Seduta n.54 del 02/12/2004
LIV SEDUTA
Giovedì 2 dicembre 2004
(Pomeridiana)
Presidenza del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Paolo Fadda
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 48.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 26 novembre 2004 (49), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che la consigliera Simonetta Sanna ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 2 dicembre. Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 31/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 55. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, così magari si rompe il ghiaccio e si spera si inizino i lavori per stasera. Per quanto mi riguarda, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 55 e per collegarmi a quanto detto dai colleghi che mi hanno preceduto. E' vero, l'agricoltura è un settore strategico per la nostra economia, da dove rinviene quasi il 40 per cento del prodotto interno lordo; ora, non è il fatto che si vogliano togliere 14 dei vecchi milioni al settore, ma si deve pensare che ad esso si vuol dare quella giusta rilevanza che non gli è stata data, magari, se gli fosse stata data venti, trenta o quarant'anni fa, lo si sarebbe trasformato in un settore veramente moderno, dotato di tutte le infrastrutture di cui invece ancora ha estrema necessità, vale a dire dalle infrastrutture rurali all'elettrificazione, all'apporto di nuove tecnologie e strumentazioni. Ancora, di fatto, almeno un buon 60 per cento delle nostre aziende sono improntate su un tipo di agricoltura non razionale e comunque assolutamente non rispondente ai tempi moderni, mentre per quanto riguarda l'allevamento sono basate principalmente sulla pastorizia seminomade e non sono appoggiate a strutture razionali rispondenti alle esigenze attuali del mercato e alle norme imposte dalla Comunità Europea.
Dicevo che un apporto in meno di 7 mila euro può essere giustificato per il fatto che ci sono esigenze tecniche di quadratura di conti che impongono dei tagli necessari. Questo è un settore già di per sé abbastanza colpito da epizoozie, da calamità naturali e anche, se vogliamo proprio riflettere un po', da una congiuntura negativa di mercato. Penso alla crisi che attanaglia il mondo agro-pastorale, non è esagerato dire che, se non si trova nell'immediato un rimedio che possa in qualche modo ripianare le gravi perdite che ha avuto in questi ultimi quattro anni (blue tongue, siccità, calo del prezzo del latte, eccetera), essa potrebbe anche sfociare in fenomeni di malessere sociale, causa di possibile disordine pubblico.
Ecco, perché penso che anche il togliere una quota, seppur misera, come quella di 7 mila euro, destinati però alla ricerca, in questo momento indispensabile e necessaria se si vuole parlare di un'agricoltura moderna, possa in qualche maniera incidere su questo comparto. Voglio pertanto riportare l'attenzione vera e concreta, che merita soprattutto da parte della Giunta, su un comparto che, pur patendo tutto ciò che ha patito in questi anni, rappresenta pur sempre uno dei settori trainanti della nostra economia. Esprimo perciò il mio parere favorevole su questo emendamento.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 54. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, mi collego al discorso di prima. Il settore agro-pastorale, come ho potuto specificare, specialmente in quest'ultimo triennio, anzi quadriennio, a parte le epizoozie, le calamità naturali, non solo, ma anche la congiuntura principalmente negativa dei mercati a livello internazionale, ha subito e subisce ancora un trauma dal quale difficilmente potrà sollevarsi. L'incidere in somme di piccola entità non vorrei che volesse significare che, su questo settore, c'è un'attenzione solo teorica e non completa da parte della Giunta. In un comparto del genere, togliere cifre significa toglierle alla ricerca, a settori in cui probabilmente la loro indispensabilità e il loro utilizzo vuol dire anche evitare, in una determinata zona, non so, un'invasione di lepidotteri o impedire un intervento più radicale e più incisivo per cure sanitarie relative alle epizoozie, cioè voglio dire che, in questo caso, il togliere anche una minima somma assume un significato ancor più pesante.
Il settore agro-pastorale è un settore che merita effettivamente un'attenzione concreta ed assidua, non ha sbagliato il collega Sanciu quando ha detto, nella seduta antimeridiana, che è necessario che quest'Aula dedichi una seduta straordinaria ai problemi dell'agricoltura. Io credo che sia urgente esaminare ed analizzare bene le cause che hanno portato a questa situazione ormai insostenibile della nostra economia agro-pastorale. Ripeto, l'economia agro-pastorale rappresenta praticamente quasi il 40 per cento del nostro prodotto interno lordo, se noi non mettiamo rimedio, immediatamente o almeno con la massima urgenza, a questa situazione, trovando delle soluzioni concrete, analizzando alla base le cause che hanno portato a questo sfacelo, anche se credo che le conosciamo tutte, io credo che possiamo incorrere in un periodo, anche da un punto di vista della pubblica sicurezza, abbastanza grave.
Ormai il malessere nelle campagne è palese, si vede e si tocca con mano; è evidente, a chi come me vive nei paesi dell'interno, l'esistenza di una tensione latente, che cova sotto la cenere. E' indispensabile intervenire effettivamente in questo settore, io mi auguro che, nella prossima finanziaria, si possano vedere gli interventi concreti che questa Giunta vuole attuare affinché questo settore possa riacquistare la sua capacità di produttività potenziale attualmente non del tutto utilizzata, in modo che possa inoltre ritrovare la fiducia nei suoi operatori e non solo, che possa dare alla Sardegna quell'apporto economico indispensabile al prodotto interno lordo, così come lo è stato sino a poco tempo fa.
Ecco, per questa motivazione, dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Signor Presidente, per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento e per riaffermare le argomentazioni poc'anzi portate all'attenzione dell'Aula dal collega Nicola Rassu. Credo che la proposta dei colleghi Cappai, Capelli, Oppi, La Spisa e Diana, tendente a ripristinare la somma di 450 mila euro, avesse un obiettivo importante, quello richiamato nel termine: "esercizio delle funzioni amministrative". E' un altro di quegli emendamenti contraddittori rispetto alle notizie che vengono fatte trapelare in questi giorni, l'Assessore della programmazione ci ha preannunciato notizie esplosive, nelle prossime ore, sulla programmazione negoziata e su azioni che sarebbero in atto, già questa è una notizia esplosiva, "esercizio delle funzioni amministrative" nel settore dell'agricoltura, un taglio di 900 milioni di vecchie lire. Un taglio rilevante se si considera che gran parte dei problemi del Quadro comunitario di sostegno 1994/1999 e 2000/2006 sono legati ai fondi FEOGA, cioè a quelle risorse finanziarie che l'Unione Europea aveva destinato all'agricoltura. Il più grosso problema verificatosi in questi anni era proprio quello - cito i due Quadri comunitari di sostegno 1994/1999 e 2000/2006 - relativo alle funzioni amministrative, cioè alla capacità della Regione di mettere al passo le proprie strutture amministrative per poter essere in grado di dare puntuali risposte ad un settore che, per la sua conformazione ed anche per la frantumazione del sistema agrario ed agricolo zootecnico, in Sardegna, ha tante aziende che chiedono di poter usufruire di tutte quelle risorse finanziarie.
Ebbene, era un emendamento ed era una cifra, una posta di bilancio, che aveva l'obiettivo di creare una continuità amministrativa per rafforzare il sistema della gestione di tutta la procedura amministrativa nel campo agricolo. Noi siamo dovuti ricorrere prima al coinvolgimento dell'ERSAT, con tutte le sue strutture amministrative, facendo venir meno l'ERSAT stesso alla sua funzione di assistenza tecnica in agricoltura, mettendo i suoi tecnici al servizio di quella procedura amministrativa, rendendoci conto, in realtà, solo dopo, che era difficile far concorrere professionalità diverse da quelle della pubblica amministrazione e della funzione amministrativa per raggiungere quell'obiettivo; si è deciso così di introdurre una gestione di quelle procedure, che hanno consentito di sbloccare molti dei fondi FEOGA attraverso l'assistenza tecnica messa a disposizione dall'Unione Europea con la misura 7.1 che consentiva di creare condizioni migliori per sviluppare questo tipo di spesa.
Ebbene, nei giorni scorsi è stato denunciato che c'è ancora un rallentamento nella spesa dei fondi FEOGA, mi domando: come si vuol far fronte se qui si decide di tagliare quasi un miliardo delle vecchie lire dai fondi per la gestione delle funzioni amministrative? E' la dimostrazione della contraddittorietà delle azioni della Giunta regionale che, da una parte, dice di non poter spendere i soldi che le precedenti Giunte non hanno saputo spendere, dall'altra invece toglie le risorse necessarie per spendere quelle che denuncia di non saper spendere.
Allora, colleghi, la realtà è che questo emendamento va votato favorevolmente perché denuncia, se ce ne fosse ancora bisogno, un'azione contraddittoria della Giunta regionale che non sa cogliere le esigenze che, nel mondo dell'agricoltura, sono sempre più palesi.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 54.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri RANDAZZO, ARTIZZU, PETRINI, PILI, LOMBARDO, VARGIU, RASSU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 54.
Il consigliere Masia, il cui voto risulta nullo, dichiara il proprio voto contrario.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CUCCA - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - GIAGU - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 47
astenuti 3
maggioranza 24
favorevoli 19
contrari 28
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 53. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Intervengo per chiedere la verifica del numero legale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, RASSU, PISANO, VARGIU.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione, mediante procedimento elettronico, per la verifica del numero legale.
(Segue la verifica)
(Sono presenti: il Presidente SPISSU - ADDIS - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - GIAGU - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SCARPA - SECCI - URAS - VARGIU.
Si considerano presenti anche i richiedenti: PILI - LOMBARDO - RASSU - PISANO.)
Constatata la mancanza del numero legale, considerando presenti anche i richiedenti, sospendo la seduta che riprenderà alle ore 17 e 40.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 08, viene ripresa alle ore 17 e 42.)
PRESIDENTE. Riprendiamo dal punto nel quale avevamo interrotto i lavori. Metto in votazione l'emendamento numero 53. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie, Presidente, intervengo per esprimere il mio parere favorevole su questo emendamento e per dare supporto all'emendamento dei colleghi Cappai, Capelli, Oppi, La Spisa e Diana, che hanno voluto con esso sottolineare un taglio voluto dalla Giunta regionale per un importo di 4 milioni di euro. Parliamo di una cifra di 8 miliardi delle vecchie lire, credo che questo, come altri, sia la dimostrazione più eloquente di come purtroppo la Giunta regionale si sia posta rispetto a un tema così rilevante come quello della gestione dell'agricoltura e in particolar modo degli enti strumentali. Enti strumentali che, in questi ultimi anni, hanno avviato progetti, con una presenza sul territorio regionale riguardante quel tema rilevante della ricerca che certamente deve dare a tutti noi contezza di un settore che aveva davvero bisogno di rafforzare l'agricoltura, intesa come chiave di lettura di un processo economico della nostra Regione e che certamente meritava maggiore attenzione. Ecco, io credo che, da parte della Giunta regionale, ci fosse davvero necessità di un atteggiamento diverso rispetto agli enti strumentali, in particolar modo rispetto a una gestione che si registra ancora una volta assolutamente deficitaria dell'agricoltura in Sardegna, con un taglio ripeto di 8 miliardi delle vecchie lire.
Io credo che sia assolutamente necessario richiamare l'attenzione di quest'Aula su un elemento cardine che il collega Rassu ha precedentemente richiamato, cioè il ruolo del prodotto interno lordo legato all'agricoltura. Questo taglio, che vuole penalizzare, anzi che penalizza fortemente gli enti strumentali che operano in agricoltura, è la dimostrazione più eloquente di come purtroppo ci sia davvero un ulteriore elemento negativo nell'assetto della gestione di questo assestamento di bilancio, che sempre di più assume i connotati di un chiaro indirizzo; perché, se è vero come è vero che c'è e si è registrato un deficit nel settore sanitario, è anche vero che, così facendo, si rischia di dare e di avere delle ripercussioni consistenti anche per quanto riguarda la gestione di settori già difficilmente recuperabili, se non con interventi straordinari, che ci consentano di dare all'agricoltura stessa quel supporto in termini comunitari e di ricerca, applicata al settore agricolo, che invece, purtroppo, sono venuti meno.
E' in questa direzione che io credo sia assolutamente necessario ripristinare questa posta di bilancio e mettere nelle condizioni gli enti strumentali e i consorzi per la frutticoltura di perseguire - qui mi soffermo un attimo sui consorzi per la frutticoltura - una serie di azioni che puntualmente hanno visto anche la politica idrica in Sardegna puntare a rafforzare e a dare continuità alle colture arboree che certamente potevano davvero rappresentare una scommessa importante per la nostra Regione. Non c'è questa continuità, le azioni che i consorzi hanno messo in campo in tutta la Sardegna sono, con questo taglio, messe a dura prova gestionale degli stessi consorzi.
Quindi credo che sia indispensabile sottolineare la valenza di questo emendamento che ha il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo a sostegno di questo emendamento firmato dai colleghi Cappai, Capelli, Oppi, La Spisa e Diana, in primo luogo, per esprimere il mio voto a favore, e poi per rammaricarmi con la Giunta che ha inteso tagliare i fondi per il finanziamento sia agli enti strumentali che ai consorzi per la frutticoltura. Devo dire che molto probabilmente tutti questi tagli operati nel settore dell'agricoltura non fanno bene alla Sardegna, tagli operati ad un settore già sofferente, quello agricolo, che all'atto pratico ha pagato e paga, volta per volta, una visione molto miope della gestione economica della nostra Isola.
Io volevo dire che, forse, nella programmazione regionale, non si sono messe a frutto le risorse maturate nel tempo, negli anni e anche nei secoli, rispetto agli indirizzi economici della nostra Isola;sinceramente, devo dire che tante altre realtà hanno creduto all'incentivazione dell'agricoltura e ci credono tuttora, mentre oggi non si sente parlare ancora in Sardegna di distretti agroalimentare, per esempio, o di sostegni alle azioni di marketing, di produzione, di ricerca sul mercato e soprattutto di inserimento nel mercato delle nostre produzioni.
Devo dire che assisto alla presenza costante e quasi continua di sagre che, volta per volta, vanno celebrate nei nostri paesi, nei nostri centri, una volta la sagra del carciofo, un'altra volta quella delle castagne e così via dicendo, ma poi veniamo qui a verificare le azioni di sostegno al settore e dobbiamo fare il conto con i tagli ai consorzi per la frutticoltura, devo citare invece l'opera meritoria fatta nel campo olivicolo oltre che in quello…
(Interruzione)
Sì, Marrocu, tu e il tuo territorio siete beneficiari, da lungo tempo, dell'azione, per esempio, del consorzio di Villacidro; devo dire, caro Marrocu, che tu frequenti abbondantemente quel consorzio e molto probabilmente, nonostante lo frequenti, non ritieni che l'azione svolta in quell'area sia gratificante per il tuo territorio. A mio modesto modo di vedere, mi sembra che sia abbastanza gratificante.
Come pure parlavo dell'azione, nella promozione e nella ricerca, degli altri consorzi presenti in Sardegna, cito quello del campo olivicolo, ma potrei citare quello della frutticoltura in generale, possiamo parlare dei vari settori dove l'impegno è stato profuso, compreso quello della ricerca nella coltura del carciofo; devo dire che questa stroncatura dei mezzi finanziari a me sembra un'azione che sinceramente non sarà premiante né nel breve né nel lungo periodo. C'è bisogno di interventi in questo settore, perché davvero le nostre campagne possano realizzare produzioni non rispondenti solo a un bilanciamento della nostra bilancia commerciale; noi sappiamo benissimo che questo è un obiettivo che mai nessuno si è posto e che, comunque sia, nella bilancia commerciale della Sardegna noi dobbiamo importare ancora circa il 70 per cento dei prodotti per i bisogni dei sardi nel settore agroalimentare.
Questo è un punto di impegno che per noi sarà una battaglia per il prosieguo, perché davvero non possiamo pensare che la Sardegna debba dipendere anche per il prezzemolo dalla Penisola o da chi, giorno per giorno, deve portarci questi prodotti un po' dal resto della Penisola e un po' da tutta l'Europa.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 53. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Chi sono i sette colleghi che sostengono la richiesta? Qualche Segretario che magari ci accompagni in queste fatiche!
(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPELLI, LOMBARDO, AMADU, RANDAZZO, VARGIU, CAPPAI, LADU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 53.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - ONIDA - PILI - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SECCI - SERRA - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 20
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 51. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Io intervengo per sottolineare, ancora una volta, un taglio rilevante. Si è convinti che i consorzi di bonifica siano degli enti mangiasoldi ed è innata la convinzione anche che siano enti da cancellare, secondo alcune visioni che ripetutamente negli anni si sono proposte in questo Consiglio regionale. Io sono convinto del contrario: le funzioni dei consorzi di bonifica non vanno solo limitate all'aspetto irriguo della gestione dei comprensori irrigui della Sardegna, ma , per quello che è la parola stessa che li definisce, essi rappresentano un elemento cardine della vita idrogeologica di governo del territorio, della sicurezza dei territori. Vorrei dire perciò che questo taglio è assolutamente incongruo rispetto alle esigenze che sono pure presenti su tutto il territorio regionale, proprio nella misura in cui sugli agricoltori si sta scaricando il costo della gestione di tutte quelle partite sul piano della sicurezza idrogeologica del governo e della bonifica delle nostre campagne, senza riconoscere ai consorzi di bonifica, così come abbiamo cercato di fare nella precedente legislatura, con risorse limitate, ma pur sempre aggiuntive, la possibilità di avere dei bilanci da non far gravare sul mondo agricolo.
Ecco, questi due miliardi di vecchie lire che voi state tagliando ai consorzi avranno una puntuale ricaduta sul mondo agricolo; quando i consorzi scaricheranno certe spese nelle bollette dei consorziati stessi, ci dovrà essere una parola che noi faremo conoscere, cioè taglio voluto da questa maggioranza di governo ai consorzi di bonifica della Sardegna. Dall'agro di Chilivani a quello di Tortolì, alla bassa valle del Coghinas, del basso Sulcis, al consorzio della Sardegna meridionale, a quello di Torralba e Arborea, tutti questi tagli andranno a gravare nei singoli territori e sui singoli agricoltori. Se così non fosse, questi due miliardi dovrebbero essere reinseriti nel bilancio. La realtà è che questo taglio, che non è di dimensioni ridotte rispetto a quello che c'è stato anche in altri capitoli, è un taglio consistente, che si ripercuote sulla gestione del mondo agricolo e di un'agricoltura fortemente indebitata come quella sarda.
Allora, colleghi, l'appello che ci fanno gli onorevoli Cappai, Capelli, Oppi, La Spisa e Diana, di ripristinare questa cifra, non si può non raccogliere, nell'interesse dell'agricoltura, per una corretta gestione dei bilanci dei consorzi di bonifica, che non devono scaricare sugli agricoltori la parte relativa alla bonifica, alla gestione e alla sicurezza idrogeologica del territorio, perché quella gestione costituisce un servizio per la comunità sarda.
Tagliando queste somme state gravando il mondo dell'agricoltura e le aziende di un carico che non è proprio, ma dell'intera collettività regionale; la Regione non vi si dovrebbe sottrarre, come sta facendo con questo ennesimo taglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Grazie, Presidente. Fra tutti i tagli operati per il comparto agricolo, circa 9 milioni di euro, se non ricordo male, questo è il più doloroso, perché è un taglio simbolo. Nel mese di ottobre ero presente quando l'Assessore regionale dell'agricoltura, alla presenza di alcuni consiglieri regionali e del Presidente della Commissione agricoltura, ha ricevuto una delegazione di agricoltori dell'oristanese che chiedevano un intervento per sospendere il pagamento delle cartelle relative all'acqua, per l'irrigazione, che erano eccessivamente alte, d'altronde il consorzio le aveva dovute erogare perché era l'unico sistema che aveva per limitare i suoi problemi di indebitamento.
L'Assessore diede la piena disponibilità personale, e quella della Giunta, promettendo la sospensione dei ruoli dell'acqua in attesa di più concreti provvedimenti per poter svolgere azioni di sostegno ai consorzi di bonifica. La prima risposta concreta è questa: un taglio di 1 milione di euro sulle spese per i consorzi di bonifica! Credo che la cosa si commenti da sé.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento. Dicevo anche questa mattina, per quanto riguardava il precedente punto all'ordine del giorno, che dopo questo taglio all'agricoltura le campagne sono senz'acqua, e gli agricoltori in rivolta contro la Regione. I consorzi di bonifica, come molti sanno, hanno il problema di sviluppare le situazioni nell'agro e soprattutto nelle campagne irrigue. C'è un dato allarmante: molto territorio, servito di strutture di irrigazione, purtroppo, non viene irrigato. Non mi dissocio dall'attenzione che i colleghi hanno messo per le altre zone della Sardegna ma, in particolar modo, per quanto riguarda la provincia di Sassari, su 11 mila ettari di territorio strutturato per l'irrigazione, sono irrigati soltanto 4 mila.
Questo sta a significare che c'è un forte malessere in quei territori perché il servizio che viene offerto è inaccessibile per l'alto costo della materia prima, che è l'acqua. Io pensavo che la Giunta regionale tutto potesse fare in questo assestamento di bilancio, ma sinceramente, tagliare i fondi, che tra l'altro sono anche di notevoli entità, 7 mila euro, mi sembra che sia piuttosto aggredire, proprio uccidere una parte sana dell'impresa agricola. Giustamente rivolgo soprattutto l'attenzione proprio a questo grido di dolore degli agricoltori che si vedranno chiudere le aziende perché impossibilitati, dopo questo taglio, a sostenere simili spese in quella loro attività, nella quale molti hanno investito anche per cercare di dare un reddito fisso alla loro famiglia.
Io ero convinto sinceramente che non si arrivasse a tanto, per questo chiedo se, nel programma del presidente Soru, vi era anche questo voler minare a tutti i costi la vita sana dell'agricoltura in Sardegna che dovrebbe essere il punto cardine per lo sviluppo almeno di alcuni territori che hanno una vocazione atavica per l'agricoltura. Una situazione ancora più grave, rispetto alle altre parti della Sardegna, è nella provincia di Sassari, lo spiega, non una confederazione vicina all'attuale centrodestra, ma una confederazione che è prettamente di sinistra, la CIA, cioè si dice che i consorzi di bonifica della bassa valle del Coghinas, di Perfugas e della piana di Chilivani/Monte Acuto, con 11 mila ettari serviti con acqua a livello aziendale, ne irrigano 4 mila ettari; così la Gallura e altre parti del nostro territorio. I nostri agricoltori non possono utilizzare l'acqua e noi per cercare di aiutarli, per cercare di portare avanti l'economia di quelle aziende ed oltre, addirittura tagliamo loro anche i fondi, così praticamente questo finanziamento ridotto per i consorzi di bonifica viene, come si diceva appunto, come diceva il collega che mi ha proceduto, riversato sulle casse ormai vuote delle famiglie degli agricoltori.
Io vorrei che ci fosse una certa attenzione da parte della Giunta e dell'Assessore, per farsi portavoce, presso l'uomo solo al comando, dicendo: "Guardate, abbiamo sbagliato, abbiamo toccato una parte del tessuto produttivo della Sardegna che è già allo stremo delle forze". Dicevo che addirittura questi venti miliardi che sono stati tolti all'agricoltura, nell'assestamento di bilancio, sono mortali perché ci sono alcune parti di questo bilancio dell'agricoltura ancora particolarmente delicate; come, per esempio, i consorzi di bonifica che vanno ristrutturati, di questo siamo convinti, per cui allo stato attuale non si possono togliere i finanziamenti, neanche mille lire o mille euro, figurarsi addirittura 7 milioni di euro! E' un attentato, un attacco veramente inconsulto nei confronti dell'agricoltura sarda. Per questo, voto a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Grazie Presidente, anch'io annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 51. Già stamattina ho voluto richiamare l'urlo di dolore che arriva lanciato dalle campagne, che più di un collega ha evidenziato anche negli interventi di stasera. Io capisco che il necessario assestamento di bilancio, quindi questa variazione, abbia necessità di rastrellare le risorse dalle varie pieghe di bilancio, però questo colpisce in modo particolare l'agricoltura. Io credo che sia giusto riflettere e far percepire ai nostri colleghi di maggioranza (forse alcuni non vi hanno - come dire - messo particolare attenzione) cosa potrebbe succedere dopo che questi dodici o tredici milioni di euro verranno prelevati al mondo agricolo, soprattutto per alcune voci. Il milione di euro per esempio per gli abbattimenti dei costi energetici in qualche caso è il dramma, perché significa che i commissari in alcuni casi, alcuni consorzi sono commissariati, sono costretti ad aumentare le tariffe e noi in Commissione, da poco, e il Presidente lo può dire, il Presidente Sanna, abbiamo anche ricevuto delegazioni delle organizzazioni di categoria che hanno evidenziato la difficoltà di questi distretti a sopravvivere.
In Italia è stato dimostrato che non si può "fare" agricoltura senza i consorzi di bonifica; le produzioni di eccellenza si fanno nei distretti irrigui. In Sardegna, ci sono distretti che non funzionano perché magari in qualche caso la gestione politica è stata sbagliata. Ma lo strumento consortile è uno strumento considerato ancora attuale, moderno, che viene dal basso perché praticamente nella gestione del territorio vengono coinvolti direttamente gli associati, cioè i proprietari stessi dei terreni. Quindi, credo che bisogna riflettere perché un taglio come questo incide veramente tanto. Siamo in tempo soprattutto ad analizzare e rivedere la questione relativa agli abbattimenti dei costi energetici che, in qualche distretto, veramente incide notevolmente; non so se il Presidente della Commissione lo possa fare, ma con molta serenità potremmo in qualche modo fare un piccolo approfondimento perché, guardate, soprattutto in agricoltura togliere piccole somme significa infliggere colpi mortali.
Sarebbe un peccato perché, ripeto, nei distretti irrigui si ottengono le migliori produzioni, che danno in qualche modo della Sardegna agricola, quella di eccellenza, un'immagine di qualità di prodotto importante anche fuori dalla nostra Isola; non dimentichiamo il carciofo, il pomodoro e quant'altro che, nei mercati regionali e nazionali, ha conquistato oramai importanti fette di mercato. Stiamo attenti a non demotivare gli operatori e favorirne in qualche modo l'esodo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, mi fa piacere vedere un interessamento sui temi agricoli nei colleghi del centrodestra, anche se mi pare un po' eccessiva la critica nei confronti dell'ex collega Contu da parte degli ex colleghi. In agricoltura ci sono tagli perché è il settore dove si è speso meno, le risorse non sono state impegnate, non solo le risorse ordinarie (che di anno in anno manteniamo con norme per evitare che non vadano in economia, così com'è nel 2003 si è avuta la proroga al 2004) ma anche quelle dei fondi comunitari; la spesa in agricoltura è una delle più basse nella disponibilità di risorse, tra l'altro sono messe quasi con una funzione sostitutiva, in quanto non hanno aggredito nessuno dei nodi strutturali che danneggiano l'agricoltura sarda, ma sono state spalmate su tutte le possibili azioni che potevano essere pensate per rilanciare l'agricoltura sarda. Eppure non si è speso! Non si è speso, come ho detto un'altra volta, perché l'azienda agricola non è neppure in grado oggi di rispondere alle sollecitazioni di una risorsa messa a disposizione, anche in conto capitale.
Questo è il motivo, quindi non me la sentirei di dare neanche la responsabilità all'ex assessore Contu, che può aver fatto il possibile per rendere disponibili alla spendita queste risorse; però, vi sembra normale che, in agricoltura, ci sia un capitolo che abbia 190 milioni di euro a disposizione mantenuto a residuo? Io credo di no. In verità, questo comportamento è tenuto più per andare avanti e per allungare i tempi, non certo perché al collega Contu interessi realmente l'agricoltura.
Allora, il problema dell'agricoltura non si affronta attraverso un emendamento per i consorzi di bonifica dell'entità di un milione di euro. Credo, l'ho già detto anche alla Giunta, che, nel momento in cui affrontiamo il problema "consorzio di bonifica", vada affrontato quello delle enormi passività che i consorzi di bonifica hanno e vada chiesto ai consorzi di bonifica di predisporre un piano di risanamento, perché siamo intorno a oltre 100 miliardi di passività da loro accumulati, per esempio quello della Sardegna meridionale, c'è qui l'ex Presidente, ne ha quasi settanta o ottanta miliardi, eppure ha un contenzioso per l'acqua non pagata all'EAF. Non si risolve il problema dei consorzi di bonifica dell'agricoltura con un milione di euro in più o in meno, si risolve verificando innanzitutto cosa ha determinato quelle passività, cosa determina la situazione di crisi che hanno i consorzi di bonifica imponendo un piano di risanamento e soprattutto facendo un intervento straordinario che possa realmente aggredire le situazioni debitorie, magari andando ad utilizzare quei 190 milioni di euro, attraverso una riflessione più attenta e più compiuta, non certamente estemporanea, in un assestamento di bilancio, quando si affronterà il Dpef e la finanziaria 2005, accompagnando al risanamento finanziario anche quello reale relativo ai consorzi di bonifica.
Per cui ritengo che oggi, in agricoltura, non sono impegnabili le risorse che avete spalmato in tutti questi emendamenti, perché sappiamo che, a fine anno, è il settore dove rimangono, dove vanno più risorse in economia nonostante il tentativo nostro di mantenerli ogni anno a residui. L'agricoltura ha bloccato quasi 200 milioni di euro, quindi 400 miliardi di vecchie lire sono bloccate in una situazione finanziaria come quella della Sardegna!Una riflessione sull'agricoltura va fatta quindi con più attenzione, con più concretezza e meno per perdere tempo in Aula, affrontando la questione più concretamente in Commissione agricoltura, in Commissione bilancio e poi in Aula con un provvedimento più specifico e più concreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie Presidente. Intervengo per dire che voterò contro questo emendamento che, come tutti gli altri emendamenti che l'opposizione ha presentato in materia di agricoltura, è pretestuoso, nascono da un'impostazione che non aiuta né gli agricoltori, né tanto meno chi, come il Consiglio regionale e l'amministrazione regionale, ha il compito, il dovere, di dare risposte serie anche a questo settore attraversato da problemi profondi che certamente non sono maturati in questi cinque mesi di governo del centrosinistra.
Non riesco a meravigliarmi mai eccessivamente quando sento l'onorevole Pili parlare perché ormai ci ha abituato a tutto ed al contrario di tutto. Ricordo dichiarazioni sue, in campagna elettorale, nelle quali diceva che la spendita delle risorse del POR andava a gonfie vele, che la Sardegna non aveva perso una lira né del vecchio programma POP '94/'99, tanto meno del programma dei fondi strutturali in corso. Noi dicevamo che (avevamo fatto una ricerca seria, attenta, sullo stato della spendita delle risorse dalla quale emergeva chiaramente che, quando il centrodestra governava l'amministrazione regionale, sto parlando della fine del 2003, una quota dei fondi della premialità nazionale non era stata trasferita alla Regione) era stata persa una quota importante di quelle risorse e una quota anche della premialità dell'Unione Europea. Pili, mentre in campagna elettorale, diceva che non era vero niente, oggi dice che le cose vanno lentamente, le risorse del POR non si spendono e così via. Certo è difficile immaginare che in questi quattro o cinque mesi del governo di centrosinistra improvvisamente sia cambiato il mondo, si sia rallentato tutto e quant'altro; purtroppo sono problemi complessi e per chi ha fatto il Presidente della Giunta regionale, come l'onorevole Pili, sarebbe meglio e più dignitoso fare ragionamenti seri.
Credo che l'opposizione fatta in questo modo non paghi, non paghi perché anche l'agricoltore più umile, meno addentro a questi meccanismi, si rende conto che la demagogia non aiuta il suo lavoro e non aiuta niente e nessuno. Noi dobbiamo prendere atto, per l'ennesima volta, che il capo dell'opposizione, in questo Consiglio regionale, non è persona responsabile, non è persona seria, perché questo non è modo serio di portare problemi di questa complessità e di questa serietà in quest'Aula.
Lo stesso dicasi per i consorzi di bonifica, mi chiedo: nei cinque anni precedenti, in Commissione Agricoltura, in Aula, la Giunta di centrodestra quale provvedimento ha portato per riordinare questa materia? Nessun provvedimento, nessuna proposta! Adesso, in questi giorni, certi colleghi del centrodestra scoprono i consorzi di bonifica, va bene meglio tardi che mai, però insomma! I problemi ci sono, bisogna affrontarli e certamente non si può pensare di affrontare e di risolvere i problemi dei consorzi di bonifica in Sardegna e la gestione dell'acqua in agricoltura con un assestamento di bilancio.
Con un assestamento di bilancio si cerca di colmare una voragine che probabilmente, se si fosse governato in modo più oculato, onorevole Pili, anche nell'ambito della sanità, si sarebbe potuto evitare...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
SANNA ALBERTO (D.S.). Sembra che tempo e responsabilità non esistano, che tutto venga cancellato, insomma un po' di equilibrio, un po' di senso, come dire, del ridicolo per andare avanti e per rispondere ai problemi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Non sarei intervenuto per far sì che si verifichi quello che tutti quanti sappiamo di dover ottemperare cioè chiudere la discussione su questo assestamento e discutere domani la mozione. Però intervengo perché sembra quasi che ci sia oggi l'unto del Signore e fino a ieri gli asini. Allora, caro onorevole Sanna, lei è un personaggio un po' strano, diceva che bisognava utilizzare, visto che sta parlando di tutti i settori, per la blue tongue un vaccino attenuato, faceva arringhe eccetera, oggi ha cambiato completamente il modo di pensare, addirittura non parla più, anche se non si vaccina. Per i consorzi di bonifica, in tutti questi anni, abbiamo avuto situazioni difficili, alcuni di questi sono in crisi da tanti anni, hanno difficoltà perfino a pagare gli stipendi, da tanti anni, in presenza anche di un contenzioso, lei lo sa bene, da tanti anni.
Per amore della verità, intervengo solo per questo, sappia che il bilancio è stato approvato a fine aprile o primi di maggio, quindi nessuno poteva spendere, lei lo sa bene, ma visto che parla di non essere risibili, sappia che lei invece è molto risibile, lei non è corretto quando parla, è una sua peculiarità.
Bene, avevate cinque mesi per spendere i soldi, tant'è che siete stati più rapidi del vento, è bastato un suggerimento di qualche personaggio non certamente idilliaco e, in uno dei pochi consorzi dove si andava ad elezioni, esattamente nel Cixerri, avete nominato un commissario, (c'è una nostra interpellanza presentata in modo preventivo), soltanto perché è cambiata una maggioranza, per penalizzare la gente e modificare assetti che ci sono e che resteranno. Siete abituati a nominare commissari in due giorni e a distorcere la verità. Quindi, se lei vuole far perdere tempo, ce lo dica, perché noi siamo in grado di farne perdere molto; il suo intervento era inopportuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Lo stimolo degli ultimi due interventi penso sia abbastanza evidente. Sappiamo che l'assestamento di bilancio provoca dei traumi (l'abbiamo detto io e altri colleghi e, almeno per quanto mi riguarda, io l'ho detto all'inverosimile,) con dei tagli purtroppo necessari in tutti i settori; ma non si venga a dire, da parte di colleghi che in materia hanno competenza, non foss'altro perché hanno fatto e fanno parte della Commissione agricoltura, che oggigiorno per dare una pillola di ristoro a questo benedetto settore agricolo è necessario un taglio da venti miliardi. Si può dire di tutto ma non questo, perché all'agricoltura con questa manovra si stanno togliendo venti miliardi delle vecchie lire, che corrisponde quasi al quindici per cento del taglio totale che è presente nella manovra di assestamento.
Dico che probabilmente è necessario, che probabilmente è indispensabile, ma che probabilmente, anzi senza probabilmente ma certamente, continua ad affossare ed a creare ancor più problematiche in un settore dove, negli ultimi dieci anni, si sono accavallate; oggigiorno esiste un problema che si chiama agricoltura in Sardegna, che sommato giustamente agli altri problemi, costituiscono il "caso Sardegna". Credo che, nel "caso Sardegna", il caso agricoltura e il caso industria siano i due casi che stanno veramente alla base delle questioni socio-economiche della nostra Regione.
Tutto si può dire, mi meraviglia il collega Sanna, tranne che sia giustificato il taglio, questo no! Allo stesso modo sono pronto ad ammettere che non è vero che non è stato fatto niente anche nei consorzi. Nella scorsa legislatura, il consorzio del nord Sardegna è stato giustamente scorporato, e oggi pare che lo si voglia riaccorpare; quel consorzio, nato col nome di Consorzio Nord Sardegna, quel mostro, io mi riferisco solo a quello, è servito solo, nei dieci anni passati e probabilmente, anche in questi cinque anni passati, a fare da contenitore di posti a manca e a destra, perché non ha prodotto nient'altro.
Abbiamo oltre 8 mila ettari di terreno, perché siamo dentro quel consorzio, il consorzio di bonifica Campu Giavesu, Santa Lucia e Campu Lazzari, dove in questi 30, 35 anni abbiamo sempre pagato giustamente le quote, non è mai arrivata una goccia d'acqua; in questi dieci anni, anzi dieci più cinque, quindici anni, mi creda, non si è riusciti ancora a definire catastalmente il consorzio, quindi è dimostrato che è stato ingestibile. Lo scorporo a cosa è servito? A dare proprio funzionalità a quelle zone in cui l'acqua in questi ultimi 30 anni non è mai arrivata.
Ma sinceramente non è questo che voglio ripetere; posso capire l'intervento del collega, come collega di maggioranza, sotto questo aspetto politico, ma non si venga a dire qua dentro che i venti miliardi, che rappresentano il 15 per cento quasi del taglio complessivo di questa manovra, riguardano l'agricoltura e che all'agricoltura fa bene! All'agricoltura fa male, l'agricoltura continua ad essere affossata, l'agricoltura continua ad essere la cenerentola della nostra Sardegna e sta per scoppiare il caso. Mi auguro che venga trovata, al più presto possibile, al di là delle teorie, una soluzione alle attuali problematiche. Me lo auguro veramente per la Sardegna, per il mondo agro-pastorale, per la nostra economia e per noi stessi, perché sta diventando un problema insostenibile.
Ecco perché sinceramente, probabilmente, non interverrò più su questo argomento. Do il mio parere favorevole a questo emendamento perché, sommato a tutti gli altri, comporta un taglio di venti miliardi di vecchie lire, dieci milioni e passa di euro attuali, un onere che l'agricoltura non merita di sopportare, benché di fatto sia giustificato da un fatto tecnico, da un assestamento di bilancio che deve intervenire con urgenza anche nel settore sanità.
Giustamente, da parte nostra, è necessario che diciamo queste cose, però non è necessario che se ne dicano altre che non rispondono assolutamente a verità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Non è in Aula. Rinuncia.
Metto in votazione l'emendamento numero 51. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie Presidente, chiedo la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri DEDONI, CASSANO, VARGIU, CAPPAI, AMADU, LICANDRO, SANJUST.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 51. I consiglieri Pisu e Corda dichiarano il loro voto contrario. Il consigliere Biancareddu dichiara il suo voto favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - OPPI - PETRINI - PILI - RASSU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - SERRA.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 50
astenuti 3
maggioranza 26
favorevoli 19
contrari 31
(Il Consiglio non approva).
A seguito della non approvazione dell'emendamento numero 51 decadono gli emendamenti numero 85 e 104 che sono uguali.
Passiamo all'emendamento numero 50.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie Presidente, per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento presentato dai colleghi Cappai, Capelli, Oppi, La Spisa, Diana e per cogliere l'occasione che mi è stata, in maniera cortese, rivolta da qualche collega abituato a rivolgere le parole al cielo, ma che non avendo nemmeno la dignità di essere raccolte dal cielo, come capita invece per qualche altro sinonimo della parola, non sono attribuibili a un essere umano.
Credo, colleghi, che questo emendamento ci dia la possibilità di ribadire ancora una volta, così come ho fatto poc'anzi, che non vi è strategia, che chi governa l'agricoltura è assolutamente assente in qualsiasi contesto e consesso dove si debba decidere qualcosa; è palese ormai, per tutto il mondo agricolo, l'assenza di strategia e l'incapacità di dare qualsiasi minima indicazione per la soluzione dei problemi della Sardegna. Qualcuno, come il collega Marrocu, devo dire, distinguendosi non solo per cortesia, ma anche per conoscenza della materia, rispetto al collega dello stesso Gruppo che l'ha poi seguito, il collega Marrocu ha detto sostanzialmente: "Avete sostenuto che i soldi dei POR erano bloccati, che non sono stati spesi fondi del Feoga e che quindi c'era qualche responsabilità politica, ed erano troppe le misure", si è detto.
Io inviterei i colleghi del centrosinistra ad andare a rileggersi le affermazioni proposte dai Capigruppo dell'allora maggioranza, quando si esaminava a gennaio del 2001 il POR Sardegna. POR Sardegna che, nelle linee di indirizzo e nel testo che era arrivato al Consiglio regionale, aveva già l'approvazione da parte della seconda Commissione politiche comunitarie; si diceva: "Sono troppe le misure e in particolar modo nel settore agricolo sono misure che dilapidano le risorse finanziarie". E' scritto ed è documentato, in questo Consiglio regionale, dai verbali e dai resoconti che ognuno di voi può andare a rileggersi.
Ma è anche vero, colleghi, che, quando si è iniziato a sbloccare il POR Sardegna nelle misure del Feoga, si è detto con estrema chiarezza che bisognava accelerare tutti i bandi per evitare che ci fosse un blocco di quelle risorse che erano le uniche che frenavano un risultato quale quello del 2002/2003; rispetto a tutti i parametri, compresi quelli della premialità, si sono recuperati, con atti commissariali, sia la gestione dell'ARPA, che ci ha consentito di avere i punteggi della premialità europea e nazionale, così come il piano d'ambito, così come il piano direttore di bacino che serviva per governare con i consorzi (qui vengo a quello che è stato sostenuto poc'anzi), tutto un processo di riconversione dei consorzi in Sardegna, cioè una strategia concordata con tutte le associazioni che governavano i consorzi di bonifica in Sardegna.
Dico questo perché l'emendamento in discussione prevede un miliardo di vecchie lire per investimenti diretti a favorire la valorizzazione dei prodotti agricoli e vi sfugge che la Giunta regionale in carica ha promosso a luglio, ad agosto, una proroga dei termini per l'esame di tutte le proposte, esattamente 789 proposte di agricoltori per la valorizzazione dei prodotti agricoli, fino al 30 novembre 2004, cioè con questo emendamento non solo non conoscete quello che fa la mano destra, ma davvero vi dimenticate quello che ha fatto la mano sinistra per ritardare il processo di spesa nella valorizzazione dei prodotti agricoli; 789 risposte al bando che il comitato di valutazione della misura 4.1 sta esaminando, è la dimostrazione che purtroppo questo emendamento è fondato e che invece il vostro taglio è assolutamente privo di fondamento nella logica e anche nella sostanza finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Non sarei intervenuto se non lo dovessi fare per lamentare l'eccessiva superspecialità con cui il Presidente della Commissione agricoltura ha definito questi emendamenti, "pretestuosi", che non fanno bene né agli agricoltori né a quest'Aula. Intanto faccio un plauso al Presidente della Commissione agricoltura per essersi degnato finalmente di stare in Aula; nei miei ripetuti interventi, ho sollecitato più volte la presenza del collega Sanna in Aula, per invitarlo a leggere con molta più attenzione il contenuto di questi emendamenti, ma principalmente per fargli capire dove vanno ad incidere i tagli nel settore dell'agricoltura e dell'ambiente.
Vede, onorevole Sanna, ho già avuto modo di dirle in Commissione e di ripeterle in Aula, durante la sua assenza, che il taglio all'agricoltura è di ben 76 miliardi, non di venti miliardi come dice il mio collega Rassu, molti di più. Il fatto che lei intervenga per dire che questo taglio va bene, significa che lei non ha letto quello che è successo sull'agricoltura e mi dispiace, mi dispiace veramente, perché io l'ho ritenuta sempre una persona seria, attenta ai problemi dell'agricoltura sia nella precedente legislatura che in questa.
Lei è stato uno dei promotori e fautori, assieme ad alcuni che siedono ancora in questi banchi, della legge numero 15 e ha consentito che vengano tolti da quella legge 56 miliardi. Lei non se n'è accorto, gliel'ho detto anche in Commissione. Al suo posto voterei contro questi tagli per essere coerente con quella legge voluta da voi.
Ma principalmente mi dispiace che lei abbia detto che non è stato fatto niente dal Governo di centrodestra nella precedente legislatura per quanto riguarda il settore agricolo. Mi dispiace, ma anche su questo possa smentirla. Lei non deve dimenticare che tutti gli atti riguardanti il settore agricolo sono stati adottati all'unanimità in quest'Aula, come sono stati adottati all'unanimità in Commissione ed erano quegli atti che voi avete sollecitato per la blue tongue, l'alluvione, la "21", la "15", e poi viene a dire che non è stato fatto niente!
Vede, onorevole Sanna, mi ha costretto ad intervenire, non foss'altro perché gli Assessori del mio partito che hanno gestito l'Assessorato, o meglio mandato avanti l'Assessorato, usiamo questo termine, non "gestito", non è giusto neanche il termine "governato", che hanno mandato avanti l'Assessorato nella precedente legislatura, sicuramente l'hanno fatto con serietà e capacità, senza mettere in mezzo mai la politica; lei di questo deve essere convinto, ma convinto veramente, perché non si può dire una cosa quando si è all'opposizione e dire il contrario, l'esatto opposto, l'indomani quando si è in maggioranza.
La invito a rileggere attentamente gli emendamenti e non sia offensivo quando giudica il lavoro prestato da altri, perché io su questo settore ho studiato l'assestamento e ho capito dove siete andati a tagliare. Lei, che è un difensore del biologico, consente che si taglino persino le borse di studio sul biologico e poi viene qui a dire: "Sono emendamenti pretestuosi", ma se li rilegga, li studi e poi venga ad offendere in Aula.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 50. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Chiedo la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri ARTIZZU, MORO, Matteo SANNA, RASSU, CONTU, VARGIU, LA SPISA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 50.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - LOMBARDO - MILIA - MORO - OPPI - PILI - RASSU - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - PACIFICO - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 51
astenuti 3
maggioranza 26
favorevoli 18
contrari 33
(Il Consiglio non approva).
A seguito di tale votazione l'emendamento numero 112 decade.
(Non è approvato)
Emendamento numero 48. Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggiramza. Soltanto per proporre al Consiglio, ed ai proponenti l'emendamento, una modifica dello stesso per ridurre il recupero da 118 mila euro a 46 mila euro, di cui 26 mila per reintegrare il capitolo 06336 e 20 mila per integrare il capitolo 06341. La copertura naturalmente, nel caso i componenti fossero d'accordo per questa modifica, sarebbe sull'UPB S 03015.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà. E' d'accordo sulla proposta dell'onorevole Secci?
CAPPAI (U.D.C.). Sì, sono d'accordo anche se avrei preferito che fosse stata ripristinata l'intera posta, almeno i 46 mila euro del capitolo 06341, più i 26 mila; sono d'accordo sul segnale dato dal Presidente della Commissione evidentemente in seguito all'insistenza del sottoscritto sul contributo a favore degli enti che operano a difesa e a della tutela dell'agricoltura biologica e le borse di studio a laureati e diplomati per l'applicazione pratica di tecniche di agricoltura biologica.
Ringrazio il Presidente della Commissione, mi auguro che la Giunta approvi.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 48, con la modifica delle poste così come indicato dal relatore Secci. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Pertanto l'emendamento numero 111 decade.
Metto in votazione l'emendamento numero 46.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Signor Presidente, mi atterrò, per quanto riguarda questi emendamenti in serie, rispetto ai territori, a recuperare l'emendamento precedente sulla Provincia di Cagliari, considerato che avevo alzato la mano ma che purtroppo, come talvolta capita, lei è più lesto di un furetto e non si riesce a chiedere la parola per dichiarazione di voto, l'efficienza della sua Presidenza purtroppo qualche volta comporta anche queste cose.
Intervengo per dire che questo emendamento ha un richiamo in una legge della Regione che ha degli stanziamenti fissati nel 2003, nella legge 15 credo, approvata a fine anno. Mi domando se sia ipotizzabile che, per una scelta così rilevante, come quella proposta dal Consiglio regionale, credo anch'essa svolta nella serena dialettica tra opposizione e maggioranza, nella precedente legislatura anche un po' obbligata dalla ristrettezza strutturale dei numeri della maggioranza, oggi con questo assestamento di bilancio si proponga, per il miglioramento della competitività del sistema agricolo sardo, un taglio consistente per ogni singolo territorio. Io esprimo il mio voto favorevole al ripristino di tutte queste poste di bilancio, perché ritengo che non si possano in alcun modo richiamare queste cifre come cifre che rischiano di andare in economia; voi sapete meglio di me che, se non ci fossero norme contrarie, sino a fine mese c'è la possibilità di impegnare, per i soggetti delegati, queste risorse finanziarie e io immagino che dal dicembre del 1993 fino ad oggi abbiano messo in atto tutte quelle procedure per una spesa compiuta delle risorse che la legge 15 ha messo a loro disposizione.
E' vero che, se la finanza regionale si può permettere, a distanza di dieci o undici mesi, di cambiare le previsioni di spesa, è altrettanto ovvio che un progetto compiuto, che può essere stato messo in piedi (così come io credo che sia stato fatto per Cagliari, per l'Iglesiente, per tutta l'area di Oristano, per la parte relativa a Nuoro, Tempio e quant'altro, tutti quei sistemi agricoli avevano sicuramente dei progetti compiuti), oggi con questi tagli non è più definibile e non più realizzabile nella sua interezza. Allora è evidente che si colpisce nel mucchio senza aver fatto quell'analisi propedeutica e preventiva, che doveva consentire di guardare davvero all'efficacia di quella norma che puntava al miglioramento della competitività dei sistemi agricoli.
Inviterei tutti a vedere qual era il concetto, messo alla base della volontà politica, legislativa del Consiglio regionale, per tracciare la strada del miglioramento della competitività dei sistemi agricoli; perché, ribadisco il concetto, è facile proporre da una parte degli slogan, così come è stato fatto, e dall'altra arrivare a negare a quei territori, a tutta la Sardegna, la possibilità di migliorare il proprio sistema competitivo in agricoltura. E' un taglio assolutamente insensato, privo di logicità, un taglio che davvero si configura come un taglio selvaggio di un'azione importante a servizio dello sviluppo agricolo in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Naturalmente il mio parere su questo emendamento è diverso ed è per bocciarlo, però volevo cogliere l'occasione per invitare i presentatori di questo emendamento, e degli altri successivi aventi lo stesso oggetto, al ritiro perché questi stanziamenti sono stati decisi in Commissione all'unanimità come tagli per recuperare un taglio, che era stato proposto dalla Giunta e che non esiste più, di 1 milione e 300 mila euro sulla UPB 06035 avente per oggetto incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica, settore investimenti. Quindi tutte le riduzioni fatte sulle UPB, relativamente al miglioramento delle comunità agricole dell'Iglesiente e in tutti gli altri territori, sono frutto di un emendamento concordato e quindi di una sintesi che ha visto la Commissione approvare queste decisioni all'unanimità. Per questa ragione, chiedo ai proponenti di ritirare gli emendamenti in discussione.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 46. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale, Presidente.
PRESIDENTE. Poiché siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 46, procediamo alla verifica del numero legale. Votazione elettronica, invito i cinque colleghi che sostengono la richiesta dell'onorevole Pili ad alzarsi.
PILI (F.I.). Non è stato chiesto l'elettronico!
PRESIDENTE. La verifica del numero come la facciamo?
PILI (F.I.). Con cinque, non con otto.
PRESIDENTE. Cinque, ho detto onorevole Pili, sono io che dispongo che la votazione venga effettuata con il sistema elettronico.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri ARTIZZU, CAPELLI, CAPPAI, Franco Ignazio CUCCU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 46. I consiglieri Contu e Petrini, il cui voto risulta nullo, dichiarano il loro voto favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - MORO - OPPI - PETRINI - PISANO - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Constatata la presenza del numero legale, proclamo il risultato della votazione:
presenti 49
votanti 46
astenuti 3
maggioranza 24
favorevoli 14
contrari 32
(Il Consiglio non approva)
Pertanto l'emendamento numero 110 decade.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 109 è decaduto.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 108 è decaduto.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 102 è decaduto.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 103 decade.
L'emendamento numero 2 è stato ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Presidente, faccio mio l'emendamento numero 2. Così come ho annunciato stamani, intervengo a sostegno di questo emendamento che i colleghi Scarpa e Atzeri hanno presentato, facendolo mio. Credo che sia utile segnalare la gravità di un taglio di 1 miliardo e 200 milioni delle vecchie lire, moltiplicando l'euro per due, sugli interventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda. E' un taglio improponibile, un taglio grave, non soltanto per la consistenza della cifra ma sul piano politico e sul piano del rispetto delle norme che, in questo Consiglio regionale, sono sempre state messe alla base di un'azione tesa alla valorizzazione della lingua e della cultura sarda. Anche in questo caso, colleghi del Consiglio, il mio voto sarà a favore di questo emendamento, ed è dettato dalla necessità di fare tutti uno sforzo maggiore per consentire alla crescita della cultura sarda quella giusta attenzione che, purtroppo, con questo emendamento si è voluta sottolineare.
Un'attenzione che è venuta meno rispetto alla cultura della Sardegna, che ha avuto risorse diffuse su tante associazioni, su tanti enti locali, per tante manifestazioni che erano tese a creare la sua diffusione; credo che davvero un taglio di questa natura, di questa portata, dimostri tutta la disattenzione su un tema che è stato dichiarato, reiteratamente richiamato come cardine di un'azione politica, in realtà quel richiamo, a differenza di quello che è avvenuto nel passato, perdonatemi, oggi segna un taglio rilevante alla cultura e alla lingua della Sardegna. Altro che tutela! Altro che valorizzazione! E' un taglio netto di 1 miliardo e 200 milioni sulle già esigue risorse dedicate alla cultura della Sardegna. Credo che in tal senso vada assolutamente teso anche il mio sostegno,già manifestato stamani, a tutti gli emendamenti presentati dal Gruppo Sardista e dal Gruppo dei Riformatori sul tema dell'identità e delle tradizioni popolari della Sardegna.
Mi pare, colleghi, che non sia auspicabile il ritiro di questi emendamenti, ma che il Consiglio si possa esprimere, Presidente, e mi avvio a concludere richiedendo anche il voto elettronico palese, perché ognuno di noi sappia chi ha contribuito a questi tagli per la cultura e la valorizzazione della lingua della Sardegna, perché non vorrei che molti di noi andassero a mietere, o tentare di mietere, consensi mentre invece hanno soltanto provveduto al taglio delle risorse finanziarie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Assessori, colleghi, vorrei segnalare intanto che l'emendamento numero 2 è identico al numero 32, e poi per spiegare, come ho già fatto in precedenza, le ragioni per cui abbiamo ritirato questo emendamento per il quale naturalmente, se verrà posto in votazione, voteremo favorevolmente. Abbiamo valutato che esistono in questo momento, rispetto alle disponibilità ad intervenire, delle priorità maggiori in quanto su questa unità previsionale di base già la Commissione è intervenuta, sostanzialmente quasi ripristinando il capitolo con cui viene fatto il programma principale della legge 26, capitolo 11309, ed anche perché, sempre in Commissione, c'è stato l'impegno della Giunta a destinare tutte le risorse disponibili, sul capitolo 11029, alle borse di studio a favore dei figli degli emigrati. L'altro capitolo, l'11028, è destinato a consulenze e alla organizzazione della Conferenza annuale della lingua e della cultura sarda che evidentemente, per quest'anno, non potrà essere realizzata e quindi anche l'azzeramento di questo capitolo; noi avremmo voluto che la conferenza si tenesse quest'anno, auspichiamo che si tenga quanto prima nel prossimo anno, però anche questa riduzione non crea la stessa preoccupazione che ha creato, invece, la riduzione di altri capitoli di cui discuteremo in seguito.
Queste sono le ragioni del ritiro. Per senso pratico, come auspicio di interventi verso gli altri capitoli, apprezzando l'interesse che l'onorevole Pili pone su questa materia, confermiamo tuttavia che, se l'emendamento verrà posto in votazione, lo voteremo favorevolmente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Due minuti, grazie, Presidente. Il mio voto è favorevole, non c'è bisogno di ringraziare per l'apprezzamento in quanto la cultura della lingua sarda penso sia un impegno a cui tutti noi teniamo, voglio solo dire che abbiamo già appurato, è un dato di fatto, che queste somme ormai non ci sono, l'importante è che la Giunta prenda impegno formale affinché, per quanto riguarda gli impegni già assunti relativi alla tutela della lingua e della cultura sarda, così come era previsto nella legge finanziaria scorsa, possa essere ripristinata la somma, ma non solo, laddove si renda necessario, addirittura la incentivi. La nostra azione politica di segnalazione è solo volta principalmente a questo, oltre che di difesa degli emendamenti.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie, Presidente, avevo già chiesto la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri LOMBARDO, RASSU, PETRINI, CONTU, VARGIU, CASSANO, PISANO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MORO - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RASSU - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - SERRA.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 57
astenuti 1
maggioranza 29
favorevoli 22
contrari 35
(Il Consiglio non approva)
Pertanto l'emendamento numero 32 decade. L'emendamento numero 3 sarebbe da spostare fra i sostitutivi. Sull'emendamento numero 3, sul 27 e sul 107 c'è una proposta del Presidente della Commissione di modifica degli importi, che renderebbe gli emendamenti stessi accettabili e votabili anche dalla maggioranza.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, dichiaro che accettiamo la modifica proposta dalla Giunta e dal Presidente della Commissione, accogliamo quindi con favore la sensibilità mostrata verso l'applicazione della legge 64 del 1986.
PRESIDENTE. Onorevole Secci, vuole ripetere la proposta in sede di votazione?
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, grazie. Allora, la proposta è quella di modificare l'importo da 300 mila a 150 mila e la copertura sulla UPB S 03015.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi, tutti noi siamo consapevoli dei margini ristrettissimi in cui siamo costretti a operare attraverso gli emendamenti in questo assestamento di bilancio. Un assestamento, è stato detto, finalizzato principalmente a coprire il disavanzo generato dalla spesa sanitaria, verificatosi nel 2003, di quasi 149 milioni, quando il centrodestra governava la Regione. Inoltre 11,5 milioni di euro servono a coprire gli aiuti a società e cooperative per la legge 1, ex legge 28, del 2002, altri 7 milioni per l'ESAF e altro. E' stato detto che questo disavanzo non può essere coperto da mutui e dall'utilizzo di somme già impegnate.
Ho ripetuto questi dati, a noi tutti noti, per ricordare a me stesso e a tanti colleghi che non è pensabile, in queste condizioni, produrre così tanti emendamenti sui quali fare tante false discussioni fini a se stesse, con chiaro intento di presentare la Giunta e la maggioranza come negatrici delle esigenze dei territori e delle categorie della Sardegna, in particolare di quelle che si trovano in maggiore difficoltà. Ma davvero può essere così? C'è qualcuno, in quest'Aula e fuori di essa, che pensa seriamente che i rappresentanti di un partito come il mio, oppure un amministratore locale delle zone interne come me possa essere insensibile verso i tagli che si è costretti ad operare in questo assestamento? Se così non è, come non è, appare del tutto evidente che, venire qui per ascoltare i colleghi del centrodestra, responsabili, ripeto, del disavanzo, che si strappano le vesti versando fiumi di lacrime per le vittime di questi tagli, è davvero patetico.
Onorevole Pili, onorevoli Pisano, Diana, Ladu, illustri colleghi del centrodestra che siete intervenuti, davvero voi avete più di me e più di noi a cuore le sorti dell'agricoltura, della pastorizia, dei comuni e delle scuole, delle associazioni, dei consorzi, della cultura e della lingua sarda o quant'altro esiste di attività importanti e vitali per la Sardegna? Perché, mi chiedo, fate tutto questo polverone? La risposta è una sola: propaganda!
I tagli a questi importanti settori non li stiamo facendo noi, li avete già fatti voi creando quel disavanzo di cui noi non possiamo fare altro che prendere amaramente atto. Dunque non voi, ma noi vi accusiamo di aver sottratto risorse finanziarie importanti a tutti coloro che avete citato nei vostri emendamenti. Sappiate che categorie, enti, associazioni e istituzioni interessate hanno capito bene il motivo di fondo per cui avranno queste riduzioni di risorse e di chi sono le responsabilità. Sanno anche che, successivamente, ci sarà il dibattito sul DPEF e la finanziaria 2005, la prima di questa nuova maggioranza. Sarebbe stato più serio e anche utile che, stante questo stato di cose, ci fossimo concentrati su alcune questioni concrete e di una certa rilevanza per formulare proposte tese a migliorare e a completare questa piccola manovra finanziaria. Il nostro silenzio, che spesso ci rimproverate, non è in ossequio alla Giunta regionale o al Presidente, ma soltanto al fatto che non si può interloquire quando non si ragiona in modo serio e onesto.
Io mi atterrò scrupolosamente a questo comportamento proponendo solo qualche modifica parziale a questo e ad un altro emendamento, il numero 5, presentati dagli amici e colleghi Scarpa e Atzeri del Partito Sardo d'Azione, in difesa delle espressioni più alte dell'identità nazionale del popolo sardo: lingua, musica, cultura, tradizioni popolari. Pertanto propongo di accogliere questi emendamenti, almeno parzialmente, come adesso ci ha comunicato il Presidente, come proposto dallo stesso Presidente della Commissione. Va da sé che il mio consenso è anche per gli altri emendamenti che sono stati presentati sull'identità dei sardi, lo faccio senza strumentalità, cari colleghi, come mi pare, lo dico con molto garbo e con molta sincerità all'onorevole Pili, anche se siamo stati costretti a non approvarli, ma il loro significato deve trovarci uniti per essere recepiti nel DPEF e nella finanziaria del 2005.
Questo perché è nel programma della nostra coalizione, in quelli di altre forze politiche, oltre che nella coscienza dei sardi, ed è anche nel programma di alcune forze del centrodestra, ma soprattutto perché è notorio che la questione della cultura sarda, e in particolare della lingua autoctona...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisu. Concluda, prego.
PISU (R.C.). ...deve essere inquadrata nell'ambito di un'educazione che non può essere che plurilingue e multiculturale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3 unificato con gli emendamenti numero 27 e 107, nel testo modificato oralmente dal relatore Secci e accolto dai presentatori.
Rispondono sì: il Presidente SPISSU - ADDIS - AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUGINI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - SECCI - SERRA -VARGIU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 58
maggioranza 30
favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
L'emendamento numero 4 è ritirato. C'è ancora il "28" che resta in piedi e che non è stato ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Faccio mio l'emendamento numero 4.
(Non è approvato)
A seguito di tale votazione, l'emendamento numero 28 decade.
Emendamento numero 22. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 22.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, CASSANO, PISANO, DEDONI, LA SPISA, AMADU, ARTIZZU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 22.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - OPPI - PILI - PISANO - RASSU - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - SERRA.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 55
astenuti 3
maggioranza 28
favorevoli 16
contrari 39
(Il Consiglio non approva)
A seguito di tale votazione, l'emendamento numero 105 decade.
Emendamento numero 106.
(Non è approvato)
Emendamento numero 5. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi, per dichiarare che accettiamo la proposta di modifica dell'emendamento formulata dalla Giunta e dal Presidente della Commissione. Naturalmente avremmo preferito e avremmo voluto che l'emendamento fosse finanziato per intero.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PAOLO FADDA
(Segue SCARPA.) Si tratta di un emendamento che tende a ristabilire il livello della spesa per finanziare i progetti a favore della lingua e della cultura sarda nelle scuole.
Naturalmente, per senso pratico, preferiamo che il capitolo venga, seppure parzialmente, reintegrato, apprezziamo questo segnale di disponibilità da parte della Giunta. Tuttavia dobbiamo oggi, qui, dire che sappiamo che il banco di prova, la sede di confronto su questi temi non è certo quella di oggi, sarà la discussione del DPEF e soprattutto la discussione della prossima legge finanziaria, nella quale verificheremo esattamente le intenzioni della Giunta e della maggioranza su questi temi.
Abbiamo visto, forse per la prima volta oggi una votazione unanime su un tema che appartiene a tutti evidentemente, però, Assessore, siamo un po' preoccupati, il DPEF che avete approvato è molto carente sul tema della legge 26, ci auguriamo fortemente che, in Commissione, in Aula, il DPEF venga su questo aspetto integrato, che venga elaborato un piano concreto e di lunga scadenza a favore di tutti gli operatori pubblici e privati che, tramite la legge 26, portano avanti delle politiche culturali fondamentali.
Quindi, come dicevo prima, naturalmente questi 150 mila euro non sono la soluzione del problema, consentiranno di fare un programma un po' più congruo di quello che sarebbe stato con lo stanziamento che era stato proposto, tuttavia, ripeto, ci auguriamo davvero che i nostri dubbi e le nostre perplessità vengano fugate nelle prossime sedi di confronto e di discussione su questo tema sul quale ci batteremo con tutte le nostre forze.
Saremo al fianco della Giunta, pur essendo all'opposizione, per razionalizzare la spesa, per migliorarla, per renderla più efficiente, però questo non significa operare tagli in maniera indiscriminata, significa portare avanti un altro tipo di ragionamento sul quale ci vorremo applicare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Presidente, per facilitare le intese che il collega Scarpa poc'anzi ha richiamato, io vorrei però che ci fossero due votazioni. La prima sull'emendamento numero 5 nel suo testo originario, che faccio mio, e poi l'altra successiva riguardante l'intesa che è stata proposta dal Presidente della Commissione. Quindi faccio mio l'emendamento numero 5.
PRESIDENTE. Non è possibile dato che l'onorevole Scarpa ha parlato per l'emendamento numero 5, il quale non è stato ritirato e lei è favorevole alle proposte di modifica, onorevole Pili. Pertanto non può farlo suo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Io lo faccio mio nella stesura originaria. L'onorevole Scarpa ha proposto un emendamento orale, così come ha fatto il Presidente della Commissione, quindi io riterrei corretto, sul piano procedurale, votare inizialmente l'emendamento numero 5 nella stesura iniziale, e poi votare la seconda ipotesi che è quella dell'intesa che è stata avanzata.
PRESIDENTE. Onorevole Pili, mi dispiace, non può essere accolto, perché o tutti siamo d'accordo e quindi l'emendamento orale che è stato presentato viene condiviso dall'Aula....
Un attimo, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Per un chiarimento su questo emendamento.
PRESIDENTE. I chiarimenti li dà il Presidente, non li dà lei, onorevole Caligaris!
L'emendamento rimane in piedi così com'era se non si accetta la proposta di modifica; quindi, onorevole Pili, se lei non sta accettando la proposta che il Presidente della Commissione ha fatto, allora rimane in piedi il vecchio emendamento. Se invece noi lo poniamo in votazione, lo poniamo in votazione perché tutta l'Aula ha condiviso l'emendamento orale.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Allora per facilitarle il compito, annuncio di firmare anch'io l'emendamento numero 31, che però, ovviamente, deve essere posposto, cioè deve essere votato prima il "31", che ha la cifra di 240 mila e poi successivamente il "5", con la riduzione della risorsa finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Pili, le chiederei di accomodarsi qui alla Presidenza. Decido io che cosa mettere in votazione, non lei. Perché devo mettere in votazione prima il "31", se siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 5?
PILI (F.I.). Si mette in votazione prima la cifra più alta.
PRESIDENTE. Ascolti, noi siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 5. Chiusa questa discussione.
PILI (F.I.). Se lei prende il Regolamento…
PRESIDENTE. No, no, guardi, io ho preso il Regolamento, se l'emendamento orale presentato dalla Commissione viene accolto, poniamo in votazione quello.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto, non per chiarimenti comunque. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io volevo soltanto ricordare che stamattina era stata chiesta l'unificazione dell'emendamento numero 5 con il "15", quando si è parlato dell'analogo emendamento a pagina 138. Per cui la quota di riferimento dei 150 mila euro è relativa all'emendamento numero 15.
Intendevo appunto ringraziare il Presidente della Commissione, onorevole Secci, e l'assessore Pigliaru perché in questo modo è stato accolto dalla maggioranza il senso che l'emendamento numero 15 aveva nell'ambito del quadro di riferimento alla lingua. Quindi, accogliendo la proposta del Presidente, intendevo sottolineare la mia adesione; mi sembra anche inequivocabile che, in questo modo, maggioranza ed Esecutivo abbiano dimostrato una significativa attenzione nei confronti della lingua (che, appunto, non appartiene ai Sardisti, ma a tutti i sardi) scopo principale della mia iniziativa. Ovviamente, per quanto anche detto nell'intervento di stamattina, mi riservo un eventuale approfondimento fin dal dibattito sul DPEF, come lo stesso assessore Pigliaru stamattina ha messo in evidenza nel suo intervento.
Approfitto, in modo tale anche da sveltire i lavori, per annunciare il ritiro degli emendamenti numero 16 e 17. Volevo semplicemente precisare questo aspetto. E' una questione di particolare interesse, ma lo è al di fuori di qualunque considerazione che possa essere usata nei momenti più opportuni.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris, la sua proposta era già stata accolta. Quindi, sono unificati gli emendamenti numero 5 e 15.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Grazie Presidente. Anch'io penso che la votazione che c'è stata sull'emendamento numero 3 sia stata altamente positiva. Concordo anche con le preoccupazioni che poc'anzi ha espresso l'onorevole Scarpa sul fatto che nel Dpef, lo dico all'assessore Pigliaru ma anche all'intera Giunta regionale, oltre che a noi della maggioranza e a tutta l'Aula, deve essere fatto uno sforzo maggiore perché, all'interno del Dpef, ci siano i miglioramenti da noi auspicati, che poi troveranno conferma, io mi auguro, all'interno della finanziaria del 2005; questo per onorare gli impegni che noi abbiamo assunto nelle dichiarazioni programmatiche, perché nei programmi di tutti i Gruppi, presenti qui nell'Aula, c'è il forte intendimento di affermare l'identità del nostro popolo ritenendolo come un valore aggiunto assolutamente necessario.
Voglio dirvi che la legge 26 sta funzionando in Sardegna e sta funzionando bene, badate, sta coinvolgendo moltissime persone, non solo gli appassionati di poesia e di letteratura sarda, ma tanti intellettuali, tanti cittadini, tanti giovani che veramente vogliono fare cultura in quest'Isola; basta dare uno sguardo alle consulte territoriali sulla lingua e la cultura dei sardi per avere conferma di ciò che sto dicendo.
Voglio anche concludere, ricordando, ancora una volta, che purtroppo ci sono coloro che pensano ancora che la lingua sarda rappresenti un elemento di chiusura che ci preclude la possibilità di aprirci e confrontarci con il mondo. Io penso, all'opposto, che un popolo come il nostro debba innanzitutto avere coscienza di sé, essere orgoglioso della propria distinta identità portando la storia e i propri valori al cospetto degli altri popoli, arricchendoli e traendo da loro insegnamenti che possano esserci sicuramente preziosi. Concludo sostenendo che abbiamo fatto bene ad affermare tutti questi valori per ritenerli valori aggiunti e questo ci può consentire, sicuramente, di puntare ad uno sviluppo delle nostre potenzialità come Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io volevo soltanto farle notare che l'emendamento numero 31 è identico all'emendamento numero 5, per cui l'unificazione tra il "31" e il "5" è ugualmente automatica. Inoltre volevo rilevare, ma può darsi che mi sbagli, che l'emendamento presentato dal Presidente della Commissione come emendamento verbale, quindi con necessità dell'approvazione dell'intera Aula, è in realtà il testo dell'emendamento della collega Caligaris, quindi, sostanzialmente, è un emendamento ammissibile anche nel caso in cui ci sia un'opposizione in Aula perché è già presentato in forma scritta oltre che in forma verbale.
PRESIDENTE. Avremmo votato l'emendamento dell'onorevole Caligaris, non l'emendamento numero 5, perché avremmo dovuto comunque votarlo, condivido invece per quanto riguarda l'emendamento numero 31.
Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
(Non sono approvati)
A seguito di quest'ultima votazione decade l'emendamento numero 30. L'emendamento numero 91 è stato ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 93. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 80.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, grazie, è solo un breve intervento per dichiarazione di voto, ovviamente favorevole, e per portare ad esempio questo emendamento che, come detto nel corso dell'illustrazione, pur non modificando la sostanza, il monte dell'impegno dell'assestamento di bilancio, ha un suo profondo significato. E' forse uno di quegli emendamenti che è sfuggito all'attenzione di qualche collega, in particolare del collega Pisu, quando dice che loro non sono disposti ad esaminare emendamenti in quanto non ritrovano dall'altra parte "onestà", ha usato questo termine, e un altro termine collegato, che ora non mi viene, ma mi pare "serietà". Se ogni tanto il collega Pisu leggesse anche gli emendamenti che respinge, troverebbe, così in questo come in tanti altri che sono frutto del lavoro dei consiglieri, "onestà" e "serietà"; perché sa, onorevole Pisu, l'onestà non sta mai solo da una parte, così come la serietà non sta mai solo da una parte.
A volte quando un confronto sta andando nel verso giusto, sui binari giusti, si fanno delle affermazioni che potrebbero invece rimettere in discussione tutto. Quando si propongono degli emendamenti come questo che intendono non tagliare le spese ed i contributi per le spese di viaggio e di soggiorno, abbiamo detto viaggi della vergogna, per chi sta peggio di noi, lei non lo può definire né disonesto né poco serio; certo, a volte si usano questi termini, ma qui siamo in una sede istituzionale, lei ne gestisce, o meglio, ne presiede un'altra di pari importanza in un ente locale, sarebbe più opportuno che iniziassimo a pesare i termini perché, comunque lo si condivida o non lo si condivida, il lavoro degli altri è sempre un lavoro speso per un senso di onestà, di principio e di serietà.
(Sono approvati)
(Non è approvato)
Emendamento numero 35, primo firmatario l'onorevole Cassano.
Chiedo scusa all'Aula, siccome c'è un emendamento aggiuntivo, il 149, metto in votazione prima l'emendamento numero 149, primo firmatario l'onorevole Oppi.
Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, nella confusione generale forse qualcosa è sfuggito. Io non mi ricordo che parere ho dato su questo emendamento.
PRESIDENTE. Lo può ridare.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La Commissione, naturalmente anche su intesa con la Giunta, propone l'accoglimento della materia trattata dagli emendamenti numero 35, 84 e 149, per un importo di 450 mila euro complessivi a far carico sull'UPB 03015. Le è chiaro tutto, Presidente?
PRESIDENTE. Se i firmatari dell'emendamento sono favorevoli unifichiamo i tre emendamenti con l'importo di 450 mila euro e con il capitolo 03015.
(Sono approvati)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 16 è stato ritirato.
(Non è approvato)
Il "17" è stato ritirato; il "15" è stato già votato.
Metto in votazione l'emendamento numero 140 della Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 25. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Per chiedere il voto nominale elettronico dell'emendamento numero 25.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, DEDONI, PISANO, AMADU, LOMBARDO, RASSU, LA SPISA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 25.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LOMBARDO - PISANO - RASSU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - SERRA - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 52
maggioranza 27
favorevoli 14
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 19.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Per dichiarare il voto favorevole mio e del Gruppo dei Riformatori all'emendamento numero 19, ribadendo in maniera molto sintetica che la nostra posizione è quella di fare un appello, ancora una volta, a questo intero Consiglio regionale perché questa è davvero l'ultima occasione, l'ultima grande occasione per restituire finalmente a chi attende ormai da mesi la soluzione di un problema il cui costo sociale è enorme e si riverserà sui comuni della Sardegna, dimensionato da oltre duemila ragazzi che sono stati espulsi dal sistema dell'obbligo formativo, proprio perché non è stato consentito loro l'accesso alla frequenza della prima annualità e seicento ragazzi che addirittura sono stati espulsi sempre dal sistema formativo, che avevano avuto iscrizione alla seconda annualità.
Noi ribadiamo il concetto che trattasi di un diritto primario che non può essere assolutamente negato a questi ragazzi, a questi giovani, alle famiglie che vivono in questo momento un dramma di vastissime proporzioni. Crediamo che, con uno sforzo unanime da parte di questo Consiglio, possa essere accolto almeno parzialmente questo emendamento e davvero consentire di arrivare almeno alla fine dell'esercizio con una certa serenità per poi riformulare il problema e la proposta all'interno della nuova finanziaria regionale. Siamo convinti che il problema potrebbe essere risolto con una misura anche di un terzo della somma che noi abbiamo posto in previsione come variazione di bilancio, e che questo davvero potrebbe finalmente consentire di dare attuazione a quell'ordine del giorno che unanimemente il Consiglio, il 20 ottobre scorso, ha approvato. Noi conserviamo ancora la fiducia e la speranza che lo si possa fare, se è necessario chiediamo anche una brevissima sospensione perché questa nostra proposta possa essere valutata adeguatamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente e colleghi del Consiglio, io confermo la posizione già espressa dal collega Sergio Pisano che ha affermato il voto positivo dei Riformatori su questo emendamento; onestamente ho meno speranze rispetto a quelle che ha lui che ci sia una resipiscenza finale del Consiglio sulla materia e quindi che ci sia la possibilità, anche attraverso un'interruzione breve dei lavori dell'Aula, di arrivare alla definizione di un importo inferiore che possa essere comunque un segnale di attenzione da parte del Consiglio nei confronti del problema.
Quindi, più che incentrare il mio intervento sulla richiesta di interlocuzione avanzata dal collega Pisano, che peraltro se venisse accolta ovviamente ne saremmo assolutamente soddisfatti, io vorrei chiedere alla Giunta - che su questo argomento ha dimostrato perlomeno capacità di ascolto, forse non sempre, magari in questo momento meno, però in linea di massima ha dimostrato capacità di ascolto - se è possibile avere quantomeno dei numeri certi rispetto alle notizie pubblicate sui giornali, che sono apparse in maniera sconcertante, nel senso che non hanno consentito a nessuno dei consiglieri di quest'Aula di farsi un'idea precisa del problema della mortalità che si sarebbe verificata nei corsi dell'obbligo e contemporaneamente nella scuola dell'obbligo, nel senso che la nostra sensazione è che i corsi del primo anno che stanno iniziando escludono una quota ampia degli oltre quattromila studenti che avevano dato la propria disponibilità effettuando la scelta, che è comunque garantita dalla legge Moratti, di entrare nel circuito della formazione professionale.
La nostra sensazione è che la disponibilità offerta dal Sovrintendente scolastico regionale di consentire le iscrizioni nella scuola statale, anche in deroga rispetto alle scadenze, consentendo in questo modo il recupero di una quota più ampia possibile degli studenti che avevano scelto invece la formazione professionale, non sia stato uno strumento efficace e non abbia consentito i risultati e gli obiettivi che l'indicazione stessa data dal dottor Pietrella voleva ottenere.
Quindi, la nostra sensazione, anzi direi la nostra paura, la nostra preoccupazione è che ci sia un numero elevato di studenti o di potenziali studenti, soprattutto nati nel 1990, che in questo momento non sono accolti nell'ambito dei corsi della formazione professionale, in quanto è stata dichiarata inaccoglibile la loro domanda, e contemporaneamente non sono rientrati neanche nel circuito della scuola statale. Si tratterebbe cioè di ragazzi di 14 o 15 anni ai quali in questo momento la Regione Sardegna, come ai figli di un Dio minore, nega ogni possibilità di crescita culturale perché sostanzialmente esclusi dalla scuola dell'obbligo e dalla formazione professionale.
Noi riteniamo che se questo fosse, e se le dimensioni del fenomeno fossero significative, si tratterebbe ovviamente di un problema davvero importante di cui comunque è necessario che la Regione Sardegna si faccia carico in qualche modo. Non abbiamo a questo punto soluzioni certe da prospettare alla Giunta sui metodi e sulle strade da seguire, ma vorremmo che ci fosse non solo una presa d'atto della gravità del problema, se il problema è davvero grave dal punto di vista numerico, come noi abbiamo ragione di intendere, ma anche una presa in carico del problema da parte della Giunta regionale che faccia tutto ciò che è nelle sue possibilità per evitare che si consumi questo danno a carico degli ultimi della società sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Chiedo scusa ai colleghi se, tenuto conto dell'economia dei lavori, forse questo intervento può risultare inopportuno, però la dimensione del problema proposto, insieme all'intervento proposto in questa maniera e in questo provvedimento, richiede un necessario chiarimento, se no qui non si capisce chi è che difende che cosa. Non si capiscono gli interessi veri e non si capiscono chi sono i difensori veri degli interessi che si propongono.
Presidente, è inaccettabile che a proporre un emendamento di aumento di trenta milioni di euro, per quanto riguarda la formazione professionale, sia il Gruppo politico che, sino a cinque mesi fa, aveva la responsabilità di governo dell'Assessorato di riferimento, e che aveva quindi tutto il tempo per predisporre strumenti legislativi, di riforma della formazione professionale, che mancano e che sono stati richiamati, in più di una circostanza, ma invano, in quest'Aula negli ultimi cinque anni; che ha inoltre consentito di realizzarsi un sistema di accreditamento, attraverso atti amministrativi, non so quanto legittimi, in assenza di una normativa regionale che regolasse la materia; che ha gestito il sistema dell'obbligo formativo attraverso un artifizio di ingegneria finanziaria che abbiamo salvato soltanto per evitare la catastrofe, perché se la Giunta regionale avesse proposto nell'assestamento di cancellare un'entrata che si sa che certamente non può avvenire, forse non avrebbe potuto avviare neppure un corso dell'obbligo formativo, perché per quest'anno è stato iscritto a bilancio, come assegnazione dello Stato, un importo di 95 milioni di euro, dopo una comunicazione ufficiale del luglio 2003 che diceva che lo Stato avrebbe trasferito alla Regione, per questa materia e per il 2004 soltanto, 5 milioni e seicento mila euro.
Il problema dell'obbligo formativo, il problema della formazione professionale, il problema dell'assenza di un piano formativo, di risorse stanziate dalla Regione per fare attività formativa per i disoccupati che non siano attribuibili al POR e che mancano da molti anni, sicuramente non sono stati oggetto di attenzione negli ultimi cinque anni. Allora la formazione professionale ha bisogno di attenzione legislativa per riformare un sistema che ormai non è più adeguato. Ha bisogno di riforme di natura di intervento strutturale, non di velleità e di demagogie. Adesso è avviato. Certo non soddisfa neanche qualcuno di noi come è stato avviato il rispetto dell'obbligo formativo. Non soddisfa nessuno di noi, probabilmente, che a qualche ragazzo che poteva frequentare la formazione professionale e che non vuole frequentare la scuola sia venuta meno la possibilità di farlo. Ci sarà un momento in cui si ragionerà, e si sta ragionando, in termini strutturali perché con la finanziaria 2005 si faccia chiarezza su queste cose. Però per fare chiarezza su queste cose non basta demagogicamente proporre oggi un emendamento per inserire delle risorse finanziarie che non si saprebbe a che cosa servirebbero.
Allora, cari amici e cari colleghi, bisogna essere responsabili e seri sempre, quando si sta da una parte e quando si sta dall'altra. Non si può oggi cavalcare un'onda soltanto perché c'è un'attenzione da parte di migliaia di famiglie, bisogna avere la responsabilità di dire che non si sono fatte certe cose e bisogna avere la responsabilità di dire chi non le ha fatte. Bisogna avere la responsabilità di dire che, seppure con sacrificio, seppure con tensioni all'interno della maggioranza, su questa materia si è proceduto ad avviare l'attività formativa dell'obbligo e si sta procedendo ad avviare, in qualche maniera ad accelerare, quel processo di decisione che porti all'utilizzo dei fondi del piano operativo regionale nella materia della formazione che è fermo da un sacco di tempo.
Se si fosse fatto probabilmente il programma di attività relativo al POR, non mi ricordo la misura sulla formazione adesso, ma è facile che sia 3.10 o cosa di questo genere, probabilmente il sistema formativo non sarebbe in queste condizioni. Quindi non potete ribaltare la responsabilità con questo emendamento; la responsabilità rimane a chi ce l'aveva, noi la respingiamo e ci facciamo carico di un problema che è serio, che è difficile, che è complesso ma che speriamo di poter presto orientare per una soluzione che sia definitiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Mi corre l'obbligo, e lo farò nel modo più celere possibile, di intervenire su questa materia, che non è una materia di poco conto; non si tratta di capire se bisogna sostenere o meglio finanziare la formazione professionale, cioè se bisogna lavorare per un sistema integrato nel quale l'istruzione e la formazione vadano verso la medesima direzione, cioè rafforzare la capacità dei nostri giovani per il loro inserimento fruttuoso nel lavoro per far crescere complessivamente questa Regione, la sua economia, la sua società, i suoi valori civili, quelli della sua identità e della sua cultura.
Questa è sempre la stessa vicenda, una vicenda che, nel profondo, mina l'idea stessa che si sia uguali e cioè che si abbia uguale diritto allo studio, a quello nelle strutture della scuola, quello cioè che fa riferimento all'istruzione, e a quello che si riferisce al sistema della formazione, verso il quale alcuni, i più sfortunati, quelli socialmente ed economicamente più deboli debbono invece rivolgersi, sistemi che non hanno la stessa capacità e la stessa potenzialità di quello scolastico; quindi la questione è se dobbiamo dividere i nostri giovani tra quelli di serie A, che hanno le tasche piene, e quelli di serie B, che invece ce le hanno vuote e noi destiniamo ad averle sempre vuote nel futuro.
Su questo tema c'è una questione di principio, la distinzione politica anche delle funzioni, c'è la divisione tra la destra e la sinistra. La sinistra mira ad affermare diritti di uguali, non a fare differenze, non a costruire percorsi che consentano ad alcuni di avere una vita agiata e privilegiata e ad altri di zappare nella difficoltà tutta la propria esistenza. Si fa tanto per dire di quanti laureati mancano nelle strutture regionali, di quanti pochi laureati ci siano nella Regione, di quanto poco istruita sia la nostra popolazione. Come risolviamo questo problema? Lo risolviamo rinunciando aprioristicamente, seguendo riforme, anzi contro riforme, di tipo reazionario che il Governo Berlusconi ha da sempre proposto in questa legislatura parlamentare e sta approvando e infliggendo alla popolazione italiana e a quella sarda e del Mezzogiorno in particolare. Noi su questo terreno non ci staremo mai, su questo facciamo battaglia ideale e ci differenziamo tra tutti e con tutti coloro che su questo terreno non trovano assonanza: la scuola, il diritto allo studio, uguali percorsi, uguali possibilità.
Noi abbiamo l'obiettivo di garantire ai nostri giovani questa opportunità, per cui non si tratta di 30 milioni di euro, lo diceva bene l'onorevole Secci, noi abbiamo fatto bilanci falsi, ci siamo tranquillamente adagiati sulle promesse di un Governo che, per sua natura, dice, promette, non realizza, non fa e carica sulle Regioni, su quelle del Mezzogiorno, su quelle più deboli, sulla Sardegna, il peso delle sue inefficienze.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). E' tornata in campo la politica dopo l'intervento dell'onorevole Secci. L'occasione di questo emendamento, presentato dai colleghi Pisano, Cassano, Dedoni e Vargiu, sia pure con una indicazione di risorse finanziarie certamente non corrispondenti al semplice problema del cosiddetto "obbligo formativo", ha posto un problema che, come tutti sappiamo, è di pienissima attualità.
Ora, che si tratti di questa somma o di un'altra sicuramente inferiore, io credo che sia giusto da parte nostra porre in quest'Aula ancora una volta, riguardo ad un atto di indirizzo che il Consiglio regionale ha dato all'Esecutivo, un problema che certamente può essere appesantito da valutazioni errate, stanziamenti di bilancio non corrispondenti a quanto lo Stato in realtà era intenzionato a trasferire alla Regione Sardegna. Si può poi discutere per ore ed ore sul perché e sul per come sia stato messo nel bilancio quello stanziamento e non un altro.
Credo che tutti ci rendiamo conto di quanto sia importante un percorso formativo integrato tra istruzione e formazione, con tutti i limiti che può avere avuto riguardo agli stanziamenti finanziari, riguardo all'impostazione, riguardo alle procedure amministrative seguite, riguardo al rapporto fra la Regione e il sistema degli enti di formazione professionale; ma è vero o no che abbiamo un numero di ragazzi che hanno iniziato un percorso di istruzione e formazione in linea con le prospettive della riforma, e cioè in linea con il tentativo, credo da tutti condiviso, di portare la formazione professionale verso un livello più alto, che si avvicini a quello dell'istruzione, che tradizionalmente in Italia è ad un buon livello? E che, portati in questo ambito, centinaia di ragazzi che erano in una situazione di emarginazione, di espulsione dal sistema formativo scolastico, sono stati recuperati, hanno chiesto di proseguire questo percorso e oggi si trovano a casa? Questo è il vero problema!
Così come, chi era al Governo qualche mese fa soltanto, si doveva far carico dei lavoratori di Ottana, dei lavoratori del Sulcis, di Porto Torres, dei ragazzi che erano fuori dalle scuole, dell'edilizia scolastica e così via, anche se questi problemi potevano essere stati creati da altri governi, da altre amministrazioni; ma è possibile che questo Governo regionale, almeno seguendo un indirizzo dato dalla sua maggioranza in questo Consiglio, non si può far carico di 500 o 600 ragazzi che sono fuori dalla scuola? E' possibile che questo sia un problema che non viene per niente ascoltato?
E' possibile che ci sia spazio per tutto in quest'Aula, che si possa rimodulare la spesa, come abbiamo visto in queste ore, in questi giorni, per tutto tranne che per questo? Per attuare, non l'idea di qualcuno, ma un atto condiviso dall'intero Consiglio regionale in una discussione ampia e partecipata da tutti. Questo è il nocciolo del problema e, di fronte ad una vostra sensibilità, se ancora in quest'ultimo scorcio di discussione avesse la libertà di manifestarsi, sicuramente tutta la Regione, sicuramente anche questa opposizione, ne prenderebbe atto con grande soddisfazione, con grande rispetto del vostro senso politico, sempre se ci fosse questa disponibilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Come detto, probabilmente dopo l'intervento dell'onorevole Uras si riprende a parlare di politica in quest'Aula; però vorrei sottolineare che bisognerebbe parlare di politica senza demagogia e senza affermazioni classiche che ci riportano indietro nel tempo, come quelle fatte poc'anzi dal collega Uras.
A me infastidisce molto che qui ci sia una parte politica che ritenga di essere l'unica paladina dei deboli, della giustizia, dell'equità, anche perché nei fatti dimostra che così non è. Ci riempiamo la bocca nel sollevare i problemi, ma non apriamo la bocca per indicare le vie da percorrere per risolverli. Questa è una classica strategia che abbiamo vissuto, qualcuno, dai primi degli anni '70 fino agli anni '80, quando pensavamo soltanto a dire quello che non andava; anche oggi si sono risentite echeggiare in questa Aula parole come "giustizia, equità, noi siamo perché tutti abbiano tutto" e quant'altro, però non si dice come.
Vede, onorevole Uras, noi stiamo facendo un assestamento di bilancio per risanare il disavanzo della sanità. Io avrei acceduto ad una proposta che ha pari dignità, che è quella di risanare l'istruzione e la cultura, che ha pari dignità della sanità; nel senso che un popolo come il nostro, che popolo vuole essere, ha necessità di recuperare in cultura e in istruzione, e avrebbe meritato il bilancio regionale, fatto da chiunque avesse preceduto i nostri giorni, un taglio per promuovere la cultura e l'istruzione al pari della sanità, per vivere in maniera decente sotto il punto di vista fisico, ma avere anche capacità intellettuali che ci portino e che ci permettano di stare al passo coi tempi.
Forse in questo non è stata deficitaria la Giunta precedente, ma è stata deficitaria la politica, quando avete governato, quando abbiamo governato. E' possibile che abbiamo trovato fondi, come già detto, e anticipati, per dare risposte alla sanità tagliando nel sociale e voi, che siete i paladini dell'equità, i paladini della giustizia, quando abbiamo votato i tagli nel sociale, e non voglio fare demagogia, avete sollevato la mano. Dov'è la coerenza in tutto questo? Non la riscontro.
Voglio ricordare tra l'altro che questo Consiglio, con un ordine del giorno, impegnava la Giunta, se non sbaglio, entro il 10 di ottobre, a far partire i corsi, impegno non rispettato, e noi, proponendo un intervento nella formazione, avevamo l'impegno di assicurare la copertura finanziaria.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CAPELLI.) Possiamo discutere insieme dove recuperare le risorse, se stabiliamo quali sono le priorità per noi, l'uomo che è al centro della vita sociale e del sociale è una priorità e non ci nascondiamo e cerchiamo i fondi, perché oggi ci vogliono anche i denari per portare avanti le idee e gli obiettivi, come sempre; cerchiamo i fondi per aver risposte alle nostre idee, dare gambe alle nostre idee, e su questo forse sarebbe stato opportuno confrontarci, e forse non saremmo qui ad essere chi paladino dei deboli, chi paladino dei più deboli e chi paladino dei più deboli dei deboli. Avremmo fatto un atto di giustizia, di correttezza, di equità, che ognuno di noi vorrebbe contribuire a portare avanti in quest'Aula, che sia di destra o di sinistra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, alla proposta presentata, posta in termini garbati, da parte del consigliere Pisano e supportata poi dal ragionamento dell'onorevole Vargiu, mi sembrava annuisse, nei termini in cui fu posta, anche l'Assessore della programmazione, ritenendo la cosa meritoria di attenzione. Credo che a nessuno sfugga che, comunque sia, centinaia di ragazzi, caro onorevole Uras, non sono a scuola, non sono nella formazione, sono nella strada e non hanno nessuna opportunità di frequentare qualcosa che consenta loro di inserirsi nel mondo in termini civili e sostanzialmente sono in una condizione di attesa, di aspettativa, per un futuro che non è certamente quello più nobile nel momento in cui si resta nella strada.
Ho colto pertanto con vero disappunto quanto ha detto l'onorevole Secci, Presidente della Commissione, che in altre circostanze si è permesso di redarguire l'onorevole Pili che pare faccia quella demagogia, quando parla e urla, secondo l'onorevole Secci, di cui oggi ci ha dato prova o controprova lui stesso, tentando in tutti i modi di porre momenti demagogici nella discussione. Siccome alla demagogia non si risponde con demagogia, ma con razionalità, noi vorremmo ricordare all'onorevole Secci che, forse, sì, c'è stata carenza da parte della Giunta passata, se questo è ed esiste, ma per quel che riguarda l'accreditamento, se non sbaglio, l'onorevole Secci, sino ad avant'ieri era Presidente dell'ENAIP, uno dei più grossi enti di formazione in Sardegna e in Italia, ha avuto certamente dei contatti diretti, per cui tutte le azioni poste in essere da quell'Assessorato non hanno visto dissenziente neanche quell'ente in quanto si realizzava il sistema della formazione, dell'obbligo formativo e delle altre cose.
SECCI (La Margherita-D.L.). Ricordati bene le cose.
DEDONI (Riformatori Sardi). Stavo ricercando, probabilmente mi sono sfuggite, le proposte di legge presentate in quest'ambito, in quest'Aula, riguardanti l'organizzazione di una sistema della formazione che fa acqua da tutte le parti, a detta di tutti, ma gestita da tutte le parti politiche, centrodestra e centrosinistra, mi pare, nella stessa identica situazione. Mi preme ricordare che, al di là delle diatribe, delle contrapposizioni verbali, restano i fatti concreti, gli atti che dovrebbero dare incisività all'azione politica, e non il riempirsi la bocca con il voler salvaguardare i più deboli, gli ultimi, coloro i quali hanno bisogno e necessità, che debbono essere soccorsi e a cui devono essere date le vere opportunità, caro onorevole Uras! Non è riempirci la bocca nel dire che difendiamo i più deboli e poi non consentire che essi abbiano veramente l'opportunità pari agli altri.
Le debbo anche dire che, mi pare che lo abbia ricordato l'onorevole Onida qualche giorno fa, c'è stata un'azione fatta da un Governo di centrodestra, in un confronto corretto con un Governo di centrosinistra, allora era Ministro Berlinguer, comunque sia, il quale ha messo mano alle tasche, con una disponibilità di 400 miliardi per la scuola, che è competenza dello Stato. Non capisco perché si ha paura di fare un confronto serio con lo Stato italiano come Regione, supportato da tutto il Consiglio, maggioranza e opposizione, nell'indicare cose giuste a questo Parlamento e al Governo nazionale. Non ho capito inoltre perché non si debbano creare i presupposti anticipando dei fondi da rivendicare poi al Governo nazionale.
PRESIDENTE. Prego, concluda.
DEDONI (Riformatori Sardi). E richiedere quei fondi, non come spesso, in maniera demagogica, altrettanto si dice, rivolgendoci al Ministero della Pubblica Istruzione, perché quella è una parte legata al Ministero del welfare, e lì nessuno ha mai battuto, né questo Governo regionale, mi pare, abbia iniziato una attività di confronto con quel dicastero nazionale. E' ora che ci si confronti veramente e ci si trovi a ricercare i fondi della formazione in quel Ministero dove sono imputati chiaramente, non facendo demagogia e ricordando i cinque miliardi di disponibilità che invece venivano esclusivamente dati dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Credo che, con più serenità, con più attenzione al problema, avremmo certamente occasione, anche in quest'Aula, durante il dibattito, di approfondire i temi e vedere quali potranno essere le soluzioni dei problemi reali che vengono posti da parte di tutti; certamente non saranno quelle con cui si rivolgono delle accuse gratuite.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io non riesco a capire perché, dopo tanto torpore, improvvisamente c'è della gente che si sveglia. Non mi voglio ripetere, però, siccome si sono fatti discorsi politici, siccome anche l'onorevole Pisu ha criticato gli emendamenti dicendo che evidentemente avevano una valenza soltanto distruttiva, noi, chi è stato nei precedenti cinque anni, in quest'Aula, dobbiamo dire che la politica distruttiva e gli emendamenti (che certamente non hanno prodotto niente) sono venuti dalla sua parte politica, sistematicamente, per perdere non giornate intere, ma mesi interi. Quindi non possiamo accettare lezioni da chicchessia. Si paralizzava lo stesso Consiglio su argomenti e con richiesta di risorse finanziarie ingenti, al di fuori di ogni consistenza possibile.
Allora, la cosa che qui meraviglia è che bisognerà aprire una porta molto ampia sulla formazione. Voglio ricordare a me stesso, visto che qui si è parlato di formazione, che la formazione in Sardegna ha creato di fatto imperi, e se la memoria non m'inganna, coloro i quali hanno svolto le funzioni di Assessore in modo specifico, hanno sempre attivato, strano a dirsi, strutture collaterali che servivano in termini di clientela. Ahimè, con una serie di valutazioni e di mio ricordo, la maggior parte degli Assessori che si sono succeduti sono di centrosinistra. E' difficile poter dire poi che cosa vuol dire centrosinistra, perché allora il centrosinistra era costituito da social democratici, che forse sono stati magna pars negli ultimi venti anni, da socialisti, dalla stessa Democrazia Cristiana, per non citare poi le Giunte di sinistra che, negli ultimi vent'anni, hanno governato per dieci anni. Penso di dover dire che hanno utilizzato tutti i fondi disponibili, ci sono stati corsi normali e corsi fantasma e si sono creati imperi. Si è pensato più ai formatori e meno gli allievi, questo nessuno mi può dire che sia il contrario. Praticamente noi vogliamo fare politica. Allora apprezzate almeno che molti di noi non solo non hanno intasato, ma hanno fatto alcuni emendamenti mirati che tendevano a ripristinare un minimo di giustizia, prima cosa.
Seconda cosa: non facciamo problemi, perché quando io ero Assessore della sanità, e capitava di essere assenti, non si facevano interpellanze, si bloccava l'Aula. Quindi queste belle donne che noi abbiamo adesso, alcune non le ho mai viste, non so neanche nomi e cognomi, sarebbe meglio che fossero presenti quando si trattano argomenti specifici; parlo dell'agricoltura, parlo del lavoro eccetera, di fatto è una prassi consolidata, anche perché il loro eventuale supporto, ci può illuminare in un modo o nell'altro, sia in termini positivi che in termini negativi.
Allora io prego tutti quanti di ritornare nell'ambito del seminato. Sì, abbiamo trenta emendamenti sull'agricoltura, sono state avanzate delle critiche, ma c'è chi, in tutta la sua vita, capisce molto di agricoltura e chi non ne capisce niente, e magari non è neanche in grado di superare un modesto esame per diventare dirigente, tanto per essere chiari. Allora è opportuno che, in talune circostanze, ci si cominci a comportare secondo la prassi consolidata.
Noi vogliamo capire se stasera dobbiamo completare questo lavoro, in questo caso sarebbe opportuno che parli chi di mutismo ha vissuto in tutti questi giorni; non è mai successo nella storia di questo istituto autonomistico che l'opposizione non intervenga, così quando voi eravate opposizione e noi eravamo maggioranza e quando di fatto voi eravate maggioranza, noi siamo sempre intervenuti.
CUGINI (D.S.). Non si capisce se quando eravamo maggioranza o opposizione.
OPPI (U.D.C.). Ho detto che, sia quando eravamo opposizione, sia quando eravamo maggioranza, siamo sempre intervenuti, perché c'è la libertà di scelta del singolo consigliere anche di presentare un emendamento. Così non è avvenuto in questa discussione sull'assestamento di bilancio, ne abbiamo preso atto, non vi abbiamo rivolto critiche, però non accettiamo neanche critiche e ripetizioni su argomenti e su cose che a noi non intaccano, ma che, dette così, sparando nel mucchio, possono offendere la dignità di ognuno di noi.
Quindi io vi inviterei, così come siamo stati rapidi con gli emendamenti, a continuare il nostro lavoro per consentire domani…
PRESIDENTE. Prego, continui, onorevole Oppi, il microfono era spento.
OPPI (U.D.C.). Sto soltanto invitando, nei limiti del consentito, di essere dinamici, laddove non serve soffermarci, su argomenti che molte volte sono similari e praticamente non producono effetti. Sappiamo quelli che sono accolti, su alcuni di questi faremo interventi, ovviamente sperando che la Giunta sia disponibile o trovi delle soluzioni di un certo tipo, mentre per altri invece saremo talmente corretti da cercare di volare per ripristinare quel minimo di accordo che ci impegnava, entro la giornata, a chiudere il problema dell'assestamento di bilancio perché poi i tempi tecnici sono tali che bisogna correre.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo brevemente per dire che voterò a favore di questo emendamento, anche perché sottoscritto da me e dai colleghi Riformatori, per ricordare all'Aula che, non meno di 15 giorni fa, mi pare, abbiamo ricevuto, anzi i Capigruppo hanno ricevuto, io ero un intruso, visto che a volte si parla di materie intruse, ero un intruso come consigliere regionale ma ho partecipato alla riunione, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti di categoria sulla formazione professionale. Bene, in quella occasione tutti i Capigruppo consiliari, non solo quelli della destra, ma soprattutto quelli della sinistra, si sono impegnati, per voce del presente allora Capogruppo Silvio Marrocu, per dire che immediatamente… come si chiama di nome? Adesso mi sfugge il nome.
(Interruzioni)
Siro, chiedo scusa, non ti ho offeso. In quell'occasione fu lui a rivendicare la paternità dichiarando che immediatamente avrebbe attivato tutti i canali per arrivare a convincere, così diceva, non solo la Giunta ma persino il Presidente della Giunta, perché immediatamente si avviassero tutte le procedure. Mentre noi qui continuiamo a bisticciare per i 30, per i 10 e per i 5, questi ragazzi, lo avete sulla coscienza, continuano a rimanere in mezzo alla strada, cari colleghi consiglieri regionali.
(Interruzione)
Non sono io, io non ho interessi. Come non sono quello che gioca con la Roma, sono un altro. Sono sempre Cassano però.
Voglio dire anche che, cari colleghi consiglieri regionali, noi ce ne stiamo ben comodi qua dentro, come qualcuno afferma e sottolinea, "pagati profumatamente", mentre questi ragazzi continuano a rimanere in mezzo alla strada e a rivolgersi ai servizi sociali dei comuni, cari colleghi sindaci presenti qui in Aula, per chiedere assistenza. Quanto costa questo intervento dei Comuni? Avete valutato l'esposizione che hanno gli enti locali in questo momento? Proprio per responsabilità di questa maggioranza del Consiglio regionale, soprattutto del Presidente della Giunta che è insensibile a queste nostre rivendicazioni, anzi a quelle loro rivendicazioni. Allora, che senso aveva illudere, riempirsi la bocca, caro Siro Marrocu e company, dicendo ai rappresentanti sindacali di andarsene tranquilli perchè tutto sarebbe stato risolto immediatamente mentre invece non avete fatto un bel niente nei confronti della formazione professionale, nei confronti di questi ragazzi che sono oggi indifesi?
Allora noi proponiamo lo stanziamento di questa somma, presidente Secci, mi ascolti attentamente anche lei, non chiediamo il massimo, ma un segnale che dimostri eventualmente una sensibilità diversa da quella che avete dimostrato sino ad oggi per fare in modo che finalmente questi ragazzi possano frequentare così come hanno fatto in questi ultimi anni. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 19, lo metto in votazione.
(Interruzione del consigliere Cassano)
Chiedo scusa, se è stato chiesto; chiedo scusa, non ho registrato la richiesta. Chiedo ancora scusa. E' stata chiesta la votazione nominale dell'emendamento numero 19. Prego i colleghi di predisporsi per la votazione elettronica. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, DEDONI, PISANO, LA SPISA, OPPI, CAPELLI, CAPPAI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 19.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 60
astenuti 1
maggioranza 31
favorevoli 23
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
L'emendamento numero 8 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 18. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 18 ed è l'ultima occasione, sicuramente in questo assestamento di bilancio, che ho di parlare dell'importanza del ruolo che, a mio avviso, devono avere le scuole materne per l'infanzia e quindi dell'attenzione che deve esserci da parte della Giunta regionale su questo argomento. Devo dire che, siccome non mi sembra che sull'emendamento ci sia stato una sostanziale accoglienza delle ragioni, al di là del mancato accoglimento della ragione, c'è stata comunque un'interlocuzione con la Giunta, nel senso che l'assessore Pigliaru e il Presidente della Commissione mi hanno comunque fornito delle risposte che hanno dimostrato almeno l'interesse, se non i soldi, che hanno potuto porre al problema.
Io vorrei dare un'ulteriore chiave di lettura all'Assessore, che magari può essere utile in fase di predisposizione della prossima legge finanziaria, cioè vero è che gli stanziamenti del 2004 sono superiori rispetto agli stanziamenti del 2003, vero è che sono del 10 per cento superiori già con la somma che noi abbiamo stanziato in questo momento, però, non è completamente corrispondente alla realtà delle cose il fatto che, negli anni, non ci sia stata una progressiva contrazione delle risorse messe a disposizione della scuola materna per l'infanzia. Assessore, non è che non sia vero in termini assoluti, ma la legge disponeva che ci potesse essere un contributo per le spese di gestione e per le spese in conto capitale che non potesse superare il 75 per cento. Da questa cifra, che inizialmente si aveva come punto di riferimento, ci si è via via discostati negli anni, in diminuzione, fino al 60 per cento, più o meno, di adesso. Quindi, in termini assoluti, il ragionamento che lei fa è ovviamente vero, però in termini percentuali, essendo aumentato il numero delle scuole ed essendo sostanzialmente diminuita la capacità di acquisto relativa al singolo euro o alla singola lira, è anche vero che c'è stata una contrazione importante delle risorse a disposizione della scuola materna, a questo si cercava di porre rimedio attraverso l'emendamento che sopprimeva la soppressione.
Ciò premesso, io vorrei chiudere l'intervento con una riflessione che rivolgo al collega Uras, perché egli fa spesso lezioni di economia all'Aula ed è giusto che ogni tanto le lezioni vengano raccolte. Forse ho due minuti di tempo e quindi anche la considerazione sarà breve. Il collega Uras dice: "Noi siamo per la difesa dell'uguaglianza". Collega Uras, non è che noi non "siamo" per niente, nel senso che noi siamo qui di passaggio; anche noi "siamo" per qualcosa. Quindi il voler dividere sempre, con una linea netta, i buoni e i cattivi, il nero e il bianco e poi volersi collocare dalla parte giusta sempre, può avere degli errori di posizionamento e anche concettuali. Io sono per il grigio, nel senso che considero esistenti tante sfumature tra il nero e il bianco, e normalmente non riesco mai a collocarmi in maniera netta da una delle due parti, perché ascolto e quindi di fatto ho dei dubbi, perché chi ascolta è difficile che non abbia dei dubbi.
Però anche vorrei dire per che cosa noi "siamo": "siamo" per le chances, "siamo" per le pari opportunità, quindi "siamo" per la possibilità che tutti abbiano gambe buone per correre. E poi, collega Uras, "siamo" perché ciascuno corra, perché siamo convinti che la miglior solidarietà possibile non è quella fatta comprimendo verso l'uguaglianza, ma è quella di lasciare che chi ha gambe buone corra e aiuti a correre chi ha gambe meno buone. Quindi siamo per i valori della solidarietà, ma anche per i valori della competizione, siamo per i valori delle libertà, libertà sostanziale e libertà formale, perché consideriamo che entrambe le libertà siano valide. Così probabilmente qualche volta potrà capitare, forse non in questa legislatura, ma qualche volta è già capitato, che chi ha valutato la cultura liberale ha spesso utilizzato termini tipo "Far West" o "neoliberismo sfrenato", allora se da questa parte ci fosse una cultura di questo tipo, noi dovremmo dirvi che voi siete per la dittatura del proletariato, nel senso che, se voi siete col liberalismo del 1800, noi dovremmo essere anche col marxismo del 1840.
Abbiamo preso atto che voi, a forza di stare con i liberali, qualcosa di liberale l'avete imparata e dobbiamo dire che noi, a forza di stare con i socialisti, qualcosa dei socialisti l'abbiamo imparata; questi sono elementi positivi che discendono dal dialogo e quindi dalla consapevolezza che il nero e il bianco difficilmente esistono ma che esistono le sfumature intermedie e che, nell'ascolto, ognuno consolida le proprie e prende qualcosa da quelle dell'altro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 18. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 18.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri PISANO, DEDONI, CASSANO, SANCIU, LA SPISA, MILIA, AMADU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 59
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 22
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 144. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Nel dichiarare il voto favorevole a questo emendamento, vorrei richiamarne la finalità, l'emendamento è volto a consentire una migliore e maggiore dotazione finanziaria per le risorse da indirizzare a sostegno delle manifestazioni e iniziative di promozione nel settore dello sport, segnalando che il problema ha una duplice valenza: una, quella di sostenere le attività sportive delle società più rappresentative della Sardegna, e l'altra quella di utilizzare queste società come veicoli promozionali per tutto il sistema territoriale ed economico della Sardegna.
Non mi attardo perché credo che sia inutile aggiungere altre parole, se non per chiedere ancora una disponibilità ad essere oggettivamente attenti a problematiche che non hanno colore politico e che possono veramente coinvolgere tutti.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 89. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Appreso il parere contrario del relatore, Presidente della Commissione, e della Giunta, dopo aver ripetutamente esposto le ragioni di questo emendamento, le richiamo velocemente. Si tratta di dare copertura finanziaria al capitolo che consente il pagamento dell'indennità derivata dall'abbattimento degli animali affetti da malattie infettive e parassitarie. Per maggior chiarimento, era intenzione coprire questo capitolo di bilancio per quanto riguarda le indennità derivanti dagli abbattimenti dovuti in seguito alla peste suina africana.
Ho già richiamato l'ordinanza presidenziale in merito all'autorizzazione di una struttura da macellazione in zona infetta per l'abbattimento dei capi suini, ho anche richiamato la grande attenzione, posta dal Presidente della Commissione sanità, a questa ordinanza a mio avviso ai limiti della legittimità, dimenticando tutti quegli operatori e allevatori delle zone infette e non infette, invece, che non possono né movimentare né macellare i capi, producendo un grave danno economico.
Questo capitolo di bilancio non è sufficientemente coperto per garantire il pagamento delle indennità agli allevatori che hanno subito circa 24 mila abbattimenti. Credo che sarebbe bastato un impegno della Giunta per dire che saranno quantomeno soddisfatti nell'esame della prossima finanziaria. Ma non un impegno puramente verbale, nel senso che c'è da rispondere a un obbligo di legge. Non c'è stata neanche un'attenzione tesa a dichiarare che, pur non essendo possibile oggi, cosa anche comprensibile, si prende l'impegno a rimpinguare prossimamente questo capitolo di bilancio per rispondere a un obbligo di legge e rispondere quindi agli allevatori che hanno subito l'abbattimento dei capi. Sarebbe bastato anche soltanto un cenno di attenzione nei loro confronti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Due minuti per collegarmi all'appello del collega Capelli. Ci rendiamo perfettamente conto che, in questa fase, come ho potuto dire anche in un mio precedente intervento, difficilmente possono essere rispettati determinati impegni, in quanto i tagli imposti dall'assestamento di bilancio lasciano senza copertura alcuni capitoli e alcune unità previsionali di base.
Comunque sia, è indispensabile e necessario che, al più presto, si intervenga proprio in quei settori e in quelle zone, in questo caso in tutta la Regione sarda, ma principalmente in quelle zone della nostra Isola dove è attualmente in atto la peste suina, che sta mietendo migliaia e migliaia di capi e sta ulteriormente aggravando la situazione economica dei nostri allevatori. E' necessario, se oggi non è possibile intervenire, che ci sia l'impegno della Giunta affinché nella prossima finanziaria vengano stabilite e stanziate le somme per questi allevatori che, dopo aver perso già tanto con la blu tongue e con altre epizoozie che hanno caratterizzato i loro allevamenti ovini, oggi vedono distrutti anche i loro allevamenti suini.
Quindi è indispensabile e necessario che, per questo motivo, venga assolutamente in finanziaria tenuto conto di questa situazione che peggiora ulteriormente la già grave condizione della nostra agricoltura; quindi la Giunta sia sensibile e predisponga in finanziaria una voce di bilancio che possa coprire le spese relative a questi danni ulteriori che il settore agropastorale sta subendo. Grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 89. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 89.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri OPPI, CAPPAI, RANDAZZO, MURGIONI, LA SPISA, PISANO, CASSANO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 89.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 58
Astenuti 1
Maggioranza 30
Favorevoli 21
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 69. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Non voglio tediare nessuno, ma voglio ripetere una richiesta che ho già avanzato riguardante l'attività innovativa nel campo dell'educazione sanitaria, dei progetti obiettivo e della ricerca finalizzata. Si tratta di progetti annuali, biennali, triennali e quadriennali, che vedrebbero di fatto vanificata la ricerca stessa perché sarebbe la prima volta nella storia che, in questa annualità, non sarebbero finanziati.
Ho detto stamattina che, in effetti, ci siamo trovati nelle condizioni di non avere una posta di bilancio, in quanto si riteneva di poterlo fare in fase di assestamento di bilancio. Non c'è stata questa volontà, capisco che ci siano obiettive difficoltà da un punto di vista finanziario, però ritengo che sia un fatto grave, perché sarebbe la prima volta; ci sono centinaia di domande che giacciono in Assessorato, gli operatori aspettano per completare la ricerca e la mancata approvazione di questo emendamento porterebbe certamente a un danno per quello che è stato e quello che sarebbe dovuto essere.
Quindi valuti la Giunta se esiste questa possibilità, se no, verifichi se ci sono altre possibilità, nei tempi più rapidi, dato che l'annualità è legata sempre al fatto che le domande si fanno entro il mese di giugno, quindi perderemmo un anno e questo sarebbe grave.
Chiedo la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 69.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, CAPELLI, Franco Ignazio CUCCU, MURGIONI, MORO, RASSU, SANCIU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 69.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - PACIFICO.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 60
Astenuti 2
Maggioranza 31
Favorevoli 24
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 4
Copertura finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge determinati in euro 173.419.000 per l'anno 2004 si fa fronte:
- quanto ad euro 72.056.000 con le variazioni di bilancio in diminuzione di cui al comma 2 del precedente articolo 3;
- quanto ad euro 101.363.000 con le variazioni di bilancio di cui al comma 2.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2004 sono introdotte le seguenti variazioni:
ENTRATA
In aumento
UPB E03.031
Recuperi da istituti ed enti creditizi (Cap. 36103)
2004 euro 18.000.000
UPB E12.022 (N.I.) Dir. 01 Serv. 02 (04.33)
Rimborsi dallo Stato per il Servizio Sanitario
2004 euro 2.500.000
Tot. entrata
2004 euro 20.500.000
SPESA
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente (Cap. 03030)
2004 euro 4.485.000
UPB S03.007
Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale (Cap. 03035)
2004 euro 26.002.000
UPB S03.015
Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare (Cap. 03066)
2004 euro 31.700.000
UPB S03.028
Informatizzazione e alfabetizzazione informatica (Cap. 03113)
2004 euro 700.000
Totale 03
2004 euro 62.887.000
04 - ENTI LOCALI
UPB S04.091
Spese per la pianificazione urbanistica e per la gestione del sistema informatico e cartografico (Cap. 04199)
2004 euro 500.000
Totale 04
2004 euro 500.000
05 - DIFESA DELL'AMBIENTE
UPB S05.046
Spese varie in materia di pesca e di acquacoltura (Cap. 05146)
2004 euro 600.000
Totale 05
2004 euro 600.000
06 - AGRICOLTURA
UPB S06.040
Interventi per il miglioramento delle produzioni vegetali - Investimenti (Cap. 06155)
2004 euro 500.000
UPB S06.053
Consorzi di bonifica - Spese correnti
(Cap. 06260)
2004 euro 2.000.000
UPB S06.062
Investimenti per favorire la valorizzazione dei prodotti agricoli (Capp. 06324 - 06325)
2004 euro 480.000
Totale 06
2004 euro 2.980.000
08 - LAVORI PUBBLICI
UPB S08.017
Contributi per garanzie fidejussorie e ammortamento di mutui (Cap. 08045)
2004 euro 22.000
UPB S08.046
Edilizia abitativa. Investimenti (Cap. 08185)
2004 euro 211.000
UPB S08.073
Finanziamenti agli Enti locali per la realizzazione di opere di loro interesse (Cap. 08322)
2004 euro 400.000
Totale 08
2004 euro 633.000
09 - INDUSTRIA
UPB S09.009
Attività di ricerca e promozione industriale (Cap. 09010)
2004 euro 250.000
UPB S09.029
Promozione e sviluppo energetico (Cap. 09095)
2004 euro 52.000
Totale 09
2004 euro 302.000
10 - LAVORO
UPB S10.024
Politiche attive del lavoro - Parte corrente
(Capp. 10055 e 10056)
2004 euro 100.000
UPB S10.027
Borse di studio per progetti formativi
(Cap. 10083)
2004 euro 500.000
UPB S10.028
Interventi a favore dei lavoratori socialmente utili (Cap. 10109)
2004 euro 1.000.000
UPB S10.049
Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo (Cap. 10186)
2004 euro 4.000.000
UPB S10.088
Spese per l'attuazione delle attività di decentramento e orientamento in materia di politiche del lavoro
(Cap. 10286)
2004 euro 130.000
Totale 10
2004 euro 5.730.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.020
Inteventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda
(Capp. 11315 - 11332)
2004 euro 15.000
UPB S11.041
Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo
(Capp. 11310, 11311, 11323, 11327 e 11330)
2004 euro 43.000
UPB S11.048
Interventi a favore delle biblioteche e per la promozione della lettura (Cap. 11241 e 11247)
2004 euro 700.000
UPB S11.057
Interventi per il diritto allo studio - Spese correnti (Cap. 11061)
2004 euro 50.000
UPB S11.058
Interventi a favore della scuola dell'infanzia - Spese correnti (Capp. 11069 e 11070)
2004 euro 2.700.000
UPB S11.062
POR 2000-2006 - Asse 3 - Prevenzione, dispersione scolastica e infrastrutture scolastiche
(Cap. 11097)
2004 euro 65.000
UPB S11.070
Formazione universitaria (Capp. 11117, 11119, 11120, 11122, 11123, 11124, 11127, 11129, 11140, 11144 e 11150)
2004 euro 2.103.000
UPB S11.075
Formazione integrata (Capp. 11175 e 11176)
2004 euro 100.000
Totale 11
2004 euro 5.776.000
12 - SANITA'
UPB S12.025
Lotta contro le patologie croniche e sociali
(Cap. 12087)
2004 euro 15.000
UPB S12.036
Controlli sulle Aziende Sanitarie (Cap. 12044)
2004 euro 57.000
UPB S12.040
Assistenza sanitaria
2004 euro 500.000
UPB S12.042
Attività trapianti e approvvigionamento di sangue ed emoderivati (Capp. 12086 e12162)
2004 euro 18.000
UPB S12.056
Tossicodipendenze e AIDS. Spese correnti
(Cap. 12211)
2004 euro 75.000
UPB S12.073
Igiene e sicurezza degli ambienti di vita e di lavoro (Cap. 12296)
2004 euro 400.000
UPB S12.076
Istituto zooprofilattico. Parte corrente
(Cap. 12314)
2004 euro 40.000
UPB S12.077
Istituto zooprofilattico. Investimenti
(Cap. 12319)
2004 euro 50.000
Totale 12
2004 euro 1.155.000
13 - TRASPORTI
UPB S13.011
Gestione del servizio di trasporto pubblico di linea (Cap. 13020)
2004 euro 300.000
Totale 13
2004 euro 300.000
TOTALE IN DIMINUZIONE
euro 80.863.000
In aumento06 - AGRICOLTURA
UPB S06.053
Consorzi di bonifica - Spese correnti
(Cap. 06261)
2004 euro 500.000
08 - LAVORI PUBBLICI
UPB S08.062
Interventi per la difesa del suolo. Investimenti
(Cap. N.I.)
2004 euro 500.000
UPB S08071
Investimenti nel comparto portuale, compreso quello turistico (Cap. 08298)
2004 euro 400.000
10 - LAVORO
UPB S10.028
Interventi a favore dei lavoratori socialmente utili (Cap. 10108)
2004 euro 1.000.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.030
Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali (Cap. 11212)
2004 euro 715.000
12 - SANITÀ
UPB S12.028
Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente (Cap. 12111)
2004 euro 148.969.000
UPB S12.066
Servizi socio-assistenziali (Cap. 12262 e N.I.))
2004 euro 550.000
TOTALE IN AUMENTO
euro 152.634.000)
A questo articolo è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - OPPI.
Art. 4
Nell'art. 4, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:
UPB S09.009 euro 250.000
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S09.009 euro 250.000
In diminuzione
UPB S03.007 euro 250.000 (131).)
L'emendamento è inammissibile perché l'articolo 4…
(Interruzione)DIANA (A.N.). E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato? Va bene. L'emendamento numero 131, soppressivo parziale, è ritirato.
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 5
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.)
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Su che cosa?
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Vorrei intervenire per una precisazione, Presidente, prima di passare alla votazione delle Tabelle e a quella finale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Ieri sera, nella fase concitata della fine dei lavori, si è votato un emendamento, il "98", che riguardava la concessione di un contributo a favore dell'Associazione Sant'Antine di Sedilo, per l'organizzazione della sagra, della festa dell'Ardia per il 2003. L'emendamento era articolato un po' male sul piano descrittivo, nel senso che, nella parte iniziale, si parlava di 50 mila euro, e invece nella parte della copertura finanziaria si faceva riferimento a 25 mila. Quando ho espresso il mio parere, ho fatto notare questa differenza, quindi per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda l'emendamento riguardava l'importo di 50 mila euro. Nella fase di votazione non si è capito bene, per cui intenderei precisare che abbiamo votato l'emendamento per un importo a favore dell'Associazione stessa di 50 mila euro.
PRESIDENTE. Va bene. Abbiamo votato così come in norma sostanziale.
(E' approvata)
(E' approvata)
Passiamo ora alla votazione della legge nel suo complesso. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 31/A.
Poiché i loro voti risultano nulli, prendo atto che il consigliere Pacifico ha inteso votare a favore e la consigliera Lombardo contro; inoltre, non essendo riusciti a votare, prendo atto che il consigliere Addis ha inteso votare a favore e il consigliere Liori contro. Chiedo scusa, colleghi, non abbandonate l'Aula perché abbiamo ancora qualche adempimento.
Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CASSANO - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ATZERI - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - OPPI - RANDAZZO - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 57
astenuti 9
maggioranza 29
favorevoli 38
contrari 19
(Il Consiglio approva).
Delibera di variazione del bilancio interno del Consiglio regionale
PRESIDENTE. Con l'assestamento di bilancio abbiamo anche approvato una diminuzione della dotazione ordinaria delle spese per il Consiglio regionale pari a due milioni di euro. Il collegio dei Questori ha approvato la variazione del bilancio interno del Consiglio. Metto in votazione quindi la conseguente deliberazione di variazione del bilancio del Consiglio.
Se i colleghi hanno qualche minuto di pazienza, procediamo alla distribuzione. Bene, i colleghi hanno avuto modo di prendere visione della delibera.
(Interruzione)
Prego? E' in distribuzione, onorevole Moro, ai banchi di A.N.! Perfetto.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Mozione: CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA - VARGIU - LADU - SANNA Matteo - ARTIZZU - AMADU - PILI - LOMBARDO - RASSU - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo - LICANDRO - BIANCAREDDU - LIORI - MILIA - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - CASSANO - DEDONI - PISANO - SANJUST - RANDAZZO - MORO - ONIDA - MURGIONI sulla revoca del decreto istitutivo del Parrco Nazionale del Gennargentu e del Golfo di Orosei". (22)
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 114, comma 2, del Regolamento, è stato chiesto l'inserimento all'ordine del giorno della mozione numero 22 e la sua discussione immediata; qualora venga ritenuto, si può discutere la mozione immediatamente, oppure si può fissare, udita la Giunta regionale, la data per la sua discussione. Chiedo il parere della Giunta regionale sulla fissazione della data per la discussione della mozione.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Solo per precisare, Presidente, che qualora la Giunta ammetta la mozione, vorremmo trasformarla in ordine del giorno in modo tale che si possa procedere poi celermente col parere del Consiglio.
PRESIDENTE. Solo se la Giunta ammette la discussione immediata, altrimenti verrà discussa nella data stabilita.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personali e riforme della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore degli affari generali, personali e riforme della Regione. Naturalmente noi comprendiamo la estrema attualità delle tematiche che sono state sottolineate nella mozione, pensiamo però che meritino un approfondimento e una discussione molto ampia, per cui gradiremmo che questa mozione venisse discussa eventualmente ad una data da stabilirsi. Per quanto riguarda invece la possibilità che venga trasformata in ordine del giorno, noi ci rimettiamo al Consiglio.
PRESIDENTE. Va bene, stabiliremo in sede di Conferenza dei Capigruppo la data. Se i colleghi vogliono, così come prevede il comma 2 del Regolamento, possiamo far parlare due oratori a favore e due contro, se invece non lo ritenete utile, anche domani possiamo fare una Conferenza dei Capigruppo nella quale si fisserà la data.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Intervengo solo per un chiarimento, Presidente, voglio dire che era nostra intenzione far esprimere il Consiglio a sostegno dell'azione della Giunta che in questo momento dovrebbe essere, per quanto è di nostra conoscenza, al tavolo con il responsabile del Dicastero dell'ambiente, il Ministro Matteoli; volevamo esprimere il sostegno del Consiglio all'azione portata avanti dalla Giunta. Se questo non dovesse avvenire nell'immediatezza, credo che, come al solito, si potrà finire in questa Aula nell'annuale convocazione del Consiglio per parlare dei problemi delle zone interne. Credo che saranno in pochi ad ascoltarci perché vi è la ripetizione ogni quinquennio di una discussione nell'interesse generale delle zone interne da parte di questo Consiglio che poi non si conclude con azioni propositive.
Ecco perché si proponeva di poter, nell'immediatezza, accedere alla presentazione della mozione avvertendo e dichiarando preventivamente che la mozione non sarebbe stata discussa ma portata e trasformata in ordine del giorno, in modo che il Consiglio avrebbe potuto votare ritenendo opportuno o meno sostenere l'azione della Giunta ed essere al fianco delle popolazioni interessate dalla perimetrazione del Parco non solo con delle parole o con delle pagine sui giornali ma con un'azione concreta da parte del Consiglio regionale.
Questo era l'intento. Se non fatto nell'immediatezza, non comprendiamo perché la Giunta non acceda a questa proposta, non c'è nessun tipo di vincolo politico o di contrapposizione politica, evidentemente esistono ancora i pregiudizi.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, nessuno parla contro. Rinviamo alla Conferenza dei Capigruppo la determinazione della data nella quale la mozione verrà discussa in Consiglio.
Il Consiglio riprenderà, come annunciato, in seduta straordinaria domani mattina, venerdì 3 dicembre, alle ore 10 per la discussione sulla mozione numero 19.
La seduta è tolta alle ore 20 e 52.
Allegati seduta
LIV SEDUTA
Giovedì 2 dicembre 2004
(Pomeridiana)
Presidenza del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Paolo Fadda
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 48.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 26 novembre 2004 (49), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che la consigliera Simonetta Sanna ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 2 dicembre. Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 31/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 55. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, così magari si rompe il ghiaccio e si spera si inizino i lavori per stasera. Per quanto mi riguarda, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 55 e per collegarmi a quanto detto dai colleghi che mi hanno preceduto. E' vero, l'agricoltura è un settore strategico per la nostra economia, da dove rinviene quasi il 40 per cento del prodotto interno lordo; ora, non è il fatto che si vogliano togliere 14 dei vecchi milioni al settore, ma si deve pensare che ad esso si vuol dare quella giusta rilevanza che non gli è stata data, magari, se gli fosse stata data venti, trenta o quarant'anni fa, lo si sarebbe trasformato in un settore veramente moderno, dotato di tutte le infrastrutture di cui invece ancora ha estrema necessità, vale a dire dalle infrastrutture rurali all'elettrificazione, all'apporto di nuove tecnologie e strumentazioni. Ancora, di fatto, almeno un buon 60 per cento delle nostre aziende sono improntate su un tipo di agricoltura non razionale e comunque assolutamente non rispondente ai tempi moderni, mentre per quanto riguarda l'allevamento sono basate principalmente sulla pastorizia seminomade e non sono appoggiate a strutture razionali rispondenti alle esigenze attuali del mercato e alle norme imposte dalla Comunità Europea.
Dicevo che un apporto in meno di 7 mila euro può essere giustificato per il fatto che ci sono esigenze tecniche di quadratura di conti che impongono dei tagli necessari. Questo è un settore già di per sé abbastanza colpito da epizoozie, da calamità naturali e anche, se vogliamo proprio riflettere un po', da una congiuntura negativa di mercato. Penso alla crisi che attanaglia il mondo agro-pastorale, non è esagerato dire che, se non si trova nell'immediato un rimedio che possa in qualche modo ripianare le gravi perdite che ha avuto in questi ultimi quattro anni (blue tongue, siccità, calo del prezzo del latte, eccetera), essa potrebbe anche sfociare in fenomeni di malessere sociale, causa di possibile disordine pubblico.
Ecco, perché penso che anche il togliere una quota, seppur misera, come quella di 7 mila euro, destinati però alla ricerca, in questo momento indispensabile e necessaria se si vuole parlare di un'agricoltura moderna, possa in qualche maniera incidere su questo comparto. Voglio pertanto riportare l'attenzione vera e concreta, che merita soprattutto da parte della Giunta, su un comparto che, pur patendo tutto ciò che ha patito in questi anni, rappresenta pur sempre uno dei settori trainanti della nostra economia. Esprimo perciò il mio parere favorevole su questo emendamento.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 54. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, mi collego al discorso di prima. Il settore agro-pastorale, come ho potuto specificare, specialmente in quest'ultimo triennio, anzi quadriennio, a parte le epizoozie, le calamità naturali, non solo, ma anche la congiuntura principalmente negativa dei mercati a livello internazionale, ha subito e subisce ancora un trauma dal quale difficilmente potrà sollevarsi. L'incidere in somme di piccola entità non vorrei che volesse significare che, su questo settore, c'è un'attenzione solo teorica e non completa da parte della Giunta. In un comparto del genere, togliere cifre significa toglierle alla ricerca, a settori in cui probabilmente la loro indispensabilità e il loro utilizzo vuol dire anche evitare, in una determinata zona, non so, un'invasione di lepidotteri o impedire un intervento più radicale e più incisivo per cure sanitarie relative alle epizoozie, cioè voglio dire che, in questo caso, il togliere anche una minima somma assume un significato ancor più pesante.
Il settore agro-pastorale è un settore che merita effettivamente un'attenzione concreta ed assidua, non ha sbagliato il collega Sanciu quando ha detto, nella seduta antimeridiana, che è necessario che quest'Aula dedichi una seduta straordinaria ai problemi dell'agricoltura. Io credo che sia urgente esaminare ed analizzare bene le cause che hanno portato a questa situazione ormai insostenibile della nostra economia agro-pastorale. Ripeto, l'economia agro-pastorale rappresenta praticamente quasi il 40 per cento del nostro prodotto interno lordo, se noi non mettiamo rimedio, immediatamente o almeno con la massima urgenza, a questa situazione, trovando delle soluzioni concrete, analizzando alla base le cause che hanno portato a questo sfacelo, anche se credo che le conosciamo tutte, io credo che possiamo incorrere in un periodo, anche da un punto di vista della pubblica sicurezza, abbastanza grave.
Ormai il malessere nelle campagne è palese, si vede e si tocca con mano; è evidente, a chi come me vive nei paesi dell'interno, l'esistenza di una tensione latente, che cova sotto la cenere. E' indispensabile intervenire effettivamente in questo settore, io mi auguro che, nella prossima finanziaria, si possano vedere gli interventi concreti che questa Giunta vuole attuare affinché questo settore possa riacquistare la sua capacità di produttività potenziale attualmente non del tutto utilizzata, in modo che possa inoltre ritrovare la fiducia nei suoi operatori e non solo, che possa dare alla Sardegna quell'apporto economico indispensabile al prodotto interno lordo, così come lo è stato sino a poco tempo fa.
Ecco, per questa motivazione, dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Signor Presidente, per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento e per riaffermare le argomentazioni poc'anzi portate all'attenzione dell'Aula dal collega Nicola Rassu. Credo che la proposta dei colleghi Cappai, Capelli, Oppi, La Spisa e Diana, tendente a ripristinare la somma di 450 mila euro, avesse un obiettivo importante, quello richiamato nel termine: "esercizio delle funzioni amministrative". E' un altro di quegli emendamenti contraddittori rispetto alle notizie che vengono fatte trapelare in questi giorni, l'Assessore della programmazione ci ha preannunciato notizie esplosive, nelle prossime ore, sulla programmazione negoziata e su azioni che sarebbero in atto, già questa è una notizia esplosiva, "esercizio delle funzioni amministrative" nel settore dell'agricoltura, un taglio di 900 milioni di vecchie lire. Un taglio rilevante se si considera che gran parte dei problemi del Quadro comunitario di sostegno 1994/1999 e 2000/2006 sono legati ai fondi FEOGA, cioè a quelle risorse finanziarie che l'Unione Europea aveva destinato all'agricoltura. Il più grosso problema verificatosi in questi anni era proprio quello - cito i due Quadri comunitari di sostegno 1994/1999 e 2000/2006 - relativo alle funzioni amministrative, cioè alla capacità della Regione di mettere al passo le proprie strutture amministrative per poter essere in grado di dare puntuali risposte ad un settore che, per la sua conformazione ed anche per la frantumazione del sistema agrario ed agricolo zootecnico, in Sardegna, ha tante aziende che chiedono di poter usufruire di tutte quelle risorse finanziarie.
Ebbene, era un emendamento ed era una cifra, una posta di bilancio, che aveva l'obiettivo di creare una continuità amministrativa per rafforzare il sistema della gestione di tutta la procedura amministrativa nel campo agricolo. Noi siamo dovuti ricorrere prima al coinvolgimento dell'ERSAT, con tutte le sue strutture amministrative, facendo venir meno l'ERSAT stesso alla sua funzione di assistenza tecnica in agricoltura, mettendo i suoi tecnici al servizio di quella procedura amministrativa, rendendoci conto, in realtà, solo dopo, che era difficile far concorrere professionalità diverse da quelle della pubblica amministrazione e della funzione amministrativa per raggiungere quell'obiettivo; si è deciso così di introdurre una gestione di quelle procedure, che hanno consentito di sbloccare molti dei fondi FEOGA attraverso l'assistenza tecnica messa a disposizione dall'Unione Europea con la misura 7.1 che consentiva di creare condizioni migliori per sviluppare questo tipo di spesa.
Ebbene, nei giorni scorsi è stato denunciato che c'è ancora un rallentamento nella spesa dei fondi FEOGA, mi domando: come si vuol far fronte se qui si decide di tagliare quasi un miliardo delle vecchie lire dai fondi per la gestione delle funzioni amministrative? E' la dimostrazione della contraddittorietà delle azioni della Giunta regionale che, da una parte, dice di non poter spendere i soldi che le precedenti Giunte non hanno saputo spendere, dall'altra invece toglie le risorse necessarie per spendere quelle che denuncia di non saper spendere.
Allora, colleghi, la realtà è che questo emendamento va votato favorevolmente perché denuncia, se ce ne fosse ancora bisogno, un'azione contraddittoria della Giunta regionale che non sa cogliere le esigenze che, nel mondo dell'agricoltura, sono sempre più palesi.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 54.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri RANDAZZO, ARTIZZU, PETRINI, PILI, LOMBARDO, VARGIU, RASSU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 54.
Il consigliere Masia, il cui voto risulta nullo, dichiara il proprio voto contrario.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CUCCA - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - GIAGU - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 47
astenuti 3
maggioranza 24
favorevoli 19
contrari 28
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 53. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Intervengo per chiedere la verifica del numero legale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, RASSU, PISANO, VARGIU.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione, mediante procedimento elettronico, per la verifica del numero legale.
(Segue la verifica)
(Sono presenti: il Presidente SPISSU - ADDIS - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - GIAGU - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SCARPA - SECCI - URAS - VARGIU.
Si considerano presenti anche i richiedenti: PILI - LOMBARDO - RASSU - PISANO.)
Constatata la mancanza del numero legale, considerando presenti anche i richiedenti, sospendo la seduta che riprenderà alle ore 17 e 40.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 08, viene ripresa alle ore 17 e 42.)
PRESIDENTE. Riprendiamo dal punto nel quale avevamo interrotto i lavori. Metto in votazione l'emendamento numero 53. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie, Presidente, intervengo per esprimere il mio parere favorevole su questo emendamento e per dare supporto all'emendamento dei colleghi Cappai, Capelli, Oppi, La Spisa e Diana, che hanno voluto con esso sottolineare un taglio voluto dalla Giunta regionale per un importo di 4 milioni di euro. Parliamo di una cifra di 8 miliardi delle vecchie lire, credo che questo, come altri, sia la dimostrazione più eloquente di come purtroppo la Giunta regionale si sia posta rispetto a un tema così rilevante come quello della gestione dell'agricoltura e in particolar modo degli enti strumentali. Enti strumentali che, in questi ultimi anni, hanno avviato progetti, con una presenza sul territorio regionale riguardante quel tema rilevante della ricerca che certamente deve dare a tutti noi contezza di un settore che aveva davvero bisogno di rafforzare l'agricoltura, intesa come chiave di lettura di un processo economico della nostra Regione e che certamente meritava maggiore attenzione. Ecco, io credo che, da parte della Giunta regionale, ci fosse davvero necessità di un atteggiamento diverso rispetto agli enti strumentali, in particolar modo rispetto a una gestione che si registra ancora una volta assolutamente deficitaria dell'agricoltura in Sardegna, con un taglio ripeto di 8 miliardi delle vecchie lire.
Io credo che sia assolutamente necessario richiamare l'attenzione di quest'Aula su un elemento cardine che il collega Rassu ha precedentemente richiamato, cioè il ruolo del prodotto interno lordo legato all'agricoltura. Questo taglio, che vuole penalizzare, anzi che penalizza fortemente gli enti strumentali che operano in agricoltura, è la dimostrazione più eloquente di come purtroppo ci sia davvero un ulteriore elemento negativo nell'assetto della gestione di questo assestamento di bilancio, che sempre di più assume i connotati di un chiaro indirizzo; perché, se è vero come è vero che c'è e si è registrato un deficit nel settore sanitario, è anche vero che, così facendo, si rischia di dare e di avere delle ripercussioni consistenti anche per quanto riguarda la gestione di settori già difficilmente recuperabili, se non con interventi straordinari, che ci consentano di dare all'agricoltura stessa quel supporto in termini comunitari e di ricerca, applicata al settore agricolo, che invece, purtroppo, sono venuti meno.
E' in questa direzione che io credo sia assolutamente necessario ripristinare questa posta di bilancio e mettere nelle condizioni gli enti strumentali e i consorzi per la frutticoltura di perseguire - qui mi soffermo un attimo sui consorzi per la frutticoltura - una serie di azioni che puntualmente hanno visto anche la politica idrica in Sardegna puntare a rafforzare e a dare continuità alle colture arboree che certamente potevano davvero rappresentare una scommessa importante per la nostra Regione. Non c'è questa continuità, le azioni che i consorzi hanno messo in campo in tutta la Sardegna sono, con questo taglio, messe a dura prova gestionale degli stessi consorzi.
Quindi credo che sia indispensabile sottolineare la valenza di questo emendamento che ha il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo a sostegno di questo emendamento firmato dai colleghi Cappai, Capelli, Oppi, La Spisa e Diana, in primo luogo, per esprimere il mio voto a favore, e poi per rammaricarmi con la Giunta che ha inteso tagliare i fondi per il finanziamento sia agli enti strumentali che ai consorzi per la frutticoltura. Devo dire che molto probabilmente tutti questi tagli operati nel settore dell'agricoltura non fanno bene alla Sardegna, tagli operati ad un settore già sofferente, quello agricolo, che all'atto pratico ha pagato e paga, volta per volta, una visione molto miope della gestione economica della nostra Isola.
Io volevo dire che, forse, nella programmazione regionale, non si sono messe a frutto le risorse maturate nel tempo, negli anni e anche nei secoli, rispetto agli indirizzi economici della nostra Isola;sinceramente, devo dire che tante altre realtà hanno creduto all'incentivazione dell'agricoltura e ci credono tuttora, mentre oggi non si sente parlare ancora in Sardegna di distretti agroalimentare, per esempio, o di sostegni alle azioni di marketing, di produzione, di ricerca sul mercato e soprattutto di inserimento nel mercato delle nostre produzioni.
Devo dire che assisto alla presenza costante e quasi continua di sagre che, volta per volta, vanno celebrate nei nostri paesi, nei nostri centri, una volta la sagra del carciofo, un'altra volta quella delle castagne e così via dicendo, ma poi veniamo qui a verificare le azioni di sostegno al settore e dobbiamo fare il conto con i tagli ai consorzi per la frutticoltura, devo citare invece l'opera meritoria fatta nel campo olivicolo oltre che in quello…
(Interruzione)
Sì, Marrocu, tu e il tuo territorio siete beneficiari, da lungo tempo, dell'azione, per esempio, del consorzio di Villacidro; devo dire, caro Marrocu, che tu frequenti abbondantemente quel consorzio e molto probabilmente, nonostante lo frequenti, non ritieni che l'azione svolta in quell'area sia gratificante per il tuo territorio. A mio modesto modo di vedere, mi sembra che sia abbastanza gratificante.
Come pure parlavo dell'azione, nella promozione e nella ricerca, degli altri consorzi presenti in Sardegna, cito quello del campo olivicolo, ma potrei citare quello della frutticoltura in generale, possiamo parlare dei vari settori dove l'impegno è stato profuso, compreso quello della ricerca nella coltura del carciofo; devo dire che questa stroncatura dei mezzi finanziari a me sembra un'azione che sinceramente non sarà premiante né nel breve né nel lungo periodo. C'è bisogno di interventi in questo settore, perché davvero le nostre campagne possano realizzare produzioni non rispondenti solo a un bilanciamento della nostra bilancia commerciale; noi sappiamo benissimo che questo è un obiettivo che mai nessuno si è posto e che, comunque sia, nella bilancia commerciale della Sardegna noi dobbiamo importare ancora circa il 70 per cento dei prodotti per i bisogni dei sardi nel settore agroalimentare.
Questo è un punto di impegno che per noi sarà una battaglia per il prosieguo, perché davvero non possiamo pensare che la Sardegna debba dipendere anche per il prezzemolo dalla Penisola o da chi, giorno per giorno, deve portarci questi prodotti un po' dal resto della Penisola e un po' da tutta l'Europa.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 53. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Chi sono i sette colleghi che sostengono la richiesta? Qualche Segretario che magari ci accompagni in queste fatiche!
(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPELLI, LOMBARDO, AMADU, RANDAZZO, VARGIU, CAPPAI, LADU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 53.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - ONIDA - PILI - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SECCI - SERRA - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 20
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 51. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Io intervengo per sottolineare, ancora una volta, un taglio rilevante. Si è convinti che i consorzi di bonifica siano degli enti mangiasoldi ed è innata la convinzione anche che siano enti da cancellare, secondo alcune visioni che ripetutamente negli anni si sono proposte in questo Consiglio regionale. Io sono convinto del contrario: le funzioni dei consorzi di bonifica non vanno solo limitate all'aspetto irriguo della gestione dei comprensori irrigui della Sardegna, ma , per quello che è la parola stessa che li definisce, essi rappresentano un elemento cardine della vita idrogeologica di governo del territorio, della sicurezza dei territori. Vorrei dire perciò che questo taglio è assolutamente incongruo rispetto alle esigenze che sono pure presenti su tutto il territorio regionale, proprio nella misura in cui sugli agricoltori si sta scaricando il costo della gestione di tutte quelle partite sul piano della sicurezza idrogeologica del governo e della bonifica delle nostre campagne, senza riconoscere ai consorzi di bonifica, così come abbiamo cercato di fare nella precedente legislatura, con risorse limitate, ma pur sempre aggiuntive, la possibilità di avere dei bilanci da non far gravare sul mondo agricolo.
Ecco, questi due miliardi di vecchie lire che voi state tagliando ai consorzi avranno una puntuale ricaduta sul mondo agricolo; quando i consorzi scaricheranno certe spese nelle bollette dei consorziati stessi, ci dovrà essere una parola che noi faremo conoscere, cioè taglio voluto da questa maggioranza di governo ai consorzi di bonifica della Sardegna. Dall'agro di Chilivani a quello di Tortolì, alla bassa valle del Coghinas, del basso Sulcis, al consorzio della Sardegna meridionale, a quello di Torralba e Arborea, tutti questi tagli andranno a gravare nei singoli territori e sui singoli agricoltori. Se così non fosse, questi due miliardi dovrebbero essere reinseriti nel bilancio. La realtà è che questo taglio, che non è di dimensioni ridotte rispetto a quello che c'è stato anche in altri capitoli, è un taglio consistente, che si ripercuote sulla gestione del mondo agricolo e di un'agricoltura fortemente indebitata come quella sarda.
Allora, colleghi, l'appello che ci fanno gli onorevoli Cappai, Capelli, Oppi, La Spisa e Diana, di ripristinare questa cifra, non si può non raccogliere, nell'interesse dell'agricoltura, per una corretta gestione dei bilanci dei consorzi di bonifica, che non devono scaricare sugli agricoltori la parte relativa alla bonifica, alla gestione e alla sicurezza idrogeologica del territorio, perché quella gestione costituisce un servizio per la comunità sarda.
Tagliando queste somme state gravando il mondo dell'agricoltura e le aziende di un carico che non è proprio, ma dell'intera collettività regionale; la Regione non vi si dovrebbe sottrarre, come sta facendo con questo ennesimo taglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Grazie, Presidente. Fra tutti i tagli operati per il comparto agricolo, circa 9 milioni di euro, se non ricordo male, questo è il più doloroso, perché è un taglio simbolo. Nel mese di ottobre ero presente quando l'Assessore regionale dell'agricoltura, alla presenza di alcuni consiglieri regionali e del Presidente della Commissione agricoltura, ha ricevuto una delegazione di agricoltori dell'oristanese che chiedevano un intervento per sospendere il pagamento delle cartelle relative all'acqua, per l'irrigazione, che erano eccessivamente alte, d'altronde il consorzio le aveva dovute erogare perché era l'unico sistema che aveva per limitare i suoi problemi di indebitamento.
L'Assessore diede la piena disponibilità personale, e quella della Giunta, promettendo la sospensione dei ruoli dell'acqua in attesa di più concreti provvedimenti per poter svolgere azioni di sostegno ai consorzi di bonifica. La prima risposta concreta è questa: un taglio di 1 milione di euro sulle spese per i consorzi di bonifica! Credo che la cosa si commenti da sé.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento. Dicevo anche questa mattina, per quanto riguardava il precedente punto all'ordine del giorno, che dopo questo taglio all'agricoltura le campagne sono senz'acqua, e gli agricoltori in rivolta contro la Regione. I consorzi di bonifica, come molti sanno, hanno il problema di sviluppare le situazioni nell'agro e soprattutto nelle campagne irrigue. C'è un dato allarmante: molto territorio, servito di strutture di irrigazione, purtroppo, non viene irrigato. Non mi dissocio dall'attenzione che i colleghi hanno messo per le altre zone della Sardegna ma, in particolar modo, per quanto riguarda la provincia di Sassari, su 11 mila ettari di territorio strutturato per l'irrigazione, sono irrigati soltanto 4 mila.
Questo sta a significare che c'è un forte malessere in quei territori perché il servizio che viene offerto è inaccessibile per l'alto costo della materia prima, che è l'acqua. Io pensavo che la Giunta regionale tutto potesse fare in questo assestamento di bilancio, ma sinceramente, tagliare i fondi, che tra l'altro sono anche di notevoli entità, 7 mila euro, mi sembra che sia piuttosto aggredire, proprio uccidere una parte sana dell'impresa agricola. Giustamente rivolgo soprattutto l'attenzione proprio a questo grido di dolore degli agricoltori che si vedranno chiudere le aziende perché impossibilitati, dopo questo taglio, a sostenere simili spese in quella loro attività, nella quale molti hanno investito anche per cercare di dare un reddito fisso alla loro famiglia.
Io ero convinto sinceramente che non si arrivasse a tanto, per questo chiedo se, nel programma del presidente Soru, vi era anche questo voler minare a tutti i costi la vita sana dell'agricoltura in Sardegna che dovrebbe essere il punto cardine per lo sviluppo almeno di alcuni territori che hanno una vocazione atavica per l'agricoltura. Una situazione ancora più grave, rispetto alle altre parti della Sardegna, è nella provincia di Sassari, lo spiega, non una confederazione vicina all'attuale centrodestra, ma una confederazione che è prettamente di sinistra, la CIA, cioè si dice che i consorzi di bonifica della bassa valle del Coghinas, di Perfugas e della piana di Chilivani/Monte Acuto, con 11 mila ettari serviti con acqua a livello aziendale, ne irrigano 4 mila ettari; così la Gallura e altre parti del nostro territorio. I nostri agricoltori non possono utilizzare l'acqua e noi per cercare di aiutarli, per cercare di portare avanti l'economia di quelle aziende ed oltre, addirittura tagliamo loro anche i fondi, così praticamente questo finanziamento ridotto per i consorzi di bonifica viene, come si diceva appunto, come diceva il collega che mi ha proceduto, riversato sulle casse ormai vuote delle famiglie degli agricoltori.
Io vorrei che ci fosse una certa attenzione da parte della Giunta e dell'Assessore, per farsi portavoce, presso l'uomo solo al comando, dicendo: "Guardate, abbiamo sbagliato, abbiamo toccato una parte del tessuto produttivo della Sardegna che è già allo stremo delle forze". Dicevo che addirittura questi venti miliardi che sono stati tolti all'agricoltura, nell'assestamento di bilancio, sono mortali perché ci sono alcune parti di questo bilancio dell'agricoltura ancora particolarmente delicate; come, per esempio, i consorzi di bonifica che vanno ristrutturati, di questo siamo convinti, per cui allo stato attuale non si possono togliere i finanziamenti, neanche mille lire o mille euro, figurarsi addirittura 7 milioni di euro! E' un attentato, un attacco veramente inconsulto nei confronti dell'agricoltura sarda. Per questo, voto a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Grazie Presidente, anch'io annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 51. Già stamattina ho voluto richiamare l'urlo di dolore che arriva lanciato dalle campagne, che più di un collega ha evidenziato anche negli interventi di stasera. Io capisco che il necessario assestamento di bilancio, quindi questa variazione, abbia necessità di rastrellare le risorse dalle varie pieghe di bilancio, però questo colpisce in modo particolare l'agricoltura. Io credo che sia giusto riflettere e far percepire ai nostri colleghi di maggioranza (forse alcuni non vi hanno - come dire - messo particolare attenzione) cosa potrebbe succedere dopo che questi dodici o tredici milioni di euro verranno prelevati al mondo agricolo, soprattutto per alcune voci. Il milione di euro per esempio per gli abbattimenti dei costi energetici in qualche caso è il dramma, perché significa che i commissari in alcuni casi, alcuni consorzi sono commissariati, sono costretti ad aumentare le tariffe e noi in Commissione, da poco, e il Presidente lo può dire, il Presidente Sanna, abbiamo anche ricevuto delegazioni delle organizzazioni di categoria che hanno evidenziato la difficoltà di questi distretti a sopravvivere.
In Italia è stato dimostrato che non si può "fare" agricoltura senza i consorzi di bonifica; le produzioni di eccellenza si fanno nei distretti irrigui. In Sardegna, ci sono distretti che non funzionano perché magari in qualche caso la gestione politica è stata sbagliata. Ma lo strumento consortile è uno strumento considerato ancora attuale, moderno, che viene dal basso perché praticamente nella gestione del territorio vengono coinvolti direttamente gli associati, cioè i proprietari stessi dei terreni. Quindi, credo che bisogna riflettere perché un taglio come questo incide veramente tanto. Siamo in tempo soprattutto ad analizzare e rivedere la questione relativa agli abbattimenti dei costi energetici che, in qualche distretto, veramente incide notevolmente; non so se il Presidente della Commissione lo possa fare, ma con molta serenità potremmo in qualche modo fare un piccolo approfondimento perché, guardate, soprattutto in agricoltura togliere piccole somme significa infliggere colpi mortali.
Sarebbe un peccato perché, ripeto, nei distretti irrigui si ottengono le migliori produzioni, che danno in qualche modo della Sardegna agricola, quella di eccellenza, un'immagine di qualità di prodotto importante anche fuori dalla nostra Isola; non dimentichiamo il carciofo, il pomodoro e quant'altro che, nei mercati regionali e nazionali, ha conquistato oramai importanti fette di mercato. Stiamo attenti a non demotivare gli operatori e favorirne in qualche modo l'esodo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, mi fa piacere vedere un interessamento sui temi agricoli nei colleghi del centrodestra, anche se mi pare un po' eccessiva la critica nei confronti dell'ex collega Contu da parte degli ex colleghi. In agricoltura ci sono tagli perché è il settore dove si è speso meno, le risorse non sono state impegnate, non solo le risorse ordinarie (che di anno in anno manteniamo con norme per evitare che non vadano in economia, così com'è nel 2003 si è avuta la proroga al 2004) ma anche quelle dei fondi comunitari; la spesa in agricoltura è una delle più basse nella disponibilità di risorse, tra l'altro sono messe quasi con una funzione sostitutiva, in quanto non hanno aggredito nessuno dei nodi strutturali che danneggiano l'agricoltura sarda, ma sono state spalmate su tutte le possibili azioni che potevano essere pensate per rilanciare l'agricoltura sarda. Eppure non si è speso! Non si è speso, come ho detto un'altra volta, perché l'azienda agricola non è neppure in grado oggi di rispondere alle sollecitazioni di una risorsa messa a disposizione, anche in conto capitale.
Questo è il motivo, quindi non me la sentirei di dare neanche la responsabilità all'ex assessore Contu, che può aver fatto il possibile per rendere disponibili alla spendita queste risorse; però, vi sembra normale che, in agricoltura, ci sia un capitolo che abbia 190 milioni di euro a disposizione mantenuto a residuo? Io credo di no. In verità, questo comportamento è tenuto più per andare avanti e per allungare i tempi, non certo perché al collega Contu interessi realmente l'agricoltura.
Allora, il problema dell'agricoltura non si affronta attraverso un emendamento per i consorzi di bonifica dell'entità di un milione di euro. Credo, l'ho già detto anche alla Giunta, che, nel momento in cui affrontiamo il problema "consorzio di bonifica", vada affrontato quello delle enormi passività che i consorzi di bonifica hanno e vada chiesto ai consorzi di bonifica di predisporre un piano di risanamento, perché siamo intorno a oltre 100 miliardi di passività da loro accumulati, per esempio quello della Sardegna meridionale, c'è qui l'ex Presidente, ne ha quasi settanta o ottanta miliardi, eppure ha un contenzioso per l'acqua non pagata all'EAF. Non si risolve il problema dei consorzi di bonifica dell'agricoltura con un milione di euro in più o in meno, si risolve verificando innanzitutto cosa ha determinato quelle passività, cosa determina la situazione di crisi che hanno i consorzi di bonifica imponendo un piano di risanamento e soprattutto facendo un intervento straordinario che possa realmente aggredire le situazioni debitorie, magari andando ad utilizzare quei 190 milioni di euro, attraverso una riflessione più attenta e più compiuta, non certamente estemporanea, in un assestamento di bilancio, quando si affronterà il Dpef e la finanziaria 2005, accompagnando al risanamento finanziario anche quello reale relativo ai consorzi di bonifica.
Per cui ritengo che oggi, in agricoltura, non sono impegnabili le risorse che avete spalmato in tutti questi emendamenti, perché sappiamo che, a fine anno, è il settore dove rimangono, dove vanno più risorse in economia nonostante il tentativo nostro di mantenerli ogni anno a residui. L'agricoltura ha bloccato quasi 200 milioni di euro, quindi 400 miliardi di vecchie lire sono bloccate in una situazione finanziaria come quella della Sardegna!Una riflessione sull'agricoltura va fatta quindi con più attenzione, con più concretezza e meno per perdere tempo in Aula, affrontando la questione più concretamente in Commissione agricoltura, in Commissione bilancio e poi in Aula con un provvedimento più specifico e più concreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie Presidente. Intervengo per dire che voterò contro questo emendamento che, come tutti gli altri emendamenti che l'opposizione ha presentato in materia di agricoltura, è pretestuoso, nascono da un'impostazione che non aiuta né gli agricoltori, né tanto meno chi, come il Consiglio regionale e l'amministrazione regionale, ha il compito, il dovere, di dare risposte serie anche a questo settore attraversato da problemi profondi che certamente non sono maturati in questi cinque mesi di governo del centrosinistra.
Non riesco a meravigliarmi mai eccessivamente quando sento l'onorevole Pili parlare perché ormai ci ha abituato a tutto ed al contrario di tutto. Ricordo dichiarazioni sue, in campagna elettorale, nelle quali diceva che la spendita delle risorse del POR andava a gonfie vele, che la Sardegna non aveva perso una lira né del vecchio programma POP '94/'99, tanto meno del programma dei fondi strutturali in corso. Noi dicevamo che (avevamo fatto una ricerca seria, attenta, sullo stato della spendita delle risorse dalla quale emergeva chiaramente che, quando il centrodestra governava l'amministrazione regionale, sto parlando della fine del 2003, una quota dei fondi della premialità nazionale non era stata trasferita alla Regione) era stata persa una quota importante di quelle risorse e una quota anche della premialità dell'Unione Europea. Pili, mentre in campagna elettorale, diceva che non era vero niente, oggi dice che le cose vanno lentamente, le risorse del POR non si spendono e così via. Certo è difficile immaginare che in questi quattro o cinque mesi del governo di centrosinistra improvvisamente sia cambiato il mondo, si sia rallentato tutto e quant'altro; purtroppo sono problemi complessi e per chi ha fatto il Presidente della Giunta regionale, come l'onorevole Pili, sarebbe meglio e più dignitoso fare ragionamenti seri.
Credo che l'opposizione fatta in questo modo non paghi, non paghi perché anche l'agricoltore più umile, meno addentro a questi meccanismi, si rende conto che la demagogia non aiuta il suo lavoro e non aiuta niente e nessuno. Noi dobbiamo prendere atto, per l'ennesima volta, che il capo dell'opposizione, in questo Consiglio regionale, non è persona responsabile, non è persona seria, perché questo non è modo serio di portare problemi di questa complessità e di questa serietà in quest'Aula.
Lo stesso dicasi per i consorzi di bonifica, mi chiedo: nei cinque anni precedenti, in Commissione Agricoltura, in Aula, la Giunta di centrodestra quale provvedimento ha portato per riordinare questa materia? Nessun provvedimento, nessuna proposta! Adesso, in questi giorni, certi colleghi del centrodestra scoprono i consorzi di bonifica, va bene meglio tardi che mai, però insomma! I problemi ci sono, bisogna affrontarli e certamente non si può pensare di affrontare e di risolvere i problemi dei consorzi di bonifica in Sardegna e la gestione dell'acqua in agricoltura con un assestamento di bilancio.
Con un assestamento di bilancio si cerca di colmare una voragine che probabilmente, se si fosse governato in modo più oculato, onorevole Pili, anche nell'ambito della sanità, si sarebbe potuto evitare...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
SANNA ALBERTO (D.S.). Sembra che tempo e responsabilità non esistano, che tutto venga cancellato, insomma un po' di equilibrio, un po' di senso, come dire, del ridicolo per andare avanti e per rispondere ai problemi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Non sarei intervenuto per far sì che si verifichi quello che tutti quanti sappiamo di dover ottemperare cioè chiudere la discussione su questo assestamento e discutere domani la mozione. Però intervengo perché sembra quasi che ci sia oggi l'unto del Signore e fino a ieri gli asini. Allora, caro onorevole Sanna, lei è un personaggio un po' strano, diceva che bisognava utilizzare, visto che sta parlando di tutti i settori, per la blue tongue un vaccino attenuato, faceva arringhe eccetera, oggi ha cambiato completamente il modo di pensare, addirittura non parla più, anche se non si vaccina. Per i consorzi di bonifica, in tutti questi anni, abbiamo avuto situazioni difficili, alcuni di questi sono in crisi da tanti anni, hanno difficoltà perfino a pagare gli stipendi, da tanti anni, in presenza anche di un contenzioso, lei lo sa bene, da tanti anni.
Per amore della verità, intervengo solo per questo, sappia che il bilancio è stato approvato a fine aprile o primi di maggio, quindi nessuno poteva spendere, lei lo sa bene, ma visto che parla di non essere risibili, sappia che lei invece è molto risibile, lei non è corretto quando parla, è una sua peculiarità.
Bene, avevate cinque mesi per spendere i soldi, tant'è che siete stati più rapidi del vento, è bastato un suggerimento di qualche personaggio non certamente idilliaco e, in uno dei pochi consorzi dove si andava ad elezioni, esattamente nel Cixerri, avete nominato un commissario, (c'è una nostra interpellanza presentata in modo preventivo), soltanto perché è cambiata una maggioranza, per penalizzare la gente e modificare assetti che ci sono e che resteranno. Siete abituati a nominare commissari in due giorni e a distorcere la verità. Quindi, se lei vuole far perdere tempo, ce lo dica, perché noi siamo in grado di farne perdere molto; il suo intervento era inopportuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Lo stimolo degli ultimi due interventi penso sia abbastanza evidente. Sappiamo che l'assestamento di bilancio provoca dei traumi (l'abbiamo detto io e altri colleghi e, almeno per quanto mi riguarda, io l'ho detto all'inverosimile,) con dei tagli purtroppo necessari in tutti i settori; ma non si venga a dire, da parte di colleghi che in materia hanno competenza, non foss'altro perché hanno fatto e fanno parte della Commissione agricoltura, che oggigiorno per dare una pillola di ristoro a questo benedetto settore agricolo è necessario un taglio da venti miliardi. Si può dire di tutto ma non questo, perché all'agricoltura con questa manovra si stanno togliendo venti miliardi delle vecchie lire, che corrisponde quasi al quindici per cento del taglio totale che è presente nella manovra di assestamento.
Dico che probabilmente è necessario, che probabilmente è indispensabile, ma che probabilmente, anzi senza probabilmente ma certamente, continua ad affossare ed a creare ancor più problematiche in un settore dove, negli ultimi dieci anni, si sono accavallate; oggigiorno esiste un problema che si chiama agricoltura in Sardegna, che sommato giustamente agli altri problemi, costituiscono il "caso Sardegna". Credo che, nel "caso Sardegna", il caso agricoltura e il caso industria siano i due casi che stanno veramente alla base delle questioni socio-economiche della nostra Regione.
Tutto si può dire, mi meraviglia il collega Sanna, tranne che sia giustificato il taglio, questo no! Allo stesso modo sono pronto ad ammettere che non è vero che non è stato fatto niente anche nei consorzi. Nella scorsa legislatura, il consorzio del nord Sardegna è stato giustamente scorporato, e oggi pare che lo si voglia riaccorpare; quel consorzio, nato col nome di Consorzio Nord Sardegna, quel mostro, io mi riferisco solo a quello, è servito solo, nei dieci anni passati e probabilmente, anche in questi cinque anni passati, a fare da contenitore di posti a manca e a destra, perché non ha prodotto nient'altro.
Abbiamo oltre 8 mila ettari di terreno, perché siamo dentro quel consorzio, il consorzio di bonifica Campu Giavesu, Santa Lucia e Campu Lazzari, dove in questi 30, 35 anni abbiamo sempre pagato giustamente le quote, non è mai arrivata una goccia d'acqua; in questi dieci anni, anzi dieci più cinque, quindici anni, mi creda, non si è riusciti ancora a definire catastalmente il consorzio, quindi è dimostrato che è stato ingestibile. Lo scorporo a cosa è servito? A dare proprio funzionalità a quelle zone in cui l'acqua in questi ultimi 30 anni non è mai arrivata.
Ma sinceramente non è questo che voglio ripetere; posso capire l'intervento del collega, come collega di maggioranza, sotto questo aspetto politico, ma non si venga a dire qua dentro che i venti miliardi, che rappresentano il 15 per cento quasi del taglio complessivo di questa manovra, riguardano l'agricoltura e che all'agricoltura fa bene! All'agricoltura fa male, l'agricoltura continua ad essere affossata, l'agricoltura continua ad essere la cenerentola della nostra Sardegna e sta per scoppiare il caso. Mi auguro che venga trovata, al più presto possibile, al di là delle teorie, una soluzione alle attuali problematiche. Me lo auguro veramente per la Sardegna, per il mondo agro-pastorale, per la nostra economia e per noi stessi, perché sta diventando un problema insostenibile.
Ecco perché sinceramente, probabilmente, non interverrò più su questo argomento. Do il mio parere favorevole a questo emendamento perché, sommato a tutti gli altri, comporta un taglio di venti miliardi di vecchie lire, dieci milioni e passa di euro attuali, un onere che l'agricoltura non merita di sopportare, benché di fatto sia giustificato da un fatto tecnico, da un assestamento di bilancio che deve intervenire con urgenza anche nel settore sanità.
Giustamente, da parte nostra, è necessario che diciamo queste cose, però non è necessario che se ne dicano altre che non rispondono assolutamente a verità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Non è in Aula. Rinuncia.
Metto in votazione l'emendamento numero 51. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie Presidente, chiedo la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri DEDONI, CASSANO, VARGIU, CAPPAI, AMADU, LICANDRO, SANJUST.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 51. I consiglieri Pisu e Corda dichiarano il loro voto contrario. Il consigliere Biancareddu dichiara il suo voto favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - OPPI - PETRINI - PILI - RASSU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - SERRA.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 50
astenuti 3
maggioranza 26
favorevoli 19
contrari 31
(Il Consiglio non approva).
A seguito della non approvazione dell'emendamento numero 51 decadono gli emendamenti numero 85 e 104 che sono uguali.
Passiamo all'emendamento numero 50.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie Presidente, per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento presentato dai colleghi Cappai, Capelli, Oppi, La Spisa, Diana e per cogliere l'occasione che mi è stata, in maniera cortese, rivolta da qualche collega abituato a rivolgere le parole al cielo, ma che non avendo nemmeno la dignità di essere raccolte dal cielo, come capita invece per qualche altro sinonimo della parola, non sono attribuibili a un essere umano.
Credo, colleghi, che questo emendamento ci dia la possibilità di ribadire ancora una volta, così come ho fatto poc'anzi, che non vi è strategia, che chi governa l'agricoltura è assolutamente assente in qualsiasi contesto e consesso dove si debba decidere qualcosa; è palese ormai, per tutto il mondo agricolo, l'assenza di strategia e l'incapacità di dare qualsiasi minima indicazione per la soluzione dei problemi della Sardegna. Qualcuno, come il collega Marrocu, devo dire, distinguendosi non solo per cortesia, ma anche per conoscenza della materia, rispetto al collega dello stesso Gruppo che l'ha poi seguito, il collega Marrocu ha detto sostanzialmente: "Avete sostenuto che i soldi dei POR erano bloccati, che non sono stati spesi fondi del Feoga e che quindi c'era qualche responsabilità politica, ed erano troppe le misure", si è detto.
Io inviterei i colleghi del centrosinistra ad andare a rileggersi le affermazioni proposte dai Capigruppo dell'allora maggioranza, quando si esaminava a gennaio del 2001 il POR Sardegna. POR Sardegna che, nelle linee di indirizzo e nel testo che era arrivato al Consiglio regionale, aveva già l'approvazione da parte della seconda Commissione politiche comunitarie; si diceva: "Sono troppe le misure e in particolar modo nel settore agricolo sono misure che dilapidano le risorse finanziarie". E' scritto ed è documentato, in questo Consiglio regionale, dai verbali e dai resoconti che ognuno di voi può andare a rileggersi.
Ma è anche vero, colleghi, che, quando si è iniziato a sbloccare il POR Sardegna nelle misure del Feoga, si è detto con estrema chiarezza che bisognava accelerare tutti i bandi per evitare che ci fosse un blocco di quelle risorse che erano le uniche che frenavano un risultato quale quello del 2002/2003; rispetto a tutti i parametri, compresi quelli della premialità, si sono recuperati, con atti commissariali, sia la gestione dell'ARPA, che ci ha consentito di avere i punteggi della premialità europea e nazionale, così come il piano d'ambito, così come il piano direttore di bacino che serviva per governare con i consorzi (qui vengo a quello che è stato sostenuto poc'anzi), tutto un processo di riconversione dei consorzi in Sardegna, cioè una strategia concordata con tutte le associazioni che governavano i consorzi di bonifica in Sardegna.
Dico questo perché l'emendamento in discussione prevede un miliardo di vecchie lire per investimenti diretti a favorire la valorizzazione dei prodotti agricoli e vi sfugge che la Giunta regionale in carica ha promosso a luglio, ad agosto, una proroga dei termini per l'esame di tutte le proposte, esattamente 789 proposte di agricoltori per la valorizzazione dei prodotti agricoli, fino al 30 novembre 2004, cioè con questo emendamento non solo non conoscete quello che fa la mano destra, ma davvero vi dimenticate quello che ha fatto la mano sinistra per ritardare il processo di spesa nella valorizzazione dei prodotti agricoli; 789 risposte al bando che il comitato di valutazione della misura 4.1 sta esaminando, è la dimostrazione che purtroppo questo emendamento è fondato e che invece il vostro taglio è assolutamente privo di fondamento nella logica e anche nella sostanza finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Non sarei intervenuto se non lo dovessi fare per lamentare l'eccessiva superspecialità con cui il Presidente della Commissione agricoltura ha definito questi emendamenti, "pretestuosi", che non fanno bene né agli agricoltori né a quest'Aula. Intanto faccio un plauso al Presidente della Commissione agricoltura per essersi degnato finalmente di stare in Aula; nei miei ripetuti interventi, ho sollecitato più volte la presenza del collega Sanna in Aula, per invitarlo a leggere con molta più attenzione il contenuto di questi emendamenti, ma principalmente per fargli capire dove vanno ad incidere i tagli nel settore dell'agricoltura e dell'ambiente.
Vede, onorevole Sanna, ho già avuto modo di dirle in Commissione e di ripeterle in Aula, durante la sua assenza, che il taglio all'agricoltura è di ben 76 miliardi, non di venti miliardi come dice il mio collega Rassu, molti di più. Il fatto che lei intervenga per dire che questo taglio va bene, significa che lei non ha letto quello che è successo sull'agricoltura e mi dispiace, mi dispiace veramente, perché io l'ho ritenuta sempre una persona seria, attenta ai problemi dell'agricoltura sia nella precedente legislatura che in questa.
Lei è stato uno dei promotori e fautori, assieme ad alcuni che siedono ancora in questi banchi, della legge numero 15 e ha consentito che vengano tolti da quella legge 56 miliardi. Lei non se n'è accorto, gliel'ho detto anche in Commissione. Al suo posto voterei contro questi tagli per essere coerente con quella legge voluta da voi.
Ma principalmente mi dispiace che lei abbia detto che non è stato fatto niente dal Governo di centrodestra nella precedente legislatura per quanto riguarda il settore agricolo. Mi dispiace, ma anche su questo possa smentirla. Lei non deve dimenticare che tutti gli atti riguardanti il settore agricolo sono stati adottati all'unanimità in quest'Aula, come sono stati adottati all'unanimità in Commissione ed erano quegli atti che voi avete sollecitato per la blue tongue, l'alluvione, la "21", la "15", e poi viene a dire che non è stato fatto niente!
Vede, onorevole Sanna, mi ha costretto ad intervenire, non foss'altro perché gli Assessori del mio partito che hanno gestito l'Assessorato, o meglio mandato avanti l'Assessorato, usiamo questo termine, non "gestito", non è giusto neanche il termine "governato", che hanno mandato avanti l'Assessorato nella precedente legislatura, sicuramente l'hanno fatto con serietà e capacità, senza mettere in mezzo mai la politica; lei di questo deve essere convinto, ma convinto veramente, perché non si può dire una cosa quando si è all'opposizione e dire il contrario, l'esatto opposto, l'indomani quando si è in maggioranza.
La invito a rileggere attentamente gli emendamenti e non sia offensivo quando giudica il lavoro prestato da altri, perché io su questo settore ho studiato l'assestamento e ho capito dove siete andati a tagliare. Lei, che è un difensore del biologico, consente che si taglino persino le borse di studio sul biologico e poi viene qui a dire: "Sono emendamenti pretestuosi", ma se li rilegga, li studi e poi venga ad offendere in Aula.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 50. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Chiedo la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri ARTIZZU, MORO, Matteo SANNA, RASSU, CONTU, VARGIU, LA SPISA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 50.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - LOMBARDO - MILIA - MORO - OPPI - PILI - RASSU - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - PACIFICO - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 51
astenuti 3
maggioranza 26
favorevoli 18
contrari 33
(Il Consiglio non approva).
A seguito di tale votazione l'emendamento numero 112 decade.
(Non è approvato)
Emendamento numero 48. Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggiramza. Soltanto per proporre al Consiglio, ed ai proponenti l'emendamento, una modifica dello stesso per ridurre il recupero da 118 mila euro a 46 mila euro, di cui 26 mila per reintegrare il capitolo 06336 e 20 mila per integrare il capitolo 06341. La copertura naturalmente, nel caso i componenti fossero d'accordo per questa modifica, sarebbe sull'UPB S 03015.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà. E' d'accordo sulla proposta dell'onorevole Secci?
CAPPAI (U.D.C.). Sì, sono d'accordo anche se avrei preferito che fosse stata ripristinata l'intera posta, almeno i 46 mila euro del capitolo 06341, più i 26 mila; sono d'accordo sul segnale dato dal Presidente della Commissione evidentemente in seguito all'insistenza del sottoscritto sul contributo a favore degli enti che operano a difesa e a della tutela dell'agricoltura biologica e le borse di studio a laureati e diplomati per l'applicazione pratica di tecniche di agricoltura biologica.
Ringrazio il Presidente della Commissione, mi auguro che la Giunta approvi.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 48, con la modifica delle poste così come indicato dal relatore Secci. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Pertanto l'emendamento numero 111 decade.
Metto in votazione l'emendamento numero 46.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Signor Presidente, mi atterrò, per quanto riguarda questi emendamenti in serie, rispetto ai territori, a recuperare l'emendamento precedente sulla Provincia di Cagliari, considerato che avevo alzato la mano ma che purtroppo, come talvolta capita, lei è più lesto di un furetto e non si riesce a chiedere la parola per dichiarazione di voto, l'efficienza della sua Presidenza purtroppo qualche volta comporta anche queste cose.
Intervengo per dire che questo emendamento ha un richiamo in una legge della Regione che ha degli stanziamenti fissati nel 2003, nella legge 15 credo, approvata a fine anno. Mi domando se sia ipotizzabile che, per una scelta così rilevante, come quella proposta dal Consiglio regionale, credo anch'essa svolta nella serena dialettica tra opposizione e maggioranza, nella precedente legislatura anche un po' obbligata dalla ristrettezza strutturale dei numeri della maggioranza, oggi con questo assestamento di bilancio si proponga, per il miglioramento della competitività del sistema agricolo sardo, un taglio consistente per ogni singolo territorio. Io esprimo il mio voto favorevole al ripristino di tutte queste poste di bilancio, perché ritengo che non si possano in alcun modo richiamare queste cifre come cifre che rischiano di andare in economia; voi sapete meglio di me che, se non ci fossero norme contrarie, sino a fine mese c'è la possibilità di impegnare, per i soggetti delegati, queste risorse finanziarie e io immagino che dal dicembre del 1993 fino ad oggi abbiano messo in atto tutte quelle procedure per una spesa compiuta delle risorse che la legge 15 ha messo a loro disposizione.
E' vero che, se la finanza regionale si può permettere, a distanza di dieci o undici mesi, di cambiare le previsioni di spesa, è altrettanto ovvio che un progetto compiuto, che può essere stato messo in piedi (così come io credo che sia stato fatto per Cagliari, per l'Iglesiente, per tutta l'area di Oristano, per la parte relativa a Nuoro, Tempio e quant'altro, tutti quei sistemi agricoli avevano sicuramente dei progetti compiuti), oggi con questi tagli non è più definibile e non più realizzabile nella sua interezza. Allora è evidente che si colpisce nel mucchio senza aver fatto quell'analisi propedeutica e preventiva, che doveva consentire di guardare davvero all'efficacia di quella norma che puntava al miglioramento della competitività dei sistemi agricoli.
Inviterei tutti a vedere qual era il concetto, messo alla base della volontà politica, legislativa del Consiglio regionale, per tracciare la strada del miglioramento della competitività dei sistemi agricoli; perché, ribadisco il concetto, è facile proporre da una parte degli slogan, così come è stato fatto, e dall'altra arrivare a negare a quei territori, a tutta la Sardegna, la possibilità di migliorare il proprio sistema competitivo in agricoltura. E' un taglio assolutamente insensato, privo di logicità, un taglio che davvero si configura come un taglio selvaggio di un'azione importante a servizio dello sviluppo agricolo in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Naturalmente il mio parere su questo emendamento è diverso ed è per bocciarlo, però volevo cogliere l'occasione per invitare i presentatori di questo emendamento, e degli altri successivi aventi lo stesso oggetto, al ritiro perché questi stanziamenti sono stati decisi in Commissione all'unanimità come tagli per recuperare un taglio, che era stato proposto dalla Giunta e che non esiste più, di 1 milione e 300 mila euro sulla UPB 06035 avente per oggetto incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica, settore investimenti. Quindi tutte le riduzioni fatte sulle UPB, relativamente al miglioramento delle comunità agricole dell'Iglesiente e in tutti gli altri territori, sono frutto di un emendamento concordato e quindi di una sintesi che ha visto la Commissione approvare queste decisioni all'unanimità. Per questa ragione, chiedo ai proponenti di ritirare gli emendamenti in discussione.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 46. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale, Presidente.
PRESIDENTE. Poiché siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 46, procediamo alla verifica del numero legale. Votazione elettronica, invito i cinque colleghi che sostengono la richiesta dell'onorevole Pili ad alzarsi.
PILI (F.I.). Non è stato chiesto l'elettronico!
PRESIDENTE. La verifica del numero come la facciamo?
PILI (F.I.). Con cinque, non con otto.
PRESIDENTE. Cinque, ho detto onorevole Pili, sono io che dispongo che la votazione venga effettuata con il sistema elettronico.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri ARTIZZU, CAPELLI, CAPPAI, Franco Ignazio CUCCU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 46. I consiglieri Contu e Petrini, il cui voto risulta nullo, dichiarano il loro voto favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - MORO - OPPI - PETRINI - PISANO - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Constatata la presenza del numero legale, proclamo il risultato della votazione:
presenti 49
votanti 46
astenuti 3
maggioranza 24
favorevoli 14
contrari 32
(Il Consiglio non approva)
Pertanto l'emendamento numero 110 decade.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 109 è decaduto.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 108 è decaduto.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 102 è decaduto.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 103 decade.
L'emendamento numero 2 è stato ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Presidente, faccio mio l'emendamento numero 2. Così come ho annunciato stamani, intervengo a sostegno di questo emendamento che i colleghi Scarpa e Atzeri hanno presentato, facendolo mio. Credo che sia utile segnalare la gravità di un taglio di 1 miliardo e 200 milioni delle vecchie lire, moltiplicando l'euro per due, sugli interventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda. E' un taglio improponibile, un taglio grave, non soltanto per la consistenza della cifra ma sul piano politico e sul piano del rispetto delle norme che, in questo Consiglio regionale, sono sempre state messe alla base di un'azione tesa alla valorizzazione della lingua e della cultura sarda. Anche in questo caso, colleghi del Consiglio, il mio voto sarà a favore di questo emendamento, ed è dettato dalla necessità di fare tutti uno sforzo maggiore per consentire alla crescita della cultura sarda quella giusta attenzione che, purtroppo, con questo emendamento si è voluta sottolineare.
Un'attenzione che è venuta meno rispetto alla cultura della Sardegna, che ha avuto risorse diffuse su tante associazioni, su tanti enti locali, per tante manifestazioni che erano tese a creare la sua diffusione; credo che davvero un taglio di questa natura, di questa portata, dimostri tutta la disattenzione su un tema che è stato dichiarato, reiteratamente richiamato come cardine di un'azione politica, in realtà quel richiamo, a differenza di quello che è avvenuto nel passato, perdonatemi, oggi segna un taglio rilevante alla cultura e alla lingua della Sardegna. Altro che tutela! Altro che valorizzazione! E' un taglio netto di 1 miliardo e 200 milioni sulle già esigue risorse dedicate alla cultura della Sardegna. Credo che in tal senso vada assolutamente teso anche il mio sostegno,già manifestato stamani, a tutti gli emendamenti presentati dal Gruppo Sardista e dal Gruppo dei Riformatori sul tema dell'identità e delle tradizioni popolari della Sardegna.
Mi pare, colleghi, che non sia auspicabile il ritiro di questi emendamenti, ma che il Consiglio si possa esprimere, Presidente, e mi avvio a concludere richiedendo anche il voto elettronico palese, perché ognuno di noi sappia chi ha contribuito a questi tagli per la cultura e la valorizzazione della lingua della Sardegna, perché non vorrei che molti di noi andassero a mietere, o tentare di mietere, consensi mentre invece hanno soltanto provveduto al taglio delle risorse finanziarie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Assessori, colleghi, vorrei segnalare intanto che l'emendamento numero 2 è identico al numero 32, e poi per spiegare, come ho già fatto in precedenza, le ragioni per cui abbiamo ritirato questo emendamento per il quale naturalmente, se verrà posto in votazione, voteremo favorevolmente. Abbiamo valutato che esistono in questo momento, rispetto alle disponibilità ad intervenire, delle priorità maggiori in quanto su questa unità previsionale di base già la Commissione è intervenuta, sostanzialmente quasi ripristinando il capitolo con cui viene fatto il programma principale della legge 26, capitolo 11309, ed anche perché, sempre in Commissione, c'è stato l'impegno della Giunta a destinare tutte le risorse disponibili, sul capitolo 11029, alle borse di studio a favore dei figli degli emigrati. L'altro capitolo, l'11028, è destinato a consulenze e alla organizzazione della Conferenza annuale della lingua e della cultura sarda che evidentemente, per quest'anno, non potrà essere realizzata e quindi anche l'azzeramento di questo capitolo; noi avremmo voluto che la conferenza si tenesse quest'anno, auspichiamo che si tenga quanto prima nel prossimo anno, però anche questa riduzione non crea la stessa preoccupazione che ha creato, invece, la riduzione di altri capitoli di cui discuteremo in seguito.
Queste sono le ragioni del ritiro. Per senso pratico, come auspicio di interventi verso gli altri capitoli, apprezzando l'interesse che l'onorevole Pili pone su questa materia, confermiamo tuttavia che, se l'emendamento verrà posto in votazione, lo voteremo favorevolmente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Due minuti, grazie, Presidente. Il mio voto è favorevole, non c'è bisogno di ringraziare per l'apprezzamento in quanto la cultura della lingua sarda penso sia un impegno a cui tutti noi teniamo, voglio solo dire che abbiamo già appurato, è un dato di fatto, che queste somme ormai non ci sono, l'importante è che la Giunta prenda impegno formale affinché, per quanto riguarda gli impegni già assunti relativi alla tutela della lingua e della cultura sarda, così come era previsto nella legge finanziaria scorsa, possa essere ripristinata la somma, ma non solo, laddove si renda necessario, addirittura la incentivi. La nostra azione politica di segnalazione è solo volta principalmente a questo, oltre che di difesa degli emendamenti.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie, Presidente, avevo già chiesto la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri LOMBARDO, RASSU, PETRINI, CONTU, VARGIU, CASSANO, PISANO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MORO - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RASSU - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - SERRA.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 57
astenuti 1
maggioranza 29
favorevoli 22
contrari 35
(Il Consiglio non approva)
Pertanto l'emendamento numero 32 decade. L'emendamento numero 3 sarebbe da spostare fra i sostitutivi. Sull'emendamento numero 3, sul 27 e sul 107 c'è una proposta del Presidente della Commissione di modifica degli importi, che renderebbe gli emendamenti stessi accettabili e votabili anche dalla maggioranza.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, dichiaro che accettiamo la modifica proposta dalla Giunta e dal Presidente della Commissione, accogliamo quindi con favore la sensibilità mostrata verso l'applicazione della legge 64 del 1986.
PRESIDENTE. Onorevole Secci, vuole ripetere la proposta in sede di votazione?
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, grazie. Allora, la proposta è quella di modificare l'importo da 300 mila a 150 mila e la copertura sulla UPB S 03015.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi, tutti noi siamo consapevoli dei margini ristrettissimi in cui siamo costretti a operare attraverso gli emendamenti in questo assestamento di bilancio. Un assestamento, è stato detto, finalizzato principalmente a coprire il disavanzo generato dalla spesa sanitaria, verificatosi nel 2003, di quasi 149 milioni, quando il centrodestra governava la Regione. Inoltre 11,5 milioni di euro servono a coprire gli aiuti a società e cooperative per la legge 1, ex legge 28, del 2002, altri 7 milioni per l'ESAF e altro. E' stato detto che questo disavanzo non può essere coperto da mutui e dall'utilizzo di somme già impegnate.
Ho ripetuto questi dati, a noi tutti noti, per ricordare a me stesso e a tanti colleghi che non è pensabile, in queste condizioni, produrre così tanti emendamenti sui quali fare tante false discussioni fini a se stesse, con chiaro intento di presentare la Giunta e la maggioranza come negatrici delle esigenze dei territori e delle categorie della Sardegna, in particolare di quelle che si trovano in maggiore difficoltà. Ma davvero può essere così? C'è qualcuno, in quest'Aula e fuori di essa, che pensa seriamente che i rappresentanti di un partito come il mio, oppure un amministratore locale delle zone interne come me possa essere insensibile verso i tagli che si è costretti ad operare in questo assestamento? Se così non è, come non è, appare del tutto evidente che, venire qui per ascoltare i colleghi del centrodestra, responsabili, ripeto, del disavanzo, che si strappano le vesti versando fiumi di lacrime per le vittime di questi tagli, è davvero patetico.
Onorevole Pili, onorevoli Pisano, Diana, Ladu, illustri colleghi del centrodestra che siete intervenuti, davvero voi avete più di me e più di noi a cuore le sorti dell'agricoltura, della pastorizia, dei comuni e delle scuole, delle associazioni, dei consorzi, della cultura e della lingua sarda o quant'altro esiste di attività importanti e vitali per la Sardegna? Perché, mi chiedo, fate tutto questo polverone? La risposta è una sola: propaganda!
I tagli a questi importanti settori non li stiamo facendo noi, li avete già fatti voi creando quel disavanzo di cui noi non possiamo fare altro che prendere amaramente atto. Dunque non voi, ma noi vi accusiamo di aver sottratto risorse finanziarie importanti a tutti coloro che avete citato nei vostri emendamenti. Sappiate che categorie, enti, associazioni e istituzioni interessate hanno capito bene il motivo di fondo per cui avranno queste riduzioni di risorse e di chi sono le responsabilità. Sanno anche che, successivamente, ci sarà il dibattito sul DPEF e la finanziaria 2005, la prima di questa nuova maggioranza. Sarebbe stato più serio e anche utile che, stante questo stato di cose, ci fossimo concentrati su alcune questioni concrete e di una certa rilevanza per formulare proposte tese a migliorare e a completare questa piccola manovra finanziaria. Il nostro silenzio, che spesso ci rimproverate, non è in ossequio alla Giunta regionale o al Presidente, ma soltanto al fatto che non si può interloquire quando non si ragiona in modo serio e onesto.
Io mi atterrò scrupolosamente a questo comportamento proponendo solo qualche modifica parziale a questo e ad un altro emendamento, il numero 5, presentati dagli amici e colleghi Scarpa e Atzeri del Partito Sardo d'Azione, in difesa delle espressioni più alte dell'identità nazionale del popolo sardo: lingua, musica, cultura, tradizioni popolari. Pertanto propongo di accogliere questi emendamenti, almeno parzialmente, come adesso ci ha comunicato il Presidente, come proposto dallo stesso Presidente della Commissione. Va da sé che il mio consenso è anche per gli altri emendamenti che sono stati presentati sull'identità dei sardi, lo faccio senza strumentalità, cari colleghi, come mi pare, lo dico con molto garbo e con molta sincerità all'onorevole Pili, anche se siamo stati costretti a non approvarli, ma il loro significato deve trovarci uniti per essere recepiti nel DPEF e nella finanziaria del 2005.
Questo perché è nel programma della nostra coalizione, in quelli di altre forze politiche, oltre che nella coscienza dei sardi, ed è anche nel programma di alcune forze del centrodestra, ma soprattutto perché è notorio che la questione della cultura sarda, e in particolare della lingua autoctona...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisu. Concluda, prego.
PISU (R.C.). ...deve essere inquadrata nell'ambito di un'educazione che non può essere che plurilingue e multiculturale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3 unificato con gli emendamenti numero 27 e 107, nel testo modificato oralmente dal relatore Secci e accolto dai presentatori.
Rispondono sì: il Presidente SPISSU - ADDIS - AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUGINI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - SECCI - SERRA -VARGIU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 58
maggioranza 30
favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
L'emendamento numero 4 è ritirato. C'è ancora il "28" che resta in piedi e che non è stato ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Faccio mio l'emendamento numero 4.
(Non è approvato)
A seguito di tale votazione, l'emendamento numero 28 decade.
Emendamento numero 22. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 22.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, CASSANO, PISANO, DEDONI, LA SPISA, AMADU, ARTIZZU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 22.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - OPPI - PILI - PISANO - RASSU - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - SERRA.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 55
astenuti 3
maggioranza 28
favorevoli 16
contrari 39
(Il Consiglio non approva)
A seguito di tale votazione, l'emendamento numero 105 decade.
Emendamento numero 106.
(Non è approvato)
Emendamento numero 5. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi, per dichiarare che accettiamo la proposta di modifica dell'emendamento formulata dalla Giunta e dal Presidente della Commissione. Naturalmente avremmo preferito e avremmo voluto che l'emendamento fosse finanziato per intero.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PAOLO FADDA
(Segue SCARPA.) Si tratta di un emendamento che tende a ristabilire il livello della spesa per finanziare i progetti a favore della lingua e della cultura sarda nelle scuole.
Naturalmente, per senso pratico, preferiamo che il capitolo venga, seppure parzialmente, reintegrato, apprezziamo questo segnale di disponibilità da parte della Giunta. Tuttavia dobbiamo oggi, qui, dire che sappiamo che il banco di prova, la sede di confronto su questi temi non è certo quella di oggi, sarà la discussione del DPEF e soprattutto la discussione della prossima legge finanziaria, nella quale verificheremo esattamente le intenzioni della Giunta e della maggioranza su questi temi.
Abbiamo visto, forse per la prima volta oggi una votazione unanime su un tema che appartiene a tutti evidentemente, però, Assessore, siamo un po' preoccupati, il DPEF che avete approvato è molto carente sul tema della legge 26, ci auguriamo fortemente che, in Commissione, in Aula, il DPEF venga su questo aspetto integrato, che venga elaborato un piano concreto e di lunga scadenza a favore di tutti gli operatori pubblici e privati che, tramite la legge 26, portano avanti delle politiche culturali fondamentali.
Quindi, come dicevo prima, naturalmente questi 150 mila euro non sono la soluzione del problema, consentiranno di fare un programma un po' più congruo di quello che sarebbe stato con lo stanziamento che era stato proposto, tuttavia, ripeto, ci auguriamo davvero che i nostri dubbi e le nostre perplessità vengano fugate nelle prossime sedi di confronto e di discussione su questo tema sul quale ci batteremo con tutte le nostre forze.
Saremo al fianco della Giunta, pur essendo all'opposizione, per razionalizzare la spesa, per migliorarla, per renderla più efficiente, però questo non significa operare tagli in maniera indiscriminata, significa portare avanti un altro tipo di ragionamento sul quale ci vorremo applicare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Presidente, per facilitare le intese che il collega Scarpa poc'anzi ha richiamato, io vorrei però che ci fossero due votazioni. La prima sull'emendamento numero 5 nel suo testo originario, che faccio mio, e poi l'altra successiva riguardante l'intesa che è stata proposta dal Presidente della Commissione. Quindi faccio mio l'emendamento numero 5.
PRESIDENTE. Non è possibile dato che l'onorevole Scarpa ha parlato per l'emendamento numero 5, il quale non è stato ritirato e lei è favorevole alle proposte di modifica, onorevole Pili. Pertanto non può farlo suo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Io lo faccio mio nella stesura originaria. L'onorevole Scarpa ha proposto un emendamento orale, così come ha fatto il Presidente della Commissione, quindi io riterrei corretto, sul piano procedurale, votare inizialmente l'emendamento numero 5 nella stesura iniziale, e poi votare la seconda ipotesi che è quella dell'intesa che è stata avanzata.
PRESIDENTE. Onorevole Pili, mi dispiace, non può essere accolto, perché o tutti siamo d'accordo e quindi l'emendamento orale che è stato presentato viene condiviso dall'Aula....
Un attimo, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Per un chiarimento su questo emendamento.
PRESIDENTE. I chiarimenti li dà il Presidente, non li dà lei, onorevole Caligaris!
L'emendamento rimane in piedi così com'era se non si accetta la proposta di modifica; quindi, onorevole Pili, se lei non sta accettando la proposta che il Presidente della Commissione ha fatto, allora rimane in piedi il vecchio emendamento. Se invece noi lo poniamo in votazione, lo poniamo in votazione perché tutta l'Aula ha condiviso l'emendamento orale.
Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Allora per facilitarle il compito, annuncio di firmare anch'io l'emendamento numero 31, che però, ovviamente, deve essere posposto, cioè deve essere votato prima il "31", che ha la cifra di 240 mila e poi successivamente il "5", con la riduzione della risorsa finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Pili, le chiederei di accomodarsi qui alla Presidenza. Decido io che cosa mettere in votazione, non lei. Perché devo mettere in votazione prima il "31", se siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 5?
PILI (F.I.). Si mette in votazione prima la cifra più alta.
PRESIDENTE. Ascolti, noi siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 5. Chiusa questa discussione.
PILI (F.I.). Se lei prende il Regolamento…
PRESIDENTE. No, no, guardi, io ho preso il Regolamento, se l'emendamento orale presentato dalla Commissione viene accolto, poniamo in votazione quello.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto, non per chiarimenti comunque. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io volevo soltanto ricordare che stamattina era stata chiesta l'unificazione dell'emendamento numero 5 con il "15", quando si è parlato dell'analogo emendamento a pagina 138. Per cui la quota di riferimento dei 150 mila euro è relativa all'emendamento numero 15.
Intendevo appunto ringraziare il Presidente della Commissione, onorevole Secci, e l'assessore Pigliaru perché in questo modo è stato accolto dalla maggioranza il senso che l'emendamento numero 15 aveva nell'ambito del quadro di riferimento alla lingua. Quindi, accogliendo la proposta del Presidente, intendevo sottolineare la mia adesione; mi sembra anche inequivocabile che, in questo modo, maggioranza ed Esecutivo abbiano dimostrato una significativa attenzione nei confronti della lingua (che, appunto, non appartiene ai Sardisti, ma a tutti i sardi) scopo principale della mia iniziativa. Ovviamente, per quanto anche detto nell'intervento di stamattina, mi riservo un eventuale approfondimento fin dal dibattito sul DPEF, come lo stesso assessore Pigliaru stamattina ha messo in evidenza nel suo intervento.
Approfitto, in modo tale anche da sveltire i lavori, per annunciare il ritiro degli emendamenti numero 16 e 17. Volevo semplicemente precisare questo aspetto. E' una questione di particolare interesse, ma lo è al di fuori di qualunque considerazione che possa essere usata nei momenti più opportuni.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris, la sua proposta era già stata accolta. Quindi, sono unificati gli emendamenti numero 5 e 15.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Grazie Presidente. Anch'io penso che la votazione che c'è stata sull'emendamento numero 3 sia stata altamente positiva. Concordo anche con le preoccupazioni che poc'anzi ha espresso l'onorevole Scarpa sul fatto che nel Dpef, lo dico all'assessore Pigliaru ma anche all'intera Giunta regionale, oltre che a noi della maggioranza e a tutta l'Aula, deve essere fatto uno sforzo maggiore perché, all'interno del Dpef, ci siano i miglioramenti da noi auspicati, che poi troveranno conferma, io mi auguro, all'interno della finanziaria del 2005; questo per onorare gli impegni che noi abbiamo assunto nelle dichiarazioni programmatiche, perché nei programmi di tutti i Gruppi, presenti qui nell'Aula, c'è il forte intendimento di affermare l'identità del nostro popolo ritenendolo come un valore aggiunto assolutamente necessario.
Voglio dirvi che la legge 26 sta funzionando in Sardegna e sta funzionando bene, badate, sta coinvolgendo moltissime persone, non solo gli appassionati di poesia e di letteratura sarda, ma tanti intellettuali, tanti cittadini, tanti giovani che veramente vogliono fare cultura in quest'Isola; basta dare uno sguardo alle consulte territoriali sulla lingua e la cultura dei sardi per avere conferma di ciò che sto dicendo.
Voglio anche concludere, ricordando, ancora una volta, che purtroppo ci sono coloro che pensano ancora che la lingua sarda rappresenti un elemento di chiusura che ci preclude la possibilità di aprirci e confrontarci con il mondo. Io penso, all'opposto, che un popolo come il nostro debba innanzitutto avere coscienza di sé, essere orgoglioso della propria distinta identità portando la storia e i propri valori al cospetto degli altri popoli, arricchendoli e traendo da loro insegnamenti che possano esserci sicuramente preziosi. Concludo sostenendo che abbiamo fatto bene ad affermare tutti questi valori per ritenerli valori aggiunti e questo ci può consentire, sicuramente, di puntare ad uno sviluppo delle nostre potenzialità come Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io volevo soltanto farle notare che l'emendamento numero 31 è identico all'emendamento numero 5, per cui l'unificazione tra il "31" e il "5" è ugualmente automatica. Inoltre volevo rilevare, ma può darsi che mi sbagli, che l'emendamento presentato dal Presidente della Commissione come emendamento verbale, quindi con necessità dell'approvazione dell'intera Aula, è in realtà il testo dell'emendamento della collega Caligaris, quindi, sostanzialmente, è un emendamento ammissibile anche nel caso in cui ci sia un'opposizione in Aula perché è già presentato in forma scritta oltre che in forma verbale.
PRESIDENTE. Avremmo votato l'emendamento dell'onorevole Caligaris, non l'emendamento numero 5, perché avremmo dovuto comunque votarlo, condivido invece per quanto riguarda l'emendamento numero 31.
Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
(Non sono approvati)
A seguito di quest'ultima votazione decade l'emendamento numero 30. L'emendamento numero 91 è stato ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 93. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 80.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, grazie, è solo un breve intervento per dichiarazione di voto, ovviamente favorevole, e per portare ad esempio questo emendamento che, come detto nel corso dell'illustrazione, pur non modificando la sostanza, il monte dell'impegno dell'assestamento di bilancio, ha un suo profondo significato. E' forse uno di quegli emendamenti che è sfuggito all'attenzione di qualche collega, in particolare del collega Pisu, quando dice che loro non sono disposti ad esaminare emendamenti in quanto non ritrovano dall'altra parte "onestà", ha usato questo termine, e un altro termine collegato, che ora non mi viene, ma mi pare "serietà". Se ogni tanto il collega Pisu leggesse anche gli emendamenti che respinge, troverebbe, così in questo come in tanti altri che sono frutto del lavoro dei consiglieri, "onestà" e "serietà"; perché sa, onorevole Pisu, l'onestà non sta mai solo da una parte, così come la serietà non sta mai solo da una parte.
A volte quando un confronto sta andando nel verso giusto, sui binari giusti, si fanno delle affermazioni che potrebbero invece rimettere in discussione tutto. Quando si propongono degli emendamenti come questo che intendono non tagliare le spese ed i contributi per le spese di viaggio e di soggiorno, abbiamo detto viaggi della vergogna, per chi sta peggio di noi, lei non lo può definire né disonesto né poco serio; certo, a volte si usano questi termini, ma qui siamo in una sede istituzionale, lei ne gestisce, o meglio, ne presiede un'altra di pari importanza in un ente locale, sarebbe più opportuno che iniziassimo a pesare i termini perché, comunque lo si condivida o non lo si condivida, il lavoro degli altri è sempre un lavoro speso per un senso di onestà, di principio e di serietà.
(Sono approvati)
(Non è approvato)
Emendamento numero 35, primo firmatario l'onorevole Cassano.
Chiedo scusa all'Aula, siccome c'è un emendamento aggiuntivo, il 149, metto in votazione prima l'emendamento numero 149, primo firmatario l'onorevole Oppi.
Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, nella confusione generale forse qualcosa è sfuggito. Io non mi ricordo che parere ho dato su questo emendamento.
PRESIDENTE. Lo può ridare.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La Commissione, naturalmente anche su intesa con la Giunta, propone l'accoglimento della materia trattata dagli emendamenti numero 35, 84 e 149, per un importo di 450 mila euro complessivi a far carico sull'UPB 03015. Le è chiaro tutto, Presidente?
PRESIDENTE. Se i firmatari dell'emendamento sono favorevoli unifichiamo i tre emendamenti con l'importo di 450 mila euro e con il capitolo 03015.
(Sono approvati)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 16 è stato ritirato.
(Non è approvato)
Il "17" è stato ritirato; il "15" è stato già votato.
Metto in votazione l'emendamento numero 140 della Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 25. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Per chiedere il voto nominale elettronico dell'emendamento numero 25.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, DEDONI, PISANO, AMADU, LOMBARDO, RASSU, LA SPISA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 25.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LOMBARDO - PISANO - RASSU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SECCI - SERRA - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 52
maggioranza 27
favorevoli 14
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 19.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Per dichiarare il voto favorevole mio e del Gruppo dei Riformatori all'emendamento numero 19, ribadendo in maniera molto sintetica che la nostra posizione è quella di fare un appello, ancora una volta, a questo intero Consiglio regionale perché questa è davvero l'ultima occasione, l'ultima grande occasione per restituire finalmente a chi attende ormai da mesi la soluzione di un problema il cui costo sociale è enorme e si riverserà sui comuni della Sardegna, dimensionato da oltre duemila ragazzi che sono stati espulsi dal sistema dell'obbligo formativo, proprio perché non è stato consentito loro l'accesso alla frequenza della prima annualità e seicento ragazzi che addirittura sono stati espulsi sempre dal sistema formativo, che avevano avuto iscrizione alla seconda annualità.
Noi ribadiamo il concetto che trattasi di un diritto primario che non può essere assolutamente negato a questi ragazzi, a questi giovani, alle famiglie che vivono in questo momento un dramma di vastissime proporzioni. Crediamo che, con uno sforzo unanime da parte di questo Consiglio, possa essere accolto almeno parzialmente questo emendamento e davvero consentire di arrivare almeno alla fine dell'esercizio con una certa serenità per poi riformulare il problema e la proposta all'interno della nuova finanziaria regionale. Siamo convinti che il problema potrebbe essere risolto con una misura anche di un terzo della somma che noi abbiamo posto in previsione come variazione di bilancio, e che questo davvero potrebbe finalmente consentire di dare attuazione a quell'ordine del giorno che unanimemente il Consiglio, il 20 ottobre scorso, ha approvato. Noi conserviamo ancora la fiducia e la speranza che lo si possa fare, se è necessario chiediamo anche una brevissima sospensione perché questa nostra proposta possa essere valutata adeguatamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente e colleghi del Consiglio, io confermo la posizione già espressa dal collega Sergio Pisano che ha affermato il voto positivo dei Riformatori su questo emendamento; onestamente ho meno speranze rispetto a quelle che ha lui che ci sia una resipiscenza finale del Consiglio sulla materia e quindi che ci sia la possibilità, anche attraverso un'interruzione breve dei lavori dell'Aula, di arrivare alla definizione di un importo inferiore che possa essere comunque un segnale di attenzione da parte del Consiglio nei confronti del problema.
Quindi, più che incentrare il mio intervento sulla richiesta di interlocuzione avanzata dal collega Pisano, che peraltro se venisse accolta ovviamente ne saremmo assolutamente soddisfatti, io vorrei chiedere alla Giunta - che su questo argomento ha dimostrato perlomeno capacità di ascolto, forse non sempre, magari in questo momento meno, però in linea di massima ha dimostrato capacità di ascolto - se è possibile avere quantomeno dei numeri certi rispetto alle notizie pubblicate sui giornali, che sono apparse in maniera sconcertante, nel senso che non hanno consentito a nessuno dei consiglieri di quest'Aula di farsi un'idea precisa del problema della mortalità che si sarebbe verificata nei corsi dell'obbligo e contemporaneamente nella scuola dell'obbligo, nel senso che la nostra sensazione è che i corsi del primo anno che stanno iniziando escludono una quota ampia degli oltre quattromila studenti che avevano dato la propria disponibilità effettuando la scelta, che è comunque garantita dalla legge Moratti, di entrare nel circuito della formazione professionale.
La nostra sensazione è che la disponibilità offerta dal Sovrintendente scolastico regionale di consentire le iscrizioni nella scuola statale, anche in deroga rispetto alle scadenze, consentendo in questo modo il recupero di una quota più ampia possibile degli studenti che avevano scelto invece la formazione professionale, non sia stato uno strumento efficace e non abbia consentito i risultati e gli obiettivi che l'indicazione stessa data dal dottor Pietrella voleva ottenere.
Quindi, la nostra sensazione, anzi direi la nostra paura, la nostra preoccupazione è che ci sia un numero elevato di studenti o di potenziali studenti, soprattutto nati nel 1990, che in questo momento non sono accolti nell'ambito dei corsi della formazione professionale, in quanto è stata dichiarata inaccoglibile la loro domanda, e contemporaneamente non sono rientrati neanche nel circuito della scuola statale. Si tratterebbe cioè di ragazzi di 14 o 15 anni ai quali in questo momento la Regione Sardegna, come ai figli di un Dio minore, nega ogni possibilità di crescita culturale perché sostanzialmente esclusi dalla scuola dell'obbligo e dalla formazione professionale.
Noi riteniamo che se questo fosse, e se le dimensioni del fenomeno fossero significative, si tratterebbe ovviamente di un problema davvero importante di cui comunque è necessario che la Regione Sardegna si faccia carico in qualche modo. Non abbiamo a questo punto soluzioni certe da prospettare alla Giunta sui metodi e sulle strade da seguire, ma vorremmo che ci fosse non solo una presa d'atto della gravità del problema, se il problema è davvero grave dal punto di vista numerico, come noi abbiamo ragione di intendere, ma anche una presa in carico del problema da parte della Giunta regionale che faccia tutto ciò che è nelle sue possibilità per evitare che si consumi questo danno a carico degli ultimi della società sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Chiedo scusa ai colleghi se, tenuto conto dell'economia dei lavori, forse questo intervento può risultare inopportuno, però la dimensione del problema proposto, insieme all'intervento proposto in questa maniera e in questo provvedimento, richiede un necessario chiarimento, se no qui non si capisce chi è che difende che cosa. Non si capiscono gli interessi veri e non si capiscono chi sono i difensori veri degli interessi che si propongono.
Presidente, è inaccettabile che a proporre un emendamento di aumento di trenta milioni di euro, per quanto riguarda la formazione professionale, sia il Gruppo politico che, sino a cinque mesi fa, aveva la responsabilità di governo dell'Assessorato di riferimento, e che aveva quindi tutto il tempo per predisporre strumenti legislativi, di riforma della formazione professionale, che mancano e che sono stati richiamati, in più di una circostanza, ma invano, in quest'Aula negli ultimi cinque anni; che ha inoltre consentito di realizzarsi un sistema di accreditamento, attraverso atti amministrativi, non so quanto legittimi, in assenza di una normativa regionale che regolasse la materia; che ha gestito il sistema dell'obbligo formativo attraverso un artifizio di ingegneria finanziaria che abbiamo salvato soltanto per evitare la catastrofe, perché se la Giunta regionale avesse proposto nell'assestamento di cancellare un'entrata che si sa che certamente non può avvenire, forse non avrebbe potuto avviare neppure un corso dell'obbligo formativo, perché per quest'anno è stato iscritto a bilancio, come assegnazione dello Stato, un importo di 95 milioni di euro, dopo una comunicazione ufficiale del luglio 2003 che diceva che lo Stato avrebbe trasferito alla Regione, per questa materia e per il 2004 soltanto, 5 milioni e seicento mila euro.
Il problema dell'obbligo formativo, il problema della formazione professionale, il problema dell'assenza di un piano formativo, di risorse stanziate dalla Regione per fare attività formativa per i disoccupati che non siano attribuibili al POR e che mancano da molti anni, sicuramente non sono stati oggetto di attenzione negli ultimi cinque anni. Allora la formazione professionale ha bisogno di attenzione legislativa per riformare un sistema che ormai non è più adeguato. Ha bisogno di riforme di natura di intervento strutturale, non di velleità e di demagogie. Adesso è avviato. Certo non soddisfa neanche qualcuno di noi come è stato avviato il rispetto dell'obbligo formativo. Non soddisfa nessuno di noi, probabilmente, che a qualche ragazzo che poteva frequentare la formazione professionale e che non vuole frequentare la scuola sia venuta meno la possibilità di farlo. Ci sarà un momento in cui si ragionerà, e si sta ragionando, in termini strutturali perché con la finanziaria 2005 si faccia chiarezza su queste cose. Però per fare chiarezza su queste cose non basta demagogicamente proporre oggi un emendamento per inserire delle risorse finanziarie che non si saprebbe a che cosa servirebbero.
Allora, cari amici e cari colleghi, bisogna essere responsabili e seri sempre, quando si sta da una parte e quando si sta dall'altra. Non si può oggi cavalcare un'onda soltanto perché c'è un'attenzione da parte di migliaia di famiglie, bisogna avere la responsabilità di dire che non si sono fatte certe cose e bisogna avere la responsabilità di dire chi non le ha fatte. Bisogna avere la responsabilità di dire che, seppure con sacrificio, seppure con tensioni all'interno della maggioranza, su questa materia si è proceduto ad avviare l'attività formativa dell'obbligo e si sta procedendo ad avviare, in qualche maniera ad accelerare, quel processo di decisione che porti all'utilizzo dei fondi del piano operativo regionale nella materia della formazione che è fermo da un sacco di tempo.
Se si fosse fatto probabilmente il programma di attività relativo al POR, non mi ricordo la misura sulla formazione adesso, ma è facile che sia 3.10 o cosa di questo genere, probabilmente il sistema formativo non sarebbe in queste condizioni. Quindi non potete ribaltare la responsabilità con questo emendamento; la responsabilità rimane a chi ce l'aveva, noi la respingiamo e ci facciamo carico di un problema che è serio, che è difficile, che è complesso ma che speriamo di poter presto orientare per una soluzione che sia definitiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Mi corre l'obbligo, e lo farò nel modo più celere possibile, di intervenire su questa materia, che non è una materia di poco conto; non si tratta di capire se bisogna sostenere o meglio finanziare la formazione professionale, cioè se bisogna lavorare per un sistema integrato nel quale l'istruzione e la formazione vadano verso la medesima direzione, cioè rafforzare la capacità dei nostri giovani per il loro inserimento fruttuoso nel lavoro per far crescere complessivamente questa Regione, la sua economia, la sua società, i suoi valori civili, quelli della sua identità e della sua cultura.
Questa è sempre la stessa vicenda, una vicenda che, nel profondo, mina l'idea stessa che si sia uguali e cioè che si abbia uguale diritto allo studio, a quello nelle strutture della scuola, quello cioè che fa riferimento all'istruzione, e a quello che si riferisce al sistema della formazione, verso il quale alcuni, i più sfortunati, quelli socialmente ed economicamente più deboli debbono invece rivolgersi, sistemi che non hanno la stessa capacità e la stessa potenzialità di quello scolastico; quindi la questione è se dobbiamo dividere i nostri giovani tra quelli di serie A, che hanno le tasche piene, e quelli di serie B, che invece ce le hanno vuote e noi destiniamo ad averle sempre vuote nel futuro.
Su questo tema c'è una questione di principio, la distinzione politica anche delle funzioni, c'è la divisione tra la destra e la sinistra. La sinistra mira ad affermare diritti di uguali, non a fare differenze, non a costruire percorsi che consentano ad alcuni di avere una vita agiata e privilegiata e ad altri di zappare nella difficoltà tutta la propria esistenza. Si fa tanto per dire di quanti laureati mancano nelle strutture regionali, di quanti pochi laureati ci siano nella Regione, di quanto poco istruita sia la nostra popolazione. Come risolviamo questo problema? Lo risolviamo rinunciando aprioristicamente, seguendo riforme, anzi contro riforme, di tipo reazionario che il Governo Berlusconi ha da sempre proposto in questa legislatura parlamentare e sta approvando e infliggendo alla popolazione italiana e a quella sarda e del Mezzogiorno in particolare. Noi su questo terreno non ci staremo mai, su questo facciamo battaglia ideale e ci differenziamo tra tutti e con tutti coloro che su questo terreno non trovano assonanza: la scuola, il diritto allo studio, uguali percorsi, uguali possibilità.
Noi abbiamo l'obiettivo di garantire ai nostri giovani questa opportunità, per cui non si tratta di 30 milioni di euro, lo diceva bene l'onorevole Secci, noi abbiamo fatto bilanci falsi, ci siamo tranquillamente adagiati sulle promesse di un Governo che, per sua natura, dice, promette, non realizza, non fa e carica sulle Regioni, su quelle del Mezzogiorno, su quelle più deboli, sulla Sardegna, il peso delle sue inefficienze.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). E' tornata in campo la politica dopo l'intervento dell'onorevole Secci. L'occasione di questo emendamento, presentato dai colleghi Pisano, Cassano, Dedoni e Vargiu, sia pure con una indicazione di risorse finanziarie certamente non corrispondenti al semplice problema del cosiddetto "obbligo formativo", ha posto un problema che, come tutti sappiamo, è di pienissima attualità.
Ora, che si tratti di questa somma o di un'altra sicuramente inferiore, io credo che sia giusto da parte nostra porre in quest'Aula ancora una volta, riguardo ad un atto di indirizzo che il Consiglio regionale ha dato all'Esecutivo, un problema che certamente può essere appesantito da valutazioni errate, stanziamenti di bilancio non corrispondenti a quanto lo Stato in realtà era intenzionato a trasferire alla Regione Sardegna. Si può poi discutere per ore ed ore sul perché e sul per come sia stato messo nel bilancio quello stanziamento e non un altro.
Credo che tutti ci rendiamo conto di quanto sia importante un percorso formativo integrato tra istruzione e formazione, con tutti i limiti che può avere avuto riguardo agli stanziamenti finanziari, riguardo all'impostazione, riguardo alle procedure amministrative seguite, riguardo al rapporto fra la Regione e il sistema degli enti di formazione professionale; ma è vero o no che abbiamo un numero di ragazzi che hanno iniziato un percorso di istruzione e formazione in linea con le prospettive della riforma, e cioè in linea con il tentativo, credo da tutti condiviso, di portare la formazione professionale verso un livello più alto, che si avvicini a quello dell'istruzione, che tradizionalmente in Italia è ad un buon livello? E che, portati in questo ambito, centinaia di ragazzi che erano in una situazione di emarginazione, di espulsione dal sistema formativo scolastico, sono stati recuperati, hanno chiesto di proseguire questo percorso e oggi si trovano a casa? Questo è il vero problema!
Così come, chi era al Governo qualche mese fa soltanto, si doveva far carico dei lavoratori di Ottana, dei lavoratori del Sulcis, di Porto Torres, dei ragazzi che erano fuori dalle scuole, dell'edilizia scolastica e così via, anche se questi problemi potevano essere stati creati da altri governi, da altre amministrazioni; ma è possibile che questo Governo regionale, almeno seguendo un indirizzo dato dalla sua maggioranza in questo Consiglio, non si può far carico di 500 o 600 ragazzi che sono fuori dalla scuola? E' possibile che questo sia un problema che non viene per niente ascoltato?
E' possibile che ci sia spazio per tutto in quest'Aula, che si possa rimodulare la spesa, come abbiamo visto in queste ore, in questi giorni, per tutto tranne che per questo? Per attuare, non l'idea di qualcuno, ma un atto condiviso dall'intero Consiglio regionale in una discussione ampia e partecipata da tutti. Questo è il nocciolo del problema e, di fronte ad una vostra sensibilità, se ancora in quest'ultimo scorcio di discussione avesse la libertà di manifestarsi, sicuramente tutta la Regione, sicuramente anche questa opposizione, ne prenderebbe atto con grande soddisfazione, con grande rispetto del vostro senso politico, sempre se ci fosse questa disponibilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Come detto, probabilmente dopo l'intervento dell'onorevole Uras si riprende a parlare di politica in quest'Aula; però vorrei sottolineare che bisognerebbe parlare di politica senza demagogia e senza affermazioni classiche che ci riportano indietro nel tempo, come quelle fatte poc'anzi dal collega Uras.
A me infastidisce molto che qui ci sia una parte politica che ritenga di essere l'unica paladina dei deboli, della giustizia, dell'equità, anche perché nei fatti dimostra che così non è. Ci riempiamo la bocca nel sollevare i problemi, ma non apriamo la bocca per indicare le vie da percorrere per risolverli. Questa è una classica strategia che abbiamo vissuto, qualcuno, dai primi degli anni '70 fino agli anni '80, quando pensavamo soltanto a dire quello che non andava; anche oggi si sono risentite echeggiare in questa Aula parole come "giustizia, equità, noi siamo perché tutti abbiano tutto" e quant'altro, però non si dice come.
Vede, onorevole Uras, noi stiamo facendo un assestamento di bilancio per risanare il disavanzo della sanità. Io avrei acceduto ad una proposta che ha pari dignità, che è quella di risanare l'istruzione e la cultura, che ha pari dignità della sanità; nel senso che un popolo come il nostro, che popolo vuole essere, ha necessità di recuperare in cultura e in istruzione, e avrebbe meritato il bilancio regionale, fatto da chiunque avesse preceduto i nostri giorni, un taglio per promuovere la cultura e l'istruzione al pari della sanità, per vivere in maniera decente sotto il punto di vista fisico, ma avere anche capacità intellettuali che ci portino e che ci permettano di stare al passo coi tempi.
Forse in questo non è stata deficitaria la Giunta precedente, ma è stata deficitaria la politica, quando avete governato, quando abbiamo governato. E' possibile che abbiamo trovato fondi, come già detto, e anticipati, per dare risposte alla sanità tagliando nel sociale e voi, che siete i paladini dell'equità, i paladini della giustizia, quando abbiamo votato i tagli nel sociale, e non voglio fare demagogia, avete sollevato la mano. Dov'è la coerenza in tutto questo? Non la riscontro.
Voglio ricordare tra l'altro che questo Consiglio, con un ordine del giorno, impegnava la Giunta, se non sbaglio, entro il 10 di ottobre, a far partire i corsi, impegno non rispettato, e noi, proponendo un intervento nella formazione, avevamo l'impegno di assicurare la copertura finanziaria.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CAPELLI.) Possiamo discutere insieme dove recuperare le risorse, se stabiliamo quali sono le priorità per noi, l'uomo che è al centro della vita sociale e del sociale è una priorità e non ci nascondiamo e cerchiamo i fondi, perché oggi ci vogliono anche i denari per portare avanti le idee e gli obiettivi, come sempre; cerchiamo i fondi per aver risposte alle nostre idee, dare gambe alle nostre idee, e su questo forse sarebbe stato opportuno confrontarci, e forse non saremmo qui ad essere chi paladino dei deboli, chi paladino dei più deboli e chi paladino dei più deboli dei deboli. Avremmo fatto un atto di giustizia, di correttezza, di equità, che ognuno di noi vorrebbe contribuire a portare avanti in quest'Aula, che sia di destra o di sinistra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, alla proposta presentata, posta in termini garbati, da parte del consigliere Pisano e supportata poi dal ragionamento dell'onorevole Vargiu, mi sembrava annuisse, nei termini in cui fu posta, anche l'Assessore della programmazione, ritenendo la cosa meritoria di attenzione. Credo che a nessuno sfugga che, comunque sia, centinaia di ragazzi, caro onorevole Uras, non sono a scuola, non sono nella formazione, sono nella strada e non hanno nessuna opportunità di frequentare qualcosa che consenta loro di inserirsi nel mondo in termini civili e sostanzialmente sono in una condizione di attesa, di aspettativa, per un futuro che non è certamente quello più nobile nel momento in cui si resta nella strada.
Ho colto pertanto con vero disappunto quanto ha detto l'onorevole Secci, Presidente della Commissione, che in altre circostanze si è permesso di redarguire l'onorevole Pili che pare faccia quella demagogia, quando parla e urla, secondo l'onorevole Secci, di cui oggi ci ha dato prova o controprova lui stesso, tentando in tutti i modi di porre momenti demagogici nella discussione. Siccome alla demagogia non si risponde con demagogia, ma con razionalità, noi vorremmo ricordare all'onorevole Secci che, forse, sì, c'è stata carenza da parte della Giunta passata, se questo è ed esiste, ma per quel che riguarda l'accreditamento, se non sbaglio, l'onorevole Secci, sino ad avant'ieri era Presidente dell'ENAIP, uno dei più grossi enti di formazione in Sardegna e in Italia, ha avuto certamente dei contatti diretti, per cui tutte le azioni poste in essere da quell'Assessorato non hanno visto dissenziente neanche quell'ente in quanto si realizzava il sistema della formazione, dell'obbligo formativo e delle altre cose.
SECCI (La Margherita-D.L.). Ricordati bene le cose.
DEDONI (Riformatori Sardi). Stavo ricercando, probabilmente mi sono sfuggite, le proposte di legge presentate in quest'ambito, in quest'Aula, riguardanti l'organizzazione di una sistema della formazione che fa acqua da tutte le parti, a detta di tutti, ma gestita da tutte le parti politiche, centrodestra e centrosinistra, mi pare, nella stessa identica situazione. Mi preme ricordare che, al di là delle diatribe, delle contrapposizioni verbali, restano i fatti concreti, gli atti che dovrebbero dare incisività all'azione politica, e non il riempirsi la bocca con il voler salvaguardare i più deboli, gli ultimi, coloro i quali hanno bisogno e necessità, che debbono essere soccorsi e a cui devono essere date le vere opportunità, caro onorevole Uras! Non è riempirci la bocca nel dire che difendiamo i più deboli e poi non consentire che essi abbiano veramente l'opportunità pari agli altri.
Le debbo anche dire che, mi pare che lo abbia ricordato l'onorevole Onida qualche giorno fa, c'è stata un'azione fatta da un Governo di centrodestra, in un confronto corretto con un Governo di centrosinistra, allora era Ministro Berlinguer, comunque sia, il quale ha messo mano alle tasche, con una disponibilità di 400 miliardi per la scuola, che è competenza dello Stato. Non capisco perché si ha paura di fare un confronto serio con lo Stato italiano come Regione, supportato da tutto il Consiglio, maggioranza e opposizione, nell'indicare cose giuste a questo Parlamento e al Governo nazionale. Non ho capito inoltre perché non si debbano creare i presupposti anticipando dei fondi da rivendicare poi al Governo nazionale.
PRESIDENTE. Prego, concluda.
DEDONI (Riformatori Sardi). E richiedere quei fondi, non come spesso, in maniera demagogica, altrettanto si dice, rivolgendoci al Ministero della Pubblica Istruzione, perché quella è una parte legata al Ministero del welfare, e lì nessuno ha mai battuto, né questo Governo regionale, mi pare, abbia iniziato una attività di confronto con quel dicastero nazionale. E' ora che ci si confronti veramente e ci si trovi a ricercare i fondi della formazione in quel Ministero dove sono imputati chiaramente, non facendo demagogia e ricordando i cinque miliardi di disponibilità che invece venivano esclusivamente dati dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Credo che, con più serenità, con più attenzione al problema, avremmo certamente occasione, anche in quest'Aula, durante il dibattito, di approfondire i temi e vedere quali potranno essere le soluzioni dei problemi reali che vengono posti da parte di tutti; certamente non saranno quelle con cui si rivolgono delle accuse gratuite.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io non riesco a capire perché, dopo tanto torpore, improvvisamente c'è della gente che si sveglia. Non mi voglio ripetere, però, siccome si sono fatti discorsi politici, siccome anche l'onorevole Pisu ha criticato gli emendamenti dicendo che evidentemente avevano una valenza soltanto distruttiva, noi, chi è stato nei precedenti cinque anni, in quest'Aula, dobbiamo dire che la politica distruttiva e gli emendamenti (che certamente non hanno prodotto niente) sono venuti dalla sua parte politica, sistematicamente, per perdere non giornate intere, ma mesi interi. Quindi non possiamo accettare lezioni da chicchessia. Si paralizzava lo stesso Consiglio su argomenti e con richiesta di risorse finanziarie ingenti, al di fuori di ogni consistenza possibile.
Allora, la cosa che qui meraviglia è che bisognerà aprire una porta molto ampia sulla formazione. Voglio ricordare a me stesso, visto che qui si è parlato di formazione, che la formazione in Sardegna ha creato di fatto imperi, e se la memoria non m'inganna, coloro i quali hanno svolto le funzioni di Assessore in modo specifico, hanno sempre attivato, strano a dirsi, strutture collaterali che servivano in termini di clientela. Ahimè, con una serie di valutazioni e di mio ricordo, la maggior parte degli Assessori che si sono succeduti sono di centrosinistra. E' difficile poter dire poi che cosa vuol dire centrosinistra, perché allora il centrosinistra era costituito da social democratici, che forse sono stati magna pars negli ultimi venti anni, da socialisti, dalla stessa Democrazia Cristiana, per non citare poi le Giunte di sinistra che, negli ultimi vent'anni, hanno governato per dieci anni. Penso di dover dire che hanno utilizzato tutti i fondi disponibili, ci sono stati corsi normali e corsi fantasma e si sono creati imperi. Si è pensato più ai formatori e meno gli allievi, questo nessuno mi può dire che sia il contrario. Praticamente noi vogliamo fare politica. Allora apprezzate almeno che molti di noi non solo non hanno intasato, ma hanno fatto alcuni emendamenti mirati che tendevano a ripristinare un minimo di giustizia, prima cosa.
Seconda cosa: non facciamo problemi, perché quando io ero Assessore della sanità, e capitava di essere assenti, non si facevano interpellanze, si bloccava l'Aula. Quindi queste belle donne che noi abbiamo adesso, alcune non le ho mai viste, non so neanche nomi e cognomi, sarebbe meglio che fossero presenti quando si trattano argomenti specifici; parlo dell'agricoltura, parlo del lavoro eccetera, di fatto è una prassi consolidata, anche perché il loro eventuale supporto, ci può illuminare in un modo o nell'altro, sia in termini positivi che in termini negativi.
Allora io prego tutti quanti di ritornare nell'ambito del seminato. Sì, abbiamo trenta emendamenti sull'agricoltura, sono state avanzate delle critiche, ma c'è chi, in tutta la sua vita, capisce molto di agricoltura e chi non ne capisce niente, e magari non è neanche in grado di superare un modesto esame per diventare dirigente, tanto per essere chiari. Allora è opportuno che, in talune circostanze, ci si cominci a comportare secondo la prassi consolidata.
Noi vogliamo capire se stasera dobbiamo completare questo lavoro, in questo caso sarebbe opportuno che parli chi di mutismo ha vissuto in tutti questi giorni; non è mai successo nella storia di questo istituto autonomistico che l'opposizione non intervenga, così quando voi eravate opposizione e noi eravamo maggioranza e quando di fatto voi eravate maggioranza, noi siamo sempre intervenuti.
CUGINI (D.S.). Non si capisce se quando eravamo maggioranza o opposizione.
OPPI (U.D.C.). Ho detto che, sia quando eravamo opposizione, sia quando eravamo maggioranza, siamo sempre intervenuti, perché c'è la libertà di scelta del singolo consigliere anche di presentare un emendamento. Così non è avvenuto in questa discussione sull'assestamento di bilancio, ne abbiamo preso atto, non vi abbiamo rivolto critiche, però non accettiamo neanche critiche e ripetizioni su argomenti e su cose che a noi non intaccano, ma che, dette così, sparando nel mucchio, possono offendere la dignità di ognuno di noi.
Quindi io vi inviterei, così come siamo stati rapidi con gli emendamenti, a continuare il nostro lavoro per consentire domani…
PRESIDENTE. Prego, continui, onorevole Oppi, il microfono era spento.
OPPI (U.D.C.). Sto soltanto invitando, nei limiti del consentito, di essere dinamici, laddove non serve soffermarci, su argomenti che molte volte sono similari e praticamente non producono effetti. Sappiamo quelli che sono accolti, su alcuni di questi faremo interventi, ovviamente sperando che la Giunta sia disponibile o trovi delle soluzioni di un certo tipo, mentre per altri invece saremo talmente corretti da cercare di volare per ripristinare quel minimo di accordo che ci impegnava, entro la giornata, a chiudere il problema dell'assestamento di bilancio perché poi i tempi tecnici sono tali che bisogna correre.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo brevemente per dire che voterò a favore di questo emendamento, anche perché sottoscritto da me e dai colleghi Riformatori, per ricordare all'Aula che, non meno di 15 giorni fa, mi pare, abbiamo ricevuto, anzi i Capigruppo hanno ricevuto, io ero un intruso, visto che a volte si parla di materie intruse, ero un intruso come consigliere regionale ma ho partecipato alla riunione, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti di categoria sulla formazione professionale. Bene, in quella occasione tutti i Capigruppo consiliari, non solo quelli della destra, ma soprattutto quelli della sinistra, si sono impegnati, per voce del presente allora Capogruppo Silvio Marrocu, per dire che immediatamente… come si chiama di nome? Adesso mi sfugge il nome.
(Interruzioni)
Siro, chiedo scusa, non ti ho offeso. In quell'occasione fu lui a rivendicare la paternità dichiarando che immediatamente avrebbe attivato tutti i canali per arrivare a convincere, così diceva, non solo la Giunta ma persino il Presidente della Giunta, perché immediatamente si avviassero tutte le procedure. Mentre noi qui continuiamo a bisticciare per i 30, per i 10 e per i 5, questi ragazzi, lo avete sulla coscienza, continuano a rimanere in mezzo alla strada, cari colleghi consiglieri regionali.
(Interruzione)
Non sono io, io non ho interessi. Come non sono quello che gioca con la Roma, sono un altro. Sono sempre Cassano però.
Voglio dire anche che, cari colleghi consiglieri regionali, noi ce ne stiamo ben comodi qua dentro, come qualcuno afferma e sottolinea, "pagati profumatamente", mentre questi ragazzi continuano a rimanere in mezzo alla strada e a rivolgersi ai servizi sociali dei comuni, cari colleghi sindaci presenti qui in Aula, per chiedere assistenza. Quanto costa questo intervento dei Comuni? Avete valutato l'esposizione che hanno gli enti locali in questo momento? Proprio per responsabilità di questa maggioranza del Consiglio regionale, soprattutto del Presidente della Giunta che è insensibile a queste nostre rivendicazioni, anzi a quelle loro rivendicazioni. Allora, che senso aveva illudere, riempirsi la bocca, caro Siro Marrocu e company, dicendo ai rappresentanti sindacali di andarsene tranquilli perchè tutto sarebbe stato risolto immediatamente mentre invece non avete fatto un bel niente nei confronti della formazione professionale, nei confronti di questi ragazzi che sono oggi indifesi?
Allora noi proponiamo lo stanziamento di questa somma, presidente Secci, mi ascolti attentamente anche lei, non chiediamo il massimo, ma un segnale che dimostri eventualmente una sensibilità diversa da quella che avete dimostrato sino ad oggi per fare in modo che finalmente questi ragazzi possano frequentare così come hanno fatto in questi ultimi anni. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 19, lo metto in votazione.
(Interruzione del consigliere Cassano)
Chiedo scusa, se è stato chiesto; chiedo scusa, non ho registrato la richiesta. Chiedo ancora scusa. E' stata chiesta la votazione nominale dell'emendamento numero 19. Prego i colleghi di predisporsi per la votazione elettronica. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, DEDONI, PISANO, LA SPISA, OPPI, CAPELLI, CAPPAI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 19.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 60
astenuti 1
maggioranza 31
favorevoli 23
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
L'emendamento numero 8 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 18. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 18 ed è l'ultima occasione, sicuramente in questo assestamento di bilancio, che ho di parlare dell'importanza del ruolo che, a mio avviso, devono avere le scuole materne per l'infanzia e quindi dell'attenzione che deve esserci da parte della Giunta regionale su questo argomento. Devo dire che, siccome non mi sembra che sull'emendamento ci sia stato una sostanziale accoglienza delle ragioni, al di là del mancato accoglimento della ragione, c'è stata comunque un'interlocuzione con la Giunta, nel senso che l'assessore Pigliaru e il Presidente della Commissione mi hanno comunque fornito delle risposte che hanno dimostrato almeno l'interesse, se non i soldi, che hanno potuto porre al problema.
Io vorrei dare un'ulteriore chiave di lettura all'Assessore, che magari può essere utile in fase di predisposizione della prossima legge finanziaria, cioè vero è che gli stanziamenti del 2004 sono superiori rispetto agli stanziamenti del 2003, vero è che sono del 10 per cento superiori già con la somma che noi abbiamo stanziato in questo momento, però, non è completamente corrispondente alla realtà delle cose il fatto che, negli anni, non ci sia stata una progressiva contrazione delle risorse messe a disposizione della scuola materna per l'infanzia. Assessore, non è che non sia vero in termini assoluti, ma la legge disponeva che ci potesse essere un contributo per le spese di gestione e per le spese in conto capitale che non potesse superare il 75 per cento. Da questa cifra, che inizialmente si aveva come punto di riferimento, ci si è via via discostati negli anni, in diminuzione, fino al 60 per cento, più o meno, di adesso. Quindi, in termini assoluti, il ragionamento che lei fa è ovviamente vero, però in termini percentuali, essendo aumentato il numero delle scuole ed essendo sostanzialmente diminuita la capacità di acquisto relativa al singolo euro o alla singola lira, è anche vero che c'è stata una contrazione importante delle risorse a disposizione della scuola materna, a questo si cercava di porre rimedio attraverso l'emendamento che sopprimeva la soppressione.
Ciò premesso, io vorrei chiudere l'intervento con una riflessione che rivolgo al collega Uras, perché egli fa spesso lezioni di economia all'Aula ed è giusto che ogni tanto le lezioni vengano raccolte. Forse ho due minuti di tempo e quindi anche la considerazione sarà breve. Il collega Uras dice: "Noi siamo per la difesa dell'uguaglianza". Collega Uras, non è che noi non "siamo" per niente, nel senso che noi siamo qui di passaggio; anche noi "siamo" per qualcosa. Quindi il voler dividere sempre, con una linea netta, i buoni e i cattivi, il nero e il bianco e poi volersi collocare dalla parte giusta sempre, può avere degli errori di posizionamento e anche concettuali. Io sono per il grigio, nel senso che considero esistenti tante sfumature tra il nero e il bianco, e normalmente non riesco mai a collocarmi in maniera netta da una delle due parti, perché ascolto e quindi di fatto ho dei dubbi, perché chi ascolta è difficile che non abbia dei dubbi.
Però anche vorrei dire per che cosa noi "siamo": "siamo" per le chances, "siamo" per le pari opportunità, quindi "siamo" per la possibilità che tutti abbiano gambe buone per correre. E poi, collega Uras, "siamo" perché ciascuno corra, perché siamo convinti che la miglior solidarietà possibile non è quella fatta comprimendo verso l'uguaglianza, ma è quella di lasciare che chi ha gambe buone corra e aiuti a correre chi ha gambe meno buone. Quindi siamo per i valori della solidarietà, ma anche per i valori della competizione, siamo per i valori delle libertà, libertà sostanziale e libertà formale, perché consideriamo che entrambe le libertà siano valide. Così probabilmente qualche volta potrà capitare, forse non in questa legislatura, ma qualche volta è già capitato, che chi ha valutato la cultura liberale ha spesso utilizzato termini tipo "Far West" o "neoliberismo sfrenato", allora se da questa parte ci fosse una cultura di questo tipo, noi dovremmo dirvi che voi siete per la dittatura del proletariato, nel senso che, se voi siete col liberalismo del 1800, noi dovremmo essere anche col marxismo del 1840.
Abbiamo preso atto che voi, a forza di stare con i liberali, qualcosa di liberale l'avete imparata e dobbiamo dire che noi, a forza di stare con i socialisti, qualcosa dei socialisti l'abbiamo imparata; questi sono elementi positivi che discendono dal dialogo e quindi dalla consapevolezza che il nero e il bianco difficilmente esistono ma che esistono le sfumature intermedie e che, nell'ascolto, ognuno consolida le proprie e prende qualcosa da quelle dell'altro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 18. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 18.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri PISANO, DEDONI, CASSANO, SANCIU, LA SPISA, MILIA, AMADU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 59
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 22
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 144. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Nel dichiarare il voto favorevole a questo emendamento, vorrei richiamarne la finalità, l'emendamento è volto a consentire una migliore e maggiore dotazione finanziaria per le risorse da indirizzare a sostegno delle manifestazioni e iniziative di promozione nel settore dello sport, segnalando che il problema ha una duplice valenza: una, quella di sostenere le attività sportive delle società più rappresentative della Sardegna, e l'altra quella di utilizzare queste società come veicoli promozionali per tutto il sistema territoriale ed economico della Sardegna.
Non mi attardo perché credo che sia inutile aggiungere altre parole, se non per chiedere ancora una disponibilità ad essere oggettivamente attenti a problematiche che non hanno colore politico e che possono veramente coinvolgere tutti.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 89. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Appreso il parere contrario del relatore, Presidente della Commissione, e della Giunta, dopo aver ripetutamente esposto le ragioni di questo emendamento, le richiamo velocemente. Si tratta di dare copertura finanziaria al capitolo che consente il pagamento dell'indennità derivata dall'abbattimento degli animali affetti da malattie infettive e parassitarie. Per maggior chiarimento, era intenzione coprire questo capitolo di bilancio per quanto riguarda le indennità derivanti dagli abbattimenti dovuti in seguito alla peste suina africana.
Ho già richiamato l'ordinanza presidenziale in merito all'autorizzazione di una struttura da macellazione in zona infetta per l'abbattimento dei capi suini, ho anche richiamato la grande attenzione, posta dal Presidente della Commissione sanità, a questa ordinanza a mio avviso ai limiti della legittimità, dimenticando tutti quegli operatori e allevatori delle zone infette e non infette, invece, che non possono né movimentare né macellare i capi, producendo un grave danno economico.
Questo capitolo di bilancio non è sufficientemente coperto per garantire il pagamento delle indennità agli allevatori che hanno subito circa 24 mila abbattimenti. Credo che sarebbe bastato un impegno della Giunta per dire che saranno quantomeno soddisfatti nell'esame della prossima finanziaria. Ma non un impegno puramente verbale, nel senso che c'è da rispondere a un obbligo di legge. Non c'è stata neanche un'attenzione tesa a dichiarare che, pur non essendo possibile oggi, cosa anche comprensibile, si prende l'impegno a rimpinguare prossimamente questo capitolo di bilancio per rispondere a un obbligo di legge e rispondere quindi agli allevatori che hanno subito l'abbattimento dei capi. Sarebbe bastato anche soltanto un cenno di attenzione nei loro confronti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Due minuti per collegarmi all'appello del collega Capelli. Ci rendiamo perfettamente conto che, in questa fase, come ho potuto dire anche in un mio precedente intervento, difficilmente possono essere rispettati determinati impegni, in quanto i tagli imposti dall'assestamento di bilancio lasciano senza copertura alcuni capitoli e alcune unità previsionali di base.
Comunque sia, è indispensabile e necessario che, al più presto, si intervenga proprio in quei settori e in quelle zone, in questo caso in tutta la Regione sarda, ma principalmente in quelle zone della nostra Isola dove è attualmente in atto la peste suina, che sta mietendo migliaia e migliaia di capi e sta ulteriormente aggravando la situazione economica dei nostri allevatori. E' necessario, se oggi non è possibile intervenire, che ci sia l'impegno della Giunta affinché nella prossima finanziaria vengano stabilite e stanziate le somme per questi allevatori che, dopo aver perso già tanto con la blu tongue e con altre epizoozie che hanno caratterizzato i loro allevamenti ovini, oggi vedono distrutti anche i loro allevamenti suini.
Quindi è indispensabile e necessario che, per questo motivo, venga assolutamente in finanziaria tenuto conto di questa situazione che peggiora ulteriormente la già grave condizione della nostra agricoltura; quindi la Giunta sia sensibile e predisponga in finanziaria una voce di bilancio che possa coprire le spese relative a questi danni ulteriori che il settore agropastorale sta subendo. Grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 89. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 89.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri OPPI, CAPPAI, RANDAZZO, MURGIONI, LA SPISA, PISANO, CASSANO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 89.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 58
Astenuti 1
Maggioranza 30
Favorevoli 21
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 69. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Non voglio tediare nessuno, ma voglio ripetere una richiesta che ho già avanzato riguardante l'attività innovativa nel campo dell'educazione sanitaria, dei progetti obiettivo e della ricerca finalizzata. Si tratta di progetti annuali, biennali, triennali e quadriennali, che vedrebbero di fatto vanificata la ricerca stessa perché sarebbe la prima volta nella storia che, in questa annualità, non sarebbero finanziati.
Ho detto stamattina che, in effetti, ci siamo trovati nelle condizioni di non avere una posta di bilancio, in quanto si riteneva di poterlo fare in fase di assestamento di bilancio. Non c'è stata questa volontà, capisco che ci siano obiettive difficoltà da un punto di vista finanziario, però ritengo che sia un fatto grave, perché sarebbe la prima volta; ci sono centinaia di domande che giacciono in Assessorato, gli operatori aspettano per completare la ricerca e la mancata approvazione di questo emendamento porterebbe certamente a un danno per quello che è stato e quello che sarebbe dovuto essere.
Quindi valuti la Giunta se esiste questa possibilità, se no, verifichi se ci sono altre possibilità, nei tempi più rapidi, dato che l'annualità è legata sempre al fatto che le domande si fanno entro il mese di giugno, quindi perderemmo un anno e questo sarebbe grave.
Chiedo la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 69.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, CAPELLI, Franco Ignazio CUCCU, MURGIONI, MORO, RASSU, SANCIU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 69.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - PACIFICO.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 60
Astenuti 2
Maggioranza 31
Favorevoli 24
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 4
Copertura finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge determinati in euro 173.419.000 per l'anno 2004 si fa fronte:
- quanto ad euro 72.056.000 con le variazioni di bilancio in diminuzione di cui al comma 2 del precedente articolo 3;
- quanto ad euro 101.363.000 con le variazioni di bilancio di cui al comma 2.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2004 sono introdotte le seguenti variazioni:
ENTRATA
In aumento
UPB E03.031
Recuperi da istituti ed enti creditizi (Cap. 36103)
2004 euro 18.000.000
UPB E12.022 (N.I.) Dir. 01 Serv. 02 (04.33)
Rimborsi dallo Stato per il Servizio Sanitario
2004 euro 2.500.000
Tot. entrata
2004 euro 20.500.000
SPESA
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente (Cap. 03030)
2004 euro 4.485.000
UPB S03.007
Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale (Cap. 03035)
2004 euro 26.002.000
UPB S03.015
Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare (Cap. 03066)
2004 euro 31.700.000
UPB S03.028
Informatizzazione e alfabetizzazione informatica (Cap. 03113)
2004 euro 700.000
Totale 03
2004 euro 62.887.000
04 - ENTI LOCALI
UPB S04.091
Spese per la pianificazione urbanistica e per la gestione del sistema informatico e cartografico (Cap. 04199)
2004 euro 500.000
Totale 04
2004 euro 500.000
05 - DIFESA DELL'AMBIENTE
UPB S05.046
Spese varie in materia di pesca e di acquacoltura (Cap. 05146)
2004 euro 600.000
Totale 05
2004 euro 600.000
06 - AGRICOLTURA
UPB S06.040
Interventi per il miglioramento delle produzioni vegetali - Investimenti (Cap. 06155)
2004 euro 500.000
UPB S06.053
Consorzi di bonifica - Spese correnti
(Cap. 06260)
2004 euro 2.000.000
UPB S06.062
Investimenti per favorire la valorizzazione dei prodotti agricoli (Capp. 06324 - 06325)
2004 euro 480.000
Totale 06
2004 euro 2.980.000
08 - LAVORI PUBBLICI
UPB S08.017
Contributi per garanzie fidejussorie e ammortamento di mutui (Cap. 08045)
2004 euro 22.000
UPB S08.046
Edilizia abitativa. Investimenti (Cap. 08185)
2004 euro 211.000
UPB S08.073
Finanziamenti agli Enti locali per la realizzazione di opere di loro interesse (Cap. 08322)
2004 euro 400.000
Totale 08
2004 euro 633.000
09 - INDUSTRIA
UPB S09.009
Attività di ricerca e promozione industriale (Cap. 09010)
2004 euro 250.000
UPB S09.029
Promozione e sviluppo energetico (Cap. 09095)
2004 euro 52.000
Totale 09
2004 euro 302.000
10 - LAVORO
UPB S10.024
Politiche attive del lavoro - Parte corrente
(Capp. 10055 e 10056)
2004 euro 100.000
UPB S10.027
Borse di studio per progetti formativi
(Cap. 10083)
2004 euro 500.000
UPB S10.028
Interventi a favore dei lavoratori socialmente utili (Cap. 10109)
2004 euro 1.000.000
UPB S10.049
Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo (Cap. 10186)
2004 euro 4.000.000
UPB S10.088
Spese per l'attuazione delle attività di decentramento e orientamento in materia di politiche del lavoro
(Cap. 10286)
2004 euro 130.000
Totale 10
2004 euro 5.730.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.020
Inteventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda
(Capp. 11315 - 11332)
2004 euro 15.000
UPB S11.041
Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo
(Capp. 11310, 11311, 11323, 11327 e 11330)
2004 euro 43.000
UPB S11.048
Interventi a favore delle biblioteche e per la promozione della lettura (Cap. 11241 e 11247)
2004 euro 700.000
UPB S11.057
Interventi per il diritto allo studio - Spese correnti (Cap. 11061)
2004 euro 50.000
UPB S11.058
Interventi a favore della scuola dell'infanzia - Spese correnti (Capp. 11069 e 11070)
2004 euro 2.700.000
UPB S11.062
POR 2000-2006 - Asse 3 - Prevenzione, dispersione scolastica e infrastrutture scolastiche
(Cap. 11097)
2004 euro 65.000
UPB S11.070
Formazione universitaria (Capp. 11117, 11119, 11120, 11122, 11123, 11124, 11127, 11129, 11140, 11144 e 11150)
2004 euro 2.103.000
UPB S11.075
Formazione integrata (Capp. 11175 e 11176)
2004 euro 100.000
Totale 11
2004 euro 5.776.000
12 - SANITA'
UPB S12.025
Lotta contro le patologie croniche e sociali
(Cap. 12087)
2004 euro 15.000
UPB S12.036
Controlli sulle Aziende Sanitarie (Cap. 12044)
2004 euro 57.000
UPB S12.040
Assistenza sanitaria
2004 euro 500.000
UPB S12.042
Attività trapianti e approvvigionamento di sangue ed emoderivati (Capp. 12086 e12162)
2004 euro 18.000
UPB S12.056
Tossicodipendenze e AIDS. Spese correnti
(Cap. 12211)
2004 euro 75.000
UPB S12.073
Igiene e sicurezza degli ambienti di vita e di lavoro (Cap. 12296)
2004 euro 400.000
UPB S12.076
Istituto zooprofilattico. Parte corrente
(Cap. 12314)
2004 euro 40.000
UPB S12.077
Istituto zooprofilattico. Investimenti
(Cap. 12319)
2004 euro 50.000
Totale 12
2004 euro 1.155.000
13 - TRASPORTI
UPB S13.011
Gestione del servizio di trasporto pubblico di linea (Cap. 13020)
2004 euro 300.000
Totale 13
2004 euro 300.000
TOTALE IN DIMINUZIONE
euro 80.863.000
In aumento06 - AGRICOLTURA
UPB S06.053
Consorzi di bonifica - Spese correnti
(Cap. 06261)
2004 euro 500.000
08 - LAVORI PUBBLICI
UPB S08.062
Interventi per la difesa del suolo. Investimenti
(Cap. N.I.)
2004 euro 500.000
UPB S08071
Investimenti nel comparto portuale, compreso quello turistico (Cap. 08298)
2004 euro 400.000
10 - LAVORO
UPB S10.028
Interventi a favore dei lavoratori socialmente utili (Cap. 10108)
2004 euro 1.000.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.030
Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali (Cap. 11212)
2004 euro 715.000
12 - SANITÀ
UPB S12.028
Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente (Cap. 12111)
2004 euro 148.969.000
UPB S12.066
Servizi socio-assistenziali (Cap. 12262 e N.I.))
2004 euro 550.000
TOTALE IN AUMENTO
euro 152.634.000)
A questo articolo è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - OPPI.
Art. 4
Nell'art. 4, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:
UPB S09.009 euro 250.000
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S09.009 euro 250.000
In diminuzione
UPB S03.007 euro 250.000 (131).)
L'emendamento è inammissibile perché l'articolo 4…
(Interruzione)DIANA (A.N.). E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato? Va bene. L'emendamento numero 131, soppressivo parziale, è ritirato.
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 5
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.)
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Su che cosa?
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Vorrei intervenire per una precisazione, Presidente, prima di passare alla votazione delle Tabelle e a quella finale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Ieri sera, nella fase concitata della fine dei lavori, si è votato un emendamento, il "98", che riguardava la concessione di un contributo a favore dell'Associazione Sant'Antine di Sedilo, per l'organizzazione della sagra, della festa dell'Ardia per il 2003. L'emendamento era articolato un po' male sul piano descrittivo, nel senso che, nella parte iniziale, si parlava di 50 mila euro, e invece nella parte della copertura finanziaria si faceva riferimento a 25 mila. Quando ho espresso il mio parere, ho fatto notare questa differenza, quindi per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda l'emendamento riguardava l'importo di 50 mila euro. Nella fase di votazione non si è capito bene, per cui intenderei precisare che abbiamo votato l'emendamento per un importo a favore dell'Associazione stessa di 50 mila euro.
PRESIDENTE. Va bene. Abbiamo votato così come in norma sostanziale.
(E' approvata)
(E' approvata)
Passiamo ora alla votazione della legge nel suo complesso. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 31/A.
Poiché i loro voti risultano nulli, prendo atto che il consigliere Pacifico ha inteso votare a favore e la consigliera Lombardo contro; inoltre, non essendo riusciti a votare, prendo atto che il consigliere Addis ha inteso votare a favore e il consigliere Liori contro. Chiedo scusa, colleghi, non abbandonate l'Aula perché abbiamo ancora qualche adempimento.
Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CASSANO - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ATZERI - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - OPPI - RANDAZZO - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 57
astenuti 9
maggioranza 29
favorevoli 38
contrari 19
(Il Consiglio approva).
Delibera di variazione del bilancio interno del Consiglio regionale
PRESIDENTE. Con l'assestamento di bilancio abbiamo anche approvato una diminuzione della dotazione ordinaria delle spese per il Consiglio regionale pari a due milioni di euro. Il collegio dei Questori ha approvato la variazione del bilancio interno del Consiglio. Metto in votazione quindi la conseguente deliberazione di variazione del bilancio del Consiglio.
Se i colleghi hanno qualche minuto di pazienza, procediamo alla distribuzione. Bene, i colleghi hanno avuto modo di prendere visione della delibera.
(Interruzione)
Prego? E' in distribuzione, onorevole Moro, ai banchi di A.N.! Perfetto.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Mozione: CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA - VARGIU - LADU - SANNA Matteo - ARTIZZU - AMADU - PILI - LOMBARDO - RASSU - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo - LICANDRO - BIANCAREDDU - LIORI - MILIA - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - CASSANO - DEDONI - PISANO - SANJUST - RANDAZZO - MORO - ONIDA - MURGIONI sulla revoca del decreto istitutivo del Parrco Nazionale del Gennargentu e del Golfo di Orosei". (22)
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 114, comma 2, del Regolamento, è stato chiesto l'inserimento all'ordine del giorno della mozione numero 22 e la sua discussione immediata; qualora venga ritenuto, si può discutere la mozione immediatamente, oppure si può fissare, udita la Giunta regionale, la data per la sua discussione. Chiedo il parere della Giunta regionale sulla fissazione della data per la discussione della mozione.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Solo per precisare, Presidente, che qualora la Giunta ammetta la mozione, vorremmo trasformarla in ordine del giorno in modo tale che si possa procedere poi celermente col parere del Consiglio.
PRESIDENTE. Solo se la Giunta ammette la discussione immediata, altrimenti verrà discussa nella data stabilita.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personali e riforme della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore degli affari generali, personali e riforme della Regione. Naturalmente noi comprendiamo la estrema attualità delle tematiche che sono state sottolineate nella mozione, pensiamo però che meritino un approfondimento e una discussione molto ampia, per cui gradiremmo che questa mozione venisse discussa eventualmente ad una data da stabilirsi. Per quanto riguarda invece la possibilità che venga trasformata in ordine del giorno, noi ci rimettiamo al Consiglio.
PRESIDENTE. Va bene, stabiliremo in sede di Conferenza dei Capigruppo la data. Se i colleghi vogliono, così come prevede il comma 2 del Regolamento, possiamo far parlare due oratori a favore e due contro, se invece non lo ritenete utile, anche domani possiamo fare una Conferenza dei Capigruppo nella quale si fisserà la data.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Intervengo solo per un chiarimento, Presidente, voglio dire che era nostra intenzione far esprimere il Consiglio a sostegno dell'azione della Giunta che in questo momento dovrebbe essere, per quanto è di nostra conoscenza, al tavolo con il responsabile del Dicastero dell'ambiente, il Ministro Matteoli; volevamo esprimere il sostegno del Consiglio all'azione portata avanti dalla Giunta. Se questo non dovesse avvenire nell'immediatezza, credo che, come al solito, si potrà finire in questa Aula nell'annuale convocazione del Consiglio per parlare dei problemi delle zone interne. Credo che saranno in pochi ad ascoltarci perché vi è la ripetizione ogni quinquennio di una discussione nell'interesse generale delle zone interne da parte di questo Consiglio che poi non si conclude con azioni propositive.
Ecco perché si proponeva di poter, nell'immediatezza, accedere alla presentazione della mozione avvertendo e dichiarando preventivamente che la mozione non sarebbe stata discussa ma portata e trasformata in ordine del giorno, in modo che il Consiglio avrebbe potuto votare ritenendo opportuno o meno sostenere l'azione della Giunta ed essere al fianco delle popolazioni interessate dalla perimetrazione del Parco non solo con delle parole o con delle pagine sui giornali ma con un'azione concreta da parte del Consiglio regionale.
Questo era l'intento. Se non fatto nell'immediatezza, non comprendiamo perché la Giunta non acceda a questa proposta, non c'è nessun tipo di vincolo politico o di contrapposizione politica, evidentemente esistono ancora i pregiudizi.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, nessuno parla contro. Rinviamo alla Conferenza dei Capigruppo la determinazione della data nella quale la mozione verrà discussa in Consiglio.
Il Consiglio riprenderà, come annunciato, in seduta straordinaria domani mattina, venerdì 3 dicembre, alle ore 10 per la discussione sulla mozione numero 19.
La seduta è tolta alle ore 20 e 52.
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