Seduta n.434 del 14/01/2004 

CDXXXIV Seduta

(Pomeridiana)

Mercoledì 14 gennaio 2004

Presidenza del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 17 e 03.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del lunedì 22 Dicembre 2003 (428), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il Consigliere regionale Antonio Cappai, ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 16 gennaio 2004.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione del Documento di programmazione economica e finanziaria 2004-2006 (Doc. n. 50/A)

PRESIDENTE. L'ordine dei giorno reca la continuazione della discussione generale del documento numero 50.

E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi, che rinuncia; il consigliere Balia non è presente; il consigliere Vargiu rinuncia; il consigliere Ladu non è presente; il consigliere Floris non è presente; il consigliere Cappai ci ha detto che stasera sarà assente; il consigliere Fadda rinuncia; il consigliere Murgia non è presente; il consigliere Sanna Giacomo non è presente.

E' iscritto a parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.- Sardegna). Presidente, mi dispiace prendere la parola in questa situazione, però penso che sia nostro dovere fare i nostri interventi. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei innanzitutto salutare il nuovo Assessore dottor Cappellacci che oggi è al suo esordio, alla prima volta, e conosce subito una prova del fuoco. Voglio subito dire che questo documento, come il documento precedente, ha il merito di una organizzazione snella e di una facile lettura, cosa che consente di evidenziare con chiarezza le priorità di governo. Anche questo documento, come i precedenti, continua a svolgere una principale funzione di indirizzo e di orientamento della spesa pubblica regionale, ha come riferimento un programma di sviluppo di ampia portata, ma la sua funzione è quella di poter meglio rendere conto annualmente dell'attuazione del programma di sviluppo e di introdurre in maniera tempestiva gli opportuni correttivi e mai come questa volta il documento assolve a questo compito fondamentale. Infatti, la Sardegna si avvia ad un periodo in cui è possibile l'uscita dall'Obiettivo 1, la strategia per questo passaggio è fondamentale, si pongono diverse necessità: se da una parte è necessario evitare di iscrivere in bilancio somme che poi non saranno spese, dall'altra occorre concludere tutta una serie di iniziative finalizzate ad un forte recupero delle entrate in Sardegna.

I nostri obiettivi si basano su un'opportunità, che sono strettamente legate sia alle risorse mobili, al capitale, al lavoro specializzato ed imprenditoriale, sia alle risorse immobili: patrimonio naturale e culturale, specificità della posizione geografica, radicamento del capitale umano nei sistemi produttivi locali. Per questo il POR Sardegna rappresenta un essenziale canale di finanziamento ed attuazione delle politiche delineate dal documento. Le priorità di intervento, che sono espresse in questo documento, dicevo le priorità per lo sviluppo, riguardano tre settori di intervento, distinti ma integrati: le politiche per la valorizzazione del territorio, che riguardano in particolare il potenziamento del sistema delle infrastrutture e dei trasporti, la creazione di una piattaforma logistica del Mediterraneo, le risorse idriche e il sistema del ciclo delle acque. Riguardano le politiche per la valorizzazione del patrimonio turistico ed in particolare la rete del turismo regionale e la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale, inoltre riguardano la riqualificazione delle aree minerarie. Infine le politiche per l'innovazione tecnologica che riguardano lo sviluppo dei poli tecnologici e la società dell'informazione. Alle politiche prioritarie il documento affianca un secondo livello di interventi che riguardano gli ambiti tematici, questi ambiti delineano azioni specifiche per i settori economici e sociali che si integrano con le politiche prioritarie, ma puntano su particolari obiettivi e hanno ricadute dirette. Con queste linee definite si pongono le basi per il raggiungimento di uno sviluppo economico e sociale. Come nel precedente documento, un aspetto interessante è il rapporto fra le politiche e le azioni, il cosa fare e l'organizzazione amministrativa e gestionale, come fare. Questa sinergia porta a definire precisamente per ogni politica individuata le competenze dei diversi Assessorati, anche in partecipazione e le modalità operative ed attuative. A questo proposito bisogna osservare come per l'attuazione del documento di programmazione economica e finanziaria si porrà particolare cura nell'intervenire sulle riforme istituzionali necessarie, per esempio per accordare le politiche delle nuove province, sulle pratiche di accelerazione delle procedure attuative delle opere pubbliche, sul coinvolgimento di altri enti locali nel raccordare le azioni e sulla ricerca del coinvolgimento dei soggetti investitori privati con forme nuove di gestione, oppure realizzazione delle opere pubbliche. Il documento quindi, in sostanza, delinea con precisione le aree di intervento strategico e prioritario e nello stesso tempo stabilisce gli interventi organizzativi e gestionali per raccordare queste azioni. Sulle aree di intervento strategico e prioritario si punta l'attenzione su questi che da troppi anni ormai caratterizzano il dibattito politico regionale. Su questi nodi centrali dello sviluppo non possiamo dimenticare che le attuali forze di governo hanno ereditato dal passato una situazione pesante e critica. Tuttavia sin dall'inizio della legislatura importanti e nuovi segnali sono stati dati per invertire la rotta. Infatti, grazie al presidente Floris e al presidente Pili è stata vinta la battaglia storica per la continuità territoriale. I primi importanti risultati sono una realtà per i sardi e nel futuro dovremo essere in grado di migliorare, allargando la rete dei collegamenti con i principali aeroporti nazionali e con quelli delle principali capitali europee. Ma la vera priorità assoluta per la nostra Regione resta quella del miglioramento del sistema idrico portando a soluzione l'annosa questione della siccità. L'acqua è una precondizione per lo sviluppo di tutti i settori economici, occorre mettere in moto fatti concreti, che diano ai sardi il segno tangibile che le forze del centro destra sono riuscite davvero ad invertire la rotta. Ma il dato più significativo è l'aumento dell'occupazione e il calo della disoccupazione. Nonostante questi segnali positivi tuttavia c'è ancora un divario tra gli obiettivi che ci siamo posti e i risultati effettivamente raggiunti. Sono molte le partite che sia la Giunta Floris, sia la Giunta Pili hanno avviato e che la Giunta Masala oggi continua, ponendo le condizioni che ci hanno consentito di raccogliere alcuni importanti risultati.

Sul fronte dell'emergenza idrica il presidente Pili ha messo in campo la piena disponibilità di ben 3700 miliardi di vecchie lire, 1100 con la delibera CIPE, 1600 con l'accordo di programma quadro e 1000 a valere sul POR. Ma oltre alle ingenti risorse già stanziate, la Regione può contare sui maggiori poteri come commissario governativo. Altri 2300 miliardi sono stati conquistati dalla Giunta Pili con l'ammodernamento delle strade, la Carlo Felice e la Nuoro - Olbia in particolare, e dei sistemi portuali. Bisogna inoltre ricordare che gli accordi e gli impegni del Governo Berlusconi per il mantenimento della Sardegna all'indomani dell'uscita dall'Obiettivo 1 di uguali flussi di finanziamento da parte dell'Unione Europea in ragione della nostra insularità. All'attivo di questa maggioranza bisogna inoltre sottolineare la nuova legge sull'impresa giovanile, la vecchia 28 che ha sbloccato circa 600 miliardi di vecchie lire per l'occupazione giovanile e la legge sul settore del commercio. Sull'emergenza idrica ci sono le risorse e i poteri per intervenire da subito, è necessario continuare nelle politiche avviate su quattro direttrici: il governo delle acque e la interconnessione fra i sistemi nord sud ed est ovest, è in fase oggi di realizzazione il collegamento Tirso - Flumendosa attuato dal commissario governativo, il potenziamento dei sistemi della depurazione finalizzato al riuso, con oltre 60 interventi prioritari appaltati in tutta l'Isola, gli interventi sulle condotte colabrodo, il commissario governativo ha approvato oltre 200 reti idriche. Per questo è urgente un'azione sinergica ed immediata, e per raggiungere questi risultati è indispensabile il sostegno di tutte le forze di maggioranza e soprattutto un buon rapporto tra la Giunta e il Consiglio regionale. Sono convinto che prevarrà il senso di responsabilità di tutti e che nessuno vorrà essere additato come chi avrà bloccato il processo di spesa delle risorse che il Governo ha messo a disposizione della nostra Regione.

La particolarità dei poteri conferiti al Presidente sul tema delle acque sottolinea l'importanza di una riscrittura delle norme regionali in materia di competenza del Presidente e più in generale la riforma del nostro sistema di autonomia. E' necessario attribuire più poteri al Presidente eletto direttamente dai sardi. Questa, signor Presidente, è stata l'ultima legislatura in cui il Presidente della Regione è stato eletto in questa Aula, noi non abbiamo rimpianti, dalla prossima legislatura, dal prossimo giugno del 2004 saranno i sardi ad eleggere direttamente il loro Presidente. E' una grande conquista che avrà effetti positivi sulla governabilità, sulla stabilità e sull'alternanza. Noi siamo sicuri che si aprirà una nuova stagione politica.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Corona. Come sempre spetta al maggior partito di opposizione chiudere la discussione, onorevole Spissu. L'onorevole Spissu rinuncia.

Per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Presidente, onorevoli consiglieri, prima di tutto mi sia consentito rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che nei loro interventi mi hanno voluto rivolgere delle manifestazioni augurali. Voi tutti sapete quanto in questo momento quegli auspici per me siano incoraggianti ed importanti per affrontare un'esperienza che certamente non sarà facile. Ed oggi la difficoltà più rilevante per chi ha il compito di guidare l'Assessorato della Programmazione è proprio quella di coniugare questo importante documento con i tempi a disposizione invero molto esigui e ridotti, sei mesi per concludere la legislatura e sei mesi per non perdere una sola battuta di quel processo di programmazione avviato con gli strumenti di pianificazione che hanno preceduto quello in esame. Si tratta di un percorso che deve saper coniugare con attenzione e rigore la contingenza con la strategia economica di una Regione che deve saper sfruttare al meglio tutte le opportunità che le si presentano: dai fondi comunitari a quelli regionali. E' proprio in questa direzione che si colloca il documento di programmazione economica e finanziaria all'attenzione dell'Aula. Su questo documento si concentra uno sforzo importante della programmazione regionale, ovvero mettere a sistema la Sardegna. Significa tentare di riportare tutto ciò che di economico si muove nell'Isola ad un sistema integrato sia in termini di sviluppo che in termini di infrastrutture. Negli interventi dei consiglieri di maggioranza ed in quelli di minoranza ho colto questo importante richiamo, non disperdere risorse, pianificarle nel miglior modo possibile. E sono certo, e mi rivolgo ai consiglieri della minoranza, che questo documento deve uscire dalla contingenza politica per rappresentare un pilastro importante nel cammino della nostra Isola verso uno sviluppo integrato. In questa direzione si inquadrano peraltro i risultati sinora raggiunti sia nella pianificazione che nella spesa dei fondi comunitari. I dati sulla premialità, quella interna del 6 per cento e quella europea del 4 per cento, testimoniano in modo forte lo sforzo della Regione nello spendere bene e in maniera efficiente le risorse assegnate. Aver raggiunto performance di spesa pari al 172 per cento è segno evidente che la Sardegna è in movimento, che è iniziata un'azione importante che consentirà di intervenire in modo puntuale sul nodo infrastrutturale, vero motore di qualsiasi scelta di sviluppo.

L'hanno già richiamato alcuni relatori, dall'acqua alla viabilità sono stati messi in campo accordi di programma quadro che in termini di risorse e di attuazione rappresentano il segno più tangibile dell'avvio di un processo di sostanziale modifica delle precondizioni dello sviluppo.

Il DPEF che la Commissione ha approvato è il naturale proseguo di quella strategia che mira a mettere a sistema tutte le politiche infrastrutturali ed economiche messe in campo in questa legislatura. Il DPEF 2004-2006 assolvendo a questo impegno ha voluto delineare una strategia programmatica triennale alla luce delle prospettive di medio e lungo periodo tenendo conto delle disponibilità, ahimè, sempre inadeguate rispetto a quelli che sono gli obiettivi e i programmi. Per questo motivo il DPEF punta a dotare la Regione di un adeguato sistema di programmazione.

Il DPEF 2004-2006 segue coerentemente l'impostazione strategica del POR, con riguardo alle politiche infrastrutturali per l'impresa, per il lavoro e per lo sviluppo locale. In questo quadro, pertanto, i suggerimenti che pure sono venuti dall'Assemblea in relazione all'impostazione strategica del DPEF si traducono in importanti ulteriori elementi di valutazione per le fasi successive, che dovranno portare alla rimodulazione del programma operativo già approvato dalla Commissione Europea. Ed è proprio dall'analisi dei due documenti, POR e DPEF, che si evidenzia, si può evidenziare la coerenza delle sinergie tra quelle che sono le politiche strategiche del DPEF stesso e ognuna delle misure del POR, mettendo in luce la piena corrispondenza e reciprocità sia a livello delle scelte strategiche di indirizzo, sia a livello operativo dei due strumenti.

Il DPEF in esame, nonostante la breve durata della parte di legislatura rimanente, affronta la necessità di ricomporre entro un quadro unitario il complesso degli strumenti di sviluppo regionali (parlo dei PIA), nazionali (intesa istituzionale di programma, accordi di programma quadro) e comunitari (PIT e rimodulazione del POR). Questa visione integrata della programmazione ha spinto a evidenziare nel DPEF un disegno strategico, le cui iniziative regionali possono attivarsi nel breve e lungo periodo per raggiungere dei traguardi di sviluppo che siano basati su elementi sostanziali. Tale articolazione strategica, l'iniziativa regionale, si caratterizza infatti per l'integrazione di due livelli di politica: prioritario e settoriale. Un primo livello, le politiche prioritarie, su cui concentrare l'attività per il triennio, ed un secondo livello, concernente gli ambiti settoriali, dove si delineano azioni specifiche per i settori economici e sociali funzionali all'integrazione con le politiche prioritarie. Questo quadro di azioni si inserisce quindi nella logica del ciclo unico della programmazione e negli indirizzi delle delibere CIPE, che indicano ormai il trasferimento delle competenze alle Regioni in merito alla gestione dei finanziamenti pubblici e di un loro utilizzo non solo destinato ad opere infrastrutturali, ma di sostegno anche alle azioni previste negli strumenti della programmazione negoziata.

Obiettivo generale del DPEF è dare una risposta forte e incisiva allo sviluppo della Regione, attraverso politiche che accrescano la competitività e la produttività del sistema Sardegna; un obiettivo che viene perseguito creando le condizioni ambientali, materiali e immateriali che possano favorire la crescita del sistema economico e imprenditoriale attraverso un più forte accento alle politiche del lavoro, allo sviluppo delle risorse umane, alle problematiche sociali e di tutela ambientale. La strategia di medio e lungo periodo individuata nel Documento è finalizzata a favorire, anche attraverso l'attuazione del futuro piano di rinascita, il passaggio alla nuova politica regionale di coesione comunitaria per gli anni 2007-2013.

L'ipotesi di base dell'azione strategica regionale si fonda sull'integrazione delle diverse politiche, da incentrare su priorità forti, definite attraverso la concertazione. Infatti le politiche prioritarie sono state aggiornate rispetto al precedente DPEF tenendo conto delle esigenze emerse nella concertazione e dell'importante lavoro di pianificazione svolto in questi ultimi anni nei settori portanti dell'economia dell'Isola, in particolare nel campo delle infrastrutture, della valorizzazione del territorio, della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica e della società dell'informazione. Come ho già richiamato, quindi, le priorità di intervento individuate nel DPEF 2004-2006 sono il potenziamento delle infrastrutture e il rilancio del territorio, la valorizzazione del patrimonio storico turistico e ambientale, la ricerca e l'innovazione tecnologica che fanno perno sullo sviluppo delle risorse umane.

La Sardegna si caratterizza per una peculiare ricchezza di opportunità e di fattori di sviluppo del territorio, che attraverso opportune azioni di trasformazione, valorizzazione e marketing territoriale devono trasformarsi in decisivi fattori di successo. Come in precedenti DPEF si è cercato di ripensare e dare nuovo impulso alle politiche di sviluppo economico della Sardegna, ricollegandole alle strategie delineate nel POR e proseguendo nella visione integrata della programmazione regionale, che tenga conto anche delle prospettive di medio e lungo periodo. La strategia di sviluppo delineata nel Quadro comunitario di sostegno e nel POR implica un modello di crescita idoneo a coniugare politiche attive e potenziamento della domanda e dell'offerta, di lavoro qualificato, di servizi competitivi e qualità della vita, di localizzazioni convenienti.

Insomma la strategia non è più orientata a semplici politiche di compensazione degli svantaggi, ma punta sulla convenienza delle localizzazioni produttive, determinate sia dalle risorse mobili, sia sulle risorse immobili, sulla specificità della posizione geografica e sul radicamento del capitale umano nei sistemi produttivi locali, valorizzando le produzioni ad alto valore aggiunto e quelle tipiche della nostra Isola. Con il passaggio al nuovo quadro programmatico è pertanto necessario individuare soluzioni di continuità tra il precedente sistema degli obiettivi e interventi strategici e la nuova politica di coesione comunitaria. A tal fine vi sarà una forte azione da svolgere anche attraverso il Governo nazionale, perché il principio della insularità, con un'attenzione particolare agli interventi per le regioni arretrate e insulari, venga inserito nelle nuove regole della politica di coesione comunitaria per gli anni 2007-2013. Tali regole della politica comunitaria regionale di coesione detteranno le condizioni di legittimità degli interventi nazionali a favore delle regioni svantaggiate e in questo contesto sarà necessario affrontare le problematiche relative alla revisione dell'articolo 13 dello Statuto, attribuendo al piano di rinascita della Sardegna il ruolo di strumento di base per le politiche di coesione straordinarie e permanenti.

Il piano di rinascita, già adottato dalla Giunta regionale come base per un ampio confronto partenariale, istituzionale, economico e sociale, dovrà essere la vera scommessa per gli anni futuri. Il nuovo piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell'Isola deve unire dal punto di vista programmatico tutti gli interventi e orientare le politiche di coesione per rendere la Sardegna sempre più competitiva nel sistema paese. In particolare dovranno essere sempre più privilegiate le azioni che accrescono l'offerta di beni pubblici e migliorano le condizioni di contesto con interventi di infrastrutturazione materiale e immateriale e azioni di modernizzazione delle istituzioni pubbliche.

L'ipotesi di base, quindi, per l'azione strategica regionale è l'integrazione delle diverse politiche incentrate su delle priorità forti e caratterizzanti lo sviluppo nel breve e medio periodo. Queste priorità, che sono già state enunciate, diventano i cardini attuativi della politica della Regione, su cui convogliare e far convergere le azioni di integrazione e di coesione del sistema economico e sociale verso una visione allargata dello sviluppo della Sardegna.

Ho colto negli interventi di tutti una particolare quanto giustificata e condivisa attenzione verso le politiche del lavoro. Nel DPEF che stiamo esaminando, per quanto riguarda l'occupazione, si punta al rifinanziamento e potenziamento della legge regionale numero 36 del 1998, della legge sull'imprenditoria giovanile, della legge per l'imprenditoria femminile e sul riorientamento dell'articolo 19 della legge regionale numero 37 del '98. Pari rilevanza viene data alle politiche in favore della cooperazione, che è presente in tutti i comparti economici e svolge un ruolo significativo nelle tessuto economico regionale. Con riferimento alle politiche per lo sviluppo locale viene inoltre confermata la dotazione di risorse spendibili sulle leggi di incentivazione, dando altresì attuazione alla regionalizzazione degli strumenti di programmazione negoziata.

Con riferimento ai vincoli di breve periodo le grandi cifre del bilancio regionale evidenziano che la possibilità di promuovere ulteriori politiche di sviluppo, dipende da un rigoroso processo di riqualificazione del bilancio regionale, possibile solo attraverso una coerente politica delle scelte che Giunta e Consiglio devono perseguire congiuntamente. Le linee programmatiche definite in questo DPEF pongono le basi per il raggiungimento di uno sviluppo economico e sociale che consenta un incremento medio annuale del PIL per il triennio 2004-2006 tale ha da ridurre il divario attualmente esistente con le regioni del Centro-Nord e incidere significativamente sull'occupazione, con l'obiettivo di ridurre il tasso di disoccupazione del 2 per cento per ciascun anno del triennio.

Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, non mi soffermo ulteriormente sulle cifre di bilancio, che sono pure contenute nella relazione del DPEF, ma mi preme sottolineare che i suggerimenti, i richiami che pure sono venuti, saranno utili per meglio definire la manovra finanziaria. Mi sia consentito di ritenere che tale indicazioni, quelle che trovano condivisione, e invero ce ne sono, saranno considerate elementi di fondamentale importanza per la definizione dei documenti di bilancio. Sono certo che questo Consiglio farà quanto possibile per unire la contingenza temporale con la necessità di salvaguardare, nell'interesse primario della Sardegna, le scelte strategiche per il futuro della nostra terra. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, Assessore. Bene, colleghi, adesso dobbiamo votare il passaggio agli articoli. Vi prego di prendere posto.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Onorevole Secci, io spero di non aver capito male, l'ho chiamata e lei mi ha detto che interveniva dopo il voto del passaggio di articoli.

SECCI (La Margherita-D.L.). Dopo il voto sulla modalità di votazione.

PRESIDENTE. E come fa a parlare dopo il voto della modalità? Scusi, abbia pazienza... Allora, non le modalità di voto del passaggio agli articoli, ma come votare il DPEF. Va bene, le do subito la parola, adesso però sentiamo l'onorevole Cogodi sulle modalità di voto del passaggio agli articoli. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Chiedo il voto a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le faccio osservare che stiamo parlando della finanziaria, comunque di materia finanziaria, e su questa materia non è ammesso il voto segreto, in nessuna parte della manovra finanziaria.

Ha domandato di parlare consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Non è esattamente così, è solo nel passaggio agli articoli e il voto finale che non è permesso il voto segreto finale. Va bene, Presidente, non è esattamente così ma ci metteremo d'accordo.

PRESIDENTE. Ma lei ha capito che cosa volevo dire io?

FADDA (La Margherita-D.L.). Quanto da lei dichiarato non corrisponde alle norme regolamentari, cioè che non si può chiedere il voto segreto per il passaggio agli articoli e il voto finale, ma nelle singole parti noi possiamo chiedere...

PRESIDENTE. Io non ho detto questo.

FADDA (La Margherita-D.L.). Perfetto, no ma per chiedere il voto elettronico palese adesso.

PRESIDENTE. L'onorevole Cogodi mi ha chiesto il voto segreto sul passaggio agli articoli. Poiché il voto segreto sul passaggio agli articoli equivale al voto segreto finale, la mia risposta è stata negativa. Ciò non toglie che nell'articolato sia consentito votare col voto segreto.

FADDA (La Margherita-D.L.). Voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione nominale con procedimento elettronico. Da chi è appoggiata la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SPISSU, SECCI, SELIS, ORRU', LAI, PINNA, DEMURU.)

PRESIDENTE. Va bene, grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

L'onorevole Corda dichiara di astenersi.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - COGODI - DEIANA DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 66

Astenuti 3

Maggioranza 34

Favorevoli 34

Contrari 32

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, chiedo la votazione per parti del Documento, più esattamente in questa maniera: la Premessa, "Il DPEF 2004-2006", "La strategia operativa di sviluppo integrato", "Le politiche di sviluppo di coesione sociale", "Le priorità di intervento", "Le politiche tematiche", "La strategia organizzativa per l'efficienza e l'efficacia gestionale", "La manovra economica e finanziaria" distinta in due parti: "La politica delle entrate" e "La politica di bilancio e il quadro delle risorse". Le ragioni della distinzione sono ovvie per chi ha ascoltato stamattina l'intervento che molti esponenti dell'opposizione hanno fatto in Aula. E separati ancora gli allegati. Ovviamente di volta in volta chiederemo in che modo riteniamo che si debba esprimere il voto, compatibilmente con le norme regolamentari.

PRESIDENTE. Onorevole Secci, concordo perfettamente, anche perché escluso il punto 5, sul quale avevo previsto un'unica votazione, va benissimo votare le due parti, tutto il resto coincide con quanto avevamo deciso. Pertanto la prima parte, la parte introduttiva, il DPEF 2004-2006.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Su che cosa?

FADDA (La Margherita-D.L.). Sulle modalità di voto.

PRESIDENTE. Però devo prima aprire la discussione. Colleghi, io ho bisogno di un po' di attenzione, onorevole Biancareddu, vuole tornare al suo posto? Stiamo votando. Dicevo che è aperta la discussione sulla parte introduttiva, cioè quella titolata:

"Il DPEF 2004-2006". E' aperta la discussione. Chi chiede di parlare? Se nessuno chiede di parlare, la devo porre in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. Sulla prefazione, sulla prima parte, sull'introduzione è stato chiesto il voto segreto. Prego i colleghi di prendere posto e se i colleghi sono pronti, dichiaro aperta la votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione sulla prima parte del Dpef, l'introduzione, a scrutinio segreto con procedimento elettronico.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 35

Contrari 38

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

La seconda parte, così come richiesto, "Una strategia operativa di sviluppo integrato". E' chiaro cosa stiamo votando, colleghi? Allora, su questa parte apro la discussione. Chi chiede di parlare?

Poiché nessuno domanda di parlare, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

La terza parte: "Modalità operative e strategie di sviluppo". E' aperta la discussione, chi chiede di parlare? Abbiamo deciso di votare così...

(Interruzioni)

Forse c'è stato... Stiamo votando le pagine 8 e 9, onorevole Secci, poi voteremo il resto. Sempre per le pagine 8 e 9: "Modalità operative e strategie di sviluppo". E' aperta la discussione, chi chiede di parlare?

Poiché nessuno domanda di parlare la metto in votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei può anche associarsi alla richiesta.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della terza parte.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 34

Contrari 38

Voti nulli 1

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Colleghi, senza commenti, andiamo avanti. A pagina 10: "Le politiche di sviluppo e di coesione sociale". E' aperta la discussione, chi chiede di parlare? Scusate, il primo che ha alzato la mano è l'onorevole Spissu. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Sulle modalità di voto, Presidente per chiedere...

(Interruzione del consigliere Balletto)

PRESIDENTE. Sì, ma sulle modalità di voto, ha alzato lui prima la mano.

SPISSU (D.S.) Era già chiusa onorevole Balletto. Voto segreto, Presidente.

PRESIDENTE. Scusate, io vi prego, onorevole Balletto, prego lei e tutti gli altri di prestare un po' di attenzione e seguire il Presidente. Se io dico che è aperta la discussione e nessuno fa la richiesta e chiede poi sulle modalità di voto, ha alzato la mano, la discussione è chiusa, è evidente, quindi per cortesia colleghi un po' più di attenzione, interverrà nel prossimo articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sulla pagina 10: "Le politiche di sviluppo e di coesione sociale".

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 32

Contrari 38

Voti nulli 3

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Allora, colleghi, un po' di attenzione, per cortesia. Se c'è attenzione io proseguo, se no mi fermo. Allora, al punto 2 "le priorità di intervento" a pagina 20, è stato presentato su questo punto, al punto 2.1.3, l'emendamento numero 1 che è stato presentato dai colleghi Cogodi, Giacomo Sanna, Spissu, Fadda, Balia e altri. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Sanna Giacomo - Spissu - Fadda - Balia - Sanna Salvatore - Morittu - Secci - Vassallo - Ortu - Demuru - Sanna Emanuele - Scarpa - Deiana - Biancu - Sanna Gian Valerio - Falconi - Orrù - Calledda - Scano - Dettori - Cugini - Lai

Punto 2.1.3 - le risorse idriche e il sistema del ciclo delle acque

Dopo il primo capoverso è aggiunta la seguente parte:

"Conseguentemente la Giunta regionale viene impegnata a porre in essere tutti gli atti di ordine politico e amministrativo perché sia revocata e modificata l'ordinanza 20 giugno 2003 n. 353, del Commissario governativo per l'emergenza idrica in Sardegna ed ogni altro atto connesso e consequenziale relativo alla realizzazione dell'ulteriore sbarramento (diga) sul fiume Flumendosa, località Monte Perdosu, agro di Villasalto, in quanto grandemente pregiudizievole della soglia minima di vitalità e dell'equilibrio dell'habitat naturale dell'ultimo tratto di fiume nei territori del Gerrei-Sarrabus sino alla foce. Contestualmente, almeno un pari importo finanziario dovrà essere stanziato e finalizzato per la immediata promozione nei territori del Gerrei-Sarrabus di un progetto di salvezza del fiume, di riassetto e di valorizzazione del sistema naturale del Flumendosa anche attraverso la raccolta d'acqua nei minori laghi collinari, come fatto contestuale d'ambiente, di sviluppo produttivo, di lavoro, di cultura, di clima e di habitat complessivo. (1)

PRESIDENTE. L'emendamento può essere illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento.

COGODI (R.C.). Noi comprendiamo che può essere, come dire, tatticamente in questo momento di ulteriore difficoltà, chiamiamolo così, di disorientamento, di marasma della maggioranza, tatticamente potrebbe essere interesse dire che ritiriamo l'emendamento, proseguiamo col voto e segretamente, ma non tanto, anche questa prima esperienza di vecchia Giunta verrà seppellita. Noi riteniamo invece che l'emendamento possa essere votato perché non rimarrà granché di questo Dpef però si riferisce ad una questione che in moltissime assemblee popolari con la partecipazione di tutti gli amministratori locali delle diverse parti politiche di una parte della Sardegna ha posto la questione per diverso tempo e ci parrebbe sbagliato che il Consiglio regionale, i cui rappresentanti di diverse parti politiche, di opposizione e anche di maggioranza in più circostanze hanno...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi, non stanno seguendo, io le propongo... Colleghi, per cortesia. Onorevole Cogodi, prego.

COGODI (R.C.). Dicevo che in molteplici assemblee popolari indette dalle amministrazioni locali, dai sindaci di diversa politica, è stato assunto impegno dai rappresentanti regionali nel Consiglio regionale, da parte egualmente di diverse parti politiche di opposizione ma anche di maggioranza, di dare un'indicazione proprio attraverso il Dpef alla correzione di una decisione, o comunque di un'iniziativa regionale che vede la realizzazione del sesto, del settimo sbarramento lungo il fiume Flumendosa e che condannerebbe inesorabilmente, questo ulteriore sbarramento, questa altra diga nel Gerrei alla morte biologica e fisica, l'ultimo tratto del fiume. Il problema quindi non è tanto questione di opera pubblica, il problema è della salvezza di un fiume, di un habitat, di un ecosistema e si è assunto l'impegno che quando si fosse arrivati a questa fase il Consiglio regionale, ripeto un impegno che hanno assunto i rappresentanti di diverse parti politiche, si sarebbe data l'indicazione di una correzione, che in luogo della realizzazione del grande ulteriore sbarramento sul Flumendosa si proceda invece ad un sistema di realizzazione di dighe montane, di piccoli invasi che possano raccogliere l'acqua che serve a quel territorio e a tutta la Sardegna, raccoglierla in modo diverso, migliorare la condizione civile e la produzione agricola e nello stesso tempo migliorare l'ecosistema anziché distruggerlo. E' stato assunto questo impegno, ci pare giusto che il Consiglio lo confermi e che quindi questo orientamento possa essere assunto dal Consiglio e dato come indicazione alla Giunta regionale attraverso il Dpef. Non è ritirato e sulle modalità di voto chiedo, invece, la votazione elettronica palese sull'emendamento, ovviamente, il resto è tutto impregiudicato, solo sull'emendamento.

PRESIDENTE. Quando arriveremo al voto, onorevole Cogodi, me lo ricorderò senz'altro. Adesso sul punto 2 e sull'emendamento 1, anzi sull'emendamento devo chiedere il parere della Commissione. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto. Non ho capito, mi scusi onorevole Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sfavorevole.

PRESIDENTE. La Commissione non l'accoglie. La Giunta? Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sfavorevole.

PRESIDENTE. Sul punto 2 e sull'emendamento 1 è aperta la discussione. Chi chiede di parlare? Onorevole Oppi?

OPPI (U.D.C.). Sulle modalità di voto.

PRESIDENTE. Sulla modalità di voto della parte 2, non dell'emendamento, perché sull'emendamento è già stato chiesto come votare.

Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Sull'emendamento io chiedo che si voti a voto segreto.

PRESIDENTE. Adesso stiamo votando prima le priorità di intervento, poi dopo vedremo l'emendamento. Allora, priorità di intervento, stiamo parlando della pagina 20 e successive.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per chiedere il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sulle priorità di intervento, punto 2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 34

Contrari 38

Voti nulli 1

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Pertanto l'emendamento numero 1 decade perché è aggiuntivo a niente.

Al punto 3, le politiche tematiche, a pagina 36, colleghi, attenzione per cortesia. Sulle politiche tematiche è aperta la discussione. Chi chiede di parlare? Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sulle politiche tematiche, punto 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 33

Contrari 38

Voti nulli 4

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

FLORIS (U.D.R. Centro). Non ha letto i voti nulli.

PRESIDENTE. Ho detto quattro. L'ho detto dopo alla fine, ma l'ho detto, è registrato, stia tranquillo. Siamo al punto 4, la strategia organizzativa per l'efficienza e l'efficacia gestionale, pagina 57. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Per chiedere il voto segreto, Presidente.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto, io prego i colleghi di prendere posto perché stiamo votando ed io sto dichiarando aperta una votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del punto 4, la strategia organizzativa per l'efficienza e l'efficacia gestionale.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 38

Contrari 37

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Colleghi il punto 5, così come richiesto dall'onorevole Secci lo voteremo in due parti, il punto 5.1 e il punto 5.2. Punto 5.1, pagina 66.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). La ringrazio Presidente per aver guardato anche da questa parte, anche perché si trattava della discussione generale, in precedenza, si sarebbe rimandata la votazione di qualche minuto, perché vista la volontà dell'Aula di non intervenire, consentirmi di parlare era questione proprio di pochi minuti. Comunque non importa, perché visto l'andamento non è che cambino molto le cose. Il mio intervento, ovviamente, si rifà e si riferisce alla parte portante del documento finanziario, perché è vero che si può e si deve parlare di interventi pianificatori e di strategie dello sviluppo, però è anche vero che qualsiasi cosa può essere fatta solo e nella misura in cui esistono le risorse da destinare ai vari interventi che si programmano. Con questo documento di programmazione economica e finanziaria e con l'esito delle votazioni sino a questo punto si è dimostrata la sostanziale inutilità di questo documento, dal momento che non è pensabile e non è possibile che non sia prodotta una legge finanziaria e che non sia prodotta soprattutto la legge di bilancio. Quindi, nel momento in cui per la perversità di un Regolamento che consente ancora che parte fondamentale dell'attività legislativa possa essere falcidiata dal voto che arriva attraverso lo scrutinio segreto, dove purtroppo si annidano coloro i quali non hanno il coraggio, né la responsabilità di assumere la responsabilità, appunto, dei propri comportamenti, a questo punto qualsiasi discorso dovrebbe essere totalmente inutile. Dall'esito delle votazioni abbiamo visto e abbiamo capito chi sono i franchi tiratori, come si collocano nel quadro supposto di questa maggioranza e soprattutto abbiamo anche notato le assenze, che purtroppo esistono nella maggioranza, che si determinano e che si individuano addirittura esiziali per l'esito del provvedimento. In una maggioranza così traballante, come è quella che si palesa in quest'ultimo scorcio di legislatura, è evidente che nessuno di noi può consentirsi il lusso di essere assente nel momento dello votazioni e delle votazioni che si appalesano essere cruciali per l'importanza degli argomenti che sono in discussione.

E' chiaro che ognuno è responsabile delle proprie azioni, prima di tutto nei confronti dei sardi, ma non secondaria e non meno importante è nei confronti di se stesso per il ruolo determinante, cinicamente determinante che viene assunto con i comportamenti.

La politica delle entrate, su questo si è detto in discussione generale, è ovvio che di fronte ad una esigenza, ad una crescita sempre più esponenziale dei bisogni, talvolta giustificati, ma molto spesso sono frutto di una disposizione da parte dei soggetti "beneficiari" dei provvedimenti ad avere sempre di più, non si può porre limite alla crescita della spesa e quindi alla necessità dell'intervento.

Quindi, questo è un richiamo che io credo di poter fare nei confronti di tutti i soggetti che sono qui presenti in Aula, maggioranza ed opposizione, perché non si può prestare in maniera indiscriminata orecchio a questo tipo di necessità, perché se così fosse e si è data dimostrazione di andare in questa direzione, praticamente non ci sarebbe più freno alle richieste e se in questa legislatura il Consiglio regionale prima, ma in maniera non secondaria l'esecutivo regionale, è stato assediato da una schiera di soggetti, il più delle volte, che si presentavano non tanto per richiedere giusti interventi a sostegno, ma che si presentavano - ormai questa è la dimensione della spesa regionale - per richiedere sussidi per attività che non avevano e che non hanno ragione e motivo di essere ancora sostenute.

Quindi, il richiamo è a prestare orecchio alle richieste, ma a sapere discernere, a saper distinguere dalle richieste che rappresentano una effettiva esigenza di sostegno per lo sviluppo di settori che necessitano quella particolare attenzione, ma prestare e dimostrare totale ed assoluta sordità per quelle richieste che vengono sempre più avanzate e che non hanno la caratteristica del sostegno per l'attività produttiva, ma che come dicevo in precedenza hanno più che altro la caratteristica del sussidio.

L'Amministrazione regionale deve essere sensibile anche, e lo è sempre stata nella scorsa e nella presente legislatura, sensibile ed attenta ad intervenire nei confronti delle classi sociali meno abbienti, ma qui si entra nel campo dell'assistenza, qui si entra nel campo del sociale che nulla ha a che vedere con quella attività diretta a sostenere lo sviluppo che non può essere improntata con i criteri di natura assistenziale che invece anche sulla spinta, va detto, di settori e di gran parte dell'opposizione purtroppo in questa legislatura la maggioranza non ha avuto la forza, né la capacità di sottrarsi.

Con riferimento alle politiche delle entrate, quindi, dicevo di fronte alla sempre più crescente esigenza di intervento a sostegno si appalesa, invece, e fa riscontro, invece, una limitazione nelle risorse per i motivi che sono noti a tutti quanti. Una riduzione dei trasferimenti statali imposti prima nel passato recente dall'esigenza del contenimento della spesa pubblica nazionale per il risanamento della finanza nazionale per poter entrare a pieno titolo nell'euro, e ricordiamoci che quei sacrifici hanno spezzato le gambe al sistema produttivo impedendogli e sottraendogli quelle risorse che erano necessarie all'autofinanziamento e quindi distraendo capitali che altrimenti avrebbero potuto essere impiegati per sostenere lo sviluppo, ma che invece sono andati a contenere la voragine del debito pubblico accumulatasi nel corso di decenni da una politica spregiudicata seguita dai governi centrali sino al momento in cui non c'è stato il richiamo forte che perveniva dalla necessità di far parte a pieno titolo, come dicevo, dell'Unione Europea e, conseguentemente e successivamente, con esiti che si manifesteranno a partire dall'esercizio finanziario del 2007, la riduzione dei trasferimenti comunitari in seguito alla fuoriuscita della Sardegna dai territori dell'Obiettivo uno, conseguenti sia da una parte alla crescita del reddito medio pro capite isolano, ma soprattutto per l'abbassamento del parametro di riferimento che è conseguente all'ingresso e all'allargamento dell'Unione Europea dei paesi dell'Est.

Quindi, la politica di rigore è necessaria, è indispensabile, a questa dobbiamo attenersi. Ma la politica di rigore se da una parte va verso il contenimento della spesa, dall'altra la politica delle entrate deve anche tendere, come è stato ricordato nel Dpef, e mi sorprende come quelle parti che sono state, che sono e che non possono non essere condivise quanto meno in termini di principio, siano state respinte e bocciate dall'Aula sempre a voto segreto, perché vorrei vedere quante persone anche dell'opposizione hanno il coraggio di votare in modo palese contro affermazioni che sono di principio e che non possono assolutamente essere negate da alcuno, dicevo la necessità di un confronto aperto, ma allo stesso tempo fermo, serrato e determinato...

PRESIDENTE. Prego onorevole Balletto, concluda.

BALLETTO (F.I.). Perché alla Regione Sardegna venga riconosciuto ciò che è già riconosciuto ad altre regioni a Statuto speciale. Non si poteva pensare, né si poteva sperare che un problema irrisolto dalla storia dell'autonomia regionale, e quindi per i cinquant'anni precedenti, questa maggioranza un po' claudicante ed oggi certamente priva forse, sostanzialmente, anche di una gamba potesse risolvere questo problema, soprattutto perché un problema di tale importanza non può vedere impegnata un parte politica, solamente la maggioranza, ma è un problema che riguarderebbe e che dovrebbe riguardare responsabilmente anche l'opposizione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto, altri chiedono di intervenire? Se nessuno chiede di intervenire passiamo alla votazione sul punto 5.15. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del punto 5.1.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 38

Contrari 35

Voti nulli 2

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Colleghi stiamo per votare il punto 5.2, la politica del bilancio e il quadro delle risorse. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sul punto 5.2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 36

Contrari 38

Voti nulli 1

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Passiamo agli allegati colleghi, l'allegato numero 1, il ruolo della Sardegna nell'economia nazionale ed internazionale.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io chiedo la parola nel merito delle questioni che si stanno esaminando, vorrei intervenire sugli allegati a dare una valutazione sulla bontà degli allegati, pongo però nel contempo una questione a questo punto anche di procedibilità. Gli allegati, lo dice la parola, è qualcosa che si lega a qualche cosa; se io ho un asino lo devo legare ad un albero, se qualcuno mi sega l'albero non è che poi posso legare l'asino all'albero. Ora, di tutta la parte, diciamo così.... Ve la prendete a ridere ma la cosa è seria; la cosa è seria soprattutto penso la maggioranza e la Giunta nuova, nuova dovrebbe anche poco, poco preoccuparsi, la parte nuova a partire dal collega Fois, che è il più preoccupato, ma non è poi così nuovo alla preoccupazione. Ora, non c'è l'albero e si vuole legare l'asino, questo è il punto, perché della prima parte, di tutta la parte molto corposa che in questi giorni è stata così approfonditamente discussa, esaminata, confrontata in Aula, su cui la maggioranza ha sparso fiumi di sudore per difenderne la bontà! Non hanno speso una parola, di che cosa vi lamentate, voto segreto, regolamenti? Ma Balletto poc'anzi, a me pare in un sussulto di onestà, di onestà politica a nome degli altri e di tutti voglio dire, fuori discussione l'onestà individuale di ognuno, ha fatto una dichiarazione che non era neppure una dichiarazione di resa, era una dichiarazione di fuga. Vi ha appena detto, il relatore di maggioranza, ve l'ha detto anche in modo delicato, come il collega Balletto quando vuole sa fare: badate che voi Dpef non ne avete più, perché del Dpef è rimasto il titolo e neppure tutto l'indice. Voi prendete un libro, lasciate il titolo e solo un pezzo di indice e poi portatelo al premio Campiello e vedete se vince qualche premio, non si sa cosa c'è scritto, non c'è nulla. Ora, voi a questa cosa, che è composta da un titolo, un pezzo di carta, una scatola dove c'è un titolo ed un pezzo di indice, volete dire che è un Dpef, che è un documento di programmazione economica e finanziaria della Regione; non è niente. E quindi era giusto il consiglio che vi dava il collega Balletto, ve lo dava come parte di maggioranza, ma cosa aspettate ad andarvene? Vi ha detto elegantemente. Però voi state lì, fra l'altro siamo anche dispiaciuti per i nuovi Assessori, sono appena arrivati, almeno vedere cosa c'è, almeno l'antipasto. Nulla! Prova del fuoco! E questo non è manco il fuoco, questo è un fuoco di Sant'Antonio, quello era un fuoco di Sant'Antonio quello delle feste, quei falò che in questi giorni si fanno, quelli di Sa Tuva. Ma è bastato un primo fuocherello, la maggioranza, la Giunta, era convinta Forza Italia quando ha designato i suoi Assessori, quando ha completato la Giunta, si è autoconvinta, poi a voto segreto c'è chi sa anche come votano gli altri, io non ho mai capito come, esistendo un sistema di voto segreto, che a tutti noi ci viene detto che essendo segreto è garantito in democrazia, c'è chi sa come votano i colleghi a voto segreto, perché poc'anzi abbiamo sentito lo stesso collega Balletto dire: adesso abbiamo capito, sappiamo chi sono i franchi tiratori. E allora sei tu, perché solo di te puoi sapere. E può essere ognuno, perché essendo voi ormai un insieme, come dire, di polemiche vostre interne, un cesto di serpenti, è chiaro ed evidente che ognuno di voi può cercare di fare qualsiasi cosa per rendere un cattivo servizio all'altro. Siete voi che non siete maggioranza, siete voi che non avete un'idea buona della politica e del governo, siete voi che dovete tutti insieme alzare le mani, arrendervi e ritirarvi.

Concludo, pongo la questione anche di carattere formale, gli allegati se non c'è il corpo principale, se non c'è la sostanza, se non c'è il ragionamento rispetto al quale i documenti che accompagnano possono reggersi, noi voteremo qualcosa che è l'accompagnato senza l'accompagnatore, ed un accompagnato senza accompagnatore dove va? Ecco, ho posto una questione formale, adesso al di là dei modi, ho cercato di dirlo in modo che lo capissero tutti, anche il collega Tunis, e però detto in questo modo... Il collega Tunis è quello che ieri ha fatto il colpo di mano per fare il condono edilizio generalizzato in Sardegna, quindi è uno di quelli che capisce più di tutti noi, è per questo che ho voluto usare alcuni espressioni in questo mio intervento perché le comprendesse anche il collega Tunis, quello che capisce più di tutti noi, che fa i colpi di mano in Commissione pensando che così fa buon servizio alla regione e che così fa leggi in questa regione e che così fa il Consiglio regionale e che fa gli interessi della regione, lui e chi lo ha ispirato. Ciò detto però pongo la questione, che è anche una questione, oltre che di ordine politico anche di ordine formale e procedimentale, perché la questione venga risolta e venga risolta brillantemente, intelligentemente e saggiamente, io ritengo come sempre queste questioni vengono affrontate e risolte da chi le deve in tal modo dirimere.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola agli altri colleghi che me l'hanno chiesta, sulla procedibilità voglio far osservare all'onorevole Cogodi e naturalmente a tutti i colleghi che una parte di questo Dpef tuttavia è stato approvato. Per usare la stessa metafora di quella pianta è rimasto quanto basta per legarci l'asino. Poi faccio oltretutto notare che gli allegati comunque si reggono anche da soli, pertanto noi dobbiamo procedere, poi naturalmente il Consiglio nella sua sovranità deciderà quello che vorrà anche sul destino degli allegati.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (GRUPPO MISTO). Presidente anch'io sulla stessa questione naturalmente, perché siamo in una situazione un po' paradossale. Io credo di ricordare, può essere che ricordi anche male, chiedo conferma magari alla Presidenza, ma talvolta gli allegati al documento non sono stati nemmeno sottoposti al voto, proprio perché una cosa è il documento, poi ci sono allegati al documento. Ma il documento di programmazione economica e finanziaria fondamentalmente è questo. Ora, io stamattina ho detto nel mio intervento che in realtà il Dpef non esiste, ho detto che esiste in apparenza, non nella sostanza, perché un Dpef che viene esaminato con sette mesi di ritardo, a gennaio invece che a maggio - giugno dell'anno precedente, è già la negazione totale, compiuta della propria funzione. Quindi, in realtà il Dpef già non esisteva, però ora non c'è più nemmeno la finzione, non c'è più nemmeno l'apparenza, perché che cosa è rimasto del documento che è stato sottoposto alla discussione e al voto del Consiglio? Sono rimaste le pagine 7 e 8 che, se date uno sguardo, colleghi, rapido, sono una sorta di premessa, quasi una prefazione. Le pagine 7 e 8 dicono più o meno qual è, illustrano l'architettura del Dpef, quindi è rimasta la premessa, una parte della premessa. E' rimasto il capo quarto, la strategia organizzativa che, a ben vedere, potrebbe essere considerata persino una materia sì collegata all'argomento, ma perfino non essenziale, perché tratta dell'apparato, dell'organizzazione amministrativa, gestionale della regione, che certo è materia del Dpef, ma non è sicuramente una parte fondamentale, né una parte quasi accessoria. Poi è rimasto un pezzo del quinto, ma il quinto è intitolato: manovra economica e finanziaria, è rimasta la parte sulle entrate, ma non c'è la parte sulla spesa. E' come se nell'approvare un bilancio venisse approvata dall'Assemblea la parte sulle entrate, ma non sulla spesa. Secondo voi un bilancio in cui ci siano le entrate e non le spese è un bilancio? No, è del tutto evidente che non è un bilancio. Quindi a ben vedere anche il punto quinto è stato da quel voto altro che azzoppato, per riprendere la metafora del collega Balletto che si riferiva alla maggioranza, è stato affondato. Non c'è più manco la parte quinta, è rimasta la richiesta al Governo, allo Stato che integri le entrate. Questa non è mica un manovra, tutt'al più questa è una petizione, è una preghiera, non è una manovra di bilancio, non è una manovra finanziaria. Quindi, per concludere, io non è che voglio fare il causidico, ma davvero qui insomma è evidente qual è la sostanza della situazione che abbiamo di fronte, io chiedo, ma a questo punto, la questione degli allegati io sono d'accordo con ciò che ha detto il collega Cogodi, ma la questione degli allegati non muta la sostanza, sono allegati, ma allegati al documento. E' il documento in questione, se non c'è il documento gli allegati lasciano il tempo che trovano. Allora la domanda è questa, ma la pongo alla Presidenza naturalmente, la pongo non polemicamente ai colleghi della maggioranza e alla Giunta, ma su che cosa verte il voto finale? Il voto finale verte su un documento che non c'è più. Io non voglio dare suggerimenti alla Giunta, ma la ritirerei, non c'è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, qualche brevissima considerazione a sostegno delle tesi appena enunciate dai colleghi, ma prima di fare questo volevo un attimo ricollegarmi all'intervento fatto nella discussione precedente dal collega Balletto. Collega Balletto lei è sufficientemente esperto per capire e per ricordare che il Consiglio regionale dà giudizi che sono insindacabili seguendo e rispettando le procedure regolamentari che si è dato. Il voto del Consiglio regionale oggi, su parti importanti del documento economico e finanziario, non fa altro, a nostro avviso e ne siamo orgogliosi, perché queste tesi abbiamo sostenuto, raccogliere quanto in discussione generale l'opposizione ha detto ed evidentemente questa opposizione che ha parlato da sola oggi in Consiglio regionale ha convinto colleghi della maggioranza della bontà delle tesi che ha sostenuto. Allora, stiamo parlando di una cosa, evidentemente, collega Balletto, che la maggioranza di questo Consiglio non condivide. Bisogna prendere atto di questo, avere rispetto di questo, avere rispetto di gente che ha lavorato e faticato per illustrare al Consiglio queste tesi, avere rispetto delle posizioni che il Consiglio regionale assume e trarre le conclusioni soprattutto, perché la cosa che manca, Presidente e colleghi, in quest'Aula, è che da troppo tempo non si traggono conclusioni su voti importanti, fondamentali, che sono pietre enormi che cadono su questo Consiglio, perché il documento, Presidente, e mi associo alle considerazioni che faceva il collega Scano, cercando anche di riportare in termini di normativa cosa contenuto nella legge 11, dove dice cosa deve contenere il documento di programmazione economica e finanziaria e dove dice come si forma il bilancio annuale della Regione. Allora mi chiedo e le chiedo, Presidente, se è possibile votare un documento che manca di parti importantissime contenute nell'articolo 1 bis della legge 11 dell''83, modificata nelle varie fattispecie, dove si dice che il documento di programmazione economica e finanziaria per l'ambito temporale del bilancio pluriennale traccia le linee guida per lo sviluppo economico, ne delinea gli obiettivi e le azioni di intervento, coordina i flussi finanziari pubblici determinando l'ammontare delle risorse disponibili comprensivo delle entrate proprie. Nella premessa! Continua l'articolo 1 bis, al punto C) del comma successivo: le previsioni delle entrate, del ricorso all'indebitamento e del prelievo autonomo da parte della Regione. Dopodiché si va avanti e all'articolo 12 bis.

OPPI (U.D.C.). Non fare la storia d'Italia!

SECCI (La Margherita - D.L.). Non faccio la storia d'Italia, collega Oppi, faccio soltanto due considerazioni elementari che finiscono in pochissimi secondi: bilancio annuale della Regione, quindi manovra finanziaria, fase successiva; su che cosa si basa il bilancio annuale? Il bilancio annuale di previsione è formato sulla base dei criteri e dei parametri previsti nel Dpef. Presidente, senza allungare eccessivamente le disquisizioni sulle premesse, sulla storia che ha determinato questo Dpef, che sono elemento importante di costituzione di questo documento, ma fermandoci soltanto alla bocciatura del punto 5.2 del capitolo 5, e cioè la politica di bilancio ed il quadro delle risorse, dove si parla esattamente della situazione dell'indebitamento, della situazione dell'indebitamento necessaria per mettere a pareggio il bilancio, della politica ancora una volta, per la terza volta in quest'Aula nel giro di due mesi, del recupero del miliardo di euro dai residui di stanziamento e dai residui formali. Dopo questo Presidente io ritengo che farebbe bene lei, non glielo consiglio perché so che lei ha sufficiente esperienza per determinare tranquillamente, ma io le suggerirei Presidente lo stesso, di fermare un attimo la macchina, di vedere meglio le cose, perché noi un'esperienza di bocciatura di Dpef l'abbiamo avuta, mi sembra, non più tardi di qualche tempo fa, non mi ricordo se l'anno scorso o due anni fa, che era stato ritirato e riportato in Aula dopo qualche tempo. Penso che sia prudente in questo caso fermarsi, approfondire meglio e, prima di fare errori o disastri, procedere come è dovuto per fare le cose in modo legittimo e in modo rispettoso delle volontà di questa Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Altri chiedono di parlare? Se nessuno chiede di parlare il Presidente del Consiglio fa valutazioni meramente tecniche e dal punto di vista tecnico io non posso che confermare quanto ho detto dopo l'intervento dell'onorevole Cogodi. Le questioni sollevate sono di ordine politico e a queste questioni deve dare una risposta la Giunta o la maggioranza, alle questione poste. Io devo valutare sul piano tecnico e sul piano tecnico - ripeto - una parte di questo Dpef è stata approvata da questo Consiglio, gli allegati si reggerebbero perfino da soli, non possiamo che procedere al voto. Se poi qualcuno vuole chiedere al Presidente del Consiglio una breve sospensione, il Presidente del Consiglio non avrebbe nessuna obiezione da fare, ma nessuno l'ha chiesta. E se nessuno chiede una breve sospensione o una sospensione stiamo votando.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda, sul voto sull'allegato 1. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. Sull'allegato 1 è stato chiesto il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'allegato 1.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 35

Contrari 38

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Passiamo al punto 2, POR Sardegna. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Voto segreto.

PRESIDENTE. E' stato chiesto anche sull'allegato 2 il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'allegato 2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 38

Contrari 35

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Siamo all'allegato 3. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Voto segreto.

PRESIDENTE. E' stato chiesto anche sull'allegato 3 il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'allegato 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 35

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Pongo in votazione l'allegato 4a. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. E' stato chiesto anche sull'allegato 4a il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'allegato 4a.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 36

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Pongo in votazione l'allegato 4b. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. L'onorevole Fadda ha chiesto il voto segreto, pertanto stiamo votando con voto segreto l'allegato 4b.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'allegato 4b.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 35

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Siamo al voto finale.

FADDA (La Margherita-D.L.). Lo ritirate? Si arrende, Assessore?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Tenete presente che stiamo facendo dichiarazioni di voto.

COGODI (R.C.). No, io chiedo la parola sul Regolamento.

PRESIDENTE. Bene, sul Regolamento. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Perché ripropongo la questione procedimentale che ho posto prima, a norma di Regolamento e, al di là dei regolamenti formali, del regolamento del buon senso.

Io vorrei capire che cosa il Consiglio deve votare. Si dirà e si dice ancora: "Quel che è rimasto", ma non è rimasto niente che abbia senso. Nella prima parte delle votazioni ci siamo permessi di dire, io mi sono permesso di dire: "E' stato segato l'albero", poi si è voluto legare l'asino all'albero che non c'era più, adesso è morto anche l'asino! E' stato bocciato tutto quello che era allegato, o meglio, che si doveva allegare all'albero che non c'era più. Tagliato l'albero, morto l'asino, io voglio capire che cosa si deve votare. Si deve votare la parvenza dell'esistenza di una maggioranza? Non si può, perché allora ci vuole una parvenza di voto. Si vuole votare l'immaginazione che esista una Giunta? La fantasia? Allora ci vuole un gioco di fantasia, non un esercizio di voto. Insomma, a ogni cosa si deve rispondere sullo terreno.

Io ripropongo la questione, provo a dirla in questi termini perché se no l'amico, il compagno Pier Sandro può dire che facciamo i causidici. Ma non facciamo i causidici, facciamo le persone normali, le persone serie, le persone che in ogni luogo e in ogni situazione, in ogni circostanza, per essere questo il più alto consesso rappresentativo del popolo sardo, non rinuncia al buon senso, alla ovvietà. Per cui cessiamo dalla fictio iuris, dalla parvenza, dalla rappresentazione. Ricordate all'inizio di questa legislatura, qualche tempo fa, il teatrino della politica? Chi vuole fare la marionetta la faccia, c'è gente che non vuole fare la marionetta. Non c'è da votare, perché non c'è sostanza da sottoporre a voto. Si vogliono salvare le forme? Non salvare le forme, cioè inventare forme a cui non corrisponde nessuna sostanza? Va beh, così ognuno di noi può ancora pensare che sta facendo pienamente il consigliere regionale, la Giunta può pensare che sta facendo il Governo, la Presidenza del Consiglio può continuare a pensare che sta facendo la Presidenza del Consiglio, non è vero niente, però facciamo finta che lo sia. Ma se è un gioco di finzioni credo che non valga il tanto.

Io ripropongo la questione, seriamente e formalmente, che si precisi comunque, se si procede al voto, in che cosa consista questo voto, che cosa esattamente si sta votando e se quel che si sta votando possa essere definito DPEF, Documento di programmazione economica e finanziaria della Regione, perché se non è DPEF non si può votare, per l'ovvio principio della economia dei mezzi giuridici, che non si sprecano i mezzi, i mezzi si usano in ragione dei fini da raggiungere: se quel che si vota è zero lo strumento si azzera, si annulla, si elimina.

Certo che la questione è politica, principalmente, ma non so, allora si aspetti, chiamiamo il presidente Masala e trarrà le conclusioni, può darsi che il presidente Masala stia arrivando per annunciare le dimissioni, aspettiamo un attimo. Però in attesa che il presidente Masala annunci le dimissioni, arrivi e le annunci, forse anche sul piano della conduzione dei lavori di questa Assemblea si può prendere atto che come minimo è opportuno ed è anche utile approfondire appena anche la questione che è stata posta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Io voglio dire che...

(Interruzione del consigliere Cogodi)

SCANO (Gruppo Misto). Va bene, Cogodi, parlerò sul Regolamento, per dichiarazione di voto intervengo dopo.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, abbia pazienza, c'è un collega che ha la parola, perché vuole interrompere?

COGODI (R.C.). Ne ho anche troppa di pazienza!

PRESIDENTE. No, mi pare che lei non ne abbia per niente. Onorevole Scano, prego.

SCANO (Gruppo Misto). Io ho già sostenuto e ripeto, pregherei anche i colleghi della maggioranza di ragionarci un po', che non esistono i presupposti formali e sostanziali per votare il DPEF. Non esistono i presupposti né formali né sostanziali. Aggiungo anche che fingere che il Consiglio si appresti al voto finale sul Documento di programmazione economica e finanziaria non giova: non giova alla Giunta, non giova alla maggioranza, non giova sicuramente al Consiglio. Se il Presidente dovesse mantenere l'orientamento volto a sottoporre al voto del Consiglio, io naturalmente rispetto come sempre l'opinione della Presidenza, debbo dire però, molto sinceramente, che non condivido, mi pare proprio che non ci siano, ripeto, i presupposti.

Stamattina ho fatto una battuta, non pensavo di anticipare così quello che sarebbe successo. Ho detto - mi riferivo al fatto che considero il DPEF già in sé esaminato a gennaio una finzione - che qui invece che fare le dichiarazioni di voto bisognerà fare le dichiarazioni di vuoto! Ma adesso la cosa è proprio in questi termini, cioè io anticipo, nell'intervento sul Regolamento, invece della dichiarazione di voto una dichiarazione di vuoto. Cioè il DPEF è vuoto, non esiste più e non capisco perché dobbiamo votare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà. Devo precisare, prima di dare parola, che non c'è nessuna discussione sul Regolamento. L'onorevole Cogodi ancora non presiede quest'Aula, lui ha sollevato una questione regolamentare, ma non ho capito a quale articolo del Regolamento si riferisse, quindi non c'è nessuna discussione sul Regolamento. Io ho aperto invece le dichiarazioni di voto, pertanto la dichiarazione fatta dall'onorevole Scano e anche quella fatta dall'onorevole Cogodi valgono come dichiarazioni di voto. Mi perdoni ma io le do la parola per dichiarazione di voto. Prego, onorevole Selis.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, non so se la mia sarà esattamente una dichiarazione di voto o una considerazione sul Regolamento, faccia lei, però le chiedo questo: se domani nella discussione del bilancio l'Aula bocciasse la rubrica della programmazione e poi quella dell'industria e poi quella della sanità e rimanesse in piedi, magari, solamente la parte di uno o due Assessorati e gli altri Assessorati e tutti gli allegati bocciati, tutti gli allegati, le tabelle per esempio, io non so se quello si potrebbe considerare un bilancio e se lei se la sentirebbe di metterlo in votazione. Io direi di no, perché il bilancio, per definizione, per Statuto, per legge, deve stabilire le entrate e le uscite di tutti gli Assessorati e quindi consentire l'attività ordinaria della Regione e le spese anche straordinarie e deve prevedere, negli allegati, le risorse per finanziare le future attività legislative. Se noi bocciassimo, se quest'Aula bocciasse, e potrebbe avvenire, Assessorato per Assessorato, gran parte del bilancio, io sono certo che il Presidente del Consiglio, nella sua saggezza, non potrebbe considerare di mettere in votazione un bilancio, perché quel bilancio così martoriato non consentirebbe di adempiere alla sua funzione istituzionale, cioè previsione delle entrate, delle spese e quant'altro.

Quello che è successo qui, per quanto hanno detto Cogodi, Scano, Secci, ma, io mi auguro, per quanto il Presidente può e voglia considerare, l'articolo 1 bis, che prevede quale debba essere il contenuto del DPEF, precisa quali devono essere le parti strutturali del DPEF e dice testualmente (mi sto rivolgendo al Presidente): "Il DPEF contiene…". Questa espressione, "il DPEF contiene", nel linguaggio delle leggi significa che il DPEF deve contenere, è un linguaggio normativo, prescrittivo, il che significa che se il DPEF non contiene quello che è previsto dalla legge, il DPEF non è più DPEF, chiamatelo come volete. Che cosa ci fate votare? Se il DPEF non contiene l'analisi degli aspetti strutturali degli andamenti economici, il punto A, e non li contiene perché l'Aula li ha bocciati, se il documento non contiene gli esami dei risultati raggiunti, e non li contiene perché l'Aula li ha bocciati, se il DPEF non contiene le previsioni e gli obiettivi generali programmatici dello sviluppo regionale, e il DPEF non li contiene perché l'Aula li ha bocciati, se il DPEF non contiene gli indirizzi e le priorità, quel capitolo che è rimasto in piedi sulla organizzazione della Regione e delle riforme non è sufficiente a considerare questo documento propedeutico a orientare il bilancio, che è l'obiettivo fondamentale del DPEF, la politica delle entrate e la politica della spesa.

Presidente, non una polemica sul Regolamento, sulle dichiarazioni di voto, noi stiamo sostenendo e chiediamo al Presidente di verificare, col sostegno degli uffici, col sostegno della Conferenza dei Capigruppo, col sostegno di chi vuole, se ella, Presidente, ritiene che questi punti dell'articolo 1 bis che dicono che il DPEF deve contenere, se sono contenuti, perché se non sono contenuti noi non possiamo votare un documento che quest'Aula ha svuotato dei contenuti nell'esercizio della sua attività sovrana di legislatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Molto brevemente, Presidente, io direi che bisogna evitare di caricare di enfasi formale, soprattutto si può porre il problema sul piano politico e direi che l'onorevole Gian Mario Selis, che ha già assolto l'alta funzione di Presidente di questa Assemblea, sa bene che non può essere demandato ai funzionari né allo stesso Presidente del Consiglio di valutare il contenuto di un documento che è rimesso appunto agli atti di approvazione o di bocciatura dell'Assemblea. Dunque, rimanendo sul piano formale, questo è il Dpef approvato dalla Giunta regionale, esitato dalla Commissione consiliare, che ha avuto nella normale vicenda parlamentare di dialogo e anche contrapposizione, di richieste legittime di voto segreto da parte dell'opposizione, assumendosi anche tutta la responsabilità di un atteggiamento di questa natura, ma sempre confinato il problema su un piano politico. Allora ecco perché noi riteniamo che si debba pervenire a un voto finale, sarà un documento, certo, non quello che né la Giunta né i proponenti né sicuramente la maggioranza riteneva fosse l'obiettivo finale, un documento dimezzato, ma direi che il Dpef spesso, da quando si è introdotta anche nel nostro ordinamento questa sorta di pratica che è stata - mi si consenta il termine - scimmiottata dal livello nazionale, con un intento che era quello di superare la fase dei piani generali di sviluppo, ma che nell'attuazione pratica poi si è rivelato un documento di indirizzo, di intenti e che neanche dalle prime esperienze, quelle che hanno visto protagonista il governo di centrosinistra anche nella elaborazione di documenti di questa portata, non c'è stata mai coerenza con le finanziarie e i documenti di bilancio che sono poi pervenuti in Aula, che, ricordiamo, avevano una veste all'atto della proposizione in Giunta, ne assumevano un'altra in Commissione, per essere ancora trasformate radicalmente in Aula. Questo per la verità è capitato anche in questa legislatura, lo ricordo anche per i Dpef presentati dal sottoscritto come Assessore della programmazione, quindi non c'è da scandalizzarsi sotto questo profilo, è la storia che si ripete rispetto ad uno strumento che dobbiamo - cari colleghi, non solo della maggioranza, ma anche dell'opposizione - chiederci qual è l'utilità di un documento di questa natura oggi che riteniamo assolutamente inadeguato e dunque superato. Io, fossi probabilmente nel Presidente Masala, considerati anche i tempi di ritardo nella presentazione della finanziaria, sicuramente mi sarei determinato a soprassedere, forse anche creando in questo un precedente, certo non esaltante, ma avrei subito presentato la finanziaria.

Allora questo lo voglio dire perché? Perchè un documento di indirizzi, un documento che non ha valore - onorevole Selis, come lei ha detto - precettivo, un documento che non ha valore cogente, perché questo è il problema, perché non sono norme che vincolano, che non hanno fino ad oggi vincolato né i governi di centrosinistra né quelli di centrodestra nell'attuazione delle politiche finanziarie e di bilancio. Ecco perché riteniamo che il problema...

PRESIDENTE. Arrivi alla conclusione, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Non lo sottovaluto, grazie Presidente, sul piano politico, ma non ritengo che si debba dare tutta questa enfasi sul piano formale perché noi riteniamo che possa pervenire alla sua definitiva approvazione o bocciatura e per quanto ci riguarda anche un documento che per le parti sopravvissute contiene interessanti elementi su cui riflettere anche per la successiva manovra finanziaria, voteremo sicuramente favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente. se questa Assemblea seguisse il suggerimento dell'onorevole Pittalis, noi potremmo bellamente, tranquillamente fare a meno di quelle che sono le leggi di contabilità su cui si fonda gran parte del nostro lavoro e soprattutto quello della Giunta e, di volta in volta, a seconda della convenienza, decidere se uno strumento previsto dalla nostra legge di contabilità, come è appunto il documento di programmazione economica e finanziaria, può restare in piedi, se si può persino farne a meno (come suggerisce l'onorevole Pittalis) presentando direttamente la finanziaria, quindi instaurando una prassi che di fatto supera la nostra legge di contabilità.

L'onorevole Pittalis sa benissimo che questo è sempre possibile farlo e questa maggioranza ha avuto l'opportunità di farlo durante cinque lunghi anni nei quali ha potuto rimettere mano alla legislazione che regola questa materia, se si riteneva che il documento di programmazione economica e finanziaria fosse non più rispondente alle esigenze di una moderna legislazione regionale, poteva benissimo proporre la sua abolizione e proporre il suo superamento. Trovo assolutamente inaudito, invito la Presidenza del Consiglio a non tener conto dei suggerimenti dell'onorevole Pittalis, che si proponga oggi, dopo che il documento è stato falcidiato da ben quattordici votazioni negative del Consiglio regionale, trovo assolutamente fuori luogo che si dica che di questo documento si può persino fare a meno e si può invitare il Presidente della Giunta a soprassedere. A soprassedere a che cosa? A soprassedere a un voto conclusivo su un documento che non esiste e presentarsi con una legge finanziaria che non ha il presupposto fondamentale, sebbene sia vero che non sempre le leggi finanziarie sono coerenti con i documenti di programmazione economica e finanziaria? Penso che il Presidente del Consiglio, il Presidente dell'Assemblea, non potrebbe accogliere una legge finanziaria priva di questo presupposto fondamentale, non è accoglibile nella discussione in quest'Aula. Io sono, come gli altri colleghi che sono intervenuti prima di me, del parere che sebbene sul piano formale resti qualche titolo di questo documento, sul piano sostanziale non resti niente, niente che possa essere utile a formulare una legge finanziaria che nasce dagli indirizzi di programmazione imposti dal documento che stiamo votando oggi. Il Presidente del Consiglio si assume una bella responsabilità a farci approvare un documento da cui non può discendere niente ed è per questo che io credo che sia utile che ci fermiamo un attimino a riflettere sul valore di questo voto, sul valore del documento che stiamo approvando, onorevole Pittalis, io penso che sia meglio anziché dare per superate leggi di questo Consiglio e dare per assolutamente formali passaggi che stiamo facendo, penso che sia meglio fermarci un attimino a riflettere perché noi valuteremo sulla base di questo anche le modalità di partecipazione ad un voto che non condividiamo su un documento che per noi non è a questo punto esistente.

E' la maggioranza che ha la responsabilità di quanto è accaduto, perché la responsabilità, Pittalis, non è nostra che abbiamo votato contro, come era del resto previsto e prevedibile, è della maggioranza che non c'è, che non ha fatto a tempo a gioire del superamento degli interim che incassa quattordici voti negativi. La maggioranza farebbe bene a riflettere su cosa fare, su come andare avanti e valutare insieme a noi se questo incidente gravissimo che è capitato oggi può essere rimediato, in quali termini può essere rimediato, senza aggiungere un incidente all'incidente, senza aggiungere un grave vulnus al nostro sistema legislativo in materia di contabilità senza che questo sia condiviso dall'intera Assemblea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Sì, onorevole Murgia, credo che... ma lo sto dicendo in senso...

MURGIA (A.N.). Era una battuta, dai!

FADDA (La Margherita-D.L.). Ti stavo rispondendo con una battuta! Onorevole Murgia, vede...

PRESIDENTE. Invito l'onorevole Murgia a non disturbare e l'onorevole Fadda a continuare il suo intervento. Prego, si rivolga alla Presidenza, onorevole Fadda.

FADDA (La Margherita-D.L.). Io sono veramente preoccupato, Presidente, perché una maggioranza che non è in grado neanche di gestire l'Aula...

(E' arrivato il Presidente della Regione)

Eccolo qui!

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, perché si ferma? Glielo chiede l'onorevole Cogodi che non deve presiedere l'Aula e lei si ferma? Continui il suo intervento.

FADDA (La Margherita-D.L.). Dicevo, una maggioranza che non riesce a gestire l'Aula e a fare in modo, Presidente Masala, non so se lei sia stato informato di quello che è successo oggi, infatti lo vedo sorridente, tranquillo, come se in Consiglio regionale oggi non fosse successo nulla. La informiamo in diretta Presidente Masala, 59 pagine del suo Dpef sono state bocciate, 14 - per dare così uno spaccato - sono state approvate. Noi stiamo chiedendo alla Giunta regionale e non vogliamo dare, onorevole Pittalis, tanta enfasi ai nostri interventi, però io devo riconoscere al Presidente Floris che quando per due o tre votazioni venne bocciata una parte del Dpef si dimise da Presidente della Regione. Che differenza c'è, di stile, di comportamento, tra il Presidente Masala e questo devo dire anche il Presidente Pili, che non si dimise, perché? C'è una diversa sensibilità. Siete voi che ci dovete spiegare perché non siete riusciti neanche a tenere l'Aula per far in modo che il Presidente Masala potesse partecipare al voto, fare qualche intervento, cercare di ragionare, cercare di prendere tempo come tante volte avete fatto. Oggi per quattordici volte la Giunta regionale è stata messa in minoranza, Presidente Masala, io gliel'ho chiesto altre volte, glielo ripeto oggi, non renda ridicola l'Aula, si dimetta Presidente, non è in condizioni di governare, non rimanga in un posto dove la sua maggioranza non la vuole! Lo faccia nell'interesse della Sardegna, nell'interesse dei sardi, nell'interesse della sua stessa maggioranza, non è pensabile affrontare una manovra finanziaria con una maggioranza che non esiste. Quindi credo che noi abbandoneremo, tutta l'opposizione, l'Aula, perché non è pensabile mettere in votazione un documento che di fatto non esiste.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente Masala, io non le chiederò di dimettersi, credo proprio che non serva assolutamente a nulla. Voglio però cogliere l'occasione in modo naturalmente rispettoso, nulla di personale, tra l'altro presumo non ne abbia neanche le responsabilità perché questo Dpef al massimo il nuovo Assessore del bilancio, che pure stamani in replica è intervenuto, lo avrà condiviso, ma certamente non ha contribuito alla sua predisposizione, però Presidente voglio in ogni caso cogliere l'occasione in maniera rispettosa per fare i miei auguri al nuovo Assessore del bilancio e a tutta la Giunta regionale, compresi i quattro di nuova nomina che con il loro ingresso hanno davvero impresso una grandissima fiducia e hanno svolto un ruolo travolgente. Hanno rafforzato in maniera consistente e decisa l'attività di questa Giunta regionale, complimenti, complimenti davvero a tutti.

Nel merito, il discorso più strabiliante, ma ormai non è una novità, direi che è quasi la regola, ovviamente viene dall'ex Assessore del bilancio. onorevole Pietro Pittalis, che stavolta parla di maggioranza di centrosinistra riferita al passato, che nel passato nell'introdurre in questa Regione il documento di programmazione economica e finanziaria ha scimmiottato comportamenti ed indirizzi che venivano dati dal Governo e l'onorevole Pittalis oggi parla di comportamento di allora del centrosinistra che ha scimmiottato e dimentica che l'opposizione di allora, l'onorevole Pittalis insieme agli altri, hanno sostenuto la validità dell'introduzione di questo strumento di programmazione ed hanno, oltre a sostenerne genericamente la validità, in quell'occasione votato a favore, hanno votato a favore dell'introduzione del Dpef e successivamente hanno, da assessori del bilancio, predisposto e presentato all'Aula anch'essi il Dpef, chiedendo naturalmente all'Aula che si esprimesse. Ora, la tesi strana è questa, non serve, avete scimmiottato comportamenti altrui, voi vi siete ben adeguati ed adagiati nello scimmiottare e però avete avuto la bellezza di quattro anni e mezzo di tempo per eliminare una cosa se davvero l'aveste tutti ritenuta inutile. Però il ragionamento poi lo fa in maniera semplificata. La Giunta regionale ha predisposto il Dpef, la competente Commissione regionale l'ha approvato, pertanto oggi è in attesa del voto dell'Aula, l'Aula ha il dovere di votarlo, anche se non è rimasto nulla da votare, è rimasto, Presidente, di fatto solo ed esclusivamente il titolo. Onorevole Pittalis, non è che perché una cosa è stata approvata dalla Giunta e successivamente dalla competente Commissione, se l'Aula l'ha poi falcidiata...

PRESIDENTE. Onorevole Balia, mi scusi un secondo. Onorevole Fadda, possiamo tornare al proprio posto per cortesia?

BALIA (S.D.I.-S.U.). ... se l'Aula poi l'ha falcidiata debba in ogni caso e obbligatoriamente essere votato dall'Aula, l'Aula vota su qualcosa, non vota un titolo, e non vota invece su qualcosa che è assolutamente inconsistente e priva di significato per le bocciature che dentro l'Aula stessa ha subito e però...

PRESIDENTE. Prego onorevole Balia.

BALIA (S.D.I.- S.U.) Grazie Presidente, non si dica semplicemente, siccome non ha trovato sostanzialmente accoglimento dentro l'Aula è inutile; tutto ciò che è inutile può essere cancellato, ma deve essere cancellato attraverso un percorso logico che è il percorso legislativo; avete avuto il tempo per predisporre proposte per la cancellazione del Dpef, non lo avete fatto, evidentemente lo ritenete un passaggio oggi, ed è oggi un passaggio obbligato nella sostanza perché dà gli indirizzi per la predisposizione della norma finanziaria. Io credo, Presidente, davvero che l'Aula non possa procedere a votare un titolo perché null'altro è rimasto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io ho ascoltato gli interventi dei colleghi ed in effetti forse sbagliando cercando di rispondere all'intervento del collega Pittalis che dal suo punto di vista cerca di proporre all'Aula una soluzione di tipo tecnico-politico che possa servire alla maggioranza ed io lo capisco; però non dobbiamo commettere l'errore come opposizioni di discutere, dibattere, confrontarci ed anche magari scontrarci con chi della maggioranza esprimi valutazione ed opinioni ed evitare di impegnare in questa riflessione il Presidente del Consiglio. Io penso che il riferimento nostro su questo argomento debba essere il Presidente del Consiglio, perché io non voglio entrare nel merito di quello che è rimasto del Dpef, io vorrei trattare solo ed esclusivamente il tema del principio che stabiliamo votando, perché stabiliamo un principio che può apparire adesso insignificante perché non c'è contenuto nel Dpef, però è un principio che ha una valenza per la prospettiva che io considero estremamente negativa; e mi sorprende che il Presidente abbia maturato una idea, seppure non l'ha espressa, ma ormai dopo tanti anni ci conosciamo anche attraverso i sorrisi o le espressioni del viso, io penso che prima di votare debba essere data all'Aula la possibilità di verificare il perché stiamo votando dal suo punto di vista e dal punto di vista degli uffici. Perché io concordo con le posizioni che hanno espresso i colleghi Capigruppo, non è sufficiente il fatto che noi abbandoniamo l'Aula, che non votiamo, poi faremo quello che decideremo di fare, ma io prima di assumere un'iniziativa o di permettere che si proceda ad una votazione, a qualunque votazione, con una posizione che non è riflettuta per le conseguenze future, io ci penserei due volte, nel senso che preferirei una discussione fatta tra i colleghi Capigruppo, preferirei avere un giudizio scritto del Presidente, preferirei misurarmi con una valutazione pensata, non con una valutazione suggerita dai colleghi della maggioranza che hanno altri fini ed altri obiettivi che io capisco, però lei non si può in questa occasione prestare a far sbagliare il Consiglio.

Questa è la mia opinione e penso che sia l'opinione di molti colleghi della maggioranza e della minoranza. Quindi prima di procedere al voto, Presidente, la invito a riflettere e dopo che ha riflettuto vorrei leggere il contenuto della sua riflessione, perché abbiamo stabilito in quest'Aula, in questi cinque anni di sua presidenza un insieme di principi che negativamente hanno influito nel dibattito politico e nel giudizio della gente su questo Consiglio regionale, vorrei che alla fine di questo mandato si introducesse un elemento di riflessione e che fosse proprio lei ad introdurlo essendo stato lei uno di quelli che ha contribuito a far leggere la nostra attività in modo tanto negativo che anche lei conosce.

Quindi, prima di procedere io la chiamo al senso di responsabilità che le deriva dalla funzione che lei ricopre, lasciando perdere tutte le altre parti riferite alla collocazione e alla sua scelta politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Innanzitutto mi scuso con l'Assemblea e, segnatamente, con la parte di essa che si riconosce nella maggioranza per essere oggi stato costretto a far mancare il mio voto in occasione della votazione per il Dpef; ma, ahimè, evidentemente la presenza in quest'Aula era molto più importante che perseguire l'obiettivo di ottenere la cassa integrazione per i lavoratori delle imprese esterne alla Portovesme. Il problema di fronte al quale noi ci troviamo secondo me ha due nature. C'è l'aspetto tecnico-legislativo e l'aspetto politico. Relativamente all'aspetto politico io credo che l'Aula non possa assolutamente fare alcuna valutazione posto che le considerazioni di ordine politico saranno fatte da chi è deputato a farle, qui noi siamo soltanto nella fase tecnico-legislativa.

Di fronte a questo problema noi abbiamo primo un Dpef che è stato approvato lo scorso anno e riguarda il 2003, 2004 e 2005. Il Dpef 2003, 2004, 2005, 2006 si presenta, come è logico che sia, come aggiornamento di quelli precedenti e risulta in alcune parti bocciato. Tecnicamente dalla punto di vista legislativo qualunque tipo di provvedimento deve essere escluso dalla votazione soltanto attraverso la votazione finale, fino a quando esiste un solo articolo del provvedimento di legge, lo stesso va votato perché diversamente si interromperebbe arbitrariamente l'iter giuridico del provvedimento legislativo, non c'è niente da fare, soltanto attraverso la bocciatura di ogni singolo articolo si può evitare la votazione finale, se e quando esiste un unico articolo, un'unica parte, un unico comma la votazione finale va fatta.

Diverso è, e sono d'accordo con chi dice queste cose, diversa è la valutazione politica che se permettete deve essere fatta nelle sedi politiche non in questa sede, nell'Assemblea, pertanto nell'annunciare il voto favorevole alla parte di Dpef che è avanzata chiedo che si vada al voto.

PRESIDENTE. L'onorevole Cugini non è in Aula? Le questioni sul piano politico le aveva sollevate l'onorevole Cogodi col suo intervento, è stato detto più volte, non spetta al Presidente del Consiglio dare risposte politiche. Il Presidente del Consiglio si assume sempre delle responsabilità, fare il lavoro del Presidente del Consiglio non è un lavoro semplice come l'onorevole Cugini certamente saprà; il Presidente del Consiglio qualche volta deve dare dispiaceri e qualche volta i dispiaceri possono essere anche grossi e me ne rendo conto, però il Presidente del Consiglio che è un consigliere regionale come gli altri può, nel fare le cose, anche sbagliare; lo fa, quando lo fa - questo ve lo posso garantire - in buonafede cercando di assumersi tutte le responsabilità e nell'assumermi queste responsabilità, onorevole Cugini, le faccio osservare, visto che abbiamo parlato di Regolamento, che l'articolo 96 del Regolamento al secondo comma dice che per ciò che riguarda tutte le votazioni sui documenti di programmazione, sui documenti di bilancio non è ammesso nessun voto finale segreto, tant'è che in virtù di questo agli inizi di questa discussione stasera io ho fatto presente che non si poteva votare il passaggio agli articoli con voto segreto perché sarebbe stato come esprimere in modo segreto il voto finale. Bene, questo non è consentito neanche attraverso la votazione dell'articolato che lei comprende in maniera surrettizia, sul piano tecnico badi, sul piano politico siamo su un altro terreno, chi deve delle risposte se vorrà le darà, ma sul piano tecnico il Presidente del Consiglio non può consentire che in maniera surrettizia si votino in modo segreto tutti gli articoli, il documento viene svuotato e pertanto non si può più votare.

No, il Presidente del Consiglio naturalmente deve rispettare la sovranità del Consiglio e faccio osservare che una parte di questo Dpef è stato comunque votato con una maggioranza quasi sempre di 38, il Presidente del Consiglio porrà al voto finale il documento di programmazione economica e finanziarie e se il Consiglio vorrà in maniera palese così come previsto dal Regolamento lo potrà bocciare, dopodiché chi deve trarre conclusioni le potrà trarre, ma il Presidente del Consiglio non può oggi introdurre un'innovazione che sarebbe pericolosa, lo dico onorevole Cugini, soprattutto perché badi che non governa sempre il centrosinistra o sempre il centrodestra, quando si innova in maniera così forte il Regolamento, in maniera, direi perciò che mi riguarda, così irresponsabile i danni che si fanno possono essere davvero gravi. Allora nel rispetto del Regolamento e delle regole del gioco io pongo in votazione questo documento, pertanto chiamo i colleghi al voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente io le avevo proposto un altro itinerario, prendiamo atto che lei non accetta questo itinerario, non condivido le conclusioni alle quali lei sta arrivando, non le condividiamo e così come annunciatole noi usciamo dall'Aula durante questo voto, non condividendo il modo con cui si conclude, non condividendo assolutamente le cose dette dal presidente Masala, secondo il quale siccome abbiamo votato il Dpef fino al 2005 ed anche il bilancio io aggiungo, perché anche i bilanci sono triennali, potremmo benissimo fare a meno per tre anni di parlarne, non sono assolutamente d'accordo.

PRESIDENTE. Va bene questa è una scelta politica sulla quale io non posso evidentemente dire assolutamente nulla. Stiamo votando, prego i colleghi, onorevole Cogodi, prego, su cosa deve intervenire.

COGODI (R.C.). Sull'argomento che è in discussione.

PRESIDENTE. L'argomento in discussione non c'è più, onorevole Cogodi. Se vuole introdurre una pregiudiziale sull'argomento le do la parola.

COGODI (R.C.). Sullo stesso argomento su cui è intervenuto il collega Spissu che normalmente ha chiesto la parola e normalmente gli è stata data, non ho capito perché ci deve essere qualche cosa che non quadra.

PRESIDENTE. Lei è già intervenuto su questo argomento, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). No.

PRESIDENTE. Come no, è stato il primo intervento, onorevole Cogodi, io ho ancora buona memoria ancora, non so per quanto tempo, ma il suo è stato il primo intervento su questo argomento. Basta una volta, si interviene una sola volta, anche questo è scritto nel Regolamento.

COGODI (R.C.). Si risparmi il ricorso e lo sforzo di memoria, chiedo di intervenire su quello su cui stiamo discutendo, cioè siamo alla votazione, intervengo per dichiarazione di voto e quindi è la prima volta che intervengo per dichiarazione di voto, come ho diritto in base al Regolamento.

PRESIDENTE. Allora siccome l'onorevole Floris ha chiesto di intervenire sul Regolamento diamo prima la parola a lui e poi do la parola a lei per la dichiarazione di voto, le dispiace se procediamo così?

COGODI (R.C.). Ed io posso parlare sul Regolamento, sulla pregiudiziale.

PRESIDENTE. Su cosa vuole parlare, io non ho capito.

COGODI (R.C.). Sullo spesso argomento che su cui ha parlato il collega Spissu che ha dichiarato le ragioni per le quali ritiene di non partecipare al voto.

PRESIDENTE. Non c'è discussione su questo, su ciò che ha detto l'onorevole Spissu non c'è discussione; lei se vuole può fare la dichiarazione di voto, però in questo caso la fa dopo l'onorevole Floris che ha chiesto di intervenire sul Regolamento e le questioni sul regolamento hanno priorità sulle altre. La prego, è solo una questione di un minuto, il tempo che l'onorevole Floris faccia la sua dichiarazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (U.D.R.-CENTRO). Signor Presidente soltanto un'osservazione, questo dibattito che sta avvenendo per quanto riguarda il documento di programmazione economica e finanziaria l'abbiamo fatto qualche giorno fa in occasione della legge elettorale, quindi io concordo col Presidente della Giunta che ci sono due valutazioni, una di ordine politico ed una di ordine regolamentare ma non possiamo cambiare Regolamento tutti i giorni. Questo dibattito l'abbiamo affrontato in occasione della legge elettorale e abbiamo dovuto bocciare tutti gli articoli perché se no non avremmo potuto continuare una discussione su un argomento così importante come la legge elettorale. Quindi mi sorge il dubbio che qui stiamo facendo qualche cosa che non ci appartiene poi ognuno fa le sue valutazione di ordine politico che certamente ci sono e che anch'io mi riserverò di fare, ma in questa circostanza credo che noi dobbiamo arrivare al voto finale e senza assenze da parte di nessuno perché mi sembra che sia una strumentalizzazione del regolamento stesso.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io le avevo promesso che poteva fare la dichiarazione di voto la faccia perché poi procediamo al voto. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io intendo esprimere questo opinione e ringrazio anche il collega Floris che aiuta la comprensione per tutti del passaggio delicato nel quale ci troviammo a questo punto. Avrei detto una cosa che assomiglia, avrebbe assomigliato se l'avessi detta prima a quella che poi, non era la stessa cosa, ha detto il collega Floris. Noi ci troviamo in questa condizione, delle due una, o prendiamo atto che il contenuto, la sostanza, la realtà delle cose è venuta meno con i voti legittimamente e validamente espressi dal Consiglio, è inutile nascondersi sempre non dietro i muretti a secco, ma dietro le perorazioni e gli spergiuri sul voto segreto, questo è il Regolamento, chi non vuole questo Regolamento se ne vada da questo Consiglio regionale, c'è gente che da quattro anni non fa nulla in questo Consiglio se non imprecare contro il Regolamento. Chi è venuto qui è venuto sapendo che c'era questo Regolamento, chi non lo vuole se ne può andare, perché se no pare che i difetti della politica siano colpa dei regolamenti. Il Regolamento è un insieme di norme che appunto regolano la vita dell'Assemblea elettiva vale ed è utilizzabile legittimamente, va rispettato e non invece sempre maltrattato ed insultato come accade. Allora preso atto che la realtà delle cose è che il contenuto del Dpef non c'è più, si tratta di dare esito, sbocco coerente e serio a questo fatto, cioè di non fare una finzione, di non procedere ad una soluzione che se non è potrebbe apparire ingannevole. Ed allora le soluzioni possono essere due. Una è che si prenda atto che non essendoci più il contenuto è inutile esprimere formalmente un voto su un contenitore vuoto e persino bucato, per cui qualsiasi cosa si metta dentro dopo esce, e noi abbiamo ritenuto che questa sia la soluzione più semplice. L'altra soluzione è quella che propone il collega Floris, come per la legge elettorale, preso atto che è venuto meno il merito, la sostanza, la ratio, la ragione per la quale una legge si presente o un provvedimento si presenta, coerentemente il Consiglio concorda di bocciarlo formalmente, è bocciato già nella sostanza, quindi la risultanza dell'ultima affermazione, quella del collega Floris è: siamo coerentemente per serietà costretti a prendere atto che non c'è più il contenuto e quindi a completare l'iter formale e però tutti prendano atto di questo e quindi a voto palese bocciandolo. Perché se non fosse così noi continuiamo a fare il gioco delle tre carte, non delle due nature come dice il presidente

Qui non ci sono due nature, qui ci sono tre carte per fare il giochino. Perché si dice: un problema è la natura politica e questo lo vedrà chi lo deve vedere, e chi lo deve vedere? Lei per le sue dimissioni, il consiglio per le sue valutazioni, non è che la natura politica appartiene solo alle sue dimissioni, appartiene anche alla valutazione politica che da il Consiglio regionale. E poi si dice: l'altra natura è quello tecnico legislativo per cui dobbiamo completare il percorso formalmente, però si vorrebbe far apparire che il completamento del percorso formale quasi fa rivivere aspetti di sostanza. La sostanza è morta, non può rivivere, e qui si inserisce anche tutto l'arzigogolio del Presidente del Consiglio, il quale comunica al Consiglio, è una cosa che io non riesco a comprendere, del tipo: siccome questi provvedimenti si votano a voto palese per Regolamento, deve essere salvaguardato il voto palese alla fine, ma tutto quello che nel frattempo è stato bocciato a voto segreto rimane bocciato, non è che il voto palese alla fine ridà vita a quello che nel frattempo è morto.

Per cui si gioca fra forme contenute e sostanze. Badate, le leggi si usa dire che sono una normativa. E cosa vuole dire? Vuol dire che hanno anche una normalità, una logica, un buon senso, un'armonia interna. Non si può dire che se di un complesso normativo rimane in piedi un solo articolo è rimasta in piedi la legge, no, perché se quella norma da sola non significa nulla, anzi qualche volta da sola può significare una cosa diversa e persino contraria al significato che aveva inserita in un contesto, se cade il contesto e quella norma ha un altro significato, se cambia la natura, cambia la ratio, cambia la finalità, quella norma formalmente potrebbe essere votata, ma se la forma, come dire, sopravanza, prevarica la realtà, la ragione, la ratio appunto, è chiaro ed evidente che bisogna venirne a capo anche in punto di procedura, per cui le procedure non è che sono sempre figlie del diavolo, le procedure hanno il loro valore perché sono le modalità attraverso cui ordinatamente si procede alla manifestazione della volontà politica che fa le leggi, è la loro ratio. Qui ragione non ce n'è più, contenuto non ce n'è più, le soluzioni possibili sono due. Noi ne abbiamo individuato una, quella di non prendere parte ad un voto che non ha più nessun significato, il collega Floris ne individua un'altra, che è quella coerentemente, a voto palese, tutto il Consiglio voti bocciando la legge..

PRESIDENTE. Lei sta prendendo parte al voto, però onorevole Cogodi, sta facendo dichiarazione di voto.

COGODI (R.C.). No, io sto dichiarando che noi abbiamo individuato di non partecipare al voto e tuttavia è coerente anche l'argomento che ha elaborato e proposto il collega Floris, cioè che chi rimane, votando contro la legge, raggiunga lo stesso risultato e così la volontà del Consiglio si ricompone bocciandola chi in un modo e chi in un altro.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del documento 50/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione del documento 50/A, documento di programmazione economica e finanziaria 2004 e 2006.

Presenti 41

Votanti 38

Astenuti 3

Maggioranza 20

Favorevoli 38

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. I lavori oggi finiscono qui, il Consiglio verrà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 19 e 47.



Allegati seduta

CDXXXIV Seduta

(Pomeridiana)

Mercoledì 14 gennaio 2004

Presidenza del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 17 e 03.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del lunedì 22 Dicembre 2003 (428), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il Consigliere regionale Antonio Cappai, ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 16 gennaio 2004.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione del Documento di programmazione economica e finanziaria 2004-2006 (Doc. n. 50/A)

PRESIDENTE. L'ordine dei giorno reca la continuazione della discussione generale del documento numero 50.

E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi, che rinuncia; il consigliere Balia non è presente; il consigliere Vargiu rinuncia; il consigliere Ladu non è presente; il consigliere Floris non è presente; il consigliere Cappai ci ha detto che stasera sarà assente; il consigliere Fadda rinuncia; il consigliere Murgia non è presente; il consigliere Sanna Giacomo non è presente.

E' iscritto a parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.- Sardegna). Presidente, mi dispiace prendere la parola in questa situazione, però penso che sia nostro dovere fare i nostri interventi. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei innanzitutto salutare il nuovo Assessore dottor Cappellacci che oggi è al suo esordio, alla prima volta, e conosce subito una prova del fuoco. Voglio subito dire che questo documento, come il documento precedente, ha il merito di una organizzazione snella e di una facile lettura, cosa che consente di evidenziare con chiarezza le priorità di governo. Anche questo documento, come i precedenti, continua a svolgere una principale funzione di indirizzo e di orientamento della spesa pubblica regionale, ha come riferimento un programma di sviluppo di ampia portata, ma la sua funzione è quella di poter meglio rendere conto annualmente dell'attuazione del programma di sviluppo e di introdurre in maniera tempestiva gli opportuni correttivi e mai come questa volta il documento assolve a questo compito fondamentale. Infatti, la Sardegna si avvia ad un periodo in cui è possibile l'uscita dall'Obiettivo 1, la strategia per questo passaggio è fondamentale, si pongono diverse necessità: se da una parte è necessario evitare di iscrivere in bilancio somme che poi non saranno spese, dall'altra occorre concludere tutta una serie di iniziative finalizzate ad un forte recupero delle entrate in Sardegna.

I nostri obiettivi si basano su un'opportunità, che sono strettamente legate sia alle risorse mobili, al capitale, al lavoro specializzato ed imprenditoriale, sia alle risorse immobili: patrimonio naturale e culturale, specificità della posizione geografica, radicamento del capitale umano nei sistemi produttivi locali. Per questo il POR Sardegna rappresenta un essenziale canale di finanziamento ed attuazione delle politiche delineate dal documento. Le priorità di intervento, che sono espresse in questo documento, dicevo le priorità per lo sviluppo, riguardano tre settori di intervento, distinti ma integrati: le politiche per la valorizzazione del territorio, che riguardano in particolare il potenziamento del sistema delle infrastrutture e dei trasporti, la creazione di una piattaforma logistica del Mediterraneo, le risorse idriche e il sistema del ciclo delle acque. Riguardano le politiche per la valorizzazione del patrimonio turistico ed in particolare la rete del turismo regionale e la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale, inoltre riguardano la riqualificazione delle aree minerarie. Infine le politiche per l'innovazione tecnologica che riguardano lo sviluppo dei poli tecnologici e la società dell'informazione. Alle politiche prioritarie il documento affianca un secondo livello di interventi che riguardano gli ambiti tematici, questi ambiti delineano azioni specifiche per i settori economici e sociali che si integrano con le politiche prioritarie, ma puntano su particolari obiettivi e hanno ricadute dirette. Con queste linee definite si pongono le basi per il raggiungimento di uno sviluppo economico e sociale. Come nel precedente documento, un aspetto interessante è il rapporto fra le politiche e le azioni, il cosa fare e l'organizzazione amministrativa e gestionale, come fare. Questa sinergia porta a definire precisamente per ogni politica individuata le competenze dei diversi Assessorati, anche in partecipazione e le modalità operative ed attuative. A questo proposito bisogna osservare come per l'attuazione del documento di programmazione economica e finanziaria si porrà particolare cura nell'intervenire sulle riforme istituzionali necessarie, per esempio per accordare le politiche delle nuove province, sulle pratiche di accelerazione delle procedure attuative delle opere pubbliche, sul coinvolgimento di altri enti locali nel raccordare le azioni e sulla ricerca del coinvolgimento dei soggetti investitori privati con forme nuove di gestione, oppure realizzazione delle opere pubbliche. Il documento quindi, in sostanza, delinea con precisione le aree di intervento strategico e prioritario e nello stesso tempo stabilisce gli interventi organizzativi e gestionali per raccordare queste azioni. Sulle aree di intervento strategico e prioritario si punta l'attenzione su questi che da troppi anni ormai caratterizzano il dibattito politico regionale. Su questi nodi centrali dello sviluppo non possiamo dimenticare che le attuali forze di governo hanno ereditato dal passato una situazione pesante e critica. Tuttavia sin dall'inizio della legislatura importanti e nuovi segnali sono stati dati per invertire la rotta. Infatti, grazie al presidente Floris e al presidente Pili è stata vinta la battaglia storica per la continuità territoriale. I primi importanti risultati sono una realtà per i sardi e nel futuro dovremo essere in grado di migliorare, allargando la rete dei collegamenti con i principali aeroporti nazionali e con quelli delle principali capitali europee. Ma la vera priorità assoluta per la nostra Regione resta quella del miglioramento del sistema idrico portando a soluzione l'annosa questione della siccità. L'acqua è una precondizione per lo sviluppo di tutti i settori economici, occorre mettere in moto fatti concreti, che diano ai sardi il segno tangibile che le forze del centro destra sono riuscite davvero ad invertire la rotta. Ma il dato più significativo è l'aumento dell'occupazione e il calo della disoccupazione. Nonostante questi segnali positivi tuttavia c'è ancora un divario tra gli obiettivi che ci siamo posti e i risultati effettivamente raggiunti. Sono molte le partite che sia la Giunta Floris, sia la Giunta Pili hanno avviato e che la Giunta Masala oggi continua, ponendo le condizioni che ci hanno consentito di raccogliere alcuni importanti risultati.

Sul fronte dell'emergenza idrica il presidente Pili ha messo in campo la piena disponibilità di ben 3700 miliardi di vecchie lire, 1100 con la delibera CIPE, 1600 con l'accordo di programma quadro e 1000 a valere sul POR. Ma oltre alle ingenti risorse già stanziate, la Regione può contare sui maggiori poteri come commissario governativo. Altri 2300 miliardi sono stati conquistati dalla Giunta Pili con l'ammodernamento delle strade, la Carlo Felice e la Nuoro - Olbia in particolare, e dei sistemi portuali. Bisogna inoltre ricordare che gli accordi e gli impegni del Governo Berlusconi per il mantenimento della Sardegna all'indomani dell'uscita dall'Obiettivo 1 di uguali flussi di finanziamento da parte dell'Unione Europea in ragione della nostra insularità. All'attivo di questa maggioranza bisogna inoltre sottolineare la nuova legge sull'impresa giovanile, la vecchia 28 che ha sbloccato circa 600 miliardi di vecchie lire per l'occupazione giovanile e la legge sul settore del commercio. Sull'emergenza idrica ci sono le risorse e i poteri per intervenire da subito, è necessario continuare nelle politiche avviate su quattro direttrici: il governo delle acque e la interconnessione fra i sistemi nord sud ed est ovest, è in fase oggi di realizzazione il collegamento Tirso - Flumendosa attuato dal commissario governativo, il potenziamento dei sistemi della depurazione finalizzato al riuso, con oltre 60 interventi prioritari appaltati in tutta l'Isola, gli interventi sulle condotte colabrodo, il commissario governativo ha approvato oltre 200 reti idriche. Per questo è urgente un'azione sinergica ed immediata, e per raggiungere questi risultati è indispensabile il sostegno di tutte le forze di maggioranza e soprattutto un buon rapporto tra la Giunta e il Consiglio regionale. Sono convinto che prevarrà il senso di responsabilità di tutti e che nessuno vorrà essere additato come chi avrà bloccato il processo di spesa delle risorse che il Governo ha messo a disposizione della nostra Regione.

La particolarità dei poteri conferiti al Presidente sul tema delle acque sottolinea l'importanza di una riscrittura delle norme regionali in materia di competenza del Presidente e più in generale la riforma del nostro sistema di autonomia. E' necessario attribuire più poteri al Presidente eletto direttamente dai sardi. Questa, signor Presidente, è stata l'ultima legislatura in cui il Presidente della Regione è stato eletto in questa Aula, noi non abbiamo rimpianti, dalla prossima legislatura, dal prossimo giugno del 2004 saranno i sardi ad eleggere direttamente il loro Presidente. E' una grande conquista che avrà effetti positivi sulla governabilità, sulla stabilità e sull'alternanza. Noi siamo sicuri che si aprirà una nuova stagione politica.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Corona. Come sempre spetta al maggior partito di opposizione chiudere la discussione, onorevole Spissu. L'onorevole Spissu rinuncia.

Per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Presidente, onorevoli consiglieri, prima di tutto mi sia consentito rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che nei loro interventi mi hanno voluto rivolgere delle manifestazioni augurali. Voi tutti sapete quanto in questo momento quegli auspici per me siano incoraggianti ed importanti per affrontare un'esperienza che certamente non sarà facile. Ed oggi la difficoltà più rilevante per chi ha il compito di guidare l'Assessorato della Programmazione è proprio quella di coniugare questo importante documento con i tempi a disposizione invero molto esigui e ridotti, sei mesi per concludere la legislatura e sei mesi per non perdere una sola battuta di quel processo di programmazione avviato con gli strumenti di pianificazione che hanno preceduto quello in esame. Si tratta di un percorso che deve saper coniugare con attenzione e rigore la contingenza con la strategia economica di una Regione che deve saper sfruttare al meglio tutte le opportunità che le si presentano: dai fondi comunitari a quelli regionali. E' proprio in questa direzione che si colloca il documento di programmazione economica e finanziaria all'attenzione dell'Aula. Su questo documento si concentra uno sforzo importante della programmazione regionale, ovvero mettere a sistema la Sardegna. Significa tentare di riportare tutto ciò che di economico si muove nell'Isola ad un sistema integrato sia in termini di sviluppo che in termini di infrastrutture. Negli interventi dei consiglieri di maggioranza ed in quelli di minoranza ho colto questo importante richiamo, non disperdere risorse, pianificarle nel miglior modo possibile. E sono certo, e mi rivolgo ai consiglieri della minoranza, che questo documento deve uscire dalla contingenza politica per rappresentare un pilastro importante nel cammino della nostra Isola verso uno sviluppo integrato. In questa direzione si inquadrano peraltro i risultati sinora raggiunti sia nella pianificazione che nella spesa dei fondi comunitari. I dati sulla premialità, quella interna del 6 per cento e quella europea del 4 per cento, testimoniano in modo forte lo sforzo della Regione nello spendere bene e in maniera efficiente le risorse assegnate. Aver raggiunto performance di spesa pari al 172 per cento è segno evidente che la Sardegna è in movimento, che è iniziata un'azione importante che consentirà di intervenire in modo puntuale sul nodo infrastrutturale, vero motore di qualsiasi scelta di sviluppo.

L'hanno già richiamato alcuni relatori, dall'acqua alla viabilità sono stati messi in campo accordi di programma quadro che in termini di risorse e di attuazione rappresentano il segno più tangibile dell'avvio di un processo di sostanziale modifica delle precondizioni dello sviluppo.

Il DPEF che la Commissione ha approvato è il naturale proseguo di quella strategia che mira a mettere a sistema tutte le politiche infrastrutturali ed economiche messe in campo in questa legislatura. Il DPEF 2004-2006 assolvendo a questo impegno ha voluto delineare una strategia programmatica triennale alla luce delle prospettive di medio e lungo periodo tenendo conto delle disponibilità, ahimè, sempre inadeguate rispetto a quelli che sono gli obiettivi e i programmi. Per questo motivo il DPEF punta a dotare la Regione di un adeguato sistema di programmazione.

Il DPEF 2004-2006 segue coerentemente l'impostazione strategica del POR, con riguardo alle politiche infrastrutturali per l'impresa, per il lavoro e per lo sviluppo locale. In questo quadro, pertanto, i suggerimenti che pure sono venuti dall'Assemblea in relazione all'impostazione strategica del DPEF si traducono in importanti ulteriori elementi di valutazione per le fasi successive, che dovranno portare alla rimodulazione del programma operativo già approvato dalla Commissione Europea. Ed è proprio dall'analisi dei due documenti, POR e DPEF, che si evidenzia, si può evidenziare la coerenza delle sinergie tra quelle che sono le politiche strategiche del DPEF stesso e ognuna delle misure del POR, mettendo in luce la piena corrispondenza e reciprocità sia a livello delle scelte strategiche di indirizzo, sia a livello operativo dei due strumenti.

Il DPEF in esame, nonostante la breve durata della parte di legislatura rimanente, affronta la necessità di ricomporre entro un quadro unitario il complesso degli strumenti di sviluppo regionali (parlo dei PIA), nazionali (intesa istituzionale di programma, accordi di programma quadro) e comunitari (PIT e rimodulazione del POR). Questa visione integrata della programmazione ha spinto a evidenziare nel DPEF un disegno strategico, le cui iniziative regionali possono attivarsi nel breve e lungo periodo per raggiungere dei traguardi di sviluppo che siano basati su elementi sostanziali. Tale articolazione strategica, l'iniziativa regionale, si caratterizza infatti per l'integrazione di due livelli di politica: prioritario e settoriale. Un primo livello, le politiche prioritarie, su cui concentrare l'attività per il triennio, ed un secondo livello, concernente gli ambiti settoriali, dove si delineano azioni specifiche per i settori economici e sociali funzionali all'integrazione con le politiche prioritarie. Questo quadro di azioni si inserisce quindi nella logica del ciclo unico della programmazione e negli indirizzi delle delibere CIPE, che indicano ormai il trasferimento delle competenze alle Regioni in merito alla gestione dei finanziamenti pubblici e di un loro utilizzo non solo destinato ad opere infrastrutturali, ma di sostegno anche alle azioni previste negli strumenti della programmazione negoziata.

Obiettivo generale del DPEF è dare una risposta forte e incisiva allo sviluppo della Regione, attraverso politiche che accrescano la competitività e la produttività del sistema Sardegna; un obiettivo che viene perseguito creando le condizioni ambientali, materiali e immateriali che possano favorire la crescita del sistema economico e imprenditoriale attraverso un più forte accento alle politiche del lavoro, allo sviluppo delle risorse umane, alle problematiche sociali e di tutela ambientale. La strategia di medio e lungo periodo individuata nel Documento è finalizzata a favorire, anche attraverso l'attuazione del futuro piano di rinascita, il passaggio alla nuova politica regionale di coesione comunitaria per gli anni 2007-2013.

L'ipotesi di base dell'azione strategica regionale si fonda sull'integrazione delle diverse politiche, da incentrare su priorità forti, definite attraverso la concertazione. Infatti le politiche prioritarie sono state aggiornate rispetto al precedente DPEF tenendo conto delle esigenze emerse nella concertazione e dell'importante lavoro di pianificazione svolto in questi ultimi anni nei settori portanti dell'economia dell'Isola, in particolare nel campo delle infrastrutture, della valorizzazione del territorio, della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica e della società dell'informazione. Come ho già richiamato, quindi, le priorità di intervento individuate nel DPEF 2004-2006 sono il potenziamento delle infrastrutture e il rilancio del territorio, la valorizzazione del patrimonio storico turistico e ambientale, la ricerca e l'innovazione tecnologica che fanno perno sullo sviluppo delle risorse umane.

La Sardegna si caratterizza per una peculiare ricchezza di opportunità e di fattori di sviluppo del territorio, che attraverso opportune azioni di trasformazione, valorizzazione e marketing territoriale devono trasformarsi in decisivi fattori di successo. Come in precedenti DPEF si è cercato di ripensare e dare nuovo impulso alle politiche di sviluppo economico della Sardegna, ricollegandole alle strategie delineate nel POR e proseguendo nella visione integrata della programmazione regionale, che tenga conto anche delle prospettive di medio e lungo periodo. La strategia di sviluppo delineata nel Quadro comunitario di sostegno e nel POR implica un modello di crescita idoneo a coniugare politiche attive e potenziamento della domanda e dell'offerta, di lavoro qualificato, di servizi competitivi e qualità della vita, di localizzazioni convenienti.

Insomma la strategia non è più orientata a semplici politiche di compensazione degli svantaggi, ma punta sulla convenienza delle localizzazioni produttive, determinate sia dalle risorse mobili, sia sulle risorse immobili, sulla specificità della posizione geografica e sul radicamento del capitale umano nei sistemi produttivi locali, valorizzando le produzioni ad alto valore aggiunto e quelle tipiche della nostra Isola. Con il passaggio al nuovo quadro programmatico è pertanto necessario individuare soluzioni di continuità tra il precedente sistema degli obiettivi e interventi strategici e la nuova politica di coesione comunitaria. A tal fine vi sarà una forte azione da svolgere anche attraverso il Governo nazionale, perché il principio della insularità, con un'attenzione particolare agli interventi per le regioni arretrate e insulari, venga inserito nelle nuove regole della politica di coesione comunitaria per gli anni 2007-2013. Tali regole della politica comunitaria regionale di coesione detteranno le condizioni di legittimità degli interventi nazionali a favore delle regioni svantaggiate e in questo contesto sarà necessario affrontare le problematiche relative alla revisione dell'articolo 13 dello Statuto, attribuendo al piano di rinascita della Sardegna il ruolo di strumento di base per le politiche di coesione straordinarie e permanenti.

Il piano di rinascita, già adottato dalla Giunta regionale come base per un ampio confronto partenariale, istituzionale, economico e sociale, dovrà essere la vera scommessa per gli anni futuri. Il nuovo piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell'Isola deve unire dal punto di vista programmatico tutti gli interventi e orientare le politiche di coesione per rendere la Sardegna sempre più competitiva nel sistema paese. In particolare dovranno essere sempre più privilegiate le azioni che accrescono l'offerta di beni pubblici e migliorano le condizioni di contesto con interventi di infrastrutturazione materiale e immateriale e azioni di modernizzazione delle istituzioni pubbliche.

L'ipotesi di base, quindi, per l'azione strategica regionale è l'integrazione delle diverse politiche incentrate su delle priorità forti e caratterizzanti lo sviluppo nel breve e medio periodo. Queste priorità, che sono già state enunciate, diventano i cardini attuativi della politica della Regione, su cui convogliare e far convergere le azioni di integrazione e di coesione del sistema economico e sociale verso una visione allargata dello sviluppo della Sardegna.

Ho colto negli interventi di tutti una particolare quanto giustificata e condivisa attenzione verso le politiche del lavoro. Nel DPEF che stiamo esaminando, per quanto riguarda l'occupazione, si punta al rifinanziamento e potenziamento della legge regionale numero 36 del 1998, della legge sull'imprenditoria giovanile, della legge per l'imprenditoria femminile e sul riorientamento dell'articolo 19 della legge regionale numero 37 del '98. Pari rilevanza viene data alle politiche in favore della cooperazione, che è presente in tutti i comparti economici e svolge un ruolo significativo nelle tessuto economico regionale. Con riferimento alle politiche per lo sviluppo locale viene inoltre confermata la dotazione di risorse spendibili sulle leggi di incentivazione, dando altresì attuazione alla regionalizzazione degli strumenti di programmazione negoziata.

Con riferimento ai vincoli di breve periodo le grandi cifre del bilancio regionale evidenziano che la possibilità di promuovere ulteriori politiche di sviluppo, dipende da un rigoroso processo di riqualificazione del bilancio regionale, possibile solo attraverso una coerente politica delle scelte che Giunta e Consiglio devono perseguire congiuntamente. Le linee programmatiche definite in questo DPEF pongono le basi per il raggiungimento di uno sviluppo economico e sociale che consenta un incremento medio annuale del PIL per il triennio 2004-2006 tale ha da ridurre il divario attualmente esistente con le regioni del Centro-Nord e incidere significativamente sull'occupazione, con l'obiettivo di ridurre il tasso di disoccupazione del 2 per cento per ciascun anno del triennio.

Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, non mi soffermo ulteriormente sulle cifre di bilancio, che sono pure contenute nella relazione del DPEF, ma mi preme sottolineare che i suggerimenti, i richiami che pure sono venuti, saranno utili per meglio definire la manovra finanziaria. Mi sia consentito di ritenere che tale indicazioni, quelle che trovano condivisione, e invero ce ne sono, saranno considerate elementi di fondamentale importanza per la definizione dei documenti di bilancio. Sono certo che questo Consiglio farà quanto possibile per unire la contingenza temporale con la necessità di salvaguardare, nell'interesse primario della Sardegna, le scelte strategiche per il futuro della nostra terra. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, Assessore. Bene, colleghi, adesso dobbiamo votare il passaggio agli articoli. Vi prego di prendere posto.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Onorevole Secci, io spero di non aver capito male, l'ho chiamata e lei mi ha detto che interveniva dopo il voto del passaggio di articoli.

SECCI (La Margherita-D.L.). Dopo il voto sulla modalità di votazione.

PRESIDENTE. E come fa a parlare dopo il voto della modalità? Scusi, abbia pazienza... Allora, non le modalità di voto del passaggio agli articoli, ma come votare il DPEF. Va bene, le do subito la parola, adesso però sentiamo l'onorevole Cogodi sulle modalità di voto del passaggio agli articoli. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Chiedo il voto a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le faccio osservare che stiamo parlando della finanziaria, comunque di materia finanziaria, e su questa materia non è ammesso il voto segreto, in nessuna parte della manovra finanziaria.

Ha domandato di parlare consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Non è esattamente così, è solo nel passaggio agli articoli e il voto finale che non è permesso il voto segreto finale. Va bene, Presidente, non è esattamente così ma ci metteremo d'accordo.

PRESIDENTE. Ma lei ha capito che cosa volevo dire io?

FADDA (La Margherita-D.L.). Quanto da lei dichiarato non corrisponde alle norme regolamentari, cioè che non si può chiedere il voto segreto per il passaggio agli articoli e il voto finale, ma nelle singole parti noi possiamo chiedere...

PRESIDENTE. Io non ho detto questo.

FADDA (La Margherita-D.L.). Perfetto, no ma per chiedere il voto elettronico palese adesso.

PRESIDENTE. L'onorevole Cogodi mi ha chiesto il voto segreto sul passaggio agli articoli. Poiché il voto segreto sul passaggio agli articoli equivale al voto segreto finale, la mia risposta è stata negativa. Ciò non toglie che nell'articolato sia consentito votare col voto segreto.

FADDA (La Margherita-D.L.). Voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione nominale con procedimento elettronico. Da chi è appoggiata la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SPISSU, SECCI, SELIS, ORRU', LAI, PINNA, DEMURU.)

PRESIDENTE. Va bene, grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

L'onorevole Corda dichiara di astenersi.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - COGODI - DEIANA DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 66

Astenuti 3

Maggioranza 34

Favorevoli 34

Contrari 32

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, chiedo la votazione per parti del Documento, più esattamente in questa maniera: la Premessa, "Il DPEF 2004-2006", "La strategia operativa di sviluppo integrato", "Le politiche di sviluppo di coesione sociale", "Le priorità di intervento", "Le politiche tematiche", "La strategia organizzativa per l'efficienza e l'efficacia gestionale", "La manovra economica e finanziaria" distinta in due parti: "La politica delle entrate" e "La politica di bilancio e il quadro delle risorse". Le ragioni della distinzione sono ovvie per chi ha ascoltato stamattina l'intervento che molti esponenti dell'opposizione hanno fatto in Aula. E separati ancora gli allegati. Ovviamente di volta in volta chiederemo in che modo riteniamo che si debba esprimere il voto, compatibilmente con le norme regolamentari.

PRESIDENTE. Onorevole Secci, concordo perfettamente, anche perché escluso il punto 5, sul quale avevo previsto un'unica votazione, va benissimo votare le due parti, tutto il resto coincide con quanto avevamo deciso. Pertanto la prima parte, la parte introduttiva, il DPEF 2004-2006.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Su che cosa?

FADDA (La Margherita-D.L.). Sulle modalità di voto.

PRESIDENTE. Però devo prima aprire la discussione. Colleghi, io ho bisogno di un po' di attenzione, onorevole Biancareddu, vuole tornare al suo posto? Stiamo votando. Dicevo che è aperta la discussione sulla parte introduttiva, cioè quella titolata:

"Il DPEF 2004-2006". E' aperta la discussione. Chi chiede di parlare? Se nessuno chiede di parlare, la devo porre in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. Sulla prefazione, sulla prima parte, sull'introduzione è stato chiesto il voto segreto. Prego i colleghi di prendere posto e se i colleghi sono pronti, dichiaro aperta la votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione sulla prima parte del Dpef, l'introduzione, a scrutinio segreto con procedimento elettronico.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 35

Contrari 38

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

La seconda parte, così come richiesto, "Una strategia operativa di sviluppo integrato". E' chiaro cosa stiamo votando, colleghi? Allora, su questa parte apro la discussione. Chi chiede di parlare?

Poiché nessuno domanda di parlare, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

La terza parte: "Modalità operative e strategie di sviluppo". E' aperta la discussione, chi chiede di parlare? Abbiamo deciso di votare così...

(Interruzioni)

Forse c'è stato... Stiamo votando le pagine 8 e 9, onorevole Secci, poi voteremo il resto. Sempre per le pagine 8 e 9: "Modalità operative e strategie di sviluppo". E' aperta la discussione, chi chiede di parlare?

Poiché nessuno domanda di parlare la metto in votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei può anche associarsi alla richiesta.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della terza parte.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 34

Contrari 38

Voti nulli 1

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Colleghi, senza commenti, andiamo avanti. A pagina 10: "Le politiche di sviluppo e di coesione sociale". E' aperta la discussione, chi chiede di parlare? Scusate, il primo che ha alzato la mano è l'onorevole Spissu. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Sulle modalità di voto, Presidente per chiedere...

(Interruzione del consigliere Balletto)

PRESIDENTE. Sì, ma sulle modalità di voto, ha alzato lui prima la mano.

SPISSU (D.S.) Era già chiusa onorevole Balletto. Voto segreto, Presidente.

PRESIDENTE. Scusate, io vi prego, onorevole Balletto, prego lei e tutti gli altri di prestare un po' di attenzione e seguire il Presidente. Se io dico che è aperta la discussione e nessuno fa la richiesta e chiede poi sulle modalità di voto, ha alzato la mano, la discussione è chiusa, è evidente, quindi per cortesia colleghi un po' più di attenzione, interverrà nel prossimo articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sulla pagina 10: "Le politiche di sviluppo e di coesione sociale".

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 32

Contrari 38

Voti nulli 3

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Allora, colleghi, un po' di attenzione, per cortesia. Se c'è attenzione io proseguo, se no mi fermo. Allora, al punto 2 "le priorità di intervento" a pagina 20, è stato presentato su questo punto, al punto 2.1.3, l'emendamento numero 1 che è stato presentato dai colleghi Cogodi, Giacomo Sanna, Spissu, Fadda, Balia e altri. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Sanna Giacomo - Spissu - Fadda - Balia - Sanna Salvatore - Morittu - Secci - Vassallo - Ortu - Demuru - Sanna Emanuele - Scarpa - Deiana - Biancu - Sanna Gian Valerio - Falconi - Orrù - Calledda - Scano - Dettori - Cugini - Lai

Punto 2.1.3 - le risorse idriche e il sistema del ciclo delle acque

Dopo il primo capoverso è aggiunta la seguente parte:

"Conseguentemente la Giunta regionale viene impegnata a porre in essere tutti gli atti di ordine politico e amministrativo perché sia revocata e modificata l'ordinanza 20 giugno 2003 n. 353, del Commissario governativo per l'emergenza idrica in Sardegna ed ogni altro atto connesso e consequenziale relativo alla realizzazione dell'ulteriore sbarramento (diga) sul fiume Flumendosa, località Monte Perdosu, agro di Villasalto, in quanto grandemente pregiudizievole della soglia minima di vitalità e dell'equilibrio dell'habitat naturale dell'ultimo tratto di fiume nei territori del Gerrei-Sarrabus sino alla foce. Contestualmente, almeno un pari importo finanziario dovrà essere stanziato e finalizzato per la immediata promozione nei territori del Gerrei-Sarrabus di un progetto di salvezza del fiume, di riassetto e di valorizzazione del sistema naturale del Flumendosa anche attraverso la raccolta d'acqua nei minori laghi collinari, come fatto contestuale d'ambiente, di sviluppo produttivo, di lavoro, di cultura, di clima e di habitat complessivo. (1)

PRESIDENTE. L'emendamento può essere illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento.

COGODI (R.C.). Noi comprendiamo che può essere, come dire, tatticamente in questo momento di ulteriore difficoltà, chiamiamolo così, di disorientamento, di marasma della maggioranza, tatticamente potrebbe essere interesse dire che ritiriamo l'emendamento, proseguiamo col voto e segretamente, ma non tanto, anche questa prima esperienza di vecchia Giunta verrà seppellita. Noi riteniamo invece che l'emendamento possa essere votato perché non rimarrà granché di questo Dpef però si riferisce ad una questione che in moltissime assemblee popolari con la partecipazione di tutti gli amministratori locali delle diverse parti politiche di una parte della Sardegna ha posto la questione per diverso tempo e ci parrebbe sbagliato che il Consiglio regionale, i cui rappresentanti di diverse parti politiche, di opposizione e anche di maggioranza in più circostanze hanno...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi, non stanno seguendo, io le propongo... Colleghi, per cortesia. Onorevole Cogodi, prego.

COGODI (R.C.). Dicevo che in molteplici assemblee popolari indette dalle amministrazioni locali, dai sindaci di diversa politica, è stato assunto impegno dai rappresentanti regionali nel Consiglio regionale, da parte egualmente di diverse parti politiche di opposizione ma anche di maggioranza, di dare un'indicazione proprio attraverso il Dpef alla correzione di una decisione, o comunque di un'iniziativa regionale che vede la realizzazione del sesto, del settimo sbarramento lungo il fiume Flumendosa e che condannerebbe inesorabilmente, questo ulteriore sbarramento, questa altra diga nel Gerrei alla morte biologica e fisica, l'ultimo tratto del fiume. Il problema quindi non è tanto questione di opera pubblica, il problema è della salvezza di un fiume, di un habitat, di un ecosistema e si è assunto l'impegno che quando si fosse arrivati a questa fase il Consiglio regionale, ripeto un impegno che hanno assunto i rappresentanti di diverse parti politiche, si sarebbe data l'indicazione di una correzione, che in luogo della realizzazione del grande ulteriore sbarramento sul Flumendosa si proceda invece ad un sistema di realizzazione di dighe montane, di piccoli invasi che possano raccogliere l'acqua che serve a quel territorio e a tutta la Sardegna, raccoglierla in modo diverso, migliorare la condizione civile e la produzione agricola e nello stesso tempo migliorare l'ecosistema anziché distruggerlo. E' stato assunto questo impegno, ci pare giusto che il Consiglio lo confermi e che quindi questo orientamento possa essere assunto dal Consiglio e dato come indicazione alla Giunta regionale attraverso il Dpef. Non è ritirato e sulle modalità di voto chiedo, invece, la votazione elettronica palese sull'emendamento, ovviamente, il resto è tutto impregiudicato, solo sull'emendamento.

PRESIDENTE. Quando arriveremo al voto, onorevole Cogodi, me lo ricorderò senz'altro. Adesso sul punto 2 e sull'emendamento 1, anzi sull'emendamento devo chiedere il parere della Commissione. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto. Non ho capito, mi scusi onorevole Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sfavorevole.

PRESIDENTE. La Commissione non l'accoglie. La Giunta? Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sfavorevole.

PRESIDENTE. Sul punto 2 e sull'emendamento 1 è aperta la discussione. Chi chiede di parlare? Onorevole Oppi?

OPPI (U.D.C.). Sulle modalità di voto.

PRESIDENTE. Sulla modalità di voto della parte 2, non dell'emendamento, perché sull'emendamento è già stato chiesto come votare.

Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Sull'emendamento io chiedo che si voti a voto segreto.

PRESIDENTE. Adesso stiamo votando prima le priorità di intervento, poi dopo vedremo l'emendamento. Allora, priorità di intervento, stiamo parlando della pagina 20 e successive.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per chiedere il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sulle priorità di intervento, punto 2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 34

Contrari 38

Voti nulli 1

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Pertanto l'emendamento numero 1 decade perché è aggiuntivo a niente.

Al punto 3, le politiche tematiche, a pagina 36, colleghi, attenzione per cortesia. Sulle politiche tematiche è aperta la discussione. Chi chiede di parlare? Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sulle politiche tematiche, punto 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 33

Contrari 38

Voti nulli 4

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

FLORIS (U.D.R. Centro). Non ha letto i voti nulli.

PRESIDENTE. Ho detto quattro. L'ho detto dopo alla fine, ma l'ho detto, è registrato, stia tranquillo. Siamo al punto 4, la strategia organizzativa per l'efficienza e l'efficacia gestionale, pagina 57. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Per chiedere il voto segreto, Presidente.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto, io prego i colleghi di prendere posto perché stiamo votando ed io sto dichiarando aperta una votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del punto 4, la strategia organizzativa per l'efficienza e l'efficacia gestionale.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 38

Contrari 37

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Colleghi il punto 5, così come richiesto dall'onorevole Secci lo voteremo in due parti, il punto 5.1 e il punto 5.2. Punto 5.1, pagina 66.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). La ringrazio Presidente per aver guardato anche da questa parte, anche perché si trattava della discussione generale, in precedenza, si sarebbe rimandata la votazione di qualche minuto, perché vista la volontà dell'Aula di non intervenire, consentirmi di parlare era questione proprio di pochi minuti. Comunque non importa, perché visto l'andamento non è che cambino molto le cose. Il mio intervento, ovviamente, si rifà e si riferisce alla parte portante del documento finanziario, perché è vero che si può e si deve parlare di interventi pianificatori e di strategie dello sviluppo, però è anche vero che qualsiasi cosa può essere fatta solo e nella misura in cui esistono le risorse da destinare ai vari interventi che si programmano. Con questo documento di programmazione economica e finanziaria e con l'esito delle votazioni sino a questo punto si è dimostrata la sostanziale inutilità di questo documento, dal momento che non è pensabile e non è possibile che non sia prodotta una legge finanziaria e che non sia prodotta soprattutto la legge di bilancio. Quindi, nel momento in cui per la perversità di un Regolamento che consente ancora che parte fondamentale dell'attività legislativa possa essere falcidiata dal voto che arriva attraverso lo scrutinio segreto, dove purtroppo si annidano coloro i quali non hanno il coraggio, né la responsabilità di assumere la responsabilità, appunto, dei propri comportamenti, a questo punto qualsiasi discorso dovrebbe essere totalmente inutile. Dall'esito delle votazioni abbiamo visto e abbiamo capito chi sono i franchi tiratori, come si collocano nel quadro supposto di questa maggioranza e soprattutto abbiamo anche notato le assenze, che purtroppo esistono nella maggioranza, che si determinano e che si individuano addirittura esiziali per l'esito del provvedimento. In una maggioranza così traballante, come è quella che si palesa in quest'ultimo scorcio di legislatura, è evidente che nessuno di noi può consentirsi il lusso di essere assente nel momento dello votazioni e delle votazioni che si appalesano essere cruciali per l'importanza degli argomenti che sono in discussione.

E' chiaro che ognuno è responsabile delle proprie azioni, prima di tutto nei confronti dei sardi, ma non secondaria e non meno importante è nei confronti di se stesso per il ruolo determinante, cinicamente determinante che viene assunto con i comportamenti.

La politica delle entrate, su questo si è detto in discussione generale, è ovvio che di fronte ad una esigenza, ad una crescita sempre più esponenziale dei bisogni, talvolta giustificati, ma molto spesso sono frutto di una disposizione da parte dei soggetti "beneficiari" dei provvedimenti ad avere sempre di più, non si può porre limite alla crescita della spesa e quindi alla necessità dell'intervento.

Quindi, questo è un richiamo che io credo di poter fare nei confronti di tutti i soggetti che sono qui presenti in Aula, maggioranza ed opposizione, perché non si può prestare in maniera indiscriminata orecchio a questo tipo di necessità, perché se così fosse e si è data dimostrazione di andare in questa direzione, praticamente non ci sarebbe più freno alle richieste e se in questa legislatura il Consiglio regionale prima, ma in maniera non secondaria l'esecutivo regionale, è stato assediato da una schiera di soggetti, il più delle volte, che si presentavano non tanto per richiedere giusti interventi a sostegno, ma che si presentavano - ormai questa è la dimensione della spesa regionale - per richiedere sussidi per attività che non avevano e che non hanno ragione e motivo di essere ancora sostenute.

Quindi, il richiamo è a prestare orecchio alle richieste, ma a sapere discernere, a saper distinguere dalle richieste che rappresentano una effettiva esigenza di sostegno per lo sviluppo di settori che necessitano quella particolare attenzione, ma prestare e dimostrare totale ed assoluta sordità per quelle richieste che vengono sempre più avanzate e che non hanno la caratteristica del sostegno per l'attività produttiva, ma che come dicevo in precedenza hanno più che altro la caratteristica del sussidio.

L'Amministrazione regionale deve essere sensibile anche, e lo è sempre stata nella scorsa e nella presente legislatura, sensibile ed attenta ad intervenire nei confronti delle classi sociali meno abbienti, ma qui si entra nel campo dell'assistenza, qui si entra nel campo del sociale che nulla ha a che vedere con quella attività diretta a sostenere lo sviluppo che non può essere improntata con i criteri di natura assistenziale che invece anche sulla spinta, va detto, di settori e di gran parte dell'opposizione purtroppo in questa legislatura la maggioranza non ha avuto la forza, né la capacità di sottrarsi.

Con riferimento alle politiche delle entrate, quindi, dicevo di fronte alla sempre più crescente esigenza di intervento a sostegno si appalesa, invece, e fa riscontro, invece, una limitazione nelle risorse per i motivi che sono noti a tutti quanti. Una riduzione dei trasferimenti statali imposti prima nel passato recente dall'esigenza del contenimento della spesa pubblica nazionale per il risanamento della finanza nazionale per poter entrare a pieno titolo nell'euro, e ricordiamoci che quei sacrifici hanno spezzato le gambe al sistema produttivo impedendogli e sottraendogli quelle risorse che erano necessarie all'autofinanziamento e quindi distraendo capitali che altrimenti avrebbero potuto essere impiegati per sostenere lo sviluppo, ma che invece sono andati a contenere la voragine del debito pubblico accumulatasi nel corso di decenni da una politica spregiudicata seguita dai governi centrali sino al momento in cui non c'è stato il richiamo forte che perveniva dalla necessità di far parte a pieno titolo, come dicevo, dell'Unione Europea e, conseguentemente e successivamente, con esiti che si manifesteranno a partire dall'esercizio finanziario del 2007, la riduzione dei trasferimenti comunitari in seguito alla fuoriuscita della Sardegna dai territori dell'Obiettivo uno, conseguenti sia da una parte alla crescita del reddito medio pro capite isolano, ma soprattutto per l'abbassamento del parametro di riferimento che è conseguente all'ingresso e all'allargamento dell'Unione Europea dei paesi dell'Est.

Quindi, la politica di rigore è necessaria, è indispensabile, a questa dobbiamo attenersi. Ma la politica di rigore se da una parte va verso il contenimento della spesa, dall'altra la politica delle entrate deve anche tendere, come è stato ricordato nel Dpef, e mi sorprende come quelle parti che sono state, che sono e che non possono non essere condivise quanto meno in termini di principio, siano state respinte e bocciate dall'Aula sempre a voto segreto, perché vorrei vedere quante persone anche dell'opposizione hanno il coraggio di votare in modo palese contro affermazioni che sono di principio e che non possono assolutamente essere negate da alcuno, dicevo la necessità di un confronto aperto, ma allo stesso tempo fermo, serrato e determinato...

PRESIDENTE. Prego onorevole Balletto, concluda.

BALLETTO (F.I.). Perché alla Regione Sardegna venga riconosciuto ciò che è già riconosciuto ad altre regioni a Statuto speciale. Non si poteva pensare, né si poteva sperare che un problema irrisolto dalla storia dell'autonomia regionale, e quindi per i cinquant'anni precedenti, questa maggioranza un po' claudicante ed oggi certamente priva forse, sostanzialmente, anche di una gamba potesse risolvere questo problema, soprattutto perché un problema di tale importanza non può vedere impegnata un parte politica, solamente la maggioranza, ma è un problema che riguarderebbe e che dovrebbe riguardare responsabilmente anche l'opposizione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto, altri chiedono di intervenire? Se nessuno chiede di intervenire passiamo alla votazione sul punto 5.15. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del punto 5.1.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 38

Contrari 35

Voti nulli 2

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Colleghi stiamo per votare il punto 5.2, la politica del bilancio e il quadro delle risorse. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sul punto 5.2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 36

Contrari 38

Voti nulli 1

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Passiamo agli allegati colleghi, l'allegato numero 1, il ruolo della Sardegna nell'economia nazionale ed internazionale.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io chiedo la parola nel merito delle questioni che si stanno esaminando, vorrei intervenire sugli allegati a dare una valutazione sulla bontà degli allegati, pongo però nel contempo una questione a questo punto anche di procedibilità. Gli allegati, lo dice la parola, è qualcosa che si lega a qualche cosa; se io ho un asino lo devo legare ad un albero, se qualcuno mi sega l'albero non è che poi posso legare l'asino all'albero. Ora, di tutta la parte, diciamo così.... Ve la prendete a ridere ma la cosa è seria; la cosa è seria soprattutto penso la maggioranza e la Giunta nuova, nuova dovrebbe anche poco, poco preoccuparsi, la parte nuova a partire dal collega Fois, che è il più preoccupato, ma non è poi così nuovo alla preoccupazione. Ora, non c'è l'albero e si vuole legare l'asino, questo è il punto, perché della prima parte, di tutta la parte molto corposa che in questi giorni è stata così approfonditamente discussa, esaminata, confrontata in Aula, su cui la maggioranza ha sparso fiumi di sudore per difenderne la bontà! Non hanno speso una parola, di che cosa vi lamentate, voto segreto, regolamenti? Ma Balletto poc'anzi, a me pare in un sussulto di onestà, di onestà politica a nome degli altri e di tutti voglio dire, fuori discussione l'onestà individuale di ognuno, ha fatto una dichiarazione che non era neppure una dichiarazione di resa, era una dichiarazione di fuga. Vi ha appena detto, il relatore di maggioranza, ve l'ha detto anche in modo delicato, come il collega Balletto quando vuole sa fare: badate che voi Dpef non ne avete più, perché del Dpef è rimasto il titolo e neppure tutto l'indice. Voi prendete un libro, lasciate il titolo e solo un pezzo di indice e poi portatelo al premio Campiello e vedete se vince qualche premio, non si sa cosa c'è scritto, non c'è nulla. Ora, voi a questa cosa, che è composta da un titolo, un pezzo di carta, una scatola dove c'è un titolo ed un pezzo di indice, volete dire che è un Dpef, che è un documento di programmazione economica e finanziaria della Regione; non è niente. E quindi era giusto il consiglio che vi dava il collega Balletto, ve lo dava come parte di maggioranza, ma cosa aspettate ad andarvene? Vi ha detto elegantemente. Però voi state lì, fra l'altro siamo anche dispiaciuti per i nuovi Assessori, sono appena arrivati, almeno vedere cosa c'è, almeno l'antipasto. Nulla! Prova del fuoco! E questo non è manco il fuoco, questo è un fuoco di Sant'Antonio, quello era un fuoco di Sant'Antonio quello delle feste, quei falò che in questi giorni si fanno, quelli di Sa Tuva. Ma è bastato un primo fuocherello, la maggioranza, la Giunta, era convinta Forza Italia quando ha designato i suoi Assessori, quando ha completato la Giunta, si è autoconvinta, poi a voto segreto c'è chi sa anche come votano gli altri, io non ho mai capito come, esistendo un sistema di voto segreto, che a tutti noi ci viene detto che essendo segreto è garantito in democrazia, c'è chi sa come votano i colleghi a voto segreto, perché poc'anzi abbiamo sentito lo stesso collega Balletto dire: adesso abbiamo capito, sappiamo chi sono i franchi tiratori. E allora sei tu, perché solo di te puoi sapere. E può essere ognuno, perché essendo voi ormai un insieme, come dire, di polemiche vostre interne, un cesto di serpenti, è chiaro ed evidente che ognuno di voi può cercare di fare qualsiasi cosa per rendere un cattivo servizio all'altro. Siete voi che non siete maggioranza, siete voi che non avete un'idea buona della politica e del governo, siete voi che dovete tutti insieme alzare le mani, arrendervi e ritirarvi.

Concludo, pongo la questione anche di carattere formale, gli allegati se non c'è il corpo principale, se non c'è la sostanza, se non c'è il ragionamento rispetto al quale i documenti che accompagnano possono reggersi, noi voteremo qualcosa che è l'accompagnato senza l'accompagnatore, ed un accompagnato senza accompagnatore dove va? Ecco, ho posto una questione formale, adesso al di là dei modi, ho cercato di dirlo in modo che lo capissero tutti, anche il collega Tunis, e però detto in questo modo... Il collega Tunis è quello che ieri ha fatto il colpo di mano per fare il condono edilizio generalizzato in Sardegna, quindi è uno di quelli che capisce più di tutti noi, è per questo che ho voluto usare alcuni espressioni in questo mio intervento perché le comprendesse anche il collega Tunis, quello che capisce più di tutti noi, che fa i colpi di mano in Commissione pensando che così fa buon servizio alla regione e che così fa leggi in questa regione e che così fa il Consiglio regionale e che fa gli interessi della regione, lui e chi lo ha ispirato. Ciò detto però pongo la questione, che è anche una questione, oltre che di ordine politico anche di ordine formale e procedimentale, perché la questione venga risolta e venga risolta brillantemente, intelligentemente e saggiamente, io ritengo come sempre queste questioni vengono affrontate e risolte da chi le deve in tal modo dirimere.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola agli altri colleghi che me l'hanno chiesta, sulla procedibilità voglio far osservare all'onorevole Cogodi e naturalmente a tutti i colleghi che una parte di questo Dpef tuttavia è stato approvato. Per usare la stessa metafora di quella pianta è rimasto quanto basta per legarci l'asino. Poi faccio oltretutto notare che gli allegati comunque si reggono anche da soli, pertanto noi dobbiamo procedere, poi naturalmente il Consiglio nella sua sovranità deciderà quello che vorrà anche sul destino degli allegati.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (GRUPPO MISTO). Presidente anch'io sulla stessa questione naturalmente, perché siamo in una situazione un po' paradossale. Io credo di ricordare, può essere che ricordi anche male, chiedo conferma magari alla Presidenza, ma talvolta gli allegati al documento non sono stati nemmeno sottoposti al voto, proprio perché una cosa è il documento, poi ci sono allegati al documento. Ma il documento di programmazione economica e finanziaria fondamentalmente è questo. Ora, io stamattina ho detto nel mio intervento che in realtà il Dpef non esiste, ho detto che esiste in apparenza, non nella sostanza, perché un Dpef che viene esaminato con sette mesi di ritardo, a gennaio invece che a maggio - giugno dell'anno precedente, è già la negazione totale, compiuta della propria funzione. Quindi, in realtà il Dpef già non esisteva, però ora non c'è più nemmeno la finzione, non c'è più nemmeno l'apparenza, perché che cosa è rimasto del documento che è stato sottoposto alla discussione e al voto del Consiglio? Sono rimaste le pagine 7 e 8 che, se date uno sguardo, colleghi, rapido, sono una sorta di premessa, quasi una prefazione. Le pagine 7 e 8 dicono più o meno qual è, illustrano l'architettura del Dpef, quindi è rimasta la premessa, una parte della premessa. E' rimasto il capo quarto, la strategia organizzativa che, a ben vedere, potrebbe essere considerata persino una materia sì collegata all'argomento, ma perfino non essenziale, perché tratta dell'apparato, dell'organizzazione amministrativa, gestionale della regione, che certo è materia del Dpef, ma non è sicuramente una parte fondamentale, né una parte quasi accessoria. Poi è rimasto un pezzo del quinto, ma il quinto è intitolato: manovra economica e finanziaria, è rimasta la parte sulle entrate, ma non c'è la parte sulla spesa. E' come se nell'approvare un bilancio venisse approvata dall'Assemblea la parte sulle entrate, ma non sulla spesa. Secondo voi un bilancio in cui ci siano le entrate e non le spese è un bilancio? No, è del tutto evidente che non è un bilancio. Quindi a ben vedere anche il punto quinto è stato da quel voto altro che azzoppato, per riprendere la metafora del collega Balletto che si riferiva alla maggioranza, è stato affondato. Non c'è più manco la parte quinta, è rimasta la richiesta al Governo, allo Stato che integri le entrate. Questa non è mica un manovra, tutt'al più questa è una petizione, è una preghiera, non è una manovra di bilancio, non è una manovra finanziaria. Quindi, per concludere, io non è che voglio fare il causidico, ma davvero qui insomma è evidente qual è la sostanza della situazione che abbiamo di fronte, io chiedo, ma a questo punto, la questione degli allegati io sono d'accordo con ciò che ha detto il collega Cogodi, ma la questione degli allegati non muta la sostanza, sono allegati, ma allegati al documento. E' il documento in questione, se non c'è il documento gli allegati lasciano il tempo che trovano. Allora la domanda è questa, ma la pongo alla Presidenza naturalmente, la pongo non polemicamente ai colleghi della maggioranza e alla Giunta, ma su che cosa verte il voto finale? Il voto finale verte su un documento che non c'è più. Io non voglio dare suggerimenti alla Giunta, ma la ritirerei, non c'è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, qualche brevissima considerazione a sostegno delle tesi appena enunciate dai colleghi, ma prima di fare questo volevo un attimo ricollegarmi all'intervento fatto nella discussione precedente dal collega Balletto. Collega Balletto lei è sufficientemente esperto per capire e per ricordare che il Consiglio regionale dà giudizi che sono insindacabili seguendo e rispettando le procedure regolamentari che si è dato. Il voto del Consiglio regionale oggi, su parti importanti del documento economico e finanziario, non fa altro, a nostro avviso e ne siamo orgogliosi, perché queste tesi abbiamo sostenuto, raccogliere quanto in discussione generale l'opposizione ha detto ed evidentemente questa opposizione che ha parlato da sola oggi in Consiglio regionale ha convinto colleghi della maggioranza della bontà delle tesi che ha sostenuto. Allora, stiamo parlando di una cosa, evidentemente, collega Balletto, che la maggioranza di questo Consiglio non condivide. Bisogna prendere atto di questo, avere rispetto di questo, avere rispetto di gente che ha lavorato e faticato per illustrare al Consiglio queste tesi, avere rispetto delle posizioni che il Consiglio regionale assume e trarre le conclusioni soprattutto, perché la cosa che manca, Presidente e colleghi, in quest'Aula, è che da troppo tempo non si traggono conclusioni su voti importanti, fondamentali, che sono pietre enormi che cadono su questo Consiglio, perché il documento, Presidente, e mi associo alle considerazioni che faceva il collega Scano, cercando anche di riportare in termini di normativa cosa contenuto nella legge 11, dove dice cosa deve contenere il documento di programmazione economica e finanziaria e dove dice come si forma il bilancio annuale della Regione. Allora mi chiedo e le chiedo, Presidente, se è possibile votare un documento che manca di parti importantissime contenute nell'articolo 1 bis della legge 11 dell''83, modificata nelle varie fattispecie, dove si dice che il documento di programmazione economica e finanziaria per l'ambito temporale del bilancio pluriennale traccia le linee guida per lo sviluppo economico, ne delinea gli obiettivi e le azioni di intervento, coordina i flussi finanziari pubblici determinando l'ammontare delle risorse disponibili comprensivo delle entrate proprie. Nella premessa! Continua l'articolo 1 bis, al punto C) del comma successivo: le previsioni delle entrate, del ricorso all'indebitamento e del prelievo autonomo da parte della Regione. Dopodiché si va avanti e all'articolo 12 bis.

OPPI (U.D.C.). Non fare la storia d'Italia!

SECCI (La Margherita - D.L.). Non faccio la storia d'Italia, collega Oppi, faccio soltanto due considerazioni elementari che finiscono in pochissimi secondi: bilancio annuale della Regione, quindi manovra finanziaria, fase successiva; su che cosa si basa il bilancio annuale? Il bilancio annuale di previsione è formato sulla base dei criteri e dei parametri previsti nel Dpef. Presidente, senza allungare eccessivamente le disquisizioni sulle premesse, sulla storia che ha determinato questo Dpef, che sono elemento importante di costituzione di questo documento, ma fermandoci soltanto alla bocciatura del punto 5.2 del capitolo 5, e cioè la politica di bilancio ed il quadro delle risorse, dove si parla esattamente della situazione dell'indebitamento, della situazione dell'indebitamento necessaria per mettere a pareggio il bilancio, della politica ancora una volta, per la terza volta in quest'Aula nel giro di due mesi, del recupero del miliardo di euro dai residui di stanziamento e dai residui formali. Dopo questo Presidente io ritengo che farebbe bene lei, non glielo consiglio perché so che lei ha sufficiente esperienza per determinare tranquillamente, ma io le suggerirei Presidente lo stesso, di fermare un attimo la macchina, di vedere meglio le cose, perché noi un'esperienza di bocciatura di Dpef l'abbiamo avuta, mi sembra, non più tardi di qualche tempo fa, non mi ricordo se l'anno scorso o due anni fa, che era stato ritirato e riportato in Aula dopo qualche tempo. Penso che sia prudente in questo caso fermarsi, approfondire meglio e, prima di fare errori o disastri, procedere come è dovuto per fare le cose in modo legittimo e in modo rispettoso delle volontà di questa Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Altri chiedono di parlare? Se nessuno chiede di parlare il Presidente del Consiglio fa valutazioni meramente tecniche e dal punto di vista tecnico io non posso che confermare quanto ho detto dopo l'intervento dell'onorevole Cogodi. Le questioni sollevate sono di ordine politico e a queste questioni deve dare una risposta la Giunta o la maggioranza, alle questione poste. Io devo valutare sul piano tecnico e sul piano tecnico - ripeto - una parte di questo Dpef è stata approvata da questo Consiglio, gli allegati si reggerebbero perfino da soli, non possiamo che procedere al voto. Se poi qualcuno vuole chiedere al Presidente del Consiglio una breve sospensione, il Presidente del Consiglio non avrebbe nessuna obiezione da fare, ma nessuno l'ha chiesta. E se nessuno chiede una breve sospensione o una sospensione stiamo votando.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda, sul voto sull'allegato 1. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. Sull'allegato 1 è stato chiesto il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'allegato 1.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 35

Contrari 38

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Passiamo al punto 2, POR Sardegna. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Voto segreto.

PRESIDENTE. E' stato chiesto anche sull'allegato 2 il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'allegato 2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 38

Contrari 35

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Siamo all'allegato 3. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Voto segreto.

PRESIDENTE. E' stato chiesto anche sull'allegato 3 il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'allegato 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 35

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Pongo in votazione l'allegato 4a. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto segreto.

PRESIDENTE. E' stato chiesto anche sull'allegato 4a il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'allegato 4a.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 36

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Pongo in votazione l'allegato 4b. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. L'onorevole Fadda ha chiesto il voto segreto, pertanto stiamo votando con voto segreto l'allegato 4b.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'allegato 4b.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 35

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Siamo al voto finale.

FADDA (La Margherita-D.L.). Lo ritirate? Si arrende, Assessore?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Tenete presente che stiamo facendo dichiarazioni di voto.

COGODI (R.C.). No, io chiedo la parola sul Regolamento.

PRESIDENTE. Bene, sul Regolamento. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Perché ripropongo la questione procedimentale che ho posto prima, a norma di Regolamento e, al di là dei regolamenti formali, del regolamento del buon senso.

Io vorrei capire che cosa il Consiglio deve votare. Si dirà e si dice ancora: "Quel che è rimasto", ma non è rimasto niente che abbia senso. Nella prima parte delle votazioni ci siamo permessi di dire, io mi sono permesso di dire: "E' stato segato l'albero", poi si è voluto legare l'asino all'albero che non c'era più, adesso è morto anche l'asino! E' stato bocciato tutto quello che era allegato, o meglio, che si doveva allegare all'albero che non c'era più. Tagliato l'albero, morto l'asino, io voglio capire che cosa si deve votare. Si deve votare la parvenza dell'esistenza di una maggioranza? Non si può, perché allora ci vuole una parvenza di voto. Si vuole votare l'immaginazione che esista una Giunta? La fantasia? Allora ci vuole un gioco di fantasia, non un esercizio di voto. Insomma, a ogni cosa si deve rispondere sullo terreno.

Io ripropongo la questione, provo a dirla in questi termini perché se no l'amico, il compagno Pier Sandro può dire che facciamo i causidici. Ma non facciamo i causidici, facciamo le persone normali, le persone serie, le persone che in ogni luogo e in ogni situazione, in ogni circostanza, per essere questo il più alto consesso rappresentativo del popolo sardo, non rinuncia al buon senso, alla ovvietà. Per cui cessiamo dalla fictio iuris, dalla parvenza, dalla rappresentazione. Ricordate all'inizio di questa legislatura, qualche tempo fa, il teatrino della politica? Chi vuole fare la marionetta la faccia, c'è gente che non vuole fare la marionetta. Non c'è da votare, perché non c'è sostanza da sottoporre a voto. Si vogliono salvare le forme? Non salvare le forme, cioè inventare forme a cui non corrisponde nessuna sostanza? Va beh, così ognuno di noi può ancora pensare che sta facendo pienamente il consigliere regionale, la Giunta può pensare che sta facendo il Governo, la Presidenza del Consiglio può continuare a pensare che sta facendo la Presidenza del Consiglio, non è vero niente, però facciamo finta che lo sia. Ma se è un gioco di finzioni credo che non valga il tanto.

Io ripropongo la questione, seriamente e formalmente, che si precisi comunque, se si procede al voto, in che cosa consista questo voto, che cosa esattamente si sta votando e se quel che si sta votando possa essere definito DPEF, Documento di programmazione economica e finanziaria della Regione, perché se non è DPEF non si può votare, per l'ovvio principio della economia dei mezzi giuridici, che non si sprecano i mezzi, i mezzi si usano in ragione dei fini da raggiungere: se quel che si vota è zero lo strumento si azzera, si annulla, si elimina.

Certo che la questione è politica, principalmente, ma non so, allora si aspetti, chiamiamo il presidente Masala e trarrà le conclusioni, può darsi che il presidente Masala stia arrivando per annunciare le dimissioni, aspettiamo un attimo. Però in attesa che il presidente Masala annunci le dimissioni, arrivi e le annunci, forse anche sul piano della conduzione dei lavori di questa Assemblea si può prendere atto che come minimo è opportuno ed è anche utile approfondire appena anche la questione che è stata posta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Io voglio dire che...

(Interruzione del consigliere Cogodi)

SCANO (Gruppo Misto). Va bene, Cogodi, parlerò sul Regolamento, per dichiarazione di voto intervengo dopo.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, abbia pazienza, c'è un collega che ha la parola, perché vuole interrompere?

COGODI (R.C.). Ne ho anche troppa di pazienza!

PRESIDENTE. No, mi pare che lei non ne abbia per niente. Onorevole Scano, prego.

SCANO (Gruppo Misto). Io ho già sostenuto e ripeto, pregherei anche i colleghi della maggioranza di ragionarci un po', che non esistono i presupposti formali e sostanziali per votare il DPEF. Non esistono i presupposti né formali né sostanziali. Aggiungo anche che fingere che il Consiglio si appresti al voto finale sul Documento di programmazione economica e finanziaria non giova: non giova alla Giunta, non giova alla maggioranza, non giova sicuramente al Consiglio. Se il Presidente dovesse mantenere l'orientamento volto a sottoporre al voto del Consiglio, io naturalmente rispetto come sempre l'opinione della Presidenza, debbo dire però, molto sinceramente, che non condivido, mi pare proprio che non ci siano, ripeto, i presupposti.

Stamattina ho fatto una battuta, non pensavo di anticipare così quello che sarebbe successo. Ho detto - mi riferivo al fatto che considero il DPEF già in sé esaminato a gennaio una finzione - che qui invece che fare le dichiarazioni di voto bisognerà fare le dichiarazioni di vuoto! Ma adesso la cosa è proprio in questi termini, cioè io anticipo, nell'intervento sul Regolamento, invece della dichiarazione di voto una dichiarazione di vuoto. Cioè il DPEF è vuoto, non esiste più e non capisco perché dobbiamo votare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà. Devo precisare, prima di dare parola, che non c'è nessuna discussione sul Regolamento. L'onorevole Cogodi ancora non presiede quest'Aula, lui ha sollevato una questione regolamentare, ma non ho capito a quale articolo del Regolamento si riferisse, quindi non c'è nessuna discussione sul Regolamento. Io ho aperto invece le dichiarazioni di voto, pertanto la dichiarazione fatta dall'onorevole Scano e anche quella fatta dall'onorevole Cogodi valgono come dichiarazioni di voto. Mi perdoni ma io le do la parola per dichiarazione di voto. Prego, onorevole Selis.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, non so se la mia sarà esattamente una dichiarazione di voto o una considerazione sul Regolamento, faccia lei, però le chiedo questo: se domani nella discussione del bilancio l'Aula bocciasse la rubrica della programmazione e poi quella dell'industria e poi quella della sanità e rimanesse in piedi, magari, solamente la parte di uno o due Assessorati e gli altri Assessorati e tutti gli allegati bocciati, tutti gli allegati, le tabelle per esempio, io non so se quello si potrebbe considerare un bilancio e se lei se la sentirebbe di metterlo in votazione. Io direi di no, perché il bilancio, per definizione, per Statuto, per legge, deve stabilire le entrate e le uscite di tutti gli Assessorati e quindi consentire l'attività ordinaria della Regione e le spese anche straordinarie e deve prevedere, negli allegati, le risorse per finanziare le future attività legislative. Se noi bocciassimo, se quest'Aula bocciasse, e potrebbe avvenire, Assessorato per Assessorato, gran parte del bilancio, io sono certo che il Presidente del Consiglio, nella sua saggezza, non potrebbe considerare di mettere in votazione un bilancio, perché quel bilancio così martoriato non consentirebbe di adempiere alla sua funzione istituzionale, cioè previsione delle entrate, delle spese e quant'altro.

Quello che è successo qui, per quanto hanno detto Cogodi, Scano, Secci, ma, io mi auguro, per quanto il Presidente può e voglia considerare, l'articolo 1 bis, che prevede quale debba essere il contenuto del DPEF, precisa quali devono essere le parti strutturali del DPEF e dice testualmente (mi sto rivolgendo al Presidente): "Il DPEF contiene…". Questa espressione, "il DPEF contiene", nel linguaggio delle leggi significa che il DPEF deve contenere, è un linguaggio normativo, prescrittivo, il che significa che se il DPEF non contiene quello che è previsto dalla legge, il DPEF non è più DPEF, chiamatelo come volete. Che cosa ci fate votare? Se il DPEF non contiene l'analisi degli aspetti strutturali degli andamenti economici, il punto A, e non li contiene perché l'Aula li ha bocciati, se il documento non contiene gli esami dei risultati raggiunti, e non li contiene perché l'Aula li ha bocciati, se il DPEF non contiene le previsioni e gli obiettivi generali programmatici dello sviluppo regionale, e il DPEF non li contiene perché l'Aula li ha bocciati, se il DPEF non contiene gli indirizzi e le priorità, quel capitolo che è rimasto in piedi sulla organizzazione della Regione e delle riforme non è sufficiente a considerare questo documento propedeutico a orientare il bilancio, che è l'obiettivo fondamentale del DPEF, la politica delle entrate e la politica della spesa.

Presidente, non una polemica sul Regolamento, sulle dichiarazioni di voto, noi stiamo sostenendo e chiediamo al Presidente di verificare, col sostegno degli uffici, col sostegno della Conferenza dei Capigruppo, col sostegno di chi vuole, se ella, Presidente, ritiene che questi punti dell'articolo 1 bis che dicono che il DPEF deve contenere, se sono contenuti, perché se non sono contenuti noi non possiamo votare un documento che quest'Aula ha svuotato dei contenuti nell'esercizio della sua attività sovrana di legislatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Molto brevemente, Presidente, io direi che bisogna evitare di caricare di enfasi formale, soprattutto si può porre il problema sul piano politico e direi che l'onorevole Gian Mario Selis, che ha già assolto l'alta funzione di Presidente di questa Assemblea, sa bene che non può essere demandato ai funzionari né allo stesso Presidente del Consiglio di valutare il contenuto di un documento che è rimesso appunto agli atti di approvazione o di bocciatura dell'Assemblea. Dunque, rimanendo sul piano formale, questo è il Dpef approvato dalla Giunta regionale, esitato dalla Commissione consiliare, che ha avuto nella normale vicenda parlamentare di dialogo e anche contrapposizione, di richieste legittime di voto segreto da parte dell'opposizione, assumendosi anche tutta la responsabilità di un atteggiamento di questa natura, ma sempre confinato il problema su un piano politico. Allora ecco perché noi riteniamo che si debba pervenire a un voto finale, sarà un documento, certo, non quello che né la Giunta né i proponenti né sicuramente la maggioranza riteneva fosse l'obiettivo finale, un documento dimezzato, ma direi che il Dpef spesso, da quando si è introdotta anche nel nostro ordinamento questa sorta di pratica che è stata - mi si consenta il termine - scimmiottata dal livello nazionale, con un intento che era quello di superare la fase dei piani generali di sviluppo, ma che nell'attuazione pratica poi si è rivelato un documento di indirizzo, di intenti e che neanche dalle prime esperienze, quelle che hanno visto protagonista il governo di centrosinistra anche nella elaborazione di documenti di questa portata, non c'è stata mai coerenza con le finanziarie e i documenti di bilancio che sono poi pervenuti in Aula, che, ricordiamo, avevano una veste all'atto della proposizione in Giunta, ne assumevano un'altra in Commissione, per essere ancora trasformate radicalmente in Aula. Questo per la verità è capitato anche in questa legislatura, lo ricordo anche per i Dpef presentati dal sottoscritto come Assessore della programmazione, quindi non c'è da scandalizzarsi sotto questo profilo, è la storia che si ripete rispetto ad uno strumento che dobbiamo - cari colleghi, non solo della maggioranza, ma anche dell'opposizione - chiederci qual è l'utilità di un documento di questa natura oggi che riteniamo assolutamente inadeguato e dunque superato. Io, fossi probabilmente nel Presidente Masala, considerati anche i tempi di ritardo nella presentazione della finanziaria, sicuramente mi sarei determinato a soprassedere, forse anche creando in questo un precedente, certo non esaltante, ma avrei subito presentato la finanziaria.

Allora questo lo voglio dire perché? Perchè un documento di indirizzi, un documento che non ha valore - onorevole Selis, come lei ha detto - precettivo, un documento che non ha valore cogente, perché questo è il problema, perché non sono norme che vincolano, che non hanno fino ad oggi vincolato né i governi di centrosinistra né quelli di centrodestra nell'attuazione delle politiche finanziarie e di bilancio. Ecco perché riteniamo che il problema...

PRESIDENTE. Arrivi alla conclusione, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Non lo sottovaluto, grazie Presidente, sul piano politico, ma non ritengo che si debba dare tutta questa enfasi sul piano formale perché noi riteniamo che possa pervenire alla sua definitiva approvazione o bocciatura e per quanto ci riguarda anche un documento che per le parti sopravvissute contiene interessanti elementi su cui riflettere anche per la successiva manovra finanziaria, voteremo sicuramente favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente. se questa Assemblea seguisse il suggerimento dell'onorevole Pittalis, noi potremmo bellamente, tranquillamente fare a meno di quelle che sono le leggi di contabilità su cui si fonda gran parte del nostro lavoro e soprattutto quello della Giunta e, di volta in volta, a seconda della convenienza, decidere se uno strumento previsto dalla nostra legge di contabilità, come è appunto il documento di programmazione economica e finanziaria, può restare in piedi, se si può persino farne a meno (come suggerisce l'onorevole Pittalis) presentando direttamente la finanziaria, quindi instaurando una prassi che di fatto supera la nostra legge di contabilità.

L'onorevole Pittalis sa benissimo che questo è sempre possibile farlo e questa maggioranza ha avuto l'opportunità di farlo durante cinque lunghi anni nei quali ha potuto rimettere mano alla legislazione che regola questa materia, se si riteneva che il documento di programmazione economica e finanziaria fosse non più rispondente alle esigenze di una moderna legislazione regionale, poteva benissimo proporre la sua abolizione e proporre il suo superamento. Trovo assolutamente inaudito, invito la Presidenza del Consiglio a non tener conto dei suggerimenti dell'onorevole Pittalis, che si proponga oggi, dopo che il documento è stato falcidiato da ben quattordici votazioni negative del Consiglio regionale, trovo assolutamente fuori luogo che si dica che di questo documento si può persino fare a meno e si può invitare il Presidente della Giunta a soprassedere. A soprassedere a che cosa? A soprassedere a un voto conclusivo su un documento che non esiste e presentarsi con una legge finanziaria che non ha il presupposto fondamentale, sebbene sia vero che non sempre le leggi finanziarie sono coerenti con i documenti di programmazione economica e finanziaria? Penso che il Presidente del Consiglio, il Presidente dell'Assemblea, non potrebbe accogliere una legge finanziaria priva di questo presupposto fondamentale, non è accoglibile nella discussione in quest'Aula. Io sono, come gli altri colleghi che sono intervenuti prima di me, del parere che sebbene sul piano formale resti qualche titolo di questo documento, sul piano sostanziale non resti niente, niente che possa essere utile a formulare una legge finanziaria che nasce dagli indirizzi di programmazione imposti dal documento che stiamo votando oggi. Il Presidente del Consiglio si assume una bella responsabilità a farci approvare un documento da cui non può discendere niente ed è per questo che io credo che sia utile che ci fermiamo un attimino a riflettere sul valore di questo voto, sul valore del documento che stiamo approvando, onorevole Pittalis, io penso che sia meglio anziché dare per superate leggi di questo Consiglio e dare per assolutamente formali passaggi che stiamo facendo, penso che sia meglio fermarci un attimino a riflettere perché noi valuteremo sulla base di questo anche le modalità di partecipazione ad un voto che non condividiamo su un documento che per noi non è a questo punto esistente.

E' la maggioranza che ha la responsabilità di quanto è accaduto, perché la responsabilità, Pittalis, non è nostra che abbiamo votato contro, come era del resto previsto e prevedibile, è della maggioranza che non c'è, che non ha fatto a tempo a gioire del superamento degli interim che incassa quattordici voti negativi. La maggioranza farebbe bene a riflettere su cosa fare, su come andare avanti e valutare insieme a noi se questo incidente gravissimo che è capitato oggi può essere rimediato, in quali termini può essere rimediato, senza aggiungere un incidente all'incidente, senza aggiungere un grave vulnus al nostro sistema legislativo in materia di contabilità senza che questo sia condiviso dall'intera Assemblea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Sì, onorevole Murgia, credo che... ma lo sto dicendo in senso...

MURGIA (A.N.). Era una battuta, dai!

FADDA (La Margherita-D.L.). Ti stavo rispondendo con una battuta! Onorevole Murgia, vede...

PRESIDENTE. Invito l'onorevole Murgia a non disturbare e l'onorevole Fadda a continuare il suo intervento. Prego, si rivolga alla Presidenza, onorevole Fadda.

FADDA (La Margherita-D.L.). Io sono veramente preoccupato, Presidente, perché una maggioranza che non è in grado neanche di gestire l'Aula...

(E' arrivato il Presidente della Regione)

Eccolo qui!

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, perché si ferma? Glielo chiede l'onorevole Cogodi che non deve presiedere l'Aula e lei si ferma? Continui il suo intervento.

FADDA (La Margherita-D.L.). Dicevo, una maggioranza che non riesce a gestire l'Aula e a fare in modo, Presidente Masala, non so se lei sia stato informato di quello che è successo oggi, infatti lo vedo sorridente, tranquillo, come se in Consiglio regionale oggi non fosse successo nulla. La informiamo in diretta Presidente Masala, 59 pagine del suo Dpef sono state bocciate, 14 - per dare così uno spaccato - sono state approvate. Noi stiamo chiedendo alla Giunta regionale e non vogliamo dare, onorevole Pittalis, tanta enfasi ai nostri interventi, però io devo riconoscere al Presidente Floris che quando per due o tre votazioni venne bocciata una parte del Dpef si dimise da Presidente della Regione. Che differenza c'è, di stile, di comportamento, tra il Presidente Masala e questo devo dire anche il Presidente Pili, che non si dimise, perché? C'è una diversa sensibilità. Siete voi che ci dovete spiegare perché non siete riusciti neanche a tenere l'Aula per far in modo che il Presidente Masala potesse partecipare al voto, fare qualche intervento, cercare di ragionare, cercare di prendere tempo come tante volte avete fatto. Oggi per quattordici volte la Giunta regionale è stata messa in minoranza, Presidente Masala, io gliel'ho chiesto altre volte, glielo ripeto oggi, non renda ridicola l'Aula, si dimetta Presidente, non è in condizioni di governare, non rimanga in un posto dove la sua maggioranza non la vuole! Lo faccia nell'interesse della Sardegna, nell'interesse dei sardi, nell'interesse della sua stessa maggioranza, non è pensabile affrontare una manovra finanziaria con una maggioranza che non esiste. Quindi credo che noi abbandoneremo, tutta l'opposizione, l'Aula, perché non è pensabile mettere in votazione un documento che di fatto non esiste.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente Masala, io non le chiederò di dimettersi, credo proprio che non serva assolutamente a nulla. Voglio però cogliere l'occasione in modo naturalmente rispettoso, nulla di personale, tra l'altro presumo non ne abbia neanche le responsabilità perché questo Dpef al massimo il nuovo Assessore del bilancio, che pure stamani in replica è intervenuto, lo avrà condiviso, ma certamente non ha contribuito alla sua predisposizione, però Presidente voglio in ogni caso cogliere l'occasione in maniera rispettosa per fare i miei auguri al nuovo Assessore del bilancio e a tutta la Giunta regionale, compresi i quattro di nuova nomina che con il loro ingresso hanno davvero impresso una grandissima fiducia e hanno svolto un ruolo travolgente. Hanno rafforzato in maniera consistente e decisa l'attività di questa Giunta regionale, complimenti, complimenti davvero a tutti.

Nel merito, il discorso più strabiliante, ma ormai non è una novità, direi che è quasi la regola, ovviamente viene dall'ex Assessore del bilancio. onorevole Pietro Pittalis, che stavolta parla di maggioranza di centrosinistra riferita al passato, che nel passato nell'introdurre in questa Regione il documento di programmazione economica e finanziaria ha scimmiottato comportamenti ed indirizzi che venivano dati dal Governo e l'onorevole Pittalis oggi parla di comportamento di allora del centrosinistra che ha scimmiottato e dimentica che l'opposizione di allora, l'onorevole Pittalis insieme agli altri, hanno sostenuto la validità dell'introduzione di questo strumento di programmazione ed hanno, oltre a sostenerne genericamente la validità, in quell'occasione votato a favore, hanno votato a favore dell'introduzione del Dpef e successivamente hanno, da assessori del bilancio, predisposto e presentato all'Aula anch'essi il Dpef, chiedendo naturalmente all'Aula che si esprimesse. Ora, la tesi strana è questa, non serve, avete scimmiottato comportamenti altrui, voi vi siete ben adeguati ed adagiati nello scimmiottare e però avete avuto la bellezza di quattro anni e mezzo di tempo per eliminare una cosa se davvero l'aveste tutti ritenuta inutile. Però il ragionamento poi lo fa in maniera semplificata. La Giunta regionale ha predisposto il Dpef, la competente Commissione regionale l'ha approvato, pertanto oggi è in attesa del voto dell'Aula, l'Aula ha il dovere di votarlo, anche se non è rimasto nulla da votare, è rimasto, Presidente, di fatto solo ed esclusivamente il titolo. Onorevole Pittalis, non è che perché una cosa è stata approvata dalla Giunta e successivamente dalla competente Commissione, se l'Aula l'ha poi falcidiata...

PRESIDENTE. Onorevole Balia, mi scusi un secondo. Onorevole Fadda, possiamo tornare al proprio posto per cortesia?

BALIA (S.D.I.-S.U.). ... se l'Aula poi l'ha falcidiata debba in ogni caso e obbligatoriamente essere votato dall'Aula, l'Aula vota su qualcosa, non vota un titolo, e non vota invece su qualcosa che è assolutamente inconsistente e priva di significato per le bocciature che dentro l'Aula stessa ha subito e però...

PRESIDENTE. Prego onorevole Balia.

BALIA (S.D.I.- S.U.) Grazie Presidente, non si dica semplicemente, siccome non ha trovato sostanzialmente accoglimento dentro l'Aula è inutile; tutto ciò che è inutile può essere cancellato, ma deve essere cancellato attraverso un percorso logico che è il percorso legislativo; avete avuto il tempo per predisporre proposte per la cancellazione del Dpef, non lo avete fatto, evidentemente lo ritenete un passaggio oggi, ed è oggi un passaggio obbligato nella sostanza perché dà gli indirizzi per la predisposizione della norma finanziaria. Io credo, Presidente, davvero che l'Aula non possa procedere a votare un titolo perché null'altro è rimasto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io ho ascoltato gli interventi dei colleghi ed in effetti forse sbagliando cercando di rispondere all'intervento del collega Pittalis che dal suo punto di vista cerca di proporre all'Aula una soluzione di tipo tecnico-politico che possa servire alla maggioranza ed io lo capisco; però non dobbiamo commettere l'errore come opposizioni di discutere, dibattere, confrontarci ed anche magari scontrarci con chi della maggioranza esprimi valutazione ed opinioni ed evitare di impegnare in questa riflessione il Presidente del Consiglio. Io penso che il riferimento nostro su questo argomento debba essere il Presidente del Consiglio, perché io non voglio entrare nel merito di quello che è rimasto del Dpef, io vorrei trattare solo ed esclusivamente il tema del principio che stabiliamo votando, perché stabiliamo un principio che può apparire adesso insignificante perché non c'è contenuto nel Dpef, però è un principio che ha una valenza per la prospettiva che io considero estremamente negativa; e mi sorprende che il Presidente abbia maturato una idea, seppure non l'ha espressa, ma ormai dopo tanti anni ci conosciamo anche attraverso i sorrisi o le espressioni del viso, io penso che prima di votare debba essere data all'Aula la possibilità di verificare il perché stiamo votando dal suo punto di vista e dal punto di vista degli uffici. Perché io concordo con le posizioni che hanno espresso i colleghi Capigruppo, non è sufficiente il fatto che noi abbandoniamo l'Aula, che non votiamo, poi faremo quello che decideremo di fare, ma io prima di assumere un'iniziativa o di permettere che si proceda ad una votazione, a qualunque votazione, con una posizione che non è riflettuta per le conseguenze future, io ci penserei due volte, nel senso che preferirei una discussione fatta tra i colleghi Capigruppo, preferirei avere un giudizio scritto del Presidente, preferirei misurarmi con una valutazione pensata, non con una valutazione suggerita dai colleghi della maggioranza che hanno altri fini ed altri obiettivi che io capisco, però lei non si può in questa occasione prestare a far sbagliare il Consiglio.

Questa è la mia opinione e penso che sia l'opinione di molti colleghi della maggioranza e della minoranza. Quindi prima di procedere al voto, Presidente, la invito a riflettere e dopo che ha riflettuto vorrei leggere il contenuto della sua riflessione, perché abbiamo stabilito in quest'Aula, in questi cinque anni di sua presidenza un insieme di principi che negativamente hanno influito nel dibattito politico e nel giudizio della gente su questo Consiglio regionale, vorrei che alla fine di questo mandato si introducesse un elemento di riflessione e che fosse proprio lei ad introdurlo essendo stato lei uno di quelli che ha contribuito a far leggere la nostra attività in modo tanto negativo che anche lei conosce.

Quindi, prima di procedere io la chiamo al senso di responsabilità che le deriva dalla funzione che lei ricopre, lasciando perdere tutte le altre parti riferite alla collocazione e alla sua scelta politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Innanzitutto mi scuso con l'Assemblea e, segnatamente, con la parte di essa che si riconosce nella maggioranza per essere oggi stato costretto a far mancare il mio voto in occasione della votazione per il Dpef; ma, ahimè, evidentemente la presenza in quest'Aula era molto più importante che perseguire l'obiettivo di ottenere la cassa integrazione per i lavoratori delle imprese esterne alla Portovesme. Il problema di fronte al quale noi ci troviamo secondo me ha due nature. C'è l'aspetto tecnico-legislativo e l'aspetto politico. Relativamente all'aspetto politico io credo che l'Aula non possa assolutamente fare alcuna valutazione posto che le considerazioni di ordine politico saranno fatte da chi è deputato a farle, qui noi siamo soltanto nella fase tecnico-legislativa.

Di fronte a questo problema noi abbiamo primo un Dpef che è stato approvato lo scorso anno e riguarda il 2003, 2004 e 2005. Il Dpef 2003, 2004, 2005, 2006 si presenta, come è logico che sia, come aggiornamento di quelli precedenti e risulta in alcune parti bocciato. Tecnicamente dalla punto di vista legislativo qualunque tipo di provvedimento deve essere escluso dalla votazione soltanto attraverso la votazione finale, fino a quando esiste un solo articolo del provvedimento di legge, lo stesso va votato perché diversamente si interromperebbe arbitrariamente l'iter giuridico del provvedimento legislativo, non c'è niente da fare, soltanto attraverso la bocciatura di ogni singolo articolo si può evitare la votazione finale, se e quando esiste un unico articolo, un'unica parte, un unico comma la votazione finale va fatta.

Diverso è, e sono d'accordo con chi dice queste cose, diversa è la valutazione politica che se permettete deve essere fatta nelle sedi politiche non in questa sede, nell'Assemblea, pertanto nell'annunciare il voto favorevole alla parte di Dpef che è avanzata chiedo che si vada al voto.

PRESIDENTE. L'onorevole Cugini non è in Aula? Le questioni sul piano politico le aveva sollevate l'onorevole Cogodi col suo intervento, è stato detto più volte, non spetta al Presidente del Consiglio dare risposte politiche. Il Presidente del Consiglio si assume sempre delle responsabilità, fare il lavoro del Presidente del Consiglio non è un lavoro semplice come l'onorevole Cugini certamente saprà; il Presidente del Consiglio qualche volta deve dare dispiaceri e qualche volta i dispiaceri possono essere anche grossi e me ne rendo conto, però il Presidente del Consiglio che è un consigliere regionale come gli altri può, nel fare le cose, anche sbagliare; lo fa, quando lo fa - questo ve lo posso garantire - in buonafede cercando di assumersi tutte le responsabilità e nell'assumermi queste responsabilità, onorevole Cugini, le faccio osservare, visto che abbiamo parlato di Regolamento, che l'articolo 96 del Regolamento al secondo comma dice che per ciò che riguarda tutte le votazioni sui documenti di programmazione, sui documenti di bilancio non è ammesso nessun voto finale segreto, tant'è che in virtù di questo agli inizi di questa discussione stasera io ho fatto presente che non si poteva votare il passaggio agli articoli con voto segreto perché sarebbe stato come esprimere in modo segreto il voto finale. Bene, questo non è consentito neanche attraverso la votazione dell'articolato che lei comprende in maniera surrettizia, sul piano tecnico badi, sul piano politico siamo su un altro terreno, chi deve delle risposte se vorrà le darà, ma sul piano tecnico il Presidente del Consiglio non può consentire che in maniera surrettizia si votino in modo segreto tutti gli articoli, il documento viene svuotato e pertanto non si può più votare.

No, il Presidente del Consiglio naturalmente deve rispettare la sovranità del Consiglio e faccio osservare che una parte di questo Dpef è stato comunque votato con una maggioranza quasi sempre di 38, il Presidente del Consiglio porrà al voto finale il documento di programmazione economica e finanziarie e se il Consiglio vorrà in maniera palese così come previsto dal Regolamento lo potrà bocciare, dopodiché chi deve trarre conclusioni le potrà trarre, ma il Presidente del Consiglio non può oggi introdurre un'innovazione che sarebbe pericolosa, lo dico onorevole Cugini, soprattutto perché badi che non governa sempre il centrosinistra o sempre il centrodestra, quando si innova in maniera così forte il Regolamento, in maniera, direi perciò che mi riguarda, così irresponsabile i danni che si fanno possono essere davvero gravi. Allora nel rispetto del Regolamento e delle regole del gioco io pongo in votazione questo documento, pertanto chiamo i colleghi al voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente io le avevo proposto un altro itinerario, prendiamo atto che lei non accetta questo itinerario, non condivido le conclusioni alle quali lei sta arrivando, non le condividiamo e così come annunciatole noi usciamo dall'Aula durante questo voto, non condividendo il modo con cui si conclude, non condividendo assolutamente le cose dette dal presidente Masala, secondo il quale siccome abbiamo votato il Dpef fino al 2005 ed anche il bilancio io aggiungo, perché anche i bilanci sono triennali, potremmo benissimo fare a meno per tre anni di parlarne, non sono assolutamente d'accordo.

PRESIDENTE. Va bene questa è una scelta politica sulla quale io non posso evidentemente dire assolutamente nulla. Stiamo votando, prego i colleghi, onorevole Cogodi, prego, su cosa deve intervenire.

COGODI (R.C.). Sull'argomento che è in discussione.

PRESIDENTE. L'argomento in discussione non c'è più, onorevole Cogodi. Se vuole introdurre una pregiudiziale sull'argomento le do la parola.

COGODI (R.C.). Sullo stesso argomento su cui è intervenuto il collega Spissu che normalmente ha chiesto la parola e normalmente gli è stata data, non ho capito perché ci deve essere qualche cosa che non quadra.

PRESIDENTE. Lei è già intervenuto su questo argomento, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). No.

PRESIDENTE. Come no, è stato il primo intervento, onorevole Cogodi, io ho ancora buona memoria ancora, non so per quanto tempo, ma il suo è stato il primo intervento su questo argomento. Basta una volta, si interviene una sola volta, anche questo è scritto nel Regolamento.

COGODI (R.C.). Si risparmi il ricorso e lo sforzo di memoria, chiedo di intervenire su quello su cui stiamo discutendo, cioè siamo alla votazione, intervengo per dichiarazione di voto e quindi è la prima volta che intervengo per dichiarazione di voto, come ho diritto in base al Regolamento.

PRESIDENTE. Allora siccome l'onorevole Floris ha chiesto di intervenire sul Regolamento diamo prima la parola a lui e poi do la parola a lei per la dichiarazione di voto, le dispiace se procediamo così?

COGODI (R.C.). Ed io posso parlare sul Regolamento, sulla pregiudiziale.

PRESIDENTE. Su cosa vuole parlare, io non ho capito.

COGODI (R.C.). Sullo spesso argomento che su cui ha parlato il collega Spissu che ha dichiarato le ragioni per le quali ritiene di non partecipare al voto.

PRESIDENTE. Non c'è discussione su questo, su ciò che ha detto l'onorevole Spissu non c'è discussione; lei se vuole può fare la dichiarazione di voto, però in questo caso la fa dopo l'onorevole Floris che ha chiesto di intervenire sul Regolamento e le questioni sul regolamento hanno priorità sulle altre. La prego, è solo una questione di un minuto, il tempo che l'onorevole Floris faccia la sua dichiarazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (U.D.R.-CENTRO). Signor Presidente soltanto un'osservazione, questo dibattito che sta avvenendo per quanto riguarda il documento di programmazione economica e finanziaria l'abbiamo fatto qualche giorno fa in occasione della legge elettorale, quindi io concordo col Presidente della Giunta che ci sono due valutazioni, una di ordine politico ed una di ordine regolamentare ma non possiamo cambiare Regolamento tutti i giorni. Questo dibattito l'abbiamo affrontato in occasione della legge elettorale e abbiamo dovuto bocciare tutti gli articoli perché se no non avremmo potuto continuare una discussione su un argomento così importante come la legge elettorale. Quindi mi sorge il dubbio che qui stiamo facendo qualche cosa che non ci appartiene poi ognuno fa le sue valutazione di ordine politico che certamente ci sono e che anch'io mi riserverò di fare, ma in questa circostanza credo che noi dobbiamo arrivare al voto finale e senza assenze da parte di nessuno perché mi sembra che sia una strumentalizzazione del regolamento stesso.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io le avevo promesso che poteva fare la dichiarazione di voto la faccia perché poi procediamo al voto. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io intendo esprimere questo opinione e ringrazio anche il collega Floris che aiuta la comprensione per tutti del passaggio delicato nel quale ci troviammo a questo punto. Avrei detto una cosa che assomiglia, avrebbe assomigliato se l'avessi detta prima a quella che poi, non era la stessa cosa, ha detto il collega Floris. Noi ci troviamo in questa condizione, delle due una, o prendiamo atto che il contenuto, la sostanza, la realtà delle cose è venuta meno con i voti legittimamente e validamente espressi dal Consiglio, è inutile nascondersi sempre non dietro i muretti a secco, ma dietro le perorazioni e gli spergiuri sul voto segreto, questo è il Regolamento, chi non vuole questo Regolamento se ne vada da questo Consiglio regionale, c'è gente che da quattro anni non fa nulla in questo Consiglio se non imprecare contro il Regolamento. Chi è venuto qui è venuto sapendo che c'era questo Regolamento, chi non lo vuole se ne può andare, perché se no pare che i difetti della politica siano colpa dei regolamenti. Il Regolamento è un insieme di norme che appunto regolano la vita dell'Assemblea elettiva vale ed è utilizzabile legittimamente, va rispettato e non invece sempre maltrattato ed insultato come accade. Allora preso atto che la realtà delle cose è che il contenuto del Dpef non c'è più, si tratta di dare esito, sbocco coerente e serio a questo fatto, cioè di non fare una finzione, di non procedere ad una soluzione che se non è potrebbe apparire ingannevole. Ed allora le soluzioni possono essere due. Una è che si prenda atto che non essendoci più il contenuto è inutile esprimere formalmente un voto su un contenitore vuoto e persino bucato, per cui qualsiasi cosa si metta dentro dopo esce, e noi abbiamo ritenuto che questa sia la soluzione più semplice. L'altra soluzione è quella che propone il collega Floris, come per la legge elettorale, preso atto che è venuto meno il merito, la sostanza, la ratio, la ragione per la quale una legge si presente o un provvedimento si presenta, coerentemente il Consiglio concorda di bocciarlo formalmente, è bocciato già nella sostanza, quindi la risultanza dell'ultima affermazione, quella del collega Floris è: siamo coerentemente per serietà costretti a prendere atto che non c'è più il contenuto e quindi a completare l'iter formale e però tutti prendano atto di questo e quindi a voto palese bocciandolo. Perché se non fosse così noi continuiamo a fare il gioco delle tre carte, non delle due nature come dice il presidente

Qui non ci sono due nature, qui ci sono tre carte per fare il giochino. Perché si dice: un problema è la natura politica e questo lo vedrà chi lo deve vedere, e chi lo deve vedere? Lei per le sue dimissioni, il consiglio per le sue valutazioni, non è che la natura politica appartiene solo alle sue dimissioni, appartiene anche alla valutazione politica che da il Consiglio regionale. E poi si dice: l'altra natura è quello tecnico legislativo per cui dobbiamo completare il percorso formalmente, però si vorrebbe far apparire che il completamento del percorso formale quasi fa rivivere aspetti di sostanza. La sostanza è morta, non può rivivere, e qui si inserisce anche tutto l'arzigogolio del Presidente del Consiglio, il quale comunica al Consiglio, è una cosa che io non riesco a comprendere, del tipo: siccome questi provvedimenti si votano a voto palese per Regolamento, deve essere salvaguardato il voto palese alla fine, ma tutto quello che nel frattempo è stato bocciato a voto segreto rimane bocciato, non è che il voto palese alla fine ridà vita a quello che nel frattempo è morto.

Per cui si gioca fra forme contenute e sostanze. Badate, le leggi si usa dire che sono una normativa. E cosa vuole dire? Vuol dire che hanno anche una normalità, una logica, un buon senso, un'armonia interna. Non si può dire che se di un complesso normativo rimane in piedi un solo articolo è rimasta in piedi la legge, no, perché se quella norma da sola non significa nulla, anzi qualche volta da sola può significare una cosa diversa e persino contraria al significato che aveva inserita in un contesto, se cade il contesto e quella norma ha un altro significato, se cambia la natura, cambia la ratio, cambia la finalità, quella norma formalmente potrebbe essere votata, ma se la forma, come dire, sopravanza, prevarica la realtà, la ragione, la ratio appunto, è chiaro ed evidente che bisogna venirne a capo anche in punto di procedura, per cui le procedure non è che sono sempre figlie del diavolo, le procedure hanno il loro valore perché sono le modalità attraverso cui ordinatamente si procede alla manifestazione della volontà politica che fa le leggi, è la loro ratio. Qui ragione non ce n'è più, contenuto non ce n'è più, le soluzioni possibili sono due. Noi ne abbiamo individuato una, quella di non prendere parte ad un voto che non ha più nessun significato, il collega Floris ne individua un'altra, che è quella coerentemente, a voto palese, tutto il Consiglio voti bocciando la legge..

PRESIDENTE. Lei sta prendendo parte al voto, però onorevole Cogodi, sta facendo dichiarazione di voto.

COGODI (R.C.). No, io sto dichiarando che noi abbiamo individuato di non partecipare al voto e tuttavia è coerente anche l'argomento che ha elaborato e proposto il collega Floris, cioè che chi rimane, votando contro la legge, raggiunga lo stesso risultato e così la volontà del Consiglio si ricompone bocciandola chi in un modo e chi in un altro.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del documento 50/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione del documento 50/A, documento di programmazione economica e finanziaria 2004 e 2006.

Presenti 41

Votanti 38

Astenuti 3

Maggioranza 20

Favorevoli 38

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. I lavori oggi finiscono qui, il Consiglio verrà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 19 e 47.