Seduta n.269 del 10/01/2007
CCLXIX Seduta
(Pomeridiana)
Mercoledì 10 gennaio 2007
Presidenza del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 15 e 04.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del mercoledì 27 dicembre 2006 (263), che è approvato.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interrogazione PISANO, con richiesta di risposta scritta, sui ristretti tempi richiesti ai beneficiari delle agevolazioni previste dalla legge regionale 21 maggio 2002, n. 9, per la presentazione della prescritta documentazione". (719)
"Interrogazione MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sui danni al comparto agrumicolo della Sardegna". (720)
"Interrogazione DIANA - LIORI, con richiesta di risposta scritta, sui corsi di qualificazione e riqualificazione per operatore dei servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali-ambientali valorizzate inseriti nel programma Parnaso". (721)
"Interrogazione CHERCHI Silvio - GIAGU - UGGIAS, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di esclusione delle imprese sarde dal bando POR 2000/2006 Asse 2, Misura 2.4, sugli interventi formativi per le attività culturali". (722)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interpellanza DIANA - LIORI sulle misure adottate dalla Giunta regionale al fine di rendere più trasparente l'azione amministrativa della Regione". (225/C-1)
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Mozione CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - VARGIU - ARTIZZU - LADU - MILIA - FARIGU - DIANA - LOMBARDO - CHERCHI Oscar - GALLUS - DEDONI - PISANO - MORO - SANNA Matteo - CONTU - LICANDRO - PETRINI - LIORI - CASSANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - MURGIONI sulla delibera n. 51/16 del 12 dicembre 2006 - Bando di gara per la cessione al fine di riqualificare e riutilizzare per la valorizzazione turistica le aree degradate di particolare interesse paesaggistico prospicienti il mare in Comune di Sant'Antioco (Provincia Sulcis Iglesiente), con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (111)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) dei documenti "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A).
Eravamo alla votazione della seconda parte e dell'emendamento numero 242, per il quale era stata chiesta la votazione elettronica. Non essendo trascorsi ancora 10 minuti dall'inizio della seduta, ai termini di validità per poter votare, sospendo i lavori che riprendono alle 15 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 15 e 06, viene ripresa alle ore 15 e 15.)
PRESIDENTE. Onorevole Cassano, onorevole Manca. Onorevole Cugini, grazie per l'aiuto ci avevamo già pensato. Siamo alla votazione dell'emendamento numero 242, viene confermata la richiesta di voto elettronico?
LA SPISA (F.I.). Sì.
PRESIDENTE. Viene confermata la richiesta di voto elettronico. Onorevole Lai su che cosa?
LAI (D.S.). Per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Sono già state fatte le dichiarazioni di voto, abbiamo già votato è mancato il numero legale. Mi assicurano che è così, onorevole Lai, scusi? Stiamo votando con voto elettronico palese l'emendamento numero 242. Dichiaro aperta la votazione.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 242.
(Segue la votazione)
Rispondono no i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai - Manca - Marracini - Marrocu - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Davoli - Fadda - Lanzi - Licheri - Scarpa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 40
votanti 34
astenuti 6
maggioranza 18
contrari 34
Bene, non è presente il numero legale i lavori riprendono alle 15 e 51.
(La seduta, sospesa alle ore 15 e 21 , viene ripresa alle ore 15 e 51.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, riprendiamo i nostri lavori, prego due segretari di accomodarsi alla Presidenza,io non ho preferenze onorevole Cassano, va bene anche Cherchi. Onorevole Lai aveva chiesto la parola su che cosa? O era rimasta l'iscrizione di prima? Onorevole Biancareddu per che cosa?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. E' confermata la richiesta di voto elettronico palese, prego i colleghi di prendere posto. Se tutti i colleghi sono al proprio posto dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 242.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Cachia e Giorico hanno votato contro, il consigliere Cherchi Oscar ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Biancareddu - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si è astenuto il consigliere: Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 60
astenuto 1
maggioranza 31
favorevoli 21
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 120, sostitutivo parziale, per il quale la Commissione e la Giunta hanno espresso il loro parere favorevole. Onorevole Lai?
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Voto elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto, stiamo votando l'emendamento numero 120.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 120.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Giorico - Milia.
Si sono astenuti i consiglieri: Cherchi Oscar - La Spisa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 39
astenuti 2
maggioranza 20
favorevoli 37
contrari 2
Non è presente il numero legale, i lavori sono sospesi riprendono alle ore 16 e 25.
(La seduta, sospesa alle ore 15 e 56, viene ripresa alle ore 16 e 26.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto e due Segretari di accomodarsi alla presidenza. Prego i colleghi di prendere posto, siamo in votazione dell'emendamento numero 120 per il quale era stato richiesto il voto elettronico palese che viene confermato. Onorevole Artizzu conferma?
ARTIZZU (A.N.). Confermo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Per l'emendamento numero 120 sia la Giunta che la Commissione avevano espresso il loro parere positivo. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 120.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Murgioni e Biancareddu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: La Spisa - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 51
astenuti 2
maggioranza 26
favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
Dobbiamo votare insieme gli emendamenti numero 36 e 176 che hanno lo stesso contenuto e per i quali sia la Commissione che la Giunta hanno espresso il loro parere positivo.
(Sono approvati)
L'emendamento numero 243 decade. Mettiamo in votazione il testo: "Le malattie endocrine".
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione per scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. L'onorevole La Spisa ha chiesto la votazione per scrutinio elettronico palese sul testo: "Le malattie endocrine", se tutti i colleghi sono al loro posto dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del sub paragrafo " Le malattie endocrine".
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Cappai - Cassano - Contu - Farigu - La Spisa - Lombardo - Moro - Murgioni - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo.
Si è astenuto il consigliere: Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 62
astenuto 1
maggioranza 32
favorevoli 46
contrari 16
(Il Consiglio approva).
Emendamento aggiuntivo numero 222, per il quale sia la Commissione che la Giunta hanno espresso il loro parere favorevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Innanzitutto grazie Presidente, io credo che questo emendamento proposto dalla maggioranza sia un emendamento che cogliendo il significato "presso le ASL e le aziende miste universitari ospedaliere strutture ambulatoriali", sinceramente mi sembra di capire che il sistema di rete che il Piano ha previsto a larghe mani per tutto il sistema sanitario, in questo caso, ha presentato una sfrangiatura e non credo che la frangiatura o quantomeno la rottura di maglia possa essere così banale da non pensare che si è cercato di recuperare, in questo caso, tanti di quei suggerimenti che noi abbiamo dato su altri paragrafi. Credo che il potenziamento di adeguate strutture ambulatoriali che seguano il sistema delle malattie endocrine, vorrei sapere dove si potenziano nella misura in cui questi ambulatori, queste strutture ambulatoriali oggi non esistono, non esistono soprattutto nelle ASL, perché ritengo che le aziende, diciamo l'università, abbia già questo tipo di servizio di sicuro a Cagliari, a Sassari presumo allo stesso modo e chi non le possedevano erano proprio le aziende e soprattutto nei servizi territoriali e credo che neanche nella rete ospedaliera, in genere, sia sempre presente l'ambulatorio per le malattie endocrine. In questo caso specifico noi potremmo dire che questa è una dimenticanza che è stata raccolta su suggerimento avvenuto in Commissione, potremmo condividerlo come sensibilità, non lo condividiamo per il metodo in cui è stato proposto perché, davvero, noi riteniamo che questo emendamento sia pleonastico nella misura in cui nelle aziende miste universitarie ospedaliere, questo sistema sia già presente e pertanto noi non voteremo a favore di quest'emendamento, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Grazie Presidente, anche per proporre un emendamento orale all'emendamento. Questo era un emendamento di cui la Giunta aveva chiesto la sospensione cogliendo anche le osservazioni fatte dal collega Contu in quanto la dicitura, oggettivamente, era abbastanza confusa o comunque non chiariva esattamente le finalità dell'emendamento. Negli ultimi tre punti della pagina 19 io proporrei di aggiungere un altro punto che diventa il secondo pallino, tra virgolette, il secondo punto della pagina; dopo "potenziamento" parlerei di "integrazione" per poi lascerei "potenziamento di adeguate strutture ambulatoriali in grado di fornire una completa attività diagnostica e terapeutica" e aggiungerei subito dopo un secondo pallino con la dicitura: "integrazione delle aziende ospedaliere universitarie nella attività di assistenza ospedaliera", che forse rende di più il concetto di potenziamento, rafforzamento e integrazione tra attività territoriali e attività ospedaliere delle aziende ospedaliere universitarie.
CONTU (F.I.). E le altre aziende?
PACIFICO (D.S.). Stiamo parlando di realtà che si capisce che se non c'è ospedaliera c'è l'ospedale.
PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, faccia il suo intervento. Grazie onorevole Pacifico.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì. Io, nell'esprimere il mio voto contrario all'emendamento numero 222, devo dire che nonostante gli sforzi che il collega Pacifico ha fatto non ho compreso ancora il senso dell'emendamento, perché se il senso dell'emendamento è che il potenziamento dell'attività di trattamento, diagnosi, terapia, screening delle malattie endocrine deve avvenire dappertutto scriviamo direttamente "potenziamento di tutte le strutture", perché abbiamo scritto che riteniamo che sia una cosa importante che ci sia la degenza protetta che consenta di fare la terapia radiometabolica nelle strutture che hanno la possibilità di effettuare la terapia radiometabolica, quindi stiamo dicendo nel secondo capoverso, nel secondo puntino che sulla degenza protetta facciamo uno sforzo particolare; bene, mi sembra assolutamente ragionevole che lo sforzo nella intercettazione e nel trattamento delle malattie endocrine si faccia dappertutto. Ma non capisco la necessità di emendare l'ovvietà, nel senso che già dire "il potenziamento di adeguate strutture ambulatoriali" sembra un'ovvietà…
PACIFICO (D.S.), relatore. Territoriali.
VARGIU (Riformatori Sardi). …e già sembra un'ovvietà, nel senso che miglioriamo la sanità. Benissimo. Adesso miglioriamo la sanità e oltre che migliorarla territorialmente la miglioriamo anche nelle aziende miste universitarie ospedaliere e la miglioriamo nelle AA.SS.LL. Ma fatemi capire: significa forse che le aziende miste devono svolgere quella attività ambulatoriale che voi dite che non devono svolgere? Beh, allora spiegatemelo meglio! Perché se voi state dicendo che siamo contro la cultura ospedalocentrica, quindi non ci deve essere la presenza di strutture ambulatoriali all'interno delle aziende miste, poi mi state dicendo che nelle aziende miste ci devono essere strutture ambulatoriali quindi invece di fare… E allora, colleghi, credetemi il testo del vostro emendamento è veramente difficile da comprendere ed è veramente difficile da capire se gli obiettivi dell'emendamento vanno nella direzione del resto del Piano o se sono come sempre una sorta di anomalia di cui, direbbe il collega Uras momentaneamente assente, non si capisce bene la genesi e l'obiettivo.
PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, forse non mi sono fatto capire.
PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, molto brevemente per specificare.
Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Molto brevemente. Il significato del primo rigo quando si intende strutture ambulatoriali, forse è il caso di chiarirlo anche nel testo, si parla di strutture ambulatoriali territoriali. Ed è un primo livello di risposta di assistenza. Il secondo punto con "l'integrazione delle aziende ospedaliere universitarie nell'attività di assistenza ospedaliera" vuol dire porre in rete le strutture ospedaliere universitarie e ospedaliere, laddove esistono, come secondo livello di assistenza, e il concetto della terapia radiometabolica della medicina nucleare e espresso nel terzo punto e lo sviluppo, invece, di tutte le attività mediche di prevenzione e informazione è espresso nel quarto punto. E' semplicemente un diversificare i diversi livelli di assistenza distinguendo tra l'assistenza ospedaliera universitaria e ospedaliera e territoriale con i primi due punti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pacifico. E' stato proposto un emendamento orale dall'onorevole Pacifico. Se non ci sono osservazioni lo acquisiamo al testo e lo mettiamo in votazione. L'emendamento orale recita in questa maniera: dopo il punto "il potenziamento delle strutture ambulatoriali…" aggiungere un altro punto, prima del "rafforzamento dei servizi di medicina nucleare…" che dice: "integrazione delle aziende ospedaliere universitarie nella attività di assistenza ospedaliera".
Ha domandato di parlare il consigliere Cachia. Ne ha facoltà.
CACHIA (La Margherita-D.L.). Volevo cortesemente, signor Presidente, sentire tutto il capoverso come è, le modificazioni apportate.
PRESIDENTE. Tutto il capoverso diventa questo, onorevole Cachia: "Relativamente a quest'area di bisogno gli obiettivi per il triennio di vigenza del Piano sono: il potenziamento di adeguate strutture territoriali in grado di fornire una completa attività diagnostica e terapeutica; integrazione delle aziende ospedaliere universitarie nell'attività di assistenza ospedaliera; il rafforzamento dei servizi di medicina nucleare…", e rimane invariato il testo.
(E' approvato)
Emendamento numero 49, che ha avuto il parere contrario di Commissione e di Giunta. E' in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 49 che, manco ad averlo pensato prima, qui abbiamo una proposta o presentiamo una proposta che è quella di differenziare il sito dove vengono fatti gli screening per gli adulti ovvero noi non possiamo pensare di dare come riferimento per gli screening per adulti l'ospedale pediatrico. E' un tema sul quale abbiamo dibattuto anche in Commissione, noi gli screening neonatali è giusto che vadano, appunto, alla nefrologia pediatrica presso l'ospedale Microcitemico di Cagliari, ma quando si tratta di screening indirizzati verso gli adulti si indirizza al centro di nefrologia già presente presso il Policlinico universitario di Monserrato, dove esiste già una struttura e dovremo prevedere perlomeno questo differente indirizzo. E' un suggerimento, poi se si pensa di centralizzare gli screening presso il Microcitemico, vuol dire infarciremo il Microcitemico anche di pazienti adulti; questa non era la finalità del Microcitemico comunque, abbiamo già rilevato in altre discussioni il fatto che il Microcitemico per accogliere pazienti adulti, quali quelli affetti da talassemia, noi non possiamo non differenziare gli ambulatori pediatrici dagli ambulatori per gli adulti, perché oggi non c'è ancora neanche questo concetto di delicatezza e di rispetto da una parte verso i bambini o i ragazzi o i giovani e verso gli adulti che hanno bisogno, hanno esigenze diverse e la tolleranza forse è durata anche fin troppo se ancora oggi non riusciamo a maturare questi concetti, che uno è una struttura che deve accogliere bambini in età pediatrica e l'altra è una struttura che deve accogliere pazienti di età adulta che chiaramente hanno bisogno, necessità, accessibilità e tanti altri servizi differenziati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.
(Non è approvato)
Emendamento numero 177, per il quale è stato espresso il parere positivo sia dalla Commissione che dalla Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io esprimo il voto di astensione su questo emendamento nel senso che condivido la necessità che all'interno del Piano sanitario ci sia qualcosa di scritto sulle nefropatie, non condivido il metodo, nel senso che dopo che la Commissione sanità per un anno aveva discusso, dopo che due anni… insomma mi sembra veramente anomalo che un capitolo importante come quello delle nefropatie venga introdotto con un emendamento in aula. Ed alla sconfessione di quanto voi sostenete costantemente e cioè che questo Piano sanitario ha avuto all'istruzione che merita perché delle due l'una: o chi ha fatto l'istruzione era talmente distratto, sia Giunta regionale che i componenti di maggioranza della Commissione, che si accorgono soltanto che dopo due anni mancano le nefropatie nel Piano sanitario oppure, come abbiamo sostenuto noi, l'istruzione di questo Piano sanitario non è sufficiente. E nel dare il mio giudizio legato al voto di astensione sto ovviamente avendo un atteggiamento di rispetto nei confronti del problema, perché le considerazioni sostanziali che si potrebbero fare sono tantissime. La prima che mi viene in mente nel leggere l'emendamento, insomma, che non si è preso in considerazione il fatto che la Sardegna ha una emergenza nefrodialitica nel periodo estivo, quando succede che tra i turisti che arrivano in Sardegna ce ne siano una parte importante che ha bisogno di trattamenti dialitici - per cui ci sono strutture, basta parlare per esempio di quelle di Muravera ma perché tante volte sono arrivate all'attenzione dell'opinione pubblica per la carenza che ha costretto addirittura il sindaco di Muravera a prendere in affitto una villetta all'interno della quale localizzare un rene artificiale per poter fare la dialisi a coloro i quali dovevano venire in vacanza a Costa Rei o comunque nella costa sud orientale della Sardegna - ecco, non aver pensato a questo, coloro i quali hanno materialmente steso l'emendamento, dimostra quanto sia stato affrettato l'emendamento e quanto, probabilmente, un supplemento di istruttoria di questo provvedimento avrebbe evitato all'Aula l'approvazione frettolosa di emendamenti mal scritti che peraltro parlano di un problema fondamentale, per cui non mi sento di votare contro l'emendamento 177.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Questo è un tema che merita ben più di 3 minuti di riflessione, perché è uno di quei temi che è stato dimenticato o fatto ricomparire eventualmente con un emendamento anche abbastanza frettoloso perché davvero pensare a 80 mila cittadini che hanno un'insufficienza renale cronica non dializzate, molto probabilmente un pensiero importante che è stato destinato a questo tipo di pazienti, a questa patologia in particolare, le nefropatie. Io ritengo che nella proposta dell'emendamento 103, quando si parlava di un disegno di legge per l'Alzheimer, pensavamo e abbiamo pensato sempre che determinate categorie di pazienti hanno bisogno di una garanzia anche di legge, di una garanzia di legge per poter aver sancito il diritto all'assistenza e soprattutto alle terapie. In questo caso specifico io voglio ricordare che per i nefropatici esiste anche una normativa specifica, esistono delle risorse già assegnate, esiste un'assistenza che viene esercitata anche tramite l'azione degli enti locali e, devo dire, che molto probabilmente rispetto a un concetto espresso dal collega Frau non è il percorso quello del garantire anche con delle leggi determinate categorie di pazienti. In un sistema giuridico che abbia la validità di essere un sistema giuridico adeguato, molto probabilmente noi abbiamo ancora bisogno di norme e avremo ancora bisogno di norme per garantire l'assistenza, altrimenti non avrebbe neanche significato avere un Piano sanitario, collega Frau. Questo per dire che non siamo noi e neanche questo podio a poterci mettere nelle condizioni di definire leggi nazionali o definire eventualmente leggi regionali e definirle con affermazioni personali, peraltro improprie. Io credo, nel caso specifico, che noi possiamo riconoscere, nell'ambito di questa proposta, una validità all'emendamento, ma non lo votiamo e ci asterremo su quest'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Avrei votato volentieri a favore di questo emendamento perché leggendo il Piano appena è stato presentato in Commissione avevo avuto modo di notare che, nonostante i validi e valorosi estensori di questo Piano, si erano dimenticati che l'8 per cento della popolazione sarda è affetta da un male ai reni. Purtroppo solo una minima parte di questi pazienti, di questi malati, riesce ad avere il trapianto, tutti gli altri devono ricorrere alla dialisi e il fatto che non fosse riportato nel Piano nessun riferimento alle malattie renali è un fatto gravissimo che dimostra il pressappochismo con cui questo Piano è stato predisposto. Mi dispiace che fra validi aiutanti dell'Assessore - mi riferisco soprattutto al collega Frau, ma principalmente al relatore di maggioranza, onorevole Pacifico - che abbiano aspettato solo questo momento per poter presentare un emendamento che facesse riferimento a queste malattie. Sono d'accordo col collega Vargiu, voi dite tutto e il contrario di tutto in quest'emendamento perché dite che bisogna garantire una rete di strutture nefrodialitiche adeguate alle esigenze dei diversi territori della ASL, salvo poi scoprire che quelle poche che funzionano, tipo la villetta presa in affitto al sindaco di Muravera per poter garantire la dialisi a coloro i quali si recano a trascorrere le vacanze in quel territorio, salvo poi questi pazienti essere respinti perché non c'è la possibilità per garantire la dialisi a tutti. Ma ne aggiungono un altro per il dottor Frau che conosce bene la situazione della dialisi del Medio Campidano. E' stata aperta una dialisi a Villamar, mi pare, con pochissimi posti letto che non garantiscono il soddisfacimento di tutti gli utenti di quella zona, tant'è che molti sono costretti a trasferirsi ad Oristano. Ecco, voi tutti questi aspetti di questa malattia non li prendete in considerazione in quest'emendamento perché dite poi, al secondo punto, "adottare piani operativi in sinergia tra nefrologia, cardiologia, diabetologia, medicina generale". Cosa significa questa frase? Significa che non volete neanche affrontare il problema, significa che non avete cognizione di quello che è lo stato dei dializzati in Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io condivido le valutazioni che hanno portato i miei colleghi a dichiarare da subito il voto di astensione su questo emendamento e cioè non un voto contrario perché la carenza originaria nel Piano di disposizioni, accenni, valutazioni e indirizzi di politica sanitaria su questa questione, era una questione che è emersa, per chi ha lavorato su questo Piano, in maniera evidentissima. Certamente non possiamo votare contro questo testo che in qualche modo almeno colma una lacuna. Però non possiamo, evidentemente, votare a favore perché il testo, anche a un qualunque lettore disinformato sulla materia, appare in tutta evidenza come una frettolosa sintesi di alcuni vaghi, estremamente, troppo estremamente sintetici dati statistici sull'insufficienza renale cronica, non dializzata o sulla fase dializzata che colpisce e che riguarda 2 mila persone in Sardegna. Al di là di questi dati in realtà c'è una frettolosa analisi della situazione, una valutazione molto generica e un'indicazione altrettanto generica di quali sono le linee, gli atti di indirizzo, le decisioni che questo Piano contiene per far fronte a questo problema. Una serie di enunciati molto, molto vaghi che si concludono con una scontata previsione di istituzione di una commissione regionale per l'assistenza nefrologica che evidentemente è una delle tante commissioni, dei tanti strumenti di consultazione che questo Piano contiene, uno in più o uno in meno forse non cambierà nulla, in realtà lava la coscienza di chi si è dimenticato di questo problema in questo strumento di pianificazione sanitaria e non dà niente di nuovo riguardo alla concretezza delle decisioni di politica sanitaria che dovrebbero far fronte al problema stesso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Assessore, Presidente e colleghi, quest'emendamento a parte la solita Commissione onnipresente alla quale in questo Piano ci dovremo abituare visto quante Commissioni ci siamo inventati e la cui utilità continuo sempre a discutere, contiene una parte abbastanza seria del mio discorso, non ho capito bene e chiedo spiegazioni magari al collega Frau, la fase dializzata riguarda oltre duemila persone in Sardegna tra dializzati e trapiantati. Forse la fase ideale di trapiantato non fa dialisi perché è trapiantato e ha un rene nuovo quindi sicuramente intende dire qualcosa di diverso o comunque di poco chiaro e vorrei capirne il senso. Però vorrei dire che qui non è previsto per esempio tra le patologie che bisogna indicarle tra quelle che vanno in evoluzione verso l'insufficienza renale cronica il renecolicistico ché è una delle cause più importanti oltre le malattie autoimmuni anche, ma in ogni caso non toglie sostanza al senso dell'emendamento che condivido. Però colgo l'occasione per sottolineare anch'io già la dimenticanza di ricordarsi in un capitolo del genere il Piano sanitario regionale e questo la dice lunga sull'attenzione che si è posta in Commissione all'elaborazione di questo Piano che è un Piano comunque carente, un Piano che se fosse stato approvato con la dovuta serenità nessuno ci avrebbe detto che la Regione sarda ha elaborato un Piano sanitario regionale dimenticandosi di un capitolo così importante delle patologie importanti, e per l'incidenza e per i risvolti sociali che ha. Però l'argomento è talmente importante che quando ne abbiamo parlato in aula per esempio a Isili è stato istituito un nuovo centro dialisi, è aumentata moltissimo l'utenza, si è triplicato il numero si è creato un terzo turno e se ci fosse un ulteriore dotazione di personale anche di poco personale si ridarebbe soddisfazione nel territorio a gente che ancora oggi è comunque costretta a recarsi lontano per ricevere questo tipo di prestazione dialistica. Ma una cosa che assolutamente non riesco a capire sull'attenzione che si pone magari il Presidente per una volta mi concederà un minuto in più, vedo che il tempo è tiranno, al Brotzu che ha visto il riconoscimento del proprio ruolo di ospedale di importanza anche nazionale perché si hanno tre importanti alte specializzazioni tra cui quella dei trapianti,un importante coordinatore dell'attività di trapianti che aveva il riconoscimento di responsabile di unità semplice, una persona di livello che coordina i trapianti e che come a buonanima di Ricchi non era diventato primario soltanto perché...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Liori...
LIORI (A.N.). Soltanto per dire che gli è stato tolto con una coerenza su quello che si vuole fare assolutamente discutibile, gli è stato tolto questo ruolo senza nessun criterio secondo me non prestiamo assolutamente la dovuta attenzione e per quanto ci sforziamo di scrivere cose belle, cose anche condivisibili poi nei fatti questa amministrazione della sanità è assolutamente carente nei fatti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Liori. L'onorevole Ladu Silvestro non è in aula, decade.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna) Grazie Presidente. Solo per dire che l'osservazione del collega Liori è corretta, in realtà qui è scritto male, è ovvio che la fase di dialisi non riguarda chi è stato trapiantato per cui io concluderei la fase dializzata riguarda oltre duemila persone in Sardegna. Togliendo "tra dializzati e trapiantati" perché chiaramente in questo caso non ha nessun senso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Frau. E' in votazione l'emendamento numero 177 con l'emendamento orale proposto dall'onorevole Frau che propone di cancellare "nella fase dializzata riguarda oltre duemila persone in Sardegna tra dializzati e trapiantati togliendo le parole "tra dializzati e trapiantati" e quindi finendo la frase con "Sardegna"
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Per chiedere il voto elettronico, grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Artizzu, è stato chiesto il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 177.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Sanna Matteo si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Farigu - Gallus - Ladu.
Si sono astenuti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Caligaris - Cappai - Contu - Diana - Liori - Moro - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Matteo.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 47
astenuti 11
maggioranza 24
favorevoli 44
contrari 3
(Il Consiglio approva).
Passiamo al punto 2.3 "altre aree" votando il testo delle "Donazioni e trapianti". Onorevole Contu, capisco la sua voglia di fare dichiarazioni di voto ma avevamo detto che la votazione per parti dei testi è soltanto di natura tecnica per consentire alla Presidenza un lavoro più corretto. Le chiederei pertanto se è possibile cancellare la sua prenotazione. Grazie onorevole Contu.
(Sono approvati)
Passiamo agli emendamenti aggiuntivi a questa parte cominciando a votare l'emendamento numero 244 per il quale il relatore e la Giunta hanno espresso il loro parere contrario.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. L'emendamento è un emendamento riteniamo indispensabile in quelli che sono gli obiettivi da porre per il triennio per questo servizio e noi sappiamo e abbiamo valutato per altro si valutano anche nell'ambito del Piano le difficoltà e i punti critici dell'attività di prelievo e di trapianto di organi e tra i punti critici emerge soprattutto quelli che sono il bisogno primo, quello di avere a disposizione dei potenziali donatori considerando pure il fatto positivo che in Sardegna l'opposizione all'espianto, al trapianto è molto più bassa rispetto a quella nazionale che comunque sia in Sardegna rispetto alle medie nazionali c'è anche la buona predisposizione a donare gli organi. Questo ha favorito nel tempo la realizzazione anche dall'analisi dei dati che vengono forniti con il Piano c'è una buona attività di trapianti in Sardegna e devo dire che questo ci fa onore e ci è riconosciuto anche a livello nazionale. Però come spesso e volentieri si è rilevato noi abbiamo rilevato anche in questo caso che uno dei più grossi problemi, ai quali si va incontro, è quello di poter potenziare l'attività di espianto e trapianto se si hanno a disposizione le risorse. Ovvero nell'emendamento si richiede il potenziamento degli organici nei servizi che eseguono e sopportano l'attività di trapianto, nei centri di trapianto di Cagliari e Sassari. Credo che non sia una proposta che può lasciare inascoltato questo tema, credo che la sensibilità dei colleghi della maggioranza e dell'Assessore, contrariamente a quello che è stato il parere espresso dal relatore e dall'Assessore, possa trovare eventualmente un'attenzione maggiore di quella che non è stata dedicata fino a adesso. Insomma, il grido d'allarme che c'arriva da questi centri è di avere più risorse umane. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Contu.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, per concordare quest'emendamento che è ho sottoscritto e mai come oggi arriva puntuale. E' di oggi la notizia sul giornale che l'ospedale Brotzu comunica che cesserà l'attività di trapianti cardiaci per carenza di personale, di quella dotazione organica che è necessaria e che può permettere una continua attività. Perché questa attività di trapianti, colleghi, richiede una sorveglianza continua, un'attenzione diuturna perché si può essere all'ertati alle quattro del mattino e bisogna essere vigili per organizzare da qualunque momento in poi un trapianto che entro poche ore deve essere eseguito. Non è sempre facile trovare la persona a domicilio, anche il soggetto che deve ricevere il trapianto, bisogna inseguirlo attraverso i carabinieri, bisogna fare tante cose che assolutamente senza una macchina complessa, ben organizzata in cui spesso la passione e la volontarietà della gente supplisce tante carenze, però non è giusto che le strutture pubbliche si approfittino del volontariato, della passione dei medici, degli infermieri, dei tecnici, di coloro che magari la mattina presto rientrando da Roma cadono sbattendo su uno sperone di roccia in cima una montagna. Queste persone che si dedicano veramente con passione a quest'attività noi le dobbiamo sopportare. Ha detto bene il collega Contu: la Sardegna primeggia tra le Regioni d'Italia per il numero di donazioni. Qualche anno fa un paese come Aritzo, un paesino che quando sale alla cronaca spesso non arriva mai alla cronaca nazionale se non perché succede qualche fatto eclatante, ha avuto una trasmissione televisiva in diretta, da una tv nazionale che è durata un pomeriggio, perché ha un indice di donatori di midollo che è spaventoso rispetto al resto d'Italia. Queste sono le cose che ci fanno diventare orgogliosi che però ci obbligano ad assumere, verso questa volontà dei sardi di essere generosi e di dare, di dare anche un supporto noi Consiglio regionale che ci permetta che queste donazioni non diventino inutili e vengano perse com'è capitato qualche tempo fa per un donatore di fegato, come può capitare oggi per qualche donatore di cuore perché l'attività dei trapianti del Brotzu si è bloccata, o hanno dichiarato i colleghi che sono nelle condizioni di bloccarsi. Vi chiedo di intervenire e di dimostrare ancora una volta coi fatti, che questi fatti seguono le parole o perlomeno gli scritti che avete dichiarato in queste pagine del Piano sanitario a cui bisogna dare anche a noi la capacità di crederci con i fatti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Liori. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. L'Assessore della sanità o dialoga col collega oppure risponde al telefono, ma poco fa per ascoltare quello che noi facciamo che noi diciamo e i suggerimenti che noi in qualche modo cerchiamo di dare. Ormai è abitudine dell'Assessore della sanità non ascoltare quando la opposizione cerca di fare qualche proposta seria. Voi dite tra gli obiettivi per superare le insufficienze su indicate, obiettivi per il triennio di vigenza del Piano; allora, cominciamo a dire che è per il biennio, non per il triennio, perché un anno è già trascorso, quel Natale da quando lei aveva promesso il Piano è già volato via, Assessore. Dite che la cosa più importante è aumentare il numero dei donatori segnalati e di donatori effettivi. Se mi spiegate cosa vuol dire segnalati ed effettivi poi cercherò di ragionare in altro modo. Noi, invece, vi diciamo che al primo posto, al primo punto, fra gli obiettivi che vi suggeriamo, c'è quello di realizzare complessivo potenziamento degli organici nei servizi che eseguono supporto dell'attività di trapianto. Perché io sono un operatore del Brotzu e ho sentito le lamentele di chi vi opera, Assessore, probabilmente lei non se n'è mai preoccupata perché vivere in un altro mondo, lei fa riferimento sempre realtà diverse, da quelle della Sardegna, e penso che mi comprenda chi le siede a fianco. Io ho sentito sempre altre problematiche, che sono quelle del potenziamento delle organici. La carenza di organico al centro trapianti del Brotzu, che è l'unico che io conosco, ha determinato spesso e volentieri la partenza di organi dalla Sardegna al continente perché qui non si era in grado di effettuare tutti quei trapianti. Allora, che cosa costa mettere al primo punto questo? Io lo sono: costa danaro. Servono soldi per potenziare gli organici. E danaro questo Piano non ha. Quindi è chiaro che non potevate mettere al primo punto realizzare il complessivo potenziamento degli organici. E' chiaro, perché state imbrogliando i sardi. State dicendo che state facendo un Piano per risolvere i problemi della sanità in Sardegna senza può indicare con quali fonti di finanziamento. Ecco perché non lo mette al primo punto questo nostro emendamento. Mi meraviglia che i grandi luminari di quest'Aula che hanno partecipato all'estensione di questo Piano, mi riferisco sempre all'amico Pacifico e al collega Frau.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Io continuo a pensare che, almeno questa prima parte, una parte illustrativa della parte conoscitiva delle patologie che sono presenti in Sardegna, in molti tratti si dà spazio alle enunciazioni, quasi retoriche, poiché è vero la Sardegna ha un posto preminente nelle donazioni, in Italia, anzi ha una percentuale superiore alle percentuali riportate a livello nazionale. Questo fa onore ai sardi, fa onore a tutti noi. E' vero che questo è anche un elemento che può essere aumentato con le opportune misure, che sono elencate peraltro nel secondo capoverso dell'articolo, ma ammettiamo per ipotesi che tra sei mesi possano raddoppiare i donatori, io non sono un tecnico del settore leggo e da ciò che leggo ne estraggo il significato in un concetto, io credo che lo scrivere, parliamo di scrivere, perché qui non stiamo parlando d'altro che di ipotesi e di scrivere, dove si dice che è necessario aumentare il numero dei donatori segnalati e dei donatori effettivi, al collega Cappai dico che i segnalati sono quelli che diranno: "Io tornerò l'organo", gli effettivi sono quelli che prima di andare all'altro mondo, perché sono segnalati prima, vengono estratti gli organi. Che bisogna monitorare l'attività dei centri trapianti, senz'altro; provvedere all'istituzione della banca di sangue placentare, giusto; favorire lo sviluppo di attività di ricerca, giustissimo; predisporre un idoneo servizio di accoglienza di sostegno, ancora giusto. Ma che difficoltà c'è siccome siamo a livello di scrittura, stiamo scrivendo, è necessario questo, questo, e quest'altro, giusto. Ma io ritengo che sia necessario anche potenziare l'organico, cioè scriverlo oggi perché domani se dovesse andare a regime, così come ci si auspica, le donazioni, è necessario che ci sia un potenziamento d'organico ed allora cosa costa scriverlo? Perché non si sta dicendo: "Assumete da domani l'organico". Si scrive: "E' necessario potenziare anche la pianta organica". E' una cosa naturale, logica e consequenziale a tutto ciò che è scritto nel capoverso "donazioni e trapianti". E perché non si voglia fare, non lo capisco. Esprimo quindi, in questo caso, perplessità sul titolo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io voterò a favore dell'emendamento. E poco c'è da dire sul capitolo "donazioni e trapianti", se non una cosa, sulla quale i colleghi della maggioranza dovrebbero forse riflettere: che tutto quello che è nel capitolo "donazioni e trapianti" è condivisibile, ma il problema fondamentale dei trapianti in Sardegna è la dotazione economica per far funzionare i servizi. Nel senso che "L'unione sarda" di ieri scriveva che le attività trapiantologiche e cardiache, presso l'Ospedale Brotzu, erano sospese, salvo urgenze. Non riesco a comprendere cosa voglia dire "salvo urgenze" forse è un refuso giornalistico, perché un trapianto di cuore è di per se stessa una urgenza. Salvo urgenze, in quanto mancavano i tecnici perfusionisti. E, nei mesi scorsi, si sono succedute e sono state accompagnate anche da interrogazioni, svolte in quest'Aula, la maggior parte delle quali rimaste senza risposta, nei mesi scorsi si sono succedute le denunce sulla carenza di personale, di strutture, di rapporto, di raccordo sull'attività trapiantologica. Perché l'attività trapiantologica è ad alto costo. Quindi, noi dobbiamo decidere se la vogliamo svolgere in Sardegna, sì o no. Esattamente come quando parliamo dell'Ospedale di Sorgono, dobbiamo decidere quali sono le prestazioni che vogliamo dare a Sorgono. Ma quelle che vogliamo dare a Sorgono devono essere dello stesso livello qualitativo di quelle che diamo a Cagliari. Lo stesso discorso vale sui trapianti. Cioè, se noi vogliamo fare i trapianti di cuore, di fegato, di rene in Sardegna debbono essere fatti con lo stesso livello qualitativo con cui si fanno a Milano, altrimenti dobbiamo avere il coraggio di dire i sardi che non abbiamo i soldi per fare i trapianti in Sardegna, per cui che si vadano a fare fuori Sardegna, con un livello qualitativo dell'attività di trapianto che è quello che il paziente merita. Quindi, è questo il ragionamento che dobbiamo fare e, in questo capoverso, donazioni e trapianti, di tutto si parla tranne che delle risorse economiche, necessarie per far funzionare le apparecchiature, che devono essere della più alta qualità possibile, collegate con le strutture trapianto e della dotazione organica, che oggi noi sappiamo, chi si occupa di sanità, è assolutamente insufficiente rispetto agli obiettivi dell'attività trapiantologica sarda.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 244, per il quale è stata richiesta la controprova. Onorevole Vargiu su che cosa?
VARGIU (Riformatori Sardi). No, volevo chiedere il voto elettronico, lo chiederò per l'emendamento successivo.
PRESIDENTE. Grazie.
(Non è approvato)
Emendamento numero 245, è in votazione, con il parere negativo del relatore e della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, l'emendamento fa il paio con il precedente, immagino che cada nella stessa assenza di risposte da parte della maggioranza. Fa il paio con il precedente perché ricorda che nelle strutture che si occupano di attività di trapianti, se ci devono essere, è necessario che siano di altissimo livello i servizi. Nel senso che non è pensabile fare attività di trapianto dove non esiste una tac, dove non esiste una risonanza magnetica, dove il servizio di anestesiologia e di rianimazione non è adeguato, dove l'attività della medicina legale non è sufficiente a garantire l'accompagnamento del paziente, potenziale donatore verso la donazione, dove non esiste un servizio di psicologia che supporti i pazienti prima e dopo il trattamento ed, eventualmente, anche le loro famiglie. Cioè, colleghi, l'attività di trapianto costa soldi e costa soldi, molti! Allora noi dobbiamo decidere se la Sardegna se la può permettere o non se la può permettere. Altro che potenziare la cultura della donazione, certo, è una cosa buona, ma gli organi donati possono essere anche mandati fuori dalla Sardegna e i nostri pazienti possono essere trattati coi trapianti fuori dalla Sardegna, se questo dà maggiori garanzie di riuscita del trapianto e, soprattutto, dà garanzia che non ci siano pazienti in lista d'attesa, che finiscano la loro esistenza terrena nella lista d'attesa, perché non c'è un sincronismo nell'operazione, nell'azione del trapianto, per cui, vengono persi organi o ci sono reparti che dichiarano di essere chiusi, se non per urgenze e sino a quando non avranno i perfusionisti. Questo è ciò che crea sconcerto nei sardi, perché l'articolo apparso sull'unione sarda di ieri, crea sconcerto nei sardi. E' a questo che noi, come Consiglio regionale, dobbiamo dare risposte, non potete essere sordi rispetto a queste esigenze. Quindi, le risposte devono esserci, perché per la sanità i soldi devono esserci, altrimenti i trapianti li facciamo a Milano, a Torino, a Genova, dovunque voi volete, dando garanzie ai pazienti sardi di non morire in lista d'attesa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Ma nell'esame del Piano e di tanti paragrafi, di tante proposte similari, ne abbiamo colte e ne coglieremo altre, dove la maggioranza ha ritenuto opportuno inserire, appunto, dove si riconoscessero delle necessità, volta per volta, di personale, di risorse, di strumentazione, eh, il dibattito è stato abbastanza approfondito e, volta per volta, si sono fatte delle scelte. Bene, in questo caso specifico, pur riconoscendo l'alta valenza, la grande importanza ma, soprattutto, la grande umanità che caratterizza i sardi, nel campo delle donazioni, che poi alla fine sono quelle che ci gratificano, perlomeno in due modi, uno direttamente, perché diamo speranza di vita a qualche paziente che rinasce a nuova vita, col trapianto di organi od organo, e noi pensiamo che tutto questo, dal primo trapianto di rene fatto in Sardegna, ai trapianti che oggi vengono fatti, eh, noi pensiamo di poter cancellare tutto questo, così, senza neanche una riflessione da parte della maggioranza, senza un intervento, senza qualificare assolutamente questo tema? Ma io direi: "Vergognatevi! Vergognatevi, vi dico!" Perché davvero su un tema così importante, non avete speso una parola, è una vergogna per voi. E' una vergogna!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi per gentilezza, è la più brutta espressione in quest'Aula. Prego onorevole Contu.
CONTU (F.I.). E allora, nell'esprimere il mio parere positivo a favore dell'emendamento 245… sì, vi brucia, vi brucia, dirvi la verità vi brucia, è questo il reale problema.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, per gentilezza!
CONTU (F.I.). Che vi brucia dirvi la verità.
(Interruzione)
Eh, Marrocu dovresti vergognarti di un sacco di cose, per oggi e per domani, per te e anche per le prossime generazioni!
PRESIDENTE. Onorevole Contu, la prego, completi il suo intervento, non accetti le provocazioni. Eh, un po' le richiama, magari le fanno comodo dialetticamente, ma non le accetti, abbia pazienza!.
CONTU (F.I.). Grazie, volevo non essere provocato, ma se lei non mi garantisce la possibilità di intervenire. Abbia pazienza Presidente. Io, nella mia massima serenità, vorrei esprimere quello che penso. Quindi, garantire adeguate risorse finanziarie, perché si raggiungano i più alti livelli di standard di qualità nei servizi di trapiantologia. Credo che non sia un fatto inconsueto, se qualcuno di voi davvero, in merito, trova le risorse e le energie mentali per esprimersi a favore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). voterò contro questo emendamento che per altro non per il contenuto che mi sembrerebbe quasi ovvio di garantire risorse finanziarie per assicurare la qualità dei servizi e di strutture tecnologicamente avanzate, più alta, però c'è un capitolo che è successivo che è quello del governo economico del servizio sanitario regionale che tratta la materia delle risorse e che quindi si riferisce complessivamente a tutto il Piano, in questi giorni in cui la Sanità è sotto processo, non è la prima volta, forse non sarà neppure l'ultima, perché gli ospedali non sono tenuti in modo adeguato sono …, sporchi, non si lavano le lenzuola sono ad alto rischio addirittura hanno dato percentuali, io sono rimasto abbastanza di alibito, percentuali gravissime di affezioni che si contraggono in ospedale e mi chiedo come mai tutto questo e noi paghiamo di alta tecnologia, di risorse finanziarie, di apertura di strutture, di riconoscimento di strutture esistenti che devono diventare un riferimento per il Sistema sanitario regionale perché succede questo,succede questo semplicemente per una cosa che è stata decisa non oggi ma tanto tempo fa, diversi anni fa, quando si è cominciato a dire: il pubblico è …, i diritti sono un privilegio, c'è stata una stagione, diritto al lavoro, diritto allo studio, la salute, diritto alla casa, una grande stagione politica e adesso c'è una controstagione, una stagione che riduce i diritti, che colpisce i diritti fondamentali,
PRESIDENTE. Onorevole Uras la prego di attenersi all'argomento all'ordine del giorno, capisco che sia allettante il tema però…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Io sono brevissimo, grazie Presidente e ringrazio intanto il collega Uras perché dà lezioni di politica sociale, grazie, grazie, sto solo ringraziando. Ma vede, questo emendamento, in effetti, dimostra quello che è detto poc'anzi, ci sono due contraddizioni una è contenuta nell'emendamento l'altra è contenuta nella esposizione del Piano. Perché io posso dire e noi sappiamo tutti, ad esempio, che non siamo dotati di una rete ferroviaria elettrificata, per cui il percorso ancora tra Sassari e Cagliari comporta un tragitto che sia attorno alle 3 ore. Ebbene, nessuno impedisce di mettere il Piano di sviluppo socio economico della Sardegna, chiunque vada al Governo, chiunque sia al Governo, realizzeremo la rete elettrificata che consentirà in un'ora e un quarto il collegamento fra Sassari e Cagliari, scriverlo, a fianco invece è necessario scrivere e doteremo questa attività, questa iniziativa delle risorse pari a…affinché si possa realizzare questo tipo di investimento. E' questo che si dice, e allora… affinché…perché io parto dal presupposto, che fino a prova contraria, ciò che si dice e si legge è sempre scritto non solo in buona fede ma nell'interesse della comunità, ma affinché non si possa dire che siamo di fronte sempre a delle bellissime enunciazioni, a delle ovvietà scritte, a delle ovvietà logiche, conseguenti, ripetute sino all'inverosimile cioè al solito libro dei sogni, è necessario equiparare ciò che si dice con la dimostrazione che si ha la disponibilità di fondi se no, se non fosse così, io spero di arrivarci, in quanto il collega Uras ha detto che le disponibilità finanziarie esistono, perché lui l'ho visto l'ha detto ieri, perché se no è un'ennesima presa in giro a questa nostra gente di Sardegna. Quello di far leggere un bellissimo libro, con delle speranze ottime, con delle ottime prospettive, ma quando, come, verranno queste analizzate sinceramente qui non c'è ancora scritto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, mi dispiace che non sia in aula l'onorevole Uras che ogni tanto interviene, se devo essere sincero condivido anche molte delle sue considerazioni. Io mi domando ancora una volta Assessore come si fa a dire no a questo emendamento. Io porto sempre esempi lampanti, io sono un cardiopatico Assessore, ho avuto un infarto, e da due anni non funziona e non Brotzu un apparecchio: l'apparecchio per la scintigrafia miocardia. Probabilmente lei mi risponderebbe non è colpa mia, dico probabilmente, quest'apparecchio è dislocato nella medicina nucleare del Brotzu, questo reparto è stato oggetto di ristrutturazione, la ristrutturazione in è finita da sei mesi e questo apparecchio ancora non funziona, perché ormai, dopo due anni di inattività sembrerebbe che non sia in grado di funzionare. Eppure, nella ripartizione dei fondi per l'ammodernamento delle apparecchiature tecnologiche, lei al Brotzu ha dato un quantitativo di danaro inferiore percettualmente ad altri ospedali e quindi probabilmente non con cognizione di causa ma probabilmente per altre spinte. E allora, perché non inserire approvare questo emendamento, che altro non dice che bisogna garantire adeguate risorse finanziarie che consentano di raggiungere più elevati standard di qualità di servizi e di aggiornamento tecnologico delle apparecchiature. Noi operiamo nella Sanità o almeno molti di noi operano Assessore, e che cos'è che vi spinge a bocciare questa emendamento? Continuo a ripetere, gli imbrogli ai sardi, perché questo è un Piano senza fondi Assessore, perché è pieno di belle parole, però di fatto, di concreto, non siete nelle condizioni di garantirne la copertura finanziaria. Io chiedo, sempre al collega che lei ha affianco: se fosse da questa parte condividerebbe o meno questo emendamento? Io sono convinto che l'Assessore Dadea lo condividerebbe, perché conosce quelli che sono i reali problemi. Lei invece che viene d'oltremare i problemi della Sanità sarda non li conosce, non li vuole conoscere, e non li vuole sentire. Tant'è che si è rivolta sempre all'esterno per avere consulenze, esterne che niente hanno a che fare con la conoscenza dei problemi della Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Bene, onorevole Cappai mi rivolgo direttamente a lei perché ho già salutato tante volte i colleghi assessori e presidente in quest'aula che ritengo un gioco inutile ripeterlo, io non so no d'accordo con lei l'assessore dirindin conosce bene i problemi economici della Sardegna non ha bisogno di consulenti per capire quali sono i fondi che sarebbero necessari per la nostra Isola. Io questo per carità gliene do atto. Quello che io non capisco in questa specie di schizofrenia, infatti più avanti ci occuperemo di problemi psichiatrici, chi afferma i un Piano che bisogna migliorare, che bisogna potenziare i servizi, aprire nuovi centri, potenziare le prestazioni, migliorare la qualità delle prestazioni, comprare attrezzature, mentre la sanità sarda in condizioni di fare quel passo in avanti che finalmente la meta non dico all'avanguardia.
PRESIDENTE. Onorevole Liori stiamo parlando della sanità sarda, si tratta però di un tema molto specifico ottenersi anche lei al tema specifico. Onorevole Diana non ho bisogno del suo aiuto la ringrazio. Non ho bisogno del suo aiuto la ringrazio molto Onorevole liori is si attenga al emendamento 245 faccia la cortesia.
LIORI (A.N.). L'emendamento 245 chiede fondi adeguati a quello che si vuole fare, e quindi anche io non posso che rimarcare la necessità di questi fondi, perché non si può dire ai sardi che noi vogliamo fare tutto quello che c'è scritto in questo piano, perché se riuscissimo a farne un decimo io voterei per questa Giunta la prossima volta, e proporrei l'Assessore per un premio per esserci riuscita a fare quello che dice di voler fare qui, se non mi dice, non mi diventa credibile, perché i segnali che noi abbiamo sono di tagli, la verità è che si sta amministrando la Sardegna e che ciò che ci aspetta sono lacrime e sangue e ai sardi non si ha il coraggio di dire che in realtà non è vero che quei fondi che arriveranno dal governo, se mai arriveranno, li vogliamo vedere, saranno destinati a potenziare i servizi, la sanità, perché quello che abbiamo detto anche poc'anzi, che non c'è personale, che addirittura emergenze, non urgenze, emergenze come quelle dei trapianti in Sardegna non vengono garantiti da quando c'è questo Assessore, perché non si presta la dovuta attenzione, non si danno le dovute risorse, le dovute dotazioni anche di personale, oltre che di strumenti e di fondi per far funzionare il sistema, e poi ci permettiamo di far credere ai sardi, e noi dovremo essere complici di questo disegno, che dice ai sardi che vogliamo migliorare la sanità con questo piano. Ma i sardi non sono stupidi, stanno leggere i segnali che arrivano e il Consiglio regionale, in particolare l'opposizione, ha il dovere di evidenziare questa incongruenza. C'è una discrasia assoluta tra ciò che si intende fare, e ciò che si dice di voler fare con quello che in realtà stiamo facendo, perché fino ad oggi abbiamo dato segnali di tutt'altro segno, opposti a quello. Ecco perché questo emendamento, io mi permetto di sottolinearlo, è uno dei grandi temi che abbiamo detto di rimproverare a questo piano sanitario regionale è un libro dei sogni…
PRESIDENTE. Grazie. Prima di dare la parola all'onorevole Moro per dichiarazione di voto voglio precisare, che non voglio essere antipatico però mi sembra che le norme regolamentari le conosciamo tutti, e quando si parla di emendamenti specifici il tema che si tratta è la specificità dell'emendamento. Non si può, stiamo parlando di piano sanitario è finita la discussione generale, è finita tutta una serie di altre fasi operative del piano, stiamo parlando di emendamenti che riguardano materie specifiche. Prego i colleghi di non costringermi a fare cose che non voglio fare, per le quali non voglio essere rimproverato, però mi sembra che sia questo un richiamo opportuno e comunque io lo ritengo opportuno e lo faccio.
Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Presidente, grazie. Però le dico la verità che noi non abbiamo bisogno di questo richiamo da parte sua, per il semplice motivo, che quando un collega vuole affrontare un argomento, seppur specifico, deve fare dei ragionamenti. Per cui ci possono essere dei ragionamenti che ha anche degli esempi…
PRESIDENTE. … sono sicuro che ci siamo capiti onorevole Moro…
MORO (A.N.). … ci siamo capiti, però lei non può, tra l'altro, 3 minuti è difficile sintetizzare i problemi di questa portata e lei addirittura sta dicendo che guarda in quella in questi tre minuti tu non puoi fare nessun ragionamento perché se non parli, e se non usi le stesse parole che vengono usate nello specifico emendamento dice sei fuori tema. Grazie non è così. Pertanto le chiederei di avere maggiore, mi scusi se mi permetto, anche per l'età che ho, della elasticità mentale da parte del Presidente di accettare quelli che possono essere le diverse digressioni da parte dei colleghi. Le dico, che sinceramente, tornando al discorso che le contraddizione in questo piano, tra l'altro uso un termine improprio, perché lo chiamo piano, ma piano non è; ed è ormai di dominio pubblico le contraddizioni emergono soprattutto quando si parla di obiettivi. Allora noi per cercare di dare un contributo, se pur a dei sordi che non vogliono sentire, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Stiamo parlando che per poter garantire dei livelli accettabili, dico io, perché ciascuno di noi potrebbe usare anche dei termini diversi, per garantire almeno nell'espletare un problema che è sentito in Sardegna perché ci sono i vari viaggi della speranza per i trapianti, stiamo dicendo vogliamo quantizzare il problema, perché tu da tutti i discorsi che sono venuti fuori e che in questo pseudo piano vengano offerte tant'è possibilità ai sardi facendogli vedere, come se avessero il prosciutto negli occhi, facendogli vedere guarda ti stiamo preparando un piano veramente, che garantirà una salute di un certo livello a tutti e in tutti i livelli, invece così non è. Almeno nello specifico, dove oggi tutti i giorni ci sono dei dolori in questa Regione, che purtroppo devono andare fuori dalla Sardegna e quindi stiamo dicendo, mettiamo un bilancio dei soldi per vedere di portare una qualità nel tipo di intervento, perché la medicina è un problema di manualità. Se si fa un trapianto ha una certa esperienza, se se ne fanno 1000 si ha un'esperienza diversa, per cui la gente verrebbe addirittura dall'esterno per poter cercare di trovare supporto in una condizione di salute così precaria. Per cui io dico, io non mi allarmerei e non respingerei simili emendamenti, che sono una chiamata di cuore da parte di tutti guardate abbiamo stanziato questi soldi per migliorare la condizione di vita dei nostri concittadini. Questo non c'è, non è un problema di opposizione fatta muro contro muro, è un suggerimento che stiamo dando a questa maggioranza, per cercare di stilare un piano che possa avere la dignità di esser chiamato piano.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro. E' in votazione l'emendamento numero 245. E' stata chiesta la controprova …
CAPELLI (U.D.C.). E stato richiesto il voto elettronico da Vargiu. Si fidi.
PRESIDENTE. Io mi fido, ma siamo adesso in fase di votazione onorevole Capelli non è vietato chiederlo, lo sta chiedendo e lo facciamo, non c'è problema. Però si chiede al momento della votazione il voto elettronico. Se tutto i colleghi sono pronti, dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 245.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Masia ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Licandro - Lombardo - Moro - Murgioni - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 59
maggioranza 30
favorevoli 16
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 1 è in votazione con il parere contrario del relatore e della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Grazie Presidente, dopo la discussione che vi è stata io chiedo all'Aula e alla Presidenza di poter accogliere l'emendamento così corretto: dopo la parola placentare al punto provvedere all'istituzione della banca di sangue placentare aggiungere garantendo la raccolta in tutte le ostetricie. E di seguito la frase prosegue.
PRESIDENTE. Ce lo fornisce per iscritto onorevole Pacifico per gentilezza.
PACIFICO (D.S.). In tutte le ostetricie e non nei reparti e cliniche di… senza distinzione.
PRESIDENTE. Sì sì se ce lo scrivono è meglio!
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io volevo esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 1, chiedere, se fosse stato possibile, i motivi per cui ci si era espresso inizialmente un parere negativo nei confronti dell'emendamento numero 1, mi sembra di capire che il motivo del parere negativo era semantico, quindi mi sembra di capire che una volta che c'è stato un intervento con il vocabolario, che il collega Cappai normalmente porta sempre, quindi sono state corrette alcune questioni. Lo porta per quello chi ne ha bisogno normalmente non lo porta collega Lai. Quindi se c'è una correzione, se l'Aula l'accetta, personalmente credo che possa essere accettabile, nel senso che vada assolutamente nel solco nell'indirizzo indicato dalla proponente dell'emendamento esprimo il mio parere favorevole all'emendamento così come esplicitato dal relatore.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Intanto perché personalmente accolgo la modifica, e poi ovviamente esprimo il voto favorevole all'emendamento in quanto si tratta di un emendamento migliorativo del piano, se è vero che questo piano si rivolge a tutti i cittadini e a tutti i sardi. Chiede semplicemente che i bambini che nascono nei reparti di ostetricia, di Sassari, di San Gavino, di Carbonia, di Nuoro, per fare degli esempi, abbiano gli stessi diritti di quelli che nascono a Cagliari. L'emendamento chiarisce, insomma, che questa maggioranza e l'intero Consiglio regionale tengono in considerazione tutti i bambini ovunque nascano e tutte le madri ovunque risiedano, non costringendo queste ultime a partorire a Cagliari. Lo dico con dispiacere, avevo avuto l'impressione che si potessero accogliere o rigettare gli emendamenti a simpatia, quindi, ringrazio per la sensibilità l'assessore Dirindin e il relatore anche perché, la precisazione contenuta nell'emendamento è utile in quanto offre una prima cornice legislativa alla Banca del sangue placentare in attesa della legge e di un altro atto amministrativo come le linee guida. Infine, voglio dire all'onorevole Contu che l'esempio che ha citato ieri non è attinente al mio caso, io sono e resto in maggioranza lealmente e continuerò a fare le battaglie in cui credo anche se talvolta, la maggioranza, ma questo è un effetto di questo sistema che io non condivido e al quale occorre porre rimedio da subito con una nuova legge elettorale, si ricorda di qualche collega…
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, siamo sull'emendamento numero 1, il sistema elettorale lo vediamo un'altra volta.
CALIGARIS (Gruppo Misto). ...sto concludendo Presidente, l'emendamento numero 1, Presidente, dice che qualche volta, questa maggioranza, si ricorda di qualche componente soltanto quando c'è il numero legale ma avremo modo di parlare di questo in altre circostanze e mi piacerebbe, e credo che questo emendamento ce lo consenta, affermare che una coalizione seria tiene in considerazione soprattutto chi ha poche opportunità di far valere i suoi numeri e le sue contromisure. Quindi, ringrazio particolarmente per questo accoglimento perché è un regalo che facciamo a tutti bambini sardi, grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì Presidente, dichiaro di votare a favore di questo emendamento che, ahimè, mi ricorda un po' la dichiarazione di voto dell'onorevole Caligaris che aveva espresso parere contrario ad un emendamento mio analogo che tendeva solo a fare quello che tende a fare il suo, cioè a migliorare, a dare garanzie a tutti bambini in qualunque posto in Sardegna vengano al mondo, e lei ha motivato la dichiarazione di voto contraria con il fatto che era stato respinto il suo emendamento. Io invece voto a favore perché ritengo che sia un emendamento che vada nella direzione che noi vogliamo cioè a portare quel piccolo contributo che possa dare garanzie ed equità di salute in tutta la Sardegna. Anche i nostri emendamenti, in effetti, la stragrande maggioranza dei nostri emendamenti, si proponevano di dare un piccolo contributo, altri invece intendevano dare un contributo certamente più importante, ebbene, è vero che i bambini ovunque nascano debbono avere gli stessi diritti, però sempre riferendomi all'emendamento precedente io dico questo: purtroppo molti, troppi di questi bambini che nascono in Sardegna nascono con una malattia che si chiama diabete mellito e, allora, l'emendamento per il quale lei ha votato contro e che intendeva portare un servizio di diabetologia pediatrica in ogni reparto di pediatria aveva lo stesso scopo, proprio per dare la garanzia delle stesse qualità di vita a tutti bambini, non solo a quelli che nascono ma anche quelli che hanno il diritto di crescere e di crescere sani ovunque nascano in Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Per dire che noi voteremo a favore di questo emendamento perché riteniamo che sia un emendamento utile all'economia del discorso che noi stiamo facendo in merito al miglioramento dei contenuti del Piano sanitario regionale. Questo nostro voto dimostra anche che la nostra volontà non è certamente quella di fare opposizione comunque al Piano, ma è quella di creare le condizioni per un miglioramento effettivo del Piano stesso. Allora, non importa chi ha firmato, in questo caso mi fa piacere, l'ha firmato l'onorevole Caligaris, ma lo poteva aver fermato qualsiasi altro componente della maggioranza, noi comunque avremmo votato a favore perché riteniamo che questa parte sia una parte che migliora sicuramente i contenuti del Piano stesso. Ecco, io volevo invece fare una raccomandazione alla maggioranza che è quella di guardare con la stessa attenzione anche agli altri emendamenti, a quelli soprattutto che ha presentato l'opposizione, che sono altrettanto interessanti e che avrebbero potuto portare un contributo importante al miglioramento del Piano. Purtroppo, ancora ad un paio di giorni dall'inizio della discussione del Piano, ancora non abbiamo visto questa volontà. Ecco, io credo che nell'interesse dei sardi, ma del Piano stesso io credo che dovremo, d'ora in poi, almeno in questo tempo che rimane alla chiusura del Piano, andare a vedere quali sono gli elementi migliorativi da introdurre nel Piano stesso, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente, io voglio esprimere alla collega Caligaris i miei personali complimenti per la presentazione di questo emendamento e per l'importanza che questo ha e ringrazio anch'io, ringrazio iddio, che sia il Presidente della Commissione sia il relatore del Piano che l'Assessore siano ritornati, seppur in ritardo, sui loro passi, e fa meraviglia come in un primo momento, in Commissione prima, e in Aula poi, con la leggerezza che ha contraddistinto purtroppo, fino ad oggi, l'esame degli emendamenti, ma parlo degli emendamenti di questa parte, anche quest'emendamento sia stato buttato via nonostante il cui contenuto, ripeto, sia di importanza enorme e per quanto riguarda i nostri bambini che devono essere tutti eguali, che nascano a Sassari, che nascano in un piccolo centro ma, principalmente, io non sono medico ma seguo moltissimo le trasmissioni scientifiche e ho seguito l'altro ieri una trasmissione … al collega Vargiu, dove appunto si diceva che nel cordone ombelicale sono presenti importantissime cellule staminali che possono, in seguito, essere conservate ed in seguito utilizzate sullo stesso individuo quindi per curare gravissime patologie, mai vengano, di cui lo stesso individuo può essere affetto da grande. Bene! E' una grande cosa, volevo solo rimarcare la leggerezza con la quale, in un primo momento, anche quest'emendamento sia stato messo da parte, sia in Commissione, ripeto, che in Aula, per rimarcare ancora una volta che, probabilmente, una lettura attenta anche degli emendamenti dell'opposizione, di certi emendamenti, probabilmente possono portare un contributo positivo e migliorativo al Piano stesso. Quindi il mio voto è favorevole, grazie.
PRESIDENTE. Siamo in votazione dell'emendamento numero 1 per il quale è stata proposta una modifica orale che dice questo: nel quinto capoverso del sotto paragrafo "donazione e trapianti" al terzo punto degli obiettivi, dopo "placentare" aggiungere "garantendo la raccolta in tutti i reparti di ostetricia dei cordoni ombelicali.". Ho capito bene?
MARROCU (D.S.). Si.
(E' approvato)
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, mi ero prenotato con largo anticipo per chiedere la votazione elettronico palese.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, non ho dubbi su quello che lei mi sta dicendo, ma le assicuro che io prima di chiamare la votazione ho guardato lo schermo e la sua richiesta non c'era. Per cui le chiedo scusa, il voto è stato espresso, lo proporrà per il prossimo.
VARGIU (Riformatori Sardi). Qualche distrazione può capitare.
PRESIDENTE. A tutti onorevole Vargiu, anche a me quindi.
Metto in votazione l'emendamento numero 137 per il quale il relatore e la Giunta hanno espresso il parere negativo.
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì Presidente, questo è un emendamento che va nella stessa strada di emendamenti precedenti e per i quali voi, chiaramente, avete una totale preclusione quando si parla di risorse finanziarie. Ma, io mi chiedo, quando ho cominciato a fare il medico, in effetti, in Sardegna non si parlava di trapianti e l'unica possibilità era quella di andare in centri specializzati del continente, venivano chiamati allora "i viaggi della speranza" poi, piano piano, anche da noi abbiamo messo in grado gli operatori del settore di portare avanti interventi chirurgici di grande specificità per i quali, più che per altri, serve certamente capacità e competenze perché chiunque oggi è in grado di affrontare interventi chirurgici certamente meno importanti in tutti gli ospedali della Sardegna, ma quando si parla di trapianti la gente chiede solamente una cosa: chiede sicurezza, garanzia e la massima affidabilità degli operatori.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue LICANDRO.) I trapianti certamente rappresentano un'aspettativa di vita per pazienti che in altre occasioni, in altri tempi, certamente non sarebbero sopravvissuti, ma non riesco a capire come mai, nel momento stesso in cui noi ci affidiamo alla sensibilità e vogliamo sensibilizzare la popolazione perché sia meno restia a garantire alla donazione degli organi, noi invece come legislatori siamo restii a garantire una formazione specifica degli operatori del settore. Ma dobbiamo essere assolutamente in grado di mettere nelle condizioni ideali questi pazienti di ricevere le stesse capacità da parte degli operatori, le stesse capacità, le stesse professionalità, anche le stesse professionalità delle sale operatorie e di quelle che ci sono nel continente. Mi chiedo, non per insistere sempre sullo stesso punto, ma come si possono raggiungere questi risultati in mancanza di adeguate risorse finanziarie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Brevissimo. Bene, in effetti il collega Licandro che mi ha preceduto, perché non bisogna essere medici, non necessariamente almeno per poter discutere di quest'emendamento, se noi effettivamente vogliamo un centro trapianti funzionale oppure un centro di attività di ricerca e specializzazione affinché gli operatori di quel settore siano dovutamente e doverosamente formati e li si porti ad un grado di specializzazione e di conoscenze tali da poter sopperire alle esigenze di trapianto onde comunque eliminare una volta per sempre, magari fosse, i soliti viaggi della speranza, io credo che è necessario essere concreti. Ritorno sempre a quanto detto prima: non solo enunciare, ma essere concreti e precisare perché che ci sia necessità, per essere chiari, di "favorire lo sviluppo - così come cita il comma -di attività di ricerca e sperimentazione connesse al trapianto" penso che anche un profano, un ignorante possa dire: "Certo c'è senz'altro necessità". C'è necessità nei centri specializzati molto, ma molto più avanti e all'avanguardia di noi, immaginiamoci nei nostri. Questo lo diciamo tutti e lo capiamo tutti. Ma come? La necessità c'è e lo stiamo riconoscendo. Ciò che è scritto in questo comma è esattamente perfetto: c'è necessità, come dice, di "favorire lo sviluppo di attività di ricerca e sperimentazione che siano connesse al trapianto". E allora c'è necessità di dotare di risorse questa necessità affinché coloro i quali operano, gli operatori che sono "preposti a" possano avere i mezzi necessari per poter realizzare quanto scritto in questo comma. Ecco quindi lo scontro tra l'enunciazione e la concretezza. Bellissimo da vedere, bellissimo da enunciare, è una bellissima cosa, ma siamo ancora livello di enunciazione e di concretezza praticamente non si vede niente. Allora io dico: se è vero come è vero che le risorse economiche esistono - andremo a vedere se esistono - cosa costa dire capoverso per capoverso, capitolo per capitolo per questo tipo di attività sono state assegnate tot risorse, per questo tot risorse, per questo tot risorse. Se no, ripeto, come ho detto poc'anzi, questa è la solita presa in giro alla gente che spera e che si aspetta cose concrete e fatti concreti non da voi, ma da tutti noi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Appena iniziato il dibattito su questo Piano sanitario regionale sono state sollevate delle eccezioni, Presidente, per quanto riguardava la copertura finanziaria. E' stato chiesto il parere agli Uffici, non abbiamo, almeno io non ho mai conosciuto quale sia stato il parere espresso dagli Uffici sulla copertura finanziaria; sta di fatto che man mano che andiamo avanti nell'esame del Piano ci scontriamo sempre con un dato reale che è quello che ai propositi devono seguire i fatti. E al quinto capoverso voi dite "favorire lo sviluppo di attività di ricerca e sperimentazione connesse al trapianto"; con quali fondi assessore Dirindin? Lei ha sentito più volte in quest'aula la dichiarazione di alcuni colleghi che le sue circolari ai direttori generali di procedere a un risparmio che dev'essere intorno al 20 per cento sulle spese sanitarie oggi deve potenziare questi servizi però non indica come, quando e con quanto. Allora, con quanto glielo proponiamo noi in quest'emendamento: 300 mila euro per tre anni, finalizzata alla formazione specifica degli operatori del settore. Voi date parere negativo, non dite perché, non dite perché! E allora noi ci poniamo la domanda: ma questo sviluppo di attività di ricerca con quali fondi lo volete fare, visto e considerato che non ce lo dite a voce, non ce lo scrivete nel Piano? Avete forse qualcosa nascosto? Ce lo dovreste spiegare, ma non a noi, ai sardi! Che magari si convincono veramente che voi favorirete lo sviluppo dell'attività di ricerca. E poi però non dite che non mettete a disposizione una lira, almeno che non ci sia in voi sempre la convinzione che la manna arrivi dal Governo Prodi. Noi qualche dubbio ce l'abbiamo ancora e comunque non sarà sufficiente a coprire questi interventi, ma soprattutto la realizzazione di nuove strutture, tanto pubblicizzate dal Presidente della vostra Giunta che dice che procederà alla realizzazione di nuovi ospedali. Non sappiamo come, anche per quelli, non sappiamo quando e non sappiamo neanche con quali fondi. Allora spiegateci una volta per tutte per mandare avanti questo Piano da dove prenderete dei soldi. Abbiate il coraggio di dire : "Questo lo facciamo con 300 mila euro all'anno per tre anni".
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Per votare a favore dell'emendamento numero 137 e vorrei che aveste la compiacenza di risentire il penultimo comma: "favorire lo sviluppo di attività di ricerca e sperimentazione connesse al trapianto". Questo è nelle intenzioni, negli obiettivi di questo libro di sogni. Per fare queste cose qui è ormai noto sono necessari dei fondi; noi lo diciamo cerchiamo di intervenire tante volte, credetemi, non per fare ostruzione o per non arrivare alla conclusione, ma per cercare o per avere la pia idea, il pio sogno da parte di questa opposizione che la maggioranza rifletta e abbia il tempo di riflettere per non chiudere poi o sigillare un lavoro che non certo darà i sardi quelle aspettative che qui avete particolarmente descritto. E ciò si evince anche, se non dai fatti, da quanto viene sussurrato nei corridoi e nell'aula stessa. Siamo stati praticamente testimoni poco fa, non più tardi di un'ora fa, di prese di posizione piuttosto forti da parte di una componente politica perché le promesse sono state fatte, la torta è stata divisa, le divisioni sono arrivate alla fine con un resto zero e quando qualcheduno poi si è visto che, invece, nel quoziente c'era qualche cosa che non tornava logicamente è andato sulle furie e ha minacciato, soltanto con scontri verbali poi agli atti tutti quanti sono tutti allineati e coperti, per cui il problema rimane insoluto: se i sardi pensano che in questo pseudo-Piano si sia, come si dice, riservata una chirurgia di trapianto di eccellenza se lo devono sognare, per il semplice motivo che qui noi abbiamo una libertà di pensiero e quando troviamo un emendamento degno di essere votato lo votiamo con serenità, senza doverci confrontare con nessuno, e mi riferisco all'emendamento della collega Caligaris, quando invece noi cerchiamo di porre i puntini e darvi un suggerimento... guardate che per poter realizzare queste cose che sono scritte negli obiettivi del Piano, sono necessari - dagli studi che noi abbiamo compiuto - 300 mila euro in tre anni. Qui praticamente c'è veramente quella sordità del sordo che non vuole sentire e non capisco per quale motivo da parte dell'opposizione non ci sia un andate avanti e vedrete poi i risultati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Io vorrei rispondere al collega Cappai, ricordandogli che nel luglio dello scorso anno abbiamo approvato la legge numero 10 che all'articolo 24 questa maggioranza ha previsto che venga predisposta una quota della spesa sanitaria a favore della ricerca biomedica e sanitaria. Quindi la dichiarazione di voto è negativa.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Grazie, Presidente. Presidente, colleghe e colleghi, anche io intervengo per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento 137 che ha un contenuto, per così dire, credo anche provocatorio perché non essendo in possesso della minoranza un dato specifico su quello che può essere la provvista finanziaria necessaria per attivare questo, uno degli obiettivi importanti, direi fondamentale per il futuro della Sardegna in questo campo, io credo che ci sarebbe dovuto essere da parte della maggioranza, da parte della Giunta, un atteggiamento più costruttivo e cioè una valutazione se la posta indicata dalla minoranza è congrua o meno oppure se evidentemente può essere accoglibile. Troppo spesso e me ne dà l'attestazione, me l'ha data or ora il collega Uggias - collega che stimo, che è attento, che è preparato - fa riferimento ad una normativa già approvata dal Consiglio regionale. Puntuale il riferimento ma è puntuale anche il fatto che tanta normativa approvata dal Consiglio rimane inattuata e questo Consiglio a fronte di un'attività - che lei, Presidente, ha messo in rilievo, un'attività foriera di attività legislativa, di provvedimenti, sotto tutti i punti di vista - a questa attività non corrisponde per la pratica attuazione da parte di chi, evidentemente del Governo regionale, deve dare attuazione. Apro una piccola parentesi che modestamente porto all'attenzione di quest'Assemblea e cioè che stiamo parlando di problemi di carattere finanziario e ad oggi non esiste uno straccio di proposta neanche di bilancio e non sappiamo se vi è una qualche idea di quella che può essere la finanziaria di quest'anno in corso, non sappiamo se la Giunta, quale Assessore, il Presidente o chi ha in mente quello che si deve fare in termini finanziari, però non abbiamo ancora, siamo a gennaio, non è mai successo in cinquant'anni e passa di storia autonomistica che si sia andati all'esercizio provvisorio senza che la Giunta adottasse almeno uno straccio di progetto di bilancio e si orientasse verso l'esercizio provvisorio con un atto, seppure incompleto, ma comunque di Giunta. Oggi siamo nella totale assenza di una programmazione finanziaria e questo credo che sia anche un fatto ostativo alla possibilità che questo Piano non sia un vero e proprio Piano ma sia una sorta di direttiva, di linea guida, senza però la puntuale indicazione per ogni specifico obiettivo e per ogni intervento fondamentale di una posta in bilancio che renda possibile, renda attuativo un programma.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(E' approvato)
Metto in votazione gli emendamento numero 64 e 136 che sono uguali.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 247.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Purtroppo quando ci sono accelerazioni si corre il rischio di perdere di vista qualche problema importante. L'emendamento 247 per il quale io esprimo parere positivo e voto favorevole perché prevede di coinvolgere nei programmi di odontoiatria sociale le associazioni degli odontoiatri. Consente anche di chiedere, quantomeno per avere una risposta, come funziona oggi il sistema di salute della bocca in Sardegna, nel senso che i LEA nazionali dicono che nel sistema dei poliambulatori della Sardegna devono essere fornite, possono essere fornite delle prestazioni ai pazienti ultrasessantacinquenni, ai bambini e alle categorie sociali svantaggiate, cioè portatori di handicap e via dicendo. Ciò significa che tutta la popolazione normale, secondo i LEA nazionali, non è inclusa nelle prestazioni odontoiatriche del sistema del convenzionamento, dell'accreditamento o nel sistema della specialistica poliambulatoriale. Questo significa che mentre noi parliamo di programmi di odontoiatria sociale c'è il rischio che stiamo negando, dimenticandoci di scrivere all'interno del Piano che ci sono nell'ambito dell'odontoiatria normale, non quella sociale, delle fasce che attualmente sono coperte e che da domani potrebbero non essere più coperte. Quindi sarebbe utile sapere, in tema di salute della bocca, se stiamo pensando ai programmi di odontoiatria sociale perché intendiamo nel frattempo negare delle prestazioni che in questo momento vengono date, perché l'emendamento che proponeva il mantenimento dell'attuale livello di prestazioni in Sardegna è stato bocciato dall'Aula. Quindi, anche su questo sarebbe interessante avere quantomeno una risposta rassicurante, se siete in grado di darla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Brevemente, Presidente, per associarmi anch'io al senso di quest'emendamento. Riterrei utile sentire tutti i rappresentanti delle categorie interessate, compresi anche i rappresentanti delle associazioni, perché tutto il sistema delle prestazioni erogate in Sardegna è assolutamente insufficiente a garantire una qualità della salute della bocca - ricordiamoci che la salute dell'apparato digerente incomincia in bocca - per cui è giusto che i cittadini abbiano almeno quella parte delle prestazioni che non siano legate soltanto alla linea del sorriso e, quindi, estetiche ma almeno quelle che garantiscano i cittadini e i bambini, dalle malocclusioni, garantiscano i cittadini da tutte le deformazioni, dalle future carie e da tutta quella serie di patologie che possono alterare gravemente la salute della bocca e anche degli organi più vicini. Quindi ritengo che sia giusto il senso di quest'emendamento e mi permetto anch'io di sottoporlo all'attenzione dell'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Sì, anche per ribadire il voto favorevole e soprattutto anche la sensibilità che questo emendamento pone all'attenzione di persone che hanno dei problemi non soltanto estetici ma che poi si trasformano in contenuti reali. Mi riferisco soprattutto quando molto vagamente viene scritto, sempre il libro dei sogni, un paragrafo dove dice che "i criteri di accesso al servizio dovranno considerare le condizioni economiche disagiate e io vorrei sapere cosa si intende per disagiate, ci sarà un limite, ci sarà un problema di reddito familiare, qual è questo limite di reddito familiare, io conosco addirittura degli impiegati che sembrano Provolino, quelli di una certa ricordano Provolino, che hanno un dente però non possono ricorrere alle cure perché giustamente sono piuttosto onerose e se si dovessero rivolgere e si sono rivolte alla clinica di riferimento ci sono delle liste di attesa lunghe anni. Quando quel signore per il quale gli ha dato un appuntamento a un anno e aveva delle carie il dente non c'è più, quindi forse è bene e che lui non ci vada neanche, allora io vorrei effettivamente tranquillizzare oppure spingere questa Giunta o la maggioranza a capire quale sia il limite del disagio, ci sono persone impiegatizie, impiegate che non possono praticamente ricorrere alla cura del dentista né a quelle pubbliche perché poi l'impianto costa ugualmente sia che venga posto nel pubblico che nel privato e non è un problema della facciata di sorriso come diceva il collega, è un problema necessario per la masticazione perché dopo la masticazione logicamente avvengono tanti di quei problemi che non abbiamo idea. Pertanto io vorrei che ci fosse una maggiore attenzione a questo problema e si indicasse con molta precisione ed è sempre un problema economico, quale sia il limite da non valicare dal punto di vista economico della famiglia perché ci sono delle famiglie dove ci sono quattro o cinque persone che hanno necessità di questo problema e che purtroppo per le condizioni economiche e fra l'altro è una fascia di persone che non possono lamentarsi verso il pubblico perché hanno un lavoro ma è un lavoro praticamente quello impiegatizio pubblico dei Comuni tanto per fare un caso che non vi consente di potersi recare per le cure odontoiatriche perché il livello economico è piuttosto elevato e loro non sono in grado di potervi far fronte. Pertanto è sempre più problema di sensibilità chiederei all'Assessore e alla maggioranza che stabilisca o che innalzi questo livello di attenzione verso una fascia di persone che...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, credo che l'argomento che stiamo trattando meriti un'attenzione forte presumo io modestamente che meriti una maggiore attenzione di quella che adesso viene riservata in considerazione delle implicazioni e delle conseguenze sotto il profilo medico e sociale, una mancata campagna per la prevenzione della salute della bocca in generale può determinare. E' proprio perché non appaia che noi qui siamo ai confini della realtà e che non appaia che quello che si dice che alcuni colleghi peraltro hanno già detto cioè che il dramma delle liste d'attesa per quanto riguarda questa specifica problematica continua, si allunga e non c'è risposta da parte del servizio pubblico, presuppone e comporta la negazione di un diritto sacrosanto che è quello di una cura essenziale, e per rimanere con i piedi per terra riferisco di un articolo apparso sulla Stampa di oggi della Nuova Sardegna giornale di cui sono maggior azionista quindi evidentemente l'ho riferito c'è un conflitto di interessi ci si può accusare ma il problema non si pone, la Nuova Sardegna riferisce che a Sassari la sanità è allo sbando "e dopo la fila i pazienti a casa, non abbiamo il disinfettante" tra virgolette...
PRESIDENTE. Chiedo scusa onorevole Amadu, lei dice sicuramente delle cose interessanti, ma stiamo facendo dichiarazione di voto sull'emendamento numero 249, sulla terapia del dolore e quindi vi richiamo a stare in tema.
AMADU (U.D.C.). Sì in tema, stiamo parlando di qualcosa che riguarda
PRESIDENTE. Terapia del dolore!
AMADU (U.D.C.). Presidente io credo non sia seguire un certo aspetto credo che non sia un fatto grave anche perché non è indicato a quale dolore si sta riferendo, io credo che ci siano tante nature di dolore per cui io credo che non sia neanche così grave di badare sull'aspetto specifico e ... se poi c'è una casistica, c'è un elenco particolare forse il collega Porcu è più esperto anche facendo attività sportiva ci può essere un po' di dolore un po' di ... ma si cerca di superarla, io credo che dobbiamo Presidente rimanere con i piedi per terra e riferirci a casi specifici, e allora dobbiamo arrivare ad un punto cruciale indicando quali sono le strade che noi dobbiamo seguire per evitare che in quest'aula si navighi su un livello e poi alla fine invece la realtà che pulsa tutti i giorni è un'altra quindi usciamo dal generico per altro le parti su cui abbiamo lavorato anche noi in Commissione con uno sforzo anche cercando di raggiungere determinati obiettivi però poi il generico viene vanificato dal fatto che non si arriva a delle conclusioni concrete perché evidentemente non ci sono le condizioni né politiche né amministrative perché si arrivi a risultati che vogliamo cogliere, grazie. Grazie onorevole Amadu, le chiedo scusa onorevole Amadu, eravamo al numero 247 di emendamento e comunque... Vi richiamo e vi toglierei la parola così ci diamo un avvertimento per evitare di farlo in corso d'opera se si parla d'altro io ho il dovere di richiamarvi.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
So che lei starà invece in tema...
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, poi lei ha ragione, stavo soltanto chiedendo di sapere qual era l'emendamento, perché avevo avuto paura di averne perso uno, sul "247" volevo chiedere la votazione per scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 247.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Licandro si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Diana - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Licandro.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 45
votanti 43
astenuti 2
maggioranza 22
favorevoli 2
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 249, quello di cui sopra... Onorevole Amadu lei è a posto perché ha già dichiarato.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì grazie, se fosse possibile nel comprensibile affastellamento di questioni che l'aula sta ponendo io vorrei chiedere per quest'emendamento che ovviamente non ha nessun riflesso per quanto riguarda la spesa, un'attenzione di tipo culturale ai colleghi del centrosinistra se vogliono dedicargliela, perché l'emendamento numero 249 è un emendamento che si ricollega all'attuale dibattito sulla eutanasia, in che modo si ricollega? Si ricollega esclusivamente ricordando il valore che la qualità della vita riveste per ciascun individuo. Noi sappiamo che molto spesso la parte terminale dell'esistenza di molti individui è resa intollerabile sostanzialmente sia a loro che qualche volta ai familiari dalla presenza di fattori che azzerano o riducono di molto la qualità dell'esistenza. Uno di questi fattori fondamentali è il dolore, nel senso che l'individuo che è aggredito dal dolore e che è sostanzialmente non in grado di sopportare o di tollerare il dolore, tende a non avere più nessun attaccamento alla vita e quindi tende ad avere un livello qualitativo di esistenza che non è più in nessun modo accettabile. Per cui sostenere che il potenziamento dei centri di terapia del dolore è un importante aiuto alla vita, alla qualità della vita, il desiderio della vita e quindi alla conservazione della vita è riconoscersi in un valore che, io penso, potrebbe essere universalmente accettato dall'intero Consiglio regionale. Questa è la riflessione, la pongo all'attenzione dei colleghi del Consiglio.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Solo per la richiesta di voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 249.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cachia - Licandro - Moro - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Cerina - Gessa - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 50
astenuti 4
maggioranza 26
favorevoli 10
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 102.
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Presidente, il paragrafo della medicina del dolore è certamente uno dei paragrafi che sono assolutamente condivisibili, fra l'altro credo che si potrebbe discutere anche su questo paragrafo serenamente, visto che qui noi non chiediamo, ne è prevista, una spesa economica sulla quale chiaramente trovare degli ostacoli dal ragionamento. Tutte le patologie che portano dolore credo che ognuno di noi abbia avuto esperienze dirette o indirette e capisce quanto molte volte il dolore può condizionare fortemente la qualità della vita. Fra l'altro, è assolutamente necessario affrontare il dolore, lo scrivete anche voi, con la necessaria competenza per consentire sia le diagnosi corrette, ma soprattutto una terapia corretta perché sappiamo che spesso sono terapie farmacologiche che presentano un alto tasso di effetti collaterali, soprattutto in trattamenti prolungati. Stamattina, parlando di farmaci, la dichiarazione di voto del professor Gessa, parlando dell'Alzheimer, diceva che si possono fare solo cure palliative, ma le cure palliative spesso sono l'unica possibilità che abbiamo per dare sollievo a un paziente. Quindi, per certi versi e in certe condizioni la cura palliativa e ne diventa l'unico mezzo per garantire una dignità della vita stessa. Ora, è chiaro che qualunque paziente che è affetto di una patologia dolorosa, che sia acuto o cronica, ha assolutamente la necessità di essere curato o nella propria abitazione o in ogni caso vicino la propria abitazione. C'è scritto appunto che bisogna evitare lunghi spostamenti, perché spesso si possono anche aggravare i quadri clinici complessi. Ora, io non riesco a capire per quale motivo, visto che in più parti questo piano richiede dei corsi di formazione, si parla di garantire la competenza necessaria, come mai, visto che si chiede spesso anche la collaborazione di medici di famiglia, non è prevista la realizzazione di un piano di formazione e di aggiornamento sul dolore e sulle tematiche connesse a queste patologie. E' chiaro che solamente attraverso l'azione sistematica e la collaborazione con i medici di medicina generale, con i medici di base…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licandro.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io credo che l'emendamento che ha come primo firmatario il collega Licandro, per il quale esprimo il parere favorevole, sia un corollario importante del capitolo che noi abbiamo scritto sulla medicina del dolore. Capitolo nel quale siamo riusciti, finalmente una volta tanto azzerando ipocrisie, a scrivere nel hub and spoke del piano, l'hub è presso il centro dell'ospedale Businco di Cagliari, perché lo abbiamo scritto? L'abbiamo scritto perché da anni l'ospedale lo Businco di Cagliari si occupa di fare quello che oggi è, nella cultura generale, un tema di grande importanza ma che 10 anni fa, 15 anni fa, era un tema ignorato dai più. Per cui per iniziativa, come qualche volta l'assessore Dirindin ha ricordato, di un collega particolarmente sensibile particolarmente intelligente si è iniziato a lavorare su un problema e oggi non si scontano gap che la mancanza di input da parte del sistema pubblico c'avrebbe forse costretto a scontare. Quindi, oggi esiste in Sardegna un centro di riferimento naturale sulla terapia del dolore, che è quello che si trova presso l'Ospedale Businco ed è possibile che da questo centro si diparta una rete virtuosa che, arrivando in tutte le AA.SS.LL. della Sardegna, sia di supporto sia ai servizi di assistenza domiciliare integrata, che peraltro voi bocciando l'emendamento non avete voluto corresponsabilizzare nel trattamento della medicina del dolore, e soprattutto per tutte quelle realtà territoriali che devono concorrere al trattamento della terapia del dolore, perché devono intercettare il paziente, devono sapere dove indirizzarlo e devono fare in modo che il paziente sia sostenuto nella sua necessità. Allora, io credo che l'emendamento che noi stiamo presentando sia l'ennesimo emendamento di buon senso, l'ennesimo emendamento che, per dirlo con la collega Caligaris, migliorerebbe di un pochino qualitativamente il contenuto del piano. Perché è evidente che oggi il ritardo culturale dei medici di medicina generale, non certo dipendente da loro, ma dipendente dal complessivo funzionamento del sistema, è notevole. Quindi, è fondamentale che su questo argomento si preveda un intervento specifico sui medici di medicina generale affinché ci sia quella crescita culturale che consente di gestire meglio il paziente che ha bisogno di terapia del dolore. Ma non sempre gli emendamenti di buon senso, sembra collega Licandro, abbiano accoglimento col buon senso in quest'aula, soprattutto quando sono presentati da colleghi della minoranza, anche questo è affidato alla volontà dell'aula e quindi alla volontà dell'aula di accettare ciò che viene fatto per migliorare il contenuto del piano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Chiedo scusa in anticipo al mio professore Luigi Gessa, se forse non ricorderò con precisione le parole che lui ci diceva parlando del dolore nell'introduzione al capitolo sulla morfina dicendo che era considerato il farmaco di Dio, quando venne scoperto, perché se c'è un'attività, che è quella di togliere il dolore, quella che avvicina più di tutto a Dio l'uomo. Si commenta da sé se togliere il dolore, che è un sintomo che non guarisce la mattina e quindi può essere intesa come una terapia palliativa, si fa qualcosa che, magari agli occhi di qualcuno, può essere considerato poco. Per noi non è poco, quindi non posso che associarmi ai colleghi che sollecitano questa maggiore preparazione dei medici di base per espletare, vicino al paziente, parte di quelle terapie che con farmaci e con metodiche meno complesse possono essere anche erogate a domicilio o comunque vicino al paziente. E' chiaro che una maggiore crescita culturale di tutta la classe medica può, deve e non può, essere data per poter essere umanizzare tutta la terapia di pazienti che spesso sono incurabili e che quindi hanno diritto a una qualità della vita e poi non li porti a fare scelte, magari, non necessarie o assolutamente non condivisibili, a seconda delle convinzioni, tutte rispettabili, di ognuno, ma anche per me e per molti altri di noi sono assolutamente non necessarie e non condivisibili, come quelle per esempio dell'eutanasia. Quindi, una maggiore sensibilità viene chiesta con quest'emendamento, a mio parere, non può essere rifiutata e qualunque sia la spesa, e non credo che sia molto, si fanno tante commissioni inutili, si fanno tanti corsi inutili, credo che un corso di medici di base, per una maggiore crescita culturale loro e della categoria, sarebbe accolta bene dagli operatori e porterebbe un notevole miglioramento e un'umanizzazione della sanità, che ne ha tanto bisogno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Ma, intanto, sono d'accordo con l'emendamento. Però, volevo fare una precisazione, quando ho detto farmaci palliativi, non è una definizione negativa. E' negativo il fatto che i farmaci, nell'Alzheimer, hanno un costo, non quello economico ed è altissimo, ma il costo sugli effetti collaterali, che addirittura fa pensare, rispetto al beneficio, se veramente ne valgano la pena di usarli; non impediscono il progresso della malattia. Rimanendo al dolore, il dolore - hanno ragione perfettamente - fare dei corsi di formazione sul dolore, soprattutto nel malato terminale, è una cosa assolutamente condivisibile, anche perché, su questo argomento, in quanto si usano dei farmaci che sono chiamati anche droghe, lui ha ricordato giustamente quella cosa che io dicevo: "Gods Own Medicine", l'oppio è la medicina dello stesso Dio. Allora, i farmaci analgesici oppioidi hanno anche delle, chiamiamole, opposizioni di natura ideologica, si dice producano dipendenza, il malato terminale può darsi che andando in paradiso contini a drogarsi, come fanno quelli che bevono il caffè. Dio beve caffè "Lavazza" in paradiso. Allora, per rimanere a questo… facciamo corsi, come è stato detto, assolutamente indecenti a volte, questo è una cosa assolutamente auspicabile, non costa molto, costa poco, quindi io sono d'accordo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Mi ero prenotato, rinuncio all'intervento, era solo per esprimere un parere favorevole, anche cogliendo le osservazioni dei colleghi della minoranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CACHIA (La Margherita-D.L.). Ma io, signor Presidente, avevo già deciso prima di ascoltare il giudizio, così autorevole, del professor Gessa e dell'amico Pacifico, di votare a favore di questo emendamento. Io voto a favore di quest'emendamento perché, come diceva il collega Vargiu, ci sono degli emendamenti che bisogna votarli, perché provengono dalla conoscenza di determinati problemi che sono problemi importantissimi per tutti coloro che soffrono e coloro che, indubbiamente, devono convivere giorno e notte, per sempre, col dolore. Quindi, ritengo necessario, da medico di base, che i medici siano posti nelle condizioni di poter discettare sul dolore e di poterlo almeno, se non altro, lenire in quei pazienti che, disgraziatamente per loro, sono affetti da una morbosità o da morbi che, chiaramente, non potrebbero avere altri risultati, se non trattati adeguatamente. Grazie. Quindi voterò a favore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Ma, pochi minuti, per esprimere il voto favorevole a quest'emendamento, ma anche per cogliere l'occasione per, come dire, sollecitare due attenzioni particolari all'Assessore. Più volte è stata richiamata la necessità di un aggiornamento permanente nell'ambito della medicina territoriale organizzata, su vari e separati argomenti, che io credo possano trovare un momento, invece, di riunificazione e di sintesi in unico progetto di aggiornamento. Questa è la prima sollecitazione. La seconda sollecitazione sta nel fatto che il problema del dolore, forse il professor Gessa si è dimenticato di indicarlo, è uno di quei problemi, soprattutto il dolore cronico, che determina il peggioramento massimo della qualità della vita. Ed è quella condizione per la quale chi desidera morire e quindi chi ricerca, per esempio, l'eutanasia è portato a questo tipo di decisione, proprio in considerazione di questo fatto. Quindi, stiamo parlando di un argomento che si allarga a coprire ambiti che non sono più soltanto ambiti di natura medico-scientifica, ma diventano ambiti di etica o di bioetica e che quindi, per questo, rappresentano, anche da questo punto di vista, un'importanza ulteriore e anche per questo motivo, a maggior ragione, va sollecitata ed evidenziata la sua importanza. Questi allargamenti sono i motivi del mio voto favorevole.
(E' approvato)
Emendamento 173. Sull'emendamento 173 è stato parere espresso il parere favorevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io intendo esprimere il mio voto contrario rispetto all'emendamento numero 173. Voto contrario che discende dal fatto che anche nel caso del emendamento numero 173, è successo quello che è successo per altre parti del Piano. E cioè che fosse scritta una parte sulla medicina penitenziaria, che sia stata riscritta diverse volte durante il corso del Piano sanitario, ma che la riscrittura non è soddisfacente, tanto che, durante il dibattito d'Aula, arriva un emendamento che sostituisce integralmente il capitolo che riguarda l'assistenza sanitaria alle persone detenute. Quando abbiamo discusso in Commissione la parte che riguardava la medicina penitenziaria, da parte della minoranza è stata, in maniera direi abbastanza forte, abbastanza decisa, proposta una considerazione. E cioè che, comunque, sino ad oggi, la medicina penitenziaria aveva funzionato e funzionando, aveva garantito un livello qualitativo di assistenza ai detenuti, che forse può non essere il livello qualitativo ideale - e infatti quest'emendamento propone tutta una serie di livelli qualitativi di assistenza, che sono largamente condivisibili - però aveva senz'altro contribuito a selezionare una categoria di medicina penitenziaria, cioè di professionalità dedicate alla medicina penitenziari, che essendo integrate anche con il resto del territorio, consentivano di avere quel rapporto tra la medicina all'interno dei penitenziari e la medicina all'interno del resto del territorio, che poi contribuiva senz'altro a garantire, nel modo migliore possibile, al paziente detenuto il livello qualitativo di assistenza per cui avevamo sostenuto la necessità che venisse inserito all'interno del contesto della medicina penitenziaria un richiamo che sinora aveva svolto una medicina penitenziaria un'azione importante affinché ne venisse conservata e garantita la professionalità affinché ne venisse valorizzata l'esperienza fino adesso raggiunta, e affinché le competenze disponibili non venissero buttate all'interno del cesto della spazzatura, all'interno di questo emendamento non vi è traccia di una valorizzazione delle professionalità sinora spese nella medicina penitenziaria non vi è ancora traccia a di una valorizzazione delle competenze e di una conservazione della bontà di ciò che fino a questo momento è stato fatto a livello di competenza c'è sempre un arretramento rispetto a ciò che è durante la discussione la commissione si era convenuto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Sì grazie presidente, molto brevemente, come diceva il collega Vargiu, quest'argomento è stato molto approfondito in commissione e devo dire che anche questo emendamento trovato anche condivisione non solo nella nostra commissione ma anche negli incontri che abbiamo avuto, almeno personalmente, con gli operatori sanitari all'interno delle carceri. Il principio che ci volesse equivalenza di cura tra chi è detenuto è che ovviamente non è il detenuto è un principio della organizzazione mondiale della sanità, io credo che fino adesso nei nostri istituti penitenziari questo principio sia stato abbastanza trascurato. Chi è detenuto è giusto che sia privato della libertà personale ma certamente non può essere privato del diritto di essere curato nel modo più appropriato possibile. È allora questo emendamento nasce proprio dal fatto che la sanità è uno dei pochi argomenti in cui il consiglio regionale può intervenire materia penitenziaria. È non c'è dubbio che un miglioramento della qualità dell'assistenza alle persone detenute non possono venire da una forte integrazione fra le ASL all'interno dei territori istituti di penitenziari che si trovano degli istituti stessi. Allora quello che si propone in questo emendamento è un nuovo modello semplicemente un nuovo modello organizzativo che tenga conto delle esigenze specifiche in tema di sanità, specifiche del istituti penitenziari. Mi riferisco in modo particolare al problema delle malattie infettive e al problema delle tossicodipendenze. Al problema della medicina specialistica che spesso nelle carceri piuttosto trascurata. Al problema della tutela della salute delle donne, della tutela delle detenute, e si propone semplicemente un maggior coordinamento fra i presidi ospedalieri, le aziende sanitarie, i consultori e tutte le strutture sanitarie con i medici che operano all'interno del carcere.
(E' approvato)
L'emendamento numero 119, il 118 e il 57…
Decadono gli emendamenti numero 101, il 119 e il 118.
(Non è approvato)
Passiamo ora alla votazione del testo " Malattie gastroenteriche e malattia celiaca".
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi scusi Presidente, siccome la velocità qualche volta…abbiamo votato l'emendamento numero 57, giusto?
PRESIDENTE. Sì.
VARGIU (Riformatori Sardi). E avevamo già votato il testo "l'assistenza sanitaria alle persone detenute"?
PRESIDENTE. Sì, era sostitutivo totale. Quindi anche il testo medicina del lavoro è stato già votato perché io ho avuto l'impressione che non stessimo facendo le votazioni dei paragrafi? Dunque abbiamo votato il testo precedente, poi con il 173 abbiamo sostituto integralmente l'assistenza sanitaria alle persone detenute, stiamo procedente e adesso votiamo io testo delle malattie gastroenteriche e alla malattia celiaca.
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi scusi Presidente, giusto per comprendere, adesso votiamo il testo per la malattie gastroenteriche e della malattia celiaca, io avevo avuto l'impressione che in un periodo noi avessimo votato i testi, così aveva detto anche il Presidente Secci questa mattina, donazioni e trapianti, salute della bocca, ad un certo punto ho avuto la sensazione che i testi non venissero più votati e quindi ci fosse una unica votazione su tutti i testi.
PRESIDENTE. Tranne quando ci sono emendamenti sostitutivi totali o parziali perché se così fosse …
VARGIU (Riformatori Sardi). Certo, e questo varrebbe per l'assistenza sanitaria per le persone detenute, giusto?
Ma mi chiedevo il testo di salute della bocca e di medicina del dolore lo abbiamo votato?
PRESIDENTE. Sì.
VARGIU (Riformatori Sardi). E lo abbiamo votato separatamente o insieme?
PRESIDENTE. Lo abbiamo votato insieme. Dopo l'emendamento numero 247 abbiamo votato…no chiedo scusa…dopo il numero 248 abbiamo votato i testi, poi abbiamo votato l'emendamento numero 64, numero 247 e così via discorrendo.
VARGIU (Riformatori Sardi). Quindi il testo di salute della bocca e il testo di medicina del dolore li abbiamo votati separatamente? O insieme?
PRESIDENTE. Insieme.
VARGIU (Riformatori Sardi). Quindi il criterio qual è, come li stiamo votando, a due a due, a tre a tre.
PRESIDENTE. Allora in questi due capitoli, chiamiamoli così, questi due titoli, ci sono soltanto emendamenti aggiuntivi, quindi votiamo i due testi e poi gli emendamenti aggiuntivi.
VARGIU (Riformatori Sardi). E quindi la stessa cosa facciamo adesso per malattie…le chiedo scusa, ho capito. Benissimo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Facendo una dichiarazione di voto su entrambi gli emendamenti malattie gastroenteriche e malattia celiaca, io spero che nell'attività di aula ci sia un'attenzione sugli emendamenti in particolare presentati per quanto riguarda la malattia celiaca, che sono emendamenti i quali consentono sia di modificare degli errori materiali del testo presentato in Commissione, e sia di introdurre una migliore fruizione da parte dei presidi terapeutici e degli screening per quanto riguarda la malattia celiaca. Sia la malattia celiaca che la malattia celiaca che gastroenteriche sono patologia patologie di importanza particolare e probabilmente la malattia celiaca a, anche se a questo momento non abbiamo dati per la Sardegna che consentono di accertarla in una maniera sicura, ha un'incidenza in Sardegna più elevata che altrove soprattutto è molto spesso misconosciuta con sintomi che porta il paziente e reparti differenti rispetto a quelli di elezione. La scelta di adottare criteri di screening che siano più confacenti rispetto alle necessità senz'altro ciò aiuta e costituisce un aiuto anche a coloro che sono i fruitori naturali di questo Piano sanitario.
PRESIDENTE. Allora votiamo i testi di malattie gastroenteriche e celiache.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dei sub paragrafi "Le malattie gastroenteriche" e "la malattia celiaca".
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Cappai - Contu - Dedoni - Floris Mario - Licandro - Liori - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 59
astenuti 3
maggioranza 30
favorevoli 45
contrari 14
(Il Consiglio approva).
Emendamento aggiuntivo numero 251 su questo è stato dato il parere favorevole. Onorevole Pacifico?
(E' approvato)
Emendamento 251, c'è una correzione onorevole Pacifico prego, abbiamo votato il 251 stiamo votando invece il 252, il 251 è stato approvato, il 252 c'è una correzione che propone il relatore. Prego.
PACIFICO (D.S.). Dopo la parola i percorsi al posto di sanitari "più opportuni cui indirizzare il paziente". I percorsi più opportuni cui indirizzare il paziente, al posto "di sanitari".
PRESIDENTE. Allora mettiamo in votazione l'emendamento con questa correzione al posto "di sanitari" "più opportuni".
(E' approvato)
Emendamento aggiuntivo numero 319 è stato espresso parere positivo con una correzione. Prego onorevole Pacifico.
PACIFICO (D.S.). La soppressione del "del servizio", quindi la frase verrebbe "sotto il controllo dietologico della ASL".
PRESIDENTE. Va bene con questa correzione è in votazione.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 320.
(Non è approvato)
Emendamento numero 321, è stato espresso parere favorevole parzialmente. Prego onorevole Pacifico.
PACIFICO (D.S.). Fino alla parola "celiaco", a seguire da soggetti in poi vengono eliminate le ultime due righe dell'emendamento.
PRESIDENTE. Con questa correzione è in votazione.
(E' approvato)
Medicina dello sport. Emendamento sostitutivo parziale numero 254.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io credo che il capitoletto relativo alla medicina dello sport, esprimo intanto il parere, il mio voto favorevole all'emendamento numero 254, sarebbe stato uno di quelli, sarebbe anzi, uno di quelli che avrebbe bisogno di una rivalutazione e della ipotesi anche di una riscrittura, nel senso che purtroppo la medicina dello sport rappresenta ad oggi un elemento di sofferenza complessiva della sanità sarda. Noto, io credo, universalmente nel senso che, purtroppo le prestazioni sanitarie di medicina sportiva, che debbono essere erogate dalle AA.SS.LL. per la copertura del fabbisogno della popolazione a rischio, anche semplicemente pensando alla popolazione non maggiorenne, sono purtroppo ad oggi insufficienti, e sono insufficienti anche nella copertura che viene garantita da parte del sistema privato accreditato; questa insufficienza è aggravata dal fatto che il sistema dei rimborsi, che viene attuato alle società sportive, e in parte non sufficiente a coprire le esigenze, e in parte organizzato in maniera tale che comunque non esiste un controllo sull'effettiva fornitura delle prestazioni da parte di strutture che siano accreditate, e quindi che siano in grado di garantire effettivamente l'idoneità sportiva del soggetto che effettua la pratica sportiva. Cosa che grave per gli sportivi adulti, che peraltro rischiano sostanzialmente sulla propria persona, e gravissima per quanto riguarda gli sportivi minorenni, la cui copertura, dal punto di vista del rischio, è poi affidata a presidenti di società sportive che, un po' per ignoranza, nel senso di non conoscenza, un po' per superficialità, spesso si trovano poi all'interno di grane giudiziarie, che sono assolutamente sproporzionate rispetto alla capacità di gestione che il Presidente di una società sportiva, spesso amatoriale, ha in proprio. Per cui il meccanismo di accertamento della raggiunta idoneità sportiva del controllo da parte della Regione, della effettiva svolgimento della prestazione, della maturazione di un numero congruo di disponibilità di prestazioni, ed eventualmente ricorrendo anche alle strutture accreditate, è fondamentale per il buon funzionamento della medicina sportiva. Francamente all'interno di questo capitoletto c'è ben poco con gli emendamenti si propone di sanare ciò che manca, e mancando non costituisce un'indicazione al miglioramento del sistema.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Per dare il mio voto favorevole all'emendamento numero 254. Questo della medicina dello sport è un paragrafo, ritengo importante, e fondamentale nella misura in cui affronta un tema che va a colmare un vuoto nella sanità isolana. Lo affronta nel momento in cui istituisce e potenzia, nell'ambito delle attività distrettuali attività ambulatoriale e territoriale. Ecco questo è la cosa che noi abbiamo condiviso, e qui emerge quello che ho già rilevato in altri momenti della discussione, e quando la volontà politica è matura, ha elaborato, ha riflettuto e c'è comunque sia, una volontà di proporre delle risposte, allora si trovano anche i modi per dare le risposte. Si trovano i modi che si mettono a disposizione le risorse, si creano le strutture e si arredano, si attrezzano, si dotano di personale qualificato e si danno risposte ai cittadini. Allora questo emendamento va a superare, ad integrare, a qualificare di più e meglio, quello che è un aspetto, che è stato rilevato come carenza o eccesso, così di buona fede, da parte dei nostri cittadini, quando volendo esercitare un'attività sportiva la esercitano senza avere preventivamente, così tutelato la propria salute presentandosi a richiedere i certificati di idoneità sportiva, che sia amatoriale, che sia agonistica. E' lì che emergono poi le difficoltà del sistema, dove per ricondurre sulla retta via queste persone, non basta dire nel piano, che gli obiettivi del triennio sono il monitoraggio dell'obbligo della certificazione, e su che cosa lo esercitiamo il monitoraggio, cioè mandiamo anche in questo caso il corpo forestale presso le società sportive a verificare le certificazioni se sono regolari oppure…
PRESIDENTE. Grazie a lei.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, colleghi, Assessore. Credo che nessuna o poche cose suscitino emozione, come quando un atleta, nel pieno della gioventù, nell'esercizio di un'attività fisica abbia un maloreo venga a mancare. Io ricordo da bambino quando a Cagliari allo stadio Amsicora morì un calciatore della Roma, e quando durante la trasmissione dei mondiali di calcio, un giocatore della più importante e famosa nazionale del mondo, quella del Brasile, ebbe un malore che per poco non gli faceva perdere la vita. Ecco, quindi già noi ci muoviamo in un campo dove è difficile la protezione dell'atleta anche per i professionisti, quelli più controllati, quelli che dovrebbero essere i più sani e i più protetti anche per i risvolti medico-legali ed economici e ci sono. Beh, in Sardegna dire che l'attività della prevenzione in campo medico-sportivo sia negletta è poco. Ad Iglesias, dove c'era la fortuna di avere un centro che funzionava, su come funzionava e come funzioni possiamo anche discutere, avevamo un ambiente fortunato, in periferia. A Cagliari, le strutture pubbliche erogano delle prestazioni di medicina sportiva, ma siamo in una città, nel capoluogo della Regione, in periferia non funziona assolutamente niente. Esistono tantissimi giovani che si sottopongono alla pratica sportiva agonistica ma pensate anche ai bambini, cioè cosa mi si dice che un bambino non fa una pratica sportiva agonistica? provate a dire ad un bambino che è emozionato, che è entusiasta, che deve moderare i propri sforzi, che non deve correre, che deve risparmiarsi, i bambini danno tutto, danno di più, non si sanno controllare, non sanno spendere le proprie energie e, quindi, sono ancora più soggetti a questi incidenti e quindi, a maggior ragione, noi dobbiamo investire in questo settore dove siamo carenti proprio per un'attività di medicina preventiva, per prevenire questi episodi che fanno male, che colpiscono i giovani, che sono già abbastanza colpiti da altre piaghe sociale, legate all'attività magari molto meno comprensibili e molto meno lodabili di quelle della pratica sportiva che, se fatta bene ed è ben condotta è encomiabile e va incoraggiata dalla società, grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Si, grazie Presidente, non se ne avranno certamente i colleghi della maggioranza e credo neanche i colleghi della minoranza perché, questo paragrafo della medicina dello sport, benché integrato da una serie di emendamenti che sono stati presentati da noi stessi non fanno assolutamente giustizia. Probabilmente sfugge a tutti a quanto ammonta il numero degli atleti che fanno attività agonistica in Sardegna. Vi do un dato per tutti, solo coloro che fanno calcio sono circa 25 mila in Sardegna, se li rapportiamo al numero di tutte le altre federazioni sportive, qui mi rivolgo anche all'onorevole Vargiu che ha presentato, anche con la mia firma, un emendamento, il numero 254 che è il primo che abbiamo all'attenzione, in questo emendamento attivare un rapporto di collaborazione con il Coni, aggiungo, ci sono una serie di atleti che fanno attività agonistica e che non rientrano nella fattispecie del Coni cioè, fanno campionati che non sono sotto la tutela delle federazioni nazionali, di questa gente non sappiamo assolutamente nulla, evidentemente. L'obbligo di un certificato di idoneità agonistica viene comunque preteso da tutte le federazioni sportive italiane e, quindi, questo è già un punto fermo. Nel capitolo si dice "obiettivi per il triennio di vigenza del piano sono … monitorare il rispetto dell'obbligo della certificazione di idoneità allo sport agonistico", è un compito che non spetta certamente alle ASL, è un compito che non spetta certamente alla Regione, è un compito che è già legiferato, codificato ed è un obbligo sancito dal Coni e da tutte le federazioni sportive. Ora, che la Regione possa fare un monitoraggio di questo genere mi pare assolutamente folle, certamente, è assurdo. Altro problema: garantire gli adempimenti previsti per l'antidoping. Mah!, siamo seri, l'antidoping in Italia è obbligatorio solo ed esclusivamente per le società professionistiche, non esiste un tipo di intervento da parte delle federazioni del Coni se non a seguito di casi di incidenti o di morti, come è successo nell'attività agonistica, e allora si interviene, ma sono casi assolutamente, speriamo non lo siano proprio neanche sporadici, speriamo che non esistano per niente, beh, qui si dice che stiamo andando già a fare delle convenzioni, o ad individuare delle convenzioni o con l'acqua Acetosa o con altri. Quello che preoccupa maggiormente… posso concludere Presidente?
PRESIDENTE. Conclude come? Nel senso che deve dire tre parole? Siamo in dichiarazione di voto onorevole Diana.
PORCU (Progetto Sardegna). L'onorevole Diana come vota?
DIANA (A.N.). Si preoccupi di come vota lei.
PORCU (Progetto Sardegna). Ero curioso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io voterò a favore del testo che abbiamo in esame, dell'emendamento chiaramente, anche perché, come potranno sicuramente autorevoli consiglieri che sono presenti in Aula, che hanno condotto delle società sportive, sanno quanta difficoltà, sotto l'aspetto della gestione di una società, si incontra anche quando si devono fare le verifiche mediche e, lo ricordava poc'anzi l'onorevole Liori, non c'è cosa più antipatica, se non brutale, se non vedere un ragazzo, un giovane, ed anche qualcuno maturo che corre nel campo e si ferma per sempre. Non è solo un fatto di società sportive legate al calcio, vale per l'atletica, vale per qualunque tipo di disciplina. Il fatto che la medicina dello sport sia trattata con i paragrafetti che abbiamo visto cioè sono puntualmente indicati soltanto alcuni obiettivi, non è esaustivo di quella che vi è come necessità di avere, non solo lo screening ma di avere proprio la garanzia che, chiunque frequenta lo sport possa avere la certezza della… onorevole Secci voleva dirmi qualcosa?
SECCI (La Margherita-D.L.). Di contare bene le norme che abbiamo approvato a suo tempo e le materie che abbiamo affrontato e risolto definitivamente.
DEDONI (Riformatori Sardi). In che senso, perché mi taccio.
PRESIDENTE. Il tempo scorre, il tempo scorre…
(Interruzioni)
…onorevole Dedoni continui che il tempo scorre
DEDONI (Riformatori Sardi). Ho capito, Presidente perché mi sta facendo questo richiamo?
PRESIDENTE. No, io non la sto richiamando, le voglio solo dire che se lei si ferma il tempo continua a scorrere.
DEDONI (Riformatori Sardi). No, ma mi sembrava mi stesse opportunamente dando un suggerimento…
PRESIDENTE. Opportunamente poi vi vedete e ne parlate ma non così, prego.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, e che io ritenevo più che opportuno che ci fosse la necessità più puntuale di avere queste garanzie che chi pratica lo sport deve avere quel giusto servizio che non … sulle società, ma vi è un obbligo che garantisce che il praticante lo sport possa avere la certificazione, per quanto è possibile, che non vi sia alcun che di irreparabile.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, molto brevemente per fare qualche osservazione. Ma, io credo che gli emendamenti presentati sulla medicina dello sport, ancorché mossi da un intento, credo di allargare quella che è la tutela sanitaria all'attività sportiva, dimostrano un certo grado di frettolosità e anche di scarsa conoscenza della materia. Per esempio, l'emendamento di cui stiamo discutendo tocca aspetti diversi, perché da un lato quando parla di elusione da parte delle società sportive sta in qualche modo ipotizzando un reato di tipo amministrativo, una vera e propria frode, che evidentemente andrebbe eventualmente denunciata; poi ipotizza che esistano centri autorizzati e non autorizzati. Come chi pratica attività sportiva sa, chi svolge attività agonistica per partecipare a una gara è costretto a presentare la documentazione e dimostrare il rispetto degli obblighi all'attività agonistica, per quello che riguarda tutte le attività dei campionati federali. Allora, credo che quindi mischiare argomenti che riguardano frodi amministrative, centri autorizzati e non autorizzati e sanzioni come quelle previste di mancato rimborso delle società inadempienti sia un indice di confusione. Anche perché il problema non è applicare sanzioni a chi non ha il rimborso, ma il problema è far sì che le società chiedano i rimborsi perché spesso i rimborsi che sono molto onerosi sono così complessi da ottenere che le difficoltà che si hanno che anche le somme stanziate nella legge numero 17 per il rimborso delle attività agonistiche spesso non vengono utilizzati. E quindi il problema è opposto, è semmai facilitare e semplificare la burocrazia attraverso la quale vengono erogate le risorse. Poi il collega Diana ha toccato altri argomenti e siccome mi sembrava critico verso l'emendamento la mia domanda era: immagino che votasse contro. Poi, per quanto riguarda me, se il collega Gessa contraddice una mia espressione di voto io sono felice perché dimostra che siamo così attenti e partecipi che possiamo anche cambiare idea. In ogni caso lei sappia, onorevole Diana, che il CONI ha assorbito anche le attività amatoriali e gli enti, e quindi tutti gli enti e anche gli enti sono sotto l'egida del CONI, quindi da questo punto di vista il CONI potrebbe svolgere un'azione di tutela.
Quindi credo che questi emendamenti forse più opportunamente andrebbero ritirati perché l'articoletto, come lo ha definito l'onorevole Vargiu, magari è sintetico ma se non altro è chiaro.
(Non è approvato)
Emendamento numero 255.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie. In particolare votando a favore sull'emendamento numero 255 voglio ringraziare il collega Porcu per l'intervento, nel senso che l'intervento aiuta ad approfondire ed eventualmente anche a modificare, come ha fatto una parte del Gruppo di Progetto Sardegna - perché questo è virtuoso, io sono d'accordo con il collega Porcu - anche le proprie convinzioni. Sull'emendamento numero 255, il motivo per cui è stato presentato è sostanzialmente il fatto che l'elaborazione delle linee guida può essere effettuata dalle società scientifiche. Non si capisce chi dovrebbe elaborare le linee guida sulla medicina dello sport; se le elabora l'Assessorato regionale alla sanità o se c'è un'altra struttura che elabora le linee guida. Quindi andrebbe specificato correttamente che l'elaborazione delle linee guida è qualcosa che compete alle società scientifiche e mediche che si occupano della fattispecie.
Ma per quanto riguarda gli altri elementi di criticità del paragrafo sulla medicina dello sport, collega Porcu, conoscendo la tua onestà culturale io vorrei sapere quante prestazioni di medicina sportiva noi ci attendiamo da parte dei centri accreditati in Sardegna in un anno in rapporto al numero degli atleti che fanno attività in società che sono soggette all'egida del CONI. Poi vorrei sapere quante noi ne possiamo offrire nei centri accreditati e nelle strutture delle AA.SS.LL. e quindi vorrei che tu stesso mi facessi la differenza tra quelle che servono e quelle che noi possiamo offrire e offriamo, vedendo il saldo negativo. Il saldo negativo vuol dire che sono atleti scoperti dal punto di vista della idoneità sportiva o che sono atleti che hanno fatto l'idoneità sportiva dal cardiologo non autorizzato o da altri medici che non sono autorizzati perché non effettuano le pratiche che sono necessarie perché sia garantita la effettiva idoneità sportiva. Quindi questo è il problema fondamentale che tante altre volte in questo Consiglio regionale abbiamo affrontato e che non è mai stato risolto, e che in questo capitolo, paragrafo, come lo vogliamo definire, che riguarda la medicina sportiva non è sostanzialmente valutato, per cui i nostri emendamenti andavano nella direzione di chiedere che al problema venisse messo mano in maniera seria, che venissero dati dei numeri sulla base dei quali ragionare e che venissero proposte delle linee metodologiche sulla base delle quali risolvere un problema che sta a cuore a tutti.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. A completare il discorso esprimo il parere favorevole sull'emendamento numero 255 e, completando il discorso sugli obiettivi del triennio del Piano, per la medicina dello sport si chiedeva soprattutto che fosse attiva la possibilità di una verifica e di un controllo del rilascio delle certificazioni di idoneità sportiva. Questo chiaramente si accompagna all'emendamento numero 255, ma il problema è stato poi sollevato dal collega Diana sulla rispondenza e sulle regole imposte dal CONI alle federazioni sportive sull'idoneità allo sport agonistico da parte degli atleti che svolgono attività sportive federali. Allora, il problema grosso, dicevo poc'anzi, è che nessuno oggi svolge il ruolo di controllore al momento in cui si va in campo in generale, che si svolga una partita di calcio federale o si svolga una partita di pallacanestro, di pallavolo, di qualsiasi altro sport, nessuno è autorizzato alla verifica della regolare idoneità allo svolgimento dell'attività sportiva agonistica. Io sfido chiunque di voi a certificare o a dichiarare qui in aula che gli arbitri per le partite di calcio controllano le idonee certificazioni o se le certificazioni…
MARROCU (D.S.). Non vengono tesserati i bambini senza certificato medico! Neanche vengono tesserati i ragazzi!
CONTU (F.I.). Allora, il collega Marrocu molto probabilmente si riferisce ai campionati professionistici e semiprofessionistici. Per le attività giovanili, caro Marrocu, tu fai le iscrizioni alle federazioni, fai le iscrizioni ai campionati e nessuno ti controlla e ti sto dicendo… nessuno ti controlla se tu presenti e hai regolarmente fatto…
(Interruzioni dei consiglieri Marrocu e Pirisi)
Allora io vorrei che i colleghi capissero che la difficoltà più grossa…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. Io vorrei ricordare ai colleghi -insomma, adesso diciamo che facciamo dei richiami più puntuali - che bisogna parlare dell'emendamento in discussione e non genericamente di medicina sportiva. L'emendamento in discussione lo potete leggere, parlate di questo ed si esprime voto su questo. Va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, grazie Presidente. Intanto per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 255, così l'onorevole Porcu non avrà da che dire. Volevo solo ricordare che ciò che dice l'onorevole Marrocu è parzialmente vero. E' parzialmente vero! Il certificato obbligatorio per i bambini fino all'età di 15 anni…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Diana. Non se ne abbia a male: dobbiamo intervenire sull'emendamento.
DIANA (A.N.). E sto intervenendo sull'emendamento.
PRESIDENTE. No, sta intervenendo sui certificati dei bambini. Non dice questo l'emendamento.
DIANA (A.N.). Ma lei lasci perdere quello che dice l'emendamento…
PRESIDENTE. No, io non lascio perdere.
DIANA (A.N.). Io le sto dicendo quello che voglio… il ragionamento che voglio fare io per arrivare a giustificare il mio emendamento…
PRESIDENTE. Io non lascio perdere. Stiamo nel tema, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Sì, io sto nel tema. Stia tranquillo che io sto nel tema.
PRESIDENTE. E anch'io.
DIANA (A.N.). Allora qui si parla di linee guida. Non esistono linee guida ai medici di base su come si debbano comportare per i bambini fino a 15 anni. Primo. Non esistono linee guida per coloro che debbano fare la medicina dello sport, quindi i centri di medicina dello sport per quei ragazzi che vanno a fare attività agonistica diagnosticata oggi dai 15 anni in su e l'onorevole Marrocu queste cose le sa benissimo! Che i centri di medicina per lo sport non siano sufficienti in Sardegna lo sanno tutti, lo sappiamo tutti quanti quelli che facciamo attività dirigenziale ormai da 35 anni lo sappiamo meglio degli altri. Quindi lei Presidente non mi può dire che io sto andando fuori tema, io sto rappresentando una situazione drammatica in Sardegna per le visite medico-sportive, per i certificati di attività agonistica e anche per quelli che arrivano fino ai 15 anni non mi si può dire che un medico di base visita un bambino di 8 anni che deve partecipare al campionato pulcini, non ha linee guida, gli chiede se ha avuto patologie, malattie esantematiche, se ha avuto problemi di questo genere, punto e basta e gli dà il certificato. Secondo voi questo è un certificato di attività agonistica? Beh, se voi nel vostro capitolo dedicato alla medicina dello sport pensate di aver risolto i problemi, avete fatto un grosso errore. Non ne avete affrontato uno perché non lo volete affrontare, perché il problema è esclusivamente economico! Questo sì che è un problema economico, perché per tenere a bada 120 mila atleti in Sardegna non sono sufficienti i centri di medicina dello sport. Questo è il problema, non lo volete affrontare, è una responsabilità vostra, meglio, non è responsabilità vostra purtroppo, è la responsabilità mia, di Marrocu e di tutti i presidenti, perché se succede un incidente e muore un ragazzo durante una partita di calcio, chi è il responsabile, onorevole Marrocu? Il Presidente della Regione o il presidente della società? E allora, questo è il discorso onorevole Spissu che lei vuole ignorare assieme alla sua maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Stiamo parlando dell'emendamento 255?
PRESIDENTE. Prego, onorevole Dedoni, sì.
DEDONI (Riformatori Sardi). L'onorevole Secci ha presentato qualche progetto di legge a suo tempo, probabilmente non si ricorda come l'ha presentato e per che cosa era, non sente!
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni il tempo scorre, prego.
DEDONI (Riformatori Sardi). "Attivare un rapporto di collaborazione con le società scientifiche mediche della medicina sportiva, finalizzato all'elaborazione di linee guida per la valutazione dei soggetti a rischio e dei soggetti con patologie croniche, per la conseguente prescrizione di attività fisiche". A quel che mi consta in Sardegna non esiste un sistema organizzato che garantisca una sanità pubblica adeguata nei confronti dei praticanti lo sport, soprattutto per quei praticanti lo sport di giovane età o cosiddetti amatoriali, superati i 15 anni. Ora, effettivamente ci sono delle condizioni che oggettivamente lo stesso onorevole Porcu, con estrema sincerità, ha riconosciuto che è insufficiente, del tutto insufficiente, il sistema medico sportivo per garantire quella certificazione necessaria a che chi pratica lo sport sia garantito da qualsiasi incidente di percorso. Ora è chiaro che vi è la necessità di trovare soluzioni più adeguate, cosa che non sono previste nel testo così com'è stato proposto all'Aula. Con questo ed altri emendamenti si tenta di dare dei suggerimenti in positivo cosicché si possano ottenere delle risultanze di garanzia per chi pratica lo sport, soprattutto per coloro i quali non sono affiliati a società anche amatoriali che però fanno capo al CONI. Credo che sia importante che comunque vi sia una garanzia assoluta per tutti i praticanti lo sport e questo possa essere attivato soprattutto in quei centri periferici ove non ci sono strutture che possano garantire questo esame e questa garanzia medica che soltanto specialisti possono offrire e non certamente qualunque specialista.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, brevemente perché non mi piace ripetere, quindi mi limiterò alla parte proprio che è più interessante. Sempre riferendomi a un minimo di esperienza, è capitato più volte di vedere dei bambini che si presentavano per un'attività sportiva non agonistica, che so per andare in palestra o per andare in piscina, a cui il medico di base - che è impotente, anche se poi è autorizzato per questi bambini a redarre un certificato - magari, siccome non sono stati mai visitati e non sono mai stati sottoposti a visite serie, si premuniscono contro le cose più gravi, cioè mandano i bambini dal cardiologo, gli fanno fare l'elettrocardiogramma, gli si fa oscultare il cuore da uno che ne ha sentito tanti per vedere se riesce a trovare almeno le patologie più grosse e per evitare i rischi per il paziente stesso. Però poi in base a questo referto tanti medici di base - e qui ritorno alla necessità delle linee guida -rilasciano il certificato come se questo bambino magari non avesse un apparato respiratorio, non avesse un apparato urinario, non avesse patologie infettive che possono poi magari contagiare gli altri bambini che vanno a praticare la stessa attività e, quindi, ci si dimentica di tutta una serie di adempimenti che sono non solo rivolti a proteggere il bambino che fa questa attività ma anche a proteggere gli altri che vengono a contatto con lui. Quindi non è un problema nostro, nostro è l'adempimento di dare la risposta a queste persone che in Sardegna non riescono ad avere prestazioni di qualità, anche nelle zone più periferiche dell'Isola. Il problema purtroppo è di tutti di tutti i sardi, dei figli dei nostri fratelli, delle nostre sorelle e i nostri, se ne abbiamo, e di tutti i cittadini a cui dobbiamo dare le risposte che ci hanno mandato qui a risolvere i loro problemi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che non vada banalizzato un discorso che è estremamente serio, quello della medicina sportiva, e in modo particolare questa parte che riguarda le linee guida per quanto riguarda la valutazione dei soggetti a rischio e soggetti affetti da patologie croniche. Dico questo perché, praticamente oggi ci sono tutta una serie di situazioni che richiedono la certificazione medica, e non mi riferisco soltanto ai certificati che riguardano attività sportive e agonistiche, ma soprattutto mi riferisco a quelli che fanno attività sportive non agonistiche. Praticamente il medico di base si trova tutti giorni ad affrontare situazioni per fare certificazioni, magari di gente che deve partecipare non tanto a un campionato, ma anche a delle attività giornaliere che riguardano attività sportive scolastiche. Bene, io devo dire che in questi casi, effettivamente, i medici e noi come operatori non siamo messi in condizione di avere dei dati precisi, delle linee guida precise per quanto riguarda la certificazione sanitaria. Io credo che se noi dovessimo affrontare seriamente questo problema, probabilmente anche fuori da questo contesto, però andare ad analizzare in modo analitico tutte quelle che sono le linee guida per quanto riguarda la certificazione sportiva agonistica, ma soprattutto la certificazione sportiva non agonistica che lo stesso è una vasta parte della certificazione sportiva, io credo che noi metteremo un po' di ordine a questa materia. Mi rendo conto che non è un discorso semplice, oggi le strutture sportive, della medicina sportiva, sono assolutamente inadeguate, sono insufficienti, ci sarebbe bisogno di uno sforzo grosso per quanto riguarda la predisposizione di strutture adeguate, però credo che il discorso è molto ma molto più complesso di quanto non appaia da quest'emendamento nel senso che oggi c'è una fortissima carenza per quanto riguarda questo tipo di certificazione, io credo che tutto quello che noi faremo, che anticiperemo già dall'approvazione del Piano sanitario regionale vada in questa direzione. Quindi, io credo che il fatto di avere un'organizzazione capillare nel territorio per quanto riguarda questo tipo di certificazione sia un discorso estremamente serio perché tutti i giorni vengono richieste certificazioni e devo dire si lascia tutto anche alla valutazione libera del medico che fa il certificato e devo dire, molte volte, senza il supporto giusto da parte...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. Io sono d'accordo all'emendamento, voto a favore dell'emendamento numero 255 perché fra i due diciamo così le due discipline sportive non c'è più nessuna differenza perché son tutte e due che fanno sport sia l'agonistica sia la professionistica perché in effetti ci sono tanti di voi vanno a giocare a pallone, una partitella fatta con amici o tornei fatti per amicizia o coppe che si prendono in questi tornei, cioè secondo me queste visite si devono fare ma non dal solito medico di famiglia che portiamo i bambini, i nostri bambini, dice che cosa hai cosa non hai, e va beh, certificato fatto! Lo mettiamo a giocare a pallone o fare qualunque attività, il bambino si sente male. Ecco queste cose bisogna veramente smetterla, Assessore io sono d'accordo che veramente si costituiscono dei centri perché a Cagliari non ne abbiamo per esempio, a Cagliari abbiamo il Coni e poi grazie a un grande direttore della ASL abbiamo a Quartu. Basta, non ne abbiamo altri. Ecco perché io mio figlio non posso portarlo in due centri dove c'è da fare fila e prenotazioni e tutto quanto, lo porto dal medico gli facciamo un certificato così via e poi gli faccio fare sport e magari il bambino si sente male o mi muore. E' questo il punto, il nocciolo della storia è inutile che bisticciate tra di voi vogliamo la stessa cosa, vogliamo il bene dei nostri figli, dei nostri atleti e dunque ecco perché dobbiamo cercare di poter utilizzare questi centri, Assessore, e lei lo può fare, secondo me lei lo ha capito più forse di me e di noi che si può fare e si deve fare perché Assessore lei viene dal di là del mare e penso dove lì non ci sono solo due centri in una città grossa come Cagliari, ce ne sono diversi, diamo la possibilità anche ai nostri figli di andare veramente a farsi le visite,vere visite sportive perché quello che ci interessa a noi è quello che stiamo discutendo qui in quest'aula, vere visite sportive per fare sport a tutti i livelli, qualunque sia lo sport, bisogna farci una visita sportiva. Ebbene, sennò poi pagheremo le conseguenze e ci metteremo a piangere, grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì Presidente, molto brevemente, io credo che la difficoltà oggi per quanto riguarda le valutazioni del rischio sportivo sta proprio nella difficoltà di certificare il limite tra attività sportiva agonistica e attività sportiva non agonistica perché è realmente un pensiero fisso quello che hanno i medici di medicina generale, a parte i bambini, campionati scolastici, giochi della gioventù per cui il massimo che noi possiamo fare per questi bambini è ascoltare il cuore, sentire i polmoni non abbiamo assolutamente la certezza di non creare un rischio, ma io mi riferisco a tutti quei campionati per parlare dello sport più diffuso in Italia che è il calcio, tutti quei campionati che d'estate fioriscono in qualunque località, solo nel mio paese che è un piccolo centro c'è un torneo estivo dove partecipano dai quattrocento ai cinquecento giocatori ogni volta e le certificazioni sull'idoneità agonistica la rilasciamo noi medici di base, che spesso non abbiamo né la strumentazione né i mezzi, né le conoscenze necessarie e quindi chiaramente ecco perché voto a favore di quest'emendamento nemmeno delle linee guida per la valutazione del rischio. Molto spesso ci affidiamo, troppo spesso ci affidiamo alla fortuna, capita tante volte che per dei campionati amatoriali per i quali non serve una certificazione sportiva fatta da un centro idoneo spesso è capitato anche in Sardegna nell'anno trascorso che qualche atleta purtroppo rimane vittima sul campo di gioco. Ecco, io credo che questo aspetto non vada assolutamente sottovalutato anche perché è uno di quei contributi che voi chiedete che noi vi diamo che spesso rifiutate che praticamente non costano granché e potrebbero dare invece sicurezza a tante persone.
(Non è approvato)
Emendamento numero 256 il cui contenuto è simile al numero 31.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, stavo cercando di leggere anche il numero 31 in modo da capire se la dichiarazione di voto potesse essere abbinata per entrambi gli emendamenti. Comunque sostanzialmente il ragionamento era quello di interloquire con i colleghi della maggioranza su un problema legato, condiviso che è quello della verifica dell'eventuale pratica di sostanze dopanti e allora che ci risulti, la normativa nazionale e internazionale autorizza un unico centro in tutta Italia è quello dell'Acqua acetosa che ha il ruolo di Hub and spooke di Hub in questo caso per quanto riguarda la valutazione dell'eventuale presenza di sostanze dopanti, quindi non si comprenderebbe bene nell'ambito dell'emendamento che propone il coinvolgimento di federazioni sportive, enti locali, università, scuole e via dicendo, nei programmi di prevenzione e di educazione sanitaria se poi è chiaro che il riferimento di tutti i lavoratori che eventualmente lavorassero operanti nella regione attraverso convenzione devono lavorare e devono ragionare e interloquire con l'unico centro nazionale che è convenzionato e abilitato dalla normativa internazionale in tal senso perché l'idea che la convenzione sia con uno dei centri nazionali già esistenti dà l'idea che sia possibile effettuare una scelta in realtà i centri nazionali esistenti lavorano e lavorano a loro volta con convenzioni, con l'unico centro che quello dell'Acqua acetosa, quindi lo spirito dell'emendamento numero 256 era di ribadire questo e di ribadire che se ci sono dei lavoratori in Sardegna pubblici che vogliono lavorare nel settore dalle sostanze dopanti, cosa che noi riteniamo positiva lo devono fare in collaborazione con l'Acqua acetosa e non avrebbe nessun senso farlo con altri lavoratori quali a loro volta collaborano con l'Acqua acetosa con un passaggio in più che non sarebbe spiegabile, giustificabile in nessun modo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì, intervengo per dichiarare il voto favorevole mio e del Gruppo su quest'emendamento, così come anche alcuni precedenti sono dedicati alla tematica della medicina sportiva che sicuramente attraverso una specificazione come quella descritta nell'emendamento numero 256 permetterebbe di avere una sottolineatura forte dell'impegno del sistema sanitario regionale della Sardegna nel supporto a tutto il sistema sportivo riguardo alla complessa, difficile e controversa questione di cui si tratta. La proposta è evidentemente molto ragionevole si tratta appunto di quelle proposte che chiaramente potrebbero qualificare questo Piano sanitario regionale, dare dei contenuti specifici che certamente verrebbero accolti positivamente dal mondo lo sport e che prospettano una soluzione che è quella di garantire in qualche modo che tutti gli adempimenti che la normativa nazionale in materia di antidoping prevede possano essere adempiuti proprio attraverso la collaborazione tra le strutture della rete ospedaliera sarda con punti di riferimento nazionale accreditati indubbiamente, senza alcun dubbio dotati di credibilità e di riferimento generale in tutto il territorio nazionale, che potrebbero quindi dare al nostro sistema una valida possibilità di fornire un'ulteriore servizio utile certamente a tutti, certamente al mondo dello sport in particolare che su questa questione, come sappiamo, tante volte è nel mezzo di polemiche e difficoltà che invece devono essere superate da tutto il nostro sistema. Il voto quindi è favorevole all'emendamento numero 256.
PRESIDENTE. Ha domato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Credo che la condivisione dell'emendamento numero 256 sia motivato soprattutto dal riconoscimento di una, chiamiamola défaillance, chiamiamola una dimenticanza, chiamiamola anche scarsa attenzione della stesura del documento finale, perché a noi era sembrato, durante la discussione in Commissione, che il contenuto dell'emendamento fosse condiviso dalla maggioranza, ma fosse condivisa dalla maggioranza soprattutto la necessità di avere o di attivare con le strutture della rete ospedaliera sarda quella collaborazione con l'unico centro autorizzato in Italia per il controllo dell'antidoping. Io devo dire, Assessore, qui è sfuggito l'errore che era stato rilevato anche in Commissione, perché non è che si possa realizzare una convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti, l'unico centro nazionale esistente, autorizzato anche a livello internazionale, è quello dell'Acquacetosa. L'avevamo detto in Commissione. A me sembra quasi che fosse superfluo intervenire nel momento in cui riletto l'emendamento si prendesse atto oppure si verificasse la correttezza della proposta ed eventualmente se ne prendesse anche atto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Stiamo parlando dell'emendamento numero 256 correlato al numero 31. Il testo del primo emendamento è: "Garantire gli adempimenti previsti dalla normativa nazionale in materia di antidoping attraverso la collaborazione delle strutture della rete ospedaliera sarda con il laboratorio dell'Acquacetosa, unico autorizzato dalle vigenti direttive internazionali"; il testo del secondo: "Nel secondo capoverso, ultimo punto, le parole: 'e attraverso convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti' sono sostituite dalle parole: 'garantendo se necessario l'opportuno adeguamento tecnologico e di personale'". Ora, io do per scontato che sia anche obiettivo della maggioranza garantire che vi sia un antidoping che lavori bene e d'altronde non poteva e non potrebbe essere diversamente se non un centro che sia autorizzato dal laboratorio dell'Acquacetosa. Se io fossi maligno, potrei pensare che la maggioranza ha un rapporto privilegiato con un centro che è accreditato all'Acquacetosa e magari questo centro è a Torino, l'Acquacetosa è a Roma ma il centro che la maggioranza propone potrebbe essere a Torino. Comunque sia, se così fosse, io direi che la maggioranza farebbe bene a trovare una soluzione che è la più adeguata che è quella per cui ci sia la struttura in Sardegna collegata all'Acquacetosa e non che ci sia una struttura nazionale, come dite, che già esiste e probabilmente è consultabile da qualcuno ed ha allocamento a Torino. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. E' decaduto.
Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 256.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Contu - Dedoni - Diana - La Spisa - Licandro - Lombardo - Murgioni - Sanciu - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 48
astenuti 2
maggioranza 25
favorevoli 10
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 31.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente voterò a favore dell'emendamento numero 31, ma esclusivamente chiedendo una spiegazione e una dichiarazione di voto a un collega della maggioranza, che fosse eventualmente disponibili a darla, sul motivo per cui abbiamo deciso di mantenere all'interno del Piano convenzionamento con uno dei centri lasciando aperta l'ipotesi che ci si convenzioni con un centro a sua volta convenzionato con l'Acquacetosa, cioè una triangolazione inspiegabile. Per quale motivo non è stato accettato un emendamento che proponeva di convenzionarsi con l'unico centro con cui ci si può convenzionare? Non l'ho veramente capito.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione il testo.
Ha domato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io voterò contro al testo, chiedo al Presidente che si possa procedere al voto con scrutinio elettronico palese e vorrei nuovamente chiedere, a qualche collega della maggioranza, se fosse possibile che mi venisse spiegato perché nelle ultime due righe del capitolo "La medicina dello sport" si suppone la possibilità di attivare una convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti, continuando nell'equivoco che i centri esistenti sono più d'uno, il centro nazionale esistente è uno. Ci sono centri nazionali che sono convenzionati con questo, quindi lasciare questa dizione induce il sospetto, che probabilmente è semplicemente un sospetto campato in aria, un refuso del testo, è un'imprecisione del testo, che fa pensare che la Sardegna non intenda convenzionarsi col centro accreditato, ma intenda convenzionarsi con un centro convenzionato a sua volta con quello accreditato. Cioè una triangolazione che favorisce un centro che non ha nessun ruolo se non quello di essere accreditato con quello dell'Acquacetosa. Abbiamo posto il problema per avere una risposta. Se ci date la risposta e c'è serenità sull'argomento, si può cambiare il testo dell'ultime due righe, lo si può anche lasciare, ma ci siamo intesi che semplicemente una forma impropria per scrivere che ci convenzioneremo col centro accreditato, non con un centro convenzionato con quello accreditato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Devo fare la mia dichiarazione di voto sul testo. Io avevo a esordito la discussione del paragrafo "la medicina dello sport" dicendo e affermando che finalmente si poteva cominciare a colmare la lacuna alla quale, purtroppo, dovevamo trovare una sostanziale risposta, creando una rete di servizi che fosse in grado di ottenere, per i nostri giovani soprattutto, ma non solo per i giovani, la possibilità di avere quelle garanzie rappresentate dal rilascio di una certificazione di idoneità sanitaria allo sport agonistico e non. Questa certezza, qui, viene un attimino vanificata dal non voler capire che il sistema di monitoraggio dell'obbligo della certificazione di idoneità allo sport agonistico, può al massimo essere esercitato soltanto per alcune categorie di persone. Non può essere esercitato nei confronti di tutto lo sport non agonistico e, soprattutto, dello sport amatoriale dove ,comunque sia, credo di poter continuare ad affermare che lo sport amatoriale, quello fatto dei tornei estivi, autunnali, invernali e così via dicendo, per esempio, per citare un esempio, non ha nessun momento di verifica, di controllo e, soprattutto, è quell'attività dove spesso e volentieri si manifestano i fatti incidentali più gravi e spesso e volentieri con le morti sul campo di gara. Allora, se questo sistema di monitoraggio deve essere esercitato, vorremo perlomeno capire attraverso quali sistemi. E attraverso quali sistemi, non credo che… ho citato il Corpo forestale prima, si possa mandare il Corpo forestale anche sui campi di gioco per verificare se chi sta partecipando all'attività sportiva è dotato o ha i requisiti per avere l'autorizzazione a svolgere lo sport. Ma, non c'è da meravigliarsi, se al Presidente glielo suggerite, forse, riesce a promuovere questo monitoraggio, anche in questo modo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Sulla medicina dello sport abbiamo assistito al dibattito su diversi emendamenti, che sono stati portati all'attenzione dell'Aula, tutti i quali, cercavano di trovare una via di miglioramento del testo iniziale, cercando di affondare il concetto base, che è quello di godere della sanità assoluta per i praticanti lo sport, siano essi consociati in società aderenti al CONI e, comunque, delle società confederate al CONI, ovvero delle società che vanno a formarsi, per i campionati, per le competizioni, le più varie possibili che esistono, fra dilettanti, meglio, fra aspiranti sino ai 15 anni e quelli amatoriali, superata una certa età. Ora, nessuno, allievi, juniores, seniores, e così via consigliere. Ora, io capisco la riluttanza dell'Assessore e della maggioranza, in questo caso, ad accettare qualunque soluzione di modifica. Ma che non si voglia modificare anche un altro passaggio, quello ultimo, che io ho citato come "società residente a Torino", per garantire la massima trasparenza, per far capire che non esiste nessun tipo di centro consociato. Io credo che sarebbe stato auspicabile, da parte della maggioranza, proprio accettare questo fatto e far capire che il rapporto lo si deve avere esclusivamente con il centro nazionale riconosciuto … . Se queste cose non si fanno, siete voi che date l'adito a qualunque tipologia di dubbio, che non dà certamente trasparenza nelle attività, non solo amministrative, come pare usuale essere, perché non basta mettere una videata in Internet, ma ancor di più nel momento in cui si ha la formazione della legge, quella che dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto e garantire tutto il popolo sardo. Io credo che sia, minimo, un atto dovuto da questa maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dunque nell'esprimere il voto contrario, noi non possiamo far altro che ribadire, così come per altre parti, come altri brani di questo Piano sanitario regionale, in particolare di questa prima parte, che riguarda gli obiettivi di salute, non possiamo che esprimere un voto contrario che, naturalmente, non vuol dire la totale dissociazione rispetto a principi e obiettivi generali, o anche obiettivi specifici come in questo caso, che riguardano parti importanti del sistema dei servizi sanitari, quanto su alcuni particolari che fanno emergere da un lato una carenza obiettiva, dall'altro perplessità che non vengono fugate, diceva poco fa Pierpaolo Vargiu, poneva un problema concreto sulla questione della convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti. Ha posto una domanda precisa, ha sottolineato una fonte di dubbi, che noi abbiamo cercato di risolvere con emendamenti, in particolare con un emendamento che era chiarissimo e che si finalizzava, come abbiamo detto prima, l'erogazione di questo servizio ad un preventivo riconoscimento, la decisione di una collaborazione delle strutture della rete ospedaliera sarda con l'unico centro oggettivamente e pubblicamente accreditato, ma la maggioranza su questo evidentemente non ha voluto riconoscere la positività di questo suggerimento e ha respinto, direi proprio implacabilmente, inesorabilmente, la nostra proposta. Crediamo che, per questo motivo, perché c'è un ripetersi cioè di una posizione preconcetta, che non intende, non manifesta la volontà, il desiderio di condividere alcune parti, anche interessanti, oggettivamente non riconducibili ad interessi particolari, ma che migliorerebbe decisamente il testo. Non è in discussione l'esigenza di dare gli indirizzi, alcuni di questi certamente condivisibili, di questa parte del Piano ai soggetti titolari della funzione di erogare servizi nel campo della medicina dello sport, si trattava di migliorare il testo, con una precisazione, che avrebbe fugato ogni dubbio, che invece non ci risulta… la fa il relatore! Attendiamo, quindi, l'atteso pronunciamento della maggioranza.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. Grazie Presidente. Io credo che, al fine di evitare incomprensioni, dubbi, che non esistono, credo che si possa accogliere tranquillamente l'osservazione posta dai colleghi e per cui si può, se possibile, un emendamento orale, l'ultima riga del paragrafo sulla medicina dello sport, sostituire la frase: "attraverso convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti", sostituirla con: "attraverso convenzione con il centro nazionale esistente". Di fatto si elimina qualsiasi dubbio.
PRESIDENTE. Grazie onorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, solo per esprimere apprezzamento per l'iniziativa testé annunciata che coglie positivamente una preoccupazione che così viene fugata.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). No, per dire che noi accogliamo favorevolmente la proposta del relatore della legge, onorevole Pacifico, però ci dispiace, insomma, che soltanto questa parte sia stata accolta, però per questo punto specifico noi apprezziamo, diciamo, la buona volontà della maggioranza anche se avremmo voluto insomma anche per quanto riguarda gli altri emendamenti che sono stati presentati, che pure erano importanti allo stesso modo di questo, insomma, non sono stati accolti, io credo che il Consiglio stia perdendo una grande occasione, una grande opportunità, nel senso che questo Piano che non è stato discusso in Commissione aveva la possibilità di essere migliorato nella discussione finale dell'Aula. Questo non si sta verificando, si sta verificando solo in parte perché la maggioranza mi pare che sia sorda a queste sollecitazioni, a questi stimoli che arrivano dalla opposizione. Allora io penso che questo, ma anche altri emendamenti, che noi discuteremo in seguito, vorrei insomma che ci fosse la giusta attenzione da parte dei colleghi della maggioranza perché noi siamo spinti da un unico obiettivo che è quello di migliorare questa legge del Piano sanitario regionale. Bene, tutto quello che viene fatto oggi non lo faremo domani e comunque la cosa più importante è che praticamente questo Piano sanitario regionale sia il più completo possibile in tutte le sue parti soprattutto le cose che si possono dire oggi che possono essere specificate oggi, si capisce perché noi non le dobbiamo mettere dentro il Piano o lasciare ad altre occasioni ad altri appuntamenti sono cose che possono già in questa fase essere definite. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie Presidente, ovviamente una apertura di qualunque genere sia, anche se è di lieve entità e anche se è così marginale come quella manifestata dal collega Pacifico non può che essere accolta favorevolmente per cui ne prendiamo atto e naturalmente ne siamo soddisfatti e in fondo è un parziale accoglimento di tutti quei suggerimenti che tramite i nostri emendamenti, che avete regolarmente ignorato avevamo cercato di apportare. Il problema che comunque rimane, non solo nel testo, del Piano sanitario in generale, ma anche in particolare in questo preciso capitolo dedicato alla medicina dello sport, è semmai quello che comunque non si risolve il problema che sta alla base delle difficoltà che si incontrano e che i nostri giovani e che le nostre società incontrano per avviare i ragazzi allo sport e per mantenere l'attività e cioè il problema derivante dal fatto che le ASL forniscono meno della metà delle prestazioni professionali che sono necessarie al normale svolgimento delle attività sportive e quindi delle visite che occorrono alla società per far praticare lo sport ai ragazzi. E questo è il problema certamente non marginale, è un problema importante che è sentito dalle società sportive in particolare che, come voi sapete, devono affrontare quotidianamente problemi di sussistenza e di sopravvivenza gravi, seri e difficili da affrontare ed è un problema che è presente da decenni. Ora, da questa discussione che è scaturita nell'Aula è venuta fuori anche da parte della maggioranza una presa di coscienza del fatto che il problema esiste e che forse era il caso di porre un rimedio seppur parziale, quale quello prospettato dal collega Pacifico, tramite l'inserimento di un emendamento orale. Ma allora viene anche da porsi un'altra domanda e da farsi un altro genere di considerazione.
Se queste riflessioni che stiamo facendo in Aula nel corso di queste sedute, sicuramente anche faticose che si protrarranno fino al cuore della notte, fossero state fatte in un momento precedente in una fase precedente, quando era il momento di discutere il Piano in tutti i suoi aspetti, quando era ancora, si era ancora in tempo per dare al Piano tutte le correzioni delle quali voi stessi vi state, man mano che andiamo avanti con la discussione del testo mi rendo conto quanti problemi si sarebbero evitati se tutto non fosse stato contingentato, se tutto non fosse stato...
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 69.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, anche su questo emendamento che è presentato - come primo firmatario - dal collega Contu, io richiamerei, se fosse possibile l'attenzione del relatore, se non disturbo. Del Capogruppo che poi riferisca al relatore. Nel senso che abbiamo fatto… io esprimo il voto a favore di questo emendamento, perché? Abbiamo fatto un ragionamento, con il quale emerge che il numero delle prestazioni di medicina sportiva che oggi vengono garantite all'interno del sistema delle ASL è insufficiente, sappiamo che oggi la quantità complessiva di prestazioni di medicina sportiva necessarie è senz'altro inferiore di molto alla metà di quelle che sono necessarie, una parte di queste prestazioni viene garantita dei centri di medicina sportiva accreditati territoriali, allora, ci sembra naturale che venga potenziata la parte dei centri di medicina accreditati territoriali che oggi può immediatamente fornire prestazioni aggiuntive semplicemente attraverso l'acquisto di queste prestazioni, nel frattempo voi farete quello che avete detto nelle prime tre righe e cioè potenzierete dei servizi di distretto all'interno delle AA.SS.LL., ma non lasciamo scoperta la domanda che sappiamo che esiste in Sardegna nella medicina sportiva. Quindi questo vi chiediamo, e ve lo chiederemo collega Marrocu, collega Cugini che in questo momento è assente, ve lo chiederemo perché anche in tanti altri punti di questo Piano, quindi è uno di quei nodi, uno dei nodi che voi ci chiedete sempre: "i nodi, i nodi, i nodi" se noi diciamo che nell'ospedale ci sono prestazioni improprie e quindi vogliamo tagliare le prestazioni improprie dell'ospedale, bene, qualcun'altro dovrà fare sul territorio queste prestazioni, però oggi la medicina accreditata è oggi quella che può fare queste prestazioni col minor costo. Oggi, nel frattempo che voi le farete in altro modo attraverso il sistema pubblico, però oggi la medicina accreditata le può far garantire e allora che senso ha che mentre diciamo che sono inappropriate quelle degli ospedali chiudiamo, non aumentiamo quelle della medicina accreditata, ma anzi, come stanno facendo i direttori generali, riduciamo anche quelle della medicina accreditata, esattamente come non vogliamo fare oggi con la medicina sportiva. Questo è il nodo, ed è un nodo incomprensibile, nel senso che non si comprende qual è la soluzione che voi proponete. Perché la soluzione nella medicina sportiva ad oggi è, che più della metà delle prestazioni non vengono svolte, quindi che più della metà degli atleti sono scoperti dalle garanzie di sanità. E' questo il dramma che noi stiamo cercando, colleghi della maggioranza, di portare all'attenzione di quest'Aula affinché...
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie. L'emendamento numero 69 è stato presentato, come primo firmatario, e ha avuto la motivazione che nella elaborazione del paragrafo va a cogliere una carenza nel breve, nel medio e anche nel lungo periodo. Perché se noi intendiamo davvero dar luogo con quanto si sta pianificando, vogliamo davvero potenziare l'attività territoriale, soprattutto rispetto alle necessità che si hanno in questo settore, noi non possiamo farlo, se non attiviamo un percorso non virtuale, ma reale, ovvero, le necessità, il collega Diana, poc'anzi, ha parlato di un numero di atleti esercitanti attività sportiva agonistica in Sardegna, dati riferiti Coni, ha parlato di circa 120 mila atleti, che svolgono solo l'attività agonistica, 120 mila atleti che hanno bisogno di una certificazione, che hanno bisogno di strutture che siano in grado di fornirgliele, di fornirgliene quando? In periodi anche abbastanza brevi nel corso dell'anno, per buona parte, sapendo tutti che l'attività agonistica inizia nel mese di settembre e prosegue poi, in genere l'attività agonistica si chiude, per buona parte nel mese di giugno agli inizi di luglio. Allora si concentra in questi mesi una richiesta, soprattutto nei mesi di settembre, ottobre, novembre, si concentra una richiesta, ai quali i centri oggi autorizzati e le strutture oggi autorizzate non sono in grado di dare le risposte. Non sono in grado di dare le risposte, pertanto, in questo emendamento noi chiediamo di incrementare il numero complessivo dei centri, potenziando anche quelli già presenti sul territorio. A me sembra che questa proposta possa coniugarsi anche abbastanza bene con i contenuti del paragrafo, e va' a coniugarsi, soprattutto perché noi saremo allora in grado di dire, che formiamo un servizio, ma stiamo parlando soltanto dei numeri riferiti a quelle persone che svolgono attività agonistica senza parlare del numero delle persone…
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Grazie Presidente, colleghi e colleghe, per annunciare naturalmente il mio voto favorevole all'emendamento numero 69, ribadisco quello, i concetti che hanno espresso i miei colleghi in relazione alla importanza e alla necessità di un potenziamento e di uno sviluppo della medicina dello sport che sia presente nel territorio, che sappia offrire al di là di quella che spesso oggi diventa una barriera per potervi accedere un servizio cui tutti possono accedere. E noto, credo che non sia inutile ribadirlo l'importanza della pratica sportiva, che riguarda tutte le fasce di età dall'età infantile, giovanile a quella ancora più in avanti, e quindi parliamo di attività ricreative, parliamo di attività agonistica, parliamo di attività sportiva non agonistica, si sa che tutti coloro i quali intendono iscriversi, o intendano praticare attività agonistica e non agonistica presso una società sportiva, a qualsiasi livello, devono munirsi di una certificazione. Purtroppo sappiamo ahimè che proprio per le difficoltà di accesso ai pochi centri della medicina dello sport presenti, purtroppo, avviene, che le certificazioni vengono rilasciate senza il previo accertamento attraverso la strumentazione prevista per gli esami cardiologici e tutti quegli altri esami connessi ad un serio rilascio di una certificazione plausibile. E non è purtroppo ahimè raro il caso di situazioni tragiche, nei campi sportivi, soprattutto del calcio, proprio per un'assenza di una precisa prevenzione. Dico anche che sarebbe opportuno, che sarebbe stato proprio opportuno in un'ottica di maggiore presenza presso la popolazione di una sensibilità, di una cultura dello sport obbligare gli accertamenti con una cadenza almeno semestrale, sia per l'attività agonistica, che l'attività non agonistica, quando la si vuole praticare presso una società sportiva in modo ufficiale. Allora senza, o comunque sia, la difficoltà di accedere a un centro di medicina sportiva costituisce una barriera insormontabile. Per cui l'emendamento tende a far sì che sul territorio siano presenti dei servizi sanitari, che per questa specifica problematica, possano dare risposte ai giovani e meno giovani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il voto favorevole a questo emendamento, che consiste in un emendamento aggiuntivo quindi che tende no a chiarire, quanto ad aggiungere, aggiungere però una cosa importante. Una questione dibattuta anche in altre sedi, io ricordo che diverse volte anche nella Commissione bilancio, quando ci siamo trovati a discutere della legge finanziaria, sono stati inseriti più volte emendamenti finalizzati ad incrementare le dotazioni finanziarie, il capitolo di bilancio apposito, ovviamente previsto dalla legge regionale sullo sport, proprio dedicati al sostegno delle società sportive, per il delicato compito di garantire a tutti gli atleti un minimo livello di garanzia, di assistenza, di copertura sanitaria in termini proprio di controlli, di monitoraggio di azioni, di servizi sanitari di supporto ad una corretta, ad un corretto esercizio dell'attività fisica soprattutto, ovviamente, riferiti ai giovani e riferiti, in particolare, a categorie sociali che praticano lo sport non avendo certamente grandissime disponibilità finanziarie per poterlo fare, che spessissimo si appoggiano proprio alla buona volontà, all'intraprendenza dei dirigenti delle associazioni sportive, o comunque di quelle realtà di movimento sportivo di base che svolgono una funzione sociale importantissima. Questo emendamento tende, molto semplicemente a dire, che i centri per lo sport, i centri di medicina dello sport devono essere incrementati, sia nel numero, sia nella capacità di penetrazione sul territorio, e mentre questo brano del piano sanitario regionale, la proposta che viene fatta, quasi passa superficialmente sul problema, e dice proprio riguardo ai centri di medicina dello sport, ove esistenti, si tratta invece di prevedere un impulso perché l'esistenza di questi centri sia potenziata, incrementata proprio a favore in particolare delle realtà sociali, che nello sport trovano un modo di educazione, di promozione sociale, che costituisce anche, tra l'altro, una valida forma di prevenzione contro devianze sociale di cui tutti siamo preoccupatissimi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Questo emendamento, praticamente ha l'obiettivo di colmare una lacuna che c'è oggi nel sistema sanitario sardo e soprattutto in merito alla medicina dello sport. Non sfugge a nessuno il fatto che, praticamente, oggi tutti quelli che si avvicinano all'attività sportiva, le società stesse, tutti quelli che ruotano intorno allo sport hanno il problema della certificazione sportiva. Allora, il problema qual è? Che non tutti riescono ad avere in tempo utile il certificato di medicina sportiva e quindi con relativi, eventualmente, rimborsi, ma molto spesso le società e gli atleti si avvicinano a questi centri per la certificazione di idoneità sportiva agonistica e sono richiesti tempi lunghi, tempi lunghi magari di mesi per cui se deve iniziare il campionato questi sono costretti a rivolgersi ad altre strutture, strutture private e quindi queste strutture private quasi mai riescono a garantire il rimborso da parte degli atleti delle società che chiedono il certificato. Allora io credo che si tratta di un problema serio di educazione, di cultura sportiva vera e propria, se riuscissimo ad intervenire in modo capillare in tutto il territorio, nel senso che garantiamo per tutti una certificazione sanitaria idonea io credo che molti più giovani si avvicinerebbero alla pratica sportiva e molta più sicurezza ci sarebbe per quanto riguarda questi giovani che fanno lo sporto. Allora io credo che qui bisogna fare un discorso serio, qui veramente non possiamo investire, possiamo fare un intervento che sia capace, effettivamente, di garantire tutte quelle persone giovani e meno giovani che praticano attività sportive. Allora il fatto di estendere, di aumentare i centri che sono adeguati per questo tipo di certificazione io credo che sia un fatto veramente importante, se si riuscisse ad incentivarli con la creazione di nuovi centri e quindi con l'allargamento della base di tutte le persone che hanno la possibilità di avere questo certificato noi raggiungeremo un risultato importante. Purtroppo non mi pare che la Giunta stia andando in questa direzione, ci sono segnali premonitori che per ottenere questi certificati invece, secondo…
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, siamo all'emendamento numero 69, in effetti, discutendone con l'onorevole Marracini poco fa che è medico e sportivo si concordava su alcune necessità e si ipotizzava che, certamente, poteva essere trovata una soluzione che fosse appagante ma, il problema…
(Interruzioni)
dicevo che, come il collega Vargiu ha sensibilmente posto in evidenza… sto cercando di scegliere gli argomenti, presidente Pirisi… cercava di tracciare una linea di percorso che era questa. Se si riduce la prestazione all'interno degli ospedali bisogna dare le opportunità nei centri, nelle ASL per poter garantire che ci siano delle prestazioni mediche, le più confacenti, per garantire un buon risultato e certificare la salubrità… onorevole Pirisi mi voleva suggerire qualcosa?
PIRISI (D.S.). Poi glielo dico.
DEDONI (Riformatori Sardi). Siccome sentivo suggerimenti, non capivo e non coglievo quali erano gli aspetti propositivi, quelli che hanno una certa rilevanza… ecco, io credo e spero che la maggioranza voglia…
PRESIDENTE. Grazie. Bene colleghi, sospendiamo come avevamo previsto la seduta, la riprendiamo alle ore 21 e 15. Ci sono quattro iscritti per dichiarazione di voto, quindi si riprende con la dichiarazione di voto dell'onorevole Diana.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 31 , viene ripresa alle ore 21 e 31.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
PRESIDENTE. Un altro Segretario che assista ai lavori e qualcuno che per cortesia solleciti la Giunta a prendere posto in Aula. Onorevole Randazzo, uno dei due… ci dia una mano d'aiuto. Non ho capito onorevole La Spisa, che cosa ha detto? Per iniziare stavo aspettando il quarto d'ora accademico che scade fra 30 secondi. Bene, possiamo riprendere i nostri lavori, siamo all'esame dell'emendamento aggiuntivo numero 69.
E' iscritto a parlare l'onorevole Diana, che non è in Aula, decade, onorevole Marracini, prego, per dichiarazione di voto.
MARRACINI (Gruppo Misto). Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Marracini rinuncia.
Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Rinuncia l'onorevole Petrini.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Non è in Aula quindi decade.
Onorevole La Spisa, su che cosa? Dichiarazione di voto?
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). No, chiedo la votazione per scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Onorevole Uggias, per dichiarazione di voto?
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Per dichiarare il voto negativo sull'emendamento e credo che questo emendamento sia la ennesima testimonianza della inutilità di una serie di emendamenti; privo di significato in sé e per sé nell'ambito di un contesto di dichiarazioni che sembravano essere positive e migliorare il senso dell'intervento del Piano nel settore della medicina dello sport ci rendiamo conto che presi uno per uno per la maggior parte sono privi di significato. Allora, se quest'emendamento numericamente può avere un senso, un significato, mi sembra che visto dal punto di vista contenutistico sia assolutamente da classificare proprio come un emendamento, usando un eufemismo, non certamente positivo né costruttivo. Allora, io credo veramente, cogliendo l'espressione che utilizzava stasera un collega stimato quale è l'onorevole Cuccu, il quale ha detto: "Arrivati a un certo punto in quest'aula si arriva alla saturazione e nessuno ascolta nessuno". Quindi questo significa che anche emendamenti che possono avere intrinsecamente un significato positivo costruttivo rischiano di passare inosservati, rischiano di essere accomunati verso il basso in un giudizio negativo e allora io rinnovo, anche da un punto di vista metodologico, ai colleghi della minoranza una proposta a titolo personale, assolutamente, che è quella di valutare, individuare quelli che sono gli emendamenti sui quali far incardinare una discussione e per il resto evitare che abbiano una fine miserevole come può avere questo numero 69.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, qualora non ci fossero altre dichiarazioni di voto… ce ne sono altre tre? Allora rinuncio all'intervento. Era soltanto per chiedere il rispetto dei dieci minuti sulla prima votazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Biancu. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Per esprimere il voto contrario a quest'emendamento e per evidenziare il valore e il contenuto di quello che è il paragrafo relativo alla medicina dello sport contenuto all'interno di questo Piano che mi pare sia un capitolo che all'interno degli obiettivi che ci siamo posti ha un'evidenza di tutto rispetto, perché in qualche modo mette in evidenza quelle che sono le esigenze che noi tutti quanti, durante l'esame di questo Piano in Commissione, abbiamo voluto sottolineare. L'aspetto relativo a ciò che riguarda il rispetto della normativa vigente per ciò che riguarda la visita gratuita dei giovani di età superiore ai diciott'anni per fare in modo davvero che per chi pratica la medicina dello sport, specialmente in età giovanile, non abbia problemi di alcun genere. Se ce ne fosse bisogno e naturalmente facendo sì che, appunto, con questa sottolineatura non ci sia chi possa in qualche modo sfuggire, nonostante naturalmente ci siano state sollecitazioni quando già noi all'interno del Piano questo aspetto lo avevamo messo anche chiaramente in evidenza. Io credo che anche una serie di emendamenti che sono stati presentati a questa parte non hanno la ragione di essere presi in considerazione perché non danno niente di più rispetto a quello che è già il contenuto della medicina dello sport così come noi la abbiamo sottolineata e messa in evidenza durante i lavori della Commissione. Promuove programmi per la educazione sanitaria in merito, appunto, ai benefici che possono venire fuori dall'attività fisica e dagli effetti dannosi che, invece, alcune pratiche dopanti possono essere quando qualcuno pratica appunto lo sport e dopodiché anche quelli che sono gli aspetti che sono sicuramente positivi e di valore in questa attività sportiva. Io credo che questi siano gli aspetti che andavano sottolineati, questi sono quelli che noi riteniamo debbano essere presi in considerazione e naturalmente è da tener presente anche che in questo Piano, avendo preso in considerazione questo aspetto per la prima volta, sono sicuro che avremo delle situazioni davvero positive anche in questa nostra regione dove si è pure praticata, fino ad oggi non esistevano né regole né opportunità di poter accedere a questa pratica. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Masia. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Rinuncio, Presidente.
PRESIDENTE. L'onorevole Frau rinuncia. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Rinuncia anche l'onorevole Cugini. Siamo in votazione dell'emendamento numero 69 per il quale collega La Spisa ha chiesto il voto elettronico palese. Se l'onorevole Cherchi ci assiste alla Presidenza e rileva l'onorevole Randazzo… grazie, onorevole Randazzo. Se i colleghi sono pronti possiamo dichiarare aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 69.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Dedoni - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 47
votanti 47
maggioranza 24
favorevoli 2
contrari 45
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 253. E' in votazione con il parere contrario del relatore e della Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio Presidente. Io approfitto della lucidità che i colleghi hanno sicuramente alla ripresa della pausa e che è anche emersa nelle dichiarazioni di voto di alcuni colleghi di maggioranza immediatamente prima di questo emendamento e soprattutto mi appello al buon senso di cui ha sicuramente usato il collega Presidente della Commissione Masia, ma anche al buon senso del collega Uggias e alle considerazioni appena fatte.
Io vorrei chiedere: di quest'emendamento numero 253, se magari il relatore collega Pacifico, l'onorevole Cugini o chiunque altro tra i colleghi della maggioranza decidesse meritevole dedicare un minuto di tempo della sua dichiarazione di voto al commento, vorrei sapere di questo emendamento cosa c'è che non va bene, nel senso che noi diciamo che oggi non si riesce a dare nell'ambito della medicina pubblica le risposte di sanità sportiva che si vorrebbe e voi siete d'accordo su questo. Quindi noi vi diciamo: queste risposte diamole per il momento nella sanità accreditata privata, che è quella che può darle e che può darle a basso costo; nel frattempo voi potenziate la pubblica perché credete nella pubblica, ma ci crediamo anche noi. Quando la pubblica sarà efficiente a poter dare le prestazioni che servono, le darà la pubblica; nel frattempo potenziamo i rapporti con la medicina accreditata privata affinché non ci sia nessun ragazzo sardo che fa attività agonistica che rimanga privo delle prestazioni. Cosa c'è che non condividete in quest'emendamento? Si alzi un collega della maggioranza e dica: "Collega Vargiu, lei sta dicendo delle inesattezze; collega Vargiu, non siamo d'accordo su quello che lei sta dicendo per questo motivo". Affinché ci sia un senso della nostra permanenza in aula in queste ore in cui ci dovremo far compagnia; riempiamole per lo meno del confronto su temi concreti che ci aiutino a migliorare il Piano o che aiutino ciascuno di noi a capire perché le proposte che pensa migliorative in realtà non lo sono in quanto voi ci spiegate che non c'è miglioramento nel contenuto delle nostre proposte. Vi invito a ragionare, tanto in Aula dobbiamo stare sino all'una, bene, usiamo il tempo per confrontarci e per ragionare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 253. Noi in questo emendamento proponiamo che le esigenze della popolazione, soprattutto quelle della popolazione minorenne, difficilmente trovano la possibilità di avere le certificazioni di idoneità per due ragioni: la prima è quella che enunciavo in qualche intervento fa, nonostante che qualche collega si sia scandalizzato, noi non abbiamo per tante attività sportive la necessità di avere l'iscrizione, quindi il tesseramento federale, la necessità di presentare la certificazione di idoneità all'attività non agonistica. Molto probabilmente una riflessione deve essere fatta, la facevo con qualche collega perché noi non possiamo esercitare nessun controllo fiscale su questo tipo di attività. Allora, se noi possiamo attivare quei rapporti e quelle prestazioni presso i centri autorizzati per garantire la soddisfazione all'utenza del rilascio di queste certificazioni, molto probabilmente noi riusciremo molto meglio e di più rispetto ai propositi che il Piano vorrebbe attivare, quello di monitorare il rispetto della norma imposta dalla federazione, perché non esiste nessuna norma sanitaria, non esiste nessuna norma di legge che possa autorizzare nessun controllo, né tanto meno possa autorizzare le verifiche nei campi sportivi dove l'attività sportiva viene svolta, da una parte per la tutela della privacy, dall'altra perché davvero non c'è una motivazione da parte dell'utenza ad andare a richiedere questa certificazione, ma soprattutto perché non c'è l'esigenza di nessuna regola e norma del CONI di dover rispettare...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Scusate. Onorevole Contu, era finito il suo tempo.
(Interruzioni)
Onorevole Contu, era finito il suo tempo. Prego i colleghi di stare in aula in modo più adeguato. Prego i colleghi, tutti, di stare in aula in modo più adeguato. Grazie, colleghi, per la collaborazione che vorrete darmi a gestire i lavori in questa ora difficile.
(Interruzioni)
Onorevole Contu lei ha finito il suo tempo. La ringrazio, avrà modo di recuperare i ragionamenti sicuramente in qualche altro intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Sì, Presidente, anch'io brevemente per sottolineare l'importanza di questo emendamento. Ma come, è sotto gli occhi di tutti, l'abbiamo detto e ripetuto tutti quanti, le fasce più deboli della popolazione, in particolare i giovani, non riescono ad ottenere prestazioni né in numero né in qualità sufficienti alle richieste. Tra l'altro quest'emendamento non dice niente che non sia già previsto per legge, la ASL, il Direttore generale può motu propriu decidere di avvalersi di prestazioni, di concedere a qualunque centro anche privato, di erogare prestazioni che vengono acquisite dalla ASL fino a un tetto massimo stabilito per la popolazione di quel territorio, quindi non c'è niente che non sia già previsto. Quali sono i problemi? Economici? Come, non arriva un fiume di danaro da Roma per pagare la sanità in Sardegna? E allora dobbiamo negare ai nostri cittadini queste prestazioni sanitarie? Dobbiamo continuare a far andare i ragazzini sott'acqua senza aver fatto una visita adeguata? Dobbiamo mandarli a fare sport anche pericolosi talvolta con sforzi fisici importanti e sottoporli a rischio di una morte improvvisa? Dio non voglia che questo accada, nessuno di noi vuole avere sulla coscienza la vita di qualcuno pensando che non è stato fatto tutto quello che era possibile fare per difenderla, per un puro problema di spendita di quattro lire, perché si tratta di quattro lire, tutto sommato. Quindi, io credo che l'emendamento colpisca nel segno, tra l'altro non è un tetto di spesa che viene sfondato sine die, quando le strutture pubbliche che sappiamo sono più lente ad adeguarsi per motivi di organizzazione, burocratiche, di appalto, tutto quello che si vuole, comunque, siamo nelle condizioni in certe ASL di poter erogare queste prestazioni con delle convenzioni private? E' prevista da tutta l'organizzazione nuova della sanità, si faccia! Si faccia in un settore dove c'è carenza. Tra l'altro siamo in linea anche con lo Stato, ci siamo dimenticati che il governo Prodi che toglie ai poveri, ai bisognosi, ai vecchi, agli anziani, concede ai giovani di andare in palestra, con finanziamenti e con incentivi dello Stato, e a questi giovani, questi baldanzosi che vanno in palestra a riempirsi di estrogeni, non gli facciamo neanche una visita adeguata, è una vergogna! Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Questo emendamento è un emendamento, secondo me, abbastanza chiaro e giusto. Perchè chiaro e giusto? Perché anche i disabili fanno sport, è chiaro? Anche i disabili fanno sport, anche i disabili hanno bisogno di queste visite. Ebbè, cari colleghi, i disabili, pensate un po', in questi pochi centri che ci sono non hanno neanche i macchinari per prove di sforzo, niente Assessore! Devono andare fuori a fare questo certificato. Pensi un po' che abbiamo squadre a Sassari, a Nuoro - a Sassari due esattamente - a Cagliari, a Quartu, disabili in carrozzina, di quel tipo di disabili sto parlando, che hanno bisogno dunque, questi centri... io mi auguro Assessore - e lei è molto sensibile a queste storie qui di disabili - io mi auguro che questi centri nuovi non siano solo aperti per dire "c'è un centro dove un ragazzo va e gli facciamo una visita", ma che siano attrezzati, finalmente! Ricordatevi, cari ragazzi, ricordatevi che disabili si può diventare tutti! Stiamo attenti! Basta uno scalino, uno scalino basta! Ricordatevelo, queste cose sono cose serie, vergognatevi! Vergognatevi! Io parlo di cose serie, e questo vale anche per il mio Gruppo e per il centrodestra, per tutti!
(Interruzioni)
Presidente, io non posso parlare così!
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Petrini, però anche lei si attenga alle regole!
PETRINI (F.I.). Bravi, bravi, che sensibilità che avete, bravi, veramente bravi, vergognatevi, l'unica che non si vergogna è l'Assessore! Grazie, Assessore, lei mi capisce, non guardi questi mascalzoni che non si rendono conto!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Petrini, per gentilezza!
PETRINI (F.I.). Non gliene frega niente delle esigenze degli altri, è vergognoso!
PRESIDENTE. Mantenga il discorso all'interno... grazie onorevole Petrini. Capisco la difficoltà alla ripresa dei lavori di un'ora così inconsueta, però prego i colleghi di avere la pazienza sufficiente per andare avanti in modo lineare.
Scusate, abbiate pazienza, prego i colleghi di prendere posto per gentilezza. Prego i colleghi di prendere posto e di prepararsi ad ascoltare l'intervento dell'onorevole Marracini.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Raccolgo l'invito dell'onorevole Vargiu che chiedeva a un componente della maggioranza di dare una risposta su una questione che culturalmente ci vede tutti come dire concordi rispetto all'esigenza di avere, ma siamo concordi su questo come eravamo concordi sul "79", non abbiamo problemi credo, ho parlato anche con l'onorevole Pacifico, con l'onorevole Pirisi, non abbiamo problemi su quest'aspetto noi abbiamo soltanto necessità di capire qual è la differenza rispetto a quello che il servizio che oggi viene dato perché questa moria di bambini in piscina non era a nostra conoscenza, non crediamo che sia un' ecatombe né si prevedono fasi come diceva l'onorevole Petrini catastrofiche anche rispetto a quest'aula. Io credo che ci sia una proiezione di vita migliore come qualità e quindi sono convinto che anche i centri che attualmente esistono, pubblici, possono ottemperare con la continua perizia con la quale stanno esercitando fino adesso il loro compito che hanno svolto fino adesso. Credo che questa sia una cosa che ci accomuna tutti sulla quale non ci devono essere distinzioni e sulla quale tutti quanti dobbiamo trovare, dobbiamo cercare di dare la sensibilità giusta ai problemi. Le AA.SS.LL. sono tenute, io non credo che debbano essere tenute così come espresso nell'emendamento, le AA.SS.LL. sono nelle condizioni di potersi proporre rispetto alle loro singole, ai loro singoli servizi alle singole condizioni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, grazie Presidente. Mah io vorrei prendere spunto in parte dal tentativo di spiegazioni da parte del collega Marracini, ma anche da quello che ha detto in precedenza il collega Uggias facendo una proposta che potrebbe essere accolta, e cioè per evitare che il centrodestra, l'opposizione, continui a parlare magari dicendo anche le stesse cose per più di un intervento per lo stesso emendamento, se accogliendo anche quello che ha detto il collega Vargiu considerando che questo è un emendamento che noi riteniamo giusto cioè mi rendo perfettamente conto che così le malattie non sono tutte uguali, anche gli emendamenti che abbiamo presentato non sono tutti uguali, e allora nel momento in cui il presentatore o il primo firmatario dell'emendamento lo dovesse illustrare specificando appunto che si tratta di quegli emendamenti che non dovrebbero trovare ostacoli al loro accoglimento se un collega della maggioranza, il relatore o chi per lui dovesse immediatamente dopo spiegare le motivazioni per le quali quello stesso emendamento non può essere accolto, probabilmente si potrebbe risparmiare una lunga fila di interventi da parte dell'opposizione perché evidentemente sarete riusciti a convincerci dell'utilità della non presentazione o del ritiro dell'emendamento a evitare magari che tanti altri colleghi ripetano sempre le stesse cose perché io non sono convinto, il collega Marracini non mi ha convinto sulla necessità di rafforzare questi controlli soprattutto per quella fascia di popolazione più indifesa che rappresenta i minori chiaramente neanche io ho dati epidemiologici sui morti, sui bambini morti in piscina però non mi riferisco a quelli, io mi riferisco semplicemente a tutte quelle persone che svolgono attività sportiva e che non hanno il controllo regolare. Quindi, perché non ammettere questo e eventualmente rivolgersi almeno momentaneamente finché non saranno rafforzate tutte quelle attività di controllo anche a dei centri che ne facciano richiesta che siano accreditabili che abbiano tutte le caratteristiche per fare questo tipo di controllo. Quindi io non so se potrebbe essere utile, è una proposta che faccio per cercare di sveltire i lavori in aula in modo che ci sia un'interlocuzione diretta tra l'opposizione e la maggioranza e non solo che chiediate come al solito e parliate sempre delle stesse cose che noi vogliamo solamente far perdere tempo, vorremmo che qualche emendamento nostro, qualche piccolo suggerimento per migliorare il Piano come ha detto la collega Caligaris venisse accolto magari un pochino più spesso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro.
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Presidente, è chiaro che noi ci troviamo un po' nella situazione imbarazzante di dover scegliere ogni volta che esaminiamo e discutiamo un emendamento tra la scelta di glissare le argomentazioni che vengono proposte con la paura che siano argomentazioni esclusivamente finalizzate a far perdere tempo, allungare il brodo e la volontà e il desiderio di rispondere nel merito al perché si assuma una determinata posizione che normalmente è una posizione di rifiuto e certamente non possiamo per ogni emendamento sviluppare una discussione perché altrimenti accederemo esclusivamente alla prima fase del dubbio e quindi vi daremo nei fatti a perdere tempo insieme a voi. In questo caso però voglio rispondere nel merito così come ha chiesto il collega Vargiu in un momento di lucidità nostra e approfittandone in questo momento per dire che cosa ha quest'emendamento diverso dal contenuto del Piano e dalle leggi vigenti nel momento in cui nel Piano c'è scritto che sono obiettivi del Piano per il triennio garantire il rispetto della normativa vigente sulla visita gratuita per i giovani di età non superiore ai 18 anni, stiamo dando già l'indicazione che poi i direttori generali lo possano fare con un ambulatorio privato o attraverso convenzioni, contratti così come previsto dalla "10" è nella legge, è nella legge, non c'è bisogno che gli specifichiamo noi se deve fare un ambulatorio privato a un ambulatorio pubblico al quale fare le convenzioni, ecco il perché del voto negativo ed ecco il perché del ragionamento che ci porta a respingere questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Ma, io non capisco perché ci siano problemi per approvare questo emendamento anche se probabilmente ci possono essere delle parti iniziali che sembra dicano quasi la stessa cosa, non mi ha convinto la posizione assunta dall'avvocato e tantomeno mi ha convinto la posizione e le cose che ha detto il collega Marracini, mi dicono che sia anche il medico di medicina sportiva anche se sicuramente non è uno sportivo però, però, però... allora, per dire onorevole Marracini che non è vero che praticamente oggi queste cose vengono garantite perché io voglio chiedere a chi ha figli piccoli se hanno tutti la possibilità di poter avere queste prestazioni garantite in tutte le strutture pubbliche delle AA.SS.LL., non è assolutamente vero perché chi ha contatti con questi bambini sa che purtroppo questi ragazzi che si avviano all'attività sportiva da giovani non hanno alcuna possibilità, allora questo emendamento cosa dice? Praticamente dice... no, è vero è vero, perché c'è gente che tutti i giorni è in contatto con questo tipo di situazioni e tra l'altro devo dire che quello che si sta verificando e l'orientamento di questa maggioranza non va in quella direzione perché quando noi praticamente aumentiamo così come stiamo facendo di 10 euro tutte le visite specialistiche comprese anche alcune visite che possono riguardare questa materia, noi non stiamo andando in questa direzione, ecco, l'obiettivo dell'emendamento non è altro che quello di avviare una riflessione su come può essere risolto questo problema, mi rendo conto che non è semplice che è un discorso ma che richiede molte risorse, richiede strutture adeguate eccetera però se noi iniziamo ad affrontare il problema e a discuterne io credo che tutti assieme possiamo trovare una soluzione soddisfacente, tutto qui. Ma non credo che questo emendamento avesse la pretesa di risolvere tutti i problemi, però un contributo ha dato per la risoluzione di un problema che oggi c'è e che nessuno può negare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie alle onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Ora stiamo parlando del "253", non vorrei sbagliare perché prima c'era il "69" e adesso c'è il "253". Volevo dire che ho colto con piacere la dichiarazione dell'onorevole Uggias, che pone una riflessione seria che potrebbe convincere che qualche linea di merito potrebbe essere nella esatta direzione a quella esposta. Questo sarebbe del tutto vero ed'accettabile se il libro dei sogni, così come è scritto, fosse correlato anche della norma finanziaria adeguata che le consentisse di diventare il libro della realtà. Non avendo la disponibilità finanziaria necessaria a porre in campo tutte le azioni che sono previste nel cosiddetto piano, noi ci troviamo nella necessità di porre in discussione singole argomentazioni. In una condizione, peraltro, in cui, lo ribadisco per l'ennesima volta, l'Assessore ha mandato una nota ai direttori generali di fare una sfalciata del 20 per cento a tutte le attività delle AA.SS.LL. Cosa mi vuole significare? Senza guardare peraltro quelle che sono le singole voci interessate, può alla significare che io ho meno risorse dall'anno scorso per portare a compimento le iniziative inerenti gli aspetti più vari del cosiddetto piano sanitario. Così non può essere, se non un richiamo, ancora una volta, preciso e puntuale nei confronti della maggioranza che colga l'obiettivo vero che è quello di ricercare soluzioni finanziarie adeguate.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi. E' giusto il richiamo che stasera, in più occasioni in questo dibattito, è stato sottolineato, cioè la necessità di un confronto tra la maggioranza e la minoranza e spesso l'intervento di un collega della maggioranza può servire per chiarire e qualche volta anche per consentire una valutazione approfondita di una tematica che noi magari vediamo dal nostro punto di vista e che invece viene impostata sotto altri aspetti. Mentre vi annuncio chiaramente il mio voto favorevole all'emendamento in esame, mi aggancio a quello che dicevo in premessa cioè all'intervento del collega Uggias, che a me capita in questa seduta di citare per la seconda volta, credo che l'argomentazione che lui ha portato, cioè che la sostanza di quest'emendamento è già previsto in norma, dovrebbe invece indurre, quella stessa argomentazione, la maggioranza ad accogliere l'emendamento perché mentre la disposizione normativa è di carattere generale, mentre la parte riservata nel piano alla medicina dello sport individua degli obiettivi di carattere generale senza essere pressante sotto il profilo anche organizzativo degli adempimenti, il nostro emendamento pone e indica un percorso estremamente chiaro e cioè dice che nelle more dell'adeguamento dei propri presidi di medicina sportiva alle esigenze della popolazione, anche perché se non si scrive qualche cosa di più pressante si rischia che questo adeguamento può durare cinque o sei anni, dieci anni non lo sappiamo, non c'è nessuna indicazione temporale. Noi diciamo che con particolare riferimento a quella minorenne, le singole AA.SS.LL. sono tenute ad attivare rapporti di acquisizione di prestazione, cioè stiamo già dicendo da subito dopo l'approvazione del piano c'è una fase operativa e si può attuare e lo si dice con estrema chiarezza. Evidentemente questa indicazione dà una sorta di priorità a questa problematica che, secondo me, è legata a uno spazio anche poco rilevante rispetto a quella che la stessa problematica pone, cioè parlare di medicina dello sport, come dicevo poc'anzi, in veste problematica di carattere sociale, di carattere formativo, noi sappiamo quanto è importante condurre i ragazzi verso campi sportivo a qualsiasi livello. Accedere anche alla possibilità di essere visitati induce indubbiamente ad un maggior richiamo e a un minor ostacolo alla possibilità di praticare l'attività sportive. Questo riguarda ripeto sia i giovani che i non giovani, per cui noi riteniamo che il percorso indicato…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Amadu. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Sì, Presidente la ringrazio. Per ribadire il voto favorevole all'emendamento numero 253 e per ribadire, ancora, un concetto che questa maggioranza difficilmente riesce a percepire ma forse perché è distratta, forse perché è incanalata in un atteggiamento di un itinerario ormai ben noto, che è quello di non discostarsi minimamente da quanto è stato suggerito e imposto da chi ha stilato questo libro dei sogni. Il richiamo che faccio ai colleghi della maggioranza e che non tutti sono nati a Cagliari, non tutti sono nati a Sassari, ad Oristano e a Nuoro dove ci sono dei centri specializzati per cercare di avere bambini allo sport e di poter avere il certificato di sana costituzione, per poterlo praticare. Però dobbiamo considerare che la maggior parte della Sardegna, 24 mila e quasi 25mila chilometri quadrati, i centri sono dislocati nelle diverse e nelle più disparate realtà difficilmente raggiungono i centri grossi, per cui molti ragazzi difficilmente possono praticare lo sport. Per praticarlo in sicurezza e per non avere le sorprese che, purtroppo ahimè, molte volte capita di leggere sui giornali, io dico che uno sforzo economico in questo libro dei sogni costa quanto gli altri sforzi e dico che se avessimo fatto i conti, quelli della serva, che si conta con le dita, io sono convinto che accettare questo emendamento in toto non costi più di tanto e diamo un segnale anche la periferia dell'attenzione, da parte del sistema sanitario regionale, che anche ragazzi che vogliono praticare lo sport e che vivano nei più disparati centri della nostra isola possono appunto essere visitati. Quindi, questa specie di preclusione qualsiasi tipo, qualsiasi cosa che non sia stato già tracciato in questo pseudo piano è effettivamente, come diceva la mia tata: de …no biogana. Quindi io ho stabilito così e così è, seppure sia stato portato da qualcheduno l'attenzione che forse qualcosa in più o qualche correttivo a questo piano bisognerebbe a portarlo. Questo è un classico, questo emendamento è un classico per poter ribadire da parte nostra quella cocciutaggine che esiste nella maggioranza che effettivamente non vuol aprire nessun dialogo con noi. Noi non lo stiamo facendo perché così possiamo dire ai giovani atleti: guardate che grazie al nostro emendamento abbiamo garantito…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Grazie Presidente. Anch'io mi ricollego a ciò che ha detto il collega Uggias, lo cito perché in commissione ha detto che ci spiegava gli emendamenti, visto che non avevamo il tempo di discuterne in commissione, mi aspettavo dalle qualcosa di più, visto che conosce la materia meglio di me, mi aspettavo una risposta positiva per un emendamento che è rafforzativo di quello che ha detto lei prima, dove chiediamo alla qualità delle visite sportive e, qua, cito anche il collega Marracini, che conosce i problemi, se non quanto me, più di me. Se lei mi dice che davvero, nei campi sportivi, nessun giocatore o nessun nuotatore - nuotatore non entro nel merito, perché nella cronaca io ho letto, più volte, di casi di calciatori che muoiono in un campo sportivo -, se andiamo sulla qualità delle prestazioni, mi sembra che non entri in contrasto con quello che è il filo rosso del Piano sanitario che avete scritto. Se lei, collega Uggias, mi dice che in realtà è sottinteso, se noi chiediamo la qualità delle prestazioni, non è un reato, non è ostruzionismo. Io non sono sportivo come lei, collega Marracini, ma dobbiamo metterci nei panni di chi, di quelle squadre sportive, che devono arrivare a chiedere, in modo diverso, di far rispettare quella che è la legge che, dovrebbe essere scontato, è stata scritta nel vostro Piano sanitario, che nella stesura iniziale non c'era, se è stato aggiunto dopo, un motivo c'è. Può essere una svista ma, se ci tenete voi, e lo rimarcate nella stesura, parte finale, quella che discutiamo in quest'Aula, se nella parte iniziale non c'era, non è così scontato collega Uggias. Se l'avete aggiunto, un motivo c'è. E non capisco cosa è in contrasto con la normativa nazionale di riferimento. Perché lei dice: "E' tutto sottinteso". Ma se possiamo fare davvero prevenzione… io non sono di quegli sportivi che corre nei campi e corro questo rischio, non sono sportivo come molti di voi, quindi non ho questo problema, però quei ragazzi che vanno lì, sono intenti nello sport e ci credono, non togliamoli questa cosa. Stiamo parlando di ragazzi inferiori ai 18 anni, che penso che non lo facciano con cattiva fede. Se possiamo rafforzare la linea vostra e non è in contrasto sicuramente con quella che è la linea del Piano, è solo specificato che è obbligatorio per tutti la qualità e la quantità delle prestazioni richieste. Non stiamo facendo demagogica, non abbiamo detto noi, né diciamo agli sportivi: "Siamo battuti per quello". Però, almeno, chiediamo che voi garantiate quei servizi alla gente, visto che sono già stabiliti dalla legge nazionale e se possiamo prevenire anche un solo decesso…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Randazzo, anche per la foga messa nel suo intervento, sicuramente degna di migliore causa.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio!
PRESIDENTE. Ringrazio molto, onorevole Cappai.
Siamo in votazione dell'emendamento 253.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Voto elettronico!
PRESIDENTE. Chi si associa, onorevole Randazzo?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Artizzu e Biancareddu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 253.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere MURGIONI si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Murgioni.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 65
astenuto 1
maggioranza 33
favorevoli 19
contrari 46
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 58, per il quale il relatore e la Giunta hanno espresso il loro parere contrario.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente…
(Interruzione)
PRESIDENTE. Colleghi, penso che non sia tollerabile che in Aula succedano queste cose. Vi prego, per gentilezza, di mantenere il contegno adeguato al luogo dove siamo.
CONTU (F.I.). Bene, grazie Presidente. L'emendamento numero 58, per il quale annunciò il mio voto a favore, prevede l'inserimento, continuando il tema già aperto sull'attività sportiva non agonistica, è un emendamento aggiuntivo che prevede, al punto 3, elaborazione delle linee guida per la valutazione dei soggetti a rischio e dei soggetti con patologie croniche, per la conseguente prescrizione di attività fisiche". Bene noi intendiamo…
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Non sento!
CONTU (F.I.). …migliorare questo obiettivo, con l'inserimento delle attività sportive non agonistiche, comprendendo anche tutte le palestre private frequentate anche da persone anziane. Noi sappiamo benissimo che l'attività non agonistica non è tutelata. Checché ne dica o qualcuno abbia affermato il contrario, noi sappiamo che non esiste nessuna prescrizione dell'obbligatorietà del sottoporsi a visita e quand'anche la visita per attività sportiva non agonistica fosse pure rilasciata, questa non prevede gli accertamenti necessari per svolgere l'attività o per poter avere un regolare certificato di idoneità. Io credo che quello che stiamo prospettando sia un riconoscimento e abbia il senso anche di civiltà, che noi dobbiamo dare ad un'azione, promuovendo in questo caso, sì l'attività fisica, ma promuovendola in maniera tutelata. Ovvero, i rischi che chiunque di noi…
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Non si sente!
PRESIDENTE. Sì, non si sente onorevole Randazzo, ma non si sente perché anche voi state facendo cacciara, abbia pazienza!
CONTU (F.I.). …o desiderasse, in qualche modo, svolgere un'attività sportiva non agonistica, senza l'obbligo della certificazione dell'idoneità, molto probabilmente sarebbe quasi l'incitare…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, non so più che cosa escogitare. Non posso arrendermi, non posso arrendermi perché non è previsto dalle regole, mi arrenderei molto volentieri. Prego, onorevole Contu. Prego.
CONTU (F.I.). Presidente, io chiedo di poter continuare a svolgere il mio intervento fino al completamento dello stesso. Fino all'alba di domani mattina, io non ho problemi eh! Se questi sono gli intendimenti dei colleghi della maggioranza, noi possiamo fare anche all'alba, l'abbiamo fatta in Commissione, possiamo anche continuare in Consiglio e credo che la sonnolenza, molto probabilmente, sorprenda più qualche consigliere della maggioranza, come già certificato da foto…
Voglio continuare Presidente!
PRESIDENTE. Onorevole Contu, avrà modo di parlarne quando le toccherà di nuovo la parola, la ringrazio!
CONTU (F.I.). Io vorrei continuare!
PRESIDENTE. Lei ha svolto il suo intervento, è stato interrotto, si è sospeso il tempo, per cui il tempo è esaurito, onorevole Contu, si accomodi!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie. Io voto a favore dell'emendamento numero 58 e difendo il diritto di chi vuole dormire nel momento in cui le cose che si fanno diventano noiose. Quindi, non ho nessuna intenzione di censurare qualunque collega che decida di addormentarsi e non disturbi. Quindi, è legittimo che chi non è interessato alla discussione in Aula faccia l'altro ed è non normale che chi viene costretto da qualcuno a restare sino alle quattro del mattino, per garantire il numero legale in una Commissione, possa avere un momento in cui si addormenta, io lo considero assolutamente normale. Però, sull'emendamento numero 58, se riusciamo ad intenderci su alcune cose, beh, quello che ha proposto il collega Contu, anche qui, non è una follia, né è una stranezza, anzi è una cosa che va nell'indirizzo di un problema che conosciamo tutti, almeno quelli che si occupano di medicina sportiva, per aver letto una volta un articolo su un giornale, sanno che il problema esiste. Nel senso che oggi c'è una distinzione tra le attività sportive agonistiche e quelle non agonistiche che è del tutto speciosa, perché è difficilissimo capire se una partita di calcio di un bambino è non agonistica, se è fatta fuori da un torneo, e diventa agonistica, se dentro un torneo. Ovviamente l'agonismo che il bambino mette, quindi il rischio eventuale fisico a cui il bambino si sottopone è assolutamente identico, non è che e caricato in maniera differente dal fatto di avvenire sotto l'egida di una federazione sportiva. Allora, l'emendamento introduce un elemento di buon senso, cioè dice: "Quando andiamo ad elaborare le linee-guida, che noi diciamo dovrebbero essere elaborate da società medico-scientifiche e non da qualche burocrate chiuso in una stanza, quando andiamo ad elaborare le linee guida non comprendiamo soltanto le linee guida relative all'attività sportiva agonistica, comprendiamo anche quelle relative a quell'attività che oggi viene, in maniera atipica, definita "sportiva non agonistica", affinché ci siano degli indirizzi che ci consentano di dare omogeneità alle attività di prevenzione che noi vogliamo esercitare in quest'ambito. Includiamoci anche l'attività delle persone anziane che viene fatta all'interno delle palestre.
A me sembra che questo emendamento potrebbe essere liquidato dal relatore che si alza e dice: "siamo d'accordo, lo votiamo, lo approviamo ed è una cosa che non altera alcunché del Piano ed è assolutamente di buon senso".
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente. Allora, intanto resta da stabilire se una persona che dorme garantisce il numero legale o meno, se basta la presenza fisica oppure serve la mente attenta e sveglia. Comunque non sta a me censurare, nè ho intenzione di farlo.
Io, riferendomi a quello che ha detto il consigliere Uggias per quanto riguarda l'emendamento precedente, e affermava che era un emendamento assolutamente inutile perché tutto quello che diceva l'emendamento era già previsto nel Piano sanitario, era previsto in quelle che sono le norme vigenti, allora io mi chiedo se la pensa allo stesso modo anche per quanto riguarda l'emendamento 58, perché, quando parla di attività sportiva, qui dice "monitorare il rispetto dell'obbligo della certificazione di idoneità allo sport agonistico". Ora io, ripeto, continuo a non vedere differenze fra l'agonismo sportivo e lo sport non agonistico, e siccome abbiamo una certa responsabilità morale noi medici che facciamo i certificati per lo sport non agonistico, devo dire che io mi sento molto più preoccupato... sarei molto più tranquillo se dovessi fare delle certificazioni per l'agonismo sportivo perché forse, pur non avendo le conoscenze o gli strumenti, ma mi rendo conto che ho a che fare con delle persone che sono fisicamente allenate che sicuramente sono molto più idonee di altre che invece lo sport lo vivono e lo praticano a livello amatoriale.
Noi in questo modo non facciamo una vera prevenzione, cioè non riusciamo a fare prevenzione proprio nei confronti di quelle persone che, secondo me, sono a maggior rischio.
Abbiamo parlato anche delle palestre, io credo che forse tutti in quest'Aula sono stati in una palestra, hanno frequentato, magari con intenti di proseguire e poi si sono arresi dopo poche sedute, alle attività sportive fisiche che si fanno in palestra. Io, che sport ne ho fatto da sempre e continuo a farlo, ho smesso di andare in palestra perché quando venivo fuori dalla palestra ero realmente molto più spossato che dopo una partita a tennis, perché questa mania di pensare che tutti siano in grado di reggere i ritmi e tutti allo stesso modo, perché nessuno può stare indietro, perché nel momento in cui si fanno esercizi c'è questa specie di competizione e l'istruttore che tende a mantenere tutti sullo stesso piano, per cui non vanno assolutamente sottovalutate. Io più di una volta sono dovuto intervenire con pazienti che tornano in ambulatorio, che hanno fatto un giorno di palestra e che poi hanno giurato di non metterci più piede; e purtroppo il certificato per frequentare quella palestra gliel'ho fatto io.
Quindi, onestamente, è vero che a me forse mi toglie ogni responsabilità scrivere "sport non agonistico" però non mi esime dall'avere delle responsabilità morali...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licandro. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Io vorrei invitare la maggioranza a prendere atto di una situazione che da ieri ad oggi è modificata. Ieri avevamo un professore in Aula che è intervenuto e cercava di convincerci su come dovevamo comportarci, su come dovevamo andare avanti col dibattito, su come dovevamo interpretare questo Piano regionale sanitario. Questo professore oggi è totalmente assente, muto, probabilmente non è interessato al Piano sanitario, però deve prendere atto di una certezza, professor Maninchedda, che per poter sviscerare questo Piano bisogna intervenire e bisogna dire cosa si pensa, e cosa si pensa soprattutto di quello che c'è scritto. Ecco perché gradirei che alcuni di voi interessati intervenissero.
Che cosa cambia rispetto al terzo punto che recita "elaborare linee-guida per la valutazione dei soggetti a rischio e dei soggetti con patologie croniche - professore - per la conseguente prescrizione di attività fisiche", aggiungendo "e sportive non agonistiche", comprendendo anche tutte le palestre private, frequentate anche da persone anziane? Che cosa significa, professore, che non possiamo integrare questo punto degli obiettivi della medicina dello sport? Dibattiamo su queste cose, perché siete assenti?
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CAPPAI.) Ho ammirato il coraggio con cui l'onorevole Marracini ha parlato di medicina dello sport dicendo che era un esperto in medicina sportiva, a me risulta che sia un igienista se poi è anche esperto in medicina sportiva questo non lo so, certo è che farebbe lo sportivo se intervenisse su quelle cose che non vanno bene del Piano, che probabilmente gli sfuggono, come penso sfuggano a molti dei componenti della maggioranza che in una nottata, con un blitz, hanno esaminato 600 emendamenti, dando il parere, probabilmente senza leggerseli, senza vedere quelli che potevano essere approvati e quelli che dovevano essere respinti. Certo è che la maggior parte di voi non vuole dialogare sulle modifiche a questo Piano; vi state trincerando nel silenzio, dietro un silenzio che non riusciamo a capire, da più parti è stata rivolta la possibilità...
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, Presidente. Io mi auguro che, anche per questo emendamento per il quale naturalmente noi voteremo favorevolmente, così come è accaduto in precedenza ci sia da parte della maggioranza una volontà di recepire le ragioni che stiamo esponendo e ci sia poi una volontà anche di porre rimedio, cioè di recepire queste osservazioni e cercare di correggere questo testo. Tutto questo conferma, ancora una volta, come sarebbe stato molto più opportuno e molto più utile e anche preparatorio ad un dibattito sicuramente più proficuo, se tutto questo lavoro di confronto che sta avvenendo in Aula, anche in ora tarda - qualcuno, dicevano i colleghi, comincia ad accusare i segni della stanchezza - fosse stato fatto nella sede più idonea e cioè quella della Commissione, con un dibattito e un confronto approfonditi in Commissione che avrebbe certamente evitato sviste, dimenticanze e omissioni. E in questo caso, comunque, siccome confido nella capacità della maggioranza e nella disponibilità della maggioranza di voler comunque accogliere delle ragioni che può riconoscere come tali, credo che non sfuggirà ai colleghi della maggioranza l'importanza e la validità del senso di questo emendamento che stiamo sostenendo e che riguarda, appunto, tutte quelle persone che possono svolgere una attività sportiva anche non agonistica. E giustamente gli estensori dell'emendamento - il primo l'onorevole Contu e poi tanti altri colleghi - hanno sottolineato il fatto e l'importanza dell'inserimento anche delle attività fisiche non agonistiche, ma anche di quelle puramente ricreative che comprendono anche tutto ciò che si svolge nelle palestre private, con lo specifico riferimento alle persone anziane che, per motivi sportivi ma anche semplicemente per un'attività fisica che è necessaria assolutamente, indicata e raccomandata dai medici, vanno in palestra per svolgere comunque un'attività sportiva. E' chiaro che questo piano dovrebbe, anche nei confronti di queste persone, individuare uno strumento più valido e certamente porre un rimedio a quella che è la carenza dell'offerta e della possibilità delle strutture sanitarie pubbliche di offrire quel servizio ai cittadini. Abbiamo già detto in precedenza che le AA.SS.LL. possono garantire soltanto il 50 percento…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io sono convinto che i colleghi che hanno presentato questo emendamento e che sono intervenuti per dichiarazione di voto sanno bene che questo emendamento è inutile, ripetitivo di altri emendamenti che abbiamo già votato e bocciato e non porta nulla di nuovo al piano sanitario. Da 10 anni presiedo una società sportiva con oltre 300 tesserati, e so e che conosco quali sono i problemi della medicina sportiva. I ragazzi sotto i 18 anni vanno puntualmente alla ASL che si convoca le società e fanno la programmazione delle visite e le fanno regolarmente altrimenti non possono essere tesserati, sopra i 18 anni per legge, si va alla medicina sportiva pagando e poi si utilizza la legge 17 per chiedere il rimborso. Questo vale per tutte le società sportive, sia che siano amatoriali che siano agonistiche che siano affiliate al Coni o a qualsiasi altra federazione sportiva. E vale anche per le palestre che poi hanno tutte le affiliazione, che siano private o pure, e chiedono il rimborso al limite sarebbe da modificare la legge 17, per consentire anche alle altre federazioni di poter chiedere il rimborso delle spese che vengono effettuate, che il 90 percento viene rimborsato per i ragazzi che si rivolgono alle medicine sportiva convenzionato o no private, che fanno le visite e sportive e poi i 50 euro vengono rimborsati completamente dalla Regione dalla legge 17. Quindi questa norma non hanno nulla a che vedere. Allora mi chiedo ma è possibile, qual è l'obiettivo vostro, l'obiettivo nostro è chiaro, vogliamo approvare questo piano si può rimanere alla una di oggi, all'una di domani, si può rimanere un giorno due e tre 10 giorni tanto fra un mese o due che il piano sia approvato il 29 dicembre, il 10 gennaio il 22 gennaio il 30 gennaio, viene dimenticato da tutti, quello che verrà ricordato e che c'è un piano dopo 21 anni, che manca alla Sardegna un piano, c'è un piano, allora l'obiettivo nostro è quello, l'obiettivo vostro quale è, quello dire che ci avete tenuto 20 giorni, e rimaniamo 20 giorni ad ascoltare 20 dichiarazione di voto su ogni emendamento ripetitivo di altro emendamento che abbiamo votato, ma se questa è la vostra strategia mi sembra molto limitata, dite che non è ostruzionismo e sull'emendamento che ripete cose già dette da altri emendamenti intervengono in 10, è una opposizione ostruzionistica potete tenerci qua sino all'una e dire non abbiamo concluso nulla e voi pensate che dire che non abbiamo concluso nulla quando arriviamo all'una di nozze sia offensivo per noi, io penso che sia offensivo per tutti noi. Il fatto che non siamo capaci di dire che abbiamo discusso questo piano già cinque sei giorni e che è possibile altri due giorni dedicarle al piano a discuterli completamente, magari accogliendo anche la proposta di Licandro che su tutti gli emendamenti interviene uno della maggioranza e uno dell'opposizione… se quella proposta è vostra, la facciamo anche nostra questo ci consente di andare avanti altrimenti, perché comunque il piano anche se la approviamo il 25 gennaio non fa niente…
PRESIDENTE. E' senza microfono onorevole Marrocu. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. Questo emendamento finalmente mette anche gli anziani, è un capitolo importante che anche gli anziani fanno sport, noi diventeremo anziani vorremmo fare sport, andiamo a farci le visite speriamo che ci facciano una visita completa per non morire in mezzo alla strada. Allora io prima mi avete tirato per i capelli, io chiedo scusa ai colleghi che ho offeso, o si sono offesi. Però devo dire la verità, i colleghi della Commissione sanità sanno benissimo che mi interesso dei disabili, mi interesso di disabili da 20 anni, da quando sono entrato in consiglio comunale a Cagliari e ho fatto cambiare molte cose, perlomeno nella mia città, io qui chiedevo semplicemente una cosa all'Assessore, i centri finalmente si aprono della ASL chiedevo solo di essere più attrezzati, per questi ragazzi, cioè quando fanno la prova di sforzo devono andarsene fuori Assessore, solo questo chiedevo mica chiedevo il mondo, cari colleghi, non chiedevo al mondo, cioè sapete quanti disabili in carrozzina ci sono dalle vostre parti? Domani nel nostro tavolo c'è l'elenco di tutti i ragazzi delle vostre città che sono in carrozzina, questi ragazzi fanno sport, hanno diritto di fare sport come noi, dunque io cui sono la loro voce un pochino la loro voce, perché siamo tutti la loro voce, e vi ricordavo queste cose qui perché ci sono ragazzi, l'80 percento di questi ragazzi che non fanno niente nella vita perché sono in carrozzina, fanno almeno sport, chiedevo forse molto? Non era il caso e poi cari colleghi come ha detto Marrocu, io forse al 50 percento gli do ragione…
MARROCU (D.S.). Per i disabili il rimborso è totale e vengono anche a domicilio.
PETRINI (F.I.). Scusi? Gli do ragione perché qui stiamo facendo, io sono un po' sordo dunque non…allora…posso, posso, posso?allora caro onorevole Marrocu mi lasci finire per gentilezza non ce l'ho con lei, anzi l'ammiro sempre parla bene è troppo sintetico, oggi è stato troppo sintetico però, troppo, lei si interessa oltre 10 anni di sport, io sono 24 anni con questi ragazzi che faccio sport, e conosco le loro esigenze cosa che voi non conoscete, quando io dico qualcosa qui non lo dico per dirla perché quei siano certe esigenze, certe esigenze, voi non lo sapete, allora io invito all'Assessore veramente, questi centri veramente di attrezzarli anche per queste persone, ecco che cosa volevo dire, mi sembra che in Commissione…
PRESIDENTE. Grazie, grazie onorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, colleghi secondo me un po' sarò controcorrente ma credo che di tutto ci sia bisogno fuorché di altre linee guida, le linee guida ci sono noi dobbiamo individuare nuovi bisogni nuove categorie di persone che hanno necessità di queste prestazioni, e a questi dobbiamo garantire che vengano erogate, io faccio un esempio, in Sardegna ci saranno 40 mila cacciatori, fanno degli sforzi fisici non indifferenti e nessuno chiede al loro di sottoporsi, una volta ogni due anni ogni tre anni ad una visita per un'idoneità a questa attività sportiva. Io non ho molta pratica di sport, mi manca le fisique du ruole, come potete facilmente notare forse le uniche gare che ho fatto sono quelle di pasta asciutta però è chiaro che è necessario che gli anziani, che i bambini siano garantiti e che il sistema sanitario regionale sia in grado di erogare le prestazioni vicino a casa loro, nel loro territori, che siano dappertutto prestazioni di qualità e che la prevenzione seria sia fatta per tutti quelli che ne hanno bisogno…
(Interruzione dei consiglieri Alberto Sanna e Pirisi)
Come? Io per 22 anni non ho sentito la necessità, io per 22 anni mi dispiace per te sbagli la mira, ho fatto tutto quello che era possibile e fare non è la prima volta che parlo di questi problemi in quest'aula, e l'ho fatto da oppositore quando c'era il governo Palomba, l'ho fatto dopo da oppositore su certe cose anche sulla mancanza del piano, e tu lo sai, quando c'era e il governo di centro destra ho chiesto una commissione d'inchiesta sulla sanità in Sardegna, e lo faccio adesso con la stessa intensità e con la stessa forza e con la stessa onestà, perché i problemi sono sempre gli stessi, i problemi restano siete voi che non avete mai voluto confrontarvi in Commissione soprattutto non avete chiesto accettato un dialogo e un confronto e adesso non lo volete anche in Aula, mi dispiace per voi i disonesti intellettualmente siete voi. Non siamo noi. Noi i problemi ve li ricordiamo vi farà piacere e non vi farà piacere però è nostro dovere dirvi in ogni momento quali sono i temi che dovette affrontare ve lo potete far finta di non sentire, potete leggere 600 emendamenti in una sera vincere anche questa maratona però avete fatto un buon servizio né a voi stessi né ai sardi, quindi io credo che i problemi non si possono eludere, ci sono intere categorie che non sono sottoposte ad uno screening di rischio per l'attività sportiva che svolgono e noi abbiamo il dovere di dargliela, poi, se voi non gliela volete dare perché siete la maggioranza, fate valere la forza dei muscoli, fate valere la forza dei numeri ma non la forza della ragione, potete fare chiasso…
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Invito a stare nella dichiarazione di voto sull'emendamento, abbiamo l'abitudine di parlare d'altro, io capisco che stiamo approfondendo, insomma.
LADU (Fortza Paris). Non era opportuna la precisazione…
BIANCU (La Margherita-D.L.). E' opportuna! E' opportuna!
LADU (Fortza Paris). … non è assolutamente opportuna, perché tutte le cose che, per quanto mi riguarda, ho detto sono sempre state attinenti alle cose che stavamo trattando. Per dire che, il risultato di questa discussione, mi rendo conto, insomma, per certi non produttiva è la conseguenza di un atteggiamento da parte della maggioranza che praticamente ha portato…
PRESIDENTE. Sull'emendamento onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). …sì, appunto, vado all'emendamento… ha portato a questa situazione perché, se questo dibattito avesse seguito il percorso giusto, io sono convinto che oggi non avremmo, tra parentesi, perso tutto questo tempo per discutere cose che erano di competenza più della Commissione che dell'Aula. Detto questo dico che, e mi riferisco soprattutto alle cose che ha detto il collega Marrocu, che dice: gli emendamenti sono tutti uguali, quindi sta ripetendo la stessa discussione; non è così! Sono emendamenti che sembrano uguali ma non sono uguali perché tutti stanno dicendo cose diverse. Allora bene avrebbe fatto la maggioranza a ragionare sugli emendamenti, su tutti gli emendamenti, perché se ci viene detto che gli emendamenti…
PRESIDENTE. Adesso stiamo ragionando su questo…
LADU (Fortza Paris). ...ripetono la stessa cosa, è chiaro che allora si dice che gli emendamenti non li stanno neanche leggendo, se invece andiamo a leggere, noi ci rendiamo conto che, ad esempio questo, dice cose diverse, no Pirisi, dice cose diverse, perché noi parliamo della medicina sportiva non agonistica e parliamo anche, per quanto riguarda gli interventi di un certo tipo di utenza che sono in particolare le persone anziane. Allora, questo lo dico perché c'è tutta una fascia di popolazione, soprattutto di bambini che hanno…
PIRISI (D.S.). Non è un problema, non è così.
LADU (Fortza Paris) no, è un problema! Ad esempio, da poco, a me hanno chiesto di fare una certificazione per alcuni alunni delle scuole elementari che dovevano andare a fare una visita al nuraghe di Barumini per stare tutto un giorno fuori, quindi per dire che ci sono situazioni che…
MARROCU (D.S.). Non si fidavano del medico di base.
LADU (Fortza Paris). …sì, si fidano del medico di base però non è giusto che sia così, perché va creata un'organizzazione dal punto di vista della medicina sportiva che garantisca anche in questa direzione, perché anche queste realtà che sembrano realtà poco importanti io credo che questo Piano avrebbe dovuto comunque prendere in considerazione anche queste piccole realtà che invece sono grandi realtà. Ecco, dicendo questo dico che bene farebbe la maggioranza a vedere anche questi emendamenti, a far passare qualcosa invece di dire sempre no anche quando potrebbe dire tranquillamente si.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente, per ribadire ancora che votiamo favorevolmente per l'emendamento numero 59 e, soprattutto, per dimostrare all'Aula che mi stupiscono le certezze dell'onorevole Marrocu quando pontifica in quel modo e dice che soltanto lui ha la chiave di lettura di questo popolo dello sport, non creda! Tra l'altro le situazioni che lui ha prospettato sono piuttosto superficiale e dico anche che un Piano, e non stiamo parlando di questo Piano perché ribadiamo ancora una volta che non è un Piano, voi volete e lei ha detto e lo ha rimarcato molto chiaramente ribadendo che l'importante è fare un Piano purché si faccia, questo i sardi non lo vogliono, mi creda, che tra l'altro una volta che finirà questa maratona, perché questa è una maratona dialettica soltanto per cercare, non per fare opposizione ma per cercare di convincervi di fermarvi e pensare un po', perché voi siete già per partito preso contro qualsiasi iniziativa che venga da questa parte. Io dico che se andate a leggere attentamente l'emendamento non vi è nulla né di scandaloso e, tra l'altro, per la prima volta non porta degli oneri al Piano e alla sanità regionale. Il problema che è molto riduttivo quando lei dice: se noi non lo approviamo oggi, domani, fra 20 giorni, tanto lo approviamo, perché le velleità con cui avete affrontato il periodo delle cosiddette riforme veramente è riduttivo da parte sua dire: noi andiamo avanti comunque e quantunque voi facciate. Il problema, tra l'altro, con la serietà che gli è contraddistinta lo ha portato all'attenzione il collega Licandro quando dice che è un settore in cui bisognava stare attenti e lui è stato richiamato a rilasciare qualche certificate e lo ha fatto malvolentieri perché il problema della medicina dello sport ha altre patologie, e purtroppo, dico io, vi richiamo ancora una volta a ricordare che, molto spesso, qualche persona adulta, qualche anziano, qualche bambino che si avvicina al mondo dello sport senza i dovuti accorgimenti, senza le visite mediche, senza un quadro generale del suo stato di salute, molto spesso poi arriva agli onori della cronaca. Quindi, dico io, se pensaste un po' a non fare il cosiddetto muro contro muro ma ad accettare che si possa portare qualche piccola correzione senza l'aggravio di spese, io dico che fareste cosa gradita non soltanto al vostro pseudopiano ma anche ai sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi, io avrei avuto piacere, dopo aver ascoltato anche l'intervento del collega Marrocu che svolge un ruolo autorevole in questa Aula, mi sarei aspettato anche da lui qualche proposta concreta o comunque sia un giudizio di merito sul tenore dell'emendamento numero 58 che noi abbiamo presentato e sul quale preannuncio il mio voto favorevole, perché il testo dell'emendamento, al di là delle valutazioni generiche, di strumentalità proposte da alcuni settori della maggioranza credo che sia importante e vada ad integrare, come dicevo prima, il testo di una problematica quale la medicina dello sport che sembra delegare questa materia soltanto all'attività agonistica, ma dal tenore dell'intervento del collega Marrocu che preannunciava cose scontate, ciò che il Piano comunque verrà approvato, che il Piano ci sarà, questo per carità, non è che noi lo vogliamo esorcizzare, anche noi vogliamo un Piano, noi però vogliamo un Piano che abbia contenuti più precisi e più pregnanti. Sembra quasi che questo Piano sia un sacro testo e che l'Assessore che è qui presente e che, mi fa piacere, ogni tanto sorride evidentemente è anche una buona sportiva perché ha una buona tenuta, anziché apparire come la guardiana del sacro testo si pronunciasse su qualche emendamento col suo autorevole parere, invece qui ci troviamo davanti davvero ad un testo che sembra un sacro testo e … da guardiani che continuamente... Io su questa problematica in Commissione avevo chiesto un'attenzione maggiore da parte dei colleghi, e il collega Marrocu, pur con un rimprovero aperto, fatto a tutti, noi in particolare, accennava invece una cosa importante nel furore della sintesi del suo intervento, cioè il fatto che probabilmente occorre qualche intervento legislativo per avvicinare maggiori fasce sociali e popolari allo sport. Questo va detto. E allora perché non inserire in questo articolo, in questo specifico punto, un qualche rilievo importante che impegni questa Assemblea ad adottare qualche strumento legislativo in favore dello sport, soprattutto delle fasce più deboli. E' questo che chiedevo in Commissione, cioè c'è la possibilità che oltre a prevedere la visita gratuita per gli…
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Io credo che tutti i guai nascano dal "69". La posizione assunta dalla maggioranza non ha certamente favorito un atteggiamento rilassante, anzi. Evidentemente le motivazioni che sono state poste alla base del "69" non sono state sufficienti per far capire che la problematica che stiamo affrontando con molta serietà affonda radici, onorevole Marrocu, piuttosto profonde! E' vero che 22 anni fa non c'era Piano sanitario, è vero anche che l'obbligatorietà delle visite medico sportive non era prevista in quegli anni. Poi c'è stata una certa evoluzione e noi ritenevamo che con un "69" approvato ci saremmo trovati tutti quanti nella condizione di dover ritirare necessariamente tutti gli emendamenti successivi. Ora, se si vuole continuare su questa strada problemi non ce ne sono. Ci sono ancora molti emendamenti ma io ritengo che approvando quel famoso, ormai famosissimo emendamento che incrementava le prestazioni medico sportive…
(Interruzioni)
Beh, Presidente…
PRESIDENTE. Adesso, capisco che la materia… prego, onorevole Diana. E' la tensione della discussione sull'emendamento.
DIANA (A.N.). No, io intervengo poco però quando intervengo rispetto l'emendamento.
PRESIDENTE. Prego.
DIANA (A.N.). Allora dicevo: l'accoglimento del "69" ci avrebbe… sì, va beh, l'accoglimento…
PRESIDENTE. Siamo al "58" ma… è un dettaglio, è un dettaglio, onorevole Diana. Non fa niente!
DIANA (A.N.). …di quell'altro emendamento… ma possibile? Si chiedeva esclusivamente di incrementare le prestazioni. Punto.
(Interruzioni)
Eh, insomma, Presidente… evidentemente le motivazioni che abbiamo portato alla vostra attenzione non sono stati sufficienti. Mi rivolgo all'Assessore: Assessore, io credo che una sana politica sanitaria non possa prescindere da una prevenzione ed una prevenzione fatta tra i giovani credo che sia assolutamente appagante per un Piano sanitario che si rispetti. Ora mi chiedo: in assenza di visite militari, in un momento nel quale è cambiato il mondo, dove c'era almeno uno screening originario…
PRESIDENTE. Grazie. Giova ricordare che siamo all'emendamento numero 58.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Io condivido quanto espresso dal collega Diana anche se mi risulta che l'emendamento numero 69 sia stato emendato oralmente poi. Mi sembra, no? E comunque vorrei riprendere soprattutto dicendo che voterò a favore dell'emendamento numero 58 che forse si è perso, soprattutto dopo l'intervento del collega Marrocu, il fine dell'emendamento. Io concordo con quanto ha detto l'onorevole Marrocu in merito all'obbligatorietà delle visite mediche sportive, al rimborso previsto dalla legge numero 17 integrato anche con le finanziarie diverse volte, anzi devo dire che il capitolo inerente le visite mediche non è mai andato in esaurimento, sono sempre avanzati dei fondi per le visite sportive, ma niente ha a che vedere con quanto chiesto dall'emendamento numero 58 che chiede delle linee guida. E' diverso! Non si chiedono né maggiori finanziamenti, né quant'altro; si chiede che le linee guida vengano ampliate. Ecco il perché della discussione, per tornare nel merito dell'emendamento, ed ecco perché, onorevole Marrocu, noi siamo qui in aula a parlare, perché noi abbiamo necessità di far capire fino in fondo quali sono le parti che non condividiamo di questo Piano sanitario e quali sono le nostre proposte e non possiamo che dirlo qua. Anche perché pagherete fino in fondo di non averci dato le spiegazioni opportune in Commissione e questo è l'unico modo perché noi possiamo far sapere fuori da quest'aula con le discussioni che porteranno comunque all'approvazione del Piano sanitario, anche in questo ha ragione, ma questo è il luogo dove noi vogliamo far sentire anche fuori da quest'aula le nostre ragioni. Noi vogliamo che le leggi vengano discusse, noi non vogliamo che capiti, come è capitato anche oggi, che la Confindustria vi accusi - vi accusi! - di esitare le leggi con la grande velocità con cui le avete esitate nel passato, sbagliandole, riportandole in aula e creando danni all'esterno. Noi non vogliamo che avvenga tutto questo col Piano sanitario regionale. Pronti a discuterne, pronti a semplificare, ma fate sentire le vostre ragioni che, come nel caso di questo emendamento, non sono le ragioni calzanti con l'emendamento stesso. Pagherete il fatto di non averci fatto parlare.
PIRISI (D.S.). Pagheremo tutto! Pagheremo caro!
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). No, non deve passare il pensiero che il centrodestra ha una cultura di tutela rispetto ai portatori di handicap e il centrosinistra no perché sarebbe veramente un controsenso. Io all'amico Petrini ho promesso un sostegno nelle parti che riguardano quegli aspetti, però non dobbiamo andare alla rottura così frontale, né deve passare il concetto che la medicina sportiva è di destra e la sinistra invece si accontenta di guardare gli anziani che si rompono in palestra o i bambini che annegano in piscina. Cioè, non è così. Abbiamo il diritto tutti quanti di poter valutare, come dicevo all'onorevole Contu, quali sono veramente le linee guida che riguardano la medicina sportiva. E nonostante tutto su questo abbiamo dei punti di convergenza che magari non si possono sposare in emendamenti specifici, ma che trovano la loro ragione di esistere e la troveranno nel momento in cui andremo a confrontarci per quello che riguarda gli aspetti della medicina del territorio che andremo ad affrontare, lo dicevo al collega e onorevole Contu che sta brillantemente portando avanti tutta la parte relativa all'esposizione degli emendamenti, ma che deve trovare, come spesso ha trovato in altre occasioni col sottoscritto, che tra l'altro è stato uno dei suoi inventori, anche la probabilità di vedere quali siano le condizioni per maturare veramente una sanità di tutti, che non sia né prerogativa della sinistra, né prerogativa della destra. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). No, rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). La ringrazio, Presidente. Molto serenamente per dire che avevate annunciato, agli inizi della discussione, che la parte più complessa e difficile del Piano sarebbe stata la parte finale perché in Commissione non c'era stata sufficiente discussione.
LIORI (A.N.). Vedrai quando verranno gli emendamenti agli emendamenti!
CUGINI (D.S.). No, voglio precisare che abbiamo approvato diciotto emendamenti: dodici sono emendamenti presentati dalla minoranza e sei emendamenti presentati dalla maggioranza, quindi non si può dire che non c'è stata attenzione. In più voglio riprendere una considerazione che ha fatto il mio Capogruppo, collega Marrocu, nel merito delle visite per i portatori di handicap e la soluzione che ha richiamato mi pare che non possa essere messa in discussione. Però voglio aggiungere un'altra considerazione che ha fatto il collega Licandro che ha proposto di qui in avanti di procedere all'esame del Piano emendamento per emendamento, con una spiegazione da parte dei presentatori ed una risposta da parte dei relatori di maggioranza. Se questa proposta dovesse essere confermata, noi siamo disponibili ad andare sino al fondo nei tempi e nel modo che è stato proposto da Licandro. Se invece dovesse passare l'altra ipotesi, quella che ogni tanto richiamano i fratelli Randazzo, allora è chiaro che siamo di fronte a due letture diverse - lo dico per Liori che so che non è interessato a queste cose - siamo di fronte a due letture diverse della prospettiva. Quello che c'era sulla sanità non ci sarà, tutti i tentativi di introdurre le privatizzazioni nel settore sanitario verranno respinte! Questo lo dico per incominciare a comprendere che se vogliamo ragionare sul piano della serietà allora, collega Liori, noi siamo totalmente d'accordo, ma se invece dietro questo comportamento c'è un altro disegno, lo dico per quelli interessati direttamente al sistema sanitario, che noi non abbiamo nessuna intenzione di tornare sulla linea che ha prodotto disastri per la Sardegna. Se in più ci sono poteri forti, poteri oscuri che intendono riconfermare il ruolo che c'è stato negli anni nella sanità, dovete comprendere che non si passa neanche su queste regole. La discussione la vogliamo fare nel merito, serenamente, con la disponibilità che abbiamo dato e riconfermo che l'idea, la proposta di Licandro, ci trova perfettamente d'accordo. Diversamente, il tono della discussione...
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, come vota?
PRESIDENTE. Colleghi, io vi invito a stare... onorevole Amadu, ha appena parlato, stia comodo.
AMADU (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. L'ordine dei lavori è che stiamo votando l'emendamento numero 58.
(Non è approvato)
Emendamento numero 257. Sull'emendamento numero 257 è stato espresso parere favorevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Presidente, il punto in esame mi consente di intervenire e lei poc'anzi mi ha negato la possibilità di intervenire sull'ordine dei lavori, commettendo una palese disparità di trattamento tra un consigliere e un altro e questo non è assolutamente accettabile, non è mai successo in quest'Aula una cosa di questo genere e spero non si ripeta più!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prego, colleghi. Onorevole Amadu, prego.
AMADU (U.D.C.). Sull'ordine del lavori è per riprendere un punto che ha indicato, che ha rilevato il collega Cugini. Noi siamo stati quelli che rispetto alle proposte fatte dalla maggioranza abbiamo detto no a tavoli al di fuori di quest'Aula, e questo sia chiaro. E' una condotta di valore politico e istituzionale che noi abbiamo voluto assumere, trattandosi appunto di una materia delicata e complessa, e di poteri forti qui più di uno se ne intende, noi abbiamo rifiutato qualsiasi trattativa parallela, qualsiasi ipotesi di tavolo esterno a questa Aula e abbiamo detto "L'Aula è maestra nel dibattito alla luce del sole, noi poniamo tutte le questioni, le uniche questioni sono quelle contenute negli emendamenti". Questo abbiamo detto e questo confermiamo, per cui respingiamo qualsiasi insinuazione, qualsiasi riferimento a cose che niente hanno a che vedere col dibattito, con la trasparenza e col fatto che ci debba essere una democrazia partecipata anche all'interno di quest'Aula con le diverse posizioni che rispettino i Regolamenti, che rispettino la prassi, che rispettino le condotte di ognuno nel rispetto delle persone e dell'impegno che stiamo portando avanti.
CUGINI (D.S.). E sulla proposta di Licandro cosa dici?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Il dibattito, se così ormai non so più neanche come definirlo, sta andando avanti un po' defatigato, quasi demoralizzante. Però è necessario che ognuno faccia il proprio esame di coscienza, da una parte e dall'altra. E' chiaro che se non si attua un'alternativa consona, l'opposizione per quanto mi riguarda non sono qui per perder tempo né tanto meno per farne perdere agli altri, ma sono qui per dare il mio contributo, penso di averlo dato così come gli altri colleghi sino ad ora. Se si vuol fare un discorso serio il confronto deve essere reciproco. Da una certa parte, da almeno un'ora a questa parte, c'è anche un po' di mancanza di rispetto per gli altri. Perché non si può dire "Sì, va bene, ma basta, smettiamola", non è vero e non è giusto. Questa è una cosa importante, lo stiamo dicendo dal primo giorno, sulla quale vogliamo confrontarci seriamente e misurarci, sulla quale probabilmente in molti punti c'è un punto di incontro ma se è vero, come sta succedendo, che non si vuole a tutti i costi, che non si vuole trovare, perché io è questo che sto notando, non si vuole trovare a tutti costi non un punto d'incontro, non si vuole a tutti costi intavolare il discorso in maniera che si parli effettivamente di quali possano essere le migliorie da poter apportare. Perché noi siamo convinti di questo io ho detto già tre o quattro volte che, secondo me, in questo Piano c'è stata molta distrazione. Questo emendamento approvato dal relatore dimostra ancora una volta due cose, le ripeto per l'ennesima volta, o questo Piano non è stato manco letto da molti, o comunque sia è stato preso e sbaragliato qui. Perché non è possibile, se è stato tanti mesi in Commissione, se è passato in tante mani, che ancora una volta in un paragrafo ci siano degli errori palesi, dei doppioni perché prima si dice "al fine di garantire alle persone con sospetto di diagnosi di epilessia un'assistenza che risponde a criteri di qualità e competenza, si propone di istituire una rete regionale coordinata di centri di diagnosi e cura dell'epilessia", bene, si continua, chiuso il paragrafo e si finisce "Il Piano propone l'istituzione di una rete regionale di assistenza alle persone affette di epilessia". Allora, questo non è che si inizia, questo vuol dire tanto, molto, perché in una scrittura seria - questa è la decima volta che si riscontrano errori - in una scrittura seria, in una analisi approfondita, una cosa del genere non ci può essere. Voto a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, io voterò a favore dell'emendamento che è semplicemente la segnalazione di un refuso che ha comportato due volte la stessa citazione nel Piano sanitario. Però, rivolgendomi al collega Cugini e riallacciandomi al refuso - che giustamente voi avete deciso di approvare come emendamento nella parte che lo elimina - io vorrei dirle, collega Cugini, se noi siamo qui in quest'Aula e stiamo facendo un lavoro che alle 23 come sappiamo, lei ha più esperienza di me di permanenza in questo Consiglio, non utile nel senso che comunque sia la capacità di ragionamento, di confronto si esplica senz'altro meglio in orari diversi e con climi diversi, se questo stiamo facendo è perché per una sottovalutazione del problema, credo, per un malinteso, se lei preferisce o per qualunque altro tipo di argomentazione che lei ritiene, si è deciso che la Commissione consiliare non fosse la sede adeguata per l'approfondimento che stiamo facendo male, malamente in Aula. Lo si è deciso due volte: la prima volta quando si è detto "Il Piano si approva in tre giorni" dopo che era per un anno abbandonato alla Commissione; la seconda volta quando presentati 550 emendamenti si è detto "Li si legge" e li abbiamo letti in 8 ore in Commissione senza che minimamente ci fosse il tempo per esaminarli perché la proposta Licandro meglio si poteva fare in Commissione con molto minore impegno del Consiglio e con molta minor fatica di ciascuno di noi. Quindi abbiamo commesso un errore io non dico che l'avete commesso soltanto voi, probabilmente noi non siamo stati in grado, abbiamo provato, abbiamo scritto al presidente Soru abbiamo scritto al presidente Spissu, abbiamo provato a dire che non era il modo giusto per discutere il Piano sanitario, forse non ci siamo riusciti, allora abbiamo il tempo e abbiamo il modo forse di emendare a degli errori anche accogliendo lo spirito della proposta Licandro. Sicuramente non facendo quello che ha fatto lei nel suo intervento e cioè dicendo che ci sono poteri forti, poteri occulti, né privatizzazioni eccetera eccetera... questo è un disco rotto collega Cugini nel senso che noi vorremmo discutere con voi di ciò che si può fare tra pubblico e privato per far andare bene la sanità in Sardegna e per offrire ai cittadini sardi, salute, offerte di salute se l'avete capito, se ci siamo capiti su questo si può continuare a discutere altrimenti le minacce velate o esplicite che lei fa la gliele rispediamo al mittente perché non ci fanno paura e possiamo restare in questa fase di empasse sino all'una del mattino di oggi e sino all'una del mattino di altri giorni.
CUGINI (D.S.). E noi vi faremo compagnia!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Beh, certo in buona compagnia in questo caso... No, per dire che siamo a favore dell'emendamento effettivamente anche questo dimostra la fretta con la quale è stato approvato in Commissione il Piano sanitario regionale e questo Consiglio con tutti i limiti che può avere qualche correzione la sta portando avanti. Però io mi voglio un po' riferire anche all'ultimo intervento dell'onorevole Cugini il quale praticamente fa altre osservazioni, lancia anche messaggi diversi che io sinceramente non condivido, non condivido nella più assoluta perché i danni, gli sfasci che ha fatto la sanità non sono sicuramente dovuti alla medicina privata o alla medicina pubblica credo che i danni che sono stati causati alla sanità in Sardegna non siano, non abbiano soltanto un tipo di causa ma soprattutto io non condivido nella maniera più assoluta questo tentativo veleggiato, che c'è quasi minaccioso nei confronti di alcune parti del Consiglio regionale. Allora questo è francamente inaccettabile e se vogliamo è anche uno dei motivi per cui noi siamo qui perché non è chiaro perché praticamente si vuole approvare un Piano che non dice tutte le cose che deve dire e se vogliamo dirla fino in fondo allora vi dico, ma cosa significa quando ti dicono ad esempio che a Cagliari, faccio un esempio, si tolgono 600 700 posti letto però non si dice se sono privati se sono pubblici dove bisogna toglierli, dove bisogna aggiungerli, sono questi i veri problemi, quando il Piano non è chiaro così come lo volete approvare voi allora succedono questi equivoci, allora iniziate ad essere chiari voi, a dire cosa volete fare poi dopo di che vediamo altre cose però uno dei motivi per cui non condividiamo nella maniera più assoluta è il fatto che si vuole approvare un Piano che abbia, che dia la totale possibilità alla Giunta di fare tutto quello ... che vuole a discapito del Consiglio, nostro, anche tuo di Cugini! Capito? Io credo che invece noi dovremmo fare un ragionamento diverso dovremmo iniziare a vedere insomma quale tipo di Piano noi vogliamo quale tipo d'intesa sanitaria noi vogliamo garantire in Sardegna perché credo che per quanto ci riguarda, almeno per quanto mi riguarda ma credo anche a te interessi ce ne siano pochi, l'unico interesse che noi possiamo avere è quello di garantire un'assistenza sanitaria seria e credibile e al passo con i tempi, credo che l'unico lavoro che noi dobbiamo fare è questo però lasciamo perdere certi atteggiamenti, lasciamo perdere certe minacce velate che non certo aiutano a risolvere il problema che stiamo trattando oggi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Certamente è scontata la dichiarazione di voto favorevole a questo emendamento, se va a correzione di un errore materiale, ed è però strano che proprio in questo momento e su questo emendamento anzi il precedente si sia voluto fare improvvisamente un'accelerazione di serietà che così repentina, così tempestiva rispetto anche ad alcuni ingressi in aula fanno pensare che da parte di alcuni colleghi che noi abbiamo sempre stimate e continuiamo a stimare però ci sia il tentativo ogni tanto di riesumare una modalità di rapporto sicuramente molto ideologica e proprio perché ideologica è faziosa e subdola e cioè quella di mascherare le proprie posizioni sempre attraverso degli attacchi velenosi, inutili, fatti di fronte a un nemico che non c'è facendo trasparire speculazioni o tentativi di speculazione o atteggiamenti di copertura di speculazioni, di speculazione che in realtà non fanno altro che, questi tentativi, rimarcare il fatto che la sanità in Sardegna l'hanno gestita in questi anni molti esponenti politici, sicuramente facendo la somma sono molti più gli amici dell'onorevole Cugini che evidentemente forse utilizzavano proprio questa tattica, non lo so, perché dalle sue parole traspare esattamente questo, però quest'aula è stanca delle vecchie logiche delle minacce velate delle insinuazioni che se rivolte poi a un'opposizione che in questo momento sta facendo per sua scelta un suo lavoro forse criticabile nel modo, nei metodi, nel contenuto ma è una cosa che è indubbiamente trasparente alla luce del sole, voglio dire questo, a quest'ora forse non fa tanto danno ma se viene detto in altre ore davanti ad altri interlocutori troverà questa opposizione pronta a ribattere colpo su colpo facendo nomi, cognome, date e indirizzi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Presidente, colleghi, premesso che io non sono interessato direttamente alla sanità né pubblica né privata se non come potenziale ed eventuale paziente facendo i dovuti scongiuri, mi ricollego all'intervento dell'onorevole Licandro che forse, vista la presenza dell'onorevole Soru notoriamente abile mediatore tra maggioranza e minoranza, beh, ha fatto una proposta seria, vabbè, mi contagiano... Però, onorevole Cugini se ho ben capito lei ha colto la proposta dicendo che sarebbe bene che noi facessimo una domanda a proponessimo un emendamento e ci fosse un solo interlocutore dalla parte della maggioranza,se sbaglio mi corregga, però quello ho capito io nelle mie modeste capacità, io, non me ne voglia l'onorevole Licandro per il Gruppo che rappresento non sono d'accordo, perché mi sembra più un metodo da "rischia tutto" che da Consiglio regionale, cioè uno fa la domanda e uno fa la risposta. Quindi siccome qua stiamo parlando di cose serie inoltre volevo aggiungere una cosa poi chiudo e non vi disturbo per un po' visto che non vi ho disturbato per parecchio, non è possibile che qua come lei ha detto,sei emendamenti vengono approvati dalla minoranza e forse verranno approvati altri a seconda di quando finiscono i lavori, questo non lo ha detto più lei mi riferisco a cose dette da altri perché non è possibile che a seconda di quando finiscono i lavori gli emendamenti diventano buoni o cattivi, se gli emendamenti della minoranza sono buoni si approvano, anche se finiamo a maggio, se gli emendamenti della minoranza non servono si bocciano anche se finiamo domani mattina. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente, ringrazio anche a nome dell'opposizione l'onorevole Soru, perché mi sono reso conto che, da quando è arrivato lei, si ascoltano le interrogazioni e i dibattiti da parte della opposizione senza che la maggioranza schiamazzi come si faceva quando eravamo in quinta elementare che si protestava perché qualche cosa non andava. Quindi, grazie per la sua presenza perché ha messo in ordine…
(Rumori dai banchi della maggioranza)
…ecco sente? Era moltiplicato per l'ennesima potenza questo atteggiamento ogni qual volta si parlava. Tornando sull'ordine dei lavori è superfluo dire che voterò a favore dell'emendamento e che se vogliamo dare un contributo, perché questo è lo spirito con cui l'opposizione interviene in aula, mi riferisco al testo stesso del libro dei sogni, dove nel paragrafo dell'epilessia a un certo punto si legge che: "L'influenza della malattia sulla qualità della vita è elevata, sia perché può durare tutta la vita, sia per il diffuso pregiudizio sociale". Ecco, negli obiettivi che vengono esposti più avanti, si trovano invece altre situazioni che sono in contrapposizione allo stesso argomento. Cioè ridurre il ricorso alla ospedalizzazione, ridurre il ricorso alle prestazioni diagnostiche, eccetera. Significa che manca, a parer mio, se vogliamo dare un quadro completo di una situazione sociale che affligge le persone, i bambini e gli adulti, affetti da questa patologia che non è coinvolto solo il paziente, è coinvolta l'intera famiglia, siamo quasi sullo stesso piano del Alzheimer. Qui c'è un atteggiamento quasi ostile nei confronti delle famiglie che hanno purtroppo questa disgrazia in casa, che non si pensa effettivamente ad assistere la famiglia. Perché sono coinvolti tutti, perché un ragazzo che affetto da epilessia, come i medici qui presenti in gran numero sanno e anche chi non è medico, hanno delle mancanze di equilibrio e cadono le all'improvviso, tanto che si dice che ci sia una possibilità di mortalità maggiore per gli affetti di questa patologia, quindi è un problema sociale. Bene, da questo punto di vista in questo libro dei sogni non è accennato che bisogna integrare perché un genitore che ha un figlio con questa patologia dovrà stare tutto il giorno al fianco del bambino, non può relegarlo su una carrozzella perché ha la mobilità uguale, una volta che non ha gli impulsi può vivere la sua vita normale, ma all'improvviso ha quelle mancanze per cui logicamente il bambino ha bisogno di essere assistito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi e soprattutto onorevole Soru, Presidente dei sardi, di tutti, anche il mio, della maggioranza e della opposizione. Mi fa piacere che lei sia qui sta sera e se fosse arrivato prima si sarebbe reso conto del tipo di dibattito che si svolge in quest'aula, c'è un dialogo da soli, non si comunica, questa incomunicabilità che avrebbe meritato altri autori e altri interpreti, sarebbe stato un bel romanzo surreale, per qualche autore sudamericano, certamente noi ne abbiamo dato un'interpretazione comica, per non dire anche termini peggiori, perché i sardi dovrebbero piangere e non ridere di quello che succede. Però, l'incomunicabilità non è iniziata qui Presidente, è iniziata in Commissione ed è iniziata per una volontà precisa, per una volontà di chi presupponendo di avere in tasca tutta la verità e con dei presupposti ideologici: dall'altra parte c'è tutto il male, c'è tutto l'errore, noi abbiamo un piano che è perfetto e in tre giorni lo vogliamo approvare, tutti gli emendamenti li vogliamo leggere senza commentarli e diamo un giudizio a lettura immediata senza neanche ripetere un minuto e poi andiamo in aula. Non si può poi pretendere qui che da parte dell'opposizione si crei un precedente che si dica che domani a noi ci viene imposto qualunque cosa, ci si costringa a mangiare un cibo che prima è stato masticato da altri, digerito da altri e poi vomitato e costretti noi a ingurgitare un cibo del genere. Non è possibile colleghi. Cioè, se si vuole un dialogo serio anche da un punto di vista politico, Presidente, se ha degli amici medici che hanno avuto la pazienza di leggersi questo piano si faccia dare un giudizio, anche da loro, e si faccia dire se è tutto oro quello, ci si vuol dire qui, che luccica e che risplende; se i sardi e se coloro che capiscono un po' di sanità credono tutti in quello che ci viene proposto. Anche noi abbiamo il nostro diritto di dire la nostra su questo piano, anzi abbiamo il dovere Presidente. Il tono del dibattito, mi fa piacere che l'onorevole Cugini l'abbia sollevato anche di tono, forse strumentalmente, se abbia messaggi interni da dire non m'interessa, non m'interessa neanche la polemica spicciola, neanche potrei ribattere e dire che gli interessi sono lì, l'ho già detto altre volte, non è il modo e non è il momento. E' il momento però di dirsi che qui si deve ritornare a fare politica, e il primo deve essere il Presidente, a dire a imporre che ci sia la politica che regna sovrana in quest'aula, poi ci devono essere Capigruppo, ci deve essere Presente il consiglio, ci devono essere delle etiche politiche che impongono a tutti quanti di fare il proprio lavoro nell'interesse dei sardi. Gli interessi personali esisteranno sempre, sono sempre stati presenti nei Parlamenti e continueranno ad esistere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sull'emendamento mi pare che in altre circostanze si sarebbe proceduto, probabilmente, attraverso un'iniziativa di coordinamento tecnico, non ci sarebbe stato lo bisogno di un emendamento e di venti o venticinque dichiarazioni di voto, ivi compresa la mia. Per questo prendiamo atto che c'è una situazione di difficoltà, che non è la prima volta che si manifesta e non riguarda solo i rapporti tra minoranza e maggioranza, riguarda spesso anche rapporti interni alla maggioranza. Perché, è vero, io condivido molto le osservazioni che ha fatto l'onorevole Liori: bisogna che regni sovrana la politica e che il confronto, la composizione degli interessi avvenga in quest'aula in modo chiaro ed evidente. Perché un piano sanitario, come ogni tipo di piano, porta con sé non solo buoni intenzioni, pratiche positive, porta con sé anche riconoscimento non solo di diritti, ma anche di, diciamo, aspirazioni; e qualche volta sarebbe utile non discutere in aula o non dover per forza necessariamente in aula tentare un'azione di forza, perché alcune legittime aspettative, alcuni bisogni sociali vengano riconosciuti. Allora, noi ci dobbiamo porre il problema, e qui chiudo, di come, io non approvo molto quando i colleghi sbattono i piedi, mentre si interviene, sui banchi del Consiglio: uno, perché si danneggia il patrimonio pubblico; l'altro, perché non siamo nella prima elementare della scuola di Sant'Alenixedda. Siamo in Consiglio regionale e c'è il tentativo, in questa legislatura anche, di dimostrare che le assemblee parlamentari sono un'accozzaglia di gente che mangiapane a tradimento, a tradimento nei confronti del popolo. Ecco perché io sono molto convinto, invece, che bisognerebbe ascoltarsi di più, trovare modalità di discussione più appropriate e anche risultati migliori per la comunità regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie signor Presidente, ho molto apprezzato, e non è la prima volta, le parole del collega Uras, soprattutto le ultime riferite a una dignità del Consiglio regionale messa a repentaglio, perlomeno nelle intenzioni, da qualcuno che lo dipinge come un'accozzaglia di mangiapane a tradimento. Avrei gradito, per la verità, che queste osservazioni lei le avesse formulate nel momento in cui, queste accuse, venivano fatte in Consiglio regionale e le avesse rivolte specificatamente a chi le rivolgeva ai consiglieri regionali. Però, meglio tardi che mai e, quindi, è sicuramente comunque da apprezzare il suo intervento. Riguardo l'emendamento numero 257, per il quale il voto favorevole e più che scontatto, beh, repetita iuvant, dicevano gli antichi, però non sempre il ripetere le cose è positivo e, non sempre, la ripetizione di un concetto per due volte in dieci righe è un segnale positivo. Talvolta, come credo sia il caso in questione, è semplicemente un segnale che quel testo è stato composto frettolosamente e letto in maniera ancora più frettolosa e superficiale. Un copia-incolla fatto con Word. E' un segnale ed è l'ennesimo segnale della scarsa attenzione che è stata riservata alla fase di discussione, alla fase di elaborazione, alla fase di un confronto che non c'è stato. E ha fatto bene il collega Antonello Liori a ricordare quello che è successo in Commissione, riguardo al Piano sanitario. Seicento emendamenti sono troppi? Ma è anche troppo poco una nottata di tempo, fino alle quattro del mattino, per esaminarli. E' anche troppo poca l'attenzione che è stata riservata. E non è stata riservata poca attenzione soltanto ai seicento emendamenti dell'opposizione, è stata riservata evidentemente poca attenzione anche al testo stesso, se nemmeno vi siete accorti di refusi e di ripetizioni, così evidenti, delle quali noi, i nostri colleghi soprattutto, che hanno lavorato in Commissione sanità, si sono immediatamente accorti. E io credo che, a questo punto della notte e a questo punto della discussione, sia necessario anche ricollegandomi a quello che diceva il collega Cugini, fare anche una riflessione. Il lavoro della opposizione sicuramente, e parlo principalmente per me, non è un lavoro eccelso, sicuramente il livello non è un livello eccelso, ma penso che vada comunque rispettato! Che meriti comunque rispetto, perché si arriva in Aula dopo un lavoro fatto dai colleghi che, in condizioni a dir poco difficili, hanno lavorato in Commissione, con tempi e con modalità che da voi sono state imposte, per obbedire e per assecondare...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Grazie Presidente. Io penso che sia opportuno fare almeno un elemento di chiarezza. Io penso che noi dobbiamo sicuramente assumerci la responsabilità del fatto che, a partire dalla rete Ospedaliera, cioè a pagina 90, la Commissione ha avuto un momento di frattura e, quindi, il centrodestra ha abbandonato l'Aula. Ma fino a pagina 90 di questo Piano, il centrodestra ha partecipato assieme al centrosinistra alla redazione di questo Piano, analizzando sino in fondo gli emendamenti. Tutto ciò che abbiamo fatto sino a questo momento, sono ripetizione di emendamenti già discussi e rifatti. Allora, io penso che noi dobbiamo insomma, in qualche modo, assumerci una responsabilità. Io apprezzo molto quello che ha detto il collega di Liori, quello che ha detto il collega Diana, sotto questo aspetto, ma anche quello che ha proposto il collega Licandro. Cioè, noi possiamo sicuramente dare dignità a tutti gli emendamenti e sono tutti dignitosi dal primo sino all'ultimo. Io mi chiedo se nell'economia di quello che è l'interesse che noi dobbiamo tutti insieme rappresentare, nell'economia di quest'anno di lavoro che ci attende, nell'economia delle priorità che abbiamo davanti, se discutere per le prossime tre ore, perché possiamo discutere tre ore i tre emendamenti prossimi, che riguardano tre cose banalissime, i pregiudizi ancora presenti in Sardegna sull'epilessia, l'istituzione di una rete regionale che è già scritta, oppure stabilire che l'azienda mista di Cagliari, professore xy, e in qualche modo il Centro regionale di coordinamento, valga le tre ore di lavoro sottratte a provvedimenti largamente più importanti, che non produrranno nessun cambiamento rispetto a questo Piano. Allora la proposta è stata fatta in questi giorni, non è vero che non è stata fatta, noi sino a pagina 90 ne abbiamo discusso in Commissione, l'abbiamo approfondita, possono esserci ancora alcune correzioni, i temi fondamentali che voi ponete sono sulla rete regionale delle specialità, sono sul sistema degli investimenti, sono sul sistema delle tecnologie. Vogliamo lavorare su questo, vogliamo rafforzare i temi che riguardano la partecipazione al Consiglio e del Consiglio su questo? Ok, concentriamoci su una discussione vera, perché questa non è una discussione vera, lo sappiamo bene tra di noi. Dobbiamo tentare noi di qualificare il nostro lavoro, altrimenti siamo noi che stiamo facendo un passo indietro. E guardate, io sono convinto che tra di noi la maggioranza di noi non ha interessi, ma sarà un processo naturale quello di trasmettere all'opinione pubblica che, se ci si ferma per tre ore su tre emendamenti assolutamente assurdi, raccontabili tranquillamente alla stampa come assurdi, vuol dire che o si nascondono altri interessi - e io sono convinto che tra di noi, la maggioranza di noi, non nasconde questi altri interessi - oppure si vogliono evitare altri appuntamenti ben più importanti, che solo formalmente si vuole, in qualche modo, soddisfare e rendere puntuali il 14 di questo mese. Io penso che sia un interesse sbagliato se questo è, sono convinto che non è presente. Sono convinto che non è presente! Allora, perché non scegliere gli argomenti veri, sui quali dobbiamo tentare di fare un passo avanti in questo Piano?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Rinuncio!
PRESIDENTE. Va bene. Siano in votazione dell'emendamento numero 257.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Interruzione)
Da chi? Non ci risulta. Colleghi, insomma, siccome si perde il senso delle cose di cui discutiamo, quando si fanno venti dichiarazioni di voto per parlare d'altro, io proporrei di annullare la votazione su un emendamento che, come abbiamo detto e come ha detto forse l'onorevole Uras, è un emendamento che, dal punto di vista sostanziale, si poteva risolvere in sede di coordinamento del testo, ma tuttavia è un emendamento, io propongo di rifare la votazione. Siccome è un'ovvia correzione che è necessario fare, rifacciamo la votazione. Se… è stato richiesto il voto elettronico palese?
RASSU (F.I.). Io lo stavo chiedendo Presidente!
PRESIDENTE. Va bene.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 257.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Orru' - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Murgioni.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 69
Votanti 67
Astenuti 2
Maggioranza 34
Favorevoli 67
(Il Consiglio approva).
Emendamento numero 258.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ascolta Cugini, non metterci in conto, tra quelli approvati dalla minoranza, quello che abbiamo appena approvato. Facci almeno questa cortesia! Facciamo un ragionamento, guarda, partiamo dall'emendamento 258, ci aiuta. L'emendamento numero 258 è un emendamento in cui si individua un centro di riferimento per l'epilessia. Il centro di riferimento io che ho proposto l'emendamento, l'ho fissato nell'azienda mista di Cagliari. Allora, io non so se il miglior centro della Sardegna per l'epilessia sia nell'azienda mista di Cagliari, probabilmente mi sono sbagliato. Quindi, sono disponibile ad accettare un emendamento orale correttivo, che individui il centro di riferimento. Ma se voi parlate di "hub and spoke", mi dovete dire nel trattamento dell'epilessia, non quello che avete fatto nel Piano, cioè mezza pagina in cui mi date i dati epidemiologici sull'epilessia, mi dovete dire qual è il centro hub? Perché il centro della rete sull'epilessia funziona se vuoi individuerete, secondo lo schema da voi scelto, quello "hub and spoke", qual è il centro hub di riferimento. Il vostro piano è scritto male, qual è il centro hub di riferimento, il vostro piano è iscritto male e noi vi stiamo proponendo elementi correttivi per descriverlo meglio, perché non interessa ai sardi mezza pagina di epidemiologia dell'epilessia, interessa ai sardi come deve funzionare la risposta sull'epilessia, qual è il centro regionale di riferimento, e dove sono le ramificazioni periferiche che devono seguire diagnosticamente terapeuticamente l'epilessia. Ci siamo capiti, quando il collega Lai dice, che sino a pagina 90 il testo è stato discusso, è stato discusso sino alle quattro del mattino, ma ha un senso che il piano della psichiatria sia stato fatto da mezza notte meno un quarto alle quattro del mattino, ha un senso che la discussione in Commissione, dove ci deve essere un approfondimento sulle cose un confronto reale sia avvenuto in questo modo, vi sta giovando quella accelerazione che avete voluto fare, da pagina 90 in poi il vostro relatore di maggioranza si è astenuto sull'approvazione di ciascun articolo di questo piano sanitario, ve ne rendete conto di quello che metodologicamente questo è stato un errore che stiamo pagando adesso tutti quanti in questa Aula, io vi chiedo ve ne rendete conto o no di questo, perché per giudicare perché siamo in questa Aula, io credo di non aver fatto in otto anni sette anni che sono in questo Consiglio mai questo tipo di attività perché non mi è congeniale. Ma se siamo arrivati a questo, è perché voi ci avete portato per i capelli di chi ce li ha e per il cuoio capelluto di chi non ce l'ha, collega Cugini, poi su questo conveniamo diventa più facile ragionare, ma ragionare sul serio confrontarci dialogare cercare di spiegarci come abbiamo fatto su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento, quest'emendamento va a cogliere quanto nel testo non viene contenuto ovvero quanto nel testo dovrebbe essere la realizzazione di una scelta che si intende fare sull'epilessia, ovvero quello di garantire una rete, ma di garantire una rete con un riferimento e un coordinamento regionale di cui ci si è anche dimenticarti, perché nel testo quando si recita, che ci deve essere la garanzia di un'assistenza che risponda a criteri di qualità e competenza, si propone la rete coordinata di centri di diagnosi e cura dell'epilessia. Bene questo, se questo è il riferimento, che noi vogliamo dare a questi pazienti, peraltro questi pazienti non sono pochi in Sardegna, non sono pochi e soprattutto, questa è la patologia per la quale purtroppo non c'è una guarigione; le persone affette da questa patologia hanno un ridimensionamento di quello che è la qualità della vita in generale, perché è una malattia che, sono malattie che durano tutta la vita, e soprattutto, in Commissione abbiamo avuto occasione anche di verificare che i pregiudizi forse sono quelli più difficili da affrontare e spesso e volentieri queste sono persone, che hanno una limitazione anche nella vita sociale, e diceva bene il collega Moro nel suo intervento, sono persone che purtroppo hanno bisogno, non solo di punti di riferimento sanitari, ma hanno bisogno anche di punti di riferimento che sappiano approfondire e fare quella ricerca necessarie per dare a tutti le risposte più adeguate, perché la vita di queste persone sia sempre la vita dignitosa e che possa cogliere quel diritto alla salute che spesso e volentieri, viene negato proprio per la mancata presenza di centri di assistenza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente a quest'ora è difficile anche trovare l'equilibrio per intervenire perché l'ora è tarda e quindi sarebbe anche opportuno ricercarlo altrove, ma mi costringe ad intervenire l'ultimo intervento dell'onorevole Lai che ha criticato quest'emendamento. Io invece, onorevole Lai, dico che questo probabilmente è l'unico emendamento sul paragrafo epilessia che ha un senso. Noi abbiamo individuato nell'azienda mista di Cagliari il centro di riferimento regionale. Le sembra sbagliato? Le sembra fuori luogo individuare il centro lì? Evidentemente lei avrà altre motivazioni, io le dico che altre strutture, che altre strutture sono state ubicate in certe zone dove non era necessario attribuire a quelle strutture quel numero di prestazioni che le sono state autorizzate, così con questo rispondo anche all'onorevole Cugini. Perché se parliamo di queste cose in questa Aula, penso che nessuno sia esente da vizi, per oggi e per il passato, io non credo, che negli interventi dei miei colleghi Randazzo, ci sia un interesse occulto se così fosse, e voi ne siete a conoscenza sarebbe meglio dirlo alla luce del sole, però allo stesso tempo bisogna avere il coraggio, bisogna avere il coraggio, e soprattutto il coraggio di rispettare gli interventi degli altri. Vede, onorevole Lai, dire che con questi tre emendamenti si vuole perdere tempo oppure sono tre emendamenti che non hanno senso e che si vuole discutere per tre ore solo su questi tre emendamenti, è la risposta all'arroganza della vostra maggioranza, che in Commissione non ha voluto esaminare gli emendamenti, e che con un blitz, ripeto con un blitz, da mezza notte alle quattro del mattino ha letto 600 emendamenti ed ha espresso un parere su 600 emendamenti. Ma le sembra questo il modo di confrontarsi, onorevole Lai? Le sembra questo il modo di approfondire la tematica…
LAI (D.S.). Lo chiedo a voi? Lo chiedo a voi? Lo chiedo a voi?
CAPPAI (U.D.C.). Ce lo dovrebbe spiegare lei, lei ha le idee molto chiare, lei ha le idee molto chiare, siete abituati a correre molto frettolosamente… avete le idee molto chiare
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Grazie Presidente. Io vorrei richiamare i colleghi anche ad una maggiore correttezza rispetto alla adesione dei temi che stiamo discutendo quando facciamo le dichiarazioni di voto, da parte di tutti chiaro, da parte di tutti non ho indicato nessuno.
CAPPAI (U.D.C.). Da parte di tutti!
PACIFICO (D.S.). Perché è mortificante, devo dire io un po' sapevo che avremmo anche scontato un atteggiamento di forte conflittualità all'interno della Commissione però sicuramente non pensavo che si potesse arrivare a questo punto e dispiace, quando soprattutto alcuni colleghi che hanno esperienza sanitaria, che hanno la sensibilità per capire ai problemi dei pazienti che sono affetti da patologie di questo tipo, lo dico questo come l'ho detto per la reumatologia per la prima volta si scrive in un documento sanitario, che viene licenziato da questa Regione, si iscrive qualche cosa è vero che sono passati vent'anni esistevano già queste cose vent'anni fa però, si scrive qualcosa che dà una dignità a quelle persone, una dignità a quei pazienti che sono affetti da quella patologia di un certo tipo, e allora noi ci fermiamo agli errori, prepariamo emendamenti su alcuni refusi su alcune statistiche forse malamente interpretate, io però credo che un piano dia degli obiettivi e deve dare degli obiettivi alla Giunta deve dare degli obiettivi all'Assessorato sulle cose che noi riteniamo più opportuno o più opportune per dare un'assistenza più qualificata a quei pazienti e noi nel piano diciamo, che in questo triennio di vigenza si deve riqualificare l'offerta e la qualità diagnostica e terapeutica per le persone sospette o affette da epilessia, si deve ridurre il ricorso all'ospedalizzazione, favorire un'assistenza ambulatoriale, si deve ampliare la rete di competenze epiletologiche eccetera, si deve ridurre il ricorso alle prestazioni extra Regione, si deve individuare un centro di riferimento, ma io vi chiedo, e chiedo a tutti voi qual è il centro di riferimenti oggi in questa Regione, c'è qualche centro di riferimento che è stato individuato dalla politica regionale, in altre situazioni in altri tempi, in altri luoghi non no c'è, c'è la buona volontà degli operatori che si sono messi al lavoro e hanno dato risposte in proprio, qualcuno si è qualificato di per sé, l'esperienza di Franco Marrosu, insomma, è sotto gli occhi di tutti, la sappiamo tutti, potrebbe essere un ottimo punto di riferimento delle patologie in questione, ma forse non è il caso che questo compito e questo mandato, facciamo noi gli ispettori per vedere la situazione da questo Consiglio regionale, ognuno porta la sua più specifica sensibilità, anche l'amicalità, anche la conoscenza più specifica di una persona rispetto ad un'altra o diamo un obiettivo, di individuare secondo criteri precisi di utenza, di bacino di utenza, di capacità professionali, di curriculum specifico nel settore, a qualcuno che lo dovrebbe fare al posto nostro…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pacifico. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, su questo tema io credo che l'emendamento abbia un senso e dia ragione a chi dice che abbiamo fatto un collage e ci siamo dimenticati del pittore cioè, abbiamo preso tante linee guida, abbiamo scelto anche un indirizzo, un sistema che prevede, appunto, per altre patologie un centro di riferimento e tanti siti nel territorio che a questo centro di riferimento si rivolgono per le necessità più importanti, per un coordinamento dell'attività, per l'aggiornamento scientifico, per dare uniformità alle risposte del territorio e, però, qui ci siamo dimenticati, anche a questo settore, di dare la stessa organizzazione che avremmo voluto cercare di dare alle altre patologie, e se l'emendamento vi ricorda questo dovere… l'onorevole Vargiu via detto anche: se non va bene il centro di riferimento che io ho indicato nel mio emendamento, con un ragionamento che sia convincente tra persone di buon senso, indicatemene un altro, però, dobbiamo dare questo tipo di risposta, e se non la volete dare diteci almeno perché cioè, se non c'è uno abbastanza preparato prendiamone atto, saremo di buon grado costretti ad accettare che arrivi il solito professore più bravo dei nostri dal continente, da oltre Tirreno che ci insegni qualcosa, ma che ce la insegni davvero. Abbiamo avuto tutti i professori che venivano da oltre Tirreno, colleghi, e ci hanno insegnato all'Università qualcosa di importante, li abbiamo accettati, quando siamo convinti che vengano a portare qualcosa va bene anche questo, però questo sistema lo dobbiamo inserire anche per l'epilessia, se non lo volete accettare convinceteci e diteci perché, altrimenti è chiaro che l'emendamento ha una sua valenza, che l'emendamento è coerente con un principio che avete voluto impostare voi e noi abbiamo cercato di dare razionalità a questo sistema, purtroppo avete fatto un lavoro di ricucitura di coppia e incolla e vi siete dimenticati però, o di mettere troppa colla o in quest'altro posto non è avete messo per niente oppure avete sbagliato l'accostamento di colori.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Sarò velocissimo, io mi sono iscritto a parlare dopo aver sentito l'intervento del collega Vargiu in quanto seguiva un nesso logico e volevo invitare ad una risposta, a ciò che il collega Vargiu aveva proposto, il relatore di maggioranza o, magari, uno dei colleghi, magari il collega Lai che mi spiegasse dove è che il discorso logicissimo del collega Vargiu poteva non essere idoneo oppure opinabile, tutto qui, solo per questo mi sono iscritto a parlare, proprio per sentire, il collega Pacifico mi ha preceduto però, sinceramente, non ha dato una risposta esaustiva a quello che io intendevo sentire e quindi esprimo il mio parere favorevole all'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Sono d'accordo con l'emendamento numero 258 anche perché credo che tenti di colmare una carenza contenuta nelle poche righe del Piano sanitario regionale. Collega Pacifico,aver scritto quattro righe di epidemiologia non significa aver trattato in modo esauriente il problema dell'epilessia che è un problema veramente serie in Sardegna e che riguarda moltissime persone, soprattutto i traumatizzati cranici, quelli che hanno disturbi cerebrali praticamente diventano automaticamente pazienti epilettici, fortunatamente, devo dire, oggi ci sono trattamenti farmacologici che rispondono bene a questo tipo di patologia, non vediamo più in giro pazienti come si vedevano un tempo … che conoscevano tutti, oggi è una malattia che praticamente non viene quasi conosciuta dagli altri e quindi c'è stato un grande miglioramento, soprattutto dal punto di vista del trattamento terapeutico. Questo non significa però che noi non possiamo ancora fare dei passi avanti e quando noi diciamo, come dice l'emendamento che va creato un centro regionale di coordinamento di fronte ad una patologia così impegnativa, così vasta io non credo che ci sia nulla di strano se noi indichiamo oggi qual è il punto di riferimento in Sardegna per quanto riguarda questo tipo di patologia. Quindi non deve scandalizzare nessuno, questa è una delle tante carenze che ci sono se anche noi dovessimo indicare se non è il centro, l'azienda mista di Cagliari oppure altri centri che possono essere anche più centrali in Sardegna però, io credo che non ci sia nulla di strano se noi questo emendamento lo dovessimo accogliere come Consiglio regionale per far sì che anche questa patologia che è molto frequente, frequentissima in Sardegna abbia la possibilità di essere trattata in modo più razionale in tutto il territorio della Sardegna. Quindi nessuna sorpresa se anche la maggioranza decidesse, come ha fatto in qualche altro caso, di accogliere l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Ma, io parlo in favore dell'emendamento perché l'epilessia è una condizione drammatica, chiunque ha l'epilessia ha necessità di una diagnosi assolutamente corretta. Per lunga esperienza tutti quelli che in qualche modo si sono rivolti a me per questo problema sono stati avviati, a seconda del censo o alla scuola di Gastè a Lione oppure in Italia in determinati centri. In Sardegna, finalmente, qualcuno che se ne intende c'è e questo potrebbe costituire un centro di riferimento, a me non risulta che nel Piano questo sia stato esplicitato in maniera così chiara cioè che ci sia un centro di riferimento, tra l'altro è una diagnosi che uno deve fare una volta nella vita e, possibilmente, averne una conferma dei miglioramenti o no, però, non mi sembra che sia trascurabile che esista un punto in Sardegna che, tra l'altro, eviti queste migrazioni in altri laboratori o istituti.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente, beh, io non posso che essere d'accordo con il professor Gessa, tra l'altro grazie a lui sono passati due emendamenti che io ho presentato, emendamenti che non rappresentano certo la politica dei poteri forti ma visto che il dialogo, forse per la presenza del Presidente a quest'ora, sia un po' rasserenato, non voglio entrare nelle polemiche perché, se mai, posso dire che faccio parte di quella sanità che non è coinvolta nei poteri forti ma sta sempre sul banco degli imputati in quanto responsabile del disavanzo della spesa farmaceutica, ma non voglio entrare nelle polemiche. Io non sono d'accordo con il collega Lai, mi trovo d'accordo con lui tante volte quando dice che gli emendamenti, il numero 258 e quelli successivi sono emendamenti che nulla aggiungono e nulla tolgono, sono emendamenti inutili, credo che il ragionamento appena fatto dal professor Gessa invece dica il contrario, quello che io non capisco è come mai questo modello organizzativo hub and spoke da voi adottato che è un po' la linea guida di tutto il Piano e che è un modello organizzativo che credo fra l'altro non sia neanche nato per la sanità ma che è stato costruito su altre realtà e che in Sardegna sono convinto deve essere perfezionato perché, la realtà sociosanitaria e anche territoriale, geomorfologica della Sardegna è tale per cui noi non possiamo adottare in toto modelli che vengono da altre parti e quindi non capisco per quale motivo questo modello che voi avete adottato proprio per quanto riguarda l'epilessia invece viene messo da parte. Ora, si può discutere su quello che potrà essere il centro di riferimento, su quelle che potranno essere o dovranno essere le professionalità, ma credo che sulla bontà e sull'onestà di quest'emendamento non si possa discutere. Del resto l'epilessia è una malattia che non solo colpisce duramente qualunque fascia di età, ma è vero, assolutamente vero, che è ancora soggetta a tanti, troppi pregiudizi. Mi è capitato, mi hanno raccontato di persone che hanno avuto crisi epilettiche e purtroppo ancora oggi la gente ha paura di mettere le mani su questi pazienti, chiamano il medico, il 118, ma queste persone rimangono sole, isolate, per terra, in preda alle convulsioni perché non c'è una conoscenza ancora sufficiente da parte della gente che non ha mai conosciuto questa malattia, per cui c'è questa reale paura di toccare un paziente epilettico. Credo che ci sia molto da fare e credo che questa tutto sommato sia la strada da voi indicata e che in questo caso specifico non riesco a capire perché non viene seguita.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Attilio, posso chiederti la cortesia di intervenire prima per fare una proposta?
DEDONI (Riformatori Sardi). Un secondo solo. Io credo che non approfitterò di tutto il tempo, anche perché l'intervento di un'anima libera ma certamente a fondo nei problemi della sanità, quale è il professor Gessa, al di là degli schieramenti perché ho sempre detto che la verità non può stare né a destra né a sinistra né al centro; la verità si conquista sul terreno trovando le giuste opportunità per la sanità di tutti i sardi. Allora, ancora questo vi deve insegnare che ci sono momenti di dialogo che debbono essere ricercati e trovati, al di là degli spazi che ciascuno vuole ritagliarsi. E non è corretto comprimere un dibattito o mortificare personalità quando si vuole per forza approvare solo ed esclusivamente un testo che è emendabile come è stato dimostrato non da un intervento, ma da migliaia di interventi che sono avvenuti questa sede. La verità non ce l'ha nessuno in tasca, però la si ricerchi insieme, con buona volontà.
E volevo dire questo: non ha detto niente di più, ma bastava leggere l'emendamento, è quello che diceva l'onorevole Pacifico e riaffermava la necessità che ci fosse un certo riferimento. Mettete quello che volete, ma fatelo perché questo era nella progettualità del Piano stesso all'inizio anche per altre condizioni che venivano espresse in altri paragrafi. Allora io dico: un po' di sana volontà non guasta a nessuno; se invece si vogliono fare le prove di forza per forza, passatemi la cacofonia, si ottengono soltanto dei pasticci votando emendamenti contro quelli che erano passati in Commissione, votando male gli emendamenti qui ed altre porcherie simili. Non scendiamo a condizioni che non sono le migliori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Grazie, Presidente. Io chiederei ai presentatori dell'emendamento una valutazione in questa direzione, collega Vargiu, che è questa. In tutto il Piano noi abbiamo individuato i centri di riferimento soltanto dove c'era una certezza che quelli fossero assolutamente indiscutibili e cioè l'ospedale oncologico per le patologie legate all'oncologia e per la radioterapia, il Microcitemico per le malattie rare e tutto ciò che era conseguente a questo, il Brotzu per ciò che riguarda i trapianti. Su questo caso come su molti altri casi, pur individuando il modello del coordinamento come rete per far lavorare i professionisti e pur auspicando l'individuazione di un centro di riferimento, non essendoci un'esperienza condivisa al di sopra delle altre, così come ha detto il collega Pacifico, noi abbiamo scelto di non individuarlo, nel senso che non avevamo gli elementi oggettivi per individuarlo, perché io posso parlare del fatto che c'è una bellissima esperienza al Brotzu, lei può parlare del fatto che c'è una bellissima esperienza all'Università di Sassari, così come c'è un'esperienza a Lione e un'esperienza a Milano. Allora, la proposta è questa: se noi alla fine della parola "epilessia", dove lei ha situato quell'emendamento, scrivessimo "anche individuando un centro di riferimento sulla base di criteri scientifici e assistenziali oggettivi e sulla competenza ed esperienza" in modo che sia in qualche modo una prospettiva sulla quale lavorare, questo consentirebbe in qualche modo di dire: sì, è una rete che avrà un hub non appena avremo le condizioni per farlo. Può essere un elemento che vale oggettivamente per tutti gli altri casi nei quali prevediamo reti ma ancora non abbiamo individuato un hub proprio in assenza di un'esperienza che abbia un elemento di competenza superiore rispetto alle altre.
RASSU (F.I.). Va Bene. Perfetto.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie, Presidente. Io sono…
CUGINI (D.S.). Abbiamo concluso. Parli dopo!
PETRINI (F.I.). Ma caro Cugini, ma vuoi fare lo spiritoso?
CUGINI (D.S.). Abbiamo concluso!
PETRINI (F.I.). Allora, se abbiamo concluso… ciao. Vai! Vai! Guarda non ti pensavo così spiritoso, credimi! Sei comunque un simpaticone. Scusi, Presidente.
Io sono veramente soddisfatto di questa giornata, come si sta concludendo, specialmente per il centro… io mi auguro che si farà al più presto questo grande centro. Non centro politico, come loro crederebbero e come vogliono fare, ma un centro soprattutto per i bambini. Io, Assessore, sono andato molte volte da lei a dirle che mancava questo. Si ricorda? Per l'infanzia soprattutto. A Sassari c'era e quello che c'era è andato in pensione. C'è rimasto solo a Cagliari. Soprattutto per i bambini di una certa età ce ne è solo uno a Cagliari, cari colleghi, uno, da Macciotta, che cura questa patologia. Uno solo. Adesso con questo centro che si farà, un centro di riferimento in Sardegna forse riusciamo a cogliere bene questa patologia, finalmente a far sentire questi ammalati veramente curati, perché fino ad oggi erano curati così così. Se si farà questo centro forse, forse riusciamo a risolvere questa malattia. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Petrini. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Io credo che sia anzitutto doveroso ringraziare il professor Gessa, almeno per due buoni motivi. Il primo è per la ennesima dimostrazione della sua profonda ed autentica onestà intellettuale e libertà intellettuale che lo fa sentire libero anche da quelli che sono i pur comprensibili doveri di appartenenza a una coalizione. Questo è il primo motivo per il quale la ringrazio. Il secondo è perché il professor Gessa ha dimostrato con il suo intervento che smentisce, ribalta, diciamo, quello che era stato detto da molti colleghi della maggioranza. Lei con le sue parole, professore, ha dimostrato una cosa che noi cerchiamo di affermare da alcuni giorni e cioè che non stiamo facendo ostruzionismo. Il centrodestra non sta facendo ostruzionismo, perché il professor Gessa ha attestato che la carenza individuata dall'emendamento numero 258 è reale, esiste, è incontrovertibile ed è riferita ad una manchevolezza del testo del Piano sanitario regionale. Di questo le va dato atto e di questo lei va ringraziato, professore. Questo dimostra anche, signor Presidente, che tutta questa discussione che noi stiamo affrontando in Aula non è ostruzionistica e non è inutile, può servire effettivamente se viene affrontata nel rispetto reciproco dei ruoli e nel riconoscimento reciproco della dignità del lavoro svolto, può servire effettivamente per migliorarlo questo testo. E dimostra anche, ancora una volta, che se questo lavoro di confronto fosse stato effettuato in Commissione nelle settimane dei molti mesi scorsi - e non è stato fatto - errori, dimenticanze e lacune del testo oggi non ci sarebbero e ci troveremmo davanti al testo di un Piano sanitario regionale sicuramente più rispondente alle esigenze dei pazienti sardi, senza la necessità di fare 600 emendamenti e senza la necessità di discuterli all'una di notte. Orario che peraltro - questo lo dico per i colleghi che precedentemente hanno agitato quasi ossessivamente, ripetutamente il lavorare la domenica e il sabato fino alle due di notte - orario che non crea in noi alcun tipo di problema o di preoccupazione e che affrontiamo nella massima serenità rispettando il vostro lavoro e aspettando da parte vostra il doveroso rispetto verso di noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Io credo di essere già intervenuto in altre occasioni su questo argomento dei cosiddetti centri regionali di riferimento, ma probabilmente vale la pena di ripetere un concetto base, che riprende le stesse motivazioni del professor Gessa e sono le stesse motivazioni per le quali io invece voterò contro quest'emendamento.
CUGINI (D.S.). E' stato ritirato, l'emendamento è stato ritirato!
IBBA (Gruppo Misto). Renà, però tu ne puoi approfittare per imparare qualcosa, perché su questa questione esiste, come dire, un errore di fondo. La logica e la cultura dell'organizzazione sanitaria secondo il metodo hub and spoke non è un riconoscimento a priori delle strutture, non è un riconoscimento a priori, è un riconoscimento a posteriori che è basato sui risultati, è basato sulla professionalità, è basato sulle tecnologie, è basato sulla convegnistica, sulle pubblicazioni e su quant'altro. A posteriori è in grado di fare individuare una struttura o servizio come punto regionale, come punto di riferimento straordinario rispetto allo standard. Qui stiamo cercando di costruire punti di riferimento che aprioristicamente vengono etichettati con un bollino blu di qualità come se fossero banane Cichita, bene, siccome non sono banane Cichita, io sono fermamente contrario a questo tipo di impostazione e il mio voto sarà contrario adesso e tutte le volte successive in cui quest'argomento verrà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io vorrei per risparmiare almeno quel po' che si può risparmiare di estenuamento fisico al Consiglio, la proposta dell'onorevole Lai mi sembra - quella che ha fatto di modifica dell'emendamento 258, di modifica verbale - mi sembra assolutamente ragionevole, nel senso che poco mi aveva convinto il relatore, perché il relatore aveva detto "Noi non abbiamo individuato il centro, però abbiamo scritto che si deve individuare un centro e abbiamo messo i criteri". In realtà il relatore è un'abile giocatore di Risiko, ma se uno si legge il testo non c'è né scritto che è individuato un centro, né scritti quali sono i criteri. Invece lei propone di scriverli, mi sta benissimo, nel senso che io stesso non ho alcuna consapevolezza di quale debba essere il centro di riferimento, dico che l'impegno dev'essere a individuarlo perché una rete parte se c'è una testa, se non c'è la testa è difficilissimo creare la rete. Quindi, l'impegno di trovare il centro secondo le indicazioni che lei ha suggerito mi sembra che sia quello che comprende il testo nella maniera migliore, quindi io accedo volentieri alla proposta di modifica verbale che lei ha fatto.
PRESIDENTE. Concretamente, l'emendamento si ritira e facciamo un'integrazione al testo che è scritta così "anche individuando", dopo epilessia, "un centro di riferimento che risponda ai requisiti di competenza assistenziale e scientifica adeguati". Va bene?
Metto in votazione l'integrazione al testo. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto in votazione il testo. L'emendamento numero 121 è decaduto. Onorevole Contu, sul testo avevamo detto che non si facevano dichiarazioni di voto perché abbiamo fatto dichiarazioni di voto su tutti gli emendamenti, quindi stiamo votando come se fosse...
Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Sì, Presidente, il "121" è decaduto, l'emendamento 63 lo ritiriamo perché chiaramente è superato con l'approvazione dell'emendamento 258, grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Grazie, Presidente. Prima di votare il testo volevo proporre un emendamento orale e la soppressione di due righe del testo che sono incongruenti anche con un dato che è errato, a proposito delle cose che ci dicevamo prima ci si accorge a volte anche durante l'esame in Aula che qualche piccola cosa non va. Dopo la quarta riga del capitolo epilessia, all'epidemiologia, dopo 500 e dopo 100 casi l'anno, propongo di porre il punto lì, eliminando inoltre 3-4 persone su 100 hanno una crisi unica nel corso della vita per cui la necessità di diagnosi differenziale dodici volte maggiore. La frase è incongruente, ha poco senso ed è errata anche nei dati.
PRESIDENTE. Va bene, la proposta è di sopprimere due righe, la quinta e la sesta riga del testo.
Metto in votazione il testo senza la quinta e la sesta riga. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 63 è stato ritirato. Obesità.
Metto in votazione l'emendamento numero 182. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 200 è ritirato. L'emendamento numero 206 decade, quindi siamo all'emendamento numero 122.
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, vede, il fatto che siano stati presentati gli emendamenti 182, 200, il 206 che è decaduto e il 122, sono soltanto il risultato di quella che, secondo me, è stata praticamente una programmazione sbagliata. Quando dico una programmazione sbagliata intendo dire che il più importante strumento di programmazione per la sanità in effetti ha sbagliato la programmazione dei tempi, perché purtroppo se oggi ci troviamo a discutere, con delle maratone estenuanti, ancora centinaia di emendamenti è proprio frutto del fatto che noi abbiamo tentato, avete tentato di approvare questo Piano in pochissimi giorni, per terminarlo entro la fine dell'anno, quando sarebbe bastato invece forse un esame un pochino più attento in Commissione. Ha ragione il collega Vargiu quando dice che la proposta che io ho fatto ma era una proposta fatta all'Aula, se l'avessimo fatta in Commissione probabilmente noi non saremo a questo punto in Aula. Ecco così, se mi consentite la battuta, siamo praticamente costretti ad affrontare questa che sta diventando una via crucis - non a caso il relatore si chiama Nazareno - e questo perché un argomento così importante come quello dell'obesità o del sovrappeso, che io insisto - forse la mia è una deformazione professionale - per cui sono abituato ad affrontare quotidianamente il problema del sovrappeso, , io racconto sempre che in trent'anni che faccio ambulatorio non mi è ancora capitato un genitore, soprattutto una mamma, che viene a dirmi che il figlio mangia troppo. Costantemente ricevo segnalazioni di genitori che mi dicono, mio figlio non mangia niente e io a dire guardi a quello che conta è l'accrescimento, è un bambino che sta crescendo sano non è sottopeso, ha uno sviluppo regolare quindi significa che l'alimentazione è normale, qui sì che ci sono dei pregiudizi che non so da quale retaggio recondito vengano perché i genitori non sono mai contenti di quello che mangiano i figli, ci vorrebbe veramente una grande campagna di informazione, di educazione all'alimentazione del bambino perché gran parte dei problemi, questo possono insegnarlo tutti i dietologi, dell'obesità dell'adulto del sovrappeso dell'adulto vengono da una cattiva alimentazione del bambino ed ecco che la presentazione...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 122 che prevede appunto l'inserimento e l'attivazione di quelle che il collega Licandro stava presentando come un servizio dedicato nell'ambito di ogni azienda sanitaria, un servizio dedicato all'educazione alimentare, educazione alimentare che forse nella nuova cultura va a tracciare quindi dalla più tenera infanzia quelli che sono i nuovi stili di vita. Noi sappiamo che l'emergenza sanitaria per le popolazioni del mondo occidentale per le nazioni più progredite sta diventando quella dell'obesità che porta con sé tutta una serie di altre patologie e ne abbiamo affrontato una importantissima all'inizio della discussione del Piano, il diabete. E per portare avanti quanto e nei contenuti comunque sia del paragrafo sull'obesità, individuiamo con quest'emendamento il servizio igiene degli alimenti al quale pensiamo che debba essere dedicato del personale che provveda alla sorveglianza nutrizionale e agli interventi di prevenzione. Nei contenuti del paragrafo si fa riferimento negli obiettivi alla medicina scolastica, purtroppo però Assessore qui veniamo al nocciolo non risolto dei problemi, del problema che è stato posto quando si chiedeva con altri emendamenti già bocciati da questa maggioranza, io insistevo molto, abbiamo insistito abbondantemente con i colleghi e forse era necessario riflettere di più prima di bocciare, perché questo l'avete scritto voi, noi l'abbiamo proposto nel momento in cui si doveva istituire quando si parlava di diabete e servizio della medicina scolastica con tutti gli altri riferimenti che nelle pieghe di questa proposta di Piano ci sono a queste figure, a questo servizio. Siete stati sordi, non avete voluto ascoltare, non avete voluto condividere adesso mi spiegate come emendate, cancellate la medicina scolastica? Cosa fate adesso? Tornate indietro? Cosa ci presenta? Un nuovo emendamento, relatore?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io esprimo il voto a favore dell'emendamento che istituisce, che parla della presenza del personale dedicato nel servizio dell'igiene degli alimenti e esprimo contemporaneamente giudizio di forte perplessità su questo paragrafetto dell'obesità, anche qui con un disaccordo di fondo sulle scelte di impostazione del Piano, nel senso che se voi ritenete che l'obesità sia qualche cosa che merita in Sardegna dignità da essere nominata all'interno del Piano sanitario, siamo d'accordo, però in realtà l'unica cosa importante che voi avete detto su quest'argomento è ciò che avete detto con l'emendamento numero 182 che è un emendamento che sfida la decodificazione postuma nel senso che forse ci sarà qualcuno che cercherà di attribuirgli un significato col codice da Vinci perché le due righe "individuare nel... c'è la professoressa di semantica che ci aiuta, " individuare nel territorio regionale strutture di riferimento a carattere multidisciplinare per la cura e il recupero dei soggetti affetti da obesità sovrappeso". Cioè non avete il coraggio di dire quello che serve, allora per raggiungere gli obiettivi del Piano servono due cose, servono i servizi di dietologia negli ospedali che non esistono perché oggi negli ospedali non esiste un servizio legato ai reparti per le terapie alimentare dei pazienti ricoverati perché questi servizi sono dentro le direzioni sanitarie nel 99 percento dei casi il che comporta che siano i servizi che non funzionano perché si sgonfiano quando le direzioni sanitarie assorbono il personale. Il secondo elemento è la creazione dei servizi di dietologia territoriali i quali abbiano il coordinamento in tutte quelle funzioni di prevenzione sul territorio, di verifica, per esempio dell'ipercolesterolemia nell'età scolastica, elemento preoccupante, dell'abbandono della dieta mediterranea, della corretta integrazione tra le diete scolastiche e quelle del resto dell'orario diurno di una famiglia, cose che possono essere fatte se c'è un servizio. Poi il problema è che voi pretendete come sempre di fare le nozze con i fichi secchi, dite che si individueranno nel territorio strutture multidisciplinari che non si sa bene che cos'è e non avete il coraggio di dire che servono i servizi di dietologia perché i servizi di dietologia sono i presidi territoriali solo che per fare i servizi ci vogliono i soldi e siccome voi soldi nel Piano non avete intenzione di mettercene scrivete soltanto che individuerete il servizio. Signori, noi non possiamo che dirvi ancora una volta che questa filosofia non è la nostra perché non è la filosofia del dare servizi alla gente ma è la filosofia di prendersi in giro con le parole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Per dire che sono a favore dell'emendamento numero 122 perché ritengo che come ha detto chi e mi ha preceduto su questa materia c'è ancora molto da fare nel senso che all'interno delle aziende sanitarie locali oggi come oggi non c'è un servizio diciamo capillare che riguarda tutto il territorio della Sardegna e lo dimostra il fatto che ad esempio io mi riferisco alla Provincia di Nuoro dove opero praticamente c'è un solo servizio di diabetologia e praticamente con pochi medici, mi pare due medici che garantiscono l'assistenza a tutto il territorio della Provincia e sono assolutamente insufficienti perché poi questi medici dovrebbero andare nelle scuole, dovrebbero andare praticamente in tutti quei posti dove è indispensabile effettivamente un intervento soprattutto educativo per quanto riguarda una giusta alimentazione. Non sfugge il fatto che oggi molti pazienti se non obesi sono sovrappeso quasi tutti e quindi diventa un problema serio anche perché sappiamo che il paziente, soprattutto il bambino sovrappeso poi è quello più esposto ad altre malattie metaboliche, diabete, ipertensione, altri disturbi e quindi per una corretta crescita praticamente è indispensabile anche una corretta, correttissima alimentazione, pertanto io credo che si dovrebbero incentivare questo tipo di interventi nel territorio ma direi anche che per quanto riguarda questo tipo di prestazione bisognerebbe almeno non tanto fino ai quattordici anni ma anche di più ad esempio eliminare il ticket per questo tipo di pazienti perché secondo me fino a diciott'anni effettivamente uno è ancora in una fase che ha bisogno di essere seguito da un punto di vista dell'alimentazione, poi dopo le cose cambiano. Però, per esempio, su questo, la data che noi abbiamo stabilito per i ticket dei 14 anni, credo che questa possa essere rivista. Magari portando su almeno 16, o meglio, 18 anni eliminando dalla prestazione il ticket, proprio perché si tratta di un tipo di disturbo che colpisce quasi tutti i giovani, i ragazzi che è sempre in aumento. Pertanto, io credo che bisognerebbe individuare anche su questo, cioè questo emendamento dà uno spunto però forse bisognerebbe completare ancora meglio ciò che…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Decade.
Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Decade.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto ora in votazione il testo. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 204.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Pensavo che fosse la prenotazione di prima. Chiedo scusa.
CONTU (F.I.). Io mi sono iscritto prima che lei chiedesse chi era favorevole, io ero già iscritto. L'emendamento numero 123…
PRESIDENTE. No, l'emendamento numero 204, che viene prima del numero 123, anche se nella rubrica ce l'avete prima. Sono uno dietro l'altro.
CONTU (F.I.). Sì, scusi, l'emendamento numero 204, scusi un attimo. Perfetto, non ci sono problemi. Allora, quanto sostenuto sul tema dell'obesità, fin dal primo emendamento e dall'intervento sulla discussione generale, credo che sia ripetuto nell'emendamento numero 204, per il quale esprimo il mio voto favorevole, ripete un concerto che è quello del fatto che senza risorse molto probabilmente non si raggiungono gli obiettivi che ci si è prefissati. Il fatto che attivare servizi sanitari implica, necessariamente, l'individuazione non solo di strutture, ma anche di dotazioni, di risorse umane e di strumenti. Cose che tante volte, purtroppo, si sono dimenticate. Si sono dimenticate e riferendomi a quanto già dichiarato sulla necessità di avere disponibilità di personale, che potesse adempiere a quelle funzioni di esercitare la prevenzione dell'obesità, come per la prevenzione del diabete e come per la prevenzione di tutta una serie di altre patologie. Anche in questo caso, noi ribadiamo nell'emendamento che abbiamo bisogno delle opportune strutture, ma abbiamo bisogno soprattutto dal personale dedicato. Credo che aver dimenticato con troppa facilità che le campane di prevenzione e gli screening si fanno con le campagne pubblicitarie, ma si fanno prevalentemente con personale dedicato anche a studiare le campagne pubblicitarie. Stiamo promuovendo salute come quando si promuove l'ambiente, come quando si promuove la Sardegna, Presidente, anche in questo caso abbiamo bisogno degli specialisti. Abbiamo bisogno degli specialisti, a Perugia esiste una scuola di specializzazione…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì, per difendere questo emendamento, "204", vorrei dire, pur non essendo esperto in materia sanitaria, però che su questi aspetti davvero e seriamente in Sardegna ci sono persone che devono affrontare viaggi della speranza per poter trovare strutture adeguate ad affrontare questi problemi. Costringendo le proprie famiglie, le famiglie interessate, a stare anche mesi e mesi in altre realtà cittadine importanti, con la Sardegna, sottoponendo la propria famiglia a spese di consistenza formidabile e poiché queste patologie sono anche associate ad altre patologie, quasi sempre di natura psicologica per quanto me risulti, con un carico di difficoltà, oltre a quello economico, anche di ansia e di rischio. Credo che oggi che il Piano sanitario regionale della Sardegna non preveda anche quanto meno la previsione, lo sforzo, la volontà di andare oltre quella che è la realtà esistente sia un errore. Non accettare un emendamento di questo genere che non implica, naturalmente, l'obbligo di mettere domani in finanziaria chissà quale quantità di risorse, ma quanto meno che indichi, come strumento di indirizzo, una prospettiva che non ci siano solo professionalità ma anche strutture adeguate. E' un problema reale e serio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 204 e credo che il collega La Spisa, che pure ha premesso di non essere assolutamente un tecnico, abbia detto delle cose di una solarità e di un'evidenza per chi le ha volute ascoltare che peseranno come macigni sulla scelta che poi il Consiglio farà. Nel senso che voi stessi avete detto tante volte, quando noi vi abbiamo sottolineato il problema delle risorse, che il piano era un piano di indirizzo. Bene, colleghi, che sul problema dei disordini alimentari, quindi su tuutti i problemi collegati ai disordini alimentari, sui problemi del soprappeso, dell'obesità, io credo che se la maggior parte di noi salisse su una bilancia scopriremo che il rischio personale, di ciascuno di noi, legato al soprappeso, è superiore a quanto stiamo pensando. Quindi, esistono dei problemi di educazione alimentare, ma esistono anche i problemi, una volta intercettata la patologia, per seguire le persone che sono in situazione di soprappeso o di obesità e per ricondurle a una abitudine alimentare corretta che gli consenta di riacquistare il peso, che gli consenta di ridurre eventuali parametri dismetabolici e che gli consenta di permanere in una condizione di miglior benessere fisico. Questo richiede, colleghi, che in una pianificazione triennale della Regione Sardegna, si individuino gli obiettivi e gli obiettivi non possono essere individuati in assenza dei servizi che si occupano di queste cose. Io capisco che la parola servizi sia una parola che mi fa rabbrividire, perché voi tendete con questo piano a destrutturate tutto, perché ciò che è destrutturato sembra meno costoso. Ma in realtà, su alcune cose, che poi sono emergenze quotidiane della prevenzione sanitaria come quelle legate all'alimentazione, è necessario che ci siano le strutture, è necessario che ci siano i servizi, perché questo consente poi un risparmio di risorse e un miglioramento della qualità esistenziale, della durata della vita, una riduzione delle patologie satellite, che voi sapete meglio di me quanto è utile per il miglioramento della qualità assistenziale. Quindi, è miope continuare a negare la possibilità che, almeno in linea di tendenza, nel Piano si esprima un'indicazione in questo senso. E' una cosa miope!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Per dare il mio voto favorevole, Presidente e per chiedere al professor Gessa prima, cosa ne pensa di questo emendamento e al collega Pacifico, quali siano le motivazioni logiche, trattandosi di un suggerimento, di un indirizzo che dà all'emendamento, quali possono essere le motivazioni logiche per il diniego di questo emendamento. Grazie.
(Non è approvato)
Emendamento numero 123, c'è il parere favorevole.
(E' approvato)
Emendamento numero 259.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'emendamento numero 259, sul quale esprimo il mio personale parere favorevole, si può fare lo stesso ragionamento, in linea di principio, che è stato fatto sul 204. E immagino che il silenzio che ha accolto le considerazioni che noi abbiamo fatto sul 204, valgano paro paro, anche per l'emendamento 259. Ma, anche l'emendamento 259 ha un significato che è ancora più importante rispetto al precedente, se possibile più importante. Nel senso che oggi la legge istitutiva dei servizi di igiene e di direzione sanitaria all'interno degli ospedali prevede che non siano presenti, nelle strutture ospedaliere, servizi di dietologia, cioè non è obbligatorio che un ospedale che ha seicento posti letto si doti di un servizio di dietologia. Voi capite bene che un ospedale che fa trapianti, un ospedale che ha ricoverati nefropatici, un ospedale che ha ricoverati epatopatici, persone che hanno bisogno di diete particolari, persone che hanno bisogno di essere seguite nei servizi in maniera raffinata, come la presenza all'interno dell'ospedale impone, beh, necessitano di servizi strutturati. Ora, non abbiamo la strutturazione dei servizi se non per scelta autonoma dei direttori sanitari degli ospedali, che individuano delle unità operative di dietologia, che però stanno sempre in funzione di staff, o rispetto alla direzione sanitaria, o rispetto ai reparti di medicina. Questo non consente di autonomizzare servizi di dietologia all'interno degli ospedali e non consente di dare quelle risposte continuative, conseguenti, costanti, che sarebbero necessarie al buon funzionamento degli ospedali. Quindi, anche in questo caso, che almeno in linea di principio, si dica che l'indirizzo generale, che è quello di costituire ogni qual volta siamo di fronte ad un ospedale che ha risposte complesse da dare all'interno della sua struttura, che si costituisca all'interno di quel mesocomio un'unità operativa di dietologia, che sia autonoma e che non debba scontare eventuali crisi di organico delle direzioni sanitarie o dei reparti di Medicina, beh, sarebbe un indicazione di buon senso. Se questa non è presente, forse non ha un grande senso che noi individuiamo, all'interno del Piano, un capitolo specifico da dedicare all'obesità o da dedicare ai problemi legati alla scienza dell'alimentazione. Perché individuare il capitolo, elencare il problema e poi non prospettare nessuna risposta che vada nel senso della risoluzione del problema, beh, insomma, anche questo continua ad essere un approccio ai problemi della sanità in Sardegna che non può soddisfarci.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. L'aver presentato il paragrafo dell'obesità con i dati statistici riguardanti questo problema, molto probabilmente, ci fa da guida per capire che percentuali e che termini numerici abbiamo rappresentati qui in Sardegna, dove le persone affette da obesità è ormai del 9,7 percento, circa 160 mila persone. 160 mila persone, diceva bene il collega Vargiu, che vanno incontro, per questo stato, a tutta una serie di patologie, le più gravi sono le dislipidemie, le malattie cardiovascolari, cardiorespiratorie, osteoarticolari, senza considerare tutte… il diabete mellito, tutte patologie per le quali, spesso e volentieri, questi soggetti necessariamente si trovano a essere ospiti dei nostri ospedali, per i quali purtroppo non c'è nelle strutture ospedaliere dedicato del personale, perché dal punto di vista alimentare queste persone possono essere correttamente assistite. Allora, l'aver presentato quest'emendamento, per il quale esprimo il voto favorevole, credo che il riconoscimento nell'ambito delle strutture ospedaliere della necessità della presenza, nell'ambito delle strutture ospedaliere, di servizi di dietologia siano un'esigenza non di oggi ma anche per domani, visto che i problemi di cui stiamo parlando non sono fenomeni che tendono a ridursi, se andiamo a considerare che complessivamente il 15 percento dei ragazzi che frequentano le scuole medie sono, diciamo, presentano già un soprappeso, con una percentuale di obesi del 5 percento. Pensiamo, un attimino, anche per il domani che tipo di fenomenologia può svilupparsi e che tipo di necessità può svilupparsi anche per domani. Quindi, non stiamo chiedendo l'attivazione di un servizio che deve sovraintendere all'emergenza di oggi, dobbiamo pensare che questo è un servizio che anche domani potrà esprimere la sua funzionalità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì, ancora breve dichiarazione di voto favorevole a quest'emendamento, sottolineando e chiedendo ancora alla maggioranza che, su questi argomenti come su altri, mostri più attenzione di quanto non abbia fatto fino ad ora. E' evidente, per esperienze che credo tutti abbiamo avuto, indirettamente sicuramente, vi sono diverse forme, diverse patologie che, affrontate nelle strutture competenti proprie della patologia in questione, hanno necessità anche di essere associate a un approccio che guardi al problema di una corretta dietologia, che sia collaterale evidentemente alla cura principale. Questo manca in Sardegna, questo sappiamo tutti che manca. Poter prevedere nel Piano un'indicazione di questo tipo, potrebbe sicuramente migliorare le indicazioni contenute nel Piano sanitario regionale. Non accogliere queste cose, che sono semplici e certamente non appesantiscono sotto nessun punto di vista il contenuto il Piano, significa da parte della maggioranza, davvero, non capire che quello che noi stiamo proponendo è di dare alla Sardegna un Piano che sia il più completo possibile. Ed è questo che poi voi vi state rifiutando di fare, con delle disposizioni, contenute nel Piano, come in questo capitolo, in questo paragrafo, che risultano quindi necessariamente generiche, che non danno risposte ai sardi. Questo è quello che vorremo far capire a tutti, che cercheremo ancora di far capire, fino a quando abbiamo un po' di fiato e la possibilità di farlo.
PRESIDENTE. Votiamo l'emendamento numero 259.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Votazione elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 259.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Contu - Dedoni - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pisano - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Biancareddu - Uggias.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 63
astenuti 3
maggioranza 32
favorevoli 18
contrari 45
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 260. C'è il parere favorevole fino a "qualità".
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì Presidente, veramente in maniera breve, perché anche questo emendamento mi fa esprimere il rammarico, che probabilmente, si lo so che il parere è positivo, ma voglio solo dire una cosa in meno di un minuto, il rammarico che probabilmente un lavoro più attento in Commissione, avrebbe consentito una sintesi, sia degli emendamenti della maggioranza che dell'opposizione per arrivare ad un risultato che sarebbe stato sicuramente più ottimale. Perché vedete quello delle mense scolastiche e l'altro aspetto che colpisce realmente l'alimentazione, soprattutto del bambino, ma non solo del bambino. Una componente è legata ai genitori che hanno grosse responsabilità, perché più il bambino è paffuto soprattutto sotto il due anni e più sono contenti, l'altro aspetto è proprio quello delle mense scolastiche così come anche delle mense di collettività, per le quali non esiste realmente un controllo e l'alimentazione di queste mense spesso è responsabile di patologie anche future.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Voterò favorevolmente all'emendamento, ringrazio per l'accoglienza benevola, che ha avuto da parte della maggioranza, vorrei, se possibile, chiedere al relatore perché non è stato possibile farlo in Commissione per i noti motivi, quale sia il motivo, per cui chiede di espungere dal testo l'ultimo pezzo, quel nell'integrazione tra i vari pasti della giornata. Mi spiego meglio. Andando a pescare nei miei vecchi ricordi da alimentarista uno dei problemi fondamentali, che esiste nella ristorazione scolastica, è proprio quello del rapporto con le famiglie, che consenta di far sì che i pasti consumati a scuola, sia dal punto di vista calorico, che dal punto di vista dei costituenti fondamentali dell'alimentazione, cioè grassi, proteine, cose che lei collega Pacifico sa benissimo, siano integrati col resto dei pasti che vengono consumati fuori dalla scuola, nel senso che se la famiglia non ha educazione alimentare, o sé la famiglia ha anche un briciolo di educazione alimentare però non sa cosa hanno mangiato i suoi figli, i bambini a scuola è difficile che i pasti che non vengono consumati a scuola, possano essere integrati con quelli che vengano offerti dalla ristorazione scolastica, quindi l'ultima riga, l'ultima mezza riga di questo e emendamento in realtà era il compendio naturale e fisiologico del resto del testo, cioè diceva, facciamo controllare dai servizi delle AA.SS.LL. la refezione scolastica, facciamo educare le famiglie in un buon rapporto con i servizi di medicina scolastica o di dietologia nelle mense, e facciamo in modo che venga in questo modo recuperata un'alimentazione complessiva di qualità, anche quella parte di alimentazione che non è sotto il controllo della ristorazione collettiva cioè quella parte che viene offerta dalle famiglie, cioè che ci sia un'integrazione virtuosa tra l'alimentazione, che viene data ai bambini, soprattutto ai bambini, stiamo parlando nella ristorazione collettiva, ma non solo dei bambini, e quella parte di alimentazione che invece viene data attraverso la ristorazione collettiva. Mi sembra che sia un concetto elementare, naturale, fisiologico difficilmente non condivisibile. Quindi nella richiesta di eliminazione di questo ultimo pezzo c'è un'incongruenza che francamente non mi è stato possibile comprendere. Chiedo la votazione per parti.
(E' approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 143 è ritirato, il 175 è in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente al collega Cugini vorrei far notare che il metodo Licandro, che la minoranza non è riuscita a praticare, non viene praticato neanche dalla maggioranza, perché alle richieste di spiegazione semplicemente, rispondere con un silenzio, che io ovviamente non considero offensivo perché attribuiscono alla stanchezza, però insomma, tutto sommato due parole di spiegazione sarebbero potute giovare, non fa niente, non ci sono problemi. Andiamo, io voterò a favore dell'emendamento numero 175, che è presentato dai colleghi della minoranza, perché sono convinto che la malattia, dalla maggioranza un augurio per il futuro, che la malattia tromboembolica sia una cosa importante, vorrei però farvi notare, colleghi della maggioranza quanto sia estemporanea l'attività che continuate a fare su questo piano, nel senso che dopo un anno di discussione, dopo mesi di riunioni in Commissione, dopo 120 riunioni della Commissione sanità, dopo tutto quello che voi dite che è stato fatto, vi accorgete in Aula, all'una del mattino del settimo giorno, che discutiamo del piano sanitario, che manca la tromboembolica e siccome quattro righe non si negano a nessuno, perché tanto sono quattro righe di buone intenzioni, avete introdotto la malattia tromboembolica. Ci va benissimo il contenuto, almeno a me va benissimo, il contenuto delle quattro righe è un contenuto assolutamente ragionevole pertanto merita l'approvazione, ma è la testimonianza di quanto male istruito sia questo provvedimento e di quanto sia estemporanea l'opera di aggiunta che ancora oggi in Aula state facendo.
(E' approvato)
Va bene colleghi, abbiamo concluso questo capitolo. La riunione è tolta, la seduta è tolta ci vediamo domani alle 10.
La seduta è tolta alle ore 0 e 59 di giovedì 11 gennaio.
Allegati seduta
CCLXIX Seduta
(Pomeridiana)
Mercoledì 10 gennaio 2007
Presidenza del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 15 e 04.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del mercoledì 27 dicembre 2006 (263), che è approvato.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interrogazione PISANO, con richiesta di risposta scritta, sui ristretti tempi richiesti ai beneficiari delle agevolazioni previste dalla legge regionale 21 maggio 2002, n. 9, per la presentazione della prescritta documentazione". (719)
"Interrogazione MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sui danni al comparto agrumicolo della Sardegna". (720)
"Interrogazione DIANA - LIORI, con richiesta di risposta scritta, sui corsi di qualificazione e riqualificazione per operatore dei servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali-ambientali valorizzate inseriti nel programma Parnaso". (721)
"Interrogazione CHERCHI Silvio - GIAGU - UGGIAS, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di esclusione delle imprese sarde dal bando POR 2000/2006 Asse 2, Misura 2.4, sugli interventi formativi per le attività culturali". (722)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interpellanza DIANA - LIORI sulle misure adottate dalla Giunta regionale al fine di rendere più trasparente l'azione amministrativa della Regione". (225/C-1)
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Mozione CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - VARGIU - ARTIZZU - LADU - MILIA - FARIGU - DIANA - LOMBARDO - CHERCHI Oscar - GALLUS - DEDONI - PISANO - MORO - SANNA Matteo - CONTU - LICANDRO - PETRINI - LIORI - CASSANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - MURGIONI sulla delibera n. 51/16 del 12 dicembre 2006 - Bando di gara per la cessione al fine di riqualificare e riutilizzare per la valorizzazione turistica le aree degradate di particolare interesse paesaggistico prospicienti il mare in Comune di Sant'Antioco (Provincia Sulcis Iglesiente), con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (111)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) dei documenti "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A).
Eravamo alla votazione della seconda parte e dell'emendamento numero 242, per il quale era stata chiesta la votazione elettronica. Non essendo trascorsi ancora 10 minuti dall'inizio della seduta, ai termini di validità per poter votare, sospendo i lavori che riprendono alle 15 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 15 e 06, viene ripresa alle ore 15 e 15.)
PRESIDENTE. Onorevole Cassano, onorevole Manca. Onorevole Cugini, grazie per l'aiuto ci avevamo già pensato. Siamo alla votazione dell'emendamento numero 242, viene confermata la richiesta di voto elettronico?
LA SPISA (F.I.). Sì.
PRESIDENTE. Viene confermata la richiesta di voto elettronico. Onorevole Lai su che cosa?
LAI (D.S.). Per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Sono già state fatte le dichiarazioni di voto, abbiamo già votato è mancato il numero legale. Mi assicurano che è così, onorevole Lai, scusi? Stiamo votando con voto elettronico palese l'emendamento numero 242. Dichiaro aperta la votazione.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 242.
(Segue la votazione)
Rispondono no i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai - Manca - Marracini - Marrocu - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Davoli - Fadda - Lanzi - Licheri - Scarpa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 40
votanti 34
astenuti 6
maggioranza 18
contrari 34
Bene, non è presente il numero legale i lavori riprendono alle 15 e 51.
(La seduta, sospesa alle ore 15 e 21 , viene ripresa alle ore 15 e 51.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, riprendiamo i nostri lavori, prego due segretari di accomodarsi alla Presidenza,io non ho preferenze onorevole Cassano, va bene anche Cherchi. Onorevole Lai aveva chiesto la parola su che cosa? O era rimasta l'iscrizione di prima? Onorevole Biancareddu per che cosa?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. E' confermata la richiesta di voto elettronico palese, prego i colleghi di prendere posto. Se tutti i colleghi sono al proprio posto dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 242.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Cachia e Giorico hanno votato contro, il consigliere Cherchi Oscar ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Biancareddu - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si è astenuto il consigliere: Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 60
astenuto 1
maggioranza 31
favorevoli 21
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 120, sostitutivo parziale, per il quale la Commissione e la Giunta hanno espresso il loro parere favorevole. Onorevole Lai?
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Voto elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto, stiamo votando l'emendamento numero 120.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 120.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Giorico - Milia.
Si sono astenuti i consiglieri: Cherchi Oscar - La Spisa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 39
astenuti 2
maggioranza 20
favorevoli 37
contrari 2
Non è presente il numero legale, i lavori sono sospesi riprendono alle ore 16 e 25.
(La seduta, sospesa alle ore 15 e 56, viene ripresa alle ore 16 e 26.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto e due Segretari di accomodarsi alla presidenza. Prego i colleghi di prendere posto, siamo in votazione dell'emendamento numero 120 per il quale era stato richiesto il voto elettronico palese che viene confermato. Onorevole Artizzu conferma?
ARTIZZU (A.N.). Confermo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Per l'emendamento numero 120 sia la Giunta che la Commissione avevano espresso il loro parere positivo. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 120.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Murgioni e Biancareddu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: La Spisa - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 51
astenuti 2
maggioranza 26
favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
Dobbiamo votare insieme gli emendamenti numero 36 e 176 che hanno lo stesso contenuto e per i quali sia la Commissione che la Giunta hanno espresso il loro parere positivo.
(Sono approvati)
L'emendamento numero 243 decade. Mettiamo in votazione il testo: "Le malattie endocrine".
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione per scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. L'onorevole La Spisa ha chiesto la votazione per scrutinio elettronico palese sul testo: "Le malattie endocrine", se tutti i colleghi sono al loro posto dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del sub paragrafo " Le malattie endocrine".
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Cappai - Cassano - Contu - Farigu - La Spisa - Lombardo - Moro - Murgioni - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo.
Si è astenuto il consigliere: Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 62
astenuto 1
maggioranza 32
favorevoli 46
contrari 16
(Il Consiglio approva).
Emendamento aggiuntivo numero 222, per il quale sia la Commissione che la Giunta hanno espresso il loro parere favorevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Innanzitutto grazie Presidente, io credo che questo emendamento proposto dalla maggioranza sia un emendamento che cogliendo il significato "presso le ASL e le aziende miste universitari ospedaliere strutture ambulatoriali", sinceramente mi sembra di capire che il sistema di rete che il Piano ha previsto a larghe mani per tutto il sistema sanitario, in questo caso, ha presentato una sfrangiatura e non credo che la frangiatura o quantomeno la rottura di maglia possa essere così banale da non pensare che si è cercato di recuperare, in questo caso, tanti di quei suggerimenti che noi abbiamo dato su altri paragrafi. Credo che il potenziamento di adeguate strutture ambulatoriali che seguano il sistema delle malattie endocrine, vorrei sapere dove si potenziano nella misura in cui questi ambulatori, queste strutture ambulatoriali oggi non esistono, non esistono soprattutto nelle ASL, perché ritengo che le aziende, diciamo l'università, abbia già questo tipo di servizio di sicuro a Cagliari, a Sassari presumo allo stesso modo e chi non le possedevano erano proprio le aziende e soprattutto nei servizi territoriali e credo che neanche nella rete ospedaliera, in genere, sia sempre presente l'ambulatorio per le malattie endocrine. In questo caso specifico noi potremmo dire che questa è una dimenticanza che è stata raccolta su suggerimento avvenuto in Commissione, potremmo condividerlo come sensibilità, non lo condividiamo per il metodo in cui è stato proposto perché, davvero, noi riteniamo che questo emendamento sia pleonastico nella misura in cui nelle aziende miste universitarie ospedaliere, questo sistema sia già presente e pertanto noi non voteremo a favore di quest'emendamento, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Grazie Presidente, anche per proporre un emendamento orale all'emendamento. Questo era un emendamento di cui la Giunta aveva chiesto la sospensione cogliendo anche le osservazioni fatte dal collega Contu in quanto la dicitura, oggettivamente, era abbastanza confusa o comunque non chiariva esattamente le finalità dell'emendamento. Negli ultimi tre punti della pagina 19 io proporrei di aggiungere un altro punto che diventa il secondo pallino, tra virgolette, il secondo punto della pagina; dopo "potenziamento" parlerei di "integrazione" per poi lascerei "potenziamento di adeguate strutture ambulatoriali in grado di fornire una completa attività diagnostica e terapeutica" e aggiungerei subito dopo un secondo pallino con la dicitura: "integrazione delle aziende ospedaliere universitarie nella attività di assistenza ospedaliera", che forse rende di più il concetto di potenziamento, rafforzamento e integrazione tra attività territoriali e attività ospedaliere delle aziende ospedaliere universitarie.
CONTU (F.I.). E le altre aziende?
PACIFICO (D.S.). Stiamo parlando di realtà che si capisce che se non c'è ospedaliera c'è l'ospedale.
PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, faccia il suo intervento. Grazie onorevole Pacifico.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì. Io, nell'esprimere il mio voto contrario all'emendamento numero 222, devo dire che nonostante gli sforzi che il collega Pacifico ha fatto non ho compreso ancora il senso dell'emendamento, perché se il senso dell'emendamento è che il potenziamento dell'attività di trattamento, diagnosi, terapia, screening delle malattie endocrine deve avvenire dappertutto scriviamo direttamente "potenziamento di tutte le strutture", perché abbiamo scritto che riteniamo che sia una cosa importante che ci sia la degenza protetta che consenta di fare la terapia radiometabolica nelle strutture che hanno la possibilità di effettuare la terapia radiometabolica, quindi stiamo dicendo nel secondo capoverso, nel secondo puntino che sulla degenza protetta facciamo uno sforzo particolare; bene, mi sembra assolutamente ragionevole che lo sforzo nella intercettazione e nel trattamento delle malattie endocrine si faccia dappertutto. Ma non capisco la necessità di emendare l'ovvietà, nel senso che già dire "il potenziamento di adeguate strutture ambulatoriali" sembra un'ovvietà…
PACIFICO (D.S.), relatore. Territoriali.
VARGIU (Riformatori Sardi). …e già sembra un'ovvietà, nel senso che miglioriamo la sanità. Benissimo. Adesso miglioriamo la sanità e oltre che migliorarla territorialmente la miglioriamo anche nelle aziende miste universitarie ospedaliere e la miglioriamo nelle AA.SS.LL. Ma fatemi capire: significa forse che le aziende miste devono svolgere quella attività ambulatoriale che voi dite che non devono svolgere? Beh, allora spiegatemelo meglio! Perché se voi state dicendo che siamo contro la cultura ospedalocentrica, quindi non ci deve essere la presenza di strutture ambulatoriali all'interno delle aziende miste, poi mi state dicendo che nelle aziende miste ci devono essere strutture ambulatoriali quindi invece di fare… E allora, colleghi, credetemi il testo del vostro emendamento è veramente difficile da comprendere ed è veramente difficile da capire se gli obiettivi dell'emendamento vanno nella direzione del resto del Piano o se sono come sempre una sorta di anomalia di cui, direbbe il collega Uras momentaneamente assente, non si capisce bene la genesi e l'obiettivo.
PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, forse non mi sono fatto capire.
PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, molto brevemente per specificare.
Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Molto brevemente. Il significato del primo rigo quando si intende strutture ambulatoriali, forse è il caso di chiarirlo anche nel testo, si parla di strutture ambulatoriali territoriali. Ed è un primo livello di risposta di assistenza. Il secondo punto con "l'integrazione delle aziende ospedaliere universitarie nell'attività di assistenza ospedaliera" vuol dire porre in rete le strutture ospedaliere universitarie e ospedaliere, laddove esistono, come secondo livello di assistenza, e il concetto della terapia radiometabolica della medicina nucleare e espresso nel terzo punto e lo sviluppo, invece, di tutte le attività mediche di prevenzione e informazione è espresso nel quarto punto. E' semplicemente un diversificare i diversi livelli di assistenza distinguendo tra l'assistenza ospedaliera universitaria e ospedaliera e territoriale con i primi due punti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pacifico. E' stato proposto un emendamento orale dall'onorevole Pacifico. Se non ci sono osservazioni lo acquisiamo al testo e lo mettiamo in votazione. L'emendamento orale recita in questa maniera: dopo il punto "il potenziamento delle strutture ambulatoriali…" aggiungere un altro punto, prima del "rafforzamento dei servizi di medicina nucleare…" che dice: "integrazione delle aziende ospedaliere universitarie nella attività di assistenza ospedaliera".
Ha domandato di parlare il consigliere Cachia. Ne ha facoltà.
CACHIA (La Margherita-D.L.). Volevo cortesemente, signor Presidente, sentire tutto il capoverso come è, le modificazioni apportate.
PRESIDENTE. Tutto il capoverso diventa questo, onorevole Cachia: "Relativamente a quest'area di bisogno gli obiettivi per il triennio di vigenza del Piano sono: il potenziamento di adeguate strutture territoriali in grado di fornire una completa attività diagnostica e terapeutica; integrazione delle aziende ospedaliere universitarie nell'attività di assistenza ospedaliera; il rafforzamento dei servizi di medicina nucleare…", e rimane invariato il testo.
(E' approvato)
Emendamento numero 49, che ha avuto il parere contrario di Commissione e di Giunta. E' in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 49 che, manco ad averlo pensato prima, qui abbiamo una proposta o presentiamo una proposta che è quella di differenziare il sito dove vengono fatti gli screening per gli adulti ovvero noi non possiamo pensare di dare come riferimento per gli screening per adulti l'ospedale pediatrico. E' un tema sul quale abbiamo dibattuto anche in Commissione, noi gli screening neonatali è giusto che vadano, appunto, alla nefrologia pediatrica presso l'ospedale Microcitemico di Cagliari, ma quando si tratta di screening indirizzati verso gli adulti si indirizza al centro di nefrologia già presente presso il Policlinico universitario di Monserrato, dove esiste già una struttura e dovremo prevedere perlomeno questo differente indirizzo. E' un suggerimento, poi se si pensa di centralizzare gli screening presso il Microcitemico, vuol dire infarciremo il Microcitemico anche di pazienti adulti; questa non era la finalità del Microcitemico comunque, abbiamo già rilevato in altre discussioni il fatto che il Microcitemico per accogliere pazienti adulti, quali quelli affetti da talassemia, noi non possiamo non differenziare gli ambulatori pediatrici dagli ambulatori per gli adulti, perché oggi non c'è ancora neanche questo concetto di delicatezza e di rispetto da una parte verso i bambini o i ragazzi o i giovani e verso gli adulti che hanno bisogno, hanno esigenze diverse e la tolleranza forse è durata anche fin troppo se ancora oggi non riusciamo a maturare questi concetti, che uno è una struttura che deve accogliere bambini in età pediatrica e l'altra è una struttura che deve accogliere pazienti di età adulta che chiaramente hanno bisogno, necessità, accessibilità e tanti altri servizi differenziati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.
(Non è approvato)
Emendamento numero 177, per il quale è stato espresso il parere positivo sia dalla Commissione che dalla Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io esprimo il voto di astensione su questo emendamento nel senso che condivido la necessità che all'interno del Piano sanitario ci sia qualcosa di scritto sulle nefropatie, non condivido il metodo, nel senso che dopo che la Commissione sanità per un anno aveva discusso, dopo che due anni… insomma mi sembra veramente anomalo che un capitolo importante come quello delle nefropatie venga introdotto con un emendamento in aula. Ed alla sconfessione di quanto voi sostenete costantemente e cioè che questo Piano sanitario ha avuto all'istruzione che merita perché delle due l'una: o chi ha fatto l'istruzione era talmente distratto, sia Giunta regionale che i componenti di maggioranza della Commissione, che si accorgono soltanto che dopo due anni mancano le nefropatie nel Piano sanitario oppure, come abbiamo sostenuto noi, l'istruzione di questo Piano sanitario non è sufficiente. E nel dare il mio giudizio legato al voto di astensione sto ovviamente avendo un atteggiamento di rispetto nei confronti del problema, perché le considerazioni sostanziali che si potrebbero fare sono tantissime. La prima che mi viene in mente nel leggere l'emendamento, insomma, che non si è preso in considerazione il fatto che la Sardegna ha una emergenza nefrodialitica nel periodo estivo, quando succede che tra i turisti che arrivano in Sardegna ce ne siano una parte importante che ha bisogno di trattamenti dialitici - per cui ci sono strutture, basta parlare per esempio di quelle di Muravera ma perché tante volte sono arrivate all'attenzione dell'opinione pubblica per la carenza che ha costretto addirittura il sindaco di Muravera a prendere in affitto una villetta all'interno della quale localizzare un rene artificiale per poter fare la dialisi a coloro i quali dovevano venire in vacanza a Costa Rei o comunque nella costa sud orientale della Sardegna - ecco, non aver pensato a questo, coloro i quali hanno materialmente steso l'emendamento, dimostra quanto sia stato affrettato l'emendamento e quanto, probabilmente, un supplemento di istruttoria di questo provvedimento avrebbe evitato all'Aula l'approvazione frettolosa di emendamenti mal scritti che peraltro parlano di un problema fondamentale, per cui non mi sento di votare contro l'emendamento 177.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Questo è un tema che merita ben più di 3 minuti di riflessione, perché è uno di quei temi che è stato dimenticato o fatto ricomparire eventualmente con un emendamento anche abbastanza frettoloso perché davvero pensare a 80 mila cittadini che hanno un'insufficienza renale cronica non dializzate, molto probabilmente un pensiero importante che è stato destinato a questo tipo di pazienti, a questa patologia in particolare, le nefropatie. Io ritengo che nella proposta dell'emendamento 103, quando si parlava di un disegno di legge per l'Alzheimer, pensavamo e abbiamo pensato sempre che determinate categorie di pazienti hanno bisogno di una garanzia anche di legge, di una garanzia di legge per poter aver sancito il diritto all'assistenza e soprattutto alle terapie. In questo caso specifico io voglio ricordare che per i nefropatici esiste anche una normativa specifica, esistono delle risorse già assegnate, esiste un'assistenza che viene esercitata anche tramite l'azione degli enti locali e, devo dire, che molto probabilmente rispetto a un concetto espresso dal collega Frau non è il percorso quello del garantire anche con delle leggi determinate categorie di pazienti. In un sistema giuridico che abbia la validità di essere un sistema giuridico adeguato, molto probabilmente noi abbiamo ancora bisogno di norme e avremo ancora bisogno di norme per garantire l'assistenza, altrimenti non avrebbe neanche significato avere un Piano sanitario, collega Frau. Questo per dire che non siamo noi e neanche questo podio a poterci mettere nelle condizioni di definire leggi nazionali o definire eventualmente leggi regionali e definirle con affermazioni personali, peraltro improprie. Io credo, nel caso specifico, che noi possiamo riconoscere, nell'ambito di questa proposta, una validità all'emendamento, ma non lo votiamo e ci asterremo su quest'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Avrei votato volentieri a favore di questo emendamento perché leggendo il Piano appena è stato presentato in Commissione avevo avuto modo di notare che, nonostante i validi e valorosi estensori di questo Piano, si erano dimenticati che l'8 per cento della popolazione sarda è affetta da un male ai reni. Purtroppo solo una minima parte di questi pazienti, di questi malati, riesce ad avere il trapianto, tutti gli altri devono ricorrere alla dialisi e il fatto che non fosse riportato nel Piano nessun riferimento alle malattie renali è un fatto gravissimo che dimostra il pressappochismo con cui questo Piano è stato predisposto. Mi dispiace che fra validi aiutanti dell'Assessore - mi riferisco soprattutto al collega Frau, ma principalmente al relatore di maggioranza, onorevole Pacifico - che abbiano aspettato solo questo momento per poter presentare un emendamento che facesse riferimento a queste malattie. Sono d'accordo col collega Vargiu, voi dite tutto e il contrario di tutto in quest'emendamento perché dite che bisogna garantire una rete di strutture nefrodialitiche adeguate alle esigenze dei diversi territori della ASL, salvo poi scoprire che quelle poche che funzionano, tipo la villetta presa in affitto al sindaco di Muravera per poter garantire la dialisi a coloro i quali si recano a trascorrere le vacanze in quel territorio, salvo poi questi pazienti essere respinti perché non c'è la possibilità per garantire la dialisi a tutti. Ma ne aggiungono un altro per il dottor Frau che conosce bene la situazione della dialisi del Medio Campidano. E' stata aperta una dialisi a Villamar, mi pare, con pochissimi posti letto che non garantiscono il soddisfacimento di tutti gli utenti di quella zona, tant'è che molti sono costretti a trasferirsi ad Oristano. Ecco, voi tutti questi aspetti di questa malattia non li prendete in considerazione in quest'emendamento perché dite poi, al secondo punto, "adottare piani operativi in sinergia tra nefrologia, cardiologia, diabetologia, medicina generale". Cosa significa questa frase? Significa che non volete neanche affrontare il problema, significa che non avete cognizione di quello che è lo stato dei dializzati in Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io condivido le valutazioni che hanno portato i miei colleghi a dichiarare da subito il voto di astensione su questo emendamento e cioè non un voto contrario perché la carenza originaria nel Piano di disposizioni, accenni, valutazioni e indirizzi di politica sanitaria su questa questione, era una questione che è emersa, per chi ha lavorato su questo Piano, in maniera evidentissima. Certamente non possiamo votare contro questo testo che in qualche modo almeno colma una lacuna. Però non possiamo, evidentemente, votare a favore perché il testo, anche a un qualunque lettore disinformato sulla materia, appare in tutta evidenza come una frettolosa sintesi di alcuni vaghi, estremamente, troppo estremamente sintetici dati statistici sull'insufficienza renale cronica, non dializzata o sulla fase dializzata che colpisce e che riguarda 2 mila persone in Sardegna. Al di là di questi dati in realtà c'è una frettolosa analisi della situazione, una valutazione molto generica e un'indicazione altrettanto generica di quali sono le linee, gli atti di indirizzo, le decisioni che questo Piano contiene per far fronte a questo problema. Una serie di enunciati molto, molto vaghi che si concludono con una scontata previsione di istituzione di una commissione regionale per l'assistenza nefrologica che evidentemente è una delle tante commissioni, dei tanti strumenti di consultazione che questo Piano contiene, uno in più o uno in meno forse non cambierà nulla, in realtà lava la coscienza di chi si è dimenticato di questo problema in questo strumento di pianificazione sanitaria e non dà niente di nuovo riguardo alla concretezza delle decisioni di politica sanitaria che dovrebbero far fronte al problema stesso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Assessore, Presidente e colleghi, quest'emendamento a parte la solita Commissione onnipresente alla quale in questo Piano ci dovremo abituare visto quante Commissioni ci siamo inventati e la cui utilità continuo sempre a discutere, contiene una parte abbastanza seria del mio discorso, non ho capito bene e chiedo spiegazioni magari al collega Frau, la fase dializzata riguarda oltre duemila persone in Sardegna tra dializzati e trapiantati. Forse la fase ideale di trapiantato non fa dialisi perché è trapiantato e ha un rene nuovo quindi sicuramente intende dire qualcosa di diverso o comunque di poco chiaro e vorrei capirne il senso. Però vorrei dire che qui non è previsto per esempio tra le patologie che bisogna indicarle tra quelle che vanno in evoluzione verso l'insufficienza renale cronica il renecolicistico ché è una delle cause più importanti oltre le malattie autoimmuni anche, ma in ogni caso non toglie sostanza al senso dell'emendamento che condivido. Però colgo l'occasione per sottolineare anch'io già la dimenticanza di ricordarsi in un capitolo del genere il Piano sanitario regionale e questo la dice lunga sull'attenzione che si è posta in Commissione all'elaborazione di questo Piano che è un Piano comunque carente, un Piano che se fosse stato approvato con la dovuta serenità nessuno ci avrebbe detto che la Regione sarda ha elaborato un Piano sanitario regionale dimenticandosi di un capitolo così importante delle patologie importanti, e per l'incidenza e per i risvolti sociali che ha. Però l'argomento è talmente importante che quando ne abbiamo parlato in aula per esempio a Isili è stato istituito un nuovo centro dialisi, è aumentata moltissimo l'utenza, si è triplicato il numero si è creato un terzo turno e se ci fosse un ulteriore dotazione di personale anche di poco personale si ridarebbe soddisfazione nel territorio a gente che ancora oggi è comunque costretta a recarsi lontano per ricevere questo tipo di prestazione dialistica. Ma una cosa che assolutamente non riesco a capire sull'attenzione che si pone magari il Presidente per una volta mi concederà un minuto in più, vedo che il tempo è tiranno, al Brotzu che ha visto il riconoscimento del proprio ruolo di ospedale di importanza anche nazionale perché si hanno tre importanti alte specializzazioni tra cui quella dei trapianti,un importante coordinatore dell'attività di trapianti che aveva il riconoscimento di responsabile di unità semplice, una persona di livello che coordina i trapianti e che come a buonanima di Ricchi non era diventato primario soltanto perché...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Liori...
LIORI (A.N.). Soltanto per dire che gli è stato tolto con una coerenza su quello che si vuole fare assolutamente discutibile, gli è stato tolto questo ruolo senza nessun criterio secondo me non prestiamo assolutamente la dovuta attenzione e per quanto ci sforziamo di scrivere cose belle, cose anche condivisibili poi nei fatti questa amministrazione della sanità è assolutamente carente nei fatti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Liori. L'onorevole Ladu Silvestro non è in aula, decade.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna) Grazie Presidente. Solo per dire che l'osservazione del collega Liori è corretta, in realtà qui è scritto male, è ovvio che la fase di dialisi non riguarda chi è stato trapiantato per cui io concluderei la fase dializzata riguarda oltre duemila persone in Sardegna. Togliendo "tra dializzati e trapiantati" perché chiaramente in questo caso non ha nessun senso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Frau. E' in votazione l'emendamento numero 177 con l'emendamento orale proposto dall'onorevole Frau che propone di cancellare "nella fase dializzata riguarda oltre duemila persone in Sardegna tra dializzati e trapiantati togliendo le parole "tra dializzati e trapiantati" e quindi finendo la frase con "Sardegna"
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Per chiedere il voto elettronico, grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Artizzu, è stato chiesto il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 177.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Sanna Matteo si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Farigu - Gallus - Ladu.
Si sono astenuti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Caligaris - Cappai - Contu - Diana - Liori - Moro - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Matteo.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 47
astenuti 11
maggioranza 24
favorevoli 44
contrari 3
(Il Consiglio approva).
Passiamo al punto 2.3 "altre aree" votando il testo delle "Donazioni e trapianti". Onorevole Contu, capisco la sua voglia di fare dichiarazioni di voto ma avevamo detto che la votazione per parti dei testi è soltanto di natura tecnica per consentire alla Presidenza un lavoro più corretto. Le chiederei pertanto se è possibile cancellare la sua prenotazione. Grazie onorevole Contu.
(Sono approvati)
Passiamo agli emendamenti aggiuntivi a questa parte cominciando a votare l'emendamento numero 244 per il quale il relatore e la Giunta hanno espresso il loro parere contrario.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. L'emendamento è un emendamento riteniamo indispensabile in quelli che sono gli obiettivi da porre per il triennio per questo servizio e noi sappiamo e abbiamo valutato per altro si valutano anche nell'ambito del Piano le difficoltà e i punti critici dell'attività di prelievo e di trapianto di organi e tra i punti critici emerge soprattutto quelli che sono il bisogno primo, quello di avere a disposizione dei potenziali donatori considerando pure il fatto positivo che in Sardegna l'opposizione all'espianto, al trapianto è molto più bassa rispetto a quella nazionale che comunque sia in Sardegna rispetto alle medie nazionali c'è anche la buona predisposizione a donare gli organi. Questo ha favorito nel tempo la realizzazione anche dall'analisi dei dati che vengono forniti con il Piano c'è una buona attività di trapianti in Sardegna e devo dire che questo ci fa onore e ci è riconosciuto anche a livello nazionale. Però come spesso e volentieri si è rilevato noi abbiamo rilevato anche in questo caso che uno dei più grossi problemi, ai quali si va incontro, è quello di poter potenziare l'attività di espianto e trapianto se si hanno a disposizione le risorse. Ovvero nell'emendamento si richiede il potenziamento degli organici nei servizi che eseguono e sopportano l'attività di trapianto, nei centri di trapianto di Cagliari e Sassari. Credo che non sia una proposta che può lasciare inascoltato questo tema, credo che la sensibilità dei colleghi della maggioranza e dell'Assessore, contrariamente a quello che è stato il parere espresso dal relatore e dall'Assessore, possa trovare eventualmente un'attenzione maggiore di quella che non è stata dedicata fino a adesso. Insomma, il grido d'allarme che c'arriva da questi centri è di avere più risorse umane. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Contu.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, per concordare quest'emendamento che è ho sottoscritto e mai come oggi arriva puntuale. E' di oggi la notizia sul giornale che l'ospedale Brotzu comunica che cesserà l'attività di trapianti cardiaci per carenza di personale, di quella dotazione organica che è necessaria e che può permettere una continua attività. Perché questa attività di trapianti, colleghi, richiede una sorveglianza continua, un'attenzione diuturna perché si può essere all'ertati alle quattro del mattino e bisogna essere vigili per organizzare da qualunque momento in poi un trapianto che entro poche ore deve essere eseguito. Non è sempre facile trovare la persona a domicilio, anche il soggetto che deve ricevere il trapianto, bisogna inseguirlo attraverso i carabinieri, bisogna fare tante cose che assolutamente senza una macchina complessa, ben organizzata in cui spesso la passione e la volontarietà della gente supplisce tante carenze, però non è giusto che le strutture pubbliche si approfittino del volontariato, della passione dei medici, degli infermieri, dei tecnici, di coloro che magari la mattina presto rientrando da Roma cadono sbattendo su uno sperone di roccia in cima una montagna. Queste persone che si dedicano veramente con passione a quest'attività noi le dobbiamo sopportare. Ha detto bene il collega Contu: la Sardegna primeggia tra le Regioni d'Italia per il numero di donazioni. Qualche anno fa un paese come Aritzo, un paesino che quando sale alla cronaca spesso non arriva mai alla cronaca nazionale se non perché succede qualche fatto eclatante, ha avuto una trasmissione televisiva in diretta, da una tv nazionale che è durata un pomeriggio, perché ha un indice di donatori di midollo che è spaventoso rispetto al resto d'Italia. Queste sono le cose che ci fanno diventare orgogliosi che però ci obbligano ad assumere, verso questa volontà dei sardi di essere generosi e di dare, di dare anche un supporto noi Consiglio regionale che ci permetta che queste donazioni non diventino inutili e vengano perse com'è capitato qualche tempo fa per un donatore di fegato, come può capitare oggi per qualche donatore di cuore perché l'attività dei trapianti del Brotzu si è bloccata, o hanno dichiarato i colleghi che sono nelle condizioni di bloccarsi. Vi chiedo di intervenire e di dimostrare ancora una volta coi fatti, che questi fatti seguono le parole o perlomeno gli scritti che avete dichiarato in queste pagine del Piano sanitario a cui bisogna dare anche a noi la capacità di crederci con i fatti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Liori. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. L'Assessore della sanità o dialoga col collega oppure risponde al telefono, ma poco fa per ascoltare quello che noi facciamo che noi diciamo e i suggerimenti che noi in qualche modo cerchiamo di dare. Ormai è abitudine dell'Assessore della sanità non ascoltare quando la opposizione cerca di fare qualche proposta seria. Voi dite tra gli obiettivi per superare le insufficienze su indicate, obiettivi per il triennio di vigenza del Piano; allora, cominciamo a dire che è per il biennio, non per il triennio, perché un anno è già trascorso, quel Natale da quando lei aveva promesso il Piano è già volato via, Assessore. Dite che la cosa più importante è aumentare il numero dei donatori segnalati e di donatori effettivi. Se mi spiegate cosa vuol dire segnalati ed effettivi poi cercherò di ragionare in altro modo. Noi, invece, vi diciamo che al primo posto, al primo punto, fra gli obiettivi che vi suggeriamo, c'è quello di realizzare complessivo potenziamento degli organici nei servizi che eseguono supporto dell'attività di trapianto. Perché io sono un operatore del Brotzu e ho sentito le lamentele di chi vi opera, Assessore, probabilmente lei non se n'è mai preoccupata perché vivere in un altro mondo, lei fa riferimento sempre realtà diverse, da quelle della Sardegna, e penso che mi comprenda chi le siede a fianco. Io ho sentito sempre altre problematiche, che sono quelle del potenziamento delle organici. La carenza di organico al centro trapianti del Brotzu, che è l'unico che io conosco, ha determinato spesso e volentieri la partenza di organi dalla Sardegna al continente perché qui non si era in grado di effettuare tutti quei trapianti. Allora, che cosa costa mettere al primo punto questo? Io lo sono: costa danaro. Servono soldi per potenziare gli organici. E danaro questo Piano non ha. Quindi è chiaro che non potevate mettere al primo punto realizzare il complessivo potenziamento degli organici. E' chiaro, perché state imbrogliando i sardi. State dicendo che state facendo un Piano per risolvere i problemi della sanità in Sardegna senza può indicare con quali fonti di finanziamento. Ecco perché non lo mette al primo punto questo nostro emendamento. Mi meraviglia che i grandi luminari di quest'Aula che hanno partecipato all'estensione di questo Piano, mi riferisco sempre all'amico Pacifico e al collega Frau.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Io continuo a pensare che, almeno questa prima parte, una parte illustrativa della parte conoscitiva delle patologie che sono presenti in Sardegna, in molti tratti si dà spazio alle enunciazioni, quasi retoriche, poiché è vero la Sardegna ha un posto preminente nelle donazioni, in Italia, anzi ha una percentuale superiore alle percentuali riportate a livello nazionale. Questo fa onore ai sardi, fa onore a tutti noi. E' vero che questo è anche un elemento che può essere aumentato con le opportune misure, che sono elencate peraltro nel secondo capoverso dell'articolo, ma ammettiamo per ipotesi che tra sei mesi possano raddoppiare i donatori, io non sono un tecnico del settore leggo e da ciò che leggo ne estraggo il significato in un concetto, io credo che lo scrivere, parliamo di scrivere, perché qui non stiamo parlando d'altro che di ipotesi e di scrivere, dove si dice che è necessario aumentare il numero dei donatori segnalati e dei donatori effettivi, al collega Cappai dico che i segnalati sono quelli che diranno: "Io tornerò l'organo", gli effettivi sono quelli che prima di andare all'altro mondo, perché sono segnalati prima, vengono estratti gli organi. Che bisogna monitorare l'attività dei centri trapianti, senz'altro; provvedere all'istituzione della banca di sangue placentare, giusto; favorire lo sviluppo di attività di ricerca, giustissimo; predisporre un idoneo servizio di accoglienza di sostegno, ancora giusto. Ma che difficoltà c'è siccome siamo a livello di scrittura, stiamo scrivendo, è necessario questo, questo, e quest'altro, giusto. Ma io ritengo che sia necessario anche potenziare l'organico, cioè scriverlo oggi perché domani se dovesse andare a regime, così come ci si auspica, le donazioni, è necessario che ci sia un potenziamento d'organico ed allora cosa costa scriverlo? Perché non si sta dicendo: "Assumete da domani l'organico". Si scrive: "E' necessario potenziare anche la pianta organica". E' una cosa naturale, logica e consequenziale a tutto ciò che è scritto nel capoverso "donazioni e trapianti". E perché non si voglia fare, non lo capisco. Esprimo quindi, in questo caso, perplessità sul titolo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io voterò a favore dell'emendamento. E poco c'è da dire sul capitolo "donazioni e trapianti", se non una cosa, sulla quale i colleghi della maggioranza dovrebbero forse riflettere: che tutto quello che è nel capitolo "donazioni e trapianti" è condivisibile, ma il problema fondamentale dei trapianti in Sardegna è la dotazione economica per far funzionare i servizi. Nel senso che "L'unione sarda" di ieri scriveva che le attività trapiantologiche e cardiache, presso l'Ospedale Brotzu, erano sospese, salvo urgenze. Non riesco a comprendere cosa voglia dire "salvo urgenze" forse è un refuso giornalistico, perché un trapianto di cuore è di per se stessa una urgenza. Salvo urgenze, in quanto mancavano i tecnici perfusionisti. E, nei mesi scorsi, si sono succedute e sono state accompagnate anche da interrogazioni, svolte in quest'Aula, la maggior parte delle quali rimaste senza risposta, nei mesi scorsi si sono succedute le denunce sulla carenza di personale, di strutture, di rapporto, di raccordo sull'attività trapiantologica. Perché l'attività trapiantologica è ad alto costo. Quindi, noi dobbiamo decidere se la vogliamo svolgere in Sardegna, sì o no. Esattamente come quando parliamo dell'Ospedale di Sorgono, dobbiamo decidere quali sono le prestazioni che vogliamo dare a Sorgono. Ma quelle che vogliamo dare a Sorgono devono essere dello stesso livello qualitativo di quelle che diamo a Cagliari. Lo stesso discorso vale sui trapianti. Cioè, se noi vogliamo fare i trapianti di cuore, di fegato, di rene in Sardegna debbono essere fatti con lo stesso livello qualitativo con cui si fanno a Milano, altrimenti dobbiamo avere il coraggio di dire i sardi che non abbiamo i soldi per fare i trapianti in Sardegna, per cui che si vadano a fare fuori Sardegna, con un livello qualitativo dell'attività di trapianto che è quello che il paziente merita. Quindi, è questo il ragionamento che dobbiamo fare e, in questo capoverso, donazioni e trapianti, di tutto si parla tranne che delle risorse economiche, necessarie per far funzionare le apparecchiature, che devono essere della più alta qualità possibile, collegate con le strutture trapianto e della dotazione organica, che oggi noi sappiamo, chi si occupa di sanità, è assolutamente insufficiente rispetto agli obiettivi dell'attività trapiantologica sarda.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 244, per il quale è stata richiesta la controprova. Onorevole Vargiu su che cosa?
VARGIU (Riformatori Sardi). No, volevo chiedere il voto elettronico, lo chiederò per l'emendamento successivo.
PRESIDENTE. Grazie.
(Non è approvato)
Emendamento numero 245, è in votazione, con il parere negativo del relatore e della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, l'emendamento fa il paio con il precedente, immagino che cada nella stessa assenza di risposte da parte della maggioranza. Fa il paio con il precedente perché ricorda che nelle strutture che si occupano di attività di trapianti, se ci devono essere, è necessario che siano di altissimo livello i servizi. Nel senso che non è pensabile fare attività di trapianto dove non esiste una tac, dove non esiste una risonanza magnetica, dove il servizio di anestesiologia e di rianimazione non è adeguato, dove l'attività della medicina legale non è sufficiente a garantire l'accompagnamento del paziente, potenziale donatore verso la donazione, dove non esiste un servizio di psicologia che supporti i pazienti prima e dopo il trattamento ed, eventualmente, anche le loro famiglie. Cioè, colleghi, l'attività di trapianto costa soldi e costa soldi, molti! Allora noi dobbiamo decidere se la Sardegna se la può permettere o non se la può permettere. Altro che potenziare la cultura della donazione, certo, è una cosa buona, ma gli organi donati possono essere anche mandati fuori dalla Sardegna e i nostri pazienti possono essere trattati coi trapianti fuori dalla Sardegna, se questo dà maggiori garanzie di riuscita del trapianto e, soprattutto, dà garanzia che non ci siano pazienti in lista d'attesa, che finiscano la loro esistenza terrena nella lista d'attesa, perché non c'è un sincronismo nell'operazione, nell'azione del trapianto, per cui, vengono persi organi o ci sono reparti che dichiarano di essere chiusi, se non per urgenze e sino a quando non avranno i perfusionisti. Questo è ciò che crea sconcerto nei sardi, perché l'articolo apparso sull'unione sarda di ieri, crea sconcerto nei sardi. E' a questo che noi, come Consiglio regionale, dobbiamo dare risposte, non potete essere sordi rispetto a queste esigenze. Quindi, le risposte devono esserci, perché per la sanità i soldi devono esserci, altrimenti i trapianti li facciamo a Milano, a Torino, a Genova, dovunque voi volete, dando garanzie ai pazienti sardi di non morire in lista d'attesa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Ma nell'esame del Piano e di tanti paragrafi, di tante proposte similari, ne abbiamo colte e ne coglieremo altre, dove la maggioranza ha ritenuto opportuno inserire, appunto, dove si riconoscessero delle necessità, volta per volta, di personale, di risorse, di strumentazione, eh, il dibattito è stato abbastanza approfondito e, volta per volta, si sono fatte delle scelte. Bene, in questo caso specifico, pur riconoscendo l'alta valenza, la grande importanza ma, soprattutto, la grande umanità che caratterizza i sardi, nel campo delle donazioni, che poi alla fine sono quelle che ci gratificano, perlomeno in due modi, uno direttamente, perché diamo speranza di vita a qualche paziente che rinasce a nuova vita, col trapianto di organi od organo, e noi pensiamo che tutto questo, dal primo trapianto di rene fatto in Sardegna, ai trapianti che oggi vengono fatti, eh, noi pensiamo di poter cancellare tutto questo, così, senza neanche una riflessione da parte della maggioranza, senza un intervento, senza qualificare assolutamente questo tema? Ma io direi: "Vergognatevi! Vergognatevi, vi dico!" Perché davvero su un tema così importante, non avete speso una parola, è una vergogna per voi. E' una vergogna!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi per gentilezza, è la più brutta espressione in quest'Aula. Prego onorevole Contu.
CONTU (F.I.). E allora, nell'esprimere il mio parere positivo a favore dell'emendamento 245… sì, vi brucia, vi brucia, dirvi la verità vi brucia, è questo il reale problema.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, per gentilezza!
CONTU (F.I.). Che vi brucia dirvi la verità.
(Interruzione)
Eh, Marrocu dovresti vergognarti di un sacco di cose, per oggi e per domani, per te e anche per le prossime generazioni!
PRESIDENTE. Onorevole Contu, la prego, completi il suo intervento, non accetti le provocazioni. Eh, un po' le richiama, magari le fanno comodo dialetticamente, ma non le accetti, abbia pazienza!.
CONTU (F.I.). Grazie, volevo non essere provocato, ma se lei non mi garantisce la possibilità di intervenire. Abbia pazienza Presidente. Io, nella mia massima serenità, vorrei esprimere quello che penso. Quindi, garantire adeguate risorse finanziarie, perché si raggiungano i più alti livelli di standard di qualità nei servizi di trapiantologia. Credo che non sia un fatto inconsueto, se qualcuno di voi davvero, in merito, trova le risorse e le energie mentali per esprimersi a favore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). voterò contro questo emendamento che per altro non per il contenuto che mi sembrerebbe quasi ovvio di garantire risorse finanziarie per assicurare la qualità dei servizi e di strutture tecnologicamente avanzate, più alta, però c'è un capitolo che è successivo che è quello del governo economico del servizio sanitario regionale che tratta la materia delle risorse e che quindi si riferisce complessivamente a tutto il Piano, in questi giorni in cui la Sanità è sotto processo, non è la prima volta, forse non sarà neppure l'ultima, perché gli ospedali non sono tenuti in modo adeguato sono …, sporchi, non si lavano le lenzuola sono ad alto rischio addirittura hanno dato percentuali, io sono rimasto abbastanza di alibito, percentuali gravissime di affezioni che si contraggono in ospedale e mi chiedo come mai tutto questo e noi paghiamo di alta tecnologia, di risorse finanziarie, di apertura di strutture, di riconoscimento di strutture esistenti che devono diventare un riferimento per il Sistema sanitario regionale perché succede questo,succede questo semplicemente per una cosa che è stata decisa non oggi ma tanto tempo fa, diversi anni fa, quando si è cominciato a dire: il pubblico è …, i diritti sono un privilegio, c'è stata una stagione, diritto al lavoro, diritto allo studio, la salute, diritto alla casa, una grande stagione politica e adesso c'è una controstagione, una stagione che riduce i diritti, che colpisce i diritti fondamentali,
PRESIDENTE. Onorevole Uras la prego di attenersi all'argomento all'ordine del giorno, capisco che sia allettante il tema però…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Io sono brevissimo, grazie Presidente e ringrazio intanto il collega Uras perché dà lezioni di politica sociale, grazie, grazie, sto solo ringraziando. Ma vede, questo emendamento, in effetti, dimostra quello che è detto poc'anzi, ci sono due contraddizioni una è contenuta nell'emendamento l'altra è contenuta nella esposizione del Piano. Perché io posso dire e noi sappiamo tutti, ad esempio, che non siamo dotati di una rete ferroviaria elettrificata, per cui il percorso ancora tra Sassari e Cagliari comporta un tragitto che sia attorno alle 3 ore. Ebbene, nessuno impedisce di mettere il Piano di sviluppo socio economico della Sardegna, chiunque vada al Governo, chiunque sia al Governo, realizzeremo la rete elettrificata che consentirà in un'ora e un quarto il collegamento fra Sassari e Cagliari, scriverlo, a fianco invece è necessario scrivere e doteremo questa attività, questa iniziativa delle risorse pari a…affinché si possa realizzare questo tipo di investimento. E' questo che si dice, e allora… affinché…perché io parto dal presupposto, che fino a prova contraria, ciò che si dice e si legge è sempre scritto non solo in buona fede ma nell'interesse della comunità, ma affinché non si possa dire che siamo di fronte sempre a delle bellissime enunciazioni, a delle ovvietà scritte, a delle ovvietà logiche, conseguenti, ripetute sino all'inverosimile cioè al solito libro dei sogni, è necessario equiparare ciò che si dice con la dimostrazione che si ha la disponibilità di fondi se no, se non fosse così, io spero di arrivarci, in quanto il collega Uras ha detto che le disponibilità finanziarie esistono, perché lui l'ho visto l'ha detto ieri, perché se no è un'ennesima presa in giro a questa nostra gente di Sardegna. Quello di far leggere un bellissimo libro, con delle speranze ottime, con delle ottime prospettive, ma quando, come, verranno queste analizzate sinceramente qui non c'è ancora scritto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, mi dispiace che non sia in aula l'onorevole Uras che ogni tanto interviene, se devo essere sincero condivido anche molte delle sue considerazioni. Io mi domando ancora una volta Assessore come si fa a dire no a questo emendamento. Io porto sempre esempi lampanti, io sono un cardiopatico Assessore, ho avuto un infarto, e da due anni non funziona e non Brotzu un apparecchio: l'apparecchio per la scintigrafia miocardia. Probabilmente lei mi risponderebbe non è colpa mia, dico probabilmente, quest'apparecchio è dislocato nella medicina nucleare del Brotzu, questo reparto è stato oggetto di ristrutturazione, la ristrutturazione in è finita da sei mesi e questo apparecchio ancora non funziona, perché ormai, dopo due anni di inattività sembrerebbe che non sia in grado di funzionare. Eppure, nella ripartizione dei fondi per l'ammodernamento delle apparecchiature tecnologiche, lei al Brotzu ha dato un quantitativo di danaro inferiore percettualmente ad altri ospedali e quindi probabilmente non con cognizione di causa ma probabilmente per altre spinte. E allora, perché non inserire approvare questo emendamento, che altro non dice che bisogna garantire adeguate risorse finanziarie che consentano di raggiungere più elevati standard di qualità di servizi e di aggiornamento tecnologico delle apparecchiature. Noi operiamo nella Sanità o almeno molti di noi operano Assessore, e che cos'è che vi spinge a bocciare questa emendamento? Continuo a ripetere, gli imbrogli ai sardi, perché questo è un Piano senza fondi Assessore, perché è pieno di belle parole, però di fatto, di concreto, non siete nelle condizioni di garantirne la copertura finanziaria. Io chiedo, sempre al collega che lei ha affianco: se fosse da questa parte condividerebbe o meno questo emendamento? Io sono convinto che l'Assessore Dadea lo condividerebbe, perché conosce quelli che sono i reali problemi. Lei invece che viene d'oltremare i problemi della Sanità sarda non li conosce, non li vuole conoscere, e non li vuole sentire. Tant'è che si è rivolta sempre all'esterno per avere consulenze, esterne che niente hanno a che fare con la conoscenza dei problemi della Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Bene, onorevole Cappai mi rivolgo direttamente a lei perché ho già salutato tante volte i colleghi assessori e presidente in quest'aula che ritengo un gioco inutile ripeterlo, io non so no d'accordo con lei l'assessore dirindin conosce bene i problemi economici della Sardegna non ha bisogno di consulenti per capire quali sono i fondi che sarebbero necessari per la nostra Isola. Io questo per carità gliene do atto. Quello che io non capisco in questa specie di schizofrenia, infatti più avanti ci occuperemo di problemi psichiatrici, chi afferma i un Piano che bisogna migliorare, che bisogna potenziare i servizi, aprire nuovi centri, potenziare le prestazioni, migliorare la qualità delle prestazioni, comprare attrezzature, mentre la sanità sarda in condizioni di fare quel passo in avanti che finalmente la meta non dico all'avanguardia.
PRESIDENTE. Onorevole Liori stiamo parlando della sanità sarda, si tratta però di un tema molto specifico ottenersi anche lei al tema specifico. Onorevole Diana non ho bisogno del suo aiuto la ringrazio. Non ho bisogno del suo aiuto la ringrazio molto Onorevole liori is si attenga al emendamento 245 faccia la cortesia.
LIORI (A.N.). L'emendamento 245 chiede fondi adeguati a quello che si vuole fare, e quindi anche io non posso che rimarcare la necessità di questi fondi, perché non si può dire ai sardi che noi vogliamo fare tutto quello che c'è scritto in questo piano, perché se riuscissimo a farne un decimo io voterei per questa Giunta la prossima volta, e proporrei l'Assessore per un premio per esserci riuscita a fare quello che dice di voler fare qui, se non mi dice, non mi diventa credibile, perché i segnali che noi abbiamo sono di tagli, la verità è che si sta amministrando la Sardegna e che ciò che ci aspetta sono lacrime e sangue e ai sardi non si ha il coraggio di dire che in realtà non è vero che quei fondi che arriveranno dal governo, se mai arriveranno, li vogliamo vedere, saranno destinati a potenziare i servizi, la sanità, perché quello che abbiamo detto anche poc'anzi, che non c'è personale, che addirittura emergenze, non urgenze, emergenze come quelle dei trapianti in Sardegna non vengono garantiti da quando c'è questo Assessore, perché non si presta la dovuta attenzione, non si danno le dovute risorse, le dovute dotazioni anche di personale, oltre che di strumenti e di fondi per far funzionare il sistema, e poi ci permettiamo di far credere ai sardi, e noi dovremo essere complici di questo disegno, che dice ai sardi che vogliamo migliorare la sanità con questo piano. Ma i sardi non sono stupidi, stanno leggere i segnali che arrivano e il Consiglio regionale, in particolare l'opposizione, ha il dovere di evidenziare questa incongruenza. C'è una discrasia assoluta tra ciò che si intende fare, e ciò che si dice di voler fare con quello che in realtà stiamo facendo, perché fino ad oggi abbiamo dato segnali di tutt'altro segno, opposti a quello. Ecco perché questo emendamento, io mi permetto di sottolinearlo, è uno dei grandi temi che abbiamo detto di rimproverare a questo piano sanitario regionale è un libro dei sogni…
PRESIDENTE. Grazie. Prima di dare la parola all'onorevole Moro per dichiarazione di voto voglio precisare, che non voglio essere antipatico però mi sembra che le norme regolamentari le conosciamo tutti, e quando si parla di emendamenti specifici il tema che si tratta è la specificità dell'emendamento. Non si può, stiamo parlando di piano sanitario è finita la discussione generale, è finita tutta una serie di altre fasi operative del piano, stiamo parlando di emendamenti che riguardano materie specifiche. Prego i colleghi di non costringermi a fare cose che non voglio fare, per le quali non voglio essere rimproverato, però mi sembra che sia questo un richiamo opportuno e comunque io lo ritengo opportuno e lo faccio.
Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Presidente, grazie. Però le dico la verità che noi non abbiamo bisogno di questo richiamo da parte sua, per il semplice motivo, che quando un collega vuole affrontare un argomento, seppur specifico, deve fare dei ragionamenti. Per cui ci possono essere dei ragionamenti che ha anche degli esempi…
PRESIDENTE. … sono sicuro che ci siamo capiti onorevole Moro…
MORO (A.N.). … ci siamo capiti, però lei non può, tra l'altro, 3 minuti è difficile sintetizzare i problemi di questa portata e lei addirittura sta dicendo che guarda in quella in questi tre minuti tu non puoi fare nessun ragionamento perché se non parli, e se non usi le stesse parole che vengono usate nello specifico emendamento dice sei fuori tema. Grazie non è così. Pertanto le chiederei di avere maggiore, mi scusi se mi permetto, anche per l'età che ho, della elasticità mentale da parte del Presidente di accettare quelli che possono essere le diverse digressioni da parte dei colleghi. Le dico, che sinceramente, tornando al discorso che le contraddizione in questo piano, tra l'altro uso un termine improprio, perché lo chiamo piano, ma piano non è; ed è ormai di dominio pubblico le contraddizioni emergono soprattutto quando si parla di obiettivi. Allora noi per cercare di dare un contributo, se pur a dei sordi che non vogliono sentire, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Stiamo parlando che per poter garantire dei livelli accettabili, dico io, perché ciascuno di noi potrebbe usare anche dei termini diversi, per garantire almeno nell'espletare un problema che è sentito in Sardegna perché ci sono i vari viaggi della speranza per i trapianti, stiamo dicendo vogliamo quantizzare il problema, perché tu da tutti i discorsi che sono venuti fuori e che in questo pseudo piano vengano offerte tant'è possibilità ai sardi facendogli vedere, come se avessero il prosciutto negli occhi, facendogli vedere guarda ti stiamo preparando un piano veramente, che garantirà una salute di un certo livello a tutti e in tutti i livelli, invece così non è. Almeno nello specifico, dove oggi tutti i giorni ci sono dei dolori in questa Regione, che purtroppo devono andare fuori dalla Sardegna e quindi stiamo dicendo, mettiamo un bilancio dei soldi per vedere di portare una qualità nel tipo di intervento, perché la medicina è un problema di manualità. Se si fa un trapianto ha una certa esperienza, se se ne fanno 1000 si ha un'esperienza diversa, per cui la gente verrebbe addirittura dall'esterno per poter cercare di trovare supporto in una condizione di salute così precaria. Per cui io dico, io non mi allarmerei e non respingerei simili emendamenti, che sono una chiamata di cuore da parte di tutti guardate abbiamo stanziato questi soldi per migliorare la condizione di vita dei nostri concittadini. Questo non c'è, non è un problema di opposizione fatta muro contro muro, è un suggerimento che stiamo dando a questa maggioranza, per cercare di stilare un piano che possa avere la dignità di esser chiamato piano.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro. E' in votazione l'emendamento numero 245. E' stata chiesta la controprova …
CAPELLI (U.D.C.). E stato richiesto il voto elettronico da Vargiu. Si fidi.
PRESIDENTE. Io mi fido, ma siamo adesso in fase di votazione onorevole Capelli non è vietato chiederlo, lo sta chiedendo e lo facciamo, non c'è problema. Però si chiede al momento della votazione il voto elettronico. Se tutto i colleghi sono pronti, dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 245.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Masia ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Licandro - Lombardo - Moro - Murgioni - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 59
maggioranza 30
favorevoli 16
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 1 è in votazione con il parere contrario del relatore e della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Grazie Presidente, dopo la discussione che vi è stata io chiedo all'Aula e alla Presidenza di poter accogliere l'emendamento così corretto: dopo la parola placentare al punto provvedere all'istituzione della banca di sangue placentare aggiungere garantendo la raccolta in tutte le ostetricie. E di seguito la frase prosegue.
PRESIDENTE. Ce lo fornisce per iscritto onorevole Pacifico per gentilezza.
PACIFICO (D.S.). In tutte le ostetricie e non nei reparti e cliniche di… senza distinzione.
PRESIDENTE. Sì sì se ce lo scrivono è meglio!
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io volevo esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 1, chiedere, se fosse stato possibile, i motivi per cui ci si era espresso inizialmente un parere negativo nei confronti dell'emendamento numero 1, mi sembra di capire che il motivo del parere negativo era semantico, quindi mi sembra di capire che una volta che c'è stato un intervento con il vocabolario, che il collega Cappai normalmente porta sempre, quindi sono state corrette alcune questioni. Lo porta per quello chi ne ha bisogno normalmente non lo porta collega Lai. Quindi se c'è una correzione, se l'Aula l'accetta, personalmente credo che possa essere accettabile, nel senso che vada assolutamente nel solco nell'indirizzo indicato dalla proponente dell'emendamento esprimo il mio parere favorevole all'emendamento così come esplicitato dal relatore.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Intanto perché personalmente accolgo la modifica, e poi ovviamente esprimo il voto favorevole all'emendamento in quanto si tratta di un emendamento migliorativo del piano, se è vero che questo piano si rivolge a tutti i cittadini e a tutti i sardi. Chiede semplicemente che i bambini che nascono nei reparti di ostetricia, di Sassari, di San Gavino, di Carbonia, di Nuoro, per fare degli esempi, abbiano gli stessi diritti di quelli che nascono a Cagliari. L'emendamento chiarisce, insomma, che questa maggioranza e l'intero Consiglio regionale tengono in considerazione tutti i bambini ovunque nascano e tutte le madri ovunque risiedano, non costringendo queste ultime a partorire a Cagliari. Lo dico con dispiacere, avevo avuto l'impressione che si potessero accogliere o rigettare gli emendamenti a simpatia, quindi, ringrazio per la sensibilità l'assessore Dirindin e il relatore anche perché, la precisazione contenuta nell'emendamento è utile in quanto offre una prima cornice legislativa alla Banca del sangue placentare in attesa della legge e di un altro atto amministrativo come le linee guida. Infine, voglio dire all'onorevole Contu che l'esempio che ha citato ieri non è attinente al mio caso, io sono e resto in maggioranza lealmente e continuerò a fare le battaglie in cui credo anche se talvolta, la maggioranza, ma questo è un effetto di questo sistema che io non condivido e al quale occorre porre rimedio da subito con una nuova legge elettorale, si ricorda di qualche collega…
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, siamo sull'emendamento numero 1, il sistema elettorale lo vediamo un'altra volta.
CALIGARIS (Gruppo Misto). ...sto concludendo Presidente, l'emendamento numero 1, Presidente, dice che qualche volta, questa maggioranza, si ricorda di qualche componente soltanto quando c'è il numero legale ma avremo modo di parlare di questo in altre circostanze e mi piacerebbe, e credo che questo emendamento ce lo consenta, affermare che una coalizione seria tiene in considerazione soprattutto chi ha poche opportunità di far valere i suoi numeri e le sue contromisure. Quindi, ringrazio particolarmente per questo accoglimento perché è un regalo che facciamo a tutti bambini sardi, grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì Presidente, dichiaro di votare a favore di questo emendamento che, ahimè, mi ricorda un po' la dichiarazione di voto dell'onorevole Caligaris che aveva espresso parere contrario ad un emendamento mio analogo che tendeva solo a fare quello che tende a fare il suo, cioè a migliorare, a dare garanzie a tutti bambini in qualunque posto in Sardegna vengano al mondo, e lei ha motivato la dichiarazione di voto contraria con il fatto che era stato respinto il suo emendamento. Io invece voto a favore perché ritengo che sia un emendamento che vada nella direzione che noi vogliamo cioè a portare quel piccolo contributo che possa dare garanzie ed equità di salute in tutta la Sardegna. Anche i nostri emendamenti, in effetti, la stragrande maggioranza dei nostri emendamenti, si proponevano di dare un piccolo contributo, altri invece intendevano dare un contributo certamente più importante, ebbene, è vero che i bambini ovunque nascano debbono avere gli stessi diritti, però sempre riferendomi all'emendamento precedente io dico questo: purtroppo molti, troppi di questi bambini che nascono in Sardegna nascono con una malattia che si chiama diabete mellito e, allora, l'emendamento per il quale lei ha votato contro e che intendeva portare un servizio di diabetologia pediatrica in ogni reparto di pediatria aveva lo stesso scopo, proprio per dare la garanzia delle stesse qualità di vita a tutti bambini, non solo a quelli che nascono ma anche quelli che hanno il diritto di crescere e di crescere sani ovunque nascano in Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Per dire che noi voteremo a favore di questo emendamento perché riteniamo che sia un emendamento utile all'economia del discorso che noi stiamo facendo in merito al miglioramento dei contenuti del Piano sanitario regionale. Questo nostro voto dimostra anche che la nostra volontà non è certamente quella di fare opposizione comunque al Piano, ma è quella di creare le condizioni per un miglioramento effettivo del Piano stesso. Allora, non importa chi ha firmato, in questo caso mi fa piacere, l'ha firmato l'onorevole Caligaris, ma lo poteva aver fermato qualsiasi altro componente della maggioranza, noi comunque avremmo votato a favore perché riteniamo che questa parte sia una parte che migliora sicuramente i contenuti del Piano stesso. Ecco, io volevo invece fare una raccomandazione alla maggioranza che è quella di guardare con la stessa attenzione anche agli altri emendamenti, a quelli soprattutto che ha presentato l'opposizione, che sono altrettanto interessanti e che avrebbero potuto portare un contributo importante al miglioramento del Piano. Purtroppo, ancora ad un paio di giorni dall'inizio della discussione del Piano, ancora non abbiamo visto questa volontà. Ecco, io credo che nell'interesse dei sardi, ma del Piano stesso io credo che dovremo, d'ora in poi, almeno in questo tempo che rimane alla chiusura del Piano, andare a vedere quali sono gli elementi migliorativi da introdurre nel Piano stesso, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente, io voglio esprimere alla collega Caligaris i miei personali complimenti per la presentazione di questo emendamento e per l'importanza che questo ha e ringrazio anch'io, ringrazio iddio, che sia il Presidente della Commissione sia il relatore del Piano che l'Assessore siano ritornati, seppur in ritardo, sui loro passi, e fa meraviglia come in un primo momento, in Commissione prima, e in Aula poi, con la leggerezza che ha contraddistinto purtroppo, fino ad oggi, l'esame degli emendamenti, ma parlo degli emendamenti di questa parte, anche quest'emendamento sia stato buttato via nonostante il cui contenuto, ripeto, sia di importanza enorme e per quanto riguarda i nostri bambini che devono essere tutti eguali, che nascano a Sassari, che nascano in un piccolo centro ma, principalmente, io non sono medico ma seguo moltissimo le trasmissioni scientifiche e ho seguito l'altro ieri una trasmissione … al collega Vargiu, dove appunto si diceva che nel cordone ombelicale sono presenti importantissime cellule staminali che possono, in seguito, essere conservate ed in seguito utilizzate sullo stesso individuo quindi per curare gravissime patologie, mai vengano, di cui lo stesso individuo può essere affetto da grande. Bene! E' una grande cosa, volevo solo rimarcare la leggerezza con la quale, in un primo momento, anche quest'emendamento sia stato messo da parte, sia in Commissione, ripeto, che in Aula, per rimarcare ancora una volta che, probabilmente, una lettura attenta anche degli emendamenti dell'opposizione, di certi emendamenti, probabilmente possono portare un contributo positivo e migliorativo al Piano stesso. Quindi il mio voto è favorevole, grazie.
PRESIDENTE. Siamo in votazione dell'emendamento numero 1 per il quale è stata proposta una modifica orale che dice questo: nel quinto capoverso del sotto paragrafo "donazione e trapianti" al terzo punto degli obiettivi, dopo "placentare" aggiungere "garantendo la raccolta in tutti i reparti di ostetricia dei cordoni ombelicali.". Ho capito bene?
MARROCU (D.S.). Si.
(E' approvato)
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, mi ero prenotato con largo anticipo per chiedere la votazione elettronico palese.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, non ho dubbi su quello che lei mi sta dicendo, ma le assicuro che io prima di chiamare la votazione ho guardato lo schermo e la sua richiesta non c'era. Per cui le chiedo scusa, il voto è stato espresso, lo proporrà per il prossimo.
VARGIU (Riformatori Sardi). Qualche distrazione può capitare.
PRESIDENTE. A tutti onorevole Vargiu, anche a me quindi.
Metto in votazione l'emendamento numero 137 per il quale il relatore e la Giunta hanno espresso il parere negativo.
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì Presidente, questo è un emendamento che va nella stessa strada di emendamenti precedenti e per i quali voi, chiaramente, avete una totale preclusione quando si parla di risorse finanziarie. Ma, io mi chiedo, quando ho cominciato a fare il medico, in effetti, in Sardegna non si parlava di trapianti e l'unica possibilità era quella di andare in centri specializzati del continente, venivano chiamati allora "i viaggi della speranza" poi, piano piano, anche da noi abbiamo messo in grado gli operatori del settore di portare avanti interventi chirurgici di grande specificità per i quali, più che per altri, serve certamente capacità e competenze perché chiunque oggi è in grado di affrontare interventi chirurgici certamente meno importanti in tutti gli ospedali della Sardegna, ma quando si parla di trapianti la gente chiede solamente una cosa: chiede sicurezza, garanzia e la massima affidabilità degli operatori.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue LICANDRO.) I trapianti certamente rappresentano un'aspettativa di vita per pazienti che in altre occasioni, in altri tempi, certamente non sarebbero sopravvissuti, ma non riesco a capire come mai, nel momento stesso in cui noi ci affidiamo alla sensibilità e vogliamo sensibilizzare la popolazione perché sia meno restia a garantire alla donazione degli organi, noi invece come legislatori siamo restii a garantire una formazione specifica degli operatori del settore. Ma dobbiamo essere assolutamente in grado di mettere nelle condizioni ideali questi pazienti di ricevere le stesse capacità da parte degli operatori, le stesse capacità, le stesse professionalità, anche le stesse professionalità delle sale operatorie e di quelle che ci sono nel continente. Mi chiedo, non per insistere sempre sullo stesso punto, ma come si possono raggiungere questi risultati in mancanza di adeguate risorse finanziarie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Brevissimo. Bene, in effetti il collega Licandro che mi ha preceduto, perché non bisogna essere medici, non necessariamente almeno per poter discutere di quest'emendamento, se noi effettivamente vogliamo un centro trapianti funzionale oppure un centro di attività di ricerca e specializzazione affinché gli operatori di quel settore siano dovutamente e doverosamente formati e li si porti ad un grado di specializzazione e di conoscenze tali da poter sopperire alle esigenze di trapianto onde comunque eliminare una volta per sempre, magari fosse, i soliti viaggi della speranza, io credo che è necessario essere concreti. Ritorno sempre a quanto detto prima: non solo enunciare, ma essere concreti e precisare perché che ci sia necessità, per essere chiari, di "favorire lo sviluppo - così come cita il comma -di attività di ricerca e sperimentazione connesse al trapianto" penso che anche un profano, un ignorante possa dire: "Certo c'è senz'altro necessità". C'è necessità nei centri specializzati molto, ma molto più avanti e all'avanguardia di noi, immaginiamoci nei nostri. Questo lo diciamo tutti e lo capiamo tutti. Ma come? La necessità c'è e lo stiamo riconoscendo. Ciò che è scritto in questo comma è esattamente perfetto: c'è necessità, come dice, di "favorire lo sviluppo di attività di ricerca e sperimentazione che siano connesse al trapianto". E allora c'è necessità di dotare di risorse questa necessità affinché coloro i quali operano, gli operatori che sono "preposti a" possano avere i mezzi necessari per poter realizzare quanto scritto in questo comma. Ecco quindi lo scontro tra l'enunciazione e la concretezza. Bellissimo da vedere, bellissimo da enunciare, è una bellissima cosa, ma siamo ancora livello di enunciazione e di concretezza praticamente non si vede niente. Allora io dico: se è vero come è vero che le risorse economiche esistono - andremo a vedere se esistono - cosa costa dire capoverso per capoverso, capitolo per capitolo per questo tipo di attività sono state assegnate tot risorse, per questo tot risorse, per questo tot risorse. Se no, ripeto, come ho detto poc'anzi, questa è la solita presa in giro alla gente che spera e che si aspetta cose concrete e fatti concreti non da voi, ma da tutti noi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Appena iniziato il dibattito su questo Piano sanitario regionale sono state sollevate delle eccezioni, Presidente, per quanto riguardava la copertura finanziaria. E' stato chiesto il parere agli Uffici, non abbiamo, almeno io non ho mai conosciuto quale sia stato il parere espresso dagli Uffici sulla copertura finanziaria; sta di fatto che man mano che andiamo avanti nell'esame del Piano ci scontriamo sempre con un dato reale che è quello che ai propositi devono seguire i fatti. E al quinto capoverso voi dite "favorire lo sviluppo di attività di ricerca e sperimentazione connesse al trapianto"; con quali fondi assessore Dirindin? Lei ha sentito più volte in quest'aula la dichiarazione di alcuni colleghi che le sue circolari ai direttori generali di procedere a un risparmio che dev'essere intorno al 20 per cento sulle spese sanitarie oggi deve potenziare questi servizi però non indica come, quando e con quanto. Allora, con quanto glielo proponiamo noi in quest'emendamento: 300 mila euro per tre anni, finalizzata alla formazione specifica degli operatori del settore. Voi date parere negativo, non dite perché, non dite perché! E allora noi ci poniamo la domanda: ma questo sviluppo di attività di ricerca con quali fondi lo volete fare, visto e considerato che non ce lo dite a voce, non ce lo scrivete nel Piano? Avete forse qualcosa nascosto? Ce lo dovreste spiegare, ma non a noi, ai sardi! Che magari si convincono veramente che voi favorirete lo sviluppo dell'attività di ricerca. E poi però non dite che non mettete a disposizione una lira, almeno che non ci sia in voi sempre la convinzione che la manna arrivi dal Governo Prodi. Noi qualche dubbio ce l'abbiamo ancora e comunque non sarà sufficiente a coprire questi interventi, ma soprattutto la realizzazione di nuove strutture, tanto pubblicizzate dal Presidente della vostra Giunta che dice che procederà alla realizzazione di nuovi ospedali. Non sappiamo come, anche per quelli, non sappiamo quando e non sappiamo neanche con quali fondi. Allora spiegateci una volta per tutte per mandare avanti questo Piano da dove prenderete dei soldi. Abbiate il coraggio di dire : "Questo lo facciamo con 300 mila euro all'anno per tre anni".
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Per votare a favore dell'emendamento numero 137 e vorrei che aveste la compiacenza di risentire il penultimo comma: "favorire lo sviluppo di attività di ricerca e sperimentazione connesse al trapianto". Questo è nelle intenzioni, negli obiettivi di questo libro di sogni. Per fare queste cose qui è ormai noto sono necessari dei fondi; noi lo diciamo cerchiamo di intervenire tante volte, credetemi, non per fare ostruzione o per non arrivare alla conclusione, ma per cercare o per avere la pia idea, il pio sogno da parte di questa opposizione che la maggioranza rifletta e abbia il tempo di riflettere per non chiudere poi o sigillare un lavoro che non certo darà i sardi quelle aspettative che qui avete particolarmente descritto. E ciò si evince anche, se non dai fatti, da quanto viene sussurrato nei corridoi e nell'aula stessa. Siamo stati praticamente testimoni poco fa, non più tardi di un'ora fa, di prese di posizione piuttosto forti da parte di una componente politica perché le promesse sono state fatte, la torta è stata divisa, le divisioni sono arrivate alla fine con un resto zero e quando qualcheduno poi si è visto che, invece, nel quoziente c'era qualche cosa che non tornava logicamente è andato sulle furie e ha minacciato, soltanto con scontri verbali poi agli atti tutti quanti sono tutti allineati e coperti, per cui il problema rimane insoluto: se i sardi pensano che in questo pseudo-Piano si sia, come si dice, riservata una chirurgia di trapianto di eccellenza se lo devono sognare, per il semplice motivo che qui noi abbiamo una libertà di pensiero e quando troviamo un emendamento degno di essere votato lo votiamo con serenità, senza doverci confrontare con nessuno, e mi riferisco all'emendamento della collega Caligaris, quando invece noi cerchiamo di porre i puntini e darvi un suggerimento... guardate che per poter realizzare queste cose che sono scritte negli obiettivi del Piano, sono necessari - dagli studi che noi abbiamo compiuto - 300 mila euro in tre anni. Qui praticamente c'è veramente quella sordità del sordo che non vuole sentire e non capisco per quale motivo da parte dell'opposizione non ci sia un andate avanti e vedrete poi i risultati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Io vorrei rispondere al collega Cappai, ricordandogli che nel luglio dello scorso anno abbiamo approvato la legge numero 10 che all'articolo 24 questa maggioranza ha previsto che venga predisposta una quota della spesa sanitaria a favore della ricerca biomedica e sanitaria. Quindi la dichiarazione di voto è negativa.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Grazie, Presidente. Presidente, colleghe e colleghi, anche io intervengo per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento 137 che ha un contenuto, per così dire, credo anche provocatorio perché non essendo in possesso della minoranza un dato specifico su quello che può essere la provvista finanziaria necessaria per attivare questo, uno degli obiettivi importanti, direi fondamentale per il futuro della Sardegna in questo campo, io credo che ci sarebbe dovuto essere da parte della maggioranza, da parte della Giunta, un atteggiamento più costruttivo e cioè una valutazione se la posta indicata dalla minoranza è congrua o meno oppure se evidentemente può essere accoglibile. Troppo spesso e me ne dà l'attestazione, me l'ha data or ora il collega Uggias - collega che stimo, che è attento, che è preparato - fa riferimento ad una normativa già approvata dal Consiglio regionale. Puntuale il riferimento ma è puntuale anche il fatto che tanta normativa approvata dal Consiglio rimane inattuata e questo Consiglio a fronte di un'attività - che lei, Presidente, ha messo in rilievo, un'attività foriera di attività legislativa, di provvedimenti, sotto tutti i punti di vista - a questa attività non corrisponde per la pratica attuazione da parte di chi, evidentemente del Governo regionale, deve dare attuazione. Apro una piccola parentesi che modestamente porto all'attenzione di quest'Assemblea e cioè che stiamo parlando di problemi di carattere finanziario e ad oggi non esiste uno straccio di proposta neanche di bilancio e non sappiamo se vi è una qualche idea di quella che può essere la finanziaria di quest'anno in corso, non sappiamo se la Giunta, quale Assessore, il Presidente o chi ha in mente quello che si deve fare in termini finanziari, però non abbiamo ancora, siamo a gennaio, non è mai successo in cinquant'anni e passa di storia autonomistica che si sia andati all'esercizio provvisorio senza che la Giunta adottasse almeno uno straccio di progetto di bilancio e si orientasse verso l'esercizio provvisorio con un atto, seppure incompleto, ma comunque di Giunta. Oggi siamo nella totale assenza di una programmazione finanziaria e questo credo che sia anche un fatto ostativo alla possibilità che questo Piano non sia un vero e proprio Piano ma sia una sorta di direttiva, di linea guida, senza però la puntuale indicazione per ogni specifico obiettivo e per ogni intervento fondamentale di una posta in bilancio che renda possibile, renda attuativo un programma.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(E' approvato)
Metto in votazione gli emendamento numero 64 e 136 che sono uguali.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 247.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Purtroppo quando ci sono accelerazioni si corre il rischio di perdere di vista qualche problema importante. L'emendamento 247 per il quale io esprimo parere positivo e voto favorevole perché prevede di coinvolgere nei programmi di odontoiatria sociale le associazioni degli odontoiatri. Consente anche di chiedere, quantomeno per avere una risposta, come funziona oggi il sistema di salute della bocca in Sardegna, nel senso che i LEA nazionali dicono che nel sistema dei poliambulatori della Sardegna devono essere fornite, possono essere fornite delle prestazioni ai pazienti ultrasessantacinquenni, ai bambini e alle categorie sociali svantaggiate, cioè portatori di handicap e via dicendo. Ciò significa che tutta la popolazione normale, secondo i LEA nazionali, non è inclusa nelle prestazioni odontoiatriche del sistema del convenzionamento, dell'accreditamento o nel sistema della specialistica poliambulatoriale. Questo significa che mentre noi parliamo di programmi di odontoiatria sociale c'è il rischio che stiamo negando, dimenticandoci di scrivere all'interno del Piano che ci sono nell'ambito dell'odontoiatria normale, non quella sociale, delle fasce che attualmente sono coperte e che da domani potrebbero non essere più coperte. Quindi sarebbe utile sapere, in tema di salute della bocca, se stiamo pensando ai programmi di odontoiatria sociale perché intendiamo nel frattempo negare delle prestazioni che in questo momento vengono date, perché l'emendamento che proponeva il mantenimento dell'attuale livello di prestazioni in Sardegna è stato bocciato dall'Aula. Quindi, anche su questo sarebbe interessante avere quantomeno una risposta rassicurante, se siete in grado di darla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Brevemente, Presidente, per associarmi anch'io al senso di quest'emendamento. Riterrei utile sentire tutti i rappresentanti delle categorie interessate, compresi anche i rappresentanti delle associazioni, perché tutto il sistema delle prestazioni erogate in Sardegna è assolutamente insufficiente a garantire una qualità della salute della bocca - ricordiamoci che la salute dell'apparato digerente incomincia in bocca - per cui è giusto che i cittadini abbiano almeno quella parte delle prestazioni che non siano legate soltanto alla linea del sorriso e, quindi, estetiche ma almeno quelle che garantiscano i cittadini e i bambini, dalle malocclusioni, garantiscano i cittadini da tutte le deformazioni, dalle future carie e da tutta quella serie di patologie che possono alterare gravemente la salute della bocca e anche degli organi più vicini. Quindi ritengo che sia giusto il senso di quest'emendamento e mi permetto anch'io di sottoporlo all'attenzione dell'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Sì, anche per ribadire il voto favorevole e soprattutto anche la sensibilità che questo emendamento pone all'attenzione di persone che hanno dei problemi non soltanto estetici ma che poi si trasformano in contenuti reali. Mi riferisco soprattutto quando molto vagamente viene scritto, sempre il libro dei sogni, un paragrafo dove dice che "i criteri di accesso al servizio dovranno considerare le condizioni economiche disagiate e io vorrei sapere cosa si intende per disagiate, ci sarà un limite, ci sarà un problema di reddito familiare, qual è questo limite di reddito familiare, io conosco addirittura degli impiegati che sembrano Provolino, quelli di una certa ricordano Provolino, che hanno un dente però non possono ricorrere alle cure perché giustamente sono piuttosto onerose e se si dovessero rivolgere e si sono rivolte alla clinica di riferimento ci sono delle liste di attesa lunghe anni. Quando quel signore per il quale gli ha dato un appuntamento a un anno e aveva delle carie il dente non c'è più, quindi forse è bene e che lui non ci vada neanche, allora io vorrei effettivamente tranquillizzare oppure spingere questa Giunta o la maggioranza a capire quale sia il limite del disagio, ci sono persone impiegatizie, impiegate che non possono praticamente ricorrere alla cura del dentista né a quelle pubbliche perché poi l'impianto costa ugualmente sia che venga posto nel pubblico che nel privato e non è un problema della facciata di sorriso come diceva il collega, è un problema necessario per la masticazione perché dopo la masticazione logicamente avvengono tanti di quei problemi che non abbiamo idea. Pertanto io vorrei che ci fosse una maggiore attenzione a questo problema e si indicasse con molta precisione ed è sempre un problema economico, quale sia il limite da non valicare dal punto di vista economico della famiglia perché ci sono delle famiglie dove ci sono quattro o cinque persone che hanno necessità di questo problema e che purtroppo per le condizioni economiche e fra l'altro è una fascia di persone che non possono lamentarsi verso il pubblico perché hanno un lavoro ma è un lavoro praticamente quello impiegatizio pubblico dei Comuni tanto per fare un caso che non vi consente di potersi recare per le cure odontoiatriche perché il livello economico è piuttosto elevato e loro non sono in grado di potervi far fronte. Pertanto è sempre più problema di sensibilità chiederei all'Assessore e alla maggioranza che stabilisca o che innalzi questo livello di attenzione verso una fascia di persone che...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, credo che l'argomento che stiamo trattando meriti un'attenzione forte presumo io modestamente che meriti una maggiore attenzione di quella che adesso viene riservata in considerazione delle implicazioni e delle conseguenze sotto il profilo medico e sociale, una mancata campagna per la prevenzione della salute della bocca in generale può determinare. E' proprio perché non appaia che noi qui siamo ai confini della realtà e che non appaia che quello che si dice che alcuni colleghi peraltro hanno già detto cioè che il dramma delle liste d'attesa per quanto riguarda questa specifica problematica continua, si allunga e non c'è risposta da parte del servizio pubblico, presuppone e comporta la negazione di un diritto sacrosanto che è quello di una cura essenziale, e per rimanere con i piedi per terra riferisco di un articolo apparso sulla Stampa di oggi della Nuova Sardegna giornale di cui sono maggior azionista quindi evidentemente l'ho riferito c'è un conflitto di interessi ci si può accusare ma il problema non si pone, la Nuova Sardegna riferisce che a Sassari la sanità è allo sbando "e dopo la fila i pazienti a casa, non abbiamo il disinfettante" tra virgolette...
PRESIDENTE. Chiedo scusa onorevole Amadu, lei dice sicuramente delle cose interessanti, ma stiamo facendo dichiarazione di voto sull'emendamento numero 249, sulla terapia del dolore e quindi vi richiamo a stare in tema.
AMADU (U.D.C.). Sì in tema, stiamo parlando di qualcosa che riguarda
PRESIDENTE. Terapia del dolore!
AMADU (U.D.C.). Presidente io credo non sia seguire un certo aspetto credo che non sia un fatto grave anche perché non è indicato a quale dolore si sta riferendo, io credo che ci siano tante nature di dolore per cui io credo che non sia neanche così grave di badare sull'aspetto specifico e ... se poi c'è una casistica, c'è un elenco particolare forse il collega Porcu è più esperto anche facendo attività sportiva ci può essere un po' di dolore un po' di ... ma si cerca di superarla, io credo che dobbiamo Presidente rimanere con i piedi per terra e riferirci a casi specifici, e allora dobbiamo arrivare ad un punto cruciale indicando quali sono le strade che noi dobbiamo seguire per evitare che in quest'aula si navighi su un livello e poi alla fine invece la realtà che pulsa tutti i giorni è un'altra quindi usciamo dal generico per altro le parti su cui abbiamo lavorato anche noi in Commissione con uno sforzo anche cercando di raggiungere determinati obiettivi però poi il generico viene vanificato dal fatto che non si arriva a delle conclusioni concrete perché evidentemente non ci sono le condizioni né politiche né amministrative perché si arrivi a risultati che vogliamo cogliere, grazie. Grazie onorevole Amadu, le chiedo scusa onorevole Amadu, eravamo al numero 247 di emendamento e comunque... Vi richiamo e vi toglierei la parola così ci diamo un avvertimento per evitare di farlo in corso d'opera se si parla d'altro io ho il dovere di richiamarvi.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
So che lei starà invece in tema...
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, poi lei ha ragione, stavo soltanto chiedendo di sapere qual era l'emendamento, perché avevo avuto paura di averne perso uno, sul "247" volevo chiedere la votazione per scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 247.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Licandro si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Diana - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Licandro.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 45
votanti 43
astenuti 2
maggioranza 22
favorevoli 2
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 249, quello di cui sopra... Onorevole Amadu lei è a posto perché ha già dichiarato.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì grazie, se fosse possibile nel comprensibile affastellamento di questioni che l'aula sta ponendo io vorrei chiedere per quest'emendamento che ovviamente non ha nessun riflesso per quanto riguarda la spesa, un'attenzione di tipo culturale ai colleghi del centrosinistra se vogliono dedicargliela, perché l'emendamento numero 249 è un emendamento che si ricollega all'attuale dibattito sulla eutanasia, in che modo si ricollega? Si ricollega esclusivamente ricordando il valore che la qualità della vita riveste per ciascun individuo. Noi sappiamo che molto spesso la parte terminale dell'esistenza di molti individui è resa intollerabile sostanzialmente sia a loro che qualche volta ai familiari dalla presenza di fattori che azzerano o riducono di molto la qualità dell'esistenza. Uno di questi fattori fondamentali è il dolore, nel senso che l'individuo che è aggredito dal dolore e che è sostanzialmente non in grado di sopportare o di tollerare il dolore, tende a non avere più nessun attaccamento alla vita e quindi tende ad avere un livello qualitativo di esistenza che non è più in nessun modo accettabile. Per cui sostenere che il potenziamento dei centri di terapia del dolore è un importante aiuto alla vita, alla qualità della vita, il desiderio della vita e quindi alla conservazione della vita è riconoscersi in un valore che, io penso, potrebbe essere universalmente accettato dall'intero Consiglio regionale. Questa è la riflessione, la pongo all'attenzione dei colleghi del Consiglio.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Solo per la richiesta di voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 249.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cachia - Licandro - Moro - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Cerina - Gessa - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 50
astenuti 4
maggioranza 26
favorevoli 10
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 102.
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Presidente, il paragrafo della medicina del dolore è certamente uno dei paragrafi che sono assolutamente condivisibili, fra l'altro credo che si potrebbe discutere anche su questo paragrafo serenamente, visto che qui noi non chiediamo, ne è prevista, una spesa economica sulla quale chiaramente trovare degli ostacoli dal ragionamento. Tutte le patologie che portano dolore credo che ognuno di noi abbia avuto esperienze dirette o indirette e capisce quanto molte volte il dolore può condizionare fortemente la qualità della vita. Fra l'altro, è assolutamente necessario affrontare il dolore, lo scrivete anche voi, con la necessaria competenza per consentire sia le diagnosi corrette, ma soprattutto una terapia corretta perché sappiamo che spesso sono terapie farmacologiche che presentano un alto tasso di effetti collaterali, soprattutto in trattamenti prolungati. Stamattina, parlando di farmaci, la dichiarazione di voto del professor Gessa, parlando dell'Alzheimer, diceva che si possono fare solo cure palliative, ma le cure palliative spesso sono l'unica possibilità che abbiamo per dare sollievo a un paziente. Quindi, per certi versi e in certe condizioni la cura palliativa e ne diventa l'unico mezzo per garantire una dignità della vita stessa. Ora, è chiaro che qualunque paziente che è affetto di una patologia dolorosa, che sia acuto o cronica, ha assolutamente la necessità di essere curato o nella propria abitazione o in ogni caso vicino la propria abitazione. C'è scritto appunto che bisogna evitare lunghi spostamenti, perché spesso si possono anche aggravare i quadri clinici complessi. Ora, io non riesco a capire per quale motivo, visto che in più parti questo piano richiede dei corsi di formazione, si parla di garantire la competenza necessaria, come mai, visto che si chiede spesso anche la collaborazione di medici di famiglia, non è prevista la realizzazione di un piano di formazione e di aggiornamento sul dolore e sulle tematiche connesse a queste patologie. E' chiaro che solamente attraverso l'azione sistematica e la collaborazione con i medici di medicina generale, con i medici di base…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licandro.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io credo che l'emendamento che ha come primo firmatario il collega Licandro, per il quale esprimo il parere favorevole, sia un corollario importante del capitolo che noi abbiamo scritto sulla medicina del dolore. Capitolo nel quale siamo riusciti, finalmente una volta tanto azzerando ipocrisie, a scrivere nel hub and spoke del piano, l'hub è presso il centro dell'ospedale Businco di Cagliari, perché lo abbiamo scritto? L'abbiamo scritto perché da anni l'ospedale lo Businco di Cagliari si occupa di fare quello che oggi è, nella cultura generale, un tema di grande importanza ma che 10 anni fa, 15 anni fa, era un tema ignorato dai più. Per cui per iniziativa, come qualche volta l'assessore Dirindin ha ricordato, di un collega particolarmente sensibile particolarmente intelligente si è iniziato a lavorare su un problema e oggi non si scontano gap che la mancanza di input da parte del sistema pubblico c'avrebbe forse costretto a scontare. Quindi, oggi esiste in Sardegna un centro di riferimento naturale sulla terapia del dolore, che è quello che si trova presso l'Ospedale Businco ed è possibile che da questo centro si diparta una rete virtuosa che, arrivando in tutte le AA.SS.LL. della Sardegna, sia di supporto sia ai servizi di assistenza domiciliare integrata, che peraltro voi bocciando l'emendamento non avete voluto corresponsabilizzare nel trattamento della medicina del dolore, e soprattutto per tutte quelle realtà territoriali che devono concorrere al trattamento della terapia del dolore, perché devono intercettare il paziente, devono sapere dove indirizzarlo e devono fare in modo che il paziente sia sostenuto nella sua necessità. Allora, io credo che l'emendamento che noi stiamo presentando sia l'ennesimo emendamento di buon senso, l'ennesimo emendamento che, per dirlo con la collega Caligaris, migliorerebbe di un pochino qualitativamente il contenuto del piano. Perché è evidente che oggi il ritardo culturale dei medici di medicina generale, non certo dipendente da loro, ma dipendente dal complessivo funzionamento del sistema, è notevole. Quindi, è fondamentale che su questo argomento si preveda un intervento specifico sui medici di medicina generale affinché ci sia quella crescita culturale che consente di gestire meglio il paziente che ha bisogno di terapia del dolore. Ma non sempre gli emendamenti di buon senso, sembra collega Licandro, abbiano accoglimento col buon senso in quest'aula, soprattutto quando sono presentati da colleghi della minoranza, anche questo è affidato alla volontà dell'aula e quindi alla volontà dell'aula di accettare ciò che viene fatto per migliorare il contenuto del piano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Chiedo scusa in anticipo al mio professore Luigi Gessa, se forse non ricorderò con precisione le parole che lui ci diceva parlando del dolore nell'introduzione al capitolo sulla morfina dicendo che era considerato il farmaco di Dio, quando venne scoperto, perché se c'è un'attività, che è quella di togliere il dolore, quella che avvicina più di tutto a Dio l'uomo. Si commenta da sé se togliere il dolore, che è un sintomo che non guarisce la mattina e quindi può essere intesa come una terapia palliativa, si fa qualcosa che, magari agli occhi di qualcuno, può essere considerato poco. Per noi non è poco, quindi non posso che associarmi ai colleghi che sollecitano questa maggiore preparazione dei medici di base per espletare, vicino al paziente, parte di quelle terapie che con farmaci e con metodiche meno complesse possono essere anche erogate a domicilio o comunque vicino al paziente. E' chiaro che una maggiore crescita culturale di tutta la classe medica può, deve e non può, essere data per poter essere umanizzare tutta la terapia di pazienti che spesso sono incurabili e che quindi hanno diritto a una qualità della vita e poi non li porti a fare scelte, magari, non necessarie o assolutamente non condivisibili, a seconda delle convinzioni, tutte rispettabili, di ognuno, ma anche per me e per molti altri di noi sono assolutamente non necessarie e non condivisibili, come quelle per esempio dell'eutanasia. Quindi, una maggiore sensibilità viene chiesta con quest'emendamento, a mio parere, non può essere rifiutata e qualunque sia la spesa, e non credo che sia molto, si fanno tante commissioni inutili, si fanno tanti corsi inutili, credo che un corso di medici di base, per una maggiore crescita culturale loro e della categoria, sarebbe accolta bene dagli operatori e porterebbe un notevole miglioramento e un'umanizzazione della sanità, che ne ha tanto bisogno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Ma, intanto, sono d'accordo con l'emendamento. Però, volevo fare una precisazione, quando ho detto farmaci palliativi, non è una definizione negativa. E' negativo il fatto che i farmaci, nell'Alzheimer, hanno un costo, non quello economico ed è altissimo, ma il costo sugli effetti collaterali, che addirittura fa pensare, rispetto al beneficio, se veramente ne valgano la pena di usarli; non impediscono il progresso della malattia. Rimanendo al dolore, il dolore - hanno ragione perfettamente - fare dei corsi di formazione sul dolore, soprattutto nel malato terminale, è una cosa assolutamente condivisibile, anche perché, su questo argomento, in quanto si usano dei farmaci che sono chiamati anche droghe, lui ha ricordato giustamente quella cosa che io dicevo: "Gods Own Medicine", l'oppio è la medicina dello stesso Dio. Allora, i farmaci analgesici oppioidi hanno anche delle, chiamiamole, opposizioni di natura ideologica, si dice producano dipendenza, il malato terminale può darsi che andando in paradiso contini a drogarsi, come fanno quelli che bevono il caffè. Dio beve caffè "Lavazza" in paradiso. Allora, per rimanere a questo… facciamo corsi, come è stato detto, assolutamente indecenti a volte, questo è una cosa assolutamente auspicabile, non costa molto, costa poco, quindi io sono d'accordo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Mi ero prenotato, rinuncio all'intervento, era solo per esprimere un parere favorevole, anche cogliendo le osservazioni dei colleghi della minoranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CACHIA (La Margherita-D.L.). Ma io, signor Presidente, avevo già deciso prima di ascoltare il giudizio, così autorevole, del professor Gessa e dell'amico Pacifico, di votare a favore di questo emendamento. Io voto a favore di quest'emendamento perché, come diceva il collega Vargiu, ci sono degli emendamenti che bisogna votarli, perché provengono dalla conoscenza di determinati problemi che sono problemi importantissimi per tutti coloro che soffrono e coloro che, indubbiamente, devono convivere giorno e notte, per sempre, col dolore. Quindi, ritengo necessario, da medico di base, che i medici siano posti nelle condizioni di poter discettare sul dolore e di poterlo almeno, se non altro, lenire in quei pazienti che, disgraziatamente per loro, sono affetti da una morbosità o da morbi che, chiaramente, non potrebbero avere altri risultati, se non trattati adeguatamente. Grazie. Quindi voterò a favore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Ma, pochi minuti, per esprimere il voto favorevole a quest'emendamento, ma anche per cogliere l'occasione per, come dire, sollecitare due attenzioni particolari all'Assessore. Più volte è stata richiamata la necessità di un aggiornamento permanente nell'ambito della medicina territoriale organizzata, su vari e separati argomenti, che io credo possano trovare un momento, invece, di riunificazione e di sintesi in unico progetto di aggiornamento. Questa è la prima sollecitazione. La seconda sollecitazione sta nel fatto che il problema del dolore, forse il professor Gessa si è dimenticato di indicarlo, è uno di quei problemi, soprattutto il dolore cronico, che determina il peggioramento massimo della qualità della vita. Ed è quella condizione per la quale chi desidera morire e quindi chi ricerca, per esempio, l'eutanasia è portato a questo tipo di decisione, proprio in considerazione di questo fatto. Quindi, stiamo parlando di un argomento che si allarga a coprire ambiti che non sono più soltanto ambiti di natura medico-scientifica, ma diventano ambiti di etica o di bioetica e che quindi, per questo, rappresentano, anche da questo punto di vista, un'importanza ulteriore e anche per questo motivo, a maggior ragione, va sollecitata ed evidenziata la sua importanza. Questi allargamenti sono i motivi del mio voto favorevole.
(E' approvato)
Emendamento 173. Sull'emendamento 173 è stato parere espresso il parere favorevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io intendo esprimere il mio voto contrario rispetto all'emendamento numero 173. Voto contrario che discende dal fatto che anche nel caso del emendamento numero 173, è successo quello che è successo per altre parti del Piano. E cioè che fosse scritta una parte sulla medicina penitenziaria, che sia stata riscritta diverse volte durante il corso del Piano sanitario, ma che la riscrittura non è soddisfacente, tanto che, durante il dibattito d'Aula, arriva un emendamento che sostituisce integralmente il capitolo che riguarda l'assistenza sanitaria alle persone detenute. Quando abbiamo discusso in Commissione la parte che riguardava la medicina penitenziaria, da parte della minoranza è stata, in maniera direi abbastanza forte, abbastanza decisa, proposta una considerazione. E cioè che, comunque, sino ad oggi, la medicina penitenziaria aveva funzionato e funzionando, aveva garantito un livello qualitativo di assistenza ai detenuti, che forse può non essere il livello qualitativo ideale - e infatti quest'emendamento propone tutta una serie di livelli qualitativi di assistenza, che sono largamente condivisibili - però aveva senz'altro contribuito a selezionare una categoria di medicina penitenziaria, cioè di professionalità dedicate alla medicina penitenziari, che essendo integrate anche con il resto del territorio, consentivano di avere quel rapporto tra la medicina all'interno dei penitenziari e la medicina all'interno del resto del territorio, che poi contribuiva senz'altro a garantire, nel modo migliore possibile, al paziente detenuto il livello qualitativo di assistenza per cui avevamo sostenuto la necessità che venisse inserito all'interno del contesto della medicina penitenziaria un richiamo che sinora aveva svolto una medicina penitenziaria un'azione importante affinché ne venisse conservata e garantita la professionalità affinché ne venisse valorizzata l'esperienza fino adesso raggiunta, e affinché le competenze disponibili non venissero buttate all'interno del cesto della spazzatura, all'interno di questo emendamento non vi è traccia di una valorizzazione delle professionalità sinora spese nella medicina penitenziaria non vi è ancora traccia a di una valorizzazione delle competenze e di una conservazione della bontà di ciò che fino a questo momento è stato fatto a livello di competenza c'è sempre un arretramento rispetto a ciò che è durante la discussione la commissione si era convenuto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Sì grazie presidente, molto brevemente, come diceva il collega Vargiu, quest'argomento è stato molto approfondito in commissione e devo dire che anche questo emendamento trovato anche condivisione non solo nella nostra commissione ma anche negli incontri che abbiamo avuto, almeno personalmente, con gli operatori sanitari all'interno delle carceri. Il principio che ci volesse equivalenza di cura tra chi è detenuto è che ovviamente non è il detenuto è un principio della organizzazione mondiale della sanità, io credo che fino adesso nei nostri istituti penitenziari questo principio sia stato abbastanza trascurato. Chi è detenuto è giusto che sia privato della libertà personale ma certamente non può essere privato del diritto di essere curato nel modo più appropriato possibile. È allora questo emendamento nasce proprio dal fatto che la sanità è uno dei pochi argomenti in cui il consiglio regionale può intervenire materia penitenziaria. È non c'è dubbio che un miglioramento della qualità dell'assistenza alle persone detenute non possono venire da una forte integrazione fra le ASL all'interno dei territori istituti di penitenziari che si trovano degli istituti stessi. Allora quello che si propone in questo emendamento è un nuovo modello semplicemente un nuovo modello organizzativo che tenga conto delle esigenze specifiche in tema di sanità, specifiche del istituti penitenziari. Mi riferisco in modo particolare al problema delle malattie infettive e al problema delle tossicodipendenze. Al problema della medicina specialistica che spesso nelle carceri piuttosto trascurata. Al problema della tutela della salute delle donne, della tutela delle detenute, e si propone semplicemente un maggior coordinamento fra i presidi ospedalieri, le aziende sanitarie, i consultori e tutte le strutture sanitarie con i medici che operano all'interno del carcere.
(E' approvato)
L'emendamento numero 119, il 118 e il 57…
Decadono gli emendamenti numero 101, il 119 e il 118.
(Non è approvato)
Passiamo ora alla votazione del testo " Malattie gastroenteriche e malattia celiaca".
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi scusi Presidente, siccome la velocità qualche volta…abbiamo votato l'emendamento numero 57, giusto?
PRESIDENTE. Sì.
VARGIU (Riformatori Sardi). E avevamo già votato il testo "l'assistenza sanitaria alle persone detenute"?
PRESIDENTE. Sì, era sostitutivo totale. Quindi anche il testo medicina del lavoro è stato già votato perché io ho avuto l'impressione che non stessimo facendo le votazioni dei paragrafi? Dunque abbiamo votato il testo precedente, poi con il 173 abbiamo sostituto integralmente l'assistenza sanitaria alle persone detenute, stiamo procedente e adesso votiamo io testo delle malattie gastroenteriche e alla malattia celiaca.
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi scusi Presidente, giusto per comprendere, adesso votiamo il testo per la malattie gastroenteriche e della malattia celiaca, io avevo avuto l'impressione che in un periodo noi avessimo votato i testi, così aveva detto anche il Presidente Secci questa mattina, donazioni e trapianti, salute della bocca, ad un certo punto ho avuto la sensazione che i testi non venissero più votati e quindi ci fosse una unica votazione su tutti i testi.
PRESIDENTE. Tranne quando ci sono emendamenti sostitutivi totali o parziali perché se così fosse …
VARGIU (Riformatori Sardi). Certo, e questo varrebbe per l'assistenza sanitaria per le persone detenute, giusto?
Ma mi chiedevo il testo di salute della bocca e di medicina del dolore lo abbiamo votato?
PRESIDENTE. Sì.
VARGIU (Riformatori Sardi). E lo abbiamo votato separatamente o insieme?
PRESIDENTE. Lo abbiamo votato insieme. Dopo l'emendamento numero 247 abbiamo votato…no chiedo scusa…dopo il numero 248 abbiamo votato i testi, poi abbiamo votato l'emendamento numero 64, numero 247 e così via discorrendo.
VARGIU (Riformatori Sardi). Quindi il testo di salute della bocca e il testo di medicina del dolore li abbiamo votati separatamente? O insieme?
PRESIDENTE. Insieme.
VARGIU (Riformatori Sardi). Quindi il criterio qual è, come li stiamo votando, a due a due, a tre a tre.
PRESIDENTE. Allora in questi due capitoli, chiamiamoli così, questi due titoli, ci sono soltanto emendamenti aggiuntivi, quindi votiamo i due testi e poi gli emendamenti aggiuntivi.
VARGIU (Riformatori Sardi). E quindi la stessa cosa facciamo adesso per malattie…le chiedo scusa, ho capito. Benissimo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Facendo una dichiarazione di voto su entrambi gli emendamenti malattie gastroenteriche e malattia celiaca, io spero che nell'attività di aula ci sia un'attenzione sugli emendamenti in particolare presentati per quanto riguarda la malattia celiaca, che sono emendamenti i quali consentono sia di modificare degli errori materiali del testo presentato in Commissione, e sia di introdurre una migliore fruizione da parte dei presidi terapeutici e degli screening per quanto riguarda la malattia celiaca. Sia la malattia celiaca che la malattia celiaca che gastroenteriche sono patologia patologie di importanza particolare e probabilmente la malattia celiaca a, anche se a questo momento non abbiamo dati per la Sardegna che consentono di accertarla in una maniera sicura, ha un'incidenza in Sardegna più elevata che altrove soprattutto è molto spesso misconosciuta con sintomi che porta il paziente e reparti differenti rispetto a quelli di elezione. La scelta di adottare criteri di screening che siano più confacenti rispetto alle necessità senz'altro ciò aiuta e costituisce un aiuto anche a coloro che sono i fruitori naturali di questo Piano sanitario.
PRESIDENTE. Allora votiamo i testi di malattie gastroenteriche e celiache.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dei sub paragrafi "Le malattie gastroenteriche" e "la malattia celiaca".
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Cappai - Contu - Dedoni - Floris Mario - Licandro - Liori - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 59
astenuti 3
maggioranza 30
favorevoli 45
contrari 14
(Il Consiglio approva).
Emendamento aggiuntivo numero 251 su questo è stato dato il parere favorevole. Onorevole Pacifico?
(E' approvato)
Emendamento 251, c'è una correzione onorevole Pacifico prego, abbiamo votato il 251 stiamo votando invece il 252, il 251 è stato approvato, il 252 c'è una correzione che propone il relatore. Prego.
PACIFICO (D.S.). Dopo la parola i percorsi al posto di sanitari "più opportuni cui indirizzare il paziente". I percorsi più opportuni cui indirizzare il paziente, al posto "di sanitari".
PRESIDENTE. Allora mettiamo in votazione l'emendamento con questa correzione al posto "di sanitari" "più opportuni".
(E' approvato)
Emendamento aggiuntivo numero 319 è stato espresso parere positivo con una correzione. Prego onorevole Pacifico.
PACIFICO (D.S.). La soppressione del "del servizio", quindi la frase verrebbe "sotto il controllo dietologico della ASL".
PRESIDENTE. Va bene con questa correzione è in votazione.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 320.
(Non è approvato)
Emendamento numero 321, è stato espresso parere favorevole parzialmente. Prego onorevole Pacifico.
PACIFICO (D.S.). Fino alla parola "celiaco", a seguire da soggetti in poi vengono eliminate le ultime due righe dell'emendamento.
PRESIDENTE. Con questa correzione è in votazione.
(E' approvato)
Medicina dello sport. Emendamento sostitutivo parziale numero 254.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io credo che il capitoletto relativo alla medicina dello sport, esprimo intanto il parere, il mio voto favorevole all'emendamento numero 254, sarebbe stato uno di quelli, sarebbe anzi, uno di quelli che avrebbe bisogno di una rivalutazione e della ipotesi anche di una riscrittura, nel senso che purtroppo la medicina dello sport rappresenta ad oggi un elemento di sofferenza complessiva della sanità sarda. Noto, io credo, universalmente nel senso che, purtroppo le prestazioni sanitarie di medicina sportiva, che debbono essere erogate dalle AA.SS.LL. per la copertura del fabbisogno della popolazione a rischio, anche semplicemente pensando alla popolazione non maggiorenne, sono purtroppo ad oggi insufficienti, e sono insufficienti anche nella copertura che viene garantita da parte del sistema privato accreditato; questa insufficienza è aggravata dal fatto che il sistema dei rimborsi, che viene attuato alle società sportive, e in parte non sufficiente a coprire le esigenze, e in parte organizzato in maniera tale che comunque non esiste un controllo sull'effettiva fornitura delle prestazioni da parte di strutture che siano accreditate, e quindi che siano in grado di garantire effettivamente l'idoneità sportiva del soggetto che effettua la pratica sportiva. Cosa che grave per gli sportivi adulti, che peraltro rischiano sostanzialmente sulla propria persona, e gravissima per quanto riguarda gli sportivi minorenni, la cui copertura, dal punto di vista del rischio, è poi affidata a presidenti di società sportive che, un po' per ignoranza, nel senso di non conoscenza, un po' per superficialità, spesso si trovano poi all'interno di grane giudiziarie, che sono assolutamente sproporzionate rispetto alla capacità di gestione che il Presidente di una società sportiva, spesso amatoriale, ha in proprio. Per cui il meccanismo di accertamento della raggiunta idoneità sportiva del controllo da parte della Regione, della effettiva svolgimento della prestazione, della maturazione di un numero congruo di disponibilità di prestazioni, ed eventualmente ricorrendo anche alle strutture accreditate, è fondamentale per il buon funzionamento della medicina sportiva. Francamente all'interno di questo capitoletto c'è ben poco con gli emendamenti si propone di sanare ciò che manca, e mancando non costituisce un'indicazione al miglioramento del sistema.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Per dare il mio voto favorevole all'emendamento numero 254. Questo della medicina dello sport è un paragrafo, ritengo importante, e fondamentale nella misura in cui affronta un tema che va a colmare un vuoto nella sanità isolana. Lo affronta nel momento in cui istituisce e potenzia, nell'ambito delle attività distrettuali attività ambulatoriale e territoriale. Ecco questo è la cosa che noi abbiamo condiviso, e qui emerge quello che ho già rilevato in altri momenti della discussione, e quando la volontà politica è matura, ha elaborato, ha riflettuto e c'è comunque sia, una volontà di proporre delle risposte, allora si trovano anche i modi per dare le risposte. Si trovano i modi che si mettono a disposizione le risorse, si creano le strutture e si arredano, si attrezzano, si dotano di personale qualificato e si danno risposte ai cittadini. Allora questo emendamento va a superare, ad integrare, a qualificare di più e meglio, quello che è un aspetto, che è stato rilevato come carenza o eccesso, così di buona fede, da parte dei nostri cittadini, quando volendo esercitare un'attività sportiva la esercitano senza avere preventivamente, così tutelato la propria salute presentandosi a richiedere i certificati di idoneità sportiva, che sia amatoriale, che sia agonistica. E' lì che emergono poi le difficoltà del sistema, dove per ricondurre sulla retta via queste persone, non basta dire nel piano, che gli obiettivi del triennio sono il monitoraggio dell'obbligo della certificazione, e su che cosa lo esercitiamo il monitoraggio, cioè mandiamo anche in questo caso il corpo forestale presso le società sportive a verificare le certificazioni se sono regolari oppure…
PRESIDENTE. Grazie a lei.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, colleghi, Assessore. Credo che nessuna o poche cose suscitino emozione, come quando un atleta, nel pieno della gioventù, nell'esercizio di un'attività fisica abbia un maloreo venga a mancare. Io ricordo da bambino quando a Cagliari allo stadio Amsicora morì un calciatore della Roma, e quando durante la trasmissione dei mondiali di calcio, un giocatore della più importante e famosa nazionale del mondo, quella del Brasile, ebbe un malore che per poco non gli faceva perdere la vita. Ecco, quindi già noi ci muoviamo in un campo dove è difficile la protezione dell'atleta anche per i professionisti, quelli più controllati, quelli che dovrebbero essere i più sani e i più protetti anche per i risvolti medico-legali ed economici e ci sono. Beh, in Sardegna dire che l'attività della prevenzione in campo medico-sportivo sia negletta è poco. Ad Iglesias, dove c'era la fortuna di avere un centro che funzionava, su come funzionava e come funzioni possiamo anche discutere, avevamo un ambiente fortunato, in periferia. A Cagliari, le strutture pubbliche erogano delle prestazioni di medicina sportiva, ma siamo in una città, nel capoluogo della Regione, in periferia non funziona assolutamente niente. Esistono tantissimi giovani che si sottopongono alla pratica sportiva agonistica ma pensate anche ai bambini, cioè cosa mi si dice che un bambino non fa una pratica sportiva agonistica? provate a dire ad un bambino che è emozionato, che è entusiasta, che deve moderare i propri sforzi, che non deve correre, che deve risparmiarsi, i bambini danno tutto, danno di più, non si sanno controllare, non sanno spendere le proprie energie e, quindi, sono ancora più soggetti a questi incidenti e quindi, a maggior ragione, noi dobbiamo investire in questo settore dove siamo carenti proprio per un'attività di medicina preventiva, per prevenire questi episodi che fanno male, che colpiscono i giovani, che sono già abbastanza colpiti da altre piaghe sociale, legate all'attività magari molto meno comprensibili e molto meno lodabili di quelle della pratica sportiva che, se fatta bene ed è ben condotta è encomiabile e va incoraggiata dalla società, grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Si, grazie Presidente, non se ne avranno certamente i colleghi della maggioranza e credo neanche i colleghi della minoranza perché, questo paragrafo della medicina dello sport, benché integrato da una serie di emendamenti che sono stati presentati da noi stessi non fanno assolutamente giustizia. Probabilmente sfugge a tutti a quanto ammonta il numero degli atleti che fanno attività agonistica in Sardegna. Vi do un dato per tutti, solo coloro che fanno calcio sono circa 25 mila in Sardegna, se li rapportiamo al numero di tutte le altre federazioni sportive, qui mi rivolgo anche all'onorevole Vargiu che ha presentato, anche con la mia firma, un emendamento, il numero 254 che è il primo che abbiamo all'attenzione, in questo emendamento attivare un rapporto di collaborazione con il Coni, aggiungo, ci sono una serie di atleti che fanno attività agonistica e che non rientrano nella fattispecie del Coni cioè, fanno campionati che non sono sotto la tutela delle federazioni nazionali, di questa gente non sappiamo assolutamente nulla, evidentemente. L'obbligo di un certificato di idoneità agonistica viene comunque preteso da tutte le federazioni sportive italiane e, quindi, questo è già un punto fermo. Nel capitolo si dice "obiettivi per il triennio di vigenza del piano sono … monitorare il rispetto dell'obbligo della certificazione di idoneità allo sport agonistico", è un compito che non spetta certamente alle ASL, è un compito che non spetta certamente alla Regione, è un compito che è già legiferato, codificato ed è un obbligo sancito dal Coni e da tutte le federazioni sportive. Ora, che la Regione possa fare un monitoraggio di questo genere mi pare assolutamente folle, certamente, è assurdo. Altro problema: garantire gli adempimenti previsti per l'antidoping. Mah!, siamo seri, l'antidoping in Italia è obbligatorio solo ed esclusivamente per le società professionistiche, non esiste un tipo di intervento da parte delle federazioni del Coni se non a seguito di casi di incidenti o di morti, come è successo nell'attività agonistica, e allora si interviene, ma sono casi assolutamente, speriamo non lo siano proprio neanche sporadici, speriamo che non esistano per niente, beh, qui si dice che stiamo andando già a fare delle convenzioni, o ad individuare delle convenzioni o con l'acqua Acetosa o con altri. Quello che preoccupa maggiormente… posso concludere Presidente?
PRESIDENTE. Conclude come? Nel senso che deve dire tre parole? Siamo in dichiarazione di voto onorevole Diana.
PORCU (Progetto Sardegna). L'onorevole Diana come vota?
DIANA (A.N.). Si preoccupi di come vota lei.
PORCU (Progetto Sardegna). Ero curioso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io voterò a favore del testo che abbiamo in esame, dell'emendamento chiaramente, anche perché, come potranno sicuramente autorevoli consiglieri che sono presenti in Aula, che hanno condotto delle società sportive, sanno quanta difficoltà, sotto l'aspetto della gestione di una società, si incontra anche quando si devono fare le verifiche mediche e, lo ricordava poc'anzi l'onorevole Liori, non c'è cosa più antipatica, se non brutale, se non vedere un ragazzo, un giovane, ed anche qualcuno maturo che corre nel campo e si ferma per sempre. Non è solo un fatto di società sportive legate al calcio, vale per l'atletica, vale per qualunque tipo di disciplina. Il fatto che la medicina dello sport sia trattata con i paragrafetti che abbiamo visto cioè sono puntualmente indicati soltanto alcuni obiettivi, non è esaustivo di quella che vi è come necessità di avere, non solo lo screening ma di avere proprio la garanzia che, chiunque frequenta lo sport possa avere la certezza della… onorevole Secci voleva dirmi qualcosa?
SECCI (La Margherita-D.L.). Di contare bene le norme che abbiamo approvato a suo tempo e le materie che abbiamo affrontato e risolto definitivamente.
DEDONI (Riformatori Sardi). In che senso, perché mi taccio.
PRESIDENTE. Il tempo scorre, il tempo scorre…
(Interruzioni)
…onorevole Dedoni continui che il tempo scorre
DEDONI (Riformatori Sardi). Ho capito, Presidente perché mi sta facendo questo richiamo?
PRESIDENTE. No, io non la sto richiamando, le voglio solo dire che se lei si ferma il tempo continua a scorrere.
DEDONI (Riformatori Sardi). No, ma mi sembrava mi stesse opportunamente dando un suggerimento…
PRESIDENTE. Opportunamente poi vi vedete e ne parlate ma non così, prego.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, e che io ritenevo più che opportuno che ci fosse la necessità più puntuale di avere queste garanzie che chi pratica lo sport deve avere quel giusto servizio che non … sulle società, ma vi è un obbligo che garantisce che il praticante lo sport possa avere la certificazione, per quanto è possibile, che non vi sia alcun che di irreparabile.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, molto brevemente per fare qualche osservazione. Ma, io credo che gli emendamenti presentati sulla medicina dello sport, ancorché mossi da un intento, credo di allargare quella che è la tutela sanitaria all'attività sportiva, dimostrano un certo grado di frettolosità e anche di scarsa conoscenza della materia. Per esempio, l'emendamento di cui stiamo discutendo tocca aspetti diversi, perché da un lato quando parla di elusione da parte delle società sportive sta in qualche modo ipotizzando un reato di tipo amministrativo, una vera e propria frode, che evidentemente andrebbe eventualmente denunciata; poi ipotizza che esistano centri autorizzati e non autorizzati. Come chi pratica attività sportiva sa, chi svolge attività agonistica per partecipare a una gara è costretto a presentare la documentazione e dimostrare il rispetto degli obblighi all'attività agonistica, per quello che riguarda tutte le attività dei campionati federali. Allora, credo che quindi mischiare argomenti che riguardano frodi amministrative, centri autorizzati e non autorizzati e sanzioni come quelle previste di mancato rimborso delle società inadempienti sia un indice di confusione. Anche perché il problema non è applicare sanzioni a chi non ha il rimborso, ma il problema è far sì che le società chiedano i rimborsi perché spesso i rimborsi che sono molto onerosi sono così complessi da ottenere che le difficoltà che si hanno che anche le somme stanziate nella legge numero 17 per il rimborso delle attività agonistiche spesso non vengono utilizzati. E quindi il problema è opposto, è semmai facilitare e semplificare la burocrazia attraverso la quale vengono erogate le risorse. Poi il collega Diana ha toccato altri argomenti e siccome mi sembrava critico verso l'emendamento la mia domanda era: immagino che votasse contro. Poi, per quanto riguarda me, se il collega Gessa contraddice una mia espressione di voto io sono felice perché dimostra che siamo così attenti e partecipi che possiamo anche cambiare idea. In ogni caso lei sappia, onorevole Diana, che il CONI ha assorbito anche le attività amatoriali e gli enti, e quindi tutti gli enti e anche gli enti sono sotto l'egida del CONI, quindi da questo punto di vista il CONI potrebbe svolgere un'azione di tutela.
Quindi credo che questi emendamenti forse più opportunamente andrebbero ritirati perché l'articoletto, come lo ha definito l'onorevole Vargiu, magari è sintetico ma se non altro è chiaro.
(Non è approvato)
Emendamento numero 255.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie. In particolare votando a favore sull'emendamento numero 255 voglio ringraziare il collega Porcu per l'intervento, nel senso che l'intervento aiuta ad approfondire ed eventualmente anche a modificare, come ha fatto una parte del Gruppo di Progetto Sardegna - perché questo è virtuoso, io sono d'accordo con il collega Porcu - anche le proprie convinzioni. Sull'emendamento numero 255, il motivo per cui è stato presentato è sostanzialmente il fatto che l'elaborazione delle linee guida può essere effettuata dalle società scientifiche. Non si capisce chi dovrebbe elaborare le linee guida sulla medicina dello sport; se le elabora l'Assessorato regionale alla sanità o se c'è un'altra struttura che elabora le linee guida. Quindi andrebbe specificato correttamente che l'elaborazione delle linee guida è qualcosa che compete alle società scientifiche e mediche che si occupano della fattispecie.
Ma per quanto riguarda gli altri elementi di criticità del paragrafo sulla medicina dello sport, collega Porcu, conoscendo la tua onestà culturale io vorrei sapere quante prestazioni di medicina sportiva noi ci attendiamo da parte dei centri accreditati in Sardegna in un anno in rapporto al numero degli atleti che fanno attività in società che sono soggette all'egida del CONI. Poi vorrei sapere quante noi ne possiamo offrire nei centri accreditati e nelle strutture delle AA.SS.LL. e quindi vorrei che tu stesso mi facessi la differenza tra quelle che servono e quelle che noi possiamo offrire e offriamo, vedendo il saldo negativo. Il saldo negativo vuol dire che sono atleti scoperti dal punto di vista della idoneità sportiva o che sono atleti che hanno fatto l'idoneità sportiva dal cardiologo non autorizzato o da altri medici che non sono autorizzati perché non effettuano le pratiche che sono necessarie perché sia garantita la effettiva idoneità sportiva. Quindi questo è il problema fondamentale che tante altre volte in questo Consiglio regionale abbiamo affrontato e che non è mai stato risolto, e che in questo capitolo, paragrafo, come lo vogliamo definire, che riguarda la medicina sportiva non è sostanzialmente valutato, per cui i nostri emendamenti andavano nella direzione di chiedere che al problema venisse messo mano in maniera seria, che venissero dati dei numeri sulla base dei quali ragionare e che venissero proposte delle linee metodologiche sulla base delle quali risolvere un problema che sta a cuore a tutti.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. A completare il discorso esprimo il parere favorevole sull'emendamento numero 255 e, completando il discorso sugli obiettivi del triennio del Piano, per la medicina dello sport si chiedeva soprattutto che fosse attiva la possibilità di una verifica e di un controllo del rilascio delle certificazioni di idoneità sportiva. Questo chiaramente si accompagna all'emendamento numero 255, ma il problema è stato poi sollevato dal collega Diana sulla rispondenza e sulle regole imposte dal CONI alle federazioni sportive sull'idoneità allo sport agonistico da parte degli atleti che svolgono attività sportive federali. Allora, il problema grosso, dicevo poc'anzi, è che nessuno oggi svolge il ruolo di controllore al momento in cui si va in campo in generale, che si svolga una partita di calcio federale o si svolga una partita di pallacanestro, di pallavolo, di qualsiasi altro sport, nessuno è autorizzato alla verifica della regolare idoneità allo svolgimento dell'attività sportiva agonistica. Io sfido chiunque di voi a certificare o a dichiarare qui in aula che gli arbitri per le partite di calcio controllano le idonee certificazioni o se le certificazioni…
MARROCU (D.S.). Non vengono tesserati i bambini senza certificato medico! Neanche vengono tesserati i ragazzi!
CONTU (F.I.). Allora, il collega Marrocu molto probabilmente si riferisce ai campionati professionistici e semiprofessionistici. Per le attività giovanili, caro Marrocu, tu fai le iscrizioni alle federazioni, fai le iscrizioni ai campionati e nessuno ti controlla e ti sto dicendo… nessuno ti controlla se tu presenti e hai regolarmente fatto…
(Interruzioni dei consiglieri Marrocu e Pirisi)
Allora io vorrei che i colleghi capissero che la difficoltà più grossa…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. Io vorrei ricordare ai colleghi -insomma, adesso diciamo che facciamo dei richiami più puntuali - che bisogna parlare dell'emendamento in discussione e non genericamente di medicina sportiva. L'emendamento in discussione lo potete leggere, parlate di questo ed si esprime voto su questo. Va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, grazie Presidente. Intanto per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 255, così l'onorevole Porcu non avrà da che dire. Volevo solo ricordare che ciò che dice l'onorevole Marrocu è parzialmente vero. E' parzialmente vero! Il certificato obbligatorio per i bambini fino all'età di 15 anni…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Diana. Non se ne abbia a male: dobbiamo intervenire sull'emendamento.
DIANA (A.N.). E sto intervenendo sull'emendamento.
PRESIDENTE. No, sta intervenendo sui certificati dei bambini. Non dice questo l'emendamento.
DIANA (A.N.). Ma lei lasci perdere quello che dice l'emendamento…
PRESIDENTE. No, io non lascio perdere.
DIANA (A.N.). Io le sto dicendo quello che voglio… il ragionamento che voglio fare io per arrivare a giustificare il mio emendamento…
PRESIDENTE. Io non lascio perdere. Stiamo nel tema, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Sì, io sto nel tema. Stia tranquillo che io sto nel tema.
PRESIDENTE. E anch'io.
DIANA (A.N.). Allora qui si parla di linee guida. Non esistono linee guida ai medici di base su come si debbano comportare per i bambini fino a 15 anni. Primo. Non esistono linee guida per coloro che debbano fare la medicina dello sport, quindi i centri di medicina dello sport per quei ragazzi che vanno a fare attività agonistica diagnosticata oggi dai 15 anni in su e l'onorevole Marrocu queste cose le sa benissimo! Che i centri di medicina per lo sport non siano sufficienti in Sardegna lo sanno tutti, lo sappiamo tutti quanti quelli che facciamo attività dirigenziale ormai da 35 anni lo sappiamo meglio degli altri. Quindi lei Presidente non mi può dire che io sto andando fuori tema, io sto rappresentando una situazione drammatica in Sardegna per le visite medico-sportive, per i certificati di attività agonistica e anche per quelli che arrivano fino ai 15 anni non mi si può dire che un medico di base visita un bambino di 8 anni che deve partecipare al campionato pulcini, non ha linee guida, gli chiede se ha avuto patologie, malattie esantematiche, se ha avuto problemi di questo genere, punto e basta e gli dà il certificato. Secondo voi questo è un certificato di attività agonistica? Beh, se voi nel vostro capitolo dedicato alla medicina dello sport pensate di aver risolto i problemi, avete fatto un grosso errore. Non ne avete affrontato uno perché non lo volete affrontare, perché il problema è esclusivamente economico! Questo sì che è un problema economico, perché per tenere a bada 120 mila atleti in Sardegna non sono sufficienti i centri di medicina dello sport. Questo è il problema, non lo volete affrontare, è una responsabilità vostra, meglio, non è responsabilità vostra purtroppo, è la responsabilità mia, di Marrocu e di tutti i presidenti, perché se succede un incidente e muore un ragazzo durante una partita di calcio, chi è il responsabile, onorevole Marrocu? Il Presidente della Regione o il presidente della società? E allora, questo è il discorso onorevole Spissu che lei vuole ignorare assieme alla sua maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Stiamo parlando dell'emendamento 255?
PRESIDENTE. Prego, onorevole Dedoni, sì.
DEDONI (Riformatori Sardi). L'onorevole Secci ha presentato qualche progetto di legge a suo tempo, probabilmente non si ricorda come l'ha presentato e per che cosa era, non sente!
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni il tempo scorre, prego.
DEDONI (Riformatori Sardi). "Attivare un rapporto di collaborazione con le società scientifiche mediche della medicina sportiva, finalizzato all'elaborazione di linee guida per la valutazione dei soggetti a rischio e dei soggetti con patologie croniche, per la conseguente prescrizione di attività fisiche". A quel che mi consta in Sardegna non esiste un sistema organizzato che garantisca una sanità pubblica adeguata nei confronti dei praticanti lo sport, soprattutto per quei praticanti lo sport di giovane età o cosiddetti amatoriali, superati i 15 anni. Ora, effettivamente ci sono delle condizioni che oggettivamente lo stesso onorevole Porcu, con estrema sincerità, ha riconosciuto che è insufficiente, del tutto insufficiente, il sistema medico sportivo per garantire quella certificazione necessaria a che chi pratica lo sport sia garantito da qualsiasi incidente di percorso. Ora è chiaro che vi è la necessità di trovare soluzioni più adeguate, cosa che non sono previste nel testo così com'è stato proposto all'Aula. Con questo ed altri emendamenti si tenta di dare dei suggerimenti in positivo cosicché si possano ottenere delle risultanze di garanzia per chi pratica lo sport, soprattutto per coloro i quali non sono affiliati a società anche amatoriali che però fanno capo al CONI. Credo che sia importante che comunque vi sia una garanzia assoluta per tutti i praticanti lo sport e questo possa essere attivato soprattutto in quei centri periferici ove non ci sono strutture che possano garantire questo esame e questa garanzia medica che soltanto specialisti possono offrire e non certamente qualunque specialista.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, brevemente perché non mi piace ripetere, quindi mi limiterò alla parte proprio che è più interessante. Sempre riferendomi a un minimo di esperienza, è capitato più volte di vedere dei bambini che si presentavano per un'attività sportiva non agonistica, che so per andare in palestra o per andare in piscina, a cui il medico di base - che è impotente, anche se poi è autorizzato per questi bambini a redarre un certificato - magari, siccome non sono stati mai visitati e non sono mai stati sottoposti a visite serie, si premuniscono contro le cose più gravi, cioè mandano i bambini dal cardiologo, gli fanno fare l'elettrocardiogramma, gli si fa oscultare il cuore da uno che ne ha sentito tanti per vedere se riesce a trovare almeno le patologie più grosse e per evitare i rischi per il paziente stesso. Però poi in base a questo referto tanti medici di base - e qui ritorno alla necessità delle linee guida -rilasciano il certificato come se questo bambino magari non avesse un apparato respiratorio, non avesse un apparato urinario, non avesse patologie infettive che possono poi magari contagiare gli altri bambini che vanno a praticare la stessa attività e, quindi, ci si dimentica di tutta una serie di adempimenti che sono non solo rivolti a proteggere il bambino che fa questa attività ma anche a proteggere gli altri che vengono a contatto con lui. Quindi non è un problema nostro, nostro è l'adempimento di dare la risposta a queste persone che in Sardegna non riescono ad avere prestazioni di qualità, anche nelle zone più periferiche dell'Isola. Il problema purtroppo è di tutti di tutti i sardi, dei figli dei nostri fratelli, delle nostre sorelle e i nostri, se ne abbiamo, e di tutti i cittadini a cui dobbiamo dare le risposte che ci hanno mandato qui a risolvere i loro problemi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che non vada banalizzato un discorso che è estremamente serio, quello della medicina sportiva, e in modo particolare questa parte che riguarda le linee guida per quanto riguarda la valutazione dei soggetti a rischio e soggetti affetti da patologie croniche. Dico questo perché, praticamente oggi ci sono tutta una serie di situazioni che richiedono la certificazione medica, e non mi riferisco soltanto ai certificati che riguardano attività sportive e agonistiche, ma soprattutto mi riferisco a quelli che fanno attività sportive non agonistiche. Praticamente il medico di base si trova tutti giorni ad affrontare situazioni per fare certificazioni, magari di gente che deve partecipare non tanto a un campionato, ma anche a delle attività giornaliere che riguardano attività sportive scolastiche. Bene, io devo dire che in questi casi, effettivamente, i medici e noi come operatori non siamo messi in condizione di avere dei dati precisi, delle linee guida precise per quanto riguarda la certificazione sanitaria. Io credo che se noi dovessimo affrontare seriamente questo problema, probabilmente anche fuori da questo contesto, però andare ad analizzare in modo analitico tutte quelle che sono le linee guida per quanto riguarda la certificazione sportiva agonistica, ma soprattutto la certificazione sportiva non agonistica che lo stesso è una vasta parte della certificazione sportiva, io credo che noi metteremo un po' di ordine a questa materia. Mi rendo conto che non è un discorso semplice, oggi le strutture sportive, della medicina sportiva, sono assolutamente inadeguate, sono insufficienti, ci sarebbe bisogno di uno sforzo grosso per quanto riguarda la predisposizione di strutture adeguate, però credo che il discorso è molto ma molto più complesso di quanto non appaia da quest'emendamento nel senso che oggi c'è una fortissima carenza per quanto riguarda questo tipo di certificazione, io credo che tutto quello che noi faremo, che anticiperemo già dall'approvazione del Piano sanitario regionale vada in questa direzione. Quindi, io credo che il fatto di avere un'organizzazione capillare nel territorio per quanto riguarda questo tipo di certificazione sia un discorso estremamente serio perché tutti i giorni vengono richieste certificazioni e devo dire si lascia tutto anche alla valutazione libera del medico che fa il certificato e devo dire, molte volte, senza il supporto giusto da parte...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. Io sono d'accordo all'emendamento, voto a favore dell'emendamento numero 255 perché fra i due diciamo così le due discipline sportive non c'è più nessuna differenza perché son tutte e due che fanno sport sia l'agonistica sia la professionistica perché in effetti ci sono tanti di voi vanno a giocare a pallone, una partitella fatta con amici o tornei fatti per amicizia o coppe che si prendono in questi tornei, cioè secondo me queste visite si devono fare ma non dal solito medico di famiglia che portiamo i bambini, i nostri bambini, dice che cosa hai cosa non hai, e va beh, certificato fatto! Lo mettiamo a giocare a pallone o fare qualunque attività, il bambino si sente male. Ecco queste cose bisogna veramente smetterla, Assessore io sono d'accordo che veramente si costituiscono dei centri perché a Cagliari non ne abbiamo per esempio, a Cagliari abbiamo il Coni e poi grazie a un grande direttore della ASL abbiamo a Quartu. Basta, non ne abbiamo altri. Ecco perché io mio figlio non posso portarlo in due centri dove c'è da fare fila e prenotazioni e tutto quanto, lo porto dal medico gli facciamo un certificato così via e poi gli faccio fare sport e magari il bambino si sente male o mi muore. E' questo il punto, il nocciolo della storia è inutile che bisticciate tra di voi vogliamo la stessa cosa, vogliamo il bene dei nostri figli, dei nostri atleti e dunque ecco perché dobbiamo cercare di poter utilizzare questi centri, Assessore, e lei lo può fare, secondo me lei lo ha capito più forse di me e di noi che si può fare e si deve fare perché Assessore lei viene dal di là del mare e penso dove lì non ci sono solo due centri in una città grossa come Cagliari, ce ne sono diversi, diamo la possibilità anche ai nostri figli di andare veramente a farsi le visite,vere visite sportive perché quello che ci interessa a noi è quello che stiamo discutendo qui in quest'aula, vere visite sportive per fare sport a tutti i livelli, qualunque sia lo sport, bisogna farci una visita sportiva. Ebbene, sennò poi pagheremo le conseguenze e ci metteremo a piangere, grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì Presidente, molto brevemente, io credo che la difficoltà oggi per quanto riguarda le valutazioni del rischio sportivo sta proprio nella difficoltà di certificare il limite tra attività sportiva agonistica e attività sportiva non agonistica perché è realmente un pensiero fisso quello che hanno i medici di medicina generale, a parte i bambini, campionati scolastici, giochi della gioventù per cui il massimo che noi possiamo fare per questi bambini è ascoltare il cuore, sentire i polmoni non abbiamo assolutamente la certezza di non creare un rischio, ma io mi riferisco a tutti quei campionati per parlare dello sport più diffuso in Italia che è il calcio, tutti quei campionati che d'estate fioriscono in qualunque località, solo nel mio paese che è un piccolo centro c'è un torneo estivo dove partecipano dai quattrocento ai cinquecento giocatori ogni volta e le certificazioni sull'idoneità agonistica la rilasciamo noi medici di base, che spesso non abbiamo né la strumentazione né i mezzi, né le conoscenze necessarie e quindi chiaramente ecco perché voto a favore di quest'emendamento nemmeno delle linee guida per la valutazione del rischio. Molto spesso ci affidiamo, troppo spesso ci affidiamo alla fortuna, capita tante volte che per dei campionati amatoriali per i quali non serve una certificazione sportiva fatta da un centro idoneo spesso è capitato anche in Sardegna nell'anno trascorso che qualche atleta purtroppo rimane vittima sul campo di gioco. Ecco, io credo che questo aspetto non vada assolutamente sottovalutato anche perché è uno di quei contributi che voi chiedete che noi vi diamo che spesso rifiutate che praticamente non costano granché e potrebbero dare invece sicurezza a tante persone.
(Non è approvato)
Emendamento numero 256 il cui contenuto è simile al numero 31.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, stavo cercando di leggere anche il numero 31 in modo da capire se la dichiarazione di voto potesse essere abbinata per entrambi gli emendamenti. Comunque sostanzialmente il ragionamento era quello di interloquire con i colleghi della maggioranza su un problema legato, condiviso che è quello della verifica dell'eventuale pratica di sostanze dopanti e allora che ci risulti, la normativa nazionale e internazionale autorizza un unico centro in tutta Italia è quello dell'Acqua acetosa che ha il ruolo di Hub and spooke di Hub in questo caso per quanto riguarda la valutazione dell'eventuale presenza di sostanze dopanti, quindi non si comprenderebbe bene nell'ambito dell'emendamento che propone il coinvolgimento di federazioni sportive, enti locali, università, scuole e via dicendo, nei programmi di prevenzione e di educazione sanitaria se poi è chiaro che il riferimento di tutti i lavoratori che eventualmente lavorassero operanti nella regione attraverso convenzione devono lavorare e devono ragionare e interloquire con l'unico centro nazionale che è convenzionato e abilitato dalla normativa internazionale in tal senso perché l'idea che la convenzione sia con uno dei centri nazionali già esistenti dà l'idea che sia possibile effettuare una scelta in realtà i centri nazionali esistenti lavorano e lavorano a loro volta con convenzioni, con l'unico centro che quello dell'Acqua acetosa, quindi lo spirito dell'emendamento numero 256 era di ribadire questo e di ribadire che se ci sono dei lavoratori in Sardegna pubblici che vogliono lavorare nel settore dalle sostanze dopanti, cosa che noi riteniamo positiva lo devono fare in collaborazione con l'Acqua acetosa e non avrebbe nessun senso farlo con altri lavoratori quali a loro volta collaborano con l'Acqua acetosa con un passaggio in più che non sarebbe spiegabile, giustificabile in nessun modo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì, intervengo per dichiarare il voto favorevole mio e del Gruppo su quest'emendamento, così come anche alcuni precedenti sono dedicati alla tematica della medicina sportiva che sicuramente attraverso una specificazione come quella descritta nell'emendamento numero 256 permetterebbe di avere una sottolineatura forte dell'impegno del sistema sanitario regionale della Sardegna nel supporto a tutto il sistema sportivo riguardo alla complessa, difficile e controversa questione di cui si tratta. La proposta è evidentemente molto ragionevole si tratta appunto di quelle proposte che chiaramente potrebbero qualificare questo Piano sanitario regionale, dare dei contenuti specifici che certamente verrebbero accolti positivamente dal mondo lo sport e che prospettano una soluzione che è quella di garantire in qualche modo che tutti gli adempimenti che la normativa nazionale in materia di antidoping prevede possano essere adempiuti proprio attraverso la collaborazione tra le strutture della rete ospedaliera sarda con punti di riferimento nazionale accreditati indubbiamente, senza alcun dubbio dotati di credibilità e di riferimento generale in tutto il territorio nazionale, che potrebbero quindi dare al nostro sistema una valida possibilità di fornire un'ulteriore servizio utile certamente a tutti, certamente al mondo dello sport in particolare che su questa questione, come sappiamo, tante volte è nel mezzo di polemiche e difficoltà che invece devono essere superate da tutto il nostro sistema. Il voto quindi è favorevole all'emendamento numero 256.
PRESIDENTE. Ha domato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Credo che la condivisione dell'emendamento numero 256 sia motivato soprattutto dal riconoscimento di una, chiamiamola défaillance, chiamiamola una dimenticanza, chiamiamola anche scarsa attenzione della stesura del documento finale, perché a noi era sembrato, durante la discussione in Commissione, che il contenuto dell'emendamento fosse condiviso dalla maggioranza, ma fosse condivisa dalla maggioranza soprattutto la necessità di avere o di attivare con le strutture della rete ospedaliera sarda quella collaborazione con l'unico centro autorizzato in Italia per il controllo dell'antidoping. Io devo dire, Assessore, qui è sfuggito l'errore che era stato rilevato anche in Commissione, perché non è che si possa realizzare una convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti, l'unico centro nazionale esistente, autorizzato anche a livello internazionale, è quello dell'Acquacetosa. L'avevamo detto in Commissione. A me sembra quasi che fosse superfluo intervenire nel momento in cui riletto l'emendamento si prendesse atto oppure si verificasse la correttezza della proposta ed eventualmente se ne prendesse anche atto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Stiamo parlando dell'emendamento numero 256 correlato al numero 31. Il testo del primo emendamento è: "Garantire gli adempimenti previsti dalla normativa nazionale in materia di antidoping attraverso la collaborazione delle strutture della rete ospedaliera sarda con il laboratorio dell'Acquacetosa, unico autorizzato dalle vigenti direttive internazionali"; il testo del secondo: "Nel secondo capoverso, ultimo punto, le parole: 'e attraverso convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti' sono sostituite dalle parole: 'garantendo se necessario l'opportuno adeguamento tecnologico e di personale'". Ora, io do per scontato che sia anche obiettivo della maggioranza garantire che vi sia un antidoping che lavori bene e d'altronde non poteva e non potrebbe essere diversamente se non un centro che sia autorizzato dal laboratorio dell'Acquacetosa. Se io fossi maligno, potrei pensare che la maggioranza ha un rapporto privilegiato con un centro che è accreditato all'Acquacetosa e magari questo centro è a Torino, l'Acquacetosa è a Roma ma il centro che la maggioranza propone potrebbe essere a Torino. Comunque sia, se così fosse, io direi che la maggioranza farebbe bene a trovare una soluzione che è la più adeguata che è quella per cui ci sia la struttura in Sardegna collegata all'Acquacetosa e non che ci sia una struttura nazionale, come dite, che già esiste e probabilmente è consultabile da qualcuno ed ha allocamento a Torino. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. E' decaduto.
Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 256.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Contu - Dedoni - Diana - La Spisa - Licandro - Lombardo - Murgioni - Sanciu - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 48
astenuti 2
maggioranza 25
favorevoli 10
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 31.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente voterò a favore dell'emendamento numero 31, ma esclusivamente chiedendo una spiegazione e una dichiarazione di voto a un collega della maggioranza, che fosse eventualmente disponibili a darla, sul motivo per cui abbiamo deciso di mantenere all'interno del Piano convenzionamento con uno dei centri lasciando aperta l'ipotesi che ci si convenzioni con un centro a sua volta convenzionato con l'Acquacetosa, cioè una triangolazione inspiegabile. Per quale motivo non è stato accettato un emendamento che proponeva di convenzionarsi con l'unico centro con cui ci si può convenzionare? Non l'ho veramente capito.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione il testo.
Ha domato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io voterò contro al testo, chiedo al Presidente che si possa procedere al voto con scrutinio elettronico palese e vorrei nuovamente chiedere, a qualche collega della maggioranza, se fosse possibile che mi venisse spiegato perché nelle ultime due righe del capitolo "La medicina dello sport" si suppone la possibilità di attivare una convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti, continuando nell'equivoco che i centri esistenti sono più d'uno, il centro nazionale esistente è uno. Ci sono centri nazionali che sono convenzionati con questo, quindi lasciare questa dizione induce il sospetto, che probabilmente è semplicemente un sospetto campato in aria, un refuso del testo, è un'imprecisione del testo, che fa pensare che la Sardegna non intenda convenzionarsi col centro accreditato, ma intenda convenzionarsi con un centro convenzionato a sua volta con quello accreditato. Cioè una triangolazione che favorisce un centro che non ha nessun ruolo se non quello di essere accreditato con quello dell'Acquacetosa. Abbiamo posto il problema per avere una risposta. Se ci date la risposta e c'è serenità sull'argomento, si può cambiare il testo dell'ultime due righe, lo si può anche lasciare, ma ci siamo intesi che semplicemente una forma impropria per scrivere che ci convenzioneremo col centro accreditato, non con un centro convenzionato con quello accreditato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Devo fare la mia dichiarazione di voto sul testo. Io avevo a esordito la discussione del paragrafo "la medicina dello sport" dicendo e affermando che finalmente si poteva cominciare a colmare la lacuna alla quale, purtroppo, dovevamo trovare una sostanziale risposta, creando una rete di servizi che fosse in grado di ottenere, per i nostri giovani soprattutto, ma non solo per i giovani, la possibilità di avere quelle garanzie rappresentate dal rilascio di una certificazione di idoneità sanitaria allo sport agonistico e non. Questa certezza, qui, viene un attimino vanificata dal non voler capire che il sistema di monitoraggio dell'obbligo della certificazione di idoneità allo sport agonistico, può al massimo essere esercitato soltanto per alcune categorie di persone. Non può essere esercitato nei confronti di tutto lo sport non agonistico e, soprattutto, dello sport amatoriale dove ,comunque sia, credo di poter continuare ad affermare che lo sport amatoriale, quello fatto dei tornei estivi, autunnali, invernali e così via dicendo, per esempio, per citare un esempio, non ha nessun momento di verifica, di controllo e, soprattutto, è quell'attività dove spesso e volentieri si manifestano i fatti incidentali più gravi e spesso e volentieri con le morti sul campo di gara. Allora, se questo sistema di monitoraggio deve essere esercitato, vorremo perlomeno capire attraverso quali sistemi. E attraverso quali sistemi, non credo che… ho citato il Corpo forestale prima, si possa mandare il Corpo forestale anche sui campi di gioco per verificare se chi sta partecipando all'attività sportiva è dotato o ha i requisiti per avere l'autorizzazione a svolgere lo sport. Ma, non c'è da meravigliarsi, se al Presidente glielo suggerite, forse, riesce a promuovere questo monitoraggio, anche in questo modo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Sulla medicina dello sport abbiamo assistito al dibattito su diversi emendamenti, che sono stati portati all'attenzione dell'Aula, tutti i quali, cercavano di trovare una via di miglioramento del testo iniziale, cercando di affondare il concetto base, che è quello di godere della sanità assoluta per i praticanti lo sport, siano essi consociati in società aderenti al CONI e, comunque, delle società confederate al CONI, ovvero delle società che vanno a formarsi, per i campionati, per le competizioni, le più varie possibili che esistono, fra dilettanti, meglio, fra aspiranti sino ai 15 anni e quelli amatoriali, superata una certa età. Ora, nessuno, allievi, juniores, seniores, e così via consigliere. Ora, io capisco la riluttanza dell'Assessore e della maggioranza, in questo caso, ad accettare qualunque soluzione di modifica. Ma che non si voglia modificare anche un altro passaggio, quello ultimo, che io ho citato come "società residente a Torino", per garantire la massima trasparenza, per far capire che non esiste nessun tipo di centro consociato. Io credo che sarebbe stato auspicabile, da parte della maggioranza, proprio accettare questo fatto e far capire che il rapporto lo si deve avere esclusivamente con il centro nazionale riconosciuto … . Se queste cose non si fanno, siete voi che date l'adito a qualunque tipologia di dubbio, che non dà certamente trasparenza nelle attività, non solo amministrative, come pare usuale essere, perché non basta mettere una videata in Internet, ma ancor di più nel momento in cui si ha la formazione della legge, quella che dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto e garantire tutto il popolo sardo. Io credo che sia, minimo, un atto dovuto da questa maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dunque nell'esprimere il voto contrario, noi non possiamo far altro che ribadire, così come per altre parti, come altri brani di questo Piano sanitario regionale, in particolare di questa prima parte, che riguarda gli obiettivi di salute, non possiamo che esprimere un voto contrario che, naturalmente, non vuol dire la totale dissociazione rispetto a principi e obiettivi generali, o anche obiettivi specifici come in questo caso, che riguardano parti importanti del sistema dei servizi sanitari, quanto su alcuni particolari che fanno emergere da un lato una carenza obiettiva, dall'altro perplessità che non vengono fugate, diceva poco fa Pierpaolo Vargiu, poneva un problema concreto sulla questione della convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti. Ha posto una domanda precisa, ha sottolineato una fonte di dubbi, che noi abbiamo cercato di risolvere con emendamenti, in particolare con un emendamento che era chiarissimo e che si finalizzava, come abbiamo detto prima, l'erogazione di questo servizio ad un preventivo riconoscimento, la decisione di una collaborazione delle strutture della rete ospedaliera sarda con l'unico centro oggettivamente e pubblicamente accreditato, ma la maggioranza su questo evidentemente non ha voluto riconoscere la positività di questo suggerimento e ha respinto, direi proprio implacabilmente, inesorabilmente, la nostra proposta. Crediamo che, per questo motivo, perché c'è un ripetersi cioè di una posizione preconcetta, che non intende, non manifesta la volontà, il desiderio di condividere alcune parti, anche interessanti, oggettivamente non riconducibili ad interessi particolari, ma che migliorerebbe decisamente il testo. Non è in discussione l'esigenza di dare gli indirizzi, alcuni di questi certamente condivisibili, di questa parte del Piano ai soggetti titolari della funzione di erogare servizi nel campo della medicina dello sport, si trattava di migliorare il testo, con una precisazione, che avrebbe fugato ogni dubbio, che invece non ci risulta… la fa il relatore! Attendiamo, quindi, l'atteso pronunciamento della maggioranza.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. Grazie Presidente. Io credo che, al fine di evitare incomprensioni, dubbi, che non esistono, credo che si possa accogliere tranquillamente l'osservazione posta dai colleghi e per cui si può, se possibile, un emendamento orale, l'ultima riga del paragrafo sulla medicina dello sport, sostituire la frase: "attraverso convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti", sostituirla con: "attraverso convenzione con il centro nazionale esistente". Di fatto si elimina qualsiasi dubbio.
PRESIDENTE. Grazie onorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, solo per esprimere apprezzamento per l'iniziativa testé annunciata che coglie positivamente una preoccupazione che così viene fugata.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). No, per dire che noi accogliamo favorevolmente la proposta del relatore della legge, onorevole Pacifico, però ci dispiace, insomma, che soltanto questa parte sia stata accolta, però per questo punto specifico noi apprezziamo, diciamo, la buona volontà della maggioranza anche se avremmo voluto insomma anche per quanto riguarda gli altri emendamenti che sono stati presentati, che pure erano importanti allo stesso modo di questo, insomma, non sono stati accolti, io credo che il Consiglio stia perdendo una grande occasione, una grande opportunità, nel senso che questo Piano che non è stato discusso in Commissione aveva la possibilità di essere migliorato nella discussione finale dell'Aula. Questo non si sta verificando, si sta verificando solo in parte perché la maggioranza mi pare che sia sorda a queste sollecitazioni, a questi stimoli che arrivano dalla opposizione. Allora io penso che questo, ma anche altri emendamenti, che noi discuteremo in seguito, vorrei insomma che ci fosse la giusta attenzione da parte dei colleghi della maggioranza perché noi siamo spinti da un unico obiettivo che è quello di migliorare questa legge del Piano sanitario regionale. Bene, tutto quello che viene fatto oggi non lo faremo domani e comunque la cosa più importante è che praticamente questo Piano sanitario regionale sia il più completo possibile in tutte le sue parti soprattutto le cose che si possono dire oggi che possono essere specificate oggi, si capisce perché noi non le dobbiamo mettere dentro il Piano o lasciare ad altre occasioni ad altri appuntamenti sono cose che possono già in questa fase essere definite. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie Presidente, ovviamente una apertura di qualunque genere sia, anche se è di lieve entità e anche se è così marginale come quella manifestata dal collega Pacifico non può che essere accolta favorevolmente per cui ne prendiamo atto e naturalmente ne siamo soddisfatti e in fondo è un parziale accoglimento di tutti quei suggerimenti che tramite i nostri emendamenti, che avete regolarmente ignorato avevamo cercato di apportare. Il problema che comunque rimane, non solo nel testo, del Piano sanitario in generale, ma anche in particolare in questo preciso capitolo dedicato alla medicina dello sport, è semmai quello che comunque non si risolve il problema che sta alla base delle difficoltà che si incontrano e che i nostri giovani e che le nostre società incontrano per avviare i ragazzi allo sport e per mantenere l'attività e cioè il problema derivante dal fatto che le ASL forniscono meno della metà delle prestazioni professionali che sono necessarie al normale svolgimento delle attività sportive e quindi delle visite che occorrono alla società per far praticare lo sport ai ragazzi. E questo è il problema certamente non marginale, è un problema importante che è sentito dalle società sportive in particolare che, come voi sapete, devono affrontare quotidianamente problemi di sussistenza e di sopravvivenza gravi, seri e difficili da affrontare ed è un problema che è presente da decenni. Ora, da questa discussione che è scaturita nell'Aula è venuta fuori anche da parte della maggioranza una presa di coscienza del fatto che il problema esiste e che forse era il caso di porre un rimedio seppur parziale, quale quello prospettato dal collega Pacifico, tramite l'inserimento di un emendamento orale. Ma allora viene anche da porsi un'altra domanda e da farsi un altro genere di considerazione.
Se queste riflessioni che stiamo facendo in Aula nel corso di queste sedute, sicuramente anche faticose che si protrarranno fino al cuore della notte, fossero state fatte in un momento precedente in una fase precedente, quando era il momento di discutere il Piano in tutti i suoi aspetti, quando era ancora, si era ancora in tempo per dare al Piano tutte le correzioni delle quali voi stessi vi state, man mano che andiamo avanti con la discussione del testo mi rendo conto quanti problemi si sarebbero evitati se tutto non fosse stato contingentato, se tutto non fosse stato...
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 69.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, anche su questo emendamento che è presentato - come primo firmatario - dal collega Contu, io richiamerei, se fosse possibile l'attenzione del relatore, se non disturbo. Del Capogruppo che poi riferisca al relatore. Nel senso che abbiamo fatto… io esprimo il voto a favore di questo emendamento, perché? Abbiamo fatto un ragionamento, con il quale emerge che il numero delle prestazioni di medicina sportiva che oggi vengono garantite all'interno del sistema delle ASL è insufficiente, sappiamo che oggi la quantità complessiva di prestazioni di medicina sportiva necessarie è senz'altro inferiore di molto alla metà di quelle che sono necessarie, una parte di queste prestazioni viene garantita dei centri di medicina sportiva accreditati territoriali, allora, ci sembra naturale che venga potenziata la parte dei centri di medicina accreditati territoriali che oggi può immediatamente fornire prestazioni aggiuntive semplicemente attraverso l'acquisto di queste prestazioni, nel frattempo voi farete quello che avete detto nelle prime tre righe e cioè potenzierete dei servizi di distretto all'interno delle AA.SS.LL., ma non lasciamo scoperta la domanda che sappiamo che esiste in Sardegna nella medicina sportiva. Quindi questo vi chiediamo, e ve lo chiederemo collega Marrocu, collega Cugini che in questo momento è assente, ve lo chiederemo perché anche in tanti altri punti di questo Piano, quindi è uno di quei nodi, uno dei nodi che voi ci chiedete sempre: "i nodi, i nodi, i nodi" se noi diciamo che nell'ospedale ci sono prestazioni improprie e quindi vogliamo tagliare le prestazioni improprie dell'ospedale, bene, qualcun'altro dovrà fare sul territorio queste prestazioni, però oggi la medicina accreditata è oggi quella che può fare queste prestazioni col minor costo. Oggi, nel frattempo che voi le farete in altro modo attraverso il sistema pubblico, però oggi la medicina accreditata le può far garantire e allora che senso ha che mentre diciamo che sono inappropriate quelle degli ospedali chiudiamo, non aumentiamo quelle della medicina accreditata, ma anzi, come stanno facendo i direttori generali, riduciamo anche quelle della medicina accreditata, esattamente come non vogliamo fare oggi con la medicina sportiva. Questo è il nodo, ed è un nodo incomprensibile, nel senso che non si comprende qual è la soluzione che voi proponete. Perché la soluzione nella medicina sportiva ad oggi è, che più della metà delle prestazioni non vengono svolte, quindi che più della metà degli atleti sono scoperti dalle garanzie di sanità. E' questo il dramma che noi stiamo cercando, colleghi della maggioranza, di portare all'attenzione di quest'Aula affinché...
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie. L'emendamento numero 69 è stato presentato, come primo firmatario, e ha avuto la motivazione che nella elaborazione del paragrafo va a cogliere una carenza nel breve, nel medio e anche nel lungo periodo. Perché se noi intendiamo davvero dar luogo con quanto si sta pianificando, vogliamo davvero potenziare l'attività territoriale, soprattutto rispetto alle necessità che si hanno in questo settore, noi non possiamo farlo, se non attiviamo un percorso non virtuale, ma reale, ovvero, le necessità, il collega Diana, poc'anzi, ha parlato di un numero di atleti esercitanti attività sportiva agonistica in Sardegna, dati riferiti Coni, ha parlato di circa 120 mila atleti, che svolgono solo l'attività agonistica, 120 mila atleti che hanno bisogno di una certificazione, che hanno bisogno di strutture che siano in grado di fornirgliele, di fornirgliene quando? In periodi anche abbastanza brevi nel corso dell'anno, per buona parte, sapendo tutti che l'attività agonistica inizia nel mese di settembre e prosegue poi, in genere l'attività agonistica si chiude, per buona parte nel mese di giugno agli inizi di luglio. Allora si concentra in questi mesi una richiesta, soprattutto nei mesi di settembre, ottobre, novembre, si concentra una richiesta, ai quali i centri oggi autorizzati e le strutture oggi autorizzate non sono in grado di dare le risposte. Non sono in grado di dare le risposte, pertanto, in questo emendamento noi chiediamo di incrementare il numero complessivo dei centri, potenziando anche quelli già presenti sul territorio. A me sembra che questa proposta possa coniugarsi anche abbastanza bene con i contenuti del paragrafo, e va' a coniugarsi, soprattutto perché noi saremo allora in grado di dire, che formiamo un servizio, ma stiamo parlando soltanto dei numeri riferiti a quelle persone che svolgono attività agonistica senza parlare del numero delle persone…
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Grazie Presidente, colleghi e colleghe, per annunciare naturalmente il mio voto favorevole all'emendamento numero 69, ribadisco quello, i concetti che hanno espresso i miei colleghi in relazione alla importanza e alla necessità di un potenziamento e di uno sviluppo della medicina dello sport che sia presente nel territorio, che sappia offrire al di là di quella che spesso oggi diventa una barriera per potervi accedere un servizio cui tutti possono accedere. E noto, credo che non sia inutile ribadirlo l'importanza della pratica sportiva, che riguarda tutte le fasce di età dall'età infantile, giovanile a quella ancora più in avanti, e quindi parliamo di attività ricreative, parliamo di attività agonistica, parliamo di attività sportiva non agonistica, si sa che tutti coloro i quali intendono iscriversi, o intendano praticare attività agonistica e non agonistica presso una società sportiva, a qualsiasi livello, devono munirsi di una certificazione. Purtroppo sappiamo ahimè che proprio per le difficoltà di accesso ai pochi centri della medicina dello sport presenti, purtroppo, avviene, che le certificazioni vengono rilasciate senza il previo accertamento attraverso la strumentazione prevista per gli esami cardiologici e tutti quegli altri esami connessi ad un serio rilascio di una certificazione plausibile. E non è purtroppo ahimè raro il caso di situazioni tragiche, nei campi sportivi, soprattutto del calcio, proprio per un'assenza di una precisa prevenzione. Dico anche che sarebbe opportuno, che sarebbe stato proprio opportuno in un'ottica di maggiore presenza presso la popolazione di una sensibilità, di una cultura dello sport obbligare gli accertamenti con una cadenza almeno semestrale, sia per l'attività agonistica, che l'attività non agonistica, quando la si vuole praticare presso una società sportiva in modo ufficiale. Allora senza, o comunque sia, la difficoltà di accedere a un centro di medicina sportiva costituisce una barriera insormontabile. Per cui l'emendamento tende a far sì che sul territorio siano presenti dei servizi sanitari, che per questa specifica problematica, possano dare risposte ai giovani e meno giovani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il voto favorevole a questo emendamento, che consiste in un emendamento aggiuntivo quindi che tende no a chiarire, quanto ad aggiungere, aggiungere però una cosa importante. Una questione dibattuta anche in altre sedi, io ricordo che diverse volte anche nella Commissione bilancio, quando ci siamo trovati a discutere della legge finanziaria, sono stati inseriti più volte emendamenti finalizzati ad incrementare le dotazioni finanziarie, il capitolo di bilancio apposito, ovviamente previsto dalla legge regionale sullo sport, proprio dedicati al sostegno delle società sportive, per il delicato compito di garantire a tutti gli atleti un minimo livello di garanzia, di assistenza, di copertura sanitaria in termini proprio di controlli, di monitoraggio di azioni, di servizi sanitari di supporto ad una corretta, ad un corretto esercizio dell'attività fisica soprattutto, ovviamente, riferiti ai giovani e riferiti, in particolare, a categorie sociali che praticano lo sport non avendo certamente grandissime disponibilità finanziarie per poterlo fare, che spessissimo si appoggiano proprio alla buona volontà, all'intraprendenza dei dirigenti delle associazioni sportive, o comunque di quelle realtà di movimento sportivo di base che svolgono una funzione sociale importantissima. Questo emendamento tende, molto semplicemente a dire, che i centri per lo sport, i centri di medicina dello sport devono essere incrementati, sia nel numero, sia nella capacità di penetrazione sul territorio, e mentre questo brano del piano sanitario regionale, la proposta che viene fatta, quasi passa superficialmente sul problema, e dice proprio riguardo ai centri di medicina dello sport, ove esistenti, si tratta invece di prevedere un impulso perché l'esistenza di questi centri sia potenziata, incrementata proprio a favore in particolare delle realtà sociali, che nello sport trovano un modo di educazione, di promozione sociale, che costituisce anche, tra l'altro, una valida forma di prevenzione contro devianze sociale di cui tutti siamo preoccupatissimi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Questo emendamento, praticamente ha l'obiettivo di colmare una lacuna che c'è oggi nel sistema sanitario sardo e soprattutto in merito alla medicina dello sport. Non sfugge a nessuno il fatto che, praticamente, oggi tutti quelli che si avvicinano all'attività sportiva, le società stesse, tutti quelli che ruotano intorno allo sport hanno il problema della certificazione sportiva. Allora, il problema qual è? Che non tutti riescono ad avere in tempo utile il certificato di medicina sportiva e quindi con relativi, eventualmente, rimborsi, ma molto spesso le società e gli atleti si avvicinano a questi centri per la certificazione di idoneità sportiva agonistica e sono richiesti tempi lunghi, tempi lunghi magari di mesi per cui se deve iniziare il campionato questi sono costretti a rivolgersi ad altre strutture, strutture private e quindi queste strutture private quasi mai riescono a garantire il rimborso da parte degli atleti delle società che chiedono il certificato. Allora io credo che si tratta di un problema serio di educazione, di cultura sportiva vera e propria, se riuscissimo ad intervenire in modo capillare in tutto il territorio, nel senso che garantiamo per tutti una certificazione sanitaria idonea io credo che molti più giovani si avvicinerebbero alla pratica sportiva e molta più sicurezza ci sarebbe per quanto riguarda questi giovani che fanno lo sporto. Allora io credo che qui bisogna fare un discorso serio, qui veramente non possiamo investire, possiamo fare un intervento che sia capace, effettivamente, di garantire tutte quelle persone giovani e meno giovani che praticano attività sportive. Allora il fatto di estendere, di aumentare i centri che sono adeguati per questo tipo di certificazione io credo che sia un fatto veramente importante, se si riuscisse ad incentivarli con la creazione di nuovi centri e quindi con l'allargamento della base di tutte le persone che hanno la possibilità di avere questo certificato noi raggiungeremo un risultato importante. Purtroppo non mi pare che la Giunta stia andando in questa direzione, ci sono segnali premonitori che per ottenere questi certificati invece, secondo…
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, siamo all'emendamento numero 69, in effetti, discutendone con l'onorevole Marracini poco fa che è medico e sportivo si concordava su alcune necessità e si ipotizzava che, certamente, poteva essere trovata una soluzione che fosse appagante ma, il problema…
(Interruzioni)
dicevo che, come il collega Vargiu ha sensibilmente posto in evidenza… sto cercando di scegliere gli argomenti, presidente Pirisi… cercava di tracciare una linea di percorso che era questa. Se si riduce la prestazione all'interno degli ospedali bisogna dare le opportunità nei centri, nelle ASL per poter garantire che ci siano delle prestazioni mediche, le più confacenti, per garantire un buon risultato e certificare la salubrità… onorevole Pirisi mi voleva suggerire qualcosa?
PIRISI (D.S.). Poi glielo dico.
DEDONI (Riformatori Sardi). Siccome sentivo suggerimenti, non capivo e non coglievo quali erano gli aspetti propositivi, quelli che hanno una certa rilevanza… ecco, io credo e spero che la maggioranza voglia…
PRESIDENTE. Grazie. Bene colleghi, sospendiamo come avevamo previsto la seduta, la riprendiamo alle ore 21 e 15. Ci sono quattro iscritti per dichiarazione di voto, quindi si riprende con la dichiarazione di voto dell'onorevole Diana.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 31 , viene ripresa alle ore 21 e 31.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
PRESIDENTE. Un altro Segretario che assista ai lavori e qualcuno che per cortesia solleciti la Giunta a prendere posto in Aula. Onorevole Randazzo, uno dei due… ci dia una mano d'aiuto. Non ho capito onorevole La Spisa, che cosa ha detto? Per iniziare stavo aspettando il quarto d'ora accademico che scade fra 30 secondi. Bene, possiamo riprendere i nostri lavori, siamo all'esame dell'emendamento aggiuntivo numero 69.
E' iscritto a parlare l'onorevole Diana, che non è in Aula, decade, onorevole Marracini, prego, per dichiarazione di voto.
MARRACINI (Gruppo Misto). Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Marracini rinuncia.
Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Rinuncia l'onorevole Petrini.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Non è in Aula quindi decade.
Onorevole La Spisa, su che cosa? Dichiarazione di voto?
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). No, chiedo la votazione per scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Onorevole Uggias, per dichiarazione di voto?
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Per dichiarare il voto negativo sull'emendamento e credo che questo emendamento sia la ennesima testimonianza della inutilità di una serie di emendamenti; privo di significato in sé e per sé nell'ambito di un contesto di dichiarazioni che sembravano essere positive e migliorare il senso dell'intervento del Piano nel settore della medicina dello sport ci rendiamo conto che presi uno per uno per la maggior parte sono privi di significato. Allora, se quest'emendamento numericamente può avere un senso, un significato, mi sembra che visto dal punto di vista contenutistico sia assolutamente da classificare proprio come un emendamento, usando un eufemismo, non certamente positivo né costruttivo. Allora, io credo veramente, cogliendo l'espressione che utilizzava stasera un collega stimato quale è l'onorevole Cuccu, il quale ha detto: "Arrivati a un certo punto in quest'aula si arriva alla saturazione e nessuno ascolta nessuno". Quindi questo significa che anche emendamenti che possono avere intrinsecamente un significato positivo costruttivo rischiano di passare inosservati, rischiano di essere accomunati verso il basso in un giudizio negativo e allora io rinnovo, anche da un punto di vista metodologico, ai colleghi della minoranza una proposta a titolo personale, assolutamente, che è quella di valutare, individuare quelli che sono gli emendamenti sui quali far incardinare una discussione e per il resto evitare che abbiano una fine miserevole come può avere questo numero 69.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, qualora non ci fossero altre dichiarazioni di voto… ce ne sono altre tre? Allora rinuncio all'intervento. Era soltanto per chiedere il rispetto dei dieci minuti sulla prima votazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Biancu. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Per esprimere il voto contrario a quest'emendamento e per evidenziare il valore e il contenuto di quello che è il paragrafo relativo alla medicina dello sport contenuto all'interno di questo Piano che mi pare sia un capitolo che all'interno degli obiettivi che ci siamo posti ha un'evidenza di tutto rispetto, perché in qualche modo mette in evidenza quelle che sono le esigenze che noi tutti quanti, durante l'esame di questo Piano in Commissione, abbiamo voluto sottolineare. L'aspetto relativo a ciò che riguarda il rispetto della normativa vigente per ciò che riguarda la visita gratuita dei giovani di età superiore ai diciott'anni per fare in modo davvero che per chi pratica la medicina dello sport, specialmente in età giovanile, non abbia problemi di alcun genere. Se ce ne fosse bisogno e naturalmente facendo sì che, appunto, con questa sottolineatura non ci sia chi possa in qualche modo sfuggire, nonostante naturalmente ci siano state sollecitazioni quando già noi all'interno del Piano questo aspetto lo avevamo messo anche chiaramente in evidenza. Io credo che anche una serie di emendamenti che sono stati presentati a questa parte non hanno la ragione di essere presi in considerazione perché non danno niente di più rispetto a quello che è già il contenuto della medicina dello sport così come noi la abbiamo sottolineata e messa in evidenza durante i lavori della Commissione. Promuove programmi per la educazione sanitaria in merito, appunto, ai benefici che possono venire fuori dall'attività fisica e dagli effetti dannosi che, invece, alcune pratiche dopanti possono essere quando qualcuno pratica appunto lo sport e dopodiché anche quelli che sono gli aspetti che sono sicuramente positivi e di valore in questa attività sportiva. Io credo che questi siano gli aspetti che andavano sottolineati, questi sono quelli che noi riteniamo debbano essere presi in considerazione e naturalmente è da tener presente anche che in questo Piano, avendo preso in considerazione questo aspetto per la prima volta, sono sicuro che avremo delle situazioni davvero positive anche in questa nostra regione dove si è pure praticata, fino ad oggi non esistevano né regole né opportunità di poter accedere a questa pratica. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Masia. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Rinuncio, Presidente.
PRESIDENTE. L'onorevole Frau rinuncia. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Rinuncia anche l'onorevole Cugini. Siamo in votazione dell'emendamento numero 69 per il quale collega La Spisa ha chiesto il voto elettronico palese. Se l'onorevole Cherchi ci assiste alla Presidenza e rileva l'onorevole Randazzo… grazie, onorevole Randazzo. Se i colleghi sono pronti possiamo dichiarare aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 69.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Dedoni - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 47
votanti 47
maggioranza 24
favorevoli 2
contrari 45
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 253. E' in votazione con il parere contrario del relatore e della Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio Presidente. Io approfitto della lucidità che i colleghi hanno sicuramente alla ripresa della pausa e che è anche emersa nelle dichiarazioni di voto di alcuni colleghi di maggioranza immediatamente prima di questo emendamento e soprattutto mi appello al buon senso di cui ha sicuramente usato il collega Presidente della Commissione Masia, ma anche al buon senso del collega Uggias e alle considerazioni appena fatte.
Io vorrei chiedere: di quest'emendamento numero 253, se magari il relatore collega Pacifico, l'onorevole Cugini o chiunque altro tra i colleghi della maggioranza decidesse meritevole dedicare un minuto di tempo della sua dichiarazione di voto al commento, vorrei sapere di questo emendamento cosa c'è che non va bene, nel senso che noi diciamo che oggi non si riesce a dare nell'ambito della medicina pubblica le risposte di sanità sportiva che si vorrebbe e voi siete d'accordo su questo. Quindi noi vi diciamo: queste risposte diamole per il momento nella sanità accreditata privata, che è quella che può darle e che può darle a basso costo; nel frattempo voi potenziate la pubblica perché credete nella pubblica, ma ci crediamo anche noi. Quando la pubblica sarà efficiente a poter dare le prestazioni che servono, le darà la pubblica; nel frattempo potenziamo i rapporti con la medicina accreditata privata affinché non ci sia nessun ragazzo sardo che fa attività agonistica che rimanga privo delle prestazioni. Cosa c'è che non condividete in quest'emendamento? Si alzi un collega della maggioranza e dica: "Collega Vargiu, lei sta dicendo delle inesattezze; collega Vargiu, non siamo d'accordo su quello che lei sta dicendo per questo motivo". Affinché ci sia un senso della nostra permanenza in aula in queste ore in cui ci dovremo far compagnia; riempiamole per lo meno del confronto su temi concreti che ci aiutino a migliorare il Piano o che aiutino ciascuno di noi a capire perché le proposte che pensa migliorative in realtà non lo sono in quanto voi ci spiegate che non c'è miglioramento nel contenuto delle nostre proposte. Vi invito a ragionare, tanto in Aula dobbiamo stare sino all'una, bene, usiamo il tempo per confrontarci e per ragionare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 253. Noi in questo emendamento proponiamo che le esigenze della popolazione, soprattutto quelle della popolazione minorenne, difficilmente trovano la possibilità di avere le certificazioni di idoneità per due ragioni: la prima è quella che enunciavo in qualche intervento fa, nonostante che qualche collega si sia scandalizzato, noi non abbiamo per tante attività sportive la necessità di avere l'iscrizione, quindi il tesseramento federale, la necessità di presentare la certificazione di idoneità all'attività non agonistica. Molto probabilmente una riflessione deve essere fatta, la facevo con qualche collega perché noi non possiamo esercitare nessun controllo fiscale su questo tipo di attività. Allora, se noi possiamo attivare quei rapporti e quelle prestazioni presso i centri autorizzati per garantire la soddisfazione all'utenza del rilascio di queste certificazioni, molto probabilmente noi riusciremo molto meglio e di più rispetto ai propositi che il Piano vorrebbe attivare, quello di monitorare il rispetto della norma imposta dalla federazione, perché non esiste nessuna norma sanitaria, non esiste nessuna norma di legge che possa autorizzare nessun controllo, né tanto meno possa autorizzare le verifiche nei campi sportivi dove l'attività sportiva viene svolta, da una parte per la tutela della privacy, dall'altra perché davvero non c'è una motivazione da parte dell'utenza ad andare a richiedere questa certificazione, ma soprattutto perché non c'è l'esigenza di nessuna regola e norma del CONI di dover rispettare...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Scusate. Onorevole Contu, era finito il suo tempo.
(Interruzioni)
Onorevole Contu, era finito il suo tempo. Prego i colleghi di stare in aula in modo più adeguato. Prego i colleghi, tutti, di stare in aula in modo più adeguato. Grazie, colleghi, per la collaborazione che vorrete darmi a gestire i lavori in questa ora difficile.
(Interruzioni)
Onorevole Contu lei ha finito il suo tempo. La ringrazio, avrà modo di recuperare i ragionamenti sicuramente in qualche altro intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Sì, Presidente, anch'io brevemente per sottolineare l'importanza di questo emendamento. Ma come, è sotto gli occhi di tutti, l'abbiamo detto e ripetuto tutti quanti, le fasce più deboli della popolazione, in particolare i giovani, non riescono ad ottenere prestazioni né in numero né in qualità sufficienti alle richieste. Tra l'altro quest'emendamento non dice niente che non sia già previsto per legge, la ASL, il Direttore generale può motu propriu decidere di avvalersi di prestazioni, di concedere a qualunque centro anche privato, di erogare prestazioni che vengono acquisite dalla ASL fino a un tetto massimo stabilito per la popolazione di quel territorio, quindi non c'è niente che non sia già previsto. Quali sono i problemi? Economici? Come, non arriva un fiume di danaro da Roma per pagare la sanità in Sardegna? E allora dobbiamo negare ai nostri cittadini queste prestazioni sanitarie? Dobbiamo continuare a far andare i ragazzini sott'acqua senza aver fatto una visita adeguata? Dobbiamo mandarli a fare sport anche pericolosi talvolta con sforzi fisici importanti e sottoporli a rischio di una morte improvvisa? Dio non voglia che questo accada, nessuno di noi vuole avere sulla coscienza la vita di qualcuno pensando che non è stato fatto tutto quello che era possibile fare per difenderla, per un puro problema di spendita di quattro lire, perché si tratta di quattro lire, tutto sommato. Quindi, io credo che l'emendamento colpisca nel segno, tra l'altro non è un tetto di spesa che viene sfondato sine die, quando le strutture pubbliche che sappiamo sono più lente ad adeguarsi per motivi di organizzazione, burocratiche, di appalto, tutto quello che si vuole, comunque, siamo nelle condizioni in certe ASL di poter erogare queste prestazioni con delle convenzioni private? E' prevista da tutta l'organizzazione nuova della sanità, si faccia! Si faccia in un settore dove c'è carenza. Tra l'altro siamo in linea anche con lo Stato, ci siamo dimenticati che il governo Prodi che toglie ai poveri, ai bisognosi, ai vecchi, agli anziani, concede ai giovani di andare in palestra, con finanziamenti e con incentivi dello Stato, e a questi giovani, questi baldanzosi che vanno in palestra a riempirsi di estrogeni, non gli facciamo neanche una visita adeguata, è una vergogna! Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Questo emendamento è un emendamento, secondo me, abbastanza chiaro e giusto. Perchè chiaro e giusto? Perché anche i disabili fanno sport, è chiaro? Anche i disabili fanno sport, anche i disabili hanno bisogno di queste visite. Ebbè, cari colleghi, i disabili, pensate un po', in questi pochi centri che ci sono non hanno neanche i macchinari per prove di sforzo, niente Assessore! Devono andare fuori a fare questo certificato. Pensi un po' che abbiamo squadre a Sassari, a Nuoro - a Sassari due esattamente - a Cagliari, a Quartu, disabili in carrozzina, di quel tipo di disabili sto parlando, che hanno bisogno dunque, questi centri... io mi auguro Assessore - e lei è molto sensibile a queste storie qui di disabili - io mi auguro che questi centri nuovi non siano solo aperti per dire "c'è un centro dove un ragazzo va e gli facciamo una visita", ma che siano attrezzati, finalmente! Ricordatevi, cari ragazzi, ricordatevi che disabili si può diventare tutti! Stiamo attenti! Basta uno scalino, uno scalino basta! Ricordatevelo, queste cose sono cose serie, vergognatevi! Vergognatevi! Io parlo di cose serie, e questo vale anche per il mio Gruppo e per il centrodestra, per tutti!
(Interruzioni)
Presidente, io non posso parlare così!
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Petrini, però anche lei si attenga alle regole!
PETRINI (F.I.). Bravi, bravi, che sensibilità che avete, bravi, veramente bravi, vergognatevi, l'unica che non si vergogna è l'Assessore! Grazie, Assessore, lei mi capisce, non guardi questi mascalzoni che non si rendono conto!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Petrini, per gentilezza!
PETRINI (F.I.). Non gliene frega niente delle esigenze degli altri, è vergognoso!
PRESIDENTE. Mantenga il discorso all'interno... grazie onorevole Petrini. Capisco la difficoltà alla ripresa dei lavori di un'ora così inconsueta, però prego i colleghi di avere la pazienza sufficiente per andare avanti in modo lineare.
Scusate, abbiate pazienza, prego i colleghi di prendere posto per gentilezza. Prego i colleghi di prendere posto e di prepararsi ad ascoltare l'intervento dell'onorevole Marracini.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Raccolgo l'invito dell'onorevole Vargiu che chiedeva a un componente della maggioranza di dare una risposta su una questione che culturalmente ci vede tutti come dire concordi rispetto all'esigenza di avere, ma siamo concordi su questo come eravamo concordi sul "79", non abbiamo problemi credo, ho parlato anche con l'onorevole Pacifico, con l'onorevole Pirisi, non abbiamo problemi su quest'aspetto noi abbiamo soltanto necessità di capire qual è la differenza rispetto a quello che il servizio che oggi viene dato perché questa moria di bambini in piscina non era a nostra conoscenza, non crediamo che sia un' ecatombe né si prevedono fasi come diceva l'onorevole Petrini catastrofiche anche rispetto a quest'aula. Io credo che ci sia una proiezione di vita migliore come qualità e quindi sono convinto che anche i centri che attualmente esistono, pubblici, possono ottemperare con la continua perizia con la quale stanno esercitando fino adesso il loro compito che hanno svolto fino adesso. Credo che questa sia una cosa che ci accomuna tutti sulla quale non ci devono essere distinzioni e sulla quale tutti quanti dobbiamo trovare, dobbiamo cercare di dare la sensibilità giusta ai problemi. Le AA.SS.LL. sono tenute, io non credo che debbano essere tenute così come espresso nell'emendamento, le AA.SS.LL. sono nelle condizioni di potersi proporre rispetto alle loro singole, ai loro singoli servizi alle singole condizioni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, grazie Presidente. Mah io vorrei prendere spunto in parte dal tentativo di spiegazioni da parte del collega Marracini, ma anche da quello che ha detto in precedenza il collega Uggias facendo una proposta che potrebbe essere accolta, e cioè per evitare che il centrodestra, l'opposizione, continui a parlare magari dicendo anche le stesse cose per più di un intervento per lo stesso emendamento, se accogliendo anche quello che ha detto il collega Vargiu considerando che questo è un emendamento che noi riteniamo giusto cioè mi rendo perfettamente conto che così le malattie non sono tutte uguali, anche gli emendamenti che abbiamo presentato non sono tutti uguali, e allora nel momento in cui il presentatore o il primo firmatario dell'emendamento lo dovesse illustrare specificando appunto che si tratta di quegli emendamenti che non dovrebbero trovare ostacoli al loro accoglimento se un collega della maggioranza, il relatore o chi per lui dovesse immediatamente dopo spiegare le motivazioni per le quali quello stesso emendamento non può essere accolto, probabilmente si potrebbe risparmiare una lunga fila di interventi da parte dell'opposizione perché evidentemente sarete riusciti a convincerci dell'utilità della non presentazione o del ritiro dell'emendamento a evitare magari che tanti altri colleghi ripetano sempre le stesse cose perché io non sono convinto, il collega Marracini non mi ha convinto sulla necessità di rafforzare questi controlli soprattutto per quella fascia di popolazione più indifesa che rappresenta i minori chiaramente neanche io ho dati epidemiologici sui morti, sui bambini morti in piscina però non mi riferisco a quelli, io mi riferisco semplicemente a tutte quelle persone che svolgono attività sportiva e che non hanno il controllo regolare. Quindi, perché non ammettere questo e eventualmente rivolgersi almeno momentaneamente finché non saranno rafforzate tutte quelle attività di controllo anche a dei centri che ne facciano richiesta che siano accreditabili che abbiano tutte le caratteristiche per fare questo tipo di controllo. Quindi io non so se potrebbe essere utile, è una proposta che faccio per cercare di sveltire i lavori in aula in modo che ci sia un'interlocuzione diretta tra l'opposizione e la maggioranza e non solo che chiediate come al solito e parliate sempre delle stesse cose che noi vogliamo solamente far perdere tempo, vorremmo che qualche emendamento nostro, qualche piccolo suggerimento per migliorare il Piano come ha detto la collega Caligaris venisse accolto magari un pochino più spesso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro.
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Presidente, è chiaro che noi ci troviamo un po' nella situazione imbarazzante di dover scegliere ogni volta che esaminiamo e discutiamo un emendamento tra la scelta di glissare le argomentazioni che vengono proposte con la paura che siano argomentazioni esclusivamente finalizzate a far perdere tempo, allungare il brodo e la volontà e il desiderio di rispondere nel merito al perché si assuma una determinata posizione che normalmente è una posizione di rifiuto e certamente non possiamo per ogni emendamento sviluppare una discussione perché altrimenti accederemo esclusivamente alla prima fase del dubbio e quindi vi daremo nei fatti a perdere tempo insieme a voi. In questo caso però voglio rispondere nel merito così come ha chiesto il collega Vargiu in un momento di lucidità nostra e approfittandone in questo momento per dire che cosa ha quest'emendamento diverso dal contenuto del Piano e dalle leggi vigenti nel momento in cui nel Piano c'è scritto che sono obiettivi del Piano per il triennio garantire il rispetto della normativa vigente sulla visita gratuita per i giovani di età non superiore ai 18 anni, stiamo dando già l'indicazione che poi i direttori generali lo possano fare con un ambulatorio privato o attraverso convenzioni, contratti così come previsto dalla "10" è nella legge, è nella legge, non c'è bisogno che gli specifichiamo noi se deve fare un ambulatorio privato a un ambulatorio pubblico al quale fare le convenzioni, ecco il perché del voto negativo ed ecco il perché del ragionamento che ci porta a respingere questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Ma, io non capisco perché ci siano problemi per approvare questo emendamento anche se probabilmente ci possono essere delle parti iniziali che sembra dicano quasi la stessa cosa, non mi ha convinto la posizione assunta dall'avvocato e tantomeno mi ha convinto la posizione e le cose che ha detto il collega Marracini, mi dicono che sia anche il medico di medicina sportiva anche se sicuramente non è uno sportivo però, però, però... allora, per dire onorevole Marracini che non è vero che praticamente oggi queste cose vengono garantite perché io voglio chiedere a chi ha figli piccoli se hanno tutti la possibilità di poter avere queste prestazioni garantite in tutte le strutture pubbliche delle AA.SS.LL., non è assolutamente vero perché chi ha contatti con questi bambini sa che purtroppo questi ragazzi che si avviano all'attività sportiva da giovani non hanno alcuna possibilità, allora questo emendamento cosa dice? Praticamente dice... no, è vero è vero, perché c'è gente che tutti i giorni è in contatto con questo tipo di situazioni e tra l'altro devo dire che quello che si sta verificando e l'orientamento di questa maggioranza non va in quella direzione perché quando noi praticamente aumentiamo così come stiamo facendo di 10 euro tutte le visite specialistiche comprese anche alcune visite che possono riguardare questa materia, noi non stiamo andando in questa direzione, ecco, l'obiettivo dell'emendamento non è altro che quello di avviare una riflessione su come può essere risolto questo problema, mi rendo conto che non è semplice che è un discorso ma che richiede molte risorse, richiede strutture adeguate eccetera però se noi iniziamo ad affrontare il problema e a discuterne io credo che tutti assieme possiamo trovare una soluzione soddisfacente, tutto qui. Ma non credo che questo emendamento avesse la pretesa di risolvere tutti i problemi, però un contributo ha dato per la risoluzione di un problema che oggi c'è e che nessuno può negare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie alle onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Ora stiamo parlando del "253", non vorrei sbagliare perché prima c'era il "69" e adesso c'è il "253". Volevo dire che ho colto con piacere la dichiarazione dell'onorevole Uggias, che pone una riflessione seria che potrebbe convincere che qualche linea di merito potrebbe essere nella esatta direzione a quella esposta. Questo sarebbe del tutto vero ed'accettabile se il libro dei sogni, così come è scritto, fosse correlato anche della norma finanziaria adeguata che le consentisse di diventare il libro della realtà. Non avendo la disponibilità finanziaria necessaria a porre in campo tutte le azioni che sono previste nel cosiddetto piano, noi ci troviamo nella necessità di porre in discussione singole argomentazioni. In una condizione, peraltro, in cui, lo ribadisco per l'ennesima volta, l'Assessore ha mandato una nota ai direttori generali di fare una sfalciata del 20 per cento a tutte le attività delle AA.SS.LL. Cosa mi vuole significare? Senza guardare peraltro quelle che sono le singole voci interessate, può alla significare che io ho meno risorse dall'anno scorso per portare a compimento le iniziative inerenti gli aspetti più vari del cosiddetto piano sanitario. Così non può essere, se non un richiamo, ancora una volta, preciso e puntuale nei confronti della maggioranza che colga l'obiettivo vero che è quello di ricercare soluzioni finanziarie adeguate.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi. E' giusto il richiamo che stasera, in più occasioni in questo dibattito, è stato sottolineato, cioè la necessità di un confronto tra la maggioranza e la minoranza e spesso l'intervento di un collega della maggioranza può servire per chiarire e qualche volta anche per consentire una valutazione approfondita di una tematica che noi magari vediamo dal nostro punto di vista e che invece viene impostata sotto altri aspetti. Mentre vi annuncio chiaramente il mio voto favorevole all'emendamento in esame, mi aggancio a quello che dicevo in premessa cioè all'intervento del collega Uggias, che a me capita in questa seduta di citare per la seconda volta, credo che l'argomentazione che lui ha portato, cioè che la sostanza di quest'emendamento è già previsto in norma, dovrebbe invece indurre, quella stessa argomentazione, la maggioranza ad accogliere l'emendamento perché mentre la disposizione normativa è di carattere generale, mentre la parte riservata nel piano alla medicina dello sport individua degli obiettivi di carattere generale senza essere pressante sotto il profilo anche organizzativo degli adempimenti, il nostro emendamento pone e indica un percorso estremamente chiaro e cioè dice che nelle more dell'adeguamento dei propri presidi di medicina sportiva alle esigenze della popolazione, anche perché se non si scrive qualche cosa di più pressante si rischia che questo adeguamento può durare cinque o sei anni, dieci anni non lo sappiamo, non c'è nessuna indicazione temporale. Noi diciamo che con particolare riferimento a quella minorenne, le singole AA.SS.LL. sono tenute ad attivare rapporti di acquisizione di prestazione, cioè stiamo già dicendo da subito dopo l'approvazione del piano c'è una fase operativa e si può attuare e lo si dice con estrema chiarezza. Evidentemente questa indicazione dà una sorta di priorità a questa problematica che, secondo me, è legata a uno spazio anche poco rilevante rispetto a quella che la stessa problematica pone, cioè parlare di medicina dello sport, come dicevo poc'anzi, in veste problematica di carattere sociale, di carattere formativo, noi sappiamo quanto è importante condurre i ragazzi verso campi sportivo a qualsiasi livello. Accedere anche alla possibilità di essere visitati induce indubbiamente ad un maggior richiamo e a un minor ostacolo alla possibilità di praticare l'attività sportive. Questo riguarda ripeto sia i giovani che i non giovani, per cui noi riteniamo che il percorso indicato…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Amadu. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Sì, Presidente la ringrazio. Per ribadire il voto favorevole all'emendamento numero 253 e per ribadire, ancora, un concetto che questa maggioranza difficilmente riesce a percepire ma forse perché è distratta, forse perché è incanalata in un atteggiamento di un itinerario ormai ben noto, che è quello di non discostarsi minimamente da quanto è stato suggerito e imposto da chi ha stilato questo libro dei sogni. Il richiamo che faccio ai colleghi della maggioranza e che non tutti sono nati a Cagliari, non tutti sono nati a Sassari, ad Oristano e a Nuoro dove ci sono dei centri specializzati per cercare di avere bambini allo sport e di poter avere il certificato di sana costituzione, per poterlo praticare. Però dobbiamo considerare che la maggior parte della Sardegna, 24 mila e quasi 25mila chilometri quadrati, i centri sono dislocati nelle diverse e nelle più disparate realtà difficilmente raggiungono i centri grossi, per cui molti ragazzi difficilmente possono praticare lo sport. Per praticarlo in sicurezza e per non avere le sorprese che, purtroppo ahimè, molte volte capita di leggere sui giornali, io dico che uno sforzo economico in questo libro dei sogni costa quanto gli altri sforzi e dico che se avessimo fatto i conti, quelli della serva, che si conta con le dita, io sono convinto che accettare questo emendamento in toto non costi più di tanto e diamo un segnale anche la periferia dell'attenzione, da parte del sistema sanitario regionale, che anche ragazzi che vogliono praticare lo sport e che vivano nei più disparati centri della nostra isola possono appunto essere visitati. Quindi, questa specie di preclusione qualsiasi tipo, qualsiasi cosa che non sia stato già tracciato in questo pseudo piano è effettivamente, come diceva la mia tata: de …no biogana. Quindi io ho stabilito così e così è, seppure sia stato portato da qualcheduno l'attenzione che forse qualcosa in più o qualche correttivo a questo piano bisognerebbe a portarlo. Questo è un classico, questo emendamento è un classico per poter ribadire da parte nostra quella cocciutaggine che esiste nella maggioranza che effettivamente non vuol aprire nessun dialogo con noi. Noi non lo stiamo facendo perché così possiamo dire ai giovani atleti: guardate che grazie al nostro emendamento abbiamo garantito…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Grazie Presidente. Anch'io mi ricollego a ciò che ha detto il collega Uggias, lo cito perché in commissione ha detto che ci spiegava gli emendamenti, visto che non avevamo il tempo di discuterne in commissione, mi aspettavo dalle qualcosa di più, visto che conosce la materia meglio di me, mi aspettavo una risposta positiva per un emendamento che è rafforzativo di quello che ha detto lei prima, dove chiediamo alla qualità delle visite sportive e, qua, cito anche il collega Marracini, che conosce i problemi, se non quanto me, più di me. Se lei mi dice che davvero, nei campi sportivi, nessun giocatore o nessun nuotatore - nuotatore non entro nel merito, perché nella cronaca io ho letto, più volte, di casi di calciatori che muoiono in un campo sportivo -, se andiamo sulla qualità delle prestazioni, mi sembra che non entri in contrasto con quello che è il filo rosso del Piano sanitario che avete scritto. Se lei, collega Uggias, mi dice che in realtà è sottinteso, se noi chiediamo la qualità delle prestazioni, non è un reato, non è ostruzionismo. Io non sono sportivo come lei, collega Marracini, ma dobbiamo metterci nei panni di chi, di quelle squadre sportive, che devono arrivare a chiedere, in modo diverso, di far rispettare quella che è la legge che, dovrebbe essere scontato, è stata scritta nel vostro Piano sanitario, che nella stesura iniziale non c'era, se è stato aggiunto dopo, un motivo c'è. Può essere una svista ma, se ci tenete voi, e lo rimarcate nella stesura, parte finale, quella che discutiamo in quest'Aula, se nella parte iniziale non c'era, non è così scontato collega Uggias. Se l'avete aggiunto, un motivo c'è. E non capisco cosa è in contrasto con la normativa nazionale di riferimento. Perché lei dice: "E' tutto sottinteso". Ma se possiamo fare davvero prevenzione… io non sono di quegli sportivi che corre nei campi e corro questo rischio, non sono sportivo come molti di voi, quindi non ho questo problema, però quei ragazzi che vanno lì, sono intenti nello sport e ci credono, non togliamoli questa cosa. Stiamo parlando di ragazzi inferiori ai 18 anni, che penso che non lo facciano con cattiva fede. Se possiamo rafforzare la linea vostra e non è in contrasto sicuramente con quella che è la linea del Piano, è solo specificato che è obbligatorio per tutti la qualità e la quantità delle prestazioni richieste. Non stiamo facendo demagogica, non abbiamo detto noi, né diciamo agli sportivi: "Siamo battuti per quello". Però, almeno, chiediamo che voi garantiate quei servizi alla gente, visto che sono già stabiliti dalla legge nazionale e se possiamo prevenire anche un solo decesso…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Randazzo, anche per la foga messa nel suo intervento, sicuramente degna di migliore causa.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio!
PRESIDENTE. Ringrazio molto, onorevole Cappai.
Siamo in votazione dell'emendamento 253.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Voto elettronico!
PRESIDENTE. Chi si associa, onorevole Randazzo?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Artizzu e Biancareddu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 253.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere MURGIONI si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Murgioni.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 65
astenuto 1
maggioranza 33
favorevoli 19
contrari 46
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 58, per il quale il relatore e la Giunta hanno espresso il loro parere contrario.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente…
(Interruzione)
PRESIDENTE. Colleghi, penso che non sia tollerabile che in Aula succedano queste cose. Vi prego, per gentilezza, di mantenere il contegno adeguato al luogo dove siamo.
CONTU (F.I.). Bene, grazie Presidente. L'emendamento numero 58, per il quale annunciò il mio voto a favore, prevede l'inserimento, continuando il tema già aperto sull'attività sportiva non agonistica, è un emendamento aggiuntivo che prevede, al punto 3, elaborazione delle linee guida per la valutazione dei soggetti a rischio e dei soggetti con patologie croniche, per la conseguente prescrizione di attività fisiche". Bene noi intendiamo…
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Non sento!
CONTU (F.I.). …migliorare questo obiettivo, con l'inserimento delle attività sportive non agonistiche, comprendendo anche tutte le palestre private frequentate anche da persone anziane. Noi sappiamo benissimo che l'attività non agonistica non è tutelata. Checché ne dica o qualcuno abbia affermato il contrario, noi sappiamo che non esiste nessuna prescrizione dell'obbligatorietà del sottoporsi a visita e quand'anche la visita per attività sportiva non agonistica fosse pure rilasciata, questa non prevede gli accertamenti necessari per svolgere l'attività o per poter avere un regolare certificato di idoneità. Io credo che quello che stiamo prospettando sia un riconoscimento e abbia il senso anche di civiltà, che noi dobbiamo dare ad un'azione, promuovendo in questo caso, sì l'attività fisica, ma promuovendola in maniera tutelata. Ovvero, i rischi che chiunque di noi…
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Non si sente!
PRESIDENTE. Sì, non si sente onorevole Randazzo, ma non si sente perché anche voi state facendo cacciara, abbia pazienza!
CONTU (F.I.). …o desiderasse, in qualche modo, svolgere un'attività sportiva non agonistica, senza l'obbligo della certificazione dell'idoneità, molto probabilmente sarebbe quasi l'incitare…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, non so più che cosa escogitare. Non posso arrendermi, non posso arrendermi perché non è previsto dalle regole, mi arrenderei molto volentieri. Prego, onorevole Contu. Prego.
CONTU (F.I.). Presidente, io chiedo di poter continuare a svolgere il mio intervento fino al completamento dello stesso. Fino all'alba di domani mattina, io non ho problemi eh! Se questi sono gli intendimenti dei colleghi della maggioranza, noi possiamo fare anche all'alba, l'abbiamo fatta in Commissione, possiamo anche continuare in Consiglio e credo che la sonnolenza, molto probabilmente, sorprenda più qualche consigliere della maggioranza, come già certificato da foto…
Voglio continuare Presidente!
PRESIDENTE. Onorevole Contu, avrà modo di parlarne quando le toccherà di nuovo la parola, la ringrazio!
CONTU (F.I.). Io vorrei continuare!
PRESIDENTE. Lei ha svolto il suo intervento, è stato interrotto, si è sospeso il tempo, per cui il tempo è esaurito, onorevole Contu, si accomodi!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie. Io voto a favore dell'emendamento numero 58 e difendo il diritto di chi vuole dormire nel momento in cui le cose che si fanno diventano noiose. Quindi, non ho nessuna intenzione di censurare qualunque collega che decida di addormentarsi e non disturbi. Quindi, è legittimo che chi non è interessato alla discussione in Aula faccia l'altro ed è non normale che chi viene costretto da qualcuno a restare sino alle quattro del mattino, per garantire il numero legale in una Commissione, possa avere un momento in cui si addormenta, io lo considero assolutamente normale. Però, sull'emendamento numero 58, se riusciamo ad intenderci su alcune cose, beh, quello che ha proposto il collega Contu, anche qui, non è una follia, né è una stranezza, anzi è una cosa che va nell'indirizzo di un problema che conosciamo tutti, almeno quelli che si occupano di medicina sportiva, per aver letto una volta un articolo su un giornale, sanno che il problema esiste. Nel senso che oggi c'è una distinzione tra le attività sportive agonistiche e quelle non agonistiche che è del tutto speciosa, perché è difficilissimo capire se una partita di calcio di un bambino è non agonistica, se è fatta fuori da un torneo, e diventa agonistica, se dentro un torneo. Ovviamente l'agonismo che il bambino mette, quindi il rischio eventuale fisico a cui il bambino si sottopone è assolutamente identico, non è che e caricato in maniera differente dal fatto di avvenire sotto l'egida di una federazione sportiva. Allora, l'emendamento introduce un elemento di buon senso, cioè dice: "Quando andiamo ad elaborare le linee-guida, che noi diciamo dovrebbero essere elaborate da società medico-scientifiche e non da qualche burocrate chiuso in una stanza, quando andiamo ad elaborare le linee guida non comprendiamo soltanto le linee guida relative all'attività sportiva agonistica, comprendiamo anche quelle relative a quell'attività che oggi viene, in maniera atipica, definita "sportiva non agonistica", affinché ci siano degli indirizzi che ci consentano di dare omogeneità alle attività di prevenzione che noi vogliamo esercitare in quest'ambito. Includiamoci anche l'attività delle persone anziane che viene fatta all'interno delle palestre.
A me sembra che questo emendamento potrebbe essere liquidato dal relatore che si alza e dice: "siamo d'accordo, lo votiamo, lo approviamo ed è una cosa che non altera alcunché del Piano ed è assolutamente di buon senso".
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente. Allora, intanto resta da stabilire se una persona che dorme garantisce il numero legale o meno, se basta la presenza fisica oppure serve la mente attenta e sveglia. Comunque non sta a me censurare, nè ho intenzione di farlo.
Io, riferendomi a quello che ha detto il consigliere Uggias per quanto riguarda l'emendamento precedente, e affermava che era un emendamento assolutamente inutile perché tutto quello che diceva l'emendamento era già previsto nel Piano sanitario, era previsto in quelle che sono le norme vigenti, allora io mi chiedo se la pensa allo stesso modo anche per quanto riguarda l'emendamento 58, perché, quando parla di attività sportiva, qui dice "monitorare il rispetto dell'obbligo della certificazione di idoneità allo sport agonistico". Ora io, ripeto, continuo a non vedere differenze fra l'agonismo sportivo e lo sport non agonistico, e siccome abbiamo una certa responsabilità morale noi medici che facciamo i certificati per lo sport non agonistico, devo dire che io mi sento molto più preoccupato... sarei molto più tranquillo se dovessi fare delle certificazioni per l'agonismo sportivo perché forse, pur non avendo le conoscenze o gli strumenti, ma mi rendo conto che ho a che fare con delle persone che sono fisicamente allenate che sicuramente sono molto più idonee di altre che invece lo sport lo vivono e lo praticano a livello amatoriale.
Noi in questo modo non facciamo una vera prevenzione, cioè non riusciamo a fare prevenzione proprio nei confronti di quelle persone che, secondo me, sono a maggior rischio.
Abbiamo parlato anche delle palestre, io credo che forse tutti in quest'Aula sono stati in una palestra, hanno frequentato, magari con intenti di proseguire e poi si sono arresi dopo poche sedute, alle attività sportive fisiche che si fanno in palestra. Io, che sport ne ho fatto da sempre e continuo a farlo, ho smesso di andare in palestra perché quando venivo fuori dalla palestra ero realmente molto più spossato che dopo una partita a tennis, perché questa mania di pensare che tutti siano in grado di reggere i ritmi e tutti allo stesso modo, perché nessuno può stare indietro, perché nel momento in cui si fanno esercizi c'è questa specie di competizione e l'istruttore che tende a mantenere tutti sullo stesso piano, per cui non vanno assolutamente sottovalutate. Io più di una volta sono dovuto intervenire con pazienti che tornano in ambulatorio, che hanno fatto un giorno di palestra e che poi hanno giurato di non metterci più piede; e purtroppo il certificato per frequentare quella palestra gliel'ho fatto io.
Quindi, onestamente, è vero che a me forse mi toglie ogni responsabilità scrivere "sport non agonistico" però non mi esime dall'avere delle responsabilità morali...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licandro. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Io vorrei invitare la maggioranza a prendere atto di una situazione che da ieri ad oggi è modificata. Ieri avevamo un professore in Aula che è intervenuto e cercava di convincerci su come dovevamo comportarci, su come dovevamo andare avanti col dibattito, su come dovevamo interpretare questo Piano regionale sanitario. Questo professore oggi è totalmente assente, muto, probabilmente non è interessato al Piano sanitario, però deve prendere atto di una certezza, professor Maninchedda, che per poter sviscerare questo Piano bisogna intervenire e bisogna dire cosa si pensa, e cosa si pensa soprattutto di quello che c'è scritto. Ecco perché gradirei che alcuni di voi interessati intervenissero.
Che cosa cambia rispetto al terzo punto che recita "elaborare linee-guida per la valutazione dei soggetti a rischio e dei soggetti con patologie croniche - professore - per la conseguente prescrizione di attività fisiche", aggiungendo "e sportive non agonistiche", comprendendo anche tutte le palestre private, frequentate anche da persone anziane? Che cosa significa, professore, che non possiamo integrare questo punto degli obiettivi della medicina dello sport? Dibattiamo su queste cose, perché siete assenti?
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CAPPAI.) Ho ammirato il coraggio con cui l'onorevole Marracini ha parlato di medicina dello sport dicendo che era un esperto in medicina sportiva, a me risulta che sia un igienista se poi è anche esperto in medicina sportiva questo non lo so, certo è che farebbe lo sportivo se intervenisse su quelle cose che non vanno bene del Piano, che probabilmente gli sfuggono, come penso sfuggano a molti dei componenti della maggioranza che in una nottata, con un blitz, hanno esaminato 600 emendamenti, dando il parere, probabilmente senza leggerseli, senza vedere quelli che potevano essere approvati e quelli che dovevano essere respinti. Certo è che la maggior parte di voi non vuole dialogare sulle modifiche a questo Piano; vi state trincerando nel silenzio, dietro un silenzio che non riusciamo a capire, da più parti è stata rivolta la possibilità...
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, Presidente. Io mi auguro che, anche per questo emendamento per il quale naturalmente noi voteremo favorevolmente, così come è accaduto in precedenza ci sia da parte della maggioranza una volontà di recepire le ragioni che stiamo esponendo e ci sia poi una volontà anche di porre rimedio, cioè di recepire queste osservazioni e cercare di correggere questo testo. Tutto questo conferma, ancora una volta, come sarebbe stato molto più opportuno e molto più utile e anche preparatorio ad un dibattito sicuramente più proficuo, se tutto questo lavoro di confronto che sta avvenendo in Aula, anche in ora tarda - qualcuno, dicevano i colleghi, comincia ad accusare i segni della stanchezza - fosse stato fatto nella sede più idonea e cioè quella della Commissione, con un dibattito e un confronto approfonditi in Commissione che avrebbe certamente evitato sviste, dimenticanze e omissioni. E in questo caso, comunque, siccome confido nella capacità della maggioranza e nella disponibilità della maggioranza di voler comunque accogliere delle ragioni che può riconoscere come tali, credo che non sfuggirà ai colleghi della maggioranza l'importanza e la validità del senso di questo emendamento che stiamo sostenendo e che riguarda, appunto, tutte quelle persone che possono svolgere una attività sportiva anche non agonistica. E giustamente gli estensori dell'emendamento - il primo l'onorevole Contu e poi tanti altri colleghi - hanno sottolineato il fatto e l'importanza dell'inserimento anche delle attività fisiche non agonistiche, ma anche di quelle puramente ricreative che comprendono anche tutto ciò che si svolge nelle palestre private, con lo specifico riferimento alle persone anziane che, per motivi sportivi ma anche semplicemente per un'attività fisica che è necessaria assolutamente, indicata e raccomandata dai medici, vanno in palestra per svolgere comunque un'attività sportiva. E' chiaro che questo piano dovrebbe, anche nei confronti di queste persone, individuare uno strumento più valido e certamente porre un rimedio a quella che è la carenza dell'offerta e della possibilità delle strutture sanitarie pubbliche di offrire quel servizio ai cittadini. Abbiamo già detto in precedenza che le AA.SS.LL. possono garantire soltanto il 50 percento…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io sono convinto che i colleghi che hanno presentato questo emendamento e che sono intervenuti per dichiarazione di voto sanno bene che questo emendamento è inutile, ripetitivo di altri emendamenti che abbiamo già votato e bocciato e non porta nulla di nuovo al piano sanitario. Da 10 anni presiedo una società sportiva con oltre 300 tesserati, e so e che conosco quali sono i problemi della medicina sportiva. I ragazzi sotto i 18 anni vanno puntualmente alla ASL che si convoca le società e fanno la programmazione delle visite e le fanno regolarmente altrimenti non possono essere tesserati, sopra i 18 anni per legge, si va alla medicina sportiva pagando e poi si utilizza la legge 17 per chiedere il rimborso. Questo vale per tutte le società sportive, sia che siano amatoriali che siano agonistiche che siano affiliate al Coni o a qualsiasi altra federazione sportiva. E vale anche per le palestre che poi hanno tutte le affiliazione, che siano private o pure, e chiedono il rimborso al limite sarebbe da modificare la legge 17, per consentire anche alle altre federazioni di poter chiedere il rimborso delle spese che vengono effettuate, che il 90 percento viene rimborsato per i ragazzi che si rivolgono alle medicine sportiva convenzionato o no private, che fanno le visite e sportive e poi i 50 euro vengono rimborsati completamente dalla Regione dalla legge 17. Quindi questa norma non hanno nulla a che vedere. Allora mi chiedo ma è possibile, qual è l'obiettivo vostro, l'obiettivo nostro è chiaro, vogliamo approvare questo piano si può rimanere alla una di oggi, all'una di domani, si può rimanere un giorno due e tre 10 giorni tanto fra un mese o due che il piano sia approvato il 29 dicembre, il 10 gennaio il 22 gennaio il 30 gennaio, viene dimenticato da tutti, quello che verrà ricordato e che c'è un piano dopo 21 anni, che manca alla Sardegna un piano, c'è un piano, allora l'obiettivo nostro è quello, l'obiettivo vostro quale è, quello dire che ci avete tenuto 20 giorni, e rimaniamo 20 giorni ad ascoltare 20 dichiarazione di voto su ogni emendamento ripetitivo di altro emendamento che abbiamo votato, ma se questa è la vostra strategia mi sembra molto limitata, dite che non è ostruzionismo e sull'emendamento che ripete cose già dette da altri emendamenti intervengono in 10, è una opposizione ostruzionistica potete tenerci qua sino all'una e dire non abbiamo concluso nulla e voi pensate che dire che non abbiamo concluso nulla quando arriviamo all'una di nozze sia offensivo per noi, io penso che sia offensivo per tutti noi. Il fatto che non siamo capaci di dire che abbiamo discusso questo piano già cinque sei giorni e che è possibile altri due giorni dedicarle al piano a discuterli completamente, magari accogliendo anche la proposta di Licandro che su tutti gli emendamenti interviene uno della maggioranza e uno dell'opposizione… se quella proposta è vostra, la facciamo anche nostra questo ci consente di andare avanti altrimenti, perché comunque il piano anche se la approviamo il 25 gennaio non fa niente…
PRESIDENTE. E' senza microfono onorevole Marrocu. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. Questo emendamento finalmente mette anche gli anziani, è un capitolo importante che anche gli anziani fanno sport, noi diventeremo anziani vorremmo fare sport, andiamo a farci le visite speriamo che ci facciano una visita completa per non morire in mezzo alla strada. Allora io prima mi avete tirato per i capelli, io chiedo scusa ai colleghi che ho offeso, o si sono offesi. Però devo dire la verità, i colleghi della Commissione sanità sanno benissimo che mi interesso dei disabili, mi interesso di disabili da 20 anni, da quando sono entrato in consiglio comunale a Cagliari e ho fatto cambiare molte cose, perlomeno nella mia città, io qui chiedevo semplicemente una cosa all'Assessore, i centri finalmente si aprono della ASL chiedevo solo di essere più attrezzati, per questi ragazzi, cioè quando fanno la prova di sforzo devono andarsene fuori Assessore, solo questo chiedevo mica chiedevo il mondo, cari colleghi, non chiedevo al mondo, cioè sapete quanti disabili in carrozzina ci sono dalle vostre parti? Domani nel nostro tavolo c'è l'elenco di tutti i ragazzi delle vostre città che sono in carrozzina, questi ragazzi fanno sport, hanno diritto di fare sport come noi, dunque io cui sono la loro voce un pochino la loro voce, perché siamo tutti la loro voce, e vi ricordavo queste cose qui perché ci sono ragazzi, l'80 percento di questi ragazzi che non fanno niente nella vita perché sono in carrozzina, fanno almeno sport, chiedevo forse molto? Non era il caso e poi cari colleghi come ha detto Marrocu, io forse al 50 percento gli do ragione…
MARROCU (D.S.). Per i disabili il rimborso è totale e vengono anche a domicilio.
PETRINI (F.I.). Scusi? Gli do ragione perché qui stiamo facendo, io sono un po' sordo dunque non…allora…posso, posso, posso?allora caro onorevole Marrocu mi lasci finire per gentilezza non ce l'ho con lei, anzi l'ammiro sempre parla bene è troppo sintetico, oggi è stato troppo sintetico però, troppo, lei si interessa oltre 10 anni di sport, io sono 24 anni con questi ragazzi che faccio sport, e conosco le loro esigenze cosa che voi non conoscete, quando io dico qualcosa qui non lo dico per dirla perché quei siano certe esigenze, certe esigenze, voi non lo sapete, allora io invito all'Assessore veramente, questi centri veramente di attrezzarli anche per queste persone, ecco che cosa volevo dire, mi sembra che in Commissione…
PRESIDENTE. Grazie, grazie onorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, colleghi secondo me un po' sarò controcorrente ma credo che di tutto ci sia bisogno fuorché di altre linee guida, le linee guida ci sono noi dobbiamo individuare nuovi bisogni nuove categorie di persone che hanno necessità di queste prestazioni, e a questi dobbiamo garantire che vengano erogate, io faccio un esempio, in Sardegna ci saranno 40 mila cacciatori, fanno degli sforzi fisici non indifferenti e nessuno chiede al loro di sottoporsi, una volta ogni due anni ogni tre anni ad una visita per un'idoneità a questa attività sportiva. Io non ho molta pratica di sport, mi manca le fisique du ruole, come potete facilmente notare forse le uniche gare che ho fatto sono quelle di pasta asciutta però è chiaro che è necessario che gli anziani, che i bambini siano garantiti e che il sistema sanitario regionale sia in grado di erogare le prestazioni vicino a casa loro, nel loro territori, che siano dappertutto prestazioni di qualità e che la prevenzione seria sia fatta per tutti quelli che ne hanno bisogno…
(Interruzione dei consiglieri Alberto Sanna e Pirisi)
Come? Io per 22 anni non ho sentito la necessità, io per 22 anni mi dispiace per te sbagli la mira, ho fatto tutto quello che era possibile e fare non è la prima volta che parlo di questi problemi in quest'aula, e l'ho fatto da oppositore quando c'era il governo Palomba, l'ho fatto dopo da oppositore su certe cose anche sulla mancanza del piano, e tu lo sai, quando c'era e il governo di centro destra ho chiesto una commissione d'inchiesta sulla sanità in Sardegna, e lo faccio adesso con la stessa intensità e con la stessa forza e con la stessa onestà, perché i problemi sono sempre gli stessi, i problemi restano siete voi che non avete mai voluto confrontarvi in Commissione soprattutto non avete chiesto accettato un dialogo e un confronto e adesso non lo volete anche in Aula, mi dispiace per voi i disonesti intellettualmente siete voi. Non siamo noi. Noi i problemi ve li ricordiamo vi farà piacere e non vi farà piacere però è nostro dovere dirvi in ogni momento quali sono i temi che dovette affrontare ve lo potete far finta di non sentire, potete leggere 600 emendamenti in una sera vincere anche questa maratona però avete fatto un buon servizio né a voi stessi né ai sardi, quindi io credo che i problemi non si possono eludere, ci sono intere categorie che non sono sottoposte ad uno screening di rischio per l'attività sportiva che svolgono e noi abbiamo il dovere di dargliela, poi, se voi non gliela volete dare perché siete la maggioranza, fate valere la forza dei muscoli, fate valere la forza dei numeri ma non la forza della ragione, potete fare chiasso…
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Invito a stare nella dichiarazione di voto sull'emendamento, abbiamo l'abitudine di parlare d'altro, io capisco che stiamo approfondendo, insomma.
LADU (Fortza Paris). Non era opportuna la precisazione…
BIANCU (La Margherita-D.L.). E' opportuna! E' opportuna!
LADU (Fortza Paris). … non è assolutamente opportuna, perché tutte le cose che, per quanto mi riguarda, ho detto sono sempre state attinenti alle cose che stavamo trattando. Per dire che, il risultato di questa discussione, mi rendo conto, insomma, per certi non produttiva è la conseguenza di un atteggiamento da parte della maggioranza che praticamente ha portato…
PRESIDENTE. Sull'emendamento onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). …sì, appunto, vado all'emendamento… ha portato a questa situazione perché, se questo dibattito avesse seguito il percorso giusto, io sono convinto che oggi non avremmo, tra parentesi, perso tutto questo tempo per discutere cose che erano di competenza più della Commissione che dell'Aula. Detto questo dico che, e mi riferisco soprattutto alle cose che ha detto il collega Marrocu, che dice: gli emendamenti sono tutti uguali, quindi sta ripetendo la stessa discussione; non è così! Sono emendamenti che sembrano uguali ma non sono uguali perché tutti stanno dicendo cose diverse. Allora bene avrebbe fatto la maggioranza a ragionare sugli emendamenti, su tutti gli emendamenti, perché se ci viene detto che gli emendamenti…
PRESIDENTE. Adesso stiamo ragionando su questo…
LADU (Fortza Paris). ...ripetono la stessa cosa, è chiaro che allora si dice che gli emendamenti non li stanno neanche leggendo, se invece andiamo a leggere, noi ci rendiamo conto che, ad esempio questo, dice cose diverse, no Pirisi, dice cose diverse, perché noi parliamo della medicina sportiva non agonistica e parliamo anche, per quanto riguarda gli interventi di un certo tipo di utenza che sono in particolare le persone anziane. Allora, questo lo dico perché c'è tutta una fascia di popolazione, soprattutto di bambini che hanno…
PIRISI (D.S.). Non è un problema, non è così.
LADU (Fortza Paris) no, è un problema! Ad esempio, da poco, a me hanno chiesto di fare una certificazione per alcuni alunni delle scuole elementari che dovevano andare a fare una visita al nuraghe di Barumini per stare tutto un giorno fuori, quindi per dire che ci sono situazioni che…
MARROCU (D.S.). Non si fidavano del medico di base.
LADU (Fortza Paris). …sì, si fidano del medico di base però non è giusto che sia così, perché va creata un'organizzazione dal punto di vista della medicina sportiva che garantisca anche in questa direzione, perché anche queste realtà che sembrano realtà poco importanti io credo che questo Piano avrebbe dovuto comunque prendere in considerazione anche queste piccole realtà che invece sono grandi realtà. Ecco, dicendo questo dico che bene farebbe la maggioranza a vedere anche questi emendamenti, a far passare qualcosa invece di dire sempre no anche quando potrebbe dire tranquillamente si.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente, per ribadire ancora che votiamo favorevolmente per l'emendamento numero 59 e, soprattutto, per dimostrare all'Aula che mi stupiscono le certezze dell'onorevole Marrocu quando pontifica in quel modo e dice che soltanto lui ha la chiave di lettura di questo popolo dello sport, non creda! Tra l'altro le situazioni che lui ha prospettato sono piuttosto superficiale e dico anche che un Piano, e non stiamo parlando di questo Piano perché ribadiamo ancora una volta che non è un Piano, voi volete e lei ha detto e lo ha rimarcato molto chiaramente ribadendo che l'importante è fare un Piano purché si faccia, questo i sardi non lo vogliono, mi creda, che tra l'altro una volta che finirà questa maratona, perché questa è una maratona dialettica soltanto per cercare, non per fare opposizione ma per cercare di convincervi di fermarvi e pensare un po', perché voi siete già per partito preso contro qualsiasi iniziativa che venga da questa parte. Io dico che se andate a leggere attentamente l'emendamento non vi è nulla né di scandaloso e, tra l'altro, per la prima volta non porta degli oneri al Piano e alla sanità regionale. Il problema che è molto riduttivo quando lei dice: se noi non lo approviamo oggi, domani, fra 20 giorni, tanto lo approviamo, perché le velleità con cui avete affrontato il periodo delle cosiddette riforme veramente è riduttivo da parte sua dire: noi andiamo avanti comunque e quantunque voi facciate. Il problema, tra l'altro, con la serietà che gli è contraddistinta lo ha portato all'attenzione il collega Licandro quando dice che è un settore in cui bisognava stare attenti e lui è stato richiamato a rilasciare qualche certificate e lo ha fatto malvolentieri perché il problema della medicina dello sport ha altre patologie, e purtroppo, dico io, vi richiamo ancora una volta a ricordare che, molto spesso, qualche persona adulta, qualche anziano, qualche bambino che si avvicina al mondo dello sport senza i dovuti accorgimenti, senza le visite mediche, senza un quadro generale del suo stato di salute, molto spesso poi arriva agli onori della cronaca. Quindi, dico io, se pensaste un po' a non fare il cosiddetto muro contro muro ma ad accettare che si possa portare qualche piccola correzione senza l'aggravio di spese, io dico che fareste cosa gradita non soltanto al vostro pseudopiano ma anche ai sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi, io avrei avuto piacere, dopo aver ascoltato anche l'intervento del collega Marrocu che svolge un ruolo autorevole in questa Aula, mi sarei aspettato anche da lui qualche proposta concreta o comunque sia un giudizio di merito sul tenore dell'emendamento numero 58 che noi abbiamo presentato e sul quale preannuncio il mio voto favorevole, perché il testo dell'emendamento, al di là delle valutazioni generiche, di strumentalità proposte da alcuni settori della maggioranza credo che sia importante e vada ad integrare, come dicevo prima, il testo di una problematica quale la medicina dello sport che sembra delegare questa materia soltanto all'attività agonistica, ma dal tenore dell'intervento del collega Marrocu che preannunciava cose scontate, ciò che il Piano comunque verrà approvato, che il Piano ci sarà, questo per carità, non è che noi lo vogliamo esorcizzare, anche noi vogliamo un Piano, noi però vogliamo un Piano che abbia contenuti più precisi e più pregnanti. Sembra quasi che questo Piano sia un sacro testo e che l'Assessore che è qui presente e che, mi fa piacere, ogni tanto sorride evidentemente è anche una buona sportiva perché ha una buona tenuta, anziché apparire come la guardiana del sacro testo si pronunciasse su qualche emendamento col suo autorevole parere, invece qui ci troviamo davanti davvero ad un testo che sembra un sacro testo e … da guardiani che continuamente... Io su questa problematica in Commissione avevo chiesto un'attenzione maggiore da parte dei colleghi, e il collega Marrocu, pur con un rimprovero aperto, fatto a tutti, noi in particolare, accennava invece una cosa importante nel furore della sintesi del suo intervento, cioè il fatto che probabilmente occorre qualche intervento legislativo per avvicinare maggiori fasce sociali e popolari allo sport. Questo va detto. E allora perché non inserire in questo articolo, in questo specifico punto, un qualche rilievo importante che impegni questa Assemblea ad adottare qualche strumento legislativo in favore dello sport, soprattutto delle fasce più deboli. E' questo che chiedevo in Commissione, cioè c'è la possibilità che oltre a prevedere la visita gratuita per gli…
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Io credo che tutti i guai nascano dal "69". La posizione assunta dalla maggioranza non ha certamente favorito un atteggiamento rilassante, anzi. Evidentemente le motivazioni che sono state poste alla base del "69" non sono state sufficienti per far capire che la problematica che stiamo affrontando con molta serietà affonda radici, onorevole Marrocu, piuttosto profonde! E' vero che 22 anni fa non c'era Piano sanitario, è vero anche che l'obbligatorietà delle visite medico sportive non era prevista in quegli anni. Poi c'è stata una certa evoluzione e noi ritenevamo che con un "69" approvato ci saremmo trovati tutti quanti nella condizione di dover ritirare necessariamente tutti gli emendamenti successivi. Ora, se si vuole continuare su questa strada problemi non ce ne sono. Ci sono ancora molti emendamenti ma io ritengo che approvando quel famoso, ormai famosissimo emendamento che incrementava le prestazioni medico sportive…
(Interruzioni)
Beh, Presidente…
PRESIDENTE. Adesso, capisco che la materia… prego, onorevole Diana. E' la tensione della discussione sull'emendamento.
DIANA (A.N.). No, io intervengo poco però quando intervengo rispetto l'emendamento.
PRESIDENTE. Prego.
DIANA (A.N.). Allora dicevo: l'accoglimento del "69" ci avrebbe… sì, va beh, l'accoglimento…
PRESIDENTE. Siamo al "58" ma… è un dettaglio, è un dettaglio, onorevole Diana. Non fa niente!
DIANA (A.N.). …di quell'altro emendamento… ma possibile? Si chiedeva esclusivamente di incrementare le prestazioni. Punto.
(Interruzioni)
Eh, insomma, Presidente… evidentemente le motivazioni che abbiamo portato alla vostra attenzione non sono stati sufficienti. Mi rivolgo all'Assessore: Assessore, io credo che una sana politica sanitaria non possa prescindere da una prevenzione ed una prevenzione fatta tra i giovani credo che sia assolutamente appagante per un Piano sanitario che si rispetti. Ora mi chiedo: in assenza di visite militari, in un momento nel quale è cambiato il mondo, dove c'era almeno uno screening originario…
PRESIDENTE. Grazie. Giova ricordare che siamo all'emendamento numero 58.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Io condivido quanto espresso dal collega Diana anche se mi risulta che l'emendamento numero 69 sia stato emendato oralmente poi. Mi sembra, no? E comunque vorrei riprendere soprattutto dicendo che voterò a favore dell'emendamento numero 58 che forse si è perso, soprattutto dopo l'intervento del collega Marrocu, il fine dell'emendamento. Io concordo con quanto ha detto l'onorevole Marrocu in merito all'obbligatorietà delle visite mediche sportive, al rimborso previsto dalla legge numero 17 integrato anche con le finanziarie diverse volte, anzi devo dire che il capitolo inerente le visite mediche non è mai andato in esaurimento, sono sempre avanzati dei fondi per le visite sportive, ma niente ha a che vedere con quanto chiesto dall'emendamento numero 58 che chiede delle linee guida. E' diverso! Non si chiedono né maggiori finanziamenti, né quant'altro; si chiede che le linee guida vengano ampliate. Ecco il perché della discussione, per tornare nel merito dell'emendamento, ed ecco perché, onorevole Marrocu, noi siamo qui in aula a parlare, perché noi abbiamo necessità di far capire fino in fondo quali sono le parti che non condividiamo di questo Piano sanitario e quali sono le nostre proposte e non possiamo che dirlo qua. Anche perché pagherete fino in fondo di non averci dato le spiegazioni opportune in Commissione e questo è l'unico modo perché noi possiamo far sapere fuori da quest'aula con le discussioni che porteranno comunque all'approvazione del Piano sanitario, anche in questo ha ragione, ma questo è il luogo dove noi vogliamo far sentire anche fuori da quest'aula le nostre ragioni. Noi vogliamo che le leggi vengano discusse, noi non vogliamo che capiti, come è capitato anche oggi, che la Confindustria vi accusi - vi accusi! - di esitare le leggi con la grande velocità con cui le avete esitate nel passato, sbagliandole, riportandole in aula e creando danni all'esterno. Noi non vogliamo che avvenga tutto questo col Piano sanitario regionale. Pronti a discuterne, pronti a semplificare, ma fate sentire le vostre ragioni che, come nel caso di questo emendamento, non sono le ragioni calzanti con l'emendamento stesso. Pagherete il fatto di non averci fatto parlare.
PIRISI (D.S.). Pagheremo tutto! Pagheremo caro!
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). No, non deve passare il pensiero che il centrodestra ha una cultura di tutela rispetto ai portatori di handicap e il centrosinistra no perché sarebbe veramente un controsenso. Io all'amico Petrini ho promesso un sostegno nelle parti che riguardano quegli aspetti, però non dobbiamo andare alla rottura così frontale, né deve passare il concetto che la medicina sportiva è di destra e la sinistra invece si accontenta di guardare gli anziani che si rompono in palestra o i bambini che annegano in piscina. Cioè, non è così. Abbiamo il diritto tutti quanti di poter valutare, come dicevo all'onorevole Contu, quali sono veramente le linee guida che riguardano la medicina sportiva. E nonostante tutto su questo abbiamo dei punti di convergenza che magari non si possono sposare in emendamenti specifici, ma che trovano la loro ragione di esistere e la troveranno nel momento in cui andremo a confrontarci per quello che riguarda gli aspetti della medicina del territorio che andremo ad affrontare, lo dicevo al collega e onorevole Contu che sta brillantemente portando avanti tutta la parte relativa all'esposizione degli emendamenti, ma che deve trovare, come spesso ha trovato in altre occasioni col sottoscritto, che tra l'altro è stato uno dei suoi inventori, anche la probabilità di vedere quali siano le condizioni per maturare veramente una sanità di tutti, che non sia né prerogativa della sinistra, né prerogativa della destra. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). No, rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). La ringrazio, Presidente. Molto serenamente per dire che avevate annunciato, agli inizi della discussione, che la parte più complessa e difficile del Piano sarebbe stata la parte finale perché in Commissione non c'era stata sufficiente discussione.
LIORI (A.N.). Vedrai quando verranno gli emendamenti agli emendamenti!
CUGINI (D.S.). No, voglio precisare che abbiamo approvato diciotto emendamenti: dodici sono emendamenti presentati dalla minoranza e sei emendamenti presentati dalla maggioranza, quindi non si può dire che non c'è stata attenzione. In più voglio riprendere una considerazione che ha fatto il mio Capogruppo, collega Marrocu, nel merito delle visite per i portatori di handicap e la soluzione che ha richiamato mi pare che non possa essere messa in discussione. Però voglio aggiungere un'altra considerazione che ha fatto il collega Licandro che ha proposto di qui in avanti di procedere all'esame del Piano emendamento per emendamento, con una spiegazione da parte dei presentatori ed una risposta da parte dei relatori di maggioranza. Se questa proposta dovesse essere confermata, noi siamo disponibili ad andare sino al fondo nei tempi e nel modo che è stato proposto da Licandro. Se invece dovesse passare l'altra ipotesi, quella che ogni tanto richiamano i fratelli Randazzo, allora è chiaro che siamo di fronte a due letture diverse - lo dico per Liori che so che non è interessato a queste cose - siamo di fronte a due letture diverse della prospettiva. Quello che c'era sulla sanità non ci sarà, tutti i tentativi di introdurre le privatizzazioni nel settore sanitario verranno respinte! Questo lo dico per incominciare a comprendere che se vogliamo ragionare sul piano della serietà allora, collega Liori, noi siamo totalmente d'accordo, ma se invece dietro questo comportamento c'è un altro disegno, lo dico per quelli interessati direttamente al sistema sanitario, che noi non abbiamo nessuna intenzione di tornare sulla linea che ha prodotto disastri per la Sardegna. Se in più ci sono poteri forti, poteri oscuri che intendono riconfermare il ruolo che c'è stato negli anni nella sanità, dovete comprendere che non si passa neanche su queste regole. La discussione la vogliamo fare nel merito, serenamente, con la disponibilità che abbiamo dato e riconfermo che l'idea, la proposta di Licandro, ci trova perfettamente d'accordo. Diversamente, il tono della discussione...
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, come vota?
PRESIDENTE. Colleghi, io vi invito a stare... onorevole Amadu, ha appena parlato, stia comodo.
AMADU (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. L'ordine dei lavori è che stiamo votando l'emendamento numero 58.
(Non è approvato)
Emendamento numero 257. Sull'emendamento numero 257 è stato espresso parere favorevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Presidente, il punto in esame mi consente di intervenire e lei poc'anzi mi ha negato la possibilità di intervenire sull'ordine dei lavori, commettendo una palese disparità di trattamento tra un consigliere e un altro e questo non è assolutamente accettabile, non è mai successo in quest'Aula una cosa di questo genere e spero non si ripeta più!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prego, colleghi. Onorevole Amadu, prego.
AMADU (U.D.C.). Sull'ordine del lavori è per riprendere un punto che ha indicato, che ha rilevato il collega Cugini. Noi siamo stati quelli che rispetto alle proposte fatte dalla maggioranza abbiamo detto no a tavoli al di fuori di quest'Aula, e questo sia chiaro. E' una condotta di valore politico e istituzionale che noi abbiamo voluto assumere, trattandosi appunto di una materia delicata e complessa, e di poteri forti qui più di uno se ne intende, noi abbiamo rifiutato qualsiasi trattativa parallela, qualsiasi ipotesi di tavolo esterno a questa Aula e abbiamo detto "L'Aula è maestra nel dibattito alla luce del sole, noi poniamo tutte le questioni, le uniche questioni sono quelle contenute negli emendamenti". Questo abbiamo detto e questo confermiamo, per cui respingiamo qualsiasi insinuazione, qualsiasi riferimento a cose che niente hanno a che vedere col dibattito, con la trasparenza e col fatto che ci debba essere una democrazia partecipata anche all'interno di quest'Aula con le diverse posizioni che rispettino i Regolamenti, che rispettino la prassi, che rispettino le condotte di ognuno nel rispetto delle persone e dell'impegno che stiamo portando avanti.
CUGINI (D.S.). E sulla proposta di Licandro cosa dici?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Il dibattito, se così ormai non so più neanche come definirlo, sta andando avanti un po' defatigato, quasi demoralizzante. Però è necessario che ognuno faccia il proprio esame di coscienza, da una parte e dall'altra. E' chiaro che se non si attua un'alternativa consona, l'opposizione per quanto mi riguarda non sono qui per perder tempo né tanto meno per farne perdere agli altri, ma sono qui per dare il mio contributo, penso di averlo dato così come gli altri colleghi sino ad ora. Se si vuol fare un discorso serio il confronto deve essere reciproco. Da una certa parte, da almeno un'ora a questa parte, c'è anche un po' di mancanza di rispetto per gli altri. Perché non si può dire "Sì, va bene, ma basta, smettiamola", non è vero e non è giusto. Questa è una cosa importante, lo stiamo dicendo dal primo giorno, sulla quale vogliamo confrontarci seriamente e misurarci, sulla quale probabilmente in molti punti c'è un punto di incontro ma se è vero, come sta succedendo, che non si vuole a tutti i costi, che non si vuole trovare, perché io è questo che sto notando, non si vuole trovare a tutti costi non un punto d'incontro, non si vuole a tutti costi intavolare il discorso in maniera che si parli effettivamente di quali possano essere le migliorie da poter apportare. Perché noi siamo convinti di questo io ho detto già tre o quattro volte che, secondo me, in questo Piano c'è stata molta distrazione. Questo emendamento approvato dal relatore dimostra ancora una volta due cose, le ripeto per l'ennesima volta, o questo Piano non è stato manco letto da molti, o comunque sia è stato preso e sbaragliato qui. Perché non è possibile, se è stato tanti mesi in Commissione, se è passato in tante mani, che ancora una volta in un paragrafo ci siano degli errori palesi, dei doppioni perché prima si dice "al fine di garantire alle persone con sospetto di diagnosi di epilessia un'assistenza che risponde a criteri di qualità e competenza, si propone di istituire una rete regionale coordinata di centri di diagnosi e cura dell'epilessia", bene, si continua, chiuso il paragrafo e si finisce "Il Piano propone l'istituzione di una rete regionale di assistenza alle persone affette di epilessia". Allora, questo non è che si inizia, questo vuol dire tanto, molto, perché in una scrittura seria - questa è la decima volta che si riscontrano errori - in una scrittura seria, in una analisi approfondita, una cosa del genere non ci può essere. Voto a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, io voterò a favore dell'emendamento che è semplicemente la segnalazione di un refuso che ha comportato due volte la stessa citazione nel Piano sanitario. Però, rivolgendomi al collega Cugini e riallacciandomi al refuso - che giustamente voi avete deciso di approvare come emendamento nella parte che lo elimina - io vorrei dirle, collega Cugini, se noi siamo qui in quest'Aula e stiamo facendo un lavoro che alle 23 come sappiamo, lei ha più esperienza di me di permanenza in questo Consiglio, non utile nel senso che comunque sia la capacità di ragionamento, di confronto si esplica senz'altro meglio in orari diversi e con climi diversi, se questo stiamo facendo è perché per una sottovalutazione del problema, credo, per un malinteso, se lei preferisce o per qualunque altro tipo di argomentazione che lei ritiene, si è deciso che la Commissione consiliare non fosse la sede adeguata per l'approfondimento che stiamo facendo male, malamente in Aula. Lo si è deciso due volte: la prima volta quando si è detto "Il Piano si approva in tre giorni" dopo che era per un anno abbandonato alla Commissione; la seconda volta quando presentati 550 emendamenti si è detto "Li si legge" e li abbiamo letti in 8 ore in Commissione senza che minimamente ci fosse il tempo per esaminarli perché la proposta Licandro meglio si poteva fare in Commissione con molto minore impegno del Consiglio e con molta minor fatica di ciascuno di noi. Quindi abbiamo commesso un errore io non dico che l'avete commesso soltanto voi, probabilmente noi non siamo stati in grado, abbiamo provato, abbiamo scritto al presidente Soru abbiamo scritto al presidente Spissu, abbiamo provato a dire che non era il modo giusto per discutere il Piano sanitario, forse non ci siamo riusciti, allora abbiamo il tempo e abbiamo il modo forse di emendare a degli errori anche accogliendo lo spirito della proposta Licandro. Sicuramente non facendo quello che ha fatto lei nel suo intervento e cioè dicendo che ci sono poteri forti, poteri occulti, né privatizzazioni eccetera eccetera... questo è un disco rotto collega Cugini nel senso che noi vorremmo discutere con voi di ciò che si può fare tra pubblico e privato per far andare bene la sanità in Sardegna e per offrire ai cittadini sardi, salute, offerte di salute se l'avete capito, se ci siamo capiti su questo si può continuare a discutere altrimenti le minacce velate o esplicite che lei fa la gliele rispediamo al mittente perché non ci fanno paura e possiamo restare in questa fase di empasse sino all'una del mattino di oggi e sino all'una del mattino di altri giorni.
CUGINI (D.S.). E noi vi faremo compagnia!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Beh, certo in buona compagnia in questo caso... No, per dire che siamo a favore dell'emendamento effettivamente anche questo dimostra la fretta con la quale è stato approvato in Commissione il Piano sanitario regionale e questo Consiglio con tutti i limiti che può avere qualche correzione la sta portando avanti. Però io mi voglio un po' riferire anche all'ultimo intervento dell'onorevole Cugini il quale praticamente fa altre osservazioni, lancia anche messaggi diversi che io sinceramente non condivido, non condivido nella più assoluta perché i danni, gli sfasci che ha fatto la sanità non sono sicuramente dovuti alla medicina privata o alla medicina pubblica credo che i danni che sono stati causati alla sanità in Sardegna non siano, non abbiano soltanto un tipo di causa ma soprattutto io non condivido nella maniera più assoluta questo tentativo veleggiato, che c'è quasi minaccioso nei confronti di alcune parti del Consiglio regionale. Allora questo è francamente inaccettabile e se vogliamo è anche uno dei motivi per cui noi siamo qui perché non è chiaro perché praticamente si vuole approvare un Piano che non dice tutte le cose che deve dire e se vogliamo dirla fino in fondo allora vi dico, ma cosa significa quando ti dicono ad esempio che a Cagliari, faccio un esempio, si tolgono 600 700 posti letto però non si dice se sono privati se sono pubblici dove bisogna toglierli, dove bisogna aggiungerli, sono questi i veri problemi, quando il Piano non è chiaro così come lo volete approvare voi allora succedono questi equivoci, allora iniziate ad essere chiari voi, a dire cosa volete fare poi dopo di che vediamo altre cose però uno dei motivi per cui non condividiamo nella maniera più assoluta è il fatto che si vuole approvare un Piano che abbia, che dia la totale possibilità alla Giunta di fare tutto quello ... che vuole a discapito del Consiglio, nostro, anche tuo di Cugini! Capito? Io credo che invece noi dovremmo fare un ragionamento diverso dovremmo iniziare a vedere insomma quale tipo di Piano noi vogliamo quale tipo d'intesa sanitaria noi vogliamo garantire in Sardegna perché credo che per quanto ci riguarda, almeno per quanto mi riguarda ma credo anche a te interessi ce ne siano pochi, l'unico interesse che noi possiamo avere è quello di garantire un'assistenza sanitaria seria e credibile e al passo con i tempi, credo che l'unico lavoro che noi dobbiamo fare è questo però lasciamo perdere certi atteggiamenti, lasciamo perdere certe minacce velate che non certo aiutano a risolvere il problema che stiamo trattando oggi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Certamente è scontata la dichiarazione di voto favorevole a questo emendamento, se va a correzione di un errore materiale, ed è però strano che proprio in questo momento e su questo emendamento anzi il precedente si sia voluto fare improvvisamente un'accelerazione di serietà che così repentina, così tempestiva rispetto anche ad alcuni ingressi in aula fanno pensare che da parte di alcuni colleghi che noi abbiamo sempre stimate e continuiamo a stimare però ci sia il tentativo ogni tanto di riesumare una modalità di rapporto sicuramente molto ideologica e proprio perché ideologica è faziosa e subdola e cioè quella di mascherare le proprie posizioni sempre attraverso degli attacchi velenosi, inutili, fatti di fronte a un nemico che non c'è facendo trasparire speculazioni o tentativi di speculazione o atteggiamenti di copertura di speculazioni, di speculazione che in realtà non fanno altro che, questi tentativi, rimarcare il fatto che la sanità in Sardegna l'hanno gestita in questi anni molti esponenti politici, sicuramente facendo la somma sono molti più gli amici dell'onorevole Cugini che evidentemente forse utilizzavano proprio questa tattica, non lo so, perché dalle sue parole traspare esattamente questo, però quest'aula è stanca delle vecchie logiche delle minacce velate delle insinuazioni che se rivolte poi a un'opposizione che in questo momento sta facendo per sua scelta un suo lavoro forse criticabile nel modo, nei metodi, nel contenuto ma è una cosa che è indubbiamente trasparente alla luce del sole, voglio dire questo, a quest'ora forse non fa tanto danno ma se viene detto in altre ore davanti ad altri interlocutori troverà questa opposizione pronta a ribattere colpo su colpo facendo nomi, cognome, date e indirizzi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Presidente, colleghi, premesso che io non sono interessato direttamente alla sanità né pubblica né privata se non come potenziale ed eventuale paziente facendo i dovuti scongiuri, mi ricollego all'intervento dell'onorevole Licandro che forse, vista la presenza dell'onorevole Soru notoriamente abile mediatore tra maggioranza e minoranza, beh, ha fatto una proposta seria, vabbè, mi contagiano... Però, onorevole Cugini se ho ben capito lei ha colto la proposta dicendo che sarebbe bene che noi facessimo una domanda a proponessimo un emendamento e ci fosse un solo interlocutore dalla parte della maggioranza,se sbaglio mi corregga, però quello ho capito io nelle mie modeste capacità, io, non me ne voglia l'onorevole Licandro per il Gruppo che rappresento non sono d'accordo, perché mi sembra più un metodo da "rischia tutto" che da Consiglio regionale, cioè uno fa la domanda e uno fa la risposta. Quindi siccome qua stiamo parlando di cose serie inoltre volevo aggiungere una cosa poi chiudo e non vi disturbo per un po' visto che non vi ho disturbato per parecchio, non è possibile che qua come lei ha detto,sei emendamenti vengono approvati dalla minoranza e forse verranno approvati altri a seconda di quando finiscono i lavori, questo non lo ha detto più lei mi riferisco a cose dette da altri perché non è possibile che a seconda di quando finiscono i lavori gli emendamenti diventano buoni o cattivi, se gli emendamenti della minoranza sono buoni si approvano, anche se finiamo a maggio, se gli emendamenti della minoranza non servono si bocciano anche se finiamo domani mattina. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente, ringrazio anche a nome dell'opposizione l'onorevole Soru, perché mi sono reso conto che, da quando è arrivato lei, si ascoltano le interrogazioni e i dibattiti da parte della opposizione senza che la maggioranza schiamazzi come si faceva quando eravamo in quinta elementare che si protestava perché qualche cosa non andava. Quindi, grazie per la sua presenza perché ha messo in ordine…
(Rumori dai banchi della maggioranza)
…ecco sente? Era moltiplicato per l'ennesima potenza questo atteggiamento ogni qual volta si parlava. Tornando sull'ordine dei lavori è superfluo dire che voterò a favore dell'emendamento e che se vogliamo dare un contributo, perché questo è lo spirito con cui l'opposizione interviene in aula, mi riferisco al testo stesso del libro dei sogni, dove nel paragrafo dell'epilessia a un certo punto si legge che: "L'influenza della malattia sulla qualità della vita è elevata, sia perché può durare tutta la vita, sia per il diffuso pregiudizio sociale". Ecco, negli obiettivi che vengono esposti più avanti, si trovano invece altre situazioni che sono in contrapposizione allo stesso argomento. Cioè ridurre il ricorso alla ospedalizzazione, ridurre il ricorso alle prestazioni diagnostiche, eccetera. Significa che manca, a parer mio, se vogliamo dare un quadro completo di una situazione sociale che affligge le persone, i bambini e gli adulti, affetti da questa patologia che non è coinvolto solo il paziente, è coinvolta l'intera famiglia, siamo quasi sullo stesso piano del Alzheimer. Qui c'è un atteggiamento quasi ostile nei confronti delle famiglie che hanno purtroppo questa disgrazia in casa, che non si pensa effettivamente ad assistere la famiglia. Perché sono coinvolti tutti, perché un ragazzo che affetto da epilessia, come i medici qui presenti in gran numero sanno e anche chi non è medico, hanno delle mancanze di equilibrio e cadono le all'improvviso, tanto che si dice che ci sia una possibilità di mortalità maggiore per gli affetti di questa patologia, quindi è un problema sociale. Bene, da questo punto di vista in questo libro dei sogni non è accennato che bisogna integrare perché un genitore che ha un figlio con questa patologia dovrà stare tutto il giorno al fianco del bambino, non può relegarlo su una carrozzella perché ha la mobilità uguale, una volta che non ha gli impulsi può vivere la sua vita normale, ma all'improvviso ha quelle mancanze per cui logicamente il bambino ha bisogno di essere assistito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi e soprattutto onorevole Soru, Presidente dei sardi, di tutti, anche il mio, della maggioranza e della opposizione. Mi fa piacere che lei sia qui sta sera e se fosse arrivato prima si sarebbe reso conto del tipo di dibattito che si svolge in quest'aula, c'è un dialogo da soli, non si comunica, questa incomunicabilità che avrebbe meritato altri autori e altri interpreti, sarebbe stato un bel romanzo surreale, per qualche autore sudamericano, certamente noi ne abbiamo dato un'interpretazione comica, per non dire anche termini peggiori, perché i sardi dovrebbero piangere e non ridere di quello che succede. Però, l'incomunicabilità non è iniziata qui Presidente, è iniziata in Commissione ed è iniziata per una volontà precisa, per una volontà di chi presupponendo di avere in tasca tutta la verità e con dei presupposti ideologici: dall'altra parte c'è tutto il male, c'è tutto l'errore, noi abbiamo un piano che è perfetto e in tre giorni lo vogliamo approvare, tutti gli emendamenti li vogliamo leggere senza commentarli e diamo un giudizio a lettura immediata senza neanche ripetere un minuto e poi andiamo in aula. Non si può poi pretendere qui che da parte dell'opposizione si crei un precedente che si dica che domani a noi ci viene imposto qualunque cosa, ci si costringa a mangiare un cibo che prima è stato masticato da altri, digerito da altri e poi vomitato e costretti noi a ingurgitare un cibo del genere. Non è possibile colleghi. Cioè, se si vuole un dialogo serio anche da un punto di vista politico, Presidente, se ha degli amici medici che hanno avuto la pazienza di leggersi questo piano si faccia dare un giudizio, anche da loro, e si faccia dire se è tutto oro quello, ci si vuol dire qui, che luccica e che risplende; se i sardi e se coloro che capiscono un po' di sanità credono tutti in quello che ci viene proposto. Anche noi abbiamo il nostro diritto di dire la nostra su questo piano, anzi abbiamo il dovere Presidente. Il tono del dibattito, mi fa piacere che l'onorevole Cugini l'abbia sollevato anche di tono, forse strumentalmente, se abbia messaggi interni da dire non m'interessa, non m'interessa neanche la polemica spicciola, neanche potrei ribattere e dire che gli interessi sono lì, l'ho già detto altre volte, non è il modo e non è il momento. E' il momento però di dirsi che qui si deve ritornare a fare politica, e il primo deve essere il Presidente, a dire a imporre che ci sia la politica che regna sovrana in quest'aula, poi ci devono essere Capigruppo, ci deve essere Presente il consiglio, ci devono essere delle etiche politiche che impongono a tutti quanti di fare il proprio lavoro nell'interesse dei sardi. Gli interessi personali esisteranno sempre, sono sempre stati presenti nei Parlamenti e continueranno ad esistere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sull'emendamento mi pare che in altre circostanze si sarebbe proceduto, probabilmente, attraverso un'iniziativa di coordinamento tecnico, non ci sarebbe stato lo bisogno di un emendamento e di venti o venticinque dichiarazioni di voto, ivi compresa la mia. Per questo prendiamo atto che c'è una situazione di difficoltà, che non è la prima volta che si manifesta e non riguarda solo i rapporti tra minoranza e maggioranza, riguarda spesso anche rapporti interni alla maggioranza. Perché, è vero, io condivido molto le osservazioni che ha fatto l'onorevole Liori: bisogna che regni sovrana la politica e che il confronto, la composizione degli interessi avvenga in quest'aula in modo chiaro ed evidente. Perché un piano sanitario, come ogni tipo di piano, porta con sé non solo buoni intenzioni, pratiche positive, porta con sé anche riconoscimento non solo di diritti, ma anche di, diciamo, aspirazioni; e qualche volta sarebbe utile non discutere in aula o non dover per forza necessariamente in aula tentare un'azione di forza, perché alcune legittime aspettative, alcuni bisogni sociali vengano riconosciuti. Allora, noi ci dobbiamo porre il problema, e qui chiudo, di come, io non approvo molto quando i colleghi sbattono i piedi, mentre si interviene, sui banchi del Consiglio: uno, perché si danneggia il patrimonio pubblico; l'altro, perché non siamo nella prima elementare della scuola di Sant'Alenixedda. Siamo in Consiglio regionale e c'è il tentativo, in questa legislatura anche, di dimostrare che le assemblee parlamentari sono un'accozzaglia di gente che mangiapane a tradimento, a tradimento nei confronti del popolo. Ecco perché io sono molto convinto, invece, che bisognerebbe ascoltarsi di più, trovare modalità di discussione più appropriate e anche risultati migliori per la comunità regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie signor Presidente, ho molto apprezzato, e non è la prima volta, le parole del collega Uras, soprattutto le ultime riferite a una dignità del Consiglio regionale messa a repentaglio, perlomeno nelle intenzioni, da qualcuno che lo dipinge come un'accozzaglia di mangiapane a tradimento. Avrei gradito, per la verità, che queste osservazioni lei le avesse formulate nel momento in cui, queste accuse, venivano fatte in Consiglio regionale e le avesse rivolte specificatamente a chi le rivolgeva ai consiglieri regionali. Però, meglio tardi che mai e, quindi, è sicuramente comunque da apprezzare il suo intervento. Riguardo l'emendamento numero 257, per il quale il voto favorevole e più che scontatto, beh, repetita iuvant, dicevano gli antichi, però non sempre il ripetere le cose è positivo e, non sempre, la ripetizione di un concetto per due volte in dieci righe è un segnale positivo. Talvolta, come credo sia il caso in questione, è semplicemente un segnale che quel testo è stato composto frettolosamente e letto in maniera ancora più frettolosa e superficiale. Un copia-incolla fatto con Word. E' un segnale ed è l'ennesimo segnale della scarsa attenzione che è stata riservata alla fase di discussione, alla fase di elaborazione, alla fase di un confronto che non c'è stato. E ha fatto bene il collega Antonello Liori a ricordare quello che è successo in Commissione, riguardo al Piano sanitario. Seicento emendamenti sono troppi? Ma è anche troppo poco una nottata di tempo, fino alle quattro del mattino, per esaminarli. E' anche troppo poca l'attenzione che è stata riservata. E non è stata riservata poca attenzione soltanto ai seicento emendamenti dell'opposizione, è stata riservata evidentemente poca attenzione anche al testo stesso, se nemmeno vi siete accorti di refusi e di ripetizioni, così evidenti, delle quali noi, i nostri colleghi soprattutto, che hanno lavorato in Commissione sanità, si sono immediatamente accorti. E io credo che, a questo punto della notte e a questo punto della discussione, sia necessario anche ricollegandomi a quello che diceva il collega Cugini, fare anche una riflessione. Il lavoro della opposizione sicuramente, e parlo principalmente per me, non è un lavoro eccelso, sicuramente il livello non è un livello eccelso, ma penso che vada comunque rispettato! Che meriti comunque rispetto, perché si arriva in Aula dopo un lavoro fatto dai colleghi che, in condizioni a dir poco difficili, hanno lavorato in Commissione, con tempi e con modalità che da voi sono state imposte, per obbedire e per assecondare...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Grazie Presidente. Io penso che sia opportuno fare almeno un elemento di chiarezza. Io penso che noi dobbiamo sicuramente assumerci la responsabilità del fatto che, a partire dalla rete Ospedaliera, cioè a pagina 90, la Commissione ha avuto un momento di frattura e, quindi, il centrodestra ha abbandonato l'Aula. Ma fino a pagina 90 di questo Piano, il centrodestra ha partecipato assieme al centrosinistra alla redazione di questo Piano, analizzando sino in fondo gli emendamenti. Tutto ciò che abbiamo fatto sino a questo momento, sono ripetizione di emendamenti già discussi e rifatti. Allora, io penso che noi dobbiamo insomma, in qualche modo, assumerci una responsabilità. Io apprezzo molto quello che ha detto il collega di Liori, quello che ha detto il collega Diana, sotto questo aspetto, ma anche quello che ha proposto il collega Licandro. Cioè, noi possiamo sicuramente dare dignità a tutti gli emendamenti e sono tutti dignitosi dal primo sino all'ultimo. Io mi chiedo se nell'economia di quello che è l'interesse che noi dobbiamo tutti insieme rappresentare, nell'economia di quest'anno di lavoro che ci attende, nell'economia delle priorità che abbiamo davanti, se discutere per le prossime tre ore, perché possiamo discutere tre ore i tre emendamenti prossimi, che riguardano tre cose banalissime, i pregiudizi ancora presenti in Sardegna sull'epilessia, l'istituzione di una rete regionale che è già scritta, oppure stabilire che l'azienda mista di Cagliari, professore xy, e in qualche modo il Centro regionale di coordinamento, valga le tre ore di lavoro sottratte a provvedimenti largamente più importanti, che non produrranno nessun cambiamento rispetto a questo Piano. Allora la proposta è stata fatta in questi giorni, non è vero che non è stata fatta, noi sino a pagina 90 ne abbiamo discusso in Commissione, l'abbiamo approfondita, possono esserci ancora alcune correzioni, i temi fondamentali che voi ponete sono sulla rete regionale delle specialità, sono sul sistema degli investimenti, sono sul sistema delle tecnologie. Vogliamo lavorare su questo, vogliamo rafforzare i temi che riguardano la partecipazione al Consiglio e del Consiglio su questo? Ok, concentriamoci su una discussione vera, perché questa non è una discussione vera, lo sappiamo bene tra di noi. Dobbiamo tentare noi di qualificare il nostro lavoro, altrimenti siamo noi che stiamo facendo un passo indietro. E guardate, io sono convinto che tra di noi la maggioranza di noi non ha interessi, ma sarà un processo naturale quello di trasmettere all'opinione pubblica che, se ci si ferma per tre ore su tre emendamenti assolutamente assurdi, raccontabili tranquillamente alla stampa come assurdi, vuol dire che o si nascondono altri interessi - e io sono convinto che tra di noi, la maggioranza di noi, non nasconde questi altri interessi - oppure si vogliono evitare altri appuntamenti ben più importanti, che solo formalmente si vuole, in qualche modo, soddisfare e rendere puntuali il 14 di questo mese. Io penso che sia un interesse sbagliato se questo è, sono convinto che non è presente. Sono convinto che non è presente! Allora, perché non scegliere gli argomenti veri, sui quali dobbiamo tentare di fare un passo avanti in questo Piano?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Rinuncio!
PRESIDENTE. Va bene. Siano in votazione dell'emendamento numero 257.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Interruzione)
Da chi? Non ci risulta. Colleghi, insomma, siccome si perde il senso delle cose di cui discutiamo, quando si fanno venti dichiarazioni di voto per parlare d'altro, io proporrei di annullare la votazione su un emendamento che, come abbiamo detto e come ha detto forse l'onorevole Uras, è un emendamento che, dal punto di vista sostanziale, si poteva risolvere in sede di coordinamento del testo, ma tuttavia è un emendamento, io propongo di rifare la votazione. Siccome è un'ovvia correzione che è necessario fare, rifacciamo la votazione. Se… è stato richiesto il voto elettronico palese?
RASSU (F.I.). Io lo stavo chiedendo Presidente!
PRESIDENTE. Va bene.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 257.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Orru' - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Murgioni.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 69
Votanti 67
Astenuti 2
Maggioranza 34
Favorevoli 67
(Il Consiglio approva).
Emendamento numero 258.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ascolta Cugini, non metterci in conto, tra quelli approvati dalla minoranza, quello che abbiamo appena approvato. Facci almeno questa cortesia! Facciamo un ragionamento, guarda, partiamo dall'emendamento 258, ci aiuta. L'emendamento numero 258 è un emendamento in cui si individua un centro di riferimento per l'epilessia. Il centro di riferimento io che ho proposto l'emendamento, l'ho fissato nell'azienda mista di Cagliari. Allora, io non so se il miglior centro della Sardegna per l'epilessia sia nell'azienda mista di Cagliari, probabilmente mi sono sbagliato. Quindi, sono disponibile ad accettare un emendamento orale correttivo, che individui il centro di riferimento. Ma se voi parlate di "hub and spoke", mi dovete dire nel trattamento dell'epilessia, non quello che avete fatto nel Piano, cioè mezza pagina in cui mi date i dati epidemiologici sull'epilessia, mi dovete dire qual è il centro hub? Perché il centro della rete sull'epilessia funziona se vuoi individuerete, secondo lo schema da voi scelto, quello "hub and spoke", qual è il centro hub di riferimento. Il vostro piano è scritto male, qual è il centro hub di riferimento, il vostro piano è iscritto male e noi vi stiamo proponendo elementi correttivi per descriverlo meglio, perché non interessa ai sardi mezza pagina di epidemiologia dell'epilessia, interessa ai sardi come deve funzionare la risposta sull'epilessia, qual è il centro regionale di riferimento, e dove sono le ramificazioni periferiche che devono seguire diagnosticamente terapeuticamente l'epilessia. Ci siamo capiti, quando il collega Lai dice, che sino a pagina 90 il testo è stato discusso, è stato discusso sino alle quattro del mattino, ma ha un senso che il piano della psichiatria sia stato fatto da mezza notte meno un quarto alle quattro del mattino, ha un senso che la discussione in Commissione, dove ci deve essere un approfondimento sulle cose un confronto reale sia avvenuto in questo modo, vi sta giovando quella accelerazione che avete voluto fare, da pagina 90 in poi il vostro relatore di maggioranza si è astenuto sull'approvazione di ciascun articolo di questo piano sanitario, ve ne rendete conto di quello che metodologicamente questo è stato un errore che stiamo pagando adesso tutti quanti in questa Aula, io vi chiedo ve ne rendete conto o no di questo, perché per giudicare perché siamo in questa Aula, io credo di non aver fatto in otto anni sette anni che sono in questo Consiglio mai questo tipo di attività perché non mi è congeniale. Ma se siamo arrivati a questo, è perché voi ci avete portato per i capelli di chi ce li ha e per il cuoio capelluto di chi non ce l'ha, collega Cugini, poi su questo conveniamo diventa più facile ragionare, ma ragionare sul serio confrontarci dialogare cercare di spiegarci come abbiamo fatto su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento, quest'emendamento va a cogliere quanto nel testo non viene contenuto ovvero quanto nel testo dovrebbe essere la realizzazione di una scelta che si intende fare sull'epilessia, ovvero quello di garantire una rete, ma di garantire una rete con un riferimento e un coordinamento regionale di cui ci si è anche dimenticarti, perché nel testo quando si recita, che ci deve essere la garanzia di un'assistenza che risponda a criteri di qualità e competenza, si propone la rete coordinata di centri di diagnosi e cura dell'epilessia. Bene questo, se questo è il riferimento, che noi vogliamo dare a questi pazienti, peraltro questi pazienti non sono pochi in Sardegna, non sono pochi e soprattutto, questa è la patologia per la quale purtroppo non c'è una guarigione; le persone affette da questa patologia hanno un ridimensionamento di quello che è la qualità della vita in generale, perché è una malattia che, sono malattie che durano tutta la vita, e soprattutto, in Commissione abbiamo avuto occasione anche di verificare che i pregiudizi forse sono quelli più difficili da affrontare e spesso e volentieri queste sono persone, che hanno una limitazione anche nella vita sociale, e diceva bene il collega Moro nel suo intervento, sono persone che purtroppo hanno bisogno, non solo di punti di riferimento sanitari, ma hanno bisogno anche di punti di riferimento che sappiano approfondire e fare quella ricerca necessarie per dare a tutti le risposte più adeguate, perché la vita di queste persone sia sempre la vita dignitosa e che possa cogliere quel diritto alla salute che spesso e volentieri, viene negato proprio per la mancata presenza di centri di assistenza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente a quest'ora è difficile anche trovare l'equilibrio per intervenire perché l'ora è tarda e quindi sarebbe anche opportuno ricercarlo altrove, ma mi costringe ad intervenire l'ultimo intervento dell'onorevole Lai che ha criticato quest'emendamento. Io invece, onorevole Lai, dico che questo probabilmente è l'unico emendamento sul paragrafo epilessia che ha un senso. Noi abbiamo individuato nell'azienda mista di Cagliari il centro di riferimento regionale. Le sembra sbagliato? Le sembra fuori luogo individuare il centro lì? Evidentemente lei avrà altre motivazioni, io le dico che altre strutture, che altre strutture sono state ubicate in certe zone dove non era necessario attribuire a quelle strutture quel numero di prestazioni che le sono state autorizzate, così con questo rispondo anche all'onorevole Cugini. Perché se parliamo di queste cose in questa Aula, penso che nessuno sia esente da vizi, per oggi e per il passato, io non credo, che negli interventi dei miei colleghi Randazzo, ci sia un interesse occulto se così fosse, e voi ne siete a conoscenza sarebbe meglio dirlo alla luce del sole, però allo stesso tempo bisogna avere il coraggio, bisogna avere il coraggio, e soprattutto il coraggio di rispettare gli interventi degli altri. Vede, onorevole Lai, dire che con questi tre emendamenti si vuole perdere tempo oppure sono tre emendamenti che non hanno senso e che si vuole discutere per tre ore solo su questi tre emendamenti, è la risposta all'arroganza della vostra maggioranza, che in Commissione non ha voluto esaminare gli emendamenti, e che con un blitz, ripeto con un blitz, da mezza notte alle quattro del mattino ha letto 600 emendamenti ed ha espresso un parere su 600 emendamenti. Ma le sembra questo il modo di confrontarsi, onorevole Lai? Le sembra questo il modo di approfondire la tematica…
LAI (D.S.). Lo chiedo a voi? Lo chiedo a voi? Lo chiedo a voi?
CAPPAI (U.D.C.). Ce lo dovrebbe spiegare lei, lei ha le idee molto chiare, lei ha le idee molto chiare, siete abituati a correre molto frettolosamente… avete le idee molto chiare
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Grazie Presidente. Io vorrei richiamare i colleghi anche ad una maggiore correttezza rispetto alla adesione dei temi che stiamo discutendo quando facciamo le dichiarazioni di voto, da parte di tutti chiaro, da parte di tutti non ho indicato nessuno.
CAPPAI (U.D.C.). Da parte di tutti!
PACIFICO (D.S.). Perché è mortificante, devo dire io un po' sapevo che avremmo anche scontato un atteggiamento di forte conflittualità all'interno della Commissione però sicuramente non pensavo che si potesse arrivare a questo punto e dispiace, quando soprattutto alcuni colleghi che hanno esperienza sanitaria, che hanno la sensibilità per capire ai problemi dei pazienti che sono affetti da patologie di questo tipo, lo dico questo come l'ho detto per la reumatologia per la prima volta si scrive in un documento sanitario, che viene licenziato da questa Regione, si iscrive qualche cosa è vero che sono passati vent'anni esistevano già queste cose vent'anni fa però, si scrive qualcosa che dà una dignità a quelle persone, una dignità a quei pazienti che sono affetti da quella patologia di un certo tipo, e allora noi ci fermiamo agli errori, prepariamo emendamenti su alcuni refusi su alcune statistiche forse malamente interpretate, io però credo che un piano dia degli obiettivi e deve dare degli obiettivi alla Giunta deve dare degli obiettivi all'Assessorato sulle cose che noi riteniamo più opportuno o più opportune per dare un'assistenza più qualificata a quei pazienti e noi nel piano diciamo, che in questo triennio di vigenza si deve riqualificare l'offerta e la qualità diagnostica e terapeutica per le persone sospette o affette da epilessia, si deve ridurre il ricorso all'ospedalizzazione, favorire un'assistenza ambulatoriale, si deve ampliare la rete di competenze epiletologiche eccetera, si deve ridurre il ricorso alle prestazioni extra Regione, si deve individuare un centro di riferimento, ma io vi chiedo, e chiedo a tutti voi qual è il centro di riferimenti oggi in questa Regione, c'è qualche centro di riferimento che è stato individuato dalla politica regionale, in altre situazioni in altri tempi, in altri luoghi non no c'è, c'è la buona volontà degli operatori che si sono messi al lavoro e hanno dato risposte in proprio, qualcuno si è qualificato di per sé, l'esperienza di Franco Marrosu, insomma, è sotto gli occhi di tutti, la sappiamo tutti, potrebbe essere un ottimo punto di riferimento delle patologie in questione, ma forse non è il caso che questo compito e questo mandato, facciamo noi gli ispettori per vedere la situazione da questo Consiglio regionale, ognuno porta la sua più specifica sensibilità, anche l'amicalità, anche la conoscenza più specifica di una persona rispetto ad un'altra o diamo un obiettivo, di individuare secondo criteri precisi di utenza, di bacino di utenza, di capacità professionali, di curriculum specifico nel settore, a qualcuno che lo dovrebbe fare al posto nostro…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pacifico. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, su questo tema io credo che l'emendamento abbia un senso e dia ragione a chi dice che abbiamo fatto un collage e ci siamo dimenticati del pittore cioè, abbiamo preso tante linee guida, abbiamo scelto anche un indirizzo, un sistema che prevede, appunto, per altre patologie un centro di riferimento e tanti siti nel territorio che a questo centro di riferimento si rivolgono per le necessità più importanti, per un coordinamento dell'attività, per l'aggiornamento scientifico, per dare uniformità alle risposte del territorio e, però, qui ci siamo dimenticati, anche a questo settore, di dare la stessa organizzazione che avremmo voluto cercare di dare alle altre patologie, e se l'emendamento vi ricorda questo dovere… l'onorevole Vargiu via detto anche: se non va bene il centro di riferimento che io ho indicato nel mio emendamento, con un ragionamento che sia convincente tra persone di buon senso, indicatemene un altro, però, dobbiamo dare questo tipo di risposta, e se non la volete dare diteci almeno perché cioè, se non c'è uno abbastanza preparato prendiamone atto, saremo di buon grado costretti ad accettare che arrivi il solito professore più bravo dei nostri dal continente, da oltre Tirreno che ci insegni qualcosa, ma che ce la insegni davvero. Abbiamo avuto tutti i professori che venivano da oltre Tirreno, colleghi, e ci hanno insegnato all'Università qualcosa di importante, li abbiamo accettati, quando siamo convinti che vengano a portare qualcosa va bene anche questo, però questo sistema lo dobbiamo inserire anche per l'epilessia, se non lo volete accettare convinceteci e diteci perché, altrimenti è chiaro che l'emendamento ha una sua valenza, che l'emendamento è coerente con un principio che avete voluto impostare voi e noi abbiamo cercato di dare razionalità a questo sistema, purtroppo avete fatto un lavoro di ricucitura di coppia e incolla e vi siete dimenticati però, o di mettere troppa colla o in quest'altro posto non è avete messo per niente oppure avete sbagliato l'accostamento di colori.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Sarò velocissimo, io mi sono iscritto a parlare dopo aver sentito l'intervento del collega Vargiu in quanto seguiva un nesso logico e volevo invitare ad una risposta, a ciò che il collega Vargiu aveva proposto, il relatore di maggioranza o, magari, uno dei colleghi, magari il collega Lai che mi spiegasse dove è che il discorso logicissimo del collega Vargiu poteva non essere idoneo oppure opinabile, tutto qui, solo per questo mi sono iscritto a parlare, proprio per sentire, il collega Pacifico mi ha preceduto però, sinceramente, non ha dato una risposta esaustiva a quello che io intendevo sentire e quindi esprimo il mio parere favorevole all'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Sono d'accordo con l'emendamento numero 258 anche perché credo che tenti di colmare una carenza contenuta nelle poche righe del Piano sanitario regionale. Collega Pacifico,aver scritto quattro righe di epidemiologia non significa aver trattato in modo esauriente il problema dell'epilessia che è un problema veramente serie in Sardegna e che riguarda moltissime persone, soprattutto i traumatizzati cranici, quelli che hanno disturbi cerebrali praticamente diventano automaticamente pazienti epilettici, fortunatamente, devo dire, oggi ci sono trattamenti farmacologici che rispondono bene a questo tipo di patologia, non vediamo più in giro pazienti come si vedevano un tempo … che conoscevano tutti, oggi è una malattia che praticamente non viene quasi conosciuta dagli altri e quindi c'è stato un grande miglioramento, soprattutto dal punto di vista del trattamento terapeutico. Questo non significa però che noi non possiamo ancora fare dei passi avanti e quando noi diciamo, come dice l'emendamento che va creato un centro regionale di coordinamento di fronte ad una patologia così impegnativa, così vasta io non credo che ci sia nulla di strano se noi indichiamo oggi qual è il punto di riferimento in Sardegna per quanto riguarda questo tipo di patologia. Quindi non deve scandalizzare nessuno, questa è una delle tante carenze che ci sono se anche noi dovessimo indicare se non è il centro, l'azienda mista di Cagliari oppure altri centri che possono essere anche più centrali in Sardegna però, io credo che non ci sia nulla di strano se noi questo emendamento lo dovessimo accogliere come Consiglio regionale per far sì che anche questa patologia che è molto frequente, frequentissima in Sardegna abbia la possibilità di essere trattata in modo più razionale in tutto il territorio della Sardegna. Quindi nessuna sorpresa se anche la maggioranza decidesse, come ha fatto in qualche altro caso, di accogliere l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Ma, io parlo in favore dell'emendamento perché l'epilessia è una condizione drammatica, chiunque ha l'epilessia ha necessità di una diagnosi assolutamente corretta. Per lunga esperienza tutti quelli che in qualche modo si sono rivolti a me per questo problema sono stati avviati, a seconda del censo o alla scuola di Gastè a Lione oppure in Italia in determinati centri. In Sardegna, finalmente, qualcuno che se ne intende c'è e questo potrebbe costituire un centro di riferimento, a me non risulta che nel Piano questo sia stato esplicitato in maniera così chiara cioè che ci sia un centro di riferimento, tra l'altro è una diagnosi che uno deve fare una volta nella vita e, possibilmente, averne una conferma dei miglioramenti o no, però, non mi sembra che sia trascurabile che esista un punto in Sardegna che, tra l'altro, eviti queste migrazioni in altri laboratori o istituti.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente, beh, io non posso che essere d'accordo con il professor Gessa, tra l'altro grazie a lui sono passati due emendamenti che io ho presentato, emendamenti che non rappresentano certo la politica dei poteri forti ma visto che il dialogo, forse per la presenza del Presidente a quest'ora, sia un po' rasserenato, non voglio entrare nelle polemiche perché, se mai, posso dire che faccio parte di quella sanità che non è coinvolta nei poteri forti ma sta sempre sul banco degli imputati in quanto responsabile del disavanzo della spesa farmaceutica, ma non voglio entrare nelle polemiche. Io non sono d'accordo con il collega Lai, mi trovo d'accordo con lui tante volte quando dice che gli emendamenti, il numero 258 e quelli successivi sono emendamenti che nulla aggiungono e nulla tolgono, sono emendamenti inutili, credo che il ragionamento appena fatto dal professor Gessa invece dica il contrario, quello che io non capisco è come mai questo modello organizzativo hub and spoke da voi adottato che è un po' la linea guida di tutto il Piano e che è un modello organizzativo che credo fra l'altro non sia neanche nato per la sanità ma che è stato costruito su altre realtà e che in Sardegna sono convinto deve essere perfezionato perché, la realtà sociosanitaria e anche territoriale, geomorfologica della Sardegna è tale per cui noi non possiamo adottare in toto modelli che vengono da altre parti e quindi non capisco per quale motivo questo modello che voi avete adottato proprio per quanto riguarda l'epilessia invece viene messo da parte. Ora, si può discutere su quello che potrà essere il centro di riferimento, su quelle che potranno essere o dovranno essere le professionalità, ma credo che sulla bontà e sull'onestà di quest'emendamento non si possa discutere. Del resto l'epilessia è una malattia che non solo colpisce duramente qualunque fascia di età, ma è vero, assolutamente vero, che è ancora soggetta a tanti, troppi pregiudizi. Mi è capitato, mi hanno raccontato di persone che hanno avuto crisi epilettiche e purtroppo ancora oggi la gente ha paura di mettere le mani su questi pazienti, chiamano il medico, il 118, ma queste persone rimangono sole, isolate, per terra, in preda alle convulsioni perché non c'è una conoscenza ancora sufficiente da parte della gente che non ha mai conosciuto questa malattia, per cui c'è questa reale paura di toccare un paziente epilettico. Credo che ci sia molto da fare e credo che questa tutto sommato sia la strada da voi indicata e che in questo caso specifico non riesco a capire perché non viene seguita.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Attilio, posso chiederti la cortesia di intervenire prima per fare una proposta?
DEDONI (Riformatori Sardi). Un secondo solo. Io credo che non approfitterò di tutto il tempo, anche perché l'intervento di un'anima libera ma certamente a fondo nei problemi della sanità, quale è il professor Gessa, al di là degli schieramenti perché ho sempre detto che la verità non può stare né a destra né a sinistra né al centro; la verità si conquista sul terreno trovando le giuste opportunità per la sanità di tutti i sardi. Allora, ancora questo vi deve insegnare che ci sono momenti di dialogo che debbono essere ricercati e trovati, al di là degli spazi che ciascuno vuole ritagliarsi. E non è corretto comprimere un dibattito o mortificare personalità quando si vuole per forza approvare solo ed esclusivamente un testo che è emendabile come è stato dimostrato non da un intervento, ma da migliaia di interventi che sono avvenuti questa sede. La verità non ce l'ha nessuno in tasca, però la si ricerchi insieme, con buona volontà.
E volevo dire questo: non ha detto niente di più, ma bastava leggere l'emendamento, è quello che diceva l'onorevole Pacifico e riaffermava la necessità che ci fosse un certo riferimento. Mettete quello che volete, ma fatelo perché questo era nella progettualità del Piano stesso all'inizio anche per altre condizioni che venivano espresse in altri paragrafi. Allora io dico: un po' di sana volontà non guasta a nessuno; se invece si vogliono fare le prove di forza per forza, passatemi la cacofonia, si ottengono soltanto dei pasticci votando emendamenti contro quelli che erano passati in Commissione, votando male gli emendamenti qui ed altre porcherie simili. Non scendiamo a condizioni che non sono le migliori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Grazie, Presidente. Io chiederei ai presentatori dell'emendamento una valutazione in questa direzione, collega Vargiu, che è questa. In tutto il Piano noi abbiamo individuato i centri di riferimento soltanto dove c'era una certezza che quelli fossero assolutamente indiscutibili e cioè l'ospedale oncologico per le patologie legate all'oncologia e per la radioterapia, il Microcitemico per le malattie rare e tutto ciò che era conseguente a questo, il Brotzu per ciò che riguarda i trapianti. Su questo caso come su molti altri casi, pur individuando il modello del coordinamento come rete per far lavorare i professionisti e pur auspicando l'individuazione di un centro di riferimento, non essendoci un'esperienza condivisa al di sopra delle altre, così come ha detto il collega Pacifico, noi abbiamo scelto di non individuarlo, nel senso che non avevamo gli elementi oggettivi per individuarlo, perché io posso parlare del fatto che c'è una bellissima esperienza al Brotzu, lei può parlare del fatto che c'è una bellissima esperienza all'Università di Sassari, così come c'è un'esperienza a Lione e un'esperienza a Milano. Allora, la proposta è questa: se noi alla fine della parola "epilessia", dove lei ha situato quell'emendamento, scrivessimo "anche individuando un centro di riferimento sulla base di criteri scientifici e assistenziali oggettivi e sulla competenza ed esperienza" in modo che sia in qualche modo una prospettiva sulla quale lavorare, questo consentirebbe in qualche modo di dire: sì, è una rete che avrà un hub non appena avremo le condizioni per farlo. Può essere un elemento che vale oggettivamente per tutti gli altri casi nei quali prevediamo reti ma ancora non abbiamo individuato un hub proprio in assenza di un'esperienza che abbia un elemento di competenza superiore rispetto alle altre.
RASSU (F.I.). Va Bene. Perfetto.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie, Presidente. Io sono…
CUGINI (D.S.). Abbiamo concluso. Parli dopo!
PETRINI (F.I.). Ma caro Cugini, ma vuoi fare lo spiritoso?
CUGINI (D.S.). Abbiamo concluso!
PETRINI (F.I.). Allora, se abbiamo concluso… ciao. Vai! Vai! Guarda non ti pensavo così spiritoso, credimi! Sei comunque un simpaticone. Scusi, Presidente.
Io sono veramente soddisfatto di questa giornata, come si sta concludendo, specialmente per il centro… io mi auguro che si farà al più presto questo grande centro. Non centro politico, come loro crederebbero e come vogliono fare, ma un centro soprattutto per i bambini. Io, Assessore, sono andato molte volte da lei a dirle che mancava questo. Si ricorda? Per l'infanzia soprattutto. A Sassari c'era e quello che c'era è andato in pensione. C'è rimasto solo a Cagliari. Soprattutto per i bambini di una certa età ce ne è solo uno a Cagliari, cari colleghi, uno, da Macciotta, che cura questa patologia. Uno solo. Adesso con questo centro che si farà, un centro di riferimento in Sardegna forse riusciamo a cogliere bene questa patologia, finalmente a far sentire questi ammalati veramente curati, perché fino ad oggi erano curati così così. Se si farà questo centro forse, forse riusciamo a risolvere questa malattia. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Petrini. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Io credo che sia anzitutto doveroso ringraziare il professor Gessa, almeno per due buoni motivi. Il primo è per la ennesima dimostrazione della sua profonda ed autentica onestà intellettuale e libertà intellettuale che lo fa sentire libero anche da quelli che sono i pur comprensibili doveri di appartenenza a una coalizione. Questo è il primo motivo per il quale la ringrazio. Il secondo è perché il professor Gessa ha dimostrato con il suo intervento che smentisce, ribalta, diciamo, quello che era stato detto da molti colleghi della maggioranza. Lei con le sue parole, professore, ha dimostrato una cosa che noi cerchiamo di affermare da alcuni giorni e cioè che non stiamo facendo ostruzionismo. Il centrodestra non sta facendo ostruzionismo, perché il professor Gessa ha attestato che la carenza individuata dall'emendamento numero 258 è reale, esiste, è incontrovertibile ed è riferita ad una manchevolezza del testo del Piano sanitario regionale. Di questo le va dato atto e di questo lei va ringraziato, professore. Questo dimostra anche, signor Presidente, che tutta questa discussione che noi stiamo affrontando in Aula non è ostruzionistica e non è inutile, può servire effettivamente se viene affrontata nel rispetto reciproco dei ruoli e nel riconoscimento reciproco della dignità del lavoro svolto, può servire effettivamente per migliorarlo questo testo. E dimostra anche, ancora una volta, che se questo lavoro di confronto fosse stato effettuato in Commissione nelle settimane dei molti mesi scorsi - e non è stato fatto - errori, dimenticanze e lacune del testo oggi non ci sarebbero e ci troveremmo davanti al testo di un Piano sanitario regionale sicuramente più rispondente alle esigenze dei pazienti sardi, senza la necessità di fare 600 emendamenti e senza la necessità di discuterli all'una di notte. Orario che peraltro - questo lo dico per i colleghi che precedentemente hanno agitato quasi ossessivamente, ripetutamente il lavorare la domenica e il sabato fino alle due di notte - orario che non crea in noi alcun tipo di problema o di preoccupazione e che affrontiamo nella massima serenità rispettando il vostro lavoro e aspettando da parte vostra il doveroso rispetto verso di noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Io credo di essere già intervenuto in altre occasioni su questo argomento dei cosiddetti centri regionali di riferimento, ma probabilmente vale la pena di ripetere un concetto base, che riprende le stesse motivazioni del professor Gessa e sono le stesse motivazioni per le quali io invece voterò contro quest'emendamento.
CUGINI (D.S.). E' stato ritirato, l'emendamento è stato ritirato!
IBBA (Gruppo Misto). Renà, però tu ne puoi approfittare per imparare qualcosa, perché su questa questione esiste, come dire, un errore di fondo. La logica e la cultura dell'organizzazione sanitaria secondo il metodo hub and spoke non è un riconoscimento a priori delle strutture, non è un riconoscimento a priori, è un riconoscimento a posteriori che è basato sui risultati, è basato sulla professionalità, è basato sulle tecnologie, è basato sulla convegnistica, sulle pubblicazioni e su quant'altro. A posteriori è in grado di fare individuare una struttura o servizio come punto regionale, come punto di riferimento straordinario rispetto allo standard. Qui stiamo cercando di costruire punti di riferimento che aprioristicamente vengono etichettati con un bollino blu di qualità come se fossero banane Cichita, bene, siccome non sono banane Cichita, io sono fermamente contrario a questo tipo di impostazione e il mio voto sarà contrario adesso e tutte le volte successive in cui quest'argomento verrà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io vorrei per risparmiare almeno quel po' che si può risparmiare di estenuamento fisico al Consiglio, la proposta dell'onorevole Lai mi sembra - quella che ha fatto di modifica dell'emendamento 258, di modifica verbale - mi sembra assolutamente ragionevole, nel senso che poco mi aveva convinto il relatore, perché il relatore aveva detto "Noi non abbiamo individuato il centro, però abbiamo scritto che si deve individuare un centro e abbiamo messo i criteri". In realtà il relatore è un'abile giocatore di Risiko, ma se uno si legge il testo non c'è né scritto che è individuato un centro, né scritti quali sono i criteri. Invece lei propone di scriverli, mi sta benissimo, nel senso che io stesso non ho alcuna consapevolezza di quale debba essere il centro di riferimento, dico che l'impegno dev'essere a individuarlo perché una rete parte se c'è una testa, se non c'è la testa è difficilissimo creare la rete. Quindi, l'impegno di trovare il centro secondo le indicazioni che lei ha suggerito mi sembra che sia quello che comprende il testo nella maniera migliore, quindi io accedo volentieri alla proposta di modifica verbale che lei ha fatto.
PRESIDENTE. Concretamente, l'emendamento si ritira e facciamo un'integrazione al testo che è scritta così "anche individuando", dopo epilessia, "un centro di riferimento che risponda ai requisiti di competenza assistenziale e scientifica adeguati". Va bene?
Metto in votazione l'integrazione al testo. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto in votazione il testo. L'emendamento numero 121 è decaduto. Onorevole Contu, sul testo avevamo detto che non si facevano dichiarazioni di voto perché abbiamo fatto dichiarazioni di voto su tutti gli emendamenti, quindi stiamo votando come se fosse...
Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Sì, Presidente, il "121" è decaduto, l'emendamento 63 lo ritiriamo perché chiaramente è superato con l'approvazione dell'emendamento 258, grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Grazie, Presidente. Prima di votare il testo volevo proporre un emendamento orale e la soppressione di due righe del testo che sono incongruenti anche con un dato che è errato, a proposito delle cose che ci dicevamo prima ci si accorge a volte anche durante l'esame in Aula che qualche piccola cosa non va. Dopo la quarta riga del capitolo epilessia, all'epidemiologia, dopo 500 e dopo 100 casi l'anno, propongo di porre il punto lì, eliminando inoltre 3-4 persone su 100 hanno una crisi unica nel corso della vita per cui la necessità di diagnosi differenziale dodici volte maggiore. La frase è incongruente, ha poco senso ed è errata anche nei dati.
PRESIDENTE. Va bene, la proposta è di sopprimere due righe, la quinta e la sesta riga del testo.
Metto in votazione il testo senza la quinta e la sesta riga. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 63 è stato ritirato. Obesità.
Metto in votazione l'emendamento numero 182. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 200 è ritirato. L'emendamento numero 206 decade, quindi siamo all'emendamento numero 122.
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, vede, il fatto che siano stati presentati gli emendamenti 182, 200, il 206 che è decaduto e il 122, sono soltanto il risultato di quella che, secondo me, è stata praticamente una programmazione sbagliata. Quando dico una programmazione sbagliata intendo dire che il più importante strumento di programmazione per la sanità in effetti ha sbagliato la programmazione dei tempi, perché purtroppo se oggi ci troviamo a discutere, con delle maratone estenuanti, ancora centinaia di emendamenti è proprio frutto del fatto che noi abbiamo tentato, avete tentato di approvare questo Piano in pochissimi giorni, per terminarlo entro la fine dell'anno, quando sarebbe bastato invece forse un esame un pochino più attento in Commissione. Ha ragione il collega Vargiu quando dice che la proposta che io ho fatto ma era una proposta fatta all'Aula, se l'avessimo fatta in Commissione probabilmente noi non saremo a questo punto in Aula. Ecco così, se mi consentite la battuta, siamo praticamente costretti ad affrontare questa che sta diventando una via crucis - non a caso il relatore si chiama Nazareno - e questo perché un argomento così importante come quello dell'obesità o del sovrappeso, che io insisto - forse la mia è una deformazione professionale - per cui sono abituato ad affrontare quotidianamente il problema del sovrappeso, , io racconto sempre che in trent'anni che faccio ambulatorio non mi è ancora capitato un genitore, soprattutto una mamma, che viene a dirmi che il figlio mangia troppo. Costantemente ricevo segnalazioni di genitori che mi dicono, mio figlio non mangia niente e io a dire guardi a quello che conta è l'accrescimento, è un bambino che sta crescendo sano non è sottopeso, ha uno sviluppo regolare quindi significa che l'alimentazione è normale, qui sì che ci sono dei pregiudizi che non so da quale retaggio recondito vengano perché i genitori non sono mai contenti di quello che mangiano i figli, ci vorrebbe veramente una grande campagna di informazione, di educazione all'alimentazione del bambino perché gran parte dei problemi, questo possono insegnarlo tutti i dietologi, dell'obesità dell'adulto del sovrappeso dell'adulto vengono da una cattiva alimentazione del bambino ed ecco che la presentazione...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 122 che prevede appunto l'inserimento e l'attivazione di quelle che il collega Licandro stava presentando come un servizio dedicato nell'ambito di ogni azienda sanitaria, un servizio dedicato all'educazione alimentare, educazione alimentare che forse nella nuova cultura va a tracciare quindi dalla più tenera infanzia quelli che sono i nuovi stili di vita. Noi sappiamo che l'emergenza sanitaria per le popolazioni del mondo occidentale per le nazioni più progredite sta diventando quella dell'obesità che porta con sé tutta una serie di altre patologie e ne abbiamo affrontato una importantissima all'inizio della discussione del Piano, il diabete. E per portare avanti quanto e nei contenuti comunque sia del paragrafo sull'obesità, individuiamo con quest'emendamento il servizio igiene degli alimenti al quale pensiamo che debba essere dedicato del personale che provveda alla sorveglianza nutrizionale e agli interventi di prevenzione. Nei contenuti del paragrafo si fa riferimento negli obiettivi alla medicina scolastica, purtroppo però Assessore qui veniamo al nocciolo non risolto dei problemi, del problema che è stato posto quando si chiedeva con altri emendamenti già bocciati da questa maggioranza, io insistevo molto, abbiamo insistito abbondantemente con i colleghi e forse era necessario riflettere di più prima di bocciare, perché questo l'avete scritto voi, noi l'abbiamo proposto nel momento in cui si doveva istituire quando si parlava di diabete e servizio della medicina scolastica con tutti gli altri riferimenti che nelle pieghe di questa proposta di Piano ci sono a queste figure, a questo servizio. Siete stati sordi, non avete voluto ascoltare, non avete voluto condividere adesso mi spiegate come emendate, cancellate la medicina scolastica? Cosa fate adesso? Tornate indietro? Cosa ci presenta? Un nuovo emendamento, relatore?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io esprimo il voto a favore dell'emendamento che istituisce, che parla della presenza del personale dedicato nel servizio dell'igiene degli alimenti e esprimo contemporaneamente giudizio di forte perplessità su questo paragrafetto dell'obesità, anche qui con un disaccordo di fondo sulle scelte di impostazione del Piano, nel senso che se voi ritenete che l'obesità sia qualche cosa che merita in Sardegna dignità da essere nominata all'interno del Piano sanitario, siamo d'accordo, però in realtà l'unica cosa importante che voi avete detto su quest'argomento è ciò che avete detto con l'emendamento numero 182 che è un emendamento che sfida la decodificazione postuma nel senso che forse ci sarà qualcuno che cercherà di attribuirgli un significato col codice da Vinci perché le due righe "individuare nel... c'è la professoressa di semantica che ci aiuta, " individuare nel territorio regionale strutture di riferimento a carattere multidisciplinare per la cura e il recupero dei soggetti affetti da obesità sovrappeso". Cioè non avete il coraggio di dire quello che serve, allora per raggiungere gli obiettivi del Piano servono due cose, servono i servizi di dietologia negli ospedali che non esistono perché oggi negli ospedali non esiste un servizio legato ai reparti per le terapie alimentare dei pazienti ricoverati perché questi servizi sono dentro le direzioni sanitarie nel 99 percento dei casi il che comporta che siano i servizi che non funzionano perché si sgonfiano quando le direzioni sanitarie assorbono il personale. Il secondo elemento è la creazione dei servizi di dietologia territoriali i quali abbiano il coordinamento in tutte quelle funzioni di prevenzione sul territorio, di verifica, per esempio dell'ipercolesterolemia nell'età scolastica, elemento preoccupante, dell'abbandono della dieta mediterranea, della corretta integrazione tra le diete scolastiche e quelle del resto dell'orario diurno di una famiglia, cose che possono essere fatte se c'è un servizio. Poi il problema è che voi pretendete come sempre di fare le nozze con i fichi secchi, dite che si individueranno nel territorio strutture multidisciplinari che non si sa bene che cos'è e non avete il coraggio di dire che servono i servizi di dietologia perché i servizi di dietologia sono i presidi territoriali solo che per fare i servizi ci vogliono i soldi e siccome voi soldi nel Piano non avete intenzione di mettercene scrivete soltanto che individuerete il servizio. Signori, noi non possiamo che dirvi ancora una volta che questa filosofia non è la nostra perché non è la filosofia del dare servizi alla gente ma è la filosofia di prendersi in giro con le parole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Per dire che sono a favore dell'emendamento numero 122 perché ritengo che come ha detto chi e mi ha preceduto su questa materia c'è ancora molto da fare nel senso che all'interno delle aziende sanitarie locali oggi come oggi non c'è un servizio diciamo capillare che riguarda tutto il territorio della Sardegna e lo dimostra il fatto che ad esempio io mi riferisco alla Provincia di Nuoro dove opero praticamente c'è un solo servizio di diabetologia e praticamente con pochi medici, mi pare due medici che garantiscono l'assistenza a tutto il territorio della Provincia e sono assolutamente insufficienti perché poi questi medici dovrebbero andare nelle scuole, dovrebbero andare praticamente in tutti quei posti dove è indispensabile effettivamente un intervento soprattutto educativo per quanto riguarda una giusta alimentazione. Non sfugge il fatto che oggi molti pazienti se non obesi sono sovrappeso quasi tutti e quindi diventa un problema serio anche perché sappiamo che il paziente, soprattutto il bambino sovrappeso poi è quello più esposto ad altre malattie metaboliche, diabete, ipertensione, altri disturbi e quindi per una corretta crescita praticamente è indispensabile anche una corretta, correttissima alimentazione, pertanto io credo che si dovrebbero incentivare questo tipo di interventi nel territorio ma direi anche che per quanto riguarda questo tipo di prestazione bisognerebbe almeno non tanto fino ai quattordici anni ma anche di più ad esempio eliminare il ticket per questo tipo di pazienti perché secondo me fino a diciott'anni effettivamente uno è ancora in una fase che ha bisogno di essere seguito da un punto di vista dell'alimentazione, poi dopo le cose cambiano. Però, per esempio, su questo, la data che noi abbiamo stabilito per i ticket dei 14 anni, credo che questa possa essere rivista. Magari portando su almeno 16, o meglio, 18 anni eliminando dalla prestazione il ticket, proprio perché si tratta di un tipo di disturbo che colpisce quasi tutti i giovani, i ragazzi che è sempre in aumento. Pertanto, io credo che bisognerebbe individuare anche su questo, cioè questo emendamento dà uno spunto però forse bisognerebbe completare ancora meglio ciò che…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Decade.
Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Decade.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto ora in votazione il testo. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 204.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Pensavo che fosse la prenotazione di prima. Chiedo scusa.
CONTU (F.I.). Io mi sono iscritto prima che lei chiedesse chi era favorevole, io ero già iscritto. L'emendamento numero 123…
PRESIDENTE. No, l'emendamento numero 204, che viene prima del numero 123, anche se nella rubrica ce l'avete prima. Sono uno dietro l'altro.
CONTU (F.I.). Sì, scusi, l'emendamento numero 204, scusi un attimo. Perfetto, non ci sono problemi. Allora, quanto sostenuto sul tema dell'obesità, fin dal primo emendamento e dall'intervento sulla discussione generale, credo che sia ripetuto nell'emendamento numero 204, per il quale esprimo il mio voto favorevole, ripete un concerto che è quello del fatto che senza risorse molto probabilmente non si raggiungono gli obiettivi che ci si è prefissati. Il fatto che attivare servizi sanitari implica, necessariamente, l'individuazione non solo di strutture, ma anche di dotazioni, di risorse umane e di strumenti. Cose che tante volte, purtroppo, si sono dimenticate. Si sono dimenticate e riferendomi a quanto già dichiarato sulla necessità di avere disponibilità di personale, che potesse adempiere a quelle funzioni di esercitare la prevenzione dell'obesità, come per la prevenzione del diabete e come per la prevenzione di tutta una serie di altre patologie. Anche in questo caso, noi ribadiamo nell'emendamento che abbiamo bisogno delle opportune strutture, ma abbiamo bisogno soprattutto dal personale dedicato. Credo che aver dimenticato con troppa facilità che le campane di prevenzione e gli screening si fanno con le campagne pubblicitarie, ma si fanno prevalentemente con personale dedicato anche a studiare le campagne pubblicitarie. Stiamo promuovendo salute come quando si promuove l'ambiente, come quando si promuove la Sardegna, Presidente, anche in questo caso abbiamo bisogno degli specialisti. Abbiamo bisogno degli specialisti, a Perugia esiste una scuola di specializzazione…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì, per difendere questo emendamento, "204", vorrei dire, pur non essendo esperto in materia sanitaria, però che su questi aspetti davvero e seriamente in Sardegna ci sono persone che devono affrontare viaggi della speranza per poter trovare strutture adeguate ad affrontare questi problemi. Costringendo le proprie famiglie, le famiglie interessate, a stare anche mesi e mesi in altre realtà cittadine importanti, con la Sardegna, sottoponendo la propria famiglia a spese di consistenza formidabile e poiché queste patologie sono anche associate ad altre patologie, quasi sempre di natura psicologica per quanto me risulti, con un carico di difficoltà, oltre a quello economico, anche di ansia e di rischio. Credo che oggi che il Piano sanitario regionale della Sardegna non preveda anche quanto meno la previsione, lo sforzo, la volontà di andare oltre quella che è la realtà esistente sia un errore. Non accettare un emendamento di questo genere che non implica, naturalmente, l'obbligo di mettere domani in finanziaria chissà quale quantità di risorse, ma quanto meno che indichi, come strumento di indirizzo, una prospettiva che non ci siano solo professionalità ma anche strutture adeguate. E' un problema reale e serio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 204 e credo che il collega La Spisa, che pure ha premesso di non essere assolutamente un tecnico, abbia detto delle cose di una solarità e di un'evidenza per chi le ha volute ascoltare che peseranno come macigni sulla scelta che poi il Consiglio farà. Nel senso che voi stessi avete detto tante volte, quando noi vi abbiamo sottolineato il problema delle risorse, che il piano era un piano di indirizzo. Bene, colleghi, che sul problema dei disordini alimentari, quindi su tuutti i problemi collegati ai disordini alimentari, sui problemi del soprappeso, dell'obesità, io credo che se la maggior parte di noi salisse su una bilancia scopriremo che il rischio personale, di ciascuno di noi, legato al soprappeso, è superiore a quanto stiamo pensando. Quindi, esistono dei problemi di educazione alimentare, ma esistono anche i problemi, una volta intercettata la patologia, per seguire le persone che sono in situazione di soprappeso o di obesità e per ricondurle a una abitudine alimentare corretta che gli consenta di riacquistare il peso, che gli consenta di ridurre eventuali parametri dismetabolici e che gli consenta di permanere in una condizione di miglior benessere fisico. Questo richiede, colleghi, che in una pianificazione triennale della Regione Sardegna, si individuino gli obiettivi e gli obiettivi non possono essere individuati in assenza dei servizi che si occupano di queste cose. Io capisco che la parola servizi sia una parola che mi fa rabbrividire, perché voi tendete con questo piano a destrutturate tutto, perché ciò che è destrutturato sembra meno costoso. Ma in realtà, su alcune cose, che poi sono emergenze quotidiane della prevenzione sanitaria come quelle legate all'alimentazione, è necessario che ci siano le strutture, è necessario che ci siano i servizi, perché questo consente poi un risparmio di risorse e un miglioramento della qualità esistenziale, della durata della vita, una riduzione delle patologie satellite, che voi sapete meglio di me quanto è utile per il miglioramento della qualità assistenziale. Quindi, è miope continuare a negare la possibilità che, almeno in linea di tendenza, nel Piano si esprima un'indicazione in questo senso. E' una cosa miope!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Per dare il mio voto favorevole, Presidente e per chiedere al professor Gessa prima, cosa ne pensa di questo emendamento e al collega Pacifico, quali siano le motivazioni logiche, trattandosi di un suggerimento, di un indirizzo che dà all'emendamento, quali possono essere le motivazioni logiche per il diniego di questo emendamento. Grazie.
(Non è approvato)
Emendamento numero 123, c'è il parere favorevole.
(E' approvato)
Emendamento numero 259.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'emendamento numero 259, sul quale esprimo il mio personale parere favorevole, si può fare lo stesso ragionamento, in linea di principio, che è stato fatto sul 204. E immagino che il silenzio che ha accolto le considerazioni che noi abbiamo fatto sul 204, valgano paro paro, anche per l'emendamento 259. Ma, anche l'emendamento 259 ha un significato che è ancora più importante rispetto al precedente, se possibile più importante. Nel senso che oggi la legge istitutiva dei servizi di igiene e di direzione sanitaria all'interno degli ospedali prevede che non siano presenti, nelle strutture ospedaliere, servizi di dietologia, cioè non è obbligatorio che un ospedale che ha seicento posti letto si doti di un servizio di dietologia. Voi capite bene che un ospedale che fa trapianti, un ospedale che ha ricoverati nefropatici, un ospedale che ha ricoverati epatopatici, persone che hanno bisogno di diete particolari, persone che hanno bisogno di essere seguite nei servizi in maniera raffinata, come la presenza all'interno dell'ospedale impone, beh, necessitano di servizi strutturati. Ora, non abbiamo la strutturazione dei servizi se non per scelta autonoma dei direttori sanitari degli ospedali, che individuano delle unità operative di dietologia, che però stanno sempre in funzione di staff, o rispetto alla direzione sanitaria, o rispetto ai reparti di medicina. Questo non consente di autonomizzare servizi di dietologia all'interno degli ospedali e non consente di dare quelle risposte continuative, conseguenti, costanti, che sarebbero necessarie al buon funzionamento degli ospedali. Quindi, anche in questo caso, che almeno in linea di principio, si dica che l'indirizzo generale, che è quello di costituire ogni qual volta siamo di fronte ad un ospedale che ha risposte complesse da dare all'interno della sua struttura, che si costituisca all'interno di quel mesocomio un'unità operativa di dietologia, che sia autonoma e che non debba scontare eventuali crisi di organico delle direzioni sanitarie o dei reparti di Medicina, beh, sarebbe un indicazione di buon senso. Se questa non è presente, forse non ha un grande senso che noi individuiamo, all'interno del Piano, un capitolo specifico da dedicare all'obesità o da dedicare ai problemi legati alla scienza dell'alimentazione. Perché individuare il capitolo, elencare il problema e poi non prospettare nessuna risposta che vada nel senso della risoluzione del problema, beh, insomma, anche questo continua ad essere un approccio ai problemi della sanità in Sardegna che non può soddisfarci.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. L'aver presentato il paragrafo dell'obesità con i dati statistici riguardanti questo problema, molto probabilmente, ci fa da guida per capire che percentuali e che termini numerici abbiamo rappresentati qui in Sardegna, dove le persone affette da obesità è ormai del 9,7 percento, circa 160 mila persone. 160 mila persone, diceva bene il collega Vargiu, che vanno incontro, per questo stato, a tutta una serie di patologie, le più gravi sono le dislipidemie, le malattie cardiovascolari, cardiorespiratorie, osteoarticolari, senza considerare tutte… il diabete mellito, tutte patologie per le quali, spesso e volentieri, questi soggetti necessariamente si trovano a essere ospiti dei nostri ospedali, per i quali purtroppo non c'è nelle strutture ospedaliere dedicato del personale, perché dal punto di vista alimentare queste persone possono essere correttamente assistite. Allora, l'aver presentato quest'emendamento, per il quale esprimo il voto favorevole, credo che il riconoscimento nell'ambito delle strutture ospedaliere della necessità della presenza, nell'ambito delle strutture ospedaliere, di servizi di dietologia siano un'esigenza non di oggi ma anche per domani, visto che i problemi di cui stiamo parlando non sono fenomeni che tendono a ridursi, se andiamo a considerare che complessivamente il 15 percento dei ragazzi che frequentano le scuole medie sono, diciamo, presentano già un soprappeso, con una percentuale di obesi del 5 percento. Pensiamo, un attimino, anche per il domani che tipo di fenomenologia può svilupparsi e che tipo di necessità può svilupparsi anche per domani. Quindi, non stiamo chiedendo l'attivazione di un servizio che deve sovraintendere all'emergenza di oggi, dobbiamo pensare che questo è un servizio che anche domani potrà esprimere la sua funzionalità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì, ancora breve dichiarazione di voto favorevole a quest'emendamento, sottolineando e chiedendo ancora alla maggioranza che, su questi argomenti come su altri, mostri più attenzione di quanto non abbia fatto fino ad ora. E' evidente, per esperienze che credo tutti abbiamo avuto, indirettamente sicuramente, vi sono diverse forme, diverse patologie che, affrontate nelle strutture competenti proprie della patologia in questione, hanno necessità anche di essere associate a un approccio che guardi al problema di una corretta dietologia, che sia collaterale evidentemente alla cura principale. Questo manca in Sardegna, questo sappiamo tutti che manca. Poter prevedere nel Piano un'indicazione di questo tipo, potrebbe sicuramente migliorare le indicazioni contenute nel Piano sanitario regionale. Non accogliere queste cose, che sono semplici e certamente non appesantiscono sotto nessun punto di vista il contenuto il Piano, significa da parte della maggioranza, davvero, non capire che quello che noi stiamo proponendo è di dare alla Sardegna un Piano che sia il più completo possibile. Ed è questo che poi voi vi state rifiutando di fare, con delle disposizioni, contenute nel Piano, come in questo capitolo, in questo paragrafo, che risultano quindi necessariamente generiche, che non danno risposte ai sardi. Questo è quello che vorremo far capire a tutti, che cercheremo ancora di far capire, fino a quando abbiamo un po' di fiato e la possibilità di farlo.
PRESIDENTE. Votiamo l'emendamento numero 259.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Votazione elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 259.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Contu - Dedoni - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pisano - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Biancareddu - Uggias.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 63
astenuti 3
maggioranza 32
favorevoli 18
contrari 45
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 260. C'è il parere favorevole fino a "qualità".
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì Presidente, veramente in maniera breve, perché anche questo emendamento mi fa esprimere il rammarico, che probabilmente, si lo so che il parere è positivo, ma voglio solo dire una cosa in meno di un minuto, il rammarico che probabilmente un lavoro più attento in Commissione, avrebbe consentito una sintesi, sia degli emendamenti della maggioranza che dell'opposizione per arrivare ad un risultato che sarebbe stato sicuramente più ottimale. Perché vedete quello delle mense scolastiche e l'altro aspetto che colpisce realmente l'alimentazione, soprattutto del bambino, ma non solo del bambino. Una componente è legata ai genitori che hanno grosse responsabilità, perché più il bambino è paffuto soprattutto sotto il due anni e più sono contenti, l'altro aspetto è proprio quello delle mense scolastiche così come anche delle mense di collettività, per le quali non esiste realmente un controllo e l'alimentazione di queste mense spesso è responsabile di patologie anche future.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Voterò favorevolmente all'emendamento, ringrazio per l'accoglienza benevola, che ha avuto da parte della maggioranza, vorrei, se possibile, chiedere al relatore perché non è stato possibile farlo in Commissione per i noti motivi, quale sia il motivo, per cui chiede di espungere dal testo l'ultimo pezzo, quel nell'integrazione tra i vari pasti della giornata. Mi spiego meglio. Andando a pescare nei miei vecchi ricordi da alimentarista uno dei problemi fondamentali, che esiste nella ristorazione scolastica, è proprio quello del rapporto con le famiglie, che consenta di far sì che i pasti consumati a scuola, sia dal punto di vista calorico, che dal punto di vista dei costituenti fondamentali dell'alimentazione, cioè grassi, proteine, cose che lei collega Pacifico sa benissimo, siano integrati col resto dei pasti che vengono consumati fuori dalla scuola, nel senso che se la famiglia non ha educazione alimentare, o sé la famiglia ha anche un briciolo di educazione alimentare però non sa cosa hanno mangiato i suoi figli, i bambini a scuola è difficile che i pasti che non vengono consumati a scuola, possano essere integrati con quelli che vengano offerti dalla ristorazione scolastica, quindi l'ultima riga, l'ultima mezza riga di questo e emendamento in realtà era il compendio naturale e fisiologico del resto del testo, cioè diceva, facciamo controllare dai servizi delle AA.SS.LL. la refezione scolastica, facciamo educare le famiglie in un buon rapporto con i servizi di medicina scolastica o di dietologia nelle mense, e facciamo in modo che venga in questo modo recuperata un'alimentazione complessiva di qualità, anche quella parte di alimentazione che non è sotto il controllo della ristorazione collettiva cioè quella parte che viene offerta dalle famiglie, cioè che ci sia un'integrazione virtuosa tra l'alimentazione, che viene data ai bambini, soprattutto ai bambini, stiamo parlando nella ristorazione collettiva, ma non solo dei bambini, e quella parte di alimentazione che invece viene data attraverso la ristorazione collettiva. Mi sembra che sia un concetto elementare, naturale, fisiologico difficilmente non condivisibile. Quindi nella richiesta di eliminazione di questo ultimo pezzo c'è un'incongruenza che francamente non mi è stato possibile comprendere. Chiedo la votazione per parti.
(E' approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 143 è ritirato, il 175 è in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente al collega Cugini vorrei far notare che il metodo Licandro, che la minoranza non è riuscita a praticare, non viene praticato neanche dalla maggioranza, perché alle richieste di spiegazione semplicemente, rispondere con un silenzio, che io ovviamente non considero offensivo perché attribuiscono alla stanchezza, però insomma, tutto sommato due parole di spiegazione sarebbero potute giovare, non fa niente, non ci sono problemi. Andiamo, io voterò a favore dell'emendamento numero 175, che è presentato dai colleghi della minoranza, perché sono convinto che la malattia, dalla maggioranza un augurio per il futuro, che la malattia tromboembolica sia una cosa importante, vorrei però farvi notare, colleghi della maggioranza quanto sia estemporanea l'attività che continuate a fare su questo piano, nel senso che dopo un anno di discussione, dopo mesi di riunioni in Commissione, dopo 120 riunioni della Commissione sanità, dopo tutto quello che voi dite che è stato fatto, vi accorgete in Aula, all'una del mattino del settimo giorno, che discutiamo del piano sanitario, che manca la tromboembolica e siccome quattro righe non si negano a nessuno, perché tanto sono quattro righe di buone intenzioni, avete introdotto la malattia tromboembolica. Ci va benissimo il contenuto, almeno a me va benissimo, il contenuto delle quattro righe è un contenuto assolutamente ragionevole pertanto merita l'approvazione, ma è la testimonianza di quanto male istruito sia questo provvedimento e di quanto sia estemporanea l'opera di aggiunta che ancora oggi in Aula state facendo.
(E' approvato)
Va bene colleghi, abbiamo concluso questo capitolo. La riunione è tolta, la seduta è tolta ci vediamo domani alle 10.
La seduta è tolta alle ore 0 e 59 di giovedì 11 gennaio.
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