è intransitabile la zona di Olbia; è impercorribile il resto della strada che qui è anche estremamente pericolosa, stante il fatto che in alcune ore ci sono file, file e file di grandi camion che la percorrono. Non è stata realizzata per poter sopportare questa quantità di traffico, non è stata realizzata per poter sopportare anche quei carichi e quell'usura, per cui si ritrova costantemente inadeguata anche per quello che è il manto stradale.
Qui si sta chiedendo l'attenzione che negli anni non è stata dimostrata, si sta chiedendo l'attenzione non per un paese, non si sta chiedendo l'attenzione per un piccolo territorio, si sta chiedendo l'attenzione per il nord della Sardegna, per il semplice fatto che questa strada rappresenta, e non solo per il nord della Sardegna, una delle importanti infrastrutture di sviluppo di tutta la nostra Regione.
Non è una dimenticanza, si parlava di solidarietà, io credo che non debba entrare in merito nemmeno la solidarietà; qui deve entrare in merito la ragione, qui deve entrare merito tutto ciò che è necessario per far capire che senza questa noi siamo ancora fermi con lo sviluppo.
Primaria importanza riconosciuta da questa Commissione, riconosciuta da tutti quanti quelli che facendo capo a questa Commissione hanno detto che sono d'accordo; oggi ci ritroviamo che purtroppo nella finanziaria bisogna fare un emendamento per chiedere questa attenzione. Credo che sia anche questo un difetto, credo che lo possiamo recuperare e lo possiamo recuperare facendo sì che ci sia da parte della Giunta che ha già detto no, un ripensamento e da parte dell'Assessore, da parte del Presidente quelle attenzioni che sono necessarie per fare in modo che si restituisca a questa strada un minimo di opportunità.
Sta per essere appaltato il collegamento tra la 131 e Ploaghe a quattro corsie, ci sono tratti già realizzati con quattro corsie; io credo che bisogna fare in modo almeno la progettazione, almeno il recupero di alcuni tratti che sia possibile dare a questa strada una giusta dimensione. La dimensione che quei territori si aspettano, la dimensione che a quei territori è stata promessa e che poi ancora una volta e sono già quattro anni che io assistito la finanziaria all'interno di questa Regione...
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Anch'io sono del parere, come diceva il collega Morittu, che se non c'è tutta questa disponibilità, si dimostri però che c'è la volontà, anche magari rivedendo l'entità richiesta dall'emendamento ma sicuramente dando il messaggio a tutta la Sardegna in particolare a quei territori che non è vero che si vuole trascurare questa importante risorsa, che ha bisogno però di attenzioni che attraverso la finanziaria ci sarebbero dovute essere e che siamo ancora in tempo a dare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente io non faccio parte della Commissione lavori pubblici però mi sono recato come consigliere regionale di quel territorio all'incontro con i sindaci e i presidenti delle comunità montane a Oschiri circa un mese e mezzo fa; la Commissione si è riunita, la Commissione ai lavori pubblici e nel sopralluogo che ha fatto, dopo aver parlato con i tecnici Ansa compresi, ha potuto rendersi conto di quella che è la situazione di questa strada. Io non sto qui a ripetere quello che è stato detto dagli altri colleghi.
Faccio presente che nell'emendamento c'è sicuramente un errore perché non si può parlare della strada statale Sassari-Olbia, ma solamente, diremo così, della strada Ploaghe-Olbia perché il tratto che interessa è proprio al bivio di Ploaghe, all'uscita di Ploaghe verso Olbia. Tutti ci siamo resi conto di qual è la situazione, e credo che sia importante proprio per la mole di traffico che giornalmente è interessata in questa arteria intervenire urgentemente.
Credo che i problemi, almeno a mio avviso, inizialmente sono due, la messa in sicurezza urgente e poi poter pensare quella che è la progettazione affinché questa arteria diventi a quattro corsie, così era stata già pensata in altri tempi, ma indubbiamente avremo necessità di questo, di fondi enormi; tant'è che la provincia di Sassari in una lettera che ha inviato ai consiglieri regionali della provincia di Sassari invita anche la Giunta regionale ad intervenire presso il Governo centrale e il Ministero competente a reinserire l'opera all'interno della programmazione nazionale delle grandi opere di viabilità.
Però io credo che almeno in questa situazione ci deve essere un intervento del Consiglio regionale della Sardegna come dicevo, in una strada di primaria importanza per la messa in sicurezza.
Pertanto anch'io sono favorevole all'emendamento pur rimodulandolo eventualmente perché comprendo che otto milioni di euro siano sicuramente molti in questa situazione in cui le risorse sono poche, quindi potremmo rimodulare la somma, però io credo che sia importante al di là di quello che possono dire i consiglieri regionali, proprio per quello che chiede la provincia di Sassari nel cui territorio ricade questa arteria.
Pertanto io, ripeto, invito l'Assessore del bilancio di rivedere la sua posizione iniziale di diretta chiusura per trovare dei fondi proprio per intervenire urgentemente per la messa in sicurezza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SATTA (F.I.-Sardegna). Io intervengo come membro della quarta Commissione, sono d'accordo con quanto dichiarato dal Presidente, dal vicepresidente e dagli altri membri, anzi dal collega Masala che hanno spiegato molto bene la situazione di questa strada.
Per sistemare questa strada occorrono qualcosa come settecento-ottocento miliardi. Ora, siamo coscienti che questa cifra non è disponibile o non lo sarà immediatamente; però chiediamo che almeno l'un per cento di quella cifra sedici miliardi, ossia otto milioni di euro siano disponibili per la messa in sicurezza di questa strada, in particolar modo il tratto compreso tra Oschiri e Berchidda che è un tratto dove si verificano molti incidenti a causa dello stato in cui si trova questa strada.
E` un tratto di strada che è figlio di nessuno in quanto la comunità montana l'ha realizzata ma ora la vuole cedere all'Anas, l'Anas non può prenderla perché è non collaudabile, per cui non c'è altra soluzione che intervenga la Regione. Sono d'accordo anche con l'onorevole Frau, se otto milioni di euro fossero disponibili, almeno una cifra di quattro - cinque milioni per la messa in sicurezza e per la prima fase di progettazione. Quindi sono d'accordo e vediamo di concordare una cifra più bassa, ma sufficiente proprio per un intervento minimo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovannelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIOVANNELLI (F.I. - Sardegna). Brevemente, signor Presidente, onorevoli colleghi, anche da parte mia per esprimere il parere favorevole su questo emendamento di cui sono firmatario, insieme agli altri colleghi, pur non facendo parte io della Commissione, ma insieme ad altri colleghi consiglieri abbiamo partecipato a diversi incontri, abbiamo potuto verificare sul posto poi per chi come me ed altri colleghi, la strada la percorriamo ogni settimana, più volte, ci si può rendere conto di quanto sia assolutamente pericolosa e conseguentemente urgente intervenire con dei segnali assolutamente concreti se non totalmente risolutivi rispetto a questa arteria di straordinaria importanza per tutta la Regione.
Qui non è assolutamente un problema territoriale nemmeno che si possa circoscrivere al nord della Sardegna, quella è un'arteria che interessa l'intera Regione come l'intera Regione è interessata alla 131.
Per cui, credo che sia assolutamente importante prevedere un'adeguata dotazione finanziaria per la messa in sicurezza del tratto di strada più disastrato, se così si può dire, e comunque contemporaneamente bisogna anche prevedere una fase di progettazione per l'adeguamento di questa strada perché possa, in tempi ragionevolmente brevi, essere consentita nella percorrenza con le quattro corsie.
Ricordando, come è stato già detto da chi mi ha preceduto, che già una parte di progettazione di questa strada importante, per cui relativamente agli espropri per esempio è stata già fatta considerando questa strada come una strada da realizzarsi a quattro corsie.
Per cui, mi associo ai colleghi che mi hanno preceduto, ribadendo il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per comunicazioni. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento 578 che sicuramente pone un problema di fondamentale importanza, perché io almeno conosco la strada Sassari - Olbia per averla percorsa tante volte e quindi sono, diciamo così, testimone della difficoltà che questa strada rappresenta per i collegamenti tra il capoluogo sassarese e la città di Olbia.
Tuttavia, noi ci troviamo di fronte ad una strada che è, diciamo così, statale o quanto meno è sotto gestione Anas, e quindi diciamo, noi ci troviamo in una situazione abbastanza particolare. Primo punto.
Il secondo punto da tenere presente è che con riferimento alle progettazioni evidentemente non si tratta di fare una progettazione di un tratto di strada, ma dell'intera strana, o del tratto di strada che ancora non è, diciamo così, a scorrimento veloce; e quando si parla poi di manutenzione straordinaria delle strade, essendo a gestione Anas, evidentemente rientra nella competenza dell'Anas.
Terza considerazione: questa è un'opera o sarebbe un'opera che comunque andrebbe presa in considerazione nel momento cui si affronta l'argomento dei lavori pubblici, cioè di tutta la partita dei lavori pubblici che è stata espunta, diciamo così, da questa finanziaria, per cui non vedo per quale motivo si debba entrare in modo surrettizio ad argomentare su questa materia.
Per cui la mia opinione sarebbe, primo, in via principale che l'emendamento venga ritirato e riproposto eventualmente quando si parlerà della partita, chiamiamola, lavori pubblici, in via principale; in secondo luogo, in via subordinata, qualora non venisse accolta questa mia richiesta, che venga sospeso anche questo in coda all'articolato; in via ulteriormente subordinata, cioè qualora non venisse accolta la richiesta di sospensione in coda, a quel punto la copertura andrebbe modificata perché non sarebbe 3006, dove non esiste niente ed è spese correnti, ma andrebbe al futuro 3007 sul capitolo 03035 perché sempre materia di opere pubbliche è.
Però, ripeto, questa è una ipotesi ulteriormente, ulteriormente subordinata che non mi parrebbe neanche corretta, va a mio giudizio approfondita la questione e instaurato tra l'Assessorato ai lavori pubblici e l'Anas un rapporto di chiarimento su questa questione perché pur riconoscendo la validità delle richieste fatte, tuttavia mi pare che la Regione Sardegna, per quanto baciata dalla fortuna, per avere il sole, per avere un bel mare, per avere delle grandi bellezze naturali, tuttavia non si può far carico ti tutti i peccati del mondo; non può certo farsi carico dei ritardi dell'Anas, non si può far carico di ritardi dello Stato, non si può far carico di tutto, perché evidentemente se così noi non affrontassimo i problemi ci troveremmo di fronte ad una, diciamo così, situazione che è al limite della demagogia.
Quindi, io rinnovo l'invito di ritiro dell'emendamento e la riproposizione in occasioni in cui sia consentito un ulteriore approfondimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Assessore, alcune argomentazioni non mi convincono; soprattutto intanto non mi convince la proposta di ritiro dell'emendamento, evidentemente.
Mi consta che la Regione Sardegna, e mi consta anche che nell'articolo 8 ad un certo comma vi erano anche soldi per progettazioni di strade statali, anche, se mi consentite, meno prioritarie di quanto lo è, invece, la Ploaghe-Olbia come qualcuno ha corretto, comunque di quanto non sia prioritaria la 597. Quindi non mi pare proprio che si possa pensare ad un ritiro dell'emendamento a fronte di un impegno formale assunto dalla Commissione nelle diverse sedi che sono state qua richiamate. Se una sospensione di questo emendamento, - del ritiro io credo che proprio non se ne possa parlare -, si può accedere alla proposta di sospensione, se naturalmente questa proposta di sospensione è un presupposto per una soluzione positiva, anche per un eventuale rimodulazione dell'importo richiesto, ma che abbia però uno sbocco positivo. Né si può pensare di rimandare nuovamente alle calende, non si sa quali, olandesi o greche o eccetera, per dare una risposta che credo abbia davvero un carattere di assoluta urgenza.
PRESIDENTE. Quindi sospeso, questa va insieme ai sospesi. Colleghi i lavori terminano qui, l'Assemblea è stanca, abbiamo colto le numerose manifestazioni pervenute e il Consiglio è convocato per domani mattina alle 10.
La seduta è tolta alle ore 21 e 35.
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