Seduta n.351 del 10/12/1998
CCCLI SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 10 dicembre 1998
Presidenza del Vicepresidente Milia
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 17 e 05.
PRESIDENTE. La Commissione terza è ancora in riunione e non si sa se i tempi saranno brevi o medi, proviamo ad aprire la seduta alle ore 17 e 15.
PRESIDENTE. La seduta è aperta. Si dia lettura del processo verbale.
PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 5 dicembre 1998 (347), che è approvato.
Continuazione della discussione generale del testo unificato della proposta di legge La Rosa - Tunis Gianfranco - Amadu - Aresu - Biggio - Demontis - Tunis Marco - Vassallo "Misure urgenti e straordinarie per favorire l'occupazione" (363), del disegno di legge "Misure urgenti per l'occupazione" (387), della proposta di legge Masala - Biggio - Boero - Cadoni - Carloni - Frau - Liori - Locci - Sanna Nivoli - Usai Edoardo "Misure di politiche attive del lavoro" (417) e della proposta di legge Marteddu - Giagu - Lorenzoni - Ladu - Piras - Secci - Tunis Gianfranco "Politiche attive sul costo del lavoro in Sardegna" (428)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del progetto di legge numero 363 "Misure urgenti e straordinarie per favorire l'occupazione".
Ha facoltà di parlare il consigliere La Rosa, relatore.
LA ROSA (D.R.I. e Indip), relatore. Signor Presidente, la relazione di questo provvedimento è stata già fatta ed era anche una relazione unitaria, per cui non c'erano ulteriori relazioni rispetto a questo provvedimento. Semmai quello che si può aggiungere è che è intercorso successivamente un accordo, che è stato anche già valutato nella Commissione di merito, e perché questo provvedimento venga svuotato di una sua parte ed utilizzato per il rifinanziamento della legge numero 28 e degli interventi previsti dalla legge numero 33. In questo senso ci sono una serie di emendamenti che saranno esaminati di volta in volta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). ... Di quello che è il contenuto. Siamo stati impegnati per una settimana in aula sul 447, mi sembrerebbe corretto che cinque minuti per dare a tutti la possibilità di rendersi conto di che cosa si tratta, anche perché l'intervento del relatore di maggioranza è stato molto coinciso, come è giusto talvolta che sia, ma che certamente non mette i colleghi consiglieri nella condizione di poter valutare esattamente di che cosa si tratta e quindi di poter intervenire in sede di discussione generale. Sotto questo aspetto se fosse possibile un'interruzione di dieci minuti, non più di tanto, sarebbe consentito a tutti quanti di avere una informazione su quello che è il contenuto della legge.
PRESIDENTE. Sulla richiesta del consigliere Balletto di sospensione di dieci minuti se non ci sono obiezioni, la sospensione è accordata. Riprendiamo alle ore 17 e 20.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 10, viene ripresa alle ore 17 e 21.)
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). La proposta di legge 363, il disegno di legge 387, la proposta di legge 417 e la proposta di legge 428 arrivano finalmente in Aula. Dico finalmente perché sono una serie di leggi che intervengono sul particolare settore dello sviluppo e dell'occupazione, cioè quella parte portante della nostra economia per la quale le forze politiche di maggioranza ed opposizione, con i diversi ruoli, ovviamente, hanno sentito la necessità, in questo fine di legislatura, di dare un segnale forte al proprio elettorato, e cioè dire ai sardi che agonizzano: "Badate che esistiamo anche noi Consiglio regionale, che si cura dei vostri interessi in esecuzione del mandato ricevuto, che è quello di ben legiferare e che è quello di amministrare nell'interesse appunto degli amministrati". Tutte cose che in questi quattro anni e mezzo della undicesima legislatura sono state chimere, propositi, ma non certamente elementi tenuti a base dell'attività legislativa e dell'attività di governo. Ma in prossimità della scadenza della legislatura è bene che le forze politiche cambino vestito e, da persone dimesse o sciatte, scusate il paragone, ma è solamente una rappresentazione allegorica, devono finalmente presentarsi nel miglior vestito possibile per chiedere nuovamente agli elettori il loro consenso.
Queste proposte di legge e il disegno di legge giacciono nelle Commissioni di merito da tempo; non è che queste proposte siano dell'altro ieri, però, intanto che non c'era l'esigenza di dare questo tipo di risposta all'elettorato, potevano anche rimanere nel cassetto, cioè fare la fine di tanti altri provvedimenti che, presentati in tempi opportuni, sono rimasti così, nell'attesa che si svegliassero i giusti interessi, o meglio i giusti appetiti, per poter essere rispolverati e riportati all'attenzione dell'Aula.
Noi di Forza Italia riteniamo, tra le diverse misure, (e non sto a ripetere tutto quanto perché altrimenti rischio di apparire una persona prolissa che ha necessità di intervenire ed apparire ad ogni costo, tutt'altro, se ci fossero altri che dicessero cose giuste al momento giusto e nel momento opportuno farei a meno di intervenire, perché fondamentalmente sono una persona pigra, e quando vedo che le cose vengono dette da altri e sono da condividere farei veramente a meno di intervenire, però va detto quello che deve essere detto) che i provvedimenti che in questo momento potrebbero veramente dare una risposta al problema dell'occupazione sono di due tipi. Il primo, quello più immediatamente percorribile, è rappresentato dal dare impulso e nuovo slancio alle leggi di settore che esistono, che hanno dimostrato, con tutti i limiti, perché se ci fossero da fare osservazioni sulla legge 28 ne potrei fare per giornate intere, ma che tutto sommato hanno avuto accoglimento favorevole da parte dell'utenza, cioè dei destinatari, cioè delle imprese, e che non hanno potuto svolgere appieno la loro efficacia, i loro effetti, per carenze di stanziamenti. L'altra misura è rappresentata da criteri, da norme che prevedano incentivi, e non sussidi, che abbiano la caratteristica della generalità, come è giusto che abbiano tutte le leggi, perché quando si andava a scuola la prima cosa che i nostri insegnanti di diritto mettevano, chiarivano e specificavano ai propri discenti, era rappresentata dal fatto che le leggi dovevano avere la caratteristica della generalità e dell'astrattezza, cioè non dovevano essere leggi che venivano fatte per determinati soggetti e dovevano, di conseguenza, rivolgersi alla generalità delle persone. Allora, proprio nel rispetto di queste caratteristiche, che poi sono dei principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico, si ritiene che le leggi debbano avere proprio la caratteristica della generalità e dell'astrattezza, nel senso che vanno fatte e vanno raccolte da tutti i soggetti che si trovano nelle condizioni di poterne beneficiare e di poterne usufruire. Quindi, da una parte incentivazione delle leggi di settore, dall'altra parte la previsione e la creazione di strumenti normativi che prevedano incentivi che siano godibili, usufruibili da tutti i soggetti indistintamente, che non abbiano bisogno di particolari domande, istruttorie, che non abbiano necessità di particolari autorizzazioni e via dicendo, quindi generalità da una parte e quindi la possibilità che questi possano creare i loro effetti positivi con criteri di automaticità. Il disegno di legge 387 rispecchiava questa duplice caratteristica, e da qui dobbiamo dire ed affermare la nostra, parlo del Gruppo consiliare Forza Italia, buona disposizione all'approvazione del disegno di legge che proprio si muoveva in questa direzione. Infatti il "387", nella sua forma integrale, prevedeva due misure fondamentali: lo sgravio contributivo ed il rifinanziamento della legge numero 28. Lo sgravio contributivo: perché dico che è un provvedimento, a nostro modo di vedere, utile? Perché, proprio per le argomentazioni che portavo avanti poco fa, hanno la caratteristica di rivolgersi a tutti i soggetti che già esistono e che, trovandosi nelle condizioni oggi di imprese marginali, in presenza di un intervento che alleggerisce il costo del lavoro, diventano immediatamente non competitive, e anche competitive, ma certamente trovano nuovi spazi e nuovi margini per espandere la loro occupazione. Intanto una breve parentesi: che cosa sono le imprese marginali? Le imprese marginali sono...lo so, collega Casu, lei lo sa che cosa sono le imprese marginali, lo sapranno anche i colleghi, lo sanno tutti, chi è che l'ha detto, ah, lo sa anche il collega Balia, indubbiamente lo sa anche il collega Balia, ma io non sono affatto convinto che lo sappiano tutti, le imprese marginali sono quelle imprese che stanno nel mercato in condizioni di sostanziale equilibrio, cioè di pareggio, cioè sono quelle imprese che non guadagnano e che non perdono, ma che tuttavia, proprio perché l'imprenditore, badate, l'imprenditore parlo nella generalità, poi ci possono essere anche delle eccezioni, alla propria azienda è affezionato, perché alla propria azienda talvolta ha dedicato un'intera esistenza, ha la soddisfazione di avere dato da lavorare ad un certo numero di dipendenti e ha concorso positivamente, per quanto può essere stato sul mercato, allo sviluppo dell'economia e al mantenimento del sistema, però le condizioni di mercato, vedi una eccessiva pressione fiscale, e potremmo aprire un discorso amplissimo sulla questione, vuoi per l'elevato costo del lavoro, e potremmo aprire un'altra parentesi notevolissima, vuoi per la scarsa flessibilità del lavoro, ed anche qui potremmo dilungarci ma non lo farò, vuoi per tutta un'altra serie di condizioni che sono peculiari dell'economia isolana, e non starò a ripetere quali sono i gap che derivano dalla carenza di infrastrutture, dalle problematiche relative ai trasporti e alla viabilità, vuoi alle difficoltà che nascono dalla insularità eccetera, si trovano nelle condizioni di dover condurre le loro aziende a condizioni estremamente difficili. Di fronte ad una situazione di questo genere le imprese marginali si trovano in una situazione particolare, che è quella che di fronte ad un inasprimento del costo del lavoro oppure di un ulteriore inasprimento della pressione fiscale hanno due possibilità: quella di licenziare il personale per poter comprimere i propri costi e quindi stare ancora sul mercato, oppure quello di chiudere la propria azienda, impacchettare i loro libri e portarli in Tribunale per chiedere il fallimento improprio.
E` ovvio che se in una situazione precaria, che interessa la stragrande maggioranza delle nostre imprese, interviene una misura che con generalità ed astrattezza consente di ridurre uno di questi elementi negativi per la conduzione dell'impresa, quale può essere quello dello sgravio dei contributi, è evidente che queste aziende, queste imprese trovano una boccata di ossigeno per stare sul mercato a condizioni più remunerative della loro attività e quindi si trovano anche nella condizione di poter incrementare la forza di lavoro attraverso assunzioni.
Questo noi l'abbiamo detto ed era anche uno dei principi cardine ed informatori del piano straordinario del lavoro che se fosse stato recepito avrebbe mosso i colleghi della maggioranza e della Giunta in direzioni completamente diverse a quelle misure di natura assistenziale che invece quel provvedimento ha contemplato e, con il voto di stamattina, ha avuto definitivamente confermata.
La parte che riguarda gli sgravi contributivi è stata stralciata per andare a far parte di una proposta di legge che nasce ad iniziativa dei componenti della sesta Commissione e che per la verità bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, ripropone una parte del disegno di legge dell'assessore Deiana che è anche, diciamocela tutta, una delle misure, Presidente, ma si può andare avanti così...
PRESIDENTE. Prego i colleghi di non disturbare, non si può seguire l'intervento dell'onorevole Balletto. Prego onorevole Balletto.
BALLETTO (F.I.). Dicevo, diamo a Cesare quel che è di Cesare, oltre alle attribuzioni e ai riconoscimenti che vanno all'assessore Deiana, bisogna dire, perché io ero presente alla Conferenza del lavoro dell'aprile del 1998, che questa proposta venne avanzata in quell'occasione dal collega Masala che intervenne, beato lui che ebbe l'opportunità di poter parlare, rappresentando appunto quelle che erano le proposte di Alleanza Nazionale in materia di sviluppo e di lavoro. Io non ebbi questa opportunità perché la Conferenza del lavoro non era conferenza delle opposizioni, ma era, diciamocelo chiaro e tondo, una passerella della maggioranza e quindi, al di là dell'ospitalità che venne data ad uno, due rappresentanti dell'opposizione, non vi fu la possibilità di parlare. E questa opportunità venne negata anche a coloro i quali, nell'ambito della Commissione lavoro, svolgevano una particolare funzione non fosse altro perché era rappresentativa delle opposizioni, mi riferisco al sottoscritto, che riveste, se qualcuno della maggioranza lo sa, la carica di Vice Presidente di quella Commissione.
La carica di Vice Presidente non è una carica onorifica ma è il ruolo che spetta alle opposizioni nell'ambito delle Commissioni di merito. Negare, a chi rappresenta le opposizioni nelle Commissioni di merito, la partecipazione ad un convegno, ad una conferenza che non doveva ovviamente essere della maggioranza, ma che doveva essere di tutto il Consiglio regionale, perché il problema è di tutti, venne appunto negato alle opposizioni di poter portare la loro voce.
Allora dicevo, la prima parte, questa parte degli sgravi contributivi, è stata stralciata ed è stata recepita in un'altra proposta di legge della quale la Commissione terza stasera ha dato il parere, rientrerà in Commissione sesta, la quale con il voto definitivo si esprimerà dopodiché tornerà in Aula.
Rimane la parte relativa al rifinanziamento della legge numero 28, che è una di quelle misure che l'opposizione di Forza Italia riteneva che si dovesse perseguire con il piano straordinario del lavoro, cioè dare impulso ed ultra attività alle leggi di settore che hanno dimostrato di saper funzionare o di poter funzionare se fossero adeguatamente vigilate e controllate. Il "363", il "387" per la parte residua, il "417" e il "428" mantengono questa parte residuale. Noi presenteremo alcuni emendamenti e gli emendamenti sono proprio indirizzati nella strada che è coerente con quelle che sono le indicazioni che abbiamo dato nel corso della discussione, del dibattito sulla "447", e cioè quello di dare impulso alle leggi di settore.
Abbiamo presentato sulla legge numero 28 un emendamento, se male non ricordo, che si aggirava sull'importo di 90 miliardi, perché sappiamo che le domande che sono state presentate, che hanno avuto istruttoria favorevole prevedono impegni da parte della Regione per oltre 150 miliardi. Dare una risposta che sia sull'ordine dei 17 più 7, circa 30 - 35 miliardi, non risolve affatto il problema, eppure sì che questa è una misura immediata. Invece abbiamo scelto strumenti nuovi che non sono noti, che non sono conosciuti e che comunque, ammesso che possano dare dei frutti, prima che i frutti possano raccogliersi passeranno tempi forse immemorabili e comunque non saranno tempi di questa legislatura. Ecco perché presenteremo sotto questo aspetto, Presidente, già lo annuncio, da Forza Italia un emendamento che sia finalizzato a dare alla legge numero 28 dotazioni adeguate che possano veramente dare una risposta considerevole a quelle che sono le istanze avanzate dal mondo della produzione, società giovanili, cooperative e via dicendo, cioè di tutti quei soggetti che hanno i requisiti per poter accedere alle provvidenze che questa legge eroga.
Quindi, il giudizio sul provvedimento è complessivo perché tutto sommato accoglie, anche se tardivamente, quelle che erano le proposte di Forza Italia, o parte delle proposte di Forza Italia, e quelle che erano appunto le indicazioni che Forza Italia aveva fortemente dato con il contro piano e con quelle che sono le indicazioni che sono emerse nel corso del dibattito.
Vorrei solamente dire ai colleghi, che pensano che questo intervento si traduca con un regalo che viene fatto agli imprenditori, che si sbagliano fortemente perché non vi sarà mai imprenditore che assumerà un soggetto, un lavoratore in più se non gli occorre e non vi sarà imprenditore che possa ricorrere a nuove assunzioni solo perché vi saranno sgravi contributivi. L'imprenditore assumerà persone se dal loro impiego nel processo produttivo avrà una ricaduta tale da ripagare il costo del lavoro ed assicurare un margine apprezzabile di profitto. Pensare che tutti quanti gli imprenditori siano ad aspettare che vi siano leggi di incentivi per assumere è pura follia, perché questa legge, la legge perlomeno che è stata stralciata, quella che dà sgravi contributivi anche ai liberi professionisti, ed io sono un libero professionista, vi assicuro che non assumerò mai una persona solamente per risparmiare qualche centinaio di mila lire al mese se non riterrò che dall'assunzione di quel collaboratore e di quel dipendente non avrò un rendimento in termini di produttività. Quindi si allontani da coloro, da queste persone che mi hanno fatto osservazioni di questo genere, l'idea che si tratti di un regalo perché gli imprenditori regali di questo genere non ne vogliono, quando assumeranno, assumeranno solamente perché avranno convenienza ad assumere e non sarà certamente l'indicazione dello sgravio contributivo che gli potrà far assumere una, due o tre persone se nel processo produttivo non potranno essere utilmente collocate e quando parlo di utilmente collocati lo dico in termini di ricaduta di utilità e quindi di profitto.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io ero convinto di essere venuto qui stasera a discutere di alcune proposte di legge e di un disegno di legge. Lei un attimino fa ha chiamato il disegno di legge 387 A e sicuramente anche le proposte di legge 363, 417 e 428, sulle misure urgenti e straordinarie per favorire l'occupazione, misure urgenti per l'occupazione, misure di politiche attive del lavoro, politiche attive sul costo del lavoro in Sardegna, e credo che ognuno di noi si fosse preparato per questo, Ma da un controllo degli emendamenti si vede l'articolo 1 soppresso, l'articolo 2 soppresso, tutti gli articoli soppressi ad eccezione dell'articolo sulla copertura finanziaria e la presentazione di alcuni emendamenti per ulteriori stanziamenti in conto di alcuni capitoli del bilancio di previsione. Da un controllo di questi capitoli vediamo che sono i capitoli che interessano principalmente la legge numero 28 del 1984 e la legge regionale numero 33 dell'88. Sicuramente due leggi importanti, due leggi di cui si è tanto parlato e si è parlato principalmente, sono stati presentati per questo degli emendamenti, durante la discussione del cosiddetto disegno di legge sul lavoro e sull'occupazione. Veramente è una di quelle cose molto strane che succedono in quest'Aula. Io credo che non fosse necessario chiamare determinate proposte di legge per cassarle e per far sì che solamente per alcune leggi regionali, per alcuni capitoli di alcune leggi regionali ci fossero ulteriori stanziamenti.
Credo che questo noi l'avremmo potuto fare nella discussione che noi abbiamo avuto per quanto riguarda la "447". E` necessario discutere, fare un'altra legge nel momento in cui si parla spessissimo di accorparle, di renderle più snelle, quando noi potevamo fare il tutto, potevamo rimpinguare quei capitoli durante la discussione della "447".
La "447" era (è stato detto da molti) un assestamento di bilancio, queste variazioni le avremmo potute fare tranquillamente nell'assestamento di bilancio, avremmo potuto accogliere gli emendamenti che sono stati presentati in quell'occasione. Quindi, credo che non fosse assolutamente necessario. Ma ciò che è grave, al di fuori di quello, è rinviare quelle altre proposte di legge come la proposta di legge presentata dal Gruppo di Alleanza Nazionale in data 30 aprile 1998, la "417", che aveva individuato, come strumento per creare occupazione, lo sgravio totale dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico del datore di lavoro. La Commissione si è riunita, ha dato il parere, c'è stato un assemblamento di queste tre proposte di legge e del disegno di legge e in data 13 ottobre 1998 ha dato il proprio parere, direi un parere complessivamente favorevole, tant'è che questo disegno di legge, queste proposte di legge sono state iscritte all'ordine del giorno. Ma la cosa strana è che con un colpo di mano una Commissione ha fatto propria ciò che un'altra Commissione aveva deliberato, ha presentato un'altra proposta di legge che arriva con nomi diversi rispetto a coloro i quali avevano avuto l'idea, avevano presentato il tutto a suo tempo.
Io credo, onorevole Presidente, che questo non sia il modo di comportarsi, comunque chiarisca a noi tutta quanta questa situazione, vorremmo sapere con certezza che cosa dobbiamo discutere e vorremmo sapere con certezza quando discuteremo degli sgravi alle imprese.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (F.D.). Io vorrei dire che sono d'accordo sul contenuto, così modificato, della proposta di legge, anche perché considero urgente cercare di soddisfare le aspettative che si sono create sulla legge 28 e quelle, ormai di lunga data, anche sulla legge 33. Però vorrei sottolineare una cosa: io sono, nell'aderire a questa proposta di rifinanziamento della 28, sono anche del parere che ci si debba impegnare per cambiare, a partire dal primo gennaio prossimo, ove è possibile, perché considero del tutto superata dall'evoluzione degli eventi economici e dall'analisi dell'esperienza che della 28 si è fatta in questi anni, la struttura e soprattutto trovo assurdo che una legge abbia un così elevato indice di contribuzione a fondo perduto di copertura degli oneri, soprattutto nel momento in cui il costo del denaro non è mai stato così basso, nella nostra esperienza. A questo punto si rischia di concentrare le risorse regionali nelle mani di pochi privilegiati che riescono ad emergere dall'istruttoria e dalla graduatoria della legge 28 e di lasciare frustrate invece la grandissima parte della possibilità di imprenditorialità giovanile. Ritengo pertanto che vada da subito ed urgentemente cambiata la normativa della legge 28, in considerazione di quanto è successo nella legge stessa; purtroppo gli elementi di conoscenza sono abbastanza superficiali ed in gran parte legati alla nostra esperienza personale, però credo che si possa affermare senz'altro che siamo in presenza di risultati distorti rispetto alle finalità della legge che vanno rapidamente corretti. Per cui aderisco a questa richiesta di rifinanziamento unicamente perché ritengo che gli impegni e i patti della Regione nei confronti dei cittadini vadano rispettati.
Lo stesso discorso vale per quanto riguarda i fondi della legge 33. E` da precisare che nel combinato disposto dei due disegni di legge che sono stati a questo punto presentati all'Aula, questo è il successivo 474, è sparita la norma (lo ricordava anche l'assessore in Commissione programmazione) che abroga le disposizioni della legge 33, che dovrà essere necessariamente ripristinata nel momento in cui viene sostituita dai contributi sugli oneri, dagli sgravi fiscali previsti dalla nuova normativa. A questo punto però sorge un problema, che non è rilevante per la legge, ma ritengo che debba essere sollevato per la Giunta, o meglio due problemi. Uno è che con 30 miliardi non si soddisfano le domande già presentate sulla 33, credo che ne servirebbero ben più di 200 miliardi per fare fronte alle domande, e considerato che esistono aziende che attendono il contributo e che hanno maturato il diritto a questo contributo da prima del 1994, la cosa non è di scarso rilievo.
La seconda questione riguarda il fatto che attualmente i finanziamenti della legge 33, se non ho capito male, vengono erogati sulla base di tre distinte graduatorie: una composta dalle imprese che hanno presentato domanda fino al 1994, un'altra composta dalle aziende fino al 1996, ed è in corso di pubblicazione o sta per essere pubblicato un bando per le domande di contribuzione sulla 33 rispetto alle assunzioni fatte nel 1997. La domanda è: questi 30 miliardi vanno sulle domande del 1997, vanno a riparare il ritardo delle aziende che prima del 1994 avevano fatto le domande e via dicendo? Cioè mi sembra che ci sia un problema di giustizia distributiva, in questo caso, di non scarso rilievo rispetto al quale credo che la Giunta quanto meno, non credo che sia un problema da normare in legge, ma ritengo che la Giunta deve fare chiare direttive esprimendo una scelta sulla destinazione di queste risorse, perché non mi pare che tutte le aspettative a questo punto siano ugualmente rilevanti.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, nella Conferenza dei Capigruppo di stamattina io ho protestato sentendo delle sigle, cioè dei numeri e sulla base dei numeri non riuscivo a comprendere la natura e l'oggetto dei provvedimenti di cui si proponeva il mantenimento all'ordine del giorno. Quando si parlò di sgravi contributivi, evidentemente chi parla riteneva che si trattasse di altre leggi, non delle leggi in discussione ed introdotte con il PL 363 e seguenti, cioè del provvedimento unificato che è iscritto all'ordine del giorno. Ho sentito l'onorevole Balletto parlare di "è stata stralciata una parte della legge", da chi è stata stralciata? Ora, qui dobbiamo andare all'osservanza dei regolamenti in modo puntuale e scrupoloso. Qui noi ci troviamo di fronte ad un provvedimento che è stato esitato dalla Commissione competente, non sto lì a dire la data, il 13 di ottobre sono state depositate regolarmente le relazioni di maggioranza, che poi erano unanime, quindi di tutto il Consiglio, è un provvedimento targato A, quindi in Aula, non può essere riesaminato da parte della Commissione se l'Aula non glielo rispedisce, quindi non riesco a capire in che modo la Commissione si sia potuta attribuire la competenza di discutere o di ridiscutere un provvedimento che è già in Aula, non capisco in base a quale articolo del Regolamento, che mi sto leggendo articolo per articolo, abbia potuto sottrarre all'Aula la competenza e l'esame di questo provvedimento. Io tutto questo non lo capisco; non solo non lo capisco, ma non capisco soprattutto una cosa: che quando da un determinato provvedimento una parte viene stralciata, non è che questo provvedimento diventa anonimo, non rimane anonimo, la paternità è sempre la stessa. Quindi, per quanto concerne le parti stralciate della proposta di legge numero 417, che trovano una diversa sistemazione, deve essere mantenuta la paternità anche dal punto di vista formale. La Commissione non ha il diritto di utilizzare le stesse formule, le stesse virgole, le stesse parole di una proposta di legge che è stata presentata da un Gruppo consiliare nella sua interezza, e questo diritto non l'avrebbe neanche se fosse stata presentata da un singolo consigliere. Se voleva fare un provvedimento analogo avrebbe dovuto quanto meno usare termini diversi, non copiare lo stesso testo.
Io protesto formalmente davanti a quest'Aula a nome di tutto il Gruppo, e il mio Gruppo non parteciperà alla votazione del progetto di legge 474 né a quello del 363 riunificato se non viene chiarita questa cosa, e credo che ci siano anche gli estremi per l'applicazione dell'articolo 86, perché questa che io sollevo è una questione di ordine pregiudiziale.
PRESIDENTE. E` stata proposta una questione pregiudiziale dall'onorevole Masala. Come da Regolamento, articolo 86, chiedo se ci sono interventi su quanto espresso ed esposto con molta chiarezza dall'onorevole Masala.
Se non ci sono interventi, convoco una brevissima Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 01, viene ripresa alle ore 18 e 32.)
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Capigruppo, accogliendo la questione sospensiva sollevata dall'onorevole Masala, propone di rinviare in Commissione il testo unificato oggi all'esame, se non ci sono opposizioni la Commissione sesta è convocata domani mattina alle ore 9.00.
Proseguiamo con l'ordine dei lavori, con legge finanziaria, disegno di legge 459 A, relatore di maggioranza Sassu, relatore di minoranza Casu.
Sospendiamo cinque minuti. Riprendiamo alle ore 18.43.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 33, viene ripresa alle ore 18 e 45.)
Discussione generale congiunta del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1999)" (459) e del disegno di legge: "Proposta di bilancio per l'anno finanziario 1999 e di bilancio pluriennale per gli anni 1999-2001" (460)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 459 A e del disegno di legge numero 460 A, con le relazioni di maggioranza dell'onorevole Sassu e di minoranza dell'onorevole Casu.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore di maggioranza.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Signor Presidente, più che leggere la relazione di maggioranza voglio brevemente sottolineare alcuni aspetti della relazione stessa.
Il primo aspetto riguarda in primo luogo il fatto che la Giunta regionale e l'Assessore del bilancio e della programmazione, in controtendenza anche rispetto all'esperienza degli anni precedenti, ha predisposto e presentato, secondo me tempestivamente, al Consiglio, la legge finanziaria per l'anno 1999 e la legge di bilancio per gli anni 1999 - 2001, e questo, come dicevo, avviene un po' in controtendenza rispetto all'esperienza degli anni precedenti. Questo fatto potrà consentire di evitare il ricorso all'esercizio provvisorio e questo è sicuramente un fatto positivo se riusciamo ad evitare l'esercizio provvisorio.
Io mi auguro che l'opposizione, alla quale non si intende certo negare il diritto di esercitare il giusto ruolo di approfondimento ed anche di critica, non voglia utilizzare per fini strumentali le opportunità che vengono offerte da un Regolamento ormai ampiamente superato e che consente di frenare, in modo qualche volta colpevole, i lavori del Consiglio. Io dico che sarebbe grave se, nonostante la tempestività effettuata dalla Giunta regionale, ed io aggiungo anche la tempestività della terza Commissione che ha esaminato in tempi da record le proposte della Giunta regionale, si pervenisse ancora una volta al ricorso dell'esercizio provvisorio, proprio per un'azione di rallentamento offerto dal Regolamento consiliare.
Il secondo elemento che voglio mettere in evidenza è il fatto che i disegni di legge 459 e 460 sono di fatto la fase conclusiva di un lungo dibattito che ha coinvolto il Consiglio regionale su vari provvedimenti di programmazione economica. Noi in questo Consiglio abbiamo avviato una discussione sul programma della legge numero 402, il piano di rinascita, per gli anni 1997 - 1999, un lungo dibattito che si è riferito al documento di programmazione economica e finanziaria. Oggi abbiamo concluso una discussione approfondita, ricca sul piano del lavoro e dello sviluppo che abbiamo approvato appena oggi, come dicevo. I due provvedimenti, sia la finanziaria che la legge di bilancio, si collocano come fatto conclusivo rispetto a questo dibattito molto lungo, ma si mettono anche a cavallo rispetto anche ai programmi del nuovo quadro comunitario di sostegno che si prevede per il settennio 2000 - 2006.
La Giunta regionale sta affrontando per tempo una tempestiva elaborazione delle idee programma sulle quali si dovrà fondare la prossima stagione degli interventi comunitari. Credo che sarà opportuno rivolgere un'attenzione più decisa rispetto al passato, per esempio rispetto a quei programmi che possono garantire la cantierabilità degli interventi e che possano garantire anche l'attendibilità dei flussi di attuazione e di spesa. Noi purtroppo nel precedente programma del quadro comunitario di sostegno abbiamo registrato dei ritardi proprio a causa della scarsa attenzione alla cantierabilità degli interventi ed anche all'attendibilità dei flussi di attuazione e di spesa.
Questa attenzione si rende tanto più necessaria oggi proprio a causa di una crescente rigidità dei meccanismi comunitari del controllo della spesa regionale. Si rischia di fatto di perdere i trasferimenti della Regione. Questa manovra guarda anche non solo a questo quadro comunitario di sostegno, che noi prevediamo per il settennio 2000 - 2006, ma guarda anche alla definizione finale dell'intesa istituzionale Stato - Regione. Credo che l'elemento centrale di quell'intesa dovranno essere da un lato la rimozione e la turnazione, anche in termini di costo, degli svantaggi legati ai costi energetici e al maggiore costo e difficoltà dei trasporti, e dall'altro lato anche allo sviluppo infrastrutturale che deve essere realizzato da soggetti nazionali, non solo dalla Regione, non solo dallo Stato, soggetti nazionali che sono gestori delle grandi reti energetiche sia stradali che ferroviarie e delle telecomunicazioni. Mi riferisco all'ENEL, mi riferisco all'ANAS, mi riferisco alle Ferrovie dello Stato, mi riferisco alla Telecom. Sono tutti soggetti che hanno un diritto - dovere di intervenire nello sviluppo infrastrutturale della Sardegna.
Io voglio sottolineare il fatto che il contesto entro il quale si colloca questa manovra finanziaria, che stiamo discutendo oggi in Consiglio regionale, risulta molto ampio e molto ricco, non è solo la manovra finanziaria. Abbiamo alle spalle tutta quella ricca discussione che è partita con il piano di rinascita, che è andata avanti con il documento di programmazione economica e finanziaria, con il piano del lavoro e dello sviluppo, ma che guarda in avanti verso il quadro comunitario di sostegno del prossimo settennio che guarda all'intesa Stato - Regione. Questo documento inoltre definisce anche un preciso indirizzo in materia di gestione economica e finanziaria, che tende a razionalizzare la spesa per liberare risorse tutte finalizzate al raggiungimento di obiettivi strategici. D'altra parte sono gli stessi vincoli della comunità internazionale o europea ed anche vincoli nazionali che derivano dal patto di stabilità, come ripetutamente ci ha ricordato l'Assessore della programmazione, che ci impongono a noi come Regione di recuperare le risorse che ci servono per il rilancio dell'economia e per il rilancio del lavoro, e questo può avvenire solo attraverso un'opera di riqualificazione della spesa ed attraverso un'opera di contenimento del disavanzo finanziario che noi abbiamo alla Regione.
La politica economica e finanziaria della Regione si inquadra quindi nella prospettiva ormai certa del mantenimento della Sardegna tra le aree che sono ricomprese nell'Obiettivo uno del quadro comunitario di sostegno, e questo evidentemente comporta la sicurezza ormai che non verranno messe in discussione le leggi principali di incentivazione operanti in Sardegna. Diversamente la fuoriuscita dall'Obiettivo uno avrebbe costretto la Sardegna a rivedere i principi delle leggi di incentivazione che operano in Sardegna, conseguentemente alle indicazioni del documento di programmazione economica e finanziaria, che poi è il quadro generale all'interno del quale deve essere impostata la manovra finanziaria, e la Giunta e il Consiglio debbono operare su due imperativi fondamentali: da un lato quello di orientare un volume di risorse verso gli incentivi, verso gli investimenti e verso l'occupazione, così come noi abbiamo tentato e abbiamo fatto nel piano del lavoro e dello sviluppo, e l'altro imperativo categorico è quello di muoversi all'interno, come anche questo è stato ripetutamente ricordato dalla Giunta regionale, della compatibilità di bilancio secondo un indirizzo che è volto a raggiungere un equilibrio finanziario regionale.
Questi due obiettivi, quindi l'equilibrio finanziario da un lato e l'incremento di risorse per lo sviluppo, che sono apparentemente contrastanti, dovranno sicuramente essere oggetto di equilibrio e tentativo di conciliazione e di sintesi. L'impostazione della manovra tiene inoltre conto dell'esigenza di pervenire ad una graduale razionalizzazione del quadro normativo vigente. Questa razionalizzazione potrà costituire la premessa per una riqualificazione della spesa regionale. In questo senso il disegno di legge della finanziaria del 1999, negli articoli 5, 5 bis e 6, introduce alcune significative innovazioni di natura prettamente giuridico - contabile che potranno concorrere a questo obiettivo a cui facevo riferimento. Si tratta, in particolare, della riconduzione al bilancio delle contabilità speciali ancora in corso. Questa riconduzione consentirà al Consiglio regionale di disporre di un quadro completo della spesa con evidenti vantaggi in termini sia di conoscenza, sia anche di valutazione e sia di orientamento delle scelte operative che si dovranno fare per il futuro. In questo modo sarà possibile, per esempio, allocare nei fondi nuovi oneri legislativi, le riserve necessarie per dare corso, già nel 1999, alle iniziative di riforma non solo degli enti strumentali ma anche di settori della forestazione, della formazione professionale e dei trasporti. Inoltre concorrerà a questo disegno, a cui facevo riferimento, anche la riforma strutturale del bilancio, che potrà diventare sempre più effettiva e leggibile per una espressione diretta della strategia dello sviluppo delineato dal documento di programmazione economica e finanziaria.
Io so che è all'esame del Consiglio regionale un apposito disegno di legge predisposto dalla Giunta regionale, che è volto appunto ad introdurre anche nell'ambito regionale, come è avvenuto d'altra parte a livello nazionale, nuovi strumenti finanziari e nuovi strumenti contabili che siano più idonei a recepire gli orientamenti della politica di governo, quali per esempio il bilancio per obiettivi, come ci siamo detti spesso in Consiglio, attraverso le articolazioni di unità previsionali di base e quali, per esempio, la previsione della territorializzazione degli interventi. Noi spesso abbiamo detto della distribuzione ineguale, sperequata delle risorse a livello territoriale; questa previsione territoriale può consentire un riequilibro del trasferimento delle risorse.
Per quanto riguarda la gestione finanziaria il disegno di legge 459 fissa il limite dell'indebitamento per il 1999 in una cifra di entità pari a quella già autorizzata per l'anno 1998 dalla legge finanziaria numero 11 del 1998, che è di 924 miliardi, e più una somma equivalente a quella prevista a pareggio dagli oneri derivanti dal piano straordinario per l'occupazione e lo sviluppo che abbiamo approvato stamani.
Restano ferme le altre autorizzazioni alla contrazione dei mutui per finalità specifiche già autorizzate dalla legge finanziaria del 1998.
Il mantenimento della situazione finanziaria entro tali limiti ha comportato da un lato l'effettuazione di operazioni di rimodulazione dei singoli stati di previsione, e questo è un fatto importante, nuovo, con la soppressione o riduzione di posti di spesa non prioritarie, questo va ascritto a merito della proposta della Giunta regionale, e dall'altro, anche questo fatto nuovo, innovativo e positivo, il differimento di determinate previsioni di spesa nel triennio, tenuto conto del fatto che l'introduzione del bilancio pluriennale autorizzatorio potrà consentire di impegnare nel prossimo esercizio, sulla base di una accurata previsione dei tempi di attuazione dei programmi di spesa.
Le dotazioni specifiche del bilancio annuale e pluriennale potranno quindi essere incrementate dalle risorse in attesa di formale autorizzazione, per esempio quelle contenute nel disegno di legge del piano straordinario per lo sviluppo e il lavoro, quelle che si renderanno disponibili a seguito dell'approvazione da parte del Cipe del programma della legge numero 402 del piano di rinascita, quelle previste dal disegno di legge avente per oggetto il riutilizzo di risorse provenienti dalle contabilità speciali. Ci sono tutta una serie di risorse che si sommano alle risorse messe a disposizione dalla finanziaria e dal bilancio. In questo modo la Regione si accinge ad attivare, a decorrere proprio dal 1999, un ammontare di risorse spendibili che secondo me sono significativamente superiori rispetto a quelle previste nell'anno 1998, e uindi si potrà operare con strumenti normativi di bilancio più snelli ed efficaci a sostegno dell'occupazione e dello sviluppo. Quindi, abbiamo da un lato un incremento di risorse finanziarie e dall'altro una efficace modifica degli strumenti normativi.
La manovra economica finanziaria del bilancio annuale e pluriennale si caratterizzano altresì per il consolidamento di alcuni interventi che si sono rivelati efficaci, e per la presenza di alcuni altri del tutto nuovi.
Io voglio segnalare in particolare alcuni interventi qualificanti di questa manovra finanziaria, per esempio la previsione di nuovi strumenti per il riordino fondiario, che viene assunto (è detto in finanziaria) come assoluta priorità della politica agricola regionale, al fine di promuovere la razionalizzazione delle imprese agricole, il raggiungimento di dimensioni aziendali competitive. L'articolo 15 prevede, nella finanziaria per il triennio 1999 - 2001, un'autorizzazione di spesa pari a 120 miliardi per questa finalità.
Altra novità è il rafforzamento delle capacità di spesa delle amministrazioni locali e la previsione, in particolare, di un finanziamento straordinario alle province. L'articolo 9 infatti destina per il 1999 una quota pari a 45 miliardi alle province per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici di propria competenza e la manutenzione della viabilità provinciale.
Un altro elemento forte ed innovativo è il consolidamento degli interventi a favore dei comuni per il recupero dei centri storici e per la riqualificazione urbana. Noi abbiamo approvato recentemente una legge che prevedeva un impegno di spesa di 150 miliardi, invece la finanziaria introduce il consolidamento di queste risorse; si tratta di 50 miliardi per ciascuno degli anni a partire dal 1999 sino al 2009, e che si sommano quindi, evidentemente, a quelli previsti dalla legge regionale 29, che è la legge sui centri storici; il potenziamento, ad esempio, della ricerca scientifica e tecnologica, il sostegno alla pubblica istruzione, e poi mi piace sottolineare il consolidamento dei finanziamenti per i piani integrati d'area che diventano sempre di più uno strumento ordinario della programmazione dello sviluppo locale, e in questo caso si tratta, in undici anni, dell'impegno di 2500 miliardi che potranno rappresentare, per il prossimo decennio, io la definisco una vera e propria nuova stagione dei piani integrati d'area.
Dalle cose che ho detto sinora a me sembra che emerga un ruolo strategico di questa legge finanziaria, io ne vedo anche un ponte quasi programmatico e finanziario che assume la manovra tra una fase, che ormai è superata, di programmazione di politica e dello sviluppo, che noi riteniamo ormai da accantonare, che era fondata principalmente sugli impegni di spesa non legati allo sviluppo, invece sulla spesa fondata sulla necessaria e costante attenzione per l'equilibrio dell'impegno di spesa, ma anche per l'incisività ed attuabilità degli interventi di promozione del lavoro, di attuabilità degli interventi nelle risorse umane, culturali ed ambientali che sono nell'Isola. Ed è quindi essenzialmente questo ruolo di ponte programmatico della finanziaria, di leva di medio periodo dello sviluppo regionale, che io credo che il Consiglio regionale è chiamato a discutere in questi giorni e ad approvare con il varo della presente manovra finanziaria della quale, a nome della maggioranza, io chiedo una rapida approvazione da parte del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Casu, relatore di minoranza.
CASU (F.I.), relatore di minoranza. Signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, prima di tutto ritengo doveroso respingere l'accusa, seppure, tra virgolette, un po' velata, fatta dal relatore della maggioranza che sostiene che qualche volta noi abbiamo rallentato i lavori in modo colpevole. Noi non abbiamo rallentato i lavori colpevolmente. Qui bisogna che entriamo nell'ordine di idee di stabilire delle regole, e se si stabilisce un calendario dei lavori io dico che il calendario dei lavori deve essere rispettato dalle opposizioni e dalla maggioranza. Non è che la maggioranza, ad un certo punto, alle nove di sera, gli salta in testa di andare ad oltranza e si va ad oltranza. Quando si vuole andare ad oltranza noi rispondiamo con gli elementi che abbiamo a disposizione. D'altra parte non abbiamo mai fatto un'opposizione ostruzionistica, io credo che il Consiglio, in questi tre o quattro giorni di discussione sul piano per il lavoro, abbia approfondito i temi del lavoro, sia in virtù degli interventi, soprattutto delle opposizioni, perché la maggioranza è rimasta al di fuori della discussione in Consiglio, se non raramente abbiamo assistito a qualche intervento della maggioranza.
Io preciso ancora che noi accogliamo l'invito di una approvazione rapida della finanziaria, però compatibilmente con l'esigenza di esaminare, in modo analitico, particolareggiato, questo documento di programmazione del Governo regionale. E` l'atto di politica più importante del Governo regionale perché si traccia un programma non per l'anno 1999, ma per l'anno 1999, per il triennio 1999 - 2001, ma addirittura abbiamo degli articoli che affrontano il discorso persino al 2009. Ecco perché ritengo che sia doveroso un certo approfondimento di tutte le disposizioni contenute nel disegno di legge 459 e nel disegno di legge 460.
Anche se faccio questa relazione nella veste di colui che personifica l'opposizione, avrei voluto dire delle cose positive, perché si tratta di un programma di lavoro che riguarda la comunità isolana. Non ho visto aspetti positivi nel modo di operare della Giunta regionale per l'anno 1999 e per il triennio 1999 - 2001. Nel documento di programmazione economica e finanziaria per il prossimo triennio si era affacciata l'ipotesi di riclassificare tanta parte della spesa del nostro bilancio regionale. Tanta parte della spesa fatta per la soddisfazione, in qualche caso, di una aspirazione legittima di certe esigenze e certi bisogni, in quanto però le risorse finanziarie della Regione lo consentano. In tanti altri casi è evidente, invece, che dietro i capitoli di bilancio della Regione sarda si nascondono esigenze e bisogni clientelari che non è giusto, neanche in condizioni economiche floride, soddisfare per ragioni di giustizia distributiva.
Mi pongo subito la domanda: "Si è data mano alla selezione delle spese tenendo conto delle scarse risorse disponibili nel nostro bilancio e tenendo presente la necessità di creare sviluppo produttivo ed occupazione?"; Devo dare una risposta immediata e secca: "No". Il discorso della crescita del lavoro è presente solo nelle affermazioni di principio, nel discorso astratto della solidarietà. Quando però si passa alla destinazione delle risorse finanziarie disponibili, si continua con i metodi della vecchia logica clientelare e di gruppo, non si notano segni di ravvedimento nel Governo regionale.
Di fronte ad un problema drammatico, quale quello della disoccupazione, disoccupazione soprattutto di giovani che non hanno ancora trovato una prima occupazione, si deve riflettere e pensare una soluzione. E` necessaria la concertazione di tutte le parti sociali, rappresentanti dei datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori? Non c'è ombra di dubbio che si debbano ascoltare questi soggetti ma bisognerebbe far partecipare una parte che non trova mai posto al tavolo delle trattative: i rappresentanti dei senza lavoro. Loro sono sempre assenti, loro non hanno voce in capitolo eppure nei discorsi ufficiali occupano sempre il primo posto. Perché non si ascoltano anche loro? Non attraverso i sindacati di chi un lavoro ce l'ha, non attraverso il sindacato dei pensionati, no, signori del governo, è necessario ascoltare la viva voce dell'esercito dei senza lavoro.
Signori della Giunta, le soluzioni da dare ai problemi sociali non devono scaturire direttamente dalla concertazione con le categorie che ho sopra elencato. Spesse volte infatti si sente dire che i programmi in materia di interventi sull'economia sono stati concordati. Da chi sono stati concordati, con chi la Giunta regionale li ha concordati? Con i rappresentanti più forti delle parti sociali. La Giunta non deve concordare le soluzioni da dare ai problemi della società, deve ascoltare ma si deve assumere la responsabilità tutta intera dell'azione di governo. La gestione della cosa pubblica, l'autorizzazione delle risorse regionali, e non sono mica poche come spesso si dice da parte della maggioranza, devono essere fatte per dare risposte all'intera collettività, cioè alla parte di essa che è in grado di fare barricate, dalla parte di essa che non ha alcuna arma per dimostrare il malcontento, per mettere in evidenza lo stato di disagio e di malessere sociale in cui si trova.
E` utile forse ripetere che il primo pensiero di chi governa dovrebbe essere quello di dare risposte alla categoria dei dimenticati, l'esercito dei giovani senza lavoro. Come si può dare risposta ai senza lavoro? Abbiamo detto, a proposito dell'esame del disegno di legge numero 447, Provvedimenti straordinari per l'occupazione e lo sviluppo economico, che non è facile creare posti di lavoro, lavoro produttivo, di lavoro duraturo, ciò però non ci esime dall'impegno di farlo. E` notorio che in Sardegna non si sono creati i presupposti perché avvengano nuovi investimenti provenienti dall'esterno al tessuto economico dell'isola. Gli investitori devono trovare condizioni favorevoli per portare nell'isola capitali e professionalità imprenditoriali. E` pure notorio che le condizioni naturali perché si sviluppi l'attività turistica in Sardegna sono presenti ed è altrettanto noto che i turisti vengono volentieri in Sardegna. Dai punti di osservazione estranei alla Regione, mi riferisco alla relazione della Banca d'Italia, del Banco di Sardegna relativi allo sviluppo economico nell'isola nell'anno 1997, emergono sicure possibilità di crescita di questo settore economico. Ma allora mi chiedo e chiedo a chi ha le leve di comando perché le linee programmatiche della maggioranza, non delle opposizioni, presentate dal Presidente Palomba nella sua prima Giunta, non vengono realizzate?. Egli dichiarava che l'industria del futuro, la maggiore industria possibile è quella del turismo. Ma allora perché non si concentra una parte notevole delle nostre risorse disponibili nella creazione delle condizioni ideali perché il turismo cresca? Perché la Sardegna diventi veramente tutta intera, e non solo alcune zone che appaiono privilegiate, un approdo turistico di prim'ordine, che cosa ci manca? La Giunta nella sua interezza si metta al lavoro. La crescita del turismo chiede la produzione di maggiori derrate alimentari e di conseguenza stimola lo sviluppo dell'agricoltura e dell'allevamento. Chiede l'intervento degli artigiani nella creazione delle strutture necessarie per ospitare i turisti e quindi fa crescere questo comparto industriale. La Giunta dovrebbe considerare il turismo quale fonte di lavoro e di reddito per i cittadini dell'isola. Dovrebbe pertanto promuovere tutte le iniziative capaci di stimolare l'afflusso del turismo di medie capacità finanziarie, quelle di elevate dimensioni, che ha una capacità di spesa che risponde alle nostre aspettative per la creazione di reddito e di lavoro. Invano nella legge finanziaria si cercano i segni del cambiamento. La filosofia che orienta gli interventi del governo è sempre la stessa, conservazione delle industrie. Non ha importanza che si tratti o no di attività che crea sviluppo e lavoro, si devono conservare quei posti di lavoro, anche se improduttivi, che costano al bilancio regionale fior di miliardi tutti gli anni e che contribuiscono a mantenere a livelli di intollerabilità l'indebitamento regionale.
La Giunta dovrebbe dire qual è la situazione economica e finanziaria di tutte le società a partecipazione regionale, che sono in numero non inferiore a 70 - 80 unità; quali sono le perdite subite negli ultimi anni, '95 - '96 - '97, la conoscenza che noi abbiamo risale all'anno 1993 - 1994. Perché non allega al rendiconto della Regione anche il rendiconto di tutte le società che vengono alimentate con risorse a carico del bilancio regionale? E` evidente che non sono contrario all'industria in generale perché essa costituisce una parte rilevante dell'economia dell'isola. D'altra parte i posti di lavoro esistenti li dobbiamo conservare, li dobbiamo difendere, dobbiamo dare uno spazio particolare all'industria agroalimentare, la quale tende a valorizzare le risorse locali, essa stimola la produzione agricola e quindi fa crescere l'occupazione del settore. Dobbiamo dare spazio all'industria agroalimentare esercitata da società di qualsiasi forma ed anche da imprese individuali, non come si è fatto nella legge finanziaria dell'anno 1998, ove tutte le risorse sono state riservate alla cooperazione.
L'articolo 25 della legge numero 11 del 15 aprile 1998, legge finanziaria, riserva tutte le risorse alle cooperative di cui al titolo di spesa 10102/I, dei programmi di intervento approvato dal Cipe il 2 gennaio 1998. A dire la verità nel comma 4 dell'articolo 25 qualcosa, alle imprese del settore agroalimentare costituite non come cooperative, venne lasciato, ma ci ha pensato il disegno di legge sulla finanziaria 1999, anzi un emendamento approvato in Commissione, a destinare anche quelle briciole alla cooperazione. La mia contrarietà rispetto all'attività industriale è rivolta solo a quelle imprese che scaricano le perdite sul bilancio della Regione. Il livello dell'indebitamento della Regione è tale da preoccupare anche i consiglieri e i cittadini più refrattari all'esame dei debiti dell'ente.
I dati che qui di seguito vengono riportati sono tutti tratti da documenti ufficiali. Esaminiamo l'articolo 1 del disegno di legge numero 459, legge finanziaria 99. In esso si legge: "Autorizzazione alla contrazione di mutui e prestiti obbligazionari, anno 1999, 924 miliardi, contraddistinto dalla lettera A. Lettera B, sempre 1999, 233 miliardi; lettera C, anno 1999, 198 miliardi; per un totale di 1355 miliardi. Tralasciamo nel calcolo, per il momento, l'autorizzazione di mutui per il 2000, 690 miliardi, e 2001, 660 miliardi. Prendiamo in esame adesso l'articolo 2 ove si registrano disavanzi finanziari previsti al 31 dicembre 1998 per la somma di lire 2.228.928.000.000, costituito per 1.304.928.000.000 dal risultato del disavanzo 1997 ed il resto 924 miliardi disavanzo nel 1998.
Non posso non mettere in evidenza, Assessore del bilancio e della programmazione desidererei una sua attenzione particolare in questo punto, che le somme indicate nell'articolo 2 siano a mio avviso inesatte. Infatti il disavanzo finanziario complessivo del bilancio regionale al 31 dicembre 1997, determinato nell'ammontare di lire 1.304.928.000.000, risulta dal rendiconto del 1997, deve essere rettificato. Esso deve essere ridotto di 161.548.000.000 già ammortizzati nell'anno 1998. 161.548.000.000 sono stati iscritti nel bilancio dell'anno 1998, pertanto il disavanzo che rimaneva era di 1800 miliardi.
Resta pertanto da coprire la somma di 1304 miliardi meno 161.548.000.000, cioè rimane da coprire la somma di 1.143.380.000.000, mentre il disavanzo previsto al 31 dicembre 1998, per l'anno 1998, è stato già considerato nell'articolo 1, comma 1°, lettera A), autorizzazione alla contrazione di debiti di 924 miliardi. Già nell'articolo 1 c'è l'autorizzazione alla contrazione di debiti per 924 miliardi! Lo si ripete nell'articolo 2 e lo si somma, pertanto il disavanzo, fortunatamente per noi, previsto alla fine del 1998, a mio avviso non è di 2228 miliardi, come è indicato nell'articolo 2, ma è di sole 1.143.380.000.000. Nonostante questa riduzione del saldo finanziario dell'anno 1997 - 1998 l'indebitamento della Regione al 31 dicembre 1998 raggiunge un livello non più superabile.
Ecco i dati. Mutui contratti 31 dicembre 1997, 2.874.064.518.527. L'Assessore ha contestato questo mio dato in un'elencazione che ne ha fatto a proposito del disegno di legge numero 447. Questo dato l'ho preso dal rendiconto, la parte che riguarda "conto del patrimonio per l'esercizio 1997", a pagina 13, dove risultano 2874 miliardi 064 eccetera, quindi è un dato che prendo dai dati ufficiali. Se c'è qualche centinaio di miliardi può darsi che abbiano indicato anche qualche centinaio di miliardi a carico dello Stato, io dico che l'avrebbero dovuto indicare distintamente in modo tale che chi legge sia in grado di vedere il saldo netto a carico della Regione, comunque non dovrebbe essere di notevole dimensioni la parte a carico dello Stato.
Quindi, abbiamo 1.651.114.462.000 residui perenti, non presenti (hanno sbagliato), che potrebbero essere riscritti nei prossimi bilanci di previsione. Io qui devo fare una piccola postilla; Assessore se io mi batto, l'ho visto anche a proposto del disegno di legge 447, perché i residui di stanziamento li abbandoniate, è perché non voglio vedere questa massa, 1651 miliardi di residui perenti che poi devono essere riscritti nel bilancio di previsione, perché passati i due anni li cancelliamo, però non è che abbiamo cancellato i debiti, abbiamo cancellato i residui della contabilità regionale ma i debiti rimangono, pertanto hanno bisogno di essere pagati. Per cui io ridurrei al minimo possibile i residui di stanziamento in modo tale che il bilancio regionale venga snellito rispetto a questi dati.
Disavanzo al 31 dicembre 1998 e io metto non 2228 miliardi, metto solo 1143 miliardi così come risulta dal calcolo che io ho fatto; il totale al 31 dicembre 1998 è di 5725 miliardi. Se aggiungiamo i mutui autorizzati con l'articolo 1 del disegno di legge che stiamo esaminando, che ammontano a 1355 miliardi, arriviamo alla ragguardevole cifra di 7080 miliardi.
Io mi fermerei un attimino per confutare i dati e le affermazioni fatte dall'amico, collega, onorevole Marteddu, il quale questa mattina mi ha detto: "Noi non dobbiamo fare della quadratura del bilancio un'entità"; assolutamente, ma io non sto facendo un qualche cosa alla quale non dobbiamo rinunciare dalla quadratura dei conti della Regione. Ma qui arriviamo al 31 dicembre 1999 con i mutui autorizzati a 7000 miliardi, e 7000 miliardi io credo che siano una cifra assolutamente da non superare, neanche il riferimento al tatcherismo, onorevole Marteddu. Prima di tutto io non devo difendere la Tatcher ma credo che nel suo governo abbia creato le basi per lo sviluppo e per l'occupazione perché nella Gran Bretagna abbiamo la disoccupazione più bassa d'Europa, abbiamo la crescita economica più grande d'Europa, di tutti gli altri paesi del Mercato comune. Io credo che Blair non stia facendo altro che utilizzare una rendita creata proprio dagli anni di governo della signora Tatcher, quindi io credo che non sia un'offesa accusarmi di tatcherismo, onorevole Marteddu, perché tatcherismo ha significato rigore ed è il rigore che anche noi dovremmo ripristinare nella Regione, perché questo sbando dei conti regionali risale a dopo il 1993. Fino al 1993 la Regione autonoma della Sardegna chiudeva ancora con un avanzo di amministrazione e non aveva debiti. A partire dal 1994 abbiamo incominciato a sbandare e la sbandata continua, ed è una sbandata che certamente non condivido.
Presidenza del Vicepresidente Zucca
(Segue CASU.) Chissà se la maggioranza o qualche consigliere della maggioranza non assuma l'iniziativa, come è già avvenuto nel passato, di presentare un ordine del giorno, altre volte è stato fatto, che imponga alla Giunta di riflettere sulla situazione debitoria della Regione. E' stato fatto, ma che fine farà poi questo ordine del giorno approvato magari all'unanimità? Non è il caso di dirlo. Tutti lo sanno che si tratta di parole al vento. Colleghi si tratterà di parole che vanno via col vento invece i debiti sono là e devono essere pagati.
Il bilancio regionale già dal 2000 porterà oneri finanziari per pagare gli interessi passivi per estinguere i mutui; non meno di 800 - 900 miliardi, Assessore, ed anche lei ha fatto un riferimento di questo genere. Quindi, non è che stia esagerando perché è un dato che è stato confermato dall'Assessore questa mattina, quindi evidentemente i miei dati non sono assolutamente lontani dalla realtà.
Appare sempre più evidente dall'analisi di questi dati che gli impegni che il governo regionale sta assumendo scaricheranno sulle future generazioni degli oneri assai gravosi; credo che nessuno mi possa contestare questo fatto. Se noi arriviamo a 7000 - 8000 miliardi di debiti non possiamo continuare in via progressiva nell'aumento dei debiti. Dovremo fare quello che ha fatto il governo nazionale, ad un certo punto riflettere, rimettere ordine nei conti, ma per rimettere ordine nei conti ci vogliamo sacrifici e i sacrifici verranno posti a carico delle future generazioni, perché noi consumiamo ricchezza non ancora prodotta.
Non bisogna dimenticare infatti che le risorse che lo Stato potrà trasferire alle regioni saranno sempre più limitate, quindi i sacrifici li dovremo fare noi.
Dall'articolo 7 della legge finanziaria emerge un impegno finanziario non solo per il 1999, non solo per il triennio 1999 - 2001, ma addirittura fino al 2009. Infatti, nel secondo comma, si legge: "Sono autorizzati i seguenti stanziamenti: programmi integrati d'area 220 miliardi per gli anni 1999 - 2009; centri storici e riqualificazione urbana 50 miliardi per gli anni 1999 - 2009". Collega Sassu, non è un pregio della finanziaria questo, non lo vedo, non è presente, l'ha portato come pregio della finanziaria il fatto di programmare 220 miliardi per gli anni dal 1999 al 2009. Non si può arroccare questo diritto la Giunta attuale di programmare l'indebitamento anche per le future Giunte. Ed io ritengo che le future Giunte potranno cambiare, però sta di fatto che nella realtà, nella finanziaria dell'anno 1999, noi dobbiamo leggere un impegno finanziario di 220 miliardi l'anno per i programmi integrati d'area. Io mi auguro che i programmi integrati d'area raggiungano i risultati sperati, ma ad una verifica potrebbero anche non resistere, e se non resistono alla verifica non ci dobbiamo intestardire a destinare risorse dove sviluppo economico non c'è, dove occupazione aggiuntiva non c'è.
Io credo che ci dovremo fermare, la realtà è che continuiamo noi a stabilire delle risorse per un tessuto economico controllato, non un tessuto economico libero.
Il liberismo credo che l'abbiamo lasciato fuori dalla porta, e purtroppo il liberismo ci ha insegnato che per produrre di più bisogna investire, per investire bisogna risparmiare, quindi bisogna creare le condizioni perché ci siano nuovi investimenti, perché il prodotto interno lordo cresca, perché l'occupazione cresca. Io ritengo che abbiamo già superato, per quanto riguarda l'indebitamento, il limite di guardia. Mi pare doveroso precisare che quando la Giunta, per esempio nell'articolo 2 del disegno di legge 459, sostiene che il disavanzo... L'ho chiarito, lo salto perché questo problema l'ho già affrontato, diversamente mi scadono i termini.
Comunque credo che questa osservazione la possa fare: signori della Giunta, il bilancio deve chiudere a pareggio. Volevo mettere in evidenza questo concetto: nella legge finanziaria 1999, si è ripreso il discorso di ammortizzare il disavanzo. Questo è un discorso, credo, unico nella Regione Autonoma Sardegna, non mi risulta che altre regioni, una volta che accantonano disavanzi finanziari, li rimandino al futuro esercizio. Il bilancio deve avere la caratteristica ed i requisiti del pareggio. Come pareggia? Se le uscite superano le entrate, il pareggio lo si deve ottenere attraverso la contrazione di mutui.
Qui stiamo instaurando l'abitudine, partita dalla finanziaria dell'anno 1998, di non chiedere i mutui a pareggio del bilancio, ma di rimandare la patata bollente al futuro, con il pretesto che non si pagano interessi. Che non si paghino interessi è solo un pretesto. Perché se noi diamo luogo al pagamento delle uscite, a un certo punto ci troviamo senza denari in cassa. Perché non avere il pareggio di bilancio, significa che le uscite sono pari a 10 e le entrate sono pari a 9. Ma, se io ho entrate per 9 e uscite per 10, devo colmare lo squilibrio di 1. Come lo devo colmare? Attraverso il ricorso all'addebito e non rimandando al futuro.
Sarebbe la stessa cosa che nell'impresa, il titolare dicesse ai propri fornitori: "Non vi posso pagare, rimandiamo al futuro".
Credo che questo modo di operare non sia corretto e, perciò, propongo che se il bilancio non presenta la quadratura, questa la si ottenga attraverso la contrazione dei mutui necessari.
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Nuove norme di attuazione sul fermo biologico 1998" (453)
PRESIDENTE. Come abbiamo deciso in sede di Conferenza dei Capigruppo, passiamo ad esaminare il successivo punto all'ordine del giorno.
L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 453. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare consigliere Marrocu, relatore.
MARROCU (Progr. Fed.), relatore. La mia relazione sarà breve data l'ora e la stanchezza giustificata dei colleghi. Vorrei solo segnalare, rispetto a questo provvedimento, alcune questioni: la prima è che si tratta di un provvedimento stralcio della legge quadro sulla pesca, che la Commissione quinta ha esitato già da mesi, e che speriamo di poter portare entro gennaio al dibattito e all'approvazione in Aula.
Nonostante il progetto di legge quadro sulla pesca sia stato già esaminato, esitato dalla Commissione quinta ed anche della Commissione terza, si è trasmessa all'Unione europea in via preventiva, prima dell'arrivo in Aula di questo progetto di legge, la Commissione ha ritenuto opportuno stralciare la parte relativa al fermo biologico, data l'urgenza di questo aspetto.
Urgenza determinata dal fatto che il fermo si è già concretizzato e realizzato nel 1998, e che questo fermo non può essere liquidato a chi è stato costretto a fermarsi per l'attività di pesca, in quanto non può essere liquidato più nella vecchia normativa della legge numero 25 del 1991, in quanto codesta legge prevedeva che i premi andassero alle imbarcazioni sulla base del tonnellaggio, e quindi, erano, di fatto, solo aiuti alle imprese che oggi l'Unione europea non ritiene più ammissibili.
Con questa legge, un semplice articolo: si sostituisce l'intervento all'impresa, l'intervento, invece come sostegno, che noi abbiamo chiamato "norma di accompagnamento sociale" che l'Unione europea ritiene invece compatibile, al reddito degli imbarcati.
Quindi, si fa quest'operazione, per consentire l'urgenza che venga liquidata l'indennità dovuta a chi ha già operato il fermo, e si adegui alla normativa della legge 25 del 1991, a quella sulla nuova normativa a livello europeo.
Le risorse sono state calcolate sulla base degli imbarcati a livello regionale, e quindi, esse sono state preventivamente codificate, e sono quelle necessarie per il settore.
Ho concluso: mi auguro che l'Aula lo approvi con rapidità e all'unanimità come, del resto, si era già impegnata precedentemente alla stessa presentazione della legge in un precedente dibattito nella stessa Assemblea.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Mi rifaccio e condivido le osservazioni e le considerazioni che ha fatto il Presidente della Commissione: è un provvedimento votato all'unanimità in Commissione, che ha l'apporto di tutte le forze sindacali e di categoria del mondo della pesca. C'è un'attesa importante, un impegno che credo dia a tutto quanto il Consiglio una risposta estremamente favorevole di questo mondo che per noi ha una rilevanza notevole. Quindi, rinuncio a fare la relazione.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
LA ROSA, Segretario:
Art. 1
Disciplina delle attività di pesca:
interruzioni tecniche e limitazioni
1. Al fine di regolare lo sforzo di pesca sulla base della consistenza delle risorse biologiche del mare, l'Assessore della difesa dell'ambiente, ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento CEE n. 3760/92, tenuto conto anche delle indicazioni della ricerca scientifica adotta un programma di ripopolamento della fascia costiera mediante interruzioni tecniche dei periodi di pesca, con limitazione del numero e con individuazione delle caratteristiche delle imbarcazioni da pesca esercitanti tale attività nelle acque territoriali della Sardegna.
2. Alle misure di cui al comma 1 è associata l'istituzione con decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente di zone di tutela biologica al fine di salvaguardare e favorire l'incremento di specie ittiche d'importanza economica.
3. La sospensione dell'attività, che può essere obbligatoria, riguarda le imbarcazioni iscritte nei compartimenti marittimi della Sardegna e che abbiano base operativa nell'isola; essa può riguardare l'intero compartimento marittimo o parte di esso o aree contigue appartenenti a compartimenti diversi.
4. Le modalità tecniche della misura di cui al comma 1 sono adottate con decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente sentito il Comitato Consultivo Regionale della Pesca.
5. In dipendenza delle interruzioni tecniche dell'attività di pesca di cui ai precedenti commi, per periodi non inferiori a quarantacinque giorni consecutivi, disposte dall'Assessore della difesa dell'ambiente è istituita una misura di accompagnamento sociale. Detta misura consiste nella corresponsione di lire 70.000, a giorno, per il personale imbarcato, nel rimborso degli oneri previdenziali ed assistenziali dovuti per il medesimo personale ed in una indennità all'armatore per l'adeguamento alla normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro nei limiti di quanto stabilito dalla Legge 21 maggio 1998, n. 164, e conseguenti decreti ministeriali di attuazione.
6. Ai lavoratori ed agli armatori regolarmente imbarcati delle imprese di pesca interessate alle limitazioni dell'attività di pesca di cui al presente articolo e che, nel corso dell'anno abbiano effettuato almeno centottantuno giorni di attività lavorativa su imbarcazioni iscritte nei compartimenti marittimi della Sardegna è corrisposto un aiuto nella misura forfettaria di lire 26.000, a giorno, per un periodo massimo di centoquindici giorni.
7. Le indennità e gli aiuti previsti dalla presente legge sono concessi anche per i fermi dell'attività di pesca, disposti nel 1998 dall'Assessore della difesa dell'ambiente in attuazione della legge regionale 22 luglio 1991, n. 25.
8. Il Capo I della legge regionale n. 25 del 1991 è abrogato.
PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati due emendamenti aggiuntivi. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 1.
VASSALLO (Gruppo Misto). Si tratta di una norma di garanzia per il personale della flottiglia peschereccia, in quanto sempre più frequentemente si verifica che gli armatori erogano le provvidenze che vengono erogate dalla Regione con diversi mesi di ritardo. Questa norma prevede che gli armatori siano tenuti, dopo il momento del ricevimento delle provvidenze, a erogare le stesse somme entro 30 giorni. Se questa erogazione non fosse operata, la Regione è tenuta a riavere la somma indietro, nel senso che sempre più di frequente si verificano questi fatti, per cui è una semplice norma di garanzia che garantisce gli operatori del mare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento 2.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, l'emendamento numero 2 tende a dare un minimo di risarcimento a quei pescatori che subiscono un grave ostacolo alla loro attività di pesca per l'istituzione nelle acque, dove abitualmente pescavano, di riserve marine.
Chiaramente, in questo momento, è una petizione di principi, in quanto per il 1998 essendoci stato il fermo biologico generalizzato, questi pescatori hanno comunque usufruito delle provvidenze ad altro titolo.
Siccome, però, lo schema della legge che per i prossimi anni è l'Assessore che dispone le forme di fermo biologico (tra l'altro prevedendo che in alcuni casi possono essere facoltative) questa categoria di pescatori potrebbe restare esclusa da ogni provvidenza. Per cui, mentre nel 1998 la norma non ha alcun effetto pratico, potrebbe averla per gli anni successivi. Quindi, per il 1998, non c'è neanche alcuna conseguenza finanziaria, diventa invece una petizione di principio per gli anni seguenti, cioè, la finalità è quella di tenere conto nei risarcimenti per la diminuita attività di pesca, di questi pescatori che indubbiamente hanno avuto danno. Chiaramente per non sconfinare nell'assistenzialismo, la norma ha anche una limitazione, che se mutano le capacità di pesca dell'imbarcazione, la norma non ha più senso, perché chiaramente i pescatori in quel caso sono in grado di spostare il raggio della loro attività di pesca e quindi, di abbandonare quelle aree costiere dov'è la riserva marina, e quindi, non si vede perché, in tal caso, si debba continuare a corrispondere loro lo stesso premio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu, relatore.
MARROCU (Progr. Fed.), relatore. L'emendamento numero 1 lo conoscevo e non mi pare di avere nessuna obiezione perché possa essere accolto.
Sull'emendamento numero 2, mi rimetterei all'Aula, anche se segnalo che effettivamente il premio cessa esclusivamente quando l'impresa viene dotata di un'imbarcazione di stazza superiore, e questo può essere dovuto sia dalla volontà della Regione d'investire e di finanziare una nuova stazza, ma anche dalla volontà del pescatore che può essere anche deciso a non passare ad un'imbarcazione di stazza superiore per poter andare magari al largo a pescare. Quindi, potrebbe rimanere il diritto a questa indennità per sempre, perché magari il pescatore non cambia stazza. Per cui, mi rimetterei all'Aula, però segnalo questa incongruenza.
Sull'emendamento numero 1, accoglimento. Sull'emendamento 2, mi rimetto all'Aula, perché ne abbiamo discusso, non sono stati quantificati i costi di questo emendamento, e segnalo il fatto che cessa il diritto all'indennità in base a questo emendamento, solo quando il pescatore ha un'imbarcazione di stazza superiore. E questa volontà è esercitata sia dalla possibilità di avere finanziamenti, ma anche dalla voglia del pescatore di avere una stazza superiore.
Quindi, potrebbe rimanere a vita un'indennità per quel pescatore perché non cambia stazza d'imbarcazione. Quindi, non c'è un termine. Quindi, pur rimettendomi all'Aula, segnalo questo aspetto che mi sembra negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta concorda per quanto riguarda la valutazione sull'emendamento numero 1. Per quanto riguarda l'emendamento Bonesu numero 2, non ho difficoltà anch'io a lasciare all'Aula la decisione su questo argomento, con un suggerimento all'Aula: si tratta di un argomento che probabilmente ha bisogno di un'istruttoria più seria e più puntuale, l'opportunità che riguardi anche i costi, ma che si ponga in una posizione di attenzione oggettiva alle questioni che l'onorevole Bonesu ha posto.
Quindi, non c'è una decisione negativa pregiudiziale, c'è un'esigenza, e siccome non riguarda il 1998, ma riguarda il futuro, quindi, anche il tempo per affrontare con maggiore approfondimento la questione, io direi che è opportuno, un attimino, rinviare su questa questione ad una decisione successiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, io resto stupito, la Giunta ha premuto per fare le riserve marine e poi chiede il rinvio quando si tratta di affrontarne le conseguenze.
I pescatori, minimo minimo, stanno affrontando un maggiore onere perché devono spostarsi in altre località e quindi, quanto meno sotto il profilo del consumo del carburante, stanno subendo danni. Pensare che questa norma renda favorevole ai pescatori non cambiare il tipo di pesca, mi sembra assurdo, perché una norma che dà al massimo 3 milioni all'anno, mi chiedo quale armatore che è in grado di dotarsi di un'altra imbarcazione, rinuncia a fare un diverso tipo di pesca, per continuare a conseguire la miserevole somma di 3 milioni all'anno.
Mi sembra che il problema sia urgente - come dicevo- per il momento per il 1998 è una semplice petizione di principio, senza conseguenza, però, negli anni successivi può avere conseguenza. Io insisto per l'urgenza dell'adozione che sarebbe un segnale verso una categoria che, chiaramente, di fronte a queste imposizioni e a questi vincoli, ha reazioni fortemente negative. Se il Consiglio regionale dichiara di non voler affrontare l'argomento, credo che le reazioni saranno ancora più negative.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per un chiarimento l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Ho detto che concordo con il porre il problema, che verrà posto in termini oggettivi.
I pescatori hanno firmato, concordato e sottoscritto un'intesa sulla positività della riserva marina e le categorie che li rappresentano. Non è questo, quindi, il problema. Il problema è che oggi l'onorevole Bonesu sta ponendo un problema nuovo, che io o chi ci sarà nel divenire nel Governo della Regione, ma io lo porrò in termini brevi per il 1999 per un approfondimento corretto all'interno del Comitato regionale della pesca, all'interno degli organismi scientifici, all'interno del sistema che supporta le decisioni della Giunta. Non c'è una risposta negativa, c'è un rinvio sull'accettazione o meno della proposta dell'onorevole Bonesu.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 2.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento aggiuntivo numero 2.
Risultato della votazione
Presidente. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 17
Contrari 48
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Se lei ha concluso, sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. E` il primo articolo. Ce ne sono da votare degli altri.
Si dia lettura dell'articolo 2.
LA ROSA, Segretario:
Art. 2
Saldo impegni fermo biologico
1. Lo stanziamento del capitolo 05085/03 è incrementato per l'anno 1998 di lire 1.500.000.000.
PRESIDENTE. E` stato presentato all'articolo 2 l'emendamento aggiuntivo numero 3. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu, relatore.
MARROCU (Progr. Fed.). relatore. Lo accoglie.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione dell'articolo e sull'emendamento.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento aggiuntivo numero 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo numero 3.
LA ROSA, Segretario:
Art. 3
Copertura finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono quantificati in lire 19.500.000.000 per l'anno 1998, alla determinazione degli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria.
2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 28, comma 1, della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11, è rideterminata in lire 1.350.000.000.
3. Nel bilancio della Regione per l'anno 1998 sono introdotte le seguenti variazioni:
In diminuzione:
01 - PRESIDENZA
Cap. 01090
Fondo per gli interventi di pubblicità istituzionale, promozione e tutela delle attività produttive e sociali, nonché dell'immagine della Sardegna (art. 83, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 2, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, artt. 59 e 65, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9)
1998 lire 600.000.000
02 - AFFARI GENERALI
Cap. 02159
Spese per l'organizzazione o la partecipazione all'organizzazione di convegni, conferenze e seminari, nonché per pubblicazioni e simili (art. 69, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)
1998 lire 300.000.000
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03016
Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4 della legge finanziaria e art. 34, comma 2 lettera b), della legge di bilancio)
1998 lire 10.000.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 6 della tabella A allegata alla legge finanziaria.
Cap. 03059
Concorso della Regione nell'attuazione di programmi di iniziativa della CEE (art. 34, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 20, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1998 lire 300.000.000
04 - ENTI LOCALI
Cap. 04011
Contributi annui alle compagnie barracellari per spese generali e d'equipaggiamento e premi annui a favore delle compagnie barracellari che si sono particolarmente distinte nell'espletamento delle proprie attività istituzionali (artt. 28, comma 1, punto 2), e 29, L.R. 15 luglio 1988, n. 11)
1998 lire 650.000.000
05 - DIFESA AMBIENTE
Cap. 05082
Spese per l'applicazione della legge sulla pesca (T.U. approvato con il R.D. 8 ottobre 1931, n. 1604, e successive modificazioni, L.R. 7 marzo 1956, n. 37, art. 5, L.R. 29 dicembre 1983, n. 30 e art. 102, L.R. 4 giugno 1988, n. 11)
1998 lire 1.000.000.000
Cap. 05107/02
Finanziamenti ai Comitati direttivi degli ambiti territoriali di caccia (artt, 58, comma 6, e 59, L.R. 29 luglio 1998, n. 23)
1998 lire 1.400.000.000
Cap. 05107/06
Spese per l'acquisto di materiale informativo e tecnico-scientifico al fine della predisposizione del piano faunistico-venatorio regionale e dei suoi aggiornamenti (art. 90, comma 2, L.R. 29 luglio 1998, n. 23)
1998 lire 40.000.000
Cap. 05107/07
Spese per studi e ricerche finalizzati alla predisposizione del piano faunistico-venatorio regionale e dei suoi aggiornamenti (art. 90, comma 1, L.R. 29 luglio 1998, n. 23)
1998 lire 20.000.000
Cap. 05107/08
Spese per la realizzazione di programmi educativi sui problemi della conservazione della fauna selvatica e dell'ambiente naturale (art. 91, L.R. 29 luglio 1998, n. 23)
1998 lire 40.000.000
Cap. 05107/10
Contributi a favore dei proprietari o conduttori per l'inclusione di terreni privati nelle oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura e nelle zone temporanee di ripopolamento e cattura (art. 25, L.R. 29 luglio 1998, n. 23)
1998 lire 500.000.000
06 - AGRICOLTURA
Cap. 06086-02
Contributi e sussidi per la costruzione ed il riattamento di strade interpoderali (art. 17, L. 27 ottobre 1966, n. 910, L. 2 marzo 1974, n. 78, art, 9, L.R. 12 novembre 1982, n. 38 e art. 20, comma 6, L.R. 7 aprile 1995, n. 6)
1998 lire 650.000.000
07 - TURISMO
Cap. 07017
Incremento del fondo destinato alla concessione di anticipazioni dirette a promuovere l'industria alberghiera e turistica (art. 2, legge 4 marzo 1958, n. 174, art. 1, L.R. 18 marzo 1964, n. 8, art. 103, L.R. 31 maggio 1984, n. 26 e artt. 80 e 81, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 35, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art, 49, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 40, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e artt, 4, commi 1 e 3, e 36, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, L.R. 16 aprile 1993, n. 13 e L.R. 14 settembre 1993, n. 40)
1998 lire 650.000.000
08 - LAVORI PUBBLICI
Cap. 08036
Spese per la predisposizione del piano di razionalizzazione delle grandi infrastrutture idrauliche multisettoriali, per l'aggiornamento di piani e per il completamento di studi e progetti relativi ad opere idriche (art. 10, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 6, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1998 lire 650.000.000
09 - INDUSTRIA
Cap. 09040/01
Somme da versare alla SFIRS - Società finanziaria industriale Rinascita Sardegna - per la costituzione di un fondo di garanzia a favore delle società che abbiano emesso obbligazioni per partecipare ad imprese industriali in Sardegna; nonché per la concessione di contributi in conto interessi sulle anticipazioni bancarie per iniziative industriali (artt. 36 e 38, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 11, lett. b), L.R. 12 dicembre 1994, n. 36 e art. 28, comma 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11)
1998 lire 650.000.000
10 - LAVORO
Cap. 10126
Contributi in conto captale a favore delle cooperative e consorzi di cooperative per opere di miglioramento delle strutture produttive compresa la costruzione e l'acquisto delle sedi sociali (art. 4, punto 2, L.R. 27 febbraio 1957, n. 5 e L.R. 6 agosto 1970, n. 17)
1998 lire 650.000.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
Cap. 11061/01
Spese per l'istituzione del Catalogo generale della cultura sarda e per l'effettuazione del censimento del repertorio linguistico dei Sardi; per progetti finalizzati alla valorizzazione e alla diffusione della cultura e lingua sarda nell'ambito della formazione scolastica degli allievi e per l'aggiornamento del personale docente e direttivo e per la realizzazione nella suola di progetti regionali e locali e integrativi degli interventi statali finalizzati alla tutela e alla valorizzazione della cultura e della lingua sarda (artt. 9, 10, 17 e 18, L.R. 15 ottobre 1997, n. 26)
1998 lire 650.000.000
12 - SANITA'
Cap. 12088
Contributi regionali per spese di viaggio e per il soggiorno dell'ammalato e degli eventuali accompagnatori per ricoveri fuori del territorio regionale; contributi regionali di solidarietà (L.R. 22 luglio 1991, n. 26)
1998 lire 650.000.000
13 - TRASPORTI
Cap. 13059
Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 35, L.R. 15 aprile 1998, n. 11)
1998 lire 100.000.000
In aumento_:
05 - DIFESA AMBIENTE
Cap. 05085
Premi alle imprese di pesca per il fermo temporaneo delle navi; indennità giornaliera ai componenti l'equipaggio e rimborso degli oneri previdenziali ed assistenziali (artt. 1, 2 e 3, L.R. 22 luglio 1991, n. 25, art, 6, L.R. 21 settembre 1993, n. 46, art. 22, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 41, comma 1, L.R. 10 novembre 1995, n. 28 e art. 24, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1998 lire 18.000.000.000
Cap. 05085/03
Saldo d'impegni di esercizi decorsi relativi a premi alle imprese di pesca per il fermo temporaneo delle navi, indennità giornaliera ai componenti l'equipaggio e rimborso degli oneri previdenziali ed assistenziali (artt. 1, 2 e 3, L.R. 22 luglio 1991, n. 25, art, 6, L.R. 21 settembre 1993, n. 46, art. 22, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 41, comma 1, L.R. 10 novembre 1995, n. 28 e art. 24, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)
1998 lire 1.500.000.000
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti, il numero 4 e il numero 5. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si danno per illustrati sia il 4 che il 5, in quanto, sono evidenti le motivazioni, devono essere approvati entro l'anno dal governo perché producano gli effetti che si propone il voto dell'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu, relatore.
MARROCU (Progr. Fed.), relatore. Li accoglie.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Voglio ancora una volta fare una provocazione all'Assessore, perché l'emendamento numero 4 prevede: "Gli stanziamenti previsti dalla presente legge, non impegnati entro il 31 dicembre 1998, permangono nel conto dei residui".
Siamo lì, sotto il profilo astratto e teorico diciamo sì, e poi concretamente continuiamo imperterriti a mandare a residui di stanziamento somme non impegnate, che sono al di fuori dei residui.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento aggiuntivo numero 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento aggiuntivo numero 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione palese con procedimento elettronico, del testo della legge 453 A).
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA
Risponde no: il consigliere FLORIS.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 61
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 60
Contrari 1
Il Consiglio approva.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Intervengo per chiederle e per chiedere all'Assemblea, ai sensi dell'articolo 54 secondo comma, la discussione e la votazione del provvedimento 473 A) recante il rinvio della tornata di elezioni amministrative della primavera 1999. Grazie.
PRESIDENTE. Il provvedimento non è all'ordine del giorno. Se l'Assemblea nella sua sovranità concorda nell'inserirlo all'ordine del giorno...
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Lei non ha presenziato alla riunione dei Capigruppo, era presente il collega Milia che sa che io in quella sede ho chiesto di poter affrontare questo argomento nella giornata di martedì. Ora vedo che il collega Marteddu avanza questa proposta; sto segnalando che la nostra posizione era quella che ho appena richiamato. Essendo il collega Marteddu il proponente, non lo considero senz'altro né uno sgarbo, né una sopraffazione nè un'offesa, segnalo che noi abbiamo una posizione diversa da quella che è stata espressa. Quindi, se fosse possibile, confermare la discussione e la votazione per martedì della prossima settimana.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, ho capito il senso generale del suo intervento, però, a filo di Regolamento (come uso dire), in casi come questo, per inserirlo all'ordine del giorno, il Consiglio ha bisogno di una maggioranza di quattro quinti dei votanti. Io non ho capito se la posizione espressa dall'onorevole Cugini significa contrarietà alla discussione o meno, perché ho sentito dire solo che nella Conferenza dei Capigruppo la sua posizione è stata un'altra, però a termini di Regolamento devo sapere come si configura.
Onorevole Cugini può chiarire, per cortesia?
CUGINI (Progr. Fed.). Dicevo prima che non sono chiaramente contrario alla discussione del testo, avendo proposto una data diversa da quella di oggi, se no avrei espresso contrarietà alla discussione, ho solo chiesto di trattarlo martedì, questo era il senso del mio intervento.
Viene proposto di anticipare la discussione, confermo che non ero, non sono e non sarò contrario a trattare l'argomento.
In questi termini sto richiamando l'attenzione.
PRESIDENTE. Il problema è questo: se l'onorevole Marteddu insiste nella proposta che si debba discutere oggi, debbo verificare la volontà dell'Aula, perché se non ci sono i quattro quinti di componenti l'Assemblea favorevoli, io non posso passare alla discussione di questa legge.
Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Presidente, ringrazio l'onorevole Cugini che ha riproposto in termini correttissimi la discussione avvenuta nella Conferenza dei Capigruppo.
Colgo la sua dichiarazione nel senso che riconferma l'idea che andremo a discuterla martedì, però colgo anche la sua proposizione che dice che non si contrappone a che venga discussa questa sera, per cui mantengo la proposta di discuterla stasera.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico della richiesta di inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge numero 473.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.
Risponde no: il consigliere VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: CUGINI - DETTORI Ivana - GHIRRA.
Risultato della votazione
Presenti 62
Votanti 59
Astenuti 3
Maggioranza 48
Favorevoli 58
Contrari 1
Il Consiglio approva.
Discussione e approvazione della proposta di legge Marteddu - Balia - Cugini - Murgia - Montis - Randaccio - La Rosa: "Rinvio della tornata di elezioni amministrative della primavera 1999" (473)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 473. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu, relatore.
MARTEDDU (Popolari), relatore. Presidente la relazione, che è trascritta tra l'altro nel provvedimento, è molto semplice ed anche molto chiara, fa riferimento ai poteri della Regione sulla base di una legge costituzionale, e fa riferimento anche alle condizioni in cui i cittadini sardi si troverebbero se tutte le elezioni si dovessero concentrare in una settimana o in due settimane.
Detto questo, rinvio ad una attenta rigorosa lettura dei colleghi della relazione scritta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, molto brevemente perché non ci siamo mai rifiutati, rispetto alla richiesta di un collega e di un Gruppo, di consentire che si discuta un provvedimento di legge.
Abbiamo logicamente votato a favore, però sul merito del provvedimento debbo dire che se sono legittime le preoccupazioni dei proponenti, perché effettivamente diverse competizioni elettorali verrebbero a sovrapporsi, anzi l'esperienza del 1994 ci consente proprio di valutare attentamente la questione, perché tra elezioni regionali, elezioni europee, elezioni per il Comune di Cagliari, elezioni circoscrizionali, successe una Babilonia, soprattutto dobbiamo pensare, oltre che a noi stessi, all'elettore che si trova con tante schede e alla fine confonde l'elezione per il Parlamento Europeo con quella regionale e viceversa, come di fatto è già accaduto.
Quindi sicuramente è nobile l'intenzione, colgo anche favorevolmente l'aspetto sottolineato nella relazione della necessità che si possa anche pervenire ad una competizione elettorale, soprattutto con riferimento alle elezioni provinciali, con l'istituzione anche delle nuove province, quindi ciò non renderebbe vano il differire all'autunno la tornata elettorale relativa alle province. Chiedo scusa, ma la stanchezza a volte prende il sopravvento. Però debbo anche dire che su una proposta di questa natura che evidentemente ci coglie di sorpresa la discussione questa sera io, a nome del Gruppo debbo, secondo anche delle indicazioni che vengono da settori della mia forza politica, lasciare libertà di coscienza, dovendo anche sottolineare una qualche perplessità che è legata al fatto che il momento elettorale è un momento di verifica importante e rarissimi, se non eccezionali, dovrebbero essere i casi in cui le elezioni debbano essere differite con provvedimento dell'autorità, o come in questo caso, con provvedimento legislativo.
Detto questo ci riserveremo all'esito della votazione ogni consigliere con piena libertà di coscienza.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Sia dia lettura dell'articolo 1 e dell'emendamento numero.
PIRAS, Segretario:
Art. 1
1. Le elezioni dei consigli comunali e provinciali della Sardegna il cui svolgimento, ai sensi della Legge 7 giugno 1991, n. 182, è previsto per una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno 1999, sono rinviate alla successiva tornata elettorale prevista dalla medesima legge.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manchinu per illustrare l'emendamento.
MANCHINU (S.F.D. - Progr. Sard.). L'emendamento direi che si illustra quasi da sé. Con questo emendamento si vuole eliminare, a mio parere, un atteggiamento di ingiustizia, tra virgolette, tra i consiglieri comunali dei comuni al di sopra dei quindicimila abitanti e i consiglieri provinciali che nel momento in cui dovessero diventare assessori comunali o provinciali dovrebbero dimettersi dalla carica di consigliere comunale o provinciale.
Voglio ricordare che in una certa stagione anche in Parlamento, quando si cercava di introdurre una norma non scritta, alcuni parlamentari che divennero ministri si dimisero dalla carica di parlamentare, poi col passare del tempo questo fatto cadde in disuso, e vediamo che deputati diventano ministri e non si dimettono dalla carica di deputato, senatori diventano ministri e non si dimettono dalla carica di deputato, consiglieri regionali diventano assessori e non si dimettono dal Consiglio regionale. Nei comuni al di sotto dei quindicimila abitanti un consigliere comunale eletto può diventare assessore, senza peraltro dimettersi. Ancora dico di più che un Sindaco di una grande città, come quella di Napoli, diventa ministro e non si dimette da Sindaco di quella città.
Io sarei per la incompatibilità, però è avvenuto anche questo, ed allora credo che introducendo questo emendamento si rende la possibilità ai consiglieri comunali eletti nei comuni al di sopra dei quindicimila abitanti ed ai consiglieri provinciali di poter diventare assessori senza dimettersi.
E` chiaro che poi rimane in piedi sempre la norma che consente, comunque, alle Giunte di essere fatte anche completamente di estranei ai Consigli comunali e provinciali.
PRESIDENTE. L'emendamento è stato illustrato, sulla natura aggiuntiva rispetto all'articolo 1, io ho qualche dubbio, comunque per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu, relatore.
MARTEDDU (Popolari), relatore. Sì, Presidente. E` chiaro che l'emendamento pone un problema che esiste, sul quale si impatta ogni qualvolta ci sono elezioni amministrative, che pone problemi noti, diciamo, di rappresentanza politica, di funzioni amministrative, di collegamento tra funzioni amministrative ed espressione e rappresentanza politica elettorale.
Ma è un tema talmente complesso anche dal punto di vista giuridico, che richiama tra l'altro normative nazionali rispetto alle quali noi potremmo anche avere competenza primaria ed esclusiva, ma questa nostra competenza potrebbe entrare in stridente contrasto con il quadro complessivo della normativa nazionale, per cui chiedo al proponente intanto di ritirarlo per una valutazione molto più approfondita in sede legislativa all'interno della prima Commissione in Consiglio regionale, ed eventualmente per ripresentarlo in un altro provvedimento, e se il proponente dovesse mantenere l'emendamento, io non posso che esprimere parere contrario, anche perché presumo, o immagino, che questo emendamento se raccolto in legge potrebbe essere un elemento che aggrava ed appesantisce anche dal punto di vista del controllo la legge stessa.
Quindi il parere sarebbe negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Rapidamente, Presidente, per dire che in Commissione sulla proposta di legge originaria si è sviluppata un'ampia discussione che prevedeva anche altre ipotesi. Cioè l'ipotesi di approvare una legge che stabilizzasse in un turno unico annuale tutte le elezioni amministrative in Sardegna, come peraltro si sta facendo e si sta anche approvando nella discussione e nel dibattito nazionale, un ramo del Parlamento ha già approvato questa proposta.
Però, la Commissione nella sua interezza ha deciso di lasciare inalterato il testo della proposta di legge, ritenendo che soltanto questa proposta fosse da accogliere, senza che vi fossero ulteriori correttivi che, in un qualche modo, potessero incidere sullo spettro più ampio di tutta la legislazione in materia di ordinamento di enti locali.
Per questo motivo chiederei al collega Manchinu ed agli altri colleghi presentatori dell'emendamento di ritirarlo, anche perché la Commissione stessa ha deciso di portare all'esame della Commissione due proposte di legge, una del collega Bonesu e una del collega Amadu, che in un qualche modo regolamentano più organicamente tutta la materia.
Ed allora, per non appesantire questo testo chiedo, concludendo, ai colleghi presentatori dell'emendamento di ritirarlo nella certezza che poi questo emendamento ed altre proposte le potremmo inserire e discutere invece nelle altre proposte di legge che sono all'esame della Commissione stessa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Presidente vorrei sentire la disponibilità dei presentatori al ritiro, così mi evito anche la fatica di intervenire sull'argomento, ma dato che mi ha dato la parola lo faccio lo stesso.
PRESIDENTE. Se lo ritira non ha senso. Ha domandato di parlare il consigliere Manchinu. Ne ha facoltà.
MANCHINU (F.S.D. Progr. Sard.). Accolgo l'invito e ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Facciamo risparmiare all'onorevole Masala l'impegno, perché lo sta ritirando.
MASALA (A.N.). Soltanto un concetto, il sospetto di incompetenza da parte della Regione Sarda su questa materia è forte, perché una cosa è la legge sull'ordinamento provinciale, comunale, quindi anche sulla legge elettorale, altra cosa è stabilire principi sulla compatibilità o incompatibilità tra cariche, e non è un caso che nella legge nazionale vi sia compatibilità, ahimè, tra la carica di ministro con quella di Sindaco di Napoli e non lo sia invece quella di semplice deputato e di consigliere del comune di Cagliari, per esempio. Ma intanto la legge sull'incompatibilità la fanno a Roma e non qua e possono fare anche queste cose.
PRESIDENTE. L'emendamento si intende ritirato, talché passiamo alla votazione della legge.
Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Per chiedere, Presidente, la votazione a scrutinio segreto sull'articolo e quindi sulla legge.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico della proposta di legge 473/A.
Risultato della votazione
Presenti 56
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 48
Contrari 8
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Pietro - FRAU - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
I lavori del Consiglio proseguiranno domani alle ore 10.30.
Alle ore 9.00 è convocata la Commissione sesta.
Alle ore 10.00 è convocata la Commissione terza, bilancio.
Quindi i lavori del Consiglio riprenderanno domani alle ore 10.30.
La seduta è tolta alle ore 20 e 25.
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