Seduta n.259 del 21/12/2006 

CCLIX SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

GIOVEDI' 21 DICEMBRE 2006

Presidenza del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 09.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 6 dicembre 2006 (253), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Elia Corda, Sergio Marracini e Carlo Sanjust hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di giovedì 21 dicembre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Discussione dell'articolato del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (DOC 11/A e DOC 11 bis/A) dei documenti "Piano regionale dei servizi sanitari" (DOC n. 11/A) e "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (DOC n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del testo unificato dei documenti 11/A e 11 bis/A. Dobbiamo ora procedere alla votazione del passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, vorrei esprimere il mio voto contrario al passaggio all'esame degli articoli e vorrei, nei tre minuti a disposizione, brevemente motivarlo. Chiedo anche ai colleghi della maggioranza e all'Assessore della sanità, se mi dedicano un attimo di attenzione, eventualmente di chiarire i miei dubbi.

Il presidente Soru, intervenendo in quest'Aula, ha fatto due dichiarazioni che mi sono rimaste impresse, che sono importanti anche per la tempistica di discussione del Piano sanitario, quindi interessano l'intera Assemblea. Il Presidente ha innanzitutto dichiarato, e tutti lo abbiamo sentito, che l'obiettivo del raggiungimento del pareggio di bilancio per quanto riguarda la sanità è fissato per il 2007. Io leggo la smentita che l'assessore Dirindin trasmette con la pagina 140 del Piano: "…l'obiettivo dell'equilibrio della gestione è raggiunto nel 2009".

Il presidente Soru ha inoltre detto che il deficit stimato per il 2006 sarà intorno ai 100 milioni di euro. Ci sono due tabelle in questo Piano: la prima dice che il fabbisogno lordo iniziale del 2006 è di 2.507 milioni di euro; la seconda dice che il fabbisogno finale stimato è 2.676, cioè 170 milioni di euro e non 100, come sostiene il Presidente. Allora, sarebbe utile capire se il presidente Soru ha detto a quest'Aula delle cose inesatte e, se così fosse, vorrei sapere se l'assessore Dirindin intende smentirlo o cambiare quelle parti del Piano sulle quali il Presidente smentisce lei.

Vorrei fare, colleghi del centrosinistra, una domanda: "Ma se non li ha capiti il presidente Soru i conti della sanità forniti dall'Assessore, siamo convinti di averli capiti noi? E se non li abbiamo capiti neanche noi, è il caso che l'intero Consiglio regionale resti ostaggio di un obiettivo politico, che debba affrontare in un confronto "muscolare", muro contro muro, questioni che, se esaminate in un clima sereno, con disponibilità reciproca al dialogo, probabilmente si risolverebbero molto più in fretta e senza bisogno di spreco di muscoli?

In politica, io preferisco usare il cervello piuttosto che i muscoli!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò a favore del passaggio all'esame degli articoli, ma, avendo presentato un ordine del giorno con cui il Consiglio regionale auspica una legge del Parlamento italiano per definire norme più rispettose della libera scelta individuale in caso di accanimento terapeutico, desidero informare il Presidente e l'Aula che, pur essendo deceduto Piergiorgio Welby, il documento mantiene la sua validità nel dispositivo. Ho però provveduto a modificare la parte predispositiva, ritenendo che il problema sollevato da Piergiorgio Welby debba trovare una soluzione parlamentare ed essere sottratto ai salotti televisivi e alle strumentalizzazioni.

Il Parlamento, a mio avviso, in un paese democratico, non può sottrarsi a quest'obbligo, pertanto invito i colleghi a prendere visione dell'ordine del giorno e a sottoscriverlo. La ringrazio, Presidente. E' stato irrituale, ma era necessario.

PRESIDENTE. Un pochino. Ne avremmo parlato quando fossimo arrivati al relativo punto dell'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, voterò contro il passaggio all'esame degli articoli. Ho maturato questa decisione dopo il dibattito di ieri, un dibattito che non si è svolto con obiettività e che, nell'analisi del Piano, ha evidenziato una totale carenza di riferimenti all'interesse generale.

Molte, troppe contraddizioni si sono palesate fin dalla illustrazione del relatore di maggioranza, che ha detto di aver sentito tutte le parti sociali, di aver raccolto il consenso e quant'altro, dimenticando quanto ha scritto il Consiglio delle autonomie locali: "Persistono sensibili perplessità e riserve sulle scelte". Ma soprattutto dimenticando, mi riferisco ai componenti della maggioranza, i documenti redatti da rappresentanti dei loro stessi partiti, come i Democratici di Sinistra della città di Cagliari, i quali hanno manifestato una totale non condivisione delle linee del Piano, e dimenticando anche quanto hanno detto la UIL, la CISL e i rappresentanti delle categorie del settore sanitario che, per la prima volta, sono riusciti a unirsi in un'unica voce per contestare le linee del Piano. Tutti questi non sono stati ascoltati. Per intenderci, siamo di fronte a quelle critiche che voi etichettate come critiche del centrodestra, ma che provengono unicamente dalle forze sociali e politiche del centrosinistra.

Noi pensavamo che questo Piano sanitario potesse contribuire al raggiungimento di quell'obiettivo che forse anche voi vi eravate posti all'inizio di questa legislatura, quello cioè di abbattere la burocrazia di sistema, dettata molto spesso da un becero partitismo. Invece è stato abbattuto uno stato di diritto. "Tagliamo gli sprechi", ma la gestione di questi due anni e mezzo, caro onorevole Silvio Lai, dimostra che voi non state eliminando gli sprechi, ma state gestendo ulteriormente gli sprechi, e la denuncia fatta in quest'Aula ieri ne è una dimostrazione. Perciò, se dobbiamo fare un'anamnesi, per stare in tema con il Piano regionale dei servizi sanitari, possiamo dire che dopo diciotto anni di una politica volta a non far fare, per l'ennesima volta dominano i discorsi di quest'Aula le azioni preconcette volte a non far ascrivere i meriti a una parte politica o all'altra o a denigrare una parte politica o l'altra, quella che governa nel momento o quella che sta all'opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, leggo dalla relazione di maggioranza dell'onorevole Pacifico che, nelle ampie consultazioni effettuate attraverso le audizioni in Commissione, si sono poste in evidenza diverse criticità e ne cito due: la sanitarizzazione dei bisogni dovuta alla debole o assente integrazione tra attività sanitarie e sociali e la carenza di risorse rispetto ai costi del sistema.

Perché devo votare contro il passaggio all'esame degli articoli di questo Piano regionale dei servizi sanitari? Perché nella stessa relazione di maggioranza è scritto che non si è potuto condividere il percorso di approfondimento e condivisione sia sulla rete ospedaliera sia sul governo economico del servizio sanitario e gli strumenti per il funzionamento del sistema. Ho avuto modo ieri di parlare del mancato approfondimento del tema della razionalizzazione della rete ospedaliera, ma siccome già ieri altri colleghi si sono soffermati sul problema dei costi, a cui questo Piano non dà una risposta adeguata, basterebbe questo per rimandarlo in Commissione.

Per quanto riguarda, invece, la sanitarizzazione dei bisogni, io dico che si è fatto molto in senso opposto a quel che si dice, perché qui si è addirittura considerato di competenza del sociale ciò che dovrebbe essere sanitario, ma avremo modo di parlarne quando discuteremo dell'aspetto psichiatrico e del fatto che in questo Piano non si cita una sola volta la parola "medico", ma si parla sempre di operatori, perché si è trasformata la psichiatria in un sistema di tipo sociologico o socioassistenziale, che niente ha a che vedere con la medicina.

Abbiamo una concezione nettamente diversa, certamente anche ideologicamente diversa, e non arriveremo mai a una sintesi unitaria, però l'aver considerato appartenente al settore sociale ciò che dovrebbe essere sanitario ha fondamenti economici, come il finanziamento di una miriade di associazioni private di amici dei malati, parenti dei malati e quant'altri lucrano senza dare quelle risposte vere che i malati psichiatrici in Sardegna ancora attendono. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il nostro voto sul passaggio all'esame degli articoli è contrario perché deriva da un giudizio negativo sul contenuto e sul metodo politico di questo Piano. Sia chiaro, noi vogliamo che la Sardegna abbia un Piano sanitario regionale e vogliamo che questo Piano sia attento alle necessità di ogni singolo cittadino, di ogni persona bisognosa, non ci opporremo mai a scelte ragionevoli e umane, ci opponiamo però a un atto politico che nel contenuto e nel metodo non è chiaro, che è generico nelle indicazioni, condivisibile per quanto riguarda i grandi obiettivi, ma non i modi, perché non indica né le procedure né i tempi e nemmeno le risorse finanziarie.

Ci opponiamo perché, in particolare nella parte economica, non c'è nessuna chiarezza sulla consistenza dell'indebitamento finanziario. Ci opponiamo anche perché in quest'Aula si è verificata, in queste ultime ore di dibattito, un'assoluta incoerenza fra le dichiarazioni del Presidente e quelle dell'Assessore su una parte molto importante, quella del risanamento finanziario del sistema sanitario, che ha visto Assessore e Presidente dare i numeri, citare cifre discordanti tra loro. Il Presidente, che si permette di insultare l'Aula in altri momenti, viene qui a dare indicazioni e a dire cose assolutamente contrarie al Piano che la sua stessa Giunta ha portato in discussione. O il Presidente non ha letto questo Piano o l'Assessore non lo ha debitamente avvertito di quello che stava accadendo, dei contenuti veri di questo documento. Quando avverrà il risanamento finanziario? Chi ha ragione su questo punto, Renato Soru o Nerina Dirindin?

Vedremo se nei prossimi giorni questo mistero sarà svelato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto contrario al passaggio all'esame degli articoli del testo unificato in discussione.

Ieri, durante il dibattito, ho fatto alcune affermazioni sul perché noi non condividiamo buona parte di questo Piano sanitario, ma chiedo ora ai colleghi della maggioranza se non sia il caso di riesaminarlo, soprattutto nelle parti più importanti.

Ho accennato, ieri, alla costruzione di nuovi ospedali: sarà il caso di rivedere anche questa parte, Assessore, sarà il caso di riesaminare gli sprechi che sono previsti. Ieri notte, appena sono andato via da qui, ho letto un articolo di alcuni rappresentanti D.S. della città di Cagliari - Assessore, i D.S. fanno parte della Giunta di centrosinistra -, i quali dicono: "Non chiudete gli ospedali". Quindi se il primo partito della coalizione di centrosinistra non condivide questo testo unificato, invito la maggioranza a riflettere sull'opportunità di rimandarlo in Commissione per le opportune correzioni.

Capisco l'imbarazzo dei colleghi Pacifico e Marrocu, che si sono precipitati a rilasciare dichiarazioni alla stampa, forse per smentire i loro dirigenti, però, come ha detto il collega Capelli, un dato è certo: i sindacati non sono soddisfatti, non condividono questo Piano, ma soprattutto la classe medica, anche quella vicina alle vostre posizioni non ne condivide l'impostazione. E allora, prima di fare cose affrettate, smentite Soru e prendiamoci il tempo necessario per esaminare questo testo unificato in modo più approfondito e preparare un Piano sanitario nell'interesse di tutti i sardi, non di pochi.

E siccome ieri, Assessore, non mi è stato concesso il tempo per terminare il mio ragionamento, vorrei farlo adesso. Lei vuole sempre risparmiare tagliando, però, di recente, ha approvato un concorso per quattro nuovi primari alla ASL di Carbonia, guarda caso tutti "targati" D.S.. Non voglio entrare in polemica, ma ripeto, ancora una volta, che lei predica bene e razzola male. Non faccio i nomi dei vincitori di quel concorso per rispetto dei colleghi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, signor Assessore, voterò assieme al mio Gruppo contro il passaggio all'esame degli articoli, perché la discussione generale, che si è conclusa proprio ieri, non ha certamente chiarito alcuni problemi di fondo di questo Piano regionale dei servizi sanitari.

Per intenderci, il vero problema è che qualora questo Piano venisse approvato, verrebbe mortificato, annullato il ruolo del Consiglio regionale, perché sappiamo tutti che, praticamente, saranno interamente demandate alla Giunta l'organizzazione e la programmazione della sanità nel territorio della Sardegna.

Questo è il motivo principale per cui non possiamo accettare questo Piano sanitario. Pertanto, in mancanza di un ripensamento da parte della Giunta e della maggioranza, voteremo contro il passaggio all'esame degli articoli, anche perché non è chiaro quali siano le risorse finanziarie da destinare all'attuazione di questo Piano. I numeri cambiano di giorno in giorno, a seconda che parli il Presidente, l'Assessore o la maggioranza. Questo balletto di cifre deve finire, bisogna fornire dati certi, bisogna dire di preciso quali sono i conti, qual è la situazione finanziaria reale e come pensiamo di risolvere i problemi della sanità in Sardegna.

In più devo dire che il ruolo della sanità e soprattutto degli ospedali e dei piccoli presidi ospedalieri nella periferia non è chiaro. Ci sono molte enunciazioni, ma non c'è nulla di concreto all'interno di questo Piano. Allora questo è il momento giusto per fare chiarezza, per dire quale sanità vogliamo dare ai sardi e come intendiamo migliorare la sanità in Sardegna.

In più noi riteniamo che questa maggioranza, appiattita com'è sulla Giunta regionale, stia dando al Presidente e alla sua Giunta un'ulteriore delega in bianco, che non credo sia proprio il caso di dare, perché questo Consiglio regionale è stato eletto per governare e non per fare da passacarte alla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, la paternità del penultimo Piano sanitario è da attribuire a un Assessore sardista e alla Giunta di sinistra che oltre ventun anni fa sosteneva il presidente Melis. Da allora nulla è stato fatto.

Il nostro partito anche nella scorsa legislatura lamentava la carenza di uno strumento così importante. Oggi ci ritroviamo a dover esaminare un Piano che presenta, purtroppo, grosse lacune. Ecco il perché della nostra astensione benevola, non pilatesca. Siamo, infatti, consapevoli di ciò che vogliono i sardi e la Sardegna da uno strumento così importante. Se dipendesse dal nostro voto, noi ci assumeremmo la responsabilità di scaricare completamente la responsabilità di questo atto importante su di voi, però abbiamo denunciato la mancanza di concertazione e dal parere delle autonomie locali esplode drammaticamente proprio l'emarginazione a cui è stata sottoposta l'autonomia locale. C'è, poi, una confusione sulla copertura finanziaria, che credo sia indispensabile per dare gambe a uno strumento così importante.

Per questi motivi noi ci asterremo e non impediremo che i sardi possano dotarsi di uno strumento tanto importante e atteso da oltre ventun anni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sulla modalità di votazione. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Liori ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Matteo - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 72

astenuti 3

maggioranza 37

favorevoli 48

contrari 24

(Il Consiglio approva).

Sono stati presentati 596 emendamenti.

LA SPISA (F.I.). Ce lo poteva dire, ne avremmo presentato altri quattro!

PRESIDENTE. Colleghi, propongo una sospensione dei lavori, che si rende necessaria per consentire agli Uffici di coordinare, lavoro non semplice, gli emendamenti e alla settima Commissione di prenderli rapidamente in visione, perché, come sapete, le Commissioni non devono esaminare gli emendamenti che devono essere esaminati in Aula se non da un punto di vista molto formale e velocemente, tranne quelli che vengono presentati ai documenti di bilancio. Quindi si va in Commissione, ma solo per compiere questo rapido lavoro. Propongo una sospensione sino alle ore 12.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente, vorrei chiederle qual è l'articolo del Regolamento che dice che in Commissione gli emendamenti vanno visti in maniera rapida e veloce.

PRESIDENTE. E io vorrei chiedere a lei quale articolo prevede invece che gli emendamenti presentati in Aula siano esaminati in Commissione. Faccio anch'io una domanda.

La seduta è sospesa fino alle ore 12.

GALLUS (Fortza Paris). La Commissione è convocata?

PRESIDENTE. Sì, la Commissione è convocata, così come abbiamo stabilito.

GALLUS (Fortza Paris). Adesso?

PRESIDENTE. Abbiamo sospeso i lavori fino alle ore 12. La settima Commissione è convocata a partire da adesso. Il Presidente è qui, siete tutti qui, stabilite tra voi come procedere.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 33, viene ripresa alle ore 12 e 31.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta per aggiornare i lavori alle ore 16, in quanto la settima Commissione ha iniziato da poco i suoi lavori e dobbiamo darle il tempo di esaminare, seppure rapidamente, gli emendamenti.

Il Consiglio è riconvocato per le ore 16.

La seduta è tolta alle ore 12 e 32.